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SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani
Quando il trucco rispecchia la realtà 12 INTERVISTA
La strategia della FSS è ampiamente sostenuta
16 CORONAVIRUS
I samaritani sono al fronte in diversi impieghi
32 ESPOSIZIONI
Baden festeggia 125 anni della sezione samaritana
I molti volti dei Primi soccorsi
Grazie mille per la vostra donazione e il vostro sostegno.
EDITORIALE
«Essere samaritani è una questione di cuore» Care samaritane, cari samaritani, il tema prioritario di questo numero è il «moulage» o trucco scenico. Dopo essere finiti nel dimenticatoio per un po’, ora gli oggetti di cera tridimensionali sono stati riscoperti e oggi vengono utilizzati, tra l’altro, nella formazione dei futuri medici. I samaritani hanno continuato a coltivare quest’arte manuale. Per me è un bell’esempio della scrupolosità e dell’approccio realistico con cui viene impartita la formazione all’interno del movimento samaritano. In occasione del Simposio dei soccorritori, a cui è dedicato anche un articolo in questo numero, si è potuto constatare quanto sia importante un intervento competente e risoluto dei soccorritori. E le attività dell’associazione cantonale Turgovia con Curaviva dimostrano la presenza di nuovi compiti dei samaritani, compiti che probabilmente acquisiranno ancora maggior importanza in futuro.
Dunant e guidato dai principi universali della Croce Rossa. La Croce Rossa e il cuore samaritano emanano una grande forza e il potenziale per cambiare ancora molto e in meglio in questo mondo.
Tutto ciò mostra il potenziale e i possibili campi d’impiego per i samaritani: nella formazione per soccorritori, nel fornire un sostegno versatile in situazioni di crisi o particolari, ma anche nel ruolo di soccorritori che assistono le altre persone bisognose con le parole e con i fatti. I samaritani sono un movimento straordinario, ispirato da Henry
A voi, alle vostre colleghe e ai vostri colleghi, alla FSS e alla futura Samaritani Svizzera auguro di guardare al futuro con perseveranza e stabilità in tempi difficili – la pandemia ci ha insegnato nuovamente queste virtù!
Dopo poco più di tre anni come direttore della FSS, è giunto per me il momento di salutarvi. A partire da aprile, assumerò un nuovo compito in veste di direttore di Caritas Svizzera. È stato un grande privilegio poter guidare sul piano operativo una federazione vivace nella fase del riorientamento. Ringrazio per tutta fiducia che è stata riposta in me, per le discussioni critiche e costruttive e per essersi concentrati su un obiettivo comune a lungo termine. Essere samaritani è una questione di cuore – l’ho imparato quando sono entrato nella FSS. Oggi direi che essere samaritani è anche una questione di futuro.
Peter Lack oggi samaritani 1/2022 3
6 MODELLARE E CREARE STAMPI
INDICE 10 BUONO A SAPERSI Curare velocemente e meglio le ferite con i primi soccorsi 14 ATTUALITÀ Il direttore Peter Lack lascia la FSS; il saluto della presidente FSS 15 STRATEGIA La FSS è sulla strada del futuro digitale
4 oggi samaritani 1/2022
16 CORONAVIRUS Corrieri samaritani volontari al sevizio delle case anziani nel Canton Turgovia 18 CORONAVIRUS Samaritani in servizio nel Centro vaccinazione di Lucerna
23 TOCCA A VOI Sfidate voi stessi con il cruciverba e il nostro Sudoku 24 SEZIONI E ASSOCIAZIONI Notizie in breve e attualità da sezioni e associazioni 26 SHOP SAMARITANO Novità nell’assortimento
IMPRESSUM 12 INTERVISTA Beatrice Stalder ci parla del processo di strategia 2024
20 ATTUALITÀ Grande successo, al KKL di Lucerna, per il primo Simposio 2021 dei soccorritori
«oggi samaritani» 1/2022 Data di pubblicazione: 9 febbraio Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo, per iscritto all’indirizzo sopra. Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– all’anno 4 numeri all’anno Tiratura: 22 600 copie
32 MOSTRA Il Museo storico di Baden ripercorre le tracce del pensiero samaritano
Redazione Paolo D’Avino (pda) Matthias Zobrist (mzo) Svizzera francese: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z) Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo postale: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten
28 SSC Una sede nazionale per il servizio sanitario 29 CERTIFICAZIONE Nuovo riconoscimento dello Swiss Resuscitation Council (SRC) 30 PAGINE PARTNER Sicuri durante le gite nella neve, una buona preparazione aiuta
34 INCONTRI Un breve sguardo sulla Giornata degli ex del dicembre scorso 35 INFO VARIE Informazioni e altro
Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli Comunicazione, 3001 Berna staempfli.com Foto Copertina e indice: shutterstock
oggi samaritani 1/2022 5
VENIAMO AL PUNTO
LA MAGIA DEGLI STAMPI Moulage – una parola che suona strano. Ma uno sguardo nel dizionario la chiarisce: i moulage sono calchi colorati, tridimensionali e a grandezza naturale di parti del corpo per la riproduzione realistica di malattie umane. Andiamo qui alla ricerca di tracce samaritane nel Museo del Moulage di Zurigo. TESTO: Paolo D’Avino / m.z 6 oggi samaritani 1/2022
Simile al set di un film Affinché nei corsi e negli esercizi di sezione si possa lavorare nel modo più realistico possibile, i figuranti vengono truccati in maniera tale da sembrare reali. «Il trucco (make-up) è la mia passione da sempre», confessa la monitrice di corsi e istruttrice nell’Oberland zurighese. Con cera, polvere, pennellini e molti altri strumenti del lavoro, Susanne Angst sa accuratamente inscenare i «feriti», prima che questi si immergano poi nei loro ruoli di figuranti. «È come essere sul set di un film o a teatro. Prima che gli attori e le attrici vadano in scena, vanno a truccarsi e a prepararsi», spiga Angst confrontando i due mondi, pur molto diversi. Tutto deve apparire credibile e reale e «ognuno viene introdotto al proprio ruolo in modo che possa comportarsi in maniera appropriata alla situazione quando i soccorritori arrivano sul luogo dell’incidente», spiega Susanne Angst. «Solo se ci si può allenare in modo pratico e realistico si può valutare molto meglio cosa aspettarsi in una vera emergenza.»
Esercitarsi in modo realistico
Come nella realtà: la ferita perfettamente fatta. (Foto: Shutterstock)
Il suo grande sogno è quello di poter un giorno truccare e preparare i cadaveri in una scena cinematografica di un crimine. «Se necessario, potrebbe anche essere un thriller poliziesco», ci dice Susanne Angst ridendo. L’estetista e truccatrice diplomata è anche un'appassionata samaritana. Da oltre 20 anni è socia della sezione samaritani di Dübendorf ed è la responsabile, tra l’altro, del team di moulage. Oggi però, il suo «set» non è la scena di un film, ma quello dei samaritani.
La messa in scena realistica degli incidenti è oggi un importante elemento dell’esercitazione pratica dei samaritani. Anche Susanne Angst ne è convinta: il trucco e la rappresentazione delle persone ferite sono però solo un pezzo del puzzle. Altrettanto fondamentale, osserva la monitrice, è la scelta del luogo dell’incidente così come la disposizione dei figuranti. «È lo scenario globale che contribuisce alla credibilità.» Inoltre, gli attori e le attrici devono essere ben istruiti e addestrati a manifestare i sintomi in relazione alle singole ferite. «Ad esempio, se in un esercizio sulle ustioni avessimo una ferita arteriosa che sanguina, questo non sarebbe verosimile.» I parallelismi con i film sono davvero impressionanti. Susanne Angst ritiene che la messa in scena realistica di un incidente sia un ottimo stimolo per imparare al meglio: «I partecipanti, indipendentemente dal fatto che siano in un piccolo gruppo o che si tratti di una grossa esercitazione per eventi maggiori, sono infatti più motivati se non devono solo immaginare la scena nella loro mente», dice la monitrice di corsi. «Si divertono imparando contemporaneamente molto di più rispetto a un altro corso.»
Un museo dal richiamo internazionale I moulage realistici sono esposti anche al Museo del Moulage di Zurigo. Con la sua ricca collezione, il museo vanta un richiamo internazionale e non è solo un punto di ritrovo per gli studenti di medicioggi samaritani 1/2022 7
VENIAMO AL PUNTO
Dr. med. Michael L. Geiges, curatore del Museo del Moulage.
Susanne Angst, capo team di moulage, sezione di Dübendorf.
teoricamente vi si presentano, non è una clinica completa.» Le eruzioni cutanee sono state descritte più di 2000 anni fa. «Tuttavia, non sono state interpretate come malattie della pelle», precisa Geiges. È solo dalla fine del XVIII secolo che la pelle ha iniziato a essere considerata un organo con le sue proprie «malattie». Di conseguenza, questo organo speciale così come le malattie veneree cominciarono a emergere e divenne necessario descrivere i vari sintomi della pelle nel modo più dettagliato possibile e «registrarli» in immagini e riproduzioni.
Calchi in gesso e silicone na, ma anche per circa 4000 visitatori all’anno. Molti di loro vengono dall’estero. «I moulage sono repliche dall’aspetto realistico di parti del corpo malate che vengono fuse su un stampo (o calco) in gesso o silicone. Queste parti tridimensionali, completamente dettagliate e a grandezza naturale, sono prodotti con una miscela di cera e resina», afferma il medico Michael Geiges. Nel museo, situato in Haldenbachstrasse 14, sono esposti circa 600 dei più di 2000 modelli di cera della collezione zurighese. «Sono tra i moulage meglio conservati al mondo», sottolinea con orgoglio il curatore e direttore del museo. Il termine «moulage» deriva dal francese «mouler» o «moule» (forma di colata), che si traduce approssimativamente come stampo, forma (o ancora impronta). «Molte sezioni samaritane vengono a farci visita», dice Geiges. Il fatto che il termine «moulage» sia usato anche in ambito samaritano non disturba affatto Geiges, né tantomeno Sabina Carraro, la conservatrice e restauratrice del team del museo. Le tecniche di produzione non sono infatti paragonabili. Tuttavia, una cosa in comune ce l’hanno: «Anche in un mondo ormai digitalizzato, il realistico supera ancora qualsiasi rappresentazione in immagine.»
Affascinati dagli stampi Gli inizi della collezione di moulage, a Zurigo, vanno di pari passo con la clinica dermatologica che vi era appena stata fondata. «La clinica è stata aperta nel 1916. Il professore di malattie cutanee e veneree dell’epoca desiderava materiale per la produzione di moulage, grazie a un prestito di 3000 franchi per l’istituzione della clinica. Il motivo: «Stampi e riproduzioni rappresentano un importante strumento di insegnamento.» Nel 1922, Bruno Bloch scrisse: «Una clinica dermatologica senza la sua collezione di moulage e senza la possibilità di crearne in base ai casi importanti che praticamente o 8 oggi samaritani 1/2022
«È stata la nascita della medicina scientifica», sottolinea Geiges, che ha assunto il compito di conservatore del museo nella primavera del 1999. «Anche se, nel corso degli anni, l’arte di fare i moulage è andata quasi persa, apprezziamo molto il fatto di poter preservare queste opere e di produrre anche nuovi moulage.» Durante il primo congresso internazionale sulle malattie della pelle e veneree svol-
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«Con finto sangue, cera, polvere e molti altri trucchi, i ‹feriti› sono accuratamente messi in scena.»
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tosi a Parigi nel 1889, l’esposizione dei moulage suscitò un tale scalpore che molte cliniche allestirono successivamente le loro proprie collezioni. Ed è quello che è successo più tardi anche a Zurigo. «La maggior parte dei produttori di moulage ha sviluppato una propria procedura e una propria tecnica e le ha tenute strettamente segrete, come fanno gli chef de cuisine oggi.» In passato, i moulage erano calchi fatti di gesso; oggi sono di silicone e riempiti con una miscela di cera o cera-resina. «Dopo l'indurimento, i modelli grezzi vengono rimossi dalla forma dell'impronta e dipinti direttamente sul paziente.»
Documenti di valore In questo modo sono stati conservati fino ad oggi moulage o immagini di essi, che sono quasi identici a un reperto originale. Ma i moulage non sono stati usati solo come ausili e materiale illustrativo
Il Museo del Moulage di Zurigo mostra repliche tridimensionali di parti del corpo malate sotto forma di moulage. I modelli di cera esposti sono circa 600. (Foto: UZH, Lindner)
nelle conferenze, bensì sono stati molto utili come modelli a colori di alta qualità ma poco costosi in atlanti e libri di testo, ma anche in pubblicazioni scientifiche come lo «Jacobi Atlas of Dermatology». In passato, i moulage sono stati usati anche nell’educazione della popolazione e nella prevenzione, «soprattutto per quel che riguarda le malattie veneree (ossia quelle sessualmente trasmissibili, ndr)», osserva Geiges. Dopo che, nella seconda metà del XX secolo, questi oggetti di cera tridimensionali erano stati quasi dimenticati a causa dell’avvento della fotografia a colori, oggi sono stati «riscoperti» come preziosi documenti di storia della medicina. Alcuni mostrano addirittura malattie che oggi non esistono o non esistono più in questa forma, come la tubercolosi cutanea, il vaiolo o le forme tardive di sifilide.
Modellazione in tre fasi Lo scorso novembre, Susanne Angst avrebbe voluto organizzare un corso di moulage per principianti a Dübendorf. Ma la pandemia le ha messo il bastone tra le ruote. «Ho la sensazione», ha detto, »che la gente non osi ancora partecipare a corsi di perfezionamento nonostante il regolamento 3G.» Le sarebbe infatti piaciuto trasmettere la sua conoscenza nella fabbricazione dei modelli. L’arte di creare i moulage va appresa e i partecipanti avrebbero imparato a usare correttamente strumenti e materiali. Che si tratti solo di un po’ di pallore o di sudore sul viso, di un livido o di un’unghia strap-
pata, oppure ancora di una ferita o di una frattura aperta, tutto può essere inscenato per il caso specifico. «Il primo passo è preparare la pelle per le ferite. Poi le ferite vengono modellate e infine truccate.»
Importanti per la formazione Susanne Angst di Dübendorf si è avvicinata al mondo dei samaritani più di 20 anni fa. «Ora sono a capo del team di moulage da più di dieci anni.» E ricorda il suo primo corso sulle tecniche di trucco. «Il formatore di allora non era all’altezza», confessa con un sorriso. Ha quindi imparato l’arte del suo mestiere come assistente di Vreni Reh, assieme alla quale ha svolto alcuni corsi. «C’era una magia nel suo lavoro, ho imparato moltissimo da lei», afferma Angst. Anche Michael Geiges è ancora affascinato dai moulage ed è molto orgoglioso della collezione del suo museo e di quello che fa il suo team. Nella Clinica dermatologica dell’Ospedale universitario di Zurigo, il corso introduttivo sulle malattie cutanee e veneree si tiene da diversi anni proprio nel Museo del Moulage, dice Geiges, aggiungendo che «le collezioni continuano a essere di grande importanza nell’insegnamento e nella ricerca. I moulage sono usati dagli studenti di medicina per prepararsi all’esame di stato.» Nell’ambito samaritano, Susanne Angst è impegnata a trasmettere le conoscenze della tecnica alle future generazioni. Quando le si chiede se il suo sogno si realizzerà mai, con la «scena del crimine», risponde – con gli occhi brillanti di passione: «Chi lo sa. Forse dopo questo articolo.» oggi samaritani 1/2022 9
BUONO A SAPERSI
Solo una ferita pulita può guarire Per procurarsi una piccola ferita basta poco: durante lo sport, a casa o al lavoro. Qual è il modo migliore per trattare queste lesioni? La dott.ssa med. Sabine Heselhaus, specialista in chirurgia, fornisce informazioni sul corretto trattamento delle ferite. TESTO: Paolo D’Avino FOTO: fornite L’augurio è che le emergenze non si verifichino mai. Tuttavia, gli infortuni accadono con facilità e le conoscenze necessarie per il trattamento delle ferite non sono sempre disponibili solo premendo un tasto. Cosa fare quindi quando si verificano tali lesioni? La dott.ssa med. Sabine Heselhaus, chirurga specializzata nella guarigione di ferite complesse, sa cosa è particolarmente utile. «oggi Samaritani» le ha chiesto qual è il modo appropriato di medicare le ferite più comuni. «In linea di principio, le ferite dovrebbero essere trattate possibilmente solo indossando guanti protettivi», afferma Sabine Heselhaus, perché in caso di ferite aperte vi è prima di tutto un rischio elevato che si infettino e, secondariamente, il soccorritore deve proteggersi dalla trasmissione di virus come l’epatite B e l’HIV. Fondamentalmente, la procedura è la stessa per tutti i tipi di ferite: «Pulire, disinfettare e coprire in modo sterile», sottolinea Heselhaus. Nel trattamento moderno delle ferite occorre tenere conto dei seguenti fattori: «le ferite guariscono meglio e più velocemente in condizioni ottimali, vale a dire in un ambiente in cui la ferita non secca né rimane
Pulire e disinfettare le ferite e coprirle in modo sterile.
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troppo umida. A seconda dello stadio di guarigione della ferita è quindi necessario adeguare il materiale della medicazione. Secondo la raccomandazione della specialista «le ferite possono tuttavia essere ancora medicate come in passato: con una garza sterile inumidita con una soluzione salina fisiologica. In questo caso la medicazione dovrebbe però essere cambiata ogni giorno. Al fine di evitare l’essiccazione o l’adesione al fondo della ferita, è anche possibile usare un idrogel sulla garza.»
Escoriazioni Le escoriazioni sono per lo più conseguenza di una caduta e interessano specialmente ginocchio, palmo della mano, gomito e viso. Anche se solitamente si tratta di lesioni superficiali e innocue, «possono essere anche molto dolorose», precisa la dottoressa Sabine Heselhaus. Cosa fare? «L’escoriazione dovrebbe essere pulita dalla sporcizia, un’operazione per cui sono particolarmente indicate soluzioni fisiologiche saline sterili o soluzioni antisettiche per la detersione delle ferite e compresse di garza sterili. I corpi estranei grossolani come
i sassolini possono essere rimossi con una pinzetta o indossando i guanti.» Solo in caso di emergenza e con ferite molto sporche si dovrebbe irrigare la lesione con acqua di rubinetto, poiché questa acqua può subire una contaminazione microbica durante il passaggio nelle condutture e quindi infettare ulteriormente la ferita. È quindi sempre importante disinfettare bene le ferite dopo la pulizia. Piccole escoriazioni solo superficiali possono poi essere lasciate asciugare all’aria, in modo che si formi un’escara. Questa crosta protegge la ferita e in genere cade autonomamente una volta conclusa la sua guarigione. Le escoriazioni più estese e soprattutto più profonde dovrebbero essere coperte con una medicazione sterile non adesiva. A questo scopo sono adatte per esempio anche speciali garze impregnate con unguento disinfettante.
Ferite da taglio e ferite da punta A seconda della profondità delle ferite da taglio o anche da punta, possono essere interessate strutture come vasi sanguigni, nervi o tendini e la lesione può sanguinare gravemente. «Se viene colpita un’arteria, l’emorragia conseguente viene detta pulsante.» In caso di sanguinamento grave va applicato un bendaggio compressivo e in presenza di emorragia pulsante occorre allertare il servizio di salvataggio. «In genere le ferite devono essere trattate chirurgicamente e suturate.» Secondo Sabine Heselhaus, le lesioni procurate con un coltello o con un altro oggetto tagliente sono critiche, perché non si sa mai quali organi profondi siano stati cointeressati. Queste ferite possono anche essere potenzialmente letali o comportare come conseguenza gravi infezioni. «Le ferite più profonde vanno perciò medicate sterilmente, senza rimuovere i corpi estranei e subito sottoposte alle cure di un medico.» Una ferita da taglio cutanea con margini leggermente aperti può essere chiusa con un cerotto per sutura dopo la disinfezione, mentre ferite da taglio più estese devono essere trattate con sutura chirurgica entro sei ore.
Ferite lacere Un colpo contundente o una spinta violenta può causare la lacerazione della pelle. «Spesso si verifica laddove la pelle si trova direttamente a contatto con l’osso, in particolare a livello di testa e fronte, sopracciglia o gomito», aggiunge la dottoressa Heselhaus. La lesione causa spesso un’emorragia grave, soprattutto a livello di cuoio capelluto. «Prima di tutto bisogna arrestare l’emorragia. A tale scopo è per lo più sufficiente del materiale di medicazione sterile (garze o tamponi), che viene tenuto premuto
sulla ferita lacera per diversi minuti. A volte, nella cassetta di pronto soccorso è presente anche ovatta emostatica sterile, che può essere posizionata direttamente sulla ferita e poi premuta sulla stessa con una garza.» La lesione è raramente pericolosa, a meno che la dinamica dell’infortunio e l’intensità del colpo non abbiano causato anche lesioni delle strutture sottostanti come fratture ossee o commozione cerebrale. Le ferite lacere più piccole possono essere chiuse con un cerotto per sutura dopo la disinfezione e in genere guariscono bene. «Se però i margini della ferita sono divaricati o se l’emorragia non può essere arrestata, ci si dovrebbe rivolgere a un medico», spiega la dottoressa Heselhaus.
Contusioni, ferite contuse L’applicazione sul corpo di una forza contundente può causare lesioni tissutali sottocutanee con conseguente versamento ematico (ematoma). È anche possibile che si distribuiscano nei tessuti grandi quantità di sangue senza che vi sia inizialmente alcun gonfiore evidente. Qualora dovesse formarsi un ematoma più grande e fluttuante o se, per esempio, si sviluppasse un gonfiore a livello di logge muscolari della gamba, potrebbe talvolta risultare inevitabile l’intervento chirurgico. Il motivo è che un gonfiore o un ematoma occupante spazio a carico delle estremità può esercitare una pressione su vasi sanguigni o nervi, causando disturbi della circolazione o paralisi. Nell’immediato si consiglia un trattamento con impacchi freddi, borse refrigeranti o cold pack ed eventualmente un bendaggio compressivo leggero. Il raffreddamento riduce l’emorragia interna e allevia il dolore.
CHI È SABINE HESELHAUS La dott.ssa med. Sabine Heselhaus lavora come specialista in chirurgia dal 1999. È specializzata nella guarigione delle ferite complesse e croniche. Dal 2015 dirige uno studio medico proprio ad Adligenswil e tratta anche i/le pazienti a casa o in case di cura. Ciò richiede una collaborazione interdisciplinare e interprofessionale con medici di famiglia, medici specialisti, servizi infermieristici e servizi Spitex, nonché con altre operatrici o altri operatori sanitari specializzati come per esempio podologi, tecnici ortopedici, calzolai ortopedici e dietiste/i. A questo scopo, nel 2015 ha cofondato l’associazione Luzerner Wundmanagement, di cui è presidente. Informazioni in proposito: www.wundnetzwerk.ch/www.komplexe-wunden.ch oggi samaritani 1/2022 11
DOMANDA E RISPOSTA
«La strategia è ampiamente sostenuta» In qualità di consulente esterna, Béatrice Stalder accompagna la Federazione svizzera dei samaritani nel suo processo di nuova strategia. A più di un anno dalla chiara approvazione della strategia da parte dell’Assemblea generale dei delegati, la consulente fa il punto alla situazione, verificando ciò che è stato già raggiunto e ciò che deve ancora essere affrontato. INTERVISTA: Matthias Zobrist / m.z Signora Stalder, per quasi due anni ha ac- mitato centrale e il gruppo compagnato la FSS nel suo processo di direttivo. Il secondo impornuova strategia. Come descrive, fino ad tante elemento è stato il fatto che la bozza di strategia è oggi, questo processo? Béatrice Stalder: Abbiamo iniziato il lavoro nell’estate del 2019 e abbiamo sviluppato ed elaborato la strategia sull’arco di un buon anno intero. Questo processo è stato fatto in stretta collaborazione con la base del movimento. In questo ambito, la presidente centrale Ingrid Oehen ha fissato una chiara linea guida. Infatti lei desidera che la strategia non sia qualcosa di astratto, bensì un processo che si realizzi in una lingua che tutti possano capire. Così abbiamo iniziato con un gruppo di lavoro misto e abbiamo elaborato la strategia attraverso diversi workshop, coordinandola poi con vari attori. Quello che dobbiamo dire, pensando anche retrospettivamente, è che, nel 2019, il Segretariato FSS era – diversamente ad oggi – in uno stato di debolezza: non eravamo così ben posizionati, non sempre la collaborazione funzionava in modo ottimale, l’atmosfera non era buona e l’immagine verso l’esterno era in parte negativa. Tutto questo, in sostanza, ora è molto cambiato.
Come è possibile fare in modo che una strategia così vasta e complessa sia ampiamente sostenuta e che alla fine ne beneficino tutti i livelli della Federazione? Da un lato, abbiamo avuto un grande gruppo di lavoro composto da samaritani di diverse regioni che hanno portato molta esperienza dalla base. Insieme abbiamo fatto un’analisi strategica e, soprattutto, abbiamo sviluppato la bozza della strategia. Ci sono stati scambi frequenti e intensi tra il Co12 oggi samaritani 1/2022
stata discussa abbastanza presto nell’ambito delle Conferenze dei presidenti e negli eventi di incontro e dialogo. Prima di un’impostazione della strategia, c’è quindi stato un dialogo aperto.
Nel processo strategico, lavorano fianco a fianco gruppi di persone molto eterogenei: personale del Segretariato FSS, membri della Direzione centrale e delle associazioni cantonali e sezioni samaritane. Una sfida? L’equilibrio tra le diverse richieste, i desideri e le necessità del Segretariato FSS, delle associazioni cantonali e delle sezioni samaritane è stato certamente maggiore che in altre istituzioni dove ho già accompagnato processi di strategia. Tuttavia, per me questo è stato anche uno dei punti salienti del mio lavoro. Gli incontri in questo gruppo di lavoro misto con Ingrid Oehen e Peter Lack hanno portato idee – alcune delle quali piuttosto visionarie – e la base ha reagito ad esse. È stato, tutto sommato, un meraviglioso «ping pong» di suggerimenti, risposte, obiezioni, critiche e nuove proposte. Il mio ruolo in tutto questo processo, è stato quello di estrapolare i punti salienti, dei quali insomma si possa dire, «ecco, questo è un obiettivo strategico che vogliamo perseguire».
STRATEGIA 2024
Dove vede la maggior forza della nuova strategia?
Quali sono i passi più importanti da fare nei prossimi mesi?
Nel fatto che la strategia è ampiamente sostenuta e che aiuterà la Federazione svizzera dei samaritani a concentrarsi sul futuro. La FSS sa esattamente cosa vuole e dove vuole andare. I punti focali sono chiari: una buona formazione per i samaritani, il volontariato e i corsi aziendali, che devono cofinanziare l’intera Federazione. Ma anche un Segretariato FSS in buona salute, moderno e snello e una grande federazione che si basi sì sulla tradizione, ma che nel contempo sia dinamica e al passo con gli sviluppi dei tempi.
Di cruciale importanza sono gli eventi di dialogo con la base, voluti da Ingrid Oehen sul progetto di messa in rete (sviluppo del network). Vogliamo coinvolgere tutti per snellire le strutture e i processi, e pensare a nuovi modelli per lavorare assieme e più vicini. Occorre anche verificare se è necessario creare più sedi di uffici/ segretariati regionali che possano gestire e smaltire il lavoro amministrativo, in modo efficiente e digitalizzato. In questo senso, sarà importante che le associazioni cantonali collaborino fattivamente e non lavorino «l’una contro l’altra». Questo processo deve iniziare in modo assolutamente positivo.
La strategia è stata ufficialmente adottata nel novembre 2020. Cosa è stato fatto nel frattempo? L’apposito team di progetto istituito per l’attuazione dei sei progetti strategici si è ben organizzato e i singoli progetti sono a diversi stadi di avanzamento. Quello che ha progredito maggiormente è di sicuro l’espansione Business (settore commerciale), compresa la nuova offerta di corsi. Nei settori del volontariato e della gioventù, i concetti sono in fase di sviluppo e la via da seguire è chiaramente
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«Senza uno sviluppo della Federazione e della rete, non possiamo andare avanti.»
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tracciata. In questo ambito, dal novembre 2021 è assicurato anche il finanziamento attraverso la Fondazione umanitaria della CRS. Il progetto certamente più importante di tutti è lo sviluppo della Federazione e la sua messa in rete. Questo progetto mira a ottimizzare e rendere dinamiche tutte le strutture e i processi. Senza questo sviluppo globale non possiamo andare avanti. Anche in questo senso, Ingrid Oehen ha esortato col cuore a lavorare tutti assieme, a stretto contatto con la base e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Nel Segretariato FSS si sono già concretizzate diverse cose. Lei stessa si è molto impegnata sull’attuazione operativa degli obiettivi e delle varie misure. Ad esempio, sono stati rivisti e ottimizzati sia l’impiego delle risorse umane che dell’offerta di servizi; e sono stati fatti molti progressi nella digitalizzazione del segretariato. Tutto questo merita un elogio speciale.
E dove sono i maggiori ostacoli? Il rischio maggiore lo vedo nel fatto di non essere in grado di andare abbastanza d’accordo; o nel non voler essere d’accordo. Dobbiamo iniziare a stabilire gli stessi standard in molte aree, come nei corsi aziendali: stesso standard, stesso prezzo, stessa procedura. E ancora: avere un aspetto comune, un marchio e un logo uniforme. Questo processo di unificazione è molto importante. Non vogliamo perdere nessuno; tutti devono sentirsi integrati come parte della Federazione. Questo è un obiettivo fondamentale.
A livello personale, ha vissuto aneddoto particolare, in questi quasi due anni di lavoro? Sì, mi ricordo il primo evento di dialogo del 23 novembre 2019 a Lucerna. Il gruppo di lavoro ha presentato la strategia ai presenti e poi le bozze degli obiettivi strategici sono state discusse in modo approfondito nei gruppi. La base ha così fornito molti suggerimenti ed è intervenuta in modo critico. Ci sono state discussioni anche animate. La strategia è stata poi rielaborata, tenendo conto di buona parte degli spunti emersi. Tutto ciò è stato rivelatorio per me: ho visto come discutono i samaritani tra di loro, qual è il loro linguaggio e la loro coraggiosa concretezza. È stato davvero fantastico.
Chi è Béatrice Stalder 59 anni, dal 1995, ha una propria ditta di consulenze gestionali e per amministrazioni e organizzazioni non profit. È specializzata in strategia e sviluppo organizzativo e lavora per molte organizzazioni e per uffici federali, cantonali e comunali. Ha una formazione in psicologia del lavoro e dell’organizzazione e in economista aziendale; ha molta esperienza nella formazione degli adulti, nel coaching e nello sviluppo del management. Vive con la famiglia a Liebefeld (BE). oggi samaritani 1/2022 13
CARO PETER È riconosciuto che l’esercizio fisico mantiene corpo e mente sani. Se ci muoviamo in continuazione, ci manteniamo in allenamento. E, dal canto suo, anche la Federazione svizzera dei samaritani (FSS) è sempre rimasta in movimento durante la tua direzione. Non appena ti sei unito a noi, tre anni e mezzo fa, abbiamo dovuto prendere in mano assieme il timone, correggere la rotta e condurre la grande nave FSS fuori dalla tempesta e verso nuove acque. Un’impresa tutt’altro che facile. Oggi posso però dire che la FSS naviga di nuovo in acque più tranquille, e questo grazie alla tua abilità e grazie a una strategia 2024 ben equilibrata, che è stata elaborata insieme alle associazioni. La nuova strategia si prefigge lo scopo di trovare un sano equilibrio tra le associazioni cantonali, le sezioni samaritane e l’Organizzazione mantello e quindi di posizionare al meglio il marchio «Samaritani». Nella prima fase del tuo lavoro, si trattava soprattutto di «sbarcare il lunario» e tirare avanti per uno o due anni. Già solo questo compito è stato molto impegnativo, ma tu lo hai padroneggiato brillantemente insieme al Comitato centrale, al team del Segretariato FSS, alle associazioni cantonali e alle sezioni. In quel periodo, era ormai chiaro a tutti che alcune cose non potevano più funzionare come prima. I necessari adattamenti hanno portato più e più volte a opinioni controverse. Che sia stato all’interno della federazione stessa, oppure tra i partecipanti ai corsi fino al Governo federale e ai partner del Servizio sanitario coordinato, tu hai sempre saputo affrontare gli interlocutori con fiducia e, nelle negoziazioni, sei sempre stato un partner affidabile. Con l’incarico di presidente centrale, ho iniziato il mio lavoro quattro mesi prima di te e ricordo ancora bene le nostre prime discussioni. A quel tempo, si trattava di definire il percorso, ossia i prossimi passi per salvare la FSS e per garantirle un 14 oggi samaritani 1/2022
futuro. È stato davvero un periodo estremamente turbolento e impegnativo. Spesso abbiamo pensato di essere in un tunnel senza poter scorgere la luce alla fine. Senza il tuo instancabile e diplomatico impegno, senza le tue peculiari capacità di stabilire contatti e di creare reti e senza la tua prudenza, difficilmente – oggi ancora – potremmo intravvedere un barlume di luce. Entrambi abbiamo responsabilità, a diversi livelli, in seno alla nostra Organizzazione. Tu come direttore, io come presidente. Sono convinta che ci vuole sia un’intensa collaborazione che un esame critico della controparte. Solo in questo modo un’organizzazione può davvero svilupparsi. Sono stata molto felice di poter assumere questo ruolo come tua partner. Per me, sei sempre stato più di un «costruttore di ponti», eri l’anello di congiunzione anche tra il Comitato centrale e la direzone del Segretariato FSS. Per i miei gusti, ritengo che il nostro viaggio assieme sia stato troppo breve. Ma tu ora hai deciso di muoverti oltre e di affrontare una nuova sfida professionale. Amplierai il tuo campo d’attività e le tue conoscenze presso Caritas Svizzera. Con la tua partenza, perdiamo – e posso certamente esprimermi anche a nome di tutto il Comitato centrale – un direttore visionario, prudente, popolare e ben voluto. Ci mancherai. È stato davvero interessante e gratificante lavorare con te. Il Comitato centrale ti augura il meglio nella tua nuova sfida professionale. E infine, il mio personalissimo augurio per te: continua sempre a muoverti anche nel tuo nuovo ruolo!
Ingrid Oehen, presidente centrale FSS
STRATEGIA 2024
Una ventata nuova verso il digitale I sistemi software e hardware attivi nel Segretariato FSS a beneficio dei collaboratori e dei samaritani sono ormai sorpassati e non soddisfano più le esigenze attuali. Una modernizzazione completa è ora all’ordine del giorno al fine di traghettare i samaritani nell’era digitale. Uno degli scopi dichiarati della Strategia Samaritani Svizzera 2024 è quello di impiegare la digitalizzazione come un’opportunità di cambiamento a tutti i livelli. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, la Federazione svizzera dei samaritani deve aggiornare completamente i suoi sistemi informatici. L’attuale Extranet, per esempio, dove tutti i samaritani attivi possono trovare informazioni sui corsi o sulla gestione delle sezioni, è in esercizio da oltre 15 anni. Lo scorso anno la FSS ha quindi analizzato e verificato a fondo i suoi sistemi e le sue applicazioni informatiche (IT). Oltre a un aggiornamento e a un rinnovo radicale, l’obiettivo è quello di ridurre il numero di sistemi digitali e la loro complessità, di semplificare i processi per tutti e, infine, di utilizzare le risorse ICT (tecnologia dell’informazione e della comunicazione) in modo più conveniente.
Una soluzione aziendale e mirata, collaudata con passione Il perno dell’aggiornamento e del rinnovo è il software Tocco che ha due aspetti principali e fondamentali: la gestione della Federazione e dei membri e la gestione dei corsi di aggiornamento. Esso copre quindi due aspetti centrali delle attività della Federazione svizzera dei samaritani. Durante la valutazione dei software, Tocco si è quindi rivelato la soluzione ideale. Tutto ciò che, attualmente, deve essere fatto con l’ausilio di diversi sistemi e piattaforme, in futuro potrà essere eseguito su di un unico supporto informatico, e questo in modo semplice, efficiente e con meno interfacce. Inoltre, questa nuova soluzione aziendale è flessibile ed estensibile. Ovviamente, anche le associazioni cantonali e le sezioni samaritane potranno beneficiarne utilizzando una propria area separata in Tocco per la gestione dei loro dati. In futuro, l’accesso al mondo digitale dei samaritani avverrà dunque attraverso un nuovo portale Intranet, che è anche una componente tecnica di
Tocco. Così come l’attuale Extranet, sarà una piattaforma informativa, ma molto più moderna e ordinata. Oltre a informazioni, notizie e annunci di corsi, la nuova soluzione offrirà un altro vantaggio: ogni associazione cantonale, ogni sezione samaritana e ogni singolo membro disporrà di un suo login personale per effettuare registrazioni di mutazioni e corsi o per caricare e gestire qualifiche e certificati. Grazie al collegamento diretto con Tocco, queste voci confluiranno direttamente nella gestione centrale dei dati del Segretariato FSS.
Molto lavoro per il 2022 Prima che tutti i cambiamenti tecnici siano realizzati e conclusi, c’è ancora molto lavoro da fare. Ovviamente i samaritani ne saranno informati passo dopo passo: sono infatti previste delle istruzioni e delle formazioni sui processi più importanti delle nuove applicazioni e dei nuovi sistemi informatici. Il tutto dovrebbe essere pronto e funzionale per l’inizio del 2023. Da parte nostra, stiamo lavorando con grande entusiasmo su questo importante progetto e ci rallegriamo già sin d’ora pensando all’aspetto del nuovo mondo informatico dei samaritani. La sfida più grande sarà la formazione e l’attivazione dell’intero nuovo sistema digitale per i circa 20 000 samaritani, all’inizio del 2023. Affinché il progetto e questo processo riescano, abbiamo bisogno della collaborazione e del sostegno di tutti i samaritani. Soprattutto in vista dei corsi di formazione, stiamo cercando soci esperti di informatica che vogliano accompagnare i loro colleghi samaritani delle associazioni e delle sezioni nell’approccio e nella conoscenza dei nuovi sistemi digitali.
Gli interessati possono annunciarsi scrivendo a sonja.dombois@samariter.ch usando l’oggetto «Key user» nella loro e-mail. oggi samaritani 1/2022 15
CORONAVIRUS
Samaritani volontari in azione come corrieri Nonostante le estese contromisure adottate, il coronavirus Sars-CoV-2 riesce di nuovo a infettare un crescente numero di persone con conseguente Covid-19, una malattia infettiva a volte fatale. Pertanto, nelle case di riposo e nelle case di cura si eseguono test con elevata frequenza. Come fanno però i campioni ad arrivare in breve tempo in laboratorio? Questo problema è risolto da chi opera volontariamente come corriere.
Attualmente vengono raggiunti 14 istituti di cura e 22 aziende, dal lunedì al venerdì, per raccogliere i campioni per i test e portarli a Tägerwilen. «Da marzo a fine ottobre 2021 sono stati così percorsi complessivamente 27 967 chilometri», afferma Hansjörg Steffen, del comitato dell’associazione cantonale Turgovia. E non c’è una fine in vista.
TESTO: Hans Suter (Thurgauer Zeitung) FOTO: mad Era il lunedì mattina dell’8 marzo 2021, quando Susanne Henle si presentò per la prima volta al Centro anziani di Sulgen per raccogliere i campioni di test per il coronavirus e per trasportarli al laboratorio di analisi di Tägerwilen. Nel frattempo sono passati ben otto mesi e mezzo. Fino a fine ottobre aveva percorso 10 791 chilometri tra i vari centri di test e il laboratorio di analisi.
Claudia Fichtner, responsabile di Curaviva Turgovia, e Hansjörg Steffen, responsabile Marketing dell’associazione cantonale di Turgovia, sanno che «per molti istituti di cura è semplicemente impossibile effettuare questi trasporti con i propri dipendenti. Pertanto, Curaviva Turgovia, in qualità di Associazione degli istituti di cura e per anziani, ha cominciato molto presto a lavorare insieme all’associazione cantonale samaritana. «Ciò ha portato a una collaborazione molto efficiente», come osservano entrambi dopo più di otto mesi di esperienza pratica.
Susanne Henle è attualmente una dei cinque samaritani (altre persone sono benvenute) che si offrono volontariamente per questi servizi di corriere. Non ricevono un salario, solo un rimborso chilometrico.
Il servizio passa da ogni istituto da tre a cinque volte alla settimana. «I samaritani stanno facendo una grande differenza», osserva Claudia Fichtner. «Sono molto affidabili e incredibilmente rapidi, che
Un servizio indispensabile
Nel Centro anziani di Sulgen: uno dei responsabili delle cure, Matthias Beier, consegna il contenitore con i test pronti per il laboratorio alla samaritana Susanne Henle. (Foto: Donato Caspari)
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è anche la cosa più importante.» In realtà non saprebbe precisare il numero esatto di positivi scoperti in tal modo. «Per certo so però quanto sia importante che i samaritani continuino a viaggiare per noi.» E lo fanno!
Coordinatrice malata di Covid-19 Gli autisti sono coordinati da Tanýa Bauer che, come collaboratrice del segretariato dell’associazione cantonale di Turgovia, pianifica anche i viaggi. «È tuttavia facoltà dei conducenti decidere l’ordine di visita degli istituti di cura», afferma Tanýa Bauer, ribadendo quanto già sottolineato da Claudia Fichtner: «La cosa importante è che tutti i campioni arrivino in tempo utile per i test nel laboratorio di Tägerwilen.» Gli istituti ricevono poi i risultati dei test per via elettronica. Tanýa Bauer svolge il suo compito di coordinatrice con grande passione. E ora più che mai. Non solo perché riceve continuamente nuove richieste, ma anche perché lei stessa si è ammalata gravemente di Covid-19 nel giugno di quest’anno e ha sperimentato a proprie spese la pericolosità di questo virus. Attualmente sta ancora lottando contro i disturbi, ma come è potuto succedere? Con suo grande stupore è stata contagiata nonostante tutte le misure di protezione. L’ha saputo solo per caso. «Sono andata dal medico di famiglia per il mal di schiena», dice. «Non avevo alcun sintomo tipico. Dopo che il medico aveva fatto il test di routine, è arrivato lo shock: positiva!» Non avrebbe mai creduto di ammalarsi così gravemente di Covid-19. «Avevo perso completamente le forze, non riuscivo più ad alzarmi da sola e non ho mangiato nulla per cinque giorni, riuscendo a bere solo con grandi sforzi.» È stata in congedo totale per malattia per due mesi e per altri due mesi e mezzo al 50%. Attualmente non si è ancora ristabilita completamente. «Con due rampe di scale, al momento ce n’è ancora una di troppo per me», dice pensierosa. «La strada da fare è ancora lunga.»
Il personale viene regolarmente sottoposto a test Il fatto che siano necessari ancora così tanti test è principalmente dovuto a infezioni postvaccinali, afferma Claudia Fichtner. Da gennaio a marzo, tutti le/i residenti che lo desideravano sono state/i vaccinate/i. Ora è prevista la vaccinazione di richiamo. Pertanto, si eseguono i test in genere solo in caso di comparsa di focolai. La situazione è diversa per il personale che, a seconda delle mansioni
Claudia Fichtner, responsabile di Curaviva Turgovia.
Tanýa Bauer dell’associazione cantonale Turgovia.
svolte, deve essere sottoposto a uno o più test alla settimana, anche se già vaccinato. Questa precauzione serve a proteggere le/i residenti, perché la Covid-19 non ha origine nelle case di riposo e di cura, ma viene trasportata dall’esterno all’interno. I «punti deboli» sono quindi rappresentati da collaboratrici e collaboratori e persone in visita.
Studio sulla vaccinazione nelle case di riposo e di cura Secondo un’indagine del medico responsabile dei vaccini e direttore dello studio Hans Groth, sono state notificate 1107 infezioni da SARS-CoV-2 nelle 51 case di riposo e di cura del Canton Turgovia nel periodo compreso tra marzo 2020 e maggio 2021. Complessivamente sono morti 237 dei 639 residenti positivi per SARS-CoV-2 (37,1%) e una collaboratrice. Questi decessi si concentrano in 24 dei 30 istituti di cura esaminati. «Risulta evidente che la maggiore mortalità nel contesto della seconda ondata abbia colpito quasi esclusivamente il gruppo di residenti di età superiore agli 80 anni.» Va notato che, secondo le affermazioni delle direzioni degli istituti, non si tratta affatto di persone con polimorbidità. Lo conferma anche Marlene Schadegg, presidente di Curaviva Turgovia.
La stragrande maggioranza è vaccinata Al momento dello studio, l’81,7% delle/dei residenti intervistate/i era stato vaccinato due volte, mentre ora questo valore è di circa il 90%. Per quanto riguarda il personale dipendente, la quota di vaccinate/i era del 52,9% ed è salita attualmente a circa il 70–80%. Marlene Schadegg non accetta l’accusa che il personale sia riluttante a farsi vaccinare. «Perché il personale non può essere un’immagine della società?», ha chiesto recentemente alla presentazione dello studio, aggiungendo: «Rimane il fatto che la vaccinazione è stata molto utile.» oggi samaritani 1/2022 17
Durante la notte di vaccinazone, i samaritani lavorano in squadra con il personale professionale, così anche Karin Fischer.
In azione fino a tarda ora Con la sua terza notte d'apertura avvenuta il 6 gennaio scorso, il Centro di vaccinazione allestito presso l’Ospedale cantonale di Lucerna (LUKS) ha reso possibile a molte persone di essere vaccinate al di fuori degli abituali orari d’ufficio. E in tutto questo, anche i samaritani stanno facendo un lavoro prezioso, e fino a tarda ora nella notte. TESTO: Paolo D’Avino / m.z FOTO: LUKS Prima che Ingrid Oehen, capo e co-iniziatrice del Centro di vaccinazione dell’Ospedale cantonale di Lucerna (LUKS), si rivolga al team impegnato questa sera, si aggira brevemente nel reparto di vaccinazione vuoto. Poi la sua attenzione va alla squadra di venti persone pronte ad entrare in servizio questo giovedì sera, per la terza notte di vaccinazione (Late Night), rivolgendo ai membri del team parole di incoraggiamento e motivazione. Sta per iniziare un turno di lavoro intenso che, per il personale, ha preso avvio alle 18 e terminerà dopo mezzanotte.
Notte di vaccinazione a turni speciali Allestito nella palestra del vecchio edificio dell’allora Scuola per infermieri, il Centro di vaccinazione è pronto per la «corsa serale». Oltre alle 460 persone che si sono iscritte, Ingrid Oehen si aspetta altre 200 e più persone che arriveranno a farsi 18 oggi samaritani 1/2022
vaccinare attraverso e grazie al walk-in. Il grande afflusso anche durante le due precedenti serate dimostra «che stiamo rispondendo a un bisogno. Vogliamo dare al maggior numero di persone possibile un facile accesso al vaccino.» Da un anno a questa parte, il Centro di vaccinazione è in funzione dal lunedì al sabato e, per la notte, si è aggiunto un turno speciale. E i samaritani ci sono!
Parte del team Una di loro è Karin Fischer della sezione di Zell. È assegnata all’area amministrativa ed è responsabile del controllo di coloro che vogliono essere vaccinati al walk-in. Proprio come nei check-in degli aeroporti, Fischer – scherzando – osserva che «qui vengono di solito le persone che non amano troppo le iscrizioni online o che hanno difficoltà a presentarsi durante i giorni di lavoro». Anche molti dipendenti del LUKS approfittano dell’offerta serale. Gentilmente Karin Fischer informa le persone sulla procedura da seguire. Se i dati personali corrispondono alla registrazione effettuata all’Help Point nell’edificio principale dell’ospedale, la samaritana indirizza le persone verso la cabina dove, tra gli altri, verranno vaccinate da Sarah Doswald (sezione di Cham) o da Roger Kronenberg (sezione di Rickenbach). «Entrambi sono stati appositamente formati per effettuare le punture al braccio», precisa Ingrid Oehen e sottolinea che nel team di vaccinazione possono essere impiegati solo i samaritani in possesso della qualifica di soccorritore IAS livello 2 e BLS-AED-SRC. «In caso di emergenza, i samaritani devono infatti essere in grado di intervenire in modo competente.»
CORONAVIRUS
Miscela eterogenea
so nel vero senso della parola». Di regola, il procesQueste conoscenze professionali specifiche, invece, so di vaccinazione dura circa 20 minuti, osserva non sono necessariamente richieste per il lavoro Oehen, e i samaritani si occupano delle varie mansvolto nell’area di attesa, dove ora sono impegnati sioni a seconda delle loro capacità. «Sono quattro Lydia Flaviano (sezione samaritana di Emmen) e i compiti centrali che fanno funzionare in modo Urs Bischof (sezione di Adligenswil Udligenswil). ottimale il centro di vaccinazione.» Ciò che sembra Flaviano controlla l’entrata alla palestra e fa in semplice è in effetti un’interazione complessa di modo che non ci siano affollamenti, dirigendo le dettagli. «Dal primo triage all’entrata del Centro, persone verso i banchi della registrazione gratuita, alla vaccinazione nella cabina, dalla preparazione mentre Bischof si occupa delle persone che si tro- dei vaccini all’assistenza nella sala d’attesa: i samavano nella zona tranquilla d’attesa dopo aver rice- ritani lavorano instancabilmente da poco più di un vuto l’inoculazione. In veste di presidente del Co- anno.» Inoltre, si occupano anche di attività meno mitato centrale della Federazione svizzera dei visibili ma non meno importanti: «Siamo presenti samaritani, Ingrid Oehen è contenta e allo stesso anche nella hotline cantonale e aiutiamo nell’amtempo molto orgogliosa che circa la metà degli 80 bito del portale dei pazienti MeinLuks, dove le collaboratori che lavorano al Centro di vaccinazio- persone possono registrarsi o scegliere il vaccino», ne siano samaritani. Tuttavia, l’attività del Centro spiega Ingrid Oehen. senza personale specializzato e professionale non era pensabile: sono molte le infermiere in pensione che sono state reclutate per l’unità di vaccinazione Una squadra rodata lucernese. Inoltre, Ingrid Oehen può attingere al «La Late Night rappresenta un ulteriore contribupersonale ospedaliero, come ad esempio la specia- to per aumentare il tasso di vaccinazione», sottolista del settore infermieristico Zamire Mazreku linea Ingrid Oehen, che ritiene sia anche un apche non solo si occupa del reparto d’emergenza, ma proccio creativo, specialmente ora con Omikron. aiuta anche quando è necessaria una consulenza «La variante mutata la sta facendo da padrona specialistica. Oppure ancora Marco Rossi, respon- nell’incidenza dell’infezione e nell’aumento dei sabile medico delle malattie infettive e dell’igiene casi.» Al LUKS, le vaccinazioni continueranno ospedaliera al LUKS che dà una mano nelle vac- da lunedì a sabato e – a dipendenza dello sviluppo cinazioni del Late Night. Egli ha parole di elogio della pandemia – ci sarà magari un’altra «notte di per tutto il team: «Fanno tutti un lavoro incredi- vaccinazione». La responsabile del Centro non si bilmente buono qui.» E quando non sta vaccinan- sente di escludere questa eventualità. Poco prima do, il medico è sempre a disposizione del team di mezzanotte, il reparto di vaccinazione si svuota, come specialista per fornire informazioni varie. ma solo dopo le 24 il team termina finalmente il lavoro. «Senza una squadra ben preparata e funzionante, un compito così mastodontico sarebbe I samaritani prestano i primi stato impossibile», confessa Ingrid Oehen prima soccorsi di andare a casa e non senza guardarsi un’ultiI samaritani lavorano assieme ai professionisti; ma volta intorno. I suoi occhi sono stanchi, ma sono al posto giusto e «forniscono il primo soccor- brillanti.»
Aiuti finaziari ponte
SOSTEGNO PER ASSOCIAZIONI E SEZIONI La pandemia, lo scorso anno, ha purtroppo avuto un influsso anche sulle finanze di associazioni e sezioni samaritane. Infatti si sono potuti svolgere molto meno corsi e anche i servizi sanitari prestati sono stati inferiori con conseguente perdita di entrate. Come già fatto nel 2020, la Croce Rossa Svizzera ha concesso «aiuti finanziari ponte» a quelle sezioni e
associazioni che, proprio per queste ragioni, si trovano in difficoltà finanziarie. Nel rispetto dei criteri definiti dal Consiglio della Croce Rossa, è stato possibile finora approvare richieste per un totale di 86 000 franchi. Questi generosi pagamenti sono stati possibili in particolare grazie ai partenariati di lunga data stabiliti dalla CRS con il mondo economico. oggi samaritani 1/2022 19
Stefan Kühnis, organizzatore e presidente ASSA, apre il primo Simposio dei soccorritori 2021.
Tutto esaurito al KKL di Lucerna Con 270 partecipanti, il Simposio dei soccorritori svoltosi lo scorso 6 novembre a Lucerna ha registrato il tutto esaurito. È la prima volta che questo evento, organizzato in modo congiunto dall’Associazione svizzera dei sanitari aziendali (ASSA) e da Betriebsapotheke.ch, ha avuto luogo. Il tema centrale erano i primi soccorsi appropriati da prestare in caso di lesioni agli occhi e alla schiena, lesioni dovute a scariche elettriche e ustioni. TESTO: Paolo D’Avino / m.z FOTO: Jonas Weibel A Stefan Kühnis si legge chiaramente la gioia sul volto. E non c’è da meravigliarsi: «È una sensazione incredibilmente bella quella di poter di nuovo parlare davanti a un pubblico», afferma l’organizzatore dell’evento e presidente dell’ASSA. Ed è ancora meglio in una sala di teatro esaurita in ogni ordine di posto! Ben 270, infatti, sono le persone che si sono recate al KKL di Lucerna per acquisire nuove conoscenze pratiche sulle misure appropriate di primo soccorso riguardanti un ampio spettro di lesioni. 20 oggi samaritani 1/2022
Una sala intera col fiato sospeso Forti emozioni si sono manifestate in modo dirompente al termine del Simposio, ossia quando una «standing ovation» ha accolto l’«ospite speciale» Philipp Bosshard che, nel 2014, aveva subìto gravissime ustioni in un incidente sul lavoro, perdendo l’88 per cento della pelle. La sala stracolma del KKL era ammutolita; tutti erano col fiato sospeso mentre lui raccontava la sua storia. Egli ha infatti parlato del suo calvario, del suo recupero fisico e mentale e del suo allenamento per l’Ironman non-
ATTUALITÀ
Impressioni
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ATTUALITÀ
ché dei suoi piani per il futuro. «Durante il mio lento ritorno alla vita quotidiana sono state tante le persone che mi hanno dato la forza. O meglio: hanno creduto nella mia forza. Questa esperienza mi ha profondamente cambiato. Forse più di ogni altra cosa», ha detto Bosshard. «Voglio mostrare che un nuovo inizio è possibile. E che vale la pena ricominciare dopo un duro colpo del destino.»
I primi soccorsi possono salvare la vita Philipp Bosshard non sarebbe più vivo se non fosse stato prontamente soccorso. E il suo racconto riflette la natura e l’importanza dei primi soccorritori. «I primi soccorsi possono salvare delle vite. Senza l’intervento e l’aiuto dei soccorritori, una storia come quella di Philipp Bosshard non sarebbe possibile», osserva Stefan Kühnis. La prima edizione del Simposio si è concentrata sul primo soccorso in caso di ustioni, di lesioni agli occhi e alla schiena e di ferite da scariche elettriche. Quattro gli oratori che hanno presentato le diverse tematiche, scegliendo un linguaggio e una metodologia appropriati, quindi con valore aggiunto per gli uditori, ossia i sanitari aziendali, i samaritani, diversi rappresentanti di enti di soccorso e tante altre persone interessate. Si è parlato di emergenze che non sono così rare e che possono causare molta insicurezza e paure, sia ovviamente tra le persone colpite che in quelle che si trovano a prestare i primi soccorsi.
Emergenze per gli occhi, lesioni alla schiena e ferite da scariche elettriche Il simposio è stato aperto dal Dr. Dietmar Thumm che ha affrontato il tema delle emergenze che riguardano gli occhi. L’oculista ha spiegato che, ogni anno, ci sono circa 43 500 emergenze di questo tipo in Svizzera. «Primi soccorsi prestati in modo corretto e la conoscenza delle procedure possono salvare la vista», ha affermato Thumm. Dal canto suo, il
Dr. Michael Krapf ha tenuto una relazione, con delle cifre, sulle lesioni alla schiena: «Molte lesioni irreparabili alla schiena possono essere ricondotte a incidenti stradali», ha detto lo specialista e ha aggiunto che queste lesioni suscitano molto rispetto nelle persone. «Ciò è infatti nella natura delle cose: una grave lesione irreversibile alla colonna vertebrale ha un impatto enorme sulla vita delle persone colpite.» Proprio per questo, è molto importante che i primi soccorsi vengano prestati in modo corretto. Al termine del suo intervento, il medico, senza nulla togliere allo spontaneo rispetto generato da questo particolare tipo di lesioni, ha cercato di esortare i soccorritori a non aver timore nell’intervenire in questi casi. L’elettricità, invece, è invisibile, silenziosa, inodore e… pericolosa! Ciò rende la corrente elettrica imprevedibile: le lesioni causate da scariche elettriche, infatti, spesso non sono immediatamente visibili. Tuttavia, l’equilibrio elettrolitico del corpo può cambiare, essere compromesso e gli impulsi del cuore diventano instabili. Tutto questo può durare diverse ore. «Improvvisamente il cuore ‹perde colpi›, o fibrilla o si ferma. Anja Oehen, nella sua relazione, ha quindi spiegato come reagire correttamente, in quanto soccorritore, in questi casi.
Ustioni: mantenere la calma Le ustioni e le scottature sono tra le lesioni più comuni che possono avvenire in casa, ma anche fuori casa e sul posto di lavoro. Per i soccorritori che arrivano sul posto, la prima cosa da fare è mantenere la calma e non mettersi in pericolo. A seconda del grado di ustione, bisogna prestare le misure di primo soccorso più importanti affinché il medico o gli enti di soccorso professionali possano poi avviare il paziente verso la migliore guarigione possibile. Il medico Peter Steiger ha fornito, in questo senso, una buona panoramica della casistica. Dopo la sua presentazione, Peter Steiger ha chiesto all’«ospite speciale» di questo primo Simposio di salire sul palco, e – come detto sopra – l’intera sala ha trattenuto il respiro.
PREMIO SVBS Il Premio SVBS 2019 è stato attribuito a Manuela Greco, membro di comitato della sezione samaritana di Sciaffusa. Manuela ha infatti salvato la vita di un uomo grazie a una rianimazione presso un punto vendita di alberi di Natale, nel dicembre del 2019. A causa della pandemia, il premio ha potuto esserle conferito solo quest’anno, durante il Simposio. Il Premio SVBS 2020 è stato invece attribuito al Servizio sanitario aziendale della ditta IBM Research Europe di Zurigo, servizio che, grazie a un pronto intervento prestato in modo esemplare, ha potuto salvare la vista di un uomo che stava maneggiando soda caustica.
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TOCCA A VOI
CRUCIVERBA CON PAROLA NASCOSTA
FACILE
DIFFICOLTÀ MEDIA
Soluzione a pagina 35
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ASSOCIAZIONI E SEZIONI
Sezione Bassa Vallemaggia
UN GRANDE GRAZIE PER IL CONTRIBUTO DI MILLE FRANCHI
La sezione samaritani Bassa Vallemaggia esprime pubblicamente anche da queste colonne un grande grazie ai fratelli Burzi, da 25 anni gerenti del noto ristorante Bellariva a Gordevio, che hanno deciso di chiudere la loro attività e, per l’occasione, hanno voluto donare alla nostra sezione, da lungo tempo attiva in Bassa Valle, la cospicua somma di 1000 franchi. I nostri soci e i partecipanti ai vari corsi organizzati, anche da parte della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) e dell’Associazione sezioni samaritane Ticino e Moesano (ASSTM), hanno avuto modo in varie occasioni di gustare la loro eccellente cucina. Con questa somma abbiamo avuto la possibilità di sostituire il riscaldamento della nostra sede sociale.
CAMPO DI ESERCITAZIONE DELLA GIOVENTÙ SAMARITANA SEZIONE BIEL-BENKEN (BL) Il tradizionale Campo di esercitazione della Gioventù samaritana di Biel-Benken ha avuto inizio il 27 agosto scorso. Erano ben 29 i giovani, tra cui sei membri del Gruppo HELP di Riehen e dieci aiutanti, che sono stati portati in auto alla Casa Jura a Fornet-Dessous. Dopo il loro arrivo, hanno ricevuto le camere e, una volta sistemati, hanno cenato con la tradizionale pizza. Il sabato mattina è stato dedicato alle tecniche di primo soccorso: è stato appreso e approfondito lo schema ABCDE e, in seguito, messo in pratica, imparando ad allarmare. I giovani hanno anche appreso a fare un bendaggio con la benda triangolare. La mattina dopo, domenica, si è esercitato il moulage e sono state realizzate delle magliette samaritane colorate. Con l’ausilio di finto sangue, di cera e molto trucco, i partecipanti dovevano ricreare sulle persone «ferite» delle lesioni realistiche da incidente. Le capacità artistiche, ma anche la facoltà di immaginare la ferita reale, sono cose necessarie per ricreare in modo realistico un modello di ferita. Alcuni giovani hanno creato moulage perfetti e hanno poi disegnato delle magliette creative. Grazie di cuore al team di aiutanti e a Denise per il delizioso catering!
Comitato e soci, di cuore dicono GRAZIE e augurano a tutti loro un felice futuro. Buon Anno nuovo a tutti!
UN REGALO PER I SAMARITANI La Cooperativa Migros di Zurigo ha a cuore i samaritani. Li ringrazia sinceramente e dona a tutti i membri attivi nel suo bacino d’utenza, un buono regalo del valore di 50 franchi, attinto dal Fondo per gli oggetti smarriti, che la Cooperativa utilizza per scopi sociali. L’iniziativa della Cooperativa Migros di Zurigo è stata accolta con sincera gratitudine dalla Federazione svizzera dei samaritani. L’iniziativa è stata realizzata in accordo e assieme ai presidenti delle associazioni cantonali di Zurigo, Svitto, San Gallo e Glarona. Con il loro impegno, i samaritani svolgono un prezioso lavoro a livello sociale fornendo servizi di primo soccorso in 24 oggi samaritani 1/2022
occasione di eventi e manifestazioni sportive, organizzando corsi di formazione o campagne di donazione di sangue. I samaritani fanno in modo di alleviare la vita quotidiana del prossimo, ascoltano e donano il loro tempo agli altri, si prendono cura di vittime di infortuni e incidenti o di malati. Inoltre, forniscono assistenza ai vicini. Soprattutto dall’inizio della pandemia, questo è un compito indiscutibilmente importante. Il lavoro volontario è importante e tutt’altro che scontato. La Cooperativa Migros di Zurigo ringrazia pertanto tutti i samaritani per il loro impegno. Il buono acquisto ha un valore di 50 franchi e può essere utilizzato in tutti i supermercati Migros, nei negozi specializzati e nei ristoranti.
I SAMARITANI DI SION UNISCONO LE FORZE chiusa a chiave, e guai a chi maritana di Sion. Varone era oltremoosava varcarla! Negli am- do contento dato che la Città apprezza bienti samaritani del Valle- i samaritani e conta molto sul loro sose francofono, l’animosità stegno in occasione dei diversi eventi e le rivalità tra i soccorri- organizzati in loco. tori di Sion era diventata leggendaria. Ma fortuna- Così, una cinquantina di samaritani tamente anche le brutte hanno approvato lo statuto e quindi la storie hanno una fine e fondazione della loro nuova sezione e infatti sabato 4 dicembre ne hanno eletto il comitato. Estelle scorso la sezione di Sion e Vuignier, presidente dell’ormai dissolta quella di Sion Deux Col- sezione Sion Deux Collines, ha propoCircondato da Philippe Varone, presidente della Città di Sion, a sinistra, e Yvan Besse, presidente dei samaritani del lines hanno votato il loro sto di «eleggere Stéphane Witschard Vallese romando, a destra, ecco il comitato della sezione di scioglimento, ed hanno come nuova presidente per guidare la Sion. Da sinistra: Nathalie Reichenbach, Stéphane Witcosì sotterrato l’ascia di nuova avventura congiunta che inizia schard, Estelle Vuignier, Luis Lopes, Carine Coppey e Yannick Aymon (assente Raphaelle Frank). guerra dando avvio a una questa sera». E così è stato fatto. nuova sezione unita. Complimenti quindi a tutti gli attori Per molti anni, sentimenti di inimicizia Con molta più gioia di Fratello Laurent che hanno saputo «ricucire gli strappi» degni dell’opera «I Capuleti e i Mon- – i cui piani per Romeo e Giulietta fu- e, grazie a questo paziente lavoro di tecchi» regnarono tra le due sezioni rono purtroppo vanificati dall’epide- avvicinamento, hanno potuto finalsamaritane attive a Sion. I locali messi mia di peste – il coronavirus non ha mente sanare vecchie ferite e avere a disposizione dalla città di Sion per impedito a Philippe Varone, presiden- il coraggio di immaginare un futule due società in un accantonamento te della Città di Sion, di partecipare ro comune. Guarire le anime, si sa, della Protezione civile erano addirittu- con piacere l’assemblea costituente è sempre un po’ più complicato che ra separati da una porta rigorosamente della nuova, bella e grande sezione sa- applicare un bendaggio.
GINEVRA, IMMAGINARE I SAMARITANI DI DOMANI L’associazione cantonale ginevrina delle sezioni samaritane AGSS, scossa da una serie di turbolenze, certamente non aiutate dalla crisi del coronavirus, è in fase di ricostruzione. Un apposito gruppo di lavoro è stato incaricato di verificare la visione futura e il ruolo dell’associazione nel medio termine. Basandosi sulla strategia della FSS e sui quattro pilastri fondamentali della formazione, della sostenibilità, del sostegno e della sensibilizzazione, in tempi record il gruppo ha sviluppato una serie di obiettivi per ogni campo d’azione; obiettivi che dovrebbero permettere all’AGSS di ricollocarsi in modo ottimale. Lo scorso sabato 27 novembre è poi stata organizzata una giornata di lavoro aperta a tutti gli interessati, nella quale i partecipanti sono stati invitati a scegliere gli obiettivi che considerano prioritari e,
per i più importanti, a proporre un piano d’azione utilizzando il metodo del «ritorno al futuro». Questo metodo consiste nel partire dalla data presunta per il raggiungimento dell’obiettivo e nel tornare indietro nel tempo rievocando tutto ciò che è stato necessario per raggiungere con successo l’obiettivo stesso. In un’atmosfera vivace e costruttiva, i presenti si sono così infine trovati d’accordo su quanto segue: formare i quadri a una benevola leadership, diventare leader nell’ambito dei corsi pubblici, reclutare persone competenti, incoraggiare la collaborazione tra le sezioni, sviluppare i contatti con le autorità sanitarie cantonali, creare una commissione di comunicazione e immaginare il percorso di attuazione. Il programma è ambizioso e le scadenze sono brevi. L’Assemblea dei delegati 2022 è la scadenza defi-
Uno spirito allegro ha contraddistinto le discussioni dei samaritani chiamati a preparare il prossimo futuro della loro associazione.
nita. La palla è ancora una volta nel campo del gruppo di lavoro chiamato a proporre i prossimi passi. Soddisfatti del coinvolgimento dei presenti, gli organizzatori hanno solo deplorato il basso coinvolgimento dei samaritani di Ginevra. oggi samaritani 1/2022 25
INFORMAZIONI DALLO SHOP
MAGGIORE SICUREZZA NEL SERVIZIO SANITARIO Obiettivo principale del servizio sanitario è prestare i primi soccorsi in un’emergenza – o anche nel caso di piccole ferite. Non bisogna però nemmeno dimenticare la sicurezza di coloro che prestano aiuto. Un elemento importante a questo riguardo è l’abbigliamento usato nell’intervento. Il regolamento del servizio sanitario è molto esteso e tratta aspetti concernenti l’organizzazione, e l’infrastruttura, fino all’indennità che si percepisce. Contiene però anche norme precise per l’abbigliamento da utilizzare. Si consigliano gli indumenti di sicurezza dello Shop dei samaritani. Gli indumenti sono conformi alle prescrizioni legali della norma EN ISO 20471. Inoltre, per evitare lesioni dovute a contusioni, scivolamenti o passi falsi, si raccomanda di calzare scarpe con le caratteristiche seguenti: dovrebbero come minimo coprire anche il malleolo ed essere robuste e chiuse. Come criterio si può utilizzare per esempio il marchio di qualità dell’Ufficio prevenzione infortuni «slip stop».
Sicurezza grazie alla visibilità Per poter prestare i primi soccorsi in tutta sicurezza è importante, fra l’altro, che gli indumenti siano ben visibili. La summenzionata norma
EN ISO 20471 definisce i requisiti corrispondenti. Concerne esclusivamente l’abbigliamento per situazioni in cui vi è un elevato rischio di non essere visti. Ciò potrebbe sembrare esagerato per gli interventi dei samaritani. E lo è sicuramente, se si pensa a un servizio sanitario in occasione di un torneo locale di calcio in palestra. Però la valutazione cambia rapidamente, se samaritane e samaritani sono in servizio nel quadro di una corsa ciclistica oppure se, in occasione di una festa di paese, vengono chiamati per un’emergenza verificatasi sulla vicina strada principale. È molto facile verificare se gli indumenti sono certificati ad alta visibilità secondo la norma EN ISO 20471. Sono infatti contrassegnati con un pittogramma che rappresenta un giubbotto segnaletico con strisce orizzontali e verticali.
Vestiti adeguatamente e facilmente riconoscibili La visibilità è una cosa. Ma un abbigliamento adeguato e della giusta qualità è altrettanto decisivo per la sicurezza. Bisogna sentirsi a proprio agio e potersi pure inginocchiare per una decina di minuti su un suolo duro vicino a un paziente, senza che per questo i pantaloni si logorino subito. E con le scarpe giuste si può camminare sicuri in ogni situazione, per esempio quando bisogna trasportare una persona su una barella fino al posto di pronto soccorso passando su un terreno accidentato. Oltre che delle diverse questioni di sicurezza, per questo genere di abbigliamento occorre considerare anche di altri aspetti: da una parte l’uniformità, che permette a chi cerca aiuto di riconoscere facilmente i soccorritori. Poi con l’abbigliamento corretto si rafforza il marchio samaritano. Uomini e donne con gli indumenti gialli e blu con il logo S+ devono potersi distinguere a prima vista come i soccorritori competenti che sono in realtà.
Per il servizio sanitario occorre anche l’abbigliamento giusto.
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La pagina qui a destra presenta una piccola scelta degli indumenti offerti da samariter.shop. Potete trovare l’intero assortimento nel negozio online. Nei locali dello Shop a Gerlafingen trovate pure uno showroom, che fra l’altro consente di provare tutti gli indumenti e le calzature.
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Giacca softshell con taglio da donna Questa giacca softshell è disponibile nelle misure da XS a 4XL. Esecuzione e qualità della stoffa sono le stesse dei modelli da uomo. Le differenze sono: • Maniche da 4 a 5 cm più corte • Cintura da 2 a 6 cm più ampia • Schiena da 5 a 6 cm più corta Nel sito samariter.shop trovate la tabella delle misure esatte.
Scarpe di sicurezza marca HAIX per il servizio sanitario Per camminare in tutta sicurezza durante il servizio sanitario è importante calzare le scarpe giuste. Nel sito samariter.shop trovate tre modelli di scarpe di sicurezza HAIX.
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Nel nuovo assortimento trovate pure gli accessori adatti, come calze, prodotti per la cura delle scarpe e spray impermeabilizzanti. Samaritane e samaritani usufruiscono di uno sconto su tutti i prodotti HAIX!
Informazioni dettagliate sui prodotti e sui prezzi si possono ottenere sul sito internet: www.samariter.shop, e-mail: info@samariter.shop, tel. 032 566 71 71. oggi samaritani 1/2022 27
SSC
Un ufficio nazionale di coordinamento per il servizio sanitario Il Servizio sanitario coordinato (SSC) fa sì parte dello Stato maggiore dell’esercito, ma la sua attività non si limita ai settori militari. Coordina il personale, il materiale e le attrezzature sia dei servizi militari sia dei servizi civili per l’assistenza sanitaria. La pandemia di coronavirus ha messo in evidenza quanto in caso di crisi siano importanti lo scambio di informazioni e il coordinamento al di là dei confini cantonali e dei limiti delle organizzazioni. A questo proposito il Servizio sanitario coordinato (SSC) svolge un ruolo chiave. Il suo mandato è quello di garantire ai pazienti l’assistenza migliore possibile, in ogni situazione. Nella pandemia che ormai dura da quasi due anni si tratta di una grossa sfida, come spiega il direttore dell’SSC Stefan Trachsel: «L’SSC ha provato ripetutamente i propri compiti per essere pronto in caso di emergenza. Per la prima volta però il team si è visto confrontato con un’emergenza reale di grandi proporzioni ed eravamo consapevoli che molte persone avrebbero sofferto o sarebbero decedute, se avessimo preso le decisioni sbagliate. In tali situazioni eccezionali, i fattori decisivi sono una buona preparazione e un’eccellente cooperazione con i partner militari e civili.»
Ampio campo di azione L’SSC è un’organizzazione importante non solo in caso di crisi. Le sue attività si possono suddividere in quattro settori: • Lavori di concezione e progettazione L’SSC sviluppa concetti e coordina progetti. Questo comprende per esempio una piattaforma digitale, per poter pianificare e realizzare con efficienza gli esercizi del servizio sanitario. Oppure controlla e perfeziona i piani degli ospedali per i casi di catastrofe.
Un tipico intervento nella pandemia: samaritani in servizio al Drive-in per i test del coronavirus a Berna. (Foto: Remo Nägeli)
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• Servizi La gamma di servizi comprende fra l’altro il sistema di informazione e intervento (SII). Assiste le organizzazioni di condotta e intervento per esempio con una panoramica delle capacità degli ospedali o consentendo una rappresentazione elettronica della situazione. • Formazione L’SSC cura la formazione degli specialisti di varie organizzazioni su temi specifici. L’offerta va da corsi specialistici a manifestazioni ed e-learning. • Networking Potenziare la rete nel settore sanitario è un ulteriore obiettivo dell’SSC. A tal fine utilizza le strutture cantonali.
In contatto con la CRS e le organizzazioni di salvataggio Già prima della pandemia, l’SSC manteneva contatti regolari con la Croce Rossa Svizzera (CRS) e le sue organizzazioni di salvataggio. La crisi ha avvicinato ulteriormente le organizzazioni: il sistema sanitario svizzero orientato a una situazione normale è arrivato ai suoi limiti. Militi del servizio militare, della protezione civile, come pure samaritane e samaritani hanno contribuito con vigore alla lotta contro la pandemia e lo fanno ancora oggi. «Con la loro formazione, i samaritani costituiscono un’importante riserva con un’ampia gamma di possibilità di impiego: cure di base negli ospedali e nelle case per anziani o di cura oppure come aiuto per i centri vaccinali», spiega Stefan Trachsel. Nel 2022 la collaborazione fra SSC e FSS verrà ulteriormente intensificata con il sottoprogetto «Assistenza dei samaritani per l’emergenza delle cure infermieristiche» della nuova strategia samaritana. L’obiettivo è chiarire come e con quali prestazioni in futuro i samaritani potrebbero mitigare la situazione di emergenza che regna nel settore delle cure infermieristiche. I temi trattati sono soprattutto forme di assistenza, servizi di cure di base e aiuti domestici. (FSS)
CERTIFICAZIONE
Sigillo di qualità SRC Il 23 ottobre scorso, la Federazione svizzera dei samaritani (FSS) ha ricevuto il nuovo sigillo di qualità dallo Swiss Resuscitation Council (SRC). Qual è il significato del sigillo? Il sigillo, o marchio, di qualità dello SRC conferma che la documentazione di un fornitore di corsi e le qualifiche dei suoi istruttori sono state esaminate dallo SRC e sono conformi alle sue linee guida e disposizioni per i corsi. Se lo Swiss Resuscitation Council (SRC) dovesse venire a conoscenza di rilevanti violazioni delle linee guida per i corsi, al fornitore sarà richiesto un commento e, se necessario, verrà ammonito per la non conformità. Lo SRC ha il diritto di indagare e verificare sui casi di non rispetto delle regole, per esempio tramite «visite in loco». In caso di recidiva, la BLS-Faculty stabilisce la procedura da seguire e decide sull'eventuale ritiro del marchio di qualità. Le organizzazioni alle quali è stato ritirato il sigillo di approvazione sono indicate sulla homepage dello SRC.
Quali formati di corsi distingue lo SRC? Dall’entrata in vigore delle Linee guida 2010, lo SRC distingue i seguenti formati di corso: 1.BLS-AED-SRC Quick: Senza certificato di partecipazione 2. BLS-AED-SRC Compatto: Competenze di base = certificato «Basic Provider» 3. BLS-AED-SRC Completo: Approfondimento delle competenze e applicazione in diverse situazioni = Certificato «Generic Provider» 4. BLS-AED-SRC Istruttore: Attività di formazione = «Generic Instructor»
Età minima: 12 anni Materiale: 1 manichino + 1 AED per 2-3 partecipanti + 1 aiuto alla respirazione per partecipante Nota: manichino con feedback sui criteri HPCPR Contenuti: nuovo piano procedurale con posizione laterale, diapositive PowerPoint con l’aggiunta di concetti di insegnamento 2. BLS-AED-SRC Completo: Numero di partecipanti: 1 istruttore per 8 partecipanti Età minima: 12 anni Materiale: 1 manichino + 1 AED per 2-3 partecipanti, 1 manichino bambino/neonato per 8 partecipanti, 1 aiuto alla ventilazione per partecipante Nota: manichino con feedback sui criteri HPCPR Contenuti: piano procedurale adattato a 3 ore di corso, argomento del «rantolo» (respiro a fatica) rimosso. Diapositive PowerPoint con l’aggiunta di concetti di insegnamento. Caso di studio «Rianimazione da parte dei passanti» rimosso 3. BLS-AED-SRC Istruttore: Età minima: 18 anni 4. BLS-AED-SRC Completo Refresher: Non esiste più!
In quali corsi sono stati fatti degli aggiornamenti?
Piattaforma didattica
1. BLS-AED-SRC Compatto: Numero dei partecipanti: 1 istruttore per 8 partecipanti
I documenti del materiale didattico saranno adattati in tutte le lingue entro lunedì 25.10.2021 alle 18.00. I nuovi manifesti sono già disponibili su Extranet sotto Formazione/Corsi/Manifesti corsi. oggi samaritani 1/2022 29
PAGINE PARTNER
Sulla neve in tutta sicurezza Fare escursioni sulla neve alla riscoperta della natura entusiasma sempre più persone. Molte regioni turistiche offrono sentieri per escursioni invernali e percorsi segnalati per ciaspole. Preparare accuratamente le escursioni sulla neve aiuta a prevenire i casi d’emergenza. TESTO e FOTO: Rega Che si tratti di ciaspolate o di escursioni invernali: i tour sulla neve richiedono una pianificazione accurata. Informatevi sulle condizioni locali, valutate in modo realistico le vostre capacità e pianificate di conseguenza i vostri itinerari. Partite alla volta del vostro tour con l’equipaggiamento adatto, l’ideale è portare anche quello di emergenza per gli infortuni dovuti a caduta di valanghe con l’apparecchio di ricerca in valanga (ARVA), una sonda e una pala.
Sulla neve a regola d’arte Per le gite invernali a piedi, potete utilizzare i sentieri escursionistici invernali (indicatore di direzione rosa con pittogramma «escursionismo»), che si snodano per quanto possibile lontano dalle strade e sono generalmente coperti di neve. Questi sentieri richiedono attenzione e prudenza a causa della neve e del possibile rischio di cadere. A parte ciò, non pongono particolari requisiti agli utenti e le loro caratteristiche tecniche corrispondono a quelle dei sentieri escursionistici segnalati in giallo, privi di ostacoli.
La magia dell’inverno in tutta sicurezza Preferite una ciaspolata attraverso il candido paesaggio innevato? Se avete ancora poca esperienza con le racchette (ciaspole), è meglio seguire i percorsi per ciaspole segnalati (indicatore di direzione rosa con pittogramma «ciaspola»). I gestori li proteggono dal rischio di valanghe e di regola i passaggi più difficili vengono messi in sicurezza. Non sono però preparati come i sentieri escursionistici invernali e sono quindi adatti solo alle racchette da neve. Se state pianificando escursioni più impegnative al di fuori dei percorsi segnalati, dovreste valutare adeguatamente le vostre capacità tecniche e la vostra forma fisica. Maggiore è l’esperienza, meglio si possono valutare i rischi, soprattutto per 30 oggi samaritani 1/2022
In caso d’emergenza, non esitate: allarmate in tempo tramite l’app Rega o il numero d’emergenza 1414.
il pericolo di valanghe. Quando si va a ciaspolare, bisogna quindi sempre tener conto delle condizioni aggiornate della neve: informatevi sulla situazione consultando il bollettino delle valanghe (https:// www.slf.ch) e sul posto verificate ancora le condizioni locali.
Abbigliamento e scarpe adeguati Per le escursioni invernali o per ciaspolare, dovreste indossare l’abbigliamento adeguato. Scarpe robuste e impermeabili con suola antiscivolo assicurano piedi asciutti e una buona presa. Il vostro abbigliamento dovrebbe essere adatto al tempo e includere anche una protezione contro la pioggia. Non dimenticate il materiale cartografico analogico o digitale (ad esempio, una cartina escursionistica) e provviste sufficienti. Completate il vostro equipaggiamento con un kit di pronto soccorso tascabile, una coperta isotermica e il cellulare.
Allarmare la Rega Anche con una buona preparazione e la sufficiente prudenza sul terreno, possono accadere incidenti o insorgere problemi di salute. In questi casi, non esitate ad allarmare la Rega tramite l’app Rega o il numero d’emergenza 1414. In caso d’emergenza, fatelo in tempo: il maltempo e/o l’oscurità oppure la scarsa visibilità possono ritardare i soccorsi, o addirittura renderli impossibili. Quindi non aspettate troppo a lungo per dare l’allarme.
Ci siamo, grazie ai sostenitori. I nostri sostenitori ci permettono di continuare a volare e di aiutare oltre 11’000 persone all’anno.
Diventare sostenitore: rega.ch/sostenitori
MOSTRA
Primo soccorso, attuale più che mai In occasione del 125º anniversario della sezione samaritana di Baden, è stata allestita al locale Museo storico una mostra sulle origini e sulla storia del pensiero e del movimento samaritano. L’esposizione è aperta dal 28 gennaio fino al 7 agosto 2022. TESTO: Paolo D’Avino / m.z «Prestare aiuto, senza chiedere a chi», scrisse Henry Dunant (1828-1910) nelle sue memorie sulla battaglia di Solferino a riguardo della grande sofferenza a cui fu confrontato. Anche l’uomo di Samaria, il buon samaritano nella Bibbia, che salvò in modo disinteressato la vita di una persona che era stata derubata nel deserto, agì nello spirito della citazione di Dunant. Carità e misericordia – questi sono i valori alla base della storia del Samaritano e della citazione di Dunant. Valori che costituiscono il fondamento del movimento della Croce Rossa, a cui appartengono anche le sezioni e associazioni samaritane svizzere.
Umanità e carità Il Museo storico di Baden coglie l’occasione del 125º anniversario della sezione samaritana di Baden per mettere in risalto il valore sociale del pensiero samaritano nel contesto del movimento nazionale e internazionale della Croce Rossa. «La mostra rievoca una storia di umanità, misericordia o carità che è stata un po’ dimenticata e si interroga sul futuro del pensiero samaritano», afferma Carol Nater Cartier, direttrice del museo. Specialmente in questi tempi di pandemia, il termine «solida-
Esercitazione sul campo nel sito preistorico della Teufelskeller presso Baden, 1943. (Archivio sezione samaritana di Baden)
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rietà» è più attuale che mai. «In varie postazioni, i visitatori hanno l’opportunità di riflettere e approfondire il loro approccio al tema», osserva la direttrice. In questo modo, con uno sguardo al passato, ognuno può sperimentare conoscenze e sensazioni proprie.
Manifesto della mostra «Sulle tracce dell'idea samaritana».
Un’ampia reputazione In passato, in Europa l’aiuto della Chiesa ha giocato un ruolo importante con l’impegno soprattutto delle donne, ruolo che è stato centrale fin dall’inizio. Tuttavia, l’esperienza della guerra, l’avanzare dell’industrializzazione e lo sviluppo della medicina moderna portarono a una crescente secolarizzazione delle cure e dell’assistenza. Fu così che si formarono dei gruppi aconfessionali di volontariato chiamati «sezioni samaritane» allo scopo di prestare i primi soccorsi alle persone in difficoltà. Nel 1897, quando si costituì la sezione samaritana
Influenza spagnola 1918/1919: la cura dei pazienti ammalati. (Foto: mad)
di Baden, c’erano ancora pochi medici. «I samaritani erano gli unici, in quel tempo, ad essere ben addestrati nel fornire i primi soccorsi in fabbriche, cantieri o nelle manifestazioni sportive.» Godevano di grande stima e di un ampio sostegno tra la popolazione, tra le associazioni e le farmacie.
Gli sviluppi nel tempo Nel corso del tempo, si sono aggiunti nuovi attori: i servizi di soccorso divennero sempre più specializzati e professionali e i servizi medici – sia statali che privati – furono ampliati. Dagli anni 1980, la Federazione svizzera dei samaritani è un membro corporativo della Croce Rossa. La missione di aiuto disinteressato, tuttavia, è rimasta invariata fino al giorno d’oggi. I samaritani si impegnano e lavorano tutti secondo i principi della Croce Rossa e salvano le vite indipendentemente dalla posizione sociale della vittima, dalla sua nazionalità, dalla sua origine, dalla sua fede o dalle sue convinzioni politiche. È unicamente l’emergenza d’aiuto medico a essere decisiva per prestare aiuto. Nella popolazione svizzera, il volontariato ha una lunga tradizione. La sezione samaritana e la sua storia rappresentano «solo» un
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«La mostra rievoca una storia di umanità, misericordia e carità che è stata un po’ dimenticata e, nel contempo, si interroga sul futuro del pensiero samaritano.»
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esempio di molte organizzazioni umanitarie svizzere collaudate e che funzionano secondo il principio di milizia. «Chiunque oggi faccia del volontariato non è più necessariamente membro di un’associazione, sezione o ente. Nuove forme di solidarietà stanno emergendo, come ci ha mostrato la pandemia da coronavirus», osserva Carol Nater Cartier. Il sistema di milizia è in subbuglio, ma l’idea samaritana non è obsoleta. È senza tempo e universale.
Fonte Dossier della mostra, Museo storico di Baden, 2021 SULLE TRACCE DELL’IDEA SAMARITANA Dal 28 gennaio fino al 7 agosto 2022 Informazioni: www.museum.baden.ch
BREVE INTERVISTA: SUSANNE FREI, PRESIDENTE DELLA SEZIONE DI BADEN La sezione samaritana di Baden compie 125 anni; siete fieri di questo traguardo? Certamente! Soprattutto se consideriamo tutto quello che è successo negli ultimi 125 anni nella storia del mondo, nella città di Baden e, su piccola scala, nella sezione samaritana e se pensiamo a dove siamo stati sempre presenti e come abbiamo potuto aiutare il nostro prossimo. Tra questi basti ricordare i servizi sanitari nelle feste locali «Badenfahrten» e in altri eventi, come pure i compiti d’assitenza ai rifugiati, i servizi sanitari nei distretti periferici e l’assistenza nell’affrontare la pandemia. La cosa che ci rende particolarmente orgogliosi è la formazione di decine di migliaia di persone del distretto di Baden nei primi soccorsi in caso di emergenza.
Come va, oggi, la sezione di Baden? Come molte altre sezioni, anche la nostra sta facendo i conti con una mancanza di soci, anche se – negli scorsi mesi – siamo riusciti a guadagnare alcuni ospiti e nuovi membri. Fino a qualche mese fa, la questione che ci assillava era sapere se la sezione di Baden poteva sopravvivere o se, fra qualche anno, sarebbe stata costretta a chiudere. Assieme a tutti i soci, il nostro comitato ha cercato di aprire nuove vie e ha messo in atto alcuni cambiamenti affinché possiamo continuare a essere una sezione stabile e in grado di offrire servizi anche in futuro. Il 125º anniversario, così come l’allestimento della mostra speciale, ci hanno dato la necessaria iniezione di motivazione e non vediamo l’ora che arrivi la celabrazione del nostro anniversario e il prossimo Badenfahrt del 2023.
Per quali motivi ritiene che ogni samaritano debba visitare la mostra? Si tratta di ripercorrere e rivivere l’idea del samaritano che aiuta chi è nel bisogno. Questo concetto viene ripreso nella mostra multimediale con grande attenzione ai dettagli e varie informazioni emozionanti e accessibili alla popolazione. Vengono illustrati sia la storia del buon samaritano che il pensiero di Henry Dunant e ci saranno anche le voci del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), della Croce Rossa Svizzera e, ovviamente, della Federazione svizzera dei samaritani. oggi samaritani 1/2022 33
INCONTRI
Un incontro atteso
La presidente centrale Ingrid Oehen ha gettato uno sguardo sull'anno appena concluso.
Alla Giornata degli ex si sono incontrati circa 50 samaritane e samaritani.
Come da apprezzata tradizione, all’inizio di dicembre scorso, la Federazione svizzera dei samaritani ha invitato i suoi ex membri a un incontro conviviale. Sono stati circa 50 gli ex che si sono così ritrovati per scambiarsi ricordi ed esperienze. TESTO e FOTO: Paolo D’Avino / m.z Il discorso della presidente centrale della FSS Ingrid Oehen è stato uno dei momenti salienti della festa degli ex della Federazione svizzera dei samaritani svoltasi a Olten. Infatti la presidente non solo ha colto l’occasione per ripercorrere l’anno appena concluso, ma ha soprattutto espresso molto piacere nel poter di nuovo salutare di persona gli ex presidenti, i soci onorari e gli ex membri: «Finalmente», ha detto, «perché in questi due anni trascorsi dall’ultimo incontro (causa pandemia) sono successe davvero molte cose. E molte cose positive», ha aggiunto. «La nave della FSS si sta infatti ora muovendo in acque più calme e stabili.» La prima, importante pietra per l’ulteriore «ricostruzione» e sviluppo sostenibile del movimento samaritano svizzero è stata posata dall’Assemblea generale del 2020. «L’assemblea ha dato il suo accordo all’avvio di un cambiamento di direzione, cambiamento che è molto impegnativo per tutti noi e a tutti i livelli», ha osservato la presidente che si è detta molto orgogliosa per il fatto che i samaritani abbiano trovato un linguaggio comune all’interno della FSS. «Solo insieme si può plasmare il futuro», ha affermato. «Siamo riusciti a coinvolgere le associazioni cantonali e le sezioni nel lavoro di elaborazione della nuova strategia.» 34 oggi samaritani 1/2022
Benjamin Kuoni ha fornito informazioni sul concetto di formazione 2023.
Progressi nel processo della strategia 2024 Il direttore Peter Lack, che si è unito online ai presenti, ha dal canto suo fatto il punto al processo di implementazione della strategia: «Ci muoviamo in un settore in tensione tra attività a pagamento e il volontariato, ossia un ‹mondo› non commerciale; due mondi che stiamo cercando di unire entro il 2024 sotto il cappello della FSS», ha sottolineato Peter Lack, che ha concluso poi il suo intervento ringraziando tutti per aver «tirato la corda» nella stessa direzione. E ciò sia nel volontariato che nel Segretariato FSS. Benjamin Kuoni, responsabile di Formazione e gestione del volontariato, ha in seguito fornito degli approfondimenti sul concetto di formazione 2023. Nella sua presentazione, egli ha descritto chiaramente come intende integrare, in futuro, il settore della formazione in un sistema globale sostenibile ed efficace. Si è dichiarato convinto di poter fornire servizi di alta qualità nel settore dei corsi e dei servizi sanitari a prezzi di mercato concorrenziali. «Possiamo avere successo solo se pensiamo e agiamo coerentemente in un’economia di mercato.» Questo è l’unico modo per promuovere l’idea e il movimento samaritani e per finanziare le attività di volontariato, ha detto. Oltre alle varie relazioni e ai discorsi di rito, gli ospiti hanno avuto molto tempo per chiacchierare durante l’aperitivo e il pranzo al ristorante Aarhof di Olten. In effetti, cosa sarebbe un ritrovo di ex membri della FSS se non si potesse anche rievocare i «bei vecchi tempi»? In un rapido giro tra i tavoli, infatti, l’espressione più ricorrente che si sentiva qua e là era: «Ti ricordi?»
INFO VARIE
LE PROSSIME EDIZIONI Edizione n.
Termine redazionale
Data di apparizione
02/2022
08.04.2022
11.05.2022
03/2022
08.07.2022
10.08.2022
04/2022
07.10.2022
09.11.2022
Contatto: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi samaritani» sarà pubblicato il 11 maggio 2022; la scadenza per l’invio del materiale è il 8 aprile 2022.
SIAMO TUTT’ORECCHI Avete un’idea originale per un’esercitazione o di come la stessa si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.
GIOCHI: LE SOLUZIONI DELLA P. 23
Abbonamento sostenitore per soli 11.– franchi Lo sapevate? Come sezione samaritana, potete offrire ai vostri donatori, ai membri passivi e alle persone esterne interessate un abbonamento a «oggi samaritani» del valore di 33 franchi per soli 11 franchi all’anno. Registrate il vostro abbonamento donatori ora su Extranet.
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