Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi – Numero 4 - 2006
Speciale
i cristalli di Thc Greenhouse
le Sativa indoor Arte psichedelica! i Rock Posters costellano Londra
Speciale Viaggi: Marocco Musica Raggae
One Love music Foto dei lettori: vinci i semi gli scatti premiati.. sempre migliori! anche i Tonti coltivano
inizia la fioritura Soft Secrets alla fiera: reportage
Cannabis Tipo Forte di Bologna! Music for Stoney Ears e moltissimo altro…
GRATIS
Soft Secrets
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Editoriale
Una lunga estate calda Finalmente è arrivata l’estate. Avete atteso, meditato, scelto, piantato, e adesso crescono, crescono, crescono! E se ancora non avete piantato, siete ancora in tempo per farlo….. L’Italia si è recentemente dichiarata un paese diviso, confuso e frastornato. Le elezioni di Aprile ci hanno regalato momenti di intensa passione politica, confermando la precarietá di una classe dirigente a dir poco obsoleta e arrugginita. Per fortuna per chi ama la cannabis, le elezioni sono state vinte dal “male minore”. La politica del proibizionismo cieco e brutale deve cedere il passo (si spera) a visioni piú moderate o tolleranti. Auguriamoci che i politici del dopo-Berlusconi ascoltino gli scienziati, i medici ed i ricercatori. La scienza medica ha dimostrato che la cannabis è medicina, ma la legge non la riconosce come tale. Siamo ad un bivio tra ragione ed economia-politica. Di fronte a tanta stupidità e ignoranza, scatta automaticamente il meccanismo dell’autodifesa dei propri diritti. Autoproduzione significa indipendenza dal sistema criminale creato dalle leggi di una classe politica insensibile alle minoranze (i consumatori di cannabis sono una delle minoranze più dimenticate, trascurate e bistrattate d’Italia). Auguriamoci che la legge Fini sulle droghe venga modificata immediatamente, uniformandosi alle leggi di paesi più avanzati in materia, quali Olanda, Gran Bretagna o Spagna. Uno dei modi migliori per cambiare la prospettiva-cannabis in Italia è l’educazione, attraverso canali visibili e socialmente accettabili, come ad esempio la fiera Cannabis Tipo Forte di Bologna (2-3-4 Giugno, Palanord, Bologna). Eventi come questo rafforzano la coesione tra chi conosce la cannabis e allo stesso tempo introducono l’argomento a chi non ne è partecipe. Manifestare in piazza contro le leggi serve a sensibilizzare l’opinione pubblica nei cnfronti della come cannabis argomento; ma senza una vera educazione al soggetto, chi non conosce la materia diviene preda di una campagna governativa di disinformazione e menzogne. Non basta far vedere che ci siamo, che coltiviamo e che fumiamo, bisogna dimostrare che le nostre azioni sono motivate dalla ragione scientifica, dalla ricerca medica, e dalla necessità e dal diritto a vivere liberi e felici. Chi ha fatto il passo decisivo e ha piantato cannabis outdoor è ora nel pieno della crescita vegetativa. Le piante si innalzano verso il cielo, i rami si allungano, le foglie crescono, il fusto si irrobustisce. Crescono così rapidamente che sembra quasi di vederle, istante per istante, cambiare e svilupparsi. Il metabolismo si prepara a fiorire, e in due mesi o poco piú sará ora del raccolto. Chi coltiva indoor vive un’estate perenne, ma in questo periodo le talee mettono radici più rapidamente e le piante crescono più velocemente che in inverno. Anche indoor, la natura ha una marcia in piú.
La bimba di pagina 3 Power Plant ® La Powerplant (prevalentemente Sativa) venne sviluppata nel 1997 da Dutch Passion a partire da genetiche sudafricane. Questa varietà è stata incrociata solamente con piante della stessa varietà, senza essere mai ibridata. Contiene moltissimo THC. Il potenziale di crescita di questa varietà è immenso. Coltivate indoor, così come in serra, le piante danno una resa enorme. La fioritura indoor comincia già una settimana dopo che il fotoperiodo è stato riportato a 12 ore. All’aperto, la fioritura comincia tardi, ma le piante maturano molto rapidamente. Questa varietà è molto uniforme. Da fumare è morbida, con un forte effetto “high” euforizzante.
THC: 15% Tempo di fioritura: 8 settimane Periodo del raccolto outdoor: 2a settimana di ottobre
Attenzione a prendere tutte le precauzioni necessarie al buon esito del raccolto! Per chi coltiva indoor è importante controllare eventuali fughe di luce durante le ore di oscurità, e ridurre gli odori intensi con filtri per l’aria e ionizzatori. Per chi coltiva outdoor è essenziale il mimetismo. E per tutti: massima riservatezza! Meno persone sono a conoscenza delle vostre piante, più si alzano le probabilità di godersi un meritato raccolto.
INDICE
Pace, amore e thc. La bimba di pagina 3 Flash negozi e prodotti Italia 4 Flash prodotti internazionali 6 Caro Soft Secrets 9 Le meraviglie di Weckels (indoor) 14 Greenhouse: le Sativa indoor 17 Speciale: i cristalli di Thc 18 Fai da te: via il ragnetto rosso 20 Bologna: Cannabis Tipo Forte 21 Metodi: le cartine 22 Boom Festival 23 Le meraviglie di Weckels (outdoor) 26 Jorge Cervantes 30 Strain Report 32 Coltivazione per principianti 33 Fumetto Cans ‘n‘ roses 35 One Love 36 Antiproibizionisti 38 Psichedelia e Arte Psichedelica 39 La rubrica di Cavo 41 Viaggi 41 Videogiochi 42 Music for Stoney Ears 43 Poster 44 Cronaca verde 45 Fili d’Erba 46 Indice pubblicità 46 Colofon 46
Franco Lojacono
Sapevi che per un buon raccolto contano soprattutto le ultime due settimane del periodo di fioritura? È nelle ultie settimane che le cime mettono su la maggior parte del peso e delle dimensioni. Come grower, non fare mai lo sbaglio di raccogliere troppo presto, ti faresti un dispetto da solo. Dai alle tue dame tutto il tempo necessario a finire la fioritura e raccoglile soltanto quando tre quarti dei filamenti bianchi nelle cime sono diventati di una tonalità rosso arancio.a
Photo: cccp
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ITALIA RECENSIONI
CAMPO DI CANAPA A Firenze, incastonato tra la Guardia di Finanza e i carabinieri sorge un piccolo fantasioso canapaio ormai storico chiamato “CAMPO” dicché? “di canapa”! Siamo in presenza di un “ florido” canapaio, passato indenne da questi ultimi difficili cinque anni; nonostante la sua età non è poi così mal ridotto, anzi, sembra che la dura esperienza maturata nel campo (appunto!) abbia alla lunga dato i suoi frutti, in particolare per la qualità e l’efficienza dei prodotti. Grande attenzione è stata posta nella scelta degli articoli offerti, selezione frutto non solo dell’esperienza ma anche di una costante attenzione alle novità che hanno permesso un aggiornamento continuo dei prodotti validi sia nella qualità che nel prezzo. Il negozio offre una scelta di sementi da collezione veramente amplissima, centinaia sono le varietà trattate da le più famose a quelle meno famose, dalle più antiche alle novità dell’ultimo mese. Ce n’è quindi per tutti i gusti e per tutte le tasche! La parte GROW è ben fornita e ormai lungamente collaudata. Campo di Canapa produce in proprio impianti idro-aeroponici, dalle molteplici qualità (robustezza, sicurezza, compattezza) e… dal prezzo ridotto. E’ vero, la parte Grow la fa da padrone, ma nonostante ciò il negozio non ha mai scordato di dedicarsi al mondo canapa sotto altri profili. Non ti basta?… l’ultima novità… è Magic Sog Box: Una vera e propria giungla urbana in scatola per il piacere dei sensi quotidiano. Si tratta infatti di una vera e proprio scatola automatizzata che ricrea il microclima ideale, di dimensioni ridottissime, è adatta a qualsiasi ambiente…60x80x70h e 40x60x55h….queste le dimensioni del Magic Sog Box! Ma le misure non contano, è l’efficienza che è massima, niente ha da invidiare ai comuni sistemi di coltivazione. Si tratta solamente di creare piante più piccole a una velocità maggiore di crescita. E’ vero, la parte Grow la fa da padrone, ma nonostante ciò il negozio non ha mai scordato di dedicarsi al mondo canapa sotto altri profili. Vestiti (anche di produzione propria), alimenti, cosmetici, borse, libri, gadget, parafernalia, e tutto ciò che ha a che fare con il mondo canapa e dintorni è ben accetto! La città è ormai cannabizzata, ma la clientela si estende ben oltre le mura, grazie anche a due siti internet che hanno l’unico difetto di presentare solo una piccolissima parte di ciò che il negozio offre. Ah! Dimenticavo… Avete presente il libro “Canapa libera tutti”? L’unico manuale veramente completo, indispensabile per chi vuole capirci finalmente qualcosina sia nell’indoor (larga parte è riservata agli impianti idro-aeroponici), ma anche nell’outdoor; facile perché ti segue passo passo e anche divertente (pure!). Ecco, secondo Voi, questo manualetto di 150 pagine e più di 70 foto a colori, chi lo poteva arrivare a scrivere? Campo di Canapa Via dei Pilastri 4r 50121 Firenze TEL 0039-055-240580 www.campodicanapa.com www.urban-jungle.it
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Sistema di irrigazione da 20 piante con sensore crepuscolare Questo nuovo impianto di irrigazione automatico per growroom, balconi e per piante in pieno campo, risolve il problema dell’irrigazione in luoghi sprovvisti di prese dirette d’acqua e di energia elettrica. Adatto ad irrigare fino a 20 punti di gocciolamento. Un programmatore elettronico a batterie attivato dal sensore crepuscolare aziona la pompa provvedendo a somministrare ogni sera, o allo spegnimento delle lampade, la quantità d’acqua necessaria. La pompa funziona con una batteria a 9 V. Il sistema deve essere corredato di cisterna per raccogliere la soluzione nutritiva. Distribuito da INDOORLINE srl Via Statuto 16 10040 Volvera (To) Tel/Fax: 0039-011-9850167 info@indoorline.com // www.indoorline.com
Lightrail 3.5… e raddoppi lo spazio illuminato dalla tua lampada Grazie a una nuova distribuzione europea siamo lieti di proporre il rinnovato Lightrail 3.5 a un prezzo impensabile fino a pochi mesi fa. Il risparmio di energia elettrica e i vantaggi sulla produzione fanno di questo oggetto un’interessante alternativa all’acquisto di una seconda lampada. Muovendosi costantemente il Lightrail 3.5 illuminerà infatti una varietà di angolazioni molto più ampia di un sistema tradizionale, in questo modo la luce raggiungerà il fogliame più basso, normalmente ombreggiato. Quando gran parte della pianta parteciperà al processo di fotosintesi le rese saranno sorprendenti. Alla stessa maniera il movimento continuo del Lightrail 3.5 permetterà di avvicinare la lampada alle piante, cosa che garantirà un maggiore apporto di luminosità sul vostro giardino. Infine, questo fluire continuo del sistema eliminerà le concentrazioni di calore su un unico punto, a volte dannose per le infiorescenze più alte. + spazio + luce + resa - costi Lightrail 3.5 è prodotto in Canada e distribuito in Italia da Foglie d’erba: www.fogliederba.it // tel: 0039-051-523668
HOMEBOX JUNIOR 90 x 50 x 160 cm h Homebox è la growroom progettata per l’indoor dedicata all’impiego con differenti sistemi di coltivazione e substrati. Le sue ridotte dimensioni lo rendono adatto come: - piccola growroom per impianti con potenza max 250W; - ambiente per la crescita di madri e talee; - ambiente per la essicazione
La versione agli “Iodrui Metallici”, con spettro ricco di toni blu risulta adatta per le fasi di sviluppo vegetativo, prefloreale e mantenimento di madri e talee. La versione al “Sodio ad alta pressione” emette uno spettro ricco di frequenze bilanciate per garantire un ottima fioritura.
La struttura è in grado di ospitare gli strumenti necessari per una corretta riproduzione dell’ambiente desiderato. L’HOMEBOX è facilemente assemblabile senza dover ricorrere all’uso di attrezzi, e in soli 15 minuti! Il telo di rivestimento è composto da due strati, quello interno in polietilene bianco garantiscie la riflessione della luce mentre lo strato esterno in robusta tela nera impedisce il passaggio della luce. Il telaio in allumino con innesti rinforzati assicura resistenza ai carichi e conferisce rigidità alla struttura. L’Homebox presenta al suo interno i supporti per sostenere il sistema di illuminazione, aspiratore e filtro. Le chiusure lampo permettono un facile e veloce accesso alla growroom e impediscono qualsiasi fuoriscita di luce o aria. Presenti tre aperture per la ventilazione, inoltre il fondo impermbeabile è facilmente estraibile così da permettere una facile pulizia. L’Homebox è disponibile in tre modelli per volume e funzionalità adatti a soddisfare tutte le esigenze.
Distribuite in italia da: INDOORLINE SRL - Tel/Fax: 0039-011-9850167 email info@indoorline.com // www.indoorline.com
Distribuito da Indoorline srl Tel/Fax: 0039-011-9850167 info@indoorline.com // www.indoorline.com
Nuove lampade MEGALIGHT nelle versioni HPS ed MH Dopo mesi di test INDOORLINE è lieta di presentare le nuove lampade a scarica MEGALIGHT di CSL nelle versioni HPS ed MH da 400, 600 e 1000W. Studiate e progettate per soddisfare le necessità di illuminazione dei vegetali sia durante tutto il periodo di sviluppo che durante quello di maturazione.
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Soft Secrets
Prodotti
Bio Defence 1 & 2 di B’cuzz
Set CTY Il Set CTY mette sicurezza e qualità alla portata di tutti i coltivatori a un prezzo economico. Completo di reattore, avviatore e condensatore in una scatola protettiva, oltre che di riflettore parabolico, comprende una lampada Megalight e un cavo di sicurezza. Non occorre alcun tipo di istallazione né di allacciamento, basta attaccare la lampadina e collegarla all’elettricità. Siccome è nell’interesse dei coltivatori passare innosservati ed essere discreti, non c’è da stupirsi che la domanda di apparecchiature aumenti quotidianamente, visto che un cortocircuito, un incendio o un impianto che non siano a prova di umidità possono provocare problemi molto più gravi, che non sono compensati dal risparmio ottenuto acquistando luci economiche. Il Set CTY è basilare, ma solido e affidabile. La sua scatola di sicurezza permette la ventilazione e al contempo protegge l’apparecchiatura dall’umidità, dal calore e dai colpi accidentali. Il Set CTY soddisfa tutti i requisiti di sicurezza richiesti per questo genere di lampade. Il bulbo Megalight offre una prestazione ideale come luce mista per crescita / fioritura, con risultati superiori a una Grolux. Info: www.greenguideeurope.com
Cannaboost CANNABOOST è uno stimolatore della fioritura potentissimo, in termini sia qualitativi che di resa, appositamente sviluppato per le piante di cannabis. CANNABOOST stimola lo sviluppo di una formazione anticipata di frutti, per cui le cime risultano molto chiaramente più piene del normale. Dato che la maturazione delle cime avviene gradualmente, il risultato è un raccolto più omogeneo. In più, le piante alle quali viene somministrato CANNABOOST godono di migliore salute, sono più forti e meno soggette a malattie e infestazioni. CANNABOOST garantisce non solo una resa superiore, ma possiede anche delle proprietà che esaltano i sapori. Il risultato creato da CANNABOOST è un prodotto finale migliore dal punto di vista quantitativo e qualitativo! Informazioni: www.canna.com
Comodo cofanetto essiccatoio e di crescita preliminare di Hypokweker Questo pratico cofanetto-essiccatoio per la crescita preliminare è un prodotto sviluppato appositamente da Hypokweker; puoi mettere i semenzali al suo interno per dare loro due settimane di crescita preliminare. In seguito potrai riutilizzare la stessa scatola come cofanetto per essiccare le cime sin modo inodore. Grazie al suo doppio impiego, puoi guadagnare fino a tre settimane per raccolto. Il cofanetto ovviamente è dotato di coperchio richiudibile ermeticamente ed è inoltre provvisto di pompa per l’estrazione, filtro antiodori, un regolatore di rotazione e di tre reti da essiccamento. Per informazioni: Hypokweker Tel: +31 (0)79 331 1000 // Fax: +31 (0)79 331 0230 www.hypokweker.com // info@hypokweker.com
Lampada Spectrum Reflex Dopo la lampada a risparmio energetico, adesso c’è la lampada Spectrum Reflex; non solo consente risparmi notevoli sulla bolletta dell’elettricità in confronto alle lampade ad alta pressione tradizionali, ma riesce pure a regalare un sorriso sul volto del grower, producendo rese comparabili e meno calore (e quindi anche meno bisogno della ventilazione) nella stanza
da coltivazione. Troppo bello per essere vero? Secondo il distributore, è stato dimostrato che una pianta di cannabis può assorbire solamente 150 Watt durante tutto il ciclo vitale. Tenendo presente questo concetto, è stata sviluppata questa lampadina da 38 Watt. Il sistema di illuminazione viene fornito sotto forma di unità completa da un metro quadrato e consiste in otto lampadine, che riescono anche a produrre uno spettro di luce migliore per le piante in fioritura rispetto ad altri ciucciaenergia comparabili. Sebbene, sia durante la fase di crescita che di fioritura, il periodo nel quale usi le lampadine di questo tipo deve
Proprio come gli esseri umani, anche la pianta produce delle difese proprie, per difendersi da germi, insetti e muffe. Tali difese sono costituite da proteine particolari, chiamate alcaloidi. Bio Defence B’cuzz 1 & 2 stimola la produzione di tali proteine. Il risultato è che gli organismi dannosi rimangono senza speranze. Noi consigliamo di impiegare Bio Defence 1 & 2 preventivamente, applicandolo direttamente sul substrato, oppure nebulizzandolo sulla pianta. Se cadi vittima di un’infestazione nel bel mezzo di un ciclo colturale puoi comunque usare Bio Defence: però non si tratta essenzialmente di un pesticida, bensì di un agente che rafforza le piante. Info: Atami // Tel: +31 (0)73 522 3256 // www.atami.com // info@atami.com
Interruttore “All-In-One” Un interruttore a un prezzo decente? Ecco cosa ottieni con questi interruttori compatti “All-In-One”, disponibili in una versione da 400 e una da 600 Watt. Fanno parte di un sistema autonomo, completo di riflettore e lampada; il tutto viene fornito a un prezzo decisamente ragionevole. Il set autonomo “All-In-One” è costituito da un interruttore per 400/600 Watt, con una cappa riflettente e una lampada (Philips o Sylvania, 400/600 Watt). La qualità non deve essere per forza costosa, ci pensiamo noi di Hy-Supply! Info: Hy-Supply // Tel: +31 (0)481 452 290 // Fax: +31 (0)481 452 910 info@hysupply.nl // www.hysupply.nl
Novità: il Top-Zeef Ice Top-Zeef ha immesso sul mercato un nuovo modello di setaccio per polline, che funziona col cosiddetto metodo dell’acqua ghiacciata, il metodo per eccellenza per separare da sé il THC puro dallo scarto delle cime. Il sistema viene fornito completo e consente di farsi con pochissimo sforzo il proprio fumo con l’acqua, in meno di un’ora. Il set completo consiste di due secchielli: uno piccolo, col setaccio grosso da 185 micron, che entra in un secchio più grande con un tubo, all’estremità del quale è collegato il filtro finale. Il principio è semplice. Riempi il fondo del secchio più grande con uno strato di ghiaccio, poni al suo interno il secchio piccolo con dentro uno strato di scarto della cimatura, butti ancora un po’ di ghiaccio sopra, riempi tutto con acqua gelida e lasci in ammollo per un pochino. In seguito basta che mescoli delicatamente per 5 – 10 minuti e poi lasci stare tutto per mezz’ora, in modo che i cristalli di THC che si sono liberati possano attraversare il setaccio grosso e depositarsi sul fondo del secchio grande. In seguito puoi travasare l’acqua in un altro secchio tramite il tubo. Siccome i cristalli si sono accumulati sul fondo del secchio grande, in principio si potrebbe buttare via subito quasi tutta l’acqua. Fai attenzione però alla fine, quando quasi tutta l’acqua è stata travasata fuori, perché a quel punto i cristalli cominciano ad uscire insieme alla parte residua. Questi vengono raccolti poi nel filtro finale (da 50 o 25 micron, anch’essi in dotazione). Facendolo in questo modo si riducono al minimo le possibilità che i filtri rimangano intasati dai cristalli. Poi si tratta soltanto di asportare delicatamente il filtro finale spremendo via dai cristalli l’acqua residua e infine di farli seccare. Ci sono un altro paio di vantaggi, Sia il tessuto setaccio del secchio piccolo, sia il filtro finale sono sostituibili e in vendita separatamente. I teli setaccio sono disponibili in varie misure di micron, dalla maglia larga ai più fini. Il sistema può gestire un massimo di 600 grammi di scarto della cimatura, ma nel setaccio si possono impiegare anche delle quantità inferiori senza problemi. Vi è anche un’unità optional per mescolare, venduta separatamente, inseribile precisamente nel secchio grande per garantire che lo scarto della cimatura sia mantenuto automaticamente in leggero effettivamente essere prolungato di due movimento mentre i cristalli si staccano ore al giorno. Scopriremo presto se e affondano, in modo da separarli più questa rivoluzione nell’illuminotecnica efficacemente. Tutto considerato, il busserà alla porta con vigore... Top-Zeef Ice è un sistema decisamente semplice ma ben congegnato, che ha Info: Spectrum Reflex anche un prezzo veramente allettante. Tel: +31 (0)512 530 586 Info: Top-Zeef // Tel/Fax: +31 (0)517 642 123 Fax: +31 (0)512 523 587 www.top-zeef.com www.spectrumreflex.com
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Supporti Librabak per coltivare in verticale
Armadietti estrattori in metallo
La coltura in verticale fa furore fra i grower. Questo metodo di coltivazione presenta numerosi vantaggi, consentendo di fare un uso superiore dello spazio e dell’illuminazione disponibili. Un inconveniente della maggior parte dei sistemi verticali è che impongono di trascinarsi a casa o nel locale da coltivazione delle componenti alquanto voluminose, o che servono ore per assemblare tutto l’impianto. Con questi supporti Librabak e qualche normalissimo scaffale da libreria, reperibile presso qualsiasi negozio di fai-da-te, potrai realizzare in men che non si dica, anziché una parete di libri, una vera e propria giungla. Ti basta fissare le guide al muro con delle punte da carichi pesanti e appoggiarci sopra i supporti Librabak. Poi aggiungi i fusti e le lastre. Dopodiché non rimane altro che collegare l’entrata e l’uscita della soluzione nutritiva, l’illuminazione e il controllo clima. Poniamo che tu disponga di uno spazio dalle dimensioni di 2 metri per 1,5 metri e alto 2,4 m. Con la maniera di coltivazione tradizionale (orizzontale) potevi utilizzare solamente 2 x 1.5 = 3 m2. Se poi aggiungi il numero normale di lampade, in uno spazio di questo tipo puoi contare su circa tre lampade solamente. Con il metodo verticale, su ogni lato puoi usare 2 x 4 = 8 m2. In tal modo puoi quindi installare tre fili da due lampade ciascuno, in modo da poter usare sei lampade in totale. In altri termini, con la stessa area superficiale, ricavi un 100% aggiuntivo di resa possibile. Se non disponi di muri contro i quali coltivare in verticale, o semplicemente se queste argomentazioni non ti hanno convinto, puoi anche optare per il metodo di coltivazione a 45 gradi. Questo consiste nel fare una V, per esempio con delle travi di legno, alle quali puoi fissare successivamente i supporti per mensole. Adesso hai ricavato l’ipotenusa di un triangolo, con un angolo da 90 gradi e due angoli da 45 con lati di una lunghezza di 1.4142 x il lato inferiore. Questo significa che se prendi la stessa area di superficie del nostro esempio, usando questo metodo ricavi 3 x 1.4142 = 4.2 m2 con cui giocare. Ciò ti consente di appendere una lampada in più (rispetto alla normale coltivazione orizzontale) sopra le tue piante. E tutto ciò non accresce lo stress da luce per le piante e dunque non incorri nei rischi che ne derivano. Per cui con la stessa area di superficie, ottieni una resa possibile maggiore del 33%. Al contempo, grazie alla struttura aperta della costruzione, puoi pompare all’interno l’aria fresca da dietro i fusti da coltivazione, in modo che le piante non comincino a soffocare appena iniziano a crescere vicine le une alle altre. Info: Greenline www.greenline.nl // info@greenline.nl
Coltivare sicuro è adesso alla portata di tutti Il fatto che solitamente si decida in base a considerazioni di natura economica se coltivare in modo sicuro o meno, è fonte di grande preoccupazione per John Bouwer di IGS (iGrow). Capita sempre di più che la gente si metta in condizione di rischiare con impianti a rischio incendio di tutti i tipi, del cui funzionamento non capisce quasi niente. Essendo un fabbricante di armadietti da coltivazione, ritiene che sia una responsabilità sociale occuparsi di questo problema. Adesso però sembra che non basti limitarsi a sviluppare dei prodotti antincendio. Abbondano le richieste di informazioni, tuttavia si è notato che spesso sono i piccoli grower a rinunciare all’acquisto, esclusivamente perché non possono far fruttare abbastanza da giustificare il costo di tali prodotti. Ed è un peccato, poiché il grower che non detiene più di cinque piante per uso personale (il limite consentito dalla legge olandese) coltivandosela da sé può controllare autonomamente la qualità dell’erba che decide di consumare, ed è anche più economica dell’erba che si può prendere al coffee shop. Arrabattarsi da sé per mettere insieme qualcosina è l’unica possibilità per questi pesci piccoli.
E questo mette in cattiva luce tutto il settore. Quante volte si legge sui giornali: “Appezzamento di cannabis finisce in fumo in un quartiere residenziale”?
Grazie all’enorme domanda per questi estrattori, il grossista Bio Ibo ha deciso di prenderne la gamma completa. Questi armadietti estrattori in metallo sono disponibili nelle seguenti misure: 500 m2, 1000 m2, 1500 m2, 2000 m2, 2500 m2, 3250 m2, 4250 m2, 5000 m2, 6000 m2 e 7000 m2. Per informazioni: Bio Ibo vendita all’ingrosso Tel: +31(0) 184 654 466 Fax: +31(0) 184 654 191 www.bioibo.nl // info@bioibo.nl
Novità: lo Studiekweker Non si fermano proprio mai quelli di Hypokweker. Dopo il successo di Hypokweker, Medikweker e Minikweker (‘kweker’ significa ‘grower’ – ndR.) hanno presentato ancora un modello, lo Studiekweker! Dalle dimensioni contenute - solamente 88 cm x 88 cm e alto 148, lo Studiekweker è stato sviluppato appositamente per il grower con un budjet ridotto e con uno spazio limitato a disposizione. Lo Studiekweker inoltre è l’ideale per il grower che si è imbattuto in precedenza in problemi di trasporto perché non riusciva a portarlo su fino al suo appartamento al terzo piano. Nonostante sia di piccolo aspetto, sarai sorpreso dalla resa che puoi ottenere da uno Studiekweker. Dopo un solo raccolto, avrai ricavato il denaro che avevi investito nell’acquisto. Sotto la lampada da 400 Watt inclusa, le tue piante avranno tutto lo spazio che occorre loro per crescere come si deve. Viene fornito completo di filtro, misuratori, vasi, nutrimenti e terra, in modo che tu possa andare subito al sodo. Come ormai ti puoi aspettare dagli armadietti per coltivazione di Hypokweker, anche per montare lo Studiekweker bastano 15 minuti. Tutto sommato, rappresenta un altro gioiello di armadietto, che Una nuova rivoluzione nel campo sicuramente aiuterà una marea di dei ventilatori, ecco cosa promette il studenti a tirare avanti coi soldi delle ventilatore della linea Ruck Eta, ed borse di studio. è disponibile in tre misure. Le misure da 1600 m2, 1800 m2 e 5500 m2 Info: Hypokweker possono essere collegate direttamente Tel: +31 (0)79 331 1000 a un filtro CAN. Con un’emissione Fax: +31 (0)79 331 0230 di oltre il 50% superiore rispetto www.hypokweker.com agli altri ventilatori a cilindro, questo info@hypokweker.com ventilatore compatto Ruck Eta è un pezzo da avere assolutamente, specialmente considerato che è così semplice e rapido da montare.
IGS adesso ha presentato un sistema che offre ai grower la possibilità di pagare dei buoni prodotti antincendio in rate da 45 euro al mese. I grower non hanno motivo di lasciarsi rattristare da impegni finanziari a lunga scadenza. “Adesso sappiamo, grazie ad anni di esperienza, che gli armadietti da coltivazione di iGrow si ripagano quasi sempre al primissimo raccolto,” spiega Bouwer. “Questo ci dà la fiducia di permettere ai grower di coltivare a credito.” Informazioni: IGS Tel: +31 (0)499 496 090 www.igrow.nl
Ventilatore Ruck Eta
Informazioni: Bio Ibo vendita all’ingrosso Tel: +31 (0)184 654 466 Fax: +31 (0)184 654 191 info@bioibo.nl www.bioibo.nl
9 Lettere dai lettori
Soft Secrets
Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi - italy@softsecrets.nl
Caro Soft Secrets Ciao redazione, Ecco le foto delle piante e del topless per il vostro splendido giornale… grazie e buon lavoro! Le cime sono così mature che se ne sente il profumo! Complimenti alla resina. Peccato la densità sia molto bassa. Più fosforo e attento al pH!
Caro Soft Secrets sono Stefania La luna piena ormai è passata, la terra è pronta, ed un nuovo ciclo si prepara... Tchuss
Ciao è stata la nostra prima esperienza… la quantità non è stata massiccia ma la qualità eccellente! Ciao a tutti!
Cari esperti Grazie ai vostri preziosi consigli le nostre bimbe stanno venendo su davvero bene… Le preziose cime, anche se ancora adolescenti, promettono davvero bene e non vedo l’ora di assaggiare i magici fiori... Nell’ attesa, ammirate! Un saluto e un bacio dal Salento.. la Jamaica d’Italia.
Ciao amici di Soft Secrets, Vi mando la foto della mia bambina, l’ho fatta crescere nel cortile di casa mia... Sembra piccola, ma i boccioli erano veramente buoni. Complimenti per il giornale… è una figataaaa!
Ciao ragazzi, Sono solo 2 piccole Skunk ma vi assicuro molto buone. non avevo molto spazio a disposizione ma mi sto organizzando per la prossima volta! Baci da Tury&Lia&Spank. La tua Skunk è agguerrita, ma bassa e senza rami. Se coltivi senza rami laterali (SOG) usa vasi quadrati da 7,5 litri, così puoi far stare fino a 25 piante in un metro quadrato.
Queste sono le mie due “Belladonna” in cocco dal Piemonte... Damidoc Gran belle donne queste..... anche molto cespugliose! La prossima volta diminuisci l’Azoto e aumenta il Fosforo e il Potassio in fioritura. Otterrai delle cime meno fogliose e con più resina!
Attenzione coltivatori da assalto! Ti piacerebbe ricevere GRATIS una confezione di semi di High Quality Seeds? Allora mandaci una fotografia del tuo giardino con una copia visibilie di Soft Secrets Italia e noi ti spediremo i semi. Se nel tuo giardino sarà ritratta in topless la tua ragazza, o tua moglie, ti manderemo addirittura 1 confezione dei pregiatissimi Black Label, la marca dei campioni! Invia le tue lettere e foto a Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi o per e-mail a italy@softsecrets.nl Novità! La foto migliore del mese, scelta dalla redazione, riceverà 3 confezioni di semi Black Label, quindi vi conviene mettervi a scattare! NOTA: Naturalmente, il materiale inviato viene trattato con la massima discrezione. Nomi, lettere e indirizzi vengono cancellati appena i semi sono stati spediti. Non pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le foto di piante in stato vegetativo. Vogliamo vedere delle cime grasse! Le foto pervenute possono essere usate anche sul nostro sito internet. * Spiacenti, non teniamo corrispondenza sulle foto pervenute.
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ettori l i a d o t o f Lettere-
Soft Secrets
Ecco il nostro giardinetto, sono 4 Power Plant e una Orange Bud.... guuuuuuuuud!
Ciao fantastica redazione di Soft Secrets, ci voleva un giornale cosi! Il mio motto di vita è diventato: “Basta soldi alla mafia!” Dopo una vacanza ad Amsterdam io le la mia compagna abbiamo iniziato questa avventura, sono 4 bambine di Silver Pearl con lampada da 250w praticamente fiorite e già tagliata la cima, ora ho sotto le lampade 10 talee quasi pronte. Per essere il primo raccolto non mi lamento, un totale di 200 g per quattro piante... le talee non so ancora. Per finire un grande saluto a Soft Secrets, a tutti i coltivatori e logicamente: Sex drugs and rock and roll!
Ecco a voi 2 metri e 20 di bontà. Vi seguiamo sempre via internet dato che nella nostra città il vostro splendido giornale non è facile da trovare. Confidiamo nella vostra bontà per i semi e vi promettiamo un secondo invio più piccante, con il risultato dei vostri semi! Ciao continuate cosi! Un albero di Natale in piena estate! La prossima volta taglia i rami più bassi, vicino alla terra. Otterrai più cime nella parte superiore della pianta.
Respect! Grazie a chi pensa e agisce così, il mondo è ogni giorno migliore. Autoproduzione e rispetto per la libertà sono i punti di partenza per vincere la guerra al proibizionismo.
Ciao a tutti ! Un grosso saluto a tutti gli appassionati di orticoltura casalinga, chi fa da sé fa per tre… Tantissimi complimenti per la rivista, oltre che divertente e completa ha il grandissimo pregio di essere gratuita. Grandissimi i curatori della parte italiana e complimenti per gli editoriali, sempre intelligenti. Vi mando un’occhiata del mio pannocchione White Russian, quasi prossimo al raccolto. Ciao, Pal
Cari redattori e lettori, Sono un giovane grower campano... vi piacciono le mie due passioni campagnole? Sono proprio esuberanti. La vogliamo legalizzare sì o no? Fa lo stesso, continueremo sempre su questa passione, il pollice verde e il corason enamorado... perché grower si nasce proibizionisti si diventa! Le mie signorine sono delle belle G13, AK47 e Shark Shock! Ciao e complimenti. Zeus Bud Complimenti anche a voi e alle cimette divine che accudite con tante cure amorevoli… i risultati vi premieranno sicuramente!
Una cima da campioni. Non possiamo che fare i complimenti alla tua orticultura casalinga. Rimuovi sempre le foglie secche dalle cime per prevenire infestazioni e muffe.
Queste sono le mie due White Russian di Serious Seeds sotto Scrog: siamo quasi alla fine, speriamo che siano buone... Grazie dei vostri consigli sempre molto utili. Verdi saluti. Ottime piante, ben spaziate e ben supportate. Temperatura e umidità sono ideali (26,9 – 31%) per la fioritura. Complimenti al pollice verde.
Ciao raghashis,come va? Qui tutto bene, per essere la prima volta mi sembra eccellente!
Soft Secrets
Lettere-foto 11 dai lettori
Ciao carissimo Soft Secrets, Ecco due foto di cui abbiamo perso la lettera mentre eravamo troppo fumati… per fortuna che il premio era già partito!
Spero che questa foto della nostra Magic Bud in piena fioritura sia di vostro gradimento. A presto!
Complimentandovi con la vostra rivista vi invio le foto della mia fidanzata assieme a piante di Purple cresciute in terra,nel mio giardino del centro Italia l’anno scorso... che ve ne pare? Non meritano il premio? Non sono bellissime? Beh forse sono di parte… attendo un vostro giudizio! Confidando nella vostra discrezione spero di ricevere i tanto agognati semi per il nuovo giardino che mi attende… in una nuova location! Grazie e W l’antiproibizionismo! Pace e calumèts da Tibe & Simo La tua Purple sembra felice e ben curata. Sfoltisci il fogliame nella parte bassa della pianta per evitare parassiti e incoraggiare la fine della fioritura.
Puoi scaricare i numeri arretrati di Soft Secrets Italia da Ciao ragazzi Vi mando una foto mia e una della mia fanciulla con una pianta di “Heavy Duty Fruit” di TH Seeds, già essiccata. Per dura lex ho dovuto levare e ubicare le mie 5 piccole in altri ambienti e, nonostante vari traumi, tutte e 5 hanno sfogato (producendo un alto tasso). Ciao da Erz e Zinc. PS: W Soft Secretes e W l’Erbone. Come resistere a dei fiori offerti così? Ci sembri molto “aspirante criminale” ma non c’è abbastanza erba per dare l’effetto desiderato.
www.softsecrets.nl YuHuu….cime di SKYWALKER E POWERPLANT (indoor), CILIEGIE e SOFT SECCRETS, …penso che ci sia tutto per i black label…..a presto Ivan en e MarY!!!
È gratis! Soft Secrets Italia, una lettura essenziale per grower, fumatori e per tutti gli operatori del settore della canapa.
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ttori e l i a d o t o Lettere-f
Soft Secrets
Carissima redazione di Soft Secrets Vi invio delle foto della mia bella pianta a circa 2 settimane e mezzo prima della raccolta. Per vari motivi non ne ho potuto fare altre in seguito. La qualità è Durban Poison Amazing Special della High Quality Seeds ed è stata coltivata indoor sotto una 200w, e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto dalla resa e dalla qualità.Comunque volevo fare i complimenti a tutti voi che rendete possibile che una rivista del genere vada nelle case di un sacco di grower rendendogli la vita molto più facile. Continuate così!! Un saluto da Parma!!
Ciao amici di Soft Secrets, Queste sono le nostre bimbe coltivate indoor, sono due great white shark e una Top 44. Calcolando che siamo alla prima esperienza siamo abbastanza soddisfatti del nostro lavoro, infatti fra pochi giorni saranno pronte e ci ripagheranno per tutte le attenzioni che gli abbiamo dato...... Grower for ever
Ecco qua le nuove bimbe,tra due settimane sono pronte,le prossime spero che nascano dai vostri semi (White Widow?) Spero che la qualità di queste foto vada bene per la pubblicazione(e per i semi). Comunque la volta scorsa non le ho fotografate con il cell. Ma il fuori fuoco era dovuto agli effetti collaterali delle BIMBE del raccolto precedente! The COUNTRYMAN
Caro Soft Secrets, Siamo Gigio e Lulù e le bimbe sono una Skunk Passion+Silver Haze e una Purple Haze Stanno crescendo sul balcone, al sole della Sardegna... e sbocciolano senza sosta!
Ciao a tutti ! Ciao ragazzi. Vi presento la piccola jenny..... e una trovatella che ho fatto del mio meglio per tirarla su non so che tipo di pianta possa essere,ma vi assicuro che e una bella e buona soddisfazione....Secondo voi che razza puo essere? certamente indaca ma cosa..?Spero la pubblicate,x i semi che vorrei,mi piacerebbe avere dei semi di california orange bud,o di una qualsiasi ruderalis.Tanti saluti e... CONTINUATE COSI!
Complimenti per il giornale e l’aiuto che date a tutti noi appassionati di questo “hobby”……! Mi sono posto per la prima volta a coltivare indoor sul mio sottoscala circa 1mq. con una lampada da 250w al sodio e una piccola ventola per arieggiare, usando come fertilizzante “ Bio grow 8.0 – 2.0 – 6.0 e PK 13 14 “ un mese vegetativo e quasi due di fioritura per queste due OLE’47 e una Skunk 3xA2. Voi cosa ne pensate ? avrei potuto fare meglio? Ciao! Venezia Italy
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il meraviglioso
Indoor
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mondo di Weckels
Di Weckels
Sistemi professionali per coltivare nell’acqua Ultimamente ci siamo occupati della coltivazione nell’acqua (addizionata di fertilizzante liquido). I principali vantaggi di questo metodo ancora relativamente nuovo hanno intrigato moltissimi grower, al punto da spingerli a spremere da noi ulteriori informazioni, e non c’è voluto molto prima che venissimo sommersi di telefonate e lettere di grower zelanti.
di successo se essi vengono riutilizzati da chi coltiva marijuana. Purtroppo non abbiamo a disposizione delle foto di piante di ganja meravigliose per questo articolo, per cui dovrete prenderci sulla fiducia se diciamo questi nuovi sistemi di coltivazione si adattano perfettamente alla coltivazione di marijuana.
di ossigeno nella soluzione nutritiva diminuisce drasticamente ed è esattamente ciò che consente alle muffe e ai vari tipi di marciume di insediarsi. Ma siccome la soluzione nutritiva in questo nuovo sistema per coltivazione è costantemente in movimento, è quasi impossibile che le muffe e il marciume prendano piede.
Pianta madre
Un ulteriore vantaggio è che questa pompetta, che mantiene in moto la soluzione nutritiva, utilizza solamente una piccola quantità di corrente elettrica, al punto che in futuro non è impensabile che un sistema del genere possa funzionare interamente a batteria. Prova a immaginare quanta fatica potresti risparmiarti, se non dovessi tramenare con tutti quei cavi, quelle prese e tutti quei metri di tubo fessibile in gomma per il sistema di irrigazione – e non saresti il primo grower a finire a testa in giù, per l’ennesima volta, inciampando nel tuo locale da coltivazione. Ovviamente la maggior parte dei grower è molto cauta nell’attraversare lo spazio da coltivazione che hanno allestito così scrupolosamente, tuttavia sono molte volte gli incidenti di meno rilievo ad avere le conseguenze più gravi. Capita troppo spesso che le piante e le vasche che le contengono vengano fatte crollare giù dal tavolo da coltivazione (poiché sei incespicato contro uno dei cavi), per non parlare di quei poveri disgraziati che inciampando nel barile
Tanto per cominciare, dobbiamo considerare di che dimensioni sono i nuovi sistemi per la coltivazione idroponica in commercio. Il sistema più piccolo ha una lunghezza di 40 cm ed è largo 30 cm per cui è l’ideale se si coltiva una pianta sola. Molti grower si chiederanno subito se sia effettivamente possibile far crescere delle piante di dimensioni decenti in un contenitore così piccolo. La risposta è che sarai stupito dai cespuglioni giganteschi che possano diventare le piante (di marijuana) in simili contenitori. Grazie al fatto che vengono riempiti costantemente di acqua (contentente fertilizzante liquido disciolto) hanno un peso considerevole e la pianta può raggiungere una buona altezza senza minacciare di ribaltare tutto l’impianto. Un contenitore del genere è quindi l’ideale per farci vivere una grossa piata madre, per esempio, senza dover fare molto. Dunque è effettivamente possibile,
Nei granelli di argilla spesso si accumulano delle concentrazioni considerevoli di sali.
Ecco i due orgogliosi progettatori di un nuovo sistema per coltivazione (in acqua). Nota soprattutto le dimensioni gigantesche della pianta, confronto alla vasca da coltivazione.
Purtroppo ci risulta spesso impossibile rispondere a ciascuna e-mail e ad ogni telefonata, ma ciò non toglie nulla al nostro impegno di tenere continuamente aggiornati i grower italiani, olandesi,
d’acqua potenziali, quando si tenta di realizzare un simile sistema da idroponica da soli, bisogna essere estremamente attenti, soprattutto perché ti metti ad armeggiare con
Se si lascia ferma l’acqua, la concentrazione di ossigeno nella soluzione nutritiva diminuisce drasticamente britannici e di altri paesi, raccontando gli ultimi sviluppi. Ogni novità ci mette un po’ di tempo prima di arrivare al centro dell’attenzione e c’è voluto un po’ prima che potessimo affermare con certezza di padroneggiare completamente i sistemi idroponici professionali. Il processo è stato un po’ come cercare l’ago in un pagliaio, siccome i sistemi da coltivazione già esistenti erano (in parte a causa delle dimensini) tutt’altro che adatti per coltivarci la marijuana.
Acqua ed elettricità Ovviamente ci sono ancora moltissimi grower che si sanno arrabattare e riescono a mettere in piedi da soli un sistema da idroponica completo, tuttavia spesso rimane rischioso. Oltre agli aspetti critici di cui abbiamo trattato in precedenza, quali perdite
siccome la pianta riceve continuamente la soluzione nutritiva e non serve fornire acqua con l’annaffiatorio. Di conseguenza non insorgono più dei problemi odiosi, come quando la terra e lo strato sottostante rimangono troppo bagnati poiché l’acqua è in movimento costante. Il marciume delle radici e altre forme di marcescenza capitano quasi esclusivamente in sistemi da coltivazione in cui l’acqua viene lasciata ferma troppo spesso. Se si lascia ferma l’acqua, la concentrazione
di soluzione nutritiva, lo ribaltano accidentalmente, con l’effetto di creare nella stanza un cavallone di acqua da maremoto.
Attecchimento Succede frequentemente che è proprio quando le piante (e dunque la tua grow room) non sono illuminate dalle lampade, che ti viene voglia di metterti a spostare le piante in giro. Da bravo grower svolgi tali attività quasi sempre
delle quantità considerevoli di energia elettrica per poter coltivare adeguatamente le piante. Dato che l’acqua è un ottimo conduttore di corrente elettrica, è ovvio che arrabattare da soli un sistema idroponico puù essere un compito impestato di rischi. Fortunatamente ci sono moltissime società specializzate nella creazione di sistemi da coltivazione destinati fra l’altro all’orticoltura “tradizionale”. Ed è un dato di fatto che le piante di marijuana crescano benissimo negli impianti progettati per piante di pomodoro (per esempio). I sistemi da coltivazione che prenderemo in considerazione nel presente articolo sono gli impianti impiegati nella vivaistica commerciale professionale e questo non fa che aumentare ulteriormente le possibilità
In questa foto puoi vedere chiaramente come le radici si ancorano al tappetino da attecchimento. In questo modo le piante non rimangono vaganti nella vasca da coltivazione.
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Granelli Una volta che le giovani piante, sotto forma di cloni, sono state poste nelle loro vasche, è importante che vengano assicurate in cubetti (grossi quanto un vasetto piccolo) di lana di roccia e / o di cocco. Questo si fa per dare ai giovani cloni la stabilità necessaria, grazie alla capacità della lana di roccia e/o della fibra di cocco di assorbire la soluzione nutritica fino a che i cubetti ne sono pieni e quindi abbastanza pesanti. Col sistema da coltivazione in cui le piante pendono
evita che le sostanze nutritive finiscano per avere una distribuzione disomogenea nell’acqua. Questo deriva da una serie di processi chimici diversi, ma si riassume tutto dicendo semplicemente che la soluzione nutritiva nelle vasche da coltivazione si inacidisce mono in fretta quando usi dei fertilizzanti liquidi per idroponica. Per sorvegliare attentamente l’inacidimento della soluzione nutritiva, vi raccomando di usare regolarmente un misuratore di conduttività elettrica
Questi nuovi sistemi da coltivazione sono ampiamente utilizzati nell’orticoltura per coltivarci pomodori, ma sono fantastici anche per farci crescere la marijuana.
Con questo sistema, è come se le piante rimanessero sospese nel coperchio della vasca da coltivazione. Nota soprattutto la crescita esorbitante dell’apparato radicale.
nei momenti di buio (mentre le lampade sono spente) in modo da non bruciare le cimette contro le lampade, mentre le sposti. Con una semplice torcia elettrica non riesci a vederci molto bene per cui è probabile, e succede effettivamente regolarmente, che capitino degli incidenti.
nelle vasche, ti conviene usare dei vasetti pieni di granelli per idroponica. Con questi granelli aumenti di un bel po’ il
Per tornare a parlare brevemente della questione della misura della vasca: la più grande in commercio è lunga circa due metri e larga circa un metro. Come dimensioni è ottima per il grower con uno spazio da coltivazione appena più grande e offre una moltitudine di
appese per esempio nella soluzione nutritiva, mentre con un altro sistema è come poggiassero su un pavimento, posto nella parte superiore della vasca per piante. Su questo pavimento, o piattaforma, è posto un tappetino biodegradabile che funge da appoggio al quale si possono ancorare le radici, per dare alla pianta maggiore presa nella soluzione nutritiva che è costantemente in circolo. Le vasche stesse sono fatte di plastica, quindi offrono poche possibilità di appiglio per le piante. Specialmente se hai pensato di coltivare nelle vasche di proporzioni maggiori, sono molto importanti le opportunità
In futuro non è impensabile che un sistema del genere possa funzionare interamente a batteria opportunità diverse C’è anche un bel po’ di varietà fra i sistemi, per cui con uno le piante sono letteralmente
di acoraggio per le radici, siccome altrimenti vagherebbero in superficie di continuo nelle vasche.
(EC) e un pHmetro, in modo da ridurre i rischi che ci si svegli con una sorpresa indesiderata. Però non andare in panico
Quasi tutti i grower fanno l’errore di agire troppo prematuramente per correggere delle piccole oscillazioni. peso dei vasetti, di conseguenza le piante non restano sospese in giro a penzoloni. Se usi questo metodo, ti consiglio anche di non impiegare gli stessi granelli per più di uno o due raccolti, poiché nei granelli di argilla spesso si accumulano dei tassi considerevoli di sali. Siccome adesso stiamo parlando di alimentazione, per i sistemi di coltivazione in acqua, fai meglio a utilizzare dei fertilizzanti liquidi per idroponica (quelli che useresti per coltivare in lana di roccia). Il motivo è semplicemente che con tali alimenti si
appena noti una lieve variazione; quasi tutti i grower fanno l’errore di agire troppo prematuramente per correggere delle piccole oscillazioni. La pianta, dopo tutto, nel corso del proprio ciclo vitale ha un fabbisogno nutrizionale in continua evoluzione, per cui può capitare che certe sostanze nutritive nella vasca non siano assorbite, di conseguenza potresti notare una differenza per esempio nell’acidità nella vasca. Inoltre, ti conviene sostituire completamente la soluzione nutritiva ogni 10 giorni circa, in modo da avere un’acqua che offre sempre un substrato nutritivo sano.
speciale va rietà
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La Sativa stile Green House: idroponica! Super Silver Haze
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processo si favorisce l’assorbimento di sostanze nutritive indispensabili alla formazione di fiori e resina (Potassio, Fosforo, Calcio, Magnesio). Anche la temperatura dell’aria e della soluzione nutritiva possono essere innalzate di qualche grado, per favorire la produzione di resina. Attenzione però a compensare con un corrispondente aumento della temperatura minima notturna, o si rischia di rallentare il metabolismo delle piante, specialmente nelle sative più delicate come la Neville’s Haze o la Hawaiian Snow.
lasciare asciugare la lana di roccia fino ad un contenuto in acqua del 60-70%. Per eliminare residui di sali laviamo il medium con una soluzione a basso pH (5.5) una volta ogni 10 giorni, facendo attenzione a lasciare alle piante il tempo di assorbire l’acqua in eccesso prima di passare al seguente ciclo nutritivo. È molto importante lasciare asciugare la lana di roccia fino ad un contenuto in acqua del 60-70%. In questo modo le piante assorbono meglio i nutrimenti e le radici non marciscono. Per sapere ancora più dettagli su come coltivare le sativa della Green House scaricate il Green House GROW DVD dal nostro sito internet, www.greenhouseseeds.nl, nella pagina dei downloads. Alla Green House Seed Company siamo innamorati delle sative. Le sative della nostra libreria genetica sono piante incredibilmente belle, alte e imponenti, ben bilanciate nell’aroma, nel gusto e nell’effetto. Ma come molti sanno, le sative sono piante più difficili da coltivare rispetto alle indiche: richiedono più attenzione, più precisione e anche più amore. Tutti i fattori relativi a crescita e fioritura devono essere monitorizzati e controllati in maniera efficace ed effettiva. Per questo motivo i coltivatori che usano sistemi idroponici, dove si richiede più attenzione e precisione, sono in genere più portati a coltivare sativa.
piante incredibilmente belle, alte e imponenti, ben bilanciate nell’aroma, nel gusto e nell’effetto. Fra i differenti sistemi disponibili per la coltivazione in idroponica, uno dei migliori per le sative è anche uno dei più semplici: vasi da 65 litri, con fori extra per il drenaggio, riempiti di lana di roccia a fiocchi, molto areata. Prima di usare la lana di roccia, la lasciamo impregnarsi in una soluzione a pH basso (5.5) e EC 1.0-1.1; in questo modo si stabilizza il medium per le giovani piantine e si evita lo stress al sistema radicale. Il livello di areazione della lana di roccia è anch’esso molto importante. Per questa ragione ci piace usare fiocchi molto leggeri, con un basso indice di densità. Le piante di sativa amano iniziare il ciclo di crescita vegetativa con un livello di EC più basso rispetto alle indiche
(al massimo 1.2-1.4). Normalmente il ciclo a 18 ore di luce dura tra i 7 e i 14 giorni, a seconda del tipo di pianta e della possibilità di crescita verticale. Piante come la Neville’s Haze o la Arjan’s Haze #2 sono molto alte e non necessitano di molta crescita vegetativa; altre, come la Arjan’s Ultra Haze #2 o la Arjan’s Strawberry Haze sono meno alte e si allungano meno nell’internodo, consentendo un più prolungato periodo di crescita per ottenere il pieno sviluppo della pianta. La soluzione nutritiva per il periodo di crescita vegetativa contiene una più alta percentuale di N (Azoto) e meno P e K (Fosforo e Potassio); il pH ideale per la crescita vegetativa è intorno a 5.5, durante la fioritura il valore si innalza poi gradualmente. La temperatura dell’aria è mantenuta tra 23 e 25 gradi centigradi durante le ore di luce e intorno ai 18-20 gradi durante le ore di oscurità. Sono valori mediamente più bassi di quelli usati per le indiche. Anche la distanza tra la cima delle piante e le lampade è piu elevata con le sative, intorno agli 80 centimetri di distanza con lampade da 600 Watt.
la temperatura dell’aria e della soluzione nutritiva possono essere innalzate di qualche grado, per favorire la produzione di resina Quando si inizia il ciclo di fioritura, il pH della soluzione nutritiva si alza a 6.0, e poi gradualmente fino a 6.5 durante il ciclo di fioritura. Grazie a questo
Una magnifica pianta di Arjan’s Haze #1
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Ghiandole di Resina Di Steve Davis
Ecco le dolci giandole sulle punte delle vostre foglie, dense nei fiori come zucchero cristallizzato. Gli ingredienti psicoattivi della cannabis, altrimenti noti come “cannabinoidi”, sono intrappolati nel tessuto della pianta di marijuana, nei rami, negli steli e nelle foglie, ma la maggior concentrazione di cannabinoidi si trova di gran lunga nelle ghiandole di resina, indicate talvolta come “tricomi ghiandolari”. Altri componenti importanti della pianta, chiamati terpenoidi, sono a loro volta contenuti all’interno dei tricomi ghiandolari o intorno ad essi. Si ritiene che i terpenoidi siano dotati di proprietà medicinali specifiche e molti ricercatori credono che i terpenoidi modulino gli effetti dei cannabinoidi. Pertanto, possiamo capire che le ghiandole di resina sono l’epicentro ghiandolare di un magazzino concentrato di sostanze uniche, create dalla pianta di cannabis. Non si dirà mai abbastanza sull’importanza di queste strutture minuscole. Una cannabis senza ghiandole di resina ad alto contenuto di cannabinoidi non può farvi sballare. I grower esperti e i fotografi di marijuana amano moltissimo le ghiandole di resina “sullo stelo” che assomigliano a palle da golf sul supporto, ma anche le ghiandole di resina non coagulata sugli steli, che scivolano giù sulla superficie della pianta contengono i cannabinoidi. Il cannabinoide più importante per la maggior parte dei coltivatori è il tetraidrocannabinolo, che solleva il morale e procura è “fumati”. Un altro cannabinoide, noto come CBD (cannabidiolo), è un precursore del THC che oltre a moderare gli effetti di quest’ultimo, è dotato di capacità medicinali proprie. Il rapporto fra questi cannabinoidi principali varia da coltura a coltura nella maggior parte dei giardini e può creare una gamma strabiliante di effetti diversi, che vanno da un rilassamento totale a uno stato di elevata energia con estrema consapevolezza.
Alcuni studiosi, come il Dott. Paul Hornby (ricercatore che si occupa di test e sviluppo prodotti per una società canadese di prodotti per le piante, la Advanced Nutrients), stanno esplorando le frontiere scientifiche nel nuovo settore della manipolazione ghiandolare influenzata dagli alimenti. Così come GW Pharmaceuticals, Cannasat, e una pletora di altre aziende e di singoli che vedono i cannabinoidi di origine vegetale come il Santo Grail, Advanced Nutrients e Hornby stanno studiando degli alimenti misurandone l’effetto sul ritmo di crescita delle piante, la resa, la potenza, e, ebbene sì, anche lo sviluppo dei cannabinoidi. Vogliono scoprire come poter controllare le proporzioni e la percentuale di THC e di altri cannabinoidi, utilizzando gli alimenti anziché solamente la genetica e i fattori ambientali. Hornby lavora strenuamente, analizzando i dati fornitigli dai suoi collaboratori, ottenuti tramite strumentazioni specifiche che misurano le percentuali di cannabinoidi in piante coltivate con prodotti Avanzati differenti. In base all’accuratezza degli esperimenti e alla precisione con la quale registra i dati, cerca di scoprire come si possono usare i prodotti nutritivi per piante per riuscire a determinare con precisione lo sviluppo dei cannabinoidi. Nel mondo creato dalla linea di prodotti Advanced-Hornby, un coltivatore indoor idro o aero può simulare l’ambiente sano del suolo alle radici. I grower possono alimentare le piante con zucchero nei momenti in cui l’applicazione di zuccheri aggiunti alimenta la capacità della pianta di produrre dei germogli enormi; possono pompare le piante fino a riempirle di enzimi naturali, aminoacidi, fermenti e catalizzatori che per le piante fungono come i supplementi a base di steroidi per degli atleti purosangue professionisti. Alcuni prodotti contengono ingredienti naturali per innescare una fioritura precoce e per mantenere più a lungo del solito la fioritura massima. \ Un coltivatore che usa diverse formulazioni Advanced afferma che la
Sapevi che puoi proteggere dalle lumache le tue piante con vasetti contenenti birra? Le lumache hanno un debole per un goccetto della classica bionda! Scavando una piccola depressione nella terra intorno alla pianta, ci si infila un vasetto con della birra: le lumache ci si avvicineranno verso sera, e finiscono affogate dentro (non riuscendo più a uscire). Questo metodo funziona che è una meraviglia e ha provocato già la scomparsa di molte migliaia di lumache, che non torneranno mai più a importunare il coltivatore outdoor. ricca combinazione di Big Bud, Voodoo Juice, Tarantula, Emerald Shaman, Colossal Bud Blast e SensiZyme nel suo sistema su lana di roccia gli ha fatto ottenere una “massa di radici fatta a piovra” e dei “germogli duri, coperti di strati di resina, grossi come bottiglie di coca cola, con ghiandole molto più grosse del normale. Alcune ghiandole avevano dei nuovi rametti che crescevano proprio dai rametti delle ghiandole sottostanti”. Hornby ha confermato che le ricerche stanno scoprendo nuovi modi per usare i prodotti nutritivi per influenzare lo sviluppo del THC in relazione al CBD e a altri cannabinoidi. Lo studioso afferma che la tendenza che prevale alla Advanced Nutrients porta a basarsi su prodotti ottenuti da compositi biologici o quasi completamente biologici e che l’obiettivo di aumentare la produzione di resina e di manipolare il rapporto fra i cannabinoidi tramite gli alimenti rientra nella portata di aziende moderne che sviluppano fertilizzanti, come Advanced Nutrients.
Per godere di ghiandole di resina come quelle nella foto che accompagna il presente articolo, potete comprare una lente di vetro da fotografo e unirvi alle migliaia di osservatori di germogli, amanti di queste misteriose strutture resinose. La lente serve anche a un altro scopo, oltre a essere un aiuto per la vista: è uno strumento per riuscire a stabilire quando è giusto raccogliere per ottenere la potenza massima. Studiate le ghiandole con la lente a partire dalla quarta settimana di fioritura. Quando più del 15% delle ghiandole di resina condensate cambiano passando da trasparenti a colorate, si restringono, oppure quando manca la ghiandolina di resina dallo stelo, è giunto il momento di raccogliere per ottenere la proporzione massima di cannabinoidi, in particolare a prevalenza di THC. Le luccicanti ghiandole di resina del tuo giardino sono il vostro principale magazzino di cannabinoidi da marijuana capaci, col loro effetto, di alterare lo stato mentale. Imparate a far crescere le ghiandole. Imparate a essere un dietologo capace di stimolare i cannabinoidi.
A 10 mesi dall’Operazione Foglia, il 25/5 si è tenuta la prima udienza del Processo a Matteo Filla di Mariuana.it presso il tribunale di Rovereto (TN) : il PM ha fatto intervenire OcchidaMerluzzo - venuto da molto lontano, Napoli o giù di lì - per dire che Matteo Filla possiede i siti Mariuana.it e Semini.it e che vende Semi di Canapa, nello stesso tempo affermava che sul sito non si è mai spacciato.... sottolineava addirittura la presenza di Foto e Info dettagliate sui Semini (!) Il Secondo testimone dell’Accusa non si è neanche capito cosa l’abbiano chiamato a fare - anche lui veniva da molto lontano – ricordava solo che il server era a Milano. Per il resto - come accade in questi casi - c’erano altri processi, il Giudice aveva gran fretta ... l’udienza è stata aggiornata al 12 Ottobre - la Giustizia necessita di tempo ... almeno i Giornali hanno corretto il Tiro. Matteo ringrazia Tommaso Iori di Rifondazione e Donatello Baldo dei Disobbedienti e tutti gli Amici che sono venuti al Presidio.
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FAI DA TE
Come eliminare dalle Piante il ragnetto rosso (Tetranychus Urticae)
vitale diffondendosi e deponendo le uova custodite nei mesi freddi. L’infestazione riprende gradualmente con la massima espressione nel periodo estivo.
L’Albero di Natale
Questo fitofago è presente ovunque e attacca tutte le piante, ortive, ornamentali e fruttifere, sia in serra che in pieno campo. Sottrae il contenuto cellulare e porta una forte diminuzione della attività fotosintetica; le foglie attaccate assumono un colore bronzeo, si disseccano e spesso si ha filloptosi; ne consegue un deperimento generale, che porta scompensi nella maturazione dei frutti; inoltre può venire compromessa la maturazione del legno con conseguante mancata fruttificazione l’anno successivo. Il ragnetto sverna come uovo deposto sulla corteccia dei tronchi, i quali in caso di forte infestazione assumono un colore rossastro.
Maggio è mese di infestazioni da insetti, come avranno imparato a proprie spese moltissimi grower. Soft Secrets ha scovato per voi un metodo di grande semplicità ed efficacia, per liberarsi una volta per tutte dei temibili Ragnetti rossi.
Ho di recente inventato una macchina per le torture. Le famose torture cinesi sono nulla al confronto. Lo strumento che ho inventato è battezzato “Albero di Natale” riesce a dare un senso di annegamento senza pari e qualche volta, magari, uccide veramente. Come si costruisce l’Albero di Natale? Prendi un pezzo di tubo lungo alcuni metri, ci attacchi un pirulino nebulizzatore ogni metro, lo avvolgi a spire attorno alla pianta come faresti con le file di lucine di un vero albero di Natale, attacchi il tubo alla valvola dell’acqua e il gioco è fatto. Mira di tanta atroce scienza sono i ragnetti rossi, e anche quelli di altri colori: non sopportano l’umido e così, anziché passare ore con la pompetta in mano, abbiamo automatizzato l’effetto doccia, e i ragnetti se ne vanno. Non appena la valvola si apre, per i poveri ragnetti è un’apocalisse, un turbinio d’acqua, un sibilo agghiacciante, uno scuotere di foglie che metterebbe in fuga anche il più temerario dei parassiti. Ho fatto uno studio quasi esagerato a riguardo: non è un trucco finto: gli animaletti spariscono davvero! E il terrazzo ritorna un paradiso.
La trovata geniale sull’albero di Natale è tratta da www.kirpi.it
Saperne di più sul ragnetto rosso Ragnetti rossi e gialli sono spesso l’invisibile causa di rapidi e misteriosi deperimenti delle piante. Si possono scoprire osservando le foglie, specie la pagina inferiore, con una buona lente di ingrandimento o un microscopio che li evidenzia come puntini dai colori vivaci che si muovono sulla superficie verde. Gli acari sono creature appartenenti alla Classe degli Aracnidi [ = Ragni ], dove costituiscono più di 20000 specie. Sono dotati di 4 paia di zampe [ gli insetti hanno 6 zampe ], hanno un apparato boccale provvisto di una vera e propria “pinza” (chelicero), modificato nelle specie fitofaghe in uno stiletto (un tubicino con all’interno un piccolo canale per il passaggio dei liquidi nutritivi). Il Tetranychus trascorre l’inverno allo stadio di femmina fecondata; terminata la diapausa, la femmina riprende l’attività
lotta integrata
phytoseiulus persimilis
predatore del ragnetto rosso Phytoseiulus persimilis è un fitoseide predatore utilizzato in tutto il mondo per la lotta biologica al ragnetto rosso (Tetranychus urticae), su varie colture orticole ed ornamentali, sia protette che in pieno campo, come fragola, peperone, melanzana, cucurbitacee ed altre.
In primavera (Aprile). inizia la schiusa delle uova, che può protrarsi per tutto il mese. La natura ha contribuito a rendere l’acaro rosso una perfetta macchina riproduttiva: se le uova non sono fecondate, la femmina è in grado di deporre uova vitali che origineranno solo femmine. Qualora avvenisse l’accoppiamento con il maschio (e quindi la fecondazione), si svilupperanno solo maschi. Ecco spiegato perché il rapporto femmine-maschi è nettamente a favore delle prime (3:1). n certi casi, come ad esempio all’interno delle serre o in casa, il numero delle generazioni può essere di molto superiore. Questo essere Invisibile va Contrastato con il massimo Impegno: distinguiamo le 2 situazioni, coltivazione indoor e outdoor. Indoor: coltivando in ambiente asettico può avere senso la lotta chimica, molti fungicidi e insetticidi svolgono pure azione acaricida. Gli acari hanno infatti un bilancio idrico molto delicato e i prodotti in grado di sciogliere le membrane cellulari provocano loro gravi perdite d’acqua e conseguente morte per disidratazione. Altri preparati agiscono sul sistema nervoso. I fitofarmaci per giardinaggio appartengono tutti alle classi III e IV, comprendenti i prodotti di ridotta tossicità per l’uomo e gli animali domestici. Tuttavia è necessario maneggiarli con cura e conservarli fuori della portata dei bambini, quindi prima di passare alla guerra chimica prova questi procedimenti meccanici
Se ad essere attaccate sono poche piante senza troppe foglie, occorre passare, soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie, un panno di cotone imbevuto di alcol, avendo cura di rimuovere i puntini, ossia gli insetti, presenti e le ragnatele anche nelle attaccature delle foglie e nelle zone meno visibili, magari intervenendo di nuovo a distanza di qualche tempo. Il ragnetto Rosso teme l’acqua quindi prova questi metodi: Con uno spruzzatore irrora abbondantemente a intervalli regolari la parte inferiore delle piante, nello stesso tempo lascia che i sottovasi siano colmi, appestare l’acqua con mozziconi o olio di Neem serve a poco, il fattore determinante è l’umidità. Se il fenomeno è veramente serio e vuoi la soluzione definitiva allora devi costruirti ... l’Albero di Natale oppure prova a immergere in acqua a 45°C (massimo 50°C) la pianta infetta, che dovrà essere lasciata nell’acqua per un periodo non superiore al minuto (un tempo più che sufficiente ad eliminare i parassiti, senza lessare la pianta). Outdoor: la lotta al ragnetto rosso ha incontrato molti problemi negli ultimi anni, in quanto il martellante utilizzo di acaricidi ha selezionato e generato individui perfettamente indenni a questi presidi chimici; inoltre con gli interventi chimici non si tiene conto della fauna utile presente; l’uso indiscriminato ed eccessivo di insetticidi a largo spettro distrugge gli insetti utili, favorendo indirettamente il ragnetto, che può svilupparsi in maggior numero (in quanto non più controllato) nei mesi estivi provocando danni molto gravi. Per questo va sempre più affermandosi l’impiego dell’acaro predatore Phitoseiulus persimilis [ vedi riquadro ]. Questo ragnetto “buono” viene allevato nelle principali biofabbriche mondiali e venduto in flaconi contenenti le femmine. L’adulto del Phytoseiulus è facilmente riconoscibile dalla preda in quanto di colore arancione brillante; inoltre le uova sono rosa arancio e di misura doppia rispetto a quelle biancastre e traslucide di T. urticae. Ma la chiave del successo nell’impiego di questo acaro predatore si basa sulla velocità di sviluppo, più elevata della sua preda: a 20 °C infatti il Phytoseiulus raggiunge la maturità in 9 giorni rispetto ai 16-17 dell’acaro rosso. Importante: il temuto ragnetto rosso non è visibile ad occhio nudo; pertanto non va confuso con il ragnetto rosso del travertino, quello che in primavera trovate al sole sulle superfici di marmo e quant’altro.
Le femmine, con il corpo piriforme di colore arancio brillante sono leggermente più grandi di un ragnetto rosso e molto mobili. P. persimilis è caratterizzato da una elevata capacità di ricerca ed è in grado di esplorare ampie superfici. Lo sviluppo in condizioni ottimali è anche più rapido di quello della sua preda. La provenienza dall’Italia meridionale del ceppo, lo rende molto adatto alle difficili condizioni climatiche del bacino del Mediterraneo ma anche più efficiente in areali diversi. Il prodotto in commercio che abbiamo provato è costituito da flaconi con materiale disperdente per una più facile distribuzione in campo. Molto importante è la cura nell’uniformità della distribuzione all’interno dell’appezzamento. Si consiglia di iniziare il programma di lancio precocemente, già alla presenza dei primi ragnetti isolati. I quantitativi totali di lancio variano da un minimo di 5-6 fino a 20-25 per m2.
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FIERA
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Cannabis Tipo Forte 2006 Bologna Migliaia di visitatori piacevolmente sorpresi dall’atmosfera gradevole e ordinata del Palanord alla 2a edizione del Convegno sulla canapa. Se l’anno prossimo nella Penisola saranno organizzate altre iniziative sul tema cannabis, parte del merito sarà del successo che ha riscosso Cannabis Tipo Forte, la «Mostra convegno ecotecnologico della cannabis medicinale e industriale», tre giorni di dibattiti e fiera organizzati dall’associazione che dà il nome all’evento. E che avvia adesso la campagna di tesseramento. certi governi, che cercano di “fare di tutta l’erba un fascio”, assimilando la marijuana alle droghe e trattando i suoi estimatori come malviventi. L’effetto perverso del proibizionismo non fa che rimpinguare le tasche dei malfattori veri. Bologna quale sede sembrava di buon auspicio, ed il mondo cannabico che si è presentato alla fiera ha saputo farsi benvolere e vivere una vera festa, grazie anche a un impianto organizzativo gestito in modo ineccepibile.
L’Associazione Cannabis tipo forte apre la campagna di tesseramento! Sostienili... per info: www.cannabistipoforte.com
Passeggiando fra i variopinti stand, nel padiglione brulicante di curiosi, attivisti, negozianti, musicisti, l’aria vibra per il momento davvero speciale. Questa è la prima volta che nel nostro paese si svolge una vera fiera della canapa, come quelle che si svolgono periodicamente in Inghilterra, Spagna, Olanda, Svizzera... Con cautela e circospezione, all’apertura della tre giorni, visitatori e standisti fiutano l’aria per capire che vento tira. Cannabis Tipo Forte si è rivelata un evento riuscito e vibrante di spirito propositivo: finalmente il popolo dell’erba ha potuto mostrare il proprio volto, con le molteplici entità che lo compongono. Dagli alimenti alla canapa (olio, biscotti, snack, pasta...) ai cosmetici, passando per la birra, fino alla miriade di gadget multicolori e articoli per fumatori, senza escludere articoli da giardinaggio outdoor e indoor... la disposizione degli stand forniva una panoramica esauriente dei vari settori coinvolti in questo mondo che sa proporsi con serietà e professionalità. Tante giovani aziende oltre ai nomi ormai consolidati: da chi realizza cartine o pipe talmente artistiche da farne un oggetto da collezione, fino ai produttori di articoli da giardinaggio che offrono attrezzature sempre più efficienti e di comodo impiego. Oltre al museo della canapa erano numerosi i banchetti dei movimenti antiproibizionisti italiani ed europei. Grazie ad associazioni quali per esempio Encod a livello di U.E., gli Antiproibizionisti.it, l’Associazione Cannabis Terapeutica, il cartello ConFiniZero con la sua ricchissima rete di membri e gruppi associativi, la famigerata guerra alle droghe (War on Drugs) può contare su oppositori che sanno mostrare alternative valide e intelligenti alla fallimentare repressione di
Nel clima disteso, di poliziotti non ce n’erano, sebbene per garantire la sicurezza gli organizzatori stessi avessero domandato alla questura qualche rinforzo. Per quest’anno, sono bastati i 15 addetti alla sicurezza, soprattutto perché non vi è stata l’ombra di una rissa, nonostante l’affluenza di visitatori sbalorditivamente elevata: fra gli 8.000 e i 10.000 visitatori, di cui oltre 5.000 paganti (alla sera si entrava gratis per la musica). L’anno prossimo vedrà perlomeno la presenza dei vigili del fuoco; solo per precauzione, a meno che la gara di rollaggio in futuro assuma dimensioni da torcia olimpica! Lo Stand di Soft Secrets era al centro della fiera, di fianco al palco dei concerti, dibattiti e presentazioni... Un flusso continuo di lettori appassionati ci passava a salutare per portarsi a casa la copia mancante di Soft Secrets o l’imperdibile Guida Internazionale Highlife. Dalla nostra postazione potevamo assaporare ogni momento di quello che, ci auguriamo, contribuirà a sancire altri episodi di ritrovato rispetto e meritata valorizzazione della pianta di canapa. Dopo lunghe e tediose ondate repressive, speriamo che torni a soffiare una brezza liberatoria. La pianta di cannabis non solo ci può offrire una fumata gradita, ci può proteggere dal freddo e dal caldo, è una fonte preziosissima dal punto di vista alimentare, costituisce un’alternativa valida al diesel fossile o alle vernici e alle plastiche petrolchimiche, per certi malati gravi è una soluzione meno dannosa degli antidolorifici... insomma, partendo dalla canapa possiamo riscoprire un modo più umano di rapportarci al pianeta e alla vita. Alcuni proponevano il partito della canapa. Per ora ci accontentiamo di vedere come cresce la scena italiana, sperando che si continui a fare pressione sulle coalizioni politiche esistenti, a favore di una legislazione più libera e sensata. Il vario programma della tre giorni è riuscito a combinare una pluralità di aspetti legati alla canapa: usi terapeutici, testimoniati da ricercatori e medici pionieri; interventi degli operatori dei Sert sulla legge Fini; dibattiti con illustri
botanici sulle varietà attuali e quelle scomparse; responsabili di politiche agricole o sulle droghe in istanze cittadine, regionali ed europee... proiezioni di film e documentari a tema. Incontri appassionanti sulle frontiere della canapa industriale, fino alle nuove frontiere della canapa tessile; per gli amanti della moda, non mancava una sfilata di capi stilosi e voluttuosamente indossabili: sono finiti i tempi dei sacchi di patate: oggi, dalle camicette alle minigonne la canapa diventa streetwear ed entra a pieno titolo nel guardaroba di chi sa riconoscere le qualità di questo tessuto resistente e versatile. Per distrarsi in modo ludico c’erano laboratori di capoeira, didjereedoo, danze africane... non mancavano spazi per giocolieri, saltimbanchi e creativi e percussionisti. Per rilassare le membra, massaggi reiki, shiatsu e altre tecniche declinate da agili polpastrelli. La più grande collezione di poster e opere psichedeliche mai esposta faceva bella mostra di sé... con immensa delizia dei lettori di Soft Secrets che seguono la storia, di cui pubblichiamo ora la terza parte, a cura del grande esperto Michele di Foglie d’Erba. Dal punto di vista musicale, dulcis in fundo, la programmazione era godibilissima e l’armonia che regnava alla festa si trasformava di sera in un’energica vibrazione di note e corpi danzanti: ci sono i presupposti perché Cannabis tipo forte si riveli anche un appuntamento imperdibile per la musica live. Il Palanord dal 2 al 4 giugno 2006 forniva uno spaccato realistico della popolazione cannabinofila italiana: gente normalissima, dalle mamme e papà ai ragazzi più sbarbati, dai giovani del Livello 57 ai più rodati attivisti insieme a commercianti ingrosso e dettaglio, tutti amalgamati dalla passione per questa pianta, che sotto le sue fronde generose unisce tante visioni diverse. Auguri Verdissimi al nascente mondo della canapa tricolore!
Ecco i prossimi imperdibili appuntamenti per il mondo canapa, ricordati di segnarli subito sull’agenda verde e... prenota i biglietti! Fiera Highlife in Spagna: Highlife BCN, Fiera Internazionale della Canapa. 19, 20 e 21 gennaio 2007. La Farga, Barcellona, Spagna. Per informazioni: www.highlife.nl Fiera Highlife in Olanda: Fiera Highlife, 23, 24 e 25 febbraio 2007. Centro fieristico Rai, Amsterdam, Olanda. Per informazioni: www.highlife.nl
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Soft Secrets
smokers’ tools
Viaggio a tappe nel mondo degli strumenti da fumatore, tra storia, tecnica, cultura, usi e curiosità.
le cartine
Di albertoetniko // Fotografie di Marzia Cosenza
Dalle origini ai giorni nostri La leggenda vuole che la nascita delle cartine per fumatore sia da attribuire a un fante francese (uno Zuavo che combatteva in Crimea), verso la metà del 1800. Essendoglisi rotta la pipa e trovandosi nell’impossibilità di fumare, non fece altro che prendere un foglietto di carta di lino e arrotolarlo attorno al tabacco; da quel momento, il mondo dei fumatori non fu più quello di prima! A un paio di decenni dal ‘900 nacquero le prime ditte specializzate, precursori del fumare moderno che avrebbe conquistato tutta Europa e, in seguito, il globo intero. Alcune di queste aziende, come la Rizla (oggi prodotta in Belgio, ma fino al 2002 azienda Francese D.O.C.), la spagnola Smoking, la OCB e altre, sono ancora in attività e in continua espansione. Dal termine carta da tabacco a rolling paper, papel, cartine per sigarette, leaf ecc, dal foglio del soldato zuavo alla carta di riso, alla rolls, a quella ultrasottile: sono tutti elementi che indicano l’evolversi di un prodotto verso le esigenze della clientela, e l’attenzione rivolta, oltre alla gamma di prodotti, a marketing e advertising. Provate a entrare nei siti internet dei produttori di cartine e ve ne farete un’idea!
Produzione Vi siete mai chiesti, magari fumandovi un bel cannone e in completo trip esistenziale “ma chissà mai come è stata fatta sta’ cartina?”, No? Nemmeno io, però ecco alcune informazioni tecniche La carta è composta essenzialmente da fibre di cellulosa estratte da vegetali opportunamente trattati. Le piante più utilizzate sono il lino, la canapa da fibra e la pianta del riso, arbusti con ciclo di vita annuale che producono una gran quantità di cellulosa e soprattutto richiedono uno scarso apporto di concimi e pesticidi. Le fibre ricavate dopo la mietitura vengono immerse in acqua e successivamente spolpate sotto l’azione di un agitatore meccanico; questo procedimento di sminuzzamento crea una polpa che, ulteriormente raffinata, diluita, epurata, disidratata e sbiancata (tutto con procedimenti il più naturali possibile) è pronta per il passaggio sui macchinari; grazie a un costante controllo dei parametri di densità, pressione e temperatura, producono la bobina vera e propria di carta. Il grande rotolo, del peso di circa 250kg, subisce una pressatura: la carta viene svolta dalla bobina e fatta passare sotto rulli che esercitano una pressione, rafforzandola e donandole la caratteristica trasparenza e, a seconda dei casi, mediante l’impiego di rulli marchiatori, è possibile aggiungere un particolare rilievo come marchio di fabbrica!
Le bobine in seguito vengono tagliate e poi, sotto l’azione dell’ingommatore che le cosparge di estratto di gomma arabica diluita, seguendo linee parallele che ne percorrono tutta la lunghezza e successivamente ridimensionate in piccole bobine dello spessore della cartina da produrre. Le bobinette vengono poi nuovamente svolte e tagliate secondo la lunghezza della cartina (ad esempio 110 millimetri nel caso delle Smoking Eco), i fogli che si creano passano nelle tacche di una ruota dentata che intercala i foglietti, creando risme di 33 o 50 pezzi in cui il superiore è legato al successivo, sistema che permette di avere sempre una cartina pronta per ogni utilizzo successivo, ed è poi fatto cadere su di una piegatrice che, con il cartoncino prestampato, esegue la sagomatura e la confezionatura, concludendo il ciclo produttivo.
Cannone Omai sono anni che il rito si ripete con le stesse modalità e con la precisione di un chirurgo plastico: Pinza emostatica, clamp, garze, tampone, diventano Filtro, Cartina, Mista… La precisione nella confezione del filtro, ad esse oppure a z per i Bastian contrari, la scelta della cartina “ no le Rizla normali no che sono troppo larghe”, “ no le smoking blu mi mettono tristezza” e l’arte del rollare, sono tutti componenti essenziali per la buona riuscita di un joint e di conseguenza, del divertimento che ne deriva. Nelle compagnie compare sempre la figura del Re della Cartina, il Mago della Mista e l’immancabile Raccatta Filtro; ho visto persone che riescono a confezionare una canna, dal tabacco alla rollatura, usando solo la mano destra, guidando una due cavalli del ’72.
Il carciofo Il carciofo è un potentissimo strumento fai da te, facilmente confezionabile con materiali che si possono reperire sempre e ovunque. Da un effetto di gran lunga superiore rispetto la normale canna, in quanto la superficie di combustione aumenta man mano che i tiri si susseguono per poi finire con il gusto del tabacco, prima che il filtro inizi a bruciare. Vi segnalo infine un dato curioso: quale sarà mai il nome olandese del carciofo? Ma ovviamente... Tulp, ossia tulipano! Ricetta per una-tre persone Tempo di realizzazione: 8-10 minuti Grado di difficoltà: medio Materiale necessario: 3 cartine misura king size 1 flyer da discoteca 1 spago da 2mm 1 sigaretta mista (adeguata alle dimensioni del carciofo, fatta con circa 2 sigarette)
Step 1/2
Step 3
Step 4
Step 4a
Step 5
Step 6
Step 6a
Step 7
Step1 Sagomare il flyer da discoteca in modo da ottener le misure di 8cm per 4cm, arrotolarlo a mo’ di filtrino dal lato più lungo, non dimenticando la piega interna. Step2 Prendere una cartina e avvolgere il filtro appena realizzato sigillandolo, senza però otturare le due estremità. Step3 Incollare tra loro le due rimanenti cartine creando un foglio unico con la colla da un solo lato. Step4 Bagnare la colla e fare combaciare i due lati del foglio in modo da creare un cono e aspettare alcuni secondi in modo che la colla bagnata faccia presa. Step5 Versare la mista dentro il cono, rompere la sigaretta e finite di riempire il cono con il tabacco della sigaretta. Step6 Infilare il filtro dentro il cono per circa 1cm -1,5cm e successivamente chiudere il cono facendolo aderire al filtro. Adesso che il nostro carciofo ha preso la forma desiderata, usare lo spago per fissare i due pezzi, avendo cura di non stringere troppo perchè altrimenti le cartine usate potrebbero lacerarsi, vanificando tutto l’operato. Step7 Accendere e... buona fumata! N.B. Le dimensioni del filtro e il numero di cartine usate per la realizzazione del carciofo possono variare a seconda della quantità di mista e dal numero di persone coinvolte.
Il decalogo del cannone Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, il bonton non è dettato solo dall’eventuale scarsità di mista, in tempi di proibizionismo e vacche magre (come quando hai appena finito di fumare il raccolto più recente). Anche nei migliori salotti e nei coffeshop olandesi, fare una canna è un gesto di convivialità e le regole d’oro del cannaiolo valicano i confini e le epoche. Per non sfigurare, quindi, e per far sì che la canna sia goduta da tutti i presenti... ecco i 10 comandamenti da incidere sulle tavole della legge cannabica! 1. Rispetta sempre il giro (in senso antiorario) e non spezzarlo per alcun motivo 2. Non rubare tiri agli altri 3. Concedi il diritto ad accendere la “sacra torcia” a chi l’ha confezionata 4. Non spegnere mai prima dell’ultimo
tiro perché esso spetta al rollatore. A questo punto puoi accompagnare il magnanimo gesto con formule vocali in rima, a seconda delle varianti regionali e dialettali del tipo “chi rulla bumma”, “chi l’arriccia l’appiccia” e soprattutto aggiungiamo... chi più ne ha, più ne metta! 5. Assisti sempre coloro che perdono la forza poiché un giorno potresti essere tu nelle loro condizioni 6. Non sbavare la canna 7. Sbatti via la cenere ogni volta prima di passare 8. Non rifiutare mai se ti qualcuno offre da fumare 9. Assicurati che il cannone sia sempre adeguato al numero delle persone radunate, mai meno di un giro completo 10. Mentre il rollatore sta lavorando, contribuisci al rito con quello che hai a disposizione (cartine, tabacco, filtro).
Soft Secrets
Salute: farsi le canne fa male? Ho chiesto a un ortopedico e mi ha risposto che non ci sono problemi per i polsi, a meno che non si continui a rollare per 2 ore di seguito! A parte gli scherzi, tralasciando l’impatto della ganja sul nostro organismo, il tabacco, la combustione della cartina e, ancora peggio, l’utilizzo dei filtri inchiostrati rappresentano dei seri rischi per la salute. Non ci sono dati precisi perché nessuno si è preso la briga di fare questo genere di studi in fatto di canne, ma possiamo utilizzare quelli derivati dal consumo di sigarette visto che il tabacco per le canne deriva dalle bionde; sono circa 4000 le sostanze prodotte dalla combustione di una sigaretta, 40 delle quali considerate ad alto rischio cancerogeno; basti pensare che solamente la carta rilascia dei fenoli (fam. degli idrocarburi aromatici), particelle che si sono dimostrate fattori indiretti in grado di promuovere la trasformazione delle cellule in senso tumorale. Per non parlare poi dei filtri rimediati dai flyer delle discoteche. Il passaggio del fumo caldo attraverso di esso rimuove le particelle di inchiostro (composto anch’esso da idrocarburi tutt’altro che naturali) che, grazie all’inalazione, si depositano in gola e possono alla lunga provocare dei danni. Il consiglio è limitare al minimo l’impiego del tabacco (alla faccia di Philip Morris e compagnia bella), usare cartine sottili (imparando la tecnica a bandiera per usare meno carta) e
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cartoncino bianco semplice come filtro. Ma ecco cosa emerge da recenti studi U.S.A... dove però si fuma sempre erba pura (fonte Confinizero.it): Lo spinello non aumenta il rischio di tumore del polmone. E nemmeno di altri tipi di cancro, come quello della bocca, gola, testa-collo ed esofago. Questi i risultati, a sorpresa, di uno studio dell’Universita’ della California a Los Angeles (Ucla), presentato alla Conferenza internazionale della Societa’ americana di pneumologia in corso a San Diego. E i primi a meravigliarsi sono stati gli stessi ricercatori.’Ci aspettavamo che l’uso di cannabis protratto nel tempo - afferma Donald Taskin, docente di medicina alla David Geffen School of Medicine dell’Ucla - aumentasse il rischio di tumore anche dopo decenni dal consumo della sostanza’. Attingendo ai dati del Registro tumori dell’universita’ della California, l’equipe ha seguito 611 persone di Los Angeles con cancro del polmone, 601 con tumore testa-collo e 1.040 volontari sani. Tutti sotto i 60 anni. I ricercatori hanno raccolto informazioni sul fumo di marijuana e di tabacco, sul consumo di alcolici o di altre droghe, sulla dieta e lo stile di vita, sui casi di cancro in famiglia e sullo stato socio-economico di ogni partecipante allo studio. I consumatori accaniti di cannabis avevano fumato oltre 22 mila spinelli, quelli moderati fra gli 11 mila e i 22 mila: eppure, non presentavano un maggior rischio di tumore rispetto a chi non aveva mai fumato ‘erba’.
Boom Festival
Il Boom è un ritrovo globale di arte, musica e cultura che si tiene ogni due anni nella soleggiata campagna del Portogallo centrosettentrionale in un sito stupendo, sulle rive del lago Idanha-aNova. L’evento riunirà dal 3 al 9 agosto 2006 le ultime novità sonore e visuali psichedeliche, con istallazioni artistiche sbalorditive e laboratori interattivi che si svolgono nel corso della settimana, facendo convergere armoniosamente persone, energie, informazioni e filosofie da tutto il pianeta Terra e anche oltre.
La prossima incarnazione di Boom, sincronizzata pluridimensionalmente con la luna piena di agosto, adotterà un approccio biodinamico, incorporando una serie di tecniche sostenibili e di forme basate sulla Terra, nel suo assetto infrastrutturale. Boom 06 riflette un equilibrio armonico fra la sfera organica e quella delle tecnologie cibernetiche, e contrassegna quindi la cornice metafisica all’insegna di Pace, Amore, Unità e Rispetto.
Fumare alti... come in vetta ai monti coi Tobacones Foglie di tabacco aromatizzate e prerollate, confezionate fresche, adatte per il consumo. La Mountain High, conosciuta per gli involucri da spinello CONES e come produttrice di apparecchiatura per il confezionamento di joints, come ben saprete continua a darsi un gran da fare. Dopo aver sviluppato le rivoluzionarie macchinette per spinelli, gli involucri con filtro (i Cones) e le confezioni su misura, nell’ultimo periodo ha investito moltissimo nello sviluppo di nuovi prodotti. Ecco spiegato il silenzio che per un po’ ha circondato quest’azienda inventiva. Si trattava solamente della calma prima di una tempesta.
Da indagini sui consumatori e sui dettaglianti emerge infatti che la maggior parte dei cannaioli gradisce una fumata di Tobacone e anche qui in redazione, ormai ne accendiamo regolarmente uno.
Coni fatti coi blunt Mancava infatti poco prima che Mountain High lanciasse i Tobacones, già disponibili al dettaglio e all’ingrosso. I Tobacones sono degli involucri di blunt prerollati fatti di tabacco, diciamo un sigaro vuoto con filtro incorporato, nei quali puoi semplicemente far scivolare le bontà che preferisci. Ti consente di farti notare molto meno, in termini di aspetto e odore, oltre al fatto che il gusto è di gran lunga più raffinato. Fumarsi un bel cannone sul balcone senza essere sgamati, secondo le previsioni (e i test) farà furore grazie ai Tobacones, gli spinelli prerollati di Mountain High.
“Uno solamente può avere il più lungo...” Per i veri appassionati, i signori di Mountain High hanno realizzato anche un joint (involucro con filtro) di niente meno che 280 mm di lunghezza... già disponibile presso i migliori negozi di articoli per fumatori e i coffeeshop più forniti... Questo cannone può contenere un bel 15 grammi di materia fumabile... di conseguenza se te lo fumi ti senti davvero alto come una montagna! Ed ecco che vi abbiamo dato un’altra, ottima “dritta” (che in inglese si dice come “filtro”: tip!).
estate estatica
In questo senso è impostato quindi il tono per un’esperienza trasformatrice, nella celebrazione del ciclo perpetuo della creazione e della ricreazione, dall’Inizio del Tutto fino all’Eschaton. La “città” Boom si trova in aperta campagna e si estende per circa 3Km lungo la sponda del meraviglioso lago di Idanha-a-Nova. Qui puoi imparare, ballare, divertirti e nuotare. Il paese di Idanha-a-nova si trova a pochi chilometri dal lago. Un luogo magico, pieno di energia, pronto a divenire il centro attivo della communità psychotrance e pronto a sostenere la “città” Boom, è caratterizzato dal suo bene più prezioso: miliardi di acqua dolce, fresca e cristallina. Questo lago di montagna funge anche da specchio che riflette la luna piena nel cielo e garantisce inoltre la sopravvivenza dell’agricoltura locale e del delicato equilibrio naturale. Ha avuto l’onore di essere scelto come parte di Natura 2000. Circondato da campi sterminati e da alberi di sughero. Storicamente questa regione conta la storia portoghese più antica. Dal sito dove si svolge il Boom, si vede l’orizzonte di Monsanto, il paese più vecchio del Portogallo, a soli 15 km. Idanha-a-Nova (un paese di circa 3000 abitanti) si trova a 50 km dalla frontiera spagnola e a 35 km dalla città di Castelo Branco in Portogallo. Il Boom Festival è un Evento Multi Artistico, una piattaforma artistica di esplorazione e incontro per la cultura psichedelica e un luogo dove espandere i propri orizzonti. Boom aprirà le
sue ali creative verso innumerevoli settori delle belle arti. Affascinanti artisti di tutti i generi contribuiranno al lago dell’arte... e innumerevoli workshop coinvolgeranno i partecipanti in discipline incentrate sull’essere umano e la sua relazione armoniosa con l’universo: dal reiki al Qi Gong, passando per l’Hata Yoga e per i Percorsi di Permacultura e i riti di trance dance, fino alla presa di coscienza su internet e all’attivismo digitale... Boom offre la possibilità di partecipare a seminari, incontri e corsi veramente innovativi e fecondi. Il sogno di Boom è che ogni singolo elemento della sua costruzione sia fatto con arte, bellezza e biocoscienza! Che avvenga attraverso le realizzazioni di decoratori, artisti delle arti visive e VJ’s, i paesaggisti o i maestri delle istallazioni, i gruppi che si esibiranno in diverse performance, gli oratori e i guaritori, i filosofi, gli stilisti di moda, l’edificio, le équipe della manutenzione e della produzione; appartengono tutti quanti all’Arte di Boom! Una moltitudine di informazioni visive, acustiche, sensoriali ed estetiche che riverbera in tutte le dimensioni e percezioni. Questa energia riunita rappresenta un apice di arte, un culmine di cultura alternativa, diffusa in tutto il mondo e rivelata nella sua bellezza ed etnicità.a Controlla frequentemente il sito www.boomfestival.org per essere aggiornato sugli sviluppi di Boom, un organismo pluristratificato e pluridimensionale.
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Outdoor
Soft Secrets
il meraviglioso mondo di Weckels
Di Weckels
Crescita outdoor – fioritura indoor (2a parte) Come indirizzare, potare e svettare le piante In questo articolo rivolgerò la mia attenzione ad aspetti importanti come guidare, potare e cimare le piante di marijuana. Sebbene forse questi aspetti sembrano tutti chiari alla maggior parte dei grower, sono questioni molto più complesse di quanto sembri. Ogni volta che cominciamo a parlare di cose come svettare le piante o potare via la crescita superflua, rischiamo di danneggiare la pianta irrimediabilmente. Eliminare il ramo laterale sbagliato e / o svettare la pianta troppo precocemente sono entrambi azioni irreversibili e irreparabili. Per rispondere a tali quesiti dobbiamo prestare molta attenzione, e conto di rivelare presto come meglio possiamo compiere tali interventi. potrai scegliere. Se volessi abbassare i rischi che comporta averne un numero talmente elevato, allora l’unica soluzione sarebbe farle crescere (in via preliminare) in una serie di posti diversi.
Tanto per cominciare, questa pianta è stata fatta crescere nel posto sbagliato. La pianta ha sparato come un razzo verso l’alto e può cominciare a svilupparsi adeguatamente solo quando avrà sentito un po’ di sole. Di conseguenza questa pianta è stata scartata come candidata per andare a fiorire al chiuso.
Nel presente numero proseguirò la nostra panoramica sulle piante dell’esperimento in cui abbiamo lasciato crescere le piante all’aperto, per poi farle fiorire al chiuso. Per la buona riuscita dell’esperimento, occorre che le piante siano preferibilmente della stessa altezza circa e che abbiano grossomodo le stesse dimensioni, prima di spostarle al coperto. Pe questo motivo diamo un piccolo aiuto alle piante perché diventino così, indirizzando i rami laterali delle piante, potando via i rami laterali che sono troppo sottili ed eliminando le estremità delle piante che crescono più in alto. Nel fare ciò, facciamo in modo che le piante alla fine siano della stessa altezza e della stessa dimensione, per offrire loro migliori possibilità di avere una fioritura indoor che proceda facilmente. Quando si parte con una pianta più grande dell’altra (anche soltanto di 30 centimetri), allora è quasi impossibile sistemare le lampade a una distanza ragionevole sopra le piante. Ne consegue solitamente che le infiorescenze crescono male (per via della luce insufficiente) e si bruciano le piante in troppi punti. Dei problemi così possono in gran parte essere evitati, col semplice espediente di tenere le piante suppergiù alla stessa altezza. Quando abbiamo tirato su le piante partendo dai cloni, ottenere ciò è abbastanza facile. Tutto sommato, i cloni vengono dalla stessa pianta madre e di conseguenza hanno un tipo di crescita e di fioritura grossomodo identico. Quando alleviamo piante da un certo numero di piante madri diverse, tutte provenienti da semi diversi, vedremo che spesso mostrano differenze notevoli nelle fasi di crescita e (quando le portiamo al chiuso per fiorire) anche durante il periodo di fioritura.
Ecco come si presentavano le piante prima che i rami laterali venissero messi in tensione dal basso e che si eliminasse il ributto apicale. Non erano ancora stati tolti nemmeno i rami laterali deboli.
Non è particolarmente semplice riuscire a far maturare delle piante madri diverse allo stesso ritmo e con una forma uguale fra di loro. Ciononostante, possiamo contribuirvi accertandoci che le piante madri crescano tutte in condizioni esattamente uguali. Quindi dobbiamo fare in modo di avviare tutte le piante in vasi delle stesse dimensioni e di dare loro delle quantità uguali di nutrimenti. Inoltre è meglio anche che le varie piante madri crescano nello stesso luogo all’aperto. Se dovessimo lasciar crescere una pianta in piena luce solare mentre l’altra riceve soltanto la metà di luce diretta, a prescindere da tutta la buona volontà del grower le piante madri molto probabilmente finiranno con l’avere la stessa altezza e le stesse dimensioni. Parallelamente, se le pianti in un punto molto ventoso sei sicuro che le
Tanto sole e delle cure amorevoli garantiranno un buono sviluppo compatto delle piante.
piante sceglieranno di svilupparsi restando piccole e compatte, confronto alle piante tirate su in un ambiente più protetto, per esempio dietro a una recinzione solida. Inoltre spesso vi sono differenze fra le piante dovute alle abitudini di chi se ne occupa. Quindi per esempio i grower che dedicano grandi attenzioni alle piante solitamente sono quelli che al momento del raccolto ottengono i migliori risultati. Tale fattore è di particolare importanza qualora affidamo alcune o tutte le nostre piante a un collega grower, magari perché hai già in ballo altre quattro colture e non ti basta lo spazio momentaneamente. Oppure in Olanda quando vogliamo restare sotto la soglia tollerata per Legge di quattro piante, potremmo decidere di mandare un certo numero di piante “in affido” presso un amico coltivatore. Dopo tutto, se dovessimo decidere di portare, diciamo, cinque piante al chiuso per farle fiorire e vorremmo inoltre avere le piante madri migliori in assoluto, allora puoi pensare facilmente che ti toccherà far crescere da 10 a 15 piante fra le quali
Sebbene le piante abbiano un bellissimo aspetto, i ributti sui rami laterali non hanno ancora raggiunto la lunghezza ideale. Questo è il momento di dare una mano alla pianta.
Dopo che abbiamo dato alle piante gli stessi fertilizzanti e le abbiamo fatte crescere in vasi della stessa misura – preferibilmente nello stesso punto soleggiato all’aperto – il passo successivo è semplicemente tenere sotto attento controllo i semenzali, in tutti i loro aspetti. Osservali con estrema accortezza: forse la prima cosa che attira l’attenzione è che ci sono già delle differenze notevoli nello spessore dei gambi. Un semenzale presenta un gambo robusto e, crescendo, sta uscendo dal terreno con vigore, mentre un altro ha un gambo sottilissimo, lungo più del doppio dell’altro semenzale, ma penzola da tutte le parti. Quando il vento comincerà a soffiare un pochino, ti accorgerai in fretta che è lo stesso semenzale ad essere tutto piegato in giù da una parte. Adesso possiamo decidere se eliminare immediatamente questo semenzale cresciuto male (quello col gambo sottilissimo) e mettercene semplicemente uno nuovo al suo posto, sebbene talvolta convenga limitarsi a stare ad aspettare un pochino. Capita che un semenzale abbia solamente avuto più fortuna di un altro, ma ciò non significa che quello meno bello originerà per forza di cose una pianta madre cattiva. Spesso capita che un semenzale venga smangiucchiato da una lumaca, per esempio, che può danneggiare gravemente una pianta giovane. Si è sentito anche di qualche giovane semenzale rimasto parzialmente bruciato perché il grower l’aveva piantato in un momento di sole, oppure perché lo aveva
In questa foto puoi vedere chiaramente come il ramo laterale sia tenuto verso il basso dallo spago teso. Così facendo, stimoliamo la pianta affinché sviluppi in larghezza i rami laterali.
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innaffiato in modo disgraziato (bagnando con l’acqua anche il semenzale stesso). Al grower il semenzale danneggiato gravemente sembra un caso irrecuperabile, tuttavia i semenzali riescono a riprendesi in modo sbalorditivo, sviluppando talvolta persino due rami principali. Queste piante a testa doppia (come le chiamo io) sono l’ideale da spingere a svilupparsi bene in larghezza. Ad ogni modo è qualcosa che fanno in gran parte già loro automaticamente, siccome non possono crescere immediatamente verso l’alto. Tali piante, una volta che le si è portate indoor per fiorire, davvero possono fare la felicità del grower. Le piante “bicefale” producono di frequente ottimi raccolti, poiché riescono a distribuire molto meglio il peso delle cime fiorite rispetto alle loro sorelle con un solo apice, che dispongono di un gambo solo. La pianta si mantiene anche molto meglio in equilibrio e, come noteremo, anche questo fattore è positivo. Una pianta ben sviluppata ma con un gambo solo rischia di cascare, se per esempio si lascia seccare eccessivamente la terra nel vaso. Le piante grosse richiedono una fraccata di acqua e capita immancabilmente che si lasci seccare troppo la terra, per cui il peso nel vaso non fornisce più una zavorra sufficiente a mantenere su dritta la pianta. In breve, il peso della corona (che svolge in seguito un ruolo cruciale quando le cime fiorite cominciano a svilupparsi) a questo punto è superiore rispetto al peso nel vaso con la sua terra (troppo secca). Questo problema non si presenta tanto facilmente con una pianta a due teste.
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Qui si vede chiaramente quali rami laterali siano stati messi in tensione verso il basso. Grazie a questo accorgimento, la pianta alla fine potrà avere uno sviluppo assai migliore.
Dopo solamente un paio di settimane, è evidente che la pianta sta crescendo molto meglio. Nota soprattutto come si è allargata bene la pianta.
L’internodo appena sotto il ributto che è stato asportato dalla sommità della pianta deve sopportare molto (a causa di tutti quei cordini in tensione che tengono in basso i rami). Con l’ausilio di altro spago, ho provato a prevenire ulteriori lacerazioni in prossimità dell’internodo, dove il ramo laterale incontrava il gambo principale.
Indirizzare i rami laterali Quando la pianta ha potuto sviluppare adeguatamente verso l’esterno i suoi rami laterali, può essere notevolmente avvantaggiata, in quanto finirà col produrre molti più ributti della crescita anche sui rami laterali. Visto che tali ributti di crescita possono trasformarsi in delle cimettine adorabili durante il periodo di fioritura, potrai constatare come mai delle piante belle grasse possono essere molto più allettanti delle loro controparti più smilze. Delle piante ben conformate producono fra l’altro molti più boccioli, che sono oltretutto di qualità notevolmente superiore, per cui tutto considerato alla fine avrai un raccolto più abbondante e migliore per ciascuna pianta. Certamente ti capiterà di notare che in una pianta i rami laterali crescono molto di più in altezza, mentre un’altra pianta avrà dei rami laterali che si sviluppano maggiormente in larghezza. Pure così però possiamo aiutare la pianta di prima, più smilza, a svilupparsi ulteriormente in larghezza. Legando giù con lo spago i rami laterali di una pianta che cresce in altezza, li si può distanziare maggiormente fra di loro, stimolandoli dunque a crescere di più in orizzontale. A differenza dell’esperimento precedentemente descritto, non leghiamo i pezzi di spago a dei picchetti da campeggio o a picchetti infilati in terra, bensì leghiamo le estremità dello spago alla base del gambo principale. Così facendo, possiamo ancora spostare facilmente i vasi in giro e per esporli al sole in ogni momento della giornata. Ciò va a grande vantaggio della crescita, oltre che essere essenziale perché le piante abbiano un buono sviluppo.
Bada attentamente alle raffiche di vento. Le piante possono cadere facilmente (soprattutto se la terra nei vasi è seccata un pochino a fine giornata) e ne possono conseguire dei danni irreparabili. Dobbiamo stare molto attenti affinché lo spago legato alla base del gambo (per tenere in tensione verso il basso i rami laterali) non possa incidere la corteccia.
Oltre a tenere i rami laterali in tensione verso il basso, eliminiamo anche il ributto apicale. Questo serve affinché che le piante raggiungano la stessa altezza finale.
Quando l’eliminazione del ributto apicale (si chiama anche svettare la pianta) non si svolge secondo copione e la pianta continua a perdere linfa nutritiva, possiamo chiudere la ferita con una molletta da bucato (arrestando quindi il deflusso di linfa). La ferita poi si rimarginerà rapidamente.
I ributti della crescita sui rami che crescono male, quelli che abbiamo tagliato via, possono essere felicemente riciclati per farne dei cloni. Dobbiamo ancora separare i maschi dalle femmine. Solitamente tengo i cloni outdoor a mettere radici, prima di portarli dentro e metterli in fioritura sotto una lampada.
Ecco come è diventata una pianta della quale abbiamo legato e indirizzato bene i rami laterali, oltre che togliere il ributto apicale. Quasi tutti i ributti adesso crescono alla stessa altezza e possono stare facilmente (in seguito) sotto le lampade.
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Adesso che abbiamo messo in tensione verso il basso i rami laterali con l’aiuto dello spago, e che abbiamo legato le estremità dei fili di spago alla base del gambo, ecco che dobbiamo sorvegliare da vicino le piante. Se la tensione sui rami laterali dovesse essere eccessiva, si rischiano lacerazioni in prossimità degli internodi. L’internodo di una pianta è il punto in cui il ramo incontra il gambo principale. Se avvengono lacerazioni anche modeste agli internodi sul gambo principale, le conseguenze possono essere fatali. Una piccola lacerazione può aumentare ben presto (basta solamente una folata di vento), e addirittura peggiorare facendo staccare svariati rami in un colpo solo. Se dovesse succedere, allora questa pianta che era destinata a fiorire al chiuso avrà subito danni irreparabili e bisognerà eliminarla dall’esperimento. Per fortuna, le piante di marijuana sono le più misteriose fra tutte le piante e possiedono qualità di tutti i tipi, che lasciano completamente perplessi i grower, a cui non resta che grattarsi il capo stupefatti. Che tu lo creda o meno, appena si verificano piccole lacerazioni della corteccia, la pianta di marijuana comincia automaticamente a fabbricare del tessuto ispessente, col quale tenta di riparare il danno subìto. Ciò che colpisce di questo processo è che molte volte le vicessitudini rendono la pianta ancora più forte e resistente rispetto a prima che venisse danneggiata (dalle leggere lacerazioni sulla corteccia). Il punto ove c’erano le piccole lacerazioni, grazie alla formazione di tessuti nuovi, è pure spesso il doppio di prima. In breve, le piante si rafforzano laddove serve, in modo che non si ripresentino tanto facilmente gli stessi problemi. Io però raccomando ai grower di non arrivare mai a tal punto. La differenza fra uno o più rami laterali spezzati o un internodo che si ripara da solo col tempo è minima, per cui rimane comunque un’avventura precaria. Per tale ragione è molto meglio mettere leggermente in tensione i rami laterali (ad ogni modo), ma non al punto che la pianta rischi di perdere dei rami laterali. Servono doti quali un poco di esperieza e un pizzico di sensibilità, per comprendere quale tipo di tensione sia sopportabile per i rami. Oltre agli internodi della pianta, dobbiamo anche tenere d’occhio attentamente la base del gambo. I pezzi di spago legati ad esso possono facilmente incidere la corteccia. Un altro problema possibile è che a questo punto cominci a crescere notevolmente in larghezza il gambo stesso della pianta, proprio adesso che tentiamo di tenere legati giù i rami laterali per incoraggiarli a distribuirsi maggiormente verso i lati. In poche parole, se non stiamo molto attenti allo spago e alla crescita del gambo, rischiamo che incidano la corteccia, danneggiandola gravemente. Oltre a pregiudicare la crescita del gambo, un simile dannopuò anche aprire un varco agli innumerevoli malanni e provocare ferite da cui spurgano i liquidi. Ripararle costerebbe anche moltissima energia alla pianta, proprio mentre sta perdendo la sua preziosa linfa nutritiva. Ci conviene evitare tutta questa situazione, basta infatti disfare ogni due o tre giorni i cordini e riallacciarli al gambo, molto facilmente. Chiaramente
questo metodo ti richiede un po’ di lavoro extra, ma ti fa risparmiare anche tantissimi grattacapi!
I boccioli delle piante Oltre a incoraggiare uno sviluppo in ampiezza delle piante, è importante anche far sì che crescano alla stessa altezza (per poter garantire che ci sia ancora uno spazio sufficiente per le lampade in una fase successiva). Siccome ci sarà una pianta che tende a crescere più velocemente di un’altra, noi grower non possiamo fare altro che recidere il ributto che cresce più in alto (quella sulla sommità della pianta) da ciascuna pianta, appena raggiunge l’altezza prestabilita. Nel gergo dei grower, questa operazione è nota come la svettatura della pianta. Svettare le piante in effetti non è molto difficile, purché si usino un po’ di accortezza e cure. Alcuni grower semplicemente tagliano via i ributti di crescita più alti, mentre io preferisco pizzicare leggermente o staccare ciascun ributto di crescita piegandolo ocon la punta di due dita. Facendolo in questo modo, si limita notevolmente la ferita inflitta al gambo principale e si evita che la pianta perda inutilmente delle quantità di linfa vitale. Ci sono varie venature linfatiche che scorrono nei gambi (e nel gambo principale) della pianta per rifornirla di sostanze nutritive. Se ci limitassimo ad asportare il ributto della crescita con le forbici, allora molto spesso rimarrebbe un’estremità tagliata molto nettamente e la pianta faticherebbe a rimarginare una tale ferita. Ne risulterebbe una perdita inutile di molta linfa (nutritiva). È inoltre molto importante rimarginare la ferita, in quanto è sempre un punto critico per evenutali attacchi di muffe e simili. Qualora la ferita non guarisse e continuasse a defluirne la linfa, si creerebbero le condizioni ideali per l’insediarsi di funghi e/o parassiti. Per evitare che succeda, tanto per cominciare possiamo rimuovere il prima possibile l’apice in crescita. Se ci accorgessimo di non aver sorvegliato abbastanza attentamente l’altezza della pianta e notiamo di dover tagliare via (per esempio) 20 centimetri di apice (per riottenere l’altezza desiderata), potremmo subìre delle conseguenze gravi, giacché le ferite inflitte tagliando via dai rami laterali 20 centimetri (per eliminare un tale pezzo,
Grazie a tutti i nostri sforzi, adesso le piante hanno raggiunto pressapoco la stessa altezza. Ora non ci resta che portarle al chiuso.
bisogna togliere anche qualcosa dai rami laterali) sarebbero molto maggiori. Se operiamo più tempestivamente, possiamo semplicemente pizzicare via delicatamente il ributto di crescita più alto dall’apice della pianta, in modo da richiudere anche il gambo, pizzicandolo, per evitare che esca la linfa dalla ferita. A questo punto la pianta può riparare facilmente al danno subìto. Se la pianta dovesse continuare comunque a predere eccessivamente tanta linfa – e possiamo accorgercene se vediamo che continua a colare giù del liquido – possiamo arrestare la perdita contenendo la ferita attaccandoci una molletta da bucato. Potrebbe sembrare un po’ bizzarro, però funziona a meraviglia. Inoltre la molletta da bucato aiuta la pianta a rimarginare meglio la ferita, mantenendo i tessuti premuti e più ravvicinati. La pianta può adesso fabbricare nuovi tessuti e sarà ancora più forte di prima! Oltre ai metodi sopradescritti per favorire un buono sviluppo delle piante, possiamo dare loro una mano anche se giriamo regolarmente i vasi. Così facendo, le piante ricevono luce diretta da tutti i lati con grande vantaggio della loro crescita. Se non le giriamo, avremo presto dei problemi di piante che crescono sbilenghe e / o di piante con un davanti di ottimo aspetto, mentre la parte posteriore (dove la luce ha battuto raramente) ha avuto uno sviluppo alquanto scarso. Si tratta di aspetti importanti da tenere a mente sempre, perché prima di poter portare al chiuso le piante per farle fiorire, dobbiamo accertarci di avere delle piante di marijuana che si sono sviluppate in modo quasi perfetto. Quindi tutta la circonferenza della pianta deve presentare dei rami laterali forti, sui quali (potranno) crescere delle cime fiorite gagliarde. Per tale motivo, si fa meglio a eliminare i rami laterali sottili o poco sviluppati appena li si è diagnosticati. La pianta necessita inoltre di un po’ di tempo per guarire le ferite delle estremità asportate, producendo tessuti cicatrizzanti, in modo da avere automaticamente uno strato nuovo di corteccia. I rami laterali e / o altri ributti di crescita insoddisfacenti che sono stati tagliati via durante la fase di crescita possono essere
riciclati bellamente, per farne dei cloni. Le piante da usare per l’esperimento di coltivazione outdoor con fioritura indoor, le avevo tirate su a partire dai semi, dunque bisogna separare i maschi dalle femmine, quando i semenzali iniziano a diventare delle piante. Ho descritto il principio in passato. Ed è veramente facile comunque. Da ogni pianta, preleviamo un ributto di crescita (ad esempio, uno dei rametti laterali rimossi perché cresceva poco) e lo lasciamo innanzitutto attechire (annota bene da quale pianta proviene ciascun ributto, ed è più semplice se hai numerato i vasi!). Dopo che il ributto ha attecchito, trasformandosi quindi in un clone, lo poniamo sotto una lampada. La lampada ovviamente deve essere l’unica fonte di luce, per cui devi fare in modo che il posto in cui metti i cloni sia illuminato solamente da essa. Quando hai messo i cloni sotto la lampada, bisogna impostare il numero di ore di luce che ricevono a 12 h e i cloni cominceranno a fiorire nel giro di due settimane. Adesso si tratta solo di aspettare per vedere quali cloni sono maschio e quali sono femmina. Poi basta che togliamo i cloni maschio (che solitamente fioriscono prima) e in base ai numeri sui vasi, possiamo ora eliminare le piante padre (sono maschi, ricorda) dal luogo principale di coltivazione. La cosa migliore è distruggere subito la pianta padre, a meno che abbiamo pensato di usarla per impollinare una pianta madre. Tale impollinazione delle piante femmina presenta il vantaggio di poter creare da soli delle nuove, forti varietà, incrociando le piante fra di loro. Potrebbe essere uno spunto a metà estate, mentre le piante sono avviate indoor: prendere un certo numero di talee da ciascuna pianta prima che sia indotta a fiorire, dalle quali si può operare una bella selezione, in modo da non avere bisogno di piante maschio. Nel prossimo articolo, le piante saranno maturate diventando dei veri cespugli e ci occuperemo di come portarle per farle fiorire al chiuso. Lo spazio indoor ove le piante di White Shark andranno in fioritura, nel nostro caso non si trova nelle vicinanze dell’ubicazione outdoor dove sono cresciute. Quindi vedremo come vanno impacchettate le piante, come le si trasporta e come vanno fatti i preparativi per far compiere loro il grande viaggio verso il locale indoor.
Per concludere, ecco ancora una volta le cinque piante madri più belle, messe in fila. Se confronti questa foto con quella scattata prima dei nostri trattamenti, puoi constatare facilmente che le piante sono migliorate notevolmente per quanto riguarda le dimensioni. Tutti i nostri sforzi sono stati ricompensati abbondantemente!
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tes n a v r e C e g r on Jo Coltivare c
Varietà outdoor Gregorio (Goyo), fotografo e scrittore specializzato in cannabis, illustra un campo di femmine in fioritura in Svizzera.
Introduzione La coltivazione outdoor è più diffusa di quella indoor nei paesi con una legislazione permissiva sulla cannabis. La ragione è semplice: la luce solare è gratuita, mentre le lampade e l”elettricità si pagano. Per questo semplice motivo, sono più le persone che coltivano all’aperto anziché al chiuso.
usare come serbatoi, 10 piedi (3 metri) di tubatura in PVC, e infine 200 piedi (60 m) di tubo per annaffiare fu una vera prova! Effettuavo questi viaggi, trasportando scorte ingenti, alle quattro di mattina. La parte ardua sarebbe stata riportare giù tutto quanto, una volta concluso lo spettacolo della coltivazione! Dopo molti viaggi su per il canyon, raccolsi sei libbre (2, 7 kg circa) di cime di Colombiana e di Messicana. La qualità era decente, però avendo raccolto presto ero l’unico in città ad avere uniche cime fresche a metà settembre. Nei “bei tempi andati,” gli immobili ad uso agricolo in vendita nella California settentrionale spesso non facevano che pubblicizzare in realtà le numerose tane da coltivazione di marijuana che erano già state bonificate.
una delle numerose gole, trasportando un motore da 3,5 cavalli che pesava 30 libbre (14 kg), oltre alla pompa (altre 30 libbre) e agli allacciamenti da idraulico che consentivano di collegarla a uno spinotto di entrata da 5 cm e a una presa in uscita da 3.5 cm. Trascinarsi dietro un fardello con quattro bidoni di plastica per l’immondizia da 30 galloni (115 L) da
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Varietà Selezionare le varietà più adatte al tuo clima è altrettanto importante che trovare il luogo perfetto. Qui di seguito passiamo rapidamente in rassegna alcune delle varietà outdoor più amate. Le varietà sono raggruppate in cinque categorie distinte, suddivise in base ai periodi di fine coltura. È una buona idea coltivare alcune varietà diverse che finiscono di fiorire in momenti diversi, per distribuire il lavoro e l’essiccagione in un maggiore arco di tempo. Se pianti una coltura primaverile, puoi raccogliere per gran parte della stagione.
Attualmente le guardie forestali portano la pistola e hanno la facoltà di arrestare le persone sospettate di essere dei grower. La malavita latinoamericana è penetrata a sua volta nelle National Forests, impiantandovi immigranti clandestini armati di pistole per coltivare e difendere dei vasti appezzamenti da guerriglia di ganja. La crociata proibizionista (War on Drugs) ha trasformato buona parte dell’America in un luogo dove è rischioso vivere e coltivare. L’Australia, il Canada, gran parte dell’Europa e moltissime altre parti del pianeta sono significativamente diverse; i grower possono piantare nel giardino retrostante, in serrette o in località remote senza temere seriamente di essere arrestati..
Questa “Hash Plant”, disponibile presso numerose società del seme, è pronta per essere raccolta a fine agosto se viene coltivata all’aperto.
La cannabis è una pianta forte e la si può coltivare quasi ovunque con buoni risultati. Fintanto che si sta attenti alla sicurezza, si possono trasformare praticamente tutte le superfici coltivabili per tirare su, spesso con poco sforzo, una coltura sana. Prima di piantare, compi le tue riceche. Leggiti gli articoli di giardinaggio e parla coi contadini della zona per scoprire il periodo più adatto per piantare e coltivare pomodori e simili ortaggi, poi pianifica di conseguenza. Indaga anche relativamente alle infestazioni più comuni e agli agenti disinfestanti. Raccogli le pubblicazioni sulle condizioni locali per l’orticoltura. Spesso le si possono reperire presso i vivai o tramite l’assessorato locale o il ministero dell’agricoltura.
Il grower sta scrutando questa pianta nel suo orticello da guerriglia.
Puoi coltivare ovunque. Per esempio, uno dei primi campi in stile “guerriglia” che seminai si trovava su una rampa sopraelevata autostradale di una città nel nordest degli Stati Uniti negli anni settanta. Piantai dei semenzali in terra argillosa in un ambiente infestato da rovi di more, a fine giugno. Diedi alle piante un’unica applicazione di fertilizzante a rilascio lento. A fine settembre erano diventate delle piante femmina di bassa statura con dei boccioli densi da fumare. Il raccolto aveva un peso di poco inferiore alla libbra (poco meno di mezzo chilo) di cimette aromatiche, ma con parecchie foglioline. Da tutti soprannominata “fatta in casa”. Il mio primissimo campicello da guerriglia era stato piantato e raccolto sulle alture dei colli californiani. Mi inerpicai risalendo
Cucù! Questa splendida “Jamaican Pearl” era stata piantata in un angolo recondito del cortiletto.
Le varietà di cannabis maturano in momenti diversi. Scegli delle varietà che crescono bene nel tuo clima e che maturano prima che le giornate diventino fredde e piovose.
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1. “Hash Plant”, “Afghana”, “Hindu Kush”, ecc., sono delle ottime varietà che finiscono fra metà e fine agosto. La resa e la forza sono piuttosto elevate, ma anche l’aroma è alto! Queste varietà si addicono ai grower esperti. Richiedono moltissima luce solare intensa e devono essere annaffiate dal basso, non dall’alto con la pioggia. Sono varietà che cominciano a fiorire quando le giornate sono lunghe e la luce solare è intensa. Le infiorescenze si ingrossano rapidamente sulle piante, che tengono a restare basse, quasi accovacciate. La pioggia seguìta da calde giornate di sole può promuovere la formazione di muffe, che in breve tempo rischiano di decimare un raccolto. Foglia ha visto delle cime essiccate e già pulite, grosse come palline da softball, piene zeppe di muffa. Buttate via. Per evitare problemi di muffe, consiglio di raccogliere quando circa il 10 per cento dei pistilli sono appassiti. Persino la rugiada se abbondante può provocare un disastro muffoso! Foglia ama la “Hash Plant”.
Ciononostante, con una gelata leggera o moderata tendono a tirare fuori dei bei colori (violacei). Rendono bene outdoor ma crescono ancora meglio indoor.
“Jack Herer” si raccoglie da metà a fine settembre.
La “Early Riser”, di nome e di fatto, è pronta per essere raccolta da fine agosto a metà settembre.
5. “Skunk #1”, “Northern Lights #5”, “Big Bud”, sono delle sative pure o quasi pure, pronte fra fine ottobre e inizio novembre. Talvolta le sative non arrivano a maturazione completa se il clima si raffredda troppo e arriva la neve. Un anno, il 15 novembre, mi toccò scuotere via la neve per raccogliere! Circa il 50 percento dei pistilli erano morti. La “Skunk #1” è estremamente odorosa; il vento può letteralmente trasportare per un miglio l’odore di skunk. Tutte le piante in questa categoria danno una resa grande e pure enorme, capace di produrre svariate libbre ciascuna. La “Big Bud” ha una resa quantitativamente gigantesca; i rami inferiori vanno legati o sostenuti con paletti per evitare che si spezzino sotto il peso dei boccioli. La potenza è superlativa in tutte le piante di questo gruppo, eccetto la “Big Bud”.
2. “Early Pearl”, “Early Queen”, “Early Riser”, ecc., “Manitoba Poison”, e varietà simili da fine agosto a inizio settembre, a una latitudine di 49° nord. Sono potenti e rendono leggermente di più rispetto alle piante sopraelencate. Crescono fino a sei - nove piedi (1.8-2.7 m) di altezza e rimangono abbastanza cespugliose. La maggior parte di queste varietà è resistente alle muffe e sono semplici da coltivare – una scelta eccellente per i grower novizi che hanno poco tempo per badare alle loro piante.
Tutte le piante diventano alte. La “Big Bud” and “Skunk #1” crescono fino a 10-14 piedi (3-4 m) di altezza. Le “Northern Lights” spesso sono ancora più alte! Alcune Sativa possono raggiungere i 20 piedi (6 m)!
3. “Mighty Mite”, “Durban Poison”, “Jack Herer”, ecc., finiscono da metà a fine settembre. La resa e la forza sono molto buone, mentre l’odore non è troppo penetrante. Tutte le piante crescendo sviluppano un enorme ombrello dominante con svariate cime terminali grosse sui rami principali. In certi casi bisogna legarle a un graticcio per evitare che i rami si spezzino. Svettare le piante pare aumentare la resa. Queste varietà richiedono relativamente poche cure, tuttavia più amore ricevono, e più potranno contraccambiare. Si tratta di piante che crescono bene se le si lascia stare fino a metà settembre, e il raccolto è buono a patto che non rinsecchiscano o non caschino a terra. “Mighty Mite” è un’altra favorita.
Il presente brano è tratto da Marijuana Horticulture: the Indoor/Outdoor Medical Grower’s Bible di Jorge Cervantes, 512 pagine, 1120 fotografie e illustrazioni a tutto colore, ISBN1878823-23-X. Il libro è edito in inglese e sarà disponibile in spagnolo, tedesco e italiano nell’autunno 2006 . Per ulteriori informazioni, visita:
I funghi possono rivelarsi un problema per queste piante a fioritura tardiva. Possono resistere bene a pioggia e a gelate leggere; in molti casi possono sopportare pure una nevicata leggera. Dopo tutto, crescono come la gramigna!
La “White Russian” così come altre piante della famiglia delle “White” sono pronte per il raccolto da metà a fine ottobre.
“Northern Lights #5 x Haze” è una delle varietà più potenti e gustose. Questo incrocio può essere raccolto da fine ottobre a inizio novembre.
4. “Blueberry”, “White Widow”, “White Rhino”, “Super Silver Haze”, “Pure Power Plant”, ecc., tendono ad essere pronte per metà – fine ottobre. Resa e potenza sono elevatissime! Non odorano forte mentre le si coltiva, però che differenza una volta che le si è tagliate! Raggiungono fra i sette
e i dieci piedi di altezza (2-3 m) e la resa è copiosa. Richiedono un po’ di attenzioni per ottenere il raccolto migliore. Le “Super Silver Haze” e le “Pure Power Plant” possono essere una pena da coltivare, siccome spesso sviluppano delle muffe, poco prima del raccolto, quando il tempo è umido.
www.marijuanagrowing.com.
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one i z a v i t l o c i Reportage d
Jack Herer della Sensi Seed Bank di Mr. Muddle/ Foto DJS & Nas Ambiente: Indoor, sotto hps Metodo: Cloni da Seme Substrato: Terra (All-Mix di Bio Biz) Fertilizzanti: Bio Biz Grow, Bio Biz Bloom Tempo di crescita: 21-35 giorni Tempo di fioritura: 70-85 giorni Struttura della pianta: Alta, con buona ramificazione Struttura del fiore: cime dai calici a forma di pannocchia Fragranza: odore speziato, sapore muschiato metallico Effetto: cerebrale e spaziale Resa: 40-100g per pianta La Jack Herer si porta dietro una reputazione importante. Una pianta speciale con tantissimo vigore. Di solito i semi germinano bene tutti. I
piccoli semenzali maturando diventano molto presto delle grosse piante, il che significa ottenere delle piante madri pronte per essere clonate entro poche settimane.
Haze #19 x Skunk di Nirvana Seeds di Mr. Clumsy/Foto di Nirvana Ambiente: Indoor, sotto 600w hps Metodo: Da semi standard Substrato: Terra (All-Mix di Bio Biz) Fertilizzante: Bloom di Bio Biz Tempo di crescita: 10-20 giorni Tempo di fioritura: 60-100 giorni Struttura della pianta: mista indica e sativa Struttura del fiore: grosse cime skunk > haze Fragranza: odore resinoso, muschioso con note fruttate Effetto: psichedelico e corporeo Resa: 40-120g per pianta Haze#19xSkunk è un ibrido voluminoso che richiede molto spazio, tanta luce e grossi vasi di terra. I semi germogliano in percentuali elevatissime (98% su 100 semi). I semenzali all’inizio sono tendenzialmente alti e smilzi, poi trovano equilibrio quando guadagnano in altezza. Siccome la Haze#19xSkunk cresce così rapidamente con 12/12, la durata della vegetativa può essere ridotta a 10-15 giorni (purché le condizioni lo consentano). Si vede
normalmente una proporzione di 50/50 maschi vs femmine e i maschi sono riconoscibili a 14-21giorni di 12/12. Tutto ciò significa che la Haze#19xSkunk coltivata a partire dal seme funziona decisamente bene. La Haze#19xSkunk decolla veramente quando la si mette a 12/12 ore e le piante cominciano a diventare dei cespugli. Cominciano a bere acqua presto, gradiscono la buona aria pulita e una dose di fertilizzante ad annaffiature alterne. La maggior parte delle piante produce
Soft Secrets
Come piante madri, le prestazioni della Jack Herer superano molte altre varietà. Grazie al gambo dal legno semiduro, può sopportare i molti maltrattamenti inferti dalla clonatura e produce solitamente una progenie di talee sane e robuste. Durante il ciclo vegetativo, la Jack Herer cresce in fretta. Quindi per il grower inesperto, la Jack Herer potrebbe rappresentare un piccolo tesoro! La tipica Jack Herer è una pianta grossa, che gradisce poco fertilizzante, dosi medie di acqua e moltissima luce nelle prime fasi di crescita. Le talee possono essere messe in fioritura appena attecchiscono. Tuttavia per ottenere il massimo della resa, bisognerebbe lasciarle crescere per almeno 2-3 settimane, prima di sottoporle a 12/12 ore. I semenzali potrebbero impiegare una settimana o due per stabilirsi, prima di essere indotti a fiorire. In fioritura, la Jack Herer è al meglio di sé. I fiori primordiali sono visibili dopo 2-3 settimane a 12/12. Durante questo periodo, le piante crescono vertiginosamente in altezza (2/3 in altezza al momento della raccolta) e i rami laterali crescono circondando il gambo principale. A questo punto nei vasi vengono
infilati dei bastoncini di sostegno. Dalle 4-8 settimane in poi, con la formazione di numerosi punti di fioritura, la pianta assume la sua struttura tipica. A 8 settimane, la Jack Herer fiorisce per ancora 3-4 settimane, finendo a 70 – 85 giorni, a seconda del fenotipo. Proprio quel paio di settimane in più fa davvero la differenza al momento della raccolta. Anziché produrre delle specie di bottiglie di cocacola grosse e pesanti, l’eleganza della Jack Herer risiede nei suoi lunghi rami coperti di fiori. Consentendole di giungere a maturazione completa, ogni singolo sepalo si gonfia, creando una serie di calici allungati (ciascuno somigliante a una pannocchia). Il che semplifica molto il lavoro di cimatura. La proporzione fra foglie e sepali è piuttosto uniforme, ma considerando che la maggior parte delle foglioline che si eliminano con la cimatura contengono THC, questo fattore non è negativo. Perfetto per farci un fumo di tipo scuff, bubble e kif. La Jack Herer ha tutte le qualità per essere un perfetto avvio della festa (o una gloriosa conclusione). Diffida delle imitazioni che non riescono a eguagliare lo standard originale.
numerose foglie primarie che possono essere potate via di brutto se necessario. Le piante più alte emettono moltissimi rami laterali che bisogna legare insieme per evitare che si affloscino sul pavimento. Si usano anche dei bastoni di bambù per sostenere le numerose cime pesanti. Solitamente si manifestano tre fenotipi. Alcune piante piccole tipo skunk (25%), molte piante ibride (50%) e alcune piante alte tipo haze (25%). Il problema principale posto da questa varietà è l’altezza delle piante tipo haze. Certe cime, fra le “pannocchie” più pesanti, devono essere legate e indirizzate per evitare che crescendo entrino nelle lampade. Anche gli acari possono essere un problema se si insediano in una fase precoce. La Haze#19xSkunk mostra tantissime foglie vecchie/morte durante le ultime fasi della fioritura, che devono essere eliminate ogni paio di giorni per evitare le muffe. I raccolti con la Haze#19xSkunk sono distanziati di diverse settimane (fra le 9 e le 14 settimane). Aspetta finché i pelucchi sono arancioni al 60-70% e saranno pronte da essere tagliate. Il tempo fra i raccolti lascia spazio per cimare, essiccare e conciare i numerosi fiori. Ti consente pure di fumati qualche cima mentre aspetti che le altre siano pronte. Le prime piante a maturare sono le indiche basse e accovacciate (40-50g per pianta). Due settimane dopo sono pronte le vere ibride
Haze#19xSkunk con cime pesanti (50-100g per pianta). Una di queste ibride ha raggiunto i 128g essiccata! E poi, due settimane dopo, saranno mature le haze, a cespuglioni alti, (60-120g per pianta). Prepara le forbici e fai in modo che siano ben affilate per raccogliere resina. Con questa varietà c’è molto lavoro di forbici, perché quasi tutte le piante diventano così grandi. Da fumare, le cime di indica sono dolci e appiccicose, con un lieve aroma di skunk, gradevoli da assaporare la sera. Le cime ibride sono grosse e tipicamente haze, con una nota muschiosa di fondo di skunk fruttata e una piacevole ebbrezza (se si fanno cloni queste sono piante che bisogna avere). Le piante più tardive tipo haze producono cime molto più piccole, dall’ebbrezza cerebrale e leggermente psichedelica. Quest’erba è ottima da tenere per godersela con gli amici. Attenzione che l’hashish formatosi sulle forbici è da trance, l’effetto è estremamente intenso, quasi narcotico. Nell’insieme, la Haze#19xskunk è allegra e a buon mercato, oltre che essere un ibrido simpatico da coltivare e da fumare. Se disponi di un grande spazio, puoi darle fiumi di luce (senza troppe attenzioni), se non hai niente contro un raccolto scaglionato e le rese alte, se sei un fan delle haze, allora questa è la varietà che fa per te. In effetti la dovrebbe coltivare più gente!!!
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Coltivazione per principianti Parte 8 Dai primi accenni di cime a una fioritura lussureggiante La fine è quasi in vista e, fra soltanto un paio di mesi di fioritura saremo pronti a estrarre le cesoie dal cassetto. Per trarre davvero il meglio da ogni pianta, dobbiamo accordare tutti gli eventuali fattori affinché siano integrati armoniosamente. Dopo tutto, spesso sono i miglioramenti più sottili a portare i risultati più clamorosi. In questa edizione, tratterò in ordine ciascuno dei fattori chiave, oltre che spiegare come rimediare rapidamente a una carenza nutritiva. La fioritura è davvero ben avviata e dopo un paio di settimane i peluzzi bianchi cominciano a spuntare in vari punti della pianta. Come ho già accennato, non scordare di separare le piante maschio dalle femmine. I maschi sviluppandosi mostrano presto delle palline, che nel giro di tre settimane circa saranno pronte a dischiudersi, spargendo dappertutto il polline, che fertilizza le pelose femmine. Le prime tre settimane del periodo di fioritura in effetti sono una sorta di periodo di crescita. Dopo aver indotto le piante a fiorire, impostando l’illuminazione su uno schema giornaliero di 12 ore luce / 12 ore buio, le piante cominciano a fiorire (crescere) in modo esplosivo; le loro dimensioni possono ben presto raddoppiare o triplicare. Soprattutto se è la prima volta che coltivi, è una vista certamente magnifica da osservare, quel pupo di un cespuglio che si trasforma in un arnese bello grande e grosso, con cime che si ingrossano sempre di più, sulle quali i cristalli pieni di THC cominciano ad accumularsi a mucchi. L’odore specifico della pianta si sviluppa ulteriormente, cosicché non riesci quasi a stare ad aspettare di raccogliere alcune di quelle cimettine, per goderti la prima canna del nuovo raccolto.
Fertilizzanti per la crescita e per la fioritura Durante la fase di fioritura passeremo a usare del fertilizzante per la fioritura e possiamo riporre via fino allla prossima volta tutto il fertilizzante per la crescita rimanente, per quanto poco ce ne sia servito fino ad oggi. In caso tu abbia usato della terra ben preconcimata, allora può darsi che tu sia riuscito/a a fare a meno dei fertilizzanti liquidi per alcune settimane. Naturalmente, il periodo di crescita preliminare non dovrebbe protrarsi eccessivamente, altrimenti ti occorrerà usare dei nutrimenti per la crescita. Per questa operazione di coltivazione abbiamo utilizzato esclusivamente dei nutrimenti Plagron; certe marche impiegano soltanto un unico flacone che può essere dosato sia per preparare del fertilizzante per la crescita, sia per fare del nutrimento per fioritura, mentre altre producono fertilizzanti distinti per la crescita e la fioritura.
Primo piano di una cima dopo 2,5 settimane di fioritura
Moltissimi grower inoltre continuano a somministrare alle piante dei fertilizzanti per la crescita anche nella prima o nella seconda settimana della fase di fioritura, in quanto si tratta di una specie di periodo transitorio e le piante hanno ancora un grande fabbisogno di azoto e di altri mattoncini fondamentali per sostenerne uno sviluppo rapido. Facendo così, le piante finiranno anche col diventare leggermente più grosse, dato che il fertilizzante per la fioritura avrebbe stimolato le piante a spostare l’attenzione (e le risorse) alla formazione di altri boccioli, anziché all’aumento delle dimensioni. In questo modo, puoi utilizzare la somministrazione dei nutrimenti per giocare un pochino con la taglia finale della pianta. Se hai delle piante di dimensioni già soddisfacenti e preferiresti che rimanessero un po’ compatte, a causa del limitato spazio che puoi mettere a loro disposizione, allora puoi semplicemente dare loro del fertilizzante per la fioritura immediatamente. Se invece le tue piante fossero tendenzialmente piccole e a questo ritmo non riempirebbero in modo ottimale lo spazio, mentre ne vuoi aumentare al massimo le dimensioni, allora puoi stimolarne la crescita continuando a dare del fertilizzante per la crescita ancora per un po’. Ovviamente, tali differenze non sono enormi, ma ogni piccolo fattore può contribuire, e qualche centimetro in più qua e là può fare una bella differenza. Dopo tre settimane di fioritura noterai che le piante hanno raggiunto le loro massime dimensioni. Le piante hanno smesso di aumentare in statura o in circonferenza e adesso si metteranno davvero a formare i boccioli. In questo momento è importante applicare del fertilizzante per la fioritura, visto che le piante hanno un fabbisogno accresciuto di fosforo e di calcio. Sono questi alcuni dei mattoncini più importanti per uno sviluppo corretto delle cime. Significa che è una buona idea anche
Panoramica delle piante nate da seme dopo 2,5 settimane in fioritura
Una settimana dopo, a 3,5 settimane di fioritura, si può già notare un chiaro cambiamento nella forma delle cime.
tirare fuori il tuo flacone di PK 13-14. Il PK 13-14 (io ho usato il PK Plus di Plagron) è un fertilizzante a parte per la fioritura, utilizzato come supplemento al tuo normale fertilizzante per la fioritura. Come avrai potuto dedurre dal nome, contiene del fosforo e del calcio supplementari, che servono alla pianta per riuscire a ricompensarti con delle cime grasse e grosse. Ci sono due metodi per somministrare il PK 13-14. Puoi partire da piccole dosi fin dalla prima settimana, incrementando il dosaggio ogni settimana. Puoi cominciare quindi con 0.25 ml / per litro nella prima settimana, e alla terza settimana cercare di dare 0.75 ml / per litro. Solitamente anche sul flacone sono riportati i dosaggi indicati. Il secondo metodo prevede di aspettare che sia cominciata la quarta settimana di fioritura, siccome è perlopiù a questo punto che le cime cominciano a svilupparsi, quindi si comincia direttamente somministrando subito 1,5 ml/per litro e si continua così fino alla fine della fioritura. In breve, usare il PK 13-14 consente di ottenere delle cime più dure e compatte, rifornendo la pianta di materiale da costruzione in abbondanza.
Non dimenticare poi che in questa fase devi adattare su misura la somministrazione di fertilizzante, in base al fabbisogno della pianta. La pianta adesso ha sviluppato un fabbisogno alimentare assai diverso da quando aveva bisogno di moltissimi nutrimenti per il forte sviluppo che ha avuto nelle tre settimane precedenti. Se continui a somministrare tutto quel fertilizzante, rischi di esagerare e provocare un’intossicazione da fertilizzante molto in fretta. Se nelle prime settimane hai somministrato il fertilizzante quotidianamente, forse allora adesso basta che tu glielo dia a giorni alterni. Ogni pianta fiorisce a modo suo, per cui certe varietà hanno un aumento delle dimensioni dei fiori rapidissimo fra la terza e la quinta settimana di fioritura, mentre altre varietà mettono su il loro vero peso, che si misura in grammi, nelle ultime settimane. Questo significa che ti basta osservare le tue piante con attenzione (e ascoltarle) per capire qual è il loro fabbisogno in un determinato momento. Accenno a questo perché ogni grower principiante tende a partire bene e quindi a pensare di essere riuscito a fare andare tutto liscio, quando dopo alcune settimane le esigenze della pianta
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La produzione comincia a prendere un bel ritmo (3,5 settimane di fioritura )
Giovani cime in modalità di sviluppo a pieno ritmo.
Questa Orange Bud non farà che ingrossarsi all’inverosimile.
La plastica bianca consente di riflettere efficacemente la luce per le piante collocate all’aperto.
cambiano, mentre il grower insiste con l’applicare il vecchio modello, con l’unico risultato possibile di riuscire a ottenere solamente un raccolto deludente.
Il problema che si presenta quando devi affrontare una carenza alimentare importante è che quando dai alle piante della soluzione nutritiva (attraverso il substrato) devi aspettare fino a che le piante abbiano ancora sete. Non serve a nulla che le piante ricevano tutti i giorni una soluzione nutritiva, quando non possono effettivamente assorbire ciò di cui hanno bisogno. Sei costretto ad attendere un po’, certamente più a lungo di quanto vorresti, prima di poter rimediare adeguatamente alla carenza. Se si combinano l’annaffiatura e l’applicazione di nutrimento fogliare, a quel punto la pianta riceve immediatamente tramite le foglie ciò che le occorre. Generalmente, noterai il miglioramento il giorno stesso. Osserverai che i punti gialli sulle foglie hanno riguadagnato parte del loro colore. Continuando a somministrare acqua e fertilizzanti per via fogliare, le piante torneranno ben presto ad avere una tonalità di verde mozzafiato.
aumentare la concentrazione di azoto nella tua soluzione nutritiva generica. Ovviamente, lo stesso procedimento può essere utilizzato per le carenze da fosforo e da calcio.
insufficiente produce una crescita e una fioritura più deboli, le piante non possono svilupparsi bene e può capitare che ingialliscano le foglie.
Nutrire le foglie Le piante fioriscono con entusiasmo e come nutrimento ricevono Alga Bloom (Alga Fioritura). Ogni settimana viene nebulizzato il nutrimento per foglie Phytamin Leaf Feed, mentre come stimolatore della fioritura, viene applicato il Repro Forte di Plagron, che serve a garantire un maggiore trasporto di zuccheri dalle foglie ai boccioli. Ogni due settimane inoltre vengono somministati degli inzimi. Questi enzimi puliscono il substrato, eliminando le radici morte, e riducono l’accumulo di sali provocato dai fertilizzanti che vengono applicati. Le piante da seme hanno la tendenza a crescere in altezza prima dei cloni. A questo punto dunque saranno considerevolmente più grosse e per questo motivo se disponi di una room principale di dimensioni ridotte nel tuo spazio da coltivazione, raccomando caldamente di “svettare” o piegare le tue piante. Una pianta si piega spingendo verso il basso l’infiorescenza apicale, fissandola con dello spago in modo che resti piegata in leggera tensione. Nel fare ciò ottieni lo stesso risultato che si ottiene svettando (tagliando via la cima apicale) però presenta il vantaggio di conservare la cima apicale. I rami situati più in basso si svilupperanno meglio e la pianta svilupperà più cime, su un diametro maggiore. Nei locali da coltivazione più bassi di 1.5 metri occorrerà svettare o piegare le piante prima, oppure lasciarle crescere molto meno a lungo. Meglio dare troppo poco fertilizzante piuttosto che esagerare, tuttavia se ti dovesse capitare una seria carenza di nutrimenti, alla quale non puoi rimediare ripartendo col fertilizzante da fioritura, allora il modo più veloce per risolvere il problema è applicare del fertilizzante sulle foglie. Puoi preparare una soluzione nutritiva come al solito e spruzzarla sulle piante. Le piante possono anche assorbire i nutrimenti attraverso le foglie e il vantaggio di questo metodo è che lascia inalterato il pH del tuo substrato. Nebulizzare sulle piante è un’operazione che conviene svolgere appena prima di spegnere le lampade e/o appena prima di accenderle.
Un ulteriore vantaggio del fertilizzante sulle foglie è che puoi sperimentare con grande sicurezza per scoprire di che tipo di carenza soffrano le tue piante. Molti grower vengono assaliti dai dubbi, riguardo al fatto che abbiano a che fare con una fertilizzazione insufficiente oppure con un eccesso. Nebulizzando semplicemente sulle foglie una soluzione nutritiva, puoi osservare molto rapidamente se si produce nella pianta una reazione positiva o negativa, in base alla quale dedurrai dove risiede il problema. Una cosa sempre comoda da avere è una serie di bottiglie piene delle singole sostanze nutritive, quali azoto, fosforo e calcio. Con esse potrai sperimentare più facilmente sull’emergenza nutritiva. Poniamo che si tratti di una carenza di azoto e supponiamo che per ovviarvi ti tocchi utilizzare una soluzione nutritiva generica; ti troveresti a fornire alla pianta anche delle sostanze che non le servono. Adotta il semplice espediente di tenere un flacone a parte, contenente solamente l’azoto. Aggiungendone un po’, aumenterai i livelli di azoto nella pianta, senza influire sulle altre componenti del fertilizzante. Questo sistema del flacone si rivela particolarmente utile per chi coltiva outdoor e sta facendo crescere delle piante grosse dentro a vasi, laddove occorra applicare grandi volumi di azoto. Soprattutto durante le ondate di calore è comodo spruzzare sulle piante una soluzione di azoto, o semplicemente
Ventilazione Per ottenere una fioritura rigogliosa, le piante devono disporre di abbastanza anidride carbonica. Hanno bisogno di CO2 durante le ore di luce perché la crescita e la fioritura siano vigorose. Più CO2 c’è nell’aria, e più le tue piante potranno svilupparsi e avranno una tolleranza maggiore alle temperature elevate. Molto importante è la sistemazione del tuo spazio da coltivazione. In uno spazio ideale, su tutto un lato, proprio in fondo, sono stati trapanati dei fori per consentire all’aria di entrare, mentre sull’altro lato si trova un estrattore – posto il più in alto possibile. Questo allestimento offre una circolazione di aria ideale da un lato del locale fino al lato opposto. L’aria contenente molta CO2 in ingresso soffia sulle piante, che la utilizzano, poi l’aria svuotata di CO2 viene aspirata all’esterno, mentre dai fori in fondo viene risucchiata l’aria fresca all’interno. In caso coltivi in locali di grandi dimensioni e usi qualche tipo di ventilatore o di aeratore, lo puoi posizionare nella parte superiore del locale se usi anche un tubo di tipo airsock. L’aeratore funziona in modo esattamente opposto rispetto all’estrattore per vuoto: anziché risucchiare l’aria espellendola fuori, ne soffia all’interno. Quando si coltiva in spazi ridotti non serve, l’aria si rinnova abbastanza con una pompa. Un manicotto per l’aria di tessuto, lungo fra i 3 e i 5 metri. Se usi soltanto un aeratore, solitamente ti viene fatta entrare l’aria fredda da un lato del locale, per cui il clima su questo lato non è a una temperatura ottimale. E nemmeno la CO2 è diffusa in modo uniforme sulle piante. Il manicotto funziona così: lo allacci sopra l’aeratore e lo fissi al soffitto. Quando viene acceso l’areatore, allora il manicotto si riempie di aria in ingresso, arrivando a un’altezza da 3 a 5 metri dentro al locale. Dopodiché, l’aria contenente molta anidride carbonica si sparge omogeneamente nel locale e l’effetto è che tutte le tue piante possono godere meglio dell’aria fresca, oltre al fatto che si dà tempo all’aria esterna freddadi scaldarsi, quindi il clima rimane più prossimo delle condizioni ottimali. Semplice ma efficace. Una ventilazione
Un ventilatore rotatorio è un altro elemento importante nell’attrezzatura di uno spazio da coltivazione. Non solo assicura un’efficiente circolazione di aria nel locale, mescolando insieme gli strati di aria calda e fresca, ma le tue piante si godranno anche una brezza piacevole. Grazie alla brezzolina, le piante svilupperanno dei bei gambi spessi e maturando resteranno delle adulte leggermente più piccole e compatte: come ben saprai adesso, un gambo spesso determina in buona parte la resa finale che la tua pianta riuscirà a produrre. Perlopiù, le piante con i gambi più grossi sono anche quelle con le rese maggiori.
Formazione di boccioli Le settimane più importanti del periodo di fioritura sono fra la terza e la quinta settimana di fioritura per la maggioranza delle piante. Dato che la maggior parte delle piante starà dedicando quasi tutte le sue energie allo sviluppo delle cime, durante le prossime settimane le loro dimensioni aumenteranno molto rapidamente. Quindi adesso è il momento in cui devi assolutamente essere sicuro che tutto scorra il meglio possibile. L’inizio della terza settimana è anche l’ultima opportunità che hai per nebulizzare sulle piante un antiparassitario biologico. I fiori non sono ancora molto duri e compatti. Potrebbe essere una buona idea spruzzare adesso preventivamente, anziché aspettare la quinta settimana per poi scoprire che nelle cime si sono annidiati degli insetti, mentre a quel punto non sarebbe consigliabile usare lo spray. Non resta molto altro da fare che semplicemente dare il fertilizzate in questa fase, oltre ovviamente a godersi lo spettacolo di queste favolose cime che compaiono gradualmente. Vengono prodotti sempre più pelucchi bianchi e piano ma inesorabilmente, i boccioli cominceranno a crescere uno sull’altro, fino a creare un’unica cima enorme. Sul prossimo numero continuerò a raccontarti altre cose sulla fase di fioritura della pianta di cannabis. La presente serie è realizzata in collaborazione con Plagron; visitali su www.plagron.nl
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one love CUTTY RANKS Hard For It - CD
Cutty Ranks è stato un personaggio cruciale per la scena dancehall jamaicana. Attivo sin dai primi anni novanta, questo cantante ha lasciato segni indelebili nel panorama reggae con hits intramontabili come “Limb by limb”, “Ah who send she come” o ancora “Dominate”, titoli che ancora oggi, a distanza di anni, infiammano le dancehall di tutto il mondo. Questo nuovo album, 18 brani che spaziano tra la dancehall e il roots, con l’eccezione di un incredibile hit in pieno stile hip hop (20 inch megamix), ci conferma che il talento di questo veterano non si è ancora estinto, ma anzi la sua voce roca e il suo stile classico anni ‘90 riescono ancora a divertire e coinvolgere. Per tutti i cultori della dancehall, ma anche per chi ama il reggae a 360 gradi. LUCKY DUBE Taxman CD
Coming with a complimentary packet of custom rolling papers, this fifth album from George Evelyn, aka Nightmares On Wax, continues his passion and mission to emanate positivity, peace and love across the nation through his own highly personal take on music. With an almost easy listening slant, the album is, however, much more living space than lounge, full of interest, diversity and energy reflecting George’s rich experience of musical influences including Curtis Mayfield, Quincy Jones, Sarah Vaughn and Duke Ellington as well of course as his love affair with the reggae soundsystem and dancehall stylee. Light up and bliss out to this accessible, fullbodied and insightful album. LUCKY DUBE In Concert Live DVD
Tutta l’energia di questo talentuoso musicista concentrata nei novanta minuti di questo Dvd! Finalmente disponibile il filmato del concerto di una vera e propria leggenda del reggae africano. Accompagnato da una band di undici elementi, che conferisce all’esibizione vocale dell’artista una notevole carica, Dube ripropone tutti i suoi pezzi classici; da “It’s not easy” a “Reggae strong”, da “House of exile” a “Dracula”, il Dvd offre un’ottima occasione per approfondire la conoscenza di un grandissimo musicista, che ha tenuto alto il nome della musica reggae al di fuori dei confini abituali. LUCKY DUBE The Man, The Music DVD
Lucky Dube è sicuramente uno dei più grossi nomi per quanto riguarda il reggae africano, e può essere
selezione raggae music Soft Secrets - in collaborazione con VP Records e Walboomers - ha selezionato il meglio di ritmi e note dalle spiagge carabiche più calpestate e frementi, per accompagnare le tue serate nelle dancehall e i tuoi strusciamenti al chiaro di luna. Delle irie vibes impedibili, che diventeranno la colonna sonora dei viaggi estivi (reali o meno - puoi “partire” anche stando su una comoda amaca a casa tua) al solleone o in penombra…
considerato, più che un semplice artista, un vero e proprio simbolo di rivalsa per il popolo sud africano. “The man the music” offre una panoramica della vita di Lucky Dube che va al di là della mera figura musicale, ma propone più da vicino la storia di un uomo cresciuto in piena epoca d’apartheid. Dalle umili origini fino all’apice della carriera di musicista e di portavoce di un intero popolo, il Dvd mostra le difficoltà che Dube ha dovuto affrontare per emergere, focalizzando le influenze che hanno guidato la sua vita e la sua carriera. Il tutto sempre accompagnato dalla musica reggae, che è diventata una parte fondamentale nella vita dell’artista sud africano e che qui viene mostrata non solo con spezzoni live ma anche con i più rappresentativi video clip realizzati dal musicista. Novanta minuti immersi nella storia di un uomo e di un popolo, cullati dalle dolcissime note di uno dei grandi musicisti reggae della nostra epoca
distribuzione esclusiva Da Real Thing! Princess Gone (The Saga Bed)
RIDDIM DRIVEN: GLOBAL VV. AA.
Prodotto dall’instancabile Fire Links questo ritmo ricco di contaminazioni caraibiche è attualmente tra i più suonati sull’isola. SUPER STARS EXTRAVAGANZA vol. 2 VV. AA.
Leggendaria serata promossa da Freddie Mc Gregor e la sua etichetta Big ship nel natale del 1989. Raccoglie le esibizioni di Barrington Levy, Cocoa Tea, Frankie Paul, Gregory Isaacs e Dennis Brown. Da non perdere! DOWNBEAT VS RODIGAN SOUND CLASH 2006
Storico clash tra due pietre miliari della musica reggae. Una serata indimenticabile che si è tenuta lo scorso 15 aprile a New York. 3CD
Novità VP Records
Jah Mason
TURBULENCE
La traccia che dà il titolo all’album è stata ai primi posti delle classifiche di tutto il mondo e ha contribuito ad assicurare al giovane Mason un posto tra le nuove realtà musicali giamaicane. A differenza degli album precedenti “Princess Gone” raccoglie le migliori produzioni degli ultimi anni alternando tracce decisamente energiche a melodiche ballate e pezzi d’amore. L’accurata tracking list mette in risalto la versatilità di Jah Mason capace di comunicare con la stessa intensità e con la stessa bravura l’amore, la sensualità ma anche i sentimenti rivoluzionari e la spiritualità rastafari. Riddim Driven: Wild 2 Nite vv. aa.
Ritmo creato da Cristopher “longman” Birch per l’etichetta big yard, ha già infiammato le feste in giro per il globo grazie all’omonimo singolo di Shagghy & Olivia
Notorious
Dopo aver infiammato i palchi giamaicani e non solo, è arrivato finalmente il momento di gloria di questo giovane artista. Un album ricco e versatile in cui Turbulence conferma le sue notevoli capacità canore, cimentandosi su basi roots e dancehall ma passando anche per il lovers rock. Da segnalare il duetto con Sasha ‘Want a natty’ e il singolo ‘Notorious’, che è stato ancorato al primo posto delle classifiche giamaicane e americane per molte settimane. CD / LP Various Rackaz
Nuova compilation prodotta da Andrew Prendergast and Josef Bogdanovich, ovvero Downsound records, raccoglie tutte le maggiori hits uscite sull’etichetta nell’ultimo anno. Insieme al cd in omaggio un dvd che raccoglie 7 video musicali, tra cui il famosissimo true reflections di Jah cure e un profilo su Fantan Mojah, artista di punta dell’etichetta. CD+DVD / LP
SIZZLA Ain’t gonna see us fall
Una collezione di hits dell’ultimo anno che conferma Kalonji come uno degli artisti più talentuosi della scena reggae internazionale. L’Album mostra la versatilità dell’artista che alterna tracce ispirate dalla sua fede rastafari a liriche decisamente hardcore. Molti i singoli che hanno scalato le classifiche jamaicane e non solo come Ain’t gonna see us fall e I’m with the girl, tormentone dello scorso anno prodotto da Cristopher Birch su Military Riddim. CD / LP Various Riddim Driven: Capital P
È opera di Steely and Cleevie questa rivisitazione del famosissimo punany riddim. Nuovi artisti e vecchie glorie cavalcano sapientemente il ritmo e lo rendono ancora una volta imperdibile. Da segnalare Buju Banton ‘Beat One’, Anthony B ‘Jah Jah Pickney’ and Kiprich & Bad Juvenile ‘Dugu Dugu ting’… CD / 2LP TANTO METRO & DEVONTE Musically Inclined CD/2LP
Il 2006 e’ l’anno del ritorno di due autentici veterani della dancehall; attivi dalla metà degli anni novanta, Tanto Metro & Devonte hanno percorso una carriera musicale ricca di smashing hits. Musically inclined ripropone la classica miscela di melodia e liriche graffianti ma allo stesso tempo ironiche e divertenti che ha fatto la fortuna di questo duo. Per anni, insieme a Beenie man, Tanto Metro & Devonte sono stati la punta di diamante della gloriosa etichetta “Shocking vibes”. Ora tornano con 17 nuove tracce prodotte da importanti music maker. Spiccano, fra gli altri, i nomi di produttori come Tony “CD” Kelly, Morgan Heritage, che compaiono in featuring nella traccia “Time to party”, Cristopher Birch e Robert Livingstone (fondatore dell’etichetta Big Yard e scopritore di artisti del calibro di Shaggy o Super Cat).
distribuiti in esclusiva da ONE LOVE MUSIC CORNER & JAHMEKYA MUSIC Altre info: One Love Soc. Coop. Via Emilio Ceccchi, 29 00137 Roma - Italy tel/fax: ++390686897811 www.onelovehp.com wholesale@onelovehp.com Jahmekya Music via L. Porro Lambertenghi 20 20159 Milano tel. +39-02-69018180 fax +39-02-69017133 web site: www.jahmekya.com
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i.it t s i n o i z i b i o antipr
Soft Secrets
La restaurazione proibizionista contagia l’Europa? Da Blair a Zapatero Il presidente di antiproibizionisti.it ci offre una panoramica sugli ultimi cupi sviluppi delle politiche riguardo la cannabis. I paesi che prendiamo spesso come faro di riferimento nella depenalizzazione sembrano piegarsi alla War on Drugs, ma noi di Soft Secrets ci chiediamo se in Paesi come Spagna e Gran Bretagna sia realistico cercare di arginare un fenomeno, l’autoproduzione, che ormai ha innegabilmente attecchito dappertutto. Per chi si dichiara antiproibizionista questo probabilmente è un “anno da dimenticare”. Questo non è pessimismo, ma più semplicemente una attenta e sincera constatazione. La realtà degli ultimi mesi ci impone infatti una serie di considerazioni e interrogativi ai quali non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo sottrarci. L’anno che stiamo vivendo infatti è stato segnato non solo dall’approvazione della legge 49, la tanto famosa legge voluta dal Governo Berlusconi e dai suoi gerarchi, ma anche da altri segnali non confortanti, in particolare arrivati dalla Spagna, paese che molti italiani prendono ad esempio, anche se spesso per ragioni diverse.
La Spagna non legalizza Tanto per fare un po’ di cronaca, nei mesi scorsi la rappresentante del Governo spagnolo presso la Piattaforma Nazionale sulle Droghe, Carmen Moya, ha dichiarato che la “legalizzazione della cannabis sarebbe un’irresponsabilità assoluta” ed ha affermato che le autorità sanitarie hanno il dovere di proteggere la salute dei cittadini. La Moya ha risposto così alla richiesta di legalizzazione della cannabis, o marijuana, avanzata al Governo di Zapatero da alcune organizzazioni che la delegata ha considerato di “scarsa rilevanza”. La rappresentante governativa presso la Piattaforma ha sottolineato che “la legalizzazione di una sostanza che presenta rischi per la salute di coloro che la consumano non sarebbe adeguata” ed ha accennato ai danni al sistema
nervoso centrale e ad altri organi vitali che la cannabis comporterebbe. Tutto questo nel Paese del “laico e pacifista” Zapatero.
E la GB di Blair vuole fare marcia indietro Non se la passano meglio in Inghilterra dove ricorderanno a lungo il periodo a cavallo tra la fine dello scorso anno e l’inizio del nuovo. Il Governo Blair, altro esponente della sinistra europea spesso individuato come esempio dalla sinistra italiana, ha infatti dapprima annunciato un giro di vite contro la prostituzione, poi drastici provvedimenti contro l’uso di droghe, la cannabis in particolare. L’esecutivo di Blair ha messo in soffitta l’idea di creare veri e propri quartieri a luci rosse, ma intende far guerra alle passeggiatrici di strada e soprattutto ai loro clienti; faranno parte infatti di un nuovo pacchetto previsto da Tony Blair contro i “comportamenti antisociali”, misure quali il ritiro della patente per chi cerca prostitute e il rischio di essere citati per nome e cognome sulla stampa locale. Il sottosegretario agli Interni Fiona Mactaggart, scrive il Guardian alcuni mesi fa, ha dichiarato che è sbagliato considerare le prostitute come “lavoratrici del sesso” e che sono necessarie rigide misure per combattere il fenomeno. “Non appoggio la tesi che è il mestiere più vecchio del mondo e che non c’è nulla da fare per contenerlo” ha detto. “La prostituzione mina le comunità. Avremo tolleranza zero per chi cerca le prostitute in strada. Gli uomini
che usano le prostitute indirettamente sostengono i trafficanti di droga. Il potere di sequestrare le patenti già esiste; vogliamo che la polizia ne faccia uso”. Sul fronte cannabis invece è stata annunciata dal ministro degli Interni britannico Charles Clarke, la decisione di procedere ad una riclassificazione della cannabis dalla classe C alla B, riportando il consumo della droga leggera al rango di reato passibile della reclusione fino a 14 anni. Questa anticipazione fatta dal Guardian è stata più volte smentita in passato, ma sembra che questa volta ci siano margini per procedere. Come si vede il panorama politico europeo di questi ultimi mesi non può essere certo definito confortante, senza dimenticare poi quanto succede oltreoceano, negli USA o in Messico, e in ambito di Nazioni Unite.
Serve interrogarsi per andare oltre Eppure si ha netta la sensazione che molti nel nostro Paese siano convinti di respirare un’aria diversa. Molti sembrano non solo sottovalutare le titubanze che molti esponenti del Governo Prodi hanno nei confronti del tema “droga”, ma anche e soprattutto ignorare completamente quanto accade in altri paesi. Si sentono continui riferimenti a Spagna e Inghilterra, che pure, come abbiamo visto, non possono essere considerati paradisi. Su questo innanzitutto credo che ci si debba interrogare. Un clima
così “disteso” non favorisce le azioni di lobbing, di pressione, indispensabili per fare leva sulle resistenze dei governi. Prova ne sono le recenti manifestazioni in Europa a favore della legalizzazione, come la Million Marijuana March dello scorso maggio, mai così disertate dal popolo antiproibizionista. Vanno valutate attentamente anche le azioni messe in atto da alcune Regioni italiane contro la legge 49. Mi riferisco ovviamente ai ricorsi di Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Liguria, presentati in Corte Costituzionale. Se questa notizia può essere considerata positiva, bisogna chiedersi però perché Regioni così vicine l’una all’altra politicamente abbiano agito singolarmente, producendo di fatto ricorsi diversi. Bisogna chiedersi che fine hanno fatto Regioni come la Puglia di Vendola (Rifondazione Comunista), o l’Abruzzo di Del Turco (Sdi-Rosa nel Pugno), che invece tacciono. Si ha insomma la sensazione che per cambiare questa legge, o anche solo cancellare le recenti modifiche, sia necessario molto più lavoro di quanto si pensi, e non vorrei che molti di noi (compresi i lettori di questa rivista) dessero per scontate troppe cose. Così non si va molto avanti. “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni”. Mohandas Karamchand “Mahatma” Gandhi Andrea de Angelis Presidente di Antiproibizionisti.it
psichedelia
Soft Secrets
arte psichedelica
i Rock Poster guadagnano Londra
Hapshash Soft Machine
Nell’estate del 1965 il poeta americano Allen Ginsberg visitò Londra tenendo una serie di reading poetici. Ginsberg era già famoso a Londra per le sue collaborazioni con Bob Dylan e William Burroughs e molti giovani dell’epoca erano elettrizzati dallo stile di vita descritto da Kerouac nella sua opera più conosciuta, “Sulla strada”.
l’11 giugno 1965 e ogni spettatore ricevette all’entrata un fiore donato dalle gentili mani di leggiadre “figlie dei fiori”. Parteciparono all’evento alcuni dei maggiori poeti del tempo (Ginsberg, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti) e personalità di spicco del mondo della politica (tra cui Indira Ghandi) e della cultura (tra cui l’anti-
Le strade di Londra iniziarono a riempirsi di poster coloratissimi che pubblicizzavano gli eventi “cosmici” che si sarebbero tenuti nei nuovi locali della scena underground. Ginsberg era ansioso di proporre un reading di poesia di grande livello per presentare al pubblico europeo poeti americani emergenti, molti dei quali vivevano proprio in Europa, soprattutto a Parigi. Quando la scelta per trovare un locale adatto cadde sulla Royal Albert Hall molti poeti inglesi chiesero di partecipare. L’evento ebbe luogo
psichiatra R. D. Laing ed il suo gruppo di “figli dei fiori psicotici”). La serata impregnata di vino, aromi di erba e incenso e zollette di zucchero all’LSD si rivelò un grande successo e costituì il nucleo da cui emerse il movimento underground inglese. In quello stesso anno Michael Hollingshead ritornò a Londra dopo aver iniziato all’LSD
Timothy Leary, portando con sé molti libri sull’argomento e più di seimila dosi di acido. La sua missione era di aprire la mente a quanta più gente possibile, e con l’aiuto di Leary aprì il World Psychedelic Center situato a Pont Street, nel famoso quartiere di Chelsea. Il centro attrasse molte celebrità ma iniziò presto ad avere problemi soprattutto per il comportamento di Hollingshead, gran consumatore di droghe. Dopo l’inevitabile intervento della polizia il centro chiuse nell’anno seguente. Hollingshead fu arrestato per possesso di hashish e condannato a ventuno mesi di carcere. Sempre nel 1966 i Beatles pubblicarono l’album “Revolver”, e l’intera scena underground esplose. In quello stesso anno aprirono i battenti vere e proprie istituzioni dell’era psichedelica quali la rivista “International Times”, la libreria “Indica books” ed il locale multimediale “UFO Club”. Particolarmente importanti furono i concerti e gli eventi che si tenevano settimanalmente all’UFO Club. Il locale venne fondato da Joe Boyd, americano di Boston all’epoca attivo nella sezione inglese della Elektra Records, John Hopkins, giornalista e fotografo, e Barry Miles, fondatore dell’Indica Books. I tre erano in cerca di un’appropriata location dove fosse possibile ambientare eventi underground, sulla falsariga degli happening spontanei che già si tenevano in un altro locale underground noto come “Roundhouse”. Venne scelto il Blarney Club, 31 Tottenham Court Road, che fino alle undici di sera ospitava danze irlandesi. Il club venne rinominato UFO solo in occasione delle serate del venerdì e rimaneva aperto dalle 23:00 alle 5:00 del mattino. UFO si strutturava come una serie di eventi liberi che permettevano a poeti e musicisti di fare quello che volevano incoraggiando la libera improvvisazione (il primo di questi eventi era intitolato “UFO Presents Night Tripper”). Tra i protagonisti delle serate spiccano i migliori talenti della scena underground del momento, quali Pink Floyd, Soft Machine, Tomorrow, Crazy World of Arthur Brown e Jimi Hendrix. I poster che annunciavano le serate furono commissionati all’artista psichedelico Michael English. Altri eventi spontanei underground si tenevano al Marquee Club, locale gestito da Steve Stollman, un intellettuale americano che aveva aiutato Ginsberg ad organizzare il famoso reading alla Albert Hall. Gruppi come Pink Floyd, Soft Machine e Tomorrow svilupparono in questi locali nuove sonorità e in seguito verranno considerati i padri della psichedelia inglese. Giorno dopo giorno il pubblico iniziò ad appassionarsi al movimento psichedelico. Uno degli eventi clou del 1966 fu la pubblicazione a ottobre del primo numero di International Times, prima rivista underground europea. L’evento venne celebrato con un party alla Roundhouse, un vecchio hangar utilizzato nel secolo precedente per il lavaggio delle macchine a vapore e caratterizzato da un magnifico tetto a cono. La serata, a cui parteciparono più di duemila persone, fu caratterizzata da una gioiosa follia che i media del tempo non riuscirono a comprendere.
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Il nuovo sound iniziò a diffondersi e si moltiplicarono iniziative underground; Peter Jenner, docente universitario in economia e co-manager dei Pink Floyd, aprì la London Free School a Notting Hill Gate. Per lanciare l’evento si tennero due serate benefiche nelle quali i Pink Floyd furono la band principale e che videro la prima apparizione sulla scena underground inglese dei light show, giochi di luce fluenti proiettati sui muri. All’inizio del 1967 uscì il primo numero inglese di Oz, rivista degli espatriati australiani Richard Neville, Felix Tennis e Jim Anderson. La rivista, che aveva dato problemi di censura nella sua originale versione australiana, arrivò a Londra con i suoi colori accesi, articoli a forte impatto socio-politico e oltre a presentare per la prima volta la tecnica dell’overprinting incoraggiò pubblici dibattiti su temi quali la droga, il sesso, la guerra e la pace. Inoltre vi si potevano trovare recensioni di dischi e notizie provenienti dal mondo underground. L’allora sconosciuto artista Martin Sharp, vecchio amico di Neville, divenne l’art director della rivista, caratterizzandola con le sue coloratissime copertine. La più famosa di queste, “Blowing in the mind”, ritraeva Bob Dylan in versione psichedelica. I fondatori dell’UFO Club erano alla ricerca di uno stile che riflettesse i gusti del tempo, la natura del loro club e la sua musica. La ragione per cui decisero di produrre poster per i loro eventi fu perché avevano sentito che in America erano usati da locali come l’Avalon ed il Fillmore. La giudicarono un’ottima idea e chiamarono per la loro realizzazione Michael English, uno dei designer della neonata rivista International Times (conosciuta anche come IT). Sebbene covasse una intensa ammirazione per le opere di Mucha e Beardsley, English sembrava appartenere all’area del “tecno-futurismo”, e infatti le prime realizzazioni per l’UFO club (dal dicembre del 1966 al marzo 1967) pur essendo interessanti, sono lontane anni luce dalle distorsioni allucinogene della psichedelia vera e propria. Era comunque fermamente intenzionato a lasciarsi alle spalle la grafica tradizionale per evolversi verso una forma libera di immaginazione, una tipologia di “lettering” più organica, che invece troviamo nelle gigantesche labbra rosa “day-glo” che costituiscono il nucleo centrale del poster per l’UFO Love Festival (10 febbraio 1967). All’inizio del 1967 Michael English conosce Nigel Waymouth, dando inizio ad una mirabolante collaborazione artistica.
IL ROCK POSTER ALL’INGLESE Prima dell’autunno del 1966 in Inghilterra non si era ancora visto un poster riferito alla musica rock/pop che potesse essere definito “artistico”. Di solito per strada venivano affissi i classici poster in “boxing style”(caratterizzati da grandi lettere squadrate e dalle semplici foto dei protagonisti), un semplice elenco di cosa avrebbe proposto la serata in questione, senza alcuna pretesa di valore estetico. Uniche eccezioni possono essere considerati: il poster per l’album degli
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San Francisco) e si assiste al riemergere di elementi propri dello stile Vittoriano e dell’Art Nouveau. In più, poiché le menti di molti studenti venivano “dilatate” dall’uso di psichedelici, la giovane generazione di artisti era portata a studiare gli artisti visionari del passato: dal decadente Aubrey Beardsley, a Samuel Palmer, ai vecchi libri di fate con coloratissime illustrazioni raffiguranti elfi, maghi e principesse di Edmund Dulac o di Arthur Rackham, a William Blake. English era affascinato dalle sinuose e romantiche forme dell’arte di Mucha, Rackham e Beardsley, e ben si intonava con le caratteristiche artistiche del collega. Nei loro poster underground si possono le prime realizzazioni di English per l’UFO club sono lontane anni luce dalle distorsioni allucinogene della psichedelia vera e propria.
Who “Maximum R & B” (1965), che mostra il chitarrista Pete Townshend nella sua classica posa da palco -con il braccio roteante - contornato dal lettering (più “immaginativo” del solito) che caratterizzava le produzioni del Marquee Club; e una serie di poster prodotti dal club Ricky Tick, il più noto dei quali raffigurava un primo piano (in bianco e nero) di John Mayall con il proprio nome scritto in un lettering che potrebbe ricordare quello di Wes Wilson. Non si faceva menzione di alcun luogo o data e, non essendo prodotti regolarmente per la vendita, sono oggi diventati incredibilmente rari. Già a partire dagli anni ’50 un gruppo di artisti britannici (tra i quali spiccano Richard Smith, Joe Tilson e Peter Blake, in seguito creatore della celeberrima copertina per l’album “Sergent Pepper” dei Beatles) iniziò a produrre opere raffiguranti aspetti della cultura popolare del tempo. In particolare Blake, ossessionato dalla musica rock (soprattutto da quella proveniente dagli USA) produsse “omaggi” ad artisti come Elvis, Chuck Berry ed i Beach Boys. A partire del 1963, dalle scuole d’arte iniziarono ad uscire studenti che, ispirandosi agli insegnamenti di Blake & co, erano ormai pronti a rivoluzionare il design inglese. La moda (specialmente nel fiorire delle caratteristiche boutiques di Carnaby street), la pubblicità, ed anche la TV (le scenografie del principale show legato alla musica pop, “Ready Steady Go”, dovevano molto all’opera visionaria di artisti come Blake e Derek Boshier) furono decisamente influenzate dall’emergente Pop Art. Anche se non molti ne sono a conoscenza, molto dello stile che caratterizzò la “Swinging London” deriva dal mondo dell’arte, considerando tra l’altro che molti dei musicisti britannici avevano frequentato scuole d’arte (da segnalare come il chitarrista degli Who Pete Townshend,diventato famoso anche per il fatto di distruggere la chitarra alla fine dei suoi concerti, si ispirasse a Gustav Metzger, pioniere dell’arte auto-distruttiva). A partire dal 1965 nell’arte si insinuano elementi di nostalgia (a Londra come a
trovare segni segreti, forme preistoriche e dischi volanti. La loro scienza aveva radici nell’alchimia e nella magia nera e nel loro stile adottavano tutto ciò che poteva contraddire il mondo razionale. I due inizialmente lavoravano facendosi chiamare Cosmic Colours, ma sotto questa sigla realizzarono un solo poster, il famoso poster promozionale per la canzone “Granny takes a trip” del gruppo The Purple Gang. In seguito il duo artistico mutò nome in “Jacob and the coloured coat” (Jacob e la giacca colorata) autore ancora di un unico poster (“Luv me”) fino al marzo del 1967 quando scelsero il nome con il quale divennero famosi: Hapshash and the coloured coat (Hapshash è una storpiatura del nome di una regina egizia Hatshepsut) che per i due anni seguenti deliziarono gli occhi dei loro fans con alcuni dei più belli e originali e abbaglianti poster psichedelici di tutti i tempi. I due formavano un team molto affiatato, ognuno aggiungeva qualcosa al lavoro dell’altro finché il poster non era finito. I poster venivano poi serigrafati: ogni colore veniva trasferito su un proprio foglio e poi gli elementi dell’immagine venivano uniti durante il processo di stampa. Proprio questa fu la loro innovazione più celebrata.. L’uso di inchiostri metallici e fluorescenti diede alle opere effetti straordinari; spesso durante il processo di stampa i colori dell’inchiostro venivano modificati, dando origine a numerose varianti. Nello stesso tempo la rivista IT (International Times) diede vita ad una
nuova compagnia (Osiris Visions) che si occupasse della distribuzione di poster psichedelici, soprattutto quelli dell’UFO Club. La gran parte dei poster prodotti dalla Osiris portavano la firma degli Hapshash, anche se non erano i soli artisti che lavoravano per la compagnia. Ad esempio Mike McInnerney, membro dello staff della rivista, produsse una dozzina di poster: i due più famosi rimangono quello del 10 luglio 1967 per l’UFO Club ed uno per il Legalize Pot Rally. Il suo stile era simile a quello degli Hapshash, anche se un po’ più semplice. Rimane comunque maggiormente ricordato per le sue copertine di dischi tra cui spicca quella per il disco degli Who “Tommy”. Ben più originale di McInnerney fu l’australiano Martin Sharp, arrivato in Inghilterra al seguito di Richard Neville, fondatore in patria della rivista underground “Oz”. La versione inglese della rivista suscitò scalpore per via del suo design grafico, che raggiunse livelli in seguito raramente toccati da una rivista. Da alcune delle celebri copertine di Martin Sharp furono stampati dei poster (la più nota è sicuramente “Blowing in the Mind” che ritrae Bob Dylan in versione psichedelica) prodotti dalla “Big O”, compagnia che faceva capo allo stesso Neville e che diede alle stampe alcuni dei migliori esempi di arte psichedelica inglese. Gli altri poster di Sharp erano realizzati con la tecnica del collage e stampati su fogli con effetti metallici semplicemente d’oro o d’argento: celeberrimi sono quelli raffiguranti Donovan (“Sunshine Superman”), i Cream (per i quali Sharp
Sebbene esistessero altri poster inglesi del periodo nessuno aveva la qualità artistica di quelli della Osiris o della Big O. La maggioranza dei poster del periodo venivano prodotti solo per pubblicizzare eventi senza alcun intento artistico. Invece alla Osiris accadeva l’esatto contrario. Sebbene l’UFO Club fosse aperto ogni fine settimana, si possono contare non più di dieci poster che ne annunciassero gli eventi in programmazione. Alcuni poster riguardavano la programmazione di più serate se non dell’intero mese. Questo può essere dovuto al fatto che la compagnia non avesse abbastanza soldi per pagare gli artisti, oppure che questi creassero solo quando avevano l’ispirazione. Qualunque sia la ragione il numero di poster prodotti per l’UFO è decisamente inferiore a quelli prodotti negli Stati Uniti per pubblicizzare i concerti dell’Avalon e del Fillmore. Nell’inverno del 1967 gli Hapshash crearono una serie di quattro poster per il Saville Theatre. A parte questi poster e quelli dell’UFO Club tutti gli altri poster non appartenevano ad alcuna serie ma si riferivano a singoli eventi. Tra questi si distinguono un poster per uno show tenuto dal gruppo rock Move al Marquee Club, ed uno commissionato dal Rock Club 5th Dimension situato a Leicester. Un altro poster notevole dell’epoca era quello che gli Hapshash realizzarono per il Middle Earth, un altro club psichedelico che aprì i battenti un paio di mesi dopo l’UFO. Questo, così come accade per altri poster della Osiris, non recava nessun codice che lo riconducesse ad alcuna serie. Si è molto dibattuto riguardo a questo fatto visto che esistono poster con il numero di serie e poster dove manca qualsiasi riferimento alla compagnia produttrice. Esistono anche poster dei quali si hanno versioni sia con il codice che senza; questo può essere spiegato solo in due modi: il codice veniva indicato solo nella prima serie (quella stampata per promuovere l’evento) mentre non comparivano nella successiva, che era destinata alla vendita nei negozi; un’altra ipotesi è quella, non certo inverosimile visti i tempi e le sostanze in circolazione, che lo staff della Osiris fosse composto da hippies sballati, che a volte semplicemente dimenticavano di assegnare il codice. Visitate www.psichedelia.eu sulla rete, il sito internet nascente “per amanti della filosofia e dell’arte psichedelia, della controcultura, e per chi ama fluttuare nella propria mente”...
disegnerà nel 1967 la copertina del disco “Disraeli Gears”) ed uno per il Legalize Pot Rally (“The Putting Togheter of the Heads”). A volte anche le copertine della rivista Oz erano fatte in modo da diventare dei poster (le più note rimangono quelle del n. 4 “Position 70”, e del n. 13 “Catherine and the Wheel of Fire”). La Osiris continuò le produzioni fino all’autunno del 1966: il gusto del pubblico cominciò a richiedere per lo più poster senza pretese artistiche che non fossero troppo strani ma che ritraessero semplicemente l’immagine delle band o delle star del momento. Infatti poster del genere costituiscono gli ultimi prodotti della Osiris e la maggior parte del catalogo della Big O.
Una copertina di Oz
41 la rubrica di Cavo
Soft Secrets
diario di due backpackers in thailandia Praticamente, lo zaino è chiuso. Pensavo che sarebbe venuto fuori un po’ più leggero: ‘sto cazzo di zaino. Almeno, quello di Giorgia, più leggero del mio lo è. Ma non sto neanche a dirlo. Tanto più o meno la manfrina del packbackers, delle sue attitudini, della sua capacità e della sua voglia di entrare in contatto, profondamente, ovviamente, con la cultura locale, quella sua sete di conoscenza instancabile che tanto ricorda quell’altro deficiente di Odisseo, non ve la sto neanche a ricordare. Sta di fatto che il sottoscritto, qua, backpackers del cazzo e la consorte, anche lei sempre back-packers con tutte le attitudini che ne conseguono, partono. Per chi non lo sapesse: Thailandia. Non so perchè: non sono il tipo che scrive il suo diario di bordo da... (aggiungete voi il sostantivo) e in più lo rende pubblico... ma così... Mi sono detto: perchè no: cazzo, questo sì che fa veramente, per dirla alla maurino, beckpeickers (mi raccomando: il dittongo ei va pronunciato rapido e stretto)! Comunque, domani, ore 10,30 io e Giorgia ci imbarchiamo, destinazione: Roma. E da lì Bangkok. a questo punto, se siete d’accordo e se io e Giorgia saremo costanti, continueremmo a scrivere: prossima tappa Bangkok! Melo sento già il capitano dell’aereo: temperatura: 49°; umidità: 99%. Come siamo felici di essere beckpeickers! Un bacio a tutti Giorgia e Andrea PS: La selezione delle letture di Andrea e Giorgia: Mr. Paradise, di Elmore Leonard: se non l’avete letto, leggetelo... Dies irae, di Giuseppe Genna; 42esimo Parallelo, John Dos Passos; Nascita della clinica, Michel Foucault; Il falò delle vanità, Tom Wolfe; infine il fattone per eccellenza: Bret Easton Ellis, Lunar Park.
Abbiamo lasciato Bangkok, oggi. Ci siamo diretti verso il cuore del triangolo d’oro. Per la precisione, per chi vorra seguire con cartina alla mano, siamo a Chiang Rai. Bangkok è una citta infernale: il traffico sembra il vero motore di questa metropoli del sudest asiatico: una specie di dinamo che alimenta tutto e tutti. Un inferno di 40 gradi con 80 per cento di umidità. Ma riserva delle sorprese: i wat, i loro templi buddisti delle oasi di silenzio nel mezzo della dinamo infuocata: guglie rilucenti si innalzano verso le nuvole monsoniche, e piccoli leoni di pietra accolgono i visitatori rigorsamente, sempre, a piedi nudi. E oltre i wat: Kao San, il quartiere dei famigerati beck peickers. Avete presente Di Caprio in The beach? Siamo da quelle parti: torme di inglesi strafatti, grondanti birra e nugoli di squinziette thai a caccia di polli grondanti grana e birra! Ma questo è già il passato: siamo a caccia, come Willard, del nostro grosso pachiderma a nome Kurtz. Colonnello Kurtz. Domani partiamo per il vertice del triangolo, che è sempre d’oro. Sul confine tra Laos e Cambogia. A caccia del nostro colonnello che ormai sarà oltre la pachidermia, sul fiume Mekong. Mekong blues: al confine nord della Thailandia. Abbiamo risalito questo enorme serpente di acqua per un breve pezzo. A bordo di una barchetta, una specie di lancia. Pilotata da una signora con una smorfia improbabile, e un caschetto in testa come quelli che si usavano quando eravamo bambini sulle macchinette elettriche. Per un attimo, io e GIorgia, abbiamo temuto il peggio: un bagno nel Mekong non è consigliabile a nessuno. Siamo risaliti, controcorrente, questa acqua rossa piena di argilla e di spunzoni di legno pronti a forare lo
scafo della barchetta e i nostri culi, fino al Triangolo di oro: un Buddha dorato, luccicante sotto le nuvole vi aspetta: una specie di caronte sotto effetto di robba. Da lì siamo approdati sulla sponda laotiana del Mekong, ci siamo bevuti una noce di cocco e siamo rientrati alla base per una nuova e questa volta fantasmatica avventura, cazzo: un breve periodo di ristoro e sclero nel cuore della giungla. Nasty mosquitos in da jungle Cazzo, va bene essere beckpeickers, vabbenissimo l’emozione forte ma la notte nella jungle per me rimarrà un segno indelebile: anche perche non penso che i segni di quelle troie di zanzare abbandoneranno moolto facilmente me e Giorgia. A bordo di un pick up, come i migliori bifolchi del sud, sotto gli scrosci delle nuvole ormai a pieno ingravidite dal monsone, arriviamo in questo villaggetto di questa cazzo di fin troppo amichevole tribù. In totale siamo in sette in questa avventura: Mister Coolness, un olandese sui cinquanta, il soprannome spiega tutto; The Silent Dutch, amico del Mister; the french freak anche qui il soprannome è meglio della descrizione; due stronzi pseudo freak a cerca di ignote e insondabili verginità; noi e ovviamente, cazzo, milioni di strani insetti. Descrizione stanza nella jungle: una incerta palafitta a strapiombo su un dirupo che manco per cazzo si vedeva cosa ci era sotto: ovviamente mostri, insetti e chissà cos’altro. Ci siamo divertiti, non abbiamo dormito un cazzo e siamo ripartiti. Chaing Mai: il turismo internazionale e le troie. Ora siamo in questa ridente città antica, piena di cultura, piena di fascino, piena di
Esiste anche una ricca bibliografia sugli usi curativi delle proprietà medicinali di questa pianta e del suo principio attivo (delta –9 tetraidrocannabinolo), recentemente riscoperti anche dalla medicina moderna.
in Marocco sulle tracce della resina di hashish Quanti sogni si possono ritrovare addentrandosi nell’entroterra marocchino, verso le origini della pasta fumabile ricavata dalle piante di cannabis? Alcuni viaggiatori avventurosi e orami molti estimatori del “fumo” hanno compiuto il fatidico tragitto. Augurandoci che il fenomeno non diventi di massa, proponiamo ai nostri lettori un invito al viaggio che potrebbe ispirare la vacanza più hardcore dell’estate! Nell’Africa nord occidentale e precisamente sulla catena montuosa del Reef, viene prodotta una resina vegetale ricavata dal polline della cannabis sativa, una pianta coltivata da quattromila anni; questa resina è conosciuta in tutto il mondo con l’appellativo ufficiale di hascisc, ma il suo nome cambia a seconda delle latitudini, dei paesi, delle città ed alcune volte, persino dei quartieri dove viene commerciata e consumata quasi sempre in condizioni di semiclandestinità.
Durante il corso della storia, il rapporto con la pianta da cui proviene questa resina, da parte delle molte società in cui è comparsa è stato finalizzato a diversi usi, il più comune dei quali fu quello tessile. Tra i tanti derivati di questa pianta, infatti, vi è anche una fibra dalle qualità eccezionali con le quali si fabbricavano, oltre che gli indumenti, anche il cordame dei vascelli prima dell’avvento delle moderne navi mosse dai motori e alimentate dai derivati del petrolio.
Dalla canapa è anche possibile ricavare un carburante ecologico a costi contenuti e vi è stato chi ha azzardato l’ipotesi che l’incidenza di un prodotto simile sul mercato avrebbe effetti controproducenti su un’economia che è fondata sul petrolio e manovrata dalle multinazionali che lo controllano e che finanziano tutte le guerre che per esso vengono combattute. Il commercio clandestino di questa resina e i conseguenti guadagni che con il contrabbando vengono ricavati ne hanno favorito la diffusione presso moltissime società. Da quella agricola a quella industriale, passando per il terziario e per i movimenti di protesta, al punto da poter addirittura consentire di identificare, fra i suoi estimatori, una sorta di movimento culturale trasversale, con tante varianti ma con parecchi punti in comune.
wat e piena di turisti. Infatti la prima domanda nostra è stata: ma com’è che Chiang Mai è meta di turismo intrnazionale e tutto il resto? Risposta: il potere della figa smuove le montagne e soprattutto tutti i beoni dell’occidente. Domani ci muoviamo verso Sukkothai: antica città e capitale della Thailandia. Pare che la città settimana fa sia stata colpita da una alluvione ma che adesso sia tutto ok. speriamo che dio ce la mandi buona... lentamente scendiamo verso il sud per guadagnarci il nostro eden da cartolina... alla prossima. Ps Ho quasi finito Dies Irae di Genna: non compratelo. Il ragazzo è un piagnone sfigato! Ci siamo rotti del nord. Dopo essere stati un po’ di giorni a Chiang Mai, ci siamo diretti nuovamente verso Bangkok. Sukkothai saltata... affogata in un mare di fango e pioggia. Con un pullman, stipati come bestie, in compagnia di scarafaggi e beckpeickers di tutto il mondo abbiamo attraversato mezza Thailandia in una notte. Questa mattina, ore sei e trenta Bangkok. Da li ci siamo mossi nuovamente verso nord... Ayuttaya, non sappiamo se si scriva esattamente così.. la capitale più antica della Thailandia. Templi e Buddha e stupa disseminati ovunque, caldo torrido. C’e la festa del re... sessant’anni di regno. Sono dei fanatici della monarchia, i Thai. Domani ci dirigiamo verso il posto edenico a fare adamo e eva senza serpente del cazzo... Ko Samui a sud... mi viene in mente la canzone di quegli idioti dei Negrita... nulla di tutto ciò... Forse sarà l’ultimo aggiornamento, pare che a Samui sia dura comunicare via rete... troppo caro. Cmq saremo costa est, mooolto a sud, dove il mare è azzurro e tutto il resto che le cartoline, grazie a photoshop, mostrano... Un abbraccio a tutti Giorgia e Andrea
viaggi
E ai giorni nostri si fa luce una possibilità che fino a tempi recenti sembrava impraticabile: un viaggio guidato per andare ad esplorare le terre di fabbricazione della resina di cannabis. La proposta viaggio prevede un trasferimento aereo per Malaga con partenza da Milano o da Bologna, trasferimento in auto da Malaga ad Algeciras e imbarco in traghetto per Ceuta o Tangeri, da dove si arriva in macchina a Babared (nella regione del Ketama), passando per Tetuan e Chefchaouen. Si soggiorna in agriturismo, dotato di comfort e personale di servizio, proprio nella zona di coltivazione e ovviamente si visitano le piantagioni , dove vengono illustrati i metodi di trasformazione. L’autore del presente articolo è disposto a proporsi come guida nel mese di agosto e settembre per piccoli gruppi interessati ad un tipo di turismo “ecosolidale”. Per ulteriori informazioni, scrivete a italy@softsecrets.nl
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Soft Secrets
videogiochi
Wii, la nuova console Nintendo La semplicità di un telecomando per rivoluzionare il mondo del divertimento avanzatissimi, Nintendo, storica casa giapponese del mondo dei videogiochi, si rimbocca le maniche e presenta il Wii, una console basata semplicemente su un concetto: rivoluzionare il mondo dei videogame. Proprio “Revolution” era il nome con cui era conosciuto il progetto della nuova console nipponica, poi diventato alle soglie del debutto sul mercato “Nintendo Wii”. Playstation 2? Playstation 47? Xbox 2596? Una nuova console significa una grafica migliore e una migliore velocità di gioco? Siamo tutti alla ricerca di una crescente qualità del suono e di nuovi roboanti effetti speciali? Si... o forse no! Mentre Microsoft e Sony si dedicano a una lotta senza quartiere a colpi di alta definizione e processori grafici
Ma cosa c’è di tanto rivoluzionario nella nuova creazione dei papà di Super Mario? Semplice, pensate a tutti i videogiochi che avete visto nella vostra vita, ecco, ora cancellate l’immagine di qualsiasi joypad o joystick e pensate semplicemente a un telecomando, capace di tramutarsi nell’estensione del vostro braccio. Avete capito bene, tenere in mano
Rigioco al Passato giro verso l’acquirente, che anche se disposto a spendere fior di quattrini per l’ultimo ritrovato della tecnica, in breve tempo si ritrova con un prodotto obsoleto tra le mani.
Ormai se entri in un negozio di telefonia per comprare l’ultimo cellulare uscito sul mercato, non fai in tempo a pagare e uscire dalla porta che già ti ritrovi con un modello vecchio e superato. Ogni settimana puoi trovare un nuovo televisore che mostra funzioni inimmaginabili sino al mese precedente. Se poi vogliamo spostarci nel campo dei computer, la corsa alla novità e alla nuova tecnologia rasenta quasi la presa in
Ma davvero abbiamo questo bisogno incontenibile di novità e sfoggio di potenza? Il Mercato dei videogiochi sembra incredibilmente rispondere “no”. Per essere più precisi, mentre i colossi come Microsoft, Sony e Nintendo si battono per proporci console sempre più potenti e giochi sempre più belli da vedere, molte case produttrici vanno contro corrente e ripropongono, per Playstation 2 e Xbox, collezioni di titoli che hanno spopolato negli anni ottanta fra chi frequentava le salegiochi. Ecco dunque tornare tra le avide mani degli appassionati, titoli del calibro
Alleniamo il cervello!
“I videogiochi stimolano la violenza!”, “i videogiochi atrofizzano la mente!”, “I videogiochi fanno venire l’epilessia!”. Si, a torto o a ragione sui videogame ne abbiamo sentite di cotte e di crude, e periodicamente assistiamo a pseudocrociate delle associazioni dei genitori di tutto il mondo, pronte a chiedere che la mannaia della censura si abbatta
su qualsiasi contenuto considerato politicamente scorretto. Fermo restando il fatto che il videogioco, come qualsiasi altra forma d’espressione, possa essere indirizzato a categorie di pubblico molto diverse (quindi, come esistono film per ragazzi e pellicole per adulti, così possono esserci giochi dal target differente), ecco arrivare dal Giappone una novità di fronte alla quale anche il più fervente detrattore di joystick e console si troverà spiazzato: “Brain Training”, titolo che, come si capisce facilmente, mira a far allenare le cellule celebrali del giocatore in modo da migliorarne le capacità. Più che un solo prodotto, abbiamo tra le mani una serie di giochi sviluppati per Nintendo Ds, la particolarissima console portatile dotata di due schermi, di un microfono per il
un telecomando per avere in pugno un mondo intero di divertimento. Ma all’atto pratico di cosa stiamo parlando? “Semplicemente” di un oggetto che diventerà il naturale prolungamento del vostro braccio, un punto di collegamento tra la persona reale e il mondo virtuale, dotato di sensori capaci di riconoscere i movimenti in tre dimensioni. Immaginate di impersonare un cavaliere medievale armato di spada... ed ecco, stretto tra le vostre mani il telecomando, che andrete a brandire come se fosse una vera lama affilata, vedendo sullo schermo della vostra televisione i vostri movimenti riprodotti alla perfezione. Amate lo sport? Ecco che la periferica può essere impugnata come una racchetta da tennis per sfide mozzafiato all’ultimo punto! Una semplice idea che però, realizzata nel migliore dei modi, promette veramente di cambiare radicalmente il mondo dell’intrattenimento, avendo come unico limite la fantasia dei programmatori.
di Street Fighter 2, Puzzle Bobble, Sonic, Pac Man e tanti altri. Di fronte a una simile mossa commerciale, qualcuno potrebbe storcere il naso e pensare che, a causa di una mancanza di idee innovative si stia cercando di guadagnare riesumando titoli famosi ma ormai troppo vecchi. Visto come gira il mercato mondiale, non solo dei videogiochi, il dubbio sembra più che legittimo, ma limitandosi a una semplice lettura dei dati, si viene a scoprire che queste raccolte di grandi titoli del passato vengono accolte favorevolmente sia dalla critica che dal pubblico, che le premia facendogli scalare le classifiche di vendita.
Ma alla Nintendo hanno davvero pensato a tutti gli utenti: per chi non ha intenzione di cambiare abitudini, sarà comunque possibile usare joypad tradizionali. Presente poi la possibilità di navigare su internet con un browser creato apposta dallo staff di Opera, celebre programma usato già da molti per curiosare con il pc nella rete mondiale. Se tutto questo non vi basta, preparatevi a frequenti escursioni nel passato, con una piccolissima spesa potrete giocare comodamente a casa vostra tutti i titoli delle gloriose console della Sega e della stessa Nintendo, come il Nes e il Megadrive. Insomma, ampie possibilità in grado di mettere d’accordo sia gli utenti tradizionalisti che i giocatori alla ricerca di nuove emozioni. Ecco svelato l’arcano, apparentemente “Wii” è un nome senza un particolare senso, ma la pronuncia è maledettamente simile al “we” anglofono, “noi”, una console in grado di compiere il difficile compito di accontentare ogni tipo di utenza. Tutti pronti ad entrare nella nuova era del divertimento?
particolarmente bassi: normalmente per portarsi a casa vari capitoli della storia dei videogiochi si paga infatti circa la metà del prezzo di un gioco nuovo di pacca. Un’ottima possibilità per giocare ancora con i videogame che vi hanno fatto innamorare da piccoli, o l’occasione giusta per scoprire gli antenati dei titoli che spopolano adesso.
Se da una parte abbiamo titoli fedelmente ripresi dalle edizioni passate (quindi senza particolare lavoro aggiuntivo), bisogna riconoscere che ditte come SEGA, Capcom, Taito e compagnia bella sono veri e propri marchi di qualità. Aggiungiamo poi che ogni uscita raggruppa più giochi e viene proposta al pubblico a prezzi
Certo è che in un mondo dove tutto si basa sulla ricerca di una grafica perfetta, sulla potenza dei microprocessori e sulle pubblicità altisonanti, vedere tornare sulla breccia giochi di vent’anni fa, ha un sapore particolare... forse abbiamo davvero raggiunto un punto dove scarseggiano nuove idee, o forse siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che per divertirsi non servono tecnologia aliena e grafica fotorealistica, ma basta una buona idea ben realizzata per farci ancora passeggiare con la fantasia tra paesaggi fatti di pixel.
riconoscimento vocale e un pennino per giocare semplicemente toccando lo schermo, come un qualsiasi computer palmare. Il tutto è parte dall’idea di un professore giapponese, il dottor Kawashima, eminente neuroscienziato della Tohoku University. Dopo diversi esperimenti, l’importante studioso ha concepito alcune prove in grado di mantenere allenata la mente e di perfezionarne le prestazioni. Nulla di complicato, nessun test difficile o alla portata di pochi, bensì semplici esercizi per allenare la memoria, la prontezza di riflessi, la creatività e altre funzioni celebrali. Facili operazioni matematiche, giochi di abilità, associazioni d’idee e l’ormai celebre sudoku. Troppo semplicistico? Forse a leggere la fattura del gioco sì, ma quando ci si trova con il pennino in mano con un cronometro a scandire il tempo che passa, tutto acquista
il giusto interesse, al punto che nel solo Giappone si è giunti ormai ai due milioni di copie vendute e il primo posto in tutte le classifiche del mercato. Un’idea tanto semplice quanto coinvolgente, complice il fatto che molti subiscono il fascino della “toccata e fuga”, cioè della possibilità di giocare senza doversi immergere in mondi virtuali particolarmente complessi, magari nei dieci minuti liberi della pausa pranzo prima di tornare a lavoro o sulla metropolitana in viaggio verso scuola. Enigmistica videoludica? Forse, ma anche molto di più: una divertente sfida da portare a termine con gli amici, un concetto classico sviluppato in maniera innovativa, ma soprattutto tanta sana ginnastica per il cervello. Ora, chi avrà il coraggio di dire che i videogame fanno male? Sicuramente ancora in molti, ma almeno avranno provato a giocare a Brain Training?
Music for s toney ears
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di Carlo Vinci
FOCUS ON Daft Punk
Dopo aver riscritto le leggi della musica dance con un trittico di album fondamentali come “Homework” (1997), “Discovery” (2001) e “Human After All” (2005) i Daft Punk vengono celebrati ora con una compilation intitolata “Musique Vol. 1 1993-2005”. Un disco che sembra essere uno spartiacque nella carriera del duo francese. Thomas Bangalter e Guy Manuel De-Homem Christo infatti hanno spezzato il loro isolamento parigino per tornare a esibirsi dal vivo. Il debutto è stato il 29 aprile al Festival di Coachella in California, e subito la larga schiera di fan collegati per tutto il mondo attraverso Internet e i fan club è impazzita. Il 30 aprile già circolavano in Rete filmati dell’intero concerto fatti con il telefonino e centinaia di foto, che immortalavano i Daft Punk sul palco sotto una piramide di luce nella loro ormai abitudinaria veste robotica:
ROLL UP Afx Chosen Lords (Rephlex)
L’anno scorso Richard D James aka Aphex Twin, il grande genio dell’elettronica di fine Novecento, spezzava un lungo silenzio con la pubblicazione di una decina di 12 pollici di una serie chiamata Analord. Ora una selezione di quei pezzi diventano un album, pubblicati con il più sintetico degli alias usati da Mr. James.
Carnifull Trio Modamare (Riotmaker
Un nuovo strike della friulana Riot Maker questo album della band di Luka Carnifull. Un disco che è un concentrato di energie creative e di creatività multiforme. Sono tanti gli immaginari passati dentro lo shaker della band, e alla fine il risultato è un laboratorio di variopinto spreco postmodernista. Canzoni e schegge sonore cesellate con essenzialità di mezzi e distacco minimalista, e lo sguardo distratto di chi vuole
I:Cube Live At The Planetarium (Versatile)
refrattari a svelarsi in borghese, è dai tempi di “Discovery” che prediligono caschi e tute da film di fantascienza. E se un’altra serie di concerti segue, dal Festival di Eurockéennes a Belfort in Francia il 30 giugno, al Summercase spagnolo, il 14 luglio a Barcellona e il 15 a Madrid, per continuare il 28 dello stesso mese al Global Gathering inglese e trasferirsi in Giappone il 12 e il 13 agosto, al Summer Sonic di Tokyo e Osaka, chiudendo in Belgio al Pukkelpop il 19, è proprio il cinema il mezzo che oggi sembra interessare particolarmente Thomas e Guy. Dopo l’esperienza con il leggendario cartoonist Leiji Matsumoto (quello di Capitan Harlock) per il film “Interstella 5555”, che era una sorta di propagine visiva di “Discovery”, dovrebbe essere pronto ora il debutto registico dei Daft Punk. Il lungometraggio, intitolato “Electroma”, verrebbe presentato alla prossima edizione del Festival di Cannes e dalle prime indiscrezioni e dalle prime immagini trapelate sembra sia una sorta di road-movie con protagonisti i due robot impersonati dai Daft Punk stessi. In carne, ossa e acciaio. Altre indiscrezioni parlano di una colonna sonora tutta pre-1975 con l’unica eccezione del pezzo Universe di Sebastien Tellier, cantautore francese. Tra live e impegni cinematografici, si dice anche che la compilation appena uscita serva a risolvere il contratto con la Virgin. E tra i tanti si dice una sensazione: la prossima mossa discografica daftpunkiana sarà probabilmente la più rivoluzionaria nella storia del duo. Non rimane che stare sintonizzati.
È un sound che ha impressi alcuni dei marchi di fabbrica dello stile aphexiano: vampate melodiche ancestrali, ritmiche incontrollabili, un mood plumbeo e fraseggi acid intricati e psicotici, oltre che il ritorno a un formato vagamente più clubbistico. Una musica che decide di comunicare solo a un’accolita di adepti e che rimanda quella nuova frontiera espressiva sottintesa da exploit visionari come Windowlicker, singolo che sembrava fissare e insieme scardinare con la gelida visionarietà di un Kubrick del suono il concetto di immagine della musica e quello di pop. Ma in “Chosen Lords” James suona vivo e preparatorio. Abbandonata forse definitivamente un’etichetta come la Warp e trasferite le armature in casa Rephlex, inizia a ripulire i ferri per l’assalto che verrà.
fermare nel suono la propria disillusione. A uscirne un diario di bozze, con la copertina della Riotmaker che cita il disegno della Linea Tre della RCA e parte da un’allucinazione anni ’70 per far cadere una polvere di stelle di funky grooves e cavalcate chitarristiche noise, tra Sonic Youth e Funkadelic, e poi squarci di giovanilismo italo pop 2000 e una mentalità quasi avant-jazz nelle tante, insistenti rarefazioni che allentano gli slanci sonori convogliandoli in un limbo oppiaceo. Il tutto punteggiato da occasionali samples e da una voglia di mettersi in gioco che fa la differenza. Sarà la prossima mossa a dare un senso definitivo. Per ora un lavoro intrigantissimo.
ricorda le produzioni dei Sun Electric o degli Psychick Warriors Ov Gaia, in bilico tra sospensioni cosmiche e accelerazioni ritmiche. Non propriamente un nuovo capitolo nella saga del folletto francese ma un regalo per i fan più accaniti.
Album dal vivo per lo splendido Nicolas Chaix aka I:Cube, a suggellare una ormai decennale produzione da fuoriclasse della scena elettronica. È un rigoglioso suono spacey quello che si delinea, con un richiamo ai cliché neo-ambient e deep-techno dei primi anni ’90, qualcosa che
SMOKERS’ CHOICE Brian Eno/David Byrne My Life In The Bush Of Ghosts (Virgin)
Piattaforma magnetica da cui scaturirà “Remain In Light” dei Talking Heads, sintesi precisa di terzomondismo da laboratorio e gelido postmodernismo, “My Life In The Bush Of Ghosts” veniva registrato tra il ’79 e l’80 e vedeva la luce nel 1981. Brian Eno aveva già prodotto “More Songs About Buildings And Food” e “Fear Of Music”, il secondo e il terzo album dei Talking Heads e il leader della band,
David Byrne viveva il periodo della sua massima creatività. Scopo della missione celebrare il suono della musica nera con uno sguardo e un modus operandi tipicamente bianchi. La primordialità del suono catturata scientificamente. Ne esce un capolavoro assoluto, dove l’indagine etnica si mischia alla mentalità new-wave, la fisicità alla cerebralità. Voodoo grooves perfetti per New York come per la giungla, eroticamente elettronici ma anche verosimilmente viscerali. Psichedelismi pret a porter, come Mea Culpa, ancora uno dei pezzi più minacciosi e drogati che la musica “dance” abbia materializzato su questa terra. Un disco che assume la luce dell’esperimento perfetto e che tra l’altro fissa l’autorevolezza della tecnica del campionamento, nello specifico usata per catturare un pacchetto di esorcisti, predicatori, esotici segnali radio, voci dall’altro mondo, e che al di là dei connotati teorici suonava e suona assassino, mandato in orbita da uno staff di musicisti che comprendeva iene come Robert Fripp, Busta Jones, Bill Laswell, David Van Tieghem. “My Life In The Bush Of Ghosts” è appena stato ristampato in una nuova versione CD che include sette pezzi originariamente pensati per una scaletta iniziale ma poi sostituiti in corsa.
Carlo Vinci, psicanalista sonico e autore di allestimenti teatrali tra cui “Cristo Trip” e “Gita ad Abu Ghraib”, scrive anche di musica. Per Soft Secrets è cacciatore di scintille, divulgatore di tutti i suoni “out there”.
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AFRICAN FREE
Foto: Eva Seeds, La Spagna
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Cronaca ver de
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Fili d’erba
Fischietto seconda parte di Matteo Martina
Da parte a parte, di slancio, attraversare la piccola piscina dell’albergo in apnea è uno scherzo, sarà lunga sì e no dieci metri. Annoiato, mi dedico quindi ai tuffi acrobatici, ma la scarsa profondità della vasca mi fa sfiorare più volte il fondo con la testa e, dopo un paio di salti mortali, quando passo ai carpiati capisco subito che il mio passatempo avrà vita breve. Allora decido di crogiolarmi al sole, sfogliando distrattamente un quotidiano sportivo locale. Tiene banco la sfida tra bomber di razza per il titolo di capocannoniere del campionato di calcio in corso, una lotta serrata tra giganti dell’area di rigore, il camerunese Oman Biyik contro il messicano Hermosillo, una roba da quaranta gol ciascuno. Di Hermosillo non si è mai parlato troppo in Europa, ma qui è una vera e propria ira di dio, un idolo per i tifosi. E’ un centravanti di due metri che ha nel colpo di testa il suo pezzo forte. Due pagine intere, corredate da foto eloquenti, sono dedicate all’incontro di pugilato valevole per il titolo mondiale tra la gloria nazionale Julio Cesar Chavez e l’italiano Parisi, è una notizia vecchia ormai più di una settimana, ma i giornali messicani continuano a rimarcarne l’epilogo inglorioso, con Parisi in fuga sul ring a cercar di scampare all’inevitabile destino. Finalmente intravedo nella hall la sagoma sudata di Ramon che punta deciso verso il solarium, accompagnata da un ragazzino. Così mi viene presentato Pablo, dieci anni nel corpo e il doppio negli occhi. Sarà lui a procurarmi da fumare. Indossa un gilet di pelle aperto sul davanti con una grossa aquila dipinta sulla schiena; le braccia, dai muscoli troppo definiti per un ragazzo di quella età, hanno diversi tatuaggi mal disegnati. Uno è il volto del Cristo, un altro è una rosa rampicante avviluppata ad una pistola, su di un bicipite fa sfoggio di sé un grande cuore con una S iscritta al suo interno. La mano sinistra non ha né anulare né mignolo ed è impreziosita, come la destra del resto, da anelli troppo grandi per le sue dimensioni. Ci vuol poco a capire di che pasta è fatto il mio nuovo amico e, pur rimanendo la mediazione di Ramon un’ottima garanzia, adottare tutta la prudenza possibile. Lui mi guarda duro, come soppesandomi, e parla a bassa voce con tono calmo e autoritario, spiegando le regole dell’affare. Vado nella mia stanza, mi cambio rapidamente, raccatto dalla borsa una manciata tra pesos e dollari e torno di sotto. All’ingresso scopro che Pablo ha già chiamato il taxi e mi sta aspettando, un po’ scocciato, seduto sul sedile anteriore. Mi metto dietro e lo osservo in silenzio impartire le direttive all’autista, che altri non è che il tassista pazzo che mi aveva portato qui da San Cristobal, il fratello di Carmen, tanto per restare in famiglia. Prendiamo la strada verso l’aeroporto, allontanandoci dal centro città. Il vecchio sdentato riesce a sgommare anche in rettilineo e come al solito va a tavoletta. Dopo una svolta su una via secondaria
l’asfalto finisce. Proseguiamo lungo uno sterrato che porta verso un grande quartiere popolare, nemmeno troppo fatiscente, costruito su di una collinetta brulla, fatta di terra riportata. Qui il taxi si ferma e Pablo scende, facendomi cenno di pagare. Il fratello di Carmen prende i soldi senza sconti e riparte in controsterzo, in una nuvola di polvere. Ci incamminiamo in silenzio lungo un’erta che conduce ad un boschetto usato dagli abitanti del posto come piccola discarica. Ci sono diverse carcasse di automobile, quasi tutte americane, modelli di una trentina d’anni fa, vecchi televisori sfondati, enormi tubature per fogne mai realizzate e immondizia di ogni tipo. Il sole cocente aumenta a dismisura l’odore acre di decomposizione. Sciami di mosche mi investono a più riprese. Aggiriamo le tubature raggiungendo uno spiazzo ben riparato da occhi indiscreti. Qui Pablo comincia a fischiare. Fischi lunghi e potenti indirizzati verso il nulla. In risposta, dalle macchine, dai tubi, dai cespugli, anche dai televisori sfondati, sbucano fuori decine di ragazzini più o meno dell’età di Pablo e in men che non si dica mi trovo circondato. Una situazione simile l’avevo provata qualche anno prima in Spagna, in compagnia di una mia amica, vagando di notte nei pressi di un campeggio in mezzo a decine di cantieri di palazzi in costruzione. Improvvisamente eravamo stati circondati da un branco di cani randagi. Dopo un paio di minuti irreali, passati fronteggiandoli in silenzio, la situazione si era risolta a nostro favore, i cani se n’erano andati. Mi sento come quel giorno, come la preda inerme di un branco di licaoni in un documentario sull’Africa di Piero Angela. Pablo mi sta guardando e, come avesse intuito i miei pensieri, sorride sereno. Mi ha fatto vedere il suo potere e adesso si adopera per dimostrarmi che non sono in pericolo. Mi imposto su regole di cortesia che non userei nemmeno se avessi a cena il mio direttore di banca, sorrido fino alla quasi totale paresi della bocca, distribuisco sigarette e pacche sulle spalle a volontà, li tratto da pari, li lusingo. Ci accomodiamo su alcune sedie poste vicino ad un vecchio scuolabus, intorno ad un tavolino traballante. “Sandra!”, urla più volte il mio ospite e fischia fino a che dalla vettura non scende una ragazza magrissima e molto alta, molto più di Pablo. Ha capelli lunghi e castani che avrebbero bisogno di una bella lavata, porta un vestito estivo beige, con un’ampia gonna a fiori. Tutto sommato è carina, anche se un po’ sciatta, con lo sguardo languido e spento da sniffatrice abituale di colla. Me la presenta e la obbliga a mostrare l’enorme anello che porta al dito, è un suo regalo. Adesso capisco a chi è dedicato il tatuaggio sul bicipite del capo. Sandra è la pupa del boss. Lei, senza proferire parola, si siede sulle gambe di Pablo e si astrae nuovamente da una situazione che sembra non interessarle, il mondo reale. Al contrario, sento intorno a me la curiosità della banda, mi guardano come si guarda un animale esotico nello zoo cittadino. Un bambino grassoccio porta a Pablo una borsa di plastica piena zeppa di maria. Lui la mette sul tavolo e mi chiede quanta ne voglio. Il profumo è fortissimo, le cime
grondano resina. Pesco dagli slip cento dollari e la borsa è tutta mia. Butto una manciata generosa d’erba sul tavolo, rifilo qualche moneta al grassoccio perchè ci procuri della birra ghiacciata e comincio a rollare un cannone epocale. Non ho nemmeno acceso che vengo distratto da rumori che provengono dalle nostre spalle. Il vecchio portellone di un’automobile si apre cigolando e dall’interno dell’abitacolo emerge la figura di un uomo. I ragazzi gli sono subito intorno e cominciano ad insultarlo e schernirlo. Lui reagisce a male parole, barcolla avanti e indietro e vomita il suo odio addosso a tutti. E’ completamente ubriaco, deve aver cercato riparo nell’automobile per smaltire la sbronza la notte precedente. Adesso è furioso. Ad un certo punto mi nota, e io divento l’oggetto della sua rabbia. “Yankee!”, “Hjio de puta!”, “Maricon!” Prende una pietra e la tira con tutta la forza che ha in corpo. La mira non è delle migliori, ma il gesto basta a provocare la reazione di Pablo, fino a quel momento estraneo alla faccenda. Il ragazzino scatta veloce dalla sedia scagliando Sandra a terra e raggiunge l’uomo colpendolo con un potente calcio al basso ventre. L’ubriacone cade ululando, in un attimo tutti gli sono addosso. Comincia un pestaggio crudele e fulmineo in cui l’uomo ha l’unica fortuna di perdere i sensi quasi subito. Anche la ragazza partecipa al massacro, furibonda e isterica, come in trance. Torna la calma, Sandra ritorna nel mondo dei sogni e Pablo riprende posto al mio fianco. Ansima sudato con lo sguardo perso sul tavolo, poi mi guarda compiaciuto e un angolo della sua bocca si deforma in un sorriso. Io, sorpreso e imbarazzato, gli porgo il cannone. “Muchas gracias hermano”, balbetto. Lui prende la canna, la accende e tira profondo nei polmoni, poi soffia fuori abbandonandosi sulla sedia. “Pura vida”, risponde. fine
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Bio Bizz 0031-50-5414650 2 Campo di Canapa 0039-055-240580 32 Female Seeds 0031-78-6132263 13 Fral 0039-0335-5496693 32 Green House Seeds 5 Hemporium 0039-06-97618522 32 Hesi 0031-45-5690420 48 High Quality Seeds 0031-73-5479916 19 Highlife Fiera Amsterdam 0031-73-5498112 24 Highlife Fiera della Canapa, Barcelona 0034-93-8616280 8 Indoorline 0039-011-9850167 29 Jorge Cervantes 16 Katsu 37 La Canna 0031-20-4284482 29 MCK Bio-Gardening 37 Nirvana 0031-20-3640233 47 Pi Technics 29 Plagron 13 Sensi Seeds 0031-10-4763252 37 Serious Seeds 29 TGC Trading 0031-13-5722959 25 www.procare.nl 37
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L’imperdibile SSIT 05 esce il 15 settembre! Sapevi che la Santa Maria è un vero “classico da cocco”? Questa signora viene spesso coltivata nel cocco, in quanto è lì che produce risultati di prima classe!