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SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani

Primi soccorsi per i bambini 12 OBIETTIVI E OSTACOLI In un’intervista, il parere di Peter Lack, nuovo direttore della FSS

22 «PRIMA SVIZZERA» In Ticino il primo corso BLS-­AED per persone cieche e ipovedenti

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INFLUENZA SPAGNOLA

L’ammirevole impegno dei samaritani durante l’epidemia di 100 anni fa

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EDITORIALE

«PER UNA VOLTA, TORNARE BAMBINI» Vi ricordate ancora quando avete tenuto in braccio per la prima volta vostra figlia o vostro figlio? O vi ricordate il primo giorno di scuola di un nipotino? O come a Natale il vostro figlioccio ha scartato il regalo che desiderava da tempo? Questi momenti sono fra le esperienze più prezio­ se e commoventi che possiamo fare con i bambini. Lo sguardo e gli occhi luminosi di un bambino rivelano un profondo segreto, la curiosità di sco­ prire, il piacere di giocare e la sincerità con la qua­ le agiscono i bambini. Quest’anno «oggi Samaritani» dedica i temi dei quattro numeri alle altrettante fasi della vita. Ini­ ziamo oggi con l’infanzia. Non c’è dubbio che l’in­ fanzia sia una fase che lascia la sua impronta. Già nel ventre della mamma stabiliamo legami, l’orga­ nismo impara a reagire alle voci e dal momento della nascita inizia il viaggio alla scoperta di questo mondo. Risvegliarsi in un ambiente sicuro, stabile e amorevole pone le basi per sviluppare la fiducia in sé stessi e la sicurezza. Naturalmente l’infanzia comprende anche lo scatenarsi, la scoperta dei li­ miti e l’apprendimento dei pericoli. E tutto questo può portare anche a qualche infortunio. Il grande interesse che riscuotono i nostri corsi per le emer­ genze con i bambini ci rallegra. Così come le nu­ merose attività dei Gruppi della gioventù samari­ tana e i corsi di formazione dei giovani ci incoraggiano a continuare il nostro impegno di volontariato per e con i bambini e i giovani. In questo numero della rivista, impareremo quindi a

comunicare con i bambini in delicate situazioni di emergenza. Il ritratto di Arnaud Forestier offre poi un quadro dell’impegno in un Gruppo di gioventù samaritana della Romandia. Anche nella famiglia della Croce Rossa molte of­ ferte di sostegno, come per esempio una riduzione dell’onere per i genitori malati o i corsi di babysit­ ting, mirano a proteggere e conservare la salute dei bambini. Nell’articolo sul corso di babysitting ne apprendete gli aspetti principali. Anche da adulti i ricordi delle belle esperienze in­ fantili possono aiutarci ad affrontare le situazioni difficili nella vita quotidiana. Concedetevi di tanto in tanto anche la possibilità di «tornare bambini», di affrontare i conflitti come un gioco o di porre domande innocenti, come quelle di un bambino di tre anni. Care lettrici e cari lettori, vi auguriamo una lettu­ ra avvincente e con questo numero dedicato al tema dell’infanzia vi invitiamo a vivere anche voi momenti creativi e di gioco. Ringraziamo di cuore tutte le samaritane e i samaritani per l’impegno a favore dei bambini e dei giovani fra i nostri mem­ bri. Contribuiscono a far sì che i bambini possano crescere in letizia e consapevoli del senso della loro vita. MATHIAS EGGER Vicepresidente della Federazione svizzera dei samaritani oggi samaritani 1/2019   3


6 PRIMI SOCCORSI PER I BAMBINI

18 COME COMPORTARSI CON I BAMBINI IN SITUAZIONI DI EMERGENZA? 34 COSA FARE IN CASO DI INFORTUNIO AI DENTI 38 COME CREARE UN GRUPPO DELLA GIOVENTÙ SAMARITANA 40 DA SAMAS’KID A MONITORE GIOVENTÙ

CONTENUTO 11 COMITATO CENTRALE Strategia, a che punto siamo del processo? 12 DOMANDA E RISPOSTA Intervista al nuovo direttore FSS Peter Lack. 15 GIORNATA DEGLI EX La gioia di rivedersi.

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22 UNA PRIMA SVIZZERA In Ticino il primo corso BLS-AED-CRS per ­ciechi e ipovedenti.

28 SEZIONI E ASSOCIAZIONI Articoli diversi sulle ­attività di sezioni e ­associazioni.

26 SOCCORSO RAPIDO IN VALLESE I samaritani appoggiano l’associazione cœur wallis nella creazione di una rete di primi soccorritori.

30 TOCCA A VOI Parole crociate e ­sudoku. 32 INFLUENZA SPAGNOLA L’ammirevole impegno dei samaritani 100 anni fa durante l’epidemia


IMPRESSUM «oggi Samaritani» 01/2019 Data della pubblicazione: 13 febbraio Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizo per iscritto all’indirizzo citato Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– annuali 4 numeri all’anno Tiratura: 25 000 copie Redazione Christoph Zehnder Svizzera occidentale: Chantal Lienert Ticino e Moesano: Mara ZanettiMaestrani (m.z) Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo: Redazione «oggi Samaritani» Casella postale, 4601 Olten

42 FAMIGLIA CRS Imparare ad occuparsi dei bambini con il corso di babysitter della CRS. 44 CASSETTA DEGLI ATTREZZI Con l’app Swissalert sempre informati sui pericoli attuali.

45 INFO VARIE Corso gratuito di formazione in ­omeopatia per tutti i ­samaritani.

Inserazioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli SA, 3001 Berna

46 LETTERE DEI LETTORI La vostra opinione ­conta.

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VENIAMO AL PUNTO  EMERGENZE CON I BAMBINI

PRIMI ­ SOC­CORSI NELLA CAMERETTA DEI BAMBINI 6   oggi samaritani 1/2019


BILD sequi nosaepernata vel is et lic te sit, senihillore nat que velliquo min pratur, excepta corunt dolectur ad quiatus apel

Per i genitori e la persona che presta assistenza, niente è più importante della sicurezza del bambi­ no. Ma anche le migliori misure precauzionali non possono scongiurare determinati tipi di incidenti. E nemmeno devono. Perché graffi e bernoccoli fanno parte dell’infanzia. Sarebbe anche sbagliato tenere i bambini costantemente «al guinzaglio». Devono imparare a gestire i pericoli nel modo cor­ retto. Ce ne sono molti in qualsiasi casa, più di quanti gli adulti possano talvolta immaginare: il piano cottura infuocato in cucina, il detergente nell’armadietto o la piscina gonfiabile non coperta in giardino. Per i bambini che vivono in un mera­ viglioso mondo tutto loro, sono luoghi emozionan­ ti dove c’è tanto da scoprire. Non sono in grado di valutare i rischi, oppure li riconoscono solo quan­ do è troppo tardi.

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«Il corso trasmette sicurezza ai partecipanti.»

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Cosa bisogna fare se il bambino ha ingerito un oggetto? Il corso «Emergenze con i bambini» risponde a domande come questa.

Il corso «Emergenze con i bambini» è tra i corsi samaritani più apprezzati. In questo corso, genitori e assistenti imparano come reagire correttamente in una situazione d’emergenza. Il corso trasmette loro la sicurezza necessaria. Al tempo stesso, è un biglietto da visita per molte sezioni samaritane. TESTO: Christoph Zehnder

A volte basta una piccola disattenzione da parte degli adulti: la mamma viene distratta dalla sorel­ lina o dal fratellino più grande ed ecco che il pic­ colo si gira su se stesso e cade dal fasciatoio. E poiché la testa di un bebè è relativamente pesante, esiste un forte rischio che questa parte del corpo tocchi il suolo per prima. Incidenti del genere non sono affatto rari e possono implicare gravi conse­ guenze per la salute del bambino. Oltre il 40% di tutti gli incidenti occorsi ai bambini si verificano in casa. Si arriva addirittura all’80% per i bambini di età inferiore ai due anni. Scenari del genere sono un vero incubo per geni­ tori e assistenti. Ecco perché i pericoli nell’ambien­ te domestico sono argomenti presenti anche nel corso «Emergenze con i bambini». Il corso rientra tra le offerte più apprezzate di numerose sezioni samaritane. Gli ultimi posti liberi vengono spesso prenotati già con settimane di anticipo. Nel corso, le partecipanti e i partecipanti imparano come po­ ter prestare i primi soccorsi al loro bambino in modo rapido e sicuro in caso d’emergenza. Sulla base di situazioni realistiche, si allenano ad appli­ care le misure di primi soccorsi sul bambino in modo sicuro. Ma non solo.

Ciò che i genitori vogliono sapere «Il corso trasmette sicurezza ai partecipanti», spie­ ga Danielle Brusato. La monitrice di corsi e presi­ oggi samaritani 1/2019   7


VENIAMO AL PUNTO  EMERGENZE CON I BAMBINI

dente della sezione samaritana di Münsingen im­ partisce ogni anno da tre a quattro corsi dedicati ai bambini. Constata continuamente che i parteci­ panti hanno davvero sete di informazioni. È vero che ricevono tutti i consigli possibili – dai medici, dai media e da Internet – ma spesso non trovano risposta alle domande che più li tormentano. Nel corso possono porre le domande che più li preoc­ cupano. «Le domande sono tantissime», conferma

• «Con la conoscenza, si è più ­propensi all’azione.»

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la monitrice di corsi. È necessario infatti prender­ si il tempo per rispondere. Gli interessi dei parte­ cipanti sono molto diversi. I temi classici sono l’in­ gestione di un corpo estraneo e l’annegamento, ma vengono poste spesso anche domande sul vomito e la diarrea. Alcuni preferiscono apprendere di più sui metodi complementari o si informano sui vac­ cini. Ma la domanda posta con maggior frequenza è «Quando devo portare mio figlio dal medico?».

possono inserire le domande che hanno più a cuo­ re. Già questo garantisce una parte teorica avvin­ cente. «Accade spesso di trattare un tema in modo molto dettagliato», afferma. Così, ha spiegato ad esempio a un gruppo di partecipanti perché può sopraggiungere un’insufficienza renale in presenza di un’ustione grave. Informazioni del genere pos­ sono esulare dalle conoscenze fondamentali in pri­ mi soccorsi, ma rafforzano anche la fiducia in sé stessi. «La gente vuole sapere cosa accade nel cor­ po», dichiara la bernese, che aggiunge: «Con la conoscenza, si è più propensi all’azione.» Nel corso, i partecipanti apprendono anche in che modo si differenziano i primi soccorsi con i bam­ bini da quelli con gli adulti, a seconda dell’età del bambino. Imparano ad esempio come espellere un corpo estraneo che un bambino ha ingerito. Op­ pure, nel peggiore dei casi, quale tecnica di riani­ mazione viene applicata per i bambini piccoli. Ap­ prendono che il corpo di un bambino funziona in modo diverso da quello di un adulto. La febbre improvvisa e il polso accelerato non sono ad esem­ pio sintomi eccezionali per i bambini. Inoltre, i piccoli si comportano in modo del tutto diverso dagli adulti. Sono meno prevedibili per i soccorri­ tori. E in ogni caso, i bebè non sono ancora in grado di comunicare. In una situazione d’emergen­ za, occorre pertanto moltissima empatia. «I bam­ bini non sono degli adulti in miniatura!», sottolinea la monitrice di corsi.

50+13+1073219G Danielle Brusato si prende il tempo e risponde alle tematiche desiderate da ognuno nel modo più esau­ stivo possibile. Inizia sempre i suoi corsi con il co­ siddetto «fiore dei desideri», dove i partecipanti

Ferite dei bambini e degli adolescenti (0-16 anni) in casa e durante il tempo libero. Periodo 2011-2015. Fonte: upi

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■ ■ Caduta: 50% ■ ■ Contatto/impatto con oggetto: 13% ■ ■ Tagli, graffi, strappi, escoriazioni: 10% ■ ■ Morsi, punture di insetti: 7% ■ ■ Punture, contusioni: 3% ■ ■ Incidente con mezzi di trasporto: 3% ■ ■ Contatto con persona: 2% ■ ■ Sovraccarico: 2% ■ ■ Avvelenamento, corrosione: 1% ■ ■ Altre cause: 9%


I bambini non sono ancora in grado di valutare correttamente i rischi. Devono prima imparare a gestirli. (Foto: Shutterstock)

I gruppi misti sono più dinamici Il corso «Emergenze con i bambini» si rivolge prin­ cipalmente a genitori, nonni, madrine e padrini. Ci sono anche delle mamme diurne tra i parteci­ panti. Non c’è da sorprendersi che il corso venga frequentato soprattutto da donne, ma non esclusi­ vamente. «Il corso viene frequentato anche da cop­ pie», afferma la monitrice di corsi e aggiunge sor­ ridendo: «Un giorno, due genitori si sono quasi presi per i capelli, perché avevano visioni diverse.» La monitrice trova tuttavia più interessanti i corsi a cui partecipano anche gli uomini. Si crea tutt’al­ tra dinamica nel gruppo, poiché gli uomini pon­ gono spesso domande completamente diverse. I gruppi di partecipanti misti sono un arricchimen­ to per entrambe le parti, sia per le donne che per gli uomini. Danielle Brusato osserva una situazio­ ne analoga anche in altri corsi, ad esempio nel Cor­ so soccorritori: «È molto più interessante se i grup­ pi sono misti e i partecipanti hanno età diverse.» In un’altra occasione, il corso è stato frequentato da un’intera famiglia. In questo caso specifico, il bambino soffriva di un difetto cardiaco. A quel

punto, la sezione ha contattato il cardiologo del piccolo, al fine di adattare adeguatamente il con­ tenuto del corso.

Flessibile e attuale Come nel caso di tante altre sezioni samaritane, anche il corso di Münsingen è una forma estesa dell’allora modulo standard della FSS, che vi è sta­ to totalmente integrato. I temi sono fondamental­ mente identici, ma le 11,5 ore di corso permettono di andare molto più in profondità. «Abbiamo co­ stantemente sviluppato il corso negli ultimi anni», afferma la monitrice di corsi. Il numero dei parte­ cipanti a Münsingen è limitato a dodici persone. Il maggior tempo a disposizione permette ai re­ sponsabili del corso di fare maggiore riferimento a temi attuali e stagionali. In estate, ad esempio, ci si concentra più su contenuti come l’annegamento o le punture di insetti, mentre d’inverno il tema delle lesioni da frattura può essere più attuale. La direzione del corso cerca sempre di rispondere ai bisogni e ai desideri individuali dei partecipanti e di chiarire tutte le domande poste. I partecipanti traggono vantaggio da questa flessibilità e da que­ oggi samaritani 1/2019   9


VENIAMO AL PUNTO  EMERGENZE CON I BAMBINI

porto con i bambini sia indispensabile per condur­ re un corso del genere. «Chi non ha alcun rapporto con i bambini non può impartire questo corso.» Qui non c’è spazio per le paure del contat­ to con i bambini.

Un biglietto d’ingresso nel mondo samaritano

I bambini non sono ancora in grado di valutare correttamente i pericoli. Devono prima imparare a gestirli. (Foto: Shutterstock)

sta gamma tematica. Vogliono imparare le misure di primi soccorsi. Ma è comprensibile che i geni­ tori giovani non vogliano occuparsi esclusivamen­ te di situazioni in cui è tutta questione di vita o di morte. «È vero che imparano cosa bisogna fare in una situazione del genere. Ma questo da solo non basta. Devono sentirsi anche sufficientemente si­ curi per agire di conseguenza al momento oppor­ tuno.»

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«È per così dire il mio corso ­preferito.»

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L’ampio spettro dei temi possibili pone il monitore di corsi davanti a grandi sfide. La preparazione è più impegnativa rispetto ad altri corsi. Danielle Brusato cerca di tenersi sempre informata. Lavo­ rando nel settore medico, può far confluire nei corsi anche delle conoscenze professionali. Se il monitore di corsi è in grado di menzionare esempi pratici, questo va naturalmente a beneficio del cor­ so. Come madre, Danielle Brusato può fare appel­ lo alla sua grande esperienza personale e quindi sa fin troppo bene quali sono i punti deboli per alcu­ ni partecipanti. Ritiene che l’esperienza nel rap­ 10   oggi samaritani 1/2019

Alcuni partecipanti temono di dimenticarsi tutto rapidamente dopo il corso. Per Danielle Brusato, è una buona occasione per richiamare l’attenzione sulla possibilità di aderire a una sezione, al fine di sviluppare ulteriormente le conoscenze in primi soccorsi. Lei stessa è entrata nella sezione samari­ tana di Münsingen dopo aver frequentato il corso, e non è un caso isolato. Per molti soci delle sezioni, l’apprezzato corso «Emergenze con i bambini» è diventato il biglietto d’ingresso nel mondo sama­ ritano. A Münsingen, secondo la presidente, circa il 30% dei soci sono entrati in contatto con la se­ zione dopo aver partecipato al corso dedicato ai bambini piccoli. Ma in genere l’adesione non è immediata. Quando si è madre di un bambino pic­ colo, si ha già abbastanza da fare. In seguito però – quando i bambini sono un po’ più grandi – mol­ ti si ricordano del corso e aderiscono alla sezione nelle loro vicinanze.

La concorrenza fiuta l’affare Negli anni passati, la sezione samaritana di Mün­ singen ha costantemente esteso il corso, che rien­ trava allora tra gli eventi più frequentati. Le rea­ zioni dei partecipanti sono tutte positive «senza eccezione», secondo la presidente della sezione. Si ricevono iscrizioni dall’Emmental all’Oberland bernese. Anche le offerte della concorrenza, nate nel frattempo nella regione tra Berna e Thun, di­ mostrano che esiste indubbiamente un bisogno di corsi di questo genere. Una situazione nuova per la sezione, che finora ha puntato principalmente sul «passaparola», mentre la concorrenza promuo­ ve attivamente le proprie offerte. In seno alla se­ zione, si sta riflettendo perciò su un modello di corso ridotto e meno caro, affinché continui a su­ scitare interesse. Il corso nella sua forma attuale procura a Danielle molta gioia. «È per così dire il mio corso preferito», rivela. E spera di tutto cuore che lei possa continuare a proporre questo interes­ sante e utile corso.


INFORMAZIONI DAL COMITATO CENTRALE

Nel pieno del processo strategico Sviluppare una strategia significa essenzialmente nient’altro che avere un piano a lungo termine. Si tratta di ponderare le diverse possibilità e preferire un’opzione. È in questo processo che ci troviamo attualmente come Federazione svizzera dei samaritani. Ecco una visione d’insieme delle tappe finora raggiunte e dei prossimi passi: 25 agosto 2018: kick-off per il processo strategico Avvio del processo strategico 2030 e posa della prima pietra per la strategia «I samaritani del futuro». Insieme alle associazioni cantonali, sono state elaborate la visione e la missione, creando così una base per l’ulteriore lavoro strategico.

26 gennaio 2019: pietra miliare 2 In un secondo workshop sulla strategia con le associazioni cantonali sono stati analizzati i seguenti punti della missione in termini di opportunità e rischi, al fine di formulare gli obiettivi per l’implementazione: i samaritani… … salvano vite e prestano i primi soccorsi, … informano sul comportamento corretto in un’emergenza, ... si impegnano volontariamente in ogni classe di età.

17 novembre 2018: pietra miliare 1 I temi Formazione e Finanze sono stati al centro del primo workshop sulla strategia con le associazioni cantonali. Per via della chiara richiesta da parte della base, la formazione è stata ancorata nella missione e, di conseguenza, riportata in un budget 2019 rielaborato. È stato presentato il nuovo budget e sono stati spiegati i dettagli di un’offerta di formazione ridotta nel 2019. Inoltre, il gruppo di lavoro Finanze ha presentato i risultati della sua analisi e si è discusso in modo dettagliato del finanziamento intermedio. È emerso che la maggioranza delle associazioni cantonali sostiene un finanziamento intermedio, al fine di garantire il mantenimento del Segretariato FSS di Olten e accelerare l’ulteriore lavoro strategico.

16 marzo 2019: pietra miliare 3 22 giugno 2019: Assemblea dei delegati All’Assemblea dei delegati di giugno 2019 a Locarno, da un lato sarà approvato il budget 2019, che ora prevede le attività di formazione del Segretariato FSS e anche il finanziamento intermedio. Ammesso che i delegati approvino la strategia 2030 della Federazione svizzera dei samaritani dal titolo «I samaritani del futuro», nel processo successivo potremo occuparci dell’elaborazione delle misure e della ripartizione delle responsabilità.

INFORMAZIONI IN EXTRANET Trovate ulteriori informazioni sul processo strategico in Extranet sotto la rubrica Informazioni > Newsletter del Comitato centrale. Sotto Conferenze sono visualizzabili inoltre tutte le documentazioni relative ai workshop sulla strategia e le pietre miliari. Hanno accesso all’Extranet tutti i soci in possesso di un indirizzo e-mail.

Nell’ambito della Conferenza dei presidenti, si svolgerà un terzo workshop sulla strategia. Ci si concentrerà per punti chiave sui tre punti successivi della missione relativi a Formazione, Organizzazione di salvataggio e Organizzazione e finanze. Il gruppo di lavoro Formazione presenterà l’ulteriore svolgimento. La Commissione delle finanze del Comitato centrale presenterà un primo piano pluriennale. Saranno inoltre analizzati di nuovo le opportunità e i rischi per i seguenti punti della missione: i samaritani… … garantiscono la formazione per salvare vite umane e prestare i primi soccorsi, … sono una delle organizzazioni di salvataggio della CRS, … si organizzano per essere finanziariamente autosufficienti.

Manteniamo un dialogo Siamo consapevoli che il processo strategico è impegnativo per l’intera organizzazione. Tuttavia, il Comitato centrale è convinto del senso e dell’utilità del lavoro samaritano alla base ed è impressionato dalla prestazione globale di oltre 100 000 partecipanti formati ai corsi e di oltre  500 000 ore d’intervento. Vogliamo mantenere in vita questo enorme im­ pegno a titolo volontario e trovare risposte moderne a domande sull’organizzazione del movimento samaritano. Nelle settimane scorse, ci sono pervenute numerose domande e suggerimenti da parte di samaritane e samaritani attivi. Cogliamo l’occasione per ringra­ ziare sentitamente per le idee e le indicazioni volte a una critica costruttiva. Manteniamo un dialogo, sfruttate le informazioni della vostra associazione cantonale per contribuire al processo strategico e per partecipare attivamente al futuro. IL COMITATO CENTRALE DELLA FEDERAZIONE SVIZZERA DEI SAMARITANI oggi samaritani 1/2019   11


DOMANDA E RISPOSTA

«Si tratta ora di trovare un sano equilibrio» Dallo scorso mese di ottobre, Peter Lack è direttore della Federazione svizzera dei samaritani. In questa intervista ci parla delle sfide alle quali è confrontato il movimento samaritano e degli obiettivi per il 2019. INTERVISTA: Christoph Zehnder / m.z FOTO: Sonja Wenger

Peter Lack, lei è direttore della Federazione svizzera dei samaritani dallo scorso 1º ottobre. Ritiene di essersi ben integrato? Peter Lack: Sono arrivato bene e sono stato ben accolto. I pri­ mi mesi sono stati molto im­ pressionanti e, vista la situazio­ ne attuale della FSS, anche molto impegnativi. Grazie a ciò ho potuto conoscere in breve tempo diversi aspetti dell’attivi­ tà samaritana e prendere con­ tatto con i collaboratori e con altre organizzazioni. Ho inizia­ to, per così dire, «in medias res». Mi sembra in effetti di essere qui da ben più di quattro mesi.

La FSS sta attraversando un periodo burrascoso. Questo è stato un ulteriore incentivo per lei per assumere la carica di direttore? Ovviamente ero al corrente della situazione di riorienta­ mento, cosa che mi ha decisa­ mente motivato. Un lavoro orientato al futuro, che sia la costruzione o il riorientamento, mi ha sempre affascinato. In questi casi bisogna occuparsi di questioni generali e saper 12   oggi samaritani 1/2019

comunque agire in modo dina­ mico.

Quali sono al momento attuale le sfide più grandi per la FSS e per le attività samaritane?

più uniforme possibile e, nel contempo, preservare la portata e la necessaria varietà del movi­ mento samaritano?

La struttura federale del movimento samaritano Attualmente si tratta di supera­ offre tuttavia anche dei re bene i prossimi uno o due vantaggi? anni. È, questo, un periodo di Sì, essa ci consente di rispondere transizione e una fase impegna­ al meglio alle circostanze regio­ tiva e difficile sia per la sede nali e locali. Ma questo vantag­ centrale che per le sezioni e le gio rappresenta nel contempo associazioni. È chiaro per tutti una grossa sfida. Si tratta di tro­ che alcune cose non funzionano vare un sano equilibrio tra il più come prima. Ma i necessari «marchio» samaritano noto in adattamenti non sono ancora tutta la Svizzera e l’indipenden­ definiti né introdotti. Un’ulte­ za delle sezioni e delle associa­ riore sfida è rappresentata dal zioni cantonali, e questo sempre posizionamento della Federa­ con un occhio attento al mercato zione svizzera dei samaritani in e ai numerosi concorrenti. Un Svizzera. Qui abbiamo uno chiaro posizionamento è quindi spettro enormemente ampio da di grande importanza per il fu­ considerare: dai singoli parte­ turo del movimento samaritano cipanti ai corsi fino alla Confe­ e di conseguenza per tutti noi. derazione, di cui siamo partner nel Servizio sanitario coordina­ Quali approcci possibili to (SSC). Un’ulteriore doman­ alle soluzioni da è la seguente: come gestiamo potete ravvisare e quale questo posizionamento in con­ ruolo gioca il Segretariato siderazione della complessità FSS in questo processo? della nostra organizzazione e Il Comitato centrale sta elabo­ tenendo conto delle mutevoli rando una strategia globale as­ condizioni quadro? Come pos­ sieme alla base e al Segretariato siamo essere percepiti nel modo centrale. Questi principi verran­


no sottoposti ai delegati nel corso dell’Assemblea generale prevista il 22 giugno 2019 a Locarno. Dopo di che, l’offerta delle prestazioni verrà defi­ nita con precisione e in collaborazione con la base. Solo una volta che si è chiarito quali prestazioni e quali settori d’attività principali spettano in futuro alla Federazione, potranno poi essere definiti com­ piti e competenze del segretariato e le modalità secondo le quali lo stesso deve organizzarsi in fu­ turo.

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«I samaritani offorno dei servizi a favore di tutta la Svizzera.»

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Sembra essere un processo lungo … Pensiamo che il processo possa concludersi al più presto nel 2021, ma è anche possibile che dovremo calcolare un tempo dilazionato dai tre fino ai cin­ que anni.

Negli scorsi anni, il sentimento di fiducia delle sezioni e associazioni ha sofferto. Cosa dovrebbe fare la FSS per riguadagnare questa fiducia? Una cosa già avviata nel 2018 è il miglioramento della comunicazione. E ne sono molto contento. La fiducia, infatti, è molto legata alla trasparenza e a una comunicazione funzionante. Un altro fattore importante è che tutte le parti siano consapevoli delle reciproche aspettative e che proprio su questa base sia poi possibile definire quali servizi dovreb­ bero essere forniti. Potremmo paragonare la situa­ zione a quella di una comproprietà: occorre defi­ nire chiaramente quali servizi si supportano assieme e quali richieste sono invece piuttosto dei desideri speciali. In questo ambito è importante trovare un modello nel quale le sezioni possano individuare le cose di cui hanno bisogno e quello che è finanziariamente sostenibile. Accanto vi è poi

l’aspetto dei diritti di partecipazione. Chi parla, quando e dove? Siamo una grande Federazione. Se tutti hanno voce in capitolo, non potremo mai ve­ nire a capo del problema. Nel contempo, tuttavia, non deve sorgere l’impressione che «quelli là in alto, a Olten» fanno comunque quello che vogliono. Ci vuole trasparenza anche qui e occorre una de­ finizione dei ruoli sotto forma di consenso di mag­ gioranza.

La scorsa estate Ingrid Oehen ha preso il timone della FSS in veste di nuova presidente centrale. Come è la collaborazione con le e con il Comitato centrale? In veste di nuova presidente centrale, Ingrid Oehen con il suo collegio è responsabile della conduzione strategica della FSS. La presidenza e la direzione hanno delle responsabilità su due livelli diversi dell’organizzazione. C’è bisogno di questa intera­ zione e di un equilibrio, certamente anche come controparte critica; solo così un’organizzazione può evolversi continuamente. Sono molto conten­ to che questo compito l’abbia assunto una persona che conosce così bene la Federazione svizzera dei samaritani e le attività dei samaritani stessi. La collaborazione con lei e con il Comitato centrale è molto buona.

In cosa consiste, concretamente, questa collaborazione? Nella mia funzione di direttore e capo operativo del segretariato sono l’anello di congiunzione tra la direzione del Segretariato FFS e il Comitato centrale e con ciò il partner di contatto per ambe­ due i livelli. Il mio compito è quello di portare la gestione (segretariato) ad avere un parere consoli­ dato, a far giungere questo parere al Comitato centrale e, d’altra parte, devo fare in modo di im­ plementare nella ge­ stione le decisioni del Comitato centrale. In questo processo è molto importan­ te che la comuni­

Chi è Peter Lack Prima di assumere la carica di direttore della FSS, Peter Lack (50 anni) è stato direttore di Cancro infantile in Svizzera e prima ancora è stato direttore amministrativo della Fondazione per i bambini malati di cancro ­Regio Basiliensis. Dal 2002 al 2009 ha diretto la «Gesellschaft für das Gute und Gemeinnützige (GGG)» di Basilea e dal 1995 al 2001 è stato pastore presso l’ufficio pastorle ecumenico per l’Aids nei semicantoni di Basilea come pure cappellano. Ha studiato teologia e management di associazioni non profit. Abita a Birsfelden. Nel suo tempo libero ama fare delle passeggiate con il suo cane da terapia ­Allegra.

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DOMANDA E RISPOSTA

cazione sia il più scorrevole possibile, in modo che non si giunga a delle decisioni unilaterali. Il mio lavoro, quindi, consiste nell’incentivare e rafforza­ re lo scambio tra il Comitato centrale e il segreta­ riato. Certo, si tratta di due livelli differenti, quel­ lo strategico e quello operativo, e il Comitato centrale è anche l’organo di controllo. Se vogliamo avere successo, dobbiamo davvero collaborare bene, altrimenti non potremmo superare i compi­ ti erculei che stanno davanti a noi.

In altre parole: tutti devono tirare la corda dalla stessa parte. … e condividere continuamente la visione comune, parlarne. E ciò poiché, in definitiva, la stessa non era più così chiara a tutti i livelli, cosa che – in passato – è stata fonte di errori e ha portato a spac­ cature su più fronti. Proprio per questa ragione occorre avere una stretta collaborazione. Quando risulta chiaro che tutti tirano la corda dalla stessa parte e che hanno un obiettivo comune davanti agli occhi, anche la fiducia della base nell’organiz­ zazione centrale si rafforza.

Prima lei è stato CEO dell’associazione mantello Cancro infantile in Svizzera e, professionalmente, ha trattato da vicino anche la tematica delle cure palliative. Fulcro delle attività samaritane sono i primi soccorsi. Cosa lega questi due settori? In primo luogo, l’aspetto medico. Nella mia car­ riera ho più volte affrontato tematiche mediche in modo interdisciplinare. D’altra parte, c’è il lavoro di volontariato che rappresenta un tema centrale nelle attività samaritane. Altri legami sono il lavo­ ro in un settore non profit e in un’organizzazione federativa. Grazie ai miei precedenti lavori, di­ spongo già di una buona rete di contatti e conosco anche le differenze tra le regioni. Inoltre mi sono sempre occupato di raccolta di fondi (fundraising). Una cosa che noi, in seno alla FSS, dovremmo affrontare in modo più ampio dato che i temi del salvataggio e dei primi soccorsi hanno un grosso potenziale. Sono fermamente convinto che i sama­ ritani offrono delle prestazioni che portano bene­ fici a tutta la Svizzera. Ma purtroppo la popolazio­ ne ne è ancora troppo poco consapevole. Cambieremo anche questa cosa, probabilmente assieme ad altre organizzazioni della Croce Rossa Svizzera. Una raccolta di fondi mirata potrebbe anche alleviare parte degli oneri finanziari e i no­ stri membri potrebbero esserne sollevati.

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L’attività samaritana è sempre ancora fondata sul volontariato. Come è cambiata, nella società, la disponibilità al volontariato? Ci troviamo in un momento di cambiamento so­ ciale. Il volontariato tradizionale si basa su persone che dispongono di una quantità di tempo relativa­ mente grande. Oggigiorno, la gente non dispone invece più delle uguali risorse di tempo. Molte più persone sono attive professionalmente e le esigen­ ze della vita lavorativa sono piuttosto aumentate. Un impegno vita natural durante è destinato quin­ di a diventare vieppiù un’eccezione. In generale, le attività associative e in sezione hanno perso di at­ trattività, e questo non vale solo per le sezioni sa­ maritane. Oggi molte persone preferiscono impe­ gnarsi a tempo determinato oppure mirato su un progetto. In veste di organizzazione di volontaria­ to, dovremmo pertanto sviluppare delle offerte per esigenze diverse. A qualcuno piace molto insegna­ re, qualcun’altro preferisce invece impegnarsi die­ tro le quinte. Per cui dovremmo avvicinare e coin­ volgere le persone proprio là dove hanno i loro interessi e dove hanno voglia di partecipare in modo diretto.

Il 2019 sarà un anno decisivo per la FSS. Quali sono i suoi obiettivi personali per quest’anno di transizione? L’obiettivo prioritario è quello di garantire il fun­ zionamento del segretariato nell’interesse di tutti i membri e dei nostri partner. Inoltre desidero af­ frontare ancora in modo più intenso alcuni argo­ menti fondamentali. Un’altra tematica è la cura dei contatti sia interni che esterni alla Federazione. Finora non ho ancora avuto tempo a sufficienza per tutto questo, a causa di lavori ulteriori cui bi­ sognava far fronte e alle risorse limitate del segre­ tariato. Ciò è particolarmente importante in questa fase di transizione. Desidero infatti essere presen­ te e disponibile al diagolo per i nostri partner e i nostri collaboratori.

E per finire: cosa le piace di più nel suo lavoro? Mi piace in special modo l’ambito dello sviluppo dell’organizzazione con tutti i suoi aspetti e le sue sfide. Questi temi mi appassionano profondamen­ te. Soprattutto, però, mi piace lavorare assieme ai collaboratori del segretariato. La loro motivazione e il loro impegno mi ispirano continuamente nel mio lavoro.


ATTUALITÀ  GIORNATA DEGLI EX

Informati al meglio nel Nuovo Anno Alla Giornata degli ex, i samaritani presenti hanno potuto avere una visione d’assieme sui progetti attuali e sugli sviluppi futuri in seno alla FSS. Erano circa in 60, tra membri onorari, ex presidenti di Associazio­ ni cantonali e collaboratori del Segretariato centrale al beneficio della pensione, a trovarsi riuniti lo scorso 6 dicembre a Olten per la tradizionale Giornata degli ex svoltasi allo Stadttheater di Olten. La presidente centrale Ingrid Oehen e il direttore della FSS Peter Lack hanno accolto i partecipanti e li hanno informati sulla situa­ zione attuale della Federazione svizzera dei samaritani e sullo svi­ luppo continuo di una strategia che sia lungimirante. La presiden­ te centrale ha esposto un’interessante visione sulle attività da lei svolte dallo scorso mese di giugno – quando è entrata in funzione – fino ad oggi e si è detta fiduciosa sul fatto che, tutti assieme, si possano affrontare le sfide attuali e future. La presidente centrale Ingrid Oehen e il direttore Peter Lack si sono detti soddisfatti del numero degli ospiti presenti alla Giornata degli ex.

Anche tra i giovani è attiva e vivace la fiamma che anima la loro attività samaritana: lo si è appreso dalla relazione di Roger Hayoz sul primo Congresso della Gioventù svoltosi lo scorso settembre. «I giovani sono coscienti che la FSS offre qualcosa di speciale», ha detto. Molti giovani samaritani, tuttavia, auspicano una miglior messa in rete e una maggior presenza nelle attività delle sezioni samaritane. Un’apposita conferenza dedicata ai risultati di quest’an­ no dovrebbe contribuire all’ulteriore sviluppo del lavoro giovanile.

Novità dallo Shop FSS L’intrattenimento musicale è stato propostp dal duo Stellamar.

Roland Rölli, responsabile dello Shop e del settore vendite, ha pre­ sentato i nuovi prodotti dell’assortimento FSS e ha informato i pre­ senti sulla nuova collaborazione con la Suva. Dal 1º gennaio 2019, infatti, lo Shop della Suva con materiale per i primi soccorsi sarà gestito in comune con la FSS e Tinovamed GmbH, un partenariato che offre prospettive interessanti per tutte le parti coinvolte. In gen­ naio verranno consegnate le prime comande. La parte conviviale della giornata è stata aperta dalle note del duo musicale Stellamar. Durante l’aperitivo e il pranzo in comune, l’atmosfera era distesa e si sono uditi molti ricordi e aneddoti. Spesso qua e là ritornava la domanda «Ti ricordi?». Al termine, prima dei saluti di congedo e di arrivederci alla Giornata degli ex nel 2019 (prevista per il 12 dicem­ bre), a tutti i samaritani presenti, nei loro diversi gradi di attività, è stato distribuito un piccolo sacchetto di San Nicolao. (cze / m.z)

Roland Rölli ha riferito sulle attività del Settore vendita e Shop.

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PAGINE PARTNER

PRENDERSI CURA DELLA SOLIDARIETÀ

Nel 2018 Trasfusione CRS Svizzera ha festeggiato il suo 30º anniversario, tra le altre cose con un’azione di palloncini a Berna.

Nel 2018 il Registro svizzero dei donatori di cellule staminali del sangue ha festeggiato il suo 30º anniversario e Trasfusione CRS Svizzera si è accomiatata dal suo direttore di lunga data Rudolf Schwabe. Anche al suo successore Bernhard Wegmüller sta a cuore la solidarietà: «Nel nostro Paese è esemplare e dobbiamo prendercene cura.» Il 2018 per Trasfusione CRS Svizzera è stato un anno speciale. Dopo circa 20 anni al vertice di Trasfusione CRS Svizzera il direttore Rudolf Schwabe è andato in pensione.

I compiti di Trasfusione CRS Svizzera Trasfusione CRS Svizzera ha due compiti princi­ pali: da un lato, garantisce, insieme ai servizi tra­ sfusionali regionali, l’approvvigionamento degli

CORSA CONTRO LA LEUCEMIA Il 4 maggio 2019 si terrà a Berna – e il 18 maggio a Basilea – una «Corsa contro la leucemia». Organizzata dal 2016 dall’associazione studentesca Marrow, questa corsa ha lo scopo di raccogliere fondi per l’ampliamento del Registro svizzero dei donatori di cellule staminali del sangue. Il ricavato è devoluto interamente al reclutamento e alla registrazione di nuovi donatori di cellule staminali del sangue. Volete partecipare? Qui trovate tutte le informazioni supplementari: www.lauf-gegen-leukaemie.ch 16   oggi samaritani 1/2019

ospedali con emopreparati e, dall’altro, con il set­ tore di Swiss Blood Stem Cells (SBSC), la dona­ zione di cellule staminali del sangue, si occupa della tenuta del registro dei donatori di cellule sta­ minali del sangue in Svizzera come pure del reclu­ tamento e della mediazione di donatori di cellule staminali del sangue in Svizzera per pazienti all’e­ stero e nel nostro Paese. Per le persone affette da leucemia o da altre ma­ lattie ematiche potenzialmente letali un trapianto di cellule staminali del sangue è spesso l’unica spe­ ranza di guarigione. Negli ultimi anni il Registro svizzero dei donatori di cellule staminali del sangue, con sede a Berna, ha conosciuto una crescita vertiginosa. Fondato già nel 1988, alla fine del 2018 vi erano iscritti quasi 130 000 donatori e l’anno scorso sono state acquisite 14 500 nuove registrazioni. Con ogni per­ sona registrata aumenta la probabilità di poter aiu­ tare un paziente. Nel settore della donazione di sangue la sfida con­ siste nel garantire in qualsiasi momento l’approv­ vigionamento di sangue in Svizzera senza sprecare preziose sacche di sangue. Grazie agli undici ser­ vizi trasfusionali regionali ben consolidati, l’ap­ provvigionamento di sangue in Svizzera funziona generalmente alla perfezione.


La sezione samaritana di Muttenz alla «Giornata della buona azione» del 2018.

Solidarietà esemplare Per fortuna donare regolarmente sangue è per mol­ ti svizzeri un’ovvietà. Grazie al lavoro di informa­ zione svolto dai servizi trasfusionali regionali, i donatori di sangue sanno quando e dove donare. E per queste azioni di donazione si può contare sulla partecipazione e sul sostegno delle sezioni samaritane. Bernhard Wegmüller, il nuovo direttore di Trasfu­ sione CRS Svizzera, elogia questa solidarietà: «la solidarietà nel nostro Paese è esemplare. Aiutare e donare sono gesti sempre volontari; la solidarietà è immensa e dobbiamo prendercene cura.» Della solidarietà non beneficiano solo i pazienti, che pos­ sono contare su una donazione salvavita di sangue o di cellule staminali del sangue, ma anche Tra­ sfusione CRS Svizzera, che i samaritani sostengo­ no in modo inestimabile. Un esempio di tipo spe­ ciale è la «Giornata della buona azione» (vedi riquadro): un evento che senza le sezioni samari­ tane non avrebbe mai lo stesso successo.

GIORNATA DELLA BUONA AZIONE: 21 SETTEMBRE 2019 Sabato 21 settembre prossimo avrà luogo la sesta edizione nazionale della «Giornata della buona azione» volta a promuovere la donazione di cellule staminali del sangue. Il sostegno delle sezioni samaritane è un contributo essenziale e irrinunciabile. Alla giornata dell’anno scorso hanno partecipato 46 sezioni samaritane di tutta la Svizzera. Altri gruppi si sono impegnati a favore della donazione di cellule staminali del sangue nelle settimane precedenti o successive all’evento. Ci auguriamo di poter contare anche quest'anno su questo prezioso impegno. Dedicate due o tre ore del vostro tempo alla «Giornata della buona azione», insieme ai vostri colleghi di sezione, per attirare l’attenzione della popolazione sulla donazione di cellule staminali del sangue. Vi mettiamo a disposizione gratuitamente materiale informativo come volantini, locandine e omaggi. Potete trovare tutte le informazioni supplementari e l’iscrizione sul sito www.uniti-contro-la-leucemia.ch.

Trasfusione CRS Svizzera ringrazia di cuore i sa­ maritani per questo lavoro di volontariato e il loro sostegno.

DONARE CELLULE STAMINALI DEL SANGUE Chi desidera informarsi maggiormente sulla donazione di cellule staminali del sangue o registrarsi come donatore può trovare tutte le principali informazioni sul sito www.sbsc.ch. Registrarsi online è molto semplice: www.sbsc.ch/registrazione.

Passaggio del testimone: dopo circa 20 anni Rudolf Schwabe (a sinistra) al vertice di Trasfusione CRS Svizzera, va in pensione. Bernhard Wegmüller diventa il nuovo direttore.

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BUONO A SAPERSI  PRIMI SOCCORSI CON I BAMBINI

I bambini non sono degli adulti in miniatura Una situazione d’emergenza è uno stress particolarmente forte per i bambini. Non soltanto sono più vulnerabili fisicamente, ma si trovano anche in una situazione eccezionale a livello psicologico. Ecco cosa dovrebbero considerare i soccorritori. TESTO: Christoph Zehnder Le situazioni d’emergenza con i bambini sono una sfida particolare per tutte le persone coinvolte, tan­ to per i bambini quanto per i genitori e i soccorri­ tori. I bambini non sono diversi dagli adulti solo sul piano fisico, anche le loro reazioni sono spesso totalmente differenti. Una situazione d’emergenza è uno stress psicologico ancora più forte per un bambino, poiché non dispone ancora di strategie per poterla affrontare. Vive questa situazione in modo diverso da una persona adulta. Infatti, i bam­ bini non sono per nulla degli adulti in miniatura, e questo vale sia per il loro corpo sia per la loro psiche.

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«Permettetegli di assumere un ruolo attivo nell’avvenimento.»

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I primi soccorsi psicologici sono un tema a sé stan­ te. È stato fatto molto in questo ambito negli anni passati. Ma la ricerca si concentra in genere sul rapporto con gli adulti, ed esiste poca letteratura specializzata sui primi soccorsi psicologici con i bambini. Tuttavia, nel frattempo sono stati con­ dotti anche degli studi interessanti in tal senso e sono stati creati degli approcci per concetti unita­ ri. Tali concetti devono supportare i soccorritori (professionisti e non professionisti) nel gestire i bambini in una situazione d’emergenza e mostrare delle strategie volte a ridurre lo stress psicologico per il bambino. Devono liberare il bambino in que­ stione dalla sua angoscia e rendere le misure di primo soccorso quanto più piacevoli possibile. Ab­ biamo raggruppato qui alcuni consigli: 18   oggi samaritani 1/2019

• Stabilire il contatto: avvicinarsi con cautela al bambino e mettersi al suo livello fisicamente, parlando. Presentarsi con il proprio nome e chie­ dere al bambino come si chiama. In presenza di più soccorritori, una sola persona dovrebbe sta­ bilire il contatto. Se indossate un giubbino riflet­ tente, eventualmente toglietelo. Stabilite un con­ tatto fisico solo dopo aver instaurato una certa fiducia, l’ideale è con il sostegno di una persona di riferimento. • Distrarre: una storia o una canzone possono aiu­ tare il bambino a pensare ad altro. I dolori diven­ tano così più sopportabili. Ma non «stordire» il bambino di parole. Un’idea sarebbe di utilizzare il proprio materiale d’intervento, ad esempio gonfiare un guanto. Attenzione però: la distra­ zione non è una panacea. • Spiegare la situazione: l’ignoranza porta all’insi­ curezza e alla paura. Dite al bambino cosa state facendo e cosa accadrà in seguito. Rispondete alle sue domande nel modo più sincero possibile. Non mentitegli con frasi come «Questo non fa affatto male.» • Coinvolgere le persone: il coinvolgimento di per­ sone vicine (genitori, nonni, ecc.) rafforza la fi­ ducia. Il contatto fisico con le persone di riferi­ mento ha un effetto tranquillizzante. Tuttavia, se la persona di fiducia è anch’essa molto agitata, può essere preferibile creare un po’ di distanza. • Lasciare la libertà di scelta: evitate la costrizione e la pressione. Non trattenete il bambino, a meno che non sia necessario. Permettetegli di assume­ re un ruolo attivo nell’avvenimento, ad esempio


I bambini vivono una situazione d’emergenza in modo diverso dagli adulti. (Foto: Shutterstock)

autorizzandolo a tenere da solo la medicazione applicata sulla ferita. Elogiate il bambino per le sue azioni utili. • Mantenere la calma: anche se il bambino piange o strilla, dovreste tentare di restare calmi e pre­ stare attenzione al vostro linguaggio (del corpo). Frenesia e stress possono ripercuotersi sul bam­ bino (e sui genitori). I bambini percepiscono perfettamente i segnali verbali e non verbali. • Procurare i peluche preferiti: quasi tutti i bam­ bini hanno un peluche preferito. Se questo non è disponibile, procuratevi un sostituto. Portate eventualmente con voi un peluche quando pre­ state il servizio medico-sanitario in occasione di un evento con molti bambini. • Prendere il bambino sul serio: non minimizzate e non utilizzate un «linguaggio da bebè». Il bam­ bino deve accorgersi che prendete sul serio la sua situazione e che volete aiutarlo.

Questa guida resta volutamente su un piano molto generico e non segue necessariamente un ordine cronologico. I singoli punti assumono un peso di­ verso, a seconda della situazione, dell’età e del li­ vello di sviluppo del bambino. L’essenziale è pro­ cedere con sensibilità. Non ci si dovrebbe dimenticare inoltre che tutti i bambini coinvolti in una situazione d’emergenza hanno bisogno di so­ stegno. Anche se sono fisicamente indenni. Una situazione d’emergenza esige fondamental­ mente molta empatia da parte delle soccorritrici e dei soccorritori. Questo vale soprattutto quando sono coinvolti dei bambini. Un’emergenza medica con i bambini può essere molto stressante anche per i soccorritori. Si dovrebbe pertanto essere con­ sapevoli che anche l’assistenza migliore non può evitare totalmente lo stress psicologico per il bam­ bino, ma soltanto ridurlo.

Fonte Harald Karutz, Psychische Erste Hilfe bei ­Kindern oggi samaritani 1/2019   19


«E D’UN TRATTO IL MIO FIANCO SINISTRO ERA COME PARALIZZATO» Ascoltate la storia Rega di Manuel Höchli, 11. soccorsomio.ch/manuel

Diventate sostenitori ora.


PAGINE PARTNER

L’APP REGA CON NUOVE FUNZIONALITÀ Circa otto anni dopo il suo primo lancio, la collaudata app della Rega è stata oggetto di un ampio aggiornamento e, oltre allo sperimentato sistema di allarme, offre nuove funzionalità, alcune delle quali esclusivamente per i propri sostenitori. TESTO e FOTO: Rega Dal 2011 l’app di emergenza della Rega è stata sca­ ricata più di 1,3 milioni di volte e ha dato ottimi risultati in migliaia di interventi di salvataggio. Con questa app basta far scorrere un dito per allarmare la centrale operativa della Rega; i dati della posizione vengono trasmessi automaticamente. Così in un’e­ mergenza si può risparmiare tempo prezioso. Oltre alle coordinate vengono trasmessi i dati personali salvati nella app e si stabilisce un collegamento te­ lefonico con la centrale operativa della Rega. Dopo il contatto telefonico con la persona che ha dato l’allarme, la Rega avvia le operazioni di salvataggio. Adesso la Rega continua la storia di successo di que­ sta app con funzionalità supplementari che possono essere di aiuto nella ricerca o nel salvataggio.

Condivisione della posizione con la Rega e materiale cartografico dettagliato Oltre alle funzioni di base di allarme e allarme di prova, gli utenti della app adesso hanno la possibi­ lità di condividere con la Rega i dati della loro po­ sizione. Ciò significa: se all’inizio di un’escursione o di un giro un utente attiva la nuova funzionalità «Condividere la posizione con la Rega», la sua posi­ zione viene trasmessa a intervalli regolari alla cen­ trale di intervento della Rega, anche se la app fun­ ziona in background. Il vantaggio: se a un certo punto risulta disperso, i responsabili dell’intervento possono richiamare le ultime coordinate trasmesse, per cercarlo in modo più efficiente. La Rega utiliz­ za i dati della posizione soltanto in caso di emergen­ za e li conserva esclusivamente per il tempo neces­ sario. Inoltre con l’update tutti gli utenti usufruiscono di materiale cartografico dettagliato di Swisstopo: car­ te estive, invernali e 3D. È possibile scaricare nella app carte regionali, in modo che siano disponibili anche in assenza di copertura.

Usufruire di nuove funzionalità Adesso l'app Rega dispone di funzionalità riservate ai propri sostenitori, ai quali la nuova app offre un valore aggiunto esclusivo, in segno di ringraziamen­ to per il loro sostegno. Per utilizzare le funzioni supplementari, si effettua il login nell'app utilizzan­ do il proprio numero di sostenitore e il numero po­ stale di avviamento. Uno di questi extra è la funzione «Condividere la posizione con i contatti»: adesso è possibile condi­ videre i dati della propria posizione anche con ami­ ci e parenti. Questi possono poi vedere dove ci si trova al momento, per esempio durante un’escur­ sione. Con la funzione «Sorvegliare l'attività» l'app offre un ulteriore vantaggio ai sostenitori. Con un’interrogazione periodica dello stato si possono dare «segni di vita», per esempio quando si è in giro da soli.

Un video esplicativo e il sito della Rega aiutano a provare l'app Il sito www.app.rega.ch fornisce tutte le informa­ zioni importanti e rimanda al video di animazione che spiega in modo interessante la nuova app della Rega e fa una dimostrazione delle nuove funzioni.

Requisiti di sistema: Android 6.0 e iOS 10.3 o più recenti.


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

Anche i ciechi possono salvare una vita Una «prima svizzera» in Ticino: la sezione samaritani di Comano ha ­organizzato lo scorso dicembre e con successo un corso BLS-AED-SRC ­dedicato a sei sportivi non vedenti. Il tutto grazie all’entusiasta collaborazione dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana (UNITAS).

TESTO: Mara Zanetti Maestrani Il paziente si trova a terra, a ore due… Il soccorritore si avvicina con cautela all’infortunato e gli si inginocchia ac­ canto. Lo tocca delicatamente risalendo con le mani fino al volto, nel frattempo lo chiama… La vittima non risponde… Intanto le mani del soccorritore hanno raggiunto il viso… Lo «ispezionano» delicatamente ma con determinazione. La testa del soccorritore si abbassa sul viso della persona inco­ sciente: «Sì, il respiro manca, bisogna iniziare col massaggio cardiaco!»

livello svizzero, dato che mai prima d’ora i samaritani (né nessun altro ente di soc­ corso) hanno organizzato un corso dedi­ cato appositamente alla formazione di non vedenti. L’idea è sorta dalle fervide menti di Ornella Fransioli Taddei, re­ sponsabile dei corsi e membro di comita­ to, e del presidente della sezione Luigi Bernardoni.

È, questa, una scena che abbiamo vissuto lo scorso 1º di­ Com’è nata l’idea e la cembre a Comano, in una sala delle Scuole elementari di ­preparazione Tavesio, ospiti della dinamica sezione samaritana di Coma­ «È stata fin dall’inizio una vera sfida, quel­ no nell’ambito di un corso BLS-AED-SRC indirizzato a la di voler insegnare la rianimazione car­ persone cieche e ipovedenti. Si tratta di una vera «prima» a dio-polmonare a persone cieche e ipove­

Un’esperienza interessante anche per l’aiutante Sara Zucchetti (a sinistra) e per la monitrice Vittoria Viganò (al centro) che, per la prima volta, devono usare voce e tatto per insegnare le tecniche della rianimazione cardio-polmonare. A destra Dante Baldo, partecipante non vedente.

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denti», ci dice Ornella, «ma ce l’abbiamo fatta e ne siamo felici e orgogliosi, il corso è stato utile per i sei partecipan­ ti di cui due ciechi e quattro ipovedenti, tutti sportivi. Cer­ tamente, in vista di una seconda edizione, ci sono dei cor­ rettivi da fare.» L’idea ha potuto concretizzarsi grazie a un contatto di Ornella con Giulio Clerici, monitore del Grup­ po sportivo dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Sviz­

• «È stata una sfida interessante» • zera italiana (UNITAS) che ha frequentato come allievo un corso BLS-AED-SRC della sezione e che, oggi, è pre­ sente all’evento. Ornella gli aveva infatti suggerito la possi­ bilità di organizzare un corso speciale per i non vedenti e Giulio ha risposto subito con entusiasmo. Così sin dalla scorsa primavera, la sezione si è impegnata nella prepara­ zione di tutto il materiale necessario, dato che – ovviamen­ te – ogni immagine e tutti i filmati solitamente proiettati durante un «normale» corso andavano tradotti in parole. I monitori Vittoria Viganò (ricercatrice medica), Laura Ri­ gamonti (della sezione di Campione d’Italia) e Carlo Capel­ lini (monitore della sezione di Castagnola-Cassarate e stu­ dente di medicina) si sono messi assieme e, di buzzo buono,

COS’È L’UNITAS? L’UNITAS è sezione per la Svizzera italiana della Federazione svizzera dei ciechi e deboli di vista FSC (www. sbv-fsa.ch). Per rispondere alle esigenze di oltre un migliaio tra soci e utenti ciechi e ipovedenti che risiedono nella Svizzera italiana, l’UNITAS si avvale di personale per circa 70 unità a tempo pieno e di circa 400 volontarie e volontari. Questi sono attivi come lettori, animatori, accompagnatori, guide sportive o autisti per il trasporto di persone. L’UNITAS intrattiene stretti rapporti con le organizzazioni attive in Svizzera nel campo dell’andicap visivo. In particolare nel Ticino essa opera in accordo con la Società ticinese per l’assistenza dei ciechi STAC con sede a Lugano. Informa i suoi soci delle proprie attività con metodi adeguati alle persone cieche e ipovedenti. Pubblica pertanto il periodico trimestrale audio «L’arcobaleno», la rivista bimestrale in formato cartaceo ed elettronico InfoUnitas, gestisce il sistema di informazioni telefoniche VoiceNet e un sito internet costantemente aggiornati. L’UNITAS demanda alcune attività particolari a gruppi specifici: il Gruppo ticinese sportivi ciechi e ipovedenti GTSC (www.gtsc.ch) promuove ad esempio attività sportive, mentre il Gruppo Santa Lucia si dedica a tematiche spirituali.

Seguito attentamente da Sara Zucchetti (aiutante) e Vittoria Viganò (monitrice), Dante Balbo esegue le verifiche dello stato della simulante vittima.

hanno trascritto parte del materiale. Ogni cosa è andata al meglio, grazie anche al fatto che tutta la documentazione prepa­ rata è stata inviata con largo anticipo ai sei partecipanti che hanno così avuto il tempo necessario per ascoltare (grazie ai loro appositi computer che trasformano la scrittura in audio) tutta la parte teorica.

Una preparazione minuziosa; ­insegnare con le parole e il tatto Approfittando di una breve pausa, chie­ diamo alla monitrice Vittoria Viganò come sta andando: «Il corso sta rispec­ chiando le nostre aspettative per la parte tecnica: massaggio e defibrillatore vengo­ no rispettivamente svolti e usati alla per­ fezione; ottima anche l’esecuzione della posizione laterale. Tutto fila liscio, anche se in maniera un po’ alternativa. I corsisti stanno imparando le tecniche in modo corretto e questo mi rallegra. Più com­ plessa è invece la parte didattica, dato che nessuno di noi ha mai fatto un corso del genere. Normalmente tutto si svolge con la vista: proiettiamo slides, visioniamo cartelloni, ecc. Invece qui oggi dobbiamo essere in grado di insegnare con le parole e con il tatto. Ma sembra proprio che i partecipanti imparino e che le cose fun­ oggi samaritani 1/2019   23


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

zionino!», afferma Vit­ toria sempre con l’oc­ chio attento ai partecipanti. «È sicura­ mente stimolante! An­ che se sussistono dei dubbi e delle difficoltà, come ad esempio il toc­ co in caso di eventuale presenza di sangue (che il cieco non può vedere) sul paziente. Ma forse questa è l’uni­ ca pecca. Il corso è dav­ vero una lezione umana per tutti, i limiti sono nella nostra testa e ne­ gli occhi di chi ci guar­ da.

Marco Lavizzari, sportivo cieco, esegue la respirazione artificiale sul manichino durante le esercitazioni pratiche.

«Saper salvare una persona non dipende dalla vista»

tanti dei Comuni della regione, tra cui il sindaco di Comano Alex Farinelli, il mu­ nicipale di Vezia Marco Zanetti, il sinda­ co di Capriasca Andrea Pellegrinelli e la municipale di Ponte Capriasca Ileana Pedrazzini. A rappresentare il Comitato cantonale dell’Associazione sezioni sama­ ritane Ticino e Moesano (ASSTM) erano presenti la presidente Tiziana Zamperini e il membro Dario Benedetti, mentre il saluto da parte della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) è stato portato dal suo vicepresidente Renato Lampert. Ov­ viamente presenti anche il direttore dell’UNITAS ­Paolo Lamberti e il presi­ dente Mario Vicari, soddisfatti per la pie­ na riuscita dell'evento.

E ora la parola a uno dei partecipanti, Marco Lavizzari, diventato cieco all’età di 40 e appassionato sportivo. «Sono molto felice di essere qui», ci dice tra un esercizio e l’altro. «Conoscere il BLS è un investimento culturale prezioso rivolto a tutti e anche ai disabili. Saper effettuare le corret­ te manovre BLS ed essere in grado di aiutare in attesa del personale specializzato è molto importante e non ha età, sesso, colore o religione! Anche noi possiamo salvare una vita. Essere ciechi significa semplicemente non vedere, cosa che viene compensata dagli altri sensi, come per esempio in questo caso, tatto e udito. Ciò è stato dimo­ strato durante il corso, sia sul manichino che col defibrillatore, impa­ rando passo per passo «Ce l’abbiamo fatta! È stata una giornata le procedure da mette­ davvero particolare, piena di emozioni, re in pratica. La cecità solidarietà e sincera umanità. Speriamo non è assolutamente un davvero che questa non resti un’iniziativa impedimento all’ap­ isolata», ci ha detto raggiante e con un po’ prendimento delle ma­ di commozione Ornella al termine novre di salvavita. E dell’impegnativo evento. «Ringrazio di grazie ai monitori, ai cuore tutti coloro che hanno reso possibi­ quali va la mia ricono­ le questo corso. Come sezione, crediamo scenza, l’approccio alle infatti che questo corso possa essere manipolazioni è stato un’ottima opportunità sociale per tutte le facile e senza ostacoli.» sezioni. È un messaggio carico di signifi­ cati e di un nuovo modo di essere sama­ Tanta gioia ritani, fuori dagli schemi classici. Tanto per la riuscita maggiore sarà l’eco che avrà questa ini­ Alla giornata hanno ziativa, tanto migliore sarà il risultato Partecipanti, monitori e ospiti dello speciale corpartecipato in veste di complessivo a favore di chi, avendo perso so posano per la meritata foto di gruppo. ospiti alcuni rappresen­ la vista, è meno fortunato di noi.» 24   oggi samaritani 1/2019


hend den GRI-Leitlinien sukzessiv

e auszuweiten. ATTUALITÀ

es Nachhaltigkeitsberichts ist auf

Container: 1000 franchi per ubicazione idonea

sehbar. Auf Wunsch können auch

gefordert werden:

La ditta Texaid AG e la Federazione svizzera dei samaritani proseguiranno anche nel 2019 l’azione «Nuova ubicazione container».

Premio unico Per ogni proposta di ubicazione idonea, con l’au­ torizzazione al deposito del container, ogni sezione samaritana riceve un premio unico di 1000 franchi. Inoltre Texaid ogni anno versa alla sezione 15 cen­ tesimi per chilogrammo di tessili usati che vengo­ no depositati nel container. Questa remunerazione viene concessa ogni anno sempre a dipendenza dei tessili depositati.

Per le sezioni samaritane si tratta di un’entrata fi­ nanziaria sicura, che fa comodo alle casse delle sezioni e che dura nel tempo fintanto che il contai­ ner resta in uso. Inoltre sul container è visibile il logo dei samaritani affinché la popolazione sappia che i samaritani ricevono un sostegno.

Procedura per le sezioni Annunciate a Texaid le possibili ubicazioni, per una prima verifica. Il responsabile di area esami­ nerà la proposta e deciderà se è idonea. Se così fosse, sarà Texaid ad occuparsi delle seguenti pro­ cedure quali la richiesta di autorizzazione e l’in­ stallazione del container come pure la logistica per la vuotatura. Nella fase di richiesta dell’auto­ rizzazione da parte del comune, Texaid fa affidamento sull’aiuto e l’assistenza della locale sezione samaritana.

Persona di contatto TEXAID: TEXAID Textilverwertungs-AG Militärstrasse 1 6467 Schattdorf

Peter Kost Natel: 076 556 00 23 Telefono: 041 874 54 00 E-mail: p.kost@texaid.ch

FORMAZIONE QUADRI GIOVANILI IN TICINO Lo scorso novembre, si è svolta in Ticino la prima formazione per i quadri giovanili. Un gruppo di sette giovani tra i 15 e i 26 anni ha frequentato il Modulo 2 all’interno del suggestivo Ostello Cap­ puccini di Faido, dove partecipanti e formatrici hanno ricevuto ospitalità, vitto e alloggio. Dopo tre intense giornate tra nozioni di metodologia e di didattica e anche un po’ di divertimento, il Ti­ cino ha ora i suoi primi monitori gioventù FSS. E questo grazie al grande impegno delle formatri­ ci OC Elisa Zacchetti, Beatrice Luiselli e Roberta Zarro che hanno dedicato molta passione ed entu­ siasmo alla formazione di questi giovani. (CSE/FSS)

Ora anche il Ticino ha i suoi primi monitori gioventù FSS. Nella formazione non è mancato anche il divertimento.

oggi samaritani 1/2019   25


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

UNA RETE D’INTERVENTO PER I PRIMI SOCCORSI IN VALLESE In caso di arresto cardio-circolatorio il nemico assoluto è il tempo poiché ogni minuto che passa comporta una diminuzione delle probabilità di sopravvivenza. E i samaritani lo sanno bene. Forte di questa constatazione, all’inizio dell’anno scorso il Dipartimento della sanità, degli affari sociali e della cultura del Canton Vallese ha dato il suo accordo a un progetto di presa a carico specifico. TESTO : Chantal Lienert / m.z La tendenza sembra inevitabile: progressivamente sempre più cantoni cercano di dotarsi di una rete di non professionisti in grado di intervenire rapi­ damente in caso di arresto cardio-circolatorio. Nel marzo del 2017, in occasione dell’assemblea gene­ rale dei samaritani del Vallese romando, Alain Rittiner, responsabile del settore degli eventi mag­ giori in seno all’Organizzazione cantonale vallesa­

SALVARE DALLE 30 ALLE 40 VITE OGNI ANNO Attualmente, ogni anno in Vallese si verificano circa 350 casi di arresto cardio-circolatorio che causano 150 interventi pre-ospedalieri. Al momento, sul territorio cantonale il numero dei defibrillatori più o meno accessibili al pubblico è di 300, ossia 0,9 per mille abitanti, mentre in Ticino, cantone pioniere in questo ambito con alle spalle dieci anni di esperienza, la proporzione è di 2,7 apparecchi per mille abitanti. Lo scopo di "cœur wallis" è quello di riuscire a salvare ogni anno dalle 30 alle 40 vite in Vallese. Per riuscirci, l’associazione non solo vuole aumentare la copertura del territorio con i defibrillatori, ma anche rafforzare la rete dei public responder che, dagli attuali 700 di questo inizio d’anno, dovrebbero arrivare a più di 2000 nel minor tempo possibile. Per saperne di più, consultare il sito: coeurwallis.ch, www.ocvs.ch, www.sama-valais.ch, www.samariter-osv.ch 26   oggi samaritani 1/2019

na di soccorso (OCVS), aveva lasciato intendere che il Vallese s’apprestava a seguire l’esempio del Ticino che, grazie alla Fondazione Ticino Cuore (vedi «oggi Samaritani» 3/2018), riscuote un gran­ de successo. Sono tre gli elementi necessari per la messa in esercizio di un’efficace rete di primi soc­ corritori: dapprima un numero sufficiente di per­ sone qualificate per intervenire, poi una buona ripartizione territoriale degli apparecchi defibril­ latori accessibili pubblicamente e quindi un siste­ ma conviviale e performante di comunicazione e di gestione degli interventi. A questo scopo, nella primavera del 2018, è stata creata l’associazione cœur wallis – cantone bilingue «oblige» – con il sostegno dello Stato del Canton Vallese. L’associa­ zione ha lo scopo di raccogliere i fondi per acqui­ sire i defibrillatori necessari alla copertura dell’in­ tero territorio cantonale, come pure di divulgare l’informazione in vista della messa in opera di una vasta rete di volontari atti ad iniziare nel minor tempo possibile le misure base di rianimazione, e questo dovunque. Che sia tra Saint-Gingolph e Oberwald, o tra Saas-Fee e Ovronnaz o ancora tra Bourg-Saint-Pierre e Aminona. Considerata la topografia del cantone e a dipendenza delle con­ dizioni meteorologiche, a volte l’attesa di soccorsi professionisti sul luogo dell’infortunio può infatti durare diversi lunghi minuti.

Primi defibrillatori in «libero servizio» Lo scorso 18 dicembre, l’associazione ha annun­ ciato di aver consegnato 115 apparecchi defibrilla­ tori automatici esterni (DAE/AED) a 35 comuni del Vallese che, dal canto loro, s’impegnano a ren­ derli accessibili alla popolazione 24 ore su 24. Una seconda distribuzione ha avuto luogo lo scorso mese di gennaio e prossimamente "coeur wallis" si impegna a trovare i fondi che permetteranno di installare, entro il 2021, dagli 800 ai 1000 appa­ recchi defibrillatori accessibili liberamente sul va­ sto territorio cantonale. Battezzati public responder*, i volontari chiamati a iniziare le misure base di rianimazione devono


La carta interattiva pubblicata sul sito Internet dell’associazione cœur wallis visualizza i modo dettagliato la rete di apparecchi defibrillatori disponibili sul territorio cantonale.

aver compiuto i 18 anni ed essere in possesso di un certificato BLS-AED valido; inoltre devono risie­ dere in Svizzera, avere uno smartphone e non da ultimo sottoscrivere la carta deontologica di cœur wallis. L’OCVS e la centrale d’intervento 144 sono responsabili della gestione operativa della rete. La formazione iniziale dei public responder è a loro carico, ma l’OCVS finanzia i corsi di aggiorna­ mento obbligatori ogni due anni e mette a loro disposizione i guanti di protezione, una mascheri­ na, un paio di forbici come pure una fascia da brac­ cio per l’intervento. La loro formazione continua è comunque garantita dai samaritani le cui asso­ ciazioni del Vallese romando (ASSVR) e dell’Alto Vallese (OSV) sono legate all’OCVS grazie a una convenzione.

Applicazione svizzera L’applicazione Momentum, che permette di gesti­ re le urgenze e di comunicare con i public respon­ der, è stata sviluppata in Svizzera. In funzione delle iscrizioni dei soccorritori nelle diverse regio­ ni, quest’ultimi ricevono o non ricevono l’allarme riguardante un paziente in stato di arresto car­ dio-respiratorio. Attraverso l’applicazione ricevo­ no anche tutte le informazioni necessarie per rag­ giungere la persona in difficoltà come pure la posizione dei defibrillatori più vicini. Facile da usare e ormai rodata, l’applicazione è compatibile con i sistemi operativi iOS e Android. Da notare che il public responder può in ogni momento di­ sattivare l’applicazione quando non desidera esse­ re disturbato.

* da non confondere con i first responder creati dall’OCVS già diversi anni fa. Oltre alle misure immediate atte a salvare la vita, i first responder assumono infatti anche altri compiti quali le indicazioni al pilota per guidare l’elicottero sul luogo dell’incidente o l’assistenza ai soccorritori professionisti sul posto (vedi «oggi Samaritani» 3/2014). L’OCVS può contare su 250 first responder in Vallese. oggi samaritani 1/2019   27


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

CONFERENZA D’AUTUNNO DELL’ASSOCIAZIONE CANTONALE­ DELLE SEZIONI GRIGIONESI THUSIS Alla Conferenza d’autunno dell’Associa­ zione cantonale delle sezioni samaritane grigionesi (KVBS) svoltasi a Thusis hanno partecipato 50 sa­ maritani in rappresentanza di 27 sezioni. In quali­ tà di ospite, la presidente cantonale Barbla Truog ha salutato Mathias Egger, vicepresidente del Co­ mitato centrale della Federazione svizzera dei sa­ maritani. Ma c’è bisogno di una Federazione sviz­ zera dei samaritani? Per poter rispondere al meglio a questa domanda, Monica Thöny – istruttrice per la formazione e la formazione continua – ha elen­ cato le offerte e proposte della FSS alle quali è pos­ sibile far capo ogni giorno. Si va dalle informazio­ ni di qualsiasi tipo su pagine internet con un riconoscimento nazionale, alla pubblicità; dalle azioni di donazione di sangue a domande sulla cas­ setta degli attrezzi; dallo Shop con consulenze e manutenzione del materiale, ai corsi e alla docu­ mentazione fino alle certificazioni e alla rivista sa­ maritana e molto altro ancora. Tutto questo è stato quindi ampiamente discusso e alla fine la maggio­ ranza dei presenti è stata dell’opinione che, anche in futuro, non si vuole e non si può rinunciare alle prestazioni offerte dalla FSS. La presidente canto­ nale Barbla Truog ha informato i presenti sul fatto che, durante l’ultima Conferenza dei presidenti cantonali del 17 novembre 2018, una votazione consultiva aveva evidenziato che una marcata mag­ gioranza dei presenti era a favore di un finanzia­ mento intermedio lineare, per la durata di un anno.

Lineare e solidale significa che l’importo da pagare è addebitato a tutte le sezioni svizzere nella stessa misura. Per le sezioni del Grigioni, la KVBS si im­ pegna a garantire che non venga loro addebitato nessun costo. Sulla questione devono però ancora pronunciarsi i delegati delle sezioni alla prossima assemblea cantonale prevista il 4 maggio a Maien­ feld. E sul finanziamento si voterà pure in occasio­ ne dell’Assemblea nazionale dei delegati che si ter­ rà a Locarno il 22 giugno, dove la KVBS è rappresentata con 14 voti. Con l’accettazione del finanziamento intermedio, verrebbe confermata la fiducia delle sezioni verso la FSS. Cosa che rappre­ senterebbe un positivo segnale per le organizzazio­ ni partner della FSS. Barbla Truog ha poi presentato il nuovo membro del comitato cantonale Die­ go Deplazes, la cui elezione sarà sottoposta all’assemblea di Maienfeld.

I presenti sono stati ricevuti alla Protezione civile Pantun dalle gentili samaritane di Thusis (nella foto sotto) che hanno offerto ai convenuti bibite, caffé e cornetti fatti in casa.

(Testo e foto: Ernst Geiger)

IL CANE DA RICERCA « ­ BUDDHA» VISITA GLI HELP

MUOLEN Il 27 ottobre scorso, il Gruppo della gioventù di Muolen ha avu­ to il piacere di ricevere Martina e Brigitte dell’associazione Redog. I giovani hanno appreso quali strumenti occorrono al cane per entrare in esercizio: c’era tutto, dal guinzaglio alla bevanda energetica. E anche lui, il cane da ricerca dal nome «Buddha», addestrato appositamente per Man Trail, ossia la ricerca di persone disperse. Alcuni Help hanno potuto lasciare delle tracce olfattive per Buddha, percorrendo un tragitto. Un altro gruppo, più tardi, ha iniziato l’inseguimento attraverso il quartiere, con Buddha. E il cane non ha impiegato molto tempo per ritrovare gli Help. Una volta rientrati in aula, i giovani hanno assistito a una presentazione di Redog. Sono stati mostrati i diversi tipi di cani da ricerca e salvataggio e l’apposita formazione alla quale vengono sottoposti. Alcuni team di Redog erano presenti a Bondo dopo la frana e hanno prestato un buon lavoro. (Fabio Schoch) 28   oggi samaritani 1/2019


I SAMARITANI ALL’ESPOSIZIONE PROFESSIONALE GRIGIONESE COIRA A prima vista, uno stand dei sa­ tato le informazioni sulla rianimazione maritani grigionesi all’esposizione profes­ cardio-polmonare e sull’utilizzo del defi­ sionale suscita sorpresa e interrogativi. A brillatore, provando a loro volta in modo un secondo sguardo, però, la presenza concreto. Molti giovani conoscevano già il dell’Associazione cantonale grigionese lavoro dei samaritani grazie a eventi come (KVBS) e della Sezione samaritana di «Fiutscher» o «Higa», ma anche attraverso ­Coira ha colto, con questa azione, due pic­ manifestazioni sportive, concerti, open air cioni con una fava: durante i 5 giorni o feste varie dove i samaritani prestano dell’evento, infatti, i samaritani hanno sì innumerevoli ore di lavoro nei servizi me­ assunto il servizio medico-sanitario, ma dico-sanitari. I giovani hanno citato anche nel contempo, grazie a uno stand attratti­ le offerte dei corsi e e-learning. Lo stand vo, hanno anche potuto spiegare a molti ha così avvicinato molti ragazzi, coinvol­ giovani lo scopo e le attività dei samarita­ gendoli direttamente in esperienze prati­ ni. Giovani che con interesse hanno ascol­ che di primo soccorso. (Ernst Geiger)

«ABCDE», «SAMPLER» E ALTRE CREAZIONI DI PAROLE

GLARNERLAND Recentemente i quadri tecnici delle sezioni samaritane dell’Associazione cantonale di Glarona si sono chinate sull’A-B-C-D-E e altre simili sequenze di lettere o parole. E qui non si tratta di alfabeto, ma di uno schema procedurale per una valutazione olistica del paziente, uno schema che nell’ambito dei servizi di soccorso è già utilizzato da tempo. Questo schema come pure altri (ad es.: SAMPLER) sono stati spiegati ai monitori sa­ maritani e ai monitori di corsi IAS 2, impiegando poi vari esempi casistici. Durante la formazione continua obbligatoria sono stati però affrontati anche altri temi legati ai primi soccorsi. Il team che ha condotto la formazione, composto da Vreni Kubli e Armin ­Vetter, ha saputo impressionare i partecipanti parlando del tratta­ mento attuale di ustioni, avvelenamenti e altri casi d’urgenza spe­ cifici. Il seguente feedback ha mostrato che gli algoritmi di valuta­ zione rappresentano un aiuto, ma che il loro uso deve sicuramente essere ancora rafforzato. Tuttavia è stata sottolineata la necessità ed è sorta la motivazione per introdurre questa applicazione nelle sezioni samaritane. Gli istruttori Vreni Kubli, Erwin Zollet, ­Melanie e Armin Vetter sono riusciti a proporre una formazione continua interessante e anche divertente, preparando in modo ot­ timale l’implementazione dello schema nelle sezioni. In questo modo si prepa­ rano i samari­ tani ad essere un vero part­ ner dei Servizi di soccorso professionisti. Gli uni capi­ scono meglio come agiscono gli altri e si mi­ gliora. ­George ­Scherer)

I soci della Sezione samaritana di Coira e dell’Associazione cantonale grigionese hanno risvegliato l’interesse dei giovani per i primi soccorsi durante l’esposizione professionale.

WEEKEND D’ESERCIZIO A SCHWARZWALD

BIENNE-BENKEN Il fine settimana di allena­ mento (training) del Gruppo gioventù di Bien­ ne-Benken ha avuto luogo dal 31 agosto al 2 set­ tembre 2018 nella località di Wiesental (Schwarzwald). Erano 18 i giovani che hanno così potuto approfondire le loro qualificate conoscenze nel campo dei primi soccorsi, ma anche divertirsi assieme. Edwin Lüönd ha trasmesso i temi del Li­ vello 2 Soccorritore-Refresher, con l’aiuto della socia attiva Dana Heim e del presidente e monito­ re di corsi Reto Schmid. Non è neppure mancata la realizzazione di uno scenario realistico di inci­ dente, con tanto di «Moulage». Purtroppo il brutto tempo non ha aiutato durante il previsto salvataggio dall’acqua, così si è fatta una breve gita a Todtnau. (Testo: Denise e Edi Lüönd, Foto: Edi Lüond)

I VOSTRI ARTICOLI Spedite il vostro articolo sezionale e le fotografie separatamente a: redazione@samaritani.ch. Verrà data la preferenza agli scritti che non superano le 1000 battute. La redazione si riserva il diritto di accorciare i testi o di non pubblicarli. oggi samaritani 1/2019   29


TOCCA A VOI

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SUDOKU Medio

Soluzioni a pagina 47

30   oggi samaritani 1/2019

Difficile


LA SEZIONE DEI SAMARITANI DI GLARONA DÀ L’ESEMPIO Dalla vendita di indumenti usati, TEXAID realizza mezzi finanziari per organizzazioni caritatevoli. Nel 2017 i proventi sono stati di circa 7,8 milioni di franchi. TEXAID desidera mostrare concretamente al pubblico per quali progetti viene utilizzato il denaro. Per questo, da qualche tempo TEXAID presenta regolarmente progetti sociali nel suo sito web.

TEXAID ha scritto ad associazioni e a organizzazioni che ricevono denaro dalla raccolta di indumenti usati. La lettera le invita a comunicare per quali progetti e compiti utilizzano i mezzi finanziari. La sezione dei samaritani di Glarona ha colto quest’opportunità per indicare tutta l’importanza del sostegno materiale ricevuto. Importanti mezzi finanziari per l’attività della sezione Nei cantoni Glarona e San Gallo, alcuni cassonetti TEXAID raccolgono indumenti usati a favore della sezione dei samaritani di Glarona. I samaritani del territorio della sezione - si tratta di 13 associazioni nel cantone Glarona e di tre associazioni del cantone San Gallo (Amden, Schänis e Weesen) - traggono vantaggi dal denaro ricavato dalla raccolta di indumenti usati. Le 16 associazioni utilizzano il denaro per la formazione professionale dei quadri tecnici e il perfezionamento professionale dei soci. Ciò è molto importante per i samaritani per poter organizzare i corsi offerti, ad esempio i corsi di soccorritore di pronto intervento o i corsi per i gruppi target, in modo competente e basandosi sulle conoscenze più aggiornate. Il denaro TEXAID viene inoltre utilizzato per acquistare materiale per i casi di emergenza ed esercitativo. Anche alla gioventù samaritana «Help» è assegnata grande importanza, per cui la sezione promuove e sostiene finanziariamente il gruppo. Mostrare presenza nella comunità Nella rubrica «Sostenibilità sociale» del suo sito web,

Grazie ad azioni di questo genere e ai colloqui personali

TEXAID ha pubblicato un articolo sulla sezione dei samari-

con i rappresentanti dei comuni, le sezioni dei samaritani

tani di Glarona. Esso si propone di illustrare al pubblico i

possono ottenere che il denaro venga loro messo a dispo-

compiti concreti per i quali la sezione dei samaritani utilizza

sizione anche in futuro per poter continuare a svolgere il

i proventi ricevuti. Anche ai comuni viene comunicato che

loro prezioso lavoro. Un tale modello di rimunerazione può

il sostegno finanziario è essenziale per i samaritani. Solo in

avere futuro solo se il comune riconosce la necessità del

questo modo possono continuare a offrire i loro preziosi

sostegno finanziario per i samaritani.

servizi nell’ambito della comunità.

www.texaid.ch

oggi samaritani 1/2019   31


SAPEVATE CHE  L’INFLUENZA SPAGNOLA

La lotta contro l’epidemia del secolo Quando, circa 100 anni fa, si diffuse l’influenza spagnola molti samaritani lavorarono instancabilmente notte e giorno. Ventisei di loro furono colpiti dalla malattia e ne furono loro stessi vittime. TESTO: Christoph Zehnder / m.z Quando nella primavera del 1918 si verificò la prima ondata dell’influenza spagnola, le si dedicò scarsa attenzione. A quel tempo, infatti, il mondo era troppo occupato dagli avvenimenti della guerra mondiale. Solamente quando, a partire dalla tarda estate, la misteriosa malattia si manifestò in una seconda ondata che costrinse sempre più persone a letto e causò molti più decessi, le autorità iniziarono a reagire. Tra il 1918 e il 1920 le vittime causate dall’influenza spagnola furono tra i 25 e i 50 milioni; in Svizzera, stando alle cifre ufficiali, i morti furono 24 449. Ma

è probabile che il numero effettivo delle vittime sia molto più elevato poiché ai quei tempi non vi era alcun obbligo di segnalazione medica. Durante il picco della pandemia erano colpite due persone su tre. Sebbene fosse risparmiato dalla guerra, il sistema sanitario svizzero raggiunse ben presto i suoi limiti. Ovunque furono creati ospedali e lazzaretti d’emergenza. L’Esercito svizzero, in particolare, è stato vittima della pandemia dato che, negli accantonamenti delle truppe, il virus si diffondeva facilmente e velocemente. Dappertutto si lamentava la mancanza di personale di cura e così ben presto l’appello arrivò anche alle sezioni samaritane. Nell’ottobre 1918, perfino il Consiglio federale si rivolse alle sezioni samaritane incoraggiandole a «fare del loro meglio per combattere l’epidemia».

Sul territorio svizzero sorsero ovunque ospedali d’urgenza dove furono attivi anche molti samaritani. (Foto: Archivio per la storia contemporanea)

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L’INFLUENZA SPAGNOLA Dall’aiuto infermieristico al lavoro sul campo Le autorità comunali offrivano occasionalmente loro stesse dei volontari. Tra questi, molte samaritane e molti samaritani colsero l’invito. Delle allora 334 sezioni esistenti, ben 250 si dedicarono all’assistenza e alla cura dei malati, più della metà a domicilio delle vittime e senza nessuna retribuzione. Altri samaritani aiutarono nell’allestimento degli ospedali d’emergenza o diedero una mano sul posto, nella cura ai malati. Nelle campagne e nelle zone rurali, i samaritani hanno aiutato i contadini nel loro lavoro nei campi, li hanno sostenuti nelle mansioni di casa (lavare i panni, raccolta e preparazione del cibo, cambio della biancheria da letto, ecc.) e hanno anche procurato denaro e medicine per la cura della malattia. Purtroppo non esistono cifre più precise sull’impiego dei samaritani durante questo periodo di crisi. Come dev’essere stato, lo illustra però il seguente passaggio estratto dal rapporto d’attività della FSS degli anni 1918/1919: «C’erano infermiere che per giorni e giorni non hanno mai tolto il camice da lavoro, che giorno e notte erano accanto al letto dei pazienti e solo raramente si allontanavano. Erano talmente prese dal loro impegno, che alcune crollavano esauste, prima di essere chiamate per un malato ancora più grave.»

Da curante a paziente Non tutti i samaritani erano pronti a curare i malati in un ospedale o in un lazzaretto. E questo per diverse ragioni: molti di loro, infatti, dovevano già prendersi cura di familiari o parenti ammalati. Inoltre all’inizio della pademia, la questione del risarcimento non era chiara. A quei tempi, pressoché nessuno poteva lasciare per un lungo periodo di tempo il proprio posto di lavoro. Inoltre, il virus colpì indistintamente anche il personale curante volontario. Dopo aver contagiato medici e infermieri professionisti, l’epidemia colpì vieppiù anche il personale volontario. «Molte sezioni samaritane si ritrovarono così con il 50% o più dei loro membri a letto con la febbre», si legge nel rapporto d’attivi-

• «Molte sezioni si ritrovarono con il 50% o più dei loro membri a letto con la febbre.»

•

tà citato. Ventisei samaritani, uomini e donne perlopiù giovani, pagarono con la loro vita l’impegno volontario nella lotta all’epidemia. Quando finalmente l’influenza si placò, il lavoro e la dedizione dei samaritani durante la crisi furono lodati da tutti. Alcuni comuni vollero premiare e ricordare le loro prestazioni con documenti e monete commemorative, altre hanno finanziato l’acquisto di attrezzature

Tra il 1918 e il 1920 l’influenza spagnola ha causato tra i 25 e i 50 milioni di vittime. Più di quante ne fece la Prima guerra mondiale. La malattia si è manifestata in tre ondate di diversa intensità. Molte delle persone rimaste vittime della malattia avevano tra i 20 e i 40 anni, cosa molto insolita per un’influenza. La voce corrente dei tempi sosteneva che la pandemia avesse preso origine dai campi di battaglia in Europa. Oggigiorno è noto che l’origine è in uno dei virus correlati con l’influenza aviaria. Le persone colpite di solito si ammalavano in breve tempo e soffrivano di febbre, brividi, dolori muscolari, tosse e irritazione alla gola. Contro la polmonite che ne seguiva, non c’era purtroppo nessun rimedio: la penicillina non era ancora stata scoperta. Probabilmente, l’influenza era scoppiata prima negli USA ed era poi stata portata in Europa – e presto negli angoli più remoti del mondo – dalle truppe americane. L’influenza spagnola deve il suo nome al fatto che fu proprio la neutrale Spagna a riferirne ampiamente per prima sulla stampa, mentre negli altri Paesi proprio a causa della guerra, la stampa fu censurata. (cze)

per le esercitazioni e per la cura dei malati. L’influenza spagnola ha avuto anche una conseguenza a lungo termine per il movimento samaritano: la Federazione svizzera dei samaritani incentivò la promozione dei corsi di cura e assistenza, invitò le autorità a facilitare questi corsi e chiese una migliore assicurazione finanziaria per i volontari malati.

Fonti: Rapporto d’attività 1918/1919, Opuscolo commemorativo: «75 anni della Federazione svizzera dei samaritani», Wikipedia

oggi samaritani 1/2019   33


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INFORMAZIONI DALLO SHOP

BASTA NON PERDERE IL DENTE I bambini sono spesso toccati dagli incidenti e infortuni ai denti. Grazie a un apposito contenitore (Dentosafe), il dente caduto o i pezzetti di esso possono essere conservati e salvati ai fini di un reimpianto. Sfrecciare troppo velocemente in monopattino o mancare una curva con la slitta oppure andare in giro un po’ troppo sbadatamente ed ecco che, improvvisamente, si sbattono i denti e si crea... la finestrella. I bambini sono animati dal loro naturale bisogno di muoversi e sono quindi spesso colpiti da incidenti dentali. Circa la metà di tutti i bambini e giovani della Svizzera sono vittima, presto o tardi, di un infortunio ai denti. Denti allentati, vacillanti, rotti o caduti ne sono la diretta conseguenza. Ma cosa bisogna fare in caso di infortunio ai denti? Come in ogni incidente, anche quando succede ai denti bisogna «mantenere la calma». In caso di forte emorragia, comprimere la ferita con una garza o un fazzoletto di stoffa e, esternamente, applicare degli impacchi di ghiaccio. Il dentista, nel migliore dei casi, potrà rimettere alla loro posizione i denti spostati o Presto o tardi, i denti da latte cadono da soli. Dopo un incidente dentale, è invece possibile evitare la perdita dei secondi denti grazie a un corretto trattamento. (Foto: Shutterstock) allentati. Ma attenzione: in caso di denti rotti o caduti non è da escludere il pericolo che vengano inghiottiti. In questi casi si consiglia di recarsi subito dal dentista. Non tutte le lesioni molte scuole o presso molte associazioni dell’apparato masticatorio, infatti, sono immediatamente riconosci- sportive, l’apposito contenitore fa parte del normale equippaggiamento sanitario. bili.

Non toccare la radice del dente Denti spezzati o frammenti di denti non compromettono necessariamente il dente stesso. Nelle giuste circostanze, infatti, il dentista può riparare i danni. Il trasporto risulta però essere decisivo. È inoltre importante non toccare il dente dalla parte della radice, ma solo dal lato della corona. Il tessuto parodontale è sensibile e si asciuga rapidamente, motivo per cui i denti e le parti di esso devono essere conservati in un liquido. Il latte freddo o una soluzione salina assicurano che la radice non muoia. Il mezzo di trasporto ideale del dente, tuttavia, è un apposito contenitore dotato di una soluzione nutritiva pronta per l’uso in cui il tessuto può sopravvivere fino a 48 ore. In questo modo, dal dentista aumentano le chances di riuscita di un reimpianto/ricostruzione. Grazie a Dentosafe il paziente può quindi salvare il dente accidentato. Cosa che non solo è vantaggiosa dal profilo estetico. ma anche da quello dei costi causati dall'infortunio. Per queste ragioni, in

Dal dentista anche con i denti di latte Non sempre i frammenti di denti o denti spezzati possono essere reimpiantati. Tuttavia dovrebbero essere comunque portati dal dentista. Di solito, i denti di latte non vengono reimpiantati dopo un infortunio. Anche in questi casi è comunque consigliabile una visita dal dentista, poiché altrimenti potrebbero verificarsi delle complicazioni nello sviluppo successivo dell’apparato masticatorio. (FSS)

Ottenibile ora nello Shop samaritano: Miradent SOS Dentosafe

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PAGINE PARTNER

PRONTI PER L’INVERNO CON L’OMEOPATIA Il raffreddore (chiamato anche «infezione influenzale») è uno dei disturbi più frequenti in assoluto. Gli adulti in media si raffreddano da due a quattro volte all’anno. I bambini, per via del loro sistema immunitario non ancora completamente sviluppato, possono prendere il raffreddore addirittura fino a 13 volte all’anno. Elevato rischio di contagio, ­soprattutto quando fa freddo La causa del raffreddore è il contagio attraverso un virus. Entriamo a contatto costantemente e ovunque con i virus. I virus da raffreddore si trasmettono molto facilmente tramite delle goccioline. Già solo parlando, ma anche con la tosse, gli starnuti o porgendo la mano, le goccioline giungono sulle mucose degli interlocutori. Tuttavia, non viene automaticamente contagiato ogni interlocutore. Nelle persone con difese immunitarie forti i virus spesso non hanno alcuna chance. Veniamo colpiti con la maggiore incidenza nel periodo freddo e umido dell’anno. Tuttavia, la sensazione di freddo di per sé non causa un raffreddore, bensì una reazione della nostra «protezione esterna». In caso di basse temperature i vasi sanguigni delle mucose nasali e orali si restringono e vengono irrorate meno efficacemente. Ciò consente agli agenti patogeni di aggredirle più facilmente. E anche gli ambienti interni caldi e confortevoli, tanto amati in inverno, mettono a dura prova le mucose. Difatti, l’aria del riscaldamento è molto asciutta e priva le mucose nasali dell’umidità. Le sottili ciglia che rivestono le cavità nasali aderiscono le une alle altre, ostacolando la loro naturale funzione di protezione e pulizia. Ciò consente ai virus del raffreddore di prendere piede più facilmente e di diffondersi superando la cavità rinofaringea.

Prevenire è meglio che curare Una delle migliori misure contro l’influenza e il raffreddore è uno stile di vita sano basato su un’a36   oggi samaritani 1/2019

limentazione variata e su molta attività fisica all’aria aperta, naturalmente con un adeguato abbigliamento caldo. È anche importante rilassarsi e riposare a sufficienza perché tutto ciò che indebolisce il sistema immunitario rende più vulnerabili ai raffreddori. Oltre all’abbassamento eccessivo della temperatura corporea, anche stress e carenza di sonno incidono. E addirittura gli ormoni influiscono! Difatti, anche le donne a metà ciclo sono più vulnerabili. In aggiunta, potete rafforzare le vostre difese immunitarie anche con rimedi omeopatici. I preparati omeopatici a base di echinacea sono una valida scelta per prevenire influenza e raffreddore.

Vi siete comunque presi qualcosa? Uno stato generale di salute compromesso, di spossatezza e di bruciore e infiammazione nella cavità rinofaringea sono spesso i primi sintomi di un raffreddore. Si consiglia di assumere rimedi omeopatici all’apparire dei primi sintomi della malattia, in modo da bloccarne il decorso. Ma anche quando i sintomi della malattia si sono già manifestati, l’omeopatia aiuta ad alleviare i più svariati disturbi da raffreddore e a favorire la guarigione. L’omeopatia è adatta anche per i bambini e i preparati possono essere assunti durante la gravidanza o l’allattamento senza temere complicazioni. A differenza dell’allopatia, i raffreddori e gli stati simil-influenzali non vengono repressi mediante l’impiego di rimedi omeopatici, bensì vengono stimolate le capacità di autoguarigione.


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BUONO A SAPERSI

Come posso fondare un Gruppo della gioventù? Chi dirige un Gruppo della gioventù, impiega il proprio tempo l­ibero in modo sensato ricevendo moltissimo in cambio. In questo articolo trovate le domande più ricorrenti e le ­risposte in merito alla costituzione di un Gruppo della gioventù. Chi desidera costituire un Gruppo della gioventù samaritana non necessita di complicati iter burocratici né di una formazione apposita o di un lavoro preparatorio lungo anni. Il segretariato della FSS offre infatti gratuitamente i mezzi ausiliari e la necessaria documentazione ed è sempre disponibile, assieme ai responsabili cantonali del lavoro con i giovani, per rispondere a qualsiasi domanda.

Quale formazione devo ­frequentare come responsabile dei Gruppi giovanili FSS? Il o la responsabile dei Gruppi giovanili FSS sarà preparato al meglio per il suo incarico di responsabile. Dopo aver superato con successo il corso di sei giorni per diventare responsabile dei giovani della FSS, i partecipanti (dai 16 anni di età) potranno conoscere più da vicino l’attività di responsabile di un Gruppo samaritano di giovani.

Cosa occorre per poter costituire un Gruppo della gioventù samaritana? Occorre una sezione samaritana o, nel caso particolare, anche un’associazione cantonale alla quale il Gruppo della gioventù samaritana possa aderire. Inoltre un monitore samaritano o una monitrice samaritana FSS deve dichiararsi disponibile a essere responsabile nella trasmissione della tecnica samaritana; non deve tuttavia essere presente a ogni esercitazione. Il formatore o la formatrice dei giovani per la FSS può anche trasmettere contenuti tecnico–specialistici. Oltre al regolamento che deve essere inviato al Segretariato centrale, è opportuno stipulare un accordo tra la sezione sostenitrice e il Gruppo della gioventù samaritana, accordo che regoli anche le questioni finanziarie 38   oggi samaritani 1/2019

(viene pagata una parte della formazione? Il Gruppo della gioventù ha un conto proprio? A quali condizioni il Gruppo della gioventù può utilizzare il materiale della sezione? I/le partecipanti Help sono anche membri della sezione? ecc.). Inoltre è importante farsi un’idea del gruppo d’età considerato (bisogna rivolgersi piuttosto a bambini o ad adolescenti? Con quale frequenza si incontra il gruppo? Quali persone potrebbero collaborare?).

Cosa devo comunicare al ­Segretariato FSS? Bisogna inviare al Segretariato FSS il regolamento sottoscritto OC 240 (Programma concettuale Help)* e un elenco degli indirizzi dei responsabili come pure dei partecipanti. In questo modo, il gruppo viene registrato al Segretariato centrale come Gruppo della gioventù samaritana. Per la costituzione, il gruppo riceve dal segretariato un contributo apposito di 200 franchi e un buono da utilizzare nel nostro Webshop del valore di 150 franchi.

Chi posso contattare se desidero creare un Gruppo della gioventù? Rivolgetevi al responsabile cantonale del lavoro con i giovani (RcLG) della vostra associazione cantonale. Sul sito www.samariter.ch si trovano i contatti del responsabile in seno alla vostra associazione cantonale. Potete anche annunciarvi direttamente al Segretariato della FSS.

Qual è il materiale a disposizione? Il Segretariato invia con piacere dei gadgets da distribuire (lecca-lecca, volantini, ecc.). A proposito del libretto Globi vi sono delle elaborazioni in cor-


so. Il manuale Help può essere comandato gratuitamente; offre consigli pratici sui temi delle finanze o delle assicurazioni e tante idee per gli eventi degli Help. Inoltre è disponibile una guida gratuita e pratica sul tema «Lavoro con i giovani», contenente consigli sul rapporto con i giovani, idee per la pubblicità e consigli utili per strutturare al meglio un Gruppo della gioventù samaritana.

NUMERI D’EMERGENZA «I PIRATI BALLANO»

Come si svolge un’esercitazione Help? Ci sono diverse possibilità. I Gruppi della gioventù samaritana possono incontrarsi ogni due settimane o mensilmente, una sera o di sabato mattina. In estate possono organizzare un campo oppure ritrovarsi durante un intero fine settimana. Per tutti i giovani samaritani, ogni anno per Pentecoste viene inoltre organizzato un apposito campo della gioventù. In questo campo, le basi della tecnica samaritana (il Corso soccorritori e il Corso samaritano) sono importanti, ma viene dato altrettanto spazio ai giochi all’aperto, a delle speciali olimpiadi, a visite alla Rega, ai pompieri o al campo Aula. (FSS) * Regolamenti, concetti e informazioni sugli strumenti pubblicitari inerenti il «Lavoro con i giovani» si trovano in Extranet e si possono scaricare dal settore Cassetta degli attrezzi.

PRIMI SOCCORSI CON RÉMI E NINA

Melodia: La ber-li-na bian-ca e ros-sa ­ sfrec-cia per le stra-de e i la-dri scap-pa-no e in fret-ta se la dan-no. Rit. U-no u-no set-te dai, aiu-ta e non fer-mar-ti mai Sem-pre all’er-ta not-te e dì, a-gen-te sei co-sì. L’au-to gial-lo ros-sa e blu sfrec-cia per le stra-a-de e soc-cor-so por-ta, a chi si è fat-to ma-le. Rit. U-no quat-tro quat-tro dai, aiu-ta e non fer-mar-ti mai Sem-pre all’er-ta not-te e dì, soc-cor-ri sem-pre sì. L’au-to-car-ro ros-so rom-ba sul-la can-to-na-le, e il fuo-co spe-gne-rà, sen-nò fi-ni-sce ma-le. Rit. U-no u-no ot-to dai, aiu-ta e non fer-mar-ti mai Sem-pre all’er-ta not-te e dì, pom-pie-re sei co-sì.

Il classificatore di apprendimento «Samas’Kids» è un ­eccellente mezzo ausiliario per entusiasmare i bambini sul tema dei primi soccorsi (disponibile solo in francese). In 45 pagine, Rémy e Nina dimostrano come poter prestare i primi soccorsi. Ottenibile allo Shop della FSS

L’e-li-cot-ter ros-so e bian-co fi-la co-me il ven-to e lo sca-la-to-re sal-va all’ul-ti-mo mo-men-to. Rit. U-no quat-tro u-no quat-tro, vo-la co-me un co-li-brì Sem- pre all’e-rta not-te e dì, pi-lo-ta sei co-sì.

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RITRATTO

La certezza d’aver trovato la propria strada Oggi questa «storia d’amore» dura da 15 anni e il giovane ormai 27enne non ha nessuna intenzione, per il momento, di prenderne le distanze. L’incontro con un gruppo di compagni molto affiatati e il vivo interesse per il campo dei primi soccorsi sono alla base del suo attaccamento ai samaritani in generale e, in particolare, ai Samas’Kids.

Arnaud Forestier «Infettato» dal virus del soccorso a 12 anni.

Attivo nei Samas’Kids sin dagli inizi – era il 2003 – Arnaud Forestier è rimasto fedele al soccorso ed è oggi tra i pilastri portanti del Gruppo dei giovani samaritani vodesi. TESTO : Chantal Lienert / m.z

È grazie a degli amici che i genitori di Arnaud Forestier avevano saputo che i samaritani vodesi organizzavano delle attività rivolte ai bambini e avevano quindi pensato che la cosa potesse interessare a loro figlio. Che ciò fosse dovuto al fatto che, sin da piccolo, egli diceva di voler diventare medico? Sia quel che sia, il ragazzino allora dodicenne è subito stato apprezzato dalla trentina di giovani all’origine dei Samas’Kids e non li ha mai più lasciati. Si è trovato così bene che ha addirittura rinunciato allo judo, un altro dei suoi passatempi nei quali aveva raggiunto un buon livello. 40   oggi samaritani 1/2019

Arnaud Forestier è in possesso di un bachelor in cure infermieristiche ottenuto alla scuola HES La Source a Losanna e dal 2017 lavora al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) nel servizio di oncologia e medicina pediatrica. Per fare ciò, durante i suoi studi ha dovuto dapprima vincere le sue reticenze di fronte al cancro e oggi è contento di lavorare in un settore che gli permette di combinare gli aspetti relazionali con le cure tecniche e questo poiché, come sottolinea lui stesso, specialmente in pediatria la dimensione relazionale è molto importante. Non solo ci sono i bambini malati, ma bisogna considerare anche i loro genitori. Fortunatamente esistono delle forme di cancro che sviluppano un elevato tasso di remissione e, a volte, la vitalità dei giovani pazienti è davvero sorprendente. Dei trattamenti chemioterapici che abbatterebbero qualsiasi adulto sembrano appena toccare i bambini che, molto velocemente, riprendono le loro attività. Un altro aspetto del suo lavoro che lo affascina molto è la grande diversità dei pazienti: in pediatria si curano infatti i neonati di appena qualche giorno fino ai giovani adulti di poco meno di 18 anni. Anche se molto impegnativa, l’attività professionale lascia ad Arnaud del tempo sufficiente per occuparsi dei Samas’Kids. In questo ambito egli riveste la funzione di Formatore della gioventù, ossia l’equivalente del monitore samaritano, e in oltre di monitore 1 FSS. Nel comitato è attivo in qualità di cassiere. A 15 anni ha aderi-


to alla sezione di Orbe della quale fa tuttora parte, senza tuttavia interrompere le sue attività con i Kids. È stato dapprima animatore, poi monitore gioventù e ha quindi ottenuto il titolo di formatore gioventù grazie alla convalida dell’apprendimento precedentemente assunto. Molte sono le motivazioni alla base del suo impegno a favore dei giovani soccorritori: dal piacere di lavorare con i bambini all’amore per l’insegnamento e alla certezza di fare qualcosa di buono e Dal compimento del 16mo anno d’età, i giovani dei Samas’Kids possono iniziare la loro formazione sensato. E anche se in fu- di monitore-animatore: qui a Paccots (FR) nel 2017. turo non tutti i bambini entreranno in una sezione samaritana, Arnaud pensa che la loro formazione è un tutti vorrebbero come fratello sua strada (prevede di continuapasso nella direzione dell’ideale maggiore. È calmo, rassicurante, re la formazione professionale e secondo il quale in ogni nucleo sereno. Egli sprigiona una gran- di ottenere un Master in cure famigliare ci sia una persona che de forza (positiva per chi lo cir- infermieristiche) e di aver saputo sappia prestare i primi soccorsi. conda), fondata probabilmente trovare un equilibrio tra lavoro, Arnaud è il genere di ragazzo che sulla certezza di aver trovato la attività ricreative e vita privata.

I SAMAS’KIDS VODESI Formazione, formazione, formazione Patrick Brossy, presidente dei Samas’Kids vodesi è categorico: quando i membri lasciano il gruppo dei giovani per entrare in una sezione sono al top in fatto di formazione e pronti a prestare servizio in un dispositivo medico-sanitario. Secondo i regolamenti in vigore nel Canton Vaud, il gruppo giovanile è aperto ai bambini a partire dai 5 anni; al compimento del 16mo anno di età gli adolescenti che desiderano continuare nel campo dei primi soccorsi sono invitati a entrare in una sezione samaritana dove potranno portare avanti una formazione continua al fine di conservare il livello 2 IAS. Saranno i benvenuti per istruire i loro cadetti, nella misura in cui essi sono pronti a formarsi come monitori-animatori. All’inizio, nel 2003, l’idea era di avere tre gruppi di bambini, al nord, all’est e all’ovest del cantone; gli esercizi avevano luogo a turno nelle relative sezioni. Ma il giorno in cui un Samas’Kid ha corretto un monitore, i dirigenti hanno pensato che s’imponeva un cambiamento. Da allora, tutti i Samas’Kids si ritrovano a Gollion al Centro di competenza della Protezione civile vodese e i bambini, divisi in sei classi d’età, ricevono un’istruzione garantita da un'apposita équipe di formatori. Oggi sono una quarantina i supervisori (monitori-animatori e formatori) che si oc-

cupano di circa 120 bambini sotto il cappello dei Samas’Kids vodesi. Ogni anno si organizzano degli esercizi (un sabato al mese), un campo estivo, un «rally delle famiglie» e una cena di Natale. Da poco, un campo durante le festività della Pentecoste permette ai giovani vodesi di incontrare i loro compagni soccorritori degli altri cantoni romandi. I Samas’Kids vodesi sono costituiti in associazione indipendente e autonoma, come una sezione. Non beneficiando di nessuna fonte di sostegno finanziario, l’associazione si basa essenzialmente sulla generosità di terzi, in particolare per finanziare la formazione dei quadri e per le tasse dovute alla FSS. La tassa annuale è di 60 franchi – minore in caso di fratelli e sorelle – mentre la partecipazione al campo estivo costa 320 franchi per partecipante, tasse che tuttavia non coprono i costi del campo. Le sezioni vodesi e alcuni comuni non esitano ad aprire i loro portamonete, mentre la Lotteria romanda o la Fondazione per l’aiuto umanitario come pure altre organizzazioni caritatevoli vengono sollecitate di tanto in tanto. Da poco tempo, inoltre, un gruppetto di membri passivi, convinti della buona causa dei giovani soccorritori, versano pure il loro obolo. oggi samaritani 1/2019   41


INFORMAZIONI DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA

Il babysitting, una scuola di vita I bambini e la loro voglia di vivere, così contagiosa, mi sono sempre piaciuti. Per avere tutte le carte in regola e sapermi occupare di loro al meglio, a 13 anni ho deciso di frequentare il corso di babysitting della CRS.

TESTO: Larissa Werren* / m.z Il corso di babysitting CRS prepara i giovani ad assumere la loro funzione in modo responsabile. (Foto: CRS)

Mi sono recata al corso di babysitting, a Root (Canton Lucerna), con molta impazienza e curiosità. Durante le ore trascorse con la simpatica formatrice e gli altri partecipanti, abbiamo svolto varie attività. Ci è stato fornito un manuale molto istruttivo e abbiamo anche fatto molta pratica: cambiare i pannolini, cucinare, dare da mangiare, fare lavoretti… insomma tutto quanto bisogna sapere per prendersi cura di un bimbo!

contattarli. Ero in pratica lasciata a me stessa. Fortunatamente, dopo essermi fatta coraggio e aver fatto qualche profondo respiro, ho ritrovato la calma necessaria. E ho capito che dovevo innanzitutto fidarmi del mio istinto. Ho provato ad occuparmi del piccolo bimbo come se fosse mio figlio. E ha funzionato!

Primi contatti

Solo un po’ di coraggio!

Quando andavo dai miei primi bambini, due piccoli maschietti davvero adorabili, portavo sempre con me il manuale di babysitting. Era infatti rassicurante, per me, sapere che in ogni momento avrei potuto trovare le informazioni di cui avevo bisogno. Una volta tuttavia, mi ricordo molto bene di aver pressoché raggiunto i miei limiti: il bimbo di sei anni di cui mi occupavo si era ammalato e aveva vomitato durante la notte. I suoi genitori erano assenti e non riuscivo a

Spesso durante l’adolescenza abbiamo poca fiducia in noi stessi. Dubitiamo sempre e cerchiamo di scoprire chi siamo veramente e come ci piacerebbe o dovremmo agire. In questo senso, il lavoro di babysitter mi ha aiutata molto. Le esperienze che ho vissuto mi hanno permesso di andare avanti e migliorare!

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Da valida babysitter a consulente esperta Il lavoro di diploma di Moyra Wehrli consisteva nel creare una rivista dedicata alla cura dei bambini. Ora Moyra mette la sua esperienza al servizio della Croce Rossa svizzera (CRS) aiutando anche nella revisione del manuale di babysitting e nello sviluppo di un’applicazione pure destinata al babysitting.

Quale consiglio daresti ai futuri babysitter, cosa diresti loro? Moyra: I babysitter devono restare loro stessi e non devono aver paura di sbagliare: cosa che non fa altro che causare ulteriore pressione. Sii sempre all’ascolto dei bambini dei quali ti prendi cura e assicurati di poter raggiungere o contattare i genitori o i parenti in caso di urgenza.

Hai già vissuto una situazione critica che ti ha spinta a toccare i tuoi limiti? Sinceramente, non mi viene in mente nulla. È ovvio che certi momenti possono essere più difficili di altri, ma ciò non è necessariamente legato a un contesto insolito. Ad esempio, quando seguo due bambini e ognuno di loro vuo-

Moyra Wehrli ha scritto il suo lavoro di diploma proprio sul babysitting.

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«Spesso, in quanto teenager, si ha ancora poca fiducia in sé stessi.­»

Grazie al tuo lavoro di diploma, dedicato alla cura dei bambini, ora lavori per la CRS. Come è nata questa collaborazione e le tutta la mia attenzione. In quei momenti ci vogliono mol- cosa fai esattamente alla CRS?

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ta pazienza e nervi saldi. In questi casi, cerco sempre di ricordarmi come e cosa avveniva quando io ero piccola e cerco anche di non dimenticare che certi comportamenti sono normali a questa età.

CORSO DI BABYSITTING DELLA CROCE ROSSA: IMPARARE AD OCCUPARSI AL MEGLIO DI UN BAMBINO In caso di assenza, i genitori vogliono essere sicuri di lasciare i loro figli in buone mani. Nell’ambito del corso di babysitting CRS, i giovani dai 13 anni in poi imparano le basi indispensabili per occuparsi di un bambino e per sentirsi all’altezza della loro missione. I futuri babysitter ricevono inoltre un manuale contenente informazioni importanti e consigli ai quali possono far capo in ogni momento.

Altre informazioni sul sito: www.babysitter.redcross.ch

Ho semplicemente preso contatto con la CRS al fine di proporre una mia collaborazione. I miei interlocutori sono stati subito favorevoli e mi hanno proposto di entrare a far parte di un gruppo di lavoro sul corso di babysitting della Croce Rossa. Ovviamente ho accettato subito! Attualmente stiamo rivedendo i supporti dei corsi e stiamo sviluppando un’applicazione. Vengo anche invitata alle sessioni e riunioni dove, grazie alla mia esperienza sul terreno, rappresento i e le babysitter. Rispondo poi a domande e questioni specifiche via mail. Insomma il mio lavoro alla CRS è davvero appassionante e sono molto contenta di questa collaborazione.

Ulteriori informazioni: www.redcross-edu.ch * Larissa ha lavorato diversi anni come babysitter ed è ora molto contenta di sviluppare la nuova applicazione della CRS dedicata al babysitting. oggi samaritani 1/2019   43


ATTREZZI

Metti la sirena in tasca Grazie all’app Alertswiss, gli allarmi e le informazioni su catastrofi o situazioni d’emergenza vengono inviati direttamente agli utenti sotto forma di notifiche push. Così le autorità hanno una connessione diretta con la popolazione. Le catastrofi possono verificarsi in ogni momento e senza preavviso. Uno dei compiti essenziali per farvi fronte è l’allarme e l’informazione alla popolazione. Il sistema in attività fino ad ora con sirene e informazioni via radio non soddisfa più le esigenze odierne. Infatti una grande parte della popolazione oggi usa correntemente i mezzi di comunicazione mobili. Così che tante persone, ormai, non sanno più cosa bisogna fare in caso di suono delle sirene. Inoltre le persone con handicap uditivo sono escluse dall’attuale sistema. Recentemente, l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) e i cantoni hanno quindi lanciato nuovi canali di comunicazione. I messaggi di allarme vengono diffusi come notifiche push tramite l’app Alertswiss sugli smart­ phone e vengono visualizzati anche sul sito web di Alertswiss. La diffusione e pubblicazione di questi allarmi avviene simultaneamente all’attivazione delle sirene. In questo modo possono essere anche comunicate in maniera dettagliata informazioni su eventi, luoghi, comunicati su manifestazioni, ecc.

Avviso anche per eventi minori Tre diversi livelli di avviso (allarme, avvertimento e informazioni) rendono possibile l’invio di messaggi in modo mirato, anche in caso di eventi minori, come ad esempio l’acqua potabile inquinata in un determinato comune. Dopo l’allarme, le autorità – attraverso gli stessi canali – possono diramare ulteriori informazioni in merito all’evento in corso. Grazie alla grande capacità dei canali via smartphone, 44   oggi samaritani 1/2019

L’app Alertswiss allarma e informa gli utilizzatori di smartphone su ­ iversi tipi di pericoli. (Foto: UFPP) d

il sistema funziona anche in caso di reti mobili molto frequentate. L’app per smartphone è adattabile secondo di propri bisogni personali. Se gli utenti attivano la notifica push, ricevono dai cantoni da loro scelti le relative notizie e situazioni reali. L’app supporta funzioni di accessibilità comuni come VoiceOver o adattamenti di contrasto, colore e grandezza della scrittura ed è accessibile anche a persone con problemi di udito o ipovedenti. Recentemente questa nuova applicazione ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso «Best of Swiss Apps 2018» nella categoria Innovazioni.

Progetto di Confederazione e cantoni Parallelamente, tutte le informazioni che vengono diffuse via app vengono pure pubblicate sul sito di Alertswiss. Alertswiss è un progetto congiunto della Confederazione e dei cantoni e fa parte del sistema di allarme Polyalert. In futuro il sistema verrà ulteriormente ampliato. Le informazioni visualizzate provengono dalle autorità ufficialmente responsabili. L’app Alertswiss è disponibile anche per iOS e Android. (FSS) Altre informazioni su: www.alertswiss.ch


INFO VARIE

NOVITÀ PER TUTTI I SAMARITANI CORSO BASE GRATUITO DI OMEOPATIA Nell’ambito della collaborazione tra Similasan AG e la Federazione svizzera dei samaritani, i monitori di corso FSS come pure i monitori samaritani hanno la possibilità di seguire una formazione di base in omeopatia. Vista la grande richiesta, il corso «Formazione di base in omeopatia» è ora aperto gratuitamente a tutti i samaritani. Il 23 febbraio un corso si terrà anche a Rivera. Contenuti del corso: • Introduzione all’omeopatia e presentazione di un libro sul tema: «Come trovo facilmente e velocemente un efficace rimedio omeopatico?» Il libro verrà dato, gratuitamente, ai partecipanti. • Istruzione sulle combinazioni più frequenti di rimedi di Similasan per il trattamento di disturbi acuti e cronici • Discussione di gruppo e ricerca congiunta di soluzioni di terapie omeopatiche nella vita di tutti i giorni Termine d’iscrizione: 14 giorni prima

dell’inizio del corso. Le iscrizioni sono da effettuarsi sulla piattaforma myLearning (Catalogo > Catalogo della formazione > Manifestazioni > Similasan). Il materiale del corso e il vitto vengono messi a disposizione da Similasan AG. Altre informazioni sui contenuti del corso come pure una visione d’assieme sui prodotti consigliati da Similasan, la trovate in Extranet sotto Formazione e corsi > Formazione continua. Per informazioni: bildung@samariter.ch o al numero 062 286 02 00.

I prossimi corsi 16.02.2019 Müllheim 23.02.2019 Rivera 16.03.2019 Lyss 13.04.2019 Olten 04.05.2019 Losanna 18.05.2019 Olten 08.06.2019 Winterthur 07.09.2019 Olten 14.09.2019 Düdingen 21.09.2019 Winterthur 21.09.2019 Martigny 28.09.2019 Olten 09.11.2019 Olten

GIORNATA DEL MALATO 2019 LE CONOSCENZE SULLA SALUTE FANNO BENE IN OGNI SITUAZIONE In tutta la Svizzera, torna il prossimo 3 marzo la «Giornata del malato» durante la quale vengono organizzati vari eventi e manifestazioni. Con il motto «Sapere rende forti» la popolazione sarà invitata a parlare e a scambiarsi opinioni sulla salute, sulla malattia e sui disturbi. Spesso il sapere si rafforza con il dialogo. Chi capisce che effetto ha su sé stesso e sui familiari la malattia o la situazione di vita modificata, riesce a sviluppare modi di procedere personali, superare meglio la nuova quotidianità e affrontare meglio le terapie. Gli operatori sanitari rivestono un ruolo importante nella trasmissione delle informazioni. Ma è dimostrato che le persone malate riescono a cogliere solamente dal 40 al 45 per cento delle informazioni ottenute nei colloqui con gli operatori sanitari. Per questo motivo servono ulterio-

ri offerte e fonti d’informazione e anche ai familiari occorre trasmetterne. La rubrica «Attività» contiene una panoramica su dove e quando avranno luogo le diverse manifestazioni. Sul sito possono essere annunciate anche attività proprie. La giornata è proposta dall’associazione che porta lo stesso nome e che, da 80 anni ormai, si prefigge di sensibilizzare la popolazione del nostro Paese su un tema di attualità del settore «salute e malattia». I membri dell’associazione sono sia organizzazioni di pazienti sia leghe svizzere contro il cancro, l’epilessia, il reumatismo, associazioni professionali, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori della sanità (CDS) e altre associazioni del settore sanitario.

Altre informazioni sul sito: www.giornatadelmalato.ch

CAMPO DELLA GIOVENTÙ SAMARITANA E AULA 2019 Il prossimo Campo della gioventù avrà luogo dall’8 al 10 giugno (Pentecoste) a Kreuzlingen con il motto «The New Generation». Nella Svizzera occidentale, invece, i bambini e i giovani si ritrovano, sempre a Pentecoste, a Les Paccots. Gli inviti seguiranno nel corso del 2019; termine di iscrizione: 31 marzo. AULA si svolgerà invece dal 20 al 27 luglio 2019 a S-chanf (GR). AULA è organizzato e condotto dalla Società svizzera delle truppe sanitarie. Gli oltre 80 aiutanti si impegnano a titolo di volontariato per la buona riuscita dell’evento.

­Altre informazioni:

su www.aula-jugendlager.ch. oggi samaritani 1/2019   45


LETTERE DEI LETTORI

LA PAROLA A VOI   Un’edizione riuscita Che gioia leggere il numero 04/2018 della rivista. Grazie signor direttore della FSS. Oh sì! Ci sono molti legami che uniscono quello che è eccezionale. E occorre che il contesto sia trasformato e «una buona rete si basa sulla fiducia reciproca». Bravo al Canton Berna per aver creato una rete di First Responder per salvare delle vite ogni anno e bravo all’Engadina per l’AULA 2018, che abbia a continuare. Sono anche contenta per Friburgo e Vaud che sono riusciti a unirsi; all’epoca delle prime discussioni in merito ero ancora un poco attiva. Trovo simpatico anche il gioco «parola nascosta» e magnifica l’intervista alla persona che è stata soccorsa e salvata dai samaritani. Ho molto apprezzato pure l’articolo «Sulla strada verso i samaritani del futu-

ro». Mi rallegro quindi già ora in vista del prossimo numero della rivista e mi congratulo con la redazione: continuate a fornici delle informazioni interessanti sul futuro dei samaritani. Congratulazioni a tutte e a tutti, i miei auguri per un Buon Anno Nuovo che ci porti felicità e novità. MICHELINE PILET-QUENDOZ Già «capo istruttrice», formatrice per l’ACB e membro del Comitato centrale

Risolvere internamente i problemi della sezione

(in merito al contributo di Stefan Lehmann, «oggi Samaritani» 04/2018)

Dapprima, ci tengo a congratularmi con voi per la «nuova veste» della nostra rivista che ora è molto piacevole da leggere e la cui impaginazione risparmia il lato bilingue. Tuttavia mi spiace constatare che la

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maggior parte degli articoli parla di sezioni svizzero tedesche e solo raramente vi interessate alle sezioni romande e/o ticinesi. Devo poi reagire alla lettera del signor Lehmann, pubblicata nell’edizione 04/2018; in effetti, malgrado egli sia un paramedico e un samaritano, poiché – secondo il suo dire accusatorio – «non voglio denigrare i samaritani, al contrario», trovo desolante il fatto che bisogna scrivere sulla nostra rivista per denunciare una mancanza di impegno da parte di alcuni samaritani, quando questo genere di osservazioni dovrebbe venir trasmesso direttamente alla sezione interessata allo scopo di regolare i problemi al suo interno. Questo impegno, secondo me, è una passione e non un pretesto per «fare soldi»; purtroppo sono anche cosciente che qualcuno si impegna nei servizi sanitari unicamente per questa ragione e penso che queste persone non dovrebbero aver posto in seno alla FSS e dovrebbero anzi lasciare spazio ad altre persone che rispettano le regole e che indossano in modo corretto l’uniforme, per tornare alle osservazioni del signor Lehmann. A tutti i lettori auguro un anno nuovo di empatia e condivisione. ANNE-CLAUDE HEDIGUER Samaritana, sezione di Carouge

Contatto: Redazione «oggi Samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Più è concisa la vostra lettera, maggiori sono le possibiltà che venga pubblicata. La redazione si riserva il diritto di accorciare delle lettere o di non pubblicarle. Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione.

Auguri di cuore Un grande grazie a tutta la redazione di «oggi Samaritani», in particolare a Chantal Lienert per il suo articolo apparso sull’ultimo numero della rivista e riguardante ACSB «Broye». Non è facile continuare ad andare avanti malgrado le mancanze di ogni tipo. Bravo a tutto il team! BRIGITTE REY Sezione di Estavayer-le-Lac e dintorni

SIAMO TUTT’ORECCHI

In questo nuovo anno, la rivista «oggi Samaritani» si dedica tra l’altro alle diverse fasi d’età della vita di ognuno di noi. Getteremo quindi uno sguardo alla fanciullezza, alla gioventù, agli adulti e ai seniori, sempre nell’ottica samaritana. La vostra sezione è magari molto impegnata in uno di questi settori, di queste fasce d’età? Pianificate un evento particolare? O ancora, avete delle domande a questo proposito? Scriveteci all’indirizzo redazione@samaritani.ch. Avete un’idea originale per un’esercitazione o su come si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.

LE DATE DEI PROSSIMI NUMERI: Nr. edizione 02/2019

Termine redazionale

Data di apparizione

09.04.2019

15.05.2019

03/2019 11.07.2019

14.08.2019

04/2019 18.10.2019

20.11.2019

GIOCHI: LE SOLUZIONI DELLA P. 30

oggi samaritani 1/2019   47


Federazione svizzera dei samaritani Martin-Disteli-Strasse 27 4601 Olten www.samaritani.ch


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