0RRORE IN PRIMA BASE
STORIA MARK ANDREW SMITH
LETTERING E DESIGN ORIGINALI
JAMES STOKOE
COLORI
RODRIGO AVIL É S
THOMAS MAUER
Ringrazio la mia famiglia, Jeff Kelly, Kenneth Hughes, Paul Montgomery e Matthew Weldon.
-Mark
SULLIVAN’S SLUGGERS
di Mark Andrew Smith e James Stokoe
traduzione: Chiara Balestri progettazione grafica e impaginazione: gruppo saldatori / lettering: Matteo De Angeli supervisione: Francesco Tedeschi
SULLIVAN’S SLUGGERS
SULLIVAN’S SLUGGERS ™ © 2018, 2022 Mark Andrew Smith. All rights reserved. Dark Horse Books® and the Dark Horse logo are trademarks of Dark Horse Comics, LLC, registered in various categories and countries. All rights reserved. Originally published in hardcover format as Sullivan’s Sluggers.
For the italian edition: © 2022 gruppo saldatori srl. All rights reserved.
SALDAPRESS
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DARK HORSE BOOKS
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Daniel Chabon (Editor)
Brett Israel (Assistant Editor)
D.J. Kirkbride ed Erick Taggart (Kickstarter Edition Editors)
Patrick Satterfield (Designer)
Adam Pruett (Digital Art Technician)
SULLIVAN’S SLUGGERS è un libro della collana REBEL REBEL
SULLIVAN’S SLUGGERS™ (including all prominent characters featured herein), its logo and all character likenesses are trademarks ™ of Mark Andrew Smith, unless otherwise noted. Storie, personaggi e avvenimenti sono frutto di fantasia e non hanno nessun riferimento reale. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo volume può essere riprodotta o trasmessa con qualsiasi mezzo, elettronico oppure meccanico, compresi cinema, radio, televisione e fotografia, senza il consenso esplicito di gruppo saldatori Srl.
stampa: Grafiche Stella – San Pietro di Legnano (VR) prima edizione, luglio 2022. ISBN: 979-12-5461-036-7
PREFAZIONE
(*) SCRITTO PIÙ O MENO BREVE PREMESSO AL TESTO DI UN LIBRO, PER LO PIÙ A TITOLO DI PRESENTAZIONE.
DI FASO

Carissimi lettori, carissime lettrici, carissim tutt (uso la schwa così nessuno mi può accusare di non essere inclusivo), vi parlerò in breve di Sullivan’s Sluggers , scritto da Mark Andrew Smith e disegnato da James Stokoe . Sicuramente starete già pensando: “dunque, c’è una persona che scrive e un’altra che disegna... sarà di una storia a fumetti!”. Se poi vi dicessi che Smith e Stokoe sono due leggende del fumetto americano, sapreste di averci visto giusto: è proprio una storia a fumetti, ed è fantastica. Il titolo già non lascia dubbi sugli eroi del racconto: i Sullivan’s Sluggers , che ovviamente sono gli sluggers di Sullivan ! Come dite? Non sapete cosa significa il termine “sluggers” ? Allora provate a scrivere slugger (al singolare) nel traduttore automatico che trovate in internet: il primo risultato che viene fuori è sgualdrina, quindi, nelle pagine di questo libro potremmo aspettarci la storia delle sgualdrine di un certo Sullivan, il quale sarebbe con buona probabilità il pappone. Sbagliato. Provate invece con sluggers (al plurale) e il traduttore vi proporrà fannulloni, quindi potremmo aspettarci le avventure di un gruppo di nullafacenti pigri e stanchi, amici di un certo Sullivan. Niente di tutto ciò. Il problema è che il traduttore automatico non s’intende di baseball, poveretto, mi spiace un po’ per lui.
La parola slugger è utilizzata nel mondo del baseball per indicare un battitore di potenza, un forte battitore, insomma uno che picchia duro con la mazza.
Questo libro narra proprio l’avventura incredibile di una squadra di baseball, i Dragons , di cui il coach Sullivan è l’allenatore e i giocatori che la compongono sono i suoi “battitori forti”. I Dragons sono una squadra itinerante composta da ex giocatori professionisti e un giovane talentuoso, che sogna un futuro tra i grandi del baseball e, in quanto itineranti, vanno in giro in pullman per sfidare squadre locali che li pagano per potersi vantare di aver giocato contro dei professionisti. Vengono invitati a giocare una partita in una cittadina di provincia, ma per loro sfortuna la cittadina è un tantino maledetta, e le maledizioni solitamente non contribuiscono all’andamento roseo degli eventi.
Per loro fortuna sono giocatori di baseball, perciò sanno brandire una mazza e colpire duro, sanno lanciare con forza e precisione una palla da baseball o anche altri oggetti che potrebbero tornare utili nell’inattesa pugna contro lo dimonio che divorarli come Cerbero intende, come direbbe un autore del Trecento se gli chiedessero di scrivere una prefazione per questo libro.
Non posso dirvi di più ma vi garantisco che, da queste premesse, scaturisce una storia piena di azione, horror, splatter, fuoco e fiamme, il tutto illustrato con tavole eccezionali e condito con grande ironia.
Una maledizione, infine, è la spezia ideale per insaporire un racconto che ha come protagonisti i giocatori di una squadra di baseball: dovete sapere che,nel baseball professionistico americano, esistono svariate maledizioni diventate famosissime, tra cui ne spicca una, la più celebre di tutte: la maledizione del bambino.
Chi era ’sto bambino?
Innanzitutto non era un bambino, era un omone, si chiamava Babe Ruth , ed era un giocatore fenomenale, in particolare con la mazza, grazie alla quale sparava le palle fuori dallo stadio, insomma... uno dei più grandi slugger di tutti i tempi.
Nel 1918 Babe Ruth era la superstar dei Boston Red Sox , ma il signor Harry Frazee , proprietario della squadra, aveva bisogno di liquidità per i suoi affari personali e pensò di cederlo ai New York Yankees . La leggenda narra che il Bambino non gradì la cessione e lanciò la maledizione direttamente a Frazee: “Non vincerete più senza di me!”. Voi ci potete credere o no, ma il fatto vero è che i Red Sox non sono riusciti ad andare alle finali per 88 anni, ovvero dal 1918 al 2004! Ci sarebbe poi la maledizione della capra, che coinvolge i Chicago Cubs , ma preferirei raccontarvela nella prefazione del prossimo libro di Smith e Stokoe, qualora gli editori mi incaricassero di scrivere anche quella.

Faso , al secolo Nicola Fasani , nasce a Milano nel 1965. In seconda media, oltre alla festa delle medie, scopre la musica e comincia a suonare il basso elettrico. In quegli anni frequenta il tastierista Rocco Tanica che gli propone di entrare a far parte di un neonato complessino dal nome stravagante: Elio e le Storie Tese . Il 1989 è un anno fondamentale: esce il primo disco di Elio e le Storie Tese e inizia la fulgida carriera con la band. Nel 2002 dà vita a un progetto jazz-fusion, il Trio Bobo , assieme all’amico e collega Christian Meyer e al chitarrista genovese Alessio Menconi . Collabora anche con vari artisti conosciuti ( Eugenio Finardi , Daniele Silvestri , Mina e Battiato ) e meno conosciuti ( Anto Santo ), conduce la serie Absolutely su Mtv , commenta le partite di Major League Baseball su Sky , a volte su DAZN e su Discovery , scrive il libro di poesie Il visone ha una faccia enorme , pubblicato sotto lo pseudonimo di Ermes Palinsesto , infine continua incessantemente a dedicare tempo ed energia all’ Ares Baseball , la società sportiva fondata con l’amico Elio nel lontano 1988. A partire dallo scioglimento degli Elio e le Storie Tese , avvenuto nel giugno 2018, suona intensamente con il Trio Bobo e sta pianificando la sua nuova carriera da influencer.

Faso
lo ammazzo!
“calmati”? “calmati”?! togliti di mezzo!
vuoi litigare, eh? è questo che vuoi?
calma, coAch.
dai, non voleva dire quello che hai capito. calmati.
brutto figlio di puttana buono a nulla, fatti sotto!
questa me la paghi!
non provare ad andartene... non pensarci neanche!
ti spacco la faccia a cazzotti! vi riduco in briciole tutti e tre, brutti-hic caproni.
oh, sono qui, non vado da nessuna parte. dai, vediamo se sai fare qualcosa oltre a chiacchierare, pezzo di merda!
casey sullivan, l’eroe della città. bell’eroe di merda che ci è capitato! contavamo tutti su di te...
...e tu hai mandato tutto a puttane! hai fatto cadere la palla del mondiale del ’76 e tutte le speranze che rimanevano a questa città!
ah! ah! ma guardati. sei solo un patetico ubriacone.
sei solo una perdita di tempo, vecchio. non sarebbe nemmeno un combattimento leale.
ih! ih!
scommetto che non riuscivi nemmeno a fartelo rizzare da tua moglie. per questo ti ha lasciato! ah! ah! ah!
non ho mai visto il coach così.
ah! ah! ah! fallito di merda.
io sì.
lasciatemi, cazzo!
oh-oh.
non ho finito con te, lurido pezzo-eh! eh!
lo ammazzo, quel figlio di mignotta! portiamolo via, prima che le cose peggiorino.
lo ammazzo, vi dico! ragazzi, andiamocene in fretta. quei tizi cominciano a spaventarmi. avanti, coach!
è stato bello, gente. pace!
quella palla del ’76 non è stata colpa mia! è stato il guanto! qualcuno per scherzo l’ha spalmato di vaselina prima di entrare in campo! qualcuno ha messo la vaselina sul mio guanto. è vero. sniff... volevano farmi uno scherzo. sniff... bello scherzo del cazzo, ci ho perso la carriera. lo sappiamo, coach.
tienilo d’occhio, novellino. portagli dell’acqua.
state indietro, ragazzi, mi sa che sto per--
cavolo!
bleah.
burf!
è stato... il guanto.
sai come si dice... “nessuno è profeta in patria.”
dormici su, coach.
be’, non è colpa sua se ha dato di matto... guarda come lo trattano i tizi di qui.
raduniamo il resto della squadra e rimettiamoci in strada. dov’è l’autista? oh, è laggiù, svenuto tra i cespugli. senza le scarpe.
Ciao sorellina.
quest’avventura non è di certo quello che mi aspettavo. I ragazzi sono ex professionisti che avevano tutto il potenziale del mondo.
Per anni, il pitcher ha lanciato delle fastball da paura, ma ormai riesce a malapena a tirare la palla oltre il piatto.
Non posso ancora credere che questi catorci siano gli eroi della mia infanzia. Comunque, sto cercando di imparare tutto quello che hanno da insegnarmi.
Invece di giocare in stadi pieni zeppi di fan in delirio, giriamo su un autobus scassato e prendiamo quel che passa il convento.
Sembrano fin troppo umani, pieni di vizi e difetti.
La gente sgancia i soldi e la squadra dell’ospizio scende in campo, tanto per dire che ha giocato contro noi “professionisti”.
È solo uno stramaledetto circo.
Sembra impossibile che alcuni giocatori siano stati grandi leggende del diamante, anche se, per la maggior parte, hanno giocato se va bene una stagione o poco più.
Però, per guardarci, pagano bene, quindi cerco di tenere la cresta bassa e di fare la mia parte. Non voglio deludere quei pochi fan che ancora hanno.
porco sam hill! quello cos’è?!
lo scherzetto di qualche pisciasotto. spostiamo questa merda, c’è una partita che ci aspetta.
ecco qua.
tornate indietro!
tornate indietro!
{gulp}
forza, slugger, diamoci una mossa. abbiamo una partita da giocare.
Dopo un po’ che viaggi per strade e autostrade senza fine, tutto sembra confuso, sempre uguale.
Vista una città, viste tutte. Ma si continua a viaggiare per amore del gioco, no?
La mia vita è una trafila di cibo schifoso, letti di albergo scomodi e lunghi viaggi accartocciato su un autobus con diciotto tipi puzzolenti a cui un ripassino di igiene personale non guasterebbe.
Ma sai una cosa, sorellina?
Non la cambierei per niente al mondo. Posso giocare con i miei vecchi eroi.
Un bacione, -Duncan