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6 L’APPROFONDIMENTO
Come garantire una successione dinamica
18 ATTUALITÀ Salvare una vita può essere punibile?
24 SEZIONI Maratona di rianimazione a Bellinzona


«I giovani di oggi amano il lusso, hanno cattive maniere e disprezzano l’autorità.» La cosiddetta Generazione Z viene oggi spesso criticata. Si dice che sia pigra, che non voglia più impegnarsi e che sia egoista. Eppure, le critiche rivolte ai giovani di oggi sono vecchie quanto l’umanità stessa. La citazione iniziale è infatti del filosofo greco Socrate, vissuto tra il 470 e il 399 a.C.
Anche se le differenze tra le generazioni sono spesso notevoli e le loro visioni del mondo divergono, è fondamentale –soprattutto nelle nostre sezioni – superare questi ostacoli e lavorare per lo sviluppo delle sezioni stesse e del movimento samaritano. In questo numero della rivista, vi presentiamo tre sezioni che sono riuscite in modo esemplare in questa impresa, ciascuna a modo suo. Per prima cosa abbiamo assistito a un’esercitazione della sezione samaritana di Wid nau, nella Valle del Reno sangallese.
Grazie al fatto di essere riuscita con successo, attraverso il Gruppo Help, ad attirare nuove leve, questa sezione trasuda letteralmente giovinezza. Per accompagnare una sezione in modo positivo verso il futuro, occorrono «capacità di comprendere le persone, un progetto chiaro e un intuito per le dinamiche di gruppo», afferma il presidente Norbert Segmüller (vedi da pagina 6).
Dal canto suo, la sezione samaritana di Hildisrieden (LU) vive una situazione ben diversa: l’invecchiamento della popolazione preoccupa la presidente Sandra Bucher. Per
questo motivo, tre membri del comitato della sezione hanno frequentato il corso base di gestione associativa e ora un Coach di sezione li sta guidando nel processo di definizione della strategia e di riorganizzazione (da pagina 10). Infine la sezione samaritana di Chablais et Pays d’Enhaut ha optato per una terza via (la fusione), che si preannuncia promettente. Da questa fusione prende avvio la rinascita del movimento samaritano nel Canton Vaud orientale (vedi da pagina 12). Anche per Doris Wolf, presidente dell’associazione cantonale di Berna e membro del Comitato centrale, l’integrazione di giovani e anziani nel processo di trasformazione è molto importante. Trovate la sua intervista a pagina 16. Ai giovani dovrebbe essere data una maggior voce anche in seno al Comitato centrale. È stata, questa, una precisa richiesta avanzata dai rappresentanti della gioventù in occasione della Conferenza di primavera dei presidenti cantonali. Per sapere quali altri temi sono stati discussi durante l’incontro, basta leggere l’articolo proposto per voi a pagina 17.
Salvare una vita può essere un reato? Marc Thommen, professore di diritto penale e di diritto processuale penale al l’Università di Zurigo, ci illustra gli aspetti giuridici della questione (da pagina 18). E, da ultimo ma non meno importante, abbiamo parlato con i soccorritori che sono intervenuti durante il grave incendio a Crans-Montana. Vi auguro una buona e interessante lettura!
ANITA SIMEON LUTZ, capo redattrice

INDICE
6 RICAMBIO GENERAZIONALE
Come garantire una successione dinamica: l’esempio della sezione samaritana di Widnau (SG).
10 INTERVISTA
Il corso base di gestione delle associazioni è stato di grande aiuto per la sezione di Hildisrieden (LU).
12 UN NUOVO INIZIO
I soci della nuova sezione samaritana di Chablais & Pays d’Enhaut hanno tra i 25 e i 35 anni di età.
14 GIOVANI E IMPEGNATI
Due tra i più giovani monitori samaritani della Svizzera provengono da Frauenfeld. Un’intervista per conoscerli meglio.
16 INTERVISTA
Doris Wolf, presidente dell’associazione cantonale di Berna e membro del Comitato centrale, illustra la sua visione sui cambiamenti in corso.
17 ATTUALITÀ
Resoconto della Conferenza di primavera dei presidenti cantonali.
Nella sezione samaritana di Widnau (SG) si coltiva anche la convivialità dopo le esercitazioni (articolo a p.6). Giovani e anziani hanno così modo di scambiarsi due chiacchiere.

18 DIRITTO
Salvare una vita può essere punibile? In dubio pro REA!
22 BUONO A SAPERSI
L’Europa diventa tropicale: il numero di infezioni trasmesse dalle zanzare è aumentato notevolmente in tutta Europa.
24 SEZIONI/ ASSOCIAZIONI
Una «Maratona di rianimazione» con la sezione di Bellinzona
28 TOCCA A VOI
Cruciverba e SUDOKU
29 CANTON SVITTO
Sede dell’Assemblea dei delelgati 2026
«oggi samariani» 2/2026
Data di pubblicazione: 3 giugno 2026
Editore
Samaritani Svizzera
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Svizzera tedesca: Anita Simeon (asi)
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Editoriale: Mike Peter

La sezione samaritana di Widnau (SG) è senza dubbio una delle più note e attive della Valle del Reno sangallese. Secondo Norbert Segmüller, presidente della sezione, per portare con successo un'associazione verso il futuro occorrono «capacità di comprendere le persone, un progetto chiaro e intuito per le dinamiche di gruppo». Nel marzo scorso abbiamo assistito a una loro esercitazione.
TESTO: Anita Simeon Lutz | m.z
FOTO: Marion Nitsch

Una delle esercitazioni verteva sul tema dell’ipotermia. Tutti hanno potuto sperimentare l’efficacia di una coperta termica. Organizzata in modo avvincente, la serata ha saputo motivare davvero tutti.
A dire il vero mi trovo qui su invito di Jonas Näf che, durante la Giornata dei samaritani della Svizzera orientale, assieme ad altri soci della sezione della stessa età mi aveva convinta del dinamismo e dello spirito innovativo e giovanile della sua sezione e mi ha poi invitata a dare un’occhiata durante un’esercitazione. Nell’autunno scorso non è stato possibile trovarci, ma oggi – 4 marzo 2026 –eccomi qui con loro e sono già entusiasta dell’atmosfera che si respira all’inizio della serata di esercitazione. E sì, la maggior parte delle persone presenti nella sala ha un’età ben inferiore alla mia, che si aggira intorno ai 50 anni. Prima dell’esercitazione mi incontro con Jonas, il più giovane monitore samaritano, e con Norbert Segmüller, presidente della sezione.
La sala dove si svolge l’esercizio si trova sopra il deposito del locale Corpo pompieri ed è condivisa con l’associazione musicale. «A volte facciamo le nostre prove anche insieme ai vigili del fuoco», spiega Jonas Näf. «Come Organizzazioni siamo molto vicine», afferma con un sorriso. Più tardi vengo a sapere che Jonas non è solo monitore nella sezione samaritana, ma ricopre anche il ruolo di sottufficiale e responsabile dei giovani in seno al Corpo pompieri.
Widnau è un comune ben strutturato con poco più di 10 000 abitanti. La distribuzione per età è equilibrata, il che significa che il numero di abitanti nella fascia 1-20 anni è più o meno pari a quello delle fasce 20-40, 40-60 e 60-80 anni. La cultura associativa è molto radicata e spesso succede che una persona sia attiva in due o addirittura più associazioni o enti, proprio come Jonas. Quest’ultimo quest’anno festeggia i 25 anni. È entrato a far parte della sezione samaritana attraverso il Gruppo giovanile. Già in terza elementare, insieme ai suoi compagni, ha imparato cosa fare in caso di emergenza. «Le lezioni di primi soccorsi mi hanno molto affascinato e lo spirito di gruppo tra di noi giovani era davvero forte», racconta il monitore samaritano. Fu così che Jonas trasmise il suo interesse per il movimento samaritano anche a sua madre che, da alcuni anni, ricopre il ruolo di monitrice samaritana e responsabile dei corsi per giovani nella sezione di Wid nau.
È stata invece una situazione d’emergenza personale a motivare Norbert Segmüller a entrare in sezione: «Mentre lavoravo nel mio laboratorio, nel tempo libero, mi sono ferito così gravemente che un semplice cerotto proprio non sarebbe bastato. Dato che all’epoca lavoravo per la ditta Leica Geosystems, avevamo un pronto soccorso aziendale in loco; inoltre casa mia era a due passi dal mio posto di lavoro, e quindi mi sono recato lì per farmi medicare. L’addetto al pronto soccorso dell’azienda, che era anche samaritano, mi chiese in seguito se non fossi interessato ad approfondire il tema dei primi soccorsi ed è così che mi sono iscritto alla sezione samaritana.» Così, da ben 16 anni Norbert è alla guida della sezione e, durante il suo mandato, è riuscito a renderla attraente anche per la generazione successiva e per quella dopo ancora. Ora però vorrebbe cedere la carica di presidente, ma purtroppo due membri di comitato lo hanno preceduto nelle dimissioni; questi ultimi sono stati sostituiti con successo, in occasione dell’ultima


Sopra: la divisione in gruppi avviene tramite quattro cartoline ritagliate a forma di puzzle.
Sotto: l’applicazione di una fasciatura compressiva è indispensabile in caso di emorragie abbondanti.
assemblea ordinaria, da due rappresentanti della giovane generazione. «Il prossimo turno tocca a me», afferma Norbert. Ci sarebbero già candidati adatti, ma a volte c’è bisogno di tempo prima che un seme dia i suoi frutti. È tuttavia fiducioso che alla prossima assemblea ci sarà una candidata o un candidato idonei.


Sopra: è necessario esercitarsi per riconoscere e trattare lo shock anafilattico.
Sotto: i figuranti rendono credibile la scena in cui si sciacquano gli occhi dopo il contatto con liduidi corrosivi.
Coinvolgimento dei giovani
Cosa serve per accompagnare con successo una sezione verso il futuro? «Fondamentalmente occorrono capacità di capire le persone, un progetto
chiaro e un buon intuito per le dinamiche di gruppo», afferma Norbert. È importante tenere gli occhi sempre aperti, anche al di fuori della sezione, per individuare membri idonei in grado di trasmettere l’entusiasmo per il tema dei primi soccorsi. «Ognuno apporta infatti competenze ed esperienze particolari, anche nei rispettivi settori professionali, e spesso un membro ne coinvolge un altro nella sezione. E naturalmente il nostro gruppo della gioventù samaritana, che funziona bene, costituisce una solida base in questo senso. E proprio tra i giovani le dinamiche di gruppo sono determinanti. Spesso i ragazzi si conoscono già da scuola ed è
importante mantenere questo spirito di gruppo anche dopo l’orario scolastico», osserva Jonas. Proprio per questa ragione, la sezione samaritana di Widnau non considera i cosiddetti «Help» come un gruppo separato dalla sezione stessa, anzi! Una volta all’anno si svolge un’esercitazione congiunta alla quale partecipano anche gli allievi di terza elementare delle locali scuole e i pre-pensionati, con esperienza. Inoltre, gli Help collaborano anche alle azioni di donazione di sangue della sezione e nelle collette samaritane. Al termine del periodo nel Gruppo giovanile è previsto un anno di prova, durante il quale i giovani possono partecipare alle esercitazioni della sezione, essere coinvolti come assistenti nei servizi medico-sanitari e seguire già allora i corsi necessari in vista dell’ammissione alla sezione (IAS 1 e 2, corso base). Dopo un anno potrà avvenire l’ammissione effettiva nella sezione. «I giovani possono partecipare/presenziare ai servizi medico-sanitari già da piccoli, e questo è uno dei motivi per cui la sezione di Widnau è così attrattiva. Uno dei momenti clou dell’anno è sicuramente il servizio medico-sanitario alla Rheintalmesse Rhema», afferma Jonas, e Norbert aggiunge: «Nella nostra sezione non c’è praticamente nessuno che non presti anche i servizi medico-sanitari, ovviamente con la formazione e le competenze necessarie. Non siamo una sezione di dilettanti, bensì una sezione composta da soci con competenze e capacità comprovate.»
La sezione samaritana di Widnau conta attualmente (stato: 1.1.2026) 53 soci e 19 membri Help; inoltre, altri 8-9 bambini hanno manifestato interesse ad aderire alla sezione durante la serata informativa del Gruppo giovanile. La sera del 4 marzo scorso, oltre 36 persone si sono riunite nella sede sociale per seguire il corso di aggiornamento IAS 2. Sono presenti anche alcuni candidati in prova. Quattro monitori samaritani, tra cui una donna, si sono messi a disposizione per l’esercitazione.
Il programma prevede esercitazioni pratiche sulla valutazione del paziente secondo lo schema ABCDE e la scala AVPU, nonché sulle relative misure di primo soccorso. Sono previste postazioni di lavoro su varie tematiche: ipotermia, contatto con liquidi corrosivi, emorragie gravi e gestione corretta dello shock anafilattico. I gruppi sono stati formati in modo eterogeneo dal punto di vista dell’età durante un primo esercizio di suddivisione in cui bisognava abbinare correttamente quattro diversi soggetti di cartoline. La motivazione è alta
e l’entusiasmo dei partecipanti è palpabile. Anch’io mi lascio incuriosire e testo l’efficacia di una pellicola isolante, annuso una soluzione per il lavaggio oculare, misuro il polso di un paziente in stato di shock, aziono una penna di adrenalina (ovviamente senza ago) e mi esercito nell’uso corretto delle fasciature compressive e dei lacci emostatici. E alla fine dell’esercizio, nella sala i samaritani preparano per tutti un ricco buffet con bibite e stuzzichini. «Abbiamo deciso di andare al ristorante solo dopo ogni secondo esercizio, perché soprattutto per i soci più giovani, il ristorante rappresenta ancora un ostacolo non indifferente», spiega Norbert.
Insomma, riassumendo: per avere successo come sezione è importante sensibilizzare l’opinione pubblica, sfruttare le dinamiche di gruppo, tenere gli occhi aperti per individuare potenziali soci, informare e non nascondersi, nonché preparare attività interessanti e tener conto anche degli aspetti conviviali. «Ma la cosa più importante è andare incontro gli uni agli altri e prendere sul serio le esigenze di ogni singolo membro», conclude Norbert.
Grazie per averci permesso di dare uno sguardo da vicino alla vostra sezione!
Ulteriori informazioni: www.samariter-widnau.ch.

La sezione samaritana di Hildisrieden (LU) attraversa una fase di cambiamento. In questo contesto, tre membri del comitato hanno frequentato il corso base di gestione della sezione di Samaritani
Svizzera e ne hanno integrato i principi nella routine quotidiana.
Abbiamo intervistato la presidente Sandra Bucher.
INTERVISTA: Anita Simeon Lutz / m.z
La sezione samaritana di Hildisrieden esiste dal 1988. Come è nata?
Un abitante di Hildisrieden era attivo come samaritano a Beromünster, dove aveva anche seguito la formazione di monitore samaritano. Ritenendo che fosse opportuno fondare una sezione samaritana anche a Hildisrieden, ha organizzato un’assemblea costitutiva alla quale erano presenti circa trenta persone. La maggior parte di loro è poi diventata socia della sezione. Mia madre è stata la prima presidente della stessa.
Quando sei entrata in sezione?
Nel 1994, quando avevo 16 anni. Avevo sempre partecipato come volontaria figurante ai corsi soccorritori e attraverso questa attività è poi nato il desiderio di entrare in sezione. Nel 2000, all’età di 22 anni, ho lasciato la sezione samaritana, ma dopo due anni sono di nuovo tornata, questa volta proprio per sedere in comitato.
Come si sono evolute le attività e la vita associativa negli ultimi dieci anni?
Dieci anni fa avevamo una monitrice samaritana della Croce Rossa che insegnava già da 25 anni e la vita e l’attività della sezione lasciavano un po’ a desiderare. Soprattutto lo svolgimento dei corsi soccorritore non era più al passo con i tempi e, di riflesso, la motivazione dei giovani partecipanti era assai scarsa.
All’epoca riuscimmo a convincere una persona a seguire il corso di formazione per monitrice samaritana e così abbiamo potuto attuare un ricambio generazionale di cui c’era urgente bisogno. La precedente monitrice di lunga data, tuttavia, faceva

molta fatica a lasciare il posto e questo creò purtroppo un clima di tensione all’interno della sezione stessa.
E come sono cambiate le attività da allora?
Il nostro programma annuale non è molto cambiato, ma gli esercizi sono tornati a essere più coinvolgenti e hanno portato una ventata di novità. Non si tratta più solo di un monologo su un argomento, ma gli esercizi sono più interattivi e richiedono un maggiore coinvolgimento da parte dei partecipanti.
Se al vostro interno il lavoro è migliorato, com’è ora la collaborazione a livello sovraregionale?
Negli ultimi anni la collaborazione a livello sovraregionale si è sicuramente intensificata. Una volta all’anno si svolge un’esercitazione congiunta con le sezioni samaritane di Rickenbach e Beromünster. Inoltre, disponiamo anche di un gruppo di Moulage a livello sovraregionale.
Quali sono le fasce d’età all’interno della sezione di Hildisrieden?
Il nostro socio più anziano ha 82 anni e il più giovane 22, ma la maggior parte ha più di 65 anni. Quando, quattro anni fa, ho assunto la presidenza, siamo riusciti a dare vita a un ricambio generazionale all’interno del comitato. E con questa composizione vogliamo dare alla sezione un’immagine più giovane e fresca, anche se ormai non abbiamo più vent’anni.
Per queste ragioni, lo scorso anno una parte del vostro comitato ha frequentato il corso base di gestione della sezione. Cosa avete imparato?
Sono state delle serate di corso sempre molto interessanti. A un certo punto i contenuti hanno iniziato a ripetersi un po’, dato che i corsi si basano l’uno sull’altro, ma il corso base ci ha davvero aperto gli occhi. Da una parte, ora sappiamo che anche altre sezioni stanno affrontando sfide simili alla nostra e, inoltre, i docenti del corso ci hanno spinto un po’ fuori dalla nostra «zona di comfort», motivandoci ad affrontare i problemi e a cercare delle soluzioni. Ovviamente è stato un vantaggio aver seguito questo corso in tre: così, durante il viaggio di ritorno, abbiamo potuto scambiarci le nostre impressioni e mettere subito in pratica alcune cose nella nostra sezione.
Cosa avete già concretizzato e implementato?
Abbiamo iniziato col divulgare ovunque lo slogan «L’unica cosa sbagliata è non fare nulla». Poi abbiamo imparato a chiedere dei feedback, anche se le risposte sono state scarse. Più infatti ci avviciniamo ai nostri soci, più contribuiamo a plasmare una cultura della comunicazione aperta. La comunicazione aperta è stata anche uno dei temi trattati durante il nostro work shop strategico che abbiamo tenuto a febbraio. È stata l’occasione per chiarire che siamo sempre aperti alle critiche, ma preferiamo riceverle direttamente piuttosto che tramite terze persone.
Come si è svolto concretamente il workshop strategico?
Durante il workshop strategico abbiamo potuto contare sull’aiuto della coach di sezione Esther Fehlmann. È stata lei a guidarci lungo tutto il processo e anche durante la serata. La prima riunione strategica si è tenuta all’interno del nostro comitato. In questa sede abbiamo esaminato lo stato attuale della sezione e gli obiettivi futuri che intendiamo perseguire. È interessante notare che l’analisi del comitato coincideva con quella dei soci della sezione. Un fatto, questo, che ovviamente ci ha subito tranquillizzati. Abbiamo poi individuato assieme i seguenti punti critici: la carenza di nuovi soci, il conseguente invecchiamento della base samaritana, la comunicazione e i servizi medico-sanitari, che vengono sempre svolti dagli stessi soci. Abbiamo potuto constatare che alcuni membri non hanno molta fiducia in loro stessi e quindi abbiamo riprogrammato il corso di aggiornamento IAS per un sabato, così potremo continuare a lavorarci sopra.
Quali sono le misure per contrastare l’«invecchiamento» dei membri?
Innanzitutto dobbiamo reclutare nuovi soci. Per farlo dobbiamo aumentare la nostra visibilità e la nostra presenza, sia sui mass media locali, sia alle riunioni delle autorità del comune, ai mercati, alle fiere locali e regionali e così via. Inoltre, dobbiamo essere attivi sui social media. Per questi scopi, durante il workshop strategico è stato costituito un gruppo di giovani che conosce bene questi canali moderni e che da ora se ne occuperà. Nel complesso, il workshop strategico ha rafforzato il nostro senso di appartenenza e sono fiduciosa che questo darà i suoi frutti.
Maggiori informazioni
Ulteriori informazioni sul corso base di gestione della sezione si possono trovare sul portale di Samaritani
Svizzera: portal.samariter.ch/it/

Chi è Sandra Bucher
Sandra Bucher (48 anni) è diplomata in economia aziendale e presto otterrà anche il diploma di responsabile di gruppi di gioco. Dal 1994 è membro della sezione samaritana di Hildisrieden (LU), che presiede da tre anni. samariter-hildisrieden.ch
Poco più di un anno fa, nel Canton Vaud è nata una nuova sezione di samaritani: la sezione Chablais & Pays d’Enhaut.
Ma, a dire il vero, non si tratta di una creazione ex novo, bensì di una promettente rinascita.
TESTO & FOTO: Chantal Lienert / m.z


Per molto tempo, cinque sezioni hanno garantito la presenza dei samaritani nella regione orientale del Canton Vaud. In pianura, sulla riva destra del Rodano, le città di Villeneuve, Aigle e Bex ne ospitavano una ciascuna. Quella di Ollon, situata un po’ più in alto, copriva anche la località di Villars, mentre la località turistica di Leysin disponeva di una propria sezione. Ma, con il passare del tempo e le vicissitudini della vita, tre sezioni hanno chiuso la loro attività e le due rimaste si trovavano in una situazione difficile, a causa della mancanza di membri e di nuove leve.
Ma, fin da subito, questa situazione non ha scoraggiato Maude Duc-Brunner, originaria di Leysin, soccorritrice di lunga data e presidente di sezione, che non aveva alcuna intenzione di gettare la spugna. E anzi, era fermamente intenzionata a mantenere la presenza dei samaritani nella regione. Alla fine, dopo un paziente lavoro di persuasione, è riuscita a convincere i membri della sezione di Ollon a ripartire su nuove basi, fondendosi con i samaritani di Leysin allo scopo di creare una nuova sezione destinata a coprire il Chablais vodese e il Pays d’Enhaut. Un progetto senza dubbio coraggioso, dato che il territorio che la nuova sezione samaritana avrebbe dovuto coprire era - ed è - particolarmente vasto. Da Villeneuve (375 m), sulle rive del Lemano, fino a Lavey (431 m), situata proprio di fronte a St-Maurice (VS), passando per Leysin (1252 m), la nuova sezione si trova a unire lago e montagna e a coprire l’intero distretto di Aigle, al quale va aggiunto il Pays d’Enhaut (circa 1000m), che corrisponde alla parte vodese della Valle della Sarine, delimitata dal Canton Berna a est e dal Canton Friburgo a nord-ovest. In passato, anche a Château-d’Oex c’erano dei samaritani, ma la sezione aveva chiuso l’attività già da molto tempo.
Una sezione molto richiesta
Attualmente, la nuova sezione conta una quindicina di membri attivi (IAS 2 e IAS 3), la maggior parte dei quali ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Proprio come il territorio di competenza della sezione, provengono da un po’ ovunque nella regione, e alcuni risiedono addirittura nei cantoni limitrofi.
Le esercitazioni mensili si svolgono ad Aigle, presso la caserma del Corpo pompieri, dove la sezione ha il suo deposito per le attrezzature proprio per gli esercizi; altri depositi – per quello che riguarda i servizi medico-sanitari – si trovano nelle sedi di Ollon e Leysin. Dallo scorso ottobre, la formazione interna è affidata a una nuova monitrice, paramedico di professione, cosa molto apprezzata dai membri della sezione. D’altronde i samaritani hanno tutto l’interesse a tenersi aggiornati, dato che i loro servizi sono molto richiesti: la regione vinicola e turistica ospita infatti numerosi eventi sportivi di richiamo e lo scorso anno i samaritani hanno prestato ben 740 ore di servizio in 18 dispositivi medico-sanitari (DMS). Per il 2026, il calendario degli interventi si sta riempiendo a vista d’occhio, con 10 DMS già in programma solo nel primo semestre.
Molto attiva, sia in estate che in inverno Il Festival internazionale delle mongolfiere a fine gennaio, la «Désalpe de l’Étivaz» a fine estate e il Meeting internazionale dei Maggiolini (Volkswagen) in autunno nel Pays d’Enhaut; i Campionati romandi e friburghesi di sci di fondo a Diablerets e la Mezza maratona delle Alpi Aigle-Leysin in estate sono solo alcuni esempi del tipo di manifestazioni che si svolgono durante tutto l’anno nella regione. Infatti per garantire le numerose ore di servizio necessarie, il personale della sezione non è sufficiente. Fortunatamente, può contare sull’aiuto di soccorritori provenienti da altre località. Una monitrice di Vevey e alcuni samaritani delle sezioni vicine dello Chablais vallesano e della Haute Gruyère nel Canton Friburgo, nonché samaritani provenienti da più lontano, si uniscono regolarmente a dare una mano.
Coltivare dei legami
Tre sabati all’anno viene organizzata, all’aperto, un’esercitazione più importante, alla quale sono invitate a partecipare altre sezioni. Sabato 28 febbraio scorso è stata la volta della sezione di Orbe, nel nord del Canton Vaud, i cui membri si sono alzati alle prime luci dell’alba per arrivare puntuali a Leysin, dove l’inizio dell’esercitazione era fissato per le 8.00. I samaritani di Orbe, entusiasti all’idea di lavorare sulla neve, si sono dunque presentati in gran numero. Quattro gli scenari d’emergenza preparati per loro: una fondista colta da malore, alcuni appassionati di slitta usciti di pista, uno sciatore ferito e un incidente stradale. Occorreva dunque mettere in pratica tutte le nozioni acquisite. Nel pomeriggio, tre membri attivi del Soccorso Alpino Romando (SARO) hanno spiegato come sono organizzati i soccorsi in montagna e hanno introdotto i samaritani alla ricerca di persone sepolte sotto la neve con l’ausilio di un localizzatore di vittime da valanga (DVA).
Dopo il suo primo anno di attività, la sezione di Chablais & Pays d’Enhaut sembra ormai essere ben avviata. Il team è motivato, i vertici sono determinati e, oltre alle attività di DMS, la sezione offre anche numerosi corsi. L’obiettivo ora è quello di reclutare nuovi membri. Per questo motivo, per la prima volta, la sezione parteciperà alla Giornata della Buona Azione il prossimo 30 maggio. Le auguriamo di cuore, anche da queste colonne, una lunga vita e tanto successo!




In tutta la Svizzera sono solo tre i monitori samaritani diplomati nati nel 2005. Sono quindi considerati i monitori samaritani più giovani di tutto il nostro Paese. Due di loro vivono nel Canton Turgovia e sono membri della sezione samaritana di Frauenfeld. Li abbiamo intervistati per voi.
DOMANDE: Hansjörg Steffen / m.z
FOTO: mad


… e Nik Müller
sono tra i pochissimi monitori samaritani più giovani della Svizzera.
Frederik Winter e Nik Müller compiranno entrambi 21 anni quest’anno. Lo scorso autunno hanno completato con successo la formazione di monitori samaritani. In questa intervista vediamo cosa li ha motivati e come stanno ora trasmettendo le loro conoscenze all’interno della loro sezione.
Presentatevi brevemente
F. W.: Mi chiamo Frederik Winter, ho 21 anni e abito a Frauenfeld. Attualmente sto seguendo la formazione per diventare infermiere diplomato. Nel tempo libero sono attivo nella sezione samaritana e nel Corpo pompieri.
N. M.: Mi chiamo Nik Müller, ho 20 anni e da circa 13 anni sono un membro appassionato della sezione samaritana di Frauenfeld. Il mio percorso è iniziato nel Gruppo dei giovani Help, che all’epoca era stato appena riattivato. Ho frequentato la Scuola di maturità pedagogica di Kreuz lingen. In questa sede, ho potuto già acquisire preziose, prime esperienze nell’insegnamento e nel lavoro con i gruppi, esperienze che mi tornano molto utili ora nella mia attuale attività di monitore samaritano.
Qual è stato il vostro primo contatto con i samaritani?
F. W.: Una nostra vicina era attiva nella sezione samaritana di Frauenfeld e ha rilanciato il Gruppo dei giovani Help. Quando ne ho sentito parlare, ho voluto dare un’occhiata e, come si può vedere, mi è piaciuto e sono rimasto.
N. M.: Guardando a ritroso, non riesco a ricordare il momento esatto nel quale mi sono appassionato ai primi soccorsi. Quando frequentavo la terza elementare, nel volantino del "Ferien-Pass" della città di Frauenfeld mi sono imbattuto nell’offerta di un Gruppo giovani per i primi soccorsi: l’Help. Mi sono subito iscritto a una giornata di prova, vi ho partecipato e sono rimasto fedele al gruppo.
Qual è stato il motivo principale per cui, allora, avete deciso di entrare a far parte degli Help?
F. W.: Sin dall’infanzia sono stato sempre interessato al soccorso. Con gli Help mi sono sentito subito a mio agio poiché c’erano ragazzi della mia età e con gli stessi interessi.
N. M.: Dopo aver partecipato al "Ferien-Pass", grazie al quale ho potuto conoscere più da vicino sia gli Help che la sezione samaritana, mi è stato subito chiaro che sarei entrato a far parte di questa comunità. Mi è piaciuto particolarmente il fatto che, già da giovani, ci si confronti con tematiche importanti e di grande responsabilità e si impari ad aiutare attivamente le persone in difficoltà.
Come è poi avvenuto il passaggio dagli Help alla sezione samaritana?
F. W.: Ho semplicemente manifestato il mio interesse a passare tra i samaritani attivi. Quindi nel 2022 ho potuto seguire i corsi di formazione fino al livello IAS 2 compreso il corso «Basi del servizio medico-sanitario», per poi – all’età di 18 anni nel 2023 – prestare il mio primo servizio sanitario.
N. M.: Il mio passaggio dal Gruppo dei giovani alla sezione, tra gli attivi, è avvenuto con una rapidità insolita a causa della pandemia di coronavirus: durante il lockdown, infatti, la sezione aveva organizzato delle esercitazioni online a cui anche noi membri degli Help avevamo potuto partecipare. Successivamente, a seguito dell’allentamento delle misure restrittive e della ripresa delle normali attività di esercitazione, siamo stati gradualmente integrati nei regolari esercizi dei samaritani in servizio attivo. Questo ci ha permesso di acquisire esperienza fin da giovanissimi. Più tardi abbiamo poi potuto seguire le formazioni e i corsi necessari, così che, una volta compiuti i 18 anni, eravamo pronti per essere impiegati attivamente nei servizi sanitari.
Quando e quali motivi vi hanno spinto a seguire il corso per diventare monitori samaritani?
F. W.: Mi è stato chiesto se fossi interessato a diventare monitore samaritano e ho accettato con piacere poiché desideravo approfondire le mie conoscenze e trasmetterle agli altri. Inoltre, mi piaceva l’idea di poter contribuire all’organizzazione delle esercitazioni e di poter proporre nuove idee.
N. M.: Nel corso di un’esercitazione, la nostra presidente di sezione è venuta da Frederik e da me e
ci ha chiesto se fossimo interessati, in futuro, alla funzione di monitori samaritani. Durante tutto un anno, abbiamo potuto farci un’idea della gestione tecnica e abbiamo avuto il tempo di riflettere attentamente su questa proposta. Alla fine ho deciso di intraprendere questa formazione perché mi piace molto trasmettere le mie conoscenze e apprezzo la possibilità di contribuire attivamente allo sviluppo della nostra sezione.
Come si è svolta la formazione di monitore samaritano?
F. W.: È stato molto impegnativo, tra corsi, esami e preparativi, ma è stato anche divertente. Ho potuto acquisire molte conoscenze e fare esperienze. Inoltre, ho avuto modo di conoscere nuove persone. Ho anche visitato posti nuovi, come ad esempio Vaduz per il corso di istruttore BLS-AED.
N. M.: La formazione di monitore samaritano e monitore di corsi rappresenta un grande arricchimento sia dal punto di vista professionale che personale. Si ripassano e si approfondiscono molte nozioni specialistiche, cosa che a mio avviso è indispensabile. In qualità di monitori samaritani abbiamo la responsabilità di trasmettere queste conoscenze in modo corretto, comprensibile e orientato alla pratica. Ciò è possibile solo se si possiedono conoscenze solide e si comprendono davvero i contenuti. Per questo motivo ritengo che l’intensità della formazione sia molto utile e apprezzo il fatto che vi sia spazio sufficiente per l’approfondimento e l’aggiornamento professionale.
Ora che avete completato con successo la formazione e siete tra i più giovani monitori samaritani in Svizzera, quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
F. W.: Al momento desidero continuare ad ambientarmi nel ruolo di monitore samaritano e monitore di corsi. In futuro potrei anche pensare di diventare istruttore samaritano, in modo da poter tenere corsi IVR 3 e trasmettere così le conoscenze specialistiche acquisite anche nella mia vita professionale.
N. M.: Al momento, la mia priorità è acquisire esperienza pratica, sia come monitore samaritano che come monitore di corsi. Inoltre ho molto a cuore la sezione samaritana. Intendo continuare a partecipare in modo attivo e contribuire con nuove idee al suo sviluppo futuro, sia nella preparazione degli esercizi che nell’adeguamento del materiale didattico e del settore della formazione.
Doris Wolf è presidente dell’associazione cantonale di Berna da oltre 15 anni e, in tale veste, ha assistito a numerosi cambiamenti radicali all’interno delle sezioni. Dall’estate scorsa è inoltre co-responsabile, in seno al Comitato centrale, dei settori Formazione e Gioventù. Le abbiamo posto alcune domande sul tema del ricambio generazionale nelle sezioni e nell’Organizzazione.
INTERVISTA: Anita Simeon Lutz / m.z
Qual è il modo migliore per gestire il ricambio generazionale in seno a sezioni e associazioni?
All’interno dell’associazione cantonale di Berna cerchiamo di coinvolgere le sezioni e di ascoltare le loro richieste e necessità. In questo contesto è importante non solo descrivere lo status quo, ma anche guardare al futuro. Anche per l’associazione è fondamentale riflettere su dove vogliamo arrivare tra dieci anni e su come e con quali misure possiamo raggiungere gli obiettivi. Il coinvolgimento dei giovani è un aspetto molto importante in questo senso.
Come vede il futuro del movimento samaritano?
Il movimento samaritano continuerà a subire profondi cambiamenti. Probabilmente, tra dieci anni ci troveremo in un contesto molto più competitivo, con un numero inferiore di sezioni e membri attivi. Per questa ragione è importante offrire corsi di aggiornamento e di formazione e sostenere le singole sezioni nell’affrontare le loro sfide. Ciò significa che occorre prendere sul serio le richieste della gente: una comunicazione aperta e trasparente è indispensabile. Ci sono sempre state sezioni che stavano per cessare la loro attività e che, inaspettatamente, hanno poi vissuto una rinascita. Ci sono sezioni che dispongono di ingenti risorse, mentre altre si accontentano di avere dai 15 ai 20 soci. Di conseguenza, le situazioni di partenza delle sezioni possono essere molto diverse tra loro. Grazie ai nostri rappresentanti delle sezioni nel Canton Berna, spesso riusciamo a trovare soluzioni sostenibili anche per quelle sezioni le cui strutture non sono più così solide. Per farlo, però, dobbiamo venire a conoscenza dei problemi prima che la situazione diventi davvero critica.
In occasione della Conferenza di primavera dei presidenti, i rappresentanti delle nuove generazioni hanno chiesto che i giovani siano rappresentati nel Comitato centrale (vedi articolo a pag. 17). Cosa pensa di questa iniziativa? Prenderemo sicuramente sul serio la questione, inserendola all’ordine del giorno di una delle nostre prossime riunioni del Comitato centrale e adotteremo le misure necessarie

Doris Wolf è membro del Comitato centrale di Samaritani Svizzera e, dal 2011, ricopre anche la carica di presidente dell’associazione cantonale di Berna.
Sia presso i Samaritani Svizzeri che nel Canton Berna abbiamo però anche rappresentanti dei giovani che svolgono il loro lavoro in modo eccellente. La voce dei giovani viene ascoltata.
Come occorre agire per suscitare l’interesse dei giovani per il mondo dei samaritani?
A mio avviso, bisogna tornare a puntare maggiormente sulle scuole. I bambini sono molto ricettivi. E chi una volta si appassiona al tema dei primi soccorsi, poi in genere non lo abbandona più. Abbiamo infatti constatato che molti bambini che vengono a contatto con questo argomento a scuola si uniscono poi anche ai nostri Gruppi giovanili e in seguito entrano a far parte della sezione vera e propria. I Gruppi giovanili ricevono forte sostegno e incoraggiamento dalle sezioni, anche dal punto di vista finanziario.
Dallo scorso anno lei è anche membro del Comitato centrale di Samaritani Svizzera. Come vede il futuro dell’Organizzazione mantello?
Dobbiamo agire all’unisono. Dalla singola sezione nella parte più remota dell’Emmental fino all’Organizzazione mantello con sede a Olten. Ciò richiede apertura e trasparenza, ma anche una certa coerenza. Ritengo tuttavia che al momento siamo sulla buona strada.
Molte grazie per l’intervista.
La conferenza primaverile dei presidenti cantonali serve tradizionalmente a preparare l’Assemblea generale dei delegati, che quest’anno si terrà il 20 giugno a Svitto. In questa occasione sono state comunicate notizie incoraggianti riguardo al bilancio annuale e all’ulteriore sviluppo nonché riguardo all’attuazione della Strategia 2029 di Samaritani Svizzera.
TESTO & FOTO: Anita Simeon Lutz / m.z
GRAFICO: Samaritani Svizzera
La conferenza primaverile dei presidenti cantonali del 21 marzo scorso si è tenuta anche quest’anno all’Hotel Sempachersee di Nottwil, questa volta nella sala Aula, illuminata dalla luce naturale e con accesso diretto all’esterno. L’atmosfera era di conseguenza più serena e la maggior parte delle trattande all’ordine del giorno è stata approvata a larga maggioranza dai votanti presenti. Sono stati quindi approvati sia l’ordine del giorno dell’Assemblea stessa che i verbali della sessione dello scorso anno e si è preso atto con favore della relazione sulle prestazioni 2025. Anche per quanto riguarda i conti annuali ci sono notizie positive. Dal punto di vista operativo, l’anno 2025 è stato un successo nonostante i ricavi inferiori: i risparmi sui costi – in special modo quelli relativi al personale – hanno portato a un risultato operativo nettamente superiore a quello previsto nel bilancio preventivo.
Implementazione della Strategia 2029 con misure concrete
Il bilancio preventivo per l’anno 2026 si basa sul conto annuale 2025 e ipotizza ricavi e spese di esercizio simili. Il programma di attività della sede centrale di Samaritani Svizzera si concentra sugli assi strategici definiti nella Strategia 2029. Nella trasposizione della strategia in misure concrete si tiene conto anche dei risultati emersi dal sondaggio «Stabilità». Presso il Segretariato centrale è stato introdotto uno strumento interno che facilita la registrazione delle misure e dei compiti, nonché la rendicontazione e la tracciabilità dello stato di avanzamento del progetto.
Dopo il pranzo in comune e alcune informazioni fornite dal Segretariato su nuovi opuscoli, su par -
Aree di azione strategiche
Assi strategici
Obiettivi strategici
Obiettivi per il 2026 e gli anni successivi
Attuazione e misure
tnership e collaborazioni (di cui vi parleremo al più presto), è stata salutata Véronique Stoller, presidente di lunga data dell’associazione dei samaritani del Canton Vaud. Dal canto suo, Stoller ha ringraziato tutti i presenti per l’ottima collaborazione e ha sottolineato in particolare l’impegno del Segretariato centerale nel coinvolgere maggiormente le associazioni francofone, specie nel corso dell’ultimo anno. Durante l’intera conferenza è stato inoltre possibile annotare mozioni, domande e opinioni sugli appositi pannelli. Spicca in particolare il desiderio dei rappresentanti dei giovani che chiedono che ai giovani stessi venga assegnato un seggio nel Comitato centrale. Il desiderio è stato accolto dal Comitato centrale e verrà esaminato (vedi intervista a Doris Wolf a pagina 16). Nel complesso è stata una conferenza di primavera costruttiva e una buona preparazione per l’Assemblea generale dei delegati.

Salvare una vita può essere punibile? Chi pratica la rianimazione in caso d’emergenza agisce sotto forte pressione. Studi basati
sull’esperienza dimostrano che i potenziali soccorritori spesso esitano a praticare la rianimazione per paura delle conseguenze legali. Questa preoccupazione è tuttavia infondata.
TESTO: Prof. Dr. iur. Marc Thommen, Zürich | m.z / FOTO: mad
Chi pratica la rianimazione agisce sempre sotto pressione e stress. I sondaggi dimostrano che molti soccorritori – anche quelli professionisti – temono conseguenze legali. Cosa succede se il/la paziente muore nonostante la rianimazione? Cosa succede se sopravvive, ma subisce danni? Cosa succede se non voleva affatto essere salvato/a? E cosa succede se si decide di non rianimarlo/a?
Lo Swiss Resuscitation Council (SRC) ha chiesto al sottoscritto di chiarire tali questioni in una perizia. Si può subito affermare che i rischi di responsabilità penale sono molto bassi se le soccorritrici e i soccorritori si attengono a due principali linee guida: in caso di dubbio, la regola generale è che si deve procedere alla rianimazione (1. In dubio pro

Marc Thommen è professore di diritto penale e di diritto processuale penale all’Università di Zurigo. Nella sua tesi di dottorato e in numerosi altri contributi ha trattato questioni relative al diritto penale medico. Dal 2018 al 2021 ha partecipato, in qualità di membro della sottocommissione, alla revisione delle linee guida dell’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) relative alle decisioni in materia di rianimazione. A fine estate 2025 ha redatto per lo Swiss Resuscitation Council (SRC) una perizia giuridica completa sui rischi di perseguibilità penale per i soccorritori che prestano le misure di base di rianimazione. La perizia originale «Strafbarkeitsrisiken für Helfer bei Basismassnahmen der Wiederbelebung (BLS-AED)» è consultabile tramite il codice QR riportato in fondo a questo articolo.
REA!). L’eccezione: un chiaro rifiuto della rianimazione deve essere rispettato (2. No significa no!).
Decesso nonostante la rianimazione
Se una persona in pericolo muore nonostante le misure di soccorso adottate immediatamente, il soccorritore potrebbe essere perseguito per omicidio colposo (art. 117 del Codice penale, CP) solo se gli viene dimostrata una chiara violazione del dovere di diligenza (art. 12 cpv. 3 CP). Tuttavia, non è possibile avanzare a posteriori richieste eccessive. La responsabilità è applicabile solo se le modalità dell’intervento risultavano palesemente inaccettabili fin dall’inizio, anche tenendo conto della situazione estrema. Ciò sarebbe il caso, ad esempio, se un soccorritore, dopo aver constatato un arresto cardiocircolatorio, iniziasse la rianimazione solo dopo aver atteso cinque minuti.
Se la rianimazione causa danni
Fratture delle costole o danni cerebrali da ipossia rientrano tra le possibili conseguenze di una rianimazione. Dal punto di vista giuridico sono considerati lesioni personali (art. 122 e segg. CP), ma nella maggior parte dei casi sono giustificati, poiché il soccorritore può presumere che anche la persona coinvolta accetterebbe tali conseguenze. Nel caso in cui non è chiaro se la rianimazione sarebbe stata acconsentita, l’intervento del soccorritore può essere giustificato dal fatto che stava cercando di salvare una vita.
Rianimazione non desiderata
Se la persona interessata ha espressamente dichiarato di non voler essere rianimata – ad esempio in

L’unica cosa sbagliata è non fare nulla. Questo vale anche per la rianimazione.
un testamento biologico o tramite una dichiarazione documentata di «NO CPR» ossia nessuna rianimazione –, tale volontà deve essere rispettata, anche se la misura avrebbe oggettivamente successo. Una rianimazione contro la volontà della persona interessata può essere punibile come lesione personale (art. 122 e segg. CP) o coercizione (art. 181 CP).
Il rischio maggiore di incorrere in sanzioni penali deriva dall’inazione: i soccorritori non professionisti e i primi soccorritori che non effettuano una rianimazione necessaria e richiesta rischiano una condanna per omissione di soccorso (art. 128 CP). I soccorritori professionisti con obbligo contrattuale di prestare soccorso – ovvero medici e paramedici – rischiano, in casi estremi, addirittura un’accusa di omicidio colposo per omissione (art. 11 e art. 111 CP). Anche in questo caso, la necessità di prestare soccorso e le possibilità di salvataggio devono essere state chiaramente individuate non appena si verifica una situazione di emergenza concreta.
La legge tiene conto del fatto che gli esseri umani non sono infallibili. Le situazioni di emergenza e le possibilità di soccorso possono essere valutate in modo errato. Può quindi capitare, soprattutto nel caso di persone non esperte, che non riconoscano affatto come tale un arresto cardiocircolatorio o che non siano consapevoli del fatto che il massaggio cardiaco spesso provoca fratture costali. In una
situazione d’emergenza, tutti i soccorritori si trovano generalmente confrontati con il problema che, nella maggior parte dei casi, non è loro possibile stabilire – né verificare – se la rianimazione sia auspicabile o meno. Anche i soccorritori professionisti si pongono questa domanda quando devono intervenire in caso di tentativi di suicidio: è lecito salvare una persona che ha tentato di togliersi la vita, oppure è lecito lasciarla morire? In tutte queste situazioni è determinante ciò che il soccorritore si immagina, poiché sarà giudicato a suo favore in base a tale immaginazione (art. 13 cpv. 1 CP). Se parte dal presupposto che la persona voglia essere salvata, ma ciò si rivela in seguito errato, egli è comunque tutelato.Una responsabilità per negligenza può sussistere solo in caso di gravi errori di valutazione, riconoscibili a priori da chiunque (art. 13 cpv. 2 CP). Ciò avverrebbe, ad esempio, se, nel contesto clinico, al soccorritore venisse esplicitamente segnalato che il paziente non desidera essere rianimato e lui procedesse comunque alla rianimazione.
Pertanto, chi si attiene alle due linee guida seguenti può ridurre praticamente a zero il rischio di incorrere in sanzioni penali: la regola generale è che, in caso di dubbio, si deve procedere alla rianimazione (1. In dubio pro REA!). Solo in casi eccezionali non si deve procedere alla rianimazione (2. No significa no!), ad esempio in presenza di un testamento biologico (direttive anticipate) che stabilisce chiaramente che la vittima non vuole essere rianimata.
Due team di samaritane e samaritani hanno partecipato alle operazioni di soccorso in occasione dell’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana. Stéphanie Mottier, presidente della sezione locale, e Yvan Vuilloud, responsabile della formazione, ci hanno raccontato ciò che hanno vissuto e quali insegnamenti ne hanno tratto.
TESTO: Chantal Lienert
FOTO: copyright ©PatrickGüller
Sono un po’ sconcertati i quattro samaritani che stanno chiudendo il loro posto samaritano di San Silvestro, allestito in Place Victoria, quando, una decina di minuti prima delle 2 del mattino del 1º gennaio 2026, la centrale del 144 chiede loro di recarsi a 800 metri di distanza a causa di una «esplosione in un ristorante». Non avevano sentito niente e la notte sembrava tranquilla. Tuttavia, in prossimità del bar Le Constellation, l’atmosfera è febbrile. I pompieri sono all’opera e c’è molta gente.
Feriti in prossimità della carreggiata
Un medico del GRIMM* funge da capo-posto. Il compito dei samaritani è quello di accogliere i feriti che i pompieri muniti di protezione respiratoria stanno evacuando dall’edificio in fiamme. Una parte delle vittime ha potuto essere sistemata in un pub situato di fronte. Ma ben presto, lo spazio viene a mancare, e i feriti, vestiti in modo leggero, vengono adagiati direttamente sull’asfalto. Con le
loro borse di salvataggio, previste per situazioni ordinarie, i samaritani si sentono presto impotenti. Fortunatamente, la popolazione viene in soccorso portando coperte e materiale offrendo il proprio aiuto. In questo modo, è possibile assegnare una persona a ogni vittima con il compito di vegliare su quest’ultima. Più tardi, la Banque cantonale du Valais aprirà i suoi locali e tutti potranno essere portati al riparo.
«Non
si è mai preparati, ma siamo samaritani e facciamo il nostro lavoro».
* Il GRIMM (Groupe d’intervention médicale en montagne, Gruppo d’intervento medico in montagna) raggruppa medici e altri professionisti della salute appositamente formati per interventi in condizioni particolari. È l’equivalente vallesano del SARO (Secours alpin romand, Soccorso Alpino Romando), vedere pagg. 12 e 13.
** Il DPMA (Distaccamento postazione medica avanzata) dell’Organizzazione cantonale vallesana di soccorso 144 è un corpo composto da professionisti della salute e da soccorritori formati per intervenire in situazioni d’emergenza.
Ospedale di fortuna
Parallelamente, Stéphanie Mottier, presidente e membro del DPMA**, riceve anch’essa una richiesta di aiuto, quasi contemporaneamente ai quattro samaritani che assicuravano il picchetto di San Silvestro. Altri quattro samaritani rispondono all’allarme. Viene loro richiesto di recarsi sul sito della Moubra dove è installato un ospedale da campo. Lì vengono portati i casi più gravi prima di essere trasferiti negli ospedali, in ambulanza o elicottero. La presidente si occuperà della registrazione dei feriti mentre gli altri quattro samaritani assisteranno i soccorritori professionisti e i medici.

Un’organizzazione impressionante Il terribile evento ha richiesto la mobilizzazione di un numero eccezionale di forze di intervento, ben oltre i confini del cantone. La mattinata era già inoltrata quando le ultime persone ferite hanno potuto essere trasportate in diverse strutture ospedaliere, in Svizzera e all’estero. Complessivamente, sono state curate circa 150 persone e Stéphanie Mottier è ammirata del buon funzionamento dell’organizzazione. Quando le viene chiesto se sapeva se i samaritani fossero preparati per un intervento di tale portata, Yvan Vuilloud risponde:
Nata nel 2018 dalla fusione delle sezioni di Crans-Montana e dintorni e di Flanthey-Lens, la sezione dei samaritani del Grand-Bisseconta 36 soci attivi e un gruppo di 35 Bibi’s Kids. Stéphanie Mottier la presiede, Yvan Vuilloud è responsabile della formazione mentre una monitrice e un monitore assicurano corsi ed esercitazioni. Ogni anno, in estate come in inverno, i servizi dei samaritani sono richiesti per una cinquantina di manifestazioni di portata sia locale che internazionale, il che comporta un centinaio di posti samaritani. La sezione collabora regolarmente con quelle di Grône, di Nendaz e dell’HautLac.
«Non si è mai preparati, ma siamo samaritani e facciamo il nostro lavoro.» L’addestramento e la disciplina ci permettono di non perdere la bussola in situazioni d’emergenza e di trovare rapidamente il nostro posto tra gli altri operatori. È difficile prepararsi a una catastrofe, ma in caso di necessità, i gesti vengono spontaneamente. Anche il fatto di conoscersi tutti ci ha aiutato molto», dichiara Stéphanie Mottier.
Quando la quotidianità riprende il suo corso
Dopo il tragico evento, i samaritani che hanno partecipato ai soccorsi sono stati pienamente integrati nelle forze d’intervento in occasione delle commemorazioni e hanno camminato al fianco dei pompieri. Tutte e tutti hanno partecipato anche alla seduta di debriefing del DPMA organizzata con un medico e uno psicologo. Inoltre, le farmacie della località vallesana hanno messo un kit omeopatico a disposizione di tutti gli operatori. In seguito, tutti sono tornati al proprio percorso, ma rimanendo vigili e attenti gli uni agli altri. Attualmente, alcuni feriti o familiari di feriti sono ancora in contatto con i soccorritori. La loro presenza è stata essenziale anche solo per il fatto che le vittime non si sono sentite abbandonate.
La zanzara tigre continua a diffondersi in tutta Europa, compresa la Svizzera. Le regioni più colpite sono quelle in cui si è progressivamente introdotta, come da tempo nel Cantone Ticino proveniente dalla vicina Italia. Ma ormai anche le città di Ginevra e Basilea registrano uno scambio di zanzare tigre con le regioni limitrofe. Il Laboratorio cantonale di Basilea Città ha ora fornito la prima prova della presenza del virus dengue nelle zanzare tigre a nord delle Alpi.
Redazione : Anita Simeon Lutz | FOTO: Pixabay
Fino a non molto tempo fa, le malattie trasmesse dalle zanzare erano circoscritte a specifiche regioni geografiche e chi si trovava al di fuori di queste zone a rischio era piuttosto al sicuro. Bisognava quindi temere di contrarre una di queste malattie soprattutto se si viveva o ci si recava in un luogo in cui era diffusa. Tuttavia, a causa del cambiamento climatico, la situazione è in continua evoluzione, poiché le zone di diffusione di alcuni insetti vettori di malattie si stanno espandendo. Inoltre, l’aumento degli spostamenti fa sì che i viaggiatori che si ammalano durante il viaggio introducano nuovi agenti patogeni nel loro paese d’origine, oppure che gli insetti o le loro uova vengano introdotti in nuove aree, attraverso le merci, aree dove poi potrebbero diffondersi.
Nuove malattie infettive
Attualmente sono state identificate tre diverse specie di zanzare invasive, finora non presenti in Svizzera. Si tratta della zanzara tigre asiatica, della zanzara coreana e della zanzara giapponese. Tra queste tre specie, è soprattutto la comparsa della zanzara tigre a destare preoccupazione, poiché può trasmettere agenti patogeni quali i virus chikungunya, dengue e zika. Finora, per la popolazione svizzera, le malattie causate da questi virus erano associate principalmente ai viaggi in zone a rischio. In Svizzera nessuno doveva temere di contrarre una di queste infezioni. Ora che la zanzara vettore
è stata individuata nel nostro paese, dobbiamo prestare maggiore attenzione.
La febbre dengue è probabilmente il virus più pericoloso tra quelli trasmessi dalla zanzara tigre. Tuttavia, non tutte le persone che contraggono la dengue si ammalano. Le statistiche attuali mostrano che solo una persona su quattro infettata dalla dengue sviluppa effettivamente la malattia, con sintomi che possono essere lievi o gravi. È possibile contrarre la dengue più volte. Tuttavia, in caso di precedente infezione da dengue, un’ulteriore infezione da questo virus può anche diventare letale. Tra i sintomi dell’infezione da dengue grave, che spesso si manifestano 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre, vi sono: vomito (almeno tre volte in 24 ore), dolori addominali, sangue nelle feci o vomito di sangue, sanguinamento delle gengive o dal naso, irritabilità o agitazione. Alla comparsa di uno di questi sintomi, è importante consultare immediatamente un medico.
Numerosi cantoni hanno dichiarato guerra alla zanzara tigre asiatica. Il Cantone di Basilea Città è tra questi e la lotta alla zanzara tigre negli spazi pubblici è di competenza delle autorità e dei comuni, mentre nei terreni privati spetta ai proprietari.

Poiché in questi ultimi si trovano molti potenziali focolai di riproduzione, come sottovasi e cisterne per l’acqua piovana, il Laboratorio cantonale mette a disposizione diverse informazioni per sensibilizzare la popolazione. Per il trattamento dei focolai di riproduzione inevitabili viene distribuito gratuitamente un prodotto biologico. Il Laboratorio cantonale ha inoltre ispezionato gli spazi esterni di alcune aziende, di edifici sensibili (ad es. ospedali, case di riposo, scuole) e di immobili residenziali. I circa 40 controlli in loco hanno rivelato che, pressoché in tutti i casi, le misure contro la zanzara tigre non erano state adottate o erano insufficienti. Per contrastare la proliferazione delle zanzare, tutti i recipienti che possono contenere acqua stagnante dovrebbero essere completamente coperti da maggio a settembre, o svuotati e puliti almeno una volta alla settimana.
Delle 1628 zanzare catturate complessivamente nel 2025 nel Cantone di Basilea Città, la stragrande maggioranza era costituita da zanzare autoctone. Solo il 2% apparteneva al genere Aedes, che comprende anche la zanzara tigre asiatica. Le zanzare
sono state analizzate in gruppi (pool). Il virus Usutu è stato rilevato in 24 dei 163 pool. Inoltre, i campioni del monitoraggio pilota del 2024 sono stati analizzati utilizzando metodi supplementari di sequenziamento del DNA e da un laboratorio indipendente. Si è riusciti così a confermare la sorprendente presenza del virus dengue in un pool di Aedes. Si tratta del primo rilevamento di questo virus nelle zanzare a nord delle Alpi. Considerando le condizioni climatiche locali, questo rilevamento isolato indica una diffusione presumibilmente molto bassa all’interno della popolazione locale di Aedes, senza tuttavia consentire di trarre conclusioni attendibili sulla diffusione effettiva. È comunque necessario stare in guardia!
Fonti:
• Swiss Tropical and Public Helth Institute (Swiss TPH), Allschwil (BS), www.swisstph.ch
• Università di Zurigo, Centro di medicina di viaggio, Zurigo (ZH), www.reisemedizin.uzh.ch
• Laboratorio cantonale di Basilea Città, Basilea (BS), www.bs.ch/gd/kantonslabor
• Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna (BE), www.bafu.admin.ch
Un’idea creativa e di grande impatto sul pubblico: la maratona di rianimazione organizzata dalla sezione samaritana Croce Verde Bellinzona è stata un evento di sensibilizzazione destinato a fare scuola.
TESTO: Mara Zanetti Maestrani / FOTO: messe a disposizione
Come coinvolgere il grande pubblico, attirarlo per davvero e farlo fermare davanti allo stand dei samaritani? Un’idea geniale e – a tutt’oggi, sembra, una «prima» a livello cantonale – l’ha avuta Lisa Mombelli, 23 anni e da cinque samaritana nella sezione della Croce Verde di Bellinzona: «Perché non realizzare una maratona di rianimazione?», si è chiesta e, subito dopo, ha condiviso il pensiero con la sua collega Isabella e… «Detto-fatto», l’idea ha preso una forma concreta! Sabato 21 marzo scorso, infatti, nel cuore di Bellinzona e durante il tradizionale e molto frequentato mercato settimanale, le due ragazze hanno organizzato, con il sostegno della loro sezione, l’evento di sensibilizzazione e informazione, allestendo tutto il necessario per la sfida della «Maratona di rianimazione». Accanto a uno stand informativo, con prospetti e informazioni sui corsi e sulle altre attività samaritane, c’era un manichino d’esercitazione e un grande schermo sul quale veniva registrato il tempo complessivo del massaggio. Un massaggio che doveva essere continuato, con compressioni toraciche ininterrotte, passando il «testimone» da una persona direttamente all’altra. Il tutto sempre con l’assistenza e le istruzioni delle attente monitrici presenti.
Inaspettatamente – poiché Lisa ci ha confessato che la sera prima era molto tesa e ansiosa a riguardo dell’esito della sua proposta – le persone che hanno partecipato al massaggio cardiaco sono state oltre 120, chi per due minuti, chi magari per un po’ meno. Tra queste, addirittura tra le prime, c’è stato anche il sindaco di Bellinzona Mario Branda. «Hanno provato anche diversi bambini», ci racconta Lisa il giorno dopo, ancora entusiasta. «Chiaramente, per un bimbo tenere due minuti è molto impegnativo, quindi facevano quello che potevano. Quale stimolo, ognuno poteva vedere il tempo complessivo della maratona su un apposito grande schermo. È stata insomma una ‹sfida simbolica› aperta a tutti e che, finalmente, ha saputo davvero coinvolgere le persone in modo attivo e concreto!» E a fine mattinata, lo schermo ha registrato la bellezza di ben 4 ore e 10 minuti continuati di massaggio cardiaco!

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La cosa importante è che, prima di eventualmente effettuarlo di persona, tutti gli interessati e i curiosi hanno potuto vedere come funziona un massaggio cardiaco svolto correttamente. In seconda battuta, se lo desideravano, potevano cimentarsi di persona. «In parecchi», afferma Lisa, «ci hanno confessato di non aver mai praticato prima un massaggio cardiaco e che il fatto d’averlo provato li ha resi più consapevoli.» E chissà, aggiungiamo noi, magari qualcuno parteciperà a un corso di formazione. Senza dubbio, la maratona è servita a sensibilizzare sul fatto che, in caso di arresto cardiaco, ogni minuto è decisivo per cercare di aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza dell’infortunato. «Siamo stati molto soddisfatti», ha concluso Lisa, «tanto che stiamo già pensando di riproporre l’evento anche il prossimo anno.»
Organizzato in aprile a Giubiasco dalla sezione samaritana Croce Verde di Bellinzona con lo scopo di avvicinare la popolazione e di trovare nuove giovani leve per gli enti di soccorso.
TESTO: Mara Zanetti Maestrani, FOTO: messe a disposizione
«Come altre sezioni, anche noi abbiamo il problema del ricambio generazionale», ci dice al telefono Lisa Mombelli, giovane e intraprendente samaritana della sezione samaritana Croce Verde di Bellinzona. «Così da un paio di anni avevo in mente di organizzare qualcosa per mostrare la nostra attività e avvicinare i giovani.» Lisa pensava a un evento grande, in grado di attirare un vasto pubblico, anche di giovani generazioni. Così, assieme alla sua amica e collega samaritana Isabella Ducommun, ha portato la sua idea in comitato e poi, piano piano, con l’aiuto di altre persone si è concretizzato il grande evento «Samaritani – chi? cosa? perché?» svoltosi sabato 11 aprile scorso al Mercato coperto di Giubiasco, dove ben sei sezioni samaritane hanno potuto mostrare le loro attività, assieme a sette enti partner.
Oltre a quella di Bellinzona, erano presenti le sezioni di Lugano, Coldrerio, Tenero-Contra, Acquarossa-Serravalle e Agno; mentre gli enti partner – ognuno presente pure con uno stand informativo – erano la Centrale di Ticino soccorso 144, il Care Team Ticino, Nez Rouge Ticino, il Servizio trasfusionale della CRS Svizzera italiana, il Servizio ambulanza della Croce Verde di Bellinzona, Redog Ticino e la Società Svizzera di Salvataggio (SSS).

A destra parte degli stand espositivi allestiti al Mercato coperto di Giubiasco.
Una bella atmosfera
«Tra tutti noi si è creata una bellissima atmosfera, sentivamo una sorta di unione, fratellanza e forza comune, facendo e presentando qualcosa per gli altri», ci racconta Lisa entusiasta. «E il pubblico è stato numeroso e interessato, c’erano tanti bambini. Abbiamo allestito un percorso a postazioni con dei giochi, terminato i quali si otteneva un timbro sulla mappa. Un gioco istruttivo ma anche divertente che ha saputo coinvolgere molte famiglie.»
Se l’evento ha portato i suoi frutti a livello di nuove e giovani adesioni, lo si saprà solo fra un po’ di tempo, ma intanto tutti i presenti sono stati molto soddisfatti, organizzatori compresi!
La giornata ha anche previsto momenti con brevi conferenze pubbliche che hanno toccato vari temi, dalla rianimazione cardio-polmonare (Fondazione Ticino Cuore), all’intelligenza artificiale, dall’importanza del sistema immunitario, al gestire la paura del fuoco, da burnout e stress, alla donazione di sangue, dalla presentazione del Care Team fino al come crescere in una realtà iperconnessa. Conferenze tutte seguite da un attento pubblico e svolte da persone molto competenti in rappresentanza degli enti presenti. «Un evento da ripetere», afferma con gioia e soddisfazione Lisa Mombelli.


Il folto gruppo di samaritani e samaritane della sezione Croce Verde di Bellinzona che, grazie all’intraprendenza delle giovani Lisa e Isabella, ha dato origine al grande evento di Giubiasco.
All’unanimità, i samaritani vodesi riuniti al Centro amministrativo bancario di Prilly, a ovest di Losanna, hanno eletto un nuovo presidente e due nuovi membri del comitato cantonale, hanno acclamato tre nuovi membri onorari e si sono complimentati con due medagliati, aprendo così un nuovo capitolo nella vita della loro associazione.
TESTO: Chantal Lienert | m.z FOTO: Loïc Gex
Lo scorso 25 aprile, dopo otto anni di presidenza, Véronique Stoller ha aperto per l’ultima volta l’Assemblea dei delegati (AD) dei samaritani del Canton Vaud. Ma, a dire il vero, è la seconda volta che lascia il suo incarico alla guida dell’associazione cantonale, poiché aveva già ricoperto questa carica per quattro anni all’inizio degli anni 2000, prima di prendersi una meritata pausa per dedicarsi al suo ruolo di neomamma.
Qualche anno dopo, quando sua figlia era più grandicella, aveva ripreso i contatti con i samaritani, trovando un’associazione in piena crisi. Seguendo solo il suo istinto di soccorritrice, si era offerta di dare una mano per superare quel momento difficile ed è così che, nel 2018, aveva accettato di ricoprire nuovamente la carica di presidente, praticamente così, «sui due piedi».
Il mondo cambia
Ripercorrendo gli otto anni del suo secondo mandato, la presidente uscente non ha nascosto che il percorso non è sempre stato facile. Oltre alle turbolenze interne, è stato necessario affrontare anche un mondo in continua evolu-

zione. Tutto va più veloce, la concorrenza tra i professionisti si fa agguerrita ed è più difficile ottenere sostegno. Ma se, da un lato, ha dovuto incassare la perdita di sezioni che hanno chiuso la loro attività, dall’altro ha espresso soddisfazione per il nuovo slancio che anima altre sezioni che si credevano moribonde.
Véronique Stoller ha poi illustrato le trattande all’ordine del giorno dell’assemblea generale, trattande che i delegati hanno approvato rapidamente e senza difficoltà. Sono stati inoltre eletti due nuovi membri del Comitato cantonale nelle persone di Gérard Séchaux e Ander Lopez, che avevano risposto a un annuncio pubblicato sulla piattaforma Bénévolat Vaud e si erano offerti di mettere le loro competenze al servizio dei samaritani. L’assemblea ha inoltre eletto Patrick Brossy alla presidenza. Dopo una lunga carriera nei samaritani, prima come volontario e poi come direttore della struttura professionale dei samaritani del Canton Vaud, Brossy conosce l’organizzazione dei soccorritori come le sue tasche ed è lieto di continuare a dedicarsi a una causa a cui è molto legato.

Onorificenze e riconoscimenti
Quest’anno sono due i samaritani meritevoli che hanno avuto l’onore di ricevere la medaglia Henry Dunant alla presenza, molto apprezzata, di Fabio Poncioni, rappresentante del Comitato centrale. Si tratta di Pascal Baltensperger, della sezione di Orbe, e di Nathalie Dutoit, della sezione di Lutry. Inoltre, Hélène Baptiste e Jean-Pierre Wüthrich sono stati nominati membri onorari dei samaritani del Vaud quale segno di gratitudine per il loro lungo impegno e la fedeltà dimostrati alla causa samaritana.
Nel sincero omaggio pronunciato alla presidente uscente, il vicepresidente Thierry Barraud ha sottolineato l’energia con la quale lei ha sempre svolto il suo mandato: «È una persona che va avanti a testa bassa, recluta nuovi soci, tiene corsi, inventa soluzioni innovative e difende gli interessi dei romandi presso i Samaritani Svizzeri.» La sua proposta di nominare Véronique Stoller membro onorario dei samaritani del Vaud è stata quindi accolta con un caloroso e lungo applauso.
L’assemblea si è quindi chiusa in un’atmosfera serena, e la presidente ha poi invitato i delegati a brindare in segno di amicizia e a godersi il sole nel bel giardino del Centro amministrativo.






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L’Assemblea dei delegati di Samaritani Svizzera si terrà quest’anno il 20 giugno al MythenForum di Svitto. In questo articolo vogliamo presentarvi più da vicino il Canton Svitto e la sede dell’evento.
TESTO e FOTO: schwyz.tourismus / m.z
Scoscese scogliere calcaree e rigogliosi prati alpini: la trilogia del Liderne è senza dubbio una delle escursioni alpine più affascinanti della Svizzera.
In tutta sincerità: gli abitanti di Svitto vivono in un luogo davvero speciale, caratterizzato da un’incredibile varietà e da un altrettanto variegata natura. Splendidi paesaggi sia montani che lacustri, tanta storia, cultura, tradizioni e le migliori specialità regionali si trovano in ogni angolo di questo cantone storico. Sarebbe davvero un peccato presenziare solo all’assemblea senza aver visto e conosciuto almeno un po’ di queste bellezze svittesi. Ad esempio prima o dopo i lavori assembleari.
paradiso delle attività outdoor
Che si tratti di escursionismo, mountain bike, arrampicata o qualsiasi altro sport all’aria aperta per schiarirsi le idee e ricaricarsi, tutto è a portata di mano. Il portale outdoorschwyz.ch è davvero utile: qui troverete centinaia di itinerari e idee per il vostro tempo libero. È disponibile anche un’app gratuita che vi permette di orientarvi facilmente ovunque vi troviate. www.outdoor-schwyz.ch.
Alle origini della Svizzera
Guglielmo Tell, il giuramento del Grütli o Morgarten: che si tratti di mito o di storia documentata, questi racconti sono strettamente legati alla regione svittese. I musei e i luoghi mitici ci consentono di riflettere sulla domanda: da dove veniamo?


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«Ächt Schwyz», ossia Svitto autentico e delizie regionali
«Ächt Schwyz» è sinonimo di prodotti e offerte originali che provengono davvero dal Canton Svitto. Che si tratti di prodotti freschi della fattoria, o di produttori regionali, o del negozio di paese o ancora del ristorante. Sono comunque sempre realizzati con risorse locali e da persone del posto. Grazie alla possibilità di comandare buoni e cesti regalo, questi prodotti si trasformano in preziosi e autentici regali. Ordinazioni su www.aechtschwyz.ch
E, non da ultimo, con un po’ di fortuna potete vincere uno dei tre cesti regalo del valore di 113 franchi ciascuno. Basta risolvere il gioco a pagina 28 e inviare la parola chiave. A proposito: anche la sede dell’Assemblea dei delegati, il MythenForum a Svitto, è un locale gastronomico «Ächt Schwyz».
Scoprite molto altro su: www.schwyz-tourismus.ch
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