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SAMARITANI La rivista di Samaritani Svizzera
Samaritani ai grandi eventi 6 GRANDI INTERVENTI I samaritani alla Festa federale di lotta svizzera
14 GIOVENTÙ
Samaritani Svizzera e la promozione della gioventù
34 RITRATTO Il percorso di Claudio Pavia
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EDITORIALE
Unire le forze Care samaritane, cari samaritani, come vola il tempo: quest’anno è già quasi finito. Sono grata che nel 2022 siamo di nuovo stati presenti pubblicamente e percepiti come samaritani tra la popolazione. Ecco perché dedichiamo questo numero della nostra rivista a tutti voi. Con storie di samaritani in azione in nome del nostro movimento.
La responsabile Gioventù ci spiega infatti come si possono avvicinare, reclutare e mantenere le giovani leve, dando loro lo spazio necessario e facendole sentire inserite nella nostra famiglia samaritana. Gli esempi positivi e ammirevoli li trovate alle pagine 18 e 19 e provengono dai Cantoni di Vaud, San Gallo, Lucerna e da Basilea Campagna.
Mi fa sempre piacere vedere cosa riescono a fare i samaritani quando uniscono le forze. Per esempio, alla Festa federale di lotta svizzera e giochi alpestri svoltasi a Pratteln. In questa occasione, i samaritani in servizio sono stati in totale 90, a tutto beneficio degli oltre 400 000 frequentatori della grande festa. Oppure ancora riferiamo della Festa della Città di Berna, con oltre 200 000 partecipanti, che ha visto entrare in azione le forze samaritane di tutto il Cantone di Berna. Questo dimostra ancora una volta che, insieme, possiamo superare anche le grandi sfide.
Alla fine dell’anno potremo essere orgogliosi: orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto insieme, orgogliosi di tutti gli esempi meravigliosi creati dalla famiglia samaritana. Possiamo guardare al passato e trarre così l’energia per svolgere fiduciosi i futuri compiti, basandoci su ciò che, assieme, abbiamo raggiunto. Godetevi i prossimi giorni e le prossime settimane autunnali e invernali, in modo spero più tranquillo e contemplativo, assieme alle vostre famiglie e ai vostri amici. Da parte mia, aspetto con ansia il Nuovo Anno samaritano insieme a tutti voi e vi auguro un periodo di Festività sereno e riposante.
In questa edizione di «oggi samaritani» guardiamo anche al nostro futuro, alla Gioventù samaritana. In un’intervista a Flavia Marty, scopriamo come i giovani vengono coinvolti nella causa samaritana.
INGRID OEHEN, presidente Samaritani Svizzera oggi samaritani 4/2022 3
6 SAMARITANI PRESENTI ALLA FESTA FEDERALE DI LOTTA SVIZZERA A PRATTELN INDICE 22 FORUM DI 16 GIOVENTÙ: CAMPO DIALOGO 3 DI PENTECOSTE Unire le forze e le idee E ALTRI EVENTI per lo sviluppo futuro di Echi dal Campo di PenteSamaritani Svizzera coste organizzato per i giovani samaritani e da altri 12 VENIAMO AL PUNTO 24 PICA COMPIE 30 ANNI eventi in quattro regioni. Samaritani in azione Festa per il «Piquet Cataalla festa di Berna strophe Genevois» (PICA) 20 SEZIONI E ASSOCIAZIONI 14 INTERVISTA Notizie e attività del Flavia Marty e il futuro della movimento samaritano Gioventù samaritana 10 INTERVISTA Caroline Meyer e il suo doppio ruolo alla Festa federale di lotta svizzera
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IMPRESSUM «oggi samariani» 4/2022 Data di pubblicazione: 9 novembre Editore Samariter Schweiz Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 redazione@samaritani.ch www.samariter.ch Abbonamenti, cambiamento di indirizzi: per iscritto all’indirizzo sopra Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: Fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 18 000 copie Redazione Philipp Binaghi (pbi) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) e Caroline Droz (cdr) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten
29 DAL COMITATO CENTRALE Settori di competenza e Associazioni
34 RITRATTO Claudio Pavia, da samaritano a soccorritore professionista
30 BUONO A SAPERSI Il diritto nei primi soccorsi
36 PRINTSHOP Documenti e carta da lettera con un klick
32 GIOCA CON NOI Cruciverba e Sudoku
38 CORSI 2023 Tutti i corsi previsti nel Nuovo anno
Inserzioni pubblicitarie Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli Comunicazione, 3001 Berna staempfli.com Foto Copertina: Remo Nägeli Indice: Remo Nägeli
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VENIAMO AL PUNTO FESTA FEDERALE DI LOTTA SVIZZERA
«SONO FELICE CHE CI SONO I SAMARITANI» L’edizione 2022 della Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri svoltasi a Pratteln ha attirato in quattro giorni più di 400 000 visitatori. Eventi di questo tipo non sono possibili senza l’aiuto dei volontari, tra i quali anche numerosi samaritani. TESTO: Philipp Binaghi / m.z / FOTO: Remo Nägeli
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di Basilea. Ha raggiunto il luogo della festa percorrendo i 15 km di distanza da casa sua a Pratteln in bicicletta. Assieme a Paul, attraversa quindi l’area della festa fino a raggiungere la postazione del servizio sanitario «Sana 10» per rendere visita ai samaritani impiegati lì. «Sana 10» è uno dei 10 servizi medico sanitari presenti alla Festa federale. Proprio in questa postazione, Paul ha concluso, dopo le 10 di mattina, il suo turno di lavoro di ben 12 ore come capoposto.
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«La cosa straordinaria in questi grandi eventi, è la collaborazione tra persone che hanno uno stesso scopo: quello di aiutare il prossimo in caso di urgenza.»
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Una mattinata senza problemi
Quando sono i volontari ad aver bisogno di aiuto: Patrick Steiger (a sinistra) si prende cura di Angela Hofstetter, aiutante alla festa, che poi potrà godersi il suo tempo libero.
Sabato mattina nell’area della grande Festa federale stanno già confluendo migliaia di persone che prendono posto attorno all’arena della lotta svizzera. Si tratta, questa, della festa delle tradizioni svizzere per antonomasia, la più grande e attesa. E per fortuna, finora, tutto si svolge in modo tranquillo. «È bello che sei qui», dice Paul Ammann (58 anni), vicepresidente dell’associazione cantonale dei due semi-cantoni di Basilea. Il caloroso saluto è rivolto alla 67enne Beatrice Wessner, sua collega di comitato nonché presidente dell’associazione cantonale
Entrando nella tenda del servizio sanitario e nell’annessa postazione di soccorso medico, possiamo «toccare con mano» il funzionamento della postazione stessa. Vi lavorano sette samaritani, un paramedico e un membro dell’Esercito. Il tutto è regolato da chiare procedure: il capoposto effettua il triage e fa registrare i dati personali dei pazienti. Dopo di che, assegna i pazienti a un samaritano affinché ricevano la necessaria assistenza e cura. Tutte le richieste, gli incarichi e le decisioni passano dal capoposto, che svolge pure il ruolo di persona di collegamento con il comando centrale dei soccorsi. «In questo ruolo, il capo è responsabile dell’intera postazione di primo soccorso e si assicura che tutto si svolga senza problemi», spiega Paul.
Il turno di notte: stimolare la collaborazione Tuttavia Paul non è una di quelle persone che, come si suol dire, «se la tirano»: anzi, afferma che «la cosa bella e affascinante di queste missioni è il fatto di lavorare assieme a persone che hanno esattamente lo stesso obiettivo, ossia il benessere dei propri simili e che, purtroppo, si trovano a vivere un’emergenza». Inoltre è sempre un’occasione per imparare qualcosa anche da altri professionisti. «Ieri sera, ad esempio», racconta, «alla postazione si sono uniti a me anche un militare con il grado di caporale che, nella vita civile, è un medico e una oggi samaritani 4/2022 7
VENIAMO AL PUNTO FESTA FEDERALE DI LOTTA SVIZZERA
paramedica.» Paul sostiene che si tratta di un «arricchimento e di un sostegno prezioso che è possibile solo grazie al sistema di volontariato e di milizia della Svizzera». Soprattutto quando si tratta di questioni specifiche come l’uso di farmaci, le competenze di medici e paramedici sono più ampie di quelle dei samaritani: «Ho apprezzato il fatto di essere sul campo e di lavorare mano nella mano con un questo tipo di supporto.»
ne prima sottoposto al triage del capoposto e quindi registrato alla «reception» del servizio sanitario. Le registrazioni servono di principio per le statistiche: tra le altre cose, vengono annotati i tipi di lesione, i disturbi, i sintomi, l’età e il sesso. Tutto ciò serve per permettere una valutazione delle missioni effettuate. In seguito, la persona bisognosa di cure viene assegnata a un samaritano o a un paramedico presente. Una volta terminato il trattamento, la persona effettua il check-out alla «reception».
Si applicano regole severe
Il maggior numero di interventi riguarda disturbi comuni come il mal di testa, le punture d’insetti, i graffi e le distorsioni, ma anche il consumo eccessivo di alcol. «A volte le persone non capiscono perché non vengano dati loro medicamenti o soccorso fuori dalla tenda. In fin dei conti, però, le persone che si rivolgono al servizio sanitario sono sempre felici di essere aiutate in modo sensibile e professionale.»
Uno dei principi molto importanti è che, per motivi di sicurezza, non si distribuiscono né farmaci né pomate né altro al di fuori della porta della tenda sanitaria. Tutte le cure devono essere prestate solo all’interno della tenda e nell’annesso posto di soccorso medico – o in caso di emergenza – dalla pattuglia competente. Chiunque abbia un disturbo o un malore e desideri essere visitato o curato vie-
Osservare, sorvegliare e convincere: il capoposto Roger Frey (a sinistra) e Sarah Hänggi si occupano di una persona che ha alzato troppo il gomito…
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Paul Ammann (a sinistra) passa il turno di lavoro al servizio sanitario al collega Roger Frey. Un’ultima consultazione, poi Paul si concede una meritata pausa.
Sentirsi in buone mani
Turno finito, ma si continua
Poco prima di mezzogiorno, l’attività si fa più intensa. Sempre più frequentatori della festa si presentano alla tenda medica lamentando disturbi vari. Anche Angela Hofstetter, una volontaria che presta aiuto per la festa e ha appena finito il suo turno, arriva alla tenda con un dolore al piede. Dopo essere stata al check-in, Paul la assegna alle cure di Patrick Steiger, samaritano della sezione di Bienne-Benken. Quest’ultimo l’accompagna su un lettino per farle riposare i piedi, colpiti dai dolori del tendine d’Achille, e le prepara un impacco freddo. Le procura così un po’ di sollievo affinché la volontaria possa ancora godersi il suo tempo libero. Mentre il suo piede piano piano migliora, Angela afferma: «Sono felice che i samaritani siano presenti per prendersi cura di me e di chiunque altro abbia un problema. È bello sentirsi al sicuro e sapere che c’è qualcuno che si prende cura di noi.»
Per Paul è giunto il momento di andare e di cedere il suo posto, per le prossime 12 ore di turno, al collega samaritano Roger Frey. Paul ora può recarsi a pranzo con Beatrice Wessner nella grande tenda degli aiutanti della festa. Poi, dopo un po’ di riposo, alle 22.00 tornerà di nuovo in azione al servizio sanitario. Intanto Roger Frey e i suoi colleghi sono già nel pieno del loro lavoro. Tutti sanno cosa fare, e l’attività procede senza problemi. Nel frattempo, Laurens Heeb e Sarah Hänggi, i due samaritani volontari più giovani della sezione di Bienne-Benken, si preparano per uscire nel loro servizio di pattuglia. Potrebbe infatti essere necessario un aiuto anche nell'area all’esterno della tenda sanitaria. Così, la piccola squadra di soccorritori, dotata di una radio e di uno zaino di pronto soccorso, fa il giro dell’area della festa per essere a disposizione del prossimo in caso di emergenza. oggi samaritani 4/2022 9
VENIAMO AL PUNTO FESTA FEDERALE DI LOTTA SVIZZERA
«Tempo e comunicazione due fattori determinanti» Caroline Meyer (48 anni) è stata responsabile del Servizio medico e veterinario durante la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri. Ha anche organizzato il servizio di primo soccorso per i samaritani dell’associazione cantonale di Basilea. Professionalmente è coordinatrice di progetti presso Roche. In questa intervista ci racconta come si è svolto il suo lavoro. INTERVISTA: Philipp Binaghi / m.z Salve Caroline, la grande festa è terminata. Siete soddisfatti di come è andata? Caroline Meyer: Sì, siamo contenti che tutto sia andato bene. Gli interventi si sono svolti in modo ottimale e tutti i samaritani, così come i partner dell’Esercito e dei servizi di soccorso professionisti, hanno collaborato bene assieme, sempre al servizio di tutti i visitatori della festa. Da queste righe, voglio ringraziare sinceramente tutti i samaritani per l’ottimo lavoro che hanno svolto, con impegno e passione. È stata un’esperienza unica!
È stato un impegno di grande responsabilità… Sì, infatti avevo un doppio ruolo. Da un lato, ero presente nel comitato d’organizzazione della Festa federale come responsabile del Servizio medico e veterinario e, dall’altro, rappresentavo anche l’associazione cantonale di Basilea e quindi, in quanto tale, ero responsabile di tutti i samaritani e i soccorritori sul posto. Inoltre, 20 ore di lavoro al giorno erano davvero molte per me e per il mio team principale.
Davvero molto lavoro. Chi è stato coinvolto e di cosa si è occupato il vostro team? Con il mio team di cinque persone, tra cui il mio vice Denny Mai, Sandra Buess (personale), Roger Frey (infrastrutture), Franziska Heimlich e Guido Bürgi (entrambi responsabili del materiale), sono riuscita a coprire le aree principali del mio settore e a garantire così l’impiego dei samaritani. In questo senso, ogni singolo compito è stato decisivo. 10 oggi samaritani 4/2022
Anche la fattiva collaborazione con il nostro ex medico dell’associazione, il Dr. Patrick Siebenpfund, e con il suo vice, il Dr. Marcel Schüepp, che si sono assunti la direzione medica, è stata decisiva. Senza di tutti loro non sarei riuscita nel mio compito.
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«La Festa federale di lotta svizzera è un grande evento e, data la sua complessità, è anche una grossa sfida.»
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Quante erano le persone nel vostro gruppo di intervento, per l’intero fine settimana? Complessivamente, il gruppo era composto da ben 150 persone. Di questi, 90 erano membri dei samaritani, coadiuvati da militi dell’Esercito e dal personale dei servizi di soccorso professionisti (ambulanze), nonché da medici d’urgenza. Sono stata immensamente fiera e anche commossa nel vedere l’impegno con cui tutti loro hanno lavorato insieme, fianco a fianco, e messo la loro energia e le loro conoscenze a favore del benessere dei visitatori della festa.
Come si è arrivati a questo grande dispiegamento dei samaritani? C’è stato lo zampino delle vostre buone relazioni e conoscenze?
Caroline Meyer, che presto festeggerà i 30 anni di samaritana, era nel Comitato organizzatore della Festa federale e ha collaborato attivamente al Servizio medico sanitario e venerinario dell’evento.
(sorride…) Si potrebbe pensarla così, ma io preferirei citare le buone premesse come motivo della nostra presenza alla festa. Un anno fa ho preso il posto del mio predecessore come responsabile del settore dei servizi medici e veterinari. Coinvolgendo quindi direttamente colleghi samaritani a me noti e anche volontari della tradizionale Festa federale, sapevo bene su chi e su quali competenze avrei potuto contare e cosa avrei potuto pianificare.
Quanto tempo effettivo avete dedicato alla pianificazione e alla preparazione? Negli ultimi sei mesi, saranno state oltre 1000 ore di lavoro. Durante l’evento, le ore per me e il mio team sono state altre 20, per ciascuno dei quattro giorni della festa. Ma anche i nostri samaritani nei diversi servizi medico sanitari hanno prestato un lavoro straordinario con missioni di 12 ore a persona.
Lavorare per oltre 1000 ore, reclutare aiutanti, discutere con il Comitato d’organizzazione su spese e bilanci. Cosa l’ha spinta a fare tutto questo? La Festa federale di lotta svizzera e di giochi alpestri è un progetto e un evento enorme; una vera sfida per la sua complessità. Nella mia professione sono coordinatrice di progetti, ma un ambiente così grande è qualcosa che probabilmente si incontra e si vive una sola volta nella vita. Inoltre, poter contribuire in prima linea come samaritana e mostrare quello che il movimento samaritano in generale è in grado di fare, è stata una motivazione determinante. Adesso, che l’evento si è concluso da ormai diverse settimane, posso affermare che è stata davvero una grande manifestazione e una grande e preziosa esperienza. La prossima Festa federale in questo cantone è prevista tra 45 anni e dovrà essere organizzata da qualcun altro.
Quali consigli si sente di dare alle persone che devono affrontare compiti simili? Il periodo di preparazione alla festa è stato molto intenso, interessante e istruttivo, soprattutto negli ultimi sei mesi. Utile anche per la pianificazione delle future missioni samaritane, ma anche arricchente per la mia attività professionale: il tempo e la comunicazione sotto forma di scambio intensivo sono fattori determinanti per il successo. Conciliare un lavoro a tempo pieno con un impegno per un progetto importante come la Festa federale non è facile. Il mio consiglio a chiunque voglia pianificare un grosso evento è quello di pianificare molto tempo a disposizione nelle ultime settimane prima della manifestazione e distribuire il lavoro su quante più persone possibili. L’intero Comitato d’organizzazione della festa funzionava su base volontaria. Non esisteva un punto di lavoro o una sede centrale. Per questo motivo avevo così tante persone referenti per i contatti e la comunicazione con le singole parti e con i partner è diventata ancora più importante.
Chi è Caroline Meyer Quarantotto anni, Caroline Meyer vive a Riehen (BS). È stata responsabile dei Servizi medici e veterinari durante la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri. Ha anche organizzato il servizio di primo soccorso per i samaritani dell’associazione cantonale di Basilea. Professionalmente è coordinatrice di progetti presso Roche. Il prossimo aprile 2023, potrà festeggiare i 30 anni di attività come samaritana. Ha iniziato la sua carriera come volontaria nella sezione samaritana di Riehen e, dal 2002, è attiva con diverse funzioni nella commissione di formazione dell’Associazione dei semicantoni di Basilea. oggi samaritani 4/2022 11
VENIAMO AL PUNTO SAMARITANI IN SERVIZIO
Annelies Schenk (al centro), presidente della sezione Berna Mitte e appassionata samaritana, informa la sua squadra sull’imminente impegno.
Servizio sanitario alla festa della Città di Berna Finalmente è tornato il momento: i samaritani della sezione di Berna Mitte sono stati autorizzati a prestare servizio in pubblico dopo due anni di pandemia, e cioè con i servizi sanitari alla festa della Città di Berna, con oltre 200 000 visitatori. In questa intervista, Annelies Schenk ci racconta come si è avvicinata ai samaritani, cosa la motiva e come si collabora nel Canton Berna. TESTO: Philipp Binaghi / m.z / FOTO: Gaëtan Bally
Annelies Schenk (57 anni) è attiva da 10 anni nella sezione samaritani Berna Mitte. Ci è entrata per amore, un classico: «È stato il mio compagno Franz Ulmann a contagiarmi con l’entusiasmo per l’attività samaritana; lui è stato infatti appassionato samaritano per 47 anni», afferma la bernese. Così, nel 2019 è stata eletta presidente della sezione dall’Assemblea generale. Guardando alla sua pre12 oggi samaritani 4/2022
sidenza degli ultimi tre anni, Annelies confessa che ama questo incarico e che lo svolge con piacere. Ma il piacere non arriva per caso: può infatti contare su un team ben rodato e coordinato: «Tutti i membri del comitato sono fantastici e, se necessario, so esattamente cosa posso affidare e a chi. Posso sempre contare sui miei colleghi e questo mi dà una buona sensazione e sicurezza.» La sezione di
Berna Mitte conta attualmente 29 membri attivi: 11 uomini e 18 donne che frequentano regolarmente i corsi di aggiornamento e di formazione su temi riguardanti il primo soccorso. «E quest’anno abbiamo accolto quattro nuovi membri», dice Annelies soddisfatta della crescita della sua sezione.
La fiamma interiore e la motivazione: aiutare gli altri Oltre alla collegialità e ai legami di amicizia, è anche grazie al suo orientamento professionale che Annelies che è «rimasta» con i samaritani. Da quando aveva 18 anni, infatti, lavora nel campo delle cure e dell’assistenza e di lei stessa ama dire: «Mi piace molto aiutare le persone.» La vita in sezione e le attività ai servizi sanitari sono diventati il suo più grande hobby e una profonda passione. Ogni mese è un grande piacere per lei rivedere i compagni della sezione. «Sono come una famiglia e grazie agli esercizi imparo sempre qualcosa di nuovo.» La cosa più bella per lei è che: «Ciò che si impara può essere applicato ovunque e in qualsiasi momento. Non si può mai sapere quale situazione incontreremo oggi o domani per strada o altrove.»
Festa della Città di Berna: perfetta disciplina al servizio sanitario Finalmente nel fine settimana del 24-26 giugno scorsi, la gente è scesa in strada. Dopo la lunga pandemia e l’isolamento, le persone hanno voglia di incontrarsi e di divertirsi. «Zfriede. Zäme. Feschte» (felici di far festa assieme), questo è, in svizzero tedesco, il motto della festa di Berna. E ovviamente, nessun evento di questa portata può avvenire senza sicurezze. Anche Annelies e i sama-
ritani della sezione Berna Mitte svolgono un ruolo importante, tramite i servizi sanitari. Chiediamo ad Annelies se non le pesa lavorare anche durante il tempo libero: «Un hobby è qualcosa che si fa nel tempo libero, e per me è un privilegio contribuire al successo di un evento», ci confessa. È comunque innegabile che organizzare aiutanti, materiale e tende nonché seguire diverse procedure richiede molto tempo e impegno. «Ma è la vera grande occasione dove possiamo mettere in pratica in situazioni reali tutto ciò che abbiamo imparato ed esercitato», sostiene Annelies, felice di essere presente per aiutare gli altri, assieme ai colleghi della sua sezione e di poter rendere visibili i samaritani alla festa della Città di Berna.
Assieme va meglio Come detto, la fase di preparazione è stata fondamentale: «Per la festa di tre giorni, con due postazioni di primo soccorso, è stata necessaria una grande preparazione. Le due postazioni erano previste una nella piazza del Casino e una nella Bären platz. Dato che i festeggiamenti erano aperti dalle 10.00 fino alle 3.00 di sabato, sono stati necessari due turni di sei samaritani ciascuno. Ciò significa che c’erano 12 samaritani in azione contemporaneamente.» La risorsa più importante in questa impresa sono i volontari. La sezione Berna Mitte, da sola, è troppo piccola per coprire un servizio sanitario di queste dimensioni. Per questa ragione la sezione è stata felice di poter contare sul'aiuto di altri samaritani. «Con il sostegno dell’Associazione cantonale di Berna, siamo riusciti a ottenere l’aiuto dei samaritani di Kehrsatz, Thun, Mün chenbuchsee, Bümpliz, Ostermundigen, Schüpfen e Rohrbach», racconta Annelies, ripensando alla proficua collaborazione tra l’Associazione cantonale e le numerose sezioni. Ma la cosa più bella, dal suo punto di vista, è stata che, finalmente, «dopo la pandemia da Covid-19, ci è stato permesso di mostrarci di nuovo in pubblico». La percezione pubblica dei samaritani è positiva. La festa di Berna è stata molto impegnativa: «Abbiamo avuto molto da fare: 120 pazienti da trattare e 5 interventi dell’ambulanza: i pazienti, molto riconoscenti, sono stati soccorsi rapidamente e senza complicazioni», conclude Annelies». Una cosa che le rimane impressa nella memoria in questo contesto è la reazione sempre positiva delle persone: «Grazie, è bello che siete qui e che vi occupate di noi!» Servizio sanitario significa anche di attuglia. I samaritani sono presenti alla p festa di Berna e vengono apprezzati.
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DOMANDA E RISPOSTA
Gioventù samaritana, servono soluzioni flessibili I giovani di oggi sono il futuro di domani. Flavia Marty, responsabile del progetto Giovani, ci illustra come nei prossimi anni Samaritani Svizzera intende occuparsi e promuovere i giovani nell’intero movimento. INTERVISTA: Philipp Binaghi / m.z
Flavia, sei la responsabile dei giovani samaritani. Il tuo compito è quello di garantire il reclutamento di nuovi membri? Qual è la situazione attuale dei giovani samaritani? In effetti, alcune sezioni samaritane devono fare i conti con la mancanza di giovani. I Gruppi giovanili di nuova creazione hanno potuto più o meno compensare le cessazioni degli ultimi anni. Ma il «pareggio» da solo non è l’obiettivo. Se riusciamo ad ancorare i giovani alle sezioni samaritane e a rafforzare la percezione esterna delle sezioni stesse, riusciremo anche a ottenere una ripresa. Insieme alla base dei samaritani, il mio compito è quello di sviluppare soluzioni che rispondano alle esigenze specifiche delle sezioni e delle associazioni.
Alla luce di queste considerazioni, come descriveresti in generale i giovani impegnati che si interessano ai temi del primo soccorso e quindi anche ai samaritani e al loro lavoro? I samaritani che ho incontrato mi sembrano tutte persone che si sono appassionate alla causa samaritana. E constato che il tema dei primi soccorsi suscita interesse anche tra i giovani. Allo stesso tempo, però, notiamo anche che i giovani motivati sono talvolta disincentivati da strutture troppo rigide. È da qui che dobbiamo partire, affinché i giovani siano ancora più coinvolti nel movimento samaritano. I giovani samaritani rappresentano un grande potenziale che al momento non stiamo sfruttando appieno. 14 oggi samaritani 4/2022
Flavia Marty, specialista della Gioventù samaritana
La strategia per il settore Gioventù è prevista per il 2024. Quali sono i contenuti centrali? A che punto siamo e quali risultati sono stati raggiunti finora? La strategia 2024 si prefigge di rafforzare e indirizzare la Gioventù samaritana in modo che cresca di pari passo con le sezioni. Tutto ciò tenendo co-
munque conto di quanto fatto finora. A questo progetto, non lavoro da sola: ci sono infatti stretti legami con le tematiche trattate nell'ambito del sostegno alla Federazione dei samaritani. C’è una cosa, tuttavia, che possiamo dire: il passato ha dimostrato la necessità di integrare meglio i giovani samaritani nel passaggio da giovani a samaritani adulti. Proprio questo aspetto solleva la questione di offerte che siano adeguate per i giovani e per i giovani adulti. Al momento, siamo in fase di valutazione. Prevediamo di preparare le prime bozze di concetto entro la metà del 2023.
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«Si tratta di creare offerte e possibilità idonee di partecipazione per i giovani.»
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In che modo, oggi, i bambini e i giovani samaritani possono legarsi a un’Organizzazione? L’idea di un legame è ancora realistica o dobbiamo partire da un impegno graduale e sviluppare un approccio molto più flessibile al gruppo target? Dipende molto dall’età, dagli interessi e dalle possibilità e aspirazioni personali. Sono convinta che sia ancora possibile legare i bambini e i giovani a un’Organizzazione. Tuttavia, il termine «legare» non mi sembra necessariamente appropriato. Se un impegno è «legato» a strutture e modalità rigide e non si adatta alle circostanze di vita personali, non sarà possibile mantenere i potenziali soci. Questo vale anche e soprattutto per i giovani. Dobbiamo creare condizioni quadro che rendano possibile l’impegno in tutte le fasi della vita. Per noi samaritani, questo significa che occorrono soluzioni flessibili. Se, per esempio, un giovane monitore inizia un apprendistato con orari di lavoro irregolari, non potrà più impegnarsi in incarichi regolari. Nel contempo, una giovane monitrice inizia gli studi e ha molto più tempo libero per impegnarsi. Ecco, dobbiamo avere delle risposte concrete a queste situazioni.
A parte la flessibilità, cosa invoglia oggi i bambini e i giovani a impegnarsi? I sondaggi mostrano che i giovani tra i 15 e i 29 anni fanno del volontariato. Tra l’altro, anche nel lavoro con i giovani. Premesse fondamentali sono il divertimento, la crescita personale e i contatti sociali. I giovani vogliono poter vivere i loro
interessi e aspettarsi apprezzamento e riconoscimento per il loro impegno. Vogliono fare qualcosa con persone che la pensano come loro.
STRATEGIA 2024
Ciò significa che i giovani hanno bisogno di spazio per muoversi tra coetanei ed essere comunque coinvolti attivamente nella vita della sezione samaritana? Sì, è esattamente quello che penso. Credo sia una questione di offerta e di modalità di attuazione. Per esempio: i giovani tra i 13 e i 17 anni vogliono stare tra di loro. Ma questo non significa che gli adulti non possano partecipare a una bella attività giovanile. Si tratta, in sostanza, di creare offerte e opportunità di partecipazione adeguate alle due classi d’età, offerte che rendano possibile l’aggregazione, ma che lascino ai giovani lo spazio per fare esperienze con altri coetanei.
A questo si aggiunge la questione delle misure concrete. Cosa volete ottenere in due anni, da qui al 2024? La strategia regola l’indirizzo e la strada da seguire nei prossimi anni per la Gioventù samaritana. Uno dei compiti delle sezioni, con il nostro sostegno, è quello di formare e accompagnare i giovani. Una delle nostre misure è proprio quella di sviluppare un concetto che includa strumenti che aiutino concretamente le sezioni e le associazioni nell’implementazione. Ciò comprende consigli per l’attuazione concreta, grazie all'uso di modelli, nonché un insieme di idee, tematiche e risorse didattiche per bambini e giovani. Si tratta di idee che sviluppiamo insieme.
Chi è Flavia Marty Dal 1º aprile 2022, Flavia Marty (28 anni) lavora presso la sede di Olten di Samaritani Svizzera. Fin da piccola è stata a contatto con associazioni e col volontariato. Recentemente ha lavorato nel marketing e nella comunicazione per il settore energetico. La lucernese si è avvicinata alle associazioni e al lavoro con i giovani attraverso gli Scout, per i quali (Scout Lucerna) continua a svolgere attività di volontariato ed è responsabile della formazione e dell’aggiornamento dei quadri cantonali. oggi samaritani 4/2022 15
ATTUALITÀ CAMPO DI PENTECOSTE
«I giovani vogliono imparare i soccorsi» Nella Gioventù samaritana i bambini imparano a prestare i primi soccorsi e fanno amicizia con i coetanei. Grazie ai volontari come Röbi Keller, il campo della gioventù è sempre un successo. TESTO: Tanja Reusser FOTO: mad
In veste di volontario della Croce Rossa, Röbi Keller organizza eventi e funge da formatore, punto di riferimento e responsabile di progetto. È padre di due figli piccoli e lavora nel settore dei software. Da tre anni è direttore del comitato di otto membri che ogni anno organizza il campo di Samaritani Svizzera: un grande impegno, che personalmente definisce «a tempo perso» e per nulla stressante.
Al campo dei Giovanie samaritani i bambini scoprono com’è equipaggiata un’ambulanza.
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A giudicare dalla calma con cui risponde amorevolmente alla figlia, che irrompe inaspettatamente nella nostra intervista online, sembra davvero che il volontario non sappia cosa sia lo stress. Durante le vacanze di Pentecoste, 115 bambini e adolescenti da tutta la Svizzera tedesca prendono parte al campo estivo, che suscita entusiasmo da
Un momento di uno dei tanti giochi a squadre ideati dal comitato organizzatore.
parte dei giovani ma anche dei genitori, come dimostrato dai tanti messaggi di gratitudine e complimenti inviati al comitato organizzatore. La maggior parte dei bambini fa parte della Gioventù samaritana, dove si impara a prestare i primi soccorsi già dall’età di dieci anni e, per esercitarsi, ci si incontra ogni mese in gruppi molto coesi. «Io stesso 25 anni fa facevo parte del gruppo Help di Rebstein», racconta Röbi Keller, ora 35enne, che ha iniziato da ragazzo con la formazione da monitore gioventù, è entrato nel comitato organizzativo per il campo della gioventù nel 2006 e ora, in qualità di direttore, ne tiene le redini. Il campo dei Giovani samaritani per le vacanze di Pentecoste viene allestito in una palestra: «È più adeguato alle nostre esigenze rispetto a una tenda nel bosco», spiega Röbi Keller, aggiungendo che l’infrastruttura di una palestra tripla è più pratica e permette di cambiare regione ogni anno. Per riuscire a ottenere sempre palestre a condizioni favorevoli, il volontario tratta con le scuole o organizza presentazioni per i consigli comunali. Riuscire a dormire tutti insieme nei sacchi a pelo è importante per vivere appieno questa esperienza, come lui stesso ha potuto sperimentare in prima persona. Röbi Keller aggiunge: «La chiave per il successo sta nel programma stimolante, che rielaboriamo ogni anno.» È sempre il comitato organizzatore ad occuparsene, a titolo volontario e con grandi risultati: «Non vediamo mai i bambini
incollati agli smartphone, sono troppo occupati a fare altro.»
I bambini possono aiutare! I monitori, che conoscono i bambini dalle sezioni samaritane regionali, si assumono la responsabilità per i minorenni. La partecipazione al campo costa 100 franchi, incluso il viaggio, e copre circa la metà delle spese. I costi restanti sono coperti da Samaritani Svizzera o sono mantenuti bassi da «qualche sponsor» trovato da Röbi Keller. Malgrado tutte le ore necessarie all’organizzazione, il 35enne afferma: «Vedere i giovani divertirsi mi riempie di gioia. Di solito, oltre allo sport, non hanno molte offerte a disposizione.» Keller è inoltre profondamente convinto che: «Dopo qualche mese di esercizio, i bambini sono pienamente in grado di prestare i primi soccorsi già dai 12 anni. Vogliono imparare e lo fanno con grande entusiasmo!» La priorità di questi campi è però stimolare la coesione e il divertimento. Molti giovani rimangono samaritani per tutta la vita; lo stesso Röbi Keller è l’uomo di oggi anche grazie alle esperienze di allora ed è fiero che ora Aline Muller rappresenti il settore giovanile della CRS nel Consiglio della Croce Rossa. Anche per lei la Gioventù samaritana è stata un’opportunità di apprendimento utile per la propria vita, oltre che per quella degli altri. oggi samaritani 4/2022 17
SEZIONI E ASSOCIAZIONI
GENERAZIONE Il tema dei primi soccorsi suscita interesse nei bambini e nei giovani. Divertirsi e imparare insieme agli amici è una buona premessa affinché s’accenda la passione samaritana. Ecco quattro esempi di eventi di successo organizzati per bambini e giovani presso i samaritani.
VAUD Il campo estivo dei «Samas’Kids» dell’Associazione cantonale di Vaud – per la Svizzera francese – si è svolto dal 7 al 14 agosto scorsi a Les Paccots. Il motto era «Giochi di società». Ogni mattina, durante la settimana, i bambini e i ragazzi hanno avuto il compito di sviluppare un gioco di società, che è stato poi realizzato e concretizzato dai loro colleghi il sabato pomeriggio. Intanto, i preparativi per il campo del 2023 sono già in pieno svolgimento: allora i «Samas’Kids» festeggeranno il loro 20° anniversario.
LUCERNA Il 10 settembre scorso, si sono svolte le «Olimpiadi dell’aiuto» della Svizzera centrale. Vi hanno partecipato 120 bambini della regione. All’inizio, nell’attesa, si percepivano gioia, entusiasmo e anche un po’ di tensione. Ogni 15 minuti, due gruppi di giovani (U16 o O16) partivano per un tour della città. «È stata una giornata cool», ha detto un bimbo a fine evento, un complimento che ha premiato il lavoro di tutto il Comitato organizzatore. 18 oggi samaritani 4/2022
SAMARITANA SAN GALLO Il 3 settembre scorso si è svolta a Ebnat-Kappel la Giornata regionale di aiuto promossa dall’Associazione cantonale di San Gallo e del Principato del Liechtenstein. Circa 60 bambini e ragazzi hanno potuto approfondire le loro conoscenze in materia di primi soccorsi. Il momento «clou» della giornata è stato il poter visitare l’interno di un’ambulanza, mentre un paramedico rispondeva alle domande dei bambini. L’intera giornata è stata concepita come un evento di formazione e di gioco per i gruppi giovanili. Nel pomeriggio è stato incoraggiato il networking (lavoro in rete) tra i partecipanti.
BIEL-BENKEN Il tradizionale campo di formazione della Gioventù samaritana di Biel-Benken si è svolto dal 2 al 4 settembre scorsi. 34 giovani (5 appartenenti al gruppo Help Riehen) e 10 aiutanti hanno trascorso il fine settimana a Münstertal, nella Foresta Nera. Teoria e pratica si sono piacevolmente alternate. Sono stati discussi gli schemi di primo soccorso, sono state praticate le fissazioni ed è stata esercitata la rianimazione (BLS), compreso l’uso corretto del defibrillatore. Il fine settimana è stato completato, nella giornata di domenica, da una rappresentazione realistica di incidenti. oggi samaritani 4/2022 19
SEZIONI E ASSOCIAZIONI
ANNE-MARIE BÄRTSCHI, 40 ANNI SAMARITANA
MEDAGLIA HENRY DUNANT D’ORO PER L’IMPEGNO
I samaritani della sezione samaritana di Madiswil si sono congratulati con A nneMarie Bärtschi per il suo 40º anno di samaritana. Era infatti entrata nella sezione di Madiswil ben 40 anni fa. Dal 1985 al 1992 è stata vicepresidente della se zione e dal 1992 al 2003 ha trasmesso le sue conoscenze come Anne-Marie Bärtschi durante la consegna dell’onorificenza. istruttrice samaritana. Nel 1999, Anne- Marie è stata insignita della medaglia Henry Dunant per il suo impegno e, nel 2002, è diventata membro onorario della sezione di Madiswil. Ma non è tutto: dal 2004 al 2012 è stata segretaria dell’Associazione regionale RVOA di Oberaargau, mentre dal 2016 al 2018 ha guidato la sezione di Madiswil come co-presidente. Dal 2022 è anche membro onorario dell’Associazione cantonale delle sezioni samaritane bernesi. Con o senza mandato, la sezione di Madiswil poteva e può sempre contare su di lei!
Ursula Hofer è la prima cittadina di Wynigen a ricevere la medaglia d’oro Henry Dunant della Croce Rossa Svizzera. È stata membro di comitato della sezione samaritana di Wynigen per 40 anni, di cui 25 in veste di presidente. Ricorda ancora molto bene il giorno in cui suo figlio ebbe un incidente e si rese conto che sarebbe stata buona cosa sapere di più sui primi soccorsi. Così ha iniziato a impegnarsi nella sezione di Wynigen e ha frequenta- Ursula Hofer durante la to innumerevoli corsi. Era consegna della medaglia d’oro Henry Dunant. anche membro dei vigili del fuoco e negli anni successivi partecipò a molte esercitazioni, spesso anche a interventi reali e tragici. Un momento importante della sua carriera è stato certamente il titolo di campione svizzero vinto alle Gare samaritane del 2008 con la squadra «Wyno». Seguì poi la partecipazione all’evento FACE 2009 a Oldenburg, dove le squadre della Croce Rossa di 25 nazioni si sono incontrate per gareggiare e dimostrare le loro abilità. I colleghi della sezione sono orgogliosi di avere Ursula Hofer con loro e si congratulano sinceramente con lei.
44º INCONTRO DEI MONITORI SAMARITANI DIPLOMATISI ASSIEME NEL 1978 AD ALTDORF Sabato 27 agosto scorso, i monitori samaritani che avevano terminato la loro formazione ad Altdorf nel 1978 si sono ritrovati per la 44ª volta a Coira, al Fontanagarten. «Purtroppo due di noi sono deceduti. Ma una tale unione è piuttosto rara. Lo scambio annuale è ancora molto importante per noi e ne siamo generalmente felici», afferma Margrit Scherer, che ci ha raccontato di questo incontro straordinario. Per Margrit si tratta «sempre di una giornata meravigliosa tra amici con tante cose positive di cui parlare, pensando anche ai tempi passati». A Coira erano presenti (da sinistra a destra) Vreni Schmid (sezione Bülach, inattiva), Ruth Németh (sezione Egerkingen, inattiva), Fridolin Danuser (sezione Scharans, inattivo), Margrit Scherer (sezione Emmen, inattiva), Edwin Lussmann (sezione Silenen, attivo), Margrit Wenger (sezione Gelterkinden, inattiva) e Walti Vogel (sezione Malters, attivo).
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PRONTI IN CASO D’EMERGENZA Dieci anni fa, la città di La Chaux-de-Fonds ha installato i primi defibrillatori in luoghi pubblici. Oggi nella Città dell’orologeria ce ne sono non meno di 65, di proprietà sia pubblica che privata. Un motivo sufficiente, questo, per festeggiare: così ha fatto lo scorso 3 settembre a La Chaux
de-Fonds l’associazione cantonale di Neuchâtel alla presenza dei rappresentanti della città e del cantone. L’associazione cantonale ha altresì colto l’occasione per invitare la popolazione a una formazione pratica. Presso lo stand dei samaritani, le persone interessate hanno infatti potuto esercitarsi nel maneggiare i defibrillatori e nel massaggio cardiaco. Le sessioni di pratica con i samaritani sono state ben frequentate. L’atmosfera era rilassata e conviviale, proprio come dev’essere in occasione di una grande festa popolare; festa che era in pieno svolgimento proprio quel giorno a La Chaux-de-Fonds. Dal 1º giugno 2022, questa rete di defibrillatori è stata integrata ad una rete cantonale di 482 soccorritori volontari. Sono già stati effettuati dieci interventi nel cantone, che registra una media di due arresti cardiaci a settimana. Chiunque desideri unirsi alla rete di Neuchâtel può registrarsi tramite il sito web first-responders-ne.ch Il motivato team samaritano (da sinistra): Samantha Perrin della sezione di Neuchâtel-Ville e Marilyn Papis della sezione di La Côte-Boudry che, a La Chaux-de-Fonds, hanno avvicinato la popolazione ai primi soccorsi.
L’ARTE DI FARE I BENDAGGI Applicare una benda è come imparare a fare un nodo da marinaio. Ci vogliono pazienza ed esperienza. Inoltre, i samaritani devono dedicare tutta la loro attenzione ai pazienti. È un’arte che richiede ascolto, precisione e abilità allo stesso tempo. La scorsa estate, 14 interessati hanno partecipato all’esercitazione mensile della sezione samaritana di Écublens. «I bendaggi permettono di fissare una frattura ossea e di proteggere le ferite», ha spiegato Aude Schweizer, organizzatrice della serata. La giovane samaritana ha preparato per i partecipanti una parte ludica e una pratica, sempre legate alle emergenze. Dapprima occoreva lanciare un dado e poi, a dipendenza del numero uscito, i partecipanti erano chiamati a dimostrare la loro prontezza ed efficienza effettuando dei bendaggi su diverse parti del corpo. Inoltre, si sono svolti due giochi di ruolo per esercitarsi e rinfrescare il corretto comportamento da assumere in caso di incidente. Nel complesso si è trattato di una serata professionalmente impegnativa ma che, allo stesso tempo, ha creato un’atmosfera divertente e positiva tra i presenti.
L’organizzatrice Aude Schweizer con dado e lavagna.
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SEZIONI E ASSOCIAZIONI
UN’ORGANIZZAZIONE MODERNA DI VOLONTARIATO Lo sviluppo dell’Organizzazione può avvenire solo assieme. Di conseguenza, al Forum di Dialogo 3 svoltosi a Nottwil si è lavorato insieme sul futuro di Samaritani Svizzera. I partecipanti hanno apprezzato questo approccio e la messa in rete tra di loro. TESTO: Philipp Binaghi / m.z FOTO: Flavia Nicolai
Lo scorso 17 settembre si è svolto a Nottwil il terzo Forum di Dialogo. «Tutti noi insieme siamo Samaritani Svizzera»: così la presidente centrale Ingrid Oehen ha introdotto la terza edizione del Forum. Ha poi affermato che lo sviluppo dell’Organizzazione e del movimento samaritano sono frutti di uno sforzo congiunto e possono essere realizzati e fatti progredire solo lavorando assieme. Considerando la «tabella di marcia» del progetto strategico STP 1, si constata che – dall’inizio del progetto nel novembre 2020 – sono già state concretizzate diverse pietre miliari. «Ora dobbiamo affrontare l’adattamento delle strutture», ha detto Oehen. Una volta definite le nuove strutture, è possibile incorporare in esse compiti, competenze e responsabilità e infine assegnarle ai rispettivi settori. Per la presidente si tratta di un passo indispensabile per «raggiungere il nostro obiettivo comune: 22 oggi samaritani 4/2022
diventare una moderna organizzazione di volontariato no-profit in Svizzera». Secondo Oehen, la visibilità di Samaritani Svizzera e il radicamento dell’Organizzazione nelle comunità sono fattori chiave. A suo avviso, quest’ultimo obiettivo può essere raggiunto solo grazie alle sezioni presenti nelle comunità del nostro territorio.
Lavorare sulla struttura federale Con la raccomandazione: «ottimizziamo la struttura federale esistente», Ingrid Oehen, assieme alla co-moderatrice Ruth Aregger, ha portato avanti il lavoro pratico di ottimizzazione della struttura federale. Dapprima il lavoro è stato svolto in piccoli gruppi, poi in discussioni aperte a tutti con i concetti fisssati sulle lavagne, dove sono state affisse due domande. I risultati delle discussioni sono pure stati annotati. Ecco le due domande chiave: quali compiti e relativi processi dovrebbero essere ridefiniti all’interno dell’Organizzazione complessiva? Come si può promuovere la cooperazione regionale e quale sostegno è necessario per farlo? Grazie a questo approccio, le raccomandazioni della direzione del progetto sono state così direttamente confrontate con le esigenze e la voce della base del movimento samaritano. Nel pomeriggio, si è svolta un’elaborazione simile, seguita pure da una discussione congiunta, cose che hanno portato a uno scambio di idee costruttivo; ciò «ha prodotto un feedback positivo, prezioso e critico», ha detto Ingrid Oehen alla fine.
STRATEGIA 2024
Risultati e ringraziamenti Al termine dell’evento, Ingrid Oehen ha ringraziato tutti i partecipanti. «Abbiamo fatto un altro importante passo avanti verso il nostro obiettivo. Affinché ciò possa continuare in modo costruttivo, possiamo e dobbiamo procedere insieme, in maniera dinamica, nell’affrontare le varie questioni», ha concluso la presidente, esternando le sue impressioni al termine dell’intenso pomeriggio di sabato. Sempre al termine dell’evento, anche i par-
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«Abbiamo fatto un altro passo importante.»
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tecipanti hanno potuto esprimere liberamente le loro impressioni e opinioni, oppure condividere i loro risultati personali ottenuti grazie al FD 3. In genere, è stata apprezzata la messa in rete di lavoro e conoscenze e la collaborazione al di là dei confini
sezionali e cantonali. Anche le impressioni raccolte al microfono da Ruth Aregger sono state positive: un partecipante ha affermato che: «Era il mio primo incontro, e il networking e lo scambio di idee sono stati particolarmente preziosi per me. In particolare, la collaborazione va ricercata anche al di là dei confini cantonali.» Ad altri partecipanti sono piaciuti il dialogo e il lavoro in comune sul futuro dei samaritani. I rappresentanti della Svizzera francese hanno poi detto di aver apprezzato particolarmente l’incontro con molti colleghi svizzero-tedeschi che hanno scambiato opinioni con loro anche in francese. Insomma, un feedback positivo dopo un lavoro molto costruttivo. Ingrid Oehen ha infine ringraziato tutti per l’ottima collaborazione, che le permette di guardare al futuro con fiducia. oggi samaritani 4/2022 23
SEZONI E ASSOCIAZIONI TRENT’ANNI DI «PIQUET CATASTROPHE GENEVOIS (PICA)»
MISSIONI SPECIALI PER UN TEAM AFFIATATO Trent’anni fa, un gruppo di samaritani ginevrini molto motivati, sostenuti da medici e professionisti della salute devoti alla causa, si sono impegnati generosamente per istituire un picchetto da mobilitare in caso di catastrofe e ottenere il riconoscimento delle autorità. All’inizio del mese di settembre scorso, hanno celebrato il loro 30º anniversario.
TESTO: Chantal Lienert FOTO : ldd
Sapete che il logo dei lecca-lecca Chupa Chups è stato creato da Salvador Dalì, che il koala dorme 23 ore su 24 o che la modella Kate Moss è soprannominata «il ramoscello»? Sabato 3 settembre, una quindicina di membri del picchetto sono stati invitati a rispondere a una serie di domande di questo tipo. Erano riuniti in una sala giochi della città di Ginevra e si sono dati battaglia in uno scatenato gioco a quiz. Rispondere per primi, bloccare le squadre avversarie o impossessarsi dei loro punti faceva parte di una strategia vincente quanto il ri-
corso alla memoria e alla cultura generale. Eppure, al di fuori di questo gioco, queste donne e questi uomini sono persone assolutamente educate e civili, abituate a sostenersi e a dare prova di solidarietà. Sono tutte membri del gruppo PICA (picchetto catastrofe) e festeggiavano così l’inizio delle celebrazioni del 30º anniversario di esistenza.
Raymonde Ozainne, membro fondatore e consulente in seno allo Stato maggiore PICA Alle origini del PICA, abbiamo avuto la fortuna di avere tra noi dei visionari; è grazie al loro notevole impegno che il PICA ha potuto essere creato e ha potuto svilupparsi. La nostra seconda chance è stata la fiducia accordataci anno dopo anno dai partner delle emergenze preospedaliere, fiducia che ha permesso l’integrazione del gruppo PICA nel piano cantonale in caso di catastrofe.
Trent’anni fa
Alla fine degli anni 1980, si alzarono delle voci per chiedere l’istituzione di un gruppo di intervento cantonale di samaritani integrato nel piano di soccorso del Canton Ginevra in caso di catastrofe. Esistevano già in diverse sezioni delle strutture che potevano essere mobilitate in caso di emergenza, ma non c’era coordinamento. Un gruppo di lavoro composto da medici, professionisti della salute e samaritani si è allora costituito con la collaborazione del comandante del Servizio antincendio e soccorso (SIS) del Canton Ginevra. Nel marzo 1992, con l’accordo delle sezioni, viene istituita la prima scuola PICA (vedere p. 27).
Sandra Grizzo, Philippe Schumacher, Natacha Pitticchio, Raymonde Ozainne e Alain de Felice, membri fedeli del gruppo PICA e organizzatori dei festeggiamenti per il trentesimo anniversario.
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Il primo decennio è segnato dalla creazione della cellula medica integrata nel piano cantonale in caso di catastrofe; il Servizio di sicurezza dell’aeroporto internazionale di Ginevra apre le sue porte ai samaritani del gruppo PICA affinché possano familiarizzarsi con il materiale della predetta cellula di cui ha la cu-
Da sinistra: in primo piano, Adrian Gutknecht, Stato maggiore PICA, e Marc Niquille, medico della Brigata sanitaria cantonale e sostenitore.
stodia. Nel 1998, il gruppo PICA è riconosciuto dal medico cantonale e nell’ottobre 2000 viene messo a disposizione del SIS in caso di sinistri che richiedono l’evacuazione di immobili. Con il passare degli anni, sono stati firmati diversi accordi con gli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), che hanno permesso ai loro collaboratori di entrare a far parte del gruppo. I membri effettivi, che hanno a lungo oscillato attorno alla trentina, stanno aumentando e lo stesso vale per medici, infermieri e soccorritori professionisti.
Maël Pittet, Sama Kid per 11 anni, candidato alla scuola PICA 2022 Il soccorso è tutta la mia vita. Voglio diventare soccorritore sulle piste da sci, lo so da quando ero bambino. Sono molto felice che ci sia l’opportunità di frequentare la scuola PICA, è un’eccellente formazione (semmai, potrà esercitarsi con suo papà che si è iscritto a questa formazione contemporaneamente a lui, ndr).
Interventi e allarmi La maggior parte degli allarmi – in un anno si contano sulle dita di una mano – riguarda gli incendi, a meno che non si tratti di esercitazioni senza preavviso, spesso di grande portata, alle quali partecipano i diversi corpi che hanno il compito di garantire
Isabel Constant, membro PICA dal 2014 Mi piace imparare ed evolvermi, perché è meglio essere formata per una situazione d’emergenza e non essere mai chiamata piuttosto del contrario. Saper portare soccorso è un modo di far parte della comunità.
la sicurezza della popolazione. Incendio a bordo di un aereo di grandi dimensioni, azione terroristica all’aeroporto, esplosione in un treno di carburan-
Niels Dupont, capo dello Stato maggiore PICA, molto legato allo spirito altruistico che caratterizza il gruppo PICA.
te, autobus pubblico rovesciato su un fianco, sono alcuni degli scenari allestiti ogni due anni circa.. Occasionalmente, il gruppo PICA è impegnato in eventi di portata internazionale; per esempio nel 2003, durante la conferenza del G8 tenutasi a Évian-les-Bains e che aveva dato luogo a violente manifestazioni a Ginevra: cinque giorni non-stop, equivalenti a 1089 ore di impegno! Dal 2016, entra in funzione il Sostegno sanitario operazionale (SSO). È destinato ad assicurare ai pompieri un’assistenza medico-sanitaria in caso di sinistri di ampia portata; il distaccamento SSO è costituito da soccorritori professionisti del SIS e soccorritori PICA in possesso di una formazione specifica.
Philippe Schumacher, vicecapo Stato maggiore PICA dal 1997 Ho sempre detto che non avrei mai voluto essere il capo, sto bene così. I tempi cambiano, ho visto evolvere la formazione e il mio percorso sta volgendo al termine. Ma aiutare mi fa sempre molto piacere.
Una straordinaria avventura umana Per Niels Dupont, capo del gruppo PICA dal 2019, si tratta innanzitutto di una straordinaria avventura umana. Originario di Parigi, è direttore della sicurezza presso l’Università di Ginevra e si è unito ai samaritani nel 2016, dopo gli attentati del 2015 che avevano scatenato in lui una profonda collera. All’inizio, pensava di arruolarsi nell’esercito per uccidere i terroristi, ma alla fine ha preferito scegliere di salvare delle vite. È molto legato allo spirito altruistico che caratterizza il gruppo PICA e alla grande generosità di cui ha dato prova l’insieme delle organizzazioni partner. Spera di poter ampliaoggi samaritani 4/2022 25
SEZIONI E ASSOCIAZIONI TRENT’ANNI DI «PIQUET CATASTROPHE GENEVOIS (PICA)»
re ulteriormente il team, fino a una sessantina di membri mobilitabili, e che ogni sezione ginevrina vi sia rappresentata. Sul piano tecnico, è molto felice per l’arrivo di un nuovo veicolo di materiale attrezzato come quello del Distaccamento postazione medica avanzata (DPMA) vodese, perché nel corso di un’esercitazione in occasione dell’apertura della linea Léman Express che collega St-Maurice (VS) a Annemasse (F), avvenuta nel 2019, è sembrato che il coordinamento degli operatori di diversa provenienza non fosse affatto scontato.
Aurélie Lamon, medico, membro PICA dal 2016 A dire il vero, volevo diventare soccorritrice professionista, ma la mia vista non me lo ha permesso. Le emergenze preospedaliere sono l’ambito che preferisco. Ecco perché, dopo essermi formata nei servizi ospedalieri, prerequisito per i medici, ho chiesto di entrare nel gruppo PICA.
Volontari Occorre sottolineare che il complesso delle attività svolte dai soccorritori e dai professionisti affiliati al gruppo PICA viene effettuato esclusivamente a titolo di volontariato. I formatori non ricevono alcuna indennità e le sezioni ginevrine che mettono i loro locali a disposizione per corsi o esercitazioni lo fanno a titolo gratuito. Strutturalmente, il picchetto catastrofe è una commissione dell’associazione cantonale ginevrina delle sezioni samaritane, a disposizione della Brigata sanitaria cantonale alla quale riferisce in caso di interventi. È diretta da uno Stato maggiore di dieci-dodici membri, tra i quali molti medici e professionisti della salute. Anche amministrativamente dipende dalla Direzione generale della sanità del Canton Ginevra. Quest’ultima concede una sovvenzione per ogni candidata
IL GRUPPO PICA OGGI 44 membri, di cui 20 soccorritori, 17 medici, 5 infermieri, 1 soccorritore professionista e 1 soccorritore assistente di ambulanza. Settembre 2022: lancio della 17ª scuola PICA con 14 aspiranti. La formazione è divisa in cinque moduli. M1: allarme, intervento, tracciabilità e organizzazione sul posto; M2: emorragie massive, corso Nox (lotta antiterrorismo), aspetti psicologici; M3: trattamento secondo la valutazione ABCDE, sorveglianza e monitoraggio; M4: triage e tracciabilità, test finale; M5: formazione SSO. Età di ammissione: dai 18 ai 60 anni, disponibilità operativa: dai 18 ai 70 anni. Il PICA è attualmente diretto da uno Stato maggiore di undici membri che occupano dicasteri specifici: capo e vicecapo, medici responsabili, responsabili della formazione, responsabile SSO, consulenti. 26 oggi samaritani 4/2022
o candidato che conclude con successo la scuola PICA, il che permette di finanziare il suo equipaggiamento (divisa e zaino).
Assunta Fiorentino, membro PICA dal 2006 È per l’ambiente e lo spirito di squadra che rimango nel gruppo PICA, non c’è competizione o rivalità (contrariamente al gioco delle mille domande in cui questa eccellente spadaccina non indietreggia davanti a niente pur di schiacciare l’avversario, ndr).
Una fucina di talenti Marc Niquille, medico responsabile dell’unità emergenze preospedaliere e rianimazione degli HUG e sostenitore della prima ora, ha rivolto dei calorosi ringraziamenti alle samaritane e ai samaritani che si mettono a disposizione offrendo un importante servizio alla popolazione. Ha anche constatato con soddisfazione che la scuola PICA è una vera fucina di talenti. Molti professionisti delle emergenze preospedaliere – medici, infermieri, soccorritori professionisti – attualmente integrati e attivi nella Brigata sanitaria cantonale, provengono dai ranghi del PICA. Circa cinquanta persone hanno risposto all’invito per festeggiare il trentennale del PICA.
Arnaud Peytremann, medico, membro PICA dal 2009 Nel mio caso, le carte sono truccate. Sono diventato samaritano prima di essere medico! Infatti, ho frequentato la scuola e sono stato integrato nel gruppo PICA come samaritano. Solo dopo ho intrapreso gli studi di medicina.
Ex membri e membri attivi, medici e comandanti dei servizi di soccorso presenti all’origine del progetto e i loro successori, aspiranti che stanno frequentando la scuola, così come numerosi amici, si sono ritrovati in un clima cordiale e rilassato per scambiarsi i ricordi e gioire del percorso compiuto. L’assoluta fedeltà dei membri del PICA, di cui alcuni sono presenti sin dalle sue origini, è impressionante. Se l’attrattiva della formazione è generalmente il motivo per lanciarsi in questa avventura, la notevole coesione del gruppo e la sua straordinaria intesa sembrano essere la ragione per restarvi.
SEZIONI E ASSOCIAZIONI TRENT’ANNI DEL «PIQUET CATASTROPHE GENEVOIS (PICA)»
LA SCUOLA PICA I samaritani che desiderano diventare membri del gruppo PICA devono aver raggiunto la maggiore età, essere in possesso di un certificato Soccorritore livello 2 IAS valido e aggiornato, essere abilitati a lavorare in posti medico- sanitari e attivi in una sezione da almeno un anno.
Devono anche superare un test d’ammissione che include diversi casi pratici, un esercizio di gestione dello stress/comportamento in gruppo e un colloquio con un medico del PICA (picchetto catastrofe Ginevra). Si tratta di chiarire le aspettative degli uni e degli altri e di stabilire senza ambiguità che far parte di un gruppo d’intervento in caso di catastrofe non significa che si sarà chiamati frequentemente e che si avrà spesso l’occasione di mettere in pratica le proprie conoscenze in situazioni reali. È il paradosso delle forze di intervento speciali: ci si prepara al meglio ad affrontare una situazione che si spera non debba mai verificarsi. Il percorso di tre mesi consta di 35 ore. I corsi si concludono con un test finale, identico a quello che ogni soccorritore PICA deve superare tutti gli anni per rimanere iscritto nella lista delle persone mobilitabili. La scuola PICA ha luogo ogni due anni circa, la 17ª edizione è iniziata nel mese di settembre di quest’anno. Il contenuto della formazione è definito dai professionisti, medici, infermieri e soccorritori professionisti dello Stato maggiore PICA. È aggiornato in base agli sviluppi tecnici e della medicina d’urgenza oltre che in base ai feedback di esperienze sul campo.
Un vasto programma Fanno parte degli argomenti trattati le conoscenze generali di medicina delle catastrofi e i concetti basilari sulle patologie più diffuse, l’accompagnamento di un paziente nel posto medico avanzato (PMA), il triage e la tracciabilità, la presa in carico di pazienti nel contesto di un evento maggiore e il loro monitoraggio mediante dispositivo multiparametrico (scope). I samaritani sono istruiti sul modo di preparare una linea infusiva (fleboclisi); un’attenzione particolare viene dedicata alla valutazione primaria e secondaria del paziente. Un PMA pienamente operativo comprende tre tende di colore rosso, giallo e verde, secondo la priorità con la quale i pazienti devono essere trattati, oltre a una
Oltre alla formazione nella propria sezione, i soccorritori PICA devono svolgere esercitazioni speciali e un test annuale per rimanere nell’équipe d’allarme.
tenda blu in cui effettuare il triage. Sono attrezzate con barelle, lettighe, illuminazione e riscaldamento. Ogni vittima di incidente maggiore, indipendentemente dall’entità del danno all’integrità fisica, è munita di una scheda SGP (sistema di gestione dei paziente). Il materiale necessario per l’installazione di un PMA e per la presa in carico delle vittime è stoccato in un grande container metallico motorizzato, attualmente sotto la custodia del Servizio antincendio e soccorso (SIS) di Ginevra. I samaritani PICA devono conoscerne benissimo il contenuto e collaborare con i pompieri volontari responsabili della gestione di questo container sul luogo d’intervento. Un aspetto importante del programma della scuola PICA è l’addestramento alla funzione di «sama leader». Si tratta di una formazione alla condotta. In caso di allarme, il primo samaritano arrivato sul posto assume il ruolo di caposquadra. Tra i vari compiti, deve riferire al medico responsabile del PMA, è incaricato dell’assegnazione delle varie mansioni al gruppo, deve comunicare le informazioni e avere costantemente una visione d’insieme della situazione. Questo particolare compito, con i suoi specifici requisiti, non è quello che tutti i samaritani preferiscono, ma è indispensabile per garantire una strutturazione chiara e univoca della catena di comando. cli oggi samaritani 4/2022 27
Ci siamo, per salvarvi la vita. Siamo in servizio per lei giorno e notte.
Diventare sostenitore: rega.ch/sostenitori
ATTUALITÀ
Comitato centrale: ecco settori di competenza e associazioni Il Comitato centrale di Samaritani Svizzera è attualmente composto da sei persone. Nella tabella sottostante, sono riportate le singole responsabilità per le questioni che riguardano le associazioni cantonali di Samaritani Svizzera e i relativi dipartimenti di competenza. Membro di Comitato
Dipartimento/settore
Responsabilità associazione cantonale
Ingrid Oehen Presidente
Comunicazione/ Gestione federazione
Theresia Imgrüth Nachbur Vicepresidente
Formazione/Gioventù
Argovia, Basilea, Berna, Alto Vallese, Svitto, Zugo
Ursula Forrer Membro
Personale/Marketing
Lucerna, Grigioni, Sciaffusa, Turgovia, Uri, Zurigo
Rolf Imhof Membro
Finanze/Business
Friburgo, Giura, Soletta, Ticino, Untervaldo, Basso Vallese
Laurent Audergon Membro
Gioventù/ Digitalizzazione
Appenzello, Glarona, Ginevra, Neuchâtel, S. Gallo e FL, Vaud
Karolina Frischkopf Rappr. CRS in Samaritani Svizzera
Interfaccia con la CRS
Nessuna
Il Comitato centrale di Samaritani Svizzera (da sinistra): Ursula Forrer, Laurent Audergon, Ingrid Oehen, Rolf Imhof e Theresia Imgrüth Nachbur (manca sulla foto: Karolina Frischkopf).
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BUONO A SAPERSI
Diritto nel primo soccorso La migliore catena di salvataggio non serve a nulla, se i non professionisti non danno l’allarme o non prestano soccorsi per paura di eventuali conseguenze. Con questa miniserie in due parti curata dall’esperto di diritto Marc Elmiger si intende fare chiarezza su comuni ambiguità. Nella prima parte l’autore esamina i primi soccorsi in ambito privato da parte di non professionisti. TESTO: Philipp Binaghi / m.z FOTO: mad
Partendo dal presupposto che i soccorritori non siano professionisti, si pone una domanda fondamentale: cosa si può fare come soccorritore non professionista? Dal punto di vista giuridico sono fondamentali due cose: si deve sempre rispettare la volontà della persona ferita o malata e non le si deve recare ulteriore danno senza motivo. A tal fine è fondamentale il diritto all’autodeterminazione. Ogni persona è libera di decidere della propria vita e della propria salute. Se non è desiderato alcun soccorso, è necessario rispettare tale scelta. In presenza delle direttive anticipate del paziente, queste valgono anche per i soccorritori non professionisti. Laddove tali direttive mancano o la persona non può esprimere la propria volontà (p.es. se è priva di coscienza), si deve presumere che la salute e la vita della persona debbano essere protette. Se si tratta di soccorrere, si può fare tutto ciò che è utile e non nuoce alla persona. Determinanti sono la situazione concreta e la formazione della persona soccorritrice. Una samaritana/o avrà più fiducia nelle proprie capacità di un allievo conducente che ha seguito un corso soccorritori. È possibile eseguire esclusivamente le misure che si sono apprese e si padroneggiano. Eccezione: la persona ferita subisce sicuramente danni maggiori se non si fa nulla. È meglio estrarre le persone prive di coscienza da un’auto in fiamme piuttosto che rinunciarvi per paura delle conseguenze. 30 oggi samaritani 4/2022
Non tutte le forme di obbligo sono uguali Il dovere di aiutare ha diversi volti. Esistono fondamentalmente tre punti di vista. Dal punto di vista del diritto civile non vi è alcun obbligo generale di prestare soccorso. Nessuno può essere tenuto a rispondere se durante una passeggiata nel bosco incontra una persona con un piede rotto e non fa nulla. Se è stata avviata una prestazione di soccorso, è doveroso condurla a termine con diligenza, secondo scienza e coscienza. Dal punto di vista del diritto penale si devono aiutare solo le persone che sono in pericolo di vita o a cui sono state causate personalmente delle lesioni. Inoltre, la prestazione di soccorso deve essere ragionevole. Nella valutazione di ciò che è ragionevole (o esigibile) vengono considerate la formazione del soccorritore e la situazione concreta. Sono considerati ragionevoli per lo meno allarmare i soccorritori e attuare misure immediate per salvare la vita, sempre che la formazione sia adeguata. Dal punto di vista del diritto della circolazione stradale sussiste il più alto obbligo di prestare soccorso. Se in un incidente con un veicolo a motore o una bicicletta ci sono persone ferite, tutte le persone coinvolte devono prestare soccorso, indipendentemente dalla gravità delle lesioni. Persone non coinvolte, nella misura in cui lo si può ragionevolmente esigere da loro: se ci si avvicina a un incidente stradale e non ci sono soccorritori attivi, ci si deve fermare e almeno dare l’allarme.
Responsabilità giuridica Spesso si sente dire: «I non professionisti non sono tenuti a rispondere!» Questa affermazione non è del tutto corretta dal punto di vista giuridico. La scala di misura è diversa da quella valevole per i soccorritori professionisti. In caso di indagini viene presa in considerazione la qualifica (formazione ed esperienza) della persona che presta soccorso. Per i non professionisti, tra cui in linea di principio rientrano i samaritani, si applicherebbe una misura moderata e si arriverebbe a una condanna praticamente solo in caso di negligenza grave.
Che cosa ci si può aspettare, come soccorritore, in caso di indagini? In caso di indagini occorre distinguere ulteriormente tra le interpretazioni giuridiche. Gli ostacoli alle richieste di risarcimento danni da responsabilità civile (diritto civile) nei confronti dei soccorritori sono elevati. Per giustificare tali richieste si dovrebbe dimostrare il danno e la cattiva condotta del soccorritore. Questo è difficilmente possibile nel singolo caso. Si applica il cosiddetto principio di causalità. Il danno materiale riguarda primariamente la persona ferita. Ciò significa che il soccorritore non deve risarcire un capo d’abbigliamento danneggiato durante un recupero (p.es. una giacca da motociclista costosa), se ciò è stato necessario per evitare gravi danni alla persona. La responsabilità è della persona ferita a causa dell’incidente. Raccomandazione: prima di ogni misura si dovrebbe chiedere alle persone coscienti ciò che vogliono. Anche dal punto di vista del diritto penale ci sono grossi ostacoli. Per poter comminare una pena, deve essere provata la colpa. Anche in questo caso si deve dimostrare che un recupero improprio ha causato un danno ancora maggiore. Questo sarà quasi impossibile nel caso di un paziente privo di coscienza. Tuttavia, anche in caso di pazienti coscienti ci sono pochi motivi di preoccupazione: se la prestazione di soccorso è stata eseguita correttamente e si è verificato un danno supplementare, ma è stato possibile evitarne uno maggiore (p.es. la morte), il soccorritore che ha agito scrupolosamente può invocare una situazione di emergenza. Anche dal punto di vista del diritto della circolazione stradale, una condanna è molto improbabile. Dovrebbe essere dimostrato concretamente che il soccorritore avrebbe potuto offrire un aiuto maggiore e che questo sarebbe stato ragionevole. Tuttavia, anche questo sarebbe improbabile nella pratica e difficile da dimostrare.
CHI È MARC ELMIGER Marc Elmiger, giurista e soccorritore, lavora come libero docente e consulente. Accompagna e forma le organizzazioni in materia di diritto medico e organizzativo. È volentieri a disposizione delle persone interessate, all’indirizzo info@elmiger-consulting.ch o al numero di telefono 044 311 55 33.
Conclusione Le conseguenze legali in caso di primi soccorsi sono possibili, ma molto improbabili. Dal punto di vista giuridico, il principio «solo non fare nulla è sbagliato» deve essere condiviso, considerando che la misura minima è sempre quella di allarmare i soccorsi. In caso di pazienti coscienti, si raccomanda di ottenere il consenso della persona interessata per ogni misura di soccorso, mentre per i pazienti privi di coscienza ci si deve orientare in base alle proprie competenze specialistiche. A questo proposito ci si dovrebbe attenere a ciò che si è appreso e non osare alcun esperimento. In tutti i casi si consiglia inoltre di stipulare un’assicurazione di responsabilità civile privata economicamente vantaggiosa. oggi samaritani 4/2022 31
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RITRATTO
Dai samaritani di Faido a soccorritore professionista Il percorso di vita e professionale di Claudio Pavia che ora interviene con le ambulanze nel vasto territorio delle Tre Valli, nell ’Alto Ticino.
TESTO: Mara Zanetti Maestrani FOTO: c.p «Nella vita ho la fortuna di aver fatto della mia passione un lavoro. E non succede a tutti, questa bella cosa.» A dirlo è Claudio Pavia, classe 1981, nato e cresciuto in Valle Leventina – a Faido per la precisione, lungo l’asse del San Gottardo – e ora domiciliato con la famiglia a Quartino. Claudio è soccorritore diplomato e lavora per Tre Valli Soccorso, l’ente a luce blu – con sede a Biasca – che interviene con le sue autoambulanze nel vasto comprensorio dell’Alto Ticino, ossia nelle valli Leventina, Blenio e Riviera dove vivono quasi 30 mila persone, anche in luoghi discosti e lontani dai centri urbani. Il comprensorio d’attività comprende infatti un territorio che dai 300 metri circa di Biasca porta fino alle alte zone del Lucomagno e della Valle Bedretto, attorno ai 2000 metri di quota e più… Claudio, a detta di colleghi, amici e familiari, è una persona dal carattere aperto e solare, portato istintivamente all’aiuto al prossimo. Un’attitudine ereditata molto probabilmente dai genitori che, sin da quando lui era piccolo, erano molto attivi nella sezione Samaritana di Faido (che purtroppo quest’anno ha dovuto chiudere per mancanza di monitori e attività). Nella stessa sezione erano attivi anche i suoi zii e suo padre ne prese le redini in veste di presidente. «Ho sempre seguito i miei genitori in sezione, poi quando finalmente raggiunsi i 14 o 15 anni, ho potuto fare il figurante negli esercizi di sezione», racconta Claudio. «Ricordo che mi piaceva molto e imparavo anche tanto.» In quelle occasioni giovanili e osservando il padre sempre pronto a intervenire in caso di bisogno, il ragazzino è stato «infettato» dal virus samaritano… È quindi ovviamente diventato socio della sezione 34 oggi samaritani 4/2022
diretta con tanta passione e dedizione da suo papà. «Ricordo che riceveva gli allarmi al telefono… Partiva subito per andare a soccorrere persone in Valle, percorrendo chilometri.» Un legame stretto, quello tra padre e figlio; un legame che porterà Claudio ad assumere la presidenza della sezione alla prematura morte dell’amato genitore nel 2009, quando lui aveva 27 anni… Nel frattempo, dopo le scuole dell’obbligo aveva assolto la formazione di idraulico. Tuttavia il richiamo al soccorso, nel suo cuore, batteva troppo forte e così nel 2008 decise di licenziarsi dal suo datore di lavoro e di iscriversi alla Scuola Specializzata Superiore in cure infermieristiche di Lugano, diplomandosi dopo tre anni di formazione come soccorritore professionista o, in gergo comune, paramedico. «In quel periodo, prima della sua morte», ricorda con commozione, «papà mi era accanto e mi ha sempre spronato e sostenuto nella mia scelta; era orgoglioso di me.» Una figura determinante, per Claudio che, dal 2011, l’accompagna idealmente, nel cuore e nei pensieri, durante il suo lavoro per Tre Valli Soccorso. Nei turni di lavoro, si alterna con una quarantina di colleghi. «Sono nato e cresciuto in una valle», ci dice con fierezza, «e in valle ho voluto rimanere anche col mio lavoro. È bello perché si conosce la gente. Anche se», ammette, «intervenire per soccorrere una persona infortunata e conosciuta a volte è duro da ‹sopportare›.» Inoltre Claudio siede nel comitato della sezione samaritana di Biasca, in veste di responsabile dei servizi medicosanitari.
Dalla sezione all’ambulanza «Del lavoro in sezione mi piaceva molto l’ambiente famigliare e rassicurante», ci racconta Claudio. «Ci si conosceva tutti in Valle, si imparavano i trucchi del soccorso tutti assieme. All’epoca a Faido c’era ancora l’ambulanza e mio padre e mio zio partivano spesso per gli interventi.» E qui si commuove, il nostro interlocutore, ricordando un evento di quando era ragazzino: «Stavamo facendo il barbecue nel giardino di casa quando mio padre ricevette una chiamata d’emergenza; mollò tutto, partì
subito in sella alla sua moto, così com’era, con le zoccole ai piedi e il casco in testa… In un certo senso, ho continuato la tradizione di papà.» Della sua professione attuale gli piace molto il fatto che sia imprevedibile: «Quando arrivo alle 7 di mattina al lavoro, non so mai come sarà la mia giornata. A volte, in giornate tranquille, c’è tanta attesa. Allora si mette ordine, si ripassano le nozioni, si legge. A volte invece l’attività è febbrile e non bisogna perdere la concentrazione. È una vita lavorativa intensa, senza routine. Anche durante i turni notturni il lavoro non manca; una volta», precisa, «la notte era più tranquilla.» Il risvolto «negativo» di tutto ciò, è che Claudio ha dovuto lasciare alcuni hobby serali, come il gioco dell’hockey («non arrivavo mai in orario agli allenamenti» ci dice ridendo). Comunque, una volta finito il turno, egli ricarica con piacere le sue batterie in famiglia, o facendo escursioni in montagna, oppure un giro in moto o ancora spaccando legna o tagliando l’erba. «Non riesco a stare fermo», ammette; per questo ha anche un terreno agricolo sopra casa sua, che coltiva e cura. «Adoro stare nella natura», confessa.
Quegli interventi tragici… La gente in genere ha paura dell’incidente; va detto che una volta l’automobile proteggeva meno gli occupanti del veicolo e la casistica era in un certo senso peggiore; oggi la persona riporta ferite in genere meno gravi. Purtroppo, comunque, ci sono anche gli interven- Claudio Pavia al volante di un’ambulanza del Servizio Tre Valli Soccorso. ti con esito letale, i decessi. «Mi ricordo Indossa con orgoglio la T-Shirt della sua sezione samaritana d’origine. in particolare l’intera famiglia perita nella sua auto, schiacciata tra due grossi camion sull’autostrada A2. Era il 2006, e quella nione ticinese operai escursionisti (UTOE) di Biascena la vedo ancora. Quell’intervento ha cambia- sca, dove siede nel comitato come responsabile to il mio modo di guidare: se posso evito di rima- sanitario. Siede inoltre nel comitato del Soccorso nere dietro a un camion. Quando stai rianimando alpino ticinese (SATI), dove si occupa del soccore vedi che la vita ti sta purtroppo sfuggendo, que- so sanitario e, non da ultimo, da dieci anni segue sto fa male… E occorre star vicino con empatia ai gli allievi soccorritori presso la Scuola Specializzata Superiore in cure infermieristiche di Lugano. parenti…» Allievi che, una volta conclusi gli studi, a volte riClaudio mette la sua esperienza professionale a trova, e con soddisfazione, tra le fila dei soccorribeneficio anche della Colonna di soccorso dell’U- tori di Tre Valli Soccorso. oggi samaritani 4/2022 35
PRINTSHOP
Il nuovo Printshop dal 4 ottobre 2022
https://samariter.ztmedien.ch/ Il Printshop si presenta in una veste nuova e di più facile utilizzo. Già ora sono disponibili documenti per tutti i tipi di corrispondenza standard e per il marketing dei corsi. D’ora in poi, il Printshop si presenterà in una veste nuova. L’interfaccia utente è stata rielaborata e adattata all’evolversi dei tempi, anche in termini di utilizzo. Ora saranno disponibili qui anche tutti i documenti relativi al nostro nuovo Corporate Design. Il Corporate Design di Samaritani Svizzera descrive l’immagine che vogliamo dare di noi all’esterno come Organizzazione. Un’immagine uniforme, dal biglietto da visita alle lettere, con le relative buste e, nel nostro caso, anche i materiali pubblicitari, le nostre documentazioni per i corsi e i documenti interni delle sezioni, portando così a un rapido e inconfondibile riconoscimento del marchio «Samaritani Svizzera» da parte dell’opinione pubblica. Nell’elaborazione dei modelli abbiamo tenuto conto di questa uniformità e del rafforzamento, a livello di utilizzo, del nostro marchio. Siamo infatti convinti che queste misure rafforzeranno il marchio «Samaritani Svizzera» e con esso anche le nostre sezioni. Determinati elementi, come loghi e blocchi di testo, sono predefiniti per facilitarne l’impiego. Sono ovviamente possibili personalizzazioni dei mezzi di comunicazione, come l’inserimento del nome della sezione o dei dati di contatto. Le modifiche possono essere effettuate con la massima facilità. Gli elementi che non possono invece essere modificati servono a garantire la divulgazione unitaria del marchio negli stampati.
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PRINTSHOP – NUOVE FUNZIONI • Per la nuova applicazione, è necessaria una registrazione unica con l’indirizzo e-mail, la password e l'inserimento dei dati personali. È possibile indicare anche l’indirizzo e-mail della sezione. Il vantaggio consiste nel fatto che tutti gli utenti gestiscono autonomamente i propri dati. • In caso di registrazione di più soci, assicuratevi che il nome della sezione/dell’associazione cantonale sia scritto sempre in modo identico, così che tutti gli utenti possano essere assegnati alla stessa sezione/associazione nello Shop. • La registrazione può essere confermata e completata cliccando sul link contenuto nella mail di attivazione, il cui invio, la sera o nel fine settimana, può richiedere più tempo. Consiglio: è indispensabile controllare la cartella spam • Per eventuali domande di carattere tecnico sul Printshop, è possibile rivolgersi al supporto tecnico della ZT Medien AG. Indirizzo nel colofone del Printshop.
LE NOSTRE OFFERTE • Corrispondenza (carta da lettere, buste C4 e C5, biglietti da visita) • Marketing dei corsi (volantino degli annunci di corso) • Marketing delle sezioni (in fase di elaborazione) Ulteriori modelli potranno essere aggiunti in qualsiasi momento. Monika Nembrini (monika.nembrini@samariter.ch/ 062 286 02 67) sarà lieta di ricevere suggerimenti per la valutazione.
I molti volti dei Primi soccorsi
Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno.
FORMAZIONE
Corsi per l’anno 2023 Kick-off Corso
Settimana Nr.
Date
Durata/ Giorni
Luogo del corso
Lingua
Kick-off 2023/01-D
2
09.01.2023
½, dalle 16.30 alle 21.00
Evento online (Zoom)
DE
Kick-off 2023/02-D
12
20.03.2023
½, dalle 16.30 alle 21.00
Evento online (Zoom)
DE
Date
Durata/ Giorni
Luogo del corso
Lingua
Monitore di corsi 1 IAS Corso
Settimana Nr.
Monitore di corsi 1 IAS LG 1A / Giorni di presenza 1 + 2
16
22.04.2023– 23.04.2023
2
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Monitore di corsi 1 IAS LG 1A / Giorni di presenza 3 + 4
25
24.06.2023– 25.06.2023
2
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Date
Durata/ Giorni
Luogo del corso
Lingua
Passerella Monitore di corsi 1 IAS Corso
Settimana Nr.
BLS-AED Generic Instructor Passerella SL ➜ KL1 IAS Passerella JT ➜ KL 1 IAS LG 1 / Giorni di presenza 1
4
28.01.2023
1
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
BLS-AED Generic Instructor Passerella SL ➜ KL1 IAS Passerella JT ➜ KL 1 IAS LG 2 / Giorni di presenza 1
25
24.06.2023
1
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Date
Durata/ Giorni
Luogo del corso
Lingua
Passerella Monitore samaritano Corso
Settimana Nr.
Passerella KL1 IAS ➜ Mon. sam. LG 1A / Giorni in presenza 1–3
8
24.02.2023– 26.02.2023
3
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Passerella KL1 IAS ➜ Mon. sam. LG 1B / Giorni in presenza 4 + 5
17
29.04.2023– 30.04.2023
2
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Data
Durata/ Giorni
Luogo del corso
Lingua
Corsi di un giorno Corso
Settimana Nr.
Moulage/trucco LG 1 / Giorni in presenza 1
43
29.10.2023
1
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
Presentazione tecnica LG 1 / Giorni in presenza 1
43
28.10.2023
1
Hotel Sempachersee 6207 Nottwil
DE
38 oggi samaritani 4/2022
INFO VARIE
Contatto: Redazione «oggi samaritani», Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato l'8 febbraio 2023; la scadenza per l’invio del materiale è il 6 gennaio 2023.
☎
LA PROSSIMA EDIZIONIE Edizione n.
Termine redazionale
Data di apparizione
01/2023
06.01.2023
08.02.2023
NUOVO: il segretariato di Olten è da ora raggiungibile anche in altri orari.
Abbiamo esteso gli orari di presenza al telefono presso il segretariato: siamo ora disponibili dal lunedì al venerdì al numero 062 286 02 00 come segue:
MATTINO: 8.00-12.00 POMERIGGIO: 14.00-16.00
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SIAMO TUTT’ORECCHI Avete un’idea originale per un’esercitazione o di come la stessa si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.
Abbonamento sostenitore per soli 11.– franchi Lo sapevate? Come sezione samaritana, potete offrire ai vostri donatori, ai membri passivi e alle persone esterne interessate un abbonamento a «oggi samaritani» del valore di 33 franchi per soli 11 franchi all’anno. Registrate il vostro abbonamento donatori ora su Extranet
GIOCHI: LE SOLUZIONI DELLA P. 32
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Imprenditrice di professione. Samaritana per vocazione. Sabrina Garbin, sezione samaritani Schöftland
Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno. Con il vostro sostegno, assicuratevi che la vostra sezione samaritana locale possa continuare a prestare un contributo importante per la nostra società: ad esempio corsi in primi soccorsi, servizi medico-sanitari e di assistenza, azioni di donazione di sangue, raccolte di indumenti usati o primi interventi in caso di catastrofe. www.samaritani.ch