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oggi

SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani

Primi soccorsi psicologici 12 INTERVISTA

Corsi per le aziende come stiamo?

16 ATTUALITA'

Salvataggi di classe Primi soccorsi a scuola

20 CORSI

Formazioni e giornate, panoramica 2022


I molti volti dei Primi soccorsi

Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno.


EDITORIALE

«Quando la mente soffre» Care samaritane, cari samaritani, non sono solo le escoriazioni, le ustioni o ancora le fratture a far male; anche le ferite psicologiche, della mente, procurano dolore. Chiunque abbia vissuto eventi critici o situazioni di stress psicologico sa come la vita può cambiare bruscamente da un secondo all’altro. Perdite, separazioni, malattie improvvise, situazioni di pericolo di vita o violenza sono solo alcuni esempi di stress che possono letteralmente «mettere la vita sottosopra». Due aspetti di queste situazioni psicologiche eccezionali sono molto simili ai problemi fisici o agli incidenti: in primo luogo, il loro verificarsi inaspettato è scioccante. L’imprevedibilità si scontra con il nostro bisogno di controllo. Improvvisamente non abbiamo più la vita «sotto controllo». In secondo luogo, i meccanismi di difesa psicologici sono simili al programma di emergenza fisica. Così, in caso di perdita acuta di sangue, l’apporto di ossigeno, essenziale per la sopravvivenza, è centralizzato nel cervello e nel cuore. In questo modo, il corpo funziona temporaneamente in una modalità di sopravvivenza. Lo stesso vale per le strategie di difesa psicologica. Esse servono a dosare o a bloccare il dolore psicologico per proteggere la mente, la sfera della psiche. Viste dall’esterno, le classiche reazioni di stress come la lotta, la fuga o il blocco possono sembrare sorprendenti o addirittura strane, insolite.

Pertanto, anche per noi soccorritori è importante conoscere gli aspetti dell’emergenza psicologica per mantenere la calma e la lucidità in situazioni di crisi e di stress. Da un po’ di tempo a questa parte, l’aiuto psicologico d’emergenza e la conoscenza delle relative cure fanno parte anche del mondo samaritano. Forse sta proprio nel principio cardine della Croce Rossa, quello dell’Umanità, uno dei compiti più importanti in qualità di soccorritore, ossia quello di essere presente come persona. Proprio nelle situazioni in cui sentiamo la terra cedere sotto i nostri piedi, il contatto umano, un orecchio teso all’ascolto e il calore umano possono accompagnarci attraverso il tunnel tenebroso dell’abbandono o dell’impotenza e così salvare anche la vita. È un campo d’azione importante, questo, dove noi samaritane e samaritani possiamo davvero fornire un supporto valido e prezioso. Vi auguro un’interessante e piacevole lettura e abbiate cura di voi! Cari saluti samaritani

MATHIAS EGGER Vicepresidente della Federazione svizzera dei samaritani oggi samaritani 4/2021  3


6 PRIMI SOCCORSI PSICOLOGICI

INDICE 10 BUONO A SAPERSI Le commozioni cerebrali sono più frequenti di quel che si pensa

20 CORSI 23 COLLETTA Una panoramica sui corsi Sondaggio sulla colletta 2021. Contiamo sul vostro di formazione feedback del 2022

14 ATTUALITÀ La polizia di Sciaffusa aggiorna le nozioni sui primi soccorsi in un cor­ so per aziende

22 MARIA FISCHER Aiuti finanziari per sezioni e associazioni delle regioni di montagna svizzere

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24 TOCCA A VOI Sfidate voi stessi in un cruciverba e nel Sudoku


IMPRESSUM 12 INTERVISTA Benjamin Kuoni ci parla della situazione attuale della strategia, a riguardo in particolare del progetto «Espansione Business»

16 ATTUALITÀ Salvataggi di classe – un progetto che la FSS ha concepito assieme alla Rega e indirizzato appo­ sitamente alle scuole

«oggi samaritani» 4/2021 Data di pubblicazione: 11 novembre Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra. Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 22 600 copie

26  FAMIGLIA CRS Redog – 50 anni di attività da pionieri; uno sguardo a ritroso sulla storia di questa organizzazione di ricerca e salvataggio

25 NOVITÀ NELLO SHOP Approfittate delle nostre azioni fino al 20 dicembre 2021 28 DAGLI ARCHIVI Oskar Bernhard riconobbe tra i primi la necessità di un soccorso alpino

30 DONAZIONE DI SANGUE Grazie al controllo online delle vaccina­ zioni, scoprire se si è idonei alla donazione di sangue 31 INFORMAZIONI Opinioni e altro

Redazione Paolo D’Avino (pda) Matthias Zobrist (mzo) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli Comunicazione, 3001 Berna staempfli.com Foto Copertina e indice: shutterstock

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VENIAMO AL PUNTO  PRIMI SOCCORSI PSICOLOGICI

PRIMI SOCCORSI PER LA MENTE Come fanno i samaritani a mantenere la lucidità mentale quando, nei loro interventi, si trovano di fronte a persone che sono emo­ tivamente sopraffatte? O ancora, cosa fare quando i soccorritori stessi raggiungono i limiti della loro resilienza emotiva? Gabi Ceric del Servizio di Primo soccorso psicologico di San Gallo e Roger Staub della fondazione Pro Mente Sana ci parlano dell’importanza dei primi soccorsi psicologici. TESTO: Paolo D’Avino / m.z 6   oggi samaritani 4/2021


Gestori di crisi acute Dal 2006 Gabi Ceric è membro della task force del Primo soccorso psicologico (PSP) di San Gallo. Su invito della sezione di Widnau, questa sera di fine settembre tiene una conferenza sul tema dei primi soccorsi psicologici nell’ambito dell’esercitazione mensile della sezione. In origine, il PSP era responsabile dell’assistenza alle vittime e ai soccorritori traumatizzati nel contesto di grandi catastrofi; alla fine del 2005 è stato trasformato in un’organizzazione che si occupa anche di eventi di stress acuto nella quotidianità. Si tratta di una squadra eterogenea: i 50 membri del PSP provengono infatti da ambiti professionali molto diversi. Ceric è una di loro; è una cappellana e lavora come rappresentante parrocchiale per la Chiesa cattolica di Oberriet.

Le storie possono aiutare

Nei primi soccorsi psicologici si tratta di cercare di farsi coinvolgere da una persona che ha vissuto qualcosa di traumatico. (Foto: shutterstock)

È una frase classica che raccoglie tutto in sé stessa e che Gabi Ceric dice spesso agli interessati: «stai reagendo in modo del tutto normale a una situazione molto insolita.» In una prima fase, questa affermazione aiuta le persone a capire l’incomprensibile. Un incidente capita sempre inaspettatamente e, di solito, le persone coinvolte sono emotivamente sopraffatte. «In gergo tecnico, si parla di una reazione acuta allo stress», spiega Ceric all’inizio della sua relazione davanti ai membri della sezione samaritana di Widnau (San Gallo). Questa reazione si verifica in pochi minuti e può durare da ore a giorni interi.

Gabi Ceric descrive così la sua attività: «Farsi coinvolgere da una persona che ha vissuto qualcosa di traumatico, ascoltando i suoi bisogni.» Nelle prime ore successive all’accaduto, spiega, si tratta di prendere tutte le misure che aiutano a proteggere e a rassicurare le persone colpite, in stato di shock, e aiutarle ad elaborare ciò che è successo in modo tale che emerga una storia che si può ricordare. Gabi Ceric spiega durante la sua relazione che «rappresentare una storia così personale con parole e immagini aiuta ad elaborare meglio il flusso di emozioni». Gli strumenti del primo soccorso psicologico sono diversi e adattabili. Per esempio, la persona coinvolta ha magari delle persone vicine che possono essere contattate. O ancora possono venirle fornite bevande calde o cibo. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, le persone vogliono parlare. «E io sono lì per loro e per per tutto il tempo di cui hanno bisogno», precisa Ceric, aggiungendo che «chi invece desidera stare in silenzio, ha tutto il diritto di farlo! Così come chi vuole stare da solo.» «Sopportare è la cosa più difficile di tutte.» Ma Gabi Ceric ha imparato, nel corso degli anni, a dare libero sfogo ai sentimenti e alle emozioni delle persone colpite. «In una situazione straordinaria, le persone reagiscono in modo molto diverso: alcune si arrabbiano, altre si ritirano nel loro guscio.» Bisogna rispettare tutti questi atteggiamenti e accettarli.

Catturare i sentimenti Nella sua relazione, la cappellana ha citato degli esempi di eventi e situazioni particolarmente stressanti. «Sono molto traumatizzanti soprattutto quelle esperienze in cui bambini, giovani o vittime conosciute sono gravemente feriti o muoiono», dice oggi samaritani 4/2021  7


VENIAMO AL PUNTO  PRIMI SOCCORSI PSICOLOGICI

Gabi Ceric. «Nel mio mandato non sono invece compresi i colloqui di prevenzione del suicidio, l’intervento nei casi di violenza domestica o l’assistenza alle vittime di stupro.» Gli interventi nel cantone sono aumentati nel corso degli anni. «E questo non perché ci sono sempre più incidenti gravi o catastrofi naturali», sottolinea Ceric, bensì perché il sistema di milizia dei Primi soccorsi psicologici ha dimostrato il suo valore. «Possiamo contribuire ad ‹alleggerire› la situazione e a ridurre il rischio di problemi di salute mentale.» Il PSP può essere chiamato in qualsiasi momento attraverso la Centrale d’urgenza del 144 e viene anche allertato quando le organizzazioni disponibili sul terreno sono già sovraccariche. «Questa collaborazione funziona molto bene», aggiunge Ceric. In media, la task force viene chiamata un centinaio di volte all’anno. «Ad oggi, si è fatto capo al PSP in 74 casi.»

Mai lasciar sole le persone colpite Quando Gabi Ceric viene chiamata, sa esattamente cosa aspettarsi. Nonostante le procedure con i servizi di soccorso, i vigili del fuoco e la polizia siano ben rodate, lei ripete come un mantra che è importante non lasciare le vittime da sole. «Questo è un fattore decisivo», altrimenti sussiste il grosso pericolo che una reazione acuta allo stress origini poi in una malattia mentale di lunga durata. «E purtroppo questo succede spesso», aggiunge Roger Staub, direttore esecutivo della fondazione Pro Mente Sana, fondazione che ha istituito il programma «ensa Primi soccorsi per le malattie mentali» in tutta la Svizzera. «Persone non professioni-

colpita a cercare poi un aiuto professionale. Nella società, ne beneficiamo tutti», perché se le persone colpite nascondono la loro sofferenza per paura di essere additate o non cercano aiuto, il trattamento sarà più costoso e la prognosi di recupero può essere peggiore. «Se non trattato, lo stress psicologico può peggiorare.» Il detto che «il tempo guarisce le ferite» è un concetto errato.

Senza pregiudizi Spesso i sintomi si insinuano lentamente: «Prima si dorme male, poi gli incubi si accumulano o una crescente svogliatezza mette sotto pressione la mente e il benessere.» «Spesso bisogna aspettare le risposte delle persone coinvolte», il che può essere snervante e travolge rapidamente le persone vicine alla vittima. Per questo è fondamentale imparare l’approccio e i primi soccorsi in caso di problemi di natura mentale, precisa Staub. Dopo un corso di primo soccorso psicologico, i partecipanti sanno come prestare i primi aiuti, sono consapevoli dei sostegni disponibili e cercano di eliminare i pregiudizi. «Con un maggior numero di soccorritori formati, le situazioni psicologiche critiche potrebbero essere rilevate in tempo e, se necessario, trattate molto prima, in tempo utile, e più facilmente dai professionisti.»

• «Avvicinatevi alle persone senza pregiudizi e non lasciatele sole.»

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ste imparano a fornire rapidamente i primi soccorsi quando qualcuno intorno a loro sta vivendo problemi di salute mentale o crisi.» Le malattie mentali sono ancora tabù, non se ne parla: pertanto, solo pochi sanno cosa possono fare in casi del genere. Pertanto, Staub considera un compito fondamentale quello di prestare un primo aiuto anche in campo psicologico e di incoraggiare la persona 8   oggi samaritani 4/2021

Dal 2006 Gabi Ceric è membro della task force del Pronto soccorso psicologico di San Gallo.


I samaritani della sezione di Widnau (SG) ascoltano interessati la relazione della specialista.

Anche i soccorritori possono essere coinvolti Nessuno è immune da eventi stressanti. Questo vale anche per i samaritani, specialmente quando loro stessi raggiungono i limiti della loro sopportazione mentale nello svolgimento del lavoro. «Non solo le vittime di incidenti, disastri e violenze sono a rischio di essere traumatizzate, ma anche chi le aiuta», afferma Gabi Ceric. L’evitare sistematicamente il luogo di un incidente o l’aumento dell’uso di sedativi sono indici di uno sviluppo psichico problematico. «Evitare il ricordo dell’evento non permette di elaborarlo e di accettarlo.» Per questo Ceric raccomanda di osservare sé stessi, perché la rimozione di un evento tramatico invece di una sua elaborazione non porta a un miglioramento. Le conseguenze di uno stress psichico acuto possono essere disturbi come la depressione, stati d’ansia, psicosi, l’abuso e/o la dipendenza da sostanze o cambiamenti di personalità. Le immagini dell’evento rimangono impresse nella mente. Con le giuste misure di primo soccorso psicologico, invece, il rischio di disturbi psicologici può essere ridotto e può essere avviato un sostegno professionale per le persone a rischio maggiore, sostiene Ciric. «Dopo gli interventi critici, si dovrebbe parlare, lasciar uscire le singole emozioni, aiutarsi a vicenda e fare qualcosa di buono per sé stessi.» Questo aiuta ed è altrettanto efficace quanto la frase che la specialista dice spesso a chi soffre e che abbiamo citato all’inizio di questo articolo.

COME RICONOSCERE IL SOVRACCARICO MENTALE? Le reazioni acute di stress a esperienze straordinarie sono brevi, frequenti e normali. • Comportamento prevalentemente razionale: esclusione dei sentimenti, mancanza di sensazione di dolore e spossatezza • Comportamento prevalentemente emotivo: incapacità di riconoscere il pericolo, fuga, indaffarati, crisi di risate e pianti, flusso inarrestabile di discorsi • Comportamento infantile: balbettare, piagnucolare, aggrapparsi ad altri • Sintomi fisici: sudore freddo, polso accelerato, bocca secca, ginocchia deboli, tremore, ronzio nelle orecchie • Rigidità, blocco: apparente distacco, non riconoscere il luogo, sensazione di non essere più sé stessi, paralisi da spavento, indifferenza Enti ai quali richiedere aiuto: • Pro Mente Sana: tel. 0848 800 858 (tariffa normale) • Telefono Amico: tel. 143 • Per bambini e giovani: tel. 147 • Numero urgenza e Care Teams: tel 144 Ulteriori informazioni: • Primo Soccorso per la salute psichica (ensa) www.ensa.swiss • Rete nazionale per l’aiuto psicologico d’urgenza (RNAPU) www.rnapu.ch • Assistenza spirituale d’urgenza Care Teams Svizzera www.cns-cas.ch Fonte: PEH del Canton San Gallo

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BUONO A SAPERSI

«Le commozioni cerebrali non vanno mai sottovalutate!» La commozione cerebrale è in genere accompagnata da mal di testa o nausea. È la forma più lieve di lesione craniocerebrale. Segni tipici: confusione, vuoti di memoria e spesso anche breve perdita di coscienza. TESTO: Paolo D’Avino La produzione di Netflix lanciata di recente non fornisce alcun elemento nuovo in merito allo stato di salute di Michael Schumacher. Il sette volte campione di Formula 1 ha subito un grave trauma craniocerebrale a seguito di una caduta mentre sciava sulle Alpi francesi, nonostante indossasse un casco. Si è trattato di un tragico incidente. «Non tutte le lesioni alla testa devono avere conseguenze così gravi e durature», sottolinea il dott. med. Peter Zangger, specialista in neurologia, cofondatore e membro onorario di FRAGILE Suisse. Ma il caso di Michael Schumacher dimostra come la vita possa andare rapidamente in un’altra direzione, senza volerlo.

Lesione cerebrale traumatica Le commozioni cerebrali (o commotio cerebri) sono più frequenti di quanto si pensi. Si verificano in seguito ad attività sportive, a incidenti stradali e soprattutto a cadute. La commozione cerebrale è la forma più lieve di trauma craniocerebrale, o «lesione cerebrale traumatica lieve», come dice Peter Zangger. «In Svizzera, ogni anno circa 40 000 persone subiscono una lesione del genere.» Le lesioni alla testa sono spesso la conseguenza di un incidente, con cui si confrontano anche i samaritani. «I sintomi possono variare. Solitamente si va da offuscamenti della coscienza più brevi fino a uno stato di incoscienza breve», afferma il neurologo con 35 anni di esperienza nel trattamento delle lesioni cerebrali. «Ma possono insorgere anche disturbi dell’equilibrio o amnesie che durano fino a un giorno. Stordimento iniziale, vertigini o disturbi della vista e della memoria sono segni tipici. Bisogna 10   oggi samaritani 4/2021

averne il sospetto se il paziente è privo di coscienza, ha un vuoto di memoria sulla dinamica dell’incidente o lamenta mal di testa e nausea.»

È fondamentale monitorare Le commozioni cerebrali sono causate dall’azione di una grande forza o di una violenta accelerazione sul cervello, come spiega Peter Zangger. «Ciò può portare allo stiramento, alla compressione o alla lacerazione dei tessuti cerebrali.» È difficile formulare una diagnosi dall’esterno. «È impossibile individuare di primo acchito quanto sia grave una lesione alla testa.» Ecco perché Peter Zangger raccomanda di utilizzare il Glasgow Coma Score (GCS) per valutare lo stato di salute. «La valutazione dello stato di coscienza avviene sulla base di tre

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«Soprattutto se si sono avute diverse commozioni cerebrali, il processo di guarigione può presentare complicazioni.»

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criteri.» Occorre verificare se il paziente è in grado di aprire gli occhi spontaneamente, se parla o pronuncia parole in modo sconnesso e quali sono le sue capacità motorie. Peter Zangger è consapevole che, durante i primi soccorsi, una lesione alla testa


Lesioni alla testa: una conseguenza frequente degli incidenti. In Svizzera, circa 40 000 persone subiscono ogni anno una tale lesione. (Foto: shutterstock)

non può essere valutata sempre secondo standard così definiti. Ma spesso è sufficiente isolare la persona in questione per qualche ora e organizzare un monitoraggio «rilassato». «Nel caso degli eventi sportivi, il paziente dovrebbe rinunciare alla gara.»

Il principio è: prenderla sul serio Nella maggior parte dei casi, una commozione cerebrale guarisce nel giro di pochi giorni, senza conseguenze prolungate. «Nell’85 % dei casi, non restano conseguenze riconoscibili.» Il pericolo maggiore è che una persona si ferisca di nuovo cadendo. Occorre prestare grande attenzione. «Soprattutto se si sono avute diverse commozioni cerebrali, il processo di guarigione può presentare complicazioni.» I test rivelano spesso deficit di minore entità, ad esempio nella motricità fine, nel senso dell’equilibrio o nel sistema visivo. Questo può «portare a un piccolo aumento del rischio di demenza precoce». Perciò le commozioni cerebrali non andrebbero prese alla leggera e i segnali di allarme dovrebbero essere presi sul serio. «In caso di dubbi, il ricovero ospedaliero è la soluzione migliore», prosegue il neurologo aggiungendo: «Le commozioni cerebrali non vanno mai sottovalutate!»

SEGNI DI UNA COMMOZIONE CEREBRALE • Mal di testa • Nausea/vomito • Perdita di coscienza • Comportamento insolito • Vuoti di memoria sulla dinamica dell’incidente FRAGILE Suisse Avete domande sulle commozioni cerebrali o altre lesioni cerebrali? Ulteriori informazioni sono disponibili presso FRAGILE Suisse, l’organizzazione per persone cerebrolese e i loro familiari: www.fragile.ch/it/.

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DOMANDA E RISPOSTA

«Al momento siamo il numero 1» Dal mese di gennaio 2020, Benjamin Kuoni è ­responsabile del settore formazione e gestione del volontariato della FSS. In questa sua funzione, ­guida il sottoprogetto strategico «Espansione ­Business». Ecco una panoramica dello stato del progetto e dei prossimi passi. INTERVISTA: Matthias Zobrist/m.z L’obiettivo della strategia è formulato chiaramente: essere il fornitore numero 1 di corsi aziendali di primo soccorso. Ma oggi dove stanno i samaritani? Benjamin Kuoni: Al momento siamo il numero 1 e abbiamo anche tutti i vantaggi dalla nostra parte. Siamo l’unico fornitore che può offrire corsi per clienti aziendali in tutta la Svizzera. Ma la concorrenza non dorme, come ben dimostra un’analisi di mercato che abbiamo condotto. Abbiamo circa 50 concorrenti per i corsi IAS dal livello 1 al livello 3 e circa 500 per i corsi BLS-AED. Alcuni, come SIRMED o, più recentemente, la Scuola Club Migros, sono già molto ben posizionati. E la concorrenza diventerà senza dubbio ancora molto più forte nei prossimi anni. Se non facciamo nulla per contrastare questo sviluppo, presto non saremo più il numero 1.

Benjamin Kuoni desidera che i samaritani rimangano il più grande fornitore di corsi di primo soccorso per le aziende.

Quali sono le maggiori sfide? La sfida più grande la vedo nella concorrenza interna. Dal punto di vista del cliente, egli non capisce perché non possa ricevere ovunque la stessa prestazione allo stesso prezzo. Dopo tutto, il nome «samaritani» è lo stesso e si legge ovunque. Al cliente, questo fatto crea confusione e inutili perdite di energie. Dobbiamo imparare a pensare coerentemente dal punto di vista del cliente. Come è posizionato? Di cosa ha bisogno e cosa si aspetta? Se un cliente vuole formare i suoi dipendenti sui primi soccorsi, deve trovare rapidamente la nostra offerta. Quest’ultima deve essere facile da capire, con prezzi il più trasparente possibile. Per quanto riguarda i corsi aziendali, dobbiamo sviluppare in tutta la Federazione la consapevolezza che agiamo sempre come Samaritani Svizzera, con l’obiettivo di offrire la migliore formazione di primo soccorso possibile ai nostri clienti aziendali.

Ha evidenziato il grande vantaggio della nostra copertura nazionale. Ma questo van­ Tutto questo sa molto di libero mercato. taggio potrebbe essere sfruttato meglio? Non è una contraddizione per un’organiz­ Se parliamo dei corsi di primo soccorso, siamo come zazione che si basa sul volontariato come Migros e Coop – con molte «filiali» in tutta la Sviz- la FSS? zera. Per le aziende con diverse sedi, siamo l’unico fornitore che può offrire lo stesso prodotto in ogni filiale. E in tutte le lingue nazionali e in inglese nonché, se necessario, anche in altre lingue. Ma oggi sfruttiamo male questo vantaggio: ognuno infatti fa un po’ come gli pare. A dipendenza della regione e del partner che l’organizza, un cliente riceve offerte di corsi molto diverse e a volte sperimenta anche corsi dai contenuti differenti. Ciò significa che non sfruttiamo il nostro vantaggio della copertura nazionale nel mercato dei corsi. 12   oggi samaritani 4/2021

A mio avviso, oggi noi samaritani ci troviamo ad agire in due mondi. Nel campo dei corsi e dei servizi sanitari siamo confrontati a vere e proprie situazioni di libero mercato con sempre più concorrenti che sono orientati al profitto. La grossa sfida, qui, è quella di fornire un servizio d’alta qualità a prezzi che siano in linea con il mercato. Sono convinto che possiamo sopravvivere contro i nostri concorrenti solo se pensiamo e agiamo coerentemente, orientati al mercato e al profitto. La grande differenza tra noi e i nostri concorrenti è che noi


non generiamo profitti per «arricchirci», ma per poter finanziare trasversalmente le nostre attività e le nostre prestazioni d’utilità pubblica (ecco il nostro secondo mondo). Solo così, nella nostra società odierna, possiamo continuare a fornire servizi e prestazioni per le persone bisognose e a promuovere ulteriormente il pensiero e la filosofia dei samaritani.

Il perno della nuova strategia business è un concetto globale che consiste in ser­ vizi di consulenza e formazione. Qual è il principio alla base di questo approccio? Per legge, ogni datore di lavoro è responsabile della protezione della salute dei suoi dipendenti. Nell’ambito del primo soccorso, egli deve soddisfare tre requisiti: elaborare un concetto di primo soccorso, fornirsi del materiale corrispondente e della necessaria infrastruttura per i primi soccorsi e disporre di un certo numero di soccorritori formati. Con il nostro nuovo prodotto rivolto ai clienti aziendali denominato «Primi soccorsi in azienda (SECO TopTen)», vogliamo aiutare le aziende in Svizzera a soddisfare pienamente questi requisiti di base con la nostra consulenza, il nostro sostegno e la nostra formazione.

Concretamente, come si traduce l’offerta di consulenza?

STRATEGIA 2024

consolidare e rinfrescare le conoscenze di base acquisite. Il secondo modulo, il cosiddetto «Advanced Individual Training», è strutturato in base alle esigenze proprie del cliente. I partecipanti possono infatti imparare ed esercitare le misure di primo soccorso appropriate per i reali rischi di incidente o gli infortuni che hanno già vissuto nella loro azienda. L’ultima variante di modulo che può essere prenotato è un cosiddetto modulo test. In una simulazione realistica con figuranti, infatti, vengono messe alla prova e testate le procedure e le competenze in primo soccorso dei partecipanti.

Qualcosa deve cambiare anche nell’orga­ nizzazione dei corsi aziendali. Cosa signi­ fica questo per le associazioni cantonali e per le sezioni samaritane? Come indicato nella strategia, il Segretariato FSS è responsabile delle aziende con sedi in diversi cantoni. Le associazioni cantonali sono responsabili per le aziende che hanno più sedi solo nel loro cantone di competenza, mentre le sezioni samaritane si occupano di aziende con una sola sede nel loro territorio d’azione. In linea di principio, a questo riguardo non cambierà nulla. Il Segretariato

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«Nel settore dei corsi aziendali, dobbiamo sviluppare la consapevolezza in tutta la federazione.»

La consulenza si svolge in tre fasi: in una prima riunione, si analizza lo stato attuale dell’azienda, si rivelano le lacune e si formulano raccomandazioni per colmarle. In una successiva fase, uno dei nostri esperti esamina tutto sul posto e sostiene l’azienda nel raggiungimento degli obiettivi. Nella terza fase, offriamo al cliente, tramite un abbonamento di servizio, una sorta di pacchetto di prestazioni. Effettuiamo quindi controlli regolari del materiale di primo soccorso e dell’infrastruttura, facciamo direttamente gli aggiornamenti necessari e sostituiamo il materiale scaduto.

FSS sta lavorando a pieno regime per creare il «Business Service Center» allo scopo di poter servire i suoi clienti con il nuovo prodotto «Primi soccorsi in azienda (SECO TopTen)» a partire da luglio 2022 e allo stesso tempo di sostenere le associazioni e le sezioni secondo le loro necessità.

E l’offerta riguardante la formazione?

Sembra esserci un sacco di lavoro…

Nella sua guida all’ordinanza legislativa, la Segreteria di Stato dell’economia SECO ha elencato le dieci principali emergenze mediche (Top Ten) per le quali in un’azienda i soccorritori devono essere in grado di fornire i primi soccorsi. Nel nostro corso di base, della durata di un giorno, offriamo la formazione adatta per intervenire proprio in queste dieci tematiche d’emergenza. Secondo l’ordinanza, gli addetti formati al primo soccorso dovranno poi frequentare regolarmente i corsi di aggiornamento. E qui offriamo tre varianti di moduli di mezza giornata ciascuno. Il primo modulo ha lo scopo di

Sì. Per essere in grado di far fronte a tutto questo, stiamo creando un team che sarà responsabile dell’acquisizione dei clienti, della consulenza e dell’organizzazione dei corsi. Infine, creeremo un pool di monitori qualificati che si occuperanno della consulenza e dei corsi in loco. Le associazioni cantonali interessate, se soddisfano determinati requisiti, potranno in seguito utilizzare il nuovo prodotto di corsi, la relativa infrastruttura informatica e i processi di gestione della consulenza, dell’assistenza e della formazione nel quadro di un franchising (contratto apposito).

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ATTUALITÀ

La Polizia, il tuo soccorritore Le emergenze richiedono un’azione rapida e corretta. Questo vale anche per le prime misure salvavita. La Polizia di Sciaffusa ha aggiornato le sue nozioni e conoscenze nei primi soccorsi in un corso aziendale. TESTO e FOTO: Paolo D’Avino /m.z

Aiuto professionale Incidenti stradali e sul lavoro, rapine, risse o violenze domestiche: sono solo alcune delle situazioni di emergenza alle quali un corpo di polizia è confrontato. E questi interventi richiedono spesso competenze di primo soccorso. Ogni due anni, la polizia di Sciaffusa acquisisce queste nozioni e competenze grazie a un corso di formazione supplementare nel campo del «primo soccorso». «L’aggiornamento delle nozioni BLS-AED è sempre una parte obbligatoria della formazione, mentre gli altri contenuti variano», spiega Ravi Landolt. Ad esempio, possono essere previste esercitazioni attraverso simulazioni, con contenuti medici o argomenti medici in un’area specifica. «Noi ‹addestriamo› il nostro personale in alcuni compiti specifici, ma per le prime e più importanti misure di soccorso salvavita – come la rianimazione – ci affidiamo a partner professionali che hanno le necessarie competenze e anche le attrezzature idonee.»

Aumentare la flessibilità Manuela Greco spiega come mettere una persona incosciente nella posizione laterale.

La polizia è sul posto, il servizio ambulanza è stato allertato. Ogni minuto conta. «Al personale in prima linea può sempre capitare di trovarsi ad essere il primo a intervenire sul posto», osserva Ravi Landolt, capo della polizia di sicurezza di Sciaffusa. «Per questa ragione, non è escluso che i poliziotti debbano trovarsi a prestare i primi soccorsi. Fino all’arrivo dei paramedici e dell’ambulanza, ci aspettiamo che prendano le misure necessarie.» 14   oggi samaritani 4/2021

A questo proposito, gli specialisti sono i membri delle sezioni samaritane del Canton Sciaffusa. Circa 180 agenti di polizia vengono così istruiti e formati a tappe, divisi in gruppi di sei. Il fatto che un tale numero sia gestibile è stato possibile solo grazie a un cambiamento di strategia. «A questo scopo, abbiamo assunto una persona con un’occupazione al 10%, incaricata di gestire tutte le richieste di corsi aziendali», afferma Jürg Geiser, presidente dell’associazione cantonale di Sciaffusa. A seguito dello scioglimento della sezione cittadina di Sciaffusa, si è creato un vuoto e una lacuna nel cantone, sia per la Colletta samaritana, sia per i servizi sanitari e i corsi. «Per i corsi aziendali, abbiamo do-


vuto trovare una soluzione perché alcune sezioni in questo settore erano al limite.» I monitori sono impegnati professionalmente e non possono tenere tutti i giorni dei corsi aziendali.

Quadri attenti La persona citata da Jürg Geiser è Manuela Greco. La incontriamo una mattina di settembre; è visibilmente nel suo ambiente: gli agenti di polizia sciaffusani l’ascoltano con attenzione. Lei è tranquilla e sicura, niente stress. Anzi, per lei si tratta di una bella esperienza. «È molto interessante far parte della formazione d’emergenza della polizia», dice la monitrice. Competente e precisa, spiega agli agenti come mettere i pazienti in posizione laterale stabile e cosa fare in caso di pericolo di soffocamento. E poi istruisce gli agenti anche sul massaggio cardiaco. «È importante che usino i manichini per esercitare in modo corretto la rianimazione in caso di arresto cardio-circolatorio e che imparino a usare correttamente anche il defribillatore», spiega con un sorriso Greco.

In forma per il futuro Jürg Geiser vede un grande potenziale di sviluppo nei corsi aziendali. «Sono un modo per rendere la FSS più indipendente finanziariamente.» Dal canto suo, desidera riportare questo settore su una via più unitaria e soprattutto più sostenibile nel futuro. A volte, in passato, le offerte di questi corsi erano state richieste a varie sezioni del cantone, cosa che portava inevitabilmente a offerte diverse. Si era creata una situazione competitiva che ora «grazie a questa soluzione stiamo cercando di contrastare prima che la stessa porti a ulteriori disaccordi tra le sezioni», precisa Geiser. Le aziende devono avere una sola persona di contatto e di riferimento. «Vogliamo diventare una vera alternativa rispetto agli altri fornitori di corsi, seguendo il motto: ‹Noi samaritani offriamo il miglior rapporto costi-benefici›.» E ciò non va a scapito delle sezioni. «I monitori di corsi 2 delle sezioni possono anche svolgere corsi aziendali nel comprensorio città.» Inoltre, le sezioni ricevono un compenso se mettono a disposizione monitori e materiale per i corsi. Jürg Geiser e Manuela Greco sperano in questo modo di poter fare affidamento su un grande pool di monitori di corsi 2.

Molta passione Dopo aver ricercato un partner competente, la polizia di Sciaffusa lo ha individuato nella locale as-

I poliziotti esercitano la rianimazione.

sociazione samaritana che ha quindi ricevuto il mandato per la formazione e il perfezionamento di quest’anno, ha spiegato Ravi Landolt della polizia. «Una ragione a favore di questa scelta, era quella di poter disporre di monitori regionali esperti e attrezzature moderne per l’esercitazione.» Quando Landolt incontra samaritani in servizio, nota sempre quanto cuore, anima e passione mettono nel loro lavoro. Un servizio importante, afferma, sia per la popolazione che per i servizi d’emergenza a tempo pieno come pure per il servizio di soccorso o la polizia. «Normalmente non si hanno molti contatti con la polizia», sottolinea dal canto suo Manuela Greco, che è felice di vivere questi momenti e non vede l’ora di continuare la collaborazione. «Non c’è ancora una collaborazione fissa con la polizia di Sciaffusa in questo senso», ma per lei si tratta di un buon inizio per il Canton Sciaffusa, al fine di rendere i corsi aziendali idonei al futuro. oggi samaritani 4/2021  15


ATTUALITÀ

Imparare per la vita Dal 1º gennaio 2021, la Guardia aerea svizzera di soccorso (Rega) e la Federazione svizzera dei samaritani hanno lanciato il programma «Salvataggi di classe – Primi soccorsi a scuola». In questo corso, gli alunni imparano a prestare i primi soccorsi in caso di emergenza. TESTO: Paolo D’Avino / m.z FOTO: Gaëtan Bally Le cifre sono di quelle che fanno riflettere: secondo Imparare i principi di base l’Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni «Prestare i primi soccorsi e agire rapidamente in (UPI), ogni anno circa 49 000 scolari si feriscono modo corretto in situazioni d’emergenza non è una nelle scuole svizzere. È un motivo sufficiente, que- questione di età», afferma Melanie Fussen, speciasto, per lanciare un programma di primo soccorso. lista della gestione dei giovani e del volontariato Fedele al principio: «Solo non fare nulla è sbagliato», alla FSS. Anche semplici misure possono aiutare la Federazione svizzera dei samaritani (FSS), in a prevenire brutte conseguenze o addirittura salcollaborazione con la Guardia aerea svizzera di vare la vita. Ed è qui che entra in gioco questo soccorso (Rega), ha così lanciato già nel 2015 il corso. «Grazie a facili e chiare sequenze create speprogetto «Samaritani scolastici». Il progetto è stato cificamente per i giovani, gli allievi imparano a nel frattempo completamente rivisto e adattato alle riconoscere una situazione d’emergenza, ad agire esigenze attuali delle scuole e rilanciato nel genna- correttamente e a comportarsi in modo competenio 2021 con il nome «Salvataggi di classe – Primi te.» Il corso è rivolto agli insegnanti e ai giovani a partire dai 12 anni. «Grazie alla sua struttura mosoccorsi a scuola».

Breve pausina... l'esercitazione con il manichino MiniAnne non è privo di sforzi.

16   oggi samaritani 4/2021


Florian Wohlwend: «Salvataggi di classe è un metodo d’insegnamento molto efficace.

dulare, il programma può essere integrato in modo flessibile nelle lezioni», spiega Melanie Fussen. Le unità didattiche sono concepite in modo tale da poter essere svolte senza aver bisogno di precedenti conoscenze approfondite di primo soccorso.

Vicino alla realtà e moderno Il programma del corso si concentra sulle competenze degli allievi. «Salvataggi di classe – Primi soccorsi a scuola» non solo insegna le nozioni di base del primo soccorso, ma rafforza anche il senso di responsabilità, la solidarietà e la competenza sociale dei bambini e dei giovani. Ne sono convinti anche Stefanie Häfliger della Scuola di Beromünster (LU) e Florian Wohlwend della Scuola media di Beringen (SH). «Penso sia un’idea mera-

•

«La pratica e l’applicazione sono state accolte molto bene.»

•

vigliosa! Il programma così come proposto è vicino alla realtà della vita di ognuno di noi, è accattivante e moderno con l’eBook. Gli studenti delle scuole superiori, infatti, nella loro vita iniziano a uscire, ad affrontare la vita, vengono a scuola in motorino o in bicicletta, frequentano società per i giovani, praticano sport e vanno in piscina», osser-

va Stefanie Häfliger. Sono tutte situazioni nelle quali, un giorno o l’altro, potrebbero aver bisogno di queste conoscenze. Ciò ha anche motivato Florian Wohlwend a includere il corso nel programma scolastico. «Il primo soccorso è di solito trascurato nelle normali lezioni. Grazie a questo programma, come docente posso svolgere lezioni stimolanti con un contenuto investimento di tempo per la preparazione», precisa il docente di Sciaffusa.

Pratica applicata Il programma del corso per le classi è gratuito. Tutto il materiale, come ad esempio il set MiniAnne e le bende, viene messo a loro disposizione. «L’unica condizione è che tutti gli allievi e gli insegnanti restituiscano alla FSS i questionari di feedback compliati», afferma Melanie Fussen. Altrimenti, il materiale sarebbe a carico delle scuole, aggiunge la specialista. «È materiale molto buono», precisa Häfliger, ammettendo però che ha dovuto passare un po’ di tempo a prepararlo e adattarlo: «Volevo solo essere ben preparato e ho anche letto bene le informazioni di base.» Gli allievi erano ben motivati. «Il fatto di provare ed esercitare in modo concreto è stato positivo e tutto è andato molto bene», confermano entrambi gli insegnanti. «Grazie ai numerosi set MiniAnne, i bambini hanno potuto lavorare in coppia, il che è stato molto utile e intenso», osserva in particolare Häfliger, mentre Wohlwend sottolinea che «raramente si ha accesso a così tanto e buon materiale in classe.» oggi samaritani 4/2021  17


ATTUALITÀ

Esperienza pratica I docenti sono completamente liberi di decidere come integrare le lezioni nel loro programma. Gli esempi pratici devono comunque essere in primo piano, poiché «insegnare le nozioni dovrebbe essere divertente», sostiene Melanie Fussen. L’eBook fornisce le conoscenze di base necessarie: «Contiene tutti i documenti e le informazioni», tanto che non sono necessarie conoscenze precedenti. Il programma è versatile e offre opzioni flessibili di implementazione. «L’applicazione ha funzionato molto bene», dice Häfliger. «Essa ha però rivelato una certa difficoltà nel lavorare sotto la pressione del tempo.» Wohlwend ha avuto esperienze simili. «È fondamentale che i bambini e i giovani pratichino loro stessi.» Ma, ad esempio, l’applicazione di un bendaggio a pressione richiede tempo e non può essere esercitata a sufficienza.

Più di 100 classi «Nella Svizzera tedesca, il programma ‹Salvataggi di classe› è partito molto bene», sottolinea orgogliosa Melanie Fussen. Nei primi sei mesi del 2021, sono più di 100 le classi che hanno completato il programma. «E le nostre aspettative sono state superate. Ora bisogna far conoscere il programma anche nella Svizzera francese e in Ticino.»

Anche l’applicazione di un bendaggio a pressione è parte delle lezioni.

possono essere integrati più facilmente nell’insegnamento quotidiano». I giovani hanno affrontato i diversi argomenti in modo intenso in un breve lasso di tempo. Secondo il docente della scuola media, si tratta di un metodo d’apprendimento molto efficace. «Salvataggi di classe» durerà fino a fine 2022, e ciò secondo un accordo tra la Rega e la Federazione svizzera dei samaritani.

Anche Stefanie Häfliger e Florian Wohlwend sono entusiasti. La conoscenza dei primi soccorsi è andata oltre: «Gli allievi hanno infatti acquisito sicurezza e fiducia in sé stessi», osserva Stefanie Häfliger e Florian Wohlwend sottolinea che «grazie a questa offerta, argomenti complessi, con uso di materiale e con competenze anche trasversali

PERCHÉ LA REGA S’IMPEGNA PER I PRIMI SOCCORSI A SCUOLA? Markus Reichenbach, capo del servizio di soccorso Rega

Imparare insieme è meglio.

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Dopo un incidente o in caso di malattia acuta, il soccorritore di solito colma il tempo fino all’arrivo dei sanitari professionisti. Durante questo lasso di tempo, un intervento corretto può fare la differenza e salvare delle vite. Quanto prima i bambini imparano a reagire correttamente in situazioni d’emergenza e ad applicare le misure di primo soccorso, tanto più naturale diventa per loro, da adulti, reagire correttamente in caso d’emergenza. Un comportamento corretto comprende anche il fatto di dare l’allarme: come allertare i servizi di emergenza? Quando è opportuno avvisare la Rega direttamente tramite l’app Rega o il numero d’allarme 1414? Tra le altre cose, gli allievi imparano anche che all’altro capo della linea telefonica ci sono capi intervento competenti che possono convogliare sul posto le giuste risorse e anche dare istruzioni sulle misure di primo soccorso.


Ci siamo, per salvarvi la vita. Siamo in servizio per lei giorno e notte.

Diventare sostenitore: rega.ch/sostenitori

oggi samaritani 4/2021  19


FORMAZIONE

Formazione e giornate 2022 Kick-off Formazione Kick-off Kick-off Kick-off

Data

Luogo

Lingue

19.01.2022 04.04.2022 29.06.2022

online online online

DE DE/FR/IT DE/FR

Monitore di corsi Date

Luogo

Lingua

Monitore di corsi 1 IAS Corso I, 4 giorni di presenza

Formazione

23./24.04.2022 25./26.06.2022

Nottwil

DE

Monitore di corsi 1 IAS Corso II, 4 giorni di presenza Monitore di corsi 1 IAS Corso III, 4 giorni di presenza Monitore di corsi 1 IAS Corso IV, 4 giorni di presenza Monitore di corsi 1 IAS Corso V, 4 giorni di presenza Monitore di corsi 1 IAS Corso VI, 4 giorni di presenza Monitore di corsi gruppo target Corso I, 6 giorni di presenza

11./12.06.2022 10./11.09.2022 11./12.06.2022 10./11.09.2022 27./28.08.2022 29./30.10.2022 03./04.09.2022 05./06.11.2022 10./11.09.2022 26./27.11.2022 09./10.04.2022 10.–12.06.2022 02.07.2022 27./28.08.2022 07.–09.10.2022 03.12.2022 27./28.08.2022 07.–09.10.2022 03.12.2022

Nottwil

FR

Bellinzona

IT

Nottwil

DE

Nottwil

FR

Nottwil

DE

Nottwil

DE

Nottwil

FR

Bellinzona

IT

Monitore di corsi gruppo target Corso II, 6 giorni di presenza Monitore di corsi gruppo target Corso III, 6 giorni di presenza

Monitore samaritano Formazione Monitore samaritano FSS Corso I, 7 giorni di presenza Monitore samaritano FSS Corso II, 7 giorni di presenza Monitore samaritano FSS Corso III, 7 giorni di presenza Monitore samaritano FSS Corso IV, 7 giorni di presenza

Date

Luogo

Lingua

19./20.03.2022 13.–15.05.2022 02./03.07.2022 18./19.06.2022 16.–18.09.2022 19./20.11.2022 18./19.06.2022 16.–18.09.2022 19./20.11.2022 20.–21.08.2022 21.–23.10.2022 03./04.12.2022

Nottwil

DE

Nottwil

FR

Bellinzona

IT

Nottwil

DE

Istruttore samaritano Formazione Istruttore samaritano Corso I, 4 giorni di presenza Istruttore samaritano Corso II, 4 giorni di presenza Istruttore samaritano Corso III, 4 giorni di presenza

20   oggi samaritani 4/2021

Date

Luogo

Lingua

10.–13.11.2022

Nottwil

DE

10.–13.11.2022

Nottwil

FR

10.–13.11.2022

Bellinzona

IT


Passerelle Formazione

Date

Luogo

Lingua

Passerella da Monitore di corsi 1 IAS a Monitore samaritano FFS Corso I, 5 giorni di presenza

06.–08.05.2022 25./26.06.2022

online*

DE

Passerella da Monitore di corsi 1 IAS a Monitore samaritano FFS Corso II, 5 giorni di presenza

12.–14.08.2022 15./16.10.2022

online*

FR

Passerella da Monitore di corsi 1 IAS a Monitore samaritano FFS Corso III, 5 giorni di presenza

12.–14.08.2022 15./16.10.2022

online*

IT

Passerella da Monitore di corsi 1 IAS a Monitore samaritano FFS Corso IV, 5 giorni di presenza

16.–18.09.2022 05./06.11.2022

Nottwil

DE

BLS-AED SRC Generic Instructor** BLS-AED SRC Generic Instructor** BLS-AED SRC Generic Instructor** BLS-AED SRC Generic Instructor**

25.06.2022 29.10.2022 05.11.2022 05.11.2022

Nottwil Nottwil Nottwil Bellinzona

DE DE FR IT

* È richiesta una conoscenza preliminare per la partecipazione a eventi digitali. ** Passarella da Monitore samaritano FFS a Monitore di corsi 1 IAS e da Formatore gioventù a Monitore di corsi 1 IAS

Corsi di un giorno Formazione

Data

Luogo

Lingua

12.11.2022 13.11.2022 12.11.2022 13.11.2022 03.12.2022 03.12.2022

Nottwil Nottwil Nottwil Nottwil Olten Lausanne

DE FR DE DE DE FR

Date

Luogo

Lingue

15.–18.04.2022 15.–18.04.2022 26.–28.05.2022 26.–28.05.2022

Les Paccots Les Paccots Wislikofen Wislikofen

FR/IT FR/IT DE DE

Data

Luogo

Lingue

Corso preliminare per i quadri Giornata per i Formatori organizzazione centrale adulti e gioventù

28.01.2022 29.01.2022

Nottwil Nottwil

DE/FR/IT DE/FR/IT

Giornata per i quadri I Giornata dei responsabili cantonali del lavoro con i giovani Giornata per i quadri II Giornata per i quadri III Conferenza per la formazione e la formazione continua Giornata dei responsabili cantonali del lavoro con i giovani

12.02.2022 26.02.2022

Nottwil Olten

DE DE

05.03.2022 12.03.2022 20.05.2022

Nottwil Nottwil non ancora stabilito

DE FR DE/FR/IT

29.10.2022

Olten

DE

Moulage Moulage Visualizzare Visualizzare Lavorare con bambini e giovani Lavorare con bambini e giovani

Formazione gioventù Formazione Monitore gioventù modulo 1 FSS Monitore gioventù modulo 2 FSS Monitore gioventù modulo 1 FSS Formatore gioventù FSS

Giornate Giornata

Sono riservati cambiamenti

oggi samaritani 4/2021  21


ATTUALITÀ

Rendere i soccorritori più forti in montagna Migliorare l’assistenza sanitaria di base nelle zone di montagna: questo era l’obiettivo di Maria Fischer. Presentiamo qui due sezioni samaritane e un’associazione cantonale che hanno potuto lanciare dei progetti grazie al sostegno finanziario del fondo lasciato dalla dottoressa. TESTO: Paolo D’Avino / m.z Si tratta di un vero regalo da parte di un’appassionata d’alta montagna alla popolazione svizzera che vive nelle regioni montane. Proprio durante le sue numerose escursioni in montagna, infatti, la dottoressa Maria Fischer (1904-1995) aveva più volte avuto l’occasione di constatare come spesso gli abitanti delle regioni alpine disponessero di un’assistenza medica di base più scarsa rispetto agli abitanti dei centri urbani. Se, ad esempio, il medico di un comune o di una regione va in pensione o si allontana dal paese, è spesso molto difficile – o a volte addirittura impossibile, oggi più di ieri – trovare un subentrante per lo studio medico esistente.

Creazione di un’unità First Responder Una situazione, questa, che Edith Sprecher della sezione samaritani di Vättis conosce molto bene. Il villaggio di Vättis si trova infatti in fondo alla Val Tamina e, in caso d’emergenza, l’ambulanza impiega dai 30 ai 40 minuti per arrivare sul posto. Un tempo troppo lungo secondo Edith Sprecher: «Anche se il tipo di lesione varia e non sempre è necessario l’intervento dell’ambulanza, la sezione samaritana è il primo posto dove andare per tutti i tipi di contusione o ferite.» In caso d’emergenza, siamo l’unica «cura immediata» sul posto. Per questa ragione, la nostra sezione ha inoltrato domanda al segretariato della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) per ottenere del materiale necessario per creare un’unità di First Responder (FR). «Questa unità di servizio FR dovrebbe poter coprire l’intera valle e, con le sue tre sedi di Vättis, Valens e Pfäfers, fornire sicurezza e maggiore supporto ai residenti di tutta la nostra vallata», precisa la nostra interlocutrice. 22   oggi samaritani 4/2021

In Vallese, zaini d’emergenza La richiesta formulata dall’associazione cantonale del Vallese romando era completamente in linea con i criteri di assegnazione. Da tempo il comitato cantonale si confrontava con diverse debolezze delle sezioni, in particolare per quel che riguarda l’uniformità, l’immagine unitaria e la qualità delle cure. Così è nata l’idea di dotare le sezioni sama-

• «L’unità First Responder

dovrebbe dare maggior sicurezza agli abitanti della Taminatal.»

•

ritane di zaini d’emergenza attraverso il Fondo Maria Fischer. «Oltre al miglioramento della qualità delle cure grazie a queste moderne attrezzature, migliorerà anche l'immagine del servizio sanitario», afferma il presidente dell’associazione cantonale Yvan Besse, aggiungendo che nella parte francofona del Vallese, saranno ben 509 i membri che beneficeranno delle nuove acquisizioni. «Solo quattro, su 21 comuni, non fanno parte della regione di montagna nel comprensorio dell’associazione cantonale del Vallese romando», dice Beat Brunner.

Aiutare i bambini alpinisti ad… aiutare sé stessi Anche i gruppi della gioventù samaritana hanno potuto beneficiare di contributi. Nel Canton Glarona, ad esempio, una ventina «alpinisti in erba» sono stati formati ai primi soccorsi. «La prima le-


Quasi 20 piccoli scalatori sono stati formati nei primi soccorsi nel Canton Glarona. (Foto: Thomas Kubli)

zionesi è svolta il 3 ottobre scorso», dice Verena Kubli della sezione samaritani di Netstal. Le nozioni sono state impartite da giovani samaritani, anche perchè soprattutto i giovani conoscono i pericoli dell’arrampicata e delle escursioni. «Quando si va in montagna, i rischi sono grandi e gli adulti non sempre sono nelle immediate vicinanze. E considerato che anche i monitori possono avere incidenti, è buona cosa insegnare ai bambini come intervenire», sottolinea Verena Kubli. Anche in futuro, il gruppo vuole continuare ad aiutare le persone ad aiutarsi. Il primo soccorso dovrebbe diventare una parte fissa del programma annuale del gruppo di alpinismo dei bambini.

Per informazioni e domande berghilfe@samariter.ch

REGIONI DI MONTAGNA In Svizzera, tutte le regioni al di sopra degli 800 metri sono considerate zone di montagna. Dei 2212 comuni svizzeri, 814 si trovano in regioni di montagna. Circa due milioni di persone vivono in zone di montagna. 100 000 franchi svizzeri sono stati stanziati dal Fondo Maria Fischer per progetti delle sezioni samaritane in queste regioni montane.

SONDAGGIO SULLA COLLETTA SAMARITANA 2021 «La mia mamma è una samaritana!»: era questo il tema della Colletta di quest’anno. Il Segretariato FSS ha fatto stampare opuscoli per la raccolta, piccole guide e manifesti per le associazioni cantonali e le sezioni samaritane e ha sviluppato un modello per la lettera di raccolta, da stampare. Per migliorare queste prestazioni, contiamo sul vostro feedback. Avete già partecipato al sondaggio? Nel caso non lo aveste ancora fatto, saremmo molto contenti se lo fate ora. Grazie alle vostre risposte otteniamo infatti preziosi e utili consigli per le modifiche necessarie e desiderate per la futura preparazione del materiale e dei servizi per la Colletta.

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DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA SVIZZERA

Da 50 anni pionieri nel settore Da piccola realtà pioneristica a insostituibile organizzazione di ricerca e salvataggio: a 5O anni dalla sua fondazione REDOG riflette sul lungo cammino percorso. Oggi le unità cinofile e le loro inconfondibili tute arancioni sono diventate il simbolo della ricerca di persone disperse o sepolte sotto le macerie. TESTO: Dagmar Wurzbacher  FOTO: REDOG Chiunque abbia conosciuto Urs Ochsenbein ha solo parole di rispetto nei suoi confronti: a lui si deve l’esistenza di REDOG, la Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio. Alla fine degli anni 1960 i conduttori cinofili ebbero l’idea di impiegare i cani per la ricerca di dispersi sotto le valanghe anche per le ricerche sotto le macerie. A guidare l’iniziativa fu Urs Ochsenbein che, oltre a essere pubblicista, era anche uno dei più profondi conoscitori del rapporto tra cani ed esseri umani. Gli bastava poco per farsi un’idea delle potenzialità di un cane e alla fine i suoi giudizi si rivelavano sempre corretti. Il suo gruppo lavorava instancabilmente per effettuare esercitazioni, trasportava

detriti con cui creare cumuli di macerie ed esercitarsi in un contesto quanto più simile alla realtà. Ma come si pensò di addestrare i cani a effettuare ricerche tra le macerie? Peter Kradolfer, compagno di percorso di Urs Ochsenbein, spiega che cercare persone sommerse sotto la neve o sotto le macerie non è poi così diverso.

Verso un’organizzazione di salvataggio Il primo presidente di REDOG, o piuttosto della SVKA, l’associazione svizzera per l’addestramento di cani da ricerca, come si chiamava alla sua fon-

1979: la formazione per conduttori di cani da ricerca viene ufficialmente introdotta nell’Esercito.

26   oggi samaritani 4/2021


Oltre al fiuto dei cani, anche la tecnologia. Dal 1982 sono in uso strumenti di localizzazione sempre al passo coi tempi.

Senza di lui REDOG non esisterebbe: Urs Ochsenbein in una foto del 1984.

dazione nel 1971, fu proprio lui, Peter Kradolfer, che oggi ha 82 anni. Il formatore di cani da ricerca racconta: «Per i cani non è certo semplice farsi largo tra travi, brandelli di muri, lastre di ferro e schegge. Ma è sempre molto toccante vederli avanzare da soli tra le macerie e iniziare a cercare.» Mentre parla, gli occhi dell’ex presidente brillano. Per anni si è impegnato per fare in modo che l’Esercito formasse conducenti di cani di servizio di milizia da impiegare in caso di catastrofe. Ancora oggi le reclute possono seguire questa formazione, al termine della quale diventano membri di REDOG. I cani sono al fianco degli esseri umani da sempre, ma è solo dagli inizi del Novecento che sono impiegati per la ricerca di dispersi nelle situazioni più disparate: dopo una valanga, per la ricerca di soldati feriti o di civili tra le macerie, attività particolarmente frequenti durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Peter Kradolfer racconta che si imparava con la pratica, ogni nuovo intervento insegnava qualcosa ai formatori. Già prima della nascita di REDOG, Peter Kradolfer e Urs Ochsenbein avevano effettuato due interventi: dopo un incidente nella fabbrica di esplosivi di Dottikon e dopo una frana nella Wägital. In entrambi i casi i cani Gary e Ari avevano fiutato persone sotto le macerie: era chiaro che stavano percorrendo la strada giusta. In breve tempo molti gruppi locali in tutta la Svizzera iniziarono gli addestramenti, alla SVKA si unirono presto organizzazioni della Svizzera tedesca, romanda e, dal 1974, del Ticino.

La svolta internazionale Il successo internazionale per REDOG arrivò nel 1985 a Città del Messico quando, durante l’intervento congiunto con la Catena Svizzera di Salva-

Yemen del Nord, 1982: primo intervento con la Catena Svizzera di Salvataggio.

taggio, le unità cinofile individuarono nove persone sotto le macerie ancora in vita. Toni Frisch, allora responsabile della Catena Svizzera di Salvataggio, ricorda ancora l’eccellente lavoro svolto dalle unità cinofile con l’aiuto degli altri team coinvolti. Nel 1981, REDOG fu uno dei membri fondatori della Catena Svizzera di Salvataggio e nel 1984 diventò un’organizzazione di salvataggio della Croce Rossa Svizzera (CRS). Alle celebrazioni per i 50 anni di REDOG, il presidente della CRS Thomas Heiniger ha riconosciuto le sue notevoli competenze nella ricerca e nella localizzazione di superstiti, sia grazie alle unità cinofile che al know-how tecnico.

Pionieri anche oggi Viste le possibili conseguenze del riscaldamento climatico, la collaborazione con REDOG diventa sempre più importante. Lo sa bene Linda Hornis­ berger, responsabile del settore Ricerca di dispersi nelle macerie. Nel 2019 si trovava in servizio con il suo Border Collie quando un temporale ha tra­s­formato un placido ruscello di montagna in un fiume impetuoso che ha strappato la vita a due persone. «Dobbiamo essere pronti ad affrontare simili fenomeni naturali, che in futuro saranno sempre più frequenti.» Ancora oggi REDOG è animata dallo stesso spirito pioneristico degli albori. Negli anni 1980 fu una delle prime organizzazioni a utilizzare, oltre al fiuto dei cani, anche moderne tecnologie come fotocamere e apparecchi di localizzazione acustica. Da cinque anni si serve di droni per la ricerca di persone in superficie. Le donazioni permettono a REDOG di conservare i suoi elevati standard di professionalità e qualità e mantenerli al passo coi tempi. oggi samaritani 4/2021  27


DAGLI ARCHIVI

Oskar Bernhard, pioniere nel soccorso alpino Al medico e samaritano engadinese Oskar Bernhard (­1861–1939) che, tra i primi, riconobbe la necessità di un soc­corso alpino e che è stato più volte nominato per il premio Nobel, è dedicata una mostra attualmente in corso a Romano di Lombardia (Italia) nell’ambito dei festeggiamenti dei 50 anni della locale Sezione del Club Alpino Italiano (CAI). TESTO: CRS e Mara Zanetti Maestrani FOTO: Archivio FSS

(assieme alla storia completa del medico svizzero) sono state pubblicate proprio sulla nostra rivista «oggi Samaritani» nel 2015 (numero 3, pp.4–6).

«Samaritani in montagna; soccorso alpino – Espo- Ma chi era Oskar Bernhard? Questo medico lunsizione di litografie di fine ’800» questo il titolo gimirante, figlio di un farmacista, nacque a Sadella mostra aperta dallo scorso 16 ottobre e fino medan (GR) e fu un grande promotore delle cure al 14 novembre al Museo d’Arte e Cultura Sacra infermieristiche, dapprima nei Grigioni dove, nel di Romano di Lombardia nell’ambito degli eventi 1895, promosse la creazione del primo ospedale organizzati dalla locale Sezione del Club Alpino dell’Engadina, proprio a Samedan. È qui che, in Italiano (CAI) per sottolineare i 50 anni del soda- qualità di capo-clinica, mise a punto il trattamenlizio, che in realità ricorrevano lo scorso anno ma to della tubercolosi ossea con la luce solare (elioche, a causa della pandemia, si festeggiano terapia). Una scoperta che gli valse, tra il 1920 e quest’anno. La mostra si avvale di 40 litografie: il 1932, ben sei nomine al premio Nobel per la sono le famose «tavole descrittive» di tecniche del medicina. Inoltre, nelle sue funzioni di guida e di soccorso in montagna, di cui alcune riproduzioni presidente della Sezione Bernina del Club Alpino

Ritratto di Oskar Bernhard.

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Una trasmissione artistica delle nozioni di primo soccorso.


Svizzero (CAS), il medico si rese subito conto della necessità di sviluppare i soccorsi in montagna. In quegli anni, specialmente sull’arco alpino, si assisteva infatti a un aumento di turisti e alpinisti che si avventuravano in ascensioni e scalate; e con il loro aumento, crescevano anche gli incidenti.

L’arte di insegnare i primi soccorsi Fu nel 1891 – nell’ambito dei corsi dedicati alle «Prime prestazioni di soccorso in caso di ferite e manifestazioni improvvise di malattie in montagna», dedicati principalmente alle guide del CAS – che il dottor Bernhard realizzò delle tavole didattiche di grande formato per illustrare e insegnare le tecniche di soccorso da prestare agli infortunati. Le 55 tavole originali (di cui 40 esposte a Romano di Lombardia) comprendono 173 disegni corredati di chiare istruzioni. Disegni che, abbinando estetica e precisione anatomica, fecero letteralmente furore. «Il Bernhard», come lo chiama amichevolmente la gente del posto, venne infatti ricom-

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«Se hai agito giustamente e in modo saggio in un caso sfortunato, la miglior lode è quella della tua coscienza, cioè che hai fatto del bene al tuo prossimo.» Oskar Bernhard

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pensato con un diploma della Scuola artigianale e industriale di Zurigo, come pure con una medaglia d’oro all’esposizione sull’igiene di Monaco. Questo grande successo lo spinse a pubblicare, nel 1896, una breve guida sul soccorso in alta montagna; manuale che fu poi tradotto in francese, italiano e inglese e ristampato diverse volte con il sostegno del CAS, dell’Associazione alpina tedesca e austriaca, della Federazione svizzera dei samaritani e della Croce Rossa. Nel 1903, grazie alla collaborazione tra Croce Rossa e CAS, le guide furono chiamate a seguire i corsi di primi soccorsi dispensati dalle sezioni della Croce Rossa svizzera o dei Samaritani.

Alcune tavole di Oskar Bernhard per la formazione nel soccorso alpino.

LA MOSTRA – ORIGINE E SCOPO Abbiamo voluto conoscere i contenuti della mostra in corso a Romano di Lombardia per cui abbiamo sentito uno dei promotori, Achille Piacentini, autore di un articolo intitolato «Il soccorso alpino a fine Ottocento», pubblicato sull’Annuario 2019 del CAI di Bergamo (pp. 229–232). «L’origine della mostra è curiosa – ci ha detto – Nel giugno del 2019, infatti, Massenzio Salinas – responsabile locale per il censimento dell’Archivio storico della Biblioteca della Sezione del CAI di Bergamo – ritrovò sorprendentemente una cartella contenente ben 73 stampe, di cui 49 a colori e 24 in bianco e nero, relative alle illustrazioni predisposte e utilizzate dal dottor Bernhard all’interno del CAS per i suoi corsi. È stata una scoperta eccezionale!» «Le successive ricerche fatte – continua Piacentini – ci portarono alla conclusione che si trattava delle tavole originarie che fecero parte di una primissima esposizione a St Moritz nel 1895». Da qui, è nata dunque l’idea di organizzare una mostra con lo scopo di divulgare la memoria di colui che ha aperto la via al primo soccorso in montagna. La festa per i 50 anni della Sezione CAI Romano di Lombardia era l’occasione propizia per indire la mostra. oggi samaritani 4/2021  29


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