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oggi samaritani 4/20

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oggi

SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani

Più flessibilità nella formazione samaritana 12 FORMAZIONE 2021

Panoramica su tutti i corsi e le giornate formative

16 PRIMI SOCCORSI

Solo una persona su due sa aiutare in modo corretto in caso d’'emergenza

28 ADA MARTINOLI

A Giubiasco, una via del borgo dedicata all’intraprendente samaritana ticinese


I molti volti dei Primi soccorsi

Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno.


EDITORIALE

CON CORAGGIO VERSO LA NUOVA FORMAZIONE Care lettrici, cari lettori, dopo una valutazione della situazione, noi samaritani abbiamo unito le forze per definire una nuova strategia. I vari gruppi di lavoro hanno fatto e continuano a fare un grande lavoro che porterà a una coraggiosa trasformazione del nostro movimento. Avete tracciato il futuro. Questa strategia di riposizionamento beneficia del vostro sostegno e di una forte leadership, che finalmente permetterà, tra l’altro, l’armonizzazione a tutti i livelli. Il tema di questa edizione della rivista è la formazione. Recentemente, nel corso di una riunione dei quadri, è stato annunciato che ci saranno dei cambiamenti nell’ambito appunto della formazione. Ne è quasi seguito un… grido di paura. Ma chiamiamo le cose con il loro giusto nome: dire che durante l’ultimo processo di cambiamenti le cose si sono

complicate, sarebbe un dolce eufemismo… Molta energia era stata sprecata in resistenze polarizzanti. No grazie, non vogliamo più vivere tutto questo! Ecco alcuni pensieri: riconosco la necessità di semplificare e modificare la struttura della formazione dei nostri quadri, di non più esigere sistematicamente da loro una formazione più estesa rispetto ad altri attori concorrenti. Mi piace anche il fatto che non dobbiamo più disperderci all’infinto in progetti, concentrandoci invece sull’essenziale. Sarò lieta di vedere l’implementazione di corsi adattati alla nostra nuova strategia, strumenti che continueranno a mantenere e sviluppare la nostra attrattività. Questi sono solo alcuni esempi. Dai, ancora un po’ di coraggio, tutto andrà bene! DAGMAR BAETTIG Membro del Comitato centrale oggi samaritani 4/2020  3


INDICE 15 «CLUB 2013» Il presidente Kurt Sutter parla dei membri e degli scopi del Club

24 UNA GARA PER L’ANNIVERSARIO Una visita alla festa dei Samas’Kids di Savièse

28 LO SAPEVATE? A Giubiasco, una via del borgo è stata dedicata a una samaritana

20 DONAZIONE DI SANGUE L’impegno non conosce nessuna frontiera

26 IL VOLONTARIATO IN SVIZZERA Cosa motiva le persone a prestarsi per lavori di volontariato e cosa no

30 GIOCA CON NOI Cruciverba e Sudoku

23 ASSOCIAZONI E SEZIONI Passaggio di consegne nell’associazione cantonale di Friburgo 4   oggi samaritani 4/2020

31 DALLO SHOP SAMARITANO Mantenere le distanze grazie al pratico portachiavi igienico


IMPRESSUM «oggi samaritani» 4/2020 Data di pubblicazione: 18 novembre Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra. Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 22 600 copie Redazione Christoph Zehnder (cze) Matthias Zobrist (mzo) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten

32 DALLA FAMIGLIA DELLA CRS I nuovi ambasciatori della CRS sensibilizzano sui primi soccorsi

35 INFORMAZIONI Indirizzi di contatto e termini redazionali

Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli SA, 3001 Berna

33 NUOVA GUIDA PER REDOG Philipp Matthias Bregy assume la presidenza centrale di Redog

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VENIAMO AL PUNTO  FORMAZIONE

Più semplice, più flessibile e più vicina alla base

Un samaritano trasmette le sue conoscenze ai futuri monitori samaritani. (Foto: mad)

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Il riorientamento dell’intero panorama della formazione nell’ambito samaritano non mette tutto sottosopra, anzi: ciò che è collaudato, continuerà. Allo stesso tempo, però, il sistema di formazione verrà semplificato e reso più flessibile. Inoltre le associazioni cantonali avranno ora un ruolo di primo piano. TESTO: Matthias Zobrist / m.z Da mesi si lavora sul futuro del sistema e del movimento dei samaritani. Un punto centrale è il percorso di formazione che i samaritani si trovano a seguire al fine di poter trasmettere agli altri le loro conoscenze nei primi soccorsi. I lavori in questo senso sono già iniziati nel tardo autunno del 2018. Alla Conferenza dei presidenti, infatti, un gruppo di lavoro composto da samaritani provenienti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera e da un rappresentante del settore giovanile, ha ricevuto il seguente preciso mandato: elaborare un «Concetto approssimativo per la formazione FSS» basato sulle reali esigenze di formazione delle associazioni cantonali e delle sezioni. In concreto, il gruppo ha dovuto rivedere la struttura e il contenuto degli attuali corsi di formazione della FSS e identificare il potenziale di ottimizzazione. Nella valutazione, il gruppo ha quindi dovuto verificare ulteriormente i costi dei corsi di formazione in modo tale che il Segretariato centrale, in futuro, possa coprire i costi dei corsi stessi. Nei mesi successivi e con il coinvolgimento della base, è poi stata sviluppata una proposta di concetto che è stata presentata da Thomas Stoiber, capo del gruppo di lavoro sulla formazione, e da Dominic Siegenthaler, vice-capo, nel corso della conferenza della FSS il 25 gennaio scorso. L’obiettivo principale è quello di ottimizzare i corsi e ridurre le ripetizioni. Tuttavia, la maggior parte dei contenuti collaudati dei corsi attuali deve continuare a essere utilizzata. Nel contempo, la struttura a moduli renderà il sistema più flessibile e focalizzato sulle reali esigenze di formazione; l’attrattività delle funzioni della formazione ne guadagnerà. Inoltre, le associazioni cantonali dovrebbero essere maggiormente coinvolte nella formazione dei loro samaritani. E questo poiché oggi capita a volte che gli istruttori samaritani e i responsabili della formazione e della formazione continua non abbiano addirittura nessuna idea o visione di quali samaritani del loro proprio cantone stiano per iniziare una data formazione.

L’essenza del concetto Il concetto di massima è stato adottato durante la conferenza e poi trasmesso al settore Formazione del Segretariato FSS. Qui il concetto teorico è stato ulteriormente elaborato e poi implementato in termini concreti. Questo, in sostanza, è quanto è successo negli scorsi mesi. «Sulla base del concetto di massima, abbiamo anche voluto rendere più semplici le offerte formative e nel contempo più comprensibili per i samaritani», spiega Andrea Schmid, specialista nella formazione e formazione continua presso il Segretariato FSS e che, nella stesura del concetto, ha avuto un ruolo importante. «Per molti, i percorsi di formazione attuali non sono abbastanza chiari. Lo constatiamo dalle numerose telefonate e dalle e-mail che riceviamo dai samaritani che dobbiamo poi consigliare.» Tra l’altro, il sistema dei corsi è semplificato dal fatto che la formazione per Monitore di corsi 1 IAS (vedi box per il passaggio da FSS a IAS) costituisce ora la base per tutti i corsi successivi. Se qualcuno vuole diventare monitore samaritano o monitore di corsi di livello superiore, deve dapprima assolvere la formazione di Monitore di corsi 1. Tutti i corsi successivi si basano su questo. Di fatto, ciò pone termine alla precedente passerella dal monitore samaritano al monitore di corsi. E chi desidera diventare monitore samaritano deve semplicemente frequentare la relativa formazione. Dato che possono essere sfruttate le sinergie con la formazione di base, la durata del corso si riduce da sette a cinque giorni. Anche l’ulteriore percorso formativo del corso di Monitori di corso viene adattato. Se i candidati acquisiscono il livello di qualifica 3 IAS, essi ricevono direttamente il certificato Monitore di corsi 2 IAS e sono autorizzati a insegnare nei corrispondenti corsi. Unicamente coloro che desiderano proporre e condurre anche corsi di primi soccorsi realizzati individualmente devono poter disporre del nuovo diploma Monitore di corsi per gruppi mirati. Questa formazione è nuova, di fatto, solo nella denominaoggi samaritani 4/2020  7


VENIAMO AL PUNTO  FORMAZIONE

zione, dato che a livello di contenuti corrisponde all’attuale corso Monitore di corsi 2 FSS.

Il turno delle associazioni cantonali Oltre alla nuova struttura del sistema di formazione, ci sono anche alcuni cambiamenti all’interno dei corsi stessi di formazione. Sebbene l’80% dei contenuti dei corsi rimanga invariato, la struttura della formazione di base di Monitore di corsi 1 IAS è cambiata in modo considerevole (vedi grafici alle pagine 8 e 9). Ora, quale novità, per accedere a questa formazione è necessario un cosiddetto ticket d’entrata. Il requisito fondamentale che devono avere gli interessati, è quello di essere membri di una sezione samaritana e di avere un livello attuale IAS 2. In seguito devono frequentare tre diversi segmenti di formazione: • Riunione orientativa: comprende i contenuti dell’odierno Kick-off. Tra l’altro, i partecipanti conoscono l’organizzazione samaritana nonché i dettagli del loro percorso formativo. • Formazione sulle piattaforme: nel corso di formazione vengono apprese le funzioni più importanti delle varie piattaforme che i futuri monitori utilizzeranno (Extranet, myLearning, materiale didattico, OMS). • Elemento preparatorio tecnico: si tratta di un vero e proprio esame in cui vengono testate le conoscenze tecniche specialistiche dei candidati. Sia la teoria che la pratica vengono quindi messe alla prova. Un altro importante cambiamento è dato dal fatto che saranno le associazioni cantonali a svolgere questi tre elementi di formazione. Ciò darà loro più responsabilità e allo stesso tempo contribuirà ad avvicinarli a quei samaritani che desiderano impegnarsi in una formazione. «Fin dall’inizio della loro carriera formativa, i samaritani saranno quindi in relazione e in stretto contatto con i rispettivi istruttori del loro cantone. Ciò significa che i

PERCHÉ IAS INVECE DI FSS? Già nell’elaborazione dei corsi attuali, la formazione di Monitore di corsi 1 IAS era in discussione. Tuttavia, nella situazione di allora si era deciso di non procedere a cambiamenti e - continuando come FSS - si è voluto porre l’attenzione anche su argomenti specifici per i samaritani all’interno dei corsi. Comunque, ciò non cambia con il nuovo nome. Nei corsi ci sarà sicuramente ancora molto di samaritano. Ma grazie alla modifica del nome del diploma, sarà garantita la parità di trattamento in tutte le organizzazioni di soccorso. 8   oggi samaritani 4/2020

samaritani hanno anche una persona di riferimento, il che è molto prezioso», dice convinta Andrea Schmid, da lungo tempo istruttrice. Anche se in futuro le 24 associazioni cantonali condurranno singolarmente questi corsi preparatori, gli stessi dovranno però sempre avere lo stesso identico contenuto in tutta la Svizzera. Ciò a garanzia di una qualità uniforme in tutto il Paese e, in linea di principio, questo consente ai samaritani di ottenere parti del loro ticket d’entrata in un altro cantone, se ciò dovesse rendersi necessario per un determinato motivo (programmazione o altro). Quindi, al più tardi quando si saranno ottenuti tutti i punti del ticket d’entrata, il samaritano dovrà firmare un contratto con la sua sezione samaritana. Per essere poi ammesso al corso vero e proprio per monitori, il potenziale monitore deve accettare il Codice di condotta e aver completato diverse sequenze di formazione preparatoria online. Dopo di che, sono aperte le porte alla frequenza dei due moduli di formazione, di due giorni ciascuno. Rispetto a oggi, poco cambierà in questa parte della formazione. Ma ci sarà un elemento finale: per ottenere il certificato di Monitore di corsi 1 IAS, tutti i partecipanti devono condurre di persona un corso soccorritori. Un istruttore esperto accompagnerà il monitore durante la preparazione e l’esecuzione del corso. Anche un ulteriore istruttore seguirà il corso per almeno tre ore e trasmetterà poi il suo feedback e i suoi consigli al futuro monitore.

E ora come si va avanti? Nei prossimi mesi, un gruppo di lavoro del Segretariato FSS continuerà a lavorare sui dettagli dei contenuti e dei vari processi formativi. Ad esempio, deve ancora essere definito e concepito l’elemento preparatorio tecnico. In questa fase di elaborazione di dettaglio, i nomi dei singoli elementi del corso (e altre cose) possono quindi ancora subire dei cambiamenti. In settembre 2021 è previsto l’avvio del corso pilota di Monitore di corso 1 IAS. In questa fase di implementazione, il Segretariato FSS è comunque ancora responsabile del ticket d’entrata. Al termine del corso pilota, lo stesso sarà ancora valutato in modo da poter apportare altre eventuali modifiche al concetto. Solo allora è prevista la traduzione in francese e in italiano. Nella stesura del presente rapporto, non sono state prese in considerazione le formazioni nel settore della gioventù. Ma le stesse non sono mai state dimenticate. Una cosa infatti ci è chiara: i nuovi corsi di formazione per i giovani dovrebbero poter beneficiare di migliori relazioni con i corsi proposti nel


settore degli adulti. Ciò permetterà infatti ai giovani samaritani di pianificare meglio la loro carriera fin dall’inizio e, nel contempo, di facilitare il loro passaggio da giovani ad adulti samaritani. I corsi di formazione per i giovani saranno rielaborati solo a partire dal 2023, ossia quando i corsi pilota nel settore degli adulti saranno stati realizzati e valutati e

il nuovo sistema sarà così saldamente consolidato. Anche se la formazione per i samaritani è stata ridisegnata, va detto che i samaritani che hanno completato il vecchio percorso formativo non verranno dimenticati. Saranno infatti a loro disposizione semplici opzioni affinché possano continuare a svolgere le loro funzioni nel nuovo sistema.

Formazione della FSS oggi e domani Corsi oggi • Monitore di corsi 1 FSS, 4 giorni

• Monitore di corsi 2 FSS, 6 giorni • Monitore samaritano, 7 giorni • BLS-AED SRC Generic Instructor, 1 giorno (Passarella da Monitore samaritano e Fomatore gioventù a Monitore di corsi 1 FSS) • Passarella da Monitore di corsi 1 FSS a Monitore samaritano, 5 giorni • Istruttore samaritano, 4 giorni • Coach di sezione, 3 giorni

Corsi dal 2022 • Monitore di corsi 1 IAS, 4 giorni • Nuovo: Monitore di corsi 2 IAS, 0 giorni (solo formale) • Monitore di corsi per gruppi mirati, 6 giorni • Monitore samaritano, 5 giorni • BLS-AED SRC Generic Instructor, 1 giorno (Nuovo: solo per ricertificazione e passerella Formatore gioventù) • non esiste più • Istruttore samaritano, 4 giorni • Coach di sezione, 3 giorni

Es.: struttura corso Monitore di corsi 1 FSS

Es.: struttura corso Monitore di corsi 1 IAS

Requisiti Samaritano attivo, livello attuale 2 IAS, contratto con la sezione, Codice di condotta, WBT, ordini di preparazione Durata: 3 ore

Ticket d’entrata Samaritano attivo, livello attuale 2 IAS, riunione orientativa, elemento preparatorio tecnico, formazione sulle piattaforme Durata: ca. 10 ore

Kick-off Principi della CRS, struttura FSS, formazione sul modello di comportamento Durata: 4,5 ore

Requisiti Contratto con la sezione, Codice di condotta, WBT, ordini di preparazione, modello di comportamento Durata: 5 ore

1º blocco Presentazione e personalità Durata: 2 giorni

1º blocco Presentazione e personalità Durata: 2 giorni

2º blocco Casi pratici, BLS-AED SRC Generic Instructor Durata: 2 giorni

2º blocco Casi pratici, BLS-AED SRC Generic Instructor Durata: 2 giorni

Pratico Conduzione di un corso soccorritori e qualifica attraverso un istruttore samaritano Durata: 7-10 ore

Diploma Monitore di corsi 1 FSS Conduzione di corsi standard: corso soccorritori, emergenze con bambini, BLS-AED, livello 1 IAS

Certificato Monitore di corsi 1 IAS Conduzione di corsi standard: corso soccorritori, emergenze con bambini, BLS-AED, livello 1 IAS

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DOMANDA E RISPOSTA

«La formazione della FSS è ampiamente accettata» André Roggli ha partecipato ai lavori del gruppo di lavoro volto a sviluppare un concetto di massima per il riorientamento della formazione della FSS. In veste di capo ad interim del Settore Formazione e Volontariato presso il Segretariato della FSS, negli scorsi mesi egli ne ha seguito l’implementazione.

esempio, le offerte di formazione devono essere in grado di coprire i costi. Un’altra cosa per noi chiara era che non avremmo dovuto reinventare il sistema di formazione dato che in grande parte esso funziona bene. L’obiettivo era quindi quello di individuare il potenziale di ottimizzazione e di rendere il sistema più leggero e flessibile.

INTERVISTA: Matthias Zobrist / m.z

Ma come essere sicuri d’aver considerato tutte le esigenze delle sezioni e delle associazioni?

Qual è stato il fattore decisivo che, nel 2018, ha fatto scattare la necessità di riesaminare il sistema di formazione per i samaritani? André Roggli: Vi erano molteplici ragioni. Per prima cosa, a quel tempo, erano già due anni che si lavorava con l’attuale sistema formativo. Per questo motivo, era importante fare una riflessione sulla strada scelta e vedere cosa si poteva ottimizzare. D’altra parte, a quel momento l’intera formazione era ferma a causa della situazione fiAndré Roggli è stato membro dell’apposito gruppo nanziariadel di lavoro formazione ed è capo ad interim del SetSegretariato tore Formazione e Volontariato FSS. FSS. In questa fase, il primo passo è stato quello di effettuare un sondaggio tra i presidenti delle associazioni cantonali allo scopo di sapere di quale tipo di formazione esse avessero realmente bisogno e quindi, da parte nostra, sapere quali percorsi formativi dobbiamo continuare ad offrire.

Il gruppo di lavoro ha posto la prima pietra per il riorientamento della formazione. Come si è proceduto con lo sviluppo del concetto di massima? Grazie al sondaggio, conoscevamo già le esigenze delle associazioni cantonali. Inoltre, il Comitato centrale ci aveva dato determinate specifiche: ad 10   oggi samaritani 4/2020

Il gruppo di lavoro era molto ben rappresentato: vi erano le diverse regioni linguistiche e diverse funzioni. Inoltre, abbiamo tutti un rapporto molto stretto con la base e siamo quindi stati in grado di contribuire con le nostre singole esperienze. Non da ultimo, avevamo già «tastato il polso» delle associazioni attraverso il citato sondaggio. E anche i responsabili cantonali della formazione e della formazione continua sono stati più volte coinvolti per lo scambio di opinioni ed esperienze.

Il settore Formazione del Segretariato FSS ha sviluppato il nuovo sistema di formazione sulla base del concetto di massima. Alle associazioni cantonali spetterà un ruolo importante. Quali ne sono i vantaggi? Le associazioni potranno avvicinarsi maggiormente ai samaritani dei loro cantoni. Oggi, infatti, il primo contatto tra gli istruttori e i partecipanti alla formazione avviene solo durante la cosiddetta «valutazione della sede». Così, dato che in futuro gli istruttori saranno responsabili di impartire gli elementi preparatori del corso di base, le associazioni si occuperanno sempre più spesso anche delle sfide concrete che i monitori dovranno affrontare. Esse diventano pertanto un partner di contatto importante per i loro samaritani e potranno accompagnarli sin dall’inizio nella loro formazione. Infine, ma non meno importante, spero che con i nuovi compiti il lavoro degli istruttori diventi ancora più interessante e accattivante.

Ma anche una piccola associazione cantonale può concretizzare effettivamente i diversi elementi di formazione previsti? Molto probabilmente, per le piccole associazioni avrà più senso unire le forze in modo tale da non


dover fare tutto da sole. Ciò si verifica già in altri settori; perciò penso che possa funzionare abbastanza bene anche in questo caso. Inoltre, in linea di principio l’accesso agli elementi preparatori dovrebbe essere aperto: i corsi si devono poter frequentare in tutta la Svizzera e non solo nel proprio cantone di domicilio.

La formazione per diventare Monitore di corsi 1 diventerà da ora una sorta di formazione di base per tutti i samaritani che desiderano insegnare i primi soccorsi alla popolazione o ad altri samaritani. Quali sono i motivi di questa decisione?

tecipanti insegna solo alcune sequenze del corso stesso. Noi ora desideriamo che i monitori siano davvero competenti quando ottengono il diploma e che sappiano gestire e presentare tutti gli elementi del corso. Il modo migliore per arrivare a questo fine è quello di condurre dalla A alla Z un corso accompagnati da un istruttore esperto e di avere anche un istruttore che possa fornire utili consigli per una buona carriera di monitore.

La formazione dei giovani samaritani, invece, non verrà ritoccata fino a quando non sarà consolidata quella degli adulti. Ci sono però già alcune idee sulla direzioAlla base c’è principalmente la volontà di semplifi- ne da seguire? care la formazione nelle sezioni da parte dei monitori samaritani. Con questa formazione di base, abbiamo creato le premesse necessarie affinché, in futuro, ogni monitore samaritano possa condurre tutti i corsi nella sua sezione, quindi anche gli aggiornamenti dei corsi di livello 2 e BLS-AED. Possiamo anche coinvolgere meglio le persone e verificare che i monitori samaritani si sentano sempre a loro agio in rapporto alle tematiche che devono trasmettere nei vari esercizi. Inoltre: anche se, in definitiva, un monitore samaritano non deve essere attivo come monitore di corsi, noi speriamo comunque di avere, in futuro, uno o un altro monitore di corsi in più e, grazie a ciò, di poter quindi offrire alcuni corsi di formazione in più per la popolazione.

Quindi, in definitiva, la funzione del monitore samaritano si avvicina a quella del monitore di corsi? Per quanto riguarda la formazione: sì. L’idea originale dell’attuale struttura di formazione era certamente buona. Non tutti devono assumere tutte le funzioni. Bisogna quindi poter essere o monitore di corsi 1 o monitore di corsi 2 o ancora monitore samaritano, cosa che dovrebbe alleggerire i volontari e la loro disponibilità di tempo. La realtà ha però dimostrato che gran parte dei nostri monitori di corso sono anche monitori samaritani. Pochi sono esclusivamente monitori samaritani.

Una caratteristica della nuova formazione di base è la parte finale comprendente un’attività pratica consistente nella conduzione di un Corso soccorritori. Quali sono le attese a livello di insegnamento? In questo modo desideriamo garantire che i partecipanti alla formazione possano realizzare almeno un corso intero prima dell’ottenimento del diploma. Già nel sistema formativo odierno ci sono alcune parti pratiche, ma la maggior parte dei par-

Sicuramente saremo molto aperti anche a riguardo dei giovani e riguarderemo il tutto da vicino. L’importante è che si possano creare delle buone tran-

•

«Le associazioni cantonali saranno più vicine ai loro samaritani.»

•

sizioni, dei buoni passaggi. Ad esempio, chi è attivo nel settore giovanile dovrebbe poter passare facilmente ai corsi per adulti. È proprio per questa ragione che ora dobbiamo attendere che la formazione per gli adulti sia consolidata, prima di concentrarsi sul quella del settore giovanile.

L’ultimo grande cambiamento è avvenuto nel 2017, quando tutti i corsi proposti dai samaritani sono stati certificati dall’Inter­ associazione di salvataggio (IAS). Ma le cose non sono sempre andate in modo liscio. Cosa si farà di diverso questa volta? Il cambiamento effettuato allora non è paragonabile all’attuale nuovo riorientamento della formazione. Quando, nel 2016, abbiamo introdotto l’attuale sistema di formazione, dalla base c’erano poche voci negative. Ciò mostra che la formazione della FSS è ampiamente accettata e apprezzata. Nel 2017, oltre alla certificazione IAS, sono state infatti aggiunte molte altre novità: ad esempio il materiale didattico digitale e la piattaforma OMS per l’amministrazione dei corsi. Tutto ciò ha posto sfide ben maggiori, mentre il nuovo sistema di formazione non porta cambiamenti radicali. Ma da parte nostra, accompagneremo e sosterremo comunque sempre le sezioni e le associazioni cantonali in questo processo. oggi samaritani 4/2020  11


FORMAZIONE

Formazione e giornate 2021 Kick-off Formazione Kick-off Kick-off Kick-off Kick-off Kick-off

Date 27.02.2021 27.02.2021 12.04.2021 12.04.2021 04.06.2021

Luogo Olten Mont-sur-Lausanne Olten Mont-sur-Lausanne Olten

Lingua DE FR DE FR DE

Date 20.04.2021 08.05.2021 19.06.2021

Luogo Olten Olten Olten

Lingua DE DE DE

Date 27-28.03.2021 22-23.05.2021 24-25.04.2021 26-27.06.2021 11-12.09.2021 13-14.11.2021 28-29.08.2021 29-31.10.2021 04.12.2021 28-29.08.2021 29-31.10.2021 04.12.2021 in sospeso

Luogo Nottwil

Lingua DE

Nottwil

FR

Nottwil

DE

Nottwil

DE

Nottwil

FR

in sospeso

IT

Luogo Nottwil

Lingua DE

Nottwil

FR

Nottwil

DE

Date 19-21.03.2021 08-09.05.2021

Luogo Nottwil

Lingua DE

16-18.04.2021 05-06.06.2021

Nottwil

FR

03-05.09.2021 06-07.11.2021

Nottwil

DE

Ticket d’entrata corso pilota Monitore di corsi 1 IAS Formazione Riunione orientativa Formazione sulle piattaforme Elemento preparatorio tecnico

Formazione Monitore di corsi Formazione Monitore di corsi 1 FSS Corso I, 4 giorni di presenza Monitore di corsi 1 FSS Corso II, 4 giorni di presenza Corso pilota Monitore di corsi 1 IAS 4 giorni di presenza Monitore di corsi 2 FSS Corso I, 6 giorni di presenza Monitore di corsi 2 FSS Corso II, 6 giorni di presenza Monitore di corsi 2 FSS Corso III, 6 giorni di presenza

Formazione Monitore samaritano Formazione Monitore samaritano FSS Corso I, 7 giorni di presenza Monitore samaritano FSS Corso II, 7 giorni di presenza Monitore samaritano FSS Corso III, 7 giorni di presenza

Date 24-25.04.2021 25-27.06.2021 21-22.08.2021 08-09.05.2021 02-04.07.2021 18-19.09.2021 03-04.07.2021 17-19.09.2021 20-21.11.2021

Passarelle Formazione Passarella da Monitore di corsi 1 FSS a Monitore samaritano FSS Corso I, 5 giorni di presenza Passarella da Monitore di corsi 1 FSS a Monitore samaritano FSS Corso II, 5 giorni di presenza Passarella da Monitore di corsi 1 FSS a Monitore samaritano FSS Corso III, 5 giorni di presenza

12   oggi samaritani 4/2020


Formazione BLS-AED SRC Generic Instructor* BLS-AED SRC Generic Instructor* BLS-AED SRC Generic Instructor* BLS-AED SRC Generic Instructor*

Date 16.01.2021 22.05.2021 26.06.2021 04.12.2021

Luogo in sospeso Nottwil Nottwil Nottwil

Lingua IT DE FR DE

* Passarella da Monitore samaritano a Monitore di corsi 1 FSS come pure da Formatore gioventù a Monitore di corsi 1 FSS

Coach di sezione Formazione Coach di sezione Corso I, 3 giorni di presenza Coach di sezione Corso II, 3 giorni di presenza Formazione continua Coach di sezione Corso I Formazione continua Coach di sezione Corso II Formazione continua Coach di sezione Corso III Formazione continua Coach di sezione Corso IV

Date 23-24.10.2021 04.12.2021 23-24.10.2021 04.12.2021 21.08.2021

Luogo Nottwil

Lingua DE

Nottwil

FR

Nottwil

DE

30.10.2021

Nottwil

DE

30.10.2021

Lavey-les-Bains

FR

27.11.2021

Nottwil

DE

Date in sospeso 27.03.2021

Luogo Olten online

Lingua DE DE

19.05.2021

online

DE

07.08.2021

Olten

DE

23.10.2021 27.11.2021

Nottwil Nottwil

DE DE

Date 02-04.04.2021

Luogo Les Paccots

Lingua FR

13-15.05.2021

Wislikofen

DE

in sospeso

in sospeso

IT

Date 22.01.2021 22-23.01.2021

Luogo Nottwil Nottwil

Lingua DE/FR/IT DE/FR/IT

13.02.2021 06.03.2021 28.05.2021

Nottwil Nottwil in sospeso

DE DE/FR/IT DE/FR/IT

27.02.2021

Olten

DE

30.10.2021

Olten

DE

Corsi di un giorno Formazione Corso pilota TCS «Sicurezza dei bambini» Corso introduttivo per i nuovi membri di comitato Corso introduttivo per i nuovi membri di comitato Corso introduttivo per i nuovi membri di comitato Visualizzare Moulage

Formazione Gioventù Formazione Formazione per i quadri della gioventù Corso I Formazione per i quadri della gioventù Corso II Formazione per i quadri della gioventù Corso III

Giornate Giornate Corso preliminare per i quadri Giornata per i formatori organizzazione centrale adulti + gioventù Giornata per i quadri I Giornata per i quadri II Conferenza per la formazione e la forma­zione continua Giornata dei responsabili cantonali del lavoro con i giovani Giornata dei responsabili cantonali del lavoro con i giovani

Sono riservati cambiamenti oggi samaritani 4/2020  13


RACCOLTA DI ABITI USATI IN TEMPI DI CORONA La pandemia di corona pone sfide notevoli per molte aziende. Anche TEXAID è interessata e sta cercando di padroneggiare al meglio questo periodo in modo che gli indumenti usati possano essere riciclati ecologicamente in futuro. TEXAID continua quindi i suoi sforzi per raccogliere i capi di indumenti usati nel modo più ecologico possibile, anche in questi tempi difficili.

Aumento temporaneo della quantità raccolta

riciclaggio, le giacenze non smistate di indumenti usati in

In «Lockdown», TEXAID ha registrato un netto aumento

magazzino sono aumentate a livello globale. Tale surplus in-

della quantità raccolta. Ciò è stato principalmente dovuto

fluenza i prezzi di indumenti usati, attualmente sotto gran-

al fatto che la popolazione ha approfittato del periodo in

de pressione.

orario ridotto e telelavoro anche per riordinare e smistare il guardaroba. TEXAID è sempre riuscita a garantire lo svuo-

Piacevole riduzione di CO ²

tamento dei cassonetti di indumenti usati rispettando le

Anche in questi tempi difficili, TEXAID ha continuato a per-

direttive dell’Ufficio federale della sanità pubblica. I punti di

seguire il suo obiettivo di ridurre continuamente le emis-

raccolta continuano ad essere frequentati regolarmente e i cassonetti svuotati di conseguenza. Nel frattempo, la quan-

sioni di CO ² autogenerate. Nel 2019, ad esempio, diverse misure hanno permesso di risparmiare circa il 30% di CO ²

tità raccolta da TEXAID si è ristabilizzata, con una riduzione

per tonnellata di vecchi vestiti raccolti (rispetto all‘anno di

delle quantità raccolte negli ultimi mesi.

riferimento 2013).

Crollo del mercato di smercio Oltre all’aumento della quantità raccolta si è verificato un crollo praticamente totale del mercato di smercio. TEXAID ha dovuto quindi affittare altri magazzini esterni in cui depositare i tessili raccolti. A causa della ridotta capacità di

www.texaid.ch


ATTUALITÀ

IMPEGNATI NEL VOLONTARIATO E NEL LAVORO CON I GIOVANI Il «Club 2013» si prefigge di promuovere e sostenere la causa dei samaritani in Svizzera, sia ideologicamente che materialmente. Un interesse particolare in questo contesto è rivolto al lavoro con i giovani. Formuliamo qui tre domande al presidente del «Club 2013» Kurt Sutter. Signor Sutter, quali progetti samaritani sostiene il «Club 2013»? Già nel verbale della prima riunione ordinaria del Club nel giugno del 2014, abbiamo stabilito i principi per l’impiego dei fondi del nostro Club come segue: le richieste dovrebbero essere in linea con la nostra strategia, ma nel contempo non dovrebbero far parte del programma standard annuale della FSS. Progetti e iniziative dovrebbero rappresentare qualcosa di speciale che non rientra nel budget. La selezione dei progetti concreti, che il nostro Club sosterrà poi finanziariamente, viene eseguita dal segretariato FSS di Olten, che poi ci presenta le proposte scelte. Il nostro consiglio direttivo decide quindi a sua volta quale progetto intende sottoporre all’assemblea del Club 2013 per l’approvazione. Dalla fondazione del Club siamo riusciti a distribuire più di 50 000 franchi. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sul sostegno alla preparazione e alla realizzazione del Congresso della gioventù. Ora speriamo di sostenere una nuova idea scaturita proprio dal congresso dei giovani.

Chi sono le persone nel «Club 2013» e chi può diventare membro? La maggior parte dei nostri quasi 50 membri sono ex membri della FSS e delle associazioni cantonali. Ma ci sono anche collaboratori attuali ed ex dipen-

denti della FSS, ora in pensione. Con l’adesione al Club dimostriamo di voler rimanere impegnati nella causa samaritana, anche se abbiamo terminato il nostro lavoro in seno alla FSS.

Perché vale la pena di essere membro del «Club 2013»? Chi diventa socio del nostro Club ha l'occa- Kurt Sutter, presidente del «Club 2013» sione di rafforzare il e già segretario centrale FSS. lavoro dei giovani e del volontariato della FSS, e ciò non solo con un applauso alle assemblee e alle conferenze, dove vengono presentati i resoconti dei risultati ottenuti. Gli applausi e le parole di apprezzamento sono importanti, ma non sono sufficienti, perché anche il volontariato e il lavoro con i giovani costano. È importante e vale la pena di impegnarsi con noi. Altre informazioni sul «Club 2013» si trovano sul sito www.samaritani.ch o via e-mail a: club2013@samariter.ch.

Il buon messaggio «Noi samaritane e samaritani vogliamo aiutare, impariamo ad aiutare e possiamo aiutare.»


ATTUALITÀ

Solo una persona su due osa aiutare in caso di emergenza La metà della popolazione si sente insicura in situazioni di emergenza e durante le misure di primo soccorso. Ciò è dovuto alla mancanza di conoscenze o al fatto di avere nozioni superate. Molti svizzeri sarebbero quindi favorevoli a un’estensione della formazione in materia di pronto soccorso. TESTO: Christoph Zehnder /m.z «Prestare i primi soccorsi in modo rapido e competente!» – per i samaritani è una cosa ovvia. Anche le persone che non appartengono a una sezione samaritana sono sempre pronte ad aiutare in caso di emergenze mediche. Ma a molti di loro mancano le conoscenze e la fiducia necessarie per adottare le misure corrette al momento decisivo. Questo è quanto è scaturito da un interessante studio commissionato dalla Croce Rossa Svizzera e da Helsana (vedi riquadro). Secondo questo sondaggio, più della metà delle persone in Svizzera non si sente sicura di aiutare un’altra persona in caso di emer-

PARTENARIATO TRA CRS E HELSANA All’inizio del 2020 la cassa malati svizzera Helsana e la Croce Rossa Svizzera hanno concluso un partenariato triennale (vedi «oggi samaritani» 02/2020). Entrambe le organizzazioni sono impegnate per la vita e la salute della società. Uno dei principali obiettivi del partenariato è quello di sensibilizzare la popolazione svizzera sull’importanza dei primi soccorsi. In veste di organizzazione di salvataggio della CRS, la Federazione svizzera dei samaritani è strettamente coinvolta in questo partenariato. Attraverso diversi canali, si cercherà di attirare l’attenzione sui corsi offerti dalle sezioni samaritane. Grazie alla collaborazione tra Helsana e la Croce Rossa Svizzera, il tema del primo soccorso guadagna così una forte presenza pubblica, così come l’importante lavoro delle sezioni e delle associazioni samaritane. 16   oggi samaritani 4/2020

genza. Questo non cambia nemmeno se la maggior parte degli intervistati ha già avuto comunque delle esperienze con delle urgenze. Tuttavia è interessante notare come un’esperienza di questo tipo porta apparentemente verso una maggiore dispo-

•

Le conoscenze del pronto soccorso diminuiscono rapidamente con l’aumentare dell’età.

•

nibilità a intervenire. Ciò significa che chi ha già vissuto una situazione d’emergenza di un’altra persona, ha in genere più probabilità di aiutare gli altri e ciò non solo in caso di emergenza medica.

Grande disponibilità, conoscenze modeste Gran parte degli intervistati (il 93%) ha dichiarato che avrebbe avvertito gli enti di soccorso in una situazione d’emergenza. La maggioranza sarebbe anche disposta ad assicurare il luogo dell’incidente (74%) e a sostenere altre persone nelle misure di primo soccorso (65%). Tuttavia, solo poco più di una persona su due avrebbe il coraggio di effettuare lei stessa le prime misure di rianimazione. In genere, la certezza che l’ambulanza sia in arrivo è


In caso d’urgenza medica occorre agire rapidamente. Molte persone non hanno però le necessarie competenze.

il motivo più comune per «stare in disparte» in occasione di un incidente stradale con feriti. Altri motivi sono la sensazione di non essere abbastanza competenti o la paura di fare qualcosa di sbagliato. In linea di principio, maggiori sono le conoscenze che una persona ha del primo soccorso, maggiore è anche la disponibilità ad intervenire in caso di emergenza. È interessante notare che la gran parte delle persone intervistate ritengono la loro disponibilità a prestare i primi soccorsi più elevata rispetto agli altri. L'85 % delle persone è infatti convinto che farebbero qualcosa in presenza di una persona incosciente, ma pensa che - per quel che riguarda gli altri - solamente il 38 % farebbe lo stesso. Come sempre, la realtà sta un po' nel mezzo.

75 +72 +38 +18 +11 +7

Federazione svizzera dei samaritani (FSS)  75 Croce Rossa Svizzera (CRS)

72

Società svizzera di salvataggio (SSS)

38

Touring Club Svizzero (TCS)  18

Società svizzera delle Truppe sanitarie (SSTS)

11

Sanarena Scuola di soccorso

7

0

10

20

30

40

50

60

70

80

La domanda: «Conoscete i seguenti enti che propongno corsi di primi soccorsi?» (più risposte possibili)

La fiducia in sé stessi è una cosa, ma che dire delle reali capacità di primo soccorso? La conclusione dello studio dice che la conoscenza delle misure di primo soccorso tra la popolazione è piuttosto bassa. Solo una persona su dieci ha una conoscenza approfondita in questo settore. Lo studio rappresentativo fornisce alcuni risultati interessanti. oggi samaritani 4/2020  17


ATTUALITÀ

• In caso d'urgenza, circa tre quarti delle persone chiama il numero d’emergenza 144. Gli intervistati hanno saputo anche menzionare i numeri della polizia, dei vigili del fuoco, della Rega e anche il numero d’urgenza europeo 112. Solo il 2,3% avrebbe composto un numero completamente sbagliato. • Lo schema più comune per la prassi nelle emergenze è ancora il «GABI». Solo una persona su quattro conosce lo schema ABC o ABCD. Tuttavia, solo il 40% è stato in grado di indicare correttamente il significato degli schemi. • Una persona su tre non conosce il segnale del defibrillatore o non sa cosa significa. Ma almeno la metà degli intervistati avrebbe il coraggio di azionare un deibrillatore, anche senza sapere esattamente come farlo.

Più nozioni restano dopo un corso In genere, le persone più giovani hanno nozioni migliori sui primi soccorsi, nozioni che spesso hanno acquisito durante un corso soccorritori per ottenere la patente di guida. Una persona su tre ha avuto modo di frequentare un corso soccorritori o nell’ambito del lavoro o durante una formazione. In entrambi i casi, non si tratta solo di adempiere ai propri doveri: almeno un quarto degli intervistati ha infatti affermato che le conoscenze apprese nel corso faranno parte del loro sapere generale, o ancora hanno affermato che, in generale, c’è il desiderio di essere meglio preparati in caso di urgenze. Spesso, però, il corso soccorritori rimane il solo corso frequentato e, in media, ben 15 anni prima. Nella fascia di popolazione più anziana, la frequenza del corso risale addirittura a 24 anni fa. Non sorprende quindi che le conoscenze di primo soccorso diminuiscano notevolmente con l’aumentare dell’età. La Federazione svizzera dei samaritani e la Croce Rossa Svizzera sono i fornitori di corsi più citati (vedi grafico). Tra 8% degli intervistati che non hanno mai frequentato un corso di primi soccorsi, molti non sanno dove trovarne uno. Gli autori dello studio ritengono che alcune di queste persone potrebbero essere facilmente motivate a frequentare un tale corso, grazie a una campagna informativa mirata.

La maggioranza è per l’obbligatorietà Dal punto di vista dei samaritani, la necessità di agire scaturita tra gli intervistati è particolarmente interessante. Una percentuale molto elevata dei 18   oggi samaritani 4/2020

A PROPOSITO DELLO STUDIO Il sondaggio della CRS e di Helsana, condotto dall’Istituto di ricerca Sotomo, ha analizzato il tema del primo soccorso nel nostro Paese. Lo scorso mese di luglio, 3000 persone residenti nella Svizzera tedesca, francese e italiana sono state intervistate. I panel online di Sotomo e Intervista hanno costituito la base della ricerca. Tramite una ponderazione statistica i risultati sono rappresentativi per l’intera popolazione a partire dai 18 anni che parla una delle lingue nazionali.

partecipanti al sondaggio (il 94%) sarebbe infatti molto contenta se i corsi di pronto soccorso in caso d’emergenza fossero integrati nelle lezioni obbligatore delle scuole e delle imprese. Un buon 27% sosterrebbe poi anche il dovere di aggiornare le nozioni dopo un determinato periodo di tempo. Gli intervistati hanno spesso anche suggerito l’utilità di una formazione mirata con contenuti specifici per determinati gruppi di persone e istituzioni, ad esempio associazioni, enti e club. Il 5%, infine, ritiene che la formazione è troppo teorica e vorrebbe avere una maggiore parte pratica. La digitalizzazione è entrata da tempo nella formazione di primo soccorso. Le sezioni samaritane già dal 2012 offrono i relativi corsi di blended learning. Solo una minoranza degli intervistati, tuttavia, desidera sostituire i tradizionali corsi di pronto soccorso con App e corsi online. In modo del tutto sorprendente, è capitato che diversi sostenitori di questa tesi si trovassero nella fascia di popolazione d’età anziana. Vi è da dire che, molto probabilmente, negli ultimi mesi la necessità di offerte d’apprendimento individuali e a domicilio è stata alimentata anche dalla pandemia da coronavirus. A proposito di coronavirus: lo studio ha chiesto anche gli effetti della pandemia sulla disponibilità ad aiutare. Gli anziani, in particolare, temono che i soccorritori possano esitare per paura di un’infezione. Tuttavia, la maggioranza degli intervistati sarebbe pronta a prestare i primi soccorsi in caso d’emergenza medica, nonostante la distanza sociale. Lo studio completo sul comportamento e sulle competenze in materia di pronto soccorso in Svizzera è disponibile su redcross.ch/studie-erste-hilfe.


Ci siamo, per salvarvi la vita. Siamo in servizio per lei giorno e notte.

Diventare sostenitore: rega.ch/sostenitori


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DONAZIONE DI CELLULE STAMINALI DEL SANGUE - L’IMPEGNO NON CONOSCE LIMITI La pandemia di Covid-19 ha reso impossibile per un certo periodo lo svolgimento sul posto di azioni di registrazione a favore della donazione di cellule staminali del sangue. Ad agosto, al liceo di Thun, si è tuttavia potuto tenere un evento informativo e di registrazione organizzato da una liceale che aveva scelto la donazione di cellule staminali del sangue come argomento del suo lavoro di maturità. TESTO e FOTO: Trasfusione CRS Cupcake e informazioni: un mix che funziona! È quanto ha pensato Aline Steiner, che ha deciso di organizzare, poco dopo le vacanze estive, un evento a favore della donazione di cellule staminali del sangue presso il liceo di Thun. Aline si è occupata dell’argomento in modo approfondito e ha preparato a lungo l’evento, ma a un certo punto è sembrato che la pandemia da Covid-19 e le sue ripercussioni dovessero mietere una nuova vittima: il suo progetto «Il liceo di Thun salva vite». Aline non si è però scoraggiata, dimostrando di saper improvvisare e riuscendo a organizzare con successo l’evento nel rispetto delle severe norme di sicurezza. 20   oggi samaritani 4/2020

Studentesse e studenti rispondono al questionario medico online e colgono l’occasione per registrarsi.


Pausa pranzo a favore della donazione di cellule staminali del sangue «Mia mamma si è ammalata di leucemia due anni fa», racconta Aline. «Per lei è stata trovata una donazione di cellule staminali del sangue compatibile. Il mio desiderio è che un maggior numero possibile di pazienti abbia la stessa fortuna. Con questa azione ho voluto informare i miei compagni di scuola, cancellare in loro qualsiasi paura di una potenziale donazione e motivarli a registrarsi.» Durante la pausa pranzo, molti liceali interessati hanno colto l’occasione per scansionare con il cellulare un apposito codice QR, accedendo così direttamente alla registrazione online. Sotto la supervisione del team del Donor Center di Trasfusione CRS Svizzera, hanno fornito tutti i dati necessari e confermato la loro iscrizione, concedendosi poi un buon cupcake.

Informazioni per tutti Per Aline, un aspetto molto importante è stato quello di rivolgersi a tutte le persone della scuola. Anche i liceali minorenni, che non possono ancora registrarsi, sono stati informati in dettaglio e gli insegnanti sono stati sensibilizzati sulle numerose possibilità di impegnarsi a favore della donazione di cellule staminali del sangue. Ci sono state molte conversazioni animate e sono state fatte anche donazioni dagli importi più svariati.

Aline Steiner, l’organizzatrice di «Il liceo di Thun salva vite».

Per saperne di più sull’impegno nella League for Hope: www.donazione-cellule-staminali-sangue.ch/impegno

L’evento organizzato da Aline Steiner al liceo di Thun dimostra anzitutto una cosa: l’impegno non conosce limiti.

GIORNATA DELLA BUONA AZIONE GRAZIE A TUTTE LE DONATRICI E A TUTTI I DONATORI All’internazionale World Marrow Donor Day del 19 settembre, che noi in Svizzera celebriamo come Giornata della buona azione, ex pazienti hanno ringraziato in un video le circa 160 000 persone registrate in Svizzera. Ognuno di loro ha sconfitto la leucemia grazie a una donazione di cellule staminali del sangue: Rosie, Sascha, Domenique e Kari ringraziano i loro donatori. Al video: www.donazione-cellule-staminali-sangue.ch/ buonaazione

oggi samaritani 4/2020  21


ATTUALITA'

VULNERABILE MA RESILIENTE LA GIORNATA DEL MALATO È TUTTA DEDICATA A DARE VOCE ALLE PERSONE MALATE E DISABILI. NEL 2021, L’ATTENZIONE SI CONCENTRA ANCHE SULLA PROPRIA RESISTENZA. Noi tutti nel corso della nostra vita sia- e salute psichica e parlassimo degli mo confrontati con malattie e andicap, stress psichici. Perché anche la nostra in quanto famigliari o perché noi stes- società diventa più resistente se trattiasi abbiamo ricevuto una diagnosi o mo questi argomenti in maniera aperta. siamo stati vittime di un infortunio. Questo è anche il tema della prossima Proprio il 2020 ha mostrato che la sa- Giornata del malato, che si terrà il lute non è per nulla scontata e che una 7 marzo 2021. Il motto è «Vulnerabile crisi, anche a livello di salute, può en- ma resiliente». L’obiettivo è quello di trare a far parte della vita di noi tutti in mostrare alle persone sane, malate e modo repentino. In questi momenti è disabili quali risorse sono utili per afprezioso sapere che cosa ci fa bene e che frontare una malattia e come possiamo cosa ci serve per gestire la situazione rafforzare la nostra resistenza. mutata. In questo contesto sarebbe utile se, in quanto società, gestissimo in Con informazioni e più di 200 eventi in modo più aperto gli argomenti malattia tutta la Svizzera, la Giornata del mala-

to contribuisce ad aumentare il senso di comunità. L’obiettivo è quello di rafforzare i malati e i disabili. Da qui l’appello per il 2021: parliamo apertamente delle malattie e delle menomazioni, ma parliamo anche di ciò che è bene per noi quando attraversiamo un momento difficile. Lasciamo trasparire agli altri anche le nostre debolezze, perché è proprio da queste che deriva poi la nostra forza. Siamo una società in cui aiutare e accettare l’aiuto rappresentano un forte pilastro.

Altre informazioni: www.giornatadelmalato.ch

NUOVI LOCALI PER I SAMARITANI DI GRAND-BISSE Le fusioni che, in successione, sono avvenute tra le sezioni Montana Station, Flanthey-Lens, Chermignon-Ollon e Crans Montana hanno dato vita, nel 2018, alla nuova sezione di Grand-Bisse Samaritan. La sezione può vantare una quarantina di membri attivi e una trentina di passivi e si occupa delle azioni di donazione di sangue, di servizi medico-sanitari nell’ambito di eventi come la sfida delle Faverges, di diversi trail, della Coppa del mondo di sci o di

festival musicali. Inoltre si occupa attivamente di un gruppo di una ventina di giovani soccorritori, i Bibi’s Kids. Propone poi diversi corsi di formazione (BLS-AED) alle aziende comunali, alle scuole e agli asili nido della regione. Fino a poco tempo fa, i locali erano sparsi in diversi villaggi, con notevoli difficoltà logistiche. Il 19 settembre, grazie alla collaborazione tra i tre comuni coinvolti nella sezione Grand-Bisse (Icogne, Crans-Montana e Lens), abbiamo potuto avere un’unica sede a Montana-Village, così da centralizzare le nostre attività, offrire le nostre lezioni e depositare il materiale. All’inaugurazione, il taglio del nastro è stati effettuato dal consigliere nazionale Sidney Kamerzin. (Didier Naga, presidente)

L'inaugurazione è avvenuta il 19 settembre.

22   oggi samaritani 4/2020


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

La coppia formata da Marielle Corboz, presidente uscente e ora segretaria dell’ACFS, e Denis Orange è già ben rodata avendo la nuova presidente partecipato da tempo alle riunioni del Comitato cantonale.

Cambio ai vertici in terra friburghese Alla presenza di molti ospiti, il 5 set­tem­ bre scorso i samaritani del Canton Friburgo hanno tenuto la loro 73 a Assemblea dei delegati e hanno eletto un nuovo presidente. TESTO e FOTO: Chantal Lienert/m.z In un soleggiato pomeriggio di fine estate, i delegati delle sezioni samaritane friburghesi si sono riuniti a Farvagny, nel Gibloux, per la loro annuale assemblea. Inizialmente prevista nel mese di aprile scorso, l’assemblea è stata rinviata a causa della pandemia ed è stata organizzata dai samaritani della sezione di Farvagny e dintorni, nello scrupoloso rispetto delle norme igieniche e della distanza sociale imposte dalla situazione. Un gran numero di ospiti, tra cui diversi rappresentanti delle autorità e di organizzazioni consorelle e amiche, hanno onorato l’assise con la loro presenza; tra gli ospiti anche Anne-Claude Demierre, presidente del Consiglio di Stato di Friburgo e capo del Dipartimento della sanità e socialità. La presidente del Consiglio di Stato ha reso un omaggio ai samaritani che sono stati molto coinvolti durante il picco della pandemia della scorsa primavera e che hanno prestato innumerevoli servizi, tra cui la disponibilità ad aiutare nel trasferimento di un reparto maternità in caso di necessità. Ha anche ringraziato Marielle Corboz, la presidente uscente, per il suo impegno e ha evocato una sua citazione fatta a una giornalista del periodico «Femina»: «Come samaritana», aveva detto Corboz, «svolgo un lavoro umanitario di prossimità.»

Nei suoi tre anni di presidenza, Marielle Corboz ha creato e intrattenuto una rete di relazioni a livello cantonale e ha contribuito a confermare la presenza dei samaritani tra i vari attori nel campo sanitario e sociale. Inoltre, ha curato importanti collaborazioni che, tra l’altro, le hanno permesso di finanziare un servizio di traduzione simultanea in occasione delle Assemblee dei delegati. Nel renderle omaggio, la vicepresidente Arin Glauser ha evidenziato la costante preoccupazione della presidente uscente di costruire ponti tra le due regioni linguistiche del cantone. Oggi tra le 41 sezioni e gli otto gruppi Help che compongono l’Associazione cantonale friburghese dei samaritani (ACFS), i membri di lingua tedesca e di lingua francese sono più o meno equamente rappresentati. Marielle Corboz è stata visibilmente contenta di poter condurre l’Assemblea dei delegati alla presenza dei rappresentanti delle sezioni. Dopo lunghe settimane di confinamento e di scambi a distanza, ha sostenuto che il fatto di incontrarsi di nuovo è stato molto importante. Tutte le trattande all’ordine del giorno sono state approvate all’unanimità in un’atmosfera serena e tranquilla e il nuovo presidente è stato eletto a grande maggioranza. La storia dall’ACFS sarà quindi da ora continuata con rinnovato entusiasmo da Denis Orange, istruttore cantonale dal 2017, padre di quattro bambini e militare di carriera con impiego a Berna all’interno del Comando operativo. Dal canto suo, Marielle Corboz resterà al servizio dell’associazione cantonale assumendo la carica di segretaria.

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SEZIONI E ASSOCIAZIONI

Cinque candeline per i Samas’Kids di Savièse e dintorni A fine di settembre, quando la natura già presentava le prime avvisaglie dell’inverno, una squadra di giovani soccorritori ha partecipato ai giochi organizzati per il giubileo dei Samas’Kids di Savièse e dintorni. TESTO e FOTO: Chantal Lienert /m.z Cinque anni sono un bel traguardo! È quello che è stato raggiunto quest’anno dal gruppo Samas’Kids di Savièse e dintorni, nel Vallese centrale. Per celebrare degnamente l’anniversario, un apposito comitato d’organizzazione presieduto da Marion Liand, samaritana della locale sezione e da tempo impegnata in diverse funzioni nella sezione stessa, ha deciso di riprendere e far rivivere una bella tradizione, ossia quella dei Giochi aperti a tutti i giovani soccorritori del Vallese romando. Così il 26 settembre scorso delle delegazioni dei

I GIOVANI SOCCORRITORI NEL VALLESE ROMANDO L’esistenza di gruppi di giovani samaritani dipende da molti fattori: occorrono monitori motivati ed entusiasti a cui piaccia lavorare con dei bambini, occorre poi un numero sufficiente di giovani che abbiano piacere ad avvicinarsi ai primi soccorsi, nonché una sezione samaritana disposta a condurre gli Help o Samas’Kids e dei genitori disposti, da parte loro, a fare da «taxi» per portare i figli ai diversi appuntamenti e per andarli a riprendere. Proprio come la fenice risorta dalle sue ceneri, sicuramente in occasione della creazione, nel 2015, del gruppo di Samas’Kids a Savièse questi fattori c’erano tutti. Il gruppo è nato su iniziativa di Elizabeth Seghezzi e Anne Roten e oggi è composto da una quindicina di bambini, seguiti da tre monitori gioventù e quattro monitori di corsi e di sezione. Oggi il Vallese romando conta cinque gruppi di giovani: Conthey, Entremont, Grand-Bisse (Montana), Monthey-Choëx e Savièse e dintorni. Allo scopo di garantire l’uniformità dell’abbigliamento e per evitare costi eccessivi per le sezioni, l’Association des Samaritains du Valais Romand (ASSVR) gestisce un guardaroba e affitta i locali necessari per le sezioni. 24   oggi samaritani 4/2020

gruppi Help e Samas’Kids di Entremont e di Monthey-Choëx hanno raggiunto i loro colleghi di Savièse per mettere alla prova le loro rispettive conoscenze nei primi soccorsi e per condividere alcune ore spensierate e in allegria. L’appuntamento era fissato per le 9 in punto, quando ha preso avvio un percorso con otto diverse postazioni dove, alternativamente, i giovani partecipanti erano confrontati con attività per le quali erano richieste sia competenze tecniche di primo soccorso sia qualità come abilità, spirito di squadra o memoria. I temi delle postazioni tecniche erano: ustioni durante una grigliata, un incidente in bicicletta con un braccio rotto, un brutto taglio con una motosega e un arresto cardio-respiratorio. Il percorso di 4 km attraverso Savièse, magistralmente preparato dagli organizzatori, era completato dal gioco Kim o Memory, da un percorso a ostacoli con una barella, dal divertente trasporto di bicchieri d’acqua pure su una barella e dal riconoscimento di canzoni molto in voga al giorno d’oggi.

Gli adulti non sono forzatamente i migliori Otto squadre composte da tre o quattro giovani soccorritori, debitamente sorvegliati dai loro accompagnatori, e una squadra di adulti hanno preso parte al percorso e hanno messo in gioco le loro conoscenze sotto l’occhio vigile dei responsabili delle varie postazioni. Proprio secondo quest’ultimi, non sono stati sempre gli adulti a svolgere al meglio i compiti, anzi: alcuni giovani si sono dimostrati molto più efficienti. Infine, due squadre di Monthey-Choëx – che avevano quale nome le «Civières à aube» e la «SamSplint» – sono arrivate rispettivamente prime e terze, con i «Ratons laveurs» de Savièse al secondo posto.


Nessuno, ma proprio nessuno dei giovani partecipanti ha mancato la possibilità e l’emozione di azionare la lancia a mano dei pompieri.

Le restrizioni dovute alla prevenzione della pande- visamente più fredda per la stagione e la neve non mia da Covid-19 hanno in un certo senso «frenato» era molto lontana – i giovani soccorritori sono stati un po’ l’entusiasmo generale della giornata, ma entusiasti di assistere alle dimostrazioni della poliall’ora dell’aperitivo sia i rappresentanti dell’AS- zia e di un’équipe che presentava una stazione meSVR (Association des Samaritains du Valais Ro- dico-sanitaria. Molto curiosi e interessati, si sono mand), che quelli della sicurezza, delle autorità accalcati per scoprire cosa si nasconde dentro un locali e anche i vicini e gli amici si sono uniti ai grosso veicolo dei pompieri, toccando vari pulsanti circa quaranta concorrenti e ai loro supervisori per e potendo azionare la sirena e addirittura tenere un momento di schietta convivialità. Pur evitando in mano il lancia acqua. La stessa attenzione e lo abbracci ed effusioni e rispettando le distanze so- stesso entusiasmo li hanno dimostrati ascoltando ciali come richiesto, i presenti sono stati comunque i responsabili dei cani della fondazione Le Copain davvero molto felici di incontrarsi e scambiarsi idee e, affascinati, hanno seguito le loro spiegazioni. e opinioni dopo un lungo periodo di confinamento. Da oltre 20 anni, questa fondazione con sede in Vallese addestra cani d’assistenza per disabili che, una volta formati, vengono collocati con bambini e adulti in tutta la Svizzera. La giornata ha ovIl piacere dopo lo sforzo Per il pomeriggio è stato organizzato un ricco pro- viamente pure avuto una breve parte ufficiale con gramma d’animazioni. Senza lasciarsi scoraggiare l’annuncio dei risultati dei giochi e l’assegnazione dalle condizioni meteo – l’aria si era fatta improv- dei meritati premi.

L’importante è partecipare, la concentrazione del gruppo dei giovani « Castors » è palese!

La squadra vincitrice festeggia raggiante e posa per la meritata foto di rito.

oggi samaritani 4/2020  25


DIETRO LE QUINTE

Il volontariato è ancora assai attrattivo Il volontariato è un elemento basilare della nostra società. Nonostante tutti i timori, il lavoro svolto a titolo volontario in Svizzera non diminuisce. Ma sta cambiando. TESTO: Christoph Zehnder/m.z «Il «volontariato» è uno dei principi cardini della Croce Rossa per l’anno 2020; l’importanza del volontariato si è dimostrata proprio recentemente durante la pandemia da coronavirus. Ovunque molte persone si sono offerte volontarie per aiutare il prossimo, trovatosi improvvisamente in difficoltà, e ciò senza aspettarsi nulla in cambio. Laddove necessario, sono tuttora offerti in modo semplice e spontaneo impieghi e missioni come i trasporti in auto, gli acquisti e aiuti al vicinato nel proprio quartiere e altri compiti d’assistenza. Se questi servizi fossero forniti esclusivamente in base alle regole dell’economia di mercato, ne deriverebbero costi enormi e almeno altrettanta burocrazia. È quasi paradossale: nella nostra società completamente capitalista, il lavoro disinteressato è oggi più prezioso che mai.

In Svizzera ogni giorno molte persone si prestano all’aiuto volontario a favore del prossimo, non solo in tempo di Covid-19.

CIFRE & FATTI 18 anni è la durata media dell’impegno di un volontario in un’associazione o organizzazione.

Motivi professionali Sono loro che, il più delle volte, portano verso un impegno volontario in un’associazione o in un’organizzazione; seguono i motivi familiari.

40 % delle persone che vivono in Svizzera sono disposte a impegnarsi (di nuovo) in un lavoro di volontariato di tipo formale. 26   oggi samaritani 4/2020

Una Svizzera senza volontariato è pressoché inimmaginabile. Circa il 62 % degli abitanti svolge una qualche forma di volontariato. È quanto scaturisce dalla recente pubblicazione dell’Osservatorio del volontariato. Una distinzione fondamentale è fatta tra il volontariato formale – per esempio quello svolto in un’associazione – e il volontariato informale, ossia spontaneo e meno organizzato. Sono esclusi i lavori domestici e familiari. Tuttavia, la classificazione non è sempre chiara.

Nessuno calo evidente L’Osservatorio del volontariato, pubblicato dalla Società svizzera di utilità pubblica, fornisce una sorta di inventario delle attività di volontariato in Svizzera. Attraverso un sondaggio, oltre 5000 persone hanno fornito utili informazioni. E una buona notizia: il calo del volontariato, spesso erroneamente lamentato, non è assolutamente con-


fermato. Il numero di persone che si impegnano e dedicano agli altri è sorprendentemente stabile. Ci sono tuttavia delle differenze nei vari settori d’attività. Ad esempio, il coinvolgimento formale in club sportivi, gruppi di interesse, servizi pubblici e anche in organizzazioni giovanili tende a diminuire, mentre tende ad aumentare l’impegno nelle organizzazioni culturali, sociali e caritatevoli. A livello informale – cioè al di fuori di associazioni e organizzazioni – il coinvolgimento tende addirittura ad aumentare. In particolare le donne e i pensionati investono molto tempo in questo ambito.

Divertimento e desiderio di aiutare gli altri La domanda a sapere perché ci si impegni nel volontariato è interessante. Più frequentemente vengono citati il divertimento e la socialità, così come il desiderio di aiutare gli altri e di fare, in un certo senso, la differenza. Anche il riconoscimento e l’apprezzamento giocano un certo ruolo, ma sono menzionati solo da un quarto degli intervistati. Solo pochi degli intervistati affermano di impegnarsi per senso del dovere o perché ricevono un compenso finanziario per i loro sforzi. La maggior parte dei volontari sono attivi da molti anni. In media, essi si impegnano nella loro associazione per un periodo di 18 anni e la loro soddisfazione non dipende dalla durata dell’impegno. Infatti chi si è impegnato per lungo tempo non è meno felice del suo lavoro rispetto a chi ha appena iniziato a fare del volontariato. Le persone che non sono interessate al volontariato di solito spiegano questo fatto con la mancanza di tempo (39%). Molti non vogliono impegnarsi in un compito o in una missione regolare (31%). In genere, i motivi più comuni per i quali si smette di fare volontariato sono i cambiamenti che intervengono nella professione e in famiglia. Le sezioni samaritane conoscono queste situazioni: giovani membri che fondano la propria famiglia, investono nella formazione professionale o cambiano domicilio. E improvvisamente non rimane più tempo per le attività della sezione. D’altra parte, però, circa la metà dei volontari attivi è disposta ad aumentare il proprio impegno.

I potenziali volontari desiderano essere contattati La stragrande maggioranza degli ex volontari valuta positivamente il loro precedente impegno.

Così, circa il 40 % delle persone che vivono in Svizzera immagina di poter (ri)fare del volontariato formale. La maggior parte di loro ha anche un’idea concreta di come e cosa vorrebbe fare. Il settore più ambìto è quello sociale o caritatevole, per cui il potenziale per gli enti e le associazioni operanti in questo campo è enorme. Ma anche qui il fattore principale è il tempo. Quasi la metà dei potenziali volontari vorrebbe poter programmare il proprio lavoro di volontariato in modo flessibile. Inoltre, devono essere coinvolte le persone giuste. Degno di nota è anche il fatto che un quinto delle persone intervistate afferma che per essere coinvolto bisogna esser «avvicinati» direttamente e venir convinti a partecipare. È proprio così che la maggior parte dei potenziali volontari si sono poi impegnati in modo attivo, dopo essere stati avvicinati e convinti da altre persone. Il contatto personale gioca quindi un ruolo determinante nella ricerca e nell’arruolamento di nuovi volontari.

Fonte Osservatorio del volontariato 2020

I SETTE PRINCIPI DELLA CROCE ROSSA SVIZZERA Umanità Imparzialità Neutralità Indipendenza Volontarietà Unità Universalità I sette principi della Croce Rossa sono vincolanti e obbligatori per tutti i membri del movimento mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Essi offrono un sostegno concreto alle attività di tutte le persone che si impegnano a favore della Croce Rossa. Il volontariato (volontarietà) è il principio della Croce Rossa del 2020. oggi samaritani 4/2020  27


SAPEVATE CHE?

Una via in ricordo di Ada Martinoli A Giubiasco si è voluto onorare la figura di una donna molto attiva a livello sociale e che per oltre 40 anni è stata presidente della locale sezione samaritana, ora da tempo purtroppo chiusa. TESTO : Mara Zanetti Maestrani

Il cartello della via posato a Giubiasco  (Foto : TI-Press/ Alessandro Crinari)

L’8 marzo scorso, in onore della Giornata internazionale della donna, la Città di Bellinzona ha voluto dedicare una via nel quartiere di Giubiasco, a due passi da Bellinzona, alla figura di Ada Martinoli (8.8.1920-24.7.1996), donna intraprendente in ambito politco e sociale. Anche e soprattutto nella sezione samaritana di Giubiasco. Nata a Pianezzo, nel corso degli anni Venti si trasferì con la sua famiglia (genitori, due fratelli e una sorella) a Giubiasco dove frequentò le scuole dell’obbligo e, successivamente, la Scuola professionale femminile a Bellinzona. Nel 1941 si mise volontariamente al servizio della patria seguendo il corso d’istruzione per il Servizio complementare femminile a Trevano e fu assegnata alla «Lavanderia di guerra» a Bellinzona. Ed è stato proprio in quel periodo che la giovane Ada si identificò nello spirito samaritano.

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Volontariato e filantropia Nel 1948, la sezione di Giubiasco la scelse quale monitrice dei corsi pratici e nel 1950 le affidò la presidenza, carica che mantenne con impegno e dedizione fino alla morte, nel 1996. Fu pure membro del Comitato dell’Associazione dei samaritani della Svizzera italiana e si distinse per il suo fervore nello sviluppo delle attività samaritane. In occasione dell’assemblea sezionale del 1960, anno del ventesimo di fondazione della sezione, Ada enumerò la diversificata tipologia di corsi, la cui parte teorica era sempre affidata a un medico : corso samaritano, assistenza ai malati, nozioni di puericultura, nozioni d’igiene ed esercitazioni pratiche. Inoltre la sezione proponeva anche corsi di economia domestica e cucito (lezioni di cucina, igiene alimentare, medicina, igiene del vestiario e stiro). Ada spronava sempre i suoi samaritani ad adoperarsi anche nel sostegno morale degli ammalati e nelle animazioni a favore dei bambini e elle perso-


Ada Martinoli madrina del nuovo vessillo della sezione samaritani di Giubiasco.

ne anziane. Nel 1977 la sua intensa e lungimirante attività fu premiata con la consegna della prestigiosa « Medaglia Henry Dunant ».

visite a ben 120 ammalati e anziani, sia del paese quindi attraverso visite a domicilio, sia persone degenti negli ospedali, nelle cliniche o nelle case di riposo dell’intero cantone.

Il primo gruppo Help del Ticino

Ada Martinoli non si sposò mai e visse sempre con i genitori a Giubiasco, dove gestì a lungo un apprezzato ed elegante bar. Dal 1980 al 1988 fu municipale del comune (oggi diventato quartiere di Bellinzona dopo l’aggregazione comunale). Morì il 24 luglio 1996 dopo breve malattia.

Il suo esemplare dinamismo seppe coinvolgere anche i giovani. Nel 1978, sempre in seno alla sezione samaritana di Giubiasco, venne infatti costituito il primo gruppo Help del Ticino, e tra i primi gruppi giovanili in Svizzera. Nel 1981, proprio con il coinvolgimento degli Help, la donna organizzò una colonia per bambini e adulti con disabilità a Olivone, in Valle di Blenio, ripetuta l’anno dopo nella stessa valle, a Camperio. Sotto la sua guida, la sezione di Giubiasco fu tra le prime sezioni negli anni Cinquanta a introdurre la « Giornata del malato ». Nel 1996, questa ricorrenza a Giubiasco si protrasse addirittura per una settimana intera e – per non dimenticare nessuno – Ada volle organizzare delle

Fonte Archivi Riuniti delle Donne Ticino – Tracce di donne, Biografie femminili ticinesi del XIX e del XX secolo, studio biografico di Lorenza Hofmann (www.archividonneticino.ch/martinoli-ada-1920-1996/)

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DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA

Nuovi ambasciatori aggiornano le nozioni di pronto soccorso La Croce Rossa Svizzera (CRS) può contare sull’impegno di due nuovi ambasciatori: il musicista Stress e la giornalista Mélanie Freymond saranno in futuro coinvolti nei progetti della CRS. Già da tempo Mélanie Freymond è legata alla CRS. Da alcuni anni, la giornalista e moderatrice conduce l’annuale ballo della Croce Rossa a Ginevra e si impegna come volontaria nell’azione «2× Natale». La 42enne romanda continuerà inoltre a sostenere la campagna annuale di raccolta fondi e anche i progetti a favore di persone vulnerabili, come gli anziani o i bambini piccoli. Dal canto suo, Stress fungerà da ambasciatore della CRS soprattutto per quel che riguarda le preoccupazioni dei giovani. Una delle cose che sta a cuore al musicista e che lo rende particolarmente ansioso, è rendere visibile la povertà in Svizzera e

trovare il modo di ridurla. Stress, il cui vero nome è Andres Andrekson, è nato a Tallinn ed è arrivato in Svizzera con la sua famiglia all’età di 12 anni. Durante la sua infanzia nell’allora Repubblica sovietica di Estonia, era già stato direttamente toccato da questioni come la disuguaglianza nelle opportunità e la povertà. Da molti anni si occupa di cause sociali e, nel 2009, ha ricevuto il premio Fischhof della Società delle minoranze in Svizzera e della Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo. Lo scorso settembre a Zurigo, i nuovi ambasciatori della CRS hanno potuto frequentare un corso di

I nuovi ambasciatori della CRS Stress e Mélanie Freymond aggiornano le loro conoscenze sui primi soccorsi grazie alla samaritana Tanýa Bauer, al centro nella foto. (Foto: SI / Geri Born)

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aggiornamento sui primi soccorsi da parte della monitrice di corso e samaritana Tanýa Bauer. Hanno avuto addirittura l’onore di essere accompagnati dalla rivista «Schweizer Illustrierte». Ai giornalisti della rivista, Stress ha ammesso che il suo ultimo Corso soccorritori risaliva a ben 20 anni fa. E in questo senso non è solo: infatti una persona su due si sente insicura quando si tratta di prestare i primi soccorsi. Il motivo sta proprio nella mancanza di nozioni o nel timore di avere conoscenze oltrepassate. Con la loro azione mirata, gli ambasciatori della CRS intendono sensibilizzare la popolazione sulla necessità di aggiornare regolarmente le conoscenze sui primi soccorsi. «Posso solo consigliarlo: seguite il corso! E potete salvare delle vite», ha detto il noto Rapper.

Dare voce alle persone vulnerabili Con Mélanie Freymond e Stress, la cerchia degli ambasciatori della CRS è stata così ampliata da altre due personalità generose e impegnate. Oltre ai due ambasciatori romandi, la più grande organizzazione umanitaria della Svizzera può annoverare tra i suoi ambasciatori anche Mujinga Kambundji, Linda Fäh e Christian Stucki. Gli ambasciatori della Croce Rossa Svizzera sostengono il lavoro umanitario in Svizzera e all’estero. Con la loro pubblicità contribuiscono a dare voce alle preoccupazioni delle persone sfavorite.

Nuovo presidente centrale della Società svizzera REDOG Philipp Matthias Bregy, consigliere nazionale PPD, assume la presidenza centrale della REDOG, Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio.

Considerato il continuo sviluppo di REDOG negli ultimi anni, la presidenza centrale è diventata nel tempo un incarico prestigioso e con un importante orientamento politico. Philipp Matthias Bregy, giovane e simpatico, ben inserito nella politica nazionale, ha assunto questa carica. Dopo l’elezione di Viola Amherd in Consiglio federale, il 4 marzo 2019 egli è subentrato al suo posto in Consiglio nazionale, dove è stato rieletto con successo il 20 ottobre 2019. Philipp Matthias Bregy è avvocato e lavora come socio di uno studio legale di Briga. È sposato e padre di un figlio; vive con la famiglia a Naters/VS. Il suo desiderio di impegnarsi in un organismo umanitario corrisponde esattamente alla richiesta della REDOG di vederlo diventare presidente. Grazie al suo approccio pragmatico e aperto, Philipp Matthias Bregy rinforzerà la posizione della Società REDOG a livello nazionale e ne costruirà il futuro con successo. Il nuovo e giovane presidente centrale potrà contare sul sostegno dei due vice-presidenti, ciascuno portavoce di un’area specifica: Ricerca di superficie e Ricerca in macerie.

Philipp Matthais Bregy, è il nuovo presidente di REDOG. (Foto: mad)

La REDOG, Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio, è l’unica organizzazione svizzera che offre una formazione approfondita e che mette a disposizione i suoi team per interventi in Svizzera e all’estero. REDOG è un’organizzazione della Croce Rossa Svizzera e partner riconosciuto a livello internazionale dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nell’ambito della ricerca svizzera di salvataggio negli interventi della Confederazione fuori dai confini nazionali. oggi samaritani 4/2020  33


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01/2021

08.01.2021

10.02.2021

02/2021

01.04.2021

12.05.2021

03/2021

09.07.2021

11.08.2021

04/2021

08.10.2021

10.11.2021

Contatto:

SIAMO TUTT’ORECCHI

Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch

Avete un’idea originale per un’esercitazione o di come la stessa si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.

Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato il 10 febbraio 2021; la scadenza per l’invio del materiale è l’8 gennaio 2021.

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