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2020 02 IT

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La rivista della cannabis dal 1985

www.softsecrets.com/it | Numero 2 - 2020 18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi

GRATIS

Gettare il cuore oltre l’ostacolo

AMSTERDAM

Siamo alle porte della primavera la stagione più attesa dai nostri prodi lettori e dalle nostre prodi lettrici. L’aria si fa frizzantina, la temperatura appropriata, le nostre semenze attendono solo di essere germinate e accudite con la cura e l’amore di Fabrizio Dentini necessario ad ogni forma di vita.

white berry • sensi-star • delahaze • pandora • belladonna • wappa • allkush • atomical haze • ice cream • nebula

C R E S C I TA NTE STUPEFACE

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Coltivare cannabis nel nostro paese è una scelta di campo: è l’opzione per chi, non volendo dare una lira alla criminalità organizzata e stanco di doversi foraggiare al mercato nero per prodotti non sempre di buon livello, si decide a produrre per sé stesso. Ma è anche la decisione del malato che, sofferente da un lato ed esausto per l’ipocrisia dall’altro, sceglie la lotta, la resistenza. Coltivare piante, coltivare cannabis per i nostri bisogni è quindi un’opportunità che la natura sovrana riserva a tutti gli appassionati, senza discriminazione alcuna. È un momento in fondo, si tratta di prendere serenamente coscienza di un unico e fondamentale aspetto del nostro vivere: il futuro è a nostra portata di mano e, a volte, una semplice piantina può aiutarci a ricordarlo. Siamo alle porte della primavera, la vita ricomincia oggi come nel tempo passato. Per questo motivo vogliamo dedicare questo numero alle nostre lettrici, alle nonne, alle madri, alle figlie, alle sorelle e alle mogli. Siamo convinti che la femminilità sia il più grande motore delle nostre esistenze, sia la leva invisibile che ha solcato la storia. Più spesso noi maschietti dovremmo specchiar-

Red Hot Cookies® SWS83

ci in voi, perderci senza paure nel vostro specchio sublime, perché femminilità è la dimensione di chi rispetta e protegge, femminilità è l’albergo di chi semina, di chi sa attendere e raccogliere. Attesa, pazienza, dolcezza. Questo numero è dedicato a chi ci ha insegnato le basi della convivenza, a chi ci ha dato gli strumenti per accogliere e per comprendere. La natura è misura di tutto e questa natura è femmina, creatrice, portatrice di un fuoco vitale. Siamo alle porte della primavera. E coltivare cannabis significa amare. Imparare ad amare una pianta implica un processo di conoscenza del mondo, ci aiuta ad entrare in contatto con la sua dimensione più vera, quella vitale e misteriosa del segreto della creazione. La piantina è ormai germinata, l’abbiamo messa a dimora nel suo vaso, i cotiledoni si aprono come ali verso il futuro, lei e fragile, va protetta, lei è pura non conosce nulla al di fuori di quel piccolo vaso. Adesso sta a noi alla nostra sensibilità, alla nostra abilità nel cercare il compromesso corretto fra tutte le variabili che influiscono sul benessere di una pianta, sta a noi guardare e carpire il segreto della vita, giorno

Quick Critical+

dopo giorno, ora dopo ora, attimo dopo attimo, unico ed irripetibile. Nel momento stesso in cui ci immergiamo nella contemplazione delle nostre piante tocchiamo con lo spirito uno scampolo di sacro, ci rivolgiamo, forse inconsciamente, all’ambito dello sconosciuto e del divino. Cerere, Iside, Pachamama seguono i nostri passi, benevole e capricciose, sorridono ai nostri errori e ci danno piccoli indizi che dobbiamo semplicemente imparare a riconoscere. Aprite e leggete il numero primaverile del vostro giornale preferito. Troverete le parole che proprio Iside, Cerere e Pachamama ci hanno esortato a condividere con il nostro popolo, appassionati di botanica, amanti della marijuana, folli seguaci della natura, la stagione è alle porte, aprite il vostro cuore con speranza, gettatelo oltre l’ostacolo di questa mondo ingiusto e pieno di contraddizioni: solo la purezza di chi ama il prossimo ci redimerà, quindi, per prima cosa, cominciate con l’amore per le vostre piante. Buona primavera e che il raccolto sia fiorente e salutare. Soft Secrets sempre al vostro fianco.


@CANNAItaly

canna.official

www.canna-it.com


3 pag.

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La pianta dell'immortalità

pag.

28

LEZIONI DA UNA COLTURA INVERNALE GIAMAICANA

pag.

32

Cannabis ad alto contenuto di CBD

Accesa concorrenza nella Cannabis

pag.

35

Purple Punch

di Barney's Farm

Strawberry Lemonade Barney’s Farm www.barneysfarm.com

pag.

45

Canapa Mundi 2020 VI edizione alla Nuova Fiera di Roma


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SEED BANK

Paradise Seeds presenta Sunset Paradise, una delle tre nuove varietà presenti in una confezione Limited Edition che verrà rilasciata questa primavera.

Sunset Paradise Il Lussuoso Gusto di Gelato di Paradise Seeds

Sunset Paradise è la versione Fast Paradise Seeds della super popolare Gelato, un’ indica esotica riconosciuta come una delle varietà più amate negli Stati Uniti negli ultimi tempi. Paradise Seeds ha impiegato diverso tempo per perfezionare la sua versione, ma i fan del breeder olandese sanno che l’azienda non si affretta mai su queste cose e rilascia una versione solo quando pienamente soddisfatta del risultato finale. colore di foglie viola e blu". Il tempo del raccolto è arrivato dopo esattamente otto settimane di fioritura, producendo una quantità impressionante di pepite grasse, pesantemente rivestite di tricomi. Le altezze finali per le due Sunset Paradise erano 84 e 89 cm.

Raccolto Il raccolto a secco complessivo delle 2 piante è stato 225 gr.

Profumo ed Esperienza

Germinazione e fase Vegetativa Due semi femminizzati di Sunset Paradise sono stati germogliati dal rinomato tester, The Doc. Sono stati inseriti in un mix di terreno ed entrambe le piantine hanno richiesto meno di 2 giorni per emergere. Le piantine sono state in vegetativa per 4 settimane, durante le quali hanno mostrato una crescita robusta ed iniziato a mostrare alcuni elementi distintivi della personalità unica di questa varietà. Insolitamente per un’ Indica la crescita non è stata densa o folta, con entrambe le piante che mostravano un modello di crescita molto aperto piuttosto distintivo. Raggiunta la fine della fase vegetativa, entrambe le piante hanno iniziato a mostrare i loro veri colori - letteralmente - come ha annotato The Doc nel suo diario di coltivazione: "steli e foglie hanno iniziato a tingersi di meravigliosi rossi, viola e blu. Sembra che questo sarà un amore colorato..". Le piante erano alte 37 e 40 cm mentre si passava alla fioritura.

Fase di Fioritura Entrambe le piante hanno continuato a mostrare grande uniformità anche in questa fase e ancora una volta questa Indica, unica nel suo genere, ha mostrato chiari segni distintivi su entrambi gli esemplari. Insolitamente per un' Indica, c’è stato un significativo allungamento dello

stelo e dopo solo quattro settimane di fioritura entrambe erano già raddoppiate in dimensioni, 80 cm l’una. Il meraviglioso spettacolo dei colori, notato per la prima volta nella fase vegetativa, ha continuato a manifestarsi, con gli steli principali e i rami laterali che diventavano rossi nella metà superiore mentre le foglie scure all’ombra passavano dal verde al blu brillante fino al viola porpora. A questo splendido spettro di colori si aggiungeva la prima produzione di resina, che si manifestava in un generoso luccichio di tricomi argentei. La formazione dei fiori è impressionante, con molti calici che si sviluppano (con un elevato rapporto calice-foglie) e si aggregano in robusti grappoli tondeggianti. Questa fase ha mostrato una maggiore uniformità di sviluppo con la formazione di dure gemme corpulente e una massiccia iniezione di resina profumata nella seconda metà del periodo. L'abbondante produzione di resina ha totalmente saturato i fiori, ma ha anche visto una sua diffusione significativa sulla prima parte delle foglie. Ad accompagnare questo spettacolare festival di resina è stato l’affascinante profumo floreale dolciastro che ha riempito la grow room. The Doc lo descrive come "una complessità vanitosa, con note di agrumi, una dolcezza berrylicious, piccantezza speziata e un distinto punto di lavanda davvero appropriato, dato quel

La personalità unica di questa genetica è insita nei buds, che The Doc ha descritto come "vero regalo per gli occhi" grazie al loro esotico aspetto cromatico (e al generoso rivestimento di tricomi). Nel suo diario annota: "Hanno qualcosa in più, si distinguono da molte altre genetiche".

senza mettere fuori gioco - un morbido effetto indica duraturo che non pesa. Il suo spettacolo di colori unico e il suo folle ammasso di resina sono realmente impressionanti, così come la vertiginosa combinazione di elementi che ne caratterizzano il profumo. Stimolante per le papille gustative e l'appetito, la felicità rilassata indotta da Sunset Paradise conquisterà molti cuori sia tra gli utenti terapeutici che ricreativi.

Dati di Coltivazione: Genetics

Sherbert Vegetative stage

4 settimane

Floweringstage

56 days / approx. 60 days in general

Medium

Un concetto che si estende allo squisito aroma, molto caratteristico, che spinge l'elemento lavanda in primo piano, deliziosamente mescolato con note fruttate di arancia e lampone, oltre ad una punta di piccantezza speziata. Per testare l'esperienza, è stato usato mezzo grammo di Sunset Paradise. Il primo puff è stato pieno di sapore: quel profumo di lavanda si è tradotto in un leggero gusto di lavanda al palato che si è sciolto in una dolcezza fruttata (con un tocco speziato skunky) che stuzzicava le papille ed indugiava sulla lingua.

Thin Mint GSC x Sunset

Plagron Grow Mix soil, 11 litri

pH

6.2-6.6

EC

1.2–1.8 mS

Light

up to 12 x SANlight S4W = 1680 watts

Temperature

19-28°C

Air humidity

40-60%

Watering

by hand Organic Bloom Liquid +

Sin da subito emanava una sensazione di formicolio sulle tempie, poi ha iniziato a rilassarsi la fronte e il terzo puff ha portato un'ondata di euforia. Verso la fine il buzz è diventato molto fisico, con una forte effetto sui muscoli del corpo che rilassa gli arti stanchi.

Fertilisation

Organic More PK from Green Buzz Liquids Living Organics, More

Additives/

Roots, HuminSäure Plus,

stimulants

Big Fruits, Fast Buds and CleanFruits from Green

L'effetto viene descritto come “beatitudine nella mente e rilassamento del corpo, sentimenti complementari che inducono un vero senso di benessere”. The Doc ha osservato che l'esperienza è stata duratura , per oltre due ore.

Buzz Liquids Tools

CleanLight Pro for mold prevention

Height

84 and 89 cm

Analisi Finale

Yield

complessivo, asciutto,

Sunset Paradise è uno strain a predominanza Indica che induce beatitudine e relax

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225 gr.


Nuovo

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PRODUCTS

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In questo modo il ballast consente di far funzionare luci a 250 o 400 W durante la fase vegetativa, quando le piante non hanno ancora bisogno di livelli di luce più elevati, risparmiando così energia. Successivamente, durante la fase di fioritura quando è richiesta la massima potenza, i livelli di uscita possono essere aumentati a 600 W e SuperLumens, ottenendo un risultato migliore con costi contenuti.

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NUOVA PURPLE KUSH NON AUTOFIORENTE DI BUDDHA SEEDS Purple Kush non autofiorente di Buddha Seeds è il nostro tributo a quei bei momenti condivisi, la cui essenza è tornata in questa versione attraente e modernizzata. Un flashback che vi riporterà a quei meravigliosi anni '90. Un lavoro altamente dedicato che si è concentrato sulla stabilizzazione delle massime qualità di ognuno dei suoi tre antenati, ottenendo un ibrido non autofiorente ad alta potenza indica. Con una crescita esplosiva, Purple Kush arriva alla fase di fioritura in soli 60 giorni. La tonalità viola intenso che acquista ognuno degli individui si distingue dalla

prima settimana. Può culminare, a seconda delle condizioni ambientali, con una vera e propria gamma cromatica di colori brillanti grazie alla sua abbondante resina. Ideale per realizzare i propri estratti (secco/ghiaccio). Purple Kush è resistente all'umidità, perfetto per le regioni con tempi di crescita all'aperto più brevi, questo strain è ressistente ai parassiti e molto produttivo. In breve, semplice da curare con un elevato volume di produzione nel raccolto. L'effetto di Purple Kush è piacevole, ideale per raggiungere il vostro tempo di relax

dopo una giornata stressante. Induce l'appetito. Apprezzerete frutti di bosco con note terrose. Ambiente: Interno/esterno Sesso: Femminizata Genetica: Ibrido prevalentemente indica Tempo di fioritura: indoor 60 giorni Mese del raccolto all'aperto: Inizio Ottobre (Emisfero Nord) / Inizio Aprile (Emisfero Sud) Produzione m² 400 - 480 g Produzione esterna per pianta 900 - 1500 g Sapore: Gustosi frutti di bosco con note terrose Effetto: Rilassante, piacevole, induce l'appetito

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Eventi sulla cannabis

CannaTrade 2020, 15 – 17 maggio 2020 BernExpo, Berna, Svizzera

Dopo oltre 12 anni la CannaTrade ritorna alle sue origini a Berna. È infatti qui che nel 2001 ha avuto luogo la prima fiera della canapa. Terminato il periodo dei „sacchetti profumatori “, quando, nel 2008, mancava poco alla legalizzazione della canapa in Svizzera, la fiera iniziò a girare tutta la Svizzera fino a ritrovare ora il suo splendore, anche grazie alla liberalizzazione a livello mondiale ed il boom sempre crescente del CBD.

in collaborazione con la ditta americana International Conferences Group, mentre ci sarà grande attesa tra gli espositori per il CannAward, che premierà i migliori prodotti in 10 diverse categorie. Ma anche i produttori di CBD avranno il loro momento di gloria; sarà il CannaSwissCup a proclamare la migliorerba CBD annata 2019. Non ci sarà certo da annoiarsi!

Le ultime edizioni della CannaTrade nel famoso padiglione 622 a Zurigo raggiungevano sempre il tutto esaurito, deludendo così oltre 150 richiedenti. La sempre crescente richiesta di partecipazione ha portato alla decisione di ritornare alla BernExpo.

Informazioni: contact@cannatrade.ch / 0041 31 398 02 35

Grazie alla nuova area espositiva di oltre 12'000 m2 la CannaTrade 2020 potrà offrire una gamma vastissima di tematiche tutt’attorno la canapa, il CBD, la coltivazione, la cultura del fumo e dei vaporizzatori, la medicina, gli alimentari, la cosmesi, materiali edili, arte e cultura. Più di 300 espositori presenteranno i loro prodotti ed innovazioni

Tutte le info: www.cannatrade.ch

e forniranno preziosi informazioni e servizi sulla pianta della canapa. Si prevede inoltre l’afflusso di circa 2000 Business Visitors provenienti da tutto il mondo, nonché dai 10'000 ai 15'000 visitatori svizzeri ma anche esteri. Manifestazioni come il Hemp Food Festival, il campionato svizzero nel Jointroll come pure dibattiti di medicina, coltivazione e

politica, rappresentano i veri „highlights“ per i visitatori. Ai clienti Business è riservata la Business-Lounge dove potersi rilassare e, perché no, scambiare le proprie idee con altri partecipanti. Visto il grande successo riscontrato nel 2019, il giorno antecedente la fiera, avrà nuovamente luogo la „International Cannabis Business Conference (ICBC)“


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La pianta dell'immortalità Aloe vera e proprietà benefiche nella coltivazione di marijuana L'Aloe vera è una pianta succulenta appartenente alla divisione delle angiosperme, tipica dei climi tropicali, subtropicali e aridi. L'Aloe possiede una miriade di proprietà benefiche che attirano un interesse sempre maggiore di più persone e settori. Oggigiorno la maggior parte dell'Aloe viene coltivata per un successivo impiego medicinale o in campo agricolo. Etimologia Il termine Aloe vera ha una doppia origine, infatti gli arabi si riferivano a questa pianta con la parola "alloeh" che significa "sostanza amara brillante" per via della sua linfa, mentre il termine "vera" deriva dal latino e significa semplicemente "vero".

Un po' di storia L'Aloe vera già diversi millenni fa era diffusa come pianta medicinale, i greci pensavo che fosse la panacea cioè il rimedio universale per ogni male, mentre gli antichi egizi la chiamavano "la pianta dell'immortalità", nel famoso papiro di Ebers, datato 1550 a.C., sono riportati vari utilizzi dell'Aloe, inoltre si dice che sia Cleopatra che Nefertiti impiegassero costantemente l'Aloe nei trattamenti di bellezza.

Descrizione e habitat Il nome botanico è Aloe barbadensis Miller, è un arbusto perenne che può raggiungere un metro di altezza, le sue foglie sono di forma triangolare lanceolate, con i margini

seghettati e spinosi, con una spina sulla punta finale. Le foglie sono di colore verde infatti questa pianta è anche denominata sempreverde. L'Aloe fiorisce in estate, le infiorescenze partono dal centro di origine delle foglie e si elevano su un peduncolo che può misurare anche 80-90 centimetri, il colore dei fiori varia dal giallo al rosso. Il frutto è una capsula deiscente, tipico dei frutti secchi, dalle dimensioni di circa 2 centimetri con all'interno dei piccoli semi. È una pianta autosterile, i fiori maschili non possono impollinare fiori femminili appartenenti alla stessa specie, perciò ricorre all'impollinazione incrociata eseguita da agenti esterni come il vento o alcuni tipi di insetti che prelevano il polline da piante di un'altra specie e lo depositano sui fiori pistilliferi, dell'Aloe in questo caso. L'Aloe molto probabilmente è originaria della parte sud ovest della penisola Arabica, ma oggigiorno è coltivata in molte regioni africane, in Europa è stata introdotta nel XVII secolo e la Spagna rappresenta la maggior produttrice con le sue vastissime coltivazioni che si estendono per tutto il sud. Predilige un clima arido e secco.

Infiorescenza di Aloe vera

Composizione chimica L'Aloe vera contiene più di 70 composti potenzialmente attivi, tra i quali vitamine del gruppo B, minerali, enzimi, carboidrati, lignina, saponine, acido salicilico e numerosi amminoacidi. Ognuno di questi componenti attribuisce all'Aloe differenti proprietà benefiche tra le quali, antiinfiammatorie, antiossidanti, immunostimolanti, lenitive e antibiotiche.

Come coltivare l'Aloe vera Coltivare l'Aloe vera è piuttosto facile, la sua moltiplicazione avviene per seme o per talea; per realizzare un clone di Aloe bisogna asportare una delle foglie laterali che nascono alla base del tronco, la foglia asportata deve essere interrata per

almeno 10-15 centimetri per consentirle di sviluppare un forte apparato radicale. Preferisce un substrato di coltivazione sabbioso e ben drenante, cresce bene anche in terreni rocciosi e ha bisogno di poca acqua, le foglie ne immagazzinano una quantità enorme che gli permettono di resistere bene agli stress idrici. Non sopporta il clima gelido ma in compenso è molto resistente a parassiti e malattie. È una pianta che richiede poche cure e attenzioni.

Usi dell'Aloe L'Aloe vera trova una vasta gamma di impieghi, dal campo medico alla cosmesi, dal settore agricolo a quello alimentare. In medicina è utilizzata soprattutto nella


12 Aloe vera juice, gel & powder Realizzare un estratto di Aloe vera è abbastanza facile e per niente dispendioso. Possiamo facilmente produrre in casa differenti tipologie di estratti, il succo, il gel e la polvere di Aloe. Il succo di Aloe, o Aloe vera juice, è utilizzato soprattutto come spray fogliare e in

Aloe; innanzitutto con un coltello affettare le foglie in parti sottili, disporle sui vassoi dell'essiccatore e avviare il programma di essiccazione. Quando le foglie risultano completamente essiccate vanno elaborate con il frullatore fino a creare una polvere fine. L'Aloe powder può essere conservato per lungo tempo in luogo fresco e asciutto, fino al suo impiego sia per irrigazione che come spray fogliare.

La polpa visibile all'interno delle foglie

dermatologia, come medicinale ad uso topico per la cura di irritazioni cutanee, acne, ferite e psoriasi. Nell'industria alimentare è impiegata come integratore o come prodotto dietetico. Esistono numerosi studi che mettono in evidenza alcuni effetti collaterali associati con l'ingestione costante di quantità elevate di Aloe. Nella cosmesi invece è utilizzata per la realizzazione di moltissimi prodotti per il trattamento della pelle, come saponi, creme idratanti, shampoo, gel da barba e struccanti. È diffusa anche come pianta ornamentale in ambito domestico. Nel settore agricolo l'Aloe trova largo impiego, nella produzione di fertilizzanti e stimolanti di origine naturale. Ma vediamo come può essere utile nella coltivazione di marijuana.

Aloe vera e Cannabis I composti attivi che possiede l'Aloe fanno di questa pianta un potente alleato della cannabis. Le vitamine del gruppo B contenute negli estratti di Aloe forniscono vigore e aiutano la pianta a combattere diverse forme di stress, alte temperature, mancanza d'acqua o la presenza di parassiti; inoltre le vitamine conosciute con il nome di B1 e B2 sono dei potenti stimolatori radicali.

Contiene anche numerosi minerali, tra i macronutrienti possiamo distinguere il calcio, il magnesio, il fosforo e il potassio, mentre tra i micronutrienti ci sono sodio, cloro, ferro, zinco, manganese e rame. Gli enzimi presenti negli estratti di Aloe vera mantengono pulita la zona della rizosfera e più in generale del substrato, riducendone l'accumulo di sali minerali. È ricca di differenti classi di carboidrati, un aspetto vantaggioso per la vita nel suolo, infatti i microrganismi che popolano il terreno si nutrono di carboidrati che generalmente vengono somministrati dalla pianta, con gli estratti di aloe forniamo energia in più. La lignina è una componente fondamentale del legno, fornisce rigidezza alle pareti cellulari. L'impiego di estratti di Aloe nella coltivazione di marijuana garantisce la crescita di piante più sane e forti. Le saponine di cui l'Aloe è ricca, sono un ottimo agente tensioattivo in grado di rompere la polarità delle molecole d'acqua rendendola più penetrante. Gli estratti contengono anche acido salicilico, un fitormone con potenti proprietà immunostimolanti, grazie a questo composto le piante sviluppano delle difese immunitarie più forti e non richiedono l'impiego di pesticidi.

Clone di Zkittlez immerso nel gel prima di essere trapiantato

Esemplare di Aloe vera fertirrigazione, mentre il gel trova largo impiego come stimolatore delle radici nella realizzazione di nuovi cloni. Per preparare il succo di Aloe sono necessarie solo alcune foglie fresche, acqua decantata, un frullatore ed un colino. Un paio di foglie di medie dimensioni sono sufficienti per preparare 1 litro di Aloe juice. Con un coltello sminuzzare le foglie in piccole parti e immergerle in 1 litro di acqua decantata all'interno del frullatore, avviare il frullatore per circa 10 minuti, quando la miscela è completamente omogenea e assume un aspetto schiumoso di colore giallo è il segnale che il succo di Aloe è pronto. Prima di utilizzare il succo bisogna filtrarlo soprattutto se viene impiegato come spray fogliare o nei sistemi di irrigazione automatici, con il colino filtrare il succo dalle parti vegetali più grosse. Gli estratti di Aloe sono molto instabili e si degradano rapidamente, infatti la maggior parte degli estratti di Aloe in commercio contengono conservanti; per usufruire totalmente dei vantaggi che offrono gli estratti di Aloe è necessario utilizzarli al momento stesso della loro realizzazione. L'Aloe vera juice va diluito in acqua, preferibilmente di osmosi o decantata, prima di essere applicato alle piante di cannabis. Il gel di Aloe viene estratto dalla parte interna delle foglie appena asportate dalla pianta; con un pelaverdure eliminare lo strato superficiale delle foglie fino ad arrivare alla polpa e con un cucchiaino prelevare il gel all'interno. Anche il gel può essere impiegato come spray fogliare o in fertirrigazione, previamente diluito in acqua di buona qualità. Per realizzare la polvere sono necessari un frullatore, un essiccatore per la creazione di frutta secca e alcune foglie fresche di

L'Aloe nella coltivazione di Cannabis Nella coltivazione della cannabis gli estratti di Aloe sono utili soprattutto per ridare vigore a piante che presentano difficoltà nella crescita. Il dosaggio degli estratti di Aloe varia da pochi millilitri per litro, fino a raggiungere il rapporto di 1:20 per applicazioni fogliari e di 1:10 se somministrati per irrigazione, il rischio di over-fertilizzazione non esiste con prodotti così naturali. Gli estratti di Aloe possono essere somministrati ogni qual volta vengono irrigate le piante. Come spray fogliare è anche un ottimo rimedio per contrastare malattie di natura fungina come l'oidio. Nelle operazioni di trapianto aiuta le piante a sopportare lo shock ed è molto efficace per la germinazione di nuovi semi. Immergere i semi in una soluzione di acqua ed estratto di Aloe, per 24 ore, agevola la loro apertura. Questo metodo è efficace anche per fare attecchire più facilmente nuovi cloni. Inoltre il gel di Aloe vera funziona come i gel a base di ormoni, presenti in commercio, utilizzati per stimolare la formazione di radici da parte dei cloni. In questo caso è anche possibile utilizzare una foglia fresca di Aloe, tagliarla lungo il lato più corto e immergere all'interno la punta inferiore del fusto dei cloni, allo stesso modo di un gel radicante. Gli estratti di Aloe vera si inseriscono molto bene nelle coltivazioni in veganic e con qualsiasi metodo di coltivazione della cannabis. Coltivare piante di Cannabis con l'ausilio di altre piante è il metodo più naturale che con poca spesa garantisce tanta resa di ottima qualità. Plant food plant!


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Topic sui fertilizzanti Hai qualche domanda riguardo i fertilizzanti in generale o su come fertilizzare le tue piante? Invia le tue domande a francesco@bionova.nl. In ogni edizione di Soft Secrets verranno pubblicate le risposte a molte dei vostri quesiti. Tutte le altre domande possono essere trovate su bionova.nl & softsecrets.com

“Perché devo fertilizzare le mie piante?”

“Perché i fertilizzanti A+B non sono in una sola bottiglia?”

Come le persone, le piante hanno bisogno di nutrirsi regolarmente per poter sostenere le proprie attività vitali. Senza l’apporto di nutrimenti la pianta non riuscirebbe con la sola energia prodotta attraverso la fotosintesi a sostenere la biomassa in crescita. I fertilizzanti dopo la luce e l’acqua sono il primo fattore limitante la produzione ma anche la prima arma a disposizione del coltivatore per aumentare le proprie produzioni quantitativamente e qualitativamente.

I fertilizzanti A + B sono imbottigliati separatamente poiché alcuni degli elementi al loro interno non possono essere direttamente miscelati insieme. Durante la preparazione della soluzione nutritiva le due componenti A e B vanno aggiunte una alla volta all’acqua già presente nella tanica di nutrizione, prima la componente A miscelando con cura e successivamente la componente B. in caso contrario gli elementi presenti reagirebbero chimicamente tra loro modificando le caratteristiche del prodotto. Più precisamente si vengono a creare tra le molecole dei legami molto forti, inscindibili, tali che la pianta non è più in grado di assimilare gli elementi nutrivi.

“Che differenza c’è tra i fertilizzanti Minerali & I fertilizzanti Organici?” Ai fertilizzanti organici, prodotti a partire dalla sostanza organica (SO), si attribuisce un complesso di azioni fisiche – chimiche – biologiche che si manifestano sul suolo con varia intensità. Per definizione sono concimi organici quelli prodotti da attività biologica e che contengono carbonio legato chimicamente ad un elemento della fertilità e derivano solo da materie prime di origine vegetale, animale o mista. I concimi organominerali invece sono quelli ottenuti dalla miscelazione di uno o più concimi organici con uno o più concimi minerali. Mentre i concimi minerali o chimici sono quelli ottenuti da giacimenti minerali, usati tali e quali o trattati industrialmente con processi di raffinazione o di trasformazione, quelli ottenuti per via sintetica dal trattamento industriale di prodotti inorganici di origine biologica. Il ricorso ai concimi minerali ha permesso in passato al coltivatore di ottenere produzioni mai viste prima, ed il progresso agronomico ne fu fortemente condizionato. È facile capire il perché: se mettiamo a confronto le produzioni di colture fertilizzate con organico e quelle con minerale a parità di elementi chimici (NPK) ci accorgiamo che il dato generalmente è sbilanciato a favore delle seconde. Questo è vero solo se viene analizzato il caso singolarmente e non in una visione di lungo periodo. Infatti, nel lungo periodo, con la sola fertilizzazione minerale otteniamo produzioni elevate ma incostanti e di anno in anno impoveriamo la dotazione di SO del substrato di coltivazione. Con la fertilizzazione organica riusciamo ad ottenere produzioni costanti nel tempo mantenendo una buona dotazione in SO nel suolo preservando le caratteristiche dello stesso.

“Quando devo iniziare a fertilizzare le piante?” Per quanto riguarda le piante germinate dal seme l’esperienza ci ha insegnato che i giovani semenzali si inizino a fertilizzare dopo la piena formazione del secondo paio di foglie vere. Per i cloni il discorso è differente. In presenza d cloni radicati pronti al trapianto possiamo e dobbiamo iniziare la nutrizione nella stessa giornata per aiutare le piante a recuperare rapidamente lo stress causato dallo spostamento in un ambiente nuovo e dal trapianto. Se le radici non sono molto sviluppate si può prevedere il primo trattamento, sui cloni, per via fogliare. Restano comunque molti i fattori che possono influire sulla rapidità della germinazione, sulla velocità dell’emergenza o dell’attecchimento dei cloni. L’inizio della fertilizzazione è molto influenzato dalla scelta del substrato. Ogni tipologia di substrato presenta caratteristiche differenti in relazione alla presenza o assenza in elementi nutritivi. Quindi ci troviamo a coltivare in substrati organici l’inizio della fertilizzazione può essere programmato dopo circa due settimane dalla piena germinazione, invece nel caso di coltivazione in sola fibra di cocco o in substrati inerti siamo obbligati ad inumidire con soluzioni diluite e con molta frequenza i semenzali o i cloni poco dopo la loro germinazione o attecchimento.

Inviate le vostre domande riguardo I fertilizzanti in generale e/o su come fertilizzare le vostre piante a Soft Secrets: francesco@bionova.nl

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“Qual è il miglior modo per eseguire un flush alle mie piante?” La miglior maniera per eseguire un flush o lavaggio del substrato per alleggerire il carico di elementi nutritivi alla fine della fase di fioritura è attraverso l’utilizzo di soluzioni enzimatiche molto concentrate. Gli enzimi sono molecole proteiche specializzate che agiscono catalizzando numerosi processi biochimici. Alcune delle caratteristiche più evidenti degli enzimi sono il modo specifico in cui lavorano, ed in particolare la loro velocità. Il funzionamento degli enzimi è completamente garantito senza alcuna perdita di elementi o effetto collaterale sulla coltura, e non necessita l’aggiunta di altri prodotti. Infine gli enzimi Velocizzano l’attività batterica con il risultato che nutrienti e minerali presenti nel substrato vengono rapidamente convertiti in modo da essere resi nuovamente disponibili, essere assimilati più facilmente dalle piante garantendo un costante abbassamento della concentrazione dei nutrimenti rimasti nel vaso a fine fioritura consentendo quindi l’ottenimento di un prodotto finito pulito, privo di residui all’interno dei tessuti e che ad ogni annusata regala un’esplosione di aromi persistenti e duraturi.

“Differenza tra i fertilizzanti liquidi e quelli solidi?” Le differenze principali risiedono nelle forma fisica dei prodotti, nelle modalità di utilizzo dei prodotti e nella velocità d’azione degli stessi. Solitamente quelli in forma liquida possono essere gas liquefatti, soluzioni o sospensioni. Quelli in forma solida possono essere granulari, in cristalli o polverulenti. La forma fisica determina la loro percentuale di solubilità in acqua e quindi disponibilità per le nostre piante. Tra i fertilizzanti quelli che presentano una maggiore solubilità e prontezza d’azione sono senza dubbio i formulati liquidi. Questa loro caratteristica si traduce in una maggior efficienza dei trattamenti nutritivi, sia che stiamo praticando l’irrigazione manuale, o tecniche più avanzate di coltivazione e fertirrigazione, o trattamenti fogliari. Le forme solide presentano una solubilità inferiore rendendo molte volte scarsamente efficienti i trattamenti nutritivi. Di contro i fertilizzanti solidi rispetto a quelli liquidi meglio si adattano ad una logica di fertilizzazione di fondo, ovvero la prima praticata principalmente per coltivazione outdoor o per la preparazione ed il recupero del terriccio dei vasi.

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Growing di CBG

giore potenza con coltivazioni fuori suolo, possiamo tranquillamente affermare che il nostro metodo non teme rivali, la nostra Gorilla Glue #4 ha vinto la coppa a Spannabis 2018 con valori esagerati di THC: 32,6 THCA e 29.9 THC. Non crediamo sia un risultato da record ma certamente il valore misurato è stato altissimo e dimostra in maniera empirica come sia sbagliato il convincimento di cui stavamo parlando. Stesso discorso vale per i terpeni, anch'essi si svilupperanno in maniera cospicua dando alla fumata finale un sapore veramente speciale. Come accennavo anche precedentemente, l’aggiungere solo acqua fino alla fine permette di avere un prodotto davvero pulito, a differenza delle infinite possibilità di errore che abbiamo usando dei prodotti liquidi che alterano il pH dell’acqua e ne cambiano le proprietà chimiche. Con il nostro prodotto sarà anche più semplice coltivare o almeno sarà più difficile sbagliare!».

Un raccolto migliore Il metodo organico dei nostri nonni applicato alla cannabis In questo numero di SSITA ho deciso di dare spazio a realtà italiane impegnate nel mondo della cannabis. Il loro prodotto è focalizzato sulla tecnica del supersoil e secondo me è l’innovazione che più ha contribuito nell’innalzare la qualità dei prodotti che consumiamo. Ma ora lasciamo la parola al nostro ospite. «Siamo un collettivo di grower italiani che, stufi del proibizionismo, hanno deciso di trasferirsi a Barcellona per respirare un'aria diversa e per inseguire un sogno: poter coltivare un po' più liberamente la nostra amata pianta. Siamo un gruppo abbastanza eterogeneo ma molto unito, alcuni di noi si conoscono da più di 10 anni, altri si sono incontrati per caso ma fin da subito la passione comune ci ha unito in maniera molto forte. Il prodotto che stiamo mettendo in commercio è molto innovativo ed è la conseguenza di 5 anni di ricerca e sviluppo, moltissimi sono stati infatti i test con numerosi strain prima di trovare un bilanciamento quasi perfetto. Ogni pianta infatti ha un metabolismo differente ed un diverso fabbisogno nutritivo; trovare quindi una mescola che vada bene un po' per tutti gli strain in commercio (o almeno per gli oltre 100 testati in questi anni) non è stato semplice».

SSIT: Come si compone il vostro prodotto? «L'idea è molto semplice: provvediamo a fornire al cliente un kit contenente dei mix di polveri ed elementi organici che andranno miscelati ad un terreno non prefertilizzato e si potrà arrivare fino al raccolto aggiungendo solo acqua e niente più. Chi utilizzerà il nostro supersoil mix potrà letteralmente buttare nel cestino i suoi misuratori di conduttività elettrica e di pH: il nostro terreno infatti sarà bilanciato dalle nostre polveri per mantenere un pH perfetto per tutto il ciclo. Per quelle piante che avessero bisogno di un po' di carburante in più offriamo due soluzioni aggiuntive: il top dress per ammendare in superficie il terreno in fioritura o la possibilità di fertirrigare con un tea organico preparato da noi in modo da colmare le lacune presenti nelle piante con una fioritura più lunga o semplicemente più affamate».

SSIT: Cosa significa supersoil? «Supersoil è un termine creato dal grande Subcool di TGA, noto breeder e produttore di semi e primo a commercializzare un terreno altamente ammendato

che permettesse in maniera semplice ed efficace di poter coltivare la cannabis senza utilizzare prodotti liquidi e aggiungendo sola acqua per tutto il ciclo. Proprio qualche giorno fa il grande Sub è scomparso lasciando un grande vuoto all’interno della comunità cannabica internazionale ma le sue idee e le sue genetiche vivranno per sempre! A noi piace dare una definizione nostra di supersoil come una terra speciale, che non si può trovare in natura già pronta per l’uso e dove possiamo trovare ad esempio tracce di roccia vulcanica e alghe dell’oceano indiano oppure guano di pipistrello e legumi triturati insieme e cosi via. Il nostro mix contiene più di 10 elementi diversi e permette alla pianta di svilupparsi esprimendo al massimo le proprietà organolettiche della pianta. Terpeni e cannabinoidi si svilupperanno molto intensamente e utilizzando solo acqua riusciremo a produrre infiorescenze talmente pulite da non crederci: la tanto ambita cenere bianca».

SSIT: Perché supersoil è la tecnica migliore se si desiderano fiori di alta qualità? «A differenza da quanto sostenuto da molti in passato, riguardo ad un mag-

SSIT: Come avete iniziato e cosa vi ha portato a creare il vostro supersoil? «Il nostro progetto nasce forse un po' per caso, come la classica lampadina che si accende d'un tratto, nata da una considerazione: la possibilità di poter rendere disponibile alle persone il nostro pluripremiato metodo di coltivazione. Noi che adottavamo già dal primo giorno un metodo di coltivazione molto semplice ed efficace, come quello del supersoil, ci siamo scontrati con la massa dei coltivatori e consumatori i quali erano abituati ad usare solo prodotti minerali o al meglio organo minerali. Poi grazie all’hype del primo barattolino di Gorilla Glue #4 e alle prime due coppe di Spannabis vinte, la gente ha iniziato ad incuriosirsi riguardo al nostro metodo, ha iniziato a chiedere più fiori di quelli che avremmo potuto produrre e forse in quel preciso momento è nata l’idea di commercializzare la nostra mescola».

SSIT: Perché un grower dovrebbe scegliere il tuo prodotto? «Noi a differenza degli altri siamo entrati nel commercio dopo aver vinto numerosi premi internazionali e nazionali oltre 30 trofei in 2 anni e non abbiamo molto da promettere ai nostri clienti, per noi parlano i risultati! Credo che questa sia la nostra più grande fortuna e il miglior biglietto da visita possibile! È diverso secondo noi promettere di ottenere un risultato strabiliante o fornire il prodotto con in quale questo risultato è già stato ottenuto numerose volte!». Ha risposto alle nostre domande Mick di SWA Supersoil, al quale rinnovo i ringraziamenti e auguro un successone. Buone fioriture!


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Shopreview

Growshop Wholesale, Palermo Per i professionisti del settore che si trovano nel Meridione una nuova realtà ha aperto le porte per soddisfare anche i commercianti più esigenti. Prezzi, velocità e gentilezza: ecco i punti forti di Growshop Wholesale, una realtà nata a misura dei negozianti. SSIT: Da quanti anni lavorate nel nostro settore e come siete diventati grossisti? Abbiamo iniziato nel 2004, quando questo tipo di attività era praticamente sconosciuta, aprendo il primo growshop a Palermo, DOIS Growshop. Diventare grossisti poi, è stata la naturale conseguenza della nostra crescita: fondamentalmente siamo cresciuti insieme al mercato che abbiamo contribuito a sviluppare, mettendoci tanta competenza e moltissima passione.

SSIT: Cosa offrite ai vostri clienti? Al consumatore digitale offriamo una selezione che rappresenta lo stato dell’arte dell’offerta nel mercato con una speciale assistenza pre e post vendita. Ai clienti dei nostri punti vendita invece, che troppo spesso non hanno un luogo dove esplorare questi prodotti ed esporre le loro domande a persone competenti, offriamo un servizio di assistenza all’acquisto e postvendita che mira alla soddisfazione, dalla scelta del prodotto alla resa finale.

Attualmente stiamo esplorando nuovi modi di offrire un servizio simile anche ai clienti digitali in modo da rendere più semplice e funzionale la vendita dei nostri prodotti ai clienti rivenditori con il FAQT un sitema FAQ+Tutorial implementato.

SSIT: Perché i clienti siciliani e meridionali hanno interesse a lavorare con voi? Perché la nostra posizione strategica ci permette di servire il nostro territorio a costi decisamente inferiori e con tempi di gran lunga più brevi rispetto agli altri. E poi perché siamo gli unici a fornire un pacchetto prodotti completo

e mirato oltre a questi servizi, derivanti da una profonda conoscenza del nostro territorio e del nostro mercato.

SSIT: Avete prodotti esclusivi interessanti per il mercato grow? Abbiamo la nostra linea di prodotti a marchio Dois come ad esempio la nostra linea di Canapa legale ad alto contenuto di CBD, prodotto d' eccellenza per varietà, qualità e prezzo tra i più bassi del mercato, in aggiunta a decine di altri marchi, distribuiti e selezionati per essere la migliore scelta per il professionista ed il cliente neofita. Tutti i nostri prodotti sono esclusivi perché frutto di ricerca specifica ed adatti ad una facile vendita sul mercato.

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cultivo indoor

MORPHEUS: CRESCITA

RAPIDA ED ESPLOSIVA DI BUD RICOLMI DI RESINA Monitoraggio interno della varietà Morpheus di Buddha Seeds Morpheus sorprende per la sua velocità, la crescita esplosiva, la produzione di resina, la morfologia compatta, nonostante il breve periodo di fioritura e, non da ultimo, il suo eccezionale sapore di arancia. Non richiede grandi cure e, pertanto può essere coltivata anche da principianti. È così che l'utente di Instagram @grow_ and_med ha riassunto la sua esperienza di coltivazione. Di seguito sono riportati ulteriori dettagli dell'intero processo di coltivazione indoor di questa varietà in Argentina. Morpheus della banca dei semi Buddha Seeds è un ibrido a dominanza indica con proprietà terapeutiche rilassanti e calmanti, grazie all’elevato contenuto di CBD. Questa varietà si distingue per il suo THC e CBD

bilanciati, contenuti in un rapporto di 1:1, che costituiscono il 20% del contenuto totale di cannabinoidi. L'esperienza con Morpheus è piacevole e introspettiva e ci ricorda il detto mitologico “stare tra le braccia di Morfeo”, dio dei sogni. Morpheus ci invita ad immergerci in un viaggio psichico senza perdere la nostra lucidità. Il suo effetto psicoattivo è moderato, pur mantenendo un gusto ricco e un aroma intenso con un tocco agrumato. Vediamo come questa varietà è stata coltivata in ambiente indoor in Argentina

dall'utente di Instagram @grow_and_ med, che ha scelto di effettuare questo esperimento per le proprietà medicinali e terapeutiche di Morpheus.

Germinazione

Il seme di Morpheus è stato fatto germinare il 15 settembre 2019; il suo sviluppo è stato eccellente sin dai primi giorni.

Fioritura

La fioritura di Morpheus è veloce. Nel nostro caso, la pianta è fiorita dopo soli 46 giorni. Il 15° giorno di fioritura, i bud erano già ben formati, al 38° sono diventati duri e compatti. Questa fase si è conclusa con un'esplosione di infiorescenze dure, resinose e compatte. La pianta ha raggiunto infine un'altezza totale di 1,10 metri (compresi i 50 cm del vaso).

Dopo la germinazione, la piantina nata è stata trapiantata in un vaso Mad Roquet da 25 litri con substrato a base di cocco, perlite e terriccio riutilizzato, preparato dal medesimo coltivatore. In seguito, la pianta è stata alloggiata in un armadio di coltura (dim. 1,60x0,80x0,80) appositamente attrezzata.

Crescita

Per quanto riguarda il tipo di illuminazione, sono stati utilizzati LED caldi con una potenza di 600W per la fase di crescita, con un fotoperiodo di 20 ore di luce (sotto lampade a spettro completo) e 4 ore di buio. Per la fase di fioritura sono stati osservati i seguenti parametri: una potenza di 615W, 300 LED caldi e 315 celle elettrochimiche ad emissione di luce (LEC), con fotoperiodo di 14 ore di luce e 10 ore di buio. La temperatura negli ultimi mesi è stata di circa 33/37°C durante le ore di luce, con un'umidità media del 60%. La pioggia ha determinato un aumento del livello di umidità ambientale. La pianta è stata fertilizzata con le linee di prodotti Advanced Nutrients, Grotek e Mad Line con un PH di 5,6 e un EC di 1,75 per una parte della fase di fioritura. L’esemplare è stato poi trapiantato per 3 volte allo scopo di ottenere una buona zolla. Non è stata effettuata potatura, per permettere alla pianta di crescere spontaneamente a forma di candela. Quindi sono state sistemate due reti atte a raccogliere tutti i rami e l'intera parte inferiore è stata potata. In fase di fioritura, Morpheus era abbastanza robusta, tanto da potersi autosostenere; sono quindi state rimosse le reti per poterla ruotare all'interno dell’armadio di coltura. Si è inoltre piegato il fusto centrale, per permettere alla luce di filtrare nella parte inferiore, ed è stata sistemata una doppia rete, per evitare di superare questa altezza, che era comunque limitata dalla dimensione della tenda.

Durante tutte le fasi di crescita, non è stata rilevata alcuna malattia.

Raccolta

Il raccolto di Morpheus è stato generoso, con un peso secco di 247g (senza contare le parti inferiori). Prima del raccolto, le radici sono state lavate con il fertilizzante Flush della Advanced Nutrients.

Valutazione personale del coltivatore

Morpheus sorprende per la sua velocità, la crescita esplosiva, la produzione di resina, la morfologia compatta, nonostante il breve periodo di fioritura e, non da ultimo, il suo eccezionale sapore di arancia. Non richiede grandi cure e, pertanto, può essere coltivata anche da principianti. In quanto a gusto, Morpheus ci delizia con note agrumate e terrose. Il suo high è mite. Ma la caratteristica più interessante è l’ottimo feedback ricevuto quando è stata commercializzata sotto forma di olio CBD. Il suo rapporto 1:1 è ideale per i disturbi del sonno e lo stress. www.buddhaseedbank.com


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Medical Cannabis di Fabrizio Dentini

“Per il bene della pianta dobbiamo evitare che diventi la panacea di tutti i mali” Intervista al Professor Livio Luongo SSIT: Dei quattro nuovi fitocannabinoidi si è detto che uno, il Tetraidrocannabiforolo, fosse 30 volte più potente del THC. Siccome il suo ruolo nella scoperta è stato quello di valutarlo in vivo su modelli animali, può raccontarci in che maniera eseguite tale valutazione? Per quel che riguarda il Tetraidrocannabiforolo, è stata valutata quella che si chiama Tetrade ossia i quattro componenti classici normalmente indotti dal THC: l’ipotermia, la catalessia, l’analgesia e la riduzione del movimento. Nella nostra valutazione, dico nostra perché gli esperimenti sono stati condotti dalle Dott. sse Monica Iannotta e Carmela Belardo in diversi laboratori, abbiamo riscontrato che questo nuovo cannabinoide, il Tetraidrocannabiforolo (THCP), generava tutti e quattro i comportamenti della Tetrade, ma a dosi inferiori rispetto a quelle normalmente utilizzate di THC.

SSIT: Così avete detto che fosse più potente?

Livio Luongo è Professore associato di Farmacologia presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università della Campania “L. Vanvitelli”. Il suo nome, insieme a quello del Professor Giuseppe Cannazza e della Dottoressa Cinzia Citti, è associato alla scoperta di 4 nuovi fitocannabinoidi, due analoghi al THC: il Tetraidrocannabutolo e il Tetraidrocannabiforolo e due analoghi al CBD, il Cannabidibutolo ed il Cannabidiforolo. I risultati della ricerca, condotta sulla genetica FM2, prodotta dai militari di Firenze, hanno arricchito la comunità scientifica internazionale con nuove variabili da verificare e nuovi cammini da intraprendere, col fine ultimo di sfrondare il dibattito da miti e leggende e restituire alle persone un medicamento sicuro perché conosciuto nei minimi dettagli.

SSIT: Buongiorno Professor Luongo, ci racconta di cosa si occupa? Mi occupo di ricerca traslazionale su modelli pre-clinici riguardanti dolore neuropatico e altre patologie croniche. Cerchiamo di identificare nuovi recettori, nel senso di nuovi bersagli farmacologici, su cellule coinvolte

nell’induzione dell’allodinia, una sensazione percepita come dolorosa in seguito a stimoli innocui, in altre parole, il sintomo che limita la qualità della vita del paziente neuropatico. Nel mio caso sono circa 15 anni che lavoro nell’investigare il ruolo dei cannabinoidi nella cronicizzazione del dolore.

SSIT: Vuol spiegare ai nostri lettori cosa sia il dolore neuropatico? Il dolore neuropatico è qualcos’altro rispetto alla normale percezione del dolore che invece rappresenta un’esperienza positiva, se infatti non avvisassimo questa percezione non ci renderemmo conto di uno stimolo che potrebbe potenzialmente danneggiarci. Il dolore acuto infatti è un meccanismo di allerta che ci protegge. Nel caso del dolore cronico neuropatico, invece, non abbiamo una causa reale, ma il nostro cervello percepisce comunque il dolore perché s’instaurano dei processi mentali, cosiddetti di plasticità, che rendono aree celebrali, normalmente coinvolte con altre funzioni, parte integrante della trasmissione del dolore.

impiego in medicina. Pensiamo ad esempio alla digossina e la digitossina derivanti dalla digitalis purpurea, la stessa morfina derivante dal papavero e. A differenza di altre piante, la cannabis è un’officina molecolare con circa 120 composti definiti fitocannabinoidi ed altri 500 composti fra terpeni e flavonoidi. Proprio per tale complessità è molto difficile indentificare il singolo composto che ha l’effetto farmacologico desiderato perché ogni composto ha un effetto farmacologico con meccanismi di azione diversi gli uni dagli altri. Per cui potremmo avere sinergismi, ma eventualmente anche alcune sostanze che al contrario si ostacolano a vicenda nella genesi di un effetto farmacologico e farmacoterapeutico.

SSIT: Quali sono le priorità dalle quali non ci si può esimere di investigare? La priorità è standardizzare in maniera opportuna tutti gli strains utilizzati per scopo medico.

SSIT: E per quale motivo?

Da questi primi dati quello che si evince è che il THCP, questo nuovo componente, sembrerebbe essere più potente del THC nell’attivazione del recettore CB1 che è quello a cui sono ascrivibili gli effetti psicotropi della cannabis.

Perché già siamo distanti anni luce dal poter immaginare una composizione precisa di questo preparato galenico, quindi, quanto meno, sapere di cosa è composto questo medicamento faciliterebbe sia la vita del medico che del paziente.

SSIT: Che prospetti apre la vostra scoperta?

SSIT: Quanto tempo e quanto denaro servirebbe per una standardizzazione sistematica e definitiva?

Innanzitutto, da un punto di vista chimico, va chiarita la provenienza ed il motivo della presenza di questo nuovo composto della cannabis. Un altro aspetto importante sarà poi, quello di analizzare tutte le diverse varietà di cannabis presenti sul mercato medico per comprenderne la composizione chimica, ed in seguito bisognerà standardizzarle in termini di principi attivi e capire se contengono o meno il THCP.

SSIT: Secondo lei quali rischi e prospettive si affrontano investigando le applicazioni terapeutiche della cannabis? Per primo dobbiamo evitare che la cannabis diventi la panacea di tutti i mali e questo per il bene e per la credibilità della pianta stessa. Sono molte le molecole derivanti dalle piante che hanno trovato

Questa è sempre una nota dolente. Le tempistiche spesso sono strettamente dipendenti dalla disponibilità economica. Citando il mio maestro, il prof. Sabatino Maione, purtroppo non siamo più ai tempi di Alexander Fleming, in cui uno scienziato si chiudeva nel suo laboratorio e identificava/isolava/ scopriva un composto. Oggi la ricerca è necessariamente composta da diverse figure professionali che, attraverso diverse competenze riescono a sinergizzare e fare qualcosa di buono. Vediamo il nostro lavoro, il nostro gruppo non poteva identificare il composto, mentre il gruppo del Prof. Cannazza non poteva avere la prova dell’efficacia in vivo dei composti. I fondi, soprattutto quelli che consentono di fare ricerca libera, sono oggi più che mai necessari.


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Indoor growing Di Tony, Dutch Passion Seed Company.

Colture di cannabis di migliore qualità per il coltivatore indoor medio Oggi più persone che mai stanno coltivando la propria cannabis. Anche nelle zone europee dove l’erba è “legale”, come Barcellona e Amsterdam, molti appassionati della cannabis preferiscono risparmiare denaro, coltivare da sé e superare anche i livelli di qualità dei fornitori locali di cannabis regolamentata. Chi vive nel Nord e nel Sud America dove la cannabis è legalmente disponibile nei dispensari spesso preferiscono ancora coltivare la propria. Fra i motivi principali, ancora una volta, c’è quello di risparmiare e di raggiungere livelli di qualità più elevati. Ma come fa un coltivatore medio che lo fa per hobby a passare a livelli di qualità professionale? In che modo un coltivatore con pochi raccolti di successo all’attivo porta le proprie colture a livelli superiori di gusto, resa e qualità?

esperti che usano terreno e cocco spesso s’interessano al concetto di metodi di coltivazione più impegnativi e tecnicamente complessi. Spesso prendono in considerazione metodi idroponici come la Deep Water Culture (DWC) o l’aeroponica. Non vi è alcun dubbio sul fatto che la DWC e l’aeroponica, nelle mani giuste, possono essere un ottimo modo per far progredire le capacità di coltivazione, le rese e la qualità del raccolto. Ma può diventare una curva di apprendimento dolorosa che può richiedere diversi cicli di coltura per essere padroneggiata a dovere.

Il coltivatore medio che lo fa per hobby ha già acquisito le basi della coltivazione della cannabis, i principi del ciclo di vita della cannabis e i fondamenti della nutrizione delle piante. Di solito coltiva un paio di volte l’anno e cerca di raggiungere l’autosufficienza con i propri raccolti di cannabis. In genere la stanza di coltura ha una superficie di circa 1,2 m x 1,2 m, ma può variare da un coltivatore all’altro. Spesso la fonte di luce per la coltura è una HPS da 400 W o da 600 W. La scelta del substrato varia, ma spesso il coltivatore che lo fa per hobby preferisce la semplicità del terreno o forse della fibra di cocco. Quindi quali sono alcuni modi semplici e comprovati affinché i coltivatori possano aumentare i livelli di qualità?

Molti coltivatori esperti che usano terreno/ cocco si sono completamente sbloccati provando un nuovo metodo di coltivazione che non si adatta a loro o al loro stile di vita. Chi coltiva nel terreno può lasciare le proprie piante per diversi giorni se dispone di contenitori sufficientemente grandi. Non dovrà preoccuparsi troppo della manutenzione delle piante. Chi coltiva usando la tecnica DWC potrebbe non avere lo stesso lusso, ritenendo necessario controllare quotidianamente pH ed EC (conducibilità elettrica).

Vale la pena modificare i metodi di coltivazione per migliorare la qualità? Non necessariamente. Molti coltivatori

Per molti coltivatori ha più senso attenersi al metodo di coltivazione con cui hanno acquisito esperienza e cercare di ottimizzare il tutto partendo da questo.

Chi coltiva in terreno o fibra di cocco non dovrebbe sentire eccessiva pressione a cambiare i propri metodi di coltivazione. Entrambe le tecniche possono produrre cannabis di eccellente qualità. molte persone, può avere senso mantenere il metodo di coltivazione con cui hanno dimestichezza e cercare di ottimizzarlo e migliorarlo. Il terreno potrebbe non avere la

stessa capacità di crescita esplosiva e resa di alcuni metodi di coltivazione più complessi. Tuttavia, questo non dovrebbe scoraggiare il coltivatore autosufficiente. Il terreno (o cocco) produrrà in modo perfettamente adeguato e offrirà gusto, aroma e qualità eccellenti.

Ottimo controllo dei nutrienti Il coltivatore principiante avrà già acquisito le basi della nutrizione delle piante. Se ha ricevuto buoni consigli iniziali, il coltivatore che lo fa per hobby probabilmente avrà evitato la trappola di cominciare con un numero eccessivo di opzioni nutrizionali e avrà utilizzato un semplice assortimento per iniziare. Molti coltivatori che usano la fibra di cocco hanno ottenuto raccolti di qualità eccellente con poco più che semplici nutrienti in due parti “Cocco A” e “Cocco B”. Quindi usare una vasta gamma di sostanze nutritive non è assolutamente fondamentale. Ma nelle mani di un coltivatore esperto, alcuni nutrienti extra possono incrementare i livelli di qualità (e le rese). Dopo alcune coltivazioni di successo, il coltivatore che lo fa per hobby può decidere di espandere un po’ la gamma di nutrienti utilizzati. Spesso i coltivatori più esperti hanno studiato e poi introdotto inoculanti microbici e forse altri additivi per il terreno che non avevano considerato quando erano coltivatori alle prime armi. Oligominerali come magnesio e calcio possono essere additivi utili per alcuni coltivatori. Molti coltivatori tengono registri dettagliati settimana per settimana dell’intensità di nutrizione, della temperatura/umidità della tenda, dei risultati in termini di crescita/resa e delle valutazioni di tutte le varietà che hanno

coltivato. Questo può essere utile per orientare le coltivazioni future. Naturalmente, una delle critiche che muovono i coltivatori domestici è che la gamma di opzioni nutritive è già di per sé incredibilmente complessa. Potrebbero avere ragione. Ma ciò non dovrebbe impedire loro di approfondire le ricerche per capire se mancano determinati additivi utili per substrato/nutrienti che possono essere d’aiuto.

Gadget per la stanza di coltura: controllo di pH ed EC Molti di coloro che coltivano nel terreno riescono perfettamente senza dover mai acquistare misuratori del pH (misurazione dell’acidità/alcalinità dei nutrienti) o della EC (conducibilità elettrica, misurazione della concentrazione di nutrienti). Tuttavia, il controllo accurato e preciso dei nutrienti è una delle qualità che può davvero migliorare la propria coltivazione. Chiunque può commettere uno sbaglio o un errore di calcolo durante la preparazione delle soluzioni nutritive. Se l’errore è piuttosto grave, può comportare la rovina delle piante. Somministrare nutrimento in eccesso è uno degli errori più diffusi commessi dai coltivatori meno esperti, può bruciare le radici e frenare la crescita della pianta in modo permanente. Controllare la miscela di nutrienti mediante un misuratore di EC è un buon modo per assicurarsi che la soluzione nutritiva abbia la giusta concentrazione. Molti di coloro che coltivano nel cocco o in coltura idroponica controllano regolarmente il pH, regolandolo spesso fino a un valore


24 di circa 5,8-6,0. Ricordate che un misuratore di pH/EC calibrato in modo scorretto è meno che inutile e potrebbe costarvi un intero raccolto. Calibrate regolarmente e tenete ricambi a disposizione per ogni evenienza.

Miscele e temperature dei nutrienti Molti coltivatori miscelano i loro nutrienti il giorno prima di doverli utilizzare e li lasciano riposare per 24 ore se usano acqua fredda del rubinetto. Questo consente alla temperatura della soluzione nutritiva di raggiungere la temperatura della stanza di coltivazione. Somministrare alle piante acqua fredda del rubinetto, che può raggiungere i

getti che consente un’ossigenazione superiore della zona radicale. I sacchi in feltro/ tessuto consentono all’ossigeno di migrare nel substrato di coltura, migliorando la salute delle radici, la crescita della pianta e la resa della coltura. Gli Air Pot hanno diverse aperture sul lato che consentono l’apporto di aria nel substrato di coltura. Le aperture consentono anche la “potatura ad aria” che impedisce alle radici di circolare all’infinito attorno ai lati e sul fondo del contenitore.

i parassiti, le mosche, ecc. Anche nella vostra stanza di coltura.

Sbalzi di temperatura Farete fatica a raggiungere i migliori livelli di qualità se la temperatura oscilla selvaggiamente tra luci accese e luci spente. Cercate di mantenere una temperatura ragionevolmente costante. Molti coltivatori puntano a circa 24-25° C con le luci accese e a circa

della stanza di coltura, rendendo le autofiorenti una buona scelta per alcuni nei mesi più freddi.

Buona genetica Persino la migliore stanza di coltura e i coltivatori più abili non possono magicamente produrre i livelli più elevati di THC/cannabinoidi da genetiche selezionate male. Lo standard aureo per i coltivatori domestici

Come molti aspetti legati al miglioramento della qualità della cannabis, potenziare i contenitori per la coltivazione consentirà di fare un passo in avanti. Ma come sa il coltivatore esperto di cannabis, è l’accumulo di piccoli miglioramenti incrementali che alla fine consente di raggiungere un aumento graduale dei livelli di qualità.

Luci a LED per la coltivazione, la costosa alternativa di potenziamento

6° C negli inverni dell’Europa settentrionale, creerà uno shock nelle piante e ne arresterà la crescita. Molti coltivatori lasciano la miscela di nutrienti una notte a riposare per consentire il degassaggio del cloro, che viene spesso aggiunto dalle compagnie idriche per la sterilizzazione dell’acqua. Questo è più salutare per le radici delle piante e per l’attività microbica del substrato.

Nuovi contenitori, Air Pot e sacchi di feltro Molti di coloro che coltivano nel terreno/ cocco hanno migliorato la salute delle piante e la salute della zona radicale sostituendo i loro tradizionali contenitori in plastica per la coltura delle piante con uno dei nuovi pro-

Il LED è incredibilmente costoso, ma offre davvero notevoli miglioramenti della qualità rispetto alle obsolete alternative HPS. Molti coltivatori di cannabis con licenza, che coltivano legalmente, sono passati permanentemente al LED dopo aver visionato le misurazioni analitiche che dimostrano i miglioramenti della potenza che consente di raggiungere. Il LED offre uno spettro superiore con livelli significativamente ridotti di stress termico rispetto all’HPS. È forse il potenziamento della stanza di coltura più costoso che intraprenderete, ma una volta effettuato il passaggio non vorrete più tornare alle HPS. I livelli di THC saliranno spesso dal 15-16% ottenuto con le HPS a oltre il 20% con i LED. Si tratta di un cambiamento graduale di qualità e il motivo principale per cui si giustifica la spesa legata al potenziamento con i LED. Un’altra piccola mossa da fare per quanto riguarda la luce è l’integrazione di UVB (2-3 ore al giorno per le ultime 2-3 settimane di fioritura) che aumenterà anche i livelli di THC di un paio di volte in più. Le lampade UVB per rettili sono una buona scelta e offrono anche il vantaggio di ridurre

20-21° C con le luci spente. Se gli sbalzi di temperatura sono troppo pronunciati, le vostre piante faranno fatica a far fronte a condizioni non ottimizzate. I coltivatori dei climi caldi, in particolare i coltivatori professionisti, non esitano nemmeno a installare l’aria condizionata per le colture estive. I coltivatori che non possono permettersi il condizionamento dell’aria evitano semplicemente i mesi più caldi e coltivano nei mesi più temperati di primavera e autunno. Alcuni coltivatori evitano di coltivare semi femminizzati in inverno. Le temperature ambientali fredde durante le 12 ore di buio possono costituire un grave problema per alcuni coltivatori. I semi autofiorenti possono essere coltivati con 20 ore di luce del giorno. A volte le ore di luce extra possono contribuire a mantenere la temperatura

più seri è l’ottimizzazione delle condizioni della stanza di coltura insieme all’utilizzo delle migliori genetiche che si possono ottenere. Scegliete attentamente il vostro fornitore di semi, usatene uno con comprovata esperienza e numerosi riferimenti online sulla coltura. Ma più di ogni altra cosa, trovate il tempo per coltivare e divertitevi. Imparate man mano che coltivate e vedete se riuscite a trovare il tempo per fare ricerche sulla vostra tecnica di coltivazione preferita, migliorando le vostre conoscenze. La vostra stanza di coltura è un’area della vostra vita in cui potete apportare miglioramenti costanti ed evitare compromessi. Se vi piace coltivare la vostra cannabis tanto quanto vi ottenerne il raccolto, avrete un fantastico hobby per la vita! www.dutch-passion.com


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Medical Cannabis di Fabrizio Dentini

Perché la legge regionale siciliana non soddisfa i pazienti?

Intervista ad Alessandro Raudino di Cannabis Cura Sicilia

esiste fra la prescrizione sulla carta e quello di cui ho concretamente bisogno.

SSIT: In passato hai lamentato frequentemente difficoltà profonde per quel che riguarda la continuità terapeutica con questo tipo di medicamento. Come ti trovi ultimamente? Nell’ultimo anno, per fortuna, ho avuto solo una settimana d’interruzione e i danni a livello di spasticità si sono visti tutti, questa situazione positiva comunque è garantita grazie all’autoproduzione che mi permette di avere sempre e con certezza le genetiche più appropriate, nel mio caso Moby Dick e OG Kush di Dinafem, con la giusta quantità.

SSIT: Cosa faresti se potessi rendere più semplice la vita dei pazienti in cura con cannabis?

Lo scorso gennaio la Regione Sicilia si è dotata di uno strumento legislativo che prevede per i residenti la mutuabilità dei farmaci a base di cannabinoidi. Il clamore mediatico che ha accompagnato questa decisione è stato molto, infatti, questa nuova legge rappresenta un avanzamento indubbio per i pazienti siciliani i quali, finalmente, avranno diritto a curarsi sotto la tutela della sanità pubblica. Purtroppo però, come ci racconta Alessandro Raudino, Presidente dell’Associazione Cannabis Cura Sicilia, tale passo avanti viene inficiato dalle discriminanti solcate dai legislatori regionali, discriminanti che prevedono la rimborsabilità del medicamento solo per alcune sue applicazioni, lasciando fuori, di fatto, numerosi malati.

momento per tutte queste patologie rimane il totale pagamento da parte dei malati. Per chi rientra all’interno della legge (dolore cronico e dolore neuropatico refrattari ai farmaci e nel dolore associato alla spasticità nella sclerosi multipla) questa rappresenta sicuramente un beneficio, ma ricordiamoci che al netto della rimborsabilità, la materia prima non dovrebbe mai venire a mancare e questo non succede. Se devo trovare un aspetto davvero positivo è che, a differenza di altre regioni, qui in Sicilia, hanno previsto come rimborsabile la preparazione galenica dell’olio.

SSIT: Alessandro come valuti questa Legge della Regione Sicilia?

SSIT: Nel tuo caso specifico, ricordando che soffri di sclerosi multipla, come credi verrà trattata la tua eventuale rimborsabilità? Hai diritto o no?

È un passo avanti, ma piccolissimo, perché la delibera precedente, la numero 83 del marzo 2014, presentata dalla nostra Associazione e dal Movimento 5 Stelle, era molto più ampia, nel senso che come spettro di prescrizione, comprendeva maggiori patologie adesso escluse. Parlo di oncologia, sclerosi come patologia e non solo come scala di dolore, glaucoma, Sindrome di Tourette, epilessia. Al

Con la Dott.ssa Schembari, della terapia del dolore, ci siamo sentiti l’ultima volta a inizio febbraio, quando mi disse che facendo lei parte delle tre figure (neurologo, terapia dolore, anestesia e rianimazione) le quali secondo la delibera regionale sono autorizzate a prescrivere con rimborso su ricetta rossa con piano terapeutico ospedaliero, di durata massima semestrale, la mia

prescrizione dovrebbe rientrare fra quelle mutuabili.

SSIT: Come funzionano gli adempimenti burocratici secondo la nuova legge? Il medico di base deve fare la richiesta per visita specialistica, il paziente deve prenotare la visita al CUP di riferimento e successivamente fare la visita. In quel momento sta al medico valutare se quella persona rientra nella prescrizione con rimborso o meno. A mio parere la Regione Sicilia non ha soldi per pagare queste cure quindi la burocrazia serve a far desistere i meno determinati.

SSIT: Perché, nonostante la nuova legge, continui con l’autoproduzione? Primo perché ad oggi devo capire se realmente avrò diritto a ricevere la mia medicina mutuata dalla Regione e secondo perché sempre ad oggi la mia prescrizione prevede 30 grammi al mese, ma solo per un motivo economico, visto che questi 30 grammi mi costano 300 euro. Il mio vero fabbisogno è di 150 grammi, ne consumo 5 al giorno, quindi l’autoproduzione è necessaria per far fronte al margine che

Il vero passo avanti è depenalizzare l’autoproduzione e per tale motivo, anche se dovessi percepire la totalità del mio fabbisogno senza pagare, continuerò la mia disobbedienza per il diritto di tutti i malati che necessitano e senza distinzione di patologie, che sono state ristrette per un motivo economico. Questa situazione è ignobile perché siamo una regione in default ma siamo a statuto speciale. È inammissibile, autostrade non ne abbiamo, servizi ospedalieri non ne abbiamo, non abbiamo nulla, ma non abbiamo soldi. Dove vanno a finire?

SSIT: Che atteggiamento adottano le forze dell’ordine in merito a questa tua rivendicazione? Al convegno dello scorso novembre ho ribadito di coltivare per il mio fabbisogno. Sono anni che lo faccio in ogni occasione pubblica. All’ultimo incontro organizzato dall’Associazione sono venuti in divisa tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine precedentemente invitati. Non sappiamo se ci lasciano tranquilli perché aspettano la fioritura delle piante, oppure perché hanno capito la nostra battaglia di civiltà. Siamo comunque convinti di dover passare attraverso un processo per ottenere la necessaria risonanza mediatica da strumentalizzare per modificare la legge finalmente a misura di chi soffre.


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COLTIVA CON ED ROSENTHAL

LEZIONI DA UNA COLTURA INVERNALE GIAMAICANA Le file erano distanti circa 76 cm e le piante erano distanziate di 8-10 cm all’interno della rispettiva fila.

Il sogno e la richiesta di Bob Marley, “Legalizzatela”, sono finalmente stati esauditi in Giamaica. Non si andrà più in carcere per la cannabis. Ne viene fatto uso liberamente in diversi luoghi. Tuttavia, la concessione di licenze alle aziende che lavorano la marijuana legalmente segue una logica diversa. Come in molti Stati degli Stati Uniti, può essere costoso diventare legali, quindi esiste ancora un ampio mercato alternativo. E naturalmente, il mercato al dettaglio non è che la punta di una catena di approvvigionamento alternativa verticale. Tutto inizia con l’agricoltore.

A febbraio ho fatto un viaggio in Giamaica e mi è capitato di camminare nei boschi in una delle aree agricole dell’isola. Mentre passavamo attraverso la vegetazione lungo un sentiero roccioso, la mia guida mi ha detto casualmente che nelle vicinanze coltivava un abusivo. Ho deciso di fare una deviazione e visitare questa azienda improvvisata. Il perimetro del giardino era contrassegnato da filo spinato, che era solo simbolico: era alto

Le mucche camminano nel campo con le piante mature. Evitano di mangiare le cime.

C’erano due gruppi di piante nel giardino. Il primo gruppo è stato piantato a partire da semi tre o quattro settimane fa. Le piante erano tutte alte meno di 30 cm, ma stavano iniziando a mostrare i primi segni di fioritura.

Nessuna delle piante sembrava particolarmente vigorosa. Il motivo era che stavano coltivando in un terreno alcalino argilloso non particolarmente fertile con insolubilità dei nutrienti e blocco provocato dall’elevato pH dell’argilla. Il campo è stato irrigato a inondazione ed è stato usato poco fertilizzante.

Il secondo gruppo era composto di piante che si trovavano circa a metà della fioritura e che sarebbero state pronte nel giro di tre o quattro settimane. Queste piante avevano steli dritti che variavano in altezza da 46 cm a 72 cm.

La Giamaica ha una stagione di coltivazione di 12 mesi l’anno, perché il clima è sempre caldo e il sole splende per la maggior parte del tempo. Ciononostante, si trova vicino all’equatore, quindi ha una variazione stagionale di

solo 1,2 m. All'interno c’erano file di piante distanziate di circa 76 cm e le piante erano distanziate di 10-15 cm all’interno delle file.

Il campo si estendeva su circa un acro. C’erano due serie di piante. I primi piani ritraggono piante di circa un mese di età che stavano passando in fioritura. Per le prime settimane la lunga notte veniva interrotta accendendo le luci sulle piante per alcuni istanti usando una luce portatile portata a mano camminando lungo le file delle stesse.


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Le piante avrebbero avuto cime più grosse e maggiore potenza se il terreno fosse stato migliorato con sostanza organica e se fossero state alimentate con adeguate quantità di fertilizzanti.

CONSIGLIO DEL MESE Avete intenzione di coltivare all’aperto quest'anno? Ecco alcune idee che potete applicare sin d’ora.

I singoli steli delle piante fanno crescere una cima lunga 20-38 cm.

Area meridionale: se vivete nella parte meridionale del Paese, dove la temperatura sale costantemente a 18° C ogni giorno in primavera, potete piantare all’aperto ADESSO. Se le piante sono sufficientemente grandi da permettervi di passarle in fioritura, mettetele all’aperto e il lungo periodo di buio (più di 10,5 ore al giorno) le porterà a fiorire. Verso la fine della fioritura potrebbe essere necessario coprirle per aumentare il buio di un’ora o due ogni giorno per

mantenere il periodo di buio di 10,5 ore. Se volete piante grandi che fioriscono più tardi nella stagione, tenete le piante in vegetativa all’aperto oppure indoor nella parte settentrionale in condizioni climatiche fresche. All’aperto, interrompete il periodo di buio facendo lampeggiare luce rossa o bianca sulle piante più volte in corrispondenza di ogni periodo di buio, in modo tale che le piante ricevano MENO di 6 ore di BUIO ININTERROTTO. Indoor date alle piante 18 ore di luce continua al giorno. Oppure, un'alternativa è quella di dare loro meno ore di luce, ma d’interrompere il ciclo di buio come descritto sopra.

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Le piante a stelo singolo hanno iniziato a fiorire nel giro di tre settimane dalla semina.

gran lunga inferiore nella durata del giorno rispetto alle aree che si trovano alle latitudini elevate. La durata varia tra quindici ore e cinque minuti il 22 giugno, il primo giorno “d’estate” e nove ore e quindici minuti il 22 dicembre, il primo giorno d’inverno. La maggior parte delle varietà risponde al lungo periodo notturno modificando la crescita dalla vegetativa alla fioritura tutto l’anno. Questa coltivazione commerciale non era sofisticata e aveva un grande margine di miglioramento. Tuttavia, ci sono diverse cose da imparare. In primo luogo, la semina ravvicinata non favorisce la

ramificazione delle piante. Le piante investono invece la loro energia nel far crescere un singolo gambo dritto. Quando fioriscono, tutta la loro energia viene incanalata nella cima che cresce lungo di esso. Poiché la pianta dedica poco tempo alla crescita vegetativa, impiega meno tempo a passare dal seme alla maturazione, circa 90 giorni. Questo numero di giorni può diventare doppio all’aperto utilizzando la tecnica della privazione della luce e indoor limitando la fase vegetativa una volta che le piante raggiungono un’altezza di 25-38 cm a seconda della varietà.

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Semi e germinazione 7. Qual è la forma di germinazione più diffusa? A. Tenere il seme fra due fogli di carta da cucina inumidita. B. Mettere il seme in un bicchier d’acqua. C. Mettere il seme in un vaso con substrato e nutrienti. D. Mettere il seme nel cocco umido sotto la luce del sole.

1. Come si presenta un buon seme di cannabis? A. Marrone scuro, con sfumature più chiare e duro al tatto. B. Verde, morbido e leggermente spugnoso. C. Tutte le varietà hanno un aspetto estremamente diverso. D. Estremamente morbido e umido.

2. Quali sono i 3 tipi di seme di cannabis? A. Indiano, Americano, Europeo. B. Femminizzato, Misto/Regolare, Autofiorente. C. CBD, THC, CNB. D. Outdoor, Indoor, per tutte le condizioni meteo.

3. Quali sono i 3 tipi di cannabis? A. Diesel, Skunk, Cookies. B. Revive, Inspire, Relax. C. Mellow, Heavy, Happy. D. Indica, Sativa, Ruderalis.

4. Come andrebbero conservati i semi di cannabis? A. Non si dovrebbero conservare, bisogna coltivarli subito! B. In ambiente asciutto, buio e fresco. C. Nel freezer. D. In una serra calda.

5. Cosa significa germinazione? A. Far nascere. B. Distruggere. C. Creare. D. Moltiplicare.

6. Quali 3 fattori sono fondamentali affinché un seme possa germinare? A. Nutrienti, buio, terreno. B. Acqua, potenziatore, luce del sole. C. Calore, CO2, palline di argilla. D. Acqua, ossigeno, temperatura.

8. A che grado di umidità andrebbe tenuto il seme? A. Completamente inzuppato in modo costante. B. Andrebbe innaffiato una volta al giorno. C. Inumidito ma non inzuppato per aumentare i livelli di O2. D. Il seme deve essere inumidito ma l’area circostante asciutta.

9. P erché il seme andrebbe tenuto al buio? A. Per tenere l’umidità più bassa. B. In modo che la temperatura sia più bassa. C. In modo che la pianta cresca cercando la luce. D. La luce ha un effetto negativo sulla germinazione.

10. Quanto ci dovrebbe mettere un seme normale a germinare? A. 1-3 giorni. B. 1-2 settimane. C. 7 giorni. D. 12 ore.

11. Qual è la temperatura “più gradita” per la germinazione dei vostri semi? A. 15-19°C B. 21-26°C C. 50°C D. 70-80°C

12. Qual è l’umidità perfetta per la germinazione dei vostri semi? A. 40-50% B. 30% o meno C. 70-80% D. Oltre l’80%

13. Cosa succede se temperatura e umidità sono troppo basse? A. Germinazione più lenta e meno riuscita. B. Le piante saranno più piccole. C. Le piante avranno meno radici. D. Le piante saranno allungate e deboli.

14. Cosa succede se temperatura e umidità sono troppo elevate? A. Le piante avranno meno frutti. B. Rischio di marciume e muffa. C. Il seme si seccherà. D. Le piante si avvizziranno.

15. Come si chiama il primo germoglio del seme? A. Radice primaria. B. Vena del seme. C. Radice a fittone. D. Coda radicale.

16. Perché le spugne per la radicazione sono ottime per travasare? A. Consentono di vedere lo sviluppo radicale. B. Sono economiche e riutilizzabili. C. Pesano poco, sono facili da spostare. D. Rendono la pianta e il sistema radicale più forti.

17. A che profondità andrebbe piantato un seme germinato? A. Al 75% della profondità del vaso. B. A 1-2cm di profondità. C. Appena sotto la superficie. D. Al doppio della lunghezza del seme.

18. Come si chiama il processo in cui germinano i semi di cannabis? A. Epigea. B. Cotiledone. C. Ipogea. D. Radicale.

19. Quale spettro luminoso favorisce la crescita delle pianticelle? A. Verde. B. Rosso puro. C. Un mix di rosso e blu. D. Un mix di bianco e blu.

20. Qual è il miglior dispositivo luminoso per le pianticelle? A. HPS a doppio spettro. B. Fonti di luce 315 CDM. C. Tubi al neon T5 fluorescenti. D. Lampada domestica.

Ecco fatto! Per le risposte vai a pagina 54


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Coltiva con Jorge Cervantes Di Jorge Cervantes jorge@marijuanagrowing.com

Cannabis ad alto contenuto di CBD – Accesa concorrenza nella Cannabis

e primaverili quando la luce del sole è meno intensa. Le piante coltivate in inverno saranno anche lievemente più piccole e produrranno un raccolto più esiguo. C’è una correlazione diretta tra il peso del raccolto e il numero di unità di radiazione solare. Una pianta di cannabis neutra alla luce del giorno che riceve una particolare quantità di unità di radiazione solare fiorisce nello stesso momento. I coltivatori di varietà autofiorenti possono rispettare il programma di semina e raccolto che segue a seconda del clima e delle date di congelamento. Le piante possono essere più piccole, ma è possibile avere quattro raccolti l’anno. Pianta a febbraio, raccolto ad aprile Pianta ad aprile, raccolto a giugno Pianta in agosto, raccolto a ottobre Pianta a novembre, raccolto a gennaio

I coltivatori di cannabis oggigiorno utilizzano trattori e altre attrezzature agricole che svolgono il lavoro di molti lavoratori. L’accesa concorrenza continua per i coltivatori di cannabis per hobby che vogliono coltivare a scopo di lucro e per coloro che vendono le loro cime. Il prezzo della cannabis sta calando e continuerà la spirale discendente fino a raggiungere un equilibrio tra mercato e produzione. Gli agricoltori professionisti e formati, che possiedono aziende agricole, trattori, attrezzature agricole e altro stanno entrando nel mercato legale della cannabis ad alto contenuto di CBD per competere con i coltivatori di cannabis consolidati (THC e CBD).

giorno. In termini botanici, “neutro alla luce (del giorno)” è il termine corretto per descrivere la cannabis autofiorente. Se avete coltivato piante di fragole acquistate in un vivaio, probabilmente avrete familiarità con le piante neutre alla luce del giorno rispetto alle piante di fragole sempreverdi. Le varietà neutre alla luce del giorno, come la cannabis autofiorente, maturano tutte nello stesso

di “giorni alla maturazione” (DTM). I giorni alla maturazione sono definiti come il tempo dalla germinazione (quando il seme viene inumidito per la prima volta) fino al momento in cui la pianta completa il suo ciclo di fioritura, il raccolto. Il numero di giorni per raggiungere la maturazione sono anche influenzati dalla quantità di luce del sole ricevuta

Le piante di cannabis sensibili fotoperiodiche (fotoperiodo), note anche come cannabis “regolare”, iniziano la fioritura quando ricevono circa 12 ore di buio. Queste piante hanno un “innesco” alla fioritura in autunno, quando i giorni si accorciano. La cannabis fotoperiodica coltivata il primo maggio matura da settembre a novembre, a seconda delle ore di buio ricevute. In genere le piante di cannabis regolari sono nel terreno 5-7 mesi prima del raccolto. Queste piante possono crescere molto, diventando estremamente grandi e produrre 5 kg o più in cime secche e ben curate. Tuttavia, la data del raccolto non si conosce ed è soggetta alle ore di buio e, in misura minore, al numero di unità di radiazione

Questi agricoltori puntano al profitto e sono pronti a coltivare tonnellate di cannabis ad alto contenuto di CBD in grandi campi illuminati dal sole. Le aziende agricole sono meccanizzate e non fanno affidamento sul lavoro intensivo. Per esempio, in genere conto 10 o più persone che lavorano in un ettaro di cannabis. Quando giro in un’azienda agricola ben gestita in cui si coltiva cannabis ad alto contenuto di CBD, una persona può facilmente gestire una superficie di un ettaro. Questo fatto da solo darà all’agricoltore professionista un vantaggio 10 volte superiore! Molti agricoltori professionisti che coltivano su grandi superfici stanno scegliendo di coltivare cannabis autofiorente piuttosto che piante di cannabis cosiddetta “regolare” a lunga stagione. La cannabis autofiorente è diffusa in Europa e si sta diffondendo sempre più in altre aree del mondo, in particolare fra gli agricoltori che coltivano superfici di ettari. “Autofiorente” è un termine utilizzato così spesso dai coltivatori di cannabis clandestini che è stato diventato ormai all’ordine del

Raccolto della varietà ad alto contenuto di CBD Cherry Wine a metà stagione circa.

momento. Queste varietà vengono coltivate per la produzione agricola. Le piante di fragola sempreverdi (simili alla cannabis “regolare”) vengono spesso coltivate a livello domestico. La maturità delle piante neutre alla luce del giorno si basa sul numero cumulativo

dalle piante. Per esempio, la luce del sole è più forte durante i mesi estivi rispetto ai mesi invernali perché il sole si trova più vicino alla terra durante l’estate. Di conseguenza, una pianta che si dice che matura 75 giorni dopo la germinazione, può raggiungere la maturazione 10-15 giorni dopo nei mesi autunnali, invernali

solare. Inoltre, sono necessarie molte ore di lavoro intensivo. Le piante di cannabis regolari (fotoperiodiche) sono ottime per chi coltiva in cortile e per alcuni agricoltori, perché hanno un grandissimo valore; i tempi di raccolta e il reimpianto non


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Per fare essiccare il prodotto di un campo di diversi acri di cannabis ci vuole una serra intera. Ben e Steve Rogers hanno coltivato una superficie di prova di un acro di cannabis ad alto contenuto di CBD per imparare l’ABC della coltivazione, del raccolto e della lavorazione di una nuova coltura nella loro azienda agricola. sono così fondamentali come quando si coltivano colture consecutive di cannabis su grandi superfici. E spesso l’intera pianta di cannabis non matura completamente allo stesso tempo. Le cime all’esterno della pianta ricevono più luce del sole e maturano prima. Se il clima lo consente, i coltivatori raccolgono prima le cime esterne e lasciano maturare completamente le cime inferiori prima del raccolto, che avviene una o due settimane dopo. Alcune varietà di cannabis regolare possono essere raccolte fino a tre volte. Scaglionare il raccolto nel tempo può aumentare la resa fino al 40 percento. Le coltivazioni domestiche ad alta intensità di lavoro sfruttano tutte queste qualità desiderabili. In generale, gli agricoltori professionisti ritengono che le piante di cannabis regolari disponibili al giorno d’oggi non siano adatte alla produzione su larga scala. Le piante di cannabis regolari e le piante sviluppate per i coltivatori domestici non hanno steli forti che possano sostenere grandi cime e spesso non hanno resistenza a malattie e parassiti. E le piante di cannabis regolari a lunga stagione sono difficili da raccogliere meccanicamente. Il costo del lavoro è una delle considerazioni più importanti per i coltivatori. Se non tenuto sotto controllo, il lavoro diventa la voce di spesa più elevata per la coltivazione della cannabis. I coltivatori in serra e indoor possono controllare il fotoperiodo nell’area di coltivazione controllata. I coltivatori indoor cambiano semplicemente il timer della luce per somministrare alle piante le 12 ore di buio desiderate durante un giorno di 24 ore per far partire la fioritura. Le cime sono mature e pronte per essere raccolte in 7-12 settimane. I coltivatori in serra coprono l’intera serra con un rivestimento opaco per “oscurarla” e creare 12 ore consecutive di buio. Tuttavia, tali strategie sono proibitive a livello di costi se implementate outdoor quando si coltiva su grandi superfici.

Entra in gioco la cannabis neutra alla luce del giorno. Molte aziende stanno sviluppando nuove varietà funzionali e acclimatate di cannabis neutra alla luce del giorno. Attualmente, la maggior parte di queste aziende sta sviluppando eccezionali varietà ad alto contenuto di CBD perché può coltivarle legalmente. Tutti puntano sulla coltivazione di cannabis ad alto contenuto di THC non appena diventa legale.

Ben Rogers dell’Oregon è orgoglioso di trovarsi in un campo di cannabis a crescita rapida ad alto contenuto di CBD.

Anche i prezzi dei semi di cannabis stanno precipitando. Aziende come https://oregoncbdseeds.com/ e Medicinal Botanical Seeds, LLC, Ontario, Oregon, stanno producendo ottimi semi che vendono a circa $ 1,00 USD l’uno, una bella differenza dai prezzi di $ 5-10 USD che i coltivatori pagano oggigiorno. I “selezionatori” professionisti di cannabis e il personale a capo di queste aziende hanno una laurea in biologia, botanica e genetica. Sono finiti i giorni in cui ci si guadagnava da vivere coltivando cannabis in una piccola serra o in una stanza di coltura indoor. Sono finiti i giorni di spese e innumerevoli ore e risorse per produrre la cannabis. I coltivatori possono investire più tempo e denaro, ma il tutto non sarà più selvaggiamente redditizio. Per esempio, i coltivatori in Colombia, Sud America, producono cime secche finite a circa $ 0,05 USD al grammo. La maggior parte delle aziende agricole del Nord America produce lo stesso grammo di cannabis a circa $ 1,00 USD. Questo offre agli agricoltori colombiani un vantaggio di 20 volte superiore. Se volete guadagnarti da vivere coltivando e vendendo cannabis ad alto contenuto di CBD e di THC, basate le vostre decisioni su solidi principi scientifici e minori spese di coltivazione su tutta la linea. I coltivatori che ignorano le attuali tendenze di mercato dovrebbero considerare la coltivazione della cannabis un hobby.

Le piante hanno raggiunto un’altezza di circa 1,5 metri al momento del raccolto. Se le piante diventassero più grandi, sarebbero molto più difficili da essiccare e lavorare.

Dr. Clinton Shock (Medical Botanical Seeds, Ontario, Oregon) e Ben Rogers in piedi in un campo di cannabis ad alto contenuto di CBD.

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growing Testo e immagini: Green Born Identity – G.B.I.

Storia della varietà Barney’s Farm

Purple Punch: Un sogno viola di resina Ci sono solo alcune varietà di cannabis che hanno cime che diventano viola quando vengono coltivate indoor con temperature normali e calde. Ecco perché questa varietà estremamente attraente è un caso abbastanza raro da vedere indoor. Pochi coltivatori sono disposti ad abbassare significativamente le temperature notturne - al di sotto dell’ottimale - per consentire alle loro piante di produrre antocianine di pigmento viola in grandi quantità, e chi può biasimarli. L’antocianina agisce come una sorta di agente antifreddo e antigelo per le piante. Ma c’è una manciata di varietà che ha un particolare corredo genetico che consente un’ampia generazione di antocianina con temperature di coltivazione indoor regolari. Una varietà di questo tipo è la Purple Punch di Barney’s Farm, che deve il suo vestito di fiori viola alla nobile madre Granddaddy Purple, un incrocio californiano molto diffuso di Purple Urkle e Big Bud lanciato nel 2003. Anche il padre Larry OG, tanto potente quanto famoso, è nato in California, quindi la Purple Punch, la progenie d’élite di queste due varietà, è un altro caso di genetica superiore della costa occidentale della California. I dati di base di questa varietà Indica al 90% sembrano ugualmente promettenti: sono necessari solamente 50-60 giorni di fioritura per ottenere opulenti raccolti indoor che arrivano fino a 600-700 g/m2. Le piante cespugliose a più rami trasudano resina in grandi quantità e crescono raggiungendo un’altezza media indoor, fino a 90 cm. La Purple Punch è estremamente adatta anche alla coltivazione outdoor, finendo tra la seconda e la terza settimana di settembre sotto la luce naturale ed essendo dotata di una forte resilienza contro tutti i tipi di muffe. Le rese favolose che arrivano fino a 2 kg per pianta sono realizzabili all’aperto, in un ambiente ottimale e le piante raggiungono un’altezza che non supera 1,5 metri! L’effetto corrisponde alla predominanza Indica 90/10, a seconda del dosaggio che va dal rilassante e antistress al fortemente sedativo o narcotico. Per quanto riguarda l’aroma, Barney ha trovato qualcosa di estremamente squisito: la Purple Punch dovrebbe avere la fragranza e il sapore di una “torta di mele al forno con chiodi di garofano

glassata con mirtilli e ciliegie caramellati” - ora se questo non stimola i vostri sensi, nient’altro lo farà!

Crescita indica estremamente folta e uniforme I due semi piantati sono germinati rapidamente senza alcun problema e, dopo due settimane di crescita, The Doc ha scritto questo sul suo diario di coltivazione: “Proprio come previsto, stanno crescendo con uno stile marcatamente indico, con foglie larghe e internodi brevi”. A causa della predominanza Indica 90/10, ha lasciato le sue due Purple Punch cinque settimane in vegetativa, un periodo molto lungo. Alla fine di questo periodo, riporta quanto segue: “Le ho messe in fioritura adesso. Hanno ancora una struttura ad arbusto, che sembra addirittura indica al 100%. Con altezze di 40-45 cm, molto omogenee!”

Calici viola e copertura dei primi tricomi Le due piante sono velocemente passate in fioritura una volta che la luce è stata cambiata a un fotoperiodo di 12/12, ci sono voluti solo sei giorni per mostrare i loro primi pre-fiori femmina. Quello che è seguito è stato l’inizio di una laboriosa missione per costruire cime - dopo appena tre settimane in fioritura, c’erano grappoli di fiori dai pilucchi bianchi molto densi ovunque. L’effetto di allungamento del ramo è stato piuttosto contenuto, quindi le piante hanno mantenuto la loro densa forma compatta. Dopo quattro settimane di fioritura, The Doc ha scritto: “Stanno facendo rapidi progressi, pur mantenendo un elevato grado di uniformità. Le cime stanno diventando notevolmente più spesse e i loro calici evviva! – hanno cominciato a diventare viola. Con mia grande gioia, la Purple Punch è all'altezza del suo nome. Ma c’è un altro motivo per rallegrarsi, è assolutamente sorprendente quanto sia elevata la produzione di resina in questa fase iniziale, i calici viola sono già ricoperti da una grande quantità di tricomi, sembra che potrebbero presto esplodere con la resina...”

Fabbriche di resina viola con abbondanti rese Quando è terminata l’ottava settimana di fioritura - estremamente in tempo - le due Purple Punch erano

completamente mature e pronte per essere raccolte da The Doc, che ha commentato: “Sono diventate vere e proprie fabbriche di resina, dove persino le fan leaves superiori sono talmente incrostate di cristalli da far sembrare la


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Purple Punch una “varietà bianca”, una varietà bianca con un cuore viola, così incredibile! E sono rimaste piuttosto uniformi fino alla fine”.

Anche la pesatura delle cime essiccate poche settimane più tardi si è rivelata un altro momento saliente poiché pesavano da 83 e 86 grammi - date le altezze finali delle piante di soli 59 e 64 cm, un ottimo risultato! Fortunatamente, le pepite di Purple Punch avevano mantenuto la loro colorazione viola durante il processo di essiccatura che le ha rese un richiamo alla vista il cui fascino visivo è stato aumentato dal tappeto di spessi strati di resina davvero “scintillanti”.

The Doc viene asfaltato dal pesante effetto indica e canta “Purple Brain” Si è apprestato con una sensazione quasi festosa a macinare la sua prima cima di Purple Punch - entusiasta di esplorare gli aspetti psicoattivi di questa varietà. Ha caricato il suo vaporizzatore “Mighty” e ha inalato profondamente una grossa prima nuvola di vapore che ha tenuto nei polmoni per molto tempo. Sono seguite altre tre nuvole, e poi è arrivato un enorme colpo per l’effetto dell’indica! “Mi ha asfaltato completamente”, ha detto ridacchiando The Doc. “Tutto il mio corpo è diventato molle come la Jell-O, le tensioni nella schiena

sono scomparse in breve tempo, lasciando il posto a una calda sensazione di profondo rilassamento. Lo stesso è successo nella mia testa, che ha abbassato la marcia passando al

massimo sollievo, è arrivata di nuovo la sensazione morbida e burrosa di totale serenità e felicità.

www.barneysfarm.com

Cultivation data, dati sulla coltura: Genetica

Purple Punch (Larry OG x Granddaddy Purple)

Fase vegetativa

Cinque settimane (dopo la germinazione)

Fase di fioritura

58 + 60 giorni / 56-63 giorni in generale

Substrato

Plagron Grow Mix soil, vasi da 11 litri

pH

6.2-6.6

EC

1.2–1.8 mS

Luce

Fino a 12 x SANlight S4W = 1680 watt

Temperatura

19-28°C

Umidità dell’aria

40-60%

Irrigazione

A mano

Fertilizzazione

Organic Bloom Liquid di Green Buzz Liquids

Additivi/stimolatori

Living Organics, More Roots, Humin Säure Plus, Big Fruits, Fast Buds e Clean Fruits di Green Buzz Liquids

Strumentazione

CleanLight Pro per la prevenzione delle muffe

Altezza

59 + 64 cm

Resa

83 + 86 grammi


ing r e w o l F Fast n Crack Gree

Fast Flowe ring OGKZ

NUOVE VARIETÀ! Ti presentiamo le nostre prime varietà fotodipendienti veloci. Scoprile subito!

www.humboldtseeds.net


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Growing di sudestfam@protonmail.com

Microrganismi effettivi e probiotici

Come fare il Lactobacillus Serum

liquido interessato. Con la siringa dosatrice prelevare il siero sotto lo strato solido oppure togliere prima lo strato solido dal contenitore e successivamente filtrare il liquido con il colino di flanella. Il siero può essere imbottigliato e conservato in frigo per circa un anno oppure può essere attivato subito mescolandolo con la melassa e in questo modo può essere conservato anche a temperatura ambiente. Il siero va mescolato con la melassa in parti uguali, quindi da 3 litri di siero otterremo 6 litri di LABs pronto per l'uso. Non sigillare completamente i contenitori dove è conservato il LABs, l'attività di alcuni microrganismi genera come sottoprodotto CO2 che potrebbe provocare l'esplosione del liquido all'interno.

LABs nella coltivazione di Cannabis

Macrofotografia di un ceppo di lactobacilli

I microrganismi effettivi sono una miscela che combina differenti ceppi di batteri e lieviti in un liquido ricco di carboidrati come la melassa, impiegati in campo agricolo per migliorare le rese delle colture. Il concetto di microrganismi effettivi è stato introdotto dal biologo giapponese Teruo Higa, partendo dall'osservazione di alcuni meccanismi di interazione dei microrganismi e della loro influenza nell'ecosistema. Il suo obiettivo era quello di trovare un'alternativa all'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di sintesi.

EM: cosa sono e come agiscono I microrganismi effettivi, o EM, sono un gruppo di microrganismi anaerobi, costituiti principalmente da batteri dell'acido lattico, lieviti e batteri "fototrofi" cioè responsabili della fotosintesi. Spesso sono miscelati in liquidi come la melassa perché consente di mantenere in vita i microrganismi. Questa miscela è in grado di attivare i microrganismi locali e indigeni, che risiedono già nel suolo, stimolando la loro attività e proliferazione. Gli EM accelerano il processo di fermentazione e compostaggio della materia organica, in questo modo aumentano la disponibilità di sostanze nutritive per gli organismi che già popolano il terreno. Funzionano come un inoculante di più specie di organismi benefici, che apportano un'ampia gamma di vantaggi, come la fissazione dell'azoto, la trasformazione dei minerali in sostanze assimilabili dalla pianta oppure

la soppressione di agenti patogeni. Un substrato vivo e in equilibrio, garantisce coltivare piante più sane, con difese immunitarie più forti e una resa finale maggiore.

Probiotici Sono quella tipologia di microrganismi che apportano beneficio all'ospite in cui risiedono. I fermenti lattici sono tra i microrganismi probiotici più comuni, come ad esempio i batteri lactobacilli, contenuti anche nella miscela di EM. Possiamo creare un inoculante simile agli EM coltivando noi stessi il Lactobacillus Serum, o LABs, analizziamo passo per passo come prepararlo, gli ingredienti indispensabili e come utilizzarlo al meglio con le piante di cannabis.

Ingredienti e preparazione Per realizzare in casa il LABs sono necessari pochi ingredienti e alcuni strumenti facilmente reperibili. Vediamo di cosa abbiamo bisogno: • 250 g riso • 3 l latte non pastorizzato o latte intero biologico • 3 l melassa priva di zolfo • 500 ml acqua decantata • 2 contenitori di vetro da 1 litro • 1 contenitore da 5 l • colino • siringa dosatrice • garza • colino di flanella

Innanzitutto bisogna procurarsi l'acqua di riso, riempire uno dei contenitore di vetro con il riso e l'acqua decantata, shakerare ripetutamente x circa 15 minuti. Quando l'acqua diventa torbida abbiamo ottenuto l'acqua di riso. Con il colino filtrare l'acqua dal riso nel secondo contenitore di vetro e chiuderlo con una garza in modo che sia protetto ma continui a far passare l'ossigeno. Lasciare riposare il contenuto per circa una settimana, l'acqua di riso si separerà in tre strati differenti, lo strato superficiale è formato da muffe, lo strato intermedio è ricco di batteri invece lo strato inferiore è costituito da amido e prodotti di scarto del processo di estrazione. Il tempo necessario per la formazione dei 3 strati nell'acqua di riso varia a seconda delle temperature, un clima mite favorisce la proliferazione dei microrganismi. Con la siringa dosatrice prelevare lo strato intermedio dell'acqua di riso e depositarlo nel contenitore da 5 litri di dimensione. L'acqua di riso prelevata va miscelata con 10 parti di latte quindi se nel contenitore abbiamo 300 millilitri di acqua di riso dovremo aggiungere 3 litri di latte. Il contenitore va chiuso con coperchio ma senza sigillarlo e il contenuto lasciato riposare per circa 1 o 2 settimane, in questo lasso di tempo la miscela può gorgogliare o anche straripare fuori dal contenitore per via della sua fermentazione. Quando sulla superficie si forma uno strato solido, come una torta, è il segnale che il siero è pronto. Lo strato solido in superficie altro non è che la cagliatura del latte, al di sotto di questo strato c'è il

Il Lactobacillus Serum deve essere diluito con acqua decantata prima di utilizzarlo. Può essere impiegato sia per via fogliare che per irrigazione. Come spray fogliare funziona da inoculante e aiuta a prevenire e combattere malattie fungine come l'oidio, le dosi sono di 2 ml/litro. Aggiunto all'acqua di irrigazione sono necessari 2-5 ml/litro, è un ottimo promotore della vita nel suolo, accelera la decomposizione della materia organica ed aumenta la disponibilità delle sostanze nutritive. Il risultato sono piante più vigorose con una resa maggiore in tutti i termini sia di quantità che di qualità. Nella preparazione del tè di compost ossigenato è utile per accelerare la trasformazione della materia organica in forme assimilabili dalla pianta. Lo stessa funzione è svolta nella preparazione del compost, polverizzare la pila di compost con LABs attiva il processo di compostaggio. Il LABs è un probiotico molto utile nella coltivazione di cannabis, facile ed economico da produrre in casa propria.

LABs attivato con melassa pronto per l'uso


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Il Canapaio di Franco Casalone

Consigli pratici

Arriva la bella stagione, le corti riunite di Cassazione hanno stabilito che la coltivazione a uso personale non sia da considerarsi reato penale (ma dipenderà da ogni singolo caso...), l'OMS continua a chiedere di non considerare la cannabis come il diavolo, visto che la medicina ne ha bisogno e si dovranno cambiare tante legislazioni, si possono comunque piantare tante varietà (davvero?) di canape a basso THC e hanno persino certificato varietà riproducibili solo per talea.. Allora, anche se non credo molto ad una imminente "normalizzazione", perlomeno a tempi brevi, qualche consiglio che può tornare utile: - Sapete che considero la "femminizzazione" un'offesa alla cannabis, ma si può sempre cercare di avere una più alta percentuale di femmine usando, dalla posa del seme nel terreno (subito nel terreno, non mettetelo in mezzo a tovagliolini o cotone...) vasi alti almeno 15 cm. In molte varietà quando la radica si piega inizia uno stimolo di fioritura, e se la pianta pensa di avere poco terreno, spesso diventa maschio. - Anche una buona disponibilità di azoto

ureico appena prima dell'inizio della fioritura stimola ad avere più piante femmine, ma la maturazione si sposterà di 10-15 giorni più avanti (con maggior quantità di raccolto ma anche con più probabilità di avere muffe...). - Dall'inizio della levata, fino a 1/3 della fioritura è bene, come prevenzione per muffe e insetti, trattare le piante ogni cinque giorni con un'alternanza di estratti (o macerati) di ortica, di equiseto e di propoli (sciolto in alcol durante la crescita e in ammoniaca nel tempo di fioritura. Si trovano già pronti nei negozi di orticoltura). - Date da mangiare alle vostre piante in modo costante ma mai eccessivo; vedrete

dal colore delle foglie se le piante hanno bisogno di nutrimento o no: se sono più scure (ogni varietà ha una sfumatura di colore diversa...) dategli solo acqua; se si stanno schiarendo hanno bisogno di cibo. Gli ultimi 15 giorni somministrate solo 1/4 della soluzione nutritiva. Non fate mancare l'acqua alle piante. È normale che le foglie grandi, iniziando dal basso, ingialliscano e cadano. - Quando pensate che le piante sono pronte, aspettate ancora 10 giorni a raccogliere, e intanto, adesso, irrigate con sola acqua e se è il caso (se ad esempio avevano poca terra a disposizione, o hanno mostrato sintomi da eccessiva fertilizzazione...), fate un paio di lavaggi al terreno con il doppio di acqua del volume del vaso. - Fate seccare le piante con le foglie attaccate: ci metteranno di più ad asciugare (comunque non toglietele dal luogo di essiccazione prima di tre settimane, tempo necessario alla clorofilla per iniziare a decomporsi) ma manterranno più aromi, le cime rimarranno più pulite e si perderà meno resina. - Nella pulizia isolate immediatamente tutte le parti di pianta colpite da muffe, e non immagazzinatele assolutamente con le altre, il contagio potrebbe propagarsi velocemente. Le parti ammuffite possono essere pericolose soprattutto a chi ha il sistema immunitario danneggiato o che lavora in modo insufficiente. - Per quasi tutte le patologie, la cannabis funziona, e per quasi tutte le patologie

esistono studi che dimostrano che può essere utile. Cercate di avere una ricetta medica: con la ricetta, o comunque con il riconoscimento ufficiale che per voi la cannabis è medicina, non possono togliervi la patente. - L'uso di cannabis è sempre terapeutico, nonostante alcuni medici non siano d'accordo: se mi faccio una canna, anche se non ho patologie, è per star meglio. Meglio con me stesso, con chi mi sta intorno e con il mondo. Se ho voglia di "stonarmi" è meglio che mi beva una bottiglia di vino: costa meno, è accettata socialmente e la trovo dappertutto. Se il ragazzino pensa di "stonarsi" con la cannabis, è il messaggio che gli arriva che è profondamente sbagliato, mistificatorio e fuorviante. - Bisogna comunque battersi per cancellare un'iniquità, che è quella dei controlli sull'uso di cannabis alla guida o sul posto di lavoro (nessuna associazione di lavoratori si è mai lamentata per il chiaro sopruso sui diritti di ogni singolo rispetto alle analisi delle urine dei lavoratori). Se fuori dal lavoro mi faccio una canna nessuno ha il diritto di crearmi problemi sul lavoro. È dimostrato che chi usa cannabis ha meno incidenti gravi, va più piano ed è più rispettoso alla guida. - Cercate di fare in modo che, in caso di un controllo nelle vostre proprietà, il vostro avvocato intervenga immediatamente e vi faccia nominare "custodi della piantagione". Deciderà poi il giudice se è il caso di sequestrarla e distruggerla o di rispettare il vostro diritto a star meglio. Buona primavera!


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SEED BANK

Nuove varietà Dutch Passion per il 2020 Dutch Passion ha annunciato diverse nuove varietà di semi autofiorenti e femminizzati per il 2020. Si tratta di un mix di varietà ricche di CBD, THC e THC-V. livelli di THC, densi germogli ricoperti di resina e raccolti consistenti. È pronta per il raccolto in sole 7 settimane. Auto Banana Blaze. Gli appassionati di autofiorenti non si devono perdere la genetica Banana Blaze! La versione automatica ci mette circa 10-12 settimane dal seme al raccolto. Indoor offre raccolti XL con 20 ore di luce al giorno per tutta la durata della coltivazione. Sono assicurati consistenti raccolti ricchi di THC e un’ottima fumata.

THC-Victory. Questa nuova rivoluzionaria varietà produce cime contenenti l’8% circa di THC-V (Tetraidrocannabivarina) e l’8% di THC con una piccola quantità di CBD. Il THC-V in genere è d presente solo in tracce nella maggior parte delle varietà. I coltivatori per uso medico richiedono da tempo varietà ricche di nuovi cannabinoidi. THC-Victory è la

di Dutch Passion. È stata incrociata con una varietà di Sherbet maschio e produce un raccolto estremamente ricco di THC con molta resina e un gusto gassoso. Genetica molto speciale con una qualità di fumo suprema. Sugar Bomb Punch. Grazie alla genetica d’elite USA Sugar Bomb, questa varietà femminizzata insolitamente resinosa è una delle varietà a predominanza indica più potenti e ricche di THC di Dutch Passion. Gli amanti della genetica americana estremamente

prima di una nuova generazione di varietà di cannabis. Disponibile in semi femminizzati. Banana Blaze. Questa è una rara linea genetica a predominanza Indica con un gusto e un aroma caratteristici della banana. Questa varietà di semi femminizzati offre un forte effetto dovuto agli elevati

CBD Auto Blackberry Kush. Questa varietà ha livelli di THC generalmente inferiori all’1% con livelli elevati di CBD. Ci mette circa 11 settimane dal seme al raccolto, con un gusto ricco e spesso con intense sfumature viola/ blu sulle cime. Le varietà a basso contenuto di THC sono sempre più diffuse fra chi ne fa uso medico e fra i coltivatori, come sostituti del tabacco o come fumata durante il giorno che consente di svolgere il proprio lavoro. Kerosene Krash. Questa varietà di semi femminizzati a predominanza Indica di media altezza e dalla resa elevata rende omaggio a uno dei campioni preferiti di Gorilla Glue #4

potente adoreranno questa varietà a elevata resa. Questa varietà utilizza anche genetiche comprovate di Bubba Island Kush e Critical Orange Punch. C-Vibez. Con le genetiche di Mad Scientist e Voodoo, questo ibrido ad alta resa produce cime grandi e dense con una copertura bianca di tricomi e un effetto incredibilmente potente e piacevole. Circa un terzo delle piante ha toni violacei/rosa. Le piante raggiungono 1-1,5 m indoor con un eccezionale profilo terpenico fruttato. www.dutch-passion.com


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Eventi sulla cannabis di Franco Casalone

Canapa Mundi 2020

VI edizione alla Nuova Fiera di Roma Lo scorso febbraio si è svolta a Roma la VI edizione di Canapa Mundi, la fiera della città eterna. Le aspettative erano molto alte, visto che finalmente la nuova location della Fiera di Roma poteva offrire tutte le comodità logistiche di un luogo allestito per questo tipo di eventi. I risultati sono arrivati e sono positivi. Nonostante un mercato in flessione, dovuto alla concorrenza estera ed al contesto politico senza lo spessore appropriato per portare il Paese al passo con la storia internazionale (e al netto delle preoccupazioni dovute al corona virus) durante i tre giorni di fiera si sono dipanati, per gli amanti della marijuana provenuti da tutta Italia, incontri e scambi professionali, affollate conferenze e workshop mirati intorno a 3 tematiche di riferimento: canapa terapeutica, cannabis e contesto economico-giuridico e cannabis e potenzialità industriali. Due segmenti, quello medico e quello industriale che potrebbero fare del nostro paese un leader per la produzione e per il know how, due segmenti di sviluppo che potrebbero dare nuovo ossigeno all’economia nazionale e che sono invece non solo indifferentemente snobbati, magari fosse solo quello, ma al contrario ripetutamente attaccati da chi vede nella cannabis equiparata alla droga un capro espiatorio sempre verde per i mali atavici di questo paese dove pagliacci e santi si fanno le riverenze. Al settore grow, nocciolo duro del nostro comparto e cioè quello al passo con i metodi più moderni per coltivare cannabis, anche quest’anno si sono affiancati quello della vivaistica e della produzione di cannabis light e quello alimentare e cosmetico che tanto lustro stanno dando al nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali. La fiera è stata come sempre un frammento della

dimensione internazionale e proprio dal confronto delle reciproche esperienze si auspica si possa trarre la giusta sintesi per ribadire con determinazione alle

Siamo cittadini moderni e liberali e come tali vogliamo che vengano regolamentate le nostre vite complessa realtà italiana, un momento per tirare le somme all’inizio della stagione e per valutare quali strategie perseguire per il futuro. Espositori e visitatori di tutta Europa e non solo, soprattutto olandesi, spagnoli, canadesi, francesi e svizzeri hanno arricchito la manifestazione dandole un’importante

forze politiche la necessità di una non più procrastinabile regolamentazione di tutto quello che ha a che vedere con la cannabis. Siamo cittadini moderni e liberali e come tali vogliamo che vengano regolamentate le nostre vite.

Gennaro Maulucci organizzatore storico dell’evento ha voluto commentare: “I numeri dei visitatori sono in linea con l’edizione precedente, siamo arrivati a circa 25.000 visitatori. In più siamo contenti di aver portato in fiera circa 1.800 professionisti accreditati. La soddisfazione c’è perché il cambio location ci ha dato la possibilità di far contenti tutti gli espositori. Il venerdì abbiamo registrato un picco massimo, il doppio rispetto all’anno scorso, mentre nei giorni successivi, complice la paura causata dal corona virus e marginalmente a causa del blocco delle auto, i numeri sono stati un poco al di sotto di quanto previsto. Siamo comunque contenti e l’aspetto che ha inciso maggiormente è stata la soddisfazione degli espositori. Stiamo già lavorando all’edizione del 2021 che si terrà dal 19 al 21 febbraio prossimi e ci promettiamo di essere ancora più attenti ai dettagli e soprattutto alla crescita in termini di numero di padiglioni

dedicati. A livello di contenuti culturali abbiamo registrato un grande interesse ed un’elevata qualità, i workshop hanno ottenuto un ottimo riscontro in termini di pubblico e d’interesse. Quindi appuntamento a tutti all’anno venturo.” Come Soft Secrets ringraziamo tutti i nostri lettori storici e quelli che ci hanno conosciuto grazie alla fiera, per essere passati al nostro stand per un saluto e per recuperare la propria copia, inoltre, non dimentichiamo, tutti i nostri distributori: growshop, headshop e hempshop che con la loro collaborazione ci permettono di essere il solo magazine gratuito dedicato ai “talebani della cannabis”, un orgoglio che ci motiva a lavorare duro ogni giorno credendo nella forza delle parole e nella scelta di libertà civile che la nostra battaglia per la normalizzazione della cannabis implica. Viva Canapa Mundi e viva Soft Secrets!


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Guide coltivazione outdoor 2020 Di Macky, Percysgrowroom.com

Avviate la vostra coltivazione outdoor, al chiuso! Parte 1

State pensando di coltivare cannabis all’aperto quest'anno? Sembra presto per prenderlo in considerazione, soprattutto per coloro che vivono nell’emisfero settentrionale, ma avviare presto una coltura può aumentare notevolmente le dimensioni delle piante al momento del raccolto. Ora, dato che fuori fa così freddo, qualsiasi pianta di cannabis coltivata outdoor non durerà a lungo. Quindi, per iniziare presto la vostra coltivazione in questa stagione, dovrete avviare le vostre piante indoor. In questo modo, le piante inizieranno la loro vita nelle condizioni giuste. Possono crescere e sviluppare la loro forza prima di essere messe all’aperto per affrontare ciò che succede. Iniziare una coltivazione outdoor indoor non solo vi darà piante più grandi, ma migliorerà anche le possibilità di sopravvivenza delle vostre piante. È molto più facile per una pianta solida affrontare un ambiente difficile di quanto non lo sia per una pianticella e il bello è che potete iniziare a coltivare indoor con pochissime attrezzature, budget e spazio. In questa guida, non solo spiegheremo come iniziare a coltivare indoor, ma anche i vantaggi offerti da questa soluzione.

Qual è il momento migliore per iniziare a coltivare outdoor?

Una pianta di cannabis coltivata all’aperto avrà bisogno di un buon ambiente stabile per prosperare. Se le temperature raggiungono meno di 15° C, le vostre piante possono smettere di crescere e chiudersi completamente. Se questo continua per periodi prolungati di tempo, la vostra pianta potrebbe morire. La maggior parte dei coltivatori pianta all’aperto, dopo che è passato l’ultimo gelo. Questo avviene verso la fine di marzo, all’inizio di aprile. Ma anche in questi periodi dell’anno, in alcuni luoghi, può fare ancora troppo freddo per coltivare piante giovani e pianticelle outdoor. Farlo le mette a rischio e potrebbero morire perché fa troppo freddo. Prima riuscite a coltivare outdoor meglio è, ma non rischiando di uccidere le vostre piante. Se iniziate a coltivare prima indoor, la vostra pianta diventerà molto più forte e in grado di gestire l’ambiente esterno. Questo aiuterà la pianta a sviluppare una buona struttura radicale e la renderà più resistente agli ambienti più difficili. Coltivare una pianta già solida all’aperto, vi darà una possibilità di sopravvivenza di gran lunga maggiore rispetto a coltivare un seme o un clone.

Le pianticelle non sono forti. Possono essere uccise facilmente e hanno bisogno di un ambiente stabile per avere le migliori possibilità di sopravvivenza. Questo può essere difficile da realizzare all’aperto. Per questo motivo, molti coltivatori non piantano semi direttamente all’aperto, ma li seminano al chiuso, dapprima in vasi piccoli. Dopo un certo periodo di tempo, la pianta viene coltivata all’aperto. Potete coltivare piante giovani di cannabis indoor, facilmente, con un piccolo spazio e normali lampadine domestiche (CFL).

Avviate la vostra coltura indoor

Se avete intenzione di coltivare cannabis all’aperto, potrebbe dipendere da un serie di motivi. Primo, che non avete spazio per coltivare in casa. Secondo, che non avete il budget per acquistare l’attrezzatura di cui avete bisogno. Terzo, che non volete correre il rischio di coltivare piante indoor, soprattutto se coltivate illegalmente. Si tratta di preoccupazioni legittime, ma molti coltivatori non si rendono conto di quanto sia facile coltivare solo alcune piccole piante al chiuso. Avete solo bisogno di una piccola quantità di spazio e non avrete bisogno d’illuminazione ad alta intensità. Poiché le piante rimarranno al chiuso solo per una parte del loro ciclo di vita, non sarà necessario esagerare con l’attrezzatura necessaria. Potete coltivare alcune piante giovani, per alcune settimane in un piccolo armadio, in una cassettiera o in un armadio da vestiti. Non è necessario acquistare una tenda da coltivazione o dell’illuminazione HID.

Di quanto spazio c’è bisogno?

A seconda di quanto tempo intendete mantenere le vostre piante indoor prima di spostarle all’esterno, avrete bisogno di uno spazio di coltura di determinate dimensioni. Ora, potrebbe trattarsi di una tenda da coltivazione o di una stanza da coltivazione. Oppure potete creare una piccola stanza di coltivazione partendo da un armadio da vestiti, da un armadio o addirittura da una torretta per PC! Dovrete tenere in considerazione quante piante

coltiverete e per quanto tempo intendete tenerle in vegetativa indoor. Supponiamo che quest’anno coltiverete 4 piante. Sarà un raccolto enorme, ma coltivare all’aperto può essere rischioso. Non avete lo stesso grado di controllo sull’ambiente in cui coltivate indoor. Dovete tenerne conto e aspettarvi di perdere metà del raccolto a causa di insetti, muffe, ladri, animali o maltempo. Per dare a queste piante il miglior inizio di vita, si consigliano quattro settimane indoor. Ma non c’è motivo per cui non possiate tenerle in vegetativa più a lungo! Alcuni coltivatori outdoor professionisti inizieranno a coltivare le loro piante indoor, per tutto l’inverno. Potete farlo anche voi, ma avrete bisogno di più spazio, poiché le piante diventeranno molto grandi dopo alcuni mesi al chiuso. Assicuratevi di avere lo spazio necessario se si tratta di una soluzione che state prendendo in considerazione. Tutto ciò di cui avete bisogno per coltivare quattro piante piccole indoor è uno spazio di coltura da 60 cm x 60 cm. Non avrete bisogno di eccessiva altezza a meno che non abbiate intenzione di portare avanti la vegetativa a lungo. Se avete intenzione di farlo per più di qualche settimana, dovreste prendere in considerazione una tenda da coltivazione da 1,2 x 1,2 m con almeno una fonte HID ad alogenuri metallici da 400 W. Attenzione, più a lungo portate avanti la vegetativa indoor prima di passare outdoor, più grandi diventeranno le vostre piante al momento del raccolto. Una singola pianta di cannabis può raggiungere un’altezza di 600 cm nelle giuste condizioni e può produrre molti chili di gemme essiccate. Iniziare la coltivazione indoor creerà piante enormi, che saranno difficili da nascondere dallo sguardo di vicini e passanti. Se non vi trovate in una

posizione isolata, considerate la possibilità di mantenere le piante piccole, in modo tale da poter essere più discreti.

Fonti di luce

Alla fine, le vostre piante vivranno all’esterno e avranno la migliore fonte di luce che la natura può fornire, il Sole. Ma per adesso, mentre vivono indoor, avranno bisogno di una buona fonte di luce per l’inizio. Non deve trattarsi di una soluzione eccessivamente costosa, con un PAR e una penetrazione luminosa incredibili (a meno che non prevediate di tenere le piante in vegetativa per più di 4 settimane). Le piante di cannabis vivranno felici sotto l’illuminazione fluorescente T5 per tutta la fase vegetativa. È una fonte luminosa economica da gestire, la si può acquistare a un buon prezzo ed è ottima per la coltivazione di piante giovani. Inoltre, una T5 non emetterà una grande quantità di calore, quindi potrete tenere le lampadine a 2,50 cm dal canopo, il che manterrà la pianta corta e ne ridurrà l’allungamento. Se avete intenzione di coltivare indoor e progettate di tenere le piante in vegetativa per circa 4 settimane, una fonte T5 è la soluzione perfetta per voi. Se avete un budget limitato e non avete risorse di riserva per acquistare nuove fonti d’illuminazione, potreste utilizzare l’illuminazione CFL di casa per le prime settimane di vita delle vostre piante. Sono molto simili alla T5, ma non sono progettate per la coltivazione. Sebbene funzionino bene per le piante giovani, dovrete usarne molte per somministrare luce a sufficienza a una pianta ben consolidata. Per fasi vegetative più lunghe, che dureranno più di 4 settimane, avrete bisogno di un’illuminazione più potente. Dopo circa quattro settimane, la vostra pianta sarà piuttosto


48 gran lunga migliore di sopravvivenza, poiché avrà una buona struttura radicale e sarà sufficientemente grande per far fronte allo stress del clima più freddo di aprile.

grande e il fabbisogno di luce sarà aumentato. A questo punto dovreste utilizzare una fonte a ioduri metallici da 400 watt o un’illuminazione a LED con una potenza equivalente a quella di una fonte MH da 400 watt.

Man mano che la coltura avanza, continueremo a guidarvi. Se quest’anno coltiverete all’aperto, ma non potete iniziare indoor, non preoccupatevi. La nostra prossima guida vi fornirà tutti le informazioni necessarie su ciò che dovete fare per piantare i vostri semi all’aperto, oltre a trovare una buona posizione per coltivare le vostre piante. Quindi, anche se non avete mai coltivato in precedenza, il 2020 sarà l’anno in cui potete cominciare, dovrete solo leggere i prossimi numeri di Soft Secrets e seguire queste guide.

Non vi è alcun motivo per cui non possiate tenere la pianta in fase vegetativa per tutto l’inverno. Ma occuperà molto spazio. Più spazio dovrete coprire, più luce sarà necessaria e questo richiede denaro! Non solo a livello di acquisto delle luci, ma anche di funzionamento delle stesse. Per ottenere i migliori risultati, secondo me, è bene optare per una vegetativa di quattro settimane, sotto luci a bassa intensità, solo per somministrare alle piante un buon inizio di vita e renderle abbastanza forti per l’esterno. Una volta piantate, avranno una vegetativa di 4-5 mesi prima d’iniziare a fiorire! Anche dopo quattro settimane, rimarrete scioccati dalla velocità con cui cresceranno le vostre piante. Potete immaginare quanto cresceranno dopo quattro mesi di vegetativa.

Vasi e terreni

Per avviare qualsiasi coltivazione indoor, dovreste cominciare in vasi piccoli. Mezzo litro è un’ottima dimensione per iniziare ed è buona prassi travasare in seguito, man mano che le piante diventano più grandi. Per iniziare, tuttavia, non dovreste usare un terreno normale. Questo può contenere molti nutrienti immagazzinati che possono creare shock in una pianticella e farla morire. Per evitare che ciò accada, è una buona idea avviare i semi in un “mix per vasi”. Questo conterrà meno nutrienti e sarà più adatto alle piante piccole. Dopo un paio di settimane, i nutrienti cominceranno a esaurirsi in questo terreno ed è un buon momento per travasare in vasi più grandi, da circa 3 litri. Le piante avranno una buona struttura radicale e saranno in grado di crescere bene nel terreno più forte ora che sono ben consolidate. Dopo il travaso, tenetele in questi vasi per qualche settimana in più e quando sono pronte per essere travasate di nuovo, dovrebbero essere messe all’aperto ed essere piantate nel terreno. Se avete intenzione di tenere le piante in vegetativa indoor per più di 4 settimane, dovreste travasare di nuovo, anziché passare all’aperto. Questa volta, scegliete almeno vasi da 15 litri, a seconda della durata prevista per la fase vegetativa. Ricordate, più sarà lunga la vegetativa in door, più grandi saranno le piante dopo averle coltivate all’aperto per mesi. Una volta che la pianta sarà coltivata all’aperto, non la sposterete più. Le radici scaveranno in profondità nel terreno e la pianta vivrà il resto della vita dove si trova. Potete continuare a coltivare le vostre piante all’aperto in vaso, non dovete piantarle nel terreno. Ma tenete presente che queste piante diventeranno molto grandi e avranno bisogno di spazio consistente per le radici. Se avete intenzione di coltivare le piante all’aperto, per l’intera stagione di coltura, dovreste utilizzare vasi da almeno 30 litri! Le piante grandi hanno radici grandi e quindi avranno bisogno di molto spazio.

Se non avete un posto per coltivare, provate la coltura Guerrilla Prepararsi a piantare outdoor

ciano a diventare abbastanza lunghe per le piante in vegetativa. Dato che avete già avviato le vostre piante indoor, saranno molto più forti e molto più preparate per l’ambiente esterno. Una volta passato l’ultimo gelo, potete tranquillamente spostare le piante all’aperto. Il gelo può uccidere una pianta durante la notte e, quanto meno, provocare gravi danni di lunga durata ai tessuti delle piante.

Un improvviso cambiamento nell’ambiente può creare uno shock nella pianta e rallentarne la crescita. Per ottenere risultati ottimali, dovreste provare a climatizzare le vostre piante nel loro nuovo ambiente. Potete farlo mettendo la pianta all’aperto per un paio d’ore ogni giorno per una settimana prima di piantarla all’esterno. Dovrebbe essere fatto durante il giorno, quando il sole è alto e la temperatura è al suo massimo. Il freddo creerà ancora uno shock nelle piante, ma non così tanto.

Per essere certi che non ci sarà più gelo, dovreste aspettare fino a metà aprile prima di portare le vostre piante all’aperto, ma potrebbe essere sicuro farlo un paio di settimane prima, se il clima in cui vi trovate è abbastanza caldo. Se vi trovate nell’emisfero australe, andrà bene piantare all’aperto a partire da metà ottobre.

Dopo la fase vegetativa indoor, le piante saranno forti e quasi pronte per la vita all’aperto. All’inizio della primavera farà freddo, un po’ troppo freddo perché una pianta di cannabis sia a suo agio, soprattutto quando proviene da un piacevole ambiente caldo indoor.

È necessario prestare particolare attenzione qui. È facile che le vostre piante attirino alcuni insetti mentre sono all’aperto e potete quindi portarli nella stanza di coltivazione quando riportate le piante indoor. State attenti e se sospettate che possano esserci degli insetti che entrano nella stanza di coltivazione a causa delle piante, dovreste trattare la stanza di coltivazione con un pesticida a vostra scelta per prevenire ulteriori infestazioni. Prevenire è meglio che curare. Inoltre, prima di piantare all’aperto, si consiglia vivamente di scavare una buca e di riempirla con del buon terreno. Il terreno in cui coltivate potrebbe non contenere tutti i nutrienti di cui ha bisogno una pianta. Per assicurarvi che la vostra pianta abbia ciò di cui ha bisogno per iniziare bene, piantatela nel terreno. Tutto ciò che dovete fare è scavare una buca, prendere un sacco di terra a vostra scelta e svuotarlo nella buca. Una volta che è piena, togliete le piante dai vasi e piantatele in questo nuovo terreno.

Qual è il momento giusto per piantare outdoor Come potete vedere dal calendario, potete seminare all’aperto intorno a metà aprile. Si tratta del momento in cui le temperature iniziano a salire di nuovo e le giornate comin-

A seconda della varietà che state coltivando, il periodo di fioritura inizierà da agosto e andrà fino a metà settembre, per terminare tra fine settembre e inizio novembre. Ciò significa che se piantate all’aperto all’inizio della primavera, la vostra pianta sarà in vegetativa per circa 16 settimane prima ancora che inizi a fiorire. Se avete iniziato indoor, la quantità di tempo che durerà la vegetativa sarà ancora più lungo. Che si tratti di una settimana, di un mese o dell’intera stagione, questo tempo extra indoor ripagherà con le dimensioni complessive e con la salute della pianta.

Iniziate subito a prepararvi!

Non è necessario piantare i semi oggi! Prendetevi del tempo per esaminare alcune varietà e per trovare quella che fa al caso vostro. Preparate uno spazio di coltivazione indoor, individuate fonti di luce adeguate e un terreno adatto, oltre a preparare un piccolo ventilatore. Se iniziate a coltivare indoor alla fine di febbraio, sarete pronti a piantare alcune piante di cannabis sane all’aperto all’inizio di aprile. Non solo vi darà un buon vantaggio nella stagione, ma darà anche un vantaggio alle vostre piante. Solo iniziando qualche settimana prima indoor, potrete raddoppiare le dimensioni della vostra pianta al momento del raccolto, rispetto a quanto non avverrebbe coltivando la pianticella all’aperto. Non solo, darete anche alla vostra pianta una possibilità di

Se vi piacerebbe coltivare cannabis, ma non avete le risorse o lo spazio necessari, esistono diverse alternative. Tutto ciò di cui avete veramente bisogno sono i semi e un po’ di terra. I semi di cannabis possono essere molto economici, basta dare un’occhiata ad alcune delle banche di semi affiliate di Soft Secrets e troverete semi a un prezzo molto basso. Potete anche vincere dei semi di cannabis, partecipando ai concorsi organizzati sui forum, come Percysgrowroom.com. Percys Grow Room organizza competizioni ogni settimana, che mettono sempre in palio dei semi. Quindi, se avete un budget limitato, Percys Grow Room potrebbe essere in grado di aiutarvi e anche insegnarvi a coltivare. Troverete guide complete sulla coltivazione indoor e outdoor, in substrati diversi. È un ottimo sito per i coltivatori alle prime armi ed esperti, quindi date un’occhiate e fate capolino da quelle parti. La coltivazione guerrilla è la tecnica usata dai coltivatori per coltivare le proprie piante in un luogo segreto e appartato, lontano da casa. Le piante verranno lasciate lì a crescere e verranno controllate solo un paio di volte durante la stagione di crescita. Se una pianta dev’essere lasciata incustodita, dovrà essere abbastanza forte per sopravvivere e sufficientemente grande da non essere mangiata dai piccoli animali. In pratica all’avvio di una coltivazione guerrilla si applicano gli stessi principi che valgono per l’avvio di una coltivazione all’aperto. Iniziate indoor, per dare alla pianta una migliore possibilità di sopravvivenza. Ma quando coltivate con tecnica guerrilla, ci sono molte cose che dovete prendere in considerazione per mantenere il vostro raccolto al riparo da muffe, insetti, parassiti, ladri, animali e molto altro. Quindi, avviate subito le vostre piante al chiuso e assicuratevi il prossimo numero di Soft Secrets per leggere la prossima parte della serie “Avviate la vostra coltivazione outdoor!”. A quel punto le vostre piante saranno pronte per essere coltivate all’aperto. Grazie a tutti per aver letto questo articolo. In bocca al lupo! Se avete bisogno di aiuto, potete trovarmi su Percysgrowroom.com, sono sempre felice di rispondere a qualsiasi domanda possiate avere.


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Growing di CBG

La qualità prima di tutto

Un raccolto di qualità migliore è possibile per chiunque stato solido. In una coltivazione idroponica bisogna somministrare questi nutrimenti solidi in un mezzo liquido (l'acqua) quindi si è costretti a reperire nutrimenti altamente solubili in acqua, affinché le radici possano assimilarli prontamente. Da questa problematica si dipana il problema dell'origine e quindi della qualità dei nutrienti: spesso, infatti, essi non sono null'altro che sali altamente solubili in acqua e molto spesso questi sali sono sotto prodotti dell'industria petrolchimica».

SSIT: Quali vantaggi otterrebbe un coltivatore applicando il vostro mix?

In questo numero di SSITA ho deciso di dare spazio a realtà italiane impegnate nel mondo della cannabis. Il loro prodotto è focalizzato sulla tecnica del supersoil e secondo me è l'innovazione che più ha contribuito nell'innalzare la qualità dei prodotti che consumiamo. Ma ora lasciamo la parola al nostro ospite. «Noi siamo una nuova realtà italiana dedita alla produzione di fertilizzanti organici. La nostra filosofia è molto semplice: “nulla è più efficiente della natura” per questo, abbiamo sviluppato i nostri prodotti seguendo il concetto semplice di “replicare, per quanto possibile, le condizioni migliori che si possono incontrare in natura per quel che concerne un suolo fertile”. Le materie prime che compongono i nostri concentrati organici, sono accuratamente selezionate al fine di garantirne la massima purezza ed efficacia. Con l’ottanta per cento degli ingredienti di origine italiana promuoviamo una scelta di maggiore sostenibilità accorciando la filiera, i restanti provengono da fonti fair-trade».

SSIT: Diciamo avete scelto un ritorno alla natura, con pratiche agronomiche antiche coniugate al sapere moderno. «Il concetto alla base è stato rispondere in maniera pratica a questa domanda: “perché la verdura e la frutta dell'orto dei nostri nonni era nettamente migliore rispetto a qualsiasi produzione moderna su media-larga scala?” La generazione dei nostri nonni è probabilmente stata l'ultima

a coltivare secondo canoni e tradizioni antiche, radicate nella cultura contadina, basate sullo sfruttamento e il conseguente rigeneramento della terra che si aveva a disposizione, piuttosto che stravolgerla con la chimica. #backtooldschool Abbiamo maturato un'esperienza ventennale testando e ritestando i nostri prodotti; sia personalmente tutti noi, membri del team che attraverso eccezionali collaboratori in Italia e all'estero».

SSIT: Il termine supersoil cosa significa? «Col termine “supersoil” i coltivatori di Cannabis sativa L. chiamano un suolo preparato in maniera ottimale aggiungendo solo fertilizzanti di tipo solido ad un substrato tipo terra. Il termine credo sia stato portato al grande pubblico per la prima volta dal grande breeder americano SubCool “The Dank”, ormai anni ed anni orsono. Fu il primo tra i grandi del settore a render di pubblico dominio (tramite la diffusione in rete) una ricetta personale che egli stesso utilizzava per nutrire le piante frutto dei suoi studi ed ibridazioni. Purtroppo lui è venuto a mancare nel corso del gennaio 2020. R.I.P.».

SSIT: Noto con piacere che siamo sulla via dell'approccio organico alla coltivazione di Cannabis. «Si, di base esiste una differenza principale pensando alla nutrizione delle piante: la qualità dei nutrienti che le piante vanno ad assimilare all'interno dei vari substrati, con qualità intendo anche la

loro origine e la loro presenza. Una pianta di terra, non acquatica, costretta a vivere in acqua ha un metabolismo accelerato rispetto a quello che avrebbe nelle sue condizioni naturali. Per inciso le sue condizioni naturali sono le sue preferite, quelle che ha scelto nel corso di milioni di anni di evoluzione. Per questo la quantità di nutrimenti che dovrà assimilare, a parità di sviluppo aereo, in idroponica è molto più alta rispetto a quella che richiederebbe stando in terra. Inoltre i nutrimenti principali che essa cercherebbe in natura esplorando il suolo con le radici sono praticamente sempre allo

«I vantaggi sono molteplici: anzitutto si risparmia tempo dovendo limitarsi solamente a bagnare le piante con acqua. #onlywater: la facilità di utilizzo rende la coltivazione più semplice e accessibile anche per un principiante #nostress: così facendo si avrà il massimo sviluppo del potenziale organolettico della genetica coltivata. Si osserveranno più terpeni presenti ed espressi in maggiore quantità #backtooldschool: ultimo ma sicuramente non meno importante dei precedenti è la totale organicità dei prodotti ottenuti, che credo sia importante soprattutto ultimamente che si cerca un ritorno alla genuinità di un tempo #100%organic». Ha risposto alle nostre domande Andrea di Dogma Organics, al quale vanno i miei ringraziamenti e i migliori auguri (le premesse qui esposte autorizzano le migliori previsioni). Buone fioriture!


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Punto legale di Giovanna Dark

Droghe: quel pericoloso giustizialismo "un tanto al kilo" Carcere facile e pene più severe: il disastroso piano di riforma per il Testo Unico sugli stupefacenti La legge italiana in materia di stupefacenti compie 30 anni ma la politica pare non aver la minima intenzione di svecchiarla, anzi. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sta lavorando ad un nuovo provvedimento per mandare in carcere anche chi è trovato in possesso di piccole quantità di sostanze stupefacenti. Il Viminale sta studiando assieme al Ministro della Giustizia di Alfonso Bonafede una modifica al Testo Unico sulle droghe del 1990 per agevolare l'arresto anche di quanti sono ad oggi stati graziati dall'articolo 73 e dal concetto di "modica quantità". L'idea è quella di colpire gli spacciatori recidivi cercando di porre un argine al fenomeno dei pusher che una volta fermati vengono rilasciati dopo poche ore e magari il giorno successivo sono di nuovo al lavoro nelle piazze di spaccio. Un'idea vecchia, provata fallace da innumerevoli ricerche giuridiche e sociologiche ma è questa l'idea alla base del piano di riforma che i Ministeri di Giustizia e Interno stanno preparando per aggiornare la Jervolino-Vassalli, ovvero la legge del 9 ottobre 1990 che regola le normative in materia di stupefacenti, cannabis compresa. Stando alle agende dei partiti, questa non era certo una priorità del governo giallo-rosso e la notizia è stata accolta dagli addetti ai lavori con grande sorpre-

sa, soprattutto in ragione dei contenuti della probabile riforma e del gigantesco passo indietro che questa comporterebbe: cosa decisamente ironica se si pensa che la legge attuale è già vecchia di 30 anni. Ma andiamo nel dettaglio. L'attuale normativa (D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) prevede ai commi 5 e 5 bis dell'articolo 73 la sospensione condizionale della pena nel caso in cui ci trovi davanti a un reato di lieve entità - vale a dire in caso di possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti - con la possibilità di accedere al lavoro di pubblica utilità al posto di pene detentive e pecuniarie. Ed è proprio il concetto di "modica quantità" che la ministra vuole

eliminare. Come ha spiegato Lamorgese a margine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, tenutosi in Prefettura ad Ancona lo scorso 18 febbraio: "ho predisposto una norma per superare l'attuale disposizione dell'art. 73 comma cinque che non prevede l'arresto immediato per i casi di spaccio". Poco altro si sa al momento sulla natura della riforma del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, ma già da queste premesse non dovremmo aspettarci nulla di buono. Pare infatti che la modifica legislativa non farà alcuna distinzione sul tipo di sostanze stupefacenti, equiparando chi viene trovato in possesso di modiche quantità di cannabis a chi viene trovato

in possesso di altre droghe considerate invece pesanti, come eroina e cocaina. Se così fosse, la trovata del governo giallorosso rischierà di mandare in galera decine di migliaia di giovani e meno giovani anche solo per qualche canna in tasca. Come giudicare questa visione se non come il classico esempio di giustizialismo "un tanto al kilo"? Come leggere le dichiarazioni della ministra Lamorgese se non come quelle di chi pensa che il carcere sia la soluzione ad ogni problema? Come può essere che il Viminale non sappia che, già oggi, il 30 per cento degli ingressi in carcere (dato fornito dal decimo Libro bianco sulle droghe, presentato alla Camera nel giugno scorso) è causato da imputazioni o da condanne per spaccio? Se davvero la riforma consisterà nell'abolizione del concetto di "modica quantità", Giustizia e Interno dimostreranno di ignorare bellamente l'inutilità della risposta carceraria al problema della droga e di preferire invece di gran lunga ricette proibizioniste e draconiane. Oltre al solito tafazzismo tutto italiano, perché una riforma di questo genere non può che avere effetti disastrosi. Una modifica così radicale di una norma penale potrebbe far finire in carcere anche chi non spaccia ma potrebbe essere considerato uno spacciatore: si pensi, a titolo di semplice esempio, all'acquirente di sostanza stupefacente, sia esso un consumatore ludico o un paziente in trattamento, il quale, per fini di semplice approvvigionamento, decida di comparare un quantitativo che, al momento del controllo della polizia giudiziaria, possa non sembrare destinato esclusivamente all'uso personale. Se a questo si aggiunge


53 che il Testo Unico, in materia di cannabis, non specifica la liceità del quantitativo materiale della sostanza ma del suo principio attivo (THC), ne abbiamo abbastanza per mandare in tilt l'intero sistema giudiziario italiano. C’è da rilevare inoltre che non è molto chiaro nemmeno il concetto di "recidiva" e questo potrebbe addirittura far finire in carcere i produttori, i coltivatori e i negozianti che vendono cannabis legale. Il combinato disposto della nuova normativa prevista da Lamorgese e Bonafede e del perenne vuoto normativo sulla vendita dei derivati della cosiddetta "cannabis light" rischia infatti di rappresentare l'ennesimo colpo in grado di stroncare il settore della canapa legale - e sicuramente di spaventare quanti pensavano di dedicarsi a questo business. I negozianti e i coltivatori del settore della canapa sono già stati indagati per spaccio proprio a causa del vuoto normativo e, in caso di secondo controllo, potrebbero essere considerati spacciatori “recidivi” e quindi finire in carcere. Si tratta di migliaia di lavoratori onesti che non hanno assolutamente nulla a che fare né con lo spaccio né con la droga. Il danno sarebbe quindi notevole anche per questo comparto economico. Certo, una modifica in tal senso della Jervolino-Vassalli non significherebbe "carcere per tutti". Dal punto di vista procedurale la misura della custodia cautelare in carcere non può applicarsi - ai sensi del comma 2bis dell’art. 275 codice procedura penale - "se il giudice ritiene che, all’esito del giudizio, la pena detentiva irrogata non sarà superiore a tre anni". Dal momento che la pena prevista per il fatto di lieve entità è la reclusione da sei mesi a quattro anni e che la quasi totalità dei processi avviene secondo riti alternativi che prevedono lo sconto di un terzo della pena, ne consegue che sarebbe molto improbabile poter applicare la misura della custodia cautelare in carcere proprio per le fattispecie di reato contemplate dalla ministra Lamorgese. Cos'è allora questa sparata sugli spacciatori? Secondo il modesto parere di chi scrive

si tratta probabilmente della solita sparata proibizionista ad effetto, per ingraziarsi i voti della destra e anche dei più reazionari a sinistra. La misura annunciata dalla ministra dell'Interno va oltretutto ad accanirsi ulteriormente su categorie sociali già abbastanza stigmatizzate. I decreti sicurezza varati dal suo felpato predecessore hanno relegato nell'illegalità ancora più persone migranti che, non avendo alternative, finiscono nelle maglie del piccolo spaccio: la visione di Lamorgese rischia di generare un'ulteriore caccia alle streghe, situazione di cui questo Paese non ha

davvero bisogno... Con una chiara ignoranza del codice penale, la ministra vuole perseguire chi ha una modica quantità, rischiando di punire anche i consumatori, lasciando invece indisturbati i grandi attori del narcotraffico. Il capo del Viminale sembra non avere la minima dimestichezza con i dati relativi alla materia di cui si vuole occupare.

Ad esempio, nel rapporto del 2019 dell'associazione Antigone si dice chiaramente come l’Italia, con il 35,3% dei detenuti ristretti per violazione delle leggi sulla droga, continua a essere il Paese del Consiglio d'Europa con il più alto numero di condannati in via definitiva per reati di droga. Al 31 dicembre 2018 i detenuti presenti nelle carceri per violazione delle leggi sugli stupefacenti erano 21.080, quando, il totale dei detenuti in tutte le carceri italiane, a quella stessa data, era di 59.655. In quello stesso rapporto si considera, inoltre, che circa il 25% della popo-

lazione carceraria è tossicodipendente e che spesso lo diventa in carcere, alla faccia del recupero sociale... Altro dato rilevante ma apparentemente ignorato è il sovraffollamento carcerario. A gennaio scorso il garante per i diritti dei detenuti ha lanciato l'ennesimo allarme sulla situazione nei 190 istituti penitenziari italiani: il numero dei reclusi a inizio 2020 ammonta

a 61mila, a fronte di una capienza che è di 10mila unità inferiore. Se i dati del belpaese non bastassero, anche quelli degli altri Paesi europei confinanti con l’Italia - come Germania, Spagna e Francia - suggeriscono chiaramente che il nostro approccio non funziona. La carcerazione per droga in quei Paesi è attorno al 10-15% ma le percentuali che riguardano consumo e spaccio sono comunque più basse delle nostre. In Germania, ad esempio, l'approccio federale in materia di cannabis è quello di "abbonare" la prima offesa: a meno che non si venga trovati in possesso di quantitativi superiori ai 15 grammi, la prima volta che si viene accusati di detenzione di stupefacenti il tribunale spedirà semplicemente una lettera in cui si spiega che, in caso di recidiva, il procedimento verrà riaperto. La ragione è semplice: snellire i tempi della giustizia. I tedeschi sanno che esistono reati ben più gravi a cui inquirenti, giudici e tribunali devono dedicare il loro tempo. Ma forse non tutto è perduto. In commissione Giustizia della Camera è arrivata un'altra proposta di modifica del Testo unico di stupefacenti, primo firmatario Riccardo Magi di + Europa, tra i promotori del fu Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, sottoscritta da parlamentari di tutti i gruppi di maggioranza. Una proposta che, nelle parole di Magi " riporta il trattamento sanzionatorio in un alveo di proporzionalità, in linea con i principi costituzionali e infine differenzia il regime sanzionatorio in funzione della diversa natura della sostanza, al fine di graduare il trattamento punitivo in relazione alla gravità delle condotte. Si prevede inoltre che non è punibile chi coltiva un numero limitato di piante di cannabis finalizzate alla produzione di sostanze stupefacenti a un uso esclusivamente personale". Nell'attesa di vedere quale delle modifiche sarà apportata al Testo Unico, auguriamo alla legge Iervolino-Vassalli di invecchiare secondo principi costituzionali e non sulla base di vacui slogan propagandistici.


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World Cannabis di Giovanna Dark

Il paradiso sull'altra sponda dell'Adriatico?

La Croazia discute la legalizzazione totale della cannabis e lo fa per le giuste ragioni essere usata per costruire automobili e come materiale da costruzione per l'industria edile”. Per non parlare poi del turismo (già importante voce di bilancio per il paese dell'ex Jugoslavia) che beneficerebbe non poco di questa svolta. Immaginate Amsterdam ma con il clima e il mare del Mediterraneo: praticamente un paradiso dall'altra parte dell'Adriatico!

La notizia è arrivata sui media italiani il giorno di San Valentino e, per il mondo antiproibizionista, è stata davvero una nota dolce: la Croazia potrebbe essere il primo paese europeo a legalizzare la cannabis anche per scopi ricreativi. A lanciare la proposta la parlamentare socialdemocratica Mirela Holy, fondatrice del partito Održivi razvoj Hrvatske traducibile come “Sviluppo sostenibile croato” - che ora si sta facendo in quattro per raccontare, numeri alla mano, i benefici economici e sociali che ne deriverebbero per tutto il paese.

istituzionale: il disegno di legge per la legalizzazione in toto della cannabis sarà prima oggetto di un dibattito pubblico e successivamente sarà presentato alle camere per essere discusso ed approvato entro i termini costituzionali. Dopo aver spronato tutti i cittadini interessati a partecipare al dibattito, cercando di coinvolgere un'ampia fetta di popolazione, ha illustrato i punti chiave della riforma "che prevede di sfruttare appieno tutto il potenziale della cannabis: sia esso per scopi economici, ricreativi e medici".

In un'intervista televisiva al canale nazionale RTL, rilasciata lo scorso 10 febbraio, Holy ha sottolineato che la proposta ha già cominciato il suo iter

L'idea alla base della proposta è quella di concentrare le esperienze positive a livello internazionale e di coinvolgere nel processo di legalizzazione sia il

RIPOSTE AL QUIZ DI PAGINA 30

1. A 2. B 3. D 4. B 5. A 6. D 7. A 8. C 9. D 10. A

11. B 12. C 13. A 14. B 15. C 16. D 17. B 18. A 19. D 20. C

settore pubblico che gli attori privati: “Proponiamo un modello di agenzia statale ibrido (statale/privato) per mantenere l'alta qualità del prodotto sul mercato". E per quanto riguarda l'uso della cannabis per scopi ricreativi, si parla finalmente di autoproduzione: il disegno di legge è certamente rivoluzionario nel permettere ad ogni adulto di coltivare fino a nove piante ad alto contenuto di THC per le proprie esigenze personali. Secondo Mirela Holy, poi, “La coltivazione della canapa ha un grande potenziale ecologico. Data la sua alta qualità in termini di pulizia del terreno e un assorbimento di CO2 fino a quattro volte superiore, la coltivazione della canapa può anche essere uno strumento importante nella lotta contro il cambiamento climatico. I vantaggi economici sono enormi, per lo sviluppo della scienza, dell'uso dei cosmetici e della produzione di carta". Ma non si tratta solo di fare del bene all'ambiente, le motivazioni alla base della volontà di legalizzare sono soprattutto economiche: “Le stime dei guadagni derivanti dalla vendita di prodotti legati alla cannabis in Canada e negli Stati Uniti raggiungono i 43,7 miliardi di dollari (40 miliardi di euro) all'anno. L'esperienza di altri Paesi dimostra che esiste ancora un mercato nero, ma per questo - osserva Holy - è necessaria una regolamentazione statale per minimizzarne il ruolo. Inoltre, il potenziale della canapa non è stato pienamente realizzato. Può

L'attuale legge croata considera la coltivazione o la vendita di cannabis come un reato penale, punibile con una pena detentiva obbligatoria di minimo tre anni. Il possesso di una piccola quantità di erba e di altre droghe leggere è stato depenalizzato ma può comunque comportare il pagamento si una multa salata: da 5mila a 20mila HRK (da 671 a 2682 euro) a seconda dei casi. Per quanto riguarda la cannabis medica, invece, la legalizzazione è stata decisa il 15 ottobre 2015 ma l'implementazione della legge - così come per noi in Italia trova tutt'ora resistenze e per i pazienti croati, il mercato nero rappresenta ancora la soluzione più veloce e meno costosa. Il vero problema per i cittadini croati pare essere, come al solito, la cattiva informazione In molti vedono la vicina Croazia come una nazione ancora troppo conservatrice e hanno le loro riserve sul fatto che la proposta di legge passi effettivamente il vaglio delle camere. Ma Mirela Holy la pensa in modo diverso: "Quando ho iniziato a parlarne qualche anno fa, le reazioni sono state molto negative, ma le cose sono cambiate. Le persone hanno bisogno prima di tutto di essere informate e poi saranno loro stesse a cambiare i loro atteggiamenti. Il potenziale di dipendenza della cannabis è molto inferiore a quello della nicotina o dell'alcol. E, per quanto ne so, nessuno è mai morto per un'overdose di cannabis naturale. Tuttavia, è innegabile che ci siano pregiudizi importanti, alimentati dagli interessi di certi gruppi e industrie". Nel momento in cui scriviamo la proposta di legge non ha ancora raggiunto le sedi istituzionali ma ci auguriamo davvero che la battaglia di Mirela Hory possa essere vincente: il testo da lei redatto è con tutta probabilità il migliore e il più esaustivo in Europa, e potrebbe dare il via a quella rivoluzione verde che nell'Unione si aspetta con ansia da quasi un decennio. I tempi sono decisamente maturi e forse serve proprio una donna per partorire questo nuovo corso.


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L'arte del breeding Come creare e selezionare nuovi strain

è detto dominante. 2. Legge della segregazione - nella seconda generazione ottenuta da ibridi F1 riappariranno alcuni tratti recessivi, in percentuale minore ai caratteri dominanti; nella prima generazione questi tratti recessivi erano nascosti. 3. Legge dell'assortimento indipendente incrociando individui che differiscono per due o più caratteri, otterremo una generazione nella quale i caratteri si distribuiranno ai vari individui indipendentemente l'uno dall'altro, dando vita anche a nuovi fenotipi mai visti prima. Seconda Legge di Mendel Attraverso le tre Leggi di Mendel è possibile stabilire un programma di breeding, che ci permette di prevedere e selezionare le caratteristiche desiderate nelle generazioni successive.

Tecniche di breeding

Fenotipo viola di Jefferson Og Per concludere questa rubrica di Soft Secrets dedicata al breeding e alla produzione di semi, descriveremo come creare nuovi strain e alcune nozioni basilari di biologia per comprendere più facilmente alcune delle tecniche più diffuse per eseguire incroci e stabilizzare le nuove generazioni. Quando si parla di breeding ci si riferisce a quell'insieme di tecniche utilizzate per incrociare due o più esemplari con lo scopo di far emergere o migliorare nelle future generazioni, alcune caratteristiche tipiche degli esemplari di partenza. Alcuni breeder eseguono questo lavoro impiegando uno specifico programma di controllo, altri invece si affidano al proprio intuito e alla percezione che hanno delle piante e più in generale della natura. Quando affrontiamo un programma di breeding è norma basica stabilire qual'è l'obiettivo del nostro lavoro, se eseguiamo un incrocio per creare delle varietà totalmente nuove, oppure per stabilizzare alcuni tratti specifici di uno strain o per assicurarsi delle generazioni future identiche a quelle passate. In altre parole,

fissare determinati tratti affinché si ripropongano invariabilmente nelle generazioni successive. Il breeding della cannabis è un processo lento, fatto di osservazioni e di analisi, prove continue e molta pazienza.

Leggi di Mendel Per comprendere meglio alcuni meccanismi che regolano la genetica della cannabis è necessario approfondire alcuni concetti di biologia. Gregor Mendel era un monaco agostiniano considerato il padre fondatore della genetica moderna; passò circa 7 anni coltivando alcune varietà di piselli, osservando e registrando una mole enorme di dati e attraverso l'applicazione di alcuni modelli matematici allo studio dell'eredità biologica dedusse tre leggi fondamentali: 1. Legge della dominanza o della omogeneità dei fenotipi - incrociando due individui di linea pura ma che differiscono per un solo carattere, otterremo una generazione di individui che manifestano un solo carattere appartenente ad uno solo dei parentali, questo carattere

Esistono differenti metodi e programmi di selezione per la creazione di nuove linee di varietà di cannabis, analizziamoli passo per passo: • IBL o linee pure - si ottengono incrociando piante aventi lo stesso genotipo, senza utilizzare altre varietà, cioè incrociando individui appartenenti alla stessa famiglia per varie generazioni con l'obiettivo di fissare dei tratti specifici che si riprodurranno infallibilmente nelle future generazioni. Un classico esempio di IBL è la Northern Light, uno strain che nasce dall'unione di tre fenotipi differenti della stessa varietà incrociati tra di loro per varie generazioni. Le linee IBL presentano uniformità della popolazione ma soffrono una perdita di vigore detta "depressione da inbreeding", o inincrocio, per via della consanguineità tra i parentali di origine. • Ibridi - sono il frutto dell'unione di due varietà differenti, generalmente con qualità eccezionali e discendenti da famiglie diverse, come l'incrocio tra una pianta a dominanza indica con una sativa. Questo tipologia di breeding è impiegata per creare dei semi che danno vita a varietà totalmente nuove. Si possono creare incroci doppi o anche tripli, detti poliibridi, cioè incrociando due genitori e successivamente la progenie selezionata viene incrociata nuovamente con un'altra varietà. Ad esempio, la leggendaria Amnesia Haze nasce dall'incrocio tra la Skunk #1, un ibrido di Afghanistan x Mexico x Colombia,

Terza Legge di Mendel

insieme alla Super Silver Haze, un altro ibrido a dominanza sativa. Molti coltivatori ritengono che gli esemplari di ibridi F1 possiedano molto più vigore rispetto ai loro parentali di discendenza. I semi di varietà ibride sono i più amati dai selezionatori di nuovi strain di cannabis, grazie alla loro variabilità genetica possono nascere degli esemplari con delle caratteristiche davvero uniche. • Impollinazione aperta - questa tecnica affida l'impollinazione delle piante ad agenti esterni, come il vento o insetti trasportatori di polline, incrociandosi tra di loro in maniera casuale. È il metodo più naturale di produrre semi


57 e selezionare varietà, infatti solo gli esemplari più resistenti e con più vigore sopravvivono a questo tipo di selezione naturale. Il coltivatore da parte sua, raccoglie e conserva i semi generati dalle piante che presentano i tratti desiderati ed elimina le piante che meno si adattano al proprio obiettivo, continuando questo lavoro nelle generazioni successive. Questa tecnica si accosta molto alla creazione di varietà IBL. • Bx o Backcross - è una tecnica impiegata per stabilizzare nelle generazioni successive alcuni tratti specifici di uno dei parentali di origine. Due esemplari di cannabis vengono incrociati dando vita alla generazione F1, successivamente viene selezionato un individuo F1 per incrociarlo di nuovo con uno dei due genitori, quello che presenta i tratti che si vogliono fissare. I semi che nascono da questo incrocio sono detti BX1, cioè la prima generazione di backcross. Questo lavoro può continuare nelle generazioni successive, gli esemplari BX1 vengono incrociati di nuovo con il genitore prescelto, generando semi BX2 o BX3 e via dicendo. • Autoimpollinazione - avviene quando la pianta è impollinata con polline proveniente dallo stesso individuo. I semi ottenuti da questa tipologia di breeding sono detti S1 per la prima generazione, S2 per la seconda e S+n nelle successive. Le piante nate da questi semi presentano uniformità e tratti quasi identici alla pianta di origine. Questa tecnica riguarda soprattutto la creazione di semi femminilizzati già descritta su questa rivista.

Quali sono i tratti di una pianta di Cannabis? Le caratteristiche da osservare durante il processo di selezione e stabilizzazione di una varietà si possono suddividere in 3 categorie: 1. Tratti generali - riguardano il vigore di una pianta, la resistenza alle malattie e ai parassiti, l'adattabilità all'ambiente, il tempo di maturazione e la resa finale. I grower di piante di indoor pre-

feriscono varietà che maturano velocemente in modo da lasciare spazio ad un nuovo raccolto, mentre chi coltiva all'esterno predilige piante resistenti a malattie come l'oidio. 2. Tratti della pianta - riguardano la sua morfologia e alcune caratteristiche botaniche, la dimensione o taglia di una pianta pianta, la tipologia di ramificazione e di allungamento, la forma delle foglie, il rapporto calice/foglia, la dimensione dei fiori e la capacità di radicare di nuovi cloni. Alcune piante non si adattano bene per essere coltivate al chiuso per via delle dimensioni che raggiungono soprattutto in altezza o per via di foglie troppo grandi che creano molte zone d'ombra oppure perché non sono facili da clonare. 3. Tratti del fiore - sono le caratteristiche del prodotto finale, come il colore, l'odore, il sapore, il profilo di cannabinoidi, la quantità e la tipologia di resina, la facilità di manicure e la potenza. Sono i tratti che più vengono osservati dai breeder moderni, trascurando le categorie precedenti che invece sono importanti allo stesso modo. Non tutte le piante hanno lo stesso profumo o provocano le stesse sensazioni, anche la resina è un aspetto da valutare attentamente infatti alcune piante si prestano più di altre per eseguire estrazioni della resina. I breeder professionali etichettano e registrano i dati di ogni singola pianta, al fine di avere un controllo e valutare la capacità combinatoria delle piante a disposizione.

Dominanza e recessività dei tratti nella Cannabis Un carattere si dice dominante quando dall'unione di due piante, la generazione F1 che ne consegue presenta solo i tratti di uno dei due genitori. Al contrario, un tratto recessivo è quel carattere che rimane mascherato da quello dominante e che si manifesterà nelle generazioni successive. Prendiamo in esempio una pianta di Purple, una varietà caratterizzata dal colore viola delle sue infiorescenze e una

Prima Legge di Mendel pianta di Super Lemon Haze che anche quando sottoposta a condizioni di freddo estreme mantiene il suo colore verde; supponiamo che dall'incrocio di queste due piante nasca una generazione F1 con esemplari tutti di colore verde, significa che il carattere dominante è il verde mentre quello recessivo è il viola. Come spiegato dalla seconda Legge di Mendel, se incrociamo individui della generazione F1, i tratti recessivi appariranno nella generazione successiva detta F2; quindi otterremo il 75% di piante di colore verde e il 25% di piante con infiorescenze di colore viola, tipiche di uno dei discendenti originari.

Eterosi e depressione da inbreeding Il termine eterosi si riferisce all'incrocio tra esemplari non imparentati tra loro, il risultato è una generazione successiva di piante con maggior vigore; incrociare piante con lontana discendenza aiuta a rinvigorire alcune varietà che generazione dopo generazione si indeboliscono. Al contrario, incrociare piante apparte-

nenti alla stessa famiglia provoca nelle generazioni successive il fenomeno di depressione da inincrocio, che comporta la perdita di vigore, una resistenza minore alle malattie, diminuzione della fertilità, resa e potenza scarse.

Importanza del breeder Il lavoro del breeder è alla base di qualunque banca di semi, è importante che venga svolto con passione e non solo per la ricerca di un maggior profitto. Il breeder è il responsabile della qualità delle piante che verranno coltivate da milioni di coltivatori. Prima di immettere sul mercato una nuova varietà di cannabis bisogna assicurarsi che sia stabile, cioè che non presenti tratti di intersessualità. Un buon creatore di semi non replica il lavoro fatto da altri ma cerca di introdurre delle nuove varietà o di migliorare quelle già esistenti. Il Breeding della cannabis è una vera e propria arte dove il breeder allo stesso modo di un pittore utilizza le piante al posto dei colori e del pennello.


58 2 Hemporium Cose di Canapa, Vicenza

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Coltiva con Stoney Tark Di Stoney Tark

7 consigli intelligenti sulla coltivazione delle piante più grandi in vegetativa Le piante di cannabis dovrebbero essere lasciate a se stesse e le si dovrebbe far diventare grandi come accade outdoor. Tuttavia, la coltivazione indoor può porre certe limitazioni per alcuni coltivatori con un breve periodo di tempo quando le luci sono accese 18/6. Di seguito sono riportati i miei migliori consigli per aiutarvi a far diventare le piante il più grande possibile prima della fioritura. 1. Cimatura delle piante di cannabis Dominanza apicale significa che una pianta avrà una cima principale o un germoglio superiore, con una ramificazione laterale che circonda il centro. Questo è naturale con le piante di Cannabis e se non vengono cimate o pizzicate, l’altezza della pianta può superare la zona di comfort di un coltivatore. Il mio suggerimento qui è quello di pizzicare o cimare il germoglio delle piante abbastanza presto. I vantaggi di questa operazione sono che il germoglio si svilupperà in due nuove punte e questo promuoverà la crescita di una pianta più dominante lateralmente che ha bisogno di crescere con dominanza apicale. L'ormone della crescita Auxin sarà ridotto e la struttura di crescita cambierà immediatamente. Ripetere questa semplice tecnica può ricompensarvi con un massimo di 16 cime in un breve lasso di tempo.

2. Legatura delle piante Ottimo modo per aprire davvero il canopo e consentire a tutti i germogli inferiori di raggiungere la punta della pianta. Questa tecnica è chiamata tecnica a basso stress e comporta la legatura o il blocco delle piante di Cannabis per consentire loro di ricrescere normalmente. Il mio consiglio qui è quello di legare tutti i rami. In questo modo, non solo rafforzerete le giunzioni di ogni pianta, promuovendo in seguito un supporto aggiuntivo per le rese elevate. Legando le piante si creerà un canopo molto più denso e strutturato rispetto a quanto non avverrebbe lasciandolo crescere normalmente. Dovreste solo legare le piante una o due volte prima di aprire il canopo superiore che ha accesso alla luce diretta e crescerà bene.

3. Rottura per il successo Super cropping è il nome dato a questa tecnica, che alcuni potrebbero

Questo coltivatore ha costruito una gabbia in bambù per sostenere l’enorme resa

considerare una tecnica a elevato stress. Bisogna essere coraggiosi e conoscere le proprie piante a sufficienza prima di tentare di applicare il super cropping. Forzare la rottura del gambo principale e dei rami delle vostre piante di Cannabis

manderà un ormone della crescita di riparazione lungo le piante fino a quando la rottura non verrà riparata. Il mio consiglio qui è quello di applicare la rottura dopo aver legato le piante. Questo funziona soprattutto se viene fatto sul


62 gambo principale di una pianta che è stata legata in modo simile al mainlining. Lasciate alle vostre piante molto tempo per riprendersi e formare una nocca legnosa prima di tentare di nuovo il super

sostanze organiche. Le piante di cannabis si radicano in genere a una profondità che raggiunge i 35 cm, quindi qualsiasi cosa più in profondità sarà una perdita di spazio e di substrato di coltivazione. Il mio consiglio è quello di usare un vaso di grandi dimensioni, da circa 20 litri. Assicuratevi di utilizzare vasi in tessuto di feltro ed evitate i vasi di plastica. I vasi in feltro permetteranno alle radici di potarsi in modo naturale consentendo così di avere una zona radicale prolifica.

6. Temperatura della zona radicale Una delle cause principali della crescita lenta delle piante e della formazione delle radici è legata alle basse temperature. Le piante di cannabis coltivate all’aperto durante la primavera e l’accumulo fino all'estate vengono trattate in un terreno caldo a elevata umidità. Una pianta in super cropping che ha risposto molto bene

cropping. Non usate mai il super cropping e non fate spezzare le vostre piante dopo l’inizio della fioritura.

4. Una rete per il canopo C’è una grande differenza fra l’utilizzo di una rete a traliccio per il supporto e l’uso intenzionale di una rete. La tecnica SCROG prevede sostanzialmente l’utilizzo della rete come punto divisorio fra quella che sarà considerata una cima superiore e la parte che sarà tolta dalla pianta. Il mio consiglio è quello di usare una rete se siete in grado di coltivare solo una o due piante. Usando il pizzicamento e l’L.S.T., è facile creare un canopo che verrà alimentato attraverso la rete e sarà esposto all’illuminazione diretta delle luci di coltura. La cosa grandiosa dello Screen of Green è che non ci saranno cime inferiori indesiderate, poiché saranno state potate chiaramente prima dell’inizio della fioritura.

5. Vasi di grandi dimensioni Più è grande il vaso, più è grande la pianta, soprattutto quando cresce con

Il mio consiglio qui è quello di controllare la zona radicale toccandola con il dorso della mano, per verificare quanto sia calda o fredda la superficie. Se vivete in un ambiente più freddo, si consiglia di alimentarle durante il giorno, in modo tale che il substrato di coltura non sia bagnato di notte quando le luci sono spente. Aggiungete un dispositivo riscaldante alla tenda e mantenete l’aria calda in circolazione sul fondo della tenda.

7. Tè biologici e organismi benefici I batteri e i funghi aerobi sono i migliori amici delle piante di cannabis e collaboreranno in simbiosi per fornire nutrienti e minerali su richiesta. I terreni e il compost sono ricchi di microrganismi benefici, tuttavia potete aggiungerne di vostri e potete anche inoculare la zona radicale. Il mio consiglio qui è quello di preparare un tè biologico al compost che viene preparato per 24 ore. Dovreste aggiungere microbi e funghi acquistati online o da un centro di giardinaggio locale e del nutrimento per loro come melassa nera senza zolfo. La massa radicale può aumentare fino al 700% delle dimensioni quando si utilizzano organismi benefici indoor.

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Colofon Soft Secrets Italia è pubblicato da: Discover Publisher BV P.O. Box 362, 5460 Veghel, Paesi Bassi Tel: 0031 - 73 54 98 112 e-mail: info@softsecrets.nl Sito internet: www.softsecrets.com/it Editore: Cliff Cremer Collaboratori: Franco Casalone, Ed Rosenthal, Jorge Cervantes, Clod, Giovanna Dark, Carlos Rafael Esposito, Stoney Tark, Jim Stewart, e tanti altri. Traduzioni: Valefizz Indirizzo redazione: Soft Secrets Italia E-mail: readers@softsecrets.nl Pubblicità: Fabrizio E-mail: fabrizio@softsecrets.nl Tel: 0039 - 36 65 44 66 94

Queste piante sono state pizzicate perché diventassero più cespugliose

Growerline 58-59 GrowShop Wholesale 1 Happy Life 61 Hemphilia 11 Hemporium 58-59 Humboldt Seed Organization 38 Hydrorobic 61 I Grow 44 Idroponica.it 1 Indica Sativa 31 Indoorline 49 Jorge Cervantes 34 Kana Rescue 53 Karkade 58-59 La Bottega del Verde 61 Legalized 58-59 Linea - Herba 35 Mycologics 55 Mysticanza 58-59 Nanotech Surface 6 Natural Mystic 58-59 Natural Store 58-59 Near Dark 49 New Biogroup 58-59 New Energy 55 Organic Farm 58-59 Orto Biologico Shop 58-59 Paradise Seeds 1 Paradise Seeds 29 Procare 55 Royal Queen Seeds 9 Sanlight 50 Secret's Garden 50 Serious Seeds 43 Skunkatania 58-59 Sweet Seeds 1 Sweet Seeds 64 You Hemp Il Dispensario 58-59

La voce dell’editore: Soft Secrets è una rivista bimestrale gratuita pubblicata nei Paesi Bassi (con il nome di Highlife), Germania, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Polonia, Repubblica Ceca e Cile. A livello mondiale è in corso un processo di relativa liberalizzazione dell'uso della cannabis, che sia per scopi medici o ricreativi. Diversi Paesi hanno legalizzato la cannabis per separare le droghe leggere da quelle pesanti, come dimostrato in Olanda. Altri Paesi hanno legalizzato l'uso della cannabis per uso medico, ivi incluso il diritto di coltivare piante di cannabis per uso personale. L'editore si propone di mettere in luce

il processo di normalizzazione dell'uso della cannabis. Questo presuppone che l'editore non sia necessariamente d'accordo su tutto ciò che figura negli articoli e nelle pubblicità che appaiono sulla rivista. L'editore si discosta quindi in modo esplicito da dichiarazioni o immagini pubblicate che potrebbero dare adito a pensare che siano stati approvati l'uso e/o la produzione di cannabis. Nulla della presente pubblicazione potrà essere copiato o riprodotto in qualsiasi formato senza previa autorizzazione dell'editore e di altri titolari del copyright. L'editore non assume alcuna responsabilità in merito al contenuto e/o al punto di vista degli annunci pubblicitari. L'editore non assume alcuna responsabilità per eventuali documenti presentati indesiderati. L'editore ha cercato di contattare tutti i titolari del copyright di fotografie e/o immagini. Coloro che ritengono ancora di avere diritto ai suddetti diritti sono pregati di contattare l'editore.

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