DIGI-TALE E QUALE? Non vi è dubbio che l’era digitale sta sottraendo tempo, spazio, stimoli e sentimenti a tutti noi. Siamo tutti lì, con lo sguardo fisso sul cellulare, sul pc, sul tablet, tutte protesi tecnologiche a cui deleghiamo crescenti funzioni della nostra vita. Infatti, complice anche il Covid, non usciamo più di casa: la spesa, il divertimento, il rapporto con gli altri è tutto intermediato da un attrezzo online. Ci stiamo dimenticando di quello che avevamo solo poco tempo fa: la nostra libertà, la nostra spensieratezza, il caso fortuito ed imprevisto che
dava sapore all’esistenza. Siamo in regime di sostituzione, di rimpiazzo: c’è qualcosa che sta soppiantando il nostro stile di vita. Forse non ne siamo del tutto consapevoli; dovremmo cercare di capire se è questo a cui aspiriamo, complici - questa volta la comodità, la pigrizia, l’indifferenza che sempre più caratterizzano un Paese in piena denatalità, in rapido invecchiamento e coi cervelli in fuga.
PS. Su questo numero pubblichiamo i risultati dell’indagine sui processi di digitalizzazione a cui hanno risposto i Lettori del Magazine. Oltre a loro, ringraziamo Gian Carlo Cocco che ha promosso l’indagine e Marco Gualmini che l’ha realizzata. Fabrizio Favini
N.32 GIUGNO 2021
L’Italiano tornerà tale e quale a prima?