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GOVERNO CIALTRONE? PRIMI GLI ITALIANI ! “Fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” Amici Miei Atto II, Monicelli 1982. Una temeraria intuizione, insomma, un vuoto legislativo e la voglia di passar dalle parole ai fatti. Nel paese dei cervelli in fuga, nel paese più vecchio del continente, quelli che restano devono aver un provato talento cristallino se, dal nulla e diventando precursori europei, sono riusciti a creare un’industria fiorente ed in continuo sviluppo. Un’industria che ha preso piede ed è stata esportata, un’industria che ha colmato i bisogni di migliaia di cittadini, anticipando il mercato farmaceutico e sottraendo proventi alla criminalità organizzata. “Prima gli italiani” ci dice il Governo. Questo slogan è stato applicato dagli imprenditori nostrani ed ha funzionato. Gli italiani sono stati i primi a pensare che i fiori di CBD ed i suoi derivati potessero avere un mercato ed hanno fatto scuola, anche all’estero. Adesso però, la scuola, l’Università, la filiera del CBD, un Governo costituito da cialtroni limpidissimi ha deciso, univocamente, di chiuderla. Per quale motivo? Non si sa. Ma, soprattutto, alla luce di questo agire, cosa resta del tanto invocato mantra nazional-popolare? Cosa resta del: “Prima gli italiani”? Secondo le associazioni del settore, il comparto della canapa industriale conta circa 3000 aziende che offrono stabilmente lavoro a oltre 10.000 persone, al netto degli oltre 20.000 lavoratori stagionali impiegati durante la raccolta. Il volume d’affari supera i 500 milioni di euro, dei quali circa 150 all’anno vanno alle casse dello Stato. Queste imprese creano posti di lavoro a tutte le latitudini della nazione ed impiegano soprattutto
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di questa fibra, dove la Lega gioca a destra di Fratelli D’Italia e dove Forza Italia brilla come forza moderata, ha nel DNA un netto antagonismo con l’Unione Europea dei “tecnocrati”. Ma siamo così sicuri che i tanto vituperati tecnocrati europei siano peggio dei cialtroni de noantri?
under 35 anni, il cui tasso d’occupazione in Italia è del 45%, percentuale più bassa d’Europa con una media del 58,6% . Alla luce di questi dati, andare e mettere il bastone fra le ruote di questa giovane filiera, invece di sostenerla, non rappresenta un crimine politico efferatissimo? Il diritto dell’Unione europea postula con chiarezza che un prodotto venduto legalmente in uno dei paesi membri non possa essere vietato in nessuno degli stessi, se non per motivi di salute pubblica che, in questo caso, a forza di ripetute esternazioni dell’Organizzazione Mondiale della Salute, evidentemente non sussistono. Il diritto amministrativo italico ribadisce con insistenza che la molecola di CBD non sia psicotropa e che quindi non debba essere normata in quanto tale. Perché allora procedere comunque ed in bando ad ogni legittimo margine di manovra giuridico? Ora, che l’attuale Governo avesse problemi con il diritto europeo e con i diritti civili, lo si poteva immaginare e sin dalle elezioni che lo hanno instaurato a Palazzo Chigi. Ma questo Governo ha problemi con il diritto in generale. Un Governo
Non per cattiveria, ma un cialtrone è chi non sa fare il proprio lavoro. Cialtrone è chi proclama urbis et orbis: “ Prima gli italiani” e poi è il primo si, ma a penalizzarli...cialtrone è chi se la prende con il diritto europeo accusandolo di privare l’Italia della propria sovranità legislativa e poi viene contraddetto dall’italianissimo TAR che conferma quanto prescritto dall’Europa. Tutto quanto premesso, siamo profondamente convinti che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli e nessun amante del diritto potrà, esimersi da quest’affermazione. Per questo motivo vogliamo chiedere al Premier Meloni di non indugiare nel paternalismo di un Governo che dovrebbe avere nella popolazione che dirige i suoi più amati figli. Un Governo a cui chiediamo fortemente di abbandonare questa strada strampalata, in opposizione ad ogni realtà scientifica e ad ogni contesto legislativo, perché se nessuno rinfaccia al Premier Meloni, come è sacrosanto che sia, il percorso di un padre, condannato per traffico di haschich, nemmeno il suo esecutivo dovrebbe, secondo la medesima attitudine, immischiarsi in quanto di meglio i suoi figli imprenditori hanno saputo creare senza necessità d’interferenze ideologicamente connotate. Libera cannabis in libero Stato!