Skip to main content

2015 01 IT

Page 1

LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985

GRATIS Numero 1 - 2015

11

15

Il fertilizzante: bio o minerale?

Introduzione all'Ice-O-Lator

35 Da Kief/Setacciatura a secco — Manuale, a macchina, ghiaccio secco

49 Cannatonic e Juanita: la vera storia

18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi

AMSTERDAM

Il growing ha fatto boom

CU PWIN N ER

di Giovanna Dark

WWW.PARADISE-SEEDS.COM

Atomical Haze ®

In Italia i grower di marijuana aumentano di giorno in giorno: i numerosi campi incolti che caratterizzano la nostra penisola starebbero tornando a nuova vita grazie alla coltivazione illegale di cannabis. Il mese scorso è scattata una maxi-operazione di Polizia per individuare coltivazioni e serre clandestine. In questo test limitato solo a Torino e provincia, i Carabinieri hanno scoperto piantagioni di piccole, medie e grandi dimensioni. Normale routine repressiva che però stavolta ha reso un quadro diverso dalla solita filiera che caratterizza il narcotraffico. Tra gli arrestati o i denunciati ci sono infatti agricoltori di professione, disc-jockey, assicuratori, commercianti, universitari, attivisti dei centri sociali. Età dai 20 ai 60 anni. Incensurati e, salvo le solite eccezioni, con profili personali lontanissimi dai soliti cliché.

Gente normale che però è in grado di coltivare secondo tutte le prescrizioni tecniche: la marijuana sequestrata è infatti di qualità elevata, con una resa e un principio attivo molto alto. I più organizzati hanno creato una linea di produzione che va dalla coltivazione, all’essiccazione, al taglio e al confezionamento delle dosi, in vari format. Qualcuno addirittura “firma” il prodotto con un logo particolare, per non perdere l’effetto identitario e per fidelizzare ulteriormente il consumatore. Raramente però si trasformano in pusher. «Nel corso delle indagini - spiegano gli investigatori dell’Arma abbiamo constatato che, quasi sempre, la droga viene distribuita da una rete scollegata dal racket, che invece continua ad importare lo stesso tipo di stupefacente dai Paesi tradizionalmente produttori». Ma quanti agricoltori vanno convertendo le loro coltivazioni verso la canapa e di conseguenza (ahinoi!) l'illegalità? Secondo le forze dell'ordi14

DA

I

GU

20

®

Nuove Varietà 2014 Attenzione: i semi di canapa sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente. L.412 del 1974, art.1; comma 1,lett.B, convenzione unica sugli stepefacenti di New York del 1961 e tabella del decreto ministeriale 27/7/1992. In Italia la coltivazione di Canapa è vietata (artr.28 e 73 del dpr 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art.17 dpr 309/90). In assenza di autorizzazione i semi potranno essere utilizzati esclusivamente per altri fini (zootecnico, collezionistico, etc). I semi vengono venduti con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge.

ne sono parecchi: le operazioni in corso in questi mesi sarebbero solo la punta di un iceberg. Se nel torinese c'è dunque chi ha già cominciato – evidentemente a suo rischio –, nel resto d'Italia i coltivatori chiedono a gran voce di poter convertire le loro colture a favore della canapa per scopi terapeutici. La crisi economica li ha messi a dura prova, dall’Emilia Romagna alla Puglia ci sono migliaia di serre abbandonate, spazzate via dalla globalizzazione e dalla tendenza a importare fiori e ortaggi, provenienti dai paesi in cui la manodopera costa meno. «Coltivare marijuana a uso terapeutico è l’unica soluzione per non scomparire», dice Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria. Stando al recente studio pubblicato dalla Coldiretti la campagna italiana potrebbe mettere a disposizione da subito mille ettari di terreni protetti: ambienti chiusi, dove possono essere effettuate le procedure di controllo per evitare il rischio di abusi. In attesa del via libera su vasta scala della coltivazione di “cannabis indica” a scopo terapeutico, in Italia la coltivazione della variante “canapa sativa” sta già spopolando. Nel 2014 c’è stato un aumento del 150 per cento dei terreni coltivati con questa varietà di canapa: le aziende agricole coinvolte nella semina sono passate da 150 a 300, gli ettari coltivati erano 400 lo scorso anno e adesso sono oltre mille. Un vero boom.


3 EDITORIALE

Canapa bene comune Il 2014 si è chiuso con dei risultati indubbiamente importanti in fatto di cannabis. Le elezioni di metà mandato americane hanno decretato la legalizzazione della nostra amata pianta in altri 3 Stati – ne parleremo diffusamente a pagina 23 –, in Uruguay l'esperimento statale del presidente José Mujica procede a gonfie e vele e, in generale, in Europa il dibattito sulla cannabis è sempre più articolato – ultima la Francia, che inizia seriamente a pensare ad una depenalizzazione per uso medico. Anche da noi in Italia, qualcosa comincia a muoversi dal lato istituzionale ma, al solito, è sempre troppo presto per cantare vittoria: sulla carta c'è la volontà di avviare una produzione autoctona ai fini della distribuzione sanitaria, nella realtà c'è una spending review che rischia di tagliare i fondi all'unico centro di ricerca sperimentale per la canapa medica. Del probabile pasticciaccio che si compierà al CRA-CIN di Rovigo, proviamo a darne conto all'interno della rubrica “Punto Legale”, così come le divergenti opinioni dei pazienti italiani riguardo la “produzione militare” alle pagine 8 e 9. Ci sono poi pessime notizie che arrivano dal fronte olandese: per la primissima volta la storica Cannabis Cup di Amsterdam è stata costretta ad operare ai limiti della clandestinità per evitare le ritorsioni legali ed economiche del comune che da 27 anni la ospita. Ma di questo parleremo a pagina 43.

Due leggende sono state incrociate per produrre questo ceppo. Serious Seeds ha unito il famoso padre Warlock alla leggendaria madre AK-47 e il risultato ha dato pura felicità! In effetti, questo ibrido garantisce DOPPIA felicità. Prima di tutto, quella per la sua facilità di coltura. Serious Happiness ha la perfetta struttura degli ibridi per la coltura indoor, avendo svariati rami laterali ma non troppo vicini fra loro. Durante la fioritura, ogni ramo produce cime molto grandi e dense con poche foglie ed è dunque facile da curare! L’aroma e il sapore sono dolci e fruttati, a tratti leggermente speziati, con un retrogusto zuccherino quando la si fuma. Questo è il momento in cui offre pura felicità per la seconda volta. L’effetto è duraturo e unisce quello fisico, gradevole, con un incredibile impatto cerebrale. Il nome Serious Happiness è stato creato dopo aver fumato questa fantastica varietà, perché è proprio così che si sente il coltivatore: felice mentre la fa crescere ed estremamente felice quando è pronta! Tipo:

ibrido F1, Ibrido Sativa/ Indica Fase vegetativa consigliata: 4 - 5 settimane Tempo di fioritura indoor: 60 - 70 giorni Resa indoor: 400 - 500 g/m2 Momento del raccolto outdoor/serra: metà/fine ottobre Banca di semi: Serious Seeds

Serious Happiness

Insomma di cannabis si parla sempre più spesso, e sempre più spesso in termini istituzionali. In maniera lenta ma inesorabile ha fatto breccia nel dibattito pubblico e, in virtù di questo, è assurta allo status di tema politico. “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”, diceva Gandhi e, nonostante sia spesso facile ironizzare, quelle in cui viviamo sono ancora di fatto democrazie. Ora, se è vero che – come ha scritto Naomi Klein nel suo This Changes Everything– le nuove opposizioni politiche saranno sempre più basate sul concetto di “ecologia”, piuttosto che su quello di “ideologia”, allora sarà bene cominciare a pensare di ricollocare anche la battaglia antiproibizionista a sostegno della cannabis in questa direzione. Troppo spesso, nel nostro Paese come in molti altri, abbiamo visto il fronte antiproibizionista spaccato su questioni teoretiche, di simboli o di appartenenze politiche che possono rivendicare, chi più chi meno a buon diritto, la volontà di battersi per la legalizzazione e il diritto all'autocoltivazione. Sarebbe quanto meno interessante provare a ripensare la canapa come un bene comune da gestire e regolare secondo un principio di decisionalità orizzontale, invece che vederla come una merce o come “la gallina dalle uova d'oro” – come si spesso si è teso a fare al fine di convincere l'opinione pubblica che una pianta così versatile non fosse unicamente una droga. Il rischio che questa nuova apertura verso la canapa sfoci esclusivamente in un business a beneficio di pochi c'è e, dal momento che le legislazioni che se ne stanno occupando sono ancora ad un livello embrionale, è necessario fare pressione affinché il tema cannabis venga gestito sul serio nei termini del bene collettivo. Se questo significa battersi per l'autocoltivazione, per un'accessibilità totale e gratuita ai medicinali a base di cannabis e, più in generale, per approccio naturale e non intensivo alle nuove e legali colture di cannabis, allora è questo quanto Soft Secrets si ripromette come buon proposito per il 2015 che si sta aprendo. Ci auguriamo ci seguirete in molti.


4

LETTERE DAI LETTORI Hola Soft Secrets! Sotto la mia nuova Hps 600 superlumen tutto il mio orgoglio! La mia ragazza in dolce attesa e...i risultati di un ciclo strepitoso. 4 Blu AutoMazar di Dutch Passion a due giorni dal raccolto ottenute con sorprendente facilità. Integrate semplicemente con attivatore di radici biologico (Bio Roots) nelle prime due settimane e con fertilizzante Algabloom in dosi minime per la durata della fioritura, salvo risciacquo gli ultimi 10 giorni circa. Grazie per lo splendido lavoro che fate e per l'occasione di divertimento che è stata scattare queste foto. Daniele Ciao a tutti e tre! Che belle piante autofiorenti, cresciute con una forma molto simile alle sorelle Mazar non autofiorenti. Complimenti da tutta la redazione per la scelta del piano nutrizionale: ottimi fertilizzanti! Unico suggerimento, a parte passare ad uno strain fotodipendente, integra con uno stimolatore di fioritura ovviamente bio a base di alghe brune. Un abbraccione dalla redazione!

Attenzione lettori italiani! Volete vincere semi FEMMINIZZATI di DINAFEM? Mandateci una fotografia della vostra stanza di coltura o della vostra miglior pianta di cannabis, dove si veda chiaramente una copia di Soft

Ciao, ecco la mia prima pianta a sette settimane e poco prima del raccolto. È una autofiorente White Dwarf della Buddha Seeds, da noi chiamata "Love". Ho usato una ecolight bulb da 300 Watt per la notte e luce del sole di giorno. Ho scelto terreno preconcimato e nessun fertilizzante. Grazie per il vostro prezioso servizio. Orso p.s.: la mia compagna spera di vincere... grazie ancora. Orso cosa possiamo dirti? Un gran bel paio di fiori! Quell'autofiorente ci piace, ben cresciuta e ben pulita. La prossima volta prova a mettere più piante in uno spazio a misura di lampada e immagina tante belle cime come questa! Alla prossima fioritura, continua(te) cosi'.

Secrets. DINAFEM vi manderà una confezione da 3 semi femminizzati. Se nella fotografia dovessero figurare anche la vostra bellissima moglie o ragazza che indossano un micro bikini sexy o dell’intimo molto allettante, riceverete una confezione 2 x 3 di semi femminizzati. La fotografia del mese riceverà una confezione 3 x 3 di semi femminizzati di prima qualità! Il tutto è un omaggio di Soft Secrets Europa e DINAFEM!

Mandate le vostre fotografie via e-mail a italy@ softsecrets.nl o mandatele alla nostra PoBox. Fate attenzione: il materiale verrà gestito con la massima discrezione. Non pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le fotografie di piante in fase vegetativa. Vogliamo vedere grosse cime e belle donne! Buona fortuna! E-mail: italy@softsecrets.nl

Ciao a tutti ecco le mie bellissime amiche: una bionda e tre Critical Jack cresciute con guano, alghe marine e un po di powed shooting a metà fioritura. Spero in una imminente legalizzazione per metterle a pieno sole nell'orto, un saluto a tutti. free-joint Enrico Ciao Enrico, grazie per la foto con Lara Croft! Le tue Critical Jack ci garbano assai, soprattutto la nutrizione scelta è quella che ci manda in estasi. Chissà che sapore! Ti auguriamo abbiano un tocco fragolino di certe Critical spagnole. In attesa di vederle negli orti di tutta Italia ti mandiamo un abbraccio! Buone fioriture italiche!


FLASH PRODOTTI

7

BIOMAGNO 2.0

BIOMAGNO 2.0 -

STIMOLANTI

90% ORGANICO 

LINEA

100%BIO

Dopo 7 anni di grandi risultati BIOMAGNO si rinnova perfezionandosi e ampliando la linea di STIMOLANTI 100%BIO. Con la nuova linea BIOMAGNO vi propone soluzioni riformulate con nuovi ingredienti e ritrovati, frutto della ricerca scientifica in campo agronomico degli ultimi anni. Nati per soddisfare il coltivatore 100% BIO questi biostimolanti vengono prodotti tramite fermentazione e sono stati studiati per aumentare l’effetto dei fertilizzanti di base in alcune fasi particolari dello sviluppo della. L’esclusiva bioelaborazione garantisce la vitalità del suolo per lunghi periodi garantendo risultati fantastici. Tutta la linea di STIMOLANTI 100% BIO può essere somministrata sia via fogliare che per irrigazione. La linea STIMOLANTI 100% BIO è composta da: - RIZOSTIMO è uno stimolante della radicazione da utilizzarsi nella fase vegetativa; il suo utilizzo apporta, macro e micro elementi, amminoacidi, batteri della rizosfera, funghi saprofiti (Trichoderma spp.) e auxine utili durante le prime fasi di sviluppo di una pianta. ȩ $77,9$725( ª XQR VWLPRODQWH GD XWLOL]]DUVL ILQR DOOD PHW¢ GHO FLFOR GL PDWXUD]LRQH GHOOH SLDQWH IRUQLVFH il nutrimento primario ai batteri benefici del suolo a base di estratti vegetali con un alto titolo di carbonio di origine vegetale che è alla base della fertilità e dell’attività microbica dei suoli. Il prodotto favorisce lo sviluppo della microflora e della microfauna. Il formulato ha un effetto rivitalizzante dei suoli ed una elevata capacità di umificazione dei residui colturali, con conseguente inibizione sullo sviluppo di patogeni. ȩ %,20$66$ ª XQR VWLPRODWH GD XWLOL]]DUVL GXUDQWH WXWWD OD IDVH GL PDWXUD]LRQH H ILRULWXUD GHOOH SLDQWH apporta calcio e magnesio in forma naturale per lo sviluppo cellulare e per l’aumento della fotosintesi. Il suo utilizzo aumenta la dimensioni di fiori e frutti, incrementa notevolmente la produzione di sostanza secca, rinforza il sistema immunitario e la resistenza ai patogeni ed aumenta la produzione di olii essenziali nelle piante officinali. ȩ )/25$67,02 ª XQR VWLPRODWH GD XWLOL]]DUVL GXUDQWH WXWWD OD IDVH GL PDWXUD]LRQH H ILRULWXUD GHOOH SLDQWH fornisce alla pianta citochinine e gibberelline utili all’incremento della massa durante la fioritura, aumenta la sintesi degli ormoni naturali delle piante, incrementa il metabolismo e l’assimilazione dei nutrienti favorendo così la sostanza secca e la produzione di olii essenziali.

LINEA O.M. 10% MINERALE

Dopo 7 anni di grandi risultati BIOMAGNO si rinnova perfezionando la linea di fertilizzanti O.M. La nuova linea BIOMAGNO O.M. vi propone soluzioni riformulate con nuovi ingredienti e ritrovati, frutto della ricerca scientifica in campo agronomico degli ultimi anni. La linea “O.M.” è stata formulata per abbinare alla naturalità degli ingredienti una maggiore facilità d’utilizzo e soprattutto una produttività finale superiore. Proposta per chi desidera unire la completezza della formula biologica al potere di un complesso minerale specifico per soddisfare maggiormente le varie fasi del fabbisogno nutrizionale. Due fertilizzanti base di sicura e sperimentata efficacia che assicurano risultati a rapido effetto e una raccolta quantitativamente maggiore senza precludere la qualità del gusto, prerogativa dei prodotti BIOMAGNO. La linea O.M. è composta da: ȩ &5(6&,7$ 2 0 ª FRQFLPH RUJDQR PLQHUDOH D]RWDWR FRQ PLFURHOHPHQWL IOXLGR DGDWWR SHU OD IHUWLUULJD]LRQH e la concimazione fogliare di tutte le colture. Il suo utilizzo nutre senza provocare squilibri, garantendo una nutrizione di base perfetta, cura e previene carenze nutrizionali, conferendo maggiore consistenza ai tessuti verdi, migliorando la lignificazione e incrementando lo spessore delle membrane cellulari. ȩ ),25,785$ 2 0 ª XQ FRQFLPH RUJDQR PLQHUDOH IOXLGR VWXGLDWR SHU VWLPRODUH L SURFHVVL GL ILRULWXUD /D presenza equilibrata di azoto, fosforo, potassio combinato ad un mix di microelementi in sinergia con enzimi, funghi e batteri, stimola fioriture sorprendenti, garantisce steli resistenti e gemme numerose, un mantenimento del pH ottimale nel microambiente radicale, un aumento dell’attività fotosintetica che ne esalta gli aromi naturali e ne aumenta il tenore dei principi attivi. 3HU FKL YXROH ULVXOWDWL LQFUHGLELOL SX´ DEELQDUH DOOD OLQHD %,2 L ELRVWLPRODQWL $77,9$725( 5,=267,02 )/25$67,02 H LQ QXRYR ERRVWHU %,20$66$ Per maggiori informazioni visita www.biomagno.com

Nuove varietà di Dutch Passion 'XWFK 3DVVLRQ KD DQQXQFLDWR LO ODQFLR GL QXRYH YDULHW¢ GL FDQQDELV /D $XWR(XIRULD ª XQD YHUVLRQH autofiorente della classica Skunk con fotoperiodo originale e l’effetto euforico e gioioso è il vantaggio principale di questa varietà. La AutoBlackberry Kush utilizza genetica della Blueberry e della Kush per SURGXUUH XQD YDULHW¢ DURPDWLFD FRQ FLPH UHVLQRVH GL FRORU VFXUR (QWUDPEH OH YDULHW¢ FL PHWWRQR settimane sotto 20 ore di luce ogni giorno e rendono abbondante e forte cannabis, con lo stesso livello di qualità di una varietà con fotoperiodo potente. /D )RUHVW 'UHDP ª XQD YDULHW¢ VDWLYD D IRWRSHULRGR FRQ XQ HIIHWWR HVWUHPDPHQWH SRWHQWH HG ª LQGLFDWD sia in indoor sia in outdoor. In outdoor è pronta per il raccolto all’inizio di ottobre e può raggiungere i PHWUL GL DOWH]]D FRQ XQȢDEERQGDQWH SURGX]LRQH /D )ULVLDQ 'XFN ª XQD GHOOH YDULHW¢ SL» LQVROLWH GL

SEEDSALAD

PREMIUM QUALITY SEED BLISTERS

Seedsalad è la nuova linea di semi confezionati in blister e vendibili singolarmente.12 varietà selezionate attentamente per offrirvi un assortimento variegato. 'DOOH JUDQGL FODVVLFKH 683(5 6.81. H &+((6( DOOH IUXWWDWH 0$1'$5,1( H *5$3()58,7 SHU SDVVDUH DOOD VXSHU SURGXWWLYD 5(,1$ 0$'5( HG DUULYDUH DOOD IDQWDVWLFD HG LUUHVLVWLELOH $01(6,$ YHUD H SURSULD SHUOD FDSDFH GL DFFRQWHQWDUH DQFKH L SDODWL SL» GHOLFDWL Completano la linea sei genetiche autofiorenti di seconda generazione. Super veloci e ad alta produttività.

Dutch Passion e le foglie palmate non sono quasi ULFRQRVFLELOL FRPH FDQQDELV /ȢLQFURFLR )ULVLDQ 'HZ x Ducksfoot può essere raccolto in outdoor a fine settembre con una buona produzione (fine marzo nell’emisfero sud). La vera bellezza di questa varietà è che può essere difficilmente identificabile come cannabis, il che la rende la varietà ideale per le colture urbane e le coltivazioni in serra. www.dutch-passion.nl

Grazie al nuovo formato in blister da 25 semi da oggi è possibile scegliere e mixare i propri semi per realizzare una collezione unica ed di impareggiabile valore. , EOLVWHU SURWHJJRQR GDL UDJJL 89 H JDUDQWLVFRQR XQȢRWWLPD FRQVHUYD]LRQH GHO SURGRWWR www.seedsalad.com


8

MEDICAL CANNABIS

CANNABIS AI MILITARI: COSA NE PENSANO I PAZIENTI?

Il fatto che lo Stato italiano decida di produrre cannabis per abbassare i costi di importazione, nella stragrande maggioranza dei casi, a carico dei pazienti è certamente un gran risultato. Insperato solo un anno fa. Davvero un passo avanti. In effetti non sembrava più procrastinabile tale decisione di buon senso, ne prendiamo quindi atto e attendiamo che il protocollo attuativo che dovrebbe sancire le modalità di produzione in accordo tra Ministero della Salute e Ministero della Difesa di Carlos Rafael Esposito (presso l’Istutito Chimico Farmaceutico di Firenze) diventi finalmente realtà concreta. Ma perché lo Stato ha deciso di cominciare a interessarsi alla produzione di cannabis ad uso terapeutico? Per filantropia? Se devo essere sincero un’opinione me la sono fatta ed ha a che fare con lo sviluppo (più o meno consapevole e più o meno condiviso) dell’idea che alle mancanze dello Stato si possa e si debba reagire sopperendo in prima persona, dove e quando le leggi non riescono, garantendo quelli che per un cittadino sono dei diritti inalienabili, come in questo caso ad esempio, quello alla salute. È su questo punto che gli statisti hanno deciso di darsi una mossa perché sembra che nel nostro paese vedere una società civile che si auto-organizza possa destare dal sonno profondo e dal disinteresse totale la nostra classe politica: piuttosto che ammettere che possiamo fare benissimo senza il loro contributo, si sono precipitati a proporre una soluzione che estromette dal gioco tutte le persone che hanno contribuito a percorrere il cammino dell’autoproduzione del farmaco (in solitudine o con altri compagni di viaggio), persone che hanno acquisito un’esperienza diretta sul terreno e che adesso invece di essere valorizzate vengono assolutamente estromesse, a priori e senza nemmeno una consultazione ufficiale. Ma perché da tanto fastidio un paziente che coltiva la propria medicina? Hanno davvero paura che un cittadino possa coltivare qualcosa di dannoso? Le tante storie che abbiamo raccolto in questi anni per voi ci dicono l’esatto opposto. È semmai la stasi politica, il contesto che criminalizza questa pianta oltre ogni onestà intellettuale che confina tanti eroi civili – perché questo sono – nell’incertezza dell’ombra. La situazione comunque è presto detta: in Italia le persone che sono autorizzate a importare cannabis legalmente, che hanno cioè una ricetta e che hanno i soldi per pagarsi il farmaco sono annualmente circa una cinquantina. A parte questi pochi eletti, ci sono migliaia di pazienti che si rivolgono al mercato nero o che hanno piantato in un vaso la loro soluzione. Quando i nostri Ministri ci dicono che i tecnici e gli esperti si riuniranno per formulare al meglio un protocollo operativo, perché non includono anche

recettori, "purtroppo" però non sono sfruttabili commercialmente. A questo aggiungo che a mio avviso l'erba è un diritto elementare di ognuno, sano o malato, e che credo che debba crescere libera ovunque».

tutti i pazienti che hanno già intrapreso un percorso di produzione? Cosa c’è di più interessante di qualcuno che produce il farmaco e può raccontare gli esperimenti che ha fatto dal punto di vista botanico e soprattutto dal punto di vista clinico? La ricchezza di un’esperienza personale non è da sottovalutare proprio perché in Italia è quello che manca: da noi la cannabis si testa solo su modelli animali ed in laboratorio, ma senza un vero riscontro dei pazienti. La loro voce è di fondamentale importanza ed è per questo motivo che l’articolo che leggete vuole ora darvi un’idea di quello che i pazienti italiani pensano. Partiamo da Valentina che al momento riceve cannabis tramite ASL e ogni 3 mesi paga 1.200 euro per 90 grammi: «Se la produzione in Italia può abbassare i costi per me va benissimo». Basta chiacchiere è tempo di fatti. Concisa ed emblematica. Walter, invece, che soffre di artrite reumatoide, la prende sull’ironico: «Secondo me si tratta di una “supercazzola alla Amici Miei” e sono fortemente contrario. Vedere una persona in divisa che afferma che la cannabis terapeutica non si può coltivare se non in quelle specifiche condizioni mi fa venire da ridere. Quali condizioni speciali seguiranno mai? Ogni persona è reattiva a seconda della patologia di cui soffre, nel mio caso ad esempio servono le indiche e le kush, insomma erba potente. Ma perché non si può lasciare la possibilità di coltivare per il proprio fabbisogno? Il punto è che dove c’è denaro c’è interesse ad essere protagonisti e c’è tanta gente pronta a fare soldi sulle spalle dei malati. Io ho più di dieci anni di esperienza di coltivazione e so che seguendo la tecnica del Sea of Green potrei produrre piante con le medesime caratteristiche, “standardizzate” come dicono in medicina. Basta avere a disposizione una talea seria e poi per andare avanti, non devi essere Mendel, anche perché ogni volta che hai di fronte una talea sei di fronte all’infinito. Nella vita ho imparato che chi fa da se fa per tre e che se soffri non hai niente da perdere». Sulla stessa linea anche Marco dall’Abruzzo: «Le ragioni per cui vedo malissimo l'erba nelle mani dei militari sono sovrapponibili a quelle per cui considero una grossa truffa tutto "l'affare THC/CBD": per me quei cannabinoidi servono a poco o nulla se privati del compound di costituenti dell'Indica, in particolare i terpenoidi che, lo ricordo, sono chimicamente dei cannabinoidi e possono legare gli stessi

Anche Andrea Trisciuoglio dell’associazione LapianTiamo non nasconde la propria disapprovazione: «Per noi questa decisione è stata un macigno che abbiamo incontrato lungo un cammino già arduo, un vero e proprio sgambetto. Ci hanno anche scippato il termine di progetto pilota che da noi indicava l’unanimità della decisione del Consiglio Regionale pugliese. Il punto è che i Ministri vogliono organizzare questo protocollo i cui destinatari saremo noi malati, ma di fatto siamo esclusi da qualsiasi confronto». Massimo da Lucca soppesa pragmaticamente pro e contro: «Certamente è un buon inizio. Però deve essere un impulso, una partenza per poi dare la possibilità anche ad altri attori di coltivare cannabis, perché credo che l’obiettivo finale debba essere l’autocoltivazione più economica e perché, con tutte le genetiche che esistono, producendo per se stessi si potrebbe ottenere una cura mirata alla propria patologia. Non vorrei che al contrario questo percorso sfoci in un monopolio di fatto. La sensazione è un po' quella di essere stati parcheggiati in un limbo, la politica ha capito che siamo in tanti e che possiamo avere peso e semplicemente non vorrei che facesse rientrare le nostre richieste dentro il gioco delle loro macchinazioni politiche, strumentalizzandoci. Qui in Toscana è appena stata approvata un’ennesima legge però in realtà, nel concreto, l’accesso è tutt’altro che snello e facilitato per noi pazienti». Su questo punto si ricollega Albeto Sciolari del PIC (Pazienti impazienti per la cannabis), intervistato recentemente dall’Espresso chiarisce: «Nonostante le aperture legislative della Regione Toscana risulta ancora difficile, se non impossibile, ottenere la cannabis per motivi terapeutici. La salute dei pazienti non può dipendere dagli interessi economici delle case farmaceutiche, dalla sensibilità del singolo medico o del ministro di turno. Per questo stanno nascendo i primi Cannabis Social Club italiani a Torino, Genova, Bologna, Pisa, Roma, Bergamo e Napoli. Avranno come soci solo pazienti,


9 con prescrizione medica, riuniti con l'obiettivo di utilizzare la cannabis terapeutica e di coltivarla. Questi gruppi, sostenuti P.I.C., dalla "Rete Italiana antiproibizionista" e speriamo da rappresentanti politici e delle istituzioni, si registreranno come associazioni non profit presso l'Agenzia delle Entrate, dove depositeranno i loro statuti. Il principio fondante dei club terapeutici italiani, unico caso in Europa, rimane quello dello stato di necessità dei singoli malati. Il bisogno di queste persone è costante, perché la malattia non dà tregua. Molti pazienti dei PIC sono morti anche recentemente, non possiamo aspettare ancora che arrivi una legge efficace o che il ministro una mattina si svegli e si convinca che è questa la strada giusta per i malati. Questi club sono la nostra proposta alle istituzioni, vediamo cosa succederà. Noi in particolare siamo un gruppo di malati che lavora per la legalizzazione dei Cannabis Social Club come soluzione al problema dell'approvvigionamento del farmaco. La nostra sarà quindi una associazione di iniziativa politica pienamente legittima». Anche Stefano Balbo di ACT (Associazione canapa terapeutica) sottolinea il suo punto di vista: «Per quel che mi risulta sembra che a causa della spending review non ci siano soldi per dare concretezza al progetto e che quindi non abbiano ancora mosso un

dito, io credo credo che basterebbe un pieno di un caccia F35 per dare cannabis a tutti gli italiani che ne hanno bisogno. L’importante è che facciano come facciano, ma mettano i pazienti nelle condizioni di avere il farmaco a basso prezzo. Basterebbe davvero poco, ma le leggi sono assurde. Ad esempio da 15 anni nel CRA di Rovigo ci sono delle piante madri pronte nei magazzini: i militari potrebbero ritirare le talee e piantarle, a quel momento servirebbe solo che comprassero o al limite affittassero una macchina per gammare le infiorescenze, che cioè le sterilizzino, e saremo pronti. Io mi domando ma è possibile che migliaia di pazienti si sbaglino e siano disposti a rischiare la galera per ottenere la cannabis? Per quel che mi riguarda sono pienamente d’accordo con chi coltiva per necessità e se la legge me lo permettesse anche io preferirei coltivarmela da solo, potrei scegliere una genetica a basso contenuto di THC e ad altissimo di CBD, tipo il Bediol, insomma tipo di cannabis indicato per il mio caso di sclerosi». Di sclerosi soffre anche Johnatan che riassume: «Il problema è il sistema che è ipocrita. Di per sé che lo Stato cominci a coltivare è sicuramente una buona cosa perché significa che in un modo o nell’altro si comincia a sgretolare il muro della diffidenza un po' come negli Stati Uniti la marijuana medica sta sgretolando il muro del potere delle case farmaceutiche. Da questo punto di vista quindi io sono favorevole, il problema però resta a monte: io ho problemi ad avere la ricetta stessa, sia che me la faccia un medico generico e in quel caso la cannabis sarebbe a mie spese e già ne ho sostenuto parecchie (dal 2007 al 2008 ho speso in cannabis 13.000 euro) sia che me la prescriva un neurologo specialista permettendomi di usufruirne gratuitamente». Il punto è proprio questo possiamo abbassare i costi di questo farmaco, ma se non ascoltiamo il punto di vista dei malati non potremmo mai ottenere un protocollo utile perché basato sui suggerimenti di chi sarà il termine ultimo di tali decisioni. Pensano i nostri esperti ministeriali che sia importante cominciare a produrre

per distribuire il farmaco a 50 persone? Che tipo di bacino di utenza si apprestano a servire? Saranno in grado di produrre per migliaia di pazienti? Che si intende fare per insegnare ai medici a prescrivere il farmaco? Non vale la pena cominciare a coltivare lasciando a chi ne è capace la possibilità di uscire alla luce del sole e di poter mettere in rete le proprie competenze? Che fastidio possono dare i Cannabis Social Club, già attivi in Spagna con ottimi risultati, gruppi di persone riunite attorno all’obbiettivo di condividere i mezzi di produzione per raccogliere e distribuire fra loro i frutti del loro lavoro, in un circuito chiuso? E mentre queste sono le domande che si pongono i pazienti del nostro paese, sul finire di novembre l’Ufficio Stampa del Ministero della Difesa ci aggiorna: “Il protocollo è ancora in fase di preparazione e non è ancora giunto alla sottoscrizione da parte dei due dicasteri.” Beh, buon lavoro alle nostre istituzioni e soprattutto alle persone che le formano e, in primis, ai Ministri Roberta Pinotti per la Difesa e Beatrice Lorenzin per la Salute, sperando che lavorino per il meglio della cittadinanza, seguendo questa e unicamente questa piccola e fondamentale priorità: il malato al centro delle politiche sanitarie, non come obbiettivo passivo ma come stimolo attivo. Per una legislazione sanitaria a sua forma e misura.


GROWING

11

Il fertilizzante: bio o minerale?

di CBG

eccedere nelle dosi tipica della fertilizzazione minerale trova maggior riscontro. Scegliendo bio si evitano erbe mal pulite, generalmente, anche se questo discorso è riferito in realtà al flushing e non al fertilizzante usato. Una idroponica minerale ben flushata è diversa da una biologica ben flushata, ma non per questo è da considerarsi "sporca".

Viaggiando qua e là per l'Europa ho notato la sempre maggior cura nel distinguere e valorizzare la produzione dell'erba. Sia nei numerosi club spagnoli, sia nei coffeeshop olandesi, accanto al nome dello strain si può trovare l'indicazione "di provenienza" se biologica o minerale. Spesso la distinzione è tra organic e hydro, nel senso di biologica coltivata in terra e idroponica coltivata con fertilizzanti minerali. Questa specificazione, oltre ad aggiungere valore al prezzo di mercato, è un valore aggiunto per chi cerca prodotti propriamente puliti, cioè senza accumuli di fertilizzante (nitrati ad esempio). Per ora mi sembra una buona semplificazione per i cannaloverz, o meglio i cultori della cannabis. Andare sul bio per non incappare in eccessivi residui della fertirrigazione è un ragionamento che funziona nel generale. In un futuro verranno bandite le erbe non flushate correttamente, quindi bio non sarà più sinonimo di pulizia. Ma per ora prendo il bio come un

bollino di qualità, una sorta di paleodisciplinare di produzione di qualità. Effettivamente al giorno d'oggi è un ragionamento corretto, ma nasce dalla facilità con cui si può incappare in un eccesso quando si dosano fertilizzanti minerali: è più facile sbagliare coi fertilizzanti minerali rispetto a quelli organici, perché non bisogna dimenticare che anche i fertilizzanti organici possono dar luogo a fenomeni di accumulo (ricordo studi di accumuli di nitrati nell'insalata dovuti ad una eccessiva concimazione azotata con liquami da allevamento). I dati dei ricercatori ci indicano una leggera differenza tra i prodotti di derivazione biologica e minerale: le rese sono di poco superiori con la concimazione minerale ma il contenuto di antiossidanti e altre sostanze di alto interesse biologico ottenuto è maggiore con la concimazione organica. Nella coltivazione della cannabis i risultati sarebbero questi ma nella realtà dei fatti la cannabis diffusa è poco pulita, quindi la facilità di

Io evito le erbe mal flushate, oltre che coltivate male: non hanno un buon sapore. Mentre quando si tratta di prodotti ben coltivati allora credo sia una questione di gusti personali, come i gusti del gelato, a me piace poco l'Amnesia e amo il sapore di arancia della Agent Orange. Quando si coltiva per autoconsumo è una priorità puntare ad un prodotto di massima qualità, senza scoraggiarsi è fattibile anche in meno di un metro quadrato ottenere fiori da competizione. Sapevo di uno che aveva vinto cannabis cup con 400 watt in 80 per 80 centimetri, un grande incoraggiamento per chi opera in spazi ridotti. Non ricordo che erba avesse presentato, ma era sicuramente pulita perché sarebbe stato un difetto che alla giuria presente allora non sarebbe certamente sfuggito. Il flushing è un argomento che tratteremo nel prossimo articolo, sul seguente numero di Soft Secrets Italia, ora andiamo però a vedere le differenze tra concimazione minerale e concimazione organica. Utilizzando un fertilizzante minerale la scelta ricade su quei composti, generalmente dei sali, molto semplici e di facile dissociazione ionica meglio conosciuti come fertilizzanti a rapida assimilazione. Si tratta di materiali provenienti dalle miniere, dai giacimenti o dall'industria della chimica. Nel mondo occidentale sono sempre più disponibili e sono i protagonisti indiscussi dell'agricoltura professionale da circa cinquant'anni. In quelle parti del mondo dove non vi è una così grande industria delle lavorazioni chimiche può divenire un problema, per via degli eccessivi costi di trasporto, l'approvvigionamento di fertilizzanti minerali. In taluni casi è la colti-

LE RESE SONO DI POCO SUPERIORI CON LA CONCIMAZIONE MINERALE MA IL CONTENUTO DI ANTIOSSIDANTI È MAGGIORE CON LA CONCIMAZIONE ORGANICA


12 SI OTTENGONO PRODOTTI SUPERIORI ANCHE SOLO LASCIANˎ DO CRESCERE ED ESPRIMERE LA GENETICA DELLO STRAIN, SENZA FORZARNE ECCESSIVAMENTE IL METABOLISMO vazione estensiva ad essere la causa della inoperabilità ed insostenibilità logistica dei fertilizzanti minerali. I nutrienti organici invece sono quella categoria di fertilizzanti di origine biologica contenenti sostanza organica, altrimenti meglio spiegabile con carbonio e singoli nutrienti legati assieme. Dai tempi remoti l'uomo ha imparato ed utilizza il letame maturo e i liquami provenienti dalle stalle degli animali come fertilizzante sano ed ineguagliabile. Prima della rivoluzione chimica erano il sovescio e il compost ad integrare la concimazione con letame maturo nei campi. Al giorno d'oggi le dinamiche di mercato, le logistiche di distribuzione e soprattutto le differenti leggi ambientali rendono svantaggioso l'utilizzo di fertilizzanti organici nelle moderne colture intensive. Il problema difatti degli ultimi decenni, conosciuto come "impoverimento del suolo" altro non è che la continua depauperazione di carbonio da parte delle nostre colture moderne e minerali che non tengono conto dell'asporto di carbonio (sotto forma di sostanza organica) causato ai suoli di coltivazione. Praticando la concimazione organica l'impatto ambientale è decisamente minore, ma non nullo in quanto troppi liquami, come ho già scritto, possono essere la causa dell'eccessivo accumulo di nitrati nelle colture e di conseguenza avere risvolti negativi spiacevoli sulla salute del consumatore finale. Un problema pratico, che però non ho mai visto porsi tra i coltivatori indoor più grossi, è lo smaltimento delle acque reflue contenenti numerosi residui di fertilizzante non utilizzato o ancora peggio dilavato (non utilizzato dalle radici e sciacquato via dalle acque di irrigazione). I nitrati tranquillamente scaricati nelle fogne o ancora peggio nei campi vicino a casa possono costituire un grave problema, dando luogo al paradosso del coltivatore organico attento alla salubrità della sua erba, mentre avvelena il suo orto e quello del vicino... Ancora peggio quando si tratta di coltivatori fuori suolo che quindi optano per fertilizzanti minerali e scaricano quindi quantità enormi di acque inquinanti da rendere realmente attuale la domanda: è sostenibile la coltivazione indoor in mano dei cowboy della chimica? Non che serva una laurea in chimica e fisiologia delle piante coltivate ma son sicuro che se mai dovesse divenir legale, non dovrebbe esser permesso a chiunque di inquinare così tanto. I concimi organici sono molto più bassi in titolo (quindi in contenuto) e l'apporto quindi di nutrienti è legato all'attività del suolo che, tramite il processo conosciuto come mineralizzazione, rende disponibili i nutrienti per l'assorbimento da parte delle radici delle piante. Da ciò se ne deduce una minore facilità di errore per l'utilizzatore e quindi una generalizzata miglior qualità da aspettarsi al momento del consumo. Quando in un futuro ipotetico sarà legalizzata la produzione, allora i coltivatori dovranno scegliere che indirizzo dare alle loro produzioni: un'azienda produttrice di prodotti vegetali biologici non può operare con fertilizzanti minerali. Certamente anche la gestione diventa un poco più complicata, si dovranno predisporre degli spazi di stoccaggio del fertilizzante che nelle versioni di derivazione organica possono essere ad esempio dei fermentati da conservare a temperatura di cantina se non in una cella frigorifera a temperatura controllata

nel caso di grandi spazi e grosse necessità. Qualche coltivatore che conosco in Spagna ha scelto di utilizzare il biologico quando glielo permette la propria casetta e per il resto del tempo integrare con un fertilizzante minerale di più semplice gestione. Qualche altro, specie nelle zone più remote e con più spazio e risorse a disposizione, ha invece preferito rimanere sul biologico totale, ma si tratta di grossi produttori con animali da allevamento che forniscono come sottoprodotto un ottimo concime biologico, il letame. In questo caso la disponibilità locale di sottoprodotti di altre lavorazioni rende conveniente l'utilizzo di un materiale a bassissimo costo. Le moderne aziende agro-zootecniche smaltiscono l'eccesso di reflui organici vendendolo a prezzi convenientissimi alle vicine aziende agricole, che andranno spargendolo sui propri campi contribuendo allo smaltimento di una sostanza di per sé inquinante.

Nel caso di coltivatori indoor in vaso con terriccio vi sono differenti fermentati liquidi con base zuccherina pronti per l'utilizzo, anche se i più grandi come estensione che conosco e lavorano biologico preferiscono intervenire prima sul substrato, arricchendolo e mescolandolo con fertilizzanti organici (ad esempio pellettati) di modo da non dover stoccare un gran numero di litri di fertilizzante organico. D'altronde, è un poco strano a metà articolo ma lo spiegherò ora, gli elementi necessari alla crescita dei vegetali sono azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio e zolfo. I primi tre sono denominati nutrienti fondamentali in grande quantità ed è per questo che sono riportati in etichetta su ogni fertilizzante e concime disponibile in commercio. Quel codice ternario presente in etichetta sono le convenzioni in percentuale dei primi tre nutrienti: azoto, fosforo e potassio. Per convenzione sono riportate le percentuali in cui sono presenti: per esempio 2-15-2 , che è il titolo di un guano molto famoso di pipistrello, significa che contiene il 2% di azoto, il 15% di fosforo ed il 2% di potassio. Gli altri elementi indispensabili per la crescita delle piante sono i meglio conosciuti micronutrienti e sono Molibdeno, Rame, Zinco, Boro, Manganese, Ferro, Cloro. Le carenze dovute ai microelementi sono rare, nessuno si spaventi, la corsa ai microelementi non deve portare a preoccupazioni inutili. Un litro d'acqua del rubinetto e un terriccio di comune acquisto sapranno apportare il dovuto fabbisogno di oligoelementi. Coltivare con un fertilizzante minerale significa apportare alla soluzione circolante (nel terreno o in

idroponica) questi nutrienti in una forma direttamente assorbibile dalle radici, mentre l'utilizzare un fertilizzante organico significa apportare sostanza organica mista a nutrienti in varie forme chimiche che andranno lavorati dalla pedofauna esistente nel terreno al fine di renderli assorbibili a loro volta dalle radici. Le piante assorbono gli elementi nutritivi dalla soluzione circolante nel terreno tramite le radici e gli elementi sono disciolti nell’acqua formando la cosiddetta soluzione circolante. Una coltivatrice di indoor olandese mi ricordava sempre la semplicità con cui installava growroom totalmente automatizzate grazie alla semplicità di utilizzo dei fertilizzanti minerali e in effetti quando provò la coltivazione biologica rimase abbastanza infastidita dall'approccio più contadino e meno da laboratorio richiesto dall'impianto e tornò alla coltivazione minerale senza pensarci due volte. Il discorso cambiò il giorno che incontrò i fertilizzanti organo-minerali, ossia quelle miscele di nutrienti studiate per coniugare i due approcci organico e minerale in un compromesso molto valido per il coltivatore commerciale che non vuole rinunciare ad un prodotto sano e biologico. Alla luce di ciò, spero di aver chiarito un poco le idee a chi si avvicina alla coltivazione indoor della cannabis. Alla domanda se chimico o biologico, preferisco rispondere "purché sia fatta bene" in quanto sono fermamente convinto si ottengano prodotti superiori lasciando crescere ed esprimere la genetica dello strain senza forzarne eccessivamente il metabolismo. Un pensiero, una riflessione direi, da farsi prima di iniziare è quindi quale approccio alla coltivazione è più adatto a noi. Nei growshop europei si trovano numerosi prodotti disponibili, di tutte le marche conosciute e da tutto il mondo. Molte marche in commercio offrono delle linee complete, cioè il risultato di un loro studio in merito alla nutrizione delle piante pronto in diverse boccette da utilizzarsi secondo la tabella generalmente allegata. Il vantaggio di affidarsi ad una marca di fertilizzanti permette di poter sorvolare su numerose preoccupazioni (fabbisogni, carenze, eccessi, etc...). Per cominciare un coltivatore principiante potrebbe affidarsi a una linea completa o magari affidarsi all'esperienza del negoziante che molto spesso raccoglie l'esperienza dei suoi clienti a cui ha già consigliato una determinata marca. Quando iniziai, lessi su dei forum online qualche report e decisi di emularne uno. Da quel primo ciclo cambiai non so quante case di fertilizzante prima di leggere effettivamente un'etichetta e capire che nutrienti stavo aggiungendo e quando. La differenza utilizzando linee complete la fanno l'acqua di partenza e la mano del grower, per un principiante però ricordo andava benissimo qualsiasi fiore purché autoprodotto. Ah che bei tempi quando l'erba aveva ancora un mondo di sapori da scoprire! Non che ora non sia così, ma crescendo sono divenuto più esigente e i nuovi sapori me li aspetto dalla genetica, quindi dai breeders, non più da un fertilizzante o da un altro. Nel prossimo articolo parlerò di flushing, la pulizia cioè dei fiori dai residui di fertilizzante assorbito. Buone fioriture!


AMSTERDAM


14


ESTRAZIONE

15

Introduzione all'Ice-O-Lator L'Ice-O-Lator è un tipo di hashish che deve il suo nome al metodo di separazione della resina dai fiori e foglie di cannabis, attraverso l’utilizzo di acqua freddissima ed appositi setacci. Dapprima diffusasi nei Paesi Bassi, questa tecnica ha preso velocemente piede in tutto il mondo, garantendo, con un metodo non troppo complicato, delle qualità di hashish con concentrazioni altissime di THC, sebbene, con l’utilizzo di cannabis ad alto contenuto di CBD, si possa ottenere

di 2L3bg

abbiamo bisogno di 6-8 kg di ghiaccio; durante l'operazione consiglio sempre di conservarne una scorta in congelatore. Altro materiale da tenere a portata di mano sono dei fogli di carta forno, perfetti per porre ad asciugare l'hashish ancora bagnato. Infine, ovviamente, ci occorrerà il materiale vegetale, meglio se di buona qualità.

ADESSO PASSIAMO ALLA PARTE PRATICA

Partiamo da 110gr di fiorellini e foglie. Prima di iniziare, consiglio di lasciare per qualche ora la materia prima in congelatore. Prepariamo tutto l’occorrente, assicurandoci che il materiale di lavoro sia perfettamente pulito altrimenti ci ritroveremo un prodotto finale contaminato. Un ambiente pulito e ordinato è molto importante. Riempiamo il secchio con 6-7 litri di acqua. 6LVWHPLDPR LO VDFFR GD Ɖ DOO LQWHUQR GHO VHFFKLR LQ PRGR che aderisca alle pareti e rivoltiamolo in modo tale da ricoprire il bordo del secchio. Riempiamo il sacco con un paio di kg di ghiaccio. Ora riponiamo all'interno il trimm che era conservato in congelatore. Aggiungiamo altro ghiaccio – altri 2 kg dovrebbero bastare – e mescoliamo il tutto con lo sbattitore per qualche secondo in modo che acqua, ghiaccio e marijuana siano bene amalgamate.

un’estrazione equivalente. Nell’impiego di questa tecnica, è importante sapere che la resina è liposolubile, cioè a base oleosa e quindi affonda nell'acqua a differenza della materia vegetale che è idrosolubile e quindi le parti vegetali, più leggere dell'acqua, rimangono a galla. L’utilizzo dell’acqua fredda rende più facile la separazione delle ghiandole di resina dal materiale vegetale, ciò può tradursi anche in una resa maggiore finale in confronto all'hashish battuto a secco. A parità di qualità, però, potrebbe risultare più gustoso un hashish battuto a secco, che conserva molte proprietà organolettiche, rispetto ad un Ice-O-Lator, che al passaggio nell'acqua perde molte di quelle proprietà. Sicuramente la qualità del prodotto finale dipende molto dal materiale di partenza con cui lavoriamo, cioè dalla qualità di fiori o foglie che utilizziamo per l'estrazione. La resina della pianta di cannabis è presente soprattutto sulle infiorescenze, perciò un'estrazione che parte dai fiori garantisce una resa maggiore e di più alta qualità. Tuttavia, anche lavorando a partire dalle foglie possiamo ottenere degli ottimi risultati; la cosa fondamentale però sarà separare le foglie ingiallite e prive di resina dal resto del fogliame.

GLI STRUMENTI E I MATERIALI NECESSARI

Ora elenchiamo il materiale che ci occorre per produrre il nostro Ice-O-Lator. Innanzitutto, dobbiamo procurarci dei sacchi appositi per Ice-O-Lator. Sono sacchi impermeabili con al fondo un setaccio molto simile ad una rete dalle maglie sottili e servono a trattenere estrazioni dalle diverse qualità; ogni sacco ha un setaccio con maglie di differenti dimensioni, che si misurano in micron, il VLPEROR ª OD OHWWHUD JUHFD ȊƉȋ H FRUULVSRQGH DG XQ PLOOHVLPR GL PLOOLPHWUR PP Ζ VDFFKL SHU Ice-O-Lator più comuni hanno maglie con dimensioni che vanno dai 220-190-160 micron, spesso utilizzati per trattenere il materiale vegetale e mescolarlo con acqua e ghiaccio, fino a sacchi di dimensioni da 120-90-73-45 micron. Da questi ultimi molto spesso viene fuori dell’hashish con qualità elevatissime. Infine, ci sono i sacchi da 38-25-18 micron, che trattengono ghiandole di resina piccolissime.

Controlliamo che la temperatura sia abbastanza bassa, intorno a 2-3°C. Ora mescoliamo a fasi alterne con lo sbattitore. Facciamolo ogni cinque minuti lasciando poi riposare la miscela per qualche minuto. Ripetiamo l’operazione per un totale di 15-20 minuti. Finito di mescolare, aspettiamo ancora qualche minuto in modo che le ghiandole di resina si depositino sul fondo del secchio; tiriamo fuori il sacco contenente il ghiaccio e la materia prima e lasciamo che l'acqua sgoccioli dal fondo. Quest'ultimo conserviamolo in congelatore, in attesa che venga utilizzato per la seconda e terza estrazione. Nel primo secchio utilizzato è rimasta l'acqua proveniente dalla prima estrazione. Prendiamo il secondo secchio e sistemiamo dentro il sacco della PLVXUD VXFFHVVLYD QHO QRVWUR FDVR TXHOOR GD Ɖ 5RYHVFLDPR all'interno l'acqua contenuta nel primo secchio.

UN METODO NON TROPPO COMPLICATO CHE GARANTISCE DELLE QUALITÀ DI HASHISH CON CONCENTRAZIONI ALTISSIME DI THC

7LULDPR IXRUL LO VDFFR GD Ɖ H YHUVLDPR XQ SRȇ G DFTXD all'interno in modo da concentrare tutto il materiale sul fondo; facciamo scolare per bene l'acqua dal fondo del setaccio. Ora facendo molta attenzione, giriamo il sacco al In tutti i casi, ogni varietà di marijuana ha qualità uniche; la dimensioni dei tricomi varia da gene- contrario in modo che il fondo venga in superficie e, aiutantica a genetica. Per esempio, da una pianta di Amnesia Haze può darsi che venga fuori un buon doci con un piatto rigido, cerchiamo di tenere teso il setaccio. KDVKLVK XWLOL]]DQGR XQ VHWDFFLR GL Ɖ H LQYHFH GD XQD YDULHW¢ GL 2 * .XVK OH .XVK SURYHQLHQWL Con una scheda telefonica grattiamo via il prodotto venuto dal nord America, producono una quantità impressionante di resina, perfette per le estrazioni) fuori e riponiamolo sopra la carta forno ad asciugare, sempre SX´ GDUVL FKH VLD PLJOLRUH O KDVKLVK WLUDWR IXRUL GDO VDFFR GL Ɖ 1RQ FL UHVWD FKH SURYDUH 8QD facendo attenzione che non ci cada per terra. Accanto all'evolta che ci siamo procurati i sacchi, abbiamo bisogno di due secchi per l'acqua dalle dimensioni strazione posata sulla carta forno annotiamo la misura corridi 15-20 litri. Le dimensioni dei secchi dovranno essere tali che i sacchi aderiscano al loro interno. spondente, cosi da non confonderci. Il prodotto che ne viene Infine, ci serviranno uno sbattiuova o un trapano con un asta per mescolare, un termometro per fuori dalla prima maglia è ancora sporco di materiale vegetaacquari e tanto ghiaccio. OH 5LSHWLDPR O RSHUD]LRQH FRQ LO VDFFR GD Ɖ 'RSR DYHUOR sistemato nel secchio rimasto vuoto, versiamo all'interno l'acÈ di grande importanza che l'acqua sia freddissima. Bisognerà infatti mantenere la temperatura qua contenuta nell'altro secchio, utilizzata precedentemente; sempre sotto i 5°C, aggiungendo costantemente del ghiaccio. I cubetti di ghiaccio utilizzati per tiriamo su il sacco e facciamola sgocciolare, man mano che i cocktail sono perfetti perché si sciolgono molto lentamente. Per lavorare 100gr di marijuana, la maglia diventa più stretta, l'acqua impiegherà più tempo


16 per filtrare dal setaccio. Quando sarà ben filtrata, giriamo il sacco su un piatto e grattiamo via l'hashish per riporlo ad asciugare. L'hashish che ne è venuto fuori a prima vista sembra molto pulito ed ha una tonalità molto FKLDUD 5LSHWLDPR O RSHUD]LRQH FRQ L VDFFKL UHVWDQWL TXHOOL GD H Ɖ 3RVL]LRQLDPR LO VDFFR GD Ɖ DOO LQWHUQR GHO VHFFKLR ULPDVWR YXRWR YHUVLDPR O DFTXD FRQWHQXWD QHO VHFRQGR VHFFKLR DOO LQ terno del sacco, tiriamo su il sacco in modo che l'acqua filtri dal setaccio e dopo che si è svuotato completamente dall'acqua, giriamolo su un piatto in modo che possiamo raccogliere la nostra HVWUD]LRQH SHU ULSRUOD DG DVFLXJDUH 2UD FL ULPDQH TXHOOR GD Ɖ XQD YROWD SRVL]LRQDWR QHO VHF FKLR YXRWR YHUVLDPR O DFTXD ULPDVWD QHOO DOWUR VHFFKLR DOO LQWHUQR GHO VDFFR GD Ɖ WLULDPROR VX e aspettiamo che si svuoti completamente, a questo punto giriamo il sacco al contrario e dopo aver raccolto l'estrazione con una scheda telefonica, riponiamola ad asciugare.

FRQ TXHOOR GD Ɖ FRQ XQ KLJK SRWHQWH SHUPHWWHQGRFL GL SUR vare gusti e sensazioni differenti. Piccole quantità di Ice-O-Lator possiamo lavorarle facilmente tra le mani, con pazienza verrà fuori una massa compatta.

ΖO VDFFR GD Ɖ QHO QRVWUR FDVR KD WUDWWHQXWR SLFFROH TXDQWLW¢ GL KDVKLVK PD GL EXRQD TXDOLW¢ / KDVKLVK YHQXWR IXRUL GDO VHWDFFLR GD Ɖ ª GL FRORUH VFXUR TXDVL QHUR 8QD YROWD DVFLXJDWR basterà una leggera pressione delle dita per renderlo una massa coesa. Terminate le operazioni di questo primo filtraggio, lasciamo che l'hashish asciughi sulla carta forno per tre o quattro giorni. Una volta secco risulterà abbastanza facile raccoglierlo e riporlo in un contenitore. Ripetiamo l'intera operazione per altre due volte: l'acqua precedente gettiamola via e sciacquiamo secchi e sacchi. Riempiamo di nuovo il primo secchio con acqua pulita e sistemiamo all'inWHUQR LO SULPR VDFFR FRQ PDWHULD SULPD H JKLDFFLR TXHOOR GD Ɖ FRQVHUYDWR LQ FRQJHODWRUH Mescoliamo con lo sbattitore per circa 20 minuti, ogni cinque minuti fermarsi e lasciar riposare per due o tre minuti. Durante questa fase, assicuriamoci sempre che la temperatura dell'acqua sia sotto i 5°C, se necessario aggiungere altro ghiaccio. Finita l'operazione, lasciamo riposare la miscela per qualche minuto. 7LULDPR IXRUL LO VDFFR GD Ɖ H ILOWULDPR O DFTXD ULPDVWD QHO VHFFKLR DWWUDYHUVR L VHWDFFL GD H Ɖ FRPH GHVFULWWR SUHFHGHQWHPHQWH *UDWWLDPR YLD O KDVKLVK GDO IRQGR GHL VHWDFFL H riponiamolo ad asciugare sopra la carta forno. Ripetere il procedimento intero per la terza volta, puliamo secchi e sacchi, riempiamo il primo secchio con acqua pulita e sistemiamo il sacco da Ɖ FRQWHQHQWH PDWHULD SULPD H JKLDFFLR 4XHVWD YROWD PHVFROLDPR SL» D OXQJR DFTXD JKLDF cio e materia prima, per un totale di circa trenta minuti; tenere sempre la temperatura sotto i 5°C, se necessario aggiungete altro ghiaccio. Filtriamo l'acqua rimanente da quest'ultima fase GHOO HVWUD]LRQH DWWUDYHUVR L VDFFKL GD H Ɖ &RPH GHVFULWWR SUHFHGHQWHPHQWH UHFX periamo gli estratti dal fondo dei setacci e riponiamoli ad asciugare sulla carta forno. Ora possiamo disfarci del materiale vegetale iniziale e pulire per bene tutti gli attrezzi utilizzati. Se il fondo In commercio esistono presse apposite di tutte le dimensioni, ma anche con una morsa e un po' di fantasia possiamo costrudei sacchi rimane incrostato di resina, la si può eliminare facilmente con un po’ di alcool a 96°. irci una pressa casalinga. Un metodo simile a quello diffuso in RAFFINARE, CURARE, CONSERVARE Marocco è di battere la polvere con un martello, fino a quando Lasciare che il nostro Ice-O-Lator asciughi per bene. Sbriciolarlo in piccole parti quando ancora non ne risulterà una massa compatta. Infine, un metodo casaè bagnato, evita che rimanga umidità intrappolata. Il risultato finale, sono tre qualità differenti lingo più semplice consiste nel riempire di acqua bollente una per ogni sacco utilizzato, quindi avremo in totale 12 qualità differenti di hashish. Nel nostro caso, bottiglia di vetro e usarla come un mattarello per stendere la TXHOOR GD Ɖ ULVXOWD DEERQGDQWH PD QRQ PROWR SXOLWR /D SULPD SDVVDWD ULVXOWD ULFFD GL UHVLQD pasta per pizza. La pressione esercitata dalla bottiglia e il calore infatti lavorandolo un poco tra le dita diventa un corpo unico che ribolle al contatto con la fiam- dell'acqua bollente, rompe le ghiandole di resina rendendole PD /H DOWUH GXH TXDOLW¢ GL KDVKLVK GD Ɖ YHQXWH IXRUL GDO VHFRQGR H WHU]R SDVVDJJLR LQYHFH successivamente una massa compatta, come una placca. Nel hanno bisogno di essere pressate a dovere per ricavarne una massa compatta. caso la nostra polvere faccia resistenza a diventare una massa unica, aggiungiamo una goccia di brandy o whisky, l'alcool $O FRQWUDULR LO VHWDFFLR GD Ɖ FL UHJDOD GD WXWWL H WUH L SDVVDJJL XQ KDVKLVK HVFOXVLYR ΖO SURGRWWR infatti scioglie la resina favorendone l'unificazione. del primo passaggio è rossastro, brillante e possiamo distinguere i cristalli di resina ad occhio nudo. Molto buone anche le altre due qualità, con una resa abbondante. Al contrario, l’utilizzo Per verificare se il nostro Ice-O-Lator sia privo di residui, posGHO VDFFR GD Ɖ YL DYU¢ UHVWLWXLWR XQD UHVD WRWDOH VFDUVD PD VLFXUDPHQWH GL EXRQD TXDOLW¢ siamo fumarlo con un bong, se la cenere residua sulla retina è / KDVKLVK GD Ɖ LQYHFH VDU¢ PROWR VFXUR TXDVL QHUR PD ULFFR GL UHVLQD chiara quasi bianca, è la prova di un hashish puro. Proviamo ad avvicinare la fiamma di un accendino al nostro Ice-O-Lator, È arrivato il momento della conservazione. Possiamo conservare le varie qualità di Ice-O-Lator il ribollire sarà sicuramente segno di buona qualità. Ora non in bustine di plastica distinte, lasciandolo in polvere, oppure possiamo pressarlo in vari modi. È rimane che consumare le nostre preziose estrazioni. Buona SRVVLELOH PHVFRODUH YDULH TXDOLW¢ GL ΖFH 2 /DWRU DG HVHPSLR TXHOOR GD Ɖ XQ SRȇ SL» VDSRULWR fumata e alla prossima estrazione!

Non c’è Provare... c’è solo Fare, o non Fare , qualcosa fatto Bene

GROW SHOP ITALIA

VENITE A VISITARE LA NUOVA SEDE Roma - Prenestina/Roma Est - via Pisino, 115

NUOVO SITO da gennaio senza iscrizione

WWW.GROW-SHOP-ITALIA.COM Roma - Nomentano/Salario - via Val di Chienti,19 - 06 83964918 Roma - Prati/vaticano - via R. Grazioli Lante, 46 - 06 3728113 Roma - Università - viale Ippocrate,61 - 06 95948559 NUOVA APRTURA GROW SHOP GREEN PASSION Roma - Casilino/Torre Angela - via Luigi Manfredini, 20 - 340 6447402

450 M² INGROSSO E DETTAGLIO - DOPPIA RAMPA D'ACCESSO - PARCHEGGIO PRIVATO SHOWROOM DESIGNED - BANCHE SEMI PER CONOSSEURS OLTRE 800 PRODOTTI (reali e sempre in stock) PER COTIVAZIONE INDOOR E OUTDOOR

SCONTI DAL 10 AL 25%

... E POI LA PASSIONE E PROFESSIONALITÀ CHE CI HANNO SEMPRE CONTRADDISTINTO!

per i primi 3 mesi di apertura. Spedizioni gratuite oltre i 130 euro per materiale da coltivazione e gratuite per il materiale da collezione


PUNTO LEGALE

19

Probabile stop alla sperimentazione medicavostri cannoni

di Giovanna Dark

A CAUSA DELLA SPENDING REVIEW IL CRA-CIN DI ROVIGO RISCHIA LA CHIUSURA Nello scorso numero vi abbiamo dato notizia di come a breve, nel nostro Paese, sarebbe partita una produzione autonoma di cannabis da impiegare a fini terapeutici. Il protocollo ufficiale non c'era ancora ma le dichiarazioni congiunte dei Ministeri di Sanità e Difesa avevano fatto intendere che lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, incaricato ufficialmente della produzione, sarebbe stato operativo entro il 2015. La scadenza per la definizione del protocollo era stata fissata al 31 ottobre. Lo stesso giorno, il settimanale L'Espresso pubblica un articolo in cui sostiene che la coltivazione della marijuana nell’ospedale militare di Firenze potrebbe non partire mai perché il Centro di ricerca sperimentale di Rovigo – unico istituto dove è possibile coltivare legalmente la canapa Indica – è in realtà a rischio chiusura a causa della spending review. Ce la faranno i nostri eroi a far partire il progetto pilota? Se in Italia esiste un proverbio veritiero è certamente quello che recita: “non dire gatto, finché non l'hai nel sacco”. Mai adagiarsi sugli allori, mai cantare vittoria troppo presto. Ed ecco l'ennesimo esempio. Solo quattro mesi fa la conferenza stampa dei Ministri Lorenzin e Pinotti aveva galvanizzato quanti da anni si battevano per la libertà di cura e per l'accessibilità diffusa alla cannabis medica. Tutto sembrava quadrare: c'era il luogo fisico di produzione – l'Istituto Chimico

Farmaceutico Militare a Firenze –, c'erano le competenze –il CRA-CIN di Rovigo a supervisionare da un lato, le attentissime reclute dell'esercito ad eseguire e a proteggere dall'altro –, c'era poi soprattutto quella che pareva essere una volontà politica condivisa. Se uso l'imperfetto è perché il fantastico progetto istituzionale di coltivare cannabis in proprio, rischia di saltare senza nemmeno aver definito il protocollo di partenza. La notizia è stata diffusa da L'Espresso e paventava di come, a causa della spending review varata ad ottobre dal Governo Renzi, il centro di ricerca sperimentale coordinato dal dottor Giampaolo Grassi rischiasse di chiudere i battenti e di mandare conseguentemente in vacca (perdonate il francesismo...) quanto affermato dallo stesso governo solo una paio di mesi prima. Benvenuti in Italia.

IL PARADOSSO È CHE IL CENTRO VENETO HA I CONTI PERFETTAMENTE (E MIRACOLOSAMENTE) IN ORDINE Ad oggi non ci sono ancora stati chiarimenti sulla faccenda: le autorità tacciono e nemmeno a Rovigo sembrano capirci più di tanto. Stando a quanto afferma Gloria Riva nel suo articolo sul L'Espresso, “l’ospedale militare di Firenze dovrà essere istruito sulla coltivazione della canapa dal CRA CIN di Rovigo, il Consiglio per le Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura che fa parte del CNR. Si tratta dell’unico luogo in Italia dove la canapa indica, quella vietata in Italia, può crescere legalmente, essendo coltivata a fini scientifici. Peccato – continua – che questo istituto, che da lavoro a un ricercatore e due dottorandi, fra pochissimo potrebbe essere smantellato per colpa della spending review”. La struttura di Rovigo è infatti commissariata da tempo e, dal momento che lo Stato ha chiesto ai Ministeri di tagliare dove e più possibile, pare sia probabile che sarà una delle prime ad essere sacrificata. Il paradosso – perché si sa che in questi casi, oltre al danno non si può mai evitate la beffa – è che il centro veneto ha i conti perfettamente (e miracolosamente) in ordine. La struttura costa 40 mila euro l’anno, a cui vanno aggiunti gli stipendi di 6 persone (1 ricercatore, 3 tecnici e 2 amministrativi), ma ha comunque entrate superiori ai 150 mila euro l’anno. Dal CRA CIN di Rovigo si fa sapere che: «Nel caso non fossimo in grado di continuare ad operare, il programma di produzione della cannabis medicinale non potrebbe essere avviato e di conseguenza nell'opinione pubblica farebbe certo un negativo effetto sapere che l'unico centro che poteva supportare la produzione di un farmaco tanto richiesto è stato chiuso per decisione del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali». Il centro di Rovigo è infatti l'unico in Italia al momento a detenere e conservare in purezza le uniche otto varietà di canapa da fibra e, nonostante le scarsissime risorse a disposizione, è stato in grado di collocarsi negli anni come uno dei centri leader nella ricerca sulla cannabis; al punto che le varietà prodotte al suo interno sono in sperimentazione anche negli Stati Uniti e in Uruguay. L’istituto di Rovigo ha una lunga e gloriosa storia: fondato nel 1912 dall’agronomo Ottavio Munerati come "Regia Stazione sperimentale di bieticoltura", dal 1968 opera congiuntamente all’Istituto di Allevamento Vegetale per la Cerealicoltura di Bologna diventando Istituto Sperimentale per le Colture Industriali. L’Istituto comprendeva 4 Sezioni Centrali (Biologia e difesa, Conservazione e trasformazione, Miglioramento genetico, Tecniche colturali) e 3 Sezioni Periferiche (Battipaglia, Osimo e Rovigo) e aveva il compito di provvedere agli studi ed alle ricerche riguardanti il miglioramento di specie, varietà e razze di piante industriali, la tecnica di coltivazione delle medesime, nonché la conservazione dei prodotti in rapporto ai rispettivi processi di estrazione e di trasformazione. Nell’ottobre 2004, l’Istituto Sperimentale per le Colture Industriali di Bologna è confluito nel CRA e nell’agosto 2007, con l’attuazione del piano di riorganizzazione del CRA, diviene Centro di


21 Ricerca per le Colture Industriali ed ora, nemmeno 10 anni dopo l'ennesima riorganizzazione e a soli 3 anni dal centenario, l'Istituto rischia di chiudere i battenti per sempre. Ad oggi l'Istituto ospita ai piani superiori i laboratori dove vengono selezionate le varietà e analizzato il contenuto dei principi attivi. Alcune stanze ospitano le "scorte" di cannabis del Centro: quelle con molto THC, molto cannabidiolo (l'ormai immancabile CBD) o cannabigerolo, che come sappiamo sono i “cugini minori” del THC in quanto non psicotropi. Da anni il team del dottor Giampaolo Grassi lavora sul raddoppio del corredo cromosomico delle piante di canapa, per riuscire ad ottenere una maggiore produzione di metaboliti. In altre stanze è invece possibile seguire passo dopo passo l’intero ciclo della pianta. Un paradiso, insomma, per chiunque sia appassionato di growing; un inferno per chiunque avesse provato a carpire informazioni (o altro più gustoso) senza la debita autorizzazione. «L’intero complesso è vigilato e con allarmi – spiegava Grassi in un'intervista sul Corriere della Sera di un paio di anni fa –, all’interno abbiamo regole severe da rispettare sui controlli e la sicurezza. Il materiale che

farmaceutiche - Salars e Solmag - che realizzano quei medicinali. Ma il progetto non è mai decollato perché mancano le autorizzazioni ministeriali. I frutti del centro veneto, infatti, servono solo a scopi di ricerca. Dunque la cannabis coltivata rifornisce il reparto di scienze farmacologiche dell’Università di Novara e qualche altra facoltà italiana. Questo perché, nonostante l’Istituto Superiore della Sanità abbia già consegnato ai ministeri della Salute e delle Poltiche Agricole i dati sui limiti e sulle specie coltivabili, i due ministeri non hanno ancora pubblicato delle linee guida a tal proposito. Era stato creato un comitato tecnico per definire i parametri per la coltivazione, ma da circa un anno e mezzo non si riunisce più, perché ogni volta la discussione si arenava sull’ipotesi che i derivati della canapa potessero avere effetti psicotropi. Questioni che in alti paesi europei, come la Germania, sono state risolte da parecchio e lì l’industria della cannabis sta fiorendo senza difficoltà. Da noi l’assenza di una norma chiara mette a rischio tutti i 300 coltivatori che si sono avventurati nella coltivazione della contrastata pianta. Non sono insoliti i casi di sequestri e ispezioni da parte delle forze dell’ordine su piantagioni destinate solo alla raccolta di semi per farne olio o per aromatizzare la birra, o per farne mattoni. In Italia risulta impossibile anche la coltivazione di canapa non stupefacente (sativa) per estrarne cannabidiolo ovvero CBD. Questa sostanza viene utilizzata per la realizzazione di alcuni farmaci contro l’epilessia, ma, non essendoci una legge chiara, è necessario importarlo dall’Inghilterra. Così come il principio attivo utile per realizzare i farmaci affetti da patologie gravi come Sla, la sindrome di Tourette, l’Alzheimer, il Parkinson e diversi tipi di sclerosi come la sclerosi multipla. Anche qui va detto che alcune Regioni, prima fra tutte la Toscana, si sono imbarcate in una crociata per garantire il pagamento di questi farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ma nonostante l’iter burocratico sia partito nel 2012 le risposte ancora mancano e così tre flaconi di Sativex, utili per alleviare i dolori provocati dal decorso dell’Aids, dalle malattie neurologiche e gli effetti collaterali della chemioterapia, costano al paziente 650 euro al mese. Infatti il Servizio Sanitario Nazionale garantisce il costo di una cura a base di cannabinoidi solo per alcune patologie specifiche, ma il loro utilizzo potrebbe essere esteso. In attesa di nuovi aggiornamenti...

può contenere sostanze stupefacenti viene tenuto in frigoriferi o stanze con chiusura blindata, sotto protezione». Il cuore della produzione per uso farmaceutico, però, è la "serra controllata" creata in un capannone blindato. In un’atmosfera degna dei migliori Sci-Fi, sotto la luce giallognola delle lampade a 600 Watt che forniscono 25 mila lux, le piantine selezionate all’origine vengono allevate in ambiente quasi completamente sterile. «Qui non ci sono insetti, né possibilità di contaminazioni pericolose – ha spiegato più volte Grassi – e non usiamo prodotti chimici per trattare le piante. Per arrivare ad avere anche la produzione di un vegetale che poi possa essere trasformato o destinato a farmaco bisogna seguire delle procedure e ottenere un materiale che sia caratterizzato da livelli elevati di salubrità e di assenza di contaminazione. La pianta deve produrre il massimo e il prodotto deve essere uniforme in qualunque stagione e con qualsiasi temperatura. Una delle caratteristiche ricercate dal prodotto farmaceutico è proprio la costanza e la standardizzazione del principio attivo». Questo per dare la massima garanzia al paziente e al medico, sia sull’origine che sull’efficacia del farmaco. Se i malati recuperano la canapa dal mercato nero, sanno di rischiare, perché possono assumere qualunque tipo di sostanza, oltre ai cannabinoidi. E, com'è risaputo, certi signori non sono tanto ligi alle regole della buona pratica di produzione dei farmaci. Ma quanta sostanza si può ottenere attualmente dal centro di Rovigo? Come ha più volte affermato Giampaolo Grassi, nella serra del CRA CIN vengono alleviate mediamente 150 piante. Ogni pianta produce una quantità di fiori, che è la parte più ricca e di interesse, per circa 30 grammi, per cui la resa totale di ogni ciclo dovrebbe aggirarsi sui 4,5 kili di materiale circa. Venduto a 3 euro al grammo, sono indicativamente 14 mila euro per ciclo (il prezzo del mercato nero è su per giù sugli 8/10 euro al grammo). «Con un lavoro intensivo, si è arrivati a produrre anche a 4 cicli l'anno – ha spiegato – dunque potremmo guadagnare circa 56 mila euro a serra. Con due serre potremmo ricavare il finanziamento che ci consente di stare in piedi da soli». Ora, la spending review non è altro che l'edulcorata versione inglese per definire dei tagli al bilancio. Il deputato di SeL Arturo Scotto ha depositato lo scorso novembre un'interrogazione al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, per chiedere chiarimenti a riguardo. Interrogazioni parlamentari a parte, passare dalla coltivazione della canapa sativa a quella indica, con alto livello di Thc e per uso medico, rischia di essere molto più complesso del previsto e nonostante le pressioni degli agricoltori la produzione di marijuana a scopo terapeutico potrebbe restare un sogno. Giusto per fare capire quanto è ingarbugliata la situazione, va detto che al centro di ricerca di Rovigo è da oltre cinque anni che i ricercatori tentano di attivare una start up per vendere la loro cannabis alle uniche due case


+4500 ARTICLES

+34 943 00 52 13

GET SEEDS IN 24/48 HOURS

OPEN FROM 8:30AM TO 4:30PM (+1GMT)

EVERYTHING FOR YOUR GROWSHOP E U R O P E A N

W H O L E S A L E R

pedidos@lamotadistribucion.com www.lamotadistribucion.com R E G I S T E R N O W A N D S TA R T S H O P P I N G


WORLD CANNABIS

23

IL MIDTERM DICE SI ALLA CANNABIS

,1 86$ 75,21)2 ', &216(16, 3(5 , 48(6,7, 5(/$7,9, $//$ /,%(5$/,==$=,21( 2 $//$ '(3(1$/,==$=,21( '(//$ 0$5,-8$1$ Negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato – ormai note come Midterm anche nel nostro ben poco anglofono Paese – sono da sempre un banco di prova per il governo in carica. Svoltesi lo scorso 4 novembre, le consultazioni hanno fatto registrare una sonora bocciatura nei confronti del secondo mandato Obama: i Repubblicani hanno strappato ai democratici il Senato e si sono rafforzati alla Camera, arrivando così a controllare il Congresso per la di Giovanna Dark prima volta dal 2007. Ma se, da un lato, l'avanzata dei repubblicani fa presagire nuovi orizzonti conservatori per la politica a stelle e strisce, dall'altra il Midterm ha ribadito che la popolazione americana è decisa a continuare la lenta ma graduale opera di smantellamento del proibizionismo figlio della war on drugs. A seguito di questa tornata elettorale, sono ora 5 gli Stati americani in cui la cannabis ludica è stata completamente sdoganata: dopo Colorado e Washington, ora anche l'Oregon, l'Alaska e il District of Columbia – altrimenti conosciuto come la capitale Washington DC – saranno territorio pot-friendly. Con oltre il 54%, i cittadini dell'Oregon hanno approvato la Measure 91 per permettere l’utilizzo della marijuana a scopo ricreativo. A partire dal prossimo luglio, ciascun cittadino con più di 21 anni di età potrà possedere circa 220 grammi di marijuana, 8 once secondo il sistema di misurazione statunitense – e potrà coltivarla in proprio fino ad un massimo di sei piante. L’approvazione del referendum rende inoltre possibile la vendita e la coltivazione della marijuana a fini commerciali. La vittoria del fronte antiproibizionista arriva dopo due precedenti fallimenti referendari– nel 1986 e nel 2012 – ma conferma la tendenza dello stato della West Coast che già nel 1973 si era guadagnato lo scudetto di primo Stato federale ad aver depenalizzato il possesso di modiche quantità ai fini dell'uso personale.

2 once (circa 56 grammi) di marijuana e può coltivare in casa fino a 12 piante del prodotto, delle quali però solo 6 possono essere in fioritura. La norma approvata nella capitale Washington DC – che conta come distretto federale a sé stante – non consente però la produzione e la vendita a scopo commerciale, a causa di alcune limitazioni dovute alla regolamentazione del commercio all'ingrosso o al dettaglio: agli elettori di Washington DC non è infatti consentito votare referendum che tra le altre cose stabiliscano o tocchino i sistemi di tassazione. Anche nel profondo e lontano nord, in Alaska, gli elettori hanno approvato con entusiasmo il Ballot 2, una proposta di legge per permettere a ogni cittadino con più di 21 anni di possedere al massimo una trentina di grammi di marijuana – un'oncia secondo i parametri a stelle e strisce – e di coltivarne 6 piante. È prevista anche la possibilità di coltivare e vendere a fini commerciali la cannabis. Formalmente dal 1998 in Alaska è consentito l’utilizzo della marijuana a scopo terapeutico, ma non ci sono centri dove i pazienti con regolare prescrizione medica la possono recuperare, a causa delle scelte di numerosi politici conservatori locali. Di conseguenza da anni i pazienti sono costretti ad acquistare la marijuana sul mercato nero.

Circa il 70% degli aventi diritto al voto nel District of Columbia hanno invece approvato l’Initiative 71. Anche qui, ogni cittadino maggiorenne può da ora in poi possedere un massimo di

Si è poi votato un referendum sulla marijuana anche a Guam, l’isola nell’oceano Pacifico occidentale che ha uno statuto di territorio non incorporato degli Stati Uniti. Con il 56% circa dei consensi è stato dato il via libera ad una proposta che rende legittimo l’utilizzo della marijuana a scopo medico. Spetterà ora al governo locale la produzione di una legge e dei regolamenti

/$ 3232/$=,21( $0(5,&$1$ '(&,6$ $ &217,18$5( /$ /(17$ 0$ *5$'8$/( 23(5$ ', 60$17(//$0(172 '(/ PROIBIZIONISMO

necessari come indicato dagli elettori: la senatrice Tina Muna Barnes, che aveva sponsorizzato la proposta, ha però immediatamente chiarito che il “via libera” non costituisce un passo verso l’approvazione per uso ricreativo: «Guam – ha detto – non è pronta per questo». Unica nota “dolente” è quella della Florida. Nello stato della East Coast, oltre il 57% degli elettori ha effettivamente votato per dire si all'Amendment 2, una proposta popolare per rendere legittimo l’utilizzo della marijuana a scopi medici: non essendo stato però superato il quorum richiesto del 60%, il referendum non è passato per poco meno di tre punti. La proposta prevedeva che le persone con malattie debilitanti come tumori, sclerosi multipla, AIDS e morbo di Parkinson potessero fare legalmente ricorso ad infiorescenze o a prodotti derivati dalla canapa per alleviare i sintomi. Ora, il voler leggere queste cifre con ottimismo potrebbe portare a pensare che negli Stati Uniti si stia verificando un'inversione di rotta a livello di opinione pubblica; che ora che la marijuana è stata sdoganata in 5 Stati su 51, ci sia più consapevolezza tra i cittadini e l'orientamento sia molto più open-minded di quello che le cronache statunitensi ci restituiscono. Sarebbe meraviglioso sapere che le ragioni che stanno facendo avanzare il dibattito sulla cannabis in America sono quelle del più disinteressato antiproibizionismo. Ma purtroppo, l'analisi che in conclusione mi sento di dare va nella direzione opposta: il totale del mercato della marijuana medica e ricreativa in America dovrebbe superare i 2,6 miliardi di dollari quest’anno; e allo zio Sam i bigliettoni sono sempre piaciuti. Negli USA l'oro da rincorrere è diventato verde e l'idea che il ciclo produttivo della canapa possa essere massificato e sfruttato in maniera estensiva – nella migliore della tradizioni a stelle e strisce – è qualcosa che comunque ci deve far stare “con le orecchie drizzate”. Al solito, chi vivrà, vedrà.


24

GUSTO

Il sano vaporizzare Si è appena concluso l'appuntamento annuale ad Amsterdam per la High Times Cannabis cup e anche lì, come recentemente in tutta Europa, è ormai diffusissimo il fenomeno dei vaporizzatori. Tanti anni fa ad una fiera a Zurigo venni attratto dalle parole "Il vaporizzatore è anche un medicamento". Un simpatico vecchietto decantava le innumerevoli possibilità di cura di numerose malattie grazie alle erbe del suo orto e al suo vaporizzatore; le sue parole mi convinsero e capii quale importanza avrebbe avuto con un'erba decisamente terapeutica, la cannabis. Ora sul mercato sono disponibili svariati modelli di numerose ditte, dai professionali con termostato digitale ai modelli diciamo economici, da quelli portatili a quelli fissi. Vaporizzatori più o meno di qualità e per tutte le tasche. I compratori sono spesso soddisfatti e la scelta si rivela anche salutare in quanto progressivamente si elimina la nicotina assunta fumando – nel caso di fumatori puristi è un vantaggio l'eliminazione della combustione. Vaporizzare significa inalare a temperatura quasi ambiente, un'aria miscelata di terpenoidi, sublimati da un flusso di aria calda tra i 160 e i 200 gradi circa. L'eliminazione della combustione lo rende una maniera di assunzione più sana, tanto che dall'ambito prettamente medicinale è passato alla diffusione di massa, tra consumatori terapeutici e ludici. Sono molti i fumatori, specialmente tra i veterani, che scelgono di abbandonare il fumare per concedere una tregua salutare ai polmoni. Effettivamente dopo sette giorni l'olfatto migliora e i sapori della tua cucina stranamente sembreranno più intensi... La combustione delle canne è dannosa per le nostre vie respiratorie a causa della temperatura delle boccate inalate e a causa dei prodotti cosiddetti “combusti”, che sono una categoria di composti dannosi per la salute. In un vaporizzatore si ritrova una grande varietà di sapori ed aromi anche complessi, basta vaporizzare la propria miglior erba per godere di numerosi saporini e del tanto ricercato retrogusto. Senza rimanerci male se il retrogusto diventa invasivo e fastidioso. Espirando vi saranno altri sapori da gustare e, a mano a mano che passano i giorni, ne sentirete sempre più. Un giorno vi ritroverete a voler smettere di fumare per poter sentire l'intero corpo della vostra erba. Personalmente ho dovuto smettere di fumare (intensamente) per motivi di salute e non ho mai apprezzato così tanto un vaporizzatore come quando sono stato

costretto a fare un mese di stop. Dopo 30 giorni avevo il palato, la gola e il naso pronti a ricevere una sana vaporizzata di cannabis: che sapori!! Certo devo dire che non è proprio facile smettere di fumare. Molte persone dovranno sforzarsi più di altre, specialmente durante le prime settimane a causa della dipendenza forte dalla nicotina. Ma d'altronde è risaputo che fumare le canne rende sì dipendenti, ma dalla nicotina. Dopo due mesi la respirazione è nettamente migliorata e così via, in un continuo miglioramento di salute che solo chi ha smesso di fumare potrà raccontarvi. Un altro vantaggio sicuramente è la discrezione assicurata. Quante volte ho visto gente vaporizzare in treno o al cinema... un vaporizzatore non farà scattare nessun rilevatore di fumo e non darà fastidio ai vicini o ai loro bimbi. Conosco differenti persone che non fumano a casa loro perché é dove hanno il loro metro quadrato in fioritura e vogliono evitare di attrarre l'attenzione dei vicini, quindi vaporizzano. Non emette odori né fumi e questo a mio avviso è un grandissimo punto di vantaggio anche se comparato alle pipe da wax, che comunque continuano a lasciare un profumo e soprattutto una nuvoletta di fumo non invisibile. L'anno scorso vidi ad una fiera una cannuccia in vendita dentro cui sbuffare per camuffare le nuvolette di fumo in presenza dei rilevatori, ma comunque il vaporizzatore mi è sempre sembrato la soluzione migliore e più affidabile per consumare cannabis in pubblico. Molti piccoli coltivatori troveranno inoltre molto più duratura la loro erba in quanto basta una 0,2 di erba triturata per riempire il vaporizzatore. Realmente, la quantità di erba consumata va diminuendo, così che anche al coltivatore più modesto potrà bastare il suo piccolo raccolto. Solitamente la sensazione di fattanza che segue una vaporizzata è molto più dolce e meno pesante del corrispettivo assunto fumando. Forse è un certo effetto placebo che si ha inalando vapori incombusti, ma l'assenza di combustione rende più piacevole il consumo di cannabinoidi. Il vaporizzatore è un grande oggetto e non va assolutamente sottovalutata la sua potenza, se non si vuole finire come quegli sprovveduti che arrivano in un coffee

shop ad Amsterdam e mangiano due o tre magic cookies aspettando che gli salga la fattanza: come risultato avranno un effetto doppio o triplo di quello che si aspettavano con conseguenti spiacevoli risvolti. Vaporizzando i tempi di manifestazione dell'effetto sono uguali come quando si fuma una canna, con l'eccezione che il vaporizzatore potrebbe richiedere un paio di inalazioni profonde per equiparare un solo tiro di spinello. Consiglio sempre il vaporizzatore a chi, per motivi terapeutici, vuole e deve smettere di fumare. Ad un fumatore convinto non proporrei mai un vaporizzatore al posto delle sue belle fumate, sono due metodi molto differenti e, se non sul piano della salute, sono decisamente incomparabili.


26

INTERVIEW

Grower d'alta quota LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA A MISTER X VALTROMPIA

Le pianure italiane si prestano alla coltivazione della canapa agricola per produrre cibo e vestiti, per esempio, mentre le altitudini di Appennini e Alpi permettono un’esposizione solore ideale per la coltivazione medica e ludica. Vista la tua esperienza, quali sono gli accorgimenti per la coltivazione in quota?

Per esperienza, è meglio piantare lontano dalle pinete, perchè il terreno è troppo acido. Anche tentando di correggerlo non si ottengono buoni risultati. Sopra le pinete fa troppo freddo e senza una serra è meglio nemmeno tentare. L'ideale è piantare su vecchi pascoli, concimati nel tempo dagli animali. Ho poi notato come la cannabis cresca molto bene accanto a piante di nocciola, faggio e castagno. Se si è fortunati, si può trovare un vecchio muro a secco ben esposto a sud. Piantandola davanti al muro, oltre a assicurarsi una barriera dalle intemperie, la roccia trasmetterà alle piante anche del calore e un pò di riflesso luminoso. In montagna è poi bene coltivare le varietà indica, o degli ibridi indica/sativa. Le sative dei paesi tropicali è meglio evitarle, mentre vengono bene le sative dell'Himalaya, abituate a crescere nel seppur diverso clima asiatico, anche tra i 2.000 e i 3.000 metri. È necessario trovare un posto ben esposto al sole, altrimenti, se la tramontana è troppa, la pianta non si sviluppa bene. Il luogo deve'essere aperto alla circolazione dell'aria per evitare le muffe. In guerrilla è poi meglio evitare gli appezzamenti perchè sono più facilmente riconoscibili. Conviene quindi piantarne una distante dall'altra, facendo una buca di almeno mezzo metro cubo e riempiendola di buon terriccio. Quale quota consigli, quindi, per una buona coltivazione in qualità e quantità? A meno che non abbiate delle varietà adattate a una quota superiore, per quanto riguarda gli strain sul mercato, coltivan-

do in guerrilla, la quota massima ideale è attorno agli 800 metri. A 1200 le piante in guerrilla fanno fatica e vengono piccole. A questa quota si può coltivare molto bene in serra, ma non in campo aperto. Quali sono quindi i vantaggi della coltivazione in quota? In alta quota la pianta si sviluppa poco ma con principi attivi e terpeni più marcati. L'aria pulita, acqua pulita e l'ambiente poco contaminato dall'inquinamento, creano un'ambiente ideale per la crescita. In quota c'è anche meno probabilità d'essere infestati da insetti nocivi come gli afidi, che a quelle altitudini sono praticamente inestistenti. D'altro canto, oltre al predatore proibizionista, camosci e capre possono essere pericolo per piante di canapa, perché ne sono ghiotte. L'erba più buona la fai in montagna. Se prendi due talee dalla stessa pianta, una la metti in pianura e l'altra in montagna, magari con la prima ottieni più grammi, ma di una qualità inferiore. Sono convinto che ogni ambiente, così come ogni concime, lasci un'impronta nella pianta che, nel caso della montagna, la rende di una qualità notevolmente superiore. Quando con il mio maestro scendevamo a Lugano per delle degustazioni con i fiori di marijuana coltivati nella serra a 1.500 metri, ottenuti dalla selezione tra centinaia di semi, la gente restava impressionata dall'effetto. Paragonandola alle erbe coltivate a quote minori, la nostra era allucinogena.

Quali accorgimenti suggerisci per nascondere l'erba outdoor? Il miglior nascondiglio per proteggere le nostre piante da animali e soprattutto dalle persone male intenzionate sono i rovi. I rovi, come la canapa, si prestano incredibilmente alla riproduzione sotto forma di talea. Possiamo quindi preparare molti vasetti da piantare attorno alle nostre piante, fino a creare un’efficiente barriera protettiva, ovviamente senza soffocarle. Consiglio poi d’impiegare del filo di nylon da pesca, uno molto fine da 0,08 millimetri, da mettere di traverso sul percorso fra un ramo e l'altro, come se fosse una ragnatela. In questo modo ci accorgiamo se qualcuno si è avvicinato al nostro giardino. Quanto conta l'eperienza? Come diceva il maestro, in indooor o serra ci voglio almeno 5 cicli per arrivare ad una buona padronaza. In outdoor è più semplice perché una volta che hai messo a dimora una pianta in una buca con un buon terriccio e un po' d'acqua, al resto ci pensa la natura. Cosa pensi delle piante con molto THC? Credi quelle con molto CBD possano essere apprezzate esclusivamente da chi fa uso medico della cannabis? Negli anni ‘90 l’erba in commercio aveva il THC al 7-8% o al massimo al 12-18% nella maggiorparte dei casi. Nel 2000 (N.d.A., complice il proibizionismo), invece, il mercato ha puntato all’aumento del THC, fino a raggiungere la soglia del 22-25%. Sono apprezzate dai giovani o da chi le assume ogni tanto, ma per un uso regolare una persona tende invece a stabilizzare

il proprio consumo su varietà meno forti. L’erba con molto CBD sono una manna per l’uso medico, e credo possano essere impiegate favorevolmente anche nell’uso personale e ludico, con un maggior probabilità d’apprezzamento da parte dei consumatori più esperti. L’erba con i semi può essere considerata migliore dal punto di vista medico? Da un lato l’erba senza semi presenta una maggiore quantità di cannabinoidi utili alla terapia. L'erba senza semi è più forte perché la pianta non ha raggiunto il fine ultimo di riprodursi, lasciando parte della propria energia nei semi. D'altro canto, lasciare impollinare anche solo qualche fiore (basta raccogliere a parte il polline del maschio e in un secondo momento applicarlo con un piccolo pennello sui fiori che desideriamo sviluppino semi) è sempre una buona idea, non solo nell’uso medico. La pianta è più felice perché lascia la sua progenia. L'effetto dell'erba è meno potente, ma soft, equilibrato e armonico. Concludendo, come l'aria di montagna fa tanto bene all'essere umano, allo stesso modo lo fa a sorella canapa. L’erba con qualche seme è secondo molti preferibile a quella senza nell’uso medico, quando il consumo è regolare. Molti pazienti avrebbero piacere di trovare qualche seme nei fiori di Bedrocan forniti dalla farmacia. Nell’erba che dovrebbero coltivare i militari italiani per i malati nel corso di quest’anno, sarebbe quindi auspicabile presenziassero anche dei semi (altrimenti ci arrabbiamo!). Per ripartire dalla creazione in alta quota!


VARIETÀ CLASSICHE

27

Power Plant alias P.P.

Sativa Diva

Una delle varietà di sativa più onnipresenti sulla scena europea è Power Plant di Dutch Passion. Nome varietà: Selezionatore: Genetica: Origini: Fioritura: Raccolto outdoor:

Power Plant Azienda semi Dutch Passion 80% sativa / 20% indica Sudafrica da 56 a 63 giorni da 49 a 56 giorni o a metà-fine ottobre

foglia-calice è basso. La PP non richiede un forte apporto di nutrienti. I prefiori sono visibili una settimana dopo aver ridotto la luce a dodici ore. In outdoor, la fioritura inizia lentamente e questo è compensato poi dal rapido sviluppo delle cime. Se la si lascia a fiorire nel suo stato naturale, la PP germoglia da una e quattro cime apicali molto grosse, lunghe fino a venti-trenta centimetri, affiancate da numerose cime delle dimensioni di una SDOOLQD GD JROI 4XHVWR ULVXOWDWR VRUSUHQGH PROWL coltivatori di sativa che sono abituati a ottenere cime lunghe e sottili da questa famiglia. Se si utilizzano le tecniche sea-of-green o screenof-green, l’energia della pianta viene dirottata nella produzione di svariate cime apicali grosse e corpose, disposte in maniera omogenea sul canopo della pianta. 8Q XOWLPR YDQWDJJLR QHOOD FROWLYD]LRQH GHOOD 3RZHU Plant rispetto a genetiche simili è che l’altezza della pianta può essere controllata facilmente e OLPLWDWD UHODWLYDPHQWH VH QHFHVVDULR 4XHVWR IXQziona sia in indoor sia in outdoor, dove il problema può essere l’altezza o il dover essere discreti.

La Power Plant di Dutch Passion offre raccolti abbondanti.

/D 3RZHU 3ODQW 33 GL 'XWFK 3DVVLRQ RIIUH XQD JHQHWLFD GL VDWLYD VWDELOH SXUD FRQ XQD UHVD SRGHURVD H affidabile. Con il suo effetto estremamente forte, integrato dalla fragranza terrosa e muschiata e dal sapore speziato e pepato con un retrogusto dolce, la PP ha raggiunto lo status di leggenda per la sua genetica classica sudafricana. )RUVH OD YDULHW¢ SL» FROWLYDWD VXOOD VFHQD FRPPHUFLDOH RODQGHVH VLQ GDO VXR ODQFLR QHO OD 3RZHU 3ODQW si fa strada in altre regioni in ascesa nel mondo della cannabis a livello internazionale e rappresenta la rara classe delle varietà stabilizzate che funzionano bene in indoor, outdoor e serra. I coltivatori outdoor che YLYRQR LQ PROWL FOLPL GLYHUVL FROWLYDQR FRQ VXFFHVVR OD 33 6HEEHQH VLD RJJL SL» GLIIXVD VRWWR IRUPD GL FORQH nei Paesi Bassi, sono disponibili anche i semi femminizzati di Dutch Passion.

Storia delle origini della Power Plant

3URGRWWR GHOOD JHQHWLFD VXGDIULFDQD OD 3RZHU 3ODQW ª XQD GLVFHQGHQWH GHOOD 'DJJD OD YDULHW¢ D SUHGRminanza sativa che si trova in questa regione. Nonostante il recente ritorno della coltivazione di varietà D HOHYDWR FRQWHQXWR GL &%' OD 3RZHU 3ODQW FL ULFRUGD OȢHSRFD LQ FXL UHJQDYD LO 7+& LQ FXL L IXPDWRUL GL tutto il mondo ricercavano l’effetto inafferrabile, di lucidità, che potevano ottenere dalle varietà di sativa pura. Sebbene l’effetto cerebrale ed energizzante per vari decenni sia stato considerato l’effetto da voler raggiungere dopo aver fumato erba, la coltivazione di queste varietà, soprattutto di origine tropicale, si è GLPRVWUDWD SUREOHPDWLFD SHU FKL YLYHYD QHOOH UHJLRQL FRQ XQ FOLPD SL» IUHGGR R XQ FLFOR GL FUHVFLWD SL» OLPLWDWR LQ RXWGRRU FRPH 3DHVL %DVVL 5HJQR 8QLWR ,UODQGD &DQDGD H OD SDUWH VHWWHQWULRQDOH GHJOL 6WDWL 8QLWL /H YDULHW¢ VXGDIULFDQH VRQR FRQVLGHUDWH VDFUH GD DOFXQL VHOH]LRQDWRUL SHU OD FRPELQD]LRQH SL» XQLFD FKH rara di geni di sativa, con il loro effetto ‘trip’ e di un periodo di fioritura breve e gestibile. A differenza delle varietà di sativa tropicali, i ceppi sudafricani terminano la fioritura in tempi ragionevoli, spesso prima dei SULPL JHOL 4XHVWR FRQVHQWH FLFOL GL FUHVFLWD DQFRUD SL» EUHYL SHU SURGXUUH L WDQWR GHVLGHUDWL UDFFROWL GL VDWLYD nelle aree in cui questo era impossibile in precedenza.

Coltivazione, fenotipi ed effetto della Power Plant

/D 3RZHU 3ODQW RIIUH L YDQWDJJL FRPELQDWL GL XQD FUHVFLWD YHORFH H GL XQ HOHYDWR FRQWHQXWR GL VDWLYD FRQ la rispettiva facilità di coltivazione. Oltre a ciò, questa varietà pura non ibridata dà a tutti i coltivatori il meglio della genetica della sativa senza i casini che generalmente derivano dalla coltivazione di varietà di sativa pura e di haze. Ciononostante, la PP garantisce una resa elevatissima, il che richiede, quindi, alcune operazioni di supporto, come sostegni, vincoli e parti piegate o quanto di artificiale potrebbe essere QHFHVVDULR /D 3RZHU 3ODQW ª GLYHQWDWD IDPRVD SHU OD ULVSRVWD SRVLWLYD GL IURQWH D FHUWL WLSL GL VWUHVV GHOOD pianta e anche all’LST (orientamento a basso stress), alla cimatura, al super cropping e alle tecniche di potatura bonsai. /H FROWXUH SL» JUDQGL VRQR RPRJHQHH H XQLIRUPL IDFLOH SUHYHGHUH OR VYLOXSSR H OD UHVD GL RJQL FROWLYDzione. Le cime verdi e leggere sono ricoperte di moltissimi pistilli di color arancione-rosso e il rapporto

8QR VYDQWDJJLR GHOOD FROWLYD]LRQH GHOOD 3RZHU Plant è l’odore eccessivamente forte. Bisogna controllare regolarmente i filtri, fare una buona manutenzione e sostituirli, se necessario. Per i coltivatori guerrilla outdoor, non c’è quasi modo per controllarne l’odore, che, naturalmente, è il primo motivo per cui si viene beccati. Per quanto riguarda l’effetto potente, non è un caso che la pianta porti questo nome. Anche i fumatori SL» QDYLJDWL ULIHULVFRQR FKH TXHVWD YDULHW¢ SURGXFH un effetto così forte che per alcuni può essere SHUVLQR LQYDOLGDQWH H FKH IRUVH ª SL» FRQVLJOLDWR fumarla durante il giorno se poi non si ha nulla d’importante da fare. Ciononostante, dopo averla fumata non ci sedentarizza e non ci si addormenta di certo, perché i cannabinoidi che prevalgono nelle sative sudafricane tendono a indurre moviPHQWR H DWWLYLW¢ 'RSR XQD EHOOD IXPDWD GL 3RZHU Plant, alcuni fumatori si mettono a pulire casa o creano intrighi elaborati e lunghi nella loro mente.

Ibridi imparentati con la Power Plant

Dato che la PP è una varietà pura, può essere combinata con altre varietà per creare potenti ibridi )1, in cui tutte le caratteristiche della discendenza possono essere attentamente controllate e selezionate. Due ibridi di Dutch Passion hanno avuto JUDQGH VXFFHVVR LQ SDVVDWR IUD FXL OD 'ROFH 9LWD ULVXOWDWR )1 dell’unione di due grandi sative: una femmina di Isis impollinata con polline femminiz]DWR GL 3RZHU 3ODQW /ȢDOWUR ª 6DFUD )UDVFD R ȡ6DQWD Canna’, un incrocio fra un polline femminizzato 6NXQN 3DVVLRQ H XQD IHPPLQD GL 3RZHU 3ODQW


28 2

Hemporium Cose di Canapa, Vicenza

1

Bahia Grow Shop Indoorline Point

Campacavallo Via Rimembranze 18 Varedo (MB)

Via Castelgomberto 154/c 10137 Torino Tel 0117931973 Email: indoorlinetorino@gmail.com

S.S. 11 Padana Sup. Verso Verona, 283 36100 Vicenza presso Multicenter hemporiumvi@yahoo.it dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19.30 sabato dalle 11 alle 19 cell. 339 61 02 455

Tel: 0362-582431 Orari: Lunedì- sabato 9.30- 12.45 e 15.00- 19.00 Lunedì mattina chiuso

-VOFEÖ t .BSUFEÖ t .FSDPMFEÖ t (JPWFEÖ t 7FOFSEÖ t 4BCBUP PSBSJP DPOUJOVBUP

Facebook campacavallo seed an

Si riceve su appuntamento 3484734053

3 Mysticanza, Perugia

11 11 2

“Mescolanza di particolary varietà di ynsalata verde.” (Zingarelly)

18

v. San Francesco, 7 06123 Perugia -Italytel/sms +39-338-8819198 shop +39-075-3747740 info@mysticanza.it MAR-SAB dalle 11:30 alle 14:00 dalle 15:00 alle 19:30 DOM-LUN chiuso

1

VIA SANTA CHIARA 6 - CARPI (M

16

Tel. 059-654312 info@naturalmystic.it www.naturalmystic.it Facebook: Natural Mystic Grow S

17 17

19 8 8

4

Growerline, Pomezia

Natural Mystic Hemp & Grow Shop

7

12

Sede: Viale Alessandro Manzoni 33 Pomezia (RM) 00040 Orario: Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30 www.growerline.com e di semi di canapa da collezione su www.seedsline.com Servizio assistenza skype a via mail staff@growerline.com o staff@seedsline.com Tel. 0691801148 - 3403824505

9 3

14

13

20 4

5 Orto Biologico Shop, Cagliari

15 22

Ci trovate a Cagliari in via Tigellio 60 Tel/fax 070/653170 Email: orto_biologico@hotmail.it

Website: http://www.scirarindi.org/scirarindi/?q=node/2877

6

5 6

Dream Planet Smartshop Via Bellini nº9/b - CAGLIARI tel. +39 3281689980 dream-planet@hotmail.it Da lunedí a venerdì ore: 11.00-13:00 < > 16:00-20:30

23

10

8

7 Hemp-orio, Cordenons

Foglie d'erba, Bologna

Eko Grow & Seed Shop Firenze

Via Martiri della Libertà 21, Cordenons (PN).

Growshop Via Brugnoli 17/E 40122 Bologna Tel. 051 523668 Headshop Via de Marchi 29/A 40123 Bologna Tel. 051 4847574 Rimini Viale Tripoli 150 www.fogliederba.net - www.fogliederba.it

Via della Villa Nova 13/A Firenze 50145 Telefono: 055/319478 www. www.ekogrow.it info@ekogrow.it facebook.com/ekogrowshop Orario: Da Lunedì a sabato orario continuato 9:30 - 19:30

Aperto dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00. Tel: 338-766 03 00


29 18

17

Hemptown

16

Via Jacopo Castelli 5 Marghera (Venezia) Telefono: 329-9421149

New Biogroup Alessandria New Biogroup Alba Via Tortona n. 51, Alessandria (AL) 15121 - Italia Tel. 340 3181117 newbiogroup@gmail.com Da Lun - Sabato 9:30 - 12:30 Da Lun - Sabato 15:30 - 19:30

Corso Bra n. 52/f, Alba (CN) - Mussotto 12051 - Italia Tel. 391 1512507 newbiogroup.alba@gmail.com Da Mar - Sabato 9:30 - 13:00 Da Lun - Sabato 15:00 - 19:00 Chiusi Lunedi' Mattina www.newbiogroup.com

nd growshop

19

20 Alien Seeds Vicolo dei monti di san Paolo 51 Roma 00126 Orario 10:00-13:00/16:00-19:30 Domenica chiuso Tel. +39 06 86707793

MO)

Email: info@alienseeds.it Web: www.alienseeds.it

Shop

E-mail: nomorwar@hotmail.it Orari: Dal mercoledi al sabato dalle 10.00 alle 19.30 Facebook Hemptown

Legalized Via Carrozzieri a Monteoliveto, 5 80135 NAPOLI Lunedì - Sabato 10.00 - 13.30 15.30 - 20.30 Legalized Aversa Viale Kennedy 6 Aversa 81031 (Caserta) Legalized Padova Via dei Soncin 24 35100 Padova Tel: 340 4162893 www.legalized.it info@legalized.it twitter@infolegalized facebook Legalized Napoli facebook lokomotiv flegrea 2013 NON VENDERE CIO' CHE COLTIVI

21 Devida

14 Growshop Area 51, Ostia, Roma

Nuova Apertura Grow shop in Bari, Via dei Mille 105 (BARI) Dal lunedi a venerdi 9:00-18:00 Sabato 9:00-13:00 tel. 080.5576867 www.growshopbari.it

22 Amnesia shop

21

15

Via Gen. Luigi Parisi, 23 - 84013 Cava de' Tirreni (SA)

Da noi troverai esperienza, cortesia e tanta disponibilità. Ti aspettiamo in via Corrado del greco 32 – 00121 ostia – roma – aperti dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30 tel 06 56338761 o al sito http://www.growshoparea51.com

Naturalstore San Benedetto del Tronto

13

Via Cherubini 6 San Benedetto del Tronto (AP) 63074 - ITALIA

Tel: 089.9849189 Cell.349.8519881 amnesiashopitaly@gmail.com Siamo aperti: lunedì/venerdì 9.30/13.00 - 16.30/20.00 sabato 10.00/13.00 - 16.30/19.00 Lunedì mattina chiusura settimanale

info@naturalstore.it tel. 0735 650 968 cell. 366 713 3388 www.naturalstore.it ORARIO: 11:00 - 12:30 / 16:00 - 20:00 domenica e martedi chiuso

12

23 Metamorfose Growshop

Organic Farm growshop a Pisa

sistemi di coltivazione- semi da collezione - articoli etnici

www.organic-farm.it info@organic-farm.it

Corso Sicilia 42 93017 San Cataldo CL Tel: 327 9378760 Cell: 340 1358937 metamorfose.shop.info@gmail.com

Via Rainaldo 52, Pisa Tel + 39 050 3820399 / 366 341 52 42 Orario: Lunedì 15.30- 19.30 Ma- Sa 10.00- 13.00 15.30- 19.30

Facebook: Metamorfose San Cataldo

10

9

Skunkatania, Catania Skunkatania, Ortigia Skunkatania, Modica Via Vittorio Emanuele II 251 Catania Sicilia Italia CAP: 95124 Tel: 095-8264856 Catania

Via Roma 92 Siracusa Sicilia Italia CAP: 96100 Tel: 0931-1995625 Siracusa

Via Marchesa Tedeschi 33-35 Modica Sicilia Italia CAP: 97016 Tel: 0932-060641

Orari di apertura 10-13 / 16-20. Chiuso la Domenica www.skunkatania.it Tel: 340- 8703024

Chacruna Head&Growshop NUOVA APERTURA A BOLZANO! NUOVO SITO E-COMMERCE www.chacruna.it Chacruna BOLZANO Via Cavour, 3B BOLZANO (BZ) Tel: +39 0471 975 106 Email: bolzano@chacruna.it ORARI APERTURA NEGOZIO: 10.00 – 12.30 15.00 – 19.00 DOM e LUN mattina: CHIUSO Chacruna TRENTO Corso 3 Novembre 72/2 presso “Galleria Al Corso” TRENTO (TN) Tel: +39 0461 922 896 ORARI APERTURA NEGOZIO: 9.30 – 12.00 15.30 -19.00 Domenica e Lunedì MATTINA: CHIUSO

11


GREEN VIBES

30

81$ *,251$7$ &21 TRISTON PALMA

di Babaman alias Uragano

Prima di raccontarvi la mia avventura mi sembra corretto presentarmi, visto che sono nuovo da queste parti. Alcuni di voi forse già mi conoscono a causa della mia professione di musicista, mi chiamo %DEDPDQ DOLDV 8UDJDQR H VRQR XQ FDQWDQWH UHJJDH italiano con tredici album all’attivo. Sono antiproibizionista e grande estimatore della cannabis per il suo uso ludico e terapeutico, musica e parole sono le uniche armi che uso nelle mie EDWWDJOLH 9L UDFFRQWHU´ TXDOFKH PLD DYYHQWXUD D PLR avviso interessante, al fine di condividere esperienze positive con voi. In questo mio primo articolo vorrei narrarvi la giornata passata a Kingston in compagnia di Triston Palma GHWWR DQFKH 7ULVWDQ 3DOPHU DOLDV 0U -RNHU 6PRNHU

un cantante reggae giamaicano della vecchia scuola protagonista di tunes indimenticabili tra cui la pietra PLOLDUH Ȥ-RNHU 6PRNHUȥ Nella celebre canzone l’artista si lamenta del fatto che chiunque lo incontri abbia sempre bisogno di un aiuto PDWHULDOH SHU ULXVFLUH D IDUH XQ MRLQW ,Q SUDWLFD LO Ȥ-RNHU Smoker” descritto da Triston Palma è quello che in Italia chiamiamo “scroccone”. (UD OD PLD SULPD YROWD D .LQJVWRQ HG HUR DOORJJLDWR LQ un ostello con studio recording adiacente, quest’ultimo gestito da amici italiani. Mi avevano già avvisato che nello studio spesso passavano a registrare artisti di grosso calibro ma da italiano alla prima esperienza giamaicana non mi sarei mai aspettato quello che sto per raccontarvi.

(UD PDWWLQD HG LR VRUVHJJLDYR LO PLR FDIIª VHGXWR LQ veranda gustandomi il sole caraibico. Il silenzio venne improvvisamente interrotto da un grosso fuoristrada con vetri scuri e musica a tutto volume che si fermava proprio davanti all’ostello. A quel punto con PLR JUDQGH VWXSRUH YLGL 0U 3DOPD VFHQGHUH GDO PH]]R SHU HQWUDUH QHOOȢRVWHOOR (UR FRV® VRUSUHVR GD QRQ ULXVFLUH D smettere di guardare il famoso cantante, infatti, dopo qualche secondo che lo fissavo, il signor Palma mi mandò un’occhiataccia facendomi capire che stavo esagerando. L’amico italiano che gestiva lo studio gli andò incontro e dopo averlo salutato mi presentò a Triston come un “collega italiano molto famoso”. Palma sembrò apprezzare la cosa, mi prese in simpatia e iniziammo a parlare allegramente di musica finché non mi chiese di visitare il suo studio. Saltai nel fuoristrada e visto che lo stavano facendo anche loro, mi accesi il mio primo spliff della giornata, godendomi il sound prodotto dallo stereo dell’auto. Palma vedendomi compiaciuto girò con un colpo secco la manopola del basso e contemporaneamente si voltò guardandomi con un ghigno malefico stampato sulla faccia, in quel momento il basso diventò così potente che mi fece sollevare dallo schienale del sedile di dieci centimetri, spingendomi in avanti. La sua espressione sembrò volermi dire: “Hai capito come funziona qui italiano?”. Come un film.

A QUEL PUNTO CON MIO GRANDE STUPORE VIDI MR.PALMA SCENDERE DAL MEZZO PER ENTRARE NELL’OSTELLO. ERO COSÌ SORPRESO DA NON RIUSCIRE A SMETTERE DI GUARDARE... Arrivati allo studio Mr.Palma mi invitò ad accomodarmi. Il lussuoso studio su due piani era curato nei minimi particolari, un ufficio e un mini bar al piano di sotto e lo studio recording con sala d’aspetto antistante al piano di sopra. Sulle pareti si potevano ammirare dipinti a sfondo tipicamente rasta, bandiere e un bellissimo ritratto GL 6XD 0DHVW¢ +DLOª 6HODVVLH -DK 5DVWDIDUL QHOOD SDUWH LQWHUQD GHO SRUWRQH Triston si sedette alla postazione di comando e cominciò a farmi ascoltare alcuni giovani talenti che lui stesso VWDYD SURGXFHQGR FKLHGHQGRPL XQ SDUHUH SHUVRQDOH (UR OXVLQJDWR GDO IDWWR FKH XQR VWRULFR FDQWDQWH UHJJDH GL IDPD PRQGLDOH PL GLPRVWUDVVH VWLPD H ULVSHWWR FKLHGHQGRPL XQ SDUHUH VX GHL EUDQL DQFRUD LQHGLWL 8QD GHOOH tante indimenticabili lezioni di stile, di umiltà e di vita che ricevetti in Giamaica. Il ragazzino che è in me rimase un po’ stranito però, quando mi venne detto che per fumare sarei dovuto scendere DO SLDQR GL VRWWR ,Q VWXGLR YLJHYD LO GLYLHWR GL IXPR FRVD FRPXQH QHJOL VWXGL GL UHJLVWUD]LRQH PD GD 0U -RNHU Smoker mi aspettavo un’eccezione. 'D TXHOOR FKH PL ª SDUVR GL FDSLUH 7ULVWRQ 3DOPD LQ TXHVWL XOWLPL DQQL VL VWD GHGLFDQGR SL» DOOD VFRSHUWD GL QXRYL talenti e alla produzione di essi, anche se non mi sorprenderebbe un’improvvisa uscita con un suo pezzo da SULPR SRVWR LQ FODVVLILFD FRPH VHPSUH SL» VSHVVR DFFDGH FRQ L FDQWDQWL ROG VFKRRO GHOOD VFHQD UHJJDH H GDQFHKDOO giamaicana. Inutile dirvi che i brani che ascoltai erano autentiche bombe dancehall e che in Giamaica ci sono ragazzini di tredici anni che quando cantano fanno rimanere a bocca aperta da quanto sono talentuosi. La cosa mi fece riflettere sul valore della cultura musicale nella storia di un paese: sì, perché a Kingston i ragazzi FUHVFRQR DVFROWDQGR %RE 0DUOH\ 'HQQLV %URZQ H *UHJRU\ ,VDDFV DQFKH D FDVD GHOOD QRQQD ,R D FDVD GHL PLHL QRQQL ULFRUGR XQD UDGLROLQD FRQ PXVLFDVVHWWH GL 3XSR 2UQHOOD 9DQRQL H &HOHQWDQR QRQ ª SURSULR OD VWHVVD FRVD 8QD YROWD VFHVR DO SULPR SLDQR PL VHGHWWL VXOOD VHGLD YLFLQR DO ULWUDWWR GL 5DVWDIDUL SHU IXPDUH LO PLR MRLQW H D bere un po d’acqua fresca, il caldo era davvero insopportabile. Intanto nello studio continuavano ad entrare e XVFLUH PXVLFLVWL H FDQWDQWL FKH VL IHUPDYDQR D FKLDFFKLHUDUH H IXPDUH YLFLQR D PH H L PLHL DFFRPSDJQDWRUL 9HQQH D VDOXWDUPL DQFKH XQR GHL FRPSRQHQWL GHOOD EDQG FKH VHJXLYD %XVKPDQ LQ XQR GHL VXRL WRXU LQ (XURSD H PL raccontò del suo bel ricordo dell’Italia e di giorni felici passati qui a suonare, gli brillavano gli occhi. Come prima vacanza la Giamaica aveva già superato le mie aspettative con tutti questi avvenimenti fortuiti in un solo giorno. Posso dire che il signor Palma è una persona molto gentile, un professionista serio e scrupoloso. 8Q SHUVRQDJJLR GDYYHUR YDOLGR Rimasi a disquisire ancora qualche ora e quando giunse il momento di salutarsi Triston Palma disse a due dei suoi amici di accompagnarmi fuori a prendere un taxi. I due ragazzi praticamente mi scortarono fino all’angolo di strada, attesero con me il taxi e solo dopo la mia partenza li vidi tornare verso lo studio. La cosa mi fece pensare che probabilmente quello non era un posto tranquillo per un turista da solo, apprezzai molto anche questo gesto. Alla prossima, fratelli e sorelle. Blessed Love.


COLTIVA CON JORGE CERVANTES

31

CASO DI STUDIO DI TONI (PRIMA PARTE) Toni è un coltivatore di cannabis per uso medico estremamente appassionato e preciso. Non sapeva nulla della cannabis fino al 2006, quando gli è stata diagnosticata una fibromialgia, patologia debilitante estremamente dolorosa. Dopo aver sperimentato alcune pillole su prescrizione e con la cannabis, in seguito, Toni si è reso conto che consumare cannabis allevia i suoi dolori. Inoltre la cannabis gli dà appetito ed energia per godersi la vita. Come è successo a molti altri pazienti che fanno uso di cannabis medica, Toni ha scambiato le pillole su ricetta per la cannabis a uso medico.

Di Jorge Cervantes

PULIZIA + ORGANIZZAZIONE = SUCCESSO! Varietà coltivata

Banco di semi

Giorni veg

Giorni fioritura

Jack 47

Sweet Seeds

37

67

Black Jack

Sweet Seeds

37

67

Kalashnikova

Greenhouse

41

57

Lavender

Soma Seeds

33

55

Somango

Soma Seeds

36

70

Pakistan Chitral Kush

Cannabiogen

40

63

Semi e pianticelle Toni evita di coltivare piante femminizzate autofiorenti. Ritiene che richiedano troppa luce (20 ore al giorno) ed elettricità per la resa che offrono, ma aumentare il numero di ore di luce aumenta il raccolto fino al 30%.

Toni con Mr. Bubba!

Come paziente, Toni ha una grande passione per la coltivazione di cannabis. Sperimenta costantemente con nuovi prodotti, raccogliendo informazioni e adattando le sue colture. Questo caso di studio segue una delle sue coltivazioni e inserisce alcuni esempi di colture precedenti. Toni è anche un fotografo esperto. Al momento di redigere per iscritto la ricerca sulle mie visite alla coltivazione e sulle mie interviste con Toni, è stato difficile selezionare le informazioni. Abbiamo solo sei pagine per il caso di studio di Toni. Le sue fotografie sono incredibili e ci sono troppe informazioni dettagliate sulle sue coltivazioni. Visitate il forum di Toni, “Cultivando Medicina,” su www.marijuanagrowing.com per avere tutti i dettagli su molte altre sue colture, esperimenti e raffronti. Il forum in lingua spagnola può essere tradotto facilmente in inglese e in altre lingue con il traduttore a disposizione sul sito. Le sue fotografie sono eccezionali! Toni è un esempio incredibile di pulizia e ordine nella coltivazione. La pulizia e la prevenzione di malattie e insetti infestanti sono i punti principali del suo approccio. Durante la fase vegetativa, ogni settimana segue alcuni passi per prevenire muffe, insetti, acari e deposizione di uova.

Questi semi femminizzati di Black Jack (Sweet Seeds) sono germinati in carta inumidita e sono pronti da piantare. Gran parte della radichetta è coperta di piccole radici per l’alimentazione che germoglieranno presto nel mezzo di coltura.

8 semi femminizzati di Black Jack e 8 semi femminizzati di Jack 47 (Sweet Seeds) sono germinati in contenitori da un litro sotto fonti di ioduri metallici da 400 watt per 20 giorni dopo la germinazione. Le pianticelle vengono innaffiate con Root Juice diluito (Ms EC-720, pH 6.2). Un umidificatore aiuta i cloni che soffrono per lo stress da umidità.


32 CRESCITA VEGETATIVA

attorno alle fonti HPS per aumentarne lo spettro. L’intero canopo delle piante cresce in modo omogeneo perché riceve lo spettro di luce adeguato. In linea di massima le HID vengono tenute a 35 cm dal canopo della coltivazione per fornire la massima intensità e una copertura omogenea. Le luci LED vengono posizionate a circa 15 cm dalla punta delle piante. Tuttavia, se la temperatura sale oltre i 24°C sulla punta delle piante, allontana le fonti, in modo tale che le piante non si surriscaldino eccessivamente.

Una fonte a ioduri metallici da 400 watt illumina 16 Kalashnikova femminizzate (Greenhouse) in contenitori da 1 litro. Le piante sono state nebulizzate di recente con una soluzione con nutrienti con EC di 250 mS con pH 6.0.

Le pianticelle vengono trapiantate in contenitori da 11 litri. Un Fertometer è utilizzato per misurare la conduttività elettrica nel substrato del contenitore per rivelare la forza totale del fertilizzante in questa tenda di coltura che ospita 16 Kalashnikova femminizzate.

Toni applica i seguenti fungicidi a rotazione settimanale: Tetraconazolo, Penconazolo e Myclobutanil. Utilizza una lampada UVC portatile (Clean Light Hobby Unit di Hortitec) per uccidere muffe, insetti, acari e uova. Usa inoltre un vaporizzatore di zolfo.

Le luci LED devono avere la temperatura corretta per funzionare adeguatamente. Al di là del limitato range di temperature delle fonti a LED a massima efficienza, la produzione di luce diminuisce drasticamente e lo spettro diventa instabile.

Questa bellissima vista della coltivazione mostra le fonti HPS da 600 watt e le fonti LED da 420 watt che illuminano le piante in fioritura in contenitori da 16 e 11 litri. I dimmer elettronici permettono di regolare l’intensità della luce HID emessa.

Toni utilizza solo LED Cree od Osram di altà qualità. Sottolinea la grossa differenza nel processo di produzione che rende le LED più chiare e permette loro di durare più a lungo. La tecnologia LED è in rapido cambiamento. Date un’occhiata al forum di Toni per avere informazioni aggiornate sulla luce nelle sue coltivazioni.

FONTI HPS E LED PROGRAMMA GIORNALIERO ILLUMINAZIONE Fase di coltura

Illuminazione

Watt

Ore

Pianticelle

Fluorescenti

40

18

Vegetativa

Ialuri metallici

400

18

Fioritura

HPS 600+LED 420 watt

1120

12

Una fonte HPS (Cool Tube) da 600 watt + LED da 420 watt: l’intensità e i watt possono essere regolati in entrambe le soluzioni. L’intensità e lo spettro della luce vengono regolati in modo tale che le piante ricevano luce intensa dello spettro adeguato. Far uscire rapidamente l’aria calda permette di posizionare le fonti HID più vicino al canopo della coltivazione.

I dimmer elettronici permettono a Toni di aumentare la produzione di luce se necessario. Durante la crescita vegetativa, le piante hanno bisogno di livelli di luce inferiori. Durante la crescita vegetativa, la produzione di luce viene ridotta a 400 watt per risparmiare elettricità senza influire sul ritmo di crescita. Dopo aver cambiato una lampadina a ialuri metallici con una fonte HPS all’inizio della fioritura, l’intensità della luce viene testata per assicurare elevati livelli di luce.

Le luci HID e LED concentrate penetrano di 70 cm nel canopo ricoperto di cime.

Una combinazione di luci LED e a sodio ad alta pressione illumina la coltivazione. Le piante hanno bisogno di meno luce durante la crescita vegetativa. Toni utilizza 400 watt per i primi 33-40 giorni. Nella fioritura il dimmer viene messo al massimo e le HPS emettono la luce massima. Le luci a LED hanno colori diversi ed emettono lo spettro luminoso perfetto per la crescita della cannabis destinata a uso medico. Vengono posizionate

Anche con la luce intensa fornita dalle fonti HPS (Cool Tube) da 600 watt e LED da 300 watt, la luce viene usata completamente dalle piane. Non c’è luce che finisce sul pavimento.

Questo è il primo di sei brani estratti dal nuovo libro di Jorge Cervantes, Cannabis Encyclopedia: Indoor, Outdoor and Greenhouse Cultivation, Concentrates and Cooking Medical Marijuana, formato 279 x 216 mm, 608 pagine a colori, 2.100 immagini a colori, con 340.000 parole. Data di pubblicazione: settembre 2014. Per maggiori informazioni e l’Indice completo, oltre ad altri brani, visitate il sito di Jorge: www.marijuanagrowing.com.


Simple words + Quick photos = Easy success! Marijuana Grow Basics The EASY Guide for Cannabis Aficionados by Jorge Cervantes €21.95

NEW

Download FREE pages from Jorge’s books

ONLINE www.amazon.com www.amazon.ca www.amazon.co.uk www.amazon.de www.amazon.fr www.amazon.jp

Jorge’s simple easy guide shows American, Canadian and European techniques to grow the maximum yield of the most potent cannabis possible—including week-by-week photo-based instructions to grow a 12-week crop from seed and a 10-week crop of clones. Even first timers are guaranteed a heavy harvest!

BY PHONE 24-Hour EUROPEAN ORDERS tel: +1-419-281-1802 (English)

Become an expert on grow room and internet security, feminized seeds, seedlings, cloning, mother plants, spotting male and female plants early, peak “sinsemilla” harvest, and manicuring, drying and curing your crop for highest potency.

UK—Freedom book Company +44 23 9278 0600 Germany—Grow in Berlin +49 30 34 99 80 70

Buy only the grow gear you need—hydroponics and soil, CFL, HID & LED lights, CO2, meters, fans and filters—to maximize your harvest. Design and set up your grow room with supplies from your local hardware store and garden center. Plus troubleshoot problems and control common pests and diseases!

24-Hour CREDIT CARD ORDERS (US ONLY) 1-800-247-6553 24-Hour CANADIAN ORDERS tel: 1-419-281-1802

WHOLESALE ONLY United Kingdom Avalon Wholesale wholesale@avalonheadshop.co.uk

6 x 8.25 inches (210 x 150 cm), 240 pages, 760 colour images, appendix, index ISBN: 978-1-878823-37-3

More than 600,000 sold!

Austria/Germany/Switzerland Grow in Berlin http://www.grow-in-berlin.de

Marijuana Horticulture: The Indoor/Outdoor MEDICAL Grower’s Bible by Jorge Cervantes

Nachtschatten Verlag www.nachtschatten.ch

€29.95 Spanish edition €29.95 Italian edition €29.95

6 x 8.25 inches (210 x 150 cm), 512 colour pages, 1,120 colour images, countless charts & graphs, plus detailed glossary and index ISBN: 978-1-878823-23-6 The Fifth Edition (2006) is the #1 marijuana grow bible with all the best cannabis grow information—greenhouses and outdoor growing, seeds, seedlings, vegetative growth, cloning, flowering, breeding and hash, grow room design and construction, tools, fertilizers… everything!

Spain/Italy/Portugal Van Patten Editoral, S.L. www.marijuanagrowing.com “Contact Us”

“Ask for Jorge’s books at your local bookstore or hydroponic shop!”

Netherlands/Belgium/Northern Europe Kulu Trading http://www.kulutrading.com/ See a Complete Wholesale list at: www.marijuanagrowing.com “Contact Us”


BY

ED ROSENTHAL

35

Kief. Foto: Steep Hill Halent

Da Kief/Setacciatura a secco - Manuale, a macchina, ghiaccio secco Come funziona la setacciatura del kief

Il THC, gli altri cannabinoidi e i terpeni sono concentrati in ghiandole che ricoprono molte parti della pianta di marijuana, ma sono concentrati nelle foglie superiori, i fiori e le brattee dei fiori delle piante femmina non fertilizzate. Si trovano anche sul rivestimento dei semi e nelle aree attorno alle piante impollinate. Setacciare il materiale vegetale curato è uno dei modi migliori per salvare le ghiandole e utilizzarle. Ci sono vari metodi per preparare le parti vegetali per la lavorazione e per la separazione e setacciatura del kief. Nei Paesi vicini al 30° parallelo, come Nepal, Afghanistan e Libano, sono stati prodotti piccoli quantitativi di kief mediante delle sciarpe di seta stese su una ciotola. La marijuana essiccata, lasciata ad essiccare per circa sei mesi, viene strofinata control questo panno di seta steso. La trama fine del panno lascia passare le ghiandole piccole nella ciotola, ma non il materiale vegetale. Le sciarpe di seta si usano ancora in alcune parti del mondo, ma i setacci di nylon o di rete metallica utilizzati per la stampa (spesso chiamati ancora setacci di seta) durano più a lungo e sono disponibili in diverse dimensioni e maglie.

ba quando la si maneggia. Ci sono altri contenitori progettati per raccogliere diversi gradi di kief, che separano le ghiandole dalla parte vegetale scuotendole. Se si scuote o si strofina con eccessiva forza, si ottiene un effetto controproducente, perché viene raccolta troppa parte vegetale, il che ne diminuisce la qualità. Utilizzate materiale freddo. Il congelamento rende il materiale più friabili e quindi le ghiandole si staccano più facilmente. Alcuni setacciatori grandi sono automatici, come i miscelatori della vernice, quindi si può aggiungere il materiale, premere l’interruttore e lasciare che il setacciatore faccia il tutto. Ci sono soluzioni fai da te a basso prezzo, facili da mettere insieme utilizzando i filtri usati per la stampa di magliette e poster. Avete solo bisogno del filtro giusto, di una cornice per stenderlo e di una superficie dura e liscia, come vetro o metallo, per raccogliere il kief.

Uno dei metodi più semplici per produrre kief è quello di strofinare delicatamente il materiale su un setaccio a maglia sottile. La dimensione della maglia del setaccio determina il passaggio delle ghiandole e il materiale vegetale che non la trapassa. La forza usata nello strofinare il tutto contro il setaccio ha un effetto importante sulla qualità del prodotto finito. Vengono prodotti vari gradi di kief modificando il tempo di setacciatura del materiale, la maglia del setaccio e la pressione applicata. Se si setaccia il materiale più volte si ottiene più kief, ma ogni volta che lo si setaccia, si aggiunge della materia vegetale alle ghiandole. Il colore del kief varia da bianco dorato per il più puro a color oro-verdastro. Più è verde, più sarà il residuo della pianta contenuto in esso. Le scatole per setacciare kief o polline sono ottimi strumenti per produrne piccole quantità. Possono essere piccole custodie in legno con un setaccio applicato su un cassettino dove si raccolgono le ghiandole che cadono dall’er-

Setacciatura a secco. Foto: Ed Rosenthal


36 I filtri per la stampa fatti di nylon, poliestere o metallo si trovano in vendita online o nei rispettivi negozi. Negli Stati Uniti le dimensioni delle maglie sono descritte generalmente in base al numero di fili per pollice (ogni 25,4 mm): un numero più alto indica quindi una maglia più fine. Le maglie possono andare dai 40 ai 400 e 110 e 56 sono quelli più usati per la stampa delle magliette. Qualsiasi tipo di filtro, da quello grossolano a quello più fine, possono essere acquistati in versione pre-stesa in cornici di alluminio o di legno, come anche in rotolo o foglio.

Preparazione per la setacciatura

Per ottenere un eccellente kief non è necessaria quasi alcuna preparazione. L’operazione è così rapida che si possono setacciare o filtrare piccole quantità facilmente, mentre si potano e si curano le cime o ci si prepara per un altro processo. Il kief si ottiene meglio dalla marijuana ben essiccata, curata e a pezzi grossi. A molti piace ottenere kief dai residui di potatura che altrimenti scarterebbero. I gambi possono essere selezionati, ma non è necessario. Più cime utilizzate, migliore sarà la qualità del kief ottenuto.

Come con la marijuana eccessivamente secca, troppo friabile, il materiale vegetale congelato può diventare polvere e attraversare il setaccio. Inumidire il materiale facendolo arieggiare a elevata umidità può essere d’aiuto. Un’altra soluzione è quella di usare un setaccio a maglia più fitta. Disporre di varie maglie vi permette di utilizzare quella giusta a seconda del materiale e della temperatura. Per ottenere kief di prima qualità, più è freddo il materiale vegetale con cui cominciate, meglio è. Preparate il materiale mettendolo in freezer la notte prima del lavoro. Non c’è bisogno di pianificare eccessivamente questo processo. Ricordate, il kief è semplice. Un kief di buona qualità può essere ottenuto in tutte le condizioni meteorologiche. Le temperature fredde, attorno ai 15°C o meno, sono più indicate per lavorare con la marijuana. Un’umidità da bassa a moderata va bene e se il materiale è particolarmente secco, può essere d’aiuto un po’ di umidità in più.

Setacciatura manuale

La setacciatura manuale è un procedimento a basso costo e con buoni risultati e non è certo più impegnativo che setacciare la farina. Si possono acquistare setacci pronti all’uso o contenitori per il kief in molti punti vendita e in varie dimensioni. Il setaccio, fatto generalmente in fil di ferro, è teso in una cornice e spesso comprende un cassettino per la raccolta del kief. La maggior parte dei punti vendita offre filtri in plastica per la stampa, che sono già stesi in cornici fatte di legno o alluminio. Produrre i propri setacci o contenitori non richiede particolari competenze. Le cornici per stendere i filtri sono facili da produrre e da acquistare. Dovete solo decidere la dimensione e scegliere la maglia e il materiale giusti. I filtri in acciaio inossidabile o “panno di metallo” sono resistenti,

Pulite con attenzione il materiale, eliminando semi, gambi e bastoncini. Foto: David Downs

Per ottenere i risultati migliori, iniziate con la potatura e le foglie essiccate ma non eccessivamente friabili. Se troppo secco, il materiale vegetale sarà eccessivamente friabile e potrà così sgretolarsi fino a diventare polvere che può passare dal setaccio con le ghiandole che state cercando di raccogliere. Il kief ottenuto da materiale eccessivamente essiccato contiene più materia vegetale, sa più di clorofilla ed è meno potente. Analogamente, la marijuana molto pressata, o “mattone”, non funziona quanto il materiale più libero, per ottenere kief.

Quando setacciare

Sulle montagne della regione dell’Hindu Kush, i produttori di hashish per tradizione hanno sempre atteso il freddo e il clima secco per setacciare il loro kief. Far essiccare bene la pianta è fondamentale per tutti i prodotti della marijuana, quindi aspettare il freddo è un modo per assicurarsi che le cime essicchino all’aria aperta e possano essere pronte al punto giusto. Inoltre, il freddo congela le foglie secche e la potatura, il che rende friabili i piccoli tricomi e questo permette alle ghiandole di staccarsi più facilmente. Il minor scuotimento o la minore pressione per far staccare le ghiandole porta a meno materiale vegetale nel kief. Un vantaggio pratico è che tenere le ghiandole intatte riduce anche la quantità di resina che intasa il setaccio, anche se questo non succede spesso, anche con temperature moderate.

Trasformando ogni sedia in una postazione di lavoro comoda, il Trim Bin di HarvestMore riduce i dolori e aumenta la produttività. Nel vassoio è incluso un filtro per raccogliere le ghiandole.

duraturi e di rado c’è bisogno di pulirli. I filtri in nylon o poliestere sono più flessibili, ma vanno sostituiti ogni anno. Le cornici e i filtri in seta sono in vendita nei negozi di prodotti artistici. Se comprate un filtro o ne avete uno senza vassoio, un pezzo di vetro o uno specchio possono essere una buona superficie per raccogliere il kief. Qualsiasi cosa utilizziate, è fondamentale che la superficie sia liscia per la raccolta, dato che le ghiandole che raccogliete possono essere più piccole del diametro di un capello. Non perdetene. Una carta di credito, biglietto da visita o altri oggetti coi lati dritti possono essere utilizzati per raccogliere il materiale filtrato e accumularlo.

PER OTTENERE UN ECCELLENTE KIEF NON È NECESSARIA QUASI ALCUNA PREPARAZIONE.


37 Come preparare il proprio setaccio

Materiale ȏ & RUQLFH LQ OHJQR VSHVVR R FRUQLFH IDWWD LQ OHJQR DOPHQR GD FP [ mm ȏ 3 DQQR LQ PHWDOOR R ILOWUR LQ VHWD DEEDVWDQ]D JUDQGH GD SRWHUOR DYYROJHUH attorno il lato inferiore della cornice ȏ $ WWDFFKL LQ ILO GL IHUUR GD FP R SLQ]DWULFH Tagliate il panno in ferro o la maglia perché vada bene per la cornice stando abbondanti di circa 2-3 cm per lato, a seconda dello spessore della cornice: la maglia dovrebbe riuscire ad avvolgere i lati della cornice. Per esempio, se la cornice è 38 cm x 15 cm, tagliate il panno in ferro a circa 44 cm x 21 cm, il che vi permette di avere 3 cm in più su ogni lato. Tendete il filtro e fissatelo bene utilizzando gli attacchi o le graffette su ogni lato, poi fissate anche l’altra estremità all’altro lato della cornice. Ripetete con gli altri due lati.

Il processo di setacciatura

Mettete il vassoio di raccolta sotto al setaccio. Iniziate con una manciata di prodotto di potatura, foglie o piccoli pezzi, se preferite. Le foglie non richiedono preparazione prima di strofinarle, ma utilizzate un grinder per preparare le cime.

viene raccolto e posto su una maglia più fine. Poiché il materiale è già stato ridotto a grossolano con il primo passaggio, la seconda maglia, più fine, deve essere solo scossa o mossa leggermente per ottenere Kief più puro. Il kief che rimane sulla seconda maglia andrebbe conservato, per i prodotti da ingerire, le capsule, le tinture o gli unguenti. La setacciatura con varie maglie graduate e sempre più fini permette di ottenere vari prodotti e sapori. La prima setacciatura dovrebbe essere leggera e breve, di un minuto massimo. Questo permette di ottenere il kief più puro, ma la resa è piuttosto limitata. Le ghiandole più grandi e più mature sono le prime a staccarsi e a essere setacciate. Solo il materiale setacciato nei primi minuti è quello più buono da Setacci di fumare. La resa diversi gradi di della seconda micron di setacciatura è Fresh Headies sempre potente ma di qualità notevolmente inferiore alla prima. È più verde e sa più di clorofilla. Dopo le prime due setacciature, il materiale può essere filtrato una terza volta, fino a 10 minuti e il prodotto ottenuto può essere ingerito o utilizzato per altri scopi esterni, oppure può essere purificato ulteriormente. Quando si setaccia a mano, sono importanti sia la delicatezza, sia il setaccio più indicato, ma anche il mantenimento delle condizioni ambientali adeguate. È facile sperimentare, non costa molto ed è divertente, quindi anche i novizi possono studiare come ottenere kief di prima qualità senza troppi sbattimenti.

Alcuni grinder hanno uno scomparto extra per raccogliere il kief. Foto: Wacky Willy’s

Una volta utilizzato il grinder per le cime, o le foglie, strofinate delicatamente il tutto contro il setaccio. La delicatezza vi permette di ridurre al minimo la quantità di materiale vegetale che passa attraverso il setaccio e di mantenere intatte più ghiandole. Il primo materiale che passa è il kief più puro e potente. A volte gli esperti usano vari setacci da grossolani a fini. Per il primo passaggio, usano una rete con meno di 100 fili per 25,4 mm. Questa prima setacciatura ripulisce il grosso della materia vegetale. Il materiale setacciato

Anche se non è il vostro prodotto prediletto, il kief è così economico e facile da setacciare in piccole quantità, che tutti dovrebbero provare. Per chi ne apprezza il sapore puro o altri utilizzi e vuole quindi produrre quantità superiori, una macchina a tamburo o un setacciatore industriale potrebbero essere un investimento valido. Ci sono molti setacci per kief in vendita, spesso commercializzati come setacciatori per polline.

Setacciatura a macchina

Se avete molte foglie e potatura che vorreste lavorare per ottenere kief, la setacciatura potrebbe rivelarsi presto stancante e poco efficace. Non sareste i primi a pensarlo. Per una produzione più abbondante di kief, delle semplici macchine a tamburo facilitano gran parte del compito automatizzandolo. Inoltre, di solito raccolgono una percentuale più elevata di ghiandole dalla pianta rispetto a quanto non avvenga con la setacciatura a mano.


WHAT’S YOUR FAVORITE? SHATTER, WAX, CO2 OIL, KIEF, WATER HASH… NEW! BEYOND BUDS ED ROSENTHAL’S NEW BOOK PROVIDES THE INFORMATION YOU NEED TO MAKE AND ENJOY THESE AMAZING PRODUCTS t Full-color photos of award-winning concentrates

English and German editions available!

t Features the best gear to use – from hobby to professional equipment

MARIJUANA GROWER’S HANDBOOK INCREASE YIELD AND QUALITY. SEE THE NEWEST METHODS AND EQUIPMENT THAT SAVE TIME AND ENERGY. Ed Rosenthals Marijuana Growers Handbuch: Jetzt auch auf Deutsch erhältlich!

PROTECT YOUR PLANTS

Das Buch vom besten Lehrer, den ihr euch vorstellen könnt, dem Growtitan Ed Rosenthal aus den USA. Seit Jahrzehnten bekannt durch zahlreiche Publikationen zum Thema Cannabis - jetzt ist sein neuestes Werk auch auf Deutsch erhältlich. Zugreifen!

GROW WITH THE BEST

MARIJUANA MARIJUANA PEST & DISEASE GARDEN SAVER CONTROL Troubleshoot

NOW AVAILABLE IN EUROPE!

Save your garden with safe solutions for you and the environment. Full color, over 100 photos.

problems quickly

“JUST SAY NO TO PESTS” KMC Trading B.V. kmctrading.com SENSI SEEDS sensiseeds.com

GROW IN AG grow-in-berlin.com

Amsterdam Seed Center amsterdamseedcenter.com

NACHTSCHATTEN VERLAG nachtschatten.ch

AMAZON.COM amazon.com/books

VISIT ED ONLINE:

edrosenthal.com


39

SULLE MONTAGNE DELLA REGIONE DELL’HINDU KUSH, I PRODUTTORI DI HASHISH PER TRADIZIONE HANNO SEMPRE ATTESO IL FREDDO E IL CLIMA SECCO PER SETACCIARE IL LORO KIEF Il Pollinator gira in modo simile a una lavatrice con carica frontale. La marijuana gira contro un filtro e le ghiandole cadono attraverso il fondo della macchina per essere raccolte. Foto: Pollinator

ȏ ȏ ȏ ȏ

6HFFKLR GD OLWUL $UHD SXOLWD H GLVLQIHWWDWD OXQJD DOPHQR FP $UQHVH SHU OD UDFFROWD FRPH XQ UDVFKLHWWR LQ SODVWLFD *KLDFFLR VHFFR NJ LQ SLFFROL SH]]L

Metodo La setacciatura a mano con ghiaccio secco utilizza la temperatura di -76°C del ghiaccio secco per congelare i gambi cerosi dei tricomi, rendendoli abbastanza friabili da poter essere staccati meccanicamente durante lo scuotimento. Le ghiandole che si staccano cado non poi attraverso i sacchetti da 160 o 220 micron su una superficie e vengono raccolte. Prima di tutto, scegliete un’area indoor pulita e disinfettata con un tavolo pulito come piano di lavoro. Le condizioni igieniche sono importanti. Non devono esserci peli di cane o altri contaminanti nel prodotto finale. Preparate un tavolo grande nella stanza pulita e copritelo con della carta da forno. Mettete il prodotto della potatura o le cime passate nel grinder nel secchio. Aggiungete ghiaccio secco. Attaccate bene il sacchetto da 160 micron sul profilo del secchio utilizzando nastro di gomma largo, in modo tale che quando capovolgete il secchio, il ghiaccio secco e la potatura cadono sul setaccio.

Il Pollinator

Il Pollinator è la macchina a tamburo originale sviluppata da Mila Jansen, una cultrice dell’hashish olandese vissuta per anni nella regione dell’Hindu Kush. Mila ha trascorso il tempo setacciando a mano il kief in un clima freddo. Fortunatamente per il resto di noi, Mila è un’innovatrice. Una sera, dopo una lunga e impegnativa giornata di setacciatura, Mila era a casa e stava facendo la lavatrice, quando l’asciugatrice ha attirato la sua attenzione. In un attimo, ha capito che l’asciugatrice faceva quello che lei aveva fatto tutto il giorno! Poco dopo, ha inventato una macchina a tamburo elettrica per uso personale. È stato qualche anno prima che si rendesse conto che questa macchina poteva essere commercializzata, ma quando finalmente l’ha capito, ne è nato il Pollinator. Il Pollinator è disponibile in varie dimensioni per rispondere a esigenze di tipo diverso. Dovete semplicemente posizionare il materiale all’interno e accendere. Questo apparecchio lo muove delicatamente contro un filtro a maglia sottile, di circa 130 fili per 25,4 mm. La quantità di tempo in cui rimane acceso determina la qualità del kief che viene raccolto. La società Pollinator vende inoltre dispositivi per pressare e ottenere hashish ad acqua (Ice-O-Lator).

Ghiaccio secco — Il metodo manuale

Forse il modo più economico e semplice per concentrare i cannabinoidi è anche uno dei più nuovi. Dal 2009, i produttori di hashish si rivolgono al ghiaccio secco, che non è altro che anidride carbonica congelata, per ottenere una quantità incredibile di kief. Il ghiaccio secco è il modo più rapido per trasformare i rifiuti in oro. La setacciatura manuale con ghiaccio secco è davvero economica da predisporre, permette di non creare confusione e di non dover pulire troppo e non richiede elementi chimici esplosivi, come il BHO, oppure apparecchiature costose. Il mio concentrato preferito è One-Minute Dry Ice Kief. È molto delicato e contiene molti terpeni, perché è fatto a freddo e non miscelato, neanche con acqua, il che permette di conservare i terpeni. Ha poca vegetazione, quindi s’inala solo il prodotto delle ghiandole. Materiale ȏ &DQQDELV JUDPPL SRWDWXUD HVVLFFDWD R IUHVFD FRQJHODWD ȏ %XEEOH %DJV VDFFKHWWL %XEEOH GD H PLFURQ

Raccogliete il secchio e scuotete delicatamente per contribuire a distribuire meglio il freddo. Dopo un minuto, capovolgete il secchio e tenetelo sulla carta da forno. Il ghiaccio secco e la potatura cadono così sul fondo del sacchetto. Scuotete delicatamente il ghiaccio secco e il materiale potato su e giù, muovendoli longitudinalmente lungo la superficie del tavolo, in modo tale che il kief che cade crei una scia lunga due-tre metri. Mentre lo fate, la polvere di kief cadrà dal sacchetto sulla carta, nel mezzo della nebbia che si crea per l’evaporazione dell’anidride carbonica. Continuate a scuotere per 30 secondi per setacciare i tricomi attraverso il filtro. Noterete che le prime ghiandole sono di color giallo-oro pallido e man mano che il processo continua, la scia di ghiandole diventa più verde, per la maggior presenza di materiale vegetale nella miscela. Il primo materiale a cadere, le ghiandole dorate, sono quelle di qualità superiore. Utilizzate un raschietto per raccogliere il kief, che dovrebbe avere una fragranza fenomenale e conservatelo in un barattolo pulito in vetro. Ripetete il processo utilizzando un sacchetto da 220 micron e raccogliete il kief. 28 grammi circa di potatura essiccata permette di ottenere circa 4 grammi di kief con 160 micron e altri 6 grammi di qualità inferiore con i 220 micron. Consigli ȏ Ζ O NLHI VHWDFFLDWR FRQ JKLDFFLR VHFFR PDQGD SROYHUH GȇHUED GDSSHUWXWWR a meno che non si tenga il fondo del secchio, dove si trova il setaccio, vicino alla superficie del tavolo. ȏ (YLWDWH GL ODYRUDUH LQ DUHH GRYH SDVVD DULD ȏ 8 WLOL]]DWH SH]]HWWLQL SL» VRWWLOL GL JKLDFFLR VHFFR H PHQR VFXRWLPHQWR SHU ottenere kief più puro. ȏ 8 VDWH VDFFKHWWL FRQ UHWH LQ Q\ORQ GL TXDOLW¢ Ζ VDFFKHWWL FRQ UHWH LQ SODVWLFD si rovinano a contatto con il freddo brutale del ghiaccio secco. ȏ 6 H SUHSDUDWH LO YRVWUR DSSDUHFFKLR XWLOL]]DWH XQD PDJOLD LQ DFFLDLR LQRVVLdabile e non il nylon. Il nylon si logora e si rovina se congelato a contatto con il ghiaccio secco. L’acciaio inossidabile dura per sempre. ȏ 3 RWHWH XVDUH PDWHULDOH SRWDWR HVVLFFDWR R IUHVFR FRQJHODWR (QWUDPEL UHQdono bene a livello di kief e quello fresco congelato contiene più terpeni.


40

Rimettete il cono nell’estrattore varie volte per ottenere hashish in due-tre minuti. Nel terzo ciclo, l’hashish è davvero verde e non è più buono da fumare. Può essere usato per ulteriori estrazioni e come prodotto da cucinare. Dopo aver fatto andare il tutto 10 minuti, quasi tutte le ghiandole saranno state tolte.

La macchina da estrazione Contraption congela i tricomi sulla pianta, li fa staccare, li filtra e poi li raccoglie. Se si aggiunge la Reflux Tower, si può distillare il vapore e quindi si può distillare alcol di prima qualità da una serie di prodotti diversi, il che offre ai produttori di oli varie possibilità a livello di sapore/gusto. Questo alcol può essere utilizzato per lavare le cere e gli oli più pesanti per ottenere un estratto più puro. Foto: Friendly Farms

Questo metodo estrae il THC dal 3% delle foglie per creare un 30% di kief. Rende fra 60 e 112 grammi di kief ogni 450 grammi circa di materiale. Si pulisce facilmente, poiché il ghiaccio secco evapora nell’aria e non lascia nulla. Di solito basta una passata con un panno. Se siete comodi, estraete il kief in serra o in una stanza di coltura durante il periodo di luce. Le piante utilizzeranno la CO2 che evapora. Il dispositivo da estrazione Contraption è abbinato a un apparecchio che utilizza solvente di alcol di cereali per creare prodotti più raffinati.

Assortimento di hashish ottenuto con setacciatura a secco e Bubble Hash. Foto: Ed Rosenthal

Ghiaccio secco — Il metodo a macchina

Per passare a una scala più ampia, Friendly Farms in California produce una macchina per estrazione portatile per setacciare cannabis con ghiaccio secco. Materiale ȏ NJ GL PDWHULDOH SRWDWR IUHVFR R YDUL JUDPPL GL PDWHULDOH HVVLFFDWR ȏ &RQR GD HVWUD]LRQH &RQWUDSWLRQ FRQ VXSSRUWR ȏ 0LVFHODWRUH HOHWWULFR SRUWDWLOH SHU FHPHQWR ȏ NJ GL JKLDFFLR VHFFR ȏ 3HURVVLGR GȇLGURJHQR ȏ *XDQWL UHVLVWHQWL DO IUHGGR Metodo Questo metodo è estremamente semplice. Riempite il miscelatore con 1 kg di cime, foglie e materiale di potatura e 4,5 kg di cubetti o piccoli pezzi di ghiaccio secco. Fissate il cono da estrazione Contraption con il supporto. Girate e inclinate il miscelatore in modo tale che il cono sia rivolto verso il basso. L’apparecchio girerà, miscelando il ghiaccio secco e il materiale della potatura. Lo strumento per l’estrazione Contraption è dotato di filtri da 75 a 150 micron per far passare le ghiandole e trattenere tutto il resto. Dopo un minuto, spegnete il miscelatore. Rimuovete il cassettino e apritelo. La polvere fine all’interno potrebbe essere il kief più puro che abbiate mai ottenuto. Questo è il famoso One-Minute Dry Ice Kief. Non contiene quasi parti vegetali, solo ghiandole pure. È di color giallo chiaro. Rimuovete il kief appena estratto.

Consigli ȏ $ VHFRQGD GHOOD YDULHW¢ LO NLHI DYU¢ XQD IUDJUDQ]D XQ VDSRUH XQ JXVWR H un colore diversi. ȏ 4 XHVWR PHWRGR IXQ]LRQD FRQ OD SRWDWXUD VHFFD PD PHJOLR FRQ OH IRJOLH fresche. ȏ / D UHVD H OD TXDOLW¢ VRQR LQYHUVDPHQWH SURSRU]LRQDOL 8Q PLQRU VFXRWLmento e una maglia più fitta permettono di ottenere il kief più puro, ma una resa minore. Abbondante scuotimento e una maglia più larga permettono di ottenere una maggior resa, ma il kief ottenuto ha più impurità ed è meno potente. Questo è un brano tratto dal nuovo libro di Ed Rosenthal Beyond Buds, il primo a trattare il passaggio dalle cime ai concentrati per vaporizzatori e dabbing, come shatter, cera, budder e olio. Guida del fai da te per produrre estratti di butano e CO2, come anche kief, hashish, tinture, topici e prodotti commestibili, Beyond Buds contiene foto a colori di concentrati che hanno vinto vari riconoscimenti e mette in evidenza i migliori prodotti, di base fino a quelli professionali. Beyond Buds è ora disponibile: ordinate la vostra copia online su http://quicktrading.com/ o http://www.amazon.com/.


Perché?

Perché no?

Per nulla serio

Compra www.seriousseeds.com


EURO CANNABIS

43

UNA COPPA DA DIMENTICARE 6( ,/ &2081( ', $067(5'$0 )$ &+,8'(5( , %$77(17, $//$ &$11$%,6 &83 C'era una volta l'Olanda tollerante, l'Olanda campionessa delle libertà individuali e dei diritti civili, fiera pioniera nella ricerca e baluardo verde in un'Europa grigia. C'era ed ora probabilmente non c'è più, o comunque non è più la stessa di un tempo. Questa è la breve storia di come, dopo 27 anni, la storica Cannabis Cup di Amsterdam sia stata (di fatto) cancellata a causa della cavillosità della burocrazia olandese e del compromesso di Giovanna Dark politico che – evidentemente – anche nei civilissimi Paesi del nord, è duro a morire. La Cannabis Cup di Amsterdam la conoscono tutti. Ideata e voluta dal patron della rivista americana High Times Steven Hagar, con 27 anni sul groppone è la più longeva manifestazione in cui vengono presentate e premiate le migliori varietà al mondo di derivati della canapa. Ogni terza settimana di novembre dal 1987, esperti ed appassionati da tutto il mondo si sono ritrovati in quella che è da sempre stata venduta come la città più “pot-friendly” del mondo. Dire che l'edizione 2014 è stata “ricca di novità” è solo un pallido eufemismo. Ma andiamo per ordine. A due giorni dall’inizio della fiera nel luogo prescelto, alcuni fun-

Domenica mattina avviene il colpo di scena: la Cup ha miracolosamente trovato una nuova sede. Si tratta del Melkweg, uno storico

zionari del comune di Amsterdam si sarebbero accorti di “irregolarità” nella presentazione della domanda ed hanno deciso, 48 ore prima, di non concedere il via libera alla manifestazione. E chi se ne frega dei pass e dei biglietti venduti da mesi a migliaia di persone giunte da mezzo mondo. Una scena purtroppo già vista qui da noi, in Italia, con la quinta edizione di Cannabis Tipo Forte: costretta a vagabondare per tutto lo stivale dopo essere stata cacciata da Bologna, senza poter ricevere asilo. Succedeva cinque anni fa, stesso identico copione. Anche quelli di High Times non dovevano essere del tutto sconosciuti all’amministrazione comunale: avendo presentato per ben 26 anni di fila la stessa domanda, quella domanda misteriosamente, e senza appello, oggi cassata. Come si fa allora? Migliaia di persone, soprattutto quelli volati da oltreoceano, che hanno pagato anche 250 dollari per un pass, aspettavano una risposta e mentre in rete cominciava a montare il malcontento di avventori e giurati, due locali si sono allora fatti avanti per ospitare la fiera, ormai clandestina, ma entrambi hanno cambiato idea poco dopo che l'ufficio del sindaco Eberhard van der Laan li aveva contattati minacciando di sospendere loro la licenza, qualora avessero dato asilo all’evento.

spazio socio-culturale nel cuore di Amsterdam, che si è detto disposto ad ospitare la fiera. Fino ad oggi – ed ogni anno sempre più mal volentieri – il locale aveva accolto solo la serata conclusiva della Cup ma per venire incontro all’emergenza, hanno deciso in questo caso di fare un’eccezione ed aprire le porte già dalla domenica.


44 La tarantella tra il comune di Amsterdam e gli organizzatori della Cup non finiva però qui: la carovana di High Times non ha fatto in tempo a stringere le ultime viti dei tavoli per gli espositori, che si ritrova spiegata in forze la polizia alle porte del Melkweg, pronta a sgomberare. Il motivo? C'erano fondati sospetti che all'interno della manifestazione venissero infrante le leggi che regolano l'uso personale di cannabis in Olanda. L’ordinanza del sindaco imponeva infatti di terminare immediatamente la manifestazione e gli agenti avevano espressamente ordine di arrestare tutti i presenti, qualora si fossero rifiutati di obbedire e sgomberare l'area. A questo punto il mistero si è infittito e le accuse tra le parti sono volate tra internet, carte bollate e dichiarazioni a mezzo stampa: il locale dava la colpa ad High Times, High Times accusava il sindaco, il sindaco se la prendeva con il Melkweg. In mezzo il pubblico, le migliaia di persone paganti che non ci capivano più niente. E stavolta non certo per colpa del THC. La prima giornata – quella della domenica 23 – si è quindi conclusa nell'incertezza. Le successive si sarebbero poi svolte al Melkweg ma senza fiera e, ovviamente, senza sognarsi di accendere un joint: praticamente una fiera della canapa senza canapa (e senza fiera), qualche seminario semi-deserto, partecipanti e giurati stipati nei coffeeshop con il perenne terrore di subire una perquisizione a sorpresa. Stando a quanto affermato dalle fonti istituzionali, le ragioni di questo spropositato accanimento contro la Cannabis Cup sono da ricercare in ben 2 effrazioni commesse durante l'edizione precedente: due partecipanti sono stati trovati in possesso di, rispettivamente, 45 e 65 grammi di marijuana. Ad Amsterdam è consentito detenere non più di 5 grammi di erba e così il sindaco aveva agito duramente, comminando al Roest – il locale che storicamente ospitava la manifestazione – una multa di 2000 euro. Questo precedente ha spinto tutti gli altri locali partner della Cup a preoccuparsi: come è possibile assicurare che nessuno tra le migliaia di partecipanti all'evento non avrebbe avuto addosso più di 5 grammi di marijuana? Logico e prevedibile che le defezioni non si sarebbero contate solo sulle dita di una mano. Paventando il ritiro della licenza a quanti avessero operato “fuori dai confini della legge”, il sindaco ha quindi tolto il tappeto sotto ai piedi del team di High Times e reso impossibile il normale svolgimento della manifestazione. Stando a quanto afferma sul suo blog il celebre avvocato dei coffe-

shop, Maurice Veldman, cacciare la Cup da Amsterdam cercando di boicottarla è parte dell’accordo di governo stile grosse Koalition che anche in Olanda è uscito dalle urne. Il sindaco laburista (“centrosinistra” - le virgolette sono volute N.d.A.) van der Laan, per evitare ad Amsterdam la morte certa a causa del Wietpas – il provvedimento che impedisce ai turisti di acquistare cannabis nei coffee-shop olandesi e che ha causato una catastrofe per l’ordine pubblico in piccoli centri di frontiera come Maastricht e Breda –, avrebbe dovuto concedere in cambio, al ministro della giustizia liberale (“centrodestra”) Ivo Opstelten la chiusura di circa un terzo dei coffeeshop della capitale e di tutte quelle attività che promuovono la cultura della cannabis. Non è infatti la prima notizia di questo tipo che ci giunge da Amsterdam. All'inizio dello scorso giugno, è stato aperto in città il primissimo negozio dedicato esclusivamente alla vendita di prodotti basati sul cannabinoide

“buono” della cannabis. Un “dispensario”, stando alla definizione che gli ideatori stessi hanno voluto dare, in cui poter trovare oli, alimenti, creme e cosmetici contenenti CBD, e tutta una serie di articoli derivati da canapa a bassissimo contenuto di THC. Il negozio di stava nel cuore del Red Light District e si presentava come il primo vero e proprio punto vendita di canapa medica in Europa: una grande croce blu, la scritta Medical Marijuana Store sulla vetrina. Certo uno strillone ad uso e consumo soprattutto dei turisti, che però ha da subito attirato l'attenzione anche degli olandesi. All'interno del “dispensario” era possibile trovare un po' di tutto: gocce di CBD, chewing-gum al CBD, capsule di CBD, semi di cannabis ad alto contenuto di CBD e una discreta varietà olio di CBD – il più quotato dei quali era una miscela con il livello di CBD al 2,6%. Un business perfettamente legale dal momento che le istruzioni europee, in merito alla canapa industriale e ai suoi derivati, hanno etichettato come “vendibili” tutti i prodotti che non superano lo 0,2% di THC, permettendo così il commercio di prodotti basati invece sul CBD. Eppure un giorno, tra i clienti, appare un burocrate del ministero che afferma come la vendita dei prodotti all'interno del dispensario non sia ammissibile: lo 0,2% di THC presente negli oli, nei cosmetici e nei semi invalida la cosiddetta “funzione medica”. Una “visita di cortesia”, se così la possiamo chiamare, che ad oggi non ha prodotto nessun documento ufficiale ma che è riuscita nell'intento di spaventare i negozianti: poche settimane dopo il primo CBD shop europeo chiudeva i battenti, complice anche il silenzio della stampa olandese. Negli ultimi 10 anni, a coadiuvare la Regina, si sono succeduti solo ed esclusivamente governi di destra che, ça va sans dire, hanno perorato le cause più conservatrici. Stando a quanto ci rendono le cronache, le politiche nazionali dei Paesi Bassi stanno lentamente uccidendo quel cannabusiness che proprio qui ha avuto i suoi natali. Un paradosso che si evidenza perfettamente nelle vicende della cannabis Cup e del CBD shop, e che non potrebbe essere spiegato altrimenti se non come una clamorosa marcia indietro in materia di diritti civili e libertà individuali. Così come i titolari dei coffeeshop, anche i tenutari del CBD shop hanno preferito abbozzare ed evitare procedimenti legali: vuoi perché magari a volte il gioco non vale la candela ma anche perché in Olanda il senso della legalità è qualcosa che ancora vale. Per gli olandesi le leggi vanno rispettate, e non importa che – in questo caso – queste siano leggi che, pur autorizzando la produzione di canapa a scopi terapeutici ed industriali, sono volutamente sibilline su quale sia la sottile linea tra quello che si può vendere

come prodotto a base medical cannabis e quelli che invece sono prodotti a bassissimo contenuto di THC. Non a caso, il Parlamento olandese è in questi mesi all'opera per votare la messa al bando dei prodotti per la coltivazione, approverà poi presto– stando all'agenda ufficiale – il celebre “taglio del Thc” che farà sparire più della metà della marijuana dai coffeeshop e, più in generale, i liberali sono sempre al lavoro per pensare a qualche nuovo, creativo, divieto che in teoria vieta ma in pratica no. In 27 anni di Cannabis Cup non si ricordano incidenti tali da poter giustificare il teatrino andato in scena negli ultimi giorni mentre, ad esempio, l’ADE (Amsterdam Dance Event) il più grande festival cittadino di musica elettronica al mondo, vanto dell’amministrazione comunale, quest’anno è stato funestato da ben 5 decessi per droga. A nessuno verrebbe mai in mente di vietare l’ADE ma la Cannabis Cup è altra cosa: l’esperimento di tolleranza sulla cannabis aveva un tempo una solida base politica che oggi in Olanda purtroppo non esiste più. In una società rigidamente proporzionale come quella dei Paesi Bassi, perdere consensi significa perdere terreno e posizioni. Il denaro ed il colorato conformismo – spacciato per creatività – dei nuovi freelance hanno sostituito le controculture ribelli di una volta, stravolgendo di conseguenza l’agenda delle priorità. “Così – spiega egregiamente Massimiliano Sfregola sul blog de Il Fatto Quotidiano – i 5 ragazzi morti durante il mega evento dance diventano un momento triste ma in fondo tollerabile, mentre un evento sostanzialmente tranquillo come la Cannabis Cup finisce per diventare un’adunata sediziosa che le autorità devono reprimere a tutti i costi, pur negando di aver esercitato pressioni, ovviamente per non intaccare il prodotto “Amsterdam città della tolleranza” venduto con successo a mezzo mondo”. Questo è quindi il vento che tira oggi in Olanda. Uno dei paesi del nord europa che ormai da un decennio è ostaggio di destre conservatrici, impegnate a far scorrere all'indietro l'orologio della storia e a ritirare mano a mano le enormi conquiste civile ottenute negli anni dal Paese della Regina. Ed è davvero paradossale che, mentre nel resto del mondo il discorso pubblico sulla cannabis evolve velocemente e abbandona sempre di più il tabù a cui è stato relegato, sia proprio la tollerante e liberalissima Olanda a mettere degli astrusi paletti, nell'evidente tentativo di fare marcia indietro.


46

CATA DINAFEM

IL GUSTO DELLA CANNABIS Abbiamo visitato Dinafem per una degustazione e abbiamo approfittato dell’occasione per prendere alcuni appunti J. Searcher organolettici sull’ampia collezione, che rappresenta le famiglie di sapori principali della cannabis. Come nelle degustazioni professionali di svariati prodotti, anche la cannabis può essere degustata approfonditamente, poiché è una delle piante con una maggior quantità di terpeni al mondo, per cui si possono individuare molte più sfumature di sapore che in formaggio, olio, tabacco, whisky o vino.

TERPENI

I terpeni hanno una grandissima importanza nella degustazione della cannabis. Prima di tutto, i terpeni determinano il sapore di un’erba, composto da odore e sapore. A conti fatti, questi due elementi sono lo stesso terpene, percepito dapprima dall’apparato olfattivo e poi da quello del gusto. Per questo motivo, odore e sapore sono fortemente connessi. D’altro canto, è sempre più evidente l’influenza dei terpeni nella modulazione della psicoattività dei cannabinoidi, per cui finirebbero col far parte dell’effetto, aspetto che comincia a essere dimostrato da vari studi scientifici e che fa pensare sempre di più un maggior numero di coltivatori e selezionatori esperti. Nella cannabis ci sono oltre cento terpeni: alcuni, come il cariofillene, mircene e pinene, sono presenti sempre, mentre altri solo a volte. Parleremo ora di alcuni dei più comuni. Cariofillene: apporta sfumature speziate, soprattutto di pepe nero e legni nobili, sebbene siano presenti anche altri odori, come basilisco, origano o cinnamomo. Ha un effetto sul sistema endocannabinoide e ha effetti antiinfiammatori. È così presente nella cannabis, che è quello che fiutano i cani antidroga.

Pineno: fortemente presente nella resina di pino, anche in altri odori espettoranti, come l’eucalipto. Migliora la broncodilatazione. È comune nelle varietà Skunk, con il suo tipico effetto espettorante. Sembra che migliori la memoria e la concentrazione. Linalolo: tipico nella lavanda e nel timo, apporta modulazioni fiorite e

Terpineolo: sapore fiorito, con presenza di lilla. Rilassa il corpo, calma e aiuta a conciliare il sonno. Ce ne sono molti altri, come Borneolo, Eucaliptolo, Citronellolo y A-terpineolo e superano persino il centinaio.

SAPORE

Original

Con un cromatografo a gas possiamo fare un’analisi dei terpeni, anche se alcuni possono coprirne altri nella percezione gustativa finale, per cui il palato di un esperto è lo strumento più raffinato di cui dispone, per valutare l’esperienza finale che si ha nel consumare una varietà o l’altra. Possiamo distinguere quattro sapori di base: dolce, salato, amaro e acido. Tutti questi sapori hanno varie sfumature.

Amnesia

Dolce: miele, caramello, marmellata, melassa, marzapane, cheese cake o confettura di frutta. Erbaceo: erba fresca, erba secca o bambù. Fiorito: generico, come fiori selvatici, ma anche più specifico, come violetta, lavanda o timo. Fruttato: grande varietà di classificazioni, poiché abbiamo arancia, ananas, mela verde, fragola, ciliegia o uve scure. Frutti di bosco: vari tipi di bacche, come mirtillo, mora, ribes o bacche di sambuco. Agrumato: mandarino, arancia, pompelmo o limone. Terroso e legnoso: terra umida, muschio, segatura, pino, eucalipto o legni nobili. Speziato e aromatico: incenso, incenso dolce, canfora, prezzemolo, finocchio, pepe nero, pepe verde, zenzero, chiodi di garofano, zafferano, spezie orientali, noce moscata, caffè, cioccolato fondente, cannella, liquirizia o menta. Animale: odori pungenti come muschio, cuoio, pesce, cane, ammoniaca o la famosa puzzola/Skunk, vista la sua intensità. Latticino: latticello, burro, crema, formaggio cremoso, gorgonzola, formaggio stagionato, formaggio stantio. Chimico o minerale: plastica, trementina, sapone, detergente per pavimenti al profumo di pino, benzina, gasolio, ossido di ferro o metallico.

Blue Cheese

Blue Ku

sh

Wido

Blue

Crit ical

w

Cheese Cri

Mircene: ha l’odore di chiodo di garofano e legni nobili, ma anche toni fruttati, soprattutto mango e luppolo. Sono note le sue proprietà sedative, rilassa i muscoli e ha un effetto molto pesante. Limoneno: responsabile dei sapori agrumati. Porta all’effetto più cerebrale e lo incrementa, accelerando corpo e mente. Effetti antidepressivi e proprietà antifungiche, antibatteriche e anticancerogene.

fresche. Effetto ansiolitico, rilassante e sedativo, contribuisce a conciliare il sonno.

Deep C h

t ica

l+

eese

LE FAMIGLIE DI VARIETÀ

K

Moby D

ick

N-C ush-

e hees

Nel catalogo Dinafem possiamo trovare le famiglie principali di varietà della cannabis, per cui abbiamo a disposizione un’ampia gamma di sapori fra cui scegliere. Famiglia White Widow: un sapore agrodolce, fra il terroso e il miele, con note di muschio, aglio e cipolla e un leggero accento di base agrumato. Si può trovare quello classico nella White Widow e nella White Widow Autoflowering, mentre l’aggiunta di


47 varie piante di discendenza Skunk rafforza vari aspetti legati all’aroma, pungente nella White Cheese Autoflowering, mieloso e fruttato nella White Siberian. La Shark Attack e la Shark Shock CBD sfociano molto più nel terroso, nel profondo e resinoso. Dicono che la varietà Widow sia fortemente influenzata da una pianta parente indiana e in effetti al provare la Shark Attack, sembra quasi di fumare il muschio di Varanasi, la mitica città dei morti, sacra agli induisti. Famiglia Critical: presenza del calore della Skunk, dove si uniscono i toni fruttati e fioriti ai tratti alcolici, come di colonia a basso prezzo. L’aroma più puro e skunky è quello della Critical+ 2.0 e della Critical+ 2.0 Autoflowering. Critical+, Critical+ Autoflowering e Critical Mass CBD apportano toni più dolci. L’unione con altre famiglie dà luogo ad altre sfumature, come quella astringente della Critical Kush, dolce d’incenso della Critical Jack e della Critical Jack Autoflowering e la puzza Skunk nella Critical Cheese e nella Critical Cheese Autoflowering. Famiglia Cheese: seconda famiglia Skunk di Dinafem, dove l’aroma è più pungente e a latticino, con toni rancidi e concentrati di formaggio stagionato che arrivano subito al naso, richiamando l’attenzione. Questo concetto si può ritrovare molto chiaramente in varietà come Cheese, Cheese Autoflowering e soprattutto Deep Cheese. Il tocco acre si rafforza negli ibridi come la Kush-N-Cheese o la White Cheese Autoflowering. Un’altra possibilità è addolcirlo e renderlo più mieloso e fruttato, come nella Blue Cheese, nella Blue Cheese Autoflowering, nella Critical Cheese o nella Critical Cheese Autoflowering. Altre varietà fruttate: il lato fruttato lascia il segno in altre varietà di Dinafem, con ogni tipo di sfumatura, dal pompelmo all’arancia, passando dalla pesca, dal melone o in varietà come Fruit Autoflowering, Industrial Plant, Power Kush, Sweet Deep Grapefruit o California Hash Plant.

d’incenso di Blue Kush, Blue Thai o Blue Amnesia Auto.

Og Kus

h

Og Kush Auto

Power K

ush

Swe

White W

idow Au

toflower

e et D

rap ep G

it efru

ing

Haze 2.0 Autoflowering

Famiglia Blueberry: questo leggendario gruppo di piante è caratterizzato da un aroma in cui predominano i frutti di bosco, le bacche rosse e toni dolci e terrosi. Questa palette di aromi si fonde alla perfezione in ibridi come Blue Widow, Blue Critical Auto e Blue Hash, dove si rafforza

il carattere amabile e fruttato della varietà, che ne rende più denso il fumo. Nella Blue Cheese e nella Blue Cheese Autoflowering ci sono i mirtilli, con una presenza piccante, rancida e un retrogusto lattico. Il lato dei sapori più forti continua con gli astringenti, i legnosi, gli agri o quelli

Famiglia Haze: aromi complessi fra pino e incenso, con tocchi dolci e fruttati in alcuni ibridi. Altri aromi abituali sono pepe nero, fegato fritto, mischio, legno di cedro e limone. Il pino, con evocazioni di altri legni resinosi e pepe nero, si può trovare in Santa Sativa, Moby Dick, Moby Dick Autoflowering e Moby Dick#2. La Royale Haze è l’influenza più chiara dell’incenso, dei legni nobili e delle specie piccanti, concetto presente anche in Super Silver, Haze 2.0 Autoflowering, Haze Autoflowering, anche se con più sfumature, dovute all’influenza Skunk. La Original Amnesia e la Original Amnesia Autoflowering sono già incenso dolce. In Original Strawberry Cough, Critical Jack e Critical Jack Autoflowering, l’Haze è nascosto da toni più dolci e fruttati. Famiglia Diesel: regno di sapori complessi come i terrosi, gli agri, la benzina, il gasolio o i detersivi per pavimento al profumo di pino. Le varietà più legate agli oli pesanti e ai combustibili agri, al lime e al limone, che può persino tendere al mandarino, sono Diesel, Dinachem e Dinamex. La Bubba Kush è arida e forte, con toni di petrolio e dettagli di caffè e muschio. La OG Kush tende di più al detersivo da pavimento al profumo di pino, con un lato fiorito, balsamico e critico. Nella Kush-NCheese predomina la Cheese a livello di aroma, con note di detersivo al profumo di pino in sottofondo. La Blue Kush offre una miscela di fruttato e balsamico, con accenti agrumati.

CONCLUSIONI

Sia l’analisi dei terpeni, che l’aroma degli esperti, confermano che la degustazione della cannabis è un percorso pieno di sfumature e sorprese, che passa da un’ampia gamma e di odori e sapori. In questo articolo, abbiamo riassunto le caratteristiche più precise delle famiglie principali di varietà, ma solo la vostra attenzione e aroma possono darti le informazioni definitive. Educa il palato!


L’INCONTRO

49

CANNATONIC E JUANITA: LA VERA STORIA Dopo il trionfo della Cannatonic alla High Times Cannabis Cup del 2008 ha iniziato a girare voce che questa varietà fosse il risultato di una femminilizzazione della “Juanita la Lagrimosa” di Reggae Seeds. Soft Secrets ha organizzato l’incontro tra Jaime di Resin Seeds e Jimi di Reggae Seeds per chiarire la questione. Te la raccontiamo in una nuova edizione de H. Madera L’incontro, uno spazio riservato ai grandi momenti.

Soft Secrets ha fatto incontrare Jimi e Jaime

selezione di Diesel x Blue Heaven che ho battezzato Kalijah. Della selezione di Diesel x Reina Madre si è incaricato un amico di Maiorca, con il quale da anni mi scambio lavori. Gli ho dato circa 40 semi che lui ha coltivato nel 2005. Mi ha chiamato tutta l’estate per tenermi informato su come andava. Ha selezionato due fenotipi che propendevano più per la Diesel e un altro che aveva in sé l’influenza della Reina Madre. Quest’ultimo era quello che risaltava di più. È venuto poi a farmi visita in aereo da Maiorca e mi ha portato le talee dentro i calzini. Mi ha anche portato dei campioni essiccati da fumare; allora la marijuana la chiamava Juanita e l’hashish resina, così era solito dire: “fattene una di Juanita” o “fattene una di resina”. Alla fine stavamo fumando e le cime erano così resinose che ho

L’EPOCA DIESEL DI JIMI

Jimi: “In genere coltivo in indoor. Un amico mi ha portato una Reina Madre assicurandomi che si trattava di una pianta incredibile; all’epoca avevo lo spazio di crescita molto pieno e l’ho messa in quello di fioritura. Poi ho visto crescere la pianta e mi sono reso conto che era una grande genetica. Così ho controllato quali maschi avevo a disposizione. Nella prima Spannabis, nel 2004, avevo conosciuto Soma che ci aveva invitato a fumare la Diesel; il gusto mi aveva entusiasmato e avevo comprato una confezione di semi regolari. Proprio quando volevo impollinare la Reina Madre, avevo le Diesel della confezione in fioritura in indoor; avevo conservato tre maschi e

Jimi alla Copa de Girona 2006, Juanita la Lagrimosa è già campionessa

detto al mio amico che sembrava che piangessero, così mi ha detto che voleva chiamarla “Juanita la Lagrimosa” ed ecco la storia. Ho lavorato un po’ per altre banche dei semi femminizzati, nelle coltivazioni indoor di alcuni amici, ma mi sono reso conto che non faceva per me. Allo stesso tempo continuavo a fare le prove per la mia banca dei semi artigianale, quella che poi avrei chiamato Reggae Seeds.

Jimi alla Copa de Girona 2005, dove vince diversi premi, oltre a presentare al pubblico la sua selezione di Diesel

uno aveva un odore molto speciale, si notava la Diesel. Ho preso il polline e l’ho usato per fecondare diverse piante che avevo in outdoor, tra cui la Reina Madre. Poi ho passato un periodo molto Diesel in cui questa varietà mi piaceva tanto e per un anno è stata quella che ho voluto fumare di più. Era una madre che avevo ottenuto da quella stessa confezione, ora è piuttosto famosa con il nome di mandarina Diesel.”

IL MASCHIO DIESEL

Jimi: “Da quell’impollinazione di diverse piante sono nate varie cose interessanti, così mi sono convinto dell’importanza di un buon maschio. Ho fatto una

Fino ad allora, una delle cose più importanti che avevo imparato era quanto fosse fondamentale il maschio negli incroci. Nella selezione della Kalijah avevo trovato un maschio che risaltava tra quelli che non fiorivano a 18 ore, era ultra-resinoso e aveva un profumo buonissimo. Ho incrociato questo maschio di Kalijah con diversi cloni d’élite. Queste sono state le basi di Reggae Seeds, da cui provengono le varietà che offro attualmente. Tra queste combinazioni, faccio la Dancehall che è un incrocio di “Juanita la Lagrimosa” con il maschio di Kalijah e la Session che è un incrocio della talea originale della Diesel di Soma con il maschio di Kalijah.”

LE BUGIE DI ALEX

Jimi: “Tutto il guaio inizia quando mi dicono che Alex, il genero di Soma, vuole parlarmi. È venuto a casa mia, da subito ho notato che voleva portarmi dalla sua parte, mi chiedeva di fare semi femminizzati per iniziare il progetto di una banca. Io avevo appena finito di lavorare per una banca dei semi femminizzati ed ero


50 Due Diesel coltivate da Jimi nella decorazione della VIII Copa de Girona

molto demotivato al proposito, quindi gli ho detto che non ero interessato. Quel giorno gli ho dato un po’ di “Juanita la Lagrimosa” e si è esaltato, si è portato via alcune cime e poi mi ha chiamato per dirmi che era con Soma e che voleva venire da me. Ha iniziato a farmi pressioni perché voleva che la presentassi a una High Times Cannabis Cup, perché sicuramente avrebbe vinto qualche premio. Mi diceva anche che “Juanita la Lagrimosa” era un nome brutto, che avrei dovuto cambiarlo con uno che suonasse meglio. Gli ho spiegato che io ho il mio ritmo e che non ero pronto per partecipare a una High Times Cannabis Cup. Quello che invece ho fatto è stato dargli il clone di Juanita, perché avevo usato il clone originale della Diesel di Soma nell’incrocio della Session, quindi per questo gli ero grato. Gli ho detto che poteva presentarla per una coppa o usarla per la coltura selettiva, perché penso che questa genetica sia un regalo e bisogna condividerla. Gli ho chiesto solo di dire la verità, che la gente sapesse che qui si lavora e che si stanno ottenendo genetiche di qualità e che il nome originale era “Juanita la Lagrimosa”. Lui mi ha portato alcune talee che diceva essere della sua Mazar e della sua G13 Haze x New York City Diesel; le ho messe a fiorire e alla fine è venuto fuori che la G13 Haze x New York City Diesel era Somango x Mazar e la Mazar era Great White Shark. Un altro giorno è tornato da me per dirmi che voleva semi di Reggae Seeds da mandare in Canada, quindi gli ho venduto 5000 semi che non mi ha ancora pagato, erano 2500 semi di Session e 2500 di Dancehall. Poi ha iniziato a chiamarmi insistendo per vendermi una banca dei semi a 60.000 euro, che si chiamava Resin Seeds, così come un coffee shop che aveva in Olanda. Gli ho risposto che assolutamente non volevo e che gli avevo già detto che non mi interessavano i semi femminizzati e che oltretutto ero già impegnato con Reggae Seeds. Poi è sparito con la talea di “Juanita la Lagrimosa” senza pagarmi i semi e non ho mai più saputo nulla di lui. Mi ero dimenticato di Alex e di tutte le sue bugie, quando ho iniziato a sentire che una banca di Alex aveva vinto in Olanda alla Cannabis Cup. Un giorno leggo Soft Secrets e vedo una foto della pianta vincitrice. La didascalia dice che si chiama Cannatonic, ma dal primo momento penso che sia la “Juanita la Lagrimosa”. Così ne ho parlato con alcune persone, tra cui Hugo.”

JAIME SELEZIONA LA CANNATONIC

Jaime: “Iniziai nel 1988 con una lampada e una confezione di semi che mi ero portato da Amsterdam. Commisi molti errori e imparai sbagliando; all’epoca non c’erano growshop, né libri e nemmeno Internet. Quando abbiamo creato la

banca avevo passato 20 anni a coltivare e quasi altrettanti dietro il bancone di diversi growshop a Barcellona, ma ero ancora molto concentrato sulla coltivazione in sé e sulla fioritura. Avevo provato già molte nuove genetiche e tutto iniziava ad avere meno senso e io mi annoiavo, avevo bisogno di un cambiamento nella mia vita. Oltretutto, da molto tempo avevo nella mia stanza madri delle genetiche di Soma Seeds e TH Seeds, tra altre che avevo selezionato io stesso. Per esempio quella talea originale di Diesel che hanno dato a Jimi veniva dalla mia stanza di madri, perché ero io quello che le curava tutte. Così quando Alex, il genero di Soma, è arrivato con l’idea di fare una banca dei semi, ho pensato che sarebbe stato l’ideale fare una banca incrociando diversi di questi cloni d’élite, ovviamente con il permesso di Soma e di TH Seeds.

Coltivazione di Session

La Cannatonic è stata s elezionata da semi

Allora non ero un esperto di coltura selettiva. Alex mi ha detto che un certo Jimi si sarebbe occupato dei primi incroci e gli ho dato le genetiche. Poi Alex è arrivato con una talea della presunta selezione di Cannatonic (Mk Ultra x G13 Haze) e un sacchetto con 5000 semi che mi ha detto essere dell’incrocio MK Ultra x G13 Haze. All’epoca non mi fidavo molto di lui, per questo Alex ha cercato di vendere Resin Seeds a Jimi, perché all’inizio io non volevo acquistare la sua parte nella banca. Proprio perché non mi fidavo, non ho usato direttamente il clone che mi ha dato per produrre semi femminizzati, ma ho fatto germinare parte dei semi regolari per fare fiorire le piante, insieme al clone che veniva da Jimi. Ho fatto germinare circa 100 semi, da cui ho ottenuto il fenotipo che abbiamo usato per produrre la Cannatonic e un altro fenotipo che poi ho perso. A parte un mio buon amico, Freeman, ha fatto germinare 50 semi da cui sono usciti i fenotipi che abbiamo chiamato “Picantona” e “Dulce Canna”. A quel punto già sospettavo che qualcosa non andasse, perché fumando le selezioni, anche se c’era un tocco di Haze, mi sembrava che fosse presente la New York City Diesel di Soma; Alex lo ha negato.

Per andare alla High Times Cannabis Cup eravamo appena in tempo (avevo ricevuto i semi a maggio), così l’abbiamo coltivata a marce forzate. Non abbiamo quasi avuto il tempo per l’essicazione e la stagionatura. Qualche giudice ha voluto provarla di nuovo proprio per questo. Alla fine abbiamo vinto un premio. In quella coltivazione di Cannatonic che avevo selezionato avevo messo anche il clone della presunta Cannatonic che mi aveva dato Alex. Le prime piante pronte sono state le Cannatonic, a meno di otto settimane. Visto che avevamo poco tempo, le ho raccolte in fretta e stagionate solo per dieci giorni. Quando sono tornato dalla High Times Cannabis Cup, la talea di Alex ormai era pronta. Era la più bella che c’era per le foto, quindi ho scelto lei per la foto che abbiamo pubblicato sulle riviste. Ma se si guarda la rivista High Times di quella coppa, nelle foto delle cime presentate si vede che quella che abbiamo presentato è diversa da quella della foto successiva, perché si trattava della selezione dei semi regolari, non del clone che mi aveva dato Alex. Da questa selezione di semi regolari ho ottenuto il fenotipo che uso per produrre i semi e un altro, la Cannatonic II, che è andato perduto; ho perso anche la talea che mi aveva dato Alex. Così ora conservo il fenotipo che uso per fare la Cannatonic, oltre alla Picantona e alla Dulce Canna, selezionate da Freeman.”

ARRIVANO I PROBLEMI

Jaime: “In quell’estate del 2008 avevamo già attivato tutto il necessario per investire in una banca dei semi, dagli aspetti legali fino alla pubblicità, alla stampa dei cataloghi, ecc. Poi Alex è dovuto andare al Sud per problemi personali, così alla fine gli ho pagato un’importante somma di denaro per la sua parte in Resin Seeds, in cambio mi sarei tenuti i semi prodotti fino a quel momento. Un giorno arriva Hugo e mi dice che gira voce che la Cannatonic è la Juanita la Lagrimosa di Jimi, il selezionatore di Reggae Seeds, e che devo stare attento perché vale molto di più la parola di Jimi di quella di Alex. Poi mi chiama e mi dice che Jimi lo ha invitato alla Barbacup e che non può andare, ma gli ha dato il mio numero perché mi chiami per invitarmi. Vado a questa coppa perché anch’io ho sentito delle voci e voglio sapere la verità. Parlo con Jimi che mi dice di non aver mai lavorato per Alex e mi racconta la versione della storia che ha appena spiegato. Me ne sono andato piuttosto colpito da tutte le

Fioritura di diversi fenotipi di Cannatonic

informazioni che avevo ricevuto. Poi arrivano i problemi con i semi femminizzati, perché io mi ero concentrato sul provare quelli regolari. La gente ha iniziato a lamentarsi perché saltavano fuori maschi ed ermafroditi. Per la verità, in quel momento avevo già investito molti soldi, non solo quelli che avevo dato ad Alex, ma anche per il marketing e la pubblicità sulle riviste. Dopo aver fondato la banca


52 in estate ho vinto un premio alla Cannabis Cup nel giro di tre mesi. Tutte le riviste mi chiamavano e mi incitavano a fare pubblicità di questo fatto. Sono finito nella voragine. Per esempio, solo la stampa di confezioni e cataloghi mi era costata 15.000 euro, perché bisogna stampare molto per ottenere prezzi migliori. Ho dovuto usare le confezioni di Cannatonic stampate con la genetica MK Ultra, perché non avevo più soldi per cambiarle. All’improvviso, ho scoperto che parti del mio lavoro della mia stessa impresa non Foto di Juanita che svela l’inganno di Alex quando viene pubblicata come Cannatonic

CDB Crew, per il quale dopo aver lavorato per oltre 2 anni, insieme a Shantibaba di MrNice Seeds e all’amico Freeman, ora siamo in condizioni di poter offrire alla comunità della cannabis terapeutica semi con CBD e THC al 100% dell’efficacia, tanto per i regolari quanto per i femminizzati, perché la Cannatonic mantiene il rapporto 1:1 di CBD-THC solo nel 50% dei semi femminizzati. Ho commesso molti errori e lo riconosco, ma alla fine ho potuto trasformare ciò che è iniziato come qualcosa di sbagliato in una cosa buona. Ho sempre sostenuto la necessità di riconoscere le genetiche. È uno dei motivi per cui mi piace l’idea di questo incontro, perché voglio chiarire i dubbi e il passato, chiedere scusa a tutti coloro che ho in qualche modo danneggiato, segnalare la genetica giusta sulle confezioni e continuare con quello che davvero mi riempie di soddisfazione. Da tutto questo ovviamente ho imparato, ho ben chiaro il fatto che non tornerò a commettere l’errore di confezionare semi che mi hanno dato altri e non ho prodotto io.”

IL PARERE DI JIMI

mi piacevano e ho finito per essere sopraffatto. Ogni volta che vedevo una confezione di semi mi sembrava di vedere la faccia di Alex.”

LA RINASCITA DI RESIN

Jaime: “Ci sono rimasto molto male, ero molto deluso della mia stessa impresa e sentivo che stavo mettendoci la faccia (la mia immagine mi era costata molta fatica durante tutti quegli anni) per un prodotto che non stava venendo come volevo. E che alla fine non avevo fatto nemmeno io. Così è arrivato il momento in cui ho scelto di ricominciare, di ritirare quasi tutte le confezioni già fatte e ricominciare a fare gli incroci per conto mio, per rifare la banca, partendo quasi da zero. Questo è il motivo per cui abbiamo alcune varietà fuori stock, per cui dopo quasi 3 anni dalla fondazione non è uscita ancora nessuna nuova genetica. Ora vendo solo quello che ho prodotto io stesso. In linea con questa nuova filosofia, dopo l’estate cambierò il catalogo e le informazioni sulla confezione di semi, includendo ovviamente la genetica vera della Cannatonic. Della Cannatonic sono sicuro, perché ho selezionato io stesso la pianta che uso per produrre i semi femminizzati. Da quando sono usciti i risultati del test dei cannabinoidi, eseguiti da Cannalab nella Spannabis del 2009, che davano un sorprendente rapporto 1:1 di CBD-THC, attraverso il mio grande amico Z abbiamo mandato diverse confezioni di Cannatonic ad alcuni club di cannabis terapeutica di Canada e USA e a un progetto di cannabis terapeutica in Israele. Già dallo scorso anno mi scrivono per dirmi che questa pianta è un regalo, che grazie a lei qualcuno è anche riuscito ad abbandonare i farmaci. Questo è quello che mi dà davvero soddisfazione e dà un nuovo senso alla mia vita: sapere che sto aiutando persone che ne hanno davvero bisogno. Ora mi dà molta più soddisfazione la coltura selettiva, con nuovi progetti di cannabis terapeutica come

Jimi: “Questo combacia con quello che ho sempre detto, che la pianta della foto era la Juanita, ma che quello che mi facevano provare come Cannatonic era un’altra cosa. Non ho nessun problema a far usare i miei incroci, per questo ho dato la talea ad Alex, per ringraziarlo della Diesel Soma che avevo usato per la Kalijah. Gliel’ho data perché servisse, chiedendogli solo che dicesse la verità sulla genetica, nulla più. Ho sempre detto che questa genetica è un regalo e che bisogna condividerla. Ora anche io sto lavorando su incroci con alti livelli di CBD, nei quali tutta la discendenza abbia un rapporto tra THC e CBD di 1:1, tanto nei regolari con Reggae Seeds quanto in quelli femminizzati in collaborazione con i miei amici di Elite Seeds. Rispetto alle origini della Cannatonic, è difficile darle per certe, perché Alex ha mischiato tutti i semi che gli ho dato e non mi ha ancora pagato. Da quello che dici della Cannatonic e della sua buona produzione, propendo per l’idea che i tre fenotipi selezionati sono di

Le analisi di Canna alla Spannabis 2010 fanno rinascere la polemica. Ed Rosenthal intuisce che possono essere piante diverse e che la Cannatonic è correlata alla Diesel

Session, l’incrocio di Diesel Soma x Kalijah. Quella che si usa per produrre la Cannatonic e la Dulce Canna quasi certamente è Session. Quella nota come la Picantona potrebbe essere Dancehall, anche se forse può essere anche quella Session, perché alcuni fenotipi hanno quel sapore e queste piante mi sembrano tutte molto più Session che Dancehall. In ogni caso, darò a Jaime 50 semi di Session perché li provi lui stesso, in modo da essere certo dell’incrocio che metterà nelle sue confezioni. Quello che ho imparato con questa storia è di non preoccuparmi e prendere le cose come vengono. Continuare secondo il mio ritmo, senza voler arrivare dove non posso. Lavorare ai miei progetti, rispettare gli altri, fare un passo alla volta con la mia banca artigianale e aspettare che la verità sia riconosciuta, perché alla fine viene sempre fuori.”


BOOK REVIEW

53 e carnevalesca. Insomma, pur con alcuni limiti, il libro è interessante nella sua dimensione apparentemente ingenua, tanto da fare di un centro sociale una sintesi con il movimento di rivolta degli anni settanta coniando un improbabile Livello 77 dove Paolo piazzerà infine la merce. Tra il classico contesto di canne, professori fatui e VXUUHDOL OH VFRUULEDQGH WUD ,QJKLOWHUUD HG 8FUDLQD Paolo Zanaboni è immerso fino alle scene finali in un ambiente tra il burocratico e il delirante. Mentre sta cercando di passare gli ultimi esami, per colmo della sfiga, si trova anche a dover pagare un riscatto di duemila euro per un lotto di monete antiche bloccato alla dogana e presumibilmente importato YLD ,QWHUQHW GDJOL 6WDWL 8QLWL 6DU¢ XQ DPLFR ULFFR e un po' snob, con la R moscia e fortemente stereotipato, a fare da candidato ideale a cui rifilare WXWWR LO SULPR UDFFROWR GL JDQMD SHU SRWHU SDJDUH LO riscatto. Seguiranno viaggi d'istruzione e di formazione sentimentale e i momenti di suspense che rendono il racconto molto gradevole fino alla fine. Si va verso la fioritura e le fasi del raccolto sono contrassegnate da alcuni incontri casuali ma anche inquietanti con le forze dell'ordine. Per fortuna tutto va bene. La storia si conclude nei pressi di un mitico centro sociale di Bologna, il Livello 77 a cui l'autore con una certa incoscienza ha storpiato volutamente il nome.

CON LA CANAPA VERSO LA LAUREA

di Enrico Fletzer

$OOD SULPD HGL]LRQH GL &DQDSD,Q0RVWUD DOOD )LHUD GL 1DSROL KR FRQRVFLXWR *LDQOXFD 0DQWHOOD DXWRUH GL questo curioso libro incentrato sulla figura di Paolo Zanaboni, uno studente universitario squattrinato e SURVVLPR DOOD ODXUHD SUHVVR O 8QLYHUVLW¢ GL %RORJQD XQ SHUVRQDJJLR UDSSUHVHQWDWLYR GL PLOLRQL GL VWXdenti fuori sede che arrivano nelle grandi città per studiare e per divertirsi. In questo contesto, le canne non sono certo una novità ma contribuiscono assieme alla frequentazione di bar, pub, osterie e i tanti FHQWUL VRFLDOL D IRUPDUVL XQD SURSULD SHUVRQDOLW¢ /DULD GHOOH FLWW¢ UHQGH OLEHUL H OH 8QLYHUVLW¢ VHSSXU PHQR vivaci culturalmente e politicamente di alcuni decenni fa, rappresentano tuttora una importante agenzia di socializzazione in una fase di passaggio tra l'adolescenza e il mondo del lavoro e della produzione. Anche se poi nell'epoca della sussunzione reale la differenza tra queste fasi si è fatta relativa. In questo contesto massificato, Gianluca Mantelli ambienta le fasi concitate della emancipazione di 3DROR =DQLERQL FKH VL PXRYH WUD ,QJKLOWHUUD 8FUDLQD %RORJQD HG XQ SDHVLQR GL PRQWDJQD LQ XQ WXUELQH di avventure e di incontri dal sapore picaresco. Guerrilla Plantation è una interpretazione volutamente enfatizzata di quello che possono fare i giovani in una realtà difficile e controversa come quella attuale. Anche sbeffeggiando la legge, con uno sguardo ironico ma mai arrogante o supponente. Gianluca Mantelli riesce a presentare questo mondo surreale con dei vaghi accenni tognazziani e va ringraziato anche per essere riuscito a fornire uno spaccato auto-ironico della vita di un giovane SURYLQFLDOH QHOOD FDSLWDOH GHOOD YLWD XQLYHUVLWDULD GHOO (PLOLD 5RPDJQD FRQ XQ ILQDOH D OLHWR ILQH visto che, piuttosto fortunatamente, il protagonista fa coincidere la fine del suo ciclo scolastico con quella della sua piantagione. Paolo riesce a laurearsi e a tranquillizzarsi dopo un lungo ritiro in montagna. La sua esistenza è simile quella di molti giovani italiani che girano il mondo un po' per necessità e un po' per passione, o che sono costretti ad emigrare per praticare le lingue straniere o VHPSOLFHPHQWH SHU UHQGHUVL XQ SR SL» DXWRQRPL GDOOD IDPLJOLD 1HO FDVR GHO QRVWUR O HUED GLYHQWD per un certo momento quasi una professione e un poker a rischio prigione. Ma alla fine tutto finisce per il meglio e anche il vigile occhio della legge rappresentato da un vecchio poliziotto ci mostra un lato umano ed accondiscendente. 8QD VWRULD GHFLVDPHQWH LVSLUDWD GD DYYHQWXUH SHUVRQDOL H FKH WUDVXGD OD VWUXWWXUD FDUDWWHULDOH GHO JLRYDQH scrittore che si nasconde dietro le scene surreali di Guerrilla Prantation. La grande simpatia umana di Gianluca Mantelli si riflette in una prosa decisamente goliardica e scanzonata. Anche grazie al testo – indubbiamente un po' acerbo ma pieno di ironia ed auto-ironia – che descrive la realtà del nostro SUHFDULDWR H GHJOL VWXGHQWL IXRUL VHGH FKH IUHTXHQWDQR GD WHPSL LPPHPRUDELOL OD SL» DQWLFD XQLYHUVLW¢ del mondo. In effetti Bologna, nonostante il periodo nero iniziato con il contrasto alla Street Parade antiproibizionista del sindaco Sergio Cofferati, rimane una città che conserva anche un'anima battagliera

Guerrilla Plantation e il suo autore interpretano una filosofia ribelle in un certo senso contrappoVWD PD DQFKH SDUDOOHOD DOO DPLFR %UL]]R FKH SL» politicizzato, era stato beccato dalla polizia mentre DVVDOWDYD XQ MRE FHQWHU SHU SURWHVWDUH FRQWUR OR sfruttamento dei giovani e il lavoro nero. I soprannomi dei professori universitari con cui Paolo Zanabon si scontra e confronta risultano spesso altamente deliranti e certi tratti della loro SHUVRQDOLW¢ QH IDQQR GHOOH FDULFDWXUH (SSXUH F ª qualcosa in questa dissonanza di vite non sempre eroiche che commuovono e sommuovono. Mantelli ricorda quei grandi piccoli scrittori del Novecento nati dal popolo che quasi per miracolo emergono e si affermano in un mondo spesso piuttosto snob come quello dell'editoria. 8QD OHWWHUDWXUD FKH VHJXH OH WUDFFH GL Semplicissimus o di scoperte della cultura popolare, quasi per caso accolti ed accettati dalla cerchia dei grandi scrittori. Non ho idea se sarà questo il destino di Guerrilla Plantation, anche perché l'autore si muove in un contesto difficile e, nonostante alcuni difetti, le contraddizioni del libro sono del genere precario e traballante, proprio come la vita dei due amici Paolo e Brizzo che si troveranno poi impelagati in una serie di avventure con un insperato lieto fine. Guerrilla Plantation costituisce in fondo un'ottima scusa per far fare ai lettori e alle lettrici un viaggio nel mondo dei giovani gaudenti e tra studenti che si trastullano con un chiaro invito a non seguirli in queste follie. Guerrilla Plantation è un'opera prima con molti pregi e molti difetti. Proprio come la vita che HPHUJH GDOO 8QLYHUVLW¢ GL PDVVD H GHTXDOLILFDWD Non resta che augurare buona fortuna all'autore ma soprattutto a tutti noi, dopo l'exploit della fiera napoletana che ha visto coinvolti circa 4000 visitatori e che è stata riconfermata anche per il 2015. Tutto questo incoraggia gli organizzatori a migliorare questo evento importante e significativo per l'economia e la cultura di Napoli e di tutto LO 0HULGLRQH (VVHU SUHVHQWL LQ TXHVWR FRQWHVWR SHU Gianluca è stato anche un modo di presentare il suo primo libro, che è sicuramente piuttosto curioso nel contesto della letteratura fai-da-te e gli fa di certo onore.


54

VARIETÀ IN VIA D'ESTINZIONE

Maui Waui Kali Mist La Maui Waui (o Wowie, Wowi) è una famosa varietà di sativa delle Hawaii, dove la Cannabis si è stabilita nei secoli dopo l'iniziale introduzione in queste isole da parte dei marinai europei o dell’Asia orientale. Dal loro avvio nel 1979, gli aggressivi programmi di eradicazione da parte della DEA hanno portato sull’orlo dell’estinzione molte varietà locali e le scorte esistenti di Maui stanno diventando così limitate che la salute e la vitalità del patrimonio genetico si stanno rapidamente esaurendo. Le Hawaii si posizionano costantemente tra i primi cinque stati degli USA per quanto riguarda l’eradicazione totale, con 97.333 piante distrutte nel 2010. La Maui è una varietà ben stabilita nelle banche dei semi di tutto il mondo e sono disponibili diversi incroci, ma le scorte esistenti non dureranno a lungo e la varietà inizierà a scomparire dai cataloghi dei semi per mancanza di genetiche fresche e affidabili, a meno che non si facciano sforzi decisivi a favore di programmi di coltura selettiva a lungo termine al riparo dalle minacce della DEA. Sativa alta e sottile, la Maui è stata a lungo la base degli incroci in indoor grazie ai suoi gambi centrali dritti e scarsamente ramificati (che permette una crescita fitta e la formazione di grandi cime centrali) e alla sua capacità di prosperare in regime Sea of Green. È una pianta dalla resa elevata, con cime dalla struttura sciolta e leggera e una densa copertura di piccoli e brillanti cristalli. Ha una fioritura relativamente breve per una varietà a tale dominanza di sativa e si può ottenere facilmente il raccolto in nove o dieci settimane. Dato il clima tropicale delle Hawaii, la Maui può tranquillamente sopportare temperatura e umidità elevate. Se lasciata crescere liberamente all’aperto, sviluppa piante alte e graziose che possono dover essere sostenute e legate per evitare che i rami superiori e pesanti si pieghino sotto il loro stesso peso. Questa varietà è anche piuttosto resistente ai parassiti e allo stress. Il sapore ha note di agrumi e pino e in gola è liscio e fresco. Sfortunatamente, malgrado le molte caratteristiche positive, le genetiche Maui Waui sono molto meno apprezzate di altre a causa della potenza relativamente bassa, ragione per cui è possibile che gli sforzi necessari per preservarne la discendenza non vengano fatti. Tuttavia, tra i consumatori di Cannabis c’è una crescente tendenza alla ricerca di varietà che non abbiano una potenza così schiacciante come quelle attualmente preferite a livello commerciale, pertanto vengono attuate iniziative che puntano a ristabilire le varietà in via di estinzione delle generazioni dei nostri genitori e dei nostri nonni: se questa tendenza prosegue, potremo vedere un rinnovato interesse verso varietà come la Maui.

Indice pubblicità Nome

Pagina

Advanced Hydroponics of Holland 25 Alien Seeds 28-29 Altra Campagna 49 Amnesia Shop 28-29 Area 51 28-29 Atami 56 Bio Magno 51 Botanica Urbana 33 Buddha Seeds 20 Buddha Seeds Deimos 6 Campacavallo 28-29 Campo di Canapa 48 Canapa Medica 51 Canapa Mundi 18 Canapaio Ducale 24 Chacruna 28-29 City Jungle 47 Devida 28-29 Devil's Weed 40 Dinafem Seeds 1 Dinafem Seeds 41 Dream Planet 30 Dream Planet 28-29 Dutch Passion 5 Ed Rosenthal 38 Eko Growshop 28-29 Evergreen 40 Exodus 53 Fiori di Campo 53 Foglie D'Erba 1 Foglie D'Erba 28-29 Fumerò 31 Green Corner 52 Greenworld 53 Grow Yard 49 Growerline 28-29 Grow-Life 14 Growshop Italia 16 Growshop Reggio 27 Guano Kalong 21 Guerrilla Garden 52 Happy Life 54 Hempatia 42 Hemp-orio 28-29

Colofon Soft Secrets Italia è pubblicato da: Discover Publisher BV P.O. Box 362, 5460 Veghel, Paesi Bassi Tel: 0031 - 73 54 98 112 Fax: 0031 - 73 54 79 732 e-mail: info@softsecrets.nl Editore: Cliff Cremer Collaboratori: Franco Casalone, Ed Rosenthal, Jorge Cervantes, Enrico Fletzer, Clod, Giovanna Dark, Davide Calabria, Hugo Madera, Carlos Rafael Esposito, 2L3gb, Little Lebowski, Kali Mist e tanti altri. Traduzioni: Valefizz

L’ENCICLOPEDIA ONLINE DELLA CANNABIS

Indirizzo redazione: Soft Secrets Italia E-mail: italy@softsecrets.nl Sito internet: www.softsecrets.nl Pubblicità: Fabrizio E-mail: fabrizio@softsecrets.nl Tel: 0039 - 36 65 44 66 94

Hemporium Hemptown Hesi Humboldt Seed Organization Idrogrow Idroponica.it Idroponica.it I-Grow Indoorline Indoorline Indoormania Italy Shop Jorge Cervantes Kali Legalized MCK Bio Gardening Metamorfose Mycologics Mysticanza Natural Mystic Natural Store New Biogroup New Energy Grow Nirvana Organic Farm Orto Biologico Orto Biologico Shop Panoramix Genetics Paradise Seeds Paradise Seeds Pollice Verde Pop Green Procare Secret Garden Secret's Garden Seedsalad Serious Seeds Skunkatania Smoketower.com Sun Inside Sweet Seeds Sweet Seeds Tatanka Smartshop Vision Seeds

28-29 28-29 17 22 45 1 10 2 9 28-29 11 49 34 48 28-29 43 28-29 37 28-29 28-29 28-29 28-29 52 53 28-29 47 28-29 1 1 13 37 30 37 52 27 45 42 28-29 48 31 1 55 49 48

Soft Secrets Italia non intende in alcun modo incentivare condotte vietate. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi ai fini di una più ampia cultura generale. La redazione e i collaboratori non si assumono nessuna responsabilità per un uso imporprio delle informazioni contenute nella rivista. L’editore e i distributori non sono da intendersi implicitamente d’accordo con i contenuti pubblicati. Nessun contenuto di questa pubblicazione può essere copiato o riprodotto in alcun formato senza autorizzazione degli editori. L'editore ha fatto il possibile per contattare tutti i detentori di copyright del materiale fotografico. Chi pensasse ancora di possedere tali diritti è pregato di contattare l'editore.

L’imperdibile SSIT 2/2015 esce il 13 marzo 2015


®

®

® www.sweetseeds.es

4

Varietà SWS44 Raccolta Indoor/Outdoor: 8 settimane dalla germinazione Altezza: 60-110 cm Fiore Rosso: circa 85 % degli individui 3s.19,90€ | 5s.33,00€ | 10s.66,00€

N! Big Devil

%

Varietà SWS47 Raccolta Indoor/Outdoor: 8 settimane dalla germinazione Altezza: 60-120 cm

Varietà SWS46 Raccolta Indoor/Outdoor: 8-9 settimane dalla germinazione Altezza: 50-110 cm

3s.22,50€ | 5s.36,90€ | 10s.73,80€

3s.24,90€ | 5s.41,50€ | 10s.83,00€

N! Cream Mandarine

NUOVO

100

%

N! Killer Kush

NUOVO

F1 Fast Version ®

REC FLO IE

4

Sweet Trainwreck Auto Ice Cool Auto ®

Bloody Skunk

3s.22,90€ | 5s.37,90€ | 10s.75,50€

100

E · AUTO NT

REC FLO IE

E · AUTO NT

E · AUTO NT

REC FLO IE

Varietà SWS45 Raccolta Indoor/Outdoor: 8 settimane dalla germinazione Altezza: 70-120 cm Fiore Rosso: circa 85 % degli individui

%

REC FLO IE

E · AUTO NT

E · AUTO NT

Devil Cream

100

N!

NUOVO

REC FLO IE

REC FLO IE

%

N!

NUOVO

REC FLO IE

REC FLO IE

100

N!

E · AUTO NT

NUOVO

E · AUTO NT

N!

E · AUTO NT

NUOVO

NUOVO

F1 Fast Version ®

F1 Fast Version

Varietà SWS48 Indica/Sativa: 35%/65% Fioritura Interna: 8-9 settimane Raccolta Esterna: metà-fine settembre

Varietà SWS50 Indica/Sativa: 60%/40% Fioritura Interna: 7 settimane Raccolta Esterna: inizio settembre

Varietà SWS52 Indica/Sativa: 80%/20% Fioritura Interna: 7 settimane Raccolta Esterna: inizio settembre

3s.19,90€ | 5s.33,00€ | 10s.66,00€

3s.23,90€ | 5s.39,50€ | 10s.78,80€

3s.19,90€ | 5s.33,00€ | 10s.66,00€

¡¡Dimensioni e produzione di una feminizzata con il tempo di dg^ijgV Y^ jcV VjidbVi^XV Á

S.A.D. F1 Fast Version ® N!

Black Jack F1 Fast Version ® N!

NUOVO

Varietà SWS53 Indica/Sativa: 90%/10% Fioritura Interna: 6-7 settimane Raccolta Esterna: inizio settembre 3s.18,50€ | 5s.30,50€ | 10s.61,00€

Varietà SWS49 Indica/Sativa: 50%/50% Fioritura Interna: 7-8 settimane Raccolta Esterna: metà settembre 3s.19,50€ | 5s.32,50€ | 10s.65,00€

Jack 47 F1 Fast Version ® N!

Green Poison F1 Fast Version ® Varietà SWS41 Indica/Sativa: 70%/30% Fioritura Interna: 6 settimane Raccolta Esterna: fine agosto, inizio settembre

Varietà SWS51 Indica/Sativa: 25%/75% Fioritura Interna: 7-8 settimane Raccolta Esterna: metà settembre

3s.22,50€ | 5s.37,50€ | 10s.75,00€

3s.33,00€ | 5s.55,00€ | 10s.110,00€

NUOVO

Sweet Skunk F1 Fast Version N!

NUOVO

NUOVO

Varietà SWS54 Indica/Sativa: 65%/35% Fioritura Interna: 6-7 settimane Raccolta Esterna: fine agosto, inizio settembre 3s.14,90€ | 5s.24,50€ | 10s.48,70€

®

Sweet Cheese F1 Fast Version ®

Sweet Special F1 Fast Version

Cream Caramel F1 Fast Version

Varietà SWS43 Indica/Sativa: 60%/40% Fioritura Interna: 7 settimane Raccolta Esterna: metà settembre

Varietà SWS40 Indica/Sativa: 90%/10% Fioritura Interna: 7 settimane Raccolta Esterna: metà settembre

Varietà SWS42 Indica/Sativa: 40%/60% Fioritura Interna: 8 settimane Raccolta Esterna: fine settembre

3s.23,90€ | 5s.39,80€ | 10s.79,00€

3s.21,90€ | 5s.36,50€ | 10s.73,00€

3s.15,90€ | 5s.26,50€ | 10s.53,00€

N!

NUOVO

Big Devil #2

®

Varietà SWS20 3s.25,00€ | 5s.42,00€ | 10s.84,00€

Big Devil XL

®

Varietà SWS28 3s.26,50€ | 5s.43,90€ | 10s.87,80€

Devil Cream

Varietà SWS45 3s.22,90€ | 5s.37,90€ | 10s.75,50€

N!

NUOVO

Dark Devil

Varietà SWS38 3s.24,90€ | 5s.41,50€ | 10s.83,00€

Un mix di 10 semi femminizzati autofiorenti ad un PREZZO STRAORDINARIO!!

P.V.P. 35,00 €

10 semi autofiorenti in un solo tubetto

Auto dell’anno 2014 il piú economico e con ijiiV aV cdhigV fjVa^i{

SWEET SEEDS NON VENDE SEMI SFUSI NÉ NON CONFEZIONATI A GROW SHOP. GLI UNICI SEMI ORIGINALI E GARANTITI SONO QUELLI VENDUTI NELLA LORO CONFEZIONE ORIGINALE. C/ Dr. Nicasio Benlloch, 36-38 · 46015 · Valencia · España · +34 963 890 403 / +34 628 593 887 · Grossista: +34 963 473 730 / +34 963 404 289 · Fax: +34 961 939 618 · info@sweetseeds.es $WWHQ]LRQH L VHPL GL FDQDSD VRQR HVFOXVL GDOOD QR]LRQH OHJDOH GL &DQQDELV FLz VLJQL¿ FD FKH HVVL QRQ VRQR GD FRQVLGHUDUVL VRVWDQ]D VWXSHIDFHQWH / GHO DUW FRPPD OHWW % FRQYHQ]LRQH XQLFD VXJOL VWHSHIDFHQWL GL 1HZ <RUN GHO H WDEHOOD GHO GHFUHWR PLQLVWHULDOH ,Q ,WDOLD OD FROWLYD]LRQH GL &DQDSD q YLHWDWD DUWU H GHO GSU VH QRQ VL q LQ SRVVHVVR GL DSSRVLWD DXWRUL]]D]LRQH DUW GSU ,Q DVVHQ]D GL DXWRUL]]D]LRQH L VHPL SRWUDQQR HVVHUH XWLOL]]DWL HVFOXVLYDPHQWH SHU DOWUL ¿ QL ]RRWHFQLFR FROOH]LRQLVWLFR HWF , VHPL YHQJRQR YHQGXWL FRQ OD ULVHUYD FKH HVVL QRQ VLDQR XVDWL GD WHU]H SDUWL LQ FRQÀ LWWR FRQ OD OHJJH


Follow us on

ROOTBASTIC

B’CUZZ

BLOOMBASTIC

ATA

BIO-BLOOM

BASTIC

ATA ORGANICS

NPK

FUTURE IS GREEN

INFO@IDROGROW.COM T: 0039 059 692 819

INFO@NPKSRL.COM PHONE: 0039 02 54 700 73

INFO@PLAYER-GROUP.COM T: 0039 (0) 697 607 008

INFO@I-GROW.IT T: 0039 (0) 687 121 079

INFO@INDOORLINE.COM T: 0039 (0)121 341 186

INFO @ ATAMI.COM WWW.ATAMI.COM TEL.: 0031(0)73 522 32 56 FAX: 0031(0)73 521 32 59


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
2015 01 IT by SoftSecrets - Issuu