Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi – Numero 2 - 2006
GRATIS
Highlife La fiera e i vincitori della Coppa Highlife
SCROG dalla Spagna Jorge Cervantes: la Prefioritura Antiproibizionismo Growing for dummies Foto dei lettori: vinci i semi Musica e molto, molto altro…
Space cake cucina con Weckels
BELLADONNA
Soft Secrets
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Editoriale
30 ANNI DOPO Meno di un mese fa si è conclusa la edizione 2006 della Highlife Hemp Fair, ed è di nuovo tempo di trarre alcune conclusioni in tema cannabis. Per la prima volta la fiera è stata organizzata ad Amsterdam, capitale mondiale della cannabis e città famosa per l’imperturbabile tolleranza verso alcuni dei vizi umani più diffusi. Purtroppo però la città ha riservato una fredda accoglienza agli espositori e ai visitatori della Highlife 2006. Dopo esserci illusi per anni che l’Olanda fosse la terra promessa dell’homo cannabicus, eccoci arrivati ad un vicolo cieco. Dopo anni di tolleranza ad oltranza, per la prima volta ad una fiera della Cannabis si è respirata un’aria meno libertaria e decisamente più pesante. Per la prima volta sono apparsi plotoni di poliziotti in uniforme e in borghese, seguiti a ruota da altrettanti agenti della Dogana e del Ministero delle Finanze olandese. Durante i tre giorni di fiera i controlli si sono susseguiti quasi costantemente, e più di un espositore ha avuto problemi con gli agenti delle Finanze. Nonostante detenere fino a 5 piante di cannabis sia tollerato in molti comuni in Olanda, nessun espositore è stato autorizzato a esporre piante di cannabis sul proprio stand. Inoltre molti stand che presentavano birra alla canapa hanno visto il loro prodotto sotto temporaneo sequestro. Questa atmosfera di controlli e di generale tensione non ha certo contribuito all’affluenza di pubblico locale. Molti coltivatori olandesi hanno preferito non farsi vedere in giro alla fiera per garantire il proprio anonimato e la propria sicurezza. Una bella differenza rispetto all’anno passato, quando la fiera era stata organizzata ad Utrecht. Allora non si era percepita una simile tensione da parte degli organi istituzionali verso la materia cannabis. Nonostante i controlli e la presenza costante della polizia, la fiera è stata un vero successo. Nuovi prodotti, nuove genetiche e tanti bellissimi stand hanno garantito 3 giorni di festa ai visitatori, molti dei quali venuti da Italia, Spagna, Germania e Inghilterra. La Highlife Cup, la competizione per la miglior erba e nederhash, ha visto la vittoria della Super Silver Haze, una pianta storica già vincitrice di molti altri premi in diverse competizioni dal 1997 a oggi. La Highlife Hemp Fair 2006 si è dimostrata ancora una volta il punto di riferimento numero uno per tutti coloro che amano la pianta e che vogliono restare al passo con l’industria che ruota attorno ad essa. Trent’anni fa il Coffeeshop Mellow Yellow ricevette la prima licenza per vendere hashish e marijuana semi-legalmente, divenendo un’icona del mondo della cannabis. Era il 1976. Da allora l’industria dei Coffeeshop si è allargata visibilmente, dando vita ad un flusso crescente e costante di “canna-turisti” e “canna-esiliati” verso l’Olanda, proveniente da tutti i paesi del mondo, Italia compresa. Il proliferare dell’autocoltivo e della coltivazione su scala industriale per fini di esportazione degli anni ’80 ha dato la spinta finale alla formazione dell’industria così come è oggi. Gli anni ’90 hanno visto la regolamentazione delle licenze dei Coffeeshop e il loro totale diminuire di numero da più di mille nel 1991 a meno di settecento nel 2000. Dall’inizio del nuovo millennio ad oggi l’Olanda ha dimostrato di non voler rinunciare alla propria indipendenza legislativa in materia di cannabis, nonostante le forti pressioni degli U.S.A. e del Parlamento Europeo. Nel caos dell’Europa che si espande, l’Olanda è ancora un’isola dove chi ama la cannabis può vivere una vita meno stressante che in molte altre nazioni, Italia compresa. Speriamo che la seconda edizione di “Cannabis Tipo Forte” che si terrà a Bologna dal 2 al 4 Giugno di quest’anno porti una nuova ventata all’industria Editoriale 3 della cannabis in Italia. Molto dipenderà La bimba di pagina 3 3 dall’esito delle elezioni di aprile. Nel frattempo continuiamo a sperare che un Flash prodotti Italia 4 giorno non troppo lontano la ragione Flash prodotti internazionali 6 prevalga sull’ignoranza cieca del proibizionismo. Nel frattempo, le piante Caro Soft Secrets 10 continuano a crescere e a fiorire, e noi Le meraviglie di Weckels (acqua) 14 continuiamo a fumare. Fiera Highlife di Amsterdam 17 Franco Lojacono Coppa Highlife 21
La bimba di pagina 3 Sativa Spirit Questa bambola è molto adatta per tecniche indoor di tipo SOG (‘Sea Of Green’) e in esterni consente di ottenere delle rese magnifiche! È un piacere fumare questa erba squisita e deliziosa, dal sapore che ricorda i mirtilli e l’uva nera. Il suo effetto è quello tipico della Sativa, corroborante ed energizzante, quindi è perfetta per uscire in città tutta la sera o per passare una giornata attiva in spiaggia. In poche parole, è una varietà clamorosa, gioiosa ed esotica, che vorrai coltivare più e più volte. Di sicuro è da tenere sempre!
Genetica: Specifiche:
Sativa dominante Alta, con grosse cime marmoree Crescita: Una pianta facile da coltivare, che dà grandi soddisfazioni Periodo di fioritura, indoor: 9/10 settimane Raccolto, outdoor: metà/fine ottobre (a 50º L.N.) Resa per m2, indoor: apross. 500 grammi Resa per pianta, outdoor: Può rendere 700 grammi e oltre!
INDICE
Foto Highlife
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Weckels: Space Cake
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Jorge Cervantes
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Coltivazione per principianti
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Fumetto Cans ‘n‘ roses
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Speciale funghi
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In Spagna fanno così
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Poster
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Cannadiverbi
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ConFiniZero
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Music for Stoney Ears
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Italian Roots
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Psichedelia
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Antiproibizionisti
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Colofon
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Sapevi che l’humus di lombrico è un concime talmente buono e fertile che potresti letteralmente coltivarci dentro le piante di marijuana , per modo di dire? Il motivo è che l’humus di lombrico contiene i principali nutrimenti nella giusta concentrazione. Uno dei vantaggi è che risulta così difficile esagerare col fertilizzante a prescindere dal substrato che usi!
Foto: Paradise Seeds
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Soft Secrets
Never Mind Never Mind è lieta di annunciare l’arrivo di tutta una serie di prodotti e di accessori per grow ed head shop in seguito ai recenti accordi stretti con diversi produttori europei per la distribuzione dei loro marchi: per quanto riguarda i semi, sono in arrivo quelli di Mandala Seeds: tutte le genetiche sono disponibili a partire da inizio 2006. Female Seeds: Tutte le confezioni “4 semi female” disponibili a magazzino. Magus Genetics: Distribuzione di tutte le genetiche di Gerrit, fondatore e breeder della Magus. Soma: disponibili le più importanti genetiche di Soma. Skunkhead: prodotti originalissimi per head shop disponibili per i rivenditori italiani Nerone: il chilum gigante e il suo fratellino (Neronino) prodotti in fusione di porcellana da artigiani italiani. Vetrificati all’interno e già distribuiti in tutta Europa. Mix ‘n’ Ball: i grinder di precisione prodotti in alluminio aeronautico già conosciuti in tutto il mondo, adesso disponibili anche in tutta Italia. http://www.never-mind.biz
Advanced Hydroponics
La Advanced Hydroponics of Holland, dopo un’intensa ricerca ed una lunga sperimentazione avvenuta con il contributo di numerosi esperti ed eccellenti coltivatori è orgogliosa di presentare il nuovo poker di prodotti Natural Power, una nuova serie di stimolanti e complementi per la coltivazione. Advanced Natural Power e’ stato sviluppato per sostenere le vostre piante durante tutto il loro ciclo di vita.
ROLL UP Roll Up è un mondo in costante evoluzione e trasformazione. Per tenervi sempre aggiornati sulle novità del mondo Roll Up e non solo, hanno creato nel loro sito internet una sezione News, dove trovate informazioni sulle nuove proposte Roll Up, eventi e curiosità. Sono uscite 2 nuove serie Roll Up: la Graffiti numero 1 che, dopo il numero 0, conferma l´intenzione di proseguire la valorizzazione del Writing come forma d´arte e la nuova e ultima delle 4 stagioni di PLM, l´Inverno. Sono ormai un classico, le confezioni di pregiate cartine proposte da Roll Up: alla qualità OCB delle cartine si unisce la fantasia dei cartoncini per filtri pretagliati, che formano disegni in cui sognare e navigare preparando l’involtino da arrostire. Provare per credere e... collezionare! Un oggetto in particolare, fra quelli nel catalogo Roll Up, ci ha fatto davvero innamorare: il grinder “Grind Up” in plexiglas: pratico e leggero (perfetto da portare in tasca o in borsetta) con un giochino nel coperchio per i rollatori che non hanno fretta: far entrare i 6 semini (che classe, ragazzi!) nei 6 forellini sul disegno, proprio come coi giochi che si trovano sui barattolini delle bolle di sapone. Il grinder è realizzato con 5 temi diversi da collezionare: Foglia, Psykedelia, Rasta, Divinity e Writer... Uno più bello dell’altro. Ciascun pezzo è numerato, la serie è limitata a 1500 grinder, ogni linea quindi conta 300 grinder che andranno presto a ruba!
Root Stimulator Potente cocktail di stimolanti per la radicazione composto da estratti di alghe, vitamine, erbe e proteine.
http://www.rollup.it
Grow/Bloom Excellerator Stimolante per la crescita e la fioritura è una miscela concentrata di estratti di alghe, proteine vegetali ed erbe essenziali.
Enzymes+ Soluzione multiarricchita composta da enzimi e da un rinvigorente mix di antiossidanti vegetali e di acido humico e fulvico.
Final Solution Soluzione di ausilio alle piante nell’ultima settimana di vita per eliminare gli accumuli di fertilizzanti. Composto da estratti d’erbe, zuccheri naturali e acido humico e fulvico. www.advancedhydro.com distribuito in Italia da www.fogliederba.bo.it
THE ORIGINAL ROLL TRAY™ DI WOLF PRODUCTIONS In Inghilterra abbiamo di recente assistito a una serie di picchi creativi sul mercato dell’accessorio per fumatori, grazie alla nuova legislazione entrata in vigore nel 2005. la Wolf Productions è una di quelle aziende che hanno saputo sfruttare il vantaggio delle aperture offerte dal mercato inglese. I loro box in legno sono finemente realizzati e combinano un’intelligente funzionalità con la semplice bellezza del legno naturale. Wolf Productions propone cinque differenti modelli a partire dal T1, compatto e tascabile grazie alle sue misure ridotte (140mm/50mm/30mm), fino al più grande dei box senza coperchio, il J2 dalle importanti dimensioni (300mm/200mm/40mm). I coperchi sono incernierati e ogni modello presenta compartimenti per tutto il necessario: cartine, filtri, sigarette, tabacco ecc. oltre ad un comodo vano nascosto. Ogni modello è dotato di supporto a “V” perfettamente studiato per accomodare una cartina King Size. Tra gli accessori di questo tipo, disponibili sul mercato, gli Original Roll Tray sono indubbiamente i più eleganti e funzionali; potendo contare su misure variabili da quelle compatte e tascabili a quelle concepite per il cruscotto della macchina, fino a quelle da tavolo. Facili da usare e da trasportare, belli da guardare e con un buon rapporto qualità prezzo. Un prodotto che sicuramente verrà apprezzato anche sul nostro mercato. L’Original Roll Tray è distribuito in Italia da Tessier-Ashpool Srl. Info: sales@tessier-ashpool.com Sito web: www.vu-du.com
INDOORLINE STORE Apre nel cuore del centro storico di Genova Indoorline Store, il primo growshop ufficiale di Indoorline. La passione per questo lavoro ha portato Alessandro, uno dei fondatori di Indoorline, ad aprire il primo punto vendita. Un contatto diretto con i growers per meglio conoscere le loro esigenze, un punto di incontro per scambiare idee e diffondere la filosofia dell’amore verso le piante. Nell’Indoorline Store potete trovare tutti i nostri prodotti per la coltivazione indoor e outdoor, ma non solo! Troverete anche una growroom ricca di pregiate piante grasse in terra e ammirare piante tropicali coltivate in idroponica. Tutto ciò abbinato all’esperienza e alla professionalità dello staff Indoorline da più di cinque anni a vostra disposizione... praticamente li si può definire dei luminari nel campo dell’illuminotecnica! Indirizzo: INDOORLINE STORE, Vico delle Vigne 17/R 16124 Genova Tel. 0039.010.2091044 Orari: lun - gio 16.00 - 19.30 ven - sab 11.00 – 19.30 email: genovastore@indoorline.com
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Generatori Hotbox CO2 per una resa superiore I giardinieri professionisti sul mercato lo sanno già da anni… Usare CO2 funziona, funziona davvero! I tempi cambiano, anche per la coltivazione indoor. Sono passati ormai i tempi in cui si potevano compensare le basse rese semplicemente costruendo un altra zona da coltivazione. Il nuovo credo: ‘tieniti ciò che hai’ è più valido che mai, quindi è davvero importante riuscire a ottimizzare ogni aspetto. In altri termini, una resa maggiore per lo stesso numero di metri quadrati. Un pescatore cerca sempre di catturare la carpa più grossa del lago... I grossisti HGS, con sede nella città olandese di Raamsdonksveer, hanno introdotto una gamma completa di generatori di CO2 e (ovviamente) dei misuratori di CO2 abbinati alla gamma, sperando di riuscire a convincere i coltivatori locali e stranieri a mettersi a ottimizzare. E perché no? Forse che non tutti vogliono ottenere la miglior resa dallo spazio disponibile? Sono in vendita degli impianti plug & play di utilizzo immediato, adatti praticamente a ogni situazione immaginabile. Sono disponibili i più piccoli generatori di CO2 per gli spazi ridottissimi, fino ai modelli enormi, per i locali più grandi. Nelle stanze molto grosse si può usare anche una combinazione di generatori di CO2 diversi, per riuscire a soddisfare appieno il fabbisogno di CO2 con i mezzi più sofisticati. L’anidride carbonica viene usata da anni nel giardinaggio indoor, ma continua a sollevare alcuni dubbi: Come calcolo il dosaggio? Quando dovrei usarla? Quanta ne va usata? È pericoloso lavorare con l’anidride carbonica? (No!). È difficile usare l’anidride carbonica? (No!). A questa e ad altre domande, quelli di Homegrowsupplies sapranno dare risposte da esperti. Su richiesta, possono persino organizzare in loco (ossia, presso i negozi grow) delle sessioni seminario di un’ora e mezza, fino a due ore. Chiunque può semplicemente passare per fare domande inerenti alla CO2, quindi chiedete al vostro grow shop di fiducia se sarebbero disponibili a organizzare un seminario di questo tipo. I prezzi all’ingrosso sono disponibili su richiesta. Info: Homegrowsupplies Raamsdonksveer, Tel: +31 (0) 162 521 026, Fax: +31(0) 162 521 026 Email: info@homegrowsupplies.nl
Atami presenta Wilma growsystem È disponibile in dimensioni adatte a 4,8,10,6 e 20 vasi. Oltre alla vasca si può avere un modello con grata o con tavolo di scolo. Disponibile anche con sistema di irrigazione che può essere utilizzato con riciclo o senza, cioè scaricando l’acqua in eccesso. Il Wilma è facile da maneggiare e trova facilmente lo spazio necessario. www.atami.com // E-mail : info@atami.com
G-Kit 400 automat di G-Tools G-tools ha presentato una nuova grow box per il piccolo coltivatore che si vuole coltivare la propria erbetta a casa: il G-kit 400 automat. Questo armadietto da coltivazione, completamente automatizzato, può ospitare quattro – sei piante e, grazie alle sue dimensioni (h: 185 x b: 88 x l: 58) può essere sistemato ovunque. L’armadietto è realizzato con un’appostita struttura di base e dei pannelli in PVC a prova di raggi UV con bordi in alluminio. Specifiche: ventilatore 225 m3, filtro ai carboni CAN, armatura ‘Cooltube’ con manicotto flessibile, 1 appareccio ELT di precollegamento da 400 Watt, 1 lampada Philips Son T plus da 400W, blocco interruttori con VSA e timer, termometro e igrometro con memoria min/max, serbatoio per soluzione nutritiva, pompa con orologio timer digitale a schermo a cristalli liquidi, e sistema di irrigazione (a sgocciolo). Info: G-Tools, Tel: +31 (0) 294 458 202, Fax: +31 (0) 294 458 203 Email: info@g-tools.nl // Web: www.g-tools.nl
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Linea corpo Paradise Bodycare Magari di recente vi siete imbattuti in prodotti per la doccia dalle bizzarre profumazioni nauseabonde, in seguito all’ultimo Natale. Adesso coccolatevi per questo nuovo anno: provando la linea bagno di Paradise Bodycare, la linea di cosmetici presentata da Paradise Seeds. Questa serie di prodotti responsabili, piccola ma ben assortita, comprende dei saponi dalle fragranze naturali, degli olii per il corpo, gel doccia e via dicendo: il balsamo alla Canapa e Calendula (Hemp Calendula Balsam) è uno di quelli che provocano maggiore dipendenza! Gli olii, i gel, i saponi e le creme, rigorosamente non testati sugli animali, rispettano le pelli sensibili e sono confezionati in contenitori riciclabili. Non vengono aggiunti aromi o coloranti artificiali e i preparati sono realizzati senza l’impiego di prodotti petrolchimici. L’olio di semi di canapa spremuto a freddo offre dei benefici ben noti per la pelle, quali una migliore ritenzione del livello di idratazione e la correzione di lievi irritazioni cutanee in fase iniziale, inoltre la sua delicatezza consente di usarlo quotidianamente e di combinare diversi prodotti. Non si può mai esagerare, con la canapa! Questi prodotti sono amati dagli uomini come dalle donne, visto che non hanno profumazioni invadenti, quindi non asfissiano chi li usa. Fai un favore al tuo corpo, prova le nuove bontà alla canapa di Paradise Bodycare. Ciò che indossi presenta un’immagine immediata di te a chiunque incontri. Per questo la gente sceglie di vestirsi in maniera da rispecchiare il proprio senso di stile, oltre che integrare un pochino la personalità... adesso è ancora più facile integrare al tuo guardaroba il tuo attivismo passivo a favore della canapa. Paradise Hemp, una divisione di Paradise Seeds, offre dei capi di abbigliamento trendy in canapa, ma anche borse e zaini in colori alla moda e dalle consistenze piacevoli al tatto quando li si indossa. Molte persone pensano a degli hippy con i dreadlock e con indosso dei tessuti tipo tela di sacco colorati con tinte psichedeliche, ma non è mica l’unica possibilità, basti pensare alle moderne linee di abbigliamento in canapa presenti oggigiorno. Le nuove tecnologie vengono applicate ad una pianta antica, per creare capi che non scoloriscono facilmente, hanno una forza tensile incredibilmente elevata e durano davvero a lungo. L’abbigliamento Paradise Hemp, grazie alla natura porosa del tessuto di canapa, “respira” perfettamente, tenendoti caldo d’inverno e fresco d’estate. A proposito dell’estate, lo sapevate che questi capi alla moda realizzati in canapa offrono una protezione naturale, schermando il 95% dei raggi ultravioletti nocivi? La tua nuova borsa in canapa è 5 volte più resistente del cotone, non sarà attaccata dalle muffe ed è anche leggermente ignifuga. Paradise offre un approccio responsabile, istruttivo ed etico con abbigliamento, borse e bagagli alternativi. Se vuoi aggiungere al tuo guardaroba dei capi duraturi, tieni d’occhio il nuovo sito internet di Paradise Hemp. Perr ulteriori informazioni: Paradise Products, Postbox 377, 1000 AJ Amsterdam, NL, Tel.: +0031 20 67 95 422 Email: info@paradise-bodycare.com Web: www.paradise-bodycare.com
Il Grow&Go Il Grow&Go viene chiamato “la soluzione plug and play completa per il grower professionista”. Il congegno è formato da un container da spedizione standard da 20 piedi, truccato all’interno con una grow room su misura, totalmente professionale, che ti può essere consegnato direttamente sulla porta di casa. Naturalmente, dall’esterno niente lascia sospettare che dentro sia ospitata una grow room fiammante, che all’interno è dotata di tutte le attrezzature necessarie a mantenerla tale. L’apparecchiatura standard prevede dieci lampade HID da 600W, due ventole di estrazione dell’aria dotate di filtri al carbonio, per un’estrazione totale da 3250m_ combinata a una ventola di immissione aria da 2000m_ per garantire un flusso di aria adeguato rispetto alle lampade impiegate in uno spazio così ristretto. Inoltre, ti viene fornito un paio di ventilatori, dotati di rivestimento riflettente, un serbatoio per i nutrimenti, le pompe, i misuratori e tutto il necessario, compresi i cubetti di lana di roccia e i nutrienti adatti a sistemare 265 singole piante. Per sicurezza il contenitore viene fornito con un estintore Fire Pro, certificato dall’Ente olandese antincendio (TNO), che promette di estinguere “al volo” qualsiasi fuoco, qualora accadesse il peggio. Ci sono anche alcuni optional aggiuntivi, che possono essere istallati. Per esempio un impianto di allarme, una sorveglianza video e un sistema di monitoraggio, un computer per i fertilizzanti, o persino un sistema computerizzato di controllo a distanza completamente automatico. Tutto è predisposto in nome della professionalità e della sicurezza per ottimizzare lo spazio per un giardino coltivato, mentre si mantiene la sicurezza. Niente è assemblato in modo definitivo, quindi i singoli utenti possono adattare il Grow&Go ai loro fabbisogni in termini di illuminazione o fertilizzanti: l’unica cosa di cui hai bisogno è un luogo adatto ad accogliere un container articolato da 20 piedi. Controlla il Grow&Go su www.grow-go.nl oppure telefona allo +31 (0)499 376794
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Nel serbatoi dell’acqua e... vai di bolle! Oltre alle ben note pastigliette stimolanti di CO2, adesso è arrivato qualcosa che non solo è più efficace, ma anche molto più semplice da usare... un congegno elettronico che produce CO2! Molti grower già sanno che le piante assorbono l’anidride carbonica tramite le foglie. Ma la maggior parte della gente non sa che le piante assumono CO2 anche dalle radici. Le tavolette di CO2 servono a questo. Però... Hy-Supply ha qualcosa di più nuovo! Un’alternativa favolosa! Non serve più affannarsi per togliere dalla scatola e scartare le pastigliette. No, basta attaccare la presa alla corrente, inserire nel serbatoio dell’acqua il generatore elettronico di CO2 e... vai di bolle! Sono disponibili, a parte, le nuove lastre di carbonio.
Problemi di vasche flosce? Siete assillati dalle vasche flosce? Questa qui in ogni caso è bella rigida! Fornita da HySupply... la vasca da coltivazione migliore nel Paese dei grower. E naturalmente, ai prezzi migliori in assoluto. Questo contenitore per piante, lungo 1 metro, dotato di due tubi di scolo, è noto sotto una serie di nomi diversi, ma noi possiamo chiamarlo semplicemente vasca da coltivazione. La vasca da coltivazione è disponibile in due formati pregiati: innanzitutto quello normale – valido e di tutto rispetto – che è usato dalla maggioranza dei grower. In più c’è quello con il tubo di scolo dotato di ulteriore protezione anti ultravioletti, adatto alle condizioni climatiche più estreme.
Misuratori di EC e pH Milwaukee: pratici, rapidi e affidabili Un buon raccolto, senza dover tenere sempre sott’occhio le condizioni del terreno? Ma finiamola! E come si farebbe a ottenere un tale miracolo? Con i comodi misuratori di EC e di pH della Milwaukee, ovviamente! E davvero diventa una pacchia. Chiaramente, questi strumenti facilissimi da usare fanno parte della gamma di Hy-Supply. Con il misuratore di pH Milwaukee pH600, è un gioco da ragazzi misurare l’acidità dell’acqua. Il pH600 è una scelta eccellente e non è affatto costoso. Le qualità di questo pH600: escursione: pH da 0.0 a 14, taratura: manuale in 1 mossa, soluzione: 0.1 pH, precisione entro 0.2 pH. Sull’apparecchio è posto un dispositivo compensatore automatico di temperatura da 0 a 50º C. La vita della batteria è di 700 ore. Dimensioni: 150 x 30 x 24 mm. E poi c’è il Milwaukee CD600. Misurare la conduttività è senz’altro il modo migliore per determinare la quantità di sale e sostanze (nutritive). Il Milwaukee CD600 ti mette nelle condizioni di poter misurare valori estremamente bassi o alti di conduttività di un liquido, ed è corredato da un dispositivo automatico di compensazione della temperatura. Le qualità del CD600: intervallo: 1990 ppm, soluzione: 10 ppm, sensibile fino a ± 2%. L’apparecchio è dotato di compensazione automatica della temperatura da 5 a 50°C. La durata della batteria in uso continuo è di 350 ore. Dimensioni: 150 x 30 x 24 mm. Informazioni su tutti i prodotti Hy-Supply: Tel: +31 (0) 481 452 290 Fax: +31 (0) 481 452 910 Email: info@hysupply.nl Sito: www.hysupply.nl
Nuovo computer per soluzione nutritiva da Growcomp Growcomp ha presentato questo computer da nutrizione completa, completamente riprogettato. Grazie alla misurazione continua dei valori di Ec e del pH, si possono mantenere dei valori costanti. Si può dire finalmente addio alla miscelazione a mano dei nutrimenti, un’operazione che richiede solitamente molto tempo. Il computer è dotato di sistema a galleggiamento con timer. Il sistema viene fornito con varie pompe, a seconda dell’area della superficie utilizzata. Info: Growcomp, Tel: +31 (0) 641 895 635 Sito: www.growcomp.nl
Gli smorzatori di rumori silenziosi e leggeri di Bio Ibo Questa nuova generazione di smorzatori di rumori è realizzata in modo da essere ultraleggera, mentre grazie all’applicazione delle nuove tecniche, la produzione di suono all’interno è stata ridotta enormemente. I silenziatori sono fatti completamente di alluminio, sono di peso leggero e durano estremamente a lungo. Sono disponibili nelle seguenti dimensioni: lunghezze di 500 mm e 1000 mm, con diametri da 250 mm e 315 mm. Questi nuovi smorzatori di rumori sono in vendita soltanto presso i migliori grow shop.
Imballaggio intelligente di Bio Ibo per filtri ai carboni Finalmente è arrivato un imballaggio sofisticato per trasportare i filtri ai carboni senza tribolare. Non serve più tramentare con grossi sacchi dell’immondizia per i filtri: qualcuno con un minimo di rudimenti in fatto di coltivazione capisce subito dove va a finire il tutto. La scatola di cartone rettangolare è adatta ai filtri ai carboni da 40 cm di diametro ed è disponibile nelle seguenti lunghezze: 75 cm, 100 cm, 125 cm e 150 cm. Con l’aiuto dei precisi intagli prepiegati, è semplice adattare l’imballaggio alla lughezza del filtro. Questo ingegnoso imballaggio è stato progettato da Bio Ibo e lo si trova soltanto presso i migliori grow-shop. Info: Bio Ibo, Tel: +31 (0) 184 654 466, Fax: +31 (0) 184 654 191 Email info@biobo.nl Web: www.bioibo.nl
Unità da manutenzione migliorata per 600 Watt V-S L’azienda V & L Technical Trading ha commercializzato questa unità da manutenzione migliorata per 600 Watt V-S in una scatola di metallo. Grazie alla fattura in metallo della cappa protettiva, tutte le componenti rimangono protette. I fori per la ventilazione sulla cappa impediscono ogni contatto con le componenti elettriche. Nell’eventualità di un guasto, la piastra di copertura puà essere rimossa facilmente per poter raggiungere e riparare la parte guasta. Inoltre, è impiegata una presa di corrente speciale, con la quale è impossibile sbagliare il collegamento.
Unità da manutenzione impermeabile Queste unità da manutenzione sigillate e impermeabili sono state progettate appositamente da Vosloh-Schwabe per il grower che ha a cuore la sicurezza. Grazie all’uso degli schermi paracalore e dell’alta qualità delle componenti impiegate, Vosloh-Schwabe ha realizzato un prodotto di qualità all’insegna della sicurezza. Il sistema è talmente impermeabile, che persino se immerso nell’acqua l’unità da manutenzione continua a funzionare senza alcun problema. Le unità sono disponibili in modelli da 600 e da 400 Watt. Informazioni: V &L , Tel: +31 (0) 299 666 911, Fax: +31 (0) 299 666 946 Web: www.greenline.nl
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ettori l i a d o t o f Lettere-
Soft Secrets
Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi - italy@softsecrets.nl
Caro Soft Secrets Ehi grower! Queste sono le mie tre White Widow quasi pronte... coltivate outdoor (da 2.60 a 3 m). I semi sono della Nirvana e ne ho trovata una con le infiorescenza violacee... vabbeh, non vedo l’ora di assaggià pure quella. Ora sto per raccogliere e penso che questa sia un’annata ottima se tutto va bene, niente male visto che è la prima per me. Ringraziandovi e complimentandomi con voi per la rivista, colgo l’occasione per ringraziare un amico che mi ha aiutato molto. Continuate a far sentire la nostra voce... ciao, grower Sole Nero. Gran belle piante queste White Widow! Hai lasciato la giusta distanza e hai lasciato sviluppare i rami laterali in modo da ottenere il massimo della resa. La prossima volta prova a sdoppiare la parte centrale della pianta con una potatura subito prima della comparsa dei primi fiori. Otterrai ancora più erba nello stesso spazio e le piante saranno più basse e facilmente nascondibili!
La foto del mese
Ciao mi chiamo Stefano e seguo la vostra. rivista e anche il sito che trovo molto interessante. Nella foto c’è la più bella di 5 femminuccie. Ciao flyzaza.
Gentile redazione di Soft Secret sono lieto di presentarvi la mia opera migliore: una signorina di Skunk purissima! Il soggetto non é in topless ma la prossima volta vedremo di fare di meglio. Ormai niente ha più senso senza di lei, e come dice un mio caro amico, io fumo per starci dentro e non per stare fuori... in questo mondo di merda!
Ciao di Soft Secrets, siamo due giovani coppie, vi mandiamo alcune foto divertenti del nostro prodotto e, orgogliosi di comparire sul vostro giornale.... le foto delle morose con le tette di fuori e di noi che giochiamo con delle cime, che soddisfazione. Il giornale è veramente interessante e ben curato, offre sempre nuovi spunti e idee divertenti e ottime. Saluti a tutto lo staff e.... dio salvi la regina... (d’Olanda si intende)
Una pianta ben sviluppata che aspetta la fine! Ricorda: la pazienza non è mai troppa. Secca lentamente, usando un luogo buio e con poco movimento d’aria.
Gran bella cima, l’effetto del freddo notturno e del tipo di nutrimenti hanno prodotto questa meraviglia cromatica della natura. E fra duellanti e splendide damigelle, sembrate proprio divertirvi!
Ciao amici di soft secrets! Ecco le mie Power Plants... Certo il raccolto non è dei più abbondanti... ma è la mia prima volta. La proprietaria delle piante sono io, anche se l’annuncio richiedeva foto di fidanzate o mogli... maschilisti! Con affetto. Enrica
Ciao ragazzi complimenti per il giornale! Vi invio una foto del mio raccolto di questo anno, una bella pianta, coltivata naturalmente sul mio terrazzo, che mi ha donato ben 120 gr. di roba buonina. Il prossimo anno vorrei fare di meglio... Potete aiutarmi?
Girl power & her Power Plants!!!!
Attenzione coltivatori da assalto! Mentre aspetto i vostri pregiati semi, mi godo un po’ di sole artificiale da 600 Watt qui nel mio piccolo Eden stupefacente! Continuate sempre a promuovere l’autoproduzione... io nel mio piccolo lo faccio pure! Alle prossime foto. Paolo e compagna
Ciao a tutti amici di Soft Secrets è da un po che leggo questa magnifica voce nella nebbia e ho sempre sperato che un giorno ci fossero pure le mie di foto, purtroppo non sono ancora un esperto, ma stiamo lavorandoci sopra, vi allego le foto della mia prima bimbina non so bene di che specie essa sia, sono semi recuperati in giro, ma ha avuto tanto amore e ci ha trasmesso tanta gioia. Saluti a tutti, il vostro amico Rauz. Forza ragazzi!
Ti piacerebbe ricevere GRATIS una confezione di semi di High Quality Seeds? Allora mandaci una fotografia del tuo giardino con una copia visibilie di Soft Secrets Italia e noi ti spediremo i semi. Se nel tuo giardino sarà ritratta in topless la tua ragazza, o tua moglie, ti manderemo addirittura 1 confezione dei pregiatissimi Black Label, la marca dei campioni! Invia le tue lettere e foto a Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi o per e-mail a italy@softsecrets.nl NOTA: Naturalmente, il materiale inviato viene trattato con la massima discrezione. Nomi, lettere e indirizzi vengono cancellati appena i semi sono stati spediti. Non pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le foto di piante in stato vegetativo. Vogliamo vedere delle cime grasse! Novità! La foto migliore del mese, scelta dalla redazione, riceverà 3 confezioni di semi Black Label, quindi vi conviene mettervi a scattare! Le foto pervenute possono essere usate anche sul nostro sito internet. * Spiacenti, non teniamo corrispondenza sulle foto pervenute.
Lettere-foto 11 dai lettori
Soft Secrets
Ciao, ho conosciuto la vostra rivista al Rototom Sunsplash Reggae Festival e devo dire che è veramente ben “curata” e utile! Una domanda... questa rivista in Italia è distribuita solo nei canapai o ci si può abbonare? Credo che nella zona avreste diversi estimatori. ;-) In attesa della prossima primavera vi saluto. Marco
A questo punto eravamo belli fumati e abbiamo perso il testo mandato dai gentili coltivatori che mostrano con orgoglio un armadietto ben allestito e questi due bei vasetti rigogliosi. Ooops!
O baldo coltivatore guerrigliero, puoi trovare Soft Secrets soltanto nei negozi specializzati: presso canapai (grow shop), smart shop e vari headshop (quelli che vendono articoli per fumatori), Soft Secret è gratuito e non ci si può abbonare. Sul sito internet ci sono gli arretrati da scaricare (gratis) in formato pdf, in caso ti sia perso qualche numero...
Ciao, amici della redazione come va, tutto bene? A me, come potrete notare dalle foto, sta andando benissimo e fremo dal desiderio di raccogliere le mie Orange Bud! Vi saluto e vi faccio i miei più sinceri complimenti per la rivista che è veramente ben fatta e in Italia devo proprio dire che mancava! Baci da Maria (il mio nome è tutto un programma...eh!eh!) Un gran bell’armadio cara Maria! Consigliamo di riempirlo con piante piu grandi, usando una rete da giardino per piegare i rami e formare così un’area fiorita piatta sotto la lampada.
Bless up! Sono un neo coltivatore che per curiosità ha provato a sperimentare la coltivazione fai da te, non con pochi problemi. But thanks to Soft Secrets, son riuscito a sapere un sacco di cose su quest’arte (penso sia un termine azzeccatto), peccato che l’ho scoperta solo da poco. Vi allego le foto delle mie ladies (sorelle Herer) a 20 giorni di bloom. Original rude boy
È la nostra prima! Era un seme trovatello di famiglia ignota ed è, ops.. era non molta, ma simpatica! P.S. bello il giornale & salutoni. Cime rozze di outdoor gratificano ancor di più quando è il primo raccolto!
Ciao Soft Secrets! La foto è del nostro ciclo outdoor 2005 White Whidow! Le cime sono state ritratte prima dell’esplosione di resina e fiori, che è avvenuta dopo due settimane. Quanto ci mancano ora, le nostre bimbe, ci hanno tenuto in dolce compagnia durante l’autunno ringraziandoci di tutto il nostro impegno estivo! W l’autoproduzione! l’unico modo per conoscere la vera dimensione canaposa. Ja-Al-Pi
Le tue Herer sembrano in ottimo inizio di fioritura! Ricorda di mantenere il pH della soluzione nutritiva tra 5.8 e 6.5 per massimizzare l’assorbimento di Potassio e Fosforo, necessari per un buon sviluppo delle cime. E ancora un consiglio tecnico: il termometro deve misurare la temperatura all’altezza delle cime e non andrebbe lasciato così in basso!
Buongiorno carissimi amici di Soft Secrets, vi inviamo una proiezione ortogonale della nostra simpatica inquilina dell’armadio. È molto carina, estremamente educata e gentile con tutti. È tranquilla e riservata, ma quando ci si mette ci fa sbellicare dalle risate. Non intasa mai il cesso e non lascia calzini puzzolenti per casa. Anzi, la sua stanza è sempre la più profumata. Insomma, ci vorrebbe proprio un’inquilina così in ogni casa. Buona fumata e complimenti per la trasmissione. Cochi Ponzone
Ciao a tutti e complimenti per la rivista, che purtroppo leggo solo in PDF perché nella mia città va a ruba e non si trova mai. Sono alla prima esperienza (forse si vede) ho coltivato dei semi sconosciuti su un balcone ben assolato e nonostante il poco raccolto le mie bambine sono molto buone. Le foto sono scattate prima e dopo la manicure; che dite, ho esagerato? Ciao e continuate così.
Complimenti per il tuo sistema a sviluppo orizzontale. Ottimo sfruttamento dello spazio! Attento a fornire una buona ventilazione per prevenire muffe dovute al contatto tra una cima e l’altra.
Un bel lavoro di forbice…… ma ricorda che in natura tutto si ricicla e nulla si distrugge! Da 10 grammi di foglioline resinose si ottiene un grammo o quasi di hashish di alta qualità!
“before & after”
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ttori e l i a d o t o Lettere-f
Ciao, siamo due amici che coltivano Saporita Weed, ormai da 5 anni. Saluti a tutti. Complimenti alla Saporita Weed! Provate a potare la cima centrale e ad aumentare lo sviluppo laterale per ottenere un maggior raccolto!
Soft Secrets
Queste sono le foto dell’ultimo raccolto: White Widow femminizzate di Duch Passion. Vi invio anche le foto delle nuove nate pronte x il bloom e anche quella della mia ragazza in bella mostra! Aspetto fiducioso i vostri doni che saranno senza dubbio graditissimi... continuate così, i vostri affezionati lettori Riccio & Fra’.
Sono fiero di inviare una foto del mio primo eden, con la mia Eva e l’albero del frutto proibito, ad una rivista diventata la mia bibbia! Un fumoso saluto dall’MLG (Movimento Libera Ganja) Un ottimo esordio!
Ecco a voi la mia migliore creatura! Rastaskunk! Vi mando un nudo integrale di entrambe le bambine, così potete fare un confronto! Veramente high! Siamo spiacenti per parte appannata (o sporca) dell’obiettivo, forse non eravamo troppo ripresi... Siete grandi, continuate così: avete tutto il nostro appoggio! Legalize it! EM Rimuovere le foglie piu basse quando sono ingiallite e mantenere i primi 15-20 centimetri di stelo liberi da foglie e rametti aiuta lo sviluppo delle cime nella parte alta della pianta. Per un raccolto ancora piu incredibile!
Salve a tutti, questo è il mio giardinetto di Low Ryder otto settimane dopo la semina. Volevo vedere come ci si sentiva a non poter decidere quando far fiorire le piante... non mi piace molto, rimangono molto piccole e in più dopo otto settimane le piante non sono mature abbastanza per i miei gusti. In compenso hanno un odore fantastico e tanta resina. Le bimbe rosa sono di una amica che, innamorata di questi piccoli folletti verdi, si è gentilmente prestata a farmi da modella (queste foto sono solo una parte del book fotografico che è scaturito dall’incontro). Saluti appiccicosi, Fra La Low Rider è una pianta che va usata quando non rimane altra scelta per motivi di mancanza di spazio. Se vuoi accelerare la maturazione alza la temperatura dell’aria di qualche grado e dai più fosforo alle tue piante!
Ciao a tutti, vi mando un po’ di foto del mio “giardino” alimentato da una 400W. Sono semi di BlueBerry e White Rhino piantati in Cocco. Spero siamo di vostro gradimento. Sembra che le piantine stiano in forma, ma mai quanto la mia donna: straordinaria, non vi pare!?! Complimenti per la rivista, continuate così. Mr X Gran belle cime, la resina quasi sgocciola dalle foglie! Deve essere stato un dolce natale!
Ciao Soft... grazie per tutte le cose che mi hai insegnato, se non ci fossi bisognerebbe inventarti... questa era una Cristal, tirata su in fibra di cocco e torba bionda, con Green Sensation soltanto nei 2 mesi di fioritura. un aroma avvolgente e un hight forte e duraturo. Quando ho acceso la prima... mi sono fatto un applauso da solo... ciao a tutti L’importante è avere l’estate dentro, anche in inverno!
Lettere-foto 13 dai lettori
Soft Secrets
Buongiono mitici e unici, vi inoltro le foto della mia principessa in compagnia della mie stupende piantine di AK 47. Purtroppo eravamo un po’ troppo stoned e ci siamo dimenticati di esporre la copia di Soft Secrets nelle foto. Spero che le accettiate comunque e che mi spedirete comunque i tanti amati semini. Grazie e a presto, Nicola. Come non perdonare una piccola dimenticanza, di fronte a tanta bontà? :-)
Ciao, sono un affezionato lettore: vi invio la mia foto con il vostro meraviglioso giornale come sfondo.
Cara Soft Secrets, sono un vostro appassionato lettore on line, apprezzo notevolmente il vostro bimestrale e soprattutto i preziosi suggerimenti che da esso traggo. Mi rivolgo a voi nella speranza di poter ottenere un consiglio spassionato e il più obiettivo possibile. L’estate scorsa un amico, coetaneo “over anta”, un lavoro dignitoso con figli e famiglia alle spalle, è stato arrestato per una piccola piantina che coltivava in campagna, tradotto immediatamente in carcere, come mi ha poi raccontato, a sirene spiegate e a folle velocità, manco si trattasse di Totò Riina, vi risparmio gli articoli sui quotidiani locali... il mostro sbattuto in prima pagina con tanto di foto segnaletica, la piantina che diventa immancabilmente “piantagione”, una vita rovinata... Poi c’è stata la chiusura del sito di Matteo Filla con tutti quegli arresti, da allora la paura mi ha bloccato, e dubito, a volte, addirittura anche della relativa sicurezza tra le mura di casa. Insomma, in Italia stiamo vivendo un periodo da santa inquisizione, da caccia alle streghe, se poi pensiamo che addirittura negli USA sono state autorizzate intercettazioni a tappeto di telefoni e e-mail con la scusa del terrorismo, figuriamoci cosa può succedere in Italia, dove i poteri di contrasto sono molto annacquati per quanto riguarda la privacy. Vengo adesso alla mia richiesta di consigli, la domanda è : quanto si può essere sicuri, se si acquistano semi da siti esteri del nord Europa, in Italia non mi fido, almeno non più, (ad esempio Bart B. in “ Growing for Dummies” consiglia “Gipsy Nirvana” in Gran Bretagna) tramite posta ed evitando l’ordine su internet, che il pacchetto spedito sia veramente anonimo, sia al postino che all’autorità, e che il destinatario non venga segnato sul “libro nero” dei consumatori o, peggio, spacciatori? Si può legittimamente credere che gli zelanti, a dir poco, inquisitori italiani si lascino abbindolare da queste spedizioni dall’estero, per quanto anonime esse siano, trascurando di prendere nota, a futura memoria, del contenuto e del destinatario, specie oggi che il “Grande Fratello” si è insinuato dappertutto? Il dubbio di combinare una fesseria è grande e non vorrei, per leggerezza, rimanere fregato, non esistono smart shop nella mia zona e anche se ce ne fossero, sono certo che la mia spiccata riservatezza, non trascurando l’età, mi impedirebbe di visitarli. L’Italia non è certo l’Olanda e certi paesini della nostra provincia meridionale sono ancora peggio, date al maresciallo di turno uno straccio di possibilità per guadagnarsi l’articolo in prima pagina con l’encomio per la “brillante operazione” e state pur certi che farà di tutto, anche l’impossibile, per perseguirla. In tutta onestà e obiettività cosa potete consigliarmi, se mai tale consiglio possa esistere, riguardo al reperimento di semi? Esiste un modo di poterli ottenere senza necessariamente dover passare sotto le squallide lenti di questi cacciatori di streghe del nuovo millennio? Un caro saluto Rino Certo, i tempi non sono dei più propizi: l’accanimento contro chi fuma e coltiva sta raggiungendo il ridicolo... ma la vendita di semi in Italia è legale e siamo convinti che sia innanzitutto nell’interesse della banca del seme da cui ordini eventualmente, mantenere il tuo anonimato con la massima riservatezza. Quel che conta davvero è non vantarsi troppo in giro delle proprie piantine e prendere le dovute precauzioni in fatto di odori e simili se le tieni da te... Ma per l’acquisto di semi non sarei così paranoico, nessuno si mette a fare i raggi X a un pacchetto così piccino, discreto e anonimo, sia che lo acquisti on-line da un sito italiano che straniero, se non puoi recarti a un negozio.
Niente male, soprattutto per lo stile funky! Notiamo con piacere che porti la maglietta del Rototom, l’anno scorso c’eravamo anche noi di Soft Secrets... Jah love!
Ecco le bimbe di Kali Mist, sopravvissute al clima rigido di una cantina d’inverno. Sono anche le ultime idroponiche, visto che si passerà all’aero... Saluti a tutti, coltivare per credere...Aggiungo la foto di una anomalia: dei fiori che crescono in mezzo ad un ramo.... Usa una soluzione a bassa EC per lavare il medium almeno una volta ogni 10 giorni, le foglie delle tue piante sono intossicate dai sali di residuo!!
Ciao amici di Soft Secrets, ho letto della promozione e vi ho scritto. Le due piccole bambine nella foto sono cresciute indoor e sono di qualità sconosciuta. Riuscite a dare voi una generalità? Comunque avevano espresso il desiderio di conoscervi e salutarvi... ed eccole accontentate. Grazie a voi ho scoperto tante cose a riguardo. Un saluto da Pepe e Franca (mia moglie in secondo piano nella foto), vi auguriamo un buonissimo lavoro.
Cari amici di Soft Secrets, siamo alle prime armi, ma ci difendiamo bene! Che ne dite delle nostre piantine, ci meritiamo le vostre sementi? Grazie e... in attesa di vostre notizie, ci godiamo le nostre bambine! Un saluto a tutti, Tranch e Pech I frutti più saporiti della natura crescono con l’amore: vogliamo dire grazie a tutti i lettori per la passione e la gioia di vivere che esprimete :-)
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ckels e W n o c a v i Colt
weckels
Soft Secrets
world of wonders
Di Weckels
Coltivare nell’acqua Siccome negli scorsi numeri di Soft Secrets abbiamo descritto alcune valide combinazioni adatte per la coltura indoor, questa volta andremo ad approfondire un poco l’argomento. Ma non ti farò trascorrere tutto l’inverno senza un bel racconto sulla coltivazione. Dunque il presente articolo riguarderà quella che per molti grower è ancora una nuova forma di coltivazione, ossia coltivare con (solamente) acqua (ad elevato contenuto di ossigeno e nutrienti liquidi). Il tempo in cui si dovevano sollevavare sacchi pesanti di terriccio e nutrienti, sostituirli ogni volta e si doveva eliminare la vecchia terra, quando si mescolavano all’infinito perlite e terra per ottenere una bella base ariosa, può essere tranquillamente dichiarato finito. Cionostante, la nuova forma di coltivazione in questione effettivamente deve ancora subire un po’ di sviluppi, prima che la si possa chiamare una vera e propria tendenza. Tieni presente che non c’è coltivatore più diffidente di chi coltiva ganja, anche per il solo fatto che ci si possono guadagnare o perdere delle ingenti quantità di denaro. Potrebbe darsi che l’incallito coltivatore idro si trovi in una situazione più propizia per compiere il salto e sia più facilmente interessato. Il vantaggio principale di questo metodo di coltivazione è che non ti tocca più essere una specie di mulo da soma che porta roba dentro e fuori il tuo locale da coltivazione, grazie al fatto che basta che riempi le apposite vasche cilindriche di acqua, anziché terra. Ciò significa non solo che risparmi un sacco di tempo: per il grower che ha dei vicini di casa onnipresenti e impiccioni, significa che finalmente può smettere di trasportare avanti e indietro queste cariole di terra durante i mesi invernali, un’attività che indica chiaramente la presenza di un impianto enorme per coltivare canapa. Però persino i grower con i vicini più simpatici, coltivare su acqua presenta un vantaggio ulteriore rispetto alla coltivazione in terra. I coltivatori imprecano spesso contro il terriccio in cui stanno coltivando in quanto non è di adeguata purezza, oppure ce l’hanno con le cifre che devono pagare per del terriccio di qualità accettabile, con il costo della perlite e degli addittivi che usano a volte. Si sentono anche molte lamentele su certi terricci presi da sacchi della precisa e identica marca, contenenti valori di nutrimenti diversi e quindi valori di pH diversi da sacco a sacco. Fortunatamente non sono mai stato afflitto da quest’ultimo problema, ma personalmente decido quasi sempre di usare delle marche un po’ più costose e, anche con queste, vige la regola: “colui che controlla il valore del pH del terreno ogni volta, anche prima di infilarci dentro le sue piante o i suoi cloni, non riceverà mai delle sorprese impreviste.” Se poi, dopo esserti adoperato con il tuo pHmetro, (NB: lascia il misuratore nel terreno per almeno due minuti), dovessi continuare a scoprire delle variazioni nel valore del pH della terra, ricorda che esiste sempre un metodo per far scendere il valore (un
problema di pH consiste quasi sempre in un valore eccessivo, cioè superiore a 7,5, e raramente a uno insufficiente – inferiore a 5.8). Un metodo che uso io stesso per abbassare il valore del pH della base nutritiva e donarle un valore di pH adeguatamente neutro (circa 7), è usando la calce. Per ritornare ai vantaggi della coltivazione in acqua, oltre al problema suddetto dei valori di pH variabili in sacchi di terra diversi, è che nella situazione precedente (coltivazione in terra) i parassiti e gli insetti delle piante diventano un problema molto più lentamente, dato che nella situazione precedente continuano a entrare nel tuo locale da coltivazione sotto forma di uova e di larve nascoste nel terreno. Il risultato è che potresti trovarti con una vera e propria foresta pluviale di bestioline invadenti e smangiucchianti che richiede sforzi considerevoli per esser eliminata dai paraggi delle tue piante. Ma poiché adesso con i nostri condotti dell’acqua siamo certi di escludere ogni ospite indesiderato, in futuro il tuo spazio da coltivazione, a condizione che i cloni che porti nell’ambiente siano “puliti”, avrà ottime probabilità di rimanere una zona disinfestata. Il funzionamento del nuovo sistema di coltivazione è difatti piuttosto semplice: le vasche cilindriche da coltivazione vengono riempite di acqua, si pongono i cloni in vasetti pieni di granelli che vengono poi appesi o inseriti nel coperchio della vasca da coltivazione. I vasetti in cui crescono i cloni sono riempiti di argilla espansa (idrogranuli) giacché se ci si dovesse mettere terra, tutto il barile di acqua si riempirebbe di acqua fangosa. Le radici (nei vasetti) a quel punto resterebbero esposte e morirebbero di conseguenza, dato che le radici non tollerano l’esposizione alla luce. Le piante ricevono nutrienti liquidi 12 volte al giorno durante l’intero ciclo di crescita e di fioritura, con il considerevole vantaggio che le piante riescono ad assimilare più rapidamente il fertilizzante liquido mescolato all’acqua. La terra ha la proprietà di “filtrare” l’acqua concimata che le si aggiunge, per cui la pianta non riceve tutti i nutrimenti, o almeno ne riceve una concentrazione inferiore al voluto. Il problema di un eccesso di fertilizzanti nell’acqua si verificherebbe prima di quanto avverrebbe con la terra. Come potrai immaginare, quando cominciano ad accumularsi delle piccole quantità di nutrimenti nel terreno (la base nutritiva), dopo alcune irrigazioni la concentrazione di sali può divenire letale. Per questo motivo
Le vasche cilindriche da coltivazione sono l’ideale per un adeguato sviluppo delll’apparato radicale, principalmente poiché consentono di pompare più ossigeno attraverso l’acqua nelle vasche.
Soprattutto le varietà che solitamente danno piante grosse e alte si prestano bene a questa nuova forma di coltivazione (in acqua).
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la maggioranza dei grower sostituisce quasi sempre la terra dopo averci coltivato solamente una volta, poiché la terra contiene quantità eccessive di sali nutritivi, al punto da essere inutilizzabile. Mescolare una parte di terra vecchia con due parti di terriccio fresco è una valida alternativa, sebbene sussista sempre un lieve rischio che la fertilizzazione risulti eccessiva. Il numero di volte che somministri i nutrimenti alle piante è il criterio principale per stabilire il numero totale di settimane (o di mesi) in cui puoi usare la terra. Dicendo ciò intendo che con delle varietà che sono pronte da raccogliere dopo sette o otto settimane, generalmente non risenti del problema dovuto all’accumularsi di tossicità nella terra nel corso del ciclo di coltura. Ma non saresti il primo grower a coltivare una varietà a fioritura lunga (nella speranza di riuscire a spuntare un buon prezzo) a non avere assolutamente problemi durante le prime sette settimane, per poi trovarti con un numero crescente di foglie gialle sulle piante nell’ottava settimana e dopo una sola settimana il tuo raccolto è andato perso. Le piante ovviamente nelle ultime due o tre settimane sono cadute vittima dei quantitativi di sale in continuo aumento che si erano andati accumulando durante tutto il ciclo di crescita e di fioritura. Dei problemi di questo genere non si presentano quasi mai quando si coltiva in acqua, poiché un paio di volte al giorno tutta l’acqua (contenente i nutrienti residui dei prodotti aggiunti) di ciascuna vasca cilindrica viene rinfrescata completamente. Di conseguenza, tutti gli alimenti che non sono stati assorbiti dalle piante non potranno mai accumularsi e raggiungere un livello potenzialmente da avvelenamento per le piante. Siccome una buona base di nutrimenti deve avere un livello di ossigenazione elevato, pompiamo aria attraverso le vasche da coltivazione con molta regolarità. Nel fare ciò, aumentiamo considerevolmente il livello di ossigeno nell’acqua, con un avanzamento notevole dello sviluppo radicale e quindi della crescita finale della pianta. Dal canto mio, sono convinto che nessun’altra tecnica di coltivazione consenta di fornire alle
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radici in crescita una quantità tale di ossigeno. Se siete mai stati assillati dal problema delle radici delle piante che rimangono asfissiate a causa di un’areazione insufficiente della terra (per cui non arriva abbastanza ossigeno alle radici), con questo metodo di coltura, tali irritazioni saranno eliminate definitivamente. Grazie all’elevato contenuto di ossigeno e alla nostra capacità di mantenere una concentrazione ideale di nutrimenti (non rimarrà nemmeno qualche residuo) le piante che coltiviamo avranno uno sviluppo tale da poter essere messe in fioritura dopo solamente cinque giorni di crescita preliminare. Ovviamente, ogni nuova forma di coltivazione comporta anche degli inconvenienti (la maggioranza dei vantaggi è già stata descritta). Qualora scoppiasse una malattia nelle radici (quale il marciume delle radici), allora ci sono buone probabilità che la pianta infetta possa contagiare le altre. Le radici crescono intrecciandosi in modo pazzesco le une alle altre e ben presto potresti accorgerti che fra esse le malattie si trasmettono molto facilmente. Fortunatmente ci sono sempre più prodotti in circolazione che aiutano a prevenire tali malattie dall’inizio e noi grower abbiamo fiducia totale in loro. Inoltre è vero che bisogna tenere le piante sotto controllo ravvicinato, soprattutto per verificare che nelle vasche da coltivazione ci sia sempre acqua a sufficienza, fanno notare i grower pigroni fra noi. Quando si coltiva con la terra, non è poi così grave se capita di dimenticarsi di annaffiare un giorno sporadico, poiché la terra trattiene sempre un certo quantitativo di umidità per cui le piante non muoiono immediatamente. Invece non è così quando si coltiva in acqua; l’assenza di acqua nelle vasche da coltivazione significa quasi sempre la fine della tua piantagione. Le piante coltivate con questo metodo (se non ricevono abbastanza acqua) muoiono ben più rapidamente (le radici dopo tutto non sono immerse nella terra, da cui possono spremere un po’ di liquidi di sostegno nei casi di emergenza) e quindi devi controllare che le vasche siano riempite tutti i giorni.
Grazie a questa pompa apposita, puoi pompare ossigeno in continuazione nelle vasche da coltivazione, l’acqua viene rinfrescata un paio di volte al giorno e 12 volte al giorno viene aggiunto all’acqua un alimento liquido.
Quando coltivi nell’acqua devi anche stare molto attento alle perdite di acqua. Vengono ancora scovate un sacco di grow room per via del fatto che i vicini del piano di sotto sono infradiciati dall’acqua. Per cui, considerati avvisato e costruisciti, con del rivestimento da piscine in plastica resistente, una sorta di lago artificiale sotto e intorno all’impianto da coltivazione. In effetti ogni coltivatore dovrebbe dotarsene, a prescindere che coltivino o meno in acqua, lana di roccia o terra, per evitare di rovinare il locale da coltivazione. Soprattutto però con la coltivazione idroponica, costruire una vasca è un imperativo assoluto. Ora, se dovesse spuntare una perdita in un qualsiasi punto dell’impianto o di una vasca da coltivazione, allora l’acqua che defluisce rimarrebbe nella vasca, anziché annegare i vicini di sotto e farti arrestare. Si tratta davvero di un caso in cui un pochetto di lavoro supplementare potrebbe davvero risparmiarti un mucchio enorme di magagne. Per concludere, bisogna aggiungere che questo metodo di coltura è adatto
per tutte le varietà e tutti gli incroci. Come spiegavamo poc’anzi, questo metodo di coltivazione è molto adatto persino per le varietà a fioritura lunga. Nemmeno le dimensioni della pianta sono influenti, proprio perché le vasche in cui crescono le piante sono riempite con abbastanza acqua da essere piuttosto pesanti, quindi risulta improbabile che si ribaltino, sempre che tu le tenga sempre piene di acqua a sufficienza! Un ulteriore vantaggio collaterale è che semmai qualche pianta si ammalasse o non crescesse bene, la puoi eliminare facilemente e piazzare al suo posto una nuova pianta sana. Coltivando in terra o in lana di roccia, se si vuole togliere una pianta diventa alquanto difficile, se non si vogliono danneggiare gravemente le radici delle altre piante; per cui è fuori discussione sostituire le piante che danno prestazioni insoddisfacenti. Eccoci quindi al termine di questo articolo. Spero che tu l’abbia trovato un racconto divertente per alleggerire le giornate invernali e che in futuro non sottovaluterai i benefici della coltura in acqua!
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Reportage
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Highlife Fair 2006, Amsterdam La più grande fiera della cannabis di tutti i tempi! La nona edizione della Highlife Hemp Fair è stata un successo dal clima disteso. I visitatori, così come gli espositori, hanno reagito con notevole calma e sangue freddo, di fronte agli innumerevoli controlli imposti dalle varie autorità, compresa la polizia e persino gli ispettori del fisco. L’organizzatore stesso della fiera, Boy Ramsahai, si è detto molto soddisfatto dello svolgimento della fiera. Ecco alcune impressioni.
vita mia,” racconta un visitatore dal Regno Unito, che si fa chiamare solo John, “però non ho mai assistito a una fiera ben ordinata e allettante come questa. Ha superato davvero ogni mia aspettativa.”
Se è vero che gli innumerevoli controlli della polizia e degli ispettori del fisco hanno rappresentato il punto dolente della fiera, per fortuna non mancavano i fattori che compensavano. Questa nona edizione della Fiera della Canapa Highlife è stata una celebrazione per l’industria e i risultati si vedevano chiaramente. La superficie espositiva si presentava magnifica. Evidentemente i circa 130 espositori olandesi e stranieri non avevano lasciato nulla al caso per rendere il loro stand il più attraente possibile. Sia i visitatori che erano stati a qualche edizione precedente, sia quelli che venivano per la prima volta a un evento del genere, si dichiaravano molto colpiti da quanto fosse chic l’atmosfera della manifestazione. “Sono stato a moltissime fiere della cannabis in
Nei tre giorni di fiera, ll’entrata è stata varcata da 13.400 visitatori, in leggera diminuzione rispetto all’anno scorso. Francamente, questo lato ha rappresentato una delusione per gli organizzatori, dato che erano convinti che un’ubicazione ridente quale il complesso fieristico RAI di Amsterdam avrebbe attirato ancora più gente. “Il perché siamo riusciti ad attrarre meno visitatori dell’anno passato ancora non ci è chiaro. Specialmente dato che la copertura promozionale è stata decisamente migliore. Abbiamo davvero spinto al massimo per promuovere la fiera, ma purtroppo lo sforzo non si è trasformato in un aumento degli ingressi. Fra i lati positivi invece, siamo riusciti ad attirare molti stranieri in più, grazie al fatto che la fiera si teneva ad Amsterdam. Fortunatamente grazie a loro gli espositori hanno fatto comuque buoni affari; l’aspetto internazionale è emerso chiaramente.”
www.onsstekje.nl (main sponsor) www.atami.com www.biobizz.com www.bioibo.nl www.canna.com www.hashmuseum.com www.hesi.nl www.joy-ware.nl www.nirvana.nl www.sensiseeds.com www.sjamaan.com
Inoltre, Jan ha trovato che la fiera vibrasse nell’insieme di “assoluta professionalità”. “Siamo a favore di un’atmosfera ordinata e efficiente, dunque è per questo che eravamo proprio lieti nel vedere che sia l’organizzazione, sia gli espositori, avevano dato il massimo. La superficie espositiva era sbalorditiva. Per noi l’aspetto più significativo della fiera è che ha rappresentato un’opportunità per consolidare i contatti con i nostri clienti, istaurare nuove relazioni commerciali e mettere in mostra i nuovi prodotti. E tutte queste cose si sono realizzate eccezionalmente bene nel corso di questa fiera,” conclude Jan.
Hesi festeggia alla fiera il 10° anniversario
domenica pomeriggio e la gente continua ad affluire. Siamo davvero contenti di come sia andata la fiera per noi.” I produttori di nutrimenti per piante ovviamente avevano tutti i motivi per essere contenti. Alla fiera hanno festeggiato il loro decimo anniversario con fiumi di champagne e stuzzichini appetitosi, all’insegna dello slogan ’10 Anni di Hesi, 10 Anni di Qualità’. A giudicare dal brulicare di gente riunita a festeggiare intorno al loro stand, dove era stato predisposto anche un bel tavolo da roulette, si capiva che erano molti gli amici e i clienti a pensarla nello stesso modo. Henk e Siglinde, complimenti vivissimi! Anche Ibo di Bio Ibo era felice come una pasqua. Proprio come è successo a molte altre società, il suo stand ha centrato proprio a segno: l’imponente Hummer H2 era un’attrattiva particolarmente forte. “Commercialmente è stato intenso, “ commenta Ibo. “E mi fa molto piacere.
Il team di Hesi, azienda con sede nel Limburg, ha anch’esso espresso la gioia di essere presenti. Il simpatico duo di imprenditori Henk e Siglinde riferiscono che nei tre giorni c’è stato un bel po’ di attività. “Commercialmente è andata bene – davvero bene,” afferma Siglinde. “Basta che guardi l’ingresso,” aggiunge Henk. “Adesso è
Sponsor Highlife desidera ringraziare i seguenti sponsor:
L’aura di professionalità incarnata da Ons Stekje emerge chiaramente anche dal modo in cui Jan ha commentato i numerosi controlli da parte delle autorità, come il fisco, alla fiera. Lui l’ha detta così: “La visita da parte delle autorità del fisco ci ha fatto molto piacere, visto che la nostra azienda è a posto sotto tutti gli aspetti, quindi ci fa piacere anche che lo si veda. Come azienda poniamo un’enfasi estrema sulla serietà e questi controlli severi ci hanno permesso di dimostrare quanto siamo professionali.”
Ons Stekje: “Si sono fatti buoni affari” Alla fiera, gli espositori erano decisamente dello stesso parere. Jan, dello sponsor ufficiale Ons Stekje, si è detto decisamente soddisfatto dello svolgimento della fiera. “È stata eccezionale; abbiamo fatto buoni affari.” Questa azienda di distribuzione-ingrosso in rapida crescita, avviata a Rotterdam quattro anni fa, è riuscita a imporsi come fornitore affidabile e completamente professionale, operante sia nel ramo indoor, sia nel ramo outdoor dell’industria della cannabis. Grazie al servizio rapido, ai prezzi competitivi e alla vastissima gamma di prodotti di qualità, la società sta crescendo in modo formidabile, al punto che già dall’anno scorso sono stati costretti a trasferirsi nella nuova, più spaziosa sede di Capelle aan de IJssel.
Si può dire che c’è stato un gran da fare, sempre e continuamente. Da una prospettiva commerciale, la fiera è stata per noi un grande successo.” Un ulteriore motivo che potrebbe spiegare la felicità di Ibo potrebbe avere a che fare con i risultati della Coppa Highlife, un pieno di trofei che ha messo in bella vista, troneggianti sul cofano del suo Hummer. E questa bestia nera imponente, una delle automobili più discusse degli ultimi anni, era stato noleggiato appositamente per l’evento, giusto? No, il mostro americano a quattro ruote è l’orgoglio del suo proprietario, Ibo stesso.
Highlife Cup Ovviamente, ogni giorno alla fiera si svolgevano molti eventi, fra cui l’annuncio dei vincitori della tanto attesa
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>> Miss Highlife
1 Rowena del coffeeshop Greenhouse, Amsterdam 2 Debby del coffeeshop Genesis, Geleen 3 Josje del coffeeshop Hacas, Soest
e partecipatissima Coppa Highlife, a cui il folto pubblico ha assistito con grande emozione. Numerose le società ad avere mandato i campioncini che i membri della giuria si erano dedicati ad assaggiare nelle tre settimane precedenti. Il vincitore complessivo della Highlife Cup è stato il coffeshop Twins di Den Bosch, che si è accaparrato il punteggio più alto grazie alla sua magnifica Super Silver Haze. In un’apposita sezione del giornale potrete leggere molto altro sulla coppa e sugli altri vincitori.
Miss Highlife A inizio serata, sabato, la superficie fieristica improvvisamente si era svuotata e tutti quanti confulivano verso la zona lounge per l’elezione di Miss Highlife che si stava svolgendo sul palco. Era la primissima volta che veniva organizzata una competizione per scegliere la Miss... e chiaramente, dato il suo clamoroso successo, non sarà l’ultima. Nove bellezze mozzafiato hanno sfilato per il pubblico, fra loro è stata l’affascinante Rowena del coffeeshop The Greenhouse di Amsterdam ad aggiudicarsi il titolo.
>> Lo stand più bello
The Bulldog, Amsterdam
Cannabisman dell’anno Un altro punto saliente è stato domenica, con la consegna di un premio davvero speciale. Per la prima volta nella storia della Highlife Hemp Fair, era stato previsto un premio appositamente per l’uomo della Cannabis dell’anno. Tale onorificenza era voluta dagli organizzatori, desiderosi di rendere omaggio all’universo olandese della cannabis. “Dato che un premio del genere non viene assegnato quasi mai, dovrebbe essere chiaro che la persona che lo riceve deve possedere certe qualità veramente eccezionali,” sostengono gli organizzatori. In un discorso toccante, pronunciato da Boy Ramsahai a nome dell’organizzazione, hanno rivelato che il prestigioso premio era stato vinto da niente meno che Henk de Vries di The Bulldog: “Sono davvero orgoglioso di poter conferire questo premio a Henk de Vries. Provo un rispetto enorme per questo uomo. Henk de Vries ha una personalità davvero unica ed è uno che ha dato un apporto formidabile al mondo della cannabis in Olanda. In qualsiasi parte del mondo uno vada, che si tratti della Cina, dell’America o vattelappesca, la gente conosce i nomi Henk de Vries e The Bulldog.” La reazione di Henk de Vries stesso è stata proprio tipica, secondo quanto abbiamo imparato da lui nel corso degli anni: con una breve e modesta parola di ringraziamento in segno di apprezzamento. Senza dilungarsi, in parte siccome aveva mal di gola. Poco dopo, saliva ancora sul palco per ricevere il premio conquistato da The Bulldog per il migliore stand. Come si addice a De Vries, ha chiamato subito sul palco quelli che avevano costruito lo stand per presentarsi al pubblico e ricevere l’applauso, dato che erano stati loro a meritare in effetti il premio. Per risparmiare la sua voce raschiante, gli abbiamo chiesto di riassumere la fiera in un paio di parole. “Davvero piacevole; è stata un’ottima fiera,” ha risposto. Raymond Maigret della divisione Energy Drink dell’impero The Bulldog di De Vries ha aggiunto che: “Questa fiera è stata un’occasione favolosa per tenere vivi i nostri contatti commerciali. Si presenta davvero bene e a livello organizzativo è egregia.”
Canna Anche negli anni passati, Canna aveva una rappresentanza consona alla fiera. Parecchi visitatori hanno colto l’occasione di far testare la loro ganja autoprodotta presso il laboratorio CannaResearch. Joep di Canna ha detto della fiera che “oltre al fatto che si presenta benissimo, il bello di una fiera come questa chiaramente è che offre molte opportunità di contatto chi utilizza i nostri prodotti nella pratica. Abbiamo ricevuto una quantità pazzesca di feedback e ne siamo proprio soddisfatti.” Joep ha rivelato che il laboratorio CannaResearch, oltre a testare regolarmente i livelli di cannabinoidi (il più noto dei quali è il THC - Red.), può essere impiegato anche per misurare i livelli di eventuali residui di pesticidi nelle piante. “Le normative olandesi sull’utilizzo di sostanze per il controllo dei parassiti nell’agricoltura e nell’orticultura sono particolarmente severe” spiega Mr. D. Kroeze di CannaResearch. “Tuttavia non esistono delle vere norme su come coltivare una coltura che nei Paesi Bassi è vietata, ossia la Nederweed (erba olandese). Eppure non è vietato vendere la cannabis nei Paesi Bassi. Quindi significa che il grower olandese non può usare pesticidi, oppure che si possono usare soltanto quelli la cui innocuità è già stata dimostrata? Grossomodo la metà dei grower di cannabis olandesi usa qualche tipo di sostanza antiparassitaria chimica. Lo si è accertato già tempo fa, nel 2001, su richiesta del governo. Il modello che si ricavò allora dal sondaggio campione non era però veramente rappresentativo. In realtà la ricerca aveva offerto soltanto un’immagine molto limitata. Eppure il rapporto concludeva che non vi sono rischi considerevoli per la salute dei consumatori di cannabis. Ma dai campioni pervenuti al CannaResearch, quelli del laboratorio hanno capito chiaramente che ci sono rischi negativi scioccanti.
Atami Naturalmente lo stand di Atami ha ospitato ancora una volta moltissimi visitatori. Come al solito, la società con sede nel Brabant aveva assoldato una bella schiera di ragazze immagine per attirare gli sguardi e ovviamente gli spettacolini di pole dance facevano la gioia dei presenti. Però ovviamente per l’azienda di fertilizzanti contava di più la presentazione del nuovo prodotto B’Cuzz Premium Plant Powder per idro, cocco e terra. “Non ci possiamo lamentare, è venuta una marea di gente,” racconta Renze. “Particolarmente sentito è stato l’interesse da parte degli stranieri, per cui avevamo già steso le fondamenta in anticipo, in relazione alla nostra nuova linea di nutrimenti. Tutto sommato, siamo belli ringalluzziti; Amsterdam come location per quanto ci riguarda è stata una buona scelta.”
BioBizz Jetze di BioBizz, con sede a Groningen, ha espresso altrettanta soddisfazione sull’esito della fiera. “Questa location è assolutamente geniale,” commenta. “Soprattutto con le società straniere, abbiamo concluso tanti buoni affari. Siamo molto contenti di come sia andata la fiera.”
Nirvana Anche Buddy di Nirvana ha lodato l’ubicazione, che per lui e la sua società rappresentava un “aggancio di casa” .
Soft Secrets
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“Veramente magnifico essere qui ad Amsterdam, questo semplice fatto mi ha dato una carica in più. E poi anche la fiera è bellissima, si vede anche che ci sono molto più attività e visitatori dall’estero. Fantastico.”
The Hash Museum Al meraviglioso stand di the Hash, Marihuana & Hemp Museum abbiamo parlato con Ravi Dronkers, attualmente invischiato in una bega legale con le autorità cittadine. Da ormai molti anni, il museo di Amsterdam prova a ingrandirsi, ma finora il consiglio comunale di Amsterdam ha fatto di tutto per impedirglielo. “Stiamo pagando già da cinque anni l’affitto dei locali aggiuntivi ma non ci hanno ancora concesso i permessi per utilizzarli,” afferma Dronkers. “Siamo veramente esasperati. Adesso la causa è in attesa di giudizio
presso una corte di appello e la sentenza è attesa a breve.” Per quanto riguarda la fiera, dove Sensi Seeds (l’operazione commerciale del museo) ovviamente era presente con il proprio stand, Ravi non ha espresso che complimenti. “È stata una fiera veramente bellissima; tutti ne hanno tratto qualcosa di positivo. Noi abbiamo stretto numerosi contatti. Abbiamo incontrato anche tanta gente straniera: Fancesi, Italiani – ho persino palato con un paio di Giapponesi” .
Altissimo l’interesse anche presso lo stand di De Sjamaan. Ananda: “Un’ottima fiera, organizzata davvero bene. Dal punto di vista dell’attività, siamo molto soddisfatti.” Aggiunge: “I controlli da parte del fisco e della polizia erano semplicemente del tutto patetici. E se pensi che siamo in una città come Amsterdam!” Pure Ananda si è potuto
La Super Silver Haze incoronata Campione dei Campioni Le scene sul palcoscenico durante la consegna delle Coppe Highlife non erano mai state un delirio come quest’anno. Le signore del coffeeshop De Vrolijke Gaper della città di Gorkum si sono persino fatte richiamare all’ordine dal presentatore, quando avevano occupato tutto il palco con una disco dance esuberante. Izaak, il rappresentante del coffeeshop Catweazle, si metteva a ballare ancora più selvaggiamente ogni volta che veniva chiamato per ricevere un altro premio, seguito e imitato dai suoi colleghi entusiasti in sala. L’esuberanza e la gioia erano a trecentosessanta gradi in quei momenti. E a giusto titolo, visto che quest’anno vincere la competizione – con più di 140 partecipanti - è stato più arduo che mai. Ciò che l’organizzatore Boy Ramsahai aveva previsto già a proposito della consegna dei premi per i Migliori Prodotti, ossia che i vincitori godranno molto a lungo di tale onorificenza, vale ovviamente per tutte le altre imprese che vanno a casa con una Coppa Highlife, guadagnata strenuamente. Una Highlife Cup vuol dire riconoscimento, rispetto e alla fin fine più clienti!
Super Silver Haze L’esempio maggiormente degno di nota è stato la Super Silver Haze, premiata per ben sei volte, in tre categorie distinte. Questa
1 Pi Rack, di Pi Technics
The Sjamaan
La Coppa Highlife 2006, edizione di Amsterdam
Una Coppa Highlife garantisce quindi un riconoscimento (internazionale) del nome, di cui una società può beneficiare per lungo tempo. Ma all’uomo che riesce a guadagnarsi il premio dei premi per l’eccellenza della cannabis, spetta la gloria eterna. Tale onore quest’anno è ricaduto meritatamente sul coffeshop Twins della città di Den Bosch. Molti i vincitori delle edizioni precedenti a mantenere i filoni vincenti del passato: il capo di Bio Ibo per esempio, Ibo, anche quest’anno continuava a salire e scendere dal palco e il coffeeshop più gioioso dell’Olanda (il nome significa L’Allegro Sbadiglio, ndr), con un bottino di quattro premi, si è difeso egregiamente. Anche i gareggianti di lunga data, quali le società del seme The Green House Seed Company e Sensi Seeds, comparivano regolarmente sul palco. In aggiunta, c’erano svariate società che si sono guadagnate dei premi grazie a delle acclamate varietà provenienti dal catalogo di questi due giganti della produzione di semi.
>> Migliori Prodotti
campionessa d’argento è riuscita persino a vincere il primo e il secondo premio nella categoria Bio dei Growshop e, grazie al concorrente presentato da Twins, si è rivelata un vincitore generale convincente (Campione dei Campioni). Il Coffeeshop Catweazle si è aggiudicato complessivamente sei premi, insieme alla società del seme dallo stesso nome. Entrambi giungono dall’Olanda meridionale (rispettivamente da Tiel e da Culemborg), mentre un altro vincitore dalla stessa regione è stato Cristal Garden, specialista in Haze, dalla città di Geldermalsen, che con diverse varietà si è aggiudicato sei premi. L’eccellente coffeeshop Genesis da Geleen ha confermato le proprie credenziali con (fra gli altri premi) l’ennesimo premio per il suo Isolater hash, un Nederhash ormai leggendario che a questo punto si è più che meritato la sua reputazione brillante. La società inoltre ha anche fatto il suo debutto con la propria linea di semi, fra cui la White Widow ha subito fatto colpo, accaparrandosi un primo premio. Il nuovo arrivato De Sjamaan Cannabis Seeds ha subito pareggiato però, con due posti di onore per la White Widow e la Shamans High, una varietà che non
2 Vernevelaar, di Shenro Trading
divertire con le autorità: “Li ho tirati scemi parlando delle leggi sui funghi allucinogeni. A un certo punto se ne sono semplicemente andati, vedendo che ne sapevo molto più io di quanto ne sappiano loro.”
Conclusioni Tutto sommato possiamo concludere tranquillamente che questa nona edizione della Fiera della Canapa Highlife si è rivelata ancora una volta un successo. Dal punto di vista commerciale, gli espositori erano decisamente compiaciuti e anche in termini di organizzazione la fiera è stata un successo. L’ultimo commento dell’organizzatore Boy Ramsahai: “Voglio congratulare gli espositori per i meravigliosi stand che hanno allestito. La
si trova ancora facilmente nei coffeeshop del suo paese natale. Quindi anche Magus Genetics, Paradise Seeds e Soma Seeds hanno avuto successo con delle varietà insolite, rispettivamente grazie a Double Dutch, Dutch Dragon e Somani, garantendo in tal modo un po’ di sangue fresco fra i classici che sono stati popolari fino ad oggi. Un segnale positivo per chi fra noi desidera fumare qualche cosa che si distacca un poco dal comune. Una posizione al vertice per la varietà Amnesia di Soma Seeds, presentata da altri partecipanti, ha sancito il trionfo di questo affascinante selezionatore di cannabis americano, che sfoggia i dreadlock meglio sviluppati di tutto il settore. Le alte posizioni in classifica per la NLX o la White Widow, la progenitrice della famiglia dell’erba “bianca”, hanno dimostrato che questi vecchi classici d’oro possono ancora regalare un ampio sorriso persiono alle labbra dei più incalliti intenditori di cannabis.
Microscopio Sarà stato con gli occhi arrossati e con un sospiro di sollievo, il momento in cui i membri della giuria compilavano gli ultimi voti sulle tabelle dei punteggi. Siccome erano stati presentati circa 140 candidati, il loro compito si è rivelato un tantino più impegnativo rispetto alle Cannabis Cup precedenti, sebbene molti fumatori invidiosi potrebbero sostere il contrario. Ma bisogna riconoscere i meriti, quando sono dovuti: anche i membri della giuria meritano una calorosa pacca sulla schiena per il lavoro coscenziosamente svolto. Parlando con le persone con cui abbiamo parlato fra il gruppetto selezionato di esperti di cannabis, si capisce chiaramente che prendevano molto sul serio il compito assegnato loro. Così come i partecipanti avevano fatto il loro meglio in assoluto per presentare dei candidati in splendida forma e per fare sì che fossero pronti puntualmente, così i membri della giuria si erano trovati sotto una pressione (tempo) considerevole e hanno dato delle prestazioni ottime. Ciononostante, ogni tanto c’erano delle imperfezioni da correggere: un membro della giurea, che
3 Bubbleator, di Pollinator Company
fiera era splendida. Ho sentito da tantissime persone, sia di qui che dall’estero, che questa è stata la fiera della canapa più bella alla quale sono stati. Davvero, tanto di cappello a tutte le persone coinvolte e a tutti coloro che l’hanno resa possibile. Per me personalmente è stato un piacere immenso collaborare così strettamente on tutti. L’industria si è data un profilo eccellente con questa fiera.” E come ultima nota, ha sentito il bisogno di rivelare una promessa: “L’anno prossimo organizzeremo la fiera per la decima volta. E posso annunciarvi fin da ora che faremo qualcosa di gigantesco. Prepareremo una sorpresa clamorosa, qualcosa di cui si parlerà per anni e anni. Arrivederci, alla decima edizione della Highlife Fair!”
Coppa Highl ife
era stato un pioniere nei primissimi tempi della cultura della sinsemilla nel settore della coltivazione, e che tutt’ora fuma quotidianamente, ci ha raccontato di come ha operato una selezione preliminare in basse all’aspetto e all’odore. Veniva tirato fuori regolarmente un microscopio, usato perché, secondo questo membro della giuria, il punto del raccolto spesso può tradire la maestria del grower. “Bisogna osservare i cristalli sulle cime; se sono di colore marrone, allora si è aspettato già troppo tempo e la cosa migliore che ti puoi aspettare dall’erba è un effetto molto corporeo o “stoned”. I cristalli dovrebbero presentare un colore simile a quello del latte: è a quel punto che la ganja è al meglio delle sue potenzialità.” Ma solamente i campioni che superavano la prova del sapore venivano considerati veramente sul serio. “Anche se la ganja ha un aspetto e un odore perfetti, può ancora capitare che quando assaggi il primo tiro, il gusto non sia al’altezza. Una varietà così, per me perde punti immediatamente.” Molti fumatori non avrebbero obiezioni serie se capitasse che l’erba non abbia un profumo o un sapore soddisfacenti, a patto che l’effetto sia buono. Ma è qui che sta la differenza fra il vero esperto e il cannaiolo medio. “Sebbene in ultima istanza sia l’effetto a rappresentare l’attributo più importante, per me l’aroma e il gusto hanno altrettanta importanza fondamentale. Se fai un confronto con il vino o il cibo, si ritiene importante in tal caso che abbiano anche un aspetto e un odore invitanti, giusto?” Nonostante il fattore più decisivo sia la potenza della ganja, questo esperto esprime un parere discordante. “ Più forte è, meglio è, non vale sempre, a mio parere. Ci sono certe varietà che non hanno dei livelli di THC esorbitanti, ma provocano comunque un effetto estremamente gradevole. Per me, questo conta di più.” In ogni caso, per i membri della giuria si è trattato di un periodo saporitissimo. Adesso il consumatore (e il grower) è pronto. Con in mano i risultati della Highlife Cup 2006, ha tutto ciò che occorre sapere per facilitare un po’ l’usufrutto di erbette per i 12 mesi a venire!
Soft Secrets
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Resultati della Cannabis Cup Highlife 2006 Highlife Supercup 2006 Twins
(Vincitore globale): Super Silver Haze
Bio dei Coffeeshop Catweazle / Catweazle Seeds
Green House Seed Company
Bio Ibo
1 Bazaar The Zoo 2 Splif 3 Catweazle
Santa Maria White Widow White Widow
Hydro dei Coffeeshop 1 Barney’s & Reeferman Cooperation 2 De Vrolijke Gaper 3 Splif
Pink Kush Power Plant White Widow Rock
Outdoor dei Coffeeshop 1 Sensi Smile 2 Catweazle 3 De Vrolijke Gaper
Early Skunk Santa Maria Super Silver Haze
Nederhash dei Coffeeshop Cristal Garden
Sensi Smile / Sensi Growshop
Ganjaman
1 Genesis 2 Cremers 3 De Vrolijke Gaper
Isolater WW Hasj Neder Hasj
Haze Hydro dei Coffeeshop 1 Twins 2 De Vrolijke Gaper 3 Catweazle
Super Silver Haze Amnesia x Kristal C.W. Haze
Haze Bio dei Coffeeshop 1 Catweazle 2 Flamingo 3 Twins
Neville’s Haze Ibonasia Super Silver Haze
Bio delle Società dei semi 1 Paradise Seeds 2 Sensi Seeds 3 De Sjamaan Cannabis Seeds
Dutch Dragon Silver Pearl White Widow
Twins
Hydro delle Società dei semi 1 Genesis Seeds 2 De Sjamaan Cannabis Seeds 3 Nirvana
White Widow Shamans High Master Kush
Outdoor delle Società dei semi 1 Catweazle Seeds 2 KC Brains 3 Magus Genetics
C.W. Haze KC 33 Double Dutch
Haze Hydro delle Società dei semi 1 Catweazle Seeds 2 Bio Ibo 3 Green House Seed Company Barney’s & Reeferman Co.
De Vrolijke Gaper
Sensi Seeds
C.W. Haze Jack Herrer Hawaiian Snow
Haze Bio delle Società dei semi 1 Bio Ibo 2 Soma Seed Company 3 Green House Seed Company
Super Silver Haze Somani Arjan’s Ultra Haze # 2
Bio dei Growshop 1 Exodus 2 Cristal Garden 3 Bio-G-Power
Snowball M.F.H. Sweet Flower
Hydro dei Growshop 1 Bio-G-Power 2 Exodus 3 Cristal Garden
NLX Snowball Amnesia
Outdoor dei Growshop Cremers
Exodus / Genesis / Genisis Seeds
De Vrolijke Gaper
1 Cristal Garden 2 Bio Ibo 3 Sensi Growshop
Amnesia NLX Early Skunk
Nederhash dei Growshop 1 Cristal Garden 2 Exodus 3 Bio Ibo
Amnesia Isolater Ice Pearls
Haze Hydro dei Growshop 1 Cristal Garden 2 Bio Ibo 3 Exodus
A.K.H. Jack Herrer Red Nurse
Haze Bio dei Growshop Bio-G-Power
De Sjamaan Cannabis Seeds
Magus Genetics
1 Cristal Garden 2 Bio-G-Power 3 Ganja Man
Super Silver Haze Super Silver Haze MG Haze
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co Reportage fotografi
Soft Secrets
Highlife Fair 2006
Soft Secrets
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INTERNO Original Haze x Skunk
Afghani Hindu Kush
Four Way Specials
Questo ibrido F1 conserva tutte le migiori caratteristiche del Skunk#1. E’ una grossa pianta che produce foglie a 11 o 13 punte, e cime dure e compatte. Il sapore è uno stuzzicante mix di dolce – amaro.
Afghani Hindu Kush è una potentissima Indica. Ha cime grosse e compatte ed una fumata corposa. Il suo sapore è quello del hashish più dolce.
La genetica di Four Way Specials è Indica, Sativa, Ruderalis e Skunk. Cresce facilmente ed è resistente a moltissime malattie. Sapore ed effetto ben bilanciati.
Altezza Pianta: Effetto:
Altezza Pianta:
Altezza Pianta: Effetto:
Alta; Prevalentemente Sativa High Sativa Piacevole Psichedelico Settimane di Fioritura: 10 - 12 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 300 - 400 Periodo di Raccolto: Ottobre - Novembre
Bassa; Prevalentemente Indica Potente ma Lucido; High Fisico e Cerebrale Settimane di Fioritura:7 - 9 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
Bassa; Prevalentemente Indica Effetto: Forte; High Indica Fisico Settimane di Fioritura: 7 - 9 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 16.-
E 18.-
E 18.-
Original Californian Orange Skunk
Northern Light
Skunk 3 x A2
Questo modello estremamente resistente, non ha bisogno di particolari cure. E’ di facilissima coltivazione nelle condizioni più disparate. Le cime si ricoprono di peli arancioni, ed il sapore è dolce come una caramella.
Questa varietà dalla struttura solida e bassa produce cime compatte che premiano con ampi raccolti. Abbondante produzione di resina: un ottima’ scelta!
Skunk 3 x A2 ha un ruolo di spicco tra le moderne varietà sviluppati per la coltivazione indoor. Questa pianta, bassa ma cespugliosa, cresce bene sia indoor che in serra. Profumo inebriante, sapore favoloso.
Media; Indica/Sativa Mix Potente ma Lucido; High Globale Equilibrato Settimane di Fioritura:8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
Altezza Pianta:
Bassa; Prevalentemente Indica Effetto: Potente; Piacevole High Indica Fisico Settimane di Fioritura:7 - 9 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 18.-
E 24
Altezza Pianta: Effetto:
Altezza Pianta: Effetto:
Media; Indica/Sativa Mix Potente ma Lucido; Cerebrale e Fisico Settimane di Fioritura: 8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 27.-
Bob Marley’ Best
Original Big Bud Super Skunk
White Widow
Questo classico F1 è un fuoriclasse! E’ una varietà che necessita di particolare attenzione. Il risultato è una grossa pianta con il sapore di haze e un high veramente strabiliante.
Eccezionale ibrido di Skunk, il suo notevole raccolto lo rende uno dei preferiti per i “cultori”. Grandi cime succose con un sapore molto dolce.
Questa è la leggenda che si trova ormai in tutti i coffeeshops olandesi. E’ la prima delle varietà della famiglia White o “bianco”, e raggiunge notevoli dimensioni. Questa è una pianta di altissima qualità e vincitrice di innumerevoli premi.
Altezza Pianta: Effetto:
Media; Indica/Sativa mix High Sativa Psichedelico e Cerebrale Settimane di Fioritura: 8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 450 - 550 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
Altezza Pianta: Effetto:
Alta; Prevalentemente Sativa High Sativa; Il Migliore High Cerebrale Settimane di Fioritura:10 - 12 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 300 - 400 Periodo di Raccolto: Ottobre
E 30.-
E 30.-
Altezza Pianta: Effetto:
Vincitore Highlife cup High Times cup
Media; Indica/Sativa mix Migliore High in assoluto; Effetto Globale Equilibrato Settimane di Fioritura:8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 325 - 425 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 41.White Rose
Formulario per ordinazioni VARIETA' Original Haze x Skunk
(11 seme, *10 seme)
PREZZO PER PACCHETTO: QUANTITA':
E’ un indica pura, una grande produttrice ed è molto adatta alla coltivazione in sistemi idroponici e affini. Questa varietà White, o “bianca” è ricoperta di resina, con un alto contenuto di T.H.C. e un dolcissimo sapore.
PREZZO:
E 16,-
South India x Skunk
E 16,-
Swazi x Skunk
E 16,-
Super Thai x Skunk
E 16,-
Afghani Hindu Kush
E 18,-
Four Way Specials
E 18,-
Original Highway Delight
E 18,-
Original Californian Orange Skunk
E 18,-
Original Hawaiian Maui Wowie Skunk
E 24,-
South African Durban Poison x Skunk
E 24,-
Northern Light
E 24,-
Durban Poison Amazing Special
E 27,-
Skunk 3 x a2
E 27,-
Purple Tops
E 27,-
Bob Marley’s Best
E 30,-
Original Big Bud Super Skunk
E 30,-
Outsider
E 34,-
White Widow
E 41,-
Early Girl
E 41,-
White Rose
E 47,-
Ghandi
E 47,-
Northern Pride (seme femminile)*
E 92,-
White Pearl (seme femminile)*
E 114,-
Nome:
Altezza Pianta: Media; Indica/Sativa mix Effetto: Forte High Indica Fisico Settimane di Fioritura:8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
Indirizzo: Codice postale Citta': Nazione:
E 47.-
Numero di telefono: Data:
Possibilita' di pagamento:
Sotto totale Prezzi di spedizione E Totale
3,-
Contanti
Banca
Per la spedizione dei semi e' richiesto il pagamento anticipato,le possibilita' di pagamento sono: • Contanti assieme all' ordinazione oppure per banca. • Banca: Rabobank Veghel-Erp, numero del conto: 1148 65 868 in nomi di Snorkel BV IBAN: NL. NL72Rabo0114 8658 68 SWIFT / BIC: RaboNL24 Copiare questo formulario e spedirlo a: High Quality Seeds, Casella Postale 362, 5460 AJ VEGHEL, Olanda Telefono.: 0031-(0)73-5479916 Fax: 0031-(0)73-5479732 Le nostre spedizioni di semi vengono effettute solamente in paesi dove non e' illegale la proprieta' e la spedizione.
www.highqualityseeds .nl
High Quality Seeds, Casella Postale 362, 5460 AJ VEGHEL, Olanda Telefono.: 0031-(0)73-5479916 Fax: 0031-(0)73-5479732
ESTERNO South India x Skunk
Swazi x Skunk
Super Thai x Skunk
South India Skunk produce femmine lunghe, snelle ed affusolate. Per questo motivo possono essere piantate più ravvicinate rispetto alle altre varietà. Il sapore è una goduria.
Stupenda varietà originaria del Swaziland, in prevalenza Sativa. Sapore gustoso dell’hashish e un ottimo rapporto cime – foglie, con lunghissime cime ed un effetto assolutamente piacevole.
Questa leggendaria sativa proveniente dalla Thailandia ha un effetto sorpendente. E’ una pianta snella e maestosa, con un bel sapore di erbe. E’ molto adatta alla coltivazione outdoor per via della sua fioritura piuttosto precoce.
Altezza Pianta: Effetto:
Altezza Pianta: Alta; Prevalentemente Sativa Effetto: Piacevole High Sativa Cerebrale Settimane di Fioritura: 9 - 11 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Ottobre
Alta; Prevalentemente Sativa High Sativa Soavemente Cerebrale Settimane di Fioritura: 9 - 11 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 300 - 400 Periodo di Raccolto: Ottobre
E16.-
E 16.-
Altezza Pianta: Alta; Prevalentemente Sativa Effetto: Piacevole High Sativa Settimane di Fioritura: 9 - 11 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 16.-
Original Highway Delight
Original Hawaiian Maui Wowie Skunk
South African Durban Poison x Skunk
Questa è una delle nostre varietà Outdoor più forti. Può resistere alle temperature più basse. E’ una pianta solida, di bassa statura e con foglie ampie.
Grossa pianta con spesse foglie arrotondate che mantiene fino alla maturità. Caratteristiche Hawaiiane autentiche, profumo e sapore che ricordano i tropici.
Questa varietà è un incrocio F1 originario di Durban, Sud Africa e raggiunge notevoli dimensioni. La pianta ha foglie enormi e molti internodi con lunghe cime appiccicose ricoperte di resina.
Altezza Pianta: Effetto:
Altezza Pianta: Effetto:
Altezza Pianta:
Bassa; Prevalentemente Indica Effetto: High Fisico e Cerebrale Settimane di Fioritura: 6 - 8 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 375 - 475 Periodo di Raccolto: Settembre
Alta; Prevalentemente Sativa Forte ma Lucido; High Globale Equilibrato Settimane di Fioritura: 8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E18.-
E24.-
Alta; Prevalentemente Sativa High Sativa; Ottimo Effetto Cerebrale Settimane di Fioritura: 8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 24.-
Durban Poison Amazing Special
Outsider
Purple Tops
Questa è una varietà stupendo originario del Swaziland, in prevalenza Sativa. Diventa una pianta grande, con grosse cime. L’ high è più morbido e delicato.
Outsider resiste a temperature più fresche. E’ una pianta molto forte e potente che dona un raccolto anticipato. Le grosse cime sono assolutamente deliziose. Vincitore del Highlife Cup.
Questa popolarissima varietà può essere coltivata con successo anche outdoor, in climi particolarmente freddi ed umidi. Una pianta spettacolare ed unica, con cime violacee, sapore dolcissimo e autentico high sativa.
Altezza Pianta: Alta; Prevalentemente Sativa Effetto: High Sativa Cerebrale Leggero Settimane di Fioritura:9 - 11 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green):400 - 500 Periodo di Raccolto: Ottobre
Altezza Pianta: Effetto:
E 27.-
Vincitore Vincitore Highlife Highlife cupcup High Times High Times cupcup
Media; Indica/Sativa Mix Forte ma Lucido; High Globale Equilibrato Settimane di Fioritura: 6 - 8 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre
Altezza Pianta: Alta; Prevalentemente Sativa Effetto: High Sativa; Effetto Cerebrale Settimane di Fioritura: 6 - 8 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre
E 34.-
E 27.-
Early Girl
Ghandi
Essendo altamente resistente alle malattie, Early Girl è una varietà perfetto per i principianti. Piantata in outdoor fiorisce a fine settembre. High piacevole.
Questo incrocio F1 è sviluppato per la coltivazione outdoor, ma dà incredibili risultati anche indoor o in serra. E’ una pianta facile da clonare, resistente alle muffe e ai parassiti.
Altezza Pianta: Effetto:
Media; Indica/Sativa Mix Forte ma Lucido; Soave High Globale Equilibrato Settimane di Fioritura:6 - 8 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre
E 41.-
Altezza Pianta: Effetto:
Media; Indica/Sativa Mix Forte ma Lucido; l’Equilibrio Ideale Settimane di Fioritura: 7 - 9 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 400 - 500 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E 47.-
99% Feminilizzati Northern Pride Questo ibrido di Northern Light-Haze è una delle selezioni Northern Light più richieste. Impiega un pò di più, ma i risultati sono favolosi. Effetto intenso. Altezza Pianta: Alta; Prevalentemente Sativa Effetto: High Sativa Divino Settimane di Fioritura: 10 - 12 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 300 - 400 Periodo di Raccolto: Ottobre
E 92.White Pearl White Pearl, come la nostra White Rose, è una famosa e ricercata componente della famiglia di varietà White, o “bianca”. Le cime sono letteralmente imbiancate dalle ghiandole di resina, che sono presenti perfino sulle foglie più grandi in prossimità delle cime. Una stupenda variante della White Widow con un high da intenditori. Altezza Pianta: Media; Indica/Sativa Mix Effetto: Forte; Potente High Indica Fisico Settimane di Fioritura: 8 - 10 Resa (peso secco in grammi per metro quadro con metodo Sea of Green): 350 - 450 Periodo di Raccolto: Settembre - Ottobre
E114.-
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els k c e W n o c a Cucin
Soft Secrets
weckels world of wonders
Testo & foto: Weckels
Come si prepara una space cake Nel presente articolo mi concentrerò esclusivamente su come si prepara una space cake formidabile. Per coloro che preferiscono mangiare la loro sostanza inebriante, piuttosto che fumarsi una canna, questo articolo rappresenta una vera e propria svolta. Oltretutto, il grosso vantaggio che offre la space cake è che non ti fa sentire nauseato tanto in fretta, oltre a non fare male ai polmoni. Spesso, mangiarti una space cake ti lascia “fumato” più a lungo rispetto a quando ti fumi uno spino. Il motivo è che tutto il THC ingerito tramite la space cake viene assorbito completamente dall’organismo e dal flusso sanguigno, mentre quando si fuma, un bel po’ del THC va perso.
Molte persone continuano a credere che mangiare la space cake sia pericoloso, dato che non si sa mai se il THC si è distribuito uniformemente nell’impasto della torta. Inoltre, ci vuole anche un pochino prima che si sentano gli effetti (solitamente fra i 60 e i 90 minuti) quando hai mangiato una space cake, dopodiché potresti già trovarti incredibilmente “stoned” (effetto fisico, “fumato”) o “high” (euforico). Moltissima persone hanno avuto una esperienza sgradevole poiché si sono sbafati la torta come se si trattasse di un dolcetto goloso e hanno finito per trascorrere il resto della giornata totalmente rovinati. C’è un certo rischio che ciò succeda, per quelli fra noi dalle fauci voraci; non mangiare troppo, sicuramente se si tratta di una buona space cake. Naturalmente il numero di fette che ti puoi ingurgitare dipende dalla forza di quella specifica space cake. In questo articolo ti fornirò una serie di ricette per fare la torta, in cui indico chiaramente i dosaggi. Segui alla lettera queste dritte e sarai sicuro di farti un viaggetto piacevole e senza intoppi!
Scarto della cimatura
Innanzitutto pesiamo accuratamente lo scarto della cimatura, prima di metterci all’opera. Dopo riempiamo d’acqua un grosso pentolone e ci buttiamo dentro lo scarto della cimatura.
Fai in modo che lo scarto della cimatura risulti ben intriso di acqua. Per inzuppare facilmente lo scarto della cimatura si può usare un cucchiaione di legno.
Prima di metterci veramente a fare la space cake, la prima cosa che occorre è raccimolare abbastanza scarti della cimatura. In effetti è questa la parte più importante della torta, dato che è proprio ciò che la distingue dalle torte comuni. A differenza di quanto si dica in molte ricette, io non uso quasi mai le foglie più grandi della pianta per fare la torta. Preferisco usare solamente le foglioline che sono abbondantemente ricoperte di cristalli di THC. Queste piccole foglie contengono una quantità notevolmente superiore di THC e di conseguenza non ce ne servono così tante per preparare una buona space cake. Se ci mettessimo al lavoro usando solo le foglie grandi, ci servirebbe un volume (dannatamente) enorme per ottenere lo stesso effetto. Detto ciò, ecco l’eccezione alla regola. Certe varietà, in particolare quelle coltivate indoor, producono talmente tanto THC che persino le foglie più grosse ne sono cosparse abbondantemente. Chiunque può facilmente immaginare che in tal caso le foglie larghe possono essere trattate come quelle piccole relativamente alla concentrazione di THC. Innanzitutto, lasciamo essiccare completamente lo scarto della cimatura e le eventuali foglie grandi rivestite di THC. Questo aspetto è importante poiché significa che ci tocca usare soltanto il 20% del peso originale della massa vegetale. In altri termini: l’80% dello scarto della cimatura fresco scomparirà sotto forma di liquidi durante l’essiccatura. Quindi ovviamente il volume da cuocere nella pentola sarà alquanto ridotto. Inoltre il grosso vantaggio è che quando lo scarto della cimatura è secco, lo si può conservare facilemente senza rischiare che ammuffisca.
Quando lo scarto della cimatura è bagnato bene, puoi aggiungere il burro al miscuglio.
Continua a mescolare bene durante la cottura. Dopo circa 2,5 o 3 ore sul fuoco, lo scarto della cimatura, l’acqua e il burro si trasformano in una poltiglia verde.
Una volta che abbiamo preparato abbastanza scarto della cimatura in anticipo, possiamo metterci all’opera seriamente. Poniamo un pentolone (della capacità di circa 10 o 12 litri) su un fornello a gas, una piastra elettrica o un’altra fonte di calore e riempiamo la pentola di acqua.
Soft Secrets
A cottura terminata, versa l’amalgama attraverso un colino o un setaccio, in modo da conservare solamente il liquido.
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quindi devi cercare di circoscriverlo. Tieni presente la situazione coi vicini di casa; in certi casi conviene non accendere la cappa di aspirazione della cucina, nel caso in cui sfiati l’aria proprio dal lato opposto della parete o vicino alla porta di ingresso. Altrimenti rischiamo che tutta la via si accorga in men che non si dica che sta cuocendo in pentola qualcosa di cannabico a casa tua, a giudicare dall’odore tipicamente canaposo che arriva. Per lo stesso motivo, cerca di essere accorto e di cuocere il tuo scarto della cimatura solo in una zona in cui non supponi che qualcun altro (o persino te stesso) stia coltivando il proprio giardinetto di cannabis. Ad ogni modo è sempre opportuno minimizzare tutti i rischi. Sarebbe impensabile – se la tua coltivazione venisse scoperta soltanto perché ti stavi cuocendo un pochino di space cake, per quanto saporita.
Fornelletto a gas
Il liquido residuo è di colore marrone scuro/nero. Si capisce chiaramente che lo scarto della cimatura era di buona qualità.
Ora pesiamo circa 100 grammi di scarto della cimatura e lo mettiamo nella pentola. Immergi bene nell’acqua lo scarto della cimatura, in modo che sia totalmente intriso. Adesso lascia che lo scarto della cimatura si scaldi nell’acqua. Dopo un pochetto, noterai che l’acqua comincia a schiumare. Proprio come è giusto che sia, visto che l’acqua sta per bollire. Dopo che l’acqua è arrivata a ebollizione, riduci un po’ il calore per evitare che l’acqua sobbollendo fuoriesca dalla pentola. A questo punto puoi aggiungere un tocco di burro all’acqua e allo scarto della cimatura. Se stai usando 100 grammi di scarto della cimatura, aggiungi circa 400 grammi di burro. Il burro col calore si scioglierà lentamente; lo scarto della cimatura, il burro e l’acqua formeranno presto una melma verde. In questa fase, è importante continuare a rimestare il contenuto della pentola continuamente per far amalgamare tutti gli ingredienti in modo omogeneo. Mentre cuoci lo scarto della cimatura verrà rilasciato un bel po’ di odore, una via di mezzo fra l’odore di spinaci e di ganja. Non è un odore particolarmente gradevole,
Chiaramente possiamo anche decidere di operare nel massimo della calma e di cuocere lo scarto della cimatura all’aperto su un fornello a gas, del tipo che si potrebbe portare in campeggio. Così facendo escludiamo i problemi olfattivi che ci sarebbero al chiuso e l’odore penetrante si dispargerà rapidamente nella brezza. Se scegli questo metodo, cerca di non farti notare troppo e preferibilmente cuoci il tuo scarto della cimatura in un punto riparato, senza vento, pioggia e/o vicini ficcanaso. Dopotutto, potrebbe sembrare un po’ sospetto, se ti facessi vedere in pieno inverno mentre cucini su un fornello a gas in giardino e diventerebbe assai difficile tenerti per te la tua ricetta segreta! Cuocere lo scarto della cimatura, il burro e l’acqua richiede un bel po’ di tempo. Complessivamente, dovresti considerare che ci vogliono da due ore e mezza a tre ore buone per far cuocere la poltiglia. In tal modo sei sicuro che tutti i cristalli di THC si siano staccati dalla massa vegetale. Dopo che la melma verde ha cotto a sufficienza, versa il miscuglio di burro, acqua e scarto della cimatura attraverso un setaccio. L’importante, filtrando la melma, è estrarre tutto lo scarto della cimatura, cosicché rimanga un misto di acqua e burro. Con un cucchiaio di legno, spremi via i liquidi residui dallo scarto della cimatura che resta nel colino o nel setaccio.
Raffreddare Ora lasciamo raffreddare tranquillamente la pentola contenente l’acqua e il burro sciolto.
Per facilitare il processo conviene porre la pentola in un luogo fresco, per esempio in cantina, nel magazzino degli attrezzi o in frigorifero. Ovviamente, appoggiamo il coperchio sulla pentola per non farvi entrare nessuna sostanza contaminante. Il burro impiegherà quasi tutta la notte per raffreddare appieno. Facendo raffreddare acqua e burro, i cristalli di THC si attaccheranno al burro e si separeranno al suo interno man mano che comincia a risolidificarsi. Effettivamente il burro addensandosi setaccia e trattiene per te con grande efficacia i cristalli di THC dal resto. Quando il burro è tornato ad essere solido, in termini di colore non assomiglia più per niente al burro. Adesso il trucco è staccare dall’acqua il burro facendo la massima attenzione. Il modo più semplice è usare la lama di un coltello per grattare via il burro ai lati della pentola. Dopo aver staccato il burro dalle pareti, lo possiamo estrarre delicatamente dall’acqua con un grosso cucchiaio. Devi fare un po’ di attenzione a questo punto, siccome non vogliamo che il burro affondi o, peggio ancora, cada sul pavimento.
Burro alla ganja Dopo aver completato per bene tutta l’operazione, da 400 grammi di burro e 100 grammi di scarto della cimatura avremo ottenuto circa 300 grammi di burro alla maria. Questo burro è in effetti tutto ciò che ci serve e costituisce la base per tutti i tipi di space cake, bonbon, biscottini, pane o crêpes, tutte cose che dovrebbero fare sballare o per l’appunto avere un bell’effetto “spaziale”. Le altre possibilità offerte dal fantastico burro alla ganja le riserverò per un secondo momento. Il
Per far rapprendere il burro alla maria più rapidamente, appoggiamo il pentolone in frigorifero. Il processo di solidificazione può impiegare facilmente una notte intera.
burro alla ganja si manterrà fresco per anni e ovviamente questo è l’ideale, dato che per conservare una panetta di burro serve popchissimo spazio, rispetto a quando si cogela una partita intera di torte “spaziali”. Naturalmente per consumare il burro alla ganja non occorre veramente nessuna ricetta complicata, ci sono alcuni “duri e puri” che si spalmano semplicemente il loro burro alla maria direttamente sul pane o sulle fette biscottate, dato che secondo loro per cuocere una space cake ci vuole troppo trambusto e / o perché per loro è gustoso e piacevole mangiarlo in modo semplice. Da parte mia, preferisco compiere lo sforzo di preparare una buona space cake, per cui continuerò a raccontarvi come si fa.
Tenere il burro e il burro alla maria Per preparare e cuocere una space cake uso sempre circa 50 grammi di burro alla maria per torta. Sono convinto che sia la quantità ideale, purché nel procedimento precedente, per fare il burro, sia stato usato dello scarto della cimatura di qualità accettabile. Chiaramente dipende anche dalle dimensioni effettive della torta, ma per una teglia normale da torte (una che serve a fare circa 15 fette) uso circa 50 grammi di burro all’erba. Io sconsiglio di aggiungere altro cannaburro. Se sei piacevolmente abituato al tipo di esperienza, prenditi pure due fette; meglio così, piuttosto che fare una torta fortissima. Inoltre sarà anche più facile per gli altri (che magari non sono così avvezzi all’erba e al fumo) assaggiare una fetta di torta, senza che si sentano immediatamente come se fossero appena stati catapultati su un altro pianeta.
Una volta che il burro alla ganja si è solidificato, staccalo dalle pareti della pentola con la lama di un coltello.
Soft Secrets
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Tieni presente poi che dovresti fare attenzione a dove conservi la space cake e in particolare il burro alla ganja (poiché è più potente). Sto pensando, a proposito, a bambini piccoli e / o altre persone che potrebbero innocentemente essere tentate di prendere un paio di fette di torta, dato che le conseguenze potrebbero essere gravi, se non agiamo con estrema precauzione. Attenzione anche che il cane non si spazzoli una fetta di torta, se ne dovessero cadere sul pavimento. Se un cane si dovesse pappare un paio di fette, potrebbe essere piuttosto pericoloso per l’animale, persino fatale. Fare cadere per terra del cannaburro potrebbe essere ancora più pericoloso, dato che la concentrazione di THC è molto superiore rispetto a quella della torta space. In poche parole, stai bene attento!
Usando un cucchiaione, tiriamo fuori dall’acqua il il burro alla ganja.
Prima di fare la space cake vera e propria, è importante fare sì che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente. In più, accendi il forno, impostandolo a circa 160°C e posiziona il ripiano griglia una tacca al di sotto della metà del forno. Tanto per darti le temperature di altri tipi di forno, un forno a aria calda va messo a 140°C e un forno a gas al livello 2-3. Poi possiamo ungere l’interno di una teglia da torte con del burro e spargervi sopra un pochino di farina. Lo facciamo per far saltar fuori facilmente la space cake dalla teglia, dopo averla cotta in forno. Quando questi piccoli preparativi sono completati, possiamo iniziare. Per cuocere una space cake usiamo la stessa confezione di miscela per torte che useremmo per qualsiasi torta normale. Una confezione da 500 grammi basta per fare due torte. Aggiungiamo quindi tre uova, 0.5 dl di latte (= quattro cucchiai da minestra) e aggiungiamo il burro. Poiché aggiungiamo al mix anche 100 grammi di cannaburro (per due space cake), riduciamo di 100 grammi la quantità di burro normale da aggiungere. Se tralasciassimo questo dettaglio, l’impasto diventerebbe troppo molliccio e sarebbe arduo riuscire a farne risultare una space cake decente. In breve, aggiungiamo al mix 300 grammi di burro normale (anziché 400 grammi) e 100 grammi di cannaburro, in modo da usare alla fine 200 grammi di burro in totale per ciascuna torta (dato che stiamo preparando due torte da un sacchetto di miscela da 500 grammi). Per preparare la miscela usiamo un frullatore elettrico da cucina, che secondo i miei calcoli rende tutto molto più veloce di quando si sbatte tutto a mano. In più, usando un mixer possiamo essere maggiormente certi che il burro alla ganja si distribuisca uniformemente all’interno del mix per torte. Di conseguenza siamo certi che ogni fetta di torta sia altrettanto potente. Se tralasciamo di amalgamare adeguatamente l’impasto e, incuranti, cuociamo la torta, ci sono grandi probabilità che la prima metà della torta per esempio non contenga affatto cannaburro, mentre nella seconda parte ve ne sia una concentrazione doppia. Posso garantirti che non è affatto piacevole, dato che una volta non ti succede niente dopo aver mangiato una fetta, ma la fetta dopo ti lascia completamente di cacca. Per evitarlo è dunque importantissimo amalgamare accuratamente l’impasto.
Ecco cosa abbiamo ottenuto: un pregiatissimo burro alla maria!
Mettiamo nel frullatore da cucina il mix per torte, 100 grammi di cannaburro (per due space cakes) e il resto degli ingredienti.
Ora che hai predisposto il frullatore da cucina, comincia a metterci il burro normale e il cannaburro, lo zucchero e lo zucchero vanigliato. Per dare alla tua space cake un tocco di sapore in più, puoi aggiungere la scorzetta grattuggiata di un’arancia o di un limone. Il sapore della space cake risulta molto più fresco. Fatto ciò, mescola gli ingredienti fino a formare una pasta cremosa e di colore chiaro. In seguito aggiungici le uova una ad una. Dopo aver aggiunto l’ultimo uovo, lascia andare il mixer a tutta velocità per cinque minuti buoni. Adesso è il momento di aggiungere all’impasto la miscela per torte e il latte. Dopo averli aggiunti, continuiamo a far andare il mixer finché la miscela non è davvero bella liscia. L’impasto della torta adesso è pronto e lo si può suddividere nelle teglie. Versacelo e poi alliscia la superficie dell’impasto con l’aiuto di un coltello o di una spatola. Così facendo, stendiamo la torta nel modo più uniforme possibile (dentro la teglia) e, una volta cotta, la torta avrà una bellissima forma uniforme. Inforniamo la torta e la teniamo in forno per un’ora e 15 minuti (= 75 minuti) fino a che abbia acquisito un adorabile colore dorato. La space cake è pronta quando, perforandola al centro con un bastoncino da spiedini o simili, quest’ultimo ne fuoriesce asciutto, senza che vi sia rimasto attaccato l’impasto. Se la torta è fatta, sfornala e lasciala a raffreddare per cinque minuti, prima di staccarla dalla teglia.
Ora che il burro alla ganja è pronto, possiamo cominciare. Innanzitutto predisponiamo gli attrezzi necessari.
Per dare un tocco di freschezza al sapore, grattugiamo la scorzetta di un’arancia da aggiungere all’impasto. Anche un limone va bene.
Dopo che l’impasto della torta è amalgamato completamente, puoi versarlo nella teglia. Successivamente, liscia bene la superficie per renderla piatta e omogenea.
Mentre il mixer gira, puoi ungere l’interno di una teglia per torte, cosicché la torta scivoli facilmente dalla teglia a cottura ultimata.
Puoi ora infornare e cuocere le tue space cake.
Voilà il risultato finale, una fantastica space cake al cioccolato e una normale. Torta a sufficienza per restare nello spazio per ore!
Per fare una space cake al cioccolato, la mia preferita, aggiungiamo all’impasto della torta anche del cacao in polvere e lo amalgamiamo accuratamente. In questo caso di solito non aggiungo la scorza di agrumi. Per quanto riguarda la quantità di cacao, dipende dalle tue preferenze. Io solitamente valuto il colore ad occhio: più polvere aggiungi, più la miscela risulta scura e più la torta diventa cioccolatosa. Dopo aver estratto dalla teglia la space cake, vedrai che per aspetto risulta uguale identica a qualsiasi altra torta. Per questo, se si lascia in giro la torta, si rischia immediatamente che qualcuno, ignaro della sua vera natura, ingenuamente se ne pappi un pezzo. Molte persone hanno provato a farlo per scherzo, per esempio lasciando che un insegnante ignaro o un gruppetto di colleghi barbosi si slurpassero un pezzo di space cake. Spesso con l’effetto che l’insegnante, il collega o la vittima prescelta di altro genere, si senta completamente disorientata e pensi di stare per morire... per svariate ore. Non fare errori, per chi non ha dimestichezza con la marijuana, con la space cake o con altri tipi di sballo, l’esperienza può rivelarsi estremamente spaventosa se non si sa cosa stia succedendo. Inoltre è un atto perseguibile penalmente e quindi uno scherzetto potrebbe assumere dimensioni incontrollabili. Essere licenziati dal lavoro e / o cacciati da scuola, in confronto, è una conseguenza trascurabile. Comparire di fronte a un giudice ti costerebbe dei soldi, la reputazione e persino la libertà, ed è l’ultima cosa che puoi volere. Per cui, ti conviene prendere sul serio il mio severo monito e non fare cavolate con questa roba! I freddi mesi invernali rappresentano un’ottima occasione per cuocere una space cake. Quando sarai padrone della tecnica, non ci sarà niente di più buono delle tue space cake fatte in casa!
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Coltiva con ntes Jorge Cerva
Soft Secrets
sono impollinate troppo presto, prima che le ragazze abbiano sviluppato numerosi pistilli ricettivi, saranno prodotti pochi semi. Vedi il Capitolo Diciassette, “Selezionare,” per ulteriori informazioni.
Il sesso è tutto! Prefioritura
Prefioritura maschile
I prefiori, descritti da Robert Clarke in Marijuana Botany come “primordiali,” sono il primo indizio del sesso di una pianta. I prefiori crescono in prossimità degli internodi dei rami, appena dietro il picciòlo della foglia, o stipola, circa nella quarta settimana di crescita vegetativa, quando la pianta ha da sei a otto settimane. È questo il punto della maturazione sessuale, il primo segno che una pianta si prepara alla fioritura, la fase successiva della sua vita.
I prefiori maschili sono visibili solitamente quando le piante hanno da sei a otto settimane, dopo la quarta settimana di crescita vegetativa. I prefiori spuntano dietro la stipula fra il quarto o il quinto internodo dei rami e generalmente non diventano dei fiori completi. Tuttavia, secondo Bongaloid (www.overgrow.com), “una pianta maschio sviluppa dei fiori staminiferi maturi dopo dei periodi protratti di crescita vegetativa.”
I prefiori possono essere visti a occhio nudo, ma con una lente di ingrandimento da 10 a 30X vederli risulterà più facile. Utilizzando questo metodo, potete distinguere il sesso prima di indurre la fioritura.
Prima di indurre la fioritura, aspettate sempre la comparsa dei prefiori. Se si inducesse la fioritura fornendo 12 ore di luce ininterrotta e 12 ore di buoi, prima che siano spuntati questi accenni di fiori, la pianta ne risentirebbe. Tale stress potrebbe provocare delle anomalie nella crescita e le piante potrebbero diventare ermafrodite. Indurre la fioritura prima che si siano formati i prefiori non anticiperà la fioritura. Difatti, la fioritura avrà inizio praticamente nello stesso momento che se si fossero lasciati spuntare gli accenni di fiori! Le piante cresciute da un seme sotto un fotoperiodo di 18/6 giorno/ notte, solitamente mostrano gli accenni della fioritura prima delle piante che ricevono un fotoperiodo di 24/0 giorno/ notte. Quando si riesce a distinguere se i prefiori sono maschio o femmina, si può indurre la fioritura delle piante con un fotoperiodo 12/12 giorno/notte.
I fiori maschio sono lunghi circa 6 mm e hanno un colore dal verde pastello al giallino. I primi fiori si formano vicino all’estremità superiore della pianta. I sacchetti di polline si sviluppano su un corto stelo e pendono a gruppetti alla base dei rami. Gradualmente, i fiori si sviluppano anche nella parte inferiore della pianta. Dopo due – sei settimane di fotoperiodo di 12 ore, i sacchetti dei fiori, a sviluppo completo, si aprono e rilasciano il polline.
Questa pianta maschio è in piena fioritura. I fiori si schiudono nell’arco di una settimana o più, per garantire che le femmine siano impollinate completamente.
I granuli di polline sono minuscoli. Questo primissimo piano di un grano di polline maschile è ingrandito 4000 volte. Eirik (www.overgrow.com) ha catturato questa immagine con un microscopio elettronico a scansione.
Fioritura maschile L’immagine mostra una pianta maschio dopo 24 giorni di crescita vegetativa a 18/6 ore giorno/notte. I fiori staminacei o maschili si trovano presso il nodo fra la stipula e il ramo che sta spuntando.
È facile individuare i fiori maschili precoci a occhio nudo. Sono situati in prossimità degli internodi dei rami.
I sacchetti di polline maschile pendono come palline. Ciascun sacchetto di polline contiene una quantità di polline sufficiente a impollinare tutte le femmine in un locale da coltivazione medio.
I fiori maschio si sviluppano rapidamente sulla punta di questa pianta maschio. Tieni gli occhi aperti in cerca delle piante maschio per separarle dalle femmine appena le avvisti.
Un parola di avvertimento di bc-trichomefarmer (www.overgrow.com): “Non cercare di stabilire il sesso di una piantina in base alla primissima prefioritura. Aspetta per sicurezza. Fra il momento in cui individui i primissimi accenni della fioritura tramite una lente da 25X e il momento in cui la pianta libera il polline è comunque di almeno 10 giorni e più, quindi non c’è rischio.”
Fornendo un fotoperiodo di 12/12 giorno/notte, la cannabis maschio raggiunge solitamente la maturità e fiorisce da una a due settimane prima delle femmine. Tuttavia, le piante maschio non richiedono necessariamente un fotoperiodo di 12/12 giorno/notte per mettere fiori e spargere polline. I maschi possono anche fiorire con giornate lunghe e notti brevi, però in generale producono meno fiori. Una volta spuntati i calici maschili, il polline viene prodotto rapidamente e si può disperdere dopo poco tempo. C’è sempre un fiore precoce che si apre prima e sparge il polline, spesso nel giro di 24 ore o meno! Per evitare problemi di impollinazione, togli i maschi appena sono distinguibili. Se coltivi le piante maschio, isolale sempre dalle femmine per evitare che siano impollinate. Per ulteriori informazioni sul raccolto dei maschi, consulta il Capitolo 5, “Raccolto”. I maschi continuano a fiorire e a spargere polline giallino e polveroso da sacchettini a forma di campanella anche ben dopo l’inizio della fioritura femminile, per assicurare l’impollinazione. Se vuoi produrre dei semi, sappi che se le femmine
Di solito i maschi sono più alti delle femmine e hanno gambi robusti, rami sporadici e meno foglie. In natura, il vento e la forza di gravità trasportano il polline dai maschi, più alti, affinché fertilizzi (impollini) le femmine. Le piante maschio producono meno fiori delle femmine, poiché una pianta maschio è in grado di impollinare più piante femmina. I maschi inoltre contengono meno THC e complessivamente hanno un livello di cannabinoidi inferiore. I maschi fertilizzano le femmine, provocando in esse l’arresto dell’elevata produzione di THC e l’inizio della formazione dei semi. Elimina i maschi e distruggili, tranne quelli usati per incrociare le piante, non appena ne è stato determinato il sesso. Non lasciare che spargano del polline. Spesso si formano dei sacchetti di polline prematuri e si aprono prima, oppure restano nascosti sotto il fogliame e passano inosservati fino a quando è già troppo tardi. Se coltivi a partire da semi, presta ulteriormente attenzione nello sgominare i fiori e le piante maschio. Secondo quanto riferiscono i grower, se si fa saltare il fotoperiodo e se si aumenta o diminuisce la temperatura ripetutamente, ne risulta una maggiore produzione di piante maschio. Nota che ogni stimolo comporta l’istaurarsi di un clima che provoca alla pianta affaticamento. Inoltre non per forza di cose un ambiente stressante fa diventare maschio tutta la pianta, magari diventa ermafrodita. Le piante più suscettibili hanno di per sé una
La freccia rossa indica il punto in cui si sviluppano i prefiori sia sui fiori maschio sia sui fiori femmina.
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Soft Secrets
Le Sativa diventano considerevolmente più grosse delle Indiche, per cui la maggior parte dei coltivatori opta per varietà indiche, in quanto rimangono belle compatte e consentono di coltivare più piante nello stesso spazio limitato.
predisposzione all’ermafroditismo. Per saperne di più, leggi il Capitolo Diciassette, “Selezionare”. Ci sono vari modi per favorire lo sviluppo di piante maschio o femmina durante la crescita dei semenzali. (Vedi “Coltivare più piante femmina dai semi” al Capitolo Due). Durante la crescita vegetativa ti puoi fare una buona idea del sesso di una pianta dal suo background genetico e dalle caratteristiche della crescita. Il metodo più affidabile per dedurre il sesso è “Clonare per il sesso” (cfr. Capitolo Tre). Per un discorso completo, consulta il Capitolo Diciassette, “Selezionare”.
Il calice verde sostiene due pistilli piccolissimi su questa “Fo” di DJ Short in prefioritura.
Prefioritura femminile Verso la fine della normale crescita vegetativa, le piante nate dai semi sviluppano dei prefiori. È questo l’inizio della formazione dei calici femminili, che non è vincolata al fotoperiodo. Avviene quando una pianta è abbastanza anziana da mostrare segni di maturità sessuale, intorno alla quarta settimana di crescita vegetativa, ovvero da sei a otto settimane dalla germinazione. I prefiori spuntano dietro la stipula del quarto – quinto internodo dei rami. L’apetto di un prefiore è come quello di un regolare fiore femmina; la maggior parte ha un paio di pistilli pelosetti bianchi. Normalmente i pistilli si formano dopo che si è formata la parte del prefiore con la fogliolina verde chiaro da seme che cresce attaccata al ramo. Aspetta che si siano formati i pistilli, per accertarti se la pianta sia maschio o femmina. La prefioritura dura da una a due settimane. Adesso un po’ di pazienza non guasta! Le piante coltivate partendo da semi sotto un fotoperiodo di 18/6 giorno/notte di solito mostrano dei prefiori pronunciati prima delle piante che ricevono un fotoperiodo da 24/0 giorno/notte. Inoltre, sotto un regime da 16/8 giorno/notte i prefiori compaiono prima e sono più pronunciati. Quando si può distinguere il sesso dei prefiori, si possono indurre le piante a fiorire con un fotoperiodo da 12/12 giorno/notte.
Il prefiore su questa femmina di “Mr. Bubble” è facilmente visibile a occhio nudo. I prefiori su questa “Puna Budder” di THSeeds si avvicinano al termine della prefioritura, che dura circa due settimane.
Una buona soluzione nutritiva di base contiene gli elementi azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Nell’orticoltura professionale si parla di ‘rapporto NPK’. Per indicarlo si attribuisce un valore a ciascuna lettera (le rispettive percentuali devono totalizzare 100), a seconda della proporzione del singolo elemento nutritivo. Aspetta sempre a indurre la fioritura fino alla comparsa dei prefiori. Indurre la fioritura dando 12 ore ininterrotte di buio e 12 ore di luce prima dello sviluppo dei prefiori sarebbe uno stress per la pianta. Tale affaticamento potrebbe provocare anomalie della crescita e far diventare ermafrodite le piante. Nemmeno inducendo la fioritura prima della comparsa dei prefiori si anticipa la fioritura. La fioritura comincerà suppergiù nello stesso momento che se avessi aspettato di vedere i prefiori! Il presente brano è tratto da Marijuana Horticulture: the Indoor/Outdoor Medical Grower’s Bible di Jorge Cervantes, 512 pagine 1120 foto e disegni a tutto colore, ISBN1-878823-23X. Il libro è disponibile in inglese e sarà disponibile in spagnolo, tedesco e italiano nell’autunno 2006. Per ulteriori informazioni, consultare: www.marijuanagrowing.com
33 growing for dummies
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Coltivazione per principianti Parte 6 La fase vegetativa o di crescita I fiori germogliati spuntano dal terreno e si aprono immediatamente, diventando piantine verdi a fogliolina. In questa fase sono ancora alquanto fragili, anche di aspetto. Ci accingiamo adesso a parlare della crescita di tali piantine. Il periodo della crescita rappresenta un fattore importante nel determinare le dimensioni finali del raccolto che otterrai dalle piante. Una buona crescita conta ancora di più della fioritura stessa. Mettere una pianta in fase di precrescita significa tenere le piante nel periodo di crescita (noto anche come fase vegetativa) per un tempo compreso fra un giorno e qualche settimana, impostando il timer delle lampade a 18/6. Significa dare alle piante 18 ore di luce e 6 di buio/riposo. La pianta adesso è in grado di beneficiare pienamente della luce e può svilupparsi in diametro e altezza. Più lasci crescere la pianta, e più svilupperà delle foglie, soprattutto sui rami laterali più robusti; di conseguenza la crescita sarà accelerata ulteriormente. Una pianta che una settimana prima aveva soltanto 10 foglie e ora ne ha 25 può naturalmente crescere molto più in fretta grazie alla maggiore quantità di luce che riesce a utilizzare. Quindi all’inizio la crescita è più lenta, dopodiché la pianta ha fatto abbastanza foglie da raggiungere una certa velocità nel crescere. In questo momento puoi constatare chiaramente che un giorno solo di crescita fa una differenza enorme e noterai che le piante compiono dei progressi enormi in una giornata. Una crescita più lunga significa dover dare più nutrimenti e un maggiore fabbisogno di ossigeno… Se all’interno del locale da coltivazione capitasse una carenza di ossigeno in qualsiasi momento perché l’estrazione di aria è insufficiente o assente, il potenziale di crescita delle piante ne risentirebbe.
Messaggio dei substrati Substrati diversi possono offrire velocità di crescita diverse alle tue piante. I substrati più diffusi sono ancora la terra, il cocco e l’idro (coltivazione in acqua). Ciascuno ha le proprie qualità, pregi e difetti. La terra consente una crescita rapida solamente a condizione che sia adeguatamente arioso e di struttura leggera. Dato che le radici si sviluppano al meglio quando crescono in un terriccio leggero e arioso, questo è ciò che dobbiamo cercare di fornire loro. Prima le radici crescono e si propagano, e prima la pianta sopra il terreno potrà crescere. Alle radici serve ossigeno e se la terra risulta dura perché è stata compattata, contiene
Per ottenere una buona crescita devi tenere continuamente tutti i fattori sotto ferreo controllo. meno ossigeno rispetto una miscela più leggera. Il vantaggio di usare il terriccio è che contiene dei nutrienti, quindi non occorre iniziare ad aggiungere alimenti liquidi così presto. Per i grower alle prime armi può essere importante, dato che evita delle difficoltà nelle fasi iniziali della crescita. Un cattivo inizio può rivelarsi disastroso per l’intera fioritura e per il raccolto. Il terriccio o la terra quindi sono un substrato perfetto per i grower principianti e imparando così potrai ampliare poi le tue conoscenze sulla coltivazione. Impara a coltivare bene nella terra e potrei sempre farvi ricorso in futuro. Il cocco è un substrato da coltivazione ancora più areato. È uno dei miei substrati preferiti e garantisce che le piante abbiano una partenza eccellente, grazie alla ricchezza di ossigeno delle fibre di cocco. Le piante coltivate in un substrato contenente più ossigeno sono più forti e sviluppano un maggior numero di rami laterali di maggior robustezza. L’inconveniente quando si usa il cocco è che non contiene sostanze nutritive, è povero di alimenti. Per tale ragione bisogna cominciare molto presto ad aggiungere nutrimenti liquidi, quindi ci potrebbero essere difficoltà, sebbene il cocco sia molto facile da usare e sia difficile fertilizzarlo eccessivamente. Forse è ancora più difficile esagerare coi fertilizzanti sul cocco che con la terra. Un dosaggio eccessivo di fertilizzanti è provocato dall’accumolo dei sali contenuti in tutti gli alimenti. Col passare del tempo, se usi una dose eccessiva di nutrienti (siccome sei un grower principiante), la pianta non riesce più ad assorbirli abbastanza velocemente. Sulle foglie cominceranno a formarsi delle orrende strisce, visibili inizialmente sui bordi dove le foglie crescono in larghezza, poi la foglia secca e muore. Per evitarlo devi risciacquare il tuo substrato. Risciacquare significa dare acqua in più, in modo che i sali accumulati vengano lavati via dal substrato. Se la tua pianta ha delle foglie verdi molto intenso, vuol dire che i nutrienti presenti sono sufficienti e dare ulteriori concimi a questo provocherebbe probabilmente un’overdose di fertilizzanti. Se non sai cosa fare, aspetta senza dare fertilizzanti e le foglie delle piante impallidiranno leggermente, dopodiché saprai che non c’è pericolo a dare un pochino di nutrienti in più. Se aspetti troppo, le foglie cominceranno a ingiallire.
Coltivare con l’idroponica ti consente le massime velocità di crescita, purché la usi nel modo giusto, grazie all’abbondante presenza di ossigeno a disposizione delle radici. Si tratta di un metodo che richiede molto più lavoro rispetto al cocco o alla terra. Personalmente preferisco il cocco perché è una valida via di mezzo fra la terra e l’idro. Puoi ottenere dei risultati positivi in termini di crescita ma non devi fare troppa attenzione. Bisogna dire che una volta che hai imparato a coltivare con l’idroponica, va tutto abbastanza liscio. Tuttavia, con l’idro sei più dipendenti dai congegni elettrici e se si rompono o capita un blackout di corrente, allora rimani a piedi, oppure devi fare ricorso a una fonte di energia di riserva.
Un buon inizio vale oro Quasi tutti i grower usano sostanze che stimolano le radici per essere certi di una crescita vigorosa. Proprio come è stato fino ad ora, quasi tutto all’inizio avviene sotto terra. Un piccolo semenzale ha ancora pochissime radici. Bisogna pensare quindi a stimolare nella pianta la formazione del massimo numero di radici, il più veloce possibile, nel substrato. Lo stimolatore per radici più usato è quello in forma liquida e tutti i produttori di nutrienti tendono ad averne uno nel loro assortimento. Lo stimolatore delle
radicale. Il Nova-Star-T di BioNova è un sacchettino con dentro una polvere contenente spore di tali muffe benefiche, che puoi mescolare all’acqua. In essa puoi immergere i cubetti da talee in cui sono stati piantati i tuoi semi o cloni. La muffa entra in simbiosi con la pianta e per sopravvivere ha bisogno di essa. La pianta a sua volta usa la muffa come “apparato radicale supplementare”: la pianta può assorbire nutrimenti anche da qualsiasi punto in cui cresce la muffa. L’effetto che ottieni è che la pianta parte molto più forte e sana e ha accesso a una quantità molto superiore dei nutrimenti contenuti nel substrato. Quasi tutti i prodotti a effetto stimolante sulle radici sono utili all’inizio della fase di crescita. La tua missione, se li trovi, è quindi quella di usarli per coccolare le radici fino a quando non sono diventate belle robuste.
L’importanza del periodo di crescita Con la fase di crescita puoi determinare considerevolmente le dimensioni, la forma e la resa delle tue piante. Ci sono diversi modi di coltivare la cannabis, a seconda perlopiù dei metodi di coltivazione. Puoi mettere parecchie piante per metro quadrato; in tal caso è importante non lasciarle crescere troppo a lungo. Le piante potrebbero sopprimersi a vicenda, se le si lasciasse diventare troppo grandi. Meno sono le piante che decidi di coltivare, e più le
Se capita una carenza di ossigeno in qualsiasi momento all’interno del locale da coltivazione perché l’estrazione di aria è insufficiente o assente, il potenziale di crescita delle piante ne risentirà. radici fa sì che tutte le radici ricevano un stimolo a crescere. Si vede che funziona davvero soprattutto quando si coltiva nella terra. Lo stimolatore delle radici ha anche l’effetto di cominciare a far crescere altre piante nella stessa miscela di terreno. Per cui non ti allarmare se tutto a un tratto trovi un tipo di verde diverso da ciò che ti aspettavi che fa capolino dalla terra.
puoi lasciare crescere alungo.
Generalmente diluiamo in acqua lo stimolante per radici, sebbene lo si usi puro quando ci si immergono le talee per spronare la radicazione quando si fanno i cloni. Non usiamo stimolatore per radici insieme al fertilizzante liquido, dato che quest’ultimo riduce l’efficacia dello stimolatore. Quindi nei primi giorni di vita della pianta occorre aggiungere solamente dello stimolatore per radici: non mescolarlo a nessun tipo di nutrimento. In questo modo possiamo avere un inizio ottimale.
Piante nate dai semi e cloni hanno preferenze diverse in fatto di crescita. I cloni sono piante più vecchie di quelle nate da un seme, sono dunque già adulti e di conseguenza richiedono una crescita ridotta prima di essere indotti a fiorire. Una pianta da seme attraversa varie fasi e diventa matura dopo circa un mese di cresita. Migliorando le tue doti di grower, riuscirai a portare una pianta da seme a maturità sempre più rapidamente. Non dipende soltanto dal tempo, ma anche dal volume. Se osservi un clone noterai che i rami laterali sono di dimensioni progressivamente crescenti, mentre se guardi una pianta da seme immatura, vedrai che i rami laterali sono tutti proporzionalmente pari. Quando la pianta da seme è diventata adulta, i rami laterali cominceranno a crescere in scaletta.
Esistono anche delle muffe amiche (simbiotiche) che possiamo applicare per favorire un sano sviluppo
Lasciandole crescere più o meno a lungo, puoi determinare le dimensioni delle piante. Ricorda però che il
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Finché la temperatura non scende al disotto dei 16 gradi, non risentirai di perdite considerevoli in termini di crescita. semplice fatto di avere una pianta grande, non significa necessariamente che renderà un raccolto maggiore. Da grower principiante, è in particolar modo importante apprezzare il tremendo sviluppo che attraversa una pianta una volta che è stata messa in fioritura e continuerà ad aumentare di dimensioni per tre settimane buone, prima di raggiungere la misura finale.
Più la pianta diventa grande, maggiore sarà il fabbisogno di fertilizzante; quindi noterai che se continui a dare alle tue piante la stessa concentrazione di nutrienti, a un certo punto le foglie cominceranno a ingiallire. La pianta sta cercando di farti capire in modo chiaro che ha bisogno di più alimenti. Il dosaggio (forza) dell’acqua fertilizzata che usi dovrà essere incrementato, oppure dovrai somministrare più frequentemente i nutrimenti.
La crescita perfetta Che cos’è la crescita perfetta? Una crescita perfetta si verifica quando le piante hanno raggiunto le dimensioni ideali quando sono indotte a fiorire e quando tutte le piante riescono a svilupparsi adeguatamente senza interferire a vicenda. Tutto il tuo metro quadrato è dunque riempito di piante, senza spazi vuoti fra esse, ma non è talmente pieno da indurre le piante a competere per le risorse. Se le si lascia crescere troppo a lungo oppure si mettono troppe piante, il loro sviluppo ne risentirà. Alle piante serve spazio per sviluppare i rami laterali e crescere quindi in diametro. L’inconveniente di tale fenomeno è che i rami laterali più bassi saranno deboli e non faranno mai delle cime di fiori molto pesanti. Al fine di ricavare un raccolto soddisfacente, devi provvedere a far sviluppare adeguatamente i boccioli sui rami inferiori, oltre che su quelli alti. Chiunque è capace di coltivare una bella cimona; ma è diverso riuscire a ottenere un peso simile dai punti più in basso. Se sei capace, però, riuscirai a ottenere degli ottimi raccolti anche da poche piante. Una buona regola empirica: otto piantine nate dal seme, alle quali si danno tre settimane di precrescita, dovrebbero riempire un metro quadrato sotto una lampada da 600w e darti una resa da 500 grammi. Significa approssimativamente 63 grammi per pianta, una cifra che non è esattamente esorbitante. Di solito tengo d’occhio le piante e quando sono alte fra i 25 e i 50 cm e sono diventate dei giovani adulti, con dei piccoli rami laterali robusti, possono essere messe in fioritura. I cloni possono essere messi in fioritura prima, dato che sono già più maturi in partenza. Per lo stesso motivo, non lasciarli crescere molto oltre i 25 cm. I cloni hanno più rami, per cui passa meno luce che giunge ai rami più bassi. Se una pianta è troppo grossa, ai rami più bassi non arriverà luce o non ne arriverà a sufficienza, quindi non svilupperanno i fiori. Se lasci crescere troppo le piante, quindi, perdi tempo ed energia. Sei limitato dalla potenza della lampada e questa garantirà un sano sviluppo di cime fiorite pesanti soltanto nei 20 cm superiori della pianta. Più si scende, più i fiori saranno piccoli. Facendo in modo che passi la maggior quantità di luce possibile fino ai rami più bassi delle piante consentirà di massimizzare lo sviluppo delle cime lì in basso.
istruzioni riportate sulla confezione e usare una siringa graduata per misurare con esattezza le quantità da aggiungere all’acqua da fertilizzare. Una nutrizione sufficiente, senza eccessi, si tradurrà in una crescita sana e meravigliosa delle piante.
Una pianta adulta
Le prime due settimane di crescita
Una pianta immatura
Nutrizione Durante il periodo di crescita, le piante hanno un fabbisogno elevato di azoto e potassio. Le piante ingialliscono se risentono di carenze di uno di tali elementi durante il periodo di crescita. Se decidi di coltivare in terra e utilizzi una valida miscela di terriccio presa al grow shop, contenente tali nutrimenti essenziali a sufficienza per tre settimane fino a un mese. Il suo vantaggio è che non serve aggiungere fertilizzante supplementare fino al periodo della fioritura. Il prezzo in più che paghi per un terriccio migliore viene quindi ad essere bilanciato. Inoltre ti risparmi un sacco di problemi aggiuntivi. Delle miscele di terriccio a buon mercato possono provocare delle carenze perché contengono pochi nutrienti direttamente assimilabili dalle piante. Pertanto devi cominciare prima ad aggiungere il fertilizzante liquido, il che di per sé non è un problema, almeno non per coloro che evitano di fertilizzare eccessivamente: quindi è sempre meglio aspettare più che si può prima di cominciare a fertilizzare. Ora è impossibile evitare di compiere errori quando si coltiva cannabis. Anzi, più ne fai e meglio è. Se impari dai tuoi errori e capisci che cosa hai sbagliato, non ripeterai lo stesso errore. Soprattutto l’importante è seguire le
Dopo essere spuntati, i semenzali nella foto sono stati piantati nel Royalty Mix di Plagron. Si tratta di un terriccio preconcimato, contenente nutrienti a sufficienza per alcune settimane. Durante queste settimane iniziali davo alle piante dello stimolante per le radici. Col passare del tempo, le piante hanno cominciato a crescere sempre più rapidamente. A mo’ di stimolante extra, ho dato anche dell’Alga Grow, un alimento liquido per la crescita di Plagron. Non è assolutamente indispensabile, poiché la miscela di terriccio preconcimata contiene nutrienti a sufficienza, ma fornendo un pizzico di sostanze nutritive in più riesco a mantenere il valore nutrizionale del terreno. Se dovessimo smettere di concimare, dopo alcune settimane la terra risulterebbe esaurita e svuotata. Fornendo dei nutrimenti regolari supplementari, evitiamo di dover iniziare d’improvviso a dare del fertilizzante concentrato / pesante . Fino a qui è chiaro dove sto cercando di arrivare? Naturalmente, bisogna evitare di fertilizzare eccessivamente, visto che rischieremmo di intossicare le signorine. Oltre ad applicare lo stimolatore delle radici e l’alimento liquido per la crescita, in questo periodo di crescita c’è ben poco altro da fare. Cerchiamo di spostare la lampada cosicché rimanga a un’altezza di growth 30-40 cm dalle piante. Il modo migliore per misurare è sentire con la mano quanto scotta la lampada al livello delle foglie. Dopo una settimana e mezza sistema la lampada il più vicino possibile alle piante, prima che inizino a sentire l’aria secca e incandescente della lampada. L’altezza corretta varia a secondo del locale da coltivazione e dal numero di lampade nel locale. Se la circolazione dell’aria è efficiente, puoi appendere le lampade leggermente più in basso, siccome buona parte dell’aria calda e secca viene asportata dalle mmediate vicinanze delle piante, quindi l’energia emessa dalle piante provoca loro meno affaticamento.
Durante le prime settimane manteniamo anche i livelli di umidità atmosferica al massimo, visto che le piante possono crescere molto più rapidamente e fanno foglie molto più facilmente. Un contenuto di umidità atmosferica elevato può fare miracoli e per ottenerlo basta spegnere l’estrazione dell’aria o farla andare al minimo, in modo che l’aria umida non venga immediatamente pompata fuori dal locale da coltivazione. Ovviamente può essere utile anche un umidificatore per ambienti! Cerchiamo di mantenere la temperatura fra i 22 e i 28 gradi Celsius di giorno e fra i 18-22 gradi la notte. Finché la temperatura non scende al disotto dei 16 gradi, non risentirai di perdite considerevoli in termini di crescita. Non scordare di far compiere il grosso del lavoro delle lampade di notte, se godi di tariffe scontate per l’elettricità in certi orari: nel corso della coltura potrai così risparmiare un discreto gruzzoletto. Adesso sono state cresciute delle piante verdi, puoi accarezzare i loro solidi rami e puoi già pregustarne l’aroma e il sapore del tuo futuro raccolto. A questo punto ti serve pazientare solo qualche mese in più nell’esercitarti, prima di poterti godere le meritate cime, al momento del raccolto. Nella prossima puntata prenderemo in considerazione l’inizio dell’importantissimo periodo di fioritura. Questa serie è stata realizzata in collaborazione con Plagron; visita il loro sito internet su www.plagron.nl
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Servizio Variare
Procare Ti sei mai “fungato”? Il piccolo ma tremendamente potente Hawaiiano.
Fino a solamente dieci anni fa, se volevi goderti dei funghi magici, la dritta migliore era recarsi in qualche località hippie in Messico o in Thailandia e ordinarti una frittatina di funghi. Un paio di individui temerari potevano magari avventurarsi in aperta campagna per perlustrare i dintorni in cerca delle cappelle della libertà (in inglese, il nome liberty caps indica i funghi allucinogeni selvatici, n.d.t.), per poi tornare a casa la metà delle volte con un tipo di funghi sbagliato. La situazione è cambiata drasticamente con l’arrrivo degli smart shop. Grazie a questo ramo di attività nel ramo degli headshop e ai loro fornitori, l’esperienza unica data dai funghi, quella “vacanza nella propria testa” è ora a disposizione di chiunque la voglia provare. Probabilmente il maggiore produttore di funghi magici al mondo è Procare, con sede nella città olandese di Hazerswoude. Soft Secrets ha visitato Procare e ne è nato un servizio che rivela fatti e retroscena di questa attività. Procare è stata fondata nel 1987 da Ali Küçüksen. Nei primi anni, la società si è principalmente occupata di avviare dei progetti di coltivazione di funghi in luoghi quali Belgio, Polonia, Turchia, Romania e Cina. Nel 1993, ad Ali si unisce il fratello Murat nell’azienda e da quel momento si buttano nell’espansione della coltivazione di funghi psichedelici. Con circa dieci anni di lavoro pionieristico alle spalle, Procare vanta attualmente una capacità produttiva di circa 35,000 chili all’anno, tale da farne uno dei leader di mercato in questo campo. Per raccogliere questa montagna impressionante di funghi, Procare si avvale di alcune tecnologie avanguardistiche. L’impianto di coltivazione è suddiviso in diversi spazi dove regna una pulizia estrema; ciascuno di essi è necessario per una fase specifica del complesso processo colturale. Vi sono dei laboratori sterili, nei quali non può entare nessuno senza prima indossare una tuta sterile e una maschera da sala operatoria, mentre oltre a un lungo corridoio vi sono 16 celle per la coltivazione dotate di un modernissimo sistema computerizzato di controllo climatico. I locali nel complesso del laboratorio sono collegati fra di loro tramite un sistema ingegnoso di vani di depressurizzazione. Ciò è dovuto al fatto che, nonostante i funghi selvatici crescano sullo sterco e su altre sostanze in decomposizione, la sterilità assoluta è un requisito di partenza assoluto qualora li si voglia coltivare in un ambiente controllato.
Un letto di Ecuadoriani quasi pronti per il raccolto.
Cinque di questa gamma appartengono alla famiglia Psilocybe cubensis, un vero e proprio cosmopolita che spunta in zone tropicali in tutto il mondo. Tuttavia ciò non significa che ogni cubensis è uguale a un altro; a seconda del luogo di origine, ciascuna sottospecie è contraddistinta dalle proprie caratteristiche specifiche, esattamente come differiscono notevolmente le piante di cannabis provenienti dalla Thailandia e dall’Afghanistan. Le dimensioni e i colori variano e il profilo chimico di ciascun fungo è unico per ogni sottospecie e grazie a questo fatto, ciascuna varietà produce un viaggio di un carattere distinto.
Ordini internazionali Murat e Ali hanno costruito Procare motivati da grandi ambizioni, credendo con convinzione in un’azienda ipermoderna, dove la coltivazione di funghi è presa con estrema serietà. “Procare è uno dei principali produttori di funghi allucinogeni al mondo” precisa Murat. “E questo comporta una grossa assunzione di responsabilità. Noi facciamo in modo che vi siano informazioni chiare e trasparenti, per tutte le parti coinvolte, che si tratti di consumatori, negozi, o delle autorità. In tal modo siamo certi che ci poniamo sempre con un legame di responsabilità nei confronti degli effetti allucinogeni dei nostri prodotti.” Anche l’integrità è una delle priorità fondamentali di Procare. “La vendita dei nostri prodotti è pinta interamente dai nostri strenui sforzi rivolti alla qualità, non da trucchetti da commercianti,” spiega Murat. “Se portiamo sul mercato un nuovo tipo di fungo, potete essere assolutamente certi che lo abbiamo analizzato e testato in modo esauriente. Non ci limitiamo a incollare una nuova etichetta esotica su dei funghi esistenti. In poche parole, non ci impegnamo in pratiche ingannevoli di nessun tipo. Innanzitutto c’è lo sviluppo di un prodotto perfetto. Soltanto dopo aver ottenuto una qualità elevata e un volume coltivabile fattibile tecnicamente, portiamo nei negozi la nostra nuova varietà. ” Il processo produttivo, così come il prodotto finale, soddisfano i più severi standard qualitativi (ecologici). Procare non lavora con intermediari, ma fornisce direttamente
Proprio come vale per la coltivazione di cannabis e l’enotecnica, anche nel mondo dei funghetti vengono coltivate diverse varietà. Il fantastico assortimento coltivato da Procare è sufficientemente ampio da mantenere vivo anche l’interesse dei fungaioli più rodati. “In questo momento coltiviamo Amazonian XTC, Ecuadoriani, Messicani, Thai, Colombiani e i Copelandia Hawaiiani, oltre ai quali facciamo anche due varietà di tartufi,” afferma Murat.
Il corridoio con le 16 celle da coltivazione.
Segale avvolta in miceti fungali, pronta ad essere ricollocata nella cella di coltura.
Il più forte è il Copelandia Hawaiiano, un fungo minuto con una concentrazione elevatissima di principi psicoattivi. Quale sia la varietà più adatta nello specifico, dipende da ciò che vuoi, spiega Murat: “Se stai cercando un trip pesante, con allucinazioni, fai meglio a prendere una dose leggermente maggiore di Colombiani, diciamo da 30 a 40 grammi, oppure 12-15 grammi di Copelandia. Questi ultimi non li raccomanderei per i principianti, siccome l’effetto può essere particolarmente intenso. Se stai cercando un viaggio più soft, che assomigli di più a una bella dose di ecstasy, allora ti conviene prenderti una piccola dose da 5-10 grammi di tartufi o di Amazonian XTC.”
Coltivazione domestica
Una sbirciatina nella cella di coltura, piena di Ecuadoriani.
i rivenditori al dettaglio tramite il suo devoto reparto trasporti. Rapidissimo e quotidianamente fresco, tutti i giorni. Gli amanti dei funghi che non vivono nei pressi di uno smart shop (soprattutto quelli residenti fuori dall’Olanda) possono ordinare le loro scorte direttamente tramite il negozio on-line, attivo su internet all’indirizzo www.procare.nl e con pochi clic del mouse puoi sistemare un universo magico di funghi, che verrà consegnato direttamente a casa tua. Il pagamento può essere effettuato con Paypal, Money Bookers, assegno o persino con contanti. Non appena viene ricevuto il pagamento, la spedizione viene consegnata a casa. Dato che viene fatto uso di una società di corriere espresso esterna, gli ordini effettuati all’interno dell’UE possono essere consegnati entro 3 giornate lavorative e nel caso delle principali città internazionali, non è raro vedersi recapitare il pacchetto dopo solamente un giorno. La freschezza del prodotto è garantita da imballaggi termici speciali che mantengono freschi i pacchetti per almeno 48 ore.
Dalla nostra esperienza personale, molti di noi sanno quanto sia avvincente coltivarsi a casa i propri funghi. Il problema è soltanto che può essere un gran trambusto: bisogna seguire il procedimento, specialmente le fasi iniziali, in condizioni sterili. Se non hai a disposizione delle costose apparecchiature da laboratorio, nella pratica può rivelarsi arduo. Fortunatamente puoi saltare con un balzo queste fasi preliminari fastidiose, siccome Procare fornisce anche dei growkits che sono davvero semplici da usare. Ti basta aprire il kit e mantenerlo umido e a temperatura ambiente, poi nel giro di alcune settimane puoi cominciare a raccogliere. Coltivarsi da soli certe meraviglie della natura non è solo un meraviglioso – e istruttivo - divertimento, ma ti consente anche di risparmiare moltissimo per porzione, in confronto al costo dei funghi acquistati freschi. Con il kit da coltivazione EZ-Grow® Pro per esempio puoi ottenere fino a 2 chili di funghi freschi. Se un kit come questo ti sembra leggermente troppo semplice e sei in cerca di una sfida vera, allora puoi continuare a rivolgerti a Procare per reperire tutto il materiale professionale necessario a installare il tuo laboratorio personale dei funghi magici. Dalla spora al fungo. Perché non si potrà mai accusare Procare di custodire meschinamente i propri segreti commerciali... Info e ordini: www.procare.nl
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n così a f a n g a p S In
Il reticolato da esterni Raccolti discreti e spazi ben sfruttati Il reticolato o SCROG rappresenta una tecnica da interni che garantisce risultati eccellenti. Per tre stagioni SOFT SECRETS ha visitato le coltivazioni di Mateo, un autentico esperto del reticolato. In questo numero e nel prossimo scoprirete tutti i suoi segreti. Monsignor José Maria
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Distribuisce piante rampicanti e alberelli nani sulla terrazza per aumentare la protezione data dal reticolato. Grazie a un’adeguata distribuzione delle piante, l’erba è nascosta completamente, anche all’occhio dell’osservatore più attento. “I miei vicini sono convinti che sia un appassionato di giardinaggio, poiché scorgono sempre piante e fiori molto belli sulla mia terrazza e quindi non li insospettisce vedermi salire con sacchi di terra o vasi, perché sono tutti a conoscenza della mia passione. Per le piante decorative uso la terra utilizzata per la marijuana e il fertilizzante che avanza dopo l’irrigazione e con il materiale che mi rimane dopo aver curato l’erba, riesco facilmente a ottenere fiori meravigliosi” spiega Mateo. Ritiene che il coltivatore di cannabis che vuole ottenere miglioramenti da una stagione all’altra debba registrare i dati. Annota su un quaderno tutte le informazioni: giorno di preparazione del substrato e ingredienti, giorni dei trapianti, data delle fertilizzazioni e di potatura, attacchi degli insetti infestanti e risposte adottate, momento del raccolto, peso a secco, condizioni climatiche e altri dati di interesse.
Piante appena trapiantate nei contenitori definitivi
“Se conosci le varietà genetiche che coltivi e il clima in cui lo fai, più o meno, puoi indovinare il problema in cui puoi incorrere” In un attico di Torrelavega vive Mateo, un modesto coltivatore di cannabis che utilizza la parte più soleggiata della sua terrazza per coltivarla ad uso personale. Mateo è piuttosto discreto e per questo non vuole che le piante diventino molto alte e che il suo giardino attiri l’attenzione dei vicini. Usa quindi un sistema a reticolato da vari anni.
Il Reticolato. Il sistema a reticolato viene anche chiamato SCROG, acronimo dell’inglese “Screen of Green” o “schermo verde”. Questa tecnica consiste nel posizionare le piante sotto una rete e guidare gli steli sotto la maglia durante la crescita fino a riempire l’intera superficie della rete. Al momento della fioritura i germogli possono svilupparsi verso l’alto, in modo tale che alla fine del processo possano fuoriuscire ben dritte dalla maglia. Lo SCROG è una tecnica inventata per applicazioni indoor e garantisce numerosi vantaggi: innanzitutto permette di sfruttare al massimo la luce, che incide sui germogli in maniera omogenea, dato che sono tutti situati alla stessa altezza e che non vi sono rami alti che fanno ombra sugli altri. Un altro punto a favore di tale metodo è che per realizzarlo sono sufficienti poche piante. Nella coltivazione outdoor il reticolato offre il gran vantaggio di essere molto discreto, dato che le piante si possono posizionare all’altezza del balcone senza alcun problema. Un altro vantaggio dello SCROG da esterni è la facilità di protezione del sistema. Se si prevedono delle intemperie, è molto più facile coprire un sistema a reticolato, che non proteggere delle piante coltivate normalmente. In questo modo la coltura è riparata dalla pioggia e dagli sguardi indiscreti.
Esistono comunque alcuni inconvenienti, poiché per far passare i rami sotto la maglia occorre un lavoro costante. Se non si presta attenzione, la pianta può spezzarsi e la marijuana diventa difficile da gestire, perché i contenitori non possono essere spostati a piacimento. Gli insetti infestanti e le infezioni devono essere tenuti sotto attento controllo, poiché le piante sono a stretto contatto fra di loro e questo facilita la diffusione degli stessi. Ad ogni modo i germogli sono situati alla stessa altezza ed è dunque semplice ispezionarli per cercare eventuali infestanti. Per il reticolato l’ideale è utilizzare talee o comunque piante il cui sesso è già stato appurato, poiché non è facile separare i maschi una volta che sono già fissati alla rete. Un altro vantaggio delle talee è la loro flessibilità. Le piante da semi, invece, hanno una radice centrale forte che affonda nel terreno, perciò il fusto è generalmente più grosso e difficile da piegare. Mateo a saldato alcuni tubi di ferro per preparare una struttura rettangolare con dei sostegni, l’ha coperta con una base di vernice anticorrosione e l’ha dipinta di nero. Poi l’ha posizionata vicino a una parete. Ha provato due sistemi per lavorare la maglia prima di sistemarla. Sul lato destro ha scelto uno spago plastificato per creare un piccolo quadrilatero, sulla sinistra ha provato con del cavo da tendali e una configurazione ampia, ottenendo così il risultato migliore. Il vantaggio nella preparazione della maglia su misura è che la si può riconfigurare a seconda delle esigenze delle piante. Ritiene importante che le corde siano ben tese per sostenere adeguatamente i germogli. Sebbene la marijuana spinga con forza verso l’alto, il peso della struttura di ferro la tiene ferma.
Crescita Prepara da sé la miscela di terra. Partendo dalla torba, aggiunge fonolite, poiché gli interessa avere un substrato ben drenato. Questo assicura il vantaggio di eliminare l’acqua con rapidità dopo la pioggia. Aggiunge humus di lombrico affinché le piante abbiano l’azoto necessario per crescere verdi e sane.
Aggiunge anche Guanokalong granulato, guano di pipistrello a rilascio lento che apporta il fosforo e il potassio necessari per la fioritura della cannabis. Ricopre il fondo dei contenitori con uno strato spesso di palline di argilla espansa per garantire un drenaggio perfetto. Prepara il substrato all’inizio della primavera e lo lascia riposare, così che la vita del terreno abbia tempo per attivarsi. Non volendo piante molto grandi, ha estratto 8 talee sotto il sole di giugno, 3 di Kc 36 e cinque di Bubble Gum. Ha bisogno soltanto di 6 talee per coprire il suo SCROG, tuttavia preferisce avere varie piante tra le quali scegliere. Delle varietà genetiche utilizzate, Mateo dice: “La Kc 36 non è la migliore in nulla, ma la seconda in tutto, abbastanza rapida, produttiva e con una buona portata. È una pianta che garantisce ottimi risultati e che non delude. La Bubble Gum è una pianta straordinaria, dolce, produttiva e resistente, sopporta l’eccessiva umidità e non viene attaccata dalle muffe”. Le talee erano in piastrine di torba e le ha trapiantate inizialmente in vasi da un litro. Si sono radicate più velocemente grazie a un irrigazione di Roots. Quando hanno cominciato a crescere, ha tagliato la cima apicale delle piante e ha fatto sì che crescessero più ramificate, coprendo meglio il reticolato. Sebbene tutte le talee crescessero vigorose, gli è parso che una delle Kc 36 avesse meno forza e ha deciso di darla all’amico Pedro. Ha trapiantato il resto in contenitori da dieci litri. Ha irrigato nuovamente il
I rami coprono la maglia durante il periodo di crescita
Il lavaggio con sapone di potassa previene la comparsa di insetti infestanti
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tutto con Roots per favorire la formazione della massa di radici. Tutte le piante sono cresciute molto bene, così ha deciso di regalare una Bubble Gum che era la varietà più generosa. A metà del mese avevano già la portata sufficiente per essere situate nella maglia così, prima di farlo, le ha trapiantate in contenitori da 35 litri, sufficientemente ampi perché le piante crescessero con forza e potessero coprire tutta la maglia. Subito dopo aver realizzato il trapianto definitivo, ha dato l’ultimo apporto di Roots. Dato che all’inizio le radici delle piante non occupano l’intero contenitore, i vasi da 35 litri sono molto facili da riempire, il che è pericoloso per lo sviluppo del sistema di radici. Per evitarlo ha deciso di irrigare con molta parsimonia. “In un contenitore da 35 litri vi è abbastanza substrato, se lo si irriga troppo quando le radici non si sono estese in tutto il vaso, è probabile che la terra rimanga pesante, il che costituisce un rischio per le radici stesse. È un cane che si morde la coda, perciò piuttosto che correre grandi rischi, preferisco darle meno da bere e farlo con maggior frequenza” spiega Mateo. Con i cambi di contenitore successivi aumenta la massa delle radici delle piante e quindi il concime liquido fornito dall’inizio di luglio viene assorbito con più facilità. Comincia a fertilizzare con 1 ml/l di Bio Grow che aumenta poco a poco fino a 4 ml/l alla fine di luglio. Durante la crescita fa passare i fusti delle piante dalla parte inferiore della maglia. Tiene sempre i rami sotto la rete, non li intreccia mai, poiché ciò potrebbe provocare difficoltà di circolazione della linfa e tagli nelle piante. Lungo la maglia pota i rametti inferiori che non riescono a raggiungerla, visto che rimanendo senza luce non riescono ad avere uno sviluppo adeguato.
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i lati delle foglie. Ha messo inoltre più trappole azzurre per l’eliminazione fisica di tutti i possibili nemici. Prima di applicare gli insetti ausiliari ha spruzzato solo con acqua, per lavare i resti di sapone di potassa. Ha appeso 25 nidi di Amblyseius Cucumeris fra i rami delle piante, soprattutto nelle KC 36 dove ha individuato il focolaio dell’invasione del tripide. Con queste misure ha debellato completamente l’invasione.
Germoglio di Bubble Gum all’inizio della fioritura
Il reticolato viene protetto con della plastica quando arriva la pioggia
Bruchi e tripide Controlla regolarmente la parte inferiore delle piante, poiché essendo all’ombra vi è maggior umidità e si possono quindi verificare con più facilità malattie o invasioni di insetti infestanti. Mateo ritiene che la prevenzione sia la chiave per non avere infezioni. Dall’inizio della vita della pianta ha spruzzato con Buzz Off ogni settimana. Ogni due settimane lavava con sapone di potassa allo 0,2%. Nei vasi ha sistemato trappole gialle e azzurre per individuare le infestazioni. Controlla a distanza di pochi giorni le piante e le trappole per trovare segni di insetti infestanti, sia a occhio nudo sia con lente di ingrandimento di indice dieci.
Sulla meticolosità nella lotta contro gli insetti infestanti Mateo spiega: “Se si hanno solo sei piante, non significa che non valga la pena investire nella lotta contro gli insetti infestanti perché sono poche. Al contrario, bisogna sfruttare al massimo ogni pianta, non ci si possono permettere perdite. Se il tripide riesce ad arrivare all’ultima parte della fioritura, attacca le foglioline piccole attaccate ai germogli. Osservando con una lente di ingrandimento, si può vedere che dove attacca il tripide ci sono alcuni puntini neri che sono le sue feci, lascia infatti questi resti sulle foglioline ricoperte di resina e così la muffa si diffonde con più facilità quando piove. I bruchi divorano i germogli e dove lasciano ferite interviene la muffa ancora più facilmente. Per non avere problemi al raccolto, bisogna cominciare col prevenire gli insetti infestanti”.
Fioritura
I germogli di Kc 36 sono stati i primi a mostrare sintomi di maturità
Grazie alle sue ispezioni approfondite ha individuato rapidamente un focolaio di tripide nelle KC 36. Questa invasione non lo ha sorpreso molto: “Me l’aspettavo, se conosci le varietà genetiche che coltivi e il clima in cui lo fai, più o meno, puoi indovinare il problema in cui puoi incorrere. Il tripide succhia i tessuti interni delle foglie e per questo si vedono macchioline argentate o trasparenti. La KC 36 ha foglie molto carnose, per questo piacciono al tripide”. Per frenare l’invasione, Mateo ha ordinato nidi di Amblyseius. In attesa della consegna ha fatto due applicazioni di sapone di potassa al 2%, che agisce contro i tripidi adulti, oltre a eliminare uova e sporcizia. Lo ha spruzzato adeguatamente su ambo
I bruchi sono un altro grande nemico del coltivatore di cannabis e la loro voracità può danneggiare un gran numero di germogli. Non appena individuato il primo attacco, si affretta a spruzzare Bacillus Thurigiensis. Questo batterio attacca il sistema digerente del bruco. Ci mettono qualche giorno a morire, ma nel frattempo smettono di mangiare. Dato che il BT è più efficace con i bruchi giovani che con gli adulti, intervenire tempestivamente permette un utilizzo corretto. Un’altra questione importante è la costanza, poiché il BT agisce solo per due settimane e quindi bisogna eseguire applicazioni periodiche.
Ad agosto, quando le piante cominciano a formare i germogli, permette ai fiori di uscire dalla maglia. Comincia col somministrare concime per la crescita e la fioritura allo stesso tempo. In queste fertilizzazioni miste utilizza 2 ml/l di Bio Grow, 2 ml/l di Bio Bloom, 2 ml/l di Alg A Mic e 2 ml/l di Top Max. A fioritura avanzata i germogli fuoriescono dalle maglie e si ingrossano giorno dopo giorno. In questa fase applica concime a base di 1 ml/l di Bio Grow, 4 ml/l di Alg A mic , 4 ml/l di Bio Bloom e 4 ml/l di Top Max. Due settimane prima del raccolto smette di concimare affinché le piante elimino gli eccessi di elementi nutritivi. Nel mese di settembre smette di utilizzare Bio Grow e passa a 4 ml/l di Alg A mic , 4 ml/l di Bio Bloom e 4 ml/l di Top Max. Per evitare le piogge di fine estate, sistema una protezione di plastica, che estende inclinata dalla parete, affinché la pioggia non si depositi e venga eliminata rapidamente.
Vista del reticolato prima del raccolto.
Dai primi di ottobre Mateo ha cominciato a raccogliere le punte mature, prima dalle KC 36 e poi dalla Bubble Gum. A metà mese il raccolto era già appeso nel suo armadio per seccare. Discreto, di facile installazione ed efficace, il reticolato assicura a Mateo riserve per fumare durante il lungo inverno.
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PEACEMAKER
Photo: Bertrand & Magali, France
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In momenti così cupi per gli appassionati della cannabis, ci troviamo purtroppo a dover pubblicare le testimonianze di una polemica sorta fra tre curatori di rubriche di questa testata. Dall’alto dei mulini a vento ci sembra il principio di un battibecco all’italiana di quelli che fanno perdere di vista quale sia il succo della faccenda... Ossia che siamo qui perché amiamo la ganja e vorremmo coltivarcela tranquillamente. Augurandoci che la ragione del diverbio si riveli un’incomprensione, lasciamo ai lettori l’ardua sentenza! L’unica precisazione dalla redazione italiana: cari lettori e collaboratori, fate distinzione fra fiction e realtà, ma anche fra gli utili articoli “tecnici” di giardinaggio e le storie di fantasia, semplicemente rubriche godibili, da leggere sul water col cannino a portata di mano... E magari fateci sapere quali storie vi piacciono di più! Scrivete pure i vostri consigli e pareri all’indirizzo: italy@softsecrets.nl
Il j’accuse del Canapaio In relazione agli articoli apparsi nel n. 4 - 2005 della rivista Soft Secrets Italia a pag. 36: “Cime rosse per gli alpini”* e a pag. 38: “La rubrica di Cavo”: è giusto dare spazio a tutte le idee e tendenze, ma mi dispiace molto che esistano persone che fumano cannabis e che non abbiano capito assolutamente la lezione di questa pianta, ma anzi la insultino. Persone che sembra difendano le istituzioni, che si credono “furbi”, ma che sono solo egoisti, senza rispetto e considerazione per gli altri, opportunisti, ladri e profittatori. Persone che affermano di aver simpatia per chi vorrebbe eliminare questa pianta, tutti i suoi estimatori e creare uno stato ancora più repressivo delle libertà individuali. Dalla lettura dei due articoli citati ogni cannabinofilo che ami realmente questa pianta si sarà sentito invadere di rabbia. Spero che questi due articoli bastino a spiegare che bisogna stare attenti a tutti, che non si sprechi più spazio utile all’informazione dando voce a chi è “nemico” dei veri consumatori e difensori di questa pianta. Leggere sul giornale insulti e rabbia contro la pianta per la quale questa pubblicazione è fatta mi ha riempito di rabbia e di dolore: al ladro dovrebbe essere riservato lo stesso trattamento che fa alle piante che distrugge. Nell’ art. seguente si parla di “discipline” - ai cannabinofili non piace questa parola: ci piace essere indisciplinati; e di “scelte”, probabilmente riferendosi al cloridrato di cocaina: sostanza estremamente tossica per la psiche e per il corpo, inventata dai “missionari cristiani” europei per meglio sfruttare il lavoro in miniera dei nativi sudamericani. Ci sono già abbastanza notizie per arrabbiarsi. Se dovessero ricomparire articoli del genere mi vedrei costretto ad interrompere la collaborazione col giornale. Franco Casalone * Comparso nella rubrica Fili d’erba
Repliche al Canapaio Caro Canapaio, facessi un viaggio in Giamaica mi accuseresti di fare del turismo sessuale? Un paio di premesse: la prima, il mio è un racconto di fantasia; la seconda, rubo una pianta alla ‘ndrangheta per dividerla con i compagni, senza fini di lucro, anzi, la lascio in eredità a coloro che mi rimpiazzeranno. La ferocia nell’estirparla è dovuta alla tensione derivante dalla pericolosità della situazione; inoltre, comunque tu lo voglia dipingere, l’atto del raccolto è certamente un atto violento verso la pianta, lo dimostra il fatto che, se tu provi a raccoglierla suonando un flauto, lei non muore di meno. Detto questo... Penso che il tuo intervento sia inopportuno, offensivo, banale, demagogico, populista, nella peggiore accezione del termine e, soprattutto, poco interessante. Ti preferisco al reparto giardinaggio che sul pulpito. Nel farmi una canna, come nel leggere un racconto, io ancora trovo il lato ludico. Cordialmente, Filippo Gatti
Siamo arrivati al punto in cui bisogna archiviare per stare sicuri di navigare in acque certe i vari Swift, Rabelais e anche persino il maestro Kurt Vonnegut e il suo più straordinario testo: Mattatoio n.5. E sì, evidentemente, al giorno d’oggi, anche in riviste, che non possiamo proprio definire istituzionali, o comunque non vogliamo arrenderci e non abbiamo perciò nessuna intenzione di definirle tali, dobbiamo abbandonare l’arma per eccellenza. La più feroce e sottile. Quella che quando colpisce ci metti un po’ per capire che l’attacco è stato sferrato: l’ironia. L’ironia, per me, anzi per noi, ci piace usufruire del pulrale maiestatis, soprattutto in queste occasioni, è l’arma principe per tratteggiare questo folle mondo. E tratteggiarlo nel migliore dei modi: come tu ci dimostri. Perché è un’arma invisibile, che si insinua e che spesso non viene vista. Non sappiamo se dipenda dagli occhiali, dal grado di attenzione dedicato alla lettura, dal quantitativo di neuroni presenti nella vostra scatola cranica, o semplicemente dalla libertà mentale e culturale che alberga nel lettore. Il nostro caro amico Canapaio si definisce per proprietà transitiva rispetto ai cannabinofili un indisciplinato. Quindi, e correggettemi la più grande statua di Buddha a Ladakh, in India. se sbadatamente sbaglio, uno che in qualche modo rifiuta le regole e le discipline. Il Canapaio è una persona, diciamo, libera che si è sentita invadere di rabbia dopo aver letto l’articolo del sottoscritto e dell’altro compagno di sventure, Filippo Gatti. Il Canapaio, diciamolo da indisciplinati, s’è incazzato perché, secondo lui abbiamo offeso l’inerme e indifesa piantina. E in definitiva noi non abbiamo capito un cazzo! Noi siamo i nemici della mirabolante pianta. Devo dire, ahimè, sempre e comunque con un leggero sorriso ironico, che una persona che scomoda il termine nemico, parlando di un articolo inoffensivo e, sottolineo, ironico e di una pianta che tutti noi adoriamo, forse è un guru. Forse pensa di essere un guru e di poterci illuminare sulle nostre deficienze sociali, umane e storiche (“la cocaina l’hanno inventata i missionari cristiani per far lavorare gli indios”). Ma vogliamo rispondere al gentile Canapaio, che si è piccato per questi articoli in questione, che noi non crediamo ai guru, non crediamo ai viaggi in Oriente e soprattutto che non crediamo basti essere un grower secolare per decodificare i segnali sottili dell’ironia, l’unica vera arma a nostra disposizione. E vogliamo avvertire sempre il gentile Canapaio che l’integralismo è sempre alle porte quando non si riesce a percepire la satira come tale. Inoltre, consigliamo al nostro sempre più gentile Canapaio di leggere un po’ di satira: quella vera, non quella che passano in televisione. Quella autentica, quella dei sopracitati autori. Quella di Chuck Pahlaniuk, di Bret Easton Ellis… quella satira che sembra solo appoggiare e descrivere il sistema ma che invece lo infioretta per benino senza che questo se ne renda neanche conto. Lo so, lo so già cosa stai pensando: non ho nessuna intenzione di mettermi al livello di questi autori. Ma ci proviamo, insistiamo, perché crediamo che la libertà e l’indisciplinatezza passi da queste parti e da queste vie. E per concludere: buona fumata a tutti, sia essa nera, sia essa bianca o multicolore. Cavo
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ConFiniZero
Bologna città aperta tra canapa e Cofferatzinger
Un’immagine del presidio organizzato da ConFiniZero durante la votazione al Senato sul decreto legge per le olimpiadi invernali nel quale era inserito lo stralcio del DDL Fini sulle droghe. Il cartello recita: Olimpiadi infernali... l’importante è arrestare.
A Bologna allo stemma del Comune di Bologna c’è scritto “LibertaS” e non “Legalitas” e sotto i portici di via Indipendenza si legge “Panis Vita, Cannabis Protectio e Vinum Laetitia” e non “Arbeit macht frei”. È un bellissimo affresco di un mondo fatto a misura d’uomo e che molti credono ancora possibile. Questa aria di libertà si respira, si sente e si vede nei bar, nelle osterie,
nelle trattorie e nei centri sociali, per strada e nelle piazze. Ma c’è qualcuno come l’ex bonzo della CGIL Sergio Gaetano Cofferati a cui questa bonomia, addirittura espressa durante la precedente amministrazione di centro-destra del macellaio Guazzaloca che lo aveva preceduto, proprio non gli va giù. Cofferati in un certo senso ha portato la rogna accumulata nelle sue vite precedenti a Bologna e ha evocato l’ennesimo neologismo dal sapore paradossale , quasi mostruoso ma non troppo distante dal vero: la figura del Cofferatzinger, un mostro sorto dalla tradizione stalinista e da quella fondamentalista cristiana. Insomma il Coffi, ben lungi da aprire i coffee shop come qualcuno aveva sperato, ha avuto il grande merito di farsi odiare dai giovani - nonostante sia in carica anche all’assessorato allo Sport e ai Giovani (sic!) - grazie ad ordinanze contro le birre e dal sapore vessatorio contro rumeni, lavavetri e altri illegali, per passare ai centri sociali. Una parte della città è comunque mossa da un indomabile spirito critico perennemente rivolto contro l’ingiustizia, la repressione cieca e la caccia alle streghe, delle quali si nutre da sempre ogni proibizionismo. Le conseguenze dell’aberrante concetto di legalità espresso dal Sindaco Cofferati in questi mesi non fanno sperare in nulla di buono e i risultati già si vedono con le letterine di richieste di rimborso, leggi di sgombero . La Bologna alternativa sta assistendo quasi ipnotizzata al fallimento
annunciato del rilancio economico, politico e culturale della città. La politica “ruspante” della Giunta ricorda l’incubo della “Bologna carogna” chiusa come nel Medioevo agli abitanti delle campagne inseguiti dalla fame e dai mastini del Vaticano. Nel caso dei centri sociali autogestiti, il Comune li accusa di non essere di pubblico interesse e di godere di privilegi inusuali e, nonostante siano quasi tutti stati legalizzati dalle amministrazioni precedenti, li minaccia di sgomberi, senza offrire nessuna reale volontà di confronto, dimenticando o cercando di far dimenticare che sono stati per anni e sono ancora un importante motore per la vita politica, culturale e sociale della città.
Tutto il buono non viene dall’alto In questa configurazione i gruppi, le associazioni e gli individui che aderiscono al progetto “Bologna Città Aperta - Open Your Mind” hanno cominciato a reagire al tentativo di inquinare la città e la vita di relazione, per superare la follia del proibizionismo che coinvolge tutti, consumatori di sostanze o meno. Si tratta di iniziare finalmente dei percorsi di benessere e di agio in modo da sanare e affrontare in maniera umana e al contempo efficace le situazioni critiche presenti in città. Il tentativo di “Bologna Città Aperta - Open Your Mind” consiste nel tentare di aprire, oltre agli spazi, il cuore e la mente con l’intento di risvegliare le energie positive di questa città invece di impegnarsi in uno scontro suicida tra residenti e “nomadi” di ogni tipo. Chi aderisce si impegna alla libera circolazione delle idee e delle persone e
a favorire il rispetto delle libertà di tutti e di tutte. Un primo esempio di questa “notte alla bolognese” si è svolta il 10 dicembre 2005. Il meeting point, alle ore 17:00 in piazza San Francesco, nel mitico quartiere del Pratello prevedeva una manifestazione fino a Piazza Maggiore, vietata di fatto dal Comune per questioni di shopping natalizio. Poi il corteo si è tenuto lo stesso con alcune centinaia di persone, un sound system mobile e la proiezione, quasi inedita per l’Italia, di un film scritto da Bertolt Brecht nel villaggio occupato di Kuhle Wampe (1932). La nottata si è conclusa con molti locali e centri sociali pieni con diverse programmazioni. La Cannabis Parade era ovviamente diretta contro la proposta di legge fascista FiniGiovanardi ma anche contro certi settori clerico-stalinisti che bloccano la missione europea di Bologna per l’apertura dei coffee shop, per la riduzione del danno e per l’analisi delle sostanze che sono delle richieste assolutamente legittime e sensate. Con il Livello 57 ora sotto tiro e in vista della decima edizione della Street Parade 2006 (che il sindaco non vuole autorizzare) prevista per giugno, si annuncia anche la grande iniziativa di una Fiera della Canapa di stampo professionale durante i primi giorni di giugno che farà di Bologna una città europea, un po’ più simile all’Olanda che a Sesto e Uniti, il piccolo paese delle lande cremonesi da cui proviene il Sindaco e a cui molti vorrebbero mandarlo con un biglietto di sola andata. Appoggiano Bologna - Open your Mind tanti gruppi come il Teatro polivalente occupato, il Ca.cu.bo (Cantiere Culturale Bolognese), Associazione Scandellara, il Link e tanti altri . di Enrico Fletzer
Ultime dall’inferno Il mese di febbraio del 2006 in Italia sarà ricordato come uno dei più tristi degli ultimi anni per chi crede che le libertà personali siano uno dei fondamenti di una democrazia; la nuova legge in materia di droghe infatti toglie il diritto ad una persona di consumare qualsiasi droga, il governo si arma di uno strumento di repressione unico nel suo genere mettendo fuorilegge una larga fetta della popolazione e ipotecando migliaia di “nuovi schiavi” da mettere ai lavori forzati all’interno dei nuovi carceri privati, a tutto vantaggio delle holding come quella di San Patrignano che riceveranno nuova manodopera gratis per i loro affari miliardari. Tutto questo sulla pelle della popolazione e senza tener conto del parere degli addetti ai lavori, tutti contrari: lavoratori dei sert, comunità scientifica, sociologi, comunità terapeutiche (a parte San Patrignano e Don Gelmini le altre sono in disaccordo) e ancora, avvocati penalisti, magistrati, poliziotti, sindacati, partiti politici.... tutta la società civile si rende conto della pericolosità di questa nuova legge. Ancora una volta la politica scavalca la società civile, ancora una volta ci si rende conto che per interesse di pochi si calpestano i diritti dei cittadini senza pensare alle gravissime conseguenze alle quali si va incontro, si guarda solo al proprio orticello, in questo caso agli interessi elettorali di un partito, A.N., e agli interessi economici di San Patrignano e Don Gelmini. Come se non bastasse la ministra Letizia Moratti è “intervenuta” dopo l’approvazione della legge, affermando che le nuove norme avevano maglie troppo larghe, che non si può lasciare spazio a dubbi: bisogna invertire l’onere della prova per chi viene trovato in possesso di un quantitativo di droga che eccede l’uso personale e denuncia penale tout court, senza alcuna possibilità di dimostrare che è per uso personale, e per chi viene scoperto con un quantitativo triplo rispetto alla soglia massima concessa, è stata proposta una modifica. Sarebbe veramente la morte del diritto, la morte della presunzione di innocenza invocata a gran voce dai politici di destra e sinistra per i propri amici, come per le accuse di associazione mafiosa, del presidente della sicilia Cuffaro, indagato per mafia e candidato al parlamento con la cdl, la presunzione di innocenza per lui vale e varrà anche l’immunità parlamentare quando sarà eletto, nel frattempo centinaia di giovani finiranno in galera per qualche grammetto di erba. Qualcuno si chiederà cosa c’entra il ministro della (d)istruzione e candidato sindaco di milano con la legge sulle droghe? Semplice: interessi economici, San Patrignano a dispetto della facciata è una macchina da soldi che ovviamente ha molto potere e influenza sui partiti moralizzatori, la Moratti tra le altre è tra i maggior azionisti di san patrignano.
la manifestazione a Roma: pazienti e non, ormai sono tutti impazienti di legalizzarla!
Voi ci volete mettere dentro, noi v’aspettiamo fori Ci sono state molte forme di protesta, in particolare l’MDMA (movimento di massa anti proibizionista) ha organizzato un sit-in davanti il parlamento il giorno stesso della presentazione, martedì 7 febbraio, in questa giornata 4 tra parlamentari e senatori del centro sinistra si sono accesi davanti alle tv un bel cannone (e non simbolicamente) e hanno portato i nostri cartelli all’interno del parlamento, il sit-in è diventato corteo per il centro della città. Inoltre l’MDMA ha indetto una street parade nazionale per l’11 MARZO 2006, aderiscono e stanno aderendo molte associazioni, partiti, artisti, sindacati, canapai, operatori dei sert, comunità terapeutiche e singoli cittadini, ci saranno treni speciali dal nord e dal sud della penisola, invitiamo a partecipare!
Ultime da ConFiniZero “Il cartello ConFiniZero si è riunito domenica 5 febbraio, assieme alle realtà principali che compongono la rete e ha ribadito la sua ferma opposizione alla nuova legge sulla droga portata avanti dal Governo Berlusconi, una legge che criminalizza i consumatori, che non distingue fra droghe leggere e pesanti e che destruttura i servizi pubblici a favore delle comunità private. Alla logica punizionista e alle campane della zero tolleranza occorre opporsi con una nostra proposta che superi l’impostazione repressiva che contraddistingue il governo. Per questo ConfiniZero organizzerà la mattina dell’11 marzo, assieme ad altri cartelli e movimenti un primo appuntamento per elaborare dal basso una proposta alternativa all’attuale legge in vigore, e per chiedere che l’abrogazione della legge Fini porti con sè anche la decriminalizzazione completa di tutte le condotte legate al consumo.” In questo momento stiamo uscendo dal purgatorio (la legge attuale) per entrare all’inferno, sperando di uscire presto da questo incubo ricordo a tutti che è importante farsi sentire e uscire dal “guscio” ora più che mai! maulucci gennaro
Music for s toney ears
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di Christian Zingales
FOCUS ON Mondo Marcio
È un po’ che della scena hip-hop italiana, ribollente negli anni ’90, si sono apparentemente perse le tracce, ma in realtà ci sono tutta una serie di situazioni molto underground che spingono dal basso. Alcune semplicemente perché hanno fatto dell’etica underground la principale via di espressione e sperimentazione. È il caso per esempio degli Uochi Toki, duo radicale da Vigevano. Altre realtà invece tornano a rimettere in scena il percorso classico di sempre: l’underground come
ROLL UP Sexor (PIAS) Tiga
Il disco dance più atteso ora. Tiga Sontag, di Montreal, è uno dei DJ e produttori più quotati degli ultimi anni. Dopo aver tenuto le fila negli anni ’90 della scena techno canadese e aver creato la sua etichetta Turbo, Tiga esplode nel 2001: la sua cover di Sunglasses At Night di Corey Hart, una hit dimenticata degli anni ’80,
Broken Ear Record (DFA) Black Dice
I Black Dice rappresentano la propaggine più sperimentale e underground della nuova scena rock newyorchese. Con questo nuovo album, spingono alle massime possibilità il loro sound. “Broken Ear Record” viene pubblicato
Familia (Crosstown Rebels) Pier Bucci
Affascinante debutto da solista per uno dei produttori elettronici sudamericani più in vista attualmente. Pier Bucci è l’ultimo e uno dei più intriganti di una serie di produttori latinoamericani che hanno trovato nell’Europa il principale mercato, e che
SMOKERS’ CHOICE Smokers Delight (Warp 1995) Nightmares On Wax
Non ci sarebbe da aggiungere altro una volta tradotto il titolo, che in italiano fa “Delizia dei fumatori”. L’inglese George Evelyn, uno che alla sua dieta quotidiana di hashish e marijuana non rinuncia mai e che per diverse edizioni è stato nella giuria dei concorsi di High Times, dopo essersi imposto nei primi
punto di partenza per raggiungere un pubblico più vasto, senza però rinunciare alla piena libertà della propria “cosa”. È il caso di Gianmarco Marcello, Milano, classe 1986. Famiglia disastrata, vita sulla strada, l’ossessione del fumo. Un’equazione che diventa per lui la base di una smisurata passione per l’hip-hop. Trasformatosi in Mondo Marcio, Gianmarco inizia a guadagnare una buona reputazione underground nella scena rap milanese, fino a che la Virgin gli mette gli occhi addosso. “Solo un uomo” è il suo primo album major e esprime tutta la sua potenzialità crossover. Lui, cresciuto a pane, Tupac, Eminem e Jay-Z, incarna alla perfezione tic e cliché dell’esistenzialismo “street” rap e sa servirti il tutto su un vassoio d’argento, armato di una bella comunicatività pop. Un intrigante biografismo hip-hop condito al rapping biascicato che ricorda un po’ Alioscia e si accende in pezzi diversi come la cupa Dentro alla scatola, il ganja-tribute di Purple Weed (dove Gianmarco dimostra di saperla lunga) e la fresca title-track. Un ottimo lavoro che arriva dopo due dischi a diffusione sotterranea, e certifica che il Marcio è sulla strada giusta e può puntare ancora più in alto.
diventa uno degli inni dell’electroclash e di un’etichetta come la Gigolo, che del genere è stata una bandiera. Ma lui è uno che cammina da solo. Come ha dimostrato la sua ascesa negli ultimi anni a diventare DJ tra i più apprezzati e richiesti a livello mondiale, grazie anche a un eccellente veicolo promozionale come lo splendido CD mixato realizzato per la serie “DJ Kicks” della K7. E come hanno dimostrato poi i pezzi che lo hanno accreditato come uno dei produttori più intriganti di questa prima metà degli anni Zero. Basta ricordare gli exploit dei recenti singoli Pleasure From The Bass e You Gonna Want Me, inclusi ora in “Sexor”, che è l’album di debutto di Tiga, insieme a una serie di nuovi capolavori come High School e Good As Gold. Il suono è un mix di electro-pop anni ’80 e di techno senza compromessi anni ’90, e lui canta in ogni pezzo con la classe di un angelo pop. Il risultato è puro 2006.
dalla DFA, l’etichetta più cool non solo di New York ma del pianeta intero, gestita dall’omonimo duo DFA, vale a dire Tim Goldsworthy e James Murphy, l’ultimo attivo anche da solo come LCD Soundsystem, due che pubblicano una miscela senza controllo di punk-funk, elettronica e sperimentazione. E quello dei Black Dice è un quadro fatto in parti uguali di rumorismo rock, devastazioni elettroniche e attitudine avanguardistica. Sulla carta potrebbe anche spaventare ma il risultato è affascinante e capace di regalare una delle visioni sonore più eccitanti del momento.
tendenzialmente si distinguono con un suono minimale mai pedante, capace anzi di aprire a uno svagato recupero delle radici e a un uso seducente delle melodie. Artisti come Atom Heart aka Senor Coconut, Ricardo Villalobos, Luciano. Ora “Familia” sintetizza al meglio la visione sonora di Pier Bucci: una miscela di grooves minimali che non smettono di ammaliare, svelando ascolto dopo ascolto tutto il loro incanto ipnotico. È un suono notturno che accende delicate tinte pastello, che si sciolgono cremose come il miglior fumo. Per poi riaccendersi, e sciogliersi ancora.
anni ’90 con uno stortissimo suono dance sulla Warp, una delle etichette elettroniche più importanti degli ultimi 15 anni, si è goduto tutta la calma dei suoi tempi dilatati prima di arrivare al secondo album. “Smokers Delight” esce nel ’95, ed è tutto un altro trip rispetto al suo predecessore “A Word Of Science” del ’91. I ritmi si rallentano drasticamente, le nuvole di fumo aumentano vaporose, e intorno scatta il paradiso in terra. Influenze soul, funk, jazz, hiphop, easy-listening e melodie perfette si impastano in una mescola memorabile e assolutamente personale. Tanto riuscita che se l’album viene considerato una pietra miliare del trip-hop, il suo merito più grande è quello di stare ancora lì, in un mondo tutto suo, lontano da formule precostituite e capace di resistere all’usura del tempo.
italian roo ts!
“Dancehall Studio Vol.4” Satta G. & Vito Vinicolo Soft Secrets vi segnala un’imperdibile nuova uscita: il MixCd più conosciuto in Italia, prodotto da Satta G & Vito Vinicolo per “Music Molester/LionRock”. Un disco che spazia dal New Roots al Reggae, dallo Ska al Bashment. I generi si fondono, amalgamati dalla maestria dei due produttori nel miscelare la musica farcemdola di jingle, effetti, pull up e sopratutto invitando al microfono ottimi ospiti, che ascoltiamo impegnati nell’esecuzione di tracce esclusive, create appositamente per questo album. Presenti in questo “Dancehall Studio vol.4” sono: Rankin lele-Marina-Papaleu, tra i migliori dj della “ragga scola salentina”, MamaRoots, Davide & Jcm, Zakà & Zappos, Khora’n’Papacalura, Heavy Hammer Sound... con un segmento di remix. Mentre Satta G & Vito Vinicolo si occupano della “selection”, Rankin Lele fa da “Master of ceremony”. Distribuito da: OneLove Music Corner (Roma) www.onelovehp.com Info: www.lionrocksound.com-dancehallstudio@lionrocksound.com
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cannacultura basti pensare a gente come Modigliani, Gauguin, Van Gogh. Mentre gli artisti del passato viaggiavano da un capo all’altro della terra, i nuovi artisti compiono viaggi interiori nel mondo dell’esperienza visionaria, in cui che lo scrittore inglese Aldous Huxley chiamò “gli antipodi della mente”.
Psichedelia e arte psichedelica
L’intera storia dell’arte ha a che fare con modificazioni della coscienza, con alterazione della chimica del cervello, e con intensificazioni e distorsioni dell’esperienza percettiva. Lo stesso processo creativo implica una consapevolezza al di fuori del normale, simile all’esperienza psichedelica.
introduzione
Lo scopo dell’arte psichedelica è invece quello di procurare o descrivere una meravigliosa esperienza estatetica e spirituale; ha delle particolari caratteristiche che colpiscono subito al primo approccio: innanzitutto la vitalità, la ricchezza di energia opppure il suo vivace ed incessante flusso di esperienza.
Per millenni gli uomini hanno fatto uso di sostanze psichedeliche o alteratrici della coscienza per esplorare i lati più oscuri della prorpia individualità o per percepire il mondo esterno in modi inconsueti. Ma relativamente pochi sono stati coloro che hanno potuto beneficiare di preparazione ed assistenza adeguate. I risultati sono stati diversi, spesso contraddittori, provocando in parecchi un senso di crisi.
E’ senza dubbio un’arte dionisiaca, colma di una straripante energia; è un’arte religiosa, mistica, in cui Dio si manifesta nel Tutto, ma specialmente nell’energia primordiale che fa procedere il mondo, che governa e dirige il flusso esistenziale. Il Tutto freme in estatica comunione con se stesso, è la “danza del divenire, in cui l’infinita moltitudine delle forme trova una propria unità”.
L’esperienza psichedelica può essere descritta sinteticamente come la sperimentazione di stati di consapevolezza o di coscienza profondamente diversi dalla normale coscienza quale si manifesta in stato di veglia, dai sogni, e dalla comune ubriachezza. Il modo di concepire l’individualità ed il mondo esterno vanno incontro a mutamenti considerevoli. La coscienza si espande fino a regioni della psiche inaccessibili in condizioni normali. L’artista psichedelico è un artista la cui opera è stata notevolmente influenzata dall’esperienza psichedelica e che riconosce l’influsso di tale esperienza sulla propria attività creativa.
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Solitamente la sostanza storicamente più usata risulta essere l’acido lisergico (lsd-25), ma esperienza di tipo psichedelico possono derivare dalla pratica dello zen, dello yoga, della mortificazione dei sensi o di altri sistemi di autodisciplina. Ovviamente è l’artista, e non l’elemento chimico, che deve fornire l’intelligenza, la sensibilità, l’immaginazione ed il talento. L’esperienza psichedelica non provoca affatto genialità laddove già non c’è, è una esperienza (per quanto particolare) ma niente di più. Le esperienze “fuori dal comune” sono sempre state un fattore importante nella genesi dell’opera di un artista:
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La portata dell’arte psichedelica fu veramente sconcertante soprattutto nella seconda parte degli anni ’60: le sale da ballo iniziarono ad evolversi, cercando di modificare le condizioni sensoriali dei clienti, con luci colorate fluttuanti e sfreccianti su un turbinìo di pulsazioni: si sentono suoni, e la mente viene inondata da sensazioni che possono essere percepite sotto forma di vibrazioni su tutto il corpo.
arte religiosa che erompe nell’estasi, rivelando la ricca multimedialità propria della coscienza mistica, che che si manifesta nel comporsi di tutti i fenomeni in una frenetica danza cosmica, una danza che celebra la profonda unione con le energie primordiali. Distorce e modifica le nostre percezioni, mentre i nostri sesni vengono inindati e la nostra spiritualità viene elevata. Oltre all’arte e alla musica, nei sixties esistono una quantità infinita di cose che vengono definite “psichedeliche”: dalle gite su autobus e macchine coloratissime e dipinte con arabeschi sgargianti, festicciole private caratterizzate dall’uso dei vari prodotti dell’industria delle “psychedelicatessen”, in vendita in negozi coloratissimi e profumati di misticismo, chiamati “headshops” (letteramente “negozi per la mente”). Qui si potevano trovare riviste, libri, vestiti psichedelici, fantasiosi strumenti per fumare e gadgets di vario tipo (addirittura cravatte psichedeliche e carta da parati “cosmica”!) fino ad arrivare alle stampe e ai posters lisergici. Al giorno d’oggi possiamo tranquillamente definire i” rock posters”, l’arte psichedelica utilizzata per pubblicizzare eventi (soprattutto musicali) e fiorita nella seconda metà degli anni ’60, come una vera e propria forma di arte moderna. La maggior parte di questi posters sono caratterizzati da una eccezionale accuratezza grafica. Grazie alla stampa ad altissimi livelli, gli stessi autori sono in grado di estendere maggiormente il raggio d’azione de proprio messaggio. Una passione popolare circonda queste autentiche gemme di arte visionaria, e in tutto il mondo appassionati e mitomani le collezionano avidamente.
Allo stesso tempo, la musica cercava di diventare una nuova scienza sacra, ceracndo nuove risposte ai bisogni spirituali dell’uomo moderno.
Nei prossimi numeri di Soft Secrets vi racconteremo l’incredibile stagione dell’arte dei cosidetti “figli dei fiori”, una forma di espressione intrisa d’amore per la vita, che divenne talmente popolare da influenzare irrimediabilmente il mondo della grafica e dell’arte visiva.
Il vero viaggio psichedelico (vale a dire il viaggio interiore) dà vita ad una
Michele Dagres
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ANTIPROIBIZI ONISTI
LE DROGHE DEVONO RIMANERE PROIBITE? e propri ricatti. I casi del Perù o dell’Afghanistan sono solo la punta di un iceberg, che presto o tardi ci sommergerà tutti.
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“Le droghe devono rimanere proibite…” Non vi spaventate, non lo penso e non lo dico io, ma Don Salvo, e con lui la mafia intera. Anche questa volta ho dovuto riflettere molto su come cominciare questo articolo, meno su quello che avrei dovuto scrivere. Alla fine ho deciso di citare le parole di un personaggio di fantasia (?) che appare in una pubblicità promossa dalla nostra associazione in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze, che si è tenuta a Palermo (un caso?) lo scorso dicembre. Don Salvo ci spiega perché secondo lui le droghe devono restare proibite: perché in caso contrario non sarebbe più possibile corrompere, influenzare le elezioni e le politiche dei governi; polizia e magistratura non sarebbero più paralizzate dalla repressione di scippi, furti e rapine commesse dai tossicodipendenti; non ci sarebbe più la possibilità di eliminare con un’overdose quelli di loro (i tossicodipendenti) che non ubbidiscono; persino la giustizia tornerebbe a funzionare. Senza dimenticare la perdita di denaro, di profitto. In poche parole Don Salvo ci dice quello che probabilmente molti di noi già sanno, e quello che probabilmente molti altri fanno finta di non sapere: la droga illegale è un business per la malavita organizzata che non si può e non si deve perdere. Come dimostra l’esperienza del proibizionismo sull’alcool in USA, i regimi di illegalità arricchiscono la grande malavita organizzata. Nel caso della droga poi il fenomeno assume dimensioni incredibilmente più grandi e significative. Innanzitutto parliamo di un fenomeno pressoché globale, e non limitato ad una specifica area del mondo. Il traffico e la vendita di stupefacenti nel mondo genera profitti incalcolabili, basti pensare che solo in Italia si parla di circa 2000 miliardi di euro l’anno. Va poi considerato come il regime di proibizionismo attuale non solo non tende a diminuire, ma coinvolge sempre di più i paesi poveri del mondo che vengono spesso costretti a rivedere le proprie politiche nel senso della repressione e dell’eradicazione attraverso veri
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Se tutte queste cose sono risapute perché allora non si pone freno in qualche modo? La domanda non è peregrina, anzi. Io credo che vi siano due aspetti da considerare, e nell’esporli mi prendo tutte le responsabilità che ne conseguono. Il primo è di natura culturale, ideologica per meglio dire. Esiste infatti un substrato politico che vede nella repressione delle libertà individuali l’unica forma di espiazione sociale. Una sorta di battesimo civile a cui tutti noi dobbiamo sottoporci. Espressione di questo substrato sono gli esponenti della politica più conservatrice e filoclericale. A questa impostazione ideologica si devono, per esempio, le parole del Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, in occasione di una recente visita alla comunità Incontro di Don Gelmini. Il Presidente Casini ha ammesso come la legalizzazione porterebbe ad “una società più sicura, libera dalla minaccia del crimine organizzato”, ma ha anche aggiunto che è “impossibile accettare il fatto che la persona umana possa subire un danno, seppure inteso come inevitabile prezzo da pagare”. Casini ammette quindi che la legalizzazione delle droghe colpirebbe duramente la mafia e tutta la malavita organizzata, ma che comunque lui, ed altri come lui, non sono disposti a prendere in considerazione queste ipotesi per motivi etici. Al Presidente della Camera vorrei domandare se la “responsabilità” che sempre più sovente va evocando (anche dai manifesti propagandistici raffiguranti il suo autorevole profilo, con cui ha tappezzato buona parte della Capitale), si dimostri, secondo lui, nell’affermazione di precetti ideologici (peraltro non supportati da alcun dato), seppure questi siano evidentemente – e per sua stessa ammissione – ostativi a un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dei cittadini italiani (tossicodipendenti e non). Il secondo aspetto invece è più “pragmatico”, più essenziale, si parla in sostanza di soldi. Che la malavita organizzata influenzi a vario titolo esponenti politici, se non, in alcuni casi, governi interi, non è un mistero, né un segreto. La corruzione, soprattutto in Sud-America, ma anche in Asia e nell’Europa dell’Est di interi governi, è un dato di fatto. E questi paesi, grazie anche allo sgangherato statuto delle Nazioni Unite, pesano a livello internazionale quanto, se non più, di paesi democratici e liberali. Le tre Convenzioni ONU in materia di droghe sono di fatto rese inattaccabili dalla compiacenza di questi governi,
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Soft Secrets Italia numero 3 uscirà il 12 maggio 2006
Caporedattrice: Emma Marziali Redazione: Franco, Jorge Cervantes, Christian Zingales, il dottor Piccinin, Filo, Weckels, Ciro, Bart B, Cavo, Gennaro, Luca, monignor José Maria, Michele, Andrea De Angelis, M.C.G. e tanti altri. Pubblicità: italy@softsecrets.nl Traduzioni: Emma Marziali e Valefizz Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito al presente numero. Foto di copertina: Belladonna © DJS & Nas, UK Indirizzo redazione: Soft Secrets Italia PoBox 17250 1001 JG Amsterdam, Paesi Bassi
e dalla tracotanza di altri (come gli USA o l’Italia) che investono miliardi nella cosiddetta War On Drugs.
E-mail: italy@softsecrets.nl
La situazione è così disperata? Per certi versi sì, ma qualcosa si può fare, si deve fare. La nostra associazione da tempo sta lavorando ad un’ipotesi di referendum per la coltivazione ad uso personale. Immaginate (e chi meglio di un lettore di questa rivista può farlo) cosa significherebbe, in termini di denaro sottratto alla malavita, se ogni consumatore coltivasse personalmente le proprie piante. Per arrivare a questi risultati bisogna però coordinarsi e organizzarsi, smetterla di frantumarci in mille realtà diverse che operano nello stesso settore, ma che tra di loro si ignorano o peggio si ostacolano. Bisogna chiarire le priorità e lavorare insieme. Esperienze come quella olandese restano isolate, anzi fortemente contrastate dalla politica internazionale ufficiale. Recentemente il responsabile dell’Agenzia ONU sulle droghe (UNODC), Antonio Maria Costa, si è espresso proprio in questo senso, criticando i coffee shop, ed auspicando una loro pronta chiusura. L’Olanda continua a resistere a queste pressioni, ma per quanto avrà la forza di farlo? Questa rivista ha l’enorme merito di riprodursi e clonarsi in più lingue ed in più paesi, non una copia di se stessa, ma l’elaborazione di concetti uguali per stili di vita diversi, permettendo alla conoscenza di valicare i confini nazionali. Dobbiamo imitare, noi tutti, questo
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comportamento. Uniti, nelle nostre diversità, potremmo squarciare il velo di omertà che copre le coscienze dei nostri rappresentanti in Parlamento e nelle istituzioni. Solo così, ora, subito. O sarà troppo tardi. “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni”. Mohandas Karamchand “Mahatma” Gandhi Andrea de Angelis // Presidente di Antiproibizionisti.it
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