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SAMARITANI La rivista della Federazione svizzera dei samaritani
Primi soccorsi sul posto di lavoro 10 BUONO A SAPERSI
Cosa succede al corpo in caso di scossa elettrica
18 BILANCIO INTERMEDIO Intervista alla presidente della FSS Ingrid Oehen
26 GROSSI EVENTI Sfide elevate per i servizi sanitari
samaritani.ch
Concepita per le escursioni La nouva carta escursionistica per la Svizzera Più informativa, più comprensibile, più intuitiva
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Foto: Christof Sonderegger, Thal
dove
EDITORIALE
Con profondo cordoglio e grande tristezza dobbiamo dire addio alla nostra socia onoraria Annemarie Huber-Hotz.
Il 1º agosto, durante un’escursione con la sua famiglia, Annemarie Huber-Hotz è deceduta inaspettatamente a causa di un improvviso arresto cardiaco. Non si possono elogiare a sufficienza i suoi meriti nell’ambito della Croce Rossa Svizzera e delle organizzazioni di salvataggio come pure il suo carattere umano e affabile. Fin dalla sua primissima giovinezza le è sempre stato a cuore il benessere della società. Lo scorso 22 giugno, nel quadro dell’Assemblea dei delegati di Locarno, abbiamo avuto modo di nominare Annemarie Huber-Hotz socia onoraria. Una persona che, malgrado non sia mai stata una samaritana, si è sempre sentita molto legata ai nostri valori e alle nostre convinzioni. Nel 2011, poco dopo la sua elezione a presidentessa della Croce Rossa Svizzera, Annemarie Huber-Hotz aveva affermato in un’intervista per il nostro giornale: «Sono sempre più convinta che il volontariato sia il nucleo che nel suo intimo mantiene unita la nostra società in Svizzera.» Abbiamo conosciuto così Annemarie Huber-Hotz: risoluta ed estremamente impegnata in favore delle persone di tutto il mondo più deboli e più bisognose di protezione.
L’inaspettata notizia della sua morte ci ricorda tragicamente una volta di più quanto possano essere vicini la gioia e il dolore. La voce di una personalità eccezionale si è spenta per sempre.
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«La morte ordina il mondo in un modo nuovo, pare che non sia cambiato nulla, eppure per noi il mondo è diventato completamente diverso.» Antoine de Saint-Exupéry
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Ricordiamo Annemarie Huber-Hotz come una comunicatrice attenta e una mediatrice cortese. Occuperà sempre un posto importante nel nostro cuore e nei nostri pensieri. Partecipiamo con profondo dolore al lutto della famiglia e dei parenti tutti, esprimendo il nostro più grande rispetto e ringraziamento verso la defunta.. INGRID OEHEN Presidentessa della Federazione svizzera dei samaritani oggi samaritani 3/2019 3
6 PRIMI SOCCORSI
SUL POSTO DI LAVORO
26 SAMARITANI MOLTO RICHIESTI NEI GROSSI EVENTI ESTIVI
CONTENUTO 14 RIMANERE CERTIFICATI Refresher Livello 2 IAS in blocco o come parte di esercizio di sezione
18 BILANCIO INTERMEDIO La presidente Ingrid Oehen parla del suo primo anno di carica
16 CAMPO GIOVANI ’19 Echi dalla Svizzera francese e tedesca
21 ASSEMBLEA DEI DELEGATI In giugno, ospiti del Ticino a Locarno
17 ATTREZZI Una visione pratica e d’assieme di tutte le piattaforme online per i samaritani 4 oggi samaritani 3/2019
24 SAMARITANI E POMPIERI Le due organizzazioni hanno molto in comune
34 DONAZIONE DI SANGUE Il bus della CRS per le donazoni di sangue facilita le sezioni nel loro lavoro 36 SEZIONI E ASSOCIAZIONI Alcune sezioni e associazioni raccontano le loro attività e proposte
IMPRESSUM 10 SCOSSA ELETTRICA, QUALI EFFETTI PUÒ AVERE NEL NOSTRO CORPO
«oggi Samaritani» 3/2019 Data della pubblicazione: 14 agosto Editore Federazione svizzera dei samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch www.samaritani.ch Abbonamenti e cambiamenti d’indirizzo per iscritto all’indirizzo citato Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: fr. 33.– annuali 4 numeri all’anno Tiratura: 25 000 copie
30 UN ALTRO ASPETTO DEI SAMARITANI NELLE MOSTRE ALLESTITE NEI MUSEI
37 RITRATTO Christine Ruchat segue e consiglia le sezioni samaritane 38 NOVITÀ ALLO SHOP Approfittate ora dell’azione di scambio manichini Resusci Anne 40 LESIONI SPORTIVE FREQUENTI Tra gli sportivi, chi si ferisce di più e dove?
41 GIOCA CON NOI Cruciverba e Sudoku 44 FAMIGLIA CRS Ecco il nuovo presidente della CRS Thomas Heiniger
Redazione Christoph Zehnder (cze) Matthias Zobrist (mzo) Svizzera occidentale: Chantal Lienert (cli) Ticino e Moesano: Mara Zanetti Maestrani (m.z.) Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 redazione@samaritani.ch Indirizzo: Redazione «oggi samaritani» Casella postale, 4601 Olten Inserzioni Fachmedien Zürichsee Werbe AG Laubisrütistrasse 44, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 samariter@fachmedien.ch www.fachmedien.ch Impaginazione, stampa, spedizione Stämpfli SA, 3001 Berna
46 SOTTO LA LENTE I samaritani, soccorritori laici o professionisti?
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VENIAMO AL PUNTO PRIMI SOCCORSI SUL POSTO DI LAVORO
COLLEGHI IN URGENZA Ogni anno in Svizzera si registrano circa 270 000 infortuni sul lavoro. I samaritani formano e preparano le aziende e i loro dipendenti allo scopo di fornire il primo soccorso in modo rapido e competente in caso di emergenza. TESTO E FOTO: Christoph Zehnder / m.z
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Attraverso esempi pratici di infortuni sul proprio posto di lavoro, i dipendenti imparano cosa fare in caso di urgenza.
che le norme di sicurezza come pure le attrezzature e l’equipaggiamento da lavoro, mentre si sono intensificate le campagne d’informazione sulla sicurezza sul lavoro. Nonostante ciò, ogni anno le compagnie di assicurazione contro gli infortuni registrano ancora 270 000 infortuni sul lavoro. I datori di lavoro condividono la responsabilità per la sicurezza dei loro dipendenti. La legge li obbliga infatti a garantire la loro sicurezza. Ciò comprende anche le conoscenze e le procedure per i primi soccorsi (vedi riquadro a pag. 9) che per finire sono nel loro interesse. Gli infortuni sono costosi, soprattutto quando i dipendenti sono assenti per lunghi periodi di tempo, cosa che influisce negativamente su know-how e produttività. La ricerca e l’assunzione di supplenti comportano ulteriore dispendio di risorse e di tempo. Per non parlare, poi, delle conseguenze a livello macro-economico degli infortuni gravi sul lavoro. Le imprese responsabili si impegnano quindi nella prevenzione, al fine di evitare nella misura del possibile gli infortuni o di sapere almeno come affrontarli al meglio. Tuttavia gli infortuni non potranno mai essere completamente esclusi, per questo motivo è ancora più importante essere ben preparati. Ad esempio seguendo una formazione specifica per dipendenti sulle misure di primo soccorso.
Utile sia a livello professionale che privato L’azienda Graph-Tech AG è una tipica piccola e media impersa (PMI) dell’altipiano svizzero. È specializzata in sistemi di stampa d’alta qualità e,
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«Quello che impariamo qui può esserci utile anche nel privato.»
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Oggi, in Svizzera, il numero di persone coinvolte in incidenti sul lavoro è nettamente inferiore rispetto a quello di 30 anni fa. È un dato che sorprende se si considera che oggigiorno sono molte di più le persone che lavorano. I motivi di questa incoraggiante tendenza sono diversi: da un lato, l’aumento delle professioni nel settore terziario dei servizi, dove il rischio effettivo di incidenti è generalmente inferiore; dall’altro, negli ultimi decenni nel settore secondario (edile e artigianato) sono migliorate di molto sia l’automazione
nelle due sedi di Ofringen ed Egliswil, conta circa 80 dipendenti in totale. Dipendenti che hanno l’opportunità di ampliare le loro conoscenze nei primi soccorsi in caso d’urgenza grazie ai corsi dei samaritani. All’inizio dello scorso mese di luglio, ad esempio, 12 dipendenti – tra cui Matthias Konrad – hanno frequentato un corso approfondito BLS-AED presso i samaritani. Matthias, capo del team della logistica, apprezza molto la possibilità di aggiornare le sue conoscenze di primi soccorsi sul lavoro. «Quello che impariamo qui può esserci molto utile anche nella vita privata. In pratica si prendono due piccioni con una fava», dice. Alcune oggi samaritani 3/2019 7
VENIAMO AL PUNTO PRIMI SOCCORSI SUL POSTO DI LAVORO
volte si è già trovato nella situazone di dover aiutare dei colleghi coinvolti in piccoli incidenti. «Niente che non si sia potuto risolvere con un cerotto», afferma. Ma il fatto che il suo datore di lavoro intenda preparare i dipendenti a gestire anche casi più gravi, lo ritiene molto sensato. Nella prima parte del corso sono incluse infatti le misure di rianimazione. Così per la prima volta da quando, ben 14 anni fa, ha svolto il Corso soccorritori per l’ottenimento della patente, Matthias torna oggi ad occuparsi di questo tema: «Un aggiornamento non può certo farmi male, anche perché alcune cose sono completamente nuove per me.»
Individuale e realistico La seconda parte del corso si concentra principalmente sugli studi di casi pratici. Bettina Stähli e Regula Käser, della sezione samaritana di Seengen, attribuiscono molta importanza nei loro corsi al realismo dei casi pratici presentati. «Ci si informa dapprima sui bisogni dell’azienda e quindi si preparano i corsi in base alle esigenze del cliente», ci spiega Bettina Stähli. In un secondo tempo, il corso viene adattato e/o esteso secondo le richieste della ditta e sulla base del contenuto di un corso standard. Bettina Stähli insegna già per la terza volta ai dipendenti della Graph-Tech AG e conosce quindi bene l’azienda. Tra i dipendenti che oggi aggiornano le loro conoscenze nei primi soccorsi ci sono un paio di volti a lei già noti. Anche il programma di questo corso è stato allestito individualmente e adattato alle esigenze attuali. I motivi per i quali i chiarimenti iniziali con l’azienda sono fonBettina Stähli mostra come si esegue un bendaggio compressivo.
dametali, ce li spiega Regula Käser con un esempio: durante l’incontro con una ditta di copertura tetti è scaturito subito che, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, le ferite da caduta non erano l’obiettivo principale della formazione. «Ci è stato detto che gli infortuni si verificano solo raramente sul tetto, dove i lavoratori sono molto concentrati. Gli incidenti succedono invece spesso a terra o in officina dove in genere l’operaio è meno attento.» A seconda del settore e della situazione di lavoro, i singoli argomenti vengono approfonditi o ridotti all’essenziale. La sequenza sulle ferite gravi agli arti è nel nostro caso più breve: la probabilità che infortuni del genere si verifichino alla Graph-Tech AG è davvero piccola. Altre fonti di pericolo, invece, vengono esaminate più da vicino, come la corretta manipolazione di liquidi corrosivi usati effettivamente in azienda. Sotto l’occhio attento dei monitori di corso, i partecipanti divisi in gruppi svolgono i giochi di ruolo nei vari scena-
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«Spesso nel corso i partecipanti si conoscono da un altro aspetto.»
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ri simulati: ustioni alla pelle e lesioni agli occhi. I partecipanti, fondamentalmente, sanno come reagire. Un getto d’acqua fredda sugli occhi è la prima cosa da fare. I samaritani spiegheranno loro come fare al meglio. Seguono altri scenari possibili, come 8 oggi samaritani 3/2019
Simulazione di lesione agli occhi: i casi devono essere il più realistici possibile.
L’uso corretto della doccia per gli occhi deve essere imparato.
una scossa elettrica, un incidente con il carrello elevatore o – caso assai reale considerati i 30 gradi all’ombra di oggi – un colpo di calore. Bettina Stähli e Regula Käser, dal canto loro, seguono con attenzione ogni dettaglio dello svolgimento delle simulazioni: si sono chiamati i soccorsi al corretto numero d’urgenza? I dipendenti sanno dove trovare il materiale per i primi soccorsi? Si riesce a sentire chiaramente gli annunci dell’apparecchio DAE nel rumore dell’azienda? Vengono affrontati pure degli argomenti che non si trovano in nessun materiale didattico come ad esempio la distribuzione dei ruoli: spesso durante un esercizio non è chiaro chi si occupa di quale compito. «Ciò succede spesso: ognuno vuole aiutare, ma nessuno vuole prendere il comando», spiega Regula Käser ai partecipanti incoraggiandoli ad agire con coscienza e determinazione in caso di reale emergenza.
È permesso anche ridere Questi esercizi di gruppo servono anche a rinsaldare i rapporti tra i dipendenti. È una constatazione, questa, che le monitrici fanno ogni volta: «Tutti si conoscono e sono sulla stessa barca, ma durante il corso imparano spesso a conoscersi da un altro aspetto», osserva Regula Käser. «Il corso diventa così un’esperienza di team.» Inoltre questi corsi di formazione rappresentano un cambiamento benvenuto nella «routine» delle due monitrici. La dinamica del gruppo, infatti, è ben diversa da quella che si verifica in un normale Corso soccorritori. Lavorare con i dipendenti è emozionante e divertente. «Bisogna fare le cose con gioia», dice Bettina Stähli «e poi anche i partecipanti sono mo-
tivati.» In veste di persone esterne, le due monitrici percepiscono subito lo stato d’animo tra i dipendenti di un’azienda. Oggi, nonostante l’afa e i temi importanti e impegnativi affrontati, l’ambiente era ottimo e si è anche riso molto; c’è fiducia reciproca e questo è fondamentale in caso di reale emergenza. Le monitrici sono convinte che l’umorismo e un’atmosfera rilassata aiutano anche a interiorizzare meglio ciò che si impara. E il capo del Team della logistica Matthias Konrad conferma: il corso è stato divertente e allo stesso tempo molto istruttivo. «Grazie alla competenza delle monitrici, è stato un buon mix di teoria e pratica con simulazione di casi.» Se un giorno vi fosse un’emergenza reale, ora lui e i suoi colleghi saprebbero bene cosa fare.
LO DICE LA LEGGE •• I mezzi necessari per il pronto soccorso devono essere stabilmente disponibili, proporzionatamente ai pericoli d’infortunio, all’importanza e all’ubicazione dell’azienda. Il materiale di pronto soccorso dev’essere facilmente accessibile e custodito ovunque le condizioni di lavoro lo richiedano. •• All’occorrenza vanno messe a disposizione infermerie razionalmente disposte e attrezzate e personale sanitario. I locali destinati all’infermeria devono essere facilmente accessibili con le barelle. •• Le infermerie e i punti di custodia del materiale di pronto soccorso devono essere indicati in maniera chiara. Ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro, art. 36, Pronto soccorso oggi samaritani 3/2019 9
BUONO A SAPERSI INFORTUNIO SUL LAVORO
SOTTO TENSIONE Senza corrente elettrica non funziona nulla. Ma l’imprudenza e la mancanza di sicurezza trasformano rapidamente la benedizione elettrica in una maledizione potenzialmente mortale. TESTO: Christoph Zehnder
Non la si vede, eppure ci accompagna costantemente. È presente in tutti gli ambiti della vita, senza di lei la nostra società moderna si paralizzerebbe in un istante. Stiamo parlando della corrente elettrica. Abbiamo imparato a sfruttare l’energia elettrica per i nostri scopi. Ma l’utilizzo dell’elettricità è sempre associato anche al pericolo di una scossa. Chiunque ha già toccato una recinzione elettrica durante una passeggiata nella natura sa come ci si sente. In questo caso, l’impulso è talmente breve che in genere non rappresenta alcun pericolo per l’uomo e l’animale. Ma l’entità di una scossa elettrica dipende da tutta una serie di fattori: • intensità della corrente e tensione • tipo di corrente (continua o alternata) • percorso della corrente elettrica attraverso il corpo • durata della scarica • grandezza della superficie di contatto • conduttività del punto di contatto Numerosi incidenti elettrici si verificano in casa, dove circola la corrente a bassa tensione. Una scossa elettrica necessita del contatto diretto con il conduttore di corrente. La causa è generalmente l’uso improprio degli elettrodomestici e delle installazioni elettriche. Capita che alcuni appassionati del "fai da te" sottovalutino il rischio di una scossa elettrica. Un incidente con la corrente domestica può avere conseguenze fatali. La corrente alternata che esce 10 oggi samaritani 3/2019
dalla presa è infatti più pericolosa della corrente continua. Appena la corrente alternata attraversa il corpo, i muscoli si contraggono e non ci si può più staccare dalla fonte di corrente. Per evitare questo, in tutti i circuiti elettrici sono installati dei fusibili, che interrompono il flusso di corrente in caso di sovratensione o tensione difettosa. Ma i fusibili non sono una garanzia di sopravvivenza e inoltre si raccomanda di controllarli regolarmente.
La protezione personale come regola suprema In presenza di alta tensione, basta già avvicinarsi per generare un arco voltaico con temperature elevate, che possono salire a oltre 5000 gradi Celsius. Sussiste pertanto anche un notevole rischio di ustioni gravi (vedi pagina a lato). Per via del rischio invisibile che fuoriesce dalle fonti di corrente, la protezione personale in caso d’incidente elettrico è d’importanza capitale. Se possibile, la fonte di corrente elettrica dovrebbe essere sempre spenta prima ancora di pensare ai primi soccorsi. I conduttori di corrente o le persone sotto tensione devono essere allontanati rispettivamente messe in salvo dalla zona di pericolo con un oggetto asciutto non conduttore. Come sempre in caso di incidente elettrico, bisogna immediatamente dare l’allarme agli enti di soccorso e avviare le misure di primo soccorso.
Cosa succede nel corpo quando si prende la scossa Pelle: i segni lasciati dal passaggio della corrente elettrica indicano un punto di entrata e di uscita del flusso di corrente nel tessuto. Qui si tratta di ustioni. Più è elevata l’intensità della corrente e più è lunga la durata della scarica, più grave è l’ustione.
Muscoli: la corrente alternata provoca la contrazione dei muscoli, impedendo così di riuscire a staccarsi dalla fonte di corrente e aumentando la durata della scarica. Le fibre muscolari si lacerano o si strappano.
Cuore: la corrente altera il sistema di conduzione del cuore. Le possibili conseguenze sono: disturbi del ritmo cardiaco o fibrillazione ventricolare e arresto cardiocircolatorio. I disturbi del ritmo cardiaco possono comparire anche ore dopo un incidente elettrico.
Nervi: il tessuto nervoso offre la resistenza minore alla corrente elettrica, che pertanto provoca spesso lesioni nervose nel sistema nervoso periferico. Le conseguenze sono generalmente dei disturbi sensoriali o delle paralisi temporanei.
Sangue: il sangue è un buon conduttore di corrente elettrica. La corrente fa scoppiare i globuli rossi. Attraverso l’elettrolisi, si formano delle bolle d’aria nel sangue che possono causare un’embolia in fase ritardata.
Testa: una scossa in prossimità della testa può provocare una perdita di coscienza. Possono sopraggiungere disturbi della memoria, sensoriali e della coscienza. Sono possibili persino dei cambiamenti della personalità. Anche le lesioni agli occhi e alle orecchie possono causare dei danni irreversibili.
Polmone: la contrazione della muscolatura polmonare e del diaframma porta all’insufficienza respiratoria o all’arresto respiratorio.
A PROPOSITO 5 regole vitali
Lesioni secondarie: la contrazione dei muscoli porta alla perdita del controllo del corpo. Ciò può comportare il rischio di contusioni, distorsioni, fratture ossee, ecc. a seguito di cadute e colpi.
Fortunatamente, gli incidenti elettrici mortali sono sempre più rari in Svizzera. Non da ultimo grazie alle severe norme di sicurezza e alle campagne d’informazione regolari, ad esempio attraverso la Suva. Lavorando con l’elettricità, i professionisti si attengono a cinque semplici regole fondamentali (Fonte: Suva): 1. 2. 3. 4. 5.
Assegnare incarichi precisi Impiegare personale idoneo Utilizzare attrezzature di lavoro in perfetto stato Utilizzare i dispositivi di protezione Mettere in funzione solo impianti verificati oggi samaritani 3/2019 11
ATTUALITÀ IN TEXAID ELEVATA RIDUZIONE DI CO² E ONORIFICENZA PER I COMUNI TEXAID ha sviluppato ulteriormente il proprio impegno per una cultura aziendale ecologica in modo positivo nel corso dello scorso anno. Dal 2013 TEXAID è riuscita a ridurre le emissioni di CO ² del 44 percento per ogni tonnellata di indumenti usati raccolti. TEXAID ha poi posto tali riduzioni in rapporto al volume raccolto dai singoli Comuni ed ha introdotto per la prima volta un’onorificenza per la raccolta di tessili ecologica. L’obiettivo dell’onorificenza è quello di mostrare ai Comuni che una gestione professionale dei tessili usati riduce l’inquinamento ambientale. Promemoria per l’assegnazione sostenibile della concessione per la raccolta di indumenti usati Nell’acquisto di mobili per gli uffici, nell‘assegnazione di lavori di pulizia oppure nella decisione di quale organizzazione è incaricata della raccolta di tessili usati, gli appalti dei Comuni sono orientati in misura sempre maggiore su criteri di qualità e sostenibilità. Oltre ad un consumo consapevole, anche con una gestione professionale degli indumenti usati è possibile non sprecare le risorse e ridurre l‘inquinamento ambientale. Un nuovo promemoria di «Compass Sostenibilità» sostiene i Comuni nella concessione di un prestatore di servizi. Raccolta di indumenti usati a impatto climatico neutrale grazie alla riduzione di CO ² e alla compensazione
TEXAID amplia costantemente la sua strategia sostenibile e riduce il consumo di risorse. Già per la 6a Questa volta TEXAID ha ricevuto la Gold-Label di Swiss Climate. TEXAID si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO ² causate dalla stessa azienda. Grazie all’adozione di diversi provvedimenti, nell’ambito della certificazione della Swiss Climate dal 2013 è stato possibile risparmiare per ogni tonnellata di indumenti raccolti il 44 percento di CO ². Rispetto all’anno scorso, ciò significa un calo del 14 percento. TEXAID è riuscita a ridurre i gas-serra nelle categorie trasporti, materiali di consumo e spostamenti di pendolari. Il bilancio di CO ² è stato registrato da Swiss Climate. Questo si basa su dati verificati dalla Société Générale de Surveillance SA. Misure adottate con successo Tra le misure adottate rientra ad esempio l’ottenimento di corrente da energie rinnovabili oppure la riduzione del numero di sacchi per la raccolta in strada. Dal 2015 TEXAID produce i sacchi per la raccolta con una quota di granulato riciclato e li invia per le raccolte in strada in modo neutrale per il clima. Nell’ultimo anno, i conducenti e i collaboratori di servizio esterno hanno partecipato a corsi di guida per Eco-Drive e per la sicurezza. Inoltre, un’analisi ha dimostrato che nei viaggi aziendali i collaboratori si spostano sempre di più con i mezzi di trasporto pubblico. In più, TEXAID ha acquisito lo scorso anno nella sede di Schattdorf una e-bike per offrire un’alternativa ecologica per i tratti più brevi. Ai collaboratori è offerta così anche la possibilità di scoprire se per ognuno di loro l’acquisto di una e-bike sarebbe qualcosa di opportuno. Progetto climatico in Bulgaria TEXAID compensa le restanti emissioni di CO ² con investimenti in un progetto climatico Gold Standard di alta qualità. Dal 2017 TEXAID sostiene il progetto Svilosa Biomass in Bulgaria. In questo progetto climatico la segatura viene trasformata in vapore acqueo. Attraverso un circuito chiuso di produzione di cellulosa e l’impiego di biomassa per la produzione di calore, ogni anno è possibile risparmiare circa 90 000 tonnellate di emissioni di CO ². Il progetto è stato verificato nelle modalità e la procedura del Gold Standard VER e per questo premiato.
TEXAID for Climate: Onorificenza per i Comuni Quest‘anno TEXAID, in collaborazione con Swiss Climate, ha insignito i Comuni per la prima volta di un‘onorificenza per la raccolta ecologica di indumenti usati. La classifica (oro, argento, bronzo) si basa sul calcolo effettuato da TEXAID delle emissioni di CO ² sul volume di raccolta di indumenti usati nel rispettivo Comune. Un esempio per illustrare meglio il concetto: Un Comune di 10 000 abitanti ha un potenziale di raccolta di 70 tonnellate (7 kg a persona). La quantità effettiva Certificazioni di impegno ecologico
raccolta da TEXAID nel Comune ammonta a 35 tonnellate. Nel 2018, TEXAID ha risparmiato complessivamente 31 chilogrammi di CO ² per ogni tonnellata di indumenti usati raccolti (rispetto al 2013). Per il Comune è stato così possibile risparmiare 2170 chilogrammi di CO ² di cui tuttavia è stato raggiunto con efficacia soltanto un potenziale del 50 percento. L’obiettivo dell’onorificenza è quello di mostrare ai Comuni che una gestione sostenibile dei tessili usati riduce l’inquinamento ambientale. Vale la pena conferire la concessione per il riciclaggio dei tessili includendo criteri di
Sistema logistico per uno svuotamento di container efficiente
Onorificenza per i Comuni
www.texaid.ch
sostenibilità.
ATTUALITÀ
Aggiornare le conoscenze per restare certificati Per poter mantenere il Livello 2 IAS di soccorritore, i samaritani devono assolvere il corso di aggiornamento entro fine anno e registrarlo sulla piattaforma IAS.
In blocco o integrato in esercizi di sezione
I samaritni hanno un ruolo trainante nei servizi sanitari.
Il corso «Refresher Soccorritore Livello 2 IAS» comprende, oltre alla ripetizione della parte rianimazione BLS-AED-SRC, anche un aggiornamento delle conoscenze di base sulle misure di sicurezza e d’igiene in caso di infortuni e di malattie acute. Si tratta di una componente importante per l’approfondimento delle conoscenze dei samaritani che desiderano essere attivi nei servizi sanitari. Il corso dura complessivamente 7 ore. Una volta completato con successo il corso, i partecipanti ricevono i certificati «BLS-AED-SRC Generic Provider» e «Soccorritore Livello 2 IAS». Entrambi sono validi per due anni dalla fine del corso.
Il corso può essere fatto in un blocco o diviso in tre esercizi di sezione. Conta come uno dei cinque esercizi sezionali a cui un samaritano deve partecipare per poter svolgere i servizi sanitari. Allo scopo di evitare che i partecipanti debbano frequentare lo stesso identico corso di aggiornamento ogni due anni, il regolamento IAS consente ai monitori di corso di discostarsi del 10% dal piano previsto e, ad esempio, di estendere la discussione su casistiche diverse. Negli strumenti didattici digitali - su desiderio di molti monitori di corso - si trovano, tra le altre cose, anche otto nuovi casi inerenti il tema Servizio sanitario. Si trovano integrati nella sequenza «Servizi sanitari», non assegnata a un corso standard, e sono reperibili grazie alla funzione cerca sotto Media o nella realizzazione di un corso individuale attraverso la funzione «Impostare sequenza».
Registrare correttamente il corso È importante assicurarsi che i responsabili del corso registrino e completino correttamente il corso sulla piattaforma IAS. In questo caso scelgono l’apposito corso gratis «Soccorritore Livello 2 IAS per samaritani». In caso di domande o dubbi, scrivere o telefonare ai contatti seguenti: support@samariter.ch o telefono 062 286 02 14. (mzo / m.z)
ERRATA CORRIGE «CIFRE 2018» I dati pubblicati sul numero 2 della rivista a pagina 23 relativi ai partecipanti ai corsi come pure alle ore di insegnamento svolte devono essere aggiornati. La fonte dell’errore è stata individuata e corretta ed è stato introdotto un controllo di qualità supplementare. Con queste misure, la FSS garantisce che tali errori possono essere evitati in futuro. Qui a lato le cifre corrette.
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Numero dei partecipanti Corsi individuali 27 798 Corsi soccorritori 25 470 Corsi di rianimazione 21 325 Corsi aggiornamento in Primi soccorsi 11 291 Emergenze con i bambini 6042 Totale partecipanti 91 926 In totale, si sono frequentate 735 408 ore di insegnamento presso i samaritani.
ATTUALITÀ
COME SI DICE SANITÀ IN SOMALO?
Un volantino multilingue fornisce le informazioni sui diversi numeri d’urgenza della Svizzera. Le sezioni samaritane possono richiedere il volantino gratuitamente. Le sezioni samaritane, come possono informare la popolazione di migranti sulle offerte e sulle possibilità di volontariato in seno alla sezione? Facilitare questo accesso era lo scopo principale del progetto «Diverso» della FSS e della CRS. Da questa esigenza è nato, tra le altre cose, anche un volantino per il reclutamento di nuovi soci per le sezioni samaritane. Nel rispetto della diversità culturale, sul retro del volantino A5 sono riportati i numeri d’emergenza nelle 15 lingue più parlate in Svizzera. Le sezioni possono ordinarli gratuitamente allo Shop samaritano, in confezioni di 50 unità. (FSS)
GRATUITO PER LE SEZIONI: GUIDA PER GENITORI «BIMBI & BEBÈ» Nell’undicesima edizione della guida «Bimbi & bebè» i genitori trovano molte informazioni utili e pratiche, nonché consigli sulla salute, l’alimentazione, lo sviluppo e l’educazione di bambini fino ai 5 anni. Ad esempio, si spiega come trattare abrasioni e lividi, o cosa è importante sapere sulla febbre e come si sviluppa il sistema immunitario del bambino. A questo progetto hanno partecipato e collaborato esperti di diversi settori specifici. Diverse sezioni samaritane già oggi consegnano questa guida ai partecipanti del corso «Emergenze con i bambini». La guida, che appare una volta all’anno in formato A5 e nelle lingue italiana, francese e tedesca può essere comandata gratis sul sito www.bimbi-e-bebe.ch. La quantità minima per l’ordinazione è di 50 esemplari. Chi, prima della comanda, vuole gettare uno sguardo alla guida, può farlo cliccando sul sito www.bimbi-et-bebe.ch/i.pdf.
Il buon messaggio «Noi samaritane e samaritani vogliamo aiutare, impariamo ad aiutare e possiamo aiutare. Dove si riuniscono molte persone, i samaritani si adoperano per assicurare i servizi medico-sanitari.»
Trovate tutti i messaggi nel sito www.samaritani.ch > Extranet > Informazioni > Pubblicità e PR > Messaggi base
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ATTUALITÀ
GIOVANI CAVALIERI DELLA FORTUNA A Pentecoste, complessivamente circa 300 giovani samaritani hanno partecipato ai due Campi giovanili organizzati a Kreuzlingen (Canton Turgovia) e a Les Paccots (Friburgo). Divertimento e giochi erano in primo piano nelle varie gare previste e nei workshop organizzati in entrambe le sedi. Nella serata al Casinò sul lago di Costanza, i «cavalieri della fortuna» hanno potuto scambiare le loro vincite al gioco con ogni tipo di prelibatezza. Nella Svizzera romanda, invece, i giovani avventurieri – su incarico del Mago Merlino – sono andati alla ricerca del Santo Graal e della leggendaria spada Excalibur. FOTO: mad
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ATTREZZI
Navigare online al posto giusto I samaritani hanno a disposizione diverse piattaforme online interne. Ma quali sono gli scopi e i contenuti dell’una e dell’altra? Nome
Scopo e contenuti
Utenti
Come accedere
Portale SSO
SSO sta per Single sign-on che significa: effettuare il login una sola volta a un livello superiore e avere quindi accesso a tutti i sistemi collegati. Nel portale SSO, tuttavia, non sono ancora integrate tutte le piattaforme dei samaritani.
Membri attivi con indirizzo e-mail depositato
Numero samaritano e password https://sso.samariter.ch/
Extranet
Contiene informazioni interne e documenti utili sulle attività samaritane e della FSS (per es. archivio delle newsletter, regolamenti OC, cassetta degli attrezzi, mutazioni di sezione, rapporti annuali e informazioni sugli esercizi di sezione) e molto altro ancora.
Membri attivi
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DOMANDA E RISPOSTA
«Quel sabato abbiamo scritto un passo della nostra storia» Ingrid Oehen è stata eletta alla carica di presidente centrale della FSS durante l’Assemblea generale dei delegati del 16 giugno dello scorso anno ad Aesch. In questa intervista la presidente passa in rassegna i molti eventi del suo primo anno ai vertici della FSS e spiega le prossime tappe del processo strategico. INTERVISTA: Matthias Zobrist / m.z FOTO: Patrick Lüthy
curezza ai dipendenti e di motivarli a continuare nel loro impegno. Ovviamente sono «osservata» e i samaritani vedono se mantengo quel che dico. Questo atteggiamento mi ha accompagnata anche verso l’esterno. Alcune associazioni cantonali, infatti, non avevano più nessuna fiducia né nella sede centrale né nel Comitato centrale. La cosa peggiore, personalmente, è stata la grande emotività: alcune persone non riuscivano a restare al livello dei fatti reali. Insomma, il mio inizio non è stato tra i più semplici.
Lo scorso anno ha assunto la presidenza del Comitato centrale. Come riassume- Oltre alla mancanza di fiducia, ha rebbe, in poche parole, questo suo primo constatato qualcosa d’altro? Sì. C’era un diffuso sentimento d’impotenza verso anno di attività? Ingrid Oehen: Per me è stata una vera e propria prova di resistenza, sia nella realizzazione di progressi, che nella conduzione e nella creazione di sentimenti di fiducia. Sapevo già in anticipo che sarebbe stata una vera sfida. Ma una situazione di crisi ha molte sfaccettature e non può essere né prevista né pianificata. Con un obiettivo chiaro e concreto davanti agli occhi, tuttavia, sono stata in grado di affrontare costantemente le sfide che si sono presentate. Inoltre, dalla mia entrata in carica, ho una visione diversa della federazione e delle sue strutture. In quel momento ho percepito altre regole e ho capito che non si può cambiare tutto di persona. Ci sono tante situazioni di dipendenza, come non ho mai visto in nessun’altra azienda finora. Di certo, lo scorso anno non ho avuto modo di annoiarmi!
la situazione in cui si trovava la FSS. A volte mi sento quasi come se fossimo una grossa petroliera: anche girando a tutta il timone, prima di cambiare rotta la nave continua dritta dritta per un altro miglio. Ossia: prendiamo assieme una decisione e cominciamo ad applicarla; tuttavia questa entra effettivamente in vigore solo magari dopo tre mesi. Questo, a volte, è difficile da comprendere per le associazioni e le sezioni samaritane che preferirebbero cambiare subito alcune cose. Ma non funziona così: ci sono vincoli e regolamenti che non possiamo eliminare da un giorno all’altro.
Come ha potuto conciliare l’intenso lavoro di volontariato alla FSS con la vita professionale e privata?
L’attività samaritana è un aspetto che mi definisce come persona, è il mio hobby, la mia passione. Ho In questa situazione turbolente, ha avuto sempre investito molto tempo per questo: già da davvero un brevissimo periodo di «rodag- 32 anni, come mi è stato detto di recente. La mia gio» e per capire il lavoro con la necessa- famiglia e i miei amici sono quindi abituati al fatto che, spesso, a loro antepongo il mio impegno voria calma. Come ha gestito tutto ciò? Il lunedì dopo la mia elezione sono andata al se- lontario e che a volte devono persino occuparsi gretariato di Olten alle 8.15 e ho salutato tutti i delle questioni familiari senza di me e/o per conto collaboratori. Sì, in effetti non ho avuto un periodo mio. Ma mi incoraggiano sempre, proprio perché di «rodaggio». Nei primi mesi ero spesso presente vedono il buon scopo della mia attività. Ovviamenal Segretariato centrale due volte alla settimana, in te con la mia nuova carica, il mio impegno è camgenere sempre fino a tarda sera. In questo modo, biato soprattutto in termini di scadenze e ha ascon la mia presenza, ho cercato di trasmettere si- sunto una dimensione del tutto diversa e più
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importante. Trovo il tutto molto interessante ed emozionante. Con una buona pianificazione e una rigorosa gestione del tempo, riesco quasi sempre a piazzare gli appuntamenti samaritani nella mia agenda professionale, anche se a volte per questo occupo qualche giorno di vacanza o di festa.
Dopo i numerosi e talvolta forti contrasti tra le Associazioni cantonali e l’organizzazione centrale, ora sembra che lo stato d’animo generale sia molto migliorato. Cosa ne pensa? All’inizio del mio mandato, ho constatato che i dipendenti di Olten hanno dovuto sopportare delle situazioni e delle critiche davvero incredibili. In questo senso ora la situazione è diventata più tranquilla. La quantità di lavoro non è inferiore, ma l’ambiente è diverso. Se prima erano in pochi a parlare in toni amichevoli ai collaboratori della sede centrale, oggi sono rimasti in pochi quelli che si rivolgono a loro con toni che, personalmente, non userei davvero mai con nessuno. La gran parte delle persone vede che qualcosa si sta muovendo e anche loro vogliono andare avanti assieme, in modo costruttivo.
• «I samaritani vedono che qualcosa si muove.»
•
una certa responsabilità anche alle associazioni cantonali e alle sezioni samaritane: è infatti un loro compito informare le loro sezioni rispettivamente i loro membri e raccogliere le rispettive opinioni e richieste. Un fattore limitante in questo senso è certamente il tempo: spesso dipendiamo dal fatto che le informazioni vengano trasmesse il più rapidamente possibile.
In occasione dell’Assemblea dei delegati del 22 giugno scorso a Locarno, sono stati approvati sia il piano di finanziamento provvisorio del segretariato FSS sia il processo strategico. Un successo su tutta la linea? Sì, lo si può definire così. Tutte le trattande sono state approvate a larga maggioranza. L’ho già detto ai delegati a Locarno: quel giorno abbiamo scritto un pezzetto di storia dei samaritani e abbiamo posato la prima pietra per i «samaritani del futuro». Al termine dell’assemblea potevamo solo essere contenti di com’era andata. Ma per me il risultato non è stato una sorpresa. Ho infatti sempre avuto un buon presentimento. Questo anche a seguito dello stato d’animo che ho percepito nelle otto assemblee cantonali dei delegati a cui ho partecipato durante la scorsa primavera.
Tuttavia, le voci critiche non si sono completamente zittite. Come si può tenerne meglio conto e come integrarle?
Ciò che spicca è l’intensa comunicazione Sarebbe davvero una che ha accompagnato fino ad ora il pro- brutta cosa se ora, gresso strategico. Le ulteriori Newsletter dopo il voto positivo, e gli articoli su «oggi Samaritani» sono vedessimo il futuro sufficienti a far sì che la base si senta in- tutto solo rosa. Le voci critiche ci sono sempre formata e coinvolta? Essere informati e sentirsi coinvolti e accompagnati sono due cose diverse. In principio, ogni socio ha accesso a Extranet dove si possono trovare tutte le informazioni sull’intero processo della strategia. Molti, tuttavia, non se ne rendono conto. Affinché queste persone si sentano coinvolte e accompagnate, non dobbiamo solo informarle ma anche instaurare un dialogo con loro. Ovviamente non tutti possono avere voce in capitolo ovunque, ma partecipando attivamente ai gruppi di lavoro e workshop, alcuni possono contribuire a plasmare il nostro futuro. È molto importante che quest’ultime siano persone attraverso le quali gli altri si sentono rappresentati. Comunque, per quanto riguarda l’informazione e la raccolta di informazioni, do
e sono anche importanti. Se tutti ora si mettessero semplicemente ad annuire, sa-
La presidente centrale Ingrid Oehen: «L’attività samaritana è una parte della mia vita che contribuisce a formarmi come persona, è il mio hobby, la mia passione.»
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DOMANDA E RISPOSTA
rebbe davvero strano, poiché chi sempre e solo annuisce non si sente davvero coinvolto. Ci sono infatti molti delegati che hanno detto «sì» ma che rimangono critici, seppur in maniera costruttiva. Ed è proprio quello che ci occorre ora: una collaborazione critica-costruttiva.
nienti dalle associazioni. Inoltre, da parte nostra raccoglieremo le varie opinioni, preoccupazioni e prospettive in occasione della Conferenza dei presidenti e di un ulteriore workshop a gennaio. È importante che gli input, compresi quelli precedenti, confluiscano nei progetti parziali concreti.
Cosa succede ora dopo il voto positivo di Locarno?
Ha un desiderio particolare per il suo secondo anno di presidenza?
Il 22 giugno abbiamo deciso per un riorientamento e una nuova via. Affinché ciò abbia successo, non si può semplicemente rimaneggiare un po’ le vecchie cose. Consideriamo lo stato attuale del segretariato FSS come un’operazione di base che continueremo a gestire anche quest’anno e il prossimo anno. Non facciamo però più né investimenti né innovazioni; parallelamente dobbiamo definire in modo concreto la nostra direzione strategica. Da ciò, possiamo poi dedurre quali servizi e quali infrastrutture devono essere forniti dal segretariato in futuro. In seguito possiamo definire i processi e valutare come finanziarli. Ancora una volta, la prossima Assemblea generale dei delegati sarà chiamata ad approvare questo nuovo percorso. Solo allora il riorientamento del segretariato centrale potrà diventare realtà a partire dalla metà del 2021. Allo stesso tempo, dobbiamo esaminare attentamente l’intera FSS e considerare, ad esempio, dove è necessario un cambiamento di rotta in termini di struttura, statuto o utilizzo delle sinergie.
Mi auguro soprattutto di poter continuare sul cammino per il quale stiamo lavorando. Spero anche che la fiducia continui a crescere e che si veda che si sta procedendo e stiamo dialogando tra di noi. Poi ho un desiderio personale: mi auguro che, per una volta, durante le mie vacanze io non riceva nessuna telefonata per la causa samaritana. Dopo un anno molto intenso e impegnativo, durante il quale tutti i giorni ho sentito parlar di samaritani, ho proprio bisogno di un breve time-out.
Dove intravvede le sfide maggiori? La sfida più grande sarà quella di far salire le persone a bordo e di mantenervele. Dobbiamo andare avanti prima che i membri abbiano la sensazione che ora tutta la gestione funziona e che nulla deve muoversi. E questo poiché, anzi, tutti dovranno muoversi. È proprio per questo che abbiamo un calendario così serrato: se posticipiamo tutto troppo avanti nel tempo, le persone lasceranno la nave. In tutti quanti deve restare la consapevolezza che il riorientamento è importante.
Lei ha sempre sottolineato che la base è importante e deve essere coinvolta nel plasmare il futuro del sistema samaritano. In che modo ciò sarà garantito nel prosieguo del processo? Come finora, vogliamo porre chiare domande alla base. Le associazioni cantonali e le sezioni non devono fornire soluzioni pronte all’uso, bensì vogliamo rendere possibile la formazione di un’opinione consolidata. Ci saranno gruppi di lavoro su vari aspetti a cui parteciperanno persone prove20 oggi samaritani 3/2019
•
«Tutti devono essere coscienti che il riorientamento è importante.»
•
Diamo uno sguardo al futuro: come sarà il movimento samaritano tra 10 anni? Penso che avremo più offerte delle sezioni a livello nazionale, simili – ad esempio – a quelle che i Corpi pompieri fanno già oggi. Intendo una sorta di collaborazione regionale con personale dei quadri e comitati in comune che servano tutte le regioni. Posso supporre che le diverse segreterie delle associazioni diventino più professionali al fine di soddisfare al meglio le richieste provenienti dall’esterno. In questo modo verrebbe assunta una persona che garantisce una regolare presenza e che può svolgere molte cose che altrimenti sono ora indirizzate ai presidenti o ad altri membri responsabili. Oltre al supporto amministrativo, i monitori e gli istruttori avranno sempre più spesso un lavoro e, almeno in parte, trasformeranno le loro attività samaritane in professione. Ma non intendo, in linea di principio, una professionalizzazione vera e propria. Noi samaritani siamo e rimarremo soccorritori laici. Ma dobbiamo essere esperti e competenti in questo campo.
ATTUALITÀ
Delegati ospiti in Ticino Locarno ha avuto l’onore di ospitare quest’anno l’Assemblea generale dei delegati della FSS. All’ordine del giorno c’erano diverse trattande e quindi votazioni che, alla fine, hanno espresso decisioni chiare. TESTO: Matthias Zobrist / m.z / FOTO: Stefanie Oehler
Tutte le trattande sono state approvate a larga maggioranza.
Gli auguri di rito per la nuova socia onoraria Annemarie Huber-Hotz (a sinistra) da parte della presidente centrale Ingrid Oehen.
Applauso anche per il nuovo socio onorario Dieter Göldi (a sinistra) qui con Rolf Imhof del Comitato centrale.
Dalla lunga giornata assembleare la FSS è uscita rafforzata.
Sono stati 248 i delegati delle associazioni cantonali che, lo scorso 22 giugno, hanno raggiunto il Ticino da tutte le parti della Svizzera. A grande maggioranza, l’assemblea ha approvato i conti annuali del 2018 e il preventivo del 2019, i resoconti, il programma d’attività e il verbale dell’ultima assemblea. Anche il finanziamento intermedio è stato approvato dai presenti a larga maggioranza. Il Comitato centrale, sotto la direzione della presidente Ingrid Oehen, ha colto l’occasione di questi esiti positivi per guardare al futuro e mostrare ai presenti come si intende procedere nel processo strategico.
Nomine e onoreficenze Nel corso dell’assemblea erano previste anche le nomine della Commissione di gestione. Hans-Jörg Held è stato rieletto per un secondo mandato, mentre Dario Benedetti è stato eletto nuovo membro in questo gremio. I delegati presenti hanno pure nominato due nuovi membri onorari: Annemarie Huber-Hotz è stata onorata per il suo impegno a favore della causa samaritana durante il suo mandato di presidente della Croce Rossa, mentre Dieter Göldi è stato riconosciuto per il suo lungo impegno a favore della FSS, essendo stato nell’ultimo decennio apprezzato contabile in seno al Comitato centrale. Quest'ultmo e tutti i delegati hanno ringraziato i due neo soci onorari con un lungo applauso. La prossima assemblea generale dei delegati si svolgerà sabato 20 giugno 2020 ad Arbon. oggi samaritani 3/2019 21
PAGINE PARTNER
DONATORE DI CELLULE STAMINALI DEL SANGUE GRAZIE AI SAMARITANI Matthieu Lossel ha donato le sue cellule staminali del sangue nel novembre 2018 e nel maggio 2019, salvando così forse la vita di una persona affetta da una malattia ematica potenzialmente letale come la leucemia. È diventato donatore grazie all’impegno della sezione samaritana di Grosshöchstetten. TESTO e FOTO: Trasfusione CRS Svizzera I membri della sezione samaritana di Grosshöchstetten – così come molte altre sezioni samaritane in tutta la Svizzera – si impegnano già da molti anni per la «Giornata della buona azione» (vedi riquadro) il cui scopo è informare le persone sulla donazione di cellule staminali del sangue e sul Registro svizzero dei donatori di cel22 oggi samaritani 3/2019
lule staminali del sangue. Anche nel settembre 2017 hanno installato davanti alla Coop uno stand informativo sulla tematica. Ed è proprio lì che Matthieu Lossel di Zäziwil, all’epoca 26enne, ha ricevuto informazioni sulla donazione di cellule staminali del sangue e si è registrato come potenziale donatore. «Prima di allora non ne avevo mai sentito parlare. Eppure l’argomento mi ha persuaso e ho pensato che sarei stato felice di aiutare in caso di urgenza.»
«Do ut des» Soltanto pochi registrati possono donare nella loro vita le cellule staminali del sangue, poiché tra il ricevente e il donatore occorre una compatibilità, il più elevata possibile, di determinate caratteristiche
Matthieu Lossel ha donato le cellule staminali del sangue addirittura due volte: la prima con una donazione di midollo osseo (a sinistra), poi con una donazione periferica.
tissutali. Matthieu è rimasto quindi molto stupito di aver ricevuto, nell’agosto 2018 a meno di un anno dalla sua registrazione, una chiamata da Trasfusione CRS Svizzera. Alcuni accertamenti hanno mostrato chiaramente che poteva donare le cellule staminali del sangue! Il falegname di formazione e sportivo appassionato (Ultra Cycling) si è recato nel novembre 2018 all’Ospedale universitario di Basilea per la donazione. «Il piccolo intervento si è svolto senza problemi e sono stato assistito in modo professionale», dice oggi il 28enne. E anche se per lui era ovvio che dopo la donazione di midollo osseo doveva sospendere il suo allenamento sportivo, non ha mai dubitato della sua decisione di donare. «È una questione di do ut des: mi metto nei panni della persona malata e sono grato di essere sano.» Alcuni mesi dopo, nel maggio 2019, Matthieu si è sottoposto di nuovo a una donazione per lo stesso paziente, ma questa volta è stata «sufficiente» una donazione periferica. Anche in questo caso, per il giovane è stato subito chiaro che avrebbe aiutato. Non ha però mai perso di vista il suo grande obiettivo sportivo: partecipare nel 2020 alla gara di ciclismo più dura del mondo, la «Race Accross America», lunga 4800 chilometri.
21 SETTEMBRE – PARTECIPATE ALLA GIORNATA DELLA BUONA AZIONE! Per i pazienti affetti da malattie ematiche come la leucemia una donazione di cellule staminali del sangue è spesso l’unica possibilità di guarigione. Per questo motivo, occorre un maggior numero possibile di persone disposte a donare. Il 21 settembre dedicate due o tre ore per attirare l’attenzione, insieme a colleghi di associazione o amici, in un luogo di vostra scelta, sulla donazione di cellule staminali del sangue. Vi mettiamo a disposizione opuscoli, locandine e omaggi. Maggiori informazioni e iscrizione: www.uniti-contro-la-leucemia.ch Uniti possiamo dare ai pazienti la speranza di vivere. Grazie di cuore per il vostro aiuto! Potete impegnarvi in un altro modo, con l’iniziativa su WhatsApp: registrate sul vostro smartphone il numero 079 949 62 29 come nuovo contatto con il nome SBSC, mandate un messaggio WhatsApp con il vostro «nome + cognome» e il testo «Start Giornata della buona azione» a questo numero, per concludere l’iscrizione. Alla Giornata della buona azione ricevete un video da aggiungere al vostro stato, per attirare l’attenzione dei vostri conoscenti e amici sulla donazione di cellule staminali del sangue. Maggiori informazioni: www.uniti-contro-la-leucemia.ch oggi samaritani 3/2019 23
SEZIONI E ASSOCIAZIONI
Quando c’è un incendio arrivano i samaritani Quest’anno la Federazione svizzera dei pompieri festeggia il suo 150esimo anniversario dalla fondazione che è avvenuta un paio di anni prima di quella della Federazione svizzera dei samaritani. Ma, in realtà, i vigili del fuoco e i samaritani hanno molto di più in comune che non «solo» una lunga tradizione alle spalle. TESTO: Matthias Zobrist / m.z FOTO: George Scherer Alcuni samaritani pompieri al lavoro in occasione della prima esercitazione cantonale.
nella notte. Nel mezzo di questo «caos organizzato» ci sono pure i samaritani della locale sezione. Ma non sono giunti sul posto per caso pensando comunque e spontaneamente di prestare aiuto. I samaritani fanno invece parte a tutti gli effetti del dispositivo di intervento del Corpo pompieri. Questa o una simile scena d'incendio, è quella che si potrebbe vedere in altri posti: infatti in molti comuni della Svizzera i pompieri e i samaritani collaborano strettamente. In diversi luoghi i vigili del fuoco seguono i corsi di primi soccorsi impartiti dalle sezioni samaritane e preparati su misura per loro (secondo le loro esigenze). In altri comuni, in caso di intervento alcuni samaritani scelti vengono allertati direttamente dal sistema di allarme dei vigili del fuoco.
Cresciuti storicamente e politicamente ancorati
Le fiamme che escono dal secondo piano della casa plurifamiliare si alzano minacciose verso il cielo buio della notte. Nell’aria si respira l’odore acre del fumo che, assieme alle luci blu dei veicoli dei pompieri, conferisce alla scena un qualcosa di inquietante. C’è un viavai frenetico. Vengono srotolate le pompe dell’acqua, si gridano ordini e le sirene di altri veicoli in arrivo non smettono di risuonare 24 oggi samaritani 3/2019
Così, ad esempio, succede nel Canton Glarona. Sparpagliati nei tre comuni glaronesi ci sono circa 35 cosiddetti samaritani vigili del fuoco. Questi uomini e donne sono direttamente coinvolti nella rispettiva organizzazione dei pompieri e formano i propri gruppi a livello comunale o dei corpi pompieri. Si tratta di una stretta collaborazione che in parte esiste dagli anni Novanta. All’epoca, era stata creata sulla base di iniziative locali ed era quindi strutturata in modi diversi. Questa situazione è poi cambiata con il progetto «Feherwehr Futura» dell’Ispettorato dei vigili del fuoco di Glarona e della relativa revisione della legge. Ciò non solo ha dato origine all’attuale struttura con i suoi dieci corpi pompieri. Con i samaritani, infatti, è stata trovata
una soluzione ideale anche per coprire il servizio sanitario in caso di incendio. Nel regolamento dei vigili del fuoco del 2004 è stato così stabilito che ogni corpo pompieri deve integrare un gruppo di samaritani pompieri. La riforma strutturale comunale che è avvenuta nel Canton Glarona nel 2011 e la relativa riduzione da 25 comuni agli attuali tre, ha comportato dei cambiamenti anche nell’organizzazione dei Corpi pompieri. La figura dei samaritani pompieri è tuttavia rimasta.
Un importante pezzo del puzzle Ma cosa fanno concretamente i samaritani vigili del fuoco? Da una parte, istruiscono i pompieri nei primi soccorsi, ma soprattutto gestiscono il servizio sanitario in caso di incendio o di altro evento in cui sono chiamati i pompieri. Se necessario, i samaritani pompieri si occupano del punto di raccolta dei pazienti, assistono i feriti e le persone coinvolte e sostengono i servizi di soccorso professionisti. Inoltre i samaritani pompieri assicurano il buon collegamento tra la postazione di primo soccorso e i pompieri nonché i servizi di soccorso e, se necessario, si occupano della sussistenza di tutte le persone coinvolte. Nel Canton Glarona questa collaborazione integrata sembra funzionare egregiamente: «I samaritani vigili del fuoco del Corpo pompieri di Glarona hanno in genere un’alta reputazione tra i loro colleghi. Sono operatori sanitari riconosciuti. E va da sé che tutti si aiutano e si sostengono a vicenda. Tutti operano con molta passione, ognuno nel suo campo d’attivittà», sostiene Vreni Kubli, responsabile dei samaritani pompieri del Corpo pompieri di Glarona e membro attivo della sezione samaritana di Netstal.
Imparare gli uni dagli altri e crescere assieme I samaritani pompieri, tuttavia, desiderano sempre imparare e migliorare sé stessi. Proprio per questa ragione e per la prima volta, lo scorso aprile l’Associazione cantonale di Glarona ha organizzato un’esercitazione in comune per tutti i samaritani pompieri del cantone. È stata così l’occasio-
PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI DELLA FEDERAZIONE SVIZZERA DEI POMPIERI La Federazione svizzera dei pompieri è pronta per celebrare i suoi 150 anni di esistenza. Alcuni dei momenti salienti della ricorrenza, come i Campionati mondiali dei giovani pompieri a Martigny, hanno già avuto luogo. Altri sono ancora in programma. Tra questi c’è la Giornata delle porte aperte il 30 agosto 2019 e il grande corteo con circa 150 veicoli d’intervento previsto a Zurigo il 10 maggio del 2020. Ulteriori dettagli su: www.swissfire.ch/150-jahre-jubilaeum
Ecco un settore di specifica responsabilità dei samaritani pompieri: il servizio sanitario.
ne per una prima conoscenza e si sono gettate le basi per ulteriori scambi. «I pareri raccolti tra i partecipanti sono stati generalmente positivi», afferma George Scherer, responsabile della formazione dei samaritani pompieri di Glarona Nord. I samaritani vigili del fuoco hanno potuto vedere concretamente come lavorano gli altri colleghi e scoprire punti in comune e differenze. Inoltre più volte è stato sottolineato il fatto che in caso di grossi eventi, la collaborazione tra i samaritani pompieri dei diversi comuni deve poter funzionare. Attualmente è in fase di costituzione un gruppo d’intervento speciale e completo in grado di gestire anche un incidente maggiore, con molti feriti. Anche i responsabili dei Corpi pompieri vedono in modo positivo l’integrazione dei samaritani nei loro corpi. Ma l’ispettore dei Corpi pompieri del Canton Glarona Martin Bäbler auspica un avvicinamento ancora maggiore tra i pompieri e i samaritani: «La comprensione reciproca non è ancora pienamente consolidata tra le generazioni più anziane. Questo è uno dei motivi per cui, dal 2020, tutti i samaritani pompieri nuovi e interessati devono frequentare i corsi di formazione di base insieme ai nuovi membri dei vigili del fuoco.» Per concludere, nel Canton Glarora – anche se, da una parte e dall’altra, ci sono ancora buoni margini di miglioramento – il coinvolgimento diretto dei samaritani nei corpi pompieri sta dimostrando tutta la sua importanza e la sua valenza.
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IN PRIMO PIANO
Gestire eventi in formato XXL In estate la Svizzera diventa il Paese delle feste: quest’anno in particolare ci sono vari grossi eventi che richiamano centinaia di migliaia di spettatori da ogni dove. In queste occasioni i samaritani garantiscono le cure sanitarie primarie. TESTO: Chantal Lienert e Christoph Zehnder / m.z Per la sezione samaritana di Vevey non presenzia- degli orari di lavoro e si è occupata anche della re alla «Fête des Vignerons 2019» sarebbe stato un gestione finanziaria e amministrativa del DMS. La colpo al cuore. Ma, in effetti, ci è mancato poco pianificazione degli orari è stato il compito più dato che nel 2017 la sezione stava pressoché per complesso. Infatti occorreva trovare una settantichiudere. È proprio in quel momento che Erik na di samaritani qualificati e disposti a lavorare a Dumusque ha deciso di prendere le cose in mano: turni tra le 9 del mattino e le 3 di notte, il tutto dal gli sembrava infatti impensabile veder sparire una 13 luglio fino al 13 agosto 2019. La maggior parte sezione più che centenaria. Una sezione che, du- del reclutamento è stato fatto attraverso il pool rante una precedente festa, si era assunta in modo cantonale di samaritani, che è stato chiamato ad coraggioso la responsabilità di istituire il servizio addestrare pattuglie di tre persone, con due soldamedico e sanitario. ti sanitari. Il soccorritore del gruppo è equipaggiato con un sacco d’intervento, mentre i defibrillatoQuest’anno, l’Association sécurité Riviera (ASR), ri sono forniti dall’Esercito. la piattaforma intercomunale che raggruppa la polizia, il servizio di difesa antincendio e di emergen- David Zgraggen, vicepresidente dell’ACVS e reza, la Protezione civile e i servizi d’ambulanza, si sponsabile del GAS (gruppo d’appoggio samaritaoccupa di tutte le questioni relative alla sicurezza. no in caso di catastrofe) era responsabile dell’equiIn veste di comandante di compagnia della Prote- paggiamento. Allo scopo di unificare il loro zione civile Riviera e paesi d’Enhaut, Erik aspetto, i samaritani hanno ricevuto un giubbotto Dumusque intrattiene delle ottime relazioni con giallo con il logo del movimento e la scritta «socl’ASR. È stato quindi contattato per sapere se i corritore», un cappellino (data la stagione) e un samaritani fossero interessati a partecipare al di- sacco di pattuglia standard del GAS, nonché una positivo medico-sanitario (DMS). radio sintonizzata sulla rete nazionale Polycom. Per la sezione si trattava di non perdere l’occasione; ma con solamente una ventina di membri attivi non sarebbe stata in grado da sola di organizzare e pianificare un’idonea presenza di soccorritori non professionisti. La sezione ha dunque sollecitato il sostegno dell’Associazione cantonale vodese dei samaritani (ACVS) che propone un’assistenza professionale a quelle sezioni che non dispongono delle risorse e delle capacità per gestire dei DMS importanti. Così il segretariato dell’ACVS, con il prezioso sostegno della presidente cantonale Véronique Stoller, si è assunta i compiti di reclutare altri samaritani e di pianificare il calendario 26 oggi samaritani 3/2019
Dal canto suo, Erik Dumusque è responsabile dell’istruzione dei samaritani sul posto: in particolare si sono passati in rassegna l’entrata in servizio, la corretta gestione della radio e la familiarizzazione con il luogo e le attrezzature disponibili. Per le persone che, per svariati motivi, non hanno potuto essere presenti, egli ha realizzato dei video che poi i samaritani hanno potuto visionare sui loro computer a casa. Un fattore che gli sta molto a cuore è l’adozione da parte dei samaritani di un approccio professionale del paziente, così come descritto negli algoritmi Smedrix per soccorritori non professionisti (vedi oggi Samaritani 03/2018, p. 30). Ai sa-
A Vevey, le pattuglie che non erano nell’arena perlustravano la città in festa. (Foto : Chantal Lienert)
maritani saranno forniti i sacchi di pattuglia. Per il presidente di Vevey si tratta in particolare di usare lo stesso linguaggio dei professionisti dei servizi d’ambulanza. Negli ultimi vent’anni, il modo di affrontare le emergenze pre-ospedaliere è cambiato notevolmente, in particolare proprio a seguito dello sviluppo dei servizi professionali d’ambulanza. Oggi quindi, se i samaritani vogliono continuare ad assumere il loro ruolo di primo anello della catena di salvataggio, non possono non allinearsi al modo di fare e di agire dei professionisti che prendono a carico i «loro» pazienti. Rendere concreta la collaborazione con i responsabili delle ambulanze da un lato e con l’ACVS dall’altro è un duplice obiettivo per Erik D umusque che rimane convinto che si tratta di una questione cruciale per garantire il futuro del movimento samaritano. Rispondere in modo ottimale alle crescenti esigenze tecniche dei primi soccorsi adottando un comportamento professionale e sviluppare delle soluzioni regionali e cantonali senza per questo mettere in discussione la base e il radicamento locale delle sezioni, sono le premesse fondamentali – a suo avviso – per i samaritani del XXI.mo secolo.
La massa fa la differenza Un altro evento di grosso richiamo dell’estate 2019 è stata la Festa federale di ginnastica svoltasi lo
scorso mese di giugno ad Aarau, alla quale hanno preso parte circa 70 000 ginnasti di ogni età e ben 200 000 visitatori da tutte le parti della Svizzera. Questo evento si svolge ogni sei anni. Nella vasta area della manifestazione, erano presenti e attivi spalla a spalla i servizi sanitari professionisti, i sanitari dell’Esercito e i samaritani. Assieme hanno gestito 21 posti sanitari. Nel quartiere generale allestito per l’occasione, l’Esercito ha organizzato un ospedale da campo provvisorio per le emergenze. In totale sono state coinvolte circa 200 persone, pronte ad intervenire per curare e assistere ginnasti e spettatori in caso di ferite o malesseri. Le diverse pattuglie di sanitari hanno percorso a piedi e regolarmente l’area della festa garantendo così un rapido pronto soccorso ovunque. Il programma «Puls» della Televisione svizzera di lingua tedesca ha anche riferito della Festa federale e ha presentato quello che è stato per l’occasione il più grande servizio medico in Svizzera. I giornalisti hanno accompagnato il capo dell’area di festa e samaritano Christian Bassler durante il primo fine settimana dell’evento. Quest’ultimo ha confermato che, in un evento così grande, la sfida maggiore è data dal grande numero di lesioni, anche se si tratta per lo più di casi minori. E infatti il servizio sanitario durante la festa federale non è stato con le mani in mano, anzi! In totale sono stati infatti assistiti e curati circa 1300 pazienti. oggi samaritani 3/2019 27
IN PRIMO PIANO
IL DMS DELLA FÊTE DES VIGNERONS Iscritta al patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, la Fête des Vignerons organizzata a Vevey è una manifestazione grandiosa che celebra le tradizioni viticole e agricole della regione. La prima festa ha avuto luogo nel lontano 1797 e, da allora, ve ne sono state solo 12 contando anche quella di quest’anno. La precedente si è svolta nel 1999, 20 anni fa. A Vevey tra il 18 luglio e l’11 agosto erano attesi in totale un milione di visitatori.
Per raggiungere una postazione di soccorso, visitatori e atleti della Festa federale di ginnastica potevano fidarsi delle segnalazioni. (Foto : Christoph Zehnder)
Come previsto, la maggior parte delle ferite da trattare erano escoriazioni, contusioni e altre lesioni sportive da lievi a moderate.
Folla enorme in spazi ristretti Lo Züri Fäscht viene spesso descritto come il «party più grande della Svizzera». Si svolge solo ogni tre anni a inizio luglio e attira circa 2,5 milioni di persone a Zurigo e sulle rive del suo lago. Al fine di evitare un vero e proprio «collasso» della Città della Limmat, gli organizzatori hanno persino rinunciato in anticipo a effettuare la classica pubblicità dell’evento. Tuttavia, la grande affluenza di persone in uno spazio ristretto rimane una grossa sfida. Nel 2016 è stato introdotto un nuovo concetto di sicurezza dopo che, qualche anno prima, si era verificato un panico di massa che aveva causato diversi feriti tra la folla. Oggi un’applicazione per smartphone e pattugliatori formati appositamente danno informazioni sulla folla dei visitatori. Ciò ha ulteriormente ridotto il rischio di situazioni pericolose. Per la sicurezza e la salute dei partecipanti alla festa, è stato inoltre allestito un enorme dispositivo medico-sanitario: ben 659 sono state le persone che hanno ricevuto assitenza medica grazie a questo dispositivo curato da oltre 400 collaboratori tra socorritori professionisti, vigili del fuoco, organizzazioni partner e – come a Vevey, Aarau e in quasi ogni grosso evento – ovviamente anche i samaritani.
28 oggi samaritani 3/2019
L’organizzazione di una manifestazione privata in uno spazio pubblico affollato è poco frequente e pone gli organizzatori davanti a problemi particolari. Per questa festa, bisogna poi considerare che negli scorsi 20 anni sono completamente cambiate sia le esigenze delle autorità che la presa a carico delle urgenze pre-ospedaliere. Non è quindi d’aiuto far riferimento a quanto fatto durante la Fête des Vignerons del 1999; tutto il DMS attuale ha infatti dovuto essere organizzato secondo i nuovi requisiti. Cinque pattuglie composte da un samaritano e due militari sanitari hanno perlustrato a piedi il perimetro della festa durante gli spettacoli che duravano 2 ore e 30 minuti, tre di loro erano all’interno dell’arena. In caso di bisogno, un sanitario professionista «mobile» in bicicletta era in grado di raggiungere rapidamente le pattuglie e prendere le decisioni mediche del caso. Una postazione di primi soccorsi era installata sotto l’arena allo scopo di effettuare il primo triage; i pazienti per i quali erano necessarie cure più complete erano indirizzati all’infermeria del rifugio della Protezione civile, dotato di diversi letti e di una cellula per il trattamento degli ubriachi. Inoltre c’erano due ambulanze dell’Esercito (posti di soccorso mobile) posizionate in punti strategici a dipendenza dello spostamento della folla. Il dipositivo era completato da ambulanze civili, da veicoli di trasporto, da medici e infermieri. Durante la festa, una centrale operativa ad hoc ha ricevuto tutte le segnalazioni relative alla manifestazione, comprese le chiamate al numero di emergenza 144 della popolazione. I soccoritori sanitari, all’occorrenza, venivano inviati anche a casa di residenti – in bicicletta o in auto – e la centrale ha registrato tutte le operazioni nella zona.
FONDAZIONE SVIZZERA DI CARDIOLOGIA
ANCHE I FAMILIARI NECESSITANO DI ASSISTENZA Dopo un infarto cardiaco, un ictus cerebrale o un’altra grave patologia cardiovascolare i pazienti ricevono incoraggiamento e compassione. L’ambiente circostante fatica invece a comprendere che i familiari sono chiamati a compiere un repentino cambio di ruolo e hanno a loro volta bisogno di sostegno per affrontare le paure e i cambiamenti nella vita di tutti i giorni.
In caso di patologie gravi, ad esempio dopo un’operazione al cuore o un infarto cardiaco, anche i familiari sono fortemente colpiti. Ci si attende infatti che si assumano parte della responsabilità per la salute del membro della famiglia malato, ad esempio prestando attenzione che assuma regolarmente i farmaci, perda peso o smetta di fumare. Alcune persone colpite sono irritabili, altre soffrono di uno stato di apatia e insensibilità. Se i familiari desiderano consolarli e trasmettere fiducia, spesso si trovano di fronte a un atteggiamento di rifiuto che li disorienta.
L’estraneo al mio fianco Spesso è il partner o la partner a occuparsi dell’assistenza. Tuttavia, la malattia può causare una trasformazione della relazione all’interno di una coppia. Può accadere che si trasformi in affettuosa amicizia, ma anche che sfoci in un senso di estraniamento o in una vera e propria crisi. Per questo, in una relazione di coppia è particolarmente importante trovare il giusto equilibrio tra assistenza e controllo eccessivo, altrimenti la malattia diventa rapidamente un elemento dominante.
Una situazione stressante in particolare per chi lavora I familiari che, oltre a svolgere un’attività professionale, devono assistere il partner, i figli o altri familiari bisognosi di cure sono spesso soggetti a una grande pressione. Oltre all’assistenza personale e alle cure, bisogna accompagnare il familiare dal medico o alla terapia, procurare i medicinali necessari ed, eventualmente, organizzare servizi infermieristici professionali. Non c’è quindi da meravigliarsi se sorgono dubbi esistenziali. Sarebbe opportuno – e possibile – che riduca il mio grado di occupazione? Che cosa farei, se perdessi il lavoro?
Creare degli spazi per sé Il modo in cui i parenti riescono a gestire la situazione dipende fortemente dal fatto che percepiscano o meno sostegno da parte del proprio ambiente. Devono infatti imparare a pensare anche a se stessi senza provare sensi di colpa, accettando le offerte di amici e parenti che si propongono, ad esempio, come assistenti esterni o autisti. Se le preoccupazioni per la persona cardiopatica tolgono il sonno, è importante parlarne con una persona di fiducia. Può trattarsi di un amico o un’amica, ma anche del cardiologo curante, del medico di famiglia o di uno psicologo. Per chiedere aiuto e accettare i propri limiti serve coraggio, ma limitarsi per tempo è meglio che finire per ammalarsi entrambi.
L’opuscolo «Le cardiopatie coinvolgono anche partner e familiari» informa i familiari in modo semplice e sintetico sull’infarto cardiaco e altre cardiopatie. La guida contiene molte informazioni e raccomandazioni utili affinché le persone vicine al paziente riescano a gestire meglio la propria situazione.
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SEZIONI E ASSOCIAZIONI
LAVORATORI SILENZIOSI … PER UNA VOLTA SOTTO I RIFLETTORI Molte sezioni samaritane hanno una lunga tradizione e una dinamica storia alle loro spalle. Alcune mostrano pubblicamente la loro storia nell’ambito di mostre tematiche, facendosi così nel contempo la miglior pubblicità. TESTO e FOTO: Christoph Zehnder / m.z Nel lontano gennaio del 1944, in un corso pratico, parecchi giovani uomini e donne, alcune con le loro figlie, appresero con l’insegnante Frieda Scheyhing di Rüdlingen i rudimenti per «eseguire dei bendaggi, trasportare gli ammalati, posizionare delle stecche su arti fratturati e prestare i primi soccorsi a persone estratte dall’acqua, intossicate da gas o veleni, in ipotermia e a persone incoscienti». La parte teorica del corso era stata svolta dal medico Dr. Vontobel di Eglisau. Il corso terminò il 30 marzo con un esame al quale furono sottoposti tutti i partecipanti. Dopo di che, gli stessi furono invitati dalla Federazione svizzera dei samaritani (FSS) a fondare una sezione samaritana, «invito che fu colto da numerosi di loro che posero quindi le proprie firme per la fondazione della nuova sezione». L’assemblea costitu-
tiva poté svolgersi già il 22 aprile dello stesso anno e solo quattro giorni dopo, il 26 aprile, seguì l’accettazione in seno alla FSS. Alla fine del 1944 la sezione poteva contare, secondo il rapporto inviato alla FSS, su 23 membri attivi (22 donne e un uomo) e 11 membri passivi. Il programma del corso della sezione samaritana di Buchberg-Rüdlingen, perché è di lei che stiamo parlando, non comprendeva solo le prime misure di pronto soccorso: i partecipanti, in quel periodo di guerra, imparavano anche come scaricare correttamente un fucile. È probabile che il bombardamento di Sciaffusa avvenuto solamente qualche settimana prima abbia in qualche modo accelerato la fondazione della sezione samaritana. Per fortuna, 75 anni dopo questi scenari sono solo un lontano e triste ricordo. È rimasta invece la sezione di Buchberg-Rüdlingen con i suoi soci attivi e impegnati. Per il suo anniversario, il sodalizio ha voluto ripercorrere gli episodi salienti della sua storia e gli sviluppi degli ultimi decenni. Così alla fine dello scorso mese di maggio, la popolazione è stata invitata alla grande festa organizzata per l’anniversario. In stretta collaborazione con la sezione di Jestetten / L otstetten della Croce Rossa tedesca sono state organizzate delle dimostrazioni di soccorso. I due sodalizi vantano da anni un’ottima collaborazione transfrontaliera. La celebrazione del prestigioso anniversario ha dato il via anche alla mostra «Samaritani dal 1944» allestita negli spazi del locale museo dell’artigianato «Gattersagi». L’esposizione accompagna i visitatori in un viaggio lungo i 75 anni di storia della sezione, mostrandone gli aneddoti importanti e lo sviluppo dell’attività.
Samaritani di ieri e di oggi
Dimostrazioni di intervento in comune tra samaritani e membri della Sezione Jestetten/Lotstetten della Croce Rossa tedesca durante la festa per il giubileo.
30 oggi samaritani 3/2019
Agli occhi odierni, molti degli strumenti e delle attrezzature esposte nella mostra appaiono antiquati. Inalatori rudimentali, ingombranti valige in legno per i posti sanitari e perfino i primi defibrillatori portatili rendono un’idea chiara di come l’equipaggiamento di soccorso sia cambiato nel corso degli anni. Due manichini in abiti samaritani di epoche diverse fanno decisamente sorridere il visitatore. Alcuni degli oggetti esposti appartengono alla propria collezione, mentre altri oggetti sono stati ricevuti in prestito da sezioni amiche o vicine
o ancora da sezioni che nel frattempo si sono sciolte. Otto Weilenmann dell’associazione del museo «Gattersagi» guida i visitatori con abilità e molto umorismo attraverso la mostra, organizzata con cura e amore. La stessa rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo autunno e può essere visitata anche su richiesta (vedi nota). In occasione delle visite – il museo è una meta molto apprezzata nella regione – è anche possibile essere accompagnati da un membro della sezione samaritana che può senza dubbio fornire ulteriori informazioni proprio sull’attività samaritana.
Nel cinema appositamente allestito, i membri onorari raccontano degli inizi della sezione..
Un’occasione unica
no aneddoti anche divertenti dei primi anni della sezione. Intervengono anche ex presidenti sezionali come pure rappresentanti del comune o di organizzazioni partner. Un documentario toccante, insomma, che rappresenta una delle più importanti realizzazioni dell’anno giubilare e che è stato presentato durante la festa in una sala cinematografia appositamente allestita per l’evento. Inoltre il filmato contiene un’esauriente cronaca dello sviluppo della sezione, a tratti anche turbolento, negli ultimi sette decenni e mezzo. Il risultato è quindi un’opera davvero completa, di cui la sezione samaritana di Buchberg-Rüdlingen può essere orgogliosa e con il quale ogni samaritano del paese può identificarsi.
L’idea della mostra è nata da Claudia Leu: per l’importante anniversario, infatti, si voleva «fare qualcosa in paese», afferma la samaritana. La sua iniziativa è stata sin da subito ben accolta dai responsabili del museo. Nel suo comitato, dove Claudia siede con la funzione di cassiera, ha dovuto invece lavorare un pochetto per convincere i suoi colleghi. Le sezioni samaritane, in genere, non sono infatti abituate ad apparire sotto i riflettori. «Noi samaritani siamo sempre i lavoratori silenziosi dietro le quinte», dice Claudia Leu. Così e almeno per una volta, l’esposizione speciale e commemorativa porta in primo piano proprio i soccorritori. «Si tratta di un’occasione unica che non volevamo perdere», spiega Claudia. L’esposizione è completata con un film di Otto Haller che la sezione ha voluto realizzare appositamente in occasione della mostra commemorativa. Nelle immagini, alcuni membri onorari racconta-
Una mostra interattiva L’idea di una mostra non è solamente venuta ai sciaffusani. Altre sezioni, infatti, hanno già in cantiere o realizzato simili progetti, nella maggior parte dei casi sempre legati a un anniversario della
Equipaggiamento samaritano, abiti e strumenti di un tempo e di oggi nell’esposizione «Samaritani dal 1944» della sezione di Buchberg-Rüdlingen.
SEZIONI E ASSOCIAZIONI
sezione. Ad esempio, per sottolineare i suoi 125 anni di attività, la sezione di Zürich-Höngg presenta una mostra speciale nel museo locale di Höngg (fino a ottobre, vedi nota). Anche in questo caso sono gli utensili samaritani d’altri tempi ad aprire una simpatica finestra sul passato. Inoltre, una parte della mostra è dedicata al cambiamento delle misure di rianimazione durante il corso degli anni. I manuali di diversi decenni evidenziano come le conoscenze dei primi soccorsi si siano costantemente evolute. La mostra è anche interattiva, permettendo ai visitatori di eseguire un bendaggio o di allenare la loro memoria in un gioco. La mostra che invece sarà allestita a partire dal prossimo mese di novembre dalla sezione di Kreuz lingen avviene in un altro contesto. Infatti nel museo Rosenegg tutte le sezioni della regione presenteranno le loro svariate attività. Un’occasione propizia che la sezione della regione del Lago di Costanza non vuole assolutamente perdere. Oltre all'esposizione, saranno organizzati eventi pubblici volti ad avvicinare la popolazione ai primi soccorsi e alle attività delle sezioni samaritane.
La miglior pubblicità per la sezione Ora se qualcuno s’azzarda a pensare che i samaritani sono idonei solo per i musei, dimentica alla grande che tutte le sezioni citate e che organizzano una mostra, sono sezioni samaritane molto attive. Per loro non si tratta di crogiolarsi nel passato e di
125 anni di storia della sezione: sicuramente molte cose interessanti da raccontare e mostrare per la sezione di Zürich-Höngg. (Foto: Andrea Nüesch)
aggrapparsi ai vecchi tempi! Al contrario: con il loro apparire in pubblico, si fanno la migliore delle pubblicità possibili e fanno conoscere l’importanza del loro lavoro per la comunità. Attirano a sé le persone laddove è più importante, ossia a livello locale. In alcuni visitatori, infatti, si potrebbe risvegliare un interesse verso l’attività dei samaritani e, chi lo sa, magari possono lasciarsi persino ispirare dal volontariato. Non da ultimo, le esposizioni samaritane dimostrano ancora una cosa: che sull’arco degli anni i metodi possono cambiare, ma i primi soccorsi non passano mai di moda!
SEZIONI SAMARITANE IN MOSTRA Sezione Höngg Esposizione speciale per i 125 anni dalla fondazione allestita nelle sale del Museo locale di Höngg, Zurigo. Aperta ogni domenica dalle 14 alle 16 fino al 20 ottobre 2019 (eccetto durante le vacanze scolastiche e i giorni festivi). Info su www.museum-hoengg.ch.
Sezione Buchberg-Rüdlingen Mostra della durata di un anno: «Samaritani dal 1944», al museo dell’artigianato Gattersagi Buchberg. Visite guidate su richiesta: info@gattersagi.ch o 044 867 30 21); aperta alla festa Sagifisch, il 20 ottobre dalle 10 alle 17. Ulteriori informazioni su: www.gattersagi.ch. Anche la sezione di Höngg invita la popolazione a una mostra interessante. (Foto: Andrea Nüesch)
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Sezione Kreuzlingen Mostra intitolata «VEREINT – die bunte Welt der Kreuzlinger Vereine», al Museo Rosenegg di Kreuzlingen, seconda metà del 2019.
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SEZIONI E ASSOCIAZIONI
UNA VISITA DA «BLOODY MARY» I cambiamenti ci sono non solo in seno alle attività samaritane: anche nel Servizio di donazione di sangue della CRS sono in corso alcuni aggiornamenti. Cosa questo significhi esattamente per le sezioni samaritane e per i donatori, lo sperimentiamo direttamente… sulla nostra pelle! TESTO e FOTO: Christoph Zehnder / Donazione sangue CRS / m.z A Seon (Canton Argovia), nella palestra tutto è ancora tranquillo. I primi donatori arrivano alla spicciolata. In una normale giornata d’azione di prelievo di sangue, sono attesi tra i 60 e i 70 donatori. Ma questo mercoledì il termometro segna quasi 30 gradi e Antonella Probst si aspetta meno donatori. È lei, in veste di samaritana della sezione di Seon, la responsabile dell’organizzazione delle azioni di donazione di sangue. Tre volte all’anno la sua sezione aiuta e sostiene il Servizio di donazione di sangue della Croce Rossa Svizzera nelle azioni di donazione. E il fatto, spiega la samaritana, che nel mese di giugno vi siano di regola meno donatori rispetto ai mesi tra settembre e febbraio è del tutto normale. È anche questa la ragione per la quale può succedere che nei mesi estivi in Svizzera si verifichino delle situazioni di scarsità di fornitura di sangue.
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Molte persone sono in vacanza oppure, al loro rientro, devono rispettare un certo periodo di attesa prima di poter di nuovo donare il sangue. Così oggi molti dei donatori che, nonostante il bel tempo e il caldo, hanno trovato la via del centro mobile di donazione sono dei «donatori habitués». Uno di loro, addirittura, ha 80 anni. E ha fatto la sua donazione. Facendo una stima, negli ultimi 20 anni questo donatore potrebbe aver donato in totale circa 36 litri di questa preziosa sostanza vitale. Gli uomini possono donare sangue al massimo quattro volte all’anno, le donne tre volte. In confronto, il mio personale bilancio di donazione è estremamente modesto. La mia ultima, e finora sola, donazione di sangue risale infatti a parecchio tempo fa e così oggi vengo registrato
come nuovo donatore. Dopo aver compilato un questionario e dopo un colloquio, mi vengono misurate pressione ed emoglobina. Se necessario e per questi compiti, i samaritani sostengono il team del servizio regionale di donazione del sangue di Aarau.
Un nuovo concetto di approvvigionamento La collaborazione con il Servizio di donazione di sangue funziona molto bene, ci conferma Antonella Probst. «È una squadra affiatata. Ci completiamo l’uno l’altro!» Fino a poco tempo fa, la sezione collaborava con un’e quipe di Berna. Con il nuovo concetto d’approvvigionamento 2020 del Servizio di donazione della CRS ci sono alcune nuove prospettive. Attualmente sul territorio svizzero esistono solo quattro zone di approvvigionamento (vedi «oggi samaritani» 11/2017). Lo scopo è quello di disporre di strutture snelle e autonome nell’approvvigionamento e fornitura di sangue all’interno delle singole quattro regioni. Senza dubbio, con questo nuovo concetto la collaborazione con i samaritani diventa ancora più importante e questo poiché proprio le sezioni vantano un forte attaccamento locale. Nelle località di campagna o discoste, infatti, i samaritani conoscono personalmente i donatori e danno un volto all’azione di donazione. E i donatori apprezzano molto, dato che donare il sangue è anche un atto di fiducia. «La collaborazione con le sezioni samaritane è di grande valore», conferma anche Anita Tschaggelar, responsabile della donazione per il Servizio di donazione della CRS (vedi «oggi samaritani» 02/2019).
La donazione di sangue avviene nel bus attrezzato con moderni apparecchi, ma l’assistenza dei samaritani è semrpe necessaria.
Più semplice per i samaritani
nestra. Inoltre, in una giornata afosa come questa, il fatto che il bus sia dotato di aria condizionata è di grande sollievo.
Ma torniamo alla mia esperienza diretta: le risposte al questionario e i valori del sangue rispettano i criteri richiesti. Ottengo così luce Il bus per le donazioni ha un ulverde per procedere alla donazio- teriore vantaggio per i samaritani, ne. Dallo scorso anno, la dona- ossia che quest’ultimi non devozione vera e propria non avviene no procedere loro stessi all’allestipiù nella palestra, bensì all’inter- mento della sala per le donazioni. no del «Bloody Mary»: un bus Non c’è bisogno di preparativi e lungo 12 metri ed equipaggiato poi di riordini. Comunque sono con gli apparecchi tecnici più mo- ancora necessarie le postazioni derni. Nell’atto di donazione stes- per l’accoglienza, la registrazione so, nulla invece è cambiato: il del donatore, l’assistenza e lo team di lavoro è rodato e conosce spuntino finale. Specialmente per bene anche i necessari trucchetti le sezioni un po’ a corto di persoper occuparsi di donatori come il nale, questo semplifica il tutto. A sottoscritto, che non amano trop- Seon, sono cinque o sei i membri po gli aghi. «La cosa migliore è di sezione impegnati nell’azione non guardare!», questo il trucco odierna. «Prima eravamo in 11 o principale. E grazie all’ampia fi- 12 e quando uno di loro mancava nestra del bus, la cosa è resa faci- le cose potevano diventare critile. Infatti durante la donazione si che», racconta Antonella Probst. può tranquillamente osservare Oggi tutto si svolge in modo più quello che succede fuori dalla fi- cool e tranquillo.
Ursina Schwab della sezione samaritani di Grindelwald è stata intervistata su Cooperazione. (Fonte: cooperazione.ch)
Sul posto non solo in caso di urgenza I samaritani, quindi, organizzano gli spazi in palestra, aiutano il team del Servizio di donazione, mettono cerotti e bende, rifocillano e assistono i donatori durante e dopo il prelievo. Un donatore, cui il prelievo ha causato un momento di debolezza, beneficia subito di assistenza. Simili attacchi di debolezza non sono rari, afferma Antonella Probst, aggiungendo che anche il tempo meteorologico influisce. In una giornata calda come oggi, il rischio di disidratazione è elevato. Per sicurezza, il team della CRS farà un’infusione di soluzione salina al paziente, così che in breve tempo possa riprendersi. Non per niente si raccomanda di bere abbastanza liquidi e mangiare qualcosa di leggero prima di donare il sangue. Nel frattempo i miei 45 centilitri di sangue sono confluiti in un contenitore di plastica e vengono etichettati. Ancora un po’ traballante sulle gambe e con una fasciatura a pressione applicata dal samaritano, torno nell’atrio della palestra. Qui sono accolto con gioia e con uno spuntino a base di pane e wienerli. Nel frattempo altri donatori sono arrivati. Da parte mia mi congedo, sapendo che i donatori sono in buone mani nel team della CRS e dei samaritani.
COOPERAZIONE INTERVISTA UNA SAMARITANA Anche la rivista della Coop «Cooperazione» ha pubblicato nelle scorse settimane un’intervista a una samaritana sul tema del volontariato nelle azioni di donazione di sangue. In occasione della «Giornata della buona azione» dello scorso 25 maggio la rivista ha presentato i profili di alcuni volontari impegnati a favore di organizzazioni di utilità pubblica. Ursina Schwab è una di loro, essendo responsabile – nella sezione samaritana di Grindelwald – delle azioni di donazione di sangue. Nell’intervista racconta della sua attività e della sua motivazione. Inoltre è stato pure realizzato un piccolo video su Ursina che è stato pubblicato su diversi canali online. www.giornata-della-buona-azione.ch oggi samaritani 3/2019 35
SEZIONI E ASSOCIAZIONI
IL VOSTRO ARTICOLO SEZIONALE Inviate il vostro articolo (al massimo 1000 battute, spazi inclusi) e la foto separatamente a: redazione@samaritani.ch. La Redazione si riserva il diritto di accorciare o di non pubblicare dei testi. Tra le due sezioni regna un buon ambiente.
SE SCOPPIA UN INCENDIO A SCUOLA
«I feriti» vengono curati nel cortile.
GROSSAFFOLTERN Nelle scuole di Grossaffoltern è scoppiato un incendio. Diversi allievi e due docenti si trovano ancora all’interno dell’edificio: questo lo scenario dell’esercitazione dei circa 40 samaritani di Grossaffoltern, Schüpfen, Rapperswil e Wengi. Sono stati allertati anche i pompieri del posto e i servizi sanitari di Aarberg. In questa esercitazione, i samaritani si prendono cura dei bambini e degli insegnanti sotto shock: diversi alunni soffrono di intossicazione da fumo, una ragazza è incosciente, un’altra è caduta da una scala e ha subìto diverse fratture. È proprio in queste condizioni frenetiche (seppur simulate) che i samaritani hanno dovuto mettere alla prova tutte le loro conoscenze, in modo efficiente e veloce. L’esercitazione è stata un’esperienza interessante ed emozionante anche per gli allievi. Alcuni di loro, addirittura, hanno detto che in futuro vorranno far parte dei pompieri o dei samaritani. (Foto: Monika Spring) 36 oggi samaritani 3/2019
SCAMBI OLTRE I CONFINI CANTONALI GOMS Da anni la sezione samaritani di Biel-Benken (BL) e la sezione di Grafschaft Biel (VS) collaborano attivamente. La fusione delle sezioni nella vallata vallesana di Goms non ha assolutamente cambiato questa situazione. Ogni due o tre anni, le sezioni si rendono visita reciproca. Ed è stato così anche lo scorso giugno. Nella giornata di sabato si è dapprima svolta un’emozionante esercitazione sul tema dell’ossigeno. E ovviamente alla sera non poteva mancare la tradizionale «raclette vallesana». Le foto degli ultimi incontri e il gioco Kahoot hanno concluso la bella giornata in un’atmosfera conviviale. La domenica, i più arditi hanno fatto rafting sul fiume, mentre gli altri meno coraggiosi hanno goduto il tempo meraviglioso e la splendida vista sulle montagne; altri ancora hanno seguito la tappa del «Tour de Suisse» nel locale medico. Il tempo è voltato e, troppo presto, tutti sono rientrati a casa. Ma tutti quanti pregustano già il prossimo esercizio congiunto. (Denise Lüönd)
SAMARITANI DI ZUGO «ON THE ROAD» ZUGO Lo scorso 29 maggio, i membri di 8 sezioni del Canton Zugo hanno partecipato ad un’esercitazione regionale congiunta. Ben 105 i samaritani che si sono impegnati in un percorso a postazioni sul tema «on the road» organizzato dalla sezione di Zugo. Suddivisi in gruppi di tre, i partecipanti hanno effettuato tutto il percorso con le sue 99 postazioni di cui 12 consistevano in prove pratiche ed erano seguite da monitori di corso, monitori samaritani o capi Help. Tra le altre cose, essi hanno anche assistito alle postazioni sulla rianimazione, sull’elaborazione dello shock, sulla rimozione del casco e sul trattamento di persone incoscienti. Sono stati esercitati pure il trasporto corretto del paziente, i bendaggi compressivi, l’uso delle stecche e molto altro ancora. Per ogni intervento e azione corretti, sono stati assegnati dei punti. I gruppi che, dopo 75 minuti di «corsa», avevano il maggior numero di punti sono stati premiati con delle belle ricompense. (Daniel Ritter)
RITRATTO
UNA SAMARITANA DAL RICCO BAGAGLIO Dopo un’intensa e variegata carriera samaritana, Christine Ruchat, si mette ora a disposizione come Coach di sezione.
Christine Ruchat
TESTO e FOTO: Chantal Lienert / m.z Ci sono delle cose, nella vita di Christine Ruchat, che sono avvenute o funzionano sempre a due, a coppia. Ad esempio i due nipoti: è infatti felice nonna di un bel ragazzo ventenne e di un bimbo che di anni ne ha appena tre e con ambedue ha una buona relazione. Approfitta quindi di passare del tempo con loro dato che, lasciata ormai la vita professionale attiva, ora non vive più «sotto pressione». Nel 2017 ha lasciato il suo posto di segretaria generale dell’Associazione ginevrina delle sezioni samaritane (AGSS) dopo avervi lavorato per dieci anni. Prima, per ben 16 anni era stata responsabile dei corsi pubblici e dello sviluppo delle formazioni all’interno delle aziende locali.
continue, ma è dispiaciuta di sentirsi un po’ «disoccupata» dal lato pratico. Che sia infatti per la mancanza di conoscenza da parte delle sezioni o perché le stesse si sentono sopraffatte dal lavoro, al momento fa fatica ad organizzare incontri di scambio di esperienze che dovrebbero aiutare proprio le sezioni a trovare soluzioni alle loro difficoltà; e pensare che in altre regioni questi incontri riscontrano molto successo.
La sua intensa carriera samaritana ha preso avvio all’inizio degli anni '80. Lei si ricorda ancora molto bene degli inizi del suo percorso formativo di monitrice al centro della Protezione civile di Gollion – a quei tempi viveva nel Canton Vaud – e dello stupore provato scoprendo la complessità del movimento samaritano e delle sue molteplici ramificazioni. Come per la maggior parte dei samaritani attivi sul posto, la sua sezione era allora il suo unico orizzonte.
Ma che dire delle coppie citate all’inizio di questo articolo? Beh. Christine ha svolto il suo impegno samaritano sia su base volontaria che professionale. Inoltre è membro onorario dell’ASS e pure membro onorario dell’AGSS. Ha due nipoti figli, uno ciascuno delle sue due figlie. E la sua lealtà va ai samaritani e alla Croce Rossa Svizzera, di cui è membro della commissione di controllo della gestione. E se per caso durante le vostre gite arrivate al Museo internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, potreste incontrarla. Christine Ruchat guida infatti gruppi di visitatori tra le sale del museo, sia in lingua francese che tedesca.
In seguito è diventata istruttrice, poi istruttrice OC e più tardi formatrice per adulti. Dopo 25 anni di tecnica e pensando di aver raggiunto i suoi limiti in questo campo, Christine si è interessata alle questioni relative allo sviluppo dell’organizzazione e ha seguito la formazione che portava alla funzione di istruttore amministrativo, trasformata oggi in «Coach di sezione». Contemporaneamente, tra il 1992 e il 1995, è stata una delle due rappresentanti romande in seno al gruppo di lavoro istituito per la revisione delle strutture della FSS, poi dei suoi statuti. Eletta nel 1997 nel Comitato centrale, è stata attiva in questo gremio per 12 anni nella funzione di vicepresidente della FSS, prima a fianco di Hermann Fehr, poi di Monika Dusong. Christine Ruchat vanta insomma un’esperienza completa che comprende tutti gli aspetti del movimento samaritano. Ma non è tutto: con il suo temperamento riflessivo, dispone di un bagaglio ideale per la funzione di Coach di sezione. Da parte sua, ritiene questo campo d’attività molto emozionante e segue le formazioni
COACH DI SEZIONE Il ruolo del Coach di sezione è quello di facilitare gli scambi tra sezioni, d’incoraggiare le collaborazioni e l’implementazione della strategia della FSS. Il coach è anche la persona di riferimento per questioni relative alla gestione di una sezione o in caso di conflitti oppure ancora nelle situazioni in cui delle sezioni intravvedono la possibilità di una fusione o, purtroppo, di uno scioglimento. I samaritani interessati devono rivolgersi alla loro associazione cantonale o al Segretariato di Olten. oggi samaritani 3/2019 37
INFORMAZIONI DALLO SHOP
RESUSCI ANNE IN VERSIONE AGGIORNATA I manichini sono uno strumento molto importante per ogni corso di rianimazione. I moderni modelli sono in grado di mostrare in tempo reale, su apparecchi esterni, le informazioni sulle compressioni e sulle insufflazioni. Ora è a disposizione un nuovo kit aggiornato per il modello Resusci Anne QCPR. Il kit d’aggiornamento per Resusci Anne QCPR è compatibile con tutti i manichini di ambedue i modelli: «Resusci Anne First Aid» e «Resusci Anne QCPR» a partire dall’anno di produzione 2013. Per sapere se si tratta di uno di questi modelli o di uno più vecchio, basta osservare la spalla dei manichini: tutti i modelli dal 2013 hanno un buco sulla spalla per la SkillGuide. Se non c’è questo buco, si tratta quindi di un vecchio modello Resusci Anne per il quale l’aggiornamento (upgrade) non è possibile.
Quali vantaggi e quali novità ci sono nell’aggiornamento? • Compatibile con l’App QCPR Learner/Instructor (Android e iOS) • Connettività wireless migliorata grazie alla tecnologia Bluetooth Low Energy • Batteria (Akku) ricaricabile • minor consumo energetico
Il kit d’aggiornamento è disponibile con o senza funzione AED. Può anche essere esteso con un kit per la manutenzione.
Scambiare il vecchio manichino con uno nuovo I manichini vecchi che non possono più essere aggiornati o che non si desidera più aggiornare possono essere scambiati con un modello nuovo. Fino al 31 marzo 2020, infatti, i samaritani interessati possono scambiare i manichini con un premio permuta del 20% sul normale costo del modello «Resusci Anne QCPR Torso» e del modello «Resusci Anne QCPR Corpo intero».
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Quale aggiornamento per quale manichino? RA First Aid Torso* RA First Aid Corpo intero* RA QCPR Torso RA QCPR Corpo intero RA QCPR AED Torso RA QCPR AED Corpo intero
Upgrade Kit
AED Upgrade Kit
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* Per i modelli First Aid è obbligatorio utilizzare sia il kit d’aggiornamento che il kit per la manutenzione; in caso contrario gli aggiornamenti non funzionano.
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Kit d’aggiornamento e per la manutenzione Resusci Anne Il kit d’aggiornamento Resusci Anne QCPR 2018 e Resusci Anne QCPR AED 2018 contiene:
Il kit d’aggiornamento completo con il kit per la anutenzione contiene inoltre: m
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• gabbia toracica • cilindro con viti • sensore completo Importante: nel modello Resusci Anne First Aid è obbligatorio usare il kit d’aggiornamento e il kit di manutenzione.
elettronica con batteria agli ioni di litio pelle petto (a dipendenza del kit, con o senza funzione AED) giacca per Resusci Anne mascherine vie aeree cavo USB-A verso USB-C (cavo per adattatore di rete) adattatore di rete con diverse connessioni
RA QCPR 2018 Upgrade Kit Numero dell’articolo 2013 CHF 942.40 IVA iclusa
RA QCPR 2018 Upgrade Kit e kit di manutenzione Numero dell’articolo 2015 CHF 1173.95 IVA iclusa RA QCPR 2018 AED Upgrade Kit e kit di manutenzione Numero dell’articolo 2016 CHF 1410.85 IVA iclusa
RA QCPR AED 2018 Upgrade Kit Numero dell’articolo 2014 CHF 1346.25 IVA iclusa
AZIONE UNICA CON RIBASSO DEL 20%
Sostituire i vecchi manichini con nuovi modelli a prezzo preferenziale Il premio permuta è del 20% sul prezzo normale dei modelli «Resusci Anne QCPR Torso» e «Resusci Anne QCPR Corpo intero». Il ribasso viene concesso solo se il vecchio manichino viene restituito.
Azione valida fino al 31 marzo 2020
Le informazioni sui dati dettagliati, gli accessori e i prezzi sono consultabili nel Webshop della FSS – come sempre. Tel. 062 286 02 86, e-mail: shop@samariter.ch oppure visitare il sito shop.samariter.ch. Prezzo IVA inclusa, costi di spedizione di CHF 9.– per ordinazioni inferiori a CHF 200.–. 39 oggi samaritani 3/2019
BUONO A SAPERSI
Le lesioni sportive più frequenti In Svizzera ogni anno circa 400 mila persone si feriscono durante la pratica sportiva. Ecco le lesioni più frequenti e come vengono trattate. Testo: Christoph Zehnder / m.z
Sempre più persone si feriscono durante il loro tempo libero, la maggior parte mentre praticano uno sport. Ma non è stato da sempre così: solo pochi decenni fa la maggior parte degli infortuni avveniva durante il lavoro. Due sono i fattori che hanno contribuito a questo cambiamento: in primo luogo, la maggior parte degli Svizzeri oggigiorno lavora nel settore dei servizi, ossia ad esempio in un ufficio dove il pericolo di lesioni è minore rispetto, sempre per fare un esempio, ad un’azienda agricola o una fabbrica. In secondo luogo, è cambiato anche il nostro comportamento nel tempo libero. Rispetto al passato, oggi in genere trascorriamo più tempo praticando sport e altre attività del tempo libero. Ogni anno la Suva registra circa 400 mila incidenti durante il gioco e lo sport, il che equivale circa a un terzo di tutti gli infortuni durante il tempo libero; tra gli adolescenti e i giovani adulti, addirittura un infortunio su due nel tempo libero succede durante la pratica di discipline sportive. Nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni leggere. Negli 180 mila infortuni sportivi registrati dalla Suva, la persona infortunata si assenta per meno di un mese. Tuttavia i costi annuali degli incidenti sportivi ammontano a circa un miliardo di franchi. In confronto all’elevato numero di sportive e sportivi, gli infortuni mortali in Svizzera sono rari (circa 175 casi all’anno). 40 oggi samaritani 3/2019
Non tutte le lesioni sono una simulazione. Solo in Svizzera, ogni anno circa 80 000 calciatori sono vittime di ferite. (Foto: Shutterstock)
Le discipline sportive «più pericolose» Il maggior numero di infortuni si verifica negli sport con pallone e negli sport invernali. Considerando il numero complessivo dei casi, il calcio (con circa 80 000 feriti) e lo sci alpino (circa 50 000 feriti) sono le discipline sportive «più pericolose». Questo dato tuttavia non sorprende, essendo le due discipline tra le più amate e praticate regolarmente da molti appassionati. Le lesioni sportive più comuni riguardano la parte inferiore della gamba, la caviglia o il ginocchio. A dipendenza dello sport, ci sono tuttavia delle differenze. Chi pratica l’atletica leggera ha infatti un ulteriore e più elevato rischio di infortunio alla coscia/femore; mentre invece polso e dita sono spesso colpiti da incidenti nel ciclismo. Dal canto loro, i giocatori di hockey si feriscono più sovente alla testa o al viso rispetto ad altri sportivi. I motociclisti e i cavallerizzi hanno un maggior rischio di ferite al tronco e al torace. Nonostante l’impressionante numero di infortuni, non bisogna dimenticare che i benefici dello sport per la salute sono chiaramente superiori. E se voi come samaritani siete pure attivi sportivamente, prestate il vostro aiuto al servizio sanitario di un evento sportivo o se siete confrontati in altre occasioni con degli infortuni sportivi, in tutti i casi prestate ovviamente anche i primi soccorsi in questo settore e contribuite nel contempo alla promozione della salute.
Fonti: bfu STATUS 2018, Statistica degli infortuni della Suva
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PAGINE PARTNER
CAMMINATE PREPARATE CON ACCORTEZZA L’estate è il periodo delle escursioni: dei meravigliosi paesaggi e una fitta rete di sentieri invitano a esplorare la Svizzera a piedi. Una buona preparazione e l’equipaggiamento giusto sono i presupposti essenziali di qualsiasi escursione. Forniamo ulteriori consigli direttamente dalla centrale operativa Rega, che possono essere utili per le escursioni. TESTO e FOTO: Rega Respirare l’aria fresca di montagna, godersi il panorama, fare attività fisica: l’escursionismo è un’attività sana, piacevole ed estremamente apprezzata in Svizzera. Di per sé non è pericoloso, purché non lo si sottovaluti e ci si prepari bene. Perché l’escursionismo richiede una forte dose di responsabilità personale e la consapevolezza dei rischi. Questi consigli della centrale operativa Rega vi aiuteranno ad evitare brutte sorprese.
Caricare il cellulare Prima dell’escursione, caricate il vostro cellulare, tenetelo al caldo e protetto: in caso d’emergenza può salvare la vita.
Comunicare gli itinerari previsti È utile comunicare a congiunti, amici o guardiani di rifugi la meta e la durata prevista per l’escursione. In caso di problemi, le ricerche saranno più mirate. Non dimenticate però nemmeno di avvisare il guardiano del rifugio se l’escursione annunciata è stata rinviata, evitando così ricerche inutili.
Verificare la propria posizione Verificate la vostra posizione consultando regolarmente la carta geografica. In caso di allarme, sarete in grado di indicare il luogo in cui vi trovate al momento. Un bivio, nomi di alpi, conformazioni orografiche quali cime, laghi e laghetti sono punti di riferimento importanti per i capi intervento.
Tenere d’occhio il meteo Avete bisogno di aiuto, è tardo pomeriggio e c’è il rischio di un temporale? Allarmate in tempo: il maltempo e/o l’oscurità e la scarsa visibilità possono ostacolare il salvataggio e persino renderlo impossibile. Pertanto, non aspettate troppo.
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Se, malgrado tutte le misure precauzionali, accade qualcosa durante l’escursione, la Rega può essere allarmata in qualsiasi momento – tramite l’applicazione Rega o chiamando il numero 1414.
Indossare abbigliamento colorato L’abbigliamento colorato e vistoso aumenta le probabilità di essere avvistati, anche dall’equipaggio della Rega. Così il tempo di trovarvi si accorcia.
Quando serve la Rega Malgrado tutte le misure precauzionali, può capitare qualcosa che richiede un intervento della Rega. Consigliamo per principio di lanciare l’allarme tramite l’app della Rega. In questo modo si trasmettono le coordinate precise direttamente alla centrale operativa e il pilota dell’elicottero di salvataggio sa esattamente dove si trovano le persone in difficoltà. All’occorrenza, possono essere utili anche le nuove funzioni supplementari dell’app della Rega. Ad esempio, è possibile condividere i dati della posizione in background con la Rega, in modo da poter essere salvati più rapidamente in caso d’emergenza. Se non possedete uno smartphone oppure non avete scaricato l’app della Rega, potete allarmare anche mediante chiamata al numero d’allarme 1414. Se nel luogo dell’infortunio non c’è campo, cambiate posizione e provate con il numero d’emergenza europeo 112. A volte basta spostarsi di pochi metri per trovare la rete di collegamento.
Ulteriori informazioni utili: www.rega.ch www.app.rega.ch
«E D’UN TRATTO MI È STATA TOLTA LA PRECEDENZA» Ascoltate la storia Rega di Claudia Sonderer, 46. soccorsomio.ch/claudia
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INFORMAZIONI DALLE ORGANIZZAZIONI DELLA CROCE ROSSA
Thomas Heiniger eletto nuovo presidente della Croce Rossa Cambio al vertice della Croce Rossa Svizzera: i delegati dell’Assemblea della Croce Rossa hanno eletto Thomas Heiniger presidente dell’organizzazione. Succede ad Annemarie-Huber Hotz, che ha assunto la presidenza nel 2011. TESTO e FOTO: CRS della sanità del Cantone di Zurigo nonché presidente della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità. In questo ruolo ha partecipato a diversi organi direttivi di importanti organizzazioni. Prima del suo incarico di governo, Thomas Heiniger ha lavorato in uno studio legale zurighese. Vive ad Adliswil, è sposato e ha tre figli.
Omaggio Annemarie Huber-Hotz
Thomas Heiniger con i due vicepresidenti Brigitta M. Gadient (a sinistra) e Barbara Schmid-Federer.
Thomas Heiniger dispone sia di esperienza comprovata nel settore sanitario, sia di una buona rete di contatti in Svizzera e all’estero. Durante il suo incarico di Consigliere di Stato e direttore della sanità del Cantone di Zurigo, si è impegnato a favore di finanziamenti trasparenti agli ospedali e della realizzazione di un’autorità di querela per pazienti. Si è inoltre prodigato per migliorare il settore psichiatrico infantile e giovanile e per aumentare il grado di soddisfazione della popolazione nei confronti del sistema sanitario. Come da lui stesso sottolineato nel discorso di insediamento, Thomas Heiniger metterà la sua ampia esperienza a favore delle persone più vulnerabili in Svizzera e all’estero: «Mi impegnerò al massimo delle mie possibilità e con tutto il cuore a favore della Croce Rossa Svizzera, questa organizzazione umanitaria dal carattere unico e parte di un movimento internazionale che, tramite i suoi principi, la sua lunga esperienza e le sue numerose attività si prodiga a favore di un mondo più umano.» Thomas Heiniger, 62 anni, dal 2007 a maggio 2019 è stato Consigliere di Stato e direttore cantonale
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La presidentessa in carica Annemarie Huber-Hotz si è ritirata nel giugno 2019, nel quadro dell’Assemblea della Croce Rossa. Prima, durante il quadriennio da vicepresidente, e in seguito nel corso degli otto anni di presidenza, ha contribuito a sviluppare notevolmente la CRS e a far avanzare dossier strategici dando prova di grande impegno. L’ormai ex presidente ha avuto particolarmente a cuore questioni come il riconoscimento e il rafforzamento del volontariato, la promozione del ruolo di collaboratrici e collaboratori sanitari nonché l’impegno della CRS al fianco delle famiglie, degli anziani e della popolazione migrante. Il 1º agosto, durante un’escursione con la sua famiglia, Annemarie Huber-Hotz è deceduta inaspettatamente a causa di un improvviso arresto cardiaco. Non si possono elogiare a sufficienza i suoi meriti nell’ambito della Croce Rossa Svizzera e delle organizzazioni di salvataggio come pure il suo carattere umano e affabile.
Una vicepresidenza forte Alla vicepresidenza sono state elette Barbara Schmid-Federer (già membro del Consiglio della Croce Rossa), che si concentrerà sugli affari interni, e Brigitta M. Gadient (nuovo membro), che si dedicherà alla cooperazione internazionale. Barbara Schmid-Federer è presidente dell’associazione cantonale della Croce Rossa di Zurigo e, dal 2018, membro del Consiglio della Croce Rossa.
Fino al 2018 ha ricoperto la carica di consigliera nazionale del PPD. Brigitta M. Gadient dirige un ufficio di consulenza legale e organizzativa, è stata consigliera nazionale (PBD) fino al 2011 e ha partecipato a diverse commissioni e delegazioni nel settore della cooperazione internazionale. All’interno del Consiglio della Croce Rossa sono stati eletti i seguenti rappresentanti delle associazioni cantonali e delle organizzazioni di salvataggio: Filippo Bolla, presidente della sezione del Sottoceneri dell’associazione cantonale della Croce Rossa Ticino; Matteo Pedrazzini, presidente dell’associazione cantonale della Croce Rossa di Ginevra; Benjamin Tissot-Daguette, vicepresidente della Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio (REDOG) e presidente del gruppo regionale dei cantoni Vaud, Friburgo, Neuchâtel e Giura di suddetta organizzazione; Rudolf Schwabe, presidente centrale della Società Svizzera di Salvataggio (SSS) ed ex direttore di Trasfusione CRS Svizzera SA.
Sono stati rieletti i seguenti membri del Consiglio della Croce Rossa: Danielle Breitenbücher, rappresentante della Croce Rossa Gioventù nonché membro del comitato dell’associazione cantonale della Croce Rossa di Basilea Città; Annalise Eggimann, presidente dell’associazione cantonale della Croce Rossa di Berna; Ursula Forrer, rappresentante della Federazione svizzera dei samaritani (FSS) e presidente della sezione samaritana di San Gallo e del Principato del Liechtenstein; Marc Geiss bühler, presidente dell’associazione cantonale della Croce Rossa di Untervaldo; e Dieter Widmer, imprenditore e membro dei consigli di amministrazione di diverse imprese. L’assemblea si è accomiatata dai membri uscenti Daniel Biedermann, Ivo Cathomen, Toni Frisch, Guy Mettan e Adriano Vassalli ringraziandoli per il loro prezioso contributo.
Premiati i progetti giovanili organizzazioni giovanili della CRS nel Canton Sciaffusa: i giovani volontari della SSS, dell’Associazione dei samaritani e della Croce Rossa di Sciaffusa offrono da due anni un corso di prevenzione destinato a giovani rifugiati e richiedenti l’asilo nell’ambito dei primi soccorsi e della sicurezza in acqua. Il progetto L ife:Skills! riunisce varie competenze della CRS a beneficio di un gruppo target, che spesso non ha accesso ad informazioni concrete in materia di prevenzione e salvataggio.
Il progetto Life:Skills! è stato premiato con un importo di 2500 franchi.
Il Credit Suisse Red Cross Youth Award è stato conferito per la prima volta quest’anno. I dieci progetti sono stati presentati da tutte le organizzazioni membro della CRS. Il conferimento del premio ha avuto luogo il 15 giugno 2019. Calcio, sostegno scola-
Ci congratuliamo vivamente con tutti i partecipanti per il successo riscosso e ringraziamo in partistico, corso informativo: tutti i colare la samaritana Manuela progetti hanno conquistato la Greco e il samaritano Roberto giuria per il loro approccio all’in- Greco della sezione samaritana tegrazione sociale. di Neuhausen, nonché il samaritano Remo Saxer della sezione Ugualmente premiato con un im- samaritana di Stein am Rhein porto di 2500 franchi, un proget- per il loro grande impegno. to nato dalla collaborazione di tre (FSS) oggi samaritani 3/2019 45
SOTTO LA LENTE
Soccorritori laici o professionisti? Questi due termini sono spesso all’origine di confusione. Se il samaritano sia laico, professionista o tutt’altra cosa, è anche e soprattutto una questione di punti di vista e di percezione personale. TESTO: Christoph Zehnder / m.z Nel settore sanitario, paramedico e medico, i samaritani vengono correntemente definiti come «soccorritori laici». In questa accezione specifica, «laico» o «personale laico» definisce una persona o un gruppo di persone che non sono sanitari professionisti e/o che non hanno un’esperienza tecnica e/o medica. Tuttavia, questa definizione non corrisponde sempre o in modo assoluto alla realtà dei samaritani. E allora, se i samaritani non sono laici, diventano automaticamente dei professionisti? Nel corso delle procedure di riconoscimento da parte dell’IAS, non sono mancate le critiche verso una «professionalizzazione» del sistema samaritano. In particolare, erano stati espressi dubbi e timori a riguardo della standardizzazione della formazione, che è stata uniformata (o sta per esserlo), e che taluni temono pregiudichi l’impegno volontario dei samaritani. In qualità di membri di una sezione i samaritani sono infatti attivi, nella stragrande maggioranza dei casi, nel loro tempo libero. Al contrario i sanitari professionisti o paramedici traggono il loro sostentamento dall’attività svolta. Ma allora, per finire, che cosa sono i samaritani? Sono laici, professionisti o altro ancora? Prima di rispondere a queste domande, vediamo il significato dei seguenti, simili concetti. • Laici dal greco laikós, significa «appartenente al popolo». Generalmente, qualcuno che non ha alcuna competenza in un particolare settore. La parola si è affermata attraverso l’uso del linguaggio ecclesiastico, ad esempio «predicatore laico» o «credente cattolico non appartenente allo stato ecclesiastico». • Amatore letteralmente significa amante e si riferisce a persone che svolgono un’attività senza una formazione formale e che sono animate da una forte inclinazione e passione per quell’attività. L’aggettivo «amatoriale» ha un retrogusto un po’… denigratorio; anche se molto sovente non è il caso. • Professionista (da professione); così si definisce una persona che si guadagna da vivere con un’attività. Uno sportivo professionista, così come un musicista professionista guadagnano da vivere svolgendo queste attività, mentre queste ultime – per la maggior parte della gente – sono solamente degli hobby. Indipendentemente da ciò, il termine «professionale» si usa spesso anche come caratteristica di qualità. Per agire in modo professionale, non occorre tuttavia essere sempre e categoricamente un professionista. • Esperto deriva dal latino «esperienza». Gli esperti si distinguono per la loro grande competenza, acquisita durante molti anni di esperienza. Gli esperti vengono spesso chiamati e sollecitati per fornire valutazioni professionali, ad esempio nei media. Il termine «esperto» non è tuttavia giuridicamente protetto.
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In qualche modo, nessuna di queste etichette sembra idonea all’essere samaritani, eppure allo stesso tempo, tutte le definizioni possono, in una certa misura, applicarsi ai samaritani: in quanto parte della popolazione, i samaritani sono un anello di collegamento indispensabile e irrinunciabile con i servizi di emergenza professionali. In veste di volontari appassionati, i samaritani mostrano un interesse personale verso i temi dei primi soccorsi e lo condividono con gli altri membri della sezione. Essi dispongono inoltre di una grande quantità di conoscenze specialistiche che trasmettono ad altre persone nell’ambito di corsi e formazioni. Su base volontaria, sono in grado di fornire una qualità di tipo professionale. Molti samaritani possono inoltre contare su un’esperienza pluriennale. Se i samaritani sono laici, professionisti o qualcosa di completamente diverso dipende, non da ultimo, anche dal punto di vista e dalla percezione personale. Ma forse, tutto sommato, non c’è nemmeno bisogno di avere un’etichetta, un «label». Rimanendo fedeli ai propri valori e continuando a dimostrare così che ogni persona può prestare i primi soccorsi e che solo il «non far nulla» è sbagliato, i samaritani fanno in modo che il nome «samaritano» sia percepito come un marchio di valore, degno di protezione, e per il quale non sono necessarie classificazioni specifiche.
Contatto: Redazione «oggi Samaritani» Casella postale, 4601 Olten redazione@samaritani.ch
SIAMO TUTT’ORECCHI
Avete un’idea originale per un’esercitazione o su come si possa fare in un modo diverso? Comunicatecelo e condividetelo con noi. State prevedendo una collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni o comunità di interesse sociale? Siamo tutt’orecchi. Pubblichiamo volentieri eventi e manifestazioni del mondo samaritano e vi accompagnamo pure nei contatti con i mass media. Scriveteci e aiutateci a divulgare il lavoro dei samaritani.
Inviate la vostra lettera preferibilmente per e-mail o per posta cartacea ai recapiti della redazione. Il prossimo numero di «oggi Samaritani» sarà pubblicato il 20 novembre 2019; la scadenza per l'invio del materiale è il 18 ottobre 2019.
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Abbonamento benefattori per soli 11 franchi all’anno Interessante! Le sezioni hanno la possibilità di regalare un abbonamento annuale «oggi samaritani» che ha un valore di 33 franchi al costo di solo 11 franchi ai loro benefattori, membri passivi ed estranei interessati. Registrate adesso degli abbonamenti benefattori in extranet!
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Federazione svizzera dei samaritani Martin-Disteli-Strasse 27 4601 Olten www.samaritani.ch