LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985
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BIDEN GRAZIA LE CONDANNE PER CANNABIS. È IL PRIMO PASSO VERSO UNA RIFORMA FEDERALE? La politica statunitense sulla cannabis è venuta alla ribalta dopo che il Presidente Joe Biden ha concesso la grazia a tutti i cittadini americani condannati a livello federale per possesso personale di piccole quantità di questa sostanza. Biden ha inoltre spinto i governatori a fare lo stesso per quanto riguarda i reati statali. Ha anche incaricato il suo procuratore generale e il suo Ministro della Sanità di valutare se sia il caso di riclassificare la cannabis. La legge federale attualmente classifica la cannabis come sostanza controllata di serie I. In base a questo viene definita “attualmente inadatta a uso medico accettato e comportante un elevato potenziale di abuso”. A molti tale classificazione sembra ingiustificata, poiché vede la cannabis assimilata all’eroina e all’LSD e in una categoria di rischio più elevato rispetto alle droghe che provocano l’epidemia di overdose in America, ovvero il fentanil e la metanfetamina. “Non ha senso, troppe vite sono state rovinate a causa del nostro approccio fallimentare nei confronti della marijuana. È ora di porre rimedio a questi errori”. Presidente Biden. I sostenitori dicono che il cambiamento è il primo passo per portare un’industria da 33 miliardi di dollari (quasi 34 miliardi di euro) nel mainstream e per dare sol-
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lievo a chi è stato colpito dalla “guerra alle droghe” avviata negli anni Settanta. Troppi sono i sostenitori a considerare la notizia una gradita opportunità per intavolare una conversazione più ampia sulla riforma della cannabis. Tuttavia, è stato per molti uno shock e ha comprensibilmente fatto schizzare alle stelle le azioni della cannabis. Va notato che la grazia del Presidente è ancora relativamente limitata e riguarda solo il “semplice possesso”. Si stima che il numero di cittadini ammissibili alla grazia sia esiguo, ossia circa 6.500 persone in totale. Quasi 29 milioni di americani sono stati arrestati per reati legati alla cannabis dal 1965 a oggi. La maggior parte delle condanne per possesso sono registrate solo a livello statale e locale e gli indulti presidenziali riguardano solo le accuse federali. Attualmente, nessuno si trova in una prigione federale esclusivamente
per possesso di cannabis. Supponiamo che il riesame avviato da Biden richieda alla fine una nuova classificazione della cannabis. In tal caso, il governo federale dovrà rimettersi al passo con le riforme già in atto in diversi Stati americani. Le organizzazioni per la riforma chiedono al Presidente di declassificare la droga e di regolamentarla come l’alcol o il tabacco. Finora, 19 Stati hanno approvato la droga per uso ricreativo e 37 Stati e Washington hanno legalizzato la cannabis per uso medico. Si parla quindi di oltre il 40% della popolazione statunitense. Altri cinque Stati - Arkansas, Maryland, Missouri, North Dakota e South Dakota - sono pronti a votare il mese prossimo per la cannabis per uso ricreativo. Almeno altri quattro referendum sono previsti per il 2023 e il 2024. (RH)