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SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani
In viaggio sicuri 6 VENIAMO AL PUNTO Primi soccorsi sui mezzi pubblici
14 ATTUALITÀ
Ricerca fondi, una missione comune
28 SEZIONI
Intervista alla giovane Giulia Speziale di Maggia
OGNI IMPEGNO RICHIEDE UNA BASE SOLIDA
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EDITORIALE
In viaggio Care samaritane, cari samaritani, allora, nel 2008, ero ancora nella Commissione di gestione. Quell’anno, al congresso della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) svoltosi a Briga, la speciale «commissione cerca» mi ha convinto a presentare la candidatura per un posto nel Comitato centrale FSS. Così, nel 2009, sono effettivamente stato eletto dall’assemblea generale per il mio primo mandato. E iniziò allora il mio appassionante e interessante viaggio. A quei tempi pensavo: «12 anni d’impegno e poi sarò vecchio e mi ritirerò dalle cariche pubbliche.» Ora che il viaggio sta per terminare, non mi sento affatto vecchio, anzi! Sì, è vero: alcune cariche le ho lasciate, ma lasciare questa in seno alla FSS mi riesce difficile. Ma è giusto che sia così. Un viaggio è sempre fatto di alti e bassi, di successi e di crisi intense. L’aspetto umano, le amicizie, i comitati cantonali, tutti i samaritani che ho potuto incontrare e conoscere mi hanno dato ogni volta la carica e l’energia per continuare nel mio lavoro. Da queste colonne vi ringrazio tutti di cuore! Viaggiare per tutta la Svizzera mi ha dato tanta soddisfazione; l’energia costantemente percepita – anche in momenti difficili – mi ha spronato a portare avanti progetti, incombenze, riunioni e tanto lavoro. Il viaggio più bello? Ho partecipato a più di 40 assemblee cantonali; e gli eventi rimasti nel mio cuore sono davvero parecchi. Ricordo con particolare piacere ed emozione l’intero anno di lavoro volontario quale capo dell’apposito Comitato d’organizzazione che, assieme a Thomas Brocker, ha coronato l’impegno il 18 maggio 2013 salutando alla stazione di Tenero le centinaia di samaritani giunti in Ticino con un treno speciale per festeggiare il 125º anniversario della FSS.
Nostalgia, curiosità? Vedi il video nel sito della Federazione svizzera dei samaritani, sotto Giubileo a Tenero. Durante un viaggio non splende sempre il sole, ogni tanto ci sono le nuvole, i temporali e le tempeste. In veste di vicepresidente del Comitato centrale ho vissuto tutte queste situazioni, mi sono congedato da persone che sono state molto importanti per la FSS, persone che hanno scritto parte della storia del nostro movimento samaritano svizzero. Ricordo tanti bei momenti, tante emozioni, ma anche decisioni difficili ed errori! Che viaggio arricchente! In 12 anni ho vissuto molti cambiamenti. A tutte le persone che mi hanno accolto, integrato e coinvolto vada tutta la mia sincera riconoscenza. Il ticinese dice: Grazie a tutti voi, io ho «dato» e ritengo anche parecchio… Il prossimo mese di giugno scade il mio mandato, ho sempre tenuto duro grazie anche alle mie colleghe e ai miei colleghi di comitato. Mi ritiro dunque con spirito grato e sereno e resto con piacere a bordo come passeggero. Sono fiducioso e convinto che noi tutti, samaritani svizzeri, siamo sulla buona strada e che, nel nostro viaggio, sapremo affermarci e farci apprezzare dalla popolazione e dalle autorità anche in futuro!
RENATO LAMPERT Vicepresidente della Federazione svizzera dei samaritani
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6 PRIMI SOCCORSI SU AUTOBUS E TRENI 11 INCIDENTI IN MOTO: TOGLIERE IL CASO O NO? 12 CORRIDOIO DI SOCCORSO: LE DOMANDE E LE RISPOSTE PIÙ IMPORTANTI
INDICE 9 INSERTO SPECIALE La nuova strategia spiegata in modo semplice e in formato tascalbile 14 FUNDRAISING La ricerca di fondi, un compito congiunto della federazione 17 DAGLI ARCHIVI Il Segretariato FSS attivo da 100 anni con la sede a Olten 4 oggi samaritani 2/2021
18 INTERVISTA Il capo settore Benjamin Kuoni ci parla di formazione e volontariato
22 DONAZIONI DI SANGUE Gli effetti della pandemia da Covid-19 sulle azioni di donazione
19 FONDO MARIA-FISCHER Un'opportunità per le sezioni di montagna
24 TOCCA A VOI Cruciverba e Sudoku per i nostri lettori
20 SOLIDARIETÀ Giacche samaritane donate dalla Svizzera ai soccorritori rumeni
25 DALLO SHOP La pratica farmacia outdoor per i viaggi e lo svago all’esterno
IMPRESSUM «oggi samaritani» 2/2021 Data di pubblicazione: 12 maggio Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra. Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 22 600 copie Redazione Christoph Zehnder (cze) Matthias Zobrist (mzo) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten
26 SEZIONI E ASSOCIAZIONI I samaritani aiutano il personale delle case per anziani
29 DALLA FAMIGLIA CROCE ROSSA L’imparzialità è il principio della CRS per l’anno 2021
28 SALVARE UNA VITA Grazie alle nozioni apprese con gli Help, Giulia Speziale di Maggia ha salvato la vita a un ciclista
31 INFORMAZIONI Contatti e scadenze utili per i nostri lettori
Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli SA, 3001 Berna
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VENIAMO AL PUNTO PRIMI SOCCORSI SUI TRASPORTI PUBBLICI
IN VIAGGIO SICURI SU TRENI E AUTOPOSTALI Treni e autobus sono considerati mezzi di trasporto molto sicuri. Ciononostante, durante il tragitto possono verificarsi situazioni di emergenza. In questi casi, i samaritani aiutano a garantire che il primo soccorso sia fornito rapidamente. TESTO: Christoph Zehnder / m.z
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Dove molte persone sono in movimento, non si possono mai escludere situazioni d’emergenza. Le aziende di trasporto pubblico prendono quindi delle precauzioni.
Le situazioni di incidente stradale fanno parte del repertorio standard di molti corsi di primi soccorsi. Dopo tutto, i corsi soccorritore che molte sezioni samaritane propongono da decenni sono obbligatori per i futuri conducenti. Tuttavia, le emergenze non si verificano solo nel trasporto privato. Chiunque viaggi con i trasporti pubblici, infatti, può venirsi a trovare improvvisamente in una situazione in cui qualcuno ha bisogno di aiuto. Le compagnie di trasporto sono responsabili della sicurezza dei loro passeggeri. Cosa ciò significhi in pratica e cosa abbia a che fare con i samaritani, lo scopriamo mettendoci in viaggio. Per la nostra prima tappa prendiamo l’autobus. Nessun altro mezzo di trasporto pubblico è usato più spesso in Svizzera. Un autista professionista siede al volante. Gli autisti professionisti hanno una grande responsabilità, soprattutto quando trasportano passeggeri. In Svizzera, per il trasporto di passeggeri in automobili e autobus (categoria D), così come per i minibus con più di otto posti, occorre non solo essere in possesso di una patente di guida, ma anche di un certificato di competenza come prova della loro formazione; il comportamento corretto nelle emer-
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«Senza una formazione continua, gli autisti non possono guidare.»
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genze è infatti una componente fondamentale di questa formazione. Oltre alle misure di primo soccorso di base, l’istruzione comprende anche la valutazione della situazione, l’allarme, il salvataggio dei feriti o l’evacuazione del veicolo in caso di incendio. Questi obiettivi di apprendimento sono indicati nell’Ordinanza sull’ammissione degli autisti (OAut).
Senza corso, nessun permesso di guida Molte sezioni samaritane propongono i cosiddetti corsi OAut (o corsi CZV), che sono fatti su misura per la formazione continua degli autisti. Questi corsi sono richiesti anche durante la pandemia, come conferma Heidi Signer della sezione samaritana di Schönholzerswilen (TG). «I partecipanti oggi samaritani 2/2021 7
VENIAMO AL PUNTO PRIMI SOCCORSI SUI TRASPORTI PUBBLICI
Gli autisti di autobus hanno una grande responsabilità. Il primo soccorso è una parte importante della loro formazione.
ne hanno infatti bisogno in modo assoluto: senza una formazione regolare, non possono guidare», spiega l’istruttrice del corso. I clienti della sezione provengono da ditte di trasporto, ma sono anche autisti indipendenti o impiegati di aziende di trasporto pubblico. Anche se i requisiti sono rigorosi, il team di istruttori è molto creativo nel programmare il corso. Per gli esercizi pratici, a volte si fa capo a un trattore, o viene chiesto uno scuolabus con dei bambini. «Tutto questo è molto utile per i partecipanti», afferma Heidi Signer. Gli autisti confermano che i corsi di primo soccorso sono più utili di altri corsi. Ma la cosa più importante, secondo Signer, è che imparino davvero qualcosa.
Allarme con pulsante o telefono Dall’autobus passiamo al treno. In nessun altro Paese europeo si viaggia di più in treno che in Svizzera. Per abitante, circa il doppio di chilometri rispetto alla Francia o alla Germania. Le FFS trasportano circa 1,25 milioni di passeggeri al giorno. L’anno scorso erano un po’ meno a causa della pandemia, ma il treno rimane uno dei mezzi di trasporto preferiti dagli svizzeri. E laddove ogni giorno viaggiano assieme così tante persone, gli incidenti di tipo medico sono destinati a succedere. Un’emergenza su un treno in movimento è una sfida particolare per tutte le persone coinvolte. Ma 8 oggi samaritani 2/2021
per fortuna questi incidenti si verificano raramente. «Stiamo parlando di un numero basso, a due cifre, di casi all’anno», ci precisa il portavoce delle FFS Daniele Pallecchi. Tuttavia, se succede, come per qualsiasi emergenza bisogna allertare le autorità competenti. I passeggeri e il personale dei treni possono contattare la Polizia ferroviaria (Polfer) tramite il numero d’emergenza 0800 117 117. I convogli della S-Bahn hanno anche un pulsante d’emergenza nell’area di ingresso per un collegamento diretto con il centro d’emergenza della Polizia ferroviaria. Una volta azionato l’allarme, la centrale operativa coordina tutti i passi successivi. A proposito, nella maggior parte dei casi il pulsante d’allarme e il numero d’emergenza sono più efficaci del freno d’emergenza. Questo dovrebbe essere azionato solo in caso di assoluta emergenza, come quando un treno si mette accidentalmente in movimento, spiega Daniele Pallecchi. E questo perché se il treno si ferma da qualche parte lungo il percorso a causa di una fermata d’emergenza, a volte ci vuole ben più tempo affinché sul posto arrivino i soccorritori professionisti. E se il treno si dovesse fermare addirittura in una galleria o su un ponte, sarebbe molto più difficile se non impossibile per i servizi di soccorso arrivare sul posto. Ecco perché i macchinisti, entro pochi secondi, possono anche «ponteggiare» (inibire) il freno d’emergenza. «In caso di incidente grave, il
ATTUALITÀ
La strategia in breve Con la nuova strategia integrata della FSS, i samaritani sono avviati sulla strada del futuro. Ma quali sono in effetti i contenuti della strategia? Cosa c’è dietro i concetti di «visione» o di «campi d’azione»? Un pratico opuscolo e un video riassumono gli aspetti più importanti della nuova strategia. I rappresentanti delle associazioni cantonali e delle sezioni samaritane assieme ai membri del Comitato centrale e ai collaboratori del Segretariato FSS hanno sviluppato una nuova strategia per rendere il movimento samaritano svizzero adatto e pronto alle sfide future. Il risultato di questo lavoro è la strategia della FSS denominata «Samaritani del futuro», strategia ampiamente sostenuta e approvata dai delegati durante l’ultima assemblea generale. Nel corso di tutto il processo di sviluppo della strategia, la FSS ha sempre riferito sul processo stesso e sulle pietre miliari attraverso le apposite newsletter come pure con articoli mirati sulla rivista federativa «oggi Samaritani». Un’informazione trasparente rimane infatti un pilastro importante nella fase di attuazione dei progetti strategici.
Un opuscolo e un video Un opuscolo informativo riassume in modo semplice e comprensibile tutti gli aspetti più importanti della strategia. Esso mostra cosa rappresentano i samaritani (missione), la direzione che intendono seguire in futuro (visione), e come arriveranno ai traguardi prefissati. In questo modo, in poche pagine, i lettori apprendono la base per l’attuazione concreta della strategia, che è stata lanciata all’inizio dell’anno con cinque progetti. Lo sguardo al futuro avviene anche in forma digitale grazie a un video esplicativo e semplice di 90 secondi circa che riassume in immagini l’essenza della nuova strategia. Un’informazione rapida ideale per tutti.
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VENIAMO AL PUNTO PRIMI SOCCORSI SUI TRASPORTI PUBBLICI
treno viene quindi fermato in un luogo facilmente accessibile agli enti di soccorso», afferma il portavoce delle FFS, «per esempio alla stazione più vicina all’ospedale più prossimo. La nostra centrale operativa avviserà i soccorsi in modo tale che un’ambulanza sia già pronta alla stazione.» Come per qualsiasi emergenza, è importante non perdere tempo. I passeggeri di treni con conduttori o assistenti dei clienti devono anche informarne subito quest’ultimi, che a loro volta hanno la possibilità di allertare un medico grazie a un apposito appello.
Ben formati ed equipaggiati Da anni, la Federazione svizzera dei samaritani forma i dipendenti delle Ferrovie federali (FFS). Tra i partecipanti ai corsi, ci sono tutti i tipi di collaboratori: dagli operai ferroviari sui binari agli assistenti dei clienti, dai conduttori fino ad altri impiegati. E naturalmente pure i macchinisti, che devono anche essere in grado di applicare le misure salvavita d’emergenza e devono aggiornare regolarmente queste conoscenze. I membri della Polizia ferroviaria, nella loro formazione di base, ricevono addirittura delle nozioni più approfondite e complete sui primi soccorsi. Sono inoltre formati in medicina d’urgenza in modo che possano anche fornire assistenza in situazioni a rischio. Nella formazione continua e nei corsi di aggiornamento, le nozioni di primo soccorso vengono ripetute ed esercitate regolarmente. E come si presenta, in realtà, la situazione del materiale di primo soccorso sui treni? Dopo tutto, lo scompartimento di un treno non è una postazione sanitaria, e senza l’attrezzatura giusta le possibi-
lità di primo soccorso sono limitate. «Tutti i treni passeggeri delle FFS sono dotati di una farmacia di pronto soccorso a bordo», precisa Daniele Pallecchi. I convogli a lunga percorrenza più recenti dispongono anche di apparecchi defibrillatori. Sul treno FV Dosto (a due piani) o sul Giruno, che percorreva la vecchia linea del Gottardo, questi apparecchi sono chiaramente segnalati e accessibili. I defibrillatori automatici esterni (DAE) si trovano in un numero sempre più crescente di stazioni. Inoltre, nelle stazioni più grandi le FFS gestiscono i propri siti DAE, mentre altrove sono forniti in collaborazione con terzi, come le autorità locali. In caso di incidenti gravi, le FFS dispongono di un’organizza-
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«In caso di incidente grave, il treno deve essere fermato in un luogo facilmente accessibile
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zione d’intervento professionale con 330 collaboratori, treni spegnimento e salvataggio (TSS) e veicoli d’emergenza per la ferrovia e la strada. Questa unità d’intervento gestisce circa 7000 operazioni all’anno. Queste includono guasti nei sistemi di sicurezza, incendi, l’evacuazione di treni difettosi e molto altro. Raramente i passeggeri si accorgono di qualcosa. E questo poiché, tra l’altro, il compito dell’unità d’intervento è anche quello di evitare che le operazioni di soccorso sfuggano di mano. I treni spegnimento e salvataggio sono stazionati in diverse località della Svizzera (in Ticino a Biasca e Melide) e possono essere sul posto in breve tempo, anche di notte. I TSS possono così raggiungere qualsiasi punto della rete ferroviaria in 15-30 minuti.
Il mezzo di trasporto più sicuro
Il personale d’istruzione delle FFS e la Polizia ferroviaria sono formati al primo soccorso. In caso di incidenti gravi, un’unità d’intervento è rapidamente sul posto. Qui, un esercizio con organizzazioni di primo intervento (luce blu) nel tunnel di Bözberg. (Foto: SBB/Gaëtan Bally)
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Fortunatamente, il nostro viaggio si è svolto senza incidenti e arriviamo sani e salvi a destinazione. Ma ciò non deve sorprendere, dato che i trasporti pubblici sono considerati molto sicuri. Infatti, il rischio di un incidente mortale in automobile è sei volte più alto che in un autobus e quasi sessanta volte più alto che in un treno. Tuttavia, non si possono mai escludere completamente situazioni di emergenza, anche in treni, autobus, tram, ecc. È quindi sempre importante che qualcuno sia in grado di fornire in modo celere i primi soccorsi. Potrebbe anche non essere un samaritano, ma è molto probabile che la persona sia stata formata da un samaritano.
SAPEVATE CHE
Togliere il casco o no? La questione se il casco debba essere tolto dopo un incidente è una costante fonte di incertezza, anche tra gli stessi motociclisti. Primavera, tempo di giri in moto. Per molti, moto significa libertà e gioia di vivere. Ma significa anche un maggior rischio di incidenti. I motociclisti rappresentano un quarto di tutti i feriti gravi in incidenti stradali. Uno su dieci è ferito nella zona del-
1. Il soccorritore A afferra e fissa il casco con entrambe le mani, l’aiutante B apre la chiusura del laccetto sotto la gola.
le vertebre cervicali. I soccorritori sono quindi spesso incerti: togliere il casco o no? Questa domanda suscita continue discussioni, pure tra i motociclisti. Anche se in passato era gestita diversamente, la rimozione del casco è stata praticata ed esercitata per anni nei Corsi soccorritori dei samaritani. Ecco alcuni punti importanti da osservare. Se la persona coinvolta nell’incidente è cosciente, può al massimo decidere lei se togliersi il caso, addirittura può toglierselo da sola. Se una persona è incosciente, occorre toglierle il casco! In questo modo la vittima può essere messa in posizione laterale stabile. Con il casco indossato, non è possibile assicurare e liberare le vie aeree in posizione laterale dato che il vomito non può defluire correttamente. Il casco deve essere rimosso anche per consentire la rianimazione della vittima incosciente, e ciò poiché la lingua che cade all’indietro può ostruire le vie respiratorie e impedire l’esecuzione di una corretta ventilazione. A questo proposito, il casco si toglie meglio in due (vedi sequenza fotografica).
2. L’aiutante B afferra il mento e la colonna cervicale. Fa atten- 3. L’aiutante B continua a stabilizzare la colonna cervicale, zione a non spostarli. Il soccorritore A tira con attenzione il ca- il soccorritore A afferra la testa e stabilizza anche la colonsco verso di sé. na cervicale. La testa viene posata con cura.
4. L’aiutante B può rilasciare la sua stabilizzazione. Il soccorritore A stabilizza la colonna cervicale.
5. Posizionare la persona incosciente nella posizione laterale.
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BUONO A SAPERSI
Un corridoio per tutti gli enti di soccorso Dall’inizio dell’anno è obbligatoria la creazione di un corridoio di soccorso. In questo articolo, ecco le domande e le risposte più importanti e ricorrenti sul nuovo regolamento che può contribuire a salvare vite umane in caso di emergenza. TESTO: Christoph Zehnder / m.z I soccorritori sanno che in caso di emergenza ogni minuto conta. Se i soccorsi non arrivano sul posto perché bloccati nel traffico, le conseguenze possono essere fatali. L’obbligo di creare un corridoio di soccorso, entrato in vigore all’inizio dell’anno, ha proprio lo scopo fondamentale di evitare il più possibile queste situazioni. Il fine della nuova normativa è quello di garantire il fatto che i veicoli di soccorso (a luci lampeggianti blu) e gli altri servizi di emergenza possano raggiungere rapidamente la loro destinazione in caso di emergenza e che, nel contempo, gli ingorghi stradali vengano risolti celermente. In linea di principio, già oggi gli utenti della strada devono dare la precedenza ai veicoli di soccorso e il corridoio non è cosa nuova sulle autostrade svizzere. Ma questa era finora piuttosto una regola di buon comportamento e non un vero e proprio obbligo. La modifica della Legge federale sulla
circolazione stradale crea ora delle condizioni chiare in questo ambito. Chi non crea il corridoio di soccorso dovrà fare i conti con una multa. Come detto, il nuovo regolamento mira a garantire che persone infortunate o in necessità ricevano assistenza rapida. In casi estremi, un corridoio di soccorso può salvare delle vite. Naturalmente questo funzionerà solo se tutti gli utenti della strada si atterranno alla nuova disposizione. «La stragrande maggioranza degli utenti della strada rispetta molto bene le norme», confermano dalla ditta Schutz & Rettung Zürich. L’esperienza è generalmente buona e finora nessun utente della strada è stato segnalato per inadempienza. In alcuni Paesi, questo corridoio di soccorso è obbligatorio già da tempo, mentre in Svizzera non lo era ancora. In questo articolo, proponiamo le domande e le risposte più importanti e ricorrenti su questa novità:
LA FORMULAZIONE DELL’OBBLIGO DEL CORRIDOIO DI SOCCORSO «I veicoli che sulle autostrade e semiautostrade con almeno due corsie in una direzione circolano a passo d’uomo o sono fermi devono lasciare un corridoio libero per il passaggio dei veicoli della polizia, del servizio sanitario, del servizio antincendio, del servizio doganale e ausiliari tra la corsia di sinistra più esterna e quella situata alla sua destra.» La creazione di un corridoio di soccorso può salvare delle vite. (Foto: Wikipedia)
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Ordinanza sulle norme della circolazione stradale art. 36 al. 7
Quando devo creare un corridoio di soccorso? Non appena il traffico in autostrada o in semi autostrada si ferma, occorre creare un corridoio di soccorso.
Come si forma un corridoio di soccorso? In caso di traffico incolonnato, gli automobilisti devono lasciare spazio sufficiente (un varco) per il transito dei veicoli di emergenza tra la corsia di sinistra e quella di destra. Su un’autostrada a tre corsie, i veicoli al centro e a destra dovranno spostarsi a destra e quelli sulla corsia di sinistra dovranno chiudere sulla sinistra; ciò libera spazio sufficiente per consentire il transito dei veicoli di soccorso.
Il corridoio di soccorso è da farsi solo in autostrada? Il corridoio di soccorso deve essere formato principalmente sulle autostrade e semiautostrade. Nelle aree urbane o suburbane, è meglio spostarsi sulla destra, guidando a lato della strada, per consentire ai servizi di soccorso di transitare. Se necessario, i conducenti possono usare il marciapiede adiacente, con la dovuta attenzione.
Ma i veicoli di soccorso non potrebbero semplicemente usare la corsia d’emergenza (panne)?
sulla circolazione stradale (LCStr) e l’art. 36 capoverso 3 dell’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC).
Posso tornare sulla corsia precedente dopo il passaggio dei servizi di emergenza? Il corridoio di soccorso deve essere mantenuto per tutta la durata dell’ingorgo. Potrebbero infatti arrivare altre squadre di soccorso. Spesso è necessario anche l’intervento di un veicolo d’assistenza o di un servizio per la pulizia della carreggiata nel luogo dell’incidente.
I motociclisti possono usare il corridoio di soccorso o anche loro devono transitare a lato? Secondo l’art.47 capoverso 2 della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), se la circolazione è bloccata, i conducenti di motoveicoli devono rimanere al loro posto nella colonna dei veicoli.
E se gli altri non creano un corridoio per i soccorsi, devo farlo io? Colga l’occasione e mostri in modo esemplare agli altri utenti della strada come si crea il corridoio di soccorso. Accosti a lato e sicuramente vi imiteranno. Qualcuno deve pur cominciare!
Il corridoio di soccorso è già obbligatorio in alcuni Paesi a noi vicini. Al fine di creare un principio uniforme e una regola di condotta chiara e semplice per tutti i conducenti, la corsia d’emergenza per le panne in genere non viene utilizzata per il transito dei servizi di soccorso.
Se mi trovo sulla corsia di destra, posso spostarmi sulla corsia d’emergenza per creare il corridoio di soccorso? In caso di emergenza e allo scopo di permettere ai servizi di soccorso di transitare, è permesso utilizzare la corsia d’emergenza.
In caso di colonna, gli automobilisti devono lasciare spazio sufficiente per i veicoli di emergenza tra la corsia di sinistra e quella di destra – nel caso di strade a tre corsie tra la corsia di sinistra e le due corsie di destra. (Immagine: rettungs-gasse.ch)
Posso lasciare il mio veicolo durante un ingorgo quando il corridoio è formato? No, l’accesso dei pedoni alla carreggiata è vietato secondo l’art. 43 capoverso 3 della Legge federale oggi samaritani 2/2021 13
ATTUALITÀ
Raccolta di fondi come compito congiunto In qualità di organizzazione di volontariato, la Federazione svizzera dei samaritani dipende dal sostegno finanziario. Con una strategia di raccolta fondi integrata e mirata il potenziale dovrebbe essere sfruttato meglio a livello dell’intera federazione. In questo articolo, ecco le domande e le risposte più ricorrenti e importanti. TESTO: Christoph Zehnder / m.z
Attuazione della strategia integrata di raccolta fondi
Fundraising SamCH Visione 2024 FSS Coordinazione nazionale • Calendario della Colletta samaritana • Calendario colletta ZEWO (SamSam e FSS) • Materiale per Colletta samaritana • Formazione continua, coaching, garanzia di qualità • Scambio di esperienze Implementazione nationale • Mail di raccolta fondi FSS • Grandi donazioni-Fundraising (Major Donor) • Legati, fundraising (eredità) • Azioni con bancarella (fundraising verbale) • Collaborazione nazionale con ditte (sponsoring) • Fondazioni (partenariati di progetto) • Altre misure di raccolta fondi
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Associazioni cantonali
Sezioni samaritane
Coordinazione cantonale • Pianificazione delle azioni di fundraising cantonale • Informazione attività e successi
Implementazione regionale/locale • Attività di comunicazione • Azioni con bancarelle/stand • Coinvolgimento dei volontari • Altre attività
Implementazione cantonale • Comunicare ed eseguire azioni di fundraising • Valutazione e sviluppi successivi
Volontari • Attività di fundraising • Reclutamento di nuovi soci donatori attraverso la Colletta samaritana • Acquisizione di nuovi donatori attraverso approcci personali • Cura dei rapporti con i donatori
Colletta samaritana 2014–2020 2 500 000
914
879 765
2 000 000
713
701
683 521
1 500 000
1 000 000
500 000
0
2014
2015
2016 Ertrag Entrate
2017
2018
2019
2020
Teilnehmende
Partecipanti
1. Perché occorre una strategia di raccolta fondi congiunta e in rete?
3. Cosa pensano le sezioni e le associazioni della raccolta fondi?
Le nostre abitudini di vita stanno cambiando: siamo più mobili e flessibili che mai. Sia le situazioni di vita, che di lavoro e di famiglia cambiano più frequentemente e con esse le iniziative che siamo disposti a sostenere. Tutto questo si riflette anche sul mercato delle donazioni. In genere, le organizzazioni non profit e di volontariato raccolgono donazioni convincendo le persone sulla bontà e utilità del loro lavoro e conquistandone la fiducia. Nel movimento samaritano, la raccolta di fondi è stata finora tendenzialmente una questione locale. Le sezioni acquisiscono le donazioni laddove sono conosciute dalla gente. Dato che però oggi molte persone sono meno radicate a livello locale, ciò diventa sempre più difficile. Ecco perché è ancora più importante agire insieme, attraverso una rete globale di contatti.
Un sondaggio ha mostrato che la maggior parte delle sezioni e delle associazioni svolgono attività di raccolta di fondi, in particolare le Collette samaritane. In alternativa, o in aggiunta, organizzano proprie raccolte di fondi per posta o «porta a porta» o ancora raccolte con la presenza in bancarelle. Sezioni e associazioni sfruttano queste campagne anche per sensibilizzare la gente sulle loro prestazioni. Spesso, tuttavia, non hanno né il tempo né lo know-how per realizzare una raccolta mirata e sostenibile. Per esempio, solo una sezione o un’associazione su tre che invia lettere con richieste di donazioni dispone di una banca dati dei donatori. Anche qui, il sondaggio ha confermato un grande potenziale. Se ognuno però continua a coltivare solo il suo orticello, questo potenziale non potrà essere sfruttato in modo funzionale.
2. Su cosa si basa la strategia di raccolta fondi? Un apposito studio di fattibilità realizzato ancora prima della pandemia da coronavirus, ha mostrato il potenziale: chi conosce i samaritani apprezza il loro prezioso lavoro, le sezioni e le associazioni cantonali sono ben ancorate localmente e, con circa 20 000 membri attivi e 2800 membri giovani, i samaritani sono attivi in tutta la Svizzera. Questi sono davvero buoni requisiti di base per entrare nel mercato delle donazioni. Molte sezioni possono contare sul fedele sostegno della popolazione della loro regione. Tuttavia, coloro che non hanno un legame diretto (attraverso l’esperienza e i contatti personali) spesso sanno poco del lavoro samaritano. Lo studio ha dimostrato che queste persone possono essere raggiunte attraverso azioni mirate di raccolta fondi. Le esperienze dei mailing di raccolta fondi effettuate lo scorso anno hanno confermato questa tesi.
4. Quale ruolo ha il fundraising nella nuova strategia federativa? Alla fine del 2020, i delegati delle associazioni e delle sezioni hanno approvato la nuova strategia della FSS. Uno degli obiettivi dichiarati di questa strategia è un modello di finanziamento equilibrato per l’intera federazione. Attualmente, il finanziamento si basa su pochi pilastri (tasse, tariffe dei corsi). Se dovesse verificarsi una carenza in uno di questi settori, il sistema comincerebbe rapidamente a vacillare. Il fundraising è quindi un ulteriore pilastro che conferisce alla FSS una maggiore stabilità finanziaria e rafforza l’intera organizzazione.
5. Quali sono i vantaggi per la sezione di una raccolta di fondi congiunta? La raccolta di fondi richiede tempo. Grazie a una raccolta di fondi integrata e mirata, si allevia la presoggi samaritani 2/2021 15
ATTUALITÀ
sione sulla base, sia in termini di tempo che di finanze. Il Segretariato FSS realizza le misure e ne sostiene i costi e il relativo rischio. Il ricavato netto è diviso tra le associazioni cantonali e il Segretariato FSS. In questo modo, le sezioni e le associazioni possono essere scaricate dal dover finanziare il Segretariato centrale. Le associazioni cantonali impiegano la loro quota finanziaria a beneficio delle attività non profit delle associazioni stesse e delle sezioni della loro regione. Le sezioni beneficiano così direttamente e indirettamente delle misure di raccolta fondi coordinate a livello centrale.
sono stagnanti e sempre meno sezioni vi partecipano. La strategia di raccolta fondi prevede che, in futuro, le sezioni e le associazioni assumeranno da sole i costi del materiale necessario e delle spese postali per la colletta. In cambio, però, terranno per loro l’intero ricavato della loro colletta. Il Segretariato FSS continuerà a sostenerle con consigli e assistenza, modelli di testo e con la creazione di materiale d’accompagnamento. Le attività annuali di raccolta fondi saranno pianificate e coordinate per tempo grazie a un calendario di raccolta congiunto.
6. E cosa succede alla tradizionale Colletta samaritana?
La visione sulla «raccolta fondi» è stata presentata alla conferenza della federazione nel gennaio 2021 e successivamente è stata rivista in base ai feedback ricevuti e quindi presentata alla Conferenza dei presidenti del 13 marzo scorso. Sulla base del concetto «Visione fundraising 2024», il Segretariato FSS e i membri stanno ora lavorando allo sviluppo di una raccolta fondi congiunta.
L’annuale Colletta samaritana continuerà a essere una data fissa nel calendario. È infatti un appuntamento importante per mantenere e costruire relazioni e contatti con la popolazione locale. Proprio qui risiede la grande forza delle sezioni. Nessuno meglio di loro conosce la situazione nella regione. Ma i risultati complessivi della Colletta samaritana
7. E ora cosa succede?
BREVE INTERVISTA «Una raccolta fondi di successo può ottenere di più» Cosa determina il successo di una raccolta di fondi? Spesso al concetto di successo di una raccolta di fondi si lega il fatto di ottenere il maggior numero di donazioni con il minor investimento finanziario possibile. Tuttavia, dal mio punto di vista, ciò non comprende tutti gli aspetti: una raccolta fondi di successo può infatti ottenere molto di più; i donatori possono essere raggiunti e conquistati per la «causa» della donazione e si possono reclutare amici e alleati nell’organizzazione. E se, grazie a questi sostenitori, diventa possibile realizzare i compiti dell’organizzazione e se anche il fundraising è il benvenuto ed è apprezzato nell’organizzazione, allora posso davvero parlare di un fundraising di successo. In un’organizzazione come la Federazione svizzera dei samaritani con le sue associazioni cantonali, le sezioni e una sede centrale, come deve essere organizzata la raccolta di fondi? Dove ha senso, si fa una raccolta di fondi nazionale, e dove ha senso una raccolta a livello regionale. Più il contatto personale tra il donatore e i livelli organizzativi della raccolta è distanziato, più l’approccio col donatore diventa impersonale. Ciò significa che una raccolta di fondi tra la popolazione tramite lettere di richiesta di donazioni dovrebbe essere organizzata a livello nazionale. Ciò si rivela efficiente e conveniente, anche per il fatto che la campagna proviene da un’«unica fonte». Viceversa, quanto più l’organizzazione è vicina ai donatori, tan16 oggi samaritani 2/2021
to più ha senso che la raccolta di fondi venga effettuata dalle sezioni samaritane. I soci delle sezioni samaritane sono spesso molto conosciuti nelle loro singole regioni e possono, per esempio, richiedere di persona il sostegno durante le campagne di raccolta fondi. Tutto questo non può essere attuato a livello nazionale. Chi sono i donatori che sostengono i samaritani? A tutt’oggi non possiamo ancora dirlo di preciso; tra 2 o 3 anni faremo un’analisi in merito. Oggi possiamo supporre che i nostri donatori appartengano all’85% della popolazione di donatori in Svizzera, che abbiano dai 55 anni in su e che la loro donazione annuale – per economia domestica – sia di 300 franchi e, non da ultimo, che donano perché sono convinti della bontà del lavoro svolto dai samaritani e ne condividono i principi e valori. Inoltre desiderano fare qualcosa di buono e suscitare così una buona sensazione in loro stessi. Dati personali: Felizitas Dunekamp, amministratrice delegata della Dunekamp GmbH, un’agenzia per il fundraising e la consulenza, lavora nel campo del fundraising da quasi 20 anni. Nel 2019, ha condotto uno studio di fattibilità per conto della FSS e sta sostenendo la federazione nella realizzazione della strategia integrata di raccolta fondi.
DAGLI ARCHIVI
Una sede propria da 100 anni Il 1º maggio del 1921, la sede a Olten del Segretariato della Federazione svizzera dei samaritani cominciò ufficialmente ad operare. Fino ad allora, la FSS era stata gestita a rotazione dalle sezioni. TESTO: Christoph Zehnder / m.z Nei primi anni di vita del movimento samaritano, era consuetudine che una sezione assumesse la direzione dell’organizzazione per un periodo di tre anni. La Federazione svizzera dei samaritani, infatti, non aveva una sede effettiva. La sezione «Vorort», come veniva chiamata in tedesco la sezione di gestione, inizialmente si alternava in modo irregolare tra Berna e Zurigo. Nel 1909 questo compito direzionale fu affidato a Baden e tre anni dopo alla sezione di Olten. Negli anni seguenti, tra i disordini della prima Guerra Mondiale e dell’influenza spagnola, non fu considerato opportuno cambiare la sezione di gestione. Contemporaneamente, però, i samaritani ricevettero un grande afflusso di nuovi membri. Così dal 1910 in poì, il numero di sezioni quasi raddoppiò, con l’assunzione anche di nuovi compiti. Tutto ciò ha richiesto maggior impegno per la sezione sede nella gestione dei volontari: la stessa diventava centro di informazione, mediatrice, centro educativo e aiutava a procurarsi il materiale necessario per i corsi.
Nel 1921 Arnold Rauber è stato eletto primo segretario centrale.
L’attuale sede ubicata nella Martin-Disteli-Strasse fu costruita solo anni dopo.
Fino ad oggi, posizione vantaggiosa La realizzazione di una sede permanente si è rivelata un passo importante per l’ulteriore sviluppo del movimento samaritano. Tuttavia, ci furono anche delle proposte di trasferimento della sede. Nel 1968, ad esempio, l’associazione cantonale vodese aveva presentato una richiesta volta a valutare uno spostamento della sede della FSS a Berna. Si sosteneva che ciò avrebbe permesso e facilitato una migliore collaborazione con le autorità federali e con la Croce Rossa Svizzera. Questa proposta dimostrò però di non avere concrete possibilità di riuscita e i promotori la ritirarono. E così la sede del Segretariato FSS è rimasta a Olten fino ai giorni nostri; la sua posizione centrale – e quindi la buona accessibilità per i soci da tutte le parti della Svizzera – è un vantaggio, oggi come 100 anni fa.
L’obiettivo era la continuità Nel 1920, l’assemblea dei deputati decise di riorganizzare in modo radicale la federazione. Il cambiamento più importante fu la creazione di un segretariato permanente. «Lo sviluppo della Federazione svizzera dei samaritani e l’aumento del loro lavoro negli ultimi anni hanno sollecitato questa soluzione», si leggeva nel relativo Rapporto annuale 1920/1921. La scelta di Olten come sede centrale non si è basata unicamente su considerazioni di natura geografica. Con la nomina dell’allora presidente centrale Arnold Rauber come primo segretario centrale a tempo pieno, la FSS ha puntato soprattutto sulla continuità. Il 1º maggio 1921 il segretariato permanente iniziò ufficialmente l'attività sotto la sua direzione. L’ufficio-segretariato era a casa sua.
Uno sguardo sui locali del primo ufficio della FSS. (Foto: Archivio)
DOMANDE E RISPOSTE
«La formazione è al centro della Federazione svizzera dei samaritani» Dal gennaio 2021 Benjamin Kuoni è responsabile del settore Formazione e gestione del volontariato in seno alla Federazione svizzera dei samaritani. In questa intervista, l’esperto di formazione spiega l’assetto futuro di questo specifico settore della FSS e quale importanza ha nel movimento samaritano.
INTERVISTA: Matthias Zobrist / m.z Benjamin Kuoni, dal 1º gennaio scorso lei ha assunto la direzione del settore Formazione e gestione del volontariato in seno alla FSS. Come ha iniziato? Benjamin Kuoni: Le prime settimane sono state intense e allo stesso tempo molto motivanti. Alcune sfide complesse devono ora essere affrontate e superate rapidamente. Sin dall’inizio del mio incarico, il mio team mi ha accolto apertamente e mi ha dato un grande sostegno. La situazione creatasi con la pandemia da coronavirus ha reso il mio inizio speciale dato che posso organizzare molte delle riunioni solo online. Tutti noi lavoriamo il più possibile in un ufficio, ma da casa. Ciò richiede molta più coordinazione. Dobbiamo costantemente trovare soluzioni creative in modo da poterci ancora incontrare e scambiare idee come una squadra – per esempio con il nostro regolare «spuntino digitale» fatto ora via videochiamata.
Attualmente tutto il sistema samaritano è in fase di riorientamento. Questo cosa significa per il settore della formazione? La formazione è un settore centrale delle prestazioni della FSS. Negli ultimi anni, l’ambito formativo e le esigenze dei clienti sono cambiati significativamente. Inoltre, la FSS sta vivendo un riorientamento di carattere strategico. Questo vale e deve essere preso in considerazione in ogni decisione riguardante la formazione futura in seno alla FSS. Un settore nel quale vogliamo progredire è sicuramente quello della digitalizzazione. In questo ambito, l’approccio d’apprendimento misto (blended learning) giocherà un ruolo molto importante. La trasmissione di conoscenze dovrebbe avvenire sempre più via online, in modo individuale e flessibile. Nella formazione in aula, l’attenzione si con18 oggi samaritani 2/2021
centrerà invece sull’applicazione pratica. Vogliamo incorporare questo approccio nella formazione dei samaritani, ma anche in generale nei nostri corsi per la popolazione e per le aziende.
Così come il panorama della formazione, anche il volontariato è cambiato molto negli ultimi anni. Quali sono gli obiettivi della FSS in questo settore? Nell’ambito del volontariato vedo un grande potenziale per la nostra organizzazione e per il reclutamento di nuovi membri. Al momento attuale, tuttavia, stiamo sfruttando solo una piccola porzione di questo potenziale. Anche in questo campo d’attività ci sono stati e ci sono ancora sviluppi molto dinamici che dobbiamo seguire se vogliamo avere successo. Ad esempio, i volontari di oggi non vogliono più impegnarsi a lungo termine. Molti vogliono essere coinvolti in modo flessibile e, ad esempio, su un singolo progetto. Dobbiamo quindi riuscire a sviluppare progetti attraenti e opportunità di impiego flessibili per la FSS.
Fino a poco tempo fa, lei è stato responsabile della formazione in seno alla Protezione civile del Canton Soletta. Cosa possono imparare, l'uno dall'altro, samaritani e Protenzione civile? Il principio svizzero della milizia significa che molte persone ben addestrate e capaci sono impegnate sia nella protezione civile che nella FSS. Il potenziale di conoscenze e competenze è enorme. Riconoscere questo potenziale e metterlo in opera in modo mirato ha una lunga tradizione nelle forze armate e nella protezione civile. Certamente, la FSS può trarre ispirazione da questo. D’altra parte, la FSS è formata da molti membri che si dedicano al movimento samaritano con tanta passione e motivazione. La dimostrazione pratica e visibile di questa passione e competenza, l’abbiamo vista nella gestione della pandemia. In genere, però, penso che sarebbe importante conoscersi meglio per poter trarre vantaggio l’uno dall’altro e lavorare insieme in modo ancora più efficace.
Chi è Benjamin Kuoni: (36 anni) dal 1º gennaio 2021 dirige il settore Formazione e gestione del volontariato in seno alla FSS dei samaritani ed è membro della Commissione di gestione. Fino a pochi mesi fa, era responsabile della pianificazione, della gestione e dell’ulteriore sviluppo nel campo della formazione presso la Protezione civile del Canton Soletta. In precedenza, Benjamin Kuoni ha lavorato nel campo dell’istruzione all’Ufficio federale della Protezione civile e come ufficiale di professione nell’Esercito svizzero, settore della formazione. Ha un diploma commerciale VSK (scuola svizzera di management), un bachelor in scienze politiche all’ETH e quest’anno completerà il suo diploma di educatore per adulti FSEA II quest’anno.
ZONE DI MONTAGNA, SOCCORRITORI PIÙ FORTI La Federazione svizzera dei samaritani ha ricevuto 150 000 franchi dal patrimonio della dottoressa Maria Fischer tramite l’Aiuto svizzero alla montagna. Questo fondo sarà utilizzato per migliorare l’assistenza sanitaria di base nelle zone di montagna. Maria Fischer (1904–1995) era medico e appassionata d’alta montagna. Durante le sue escursioni in montagna, aveva notato che l’assistenza medica di base nelle zone di montagna era (ed è) spesso peggiore di quella in pianura. Ad esempio, quando un medico di famiglia in queste comunità montane va in pensione o si trasferisce, la ricerca di un successore è spesso difficile. Questo si traduce in lacune nelle cure mediche. Per questo motivo, nel suo testamento Maria Fischer ha fatto un lascito all’Aiuto svizzero alla montagna. Quest’ultimo ha creato il Fondo Maria Fischer con l’obiettivo di garantire l’assistenza medica di base nelle regioni di montagna e di promuovere lo sviluppo e il rafforzamento dei soccorritori. L’Aiuto svizzero alla montagna ha quindi messo a disposizione della Federazione svizzera dei samaritani 150 000 franchi da questo fondo.
Un’opportunità per le sezioni Con questa somma di denaro, le due organizzazioni vogliono sostenere le sezioni samaritane e i loro Gruppi giovanili nella creazione di un locale di pronto soccorso nelle comunità di montagna. È qui che i residenti dei comuni di montagna dovrebbero potersi rivolgere in caso di emergenza. Per attrezzare questi locali, le sezioni possono ottenere a condizioni di favore materiale di primo soccorso dallo Shop samaritano. Le sezioni di montagna ricevono pure un sostegno finanziario al fine di permettere loro di offrire alla popolazione locale corsi di primi soccorsi a prezzi di favore. Inoltre anche la formazione qualificata di volontari atti ad assistere la popolazione in caso di emergenze deve essere sostenuta finanziariamente. Il formulario di richiesta per l’annuncio di un progetto come pure la lista dei comuni in zona di montagna si trovano sul sito web www.samaritani.ch/maria-fischer-fonds. In Svizzera sono considerati comuni di montagna quelli ubicati sopra gli 800 m s.l.m. Se avete domande, basta contattare berghilfe@samariter.ch. (FSS)
Kandersteg: uno degli 814 comuni di montagna della Svizzera. (Foto: Matt Foster)
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DIETRO LE QUINTE
Giacche dei samaritani per i soccorritori rumeni Equipaggiamento samaritano non più usato in Svizzera trova una nuova vita in un altro Paese: la FSS, infatti, ha donato 20 giacche samaritane a una giovane organizzazione umanitaria in Romania, dove gli abiti proteggeranno dal vento e dalle intemperie i soccorritori volontari locali. TESTO: Christoph Zehnder / m.z FOTO: SRAU La Romania non è un Paese ricco e la pandemia non facilita di certo la già precaria situazione. Questo rende ancora più urgente il sostegno alla popolazione da parte di attori e organizzazioni non statali. A Gala˛ti, una città di 250 000 abitanti nell’est
del Paese, l’organizzazione «Asocia˛tia pentru Salvare, Recuperare s˛ i Ajutor Umanitar» (cioè Associazione per il salvataggio, il recupero e l’aiuto umanitario) sta lavorando in vari settori. Tra le altre cose, fornisce assistenza sanitaria di base, soprattutto alle persone che vivono in povertà, colmando una lacuna nel sistema sanitario locale. L’Associazione SRAU è stata fondata lo scorso anno da Octavian Dinu (attuale presidente) e conta a tutt’oggi circa 50 volontari d’età compresa tra i 17 e i 40 anni. L’associazione è sostenuta e affiancata, su base volontaria, da diverse infermiere, assistenti di cura e da due medici. «Siamo sì una giovane organizzazione, ma tutti noi abbiamo esperienza nei primi soccorsi», afferma il suo presidente e monitore. Ognuno dei membri è formato nelle misure salvavita BLS e alcuni hanno anche vaste nozioni ed esperienze di salvataggio. «Quale prossimo passo, vorremmo creare una squadra di ricerca e salvataggio e formare dieci volontari appositamente per questo», dice Octavian Dinu.
Prima cosa: togliere il logo dalle giacche
Le giacche sono state ri-etichettate. In basso c’è una nota che indica che si tratta di una donazione dei samaritani svizzeri.
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I volontari, più mal che ben equipaggiati, sono in funzione anche durante i freddi inverni rumeni. Nell’ottobre dello scorso anno, Octavian Dinu si è quindi rivolto alla Croce Rossa Svizzera chiedendo una donazione di abiti adeguati per i suoi volontari. In uno scambio di informazioni con la Federazione svizzera dei samaritani, si è poi scoperto assai rapidamente che quest’ultima, nel suo magazzino, aveva ancora in dotazione alcune giacche non
usate di diverse grandezze. Recando ancora il vecchio logo samaritano (stampato), questi indumenti non potevano più essere venduti. Tuttavia erano in perfette condizioni.
Slovacchia
Polonia
Ungheria
Prima di qualsiasi altro utilizzo, i loghi samaritani dovevano però essere rimossi e ciò poiché il simbolo della Croce Serbia Rossa è soggetto a una rigorosa protezione del marchio e può essere usato solo dalle organizzazioni della CRS. Proprio in ragione dell’alta qualità e della resistenza alle intemperie delle giacche, la scritta con il logo non può essere rimossa tanto facilmente. Infine, grazie alla collaborazione con la ditta fornitrice, l’elimina-
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«Le giacche sono fantastiche! Le indossiamo tutti i giorni.»
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zione del logo ha potuto avvenire con l’aiuto di uno spray speciale. Una volta rimossi i vecchi loghi, i capi d’abbigliamento – ciascuno composto da una giacca interna e una giacca antipioggia esterna – erano dunque pronti per la spedizione in Romania. Giunte sul posto, le divise hanno potuto essere indossate dai volontari già durante lo scorso inverno, proteggendoli dal freddo e dall’umidità.
Soccorsi per persone bisognose Come le sezioni samaritane in Svizzera, la SRAU lavora assieme alle autorità locali e agli enti di sicurezza. La sede sociale dell’associazione è messa a disposizione gratuitamente dalla città. «Siamo in procinto di aprire una stazione di primo soccorso su base volontaria e ne siamo molto entusiasti», afferma Octavian Dinu. Un altro progetto consiste nella riparazione di un vecchio veicolo ambulanza che è stato recentemente donato all’associazione. Per l’omologazione e il collaudo ufficiale, mancano però ancora le attrezzature necessarie, come respiratori o defibrillatori. Il veicolo sarà poi utilizzato per i servizi d’ambulanza e servirà come trasporto di emergenza per le persone socialmente sfavorite, come ad esempio «pazienti che altrimenti non possono permettersi il trasporto medico».
Ucraina
Moldova Romania
Galati Galat˛i si trova nell’est della Romania e conta circa 250 000 abitanti.
Bulgaria
«I verdi» sono sempre in pista L’associazione SRAU sostiene principalmente le fasce più povere della popolazione. Assieme alla polizia e ai donatori locali, ha lanciato una campagna sociale per i senzatetto. Di conseguenza, i volontari sono spesso in giro per le strade e grazie al loro abbigliamento ben visibile e unitario, sono ora immediatamente riconoscibili. La popolazione li chiama ufficiosamente «I verdi», alludendo proprio al colore della divisa. Nel frattempo, le ex giacche dei samaritani svizzeri sono state etichettate con il logo della SRAU. «Sono davvero fantastiche», osserva Octavian Dinu, «le indossiamo tutti i giorni.» Una piccola scritta in lingua rumena sul retro della giacca ne indica l’origine: «Queste giacche sono una donazione dei samaritani svizzeri». Un segno di gratitudine e allo stesso tempo un ricordo che la solidarietà non conosce confini.
Ulteriori informazioni www.facebook.com/SrauGalati
I volontari rumeni sono molto contenti delle loro nuove uniformi.
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PAGINE PARTNER
AZIONI MOBILI INDISPENSABILI La pandemia di Covid-19 ha ripercussioni anche sullo svolgimento delle azioni di donazioni di sangue: Anita Tschaggelar, capodivisione Servizio trasfusionale presso Trasfusione CRS Svizzera, lo spiega in un’intervista e parla del futuro delle azioni mobili. TESTO e FOTO: Trasfusione CRS
Signora Tschaggelar, che cosa ricorda in particolar modo del 2020? Mi è rimasta impressa la prima ondata di pandemia di Covid-19. Nel marzo 2020 è stato ordinato il confinamento e il divieto di manifestazioni, che all’inizio si applicava anche alla donazione di sangue. Abbiamo subito chiesto al Dipartimento federale dell’interno un’autorizzazione eccezionale. La Croce Rossa Svizzera disponeva di materiale all’epoca difficilmente reperibile, come ad esempio disinfettanti e mascherine, e in breve tempo ce lo ha messo a disposizione. Da allora in Svizzera è
Maggiori informazioni: www.trasfusione.ch 22 oggi samaritani 2/2021
sempre stato possibile donare sangue, a differenza di quanto è avvenuto in altri Paesi europei. Tuttavia, non potevamo più svolgere le grandi azioni mobili, ad esempio nelle scuole universitarie. Dall’oggi all’indomani è venuto meno circa un terzo delle donazioni di sangue pianificate.
Eppure l’approvvigionamento di sangue è stato garantito in ogni momento. Sì, è così. Le donatrici e i donatori di sangue sono stati molto solidali e sono venuti a frotte a donare, contribuendo così a mantenere l’approvvigionamento equilibrato. Tra l’altro, si sono aggiunti anche molte nuove donatrici e nuovi donatori. Per un lungo periodo abbiamo avuto persino troppe donazioni di sangue, poiché gli ospedali avevano temporaneamente sospeso le operazioni rinviabili e pertanto il fabbisogno di sangue era diminuito. Durante tutto l’anno il fabbisogno di sangue e l’approvvigionamento sono stati equilibrati.
«Le azioni mobili devono basarsi sulla domanda di gruppi sanguigni necessari, per evitare che i preziosi emoprodotti giungano a scadenza inutilizzati.»
Cosa ha implicato la pandemia di Covid-19 per le azioni mobili? Molte sfide in un solo colpo. I locali nei quali non potevano essere rispettate le misure di protezione hanno rappresentato un grande problema. I gruppi di volontari sul posto hanno cercato alternative, è stato impiegato il Trasfondibus e i Servizi trasfusionali hanno organizzato azioni popup. Alcune sezioni samaritane non hanno più potuto affiancare le azioni di donazione di sangue perché i loro volontari appartenevano a gruppi a rischio. La protezione civile è quindi accorsa in aiuto con il suo personale. Queste azioni dovevano essere organizzate dai Servizi trasfusionali in breve tempo.
Come si sono sviluppate le azioni mobili? In un primo momento è stato difficile valutare il numero di persone che avrebbe partecipato alle azioni, ma come già menzionato, le donatrici e i donatori erano numerosissimi. All’inizio questo ha comportato tempi di attesa alquanto lunghi, poi però si sono adeguate le procedure e le persone prenotavano in anticipo un appuntamento per la donazione di sangue. Ovviamente continua a mancare il lato sociale dopo la donazione di sangue, quando ci si incontra e si mangia qualcosa insieme.
Le azioni mobili sono un pilastro fondamentale dell’approvvigionamento di sangue. Lo saranno anche in futuro? Sì, sono e rimarranno significative. Nel 2020 hanno contribuito con il 45 per cento praticamente alla metà dell’approvvigionamento nazionale. È importante che anche queste azioni si basino il più possibile sul fabbisogno di sangue e i gruppi sanguigni necessari, per evitare che i preziosi emoprodotti giungano a scadenza inutilizzati.
Anita Tschaggelar, capodivisione Servizio trasfusionale presso Trasfusione CRS Svizzera e membro della direzione, è anche attiva come samaritana a titolo onorifico e presidente della sezione samaritana di Grosshöchstetten.
Cosa significa per le samaritane e i samaritani? A seconda della situazione vengono invitate alle azioni di donazione di sangue in modo mirato quelle persone il cui gruppo sanguigno in quel momento scarseggia. Forse sono un po’ meno numerose del solito, ma l’azione di donazione di sangue si rivela comunque un successo. Le samaritane e i samaritani dispongono delle conoscenze di base per spiegare alla popolazione queste correlazioni. L’intesa tra loro e i Servizi trasfusionali è un valido aiuto a livello di attuazione, così come lo sono gli strumenti digitali che mettiamo a disposizione, ad esempio il barometro della donazione di sangue o la prenotazione online.
Lei stessa è presidente di una sezione samaritana. Come organizza le azioni di donazione di sangue? Facciamo in modo che i membri della nostra sezione siano aggiornati su tutti gli aspetti concernenti la donazione di sangue, quindi anche sul fabbisogno di gruppi sanguigni, e possano dare informazioni. Ogni azione di donazione di sangue rappresenta per noi anche una piattaforma per far conoscere la nostra sezione nel villaggio e acquisire nuovi membri. Per il ristoro lavoriamo insieme a sponsor locali e cogliamo l’occasione delle azioni mobili di donazione di sangue per ampliare e approfondire la nostra collaborazione con loro. Ora online: rapporto annuale 2020 di Trasfusione CRS Svizzera: rapportoannuale2020.trasfusione.ch oggi samaritani 2/2021 23
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LA FSS INTENSIFICA LA COLLABORAZIONE CON TINOVAMED Dal 1º luglio 2021, la Federazione svizzera dei samaritani intensificherà la collaborazione già esistente e molto costruttiva con Tinovamed GmbH nel settore del merchandising. La cooperazione dei due affermati fornitori di uno shop porta vantaggi ad entrambe. La FSS beneficia di processi logistici snelli, di una moderna amministrazione digitale e della possibilità di attività di marketing integrate. Tinovamed, da parte sua, ne approfitta per espandere la sua competenza nella logistica con l’aggiunta del negozio di merci samaritane e del negozio di pronto soccorso.
Cosa cambia per i clienti? A seguito della collaborazione più intensa, la sede dello shop della FSS a Olten sarà eliminata e sarà integrata nell’infrastruttura di Tinovamed a Gerlafingen. Tuttavia, lo shop online e quindi la presenza dei samaritani rimarranno come prima. Anche dopo il 1º luglio 2021, i samaritani continueranno a beneficiare di offerte interessanti a condizioni vantaggiose sul sito www.shop.samariter.ch. Grazie alle sinergie appena create con Tinovamed, i samaritani disporranno però di una gamma ancora più ampia tra cui scegliere gli articoli desiderati. Ci sarà anche la possibilità di conoscere prodotti e abbigliamento in loco, nella nuova sede. oggi samaritani 2/2021 25
ASSOCIAZIONI E SEZIONI
Un ospite della Casa di cura e di riposo Ybrig a Unteriberg con la samaritana Monika Kimmig (Foto: APH Ybrig)
Un generoso segno di umanità Con missioni e attività in Case di riposo e case di cura, i samaritani aiutano e sostengono il personale, contribuiscono a contenere la pandemia e cercano di portare un raggio di sole ai residenti. TESTO: Christoph Zehnder / m.z La pandemia ha messo e mette tuttora sotto pressione le strutture dedicate alla cura e all’assistenza degli anziani. Ciò è stato di nuovo evidente al culmine della seconda ondata. L’assistenza e il sostegno hanno di nuovo dovuto essere ridotti al minimo, e i casi di malattia tra i collaboratori hanno ulteriormente aggravato la situazione in diversi istituti per anziani. Fino all’arrivo dei vaccini, non è stato un bel periodo, né per il personale, né per gli ospiti residenti. Per fortuna, in tutta la Svizzera molte case per anziani hanno potuto e possono contare sul sostegno dei samaritani. Nel Canton Svitto, ad esempio, i samaritani hanno alleviato il lavoro del personale della Casa di riposo e di cura Ybrig a Unteriberg. In particolare hanno assunto importanti compiti di cura che i collaboratori da 26 oggi samaritani 2/2021
soli non potevano più gestire. «Non erano compiti infermieristici», spiega il direttore della casa Martin Baumann. «Hanno passato soprattutto del tempo con i residenti, parlando con loro, facendo passeggiate, giocando e aiutando a servire i pasti.» Martin Baumann è stato contento del fatto che i samaritani non hanno avuto paura del contatto con i residenti. E anche gli ospiti hanno molto apprezzato questi aiutanti: «Dopo un po’ li conoscevano tutti ed erano sempre felici di rivederli.» Il contatto con i samaritani è avvenuto tramite il cantone, spiega Martin Baumann. In un breve lasso di tempo, l’associazione cantonale dei samaritani di Svitto è poi stata in grado di trovare diversi membri interessati a partecipare a questa iniziativa di soste-
ASSOCIAZONI E SEZIONI
gno al personale curante. I samaritani erano impiegati in coppia, di cui uno della stazione Covid-19. Nel frattempo, la situazione si è nuovamente normalizzata anche alla Casa di riposo di Ybrig e, fortunatamente, il sostegno dei samaritani non è più necessario. Martin Baumann ha comunque affermato che, dopo questa particolare esperienza e in caso di necessità, tornerebbe sicuramente a richiedere l’aiuto dei samaritani dato che è stato impressionato anche dalla loro buona organizzazione. «In soli due giorni tutto era pronto e funzionante. Mi ha stupito la rapidità con cui tutto è stato preparato», osserva pensando a quei frangenti, e aggiunge: «Si vede proprio che i samaritani sono attivi nel soccorso.»
Semplici ed efficienti I samaritani sono stati impegnati in modo flessibile anche nel vicino Canton Glarona: assieme ai militi della Protezione civile e ai volontari, sono infatti entrati in servizio in due strutture a Glarona e Schwanden dove, secondo il presidente dell’associazione cantonale George Scherer, hanno assistito
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«In caso di bisogno, torneremmo subito dai samaritani.»
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i residenti nelle cure, li hanno aiutati con i pasti e hanno assunto il servizio di trasporto. Ma non è tutto: hanno anche supportato le autorità sanitarie durante le azioni di test Covid e vaccinazioni, mentre la squadra mobile del cantone ha collaborato nelle operazioni di test e di amministrazione dei dati in case di cura e scuole. Al centro di test di Glarona si sono occupati dei nuovi vaccinati. L’associazione cantonale, dal canto suo, era responsabile del reclutamento dei samaritani e della pianificazione di questi incarichi. George Scherer descrive con orgoglio il lavoro – semplice ed efficiente – svolto dai samaritani glaronesi. «E tutto ciò fornito da un'’organizzazione di volontariato che, a parte i principi della Croce Rossa, non ha nessun accordo di prestazione o altri accordi con il cantone.»
che il virus si diffonda. Il Canton Turgovia è stato il primo cantone a lanciare test regolari nelle case di riposo e di cura, anche prima dell’estesa iniziativa promossa dalla Confederazione. In prima linea, vengono sottoposti al test Covid i collaboratori e le altre persone che entrano ed escono regolarmente dall’istituto. I campioni vengono prelevati sul posto e valutati in laboratorio. Ma come ci arrivano, in laboratorio? È qui che entrano di nuovo in gioco i samaritani: sono loro a raccogliere i campioni dai vari istituti e a trasportarli in un centro di analisi regionale. Il concetto è stato sviluppato assieme a Curaviva, l’associazione del settore delle strutture per anziani e di cura. Dopo consultazione con Curaviva, lo scorso febbraio la Federazione svizzera dei samaritani ha invitato le associazioni cantonali a verificare eventuali possibili impieghi su base regionale. Questo anche con lo scopo di fornire aiuto nel modo più diretto possibile e con meno dispendio burocratico. L’esempio della sezione samaritana di Maur conferma del resto che è possibile sostenere in modo semplice le persone ospiti di case di riposo. In occasione della Giornata del Malato, i samaritani hanno infatti sorpreso i residenti del centro di cura locale con delle succulente torte fatte in casa. Un tangibile gesto di solidarietà verso i più vulnerabili della nostra società. E non è importante il tipo di gesto (se aiuto alle cure, servizio di trasporto o deliziosa torta), l’importante è che continuino a esserci persone come i samaritani che aiutano gli altri. In questi tempi difficili, ogni loro intervento è un prezioso segno di umanità.
Servizio corriere per i test Covid Una volta che il virus si è intrufolato in una struttura per persone anziane, diventa difficile liberarsene. Test effettuati regolarmente possono evitare
Aiutanti versatili: i samaritani glaronesi in azione. (Foto: samaritani GL)
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ASSOCIAZIONI E SEZIONI
Nozioni importanti per la vita L’esempio e l’esperienza vissuta nei samaritani dalla 17enne Giulia Speziale che ha salvato la vita di una persona. INTERVISTA: Mara Zanetti Maestrani
Studentessa alla Scuola cantonale di Commercio a Bellinzona, Giulia Speziale di Maggia l'anno scorso a primavera è apparsa su diversi giornali e anche sulla rivista della FSS del gennaio scorso dato che, grazie alle misure salvavita apprese nel Gruppo Help della sezione samaritana della Bassa Vallemaggia, il 30 maggio 2020 ha salvato la vita a un ciclista locarnese di 67 anni vittima di un arresto cardiocircolatorio. A un anno di distanza, abbiamo voluto avvicinare la giovane ragazza per sapere come ha vissuto questo fatto e – a bocce ferme – come valuta quanto appreso in ambito samaritano.
Giulia Speziale ha imparato nel Gruppo Help come salvare una vita.
nerà in questo gruppo, magari in veste di monitrice oppure di membro della sezione o del comitato? «Per me salvare una vita è stato un fatto molto ap- «Non so se tornerei negli Help Bassa Vallemaggia», pagante», ci risponde la giovane. «Questo episodio ci confessa la ragazza. «Comunque se penso al mio è stato molto intenso e ha cambiato una parte di passato e al mio vissuto in quel gruppo, è sicurame per sempre. È stato veramente soddisfacente mente stata una bellissima esperienza che ha allarsapere che grazie alle nozioni apprese qualche tem- gato le mie conoscenze. Adesso sono cresciuta e po prima durante i corsi organizzati dai samarita- con la scuola e i miei hobby (equitazione, sci, ecc) ni è possibile essere in grado di compiere un gesto sono molto indaffarata. Tuttavia, in futuro, non così importante. Vitale!» Subito dopo il salvataggio escludo la possibilità di far parte di un gruppo o del ciclista, Giulia si è sentita molto stanca; anche di un’associazione simile.» emotivamente. Quanto successo l’ha toccata in profondità. Intanto però – le chiediamo – consiglieresti a ragazze e ragazzi più giovani di te di far parte di un «Nei giorni dopo l’accaduto», ci racconta infatti, «le Gruppo Help? E per quali motivi? «Certo che lo mie emozioni si alternavano tra ansia e confusione, consiglio», afferma sicura Giulia. «È importante e questo perché ancora non sapevo l’esito della mia far parte di un gruppo simile e partecipare ai corazione sul paziente. Dopo aver saputo che Walter si di formazione: si apprendono pratiche e nozioni era riuscito a sopravvivere, sono stata colta da un utili per la vita di tutti i giorni o, come è capitato profondo senso di felicità. Non riesco a descrivere a me, per riuscire a soccorrere o addirittura a sala parole quello che ho provato, ma posso dire che vare una persona in modo efficiente. Inoltre si crea mi sono sentita veramente in pace e serena con me un gruppo di amicizie», conclude, «dato che vi parstessa e tutte le ansie e i pensieri che fino a quel tecipano persone più o meno della stessa età e delmomento giravano in continuazione per la mia te- lo stesso posto. Così, oltre che a imparare nozioni sta, erano svaniti all’istante.» importantissime facendo tanta pratica e lavori di gruppo, ci si diverte con i compagni e i monitori. Nel frattempo, per altri impegni sopraggiunti, Giu- Insomma è veramente un piacere! Lo consiglio lia ha lasciato gli Help. Ma un giorno o l’altro, tor- caldamente a tutti!» 28 oggi samaritani 2/2021
DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA
UNA COLLABORAZIONE DI VALORE Dopo un anno di lavoro, la Croce Rossa Svizzera si è ritirata dalla gestione del Centro di test drive-in di Berna. Anche i samaritani erano in servizio al sito della Bernexpo. Con la creazione e la gestione del Centro di test drive-in su incarico del Canton Berna, la Croce Rossa Svizzera (CRS) ha dato un importante contributo al contenimento della pandemia. Assieme al cantone e a rinomati esperti della comunità scientifica, nonché in stretta collaborazione con la Confederazione, la CRS ha sviluppato e realizzato un progetto pilota. La CRS si è ritirata dalla gestione del Centro di test alla fine di aprile 2021.
Richieste altre competenze Dopo un anno di lavoro del Centro di test di Berna, la CRS ha adempiuto il suo mandato. Nella prima e nella seconda ondata, sono stati fatti più di 26 000 test (tamponi). La nuova strategia di test del Canton Berna si basa ora maggiormente sui test mobili e sui test a domicilio oltre che sui centri di test. Con il passaggio ai test salivari, il personale del Centro non ha più bisogno di conoscenze mediche specifiche per il test. Le competenze tecniche del personale del Centro di test non sono quindi più necessarie.
Importante contributo al contenimento della pandemia In quanto organizzazione collaudata in caso di crisi, la CRS è stata in grado di fornire un sostegno
Nella prima e nella seconda ondata, più di 26 000 tamponi sono stati presi al Centro di test drive-in di Berna. (Foto: Remo Nägeli/CRS)
rapido e senza complicazioni e di permettere al Centro di operare su larga scala grazie al pool di personale medico esistente della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) e della Società svizzera delle Truppe sanitarie (SSTS). Questa collaborazione ha oltremodo dimostrato il suo valore. La CRS è fiera di aver dato un importante contributo al contenimento della pandemia proprio all’inizio della crisi di Covid-19, gestendo il Centro di test drive-in a Berna.
L’AIUTO NEL BISOGNO NON FA DIFFERENZE I sette principi della Croce Rossa sono vincolanti e obbligatori per tutti i membri del movimento mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. I principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità formano un insieme. Essi forniscono anche una guida pratica per i samaritani nel loro lavoro. L’anno 2021 è dedicato all’imparzialità.
del bisogno. L’aiuto viene dato dove il bisogno è maggiore. Per il primo soccorso, ad esempio, ciò significa che il grado della ferita rappresenta il criterio secondo il quale si stabilisce chi viene aiutato per primo. Le caratteristiche personali come la nazionalità, la religione, ecc. non devono giocare un ruolo.
Il principio dellimparzialità stabilisce che le organizzazioni della Croce Rossa non distinguono tra vittima e carnefice, né chiedono quale sia la causa
Ulteriori informazioni sui principi della Croce Rossa: redcross.ch/principi oggi samaritani 2/2021 29
Ci siamo, per tutti. Perché una volta nella vita una persona su 12 ha bisogno dell’aiuto della Rega.
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LE PROSSIME EDIZIONI
Contatto: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato l’11 agosto 2021; la scadenza per l’invio del materiale è il 9 luglio 2021.
Edizione n.
Termine redazionale
Data di apparizione
03/2021
09.07.2021
11.08.2021
04/2021
08.10.2021
10.11.2021
SIAMO TUTT’ORECCHI Avete un’idea originale per un’esercitazione o di come la stessa si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.
GIOCHI: LE SOLUZIONI DELLA P. 24
Il buon messaggio «Noi samaritane e samaritani vogliamo aiutare, impariamo ad aiutare e possiamo aiutare.»
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I molti volti dei Primi soccorsi
Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno.