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SAMARITANI La rivista di Samaritani Svizzera

Vegliare su milioni di persone 12 ASSEMBLEA NAZIONALE Un nome nuovo per il movimento samaritano

16 BUSINESS

Corsi aziendali: un’offerta promettente

18 EXPO.02

Venti anni fa, la grande Esposizione nazionale


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EDITORIALE

Di cuore, benvenuti Care samaritane, cari samaritani, In primavera tutto rinasce e tutto si rinnova, come usa dire, ma prima che qualcuno sospetti che io abbia confuso il mese (ora siamo in agosto!) beh, non è proprio così... È pur vero che, nel primaverile mese di maggio scorso, Samaritani Svizzera ha preso alcune decisioni molto importanti. Prima di tutto, proprio in maggio abbiamo potuto annunciare al Comitato centrale che Barbara Rüttimann sarà la nostra nuova direttrice. Ha assunto la direzione del Segretariato centrale di Olten il 13 giugno scorso. Durante l’Assemblea generale dei delegati dello scorso 18 giugno a Chavannes-de-Bogis, i rappresentanti delle associazioni cantonali hanno potuto incontrarla e conoscerla. Il Comitato centrale è convinto di aver trovato in Barbara Rüttimann una direttrice motivata e disponibile. Si occuperà con passione dei problemi e dei compiti di una delle più grandi organizzazioni di volontariato della Svizzera. Barbara Rüttimann ha 56 anni e vive a Thalwil, nel Canton Zurigo. Vanta oltre 20 anni di esperienza professionale in diverse funzioni manageriali in organizzazioni profit e non profit. Ci rallegriamo

di poter lavorare da ora con lei in un periodo interessante e importante per i samaritani in Svizzera. Lo scorso 14 maggio, inoltre, abbiamo potuto organizzare il secondo Forum di dialogo per lo sviluppo della Federazione. Abbiamo così potuto dialogare con oltre 60 partecipanti provenienti dalle associazioni cantonali come pure con i rappresentanti delle sezioni samaritane e dei giovani, nonché con i collaboratori del Segretariato FSS. Assieme abbiamo discusso di strutture sostenibili per Samaritani Svizzera. I risultati scaturiti dai dialoghi, molto costruttivi e preziosi, verranno presentati nel prossimo Forum di dialogo previsto per il 17 settembre. In questo numero della rivista federativa, è per me un grande piacere poter presentare Erika Kuczynski e Fabian Kästli, veri e propri rappresentanti del grande e instancabile lavoro promosso dai samaritani. Entrambi si distinguono per il loro prezioso impegno prestato al servizio della comunità. Vi auguro una piacevole e stimolante lettura durante le vostre giornate estive. INGRID OEHEN Presidente del Comitato centrale oggi samaritani 3/2022   3


18 ORGANIZZATI PROFESSIONALMENTE PER AGIRE IN MODO COMPETENTE IN EVENTI PICCOLI E GRANDI INDICE 06 VENIAMO AL PUNTO Con passione al servizio del prossimo; ritratto di una samaritana e di un samaritano

12 ATTUALITÀ 14 ATTUALITÀ Ricordo di Jacques Votazioni, elezioni, onorefiKüng, membro onorario e cenze e altro all’assemblea samaritano di lunga data annuale dei delegati di del Canton Glarona Chavannes-de-Bogis (VD)

10 BUONO A SAPERSI Consigli, informazioni e regole di sicurezza in caso di incidenti con auto elettriche

13 ATTUALITÀ Breve presentazione di Laurent Audergon, nuovo membro del Comitato centrale

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16 ATTUALITÀ Ultima prova per «SECO TopTen»; una nuova offerta per i clienti aziendali


IMPRESSUM «oggi samaritani» 3/2022 Data di pubblicazione: 10 agosto Editore Samaritani Svizzera Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 18 000 copie Redazione Svizzera tedesca: Paolo D'Avino Stefan Franzen Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch

21 TOCCA A VOI Ecco il cruciverba e il Sudoku per il vostro divertimento 22 SHOP SAMARITANO Novità nell’assortimento dello Shop samaritano; approfittate delle offerte per i samaritani

23 INFO VARIE Opinioni e altre informazioni

Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli Comunicazione, 3001 Berna staempfli.com Foto Copertina: Yves André Indice: Gaëtan Bally

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VENIAMO AL PUNTO RITTRATO

Rendere il mio ambiente più vivibile Erika Kuczynski non avrebbe mai voluto assumere la presidenza della sezione samaritana di Regensdorf e dintorni, ma… ora è in carica da ben 40 anni. La sua motivazione: impegno sociale e lavoro di squadra. TESTO: Paolo D’Avino / m.z / FOTO: Streiflicht, Nicole Wagner

Erika Kuczynski è una persona impegnata. Lo è stata fin dall’infanzia, dice lei, e lo è tuttora a 70 anni. Forse, rispetto al passato, non è più attiva su tanti fronti allo stesso tempo, ma il suo impegno per la comunità non è diminuito. «Fin che la salute è dalla mia parte, voglio fare qualcosa per il prossimo», confessa con un sorriso la docente di scuola media in pensione.

Assumere delle responsabilità Lei stessa non sa bene come mai questo tratto del suo carattere sia così marcato. «Ovviamente, tuttavia, 6   oggi samaritani 3/2022

questa mia attitudine mi è stata trapassata dai miei genitori.» In effetti, Erika Kuczynski è cresciuta con le attività associative: «Mia madre era già nella sezione samaritana, mentre mio padre era membro del coro maschile.» Ma il suo desiderio di aiutare non è semplicemente fine a sé stesso: «Voglio infatti contribuire a rendere il mio ambiente un po’ più vivibile. Almeno nel mio raggio di azione personale.» Nel corso della sua vita, si è sempre assunta delle responsabilità. Anche come presidente della sezione samaritana di Regensdorf e dintorni. «E sono già al 40º anno di mandato.» Inoltre è presidente dell’Harmonika Club Regensdorf e dintorni, Accordissimo, e


questo da oltre 40 anni. E, per 20 anni, è stata pure politicamente attiva nel Municipio di Regensdorf: «Di questi, 12 anni come sindaca.» Senza dimenticare il suo impegno nel comitato dell’Associazione samaritana del Canton Zurigo e nella FSS: «Tra le altre cose, ho passato 12 anni nel Comitato centrale.»

Il membro di comitao più giovane Quello che fa, lo fa con convinzione, mettendosi al servizio degli altri e lavorando per il bene della comunità. Ricorda ancora molto bene che, quando da giovane fu eletta nel comitato della sezione di Regensdorf, prese la parola all’Assemblea generale solo perché un membro della sezione, che stava cercando nuovi membri per il comitato, criticò la mancanza di volontà dei giovani. Questa persona disse che i giovani non sanno mai da che parte stare: vanno e vengono, senza continuità. Ebbene, Erika non poteva assolutamente tacere: «Si può dire lo stesso delle persone più anziane», rispose allora.

Andamento diverso dal previsto A quei tempi, accettò l’elezione con la speranza di non dover mai assumere la carica di presidente. Ma le cose poi andarono diversamente. «In seno alla sezione c’erano grossi disaccordi.» Occorreva trovare una soluzione e così Erika Kuczynski è stata sollecitata ad assumere la presidenza dopo l’annuncio delle dimissioni dell’allora presidente. «Nella mia memoria serbo moltissime esperienze vissute.» Ad esempio le torna subito in mente l’anno del 75 º anniversario della sezione, con l’organizzazione dell’Assemblea cantonale dei delegati e la prima consegna delle medaglie Henry Dunant, avvenuta in chiesa; ricorda anche la serata commemorativa dell’anniversario con ospiti provenienti dalla politica, dall’economia e, ovviamente, dal mondo samaritano. «Poi, nel 2002 e nel 2010 ricordo l’evento dedicato alla salute svoltosi nella sala della chiesa parrocchiale riformata, poi il ‹Samariterbeizli› alla Rägi­f äscht del 2009 e i servizi sanitari alla Watterfäscht, alla Furttalmesse e alla Dälliker Chilbi. Senza dimenticare gli impegnativi servizi sanitari ai concorsi ippici a Sigg, l’organizzazione di tre azioni di donazione di sangue all’anno e i numerosi corsi per popolazione e individuali.»

Contro ogni previsione Quando una persona è in carica da così tanto tempo, potrebbe essere facilmente accusata di far «politica da poltrona». Ma Erika Kuczynski non ha mai vissuto questa esperienza. Al contrario! In tutti

questi anni, la sua prima preoccupazione è sempre stata quella di non mettere sé stessa al centro, «bensì il prossimo, soprattutto quando ha bisogno di aiuto», afferma senza esitazione. Un aiuto che va ben oltre la cura delle ferite visibili; come presidente e samaritana, era infatti spesso presente nei casi in cui a soffrire era piuttosto l’animo dei suoi simili. «Un presidente o una presidente, nel lavoro quotidiano della sezione, non è migliore del suo comitato e dei responsabili tecnici.» I numerosi incarichi l’hanno arricchita di esperienze e l’hanno aiutata ad affrontare le situazioni della sua vita o di crisi. Soprattutto gli anni della politica: «Spesso c’erano scontri duri e talvolta metodi sleali.»

Un ritiro in vista… Non si pente di nessuno dei passi compiuti; naturalmente ci sono stati alti e bassi durante il suo lungo periodo di presidenza dell’Associazione samaritana. Per lei, ad esempio, erano sempre un problema e una preoccupazione i posti vacanti nel comitato, posti che dovevano essere occupati di continuo. Fortunatamente, però, gli aspetti positivi hanno sempre superato quelli negativi e la dedizione dimostrata dai samaritani e dai quadri dell’associazione la rendevano sempre fiduciosa. «Anche in futuro, i samaritani saranno ancora necessari.» E questo sia per i servizi sanitari in occasione di eventi sportivi e culturali, sia per fornire assistenza in ambienti più ristretti o privati. Infine, una domanda resta aperta. «Quest’anno, con i festeggiamenti per il centenario della sezione, c’è ancora bisogno di me e della mia rete di conoscenze», dice strizzando l’occhio. Ammette che la sua successione non è ancora definita anche se, in seno all’associazione, intravede due o tre giovani e validi candidati. Nomi non ne fa. Afferma solo che i potenziali successori sono persone che si impegnano nella comunità. Un requisito indispensabile, secondo Erika Kuczynski.

CHI È ERIKA Nome e cognome: Erika Kuczynski Professione: docente di francese scuola media (lic. phil.), ora in pensione Età: 70 anni Stato civile: sposata, madre di due figli, 4 nipotini

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VENIAMO AL PUNTO RITTRATO

Indipendente e samaritano Di giorno fa il giardiniere, mentre nel tempo libero è un appassionato samaritano. Malgrado una malformazione dalla nascita, Fabian Kästli vive la sua vita in modo indipendente. Con un sogno nel cassetto: diventare paramedico o paramedico di trasporto. E si sta impegnando proprio per raggiungere questo obiettivo professionale. TESTO: Paolo D’Avino / m.z / FOTO: Streiflicht, Nicole Wagner

Fabian Kästli si presenta di buon umore all’appuntamento per l’intervista; si sente evidentemente a suo agio nella propria pelle. Non è per nulla agitato e, anzi, si mette subito di buzzo buono al lavoro, 8   oggi samaritani 3/2022

sprizzando energia da ogni poro. Con molto entusiasmo, ci racconta la sua carriera nel campo dei primi soccorsi: all’età di 16 anni ha frequentato il corso soccorritori, a 18 anni è entrato a far parte


del Corpo pompieri dell’azienda di trasporti Schutz & Rettung di Zurigo e, oggi 28enne, è in possesso del brevetto Soccorritore livello 3 IAS ed è attivo nella sezione samaritana di Binningen. È innegabile, comunque, che Fabian sia stato «infettato» dal virus samaritano e del volontariato sin da bambino: «Mio padre era nel Corpo di milizia dei pompieri, mentre mia madre è socia della sezione samaritana di Zurigo Seebach», afferma subito all’inizio della conversazione. E da ogni sua frase traspare un grande entusiasmo per il mondo dei primi soccorsi.

Restare sempre in movimento Entusiasmo, ma non solo: Fabian Kästli ha un’irrefrenabile voglia di fare carriera. Cosa che non è assolutamente scontata: nato con una malformazione, ha dovuto superare molti ostacoli nella vita. Tuttavia, ora è nel pieno della sua vita professionale ed è ben integrato nella Fondazione Weizenkorn, dove persone come Fabian trovano un sostegno, sono accompagnate e assistite. «Voglio affrontare la vita nel modo più indipendente possibile», afferma senza mezzi termini; quando non è attivo come samaritano, lavora come giardiniere. «Ma non il classico giardiniere», sottolinea il 28enne, bensì «sono coinvolto nella conservazione della natura.» Oggi, ad esempio, si trovava in una cava con i suoi colleghi di lavoro. Bisognava eliminare i cespugli di more. Così lui descrive la sua professione: «Facciamo tutto il lavoro di un giardiniere o di un giardiniere paesaggista, dallo sfalcio alla manutenzione delle siepi, fino al controllo delle neofite.»

Giardiniere di professione, samaritano nel cuore A causa della sede di lavoro, Fabian – originario di Zurigo – ha dovuto traferirsi da Seebach a Muttenz. È una persona che ha bisogno di movimento e di incontri, cose molto importanti per lui, e quindi non sorprende che gli piaccia molto il suo lavoro. Ma, come detto, Fabian ha un sogno nel cassetto: diventare paramedico o paramedico specialista nel trasporto. Rinuncerebbe al suo lavoro, anche se la parola «rinunciare» non gli si addice del tutto. «Trasformerei piuttosto il mio attuale hobby in una professione e la mia professione in un hobby.» Tipico del carattere di Fabian: non stare fermi, andare sempre avanti. Davanti a sé ha ancora molta strada da fare. Tra l’altro, oggi non ha ancora le specifiche patenti di guida e deve chiarire quali altri requisiti dovrebbe soddisfare.

Aiutare attivamente Come samaritano, aiuta dove può. Ad esempio, come volontario presso il Centro federale d’asilo della Croce Rossa Svizzera (CRS) di Basilea o, nel dicembre 2021, è intervenuto quando molti dipendenti di Spitex dovettero rimanere a casa colpiti da Omicron. «La CRS cercava soccorritori per fornire assistenza.» Fabian Kästli si è offerto volontario. E durante le vacanze di Natale, dopo aver lavorato come assistente di cura, è stato al servizio di Spitex. «Sono compiti e lavori che mi piace svolgere.» La televisione svizzera lo ha accompagnato in uno dei suoi incarichi. «È stata un’esperienza incredibilmente positiva», afferma, aggiungendo con entusiasmo che gli operatori della TV svizzera sono stati davvero professionali. «Tutto è stato organizzato e preparato molto bene.»

In attesa del prossimo servizio sanitario Fabian guarda con fiducia al futuro e, come nel suo lavoro, anche in seno alla sezione samaritana vuole progredire. «I samaritani della sezione sono nel mio cuore.» I quadri della sezione lo vedono come un possibile monitore. «Posso immaginarmi, più in là nel tempo, nella funzione di monitore o responsabile di un corso e trasmettere così il mio entusiasmo e le mie conoscenze nei primi soccorsi.» Ma per ora si concentra sulle sue priorità, ossia il lavoro e un possibile nuovo riorientamento. La sua esperienza di samaritano, acquisita durante i servizi sanitari, lo aiuta in questo. «A causa della pandemia, tuttavia, molti esercizi sono stati annullati e quindi non ho potuto mettere in pratica quello che avevo imparato», dice il ventottenne. Pertanto adesso non vede l’ora di riprendere i servizi sanitari, come volontario, anche al di fuori della sua sezione di appartenenza. Con molto piacere ricorda infatti i servizi prestati in occasione della Festa federale di ginnastica di Aarau, della grande Festa federale di lotta svizzera di Zugo o all’Open Air di Gampel. «Senza i volontari tutti questi eventi non sarebbero possibili.»

CHI È FABIAN Nome e cognome: Fabian Kästli Professione: giardiniere Età: 28 anni Stato civile: celibe, senza figli oggi samaritani 3/2022   9


BUONO A SAPERSI

Automobili elettriche, nuovi pericoli per i soccorritori? Sulle strade svizzere, i veicoli elettrici non rappresentano più un’eccezione e il loro numero è destinato a crescere nei prossimi anni. Ma le auto elettriche sono sicure? Cosa succede in caso di incidente? L’intera vettura è elettrificata? Queste domande riguardano da vicino anche i primi soccorritori. Il seguente volantino informativo evidenzia alcuni punti importanti. TESTO: Stefan Frantzen / m.z FOTO e GRAFICA: TCS Svizzera

Statisticamente parlando, i veicoli ad alimentazione alternativa non sono meno sicuri dei veicoli alimentati a diesel o a benzina. Il pericolo di elettrocuzione non sussiste per i soccorritori. E questa è una buona cosa. La mobilità elettrica non cambia dunque le procedure del primo soccorso? Va detto che si devono osservare gli stessi punti riguardanti i veicoli con motore a combustione convenzionale. Per l’approccio, la priorità resta lo schema del semaforo: osservare, pensare e agire, mentre la priorità assoluta del commercio dell’automobile è ancora, e sarà sempre, la sicurezza. Inoltre, l’autoprotezione dei soccorritori viene prima di tutto.

L’adesivo informativo va applicato sul finestrino laterale posteriore, lato conducente.

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Tre consigli per il soccorso sicuro: • 1. In caso di incidenti minori, c’è il rischio che il primo soccorritore che interviene possa non sentire subito il motore silenzioso. Ecco perché occorre sempre prima spegnere il motore e tirare il freno a mano. Questa regola vale anche per veicoli a benzina e diesel. • 2. Non appena vengono attivati gli airbag all’interno di un veicolo elettrico, la rete ad alta tensione si spegne in poche frazioni di secondo. • 3. Se un veicolo elettrico prende fuoco, noi soccorritori non procediamo ad alcun salvataggio di persone. Si tratta dello stesso approccio adottato per i veicoli a benzina o diesel. Come in ogni caso di emergenza, anche in caso di incidente stradale il soccorritore dovrebbe saper individuare le possibili fonti di pericolo. Se le fonti di pericolo sono visibili (ad esempio, una chiazza di carburante o cavi arancioni dell’alta tensione), occorre innanzitutto proteggersi. La cosiddetta regola CARS può aiutare a identificare ulteriori informazioni sul veicolo o a riconoscere eventuali pericoli: • Carburante, fuoriuscita di liquidi: sentire, annusare, vedere ad esempio rumori sibilanti o odore di gas, vapori, fumi. • Adesivi: controllo visivo della carrozzeria, ad es. presenza di un tubo di scarico, di etichette o marchi di identificazione, valvole di sovrapressione.


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(XW3 Hybrid 5-Türer, ab 2009)

La scheda di soccorso contiene informazioni riguardanti il veicolo a trazione alternativa. KarosserieRinforzo verstärkung carrozzeria

Generatore Gasdigenerator gaz

Ammortizzatore Gasdruckolepneumatico dämpfer

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Pretensionatore Gurtstraffer

Serbatoio Kraftstoffdel tankcarburante

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• Riserva: aprire il tappo del serbatoio, ad es. trovare il codice QR, rilevare sistemi alternativi di rifornimento/ricarica, tappi di carburante multipli. • Sottoscocca: sottoscocca, baule, cofano, ad es. cercare serbatoi di gas o cavi di alta tensione arancioni. I soccorritori possono ottenere informazioni supplementari consultando anche la scheda di soccorso. Il TCS e la FSP hanno infatti lanciato questa scheda di soccorso negli ultimi anni, dato che sono in circolazione sempre più veicoli ad alimentazione alternativa. La scheda di soccorso è un foglio formato A4 sul quale sono riportate le informazioni importanti per i soccorritori. Inoltre contiene in-

Centralina Steuergerät di commando

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A Toyota Prius (XW3 Hybrid 5-Türer)

Airbag Airbag

dicazioni sulle posizioni dei rinforzi della carrozzeria, dei dispositivi di accumulo d’energia, degli airbag, dei pretensionatori delle cinture di sicurezza, dei generatori di gas, delle centraline di comando e altro ancora. Affinché il soccorritore possa trovare subito la scheda di soccorso, occorre attaccare l’adesivo informativo all’interno del finestrino laterale posteriore, lato del conducente. Se è presente questo adesivo, la scheda di soccorso si trova sotto la visiera parasole, sempre sul lato del conducente.

Fonti • Perché usare la scheda di soccorso? – TCS Svizzera • Zobrist M. (2020), «oggi samaritani» 2/20, pp. 34 e 35 oggi samaritani 3/2022   11


ATTUALITÀ

ASSEMBLEA DEI DELEGATI ANNUALE SOTTO IL SOLE DEL CANTON VAUD La presidente centrale Ingrid Oehen ha accolto i numerosi partecipanti alla 134.ma Assemblea dei Delegati svoltasi a Chavannes-de-Bogis (VD). Durante la stessa, sono stati nominati una nuova vicepresidente, un nuovo membro del Comitato centrale e due nuovi membri della Commissione della gestione. Inoltre due persone hanno ottenuto lo statuto di membri onorari. Per suggellare il rinnovamento avviato con la strategia 2024, la Federazione svizzera dei Samaritani si chiama da ora Samaritani Svizzera. Ingrid Oehen, presidente centrale, ha dato il benvenuto ai 121 delegati dei Cantoni e ai numerosi ospiti confessando di essere finalmente felice di rivedere tutti di persona. Nel suo discorso, ha ricordato la tortuosa strada percorsa negli ultimi quattro anni. Oggi, comunque, l'Organizzazione è finanziariamente solida e ha sviluppato una nuova strategia, che viene ora implementata e messa in pratica. La presidente ha inoltre dato il benvenuto a Barbara Rüttimann, nuova direttricee, che ha assunto l'incarico dalla metà di giugno scorso.

Gli onori di casa sono invece stati fatti da Véronique Stoller, presidente dell'Associazione samaritana del Canton Vaud, che ha portato il saluto del Comiato organizzatore.

Samaritani Svizzera: il nuovo nome Il cambiamento di nome della Federazione svizzera dei Samaritani in Samaritani Svizzera è stato formalmente approvato a larga maggioranza. Dal luglio 2022, quindi, l'organizzazione mantello del movimento samaritano si chiama ufficialmente Samaritani Svizzera. L’adozione di un nome più breve e contemporaneo riflette il desiderio del movimento di modernizzarsi e riposizionarsi. Il logo sarà mantenuto così com'è e i documenti ufficiali e amministrativi saranno adattati entro la fine dell'anno. Sono stati poi approvati, sia il rapporto d’attività che i conti consuntivi per il 2021, nonché il programma e il bilancio per il 2022. L'assemblea ha poi deciso di non entrare in materia in merito alla proposta di nuovi finanziamenti e di mantenere lo status quo. Sono state infine adottate alcune modifiche statutarie derivanti dall'adozione della strategia 2024.

Elezioni, onorificenze e congedi sono stati l'ordine del giorno della 134a Assemblea dei deputati svoltasi a Chavannes-de-Bogis

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ATTUALITÀ

Elezioni e onorificenze Date le dimissioni di diverse persone sia dal Comiato centrale che dalla Commissione della gestione, si è proceduto alle nuove nomine. Laurent Audergon, un nuovo arrivato tra i samaritani (vedi articolo sotto), è entrato a far parte del Comitato centrale, mentre Theresia Imgrüth, samaritana impegnata da 34 anni e membro dal 2013, è stata nominata vicepresidente, sempre del Comitato centrale. Due donne sono invece state elette in seno alla Commissione della gestione: Trix Gisler e Corinne Zosso. L’assemblea si è quindi debitamente congedata da Dagmar Baettig e Matthias Egger, vicepresidenti uscenti, nonché da Hans-Jörg Held e Paul Häring, rispettivamente presidente e membro della Commissone della gestione.

Non da ultimo, i delegati hanno deciso di attribuire la carica di socio onorario a Matthias Egger, attivo per ben vent'anni a favore della causa samaritana, e a René Giopp, collaboratore di lunga data del Segretariato centrale. L'assemblea ha così voluto esprimere il suo riconoscimento e la sua gratitudine a due persone che hanno sempre dato anima e corpo a favore del movimento samaritano svizzero. Al termine dei lavori assembleari, i delegati si sono intrattenuti piacevolmente durante un aperitivo servito sul prato dell'Everness Hotel di Chavannes-de-Bogis. La 135.ma assemblea di Samaritani Svizzera avrà l’onore di svolgersi il 23 giugno 2023 nel Canton Glarona.

VOLTO NUOVO NEL COMITATO CENTRALE Laurent Audergon – la Redazione si congratula con lei per la sua elezione in seno al Comitato centrale di Samaritani Svizzera. Cosa la motiva ad impegnarsi per i samaritani?

Entrare a far parte di Samaritani Svizzera significa far parte della più grande organizzazione di volontariato della Svizzera attiva nel soccorso, con quasi 20 000 samaritani che operano a livello locale per aiutare il prossimo e che aderiscono ai principi di solidarietà e umanità. Significa anche condividere la mia esperienza di conduzione strategica e tattica con gli altri membri del Comitato centrale, con i presidenti e i delegati. Tre qualità che la caratterizzano?

Per quali ragioni i samaritani saranno necessari anche in futuro?

L’azione samaritana è duratura perché riunisce persone che vogliono impegnarsi in una nobile missione. Ogni volontario è motivato da questa forte comunità. Il progetto federativo di rinnovamento strutturale, di rafforzamento dell’organo strate- Laurent Audergon è stagico e di intensificazione dell’azio- to eletto nel Comitato centrale dall’assemblea ne samaritana – il tutto secondo i del 18 giugno. principi di governance – ha senso e contribuisce alla sostenibilità dei samaritani. Quando non è impegnato con Samaritani Svizzera, dove la troviamo nel suo tempo libero?

Mi si descrive spesso come una persona che sa coinvolgere, che cerca di unire e che è responsabile. ... sulle piste innevate o sui campi da tennis, oppure Do molta importanza alla trasparenza. Vengo spes- ancora dietro i fornelli o ancora a sostenere i miei so descritto anche come un costruttore di ponti, sia ragazzi e le loro squadre nelle loro attività di calcio, tra le regioni linguistiche che tra le parti interessate. tennis o sci alpino. Mi piace inoltre dare risalto al volontariato e alle associazioni, di solito con il mio L’impegno e il coinvolgimento in un’associazione apparecchio fotografico o la videocamera. Sono poi è importante perché… un appassionato di giochi di società e di carte … ... come diceva Denis Diderot, «l’uomo più felice è quello che rende felice più persone». Oltre a creare notevole benessere, investire in una struttura associativa equivale per me a dare un contributo alla comunità. In seno a Samaritani Svizzera, desidero Cognome e nome: Audergon Laurent mettermi al servizio di cause che mi stanno a cuo- Professione: direttore re e promuovere l’impegno dei giovani per garan- Età: 50 anni tire la sostenibilità del movimento samaritano. Stato civile, figli: sposato, 3 figli (18, 17, 16)

INFO SULLA PERSONA

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IN RICORDO

UNA VITA AL SERVIZIO DEI SAMARITANI Jacques Küng era un nome e una personalità nota per i samaritani, per molti era anche un amico e un collega apprezzato. Purtroppo è deceduto alla fine dello scorso anno. Ecco un suo ricordo. Jacques ha iniziato la sua carriera samaritana nel 1963. Allora era il più giovane monitore samaritano del Canton Glarona. Ha lavorato come monitore samaritano in varie sezioni, tra cui quelle di Mühlehorn, Mollis, Filzbach e Linthal. E la tappe della sua carriera si sono susseguite rapidamente: monitore samaritano, istruttore tecnico e amministrativo, monitore di rianimazione cardiopolmonare CPR. Non sorprende, quindi, che nel 1976 fosse presente alla fondazione dell'Associazione Samaritana del Canton Glarona e che ne sia stato eletto primo presidente. Era sempre orgoglioso quando i conti annuali della sua associazione si chiudevano con un buon avanzo. Il Canton Glarona è sempre stato all'avanguardia anche per quanto riguarda le entrate derivanti dalla raccolta di abiti usati.

Jacques Küng-Camiotto, 13.1.1944 - 23.12.2021

Nel 1972 e nel 1989 ha organizzato le Gare samaritane svizzere a Glarona. Il buon successo di questi eventi era dovuto principalmente alle sue grandi doti organizzative. Nel 1988 è stato nominato Presidente onorario dell'Associazione samaritana del Canton Glarona. La sua grande esperienza è stata presto riconosciuta e apprezzata anche dal Comitato centrale della Federazione svizzera dei Samaritani (FSS), dove ha infatti assunto diversi incarichi, tra cui la conduzione del gruppo di progetto per le Gare samaritane. Jacques non ha poi mancato di mettere le sue ampie conoscenze a disposizione del Comitato centrale e della commissione delle finanze. Ha fatto parte del Comitato centrale per ben 12 anni. Nel 1993, la FSS lo ha nominato membro onorario. Le sue attenzioni e preoccupazioni erano sempre rivolte alle piccole Associazioni samaritane; in questo senso, l'Associazione glaronese ha potuto spesso beneficiare del suo grande impegno. Anche se una parte del suo cuore era sempre nella Croce Rossa, Jacques è stato molto impegnato con la Gioventù samaritana. Grazie a lui, sono nati ben sei gruppi Help. Era particolarmente orgoglioso che la sua piccola Associazione fosse capace di un tale risultato. Per lui era fondamentale essere sempre aggiornato sulle ultime conoscenze. Nonostante i suoi numerosi impegni, nel 2003 frequentò anche la formazione per diventare educatore degli adulti FSEA 1, della Federazione svizzera per la formazione continua.. È proprio grazie al suo grande impegno e alla sua tenacia che l'Associazione cantonale poteva vantare solide basi quando lui decise di dimettersi nel 2016, in occasione dell'Assemblea dei delegati. Jacques vive ora nella memoria. Perché la memoria è ciò che oggi ci rimane.

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Premio Croce Rossa della Croce Rossa Svizzera

Conoscete una persona o un’organizzazione che si impegna in modo encomiabile in favore del prossimo? Ritenete che, con il suo operato esemplare e straordinario dagli effetti duraturi, meriti una ricompensa?

Termine per la candidatura: 31 dicembre 2022 Maggiori informazioni e modulo per proporre una candidatura al sito: www.redcross.ch/premiocrocerossa

Proponete questa persona o organizzazione per il Premio Croce Rossa che ricompensa azioni particolarmente lodevoli in campo umanitario!

Abbonamento sostenitore per soli 11.– franchi Lo sapevate? Come sezione samaritana, potete offrire ai vostri donatori, ai membri passivi e alle persone esterne interessate un abbonamento a «oggi samaritani» del valore di 33 franchi per soli 11 franchi all’anno. Registrate il vostro abbonamento donatori ora su Extranet. oggi samaritani 3/2022   15


ATTUALITÀ

Ecco una nuova offerta Primo soccorso sul posto di lavoro o «SECO TopTen»: si tratta di una nuova offerta di corsi per i clienti aziendali che sta entrando nella fase finale di sperimentazione, prima del lancio definitivo da parte di Samaritani Svizzera nel corso dell’estate 2022. Ecco un reportage dalla ditta Tinovamed Sagl che si è resa disponibile per la fase test. TESTO: Paolo D’Avino / m.z FOTO: Christian Beutler

Visto dall’esterno, è la calma in persona. Stefan Franzen non lo dà a vedere, ma dentro di sé è però agitato, come afferma più volte durante il nostro viaggio verso Gerlafingen: «Sono emozionato.» Non tanto per il corso base di primi soccorsi della durata di un giorno che terrà per i dipendenti di Tinovamed Sagl, ma piuttosto per sapere se questa nuova offerta per i clienti aziendali che ha messo a punto – la «SECO TopTen» – reggerà alla cosiddetta «prova del fuoco» nel suo complesso.

La tutela della salute: una competenza del datore di lavoro Stefan Franzen è uno specialista del settore della formazione in seno a Samaritani Svizzera. È lui che ha preparato tutta la nuova documentazione per il corso di primi soccorsi sul posto di lavoro e,

LE 10 EMERGENZE Le dieci emergenze mediche statisticamente più frequenti, acute e critiche in termini di tempo in Svizzera. Le emergenze più frequenti sono le lesioni di carattere minore. 1. Lesioni alla colonna vertebrale 2. Emergenze di carattere psicologico 3. Gravi emorragie interne ed esterne 4. Lesioni cutanee gravi (ustioni/scottature) 5. Disturbi circolatori e dello stato di coscienza 6. Convulsioni 7. Arresto cardiocircolatorio 8. Ictus 9. Infarto cardiaco 10. Lesioni alle vie respiratorie 16   oggi samaritani 3/2022

proprio oggi, per la prima volta metterà concretamente alla prova questo concetto con il corso «SECO TopTen». L’idea di base si rifà alla Strategia 2024. Per questo, si è deciso di ampliare e implementare il primo soccorso in azienda secondo i principi della Segreteria di Stato dell’economia SECO. Il fulcro della strategia aziendale è rappresentato da un’offerta completa di consulenza e formazione per le aziende. L’approccio fondamentale, come sottolinea Benjamin Kuoni, responsabile della formazione e della gestione del volontariato in seno a Samaritani Svizzera, è il principio che «ogni datore di lavoro, per legge, è responsabile della tutela della salute dei propri dipendenti».

Un’offerta a tre livelli Le aziende devono soddisfare tre requisiti, ci spiega Benjamin Kuoni: innanzitutto «hanno bisogno di un concetto di primo soccorso, poi di materiale e infrastrutture adeguate per i servizi di primo soccorso e, non da ultimo, di un certo numero di soccorritori formati». «Con questa nuova offerta per i clienti aziendali [SECO TopTen], vogliamo consigliare, sostenere e aiutare le aziende in Svizzera con una formazione che soddisfi i requisiti di base», aggiunge Stefan Franzen. I servizi di consulenza e di formazione sono strutturati in tre fasi. In una prima sessione di consulenza, si analizza la situazione attuale, si evidenziano i deficit e si formulano raccomandazioni per porvi rimedio. In una seconda fase, uno specialista di Samaritani Svizzera esamina tutto ciò che avviene in loco e supporta l’azienda nel raggiungimento degli obiettivi. «Nel corso di questo processo, effettuiamo controlli regolari dei materiali e delle infrastrutture, implementiamo direttamente in loco le opportune regolazioni e sostituiamo il materiale scaduto», spiega Franzen.

La formazione fa parte dell’offerta di consulenza E per quanto riguarda la terza e ultima fase del servizio di consulenza per la formazione dei dipendenti sul posto di lavoro, cosa succede? «Nel nostro corso di base trattiamo i dieci temi d’emergenza definiti dalla SECO», precisa Stefan Franzen. Questa formazione può essere assolta in una giornata o in due corsi di mezza giornata ciascuno. Nella sua guida all’ordinanza legale, la SECO ha


definito le dieci emergenze mediche (Top Ten) più importanti per le quali i soccorritori in azienda devono saper prestare i primi soccorsi in modo competente. «È in questa fase che entra in gioco il corso base di primi soccorsi odierno», afferma Stefan Franzen. I partecipanti imparano ed esercitano le misure di primo soccorso per queste dieci situazioni di emergenza (vedi riquadro a p.16).

Su misura per ogni azienda Secondo l’ordinanza della SECO, dopo il corso di base i soccorritori formati devono frequentare regolarmente corsi di aggiornamento. «Simile a quelli militari», scherza Franzen. «Anche in questo caso, offriamo un pacchetto di tre moduli, ciascuno della durata di mezza giornata.» Il primo modulo ha lo scopo di consolidare e rinfrescare le conoscenze di base acquisite. Il secondo, denominato «Advanced Individual Training», è personalizzato in base alle esigenze del singolo cliente. «In questo caso, i partecipanti hanno l’occasione di imparare in modo approfondito le misure di primo soccorso, le valutazioni dei rischi di infortunio e di fare una formazione approfondita e mirata alla rispettiva azienda.» L’ultimo modulo di formazione è definito «modulo di prova». «In uno scenario di esercitazione - simulazione - con figuranti, vengono testate e valutate le procedure e le competenze nell’esecuzione dei primi soccorsi, sul posto e in condizioni quasi reali.»

Sfruttare le sinergie Matthias Frey, direttore di Tinovamed Sagl, ha accettato subito di partecipare alla prova del corso base «SECO TopTen». In quanto partner di lunga data di Samaritani Svizzera, per lui sono stati decisivi diversi motivi: «Da un lato, struttura e contenuto del corso sono accattivanti.» In un giorno vengono esercitate le emergenze più importanti. «Secondo il principio: tanta pratica quanto possibile, tanta teoria quanto necessario.» D’altra parte, in quanto partner del settore, è essenziale che egli conosca sia le esigenze dei fornitori di corsi che quelle dei partecipanti. Le sinergie sono evidenti. «È importante che formatori e partecipanti possano beneficiare dei prodotti di primo soccorso e di formazione più aggiornati sul mercato.»

Franzen impartisce le info specialistiche sui primi soccorsi.

Primo soccorso variegato Dopo questa prova, Matthias Frey è soddisfatto della sua decisione. «I feedback dei collaboratori e dei dipendenti a fine corso è stato molto positivo, anche se tutti erano ‹esausti› alla fine della giornata.» Il corso di base ha convinto anche coloro che non avevano una conoscenza approfondita dei primi soccorsi. «Erano sorpresi dalla varietà e dalle possibilità del primo soccorso.» Per il suo team, questa è stata una grande opportunità per ricevere una formazione da personale competente. A proposito di Stefan Franzen dice che «è un vero esperto. Non solo le sue conoscenze nel campo della medicina d’urgenza sono impressionanti, ma anche le sue capacità pedagogiche e il suo modo piacevole di trasmettere i contenuti del corso.»

Completare il lavoro di precisione Come in ogni corso pilota, sono ora necessari ancora dei correttivi. «Soprattutto quando si cerca di insegnare così tanto in un solo giorno, si tratta di una sfida per le effettive capacità di ricezione dei partecipanti», spiega Frey. «Le priorità devono essere riviste», risponde Stefan Franzen. Ma entrambi sostengono che vi siano nuove certezze. Tra queste il fatto che con il corso base è stato costruito un buon prodotto con persone competenti. «Se ci riuscirò, lanceremo la nuova offerta per le aziende», dice soddisfatto. Durante il viaggio di ritorno, l’espressione preoccupata percepita al mattino sul suo volto è ora magicamente scomparsa. oggi samaritani 3/2022   17


ARCHIV

Da maggio ad ottobre del 2002, oltre 1000 samaritani provenienti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera hanno prestato il loro servizo nei posti sanitari allestiti sulle varie Arteplage che hanno dato forma alla grande Esposizione nazionale nella magnifica Regione dei tre laghi.

Da sanitario professionista a Expo.02 Nel 2000, la Federazione svizzera dei Samaritani è stata incaricata per la prima volta nella sua storia, e come organizzazione laica, di fornire i servizi sanitari durante un'esposizione nazionale. Così, 20 anni fa, sono stati più di 1000 i Samaritani che erano in servizio all'«Expo.02». Un'impresa davvero enorme all'epoca, come ricorda Felix Pfammatter, a quei tempi capo del progetto. TESTO: Paolo D’Avino / m.z FOTO: Yves André Quando, nel settembre del 2000, Felix Pfammatter fu chiamato al servizio della Federazione svizzera dei Samaritani (FSS) dopo aver concluso il suo lavoro come capo del Servizio ambulanze di Basilea, si lasciò subito ingaggiare come capo progetto per tutta la durata dell’esposizione nazionale «Expo.02». Comunque, Pfammatter non era un perfetto sconosciuto in seno alla FSS. Egli è infatti stato per lungo tempo membro della Sezione Samaritani di Riehen (BS) e, negli anni '90, ha portato all’unione dei Samaritani dei due semicantoni per formare l'Associazione dei Samaritani di Basilea; associazione che ha poi presieduto a lungo. «L’impegno dei Samaritani all'«Expo.02» è stata allora una cosa 18   oggi samaritani 3/2022

davvero enorme», afferma Felix Pfammatter gettando uno sguardo a ritroso «ma è stata anche un'opportunità unica per la FSS, anche perché per l’intera missione dei Samaritani erano a disposizione circa quattro milioni di franchi svizzeri».

Da 01 è diventata «Expo.02» La Svizzera è uno dei pochi Paesi che si presenta regolarmente in una mostra nazionale. L'ultima – a tutt’oggi – esposizione era originariamente prevista per il 2001 («Expo.01»), ma ha poi dovuto essere posticipata di un anno a causa di difficoltà di pia-

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI Neuchâtel:

1 capo posto, 1 medico e 5 samaritani Morat: 1 capo posto, 1 medico e un ulteriore servizio sanitario all'«ExpoAgricole» (Esposizione algricola) Yverdon-les-Bains: 1 capo posto, 1 medico e 4 samaritani Bienne: 2 capo posto 1 medico e 6 samaritani


DAGLI ARCHIVI POSTI SANITARI STRAORDINARI

nificazione e si superamento del budget. «L’evento era molto controverso», osserva Pfammatter. Solo una nuova conduzione composta dall'ex consigliere nazionale Franz Steinegger, da Nelly Wenger e da Martin Heller (nel frattempo deceduto) era poi riuscita a dare una svolta. L’«Expo.02» si è svolta in quattro distinte sedi: Morat, Yverdon-les-Bains, Neuchâtel e Bienne. Dal 15 maggio al 20 ottobre 2002, i visitatori sono stati più di 10 milioni. In totale ci furono 40 diverse mostre, più di 13’000 spettacoli culturali su palchi e piazze e numerosi progetti artistici e di altro tipo che hanno attirato il pubblico nei quattro «Arteplages» (spazi espositivi) e sul galleggiante «Arteplage Mobile du Jura».

Capi postazione alla conduzione

tutto ferite e fratture, infarti, intossicazioni (ad es. da punture di insetti o da cibo avariato), disidratazione (a causa delle alte temperature estive) o ancora spossatezza (dopo il viaggio e/o per lo stress della visita) come pure problemi di alcol e droghe. In media, ci si aspettava a circa 80 casi bisognosi di assistenza al giorno. Alla fine, e per fortuna, rispetto al numero totale di interventi, le emergenze sono state casi eccezionali, almeno fino all'inizio di agosto. «Già nella prima settimana dell’»Expo.02», il Servizio sanitario di Morat ha dovuto prendersi cura di un gruppo di dieci bambini colpiti da problemi gastrointestinali. Inoltre, ci sono stati numerosi casi di scompensi circolatori». Tra le cause di questi problemi, vi erano le alte temperature originate dalla luce diretta del sole sulle Arteplages. Dopo dieci settimane, i Samaritani avevano già registrato oltre 10.000 interventi. «Tuttavia, la stragrande maggioranza di questi erano casi minori.»

««Tutti i professionisti impegnati nei Servizi medici-sanitari, i medici e gli infermieri, così come i capi posto, sono stati assunti dalla FSS a tempo determinato», spiega Pfammatter. Questo affinché il personale impiegato dalla FSS ricevesse uno Servizio sanitario assicurato stipendio e fosse assicurato. Quando, nella prima- «Pfammatter ha precisato che «le nostre postazioni di Servizio sanitario oltre che ad aver assicurato prestazioni di primo soccorso ai visitatori, hanno fatto in modo che gli ospedali nei dintorni dell'esposizione nazionale fossero «alleggeriti» dal maggior numero possibile di trattamenti semplici». Tutti gli interventi sono stati registrati. «I capi posto erano tenuti a compilare una scheda per ogni paziente», tranne che per semplici servizi come la distribuzione di pastiglie, di materiale di consumo igienico o di bevande. «Tutti gli utenti dei Servizi vera del 2001, la FSS aveva iniziato la ricerca del sanitari sono stati registrati: la loro ora d’arrivo e personale, i diversi incarichi settimanali pianifi- il tipo di trattamento o cura ricevuti», ricorda cati furono occupati in poco tempo. «Gli interessati provenivano da tutta la Svizzera». In totale e per tutta la durata di «Expo.02», furono ingaggiati più di 1000 Samaritani per i Servizi sanitari. Pfammatter non era solo nell’organizzazione: «All’interno del mio staff, ero assistito dal mio vice Denis Matti, dalla mia assistente Katia Mounir e dai 15 capi posto dei singoli Servizi e campi sanitari» (vedi riquadro). Quest’ultimi erano responsabili dei Servizi medico-sanitari e dei medici che vi lavoravano. «Era autorizzata a dare istruzioni a tutti i membri del personale per questioni tattiche e organizzative», sottolinea Pfammatter, aggiungendo che «i medici, gli infermieri e gli assistenti decidevano il tipo di assistenza medica da fornire.»

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«In totale, nei servizi sanitari di ‹Expo.02› sono stati assistiti e curati ben 25 000 pazienti.»

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Le emergenze? L'eccezione A proposito della tipologia di interventi, i responsabili delle «Arteplages» avevano previsto soprat-

Le trottinette messe a disposizione erano già attrezzate di tutto punto. (Foto Woflgang Jendsch)

oggi samaritani 3/2022   19


Pfammatter. «I casi con sospetti disturbi delle funzioni vitali sono stati curati sul posto da medici e personale infermieristico, stabilizzati e – se possibile – portati in ospedale dagli enti di soccorso professionisti (ambulanza). «I casi chirurgici che non potevano essere trattati in modo definitivo sul posto venivano anche presi a carico e trasferiti in un ospedale». In totale sono stati 25.000 i pazienti curati dai servizi medici dell’«Expo.02».

Esperienza positiva Come detto, Felix Pfammatter era responsabile del Servizio medico-sanitario dell’«Expo.02», con un contratto di lavoro stipulato con la FSS per una durata determinata. Nelle sue referenze professionali, risulta che la FSS era soddisfatta di poter ricevere complimenti da fonti ufficiali per l'adempi-

L'INTERVISTA

Fonte: Rettungs-Magazin, 11/12/2002.

Arteplages di Bienne e Morat era il contrario: il requisito base era lingua madre tedesca con buone conoscenze del francese.

Felix Pfammatter, capo progetto FSS «Expo.02»

1. Il dispiegamento di 1000 samaritani all'«Expo.02» è stato straordinario. Quanto è stata stretta la collaborazione con altre organizzazioni di aiuto e di soccorso? Il servizio medico-sanitario dell’«Expo.02» era saldamente integrato, attraverso la mia persona e il mio vice, nello staff di sicurezza di «Expo.02» ed era sempre in contatto diretto con i servizi di soccorso e gli ospedali responsabili. Il servizio medico-sanitario dell’«Expo.02» era anche in costante contatto con il servizio medico dell'Esercito. Questi contatti e canali erano sempre attivi. 2. L'«Expo.02» ha avuto luogo in una regione bilingue. Vi sono state barriere insormontabili? Durante tutta la durata dell'«Expo.02» non ci sono stati problemi di lingua – nemmeno con i samaritani impiegati. Questo aspetto è stato curato anche dai rispettivi capi postazione. Ad esempio, negli Arteplages di Yverdon-les-Bains e Neuchâtel, i capi postazione erano di lingua madre francese, con buone conoscenze del tedesco, mentre sulle 20   oggi samaritani 3/2022

mento impeccabile dell'incarico che lui aveva assunto. «Grazie a un’ottima conduzione, Felix Pfammatter ha fatto in modo che, da una parte, nonostante la composizione sempre diversa delle squadre di personale, la qualità delle prestazioni sanitarie richiesta fosse sempre garantita e, dall’altra, che si potesse coltivare uno spirito di squadra positivo. In questo modo, Pfammatter è riuscito a far sì che il 95% dei samaritani impiegati ricordassero il loro impiego a 'Expo.02' come un'esperienza positiva.» Così tutti, e i samaritani in prima linea, sarebbero pronti per la prossima mostra nazionale. Resterebbe invece da definire chi subentrerà nella funzione di capo progetto generale; ma comunque quella persona dovrà assolutamente chiedere consigli a Felix Pfammatter.

3. Oltre alla presenza nelle postazioni di primo soccorso, i samaritani hanno anche pattugliato le aree delle esposizioni. È immaginabile, questo, al giorno d’oggi? L'intera area dell'«Expo 02» è stata monitorata 24 ore su 24 dalle due società di sicurezza: Securitas e Protectas – anche con riprese video. Le situazioni anomale venivano immediatamente segnalate ai capi servizio responsabili, che ordinavano poi via radio ai samaritani di recarsi al posto indicato. Per gli spostamenti all’interno della grande Arteplage, i samaritani avevano a loro disposizione delle biciclette, mentre sulle altre Arteplage c’erano dei trotinet e tutti erano equipaggiati con un contenitore sul portapacchi con all’interno un defibrillatore, il necessario per la rianimazione e materiale per la cura delle ferite 4. Cosa ricorda di più di questo suo particolare incarico? Due cose: dapprima il fatto che, durante tutta l’esposizione, i nostri 12 autisti con i loro rispettivi 5 pullmini hanno percorso circa 500.000 km senza incidenti. Secondariamente, all’«Expo.02» la grande famiglia svizzera dei Samaritani ha dato prova di un elevato livello di impegno e di competenze professionali. A dire il vero, eravamo come una grande famiglia con un'ottima competenza professionale. Anche i contatti personali hanno contribuito a garantire un lavoro efficiente e in una buona atmosfera di camerateria.


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Contatto: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato il 10 agosto 2022; la scadenza per l’invio del materiale è l’8 luglio 2022.

Edizione n.

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Data di apparizione

04/2022

07.10.2022

09.11.2022

SIAMO TUTT’ORECCHI Avete un’idea originale per un’esercitazione o di come la stessa si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.

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