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Preview - Desolation Jones

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DESOLATION JONES

di Warren Ellis e J.H. Williams III

traduzione: Andrea Toscani progettazione grafica e impaginazione: gruppo saldatori lettering: Mario Lucio Falcone supervisione: Francesco Tedeschi

DESOLATION JONES is TM and © Warren Ellis and J.H. Williams III. All Rights Reserved. Published in the United States by Image Comics, Inc.: www.imagecomics.com. For the Italian edition: © 2026 saldaPress. All Rights Reserved. Originally published in single magazine format as DESOLATION JONES 1-6.

SALDAPRESS

direttore responsabile: Marco Marastoni direttore editoriale: Andrea G. Ciccarelli responsabile diritti internazionali e supervisione editoriale: Alessio Danesi reparto grafico: Paolo Tempesta , Marianna Barretta ufficio stampa e PR: Rachele Bazoli comunicazione social: Francesco Gualdi logistica e spedizioni: Marco Bindocci coordinamento di produzione: Julie Agnello amministrazione: Sonia Bigi redazione e direzione: Gruppo Saldatori Srl Via Leone Ginzburg, 18 – 42124 Reggio Emilia saldapress@grupposaldatori.com www.saldapress.com

PR: ufficiostampa@saldapress.com

IMAGE COMICS INC.

Robert Kirkman (Chief Operating Officer)

Erik Larsen (Chief Financial Officer)

Todd McFarlane (President) Marc Silvestri (Chief Executive Officer) Jim Valentino (Vice-President) Eric Stephenson (Publisher / Chief Creative Officer)

DESOLATION JONES è un libro della collana Maéstro

è trademark TM e copyright © gruppo saldatori srl, 2016

DESOLATION JONES (including all prominent characters featured herein), its logo and all character likenesses are trademarks of Desolation Jones and J.H. Williams III, unless otherwise noted.

Storie, personaggi e avvenimenti sono frutto di fantasia e non hanno nessun riferimento reale. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo volume può essere riprodotta o trasmessa con qualsiasi mezzo, elettronico oppure meccanico, compresi cinema, radio, televisione e fotografia, senza il consenso esplicito di gruppo saldatori Srl.

stampa: Grafiche Stella – Roverchiara (VR) prima edizione: marzo 2026

ISBN: 979-12-5461-715-1

WARREN ELLIS STORIA

J.H. WILLIAMS III DISEGNI & DESIGN

JOSÉ VILLARRUBIA COLORI

TODD KLEIN LETTERing originale

DREW GILL ASSISTENZA al DESIGN

PREFAZIONE

Riuscire a ripubblicare questo titolo è stato un percorso accidentato e sono lieto che a farlo con noi sia stata Image Comics , il miglior editore del pianeta. E sono felice e orgoglioso che possa tornare a circolare accanto alle altre mie opere più note. Subito dopo aver completato Promethea, con tutti i suoi esperimenti visivi, ero in cerca di un nuovo progetto a cui dedicarmi, qualcosa che fosse notevolmente diverso dal lavoro appena portato a termine. Jones era la risposta perfetta. Mi offriva l’opportunità di dedicarmi al genere crime , di cui non mi ero mai occupato, pur lasciandomi un certo margine di sperimentazione. Volevo proseguire i ragionamenti espressivi impiegati in Promethea , senza rifare le stesse cose, e Desolation Jones era il contenitore ideale per farlo, per continuare a sperimentare in modo inedito.

Nel leggere le sceneggiature di Warren mi venivano in mente i vecchi fumetti pulp, sprazzi di bianco e rosso per esaltare un approccio attraverso la violenza disturbante, il modo surreale in cui Jones fa esperienza del suo mondo. Erano spunti stimolanti con cui giocare. E iniziai a ragionare su nuovi modi per rendere il ritmo e il flusso del tempo. Fin da subito emersero domande come: “Quali modi ci sono per veicolare il movimento a rallentatore o gli scatti improvvisi di accelerazione nella sequenza di vignette, pur mantenendo intatta la freschezza delle parti d’azione? È possibile riuscirci in un fumetto? È possibile costringere il lettore a fermarsi o rallentare nel corso delle sequenze più istintive, permettendogli così di farne esperienza in un modo nuovo? Come potenziare dal punto di vista visivo il movimento utilizzando scansione e layout?”. Alla fine, in chiave sperimentale, credo siano emerse diverse soluzioni che rispondono efficacemente a tutte queste domande. Un altro risultato che volevo ottenere era rendere la violenza davvero disturbante per i lettori: dovevano percepirla ed esserne infastiditi. Mi interessava l’idea di creare un sottotesto fertile che favorisse, da parte del fruitore, la messa in discussione della propria attrazione per la violenza come forma di intrattenimento, ma senza per questo sentirsi giudicato . Io stesso frequento il genere crime e altre forme di narrativa violenta, ma qui volevo riuscire

a catturare ciò che provo nel confrontarmi con gli aspetti più cupi e scabrosi del genere, per permeare le pagine con quelle emozioni e far emergere il dolore dalle immagini.

La storia spesso presenta, visivamente ed emotivamente, in alcune scene chiave, un sentimento di desolazione, con una sfrontatezza grafica che si fa fatica ad accogliere. Combinando queste scene d’azione in bianco e rosso con altri stili (dalle linee nette agli schizzi alla tecnica dipinta ai cromatismi bizzarri...), si genera uno spazio emotivo che fa sentire chi legge fuori sincrono. Mentre cerca di connettersi con Jones e il suo modo di vedere le cose, il lettore è costantemente a disagio. E questo è un aspetto fondamentale per capire il protagonista e il suo mondo, il suo passato, le sue esperienze e il suo modo di farci i conti. Riusciamo così a intravedere, e percepire, un barlume della tragica esistenza che conduce e di come questo alone di tragedia contagi come un’infezione coloro che gli stanno intorno. Ma pur nell’oscurità, ciò che nella storia vibra maggiormente sono la sua profonda umanità e il cuore che, nonostante tutto, gli batte ancora in petto. Grazie all’incredibile scrittura di Warren, mi sono lasciato trascinare in questa magnifica vicenda di ansia disturbante. E sono felice di poterla presentare ancora una volta a una nuova generazione di lettori dopo tanti anni. Perché è una storia cupa, dolente e bellissima, che non dimenticherete facilmente.

J.H. Williams III (dal deserto)

spiacente, signor jones, non posso autorizzare la sua idoneità sul campo. potrei usare il suo sangue come solvente per sverniciare.

e, se ci aggiungiamo la ricorrente inadempienza al dovere, be’...

ci sono un sacco di buoni motivi per bere. me n’è appena venuto in mente uno...

...se non bevi da vivo, come farai a farlo quando sarai morto?

signor jones, sembra di nuovo incazzato a bestia.

michael jones... davvero un dossier interessante il suo.

l’mi5 non prevede l’alcolismo professionale in nessuno dei ruoli in organigramma, giovanotto.

...siamo tutti consapevoli che, nel corso del suo lavoro, lei ha subito una notevole quantità di stress, signor jones.

tuttavia, i servizi segreti britannici richiedono più... resilienza, diciamo?

mettiamola così... james bond non si sarebbe mai pisciato addosso.

l’mi6 ha disponibili diverse alternative per un agente impossibilitato a operare sul campo.

lei è stato aggiunto alla lista ristretta per un’iniziativa medica chiamata desolation test.

detesto dormire.

non che io dorma granché, ormai. ma, quando lo faccio, mi sveglio sempre uno straccio.
ho finito le pillole. le pillole mi fanno stare di merda, ma è sempre meglio che sognare.

porco diavolo, jeronimus...

inutile bastardo di un inglese. sono le otto e dieci, per dio.

di mattino o di sera?

di mattino! sono a letto da quattro ore!

robina? sono jones. cristo santo, jones, lo sai che ore sono?

merda, scusa. senti, mi serve uno strappo sulle colline. jeronimus mi ha passato un lavoro.

lo sai che non

a raccapezzarmi in questo posto maledetto...

uhm... no.
devo essere là per le nove e mezza. mi dai una mano?
riesco
va bene. dammi venti minuti.

ho comprato questa casa con soldi sporchi di sangue, in parte anche mio.

los angeles?

che c’è da capire? è una città, jones. dovresti prenderti un’auto e andare un po’ in giro.

penso. leggo.

per favore...

sul serio. sto ancora cercando di capire questo posto.

bela lugosi del cazzo.
che diavolo fai tutta la notte là dentro? lo so che non dormi mai più di un’ora.
be’, vedi. è proprio que-
sto il fatto. in questo periodo mi interesso al supermodernismo.

supermodernismo.

il fatto che non costruiamo più luoghi solo per viverci.

li costruiamo per attraversarli. per aspettare. per essere di passaggio.

è lo stesso. con case che vengono costruite per essere abbattute il giorno dopo.

non guardi mai “cribs” su mtv? le case delle pop star sono tutte beige e bianche. il colore degli aeroporti.

decorate come stanze d’albergo e sale d’attesa.

non ti chiedi mai perché?

l.a. è uno spazio supermoderno. un luogo in cui non ti fermi.

spazi supermoderni. fatti per essere attraversati.

e adesso guarda questa dannata città.

trecento e passa mila km di strade. una dozzina di centri cuciti insieme da autostrade.

a parte noi, ovvio.

superstrade.
mi chiamo jones. ho un appuntamento con il colonnello.
certo, signore. sono graham, assistente del colonnello.
mi lascia la sua-- ahem, coperta?
non vado d’accordo con i raggi del sole.

viene da chiedersi cosa ci faccia a los angeles, signor jones.

il colonnello voleva un maggiordomo inglese. rinunciare a mille testoni a settimana per usare il mio accento?

scelte limitate. sei inglese?

cazzo, no. vengo da brooklyn.

il colonnello la riceverà nel suo studio, signore.

le restituirò la coperta quando avrete finito.

manco per idea. grazie mille, bbc america!

colonnello nigh?

non lavarla. è proprio come piace a me.

sono jones. è stato jeronimus corneliszoon a mandarmi da lei.

non bevo, grazie. ma, se non le spiace, mi rollo una canna.

è per il dolore.

ah, sì. allora è vero quello che le hanno fatto i suoi compagni inglesi...

è ciò che ho sentito, signor jones.

lei è l’unico superstite del desolation test, giusto?

jeronimus gliel’ha detto?

ma ormai, signor jones, i miei piaceri sono più semplici e il mio pene è da qualche parte a bombay.

mi è stato sottratto qualcosa e mi ricattano per restituirmela.

è il più raro dei beni. mi stanno prosciugando e la speranza di riaverlo si assottiglia.

jones. ma certo. eccellente.

prego, si serva da bere.

mi unirei a lei, ma l’alcol mi riduce il fegato come un ragno con uno spillo nell’addome in preda alle convulsioni.

per quanto ne so. se ho ben capito, lei ha un problema, colonnello.

ne ho parecchi, in verità. conseguenze di una vita trascorsa come soldato e avventuriero sessuale di portata globale.

per cinquant’anni le passere del pianeta sono state il mio parco giochi...

nel 1944, adolf hitler-oh, andiamo...

...e ora lei ha davanti a sé il frutto delle mie fatiche.

sono posseduto da oltre settanta diverse malattie. ogni mio organo è stato portato all’orlo del collasso nell’inseguimento della bestia con due schiene.

anzi, in una memorabile occasione, la bestia con 48 schiene.

...adolf hitler decise di trasformare una parte del suo bunker a berlino in un piccolo studio cinematografico.

diresse e a volte recitò di persona in alcuni filmini pornografici.

come sono certo che riesca a comprendere, si tratta del sacro graal della zozzeria cinematica.

i russi presero le pizze quando conquistarono berlino. nel 1991 vennero messe in vendita per la comunità internazionale dei pervertiti.

sono stati in mio possesso da allora.

almeno fino a un mese fa, quando ho subito un furto.

i ladri mi hanno contattato proponendomi di pagare un riscatto per la restituzione.

ho pagato. non è ovviamente qualcosa in cui posso coinvolgere la polizia.

hanno preteso un ulteriore pagamento che ho corrisposto.

hanno chiesto di più.

la cosa sta andando avanti da un mese. sono intenzionati a ripulirmi.

perciò il mio caso rientra perfettamente nell’ambito che si è autoimposto.

tuttavia mi chiedo perché lei abbia scelto di limitare la sua attività investigativa alla sua specifica comunità.

questo è il suo acconto. in contanti, come richiesto. ci sono anche i nomi dei gentiluomini coinvolti.

la sua coperta, signore.

saluti, compare. conosco la strada.

voglio riaverli, signor jones.

perché i servizi di intelligence divorano le persone per poi sputarle.

jeronimus dovrebbe averle detto che accetto lavori solo all’interno della comunità.

sei jones.

beccato.

perché nessuno deve finire ridotto come me.

perché l.a. è una gabbia piena di lupi e gente come lei non deve soffrire per questo.

angela nigh. la figlia maggiore.

sono dell’intelligence criminale, ufficio f.b.i. di zona.

mi hanno parlato di te. non mi piace vederti qui.

jeronimus conosce brutte persone. come ho detto, so qualcosa delle sue attività a l.a.

so anche che, per nessuna di queste, può essere toccato.

le è venuto in mente che lei non voglia essere trovata?

mmh... sono al corrente che los angeles viene mantenuta come prigione aperta per gli ex membri della comunità di intelligence, signor jones.

be’, mi dispiace. mi ha mandato il signor corneliszoon che, se ho bene inteso, ormai da diversi anni è il vostro avvocato.

e ho assodato che i miei torturatori sono stati in precedenza agenti dell’intelligence dell’esercito americano.

non credo che la cosa mi riguardi.

a paula non è mai piaciuto essere la sorella di mezzo. non abbastanza potere, né abbastanza amore.

è solo una richiesta di attenzione, e non credo che papà dovrebbe assecondarla.

se ho bene inteso, anche lei cerca l’attenzione di papino.

papà non ha mai voluto prole in quanto tale. ha sempre cercato dei pari. dei compagni. degli amici.

è ciò che sono per lui. la sua migliore amica. mi racconta tutto.

no, non direi.

addio.

jones. eccellente. quindi sei stato dal colonnello?

gli hanno rubato i porno di hitler, jeronimus.

già, a quanto pare.

sono certo che ti divertirai.

i porno di hitler, razza di bastardo. sarà un vero incubo.

è dentro la comunità, perfettamente all’interno dei tuoi parametri per accettare un lavoro.

la figlia maggiore è convinta che mi abbia ingaggiato per ritrovare la sorella di mezzo.

ciao, jeronimus. vai da qualche parte?

oh, quello. non vanno molto d’accordo. pare che lei abbia trovato un uomo e non abbia avvisato in famiglia. per la mia opinione professionale, angela è decisamente fuori di testa. non farci caso.

buongiorno, robina. sempre a trafficare con robot e esplosivi per il sottobosco criminale?

proprio così. per questo non posso aiutare il colonnello di persona. la fame di carne mi attanaglia, ahimé.

la cosa?

jeronimus è uno di noi, robina.

oh, credevo che fosse soltanto--

un dilettante, robina? purtroppo no. sono anch’io uno dei tanti soldatini rotti della nostra piccola comunità.

il mio stomaco è stato per un po’ considerato il capolavoro chirurgico della c.i.a... un agente che doveva mangiare solo quattro volte l’anno.

se ne va in terra di avvistamenti u.f.o., dove i locali sono abituati alle mutilazioni bovine, e si serve direttamente dalla fonte.

direi di sì. sembrano proprio degli ex agenti che non hanno ancora imparato le buone maniere qui a l.a...

eccellente. io ora vado a degustare le carni più pregiate che le praterie del montana abbiano da offrire. sarò di ritorno tra un mese o giù di lì.

sfortunatamente, quando devo mangiare, ho bisogno di una smisurata quantità di proteine.

carne cruda, mia cara. in proporzioni industriali.

già. in montana, per esempio... dove le bistecche corrono libere sulle pianure.

allora, jones, puoi aiutare il colonnello?

bene. robina, noi andremo a trovare sanchez la zozza.

però mi paghi la benza, jones.

se ti pago, allora ti vesti da autista. nei tuoi sogni, jones. be’, almeno lì.

quindi che fai?

la zozza ha sempre amato la discrezione. già.

jones, guardati un bukkake con me mentre parliamo.

preferisco

parlare e andarmene, zozza.

questa preferisco non commentarla...

dì alla zozza che jones le deve

fallo pure entrare, arthur.

jones, jones. un buon bukkake addolcisce ogni cosa.

mi piace il porno.
parlare.

che mi dici di un porno tedesco d’annata del 1944?

cosa...?

un mio cliente ha subito il furto di alcuni film erotici molto rari. i canali di ricettazione sono limitati.

di che si tratta?

i filmini porno di hitler.

e sarebbero qui in giro?

già. ne hai sentito parlare?

nemmeno una parola. quella con te è robina shiya?

ciao, zozza.

non ti

arthur.

jones, sei un fragile ometto, uno schizzo di sborra.

ammiro la tua abilità nello sparare cazzate e crearti la reputazione da lupo cattivo.

ma wood, qui accanto a me, è in grado di aprire in due una persona a colpi di cazzo.

voglio sapere tutto su questo affare, compresi i dettagli sul cliente e la pista che segui.

deve essere mio. solo una come me può apprezzarlo come si deve.

se non ne sai niente, zozza, allora qui abbiamo chiuso.

robina,
muovere. jones, ora tu mi dirai tutto dei porno di hitler.
non penso proprio.

oh, andiamo--

non me ne frega un cazzo se qualcuno in questa

okay.

questo vuol dire che sono stato torturato per un anno, sperimentando la morte ogni giorno, h24.

le cose stanno così. il dolore per me non è un problema.

sai che cosa ho imparato? che la morte è facile. la morte è normale. non è speciale. e non lo è nemmeno la tua vita.

e, in quanto parte della comunità di ex agenti di intelligence che le autorità tengono intrappolate qui a l.a., io sono legalmente invisibile.

non cerco di spaventarti, non voglio fare il gradasso. dico solo una cosa... non toccarmi un’altra volta.

lascia che ti mostri.
stanza vive o muore.

gli scontri si vincono se sei il più forte o il più astuto. o quando sei più pronto a fare del male in modo permanente all’altro tizio.

metti via la pistola.
se senti qualcosa, chiamami.

“non me ne frega un cazzo se qualcuno in questa stanza vive o muore.”

dicevi sul serio.

suonava bene.

l’inghilterra mi si è fatta. mi dai uno strappo a casa?

a volte mi fai paura, jones.

non avrei lasciato che ti sparassero.

diamine, io non avrei lasciato che mi sparassero. ma tu dicevi sul serio.

cosa diavolo ti hanno fatto in inghilterra?

idem.
già.

i sogni riesco a tenerli a bada con le pillole. per le visioni non c’è niente da fare. posso solo godermele.

ricaduta neurale dal desolation test.

questa torna spesso a trovarmi. dev’essere qualcosa sepolto nel mio cervello, reso troppo sensibile dall’ambiente che mi circonda.

gli angeli perduti di los angeles.

come me, non possono fare altro che andare in alto.

Los Angeles è una prigione a cielo aperto per spie distrutte dalla vita.

Un tempo Michael Jones era un agente dell’Intelligence britannica, ma la procedura per renderlo un operativo migliore lo ha lasciato mentalmente e fisicamente a pezzi. Ora vive a Los Angeles e tira a campare facendo l’investigatore privato, muovendosi all’interno della comunità fantasma di ex agenti falliti come lui. E, se avesse un futuro migliore in cui sperare, probabilmente non accetterebbe quello che potrebbe essere il suo ultimo incarico: rintracciare i filmati pornografici amatoriali perduti di Adolf Hitler.

Desolation Jones - un capolavoro senza tempo scritto da Warren Ellis (Trees , Injection , Transmetropolitan) e disegnato da J.H. Williams III (The Sandman: Overture , Echolands), con i colori di José Villarrubia (Promethea) – ritorna per una nuova generazione di lettori in un’elegante e prestigiosa edizione definitiva.

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