VOID’S ABYSS
VOID’S ABYSS
Alessandro Sardei
Alessandro Sardei
In sovracopertina A. Sardei, Diagramma Void’s Abyss, 2024. Esistono spazi senza confini, non-luoghi dove l’assenza di forma si fa possibilità. Il Void non è più mancanza, ma pulsazione nascosta, rifugio da scoprire. La casa diventa un “dis-spazio” instabile, una scheggia tra reale e irreale. La dis-giunzione, il Void, il non-luogo non sono più idee astratte, ma territori da dis-abitare e sfidare. Il Void esplode ogni confine, frammenta l’esperienza dell’abitare e lascia che sia il perturbante a scolpire nuovi significati. Attraverso visioni outopiche e fratture inattese, Void’s Abyss invita a dissolvere i dogmi: a fare spazio all’indicibile, a contemplare l’abisso e lasciare che il vortice irrompa in noi.
“Questo vuoto pesa sul petto, fa una pressione che è in fondo all’oceano [...]. [...] Siamo preda delle nostre ansie, tu mi ricordi il mare d’inverno [...]”1.
1. Ele A, Nerissima Serpe, Oceano, in “Acqua”, 2024, min 0:01; 0:54.
PROGETTO EDEN. L’ALTRA CASA
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