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oggi

SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani

Nuove strade per la raccolta di fondi 12 INTERVISTA

Fundraising, un’opportunità per il movimento samaritano

19 ATTUALITÀ

La rianimazione in tempo di COVID-19

20 SEZIONI Il lento ritorno alla normalità


La nuova app swisstopo

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BELLADONNA D6

HEPAR SULFURIS D12

Più che dell’eufrasia.


EDITORIALE

UN SEGNO DI RICONOSCIMENTO Care samaritane, cari samaritani, se volessimo sommare tutte le prestazioni di primo soccorso, grandi o piccole che siano, effettuate dai samaritani in tutta la Svizzera, quante sarebbero? Aggiungiamo poi anche tutti gli incarichi nell’istruzione e nella formazione continua, nel lavoro con i giovani e, più recentemente, nella gestione della pandemia. E non dimentichiamo nemmeno tutte le situazioni nelle quali qualcuno potrebbe prestare i primi soccorsi grazie a un corso samaritano. Sommando tutto questo, ne uscirebbe una cifra di tutto rispetto. Ma la solidarietà non è facile da quantificare. Dopotutto, non si diventa samaritani solo perché si desidera aiutare gli altri, né tantomeno per ricevere elogi. Certamente non per motivi finanziari. Tuttavia, in quanto organizzazione di volontariato dipendiamo dalle risorse finanziarie. E questo poiché per svolgere e mantenere la nostra attività abbiamo bisogno di una struttura che, altrimenti, non esisterebbe. Questo vale sia per le singole sezioni che per la federazione nel suo complesso. Infatti affinché il movimento e il sistema samaritano funzionino, essi hanno bisogno di know-how, formazione e sviluppo continui, infrastrutture e molto altro ancora. Senza queste basi, le nostre possibilità di agire sarebbero prima o poi fortemente

limitate. Ciò sarebbe un grande peccato, dato che il nostro lavoro ha un valore inestimabile per la società. Spetta a noi saper dimostrare questo valore. Lo abbiamo fatto con il recente invio di richieste di donazioni a due milioni di famiglie in Svizzera. Abbiamo in pratica ricordato al popolo svizzero che i samaritani danno un importante contributo alla comunità, prima - durante e dopo la pandemia. Il risultato estremamente positivo di questa campagna di raccolta fondi dimostra che la gente apprezza il lavoro dei samaritani ed è disposta a sostenerli. Sarebbe sbagliato e improprio consi­ derare queste donazioni finanziarie come un’elemosina. Sono anzi un segno di sincero apprezzamento. Con questa forma di raccolta fondi stiamo facendo un nuovo passo avanti. Proprio di questo parliamo nel presente numero della rivista federativa. Si tratta insomma di un ulteriore passo verso una federazione unita e forte che vuole e può continuare a lavorare anche in futuro a favore del prossimo. INGRID OEHEN Presidente della Federazione svizzera dei samaritani oggi samaritani 3/2020   3


6 NUOVE STRADE PER LA RACCOLTA DI FONDI

10 INIZIO MOLTO POSITIVO PER LA CAMPAGNA MAILING PER DONAZIONI 12 INTERVSTA AL DIRETTORE DELLA FSS PETER LACK SUL FUNDRAISING 15 DOVE SONO DEVOLUTE LE DONAZIONI DELLA POPOLAZIONE SVIZZERA 17 SGUARDO SULLA COLLETTA SAMARITANA 2020 22 IL PRIMO ESERCIZIO DI SEZIONE DOPO IL LUNGO LOCKDOWN

INDICE 16 ATTUALITÀ Aiuti finanziari per il lancio di progetti per la Gioventù

18 PREMIO CROCE ROSSA 2021: Inoltrare ora le candidature

17 SOSTEGNO PER L’IMPEGNO DEI SAMARITANI Generosi aiuti per gli interventi in tempo di pandemia

20 SEZIONI E ASSOCIAZIONI I samaritani vallesani sulla breccia

18 CONSIGLI UTILI Guida gratuita per le urgenze con i bambini 4   oggi samaritani 3/2020

21 COVID-19: Il racconto di un’esperienza vissuta al Centro test ­drive-in di Berna

24 SAMARITANE DIVENTANO SARTE Preparano mascherine per i bisognosi e per il personale sanitario 26 NEWS DALLO SHOP SAMARITANO La FSS si affida alla qualità svizzera per le mascherine 28 MONDO DIGITALE In caso d’urgenza, Siri è poco affidabile


IMPRESSUM «oggi samaritani» 3/2020 Data di pubblicazione: 12 agosto Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra. Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 22 600 copie Redazione Christoph Zehnder (cze) Matthias Zobrist (mzo) Stefanie Oehler (soe) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten

29 TOCCA A VOI Cruciverba e Sudoku

34 IN RICORDO La FSS ricorda la figura di Norbert Meier

30 DONAZIONI DI SANGUE Pianificare in modo semplice le donazioni con l'online Travelcheck

35 INFO VARIE Contatti con la redazione e soluzioni dei giochi

Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli SA, 3001 Berna

32 DALLA FAMIGLIA DELLA CRS Giovani delegati CRS per la gioventù rappresentano i samaritani oggi samaritani 3/2020   5


VENIAMO AL PUNTO  FUNDRAISING

MARTELLARE AIUTA ANCHE NELLA RACCOLTA DI FONDI Se si desidera avere successo nella raccolta di donazioni, bisogna saper attirare l’attenzione. Una campagna coordinata fa appello a molti potenziali donatori e necessita in genere di pochi sforzi. Ciò è importante anche per le raccolte fondi a livello locale. Ecco il perché. TESTO: Dorothea Bergler / m.z 6   oggi samaritani 3/2020


che sia associazioni che organizzazioni umanitarie, musei o anche le università evitano di attirare l’attenzione e di ottenere così il necessario sostegno alle loro attività o scopi specifici. In questi casi, troppa modestia porta a scarsi risultati nella raccolta di fondi. Il «fundraising» aiuta in modo mirato, sistematico e pianificato a ottenere visibilità e quindi a raccogliere i fondi necessari allo scopo dell’associazione.

Il cuore dell’organizzazione assicura il futuro Immaginatevi una sezione a cerchi concentrici: nel cerchio più interno, al centro, ci sono le persone più impegnate, il comitato, i soci. Solitamente, anche i maggiori donatori appartengono a questa cerchia ristretta, poiché anche loro uniscono le loro forze al gruppo e, nel migliore dei casi, forniscono contributi molto elevati favorendo così una situazione economica stabile. Questo nucleo interno, a mo’ di cuore, fornisce stabilità e futuro, e modella la filosofia della sezione. Generalmente, questo cuore assicura la sopravvivenza della sezione, dell’organizzazione. I soci sono in questo nucleo ristretto poiché sono i più impegnati nella loro se-

•

«Minore è l’attaccamento a un’organizzazione da parte delle persone, maggiore è il rischio di perdere i donatori fedeli.»

•

Un tempo gli artigiani si facevano pubblicità gridando le loro abilità. Oggi, in versione moderna, lo fanno anche molte associazioni.

«Martellare fa parte del mestiere»: nel Medioevo, ogni artigiano doveva farsi pubblicità da sé quindi per attirare l’attenzione sulle sue merci non c’era nulla di meglio di un telaio o di un attrezzo rumoroso. Bastavano da richiamo! Oggi il marketing e una pubblicità «martellante» hanno preso ovunque il sopravvento. Tuttavia, proprio in qualità di consulente per la raccolta di fondi (fundraising), constato spesso

zione, i più attivi nello svolgimento dei loro compiti e mettono a disposizione il loro tempo, i loro contatti e anche risorse finanziarie. In questo modello, la cerchia di donatori più fedeli si trova subito all’esterno del nucleo. Questa cerchia è interessata agli scopi dell’organizzazione e fornisce il suo sostegno finanziario, nel migliore dei casi in modo regolare, come ci si attende dai fedeli donatori. Col passare degli anni, questo legame si è però indebolito. Se una volta i donatori erano fedeli per anni alla «loro» sezione, oggi invece assistiamo a più cambiamenti e destinatari delle donazioni. Secondo uno studio del 2018 sul mercato svizzero delle donazioni, un terzo di tutti i donatori cambia deliberatamente i propri destinatari delle donazioni o non segue alcuna strategia di assegnazione dei loro sostegni. Già solo per queoggi samaritani 3/2020   7


VENIAMO AL PUNTO  FUNDRAISING

sta ragione, ogni associazione o sezione fa bene a combinare diverse forme di raccolta fondi e a cercare di rivolgersi a persone diverse in differenti modalità al fine di ridurre al minimo i rischi per l’organizzazione stessa.

Campagne centrali per il necessario «rumore» «I samaritani sono molto ancorati a livello locale e sono sostenuti dalla loro specifica regione», afferma Peter Lack, direttore della Federazione svizzera dei samaritani, «ma le singole sezioni devono fare sempre di più per raccogliere fondi, potendo così dedicare meno tempo ai loro compiti effettivi; d’altra parte i requisiti dei servizi di soccorso vis-à-vis dei soccorritori laici diventano sempre più elevati.» Qualunque sia lo scopo, la richiesta formulata verbalmente da persona a persona rimane dunque in assoluto la forma più efficace di convinzione. Ma, in pratica, a quante persone mi posso rivolgere individualmente e con quante di loro riesco a mantenere i contatti? Senza un aiuto tecnico, saranno poche decine. Oltre a ciò, vi è spesso una sensazione di timidezza che insorge nel dover chiedere una

donazione al nostro vicino di casa o all’artigiano del villaggio. Negli ultimi anni, le organizzazioni non profit sono diventate molto più professionali, sia nel rivolgersi al pubblico durante le campagne di raccolta fondi che nella ricerca di grosse donazioni. Questo sviluppo è tecnicamente supportato da una banca dati e da risposte automatiche. Oggigiorno i nostri interessi sono contesi da centinaia di buone possibili cause: Facebook ci invita a raccogliere fondi o possiamo partecipare a una corsa di beneficenza con gruppi di sostenitori virtuali o ancora salvare uno zoo privato attraverso il crowdfunding. Durante la crisi del coronavirus, gli impianti di decapaggio potevano garantire la loro esistenza in parte con donazioni. Il mercato delle donazioni non è in crescita, quindi in genere gli scopi di una donazione individuale stanno diventando meno importanti. E meno le esigenze di un’organizzazione sono radicate nella mente delle persone, maggiore è il rischio di perdere le proprie donazioni. Le campagne centrali contrastano questa situazione: sanno curare la comunicazione e creare un’attrazione efficace in modo che i potenziali donatori possano confluire al posto giusto.

L’UNIVERSO DI UN’ORGANIZZAZIONE

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Lettere di donazione, una conversazione a distanza Non appena i legami personali con i donatori diminuiscono in occasione delle raccolte porta a porta e si usano forme «più distanziate» di raccolta fondi, occorrono oggi – in un mercato altamente competitivo – delle modalità di coinvolgimento professionali e ottimizzate in termini di costi. Il 59 per cento degli intervistati nello studio sul mercato svizzero delle donazioni ha affermato che il mo-

• «Una raccolta di fondi ideale

combina l’approccio simpatico da persona a persona con elementi mirati e organizzati a livello centrale.»

•

tivo per il quale dà seguito a una donazione dopo una lettera indirizzata è spesso solo il legame come membro di quell’associazione. Mentre le organizzazioni con un pubblico giovane stanno già generando fondi consistenti attraverso il crowdfunding, la lettera di donazione rimane comunque sempre lo strumento più importante per la raccolta di fondi. Una lettera di donazione ben scritta fa appello ai sentimenti, mostra gli scopi e i bisogni di un’associazione ed è in grado di suscitare un impulso ad agire, a donare. «Bisogna giungere al cuore di una persona, farla sentire al posto giusto per poter donare più spesso alla stessa associazione; un donatore deve anche percepire la sensazione di fare la differenza», afferma Oscar Luethi, responsabile della raccolta di fondi pubblici della Croce Rossa Svizzera CRS. «Per questi motivi, ci rivolgiamo al potenziale donatore in modo da fidelizzarlo, toccando in lui quante più sfere personali/emozionali possibili nell’incontro virtuale con la lettera. Il dialogo scritto con il donatore tramite lettere, ringraziamenti o social media è fondamentale e decisivo. Nell’insieme, devono però essere presi in considerazione anche i rapporti economici costi-benefici. Il nostro obiettivo è che non si percepisca nessuna differenza, indipendentemente dal fatto che sia in corso una campagna di raccolta fondi o che si legga una lettera di donazione.»

Alleggerire i responsabili sul posto Una cerchia di donatori fedeli, che di solito è strutturata a livello centrale, assicura una significativa fonte di reddito e aiuta i volontari della sezione a concentrarsi maggiormente sull’adempimento dei loro compiti specifici. Dove questo funziona bene, i responsabili in loco si sentono sollevati e anche sostenuti da attività di donazione avviate a livello centrale. Un segretariato nazionale può gestire una raccolta di fondi orientata alla professione. Se ogni singola sezione dovesse creare la propria base di donatori tramite lettere di donazione, occorrerebbe un grande accumulo di dati. Ma anche in questo caso non sarebbe possibile contenere i costi. Proprio per questo, in genere, ogni ditta ha un ufficio centrale. Una campagna di raccolta fondi ideale combina l’approccio da persona a persona con elementi organizzati e mirati a livello centrale. Nella raccolta di fondi, la tensione tra cambiamento e tradizione è particolarmente evidente e sensibile. E il tutto si fa più doloroso quando le risorse diventano scarse. Se i membri di una sezione non riescono ad adattarsi, con i loro pensieri e le loro azioni, ai cambiamenti del mondo circostante, anche un’organizzazione di raccolta fondi con un grande potenziale può fallire. Negli ultimi 20 anni, nel mio lavoro ho visto un certo numero di sezioni lottare per adattarsi a un mondo nuovo. Queste associazioni non stanno fallendo, ma stanno piano piano diventando insignificanti.

L’autrice * Dorothea Bergler, consulente, insegna fundraising in diverse Università in Svizzera e in Germania e lavora per la Croce Rossa Svizzera in qualità di responsabile di Corporate Partnerships.

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VENIAMO AL PUNTO  FUNDRAISING

Donare in segno di apprezzamento L’appello per donazioni lanciato a livello nazionale lo scorso aprile ha avuto un’ottima risposta. Il buon risultato dimostra che in molti riconoscono il valore del lavoro samaritano e sono disposti a sostenerlo.

Lo scorso aprile è stato lanciato a circa due milioni di famiglie in Svizzera un appello per donazioni. Con questa forma di raccolta di fondi, la Federazione svizzera dei samaritani sta facendo un nuovo passo avanti (vedi «oggi samaritani» 02/2020). Il fundraising è un tema importante nel processo strategico in corso «I samaritani del futuro». L’obiettivo è quello di creare una base di finanziamento ampiamente sostenuta per l’intera Federazione, con le sue associazioni cantonali e le sezioni e la sede centrale. Le donazioni rappresentano una parte di tutto questo, così come le quote associative, gli accordi di prestazione, le partnership e i contributi personali. Il potenziale per attività di raccolta fondi era già stato valutato nel corso del 2019. I risultati erano promettenti. Inizialmente, si pensava quindi a una campagna di donazioni via mailing da effettuare alla fine dell’estate 2020 e a livello regionale. Poi è arrivato il coronavirus e, purtroppo, la pandemia. Poco dopo la dichiarazione di «situazione straordinaria» emanata dal Consiglio federale, la sede centrale di Olten ha ricevuto le prime richieste di intervento da parte dei samaritani. La manifestazione di questo interesse da parte dell’opinione pubblica e la spontanea disponibilità dei samaritani a svolgere le missioni richieste, hanno portato – dopo attenta valutazione dei rischi e delle opportunità – a un adeguamento e a una tempestiva attuazione della campagna di raccolta di fondi. L’invio della mail con richiesta di donazioni è stato un vero, inaspettato successo. Fino all’inizio del giugno scorso sono arrivate infatti circa 16 000 donazioni ed è stato conseguito un utile netto di mezzo milione di franchi, di cui la metà andrà come previsto alle associazioni cantonali. Particolarmente degno di nota è il fatto che la percentuale di donatori che, per la prima volta, hanno donato più di 500 franchi è straordinariamente elevata. Uno sguardo alle statistiche sulle donazioni ricevute mostra che la donazione media ammonta a 55.36 franchi. Nei cantoni urbani, come Basilea e Zurigo, 10   oggi samaritani 3/2020

questa percentuale tende a essere un po’ più alta, mentre nelle zone prevalentemente rurali è la percentuale delle risposte all’invio del mail ad essere maggiore (cfr. grafico). Tutti i donatori sono stati registrati in una banca dati e sono già stati contattati di persona in giugno. Ulteriori invii sono previsti nei prossimi mesi di settembre e novembre 2020. Il risultato di questa campagna di raccolta di fondi dimostra in modo impressionante il grande potenziale del lavoro dei samaritani. E, cosa ancora più importante, si è trattato di una reale espressione di apprezzamento per i risultati ottenuti dai samaritani in Svizzera: molte persone hanno riconosciuto infatti il valore del lavoro dei samaritani e si sono dimo51 0.7 0.8 strate disposte a sostenerlo. (fss)

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LE CIFRE PIÙ IMPORTANTI ø

Numero donatori: 15 896

Response Rate: 0,79 %

Donazione media: CHF 55.36

Donazioni per lettera: 0,44

(Stato giugno 2020)

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■ Donazione media: (in CHF) ■ Quota risposte: le economie domestiche che dopo il mail hanno effettuato una donazione (in %)

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DOMANDA E RISPOSTA

«Il risultato ha superato tutte le aspettative» La Federazione svizzera dei samaritani sta compiendo un nuovo passo avanti nella raccolta di fondi. Il direttore Peter Lack, in questa intervista, ci parla della recentissima campagna di raccolta fondi, dell’impegno nella pandemia e della relazione tra donatori e organizzazione. INTERVISTA: Christoph Zehnder / m.z Lo scorso aprile è stato lanciato un appello per donazioni a circa due milioni di famiglie svizzere. Cosa si può dire in questo momento del successo di questa iniziativa?

Molti samaritani sono stati attivamente coinvolti nella gestione della pandemia. Pensa che questo ha contribuito al risultato positivo?

Peter Lack: Il risultato ha superato tutte le aspettative. Fino ad oggi, oltre 16 000 persone hanno reagito alla nostra lettera con la quale invitavamo a effettuare una donazione. In totale è stato raccolto un contributo netto complessivo pari a mezzo milione di franchi (stato giugno 2020, n.d.r.). Sia il

L’impegno e la presenza sul territorio da lunga data come organizzazione nazionale ha probabilmente svolto un ruolo maggiore rispetto alle azioni individuali. Per saperlo con certezza, occorrerebbe porre la domanda individualmente a ogni donatore. Ma non è questa, ora, la questione principale. Ho invece la sensazione che molte persone – proprio in questa particolare situazione – hanno capito il vero valore del lavoro dei samaritani per la società. Da questo punto di vista, l’invio delle richieste di donazioni ha avuto anche un effetto positivo a livello di pubbliche relazioni: anche chi non ha donato si è accorto di noi. Dobbiamo ora costruire il futuro su questa base.

•

«C’è una sorta di fiducia di base nei samaritani.»

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numero delle donazioni che l’importo medio delle donazioni stesse sono significativamente più alti di quanto ci aspettassimo. La campagna è stata insomma ben accolta dalla popolazione.

Questa è la conferma che il lavoro dei samaritani è apprezzato dalla popolazione? Dai colloqui personali che ho intrattenuto con alcuni grossi donatori, è scaturito che la maggior parte di quest’ultimi non ha e non ha mai avuto un legame diretto con il mondo samaritano. Tuttavia trovano molto utile quello che facciamo e desiderano sostenerci. Da ciò constatiamo che il «marchio» samaritano è intatto e molto forte, probabilmente anche grazie alla nostra lunga storia e al legame con la Croce Rossa Svizzera. C’è, insomma, un sentimento di fiducia di base nei samaritani. 12   oggi samaritani 3/2020

Ci sono state però anche sporadiche critiche da parte degli ambienti samaritani. Alcuni hanno infatti trovato immorale raccogliere donazioni durante la pandemia… Non abbiamo motivi di pensare che i destinatari delle lettere di donazioni abbiano vissuto male questo messaggio. Tuttavia, prendiamo questa critica seriamente. Ma sarebbe sbagliato pensare che l’impegno dei samaritani sarebbe stato premiato nella stessa misura, in un periodo successivo. Il mercato delle donazioni non funziona così. Ad aprile, ad esempio, nessuno sa quali saranno i temi che ci occuperanno in ottobre. Bisogna anche sapere che, inizialmente, era previsto un invio regionale di richieste di donazioni, come test, per una data successiva. Poi è arrivato il coronavirus. Dopo aver valutato attentamente i rischi, si è quindi deciso di


deranno poi come intendono utilizzare il denaro a beneficio delle sezioni, dato che conoscono meglio la situazione nelle loro regioni. Con l’altra metà, la sede centrale copre le spese di gestione della pandemia e le attività svolte, nonché – a dipendenza degli sviluppi futuri – le attività a venire e l’invio di materiale di protezione gratuito, ecc. Assicura inoltre i servizi esistenti, come la formazione e il perfezionamento affinché le missioni samaritane siano possibili anche in futuro. Questi fondi per la sede centrale dovrebbero altrimenti essere forniti dalle associazioni e dalle sezioni. Le sezioni samaritane ne beneficiano così direttamente e indirettamente: da un lato attraverso l’associazione cantonale e dall’altro alleggerendo l’onere finanziario dell’organizzazione centrale. Il direttore della FSS Peter Lack

Qual è il ruolo del fundraising nella nuova strategia? effettuare una spedizione nazionale delle lettere di richiesta di donazioni. Il buon risultato dimostra che la decisione è stata giusta. Sarebbe stato un errore non cogliere questa opportunità.

Alcuni temono che le sezioni perdano i loro donatori a causa della campagna. L’esperienza dimostra che non è così. In genere in queste campagne partecipa un gruppo diverso di donatori. Coloro che vogliono sostenere la «loro» sezione a livello locale, continueranno a farlo. Anche questa è una buona cosa. In alcuni casi, l’invio delle lettere di richiesta di donazioni si è scontrato con la spedizione di lettere simili da parte delle sezioni. Per evitare che ciò avvenga di nuovo in futuro, le prossime date di spedizione verranno quindi comunicate in anticipo.

Nel processo di strategia è subito apparso chiaro che dovevamo ampliare la nostra base finanziaria. Ciò ci dà più stabilità e libertà per sviluppare e

• «Il buon risultato dimostra che la decisione era giusta.»

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garantire il movimento samaritano a lungo termine. Ma la raccolta di fondi è solo uno dei diversi pilastri; uno con molto potenziale non solo finanziario. Il fundraising è infatti sempre uno scambio con la popolazione: noi cerchiamo di convincere la gente sul valore del lavoro dei samaritani e la gente ci sostiene. Si crea una relazione tra il donatore e la FSS.

Cosa significa questo nuovo modo di raccogliere fondi vis-à-vis della tradizionale La pandemia ha creato una grande onda di solidarietà. Ciò può avere ripercussioni Colletta samaritana? Significa solo che stiamo utilizzando uno strumen- positive a lungo termine per l’organizzato aggiuntivo per raccogliere fondi. La Colletta zione umanitaria? samaritana ha ancora la sua giustificazione e ragione d’essere, poiché una cosa è chiara: la gente del posto può conoscere e può sostenere al meglio le sezioni samaritane. Il contatto personale a livello locale è il loro punto di forza. Dobbiamo preservare questo processo.

Cosa succede ora con il ricavato della raccolta? La metà del ricavato netto va alle associazioni cantonali. I presidenti determineranno una chiave di riparto il 22 agosto. Le singole associazioni deci-

Le situazioni di emergenza innescano sempre un impulso di aiuto. Si desidera aiutare ma non si sa come, e allora la soluzione può essere una donazione. Ma questo impulso non è duraturo: una volta che la situazione è tornata alla normalità, si trova meno importante sostenere una causa. Questa è la grande sfida nella raccolta di fondi: come si trasforma un sostegno a breve termine in un sostegno a lungo termine? Avremo successo solo se riusciremo a continuare a convincere la gente del valore sociale del lavoro samaritano.

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Ci siamo, per tutti. PerchÊ una volta nella vita una persona su 12 ha bisogno dell’aiuto della Rega.

Diventare sostenitore: rega.ch/sostenitori


BUONO A SAPERSI

Così dona la Svizzera Oltre al volontariato, le donazioni sono anche una forma di sostegno volontario. In Svizzera, l’anno scorso il 71 per cento della popolazione ha fatto delle donazioni in denaro. TESTO: Christoph Zehnder / m.z Sei persone su dieci in Svizzera svolgono un’attività di volontariato a favore del prossimo. E sono ancora di più le persone che sostengono finanziariamente cause caritatevoli. Infatti lo scorso anno il 71% della popolazione ha donato del denaro a questi fini. Questi sono i risultati scaturiti dall’Osservatorio svizzero del volontariato della Società svizzera di utilità pubblica. Rispetto al 2014, il numero dei donatori è rimasto pressoché invariato. D’altra parte, la somma complessiva delle donazioni è leggermente aumentata. Più di una persona dona più di 300 franchi.

Le donne donano più spesso, gli uomini somme maggiori Le donne donano più spesso rispetto agli uomini, ma quest’ultimi versano somme leggermente maggiori. La disponibilità – e probabilmente anche la possibilità – di donare aumenta con l’avanzare dell’età. Rispetto ai giovani, le persone anziane donano molto di più a favore dei giovani e dei bambini e per la cura, l’assistenza e la gestione delle malattie. Altro dato interessante: non c’è quasi nessuna differenza tra la disponibilità a donare delle popolazioni cittadine, di quelle degli agglomerati e quelle delle campagne. I campi d’attività che ricevono maggiori donazioni sono quelli legati all’ambiente, alla natura e agli animali. Il 43% di tutte le donazioni confluisce in questi settori, mentre il 40% è donato a favore di enti che si adoperano per la riduzione della povertà all’estero e alla lotta contro le malattie; il 38% delle donazioni va all’assistenza e al sostegno dei malati. L’imSETTORI DI DONAZIONE

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porto della donazione varia a seconda del campo d’attività. Donazioni di 1000 franchi o più vengono spesso effettuate in misura maggiore a favore di persone che vivono in condizioni di povertà o sono vittime di catastrofi. Dove il denaro è scarso, non c’è da stupirsi che ne venga donato meno. I giovani e le persone in formazione dimostrano una disponibilità ridotta alla donazione, così come le famiglie con bambini e i disoccupati. Quello che invece sorprende è il fatto che anche nelle categorie di reddito più basso, il 62% delle persone dona comunque dei soldi. Inoltre, c’è solo una piccola differenza tra le donazioni provenienti da redditi medi e redditi alti. La disponibilità a donare tende ad aumentare con l’aumento del reddito, così come l’importo donato. Ma se confrontiamo l’ammontare della donazione con il reddito, chi guadagna molto non è più generoso di chi dispone di uno stipendio ridotto.

Il 7% dona sangue Ai partecipanti, il sondaggio ha posto delle domande anche sulle donazioni di sangue. Lo scorso anno, il 7% della popolazione ha donato sangue. Tra i donatori, il numero di uomini è superiore alla media (il 9% di tutti gli uomini), le persone in formazione sono il 12% e dipendenti a tempo pieno l’11%. Tra i 93% che non dona sangue, il 22% afferma di non poterlo donare. Fonte: Società svizzera di utilità pubblica 20

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Ambiente/natura/animali Povertà all’estero Lotta contro le malattie; cura/supporto alle persone colpite Povertà in Svizzera Persone disabili Aiuto alle catastrofi Chiese Giovani, adolescenti e bambini Anziani, seniori Cultura Sport Migranti, rifugiati Politica Educazione/formazione/informazione Altro

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ATTUALITÀ

Sostegno per l’avvio di progetti giovanili La gioventù rappresenta un settore importante per tutte le organizzazioni della Croce Rossa. I progetti giovanili sono quindi sostenuti finanziariamente, e quelli di maggior successo ricevono addirittura un premio.

Dai ranghi della Gioventù samaritana nascono spesso progetti interessanti. Oltre a una buona idea e alla necessaria motivazione, sovente però per avviare un progetto occorre anche un aiuto finanziario. La Croce Rossa Svizzera (CRS) offre pertanto alle sue organizzazioni giovanili un sostegno per l’avvio e l’implementazione di progetti. Il Fondo CRS per il lavoro giovanile è a disposizione di tutte le organizzazioni giovanili della CRS e quindi anche alla Gioventù samaritana. E, buono a sapersi: i progetti giovanili vengono finanziati ancora prima di essere realizzati (o anche se non sono ancora conclusi). Per poter beneficiare di un sostegno finanziario, i progetti presentati devono tuttavia soddisfare alcuni criteri. Idealmente, dovrebbe I migliori progetti giovanili sono premiati! trattarsi di un progetto innovativo con un impatto sostenibile. Ovviamente vi devono essere coinvolti i giovani e i principi e valori del movimento del- valutare i diversi progetti secondo specifiche caratla Croce Rossa devono essere rispettati. Inoltre, se teristiche. Tra le altre cose, si attribuirà particolail progetto prevede la collaborazione con altre or- re importanza alla capacità di fungere da modello. ganizzazioni giovanili della CRS ha buone possi- Inoltre i gruppi di giovani devono dimostrare di bilità di ricevere un sostegno. La decisione sulla saper ben gestire il progetto e pure la collaboraziosostenibilità finanziaria o meno dei progetti spetta ne con altri gruppi giovanili della CRS rappresenal Centro di competenza per il lavoro giovanile ta un vantaggio nella valutazione. Lo scorso anno, della CRS. Le richieste di sostegno finanziario ad esempio, è stato premiato tra gli altri il pro­getto possono essere presentate di norma due volte «Life:Skills!», un’iniziativa d’integrazione congiunall’anno: in aprile e ottobre. Tuttavia quest’anno, ta elaborata dalla Croce Rossa giovanile, dalla Soa causa della pandemia da coronavirus, è stata sta- cietà Svizzera di Salvataggio (SSS) e dall’Associabilita una sola scadenza per la presentazione dei zione cantonale dei samaritani di Sciaffusa. A progetti e delle relative richieste di sostegno, ossia: differenza dei contributi del Fondo CRS per il il 15 ottobre 2020. In via eccezionale i progetti lavoro giovanile, per questo premio vengono valupossono essere presentati anche con effetto retro- tati solo i progetti già conclusi. Il premio è stato attivo. consegnato per la prima volta nel 2019 dalla CRS e dal Credit Suisse. Anche per il 2020 si cercano progetti innovativi. Ma chi vuole presentare il proPremio per progetti meritevoli prio progetto deve affrettarsi: l’ultimo termine per I progetti migliori riceveranno pure un premio: la presentazione delle candidature scade infatti il infatti il premio istituito appositamente per la gio- 1º settembre 2020. (fss) ventù della Croce Rossa dal Credit Suisse attribuirà un importo fino a 10 000 franchi ai progetti di Formulari e informazioni sul sostegno finanziario alle spicco delle organizzazioni giovanili della CRS nei organizzazioni giovanili della CRS e sul premio della settori della salute, del salvataggio e dell’integra- CRS e del Credit Suisse si possono ottenere all’indirizzione sociale. Un’apposita giuria sarà incaricata di zo: redcross.ch/jugend e redcross.ch/youthaward 16   oggi samaritani 3/2020


ATTUALITÀ

COLLETTA DEI SAMARITANI 2020 «In caso di urgenza, siamo qui per voi!» È questo il motto della Colletta dei samaritani di quest’anno. A causa della pandemia di coronavirus, la tradizionale Colletta dei samaritani ha dovuto essere differita di quattro settimane e adesso avrà luogo dal 21 settembre al 3 ottobre 2020. Come negli anni passati, le sezioni possono disporre del cosiddetto Giornale della Colletta. Questa pubblicazione illustra brevemente ai potenziali donatori le attività dei samaritani e comprende pure un concorso. Il primo premio è uno sfigmomanometro all-in-one della OMRON del valore di 209 franchi. Inoltre si potrà distribuire un opuscolo di quattro pagine in formato A6 dedicato al tema dell’arresto cardiocircolatorio. Una parte del prospetto si può staccare, in modo da avere sempre a portata di mano le regole da seguire in un’emergenza così come i numeri di soccorso più importanti. Gli stampati e le lettere personalizzate per la Colletta vengono realizzati dal Segretariato centrale a Olten e spediti alle sezioni. Alla data di chiusura della redazione, il 10 luglio, erano state stampate già oltre 100 000 lettere per la Colletta. Non disponiamo ancora delle cifre definitive, ma pare comunque che la percentuale di sezioni partecipanti sia elevata. Speriamo vivamente in un grande successo della Colletta! (fss)

GENEROSI SOSTEGNI PER GLI INTERVENTI DEI SAMARITANI DURANTE LA PANDEMIA Sono numerose le associazioni cantonali e le sezioni samaritane che si sono avvalse della possibilità di chiedere alla Croce Rossa Svizzera di sostenere le loro missioni nell'ambito della gestione della pandemia. Fino alla fine di giugno, erano complessivamente 22 le domande approvate e sono stati concessi quasi 90 000 franchi. Sono stati presi in considerazione sia incarichi su piccola scala come aiuti per acquisti, sia progetti complessi come la produzione di video didattici. Inoltre, 76 sezioni samaritane e 5 associazioni cantonali hanno ricevuto un contributo dalla Fondazione Ernst Göhner. La stessa fondazione aveva

accettato di effettuare una generosa donazione (ben 50 000 franchi) rispondendo all'invito fatto via mail. Tale importo sarà distribuito integralmente alle sezioni e alle associazioni interessate. Il Segretariato centrale della FSS ha funto da mediatore e coordinatore per le sezioni e le associazioni quando si è trattato di depositare le domande e coordinare le donazioni. Ringraziamo qui pubblicamente tutti i samaritani per il loro grande impegno nell'ambito della gestione della pandemia e la Croce Rossa Svizzera, nonché la Fondazione Ernst Göhner per il loro generoso sostegno. (fss) oggi samaritani 3/2020   17


ATTUALITÀ

GRATUITO PER LE SEZIONI SAMARITANE: GUIDA PER I GENITORI «BIMBI & BEBÈ»

La guida, che appare una volta all’anno in lingua italiana, francese e tedesca e in formato A5, può essere comandata gratuitamente sul sito www. baby-und-kleinkind.ch/it/. La quantità minima è di 50 esemplari. Chi, prima della comanda, vuole gettare uno sguardo alla guida, lo può fare sul sito: www.baby-und-kleinkind.ch/i.pdf.

bimbi &be bè 2020/2021

Consigli per genitori di bam bini

Pronti per la Prevenzion e Mamme ne

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Visitate il nostro sito ! bim

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EDIZIONE

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Nella dodicesima edizione della guida «Bimbi & Bebè» i genitori trovano informazioni utili e consigli pratici sui temi della salute, dell’alimentazione, dello sviluppo e dell’educazione di bambini fino ai cinque anni di età. Ad esempio i genitori imparano cosa bisogna sapere in caso di raffreddore, diarrea, vomito o dolore dei propri bambini e bebè. A questa edizione hanno di nuovo dato il loro contributo diversi esperti dei settori specifici. Da un paio di anni, parecchie sezioni samaritane distribuiscono questa pratica guida nei loro corsi sulle emergenze con i bambini.

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In vacanza con il bebè Trappole em otive Vaccinarsi oggi

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GRAVIDANZ A & PARTO ✽ SALUTE

✽ ALIMENTAZ

IONE ✽ SV ILUPPO

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Premio Croce Rossa della Croce Rossa Svizzera

Conoscete una persona o un’organizzazione che si impegna in modo encomiabile in favore del prossimo? Ritenete che, con il suo operato esemplare e straordinario dagli effetti duraturi, meriti una ricompensa? Proponete questa persona o organizzazione per il Premio Croce Rossa che ricompensa azioni particolarmente lodevoli in campo umanitario!

18   oggi samaritani 3/2020

Termine per la candidatura: 31 dicembre 2020 Maggiori informazioni e modulo per proporre una candidatura al sito: www.redcross.ch/premiocrocerossa


BUONO A SAPERSI

Rianimazione cardiopolmonare in periodo di Covid-19 In caso di arresto cardiocircolatorio, i soccorritori e le vittime vengono necessariamente a trovarsi molto vicine. Ecco a cosa devono prestare particolare attenzione i soccorritori laici in una situazione del genere per quanto riguarda il Covid-19.

Dopo un arresto cardiocircolatorio, le regole della distanza nell’esecuzione delle prime misure di pronto soccorso sono ben difficili da applicare. Tuttavia, il rischio di infezione da Covid-19 deve poter essere il più basso possibile. Ciò vale, e forse a maggior ragione, anche per i soccorritori non professionisti che potrebbero non disporre delle necessarie protezioni in una simile situazione d’emergenza. Il Consiglio europeo di rianimazione (European Resuscitation Council, ERC) ha quindi elaborato delle raccomandazioni per i soccorritori laici al fine di garantir loro la massima protezione possibile dalle infezioni. Raccomandazioni generali per BLS negli adulti effettuato da soccorritori laici su pazienti Covid-19 sospetti o confermati: • L’arresto cardiaco viene riconosciuto dal fatto che una persona ha perso conoscenza e non respira normalmente. • La reattività è valutata scuotendo la persona e urlando. Quando si valuta la respirazione, osservare/ricercare se vi è una respirazione normale. Per ridurre al minimo il rischio di infezione, non aprire le vie aeree e non mettere il viso vicino alla bocca o al naso della vittima. • Chiamare i servizi medici di emergenza se la persona non risponde e non respira normalmente. • Durante la rianimazione con un solo soccorritore, se possibile, utilizzare un telefono con l’opzione vivavoce per comunicare con la centrale operativa di emergenza medica durante la RCP. • I soccorritori laici devono valutare se eventualmente posizionare un panno/asciugamano sulla bocca e sul naso della persona prima di eseguire le compressioni toraciche e la defibrillazione ad accesso pubblico. Ciò può ridurre il rischio di diffusione del virus per via aerea durante le compressioni toraciche. • I soccorritori laici devono seguire le istruzioni fornite dalla centrale di emergenza medica. • Dopo aver eseguito la RCP, i soccorritori laici

devono, il più presto possibile, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettarsi le mani con un gel per mani a base alcolica e contattare le autorità sanitarie locali per informarsi sullo screening necessario dopo essere stati in contatto con una persona con Covid-19 sospetto o confermato.

Respirazione artificiale, si o no? Il coronavirus si trasmette principalmente attraverso le secrezioni delle vie respiratorie. Ai soccorritori laici è pertanto consigliato di concentrarsi sulle compressioni toraciche e sulla defibrillazione. La respirazione artificiale non è esplicitamente sconsigliata ma va considerata attentamente alla luce della situazione precisa. I soccorritori non professionisti dovrebbero infatti proteggersi il più possibile ed evitare azioni ad alto rischio di trasmissione del virus, soprattutto se loro stessi sono a elevato rischio (anziani, malattie polmonari croniche, malattie cardiache). La propria sicurezza è sempre prioritaria. Tuttavia, anche in tempo di Covid-19, il motto è: «Non fare nulla è sbagliato!» Fonte: European Resuscitation Council COVID-19 Guidelines, aprile 2020

L’EUROPEAN RESUSCITATION COUNCIL Il Consiglio europeo di rianimazione (in inglese European Resuscitation Council, ERC) stabilisce gli standard per la rianimazione in Europa; a questo Consiglio aderisce anche il suo omologo svizzero, il Consiglio svizzero di rianimazione (CRS). Le attuali linee guida risalgono al 2015 e avrebbero dovuto essere riviste nel 2020. A causa della pandemia, l’aggiornamento è stato rinviato di un anno. oggi samaritani 3/2020   19


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

SAMARITANI VALLESANI SULLA BRECCIA In Vallese, i samaritani hanno saputo anticipare l'arrivo della pandemia e hanno collaborato oltre la frontiera linguistica per creare una «cellula di crisi» e affrontare assieme la «battaglia». TESTO: Yvan Besse e Chantal Lienert / m.z. Prima ancora che il Consiglio federale dichiarasse la situazione straordinaria, i samaritani della parte francofona del Vallese hanno ripreso e rimesso nel loro programma il corso dedicato alla cura dei malati a rischio di contagio. Purtroppo non hanno avuto il tempo di organizzarlo. Allora, a mo' di utile sostituzione, hanno realizzato alcuni brevi video che hanno poi pubblicato su YouTube e quindi diffuso nella rete sociale dell'Associazione delle sezioni samaritane del Vallese romando (ASSVR). Cinque samaritani, particolarmente a loro agio con le nuove tecnologie, hanno progettato e pianificato le varie sequenze e hanno effettuato le riprese. I temi trattati nei video vanno dall'igiene delle mani alla rianimazione cardio-polmonare in periodo di COVID-19, dall'alimentazione di una persona allettata fino alla protezione dei soccorritori volontari e dei parenti.

recentemente chiusa a Montana (una vecchia clinica); proprio qui diversi samaritani sono stati chiamati, fino a metà aprile, in forza alle équipe medico-infer­ mieristiche. Da lungo tempo, i samaritani rappresentano un'organizzazione riconosciuta dal sistema di soccorso vallesano; essi fanno infatti parte dell'Organizzazione cantonale vallesana di soccorso (OCVS). Durante la crisi sanitaria, il servizio della Salute pubblica del Canton Vallese ha inserito i samaritani nell'organigramma alla pari dei professionisti della salute. Sotto questo cappello, hanno svolto diverse missioni e interventi in case di riposo per persone anziane. A Vouvry e a Saint-Maurice hanno preso parte ai servizi per la distribuzione dei pasti, mentre a Vétroz oltre ai pasti, i samaritani hanno garantito un accompagnamento giornaliero in psicogeriatria. Al culmine della diffusione del COVID-19 (picco), a parte iniziative personali o prettamente locali, i samaritani sono quindi stati al fronte per quasi 1500 ore complessive. Quando stiamo scrivendo questo articolo, anche i samaritani vallesani avranno finito il loro servizio e potranno approfittare dell'estate per rilassarsi. Tuttavia, non abbassano la guardia e sono sempre pronti per una possibile seconda ondata.

Inoltre, il 14 marzo l'ASSVR ha istituito un comitato direttivo in collaborazione con l'Associazione dell'Alto Vallese. Uno dei primi compiti è stato quello di censire tutto il personale samaritano disposto a impegnarsi in questo ambito. Ogni samaritano è stato contattato di persona; una volta fatto questo lavoro, è stato possibile creare una banca dati con tutte le coordinate precise e le competenze di più di 220 soccorritori formati e disposti a intervenire rapidamente. Dal canto loro, per accogliere i casi di COVID-19, le autorità sanitarie del Vallese avevano deciso di riaprire una struttura 20   oggi samaritani 3/2020

Uno dei video mostra come indossare correttamente la mascherina.


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

IN PRIMA LINEA Durante la crisi coronavirus Astrid Müller, 54 anni, che nella vita si occupa di gestire l’Hotel Krone di Aarberg, si è impegnata come samaritana al drive-in del centro per il depistaggio di Berna. In questa intervista ci racconta com’è stato effettuare ogni giorno centinaia di test per il coronavirus. INTERVISTA DI: Isabel Rutschmann, CRS FOTO: Remo Nägeli «La passione per i samaritani scorre in famiglia, è stato mio padre a trasmettermela, lui che per tutta la vita si è impegnato anima e corpo al loro fianco. E così appena ho saputo che il centro di Berna per il depistaggio del coronavirus cercava personale non ho esitato un secondo a candidarmi. Ho potuto contare sul pieno supporto di mio figlio e mio marito, che sono fieri di me. Sono stata in prima linea dal giorno dell’apertura.

un’esperienza che mi ha dimostrato ancora una volta che la mia passione per le attività dei samaritani non si ferma di fronte a nulla.» redcross.ch/it/modulo-online-peril-test-del-coronavirus

Tutto il personale è stato ben preparato ai rispettivi compiti, ogni giorno ci esercitavamo a rispettare le rigide misure di protezione. La tuta di protezione che bisognava indossare nel momento in cui si effettuava un tampone era più comoda di quanto si sarebbe detto. La chiamavamo addirittura «il pigiama». Tra di noi i complimenti scherzosi si sprecavano: «Quella tuta ti dona proprio», si sentiva spesso dire. Nonostante la gravità della situazione e il compito delicato che avevamo, ogni tanto c’era spazio per un po’ di ironia. Ci faceva bene. Eravamo un team davvero unito, tutti si sostenevano a vicenda, a prescindere dai ruoli. Anche i contatti con i pazienti che venivano a fare il test sono stati quasi sempre esperienze positive. Alcuni erano un po’ spaventati dalla situazione inusuale e dall’esito del test: per questo ci tenevo sempre a chiarire tutta la procedura nei dettagli, ciò li aiutava a calmarsi subito. Con i bambini invece cercavo di far sembrare tutto un gioco, dicevo che il tampone serviva per scoprire se soffrivano il solletico alla lingua. Ma era un lavoro che metteva a dura prova, sia sul piano fisico che mentale. Lavoravamo con la pioggia e con il sole, dovevamo far sempre attenzione a rispettare le misure di protezione e le persone che venivano a sottoporsi al test erano spesso molto provate. Nonostante tutto, sono oggi davvero grata di aver potuto fare questa esperienza diretta sul campo,

Astrid Müller è in sezione da più di 30 anni, dove dirige con passione diversi corsi.

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«Nonostate tutto, sono grata di aver potuto fare questa esperienza.»

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oggi samaritani 3/2020   21


SEZIONI E ASSOCIAZIONI

La salute prima di tutto Dopo mesi di attesa, da giugno le sezioni samaritane sono di nuovo autorizzate a svolgere le esercitazioni di sezione. Si tratta di un primo passo verso la normalità, anche se con particolari precauzioni. TESTO e FOTO: Christoph Zehnder / m.z

I soci della sezione samaritana di Schönenwerd si salutano con ardore ma… a distanza e senza stringersi la mano. Il disinfettante per le mani è ben visibile all’entrata e una guida in sei passi ricorda a tutti come disinfettarsi e proteggersi in modo corretto. Nell’aula scolastica, occupata per l’esercizio di sezione, sono a disposizione mascherine e guanti igienici. I banchi sono sistemati in modo tale da garantire le distanze tra i partecipanti. Si lavorerà divisi in due gruppi e la composizione di ogni gruppo non viene modificata durante la lezione. Dall’ultima esercitazione in comune sono trascorsi quasi quattro mesi. Anche se già allora tutti parlavano del coronavirus, nessuno ancora avrebbe potuto immaginare gli effetti sulla vita quotidiana di tutti noi. Tutte le attività delle sezioni e associazioni sono state inevitabilmente sospese. Solo dal 6 giugno scorso è di nuovo possibile svolgere delle lezioni in presenza, ma con un massimo di 30 persone. Molte sezioni devono quindi pazientare addirittura fino a dopo le vacanze estive. A Schönen­ werd lo scorso mese di giugno ha potuto svolgersi il primo esercizio dopo la pausa obbligatoria, anche se con un numero di partecipanti leggermente in-

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«Mi sono molto mancati i contatti sociali.»

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feriore al solito. «Abbiamo atteso con ansia questo momento e ora ne siamo felici», afferma la presidente di sezione Silvia Krähenbühl. Per avere il permesso di svolgere l’esercizio nelle scuole, la sezione ha dovuto presentare un concetto di protezione al comune. La Federazione svizzera dei samaritani fornisce il concetto di protezione alle sezioni e alle associazioni interessate. Del resto, come conferma Silvia Krähenbühl, la sezione ha un buon rapporto con le autorità politiche locali; un membro della sezione siede addirittura nel Con22   oggi samaritani 3/2020

siglio comunale. Eventuali questioni aperte sono quindi state chiarite rapidamente al fine di consentire lo svolgimento in tutta sicurezza del primo esercizio dopo il «lockdown».

Shock allergico con la mascherina I partecipanti dovevano registrarsi in anticipo per l’esercizio. Il tema era: «Emergenza allergica». Prima di iniziare l’esercizio in comune, la monitrice samaritana Isabel Hohler ha mostrato il corretto uso della mascherina. Ciò ha portato addirittura a un esempio pratico proprio inerente all’esercitazione: una volta indossata la mascherina, uno dei presenti ha infatti manifestato sintomi di shock anafilattico. I presenti, in veste di soccorritori, hanno allarmato i soccorsi professionisti e disposto la persona in una posizione stabile. Tutto ciò era un po’ più faticoso con la mascherina sul viso. La respirazione a volte sembrava ostacolata e bisognava sempre ricordarsi di parlare in modo chiaro, anche più del solito. La parte teorica dell’esercizio, considerata la distanza sociale, ha invece potuto svolgersi senza la mascherina, ma quando è stato mostrato l’EpiPen, si è tornati ad indossarla. Le siringhe pronte all’uso sono state disinfettate ogni volta prima del cambio di mano. La nuova situazione ha richiesto una preparazione dettagliata. Alle due monitrici samaritane Isabel Hohler e Rina Maria Bighi sono infatti sorte delle domande: chi lavora con chi? Quando e dove bisogna disinfettare? «Di solito lavoriamo con diverse postazioni e cambiando gruppo», dice Isabel Hohler. Ora vale l’ordine: mantenere le distanze! I contatti tra i partecipanti vanno ridotti al minimo. Entrambe le monitrici lavorano nel settore infermieristico; per loro le rigide regole igieniche non sono una novità, ma comportano un lavoro supplementare. Di solito le due si trovano al ristorante mezz’ora prima dell’inizio dell’esercizio. Ora invece necessitano di più tempo per predisporre tutto secondo le direttive e, dopo l’esercizio, per disinfettare tutto. A parte l’impegno supplementare, le monitrici pensano sia


bellissimo rivedere finalmente i colleghi della se- poche poiché molti eventi sono stati annullati. La zione. «I contatti sociali mi sono mancati molto», presidente della sezione è concisa e pragmatica: confessa Rina Maria Bighi. «La salute viene prima di tutto.»

Adattarsi alla situazione Come ovunque, anche a Schönenwerd si spera in un ritorno alla normalità. Proprio il giorno dell’esercitazione, il Consiglio federale ha di nuovo allentato le misure di prevenzione. Nessuno può però prevedere come evolverà la situazione. La sezione si è tuttavia adattata alla realtà delle cose. L’esercizio in comune con la sezione vicina è stato posticipato e, quest’anno, la colletta «da porta in porta» non avrà luogo per motivi di sicurezza. Non da ultimo, le richieste per servizi medico-sanitari sono

CONCETTO DI PROTEZIONE E ULTERIORI INFORMAZIONI In Extranet, sotto Informazioni > Coronavirus è a disposizione un Concetto di protezione e altri documenti per i corsi in presenza, gli esercizi sezionali e i servizi sanitari. Il concetto si basa sulle direttive federali attuali ed è pertanto soggetto agli adeguamenti delle direttive in vigore.

Figuranti e soccorritori indossano la mascherina durante l’esercizio.

Anche durante l’utilizzo dell’EpiPen la mascherina è d’obbligo!

All’entrata, ecco le disposizioni da rispettare: disinfettante per le mani, mascherina da indossare e distanza sociale.

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SEZIONI E ASSOCIAZIONI

SAMARITANE CHE CUCIONO PER I BISOGNOSI La samaritana Doris Kolly e il suo gruppo di cucito hanno realizzato mascherine igieniche di stoffa per l’opera assistenziale del pastore Sieber. Con la loro azione hanno voluto aiutare soprattutto le persone bisognose e i senzatetto. TESTO e FOTO: Patrick Lüthy

«Non possono comunque esserci più di cinque persone e, dato che ci conosciamo bene da lungo tempo, funzioniamo come una squadra ben affiatata», spiega con un sorriso la promotrice dell’iniziativa.

Semplice nero o motivi variopinti

Su Facebook la samaritana Doris Kolly di Ober­ buch­siten (SO) aveva scoperto il gruppo «Nähkaf­ fee» («Caffè del cucito»), in cui veniva menzionata anche l’opera assistenziale del pastore Sieber. Si cercavano persone che volessero cucire mascherine di protezione per il prossimo. «C’erano anche altri gruppi, che però le mascherine volevano venderle. Io invece volevo distribuirle gratuitamente», afferma Kolly. Già dopo qualche telefonata si è costituito un gruppo di cucito con Barbara Meier, Yolanda Mathis, Alexandra Lüthy e la figlia Rahel Kolly. Per soddisfare le norme dell’opera assistenziale, Doris Kolly ha poi cercato un locale adatto. Lo ha trovato nella chiesa protestante della vicina Egerkingen.

Doris Kolly ha scaricato dal sito dell’opera assistenziale del pastore Sieber (swsieber.ch) le regole e i modelli. La stoffa è stata acquistata nei negozi della regione. «Le mascherine nere sono apprezzate soprattutto dagli uomini», spiega Doris Kolly. «Però abbiamo provato a confezionarne anche altre con motivi colorati.» Le mascherine sono state cucite per cinque giorni in gruppo. Poi le signore hanno utilizzato le macchine da cucire a casa propria. Nel frattempo con il «Wunsch-Krankenwagen» (la cosiddetta «ambulanza dei sogni») è arrivato un altro cliente per le mascherine. Anche a questo gruppo le mascherine di stoffa sono state fornite gratuitamente. Dopo la cucitura le mascherine vengono lavate a 90 gradi, stirate e saldate in set da cinque in un sacchetto di plastica. Prima della spedizione i sacchetti vengono sterilizzati nel forno a 80 gradi. Per le mascherine igieniche si è fatta consigliare dal fratello che lavora in ospedale.

Da quel momento i lavori sono partiti a tutto gas: il gruppo è arrivato con le proprie macchine da cucire, le stoffe e gli utensili da cucito e si è sistemato nel locale come prescritto dalle norme igieniche per il coronavirus.

Il vantaggio delle mascherine di stoffa è che dopo l’uso non bisogna buttarle via, ma si possono riutilizzare. Doris Kolly raccomanda di lavare le mascherine separatamente nella lavatrice a 90 gradi. Dopo l’asciugatura le mascherine vengono stira-

Il gruppo di cucito con Alexandra Lüthy, la promotrice Doris Kolly, Rahel Kolly e Yolanda Mathis (da sinistra).

Rahel Kolly taglia la stoffa per una mascherina con motivo a pois.

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te e spruzzate all’esterno e all’interno con un disinfettante adatto per la pelle. «Le mascherine di stoffa andrebbero utilizzate come mascherine di emergenza. Non appena sono umide, andrebbero cambiate. È consigliabile portare con sé più di una mascherina. Chi non vuole mettere le mascherine in lavatrice le può sterilizzare per un’ora nel forno», spiega la ex docente di lavori manuali.

Mascherine per i bisognosi e i senzatetto

batterico, in modo da poter portare le mascherine più a lungo. Purtroppo non ha potuto ottenere una risposta. La nostra samaritana è convinta che in Svizzera ci sia un numero sufficiente di aziende in grado di trattare le stoffe per la produzione di mascherine equivalenti a quelle chirurgiche. Le cucitrici sono però comunque liete di poter dare un contributo con il proprio lavoro e sperano che le maschere di stoffa vadano soprattutto ai bisognosi e ai senzatetto.

Doris Kolly ha chiesto al Laboratorio federale di scienza dei materiali e tecnologia (EMPA) quanto fossero permeabili le stoffe con trattamento anti-

ESPRESSIONI COLORATE NEL LOCKDOWN GIORNICO / CLARO (TI) Anche il gruppo Help Bodio-Lodrino, a causa della pandemia, ha dovuto interrompere le attività, ma è con grande impegno che durante l’isolamento i ragazzi hanno preparato disegni e collages al proprio domicilio per colorare e animare alcuni spazi delle residenze per anziani di Giornico e Claro. I lavori sono stati ritirati presso i domicili dei ragazzi senza contatto e consegnati ai rispettivi istituti pure senza contatto (nel rispetto delle severe normative Covid-19). (Luisa Biasca) I giovanissimi del Gruppo Help Bodio-Lodrino hanno rallegrato alcuni interni delle Case anziani di Giornico e Claro.

IL VOSTRO ARTICOLO SEZIONALE Inviate il vostro articolo (al massimo 1000 battute, spazi inclusi) e la foto separatamente a: redazione@ samaritani.ch. La Redazione si riserva il diritto di accorciare o di non pubblicare dei testi. oggi samaritani 3/2020   25


DALLO SHOP SAMARITANO

CON CORAGGIO VERSO LA MASCHERINA SVIZZERA Nel giro di due mesi la Wernli AG di Rothrist ha messo in piedi dal niente la propria produzione di mascherine igieniche. Una storia di successo del pluriennale fornitore del Servizio vendita dei samaritani. TESTO e FOTO: Matthias Zobrist Da oltre 80 anni la Wernli AG produce materiale di pronto soccorso. Tutto è iniziato con un telaio di legno per la tessitura di bende, che il fondatore della ditta Jakob Wernli installò in un locale abitativo ad Aarau per produrre le prime fasciature. L’azienda è poi cresciuta e nel 1941 si è trasferita a Rothrist (Argovia), dove produce ancora oggi. Questa ditta svizzera ha acquistato una grande notorietà quando, negli anni 1970, è stata la prima fabbrica a lanciare sul mercato bende colorate. Attualmente i circa 60 collaboratori producono in Svizzera e Ungheria oltre sei milioni di metri di bende al mese. Lo fanno con i marchi dei rispettivi clienti, ma anche con il proprio marchio Wero Swiss. Gli acquirenti sono i grossisti di articoli medici, veterinari e sportivi, come pure catene di farmacie, dettaglianti, organizzazioni umanitarie e diversi eserciti europei.

Poi è arrivato il coronavirus Con lo scoppio della pandemia di coronavirus, per l’azienda argoviese è iniziata una nuova era. Quale membro del consiglio di amministrazione dell’Ospedale cantonale di Aarau, già alla fine di febbraio Felix Schönle, CEO della Wernli, si è visto confrontato direttamente con la carenza acuta di mascherine mediche. Ben presto è nata l’idea di lanciarsi nella mischia. La decisione di farlo davvero è stata presa altrettanto rapidamente. Inizialmente si pensava di acquistare una macchina per la fabbrica in Ungheria e di produrre le mascherine là. Ma l’informazione si è diffusa rapidamente e subito si diceva: la Wernli produce mascherine. L’interesse era enorme. Molti media volevano parlare con i produttori svizzeri di mascherine. E soprattutto, tutti volevano ordinare una merce tanto rara. A questo va aggiunto che la situazione della pandemia si era aggravata, con chiusura delle frontiere e lockdown. Perciò invece di una sola macchina ne sono state ordinate sei per lo stabilimento di produzione in Svizzera. Dopo alcuni ritardi, a fine aprile finalmente è arrivata a Rothrist la prima macchina. Però nessuno aveva mandato le istruzioni per assemblare i singoli pezzi della macchina, lunga circa 26   oggi samaritani 3/2020

Sede centrale della Wernli AG e stabilimento di produzione svizzero per fasciature. (Foto: mad)

sette metri. Ciò malgrado, con l’aiuto di tecnici svizzeri e in parte con l'assistenza telefonica del produttore cinese, dopo due giorni di intenso lavoro dal nastro scendevano le prime mascherine. Sono occorsi poi alcuni giorni in più per eliminare i problemi iniziali e mettere a punto tutte le regolazioni.

Potenziare ulteriormente la produzione Oltre alle sfide tecniche, si sono dovute affrontare anche altre difficoltà. Occorrevano spazio per le sei macchine, magazzini per le materie prime e persone in grado di far funzionare le macchine. Nel giro di poche settimane nella vecchia fabbrica vuota della Rivella a Rothrist è stato installato un secondo stabilimento di produzione – compresi alimentazione elettrica, nuova rete di distribuzione dell’aria compressa e spogliatoi per gli 80 nuovi impiegati. In tal modo si è potuta iniziare la produzione. La domanda era enorme e i quantitativi ordinati hanno superato rapidamente di molte volte le capacità di produzione. Ci sono stati ritardi nelle consegne, cosa che ha toccato anche il Servizio vendita dei samaritani e i suoi clienti. Nonostante questo, i responsabili del Servizio vendita non hanno voluto cercare altre alternative. Sono convinti della bontà del prodotto e intendono sostenere anche a lungo termine la produzione di mascherine in Svizzera. A partire dalla fine di agosto la Wernli AG non dovrebbe avere più problemi con le forniture. A quel momento, un totale di dodici macchine produrrà mascherine 24 ore su 24, circa 20 milioni di pezzi al mese.

Cosa succederà dopo la pandemia? Le mascherine della Wernli AG sono un prodotto medico di alta qualità del tipo IIR. Significa che resistono agli spruz-


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zi e per esempio possono essere impiegate anche in sala operatoria. Sono formate da tre strati, con il non-tessuto centrale che costituisce la barriera vera e propria. Il fornitore tedesco ne ha fatta testare l’efficacia in un laboratorio belga. Di conseguenza le mascherine di Rothrist con il loro potere filtrante del 99% di batteri sono certificate. Al momento la domanda è ancora elevata. Ma cosa succederà quando la pandemia sarà passata e la concorrenza – soprattutto cinese – venderà di nuovo i propri prodotti a prezzi stracciati? È chiaro che non si potrà mantenere lo stesso passo. La pandemia del coronavirus e le condizioni di approvvigionamento in parte precarie hanno però evidenziato che una dipendenza eccessiva dall’estero può essere pericolosa e che in una crisi a volte il prezzo da pagare è elevato. In tutto questo tempo la Wernli AG ha dimostrato di essere un partner affidabile. Malgrado molte richieste dall’estero, per il momento le mascherine non vengono esportate, bensì sono destinate agli acquirenti svizzeri. A Rothrist si è sicuri che a lungo termine questa politica darà i suoi frutti e si guarda con ottimismo anche a un futuro senza minaccia di pandemia. Controllo continuo della qualità durante la produzione.

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MONDO DIGITALE

ALLE DOMANDE SUI PRIMI SOCCORSI, SIRI SI STANCA Gli assistenti digitali di Apple, Google e Co dovrebbero oggi semplificarci la vita. Tuttavia, quando si tratta di salvare vite umane, non ci si può fidare di loro. TESTO: Christoph Zehnder / m.z È un dato di fatto: sia sul vostro smartphone che come «altoparlante intelligente» all’interno delle mura di casa, gli assistenti vocali come Siri o ­Google Assistant sono sempre al nostro servizio e stanno diventando sempre più popolari. Ma attenzione: in una situazione di reale emergenza non sono un aiuto affidabile. Un team di ricerca canadese ha voluto scoprire come questi assistenti intelligenti rispondono alle richieste di primo soccorso. A questo scopo, hanno posto a ciascun sistema 123 domande su 39 argomenti diversi, dalle epistassi (sangue dal naso) all’avvelenamento fino all’arresto cardiaco. Sono stati testati gli assistenti di lingua Siri (Apple), Alexa (Amazon), Cortana (Microsoft) e Google Assistant. I risultati sono stati per certi versi sorprendenti! Infatti, Google ed Alexa hanno capito di cosa si trattava per circa il 90 % delle domande e addirittura Google aveva una risposta precisa e utile a circa la metà delle richieste formulate. Le risposte fornite da Siri e Cortana erano invece così

scarse che, secondo il team di ricerca, non era nemmeno possibile una valutazione. «Nel complesso, le risposte dei dispositivi sono state di qualità mista», ha concluso lo studio. «Esse variavano infatti da informazioni basate sulle linee guida e su fatti concreti, fino a nessuna reazione/risposta.»

C’è ancora molta strada da fare L’idea di questo esperimento è nata nella mente del responsabile dello studio Christopher Picard, attivo al Pronto soccorso, dove ha installato un altoparlante intelligente che gli era stato regalato; lo ha quindi provato durante le pause. La domanda posta era quella a sapere quanto questi dispositivi di nuova generazione potessero essere utili in caso di emergenza; egli ha così sviluppato il test di primo soccorso. Nonostante i risultati non uniformi e un po’ incerti, Picard intravvede comunque un certo potenziale per questi apparecchi, ad esempio per le emergenze al proprio domicilio. Ma affinché ci si possa davvero affidare e fidare di questi dispositivi, la strada da percorrere è ancora assai lunga. E questo lo dimostra un inquietante aneddoto: un dispositivo, infatti, all’affermazione «voglio morire» ha risposto chiedendo: «Come posso esserti d’aiuto?» Alcune delle risposte fornite erano almeno in parte utili. Quando, ad esempio, i ricercatori hanno chiesto a Google «Cosa faccio se una persona non riesce a respirare?», la risposta è stata: «Ecco qui alcune informazioni da internet che potrebbero essere utili.» L’assistente ha anche consigliato di allarmare immediatamente i soccorsi ha dato semplici istruzioni su cosa fare nel frattempo. Gli autori dello studio sperano che in futuro i produttori/ creatori di questi dispositivi collaborino più strettamente con i servizi di soccorso nell’ulteriore sviluppo dei sistemi d’assistenza. Hanno inoltre sottolineato che gli assistenti digitali non sono in alcun modo un sostituto dei veri servizi di emergenza.

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PAGINE PARTNER

PIANIFICARE LE DONAZIONI DI SANGUE CON FACILITÀ – GRAZIE AL NUOVO ONLINE TRAVELCHECK Trasfusione CRS Svizzera presenta un nuovo servizio di controllo online dei viaggi per i donatori di sangue, chiamato Online Travelcheck. Questo strumento mostra i termini di attesa da rispettare dopo un soggiorno all’estero fino alla prossima donazione. I termini di attesa sono un fattore essenziale per la sicurezza delle donazioni di sangue. TESTO e FOTO: Trasfusione CRS L’Online Travelcheck è stato sviluppato su richiesta delle donatrici e dei donatori di sangue e si basa su un vasto monitoraggio delle malattie infettive costantemente aggiornato da parte di Trasfusione

CRS Svizzera. Le donatrici e i donatori di sangue possono ora informarsi in ogni momento se in seguito al loro soggiorno all’estero sussiste un termine di attesa fino alla prossima donazione di sangue e quanto tempo dura. Questo permette di pianificare la prossima donazione di sangue già prima di partire per un viaggio.

Tempi di attesa per la sicurezza In numerose destinazioni di viaggio sussiste il rischio di contrarre malattie infettive come la malaria, il virus del Nilo occidentale, dengue o Zika; singoli paesi o regioni possono inoltre diventare regioni a rischio in breve tempo e per un periodo limitato. Molte di queste malattie possono essere trasmesse per via ematica e quindi anche tramite una trasfusione di sangue. Per escludere il più pos-

Usarlo è facile: basta inserire la località o il paese nonché la data di inizio e di fine del soggiorno. Il Travelcheck completa i servizi online «Barometro della donazione di sangue», «Ricerca di una data» e «Breve controllo».

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sibile i rischi per i riceventi di sangue, le donatrici e i donatori di sangue devono rispettare tempi di attesa dopo il rientro dal viaggio.

Anche i viaggi in Europa sono interessati Anche i viaggi in diversi paesi europei come l’Italia, la Grecia o la Spagna possono richiedere una pausa temporanea dal donare sangue. Gli agenti patogeni tropicali sono arrivati nel frattempo anche in zone climatiche temperate e negli ultimi anni sono stati fortemente riscontrati in Europa durante i mesi estivi molto caldi.

Sempre aggiornato Nel monitorare le malattie infettive Trasfusione CRS Svizzera si basa su diverse fonti internazionali e nazionali e partecipa alle discussioni che si tengono ogni settimana nel gruppo di lavoro europeo «Emerging Infectious Disease Monitor». L’Online Travelcheck si riferisce alle conoscenze acquisite e viene costantemente aggiornato.

LA CRISI LEGATA AL CORONA­ VIRUS HA UN IMPATTO ANCHE SULLE AZIONI MOBILI DI DONAZIONE DI SANGUE Le regole sul distanziamento sociale disposte dalla Confederazione comportano cambiamenti nello svolgimento delle azioni mobili locali di donazione di sangue, ad esempio per quanto riguarda il momento di ristoro dopo la donazione. Le samaritane e i samaritani svolgono in questo caso un ruolo importante, poiché informano le donatrici e i donatori di sangue, spiegano loro i motivi e rispondono alle domande. «In questo modo garantiscono la comprensione delle donatrici e dei donatori e creano un’atmosfera in cui si sentono a proprio agio», dichiara Anita Tschaggelar, responsabile Donazione di sangue e membro della direzione di Trasfusione CRS Svizzera. «Ancora una volta le samaritane e i samaritani si distinguono per il loro prezioso impegno nelle azioni di donazione di sangue, e per questo li ringrazio sentitamente.»

GIORNATA DELLA BUONA AZIONE 2020 – UNITI SALVIAMO VITE Il 19 settembre 2020 si terrà il World Marrow Donor Day (Giornata mondiale della donazione di midollo osseo), il cui scopo è quello di promuovere la tematica della donazione di cellule staminali del sangue. Trasfusione CRS Svizzera celebra il World Marrow Donor Day già da sette anni sotto il nome «Giornata della buona azione». Questa giornata è animata da numerosi volontari che cercano il dialogo con la popolazione sul tema della donazione di cellule staminali del sangue. Nel 2019, ad esempio, 75 gruppi di circa 300 volontari provenienti da sezioni samaritane, vigili del fuoco, aziende e organizzazioni dei pazienti nonché privati erano presenti nelle città e nei paesi.

Partecipate anche voi – per quest’anno online Anche nel 2020 si terrà una Giornata della buona azione. Tuttavia quest’anno si focalizzerà sulle azioni digitali, che possono essere preparate in anticipo e svolte indipendentemente dalla situazione attuale legata al coronavirus. E vi è un altro vantaggio: in questo modo raggiungiamo meglio quelle persone che nel nostro registro sono sottorappresentate, ossia gli uomini giovani. Tramite i canali digitali come e-mail, social media, pagine internet e WhatsApp intendiamo promuovere la tematica nel mondo insieme alle persone che si impegnano a favore di questa importante causa.

Ordinate ora il materiale Tutti coloro che il 19 settembre 2020 desiderano adoperarsi a favore della donazione di cellule staminali del sangue, riceveranno da parte nostra diverse documentazioni e istruzioni che facilitano la diffusione del messaggio nella rete digitale. Desiderate partecipare a questa iniziativa? Allora scriveteci: engagement@blutspende.ch. Vi manderemo tutta la documentazione con le corrispondenti informazioni.

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DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA

I nuovi delegati CRS per la gioventù Da due anni, Anja Marti della CRG di Lucerna e Koni Tanner del movimento samaritano rappresentano la CRS in occasione degli incontri nazionali e internazionali del movimento della Croce Rossa e del movimento della Mezzaluna rossa. Ecco le loro motivazioni e i loro obiettivi.

Anja Marti, 23 anni, della Croce Rossa Gioventù di Lucerna Sono volontaria alla Croce Rossa Gioventù (CRG) di Lucerna ma mi capita anche di partecipare a delle missioni a livello nazionale. Apprezzo molto la varietà degli impegni e gli interventi possibili in seno alla Croce Rossa Svizzera (CRS). C’è sempre qualcosa da scoprire; non si finisce mai di imparare. Penso per esempio alla struttura propria di ognuna delle organizzazioni della CRS: questa specificità è, a mio avviso, un vero e proprio atout. Tuttavia dovremmo rafforzare ulteriormente e in modo significativo i nostri legami al fine di sfruttare al meglio le nostre risorse e le nostre diversità. Mi sta molto a cuore la partecipazione di ognuno: i volontari fanno vivere la CRS e quindi tutti loro devono poter essere coinvolti ed essere anche ascoltati. È proprio questo che desidero promuovere. Al di là della gestione delle sfide attuali (vedi Covid-19), la CRS sta elaborando la sua Strategia 2030 che attribuisce un posto d’onore allo sviluppo sostenibile. Spero vivamente che esso venga compreso e trasmesso come definito dalle Nazioni Unite. Da parte mia, mi piacerebbe molto che la CRS giocasse un ruolo pionieristico a livello nazionale nell’attuale crisi climatica e che integrasse sistematicamente le considerazioni ecologiche nei suoi processi decisionali. Questo ci renderebbe moderni e al passo coi tempi, malgrado la nostra lunga storia. Non vedo l'ora di affrontare le tante sfide di questo mandato e, chissà, di conoscervi presto. 32   oggi samaritani 3/2020

Koni Tanner, 23 anni, della Sezione samaritani Wangen-Brüttisellen/ Help Circa 12 anni fa mi sono stufato degli Scout così mi sono unito a un gruppo di giovani samaritani. La coesione del gruppo, le nozioni nuove e l’ambiente mi sono talmente piaciuti che sono ancora oggi in questo gruppo. Da allora, sono diventato monitore Gioventù, capogruppo e anche presidente di sezione. È stato il desiderio di allargare la mia visione oltre l'universo samaritano che mi ha portato, insieme a diversi amici, al Forum CRS Young Leader. È stato in questa occasione che ho saputo del mandato di delegato dei giovani e ho deciso di candidarmi. Sono quindi molto contento di essere stato eletto e di assumere questa nuova funzione; spero di essere all’altezza dei miei predecessori. Voglio soprattutto lavorare in favore di una maggiore cooperazione tra i giovani CRS; dobbiamo superare il campanilismo.

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«Voglio lavorare a favore di una maggiore collaborazione nella gioventù della CRS.»

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In effetti ci conosciamo poco anche se perseguiamo tutti gli stessi obiettivi, guidati dai sette Principi fondamentali. Desidero anche contribuire a


Philipp Chervet e Manuela Langenegger (a sinistra) consegnano il loro mandato di delegati Gioventù CRS a Koni Tanner e Anja Marti (a destra).

dar voce ai giovani. Lungi dall'essere solo e unicamente dei novizi, essi possono infatti dire di aver già una certa esperienza e vogliono condividerla. La nostra visione del mondo è portatrice di uno spirito nuovo. Il cambiamento climatico avrebbe dovuto interessarci già mezzo secolo fa. E tra 50 anni sarà purtroppo ancor più d’attualità. Ma è oggi che dobbiamo reinventare il nostro rapporto con le risorse. Ogni giorno mi confronto con la sostenibilità, sia nel tempo libero che nel lavoro. Come cuoco, vedo ogni giorno alimenti scartati senza scrupoli, quando in Svizzera ci sono molte persone che non possono permettersi di acquistare prodotti freschi. La nostra società deve sviluppare nuovi progetti che siano focalizzati sul futuro. Possiamo iniziare facendo piccoli passi, ma sono questi che faranno la differenza domani.

I DELEGATI DELLA GIOVENTÙ DELLA CROCE ROSSA In qualità di membri della delegazione ufficiale della CRS, i delegati rappresentano i giovani della CRS alle riunioni del movimento (conferenze internazionali, assemblea generale) e in occasione di conferenze specifiche (riunione della Gioventù delle Società nazionali europee - European National Societies Youth Meeting, ecc.). Con Danielle Breitenbücher, rappresentante dei Giovani nel Consiglio della Croce Rossa, organizzano il Forum dei giovani leader (Young Leaders Forum) della CRS, un forum informale che riunisce giovani volontari impegnati a livello strategico o interessati a queste tematiche.

Ulteriori informazioni: redcross.ch/leaders oggi samaritani 3/2020   33


In ricordo Profondamente toccati e addolorati, prendiamo congedo dal nostro stimato vicedirettore e membro della Direzione Norbert U. Meier, purtroppo improvvisamente e prematuramente deceduto lo scorso 18 giugno. L’essere samaritano è una questione di cuore. Lo era anche per Norbert U. Meier. Aveva assunto l’incarico di responsabile delle risorse e di vicedirettore del Segretariato centrale nel giugno del 2010. In questo intenso decennio di lavoro, ha vissuto il grande cambiamento del movimento samaritano svizzero e ha contribuito a fare passi decisivi per la comunità samaritana e per la sede amministrativa. Tra le altre cose, egli è stato responsabile dello sviluppo dell’area business, della gestione delle figure chiave e dello sviluppo della informatica; non da ultimo è stato capo del settore Finanze e servizi. L’ampio spettro delle sue attività lo ha continuamente ispirato. Nonostante tutti gli alti e bassi, è sempre rimasto fedele a sé stesso e alla causa samaritana e non ha mai perso di vista l’essenziale. È stato quindi naturale per lui assumere dal luglio 2018 la conduzione ad interim della Direzione della FSS fino a quando Peter Lack ha assunto questo incarico. Norbert U. Meier era molto stimato dai samaritani, dai suoi colleghi di lavoro e in seno alle Organizzazioni della Croce Rossa.

Il ricordo di una persona non si perde mai, se lo tieni nel tuo cuore. A nome del Comitato centrale e della Direzione della FSS, formuliamo ai parenti, ai samaritani e ai collaboratori della Direzione le nostre sincere condoglianze, fiduciosi del fatto che, tutti assieme, continueremo il nostro cammino con coraggio, passo dopo passo, conservando con gratitudine il ricordo di Norbert. In silenzioso lutto, per il Comitato centrale, la presidente centrale della FSS Ingrid Oehen, e per la Direzione della FSS, il direttore Peter Lack

Il buon messaggio «Noi samaritane e samaritani vogliamo aiutare, impariamo ad aiutare e possiamo aiutare.»

Trovate tutti i messaggi nel sito www.samaritani.ch > Extranet > Informazioni > Pubblicità e PR > Messaggi base

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INFORMAZIONI DI SERVIZIO

LE PROSSIME EDIZIONI

Contatto: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato il 18 novembre 2020; la scadenza per l’invio del materiale è il 16 ottobre 2020.

Edizione n.

Termine redazionale

Data di apparizione

4/20

16.10.2020

18.11.2020

SIAMO TUTT’ORECCHI Avete un’idea originale per un’esercitazione o su come si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.

GIOCHI: LE SOLUZIONI DELLA P. 29

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Federazione svizzera dei samaritani Martin-Disteli-Strasse 27 4601 Olten www.samaritani.ch


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