Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi – Numero 1 - 2006
GRATIS Il Canapaio Gli usi medicinali della cannabis dal secolo scorso
Sconfiggi le muffe Applicare i fertilizzanti con Jorge Cervantes Growing for dummies Le foto dei lettori: vinci i semi Antiproibizionismo, cannabis terapeutica Musica per orecchie fumate E molto, molto altro…
Skunk X
insieme al mago Weckels
Dalla Spagna giardini BIG BUD
Soft Secrets
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Editoriale
Per un anno senza danno Il 2005 è ormai alle spalle ed è giunto il momento di fare un bilancio dell’anno cannabico. Gli eventi in tema cannabis non sono certo mancati: dalla fiera Highlife di Utrecht nell’ormai lontano gennaio fino alla recente Cannabis Cup ad Amsterdam, passando per le Expo di Barcellona, Berna, Berlino, Pescia, Londra e Madrid. E’ stato un anno ricco di manifestazioni - come la Million Marjuana March a Maggio - e di polemiche chiuderanno i Coffeeshop in Olanda? Passerà la legge Fini sulle droghe?
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Alla fine della fiera, o dovrei dire delle fiere, mi sento di poter concludere che il bilancio dell’anno è positivo. Siamo chiaramente di fronte ad una pianta, la cannabis, che difende se stessa attraverso il consolidarsi di un’industria internazionale sempre più organizzata, attiva, produttiva ed efficiente. Nonostante gli sforzi di molti governi ed organizzazioni internazionali per arrestare lo sviluppo dell’industria della cannabis, possiamo concludere con certezza di aver superato il magico “punto di non ritorno”, il momento in cui l’industria diviene capace di sostenere se stessa e non dipende più da fattori esterni di mercato. In Olanda sono ormai più di 200 mila le persone che lavorano legalmente in imprese direttamente legate alla cannabis (coffeeshop ma anche giornali, growshop, farmacie). Anche nel resto d’Europa, dalla Spagna all’Inghilterra, ogni giorno che passa l’industria della cannabis diventa più forte e indipendente. Nuovi grow shop continuano ad aprire le porte in Spagna, Inghilterra, Germania e Italia. La canapa industriale per la produzione di stoffe e cosmetici, in pieno “boom” dopo decenni di oblio, sta aiutando a riabilitare l’immagine della marijuana come sostanza medicinale e ricreativa. Lentamente ma inesorabilmente sempre più governi e amministrazioni locali ammettono l’inefficacia del proibizionismo e della repressione, prendendo strade alternative come la depenalizzazione (Inghilterra) o la tolleranza del consumo (Berlino, Germania).
La Blueberry Originale è una varietà prevalentemente indica (80% Indica, 20% Sativa), creata alla fine degli anni settanta. Produce molto in condizioni ottimali. Una pianta densa e solida dalle sfumature rosse, viola e infine blu, che solitamente assumono seccando un colore lavanda. Il prodotto finito ha un aroma decisamente fruttato e un gusto di mirtilli. Provoca un’ebrezza assai duratura e della migliore qualità, notevole e piacevolmente euforica. Calici di dimensioni medio-grandi. La “Blueberry” può essere conservata a lungo.
E in Italia? In Italia, come spesso accade, si segue il “trend” generale con qualche incertezza e qualche timore in più . Spauriti e minacciati da un governo che è pronto a tutto pur di essere europeo e allo stesso tempo rinnega i risultati della ricerca europea in tema cannabis (dagli studi medici di GW Pharmaceuticals in Inghilterra alla riduzione del danno sociale documentata in Olanda), gli italiani sono costretti all’autodifesa. Fortunatamente, come molti sanno, gli italiani sono piuttosto bravi a giocare in difesa.
THC: 19.5% Periodo di fioritura: 8 - 10 settimane Periodo del raccolto, outdoor: 2a - 3a settimana di ottobre
Il comportamento sociale di chi ama la cannabis in Italia sta lentamente maturando, evolvendosi da uno spirito di cieca ribellione ad uno di astuta infiltrazione. Chi fuma si rende conto di non essere una minaccia né per se stesso né tantomeno per la società. Ed è a questo punto che si realizza l’inutilità degli atteggiamenti estremi di ribellione e si comprende l’efficacia dell’informazione. La società perbenista e disinformata del proibizionismo sta cominciando a rendersi conto - anche in Italia - che cannabis non significa degrado e droga. Ci si comincia a rendere conto, anche grazie ad una maggiore diffusione di informazione reale sui media, che cannabis significa ecologia, economia e medicina, oltre che innocuo divertimento e sballo. Grazie alla diffusione della cannabis tra gli strati “normali” e “integrati” della società possiamo far comprendere a chi non capisce, o non vuole capire, che “cannabis” significa ormai un’industria attiva, produttiva e integrata, con un potenziale enorme. Dagli shampoo ai semi, dalle cartine alle lampade, i prodotti derivati dalla canapa o per essa concepiti stanno conquistando un posto al sole nell’economia italiana; in attesa che la pianta stessa ritorni ad essere, come in passato, uno dei pilastri dell’economia agricola del Bel Paese. I veri eroi di questa lenta ma inesorabile rivoluzione? La gente normale, che ama la cannabis e ama la vita. La gente che fuma con rispetto per Editoriale 3 chi non ama fumare, e che autoproduce La bimba di pagina 3 3 a scapito della propria sicurezza per non Flash prodotti Italia 4 finanziare la criminalità organizzata. Flash prodotti internazionali 6 Gente che ha capito che le rivoluzioni Caro Soft Secrets 9 avvengono un passo alla volta; e che ha Sessione fotografica: i cristalli di capito che quando le rivoluzioni sono THC 14 combattute dall’interno del sistema, con Notizie e primizie 15 l’informazione e l’educazione, sono più Le meraviglie di Weckels (indoor) 17 rapide ed efficaci. Fiera Highlife di Amsterdam 18 E per questo 2006 cosa ci aspettiamo dalla Coltivate con Jorge Cervantes 20 pianta che più amiamo? Sicuramente sarà La pagina del Canapaio 22 un altro anno ricco di eventi importanti, Libri 23 fiere, manifestazioni e progetti legati alla Le meraviglie di Weckels (outdoor)26 cannabis. Speriamo sia anche un anno di Poster 30 buoni raccolti, di buone leggi, di buoni Rubrica Giuridica 31 risultati in campo medico e della ricerca. Coltivazione per principianti 33 Speriamo che ogni persona che fuma si Fumetto Cans ‘n‘ roses 35 renda conto che l’autoproduzione è una Fili d’erba 36 delle scelte responsabili del cittadino. Una delle nozioni più sensate che mai sia stata In Spagna fan così 38 utilizzata per sensibilizzare la coscienza Antiproibizionisti 40 ecologica dei cittadini dice: per ogni albero Cannabis terapeutica 41 che viene tagliato, uno nuovo dovrebbe Intervista a Franco di Green House 42 essere piantato. Al che vorrei aggiungere: Music for Stoney Ears 43 campa cavallo che l’ERBA………cresce! Movimento: ConFiniZero 44 Highlife Barcellona 45 Buon 2006 a tutti: fumatori, coltivatori Eventi 46 e anche a chi ancora non ha capito, o non vuole capire. Indice pubblicità 46 Colofon 46 Franco Lojacono
Blueberry
INDICE
Photo: Dutch Passion
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BIO NOVA TML - The Missing Link® The Missing Link® è l’ultimo ed innovativo prodotto a base di microelementi in tracce nato dai laboratori BioNova. Il TML è un efficace booster che protegge le piante dalle infestazioni di funghi e parassiti aumentandone, al tempo stesso, vitalità e rendimento nella raccolta. La composizione unica del TML è indispensabile alle vostre piante perché ne stimola il sistema immunitario proteggendole dagli attacchi di batteri, virus e dalla formazione di muffa. Il suo costante utilizzo durante tutto il periodo di sviluppo e maturazione migliora l’assorbimento dei nutrimenti e aumenta notevolmente il rendimento finale. Il TML è composto da una grande quantità di microelementi, che grazie a processi di fermentazione microbica durata milioni di anni, ha dato forma a una molecola simile al DNA. Questo biostimolatore completo può essere utilizzato su tutti i substrati di coltivazione producendo nelle piante una crescita evidente. La sofisticata combinazione di componenti consente alle radici di attecchire più in fretta e svilupparsi con successo, favorendo una crescita rapida e vigorosa. L’utilizzo di questo booster stimola il sistema immunitario proteggendo la pianta, riducendo drasticamente la necessità di utilizzare antiparassitari o repellenti. TML usato in combinazione con BN X-Cel da risultati esplosivi; questa combinazione è particolarmente consigliata per la fase di fioritura. The Missing Link® è l’anello mancante nella catena alimentare delle vostre piante, perché fornisce ai vegetali nutrienti indispensabili prima d’ora mai scoperti o tenuti in considerazione. Dosaggio: Aggiungere durante tutto il ciclo di sviluppo 50 ml ogni 100 litri di soluzione nutritiva. Spray: 10 ml ogni litro di soluzione. TML va applicato dalla prima all’ultima settimana dell’inero ciclo, e può essere abbinato con qualsiasi altro fertilizzante. Disponibile nelle confezioni da 250ml e da 1L. Richiedete Bio Nova TML al vostro negozio di fiducia. Distribuito in Italia da: INDOORLINE - Via Statuto 16 10040 Volvera (T0) Tel/Fax 0039 011 9850167 email: info@indoorline.com CANAFOIA - Viale Roma, 104/B 47900 Rimini (RN) Tel: 0039 0541 25720 email: info@canafoia.com
Dutch Formula di Advanced Hydroponics of Holland Il nostro scopo è ottimizzare la resa del vostro raccolto e la sua qualità. Vi aiutiamo a farlo fornendovi il nostro nutriente Dutch Formula a tre componenti (Grow, Bloom, Micro), che garantisce alle vostre piante esattamente quello di cui hanno bisogno nelle diverse fasi del loro ciclo vitale. La Advanced Hydroponics of Holland è orgogliosa dei nutrienti Dutch Formula, nati da più di 25 anni di esperienza nel campo dell’agricoltura e di stretta collaborazione con i principali istituti di ricerca. Dutch Formula è molto semplice da usare e seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta vi permetterà eccellenti risultati. Man mano che aumenterà il vostro livello di esperienza, imparerete a trovare la vostra particolare combinazione e a sfruttare le potenzialità dei tre componenti, soprattutto con gli elementi Grow e Bloom. I tre nutrienti ad alta concentrazione vi forniranno la giusta dieta energetica per un raccolto sorprendente. www.advancedhydro.com distributore per l’Italia Foglie d’erba: www.fogliederba.bo.it Tel: 0039 051 523668
Abbigliamento THC The Holiday Company nasce nel 2005 a Treviso dalla unione di tre grafici e creativi e dal prezioso aiuto di giovani ragazzi ventenni che hanno da subito apprezzato la nostra veste grafica e le nostre scelte stilistiche. Con il marchio THC comincia così la nostra avventura. La nostra idea è quella di realizzare capi di abbigliamento e oggetti alternativi totalmente personalizzabili. Sul sito internet www.theholidaycompany.it in fase di ultimazione, oltre ai nostri articoli troverete anche diverse proposte di viaggi alternativi e “intelligenti”. Non vogliamo essere una azienda, siamo un gruppo di amici che vuole divertirsi e conoscere sempre nuove persone di tutto il mondo . Non abbiamo realizzato grandi quantità di capi poiché puntiamo soprattutto sulle personalizzazioni che ciascuno vorrà dare al proprio capo. Le nostre proposte tutte uniche ed esclusive potete vederle sul nostro sito internet oppure durante alcuni eventi particolari,come le feste antiproibizioniste che si sono tenute a Bologna e il Rototom Sunsplash di Udine, dove per la prima volta la collezione è stata presentata. Siamo aperti ad ogni tipo di collaborazione e siamo interessati a particolari personalizzazioni per i canapai italiani. Se siete interessati alla nostra linea contattate direttamente il nostro sito internet o chiedete di noi a Foglie d’erba di Bologna. Un ringraziamento finale va ai fioi di Zelarino (VE). www.theholidaycompany.it distributore foglie d’erba: www.fogliederba.bo.it Tel: 0039 051 523668
BIO BIZZ ALL-MIX MINI GROW Mini Grow di Indoorline è un sistema idroponico attivo ideale per l’impiego in ambienti domestici in virtù delle sue dimensioni particolarmente ridotte. Il Mini Grow misura 30 x 45 cm ed è alto appena 24 cm. Il sistema è composto da un serbatoio per soluzione nutritiva, con sovrapposta una vasca contenente il substrato di radicazione. Il vassoio superiore presenta una serie di aperture studiate appositamente per consentire il deflusso dello soluzione, e in un secondo momento delle radici, nella cisterna sottostante. La soluzione nutritiva raggiunge la vasca superiore tramite una pompa ad immersione collegata ad un sistema di gocciolamento, e garantisce un’equa ridistribuzione del nutrimento tra tutte le piante. Nonostante le ridotte dimensioni il serbatoio arriva a contenere fino a 11 L di soluzione nutritiva mentre il vassoio superiore ben 10 L di substrato (argilla espansa). La cisterna è dotata di un tubo di livello esterno per il controllo della quantità di soluzione presente, utilizzabile anche per un veloce e comodo svuotamento del contenitore. Il Mini Grow viene particolarmente consigliato per portare a maturazione talee e può arrivare a contenere fino a quattro piante. Si tratta inoltre di un sistema modulare, i vasi offrono infatti la possibilità di essere combinati per creare sistemi multivaso, come il Mini-Systems Indoorline, con cisterna di controllo comune. Le ridotte dimensioni, la facilità d’installazione e di gestione, lo rendono uno strumento perfetto per la coltivazione indoor in ambienti con dimensione ridotte. Per maggiori informazioni rivolgiti al tuo grow-shop di fiducia. Distribuito da: Indoorline, Tel/Fax: 0039 011 985 01 67 info@indoorline.com
Sin dal 1992 BIO BIZZ produce terricci e nutrimenti naturali specificatamente preparati per i coltivatori organici. ALL-MIX è un terriccio pronto all’uso formulato dalla grande esperienza dalla BIO BIZZ per soddisfare i coltivatori che prediligono la coltivazione totalmente bio. Questo prodotto può essere utilizzato con successo sia nella coltivazione indoor che in quella outdoor. L’elevata qualità delle componenti utilizzate nell’ ALLMIX rendono stabili le proprietà chimico-fisiche di questo terriccio, favorendo lo scambio gassoso e il drenaggio dell’acqua in eccesso, evitando che col passare del tempo il substrato si compatti e soffochi l’apparato radicale. ALL-MIX è composto da un 20% di torba scura, da un 35% di torba da giardino, da un 10% di humus di lombrico di altissima qualità, il tutto miscelato con il 30% di perlite e il 5% di Pre Mix. La qualità dei nutrimenti presenti in questo terriccio lo rendono adatto al mantenimento delle vostre piante nella fase vegetativa (prime settimane di sviluppo), in questo periodo è sufficiente irrigare con acqua pura. Durante questa fase, i coltivatori più esigenti possono aggiungere il Fish-Mix e l’Alg-A-Mic usati come stimolatori della crescita e del metabolismo. In fase di fioritura, per ottenere i risultati sperati è sufficiente usare Bio-Bloom in combinazione con Top-Max e l’Alg-A-Mic. BIOBIZZ ha il piacere di ricordarvi che le colture organiche sono considerate di qualità superiore e sono rispettose dell’ambiente naturale circostante. Con BIOBIZZ coltivare organico sarà un gioco da ragazzi. Confezioni in sacchi da 50 litri. Richiedete la linea completa e le schede di fertilizzazione dei prodotti Bio Bizz al vostro negozio di fiducia. Distribuito in Italia da: INDOORLINE - Via Statuto 16 10040 Volvera (T0) Tel/Fax 0039 011 9850167 email: info@indoorline.com MCK Bio Gardening - Via C. Ferrigni 139 - 57100 Livorno Tel/Fax 0039 0586 852877 email: info@biogardening.it
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Tornano i ventilatori Lemmens
Calendario dell’anno
I famosi ventilatori Lemmens sono stati reintrodotti sul mercato per la coltivazione. Tutti i motori Lemmens non producono vibrazioni e sono dotati di un dispositivo termico di sicurezza. Sono bilanciati adeguatamente prima e anche dopo l’assemblaggio. I motori sono inoltre realizzati con dei cuscinetti a sfera a lubrificazione perenne. Tali cuscinetti a sfera sono sigillati termicamente e non richiedono nessun tipo di manutenzione. I motori sono disponibili in varie misure: 1000 m3, 1500 m3, 2500 m3, 3250 m3, 4200 m3, 5600 m3 e 6000 m3. Le scatole sono realizzate in due modelli diversi. Innanzitutto c’è la MV BOX. Questi armadietti originali Lemmens per la gestione dell’aria hanno pareti doppie e sono estremamente silenziosi. I pannelli possono essere asportati in modo da poter montare la scatola nel punto più ideale del tuo locale. La struttura consiste in profili di alluminio anodizzato con angoli di polipropilene. I pannelli hanno pareti doppie e sono isolati tramite pannelli ritardanti EPS conformi alle normative ambientali europee. L’esterno è di acciaio non verniciato, l’interno di acciaio galvanizzato. Per montare i muri della scatola ci sono dei dadi M8 sui bordi che possono sostenere 60 Kg ciascuno. L’altro modello è la ST BOX. Questa scatola di acciaio galvanizzato è prodotta da Homegrowsupplies e il suo interno è dotato di isolazione in isofix spessa 3,5 cm. Le scatole hanno pareti singole, ma grazie alla presenza dell’isolante isofix, anch’esse sono estremamente silenziose. Si può anche montare la scatola usando le perforazioni sul lato superiore della scatola. Naturalmente in entrambe le scatole è presente un ventilatore Lemmens. I prezzi all’ingrosso e le dimensioni sono disponibili su richiesta.
Ed ecco che ancora una volta la fine dell’anno è vicina. Le giornate si accorciano, le notti si raffreddano. Per fortuna CANNA riesce a tenerci al calduccio tutti gli inverni (e tutte le estati). E non è roba da poco, grazie alle bellezze fiammanti che posano per l’ormai famoso calendario CANNA. Anche per il 2006 CANNA ci regala una magnifica combinazione di bellezze artistiche e mozzafiato. Puoi trovare la freschissima collezione di bellezze CANNA 2006 presso i negozi specializzati.
Info: Homegrowsupplies Raamsdonksveer, Tel: +31 (0) 162 521 026 Fax: +31 (0) 162 521 026 E-mail: info@homegrowsupplies.nl
Cloni migliori grazie al Rootech Cloning Gel Gli ormoni per le radici sono dei prodotti comodi per trattare le nostre talee da clone, in modo che attecchiscano subito con certezza. Sono disponibili in molte forme, solitamente in forma liquida o in polvere, e adesso in gel. Il Cloning Gel di Rootech è una ricetta unica e insolita contenente potenti ormoni, vitamine e sostanze nutritive, appositamente formulata per stimolare una rapida crescita delle radici durante la fase vegetativa precedente la crescita vera e propria. Questo gel denso e ricco aderisce alla superficie di tessuto dove la pianta è stata recisa, in modo da prevenire la formazione di bolle d’aria (embolie) e i traumi. Quando viene applicato, la formula unica di Rootech avvolge il gambo con vitamine ed elementi nutritivi immediatamente assimilabili. Rootech è l’ideale per propagare piante che attecchiscono difficilmente e può essere diluito in acqua per essere usato con i tipi di cloni che mettono radici facilmente. Il gel è in confezioni pronte all’uso, in un contenitore dall’apertura larga nel quale puoi immergere diversi cloni per volta senza rischiare di fare pasticci o di rovesciare il prodotto. La composizione e la consistenza del gel lo rendono di facile impiego, mentre è assente anche il rischio di inalare delle polveri. Rootech è un prodotto registrato presso l’ente canadese per la sorveglianza alimentare, sotto la legge sui fertilizzanti artificiali (numero di registro 990008 A). Informazioni: PK Trading. Tel: +31 (0) 280 9878. Fax: +31 (0) 2809875. www.pktrading.nl
Guarda su www.canna.com
Tecnologia Atami di lana di roccia a fibre miste I cubetti di lana di roccia si trovano in vendita ovunque, per chiunque li voglia, in qualsiasi dimensione. Sono comodi per far mettere radici ai cloni o per farvi germogliare i semi. Grazie all’ariosità del substrato in lana di roccia, i semi germogliano molto rapidamente e li vedrai spuntare pochi giorni dopo averli piantati. Per far germogliare i semi, io scelgo questo metodo, rispetto agli altri perché i semi restano belli umidi ma mai troppo bagnati. Se i semi restano troppo bagnati, il processo di germinazione sarà ritardato e le radici non usciranno in cerca di acqua, dato che intorno ce n’è già in abbondanza. Inoltre, 30 bloccheti di lana di roccia occupano meno spazio di 30 vasi pieni di terra per far germogliare i semi (molti di cui poi non spuntano nemmeno). I semi che poi spuntano nei blocchi di lana di roccia possono essere piantati facilmente nel tuo sistema in terra o idroponico. E ovviamente chi coltiva in lastre di lana di roccia può mettersi al lavoro immediatamente. A quanto pare Atami è riuscita a migliorare e ad ottimizzare la normale lana di roccia. Usando tecniche di fibre miste, le fibre nella lana di roccia si orientano da sole in tutte le direzioni possibili, per cui le radici riescono a svilupparsi meglio e più facilmente. Le fibre della lana di roccia nel cubetto o nella lastra hanno sia un orientamento verticale che orizzontale e ciò consente alla pianta di trovare un percorso più naturale per crescere e fiorire. Questi nuovi cubetti di lana di roccia contengono anche più aria e, come sanno molti grower, portare abbastanza ossigeno alle radici è una condizione che permette il formarsi di radici più forti. È un substrato ottimale, allora, in cui i semi e i cloni riescono a mettere radici ancora più velocemente. Grazie a una crescita iniziale potente delle radici, le piante diventeranno più forti e poi più produttive. Se possiamo prendere Atami alla lettera, allora questo sistema di fibre miste è portatore di una rivoluzione nella terra della lana di roccia. Disponibile in tutti i buoni grow shop Info: Atami, Paesi Bassi Tel +31 (0) 73 5223256 Fax: +31 (0) 73 5213259 E-mail: info@atami.com
Aria pulita con l’Air Sock Una novità sulla scena della coltivazione indoor è l’Air Sock, un prodotto rinfrescante da Ferro, nutrimenti su misura . L’Air Sock garantisce una distribuzione ottimale dell’aria entrante (cheb è perlopiù fredda). Grazie a questa ottimizzazione della distribuzione di aria, le correnti fredde sulle tue piante possono diventare un ricordo. Siccome questo prodotto distribuisce così efficacemente l’aria che entra, al grower serve dal 20 al 30 percento in meno di ventilazione per raggiungere la stessa temperatura. Oltretutto, hai anche la garanzia di un microclima migliore, che si riflette poi in un aumento della resa. L’Air Sock impedisce anche l’ingresso di insetti e funge da isolante sonoro. L’Air Sock è disponibile nelle seguenti misure (rispettivamente dimensioni del collo e lunghezza): 125 mm/3 m, 125 mm/5 m, 160 mm/3 m, 160 mm/5 m, 200 mm/ 3m, 200 mm/5 m, 250 mm/3 m, 250 mm/5 m, 315 mm/3 m, 315 mm/5 m e 315 mm/10 m. Informazioni: Ferro, Tel: +31 (0) 486 416 959, Fax: +31 (0) 486 416 962. www.ferro.nu
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Macinare allegramente, con Mix ’n Ball
Adjust-a-wing
Quando si tratta di grider, sono sempre davanti agli altri, ossia quando viene lavorata la materia prima grezza per farne dei preziosi beni da fumare. Con i loro grinder di Teflon e alluminio a prova di combattimento, quelli di Mix ’n Ball hanno sempre stabilito dei parametri nuovi in un segmento di mercato così saturo. Non appena hanno presentato il loro adorabile grinder neonato, c’è già un altro modello in uscita dalla fabbrica. Questa volta si tratta di un tipo che è al contempo ingegnoso e pure elegante: un grinder con un filtro per polline incorporato. Dopo aver macinato tutta la tua ganja preferita (preferibilmente fredda gelata) girando questo scorrevolissimo coperchietto, basta agitare il macinaerba perché cadano, scossi via, i cristalli che psicoattivi che, passando attraverso il setaccio, rimangono nello scomparto sul fondo. Meraviglioso da vedere, un piacere da usare e con un prezzo molto ragionevole. Lo trovi nei migliori negozi di articoli per fumatori, oppure consultando l’elenco sul sito internet di Mix ’n Ball.
Questo riflettore arriva dall’Australia, dove è abbastanza diffuso. Il riflettore può illuminare una superficie compresa fra 1.2 m e 1.8 m, offrendo al grower svariate possibilità. Con una lampada sola puoi illuminare una superficie più vasta senza perdite di resa, anzi persino con un aumento. Sembra fantastico in teoria; servono meno lampade, quindi viene prodotto meno calore e l’ambiente è più facile da tenere sotto controllo. Il riflettore Adjust-a-wing viene fornito con uno schermo anticalore e il riflettore non andrebbe mai usato senza il suo schermo anticalore. Per poter ottenere la stessa resa con questo riflettore da una superficie di coltivazione maggiore, bisogna appendere lampada e riflettore più in basso del normale. Significa che la si può mettere fino a 20 cm di distanza dalle piante che crescono, ossia molto bassa, quindi può svilupparsi troppo calore per le cime, come sanno molti grower. Per questo motivo serve lo schermo anticalore, che riflette via la luce, riducendo il calore. Lo schermo anticalore blocca una fetta della luce diretta, per cui il calore riduce notevolmente il calore direttamente sotto la lampada, mentre la luce bloccata viene diffusa ai lati del riflettore, cosicché le piante possano sfruttarla in modo ottimale per crescere e fiorire. In breve, senza lo schermo anticalore non potresti mai sperare di raggiungere delle rese ideali; è possibile solamente se il riflettore è il più vicino possibile alla vegetazione. Otterrai anche una copertura vegetale maggiore, il che significa che le piante raggiungeranno grossomodo la stessa altezza, dato che la luce è stata diffusa in modo così ottimale e le piante poste direttamente sotto la lampada non ricevono la piena forza della luce, contrariamente a quanto avviene con le lampade comuni. Lasceremo che sia tu a sperimentare per scoprire se questo riflettore sia valido non soltanto in teoria, ma se anche nella pratica regali ciò che promette.
Info: info@mixnball.com www.mixnball.com
Info: www.growshop-highfive.com
Advanced Natural Power
Aspirare in un’altra dimensione
Advanced Hydroponics ha seguito l’ondata del biologico per un po’ di tempo e adesso propone una potente linea naturale avanzata di additivi bio. Advanced Hydroponics per anni ha avuto soltanto una linea di nutrimenti 1-2-3 abbinabili, contenente tutte le sostanze nutritive necessarie per una crescita e una fioritura abbondanti. Questi additivi quindi non sono dei supplementi in più di cui ha bisogno la pianta, come si suol dire, bensì degli addittivi antistress che garantiscono che la pianta diventi più sana e forte, quindi che produca delle rese finali superiori. Questa nuova linea comprende uno stimolatore delle radici, enzimi, stimolatore della crescita e della fioritura e soluzione finale.
D’ora in poi puoi aspirare in un’altra dimensione, quando usi il nuovissimo Vapir. Questo modello, chiamato in modo abbastanza eloquente ‘The One’ (quello giusto!), è stato salutato con grande entusiasmo alle varie fiere della canapa, dove l’anno scorso è avvenuto il lancio del prodotto. Questo nuovo sistema per fumare è anche una vera e propria icona di questo nuovo secolo in termini di aspetto, per cui se vuoi restare al passo coi tempi e restare in forma anche se continui ad inalare la tua sostanza psicoattiva preferita, ecco come puoi fare.
Info: www.marijuana.it Per informazioni visita: www.kulutrading.com oppure chiedi al tuo negoziante.
Fumatori mobili Ora che l’inasprimento delle normative antitabacco sta cacciando via i fumatori praticamente da tutti i locali pubblici, per i fumatori di ogni tipo un posacenere tascabile portatile sta diventando un oggetto indispensabile
Hygrozyme Le cure di enzimi forse non sono niente di nuovo nel mondo del grow, però con Hygrozyme l’approccio è un po’ diverso. Fino ad ora, praticamente tutte le formule agli enzimi in commercio contenevano dei batteri vivi, insieme agli aminoacidi e agli enzimi. Tradizionalmente, i prodotti agli enzimi favoriscono la svolgimento di processi naturali, ad esempio spezzare le parti di radici morte e convertire i rifiuti in sostanze nutritive assimilabili. In molti modi, cercano di ricreare parte di quel che manca in un impianto idroponico e che sarebbe disponibile nell’ambiente naturale ideale. Per questo motivo la maggior parte dei prodotti contengono dei batteri, per cui annullano la possibilità che l’ambiente di coltivazione sia sterile. Qualsiasi batterio vivo in una soluzione, per quanto benefica, inizia a “morire” dal momento in cui viene imbottigliata, dato che la soluzione
(in Olanda anche una minima quantità di cenere buttata per terra può costare una multa da 35 euro). Questo raccoglicenere mobile è proprio l’accessorio giusto per il fumatore patentato. E, particolare non trascurabile, anche il look di questo congegno non è niente male.
Per informazioni: www.kulutrading.com oppure chiedi al tuo negoziante di fiducia.
ha una durata limitata. Questo significa che tu, da coltivatore, potresti pagare un prodotto che funziona soltanto per una piccola parte rispetto alle sue capacità potenziali. Hygrozyme non comporta questo problema, visto che è sviluppato con l’uso di un processo di biofermentazione brevettato, realizzato a partire da ingredienti completamente naturali che producono una scorta di enzimi senza batteri e di catene complesse di aminoacidi. La soluzione è raffinata moltissimo, cosicché non rimangano tracce fangose nella bottiglia e l’efficacia non diminuisca col tempo. Un ulteriore vantaggio di Hygrozyme è anche costituito dall’assenza di batteri vivi, per cui puoi continuare ad usare acqua ossigenata (H202) senza rovinare la formulazione agli enzimi (mentre non si può con gli altri prodotti agli enzimi, dato che l’ acqua ossigenata uccide effettivamente tutti i batteri nel serbatoio, rendendo il prodotto inutile). Inoltre, Hygrozyme è un prodotto con certificato OMRI, dunque è una soluzione organica completamente naturale per qualsiasi tipo di impianto e in congiunzione con tutti i regimi nutrizionali. Con Hygrozyme trai tutti i vantaggi delle altre cure enzimali senza però rischiare che le piante siano esposte a formule vive e grezze. Hygrozyme può essere ordinato da: Greenstream Hydroponics, Birmingham e in tutti i buoni Grow-Shop. Tel: +44 (0) 121 426 2675
Lettere dai lettori
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Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi - italy@softsecrets.nl
Caro Soft Secrets
Ciao Soft Secrets, nonostante parassiti vari, caldo libico di giugno luglio, tempeste e pioggia tra agosto e settembre ed errori colturali, siamo vicini al raccolto. A proposito, la cima è una MirtilloMistico (femmina Bueberry x maschio Bluemystic con semi da me prodotti in indoor). A ottobre si riparte in indoor. La vostra rivista è stupenda ed i semi olandesi pure. Arrivederci con foto indoor. La resina su questa Mirtillo Mistico gioca a nascondino con i pigmenti delle foglie, creando effetti veramente speciali. Gran pianta! Attendiamo con ansia le foto della versione indoor....
Ciao compagni di viaggio vi invio un particolare del mio orticello outdoor, rigorosamente bio. Un abbraccio da Sandro e Anjori.
Ciao, un saluto a tutti i “giardinieri” italiani: questa talea di inizio giugno sta aspettando di essere raccolta: ancora pochi giorni... Ciao da Cicco di Empoli (FI) La fretta è nemica della qualità! Ancora almeno una settimana o dieci giorni Cicco! Non te ne pentirai...
Salve, vi invio delle immagini di una Four Way in maturazione autunnale. Francy
Ciao amici di Soft Secrets, questo è il “cimone” centrale della mia piccola di Thay X Skunk: una sola pianta in outdoor mi ha reso quasi 200 gr di fiori dal sapore e dall’effetto assolutamente sbalorditivo! Mi duole dirlo ma l’ho già fumata quasi tutta... l’unico superstite? Lo vedete nella foto :-) Complimentoni per il giornale, credo sia la gioia di ogni grower... La tua Thai x Skunk sembra proprio ben maturata, compatta, resinosa e ben seccata. Sento quasi il pungente aroma di sativa... spero ti sia tenuto qualche seme o talea per la stagione indoor!
Attenzione coltivatori da assalto! Grazie Soft Secrets per portare alla luce ogni volta questo nostro vizio...Sì, il vizio di sentirci liberi sul divano di casa nostra, in riva al mare in una notte d’estate o quando la vita ci mette alle corde... La Cannabis rappresenta a mio parere un naturale diversivo ai ritmi incalzanti della nostra società, un fantastico collante sociale e un intimo avvicinamento alla nostra essenza più pura... chi fuma “bene” sa di cosa parlo. Queste sono le mie “piccole”, fidanzata compresa, tirate su con dolce amore (idroponica, 2 lampade neon 200w, una hps 250 e armadio da coltivazione al completo!). Cominciano ora a fiorire... che passione! Grazie dalla romantica costa ligure! A.e E. Green Face Non ti manca nulla per ottenere gran risultati: bambine belle, sane e curate con amore. Sfodera il tuo “Green thumb”, caro Green Face! Porta il pH da 5.5 in crescita fino a 6.2 in finale di fioritura. Il gusto e la produzione ci guadagnano...... E ricorda: quando ti sembra che siano pronte per il raccolto.......dai loro ancora qualche giorno! Prolungare l’attesa aumenta il piacere!
Ti piacerebbe ricevere GRATIS una confezione di semi di High Quality Seeds? Allora mandaci una fotografia del tuo giardino con una copia visibilie di Soft Secrets Italia e noi ti spediremo i semi. Se nel tuo giardino sarà ritratta in topless la tua ragazza, o tua moglie, ti manderemo addirittura 1 confezione dei pregiatissimi Black Label, la marca dei campioni! Invia le tue lettere e foto a Soft Secrets Italia, PoBox 17250, 1001 JG, Amsterdam, Paesi Bassi o per e-mail a italy@softsecrets.nl NOTA: Naturalmente, il materiale inviato viene trattato con la massima discrezione. Nomi, lettere e indirizzi vengono cancellati appena i semi sono stati spediti. Non pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le foto di piante in stato vegetativo. Vogliamo vedere delle cime grasse! Novità! La foto migliore del mese, scelta dalla redazione, riceverà 3 confezioni di semi Black Label, quindi vi conviene mettervi a scattare! Le foto pervenute possono essere usate anche sul nostro sito internet. * Spiacenti, non teniamo corrispondenza sulle foto pervenute.
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ettori l i a d o t o f LettereCiao a tutti gli appassionati di Soft Secrets, eccovi la nostra bambina casalinga, una splendida Ice! Avrebbe potuto diventare più grande, ma il clima non è stato così favorevole, pur essendo cresciuta in mezzo al bel verde del Ticino. Speriamo di avere più fortuna l’anno prossimo, magari con i vostri pregiatissimi semini... Un salutone, D&L Piccola ma veramente ben sviluppata nelle cime, la vostra Ice! Il prossimo anno piantate indoor gia’a marzo, e usate un vaso grande il doppio quando le spostate fuori a maggio/ giugno. Le bambine casalinghe saranno così delle vere signore...
Soft Secrets
Complimenti per il vostro giornale. Che ne dite dei germogli cresciuti anche grazie alle vostre preziose informazioni? Per la cronaca, ci siamo dilettati con la Skunk # 11. Continuate così che andate forte!
Buongiorno Soft Secrets, ecco le foto delle ragazze, che ne dite? In pieno orto di Famiglia, non ricordo il nome perche uscite da varietà diverse, anche se la semina è stata effettuata tardi a mio parere è piuttosto soddisfacente, a voi un giudizio professionale. Grazie per l’attenzione. Complimenti per il sistema di supporto e per lo sviluppo laterale della pianta. Per ottenere ancora maggiore supporto potresti usare degli yo-yo in tensione tra la rete e i rami piu bassi. Dalla foglia e dal modo in cui le cime si formano non ho dubbi sulla prevalenza di sativa in questa meravigliosa signora dell’orto. Merita una fioritura lunga e ricca di attenzioni!
Ciao e complimenti per il giornale che trovo molto interessante al di là della passione per la cara piantina. E’ veramente un piacere potervi leggere. Vi allego alcune foto delle mie piantine out che seppur non tanto grosse (coltivate in balcone con poche ore di luce diretta) sono di ottima qualità e pronte per essere raccolte. Saluti.
Ciao Soft Secrets. Questa bella si chiama Mazar e ha fatto un mese e mezzo di vegetativa e due di fioritura sotto una HPS da 600. Meraviglie della natura... i nostri complimenti!
Cari lettori di Soft Secrets, questo è il mio primo raccolto. So che il giardino non è molto grande ma ho fatto di tutto per abbellirlo...Spero di mandare presto altre foto. Tanti saluti
Vi faccio i complimenti per gli articoli e le immagini stupende che riportate sul vostro giornale. Vi mando le foto delle mie care amiche verdi, che purtroppo i vari temporali di fine stagione hanno un po’ maltrattato. Riconosco che la riuscita non è proprio perfetta ma come prima volta vado fiero del raccolto. Pienamente ripagato delle fatiche e ansioso di ricominciare un nuovo giardino, magari stavolta al coperto, confido in voi per migliorare le mie attitudini naturali… Ciao D.
Quelle che si vedeno qui sono otto talee di Skunk, purtroppo la qualità delle immagini lascia un po’ a desiderare, ma vi posso assicurare che mi si incollano le mani se le tengo troppo vicino alle cime. Una voltra radicate le talee le ho lasciate crescere per circa tre settimane poi, causa forza maggiore, ho dovuto trapiantarle fuori; hanno fiorito per quattro mesi, diventando circa un metro di altezza forse di più e devo anche dire che era veramente ottima da fumare.
Il bianco natale è arrivato presto quest’anno a casa tua! Ottima maturazione, ottima resina. Chissà se ne sarà rimasta una canna per Babbo Natale, ora del 25 Dicembre...
Vi mando la foto della mia splendida Purple Power insieme alla mia lei che la vedrei benissimo come foto del mese. Complimenti per la rivista. Proprio meritevole, complimenti per queste meraviglie della natura! ;-)
Lettere-foto 11 dai lettori
Soft Secrets
Ciao amici di Soft Secrets! Queste sono le mie bambine: è la prima volta che le faccio ma ho tanta voglia di imparare (anche grazie a voi). Sono indoor, non hanno dato un ottimo raccolto ma spero, con un po’ di esperienza, di riuscire a fare qualcosa di meglio. Grazie e saluti a tutti i coltivatori, da Dario, Matteo e Tommaso.
Bella Soft Secrets! Siamo 2 veneratori di questo stupendo giornale, continuate così! Vi mandiamo le foto del nostro giardino outdoor (K2, Orange e 2 varietà di skunk). La foto singola è una K2 in piena fioritura! La K2 non sarà una varietà richiestissima ma a noi ha dato grandissimi soddisfazioni! Bulbo e Farabbut PS: Grandi!
Cara Redazione di SoftSecrets, vi racconto questa mia prima esperienza. Come tutte le “prime volte”, anche questa me la ricorderò con immenso piacere... Era la primavera scorsa quando trovai in qualche grammo di Maria dei semini di non nota provenienza ed entusiasmato da un successivo viaggio ad Amsterdam decisi di provare a seminarli! All’inizio nessun problema, vederli spuntare è stato un momento di soddisfazione, ma poi non sapevo più dove metterle per non farle vedere ai miei genitori... Cosi ero ad un bivio e provai: un giorno a pranzo introdussi un discorso sulla canapa e mediante notizie trovate su internet spiegai loro i pro e contro di questa pianta ed arrivai al punto saliente: “Mamma, Papà avrei due piantine, che dite posso provare a farle crescere?” Mi aspettavo solo una grande bufera di insulti ed invece la loro risposta fu: ”Vabbeh se vuoi prova!”. (Devo ringraziare anche mia sorella più grande x questa loro risposta)! Le piante crescevano e venne il momento di Amsterdam. Un week-end veramente fantastico, un addio al celibato meraviglioso e fumate di ottima qualità! Qui entra in scena l’edizione cartacea di SoftSecrets, distribuita gratuitamente ad Amsterdam, la quale da semplice opuscolo che credevo si è dimostrata un’ottima guida!
Ciao Soft Secrets tanti complimentoni per la rivista, finalmente ci siamo con tutto il resto d’Europa... quella che vedete è una mia pianta coltivata outdoor, che mi frutterà un bel po’. Cordiali saluti - jah knows best -
CIAK 1: Lei è la mia prima creazione. Non è il massimo, tuttavia la piccola ha avuto tempi del tutto prematuri rispetto alle altre sette sorelline! Ai primi di settembre era già alla fase del “curado”. Ho avuto sicuramente un po’ di problemi nutrizionali, ma è stata davvero apprezzata, considerando le condizioni da “guerriglia estrema”! Bella per una copertina Soft, eh? Al prossimo CIAK! Anonimo Veneziano Noi speriamo che ci aspetti un fotoromanzo completo! Se l’anno prossimo non farai mancare alle piante le sostanze di cui hanno bisogno, vedrai che ricompensa ti daranno!
Ciao ragazzi queste sono le mie signorine! Sono delle ibride…in quella di DX spicca la predominanza Sweet Purple! La foto è stata fatta in notturna in quanto è l’unico sistema per cercar d’evitare guai nella regione con la maggior concentrazione di ficcanaso e di forze di polizia di tutto lo “stivale”. Vi ringrazio anticipatamente dei Semi indoor che mi consentiranno di continuare indoor il mio salutare Hobby durante l’inverno. Ciau. Stefano Bravo Stefano (e tutti i colleghi Guerrilla Farmers!) la prudenza non è mai troppa ;-)
Ho scoperto un sacco di cose sulla canapa, sui growshop italiani (andateci e vi fate una cultura) e su mille altre cose che mi hanno aiutato nella crescita delle mie piantine e mi hanno fatto venire voglia di provare l’indoor (ora mi sto informando ed attrezzando)! Nella prima quindicina di settembre fiorirono(le foto sono dei primi giorni di questo periodo), una ermafrodita e l’altra femmina! Tenere a bada l’ermafrodita è stato un duro lavoro ma fortunatamente l’impollinazione è stata di lieve entità; poi ci fu il problema delle “rughe”(o lumachine) ed infine quello dei pidocchi... Ma grazie a preziose informazioni lette su SoftSecrets o su libri riguardanti la canapa sono riuscito a portare a termine il raccolto! Vorrei dire a tutti che molte volte dimostrandosi maturi e spiegando le cose nel giusto modo molte persone possono darvi fiducia (come i miei genitori) e cosi non rischiare inutilmente, tenendo nascoste le cose ad alcuni ma farsi beccare da altri! Homer J. Simpson
Ciao a tutti voi, siamo due sorelle coltivatrici... in erba! Non sapendo chi delle due dovesse essere fotografata, abbiamo deciso di fare una bis-tetta. La nostra sorellina è stata tagliata subito dopo lo scatto, era outdoor, è nata a dicembre e ha fiorito a fino luglio, semi indigeni ma ignota la qualità. Vi ringraziamo tanto per gli utili consigli pubblicati nella rivista.
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ttori e l i a d o t o Lettere-f
Soft Secrets
La foto del mese Ciao mi chiamo Simone, il vostro giornale è veramente orbo :-) non vedo l’ora di leggere il prossimo numero e di piantare i vostri semini, ciao siete dei grandi!
Vi inviamo questa foto sperando che i tempi diventino più clementi verso i nostri amati fiorellini, che tanto amore distribuiscano. Chi è che non vorrebbe un vestitino fatto così? Meno male che ci siete voi, un piccolo faro nella notte. Siamo amanti della Skunk e di tutte le sue varianti. Baci skunkeristi fiorentini.
Ciao mi chiamo Stefano e seguo la vostra. rivista e anche il sito che trovo molto interessante. Nella foto c’è la più bella di 5 femminuccie. Ciao flyzaza.
Vincono incontestatamente queste 3 francesine coltivatrici zelanti!
Mentre andavo a trovare la mia piantina mi sono imbattutoin un folletto del bosco. Come tutti i folletti anche questo era molto prudente e diffidente ma con la promessa di regalargli qualche fiore si è concessa a fare questa foto. Chissà, con qualche fiore in più magari... Scherzi a parte, spero con i vostri semi di fare un raccolto super. Complimenti per la rivista! Ciao!
Puoi scaricare i numeri arretrati di Soft Secrets Italia da
www.softsecrets.nl
È gratis! Soft Secrets Italia, una lettura essenziale per grower, fumatori e per tutti gli operatori del settore della canapa.
Caro Soft Secrets, le piante sono di Durga Mata, i semi hanno germinato l’ultima settimana di maggio. Questa pianta è alla 5a settimana di fioritura e ha vegetato all’esterno in terreno aperto; successivamente è stata piantata in un vaso molto grande (40-50 litri) e concimata con concime organico al momento del trapianto e messa a 12 ore di luce; ho somministrato saltuariamente acqua e cenere. La pianta ha tratto grande vantaggio dalla cultura in terreno aperto, diventando forte e rigogliosa senza accusare quasi per nulla il trapianto. Felici di aver partecipato al vostro concorso, Rolf e Lola. Ci chiedi come mai le altre piante non abbiano fatto cime grosse quanto quelle promesse dal catalogo, beh, non ci stupisce, dato lo stress che hanno dovuto superare a causa dei vermetti e del bisturi. La prossima volta non fare il chirurgo, prova prima con il piretro, antiparassitario non dannoso (può essere usato anche fino a pochi giorni prima del raccolto) che viene eliminato dalla pianta senza problemi. Serve anche contro ragnetti e altri mostriciattoli.Ci vediamo all’Highlife!
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Soft Secrets
Special
Sessione fotografica di Green House sul THC: immagini da altitudini spaziali
Text: Green House Seed Co. Photography: Joop Dumay aka the Crystalman
Chiunque ami la cannabis ha visto innumerevoli fotografie di piante sulle varie riviste, sui siti internet e sugli album di foto degli amici. Ma è stata la parte più affascinante della pianta di cannabis, la resina, a ispirarare un fotografo olandese a spingersi oltre, cominciando a fotografare le ghiandole e i tricomi. Siccome Joop aveva bisogno di varietà di ottima qualità per un lavoro di questo tipo, inizia a lavorare insieme ad Arjan, il proprietario e fondatore della Green House Seed Company e dei Coffeeshop Green House di Amsterdam. Nel corso di un periodo di 10 mesi, fra il settembre 2004 e il giugno 2005, la Green House Seed Company ha posto una nuova pietra miliare nella fotografia sulla cannabis. Insieme a Joop Dumay, uno degli esperti mondiali più eminenti nella microfotografia, Arjan ha completato la prima sessione di microfotografia sullo sviluppo della resina su un’intera gamma di piante di sativa e di indica. Per la prima volta in assoluto, il mondo microscopico dei tricomi e delle ghiandole di THC è visibile nella sua luccicante luminosità dalle forme fungoidali; una miriade di forme e colori diversi, riflessi e ingranditi dai tricomi dell’incredibile pianta di cannabis, come non si era mai visto prima. La sessione fotografica copre tutte le 11 varietà del catalogo 2005 di Green House Seed Company; ciascuna varietà è stata fotografata settimanalmente, a partire dalla quarta settimana di fioritura, per arrivare fino al raccolto. Grazie alla stretta collaborazione fra la Green House Seed Company e Joop Dumay, noto anche come the Crystalman, per la prima volta una banca del seme è in grado di documentare lo sviluppo del THC su tutte le sue varietà. Lo studio è stato realizzato in un ambiente controllato da tutti i punti di vista, con condizioni di coltivazione ideali e specifiche per ogni varietà. Le piante erano coltivate in grossi contenitori, usando fiocchi di lana di roccia come substrato. Un’osservazione attenta dell’alimentazione data a ogni singola pianta garantiva che i tricomi potessero svilupparsi fino a raggiungere il massimo potenziale. Lisciviando regolarmente con una soluzione a basso pH e basso EC si è evitato l’accumulo di sali residui nel substrato, assicurando la massima produzione di resina. Ogni settimana venivano prelevati dei campioni di fiori
appena recisi dai rami di ogni pianta selezionata, per essere portati allo studio e laboratorio fotografico di Joop Dumay, dove si svolgeva la sessione fotografica. Qui, Joop fotografava i tricomi e i tricomi ghiandolari, con una macchina fotografica professionale montata su un microscopio ottico. Le immagini risultano ingrandite di 1200 volte. Aggiungendo vari pigmenti ai piattini Petra (small glass trays used to hold the samples), Joop l’Uomo dei Cristalli amplifica la chiarezza o l’opacità delle ghiandole di THC, rivelandone tutta la bellezza. I colori impiegati per aumentare la visibilità delle ghiandole di THC non alterano la chiarezza dell’immagine, pur rendendo tutta la complessità dei dettagli. Ne risulta una panoramica spettacolare del fantastico mondo delle ghiandole e dei
tricomi che costituiscono la resina della cannabis, la rappresentazione fisica di una giungla di forme e curve che ricordano dei paesaggi surreali. Oltre ad essere delle immagini meravigliose da osservare, questi scatti offrono ai grower la possibilità di comprendere veramente lo sviluppo e il decadimento dei cannabinoidi, fornendo uno strumento unico per azzeccare il momento del raccolto. Durante la quarta e la quinta settimana le ghiandole sono molto chiare e trasparenti, con steli più corti. Man mano che la pianta matura, le ghiandole si ingrossano e alcune cominciano a perdere chiarezza e si presentano opache e fosche. Ciò significa che l’acido del THC, degradandosi, si trasforma in altri cannabinoidi, principalmente CBN e CBG.
Le ghiandole luccicanti che si presentano con una specie di look “trasparente” sono composte per lo più da THC. Le ghiandole dall’aspetto grigio e opaco sono costituite da altri cannabinoidi, essenzialmente CBD, CBN e CBG. Naturalmente, vengono prodotti dei nuovi tricomi fino all’ultima settimana di fioritura, in modo da creare un equilibrio fra ghiandole lucide e ghiandole opache, così come vi è equilibrio fra i pelucchi bianchi e quelli rossicci sulle cime mature. I grower minuziosi possono osservare le ghiandole per decidere quando è arrivato il momento di raccogliere per ottenere un prodotto finale che dia un’ebrezza equilibrata. Il gusto e l’aroma dei boccioli sono al contempo strettamente legati al livello di degradazione del THC nei fiori. Quando la pianta sta maturando
e il THC degradandosi si trasforma in altri cannabinoidi, il sapore e l’aroma dei fiori si addolciscono e diventano più tondi e corposi. Lo studio inoltre ha rappresentato un’opportunità per saggiare le diverse varietà, fumate nelle varie fasi di maturazione: si è scoperto che anche una sola settimana di differenza nel periodo del raccolto ne poteva modificare significativamente sia il gusto che l’effetto. I coltivatori che hanno la possibilità di sperimentare possono provare a raccogliere in fasi diverse per determinare il “momento culminante” di una certa varietà. Se una indica forte viene raccolta una settimana prima, l’effetto sarà leggermente più mentale e risulterà meno pesante sul fisico. Al contrario, raccogliere la pianta una settimana dopo la fase di maturazione ottimale darà un erba dolcissima e pesante, dall’effetto più narcotico e “fumato”. Da questo studio sono state tratte svariate conclusioni, fra cui il fatto che non vi sono differenze nella modalità di sviluppo dei tricomi sulle piante di indica, rispetto a quelli delle sativa. Hanno entrambi lo stesso aspetto e si sviluppano nello stesso modo. Una conclusione ulteriore è stata la conferma che il THC non è che uno dei vari elementi ad agire in sinergia con altri cannabinoidi. Ed è l’interazione fra i diversi cannabinoidi a costituire adesso la chiave per esplorare ulteriormente l’effetto della resina della cannabis. L’opera artistica di Joop the Crystalman e la genetica fantastica della collezione di Arjan hanno reso possibile questo studio fotografico unico. Il resto lo dobbiamo alla magia della natura.
Notizie & p rimizie
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Total Overdose È uscito “Total Overdose: A Gunslinger’s Tale in Mexico” della Eidos per piattaforme Xbox, PlayStation 2 e Pc. Sviluppato dallo studio danese della Deadline, Total Overdose mette i giocatori nel ruolo di un agente della DEA in incognito, impegnato in una missione di infiltrazione nel mondo della droga messicano con l’obiettivo di minarlo dall’interno. Parte sicuramente più difficile del gioco sarà... scegliere da che parte stare!
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Italia. Confisca del mezzo e arresto per chi guida sotto effetto di stupefacenti Sanzioni pesanti per chi è trovato alla guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: non solo è previsto l’arresto fino a 3 mesi con l’ammenda da 1.000 a 4.000 euro ma sarà confiscato anche il veicolo. L’inasprimento delle pene è contenuto in un emendamento, presentato dal sen. Michele Boscetto (Fi) al decreto legge sulla patente a punti, approvato dal Senato e all’esame della Camera.
Per altre informazioni: http://www.eidos.co.uk/games/embed.html?gmid=175
Cocaina anche nel tuo fiume? Anche nelle acque del Tamigi e dei più importanti fiumi tedeschi ogni giorno finiscono quintali di cocaina. Lo hanno scoperto gli esperti dell’Istituto di ricerca biomedica e farmaceutica di Norimberga e gli scienziati dell’Istituto Mario Negri di Milano, che già qualche mese fa avevano fatto l’antidoping al Po con risultati perfino più allarmanti: nel fiume più lungo d’Italia i chili di cocaina rilevati sono quattro. Secondo uno studio commissionato dal Sunday Telegraph, circa 150.000 righe di cocaina vengono riversate nel fiume ogni giorno, sniffate e “filtrate” dal corpo dei consumatori nella capitale londinese, ossia 10 volte di più delle cifre ufficiali del ministero degli interni. “Viste le complicazioni a lungo termine legate all’uso di cocaina, prevediamo una bomba a orologeria in termini sanitari” ha affermato il tossicologo clinico John Henry. Fonte: AFP
Seconda Fiera Italiana della Cannabis a Bologna L’associazione culturale Cannabis Tipo Forte, grazie all’esperienza accumulata nella prima Rassegna tenutasi lo scorso marzo a Pescia ed all’inserimento di nuove forze nel gruppo, rilancia un appuntamento irrinunciabile per il prossimo 2-3-4 giugno. Il Palanord (con i suoi 3000mq) e Bologna sono stati scelti come nuova sede per la Seconda Fiera della Cannabis per garantire una maggiore visibilità e raggiungibilità su tutto il territorio nazionale. Il calendario degli eventi sta infoltendosi oltre ogni aspettativa. Ai già programmati dibattiti sulla canapa medica ed industriale, alle proiezioni di filmati e cortometraggi ed alla inaugurazione di una Mostra itinerante sulla Psichedelica tra le più quotate in Italia si vanno ad aggiungere sempre più gruppi musicali, graffitari, cabarettisti e giocolieri che vogliono far sì che siano per tutti noi giornate indimenticabili. www.cannabistipoforte.com Tel: 0039 051 0866720
Italia. Denunciata assistente sociale che dava spinelli ai malati di sclerosi La responsabile di una Onlus che gestisce una casa di cura è stata denunciata, nel milanese, con l’accusa di aver procurato spinelli a un paziente gravemente malato nel tentativo, secondo quanto avrebbe sostenuto, di alleviarne le condizioni.
Bucati e Ingoia, il nuovo reality olandese È ripresa la stagione dei reality ed in Olanda il canale giovanile BNN manda in onda un nuovo show dal titolo esplicativo: “Spuiten & Slikken” (“Bucati e ingoia” o “Eiacula e Ingoia”). Il principale protagonista, riporta il sito Internet http://realityhouse.altervista. org, il ventiseienne Filemon Wesseling, prenderà continuamente eroina sotto forma di pillole, e proverà Lsd sul divano di casa sotto l’occhio della madre. Il produttore del reality Sjoerd van den Broek spiega: “Non vogliamo imbarazzare nessuno, vogliamo solo informare. L’idea è trattare questi soggetti come se fossimo a teatro, se ti piace li guardi”.
Gran Bretagna. Consumo di cannabis in calo dopo la declassificazione A più di un anno dalla legge che ha declassificato la cannabis da droga di Fascia B a C, i consumatori sono diminuiti di oltre l’1%. L’ultima ricerca del Governo rivela che il 9,7% dei 16-59enni ha ammesso nel 2004-05 il consumo della cannabis, rispetto al 10,8% dei precedenti 12 mesi. Il consumo delle altre droghe è ugualmente diminuito dell’1% (nel medesimo periodo di riferimento), così come le droghe di Fascia A. Nella ricerca “British Crime” sono state intervistate quasi 50 mila persone. Il 29,7% ha ammesso il consumo della cannabis (almeno una volta nel corso della vita), dal 30,8% precedente. Tra i 16-24enni il consumo della cannabis è sceso al 23,5%, dal 24,8% del 2003-04. La percentuale dei giovani che ha provato qualche droga nell’anno precedente la ricerca è diminuita dell’1,5%. Tra gli intervistati, il consumo delle droghe di Classe A è aumentato tra il 1998 e il 2004-05, all’interno del quale si è visto un aumento del consumo della cocaina tra il 1998 e il 2000. La legge che ha declassificato la cannabis è entrata in vigore nel gennaio 2004, rendendo il possesso di piccole quantità di cannabis non passibile di arresto. Su Internet: http://www.crimereduction.gov.uk/drugsalcohol75.htm
Italia. Rifondazione: legalizzare le piantagioni di cannabis per uso personale Coltivare le pianticelle di cannabis per il proprio uso personale, per contribuire a sconfiggere il narcotraffico relativo alle droghe leggere: è la proposta lanciata da Paolo Ferrero, della segreteria nazionale Prc, nel corso di un convegno sulle tossicodipendenze organizzato a Pescara dalla Regione Abruzzo, al quale hanno partecipato esponenti dell’Unione, operatori sociali e rappresentanti degli enti locali.
Canada: marijuana al volante nel mirino dei vigili “Il tasso di guidatori e passeggeri giovani sotto l’influsso dell’erba fa a gara con quello di chi guida sotto l’effetto dell’alcool”, afferma la ricercatrice Christiane Poulin, che fa notare un aumento mondiale del consumo di ganja. Mentre i giovani solitamente non tollerano che si guidi dopo aver bevuto alcolici, considerano l’erba una droga “innocua e di massa, priva di conseguenze negative significative”. “A quanto pare la cannabis non influenza la capacità di guida,” afferma Sylvia Fanjoi della Canadian Public Health Association. “Abbiamo notato che spesso chi viene scelto dagli amici per guidare, fuma anziché bere.” Difatti, secondo certi studiosi, la ganja ostacola la capacità di guida in modo più marcato durante la cosiddetta fase acuta, fino a un’ora dopo aver fumato. Dopodiché questa incapacità sparisce rapidamente nelle due o tre ore successive. Molti guidatori canadesi non temono nemmeno di incorrere nelle gravi sanzioni che colpiscono chi guida da ubriaco, anche perché non è facile, in assenza di strumenti paragonabili agli etilometri, accertare se chi è al volante è sobrio o “fumato”. La campagna ufficiale lanciata lunedì, una delle prime al mondo, arriva proprio mentre il governo liberale del primo ministro canadese, Paul Martin, sta valutando se depenalizzare il possesso di piccoli quantitativi di cannabis in Canada. Fonte: Sapa-AFP
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wonders Di Weckels, lo specialista in coltivazione di Atami
Skunk X Su grande richiesta del pubblico, questa volta tratterò di a una pianta che è una garanzia di successo anche per il coltivatore principiante: la Skunk, il classico dei coffee shop, dalla dolce, ineguagliata ebrezza. Se coltivi una varietà come la Skunk X, devi proprio riuscire a combinare una collezione di pasticci madornali, per non riuscire a racimolare un raccolto decente. Per la maggior parte dei coltivatori agli esordi, sono proprio delle varietà di Skunk le prime con cui si entra in contatto, per il fatto che non hanno esigenze particolari a cui il grower deve provvedere, rispetto alle altre varietà bianche “vere”. La Skunk X è una pianta che riesce a sopportare molti degli errori più comuni dei principianti. Annaffiare troppo o con acqua fertilizzata troppo fredda, per esempio, è uno degli errori da principiante che la skunk riesce solitamente a scrollarsi di dosso. Ma la Skunk X può dare un risultato pregevole persino al grower più esperto, sicuramente se le dimensioni del raccolto sono una motivazione per affilare l’istinto da coltivatore. Ciononostante, è vero che nel corso della propria carriera, normalmente chi coltiva al chiuso tende man mano a dedicarsi a varietà più esigenti (come la pianta di Cytral di cui si è parlato nel numero del dicembre scorso), per ampliare ed estendere le proprie esperienze.
La Skunk X in particolare ha una sete incredibile di fosforo (P) e di potassio (K) durante il periodo di fioritura
Persino sui rami più bassi troverai delle cime ben sviluppate. Perciò dobbiamo far sì che le piante ricevano una dose di luce generosa.
X piccole e correre dei rischi per niente, quando possiamo raggiungere, se non superare, lo stesso raccolto con la metà delle piante? Spesso i grower coltivano delle piante piccole e quindi in maggior numero, nella speranza di avere dei grandi raccolti, mentre in realtà fare così comporta spese elevate. Perciò per molto
tempo questo metodo di coltivazione non è stato lucrativo quanto credevano in molti. Il principale svantaggio, quando si crescono molte piante in uno spazio ridotto, è anche che capita che le piante entrino in competizione fra di loro per accaparrarsi le quantità limitate di luce e nutrimenti. Dopotutto, ciascuna pianta ha
Ciò non toglie nulla al fatto che la Skunk rimanga una delle preferite di moltissimi grower, e questo è in parte il motivo per cui in questo numero sarà lei, a stare sotto i riflettori.
Il fatto che delle varietà di skunk famose come la Skunk X siano riuscite ad affermarsi come piante ad altra resa è dovuto in parte al fatto che queste signore verdi hanno un gambo incredibilmente grosso e sviluppano dei rami laterali pesanti, purché ne abbiano la possibilità. Noi grower, ogni qualvolta siamo in grado di dare i mezzi (ossia, lo spazio) alla Skunk X, abbiamo già evitato il primo errore da principianti.
Alimenti Per quanto riguarda il mix di terra per riempire i vasi, consiglio di usare terriccio fertilizzato leggermente, in modo da conservare il controllo e dare alla pianta abbastanza nutrimenti, mescolati all’acqua con cui annaffiamo. Verrebbe forse da pensare che una pianta come la Skunk X, che manca poco scoppia dalla voglia di crescere fino a raggiungere la sua enorme taglia potenziale, non faccia la schizzinosa se si mettono un po’ di sostanze nutritive nel suo terriccio. Difatti invece un terriccio a concimazione leggera conterrà sostanze in abbondanza per le prime due o tre settimane, in altre parole per tutto il periodo di crescita.
Cespugli Delle piante come la Skunk X sono ottime da coltivare in terra; crescono in fretta, si sviluppano rapidamente e spesso fioriscono come una... ecco, come qualcosa che fiorisce benissimo. I coltivatori principianti generalmente piantano il primo paio di colture in terra, in modo da imparare a padroneggiare le tecniche principali della coltivazione, per così dire. Tuttavia, a questo punto vorrei immediatamente sottolineare che anche coltivare in un substrato di cocco può rendere dei risultati favolosi, con una pianta ad altissima resa come la Skunk X, quindi se pensi ci sia un pochino di grower su cocco in te, ecco che vale sicuramente la pena di fare un tentativo con questa pianta. Per coltivare in terra, cominciamo da un vaso da 25 litri circa. Proprio siccome questi vasi sono così capienti, le piante di Skunk X possono svilupparsi fino a diventare dei veri cespugli, il che significa che servono meno cloni, quindi le spese sono ridotte. Perché dovremmo darci la briga di riempire tutto un locale da coltivazione con delle piante di Skunk
a disposizione soltanto una quantità di spazio limitata e soprattutto per le varietà di skunk, che adorano diventare grandi e larghe, non c’è niente di più fastidioso del non avere tutto lo spazio che vogliono.
La Skunk X spesso sviluppa dei forti rami laterali, soprattutto quando lasciamo che si goda una crescita (preliminare) più lunga. In tal modo i rami riusciranno a sostenere un bel peso in cime.
Se questo periodo di crescita può essere considerato un pochino lungo, dipende dal fatto che lasceremo diventare abbastanza grande la varietà di skunk, per cui le dovremo dare un po’ più di tempo nella fase di (pre) crescita. Mi raccomando, tieni presente che una pianta quale la Skunk X continua a crescere ancora notevolmente in altezza anche una volta che è entrata in fioritura. Se lavori in uno spazio dal soffitto basso, allora conviene stimolare la crescita laterale, tagliando via la sommità della pianta (ovviamente, prima
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che abbia sviluppato delle cime sue). In tal modo tutti gli elementi nutritivi sono dirottati attraverso la linfa, che li trasporta via dal gambo principale e verso i rami laterali, che a loro volta ricompenseranno per queste premure, aumentando considerevolmente di dimensioni; in seguito (durante la fase di fioritura ) si trasformerà nella capacità di portare delle cime dal peso molto superiore. Se decidessi di “decapitare” le tue piante, cerca però di dare loro la possibilità di svilupparsi davvero in larghezza, ponendole in modo che abbiano abbastanza posto ai lati. Inoltre, dobbiamo tagliare via la sommità delle piante nel momento in cui il ributto superiore ha raggiunto l’altezza desiderata. Potrebbero sembrare tutte considerazioni logiche, ma ci sono comunque tantissimi grower che tagliano via allegramente mezzo metro dalle ali delle loro piante nella speranza che raggiungano comunque l’altezza desiderata. Spesso questo avviene quando il grower ha lasciato crescere le piante in altezza un po’ troppo a lungo, per cui una potatura drastica si rivela necessaria. Purtroppo per la pianta, questo tagliare via mezzo metro della sua statura, in realtà rappresenta una grave ferita, difficile da rimarginare. Il risultato sono un’eccessiva perdita di linfa e un rischio maggiore di infezioni da muffa. Per cui usa la testa e fai in modo di eliminare soltanto la punta più alta del ributto principale, cosicché la pianta abbia abbastanza risorse con cui curare la ferita, quindi produrrà del tessuto cicatrice, che ridurrà al minimo la perdita di linfa.
più. Basta semplicemente mescolare il booster all’acqua con cui le annaffiamo. Sebbene la Skunk X non schizzerà subito contro il soffitto per i colpetti dati dalle piccole dosi nella quantità di booster del cibo liquido aggiunto alla sua acqua (che aggiungeremo in una fase successiva della sua esistenza), è sempre consigliabile usare una piccola siringa da farmacista per determinare esattamente la quantità da aggiungere. Dopo una o due settimane, magari anche tre, riduciamo il numero di ore di luce che diamo alle piante riportandolo a 12 e le piante cominceranno a fiorire. Durante il periodo di fioritura è una buona idea togliere il massimo numero di foglie grandi. Le piante di skunk sono note per il volume di foglie che producono, ma queste ultime si possono trasformare in un ostacolo, se le belle cime rimangono coperte dalla loro ombra (laddove non sono esposte alla luce diretta delle nostre lampade). In parte è per questo che quando coltivo una delle più note varietà di skunk, tendo a farle crescere e fiorire sotto luci relativamente intense. Una lampada da 600 watt è veramente il minimo con cui dovremmo metterci all’opera, dato che le numerosissime foglie fungono da schermo per buona parte della luce. Ciononostante, non possiamo eliminare tutte le foglie (le conseguenze sull’assorbimento di luce sarebbero disastrose) e siccome abbiamo dato alle piante un periodo di crescita preliminare generoso, non ci vorrà molto tempo prima che anche le cime sui rami più bassi possano ricevere abbastanza luce.
Luce
Enzimi
Torniamo a occuparci ancora delle miscele di terriccio. Durante il periodo di crescita, diamo alle piante soltanto un booster, a mo’ di sostegno alimentare in
Passando ai nutrimenti liquidi che daremo alle piante durante la fioritura, è meglio scegliere alimenti conosciuti e aggiungere anche degli enzimi ogni due settimane, in
Fiera Highlife, Edizione Olanda La Fiera va al vertice della classifica nella Capitale della Cannabis Quando: 20, 21 & 22 gennaio 2006 Dove: centro congressi RAI, Amsterdam La Fiera Highlife in Olanda, con la sua storia di successo magnifico, continua a migliorare. L’Olanda continua a migliorare. Per la prima volta, in una storia lunga 13 anni, la Highlife è riuscita a presentare la fiera presso la sede prestigiosa del centro fiere e congressi più apprezzato e onorato dei Paesi Bassi, il complesso RAI ad Amsterdam. E ciò significa che finalmente la leggendaria Fiera Highlife adesso si è affermata come la fiera della canapa leader nel mondo, che si svolge nell’unica e sola Capitale internazionale della Cannabis. Innumerevoli aziende olandesi e straniere si presenteranno al centro RAI ad un pubblico prevalentemente olandese, inglese, tedesco e francese. Oltre all’aspetto commerciale della fiera, sarà dedicato moltissimo spazio a seminari, dibattiti politici e al divertimento. E difatti, oltre ad essere una fiera per gli operatori, la Fiera Highlife è principalmente una vera fiera sullo stile di vita, che cerca il pieno coinvolgimento di un pubblico di amanti della canapa. La Fiera Highlife è un’istituzione nei Paesi Bassi da più di dieci anni. Nata inizialmente dalla rivista bimestrale patinata sulla cannabis, Highlife, la Fiera era una risposta nei confronti della domanda in continuo aumento sia da parte del pubblico, sia da parte degli operatori del mondo cannabis. All’epoca non c’erano altri luoghi al mondo in cui i grow shop, i coffeeshop, gli head shop e le altre aziende fornitrici si potessero presentare al grande pubblico . E il pubblico non aveva occasione, altrove, di familiarizzare in
Qui possiamo vedere ancora un primo piano della cima di Skunk X. La ganja non solo ha un bel profumo forte (il tipico odore della skunk), ma anche l’effetto è superlativo.
modo da tenere basso il livello dei sali accumulati nell’acqua di alimentazione. Per quanto riguarda gli alimenti per la fioritura, ci serve un prodotto nutriente dal livello NPK (come lo chiamiamo in Olanda) di 7:30:20. Questa formula d’oro non è nota a tutti i grower, ma la Skunk X in particolare ha una sete incredibile di fosforo (P) e di potassio (K) durante il periodo di fioritura. Quando noi grower ci occupiamo di dare alle nostre piante
di Skunk X la dose di nutrimenti per la fioritura di cui sopra (mischiata all’acqua), ci saremo risparmiati l’ingiallimento delle foglie e possiamo aspettarci un raccolto enorme. Fra l’altro, questo è uno dei segreti più grandi che circondano i raccolti campione di Skunk X , se si considera che tutti gli altri dosaggi, con quantità inferiori di fosforo e di potassio, portano quasi sempre a delle delusioni!
Eventi
modo così approfondito con la vasta gamma di servizi e prodotti che stava emergendo nel mercato sempre più sofisticato della cannabis. La prima Fiera Highlife si era tenuta nel 1994 presso il complesso Ahoy di Rotterdam, con gruppi famosi come i Cypress Hill, a garantire che la manifestazione sortisse un vero clamore, grazie agli strepitosi spettacoli dal vivo. Nel corso della prima fiera, la musica costituiva il cuore dell’evento e la fiera stessa restava un po’ in secondo piano. Negli anni seguenti è cambiata sempre di più e la musica si è spostata in secondo piano, mentre la fiera stessa è cresciuta, acquisendo un carattere sempre più internazionale. All’ultima fiera tenutasi in Olanda, a fine gennaio 2005, la buona riuscita di questa formula è stata evidenziata da un nuovo numero record di visitatori. Niente meno che 14.000 esponenti del pubblico (internazionale) erano arrivati alla Fiera Highlife, accolti da più di 100 espositori di varie nazionalità. Uno dei valori aggiunti della Fiera Highlife è, per molti visitatori, la leggendaria Highlife Cup, ossia la consegna dei premi per la migliore erba e il migliore fumo presentati dai coffee shop, dai grow shop e dalle banche dei semi olandesi. La Coppa Highlife nel corso della sua esistenza è diventata un onoreficenza riconosciuta a livello internazionale, e serve da punto di riferimento in fatto di professionalità, con un bacino di partecipanti che supera di gran lunga quello degli altri concorsi internazionali. Speriamo di poterti accogliere ad Amsterdam, il 20, 21 e 22 gennaio 2006! Per informazioni, telefona a Discover Publisher, Tel: +31 (0) 73-549 8112 O visita www.highlife.nl
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on Coltivate c ntes Jorge Cerva
Come mischiare i fertilizzanti Bisogna leggere sempre l’etichetta completamente e seguire le istruzioni. Per mischiare, sciogli la polvere e i cristalli in poca acqua tiepida, controllando che si sia sciolto tutto bene prima di aggiungere il resto dell’acqua tiepida. In questo modo si riesce a mischiare uniformemente il fertilizzante all’acqua. I fertilizzanti liquidi possono essere mischiati all’acqua direttamente. I recipienti contengono pochissimo substrato in cui vengono a trovarsi i nutrimenti, quindi potrebbe sorgere il problema dell’accumulo di sali tossici. Segui alla lettera le istruzioni per il dosaggio. Se si aggiunge troppo fertilizzante, le piante non crescono più in fretta. Si rischia di modificare l’equilibrio chimico del terreno, fornire troppe sostanze nutritive o bloccare certe altre sostanze nutritive, che non risulterebbero più assimilabili da parte della pianta.
Esame visivo – Se le piante crescono bene e hanno foglie sane verde intenso, probabilmente ricevono tutte le sostanze nutritive necessarie. Appena rallenta la crescita e le foglie iniziano a diventare verde pallido, è il momento di concimare. Non confondere le foglie gialle dovute alla mancanza di luce con le foglie gialle causate da una carenza alimentare. Facendo un test sugli N-P-K nel terreno si scopre con esattezza in che quantità è presente ciascuno di questi elementi principali. Il test consiste in un kit per mischiare un campione di terreno a un reagente chimico. Dopo che la terra si è sedimentata, viene rilevato il colore del liquido e lo si confronta a una tabella. In seguito si può aggiungere la corretta percentuale di fertilizzante. Si tratta di un metodo esatto ma un pochino laborioso. Il modo migliore per fare esperienza e acquisire delle doti da orticoltore è sperimentare con due o tre piante di prova. Per questo tipo di test, sono perfetti i cloni. Dai un po’ di fertilizzante alle piante di prova, per vedere se il verde si ravviva e se crescono più rapidamente.
Come applicare il fertilizzante Certe varietà possono assorbire delle elevate quantità di nutimenti, mentre altre crescono meglio con un minimo di fertilizzanti supplementari. Nella tabella qui sotto troverai alcune raccomandazioni su come concimare alcune varietà. Molti programmi di concimazione prevedono l’aggiunta di vari additivi che accelerano l’assimilazione dei nutrimenti.
Le foglie verde pallido indicano che la pianta ha una carenza di azoto e deve essere nutrita con un fertilizzante generico.
Dovresti notare qualche cambiamento nel giro di 3 o 4 giorni. Se va bene per una, dovrebbe andare bene per tutte. A questo punto, è stato stabilito che alle piante serve del fertilizzante. Ma quanto? La risposta è semplice. Puoi mischiare il fertilizzante e l’acqua secondo le istruzioni, oppure diluire ulteriormente il fertilizzante e somministrarlo più spesso. Molti tipi di fertilizzanti liquidi sono già diluiti. Consida l’ipotesi di usare più fertilizzante concentrato ogni volta che puoi. Ricordati che le piante piccole consumano molto meno concime di quelle grandi. Concima al mattino presto, in modo che le piante abbiano tutto il giorno per assorbire e assimilare il fertilizzante. È difficile spiegare in poche righe ogni quanto vada applicato ciascun fertilizzante. Sappiamo che le piante grandi assorbono più alimenti delle piante piccole. Più spesso si applica il fertilizzante, e meno deve essere concentrato. La frequenza e il dosaggio sono due degli argomenti più dibattuti fra i grower. La marijuana coltivata in contenitori indoor può essere spinta a dei limiti incredibili. Alcune varietà riescono ad assorbire delle quantità pazzesche di fertilizzante e crescono bene. Molti grower arrivano a somministrare fino a un cucchiaio da minestra di Peters™ (20-20-20) per gallone ad gni annaffiatura. Questo funziona adeguatamente con dei substrati che drenano rapidamente e che possono essere lisciviati via facilmente.
Altri grower invece usano soltanto del terriccio ricco e organico. Non vengono aggiunti fertilizzante fino a quando serve una formula di stimolatore super per la fioritura. È assai più semplice concimare le piante in terra aperta che nei vasi. Nella terra, all’aperto, le radici trovano già moltissime sostanze nutritive e la concimazione non è così problematica. Ci sono vari modi per somministrare un fertilizzante chimico. Puoi ricoprire dall’alto il letto di un giardino, applicando uniformemente il fertilizzante su tutta la superficie. Puoi nutrire dai lati le piante, applicando il fertilizzante lungo la base delle piante. Puoi alimentarle tramite le foglie, spruzzando sul fogliame una soluzione di fertilizzante liquido. Il metodo che scegli dipenderà dal tipo di fertilizzante, dal fabbisogno della pianta e dalla comodità del metodo stesso. Quando si usano dei fertilizzanti sintetici, è estremamente importante leggere l’etichetta attentamente e seguire le istruzioni. Le sigle “WIN” e “WSN”, che ti potrebbe capitare di vedere su un’etichetta, stanno per water-insoluble nitrogen (azoto non solubile in acqua) e per water-soluble nitrogen (azoto solubile in acqua). Il tipo WIN si scioglie in fretta ed è considerato una fonte di azoto a rilascio rapido. Il tipo WSN non si scioglie in fretta. Si tratta spesso di azoto in forma organica ed è considerato lento. Per mescolare il fertilizzante solubile con l’acqua, poui usare un applicatore a sifone , che si trova generalmente in vendita presso i vivai. L’applicatore viene semplicemente collegato al rubinetto in modo che il sifone resti sommerso nella soluzione concentrata di fertilizzante con il tubo attaccato all’estremità opposta. Spesso, gli applicatori vengono impostati su una proporzione di 1 a 15. Pertanto ad ogni 1 unità di fertilizzante concentrato liquido, vanno aggiunte 15 unità di acqua. Affinché l’aspirazione funzioni bene, l’acqua deve scorrere abbastanza. Gli ugelli nebulizzatori ne limitano il flusso. Quando si accende l’acqua, il fertilizzante viene aspirato (dal sifone) nell’impianto e fuoriesce dal tubo manicotto. Solitamente viene dato il fertilizzante ad ogni annaffiatura, visto che il dosaggio utilizzato è basso.
Come misurare – Utilizza sempre il contenitore graduato adatto.
Stabilisci se le piante abbiano bisogno di fertilizzanti: puoi compiere un’esame visivo, effettuare un test degli elementi N-P-K nel terreno, oppure sperimentare su piante “cavia”. A prescindere dal metodo usato, ricordati che se le piante stanno in contenitori di piccole dimensioni utilizzano rapidamente le sostanze nutritive e vanno concimate spesso, mentre le piante in contenitori grandi hanno più terra, con più elementi nutritivi, quindi possono stare più tempo senza essere concimate.
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Schema di HESI per i fertilizzanti
Schema di GHE per i fertilizzanti
Un bidone dell’immondizia con un’attacco per canna dell’acqua sul fondo posto a 90–120 cm dal pavimento fungerà da fonte di flusso di gravità per la soluzione contenente il fertilizzante. Il recipiente è riempito di acqua e fertilizzante.
Tutte le foglie in questa foto provengono dalla stessa pianta. Alcune foglie mostrano segni di intossicazione dovuta all’impiego eccessivo di fertilizzanti.
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Quando si tratta di fertilizzare, le esperienze accumulate coltivando delle specifiche varietà e utilizzando metodi diversi sono gli insegnamenti più prezionsi. Ci sono centinaia di preparati N-P-K, tutti che funzionano! Quando scegli un fertilizzante, cerca di leggere tutta l’etichetta e di sapere quello che dice che possa fare il fertilizzante. Non temere a fare domande al commesso oppure al produttore stesso.
difende dagli attacchi di parassiti e malattie, ma rallenta anche la penetrazione dei liquidi nebulizzati.
Una volta che ti sei fatto un’idea sulla frequenza con cui concimare, sottoponi il giardino a un programma di alimentazione regolare. Una tabella di solito va benissimo, ma deve essere accompagnata da un occhio vigile e premuroso, pronto ad individuare segni di fertilizzazione eccessiva o di carenze alimentari.
Gli stomi sono delle specie di pori della pianta di cannabis, situati sulla superficie inferiore della foglia, quindi bisognerebbe nebulizzare verso l’alto.
Liscivia la terra ogni mese con 4–8 litri di soluzione a bassa concentrazione di nutrimenti. È il metodo di prevenzione migliore contro l’accumularsi di sali tossici nel terreno.
Alimentazione per via fogliare
Le foglie giovani sono più permeabili delle foglie vecchie. I nutrimenti e gli addittivi penetrano più rapidamente nelle foglie immature che nelle foglie più coriacee ed anziane, quindi le prime rischiano maggiormente di essere danneggiate da spray forti.
Le piante devono essere nutrite per via fogliare solamente quando si manifestano dei sintomi specifici da carenza alimentare. L’alimentazione per via fogliare è un rimedio di emergenza e si rischia facilmente di esagerare. Un’alta presenza di elementi nutritivi nel fogliame interrompe l’assorbimento degli stessi da parte delle radici, confondendo quindi la pianta. Quando si nebulizza sulle foglie, le sostanze si accumulano e ristagnano nel fogliame. Non vaporizzate mai oltre una volta ogni 10 giorni e mantenete la concentrazione della soluzione che nebulizzate al disotto delle 500 ppm oppure con un EC inferiore a 1.0. Gli stomi si chiudono quando: C’è troppa CO2 L’umidità è scarsa Radici secche
Nebulizza sul fogliame dal basso, in modo che lo spruzzo possa penetrare gli stomi situati sul lato inferiore delle foglie.
L’alimentazione per via fogliacea significa vaporizzare i nutrimenti o i fitostimolanti biologici sul fogliame per incrementare la disponibilità di elementi nutritivi, vitamine, ormoni ecc. Il fogliame della cannabis ha una capacità di assorbimento limitata attraverso gli stomi e la scelta del momento è cruciale per raggiungere il massimo della copertura e dell’assorbimento. Gli spray per foglie penetrano nella pianta quando gli stomi sono aperti. I momenti migliori per nebulizzarli, sono quelli in cui gli stomi sono il più aperti possibile. Ciononostante, gli stomi sono sempre impegnati nel preservare l’equilibrio in relazione a umidità, livelli di CO2 , temperatura e intensità luminosa, tutti segnali che fanno aprire o chiudere gli stomi.
Le foglie e i gambi presentano dei peletti simili a cera, cistoliti – che fungono come le piume su un’oca – riparando dall’acqua.
Lo strato superficiale (cutìcola) ceroso (peletti cistoliti e resina) sul fogliame della cannabis rende le foglie molto poco adatte ad assorbire acqua. Tale barriera
Gli stomi si aprono quando c’è: Luce alta Poca CO2 Umidità elevata
Come puoi sfruttare al meglio uno spray 1. Nebulizza la parte bassa delle foglie, facendo una nebbia fine, cercando di non creare delle goccioline sulle foglie. La nebbiolina sottile viene attirata elettricamente dal fogliame. Tutte le giovani piante di marijuana hanno dei pelucchi cerosi che impediscono la penetrazione dei liquidi. 2. Non nebulizzare se le piante sono calde o se l’atmosfera è troppo secca. Nebulizza quando la luce è fioca, o prima che si spengano le luci, oppure appena mentre si stanno accendendo. Se spruzzi quando fa caldo, ti conviene spruzzare ovunque soltanto dell’acqua semplice, fino a far calare la temperatura ambiente e del fogliame, prima di applicare lo spray vero e proprio. Se nebulizzi quando il fogliame è caldo, lo spray si cristallizza sulla superficie della pianta e non vi penetra. Spesso, se nebulizzi dell’acqua 10 minuti dopo, fai aumentare la penetrazione. Gli elementi nutritivi mobili si spostano liberamente all’interno di una pianta. Quelli immobili si spostano piano, ma una volta che si sono depositati, restano dove sono. 3. Applica con parsimonia i nutrimenti mobili. Iutrimenti immobili — zolfo, boro, rame, manganese, molibdeno e zinco—spesso richiedono due o tre applicazioni. Il calcio e il boro non si prestano bene per l’alimentazione via foglia, dato che si spostano male. Ma l’azoto ureico applicato come spray in presenza di un’elevata umidità, penetrata quasi immendiatamente nelle foglie. Fai attenzione quando spruzzi del fertilizzante a base di urea, cerca di mantenerli ben diluiti. L’urea inoltre trasporta altre sostanze nutritive all’interno della pianta e funziona bene come base per il mix. L’alimentazione via foglia dovrebbe risollevare una pianta nel giro di una settimana. Potrebbe servire una seconda spruzzata al termine della settimana, per essere sicuri che la cura sia servita. 4. Il boro, il calcio e il ferro si muovono piano durante la fioritura. Una dose fogliare aggiuntiva spesso accelera la crescita in caso abbia rallentato. Anche uno spray per foglie al potassio può aiutare la fioritura, soprattutto se la temperatura cade al di sotto dei 10°C o sale oltre i 25° C. 5. Nebulizza sempre le parti appena cresciute. Questo sottile strato ceroso e qualche tricoma consentono una buona penetrazione. 6. Misura il valore pH dello spray e cerca di tenerlo fra 7 e 8.5. Il fosfato di potassio (K2HPO4) diventa fitotossico quando ha un pH compreso fra phytotoxic below infreriore a pH 4 e superiore a 8.5. Gli stomi ricevono il segnale di chiudere quando il pH ha tali valori. 7. Usa un tensioattivo con tutti gli spray, applicandoli secondo le istruzioni riportate sull’etichetta.
Spalmanti-adesivi
8. Aggiungi la corretta quantità di tensioattivo in modo che non si formino delle goccioline sulle foglie. Una volta che si sono formate, le goccioline rotolano giù e cadono dal fogliame, rendendo inefficace l’applicazione.
Certi coltivatori accorti utilizzano un tensioattivo, una sostanza che agisce in superficie o forniscono un coadiuvante tramite supplementi per aumentare l’efficacia della fertilizzazione tramite le foglie.
9. Interrompi l’applicazione prima che si siano formate delle goccioline sulle foglie. Fai una nebulizzazione di prova su uno specchio per controllare che lo spruzzo sia uniforme e che non formi delle goccioline che rotolano giù dallo specchio.
Spalmanti (agenti bagnanti) riducono la tensione superficiale degli spray (si intendono tutte le sostanze liquide nebulizzate) impedendo che si formino delle perline di liquido che cadono dal fogliame. Se vedi delle grosse gocce a forma di bulbo, significa che ti serve uno spalmante. Se le gocce sono appiattite e scivolano dal fogliame, significa che è stato impiegato troppo spalmante. Esistono degli spalmanti nonionici, antionici, e cationici. Gli spalmanti nonionici che non si ionizzano nell’acqua sono i più diffusi e non reagiscono con quasi nessun antiparassitario. Quelli antionici e cationici non sono molto usati. Adesivi servono a far aderire lo spray alla foglia dopo averlo nebulizzato, in modo che non venga lavato via dalla pioggia o dalla rugiada. Gli adesivi non servono solo ad aumentare l’adesione, ma anche a rallentare l’evaporazione e a fornire uno strato impermeabile. Alcuni adesivi fungono anche da spalmante. Gli adesivi-spalmanti consentono al prodotto di penetrare negli stomi delle foglie.
10. Nebulizza una nube il più sottile possibile per minimizzare le dimensioni della goccia.. Estensore (agenti stabilizatori) protegge gli spray applicati contro i raggi UV e il calore, che ne causano il degrado. Anche i saponi e i detersivi liquidi e in polvere sono dei tensioattivi. Però la loro efficacia non è nemmeno paragonabile a quella dei tensioattivi per orticoltura. I tensioattivi biodegradabili sono quelli che scompaiono per primi. Quelli al silicone sono anche dei leggeri insetticidi, che agiscono bloccando le funzioni (vitali) dei parassiti. La concentrazione degli spray fogliari è cumulativa. I nutrimenti somministrati attraverso il fogliame possono provocare un accumulo di sali all’interno e in prossimità delle foglie, un po’ come avviene quando i sali si accumulano nel terreno.
Se non si usa uno spalmanteadesivo, gli spray spesso si condensano in gocce e rotolano via dal fogliame, risultando quindi inefficaci.
Jorge Cervantes è l’autore del nuovissimo Indoor Marijuana Horticulture: The Indoor Bible (con 200 foto a colori TUTTE NUOVE), di Marijuana Indoors: Five Easy Gardens, Marijuana Outdoors: Guerilla Growing e di Jorge’s Rx oltre a contribuire a 12 riviste europee pubblicate in 6 lingue. Visita il suo sito internet: www.marijuanagrowing.com.
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Soft Secrets
aio La pagina del Canap
Haschish, Cannabis Indica notizie storiche, chimiche, fisiologiche, terapeutiche introduzione alla ristampa del libro di Piero Arpino, 1909 Pochi anni fa ero presente ad una conferenza sulle “droghe leggere”, in cui si è poi parlato solo della cannabis, organizzata da una nota casa farmaceutica. Dopo un esordio decisamente ostile alla cannabis, a base di bugie ormai smascherate da anni (la cannabis dà dipendenza fisica, è causa di malattie, porta all’ assunzione di eroina...!), un noto docente universitario di tossicologia (un autorità in merito) esordiva nel suo intervento affermando che “la cannabis non ha alcun valore terapeutico”. Oggigiorno forse si continua a credere a tali vili menzogne solo a S. Patrignano e dove fa comodo mantenere un atteggiamento oscurantista in nome del proprio profitto; molti medici in poco tempo si sono resi conto del valore terapeutico della cannabis, e ne chiedono l’ uso come farmaco. Molti malati hanno trovato nella cannabis un sollievo per le loro pene (come succede da millenni), e ne richiedono a gran voce la possibilità di utilizzo. Alcune istituzioni, soprattutto a livello locale, hanno richiesto e cercato di utilizzare un vecchio farmaco, alcune case farmaceutiche si sono interessate, vista la possibilità di guadagno, alla cannabis. Le possibilità curative della cannabis sono note da millenni, in tutto il mondo. In Italia, dopo Dioscoride ( Sulla materia medica, 1° sec. d.C.) e Galeno ( 129-200 d.C.) ci sono stati secoli in cui il sapere era considerato diabolico, ed una chiesa con lo stesso potere dell’impero precedente metteva al rogo chiunque cercasse di curare con rimedi non approvati dalla chiesa stessa. I primi documenti medici “moderni” sembrano risalire alla prima metà del 1800 (1845), ma sicuramente molti effetti curativi della cannabis, almeno a livello popolare, erano conosciuti, così come erano conosciuti i suoi effetti “modificatori dello stato di coscienza” (ne “il canapaio” di Baruffaldi del 1741, un trattato per la coltivazione della canapa da fibra, si ricordano a più riprese le ebbrezze, i cambiamenti di umore, l’intensificarsi del desiderio sessuale, i possibili giramenti di capo dei lavoranti nei campi di canapa, soprattutto al momento della raccolta, quando la presenza di resina psicoattiva sulla pianta era al massimo grado di concentrazione. Sicuramente fra gli utilizzi “folcloristici” fino a quando la canapa è stata coltivata in Italia senza proibizioni (e l’Italia era il secondo produttore del mondo), c’erano le passeggiate mattutine nelle piantagioni da parte dei sofferenti di asma, e i bagni nelle vasche di macero della canapa per i sofferenti di dolori reumatici (da comunicazioni personali).
Esiste una bellissima ricerca di Giorgio Samorini ( L’ ERBA DI CARLO ERBA, per una storia della canapa indiana in Italia 1845-1948 ed. Nautilus, 1996),in cui si riportano i documenti di un secolo di studi e sperimentazioni di tutta una classe medica ed erboristica che riconosceva alla cannabis un grande valore terapeutico e, se coltivata localmente, la facile possibilità di accesso ad un farmaco importante. Molti dei medici citati da Samorini non erano certamente degli sconosciuti, ma piuttosto l’”élite” del momento: Longhi, Polli, Verga, Brugo, Lombroso,Carlo Erba, Valieri, Mascherpa, Longo, Carbonaro, e moltissimi altri. In tutte le farmacie d’ Italia si vendeva, fino agli anni ‘50, l’”estratto”, o la “tintura” di cannabis indica, e gli erboristi utilizzavano la radice, i semi e la parte contenente la resina in numerose preparazioni. Piero Arpino nel 1909 inizia il suo libro sull’hascisc con un bellissimo approccio: uti et non abuti - usa e non abusare. Godetevi pure le “ebbrezze fantastiche” della sostanza, o ringraziatene le virtù di guarigione o mitigazione agli affanni, evitando l’abuso. Arpino afferma che l’abuso paralizza le funzioni più importanti del cervello, e più avanti darà istruzioni per “godere pienamente dei magici effetti della cannabis indica” (personalità e ambiente: set e setting). Studi recenti confermano le affermazioni di Arpino: più si utilizza la sostanza, meno se ne sentono gli effetti (non paralizza le funzioni cerebrali, ma qualunque fumatore “esperto” si sarà accorto che un uso moderato è stimolante, mentre una dose molto più alta di quella a cui si è abituati produrrà un effetto sedativo). Inoltre esiste un meccanismo di tolleranza “inversa”, per cui una prima dose produrrà il massimo effetto, e dosi ripetute, anche maggiori, non porteranno molto più in là. Questo è un meccanismo di autoprotezione interno: esistono dei recettori a cui si legano i cannabinoidi (le sostanze attive della cannabis), che quando sono saturi semplicemente si chiudono e non assorbono più la sostanza, che ritorna in circolo, e viene metabolizzata ed espulsa (da “Marijuana and the brain” di Jon Gettman, High Times, luglio 1995 bassa regolazione recettori p.27). Nel 1937, con il Marijuana Tax Act emesso negli Stati Uniti,inizia la proibizione di un medicamento tanto importante. Presto la proibizione si estende in tutto il mondo (per volere unilaterale, del paese che per primo ha bandito questa medicina). In Italia si può trovare l’ estratto o la tintura di cannabis indica in farmacia fino ai primo anni ‘50. Poi più nulla. La cannabis e i preparati contenenti parti di essa vengono cancellati dalla
farmacopea, e un farmaco fino a pochi giorni prima considerato utile, benefico ed efficace, viene improvvisamente trattato peggio del più ripugnante veleno. Appaiono una serie di “studi scientifici” che dimostrerebbero i danni e la pericolosità della sostanza... In questo periodo i finanziamenti alla ricerca sulla cannabis sono spinti dal poter trovare qualche dato che possa dimostrare la sicura pericolosità e tossicità della sostanza, ma sempre gli stessi studi, quando condotti con onestà e rigore scientifico, concludono affermando la non tossicità, la mancanza di effetti collaterali gravi o pericolosi, e l’efficacia della cannabis come farmaco. Vengono scoperte nella cannabis numerose sostanze psicoattive, di cui la principale (ma non l’ unica in quanto ad effetti farmacologici specifici) è il Tetra-idro-cannabinolo (THC), isolato nel 1956 dal professor Mechoulam a Gerusalemme. Negli anni ‘60 inizia la riscoperta della cannabis e cominciano ad uscire, nei primi anni ‘70, testi anche di medici a favore della cannabis utilizzata come medicina (Mikuriya: Marijuana medical papers 1839-1972, 1973 ; Grinspoon: Marihuana Reconsidered, 1971 ...). Molti dati e molti studi, soprattutto quando darebbero troppo fastidio, vengono tenuti nascosti, e nel caso di scoperte davvero importanti, si arriva fino a sospendere i finanziamenti e gli studi stessi: negli stati uniti nel 1975, dopo la scoperta della capacità (studio del Medical College of Virginia) della cannabis di ridurre molti tipi di tumore, sia benigno che maligno, la DEA ed il National Institute of Health ordinarono la sospensione di ogni finanziamento per successive ricerche e relazioni sull’utilizzo della canapa usata contro i tumori. (In Harris, Mundson e Carchman: Antitumor properties of Cannabinoids, all’ interno di “ The Pharmacology of Marihuana”, ed. Braude e Szara, 2 vols.(New York: Raven, 1976), 2:773-776, si trova uno studio che dimostra riduzioni della massa tumorale nei topi dal 25% all’ 80 %, a seconda della dose e della durata del trattamento con cannabinoidi, con un aumento del tempo di sopravvivenza corrispondente). Nel 1998 un gruppo di ricercatori italiani (Vincenzo Di Marzio dell’ istituto di biochimica
molecolare del CNR di Pozzuoli e Maurizio Bifulco delle Università di Salerno e “Federico II” di Napoli), contemporaneamente ad un gruppo spagnolo (Manuel Guzman) osservano l’ azione antiploriferativa dei cannabinoidi su cellule tumorali mammarie e di glioma (da: “LE SCIENZE” n.415/ marzo 2003 pagg.28-34). In Spagna il governo sta favorendo studi più avanzati; in Italia, l’ultimo tentativo di fare una ricerca sulla cannabis terapeutica (su piante a basso contenuto di THC, con il benestare del Ministero della Sanità) è stata bloccata dai rappresentanti della legge. Gli studi più recenti hanno messo in rilievo il ruolo della cannabis come neuroprotettivo, in caso di malattie degenerative o in caso di traumi; hanno riconosciuto la sua efficacia come stimolante dell’ appetito, come antidolorifico, come migliorativo dell’umore, antiinfiammatorio, antistress; queste proprietà sono sia nella resina, sia nell’ olio ricavato dai semi, tanto ricco anch’ esso di virtù salutari (l’ olio di semi non contiene cannabinoidi, ma le sue proprietà gli derivano dalla ricchezza di sostanze nutritive essenziali, come gli acidi grassi poliinsaturi omega-3 e omega6). Viene scoperto che il nostro organismo possiede recettori specifici per i cannabinoidi (Mechoulam,1992). Visto che non è possibile che ci siano recettori per una sostanza esterna, si ricerca quali siano gli “endocannabinoidi”, e si trova un acido grasso (acido arachidoniletanolammide, battezzato anandamide, dal sanscrito anand= felicità), messo in circolo nel nostro organismo in condizioni di benessere e deputato a numerose funzioni complesse per ristabilire il benessere stesso (come intervenire sulla pressione, o sul senso di appagamento, o “spostare dietro” i ricordi opprimenti, per evitare il senso di angoscia). Negli anni ‘90 in tutto il mondo ci sono forti movimenti di rivalutazione della cannabis, e, attualmente, sulla spinta delle nuove scoperte, il suo utilizzo terapeutico viene richiesto ovunque (almeno nel mondo cosiddetto “primo”, che poi è dove può contare qualcosa questa richiesta). Finora, anche da parte dei governi più illuminati, non si è andati al di la di quello che si limita ad essere una tolleranza nei confronti di malati gravi: più la concessione di un uso compassionale, che curativo o preventivo. Questo anche per preconcetti che si sono radicati nel tempo a forza di menzogne; preconcetti duri da estirpare, che fanno ancora “paura”.
esempio nni a una pianta (per da vi lie i de no ta pi Se ca ile ripararli mi laterali), è possib se si rompono dei ra ere scotch possono fung e o iv es ad ro st Na . facilmente ezzati giustare dei rami sp ag r pe tte rfe pe e da bend o staccati.
Soft Secrets
In base a tutte le prove che descrivono la cannabis come “non nociva”, la cannabis stessa non deve più essere proibita come “droga”, deve essere sdemonizzata, ma non deve nemmeno essere relegata a medicinale da farmacia, il cui uso e gestione siano in mano solo a ditte farmaceutiche. Per evitare discriminazioni, per evitare che il suo non sia solo un uso compassionale, ma che possa essere veramente una sostanza utile per la salute, che possa essere usata a scopo curativo e preventivo, è necessario che la
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cannnabis non si possa trovare soltanto in farmacia, dove si potrà avere solo se si è malati gravi, muniti di ricetta; ma si trovi, se non con gli altri vegetali dal verduriere, almeno in erboristeria. Dove, insieme alle altre erbe officinali, potrà risiedere nel posto che le compete, senza farsi pubblicità o dover rimanere nascosta. Dove possa averne accesso chiunque voglia averne beneficio, in un discorso più di salute: non solo vista come farmaco specifico, ma in un quadro più generale dove si esalti la sua azione di “apportatrice di benessere”, dove possa usufruirne, oltre che il malato grave,
Sapevate c he la vostra ganja confe meglio se la zionata dà si arieggia il ogni tanto? evita che l’ In tal modo erba diven si ti troppo a risulta molt cida e la q o migliore. ualità anche chi ha solo, ad esempio, bisogno di rilassarsi. Probabilmente la mia speranza è un’utopia, ma è anche un augurio, che tutti coloro che possono o potranno avere dei benefici dalla cannabis, riescano
HASCHISCH, CANNABIS INDICA - notizie storiche, chimiche, fisiologiche, terapeutiche La prefazione alla nuova edizione e la trascrizione del testo originale, scritto da Piero Arpino nel 1908, sono opera di Franco Casalone, curatore dell’edizione attuale. Il libro, sottratto all’oblio del tempo e tornato ad essere fruibile per i nostri contemporantei, è una vera e propria guida all’uso terapeutico della cannabis in base alle nozioni di inizio secolo, con posologie e indicazioni su come somministrare il principio attivo a seconda del malanno a cui si vuole portare rimedio. Oltre ad essere una guida preziosa per conoscere le virtù medicinali della pianta, rappresenta senz’altro una raccolta di elementi storici che documenta l’impiego della cannabis fin dall’antichità. Fino alla Conferenza degli Stupefacenti convocata dagli Stati Uniti nel 1925, in Italia l’approccio alle cosiddette “sostanze psichiche” (poi chiamate “droghe”) era regolato dalla saggezza popolare (uti et non abuti) e nessuno pensava che la materia riguardasse il legislatore. Nel mondo anglosassone, in Francia, nei paesi di lingua tedesca e in Italia l’haschish era considerato una sostanza benefica. Potranno così gli appassionati di emozioni nuove, di ebbrezze fantastiche, e quelli specialmente cui natura fu avara di salute o prodiga di malanni trovare nel buon uso di questa sostanza psichica una soddisfazione alla loro bramosia di piacere i primi; mitigazione o guarigione ai loro affanni gli altri. La riedizione integrale del testo di Arpino, corredata in appendice da articoli di J. Gettman, A. Viazzi e N. Santalucia, offre un’utile filo conduttore per capire le considerazioni politiche e il parallelo stravolgimento delle nozioni tossicologiche che hanno determinato il destino attuale della cannabis, pianta miracolosa ma relegata a sostanza tabù in ambito medico-scientifico. Il libro “HASCHISCH, CANNABIS INDICA - notizie storiche, chimiche, fisiologiche, terapeutiche”, di cui pubblichiamo la prefazione, è edito da Produzioni Shambhu ed è una lettura indispensabile, oltre che piacevole, per chiunque nutra interesse nei confronti della canapa indiana. Lo si può trovare presso i migliori negozi specializzati, oppure acquistarlo on-line.
prima o poi a goder pienamente delle virtù di questa pianta. Il canapaio
LIBRI
Upperground Opere e testi contro il proibizionismo + Dvd “Siamo fatti così” Le droghe non sono vietate perché pericolose, ma pericolose perché vietate. Underground stava a indicare quel mondo un po’ sommerso, forse più un modo di vivere, che dalla beat generation ha tratto ispirazione. Upperground, proponendo opere d’arte, testi poetici e in prosa, vuole ridare cittadinanza a quella fetta d’umanità con l’intento di abbattere il cadavere dell’ipocrisia proibizionista che già troppe tragedie ha fin qui prodotto. Il volume raccoglie in una quarantina di tavole a colori le opere che importanti artisti italiani ed esteri hanno dedicato alla campagna antiproibizionista, oltre a testi poetici e letterari che riguardano lo stesso argomento. Completano il volume saggi di psicanalisti, sociologi, medici e attivisti impegnati nel movimento antiproibizionista che fanno il punto sull’uso delle sostanze stupefacenti e sulla disastrosa politica repressiva espressa in Italia dalla legge Fini. In allegato, il Dvd “Siamo Fatti Così”, un ironico documentario prodotto da M.D.M.A. E realizzato dal gruppo di filmmaker indipendenti Polivisioni, nel quale l’irriverente Roberto “Freak” Antoni denuncia le contraddizioni del proibizionismo sulle droghe, e l’anacronismo pericolosamente repressivo della proposta di legge italiana.
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INTERNAZIONALE HIGHLIFE FIERA DELLA CANAPA
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Outdoor
Soft Secrets
weckels world of wonders
Di Weckels, lo specialista in coltivazione di Atami
Cosa puoi fare quando le muffe colpiscono? In questo articolo parleremo di quella che è la malattia delle piante più temuta dai grower, ossia la muffa, fra cui includiamo il marciume delle radici, il penicillio e il marciume delle cime. Ci soffermeremo su come riconoscere facilmente tali malattie e soprattutto su come fare per evitarle.
temperatura e quantità di sole in primavera e in estate sono abbastanza ottimali, la rugiada che si trova sulle piante al mattino presto scompare velocemente ed è molto improbabile che le piante si trovino in pericolo. A questo punto andrebbe detto che ovviamente dovresti piantare le tue signorine in un buon punto del giardino. Le piante che stanno in un punto ombreggiato (magari per via di un albero che le copre), rimangono in una zona ad elevato contenuto di umidità atmosferica, quindi sono molto più a rischio di infezioni da muffe; per questo bisognerebbe evitare questo tipo di posti. Un altro punto critico, durante la fase di crescita, è il rischio di tempeste, in particolare con forti raffiche di vento, che potrebbero staccare dei rami dalla pianta, lasciando ferite che rischiano di infettarsi rapidamente, a meno che non le eliminiamo o le aggiustiamo con dello spago e/o nastro adesivo resistente all’acqua. Però dovresti anche fare attenzione alle foglie cadute sotto la pianta, poiché le foglie della pianta di marijuana, come di ogni altra pianta, devono essere portate via. Se le lasciassimo lì per terra, non farebbero che accumulare umidità e aumentare le possibiltà di muffe. Un rischio ulterire è che le piante di marijuana che restano sotto la pianta spesso ammuffiscono a loro volta, e una volta che la muffa si è insidiata si può diffondere facilmente al resto della pianta. In realtà, tutto il materiale vegetale morto che proviene dalla pianta di marijuana rappresenta un
Le varietà meno soggette a muffe sono quelle a fioritura precoce, dato che prima la pianta è pronta per il raccolto, e meno sarà esposta al nostro clima autunnale, che (spesso) è così ingrato. Bud rot is partly as famous as it is because of the fact that it is mostly not discovered until it is too late for the flower heads.
Più ci si avvicina all’autunno, e più aumenta il rischio di muffe.
Prima o poi, tutti quelli che coltivano in outdoor si sono trovati a dover affrontare questa situazione: hai fatto del tuo meglio per tutto l’anno per far crescere una pianta bellissima. Proprio quando dovrebbe partire il periodo migliore di tutto il ciclo vitale della pianta – il periodo di fioritura – ti accorgi di un piccolo punto di muffa da qualche parte, che è come se buttasse dalla finestra tutte le speranze che avevi riposto in un buon raccolto, dato che può diffondersi e distruggere tutta quanta la pianta in tempo zero. Per quanto riguarda la maggior parte dei grower, tali esperienze sono come il bacio estremo della morte su tutta la coltivazione in esterni, da quel momento in poi. L’arrabbiatura arriva a un livello tale che non intenderanno ripetere lo stesso errore l’anno successivo. Ovviamente non è senza motivo che moltissimi grower decidono di cercare la propria felicità nella coltivazione indoor, lasciandosi per sempre alle spalle le avventure outdoor.
In generale in Olanda e in alcune parti dell’Italia le condizioni in autunno favoriscono la formazione delle muffe, e mi riferisco in particolare alle piogge abbondanti e alla rugiada che resta a lungo sulle foglie e fra i rami, con un livello di umidità atmosferica elevato. Di consguenza dobbiamo innanzitutto pensare a quale varietà di ganja vogliamo coltivare. Sarebbe ragionevole scegliere una varietà meno vulnerabile alle muffe, per coltivare all’aperto e avere più probabilità di ottenere un buon raccolto di marijuana. Le varietà meno soggette a muffe sono quelle a fioritura precoce, dato che prima la pianta è pronta per il raccolto, e meno sarà esposta al nostro clima autunnale, che (spesso) è così ingrato. In questo caso faresti meglio anche a decidere di coltivare partendo dai semi, piuttosto che dai cloni, così almeno sai cosa compri. Coi semi ti danno ovviamente anche un elenco delle caratteristiche di quella varietà, fra cui anche la durata della fase di fioritura, la sensibilità nei confronti delle muffe e la data indicativa del raccolto. Inoltre, sono giunto alla conclusione in base alle mie esperienze precedenti, che le piante cresciute dai semi entrano in fioritura prima di quelle cresciute dai cloni. Oltretutto, i cloni presentano un altro svantaggio rispetto alla ganja coltivata partendo dai cloni; visto che i cloni provengono quasi sempre da una pianta madre cresciuta sotto la luce artificiale (lampade) e in circostanze ideali, non possiedono quasi nessuna resistenza contro le muffe. Effettivamente la pianta madre non ha mai avuto da temere un attacco
La rugiada, che ricopre le foglie principalmente al mattino, crea delle condizioni di elevata umidità atmosferica, ideali per le muffe.
Per i principianti, coltivare marijuana all’aperto è certamente uno dei modi migliori per acquisire familiarità con l’esistenza delle muffe, distinguerne i vari tipi e imparare a riconoscerle. Non è affatto niente di male: coloro che vedono le esperienze outdoor come un’opportunità per fare esperienza, saranno in vantaggio a lungo termine su quei colleghi che hanno sperimentato solo coltivando sotto le lampade.
del genere, dato che chi l’ha coltivata ha mantenuto un equilibrio perfetto nel locale da coltivazione indoor e, limitando l’umidità atmosferica, non ha dato alle muffe la possibilità di attecchire. Le aziende che hanno prodotto i semi hanno spesso operato una pressione selettiva severa, tenendo solo le piante migliori e più forti per la produzione dei semi. In questo modo, hai a disposizione le varietà ideali per coltivare outdoor, quindi a lungo termine ti risparmi un bel mucchio di problemi di muffe. Durante la fase di crescita della pianta, noterai che le muffe non lanciano un’offensiva tanto facilmente, a meno che la pianta che coltivi non sia adatta per l’outdoor oppure che il clima sia eccezionalmente sfavorevole, in qual caso sono pochissime le piante che resterebbero incolumi. Fortunatamente, questo ultimo esempio capita raramente, quindi possiamo incominciare serenamente la nostra coltivazione outdoor. Visto che
invito a distruggere, per le muffe. I resti morti di qualsiasi natura dovrebbero essere eliminati il prima possibile. Per eliminare le foglie morte conviene usare un rastrello, facendo però attenzione a non spezzare le radici, strappandole fuori dalla terra e danneggiandole. Fai anche molta attenzione al gambo principale della pianta, dato che la presenza di un grosso taglio o un punto ammaccato e molle sul tronco significa che la corteccia non può più proteggere la pianta da tutti i tipi di marciume e di muffe in agguato. Una volta che si è lasciato che la muffa o il marciume infettino il tronco, in tempo zero tutta la pianta sarà danneggiata a causa di questo punto debole. Se hai lasciato passare una malattia nel gambo principale, per la pianta ci sono pochissime speranze di fuga. La cosa migliore che puoi fare è sostenere il tronco (e quindi la pianta) più che puoi con bastoni e punzoni, in modo che resti dritta il più a lungo possibile. Così facendo, sono riuscito una volta a
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tenere in vita una pianta bellissima, in modo che alla fine la muffa sparisse, insieme ai pericoli che comportava. Se scopri la muffa solamente su un ramo della pianta, la cosa migliore è asportare tutto il ramo per evitare la diffusione della muffa. Per staccare o segare via il ramo laterale (a seconda di quanto è spesso) devi accertarti di tagliare a due o tre centimetri dal gambo principale. Se tagli via il ramo laterale in un punto troppo prossimo al tronco, la pianta rischia di perdere troppa linfa, dato che questa può defluire troppo rapidamente dalla ferita del ramo laterale. Lasciando un discreto “cuscinetto” in questo modo, eviti anche di influenzare negativamente la linfa vitale nel tronco principale. In caso tu sia riuscito accidentalmente a danneggiare il tronco, mentre rastrellavi le foglie, copri il punto aperto con del nastro adesivo, oppure ancora meglio, spalma sulla ferita un unguento speciale che trovi nei vari centri giardinaggio. Questo unguento solitamente si usa solo per gli alberi, ma funziona benissimo anche per riparare il gambo della nostra pianta di maria. L’unguento funziona in modo simile alla crema cicatrizzante allo iodio per umani, prevenendo le infezioni e aiutando la ferita a rimarginarsi.
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Ecco che puoi vedere chiaramente in che modo, su queste piante già raccolte, sia stata evitata una pressione eccessiva sull’apparato radicale, quindi si è ridotto il rischio che le radici prendessero il marciume.
Carenza di acqua In questa foto sembra che non ci sia niente che non va nelle cime, mentre in realtà sono completamente infestate dal marciume.
Marciume delle radici Una forma di marciume causata in molti casi dai grower stessi è quella delle radici. Questa si presenta quando le radici ricevono troppa acqua. Soprattutto all’inizio, quando la pianta è ancora un semenzale, chi coltiva annaffia troppo. Il risultato è che la terra sul fondo del vaso resta satura di acqua e si trasforma in fango. L’apparato radicale della pianta a quel punto non riceve quasi più ossigeno e muore. Una volta che anche solo una piccola parte dell’apparato è morta, è probabile che prenda piede il marciume delle radici. Questo a sua volta intaccherà tutto l’apparato radicale e la morte della pianta è solo questione di tempo. Siccome il marciume delle radici è così contagioso, se un grower ha piantato le piante in vasche di cemento, adesso ha un vantaggio, visto che le radici delle varie piante sono protette le une dalle altre dalle vasche di cemento. Però se hai piantato un po’ di piante nella stessa vasca, o se ne hai piantate svariate in fila nella terra aperta, quando elimini la pianta che ormai è (quasi) morta, devi eliminarne anche le radici. Così almeno eviti che infettino anche le vicine e che tutto il raccolto vada perduto. Dare troppa acqua a una pianta di marijuana può anche essere dovuto a piogge pesanti. Soprattutto in primavera, a volte sembra che appena va via una nube di pioggia, ne arriva un’altra al suo posto, e via che diluvia. In giornate di questo tipo, in cui il coltivatore medio outdoor è tentato di restare al chiuso – rilassandosi dai pensieri sulle muffe – l’apparato radicale fatica a sopportare la quantità di acqua e le radici iniziano ad annaspare in cerca di ossigeno. Questa situazione capita in particolare quando le piante non hanno ancora formato un cappello di foglie che copra tutto il vaso o la vasca di cemento. L’acqua scende giù dritta entrando nel terreno molto più facilmente che non su delle piante grosse e ben cresciute, che possono usare il fogliame per proteggersi. Chiaramente possiamo riparare le piante
pianta inizia a pendere da un lato, dovresti immediatamente piantare un paletto robusto contro il gambo principale, in modo da poterli legare l’uno all’altro. È importantissimo tenere la pianta bella dritta, perché innanzitutto si evita che le cime coi fiori, che ancora si devono sviluppare, entrino in contatto con la terra (e in effetti, dopo che sono stati conciati e fumati danno persino un po’ più di piacere, per essere stati strappati dalle fauci della morte), e poi anche perché la pressione sulle altre radici non sia eccessiva, se il gambo è sostenuto in questo modo, mentre se la pianta pende da un lato il problema si pone certamente. Basta anche una sola raffica di vento e la pianta si trova stesa completamente su un lato. Un raccolto in malora e un grower deluso sono la conseguenza.
Questa è una delle cime della foto precedente, dopo un paio di giorni. Adesso si vede piuttosto chiaramente che la cima sta marcendo e dovrebbe essere asportata il prima possibile.
Anche qui la cima è chiaramente affetta da marciume. Persino le foglie sono infette.
dall’acqua piovana eccessiva, coprendo il vaso o la vasca di cemento dall’alto con del telo di plastica (trasparente) per uso agricolo, cosicché la pianta riceva solamente acqua da noi. E siccome in primavera, quindi durante tutta la crescita, somministriamo insieme all’acqua anche gli alimenti e gli stimolatori necessari per la fioritura, se diamo una mano alle piante con piccoli gesti, come riparare il vaso o la vasca di cemento, possiamo migliorare decisamente il raccolto finale. Se ti trovassi comunque con vasi o vasche saturi di acqua, infilza subito un bastone sottile nel terreno, praticando il massimo numero di fori possibile, in modo che alle radici più in basso possa arrivare ancora ossigeno a sufficienza. Fai anche molta attenzione a non danneggiare le radici nel compiere questa operazione. Soprattutto il fittone (la radice principale), che spesso cresce sotto al gambo principale, non deve assolutamente restare danneggiata. La sua funzione è molto simile a quella della chiglia di una nave, tenendo in equilibrio tutta la pianta. Dopo che hai messo fuori uso il fittone e vedi che la
Abbiamo parlato delle conseguenze negative di un eccesso di acqua, ma la carenza di questo fluido prezioso non giova alla pianta, soprattutto quando le cime coi fiori incominciano a svilupparsi bene. Le cime dei fiori consistono in gran parte di liquido, che devono ricevere a sufficienza per continuare a stare bene. Un caso comune in cui non ne ricevono è quando il grower porta le piante in un capanno o in un garage poco prima del raccolto, affinché le cime restino belle asciutte e pronte per il raccolto, ma poi si dimenticano che le piante hanno ancora bisogno di acqua. Ci sono dei coltivatori che insistono nell’accorciare il periodo di essiccazione delle cime, smettendo completamente di dare acqua alle piante nell’ultimo paio di giorni. Io lo sconsiglio caldamente, soprattutto quando si coltiva all’aperto – poiché quando le cime fiorite non ricevono più acqua per niente iniziano ad avvizzire sostanzialmente e l’orlo più esterno della cima muore. Proprio un peccato – la cima avrebbe potuto essere un po’ più grossa e quindi di qualità migliore. Ma è anche pericoloso, visto che può provocare dei problemi dovuti alla cosiddetta muffa secca (bianca). Questo tipo di muffa si presenta come una sostanza lanosa e spesso è un strato sottile di muffa che si diffonde rapidamente, riducendo alla fine non solo la durata dell’essiccazione, ma facendo crollare
Se dovessi ispezionare attentamente questa cima, scopriresti subito la macchia marrone al centro della cima. Anche questo è un segno certo di cima marcia.
drasticamente anche il numero totale di ore passate a conciare le cime. Le cime coperte di muffa bianca non sono semplicemente più adatte per essere conciate con le cesoie, quindi il tuo armadietto da essiccazione resterà un pochino più spoglio. La forma di muffa più temuta è quella delle cime. Questa varietà di muffa molto aggressiva, per via della rapidità con cui stermina una piantagione, può far venire gli incubi anche ai coltivatori più esperti. Una volta che si è scoperto questo tipo di muffa, dobbiamo asportare tutte le cime con fiori che mostrano segni anche minimi di muffa. Anche la rimozione dei fiori infetti comporta dei pericoli. Se la muffa delle cime si è già seccata, questo tipo di muffa produce una nube di spore e fili di muffa sospesi nell’aria, che ondeggiano sulle piante e sulle cime circostanti, consentendo alla muffa delle cime di attecchire ancora prima. Per questo, certi grower prima inumidiscono le cime con fiori infetti, vaporizzandoci sopra (delicatamente) dell’acqua, in modo che non svolazzino in giro spore e pezzetti di muffa, quando vengono rimossi. Bisogna però fare attenzione a non spruzzare troppa acqua su queste cime, altrimenti la muffa rischia di trasmettersi alle cime dai fiori sani, se ci sgocciola sopra. Se coltivi in esterni, fai meglio a praticare la rimozione delle cime infette al mattino presto (l’ideale è fra le 7 e le 9), dato che le cime sono perlopiù ricoperte da una patina di rugiada. La rugiada mantiene umida la muffa ed evita che il marciume delle cime si diffonda. Personalmente, anche io tolgole cime ammuffite quando sono coperte di rugiada, ma con un accorgimento in più. Prima di tutto prendo un sacchetto di plastica e lo pongo sopra la cima infetta, in modo che la muffa non abbia possibilità di diffondersi, spargendo spore o tramite l’acqua che gocciola, poi rimuovo la cima il più rapidamente possibile. Ma persino dopo che sono state tolte le cime ammuffite, il pericolo non è ancora eliminato del tutto. La muffa potrebbe già aver infettato altre cime, senza che siano ancora comparsi i primi segni dell’attacco. Per questo è anche una buon idea continuare a ispezionare attentamente le cime di fiori circostanti, almeno una volta al giorno, se avevamo individuato dei segni di muffa.
Le cime ben sviluppate sono particolarmente vulnerabili nei confronti del marciumer della cima e di altre muffe, siccome trattengono molta acqua dopo la pioggia. Controlla regolarmente che non si ammalino.
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ulteriore per noi è che, togliendo tutti i ributti da questi rami più bassi, il vento può soffiare bene fra i rami, il che consente alla pianta di asciugare prima e riduce il problema della rugiada.
Ruggine
Questo che vediamo è un caso di muffa a pennello, o penicillio. Come puoi vedere, questa muffa è chiaramente riconoscibile anche sulle foglie grandi.
Parecchi grower si staranno chiedendo come si faccia a individuare queste muffe in una fase iniziale. La risposta è che di sicuro non è facile. Parte della notorietà del marciume delle cime è dovuta proprio al fatto che non si riesce a scoprirla, se non quando ormai per le teste fiorite è ormai troppo tardi. Spesso succede che siano le cime più grosse e meglio sviluppate a caderne vittima per prime, motivo di cruccio ulteriore per il grower. Le cime ben sviluppate sono quelle dalle dimensioni maggiori e quindi in grado di trattenere molta acqua dopo un’acquazzone; con l’umidità atmosferica autunnale si vengono a creare le condizioni perfette per questa muffa famigerata. Il motivo per cui il marciume delle cime viene scoperto così tardi è che, a differenza di altre muffe, questa cresce sviluppandosi dall’interno (della cima fiorita) all’esterno. Quella che dal di fuori sembra una bella testa di fiori sana può dunque rivelarsi infetta da muffa delle cime in punti che non notiamo. Puoi controllare regolarmente se cime più grandi (oltre ad essere le più soggette al marciume delle cime, sono anche quelle che valgono di più) non abbiano segni di marciume, piegando delicatamente le foglioline che costituiscono la cima grande, in modo che da aprirle leggermente. Se nel farlo presti molta attenzione a evitare di pizzicare troppo le cime dei fiori stesse, allora non rischierai di danneggiarle e potrai controllare le cime proprio fino allo stecco. In molti casi puoi riconoscere una cima marcia se presenta delle foglioline marrone o giallo/ grigio cariche di THC mentre il resto della cima in fiore sembra proprio sano. Se stacchi via dalla cima queste foglioline piene di THC marce e noti che si staccano molto facilmente e che senza di loro la cima fiorita ha l’aspetto molliccio e cartaceo, allora puoi dire di avere a che fare con un caso di cima marcia allo stadio iniziale. La tua reazione deve essere quella di eliminare le cime di fiori marce appena possibile.
Penicillio Controllare con un po’ di regolarità che le cime fiorite non abbiano la muffa spesso basta per scongiurare il rischio che le tue preziose cime ne vengano colpite. In caso dovessi trovare della muffa, puoi staccare il problema quando è in bocciolo, per così dire, in modo
da limitare al minimo le conseguenze negative. Una varietà di muffe molto più facile da riconoscere è la cosiddetta muffa a pennello, anche nota come penicillio, oidio o mal bianco (in inglese: mildew). Questa varietà di muffa è di colore bianco e prende il nome dal fatto che incomincia a crescere quando la rugiada (in inglese: dew) resta a lungo sulle foglie. Contrariamente ad altri tipi di muffa, questa attacca sempre anche le foglie grandi, dato che trattengono molti liquidi e sono le ultime foglie a restare bagnate dalla rugiada del mattino. Anche la muffa bianca, che come altre muffe adora questo tipo di condizioni, può distruggere una pianta in pochissimo tempo. Il problema più grosso è che si può fare pochissimo contro questa muffa. Il perché è che anche con tutta la buona volontà del mondo, nessun grower può cambiare il clima, quindi l’unica cosa da fare per tenere a bada il più possiblile la muffa a pennello è eliminare le foglie marce il prima possibile.
Lasciare che il vento asciughi la pianta serve anche a proteggerla dalla ruggine. Questa varietà di muffa è riconoscibile in molti casi dalle macchie rosse o marroni (ruggine) sulle foglie. Il punto infetto viene digerito e rimane un buco nella foglia. Oltre al fatto che tali buchi incidano negativamente sull’assorbimento di luce da parte delle foglie, creano spesso un punto di accesso per la comparsa di altre muffe, dal momento che le foglie restano drasticamente indebolite dai buchi. Quindi torniamo a parlare della rimozione dei giovani ributti dai rami più bassi: lasciamo che la cima principale su ciascun ramo basso continui a svilupparsi, dato che spesso queste cime ricevono abbastanza luce per maturare fino a dimensioni decenti, grazie al fatto che ora le sostanze nutritive in quel
Il penicillio è così contagioso che gli bastano uno o due giorni per abbattere un’intera pianta.
Ci sono moltissimi prodotti specifici per prevenire questo tipo di muffe. Il problema è che quasi tutti questi liquidi devono essere spruzzati direttamente sulle foglie, quindi in realtà non fanno che aumentare il rischio che l’umidità atmosferica sia troppo alta. Solamente d’estate (la sera) se nebulizzi direttamente sulle foglie puoi contare che che lo spray funzioni e fornisca alla pianta un certo grado di difesa contro le muffe. Ma se ci sono già delle cime di fiori sui rami, allora nebulizzare può solo essere controproducente (serve solo ad aumentare i livelli di umidità atmosferica) ed è molto meglio semplicemente tenere d’occhio i famigerati punti deboli della pianta. Quindi per esempio è meglio eliminare i giovani ributti dai rami più bassi, che altrimenti finirebbero per toccare il terreno o almeno entrarci in contatto alla prima folata di vento. Molti di questi rami laterali che pendono bassi sono quelli a prendere meno luce solare in ogni caso, quindi non si può pensare che producano delle belle cime fiorite senza aiuti. Inoltre sono questi rami laterali a trattenere la rugiada sulle foglie per più tempo, soprattutto sui nuovi ributti, che formano il punto migliore nella pianta per l’ingresso del penicillio o di altre muffe. Un vantaggio
Con l’aiuto di un piatto possiamo lasciare che sia la pianta stessa a prendere l’acqua, quindi si eliminano molti problemi, come quello di liscivare (sciacquare via) i nutrimenti e quello delle radici esposte.
Qui puoi vedere bene i punti marroni, sintomo palese di ruggine.
ramo sono dirette solamente alla cima in questione. Tutti i piccoli ributti sono stati eliminati dal ramo basso, in modo che tutte le risorse siano focalizzate nel nutrire questa cima fiorita, che ormai è bella grande e sviluppata. Un punto molto più difficile, in cui si potrebbe insediare il penicillio, è sulle numerose foglioline cariche di THC che si trovano sulla superficie esterna dei boccioli. Proprio siccome alcune varietà di erba producono delle cime considerevolmente bianche, può essere quasi impossibile distinguere una varietà di muffa quale gli oidii dalle foglie sane, riccamente coperte di THC. Dei controlli regolari e approfonditi, semmai con una lente di ingrandimento, offrono in questi casi la migliore difesa.
E infine… Abbiamo parlato fino ad ora delle varietà di muffe più comuni nella coltivazione outdoor. Ovviamente ce ne sono moltissime altre, con le loro varianti derivate, ma fortunatamente non le incontrerai molto spesso. Se le tue piante dovessero beccarsi una dose di qualche muffa rara e non hai idea di come combatterla, fanne una fotografia o porta la cima infetta al tuo grow shop di fiducia (prima però chiedi al negoziante se sia possibile). Se hai un po’ di fortuna ti sapranno consigliare come sbarazzarti di questo flagello fungale. Un’altra valida fonte di soluzioni potrebbe essere un giardiniere professionista. Spesso queste persone hanno fatto studi specifici in campo agrario e potrebbero saperti dire tutto ciò che devi sapere. Oltretutto nella loro carriera probabilmente hanno avuto occasione di incontrare tutti i tipi di muffa esistenti e sanno riconoscere il problema con una sola occhiata. Naturalmente, conviene procedere sempre con cautela quando hai a che fare con dei giardinieri “civili” : non andare a chiedere al primo che capita, dato che non è affatto certo che sia un sostenitore della coltivazione di marijuana (per non dire di peggio). Talvolta possono essere un pochino, ehm, sensibili, se in passato hanno affittato una serra a uno dei tuoi colleghi. Ci sono un sacco di nomi pesanti in Latino per descrivere le muffe, ma questi nomi complicati non servono a identificare più facilemente queste pesti e possono servire solo a complicare ulteriormente la faccenda delle muffe. Grazie in parte a questa convinzione, io ho deciso consapevolmente di usare i nomi usati più comunemente nel mondo dei grower, per cercare di mantenere intatta una parvenza di riconoscimento. Dopo aver letto questo articolo potrebbe sembrare che tutte le attività all’aperto siano condannate a una conclusione drammatica. Grazie al cielo, non è così e non serve che ti vengano incubi inutili. Ho cercato tuttavia di darti una mano e portarti a capire che bisogna sempre stare in campana contro il rischio di muffe, in modo che, se ti capitasse di trovarti in mezzo a uno dei drammi che abbiamo descritto, tu possa muoverti con le azioni giuste per rimediarvi il prima possibile. È possibile prevenire le muffe costruendo delle strutture apposite, ma ci sarebbero da dire così tante cose sull’argomento, che lo lascerò per un’altra volta.
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HOG
Foto: DJS & Nas, UK
31 RUBRICA GIU RIDICA
Soft Secrets Dott. Piccinini
GIURISPRUDENZA
LEGGI E ISTITUZIONI
DDL FINI e CONFERENZA DI PALERMO Ormai con la legislatura agli sgoccioli, sembra proprio che il Governo proporrà ai capigruppo del Senato uno stralcio del ddl Fini sulle tossicodipendenze, per portare avanti tre punti importanti: l’individuazione delle tabelle, il maggiore accesso alle comunità per i tossicodipendenti detenuti, la parificazione tra strutture pubbliche e private. Lo ha annunciato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha anche la delega alla lotta alle tossicodipendenze. Il ministro ha poi precisato che alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, che si terrà a Palermo dal 5 al 7 dicembre prossimi, i contenuti dello stralcio saranno oggetto di verifica con gli operatori del settore. Il ministro ha infatti sottolineato che, sebbene lo stralcio sia molto più snello del ddl, essendo composto da 22 articoli rispetto ai 106 della proposta di legge Fini, difficilmente potrà essere approvato entro gli inizi di dicembre, se non, al massimo, in uno solo dei Rami del Parlamento. E quindi alla Conferenza di Palermo i contenuti di questo provvedimento saranno aperti alla discussione con tutti gli operatori del settore. Tre, quindi, i cardini essenziali dello stralcio. In primo luogo, l’individuazione di un parametro investigativo che consentirà alle Forze dell’ordine di distinguere sotto il profilo giuridico le condotte detentive finalizzate alla cessione e quelle tese al consumo. In pratica, saranno definite le “tabelle” che indicano le quantità di sostanze stupefacenti al di sotto delle quali si potrà parlare di “uso personale” e al di sopra di “spaccio”. Le Tabelle saranno stabilite “scientificamente”, in base alla quantità di principio attivo nelle varie sostanze. Previsto, inoltre, un non meglio identificato “potenziamento di alcuni strumenti investigativi”. L’altro punto che Giovanardi ha definito “qualificante” del provvedimento, riguarda il maggiore accesso alle misure
alternative al carcere per la persona tossicodipendente che ha commesso reati. Il provvedimento allarga la fascia di tossicodipendenti che seguono un percorso terapeutico in comunità in attesa che la sentenza che li riguarda passi in giudicato, e che potranno quindi, dopo la condanna definitiva, non andare in carcere ma restare nella struttura di riabilitazione. Terzo punto segnalato dal ministro, l’adeguamento del privato sociale alle strutture pubbliche, per quanto riguarda la certificazione dello stato di tossicodipendenza e la predisposizione del piano terapeutico. “Nessuna intenzione di svilire il servizio pubblico”, ha assicurato il ministro, che ha annunciato anche che la Conferenza nazionale sulla droga si farà a Palermo dal 5 al 7 dicembre e sarà aperta a tutte le parti coinvolte, dai Sert agli enti locali, dallo Stato agli operatori del privato sociale. Ma il ministro ha dovuto incassare, sin da subito, le defezioni di numerosi operatori. Il cartello “Non incarcerate il nostro crescere”, contrario al DDL Fini sulle tossicodipendenze, ha definito destituita di fondamento la dichiarazione del ministro Giovanardi sulla loro partecipazione alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. Il motivo principale poggia sulla scelta del Governo di proporre lo stralcio del DDL Fini, il cui percorso parlamentare è destinato a essere frettoloso e magari a procedere a colpi di fiducia. Le Cnca (comunità di accoglienza), invece, criticano il continuo procedere del Governo, senza coinvolgere le parti direttamente interessate, Consulta per le tossicodipendenze compresa. Sullo stralcio, secondo il cartello, c’è da chiedersi inoltre se sia stato coinvolto il Comitato scientifico del Dipartimento antidroga. Forti critiche anche da CGIL: nel merito, perchè i punti che si vogliono salvaguardare del DDL
Fini sono tra quelli più criminogeni e punitivi, nonchè fra quelli che hanno suscitato maggiori polemiche e contrarietà fra gli operatori e gli utenti dei servizi; nel metodo, in quanto dopo aver perso tre anni di tempo e constatato la contrarietà, o perlomeno lo scetticismo di quasi tutti gli esperti consultati durante le audizioni al Senato, il governo insiste sugli stessi contenuti scegliendo a fine legislatura la via dello stralcio. Franco Corleone, presidente di “Forum droghe”, ha addirittura annunciato l’organizzazione di una contromanifestazione, anzi, una controconferenza che faccia misurare la distanza tra le misure repressive e punitive decise dal governo e la politica europea di riduzione del danno. E dovrebbe essere fatta a Palermo.
NOVITÀ LEGISLATIVE
VIA LA PATENTE SE L’INCIDENTE MORTALE È CAUSATO DA DROGA O ALCOL Sarà revocata la patente a chi provoca incidenti mortali nel caso in cui guidi in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Con 161 sì e quattro no l’assemblea del Senato ha infatti approvato un emendamento al decreto sulla pubblica amministrazione, che prevede la revoca definitiva della patente a coloro che provochino incidenti mortali guidando “sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza, con un tasso di alcol pari o superiore al doppio del consentito”. Revoca prevista anche qualora vi fosse il patteggiamento o la sospensione condizionale della pena.
CURIOSITÀ Vi segnalo, infine, il risultato di una ricerca resa nota (il caso a volte...), poco prima della vicenda Lapo Elkan. Secondo un’indagine dell’Istituto Mario Negri, l’uso della cocaina sarebbe aumentato. Nelle acque del Po sono state trovate tracce di cocaina equivalente a 4 Kg al giorno. Questo farebbe pensare ad un consumo quotidiano di 40 mila dosi nella popolazione residente lungo il bacino del Fiume tra Torino e Pavia, circa cinque milioni di persone. Cifre diverse da quelle del ministero del Welfare nell’ultima indagine nazionale, che per quella zona aveva individuato 15 mila consumatori che si dichiaravano tali per un’assunzione almeno una volta al mese. Lo studio si è svolto tra febbraio, marzo e aprile non soltanto nel bacino del Po, ma anche in alcune città italiane: negli scarichi urbani di Varese, Cuneo, Latina e Cagliari. In quest’ultima città è stato stimato un consumo quotidiano di diciassette dosi ogni mille giovani adulti. A latina 26, a Varese 14 e 9 a Cuneo. Il giro di affari, nella sola valle padana, supera i 100 milioni di euro all’anno.
E’ sempre più variegato e contraddittorio il panorama giurisprudenziale italiano, frutto dell’attuale stato di incertezza normativa. Se da una parte spicca la sentenza con la quale il Giudice per le indagini preliminari di Lanusei (CA) ha assolto due arrestati, trovati in possesso di 2 chili di marijuana considerati per uso personale, dall’altro ci sono da segnalare alcune decisioni della Cassazione che sottolineano una certa “linea dura”. Si può essere, ad esempio, condannati per detenzione e spaccio di stupefacenti anche per quantità molto basse, del valore di 2,5 euro. Con la sentenza n. 28546 la IV sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta dalla corte d’Appello di Milano nel giugno 2004 a un minorenne, negandogli le attenuanti generiche per la minore età e la lieve entità del fatto. Se la corte milanese avesse considerato le diminuenti, sostiene la difesa del ragazzo, accusato sulla base delle dichiarazioni di due persone sorprese dalla polizia con uno spinello, ciò avrebbe “ricondotto la pena all’effettivo disvalore del fatto”. Ma i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso del ragazzo, sulla scorta della considerazione che non è necessaria da parte del giudice “una valutazione di tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma è sufficiente l’indicazione degli elementi ritenuti decisivi o rilevanti”, quali in questo caso la gravità (!) del fatto, la personalità dell’imputato e la pluralità di precedenti penali. La Cassazione ha stabilito che è reato offrire il tiro di uno spinello. Vuoi fumare? Una domanda apparentemente superficiale che può portare a una sentenza di condanna. La domanda, infatti, diviene il reato di spaccio se chi la pronuncia ha uno spinello in mano, per di più in un luogo in cui la polizia trova, a pochi metri, ben nascosto altro fumo. Non è perciò sufficiente giustificarsi adducendo che l’offerta così formulata non era altro che l’invito a condividere una sigaretta... È, poi, reato coltivare marijuana in casa. Coltivare piante di canapa è un reato, indipendentemente dalla quantità, lo ribadisce la sentenza n. 32949 della IV sessione penale della Cassazione. È stata così annullata una assoluzione per “coltivazione domestica” di 3 piante ad una 29enne di Ivrea. I supremi giudici ricordano che “solo laddove risulti l’assenza o l’insufficienza di effetto drogante della sostanza coltivata è consentito escludere l’offensività della condotta”.
33 growing for dummies
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Coltivazione per principianti Parte 5 Germinazione Ora che abbiamo finalmente allestito per bene il nostro spazio da coltivazione, siamo pronti per lavorare davvero. La volta scorsa abbiamo affrontato le questioni più importanti. Dopo molte ricerche sulle diverse varietà di cannabis, alla fine ti sei scelto quella che ti si addice di più. Il tuo spazio adesso è antincendio e a prova di luce e aspetta solamente di essere ripagato in piante verdi.
che i semi siano umidi ma non bagnati. Se mantieni i semi bagnati, la radichetta non uscirà più in cerca di altra acqua, per cui avrà una crescita più lenta: grazie tante, ha già tutta l’acqua che le serve. Se lasci il seme troppo all’asciutto, rischi di uccidere la radice. Con questo metodo è dura riuscire ad azzeccare la quantità di acqua perfetta, dato che la carta da cucina è sempre o troppo asciutta, o
che, con il metodo della carta da cucina, riescono a danneggiare la radichetta nel trapianto. Il modo migliore di piantare il seme germogliato è quello di praticare un forellino col dito. Inumidiscilo. Appoggia rapidamente il seme nel foro. Poiché la terra è bella bagnata, puoi tranquillamente schiacciare leggermente il seme nella terra. Ricopri con uno strato di terra sottile e aggiungi nuovamente una piccola quantità di acqua (10 ml). Per consentire al seme di ancorarsi, non esagerare con l’acqua, altrimenti rischi di dilavare troppo in profondità il seme e di esporlo anche in tal caso al rischio di marcire.
di lana di roccia contenenti i semi all’interno di un vassoio di plastica col coperchio, chiamato anche duomo o cupola. Un vassoio di questo tipo garantisce che l’umidità atmosferica si mantenga alta, per cui non c’è motivo di aggiungere acqua fino a quando spuntano i semenzali. Ovviamente io metto il vassoio nell’armadietto a riscaldamento tropicale con la temperatura giusta, che non ha bisogno quasi di nient’altro per far germogliare il seme, visto che il riscaldamento è automatizzato. Nel giro di due o tre giorni vedrai spuntgermogliare i semi. Dopo quattro giorni avrai già delle piantine alte qualche centimetro.
Luce
Quindi è il momento di tirar fuori i tuoi pacchetti di semi e metterti al lavoro. Ma qual’è l’approccio migliore per fare crescere senza problemi questi semi minuscoli e fragili e farli diventare delle pianticelle? Conoscerai anche tu molti metodi diversi e saprai che ogni persona ha un suo metodo preferito in particolare. Cosa serve a un seme per riuscire a germinare? Le tre parole d’ordine sono calore, umidità e buio. Quando forniamo del liquido, la minuscola radice arricciata all’interno del seme incomincia a crescere e parte in cerca di altri liquidi. Dato che questa radice cresce rapidamente, il guscio o la “scocca” del seme dopo poco si rompe, aprendosi. Per prima cosa compare la radice piccola, che pur essendo di piccole dimensioni ha delle grandi ambizioni: vuole crescere il più in fretta possibile per diventare un bell’alberello di cannabis. La forza di crescita della cannabis non va sottovalutata. I semi hanno la capacità di svilupparsi assai rapidamente; dopo aver dato al seme del liquido, la radice spunta già entro 12-36 ore. Metodo della carta cucina Uno dei metodi più comuni per far germogliare i semi è quello della carta da cucina, con le sue varianti. Il metodo prevede di appoggiare i semi su un pezzo di carta assorbente o di ovatta inumiditi. Grazie alla capacità assorbente della carta da cucina, è facile garantire al seme una fonte continua di liquidi. Se la carta da cucina è troppo secca, basta aggiungere un paio di gocce d’acqua per inumidirla ancora immediatamente. È importante
troppo bagnata. Però funziona comunque benissimo, sebbene certi principianti riescano ad uccidere qualche seme nel fare questa operazione
Direttamente nel substrato Un secondo metodo per far germogliare è porre il seme subito nel substrato in cui si vuole che cresca la pianta, dopo averlo prima immerso per qualche ora in acqua con l’aggiunta di stimolatore delle radici. Dopo questo ammollo, puoi piazzare il seme subito nella terra, nel cocco o altro. Piantiamo il seme a 5-10 millimetri di profondità nel substrato. Evitando di piantare il seme troppo in profondità gli consentiamo di emergere in poco tempo nella luce e iniziare dunque a crescere. Un altro valido motivo per non piantare il seme troppo in fondo è che se è più in basso, rischia di rimanere bagnato troppo a lungo e il seme potrebbe iniziare a marcire. La superficie superiore del substrato è la prima ad asciugare, quindi dobbiamo occuparci di mantenerla umida. Per “umida” intendiamo che aspettiamo fino a quando lo strato superiore inizia a seccarsi e a questo punto aggiungiamo un po’ di acqua (e di stimolatore delle radici, se ne usiamo). In altri termini, non dare altra acqua al substrato finché è ancora bagnato. Altrimenti, continuerai a bagnare il substrato anziché inumidirlo, e offrirai al seme delle buone possibilità di marcire. Alcuni adottano questo metodo perché riduce al minimo lo stress per il seme: la radichetta così può tuffarsi direttamente nel substrato e iniziare a svilupparsi. Ci sono dei grower abbastanza maldestri
Cubetti di lana di roccia Non dimenticare che con i metodi descritti poco fa, la temperatura svolge un ruolo chiave nella riuscita della germinazione. La temperatura ideale per il seme dovrebbe restare fra i 20 e i 25 gradi. Cerca quindi di trovare un modo per mantenere i semi a una temperatura superiore ai 20 gradi. Per farlo puoi usare un tappetino scaldante, ossia un tappetino elettrico che si attacca alla corrente e si mantiene a una temperatura costante di 20-22 gradi. Si tratta di un metodo economico ed efficace per assicurare ai tuoi semi la temperatura giusta. Io preferisco usare uno scaldino tipo il Bionair, collocato in un armadietto. Tale scaldino per esempio può essere programmato affinché rimanga sui 25 gradi e, siccome lo abbiamo posto in un armadietto, deve fare ben poca fatica per mantenere i semi alla temperatura desiderata. All’interno dell’armadietto potrai creare un microclima tropicale. Un altro metodo che continuo a usare, per la sua grande facilità ed efficacia, è quello del cubetto di lana di roccia. Poniamo i semi dentro a dei cubetti di lana di roccia e li immergiamo una volta in acqua arricchita di stimolatore per le radici. Poi riponiamo i cubetti
Ciò che conta a questo punto è fare sì che i semenzali ricevano abbastanza luce. Però nell’armadietto è buio pesto, dato che i semi germogliano meglio in un ambiente buio, mi sembra di sentirvi dire. Bene, dopo che sono spuntati dobbiamo fare in modo che ricevano tutta la luce possibile perché possano crescere e diventare cespugli di cannabis al più presto. Per cui, togli i semenzali dalle loro sorelline più piccole una volta che hanno raggiunto i 4-5 centimetri in altezza e piantali in un substrato di tua scelta. Se li hai seminati dentro a cubetti di lana di roccia ti risulterà facile trapiantarli e la radice tenera rimarrà protetta nel corso di tutta la procedura. I cubetti di lana di roccia con i semenzali spuntati adesso possono essere messi uno per uno nel tuo spazio da coltivazione di partenza.
Un buon inizio vale oro! Adesso sono passati alcuni giorni o una settimana dall’inizio e grazie a uno dei metodi trattati siamo riusciti a far crescere alcuni semenzali. Non aspettarti che tutti i semi germoglino, con una percentuale del 100%; sono pur sempre degli esseri viventi e capita qualche volta che alcuni semi siano dei “bidoni”. Parti sempre dal presupposto che le cose andranno così e pianta sempre qualche seme in più rispetto a quanti prevedi di usarne. Se spuntano tutti, tanto meglio! I piccoli semenzali a questo punto staranno cercando di svilupparsi e diventare delle magnifiche dame verdi il più velocemente possibile. Piazzandole sotto una o più lampade HPS riceveranno tutta la luce di cui hanno bisogno e quindi l’energia per crescere rapidamente. Nel corso della prima settimana sembrerà che succeda ben poco, dato che le piante hanno ancora pochissime foglie e il loro apparato radicale è sottosviluppato. Col passare del tempo, alle piante spunteranno più foglie e ad
L’arte della coltivazione consiste perlopiù nel coprire di premure le piante, ossia nel trascorrere del tempo insieme a loro.
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ogni modo cominceranno a crescere sempre più velocemente. Il processo può essere paragonato al funzionamento di un treno a motore diesel, vecchio modello, che parte piano piano, ma alla fine raggiunge la massima velocità. Le foglie sulla pianta fungono da pannelli solari e più ce ne sono, più energia può essere prodotta, e più può accelerare il ritmo di crescita. Con un’efficienza tale che puoi praticamente vedere dei cambiamenti di giorno in giorno, con una crescita visibile. In questa fase iniziale è molto importante garantire luce, tepore e umidità a sufficienza. Mantenendo un livello di umidità atmosferica elevato, le piante possono sviluppare facilmente il fogliame. Per aumentare il livello di umidità atmosferica facciamo pompare un po’ meno l’estrattore dell’aria o lo lasciamo addirittura spento nelle prime settimane, oppure usiamo un umidificatore per ambienti. Man mano che le piante crescono di dimensioni, usano sempre più acqua per cui devono essere annaffiate maggiormente. L’acqua assorbita evapora attraverso le foglie, permeando direttamente l’ambiente da coltivazione, quindi mantenendo automaticamente alta l’umidità dell’aria. Contrariamente a quando si coltiva coi cloni, non serve appendere le lampade troppo in alto rispetto alle piante, giacché le piante cresciute dal seme riescono a sopportare molto meglio l’intensità luminosa rispetto ai cloni appena tagliati via da una pianta di cannabis femmina. Una pianta nata dal seme riceverebbe in natura la piena forza del sole e adattandosi ha scoperto che la adora. Probabilmente hai letto un po’ ovunque che all’inizio devi appendere le lampade almeno 60 centimetri sopra le piante, ma in tal caso si riferivano ai cloni, non alle piante nate da semi.
Alimentazione E quindi quand’è che dobbiamo cominciare a nutrirle? Dipende dal substrato che usi per coltivarle. Certamente però mai nei primissimi giorni, a prescindere dal substrato. Se coltivi nella terra, essa conterrà abbastanza per almeno due settimane. Il cocco è di natura privo di sostanze nutritive per cui dopo circa una settimana dovrai cominciare a nutrire
le piante. È molto facile capire a che punto alle piante servono nutrimenti, infatti saranno loro a chiederli. Dopo un breve periodo, le foglioline verdi impallidiranno leggermente ed è questo il loro modo per comunicare che sono rimasti pochi nutrimenti nel substrato e chiedere se ora ne diamo loro un po’ di più, perfavore? Essendo un principiante, probabilmente non noterai questo lieve indizio, ma se aspetti troppo le piante cominceranno a ingialire. In realtà non è grave e non è niente di cui preoccuparsi troppo. La pianta sta facendo capire chiaro e tondo che ha una carenza di nutrimenti. Molto probabilmente una carenza di azoto, uno dei mattoncini
principali per un corretto sviluppo della pianta. Fornendo alimenti alla pianta, vedrai che le foglie gialline torneranno presto di un sano verde. La carenza è stata eliminata e la pianta ha ricaricato le foglie con tutti i materiali necessari per costruire. A seconda della gravità del deficit subìto, il ritorno alla normalità può impiegare un giorno intero, oppure qualche ora soltanto. Per evitare di complicarti le cose più del necessario, per cominciare ti conviene fare il tuo primo raccolto nella terra, in modo da imparare a conoscere meglio la pianta. Per cui non devi nemmeno iniziare a dare i nutrimenti nelle prime
È importante che i semi siano umidi ma non bagnati. Se mantieni i semi bagnati, la radichetta non uscirà in cerca di altra acqua.
settimane, e rischi meno di mandare tutto in malora per via di qualche errore. Il periodo di crescita in cui adesso si trova la pianta impone di tenere accese le lampade per 18 ore, con un sonno notturno di sei ore. Questo schema orario riproduce quello del giorno più lungo e solitamente con più sole dell’anno, il 21 giugno. Noi facciamo credere alle piante che tutti giorni sia il giorno più lungo e più soleggiato dell’anno.
Goditi le piante Durante le prime settimane, quando le tue piante si sviluppano allegramente dentro ai vasi o nelle vasche piene di terriccio, non resta molto altro da fare che godersi lo spettacolo. Mentre nella prima settimana ti stupirai nel vedere che i progressi sono così lenti, dalla seconda settimana in poi ti chiederai come cavolo fanno a crescere così in fretta. L’arte della coltivazione consiste perlopiù nel coprire di premure le piante, ossia nel trascorrere del tempo insieme a loro. Segui attentamente lo sviluppo: soprattutto la prima volta, non ti vorrai mica perdere come fa quel germoglietto minuscolo a spuntare e trasformarsi così rapidamente in un cespuglio di cannabis in fiore, portando la ganja della migliore qualità con cui tu abbia mai deliziato i tuoi polmoni! Quella fatta in casa è troppo buona! La prossima volta ci metteremo a osservare più attentamente il periodo di vegetazione. Questa serie è stata realizzata in collaborazione con Plagron; visita il loro sito su www.plagron.nl
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Fili d’erba
MARIA seconda parte Di Giorgio Medello
Tre bei daiquiri per scacciar dalla bocca i cattivi pensieri, presi il cellulare e telefonai agli amici in vacanza.. “Tutto bene sulle ramblas? Bastardi…” “Qua non c’è in giro un cazzo di nessuno…” “…figata…” “Se riuscite a portarne a casa un po’...” “Si sta scaricando il cellulare… Va bene, ciao.” “Ah Luca, a proposito, ho intenzione di farmi tua sorella.” L’ultima frase, solo pensata, mi strappò un sorriso maligno. Niente di personale. Chiusi gli occhi e vuotai l’ultimo bicchiere. Li aprii e fui già là, la mattina di due giorni dopo, verso la piscina, in macchina con lei.. Era felice quando uscì dalla porta di casa, me ne convinsi da subito. Il tempo era bellissimo e l’impianto pressoché deserto. La curiosità di vederla in costume me la tolsi di lì a poco: si presentò con un disarmante bikini di maglia con i laccetti… Facevo bagni continui, avrò fatto una cinquantina di vasche. L’esercizio fisico dovette giovare alla mia immagine perché, mangiando un’insalata, tra una gag e una galanteria, non faticai molto a convincerla ad accettare un invito a casa mia per una sera successiva.. Fu come se suo fratello non esistesse. Per entrambi. Scherzammo ragazzini dentro l’acqua tutto il giorno. Rientrando provai anche a offrirle una canna esplorativa, che lei rifiutò con un sorriso.
La serata in programma non aveva bisogno di chissà quale coreografia: cibo esotico a domicilio, un dvd recente, possibilmente una commedia romantica, un po’ di musica, molta birra e tanta maria. Avevo disposto diverse candele sui mobili, ci fossero mai stati dubbi sulle intenzioni per la serata. Al centro della sala troneggiava, già pronto, l’imponente narghilè in vetro e oro, souvenir paterno di un viaggio africano e già protagonista di alcuni dei miei racconti da osteria più memorabili. Poco distante, in un piattino da sushi, un bel pugno di ganja. Sparpagliai i tanti cuscini di mia madre a casaccio vicino al divano. Misi in posizione strategica la piccola videocamera digitale vinta con i punti della benzina. Verificai più volte la bontà dell’inquadratura, poi mimetizzai tutto con un rampicante. Alla faccia di Luca. Chiusi le bestie in garage e mi misi ad aspettare le otto. Il suono del campanello mi sorprese a pisciare. Lei era splendida. Vederla arrivare a piedi dal vialetto era come l’arcobaleno dopo un temporale: un buon auspicio, metteva buonumore. Avanzava intimidita e circospetta, cercando nel mio sguardo lontano l’intimità che giustificasse il suo ingresso. “Ciao, posso…” “Non lo dire neanche” risposi facendomi da parte ed invitandola ad entrare. La guidai fino alla taverna, dove mi consegnò il maglioncino nero che portava, restando a spalle scoperte.
da qualsiasi universo non avesse lei al centro. Non feci una piega nemmeno quando, al culmine del mio repertorio comico, l’imitazione della scimmia, urtai violentemente il prezioso narghilè, mandandolo in frantumi. Semplicemente aprii il cassetto e presi le cartine. Dopo cena le distanze si accorciarono e finimmo in un abbraccio affettuoso davanti alla tivù. Nel film, un americano un po’ ottuso e una greca sovrappeso si volevano sposare. Pensai che la battuta della sequenza usata per il trailer promozionale era l’unica ad avermi strappato un vago sorriso. Maria sembrava non essere della mia stessa opinione.
In quel momento prese fuoco la tenda. Nel mio slancio appassionato le avevo scagliato addosso una candela. Velenose lingue di fuoco saettavano sulla parete appiccicandosi a tutto quello che incontravano. Le fiamme, dopo aver lambito il mobile bar, puntarono decise al piano superiore. La serigrafia numero centosessanta di un quadro di un artista rinomato divenne storia. Stesso destino per una crosta originale ereditata da un prozio ricco. Tutto in un istante e tutto sotto i miei occhi.
Una leggera coperta ci proteggeva dalla frescura notturna, io la tenevo appoggiata al mio petto, lei mi cingeva la vita; ad un tratto sembrò assopirsi. Pensai al racconto di Carlo. Le carezzavo le braccia con fare dolce, la volevo completamente a suo agio. Mi abbassai cercando i fianchi: ebbe un fremito e sembrò un po’ stiracchiarsi, lo interpretai come un muto consenso. La mano sinistra si spostò dalla spalla sulla schiena, le dita curiose sfiorarono in fondo, appena sotto i calzoni.
Rimasi fermo un istante a valutare la situazione. Va bene sbattersene il cazzo, passi il narghilè, ma incenerire casa dei miei solo per trombarmi la sorella del mio migliore amico mi sembrò un po’ troppo. Mi feci forza e domai l’incendio a colpi di pilsner. Lei, seminuda, si arricciò rattrappendosi sul divano. Guardò il mio daffare senza dire una parola. Era bella comunque si mettesse.
Sentii imporsi, tra le unghie e la carne, la resistenza innocente dell’elastico dei suoi slip. Lentamente avanzavo, lasciando ai polpastrelli e al palmo tutto il tempo di godersi quella pelle vellutata, fino all’incavo delle sue natiche.
Si era fatta carina per me.
Cominciò a ricambiarmi. Sollevò la testa e ci cercammo in un bacio prima timido, poi sempre più convinto.
Mangiammo messicano comodamente sdraiati sui cuscini, tra risate e ricordi.
Indugiai immerso nella sue labbra, mentre le mani volavano libere sul corpo.
Il narghilè pompava a pieno regime, il ‘rosso’ cileno lavorava ai fianchi.
La sollevai appoggiandola delicatamente sul divano e mi portai sopra di lei.
Maria era già la dea dell’amore.
Ancora un bacio e ancora un altro, il mio viso scomparve nel suo petto.
Soggiogato dal suo incantesimo, inscenavo il rituale ancestrale del corteggiamento, assolutamente distante
suonando un’arpa celeste, mi inoltrai nelle mutandine di cotone fino all’estremo e lì mi fermai... I pantaloni scivolarono a metà delle cosce.
Il piccolo top scappò via rivelando i seni sperati, slacciai i bottoni dei jeans come
I dodicimila euro di danni accertati smontarono definitivamente ogni entusiasmo. Spiegare alla “scientifica” la naturale successione degli eventi sarebbe stata un’impresa titanica. Non vi dico a mia madre. Posso dire che il rientro a casa la distolse dalle tracce dolorose di quel viaggio funesto. Il resoconto video della serata l’ho sepolto la sera stessa, tre metri sotto terra, in un cimitero indiano sconsacrato del varesotto. Con Maria mi rifeci quasi subito e non solo in un’occasione. Ci vogliamo ancora bene.
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n così a f a n g a p S In
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Madri e talee: la ricetta del successo “Le piante ben curate crescono regolarmente, senza ritardi o intoppi” Nei paesi più avanzati nella coltivazione della cannabis (Olanda, Belgio, Svizzera, Stati Uniti, Canada, ecc…) in pochissimi casi si ricorre ai semi. Infatti, i fornitori di talee offrono ai coltivatori di cannabis, talee selezionate fra le migliori qualità genetiche, sane e senza insetti infestanti. Dato che in Spagna questo mercato professionista di talee non esiste, i coltivatori conservano le loro stanze per la crescita. Monsignor José Maria
Il coltivatore di cannabis ha a disposizione un’ampia gamma di sistemi e prodotti per il sostentamento di madri e talee. Sta a ciascuno di essi scegliere il tipo di percorso da seguire, l’importante è comunque giungere alla meta finale: avere talee pronte per sostituire le piante della stanza di fioritura, al momento del raccolto.
Jorge Jorge è un coltivatore idroponico di cannabis di Zamora. Nella sala del suo appartamento ha creato una coltivazione indoor professionale. Con un tramezzo di legno agglomerato ha diviso l’area destinata alla crescita vegetativa da quella della fioritura. Nell’area di fioritura ha posto 4 lampadine da 600 W e per questo ha bisogno di un’elevata quantità di talee perché sia ben assortita. Dopo aver provato vari substrati ha optato per l’argilla espansa: “Mi piacciono quelle palline. Una volta lavate con cura e riposte in un Ph adeguato, le puoi riutilizzare senza problemi varie volte. Prima in ogni raccolto dovevo trasportare sacchi di terra nuova ed eliminare quella usata. A parte la fatica e la spesa sostenuta, è rischiosissimo salire e scendere trasportando pacchi, perché richiama molto l’attenzione”. Fino a poco tempo fa Jorge non disponeva di madri. Si limitava infatti a prelevare alcune talee dalle piante prima di portarle alla fioritura. “Se si trattano le talee con cura e le si prelevano prima di portare le piante alla fioritura, si riesce a mantenere
Jorge usa un termoigrometro e un termometro per le radici per controllare tutte le variabili.
una qualità genetica per lungo tempo, fino a 20 generazioni o più. Il mio problema era che dovevo lavorare molto perché cercavo di mantenere un sacco di talee, dall’inizio della fioritura che le produceva, fino al raccolto, momento in cui avevo bisogno di una nuova serie di talee. Spesso diventavano troppo grandi e dovevo potarle continuamente. Da quando uso le madri evito questo lavoraccio”. Nell’area destinata alla crescita vegetativa ha predisposto varie zone. Sotto una lampada alogena metallica da 250 W tiene due madri AK 47 (Serious Seeds) nei rispettivi Aqua – Sistem. Questo sistema idroponico a gocce è composto da una bacinella sospesa all’interno di un’altra, dove si trova la soluzione nutritiva che viene mandata al contenitore più in alto con una piccola pompa ad aria. Il sistema consente di mantenere le piante frondose e rigogliose, da cui si possono poi prelevare talee abbondanti: “Da quando ho installato gli Aqua - Sistem risparmio un sacco di lavoro. È molto più facile cambiare la soluzione nutritiva delle madri una volta la settimana, invece di lavorare su molte talee per tutto il periodo di fioritura. Il sistema d’irrigazione a goccia assicura sia il nutrimento, sia l’ossigeno. A mio parere gli Aqua – Sistem hanno una funzione idro-aero, perché le radici escono dal primo vaso e rimangono come sospese nell’aria. Le piante mostrano uno sviluppo esplosivo, riesco a prelevare un sacco di talee da ognuna senza problemi. Se volessi, già a distanza di 15 giorni potrei prelevarne altre”.
Panoramica sulla vegetativa di Jorge a pieno regime.
Dopo aver tagliato le talee, elimina le foglie in eccesso, somministra alle talee gli ormoni in gel per le radici e le dispone in vassoi-semenzaio. Per il substrato ha scelto una miscela di fonolite e vermiculite al 50%. Per non disidratarle con una luce forte, all’inizio le illumina con un tubo al neon. Sotto i vassoi ha posto un cavo scaldante, per fare in modo che le radici abbiano una temperatura lievemente superiore a quella della parte aerea.
Nell’alimentazione di madri e talee Jorge usa Dutch Formula di Advanced Hidroponics of Holland: per due parti di Grow, ne aggiunge una di Bloom e una di Micro. Mantiene la soluzione nutritiva con un Ph che si aggira attorno a 6.0 e un Ec di 1.0 circa. L’irrigazione automatica con flusso e riflusso garantisce sempre un’elevata umidità. In un serbatoio immagazzina il liquido, una pompa lo convoglia al vassoio di crescita, dove si trovano le talee nei vasi pieni
“Spesso sono i piccoli dettagli, come la pompa per ossigenare all’interno del serbatoio dell’alimentazione, a dare grandi risultati.” Una volta radicate, trapianta le talee in contenitori contenenti argilla espansa e li inserisce nell’area vegetativa. All’inizio si serve di una lampadina da 250 W e in seguito ne aggiunge un’altra prima di passare alla fioritura, assicurandosi così una crescita generosa. Cerca di sistemare le fonti d’illuminazione il più vicino possibile alle piante senza però bruciarle. In questo modo crescono senza spigolarsi e con una distanza equilibrata. Per agevolare tale processo, appende le lampadine al sodio con delle pulegge e i tubi al neon con catenelle. Programma con un timer 18 ore di luce e sei di buio, poiché ritiene che le piante non possano assimilare più ore di luce al giorno e che altrimenti sarebbe uno spreco di elettricità. Due ventilatori oscillanti mantengono un’aerazione adeguata nell’area di crescita.
di argilla espansa. Dopo aver irrigato le talee torna al serbatoio, dove la pompa lo rimette in circolo. Con un timer irriga le piante 4 volte al giorno durante il periodo in cui le luci sono accese. All’interno del serbatoio degli elementi nutritivi è posto uno scaldino e una pompa ad aria, per mantenere la soluzione ossigenata e una temperatura di circa 18°, cosa che ritiene estremamente importante: “Cerco di essere meticoloso. Spesso sono i piccoli dettagli, come la pompa per ossigenare all’interno del serbatoio dell’alimentazione, a dare grandi risultati. La coltivazione idroponica di cannabis richiede prima di tutto molto tempo da dedicare alle piante e conoscenze sufficienti per capire ciò di cui hanno bisogno. Le piante ben curate crescono regolarmente, senza ritardi o intoppi ed è più difficile che gli insetti infestanti ne facciano incetta”.
Tati prepara interi vassoi di talee senza commettere un solo sbaglio.
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talee, Tati dice: “La prima volta che ho pensato di produrre una talea la vedevo un po’ dura, visto che sembrava ci fossero un sacco di cose a cui prestare attenzione. Con la prima esperienza non ho più avuto timori e ho notato che era tutto molto semplice. Mi piacciono molto le pastiglie di torba. Credo che per le talee rendano il lavoro molto più facile rispetto ai cubetti di lana di roccia, dato che non c’è da preoccuparsi molto del Ph e dell’Ec e che mantengono un giusto livello di umidità. Inoltre, poiché al loro interno hanno già alcuni elementi nutritivi, si possono tenere le talee radicate fino a due settimane senza doverle trapiantare e
Talee in vegetativa prima della fase di fioritura.
Usa inoltre termometri per le radici e termoigrometri di massima e minima per verificare che i parametri di coltivazione siano mantenuti in condizioni ideali: “Con una temperatura vicina ai 20º e un’umidità relativa del 65% o più, sono contente e crescono molto. Gli insetti infestanti hanno invece molte difficoltà per agire. Prima mantenevo l’umidità molto più bassa e mi è capitata un’infezione di ragni rossi che ha rovinato due raccolti consecutivi. Ho dovuto infatti disinfestare il tutto con Compo acaricida per eliminarli. Da quando ho aumentato l’umidità e sono passato all’argilla, non ho più avuto problemi. Gli insetti infestanti non si sentono a loro agio e questo mi fa molto piacere”.
Iker e Tati In una casetta, nei dintorni di Donosti, Iker coltiva marijuana organica di ottima qualità da ormai sei anni. Il giorno in cui il vicino Tati ha visto la coltivazione di Iker, è rimasto così entusiasta da volerne costruire subito una molto simile. Entrambi lavorano in squadra, mantenendo la stessa qualità genetica con un metodo simile. In questo modo si suddividono il lavoro e l’acquisto di materiale e si danno il cambio nei periodi di vacanza, affinché le coltivazioni siano costantemente seguite. “A me non piace esagerare con la luce nell’area di crescita. Le piante hanno bisogno di determinate condizioni ed esagerare procura più problemi che altro. Con una lampada alogena da 250 W, tralasciando il consumo folle, bisogna anche tenere in considerazione la spesa per la ghiaia. Finisce quindi con l’assorbire almeno 275 W, il che produce abbastanza calore e porta quindi a dover aumentare la ventilazione: un gatto che si morde la coda insomma. Ho quindi deciso di utilizzare una fonte di alogene da 150 W, con un’accensione elettronica che funziona a meraviglia. Sebbene non spenda quasi nulla, riesco a illuminare una stanza intera piena di madri senza alcun problema. Visto che dà meno calore, non serve adottare una ventilazione forzata. Le piante si sviluppano regolarmente con una spesa elettrica minore”. Così parla Iker della sua scelta di una fonte da 150 W per illuminare l’area di crescita vegetativa, dove produce talee per tre lampadine da 600 W. Un timer mantiene un ciclo di 18 ore di luce e sei di buio. Dopo anni di potature intense, le madri di White Russian (Serious Seeds) ,
SuperSkunk (Sensi Seeds) e Kc 36 (Kc Brains) sono diventate alberelli nodosi e callosi. Le cicatrici che popolano la loro corteccia sono una testimonianza di tutte le generazioni di talee che la loro feconda genetica ha prodotto. Come spiega Iker: “Mi piace usare la stessa madre il più a lungo possibile. Ho selezionato la White Russian tre anni fa e la uso ancora. Se un giorno dovesse ammalarsi, preleverò una delle sue talee e ne farò un’altra, così potrò continuare tutti gli anni che voglio, fino alla noia. Non crediate che abbia bisogno di molta cura: basta un’illuminazione decente, un’irrigazione sufficiente e una manciatina di humus di lombrico di tanto in tanto”. Tengono le madri in un substrato di tipo All – Mix, composto soprattutto di torba, humus di lombrico e fonolite. Aggiungono regolarmente humus di lombrico nel vaso per evitare carenze. Quando una pianta ha carenze non integrabili con l’humus, la irrigano con Fish Mix di Biobizz. Iker dice: “Il trucco dell’humus sta nel metterlo poco a poco. Se si esagera si può creare uno strato che non lascia respirare bene le radici, il che non va bene. Se lo si aggiunge in strati sottili, l’irrigazione porta gli alimenti all’interno del vaso e la pianta li assorbe meglio. Quando cominciano a invecchiare, a volte hanno bisogno di qualcosa di più forte dell’humus di lombrico. Metto dunque del Fish Mix e diventano verdi che è un piacere. Di solito questo prodotto è utilizzato per le coltivazioni all’aperto, visto che è molto forte. Se si esagera la pianta rimane troppo azotata e l’eccesso di azoto nuoce alle madri, poiché le talee cominciano a mettere le radici con più difficoltà. Meglio non esagerare quindi”. Quando vogliono produrre talee tagliano una serie di esse dalle madri. Dividono ogni ramo in pezzetti di un paio di nodi, eliminano tutto il fogliame in eccesso e riducono quelle che restano, diminuendo al minimo la traspirazione. Dopo averle poste in un bicchier d’acqua perché siano ben idratate, vi mettono degli ormoni per le radici e le piantano in pastiglie di torba pressata. Tengono la luce lontana, poiché l’eccesso di calore è nocivo. Inizialmente una miniserra mantiene l’umidità elevata. Messe le radici si lasciano crescere le piante senza protezione. Il primo trapianto si effettua in un vaso piccolo con una miscela di substrato completo di tipo All – Mix al 60% e di humus di lombrico al 40%, in modo tale che le talee crescano velocemente e siano dunque pronte subito per un secondo trapianto, momento in cui si ripongono nella stanza di fioritura. Commentando la sua esperienza con le
il tutto un paio di volte, bisogna giocare d’anticipo ed essere assidui. È quello che facevo all’inizio, ma poi ci si stanca di disinfestare un’immensità di piante ogni due settimane. Io fumo molta marijuana e non mi va di spruzzare qua e là di notte quando arrivo a casa distrutto o durante i fine settimana in cui voglio riposarmi. Spendo quindi un po’ per comprarmi gli insettini e il problema è risolto. A volte ne mettiamo di un tipo, a volte di un altro, così gli insetti infestanti si trovano un ecosistema decisamente ostile. Metto anche del nastro adesivo per vedere se ho qualche visita inattesa, prima di accorgermene dall’aspetto della pianta”.
“L’eccesso di azoto nuoce alle madri, poiché le talee cominciano a mettere radici con più difficoltà.” senza concimarle. Quando voglio che si allunghino per bene, prima del trapianto definitivo, le metto in vasetti con un bel po’ di humus di lombrico miscelato al substrato. Tirano verso l’alto come treni”. Gli insetti infestanti vengono controllati biologicamente con acari depredatori. Visto che questi simpatici insettini si vendono al pubblico per la lotta agli infestanti già radicati e non per prevenirne l’arrivo, dove sono necessarie meno unità per metro quadro, riescono a svolgere il compito e riescono a regalare amici ad altri coltivatori di cannabis. Parlando della sua scelta a livello di controllo biologico, Iker dice: “Anche se si è molto meticolosi, gli insetti infestanti prima o poi arrivano, è solo questione di tempo. Si infilano in una stanza di madri e talee e possono combinare un guaio enorme. Una volta iniziata la coltivazione ecologica, di sicuro non si usano più pesticidi e si possono usare olio di neem o sali potassici, anche se per far funzionare il tutto bisogna avere molta costanza. Non vale la pena aspettare che gli insetti arrivino e somministrare
Iker ha ancora madri di tre anni nella sua stanza di crescita.
Anche se usano solo talee nelle loro coltivazioni, ogni tanto comprano semi per cercare nuove madri. Quando devono acquistare, Iker e Tati scelgono semi delle qualità più rinomate. Al momento dell’incontro avevano appena germogliato la Jack Herer (Sensi Seeds) e la Sheherezade (Paradise Seeds). Fanno germogliare i semi in mezzo ad alcuni tovaglioli umidi protetti da un piattino. Quando cominciano a uscire li spostano in vasi piccoli e una volta che le pianticelle sono cresciute e sviluppano le loro prime foglioline, le spostano in contenitori da tre litri e mezzo, dove rimangono fino a quando non sono sessuate. A proposito della germogliazione dei semi e della scelta delle madri, Iker dice: “Penso che non tutti dovrebbero comprare i semi. Quando non si ha erba e la si vuole coltivare, servono talee per ottenere presto qualcosa da fumare. Far germogliare i semi, aspettare che crescano, separare maschi ed ermafroditi e tutto il resto, richiede una certa accortezza. Per scegliere una madre bisogna avere esperienza. In più, quando si compra una talea si può controllare di cosa ha bisogno, il tempo esatto di fioritura e altri dettagli importanti. Mentre con i semi si hanno solo informazioni generali che a volte si realizzano e a volte no”. Selezionare una pianta madre, mantenerla nel tempo e prelevarne le talee è un lavoro fondamentale per ottenere un buon raccolto. Dall’idroponica stretta di Jorge, alla visione ecologica di Iker e Tati, esistono varie sfumature e metodi. Che ciascuno scelga il più adatto.
Ogni anno fanno germogliare dei semi, in cerca di una pianta madre nuova.
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ONISTI I Z I B I O R P I T N A
Lo spettro del ddl Fini «La discussione sul ddl di Fini in parlamento e fuori dura da quasi due anni. E il testo che il Consiglio dei ministri ha deciso di portare al vaglio della Conferenza di Palermo è frutto di questo dibattito. Dagli originari 106 articoli, siamo scesi a 20. Mi sembra evidente la scelta di accantonare i nodi più intricati e mandare avanti solo quei passaggi condivisi. La norma ha tre obiettivi: primo, fornire agli investigatori ed alla magistratura uno strumento che permetta di distinguere con certezza il confine fra consumo personale e spaccio. Secondo, facilitare l’accesso alle misure alternative al carcere per i tossicodipendenti che abbiano commesso reati. Terzo, consentire la certificazione dello stato di tossicodipendenza alle strutture che ne abbiano le competenze». Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ho pensato a lungo a come cominciare questo articolo, il primo di una serie che ci vede collaborare con questa rivista, ma alla fine non ho potuto non sottolineare le parole pronunciate in questi giorni dal ministro Giovanardi. Perché rappresentano in poche righe tutto quello contro cui lottiamo, tutto quello che è accaduto in estate in questo nostro povero Paese, e che accade ogni giorno, ogni anno. L’essenza di una persecuzione che non trova riscontro nella società, nei cittadini, negli elettori, nemmeno quelli che hanno portato al Governo questi ministri. Dovrei forse in questo numero, raccontarvi cosa è o non è “Antiproibizionisti.it”, cosa intendiamo fare, dovrei raccontarvi come ci stiamo preparando proprio in questi giorni al nostro quarto Congresso, o alla Conferenza di Palermo, ma non riesco a non soffermarmi sulle parole di Giovanardi, e di chi come lui ha dimenticato che gli italiani, sulle questioni da lui sollevate, si sono già espressi nel 1993, in un referendum che ha sancito la depenalizzazione del consumo di stupefacenti. I tre obiettivi di questa legge, o dello stralcio di questa legge, vanno infatti in direzione diametralmente opposta rispetto al volere popolare sancito proprio da quel referendum, reintroducendo il principio della cosiddetta “dose minima giornaliera”. Questo è uno dei punti più oscuri del ddl Fini, forse quello più demagogico, ma al tempo stesso quello più pericoloso. Si tratta in sostanza di stabilire una soglia che determini la differenza tra semplice consumatore e spacciatore. Seppure in linea di principio questo, apparentemente, sembrerebbe garantire una maggiore certezza in termini di diritto, in pratica “condannerebbe” come spacciatore e criminale chiunque venisse colto in possesso di una dose (anche minima, si parla per esempio di circa 5 grammi di marijuana) di sostanze stupefacenti. Sono evidenti le “controindicazioni” di una simile proposta, dalla detenzione ingiustificata di alcune (?) decine di migliaia di semplici consumatori, al forse più grave passo indietro sul fronte delle libertà individuali, già fortemente compromesse in Italia. Ma tralasciando gli aspetti pratici della proposta di riforma avanzata da questo Governo, occorre credo invece soffermarsi ancora sul clima che in questi anni, ed in questi ultimi mesi in particolare, si respira in Italia. Partiamo dallo scorso 28 luglio, quando la Procura della Repubblica di S. Maria C.V. annuncia di aver “sgominato” una “banda di spacciatori via internet”. Il tutto, secondo gli inquirenti, si risolve con il sequestro dei siti web mariuana.it e semini.it, e con l’imputazione a Matteo Filla (promotore e curatore di questi siti) di 53 capi di accusa. Tra questi “incitazione all’uso di stupefacenti” (art. 82 del DPR 309/90), e per ben 52 volte “concorso in coltivazione e spaccio” (art. 73, comma 4 del DPR 309/90). Dopo cinque giorni di detenzione Filla viene rilasciato e l’accusa si riduce alla sola
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“incitazione all’uso di stupefacenti”. Martedì 20 settembre, a seguito del ricorso al Tribunale del Riesame, il giudice dello stesso ha ordinato il dissequestro dei siti di proprietà di Matteo Filla. Oltre a Matteo, l’operazione vede tuttora coinvolte decine di utenti dei siti in questione. Ad alcuni di questi sono state sequestrate piccole quantità di marijuana, ad altri solo oggetti per la coltivazione, ad uno (non stiamo scherzando) il film “L’erba di Grace”!!! Le accuse, sia quelle rivolte a Matteo che quelle verso gli utenti dei siti, appaiono tuttora quantomeno pretestuose. Molti ragazzi sono costretti all’obbligo di firma quotidiano e al ricorso ai Sert, in attesa che i Pm, speriamo, pongano rimedio a quello che sembra veramente solo un grossolano (è qui c’è forse la vera gravità della vicenda) errore. Sulla scia poi di quanto avvenuto questa estate il segretario della nostra associazione, Marco Contini, ha annunciato, nel corso del dibattito dal titolo “Per Una Nuova Politica Sulle Droghe” in occasione della Prima Festa Parmigiana Antiproibizionista, nell’ambito della Festa provinciale di Liberazione, la determinazione di elaborare alcuni quesiti referendari che vadano a intaccare l’impianto della Jervolino-Vassalli, a cominciare dalla coltivazione per uso personale. Questo dato di cronaca ci serve a sottolineare come il clima sul fronte droghe in Italia si sia particolarmente riscaldato, e come non si possa e non si debba sottovalutare l’importanza dei diritti già acquisiti. Lo stato di allerta a cui ci costringe l’attuale maggioranza rischia però di avere alcuni effetti secondari altrettanto pericolosi. Mi riferisco alla speranza, più o meno condivisa, che un cambio di Governo, con il centro-sinistra al potere, possa capovolgere la situazione. Non possiamo dimenticare come l’attuale legge sulle droghe (la 309 del 1990) sia stata “partorita” da due esponenti della sinistra italiana: il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giuliano Vassalli; e soprattutto l’attuale sindaco di Napoli, esponente di spicco della Margherita e di tutto l’Ulivo, Rosa Russo Jervolino. A questo va aggiunto che un altro esponente della sinistra si è distinto in questi anni per il suo spirito proibizionista: Pino Arlacchi, già vice-segretario delle Nazioni Unite e responsabile dell’Agenzia ONU sulle Droghe, oggi esponente dell’Italia dei Valori di Di Pietro dopo un passato (non troppo lontano) nei Ds. Tutto questo non per sottolineare una sorta di rassegnazione o di impotenza, piuttosto la necessità di non farsi illusioni e di unire le forze, le risorse e le energie, per far fronte ad una stagione che si preannuncia difficile. Occorrono risposte precise alla crescente domanda di libertà che si sente nel nostro Paese. Quelle stesse risposte che ognuno di noi sa di poter dare, dalla “coltivazione per scopi personali” alla legalizzazione dei derivati della cannabis per scopi terapeutici, fino alla più lontana (difficile) legalizzazione totale delle sostanze stupefacenti. Ma bisogna agire, subito. «Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni». Mohandas Karamchand “Mahatma” Gandhi Andrea de Angelis // Presidente di Antiproibizionisti.it
APRE IL PRIMO RIVENDITORE UFFICIALE INDOORLINE Apre nel cuore del centro storico di Genova INDOORLINE STORE, il primo growshop ufficiale di Indoorline dove potrete trovare la più vasta collezione di prodotti per la coltivazione indoor e outdoor mai vista in un growshop. Via delle Vigne 17R Genova tel. +39 034 79048300 +39 034 98304408 email: genovastore@indoorline.com
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41 Cannabis te rapeutica
I PAZIENTI CON ANEMIA FALCIFORME TROVANO SOLLIEVO NELLA CANNABIS
CANNABIS: COSSIGA A REIBMAN, SI SE TERAPEUTICA
L’anemia falciforme (AF) è una malattia genetica del sangue, caratterizzata da anemia cronica (scarsità di globuli rossi e di emoglobina) e da episodi dolorosi più o meno frequenti in varie parti del corpo, causati dall’occlusione dei vasi sanguigni. L’AF prende il nome dalla forma “a falce” che assumono i globuli rossi dei malati, ed è particolarmente frequente nelle regioni del mediterraneo. Secondo i risultati di un questionario anonimo di imminente pubblicazione nell’edizione di ottobre del “British Journal of Hematology”, più di un terzo dei pazienti affetti da AF fa uso di cannabis a fine terapeutico e più della metà di essi si è dichiarata disponibile a partecipare ai trial clinici sulla sua efficacia farmacologica. Lo studio ha coinvolto 86 pazienti ricoverati per AF. Fra gli utilizzatori, il 52% ha dichiarato di esser ricorso alla cannabis per limitare il dolore, e il 39% che la cannabis ha alleviato ansia e depressione.
Un nuovo sostenitore della cannabis terapeutica si aggiunge alla lista dei molti, fra politici, intellettuali e 100 professori universitari, che da tempo caldeggiano l’ipotesi d’un uso controllato della Marijuana. E’ Francesco Cossiga, ex presidente della repubblica, che in una lettera inviata al consigliere regionale lombardo radicale Yasha Reibman, ha detto esplicitamente:«sarebbe soltanto un vizio sub-culturale ammettere l’uso terapeutico della morfina e non quello della marijuana eventualmente farmacologicamente manipolata in modo tale da ridurre al minimo gli eventuali effetti collaterali e le eventuali dannose conseguenze».
Tratto dal bollettino mensile di informazione dell’Associazione per la Cannabis Terapeutica (ACT). Fonte: Howard J, Anie KA, Holdcroft A, Korn S, Davies SC. Cannabis use in sickle cell disease: a questionnaire study. Br J Haematol. 2005 Oct;131(1):123-8.
Estratti di Cannabis per alleviare i dolori artritici
Il senatore a vita interviene nella disputa sull’uso terapeutico della cannabis, che ultimamente è di nuovo balzata agli onori della cronaca in Lombardia, quando il Consiglio regionale ha votato all’unanimità una mozione che invitava il Governo a permettere l’uso terapeutico della droga leggera. «Credo che il problema sia solo uno» - scrive il senatore -«quello di una utilità e di una sua eventuale dannosità’ per effetti collaterali che rientri nei limiti previsti già per l’uso a scopo terapeutico o anche di semplice terapeutico lenimento del dolore quali in Italia e nei Paesi del Continente la morfina e in Gran Bretagna l’eroina. E’ mia opinione» - conclude Cossiga - «che del problema debba essere investito il governo e che sottoponga la materia alla valutazione e al giudizio dell’Istituto Superiore della Sanita». Fonte: RadioRadicale.it
17 novembre 2005, Bath, Regno Unito: gli estratti di Cannabis eliminano il dolore e migliorano il sonno ain pazienti affetti da artrite reumatoide, secondo uno studio pubblicato nel numero odierno della rivista medica Rheumatology. Cinquantotto pazienti hanno partecipato all’esperimento, in cui per 5 settimane trentuno volontari ricevevano il Sativex, un estratto medicinale di cannabis contenente dosi precisi dei cannabinoidi THC e cannabidiolo (CBD), mentre gli altri ricevevano un placebo. Lo studio ha evidenziato che i pazienti che avevano assunto il Sativex provavano dei miglioramenti statisticamente significativi a livello di dolore in movimento, dolore a riposo, qualità del sonno, infiammazione e intensità del dolore. Secondo uno studio pubblicato a marzo sull’ International Journal of Clinical Practice, nel Regno Unito circa in un caso su sei la cannabis è usata a scopi terapeutici per alleviare i sintomi dell’artrite. Dai dati clinici sul Sativex era già emerso che gli estratti di cannabis riducono il dolore neuropatico, la spasticità, i disturbi del sonno dovuti ai dolori e le disfunzioni urinarie in pazienti affetti da Sclerosi Multipla che non reagivano alle cure tradizionali. Attualmente il farmaco è disponibile su ricetta in Canada e in Spagna fonte: http://www.norml.org
San Francisco approva le direttive per la distribuzione della cannabis terapeutica San Francisco ha approvato all’unanimità la legislazione sulla distribuzione di cannabis terapeutica attraverso i 35 punti di distribuzione della città. Gli operatori dovranno fare domanda per ottenere una licenza commerciale e rispettare le leggi sulla suddivisione in zone, che limita la distribuzione di cannabis in prossimità di strutture scolastiche. Le norme limitano anche a un’oncia a visita la quantità di cannabis terapeutica acquistabile i pazienti presso i rivenditori autorizzati. I distributori hanno fino a 18 mesi di tempo per ottenere i permessi e le licenze necessarie. “Il passaggio di questi provvedimenti cittadini rappresenta un momento storico, nella lotta legale per mettere la cannabis a disposizione dei pazienti con certificato medicoThe” ha affermato il direttore esecutivo di NORML, Allen St. Pierre. “Si tratta dei primi controlli normativi e commerciali a regolare la distribuzione di marijuana negli Stati Uniti, da quando era stata vietata a livello federale nel 1937.” Si stima che siano 8.000 i pazienti in possesso di tessere comunali che autorizzano l’uso terapeutico della cannabis.
Chi usa marijuana è meno depresso 11/21/2005 Chi fuma marijuana frequentemente è tendenzialmente meno depresso di chi non ne usa, secondo un nuovo studio americano. I ricercatori, Mitchell Earleywine della University of Albany e Thomas Denson della University of Southern California, hanno studiato tre categorie di soggetti: chi non aveva mai fumato marijuana, quelli che fumavano quotidianamente e coloro che fumavano settimanalmente. Lo studio, che ha coinvolto 4,400 persone, ha rivelato che i fumatori giornalieri e settimanali erano meno depressi degli “astemi”. “Mi aspettavo che la depressione sarebbe stata uguale, che non vi fossero differenze fra i gruppi” ha commentato Earleywine. “Non ho mai pensato che chi usa marijuana fosse meno depresso.” Lo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica Addictive Behaviors. Fonte: http://www.jointogether.org/y/0,2521,578639,00.html
Cannabis contro il dolore. Parte la sperimentazione anche in Italia
Piccole dosi del principio principio attivo della marijuana hanno rallentato l’irrigidimento delle arterie nei topi e questo risultato fa presagire ulteriori sviluppi terapeutici per gli esseri umani. Gli esperti hanno subito puntualizzato che questa scoperta non significa che le persone dovrebbero fumare marijuana nella speranza di avere gli stessi benefici. Peter Libby, primario di medicina cardiovascolare al Boston’s Brigham and Women’s Hospital, ritiene che sia prematuro estrapolare questo risultato nella frase: “Una canna al giorno toglie il medico di torno”. Lo studio in questione è stato presentato oggi nel giornale Nature, da Francois Mach e dai suoi colleghi dell’ospedale universitario di Ginevra. In futuro il loro lavoro sarà incentrato sulla creazione di farmaci che abbiano i benefici della marijuana senza produrre gli stessi effetti sul cervello.
08-11-2005 Saranno scelti tra i malati di cancro ai polmoni, alla prostata e al pancreas gli ottanta cittadini italiani ammessi alla sperimentazione della cannabis come terapia del dolore che prenderà il via all’ospedale Molinette di Torino e al policlinico Umberto I di Roma. Per un 12 - 20 settimane, i pazienti seguiranno assumeranno compresse a base di canapa indiana, fornite gratuitamente da due case farmaceutiche. La dottoressa Rosanna Cerbo, responsabile del centro di medicina del dolore del policlinico Umberto I, ha evidenziato che l’obiettivo prefissato è quello di mettere a punto un protocollo terapeutico standard su pazienti ospedalizzati costantemente monitorati. La terapia non parte come sperimentazione ministeriale; anche se si sta attendendo ancora il placet del comitato etico elle due aziende ospedaliere, la dottoressa Cerbo non pensa che possano sorgere complicazioni che impediscano la sperimentazione. In Italia i derivati della cannabis sono già usati in terapie contro malattie come sclerosi multipla, epilessia, sindromi post-traumatiche e soprattutto dolori cronici. Da almeno dieci anni si intuiscono gli effetti benefici della cannabis come antidolorifico e antidepressivo. ‘Il dolore è accompagnato da altri sintomi come la nausea, il vomito, la depressione e l’anoressia - spiega Anna De Luca, primario del reparto di cure palliative delle Molinette - e i pochi studi esistenti sull’uomo attestano che la cannabis cura anche gli stati di malessere generale collegati al dolore’’. ‘’Bisogna abbattere il tabù della terapia a base di cannabis cosi’ come il ministro Veronesi riusci’ a sdoganare la morfina’’, afferma Mussa che, in qualità di ex eurodeputato di An, è anche responsabile nazionale per la ricerca scientifica del suo partito. La sperimentazione riguarderà esclusivamente i pazienti oncologici. ‘’In futuro bisognerà dare la giusta attenzione anche al dolore non oncologico - conclude la neurologa dell’Umberto I - dal momento che in Italia ne soffrono quasi 14 milioni di persone e lo studio sulla cannabis potrà aprire nuovi scenari di cura’’.
Fonte: http://www.universonline.it
Fonti Ansa, Universonline
fonte: http://www.norml.org
I benefici della marijuana
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Soft Secrets
INTERVISTA
campa cavallo Abbiamo incontrato Franco, di The Greenhouse Seed Company, alla fiera Highlife di Barcellona. Quattro chiacchiere sulla ganja e l’Italia da un punto di vista di tutto rispetto.
smantellare le coltivazioni... mentre non si vede uno sforzo proporzionato nel cercare di arrestare il fiume di sostanze stupefacenti (hashish compreso) che vengono contrabbandate all’interno del nostro paese. E come mai si reprime di più la marijuana? Credo che contino moltissimo certi fattori culturali; rispetto a cinquecento anni fa sono cambiate moltissime cose nella mentalità della gente e di chi governa. Un tempo contava prevalentemente l’anima rispetto al corpo, con tutto quel che ne deriva, come si trattava l’anima, cosa ne era dell’anima dopo la morte, quindi i potenti cercavano di controllare con la religione le anime dei loro soggetti... Adesso però chi ci governa non vuole controllare solo le idee, quelle contano sempre meno; vuole principalmente controllare ciò che possediamo, che acquistiamo. In questo mondo materiale, chi governa vorrebbe anche controllare il nostro corpo e quello che ne facciamo. Oggigiorno è importante essere sani, funzionali ed efficienti per poter lavorare. Di conseguenza, dato che se ti fumi le canne non sei sempre produttivo al cento per cento, ventiquattr’ore su ventiquattro, fumare non viene accettato!
“Ecco Franco in gara mentre rolla una canna da guinness, gli avversari non hanno speranze”.
Soft Secrets: Come vedi la comparsa, in Italia, di un giornale come Soft Secrets? Quale credi che debba essere la sua funzione? Franco: Ho notato fin dai primissimi numeri che Soft Secrets è molto amato dagli italiani, e in effetti ci voleva una versione italiana del giornale; trovo ottimo il fatto che sia distribuito anche in alcuni coffe shop olandesi, oltre che presso i canapai italiani. Il fenomeno coltivazione fortunatamente si sta affermando nella Penisola e sicuramente il giornale è destinato a crescere nel cuore degli italiani. Un giornale come Soft Secrets in italiano rappresenta una favolosa opportunità per raggiungere la comunità dei coltivatori in Italia, che è costituita da una moltitudine di realtà molto differenti fra loro. Esiste tutta una cultura legata al mondo della ganja, ma dai volti diversi, e fino alla nascita di Soft Secrets non era possibile dare voce a queste identità sulla carta stampata. Fuma gente di tutte le estrazioni sociali, ma non vi è ancora unità fra coloro che fumano cannabis. Da noi ci sono infiniti gruppi di persone unite da vari interessi o passioni come musica, politica e via dicendo, mentre non esiste una comunità di consumatori di ganja con un canale di espressione comune: Soft Secrets può essere uno strumento per parlare di un fenomeno che esiste effettivamente e per avvicinare fra loro queste realtà frammentate e niente affatto stereotipate. L’argomento marijuana in Italia continua ad essere tabù... Infatti, ogni tanto mi chiedo, in Italia c’è una percentuale di fumatori elevatissima, forse più che in Spagna
e sicuramente più che in Olanda: come mai però non ci sono i coffee shop?!? Se gli Italiani fumano molto più che gli Olandesi... è un po’ paradossale a pensarci bene. Ci piace farci vedere bravi e innocenti, fare i bacchettoni, ma poi, sotto sotto... Ma è qui che entra in gioco ancora Soft Secrets: un giornale come questo infatti svolge una duplice funzione: quella ludica, dato che è divertente, e quella informativa. La prima è un ottimo modo per sdrammatizzare la questione. Visto il mio lavoro, sono spesso in viaggio e in contatto con gente straniera, quindi ho potuto notare che le conoscenze dei grower italiani sono inferiori rispetto non solo a quelle degli olandesi, ma anche agli inglesi o agli spagnoli, per esempio. Quando mi capita di parlare con dei grower svizzeri, inglesi o spagnoli, mi accorgo che sanno davvero moltissime più cose sulla coltivazione, su quello che si fuma e come si fuma, rispetto ai grower italiani. Un giornale come Soft Secrets contribuisce a formare una cultura su tutto ciò che riguarda la pianta. Ovviamente non si tratta solo di distinguere fra le varie nazionalità, chi viaggia e ama leggere o tenersi informato – anche con internet, per esempio – ha la possibilità di farsi un bel bagaglio di conoscenze, che viva in Italia o in Spagna, o in Olanda. Per capire meglio il quadro italiano, c’è da considerare anche il lato degli interssi politici, visto che ultimamente in Italia le forze politiche sono sempre più impegnate nel cercare di
Un altro fattore importante, se vogliamo cercare di capire come mai la marijuana da noi non sia tollerata dal pubblico quanto in altri paesi, è che l’argomento non è mai stato affrontato seriamente a livello mediatico, nemmeno dal punto di vista medico. Non ci sono stati dei seri dibattiti; stampa e tivù non se ne occupano molto e le informazioni sulla marijuana terapeutica non hanno mai raggiunto il pubblico “di massa”. In altri paesi invece, la cannabis è più tollerata da tutta la società perché anche chi non fuma è più informato sulle sue varie applicazioni, dalla canapa industriale a quella medicinale. In un paese come l’Italia la questione è stata pesantemente boicottata e ostruita per via di gruppi legati a interessi economici (le farmaceutiche ecc) o alla chiesa. Di conseguenza il pubblico sa pochissimo sulla marijuana, ne vede soltanto l’aspetto ricreativo... E anche di quello sa pochino! ;-p ... Eh eh! Invece, per moltissimo tempo (per quattromila anni, infatti) la pianta è stata una risorsa indispensabile per fabbricare prodotti come carta, tessuti, corda e vele per le navi; e oggigiorno potremmo usarla persino come carburante o farci la plastica! In questo senso Soft Secrets può impegnarsi a coordinare le informazioni a livello internazionale, in modo che le notizie diffuse in un paese non siano diverse da quelle divulgate in un altro paese; perlomeno nei paesi dell’Unione Europea, le conoscenze dovrebbero essere le stesse. Condividiamo la valuta, il mercato unico, le elezioni... Però le informazioni sulla ganja non sono le stesse da uno stato all’altro e questo è un fattore da correggere. Le conoscenze scientifiche valide devono essere le stesse ovunque!
Come consideri l’atteggiamento degli Italiani stessi nei confronti della marijuana? Indubbiamente la mentalità influisce in modo decisivo su certe prese di posizione politico-giudiziarie, e l’Italiano mi sembra meno tollerante di altri, persino nei confronti del consumo personale. Noi italiani tendiamo sempre a giudicare gli altri e non sempre accettiamo di buon grado le opinioni o le realtà diverse. Da noi, sia i fautori che i detrattori della marijuana tendono a prendere posizioni nette, mentre in un paese come l’Olanda vedo maggiore tolleranza in generale, ma anche nello specifico: per esempio chi fuma lo fa con un atteggiamento diverso, meno aggressivo, meno “dimostrativo” che da noi in Italia, dove sembra ci si voglia far vedere e anche in modo provocatorio. L’Olandese che fuma lo fa in modo meno offensivo, laddove è consentito (nei coffe shop o a casa propria, n.d.R.) e non va in giro con l’atteggiamento di rivolta... Sì, in Italia la gente vorrebbe accendersi lo spino di fronte ai carabinieri e aspettarsi pure i complimenti, credi che ti dicano “bravo”?!? In Italia effettivamente vedi gente che rolla la canna sotto al tavolo in un ristorante o nel locale. Da una parte vuol dire che fumare è molto comune Si, ma tratta spesso di gesti fatti con fare provocatorio, “per vedere cosa succede”, che non favoriscono l’accettazione del fenomeno, anzi, sono controproducenti. Ovviamente non tutti sono uguali Certamente! E oltre a chi si comporta bene c’è anche chi si impegna su vari fronti a favore della marijuana. Però ci sono dei risvolti legati all’aspetto commerciale: nel mondo della cannabis si può distinguere fra chi è mosso da passione e ideali, da un certo “credo” e ha un impegno quasi politico per la legalizzazione... persone che si muovono nella legalità e con correttezza. Ma moltissimi invece sono nel mondo della cannabis solo per fini commerciali, per fare soldi. E purtroppo in Italia, vista la situazione di proibizionismo, si può guadagnare più facilmente aderendo alle regole del mercato nero e della criminalità, che non con l’autoproduzione. La coltivazione non viene scelta da uno che vuole fare soldi; se vuoi farti un bel profitto sicuro, ti conviene spacciare, aderendo a tutte quelle regole della malavita. E molti si mettono a vendere il fumo anche per finanziare il proprio consumo personale... ma poi il cerchio si chiude: alla fonte si compra sempre illegalmente e quindi si finanzia il crimine, con tutto quel che comporta anche a livello internazionale, dagli extracomunitari che fanno da corrieri e vengono arrestati, ai grandi flussi di denaro sporco e il confondersi del mercato delle droghe leggere con quello delle droghe pesanti.
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HOT WAX di Christian Zingales
A STONED SELECTION
Coco Rosie Noah’s Ark
(Touch And Go)
Bianca e Sierra Cassidy sono due affascinanti sorelle native americane che ostentano un legame piuttosto morboso: si fanno ritrarre insieme nella vasca da bagno e ammiccano con furbizia a un portamento un po’ incestuoso. Oltre l’immagine c’è un suono intrigantissimo, canzoni rarefatte e profonde che recuperano la tradizione folk-blues del primo Novecento ma riescono allo stesso tempo a suonare modernissime. Questo è il secondo album che producono e di loro sentiremo parlare ancora per molto.
Steve Spacek
Al frente de Minor Threat creó todo un movimiento filosófico-Verso la fine degli anni ’90 gli Spacek si affermano dall’Inghilterra come una interessante band tra hip-hop e soul. Oggi il leader di quel gruppo, Steve Spacek, si è trasferito a Los Angeles, e ha prodotto il suo primo album solista, l’intenso “Space Shift”. Un disco che porta alla luce un grande talento che finora era stato tutto in divenire. Steve canta e lo fa con la grazia di un angelo caduto, come fosse un Curtis Mayfield piegato dalla ganja, e produce anche tutte le musiche, coadiuvato da Morgan, il suo partner di sempre negli Spacek, e da J Dilla, ex Slum Village, già una piccola leggenda hip-hop. E un’altra leggenda perduta, un mito della musica black anni ’70 come Leon Ware, fa capolino duettando in Smoke, una canzone che la dice lunga sull’immaginario fumoso del nostro. Un fumo denso e dolcissimo che si propaga lungo tutto il disco, tra i picchi visionari dello space-funk di Dollar o del soul astrale di Hey There e l’orgoglio delle radici di pezzi come la digressione reggae Days Of My Life, uno struggente omaggio a Bob Marley. Un artista da seguire con attenzione e un disco caldissimo, che non smette di girare. PHARRELL In my Mind
(Virgin)
Can Tago Mago
(Spoon 1971)
Apparecchiarsi una canna di nero prima di ascoltare “Tago Mago” vuol dire dover combattere un plotone di mostri e fantasmi agguerritissimi ma anche vivere un’esperienza straordinaria. Perdersi nei vortici di un suono ribollente e dalle mille facce. È la conoscenza di qualcosa di ignoto, un vero e proprio viaggio. I Can si impongono a fine anni ’60 e in breve rappresentano l’apice del kraut rock tedesco. “Tago Mago”, disponibile da poco in una ottima ristampa della Mute, è il loro capolavoro. È il sogno della musica totale, nella più grande collisione di generi che la storia ricordi: rock, blues, jazz, psichedelia, funk, elettronica, minimalismo, exotica, sperimentalismo avantgarde. In un sound che, ancora a distanza di più di 30 anni, gira che è un piacere.
Puoi scaricare i numeri arretrati di Soft Secrets Italia da
In cinque anni Pharrell Williams, insieme a Chad Hugo, prima con l’hip-hop dei Neptunes, poi con il suono crossover dei N.E.R.D., ha cambiato la storia della musica black e non solo. E non si contano più gli artisti che hanno beneficiato del trattamento Neptunes, da vecchie glorie rap come Snoop Dogg a nuove popstar come Justin Timberlake. Ora Pharrell debutta da solista con questo album scintillante, diviso tra un’anima hip-hop e una r’n’b, e si conferma un grande fuoriclasse, una sorta di nuovo Prince. Il sound del 2010. Chelonis R. Jones Dislocated Genius
(Get Physical)
È americano ma vagabonda per l’Europa da una quindicina di anni. Vive inseguendo un ideale artistico libero, tra poesia, pittura e musica. In questo suo debutto incrocia grooves elettronici e una voce soul nera di quelle che fanno la differenza. Ne esce un affresco unico di vena poetica, psichedelia soul e un feeling allucinatorio che sfocia in una plasticità pittorica.
www.softsecrets.nl È gratis! Soft Secrets Italia, una lettura essenziale per grower, fumatori e per tutti gli operatori del settore della canapa.
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ccolto a R l e d a t s Fe
Iniziative
ConFiniZero in Senato
ANTIPROIBIZIONIST@ 365 GIORNI L’ANNO
In data 07 novembre 2005 il cartello ConFiniZero ha richiesto un incontro con i senatori dell’Unione per discutere attorno al nuovo disegno di legge sulle droghe presentato da Fini e alle dichiarazioni di Giovanardi che intende farlo approvare dal Senato in una versione ridotta prima del prossimo appuntamento elettorale.
...segui la scia... Quest’anno per la prima volta dopo 7 anni il csoa Forte Prenestino ha rinunciato a indire la ormai tradizionale festa del raccolto, grande evento dell’autunno romano. Vogliamo spezzare il meccanismo perverso che si è instaurato nelle feste del raccolto più recenti, evidente a tutti quelli che vi hanno partecipato: una marea di gente che preme al cancello per entrare, persone schiacciate l’una contro l’altra per ore senza potersi muovere né avanti né indietro, ressa, panico, ansia da conquista della bustina.... Questa è stata l’esperienza vissuta dalla maggior parte di noi durante la festa dell’anno scorso. Per arrivare a questo risultato sicuramente hanno contato problemi organizzativi da parte nostra; poi c’è stata l’affluenza numerica cresciuta molto negli anni, tanto da rendere difficile una gestione tranquilla dell’iniziativa proprio per i limiti fisici oggettivi dello spazio; e poi ci sono stati da parte di alcuni partecipanti atteggiamenti stupidi, arroganti e coatti sia all’entrata, sia al momento della distribuzione della “sostanza”. Tutto questo per noi ha poco a che fare con lo spirito della festa, una sagra metropolitana basata sulla libera condivisione dei frutti del nostro orto, in cui comunicazione e antiproibizionismo si mescolano in allegria, senza lo stress tipico dell’acquisizione di una merce. Questo insieme di elementi ci ha convinti: quest’anno niente festa del raccolto, almeno non come eravamo abituati a farla negli ultimi anni.
In questo incontro al Senato si è discusso dell’esigenza di fare chiarezza sui pericoli veicolati in questa legge,sulle contraddizioni proprie di ogni provvedimento proibizionista, ma soprattutto porre l’attenzione su un diverso approccio possibile ai problemi legati al consumo di sostanze. In questo senso, è fondamentale dare voce a chi conosce a fondo il problema del consumo di sostanze: operatori,medici,pazienti,scienziati e consumatori che, senza aver avuto la possibilità di esprimersi, stanno per finire nel mirino di una legge oscurantista priva di fondamenti scientifici. È infatti noto come il governo abbia voluto tenere fuori dalla prossima conferenza sulle droghe tutte queste realtà che, in opposizione alla legge Fini, hanno proposto una strategia diversa che contemplasse una risoluzione sociale e non solo ottusamente penale. Una strategia che vuole recuperare innanzitutto i concetti di riduzione del danno, di promozione della salute e di corretta informazione, distinguendo tra consumo, abuso e dipendenza, che rifiuta con forza lo strumentalismo repressivo contenuto in questa legge e rivendica una politica alternativa sulle droghe che vada oltre anche l’attuale legislazione. Per ribadire questi concetti e per affermare un approccio scientifico a qualsiasi politica in materia di droghe, il cartello ConFiniZero, aderendo all’appello lanciato dal cartello “Diritti di Strada”, sarà presente a Palermo durante la Conferenza Governativa che si svolgerà dal 5 al 7 dicembre, nonché alla Controconferenza di Roma organizzata dal cartello “Non incarcerate il nostro crescere” in data 7 dicembre. Cartello ConFiniZero
movimento
ConFiniZero Un vasto cartello antiproibizionista ConFiniZero è un cartello ampio ed eterogeneo che rappresenta ampi settori della società civile, dagli operatori alle associazioni del settore, dai partiti al sindacato, dai centri sociali ai liberi consumatori e a tutti quelli convinti che sia ora necessario attivarsi per dire no al disegno di legge sulle droghe firmato da Fini.
Invece della festa del raccolto come evento unico, una volta soltanto, vogliamo provare a viverla come evento quotidiano, 365 giorni l’anno, trovando modi e forme per renderla un tema ricorrente in tutte le nostre iniziative, una specie di tormentone che ci ricordi che antiproibizionist@ si può essere sempre, in qualunque momento, in ogni occasione... Ci è sembrato insomma che la festa del raccolto così come si è svolta negli ultimi anni avesse perso il suo significato: da atto eclatante e comunicativo di insubordinazione contro il regime proibizionista a rituale svuotato di senso, che è meglio rivedere e aggiornare. Il nostro impegno antiproibizionista continua ad essere comunque quotidiano: non dimentichiamo che prosegue, infatti, in parlamento l’iter della proposta di legge Fini, che reintroduce il reato di consumo di sostanze stupefacenti, equipara droghe leggere e pesanti, stabilisce la distinzione tra uso e spaccio in base a tabelle surreali, privilegia le strutture di recupero private a scapito del servizio pubblico, e soprattutto criminalizza lo stile di vita e la libertà di scelta e di cura di milioni di persone. Ma una scelta di massa non si può arrestare. E’ una sperimentazione la nostra, come sempre: un tentativo di trovare nuove forme per comunicare e far vivere quello che ci sta a cuore... senza ansie, senza ressa, senza le mostruosità che il proibizionismo produce, con rispetto e lo spirito giusto.
Il concetto da cui prende forma questo decreto, ovvero la criminalizzazione del consumatore, la messa in discussione della sua libertà di scelta, ma anche di cura, calpesta il referendum popolare del ‘93, che già 10 anni fa aveva sancito la non punibilità penale del consumo. Dietro la legge appare infatti chiara una più generale volontà di vietare e punire prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una cospicua parte della popolazione. Segue poi l’abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti; un’ulteriore modifica in linea con la precedente che getta in unico calderone tutte le sostanze, alimentando la propaganda terroristica della ‘tolleranza zero’. Il disegno di legge svilisce il ruolo del servizio pubblico, scatenando una competitività sfrenata tra strutture pubbliche e private, umiliando e mortificando il lavoro e l’esperienza di chi, come gli operatori dei Sert e delle unità di strada, attraverso le strategie della riduzione del danno, limita gli effetti negativi dovuti al mercato nero e all’abuso di sostanze. Rispetto a metodi alternativi e alle sperimentazioni in atto negli altri paesi europei, invece di promuovere i servizi orientati a pratiche non coercitive, questa legge si basa su pericolose falsità antiscientifiche: la marijuana rende schizofrenici, non ha effetti terapeutici, il metadone nuoce ai tossicodipendenti. Già a causa dell’attuale legge quasi il 40% della popolazione carceraria è detenuta per reati connessi alle droghe; se queste legge trovasse applicazione, sarebbero gravemente inasprite le vessatorie sanzioni amministrative che limitano le libertà personali. Una legge che metterebbe in galera altre decine di migliaia di persone che fumano marijuana o che ne assimilano il principio attivo per uso terapeutico, aggravando così ulteriormente la già vergognosa condizione di sovraffollamento delle carceri e ignorando l’imminente necessità di attuare misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti.
Antiproibizionisti 365 giorni l’anno.
Una legge che fa comodo ai narcotrafficanti che si arricchiscono sul proibizionismo, mentre sulla scia dell’ennesima caccia alle streghe, i governi muovono guerre globali sventolando anche il vessillo della “war on drugs” planetaria.
Saluti antiprò,
Giusto o sbagliato non può essere reato!
csoa Forte Prenestino
Cartello ConFiniZero
Fiera Highl ife
Soft Secrets
Barcellona
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Arrosto o al vapore? L’ingresso della fiera Highlife dell’ottobre scorso in Spagna.
Il nostro paladino Jorge Cervantes si mostra interessato all’esame del THC messo a disposizione dei visitatori da quelli di Paradise Seeds.
Sensi Seeds
Un giretto imperdibile per tutti gli appassionati, quello fra gli stand della fiera Highlife della canapa. All’edizione spagnola di ottobre abbiamo fatto molti incontri interessanti... abbiamo recuperato il vostro inviato speciale di Soft Secrets, di ritorno da una missione esplorativa fra gli espositori. Vi raccontiamo quel che ha potuto ricordare dopo questa spedizione divertente ma alquanto impegnativa!
musica per strada, lasci il cane sciolto o vieni beccato a fumarti un cannone, mentre vedi, in un paese come la Spagna puoi praticamente fumare in giro senza problemi.
Soft Secrests incontra Ravi, di Sensi Seeds. Facciamo quattro chiacchere sull’Italia. Ciao Ravi, come ti sembra la situazione in Italia, dal punto di vista “canne”? Francamente sono stato arrestato una volta, in Italia, per un pochetto di fumo. E da allora me ne sto un po’ alla larga. So che la legge allora era severissima, per due canne di fumo ti trattavano come se avessi traffici di eroina o chissà che. Una volta ero a Roma e trovare qualcosa di decente da fumare era un’impresa, in più si doveva fare tutto di nascosto, bisognava muoversi con questa segretezza incredibile per comprarsi una fumatina! Fortuna che la gente adesso inizia a coltivare, perché di ganja allora non se ne vedeva quasi. Sai, anche in Olanda fumare, soprattutto in giro, non è esattamente legale, ma tollerato in certi contesti. Anzi, credo che oggigiorno ci sia più libertà altrove, tipo in Inghilterra, per chi vuole fumare. Ad Amsterdam per esempio capita che, se sei un “punkabbestia” ti prendi una multa se fai
spliff.nl
Oggigiorno anche gli Italiani stanno iniziando a coltivarsi la loro erbetta, a prescindere da quanto severa sia la legge... Certamente, le cose sono cambiate un bel po’ da quando venni arrestato, anni fa, all’aeroporto di Venezia, dove mi avevano beccato con 7 grammi di hashish. Alla fine mi fecero firmare delle scartoffie e potei andarmene libero. Sai di cosa mi accorsi immediatamente? Una fatica e un rischio inutile, quello di portarsi il fumo dall’Olanda. In giro per le piazze allora se ne trovava in abbondanza! Il problema comunque rimane, in Italia e altrove: è illegale fumare e coltivare ganja. Ma è un anacronismo, significa cercare di negare un dato di fatto. Secondo me, la scena “grow” in Italia si sta evolvendo e raffinando, grazie anche alla nascita di una rivista come Soft Secrets e dei siti e delle varie riviste che fanno informazione sull’argomento,rifle ttondo una realtà ormai innegabile. E quindi... siamo tutti ottimisti!
Vaporstar Ecco la storia di un congegno ingegnoso ma comodissimo, per vaporizzare in tutta salute. «Nel lontano 1999 decisi di metter da parte il tabacco e fumare erba pura; ottima decisione, finché mi venne mal di bronchi, con tutto il fumo e il catrame che mi aspiravo. Volevo un aggeggio piccolo e portatile per vaporizzare. Al tempo non c’era niente del genere in commercio. Hmmm…» Dopo sei anni, trenta strani prototipi e moltissime ricerche, ecco il Vaporstar, l’estrattore di THC inseribile nella maggior parte dei piccoli bong. La fiamma di un comune accendino viene risucchiata all’interno del Vaporstar e difusa su una stella di acciaio, dove scalda l’aria aspirata e con essa il contenuto del bracere. Portando la resina al punto di ebollizione senza usare una fiamma, che ne brucerebbe via parte dell’aroma, si riesce ad estrarre dall’erba un bella tiro saporito, che arriva ai tuoi polmoni attraverso la pipa di vetro. Morbido e squisito. Controlli tutto, l’aspirazione, la quantità di vapore ad ogni boccata, basta seguire le istruzioni per riuscire a vaporizzare in tre secondi. Questo strumento, usato adeguatamente, riesce a estrarre nove tiri di vapore da un bracere di erba, e abbiamo notato che qualsiasi cosa mettiamo nel Vaporstar dura il triplo che con altri modalità di consumo comuni. Vaporstar funziona.
Pipe Lucky Luke Queste pipe artigianali di legno e acciaio sono manufatti realizzati con gusto e maestria. I bracieri di cui sono dotate queste pipe tedesche di vari modelli (scorpione, chitarra...) sono di 4 diametri diversi. Hans e Alexander, due falegnami mossi dalla stessa passione, ci raccontano la storia delle pipe Lucky Luke, nate dalla loro passione per il legno e dalla voglia di sperimentare: dalla forma del legno ecco che prendono vita quasi spontaneamente dei nuovi modelli, seguendo le venature e le possibilità dei vari tipi di legno. Come ci spiegano i creatori di questi oggetti, splendidi da regalare a un fumatore dai gusti raffinati, certi tipi di legno lascerebbero un cattivo aroma quando si fuma. Mentre, grazie al raffreddamento cool system fornito dal bracierino in acciaio inox di cui sono dotate le loro pipe, è possibile fumare puro senza inalare alcun retrogusto sgradevole. Oltre a queste pipe fantasiose e interessanti, Lucky Luke firma anche mobili, oggetti vari in legno e una serie di valigette a comparti per conservare la propria scorta. Un’idea per un regalo personalizzabile e sicuramente graditissimo.
Noi di Soft Secrets non disdegnamo mai un bello spinello, ma siamo certi che il futuro risieda negli strumenti per fumare puro: ecco qualche dritta per chi ama il sabor natural!
Beh, il nome la dice già tutta, per così dire: per chi non mastica l’inglese, questo grossista on-line si chiama proprio “spino punto olanda”! E infatti loro catalogo di questi due giovani imprenditori “verdi” di Amsterdam non manca proprio nulla per l’appassionato: dai coloratissimi blocchetti per i filtrini con vari motivi e immagini stampate sopra (per esempio Bob Marley, il dollaro, scritte e loghi varii e da inventare...) ai grinder personalizzabili: sono ormai molti i negozi e i locali ad aver fatto ralizzare a Spliff.nl dei grinder o dei filtrini con il proprio logo, da dare in omaggio ai migliori clienti, o da mettere in catalogo. Un’idea che centra davvero a segno: quale oggetto è più vicino al cuore di un fumatore, del suo bel macinaerba personale? Ovviamente Spliff fornisce tutti gli altri articoli per fumatori, come le pipe colorate in vetro, i bong, le cartine... fino all’ormai classico ballgrinder, il grinder colorato dal sorriso “smiley” e dalla chiusura a magnete. Dulcis in fundo, i semi Spliff: un’ampia scelta fra decine di varietà, femminizzate o meno.
Verdamper Non potevamo chiaramente tralasciare il Verdamper, che forse alcuni di voi hanno visto alle fiere internazionali della canapa: questo spettacolare congegno è in sostanza un bong intelligentemente trasformato in vaporizzatore; essendo dotato di una resistenza elettrica che scalda l’aria nel braciere, consente all’appassionato di inalare un vapore squisito, senza nemmeno bruciare l’erba. Aspirando da un tubo di gomma si respira tutta la bontà della ganja pura... e lo sballo non è da meno. Lo stand di Verdamper non per nulla era sempre popolato da gruppetti di grower zelanti, che con la loro erbetta venivano da Bert e Evert per vedere l’effetto che fa!
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Soft Secrets
EVENTI
ucono Purple Power prod di te an pi le e ch Sapevate perto? ngono coltivate all’a ve do an qu a ol vi e delle cim to con l’aria ngono viola a contat ve di re fio da e cim Le cosa buffa è ente più fredda. La autunnale, solitam sotto la luce va questa varietà che quando si colti diverso aspetto totalmente un de en pr e, al artifici il viola). luce non manda loro di o tip to es qu é ch (poi
Colofon
Indice pubblicità Nome
Telefono
Pagina
Advanced Hydroponics
0031-297-363404
Al Tao
0039-0424-220055
32 37
Atami
0031-73-5223256
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Bio Bizz
0031-50-5414650
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Female Seeds
0031-78-6132263
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Fral
0039-0335-5496693 37
CANNABIS TIPO FORTE
Green House Seeds Hemporium
0039-06-97618522
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Hesi
0031-45-5690420
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FIERA INTERNAZIONALE DELLA CANAPA II EDIZIONE – BOLOGNA, GIUGNO 2006
High Quality Seeds 0031-73-5479916
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È con grande piacere che annunciamo la seconda edizione di Cannabis tipo forte, la fiera italiana della canapa medica e industriale.
Jorge Cervantes
Dopo la prima importante edizione, abbiamo deciso di fare di Cannabis tipo forte un appuntamento annuale, e di trasformare quella che solo fino all’anno scorso era una piccola fiera della canapa in un appuntamento di prestigio e di attenzione internazionale. È ora di fare conoscere meglio anche in Italia il mercato legato ai mille usi di questa pianta miracolosa, un tempo caposaldo tradizionale della nostra economia e per creare un punto di incontro tra realtà solo apparentemente in contrasto fra di loro, quali il mondo della cannabis ad uso industriale e quello della cannabis ad uso medico / ricreativo. Riteniamo peraltro fondamentale trovare un luogo ed una occasione per discutere sugli ultimi sviluppi riguardanti le leggi italiane in materia di stupefacenti, argomento sul quale in Italia vige una confusione a dir poco imbarazzante, sia da parte di chi ha il dovere di fare le leggi, sia da parte di chi tali leggi sarà costretto a subirle. Riteniamo che sia anche una buona occasione per fare conoscere ancora di più anche all’estero il nostro paese,
Puoi scaricare i numeri arretrati di Soft Secrets Italia da
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È gratis! Soft Secrets Italia, una lettura essenziale per grower, fumatori e per tutti gli operatori del settore della canapa.
che nonostante i tempi che corrono, è ancora pieno di gente che vuole vivere in allegria e con entusiasmo la propria vita. La data dell’evento è fissata per il primo fine settimana di giugno 2006, in modo da presentare a Voi espositori esteri un paese in piena fioritura, dove sia possibile godersi il bel clima mediterraneo, i sapori e le delizie della nostra cucina famosa nel mondo, condita dal sole, dal mare e da bellezze sia maschili che femminili per tutte le età. Dopo l’esperienza di Pescia, abbiamo deciso di organizzare la nuova edizione della fiera a Bologna, città del nord Italia che vanta una storia millenaria, perciò molto conosciuta oltre che facilmente raggiungibile con ogni mezzo (aereo, treno o macchina). Verremo ospitati in un nuovo salone vicino alla Fiera di Bologna, mettendo a disposizione più di 3000 mq per dare spazio a sempre più espositori e per accogliere nel modo più adatto i tanti appassionati presenti in Italia. Saranno presenti, - i più importanti produttori internazionali appartenenti al mercato della canapa; - convegni e dibattiti riguardo tanto l’uso medico, quanto quello ludico della cannabis; - una mostra sull’arte psichedelica degli anni sessanta (che con più di 250 opere esposte si appresta ad essere la più grande esposizione del genere mai fatta in Italia); - spazi gratuiti in cui centri ed associazioni culturali, onlus e non profit del settore possano fare sentire la propria voce; - una sfilata di moda con tanti e freschi capi di canapa; - una ampia zona dedicata al ristoro ed al relax, con due bar e un ristorante, ma anche zone dedicate al reiki , alla giocoleria e alla conoscenza dell’uso e della cultura del narghilé; - un folto pubblico! Ne siamo certi vista anche la nuova collocazione della fiera nella città di Bologna, (che già da sola vanta un grandissimo numero di studenti e giovani) a rappresentare un mercato che si può definire ancora vergine e che, se stimolato a dovere, ha potenzialità
Canapa Amsterdam 0031-73-5498112 24-25
La Canna
Direttore: Boy Ramsahai Redazione internazionale: Cliff Cremer
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Highlife Fiera Della Indoorline
Soft Secrets Italia è pubblicato da: Discover Publisher BV P.O. Box 362, 5460 Veghel, Paesi Bassi Tel: 0031.73.549.81.12 Fax: 0031.73.547.97.32 e-mail: maryjane@highlife.nl
0039-011-9850167
Redazione: il Canapaio, Franco, Jorge Cervantes, Christian Zingales, dottor F. P., Filo, Weckels, Ciro, Bart B, Cavo, Gennaro, Luca e tanti altri.
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0031-20-4284482
Caporedattrice: Emma Marziali
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Nirvana
0031-20-3640233
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Plagron
0031-495-631559
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Retro Bodega
0034-93-3860605
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Sensi Seeds
0031-10-4763252
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Serious Seeds
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TGC Trading
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www.procare.nl
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Soft Secrets Italia 2 2006 esce il 10 marzo
Pubblicità: italy@softsecrets.nl Traduzioni: Emma Marziali e Valefizz Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito al presente numero. Foto di copertina: Big Bud © Crazy Munk (UK) Indirizzo redazione: Soft Secrets Italia PoBox 17250 1001 JG Amsterdam, Paesi Bassi E-mail: italy@softsecrets.nl Sito internet: www.softsecrets.nl
ben maggiori rispetto ai paesi che ultimamente sono all’avanguardia per quanto riguarda la cultura della cannabis (ad esempio la Spagna). Questa lettera ha il solo scopo di raggiungere voi addetti del settore della cannabis, ed informarvi della nascita di questo nuovo ed importante progetto. A breve sarà inviato a chi ne farà espressa richiesta, un preventivo dettagliato con le modalità di adesione. Nella speranza di vedervi personalmente alla fiera di Giugno, cogliamo l’occasione di augurarvi meravigliose giornate e verdissimi saluti
Soft Secrets Italia non intende in alcun modo incentivare condotte vietate. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi ai fini di una più ampia cultura generale. La redazione e i collaboratori non si assumono nessuna responsabilità per un uso imporprio delle informazioni contenute nella rivista. L’editore e i distributori non sono da intendersi implicitamente d’accordo con i contenuti pubblicati. Nessun contenuto di questa pubblicazione può essere copiato o riprodotto in alcun formato senza autorizzazione degli editori.
Hempfully yours,
Sapevate che dopo le soffiate, il motivo più comune per cui vengono ac ciuffati i grower so no i disturbi causati da acqua e odori? Entrambi i problemi sono in realtà facil issimi da evitare, a patto che il grower impieghi la dovuta cautela nel fare il proprio lavoro. Cost ruite sempre uno “s tagno” (di materiale sintetico o di plastica) intorn o a tutto il locale da coltivazio ne, in modo che tu tta l’acqua che potrebbe fuor iuscire, persino ne ll’ipotesi più disastrosa, non po ssa defluire; contro llate anche di aver installato de i filtri validi e che la capacità di estrazione dell’aria sia sufficiente.
BE PREPARED
Atami presenta Ata-Organics Alga-C: Un biostimulatore unico. Esso contiene un livello elevato di micro-elementi, amino-acidi, vitamine e ormoni vegetali. Voi può usare l’Alga-C come uno spray fogliare o incenerire come un additivo al vostro di base sostanza nutriente acqua. L’Alga-C è adatto ad ogni substrato. Huisbergenweg 7-9 5249JR Rosmalen t: +31(0)73 522 3256 f: +31(0)73 521 3259 e: info@atami.com www.atami.com