MINISTERO DELLA DIFESA STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO-UFFICIO STORICO
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO (
DECISIONI EMESSE NEL 1938
Roma 1994
\ La puhhlicazione del presente volume è si.ala cu rata dal dottor Floro Roselli, magistrato militare di Cassazione a r. , con la collahorazione della signora Maria Z incone della Procura Generale della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione.
PROPRIETÀ LETTERARIA Tutti i diritti riservati
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© BY UFFICIO STORICO SME- ROMA 1994
Tipografia Fusa Editrice s.r.l. - Via Anastasio II, 93 - Roma
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INDICI
INDICE GENERALE Prefazione Abbreviazioni
Pag.
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7
PRIMA PARTE Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. e dal Giudice Istruttore per l'attività sovversiva svolta nel territorio nazionale Sezjone "A" Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
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Sezione "B" Sentenze con le quali il T.S.D.S. rimette alla com petente Autori.tà Giudiziaria procedimenti relativi a reati di sua originaria competenza (art. 2 del R.D. I 5. [2.1936 n. 2136)
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31 I
Sezione "C" Provvedimenti emessi dal Giudice Istruttore (ordinanze e sentenze di proscioglimento)
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333
SECO DA PARTE Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. e dalla Commissione Istruttoria relative ai reati di spionaggio Sezione "A" Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
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352
Sezione "B" Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria
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385
A) Indice di tutte le sentenze pubblicate nella Prima Parte comprese quelle menzionate nelle "Note"
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B) Indice di tutte le sentenze pubblicate nella Seconda Parte comprese quelle menzionate nelle "Note"
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C) indice riassuntivo dell'attività sovversiva svolta nelle singole regioni e a li 'estero con elenco dettagliato delle varie attività eser citate da tutti coloro - uomini e donne - che sono nati in una determinata regione
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Piemonte Valle d'Aosta Liguria Lombardia
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396 399 400 402
Indici:
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TRIBUNALE SPEC!ALG PER LA DIFESA DELLO STATO
Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia G iulia Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzi Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Estero
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403 405 405 407 411 414 415 416 417 417 418 420 422 423 424 425 425
D) E lenco delle mansion i di coloro che hanno svolto l'attività spec ificata nella Seconda Parte
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E) Indice di tutte le persone sottoposte a procedimento penale
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F) Indice dell'elenco nominativo, in ordine alfabetico, degli imputati condannati dal T.S.D.S. che si sono rifiutati di associarsi a istanze di grazia inoltrate a loro favore dai genitori, da altri parenti e da estranei
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441
G) Elenco nominativo dei condannati alla pena di morte a decorrere dalla prima condanna.
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442
PRI MA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
5
,. .;,; I
PREFAZIONE Nel 1938 il T.S.D.S. ha pronunziato per "attiv ità sovversiva" svo lta nelle sottoelencate regioni le seguenti sentenze : 1) - Q uattro sentenze per "attività svolta" in Piemonte tra le quali è eia se gnalare la sentenza n. 91 del 21.9.1938;
,,
2) - Cinque sentenze per "attività svolta" in Liguria tra le quali sono da segnalare la sentenza n. I de l 18.1. 1938, la sentenza n. 25 dell '8.3.1 938 e la sente riza n. 41 de l 27.4. 1938. 3) - Due sentenze per "attività svolta" in i,prnbarclia; 4) - Una sentenza per "attività svolta" nel Trentino- Alto Adige; 5) - Tre sentenze per attività svolta" nel Friuli -Venezia Giulia; eia segnalare la sentenza n. 69 del 27.6.1938 e la sentenza n. 92 de l 27 .9. 1938; 6) - Dieci sentenze per "attività svolta" in Emilia-Romagna tra le quali assumono una rilevante importanza per il numero degli imputati giudicati la sen tenza n. 6 del 24.1.1938, la sentenza n. 28 del .1 5.3. 1938, la sentenza n. 34 del 29.3.1 938, la sentenza n . 35 del 7 .4.1938, la sentenza n . 48 del 20.5.1938, la sente nza IL 112 ciel 22. 11.1938, la sentenza n. 114 del 26 .11.1 938 e la sentenza n. l 15 ciel 1. 12 . I 938; 7) - Quattro sentenze per "attività svolta" in Toscana e precisamente le sentenze nn. 57 de l 7 .6. I 938, 62 del 9 .6.1938, 63 del!' 11.6.1938 e 72 ciel 1.7.1938; 8) - Due sentenze per "attività svolta" in Campania e precisamente la sen tenza n. 44 del 28.4. 1938 e la sentenza n. 107 /Bis cie l 3 .11. 1938 ent.rambe pronunciate nei confron ti di numerosi imputati; 9) - Quattro sentenze per "attività svolta" in Puglia tra le quali sono da segnalare la sentenza n. 31 ciel 21.3 .193 8 e la sentenza n. 56 del 1.6.1938; Nel 1938 il T.S .D.S. non ha emesso alcuna sentenza per "att ività sovversi va" svolta in Valle d'Aos ta, Veneto, Umbria , Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Basilicata, Calabri a e Sardegna. In Sicilia è stata emessa una sola sentenza (n . 4 del 20.1.1938) per il delitto cli Offese al Capo del Governo.
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PR IMA PARTE: S ENT cNZE PRONU:-,iZIATE DAL T .S.D.S.
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Tutte le sopracitate sentenze, sono pubblicate insieme con le sentenze di assoluzione emesse dal Giudice Istruttore, nella "prima parte" del volume. Nel la prima parte viene anche pubblicata la sentenza n. 28 del 15. 3.1938 c~n la quale vengono giudicati imputati incors i nel reato di spionaggio e nel delitto di partecipazione ad associazione sovversiva. Nella "seconda parte" vengono pubblicate nove sentenze relative ai reati di spionaggio, e una sentenza emessa dalla Commissione Istruttoria.
ABBREVIAZIONI (oltre quelle che sono nelf' uso comune)
Anche nel 1938 nessuno imputato giudicato dal T.S.D.S. è stato condannato alla pena di morte. Anche nel presente volume tutte le sentenze sono pubblicate integralmente o per estratto precisando per tutti j condannati il periodo effettivo della pena espiata ed elencando per tutti i condannati il periodo effettivo della pena espiata ed elencando i nominativi cli coloro che non si sono associati ad istanze di grazia inoltrate da.i propri parenti. ' In alcune sentenze pronunziate dal T.S.D.S. sono menzionate nelle "Note" sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria e dal Giudice Istruttore. Gli indici sono stati redatti con lo stesso sistema adottato nei precedenti volumi . Anche nel I 938 il T.S.D.S., avvalendos i della facoltà concessagli dall'art. 2 del R.D. 15.12.1936 n . 2136, ha trasmesso alla competente Autorità Giudiziaria Ordinaria procedimenti relativi a reati di sua orig inaria competenza. ,.....,. Per consentire a coloro che desiderano conoscere quale es.i to abbia avuto il giudizio in questione vengono elencati i nominativi degli imputati e la data di trasmissione degli atti alla competente Autorità Giudiziaria. Dott. FLORO ROSELLI
C.P.
Codice Penale
C.P.C.
Codice Penale comune
C.P. Esercito
Codice Penale per l'Esercì to
C.P.P.
Codice Procedura Penale
D.C.P.S.
Decreto Capo Provvisorio dello Stato
D.L.
Decreto Legge
D.L.L.
Decreto Legge Luogotenenziale
D.L.t.
Decreto Luogotenenziale
G.I.
Giudice Istruttore
M.V.S.N.
Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale
P.M.
Pubblico Ministero
P.Q.M.
Per questi motivi
P.S.
Pubblica Sicurezza
R.D.
Regio Decreto
RR.CC.
Reali Carabinieri
Tribunale C . e P.
Tribunale Civile e Penale
T.S.D.S.
Tribunale Speciale per la difesa dello Stato
T.U.
Testo Unico
10
Primo capoverso
u. cpv.
Ultimo capoverso
p.p.
Prima parte
u.p.
Ultima parte
7
I
~
Prima Parte
SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S. E DAL GIUDICE ISTRUTTORE PER L'ATTIVITÀ SOVVERSIVA SVOLTA NEL TERRITORIO NAZIONALE.
Sezione "A": Sentenze pronunziate dal T.S.D.S. Sezione "B": Sentenze con le quali il T.S.D.S. rimette alla competente Autorità Giudiziaria procedimenti relativi a reati di sua originaria competenza (art. 2 del R.D. 15.12.1936 n. 2136) Sezione "C": Provvedimenti emessi dal Giudice Istruttore (Ordinanze e sentenze di proscioglimento).
I
"'·
SEZIONE "A"
SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
13
PRIMA PARTE: SENTE:-!ZF. PRON uNZIATE DAL T.S.0 .S.
Reg. Gen. n. 114/1937
SENTENZA n. I
TI Tribunale Speciale per la Difesa del lo Stato composto da :
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M.V.S .N .
,
-
Giudice Relatori!: Lanari Piero. Giudici Consoli M. V.S.N . : Calia M ichele , Mingoni Mario, Suppicj Giorgio, Pasqualucci Renato, Rossi Umberto. ha pronunciato la seguente:
SENTENZI\ nella causa contro Grass i Luig i, nato il 7 .1 2 .1904 a Torino. tracciatore meccanico; Badino Pierino, nato il 27 .8. 1903 a Rocca G rimalda (Alessandria), proprietario; Ba rbi eri Ruggero, nato il 9.9.1 890 a Voltaggio (A lessandria). selc iatore; Berretti Ruggero, nato il 12.3.1907 a Sassetta (Livorno), meccanico; Bonsi G iuseppe, nato il 23.1 1.1 899 a Portomaggiore (f.errara), calderaio: Bruzzone J\ntonio, nato il 28 .1 I. 1902 a Tag liolo Monferrato (Alessandria), meccanico; Bruzzone Gi useppe, nato il 2.5.1908 a Pcgli (Genova), metallurgico; CastelJani Vittorio, na to il 27. 9. 1902 a Torino, meccanico; Gaggero Attilio, nato il 13.1 2.1907 a Pegli (Genova) , brasatore; Gazzo Mario, nato il 4 .3.1908 a Pegli (Genova), manovale; Groppi T eresa, nata il 5.9. 1908 a Genova, orlatrice; Laguzzi Felice, nato il 25.1 I. I 908 a Predosa (Alessandria), agg iustatore; L antero Giuseppe. nato il 5.6.1 908 a R occa Grimalda (Alessandria), siderurgico; Laude Giuseppe, na to il 10. 8.1 903, a Sebac h (Svizzera), meccani co;
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA P .... RTE: S ENTE:-.IZF. PRONUNZIAT E DAL T.S.O.S .
Lucchini Vittorio, nato il 22.4.1906 a Gragnano Trebbiense (Piacenza), manovale: Ma;chell i Girolamo, nato l' 11. I 2.1907 . a Trisobbio (Alessandria), contad ino;
IN FATTO ED IN DIRITTO
Montecucco Mario, nato il I 5.2.1907 a Sampierdanena (Genova), panettiere; Parodi Amedeo, nato il 25.3.1890 a Ovada (Alessandria), pasticciere; Peiré L u igi, nato il 21.10.1898 a Genova, scaricatore; Ravera Vincenzo, nato il 18.7 .1907 in Ovada (Alessandria), fabbro; Secco Maddalena, nata il 18.7 .1902 in Airasca (Tori no), tessitrice. IMPUTATI
Tutti: del delitto di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere partecipato ad associazione sovversiva; Tutti, eccetto Castellani Vittorio e Groppi Teresa, inoltre, del delitto d i cui all'art. 110 e 272 p.p. C.P. per avere, in concorso fra loro, svolto propaganda sovversiva; Grassi Luigi, Secco Maddalena, Badino Pi.erino e Lantero Giuseppe, ancora: del delitto di cui agli art. 110 e 270 p.p. ed ultimo cpv. C.P. per avere, in concorso fra loro, ricostitui to, organizzato e diretto un'associazione sovversiva. Grassi Luigi, e Secco Maddalena, ancora: del delitto di cui all'art. 489 in relazione agli a rt. 477-482 C.P. per avere fallo uso di passaporti, carte d ' identità e tessere varie contraffatti . Reati commessi in Genova e prov incia ed in territorio di Ovada sino al g iorno dei rispettivi arresti. IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M. ne.lle sue conclusioni e g li imputati che per ultimi ebbero la parola, coi loro difensori,
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Nel 1936 il partito comunista italiano aveva stabilito di sviluppare l'attività c landestina nel Regno con nuovi metodi di lotta, tendenti alla penetrazione gra duale negli organismi più delicati del Regime; co l pretesto delle rivendicazioni economiche e del!;~ inadempienza a q ue llo che fu il programma Fascista de l 1919.Creando con tutta facil ità delle rivendicazioni, fondate molto spesso su interpretazioni arbitrarie e cavillose delle clausole contrattuali, essi spingono gli operai e i contadini a premere s ui sindacati rispettivi , direttamente o attraverso i fiduciari di fabbrica e cli categoria, affinché convochino assemblee e richiedano il riconoscimento di quelli che sarebbero i diritti conc ulcati e le spettanze trascurate. Fonnando, così, uno stato di agitazione nelle masse, che nell'attesa vengono v ia via convinte, non solo della insufficienza funziona le dei sindacati Fascisti, ma anche della loro collusione, ai danni dei lavoratori , con le organizzazioni dei datori di lavoro . È, frattanto, i mestatori , con i contatti che hann~ coi la voratori e, per loro mezzo e spesso ad esp licita richiesta dei mestatori stessi, coi fiduciari d i fabbrica e di categoria, riescono a penetrare nelle stesse organizzazioni sindacali operaie e d a irretire i fiduciari medesim i; facendone strumento della loro azione e legandoli a questa, definitivamente. Nello stesso tempo fami gliarizzatisi coi lavoratori avvicinati, fanno poco alla volta sc ivolare nelle loro tasche o tra innocenti moduli sindacali la stampa comunista, che così, compie la sua opera di convinzione e d i proselitismo . E se le rivendicazioni sfociano in un risultato favorevole agl i operai e contadini, il merito è, naturalmente, del partito comunista che ha posto le basi stesse delle richieste ed accompagnato l' a z ione di realizzazione, mentre se il risultato è negativo si ha un argomento di più, per i lavoratori delusi di legarsi al comunismo che promette la felicità terrena, e per i maneggioni cli indirizzare le masse verso la loro congrega in odio al capitalismo ed al Regime Fascista che accusano di esserne l'esponente ..Tali nuovi metodi d i lotta ebbero come programma il proclama ciel partito comunista apparso su "lo Stato operaio" del! 'agosto I 936; firmato dag li esponenti più in vista dei comunisti fuoruscit i e, tra questi, dal noto Pieragostini cli Genova. Nelle frequenti assemblee sindacali, specie fra le maestranze del la riviera di ponente, alcuni operai prendevano la parola in modo insoli tamente vivace ed aggressivo, accusando g li industriali di inosservanza dei contratti collettivi di lavoro , e le organizzazioni sindacali di scarso interessamento alle rivendicazioni economiche.-
IL TRIBUNALE
Considerato che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle e mergenze dell'orale dibattito si è potuto accertare
Nell'agosto 1936, nella provincia di Genova, l'attività legale del partito comunista era in pieno svil up po, in quanto si leggeva s ui libelli d'oltralpe di questioni interessanti i "Cantieri ciel T irreno" ed altri stabilimenti industriali della grande Genova; delle assemblee sindacali tenutesi in provincia; del cambiamento cli a lcuni fiduciari sindacali accusati dagli operai di essere difensori del capitalismo; e della loro sostituzione con elementi comunisti .-
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DbLLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S .D.S.
Tutto ciò dimostra cbe l'informatore del centro estero comunista doveva ricercarsi tra gli organizzatori ed i propagandisti dell'attività legale comunista.-
ti falsi di copertura si limitò fino al tempo antecedente alla promulgazione del R.D. di amnistia ciel 15.2.1937; per cui devesi dichiarare di non procedersi in ordine a tale reato perché estinto per intervenuta amnistia.
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Se l'attiv ità degli imputati si valuta, come è necessario, alla luce di tali metodi e degli scopi effettivi che intendevano raggiungere, e che in parte si sono raggiunti, resterà esaurientemente dimostrato che non lecita, né in fatto e nem meno intenzionalmente, è stata l'attività da essi svolta, ma in pieno contrasto con la legge penale, che ne è rimasta, pertanto, vio lata. Le risultanze istruttorie e specie dibattimentali nei confronti di ciascuno degli imputati sono le seguenti ed esse giustificano pienamente, dal punto di vista giuridico, le imputazioni che rispettivamente ad ognuno dei prevenuti vengono addebitate secondo la rubrica; imputazioni del le quali quella cli ricostituzione e direzione e l 'allra cli propaganda restano definitivamente precisate sotto il profi I i dell'art. 1 I O Codice Penale, perché la relativa attività è stata svolta dai prevenuti, più che con azione separata e indipendente dei singo li , con la cooperazione di tutti allo stesso fine e al medesimo risultato.Grassi L uigi, Secco Maddalena, Badino Pietro, Lantero Giuseppe.-
! prim i due funz io nari del partito comunista incar icati della ricostituzione, sotto mentite spoglie, dell a d isciolta organizzazione. I niziata l'opera da un certo Pieragostini (già condannato, ne l 1929 eia questo Tribunale Speciale, ed oggi latitante), è stata continuata e sviluppata, dopo l'espatrio c landestino di lui avvenuto ad ottobre 1935, dal Grassi e dalla Secco, venuti appositamente dalla Francia, dove erano espatriati, pure clandestinamente, nel 1929 e 1931 rispettivamente (il relativo reato è coperto dall 'amnistia del Decenna le), a novembre 1935. Collaboratori efficaci oltre che attivi dei suddetti, sono stati Badino e il Lantero, a l quale ultimo il Grassi per primo si diresse indirizzato dal Pieragost in i che con esso e con a ltri aveva avuto contatti . L'opera deleteria dei tre è stata faci litata dal fatto, specialmente, della duplice situazione favorevole del Lantero, che, iscritto al P.N.F. e fiducia rio ciel Sin dacato per lo stabil imento Morteo, dove egli lavorava, era ed è stato in grado cli portare un forte contributo agi i scopi propostisi e poi raggiunti. In contatto con tutti o q uasi gli imputati, specie il Grassi, il Badino e il Lantero, hanno ingaggiato nuovi elementi. fatto propaganda orale e con stampe, eccitato operai e contadini contro i s indacati e le organizzazioni padronali, corrispondendo col centro cli Parigi, avvicinando altri emissari rimasti sconosciuti, che portavano loro materiale ed istruzioni, impartendo diretti ve, portando, insomma, l'associazione ad un grado cli efficienza non comune. La Secco, oltre che a collaborare col Grass i, ha agito per conto proprio, per incarico a parte avuto da centro; raccogliendo informazioni sui movimenti sindacal i, agitazioni di lavoratori, eriferendo direttamente a Parigi. li Grassi, la Secco, il Lantero ed il Badino sostanzialmente sono confessi; a carico del Grassi poi risultò che ebbe ad usare nel Regno documenti vari di copertura, anche al momento ciel fermo, allorché pre sentò al Commissario Wenzel, a prova delle fa lse generalità date, un porto d'armi a lteralo. Invece nei riguardi della Secco emerse che l'uso dei documen -
Il Grassi è stato prosc iolto due volte, nel 1927 e nel 1929 da questo Tribunale per insu fficienza cli prove per attività sovvers.iva.-
(Vedi : "Decisioni emesse dal T.S.D .S. nel 1928 pa15. 480 e "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1929 pag. 331 ). Berretti R uggero, Bonsi Giuseppe, Barbieri Giuseppe, Laguzzi Felice, Laude Giuseppe, Gaggero Attil io, Gazzo Mar io, Bruzzone Giuseppe, Peiré Luigi.Tutti sostanzialmente confessi per quanto riguarda l'appartenenza ad associazione sovversiva; Bruzzone, Gaggero, Gazzo, Berretti, Laude e Barbieri pure in ordine al reato di propaganda a nche se si scusano della attività svolta col dire che la ritenevano legale, scusa che è dimostrata insussistente da vari e le menti che provano il contrario. Hanno svolto, oltre che l ' attività di partecipazio ne, notevo le propaganda orale e a base cli stampe, sempre in concorso fra loro. In particolare il Berretti , c he era r iuscito, fra l'altro, a far parte della banda musicale ciel gruppo Fascista Tellini cli Genova, facilitò la corrispondenza del Grassi col centro di Pa1igi, facendo mandare le risposte a costui all'indirizzo della propria amante Groppi Teresa; Pciré poi si interessò con Badino, cli far passare certo Gardi N icoletto dalla Francia in Spagna dove combatté coi rossi restando ferito; ed inoltre, si fece tramite fra il padre del Gardi ed alcuni marinai frances i, per fare avere lettere de l primo al figlio già in Spaona· e viceversa· Barbieri servì da deposito stampa, ricevendo una' valigia pie~a di materia!; ; passando la al Badino, di accordo col Grassi; Laguzzi c he, dime ntico ciel giura mento prestato come iscritto al P.N.F. , accettò la carica d i fid uciari o ciel reparto dello stabilimento Ansaldo dove lavorava e si prestò ai suggerimenti del Bad ino, per quanto dopo pochi mesi di s im ile attività, per timore cli compromettersi, abbia abbandonato l'incarico; Laude che attirò il Laguzzi, d'accordo col Badino, nel movimento e lo decise a farsi nominare fiduciario; Gaggero che, attratto dal Pieragostini , ingaggiò a sua volta Bruzzone Giuseppe; Gazzo che, propagandato da L antero e istruito dal Grassi, volse la sua attività fra i compagni di lavoro dello stabilime nto Morteo e fuori; Bruzzone, infine, già ingaggiato da Pieragostini a mezzo del Gaggero, attrasse poi nel movimento il Lantero presentandolo al Pieragostini.Anche il Bonsi è iscritto al P.N.F.; a carico di Bonsi, Laguzzi, e Peiré seris ultò provata la responsabilità in ordine al del.itto di c ui all'art. 270 cpv. 2° C.P., non si sono invece raccolti elementi sufficienti cli reità per quanto concerne la propaganda sovversiva pe r cui devono essere assolti per insufficienza cli prove da tale imputazione. Parodi Amedeo, Bruzzone Antonio, Marchelli Gerolamo, Ravera V incenzo.-
È il Gruppo cli Ovada, per quanto il Bruzzone lavorasse allo stabilimento An-
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TRTR UNALESPECTALE PER LA D IFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
saldo cli Sestri. Esponente può considerarsi il Parodi che, comunista schedato e già ammonito politico, aveva un certo ascendente sugli altri. Sono sostanzial mente confessi, e tutti, ad eccezione di Marchelli, per il quale è d ' uopo dichiarare J'assoluzione per insufficienza di prove in ordine al reato di propaganda sovversiva non essendo emersi elementi sufficienti di reità a suo carico; hanno svolto attività cli partecipazione ed alt.resì cli propaganda; il Parodi più degli altri. Detto Parodi agiva di accordo con Grassi e Badino e s ua missione era di svolgere e far svolgere quella spec ifica attività cosiddetta lega.le fra i contadini: ingaggiò, così, Marchelli, contadino, e, comprata una radio, la istallò in un cascina chiamando parecchie persone ad ascoltare le trasmissioni da Barcellona e da Mosca, e, po iché quelle della prima stazione in un secondo tempo erano disturbate, il Parodi scrisse una lettera alla direzione della stazione per far le migliorare, e scrisse contemporaneamente altra lettera a Radio Mosca per chiedere trasmissioni in italiano . Nelle due lettere che so no state sequestrate a Badino al quale il Parodi l' aveva fatte tenere a mezzo Ravera per l'incontro, il Parodi esprime la sua fede sovversiva. TI Bruzzone serviva anche di collega mento fra i dirigenti cli Genova e il Parodi. Ravera portava la stampa da Genova al Parodi per q uel gruppo. E tutti parteciparono a varie riunioni, una delle q uali si tenne, presente il Parodi, Bruzzone e Marchelli, in località borgo e fu presieduta dal Badino.
Da quanto sopra si è esposto emerge ad evidenza la prova che la centrale comunista di Parigi a. mezzo cli Grassi, Badino, Lantero e Secco Maddalena era riuscita a ricostituire organizzare e dirigere una associazione sovversiva, nella provincia di Genova e nella zona finitima di Ovada (Alessandria); svolgendo vi deleteria opera criminosa fino al febbraio - marzo 1937. Con costoro, maggiori esponenti del movimento, svolgevano pericolosa propaganda Barbieri, Berretti, Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gaggero, Gazzo, Laude, Lucchini, Montecucco, Parodi e Ravera. ~
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Montecucco Mario, Lucchini Vittorio: Hanno svolto anch'essi attività di partecipazione e cli propaganda , sebbene in grado minore dei precedenti imputati. Sostanzialmente confessi, hanno avuto contatti ripetutamente con Badino e Berretti, ed han no ricevuto e passato stampa. TI Montecucco studiò con costoro la possibilità di espatriare in Franc ia.
Ed assieme a Peiré, Marchellì, Laguzzi, Castellani ed il Bonsi tutti i già citati appartenevano alla associazione sovversiva. Pertanto tutti si sono resi responsabili dei reati rispettivamente ascritti, in quanto nella fattispecie della loro attività criminosa compiuta sì vengono ad integrare tutti gli estremi soggettivi ed oggettivi che caratterizzano la qualificazione giuridica di cui agli art. 270 p.p.; 270 cpv. 2°; e 272 p.p. C.P .. Considerate e vagliate tutte le risultanze dibattimentali, nonché le richieste difensive; tenuta presente la natura speciale dei reati, e che Laude ha presentata istanza al Duce manifestando il suo pentimento, confermato all'udienza; ap plicata la recidiva prevista dall'art. 99 p.p. C;P, contestata in udienza al Bonsi perché alt.ra volta condannato; il collegio è d'avviso di irrogare le seguenti pene. Ai sensi dell'art. 270 p.p. ed ultima parte C.P.: a Grassi anni 10 e mesi 8, a Badino, Lantero e Secco anni 6 ciascuno.
Castellani Vittorio e Groppi Teresa: Il primo ha avuto contatti con Lantero, e, per mezzo di costui, con Grassi. Afferma, tuttavia, di avere interrotto i rapporti perché s i era accorto che i due miravano a scopi non legali. È certo, però che i r ipetuti abboccamenti con essi e l'accettazione di stampe passategli dal Gazzo dimostrano che il Castellani al meno era partecipe del movimento.
Per il disposto dell ' art. 270 cpv. 2° C.P.: a. Grassi, Badino, Barbieri, Berretti e Peiré anni tre ciascuno; a Laniero, Secco, Bonsi, Bruzzone Antoni.o e Giuseppe, Gazzo, Laguzzi, Lucchini, Marchelli, Montecucco, Parodi e Ravera anni due ciascuno;
Quanto alla Groppi, costei ha ammesso di essersi prestata a ricevere la corrispondenza del Grassi proveniente dalla Francia, ciò per istigazione de l suo amante .Berretti. Assicura di avere ignorato che s i trattasse di corrispondenza per motivi politici; mai ebbe stampa sovversiva da c hicchessia. Da oltre un mese prima del! 'arresto aveva troncati i rapporti amorosi illeciti (perché come il Berretti era ammogliato, essa era maritata), ed aveva presentato un esposto al competente commissariato cli questura , perché intervenisse per diffidare il Berretti a lasciarla in pace.
Tn applicazione dell'art. 272 p.p . C.P. : a Parodi anni 4 ; a Grassi, Badino, anni tre ciascuno; a Lantero, Secco, Barbieri, Berretti, Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gaggero, Gazzo, Montecucco e Ra vera anni due ciascuno; a Laude, Lucchini anni uno ciascuno.-
In seguito a maggiori elementi raccolti al! 'udienza, nei confronti della Groppi si affaccia l'ipotesi dubitativa sulla di le i appartenenza alla organizzazione sovversiva, per c ui necessita assolverla. per insufficienza di prove dalla imputazione a lei ascritta.
Ed operato il c umulo delle pene, ai sensi dell'art. 7 3 Codice Penale devono essere complessivamente condannati: Grassi ad anni 18; Badino ad anni 12; Lantero e Secco ad anni 10 ciascuno; Parodi ad anni 6; Barbieri e Berretti ad anni 5 ciascuno; Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gazzo, Montecucco e Ravera ad anni 4 ciascuno; Gaggero, L ucchi-
a Castellani, Gaggero e Laude anni uno ciascuno;
In base ali ' art. 489 - 4 77 - 482 C.P.: A Grassi anni uno e mesi quattro.-
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA ùlFES,\ [)F.LI ,O STATO
PRIMA PA RTE: SENTENZE PRONUNZIATE ùAL T .S,D.S.
ni e Peiré ad anni 3 ciascuno, Laguzzi, Laude, Bonsi e Marchelli ad anni 2 ciascuno; Castellani ad anni I, -
Giuseppe, Gazzo, Montecucco , Ravera, ad anni 4 ciascuno; Gaggero, Lucchini, Peiré ad anni 3 ciascuno; Laguzzi, Laude, Bonsi, Marchelli, ad anni 2 ciascuno, Castellani ad anni l .
Tutti alla reclusione; Grassi, Badino, Lantero, Secco, anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Barbieri, Berretti, Peiré e Parodi anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici per la durata di anni 5. Tutti - tranne Castellani - alla libertà vigilata; tutti al pagamento in solido delle spese cli giudizio, al pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni a ltra conseguenziale cli legge.Con l'applicazione del condono condizionale, relativamente alla pena inflitta per il solo delitto di propaganda sovversiva, di anni 2 in favore di Grassi, Barbieri , Berretti, Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gaggero, Gazzo, Lantero, Montecucco, Parodi, Secco, Ravera; di anni 1 in favore di Lucchini, ai sensi clell 'arL 2 R,D, cli indulto 15.2.J 937 =XV= n, 77 , Determinando le pene residue eia scontare, da costoro, in anni 16 per Grassi; 8 per Lantero e Secco; 4 per Paro di; 3 per Barbieri, Benetti; 2 per Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gazzo, Luc chini, Montecucco, Ravera; I per Gaggero, -
T utti alla recl us ione; Grassi, Bad ino, Lantero e Secco, anche con la interdi zione perpetua dai pubblici uffici, Barbieri , Berretti, Peiré e Parodi anche con la interdizione dai pubblici uffici per la dLLrata di anni 5, Tutti - tranne Castellani - alla libertà vigilata; tutti al pagamento in solido delle spese di giudizio; al pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Appl ica il condono cond izionale, relativame nte alla pena inflitta per il solo delitto di propaganda sovversiva di anni 2 in favore di Grassi, Barbieri, Berrelli , Bruzzone Antonio, e Giuseppe, Gaggero, Gazzo, Lantero, Montecucco, Parodi, Secco, Ravera; cli anni l in favore di Lucchini, ai sensi dell'art. 2 R.D. di indulto 15.2.1937 XV n. 77; determinando le pene residue da scontare, da costoro in an ni 16 per Grassi, 8 per Lantero e Secco, 4 per Parodi, 3 per Barbieri, Berretti; 2 per Bruzzone Antonio e Giuseppe, Gaz zo, Lucchini, Montecucco, Ravera, 1 per Gaggero.
P,Q,M .
Roma, J8.Ll938 -XVT. Visti ed applicati gli artt. 110 - 270 p,p. e u,p, e 272 p,p,; 270 cpv, 2°, 489 in relazione agli artL 477 - 482; 23, 29, 64, 73, 228 , 229 C.P,; 274, 488 C.P.P.; I , 2 , 9, R.D, I 5.2. 1937 n, 77; 4 85,486, C.P. Esercito;
Seguono le firme ciel Presidente e dei Giudici, Groppi Teresa - detenuta dal .l 9 .2 . l. 937 - viene scarcerata il 18.1.1938 .
DICHIARA
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE non doversi procedere contro Secco Maddalena in ordine al reato di uso di att.i falsi, perché estinto per amnistia; assolti per ins ufficienza di prove: Bonsi, Laguzzi, Peiré, Marchelli relativamente al delitto di propaganda sovversiva e Groppi Teresa per quanto concerne il reato di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P, ordinando che essa venga immediatamente scarcerata se non detenuta per altra causa,
Per effetto dei provvedimenti di clemenza cl.i cui a l R.D. 24.2. 1940 n. 56. - Grassi avrebbe dovuto essere scarcerato il 20. l O, 1950. 11 Grassi, invece, viene scarcerato - per grazia sovrana - il 23,8, 1943 dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia .
RITIEN E
Detenuto dal 20.2 .1937 a l 23,8,1943. tutti gli imputati - (tranne la Groppi) colpevo li del delitto di cui all ' art. 270 cpv, 2° C.P.; Grassi, Secco, Badino e Lant:ero anche del re ato previsto e puni to dall'art. 270 p.p. e u ,p,; tutti ancora, eccetto Castellani, Groppi, Bonsi, Lu gazzi, Peiré e Marchelli , ciel delitto cli propaganda sovversiva; Grassi infine del reato d i uso di atti falsi; con l'aggravante della recidiva ai sensi dell 'art., 99 p.p. per il Bonsi. Ed operato il cumulo delle pene compless ivamente condanna : Grassi ad anni 18, Badino ad anni 12, Lantero e Secco ad an ni I O c iascuno, Parodi ad anni 6, Barbieri e Berretti ad anni 5 ciascuno; Bruzzone Antonio e
Pena espiata: 6 anni, 6 mesi, 3 giorni. - Badino avrebbe dovuto essere scarcerato i I 18.2.1947 Rifiuta di associarsi a una istanza cli grazia inolrrata dalla sorella il 21.9.1942. Viene scarcerato - per grazia sovrana - dalla Casa di Re clusione di Castel franco Emilia il 24,8, 1943, Detenuto dal 18.2.1937 al 24.8.1943,
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TRJBUNALE Sf>EClALE PER LA Dl FESA DELLO STATO
Pena espiata: 6 anni, 6 mesi, 6 giorn i.
PRIMA PART E: SEKTENZE PROKUNZlATE DAL T.S .D.S.
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- Gazzo, detenuto dal 26.2.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal I 'Istituto Penale di Castelfranco Emi lia ili 26.2.1939.
- Secco avrebbe dovuto essere scarcerata il 21 .2 . 1944. Viene scarcerata - per grazia sovrana - dalla Casa Penale cli Trani i I 10.9.194 3. Detenuta dal 21.2.1937 al 10.9 . 1943. Pena espiata: 6 anni, 6 mesi, 19 giorni.
- Montecucco, detenuto dal 24.2. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dall'Istituto Penale di Castelfranco Emilia i I 24.2.1939 . Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla sore lla della fidanzata il 24.7.1938 . - Ra vera, detenuto dal 3.3 .1 937, viene scarcerato, per espiata pena, clall ' Isti tuto Penale di Caste lfranco Emilia il 3.3.1939.
- Lantero avrebbe dovuto essere scarcerato il 19 .2 .1944. Viene scarcerato - per grazia sovrana - dalla Casa di Recl usione di Castel franco Emil ia il 24.8.1943 . Detenuto dal 19.2.1 937 al 2 4 .8.1943. Pena espiata: 6 anni, 6 mesi, 5 g iorn i. Grassi, Badino, Secco e Lantero non possono usufruire de i benefici di clemenza previsti dal R.D. 17.10. 1942 n. I I 56 ostandov i i titoli dei reati per i quali sono stati condannati. - Parodi viene scarcerato dalla Casa per inval id i fo; ici e psichi ci di Saluzzo il 7 .3 . 1940 per e ffetto dei provved ime nti d i clemenza di cui al R .D . 24.2 . 1940 n . 56.
- Gaggero, detenuto dal 27.2. 1937, viene scarcerato, per es piata pena, dal Carcere Gi ud iziario cli Roma il 27.2. I 938. - Lucchini, deten uto dal 25 .2 . 1937, viene scarcerato, per espiata pena , da llo Stabil imento Scuola di Civ itavecchia il 25.2. 1939. - PeirĂŠ, detenuto da l 16.2. I 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione cli Fossano il 16.2.1940. Rifiuta di associarsi a una is tanz a di graz ia inoltrata dalla mog lie il 21 .2. 1938. - Laude, deten uto dal 2.3.1937 , v iene scarcerato, per espiata pena, dallo Stab ilimento Penale d i Civ itavecchia il 2 .3. 1939. R ifi uta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla madre il 21.1.1938 .
Detenuto dal 20.2 . 1937 al 7 .3 .1940. Pena espiata: 3 anni e 17 g io rni .
- Bonsi, detenuto dal 18.2 .1 937, viene scarcerato, per espiata pena, dallo Stabil imento Penale cli Fossano il 18.2. 1939.
SCARCERAZIONE PER ESPIATA PENA
Una istanza di grazia inoltrata dal Bonsi i I 26.1.1 938 non viene accolta.
- Barbieri, detenuto dal 19 .2. 1937 , viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione di Fossano il 19.2 .1940.
- Laguzzi, detenuto dal 27 .2.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dallo Stabilimento Penale d i Civitavecchia il 27.2. 1939.
- Berretti, detenuto dal 18.2 .1 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Ca sa di Reclusione d i Fossano il 18.2 .1940 . - B ruzzone Antonio, detenuto dal 27.2.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dallo Stabilimento Penale di Civitavecchia il 27 .2. 1939.
U na istanza cli graz ia ino ltrata dal Laguzzi il 21 . 1. 1938 non viene accolta. - Cas tellani, detenuto dal 26.2 .1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal Carcere Giudiziario di Roma il 26.2 .1938.
- Bruzzone Gi useppe , detenu to dal 26.2 .1 937 , v ie ne scarcerato, per espiata pena, dallo Stabilimento Pe nale d i Civitavecchia il 27.2.1939 .
- Marchelli s i associa a una ist.anza cli grazia ino ltrata dai genitori del marzo ciel 1938 e con .Decreto d i grazia ciel 15.7 . 1938 viene concesso i l condono cond iz io nale della residua pena da espiare.
- Una istanza di g raz ia inoltrata da Bruzzone Giuse ppe il 15.2. 1938 non viene accolta.
Pertanto Marche Ili, detenuto dal 27.2. 1937, viene scarcerato dal lo Stabi limento Penale cli Civitavecc hia il 20 .7.1938.
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PR1~'1A PARTE: SENTEN7.E PRON t;NZIATE DAI. T.S. D.S. TRIB UI\ALE SPECIAi.E PER LA DIFESA DELLO STATO
Pe na espiata: I anno, 4 mes i, 23 giorni. NOTA: Insieme con i sopraspecificati imput'a ti venne anche souoposto a procedimento penale il latitante : - Pieragos tini Raffaele, nato il 3.5.1 899 a Sarnpierclare na (Ge nova) meta llurg ico che venne giudicato dal T.S.D.S. con la' sentenza del 4.5.1942 (v. "Dec isio ni emesse dal T.S.D.S. nel t 942). Per Pieragost ini ve di anche "Decision i emesse dal T.S.D.S . nel 1929 pag ine 43 e 63. "
Reg. Geo. n. 96/ 1937
SENTENZA n. 4
li Tribunale Speciale per la D i.fesa dello Stato composto eia:
Presidente : Bevilacqua Cesare, Console Generale M.Y .S.N . Giudice Relatore : Lanari Piero. Giudici Consoli M .V.S.N. : Gangemi Giovanni, R oss i Umbe rto, Barbe ra Gaspero, Calia Miche le, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la seguente: SENTENZA ne lla causa contro Abele Michele , nato il 22 .5.190 I a Casale Monferrato. manovale, de te nuto dal 22.1.1937; Barbero Clemente, nato il 15.8.1879 a Torino, meccanico. detenu to dal 7 .6.1937 ; Spano Si lvio, nato il 19.6.1874 a C astelsardo (Sassari), bracciante, de tenu to dal 22.5.1937. IM PUTATI
Tutti : 1) del delitto cli cu i agli art. 1 I O e 282 C.P. per avere, in Ustica, il 20.1. I 937. in concorso fra loro, offeso il prestigio del Capo ciel Governo, ingi ungendo cli togliersi e tentando cli strappare, poi , a Longo Francesco, un distintivo con I 'effige del Duce che portava a ll' occhiello, e 1'Abele, inoltre. pronun7.ianclo le pa role: "si lev i quella schifosa testa" e il Barbt:ro dicendo a sua volta, che e ra vergognoso portare l 'effige de l Duce tra confina ti;
2) del delitto di c ui agli art. 56 - l 10 - 610 p.p. e cpv. e 339 p.p. C .P. per avere, nelle c ircostan:.c.c di cui sopra, tentato cli cos tringere, con la violenza, il Longo Francesco a tog liersi il distintivo a nz idetto. 3) del reato di c ui al l' art. 189 cpv. I O T. U . leggi cli P.S. 18.6.1931 n. 773 in
re lazione a l n. 6 dc li ' art. 186 s tesso T. U. per avere con i fatti sopraspec ificati contravvenuto agli obblig hi del confino cui e rano sottoposti. L'Abe le , inoltre, del delitto di cui a ll 'art. 582 in relaz ione agli artt. 585 - 576 e 6 1 n. 2 C. P. per avere, al lo scopo di eseguire i delitti cli cui a i numt:ri I e 2 , causate, nelle circostanze predette a Longo Francesco lesione guar ite in otto giorni.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO ST ATO
PR J:-..1A PARTE: SENTf;NZE PRONlJN7.TATE DAL T.S.D.S.
Con l 'aggravante per tutt.i della recidiva ai sensi dell'art. ·99 cpv. 2 ° C.P. in relazione ai numeri 2 e 3 per l'Abele e il Barbero.
DICI-ITARA
OMISSIS
Dalla compiuta istruttoria sembrava - nonostante le dichiarazione negative dei giudicabili - che tutti avessero concorso nel reato di offesa al prestigio del Capo del Governo pronunziando le frasi incriminate e avessero, inol tre, tentato di costringere, con la violenza, a togliersi dalla giacca il distintivo con l'effige del Duce. All'udienza, invece, - a seguito delle testimonianze rese dai testi Leva e Longo (entrambi confinati politici) le circosr.anze relative ai "fatti" commessi sono state esposte e chiarite in modo diverso e convi ncente. Si stabilì, i nfatti, che la sera del 20 gennaio 1937 si trovavano riuniti, nel camerone numero 8, l'Abele con i compagni cli confine Spano Silvio, Barbero Clemente e Garanzin i Cesare. Lo Spano, il Barbero e il Garanzini e in seguito, con maggiore insistenza, l 'Abele avevano invitato il Longo a togliersi i I distintivo e nelle suddette circostanze l 'Abele pronunziava la frase : "Si levi q uella schifosa testa". E poiché il Longo non o ttemperava al l 'invito dich iarando che la testa schifosa era quel la cli Abele e non q uella del Duce, l 'Abele colpì il Longo con due schiaffi pro ducendogli lesioni guarite in otto giorni . Il Barbero e lo Spano si sarebbero limitati a consigliare il Longo a non portare l'effigie del Duce in mezzo a loro per evitare litigi tra i confinati mentre il Garanzini aveva imped ito al Longo di c hiamare in ai uto gli agenti di servizio tappandog li la bocca con una mano.
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Barbero Clemente e Spano Silvio assolti per insufficienza di prove in ordi ne ai reati loro addebitati e Abele M ichele assolto, per insufficienza di prove, dai delitti di cui agl.i artt. 56 - 110 - 610 - prima parte e cpv ., 582 in relazione agli artt. 585 - 576 e 60 C.P .. Ordina la scarcerazione di Barbero Clemente e di Spano Silvio, se non detenuti per altra causa. Ritiene Abele Michele colpevole degli altri reati addebitatigli ed operato il cumulo delle pene lo condanna alla pena complessiva di quattro anni di reclusione e sei mesi di arresto, con interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, con la libertà vigilata, con le spese di giudizio e di preventiva cu stodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Roma, 20.1.1938 -XVISeguono le firme del Presidente e dei Giudici Spano Silvio - detenuto dal 22.5. 1937 - e Barbero Clemente - detenuto dal 7.6.1937 - vengono scarcerati il 20.1.1938. NOTIZIE D ESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE Per effetto dei provved imenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n . 56 Abele viene scarcerato dalla Casa di reclusione di Civitavecchia il 7.3.1940. Detenuto dal 22. 1.1937 al 7.3.1940. Pena espiata: 3 anni, 1 mese, 15 giorni.
Pe,tanto occorre dichiarare, per ovvi motivi cli giustizia, l'assolu7.ione per insufficienza di prove, nei confronti cli Spano e Barbero da tutti i reati loro a d debitati e nei riguardi dell'Abele per ciò che concerne il reato di tentativo cli violenza privata e di lesioni personali aggravate; infatti sembra che l'Abele aves se schiaffeggiato il Longo per ritorsione alla parola schifoso che gli era statarivolta.
Il T ribunale m ilitare territoriale di Roma d ichiara, con Ordinanza del 12.6.1 967, cessata l'esecuz ione e gli effetti penali della condanna relativa al reato d i cuj all'art. 282 C .P. (Offesa al Capo del Governo) perché il fatto non costituisce più reato essendo stato il s uddetto reato abrogato dal D .L.L. 14.9.1944 n. 288 .
Invece no n v 'é dubbio che l'Abele si. è reso responsabile dei reati d i offese al prestigio del Capo del Governo e di contravvenzione agli obblighi di confi no.
Garanzini Cesare, nato il 13.9. 1892 a Robecco sul Nav iglio (Milano) - Confinato a Ustica - Detenuto dal 7.6.1936 al 30.6 .1937.
Nota: Insieme con i summenzionati imputati venne denunziato anche:
P.Q.M.
Al Garanzini sono stati contestati g li stessi reati che sono stati addebitati ad Abele Miche le, Spano Silvio e Barbero Clemente.
V isti e applicati gli artt. J 10 - 282 - 56 - 1 IO - 610 - prima parte e cpv. 339 prima parte - 582 in relazione agli artt. 585 - 576 e 61 n. 2 - 99 cpv . 2° n. 1- 23 C.P.; art. 189 cpv. 1° in relazione all'art. 186 n. 6T.U . leggi di P.S. 18.6.1 931 n. 773; 23 - 29 - 74 - 228 - 229 C .P .; 274 - 488 C.P.P.; 485 C.P. Esercito
Il Giudice Istruttore (Vincenzo Cersosi mo) ha, con sentenza del 30.6 .1937 s u conforme ric hiesta ciel Pubblico Ministero - dichiarato cli non doversi procedere nei confronti cli Garanzini Cesare in ordine a tutti i delitti che gli sono stati contestati per non averli commess i.
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
TRIB UNALE SPF.CTALE PER LA DIFESA DELLO STATO
SENTENZA n. 5
Reg. Gen. n. 147/1937 Il Tribunale Speciale per la D ifesa dello Stato composto da:
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .V.S.N. Giudice R elatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M . V.S.N.: Gangemi Giovanni, Rossi U mberto, Barbera Gaspero, Calia M ichele, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la segue nte: SENTENZA nella causa contro Lucarini Telesforo, nato il 2.l.5. 1917 a Stazzemi (Lucca), meccanico, marinaio allievo fuochista addetto al Deposito C.R.E.M . di La Spez ia, detenuto dal 20.5.1937;
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rinai c he s i trovavono insieme con iI Lucarini e lutti gl i altri testi, pure presenti al fatto, confermarono concordemente di aver sentito pronunciare da lui la frase incriminata. I testi hanno anche dichiarato di avere subito reagito contro il Lucarini per il profondo disgusto provato nell ' udire un gregario della R. Marina, in div isa, pron unciare quelle parole in un pubbl ico esercizio. Parole molto de plorevoli perché il L ucari ni ha avuto l 'onore fino ali 'arruolamento di apparte nere al fascio g iovani le di combattimento di Camaiore proveniente dai balilla. I suddetti testi hanno anche confermato che lo stesso Lucarini, impaurito, piangeva dicendo che erano parole inconsultamente pronunciate e che, pertanto non gli dovevano fare del male. Non v'é dubbio che nel fatto commesso dal Lucarini ricorrono che estremi del delitto di apologia sovversiva, a lui contestato, ai sensi dell'articolo 272 prima parte ed ultimo capoverso del Codice Penale. Recarsi volontario in Spagna per poi pas sare ai ros si, s ignifica, a presci ndere dal disones to propos ito di disertare le Forze Armate dello Stato Ttaliano, nelle quali il Lucarini prestava servizio. parteggiare per il comunismo sangu inario e distruttore contro l'Italia Fascista che in terra di Spagna, mediante il valore e il sangue generoso dei suoi fig i i, combatte per sé e per il mondo, la buona e dura battaglia per assicurare contro la barbaria il trionfo della civi ltà di Roma.
IMPUTATO
del delitto di cui all'art. 272 parte prima ed ultimo c pv . C.P. per avere la sera del 20.5.1937 in La Spezia compiuto l 'apologia di fatti diretti a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sull'altra e sovvertire violentemente gli ordinamenti sociali dello Stato, pronunziando le parole: " io sono stato trattato male dai superiori, andrei volontario per la Spagna per poi passare ai rossi".
Tale manifestazione di soli darietà cos tituisce, contemporaneamente, una esaltazione - di fronte alle persone che si trovano nell'osteria - della lotta che il bolscevismo sostiene contro il Regime per giungere, secondo il s uo programma, alla instaurazione violenta della dittatura del proletariato sulle altre classi sociali , ed al sovvertimento violento degli ordinamenti politici e sociali ciel nostro Stato, il che costituisce, evidentemente, que lla apo logia che la legge punisce con la norma penale prev ista dall'art.. 272 C.P.
OMISSIS
OMISSIS
Il 20 maggio 1937 l'allievo fuochista Luccarini s i trovava, verso le ore 19, se duto con altri due marinai ad un tavolo dell'Osteria Dinari (cli La Spezia) intento a mangiare. A una richiesta rivolta ai tre marinai da un borghese seduto a un tavolo vicino "se erano contenti d i prestare servizio al Deposito d i La Spez ia" Lucarini pronunziò la seguente frase: "lo sono stato trattato male dai miei superiori e andrei volentieri in Spagna, quale vo lontario, per poi passare ai ross i".
Il Collegio, però, non può non rilevare che il Lucarini è di ottimi precedenti anche politici - come risulta dalle lusinghiere dichiarazione rilasciate dal competente Comando dei carabinieri, dal Commissario Prefettizio, dal Parroco del Comune e dal Comandante dei Giovani Fascisti, che il padre è un ex combattente della grande guerra e della guerra in Africa Orientale, iscritto al Partito Nazionale Fascista con due figli balilla.
Tali parole, udite pure dal Caposquadra della M.V.S.N. Galantini Erminio e dal Vice Caposquadra Ricco Guglielmo e dalla stessa esercente Dinari Maria, provocarono il disgusto di costoro, i quali rimproverarono aspramente il Lucarini.
Considerato, inoltre, che il Lucarini - come ha confermato lo stesso imputato non ha mai s ubito maltrattamenti dai suoi s uperiori e c he, pertanto, appaiono veramente inconsulte le frasi pronunziate da un individuo di ottimi precedenti, anche di natura fami liare, s i ritiene conforme a g iustizia infliggere la pena di un anno cli recl usione che viene ridotta a 8 mesi di reclusione per le particolari circostanze in app licazione dell ' articolo 65 C.P. in relazione all'articolo 65 stesso codice.
Successivamente i s udde tti d ue militi provvidero a riferire il fatto al Comando dal q uale d ipendeva il Lucari ni che venne denunz iato al la competente Autorità giudiziaria. Anche all'udienza il giudicab il e s i protes tò innocente, ma gli stessi due ma-
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P.Q.M.
Visti e appl icati gli artt. 272 - prima parte ed ultimo cpv. - 23, 65, 311 C.P.; 274, 488 C.P.P.
Reg. Gen. n. 188/1937
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .V.S.N.
Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M. V.S.N.: Gangemi Giovanni, Pasqualucci Renato, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la seguente:
Roma, 20.1.1938 - XV Seguono le firme del Presidente e di Giudici
SENTENZA n. 6
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
DICHIARA
Lucarini Telesforo co lpevole del reato addebitatogli e concedendogli il beneficio di cui all'art. 65 C.P. per le circostanze diminuenti previste dall'articolo 311 C.P. lo condanna alla pena di 8 mesi cli reclusione con il pagamento aelle spese di giustizia e di preventiva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale di legge.
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
TRIBUNA LE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
SENTENZA nella causa contro
Lucarini, detenuto dal 20.5.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma i I 29.1.1938.
Rossi Giuseppe, nato il 7.8 .1904 a Firenze, operaio; Cuppini Samuele, nato il 21.5.1909 in Argelato (Bologna), intagliatore;
11 Tribunale militare territoriale di Roma concede, co n Ordinanza dell' l J. 1. 1961; il beneficio dell'amnistia di cui al D .L. l 17.11.1945 n. 719 dichiarando, contemporaneamente, estinto i I diritto del! 'Erario al recupero delle spese di giustizia ai sensi del! 'art. 1 ciel D.C.P.S. 22.11.1947 n. 1631.
Pilati Armando, nato il 2.3.1906 a Bologna, fa legname. IMPUTATI
il Rossi ed il Cuppini: . 111
del delitto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. per avere in territorio cli Bologna, epoca precedente e fino al 17.6.1937, fatto parte del partito comunista; Il Rossi inoltre:
1) de.i reati di cu i agli art. 270 p.p. - 272 p.p. C .P. per avere nel le stesse circostanze di tempo e di luogo costi tuito ed organizzato il partito comunista e per averne svolto propaganda; 2) uso di passaporto falso art. 489 - 482 C.P. Il Pilati: del delitto di cu i agli art. 270 2° cpv. p.p. C.P. per avere in territorio di Bologna in epoca precedente e fino al 5.3. J 936 fatto parte del partito comunista e per averne svolto propaganda. Con l'aggravante della recidiva ai sensi dell'art. 99 n. I C.P.-
In esito al pubblico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua requisit.oria e 0ali accusati, che coi loro difensori, hanno per ultimi avuto la parola, osserva
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TRIBUNA LE SPt::CIALF. PER LA DIFESA OELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA L T.S.D.S.
IN FATTO ED IN DIRITTO
quale compagno fidato per l ' eventuale ricetto dell'emissario. Fu così cbe il Rossi, come s i è detto, si presentò con parola d'ordine al Cuppin i, secondo le istruzion i avute e per tale motivo venne ospitato dal Cuppini. Arrestato, infine, il Pilati, e assieme agli altri due denunciato, il Pilati, anche in udienza ha negato di conoscerlo, sebbene non abbia potuto negare cli avere lavorato presso la Ditta Tonelli Carlo di Bologna, allorché il Cuppini alcuni anni fà lavorava per la stessa Ditta.
I prevenuti, a seguito d'istruttoria a rito diretto, furono con atto d 'accusa de l P .M. in data 14.7.1937, rinviati al giudizio di questo Tribunale per rispondere dei fatti delittuosi sopra enunciati. All'udienza, per ammissioni degli accusati e per le prove documentali e testimon ia li , sono rimasti accertati i seguenti fatti: l'Autorità di P .S. di Bologna, sin dal febbraio u.s. , ebbe sentore che un emis sa.rio del la setta comunista aggiravasi in Emilia per operare la ricostituzione ciel movimento su nuove basi. Intensificò, quind i, i servizi fiduciari e di osserv,1zione nei capoluoghi cli provincia d i q uella reg ione e nel maggio successivo ebbe segnalazioni della presenza in Bologna di detto emissario. Dopo laboriose indagini e pedinamento, fina lmente il 17. giugno u.s., l'emissario veniva arrestato e identificato per il rubricato Rossi. Alla perquisizio ne gli furono sequestrati 1.300 lire in valuta italiana, una bicicletta, false carte d'identità e false tessere clell'O.N.D. e ciel Touri ng Club, portanti la sua fotografia ma generalità non sue, e, fra l'altro, manoscritti contenenti appunti d'attualità d'intonazione comunista e da servire per l'applicazione del suo mandato. Il Rossi, pur mantenendosi ostinatamente reticente sui particolari e su lle persone oggetto della sua attività in Ital ia, ha anche in udien za ammesso di essere un emissario comunista, mandato, dopo avere freq uentato una scuola comunista in Francia, del centro di Parigi, in Emilia per la ricostituzione de l Movimento su nuove basi. Ha ammesso di essere entrato in Italia con passaporto falso nel maggio u.s. di avere in Emil ia usato i documenti falsi di cui fu trova to in possesso. 11 teste Dattilo ha confermato in udienza che il Rossi soggiornò in Fidenza nel febbraio 1937, e di avere avuto ospitalità a Bologna, in casa del coaccusato Cuppi ni , a cui si presentò, per incarico del centro di Parigi, con parole d 'orci ine. Ha confessato inoltre di avere mandato p iì.t volte al centro di Par igi relazioni su l lavoro svolto e sulla situazione politica e sociale in Emilia, re lazioni che faceva scrivere al Cuppini. li Cuppini, a s ua volta, arrestato e denunziato unitamente al Ross i a seguito delle prime indicazioni cli questi, anche in udienza ha confermato quanto, come sopra, sul suo conto ha riferito il Rossi, aggiungendo che passè) a l comunismo alcuni anni or sono per la propaganda s u cli lui esercitata assiduamente dal ru bricar.o Pi lati anche con stampe sovvers ive c he gli forniva. Il Pilati allora ebbe anche a presentarlo a un funzionario dell 'associazione comunista. Il Cuppi ni poi ebbe relazioni col comunista Yignacchi, il quale riparato in Francia, fece il nome ciel Cuppini, al Rossi, e al centro comunista di Parigi
Peraltro il Cuppini anche in udienza ha confermato l'accusa in confronto del Pilati. Il Pilati, del resto, che già era stato al confino per motivi poi itici, dopo una condan na subìta da questo Tribunale per reato della stessa indole di quelli cli cui ora risponde, nell'ottobre 1935 fì:t sottoposto nuovamente a l confino perché sospettato appunto cli quella attività per la quale - essendo stata, ora accertata - ri sponde penalmente, come ha assicurato in udienza il teste Commissario di P.S. Dattilo. Difatti il Pilati fii tratto in arresto al confino, dove trovavasi l '8.7.1 937. Poiché l'attività delittuosa del Pi lati ebbe termine nell'ottobre 1935, quando cioè fù assegnato al confino, eg li deve beneficiare dell'amnistia di cui al R .D . lS.2.1937 n. 77 per quanto si riferisce al delitto di c ui all'art. 270 2° cpv. C.P. non potendo, per ragioni cli equità, costituire ostacolo al provvedimento la sua qualità di confinato, in quanto, nel caso concreto, il confino al Pilati nell'ottobre .I 935 fù applicato per g li stessi fatti , allora sospetti, dei q ual i ora risponde. Nei fatti come sopra emersi, il Tribunale ravvisa gli estremi giuridici dei reati rubricati a Rossi e a C uppini e del reato di cui a ll 'art. 272 p .p. C.P. rubricato al Pilati. Non vi è dubbio infatti, che il C uppi ni e i] Rossi appartenessero all'asso ciazione comunista; che il Rossi e il Pi lati abbiano svolto propaganda sovversiva e che il Rossi abbia esercitato un ruolo direttivo del movimento nell'Emilia, sia per la sua confessata qualità cli emissario stipendiato dall 'associazione, s ia perché, come fra l'altro è risultato, egli s i interessava dell'attività dei suoi adepti, a tal punto che sì apprestava a preparare documenti falsi per l' espatrio di tale Pancoldi , comunista, come è emerso eia fotografie di questi rinvenutegli e eia accertamenti degli organi di Polizia. II Tribunale pertanto ritiene di dovere affermare la res ponsabilità del C up pini e del Rossi in ordine ai reati loro ascritti e del Pilati in ordine a l reato di cui all'art. 272 p .p. C.P. e commisurando la pena alla pericolosità e al fatto di ciascuno ritiene dover condannare alla reclusione: Rossi ad ann i 14, risultanti dal cumulo cli anni IO per il delitto di cui a ll' art. 270 p.p. C.P.; di anni 2 per il delitto cli cu i a ll 'art. 270 2° cpv. C.P.; di anni 1 e mesi 6 per il delitto cli c ui agli art. 489 - 477 - 482 C .P.; Cuppinì ad a nni 3 per il delitto in rubrica ascrittogli;
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TRIBUNALE SPEClA l, F. PER LA DIFESA DEI.I.O STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
Pi lati ad anni 4 per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. dei quali anni 2 condi zionalmente condonati in virtù del R .D. d ' amnistia e indulto citato e per i motivi sopra ricordati.
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE
Al Pi lati va condizionaJmente condonata anche la interdizione temporanea dai pubblici uffici conseguente alla condanna, sempre per l'applica7.ione delle disposizioni contenute nel suddetto R.D. d i amnistia e indulto.
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Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56 e ciel decreto di grazia sovrana emesso il 30.8.1943 . - Rossi viene scarcerato dalla Casa Penale di Sulmona il 3 .9.1943. Detenuto dal 17 .6 . 1937 al 3 .9. 1943 .
Ai condannati in solido incombe l'obbligo del pagamento delle spese processuali e a ciascuno quello particolare del pagamento delle spese di propria c ustodia preventiva (art. 488 - 274 C.P.P.).
Pena espiata: 6 anni, 2 mesi, J.6 giorn.i. SCARCERAZIONE PER ESPIATA PENA
Bisogna ordinare la sottoposizione del Rossi al la libertà vig.ilata (art. 230 n . CP.). Tale misura di s icurezza, però ai sensi dell'art. 229 C.P. il Colleg io ritiene di dovere infliggere a nche a Cuppini e Pi lati, ricorrendo nei loro con fronti le condizioni di pericolosità di cui agli art. 202 - 203 C.P. in relazione alle circostanze di cui all'art. 133 stesso Codice. La somma e quanto sequestrato al Rossi, avendo attinenza con i reati com messi, vanno confiscati (art. 240 C.P.) P.Q.M.
Letti ed applicati g li art. 270 l O p. e 2° cpv . - 272 p .p . - 489 - 477 - 482 73 - 240 - 229 - 230 - C.P. I - 2 - 8 - 9 - R.D. 15.2.1937 n. 77 - 274 - 488 C.P.P. DICHIARA
Rossi Gi useppe e Cuppini Samuele responsab ili dei delitti in epigrafe loro ascritti; Pilati Armando responsabile del solo delitto di propaganda di c ui al l'art. 272 p .p . C.P. coll'aggravante della recid iva specifica, e c umu late le pene per il Rossi, condanna alla reclusione: Rossi ad anni 14; Pilati ad anni 4, dei quali 2 condi7. ionalmente condonati, e Cupp ini ad anni 3; condanna tutti in solido al pagamento delle spese proces s uali e ciascuno al pagamento de lle spese di propria c ustodia preventiva; ordi na che tute.i s iano sottoposti alla libertà vigilata; ordi na la confisca di quanto in sequestro; d i non doversi procedere contro Pilati in ordine all 'ascrittogli delitto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. essendo il reato estinto per amnistia; e condonata con dizionalmente l 'interclizione temporanea dai pubblici uffici conseguente alla condanna di Pilati . Roma, 24.1. 1938 - X VT. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
- Pilati, detenuto clall'8.7 . 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dallo Stabilimento Penale di C.ivitavecch ia 1'8.7. 1939. (Per Pi lati Vedi Decisioni emesse dal dal T.S.D.S. ne l 1929 pag. 395). - Cuppini, detenuto dal 18.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa cli Reclusione di Civitavecchia iI 18.6.1 940. I precedenti penali del Cuppini ostano alla concessione dei benefici di clemenza prev isti dal R.D . 24.2 .1940 n. 56 . Istanze di grazia inoltrate dalla madre i I 19.3.1938 e dal Cuppini il 16.3.1939 vengono respinte. Il Tribunale militare territoriale di Roma concede al Ross i, al P ilati e al C uppini, con Ordinanza dell ' 8.3.196l, il beneficio dell'amnistia di cui al D.L.L. 17.1 I. J 945 n . 7 J 9 dichiarando contemporaneamente estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. 1 D.C.P.S . 22.Il.1947 n. 163 1).
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TRIBUNALE SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Rcg. Gcn. n. 150/1937
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
SENTENZA n. 8
Il T ribunale Speciale per la D ifesa dello Stato composto da:
Presidente : Bevilacqua Cesare, Conso le Generale M .V.S .N. Giudice Relatore: Lana ri P iero.
Giudici Consoli M. V.S.N. : Mingoni Mario, Pasqualucci Renato, Calia M ichele, Barbera Gaspero, Suppiej G iorgio.
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zioni dei testi scaturì la prova che il g iudicabile ebbe a pronunciare le frasi inc riminate, mentre con la prepotenza e minaccia, inveiva contro il milite Tonezzer Umberto in divisa, che pure si trovava nel bar Benvenuti. TI Tonezzer era intervenuto per invitare il Gozzer, a cessare dal contegno turbolento e provocatore che teneva verso la commessa del l 'esercizio, e ad uscire. In quanto all'imputato era stata negata la somministrazione di vino e di s igarette; ed egli invece usando atti di prepotenza avrebbe voluto imporre la sua vo lontà. La ragione del diniego era dovuta al fatto che il Gozzer era alticcio per il vino già bevuto, ed altresì non aveva ancora soddisfatto un suo grosso debito verso il proprietario del bar.
ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Gozzer Giovanni, nato I ' 8.8 . 1898 a Trento, agente di commercio, detenuto dal 2.6. 1937 IMPUTATO
l) e 2) dei delitti cli cui agli art. 290 cpv. e 282 C.P. per avere il 28.5.1937 nel bar Benvenuti d i Trento, vilipeso pubblicamente la M ilizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ed offeso il prestigio del Capo del Governo con le pa role: "Cosa vuol sapere loro Milizia bastarda che la regge e chi la governa". 3) del delitto di cui ali 'art. 341 p .p. e u. cpv . C.P., per avere, nelle circostanze d i seguito alle parole di cui sopra, offeso il prestigio della Camicia Nera scelta Tonezzer Umberto, in sua presenza ed a causa e nell'esercizio delle sue funzioni , invitandolo ad uscire sulla strada ed a levarsi la giubba ed il cappello e minac ciandolo di volerlo mettere a posto. Con l'aggravante della recidiva a i sensi de ll 'art. 99 cpv. I O n . 2 C.P. IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P.M. nelle sue conclusioni e l' imputato che per ultimo ebbe la parola col suo difensore
Non vi è dubbio pertanto che le parole proferite all'indirizzo della camicia nera scelta Tonezzer: "Cosa vuo l sapere loro milizia bastarda, chi la regge e chi la governa", invitando quindi lo stesso Tonezzer ad uscire e a togliersi la giub ba ed il cappello perché lo voleva mettere a posto, si riscontrano tutti gli estremi dei reati cli vilipendio alla milizia, di offese al Duce, comandante di tale corpo armato dello Stato; ed di oltraggio con minaccia a pubblico ufficiale; ai sensi dell'art. 290 cpv.; 282 e 341 p.p. ed u. cpv. C.P .. La difesa ha prospettato la tesi c he come milite non può essere considerato un pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 341 p.p. cd u. cpv. C.P.; per cui vengono a mancare gli estremi del reato cli oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale. Ma la sussistenza o meno della qualità di pubblico ufficiale di una persona va risolta in base al preliminare accertamento se questa , con la individuale sua volontà, possa o meno realizzare la sovrana volontà che lo Stato o altro E nte d i diritto pubblico pone a fondamento dell'attivit~t legislativa, amministrativa, giudiziaria con carattere di preminenza propria d i diritto pubblico in confronto cli ogni altra persona. E per quanto concerne poi la M.V.S .N. è da osservare che è ormai giurisprudenza costante, dov uta dalle leggi di costituzione e funzionamento della M.V .S .N., che tutti g li appartenenti alla medesima (militi e ufficiali) ancorché non comandati a s peciali servizi, sono eia considerare pubblici ufficiali, sul ri flesso che dalla legge vengono devo luti alla mi I izia fascista vari adempimenti, di carattere p ubblico, fra cui notevoli sono quelli attinenti alla polizia giudiziaria per la scoperta e repressione dei reati contro il patrimonio, contro l'inco lumità individuale e contro ogni altro bene protetto dal lo Stato.
JL TRIBUNALE
Cons iderato che dalla lettura degl i atti processuali nonché dalle emergenze del l'orale dibattito si è potuto statuire
D i conseguenza il Tonezzer camicia nera scelta, in divisa della M.V.S.N. intervenne per tutelare l'ordine pubblico; con quella a utorità che gli derivava come facente parte di un corpo a rmato de llo Stato, disc iplinato dalle leggi dicostituzione e d i funzionamento del la M. V .S.N. stessa.
IN FATTO ED IN DIRITTO
Perta nto il Gozzer si è reso responsabi le dei reati ascrittig li come in rubrica. Dall ' interrogatorio del Gozzer e dalle ch ia re e precise concordi dichiara-
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TRIB UNALE SPECIALE PER LA DJFESA DELLO STATO
Vagliate tutte le emergenze dibattimentali nonché le richieste difensive; considerata la natura particolare dei reati; e tenuto presente che il gi udicabile è un recidivo ai sensi dell'art. 99 cpv. I O n. 2; il Collegio ritiene equo di irrogare le seguenti pene: Per il disposto dell'art. 290 cpv., con l'aggravante di cui all'art. 99 cpv. I 0 n. 2 C.P.: Anni I e mesi 3 con l'aumento di 1/3 della pena, quindi anni I e mesi 8 di reclusione; In applicazione dell'art. 282, con l'aggravante di cui all'art. 99 cpv. 1° n. 2 C.P.: Anni 1 e mesi 3 con l'aumento di l/3 della pena e quindi anni 1 e mesi 8;
In base all'art. 341 p.p. e u. cpv. con l'aggravante di cui all'art. 99 cpv. l 0 n. 2C.P.:
Mesi 6 con l'aumento di I /3 della pena ossia mesi 8 di reclusione . Ed operato il cumulo delle pene complessivamente il Gozzer viene condannato ad anni 4 di reclusione; con la libertà vigilata, col pagamento delle spese di giudizio e di preventiva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. P.Q.M.
Visti ed applicati gli art. 282, 290 cpv.; 341, p.p. ed u. cpv .; 64, 99, cpv. 1° n. 2; 23, 73, 228, 229 C.P.; 274, 488 C.P.P.; DICIIIARA
Gozzer Giovanni colpevole dei reati ascrittigli ed operato il cumulo del le pene comp lessivamente lo condanna alla pena di anni 4 cli reclusione, con la libertà vigilata, con il pagamento delle spese di giudizio e di preventiva custodia, oltre a ogni altra conseguenziale cli legge. Roma, 27.1.1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici. NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE Per effetto dei provvedimenti di clemenza cli cui al R.D. 24.2.1940 n. 56 Gozzer Giovanni viene scarcerato dalla Casa per minorati fisici e psichici di Saluzzo il 5.3.1940. Detenuto dal 2 .6. l 937 a l 5.3.1940.
PRIMA PARTE: SENTE:-.IZE PRONUNZ IATE DAL T .S.D.S.
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Pena espiata: 2 anni, 9 mesi, 3 giorni. TI Tribun ale Mi litare territoriale cli Roma concede, con Ordinanza del 13.3. 1961, il beneficio dell ' amnistia di cui al D.L.L. 17.11. 1945 n. 719 dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. I D.C.P.S.22.ll.1947n.163J)
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TRIBUNALE SPECI ALE PER LA DIFESA DELLO STATO PR I MA PARTE: SENTENZE PROKIJN7.fATE DAL T .S.D.S.
Reg. Gen. n. 106/1937
SENTENZA n. 9
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da :
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M. V.S.N. Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M .V.S.N. : Mingoni Mario, Pasqualucci Renato, Calia Michele, Barbera Gaspero, Suppiej Giorgio. ha pronunciato la seguente: S E NTENZA nel la causa contro: Ferri Angelo, nato il 1.2.1893 a Candia Lomellina (Pav ia), industriale, detenuto dal 1.8.5.1937. IMPUTATO
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co continua di energia per fare azionare un motorino anche quando non era necessario metterlo in funzione . OMISSIS
Il I.O aprii.e 1937 il R uzza si presentò in casa del Ferri per ritirare la ricevu ta del fitto pagato dal 7 aprile e in tale occasione si riaccese fra i due la questione per l'accen nato pagamento delle 5 lire mensili . Secondo il Ruzza , ad un certo punto della discussione, il Ferri avrebbe aperta la finestra gridato le fras i incriminate, frasi udite dalla moglie del Ruzza e da certa Co lombi Rabner che era affacciar.a alla finestra dell'appartamento di fron te a que! IQ abitato dal Ferri. Secondo la versione del Ferri, invece, il nome del segretario politico sarebbe stato fatto dal Ruzza e la discussione s i sarebbe limitata sull'intervento del segretario politico mentre egli, Ferri, non avrebbe mai rivolto parole offensive al partito fascista. Il Tribunale, invece, s i è convinto che, in un momento di eccitazione contro il Ruzza, il Ferri abbia effettivamente pron unziato le frasi incriminate.
I) del. delitto di cui all'art. 291 C.P. per avere, in Abbiategrasso il 10.4.1937, vilipeso pubblicamente la Nazione Ital iana con le parole: "Me ne frego del Segretari o Po litico e del Partito Fascista";
Nel fatto ricorrono tutti g li estremi ciel delitto contestato al Ferri di vilipendio alla Nazione Ital iana previsto dall ' art. 29 1 codice penale.
2) del delitto di cui ali 'art. 528 cpv I O C.P. per avere, in giorno imprecisato de l marzo 1937, in Abbiategrasso, esposto pubblicamente delle immagini oscene;
Infatti le parole eia lui pronunciate "me ne frego del Segretario pol.itico e del Partito Fascista'' costituiscono vilipendio nel senso richiesto dalla legge in quanto le suddelle frasi hanno proprio quel significato dispregiativo caratteri stico del vilipendio.
3) del reato di cui all'art. 28 T.U. Legge cli P.S. 18.6 . 1931 n. 773, per avere detenuto, senza licenza del M inistero per l'Interno, munizioni da guerra ( 11 cartucce per mitragliatrice S. Etie nn e). Reato accertato in Abbiategrasso il 18.5. 1937. OMISSIS
Sui fatti incriminati è stato accertato che fra il denunciante Ruzza e l' imputato non correvano buoni rapporti e che insistendo il Ferri a c hiedere al Ruzza (suo inquilino) un aumento di lire 5 m ensi li per spese dell'acqua la q uestione fu il 5 aprile 1.937 denunziata dal Ruzza al segretario politico del luogo perché il Ferri pretendeva anche un a umento ciel fitto perché erano state aumentate le impos te sui fabbricat i. Tnvitato dal segretario politico, il 6 aprile 1937, a non aumentare il canone del fitto , il Ferri, il 9 aprile 1937, intimò per leuera al Ruzza di pagare solamente 5 lire al mese motivando la richiesta per la maggiore spesa che egli me nsilmente doveva sostenere per il versamento da effettuare a ll a az ie nda e lettrica. Magg iore spesa che doveva sostenere perché il Ruzza, per dis petto, provocava uno spre -
Esiste, infatti, una identità assoluta fra Partito Fascista e·Naz ione italiana in quanto tale identità, oltre a risultare dal compi.esso della legis lazione dello Stato, è profondamente sent ita eia tutti gli italiani che vedono nel Partito Fascista non solo la fonte e il depositario delle loro idealità politico-soc iali , ma il movimento che, restituendo a dignità le millenarie gloriose tradizioni della razza e potenziandone le nuove attività, richiama sulla stirpe il rispetto e l'ammirazione del mondo. Pertanto il vi li pendio al Partito Fascista è vilipendio alla Nazione . OMISSIS
Si ha, inoltre, la prova che il mezzo usato dal Ferri il I O aprile è un mezzo di propaganda. È stato accert.ato, infatti, che il Ferri ha pronunziato le parole incriminate a voce a lta vicino a lla finestra, dopo averne, con un gesto che preci sa la sua volo ntà di propalazione, aperte le imposte . E dalle concordi dichiarazioni dei testi m oni e dallo sch izzo della località integrata dalla nota illustrativa redatta dal perito risulta, in modo c hiaro, che nel caso in esame esistevano g li estrem i di que ll a specifica pubblici tà ric hiesta dalla legge.
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TRIBUNA LF. SPEC IAJ.F. PER LA J)JFF.SA DELLO STATO
PRIMA f'AR fE: SENTE.'1,U: PRONUNllATE DAL T.S.D.S.
Per c iò che concerne il dolo è superfluo dimostrarne la sussistenza. resa palese dal significalo oltragg ioso delle espress ioni usare dal Ferri e da lutto il comportamento tenuto dall ' imputato du rante lo svo lgimento del fatto.
NOTIZIE DESUNTE D AL FASCICOLO DI ESECUZJONE
Nelrinfliggere la pena il Tribunale non può non tenere presente g li ottimi precede nti del Ferri come ex combattente, tre volte fe rito in guerra, e come fascista del la prima ora e le particolari c ircostanze ne lle quali avvenne ro i fatti. Però non si può ignorare che chi offende il fasci smo offende la Nazione itali ana. Pertanto si ritiene il Ferri colpevole del reato previs to dal! 'art. 291 del codice penale e gl i viene inflit1a la pena cli un anno di reclusione.
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TI Proc uratore Generale del T .S.D.S. accerta la mancanz a de l pagamento e la insolvibil ità del condannato come si ri leva dai certificati rilasciati del Podestà, del Procuratore delle Imposte e dell 'Ufficio provinciale di polizia giudiziaria ord!n~, con prov:'cd_imento emesso il 7.5 .193 8, la conversione della pena pecumana d1 rrnlle lire 111 quella della reclusione per la durata di venti g iorni da espiare nelle Carceri Giudiziarie di Roma. Pertanto Ferri Angelo, d e renuro dal 18.5.1 937. viene scarcerato, per esp iata pena, dalle Ca[ceri Giudiziarie di Roma il 7.9.1938. Una is tanza di grazia ino ltrata da Pcrri il 10 .2 .1938 v iene respinta.
Si deve, inoltre. ritenere il Ferri colpevole del reato di cui all'art. 528 codice penale essendo rimasto accertalo che il Ferri espose in pubblico fotografie oscene face ndo le vedere a quattro persone c he si lrovavono ne l bar dell'albergo S. Giuseppe di Abbiategrasso. Per tale reato s i infligge a l Ferri la pena di tre mes i di reclusione e mille lire di multa. Il Fe rri, invece, deve essere assolto per insufficie1na di prove dal reato di detenzione cli munizioni di g uerra (undici cartucce) scn:t.a licen:t.a dato che il Fe rri (come già disse nel suo interrogatorio reso il 22 maggio 1937 a l Pretore) sostiene di avere fatto la denunzia delle cartucce al Commissariato di Pubblica Sic urezza d i Abbiategrasso nel 1920. L'arma dei carabinieri s i è limitata ad affermare che in consegucn:t.a della soppressione della Sottoprefettura e del relativo Commissariato di P.S. di Abbiategrasso, da un esame fatto ne ll 'archivio lasciato eia detta autorità, non fu possibile accertare se il Ferri a bbia o meno fatto la regolare de nuncia. P.Q. M .
Visti e applicati gli artt. 2 9 1, 528 primo cpv. C.P.; 28 T.U. Legge di P. S. 16.6. I 931 n. 773. 23 e 73 C.P. - 488 C.P.P. - 485 C.P. Esercito D ICHIARA
Ferri Angelo assolto per insufficienza di prove in ordine al reato contravvenz ionale previs to d alla legge di P .S. ritenendolo colpevole degli allri delitti addebitatig li e lo condanna a lla pena complessiva di I anno e 3 m es i d i reclu s ione e I 000 lire di multa con il pagamento delle spese di giustizia e di pre ventiva c ustodia, oltre a ogni altra conseguenziale di legge. Roma, 27 . 1.1938 - XVI Seguono le firme de l P residente e dei G iudici
Il Tribunale Militare territoriale di Roma d ichiara con OrdinanL.a del 12 .2.1947 estinti per l' amnis tia di cui al R.D. 5.4.1 944 n. 96 i reati per i ltuali il Ferri ven ne condannato dal T.S.D.S. con senlenza del 27 .1.1 938 .
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PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZl ATE l)AL T.S.D.S.
TRI.RUNALE SPECIALE PER LA f)[FF.SA DELLO STATO
SENTENZA n. 10
Rcg. Gen. n. 149/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Bev ilacqua Cesare, Console Generale M .V .S .N.
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gatorio reso dinanzi l'autorità giudiziaria cli Pola. E cioè che era rientrato al corpo da una licenza di 40 giorni (dal 24 marzo al 4 maggio 1937) per la morte del padre, e s iccome in q uei giorni gli era pervenuta risposta nega tiva, dal Ministero della Marina, ad una s ua domanda d i r iduz ione di ferma, in un momento di malincon ia gli erano venute alla mente le frasi incriminate e subito riprodotte in penna .
Giudice Relatore : Lanari P iero . Giudici Consoli M.V.S.N .. Mingoni Mar io, Pasqualucc i Renato, Calia Michele, Barbera Gaspero, Suppiej Giorgio.
Tali frasi erano state dette a lu i da uno sconosciuto, incontrato a Muggia e che, accompagnandosi con lui, aveva svolto della propaganda sovversiva; tenta ndo perfino di indurlo a datt ilografare con la macchina ciel comando, de i rnanifestiJ1i antifascisti.
ha pronunciato la seguente : SENTENZ A nella causa contro : Montisci Deodato, nato il 15.2. 1917 a Narcao (Cag liari), marinaio. IMPUTA·ro
dei delitti d i offese a ll ' onore e a l prestigio del Capo del Governo (art. 282 C.P.) e di vilipendio a lla Nazione itali a na (art. 291 C .P .) per avere il 18.5. 1937 scritto su una parete del casotto di guardia dell a R.N. "Andrea Doria", s ulla q uale e ra im barcato come marinaio, le parole: "È meg lio vivere un giorno in Rus s ia che L.000 an ni nella bru tta regione italiana dato che v ie ne comandata da quel vigliacco di Mussolin i, stupido, assassino, delinq uente". IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M . ne lle sue conclusioni e l' imputalo che per ultim o ebbe la paro la col suo difensore,
Dalla s uesposta narrativa sca turisce evidente la prova che il Montisci scri vendo le suaccennate frasi s i è reso colpevole dei delitti cli offesa a l D uce e vi lipendio alla Nazione Italiana, ai sensi degl i art. 282 e 29 l C .P .; in quanto nel la fattispec ie del la az.ione criminosa compiuta dall' imputato s i vengono ad in tegrare tutti gli estremi, oggetti vamente e soggettivamente considerati, costi tuenti la configuraz io ne giuridica dei reati ascrittigli. Pertanto considerate e vagliate le emergenze dibattimentali e le richieste d ifensive; tenuti presenti i buon i precedenti del Mentisci , che all 'uclienza ha confermata una s ua istanza dirett.a al Duce manifestando pentimento; i I Colleg io ri tiene di dovergli irrogare le seguent i pene: Per il disposto dell'art. 282 C.P.: ann i 2 di reclusione; l n appl ica zione dell'art. 29 I C . P.: anni 2 di reclus ione. Ed operato il cum ulo delle pene condannarlo ad anni 4 cli reclusione; con la liber tà vigilata, col pagamen to del le spese d i giudizio e di preventiva custod ia, oltre ad ogni a ltra conseguenziale. P.Q.M.
IL TRIBUNALE
Visti ed applicati gli artt. 282 ,291, 23, 73,228, 229 C.P.; 274,488 C.P.P. Considerato c he dalla lettura degl i atti processua li nonché dalle risultanze dell'orale dibattimento si è potu to stabilire IN FATTO ED IN DIR ITTO
Montisci Deodato, marina io dal febbraio I 937, nella sera del 18.5 .1 937 trovandosi d i servizio ebbe a scrivere a penna su una parete del casotto di guardia della R . Na ve "Andrea Doria" sulla q uale era imbarcato le parole: "È meglio vivere un giorno in Russia c he 1.000 anni nella brutta regione ital ia na dato che viene comandata da quel vigli acco di Mussol ini , stupido, assassino, del inquente" . li giudicabile nel !' ammer.tere, anche a dibattimento, iI fatto cercò cli attenu arne la gravità ripetendo q uanto aveva g ià affermato nel s uo primo interro-
DICHIARA
M ontisci Deodato colpevole dei reati ascrilligli c d ope rato il cum ulo delle pene complessivame nte lo co ndann a ad anni. 4 cli reclusione. Con la libertà vigilata, col pagamento delle spese di giudizio e cli preventiva custod ia, oltre ad ogni altra c onsegue nzia le d i legge. Roma, 27. I. I 938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici .
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TRII.IUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE Con Ordinanza emessa dal T.S.D.S. il 2 .2.1938 la pena della reclusione ordinaria inflitta al Montisci viene commutata in quella della reclusione militare. (artt. 27 e 538 C.P. Marina). A seguito di istanza cli grazia inoltrata da Montisci Deodata il 18.2.1 938 viene concesso, con decreto di grazia del 16.6.1938, il condono condizionale della residua pena da espiare. Pertanto il Montisci viene scarcerato dal Reclusorio Militare di Gaeta il 20.6.1938 .
Il Tribunale militare territoriale di Roma dichiara, con Ordinanza del 18.4.1961, estinto per l 'amnistia di cui all'art. l del D.L.L. 17.11.1945 n . 719 il reato cli vilipendio alla Nazione italiana (art. 291 C.P.) d ichiarando, contem poraneamente, estinto il diritto dell'Erario a l recupero delle spese di giustizia (art. 1 D.C.P.S . 22.11.1947 n. 7 19). Con la stessa Ordinanza viene dichiarata cessata l'esecuzione e gli effetti penali della condanna relativa al reato di c ui all'art. 282 C.P. (Offesa a l Capo del Governo) perchĂŠ il fatto non costituisce piĂš reato (D.L.L. 14.9.1944 n. 288).
SENTENZA n. 12
Reg. Gen. n. 224/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M . V .S.N. Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M .V.S.N. : Mingon i Mario, Pasqualucci Renato, Suppiej Giorg io, Barbera Gaspero, Carusi Mario. ha pronunciato la seguente: SENTENZ A
Detenuto dal 20.5.1937 al 20 .6 .1938. Pena espiata: 1 anno ed I mese.
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PRIMA PARTE: SE:-,iTENZE PRONUN7.!AT F. DAL T.S .D.S.
nella causa contro: Casanova Pietro, n ato il 18.9.1907 a Genova, g uantai o, detenuto dal 17.7.1937; Vi Ila Alfredo, nato il 23 .8.1915 a Genova, guantaio, detenuto dal 17.7. 1937; Poggi Corrado, nato il 9 .3. 1907 a Genova, elettricista, detenuto dal 17.7.1 937; Pomata Ernesto, nato il 26.8 . 191 4 a Genova, guantaio , detenuto dal 17.7.1 937. IMPUTATI
Tutti : del delitto di propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre ai sensi degli artt. 110 - 272 p.p. C.P., reato commesso in Genova tra il Marzo ed i I Maggio 1937 - XV; Il Pomata Ernesto anche: 1) del del itto di cui agli artt. 302 e 280 C.P. per avere istigato Barbieri Te.la ad attentare alla vita del Capo ciel Governo, senza che la istigazione sia rimasta accolta; 2) del del itto di c ui all'art. 278 p.p. cpv. I O per avere offeso il prestigio del Re Imperatore e del Principe Ereditario; 3) ciel delitto di cui all'art. 282 stesso Codice per avere offeso il prestigio del Capo del Governo: 4) di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco (rivolte Ila) art. 697 p.p. e 699 p.p. C.P.); reati tutti commessi in Genova nel tempo suaccennate.
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TRIBUNALE SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
Villa Alfredo e Casanova Pietro anche ciel delitto cli cui all'art. 158 T.U. Legge di P.S. per avere tentato cli espatriare senza passaporto e per motivi politici nel maggio l937;
È vero che egli afferma di avere agito per solo spirito cli spavalderia, e, senza volontà criminale, perché provocato da persona prezzolata che avendo incarico cli vigilarne l'attività aveva tramutato l'incarico in personale interesse a cagionare la sua rovina sociale e politica. Ma tale asserto, anche se si volesse ritenerlo veritiero, non potrebbe servirgli eia discriminante.
Villa Alfredo, anche: cli abusiva dctel17.ione cli arma eia fuoco (rivoltella) a senso dell'art. 697 p.p. C.P., reato accertato il 17.7.1937. LN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M. nelle sue conclusioni e gli imputati che per ultimi ebbero la parola coi loro difensori,
Invece in ordine agli alrri due capi di. imputazione la sua negativa, per quanto concerne il suo concorso neJJa propaganda, sarebbe confortata dalle affermazioni concordi del Villa e ciel Casanova che escludono la partecipazione del Pomata. Nei riguardi delle offese al Capo del Governo, pare che il g iudicabile possa aver eletto "guarda che faccia di cane" quando il figurinaio stava per esporre la statuina del Duce. Di guisa che potrebbe essere anche vero che il Pomata non avesse commessi i eletti due reati ascrittigli.
IL TRIBU NALE
Ritenuto che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle risultanze dell'orale dibattimento si è potuto accertare
Altresì dubbia si affaccia la colpevolezza ciel Villa e del Casanova in ordine al tentativo di espatrio clandestino; in quanto meglio chiariti i fatti, per am missione dello stesso teste, Sottobrigadiere delle Guardie cli Finanza potrebbe anche essere attendibi le la versione data eia i due giudicabili.
IN !:'ATTO ED lN FATTO
Il V illa e il Casanova hanno affermato in modo chiaro e preciso di avere cli comune accorcio organizzata la manifestazione cli propaganda comunista, sia mediante iscrizioni sovversive sulle mura delle pubbliche vie cli Genova, facendone perfino sul fabbricato della R. Questura, sia mediante lancio, nella Via XX Settembre cli eletta città, cli un centinaio cli fogli volanti portanti impressi la falce ed il martello. Hanno dichiarato altresì cli avere compiuto la stolta impresa al solo scopo cli procurarsi compenso da parte cli chi, essi ritenevano interessati a si m ili manifestazioni, e precisamente dal Consolato Russo di Genova; recandovisi , per chiedere i necessari aiuti finanziari, due vo lte il Villa, accompagnato anche una volta dal Casanova. Poiché i precedenti politici di entrambi escl udono in effetti che essi facessero parte di associazioni sovversive, la loro versione può essere creduta, s icché l' imputazione va limitata, come è detto in rubrica , al solo reato di propaganda sovversi va. Dal canto suo il Poggi Corrado ha ammesso, sia pure con postumo rammarico, cli avere fornito ai due predetti perché richiesto dal Villa, la impronta metallica per le iscrizioni sovversive murarie, eia lui steso confezionata: di conseg uenza non è dubbia la s ua partecipazione materiale alla propaganda di cui sopra. Però, anche per dichiarazione di altri coimputati, è risultato che, richiesto cli fare la impronta metall ica occorrente pure per la seconda manifestazione mediante fogli volanti portanti impressi falce e martello, il Poggi s i è rifiutar.o. ln quanto al Pomata E rnesto egli ha sostenuto, anche in udienza, cli essere rimasto estraneo ali 'azione propagandistica degli altri, e di non aver pronunciata ingiuria contro il Capo ciel Governo; ammetlenclo invece di aver commessi gli altri fatti imputatigli.
E cioè che veramente entrambi si fossero presentati alla caserma per riposare e rifocillarsi, avendo spontaneame nte rinunciato al criminoso progetto. Dall'esame poi della pi.stola sequestrata al Vi lla, è risultato che essa manca completamente cli parti essenziali, per cui non può essere a doperata come arma da fuoco. Ne consegue che vengono a mancare gli estremi tutti , g iuridici, del reato contestatog li. Non sono emersi elementi s ufficienti di reità, per stabilire che il Pomata avesse in realtà asportato dalla propria abitazione, la pistola sequestratagli e che invece abusivamente deteneva nascosta in casa. Infatti tranne l.'affermazione della teste Berbieri cli aver sentito una volta il giudicabile affermare che aveva addosso una p.i stola, - affermazione smentita dal Pomata - nessun altro e lemento cli accusa risultò a cari co del Pomata. Nei cli costui confronti si è pot uto solo accertare che alla presenza de lla detta Barbieri egli ebbe a sputare s ull' E ffige cli S. M. il Re Imperatore con la manifesta volontà di arrecare offesa al prestigio del nostro Sovrano; essendo ri sultato escluso c he l'offesa sia stata re cata anche al Principe Ereditario. Inoltre è emerso che nei ripetuti incontri con la stessa Berbieri, nell'esprimere i suoi sentimenti di odio verso il fascismo, denigrando lo e m anifestando i pro posito cli andare in Spagna per combattere coi rossi; nei momenti in cui egli si dimostrava più acceso contro il fascismo , arrivò a clomanclarle se si sarebbe sentita capace cli avvicinare il Duce a Roma; durante una qualche manifestazione di Regime ed attentare alla vita ciel Duce, con una rivoltella oppure con uno stile nascosto in un mazzo cli fiori. Al momento dell'attentato il Pomata con altri compagni di fede sarebbe sta-
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TRIBUNALE SPECJM .F. PER LA DIFESA L>ELLO ST ATO
to presente per provocare la confusione e così salvarla. Di continuo egli gl i manifestava la intenzione determinata di trovare il modo di attentare alla vita ciel Duce; cercando sempre di istigarla a compiere l'in fame crimine; in quanto essa gli rispondeva sempre di no. Dalla suaccennata esposizione dei fatti scaturisce la prova evidente che i rubricati giudicabili si sono resi responsabili; Villa e Casanova del delitto di pro paganda sovversiva di cui all'art. 272 p.p . C.P. il Pomata dei reati, di istigazione ad attentare alla vita del Capo del Gcwerno, senza che la sua istigazione sia rimasta accolta, ai sensi degli artt. 302 e 380 C.P.; di offese limitatamente al prestigio di S. M. il Re Imperatore, quindi ai sensi dell'art. 278 p .p . C.P., nonché per detenzione abusiva di arma da fuoco (rivoltella). Invece non si sono raccolti elementi sufficienti cli reità: nei confronti di Vi I la e Casanova per quanto concerne il tentativo di espatrio clandestino. Per cui nei confronti di rutti e tre e d'uopo dichiarare la loro assoluzione per insufficienza cli prove da detti soli reati. Contro poi lo stesso Villa mancando tutti gli estremi giuridici di reato per la imputazione ascrit.tagli di cu i all'art. 697 p.p. C .P., deves i dichiarare la di lui assoluzione per inesistenza cli reato ai sensi dell'art. 485 C.P. Esercito. Pertanto esaminate e vagli ate tutte le emergenze dibattimentali e le richieste difensive; tenuto presente che il Pomata era iscritto al P.N.F. proveniente dalle organizzazioni giovan ili; che il Poggi è di buoni precedenti, che il Casanova, già ricoverato al manicomio per mania religiosa è stato istigato dal Villa equest'ultimo è un ex carabiniere riformato per epilessia; cons iderata la natura speciale e la gravità dei reati; specie quello cli istigazione ad attentare alla vita del Capo del Governo, il Collegio ritiene equo di irrogare le seguenti pene: Tn appl icazione dell'art. 302 - 280 C.P.: A Pomata anni 8 di reclusione;
Per il disposto dell'art. 272 p.p . C.P.: A V illa anni 4; a Casanova anni 2; a Poggi anni l; tutti alla reclusione:
Ai sensi dell'art. 278 p.p . C.P.: A Pomata anni 2 di reclusione.
In base all'art. 697 p.p. C.P. ed alla tassa sulle CC.GG. cli cui all'art. 9 R.D. 30.12.1923 n. 3279 in relazione all'art. I Legge 26.2.1931 n. 3 15;
PR IMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
Pomata ad anni 10 di reclusione, mesi I di arresto e lire 300 di tassa sulle concessioni governative; Villa ad anni 4, Casanova ad anni 2, Poggi ad anni l; tutti e tre alla reclusione. Pomata anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Vi Ila anche con la interdizione dai pubblici uffici per anni 5; tutti - ad eccezione di Poggi - con la libertà vigilata; tutti al pagamento in sol ido alle spese di giudizio; co l pagamento delle spese di preventiva custodia, o ltre ad ogni conseguenziale di legge. P.Q . M.
Visti ed applicati gli art. 11 O, 272, p.p. 302, 280, 278, 282, 697 p .p. e 699 p.p. C.P.; 158 T.U. legge di P.S . I 8.6.193 l n. 778; 23, 29, 73, 74, 228 , 229, C.P. 274, 488 C.P.P. 485 C.P. Esercito, art. 9 R .D. 30.12.1923 n. 3279 in relazione all'art. I legge 26.2 .1 93 I n. 315. DICHIARA ASSOLTI
Villa per inesistenza di reati in ordine alla contravvenzione di cu i all'art. 697 C.P.; Casanova e Villa per insufficienza d i prove dal reato di contravvenzione alla legge di P.S.; e Pomata, pure, per insufficienza di prove dai delitti cli cui agli artt. 110,272, p .p., 282, nonché dal la contravvenzione punita dall'art. 699 C.P.. RITIENE
Casanova, Villa, Poggi colpevoli del delitto di cui a Il 'art. 11 O - 272 - p.p. C.P., e Pomata dei reati previsti e puniti dagli artt. 302 - 280 - 278 - p.p. C.P., e Pomata dei reati previsti e puniti dagli artt. 302 - 280 - 278 - p .p. I O cpv . e 697 p.p. C.P.; ed operato il c umulo delle pene complessivamente condanna: Pomata ad anni 10 di reclusione e mesi 1 di arresto e lire 200 di tassa sulle concessioni governative; Villa ad anni 4; Casanova ad anni 2, Poggi ad anni l; tutti e tre alla reclusione. Pomata anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Villa anche con la interdizione dai pubblici uffici per anni 5; tutti ad eccezione di Poggi - con la libertà vigilata; tutti a l pagamento in solido alle spese di giudizio, col pagamento de lle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenzia le di legge. Roma, 31.1. I 938 - XVI Seguono le firme del Presidente e dei Giudici .
A Pomata mesi I di arresto a lire 300 di tassa sulle CC.GO .. Ed operato il cumulo delle pene (artt. 73 e 74 C.P.) complessivamente deve condannare:
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NOTIZIE DESUNTE DEI FASCfCOLT DI ESECUZIONE Per effetto dei provvedimenti di clemenza cli cui al R.D. 24.2.1940 n. 56 - Pomata, detenuto dal 17.7.1 937, avrebbe dovuto essere scarcerato il 17.7.1945.
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PRI MA PARTE: SENTEI\ZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
TRIBUNAL E SPECI AL E PER LA DIFESA DcLLO STATO
Reg. Gen. n. 243/1937
SENTENZA n. 13
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .Y .S .N. Giudice Relatore: Lanari Piero.
A seguito del parere favorevole espresso dal Procuratore Genera,le del T .S .D.S. - Francesco Dessy - in data 10.10.1942 viene concesso al Pomata il beneficio del la liberazione condizionale. Pertanto il Pomata viene scarcerato dalla Casa Penale d i Fossano il 13. 12.1942.
Giudici Consoli M.V.S.N.: Gangemi Giovanni, Calia Michele, Rossi Umberto, Carusi Mario, Supp.iej Giorgio. ha pronunciato la seguente: SENTENZA
Pena espiata: 5 anni, 4 mesi, 26 giorni. nella causa contro: - Vi Ila viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Fossano il 31.1.1938. Detenuto dal 17.7.1937 al 3 !.l.1938. Pena espiata: 6 mesi e 14 giorni . M uore a Genova il 22.11 .1943. SCARCERAZ IONE PER ESPIATA PENA - Casanova, detenuto dal 17.7.1937, v.iene scarcerato, per espiata pena, dall'Istituto Penale di Castelfranco Emi lia il 17.7. 1939. Una istanza di grazia inolt.rata dal Casanova il 5 .2 .1938 viene respinta. Muore a Genova il 20.7.1 939. - Poggi, detenuto dal 17.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri gi udiziarie di Roma il 17.7 . I 938 .
Scussat Alberto, nato il 24.7.1914 a Monaco di Baviera (Germania), moto rista navale. IMPUTATO
1) di furto a danno del)' Amministrazione Militare Marittima (art. 239 Codice Militare Marittimo) per essersi impossessato, per trarne profitto, a danno e senza il consenso dell'Amministrazione M ilitare Marittima, di un caricatore con sei cartucce a palla da 6,5 che asportava, a bordo della R. Nave "Berta" , dalla cappelliera del S. Capo Cannoniere Salton Pietro; 2) di tentativo di sabotaggio su navi, ai sensi degli art. 56 - 253 C.P., per avere otturato, con stoppa, i fo ri di s uppl.emento aria, ali.o s pruzzatore del minimo nel carburatore della motobarca della R. Nave "Berta", per arrecare un qualsiasi nocumento, non riuscendo nel s uo criminoso in tento per circostanze indipen denti dalla s ua volont~t; 3) di offesa al Capo del Governo per aver lanciato uno sputo, in segno cli di sprezzo, contro l'immagine ciel D uce (art. 282 C.P.);
Insieme con i sopracitati imputati venne a nche denunziato: - Vi Ila A rmando, nato il 24.2 .1914 a Genova - falegname -
Il Villa. detenuto dal 17.7. J 937, viene scarcerato il 14.9 .1 937 perchĂŠ il Giudice Istruttore emise nei suoi confronti - su conforme richiesta del P.M. - una sentenza cl.i non doversi procedere "per non aver commesso il fatto" (sentenza 14 .9 . 1937).
4) di propaganda sovversiva per avere disegnato su una parete della R. Na ve "Berta" l'emblema comunista ed aver tenuto, con compagni, discorsi sovversivi (art. 272 p .p. C.P.) Reati commessi a bordo della R. Nave "Berta" il 23.6.1937 e precedente mente IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M. nelle s ue conclusioni e l'imputato che per ultimo ebbe la parola col suo difensore
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PART E: SENTF.KZF. PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
IL TRIBUNALE
entrato nel "quadro ufficiali" lanciò in segno cli disprezzo, uno sputo contro un quadro contenente l'effige del D uce proferendo altresì parole offensive contro il martire fascista Berta, in quanto c'era anche il cli lui ritratto.
Considerato che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle risultanze dell'orale dibattimento si è potuto statuire, IN FATTO ED IN DIRITTO
11 Comando in Capo del dipartimento marittimo di Taranto aveva denuncialo a questo Tribunale Speciale il rubricato Scussat Alberto, motorista navale nel C .R.E.M. in seguito al! ' esito di una inchiesta svolta nei suoi confronti, nella R.N. "Berta", presso cui prestava servizio. Da tale inchiesta, per esplicite dichiarazioni del fuochista M .N. Antoci Achille, dei sottocapi elettricisti Ruggeri Silvio e Aletta Alfio e del secondo capo meccanico Esposito Raffaele - tutti della R.N. "Berta" - emerse quanto appreso: Il 22.6 . 1937 l 'imputato cominciò a manifestare, al fuochista Antoci, i suoi sentimenti comun isti, perché venissero condiv is i dallo stesso Antoci. Con l'occasione egli svelò la sua aspirazione consistente nel vo ler creare una nave sovversiva, convertita al le sue idee; insinuando altresì, evidentemente a scopo propagandistico, che egli era già in rapporti politici con altro marinaio del deposito, sui compagno di fede, del quale però non credette di fare il nome (pur dicendo che gli era migliore di un fratello). Mostrando, poi, un caricatore cli cartucce (cli proprietà dell 'Amministrazione Militare Marittima), precedentemente portato dalla cappelliera del sottocapo cannoniere P .S. Salton Pietro, affermò dovergli servire al momento opportuno. Indi, avvicinandosi al motore del la motolancia della nave ( che, giusto ordine ricevuto, doveva coprire con la relativa cappa) introdusse alcuni pezzi di stoppa nei forel lini dello spruzzatore del carburatore; al dich iarato scopo cli procurare dei danni.
l n udienza però, in ordine al tentativo cli sabotaggio, vennero meglio precisati i fatti; tanto che lo stesso perito ha dovuto fare la specifica dichiarazione che in nessuno caso si sarebbe potuto verificare un quals iasi nocumento, al motore deJJa motolancia. Invece riuscirono chiaramente provate tutte le altre imputazioni rubricategli: e lo Scussat di fronte aHc chiare, circostanziate concordi accuse dei sei testi militari, ha finito per dimos trarsi noncurante delle gravi responsabilità contesta tegli. Non v'è dubbio pertanto che egli s i è reso colpevole dei delitti di cui agli artt. 239 C.M. Marittimo; 272 p.p. e 282 C.P.; in quanto nella fattispec ie della sua attività criminosa compiuta s i vengono a caratterizzare tutl'i gli estremi soggettivi ed ogget.tivi c he costituiscono la configurazione giuridica dei reati a lui ascritti. Mentre deve essere assolto perché il fatto non costituisce il reato dalla im putazione cli tentativo di sabotaggio. Pertanto esaminate e vagliate tutte le emergenze processuali, nonché le ric hieste difensive; tenuta presente la natura speciale e la gravità dei reati; e con siderato che lo Scussat, iscritto al P.N.F. proveniente dalle organ izzazioni gio vanili fasciste; anziché fare atto cli ravvedimento, almeno all'udienza, quando gli fù ripetutamente richiesto chi era quel marinaio del deposito col quale egli era stato in contatti politici, invece non fece nomi, mantenendosi sempre nella negativa; il Collegio è d'avviso di irrogare le seguenti pene:
Tn applicazione dell'art. 282 C.P.; Anni 5 di reclusione; Ai sensi dell ' art. 272 p.p. C.P.: Anni 2 di reclusione; Per il disposto dell'art. 239 C.P. mi litare marittimo:
TI fuochista Antoci informò del fatto il sottocapo R.uggeri che consigliò di mantenere i contatti con lo Scussat allo scopo di accertare i suoi propositi . Contemporaneamente il Ruggcri informò del fatto il sottocapo di ispezione Aletta ed ambedue i predetti sottocapi - a i quali si aggiunse, in seguito, il secondo capo meccanico Esposito - iniziarono un servizio di persona le sorveglianza del lo Scussat e dell' Antoci, e di constatazioni di q uanto essi dicevano o facevano. Fù, così, possibi le accertare che lo Scussat proseguì i suoi discorsi sovver sivi con l ' Antoci; che ad un certo momento disegnò su una parete della nave l'emblema comunista (falce e martell.o), che, infi ne, non soddisfatto ancora,
Anni l di reclusione m il itare sostituita con la reclusione ordinaria, in base all'art. 46 C. P. Marittimo. ED
operalo il cumulo delle pene complessivamente deve essere condannato ad anni 8 di reclusione con la interdizione perpetua dai pubblici uffici , con la libertà vigilata, col pagamento de lle spese di giudizio e di preventiva custodia, oltre ad ogni al.tra conseguenziale di legge.
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P .Q.M.
Visti ed applicati gli artt. 46 e 239 C.P. mil itare marittimo, 56 - 253 - 282_272 - p.p. 23 - 29 - 73 - 228 - 229 - C.P.; 274 - 488 - C.P.P.; 485 - C .P. Eserci to, in relazione all'art. 479 C.P.; DlCHfARA
Scussat assolto poiché il fatto non costituisce reato in ordine al delitto di cui ali 'art. 56 - 253 C.P.Lo ritiene colpevo le degl i altri reati ascrittigli, e sostituita la reclusione militare con la ordinaria, operato il cumulo delle pene complessivamente lo con danna ad anni 8 di reclusione. Con la interdizione perpetua dai pubblici uffici, con la li bertà vigilata, col pagamento de lle spese di giudizio e di preventiva c ustodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge . Roma, 2.2.1938 - Anno XVI Seguono Je firme del Presidente e dei Giudici. NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DT ESECUZIONE Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui a i RR.DD. 24.2 .1940 n . 56 e 17 .10.1942n. 11 56. - Scussat viene scarcerato dalla Casa di reclus ione di Castelfranco E milia il 16.11.1942. Detenuto dal 23 .6. I 937 al 16.11. 1942. Pena espiata: 5 anni. Istanze di grazia inoltrate dalla madre· il 28.8 . l 940 e da Scussat Alberto I'8 .2 .1 938, il 15. 11.1938 e 13.4. I 942 non vengono accolte. TI Tribuna le militare territori ale di Roma concede, con O rdinanza de l 21.7. 1967 , il beneficio dell' amnistia di cui a l D.LL. 17.11.1945 n. 719 in ordine a l reato di cui al! 'art. 272 C.P. (propaganda sovversiva) e dell'amni stia di cui al D.L.L. 29 .3.1946 n. 132 in o rdine al reato di furto a danno cieli ' Amministrazione mil itare marittima (art. 239 C.P. m il itare marittimo) . Con la stessa Ordinanza vengono dichiarati cessat i tutti g li effetti pena li della condanna infli tta per il reato cli offesa al Capo del Governo (art. 282 C .P .) perché il suddetto reato è stato abrogato con il D . L.L. 14.9 . 1944 n. 288 .
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.ll.S.
TRIB UNALE SPF.CTALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 203/1937
SENTENZA n. 14
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Presidente: Bevilacg ua Cesare, Console Generale M .V .S .N . Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M.V.S.N. : Gangemi Giovanni, Calia Michele, Rossi Umberto, Carusi Mario, S uppiej Giorgio. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: A lberta Francesco, nato il 14 .9.1889 a Castel nuovo (Foggia), calzolaio. IMPUTATO
I) del delitto di cui all'art. 282 C.P. per avere oltraggiato S.E. il Capo del Governo, pronunziando, fra l'altro, la frase: "Mussolini è un vigl iacco e non sa comandare mentre Nini sapeva fare molto meglio cli lui";
2) del delitto cli c ui agli artt. 582 - 585 C.P. perché, venuto a colluttazione con il proprio nipote, Clazonc Francesco, lo mordeva al naso e lo colpiva al la fronte, con una falce, producendogli ferite guarite entro i I decimo giorno. (Reati commessi in Castelnuovo de lla Daunia (Foggia) il 25 .6.1 937 - XV). "IN PUBBLIC/\ UD IENZA
Senti to il P .M. nelle sue conclusioni e l'imputato che per ultimo ebbe la parola col suo difensore IL TRI BU NALE
Considerato c he dalla lettura degli atti processuali nonché dalle ris ultanze dell'ora le dibattimento di poté accertare IN PATTO ED IN DIRITT O
La Regia Questura d i Foggia con ver bale 21.7 .1937 aveva denunciato I' Alberta uomo violento, pregiudicato, già condannato a 30 anni cli rec lusione per parricidio e sottoposto alla libertà vigilata, perché, mentre, il 25 .6.1937 era in tento al lavoro agricolo di mietitura, ins ieme ad altr i, nel campo del p roprio ni-
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA Dll'ESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SE:-lTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.L>.S .
pote Calzone Francesco, in Castelnuovo della Daunia, aveva iniziati astiosi di scorsi contro l'attuale nostro Regime e contro la gioventù di oggi ad esso fa vorevole. E d al doveroso risentimento ciel nipote fascista egl i aveva reagito: rivolcrendo insolenze all'indirizzo ciel Capo del Governo (tra cui quella di cui nel cap~ d'imputazione) e scagliandosi contro lo stesso nipote che aveva ferito; dapprima, al naso, con un morso, ed in un secondo tempo, al cli sopra ciel so pracciglio destro, con la falce.
NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE
Anche all'udienza il giudicabile si è mantenuto negativo, ma tutti le testimoniali furono espi icite e concordi ne l precisare le emerse responsabilità clell ' Alberta. Non v'è dubbio quindi che egli si è reso colpevole dei delitti di cui agli artl. 282 e 582 - 585 C.P.; in quanto nella fattispecie si vengono ad integrare tutti gli estremi oggettivamente e soggettivamente considerati c he costituiscono la qualificazione gi uridica dei reati ascrittigli. Pertanto esaminate e vagliate tutte le risultanze processuali nonché le richieste difensive, considerata la natura speciale dei reati, tenuti presenti i precedenti dell'Alberta; il Collegio ritiene equo di irrogare le seguenti pene: Anni 4 per il disposto del l'art. 282 C.P.; e mesi 9 con l'aumento della pena di un terzo in applicaz ione degli artl. 582 - 585 C .P. e quindi anni J. Ed operato il cumulo delle pene complessivamente deve condannarlo ad anni 5 di reclusione; con la interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5, con la libertà vigilata, con le spese di giudizio e di preventiva custodia o ltre ad ogni a ltra conseguenziale di legge. P.Q.M.
Visti ed applicati gli artt. 282, 582, 585, 23, 29, 73, 228, 229, C.P.; 274, 488 C.P .P .
DICHIARA A lberta Francesco colpevole dei reati ascrit.tigli ed operato il cumulo delle pene complessivamente lo condanna ad a nni 5 di reclusione. Con la interdizione dai pubblici uffic i per anni 5, con la libertà vigilata, con le spese di giudizio e di preventiva custodia oltre ad ogni a ltra conseguenziale di legge. Roma, 2 .2 . 1938 - X VI. Seguono Je firme del Presidente e dei Giudici.
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- Alberta, detenuto dal 25.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 25 .6.1942.
I precedenti penali (tra l'altro una condanna a 30 cli reclusione per parricidio) ostano alla concessione dei benefici di clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56. . Il Tribunale militare territoriale di Roma dichiara, con Ordinanza del 13.3.1 961, in ordine al reato di offesa al Capo del Governo (art. 282 C.P.) ces sati tutt i gli effetti penali delta condanna perché i.I suddetto reato è stato abrogato con il D.L.L. 14 .9.1 944 n. 288 .
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TRIB UNALE SPECIAi .F. PER LA D IFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZI ATE OAL T.S.D.S.
SENTENZA n. 15
Reg. Gen. n. 241/1937
ll Tribunale Speciale per la Difesa del lo Stato composto da:
Presidente: Bev ilacqua Cesare, Console Generale M.V.S .N. Giudice Relatore: Lanari Piero.
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IN f<'ATTO ED lN DIRITTO
Il 24.5 . 1937 la Regia Quest ura di La Spezia segnalava a quella d i Brescia un nuovo s istema cli introduzion i e cli diffusione di stampa com un ista nel Regno, emerso d urante una operazione di polizia che ivi s i svolgeva; in località pros s ima alla fro ntiera, "em issari comunisti " spedivano, sotto falsi nomi; ad affiliati al partito, pacchi aventi il contenuto dichiarato di do lc i.
Giudici Consoli M.V,S,N. : Gangemi Giovanni, Calia Michele, Rossi Umberto, Carusi Mario, Suppiej Giorgio.
Questi pacchi , in realtà, nascondevano, sotto un superficiale strato, cli cioccolatini , stampe di propaganda .
ha pronunciato la seguente:
La stessa Questura di La Spezia informava, altresì. cli avere accertato che uno di tali pacchi era stato spedito, il 30.3. I 937 da Savona, al recapito d i Valeria Ji.ilg in Brescia.
SENTENZA nella causa contro : J i.i lg Car lo, nato il 3.5.1891 a Trento, ordinario d i lingua tedesca nel R. Li ceo di Brescia; Wachenhusen in JUlg Valeria, nata il 24.7. 1900 a Neumarkt (Austria), casalinga. IMPUTATI
1) del del itto di cui al l 'art. 270 cpv. 2° C.P. , per avere partecipato ad una associazione sovversiva (comunista), diretta a stabilire v iolentemente la dittatu ra di una classe sociale sulle altre;
2) de l del itto di cui agl i artt. 110 - 81 - 272 p.p . C.P. per avere concorso tra loro e con altri in epoca d iversa ma con un unico disegno criminoso al la propaganda comunista verbalmente cd a mezzo di diffusioni di stampa sovversiva; 3) del del itto di cui agli artt. 11O - 270 p.p. C.P., ed u. cpv . per avere con corso tra loro e con altri all'organizza7.ione ed alla d irezione cli associa7.ioni comun iste. Reati commessi in Brescia ed altrove precedentemente e s ino a l 25.5 . I 937 IN PlJBBLICr\ UDIENZA
Sentito il P .M . nelle sue conclusioni e gli imputati che per u ltimi ebbero la parola coi loro difensori,
ln seguito a tale segnalazione, la Regia Questura denunziante iniziava im rne_d!ate, accurate indagi1: i che _p ortarono allo accertamento di penali responsa b1hta, non solo della dest1natana del pacco, oriunda austriaca, intellettuale, ma anche del d i lei marito, Ji.ilg Carlo, insegnante ordinario di lingua tedesca al R. Linceo G innasio "Arnaldo" in Bresc ia, già ufficiale austriaco d urante la grande g uerra. N~lla loro abitazione, infatti, si rinvenne o ltre all'involucro del pacco in ~uest1one - tale e tanto materiale compromettente (stampa comunista, opusco li sovversivi, min ute di lettere e relazio n i riguardanti il partito, macchina datti!ografica, ecc.) da portare i coniugi .TUJg a gravi confessioni ed i rapportanti ad mteressa.nti deduzioni. I con iugi JUlg, infatti, finirono con il confessare, s ia pure con lacon ica fie rezza, (al dic hiarato scopo di non coinvolgere altri responsabili), di essere stati i destinatar i della stampa incriminata e di aver svolta ogni attiv ità nell'inte resse dal partito comunista di cui, c o n orgogl io , si dic hiarano esponent i. E qu_an~o il(~omm issar!o d i P.S . con gli agenti si recava in carcere per p ren dere t grnd1cab11J e conclurl1 nella cli costoro ab itazione ed alla loro presenza procedere a nuove perq uisiz ioni, allo scopo d i rintracciare il copioso m ater iale propagandistico gradatamen te ri nvenuto nascosto, entramb i gli imputati ostentavano il saluto comunista. Tanto c he una volta lo stesso Commissario dovette usare me7.zi energ i.ci persuasivi verso l' Ji.ilg per imped ire il ripetersi di tante provocanti manifestazio ni sovversive. I funzionari di P.S . da l contenuto degli scritti, e degli s tampati sequestrati, dalla q ualità della carta e delle buste che i predetti coniugi adoperarono poterono, con s icurezza, d imostrare:
IL TRIBUNALE
R itenu to che dalla lett ura degli atti processuali nonché dalle risultanze orali ciel d ibattimento si è potuto accertare
1) c he risale a loro la responsab ilità della affiss ione dei manifesti ni sov ve r ~ivi (a11a!oghi a quelli rinven uti in casa .Ji.i lg) ver ificatesi, dal marzo 1937 in poi, 111 Brescia, presso i I campo di tennis della società sportiva "Forza e costanza"
TKlBUI\J\LESPECJALF. PER LA OlFF.SA DELLO STATO
PRIMA f'ARTE: SENTEl\7.E PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
(della q ua le società gl i imputati erano soci ed assidui frequentatori) ecc. ecc ...
Ed operato il cumulo delle pene, complessivamente deve condannare l'Ji.i lo 0 ad anni 14 e la Wachenhusen ad anni 10 .
2) che risale a loro la responsabilità della divulgazione cli circolari o mani festini comunisti che, da tempo, partivano (con carte e buste analoghe a quelle sequestrate in casa JUlg) eia Brescia e da Mi lano (ove spesso la Wachenhusen si recava) e si diramavano, in tutta ! ' Italia, presso destinatari in gran parte ignoti ai mittenti ( i cui nomi ed indirizzi venivano tratti da elenchi telefonici o dal la guida Monaci o da orari ferrov iari).
Entrambi a lla reclusione, con la interdizione perpetua dai pubblici uffici con la libertà vigilata, col pagamento in solido delle spese di gi ud izio, colpa~ gamento delle spese cli c ustodia preventiva, oltre ad ogni altra conseguenziale ~ di legge.
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P.Q.M.
Di guisa che risale a loro, in sostanza, la responsabi lità ciel la pericolosa attiv itit propagandistica sovversiva organizzata e sv iluppata in Brescia ed altrove.
V isti e_d applicati gli artt. 270 p.p. cpv. 2°; 272 p.p., 23, 29, 73 C.P.; 274,488 C.P.P.; 485 C.P. Esercito in relazione all'art. 479 C.P.;
Gli stessi imputati hanno chiaramente ammesso di essersi resi responsabili dei delitti d i cui al numero l) 2) del capo d'imputazione (appartenenza ad assoc iazione com unista e propaganda comunista). Dall'e laborato peritale grafico in atti, risulta poi che le d ue buste ed i re lativi fogli contenenti informazioni del partito comunista, (allegati 13 - 14) già di retti, l'una, all'Hotel Stella d'Oro in Venezia e, l'altra, alla "Famiglia R ibaldo" in Vittoria (Ragusa) e pervenute, successivamente, in mano alla competente autorità po litica e di polizia, e, quindi allegate al processo, furono scritte pro prio con la macchina Rern ington portatile n. z. 46260 sequestrata in casa dei coniugi Ji.ilg. Respingono i giudicabili, il solo addebito di cui al numero 3) del capo d 'im putazione (organizzazione e direzione di associazione comunista). ln realtà, mentre in udienza chiaramente sono riusciti provati i reati di appartenenza ad associazione sovversiva e di continuata attivitit propagandistica, per q uanto concerne invece il terzo delitto contestato, non si sono raccolti elementi sufficienti di reità a carico di entrambi : per c u i è d'uopo dichiarare la loro asso luzione per insufficienza di prove, in ordine al delitto previsto e punito dall'art. 270 p.p. C.P. Pertanto statuita soggettivamente ed oggettivame nte la responsabil ità dell'Jiilg e della Wachenhusen in ordine ai reati d i cui agli art. 270 cpv. e 1 IO - 272 p .p. in relazione all'art. 81 C.P., il Collegio dopo avere esaminate e vagliate tutte le em ergenze dibattimentali nonché le richieste difensive; considerata la gravità e la natura particolare dei reat i; ritiene equo irrogare le seguenti pene: Per il disposto dell'art. 270 cpv . 2° C .P .:
DICHIARA
e ntrambi assolti per insufficienza di prove in ordine al delitto cli cui all'art. 270 p .p. C.P., ritenendoli co lpevoli degli altri reati loro ascritti. Ed operato il cumulo del le pene complessivamente condanna: Ji.Ug Carlo ad anni 14; Wachenhusen Valeri a ad anni I O. Entrambi alla reclusione; con la interdizione perpetua dai pubbl ici uffici con la libertà vigilata, col pagamento in solido delle spese di giudizio, col pagan~ento delle spese di c ustodia prevent iva, oltre ad ogni altra conseguenziale di Legge. Roma. 2.2. 1938 - XVL Seguono le firme del Presidente e dei Gi udici . NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE Per effetto dei provvedim enti di c le m enza di cu i a l R.D. 24.2 . 1940 n. 56. - Hilg avrebbe dovuto essere scarcerato il 25 .5.1 949.
I titoli dei reati per i quali è stato condannato ostano al la concessio ne dei benefici prev isti dal R.D. 17. 10. 1942 n. 11 56. Rifiuta cli associarsi a una istanza di grazia inoltrala dalla madre nel 0nen naio del 1939.
Jiilg ad anni 3; Wachenhusen ad ann i 2; Ai sensi degli art. 110 - 81 - 272 p.p. C.P.: Jiilg ad anni 5; Wachenhusen ad anni 4; aumentata ad anni 11 per l 'Hilg e ad a nni 8 per la Wache nhusen in applicazione dell'art. 81 C .P ..
Scarcerato, per grazia sovrana, dalla Casa di reclusione di Castelfranco Emilia il 25.8. 1943. Detenuto dal 25 .5 . 1937 al 25 .8.1 9 43.
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DA I" T .S.D.S.
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA OELLO STATO
SENTENZA n. 21
Pena espiata: 6 anni e 3 mesi.
Reg. Gen. n. 154/1937
- Wacbenhusen Valeria avrebbe dov uto essere scarcerata il 25 .5 .1945.
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
I titoli dei reati per i quali è stata condannata ostano alla concessione dei benefici previsti dal R .D . 17.10.1942 n. 1156.
Presidente: Tringal i Casanuova Antonino, L uogotenente Generale M .V.S.N . Giudice Relatore : Lanari Piero.
Rifi uta di assoc iarsi a una istanza di graz ia inoltrata dalla suocera nel gennaio del 1939. Scarcerata, per grazia sovrana, dalla Casa di reclusione per donne di Perugia il 30.8.1 9 43 in ottempranza al le disposizioni impart ite dal Ministero dell'Interno con circolari n. 46643 del 27.7 .1943 e n. 49216/441 del 14.8.1943 . Detenuta dal 25.5.1937 al 30.8.1943 . Pena espiata: 6 anni , 3 mesi, 5 giorni . NOTA: Il Gi udice Istruttore (Vincenzo Cersosimo) ha, con sentenza del 17.11 . 1937, dichiarato - s u conforme richiesta del Pubblico Ministero - cli non doversi procedere, per insufficie nza di prove, ne i confronti di Ji.ilg Carlo e Wac hen huscn Valeria in ordine al delitto di c u i a ll'art. 262 - prima parte - secon do cpv. e 1 IO C.P . per avere rivelato - in concorso tra loro e con altri - notizie s u partenze di volontari italiani di cui è vietata la divulgaz ione.
Giudici Consoli M .V.S .N. : Gangcmi Giovanni , Calia Michele, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Leonardi N icola. ha pronunciato la seguente :
SENTENZA nella causa contro: Chiri Emilio, nato 1'8 . 11.1902 ad Alpignano (Torino) , me ccan ico; Sigismondi Giuseppe, nato il 16.3. 1887 a Caltignaga (Novara) , meccanico; Obole Vincenzo, nato il 26 .4. 1895 a Torino, meccanico; Beltrami Antonio, nato il 25 .11.1893 a Omega (Novara), tornitore . IMPUTATI
dei reati cli cui agli artt. 270 - 2° cpv. 272 parte p rima C.P. per avere in territorio di Torino, in epoca precedente e fino al 7 .5 . 1937 fatto parte del partito com un ista e per averne svolto propaganda . 11 Chiri e l 'Obole con l ' aggravante dell a recidiva specifica. TN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P.M. nelle s ue conclusioni e gli imputati che per ul timi ebbero la parola coi loro d ifensori IL TRIBU NALE
Considerato che dal la lettura degl i a tti processuali nonché dalle risultanze del l'orale dibattimento si è potuto stabi lire TN FATTO ED IN DIRITTO
La Questura cli Torino nella pr imavera del 1937 e ra ven uta a conoscenza che alcuni eleme nti sovversivi continuavano a svolgere attività clandestina, sempre approfittando di part icolari circostanze de l momento, specialmente fra i co m pagni cli lavoro di detta città.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA D IFESA DELLO STATO
PR IMA PARTF.: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
Dopo la nostra vittoriosa impresa e tiopica, venne la g uerra civile di Spagna ad offrire ai sovversivi , il motivo cli propaganda sed iziosa; s ia occupandosi del reclutamento a favore cJei rossi, sia facendo circolare fra le masse le voci più ass urde d i interve nto ita liano.
tolina a firma "Giovanni" con l 'invito di trovarsi per il sabato successivo, nei pressi della stazione di Rivoli .
Però la sagace ed energica opera degli organi tutori dell'ordine pubblico, stroncò sul nascere i I pericoloso movimento antifascista che s i era già organizzato. Tuttavia qualche manifestazione propagandistica, specie negli stabilimenti industriali, si andava sempre effettuando, mediante diffusione clandestina di manifestini stampati alla macchia, nel Regno, od importati dalla F rancia, ed altresì mediante segreta raccolta di denaro pro "soccorso rosso", pro-combattenti rossi e pro-carcerati politic i. Gli agenti cli P .S . dopo pazienti indagin i riuscirono a scoprire che la centrale comu nista di Parigi, col mezzo di emissari, inviati a tal uopo in Ital ia, s i e ra messa a contatto con compagni di fede locali , e che nello stabilimento Rossetti v'erano degli individui che esplicavano pericolosa azione sovversiva. Infatti a rrestati cd interrogati i q uattro rubricati ne raccolsero g li element i di spec ifica prova. Dalle stesse c hi are e precise dichiarazioni dei giudicabili spe cie del Chiri, rese dinanzi la Questura, al Giud ice Is truttore e conferm ate all' udie nza. nonché delle circostanziate testimoniali, ri sultò a carico di ognuno degli imputati: Chiri Emilio: con sentenza ciel 12.5.1927 ven ne condannato dal Tribuna le Special e ad anni 6 di reclusione per attività sovversiva. Nell'aprile 1931 si rifiutò di associarsi all'istanza di grazia inoltrata dal la di lu i famiglia; fì:1 dimesso dal carce re nel novembre 1932 per l'am ni stia decennale. Comunista convinto ed irriducibile, fì:1 ascoltato dai compagni s ui quali esercitò mollo ascenden te . Nella primavera de l 1936 ebbe la visita di un emissario ciel partito comuni sta che gli propose di interessarsi di questioni si ndacal i relative alla officina Rossetti presso la quale egli lav orava. Accettò l'incarico, ed intanto g li fo rnì alcune notiz ie relati ve all'anda me nto de lla detta azienda indus triale con la promess a che lo av rebbe informato di quanto di spec ial e per l 'avvenire fosse accad uto nello stabi limento. Verso i p rimi de l dicembre 1936 g li si presentò alt.ro funzionario ciel partito che lo incaricò di una sottoscrizione fra compagni cli fede dello stabilimento Rossetti "pro carcerati politici"; concorda ndo che sarebbe s tata inviata una carto lina posta le al Ch iri, per fissargli un secondo incontro clandest ino . Infatti verso la fine del gennaio 1937 iI C hiri ricevette ad A lpignano una car-
In tale occasione il Chiri consegnò all'emissario, che non era quello già incontrato nel dicembre 1936, L. 185 raccolte da vari compagni di fede, trattenendosi la somma di L. 50 per consegnarla alla famiglia del confinato politico Mina Mario, di A lpignano. Oltre a l denaro il C h iri diede all'emissario, notizie sulla situazione de llo stabil.imento , sull'umore degli operai, sulle paghe e sul pensiero delle maestranze circa il nuovo contratto di lavoro. Consegnò anche una relazione sulla situazione operai a nelle varie imprese industriali locali; facendo presente la manovra dei padron i di far passare gli operai da una categoria ad altra inferiore. Nella rela zione insisteva sul concetto che a lcuni operai gli avevano espresso, e cioè, che l'aumento ciel 10% s ulle paghe e d il nuovo contratto di lavoro erano il prodotto no n di una pol itica favorevole al popolo spontaneamente seguita dal Regime, ma imposta dagli avvenimenti cli Spagna e di F rancia. Da tale attività che il Chiri andava svolgendo direttamente con gli emissari del partito comunista, sorse il sospetto, c he egli svolgesse a nche opera organizzativa e direttiva sovversiva, da irriducibile comuni sta; m a non emersero e lem e nti sufficienti per contestargli e quindi gi ud icarlo anche per il reato cl.i cui all'art. 270 p.p. C.P. Sigismondi G iuseppe: Secondo la Questura egli militò nel partito comunista eia anni e nonostante la sua apparenza di persona tarda e innocua; invece è un pericoloso ed irriducibile nemico de l Regime. Nel 1928 arrestato e denunciato al T ribunal e Speciale fù assolto in istrutto ria per insufficie nza di prove; nel 1934 fù assegnato al confino per anni 5; pe rché sospetto di subdo la attivi.tà sovversiva, prosciolto in seguito per atto di clemenza del Capo del Governo. Ebbe incarico dal Ch iri d i raccogliere del denaro da compagni cli fede "pro soccorso dei carcerati politici''. lnfatt.i riuscì a raccogliere la somma di L. 60,00 versata in due volte allo stesso Chiri. Obole Vincenzo: A rrestato e denunciato al Tribunale Speciale, con sentenza del 21.6. I 930 fù condannato ad a nni 3 di recl us ione per appartenenza a l partito comunista e per avere svolto re lativa propaganda. Posto in libertà nel I 934 in segui to a ll'amnistia del decennale, nel marzo 1934 venne nuova me nte a rrestato per reato della s tessa indole e condannato ad anni 2 di reclus ione . Beneficiò ciel condono, e scarcerato nel dicembre 1934, no n mutò le sue idee, né des is tette dal!' occupars i di poi itica. Partecipè) alla sottoscriz ione " pro carcerati politici" consegnando la sua quota di denaro al Sigismoncli; sovente parlando fra compagni, ne ll o stabili -
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TRIBUNALE SPEClA l, F. PER LA DIFESA UEU, 0 STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE UAL T.S.D.S.
mento dove egli lavorava, denigrava l 'opera del Regime ed auspicava, con la vittoria dei rossi in Spagna, un sollecito cambiamento di Regime.
Ed operato il cumulo delle pene comp lessivamente deve condannare Chiri ad an ni 6; Obole ad anni 3; Sigismondi ad anni 2; Beltrami ad anni 2 e mesi 6.
Beltrami Antonio: Vecchio comunista: nel settembre .1927 fù anestato a Torino con altri, perché sospettato d i svolgere attività sovversiva e precisamente di occuparsi del "soccorso rosso"; ma denunciato a questo Tribunale Spec iale fù prosciolto in istruttor ia per insufficienza cli prove.
Tutti alla reclusione; Chiri alla interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5; tutti a lla libertà vigilata, al pagamento in solido dell e spese d i gi udizio, al pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge.
Versò al Sigismondi la somma di L. 35 circa per il soccorso ai carcerati politici; l'entità della somm a consegnata fa presumere che si tratti di denaro raccolto, dal Beltrami, fra altri compagni di fede .
Poiché ris ul tò al l' udienza che l'attività propagandistica del solo Beltrami ebbe a cessare alla fine ciel dicembre 1936, e quindi prima della promulgazione del R.D. d i amnistia e c ondono del 15.2 . 1937 n. 77, nei di lu i confronti deve essere applicato il beneficio ciel condono condizionale, limitatamente al reato di propaganda, del la pena di anni I e mesi 6 d i reclusione; determinandogli la pena eia scontare in anni 1 cli reclusione.
Dalla suesposta narrativa scaturisce evidente la prova che la centrale comunista per mezzo di emissari svolgeva attività sovversiva a Torino e che avvalendosi della efficace collaborazione del compagno di fede Chiri andava altresì svolgendo deleteria propaganda raccogliendo fondi "pro soccorso rosso". A sua volta il C hi ri, per raccogliere a tal uopo il denaro, r icorreva alla coo perazione dei pure aderenti al movimento locale comunista, Sigismondi Obole, e Beltrami.
P.Q.M.
Visti ed applicar.i gli artt. 270 2° cpv.; 272 p.p., 99 p.p. n. I e 2, 23 , 29, 73, 228, 229 C.P.; 274,488 C.P.P.; 2 e 9 R.D . 16.2.1937 n. 77 DICHIARI\
Non v'è dubbio pertanto che tutti si sono resi responsabili dei delit!i previsti e p uniti dagli artt. 270 cpv. 2° e 272 p .p. C .P. in quanto nel la fattispecie del la azione criminosa da ognuno compiuta si vengono ad integrare tutti gli estremi soggettivamente ed oggettivamente considerati, costituenti la configurazione g iurid ica dei reati ascritti ai gi udicabili. Di conseguenza esaminate e vagliate le emergenze d ibattimentali; nonché le richieste difensive; considerata la natura speciale dei reati; tenuto presente che gli imputati sono dei convinti irriducibili comunist i; il Chiri e l'Obole rec idivi specifici perché g i~t condannati da questo Tribunale Speciale, il Beltrami ed i I S igismondi invece già assolti per insufficienza di prove da reati del la stessa indole, e quest'ultimo, successivamente assegnato al confino polit ico per anni 5; il Colleg io è d'avviso cli irrogare le seguenti pene: Ai sensi dell'art. 270 cpv. 2 ° C .P .: A Ch iri anni 2, con l'aumento di una metà del la pena per l'aggravante del la recidiva specifica e quindi anni 3: ad Obole anni I con l'aumento cli una metà del la pena per l ' aggravante della recidiva specifica, e cioè anni I e mesi 6; a Sigismondi e Beltrami anni I ciascuno. Per il disposto dell ' art. 272 p.p. C .P.: A Chiri an ni 2, con l'aumento di una metà della pena per l 'aggravante della recidiva specifica, quindi anni 3; ad O bo le anni 1 con l' aggravante cli una metà del la pena per la recidiva specifica e quindi anni 1 e mesi 6; a Beltrami an ni 1 e mesi 6; a Sigismoncli anni I .
Ch iri, S igismondi , Obole, Be ltrami, colpevoli dei reati loro ascritti ed operato il c umulo delle pene complessivamente condanna: Chiri ad ann i 6, Obole ad anni 3, Sigismoncli ad anni 2, Beltrami ad anni 2 e mesi 6. Tutti alla reclusione; C hi ri a ll a interdizione dai pubbl ici uffici per la durala d i anni 5; tutti a lla libertà vigilata, a l pagamento in solido delle spese di giudizio, al pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Concede al Beltrami il beneficio del condono condizionale limitatamente a l reato di propaganda, de.Il a pena di anni le mes i 6 di reclusione, per l'indulto d i c ui agli artt. 2 - 9 - R.D . 15.2 . 1937 n. 77 determinandogli la pena da scontare in anni 1 di reclus ione. Roma, 22.2.1938 - anno XVJ. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici .
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NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DJ ESECUZIONE - C h iri, dete nu to dal 7.4. 1937 , viene scarcerato, per esp iata pena, dalla Casa di recl us io ne di Fossano il 7 .4.194 3.
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PRIMA i'ARTE: SGNTE:NZE PR ON UNZIATE DAI. T .S.D.S .
TRIBUNA LE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
SENTENZA n. 22
Reg. Gen. n. 181/1937
Il T ribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente : T ringali Casanuova Antonino, L uogotenente Generale M.V.S.N . I precedenti pena li ostano a ll a concessione dei benefici previsti dai RR .DD . 24.2 . 1940 n. 56 e 17.10. I 942 n. 1156. Per Chiri vedi "Decisioni e messe dal T.S .D .S . ne l 1927 pag. 413" - Obole si associa a istanze cli grazia inoltrate dalla m adre il 2 .3 .1 938 e il 5.8. 1938 e con D e c reto di grazia del 17.9.1 938 viene concesso il condono condizionale della residua pena da espiare.
G iudice Relatore: Lanari Piero. G iudici Consoli M. V .S .N. : Gangemi G iovan ni, Calia M iche le, Rossi Um be rto, Barbera Gaspero, Leonardi Nicola. ha pronunciato la seguente: SENTENZA
Pertanto Obole, detenuto dal 7 .4 . 1937 viene scarcerato dalle Carceri Gi ud iziarie di Roma il 23 .9. 1938. Pena espiata: 1 anno , 5 mesi, 16 gi o rni. Per Obo le ved i "Dec isioni emesse dal T.S .D .S . nel 1930 pag. 123" e "Decis ioni emesse dal T.S .D.S . nel 1934 pag. 256". - Sigismondi, detenuto dal 7 .4 .1 937 viene scarceralo, per espiata pena, dal lo Stabili mento penale di C ivitavecchia il 7 .4. 1939. Per Sigismoncli vedi "Decisioni e m esse dal T.S.D.S. ne l 1928 pag. 1021" - Beltram i, detenuto da l 7 .5. I 937 viene scarcerato, per esp iata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 7.5. 1938 . Per Beltrami ved i "Deci sioni e m esse dal T.S.D.S ." ne l 1928 pag. 102 1. I l T ri buna le militar e ter r itoria le d i Roma conce d e, co n Ordinanza de11'8 .3. 196 1, il beneficio dell ' am nistia di cui al D.L. 17 . 11.1 945 n. 7 19 di chiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. I D .C.P.S . 22.11.1947 n. 1631)
nella causa contro: Cavagna P ietro, nato il 22 .7. 1903 a Lione (Francia), cameriere. IM PUTAT O
I ) del de litto di cu i agl i articol i 81 e 272 - prima parte - C.P. per avere nel Carcere cli lntra (Novara) ove era deten uto, il 18 e il I 9 .6.1937 fatto, con p iù azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, propaganda fra i concletenuti per la instauraz io ne violenta della dittatura cli una classe soc ia le s ulle altre e per il sovvertimento viole nto degli o rdinamenti economici e s ociali costitu iti nello Stato;
2) del del itto di cui agl i a rtt. 8 1 e 282 C.P., per avere, nelle stesse circostanze di cui sopra, offeso, con più az io ni esecuti ve di un medesimo disegno criminoso, il Capo del Governo chiamandolo, fra l'altro, mascalzone, sfruttatore, vol· tafac c ia e uomo che vive di prepotenza; 3) ciel delitto d i c ui agli art. 81 e 291 C.P., per avere sempre nelle stesse circostanze di cu i a l numero I) vilipeso pubblicamente la Nazione Ttal iana dice n do, fra l'altro, che l'italiano è un popolo di conigli e cli merclosi e che eg li s i vergognava cl i essere italiano.
NOTA : Insieme con i sopracitat i imputati venne a nche denunziato: - Boccalatte Camillo, n ato il 18 .1 0 . 1900 - tornitore meccanico - Boccalatte, detenuto dal 7.4. I 937 venne scarcerato i l 22.7 .1937 perché il Giudice Istruttore dich iarò, con sentenza del 22.7 .1 937 , di non doversi procedere nei s uoi confronti per ins uffic ienza d i prove.
Con l' aggravante del la recid iva ai sens i dell'art. 99 cpv. 2° C.P. in relazione a i nn. 2 e 3 l O cpv . stesso articolo. IN PU BBLICA UDIENZA
Sentir.o il P .M . nelle sue conclusioni ed il solo difensore dell'imputato, che per ulti mo ebbe la parola; in quanto il Cavagna, s i è r ifi utato d i comparire an che dopo l' in timazione di legge, per cui fù d'uopo, nonostante l' assenza del l ' im putato, procede re o ltre a l d ibattime nto ai sensi clell ' art. 522 C.P. Esercito;
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TRIBUN,\ LF. SPECIALE PER LA U!FtSA DF.LLO STATO PRIMA PARTE: SE~TF.NZE PRONUI\ZIATE D,\I. T.S.O.S.
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lL TRIBUNALE
Considerato che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle emergenze dell'orale dibattimento si è potuto statuire lN FA. TTO ED IN D !RITTO
Cavagna Pietro della classe 1903 nato in Francia eia padre ital iano e madre francese, nel giugno 1937 era stato denunciato perché trovandosi egli nelle carceri mandamentali di Istria (dov'era detenuto sotto l'imputazione di port.o ingiustificato di coltel lo) pi ù volle era stato sorpreso dal custode d i guardia mentre ad alta voce teneva ai condetenuti discorsi di indole sovversiva e proferendo parole di offesa al Regime e al Duce; nonché cli vilipendio a lla Nazione Italiana. Secondo le stesse esplicite, chiare e precise dich iarazioni rese dal gi udicabile dinanz i alla a utorità giudiziaria ordinaria, quando ebbe a contestargli tutti le specifiche accuse a suo carico, risulta che eg li proferì tutte le frasi incriminate come in rubrica. Infatti, interrogato, disse che aveva ritenuto di esprimere esattamente le s ue idee politiche ed il suo modo di pensare senza, per altro avere la intenzione di fare della propaganda; pienamente consapevole del valore e significato delle frasi da lui pronunciate; non intendendo cli diminuire il s ignificato. Era venuto in ltalia, dal la Francia, nel 1935 perché aveva precedentemente acquistata la ciuaclinanza italiana (tanto che prestò servizio militare negli alpi ni), in seguito a diserzione dell'esercito francese . Pensando perè> di poter riprendere la cittadinanza francese, alla quale asp ira, nel 1936 tentò di espatriare clandestinamente ma fù sorpreso, denunciato e condannato . Le concordi testimonianze rese già in istruttoria e confermate pure al l ' udien7.a, dal custode e da alcuni detenuti (che, ad onta delle ripetute ammonizioni de l personale di custodia del carcere e delle insistenti proteste degli stessi compa gni cli cella, dovevano udire le irritanti parole di continuo pronunciate da l Cavagna), accertarono che l'imputato teneva sempre d iscorsi pieni cli disprezzo per il Regime e per l'Italia. Teneva conferenze sovversive ai compagni, criticando il Regime fascista, nel modo d i agire: "in quanto mantiene un esercito for midabile in confronto della Francia; e M ussolini, mantiene i pret i pagandoli saporitamente, e così pure l'eserci to e la milizia, che costano un vero patrimonio; e meglio fa rebbero a circondare Roma cli cannoni e la distruggessero con Mussolini e tutti i suo i capi". Rimproverato e minacciato perciò di provvedime nti, dallo stesso custode, ri s pondeva semp re con arroganza: "lei faccia p ure rapporto e io sono sempre pronto a firmarlo ed a sostenerlo cli fronte a chiunque e piuttosto c he vivere in Italia sotto il Regime M ussoli ni preferisco 12 palle di piombo sullo stomaco da 12 suoi mi liti".
Altra volta ebbe a d ire : "mi meraviglio che vengano anche dall'estero a Roma a vedere la faccia di quel "babaccio di Mussol ini", che il Capo del Governo e~·a un mascal~one, sfruttatore, voltafaccia e uomo che vive di prepotenza; che 11 popolo italiano era un popolo di con igli e di merdosi e c he egli si veroo 0 gna di essere italiano". Da ultimo poi; avendo av uto occasione, il c ustode, di parlargli e così tentare di persuaderlo a tenere migliore condotta ed a non parlare in q~el modo, il Cavagna gli rispose ad alta voce, per essere udito dai presenti: "Vado in c ..... . a tutti i fascisti" . Il Cavagna, che nel l'agosto 1936 si trovava a lle carceri di Varese per espiazione di pena, era stato denunziato a questo Tribunale Speciale per offese al Capo del Governo: per avere scritto sulla porta della cella da lui occupata, "abbasso Mussol ini". E nel corso cieli 'interrogatorio, allora subìto aveva eletto: "io parlerò sempre alto per la mia libertà. Se avessi saputo c he l'Italia è questo bel paese non ci sarei venuto mai certamente. Dovrò pure uscire un giorno, ammazzerò qualcuno; la Francia è un paese dove vi è la libertà non l'Ttali a". Al.lora non risu ltava dagli alti processuali, che il Cavagna, interrogato, avesse profer ite le suaccennate frasi; di conseguenza e bbe la fortuna di far dubitare che le parole "abbasso Mussolini" fossero state scritte da altro detenuto e non da lui, come asseriva, e così veni te assolto per insufficienza di prove con ordi nanza del G iudice Istruttore . Da quanto venne esposto scaturisce evidente la prova che i I Cavagna, già altre volte condannato dalla au torità g iudiziaria e perc iè> recidivo ai sensi del l'art. 99_ CP:· 2° in rela~ione al 11 . 2 e 3 del cpv. 1o de ll o stesso articolo C.P., con più az10n1 es~cuuve d1 un medesimo disegno criminoso ha più volte: l) svolta propaganda tra I condetenuti per la instaurazione violenta del la dittatura cli una classe sociale sul le a ltre e per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici e ~ociale costituiti nello S tato; 2) offese il Capo del Governo; 3) vi lipeso pubblicamente la Nazione Ttal iana. Nei fatti r icorrono tutti gli estrem i dei reati di c ui agli artt . 81 272 p.p.; 81,282 ed 81 - 291 C.P.; per q uanto concerne il delit~o ~revisto e punito dall'art. 29 1 C.P. non v'è dubbio, invero, che le parole inc rmunate profferite dall' imputato, costituiscono v il ipendio, nel senso richiesto dalla leg~e, in quanto esse hanno a ppunto quel preci.so significato d is pregiati vo, propno del vi li pendio, che è più dell a semplice offesa. Pertanto il Cavagna si è reso responsabile di tutti e tre i reat i ascr ittig li come in ru brica. Esaminate e vagliate tutte le emergenze dibattimentali nonché le richieste difens ive; c o nsiderata la natura speciale e le gravità dei reati continuati ten uto presente che il giudicabi le ha dimostrato un carattere ribelle. prepotente e una volontà pervicace, a del inquere sia nel ]' iter criminis come dopo: il Collegio ritiene equo di irrogargli le seg uenti pene :
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TRIBlJNALE SPECIALE PER LA ()!FESA DELLO ST ATO
PKIMA PARTF.: SENTE.\IZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
Per il disposto degli artt. 81 - 282 C.P.: anni 5; con l'aumento cli un terzo della pena, per l'aggravante cli cui a ll'art. 99 cpv. 2 ° in relazione ai nn. 2 e 3 del cpv. 1° C.P., e quindi anni 6 e mesi 8;
Con provvedimento emesso sempre dal Giudice di Sorveglianza del Tribu nale di Reggio Emilia il 21.4. 1941 venne revocato il provvedimento di sospensione dell ' esecuzione della pena e il Cavagna venne trasferito alla Casa Penale per minorati fisici e psichici di Saluzzo.
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In applicazione degli art. 81 - 272 p.p. C.P.: anni 2; con l'aumento diun terzo della pena per la già aggravante della recidiva, e cioè anni 2 e mesi 8; In base agli artt. 81 - 291 C.P .: anni 2 , con l'aumento di un terzo de lla pena per .la già citata aggravante della recidiva, e quindi anni 2 e mesi 8. Ed operato il cumulo del le pene (art. 73 C.P.) complessivamente deve con dannare il Cavagna ad anni J 2 di reclusione, con la interd izione perpetua dai pubblici uffici, con la libertà vigilata, co l pagamento delle spese di giudizio e di preventiva custodia, o ltre ad ogni altra conseguenziale di legge. P.Q.M.
Visti ed applicati gli artt. 81 - 272 - p.p. - 81 - 282 - 81 - 291; 99 cpv. 2 ° in relazione ai nn. 2 e 3 del cpv . I 0 , 23, 29, 73,228, 229, C.P.; 274,488 C.P.P.; l)ICHLA.RA
Cavagna colpevole dei reati ascrit.tegli ed operato il cumulo delle pene complessivamente lo condanna alla pena di anni 12 di reclusione. Con la interdizione perpetua dai pubblici ufficii, con la libertà vigilata, col pagamento delle spese cli giudizio e di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Roma, 22.2.1938 - XVI.
Con decreto emesso dal Procuratore Generale del T.S .D.S. il 6.6.1941 ven ne disposto che il Cavagna doveva ancora espiare la pena di 1O anni, 7 mesi e 2 giorni di reclusione e, quindi , avrebbe dovuto essere scarcerato i I 21.12.195 I. I precedenti penai i del Cavagna ostano alla concessione dei benefici cli clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56. Il titolo dei reati per i quali il Cavagna è stato condannato dal T.S.D.S. ostano alla concessione dei benefici di clemenza di cui al R . D. 17.10.1942 n. 1156. A seguito di ordine di scarcerazione emesso dal Procuratore del Re del Tri bunale di Cuneo Cavagna viene scarcerato dalla Casa penale per minorati di Saluzzo il 21.8 . 1943. Con Decreto di grazia emesso il 6.9.1943 viene condonata la residua pena eia espiare. Detenuto, in espanzione cli pena, dal 18.9.1937 a l 20.9.1939 e dal 22.12.1 941 al 21.8.1943 , data della s ua scarceraz ione.
Pena complessiva espiata: 3 anni, 8 mesi, l giorno.
NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLI Dl ESECUZIONE
Il Tribunale militare territoriale cli Roma dichiara, con Ordinanza del I 8.4. 1961, estinti per l'amnistia di cui al D.L. 1 17.11.1 945 n. 719 i delitti di cui agli artt. 272 e 291 C.P. dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. I D.C .P.S. 22.11 . 1947 n . 1631).
Il Tribunale di Roma, con sentenza del 5.3 . .1.938 passata in giudicato il 20.5.1938, ha ritenuto i I Cavagna colpevole del reato di oltraggio cli cui all'art. 341 C.P. commesso il 5 .3.1938 e l'ha condannato alla pena d i 8 mesi di reclu s ione.
Con la stessa Ordinanza viene dichiarata cessata l'esecuzione e gli effetti penali della condanna relativa al delitto di cui all'art. 282 C.P. (Offesa al Capo del Governo) perché tale delitto, abrogato dal D .L.L. 14.9.1944 n. 288, non costituisce p ii:1 reato.
Con provvedimento emesso dal Procuratore ciel Re del Tribunale dì Roma il 15.9.1938 la suddetta pena viene cumulata alla pena di 12 anni di reclusione inflilla del T.S.D.S. con sentenza del 22.2.1938 e pertanto il Cavagna, detenuto dal 18.9.1 937, deve espiare la pena complessiva di 12 anni e 8 mesi di reclusione.
Per Cavagna Pietro vedi anche "Decisioni emesse dal T.S.D.S . nel J 936 Sentenza ciel Giudice .1.struttore del!' I J..9.1936, pag. 307".
Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
Con decreto emesso dal Giudice di Sorveglianza del Tribunale di Reggio Emilia il J.5.9.1939 venne disposta la sospensione del.l ' esecuzione della pena per infermità psicl1ica del Cavagna che venne ricoverato nel Manicomio giudiziario di Reggio Emi lia.
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PRIMA PARTE: SENTEI\ZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
TRIUUNAI.F: SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
SENTENZA n. 25
Reg. Gcn. n. 236/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa del lo Stato ·composto da:
Venturini Gioele, nato il 9.10. 1901 ad Arcola (La Spezia) , calafato in ferro; Vesco Guglielmo, nato il 2 . 1.1907 a Sarzana (La Spezia), manovale; lMPUTATl
Presidente: Bev ilacqua Cesare, Console Generale M.V.S.N. Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M.V.S .N. : Calia Michele, Ca.rusi Mario, Pasqualucci Renato, Leonardi Nicola, Barbera Gaspero. ha pronunciato la seguente:
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T utti : 1) del delitto di cui all'art. 270 cpv. 2° C .P ., per avere partecipato ad associa zione sovversiva (comunista) diretta a stabilire violentemente la dittatura di una classe soc ia le sul le a ltre.
Gli stessi meno il Forcieri, ancora : SENTENZA
ne lla causa contro: Ongaro Arpino, nato il 30. l 1.1 889 ad A rcola (La Spezia), cestaio; Bambini Lino, nato il 13. 1. 1905 a Fivizzano (Massa Carrara), calzolaio; Barontini Anel ito, nato il 2 1.4.1912 a Castagneto Carducci, (Livorno), tornitore; Capitani Giuseppe, nato il 21.10. 1903 a Vezzano Ligure (La Spezia), cal deraio; Forcieri Alfeo, nato il 4 .8.1908 a Sarzana (La Spezia), meccanico; Gh isalberti Ferruccio, nato il 20. l. I 903 a Monza (Mi !ano), impiegato privato; G ini Edoardo, nato il 31 .3. 1899 a La Spezia, im piegato privato; Linguer i Vittorio Emanuele, nato il 14.1 1.1 909 a La Spezia, m uratore; Maggian i F lavio, nato il 17.1 .1904 in Arcola (La Spezia), magazziniere; Montarese Dario, nato il 5.12. 1906 a Sarzana (La Spezia), calderaio;
2) del delitto d.i cui agi i a rtt. I I O, 81, 272, p.p. C.P. per avere concorso tra loro e con altri in epoca diversa, ma con un unico disegno criminoso, a l la pro paganda comunista, ver balmente ed a mezzo cli diffusione cli opuscoli giornaletti e m anifesti ni; l'Ongaro, il G hisalberti, il Venturini ed il Montarese, ancora : 3) del delitto di cui agli artt. 110 - 270 p.p. ed u. cpv. C .P. per avere concorso tra loro e con a ltri all'organizzazione e alla direzione delle associazioni comuniste di cui sopra. Con l'aggravante della recidiva specifica per l ' Ongaro e dell a recidiva ge nerica per il Lingueri, il P uccini, il Gini ed il Forcieri. (Reati commessi in territorio di La Spezia e Sarzano, p recedentemente e fi no all'epoca dei rispettivi arresti) . lN PURBLICA UDIENZA
Sentito il P.M. ne lle s ue conclusioni e gli imputati che per ultimi ebbero la parola coi loro d ife nsori . IL TRIBUNALE
Ri tenuto che dalla lettura degli atti p rocessuali nonché dalle risultanze ora li del pubblico dibattimento si è potuto accertare
P uccini G iuseppe, nato il 22.7 . 1910 a La Spez ia, manovale; IN FATTO ED IN DIRITTO
.Rabagliati G iu lio, nato il 21.8 . 1904 a La Spezia , manovale; Rastello Giovann i, nato il 20.1 2 . 1920 a Castelnuovo (Reggio Em il ia), studente; Ranie r i Paolino, nato il 5.9. 1912 a Sarzana (La Spezia), barb ie re;
La Questura di La Spesia ne l 1935 aveva denunciato taluni sovversivi che a ndavano svolgendo att ività comunista nei comuni cli Arcola e Sarzana, già condannati eia questo Tribunale Speciale. Però erano riusciti ad emigrare clandestinamente in Francia i due maggiori
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T RIBUNALE SP!c:CIAl, E PER LA DIFESA DELLO STATO
PR L:VJA PARTE: S ENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
esponenti del movimento; Muccini Ugo e Rolla Domenico, i quali ass ieme al fratello, pure fuoriuscito in Francia, ciel rubricato Ongaro, continuavano a mantenere i contatti politici segreti coi compagni di fede cli La Spezia. E, dando di spos i1.ioni, avevano potuto formare dei nuclei con 1' intendimento di r io rganizzare nella zona di La Spezia e di Sarzana delle sezioni del partito comun ista.
ni Giuseppe, Gin i Edoardo, L ingueri Vittorio, Maggiani Flavio, Puccini Giuseppe, Rabagliati Giulio e Rastello Giovanni;
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Infatti esisteva.no dei comitati sovversivi, e eia essi venivano tratti gli elementi più fattivi che dovevano costituire l'organo federale avente un esponente con la qualifica di segretario. lnoltrc a La Spezia funzionava un f iduciario del partito che vigilava su due movimenti com unisti loca.li : uno degli adulti e l'altro dei giovani, distinti nella loro compagi ne e nel loro svi luppo, ma legati in un unico organo direttivo. 11 movimento giovanile poi, seguendo le nuove direttive del partito stesso, oltre a fare leva sulle masse operaie, era penetrato in funz ione "legale" anche fra le organizzazioni fasciste, attirando nell'orbita alcuni proseliti. Non mancarono le manifestazioni antifasciste propagandistiche mediante delle scritte nel l' in terno di qualche stabilimento industriale; mediante sommosse vociferazioni disfattiste fra gruppetti di operai, insolite e sospette coventicoJe di piccoli borghesi, s ubdoli atteggiamenti di vecchi sovvers ivi , acca nita e morbosa tendenza di leggere e polemizzare copiosamente giornali stranieri, cauta distribuzione di stampe fra gli organizzati, periodiche raccolte cli denaro pro-soccorso-rosso , ecc.E le manifestazioni culminarono con le affissioni , due volte a La Spezia e una a Sarzana, rispettivamente nelle notti sul 22 marzo, 9 aprile e 14 aprile 1937, cli manifestini sovversivi a stampa, ciel formato 13x8, sbarrati agli ango li dal tri colore italiano, gommati nel retro, inneggianti alla libertà del popolo spagnolo. Percib la Questura procedette all'arresto dei rubricati imputati e dalle chiare, precise dichiarazioni di taluni di ess i, confermate pure a clibattirnento, dalle ammissioni d i tal 'altri; nonché dalle concord i testimonianze vennero precisate le ris petti ve responsabilità. Risultò così : 1) c he il rubricato Ongaro Arpino, già condannato eia questo Tri.bunale Spe-
ciale nel I 934, per attività comunista, posto in libertà riprese subito i suoi contatti con il "centro estero" del partito comunista, divenendone fiduciario; 2) che esso Ongaro, essendo vigilato dalle autorità di P.S., riprese la sua att ività organizzativa, direttiva e di propaganda a mezzo del rubricato Ghisalberti Ferruccio; 3) che all' interessamento di costui si dovclle la formazione clandestina in La Spezia, cli un gruppo comunista composto dai rubricati; Bambini Lino, Capita-
4) che all'interessamento dei rubricati Montarese e Vcnturini, si dovette l'attività sovversiva in Sarzana del gruppo comunista formato dai rubricati Barontini Anelito, Vesco Guglielmo, e Ran ieri Paolino; 5) che tutti i nominativi associati, meno il Maggi.ani, nei confronti del quale non furono raccolti elementi sufficienti di reità, per cui deve essere assolto dal reato di cui all'art. 272 p.p. C.P. per, insuffici enza di prove, svolsero attività di propaganda comunista e verbalmente (specie fra i giovani fascisti ed allo scopo cli reclutare altri) oppure a mezzo cli diffusione cli stampa sovversiva; 6) che parte cli tale stampa giunse a costoro da "centro estero' dal partito comunista, con un nuovo metodo cli introduzione e di diffusione. Un emissario del partito fece pervenire, da Savona, alla persona designata il Rabagliati - il 15 marzo u.s. un pacco postale con contenuto dichiarato di dolci. 11 pacco conteneva in realtà, uno s trato superficiale di cioccolatini, cd, al cli sotto, materiale cli propaganda comunista; 7) che tale materiale di propaganda venne suddiviso per la diffusione in La Spezia tra il Ghisalberti, il Bambini, il Capitani ed il Puccini; 8) che, mentre il Capitani ed il Bambini provvidero personalmente alla diffusione , nella zona industriale di Migliarina, il 20 marzo u.s., dei manifestini ricevuti, il Puccini consegnò, per la successiva diffusione, parte della sua dota zione al Rabagliati e parte al Lingueri iJ quale, per lo stesso motivo, la passò al Gini che ebbe a mostrarlo al Rastello che svolgeva propaganda nell'ambiente scolastico fascista; 9) che contemporaneamente e perveniva, in Sarzana, a messo d i to contatti con il Barontini, con Montarese Dario, il quale, ebbe a rontini ed a l Vesco;
precisamente nell ' apri le u.s . analoga stampauna emissaria del partito (che già aveva avuil Bambini e con il Venturini) al nominato passarla, per la s uccessiva diffusione, al Ba-
I 0) che, V esco consegnò la stampa ricevuta ( e destinata alla diffusione) a tal Sereno ed il Barontini ebbe a consegnarla, in parte, al Ranieri che si curò del la successiva diffusione; 11) che lo stesso Baronti.ni provvide personalmente - nella notte sul 14 aprile e 22 maggio u.s. - alla affissione, in Sarzana, de i manifestini che erano restati presso di se.
Di costoro i maggiori esponenti erano l'Ongaro e d il Ghisalberti; la figura dell'Ongaro, organizzatore e propagandista, sebbene egli sia stato costantemente negativo, è stata ben delineata anche all'udienza dalle esplicite clichia-
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TRIBUNALE SPECl ALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE ()AL T.S.Cl.S.
razio ni del coimputato Ghisalberti, il quale ebbe a sostenere con lui fermi e decisivi confronti dinanzi al Giudice Istruttore.
hanno rispettivamente deposto sulla attività di propaganda (specialmente verbale) del Gini, del Puccini, ciel Montarese e del Vesco.
L'attività organizzativa e di propaganda di Ghisalbeni è stata esplicitamente ammessa da lui stesso che cercò solo di attenuare la propria responsabilitìl con iI dichiararsi passivo esecutore del primo.
Non v'è dubbio pertanto che usufruendo della fatti va attività dell'Ongaro organizzatore e propagandista e del Ghisalberti che gli dava efficacie collaborazione nella precisata opera sovversiva, la centrale comunista di Parigi era riu sc ita a ricostituire una associazione diretta a sta bi I ire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato; svolgendo deleteria azione criminosa nelle zone di La Spezia e di Sarzana.
L'analoga figura processuale ciel Venturini - anche egli costantemente negativo - è emersa, non solo dall'esito delle dirette osservazioni delle Autori tà di P.S., ma dalle dichiarazioni del coimputato Montarese (che ha riferito su con tatti eia lui avuti con una emissaria ciel partito e su stampa comunista a lui passata e da alcune ammissioni da lui stesso fatte (proposte avute della emissaria comunista e sua corrispondenza epistolare con fuoriusciti italiani residenti a Parigi). L'analoga figura processuale del ·M ontarese, confesso, è emersa non solo dalle s ue ammissioni ma anche dalle dichiarazioni di alcuni testi e ciel coimputato Barontini il quale ultimo riceveva da lui stampa affissa e diffusa in Sarzana. 11 Bambini ed il Barontini (reticente il primo, pienamente confesso il secondo non hanno potuto negare cli aver affissi i manifestini nel le accennate circostan ze di tempo e di luogo. Il Capitani, costantemente negativo, fi:t indicar.o con circostanziate dichiarazioni sostenute anche in confronti dinanzi la Ques tura dal coimputato Bambini, quale compartecipe a lla diffusione di manifestin i avvenuta il 20 marzo in La Spezia (zona Migliarina) e dal coimputato Ghisalberti q uale destinatario di parte della stampa che circolava fra i componenti del locale gruppo comunista di cui faceva parte. Dalle ammissioni da lui fatte s u contatti avu ti con il Yenturi ni e con altri coimputati, nonché dalle dichiarazioni dei funzionari cli P .S . che da tempo seguivano la sua attiv ità risultò ev idente la s ua responsabilità. TI Maggiani F lavio, costantemente negativo, sorvegliato e pedinato, anche prima del s uo arresto, dall'autorità di P.S . che ebbe ad accertare la s ua attività, in collaborazione con il Venturini. Egli non ha potuto dare serie spiegazioni sulla esistenza di uno stralcio di circolare de lla segreteria giovanile comunista, rinvenuto, nella sua abitazione, sotto la lastra cli marmo di un comodino. Rastello G iovanni, -minorenne- pur dichiarandosi incosciente vittima di inesperienza ed adescamenti del Gioi, ex confinato poi itico, non ha potuto negare di aver svolto propaganda nell'ambi ente scolastico e fascista che frequentava.
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Con costoro appartenevano a tale movimento il Bambini, il Berontini, il Capitani , il Gin i, il Lingueri, il Montarese, il Rabagliati, il Puccini, il Venturini, il Ran ieri , il Maggiani, il Vesco ed il Rastello. Tutti assieme, tranne il Maggiani, andavano svolgendo, a voce e mediante diffusione di stampa clandest ina, la propaganda: però nei confronti loro deves i escludere l'aggravante del reato continuato ai sensi dell'art. 81 C.P. in qunato non vi emersero prove sufficienti . Di conseguenza tutti s i sono resi responsabi I i del delitto di cui all'art. 270 2° cpv. - e con l'esclusione del Maggiani anche ciel 272 p.p.; Ongaro e Ghisalberti anche del 270 p.p. e u. cpv . C.P. , con l'aggravante della recidiva spec ifi ca nei confronti clell ' Ongaro, e della recidiva generica nei confronti del L ingueri: mentre viene esclusa l'aggravante rubricata a l Gini essendo risultata la sua riabilitazione; ed al Puccini, in applicazione dell'art. 100 C.P., perché già condannato a L. 25 cli ammenda per contravvenz ione al rego lame nto stradale. Era stato denunciato e rinviato a giudizio anche il Forcieri per rispondere al del itto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. ma non s i sono raccolti a suo carico e lementi sufficienti cli reità per cui deve essere assolto per insufficienza cli prove. Esaminate e vagliate le emergenze dibattimentali nonché le richieste difen sive; tenuta presente la natura speciale dei reati, considerato che i I Rastello quando commise i, reati non era ancora diciassette nne e che in periodo istruttorio ed allresì ali 'udienza protestò il s uo pentimento dichiarandosi vittima della insistente, continua subdola propaganda fattagli dal Gini, e che il padre dello stesso giudicabile diresse patrioltica s upplica al Capo del Governo ed a l M inistro cli Grazia e Giustizia; il Collegio al! 'applicare a l Raste llo la diminuente cli un terzo del la pena per la minore età (art. 98 C.P.) gli concede anche la di minue nte di un, terzo ai sensi dell'art.. 311 C.P. per le circostanze dell'azione; ritenendo equo di irrogare le seguenti pene: Per il disposto del! ' art. 270 p.p. C .P.:
TI Gioi , il Lingueri, il Puccini, il Rabagliati, il Vesco, ed il Ranieri, pur tentando di attenuare la propria responsabilità con tesi più o meno ardite cli buona fede, non hanno potuto negare di aver ricevuto e passato stampa sovversiva destinata per la propaganda alla diffusione.
Ad Ongaro a anni 6 con l'aumento di un terzo de ll a pena per l' aggravante specifica e quindi anni 8; a G hisalberti anni 5.
I testi Tremolanti , Simonel li , Zembo , C ipolla, Cinti, Guastini e Magnolia
A Banbini, Barontini, Capitani, Gioi, Maggiani, Montarese, Rabagliati. Puc-
ln base all'art. 270 cpv. 2° C.P.:
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TRlllt;NALE SPECIALE PER LA l)JFES ,\ DELLO STATO
PR IMA PARTE: S ENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S .
cini, Ran ieri, e Venturini a nn i 2 ciascuno; a Lingueri con l'aggravante della recidiva generica anni 1 e mesi 6; ad Ongaro con l'aggravante della recidiva specifica anni I e rnesi 4 ; a Vesco e Ghisalbcrti anni 1; a Rastello anni I con la diminuente di un terzo per l'art. 98 C .P. ridotto a rnes i 8 e con la d im inuente di un terzo per l'art. 311 C.P. r idotti arnesi 5 e giorni 10.
ED
Ai sensi del l'art. 272 p.p . C.P.: A Gini an ni 5; a Bambini, Capitani , Puccini, Venturini, anni 3; ad Ongaro anni 2 con l'aggravante d i un terzo per la recidiva specifica, a umentata quindi ad an ni 2 e mesi 8; A Barontini, Montarese, Rabagliati e Ranieri anni 2 ciascuno; a Lingueri con l'aggravante della recidiva generica, anni 1 e mesi 6; a V esco e Ghisalberti anni I ; a Rastello anni 1, con le diminuenti suaccennate a rnesi 5 e giorni I O. Ed operato il cumul o del.le pene cornplessivamcnte deve condannare Ongaro ad anni 12; Ghisalberti e Gini ad anni 7 ciascuno; Banbin i, Capitani , Pucc ini, Venturini ad a nn i 5 ciascuno; Barontini , Montarese, Rabagliati, Ranieri an ni 4 ciascuno; Lingueri anni 3; Maggiani, Yesco anni 2 ciascuno; Rastello rnes i 10 e giorni 20.
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In concorso del beneficio delle diminuenti di un terzo de ll a pena, in favore del Rastello , per la minore età e di un terzo per l'applicazione dell'art. 311 C.P., operato il curnulo delle pene complessivamente condanna : Ongaro ad anni 12; Ghisalberti, Gini ad anni 7 ciascuno; Bambini, Capitani, Puccini, Yenturini ad anni 5 ciascuno; Barontini, Montarcsc, Rabagliati, Ranieri anni 4 ciascuno; Lingueri an ni 3; Magg iani, Vesco anni 2 ciascuno; Rastell o m esi l O e giorni 20; Tutti alla reclusione, Ongaro, G hisalberti , G in i, anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Bambini, Capitani, Puccini, Yenturini anche con la in terdizione dai pubblici uffici per la durata d i anni 5; tutti, ad eccezione di Ra stello, con la libertà vig ilata, t utti al pagamento in solido delle spese cli giud izio, col pagamento delle spese cli preventiva custodia o ltre ad ogni a ltra conseguenziale di legge. Roma, 8.3 . 1938 - XVI. Seguono le firme ciel Presidente e dei G iudici.
Tutti alla rec lusione, Ongaro, Ghisalbert i, Gini anche con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Bambini, Capitani, Puccini, Venturin i, anche con la interdizione dai pubbl ici uffici per la d urata cli anni 5.
Forcieri Alfeo - detenuto dal 20.4. 1937, viene scarcerato 1'8 .3 .1 938. NOTIZIE DESUNTE DAJ FASCICOLI DI ESECUZIONE
Tutti, ad eccezione di Rastello, con la li bertà vigilata ; col pagamento in solido alle spese di giudizio, tutti col pagamento delle spese di preventiva custodia oltre ad ogn i altra conseguenziale di legge. P.Q.M.
Visti ed applicati gli artt. 110 - 270 p.p. e 2 ° cpv . 110- 272 p .p.; 98, 99, 23, 29, 65, 228, 229, 311 C.P.; 274, 4 88, C.P.P.; 485 , 486 C.P. Esercito.
- Ongaro: I precedenti penal i (V. "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1934 pag. 95) ostano alla concessione dei benefici previsti dal R.D. 24.2 . 1940 n. 56. Non p uò us ufruire dei be ne fici previsti dal R .D . 17.10.1942 n. 1156 ostan d ovi i titoli dei reati per i quali è s tato condannato. A seguito dei noti eventi veri ficatesi in Piemonte nel 1945 viene scarcerato dalla Casa penale cli Saluzzo (Cuneo) il 20.4.1945 .
DICHIARA ASSOLTT
Detenuto dal 20.4.1937 al 20.4.1945. per insufficienza cli prove: Pena espiata: 8 anni. Forcieri dal reato ascrittogli , ordinando che egli venga immediatamente scarcerato se non detenuto per altra causa; Montarese e Venturini del delitto cli cui all'art. 270 p.p. e Maggiani dal reato previsto e punito dall'art. 272 p.p. C.P. RITIENE COLPEVOLI
Tutti gli altri dei delitti loro rubricati e Montarese e Maggiani del reato di cu i all'art. 27 2 p.p. C.P., escluclenclo nei confronti d i tutti l'aggravante del reato con tinuato ai sensi dell'art. 81 C.P. e nei confronti ciel Puccini e ciel Gini l'aggra vante della recidiva.
Per effetto dei provvedimenti di clemenza previsti dal R.D. 24 .2 .1 940 n.
56. - Ghisalberti viene scarcerato dalla Casa cli reclusione cli Castelfranco Emilia il 13.5.1942. D etenuto dal 13.5 .1937 al 13.5.1942. Pena e sp iata: 5 anni.
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TRIB\JNAI.E SPECIALE PE R LA DIFESA DELLO STATO
- Gini viene scarcerato dalla Casa penale di Saluzzo il 19.4. 1942.
PRIMA PARTE: S ENTENZE PRONIJNZIATE DAL T .S.D.S.
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- Lingueri viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Castelfranco Emilia il 2.3.1940.
Detenuto dal 19.4. 1937 a l 19.4.1942. Detenuto dal 19.4. 1937 al 2.3.1940. Pena espiata: 5 anni. Pena espiata: 2 anni, LO mesi , 13 giorni. Istanze cli grazia inoltrate dalla madre il 17.1.1938 e eia Gini Edoardo il 3. 1.1939 vengono respinte. - Yenturini viene scarcerato dalla Casa di reclusione cli Fossano il 20.4. I 940.
SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Capitani: Una ist.anza di grazia ino ltrata dalla moglie il 10.4.1 938 non viene accolta.
Detenuto dal 20.4.1937 al 20.4.1940. Pena espiata: 3 anni. - Puccini viene scarcerato dalle Carcer i giudiziarie di .Portoferraio il 23.4.1940. Deten uto dal 23.4.1937 al 23.4. 1940.
A seguito ciel parere favorevo le espresso eia S.E. il Capo del Governo viene acco lta una nuova istanza di grazia ino ltrata dalla moglie e dalla figlia il 10.4.1938. Con Decreto cli grazia del 2.3. 1939 viene concesso il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, Capitani Giuseppe viene scarcerato dalla Casa Penale di Turi (Bari) Il 4.3.1939.
Pena espiata: 3 anni.
Detenuto dal 20.4.1 937 al 4.3 . 1939.
- Ranieri v iene scarcerato dalla Casa di reclusione di Fossano .il 5.3.1940.
Pena espiata: l anno, 10 mesi, 14 giorni.
Detenuto dal 20.4. I 937 al 5.3. l 940. Pena espiata: 2 anni, IO mesi, 15 giorni.
- Banbini a seguito del parere favorevole espresso da S.E. il Capo ciel Governo viene accolta una istanza di grazia inoltrata dalla moglie il 28.3 . 1938 e, pertanto, viene concesso, con Decreto di grazia del 31.8.1938 il condono con dizionale de lla residua pena da espiare.
Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla madre il 18.5.1938. - Montasese viene scarcerato dalla Casa di reclusione di Castelfranco E milia il 2.3 .1940.
Banbini, detenuto dal 19.5. 1937, viene scarcerato dall'Istituto Penale d i Castelfranco E milia il 9 .9 .1938. Pena espiata: l anno, 3 mesi , 20 giorni.
Detenuto dal 20.4 .1937 al 2.3. 1940. SCARCERAZIONE PER ESP IATA PENA Pena espiata: 2 anni, IO mesi, 12 giorni. - Barontini viene scarcerato dal la Casa penale cli Fossano il 2.3 .1 940. Detenuto dal 2.6.1937 al 2.3.1940.
- V esco, de tenuto dal 20.4 . 1937, viene scarcerato, per espiata pena; dal I 'Isti tuto Penale di Castelfranco Emilia il 20.4.1939. - Maggiani, detenuto dal 26.4.1 937, viene scarcerato, per espiata pena, dallo Stabil imento Penale di Civitavecchi.a il 26.4 .1939 .
Pena espiata: 2 anni , 9 mes i. - Rabagl iati viene scarcerato dal Sanatorio Giudiziario di. Pianosa il 4 .3.1940. Detenuto dal 16.5.1937 al 4.3.1940. Pena espiata: 2 anni, 9 mesi , 18 giorni .
- Rastello, detenuto dal 20.4.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Gi udiziarie cli Roma il 12.3.1 938 . Nei confronti di tutti i sopraspecificati imputati il T ribunal e militare Terri toriale cli Roma concede, con Ordinanza ciel 21.12.1960, il beneficio del l'amnistia d i cui all'art. 1 ciel D.L. 17. l J .1945 n. 719 dichiarando, inoltre, estinto il
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TRIBUNALE SPECIALF. PER LA DIFESA OE L LO STATO
diritto cieli 'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. 1 D .C.P.S. 22. 11.1947 n . 1631).
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rR JI\•(,\ rARTE: SEXL'ENZE PRON UNZI AT E DAL T .S.D.S.
SENTENZA n. 28
Reg. Gen. n. 177/1937
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato compos to eia: NOTA: Il G iudice Istruttore (Vincenzo C e rsos imo) ha, con sentenza de l l 7. 11 . 1937 - su conforme richiesta de l Pubblico Ministero - ass olto, per insufficienza di prove, Ongaro Arpino e G h isalberti Ferruccio dal delitto d i cui agli artt. 110 e 262 - prima parte e secondo cpv. C .P. per avere rivelato, a scopo cli spionaggio politico - militare, notizie su partenze cl i volontari italiani cli cui è vietata la divulgazione. Con la stessa sentenza il Giudice Tstruttore - sempre s u conforme ric hiesta del Pubblico Ministero ha dich iarato cli non doversi procedere nei confronti di : Maggian i Tesoro, nato il 28.4.1904 a La Spezia - carpentiere in ordine al delitto di cu i a ll ' art. 270 cpv. secondo C.P. per avere partecipato ad associazione sovversiva (comunista) diretta a stabilire v iolentemente la dittatura di una classe soc iale s ulle altre e in ordine a l delitto d i cui agli a rtt. 110 - 8 1 - 272 - pr ima parte - C.P. per aver concorso con altri, in epoche diverse, ma con unico disegno criminoso, alla propaganda comunista verbalmente e a mezzo diffusio ne di opuscoli, giornaletti e manifestin i. Maggiani, detenuto dal 13.5.1937 v iene scarcerato il 17. 11 . 1.937. Per Maggiani Tesoro ved i "Decisioni emesse dal T.S.D.S." nel 1928 pag. 923 .
Presidente : Bev ilacqua Cesare, Console Gene rale M.V.S.N. Giudice Relatore : Lanari P iero. Giudici Consoli M. V.S.N . : Leo nard i Nicola, Bergamaschi Carlo, Mingoni Mario, Carusi Mario, S uppiej G iorgio. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Borgh i Alceste, nato I' l J .2. 1912 in Castellarano (Reggio Emilia), bracciante; Cavazzoni Bruno, nato il 26.9.1912 in Caste llarano (Reggio E milia) , agricoltore; P ifferi Girolamo, nato il 30.6.1882 in Castellarano (Reggio Emilia), falegname; Piffer i Giuseppe, nato il 7.7.1908 in Catellarano (Reggio Emi lia), operaio . IMPUTATI
Tutti : del delitto di cui a ll 'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere partecipato ad associazione sovversiva diretta a stabi lire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre cd a sovvertire v iolentemente gli o rdi namenti ecomomici e socia li costituiti nello Stato - In provincia di Reggio Emil ia s ino al giorno del ris pettivo arresto; T uili : eccetto il Cavazzoni, inoltre: de l delitto cli cui agl i art. 56 - 110 e 26 1 p .p. e cpv. 2° e 3° C .P., per avere, in concorso fra loro, tentato, i I Borghi , il Pifferi Giuseppe e il Pifferi Giro lamo, di rivelare, a Pifferi Elgina (latitante), ascopo di spionaggio po litico-militare, di notizie che nell'i nteresse politico e cli si c urezza dello Stato debbono rimanere segrete. In Reggio E m ilia e provincia fino al 25 .5.1937, il Cavazzoni, inoltre: del deli tto di cui all'art. 304 in re lazione ali ' a rt. 261 p.p. e 2 ° e 3° cpv. C.P., per es sersi ne l marzo-aprile 1937 in Roteglia di Cas tellarano (Reggio E m il ia), ac corciato con Pifferi E lgina (latitante) , Pifferi Girolamo e Borghi Alceste a l fine di commettere il de.I itto di r ivelazione, a scopo d i s pionagg io pol itico-militare, di notizie che debbono rimanere segrete .
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA D I FESA Df::LLO STATO
PR IMA PARTE: ScNTENZE PRONUNZI,\ T F, OAL T.S.D.S.
Con l' aggravante per il Pifferi Giuseppe della recidiva ai sensi dcli 'art. 99 1° cpv . n. C .P. ·
la c he legava a costei la moglie di lui, e non per ragio n i politiche . Ma le circo stanz.iate d.i chiaraz ioni del Borghi, che trovano rispondenza nei documenti in giudiziale seq uestro e negli accertamenti ciel l'Autorità, fanno piena prova, oltre che a sua carico, a nche contro tutti g li altri prevenuti . Sostanzialmente è e me rso che verso la fine del marzo [937 la comunista Pifferi Elgina oià d imorante in Francia, giunse in Italia servendosi di passaporto falso, pro~~ratole dal partito, assieme ad a ltri documenti cli copertura, che la Pifferi usò nel Regno anc he la carta di identità al nome d i Medini Olga, come è rimasto provato dal le indagi ni della Polizia, all'albergo "Spada d'Oro" di Modena per alloggiarvi la notte dal 25 al 26 marzo . La Pifferi il 25 detto mese inviò al padre Gi ro lamo un telegramma a nome clell 'Ingegner Rocchi, invitandolo a recars i aU 'ufficio cli detto Ingegnere (funzionario del l'ufficio tecnico di finanze) di Modena .
IN PUBBLlCA UDIENZA
Scn tit~ il P .~ .. nelle sue conclusioni e gli impu tati che ebbero per ultimi la paro la coi loro chfensori. IL TRIBUNALE
Ritenuto che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle risultanze dell'orale pubblico dibattimento s i è potuto statu ire IN PATTO ED IN DIRITTO
. La Quest u ra di Bo logna era venuta a conoscenza che verso la fine cl i marzo .~9_~7 .era ~t~ta spedita da Modena a firma "Pesca" ed al recap ito comunista · C.1gliegg10 Rue de Seeres 163 - Par igi - " una lettera, scritta anche con inc hwstro simpa tico, della q ua le poté avere la relativa riproduzione fotografica . S uccessivamente altre tre lettere, al lo stesso indirizzo ma con grafica diversa daIIa p ri.ma e a firma "Carciofo", furono impostate in altre città, e precisa m ent~ una 11 19 apnle a Scandiano e due il 25 maggio a Reggio Em ilia, ed anche d1 questa l'Autorità poté avere delle copie. Tali lettere contenevano notizie su avven imenti vari che s i verificavano nelle or~i~ninazic~ni..fasciste, su visite di Autorità a determinati luoghi; su parten ze mil 1tan, cd tnhne , 10 u na delle due lettere spedite a Reggio Emilia, si davan? partr~olari su una spedizione di materiale bellico per la Spagna a mezzo del Piroscafo "ADDA". Naturalmente questa ult ima lettera non fì:t fatta proseguire. Dagl! accertamenti subito compiuti , la s tessa Questura riuscì ad identificar~ la scr~vente de ll a !et.tera a firm a "Pesca" ne lla com un ista Pifferi Elgina cd il f1rm~tarro a nom~ .~li "Carciofo" nella persona cli Borghi Alceste. T prim i elern~nt1 per la 1dentil 1caz ione dei s uddetti furono forniti da l fratello della Pifferi G ll'.seppe, contro i I qual e si erano polarizzati i sospetti cieli' Autor ità perché cgl I era stato uno cli quel! i che, guidando un autotreno, aveva trasportato a Genova una parte del materia le bellico poi cari cato s ul! ' Adda". Proced utosi a ll'arr~sto dei rubricati imputati, attraverso le c hiare e precise cmitess1o n1 cie l Roq~h1 , c~tt.raverso 1~ parziale ammiss ioni degli altri giuclicabilt, e. le concord i cl1ch1 araz10m de1 test,, anche a dibattimento vennero confermate. le s m gole responsabilità penali, accertate in periodo is truttorio. ·
!,a
fatto a.mr~ie dichiarazioni sull'attività sua e s u quella di t utti gli . Il B_orghi ahn. _Gl.1 al.tn 1n:1p L~tat1 s, sono, invece. limitati a poche, benché, s ignificative, amm 1ss1~m 1, ed il Cavazzoni, s i è chi uso add irittura in u na ostinata q uanto vana negativa , so lo convenendo di avere ospitato la Elg ina in v ista dell a parente-
Invece g iunto a Modena trovò, all'esterno dell'ufficio, la figlia, la quale gli disse che era venuta in Italia per incarico del Partito comun ista; e lo persuase per c hiedere per lei alloggio p resso la famiglia del Cavazzoni . La Elgina non credeva pruden te a lloggiare presso i genitori per non essere scoperta, mentre la casa del Cavazzoni , isolata in campagna com 'era, si prestava molto bene. La sera cli sabato santo, 27 marzo, il Cavazzoni, ricevette infatti, ospitandola s ino al sabato successivo, la Elg ina, che vi era s tata accompagnata dal padre. Per mezz o di quest'ultimo la Elgina fece subito invitare il Borohi da lei, ed ebbe con costui dei lunghi e ripetuti colloqui, alla presenza del Cava~zoni, con v incendolo a lavorare per il partito comunista e concordando l'attività sov versiva , la q ua le doveva consistere princ ipalmente nella raccolta e ne l!' invio a lei in Francia di notizie su avvenimenti locali, sui movimenti e le manifestazioni dei gerarchi fascist i e governativi, su partenze d i mi I itari e su s pedizioni di materiale bellico, specia lmente a destinazione de lla Spagna. Il Borghi , c he aveva buona grafia, doveva redigere le lettere, e u na parte cli queste dovevano essere scritte in modo chiaro con notizie di convenevoli e sim il i, mentre le vere notizie che interessavano avrebbero dovute essere scritte con carattere segreto, co n allume di rocca scio lto nell'acq ua . La Elgi na mostrò al Borghi il procedimen to, e g li ind icò anche il modo d i rivelare gli scritti segreti c he da lei il Borghi poteva ricevere, passando, cioè, il ferro caldo su lla parte segreta. Gli deue, poi , l'indirizzo convenz ionale di "Ciglieggio" cd un cifrario, e si stabilì che il Borghi avrebbe firmato le lettere col nome di "Carciofo". Né fo trascurato lo svolgimento del movimento, tanto da concordare il modo da ricevere ed alloggiare due funzionari comunisti che successivamente dovevano portarsi nella zona. Gl i stessi accordi la Elgina prese col padre, nei vari colioqui avuti con lui sempre in casa Cavazzoni, ed, anzi, lo incitò, come lo stesso Pifferi G irolamo ha ammesso, ad infiltrarsi nelle organ izzazioni fasciste per raccogliere notizie. L'accorcio co l padre non dovette, contrariamente a quanto vuol far credere costui, essere difficile, dati i precedenti sovversivi ciel Pifferi Girolamo, che nel 1930 era stato anche ammonito per due anni per motiv i poi itici. Tanto a l Borghi c he al padre la Elgina prom ise del denaro.
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TRIRU N,\I.F. SPECIALE PER I.A O!FF.SA DF.1.1.0 STATO
PR IMA PARTE: SENTF.NZF. PRON UNZI ATE DA L T .S.D.S .
Ripartita per la Francia sabato 3 aprile, scrisse eia lì delle cartoline, in giu diziale sequestro, per rassicurare del suo arrivo e a conferma di lettere contenenti notizie, già ricevute dai s uoi incaricati .
si di una rete informativa, riuscì a legare al lo scopo della sua missione il padre, il fratello Giuseppe, il .Borghi ed il Cavazzoni, cosicché. è provata cosciente la partecipazione dei quattro anzidetti ali 'associazione sovversiva; e con la loro attività concreta a vantaggio dei fini che la Elgina si era proposta cli raggiunge re, hanno tutti dimostrato di avere aderito ai fini stessi che sono poi quelli: del partito comunista.
Tn una sua lettera poi sequestrata nell'abitazione del padre ed a costui d iretta, si legge, fra l'altro, l'incitamento a lavorare secondo g li insegnamenti da lei impartitigli di persona. E d in realtà tutti i prevenuti si sono cooperati nel raccogliere notizie e mandarle alla Elgina, eccetto il Cavazzoni , per il quale non vi sono prove al riguardo. Il Borghi, in proposito, ha precisato di avere scritto al la Elgina, a l noto indirizzo convenz io nale e con caratteri in parte segreti , qua.rtro lellere, delle q uaJi, però, una sarebbe stata da lui distrutta. Le altre tre sono quelle delle quali in atti è allegata copia, e cli esse una è di quella impostata il 19 aprile a Scandiano dal Pifferi G irolamo e le altre impostate dallo stesso Borghi a Modena il 25 maggio. li Borghi impostò la lettera pure a firma "Pesca" scrilla dalla Pifferi Elg ina, nella quale costei dà conto alla centrale cli Parigi ciel proficuo lavoro svolto in Italia sino a quel momento per conto ciel partito. Le tre lettere precedenti contengono notizie raccolte in gran parte dal Pifferi G irol amo, il quale passava al Borg hi le minute, che costui poi trascriveva in casa dello stesso Pifferi, usando il cifrario avuto dalla Elgina e carta e allume di rocca che i Pifferi Girolamo gli forniva. Le parti in chiaro delle lettere sono brani del roman 7.o del Quattrini "L'amante a mille Chilometri" (pag. 143 e 185), di proprietà del Pifferi Giro lamo ed a lui sequestrato. Fra le Jettere la più importante è, s enza dubbio, una dell e due spedite da Modena il 25 maggio e che contiene, come si è detto, notizie circostanziate su di una spedizione di materiale bell ico con destinazione alla Spagna. in partenza da Genova con p iroscafo" Adda". Il Borghi scrisse tale notizie sempre in casa Pifferi, dopo che sotto dettatura della Elgina, Pifferi Giuseppe (il quale aveva, g uidand o un autotreno della ditta cli autotrasporti Toschi e Bigliardi, trasportato a Genova una parte del materiale anzidetto) aveva annotato su un pezzo cli carta tutte le notizie poscia ricop iate nella lettera. Come si rileva dalla copia in atti, il Pifferi G iu seppe è tenuto a far scrivere in prima perso na alla sorella (che evidentemente sapeva che le notizie prove nivano da lui), per far rilevare a costei l'esattezza delle informazioni; ed infatti nella lettera si legge che cgl i stesso era presente all'imbarco s u 11'Adda e che aveva potuto parlare con un marinaio della nave, dal quale aveva potuto sapere i partico lari della destinazione del carico e sul modo con cui questo doveva raggiungere la Spagna. Su tutto ciò il Pifferi Giuseppe è confesso, anche se, con ragioni che non convincono, si è sforzato cli spiegare la s ua condotta. 11 Padre Pifferi Girolamo era in casa quando il G iuseppe dettava le notizie e dopo che il Borghi scrisse la lettera sulla spedizio ne del materiale bellico egli dettò, a s ua volta, notizie cli altro genere che il Borghi riportò su ll a m e des ima lettera. Dalla suesposta narrativa restano dimostrate s ussistenti, anche sotto il profilo giuridico, le imputazioni protestate ai prevenuti .
È chiaro, infatti, che la Elgina, funzionaria ciel partito comunista, giunta in Italia con l'incarico di lavorare per detto partito e di gettare, innanzi tutto, le ba-
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11 Cavazzoni ha prestato la propria casa per ospitare la Elgina e facilitarle il compito, sapendo che costei agiva per conto e nell'interesse del parti to comunista; del che egli ha poi avuto modo di ricevere esplicita conferma assistendo a i colloqui, e particolarmente a quelli fra l'Elgina e il Borghi. Il Pifferi Giuseppe, che non è affallo credibile quanto vuol sostenere di avere ignorato che la sorella Elgina fosse venuta a Pasq ua a Roteglia (è da rileva re che egl i abita nella stessa casa dei genitori), ha dato prova della sua adesio ne al movimento comunista con dettare al Borghi quelle notizie che egl i sapeva dirette alla sorella, e, prima ancora, mostrandosi talmente sollecito di forni re informazioni iI più possibile complete e precise, eia ch iedere appositamente particolari sulla destinazione del materiale e eia assumere altrimenti notizie sui trasporti che con a ltri autotreni erano stati effettuati a Genova per comporre il carico del piroscafo. Le notizie sul materiale bell ico sono evidentemente di carattere segreto cd involgono l'interesse politico e di sicurezza dell o Stato Italiano, e non è dubbio, da quanto s i è esposto, che la comunicazione di esse alla Pifferi Elgina era a scopo spion istico. Trattasi, pertanto, di rivelazione a i sensi deU'art. 261 p .p. e cpv. 2° C.P., che è rimasta, però al lo stato di tentativo in quanto la lettera, contenente tale notizie, non ha raggiunto, come si è detto, la sua des tinazio ne. Di tale reato dovranno rispondere il Borghi, il P ifferi Girolamo e il Pifferi Giuseppe, in concorso fra loro. Se non s i hanno agli alli clementi per ritenere che il CavaZ7oni abbia cooperato a tale rivelazione, ali 'udienza vennero a mancare nei cli lui confro nti anche elementi s ufficienti cli reità in ordine al delitto rubricatogli di cui all'art. 304 in relazione all'art. 261 p.p. e 2° e 3° cpv. C .P ., per cui eg li deve essere as solto per insufficienza di prove. Di conseguenza tutti si sono resi responsabili ciel reato previsto e punito dall'art. 270 cpv. 2° C.P., e, lutti, ad eccezione cli Cavazzoni, anche del delitto di cui agli artt. 56 - 1 IO - e 26 1 p.p . e cpv . 2° e 3° C.P.; in quanto nella fatti spec ie dell'opera c riminosa da ognuno compiuta si vengono ad integrare tutti gl i estremi soggett ivi ed oggettiv i che caratteri7.zano la qualificazione giuridica dei delitti rispettivamente ascr itti. Pertanto, il Colleg io, escludendo l'aggravante della recid iva in appl icazione dell ' art. 100 C.P.; nei confronti de l Pifferi Giuseppe già condannato a L. 100 cli ammenda per abusiva occupa7.ione di suolo pubblico; esaminate e vagliate le
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TRIU UNAL E SPECIALE PER LA DI FESA DF.1.LO STATO
emergenze dibattimental i nonché le richieste difensive; tenuta presente la natura speciale dei reati è d'avviso di irrogare le seguenti pene: Per il disposto de 11' art. 270 cpv . 2 ° C.P.: A Cavazzoni anni 2; a Borghi, Pifferi Girolamo e G iuseppe anni l ciascuno;
PRIMA PARTE: SENTENZ E PRON U:-JZIATE DAL T .S. D.S.
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NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZ IONE Per effetto dei provvedimen ti d i clemenza cli cui a l R .D. 24.2 .1 940 n. 56. - Piffer i Giuseppe viene scarcerato dalla Casa Pena le d i Castelfranco Emi lia il 30.5 .1945.
Ai sensi degli artt. 56 - 110 e 261 p.p . e cpv. 2° e 3° C.P.: Detenuto dal 30.5. 1937 a l 30.51945. A Borghi, Pifferi G irolamo e Giuseppe anni 12 ciascuno. e con la d iminue nte cli un terzo della pena per gli artt. 56 - 65 C.P., ridotti ad anni 8, ciascuno.
Pena espiata: 8 an ni.
Ed operato il c umulo delle pene complessivamente deve condannare Bor ghi , Piffer i Girolamo e G iuseppe ad anni 9 c iascuno; Cavazzoni ad anni 2 . ~
Non può usufruire dei benefici di clemenza previsti dal R .D. 17.10. 1942 n. 1156 ostandovi il tito lo dei reati.
T utti alla reclusio ne: Borgh i, Pifferi Girolamo e Giuseppe anche con la in terdizione perpetua dai pubblici uffici; tutti con la Jibertù vigilata, col pagamento in solido delle spese di giudizio, col pagamento delle spese di preventiva c ustodia oltre ad ogni altra conseguenziale cli legge.
- Pifferi Girolamo viene scarcerato dal la Casa Penale di Fossano il 9 .6 . 1945. Detenuto dal 9.6.1937 al 9.6. 1945. Pena espiata : 8 ann i.
P.Q.M.
Vist i ed applicati gl i artt. 270 cpv. 2°, 56 - 110 - 26 I p.p. e cpv . 2° e 3°, 304, 261 p .p. e cpv. 2° e 3° C.P.; 29, 99, I 00, 7 3, 65, 228, 229, 311 C.P., 488 e 485 C.P. Esercito.
Non p uò usufruire dei benefici di clemenza previsti dal R .D. 17. I 0.1942 n. 1156 ostandovi il titolo dei reati.
SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA DICHIARA
Borghi, Pifferi Girolamo e P ifferi Giuseppe colpevoli dei reati loro ascrilli, ed il Cavazzoni ciel solo deli tto di c ui all'art. 270 cpv . 2° C.P. , ritenendolo assolto per insufficienza di prove dal reato cui all 'arl. 304 in, relazione al l 'art. 26 I C.P.; escludendo l'aggravante della recidiva ne i confronti di Pifferi Giuseppe.
- Borghi a seguito di istanza di grazia inoltrata dall 'Avv. Antonio Grandi il 22.3. 1938 viene concesso, con Decreto cli grazia del 21.7. 1938, il condono condizionale della resid ua pena da espiare. Pertanto Borghi, detenuto dal 31 .5. 1937, viene scarcerato dall'Istituto Penale cli Fossano il 26.7.1938 .
ED
Pena espiata: I an no, I mese, 25 g iorni. in concorso della diminuente cli un terzo della pena per il beneficio ciel le circostanze concesse a tutti, ai sensi dell'art. 311 C .P., in ord ine al de li tto di c ui artt. 56 - 110 - 261 C.P.; operato il cumulo complessivamente condanna: Borghi, Piffer i Girolamo e Giuseppe ad anni 9 ciasc uno e Cavazzi a d ue anni . Tutti alla reclusio ne con la interdizione perpetua dai pubblici uffic i; tutti con la libertà vig ilata, col pagamento in solido delle spese di giudizio, col pagamento delle spese d i preventiva custodia oltre ad ogn i altra conseguenziale di legge.
SCARCERAZIONE PER ESPIATA PE NA - Cavazzoni, deten uto dal 9 .6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal lo Stabil imento Penale di Civitavecchia il 9 .6 .1939. Una istanza cli grazia inoltrata dalla mog lie il 21.3.1938 non viene accolta.
Roma, 15.3. 1938 - a n no XVI. Seguono le firme de l Presidente e dei Giudici.
Nei confronti de i suddetti imputati la Corre S uprema di Cassazione (2° Sez. Pen.) annulla, con sentenza del I 6.4. 1973, - per g iuridica inesistenza - (art. 1 D .L.L. 27 .7 . 1944 n. 159) la sentenza pronunziata dal T .S .D .S. il 15.3.1938 . NOTA : Venne sottoposta a procedimento penale a nche :
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TRIBUNALE SPECIJ\LF. PER LA DIFESA DELLO STATO
- Pifferi Elgina, nata il 5 .5. J 907 a Castellarano (Reggio Emilia), - latitante ma nel Regis tro Generale non risulta se nei confronti del la latitante P ifferi E lgina venne emessa nel 1938 o negli a nni successivi una sentenza di condanna o di assoluzione da parte del T.S.D.S .
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PR1>·1A PARTE: SENTE~ZF. PRON!, NZIATE l).",L T .S.D.S.
Rcg. Gen. n. 186/1937
SENTENZA n. 29
Tl Tribunale Speciale per la D ifesa del lo Stato composto eia :
Presidente: Tri ngal i Casanuova, Luogotenen te Generale M. V.S.N. Giudice Relatore : Lanari Piero. Giudici Consoli M. V.S.N . : Leonardi Nicola, Bergamaschi Carlo, M ingoni Mario, Carusi Mario , Suppiej Giorgio. ha pronunciato la segue nte : SENTENZA nella ca usa contro: Nicotra Arcangelo, nato il 16. 1. 1892 a Rosolini (Siracusa), proprietario agri colo, detenuto dal 19.6.1937. IMPUTATO
dei del itti di offesa a S.E. il Capo del Govern<) (art. 282 C.P.) e di vilipen dio al Governo ciel Re (art. 290 p .p. C.P.) per avere, il 16.6 . 1937, in contrada Renna cli Noto, pronunciate le parole: "cosa mi interessa se reclamate ai sindacati? Me ne fotto a ltamente delle leggi, ciel Governo F ascista, del Duce e di tutti g li impiegati". Con l'aggravante de lla recidiva ai sensi del l 'art. 99 cpv. n. 3 C.P. IN PUBBI.JCA UDIENZA
Se ntito il P .M . nelle sue concl usioni e l' imputato c he per ultimo ebbe la parola col s uo difensore IL TRIBUNALE
Considerato che dal la lettura deg li atti processuali nonché dalle e mergenze dell'orale dibattito si è potuto accertare IN f7ATTO E D IN DIR irro:
Con atto di accusa del 20 agosto 1937 del P.M. d i q uesto Tribunale Speciale, e ra stato r.inviato a giudizio il rubricato N icotra Arcangelo per ri spondere cli vilipendio al Governo del Re (art. 290 p.p. C.P.) e di offese al Capo del Governo (art. 282 C.P.) . G li elementi cli specifica accusa risul tavano in modo particolare attraverso la
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TR I BUNALE SPECI A l, F. PER LA D IFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTE'.'JZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
testimonianza cli G uastella Francesco; il quale, interrogato dal la a utorità g iudiziaria ordinar ia, aveva conferm ate le dichiarazioni in modo chi.aro e preciso già rese a ll ' ufficio collocamento di Noto : e cioè essendo egli venuto a discus sioni nel pomeriggio del 16.6 .1937 con N icotra per divergenze contrattuali, quale mezzadro di un fondo ten uto in affitto e di proprietà del la madre ciel giu d icabile, lo stesso Nicotra, avendo sentito dire dal detto reste che vo leva r icorrere ai s indacati in merito a certi diritti spertantigli, g li avrebbe ris posto "Non mi interessa se andate a reclamare presso i sindacati perché ma ne fon.o altamente delle leggi del Regime fascista, del Duce e cli tutti i fess i che stanno presso i sindacati " .
Il Collegio di fronte a l le insistent i proteste di in nocenza dell'imputato ed alle sostanziali rettifiche del teste G uastella, fortemente dubitando c he le fras i proferite possano essere proprio quelle rubricate ed incriminate, è d'avviso di as s olvere il Nicotra per insufficienza cli prove dai reati ascrittigli ; in quanto non s i sono raccolti a suo carico elementi sufficienti di reità: pertanto il Nicotra deve essere immediatamente escarceraton se non detenuto per altra causa.
Senonché all'udienza il G uastella, in conseguenza delle p roteste dell 'impu tato che affermando la sua innocenza dichiarava che il teste Guastella in quel giorno non aveva mai parlato con lu i, e quindi riferire insussistenti discussioni fatte con esso N icotra, a domanda specifica fan.a ha dovuto dichiarare che il suaccennato discorso non era stato fatto a lu i ma a l suo dipendente contadino cli anni l 7, (Tiné Salvatore) e che senza essere visto dall' imputato, eg li aveva potuto cl.istintamente sentire tutto il cli.scorso e le frase incrim inate, trovandosi in aperta campagna, a 300 metri di d istanza.
DICHIARA
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È pur vero che per dichiarazione del teste Tiné, le frasi rubricate sarebbero state da lui udite; ma la d i lui madre, Guarclane lla Marianna a sua volta riferì che raggiunto il Nicot.ra, mentre stava per avvicinarsi al Tiné, in quanto temeva che gli usasse violenza, l' irnputato la assicurò che nulla avrebbe fatto al cli lei figlio , ma solo faceva sospendere il lavoro, perché, come da avviso g ià dato al Guastella, un per ito avrebbe dovuto stabi lire i danni per la cattiva coltivazione de l fondo . La Guardanella riferì pure che il Nicotra le disse: "che il Guastella poteva ricorrere ai sindacati ed al fascio perché egli se ne fotteva di tutti in q uanto rec lamava i s uoi diritti, escludendo d i avere udito pronunciare dal giudicabile parole contro il D uce. T utti i testi sentiti in periodo istruttorio confermarono la vers io ne de i, fat ti a loro già riferita dal Guastella; sogg iungendo però c he costui aveva pure pre cisato, che in tal modo il Nicotra aveva parlato con lui personalmente in seguito ad una m inacciosa discussione. Però il teste R uscica Salvatore ebbe a fare presente che poco tempo prima del fallo parlando egJ i con Nicotra nella occasione che costui si lagnava ciel mezzadro G uastella per i dann i apportati a l fondo con la cattiva coltivazione, sentì dire dal! ' imputato: "me ne, fotto di lui (Guastel la) e ciel fascio perché io reclamo i miei diritti " . La difesa produsse lettera ciel Guastella d iretta alla proprietaria del terreno; dalla quale emerge che si era impegnato cli lasciare senz'altro il fondo nell ' agosto I 937 . Inoltre lo stesso Guaslella ammise che il Nicotra gli aveva in precedenza ingiunto di non fare lavori agr icol i perché un perito avrebbe dov uto constatare i clann i prodotti dalla cattiva coltivazione de l fondo .
P.Q.M.
Visti ed a pp licat i g li artt. 282, 290 p .p. C .P . 485, 486 C.P. Esercito
Nicotra Arcangelo assolto per insufficienza cli prove in ordine ai reati ascrittigli e ordina che venga escarcerato immediatamente, se non detenuto per altra causa. Roma, 1.5.3. J 938 - XVI. Seguono le firme ciel Presidente e dei Giudici.
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TRII.IUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 271/1937
PRIMA PARTE: SENTE"IZE PRONUNZI ATE DAL T.S.D.S.
SENTENZA n. 31
TI T ribunale Speciale per la Difesa del lo Stato composto da:
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Delitti commess i in Taranto tra il maggio ed il luglio 1937. In esito al pubblico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua .requisitoria e gli imputati, che, coi loro difensori, hanno per ultimi avuta la parola, osserva
Presidente: T ringali Casanuova, Luogotenente Generale M.V .S.N. IN FATTO ED IN DIRITTO
Giudice Relatore : Lanari Piero. Giudici Consoli M.V.S.N. : Gangemi G iovanni, Rossi Umberto, Leonardi Nicola, Mingoni Mario, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Lo Cascio Giovanni , nato il 19.9.1891 a Napoli, capo stazione ferrovia di Stato; Ferroni Gi ulio, nato il 25.9.1904 a Roma, esattore postale; Castiglione Giuseppe, nato il 19.5.1897 a Spezzano Grande (Cosenza), autista; Semeraro Michele, nato il 19.2.1918 a L izzano (Lecce), studente; Croc icchio Nicola, nato il 15 .6. 19 I 5 a Taranto, commesso viaggiatore; Bleve Angelo, nato il 17.3 . 1917 a Faggiano (Tarant.o), operaio; Saracino Salvatore, nato il I .1.1920 a Maruggio (Taranto), operaio navale. IMPUTATI
Il Lo Cascio, i I Castig lione ed il Ferroni di avere promosso in Taranto associazione diretta a s ovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali dello Stato (art. 270 p.p. C.P.); il Semeraro, il C rocicchio, il Bleve, e il Saracino di aver organizzata la associazione anzidetta secondo le direttive dei primi (art. 270 p.p. C.P.) :
I prevenuti, a seguito di istruzione a rito diretto, furono, con atto d'accusa ciel P.M. in data 23.12. I 937, rinviati a giudizio per rispondere dei fatti del ittuosi sopra enunciati . Ali 'orale dibattimento, per le ammissioni degli accusati e specialmente per le confessioni di Se meraro e Crocicchio, e in parte, cli Lo Cascio, nonché per le prove documentali e testimoniali , è stato accertato quanto segue: TI rubricato Castiglione, comunista intelligente e dec iso, in relazione col movimento com un ista ali' estero, trovandosi confinato per motivi politici in Larino, aveva nel 1936 e sino alla primavera I 937 svolta intensa propaganda co munista fra gli altri confinati e particolarmente col rubricato Ferroni, i I quale, assieme al Castig lione, aveva attratto nell'orbita cieli 'illegale associazione co munista il Lo Cascio, anch'egl i colà confinato. Assidua fù l'attività di propaganda del Castiglione e del Ferron i verso il Lo Cascio. Il Castiglione, q uando, nel marzo 1937, il Lo Cascio lasciava il confino, gli raccomandò cli essere saldo nella nuova fede politica (il Lo Cascio precedentemente aveva militato nel fascismo), e prima, sia al Lo Cascio che al Ferroni, aveva raccomandato di spiegare attività politica assicurando che, quando l' organizzazione comunista, c ui dovevano dedicarsi, avesse assunto una certa importanza e sviluppo, avrebbe affidato a loro incarichi di partito. Non è stato provato che il Castig lione abbia nella circostanza affidato al Lo Cascio l' incarico di costituire in Taranto, dove il Lo Cascio si recava, l ' associazione comunista nè che simile incarico abbia affidato al Ferroni che si recava a Roma: né che il Ferroni abbia com unque esplicata qualsiasi attività sovversiva, se se ne tolga la circostan za di poco rilievo di avere nell'aprile u.s ., in occasione di un incontro a Roma con il Lo Cascio, c hiesto a questi generiche notizie su l lavoro ciel Lo Cascio svolto a Taranto.
Tutti: di appartenenza a detta associazione (art. 270 cpv. 2° C.P.), nonché di propaganda sovversiva a i sens i dell'art. 272 C.P.;
ll Lo Cascio, invece, tornato il 20.3 .1 937 a Taranto, si diede a tutt'uomo. pur con la dovuta cautela e forse esasperato per pres unti torti patiti dall'amministrazione ferrov iaria cui aveva appartenuto e dalla quale era stato congedato, ad esplicare propaganda comunista e a cos tituire un nucleo dell'associazione fra i giovani, nucleo che stava prendendo pericolosa estensione quando 1'autorità di P.S . inte r venne tempestivamente a troncare lo svi luppo e l' esistenza.
Il Semeraro ed il Crocicchio anche del delitto di cui all'art. 34 1 cpv. 2° e 3° C.P. per avere con scritto redatto ins ieme tra di loro e di comune accordo inviato al R. Questore di Taranto attribu itog li il fatto dete rminato di perseguitare innocenti e m.i nacciandolo di morte violenta per mano comunista.
In Taranto il Lo Cascio trovò l 'individuo adatto nel giovane rubricato Semeraro e successivamente nel Crocicchio, i quali, stimolati dal Lo Cascio, svolsero propaganda comunista, specialmente fra i giovani di Faggiano e fra gli operai del Cantiere Tosi, e riuscirono, colla collaborazione de l rubricato Bleve
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TR18UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEI.I.O STATO
PR lMA PART E: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D .S.
(che da solo riuscì a reclutare I O giovani, elencati a pag. 22 del fase . l processuale) a reclutare giovani inesperti contro i q ua li furono adottati. provvedimen ti di polizia .
Nei fatti come sopra accertati, il T ribunale ravvisa g li estremi giuridici per Lo Cascio cl i tutti i reati contestatigli come in rubrica; per tutti g li altri preve nuti dell'appartenenza al partito comunista (art. 270 cpv . 2° C .P.); per Castiglione, Semeraro, Ferroni, Crocicch io e B leve anche del reato di propaganda (art. 272 p.p. C.P.) e per Semeraro e Crocicchio anche del reato di cui alJ ' a rt. 341 - cpv . 2° e 3° C .P .-
Non è rimasto provato che il Saracino, il quale a li 'epoca dei fatt i non aveva ancora compiuto g li anni 18, pur avendo comprovata capacità d ' intendere e di volere, abbia svolta propaganda comu nista presso altri o in qualsiasi modo. È rimasto invece assodato che i l Semeraro e il Crocicchio più volle sparsero per le vie di Taranto numerosi m anifestini di propaganda comun ista da loro stessi compilati, dando, i I Semeraro, assicurazione a l Lo Cascio della compi uta operazione. Peraltro dal Sernernro e dal Crocicchio iscrizioni m ural i del la stessa indole erano s tate fatte pers ino nell'interno d i quel Palazzo del Governo. Per meglio riprodurre le stampe di propaganda, essi si apprestavano a raccogl iere apposito materiale, parte acquistandolo e parte fornito dal Lo Cascio. Pare, ciel resto, che non siano riusciti a mettere be n in opera, l'apparecch io. Tanto c he stampigliarono poi alcune m ig.liaia di manifestini di propaganda sovversiva, con alcuni caratter i di gom ma, e li diffusero per le vie di Taranto iI 3 luglio. La notte del .I O giugno, il Scmeraro ed iI Crocicchio tracciarono col carbone sui m uri di alcuni ed ifici e sui sedili ciel lungomare numerosi emblemi cli fa lce e martello. Venut i a conoscenza de l fermo d i noti comunisti tarantini operato dalla Polizia, fermo che ritenevano essere in re lazione con i disegni sovvers ivi cennati , compilarono cd inviarono il 17 giugno al Questore d i Taranto una lettera anonima datti lografata, con aggiunti scritti a mano, d ue emblemi comu nisti e frasi offensive e cli minaccia. In detta lettera, che trovasi in o r igina le in atti a pag. 3 de l fascicolo personale de l Crocicchio, viene attribuito R. Questore d i Taranto l ' offensivo fatto determinato di perseguitare in nocenti e il funzionari o viene minacciato di morte violenta per mano com un ista.
at
II Serncraro ed i I Crocicchio, dal le lo ro suesposte malefau e accertate, sono pienam ente confessi e si dichiarano pentiti. II Semeraro, g ià entusiasta militante nelle formazioni giovanili del fascismo, attribuisce questa sua aberrante dev iazione dal retto cam mi no ad uno asseri to su o spec iale stato d'anim o dov uto ad indignaz io ne perché tornato dall' A .O . dove eras i recato c landestino volontario e dove non era stato arruolato data la s ua g iovane età, non aveva ottenuto dalle A utorità di Taranto q ue ll'ap pogg io che sperava, eia lui ripet utamente richiesto, per una s ua sistemazione di lavoro. A tutto ciò il Tribunale non p uò a ttribu ire efficacia deter m inante o attenuante, anche perché l'opera del Semeraro non fù manifestazione incosciente e momentanea, ma att iv ità meditata varia, continua e dannosa, che, operata parecchi mes i, ebbe termine, non per s ua desistenza volontaria ma per l'energico intervento delle Autorità.
Il T ribunale ritiene che degli altri reati non contemplati, attribuiti in epigrafe agli imputati in q uestione, costoro devono essere assolti per non provata re ità (art. 485 C.P. Eserc ito). Adeguando le pene a l fatto e alla pericolosità cli c iascuno rep uta equo condannare alla reclusione: Lo Cascio ad anni I O complessivi, risultanti dal cumulo di anni 6 per il delitto cli c ui a ll' art. 270 p.p. C.P., d i anni I per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv. e di anni 3 per il delitto di cui al l ' art. 270 2° cpv. C.P.; Castiglione e Ferroni, c iascuno, a complessiv i anni 7 risultanti dal cumulo per ciascuno, di 5 an ni per il del itto di c ui all'art. 272 -p .p. - C.P. e di 2 anni per il delitto di cui all'art. 270 - cpv. - C.P. Semeraro ad anni 5 complessivi, risultanti anni 2 per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. di anni 1 e mesi 6 per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv. e di anni 1 e mesi 5 per il delitto di cui all'art. 341 cpv. 2° e 3° C.P. Crocicchi a complessivi anni 4, risultanti dal cumulo di anni l e mesi 6 per il delitto di cui all'art. ?,,72 p .p. C.P. e di anni 1 per il delitto d i cui all'art. 270 2° cpv. C.P .. B leve ad anni 3 complessivi risultanti dal cumulo di anni l e mesi 6 per ciascuno dei delitti di cui agli artt. 270 2° cpv. e 272 p .p . C.P. ; Saracino a mesi 8 per il delitto di cui all 'art. 270 2° cpv. C.P., pena così r idotta per la dim inuente di cui agli art. 98 e 65 n. 3 C .P. T utti i condannati Jianno l 'obbligo solidale del pagamento delle spese pro cessual i (art. 488 C.P.P .) e c iascuno l 'obbligo personale del pagamento delle spese di propria custodia prevent iva (arL 274 C.P.P.). Il Tribunale ritiene che tutri i condannati - tranne il Sarcac ino - debbono essere sottoposti a lla libertà vigi lata (art. 229 C.P.) ricorrendo nei loro riguardi gli estremi d i c ui agli artt. 202 - 203 C.P. in relazione a lle circostanze di c ui ali 'art. 133 C.P. A lle pene restrittive infl itte a Lo Cascio, Ferron i e Castiglione va conseguita la pena accessoria cieli ' interdiz io ne perpetua dai pubblici uffici (art. 29 C.P.). Poiché Saracino ha preventivamente espiata la pena a lu i inflilla, bisogna ordinare la sua scarcerazione se non detenuto per altra causa (art. I 37 C .P.). PQ. M.
Letti ed app licati gli artt. 270 p.p . e 2 ° cpv ., 272 p .p ., 341 - 2° e 3° cpv.; 98, 29, 229, 73, C.P.; 274 , 488, C .P .P., 485 C .P . Eserc ito
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TR IBUNA LE SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
DlCHIARA Lo Cascio Giovanni responsabile dei reati in rubrica ascrittagli; Ferroni Giulio, Castiglione Giuseppe, Semeraro Michele, Crocicchio Nicola e B leve Angelo responsabili dei de litti cli c ui agli ant. 270, 2° cpv. e 272 p.p. C.P. e Semeraro e Crocicchio anche del delitto di cui all'art. 34.l cpv. 2° e 3°C.P., assolvendoli da] delitto d i cui all'art. 270 p.p. C.P. per non provata reità. Saracino Salvatore responsab ile del deliuo d i cui all'art. 270 2° cpv. C .P. asso lvendolo per non provata reit.à dagli altri delitti in epigrafe a lui ascritti ; e, colla diminuente della minore età per il Sa rac ino, cumulate le pene per gli altri , condanna alla reclusione: Lo Cascio ad anni I O, Ferroni e Castiglione ad anni 7 ciascuno, Semernro ad anni 5, Crocicchio ad anni 4 , B lcve ad anni 3, e Saracino a mesi 8; tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di propri a custodia preventiva; tutti , meno il Saraci no, alla libertà vigi lata, Lo Cascio, Castiglione e Ferroni ali 'i nterdizione completa dai pubblic i uffici.
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
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Pena espiata: 5 anni. Una istanza d i grazia inoltrata dal la moglie il 19.11 .1940 non viene accolta. - Semeraro, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Fossano l' 11 .7. 1940. Detenuto dal l' I 1.7. 1937 ali' 11.7. I 940. Pena espiata: 3 anni. Istanze cli grazia inoltrate dal patrigno Palombella Lorenzo il 27.3.1938 e il 1.4.1938 e dal Semeraro il 7.5.1938 vengono resp inte. - Crocicchi o, v ie ne scarcerato dallo Stabi l imento Penale di P ianosa il 13.3.1940. Detenuto dall ' I 1.7 . 1937 al 13.3. J 940.
Ord ina la scarcerazione ciel Saracino se non detenuto per altra causa. Pena espiata: 2 anni, 8 mesi, 2 giorni. Roma, 2 1. 3. 1938. Seguono le fi nne del Presidente e dei Giudici. Saracino, detenuto dal 16.7.1 937, viene scarcerato il 21.3.1938. NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE Per effetto dei provvedimenti di clemenza al R .D . 24.2.1940 n. 56. - Lo Cascio avrebbe dovuto essere scarcerato il 15.7.1945 poiché - ostandovi i I titolo dei reati - non ha pot uto us ufruire dei benefici prev is ti dal R .D . 17. 10 . 1942 n. 1156.
Istanze di grazia inoltrate dalla madre il 4 .5. 1938 e dal Crocicchi o il 3.3.1939 no n vengono accolte. - B leve, viene scarcerato dallo Stabil imento Penale di Pianosa il 12 .3. 1940. Detenuto dal I 5 .7.1937 al 12.3 . I 940 . Pena espiata: 2 ann i, 7 mesi, 27 giorni. Istanze di grazia inoltrate dal Bleve 1' 11.5. 1938 e dalla madre il 24.5. 1938 vengono respinte. SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA
ln ottemperanza alle disposizioni impartite dal M inistero dell'Interno con circolari n. 4664 3 ciel 27.7 . 1943 e n. 49216/441 ciel 14.8. 1943 viene proposta la li berazione per Grazia Sovrana e , pertanto, Lo Cascio viene scarcerato dal la Casa cli Reclusione di S . Giminiano (Siena) il 20.8 .1943. Detenuto dal 15.7. J 937 al 20.8. 1943 .
- Castiglione: su istanza inoltrata dal Castig lione il 14. 11.1938 e a seguito ciel parere favorevo le espresso S.E. il Capo cie l Governo viene concesso, con Decreto di grazia, del 2 .3 .1939 , il condono condizionale della residua pena eia espiare. U na precedente is tanza inoltrata dalla mogl ie il 5.4.1938 non era stata ac colta.
Pena espiata: 6 anni, I mese, 5 g iorn i. U na istanza di grazia inoltrata dal Lo Cascio il 29.5.1940 viene respinta. - Ferroni viene escarcerato dalla Casa cli Recl us ione cli C iv itavecchia il 20.7 . 1942. Detenuto dal 20.7.1937 al 20.7. I 942.
Pertanto Cas tiglione, detenuto dal 13.9.1937, viene scarcerato dallo Stabil imento Pen ale di Pianosa 1'8 .3. 1939 . Pena espiata : l an no, 5 mesi e 25 giorni . Con sentenza del 16.3.1957 la Corte e.I' Appello cli Lecce dichiara inammis s ibile l'istanza di re visione inoltrata dal Cast iglione.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEI.I.O STATO PR IMA PARTE: SENTENZE PRONU:-.JZIATE OJ\l. T .S.O.S.
Reg. Gen. n. 263/1937
SENTENZA n. 34
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Pagliani Camillo, nato il 22.9.1902 a Scandiano (Reggio Emil ia), e lettrotecn ico;
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M. V .S.N.
Pecorari Giovanni, nato il 14.6. 1913 a Reggio Emilia, meccanico;
Giudice Relatore : Presti Giovanni.
Piccini ni G iovan ni, nato il 5.3.1894 a Reggio E mi lia, meccanico;
Giudici Consoli M.V.S.N. : Gangemi Giovanni, Rossi Umberto, Leonardi Ni cola, Pasqualucci Renato, Cal ia Michele.
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Raise Antonio, nato il 7 .9. I 912 ad Este (Padova), autista; Tondelli Arturo, nato il 17.8.1910 a Regg io E milia, meccanico;
ha pronunciato la seguente: Villa Vincenzo, nato i I 26.2 .1911 a Modena, fabbro; SENTENZA Pi ni Adelmo, nato il 3.9 .1988 a Villa Bagno (Reggio Emilia), muratore. nella causa contro: IMPUTATI
Benassi Primo, nato il 4.9.1919 a Reggio Emilia, motorista d'aviazione; Bagnacani Enzo, nato il 27.1.1912 a Reggio Emilia, meccanico; Beclogni Sergio, nato il 21.4.191 O a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia), fa legname; Bonaccioli Manlio, nato il 28.7.1887 a Mercato Saraceno (Forlì), insegnan te elementare; Catellani Natale, nato i I 20. 1.19 I 6 a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia), fabbro meccanico; Fantesini Amedeo, nato il 7 .5 . 1909 a Reggio Emi lia, elettricista; Formentini Erio, nato il 5 .6.19 14 a Reggio Emilia, forna io;
T utti : dei reati d i cui agli artt. 270 cpv. 2 ° C.P.; 272 p.p. C .P . per avere in epoca precedente e fi no al mese di luglio ed agosto 1937, in territorio di Reggio Emilia ed altrove fatto parte ciel disciolto partito comunista e per avere svolto pro paganda; Il Fantesini, il Bonaccioli, l'Incerli, i I Gobbi, i I Villa, inoltre: del reato cli cui all'art. 270 p.p. C.P. per avere costituito, organizzalo e diretto una sezione del disciolto partito comunista; II Benassi, inoltre: ciel reato di cui al l'art. 253 C.P., per avere, nelle stesse c ircostanze cli tempo e di luogo di c ui sopra, reso inservibile 3 motori d i aeropla ni da g uerra mediante martellamenti ed introduzione di corpi estranei. Il Pini, inoltre: del reato d i cui all'art. 56 C.P. 158 legge P.S ., per avere, il 29.8 .1937, tentato d i espatriare clandestinamente per motivi politici.
Gambetti Angelo, nato il 15.1.1907 a Reggio Emilia, macellaio; Gobb.i Renzo, nato il 20.5.1908 a Reggio Em il ia, elettricista; Incerti Alfeo, nato il 24.9. 1.908 a Zurigo (Svizzera), verniciatore; lotti Francesco, nato il 7 .6. 1902 a Caclelbosco Sopra (Reggio Emilia) , contadino; Lazzaretti Amilcare, nato il 26.2. 1909 a Reggio Emilia, aggiustatore mec canico;
In esito al pubbl ico dibattimento, uditi il P.M. nella s ua requ isitor ia e gli imputati che coi loro d ifensor i hanno per ultimi avuta la parola, osserva IN FATTO ED l N DIRITTO
l prevenuti, un itamente a tal Tagliavini Luigi nei rig uardi del quale preliminan nente è stato eia questo Tribunale ordinata la sospensione ciel procedi mento fino a q uando non perverrà in potere della giustizia essendo latitante, a seguito cli istruttoria a rito diretto, furono rinviati a g iudizio con atto d'accusa del P .M . in data 17. J. 1938 per rispondere dei fatt i delittuosi sopra in rubrica esposti .
Montanaro Ottone, nato il 15 .1 . 1906 a Reggio Emilia, vernic iatore; All'orale d ibattimento, per la confessione di q uasi tutti gli imputati, per le chiamate di correo di alcuni di essi, per le prove documentali e testimoniali e per
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TRTBUNALF. SPEC IAL. E PER LA DI FF.SA O ELLO STATO
PR IMA PARTF.: SENTENZE PRONU;,/ZlATE DAL T.S .D.S .
le conclusioni peritali in ordine ad una pretesa infermità d i mente del ! 'accusato Benassi, è stato accertato quanto segue:
Vi ll a Vincenzo: già operaio nelle Offine Meccan iche Reggiane, cooperò intensamente col Fantesini per la costituzione dell'associazione e fece parte del comitato assieme agi i altri rubricati; s volgendo notevole opera cli propaganda specialmente per la raccolta di somme per la Spagna rossa. Tenne particolarmente contatti settari con Catel lani, Lazzaretti e Benassai.
A Regg io Emilia e in località vicino a Reggio Emilia si era sv iluppato, nei primi mesi del 1937, un movimento sovversivo che prese un notevole svi luppo nei mesi successivi . Si venne, così , a formare una vera e propria as sociazione clandestina com u nista con Comitato Direttivo che aveva rapporti con Centri comunisti al i ' Estero. Tale associazione sovvers iva venne scoperta e stroncata dagl.i organi di polizia nel luglio del 1937 . L'anima ciel movimento era il rubricato Fantesini Amedeo, incorreggibile sovversivo, già condannato da questo Tribu nale nel 1933 per reati della stess a indole di q uell i cui ora risponde. Egli è pienamente confesso anche in udienza. Ad incaricarlo di promuovere il movimento fù il predetto Tagliavini. Ha ammesso che fù l'esponente principale cieli 'illegale associazione cli cui cur ò la formazione di un comitato federa le; che assicurò il collegamento con il centro estero; che tenne r iu n ioni a scopo organizzativo e di propaganda ed eseguì raccolte di fondi destinati al soccorso rosso ed ai comunisti di Spagna. Analogo incarico ebbero i membri del comitato per le ramificaz ioni cellulari cieli' associazione. Le riunioni, che si protrassero fino a maggio 1937, sino a quando cioè il Fan tesini prese moglie, fu rono ten ute in casa del Fantesini ed in quella cli: Bonaccioli Mani io, vecchio sovversivo già maestro elementare in servizio e pubb licista in giornali sovversiv i. Il Bonacciol i, che si è d.ichiarato reiteratamente e sinceramente pentito, ha confermato gli accordi e i contatti av uti con il Fantesini per dar vita all'orga-nizzaz ione, le riunioni ten ute a casa sua ed in q uella del Fantesini e la formazione del com itato composto da lui, dal Fantesin .i e dai rubricati, Villa Gobbi, e I ncerti, nonché da u n individuo che non è stato pos sibile bene identificare anche perché i prede tti non hanno fornito clementi idonei. Ha conferma to che il comitato doveva funzionare solamente per la città e per alcune frazioni più vicine alla città, q uali Ospizio San Maurizio, Mancasale, Cavazzoli e San Pellegr ino. A r ichiesta del rubricato Pagliani, com pilò una relazione sul mov imen to operaio reggiano e sulla situazione determinatasi dopo l 'avven to del fronte popolare francese e gli avvenimenti cli Spagna, relazione c he il Pagliani si premurò di inviare a tal Precuzz i residente a Nizza per l' ulteriore destinazione al centro com un ista. Non so.lo coj membri ciel comitato il Bonaccioli curò i contatti frequenti ed attivi , ma con altri compagni quali Benassi, Catellan i e Lazzaretti .
Incerti A lfeo: presentato al Bonaccioli dal rubricato Montanaro, dal quale si dichiara catechizzato dal comunismo, fece parte del ripetuto comitato, svolgendo notevole attività di organizzazione e di propaganda, specialmente in Villa Ospiz io, del cui movimento assume la direzione, ciancio incarico al rubricato Pecorari Giovanni d i formare una cellula e cli funzionare eia capo-zona per Villa Ospizio e Villa Masone. Si occupò anche di raccolte pro soccorso. Egli ha fatta ampia confessione anche in udien za indicando esplic itamente anche gli altri coimputati e le loro attribuzioni nell 'associazione illegale. Gobbi Renzo: entrò a far parte dell ' organizzazione, e poi de l comitato, spintovi clall'Inccrti. Svolse anche propaganda fra g li operai delle predette officine, ma la sua attività fù tiepida e dubbiosa. Fù es ponente della cellula c ostituitasi a Mancasale. Si può affermare che egli fù partecipe cieli 'associazione di cui trattasi e che fece della propaganda comunista, ma nei s uoi riguardi non sono emerse prove serie circa il contestatog li deli tto di cui all'art. 270 p.p. C.P. Catellani Natale: iscritto alle organizzazioni del Regime e M.V.S.N. si n dal .1934.
Operaio nelle Officine Meccaniche, dimentico dei prestati g iuramenti , non esitò a passare al comunismo ad invito dei g ià nominati Vil la e Lazzaretti e svolse propaganda sovve rsiva fra g li operai affinché entrassero a far parte della clandestina associazione. Ebbe contatti col Fantesini e, a seguito cli sue direttive, curò col rubr icato lotti, la formaz ione di una cel lu la comunista a Villa Sasso. Spinse al com unismo il giovane: Benassi Primo, già iscritto alle organizzazioni del Regime, come avanguard ista. Dal Catellani fù presentato al Villa e al Lazzaretti i qua li ne, esaltarono le tendenze malefiche, talché partecipò con i suoi co mpagni di lavoro alla cennata cellula di Pecorari, prese parte a riunioni, sottoscrisse L. 5 per la Spagna rossa e svolse propaganda per far proseliti nelle officine . A scopo cl i sabotaggio, per un preteso mancato aumento cli retribuzione, danneggiò, con l'in troduzione di corpi estranei, i del icati congegni di 4 motori avio da lu i imballati ne ll e Offici ne Meccan iche nella p r ima quind icina di giu gno 1937.
li Benassi è pienamente confesso. Essendo egl i stato, ne lla sua infanz ia, ri coverato nella colonia "Scuola Marro" d i Reggio E milia per la rieducazione dei deficienti, con diagnosi cli ins tabilità nel carattere infrenas tenico e poiché quan -
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TRIRUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEI.I.O STATO
PRIM,\ PARTE: SE"ITENZE PRONUNZIA TE DAL T.S .D.S.
do commise i fatti aclclebitatigli aveva compiut.o i 14 a nni ma non ancora i 18, è stato sottoposto a perizia psichiatrica per un eventuale trattamento medico legale e per accertare se in relazione all'art. 98 C.P. eg li avesse la capacità d i intendere e di volere.
Raise Antonio: già pregiudicato da questo Tribunale . Confessa anche in udienza pur dich iarandosi pentito, che, tornato eia Mosca, dove aveva frequen tato una scuola comunista, in Francia, e da lla Francia rie ntrato in Italia per organizzare la Federazione G iovani le Comunista in Parma, era poi andato a Reggio Emilia dove aveva avvicinati i rubricati Bedogni, Formentini e Bagnacani attraendoli in frequenti riunioni, a l comunismo e impartendo loro suggerimen ti e direttive. Era in corrispondenza col centro comunista all ' estero al quale fe ce perven ire una sessantina di lire raccolte fra i predelli pro Spagna Rossa.
Analogamente alle conclusioni del perito, sentito anche in udienza, il Col legio ritiene che il Benassi, al momento in cu i comm ise i fatti di cui ora risponde aveva capacità di intendere e di volere, che nessuna infermità menomava allora tale capacità e che, pertanto, di nessun'altra dimin uente, a l di fuori di quella giuridica per la minore età, egli debba benefic iare nell a valutazione penale della sua responsabilità. Montanari Ottone : partecipò all'associazione per invito di Bonacciol i, a l quale presentò I 'Incerti che meglio di lui avrebbe potuto svolgere incarichi organizzativ i. Svo lse propaganda ne ll'interno delle officine ed iniziò )' Incerti. Egl i, p ur cercando cli attenuare la sua responsabilità, ha, anche in udienza, am messo quanto sopra. Pec orari Giovanni : fù convertito al comunismo dal Gobbi, che lo presentò _a ll'Incerti, il quale lo incaricò di formare una cellula a Villa Ospizio, ciò che il Pecorari fece chiamandovi a partecipar vi, oltre al Benassi, anche Tondelli Arturo e Picc ini Giovanni. Tondelli ed il Piccin ini aderirono, svolsero propaganda nel le Officine, presero parte a ri unio ni , raccolsero somme e sottoscrissero quote pro-Spagna Rossa. Il Piccinini, che era iscritto al fascio, concorse col Pecorari nel propagandare il Tondelli. ~ Pagliani Cam il lo : era un partecipe ciel Movimento, in diretto contatto con l'organizzazione Bonaccioli, dal q uale ebbe la cennata relazione, c he, a mezzo cli una sua congiunta, trasmise in Francia affinché fosse evidentemente sfruttata a scopo propagandist ico comunista e antifascista. lotti Francesco : aderì al movimento indottovi dal Lazzaretti e dal Castella ni, col quale ultimo concorse per la formazione della cell ula di Vi ll a Sasso. Partecipò a riunioni svolse p ropaganda, contribuì a l soccorso rosso. Fì1 trovato in possesso cli stampa che c ustodiva ge losamente e che comprova i suoi sentimenti sovversiv i. Lazzaretti Amilcare : era uno degl i e lementi pi ù attivi ed accesi del movi mento. I compagni lo ch iamavano Blum. Tenne i contatti con tutti i membri ciel comitato e con quasi tutti i partecipi dell'associazione. Partecipò a riunioni e svolse efficacia propaganda; riuscendo ad adescare i I Catellani, c he presentò a Villa e Fantesini. Egli in udienza ha cercato di scagionarsi, ma è stato espi icitamente ind icato dai suoi coimputati.
Fo rmentini Ezio, Bagnacani Enzo e Beclogni Sergio : aderirono al movi mento per incitamento del Raise col quale spesso, a scopo associativo, si riunivano . Svo lsero propaganda fra gli operai delle Officine Meccaniche e rac colsero fra costoro somme pro-Spagna Rossa che versarono a Raise. li Bedogni si prestò a servire da recapito per la corrispondenza che il Raise riceveva dal la Francia. Col Raise si recò a Vi lla Masone a scopo di propaganda. Gambetti Ange lo: sebbene dalla corrispondenza sequestratagli si rilevi che egli era in relazioni amichevoli con sovversivi residenti all'estero, nessun serio elemento è emerso che comprovi la partecipazione al l'associazione sovversiva cli cui trattasi nè che egli abbia svolto la propaganda contestatagli, nè che abbia agevolato l'espatrio clandestino cli individui da arruolare nelle fi le dei rossi in Spagna. Pini Adelmo: vecchio comunista schedato e già esponente ciel sovversivismo reggiano, era un favoreggiatore cli quanti volessero espatriare clandestinamente per recarsi in Spagna fra le fi le rosse, come si deduce dalle non eq uivoche dic hiarazioni de l Guicletti. Perciò aveva piantate le s ue tende a San Remo. Ma se ciò costituisce la prova che eg li era un partecipe del l'associazione comunista, come il Tribunale ritiene , non pare un motivo per ritenere che egli abbia svolta propaganda e che abbia tentato cli espatriare c landestinamente, pur potendone dubitare. Dati i fatti come sopra accertati, il Tribunale ritiene cli dovere assolvere per non provata reità: il Gambetti dalle imputazioni in epigrafe ascrittegli; il Gobbi dal delitto di c ui all'art. 270 p .p. C.P. e il Pini dal delitto di cui all'art. 272 p.p. C .P. e dal delitto di tentato espatrio clandestino ascrittogli. In tutti gl i altri fatti accertati, il Collegio ravvisa gli estremi giuridici dei corrispondenti reati in epigrafe esposti e ritiene di dovere dichiarare .responsabili di ess i i rispettivi accusati. Il Fantes ini va gravato d i recid iva ai sensi dell'art. 99 - I O cpv . n° l - 2 - 3 e 2° cpv . C .P . e Formentini, Lazzaretti, Montanaro e Villa di quella ai sensi dell'art. 99 p .p . C.P. 11 Colleg io, in considerazione dei fatti eia ciascuno commessi, dei precedenti e della pericolosità dei responsab il i ritiene pene adeguate di reclus ione le se guenti : Fantesini ad anni 16 complessivi, risu ltanti dal cumu lo cli anni 12 per il de litto di cui a li 'art. 270 p.p. compresi in detta pena anni 3 per la recidiva ai sensi dell'art. 99 I O e 2° cpv., a nn i 2 per il delitto di c ui all'art. 270 2° cpv . C.P.;
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TRll3UNALE SPF.C(ALE PER LA D IFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: scr--·l'ENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
compresa in detta pena mesi 6 per la recidiva di cui dianzi, e anni 2 per il delitto di cu i all'art. 272 p .p. C.P., compresi in detta pena mesi 6 per la recidiva di cu i sopra.
essi gli estremi di pericolosità di c ui agli artt. 202 - 203 C.P. in relazione alle esaminate circostanze di cui all'art. 133 C.P.
Bonaccioli ad anni 14 complessivi, risultanti dal cumulo di anni 10 per il delitto di c ui all'art. 270 p.p. C.P. di anni 2 per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. e di anni 2 per il delitto di cui all'art. 272 p.p . C.P.; Incerti e Villa a complessiv i anni 10 ciascuno risultanti dal cumulo per ciascuno: di anni 6 per il delitto di cui all'art. 270 p.p. C.P., compresi in detta pena per il Villa mesi 3 per la recidiva, di anni 2 per il de litto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P., compreso in detta pena per il Vil la I mese per la recidiva, e dianni 2 per il delitto cli c ui all'art. 272 p.p. C.P., compresa in detta per il Villa 1 mese per il la recid iva; Catellani ad anni 8 complessivi, r is ultanti dal c umulo cl i anni 5 per il delitto di cui all'art. 272 p .p. C.P. e di anni 3 per il delitto di cui all ' art. 270 2° cpv . C.P.; Benassi ad an ni 6 e mesi 8 complessivi (già operata la diminuzione, sulla pena di anni l O, di un terzo per l 'età minore di c ui all'art. 98 C.P.) risultanti dal cumulo d i anni 5 e mes i 4 per il delitto di cui a ll 'art. 253 p.p. C.P., cli mesi 8 per il delitto di cui a l! 'art. 272 p.p. C.P.; Gobbi, Lazzaretti Pagliani e Raise ad anni 6 complessivi c iascuno risultanti dal cumulo per ciascuno di anni 4 per il delitto d i cui all 'art. 272 p.p. C.P. , compresi in detta pena pcl Lazzaretti mesi 2 per la recidiva, Bagnacani, Bedogn i, Forment in i, lotti, Montanaro, Pecorari, Piccini, e Tondell i ad anni 4 complessivi ciascuno, risultanti per ciascuno dal cumulo di anni 2 per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv . C.P., compreso in detta pena per Forrnentini e Montanaro I mese per la rec idiva. Pini ad anni 3 per il del itto di cui al l 'art. 270 2° cpv. C.P.; Alla condanna consegue, per tutti i condannat i, l'obbligo solidale de l pagamento del.le spese process ua le (art. 488 C.P.P.) e quello personale per ciascuno del pagamento del le spese di propr ia c ustodia preventiva (art. 274 C .P .P.). Ai sensi dell'art. 29 C.P. consegue alla condan na la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici per Fantesini, Bonaccioli, Incerti, Vil la e Catellani, e l'interd izio ne temporanea per anni 5 dai p ubblici uffici per Gob bi , Lazzaretti, Pagliani, Raise e P ini. Il Collegio ritiene equo determinare in ann i 2 l'interd izione dai pubblici uffici che consegue alla condanna per il mi nore Benassi , giusta l'art. 98 cpv . C.P. Ai sens i dell'art. 230 n. I C.P. bisogna ordinare la sottopos izione alla libertà vigilata per Fantesini, Bonaccioli, Incerti e Vi ll a.
lJ Tribu na le, peraltro, ritiene di dovere ordinare tale mis ura di sicurezza, e però ai sensi dell'art. 229 C.P., anche per tutti g li altri condannati, ricorrendo per
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Bisogna o rdinare la scarcerazione del Gambetti, se non detenuto per a ltra causa, ai sens i dell'art. 486 C .P. Esercito. P .. Q.M.
Letti ed applicati g li artt. 270 p.p. e 2° cpv.; 272 p.p. - 253 - 73 - 29 - 229 - 230 _ 99 p.p. 1° cpv. n. l e 2 cpv. 98 C.P. 488 - 274 C.P.P. 485 - 486 C.P.Esercito. DICHIARA Benassi Primo, Bagnacani Enzo, Bedogn i Sergio, Bonaccioli Manlio Ferruccio, Cate ll ani Natale, Fantesi ni Amedeo, Formentin i Ezio, Incerti Alfeo, lotti Francesco, Lazzaretti Amilcare, Montanaro Ottone, Pagl iani Camillo, Pecorari G iovanni, Piccinini Giovanni, Raise Antonio, Tondelli Arturo e Villa Vincenzo, responsabili dei delitti in epigrafe loro ascritti, con la diminuente dell'età minore per il Benass i e coll'aggravante de lla recidiva specifica pel Fanresini e di que lla generica per Formentini, Lazzaretti, Montanaro e Villa; DICHIARA Gobbi Renzo responsabi le dei delitti di cui ag li art. 270 2° cpv. e 272 p.p . C.P. e Pi ni del solo delitto d i cui all'art. 270 2° cpv . C.P. assolvendo questi ultimi due daoli a ltr i delitti in rubrica loro ascritti per non provata reità; b Fatto il cumulo delle pene, condanna a1Ja reclusione: Fantesin i ad anni 16, Bonaccioli ad anni 14, Incerti e V illa ad anni 10 ciascuno, Catellani ad anni 8, Benassi ad anni 6 e mesi 8, Gobbi, Lazzaretti, Pagliani e Raise ad anni 6 ciascuno , Bcdogni, Fonnentin i, lotti, Montanaro, Pccorari, Piccinin i e Tondelli ad anni 4 ciascuno e Pini ad anni 3; condanna tutti in solido al pagamento delle spese processuali e c iascuno al pagamento delle spese di propria custodia prevent iva; consegue alla condanna l 'interdizione perpetua dai pubblic i uffici per anni 5 per Gobbi, Lazzarett i, Pagliani, Raise e Pin i; determina in anni 2 l' interdizione dai pu bblici uffici per il Benassi; Ordina che tutti i condannati s ia no sottoposti alla libe1tà vigilata, assolve per non provata reità Gambetti Angelo dai de litti ascritti.gli in rubrica ed ordina la s ua scarcerazione se non detcuto per altra causa. Roma, 29.3.1938 - XVI. Seguono le firrne del Presidente e dei G iudici. Gambetti Angelo, deten uto dal 25 .7 . 1937, viene scarcerato il 29.3. 1938. (Per Gambetti vedi "Decisioni emesse da l T.S.D.S ." ne l 1929 pag. 163).
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TRlfllJNALf. SPECIA LE PER LA DIFESA DELLO :;·1ATO
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE. - Fantesi ni.: in ottemperanza alle disposizioni impartite dal M inistero dell ' Interno con circolari n. 46643 del 27.7. 1943 e 49216/441 del 14.8. 1943 viene proposta la liberazione per Grazia Sovrana e, pertanto, Fantesini viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Fossano (Cuneo) il 23.8.1943. Detenuto dal 3 I .7. I 937 al 23.8.1943. Pena espiata: 6 anni e 22 giorn i. I precedenti penai i ostano alla concessione dei benefici previsti dal R . D. 24.2.1940 11 . 56. Non può usufruire dei benefici di cui al R .D . 17. 1O. I 942 n. 1 I 56 ostandovi il titolo del reato. (Per Fantesini vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S." nel 1934 pag. 35) . - Pecorari: alle ore ventuno e venticinque minuti del 28 .6 . 1938 muore, per setticemia, nell'Istituto Penale di Cas telfranco Emilia. Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cu i al R.D. 24.2 . 1940 n. 56. - I ncerti avrebbe dovuto essere scarcerato il 26.7.1945 . Per concessione del beneficio della liberazione condizionale viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Fossano i I 21.4. 1943 . Detenuto da l 26.7.1 937 al 21 .4 .1943 . 1l titolo dei reati osta a lla c.oncessione dei benefici previsti dal R.D. 17. 10. 1942 n. 1156. Pena espiata: 5 anni, 8 mesi e 25 giorni.
PR IM..>, PARTE: SENTENZE PRONU~ZIJ\TE DAL T .S.D.:; .
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- Benassi viene scarcerato dal la Casa cli Reclusione di Fossano il 24.7 . I 941. Detenuto dal 24.7.1937 al 24.7.1941 . Pena espiata: 4 anni. - Pagliani v iene scarcerato dalla Cas a di Reclusione di Civitavecch.ia il 3.8. 194 1 . Detenuto dal 3 .8.1937 al 3.8.1941. Pena espiata: 4 a nni. - Raise viene scarcerato dalla Casa di Reclusione dì Castelfranco Emilia il 26 .7. 1941. Detenuto dal 26.7. 1937 al 26.7 . 1941. Pena espiata: 4 anni . Per Raise vedi "Decisioni emesse dal T .S .D.S. nel 1932 pagg. 45 l - 454" e "Decisioni emesse dal T.S .D.S nel 1933 pag. 171". - Bagnacani v iene scarcerato dalla Casa di Reclusione dì Castelfranco Emi lia il 6.3.1940. Detenuto dal 30.7 .1937 al 6 .3. 1940. Pena espiata : 2 an ni, 7 mesi. 6 giorni. - Bedogni viene scarcerato dalla Casa di Rec lusione di Castelfranco Em ilia il 6.3.1940. Detenuto dal 26 .7 . I 937 al 6.3 . I 940.
- Catellani avrebbe dovuto essere scarcerato i I 24.7. I 943 . Pena espiata: 2 anni, 7 mesi, IO giorni. Per concessione del be neficio della liberazione condizionale viene scarcerato dalla Casa d i Reclusione di Fossano il 28.4. 1943.
- lott i viene scarcerato dalla Casa di Rec lusione cli Fossano il 4 .3. 1940. Detenuto dal 24.7. 1937 al 4 .3. 1940 .
Detenuto dal 24.7.1937 al 28.4. 1943 . Pena espiata: 2 anni, 7 mesi, 10 giorn i. Non p uò usufru ire dei benefici previsti dal R.D . 17.10.1942 n. 1156 ostan dovi il titolo dei reati.
Istanze cl i grazia inolt rate da lotti e dalla moglie il I e 8 apri le 1938 vengono respinte.
Pena esp.iata: 5 anni, 9 mesi e 4 giorni . C on Ordinanza del 16.9.1946 il Tribunale Militare Territoriale di Roma concede il beneficio dell'amnistia di cu i al D.L.17.1 1.1 945 n. 7 19.
- P ini viene scarcerato dall a Casa cli Penale di Caste lfranco Emilia il 4.3.1 940 .
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TRIBU:-,iALE SPECIALF. PF,R LA DI FESA DELLO STATO
Deten uto dal 29.8 .1937 al 4.3 . 1940. Pena espiata: 2 a nn i, 6 mesi, 5 giorni. - Tonde lli viene scarcerato dallo Stabil imento Penale d i C ivitavecchia il 4.3 . 1940. Deten uto dal 29.7 . 1937 al 4.3.1940. Pena espiata: 2 anni, 7 mesi, 5 giorni.
SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Villa inoltra, in data I 1.5 . 1938, una istanza di grazia al Capo del Governo: istanza respinta. In una seconda istanza inoltrata al Capo del Governo l' 11 .1.1939 Villa dichiara: "che più per odio verso il Regime io fu i coinvolto in tale triste frangente per ignoranza e inesperienza; la dolorosa circostanza, poi, di trovarmi allora disocc upato, fece sì che io divenissi facile preda de lle dottrine cli cattivi emissa r.i, dottrine, che oggi alla luce ciel buon senso, della realtà dei fatti e di una tri ste esperienza rigetto come false" . L'istanza di grazia non venne accolta. ln una terza istanza di grazia, inoltrata sempre al Capo del Governo, il 25 .9 .1939 V illa dichiara: "ora sono ven uto a conoscenza che la strada che ho seguito fino a ieri era una strada falsa ed ora giuro che seguirò la nuova via del destino della leva fascista" . Anche la terza istanza viene respi nta. ln una quarta istanza d i grazia inviata a Sua Maestà il Re Imperatore il 9 .1. 1942 Villa dichiara: "la lezione da me ricevuta è ancora p iù dolorosa perché mia moglie, ritenendosi libera per la condanna eia me subita mi ha trad ito dan do alla luce una bambina e, inoltre, la feri ta lancinante del mio cuore è stata an cora inasprita per la morte dei miei gen itori. Vi supplico, o S ire, di concederm i il beneficio della Vostra Grazia affinché ritornando libero possa dedicarmi a ll'unico supremo bene che ancora mi rimane in q uesta vita terrena, cioè a mio figlio, creatura innocente che ancora ignora tutto della vita, ma che porta già le stigmate della colpa dei suoi genitori ".
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZ IATE DAL T.S.O.S.
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- Piccini a seguito di is tanza d i grazia inoltrata il 31.5.1938 e al parere favorevole espresso dal Capo del Governo viene concesso, con Decreto Grazia del 2 .8. 1938, il condono co ndizionale della residua pena da espiare e, pertanto, Piccinini viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Civitavecchia il 9 .8.1938. De tenuto dal 25 .7 . 1937 al 9.8. 1938. Pena espiata : 1 anno e 14 giorni. - Montanaro inoltra il 5.4. 1938 istanza al Capo ciel Governo nella quale di c hiara " riconoscendo cli aver sbagliato sarei anche pronto a scontare la pena avuta se non pensassi che ogni g io rno d i pi ù che si pro lunga la m ia assenza eia casa, si vanno maggiormen te aggravando le condizioni g ià per se stesse m iserrime della mia famiglia. Accogliete, o Duce, la mia domanda cli grazia, se non per me per la mia d isgraziata moglie, per i miei innocenti bambini, le cui tenere voci invocano il padre che era l' un ico loro sostegno. E con codesto atto di grazia dichiaro anche il mio sincero ravvedimento facendo com pleto atto di sottomissione di devoto rispetto al Regime Fascista". L'istanza v iene accolta e con decreto d i Grazia del 2 1.7 . l 938 viene conces so il condono cond izionale della residua pena da espiare e, pertanto, Montanaro viene scarcerato dalla Casa Penale di Fossano il 26.7.1938 Detenuto dal 29.7.1937 al 26.7. 1938. Pena espiata: 11 mesi e 27 giorni. - Fonnentin.i a seguito di istan7.a di gra7.ia ino ltrata dal Fo rmcntini a l Capo ciel Governo il 21 .8.1938 viene concesso con Decreto di Grazia del 21 . 1 I. 1938 il. condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto, Formentini viene scarcerato dall'Ist ituto Pena le d i Castelfranco Em ilia il 25 .1 1. 1938. Deten uto dal 25 .7 . 1937 al 25.11.1938 . Pena espiata: l anno e 4 mesi. - Bonaccio li a segui to dista nza di grazia inoltrata dal Bonaccioli al Capo ciel Governo .il 10.4. J 938 viene concesso, con Decreto di grazia del 21.7 . I 938, il condono condiz ionale della residua pena da espiare e, pertanto, Bonacciol i viene scarcerato dal l 'Istituto Penale cli Cas telfranco Emilia il 25 .7. 1938. Detenuto dal 24 .7. 1937 a l 25 .7 . 1938.
L'istanza viene accolta e con Decreto cli Grazia del 7 .5.1942 viene concesso il condono condizionale della resid ua pena da espi.are e, pertanto, Villa viene scarcerato dallo Stabilimento Penale d i Civitavecchia il 14 .5 . 1942 . Deten uto d i 25 .7.1937 a l 14.5.1942. Pena espiata: 4 ann i. 9 mesi , 19 giorni.
Pena esp iata: I anno ed I giorno . - Gobbi a seguito di istanza ino ltrata dal Gobbi al Capo de l Gove rno i I 5.4.1938 viene concesso. con Decreto cl i Grazia del 21.7.1938, il condono condizionale de ll a resid ua pena da espiare e, pertanto, Gobb i viene scarcerato dal lo Stabil imento Penale d i C iv itavecchia il 26.7 . 1938.
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Pl{ l~1A P/IRTE: SENlEN:lE PR0Nl;N7.I/\TE DAL T.S.D.S.
1 RIUUNAl,t: SPECIALE l'!iR LA OIFl;SA DELLO STATO
De tenuto dal 26. 7. l 937 al 26.7. l 938. Pena espiata : 1 anno.
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11 Giudice Istruttore (V incenzo Ccrsosimo) ha. con sentenza del 30.1 O: 1937 _ su conforme rich iesta del Pubblico Ministero - dichiarato di n'._m cl.o.vers i pr_o cederc, per insuffic ie nza cli prove, ne i confronti dei sopraspec1i1.cat1 1mpu tat1 e ne ha ordinato l' immediata scarcerazione, se non detenuti per a ltra causa.
SC/\RCERAZIONE PER ESPI ATA PENA - Lazzaretti detenuto dal 24.7. 1937 viene scarcerato, pe r espiata pena, dalle Casa di Rec lus ione di V iterbo il 24 .7 .1 943 . Non può usufruire dei benefici di clemenza previsti dal R . D. 24.2.1940 n. 56 ostandovi i precedenti penale e il titolo dei reati per i qu a li è s tato condannato impedisce l'applicat.ione dei provvedimenti d i clemen za previ s ti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156. Il Tribun a le Militare Territoriale cli Roma concede a tutti i sopraspecificati imputati, con Ordinanza de l 23.10. 1967, il be neficio dell'amni stia di cu i al D.L. 17.1 1.1945 n. 7 19 dic hi a rando, contempo raneame nte, estinto il diri tto del! ' Erario a l recupe ro de ll e s pese di giustizia. (A rt. 1 D.C.P.S. 22. l 1. 1947 n. 163 1) La Corte Suprema di Cas sazione (2° Sez. Pen.) dichiara, con sentenza del 27.5. 1974, s u conforme richiesta dell 'Ufficio de l P.M. dei Tribunali Militari Guerra Soppress i. la g iuridica inesistenza de ll a sente nza pronunciata dal T.S.D.S . il 29 .3.193 8 nei confro nti di rulli i summenziona t i imputati. (A rt. I 0.L.L. 27.7. I 944 n. 159) NOTA: Vennero sottopos ti a procedimento pena le pe rc hé incors i nei reat i prev isti dag li artt. 270 - secondo cpv. - prima parte - C.P. per avere in territo ri o di Reggio Emilia cd altrove, in epoca anteriore e fino al mese d i agosto de l 1937, fatto parte ciel disciolto partito comunista e s volto propaganda a favore ciel suddetto partito i sottoelencati imputati:
1) - Prampolini Marino, nato il 6.7.1900 a Sabbion (Verona) 2) - Pescatori Gi ovanni , nato il 5.10.1905 a Cavriaga (Reggio Emilia) 3) - Barbie ri Aldino, nato il 16.10. 1905 a Sant' Ilario d'Enza (Reggio Emilia) 4) - Guidc tti Democrito, nato il 1.1 J .1 898 a Correggio (Reggio Em ilia) TI Guidetti a nche elci reato di c ui ali ' art. 56 C.P. in relazione ali 'art . 158 Legge Pubblica Sicurezza per avere il 12.8.1937 tentato di espatriare per motivi politic i. Tutti deten uti dal 7.9 .1937 al 30.10.1 937 .
Nella s uddelta sentenza viene precisato che " la sommaria istruuo~ia esple tata non ha raccolto e le menti s uffic ienti di colpe volezza a carico degli 1mputat1, ~ quali, ne i loro inte rrogatori. hanno protesta_to la lor? i'.rno~en,;i:a neg~ndo ogm qualsiasi rapporto d'indole politica con altr'.. d_enu1~zrn_t1. Ne d. altra p,trle I~ s~ spettata att ività di tentativo di espatrio per I 1111 polrnc 1, .'.1011 _P'~namente p, ovata , 0 di tentativo di raccolta di somme '·pro Spagna rossa puo ri tenersi e lemem_o certo e concreto per perfc:lionare i reati di appartenenza e propaganda comumsta previ sti dagli artt. 270 - secondo c pv. - e 272 - prima parte - C.P. Così pure. in mancanza di altri e lementi , non può ravvisar~i ne~ viagg~o compiuto dal Guidelli a s. Remo e Ventimigli a, un idoneo tentativo d, espatno c landestino". Dal Registro generale non ris ulta se nei confro~ti del latitante Tagliavini Luigi, nato il 21.1. 189 1 a Regg io Emili a - metallurg ico - venne eme~sa una analoga sentenza da parte del G iudice Istruttore oppure una se ntenza cli condan na da parte del T.S .D.S. (Per Tagliavini vedi "Dec is io ni e messe da l T.S .D.S ." nel I 91 1 pag . I 01).
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TRTll l.lNALE SPEC IALE PER LA D IFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 362/1937
PRIMA J>ARTE: SENTENZE PRONUNZIATe DA L T .S.D.S.
SENTENZA n. 35
Il T ribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Presidente: Bcvilacqua Cesare, Console Generale M.Y.S.N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M. V.S .N.: Gangemi Giovanni, Leonardi N icola, Ross i Um berto, Carus i Mario, Pasqualucci Renato. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nel la causa contro: Brini Ferdinando, nato il 24.5.1896 a Cento (Ferrara), sellaio; Bozzoli Guido, nato il 16.2.1902 a Calclerara di Reno (Bologna). giardiniere;
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IMPUTATI
Tutti : 1) del delitto di cui agli artt. 270 cpv. 2° C.P. per avere, in Bologna, fino al le date del loro rispeuivo arresto, partecipato ad una associazione diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato; 2) del delitto di cui agli artt. 272 p.p. e 110 C.P., per avere, nelle dette circostanze di tempo e di luogo, in concorso fra loro, fatto propaganda per il sov vertimento violento degli o rdinamenti economici e socialj costituiti nello Stato; il Morini inoltre: ciel del itto di cui agli artt. 270 p.p. e 110 C.P., per avere, nelle circostanze anzidette, in concorso con altro, costituito e diretto l' associazione sovversiva di cui sopra. Con l'ao<>ravante per il Roveri della recidiva ai sensi del! 'art. 99 cpv. 2° C.P. e,<:, in relazione ai nn. I e 3 del cpv. 1 °.
Diolaiti Vincenzo, nato iI l .8.1883 a Baricella (Bologna), bracciante; Genovesi Giorgio, nato il 15.9.1913 a Bologna, falegname; Grimol.izzi Giuseppe, nato il 25 .5.1873 a Baril i Melfi (Potenza), capostazione ferroviario; Lambertini Augusto, nato I '8 .5.190 I a Bologna, meccanico; Maselli Otello, nato i I 25.1. I 909 a Pianora (Bologna), sellaio;
In esito a l pubblico dibattimento, ascoltato il P.M. nella sua requisitoria e gli imputati , che, coi loro difensori hanno per ultimi avuta la parola, osserva, IN FATTO ED IN DIRITTO
I preven uti unitamente ad Arrnaroli Giuseppe, nei riguardi del quale preliminarmente è stato, da questo Collegio, ordinato lo stralcio deg li atti e l'unio ne di essi al procedimento n. 25 R.G. I 938 contro Fel isanti Egisto ed altri, fu rono, con sentenza della Commissione Istruttoria in data I 2.2.1938 rinviati a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi sopra in rubrica esposti .
Morini Celso, nato il 1.9.1899 a Pianora (Bologna), lucidatore; Parisini Renato. nato il 15.5 .1 914 a Bologna, meccanico; Pasquali Gaetano, nato il 5.6.1908 a Castel S . Pietro dell'Emilia (Bologna), calzolaio; Poggi Lu igi , nato il 16.5. I 900 a Molinella (Bologna), sellaio; Ponti Luigi. nato il 26 .8.1 897 a Marsiglia, meccanico; Roveri Bruno, nato il 31 . J .1907 a Bologna, meccanico; Scardovi Remo, nato il 29. I 1. 1911 a Bologna, fornaio; Zamboni Arturo, nato il 12.1. I 909 a Minerbio (Bologna), meccanico.
All'orale dibattimento per la confessione di quasi tutti gli imputati, specialmente dei maggiori responsabili Morini. Scardovi, Roveri, e Brini, per le chiamate d i correi di alcuni di essi e per le prove documentali e testimoniali, sono stati accertati i seguenti fatti: Tali Arbizzani e Tosare lli , esaltati dagli avvenimenti di Spagna e dal! 'av vento ciel cosiddetto fronte popolare a l Governo della F rancia e per corrispondere a direttive della centrale comunista, ali 'estero, avevano sin dal 1936, in Bologna, ridestato clandestinamente un movimento sovversivo. L' Arbizzani e il Tosarelli, ora riparati all'estero, contro i quali pende altro procedimento presso questo Tribunale, nell'allontanarsi da Bologna avevano incaricato efficacemente i predetti Armaroli e Morini cli continuare la loro delittuosa ope ra.
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TRIIJU:-.IA LE SPECIALI:: PER LA O/FESA DF.LLO STATO
PRIMA PARTE: SF.NTENZc PRON UNZIATE [)AL T.S.D.S .
li .rv:iorin~, che i.n udienza ha fatta ampia confessione dichiarandosi pentito, aveva 1ncancato eh costituire aggruppamenti sovversivi i o·ià nominati Brini e Roveri (qucst'ult'imo già, nel 193 I , condannato da questo T1ibunale per reati del la stessa indole di quelli per i quali ora risponde a questa Giustizia) e per con to suo aveva attratto nella nascente illegale associazione il rubricato Diolaiti. Il Brini che traeva_ anche ispirazioni dal vecchio sovversivo prevenuto Grirnolizz1. (~x .c~po sta_z10r~e delle FF.SS.) con i I quale era eia tempo in rapporti cli farrnl 1anta, era nuscito, mediante continua propaganda fatta con discorsi, ad ottenere l'ad~sior_1e dei rubricati Ponti, Maselli e Poggi, che con lui lavoravano presso la DJrez10nc d'Artiglieria del Corpo cl' A rmata di Bologna.
Egli è confesso, ma la sua responsabil ità emerge anche dalle indicazioni degli ora nominati Poggi, Ponti, Setti, Lolli e Grirnol izzi.
ll ~overi, come il Brini, anche un udienza confesso e pentito, non volendo esporsr, essendo noto agli organi di Polizia, aveva passato ]. 'incarico avuto al P:edeuo Scar:dovi. il q_uale aveva aggruppati attorno a se, ottenendone la parte c1paz1one all assoc 1az10ne comunista, i rubricati Parisini, Lambertini, Bozzoli Genovesi, Pasqua.li e Zamboni. ' Riunion i erano state tenute e propaganda veniva svo lta a mezzo di diffusio ne di st~mpe, di au~izioni radiofoniche di comunicati provenienti dal la Spagna rossa, di raccolta eh somme pro soccorso rosso, per aiutare le mi li zie comuniste operanti in Spagna e che, comunque, dovevano servire per dare incremento ali 'idea comunista in avversione al fascismo .
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Roveri Bruno: a causa della condanna inflittagli da questo T ribunale (per c ui è aggravato dal la contestatagli recidiva specifica) agì con cautela ed accorgi -
menti, sapendosi vigilato dalle autorità di P.S. Attrasse Scardovi al comunismo e gli conferì il mandato cli sostituirlo nella sua attività diretta a sv iluppare il movimento. Lo Scardovi che, come s i d irà, bene disimpegnò il mandato, gli dava conto dell'operato e a lui faceva affluire per l'ulteriore destinazione, le somme raccolt.e fra gli associati pro-Spagna rossa. Scardovi Remo: convertito al comunismo dal Roveri, si diede con alacrità allo svolgimento del mandato da costui avuto e profittando del suo mestiere di fornaio che gli dava modo di avvicinare insospettato le numerose persone a cui forniva il pane, svolse intensa propaganda comunista e polarizzò intorno a sè, conq uistandoli alla causa comunista, i rubricati Bozzoli, Genovesi, Lambertini, Zamboni, Parisini e Pasquali, fra i quali raccolse pro-Spagna rossa somme che versò al Roveri aggiungendone di proprie. Per riuscire meglio nell'intento, riuniva spesso i predetti a casa propria e faceva ascoltare loro con l'apparecchio radio di cui era in possesso, gli accesi comunicati della Spagna rossa, diffusione di notizie menzognere e fornite da propaganda sovversive e antifascista .
. Per I~ parte che ciascuno ha avuto nel movime nto che, peraltro, come ha dichiarato 11 teste commissario di P.S. Fe1Tante, era inquadrato in un più vasto mov'.mento che ha dato origine ad altre operazioni di pol izia e conseguenti proce d1ment1 presso questo Tribunal.e è risultato quanto segue:
Grimol izzi Giuseppe: questo vecchio ex capo stazione mandato a riposo nel 1923 dall'amministraz ione delle ferrovie dello Stato, era, si può di re, un mistico del com un ismo.
Morini Celso: fù, come si è accennato, il dirigente degli aggruppamenti comu1Hst1 clandestinamente costituitisi in Bologna dietro sue istruzioni.
Ne ll e sue strane cd esaltate concezioni metafisiche, accomunava il diavolo all'acqua santa ed era nello s tesso cattolico, protestante e comunista.
. Provvide allo sviluppo della organizzazione e alla propaganda mediante dist~1buz10ne di stampe ed erogazione pro Spagna rossa di somme che, raccolte dagli adepti, a lui confluivano.
Particolarmente fegato al Brini, ed alla mog li e cli costui, della quale ha esibito in dibattimento corris pondenza di una certa intimità, era l' elemento intellettuale dell'associazione e coi suoi discorsi, tenuti anche in esercizi pubblici , come è risultato anche dalle dichiarazioni dei testi Piana Prospero e Frachini .Alberto, svolgeva propaganda sovversiva tendente specialmente a convincere i tiepidi della bontù al comunismo e dai vantaggi che dalle s ua applicazione poteva derivarne alle classi lavoratrici .
. Oltr~ c he dalla sua confessione, la sua responsabilità è comprovata dalle dich1araz1on1 eh Roveri , Brini e D iolaiti. .B_ri,ni. Ferdinando: fù recuperato al comun ismo dal Marini, notevole fù la sua att1v:ta, specia_lmente cli propaganda, presso la direzione d'Artiglieria del Corpo d Armata dt Bologna, presso cui lavorava come sellaio. Riuscì ad attran-e nella organizzazione i rubricati Maselli, Poggi e Ponti e tentò di adescare tali Setti Umberto e Lolli Giuli_o, sentiti in udienza come testi; raccolse somme pro Spagna rossa non solo fra I predetti Maselli , Poggi e Ponti, ma anc he dal ru bricati Gri molizzi . Svolse propaganda a voce e mediante distribuzi.one di stampe sovversive.
Contribuì con L. 5, conteggiate al Brini, al soccorso pro-Spagna rossa. Mascl li Otello, Poggi Luigi, Ponti Luigi, Bozzoli Guido, Genovesi Giorgio, Lambertini Augusto, Parisini Renato, Pasqua li Gaetano, Zamboni Arturo e Diolaiti Vincenzo: come si è accennato dianzi, sono tutti elementi reclutati o dal Brini e dallo Scardov i e l' ultimo, il Diolaiti , dal Marini. Tutti hanno partecipato a riunioni e, comunque, avuto frequenti contatti con i rec lutatori e, hanno versato quote pro-Spagna rossa, specifica forma cli soccorso particolarmente grave in quanto doveva servire ad appres tare mezzi da apporre ai nostri leg ionari che in
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TRIBlJI\J\ I ,F. SP6Cl,\ L6 rER I ,A DIF6SA OCLLO STATO
Spagna combattono per il trio nfo della civ iltà, A nche la bottega ciel calzola io predetto Pasqua li serviva come luogo di riun ione, vi si svolgevano discussioni settarie e talvolta vi si ascoltavano trasm is sioni radio, provenie nt i dall a Spagna rossa, a mezzo dello apparecchio dello Scarclovi, che appos itamente ve lo trasportava eia casa sua , D i p articolare rilievo è r is ul tata la pos iz ione del Genovesi, iI quale, immemore dei giuramenti prestati, in qua lità d i fasc ista e di m ilite della M.V,S.N,. tradì la fede gi urata, aderì all' il.legale associazione comunista e versò il suo contributo per la Spagna rossa.
È rimasto accertato c he le quote pro-Spagna rossa furono versate anteriorme nte a l febbraio 1937, ma c he Morini , Brini, Roveri, e Scardovi , oltre a tale caratteristica forma cli sommini strazione d i m ezzi per il tr.ionfo comunista e perciò di concorso a ll a p ropaganda comun ista, svolsero successivamente e s i no all'atto de l loro a rresto propaganda con discorsi e con diffusio ne cli stam pe per adescare prose! iti. Pertanto il Morini, il Br ini , il Roveri e lo Scardov i non possono beneficiare del condono di cu i a l R.D, 15 .2 . 1937 11. 77, condono di cui debbono, per qua nto concerne i l reato d i cui agli artt, 110 - 272 p,p , CP, loro adde bitato, benefi c iare invece tutti g li altri rubricati, non essendo risultato che dopo i I gennaio 1937 essi abbiano svolta propaga nda puni bile o comunque concorso in tal rea to, pur continuando a partecipare, com e g li a lt ri, a ll a crim inosa associazio ne , Nei fatti come sopra accertati, il Collegio ravvisa gli estremi giuridici dei reati rubricati e ri tie ne pertanto di dovere, in ord ine ad essi, dic hiarare la responsabi lità di tutti g li accusati, Com misurando la condanna al fatto e a ll a pericolosità di ciascuno il T r ibunale ritiene cli dovere infl iggere le seguenti pene della reclusione: A Morin i c o mpless ivamente anni 7, risulranti dal cumulo di ann i 5 (con la conseguente inte rd izione dai pubblic i uffici ai sensi dell'art. 29 C.P.) per il de li tto d i cui all'art 0 , 270 p,p, CP, cli anni l d i c ui al i ' a rt. 270 2° cpv, C .P, a Bri ni, Genovesi, Roveri e Scarclovi ad anni 5 com plessivi ciascuno, risultanti per ciascuno dal cumulo d i an ni 2 e mes i 6 per il delitto di c ui a ll 'art. 270 2° cpv . CP, e cli anni 2 e mesi 6 per il del itto di cu i al i ' art. 272 p ,p, CP., compres i, ne lle singole pene infl itte a l Roveri, mesi 10 per c iascu na pena per la recidiva spec if ica di cui all'art. 99 cpv 1° e 2° C.P, a Bozzoli, D iolaiti, Grimolizz i, Lambertini, Maselli, Paris ini , Pasquali, Poggi, Pont.i e Zamboni anni 3 complessivi ciascuno risultanti per c iascuno dal c umulo di anni 2 per il delillo di c ui all'art. 270 2° cpv , C,P, e di anni I per il delitto cli cui all ' art. 272 p .p, C,P, Tutti i condannati in solido hanno l'obbligo de l pagamento del le spese processuali (art. 488 CP,P .). e ciascuno ha l'obb ligo personale del pagamento delle spese di propria custodia preventiva (art. 274 C .P .P .).
PRIMA PJ\RTF.: SENTENZE PRONUNZIA T F. DAL T.S .1J.S.
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Il Tribunale r itiene di dovere o rdinare la sottoposizione di tutti i condannati alla libertà vigilata (art. 229 C,P.) ricorrendo gli estremi della perico losità di c ui agli artL 202 - 203 C .P. in relazione a lle esaminate circostanze di cui all'art. 133 CP. A i sensi deg li art. 2 - 9 R ,D , I 5.2. 1937 11. 77, bisogna d ic h iarare cond iz io nalmente condonati, limitatamente alle pene in fl itte per il delitto di cu i all'art. 272 p ,p, CP., anni 2 deUa reclusio ne in fli tta a Genovesi ed a nn i 1 per ciascuno del la reclusione inflitta a Bozzoli, Diolaiti, G r irno lizzi, Lambertini, M aselli, Parisini. Pasqual i, Poggi, Ponti . e Zamboni, poiché i loro precedenti lo consentono, P.Q,M.
V isti e d applicati gli artL 270 p,p, e 2° cpv, - 110 - 272 - p.p. - 29 - 229 - 99 1° e 2° cpv , - 73 CP, 274 - 488 C,P.P, 2 R ,D, 15.2.1937 n , 77 dichiara Morini Celso, Br ini Ferdinando, Bozzoli Guido, Diolaiti V ince nzo, Genovesi Giorgio, G rimolizzi Giuseppe, Lambertini Augusto, Masel li Otello, Paris ini Renato, Pasq uali Gaetano, Poggi Luigi, Pont i Luigi, Roveri Bru no, Scardovi Remo, e Zarn bon i Arturo responsabili dei reati a c iascuno in rubrica ascritti , coll'aggravante ciel i 'ascrittagli recidiva per il Roveri e cumulale le pene condanna al la ree! usione. Morini ad anni 7, Brini, Seardovi , Roveri e Geno vesi ad anni 5 ciascuno, Bozzoli, Diolaiti, Grimo lizz i, Lambert ini, Maselli, Paris ini, Pasquali. Poggi, Ponti , e Zamboni, ad anni 3 ciasc uno. Condanna tutti in solido a l pagamento delle processuali e c iascuno alle spese cl i propria custodia preventiva; a lla condanna ciel Morini consegue l'interdizione perpetua dai pubblic i uffici; ordina che tutti i condannati siano sottoposti a ll a libertà vigilata, D ICHIARA
condizionalmenre condonati anni 2 della reclusione infl itta al Genovesi per il delitto cl i propaganda di cui all'art. 272 p.p. C,P. ad anni 1 cli recl us io ne per lo stesso de litto inflitto a Bozzol i, D io laiti, Grimolizzi, Larnbertini, Maselli, Parisini , Pasq ua li, Pogg i, Ponti e Zamboni . Roma, 7 ,4, 1938 - XVl. Seguono le firme ciel Presidente e dei Gi ud ici ,
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DFT.1.0 STATO
PRI MA PARTF: SFNTFNZF PRONUNZIAT E l)A L T.S.ll.S .
NOTIZIE DESUNTE DA[ FASCICOLI DI ESECUZIONE
della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dal! 'Istituto di Pena di Fossano il 13.8.1938.
Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R .D . 24.2.1940 n. 56.
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Detenuto dal 30.10.1937 a l 13.8.1938. - Morini viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Fossano il 6.11.1942 . Pena espiata : 9 mesi e 13 giorni.
Detenuto dal 6. I l.1937 al 6. 11. 1942. Pena espiata: 5 anni. Esc luso dai benefici previsti dal R.O. 17.101942 n. 1156 ostandovi il titolo dei reati.
- Lambertini si associa a una istanza inoltrata dal la moglie il 16.6. 1938 e con decreto di Grazia dell '8 .8.1938 viene concesso il condono condizionale del la residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dall'lst.ituto Penale di Ca stelfranco Emilia il 12.8.1938. Detenuto dal I O. I I .1937 al 12.8. 19 38 .
- Genovesi viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Civitavecchia il 5.3.1940. Deten uto dal!' I 1.11.1937 al 5.3. I 940 . Pena espiala: 2 anni , 3 mesi, 24 giorni.
Pena es piata : 9 mesi e 2 giorni. - Grirnolizzi a seguito di istanza d i grazia inoltrata dal Grirnolizzi e da.i s uoi familiari nel! 'aprile del 1938 viene concesso, con Decreto di Graz ia del 12.7. 1938, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dalla Casa Penale d i Castelfranco Em ilia il 16.7.1938.
- Brini avrebbe dovuto essere scarcerato il 30.10.1942. Detenuto dal 30.10.1937 al 16.7.1938.
11 Giudice di Sorveglianza cli Reggio Emi lia ordina, con provvedimento emesso il 24.12. J 938, la sospensione del l'esecuzione della pena e il ricovero del Brini in un manicomio giudiziario. Esclus o dai benefici previsti dal R.D. 17.10. 1942 n. 1156 ostandov i il titolo dei reati.
Pena espiata: 8 mesi e 16 g iorni . - Bozzoli a seguito cli istanza di grazia inoltrata dal Bozzoli il 18.10.1938 viene concesso il condono condizionale della res idua pena da espiare con Decre to di Grazia del 16. 1.1.939, e, pertanto viene scarcerato dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia i 17.1.1939.
11 25.1. 1943 Brini si trovava ancora ricoverato ne l manicomio giudiziario di Reggio Emilia.
Detenuto dal I O. I 1. 1937 al 17. 1. 1939.
Dal Fascicolo cli esecuzione non ris ultano ulteriori notizie in merito al la d imissione del B rini dal manicomio g iudiziario e la revoca ciel provvedimento cli sospensione dell 'esecuzione della pena. - Scardovi viene scarcerato dalla Casa di Recl usione di Civitavecchia il 9. 11.1 940. Detenuto dal 9.11 . 1937 al 9 . 11.1940. Pena espiata: 3 anni.
SCARCERAZIONI PER GRAZIA - Masell i si associa a una istanza cli grazia inoltrata dalla moglie il 4 .4 .1 938 e con Decreto cli Grazia clell '8.8.1938 viene concesso il condono condizionale
Pena espiata: I anno, 2 mesi , 7 giorni . SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA - Roveri, deten uto dal 9. I I. 193 7, v ie ne scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione di C ivitavecchia il 9 . 11. 1942 . I precedenti penali ostano alla concess ione dei benefici di legge previs ti dal R.D. 24.2. I 940 n . 56 e il titolo del reato osta a lla concess ione dei provvedimenti cli clemenza previsti dal R.D. [7.10.1942 n. 1156. Istanze d i grazia ino ltrate dal Rover i e dalla mog lie nel maggio del 1938 non vengono acco lte. Una seconda is tanza cli graz ia inoltrata dal Roveri il 9.2.1940 viene respin ta.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Per Roveri vedi "Decisione emesse dal T.S .D .S. nel 193 1 pag. 302" - Zam boni, detenuto dal 10. 11.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa cli Rec lusione di Castelfranco Emilia il I 0. 11.1939.
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PRIM A PART E: SENTE:s!ZE PRONUNZJATE DAL T.S.D.S .
Reg. Gen. n. 328/1933
SENTENZA n. 39
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M .V.S.N.
- Ponti , detenuto dal 30. 1O. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa Penale di Civitavecchia il 30.10.1939. Istanze di grazia inoltrate il 30.8 .1 938 e i I 19.5.1939 vengono respinte. Diolaiti, detenuto dal 10 . J 1.1937, vie ne scarcerato, per espiata pena, dal la Casa di Reclusione di Castelfranco E mili a il 10.1 I. 1939.
Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M .V.S.N. : Gangemi Giovanni, Leonarcli Nicola, Pasqualucci Renato, Barbera Gaspero, Calia Michele. ha pron unc iato la seguente: SENTENZA
Una istanza cli grazia inoltrata da Dio laiti il 16.8. 1938 non viene accolta. - Parisi ni, detenuto dal 15.11. I 937, viene scarcerato, per esp iata pena, dalla Casa di Reclusi o ne di Fossano i I J 5 .11.1939. Rifiuta cli associarsi a una istanza di grazia inoltrata dal padre il 25.5.1938. - Pasquali, detenuto dal 10. 1 1.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal la Casa di Rec lusione di Fossano il 10.1 1. 1939. Rifiuta d i associarsi a una istanza cli grazia inoltrata dal padre il 9.6.1938. Pasquali viene riabilitato con sentenza emessa dalla Corte di appello cli Ro ma il 21.6 .1 949. - Poggi, detenuto dal 30.10.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione di Civitavecch ia il 30.10.1939.
TI Tribunale Mi li tare Territoriale cli Roma dichiara, con Ord in a nza del 21.12.1960, estinti per amnisti a (D.L. 17. 11. 1945 n. 719), nei confronti di tutti i sopraspecificati imputati, e reati loro addebitati dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dcli ' Erario al recupero delle spese di giustizia (artt. I D.C.P.S. 2. 11.1947 n. I 63 1).
nella causa contro: Zorzettig Eugen io, nato il 19.10.1900 a Prepotto (Ud ine), operaio, detenuto dal 26. 12. I 937. IMPUTATO
1) de l delitto di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P., per avere partecipato all ' associazione comunista, in C iv idale s ino all'ottobre- novembre 1933; 2) del delitto di c ui agli artt. 110 e 272 p.p. C.P. per avere, in concorso con altri , nelle suclcle tt.e circostanze di tempo e di luogo, fallo propaganda comuni sta a mezzo diffus io ne stam pa e di raccolta di denaro per il soccorso rosso . IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P.M. neJle sue conclusion i e l' imputato che per ultimo ebbe la parola col suo difensore, IL TRIBUNALE
Considerato che dal la lettura deg li atti processuali nonché dalle emergenze del l'orale clibauimento, s i è potuto accertare IN FATTO ED IN DIKITTO
Con rapporto de l 9.12. 1933 la R. Questura di Udine aveva denunciato 36 individui pe rché organizzati in gruppo comunista agivano nella zona di Cividale, svolgendo attività sovve rsiva propagandistica. Fra i denunciati figurava anche Zorzellig; in quanto a llora era stato accusato dal coimputato Tosoratto Edoardo; il quale aveva dichiarato alla Q uestura nel suo interrogatorio reso in data 15. 10. 1933 cli essere stato indotto nel 1929 ad e n-
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TRIB UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATI; OAL T .S.O.S.
trare nella organizzazione comunista, da un giovane certo "Giacomo" , soprannominato Z ucz; e, nell'interrogatorio s uccessivo del 21.10. I 933, da certo "Eu genio" detto " Z uez"; mentre dinanzi al Giudice Istruttore aveva precisato trattarsi di certo Zorzettig E ugenio, detto "Zucz'', avendolo riconosci uto attraverso una fotografia mostratagli dalla Questura.
morale e politica sempre tenuta dallo Zorzettig; escl udendo perfino che costui potesse essere un elemento adatto a s volgere attiv ità politica sovvers iva.
Il Tosoratto aveva affermato altresì di avere avuto verso la fine del I 929 e i primi di gennaio 1930, dallo ''Zuez" stampe sovversive e di avere conosciuto il co im putato Dom in uti Giuseppe a mezzo dello stesso " Zuez", s uccesso a q uest ' ultimo nelle funzioni dirett ive di capo gruppo . Però il Dominuti che fù assolto per insufficienza di prove in istruttoria, allora, interrogato, d ina nzi alla Questura ed il Giudice ls truUore, insistette nel protestare la sua innocenza dichiarando che mai aveva conosciuto il Tosoratto, mentre pur avendo avuto relazione con lo Zorzettig, mai e bbe a fare con costui discorsi di carauere politico. Con provvedimento di questo Tribunale Speciale nel 13.10.1934 venne ordinato lo s tralcio degli atti relativi allo Zorzett ig e rinviato il processo a suo carico, perché egli permaneva nello stato di latitanza. Infatti egli era espatriato nel marzo 1933 con regolare passaporto ri lasc iatogli dalla Questura di Ud ine; rimanendo sempre in Francia fino al 22. I 2. 1937. In tale data venne in Italia per rivede re la fam igl ia d i un a sua s orel la, e pas sare assieme le feste natalizie; invece ven ne a rrestato. Ne l 1933 era espatriato per parlare di affari con altra sorella residente in Francia; ma aveva finito per rimanere all'estero, perché in un primo tempo aveva dovuto assistere la sorella che s i trovava ammalata ed in cattive condizioni economiche, di po i si era ammalato lui, ed infine aveva a nnuito al desiderio degli stessi suoi parenti in modo da poter aiutare col suo lavoro la sorella, madre di nove figli .
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La negativa del giudicabile, le ottime informazioni date dal teste a difesa, trovano conferma nelle stesse chiare e precise dichiarazioni fatte dalla Questura di Udine, con rapporto in data 19.1.1938. La Quale Autorità, in conseguenza della richiesta della Procura Generale di q uesto Tribunale Speciale, perché con riferimento a ll a già citata denuncia 9.12.1933 a carico anche dello Zorzet.tig, indicasse i procedimenti politici del nominato imputato rispose precisando che egli prima del 9.12. 1933 aveva sempre serbato buona condotta morale e politica e non risultava che avesse militato a partiti sovversivi e che era espatriato in Franc ia fin dal marzo 1933, munito di regolare passaporto rilasciato dalla Questura d i Udine. D a q uanto venne suesposto il Col legio si è in formato il convincimento c he lo, Zorzettig sia vittima di un equivoco e che realmente egl i non debba essere lo "Zuez", già indicato dal Tosoratto in un primo momento per certo "Giacomo" soprannominato "Zuez" e di poi per certo "Eugenio" dello "Zuez". Di consegue nza è d'avv iso d i dichiararlo assolto per non aver commes so il fatto, in ordine al reato di c ui all'art. 272 p .p .; ed altresì in o rdine a l del itto previsto e p unito dall ' art. 270 2° cpv . C.P.; ricorrendo per q uest ' ultima imputazione il disposto dell 'art. 152 C.P.P.; in quanto es is tendo prove le q ua li rendono evidente che l'imputato non ha commesso il fatto, in luogo di appl icare il R.D. 15.2.1 937 - n. 77 di amnis tia, pronuncia in merito, prosciogliendolo con la formula prescritta. Pertanto assolto lo Z o rzettig, ai sensi dell'art. 486 C.P. Esercito, deve ordinare che egli venga immediatamente escarcerato se non detenuto per altra ca.usa. P.Q.M.
Quando gl i contestarono le accuse emerse a suo carico s ubito fece le s ue meraviglie, protestandosi, con insistenza, innocente e precisando che mai egli ebbe ad occupars i di politica; che m ai conobbe il Tosoratto e che pur avendo avuto rapporti con i Domi nuti mai parlò con lui di politica.
Visti ed applicati gli artt. 270 2° cpv.; 272 p.p. C.P., 152 C.P.P.; 485 - 486 C.P. Esercito.
Fece presente c he mai aveva avuto sentore de lla denuncia e del procedimento penale nei s uoi confronti ; tanto elle nulla avendo da temere, con regolare passaporto era venuto in Ita lia, pe r poi ri tornare in Francia.
Zorzettig Eugenio assolto per non aver commess o il fatto in ordine a i reati ascritti gli e ordinando che eg li venga immediatamente escarcerato se non detenuto pe r altra causa.
Si dichiarò vittima di un equivoco, non avendo mai avuto il soprannome " Zuez". A ll'udienza quest ' ultima circostanza fù confermata anche dal tes te a difesa Don A ntonio Be rtoni , parroco di Prepotto (Udine ), che affermando di conoscere l' imputato fin dal I 9 I 9 s i espresse con paro le assai lusinghiere c irca la condolta
DI CHIARA
Roma, 9.4 .1938 - XV I. Seguono le firme del Presidente e dei G iudici; Per Zorzetting Ernesto, scarcerato il 9.4.1938, vedi anche" "Decis ioni emesse dal T.S.D.S. nel 1934 pag. 172".
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TRIBUN ALE SPECIALE PER LA DIFESA OELLO STATO
Reg. Gen. n. 210/ L937
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONU NZIATE DA L T.S .D.S.
SENTENZA n. 41
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tre e per il sovvertimento violento degl i ordinamenti economici e sociali cost ituiti nel lo Stato;
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Trev isan - Baccino - Gori Attilio e Garabello, ancora:
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M. Y.S.N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M .V.S .N. : Leonardi N icola, Mingoni Mario, Bergamaschi Carl o, Barbera Gaspero, Suppiej Giorgio.
1) ciel delitto di cui all'art. 270 p .p. C.P. per aver costituito un'associazione diretta a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre e a sovverti re violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato; 2) del delitto di cui all'art. 304 C.P. in relazione all'art. 284 stesso Codice, per essersi accordati al fine di commettere il delitto di insurrezione armata contro i poteri dello Stato.
ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro: Trevisan Pietro, nato il 1. 1.1 909 a Savona, e lettricista; Baccino Antonio, nato il 23 .5.191 O a Savona, manovale; Garabel lo Ambrogio, nato il 21.12. 1916 a Savona, fattorino privato;
Il Garabello, ancora: ciel delitto di cui all'art. 490 C.P. in relazione agli artt. 476 cpv. e 482 stesso Codice. per avere occultato atti pubbl ici veri facenti fede sino a querela di falso, con l 'aggravante deIII 'abuso di relazioni di prestazioni d'opera (art. 61 n. 11 C.P.). II Trevisan, ancora: di concorso nel delitto di cui sopra (art. I I O e 490 C.P. in relazione agli artt. 476 cpv. e 482 stesso Codice, con l'aggravante di cui ali ' art. 61 n. 11 codice medesimo) per aver determinato il Garbello a commetterlo.
Cardona Paolo, nato il 27 .2 .1 896 a Nizza Monferrato, calzolaio; Gola Leopoldo, nato il 2.5.1918 a Savona, manovale; Gori Orlando, nato il 26.5.1 9 .LO a Diano Marina (lmperia), manovale;
Con l'aggravante della recidiva per il Trevisan ai sensi dell'art. 99 p .p. C.P. Reati commessi in Savona sino al giorno del rispettivo arresto. In esito al p ubblico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua requisitoria e gli accusati, che, coi loro difensori, hanno per ultimi avuta la parola. osserva
Gori Attilio, nato il 10.J . 1913 a Savona, panettiere; IN FATTO ED IN DTRTTTO:
Tvalcli Alfredo, nato il 22.1 I. l 915 a Savona, computista commerciale; Pandolfo Alessandro, nato il 23. 12. l 916 a Sai uzzo (Cuneo), panettiere;
A seguito cli istruttoria a rito diretto, i prevenuti furono , con atto d'accusa del P.M. in data 20.8. 1937, rinviati a giud izio per ris pondere de i fatt i delittuosi sopra enunciati.
Tambuscio Angelo, nato il 5.6. 1909 a Savona. esercente.
IMPUTATI
T utti : ciel delitto di cui all ' art. 270 2° cpv. C.P. per avere partecipato ad associazione di retta a s tabilire violentemente la dittatura cl i una c lasse sociale sulle altre ed a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costitu iti nello Stato: Trevisan - Baccino - Gori Attilio - Cardona e Tambuscio inoltre: del del itto cli cui agli artt. 11 O e 272 p.p. C.P. per avere, in concorso fra loro, fatto propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di un a classe sociale sulle al-
All'odierna udienza, per quanto hanno ammesso gli stessi accusati e per le prove documentali, tenuto conto cli quanto era emerso nell'istruttoria scritta è stato accertato quanto segue: Nei primi mesi del 1937, ad opera de i rubricati Trevisane Baccino una vera e propria associazione comunista di fatto si era costituita in Savona. I principali esponenti di tale associazione erano i predetti Trev.isan e Bacino ed i rubricati Cardona e Gori Attilio, i quali con propaganda fatta in eserc izi pubblici e privatamente avevano attratto nel movimento sovversivo i rubri cati Garabello, Gola, Gori Orlando, lvaldi e Pandolfo ed avevano tentato cli attirarne altri 18 che furono prosciolti in sede istruttoria.
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TRIRUNALE srF.CIALE PER I.A Oll· ESA DEI.LO STATO
PR IMA PARTE: SEKTENLE l'ROI\UNLIATE DAL T.S.D.S.
l convegni per la propaganda venivano tenuti di preferenza in un'osteria, gestita dal rubricato Tambuscio, che serviva per conoscere e avvicinare nuovi e lementi, e in casa Trcv isan, dove, dopo i primi approcci, anche i nuovi e lementi ven ivano in viati col pretesto di fare qua lche bicchierata o d i ascoltare trasmissioni lecite all'apparecch io radio ivi esistente.
a conoscenza che erano sor vegliati dalla polizia, mise sull'avviso uno dell a comitiva di non riunirsi in casa del Trev isan per ascolta re la radio. Tuttavia non è ri s ultato c he, comunque il Tambuscio abbia partecipato alle riunioni de i s uoi accusati sia nel suo eserciL.io che in casa del Trcvisan. Pertanto il Collegio ritiene di dovere assolvere i Tambuscio per non provata reità dalle ascrittcgli imputazioni e di ordinarne la scarcerazione se non detenuto per a ltra caus~ (are 485 - 4 86 C.P. Esercito) . Così ritiene di dovere ;issolvere, soltanto dal clelltto d1 cui all'art. 270 p.p. C. P .. Garbello e Gori Attilio perché, pur essendo risultato che essi fossero fra i più attivi partecipi dell'associazione, come ha confermato l' accusato Invald i, non sono e me rse prove serie che ess i fossero organi 7.zatori e diri genti nel senso g iuridico del citato arricolo.
Invece, q uando g li accoliti e rano nell ' abitazione del Trevi san, q uesti captava le trasmissioni delle stazioni rosse spagnole e, Lai volta di Mosca, che davano notizie di vittorie delle truppe rosse sui soldati del Generalissimo Franco, ciò che determinava manifes tazioni comuniste e a ntifasc iste e sa luti e pug no c hiuso. Nè l'atti vità dei propagandisti sopra nominati s i limitava a tale propaganda. Essi, eccetto il Cardona ma partecipe il Garabcllo, spesso parlavano cli pre parazione di sommosse e concordavano i mezzi cd i metodi di attuazione dei loro propositi. Avrebbero dovuto occupare anzitutto il Palazzo del Governo, quello della Federaz ione dei fasci di combattime nto e le caserme, occupazione a rmata per la cui effettuazione il Garabc llo aveva promesso le arm i depositate presso il Comando dei Fasci Giovanili di Savona. Ed il Garabello aveva la poss ibilità di attuare la nefanda promessa, in quanto egli, iscritto ai Fasci Giovanile dal 1934 ed occupato come piantone usciere, regolarn1cnte retribuito, presso il predetto Comando, a motivo delle sue mansioni, in q ualche giorno della settimana aveva la d isponibilità della c hiave ciel locai<.: dove le armi - numerosi fucili , a lc une mitragliatric i e uniformi, erano custodite. Inoltre i I Garabello, che orfano di entrambi i genitori, dalla p ietà d i quei gerarchi aveva ottenuto dignitosa possibilità cli vivere ed a nche d i curarsi una grave malattia da cui era stato colpito, raccogliendo un s uggerimento dal Trevisan, che l'aveva persuaso ad aprire, (per rilevare qualche notizia importante ai fini del moviment o sovvers ivo che li avvinceva) le lettere uffi c iali a lu i a ffi date dalla Federazione per il re capito ad Autoril~t e a singo le persone, tratte neva presso di sè ed apri va numerose lettere, alcune delle quali contenenti elenchi di premilitari assenti dai corsi d 'istruzione, con ric hiesra ai CC.RR. di provvedere a ll a prescrit ta diffida; process i verbali di compi uta diffida, redatti dall'Arma e diretti ai Fasci g iovanili ed altri documenti pubblici r imontant i, i più, agli ultimi del 1936 e ai primi mes i del 1937, atti che il Garabello deliberatamente non recapitava sottraendoli a lla di sponi bi Iità de lla federazione e c he, ne lla perquis izione operata da ll 'Autorità, nella s ua abitazione, g li vennero se questrate, il 2.5. I 937. Nell 'occasione g li furono sequestrate 2 monete sov ietiche porta nti il segno di falce e martell o. Come si è detto, i prevenuti s i riuni vano ne l l' osteri a dcli ' accusato Tambuscio . Non si può, dalle ris ultanze. con ce rtezza assoluta, affermare che iI Tambusc io fosse partecipe dell · organizzazione c r iminosa e c he abbia concorso alla propaganda consente ndo che nell 'esercizio da lui gestito s i tenessero riunioni del genere, dirette, appunto, all a propaganda; ma tutto c iò no n si puè) escludere in modo asso luto, tanto pi ù in quanto egli s tesso ha ammesso che sospettava che ta li suoi avventori fossero a ntifascisti accesi da q ualche frase da essi espressa e da lui percepita e che, anzi, essendo ven uto
Negli altri fatti come sopra accertati il Collegio ravvisa gli estremi giuridi c i d i tutti i corrispo ndenti reati a i s ingo li accusati attribuiti in accusa. II Tribunale, avvalendosi della facolttt di cui all'art. 100 C.P. ritiene sia il caso di escludere - a carico de l T re vi san - l'aggravante de ll a recidiva tratta ndosi di una prece dente condanna per contravvenzione. Ritiene in vece di rimarcare l' operato di Gola, rvaldi e, s peci a lmente di Garabell o, i quali essendo appartenenti ad organi zzazioni ciel Regime Fascis ta, s i sono m acchiati di tradimento. Commi s urando le pene a lla part.e da c iascuno avuta ne ll' azione delittuosa di cui trattas i e alla pericolosità di ciascuno, ritiene giusto condan nare alla reclusione: T rev isan ad ann i Il complessivi, r is ultanti da l cumu lo cli anni 5 per il delitto di cui ali 'art. 270 p.p. C.P .. di anni 3 per il delitto di cui agli artt. 270 p.p. C.P., di anni 3 per il delitto di c ui agli artt. I IO - 490 - 476 - 482 C.P. (ritenendo eq uival e nti e perc iò compe nsate l 'aggravan te d i cui a ll 'art. 6 1 n. 2 e la dimi nuente di cui a ll 'art.482 C .P. a i sensi dell'art.69 2 ° cpv. C.P.) e d i l anno per ciascuno degl i altri 3 delitti a lui attribuiti in rubrica. Baccino a comp less ivi ann i 8, risulta nti dal cumulo di anni 5 per il del itto d i c ui all'art. 270 p.p. C .P. e di anni l per ciascuno degli a ltri 3 delitti in epigrafe a lui attribuiti; Garbello a complessivi anni IO, risultanti dal cumulo di anni 6 per il de litto di c ui agli arte. 490 - 476 u.p . 482 C.P. (rite ne ndo equival e nti e perciò compensate l'aggravante di cui a ll'art. 61 n. 2 e la diminuente di cui a ll 'art. 482 C.P. ai sensi dell'art. 69 2 ° cpv. C.P.) di anni 2 per il delitto di cui a ll ' art. 304 C .P. Gori Atti lio a complessivi anni 6. risultanti dal cumulo cli anni 2 per ciascuno dei 3 delitti di cui viene dichiarato responsabile (art. 270 2° cpv. 272 p.p. e 304 C.P.); Carclona ad anni 2, risultanti dal cumulo di anni 1 per ciascuno dei 2 delitti in rubrica ascri tti g li (art. 270 2° cpv. - 272 p.p. C.P.);
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TRIBUNALE SPECIALE PF.R LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PART E: SENTENZE PRONUNZIATE UAL T.S .D .S.
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Gola e Ivaldi ciascuno ad anni 2 per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. loro ascritto; Gori Orlando e Pandolfo ciascuno ad 1 anno per il delitto di cui all'art. 270 2° cpv . C.P. I.oro ascritto.
Tambuscio Ange lo - detenuto dal 29.4. 1937 - viene scarcerato il 27.4.1938.
Tutti i condannati hanno l 'obbl igo solidale del pagamento delle spese processuali (488 C.P.P.) e ciascuno ha l'obbligo personale del pagamento delle spese di propria custodia preventiva (274 C.P.P.).
Per i provvedimenti di c le m e nza di cui ai RR .DD. 24 .2.1940 n. 56 e 17.10.1942 n. 1156 e del Decreto di Grazia 4.2.1943.
Alle condanne di Trevisan, Baccino e Garbello consegue l'interdizione perpetua dai pubblici uffici (art. 29 C.P.).
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE
- Trevisan viene scarcerato dalla Casa di Reclus ione di Civitavecchia il 22.2.1943. Detenuto dal 28.4.1937 al 22.2.1943 .
11 Collegio ritiene che sia il caso di ordinare la sottoposizione alla libertà vigilata (art. 229 C.P.) per Trevisan, Baccino, Garabello, Gori Atti lio, Gola e lvaldi, ricorrendo nei loro riguardi gli estremi del la pericolosità di cui agli artt. 202 e 203 C.P. in relazione al l'esaminate circostanze di cui a li 'art. 133 C.P.
Pena espiata: 5 anni, 9 mesi, 24 giorni. Per i pro vvedime nti di clemenza di cui ai RR.DD. 24.2. 1940 n. 56 e 17.10. 1942 n. 1156.
P.Q.M.
Visti ed applicati gi artt. 270 p.p. e 2° cpv. - 272 - 304 in relazione al 284 110 - 490 - in relazione agli artt. 61 n. 11 artt. 476 e 482 - 100 - 29 - 229 - 69 2° cpv., 73 C.P. 488 - 274 C.P.P. 485 - 486 C.P. Esercito . DICHIARA Trevisan Pietro, Baccino Antonio, Cardona Paolo, Gola Leopoldo, Gori Orlando, Jvaldi Alfredo e Pandolfo Alessandro responsabili dei delitti a c iascuno in rubrica ascritti, escludendo la recidiva per il Trevisan . Asso lve per non provata reità Garabello e Gori Attilio dal delitto di cui ali' art. 270 p.p. C. P. dichiarandoli responsabi I i degli altri delitti in epigrafe lo ro ascritti, e cumulate le pene condanna alla reclusione: Trevisan ad anni 1 I , Garabello a d anni 10 Baccino ad anni 8, Gori Attilio ad anni 6, Carclona, Invaldi e Gola ciascuno ad anni 2, Gori Orlando e Pandolfo ciascuno ad anni 2, Gori Orlando e Pandolfo ciascuno ad anni 1; tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento del le spese cli propria custod ia preventiva; al la condanna di Trevisan e Baccino e Garabello consegue ! 'interdizione perpetua dai pubblici uffici; ordina che tutti i condannali, meno Cardona, Gori Orlando e Pandolfo siano sottoposti alla libertà v igil ata; assolve Tambuscio Angelo per non provata re ità dai delitti in epigrafe ascrittigl i ed ordi na la sua scarcerazione se non detenuto per altra causa. Roma, 27.4.1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giud ici.
- Garabello viene scarcerato dalla Casa per minorati fisici e psichici cli Sa luzzo il 4.11.1942. Detenuto dal 28.4. 1937 al 4. 1 l.1942. Pena espiata: 5 anni, 6 mesi. 6 giorni. Una istanza di graz ia inoltrata dal Garabello nel maggio ciel 1938 non viene accolta. Per i provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56. - Baccino viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 28.4. 1943 . Detenur.o dal 28.4.1937 a l 28.4.1943 . Pena espiata: 6 anni. I titol i dei reati per i quali è stato condannato ostano alla concessione de i benefici d i clemenz.a previsti dal R.D. 17 . 10.1942 n. I I 56. - Gori, viene scarcerar.o dalla Casa di Reclusione di Fossano il 29.4.1941. Detenuto dal 29.4.1937 a l 29.4. 1941. Pena espiata: 4 anni. SCARCERAZIONI PER GRAZIA - Gola, si associa all'istanza di grazia inoltrata dalla madre il 6.6.1938.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Con Decreto cli grazia ciel 19.10.1938 vi e ne concesso il condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto. Gola viene scarcerato clell 'lstituto Penale di Castelfranco Emilia il 24.1 0.1938.
PRIMA PARTE: SENTE:-IZE PRONUNZIA1 E DAL T.S.O.S .
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Detenuto dal 5.5 .1 937. - Grignani A ngelo, nato il 17.4.1914 a Savona - fonditore. Detenuto dal 4.5.1937.
Detenuto dal 28.4.1 937 al 24. I 0.1938 . Pena espiata: I a nno, 5 mesi, 26 giorni. - Cardona, a seguito cli istanze cli grazia inoltrate dal Cardona e dalla moglie nel g iugno del 1938 v iene concesso con De1,;reto di Grazia del 21.9.1938 il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dall 'lstituto di Pena di Fossano il 29.9 . 1938. Detenuto dal 29.4.1937 al 29.9.1938. Pena espiata: I anno e 5 mesi.
- Madrignani Fausto, nato l' 11.5.1911 a P orto Civitanova (Macerata) - manovale. Detenuto dal 4.5.1937. - Nari Ignazio, nato I ' 1 l.9.1912 a Savona - autista. Detenuto da l 1.5.1937. - Ravera Libero, nato il 27.1 2.19 14 a Savona - falegna me. Detenuto dal 28.4. l 937. - Sguerzo S ilvio, nato il 24.5. 1912 a Savona - muratore. Detenuto dal 1.5.1937.
SCARCERAZIONE PER ESPIATA PENA - Pandolfo, detenuto dal 28.4. 1937, viene scarcerato, per espiata pena dalle Carceri Giud izia rie di R oma il 28.4. 1938. Riabi litato con sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Roma il 29.5 .1948. - lvaldi, detenuto dal 28.4.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal I ' Is tituto Penale di Caste lfranco Emilia il 28 .4. 1939.
- S iri Virginio, nato il 25.7 .1917 a Novi Ligure (Alessandria) - garzone. Det.enuto da l 29.4.1 937 . - U rchi Giuseppe, nato il 27.8.1 903 a Vignola (Modena) - parrucchiere. Detenuto dal 28.4.1937. - Viano G ĂŹuseppe, nato il 18.5. 1902 a San Sebastiano da Po (Torino) - parrucchiere . Detenuto dal 29 .4. l 937.
Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla madre il 6.5.1 938. NOTA: Vennero sottopos ti a procedimento penale anche :
- Vigo Tommaso, na to I ' 11.7. L91 2 a Savona - muratore. Detenuto dal 1.5.1937.
- Battaglini Giulio, nato il 22.7.1907 a Olba (Savona) - operaio. Detenuto dal 1.5.1937.
- Monetti Aldo, nato il 15.1 2.1914 a Savona - manovale nelle ferrov ie. Detenuto da l\ ' 11.6.1 937.
- Bossano Vincenzo, nato il 12 .2. 1905 a Varazze (Savona) - muratore. Detenuto dal 1.5.1937. - B riatore P ietro,nato il 20 .5.1920 a Savona - barbiere. Detenuto dal 28 .4. 1937 . - Clement Giulio, nato il I 5.3.1865 a Napoli - dentista. Deten uto dal 29.4.1937. - G iacchero Bartolomeo. nato il 12.1 . 1909 a Ponzone (Alessandria) - manovale. Detenuto dal 29 .4.1937. - Gi usti Angiolino, nato il 18.3.1908 a Savona - muratore.
- Di Murro Giovanni, nato il 5.2. 1916 a Colle San M agno (Frosinone) - parrucchiere. Libero. - Scali Francesco, nato il 30.9.1 907 a Locri (Reggio Calabria) - parrucchiere. D etenuto dal 30.4.1 937 . Il Giudice Istruttore (Lancio Fanti ni) ha, con sente nza del 19.8.1937 - su conforme ric hiesta ciel Pubhlico Ministero - dic hiarato di non dove rs i procedere, pe r ins ufficienza di prove, nei con fronti di tutti i suddetti imputati ordinando, se non detenuti per altra causa, l' immediata scarcerazione di tutti gli imputati de tenuti. Pertanto tutti gli imputati vennero scarcerati il 20.8.1937 .
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
TRIBUNALE .SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Rcg. Gen. n. 351/1937
SENTENZA n. 44
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
P residente: Tringal i Casanuova Antonino, L uogotenente Generale M . V .S. N .
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il Batocchi, il Barbieri, il Cannillo ed il Conte, ancora: 2) del delitto di cui agli artt. 110 - 81 - 272 p.p. C.P. per avere, in concorso fra loro e con gli altri, in epoche diverse, ma in esecuzione di un medes imo disegno criminoso, svolta propaganda comunista verbalmente e a mezzo di diffusione di stampa sovversiva.
Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M .V.S.N. : Rossi Umberto. Mingoni Mario, Calia Michele, Carusi Mario, Barbera Gaspero.
Con l 'aggravante della recid iva generica (art. 99 C.P.) per il Barbieri, il Radente ed i Batocchi . Reati commessi in San Giorgio in Cremano (Napoli) ed altrove precedentemente e fino al l 'epoca dei rispettivi arresti .
ha pronunciato la seguente: SENTENZ A
IN PUBBLICA UDJ EN:l,A
Sentito il P .M . nelle sue conclusioni e gli imputati che per ultimo ebbero la parola coi loro difensori
nella causa contro: Batocchi Angelo, nato il 26.6.1889 a Marino (Roma), ex combattente decorato con croce di guerra;
IL TRIBUNALE
Barbieri Giorgio, nato il 26.2.188 I a San Giorgio a Cremano (Napoli), pensionato delle Ferrovie dello Stato;
Considerato che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle emergenze dell'orale dibattito s i è potuto statuire
Cannillo Vito, nato il 23 .5. I 89 I a Corato (Bari), contadino; Conte Bruno, nato il 24.9 . I 9 I 2 a San G iovanni a Teducc io (Napoli), contadino; Cocci Giuseppe, nato il 26.10.1870 ad Offida (Ascoli Piceno), agricoltore; D' A rienzo Giuseppe, nato il 3.4 . .1 873 a San Antimo (Napoli), pensionato della Cassa di Previdenza;
IN FATTO ED JN DIRITTO:
Il Segretario politico del Fascio di San Giorgio in Cremano aveva personalm ente diffidato i rubricato Batocchi perché, di sentimenti contrari a.I Regime, andava svolgendo attività sovversiva. Successivamente lo Stesso Batocchi era stato altresì diffidato dal locale comando dei CC.RR. , assieme all'altro rubricato Barbieri pure noto antifascista, per lo stesso motivo politico; tanto che entram bi erano sottoposti ad una accurata vigilanza.
Di Dato Eduardo, nato I' I I. I 0.1869 a San. Giorgio a Cremano (Napol i), stag nino;
Nel la sera de l 18.10. 1937 il detto Segretario politico aveva visto, nei pressi di Piazza Garibaldi e fermo vicino a due sconosciuti, il Barbieri c he se ne stava confabulando con fare circospetto.
Punzo Giovanni, nato il 7.5 . I 889 a San Giorgio a Cremano (Napol i), meccan ico;
E poiché d'improvviso si era allontanato lasciando in asso i compagni, comprese subito che i tre individui dovevano essersi incontrati per ragioni politiche.
Radente G iuseppe, nato il 26.7.1875 a Napoli , sellaio. lMPUTA·1·1
T utti : 1) ciel delitto di c ui all ' art. 270 cpv. 2° C.P. per avere partecipato ad una associazione sovvers iva (comunista) diretta a stabilire violentemente la dittatura di una c lasse sociale su lle altre;
Perciò finse di non essersi accorto della loro presenza e lasciando credere che egli avrebbe tranquillamente prosegu ito il s uo cammino, invece si nascose d ietro un albero senza che la s ua abile mossa fosse stata notata . Ed a l!ora ebbe modo di constatare che il Batocchi era s ubi to ritornato al posto di prima e c he s i era riunito agli altri due, avvalorando così il sospettato atteggiamento ciel detto giudicabile. Ritiene opportuno cli avvicinarsi senz'altro ai tre individu i e di invitarli nel-
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TRIBUNALE SPECIJ\I .E PER LA DIFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE O,\ L T .S.O.S.
la sede del Fascio. Quivi il Batocchi venne trovato in possesso di un opuscolo sovversivo "il fronte antifascista" del settembre 1937, portante l'annotazione "questo numero costa lire 5 pro-spagna rossa". (Allegato al processo).
bieri, il Conte, il Cocci ed il Di Dato. Una o d ue volte ebbe a vedere anche il Radente, il D'Aricnzo ed il Punzo.
Di conseguenza i I Segretario politico fece intervenire i Carabinieri Reali: e durante le segu ite indagini della polizia il Barbieri dopo reticenze e vaghe dichiarazioni finiva col confessare cli avere ricevuto l'opuscolo sovversivo dal rubricato Cannillo. Costui rintracciato e fermato ammetteva tale circostanza precisando che sul tram della Iinea 56 Napoli - San Giorgio al Cremano si era incontrato con uno sconosciuto, che tutte le volte gli aveva parlato di questioni politiche antifasciste, confidandog li anche che era un emissario del partito comunista. Aveva mantenuto i contatti con detto individuo per circa quattro mesi e la sera prima del suo arresto gli aveva consegnato l'opuscolo sovvers ivo a scopo propagandistico. Con il preciso incarico - accettato - di trovare affiliat i al movi mento antifasc ista in San Giorgio e di costitui re una cel lul a comun ista. Gli stessi Carabinieri Reali avevano accertato che il coimputato Conte aveva tentato con insistenza di indurre ad aderire alla organizzazione sovversiva, certo Cozzolino Luigi, contadino. Perciò rintracciato, fermato ed interrogato il Conte, costu i ebbe a dare risposta affermat iva specificando che ciò aveva fatto perché l'emissario della "centrale antifascista", conosciuto dal Cannillo ed anc he dal Barbieri, e che gli era stato presentato da quest ' ultimo, lo aveva istiga to a svolgere opera propagandistica facendo dei prose Iiti.
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Nei confronti del Conte i I teste Cozzo lino con insistenza affermò di essere stato invitato a partecipare al movimento e me ntre il Conte del pari con insi stenza negava tale fatto, il patrigno Cocci intervenne c hiedendo che fosse contestato al Cozzo lin o se non era vero che il Conte avrebbe tentato d i ottenere la di lui adesione nella circostanza che lo stesso teste parlava delle tristi condizioni economiche nelle q ua li, in genere, tutti s i trovavano. Dalla suesposta na rrativa scaturisce la prova che a S . G iorgio a Cremano per mezzo di uno sconosciuto, em issario del partito comunista, si era costituita una organizzazione sovversiva, capeggiata dal Batocchi e da l Barbieri. Con costoro vi partecipavano anche il Cannillo, il Conte, il Cocci, cd il Di Dato. Ad eccezione del Cocc i e del Di Dato tutti andavano svolgendo attività propagandistica. Di conseguenza si sono res i responsabili rispettivamente dei reati ascritti; e c he s i caratterizzano negli elementi costitut ivi, oggettivamente e soggettivamente considerati, nella ipotesi giuridica degli artt. 270 p.p., I IO 8 I - 272 p.p. C.P.Pertanto esaminate e vag iiate tutte le emergenze dibattimentali e le richieste difensive, considerata la natura spec ial e dei reati; il Collegio è d'avviso di irrogare le seguenti pene: Per il disposto dell'art. 270 cpv . 2° C.P. :
Lo stesso Conte poi proseguendo nelle s ue ampie confessioni e rivelazioni, anche a mezzo di memoriali, sc ri tti cli suo pugno, aveva accennato fra l'altro, che taluni compagni di fede poi itica antinazionale si riunivano sovente e specie durant.e i mesi estivi, in località campestre "scaricatoio". E che a i convegni clandestini, capeggiati dal Batocchi, con lui intervenivano i Barbieri, il s uo patrigno Cocci Giuseppe cd il Di Dato, tenendo tut ti discorsi ant ifascisti. Fermati cd interrogati anche il Cocci ed il Di Dato confe rmarono d i aver preso parte alle riunioni ed di essersi limitati a parlare delle critiche condizioni economiche. senza intenzione alcuna di partecipare ad un movimento sovvers ivo. · Compi uta l ' istruttoria emersero elementi di responsabilità penal i a carico de i singoli giudicabil i quantunque avessero tentato di far credere, che le ri unioni avevano lo scopo di trovars.i nel fondo tenuto in locazione dal Batocchi ; ed il Barb.ieri nonché il Conte avessero ritratte tutte le precedenti chiare, esplicite e circostanziate dichiarazioni rese ai Carabinieri Reali. Ma la falsità del le loro tardive.ritrattazion i è stara posta in ev idenza oltre che dalle ammissioni degli altri coirnptitati dalle dichiarazioni rese dai testimoni. Pure all ' udienza il B';;,rbieri ed il Conte mantenne ro tale puerile s istema difensivo; ma il teste Fiscone, Segretario politico, precisando 1'attività svolta dai diffidati Batocchi e dal Barbieri disse che per accertare c hi erano gli individ ui che sovente si riunivano nella località "scaricatoio" egli , senza essere visto, vi s i recava nelle v icinanze e così sempre aveva pot uto riconoscere c he fra i presenti vi erano i I Batocchi, il Bar-
A Batocchi, Barbieri, anni 2 ciascuno; a Cannillo, Conte, Cocci , e Di Dato anni l ciascuno; Ai sensi degli artt. I I O - 81 - e 272 p. p. C .P.: A Batocchi , Barbieri, Cannillo e Conte anni 2 ciascuno. Ed operato il c umulo delle pene in applicazione ciel i 'art. 73 C.P. deve complessivamente condannare: Batocchi e Barbieri ad anni 4 c iascuno; Cannillo e Conte ad ann i 3 ciascu no; Cocci e d il D i Dato ad anni 1 ciascuno. Tutti alla reclusione; con la libertà vigilata, col pagamento in solido delle spese di g iudizio, col pagamento delle spese di preventiva custod ia o ltre ad ogni altra conseguenziale d i legge. Erano stati pure denunci ati D' Arienzo Giuseppe, Punzo G iovanni e Raden te Giuseppe; però accertati meglio i fatti ne i loro confronti non emersero e le menti sufficienti di reità per s tatuire se la loro presenza nella località "scarica toio'' rosse la conseguenza di una già data adesione al movime nto sovversivo, ovvero vi s i trovassero perché i capeggiatori dell 'organizzazione tentavano a ttrarli con opera propagandistica. Di consegue nza deve dichiararsi la loro asso-
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TRIB UNALE SPEC IALE PER I.A DIFESA DELLO STATO
luzione per ins ufficienza di prove ciel reato ascritto; ordinando che vengano immediatamente escarcerati se non deten uti per altra causa. Il Collegio avvalendos i ciel dispos to dell'art. 100 C.P. Esercito esclude l'aggravante della recidiva generica già rubricata al .Batocchi e Barbieri, già condannati per contravvenzione alle leggi fiscali. P.Q.M.
Visti ed applicati gli a rtt. 270 cpv. 2°; 110, 272 p.p. , 99, 100, 23 , 73, 228, 229 C.P., 274,488 C.P.P ., 485,486 C .P. Esercito; DICIIIARA
D ' Arienzo, Punzo, Radente, assolti per insufficienza cli prove dai reati di cui ali 'art. 270 cpv. 2° C.P. ordinando che vengano immediatamente escarcerati se non detenuti per altra causa. E RITIENE TUTTI
gli altri colpevoli dei reati ad ognuno ascritti, escludendo l'aggravante del la recidiva ne i confronti di Batocchi e Barbieri; ed operato il cumulo delle pene complessivamente condanna:
PRIMA PA RTE: S ENT ENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S .
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Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla moglie il 1.9.1938. - Cann illo viene sca rcerato da!La Casa di Reclusione di Civitavecchia il 6.3.1940. Detenuto dal 19.10.1937 al 6 .3 . 1940. Pena espiar.a: 2 anni, 4 mesi, 17 giorni. - Conte viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Castelfranco Emilia il 5.3 . 1940. Detenuto dal 19. 10 . 1937 al 5 .3.1940. Pena espiata: 2 anni, 4 mesi, 16 giorni. SCARCERAZIONI PER GRAZIA - Barbieri: a seguito di istanza di grazia inoltrata dal Barbi.eri iI 6.6.1938 viene concesso con Decre to cli grazia del 31.8.1938, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione cli Fossano il 6.9. 1.938 .. Detenuto dal 19. l 0.1937 al 6.9.1938.
Batocchi e Barbieri ad anni 4 ciascuno; Cann illo e Conte ad anni 3 ciascu no; Cocci e Di Dato ad anni 1 ciascuno. Tutti alla reclusione; con la libertà vigilata, con pagamento in solido delle s pese di giudizio; col pagamento delle spese di preventiva c ustodia oltre ad ogni altra conseguenziale di legge.
Pena espiata: 10 mesi e 17 giorni. - D i Dato: a seguito di istanza d i grazia inoltrata dal Di Dato il 26.5. 1938 viene concesso con decreto cli grazia del 17.8. 1938, il condono condiz ionale del la residua pena da espisare, pertanto, viene scarce rato dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 22.8.1938.
Roma, 28.4. l 938 - XVI. Detenuto dal 19.10. 1937 al 22.8.1938. Seguono le firme del Presidente e dei Gi udici . Pena espiata: l O mesi e 3 giorni. Radente , detenuto dal 18.10. 1937, Ponzo e D' A ri enzo , detenuti da l 19.10. 1937, vengono scarcerati il 28 .4 .1 938. NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE
SCARCERAZJON E PE R ESPIATA PENA - Cocci , detenuto dal 19. l 0.1937, viene scarcerato; per esp iata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 19. 10. 1938.
Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cu.i al R.D. 24.2.1940 n. 56. - Batocchi viene scarcerato dalla Casa d i Recl us ione d i Civitavecchia il 6.3 . 1940.
Rifi uta cli ass ociars i a una istanza di grazi a ino ltrata dalla mogl ie il 24.6 .1 938. NOTA: Insieme con i sopramenzionati imputati venne anche denunziato:
Detenuto dal 18. 10.1937 al 6.3. L940. Pena espiata:2 anni, 4 mesi, 18 g iorn i.
Punzo Luigi, nato il 30.5 . l 905 a S. Giorgio a Cremano (Napoli) m ugnaio detenuto dal 18.10.1937 a l 9.12. 1937.
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TRIBUNALE SPECIALE PE R LA DIFESA DELLO STATO
Il Giudice Istruttore (Vincenzo Cersosimo) ha, con sentenza del 9.12.1937 su conforme richiesta del Pubblico Ministero - dichiarato di non doversi procedere, per insufficienza di prove, nei confronti di Punzo Luigi imputato del de1itto di cui all'art. 270 - secondo cpv . - C.P. per avere partecipato ad una associazione sovversiva (comunista) diretta a stabilire violentemente la dittatura cli una classe sociale sul le altre.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
Reg. Gen. n. 345/1937
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SENTENZA n. 48
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Presidente : Bevilacqua Cesare, Console Generale M.Y.S.N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M . V.S.N. : Mingoni Mario, Pasqualucci Renato, Rossi Umberto, Calia Michele, Leonardi Nicola.
ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro: Raggi Aldo, nato il 9.10. 1916 a Ravenna, meccanico; Annibali Sergio, nato il 14.11.1915 a Ravenna, Fornaio; Bazzocchi Guido, nato I' 11.7.1895 a Ravenna, barbiere; Darchini Francesco, nato il 26.5.1907 a Lugo (Ravenna), armaiolo; Gordini Mario, nato il 28.1.1911 a Ravenna, contadino; Pezzi Ermanno, nato il 27.5.1905 a Ravenna, meccanico; Rambelli Amleto, nato il 12.6.1914 a Bagnacavallo (Ravenna), bracciante; Spi sa Vittorio, nato il 1O. I. l 919 a Ravenna, tipografo; Veni eri Egidio, nato i I 24.5 . 1905 a Milano, meccanico; Gamberini Angelo, nato il 1.9.1.190 1 a Ravenna, facchino di porto. IMPUTATI
Tutti: l) del delitto di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P., per avere partecipato ad associazione sovversiva; 2) del delitto di cui agli artt. 110 - 272 p.p. C.P., per avere, in concorso fra loro, svolto propaganda sovversiva. Reati commessi in Ravenna sino al settembre-ottobre 1937.
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T Rl!J UNALE SPEC IALF. PRR I.A DTFF.SA DELLO STATO
Gordini Mario, ancora: 1) del delitto di cui all'art. 270 p.p. C .P ., per avere, in Ravenna sino ai pri mi giorni dell'ottobre 1937, costituito, organizzato e diretto una associazione sovversiva; 2) del reato di cui alla prima parte del l' art. l 58 T. U. legge di P .S. I 8 .6 . I 931, n. 773, per avere, il 4 . 10.1937, espatriato per moti vi politici senza essere m uni to di passaporto o d i altro documento equipollente; Spisa V ittorio, ancora: 1) del delitto di cui agli art. 624 e 61 n. 2 e 11 C.P., per es sersi, nell'aprilemaggio 1937, al fine di trarne profitto e per eseguire il reato cli propaganda sovversiva di cui sopra, impossessato di caratteri tipografici e di un rullo da inchiostro tipografico sottraendoli dai locali della tipografia "Alighieri" di Ravenna , con abuso di relazioni d i prestazioni d'opera; 2) del reato di cui alla p.p . dell'art. 697 C.P., per avere detenuto una rivol tel1a ed 1 I cartucce senza averne fatto den unzia al l' Autorità. Reato accertato in Ravenna il 3.1 0.1937 . Con l'aggravante per Darchini, Raggi e Ram bel I i del.la recidiva ai sensi cieli 'art. 99 cpv. I n. 2 C.P.In esito al pubblico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua requi sitoria e gli imputati, che coi loro d ifensori , hanno per ultimi avuta la parola, osser va IN FATTO ED IN DIRITTO:
l prevenuti, a segu ito cli istruttoria a rito formale, furono, con sentenza della Commiss ione Istruttoria emessa ne ll'aprile del 1938, rinvi ati a g iudizio per rispondere dei reati come sopra rubricati. Ali 'od ierno dibattimento; per la confess ione di alcuni degli accusati e spec ia lme nte di Raggi e cli Spisa, per le p rove testimoniali e documenta.li e tenuto conto di quanto era r isu ltato ne i primi accertamenti e nel ! 'istruttoria scri tta, è emerso quanto segue: Nel l 937 un movimento sovvers ivo s'era manifestato ne l ravennate, spe c iahnente fra giovan i aberranti e malcontenti, per la p ropaganda che qualc he fuori uscito comunista svolgeva a mezzo cli corrispondenza presso i propri fa mi liari , i.n relazione agli avven ime nt i spagno li in favore dei rossi. Così s'era venuta formando una vera propria associaz io ne di fatto che prat icava la propaganda mediante riunioni settarie che venivano tenute nel le abitazioni de i rubricati Raggi, Yenieri, e Pezzi, audizioni radiofoniche di rosse trasmissioni s pagnole che si s volgevano nelle case dei prevenuti Bazzocchi e Gamberini,m uniti di
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUl':ZIATE DAL 'l'.S.D.S .
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idonei apparecchi ricevent i, favoreggiamento di espatrio clandestino di qualche sciagurato che invogl iavano ad andare a combattere fra i bolscevichi di Spagna. La propaganda fra i partecipi veniva attuata mediante diffusione cli libri , stampe e a mezzo di scritte murali . Ad opera del Raggi e dello Spisa, col concorso del Bazzocch i, che aveva forn ito allo scopo un grosso pennello ed un barattolo per preparare la vernice occorrente, nella notte sul 20.8. I 937 furono tracciate, sui muri ciel V ia le della Ferrov ia di Ravenna, le scritte: "W la Spagna rossa" e "W i rossi" e sotto disegnato l'emblema comun ista falce e martello. Lo stesso Spi sa poi sottrasse dalla tipografia "Alighieri" dov'era occupato, una q uantità cli caratteri tipografici ed un rull.o da inchiostro e fece, coadi uvato dall 'Anni bai i c he lo aveva all'uopo fornito di una lastra di marmo, prove di stampe portanti. l'intestazione "Partito comunista italiano". Era parso, attraverso accenni fatti in istruttoria da Raggi e da Annibal i, c he capo e dirigente della associazione clandestina di cui trattasi fosse stato il ru bricato Gordini, ma le risultanze dibattimentali non hanno confermato tale ipotesi, pur non escludendone del tutto la possibilità . 11 Gordini, che da parecchi anni era iscritto al Partito Nazionale Fascista e che negli ultimi tempi aveva avuto qualche ser io rilievo da parte delle gerarchie di Ravenna, aveva avuto contatti con gli elementi comunisti di cui trattasi (e specialmente con l' Annibali, che lo coadiuvava nella sua attività settaria e di propaganda), dando l ' impressione ai suoi stessi compagni comun isti che ciel sov versivo movimento fosse un esponente direttivo, ma in effetti mentre non si può non affermare che egli della delittuosa associazione sia stato partecipe e che abbia raccomandato agli adepti calma fiducia e cautela ed abbia sollecitato la propaganda fra i giovani , non si sono avute prove efficienti per potere affermare che egli fosse il capo e che comunque la sua attiv ità p unibile rientrasse, nella ipotesi di cui alla p.p . dell'art. 270 C.P. - Pertanto da tale imputazione egli deve essere assolt.o per non provata reità. 11 Gordini , al quale nel settembre J.937 era stata ritirata la tessera del Partito Fascista per i suoi contatti con elementi politicamente sospetti e perciò su di lui ven iva esercitata una comprensibile sorvegli anza ritenendo di essere vittima cli una persecuzio ne , ma in realtà a llo scopo di servire più liberamente il co munismo, ne i primi giorni ciel mese di ottobre 1937 tentb di espatriare in Fran cia. Ma poiché era privo di documenti i gendarmi impedirono il suo ingresso in Francia e lo consegnarono ai nostri agenti d i frontiera. Quali partecipi e propagandisti dell'associazione di cui trattasi erano stati rinviati a giudizio anche i rubricati Rambelli e Darchini, ma in ud ienza le prove nei loro riguardi hanno difettato. Il Rambelli, ex volontario in Africa Orientale, era stato da Darchino pre sentato a Yenieri per avere da costu i a gevolazioni in un eventuale espatrio in Francia, dove il Venieri aveva un cognato. ln casa de l Venieri il Rambel li ave-
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TR IBUNALE SPEC IALE PER l, A Dll'ESA DF.LT.O STATO
va conosciuto lo Spisa, col q ua le s'era accordato di espatriar a scopo di lavoro. Non è rimasto chiarito in udienza se il Rambelli nei suoi contatti con i predetti sapesse di avere da fare con comunisti, nè che eg li aderisse al delittuoso mo vimento o che comunque concorresse alia propaganda sovversiva di costoro. Quanto al Darchini, ind ividuo visibilmente tarato fisicamente e sofferente, è vero che ebbe contatto con quasi tutti i coimputati, per trovare alcuni dei quali si recava spesso da Bagnacavallo a Ravenna e non si può escludere che egli conoscesse la qualità politica dei suoi compagni e spec ialmente del Vernieri, ma non sono emerse prove serie e comunque efficienti intorno ad una sua cosciente ades ione al movimento sovvers ivo di cui trattasi. Sembrò in un primo tempo che il Darchini, agevolato dal Vernieri che lo aveva raccomandato al proprio predetto cognato, siasi recato in Francia per arruolarsi fra i volontari rossi in Spagna, ma ciò si può ciel tutto escludere perché i I Darchini non solo non si arruolò, ma fece pratiche p resso le nostre autorità consolari per rientrare in Italia e liberarsi dalle lusinghe di nostri fuorusciti . Anzi è ris ultato che alla fine di un processo per reato comune s ubito dal Darchini in Fi'ancia, il Darchin i, che si riteneva ingiustamente condannato a q ualche mese di carcere aveva pronunciato frasi inneggianti a l Fascismo e a l Duce. I nfine, a sua richiesta e a cura del nostro Regio Consolato di Tolosa, col concorso di un sacerdote ital iano, il Darchini rientrò in Italia. Non è rimasto provato che il Darch ini abbia costituita a Bagnacavallo una cellu la composta da lui, da Rambe ll i e da tale M inguzzi. Col Minguzzi, il quale peraltro, non è stato incrim inato, il Darch ino ebbe solo rapporti di interesse in quanto quegli g li prestò L. 250, parte dell a somma servitagl i per l'espatrio. Occorre anche tener presente - come r isu lta da documenti esibit i - che il Darc hini venne morso, da bambi no, da un cane idrofobo e ciò causò dei disturbi ps ichici nel carattere del Darchini e p rovocando in lui delle manifestazioni, a volte. incoerenti e inconcludenti . Pertanto anche il Darchini, come il Rambelli, deve essere assolto, per non provata reità dalle imputazioni addebitategli perché i fatti a lui attribu iti non sono stati provati in modo c h iaro e certo. Pertanto, s ia per il Rambc ll i che per il Darchi ni, deve essere ord inata la scarcerazione se non detenut i per a ltra causa (artt. 4 85 - 486 C.P. Esercito). Quanto al Pezz i non è stato provato c he egli abbia svolta propaganda punibile a i sensi del l'addebito rubricatogli , pertanto, dal corrispondente reato di cu i all'art. 272 p.p. C.P. deve essere assolto per non provata reità . La sua partecipazione all'associazio ne il.legale cli c ui trattasi è provata a nc he perché, com'egli ha ammesso, a casa sua fù tenuta una riunione settaria, di c ui sopra si è l'atto generico cenno.
PRI MA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA I. T.S.D ..S .
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Allo Spi sa fù sequestrata una pistola e alcune cartucce: egli pertanto oltre che degli a ltri reati, deve essere dichiarato responsabile de lla relativa ascrirtagli contravvenzione. Nei fatti degli altri imputati il Co llegio ravvisa gli estremi giuridici dei corrispondenti reati rubricati. Avvalendosi della facoltà di cui a ll'art. 100 ritiene di dovere escludere la recidiva contestata al Raggi. Adeguando le pene al fatto e al la pericolosità di ciascuno ritiene di dovere infliggere le seguenti pene: a Gordini complessivi a nni 6 cli reclusione e a L. 20.000 di multa, risultanti dal cumulo di anni 2 di reclusione per il delitto di cu i all ' art. 270 2° cpv. C.P. di anni 2 per il delitto di cui al! 'art. 272 p .p. C.P. e di anni 2 cli rec lusione e L. 20.000 di multa per l'espatrio clandestino giusta l'accusa; A Sp isa complessivi a nn i 5 di reclusione, L. 500 di multa e L. 50 di ammenda, ri sultanti dal cu mulo cli anni I di reclusione e L. 500 di multa per il furto di cui all'art. 624 aggravato dalle circostanze di cui ai n. 2 e 11 de ll'art. 6 1 C.P.; di anni 2 di reclu sione per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. e a Veniero complessivi ann i 4 di recl usione ciascuno, risultanti per c iascuno dal cumulo cli anni 2 per ciascuno dei reati in rubrica loro addebitati. Ad Annibali e a Bazzocchi complessivi anni 3 di reclusione ciascuno risu ltanti per c iascuno dal cumulo cli ann i l e mes i 6 per ciascuno dei due reati in epigrafe loro ascriui: a Gamberini complessivi anni 2 di rec lusione risultanti dal cum ulo di anni I per ciascuno dei due reati ascrillig li in rubrica; a Pezzi, 1 an no d i reclu sione per il del itto cli c ui all'art. 270 2° cpv. C.P.; tutti i condannati in solido hanno l ' obbligo del pagamento de lle spese processuali e ciascuno ha l 'obbligo personale del pagamento delle spese cli propria custodia preventiva (274 - 488 C.P.P.). Il T r ibunale ritiene che per tutti i condannati, eccell uati Pezzi e Gamberini, ricorrono gli estrem i di per icolosità cli c ui agli art. 202 - 203 C.P. in relazione alle esaminate circostanze di c ui all 'art. 133 C.P. e pertanto reputa opportuno ordinare la sottopos izione di essi alla libertà vigi lata (art. 229 C.P.). Arma e m un izioni nonché quanto a ltro seq ues trato, avente attinenza coi fatti delittuosi giudicati, vanno confiscat i ai sensi dell'art. 240 C.P. P.Q.M.
Letti ed applicati gl i artt. 270 2° cpv. - I IO - 272 p.p . 100 - 624 - 61 n. 2 e I I - 697 - 73 - 74 - 229 - 240 C.P., l58 vigente legge cl i P.S.; 274 - 488 C.P.P.; 485, 486 C.P. Esercito .
1.50
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEI.LO STATO
PRIMA PARTE: S ENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
DICHIARA
- Spisa viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 3. 10 . 1940.
Spisa Vittorio, Raggi Aldo, Venieri Egidio, Annibali Sergio, Bazzocchi Gui do, e Gamberini Angelo responsabili dei reati in epigrafe loro ascritti escludendo l'aggravante della recidiva per il Raggi.
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Detenuto dal 3.10.1937 al 3.10.1940. Pena espiata: 3 anni.
Gordini Mario responsabile dei delitti di cui agli artt. 270 2 ° cpv. 272 p.p. C.P. e 158 p.p. vigente legge di P.S. assolvendolo per non provata reità di cui ali 'art. 270 p.p. C.P.-
- Raggi viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Pianosa i I 9.3 . .I 940. Detenuto dal 6.10.1937 al 9.3.1940.
Pezzi Ermanno responsabile di cui all'art. 270 2° cpv. C.P. assolvendolo per non provata reità dal delitto di cui agli artt. 110 - 272 p.p. C.P.; e cumula te le pene condanna: Gordini ad anni 6 di reclusione e a L. 20.000 di multa; Spisa ad anni 5 di reclusione ed a L. 500 di multa e a L. 50 di ammenda; Venieri e Raggi ad anni 4 di reclusione ciascuno; Annibali e Bazzocchi ad anni 3 di reclusione ciascuno; Gamberini ad anni 2 di reclusione e Pezzi ad ani I di reclusione. Condanna tutti i predetti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di propria custodia preventiva; ordina che i predetti condannati, eccetto Pezzi e Gamberini, siano sottoposti al la libertà vigilata; ordina la confisca di quanto in sequestro;
Pena espiata: 2 anni, 5 mesi, 3 giorni. Una istanza di g raz ia inoltrata dal Raggi il 28.5.1938 non viene accolla. - Venieri viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Fossano il 6.3.1940. Detenuto dal 2. 1O. I 937 al 6.3.1940. Pena espiata: 2 anni. 5 mesi, 4 giorni. Istanze di grazia inoltrate dal Vernieri il 23.6. 1938 e il 3.3.1939 vengono respinte.
ASSOLVE
SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA per non provata reità Darchini Francesco e Rambelli Amleto dalle imputazioni in epigrafe ad essi ascritte ed ordina la loro escarcerazione se non detenuti per altra causa. Rc)lna, 20.5.1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici . Darchini, detenuto dal 29.9.I937, gono scarcerati i I 20.5. I 938.
e Rambelli, detenuto dal 22.11.1937, ven-
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE
- Ann ibali si associa all'istan7.a di grazia inoltrata dalla madre il 9.6.1938 e con Decreto di Grazia del 19.10.1938 viene concesso il condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto, viene scarcerato dallo stabil ime nto Penale di C ivitavecchia i 25 . 10. 1938. Detenuto dal 4 .10. 1937 al 25.10 .1938. Pena espiata: I an no e 4 giorni . - Bazzocchi a seguito cli istanze cli grazia inoltrate dal Bazzocchi e dalla moglie nel maggio de l 1938 viene concesso, con Decreto di Grazia del 7 .10. 1938, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Civitavecchia il 15. 10. 1938.
Per effetto dei provved imenti d i clemenza dì cui al R .D. 24.2.1940 n. 56. - Gordini viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Fossano il 5. 10. I 941. Detenuto dal 5.10.1937 al 5.10.1941. Pena espiata: 4 anni. Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla madre il 23 .3. 1938.
Detenuto dal 5.10. 1937 al I 5. 1O. J 938 . Pena espiata : 1 anno e 10 giorni. - Gamberini a seguito di istanza di grazia inoltrata dal Gamberini il 22. J.l.1938 viene concesso, con DecretQ cli Grazia del 6.2. 1939, il condono condizionale della res id ua pena da espiare c, pe11anto, viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Civitavecchia 1'8.2 . 1939.
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TR IB UNALE SPiiCJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
Detenuto dal 3.2.1938 all'8.2.J939.
Reg. Gen. n. 258/1937
Pena espiata: 1 anno e 5 giorni.
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
- Pezzi a seguito cli istanze di grazia inoltrate dal Pezzi e dalla madre nel giugno ciel 1938 viene concesso, con Decreto cli Grazia dell'8 .8. 1938 il condono condizionale della resid ua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dalla Casa Penale di Roma il 12.1 O. J. 938.
SENTENZA n. 53
Presidente: Tringali Casanuova A ntonino, Luogotenente Generale M.V.S .N. Giudice Relatore: Presti Giovanni.
Detenuto dal 6 .10.1 937 al 12.1 0.1938.
Giudici Consoli M.V.S .N .: Gangem i Giovanni, Pasqua lucci Renato, Barbera Gaspero, Carusi Mario, Suppiej Giorgio.
Pena espiata: l anno e 6 giorni .
ha pron unciato la seguente:
Nei confronti di tutti i sopraspecificati imputati il Tribunale Militare Terri toriale cli Roma concede, con Ordinanza del 21 . 12.1960, i I beneficio clell 'am nistia di cui al D.L. 17. 11.1945 n. 7 19 dichiarando, contemporaneamente, estinto il di ritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (art. D .C.P.S. 22.11.1947 n. 1631).
SENTENZA nella causa contro: Candelli U mberto, nato il 30.9. 1895 a Taranto, elettricista; Bas ile Cosimo, nato il 14.10.1919 a Taranto, elettricista; Mignogna Ciro, nato il 25.8.19 J 8 a Taranto, elettricista; De Valeris Antonio, nato il 17. l. 1921 a Taranto, operaio; Torse I I i Carlo, nato l' I 1.4. 19 J. 9 a Taranto, elettricista. IMPUTATI ciel deli tto di cui agli artt. I 10 - 253 C.P. per avere, in concorso fra di loro, med iante incendio,il 4 .8.1937 in Taranto, distrut.to un deposito di legname del Cantiere Navale "Franco Tosi'', adibito al servizio del la Regia Marina; colle aggravanti per il solo Candelli U mberto, di cu i agli artt. 112 n. 2 e 99 p.p. n. I e 2 e 2° cpv. C.P.In esito a l pubblico dibattimento, sentiti il P.M. nel le sue requisitorie e gli imputati, c he , coi loro difensori, hanno per ultimi avuta la parola osserva: IN FATTO ED lN DIRITTO I prevenuti, a segui to di procedimento a r ito formale , con sentenza della Commissione Istruttori a in data 1 1. 1. I 938 , furono rinviat i a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi sopra in epigrafe enunc iati. All ' orale dibattimento, per le parzia li ammissioni cli taluni fra gli accusat i messe in relazio ne con le piene confess ioni eia essi fatte davanti al mag istrato procedente e al teste CanÊ Don Tommaso e per le prove emerse s i è accertato q uanto segue:
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TRIBUNALE SPECl r\ LE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR I MA PARTE: SENTENZL PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
TI rubricato Candelli già nel 1934 operaio del Cantiere Navale "Tosi" di Taranto, condannato per allivi fa sovversiva con sentenza di q uesto T ribunale in data 14.2 .1935; a pena espiata vivamente tentò farsi riassumere nel Cantiere. Riu scì invece a farvi assumere il proprio figlio Francesco.
re autogeno sul cennato sommergibi le "Bragadino", il quale Torselli , a dire del M ig nogna avrebbe partecipato anche al noto convegno di Batteria Chianca.
11 quale, messo alle dipendenze di tale Zaccaro Alvaro, operaio e segretari o provinciale del s inçiacato operai di Taranto, fù sottoposto a particolare sorvegl ianza da parte dello Zaccaro, cu i erano noti i precedenti politici del Candelli padre. Angustiato d i ciò il Candelli Francesco cominciò ad assentarsi dal lavoro; informando il padre dell'inasprirsi dei suoi rapporti col Zaccaro, il quale aveva intensificata la sorveglianza s ul g iovane nei primi del lugl io 1937, quando cioè, il Candelli Umberto fù, perché sospetto di attività sovversiva, ammonito dalle A uto ri tà di P.S . di Taranto.
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Il Torselli negò prima energicamente tal i addebiti, ma poi in un confronto col Mignogna davant i a detti organi, a seguito di esortazione di Modugno Umberto impiegato del cantiere e presente agli atti cli pol izia g iudiziaria, che gli faceva intravedere clemenza e riassunzione nel cantiere se si fosse dichiarato colpevole, si spiegò in modo da fare ritenere veritiera l'asserzione ciel Mignogna. Successivamente, però, e anche in udienza il Torse)li ha respinto ogni accusa, attribuendo la s ua confessione nel confronto alle pressioni lusingatrici de l Moclugno. Lo stesso Mig nogna e bbe in prosieguo ad add urre a proposito incertezze e a manifestare disorientamenti, fin e ndo in udienza, colle sue r itrattazioni in blocco, ad infirmare quanto aveva detto su l Torselli. Forti dubbi sono sorti, pertanto, nel Collegio circa l'efficienza de ll a effime-
Tutto ciò determinò ne l Candel li padre un manifesto rancore contro quanto concerneva il cantiere Tosi e lo spinse a tramare il piano di appiccare il fuoco ad alcune parti del cantiere ed incaricò il Basile, rubricato, amico di fam iglia e molto intimo ciel fig lio Francesco, e perciò esarcebato per le vicende di costui, di trovargli fra g li operai coetanei chi si prestasse ad eseguirlo. TI Basile accettò l'incarico e nei primi giorni della seconda metà d i luglio accompagnò, in località convenuta (Batteria Chianca) a qualcl1e chilometro eia Taranto, i giovan i De Valeris e Mignogna, attuali accusati, ai quali il Cande ll i spiegò il da farsi e promise ad opera compiuta, lauti ma indeterminati compensi.
Frattanto su indicazione del predello Zaccaro e del suo s uperiore Tng. Reggio, fù arrestato quale presunto attore di certe scritte sovversive nel cantiere, il già nominato quindicenne Candelli Francesco. Tale arresto, effettuato verso la fine cli I ugl io, esasperò Canclelli padre e Basile, i quali perciò affrettarono I ' attuazione del progetto incendio. Infalli verso le o re 21 del 4 agosto u.s. un grave incendio scoppiava ne l Cantiere Navale "Tos i" adibito al servizio della Regia Marina Mi li tare, d is truggendo un deposito di legname, non molto distante dal sommergibil.e "Bragadino" ivi in riparazione e producendo un danno di oltre m ezzo milione cli lire. Le indagini portarono subito alla scoperta di uno degli autori material i, il rubricato Mignogna, operaio nel Cantiere, il quale Mignogna circa un 'ora prima dell'incendio si e ra allontanato dal suo posto cli lavoro con il p retesto di uninesistente bisogno corporale ed aveva partecipato ali' incendio limitando il s uo concorso al ruolo di "palo" a quanto ebbe ad ammettere durante l 'istruttoria lo stesso Mignogna, onde garantire c he altri a ppiccasse il fuoco a l depos ito d i le g name con stracci imbevuti di petrolio. Il Mignogna, in un primo tempo, quale esecutore materiale dell'incendio, ind icò agli organi cli polizia giudiziaria procedenti, il rubricato Torselli, saldato-
ra confessione ciel Torselli e del la indicazione ciel Mignogna. Lo stesso dicasi di analoga indicazione del De Yaleris, il quale ebbe ad asserire che il Torselli era partecipe alla riunione di Batteria Ch ianca asserzione ripetutamente ritrattata in segu ito. Nei riguardi del Torselli, che peraltro risulta giovane lavoratore di ottimi precedenti, il Tribunale non p uè'> giungere con tranq uilla coscienza ad una affermazione di responsabil itit, difettando le prove.
È stato, del resto, accertato che a coadiuvare il M ig nogna fù iI ricordato Basi le, operaio nello stesso Cantiere, il quale, smontato dal lavoro, verso le ore 16 del 4 agosto e recatosi in Taranto, appena sbarcato dal vaporetto che l' aveva trasportato, si era fornito di una bicicletta, che il rubricato De Yaleris, previo accorcio col Basile, era andato a prendere a casa di q uesti . E con tale mezzo aveva percorso i pochi chilometri c he separano il cantiere dall'abitato di Taranto, era penetrato nel cantiere e, dopo avere, partecipato alla già concordata azione delittuosa, mentre il fuoco s i sv il uppava nell'interno del deposito, si era subito recato in ciuà, dove cercava cli prepararsi un alibi, trattenendosi a parlare con tal Cellamare, impiegato del cantiere (sentito anche in udienza come teste) in un luogo dal q ua le scorgevasi l'incendio, frattanto sviluppatosi in tutto il capannone del legname, e discorrendo dell'incendio stesso che naturalmente aveva destato l 'attenzione dei passanti. Il Cande lli , pur ammettendo il suo risentimento contro il personale direttivo del Canti ere per le presunte angherie contro il figlio Francesco, ha negato ogni sua part.ecipazione ai fatti di c ui sopra. Ma clellagliatc, concordanti e credibilissime furono le indicazioni. che nei s uoi confronti, il De Valeris ed il M ig nogna specia lme nte diedero in spontanee e separate rivelazione a l teste Don Cané cappellano del carcere. Lo stesso d icasi per il Basile, che sostanzialmente confesso m un p rimo
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DI FESA DELLO STATO
PR l MA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T.S.D.S.
tempo davant i agli organi di polizia procedenti, in seguito ha ritrattato quanto aveva ammesso. Anche nei suoi confronti le rivelazioni cl i cui dinanzi sono dal Collegio ritenute decis ive in ordine alla sua responsahilità.
DICHIARA
Pertanto è rimasto assodato che per un mandato e sollo la direzione di Can delli Umberto, i prevenuti Basile, Mignogna e De Valeris, in concorso fra di loro, mediante incendio in Taranto, distrussero un deposito di legname del Cantiere Navale "Tosi", adibito al servizio della Regia Marina Militare. In tal fatto il Tribunale ravvisa tutti gli estremi giuridici del reato rubricato con le aggravami in rubrica addebbitate. Ai minori Bas il e e De Valeris, nei riguardi dei quali è stata accertata la capacità d'intendere e cli volere, vanno applicate le diminuenti di legge ai sensi dell'art. 98 C.P.-
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Candelli Umberto, Basile Cosimo, Mignogna Ciro, e De Valeris Antonio, responsabili del delitto in epigrafe loro ascritto, con le aggravanti ivi precisate per Candelli, e, con l'allenuante della minore età per Basile e De Valeris e per quest'ultimo anche colla diminuente d i cui all'art. 114 p.p. C.P. condanna alla re clusione: Candell.i ad anni 1O e mesi 9, M ignogna ad anni 8, Basile ad anni 5 e mesi 4, De Valeris ad ann i 3 e mesi 7 , tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di propria custod ia preventiva; alla condanna uffici; determina per il Basile l'interdizione dai pubblici uffici per anni 2, ordina che i predetti siano sottoposti al la libertà vigilata. Assolve Torselli Carlo per non provata reità all'ascrittagli imputazione ed ordina la s ua scarcerazione se non detenuto per altra causa. Roma , 28.5. 1938 - XVI.
TI Tribunale però, ritiene che la parte avuta nel fallo dal De Valeris ebbe mi nima importanza, sicché nei suoi confronti reputa giusto applicare anche la di minuente di cui all'art. 114 p.p. C.P. -
Seguono le firme del Pres idente e dei Giudici. Torselli, detenuto dal 5.8 .1937, viene scarcerato i I 28 .5.1938.
Adeguando le sanzioni al fatto cli ciascuno e alla pericolosità dei singoli giudicancli, decide di dovere infliggere le seguenti pene della reclusione. NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE A Candelli anni I O e mesi 9 (art. 253 - 110 - 112 n. 2 e 99 - l O e 2° cpv.), con la conseguente interdizione dai pubblici uffici e l'applicazione della libertà vi gilata (art. 29 -230 n. I C.P.). A Mignogna anni 8 (art. 1 10 - 253 C.P.) con la conseguente interd izione dai pubblici uffici (29 C.P.); a Basile anni 5 e mesi 4 (art. I I O - 98 - 253 C.P.) col la conseguente interdizione dai pubblici uffici che il Collegio stabilisce per anni 2 (art. 98 cpv. C .P.); a De Valeris anni 3 e mesi 7 (art. 110 - 253 - 98 - I 14 p.p. C.P.)Alla condanna consegue, per tutti i condannati l 'obbligo solidale del paga mento delle spese processual i e per ciascun condannato l'obbl igo personale del pagamento delle s pese di propria custodia preventiva (488, 274 C.P.P.)Il Collegio ritiene di dovere ordinare la sottoposizione al la libertà vigilata anche per Mignogna, Basile, e De Valeris (art. 229 C.P.) ricorrendo nei loro ri guardi gli estremi cli pericolosità cli cui agli art. 202 - 203 C.P. in relaz io ne al le esaminate circostanze di cui all'art. 133 C.P.
- Candelli detenuto dal 5 .8. I 937 non può usufruire dei benefici di c lemenza prev isti dal R .D . 24 .2 . I 940 ostandovi e precedenti penali (V. "Decisioni emesse dal T .S .D .S . nel 1935 pag . 43) . Il titolo dei reati per i q ua li è stato ritenuto colpevole osta alla concessione dei benefici di c lemenza di cui al R.D .1 7 . 10 ..L942 n. 1156. Il Candelli, deten uto ne ll o Stabilimento Penale di Turi (Bari) inoltra, in data 5.7.1943. al Mi nistero di Grazia e Giustiz ia una istanza nella q ua le dichiara: "di voler considerare nulle a tutti g li effetti le domande di grazia concernenti la sua persona".
In ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero dell'Interno con circolari n . 46643 del 27.7. 1943 e n. 492 [6/441 del 14.8. 1943 viene proposta, di ufficio, la liberazione, per grazia sovrana del Candel li c he viene scarcerato dalla Casa Penale di Fossano nell'agosto 1943. Cande lli muore a Taranto il 15.5. [947 .
P.Q.M.
Letti ed applicati gli artt. 110 - 253 - 112 n. 2114 p.p. - 98 - 99, 1° e 2° cpv. - 29 - 229 - 230 - C.P. - 274 - 488 C.P.P. - 485 - 486 C.P. Esercito.
Il T ribu nale Militare Territor iale d i Roma dichiara, con Ordinanza del 3. LO. I 959, "estinta la pena per morte del reo". In sede di giudizio di revisione specia le (D.L.L. 5. 10. 1944 n. 3 16) la Corte d 'Appello d i Lecce assolve, con sentenza del 12.6.1961, Candell i Umberto dal
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TRTTlUNA LE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONlJNZl,\TF. DAI. T .S .O.S.
reato addebitatogli per non aver commesso il fatto ed ordina che tale assoluzione sia annotata nell'atto di morte ciel Candelli.
- Calderoni Vincenzo, nato il 16.4.1920 a Taranto - carpentiere. Detenuto dal 19.8.1937 al 27.11.1937.
- De Valeris, detenuto dal 4.8. 1937 muore nell'infermeria delle Carceri Giudiziarie di Roma alle ore 0,10 clell'8.8.1938 a seguito di T.B.C. polmonare con emottisi.
- La Viola Nicola, nato il 25.1.1921 a Pisticci (Matera) - Motorista. Detenuto dal 29.8.1937 al 27.11.1937.
Per effetto dei provvedimenti di clemenza cli cui al R.D. 24.2.1940 n. 56. - Basile viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Castelfranco Emilia il 5.12. 1940. Detenuto dal 5.8 .1937 al 5.12.1940.
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- Martemucci E manuele, nato il 2.12.1919 a Taranto - carpentiere. Detenuto dal 20.8.1937 al 27.11.1937. - Guidetti Luigi, nato il I 5. 1. 1919 a Taranto - congegnatore. Detenuto dal 12.8.1937 al 27.11. 1937. - Pignatclli Giovanni, nato il 20.2 .1921 a Taranto. Detenuto di 14.8.1937 al 27.11.1937.
Pena espiata: 3 anni e 4 mesi. Rifiuta di associarsi a istanze di grazia inoltrate dalla madre il 13.10.1938 e il 10. 11.1938. - M ignogna usufruisce di benefici di clemenza previsti dal R .D. 24.2.1940 n. 56, ma non può beneficiare di quel li previsti dal R.D. 17 .10.1942 n. 1156 ostan dovi il titolo dei reati dei quali è stato ritenuto colpevole. Pertanto Mignogna, detenuto dal 4.8 ..1937, viene scarcerato dalla C asa di Reclusione di Castelfranco E milia il 17.8.1943. Pena espiata : 6 anni e 13 giorni. Istanze di grazia inoltrate dal Mignogna il 16.8.1938, il 22.2.1929 e il 25 .6.1942 vengono respinte. Nei confronti di De Valeris, Basi le e Mignogna il T ribunale Militare Terri toriale di Roma applica, con Ordinanza del 21.7.1967. il beneficio della amni stia (D.L. 17.11.1945 n. 719) dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (D.C.P.S. 22.11.1947 n. 1631). NOTA: Vennero sottoposti a procedimento penale anche: - Portulano Pasquale, nato il 4.5 . 1909 a Catania ribattitore. Detenuto dal 9.8.1937 all'll.l. 1938. - FaciJla Giovanni, nato il 25.6. l 908 a Taranto - operaio. Detenuto dal 14.8. 1937 al 27.11.1937. - D'Alò Giuseppe, nato il 13. 10.1898 a San Vito dei Normanni (Brindisi). Detenuto da l 16.8.1937 al 27.lJ. 1937. - Canclelli Francesco, nato il 5 . 12.1921 a Taranto - tracciatore in ferro. Detenuto per altra causa.
La Commissione Istruttoria dichiara, con sentenza n. I dcli' I 1.1.1938, che i summenzionati imputati non hanno commesso il delitto di cui all'art. 270 - 2° cpv. C.P. (Partecipazione ad associazioni sovversive) e. pertanto, dichiara di non farsi luogo a procedimento penale nei loro confronti. La Commissione Istruttoria dichiara, inoltre, di non fars i luogo a procedimento penale nei confronti . a) - di Portulano, Facilla e D'Alò in ordine al delitto cli cui all'ari. 253 C.P. (Distribuzione o sabotaggio cli opere militari); b) - di Candelli in ordine al delitto di cui all'art. 272 - prima parte - C.P. (Propaganda éd apologia sovvers iva o antinazionale) perché non imputabile per incapacità di intendere e di volere. La Commissione Istruttoria, pert.anto, ordina la scarcerazione di Candelli e Portul ano, se non detenuti per altra causa, e conferma, rendendola definitiva la già avvenuta scarcerazione di D'Alò, Facil la, Calderoni, Pignatell i, La Viola, Martemucci e Guicletti. Il Pubblico Ministero dispose con provvedimento del I 5. 1 1.1937, ai sensi degli art. 74 e 246 C.P.P. (per non aver commesso il fatto loro addebitato) la scarcerazione dei sottoelencati individui che erano stati denunziati alla Procura Generale del T.S .D.S. - Augenti Nicola, nato I' 11.7.1907 a Taranto - operaio. Detenuto dal 22.8.1937 al 15. 11.1 937. - Battista Francesco, nato il 14. 11.1904 a Taranto - manovale. Detenuto dal 17.8.1937 al 15.11.1937. - Camardi Antonio, nato i l 21.4. J 905 a Taranto - carpentiere. Detenuto dal 19.8.1937 al 15.11 . 1937.
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TR IBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
1. 6 1
PRIMA PARTE: SF.NTENZF. PRONlJI\ZIATF. D AI, T.S .r>.S.
- Castellano Agostino, nato I' 11 .8. 190 I a Taranto - operaio . Detenuto dal 17.3.1907 al 15.11.1937. - La Gioia Francesco, nato il 27 .4.1901 a Taranto - operaio. Detenuto dal 17.8.1 937 al 15. 11.1937. - La Nave Pasquale, nato il 17 .2. I 904 a Taranto - operaio. Detenuto dal 17.8.1937 al 15.11.1937.
SENTENZA n. 56
Reg. Gen. n. 355/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa de.Ilo Stato composto eia:
Presidente: Bevi lacqua Cesare, Console Generale M.V.S.N.
Giudice Relatore: Presti Giovanni.
- Miolla N icola, nato il 15.3. 1895 a B itonto (Bari) - congegnatore. Deten uto dal 17 .8. 1937 al 15.11.1937 .
Giudici Consoli M .V.S.N.: Ross i Umberto, Calia Michele, Leonarcli Nicola, Bergamaschi Carlo, Suppeij Giorgio .
- Strina Vincenzo, nato il 29.11.1905 a Taranto - ca rpentiere. Detenuto dal 18.8.1937 a l 15. 11.1937.
ha pronunciato la seguente: SENTENZA
- Vox G iuseppe, nato il 1. 1. 1901 a Taranto - elettricista . Deten uto dal 16.8. 1937 a l 15. 1 1. 1937 .
nella causa contro: Barletta Francesco, nato I '8.6. 19 l O a Ceglie (Brindisi) , impiegato privato; Carrone Rocco, nato il 5.7. 1914 a Ceglic (Brindisi) , sarto; Chirulli Leonardo, nato il 14.5. 1905 a Ceglie (Brindis i), calzola io; C hirico Luigi, nato il 16.2.1906 a Ceglie (Brindis i) , bracciante; C hirico Rocco, nato il 12.5.1 907 a Cegl ie (Brindisi), contadino; Conte Gennaro, nato il 3.8 . 1905 a Ceglic (Bri ndisi), impiegato privato; De Maria Cosimo, nato il 13.7.1889 a Ceglie (Brindisi), contadino; De lla Rosa Domenico, nato il 16.4. 1908, a Ceglie (Brindisi), calzolaio; detenuto per altra causa; Dc Tommaso G iuseppe, nato il 15.3.1906 a Brindisi, meccanico; Magno Francesco, nato il 1. 1. 1903 a Ceg lie (Brindisi), parrucchiere; Mauro Cosimo, nato il 27.4.1895 a Brindisi, venditore ambulante; Ostu n i Teodoro, nato il 23.8. l 899 a Brindis i, meccanico; Ribezzi G iuseppe, nato il 24.9. 1905 a Brindisi, muratore; Ricci Arcangelo, nato il 3 .3. 1903 a Ccglie (Brindisi), fa legname; Spina Rocco, nato il 5.10.1880 a Ceglie (Brind is i) , contadino;
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T RIBUNALE SPECI ALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Tetesi Antonio, nato il 21. 1.1887 a Cegl ie (Brindisi), contadino; Urgesi Cosimo, nato il 18. l. I 899 a Ceglie (Brindis i), venditore a m bulaùte; V itale Oronzo, nato il 28.1.1913 a Cegl ie (Brindisi) , contadino. IMPUTATI
PRIMA PA RTE: SENTENZE PROKUNZIATE DA L T .S.D.S.
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Verso la fine ciel 1932, il rubricato calzolaio C hirulli, tornato a Ceglie Messapico, dopo d i avere espiata una pena inflittagli eia questo Tribuna le per atti vità comunista e successivamente anche un anno cli confino, costituì coi rubricati Urgesi e Tetesi un nucleo per riattivare in Ceglie il movimento comunis ta. Col concorso volenteroso dei rubricati Chirico Rocco, residente a Ceglie, e Chirico Luigi, residente a villa Castell i, fù iniziata in elette località intensa propaganda comunista, specialmente fra i contadini, propaganda che fruttò la costituzione di cellu le comuniste.
T utti: 1) del del itto di cui all'art. 270 2° cpv . C.P., per avere partec ipato ad una associazione sovversiva (comunista) diretta a stabilire violentemente la d ittatura di una classe sociale s ulle altre; 2) de l delitto di cui agli artt. I I O - 8 1 - 272 - p.p. C.P. per avere concorso, tra d i loro e con altri, in epoche diverse, ma in esecuzione di un medesimo di segno criminoso, alla propaganda comunista verbalmente e a mezzo di diffu s ione di stampa e di altre manifestazioni varie;
Nelle seconda metà del 1933, uscito dal carcere, dove aveva espiata una condanna inflittagli da questo Tribunale per attività comunista, e tornato a Ceglie il rubricato Spina, vecchio esponente sovversivo, la direzione del movimento fù da q uesti ass unta, direzione che lo Spina , coadiuvato dal Chiru lli , tenne sino all'agosto 1937 quando fù arrestato. Oltre a l Chirulli, della propaganda sovversiva, c he svolsero efficacemente, furono incaricati in un primo tempo l'Urges i e il Tetesi, e successivamente nel 1934, anche i rubricati Barletta e Della Rosa.
3) ciel del itto di cui agli artt. 110 - 270 p.p. C.P. per avere concorso, tra lo ro e con altri, a ll 'organizzazione e direzione delle s uaccennate associazioni;
Al Barletta e a l predetto Ricci Francesco, venne affidato i I compito , che svolsero attivamente, del la ri prod uzione cli esemplari di stampe comuniste; ed il Ricci, che aveva costituito anche in M ilano un nucleo comunista, di cegliesi di cui facevano parte i rubricati Magno (parrucchiere) e Garrone (sarto) che nella capitale Lombarda aveva no modo cli accostare emissari comunisti provenienti dall'estero. Da tale nucleo e, particolarmente, dal Magno, il Ricci traeva i cennati esemplari di stampa.
Con l'aggravante della recidiva generica per l'Urgesi Cosimo e specifica per lo Spina, il Ch irulli, l 'Ost umi ed il Ribezzi (art. 99 C.P.)-
Il materiale di propaganda che il Barletta e il Ricci riproducevano veniva largamente diffuso dal Chirulli e dal Del la Rosa.
Reati commessi in B r indisi, Ceglie Mess apico, Milano, ed altre località precedentemente e fino a ll a data dei rispettivi arresti.
L'organizzazione com unista in q uella zona delle Puglie aveva, così , preso no tevole sviluppo, tanto che r iun ioni furono indette e tenute in località campestri da coloro fra i predetti che risiedevano in Ceglie e tra essi ad esponenti cli collaterali gruppi com unisti cli paesi limitrofi.
Spina Rocco, Barletta Francesco, Chirulli Leonardo, Della Rosa Domenico, Urges i Cosimo, T etesi Antonio, Magno Francesco, Carronc Rocco, O stumi Teodoro, e .Mauro Cosimo:
Tn es ito al pubblico dibattimento, sentiti il P.M. ne lle sue requis itorie e gli imputati, che, coi loro difensori hanno per ultimi avuta la parola, osserva. IN FATTO ED IN DTRTTTO
I preven uti, uni tamente a tale Ricci Francesco (nei r iguardi de l quale, mantenendosi tutt'ora latitante, in linime litis è stata ordinata la sospensione ciel procedimento sino a quando non sarà pervenuto in potere de lla giustizia), a segui to d'istruttoria a rito diretto, furono, con atto d ' accusa ciel P .M . in data 4.2.1938, rinviati a g iudizio per rispondere dei fatti de littuos i sopra in rubrica enunciati. All ' orale cliballimento per la confess ione di q uas i tutti gli accusati, e spe cialmente dei magg iori responsabili, per le chiamate cli correo rafforzate, da a ltre concordanti ris ultanze, per le prove testimoniali e doc ume ntai i e tenuto con to de lle e mergenze delle prime indagini e dell'istruttoria scritta, è stato accertato quanto segue :
Fra i re clutati che in Ceglie svo lsero attività di propaganda sovversiva emersero fra gli altri, i rubricati De M aria, Vitale (contadini) e Conte impiegato presso l'esattoria di Ceglie e iscritto al Partito Fascista. Nel dicembre 1936, il Ricci Francesco, espatriato con tessera turistica, pre se a Pari g i contatti con organi direttivi dell ' associazione comunista italiana ali 'estero allo scopo di potenziare il movimento comunista predetto nel P ugliese. Così il Ricci Francesco, specialmente per tramite ciel proprio fratello , rubricato R icci Arcangelo aderente all ' organizzazione cl i Ceglie, cominciò ad inviare al Barletta per l 'organizzazione cli Ceglie, con scritti in s impatico e bus te a doppio fondo , istruzioni e sta mpe comuniste e fece attuare con il contributo degli organizzati una racco lta di somme pro-Spagna rossa che poi fù strom bazzata in un g iornale settario parigino d i cu i es iste esemplare in atti;
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TRIRU:-JALE SPEC IA i.E PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTE:-JZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
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Nel maggio 1937 rientrò in Italia con falsi documenti e in veste di emissario della setta comunista, prese in Mi lano contatti col nominato Magno, al quale affidò importante compito di collegamento e di propaganda eia svolgere in Ceg lie.
si, pur continuando successivamente a partecipare all'associazione, si astennero da ogni manifestazione cli propaganda e pertanto essi, limitatamente all' imputazione di cui all'art. 272 p.p. C.P. debbono fruire del condono di cui al R.D. 15.2.1937 11. 77.
Il Magno, dopo di avere provveduto, col concorso del ricordato Carrone, ali 'alloggio del Ricci Francesco, si recò in Ceglie e svolse la sua missione prendendo contatto col dirigente del locale movimento, Spina, e con Barletta ai quali affidò, fra l 'altro, cifrario ed indirizzo del centro del partito comunista. Frattant.o il Ricci inviava da Milano, all'indirizzo della propria sorella Maria, un pacco che avrebbe dovuto contenere soltanto lana, ma conteneva anche stampa comunista diretta al Barletta e destinata alla diffusione. Il pacco poté essere aperto dal Barleua con il consapevole concorso del Ricci Arcangelo. Nel giugno 1937 il Ricci Francesco tornò a Parigi ma continuò a fornire di stampe diretti ve l'associazione di Ceglie a mezzo del Bar letta.
Il Tribunale ritiene inoltre di dovere escludere per tutti gli accusati l'aggra vante della continuazione (art. 81 C.P.) loro addebitata in ordine all'imputazione di propaganda di cui all'art. 272 p.p. C.P. In effetti si tratta di azioni animate da unica intenzione e dirette ad unico fine che nel caso di esame, non presenta apprezzabili soluzioni cli continuità e possono considerarsi come l'atto unico. 11 Collegio, infine avvalendosi della facoltà cli cui all'art. I 00 C.P. ritiene di dovere escludere l'aggravante della recidiva generica per l'Urgesi risultando egli essere staio già condannato solo per contravvenzioni.
In esec uzione cli tali direttive, i dirigenti il gruppo di Ceglie indissero e ten nero l'agosto 1937 un convegno di esponenti comunisti cli varie località limitrofe, allo scopo di dare maggiore sv iluppo al movimento sovversivo in tali località. A tale convegno intervenne, fra g li altri, il rubricato De Tommaso da Brin d isi, noto comunista schedato e già confinato, il quale accettò l'incarico cli mettersi a capo del movimento brindisino. Egli peraltro, aveva svolto propaganda sovversiva anche di ritorno dal confino, come risulta provato eia dichiarazioni di Maizza Umberto e Crovace Federico, confermate in udienza dal teste Console Giuseppe. Del resto in Brindisi l'associaz.ione illegale comunista era stata riorgan izzata dal rubricato Ostumi sin ne l 1932, q uando era stato dimesso dal carcere, per effetto dell'amnistia del Decennale, dopo una condanna int1i1tagli eia questo Tribunale per reati pol itici. L'Ostumi aveva avuto collaborawri nella propaganda sovvers iva i rubricati Mauro e Ribezzi (anche quest' ultimo dimesso dal carcere, a seguilo dell'amnistia del decennale dopo una condanna inflittagli da questo Tribunale per reati politici).
Negli altri fatti accertati il Tribunale ravvisa gli estremi giuridici dei corrispondenti reati rubricati con le aggravanti in rubrica precisate. E adeguando le sanzioni al fatto e alla pericolosità cli ciascuno, ritiene equo condannare alla reclusione: Spina a complessivi anni 14. risultanti dal cumulo di anni 10 per il delitto cli cui all'art. 270 p.p. C .P . (compresi in delta pena 2 per la recidiva specifica) e cli anni 2 per ciascuno degli altri" reati a lui ascritti (compresi in ciascuna pena 5 mesi per la recidiva specifica). Chi rulli ed Ostumi ad anni 10 complessivi ciascuno, risultanti dal cumulo per ciascuno di anni 7 per il delillo cli cui all'art. 270 p.p. C.P. (compresi in detta pena per c iascuno 1 anno e 8 mesi per la recidiva specifica) e di anni 1 e mesi 6 per ciascuno degli altri 2 reati ad essi addebitati (compresi per ciascuno in eletta pena mesi 4 per la recidiva specifica); Barletta, Magno e Ribezzi ciascuno ad anni 7 complessivi risu ltanti dal cumulo per ciascuno di anni 4 e mesi 6 per il del itto di cui, all'art. 272 p.p. C .P . (compresa per il Ribezzi un anno per la recidiva specifica), e di anni 2 e mesi 6 per il delillo di cui all'art. 270, 2° cpv. C.P. (compresi per i R ibezzi mesi 7 per la recidiva specifica).
Nell'esaminare le singole posizioni di fatto alla stregua dell e risultanze dibattimenteli, il Col legio ha riscontrato che non sono emerse prove efficienti o, comunque tali, da giustificare un affermazione cli responsabi lità di Barletta, Carrone, De ll a Rosa, Magno, Mauro, Tetesi e Urgesi in ord ine al maggiore reato di cui all'art. 270 p.p . C.P. loro contestato.
Conte, Della Rosa e De Tommaso ciascuno a complessivi anni 6, derivanti dal cumulo di anni 4 per il delitto cli cui all'art. 272 p.p. C.P. e di anni 2 per il deliuo di cui all'art. 270. 2° cpv. C.P.; Mauro e Tetcsi ad anni 5 compless ivi per c iascuno derivanti, per ciascuno, dal cumulo di ann i 2 e mesi 6 per ciascuno dei delitti di cui agli artt. 270 2° cpv. e 272 p.p. C.P., (della pena de l delitto cli cui all'art. 272 p.p. C .P. infliggendo al Mau ro bisognerà dichiarare condonali conclizionalmente anni 2 in applicazione delrart. 2 del R.D. sopra citato);
Essi indubbiamente erano fra i partecipi del movimento, gli esponenti più attivi, specialmente per quanto concerne la propaganda sovversiva da essi svolta e, pertanto, delle corrispondenti configurazioni giuridiche ad essi rubricate debbono essere dichiarati responsabili. ma da quella maggiore cli c ui dianzi debbono essere assolti per non provata reità. Il Collegio ha riscontrato anche c he l'alli vit~t punibile d i propaganda di Urgesi e di Mauro ebbe a cessare nel 1936. Es-
Carrone, Ricci Arcangelo e Vitale ciascuno a complessivi anni 4, risultanti per ciascuno dal cumulo cli anni 2 per il delitto cli cui all'art. 270 2° cpv. C.P. e 2 anni relativi al delitto di cui a ll'art. 272 p.p. C.P.); Urgesi ad anni 4 c umulati nella stessa misura cli cui sopra e anche per Urgesi
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR l,\1A PARTE: SE'JTEKZE PRONUK71ATE DALT.S .l>.S .
bisogna dichiarare condonati condizionalmente i 2 anni relativi al delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P.
esclude per tutti i I 8 predetti la continuazione relativa al delitto di propaganda di cui all'art. 81 C.P.;
Chirico Luigi e Chirico Rocco ad anni 3 complessivi ciascuno, risultanti dal cumulo di anni 1 e mesi 6 per ciascuno dei 2 delitti in epigrafe loro addebitati. De Maria a complessiv i 2 anni risultanti dal cumulo di l anno per ciascuno dei due delitti in rubrica a lui contestati Tutti in solido i condannati hanno l'obbligo del pagamento delle spese processuali e ciascuno ha l'obbligo personale ciel pagamento delle spese di propria custodia preventiva (art. 488 - 274 C.P.P.)Alla condanna di Spina, Chirulli ed Ostumi consegue l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, e a quella di Barletta, Conte, Della Rosa, De Tommaso, Magno e Ribezzi consegue, l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5 per ciascuno (art. 29 C.P.) - Per Spina, Chirulli e Ostumi bisogna ordinare la sottoposizione alla libertà vigilata a mente dell'art. 230 n. 1 C.P .. Tale misura di sicurezza, però ai sensi dell'art. 229 C.P. il Collegio ritiene di dovere ordinare anche per tutti gli altri, ricorrendo nei loro riguardi gli estremi di pericolosità di cui agli artt. 202 - 203 C.P. in relazione alle esaminate circostanze cli cu i all'art. 133 C.P. Tutto ciò che è in giudiziale sequestro, avendo attinenza coi fatti delittuosi per i quale prevenuti vengono dichiarati responsabili, va confiscato (art. 240 C.P.)-
esclude la recidiva per l'Urgesi ai sensi dell ' art. 100 C.P.; coli ' aggravante della recidiva specifica per Chirulli, Ostuni, Ribezzi, e Spi na cumulate le pene, condanna alla reclusione: Spina ad anni 14, Chirulli ed Ostuni ad anni 10 ciascuno, Barletta, Magno e Ribezzi ad anni 7 ciascuno, Conte, Della Rosa e De Tommaso ad anni 6 ciascuno, Tetesi e Mauro ad anni 5 ciascuno, Carone, Ricci, Vitale e Urgesi anni 4 ciascuno, Chirico Luigi e Chirico Rocco ad anni 3 c.iascuno e De Maria ad anni 2; tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di propria custodia preventiva; Ordina che tutti i predetti s iano sottoposti alla libertà vigilata. Ordina la confisca del materiale in sequestro; alla pena per Spina, Chirulli e Ostuni consegue l 'interdizione perpetua dai pubblici uffici , e alla pena per Barletta, Magno, Ribezzi, Conte, Della Rosa e De Tommaso consegue l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5; dichiara condonati conclizionalmcnte anni 2 della reclusione inflitta a Mauro limitatamente alla pena inflitta loro per il delitto cli cui all'art. 272 p.p. C.P,Roma, 1.6.1938 - XVL Seguono le firme del Presidente e dei Giudici,
NOTIZ IE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE P.Q.M.
Letti ed applicati gli artt. 110 - 270 p.p. e 2° cpv. - 272 p.p, - 99 - 100 - 73 - 240 - 29 - 229 - 230 C.P. - 274 - 488 C.P.P. 485 C .P. Esercito 2. R.D. 15.2. 1937 11, 77 DICHIARA Chirulli Leonardo, Chirico Luig i, Chirico Rocco, Conte Gennaro, De Maria Cosimo, De Tommaso Gi useppe, Ostuni Teodoro, Ribezzi Giuseppe, R icci Arcangelo, Spina Rocco e Vitale Oronzo responsabili dei delitti in epigrafe loro ascritti. Barletta Francesco, Carrone Rocco, Della Rosa Domenico, Magno Francesco, Mauro Cosimo, Tetesi Antonio e Urgesi Cosimo responsabi li dei delitti di cui agli artt. 270 2 ° cpv, - 110 - 272 - P.P, C.P. in rubrica loro ascritti assol vendoli per non provata reità dal delitto cli cui all'art. 270 p.p. C.P, loro rubricato;
ln ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero dell'Interno con circolari n, 46643 del 27.7 .1943 e n. 49216/441 del I 4.8, I 943 viene proposta la libertà per Grazia Sovrana e, pertanto : - Spina, deten uto dal [9.8. 1937, viene scarcerato dalla Casa Penale cli Fossano in un giorno imprecisato dell'ultima decade dell'agosto 1943. Per Spina vedi anche "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1928 pag. 386". - Chirulli, detenuto dal 19.8.1937, viene scarcerato dalla Casa Penale di Caste lfranco Emilia in un giorno imprecisato dell'ultima decade dell'agosto 1943, Per Chirulli vedi anche "Decisioni emesse dal T.S .D.S. nel 1928 pag, 386". - Ostun i. detenuto dal 18.8.1937 , viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di S, Giminiano in un giorno imprecisato dell'ultima decade del l' agosto 1943. Per Ostuni vedi anche "Decisioni emesse dal T .S.D.S. nel 1927 pag. 448",
PRIMA PARTF.: S ENTcNZE PRO:-JUKZIATE DAI. T.S .D.S .
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TRIBUNALE SPECl,\LF. PF.R LA DIFESA DELLO ST,\ TO
- Ribezzi, detenuto dal 19.8.1937, viene scarcerato dalla Casa Penale cli Castelfranco Emilia in un giorno imprecisato dell'ultima decade dell'agosto I 943. Per Ribczzi vedi anche "Decisioni emesse dal T .S .D .S . nel I 927 pag. 448". T sopraspecificati imputati non hanno potuto usufruire dei benefici cli clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56 per i precedenti penali e dei provvedimenti previsti dal R.D. 17. l 0.1942 n. l 156 per titolo dei reati per i quali sono stati ritenuti colpevoli.
Per effetto dei provvedimenti cli clemenza di cui al R.D . 24.2. J 940 n. 56. - Barletta viene scarcerato dalla Casa Penale di Civitavecchia il 19.8.1942. Detenuto dal 19.8. 1937 al 19.8.1942. Pena espiata: 5 anni . - De Tommaso viene scarcerato dalla Casa Penale di Fossano il I 8 .8. 1941. Detenuto dal 18.8. I 937 al 18.8.1941. Pena espiata: 4 ann i. Rifiuta di associarsi a una istanza cli grazia inoltrata dai genitori nel settem bre del 1940. - T etesi viene scarcerato dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia i I 15.9.1940. Detenuto dal 15.9.1937 al 15.9. 1940. Pena espiata: 3 anni. Istanze di grazia inoltrate dal Tetesi nell'ottobre del 1938 e nel settem bre del 1939 non vengono accolte. - Ma uro viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 19.3.1 940. Detenuto dal 27.9.1937 al 19.3. I 940. Pena espiata: 2 anni, 5 mesi, 22 giorni . Istanze di grazia inoltrate da Mauro il 12.6. I 938 e dalla mogi ie il 10. 10.1939 non vengono accolte. - Vita le viene scarcerato dalla Casa Penale di Fossano il 6.3 .1940.
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Detenuto dal 20.9. J 937 al 6.3.1940 . Pena espiata: 2 anni, 5 mesi , 16 giorni. Rifi uta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dal padre il 29.8.1938. - Chirico Rocco v iene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Castelfranco Emilia il 4.3.1940. Detenuto dal 25.9. l 937 al 4.3 . J 940. Pena espiata: 2 anni, 5 mesi, 9 giorni. Rifiuta cli associarsi a una istanza cli grazia ino ltrata dalla madre il 19.9.1938. SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Magno inoltra, in data 19.7.1938, istanza a l Capo del Governo e con Decreto di Grazia del 21.9.1938 viene concesso il condono condizionale del la re sidua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dall'Istituto di Pena di Fossano il 29.9.1938. Detenuto dal 27 .8.1937 al 29 .9 . I 938. Pena espiata: I anno, I mese, 2 giorni . - Conte a seguito di istanze cli grazia inoltrate da Conte e dalla sorel la nel luglio del 1938 viene concesso, con Decreto cli Grazia del 17.9 . 1938, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dall'Isti tuto Penale di Castelfranco Emilia il 23.9. 1938 . Detenuto dal I 9 .8. I 937 al 23.9.1938. Pena espiata: 1 anno, 1 mese, 4 g iorni. - Canone a seguito di istanze di grazia inoltrate dal Carrone e dalla madre nel luglio del 1938 viene concesso, con Decreto d i Grazia ciel 13.9 .1 938, il condo no condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dell'Istituto Penale cli Castelfranco Emilia il 18.9.1938. Detenuto da] 27.8.1937 al 18.9.1 938 . Pena espiata: I anno e 21 giorni. - U rgesi a seguito di istanza cli grazia inoltrata da Urgesi il 12.6. I 938 viene concesso, con decreto cli Grazia dell '8.8.1938, il condono condizionale della res idua pena da espiare e , pertanto, viene scarcerato dal lo stabilimento Penale di Civitavecchia il 13 .8. 1938.
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TRltlUNALE SPEC IALE PER I.,\ DIFESA DELLO STATO
Detenuto dal 21 .8.1 937 al 13.8.1938.
l-'RIMA PART E: SENTENZE PRONUKZIATF. DAL T.S.D.S.
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- C hirico Lu igi, detenuto dal 7.9.1937, venne scarcerato, per espiata pena, dal la Casa Penale di Fossano i l 7.9 .1940.
Pena espiata: 11 mesi e 22 giorni . - Ricci a segu ito di istanza cli grazia inoltrata dal Ricci il 13.7.1938 v iene concesso, con decreto di Grazia del 13.9. 1938 , il condono condizionale della res idua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di C ivitavecchia il 19.9.1 938. Detenuto da 19.8.1937 al 19.9.1 938 . Pena espiata: 1 anno ed l mese. - De Maria a segu ito di istanza di grazia inoltrata dal De Maria il 12.6.1938 v iene concesso, con Decreto di Grazia del 17.8.1938, il condono condizio nale del.la resid ua pena da espiare e, pertanto, v iene scarcerato dalla Casa Penale d i Fossano il 22.8. 1938. Detenuto dal 3.9.1937 a l 22.8. 1938. Pena espiata : 11 mesi e 18 giorni. - Della Rosa ritenuto colpevole d i tentato omicidio viene condan nato, con sentenza pronunziata dalla Corte di Assise cli Brindisi in data I 1.5. 1938 alla pena d i 4 anni e 8 mesi d i reclusione. L'Avvocato Generale p resso la Sezione della Corte cl' Appell o di Lecce, con provvedimento emesso il 13.7 .1938, provvede a "cumul are" la suddetta pena co n la pena cli 6 anni d i reclusione infli tta dal T.S.D.S. con sentenza ciel 1.6.1938. Pertanto la pena complessiva che il Della Rosa deve espiare viene fissata in 10 anni e 8 mesi di rec lusione con 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e libertà vigilata. Pertanto il Della Rosa, entrato in carcere il 7.4.1937, term inerà di espiare la pena il 7. 12. 1947. Per la condanna infli tta dal T.S .D .S. con sentenza del 1.6. 1938 Della Rosa non può us ufru ire dei benefici cli clemenza di c ui al R.D. 24.2.1940 n. 56 per i precedenti penai i e il titolo dei reati per i q ual i è stato ritenuto colpe vole osta alla concessione dei provved iment i di clemenza cli cui al R.D. 17.10. 1942 n. 1156. Dal carteggio cust.oclito nel fasc icolo di esecuzione non ris ulta se il Della Rosa, detenuto nello Stabilimento Penale di Civitavecchia, venne scarcerato il 7.12.1947 oppure in data a nteriore a causa dei noti avvenimenti veri ficatesi dopo J '8 .9. 1943.
I precedenti penali ostano a lla concessione dei benefici di cleme nza previsti dal R.D . 24.2. 1940 11. 56.
In sede di g iudizio di revisione speciale (D.L.L. 5 . I O. J 944 n. 316) la Corte d ' Appello di Lecce, con sentenza emessa l' 11.3.1947, assolve tutti i sopraspecificati imputati dai delitti Loro addebitati perché il fatto non costituisce reato. NOTA : Nei confronti dei sottoelencati coimputati il Giudice Istruttore ha, con sentenza del 30. 1.1938, dich iarato di non doversi procedere per insufficienza di prove: - Carbotti Rocco, nato il 7 .12.1899 a Ceglie (Brindisi) - barbiere. Detenuto dal 20.9. 1937 al 30. 1.1938. - Monasteri o Armando, nato i I 3.8.1909 a San Severino (Potenza), dottore in scienze commerciali. Detenuto dal 23.L0.1937 al 30.1.1938. Il coimputato lati tante Ricci Francesco, nato il 2 .2.1895 a Ceglie (Brindisi) rappresentante cli commercio venne tratto in arresto il 16.9. 1942 e giudicato dal T.S.D.S. con sentenza del 16 . 11.1942. (Vedi "Decisioni emesse dal T.S .D .S . nel 1942).
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T R113UNALE srECIALE PF.R LA OiFESA l)ELLO STATO
Reg. Gen. n. 288/1937
PR I M A f>A RTE: Si;NT ENZE PROKUN'llATE l)A L T.S.Ll.S.
SENT ENZA n . 57
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello S tato composto da:
Balducci Lauri no, nato il 15.4.1915 a Cerreto Guid i (F irenze) , calzolaio; Cinelli Attilio , nato il 6.4.1902 a Vinci (Firenze), esercente;
Presidente: Bevilacqua Ces are, Cons ole Generale M .V.S. N .
Ciampolini Alfredo, nato il I 0.3. 1. 900 ad Empoli (Firenze) , operaio;
Giudice Relatore: Lanari Piero.
Pacin i Ult imo, nato il 5.9 . 19 11 ad Empol i (Firenze), panettiere;
Giudici Consoli M . V.S .N. : Mingoni Mario, Rossi U mberto, Pasqua lucci Renato, Barbera Gaspero, Suppeij Giorg io.
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Santini Danilo, nato 1'11.1.1915 ad Empoli (Firenze), parrucchiere; Masi Guido, nato il 13.2. 1890 a Vinci (Firenze ), barilaio;
ha pronuncialo la seguente: Maestrini G iovan ni , nato il 12.1. 1912 a Cerreto Guidi (Firenze), idrau lico; SENTENZA Antonini Gino, nato il 17.4.1 907 a Cerreto Gu id i, (F irenze), calzolaio; nel la causa contro: Giralcli Donatello, nato il 16.10. I 898 a Lamporecchio (Pistoia), terraz ziere. Corsinovi Giuseppe, nato il I .4.1 908 ad Empoli (Firenze), ve traio; IMPUTATI
Freschi Si lvio, nato il 25 .4. 1909 ad' Empoli (Firenze), operaio; Casalini Edo, nato il 2.5.1908 a San Min iato (Pisa) , contadino; Antonini Michele, nato il 19.10.1906 a Lugano (Svizzera), calzolaio; Simoncini Romolo, nato il 30.9. 1915 a Genova, soldato presso I'89 Regg. Fanteria in Ventimiglia;
Tulti: del reato di cui all ' art. 270 cpv . 2° C.P. per avere in epoca precedente e fi no a l mese cli luglio 1937, in territorio cli Empoli (Firenze) fatto parte cli associazione comunista; tutti - ad eccezione cli Cioli, Ant.onini Gino, Giralcli, Freschi e Salvaclori - anche del reato di cui alla p.p. dell'art. 272 C.P., per avere. nelle stesse c ircostanze di tempo e di luogo, svolta propaganda in favore del la predetta associazio ne comunista.
Bellucc i Giulio, nato, l'l l. 11.1915 a Piomb ino (L ivorno), tipografo; IN PUBBLICA UDIENZA
Ci oli Oscar, nato l ' ~;.7 .1 904 a Vinci (Firenze), barilaio; Corti Spartaco, nalrJ il 25.7.19 I 5 a V inci (F irenze) , lucidatore cli mobi li ; Matteo Ii Santi, nato il 21. I 2 .1906 ad Empoli (Firenze), manova le; Salvaclori Dane o , nato i I 22.3. 1914 a Piombino (Livorno) inabile a l lavoro; V ig nozzi G o ffre do, na to i I 20. I 1.19 I 6 a Vinci (Fire nze ). lucidatore cli m o bili; Mas i Romeo, r,ato iI 2 I. I 0. 1913 ad .Em pol i. (Firenze), parrucchie re : Maestre! I Ero, nato il 28.12.19 14 a V inc i (l'ire nze) . parrucchiere; Lens i Ennio, nato il 3.4. I 912 a Vinci (Firenze), tipog rafo; Baggiani Serrano. nato i I 26.8. 1914 a Vinci (Firenze), verniciatore;
Sentito il P.M. nelle sue conclusioni e gli imputati che per ultimi ebbero la parola coi loro d ifens ori, IL TRIBU NALE
Ritenuto che dalla lettura degl i atti processuale nonché da lle emergenze de ll'orale dibattito s i è potuto sta tuire I N FATTO ED I N DIIUTTO:
Era s tata promossa, cos tituita e d organizzata una vasta associazio ne sovvers iva che ave va ag ito. fino a l magg io 1937 , ad Empoli ed a F ire nze, ca peggiata da i g ià condan nati Bagno li Elio, Benassi Licurgo, Bonis talli Lu igi, Caparrini Remo, C ioni Gino, M ugnain i Fa ustin i, S usini D uilio e Vucevac Simo ne e dal rubric a to Sa ni Ri cci o lli , f uo ru scito ; pe r mezzo, p rinc ipa lme nte, dall'emi ssario della centrale com un ista d i Parig i, Negarv ille Osva ldo, rie ntrato all 'uopo nel Regno, pu re condannato eia questo tribunale Spec ia le .
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TRIRUN/1 1.E SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
~RI MA PARTE: SENTENZE PRON UNZIAT E DAL T .S.D.S.
Attraverso gli elementi di specifica accusa raccolti in un primo tempo dalla stessa questura, colla collaborazione clell 'Anna dei Carabinieri Reali, e poscia dal Gi.udice Istruttore di questo Tribunale Speciale, infine meglio precisati a dibattimento, riuscirono provati i fatti delittuosi addebi tati ai vari giudicabili che per la maggiore chiarezza e speditezza del giudizio, furono rinviati a giudizio divisi in tre g ruppi separati e distinti.
Simoncini Romolo: Nel 1936 ebbe modo di incontrarsi con Maestrelli Ero e di parlare assieme delle disagiate condizioni economiche operaie e di poli tica. Aderì al movimento sovvers ivo tanto che pagò quote allo stesso Maestrell i; da quest'ultimo ritirò del materiale propagandistico eia leggere, passandone un pacchetto al Bellucci Giulio .
Appartengono al primo gruppo: Corsinovi Giuseppe: Iscritto dal 1930 al P.N .F. , nel 1937 propagandato da Ciampolini finì per aderire al movimento comunista. A sua volta indusse Senesi ad iscriversi al partito, passandogli sovente mate riale propagandistico, che riceveva dal capo cellula Ciampolini; mentre a quest'ultimo egli consegnava i denari ritirati dal Senesi. F reschi Silvio: Nel J. 936 propagandato da Mugnaini si iscrisse al partito sovversivo, ed ac cettò l'incarico di ritirare le quote mensili di denaro, dai compagni di fede della stessa cellula Mazzoni Dario, Profeti Dino e Francioni Egisto che sempre passò a Pacini Ultimo. Da quest'ultimo egli ritirava stampe comuniste che dopo di aver lette d istribuiva ai detti compagni. Casalini Edo: Nel 1936 incontrandosi con Profeti Dino e bbe occasione di parlare di politica e cli scambiare parole cli lagno per le cattive condizioni economiche operaie. Propagandato dal Mugnaini accettò cli far parte del mov imento antifascista e di svolgere attività propagandistica; tanto che persuase ad aderire al partito, Francioni Augusto. Riscosse da questo ultimo quote cli denaro, passandogli del materiale propagandistico. Intervenne a riunioni clandestine coi compagni Freschi, Profeti Dino, Pacini E ttore e Mazzoni Dario. Antonini Michele: Già noto alla P .S . quale s ocialista: ha precedenti per tentato espatrio clandestino, ha ammesso di essere stato incaricato due anni fa dal fuoriuscito Sani Ricciotti, cli clitribuire ai suoi amici manifestini sovversivi e di passar loro libri a sfondo sociale, allo scopo di preparare i l terreno per una organizzazione comunista in frazione Lazzaretto. Seguendo le istruzioni avute passò anche a compagni cli fede e precisamente a Balducci Laurino e Mantel lassi Edmondo, i manifestini avuti d i Sani; il quale ultimo nel gennaio 1937, lo coadiuvò nel tentativo di espatrio clandestino, fornendogli la somma cli L. 2 00.Ha ammesso anche di avere avuti contatti col già citato noto comunista Vucevac, discutendo con lui su lla organizzazione e sui mezzi d i propaganda sov versiva, e cli avere propagandato Maestrini Giovanni.
Bellucci Giulio: Propagandato ed indotto da Simoncini Romolo, nel 1936 aderì al rnoviménto, pagando a quest'ultimo le quote di denaro; però ta lvolta le pagò anche direttamente al Maestrelli Ero. Da costui poi ricevette sovente stampa sovversiva; restituita sempre dopo di averla !ella. Ebbe incarico dal Benassai di stampare in casa del compagno "Pane" (Mugnaini) e con la collaborazione del Ciani e del Pacini U ltimo, dei manifestini propagandistici; a tal ' uopo più volte gli fu passato dell'occorrente materiale tipografico a mezzo ciel Lensi En nio, del Simoncini e ciel Maestrelli Ero. Cioli Oscar: Propagandato dal Cinelli Attil io nel 1936 aderì al partito comunista, pagandogli quote cli denaro. Intervenne con altri compagni alle riunioni in casa Cinelli per ascoltare le trasmissioni radio eia Barce llona. Corti Spartaco: Indotto da Baggiani Serrano e da Maestrelli Ero, aderì al movimento antifascista pagando le quote cli denaro a quest'ultimo e ricevendo dallo stesso stampa sovversiva. A sua vo lta propagandò invano il proprio frate! lo Corti Serrano e Maestrelli Giovanni. Matteoli Santi, detto "Peopolo": Propagandato eia Maestrel.li E ro aderì al comunismo pagando e talvolta an che riscuotendo da compagni quote cli denaro; indusse Masoni Verese ad aderire al partito. Salvadori Daneo: Fin dal 1935 si iscrisse al partito comunista indotto dopo ins istente propaganda fattagli eia Vignozzi Goffredo, che agì per ordine di Maestrelli Ero. Pagò le quote di denaro al Maestrelli , ricevendo da costui il materiale propagandistico che passava a Lensi Ennio dopo di averlo letto. Vignozzi Goffedro : Propagandato nel 1935 da Maestrelli E ro aderì al movimento, pagandogli le quote di denaro per conto suo e cli Salvadori Daneo, da lui propagandato ed iscrill.o al partito. Richiesto dal compagno Masoni Verese g li consegnò una propria cassetta di zinco per rinchiuderv i i caratteri tipografic i occorrenti per stampare il materiale sovversivo.
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TRIR UNALE SPECIALE PER I.A DI FESA DELLO STATO
Masi Romeo: Iscritto al P.N.F. nel 1935, indotto da Sani Ricciotti si iscrisse al movimen to comunista; e poiché non poteva essere sospettato di sovversivismo ebbe in carico di fare da tramite tra il Cioni Gino ed il Bellucci Giulio, specie per la produzione della stampa propagandistica; recapitando allo stesso Bel lucci le bozze e ritirando poscia, di volta in volta, circa 150 stampati che sempre passava al Cioni. Maestrelli Ero: Nel 1935 propagandato da Benassai aderì al partito comunista, ricevendo incarico di svolgere attività antifascista e di fare proseliti. Infatti riuscì ad indurre Salvadori Daneo e Lensi Ennio, Baggiani Serrano, Corti e Vignozzi, fornendo a tutti costoro abbondante materiale propagandistico: nella perquisizione domicili are gli rinvennero molti libri sovversivi . Lensi Ennio: Propagandato e pressato da Maestrelli Ero aveva aderito al partito comuni sta, aveva ascoltato con altri compagni le radiotrasmissioni da Barcellona, aveva pagato le quote di denaro, r icevendo stampa propagandista. Aveva asportato dalla tipografia Noccioli (dove lavorava) dei caratteri tipografici, passati al Maestrelli, che dovevano occorrere per la produzione clandestina del materiale sovversivo. Baggiani Serrano: Nel 1935 frequentando il corso premi li tare si incontrò con Assirelli Mario che propagandandolo gli affidò l'incarico di svolgere attività sovversiva e di fare proseliti. Tnfatti ottenne l'adesione di Maestrcll i Ero e di Corti Spartaco, ed il versamento cli quote di denaro. Balsucc i Laurino: Nel l 935 aderì al movimento sovversivo, pagando le quote cli denaro all 'Antonini Michele, dal quale ricevette stampe comuniste, in parte passate al Man tellassi Edmondo. Propagandò l ' Antonini Gino, riuscendo ad ottenere la di lui adesione al partito.
PIUMA P,\RTE: SENTEKZE PRONUNZI AT E DAL T .S.D.S.
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Pacini U ltimo: Appartiene ali 'organizzazione comunista dal 1934 e per incarico di Mugnain i riscuoteva quote cli denaro dei compagni Mazzoni Dino, Freschi Silvio e Francioni E gisto. A costoro egl i passava materiale sovversivo che veniva stampato in casa ciel Mugnaini, con la collaborazione dello stesso Pacini; espli cando particolare fattiva opera propagandistica. Santi ni Danilo, giovane fasc ista: Indotto da Sani Ricciotti, ader1 al mov imento sovversivo, con incarico di riscuotere dai compagni di fede Frediani Galeno e Salvadori Leo le quote di denaro e consegnando loro stampa comunista. Servì da tramite tra il Sani cd i I Maestrelli Ero, specie per l 'allività propagandistica. Masi G uido: Iscritto alla organ izzazione sovversiva empolese, nel 1936 aveva indotto i I compagno cli fede Cinelìi Atti ]io a prendere contatto con Becarelli per ricevere istruzioni atte a svolgere attività antifascista. Era interven uto a riunioni , fra compagni d i fede, c he s1 tenevano m casa Cinelli per ascoltare le radiotrasm issioni da Barcellona. Maestrini Giovanni: Verso la fine del 1936 ebbe i primi contatti di carattere politico col Balducc i Laurino, il quale dopo di avergli parlato dell'esistenza del movimento sov vers ivo in altri centri, cominciò col fargli leggere un manifes tino comunista propagandistico. Nel 1937 l'Antonini Michele gli propose cli dare l 'opera s ua nella organizzazione antifascista locale, e per invogliarlo magg iormente gli fece consegnare una copia dell"'Unità" eia Mantellassi Edmondo. Avendo aderito al movi mento, ricevette da Caparri ni Remo l' incarico di organizzare la cellu la comu nista di Lazzaretto ma non se ne occupò; e dallo stesso Caparrini una volta ebbe nove copie di un manifestino intitolato "fronte popolare", facendone la re stituzione il giorno dopo; tranne cli una copia passata al Mantellassi.
Cinelli Attilio: Nel l 936 indotto da Masi Guido s i iscrisse al partito comunista, mettendos i subir.o a contatto coi maggio ri esponenti di Empoli. Ricevette da Caparrini stampa propagandistica che passò al Cioli ed al Giralcli, essendo riuscito ad in durre costoro a dare l' adesione al movimento antifascista. Tn casa intervenivano dei compagni per ascoltare le radiotrasmissioni da Barcellona.
A ntonini Gino: Propagandato da Balclucc i Laurino finì per aderire al movimento antifascista. Intervenendo a riunioni fra compagni di fede, dallo stesso Bah.l ucci e eia Mante! lassi Edmondo conosciuto a mezzo ciel primo, g li erano stati letti , sovente, dei manifestini sovversivi.
Ciampolini Alfredo: Nel 1934 Mugnain i lo propagandò ed ottenne che aderisse al partito sovversivo. In segui to ebbe incarico cli svolgere att ività sovversiva e fare proseliti. Infatti riuscì ad iscrivere al mov imento empolese Locc i Gino e Corsinovi, ri scuotendo da loro quote di denaro mentre passava il materia le propagandistico.
G ira ldi Donatello: Indotto da Cinelli Attilio (che a tal 'uopo gli passava dei manifestini propagandistici) accettò di far parte dell'organizzazione comunista. Lo stesso C ine lli aveva ritirato da lui le q uote mensili di denaro; una volta gli aveva dato in lettura il libro "Stalin", e talvolta lo aveva ospitato in casa sua con altri compagni di fede, per ascoltare le radiotrasmiss ioni eia Barcel lona.
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T RIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
Dall a suesposta narrativa emerge ad evidenza che la centrale comuni s ta di Parigi a mezzo dei suoi emissari aveva organizzato un vasto movimento anti fascista nell'empolese; svolgendo deleteria attività sovversiva.
no; Simoncini Romolo, Bald ucci, C ine lli e Maestrini ad anni 2 ciascu no; F reschi, Cioli , A ntonini Gino e G iraldi ad anni uno ciascuno.
T utti i rubricati, costituenti il primo gruppo, vi appartenevano e tutti , tranne Cioli, Antonini Gino, Giraldi Donatello e Freschi, davano pure la loro opera propagandistica; però non protrattasi dopo la promulgazione del R . Decreto cli condono I 5 febbraio I 937, per cui tutti devono gode re di tale beneficio. Pertanto Lutti, ad eccezione di Salvadori Daneo assolto per insufficienza cli prove dal reato d i appartenenza ad associazione sovversiv a, in quanto all 'uclienza e mersero i gravi precedenti famigliari di anormalità fisio -psichica per c ui potre bbe anche affacciarsi l'ipotesi prospettata dalla d ifesa che in realtà eg li non avesse quella capacità cli inte ndere e cli volere eia renderlo imputabile - si sono resi r ispettivamente responsabi li dei de li tti previsti e puniti dagli artt. 270 cpv . 2° e 272 p.p. C.P.E ciò perché nella fat tispecie del la azione criminosa compiuta dai giudicabili s i vengono a caratterizzare tutti gl i estremi soggettivamente ed oggettivame nte considerati, costituenti la configurazione g iuridica dei re ati ad ognuno ascritti. Esaminate e vagliate tutte le emergenze dibattime ntali nonché le ric hieste difensive, considerata la natura particolare dei reati; tenuto presente che taluno fig ura iscritto al P.N.F., che a ltro d iede oro a lla Patria all'epoca delle s anzio ni o fu ex combattente o fece attestazione di pentim e nto, c he Bald ucci ri s ulta fi gl io di mutilato della grande guerra e di fascista della prima ora, i I Collegio è d' av viso di irrogare le seguenti pene:
T utti alla reclusione; Antonini M ichele, Maestrelli Ero e Picini U ltimo anche con la interdizione dai pubblici uffici per la durata cli anni cinque; tutti, ad eccezione cli Freschi, Cioli, Antonin i Gino e Giralcli, anche con la libertà vigi lata; tutti col pagamento in solido delle spese di g iudizio, col pagamento di preventiva custodia oltre ad ogni altra consegue nziale cli legge. Poic hé il reato di propaganda fu commesso in epoca antecedente alla promulgazione ciel R. Decreto di condono del 15 febbraio 1937 - XV, devesi ap plicare il beneficio del condono condizionale, sulla pena complessiva inflitta d i anni 2 in favore di Corsinovi, Casalini, Antonini Michele, Bellucci, Cort i, Matteo li, Vignozzi, Masi Romeo e Guido, Maestrelli, Lensi , Baggiani, C iampolini, Pacini e Santini; e di anni 1 in favore d i Simoncini, Balducci, Cinelli, e Maestrini : determinando le rispettive pene da scontare in anni 3 per Antonini Michele, Maestrelli e Pacini; in anni 2 per Corsinovi, Bellucci, Vignozzi, Masi Romeo, C iampolini; in anni 1 per Casalini, Simoncini, Corti, Matteol i, Lensi, Baggiani, Balclucci, Cine lli , Santini, Masi Guido e Maes trini . Devesi ordinare la immediata escarcerazione se non detenuti per altra causa oltre c he dell'assolto Salvadori anche di Corti, Matteol i, Lensi, Baggiani, e Santini avendo costoro già esp iata la pena. P.Q.M.
Vis ti ed applicati gli artt. 270 cpv. 2 ° - 272 p;p. - 23 - 29 - 73 - 228 - 229 C.P.; 274 - 488 C.P.P.; 485 - 486 C .P. E sercito; 2 e 9 R.D. 15.2. 1937 n. 77.
Per il dis posto dell 'art. 270 cpv. 2° C.P.: A Cors inovi , Antonini Mic hele, Bellucci , V ig nozzi, Masi Romeo, Maestre lli, C iarnpolini, Paci ni , a nn i 2 ciascuno; a Freschi, Casalin i, Simonc in i, Cioli, Corti, Matteoli, Lensi, Baggiani , Balclucci, Cinelli, Santini, Masi Guido, Maestrini, A ntonini G ino e G irateli, anni 1 c iascuno; Ai sensi dell 'art. 272 p.p. C.P.: Ad Antoni ni Miche le, Maestre lli e Pacini, a nni 3 ciascuno; a Corsinovi , Casalini , Bellucci, Corti, Matteoli, Vignozzi, Masi Romeo, Lensi, Bagg iani, C iam polini, Santini e Masi Gu ido, anni 2 ciascuno; a Simoncini, Bald ucci, Cinelli e Maestrini anni 1 c iascuno;
DICHIARA
Salvadori Danco assolto pe r insuffici enza di prove, o rdinando che egli ven ga immediatamente scarce rato se non detenuto per altra causa e, ritenendo tutti g li altri colpevoli dei reati rispettivam e nte rubricati, operato il cumulo delle pene, complessivam ente, condanna: Antonini Michele, Maestrelli Ero e Pac ini Ultimo a d anni cinque ciascuno; Corsinovi Giuseppe, Bellucci Giulio, Vìgnozzi Goffredo, Masi Romeo e C iampolin i Alfredo ad anni quattro ciascuno; Casalin i Edo , Corti Spartaco, Matteo li Sante, Le nsi En nio, Baggiani Serrano, Santini Danilo e Masi Guido ad anni tre ciascuno; Simoncini Romolo, Balducci Laurino, C inelli Attilio e Maestri ni Giovanni ad anni 2 ciascuno; Fresch i Silv io, Cioli O scar, Antonini Gino e Giraldi Donatello ad anni 1 ciascuno.
ed operato ill cumulo delle pene comp lessivamente condanna: Tutti alla reclusione. Antonini M ichele, Maestrell i Ero e Pacini Ultimo ad anni 5 ciascuno; Corsinovi, Bellucci, Vignozzi, Masi Romeo e Ciarnpol ini ad an ni 4 ciascuno; Casalini, Corti. Matteoli, Lensi, Baggiani. Santini e Masi Guido ad anni 3 ciascu-
Antonini Miche le, Maestrelli Ero e Pacini Ultimo anche con la interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5.
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TRIBUKALE SPECIAi.E PER LA DIFESA DELLO STATO
Tutti - ad eccezione cli Freschi , Cioli, Antonini Gino e Giraldi - anche con la libertà vigilata.
rRIMA r•ARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
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Pena espiata: 2 anni, 8 mesi c 26 giorni . SCARCERAZIONE PER ESPIATA PENA
Tutti al pagamento in solido delle spese di giudizio, col pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale cli legge. App lica in favore di Corsinovi, Casalini, Antonini Michele, Bellucci, Corti, Matteoli, Vignozzi, Masi Romeo, Masi Guido, Maestrelli, Lensi, Baggiani, Ciampolini, Pacini e Santini il beneficio del condono condizionale di anni 2 s ulla pena complessiva loro inflitta; ed in favore di Sirnoncini, .Balducci, Cinelli e Maestrini il beneficio del condono condizionale cli anni 1 per l'indulto cli cui al R .D. 15.2 . 1937 n. 77 determinando le rispettive pene da scontare in anni 3 per Antonini Michele, Maestrelli e Pacini; in anni 2 per Corsinovi, Bellucci , V ignozzi, Masi Romeo e Ciampolini; in anni 1 per Casalini, Simoncini, Corti, Matteoli, Lensi, Baggiani, Balducci, Cinelli, Santini, Masi Guido e Maestrini . Ordina infine la immediata scarcerazione cli Corti, Matteoli, Lensi, Baggiani e Santini se non detenuti per alrra causa, avendo già espiata la pena.
- Corsinovi, detenuto dal 26.6.1937 viene scarcerato, per espiata pena, dal la Casa di Reclus io ne di Fossano il 26.6.1939. Una istanza di grazia inoltrata dal Cors inovi il 21.6.1938 non viene accolta. - Bellucci, detenuto dal 9.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dall'Istituto Penale d i Castelfranco Emilia il 9.6.1939. - Vignozzi, detenuto dal 9.6 . 1937 v iene scarcerato, per espiata pena, dal Reclusorio Mi I itare Principale cli Gaeta il 9.6. 1939. Infatti la pena di 4 anni di rec lusione ordinaria (ridoni a 2 anni per il R.D. 15.2.1937 n. 77) viene commutata in 2 anni di reclusione militare con sentenza emessa in Camera di Consiglio dal T.S.D.S . il 28.6. 1938. - Masi Romeo, detenuto dal I' I 1.6.1937. viene scarcerato, per espiata pena, dall'Istituto Penale di Castelfranco Emilia l' 11.6.1939.
Roma, 7.6.1938 - Anno XVlSeguono le firme del Presidente e dei Giudici . Salvaclori Romeo - detenuto dal 4.6.1937 - viene scarcerato il 7.6.1938.
- Ciampoli ni, detenuto dal 17.6. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal lo S tabilimento Penale cli C ivi tavecchi a il 17.6. 1939. - Matteol i, detenuto dal 5.6.1937 , viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiz iarie di Roma il 17.6.1938.
NOTlZTE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE Per effetto dei provvedi menti di clemenza di cui al R.D. 24.2 . 1940 n. 56.
- Casilini, detenuto da l 17. 6. 1937 viene scarceralo, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 17.6.1938.
- Antonini viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 5.3.1940.
- Corti, detenuto dal 4 .6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma i 4 .6 . 1938.
Detenuto dal 2.6.1937 al 5.3. 1940.
- Baggiani, detenuto dal 5.6. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 5.6 .1 938.
Pena espiata: 2 anni, 9 mesi, 3 giorni. - Pacini viene scarcerato dall a Casa di Reclusione di Fossano il 4 .3.1940. Detenuto dall' 11.6.1937 al 4 .3. I 940.
- Lcnsì, detenuto dal 4.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie dì Roma il 4 .6.1938 . - Santini , detenuto dal 6.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 6.6.1938 .
Pena esp iata: 2 anni, 8 mesi, 23 giorn i. - Maestrelli viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 2 .3.1940. Detenuto dal 4.6. I 937 al 2.3.1940.
- Masi Gu ido , detenuto dal 20 .7.1937 , viene scarcerato, per es piata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 20.7. 1938 . - Maestrini, detenuto dal 8.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie dì Roma 1'8.7.1938.
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TRJlrnKALE SPECIALE PER LA DIFESA DF.LI.O STATO
- Cinelli, detenuto dal 14 .7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 14.7.1938.
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PRIMA P.-'\lffE: S ENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
SENTENZA n. 62
Reg. Gen. n. 288/1937
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: - Balducci, detenuto dal 8.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma 1'8.7.1938. - Simoncini, detenuto dal 10.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 10.6.1938. - Cicli, detenuto dal 14.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giud iziarie di Roma il 14.7.1938.
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .V.S .N. Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M. V.S.N. : M ingoni Mario, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Suppeij Giorgio, Pasqualucci Renato. ha pronunciato la seguente:
- Freschi , detenuto dal 17.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri G iudiziarie di Roma il 17.6. 1938. - Antonini, detenuto dal 8.7 . 1.937, v.iene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma 1'8.7.1938. - Giraldi, deten uto dal l.4.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma 14.7. J 938. Nei confronti di tutti i sopraspecificati imputati la Corte Suprema di Cassazione (2° Sez. Pen.) ha dichiarato, con sentenza ciel 20. 11.1964, la giuri dica ines istenza della sentenza pron unciata dal T.S.D.S. il 7.6.1938 per effetto delle disposizioni contenute nell'art. 1 del D.L.L. 27.7.1944 n. 1.59.
SENTENZA nella causa contro: Affigliati Dionisio, nato il 16.7. 19 12 ad Empoli (Firenze), barbiere; Antonini Ottavio, nato il 15 .1 0 . 1892 ad Empoli (Fi renze), falegname; Assirell i Mario, nato il 3.3 .1916 ad Empoli (Fi renze), falegname; Beccarelli Giuseppe, nato il 19.4. I 9 I 3 a Monsumrnano (Lucca), falegname; Bellini Guido, nato il 4.4. 1907 ad Empoli (Firenze), tornitore in legno; F rediani Galeno, nato il 14.3. 191 7 a Vinci (Firenze), parrucchiere; Lelli Gastone, nato il 30.5.19 14 ad Empoli , (Firenze), calzolaio; Rofi Rino, nato il 12.3. 191 I a Empoli (Firenze), [,t!egname; Salvadori Leo, nato il 16.4.1917 a E mpoli (Firenze), parrucchiere; Zingoni D uilio, nato il 18.9.1903 a Empoli (Firenze), verniciatore; Masoni Varese, nato il 10.9. 1909 a V inci (Firenze), vetraio. IMPUTATI
Tutti: del reato di c ui all'art. 270 2° cpv. C.P. per avere in epoca precedente e fino al mese cli lug li o 1937 - XV in territorio cli Empoli fatto parte di una associazione comunista. Masoni Varese, Fred iani Galeo, Salvadori Leo , Assirell i Mario, Antonini Ottavio, Affigliati Dionisio, Zingoni Duilio, Beccarelli Giuseppe, inol tre: del reato di cui all'art. 272 p.p. C.P. per avere, nelle stesse circostanze cli tempo e di
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TRIR UNALE SPF.CfALE PER LA Df FF.S,\ ()ELLO STATO
luogo di cui sopra, svolto propaganda in favore del la predetta associazione com unista. TN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M . nelle sue conclusioni e gl i imputati che per ultimi ebbero la parola coi loro difensori,
PR I MA l'ARTE: SENTEN7.6 l'RONUNZIJ\ T E DAL T ..S .D .S.
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riunioni c landestine fra compagni di fede, anche per ascoltare le radiotras mis sioni eia Barcellona .
IL TRIBUNALE
Bellini G uido: Indotto da Becarelli Giuseppe, dopo insistente propaganda, aveva aderito al partito comunista.
Ritenuto che dall a lettura degli alti processuali no nché dalle risultanze dell'orale dibattimento s i è potuto accertare.
Aveva pagate le quote di denaro e ricevuta stampa sovversiva che però do po di aver letta restitu iva allo stesso Becarelli.
IN FATTO ED IN D I R ITTO:
Masoni Varese: Iscritto al partito com unista da 5 anni era stato assiduo lettore, per istigazione del compagno di fede Maestrelli Ero, di molti libri sovversivi.
Era stata promossa, costituita ed organizzata una vasta organizzazione sovvers iva che agì fino al maggio 1937 ad Empo li ed a Firenze, capegg iata dai già condannati Bagnol i Elio, Benassai Licurgo, Bonistall i Luigi , Caparrini Rem o, C ioni G in o, M ugnaini Faustino, S usini D uilio e V ucevac Simone e dal rubricato Ricciotti, fuorusc ito, per mezzo princ ipalmente, dell"emissario della centrale com unista cli Parigi, Negarville, Osvaldo, rientrato all'uopo nel Regno. Attraverso gli elementi di specifica accusa raccolt i in un primo tempo dalla stessa Questura, colla collaborazione dell'Arma de i Carabin ieri Reali, e poscia dal Giudice Istruttore di questo T ri bunale Speciale, infine meglio precisati a di battimento r iuscirono provati i fatti delittuosi addebitati ai vari giudicabi li, che per la maggiore chiarezza, e speditezza del giud iz io, furono rinviati a giudizio divisi in Tre g ru pp i separati e d isti nt i:
Appartengono al secondo gruppo: Rofi Rino : Propagandato da Mugnain i ebbe ad iscrivers i a l partito comun ista, pagando le quote di denaro. Per invito di Profeti Dino intervenne con altri compa gni cli fede alla riunio ne clandestina propagandist ica tenuta in località "V iottola". Richiesto dal Mugnaini aveva diviso in d ue una cassetta che conteneva dei caratter i tipografici, in quanto occorreva renderla meglio trasportabile e più adatta ad essere occultata. Lelli Gastone : Iscritto al P.N.F. dal 193 3, fù propagandato con insistenza, a voce, con libri e manifestini sovversiv i, da Fredian i Galeno, per cui aveva finito per aderire al part ito com uni sta . Aveva pagato allo stesso Frecliani la quota di iscrizione cd era intervenuto a
Aveva raccolto sovente quote cli denaro da Corti e Lensi; una volta aveva passato a quest'ultimo un manifesti no propagandistico. Per incarico di Yignozz i aveva nascos to una cassetta contenente caratteri tipografici, sotterrandola nel suo orto; e quando venne a conoscenza del! 'arres to cli taluni suoi compagn i la buttò nell'Arno. Frediani Galeno: Aveva aderito al movimento sovvers ivo, ritirando talvolta dei manifest ini, ed una volta anche una copia ciel giornale "Unità", dal Santini Danilo. Consegnò s tampa propagandistica al compagno Lei li Gastone, e versò men silmente quote cli denaro. Salvadori Leo : Propagandato da Santini Danilo nel 1935 aderì al partito comunista, ricevendo talvolla dallo stesso Santini , del materiale propagandistico che dopo aver letto d istruggeva . Assirelli Mario: Da 5 anni apparteneva a l movimento, in seguito ali 'assid ua propaganda sovversiva fatta da Sani Ricciotti , a voce e passandogli dei libri, dei manifestini e delle copie dell'Un ità. Dal Sani aveva tal volta ricevuto ciel materiale propagandistico c he aveva passato a l Santini, in quanto costui a sua volta lo doveva consegnare a Maestrelli Ero, s uccesso nel l 'incarico poli t ico al Baggiani Serrano, chiamato alle armi. Aveva avu ti contatti anche col Benassai col Yucevac. Antonini Ottavio : Gli fù trovata una lettera direttagl i dal l ' Affigliati, nella quale si accennava ad un comunista che, ass ieme a ll ' Affigliati, faceva servizio militare a l 27° reggimento fanteria svolgendosi attività sovversiva . Nel 1932 ritornato dal confino di Polizia, aveva avuta la visita cli Zingoni Duilio, già conosciuto in carcere per i delittuosi episodi empolesi del 1921,
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA i'ARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
che gli aveva presentato l' Affigliati Dionisio di idee anarchiche, come ottimo elemento sovversivo.
soggettivi ed oggettivi che costituiscono la configurazione giuridica dei delitti ad ognuno ascritti.
Perciò g li aveva, in seguito, pass ato dei I ibri propagandistici; mentre di poi egl i pure aveva finito per ricevere la stampa sovversiva dall'Affigliati e per consegnargli quote di denaro.
Vagliate tutte le risultanze del dibattimento nonché tutte le richieste difensive, tenuta presente la natura particolare dei reati e la gravità dei fatti commessi da taluni giudicabili, il Collegio ritiene equo di dover irrogare le seguenti pene:
Affigliati Dionisio: Nel 1932 era stato propagandato da Antonini Ottavio e da Masi Romeo, avoce e con materiale propagandistico . Per l'incarico de l Masi aveva r iscosso le quote mensili d i denaro dell' Antonini e di Zingoni Duilio passando ad essi e.lei manif es tini e deJle copie c.lell"'U nità". Durante il servizio militare, prestato nel 1935 al 27° fante ria, aveva scritto al i ' A ntonini Ottavio comunicandogli c he assieme ad altro compagno di fede svolgeva attività propagandistica fra i soldati dimostrando quanto peri colosa e deleteria fosse l'opera sovversiva sua.
Per il disposto cieli' art. 270 cpv. 2° C.P.: Ad Affigliati, Antonin i e Zingoni anni 3 ciascuno; a Lelli e Masoni anni 2 ciascuno; ad Assirelli , Becarelli, Bellini , Frecliani, Rofi , e Salvaclori anni I ciascuno; Ai sensi dell ' art. 272 p .p. C.P. : Ad Affigliati anni 5; ad Antonini , Assirel li , Becarelli, Frediani , e Zingoni an ni 2 ciasc uno; a M asoni anni l; Ed operato il cumulo delle pene complessivamente deve condannare :
Z ingoni Duilio: Conosciuto Antonini Mario in carcere, ove s i trovava in espiazione di pena per condanna riportata per i fatti cli Empoli de l 1921, ebbe a presentarlo nel 1932 ad Affigliati Dionisio perché venisse attratto al locale movimento sovvers ivo; svolse attività clandestina sovversiva sapendos i sorvegliato, e nel 1935, promosse una colletta per soccorrere la famig li a dell'Affigliati che si trovava in miseria. Becarelli Giuseppe: Nel 1936, sollecitato dal Caparrini Remo aveva aderito al movimento; e perc.i ò aveva ricevuto stampa s ovversiva ed aveva pagato quote di de naro. Prima cli partire per il servizio militare Caparrin i gli aveva presentato il suo s uccessore nel campo politico, "S usini Duilio" , per il ritiro del materiale propagandist ico e per la consegna delle q uote cli denaro suo e del compagno Bel lini Guido. Dalla s uaccennata esposizione dei fatt i emerge ad evidenza che il centro comunista aveva inviati in Italia degli emissari con m ateriale propagandistico, per organizzare associazioni dirette a stabilire violentemente la dittatura di una e.lasse sociale sulle altre ed a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato. Infatti nell ' empolese si era sviluppato un movimento sovversivo e vi appartenevano tutti i giudicabili, tutti poi , ad eccezione di Salvadori Leo, nei confronti del quale necessita dichiarare l'assoluzione per insufficienza cli prove in ordine al delitto di cui ali 'art. 272 p .p. C .P. non essendos i raccolti a di lui carico c lementi sufficienti di re ità, svolgendo attività pro pagandistica. Di conseguenza tut.ti si sono resi responsabil i rispettivamente elci reati previsti e puniti dagli art. 270 cpv. 2° e 272 p.p. C.P.; in q uanto nella fattispec ie de ll'attività criminosa compiuta si vengono a caratterizzare tutti gli estremi
Affigliati ad anni 8; A ntonini e Zingoni ad anni 5 ciascuno; Assirelli, Becarelli, Frediani, e Masoni ad anni 3 ciascuno; Lelli ad anni 2; Be llini, Rofi, Sal vaclori ad ann i I ciascuno; Tutti alla reclusione, Affigl iati con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; Antonini e Zingoni con la interdiz ione dai pubblici uffici per la durata cli anni 5; tutti, tranne Bellini, Rofi, e Salvadori, con la libertà vigilata; tutti con il pagamento in so lido delle spese di giudizio; col pagamento delle spese di preventiva c ustodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Poiché il reato di propaganda fù commesso in epoca antecedente alla promulgazione del R.D. 15.2.1937 - XV d i condono, devesi applicare in favore di Affigliati, Antonini, Frediani, Assirel li , Becarelli e Z ingoni , il beneficio del condono condizionale di an ni 2 ed in favore di Masoni, di anni 1, su l la pena complessiva int1itta; determinando le pene eia scontare. in anni : 6 per Affigliati, 3 per Antonini, e Zingoni, 2 per Masoni, 1 per Assirelli, Becarell i, e Frediani . Ordina che Frediani e Salvadori vengono immediatamente scarcerati se non detenuti per altra causa avendo già espiata la pe na. P.Q.M. Visti ed applicati gli artt. 270 2° cpv .; 272 p.p. C.P.; 23 , 29, 73, 228, 229 C .P.; 274. 488 C.P.P.; 485 C.P. Esercito; 2, 8, R .D. 15.2.1937 - XV n. 77; DICHIARA
tutti colpevoli dei reati rispettivamente ascritti, ad eccezione di Salvadori Leo assolto per ins ufficienza cli prove in ordine a l delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. ; ed operato il cumulo delle pene comp lessivamente condanna:
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TRIUL;NALE SPEC IALE PJ.jR LA DIFESA DEI.I.O STATO
PRIMA PART c ; %NTENZE PRON UNZIATE DAL T.S.D.S.
Affigliati ad anni 8; Antonini e Zingoni ad anni 5 ciascuno; Ass irelli, Recarelli, Frediani, e Masoni ad anni 3 ciascuno; Letti ad anni 2; Bell ini , Rofi, Salvadori ad anni 1 ciascuno.
Pertanto i precedenti penai i ostano alla concessione dei benefici previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56.
Tutti alla reclusione; Affig liati con la interdizione perpetua dai pubblici uffici; determinando le pene da scontare in 6 anni per Affigliati, 3 per Antonini e Zingoni con la interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5; tutti, tranne, Bellini, Rofi e Salvaclori con la libertĂ vigilata; tutti col pagamento in sol ido delle spese di giudizio, col pagamento delle spese di preventiva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale cli legge. Applica in favore di Affigliati, Antonini, Frediani, Assirel li, Becarel li e Zingoni, il beneficio del condono condizionale di anni 2, cd in favore di Masoni di anni l, sulla pena complessiva inflitta; 3 per Antonini, e Zingoni; 2 per Masoni , I per Assirelli, Becarelli e Frediani. Ordina che Frecliani e Salvadori vengano immediatamente scarcerati si non detenuti per altra causa avendo giĂ espiata la pena. Roma, 9 .6.1938 - XV . Seguono le firme del Presidente e dei Giudici . Fredian i e Salvadori, detenuti dal 5.6.1937, vengono scarcerati il 9.6.1938 .
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE
- Masoni, detenuto dal 5.6. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dagli Stabilimenti Carcerari cl i Civitavecchia il 5 .6.1939. - Becarelli , detenuto dal 13.7. I 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 13.7.1938. - Bellini, detenuto dal 14.7.1 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 14.7.1 938 . - Rofi, detenuto dal 25.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 25.6.1 938. - Assire ll i, detenuto dal I 0.6 .1937, viene scarcerato. per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 10.6. 1938. SCARCERAZIONE PER GRAZIA SOVRANA - Lelli, a seguito cli istanza cli grazia in oltrata dal Lelli al Capo del Governo il 6 . 10. 1938 viene concesso, con Decreto cli Grazia ciel 4 . 11.1938, il condono condizionale della resid ua pena da espiare e, pertanto viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Civitavecchia J'8.11.1938 .
Per effetto dei provvedimenti cli clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56.
Detenuto dal 6.6 .1 937 al I '8.11.1938.
- Affigliati viene scarcerato dal la Casa di Reclusione di Fossano il 28.6.1942.
Pena espiata : 1 anno, 5 mesi, 2 giorni.
Detenuto dal 28.6.1937 al 28 .6.1942. Pena espiata: 5 anni. - Anton ini, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Castelfranco Emi lia il 4 .3. 1940 . Detenuto dal 23 .6. 1937 al 4.3.1940. Pena espiata: 2 anni, 8 mesi, 11 giorni. SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA - Zingoni, detenuto dal 28.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa cli Reclusione cli Fossano il 28 .6.1940. Con sentenza pronunziata dalla Corte cl' Assise di Firenze i I 31.10.1 924 venne rite nu to colpevole di duplice omicidio e condannato alla pena di 6 ann.i e 25 g iorn i cli reclusi one.
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PRJMA PARTE: S ENTENZE PRON UNZIATE L>AL T.S.L>.S .
TRIRUNALE SPECIALE PER I.A DIFESA DELLO STATO
SENTENZA n. 63
Reg. Geo. n. 288/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .V .S.N.
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IMPUTATI
Tutti: del reato cli cui all'art. 270 2° cpv . C.P. per avere in epoca precedente c fi no al mese di luglio 1937- XV, in territorio di Empoli, fatto parte di una associazione comunista.
Giudice Relatore: Lanari Piero. Giudici Consoli M. V.S.N. : Mingoni Mario, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Suppeij Giorgio, Pasqualucci Renato.
Con l'aggravante del la recidiva di c ui all'art. 99 cpv. J O n. 2 nei confronti del Mantellassi Edmondo. IN PUBBLICA UDJF.NZA
ha pronu nciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Francioni Augusto, nato il 16.9. 1909 a Empoli (Firenze), giornaliero;
Sentito il P.M. nelle s ue conclusioni e g li imputati che per ul ti mi ebbero la parola coi loro difensori, IL TRIBUNALE
Considerato che dalla lettura degli atti processuali e dalle emergenze dell'orale d ibattito s i venne ad accertare
Francioni Edo, nato il 16.4.1908 a E mpoli (Fire nze) , operaio; IN FATTO ED IN DIRITTO:
Francioni Egisto, nato il 27. 9. I 910 a Empoli (Firenze), giornaliero; Locci Gino, nato i 12.10.1909 a Empoli (Firenze), vetraio; Mantellassi Edmondo, nato il I 5.1 . I 9 I O a Cerreto Guidi (Firenze), contadino; Martini Quiri no, nato il 22.3.1910 a Empoli (Firenze), bracciante; Matteoli Oreste, nato il I 0.3. I 899 a Empoli (Firenze), panettiere; Mazzoni Dario, nato il 23 .2 . 1908 a Empoli (Firenze), contadino; Mazzoni Dino, nato il 18.6.1903 a Empoli (Firenze), panettiere;
Era stata promossa, costituita ed organizz ata una vasta organizzazione sov versiva che aveva agito, fino al maggio 1937 ad Empoli ed a F ire nze, capeggiata dai già condannati Bagnoli Elio, Benassi Licurgo, Bonistalli Luigi, Caparrini Remo, C ioni Gi no, Mugnaini Faustino, Susini Duilio, e Vucevac Simone, e da Sani Ricciotti, fuoruscito; per mezzo, principalmente, del l 'emissario della centrale comunista di Parigi, Negar vi Ile Osvaldo, r ientrato all'uopo nel Regno. Attraverso gli elementi di specifica accusa raccolti in un primo tempo dalla stessa Questura, colla collaborazione dell 'Arma dei Carabinieri, Reali, e poscia dal Gi udi ce Istruttore di questo Tribunale Speciale, infine meglio p recisati all' udienza, riusciranno provati i fart i delittuosi addebitati ai seguenti rubricati, che per la maggiore chiarezza e speditezza del giudizio, ve ngono divisi in 3 gruppi separati e d istinti.
Ninci Giuseppe, nato il 17.1. 1911 a Montespertoli (Firenze), vetraio; Appartengono al 3 ° gruppo i ru bricati : N inci Mario, nato il 25 .10. 1913 a Montespertoli (Firenze), vetraio; Pacini Ettore, nato i 15.2.1910 a Empoli (Firenze), panettiere Profeti Carlo, nato il 25 .3 . 19 1O a Empoli (Firenze), contadino; Profeti O lderigo, nato il 18. l.1 896 a Empoli (Fi renze), manovale; Senes i Homs, nato il 22.3. 1912 a Empoli (Firenze), contadino; Sguerri Umberto, nato i I 20. l l. 190 I a Castelfiorentino (Firenze), muratore.
Francion i Augusto: Aveva data l'adesione a l partito comunista dopo insistente propaganda fattagli dal Casalini Edo, Versandogli perciò le quote di denaro, in un secondo tem po continuate a pagare al Ninci Mario . Aveva partecipato alle riun ioni propagandist.iche in casa d i Mugnaini ed aveva nascosto in casa sua due cassette cli caratte ri tipografici del Mugnaini, rinvenute nelle perqu isizio ni fattagl i dal la Questura.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
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T RIU UKA LE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
al movimento. Aveva pagato quote di denaro ritirando stampa sovversiva. Francion i Egisto: Dopo insistente propaganda fattag li dal Mugnaini, aveva aderito al partito comunista; mettendosi a contatto subito col Pacini Ultimo e con Franc ioni A ugu sto. Dai vari compagni cli fede aveva ritirate delle quote di denaro che regolarmente passava al Pacini U ltimo; mentre eia quest'ultimo riceveva stampa sovversiva. Era intervenuto a varie riunioni propagandistiche in casa ciel M ugnaini. Nella perquisizione domici liare gli fù trovato un manifestino sovversivo del 21.1.1937 "TI fronte popolare". Ninci Mario: Iscri!to al partito Naz ional e Fascista dal 1931 proveniente dai FF.GG ., aveva aderito al movimento comunista, in conseguenza della ripetuta propaganda fattagli . Aveva talvolta ricevuto dalla stampa clandestina e versate quote di denaro. Aveva consegnato q ua lche manifes tino a Edo Francioni, a Freschi e d al fratello Giuseppe N inci . Pacini Ettore: Propagandato con insistenza da Mugnaini, a voce e con stampa, aveva data l'adesione a l movimento sovversivo esplicando una certa attività. Aveva pagato quote cli denaro e ricevuto dei manifestini. Martini Quirino: Iscritto al P.N .F. proveniente dai FF.GG. e dispensiere al circolo fascista cli Case Nuove. Propagandato insistentemente da Mugnaini aveva data l'adesione al movi mento; trovandosi perciò sovente con vari iscritti, per svolgere attività e per ritirare quote di denaro. Profeti Oldcrigo : Dopo insistente propaganda fattagli da Mugnaini finì per aderire al movimento comunista intervenendo a riun ioni c landestine fra compagni di fede . Mantellassi Edmondo: Recidivo ai sensi de ll'art. 99 p.p. perché condannato nel 1936 a 3 mesi cli recl usione per espatr io clandestino, iscritto dal 1930 al P .N .F. proveniente dai giovani fascisti . Propagandato dal 1934 fù indotto ad aderire al partito da certo Quagliarini Al varo; ne l l 936 poi fù propagandato eia Antonini Michele, a voce e per mezzo di stampa sovversiva; passò ad Antonini Gino dei man ifestini, dopo di averli letti , già ricevuti dallo stesso Antonini Miche le, e si occupò per fare espatriare clan destinamente dei compagni cli fede, per incarico cli Maestrini G iovanni. Una volta assieme ad Antonini G ino ascollò la radiotrasmissione da Barcei lo na. Mazzoni Dario: Con insistenza propagandato da Pacini Ettore aveva finito di dare adesione
Sovente aveva partecipato alle riunioni fra compagni cli fede alla "Viottola". Locci Gino: Dopo assidua propaganda indotto ad aderire al movimento, da Ciampolini Alfredo, a costui pagò le quote mensili di denaro, ricevendo dalla stesso Ciam polini manifestini e copie del I'"Unità" che dopo letti bruciava. Senesi Homs: Dopo insistente propaganda fattag li da Corsinovi s1 iscrisse al partito; in tervenendo a riunioni clandestine coi compagni Ciampolini e Locci, e corrispondendo le quote mensili cli denaro. Sguerri Umberto: Propagandato da Matteoli Sante detto "Peppolo" e eia Ero Maestrelli aveva data la sua adesione al movimento locale, corrispondendo le quote mensili al "Peppolo" . Talvolta aveva ospitato dei compagni per fare ascoltare le radiotrasmissioni da Barcellona. Dalla suesposta narrativa riesce provato che la centrale comunista cli Parigi a mezzo di emissari aveva organizzata a Firenze e ad Empoli una associazione diretta a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle a ltre ed a sovvertire violentemente g li ordinamenti economici e social i costituiti nello Stato. O ltre ai g ià condannati nelle precedenti udienze vi appartenevano anche Francioni Augusto ed Egisto, Locci, Mantellassi, Martini , Mazzoni Dario; Ninci Mario, Pacini, Profeti Olderigo, Senesi e Sguerri; me ntre nei confronti di Francioni Edo, Matteoli, Mazzoni Dino, Ninci Giuseppe, e Profeti Carlo pure rubricati a giud iz io e facenti parte di q uesto 3° gruppo non si raccolsero e lementi sufficienti per sta tu ire la loro appartenenza al la detta associazione sovversi va, per cu i deve dichiararsi l'assoluzione per insufficienza di prove; Affermata la responsabi lità degli altri in ordi ne al reato previsto e punito dall 'arl. 270 cpv. 2° C.P. - in quanto nella fattispecie s i concretano tutti gli estrem i soggettivi ed oggettivi costitue nti la configurazione g iurid ica del reato ad ognuno ascritto - il Collegio, vagliate tutte le e mergenze dibattimentali e le richieste difensive, considerata la natura speciale del reato, condanna: Mantellassi ad anni I e mesi 2, Martin i, Ni nci Mario e Pacini ad a nni I e mesi I, ciascuno; F rancioni A ugusto e d Egisto, Locci, Mazzoni Dario, Profeti 0 Iderigo, Senesi e Sguerri ad anni 1 c iascuno. Tutti al la reclus ione, Mantellassi, Martini , Ninci Mario, e Pacini con la libertà vigilata; tutti al pagamento in solido delle spese di giudizio; al pagamento de lle spese di preventiva custodia oltre ad ogni a ltra conseguenziale di legge. Devesi ordinare che vengono immediatamente scarcerat i, se non detenuti per altra causa, oltre agli assolti Francioni Edo, Matteoli, Mazzoni Dino, N in-
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T RIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA O ELLO STATO
PRIMA PARTF.: SENTENZE PRONUNZI ATE DAL T.S .D.S.
ci Giuseppe e Profeti Carlo, anche Francioni A ugusto cd Egisto, Mazzoni Dar.io, e Sguerri avendo già espiata la pena.
- Ninci, detenuto dal 17.6. 1937, viene scarcerato dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 17.7.1938.
P.Q.M.
- Senesi, detenuto dal 26.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il 26.6.1938.
Visti cd applicati gli artl. 270 2° cpv., 99 cpv. l O n. 2; 23; 29; 228; 229; C.P.; 274, 488 C.P.P. - 485 - 486 C.P. Esercito.
- Profeti, detenuto dal 26.6. J937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma al 26.6.1938.
DICIITAR/\
Francioni Edo, Matteoli Oreste, Mazzoni Dino, Ninci G iuseppe, e Profeti Carlo assolti per insufficienza di prove in ordine al reato loro ascritto e tuui gli altri colpevoli dei delitti ad ognuno rubricati, e condanna: Mantellassi ad anni 1 e mesi 2; Martini, Ninci Mario, Pacini Ettore, ad anni 1 e mesi I ciascuno; Francioni Augusto, Francioni Egisto, Locci, Mazzoni Dario, Profeti Oldrigo, Senensi Homs e Sgucrri ad anni 1 ciascuno. T utti al la reclusione. Mantellassi , Martin.i, Ninci Mario, Pacini Ettore, con la libertà vigilata. Tutti a l pagamento in solido delle spese di giudizio, al pagamento delle spese di preventiva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Ordina che vengano immediatamente scarcerati, se non detenuti per altra causa oltre agli asso lti Francioni Edo, Matteoli, Mazzoni Dino, Ninci G iuseppe e Profeti Carlo, anche Francioni Augusto e Egisto, Mazzoni Dario, e Sguerri avendo già espiata la pena.
- Locci, detenuto dal 26.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie d i Roma al 26.6. 1938. - Mazzoni , detenuto dall' I I .6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal le Carceri Giudiz iarie cli Roma I ' I 1.6.1938. - F rancioni Egisto, detenuto dall' 11.6. l 937 , viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma l' 11.6.1938. - Francioni Augusto, detenuto dal 10.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma l' 11 .6. 1938. - Sguerri, detenuto dall '8.6.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma l' 11.6.1938. NOTA: La Commissione Istruttoria, con sentenze nn. 8, 9 e 10 emesse in data J 8.2.1938, dichiara di non doversi procedere per insufficienza di prove nei confronti dei coimputati:
Roma, l 1.6.1938 - XV. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici. Profeti Carlo, detenuto da l I ' I J .6.1937 , Francioni Edo, detenuto dal 14.6.1937, Matteoli Oreste, Mazzoni Gino, e N inci Giuseppe, detenuti dal 1.7.6.1937 vengono scarcerati I' 11.6.1938.
- Matteoli Alfredo, nato il 14.3. 1897 ad E mpoli (Firenze) - contadino - Detenuto dal 27 .6. 1937 al 18.2 . 1938. - Monti Mario, nato 1'11.11.1901 a Livorno - meccanico - Deten uto dal 2 .7. 1937 a l 18.2.1938. (Per Monti vedi "Decis ioni emesse dal T .S .D.S." ne l 1932 pag. 474) .
NOTIZIE DESUNTE DAf FASCICOLI DI ESECUZIONE SCARCERAZIONI PER ESPTATA PENA
- Pacin i D ino. nato 1'8.2. 1909 a Empoli (Firenze) - panettiere - Detenuto dal 19.6.1937 al 18.2 . 1938;
- Mantellassi, detenuto dall'8.7.1937, viene scarcerato, per espiata pena,dal le Carceri Giud iz iarie di Roma l ' 8.8.1938.
- Profeti Cosimo, nato il 31.3. 1894 a Empoli (Firenze) - panettiere - Detenuto da119.6. J937 al 18.2 .1938.
- Martini, dete nuto dal J7.6. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 17.7.1938.
Per mancanza di sufficienti indizi di reità (art. 269 C.P.P.) vengono prosc iolti dal Gi udice Istruttore, con provvedimento del 4 .2.1938:
- Pacini. detenuto dal I 6.6. I 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie cli Roma il. 16.7.1938.
- Batistoni Bruno, nato il 16.4.191 I a E mpoli (Firenze) - vetraio - Detenuto dal 28.6. I 937 al 4 .2.1938.
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- Castaldi Emil io, nato il 10. 10.1901 a Empoli (Firenze) - falegname - Detenuto dal 18.6.1937 al 1.2.1938.
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PRIMA PARTE: SF.:-JTF.l\:ZE PRO:-JU NZ IATE D AI. T.S .D.S .
TR IBUl\:ALE SPECIALE PER I.A DIFESA DE LLO ST ATO
SENTENZA n. 69
Reg. Gen. n. 320/1937
Il T ribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Cipollini Palmiro, nato il L2.4.1908 a Vinci (Firenze) - manovale - Detenuto dal 15.6.1937 al 4.2. 1938. Mancini Paolo, nato il 28 .6.1907 a Empoli (Firenze) - contadino - Detenu to dal 12.6. 1907 al 4 .2 . 1938. Venne anche denunciato alla Procura Generale al T.S.D.S. il latitante - Sa ni Riccioui, nato il 27.10.1914 a Vinci (Firenze). Dal Registro Generale non risulta se nei confronti del suddetto Sani venne emessa nel 1938 o negli anni successivi una sentenza di condanna o di assolu zione.
Presidente: Tringali Casan uova Antonino, Luogotenente Generale M. V .S.N . Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M .V.S .N. : Gangemi Giovanni, Leonardi Nicola, Carusi Mario, S uppiej Giorg io, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Filini Fabio, nato il 14.7.1911 a Trieste, insegnante elementare; Basiaco Paolo, nato il 19.12.1913 a Trieste, studente universitario; Baldini Giuseppe, nato il 6.1 .1 891 a Montona (Istria), agricoltore; Candot Basilio, nato il 3.11.1900 a Montona (Istria), muratore; Climi Guidi , nato l' 11.10.1913 a Montona (Istria), agricoltore; Delogu Sebastiano, nato il 7 .7.1 909 a Th iesi (Sassari), disegnatore; D iviacco Giovan ni, nato il 29.7. I 878 a Montona (Istria), agricoltore; Diviacco Renato, nato i I 23.10.1907 a Montona (Istria), agricoltore; Diviacco Stefano, nato il 2.4.1883 a Montona (Tstria), agricoltore; Ghersa Francesco, nato i I 18.5. 1907 a Montona (Istria), bracciante; Mattiassi Giovanni, nato il 16.6.1913 a Montona (Istria), agricoltore; Mocibob Pietro, nato il 22.2. 1893 a Caroiba (Istria), fabbro; Pissacco Edmondo, nato i I 18.10.1912 a Montona (Istria), agricoltore; Pissacco Matteo, nato I '8 . 1.1900 a Montona (Istria), agricoltore; Pissacco Pietro, nato a Montona (Istria) , il 28.1 1.1916, agricoltore; Radoslavo Pietro, nato il 30.8.1889 a Raccottole (Istria) , agricoltore;
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TRIB UNALE SPECIALE PER LA D IFESA DELLO STATO
Rabusin Giovanni, nato il 7 .8. l.9 LO a Montana (Istri a)n agricoltore;
PR IMA PARTE: SE~TENZE PRONUNZIA TE DAL T .S .ù.S.
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In esito al pubblico dibattimento, senliri il P.M. nella sua requisitoria e gli accusati, che, coi loro difensori hanno per ullimi avuta la parola, osserva
Sorgo Pietro, nato i I 25 . 1.1895 a Visignano (lstria), m ugnaio. IN FATTO ED IN DIRITT O: IMPUTATI
Tutti: del delitto di cui all'art. 270 cpv. 2 ° C.P. per avere partecipato ad una associaz10ne sovversiva. F i.lini Fabio - Basiaco Paolo - Pissacco Pietro - Mattiassi Giovanni - Canclot Basilio - Diviacco Stefano - e Pissacco Matteo, inoltre: ciel delitto di cui all'art. 272 p .p. C.P. per avere svolto propaganda sovversiva. Filini Fabio - Basiaco Paolo, ancora: ciel deli tto di cui all'art . 270 p.p. C.P., per avere p romosso, costituito, organizzato e diretto una associazione sovversiva. Reati commess i m territorio cli Montana (Pola), nell'agosto 1937 e s ino all'epoca del rispettivo arresto. Delogu Sebastiano inoltre : di concorso con Fi lini Fabio e Basiaco Paolo nei delitti an zidetti di promo z ione, costi tuzione, organizza z io ne e direzione d i assoc iazione sovversiva e di propaganda sovversiva, per avere rafforzato ne l Filini e nel Basiaco la risolu zione d i commettere i reati medesimi cd averne facilitato l 'esecuzione (art. 1 I O - 270 p.p. e 272 p.p. C .P.); ciel delitto di cui all'art. 326 C.P. per avere, una domenica del la prima decade cli agosto 1937, in contrada Campo Grande di Montona, rivelato, violando i doveri inerenti alle sue fun zioni di Camicia Nera nei r iq uadri dalla 60A Legione M.V.S.N . "Istria", a F il.ini Fabio e Basiaco Paolo notizie d'ufficio che debbono rimanere segrete. Filini Fab io, ancora: del delitto cli cui all ' art. 282 C.P. per avere, in giorno imprec isato dell'estate del 1937, offeso di prestigio del Capo del Governo, macerando nella sua abitazione a Caro iba di Montana, una fotografia ciel Duce, calpestandone, quindi, i fra mmenti dopo averli buttati per terra. TI Sorgo Pietro, inoltre, cli concorso col Fi lini nel de litto d i propaganda sovversiva (art. 11 - C.P. in relazione all 'art. 272 p.p. stesso Codice) per avergl i fornito il mezzo per com mettere tale reato ed averne fac i I itato l 'esec uzione. Coll'aggravante per Delogu Sebastiano, Diviacco Stefano, Climi Guido, e Ghersa F rancesco della recidiva ai sensi dell 'art. 99 cpv. 2° C.P. in relazione ai nn . 2 e 3 del cpv. I O pe r il primo , e dello s tesso art. 99 cpv . 1 n° 2 per g li a ltri tre.
I prevenuti, unitamente a tal Diviacchi U mbe rto, nei riguardi del quale, ne lle more del giudizio è stato sospeso il procedimento (perché è s tato ricoverato in un manicomio) (vedi sentenza T . 94 s tesso volume) furono, a seguito di for male istruttoria, rinviati a giudizio con sentenza della Commissione Istruttori a dal 12.2. 1938, per risponde re dei fatti delittuosi come sopra rubricati. All'orale dibattimento, per la maggio r parte degli accusati e specialmente dei maggiori responsabili F ilini e Basiaco, per le ammission i di alcuni degli altri imputati e per le prove documentali e testimoniali, si è accertato quanto segue; Nel 1937, ad opera dcli ' insegnate e le men tare predetto F ilini, il quale aveva facil m ente attratto nella sua orbita lo s tudente universitario proveniente dai ranghi del fascismo, rubricato Basiaco, e col concorso cli questi, era stata costituita di fatto un'associazione comunista in alcuni borghi presso Montona in Istri a. Tale assoc iazione esplicava la sua attività mediante propaganda con scritte murali, r iunioni, radioaudizioni di com unicati a sfondo comunista provenienti e diffusi da centri esteri e specia lmente dal la Spagna rossa, adozione del saluto comunista, e d iffusione del g iuramento d i tale setta. Questo raggruppamento sovvers ivo, sorto localmente fi, scoperto in piena attività nel! ' estate 1937 e non è risultato avesse legami con centri comunisti esteri o interni. Come si è detto il F ilini e il Basiaco furono i promotori dell'associazione e diressero il m ov imento svolgendo notevole attivi tà per perfezionarlo e potenziarlo. Essi fecero propaganda, specialmente a viva voce, riuscendo ad adescare ne ll 'o rganizzazione parecchi elementi rurali. 11 Basiaco nell 'agosto 1937 tracciò con un temperino, sul la facciata del la chiesa di Monte S ubiente, alcune scritte cli propaganda sovvers iva. 11 Fili ni , fra l' a ltro, s i servì della radio installata a casa sua per raccogliere, fra gli ascoltatori da lui inv itati, nuovi aderenti ; la captaz io ne delle stazioni rosse gli serviva da argomento per svolgere la sua cri minosa attività. Lo stesso F ilini in una sera dell'estate 1937, irritato per un pres unto torto ricevuto a seguito d'inchiesta su una disput.a tra lui ccl a ltro insegnante, staccò dal muro della sua abitazione una fotografia ciel Duce, la lacerò e ne buttò per terra i framme nti calpestandoli. Al fatto e ra presente il rubricato Mocibob. Il Filini ed il Basiaco, sostanzialmente confess i anche in udienza (sebbe ne il Filini abbia tentato di attenuare l' episod io dell'oltraggio all'effige, as serendo,
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rRIBU:-lALE SPECIALE PF.R LA l)(FESA OEU.O STATO
PR IMA PARTE: SENTENZE PRONt;N7.IATE J),.,_L T.S.D.S.
in contras to colle risultanze, di non averla lacerata, ma piegata stizzosamente e messa in tasca) hanno fatto dichiarazion i di pen tim e nto delle loro malefatte.
TI Tribunale. valendosi alla facoltà di c ui a ll 'art. 100 C .P. , r itiene di dovere escludere la recid iva contesrnta a Diviacco Stefano, perché precedentemente condannato soltanto per contravvenz ione .
. Cando! Bas ilio, Diviacco Stefano, Mattiassi Giovanni, Pissacco Matteo e P_1 ss~cco Pietro, propagandati dal Filin i e dal Basiaco, parteciparono all'asso c_1a~1C'.:1e e__a_ loro vol~a sv?,lser~ anche attività di_ propaganda: Cando t copiò da l hb10 La st1age degli Z ar 11 g iurame nto comuni sta e lo passò a Diviacchi Umbe rt~, c he, a mezzo de l Basiaco, lo fece pervenire al Filini , il quale lo usò ascopo d 1 propaganda leggendolo e comm entandolo ad altri; Diviacco Stefano ideò la sta mpa a macchina di manifestini e la preparaz ione di un timbro comunis ta da apporre su cli essi , incitando il Basiaco, col quale aveva piì'.1 freque nti contalli ad una maggiore e più proficua attività nell'interesse del la setta; il Mattiassi at~ tra_uo _nell 'organi~zazione specialmente per opera del Div iacchi Umberto, catechizzo al com unismo il rubricato Cl im i g uadagnandolo a li 'associazione confezi~nò una bandiera rossa. che però non fece a tempo ad esporre perché 1empes11vam ente _sequestraca all 'atto del sua a rresto, Pissacco Matteo, negativo ma a~c.usato esp li c itame nte da Diviacchi Umberto quale uno dei più accesi partec1p1 e propagandisti deg li associati, diffuse la notizia dell'arrivo eia Pola cli un comunista incaricato di ritirare l'elenco dei fascisti da sopprimere in occasione dell '~vvenro da essi presunto prossimo - dei comunisti a l potere; Pissacco Pietro,_ g iovane fasc is~a, incise su una zucca l' ernblc ma com unista e parole di esa ltazi one de ll a Russrn ed e levata la s opra un palo la espose al pubblico a scopo d i propaganda. Allo stesso scopo rutti i predetti praticavano manifestamente il saluto comunista a pugno chiuso, come ha confermato anche in udienza il predetto Mattiassi. ~ limi G uido, Diviacco Renato, Ghe rsa Francesco, Mocibob Pietro, Pissac co ~ d?1?nd_o, -~ados_lavo Pietro e Rabus in Pietro furono a contatto a scopi assoc1ar1v1 coi dm~ent1 , part~ciparono a riunioni, specialmente in casa di Filini per ascoltare 1~ radio sopra citata, praticarono il sal uto comunista e praticarono que lla cosc1~nte e vol?ntar.ia attività c he dimostra la loro partecipazione alla il le~al_e assoc 1az_t0ne d 1 fatto cli cu i trattas i. Il Ghersa era in possesso di un cl ist10t1 vo comunista. Jn udien za qualcuno degli ultimi nom inati, come il Pissacco F.clrnondo ed il Raclos lavo, ha eccepito la mancanza di dolo nei contatti avuti coi clirio-enti e nella partecipazione alle riuni oni setta rie: ma precedenti loro ammissioni e non equivoche indicazion i dei maggiori co imputati non lasciano dubbi sulla cosciente partec ipazione a l sovvers ivo m ovime nto in esame di tutti i predetti. . ~e~ ~alti cor~e _s opra giudizialmente accertati, il Col legio ravvisa gli estre mi g 1unchc1, oggettivi e soggettivi dei delitti a ciascuno di cui sopra no minati in rubrica addebita ti e ritiene che rico1Tano tutti gl i e lementi per d ichiarare la loro responsabilità in ordine ad essi deli lli. I l Ghersa e il Climi debbono essere gravati del la recidiva loro contestata come in epigrafe.
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Erano stati rinv iati a giudizio anche i rubricati Sorgo Pietro, Baldini G iuseppe, Divi acco Gi ov anni e Oelogu Sebastiano , ma il d ibattime nto non ha offerto e lementi che g iustifichino una dich iarazione di responsabili tà nei loro rig uardi. Sorgo ave va avuto qualc he contatto col Filini in quanto ques ti s i recava ne l mulino di proprietà del Sorgo per riscuotere dal Sorgo stesso il compen so per una radio vendutagli . Profittava, è vero, il Filini, dell'occasione per leggere e commentare il cenn ato giuramento comuni sta agli avve ntori de l mulino, ma no n sono e merse prove s uffic ie nti che il Sorgo , a lquanto duro d'udito e vecchio cattolico praticante, come risulta da documentazione di gerarchi ecclesiastici in atti, udisse e perme ttesse le e lucubra:òoni del Fi lini, e abbia ini b ito a l Fil ini di ripetere in s ua presenza lo sconcio. Baldini si trovava in casa del Mocibob - padrone di casa del F ilini - quando q uesti leggeva in casa ciel Mocibob il saluto comunista, ma il Bald ini ha asserito verosimilmente c he non sentì quanto il Filini diceva perché a lquanto di scosto, circostanza che è stata conferma ta in udienza s ia dal Filini che dal Moc ibob. È vero che il Filini nell'occasio ne disse c he quando egli sare bbe stato comandante del l'eserc ito comunista avre bbe nom inato il Mocibob s uo atte nden te e il Baldini portabandiera, ma la cosa, se pareva apparire attuabile all 'aberrato F ilini e forse al s uo compagno Mocibob, non è escluso che apparisse al Baldi n i, come questi afferma, g rottesca e caricai urale. Diviacco Giovann i, congiunto di Di viacco Stefano. era presente quando Bas iaco e Fi lini parl avano con S tefano dell a form azione del t imbro comunista e dei m anifestini ma non sono eme rse prove serie c he egli partecipasse a lla riunione o a i discors i c he facevano . N ient'a ltro di sostanziale è e merso a s uo riguardo. Pe rta nto il Collegio ritiene assolvere per non provata reità il Sorgo, il Ba ldini e il Oiviacco Giovanni da i delitti in epigrafe loro ascritti. Delog u , Sebas tiano, camic ia nera nei quad ri della 60a Leg io ne Istri a nei p rimi dell 'agosto 1937, era s tato nominato fiduc ia rio de ll ' uffici o politico investigativo della Milizia, con incarico di sorvegliare i sospetti cli a ttività sovversiv a reside nti nel la frazione di Caldicr, frazione dove la maggior parte de i prevenuti ris ie deva ed agiva. Il Fil ini e il B as iaco, quando furo no arresrnti e interrogati, accusarono il Dc logu di avere p artecipato a l l'assoc iazione comunis ta da loro diretta e di avere lo ro ri velato di essere fiduciari o de ll ' uffic io sopra cennato precisando con cordemente date e c ircostanze che confermarono anche in istruttoria. Sicché il Delogu fù a rres tato e incriminato.
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TR lUUNALE SPEC IAI.F. PER LA DIFESA DELLO STATO
PR IMA PARTF.: SF.NTF.N7.F. PRONUNZI ATE IJAL T.S.D.S .
Egli ha respinto sempre recisamente l'ignominiosa accusa mossagli. Ha asserito di avere sospettato dell'esistenza di un movimento com unista nella frazione di Caldier per alcuni mesi, dal maggio 1937, e di averne informato a voce il suo superiore diretto capo manipolo Ramot, residente nella vicina Montona.
Das iaco a complessivi anni 10, risultanti dal cumulo di anni 7 per il delitto cli cui all'art. 270 p.p. C.P. e di anni I e mesi 6 per ciascuno degli altri del.itti (art. 270 - 2° cpv. e 272 p.p . C.P.) a lui ascritti in rubrica, con la conseguente interdizione perpetua dai pubb lici uffici (art. 29 C.P.).
Quando i sospetti presero forma concreta perché udì canti comunisti eia parte di alcuni, fra i quali il Basiaco - dal la cui speciale sorveglianza era stato recentemente incaricato - e pe rché, verso la fine di agosto, mentre tornava dal lavoro, fù fatto segno a sassate, ne informò per iscritto i I predetto suo superiore. C iò avvenne il 3 settembre, un giorno dopo cioè dell'arresto de l F ilini, c iò che diede adito a sospetti nei r iguardi del Delogu in relazione alle accuse del Fi lini e ciel Basiaco.
Filini a complessivi anni 8 derivanti dal c um ulo di anni 5 per il delitto di cui all'art. 270 p .p. C.P. e cli 1 anno per c iascuno degli altri 3 reati a lui ascritti in rubrica (art. 270 2° cpv. - 272 p.p. e 282 C.P.) con la conseguente interdizione perpetua dai pubblici uffici (art. 29 C .P.) - Pissacco Pietro a complessivi anni 4 (risultanti dal cumulo cli anni 2 per ciascuno dei due delitti in rubrica ascrittigli (art. 270 - 2° cpv. e 272 p.p. C.P.);
Dal l' altro canto il Delogu, quando il 2 settembre u.s. fù interrogato dal capomanipolo Urti, capo de ll' ufficio politico predetto di Pola, non disse, come l'Urti ha deposto anche in udienza, e, comunque non si c urò di fare verbalizzare, che eg li Delogu eia tempo aveva avvertito dei notati movimenti il Ramot. Tuttavia la omessa tempestiva informazione al s uo superiore, che il Collegio ammette non avendo motivo per dubitare di q uanto hanno potuto ripetutamente asserire, a nche in udienza, i testi Ramot e Urti, deve attribuirsi a deplorevo le negligenza, eventualmente possibile cli misure d isciplinari d'altrui compe tenza, ciel Delogu cogli esponenti del delittuso movimento d i cui tratlas i, quando manchino altri clementi concreti e seri a s uo carico. Infatti l'acc usa del Filini e ciel Basiaco, che già era stata spiegata e ritratta ta con memoriale del F ilini del 30 marzo u.s., in udienza è stata completamenr.e ritrattata, sia dal Fi lini che dal Basiaco. T q uali hanno concordemente e veros imilmente affermato che, p rima di es sere interrogati, in camera di s icurezza, a Pola, ritenendo il Delogu, unico mi lite cli Calclier, il loro accusatore e causa del loro arresto, l'avevano, sapendolo innocente, incolpato, accorciandosi su i più minuti particolari da lu i inventati cli sana pianta, particolari che rifer irono all'Autorità cli P.S . procedente.
Peraltro, un tradimento da parte del Delogu pareva inspiegabile, dati i suoi precedenti cli vo lontarismo. Con vera passione cli legionario egli aveva preso parte alla guerra per la conquista dell'Impero ed aveva compilato in diario di g uerra, scritto in epoca non sospetta ed esibito dalla moglie, il q uale è diffuso di espressioni v ibranti di fede e cli entusiasmo fascisti . Pertanto da tutte le imputazi.oni in epigrafe egli va assolto per non aver commesso i fatti addebitatigli (art. 485 C.P. Esercito) . Dei q uattro assolti va ordinata la scarcerazione se non detenuti per altra causa (art. 486 C.P. Esercito). Commisurando le pene ai fatti commessi e alla pericolosità di ciascuno, il Collegio ritiene cli dover condannare tutti gli a ltri ru bricati alla reclusio ne nella m is ura seguente.
Pissacco Matteo, Diviacco Stefano, Mattiassi e Cando! a complessivi anni 3, risultanti dal cumulo d i anni I e mesi 6 per ciascuno dei 2 delitti in rubrica ad ogn uno ascritti (art. 270 2° cpv. - 272 p.p. C .P.); Climi e Ghersa a mesi 13 ciscuno, compreso in detta pena per ciascuno l mese per la recidiva (art. 99 I O cpv. - 272 p .p. C.P.); Diviacco Renato, Macibob, Pissacco Edmondo, Racloslavo Rabusin ciascuno ad 1 anno per il delitto (art. 270 - 2° cpv . C.P.) loro ascritto in epigrafe. Consegue per tutti i condannati l'obbl igo solidale del pagamento delle spese pro cessua li (art. 488 C .P.P.) e per c iascuno l ' obbligo personale del pagamento delle spese di propria custodia preventiva (art. 274 C.P.P .) - Ai sensi dell'art. 230 n. 1 C.P. va ordinata la sottoposizio ne del Bas iaco al la libertà vigi lata. TI Tribunale r itiene c he tale misura di sicurezza, però ai sensi dell'art. 229 C.P., sia il caso di ordinare anche per il Filini, Pissacco Pietro, Pissacco Matteo, Diviacco Stefano, Mattiassi e Canclot, r icorrendo nei loro r iguardi agli estremi di perico lositit di cui agli art. 202 - 203 C.P. in re lazione a lle esamina te circostanze di cui all'art. 133 C.P.P.Q.M.
Letti ed applicati gli art. 270 p.p. e 2° cpv . - 282 - 99 1° cpv. n. 2 - 73, 29, 229, 230 C.P. - 274, 488 C .P.P . - 485 - 486 C.P. Esercito. DICHIARA
Fi lini Fabio, Basiaco Paolo, Pissacco Pietro, Pissacco Matteo, Diviacco Stefano, Mattiassi Giovanni, Candot Basilio, Climi G uido, Diviacco Renato, Ghersa Francesco, Mocibob Pietro, Pissacco Edmondo, Radoslva Pietro e Rabusin Giova nni responsabil i dei delitti in epigrafe a c iascuno ascritti, coll'aggravan te del la rubricata recid iva per C li mi e Ghersa ed esc ludendo la recidiva a i sen s i dell'art. 100 C .P . per Diviacco Stefano, e cumulate le pene, condanna alla reclusio ne : Filini ad anni 8, Basiaco ad anni J O, P issacco Pietro ad a nn i 4, Pissacco
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TRIBUNALE SPEC IALE PER LA D IFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
Matteo, Diviacco Stefano, Mattiassi e Candot ad anni 3 ciascuno, Climi e Ghersa ad 1 anno e 1 mese ciascuno, Diviacco Renato, Mocibob, Pissacco Edmon do ed Radislavo e Rabusin a l anno ciascuno .
inflitta dal Tribunale cli Pola il 9.3 .1939) non può usufrui re dei provvedimenti di clemenza di cui al R .D. 24.2.1940 n. 56.
Condanna tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al le spese di propria custodia preventiva.
Il titolo dei reati per i quali è stato condannato osta alla concessione dei be nefici previsti dal R.D . 17.10.1942 n. 1156. Per effetto dei provveddirnenti di clemenza di c ui al R.D. 24.2. 1940 n. 56.
Alla condanna per Filini e Basiaco consegue l'interdizione perpetua dai pubblici uffici; ordina che F ilini, Basiaco, Pissacco Pietro, Pissacco Matteo, Di v iacco Stefano, Candot e Mattiassi siano sottoposti alla libertà vigilata;
ASSOLVE
- Pissacco Pietro, vie ne scarcerato dalla Casa cl i Reclusione di Civitavecchia il 6.3.1940. Detenuto dal 12.9.1937 al 6.3 .1940. Pena esp iata: 2 anni, 5 mesi, 14 giorni .
Delogu Sebastiano, per non aver commessi i fatti e Sorgo Pietro, Baldini Giuseppe e Diviacco Giovann i per non provata reità in ordine ai delitti a ciascuno di essi in epigrafe ascritti ed ordina la loro scarcerazione se non detenuti per al tra causa.
- Mattiassi, viene scarcerato dalla Casa di Rec lusione d i Castelfranco Emilia il 5 .3 . I 940. Detenuto dal I 2.9.1937 al 5.3 . 1940. Pena espiata: 2 anni, 3 mesi, 1.3 giorni.
Roma, 27.6. I 938 - XYl Seguono le firme del Presidente e dei Giudici. Sorgo Pietro e Baldini Giuseppe - detenuti dal 1.2.9.1937 - Delogu Sebastiano e Diviacco Giovani - detenuti dal 23.9.1937 - vengono scarcerati il 27.6 .1938.
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE In ottemperanza aUe disposizioni impartite dal Ministero dell'Interno con circolari n . 46643 del 27.7.1 943 e n. 49216/441 del 14.8. 194 3 viene proposta la liberazione per Grazia Sovrana d i F ilini Fabio e Basiaco Paolo - F ilini, detenuto dal 2.9. 1937, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 21 .8 . 1943. Pena espiata: 5 anni, I I mesi, 19 giorni. Per precedenti penali (condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione per calunnia inflitta dal T ribunale d i Pola il 9.3.1939) non può usufruire dei provvedimenti di clemenza di cui al R ..D. 24.2. I 940 n. 56. Il titolo dei reati per i quali è stato condannato osta alla concessione dei benefici pre visti dal R.D.17.10.1942 n. 1156. - Basiaco, deten uto dal 4 .9.1937, viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione d i Castelfranco Emil ia il 2 1.8. 1943. Pena espiata: 5 a nn i, I I mesi, 17 giorni. Per i precedenti penali (condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione per calunnia
SARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Cand o!, a seguito di istanza di grazia inoltrata dal Candot viene concesso, con Decreto di Grazia ciel 2 .9 .1938, il condono condizionale del la residua pena eia espiare e, pertanto, viene scarcerato clall 'Istituto Penale di Castelfranco Emilia 1'8.9.1938. Detenuto dal 5 .9.1 937 all'8 .9. 1938. Pena espiata: l anno e 3 giorni. - Diviacco Stefano, a seguito di istanza di grazia inoltrata dal Diviacco viene concesso, con Decreto di Grazia ciel 2.10.1938, il condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto, viene scarcerato dall'Istituto Penale di Castelfranco E milia il 15.10.1938. Detenuto dal 5.9. I 937 al 15. 10.1 938 . Pena espiata: l anno, I mese, 1O giorni. - P.issacco Matteo, a seguito di istanza ino.lt.rata dal P issacco viene concesso, con Decreto di Grazia del 7 . I O. I 938, il condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto, viene scarcerato dallo stabilimento Penale cli Civitavecchia il 15. 10.1938. detenuto dal I2.9.1937 al 15.10.1938. Pena espiata : 1 anno, I mese, 3 giorni . SCARCERAZIONI PER ESPTATA PENA - Diviacco Renato, detenuto dal 7 .9. I 937, viene scarcerato, per espiata pena, delle Carceri Gi udiziarie di Roma il 7 .9 . I 938. - Mocibob, detenuto dal 7 .9. I 937, vie ne scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 7 .9.1938 .
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TRHl U'.'JALE SPECIALE PER LA DIFES A DELLO ST,\TO
- Pissacco Edmondo, detenuto dal 12.9.1937, viene scarcerato, per espiala pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma i 12.9. 1938. - Radoslavo, detenuto dal 12.9. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dal le Carceri Giudiziarie di Roma il 12.9. I 938 . - Rabusin, deten uto dal 23.9. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudizia rie di Roma il 23.9.1938 . - Cl imi, detenuto dal 12.9.1937, viene scarcerato, per espiata pena , dalle Carceri Gi udiziar ie di Roma il 12. 10.1938 .
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PR IMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T.S .D.S .
Reg. Gen. n. 347/1937
SENTENZA n. 72
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente : Bevilacqua Cesare, Console Generale M.Y.S .N. Giudice Relatore: Lanari Piero . Giudici Consoli M .V.S.N . : Gangemi Giovanni, Barbera Gaspero, Leonarcli Nicola, Carusi Mario, Pasqualucci Renato. ha pronunciato la seguente:
- Ghersa, detenuto dal 23 .9. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 23. I 0.1938. Nei confronti di tutti i sopraspecificati imputati il Tribunale Militare Terri toriale di Roma concede, con Ordinanza del 18.4.1961, il beneficio dell'amnistia di c ui al D .L. 17 .11 . 1945 n . 7 19 dichiarando, contemporaneamente, estinto il di ritto del ! 'Erario al recupero delle spese di giustizia (D.C.P.S. 22. 11.1947 Il. 163 1). NOTA: La Commissione Istruttoria, con sentenza n. 3 de l 12.2 . 1938, ha di chiarato di non doversi p rocedere "per ins ufficienza di prove " nei confronti dei coimputati: - Bertossa Mario, nato il 20.9.1912 a Caldier (lstria) - contadino Detenuto dal 23.9.1937 al 14.2.1938. - Laganis G iovanni, nato il 14. 12. 190 l a Caldier (Istria) - contadino Detenuto dal 28.9 .1937 al 14.2. I 938.
SENTENZA nella causa contro : Granchi Mario, nato il 27.9. 19 10 a F irenze, falegname; Bertini Bruno, nato il 29.9. 1909 a Sesto Fiorentino (Firenze), argentiere; Censimenti Giotto, nato il 7.12. 1902 a Firenze, calzolaio; ìvfanett i Cesare, nato i I 6.8. 19 14 a Firenze, meccanico; Macherelli Spartaco, nato il 27.1.1908 a Ses to Fiorentino (Firenze), meccanico; Pucci Faliero, nato il 17.4.1905 a Firenze, autista; Sacchi Amleto, nato il 24.6. I 909 a Impruneta (Firenze), modellis ta.
- Labignan Giovanni, nato il 26.9.1898 a Cairoiba (lstria) - contadino Detenuto dal 12.9.1937 al 14.2 . 1938. - Laganis Mario, nato i l 15. 8. 1904 a Caldier (Istria) - agricoltore Detenuto dal 23.9. 1937 al 14.2.1938. - M ilani Celestino, nato il 15.3. 1900 a Caldier (Istria) - contadi no Detenuto dal 23.9. 1937 al 14.2. 1938. - Mocibob Giovanni, nato il 17.10. 1910 a Mantova (Istria) - contadino Detenuto dal 12.9.1937 al 14.2.1938 .
IMPUTATI
Granc hi - Censimenti e Pucci dai reati previsti dagli artt. 270 p.p. e 2 ° cpv. 272 p .p. C.P. per avere in Fi renze in epoca antecedente e fino al 15. 10. 1937, promossa, costituita ed orga nizzata una associazio ne d i carattere comunista, per avervi fatto parte e svolto propaganda. Bertini - Marchcrel li e Sacchi : dei reati previsti dagli artt. 270 - 2° c pv. e 272 p .p. C.P. per avere, nelle stesse circostanze cli tempo e di luogo, fatto parte e svolto propaganda dell 'associazione com unista come sopra costituita. Manetti: del reato previsto dall'art. 270 2° cpv. C.P., per avere, sempre nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, fatto parte della predetta associazione comunista.
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TRIBUNA I.E SPECIALE PER LA DIFESA llELLO STATO
IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P.M nelle sue conclusioni e gli imputati che ebbero per ultimi la parola coi loro difensori. IL TRIBUNALE
Ritenuto che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle emergenze dell'orale dibattimento si è potuto accertare IN FATTO ED IN DIRITTO
La Questura di Firenze dopo pazienti pedinamenti ed abili investigazioni era riuscita a sapere che degli ind ividui sospetti tenevano frequenti riunioni clandestine, per svolgere opera s ovversiva, a mezzo della cosiddetta "attività legale"; particolarmente nelle officine ed in qualche organizzazione del Regime. I maggiori esponenti locali del movimento erano stati in contatto diretto con un emissario della centrale comunista, a tal uopo venuto dall'estero, ed al tresì si erano mantenuti in corrispondenza coi capi del partito, fuorusciti, inviando delle relazioni s ulle condizioni salariali degli operai, sul loro stato di malcontento specie per lluanto si riferiva alle condizioni economiche, sulle eventuali rivendicazioni da porre in atto attraverso le organizzazioni s indacali in materia di ferie non pagate, mancata assistenza, aumento cli salario, ed in genere in ogni beneficio che da tali rivendicazioni potesse venire agli operai. La loro opera deleteria, esplicata con la maggiore circospezione possibile, mirava a sondare ed a valutare i sentime nti politici dei loro compagni di lavoro per poi riferire sull a percentuale degli iscritti al P.N.F. e s ulla fondatezza politica di quelli non iscritti. Con tale sistema in diverse fabbriche della città si era creata una rete di informatori e di propagandisti che, se non scoperta a tempo, poteva estendersi in misura preoccupante e portare a conseguenze che, o ltre pregiudicare la tranquillità dell'ordine pubblico, poteva produrre nelle organizzazioni sindacali e fasciste, uno stato d ' animo d'avversione ideologica che difficilmente si sarebbe potuta tradurre nella pratica azione, ma che certamente avrebbe incrinato la compattezza e la fiducia nelle organizzazioni stesse e nelle loro provvidenze e direttive. Tale attività sovversiva vieppiù andava aumentando nella scala della pericolosità; se si pensa che molte delle fabbriche, in cui agivano detti elementi, erano quelle che interessano la difesa del paese, per i loro prodotti di guerra e per la loro importanza. Attraverso le circostanziate, chiare e precise affermazioni dei maggiori responsabili, nonché attraverso talune ammissioni fatte da altri giudicabili, risu ltò che il Granchi sin dall'ottobre 1936 aveva conosciuto Censimenti Giotto il quale, unitamente a Pucci Fal iero, era solito intervenire a delle riunioni cl1e s i te nevano nel Lungarno o in Piazza S . Maria Novella e dove si discutevano
PRIMA PARTE: SENTcNZE PRONUNZIATE DAI. T.S .D.S .
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questioni con intonazione decisamente antifascista. In tali convegni il Pucci, aveva dato incarico allo stesso Granchi di trovare, fra gli operai delle officine e fra gli iscritti ai gruppi rionali, elementi giovani (preferibilmente iscritti al P.N.F.) idonei a svolgere opera di propaganda e di organizzazione a favore del partito comunista. Il Granchi, conosciuto a mezzo del Censimenti, certo Parenti Rolando lo aveva incaricato di svolgere opera di propaganda fra i suoi compagni e fra coloro che si fossero recati nella sua bottega cli calzolaio. Conosciuti poi per tra mite del Parenti, Sacchi Amleto e Manetti Cesare, diede loro analogo incarico. Per il tramite Sacchi Amleto, il G ranchi ebbe a conoscere il coimputato M.acherelli Spartaco, al q uale diede lo stesso incarico e tale compito deleterio affidò pure al rubricato Bertini Bruno. Dopo l'arresto de l Censimenti Giotto, inviato al confino di Polizia, il Granchi prese il di lui posto nell'organizzazione e gli furono comunicati dal Pucci i recapiti della centrale comunista cui dovevano essere inviate le relazioni ossia: "M. Peret Raymond - 23 Rue Monton Duvernat 14/me Paris" "M. Simon Chez M . Maimon - 19 Rue Beisson St. Louis (10) Paris". Il Granchi infatti inviò una relazione ne l mese di luglio 1937 al primo recapito ed un'altra nel mese di settembre 1937, al secondo recapito. Tal i relazioni erano il risultato delle sue osservazioni o di quelle dei compagni all'uopo incaricati come è stato già detto, fatta eccezione del Parenti il quale non volle occuparsi mai di nulla. Circa le stampe ed il materiale sovversivo in genere, il Granchi ne veniva in possesso per tramite ciel Pucci. Da quest'ultimo poi aveva avuto notizia dell'arrivo a Firenze d i un emissario del partito e dell'esistenza di altri incaricati fuo ri città. Circa questo emissario i I Pucci gli aveva eletto che tratta vasi cli una signorina la quale gli aveva dato istruzioni e direttive per tutta la provincia; e gli ave va richiesta una relazione che il Granchi compilò e il Pucci consegnò all'emis sario. Successivamente il Pucci presentò al Granchi la signorina; e in tale in contro essa gli dichiarò di chiamarsi Maria, cli essere oriunda da Reggio Emilia e di risiedere a Parigi. Oggetto principale del loro colloquio furono le relazioni internazionali ed il lavoro che il partito comunista doveva svolgere nel Regno . In un secondo colloquio la emissaria consigliò il Granchi di rivolgersi a l Pucci per avere il recap ito di Parigi ove inviare le relazioni . Il Pucci Faliero si è mantenuto anche a ll'udienza in un assoluto ed ostinato diniego, nonostante le precise, concrete accuse del Granchi; affermando di non conoscere né quest ' ultimo, né il Censimenti.
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TR I BUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO ST,\TO
PRIMA PART E: ·sENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
TI Bertini Bruno invece ha fatto ampia confessione, dichiarandosi, però, pen tito di aver asso lto l'incarico ricevuto dal Granchi.
A Granchi, Censimenti e Manetti anni 2 ciascuno; a Pucci, Bertini, Machere.lli e Sacchi anni uno ciascuno;
Tale incarico, come si è dello, è consistito in una opera di penetrazione e di propaganda fra i compagni di lavoro e nel fornire una relazione sull'officina dove lavoravano. Anche il Sacchi Amleto ha confessato pienamente la s ua responsabi lità, ribadendo così non solo quella del Granchi, già evidente, ma anche quella ciel Censimenti e de l Pucci.
In applicazione dell'art. 272 p.p. C.P. : A Granchi, Censimenti e Sacchi anni 3 c iascuno; a Pucci e Bertini anni uno ciascuno.
Macherelli Spartaco, ha esso pure, ammesso di avere avuto incarico dal Granchi di esplicare attività nella organizzazione sovversiva; e di fare propaganda fra i compagni cli lavoro, però escluse di averla svolta. Così dicasi del Manetti Cesare, il quale pure accettando il programma e le idee ciel Granchi non ebbe a svo lgere propaganda. 11 Censimenti Giotto, invece (comunista schedato ostinatamente attaccato ai s uoi principi politici tanto che fu inviato a l confine cli polizia per la sua sospe!la attività) si è mantenuto negativo nonostante le prove chiare raccoltesi contro di lui per le dichiarazioni ciel Granchi e degli altri prevenuti confessi.
Ed operato il cumulo delle pene (art. 71 C.P.) complessivamente deve condannare: Granchi e Censimenti ad anni 12 ciascuno; Pucci ad anni 7; Sacchi ad anni 4; Bertini e Manelli ad anni 2 ciascuno; Macherelli ad anni uno. Tutti alla reclusione; Granchi, Censimenti e Pucci con la interdiz io ne aperta dai pubbl ici uffici; Sacchi con la interdizione dai pubblici uffici per La durata cli anni cinque . Tutti tranne Macherelli con la libertà vigilata. Tutti col pagamento in solido del le spese di giudizio, col pagamento delle spese di preventiva c us todia, o ltre ad ogni a ltra conseguenziale di legge.
In sede di interrogatorio giudiziario il Granchi, il Bertini, il Manetti, il Marche!! i ed il Sacchi hanno ripetuto le loro confessioni , il primo con chiarezza e particolareggiata precis ione, gli altri con qualche reticenza. Solo il Pucci ed il Censimenti, invece, hanno insistito nella loro ostinata negativa, nonostante le numerose prove cli reità raccolte contro cli loro, ed emerse dalle dichiarazioni degli altri imputati e dal le deposizioni dei testi verbalizzanti. Quindi da q uanto esposto sopra si può concludere che tutti i prevenuti con la loro complessa e molteplice attività hanno dato vita ad una associazione comunista, il Granchi, il Censimenti ed il. Pucci promuovendola, organizzandola, appartenendovi e svolgendone propaganda, il Manetti, infine, appartenendovi semplicemente, come pure il Macherelli, in quanto non essendos i raccolti elementi sufficienti di reità nei suoi confronti, in ordine al delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P., ne deve essere assolto per insufficienza di prove. Di conseguenza tutti si sono resi responsabili dei reati rispettivamente ac certati, previsti e puniti dagli art. 270 p .p. , 270 2° cpv . e 272 p.p. C.P .. Esaminate e vagliate le risultanze dibattimentali nonché le richieste difensive; tenuta presente la natura particolare dei reati; considerato che taluno degli imputati è iscritto al P .N .F . od appartiene alle organizzaz io ni giovani li fasciste, il Collegio ritiene equo di irrogare le seguenti pene: Per il disposto dell'art. 270 p.p . C.P. A Granchi e Censimenti anni 7 ciascuno; a P icci anni 5; Ai sensi deJJ'art. 270 cpv. 2° C.P.
P.Q. M.
Visti ed applicati gli artt. 270 p .p. e 2° cpv.; 272 p.p. , 23,219, 73 , 228,229 C.P.; 274 e 488 C.P.P.; 485 C.P. Esercito, DICHIARA
Tu tti, ad eccezione di Macherelli assolto per insufficienza di prove in ordine a l reato di cui all'art. 272 p.p. C.P. , colpevo li dei delitti rispettivamente ascritti. Ed operato il cumulo delle pene complessivamente condanna: Granchi e Censimenti ad anni 12 ciascu no, Pucci ad anni 7; Sacchi ad anni 4, Bertini e Manetti ad anni 2 ciascuno; Macherelli ad anni l. Tutti alla reclus ione; Granchi, Censi menti e Pucci con la interdizione perpett1a dai P ubblici uffici; Sacchi con la interdizione dai pubblici uffici per la du rata d i anni 5. Tutti tranne Macherelli con la libertà vigilata. Tutti col pagamento in solido delle spese di giudizio, co l pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. Roma, 1.7.1938 - Anno XVI. Seguono le firm e del Presidente de i Gi udici.
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TRIBUNALE SPECIALE Pf,R LA DIFESA DF.LLO STATO
NOTIZIE DESUNTE DAI FJ\SCICOLI DI ESECUZIONE In ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero del! ' Interno con circolari n. 46643 ciel 27.7.1943 e n. 4916/441 del 14.8.1 943 viene propos ta la liberazione per Grazia Sovrana per Granchi e Censimenti. - Granchi per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2 .1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 16.10.1947.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.O.S.
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Detenuto dal 14. l O. I 937 al 7. I I. I 938. Pena espiata: I anno e 23 giorni. SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA - Manetti , detenuto dal I 5. l 0.1937, viene scarcerato. per espiata pena. dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia il 15.10.21939. (Per Manetti vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S." nel 1937 pag. 68)
Per effetto del Decreto di Grazia del 30.8.1943 viene scarcerato dal la Casa di R eclusione di Sulmona il 5.9. J 943. Detenuto dal 16.10.1937 al 5.9.1943. Pena espiata: 5 anni, I O mesi, 19 giorni.
- Macherelli. detenuto dal 15.10.1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 15.10.1938.
li titolo dei reati per i quali è stato condannato osta alla concessione dei benefic i previsti dal R.D. I 7. I 0.1942 n. I 156.
TI Tribun ale Militare Territoriale di Roma concede, con Ordinanza del 13.3.1961. il beneficio dell'amnistia di cui al D.L. 17.11.1945 n. 719 dichiarando, conte mporaneamente, estinto il diritto dell'erario al recupero del le spese di giustizia. (D.C.P.S. 22.11.1947 n. 1631).
- Censimenti per effetto del Decreto di Grazia del 19.8.1943 viene scarcerato dalla Casa di R ec lusione di Castelfranco Emilia il 22.8.1943. Detenuto dal 5.11 . 1937 al 22.8.1943. Pena espiata: 5 anni, 9 mesi, 17 giorni. Per i precedenti penali non può usufruire dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 20.2.1940 n. 56 e il titolo dei reati per i quali è stato condannato osta alla concess ione dei benefici previs ti dal R.D. 17.10.1942 n. I 156. Per effetto dei provvedimenti di clemenza di c ui al R.D. 24 .2.1940 n. 56. - Pucci viene scarcerato dalla Casa cli Rec lusione di Civitavecchia il 14.10. 1942. Detenuto dal 14.10.1937 a l 14.10.1942. Pena espiata: 5 anni. Rifiuta di associarsi a una istanza cli grazia inoltrata dal la figlia il 30.1. I 940. SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Sacchi , a seguito di istanza cli grazia inoltrala dal Sacchi viene concesso, con Decreto di Grazia del I 9.10.1938, iI condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerato dallo Stabilimento Penale di Fossano il 26.10.1938. Detenuto dal 15.10.1937 al 26. I O. I 938. Pena espiata: l anno ed I I giorni. - Bertini, a seguito cli istanza di grazia inoltrata dal Bertini viene concesso. con Decreto di g razia del 4.11 .1938, i I condono condizionale della residua pena eia espiare e, pertanto, viene scarcerato dal la Casa Penale di Castel franco Emili a il 7. 11.1 938.
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TRIB liNA l, ESPEC IALE PER L A OIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 68/1938
l" RI MJ\ PARTE: SF.NT ENZE PRON UNZIAT E DA I . T .S.D.S.
SENTENZA n. 89
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Tringa.li Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M.V.S .N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. (riudi ci Consoli M .V.S.N. : Calia M ichele, Mingoni Mario, Carusi Mario, Suppiej Giorgio, Pasqualucci Renato. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro : Squarzanti Renato, nato il 2.6.1 915 a Perotto di Ferrara, aiutante chimico farmaceutico; Ciceroni Otello, nato il l 0 .2 . 1915 a Corinaldo (Ancona) , a utista; Barbieri Bruno, nato il 16.11. 1911 a Reggio Emilia. cementista. fMPUTATI
Tutti: 1) - del del itto di c ui all ' art. 270 cpv. 2° C.P. per aver partecipato ad assoc iazione sovversiva; 2) - del delitto di c ui agli artt. l 10 e 272 p.p. C.P. per avere, in concorso fra loro, svolto propaganda sovversiva; 3) del delitto d i c ui agl i artt. 110 e 282 p .p. C.P. per avere, in concorso fra di loro, offeso i I prestigio del Capo del Governo con le parole: " despota che soppri me i pensieri e la volontà" e "feroce ingiustizia del despota" contenuto in appello a i "compagn i e lavoratori ", scritto dallo Squarzanti cl 'accordo con 0o li altri due: Ciceroni e Squarzanti, inoltre del delitto di c ui a lla p.p. dell'art. 270 C.P., per avere costituito un ' associazione sovversiva. Con l'aggravante, per Squarzanti e C iceroni, della recidiva ai sensi cieli 'art. 99 cpv . 1 ° n . 2 C.P.
Reati commessi in Bologna sino al marzo 1938 . In esito al pubbl ico dibattimento, sentiti il P.M. e gli imputati che, coi loro difensori hanno, per ultim i, avuto la parola, osserva
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TN FATTO ED N DJRfTTO:
A seguito d'istruttoria a rito diretto, i prevenuti, con atto d ' accusa del P.M., in data 22.4.1938 - furono rinviati a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi esposti sopra in epigrafe. All'orale dibattimento, per le parziali ammissioni degli accusati e per le prove documentali e testimoniali, s ì è accertato quanto segue: L ' Autorità di P.S. di Bo logna, venuta a conoscenza ne l marzo u.s., che in quell'ospedale militare veniva svolta da alcuni ricoverati attività comunista, dispose un opportuno serv izio di osservazione e cli pedinamento. Fu così che il 18 dello stesso mese veni va, alla stazione fe rroviaria di Bolo gna, tratto in arresto uno dei militari già segnalati per la predetta attività e c io~ il soldato del 6° Autocentro Ciceroni Otello, mentre, dimesso dall ' ospedale, s , apprestava a partire alla volta di Corinaldo (Ancona) , suo paese cli nascita, per trascorrervi la I icenza d i convalescenza che gli era stata concessa. Al Ciceroni fu rinvenuta e sequestrata una lettera, già affrancata, diretta a certa Segonì Giovanna a Li lla (Francia). La busta conteneva un biglietto datti~ografato, col quale s i pregava la Segoni di far proseguire per la sua destinazio ne un plico ivi accluso diretto a "Radio Mosca" contene nte un appello_, pure dattilografato, ai "compagn i lavoratori." , di indole comunista, nel quale v1 erano ~nc he frasi offensive contro il Capo del Governo italiano, c he, fra l'altro, veniva definito come " il despota che sopprime i pensieri e la volontà" e di cui si dice va che è un despota il quale commette delle feroci ingiustizie. Nel bagaglio ciel Ciceroni, furono rivenuti, e p ure sequestrati, un " inno internazionale", anche dì contenuto comunista, ed un cifrario. Nella perquisiz ione al domicilio del Cice roni, in Corinaldo, vennero sequestrati in segu ito un fog lio con l'annotazione della lunoo hezza d'onda cli alcuni s tazion i radio della Russ ia e della Spagna rossa e a lcune lettere spedite alla fam ig lia dello stesso Ciceroni, contenenti false notizie su spedizion i, dall 'Italia in Spagna. di materi ale bellico, nonché un apparecchio radio Phonola, ciel q uale il Ciceroni si era serv ito per captare le tra smi ssioni comuniste a scopo di ulteriore propaganda sovversiva. Su indicazioni del lo stesso Ciceron i e per accertamenti della predetta autorità procedente, furono arrestati anche gli altri due ru bricati Squarzanti e Barbieri, militari r icoverati nella stessa camerata del C iceroni, perché avevano svolta attiv ità sovvers iva in pieno accordo col C iceroni. Allo Squarzanti. compilatore dell ' appello, dell 'inno e del cifrario cli cui dianzi, furo no rinvenute e sequestrate le min ute cieli ' appello e dell'inno e una cop ia dattilografata d i quest 'ultimo. Dalle loro stesse dich iarazioni, ripetute in udienza, e dalle d ichiarazioni dei testi Cacc iari e Tamburin i, si è associ ato che conosciutisi i tre prevenuti ne ll'ospe dal e e raccontatis i i loro precedenti sovversivi, fecero, in p resenza di altr i m ilitari, della vera e propria propaganda sovversiva. Così il Ciceroni dis -
PKJMA PAKTI!: SENTENZE PROKIJNZIATE DAL T.S.D.S.
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TRIAUNALE SPF.CIALE PER I.li OIFESA DF.LLO STATO
se che a casa sua in Corinaldo aveva installato un apparecchio radio, col quale ascoltava le trasmissioni in italiano delle radio rosse, affermando che la verità si poreva conoscere soltanto attraverso tal i ricezion i, poiché la stampa ita li ana non pubblicava che m enzogne; c he al suo paese vi e rano tanti delle sue idee che in Itali.a si er~ nell'epoca delle ingiustizie sociali e schiavi del Regime fas~ista, per cui non s i aveva ne mmeno la possibilità di dire liberamente una parola. Tuuo ciò il .c~ceroni d iceva, co ll'espresso consenso dello Squarzanti, che si atl~~g'.ava a v1ttu11a del Regime fascis ta per essere stato fermato per motivi pol1t1c1 e sottoposto a vigilanza, e dal Barbieri che anche lamentava di essere stato ammonito per motivi politici e asseriva che a Reooio Emilia c'era tanta mi. . 00 sena e v1 .er~no molti comunisti , i quali però nulla potevano fare perché tenuti come schiav1; che a lui, come reduce cieli ' A.O., era stata rilasciata la tessera del P.N.F., ma che g li era stata data per forza. perché. altriment i, se avesse dovuto chiederla, l'avrebbero aspettato un bel pezzo; c he avrebbe volentieri buttato giù dalla ~inestra la C~'.11icia Nera Noferini, degente nella s tessa camerata, perché costui aveva rnanil estato le sue idee di fedelt~t al Regime. Il Barbieri scambia va con gli altri due il saluto comuni sta. P.uò imn:aginarsi .di quanto tutto c iò fosse di pregiudi zio e di pericolo in un amb~enre d1 popolazione militare, tanto più in quanto, come si è accennato. le manifestazioni cd i discorsi antifascisri e sovversivi venivano fatti dai tre. nella camerata dov'erano ricoverati , in presenza deg li altri militari ivi degenti e di q~ell1 c.he_~cl locale si portavano da altre camerate, in visita oppure di passagg10, e d1 CIO ~Ilo sco~o di attrarre altri alla loro combutta sovversiva. Di tale propaganda delittuosa furo no s pecia lmente oggetto i soldati Cacciari e Tamburini. Non è rimas to sufficientemente provato che il Barbieri avesse un 'idonea conoscenza del proclama ai lavoratori d'Italia cli cui sopra è cenno, o che comunque, sapesse della s ua destinazione in Francia per la divu lgazione con la Radio Mosca. 1.l tutt~ in proposito fu combinato dal C iceroni , c he diede le direttive per la com~ilaz10~c-del proc lama, dell'inno e ciel cifrario allo Squarzanti e da questi, che 11 comptlo, conoscendo e approvando l'uso che se ne doveva fare e dattilografò il proclama e l'inno. ' . Il Cicer~ni poi fece aggiungere, sotto la sua dettatura, al proclama un indi n.zzo a. Radio Mosca, ne l quale, fra l'altro, fissava il 28 marzo per conoscere ra~1o~onicamentc se l'appello era g iunto a destinazione e così sapersi regolare per rnviare altro documento del genere . . Come si acc~nnò, il Ciceroni, d'accordo con lo Squarzanti, il turto tentava per g~ungere ~on s 1~urezza a dest inazione a mezzo dell a predetta Giovanna Sego rn, comunis ta d 1 sua conoscenza residente in Francia. Non si sono avute prove suffic ienti per affermare che una vera e propria or-
ganizzazione comunista Ciceroni e Squarzanti abbiano costituita e c he fossero partecipi di un'associazione sovversiva, e pertan to dalle analoghe imputaz ioni di cui all'art. 270 p.p. e 2° cpv. C.P. debbono essere assolti per non provata reità (art. 485 C.P.E.); ma, nei fatti accertati, da essi commess i. il Tribunale ravvisa gli estremi giuridici al capo 2 e 3 della rubrica. Così per quanto c hiaramente ebbe a manifestare in presenza d i altri militari, che come si è detto, il Barbieri, il Collegio ritiene c he egli abbia svolta pro paganda comunista e che pertanto debba essere dichiarato responsabile del delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P .. Degli altri delitti, a lui in rubrica addebitati. il Barbieri deve essere assolto per non provata reità perché 11011 è risultato seriamente provato che conoscesse e concordasse con le offese ciel Capo del Governo di cui al citato proclama e c he appartenesse ad associazione sovversiva. Il Tribunale avvalendosi della facoltà cli cui all'art. I I O C.P., ritiene opportuno non tener conto della recidiva contestata a Squarzanti e Ciceroni, essendo essi stati condannali in precedenza per contravvenzioni. Adeguando le pene alla entità dei fatti da ciascuno commess i e alla perico losità dei tre giudicancli, il Tribunale ritiene di dover condannare alla reclusio ne, eia sostituirsi con altrettanta reclusione militare, ai sensi dell'art. 28 C .P. Esercito: Squarzanti e Ciceroni ciascuno complessivamente ad anni cinque, derivanti dal cumulo cli anni 2 e mesi lO per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. e di anni 2 e mesi 2 per il delitto di c ui all'art. 282 C.P.; Barbieri ad anni 2 e mes i I O per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P .. I condannati hanno l' obbligo solidale del pagamento delle spese processuali e ciascuno di essi ha obbligo personale del pagamento delle spese di propria custodia preventi va (art. 488 - 274 C.P.P.).
li Tribunale ritiene opportuno ordinare la sottoposizione dei tre condannati a lla libert~l vigilata (art. 299 C.P.) ri correndo g li estremi di peri colosità cli cui agli artt. 202 - 203 C.P. in relazione alle valute circostanze di c ui aU'arr. 133 C.P .. La radio Phonola e quant 'altro in sequestro, avendo attinenza con i fatti delittuosi di quali i prevenuti sono stati ritenuti res ponsabili, vanno sequestrati (art. 240 C.P.). PER QUESTI MOTIVI
Letti ed applicati gli art. I 10 - 272 p.p. - 282 - 73 - LOO - 229 - 240 - C. P.; 274 - 488 C .P.P.: 28 - 485 C. P. Esercito,
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TRIBlJ:-.IAl, E SPECfA L,F, PER L A [)\FES,\ DELLO STATO
PRIMA PARTE: SEKT ENZF. PRON UNZIATE DA L T.S.D.S.
DICHIARA
La Corte suprema di Cassazione (2° Sez. Pen.), rilevando che "i l reato previsto dall'art. 282 C .P. è fra le disposizioni penali abrogate ai sensi del l 'art. J D . Lg. Lt. 27.7. I 944 n. 159 in relazione all 'a1t. 3 del D. Lg. Lt. 14.9. 1944 n. 288 "annulla, c on sentenza emessa il 2.5.1946", la sentenza pronunziata dal T.S .D .S. il 14 .9. I 938 per quanto riflette la condanna inflitta a Squarzanti Renato e Ciceroni Otello relativamente a l reato di cui all'art. 282 C.P.".
Squarzanti Renato, C iceroni Otello e Barbieri Bruno responsabili del deli tto cli cui agli artt. I I O e 272 p.p. C.P. e Squarzanti e Ciceroni anc he del delitto cli c ui agli a rtt. I I O - 282 C .P., assolvendo per non provata reità i tre preceden ti dagli altri delitti in epigrafe a c iascuno d i essi ascritti ed escludendo la recidiva per Squarzanti e C iceroni e cumulate le pene per questi ultimi d ue, con danna alla reclusione, sostitu ita per tutti e tre in rec lus ione militare: Squarzanti e C iceroni ad anni 5 ciascuno, Barbieri ad an ni 2 e mesi I O: condanna in so li.do a l pagamento delle spese processua li e ciascuno al pagamento delle spese cli propri a c ustod ia preventiva. Ordina che tutti s iano sottoposti alla libertà v igilata; Ordina la confisca di quanto in gi udiz.iale sequestro. Roma, 14.9. 1938 - XVI Seguono le firme del Presidente e dei Giudici .
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE Per effetto di provvedimenti di clemenza di cui al R .D . 24.2. 1940 n. 56. - Squarzanti viene scarcerato dallo Stabilimento Militare di Pena di Gaeta i I 18.3. 1941. Deten uto dal 18.3 .1 938 al 18.3.194 1. Pena espiata 3 a nni. Istanze di graz ia inoltrare dalla madre l ' 11 . 11. 1938 e dallo Squarzanri il 6. 1 I . 1939 non vengono accolte. - Ciceron i v iene scarcerato dallo Stabilimento Mil itare di Pena di Gaeta il 18.3 . I 941. Detenu to dal 18.3.1938 al 18.3. 1941 . Pena esp iata 3 anni. !stanze d i grazia inoltrate dalla madre I ' I I.J.1 939 e 7.8. 1939 non vengono accolte. - Barbier i viene scarcerato dallo Stabil imento Militare cli Pena di Gaeta il 7.3.1940. Detenuto dal 18.3. 1938 a l 7 .3 . 1940. Pena espiata 1 anno, I I mesi, 19 giorni. Una istanza di grazia inoltrata dal Barb ieri il 28 .1 1. 1938 non viene accolta.
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Per il delitto politico d i c ui all'art. 272 C.P. per il quale Squarzanti, Cicero ni e Barbieri sono stati ritenuti colpevoli e condannati dal T.S .D.S. con sentenza del 14 .9 . 1938 il Tribunale Mili tare Territoriale cli Roma concede, con Ordinanza del 13.3. 1961, il beneficio dell'amnistia di cui a l D . Lg. Lt. 17. 11.1945 n. 7 19 dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell 'Eranio a l recu pero delle spese d i g iusti zia. (D.C.P.S . 22.11. 1947 n . 1631).
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTEKZE PRONUNZIATE DAL T.S.O.S .
SENTENZA n. 91
Reg. Gen. n. 353/1937
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Coha, inoltre: del delitto di cui agli artt. 110 e 272 p .p. C.P. per avere, in con corso fra loro fatto propaganda sovversiva.
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Le Merre Gaetano, Console Generale M .V .S.N.
Gornbia - A lberto - Negro Brasilla - Negro Mario - Pieretto e Magnetti, ancora: del delitto di cui agli artt. 110 e 270 p.p. C.P. per avere, in concorso fra loro, costituito, organizzato e diretta un'associazione sovversiva.
Giudice Relatore: Lanari Piero. Reati commessi in Torino sino al giorno del rispettivo arresto.
Giudici Consoli M.V.S.N. : Mingoni Mar io, Barbera Gaspero, Leonard i Nicola, Carusi Mario, Pasqualucci Renato. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro : Gombia Attilio, nato il 16.6. 1902 a Guastalla (Reggio Emilia), operaio chimico; Alberto Ernesto, nato il J 9.7 . 1890 a Torino, piazzista;
Gombia e Benna, ancora: del de litto di cui all'art. 489 p.p. C.P. in relazione agl i artt. 477 e 482 stesso Codice, per avere fatto uso, il Gombia nell ' agosto 1937 e la Benna il 14 ottobre stesso anno, di passaporto falso . Gombia e Benna, ancora: del reato di cui all'art. 158 p .p . T .U. Legge di P .S . 18.6.1931 n . 77 3, per avere, il Gombia ad ottobre - novembre 1934 e la Benna il 14.10.1937, il primo espatriato e l'altra tentato di espatriare, per motivi politici, senza essere m uniti di passaporto o di altro documento equipollente. Gombia - Piretto e Conte, ancora: di concorso in entrambi i reati di uso di atto falso e cli tentato espatrio c landestino attr ibuiti come sopra a Benna Aurora (art. 110 - 489; 477 e 482 C.P.; 158 p.p. T.U. legge cli P .S.) , per avere, fornito a costei i I fai.so passaporto e dato istruzioni ed a ltri mezzi per l' espatrio.
Benna A urora, nata I' 11 .8 . 1917 a Torino, casa! inga; Conte Cesare, nato il 2.6 .1867 a Castel San Pietro (Alessandria), impiegato privato; Coha G iovanbattista, nato il 27.5. 1909 a Favria Oglianico (Torino), tornitore; Desana Enrico, nato il 29. I O. I 888 a Mira bello (Alessandria), sellaio;
Con l 'aggravante per il Gombia ed il Giacone della recidiva, ai sensi del cpv. 1° n. 2 dell ' a rt. 99 C.P. quanto al Giacone; ciel cpv . 2° in relazione ai nn . I e 3 del cpv. 1° ciel medesimo articolo quanto al Gornbia. IN PUBBLICA UDIENZA
Sentito il P .M. nelle sue conc lusion i e gl i imputati che per ultimi ebbero la parola co i loro d ife nsori,
Giacone Guido, nato il 20.12.1901 a Torino, assistente c himico; TL TRIBUNALE
Magnetti Carni Ilo, nato il I 6.4.1904 a Borgone-Susa (Torino), calderaio; Negro Mario, nato il 1.5. 1896 a Castell'Alfero (Asti), esercente; Negro Brasilia in Alberto, nata il 15.3.1900 a Castell'A lfero (Asti), casalinga; Piretto Pietro, nato il 18.10.1884 a Mazzè Canavese (Aosta) , negoziante.
Cons iderato che dalla lettura degli atti processuali nonché dalle risu ltanze dell ' orale dibattimento si è potuto accertare IN FATTO ED IN DIRITTO
Gli organi tutori dell'ordine pubblico di Torino nel l 'ottobre 1937 avevano notata una certa attività sovvers iva propagandistica tra le masse.
fMPUTATl
Tutti: ciel clelitt.o di cui all'art. 270 cpv . 2° C.P. per aver partecipato ad associazione sovvers iva; Gombia - Alberto - Negro Brasi lia - Negro Mario - Pirretto - Magnetti e
Mentre comparivano nelle officine scr itte antifasciste, esaltante la Russia dei Sovietici, ris ultava a lla Questura l'esistenza in qualche stabilimento importante, di elem e nti particolarmente incaricati di far circolare fra gli operai manifestini e libelli comunisti e di raccogliere fondi per i combattenti rossi nella Spagna e pro vittime polit.iche. Della stampa, proveniente dal] 'estero, dava anche periodicamente notizie di pretese partenze da porti italiani per la Spagna na-
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TRIBUNALE SPECTAL,f PER L,\ OJFESA DELLO STATO
PR1\1A PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T.S.D.S.
zionale cli soldati e di materiali bellico, mentre la radio di Barcellona e cli Madrid, con una propaganda intessuta di menzogne, avvelenava gli animi degli operai, incitandoli a.Ila ribell ione.
cat.ogli dal centro, e mentre s i è guardato bene dal nominarli riuscì, provato, dalle confessioni di talun i coimputati, che ba avuti contatti diretti e indiretti con quasi tutti i giudicabili ; particolarmente con Pi retro, Magnetti, Conte e Desana. Fu il Gombia a far pervenire ali.a Benna Aurora, a meZ7.o di Piretto, che a sua volta si servì del Conte, il passaporto falso con denaro e con le relative istruzioni per poterlo usare ed espatri are clandestinamente.
Inoltre la centrale del partito comunista, aveva inviati i suoi emissari per riallacciare vecchi contatti ed a stabilirne dei nuovi; per creare negli stabilimenti una rete di informatori, per ottenere nuovi proseliti, ed approfittando di situazioni di lavoro incerte per creare vertenze a i s indacati, per acuire con una subdola e prudente p ropaganda quotidiana il malcontento che poteva manifesta rsi in qualche categoria meno favorita, per esplicare insomma con accortezza e con prudenza , usando la esagerazione e la menzogna, una deleteria attività disfattista . Agivano, attraverso c le ment i locali fidatissimi, per completare i q uadri della loro organizzazione e per diffondere la stampa clandestina che dall'estero proveniva anche per posta. Perciò fu necessario procedere ad abili e continue indag ini nonché a pazienti pedinamenti per scoprire tutti gli organizza t i de l movimento antifascista oltre ai capeggiatori. Infatti furono indi v iduati; ed accertati e lementi di rcsponsabi lità a carico di ognuno vennero denunciati a questo T ribunale Spec ia.le con rapporto del 21.11.1937 . Dalla compiuta istruttoria emersero chiare e precise le accuse confermate all'udienza: specie attraverso le dichiarazioni di taluni imputati e dei testi. Infatt i s i assodò che: Gombia Attilio, già condannato da questo Tribunal e Speciale, nel 1929, ad anni 8 di reclusione per reati della stessa indole, che ha beneficiato nel 1932 del R.D . cl i amnistia e condono, in occasione del decennale della marcia s u Roma. Egli è solo parzialmente confesso. Ha, cioè, riconosciuto di avere, nel! 'ottobre-novembre 1934, espatriato clandestinamente e di essere, dopo una lunga permanenza in Francia e cli 3 mesi anche in Russia, rientrato in Ital ia, mediante uso di falso passaporto, munito d i denaro e cli copioso corredo di documenti di copertura e di stampe, poi in parte sequestrategli , con la qualifica cl i fun zionario del partito comunista, e con incarico del centro di Parigi, di contro ll are il lavoro organizzativo g ià compi uto e di intensificare l'organizzazione del movimento comunista a Torino. Secondo le concorde dichiarazioni de i coimputati A lberto, Negro Brasilla e Piretto (che a lloggiavano in casa loro, clandestinamente, il Gomia) dalla fine cli agost.o a l 18.10.1 937, ebbe modo cli svolgere tutta la sua attività sovversiva per molto tempo. Infatti egli stesso ha riconosciuto di avere avvicinato alcuni elementi indi-
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Piretto P ietro, da tempo di idee sovversive. Confessò che eia anni aveva ripreso attività comunista collaborando dapprima con il funzionario comunista "Giovanni" (che non s i è potuto identificare), al qual.e, a mezzo del Negro Mario, procurò sicuro e com piacente al loggio in casa degli a nzidetti Alberto e Negro Brasilia. Partito il "Giovanni " fu poco dopo sostitui to dal Gombia, che il Pirctto chiamava "Gino", e d i costui il Piretto d ivenne il principale e fattivo col laboratore, concorrendo, così, all'opera organizzativa e propagandistica del Gombia. Fra l'altro, lo mise a contatto, a sua richiesta, con nuovi e lementi come il Magnetti ed il Conte, a sua volta, lo fece conoscere al Gombia a l quale poi sono stati sequestrati, alc uni oggetti d'oro e d'argento avuti da Magnetti, c he li aveva raccolti fra compagni cli fede; oggetti che erano destinati al fondo pro-vittime po iitiche. Al Pi retto sono state sequestrate stampe di propaganda, residuo di a ltre distribu ite. Negro Mario, Negro Brasilla , Alberto Ernesto, Magnetti Camillo: L 'att ività cli costoro è legata a quella del Gornbia: e l'opera loro è connessa a nche con quella spiegata dal P iretto . Fu quest'u ltimo che, a mezzo del Negro Mario, procurò l'alloggio ai due funzionari. Ora è indubbio, che il Negro a ciò si è prestato perché anch ' egli, nonostante abbia cercato di negarlo, partecipava all'associazione. D i idee sovversive, come egl i stesso ha riconosciuto, era da tempo in contatto politico col Piretto. Si può aggiungere che il s uo esercizio di bottiglieria era un vero e proprio recapito di partito , in quanto, oltre il Piretto, vi conveniva, come s i dirà, il Giacone; ivi poi avvenivano, ed il Negro lo ha ammesso, discussioni d'indole pol itica ed ivi ancora iI "Giovanni " J.o avvici nava, e, pare, anche il Gombia, come lo dimostra il possesso da parte ciel Negro, cli una copia cli "Stato Operaio" che egli non ha escluso proven ire propri o dal Gombia. Il Negro ha dichiarato anche che il "Giovanni" era stato preceduto eia un altro indi viduo anziano, col quale si era accompagnato nel suo esercizio, e dall'anziano il Negro ha ricev uto opuscoli comun isti e copie dell "'Unità". Cos icché tutto dimostra che il Negro sapeva di procurare alloggio ad un funz ionario comunista per facilitargli il compito po li tico che doveva svolgere. Ed è parimenti certo che della vera personal ità del "Giovanni", e dopo del "Gornbia", e de ll 'atti vità che costoro dovevano svolgere egli rese edouo il cognato A lberto e la so rella Brasilia, ai q uali fra l'altro, raccomandò cli non denunziare all'autorità d i P.S. il nuovo inq uilino, denunzia che, infatti , non venne compiuta . Ed oltre a ciò, per quanto concerne l'Alberto e la Negro Brasi Ila, sta in fatto che costoro, ari chiesta del Gombia, che si preoccupava di non far scoprire dall'autorità il suo ri fugio, si prestarono a procurare a ltro recapito per la corri spondenza che a l Gombia medesimo perveniva dalla Francia, e, per ottenere ciò dalla famiglia
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR IMA PARTE: SENTE:-JZE PRON UNZIATE DAL T.S.D.S.
amica Lussun fecero, a mezzo della figlio la di essi coniugi Alberto, Luigina, credere ai Lussu (sorprendendone così la buona fede) che si trattasse cli corrispondenza che la Luigina stessa, riceveva, di nascosto dai genitori, dal fidanzato residente in Francia.
trio clandestino. ln proposito va r ilevato che il Conte si è servito, per fare consegnare alla Benna il passaporto, di certa Bessone, ma le indagini dall'autorità di P.S. hanno accertato che costei, insospettabile in linea politica, ha agito in piena buona fede, sì da far escludere una qualsiasi sua responsabilità. La Ben na, figlia della nota comunista Perone Clementina, da tempo in Russia, tentò di espatriare il 14.10.1937 con quel documento falso da lei mostrato agli agenti. a richiesta d i costoro. sul treno presso il corifine a San Dalrna7.Zo di Tenda, ma il trucco venne scoperto e la donna arrestala.
Ed era noto ai con iugi anche, come si rileva dalle loro parziali ammissioni, specialmente dall'Alberto, che il Gombia, riceveva corrispondenza scritta in carattere segreto, e, come ha eletto testualmente l'Alberto, "in a ltra forma", e che la relativa rivelazione si otteneva a mezzo del ferro da stiro fornito dalla Negro Brasilia e richiesta dallo stesso Gombia. Si deve tener conto anche che nel la parte di alloggio a disposizione dei coniugi in questione sono stati sequestrati cinque volumi, ad essi affidati dal Gombia, volumi che (come altro simile trovato presso il Conte) servivano al ci frario per la corrispondenza segreta col centro. Tutto dimostra, quindi , che l'Alberto e la Negro Brasilia hanno partecipato al movimento; e che .il Negro Mario con le sue prestazioni ha concorso anche al compimento di quell'opera organizzativa propagandistica svolta dai funzionari, e particolarmente dal Gom bia: mentre nei confronti deg li altri due imputati non emersero elementi sufficienti di reità in ordine al reato contestato di cui alJ ' art. 270 p .p. C .P ..
Era diretta in Francia dove l'attendeva il compagno della Perone, il com unista Parod i Giovanni, già condannato da questo Tribunale Speciale. È naturale che dall'uso del documento e del tentativo di espatrio debba rispondere anc he il Conte, a titolo di concorso, così come ne rispondono il Gombia ed il Pi retto.
Conte Cesare, Desana Enrico, Benna Aurora, Coha G iovanbattista, Giacone Guido.
Il Desana ha avuto contatti col Gombia al quale fu fatto conoscere dal Conte. Al funzionario dette notizie sulla situazione degli operai dello stabilimento "Lancia" dove esso Desana lavorava. È troppo comoda, anche se a prima vista le circostanze di fatto pare non la contrastino, la scusa del Desana prospettata per giustificare la presa di contatto col Gombia, e cioè che egli intendesse chiedere a costui notizie del proprio cognato Vaira Pietro (comunista anch'esso) che si era allontanato da Torino e non aveva dato cli sè alcuna notizia. Il Conte non ricorda affatto che il Desana, come costui afferma, gli abbia accennato a questa sua intenzione di domandare al Gombia notizie ciel cognato, mentre è certo che il Conte, invitando il Desana a recarsi all'appuntamento col funzionario, gli disse esplicitamente chi era costui e che desiderava conoscere la s ituazione degli operai ciel suo stabilimento; ed il Desana accettò, pur sapendo, egli, comunista di vecchia data, che quanto stava per compiere era vera e propria ripresa attività sovversiva. Il Coha (già a contatto col latitante Ricci, uno dei maggiori esponenti del movimento) ricevette eia costui stampe comuniste, e precisamente copie di "Unità", facendole poi vedere all'amico Coha, in casa di quest'ultimo, allo scopo, evide ntemente, di propagandarlo. Non avrebbe, se fosse stata diversa l'intenzione, necessità di portare in casa ciel Coha in pacchetto delle stampe per ivi distruggerle. Si noti che, secondo lo stesso Coha, una copia è stata da lui trattenuta, ciò che non sarebbe avvenuto se le stampe non l' avessero interessato. E si noti ancora che, dopo aver ricevuto le stampe, il Coha continuò a frequentare il Ricci, parlando di lui e della sua attività politica all'altro amico Vaira Antonio, che successivamente, anzi, gli presentò. C'è, insomma, nella condotta del Coha, tanto da rendere certi che egli non solo era partecipe del movimento, ma contribu iva all'opera propagandistica del Ricci, tentando di attrarre altri nel movimento.
Sono tutti elementi che hanno dimostrato con la loro attività di appart.enere al movimento.
Il Giacone, freq ue ntatore del l 'esercizio del Negro partecipava ne l locale alle discussioni politiche, mostrando apertamente le sue idee sovversive.
TI Conte d'anni 71, padre del condannato da questo T ribunale Speciale, Dante, ha avuto contalli col Piretto e col Gombia, ed a quest'ultimo ha fatto conoscere il Desana. Si è interessato, poi, per fare avvicinare dal Piretto la Benna e qu indi per recapito a costei della busta col passaporto falso ed altro, per l'espa-
Egli abitava col gitt nominato Ricci, tenendo com unanza di vita con lui.
Anche il Magnetti, partecipe dell'associazione, ha concorso col Gombia, direttamente e tramite il Piretro, ali 'attiv ità sovversiva specie propagandistica. A tal uopo ha avuto ripetuti abboccamenti col Gombia che, ha ottenuto da lui notizie sulle paghe e sulla situazione in generale degli operai delle "Ferriere Pie montesi" presso le quali esso Magnetti era occupato . Ha avuto incarico dal Gombia d.i spingere i compagni ad agitarsi per ottenere aumenti di salario e riunioni cli assemblee in seno ai sindacati . .U Magnetti ha pure dato utili notizie sulla situazione della massa operaia dello stabilimento "Michelin", ottenute dalla moglie ivi occupata, ed ha consegnato al Pireno, per il recapito al Gombia, un biglietto con l'indirizzo di certa Nini F aucher, francese, che era stata per qual che tempo alla "Michelin" per istruire le operaie s u nuove lavorazioni e che era, dopo ciò, ritornata in F rancia. Pure a carico del Magnetti non si raccolsero prove s ufficienti per poter statuire che concorse alla consumazione del reato di cui all ' art. 270 p.p. C.P. a lui contestato.
È ceno che le tre tessere personali del Giacone, trovate in possesso del
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TRIBUNAL E SPECIALE PER LA Dl F!iSA DELLO ST ATO
Gom bia e che sono in giudiziale sequestro, furono passate dal Ricci, dopo di esserle fatte consegnare dallo stesso Giaconc a scopo politico sovversivo . Dalla suaccennata esposizione de.i fatti emerge ad evidenza che il parti to centrale sovversivo a veva ri petutamente inviati degli emissari per costitu ire, organ izzare e dirigere un movi mento sov versivo a Torino, e costoro, usufruendo di clandestini alloggi presso fedeli compagni, sfuggivano alla vigilanza della Questura. Non così il Gombia che venuto dall'estero, dopo d i avere svo lto per lungo tempo la s ua deleteri a opera di costituzione, o rgani zzazione e direzione di associazioni dirette a stabilire vio lentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre e sovverti re violentemente g li o rdinatamenti economici social i costituiti nel lo Stato, con la fa ttiva collaborazione del Pirelto e del Negro Mario, venne scoperto ed arrestato. Col Gombi a, col Piretto e col Negro Mario appartenevano alla organizzazione tutti gli altri gi ud icabili, ad eccezione della Ben na Aurora che deve essere assolta per ins ufficienza di prove dal delitto di cui allo a rt. 270 cpv. 2° C.P., in quanto non risultarono a suo carico e lementi sufficienti di reità. L'attività propagandistica era svolta dallo stesso Gombia efficacemen te c oadiuvato dal Piretto, dall'A lberto, dal Magnetti , dal Negro Mari o, dalla Negro Brasilia e dal Coha. Per esplicare la sua opera delittuosa il Gombia si era munito di abbondante documentario fa lso di copertura, facendone uso ed espatriando clandestinamente a scopo politico. Lo stesso Gombia aveva fornito denaro, istruzioni e passaporto fa lso alla Benn a Aurora che usandolo ten tò d i espatriare. Oltre al Gombia devono rispondere di concorso ne i reati commessi dalla Benna anche il Conte ed il Piretro. Tutti pertanto si sono resi responsabi li dei delitti rispett ivamente ascr itti e cli c ui agli ant. 270 p.p .; 270 cpv. 2°; 272 p.p.; 489 in re lazione agli artt. 477 - 482 C.P.; 158 p. p. e 110 - .158 p.p . legge P .S . 18.6.1931 n. 773 : in q uanto nella fattispec ie della azione c r iminosa da ogn uno compiuta si vengono a integrare tutti g li esterni soggettivi ed oggetlivi che costituiscono la configurazione giuridica dei reati addebitati. Devono essere assolti per insufficienza di prove, Alberto, Magncttì e Negro Brasilia del reato previsto e punito dal l 'art. 270 p.p. C.P. e Benna Aurora dal delitto di cui all'art. 270 cpv . 2° C.P., perché com e venne già accennato, mancarono nei loro confronti cle menti s ufficienti d i reità. Pertanto esam inate e vagl iate tutte le risu ltanze dibattimental i nonché le r ichieste difensive: considerata la natura speciale dei reati; tenute presenti le circostanze particolari cli ogni imputato, tanto che venne esclusa l'aggravante con-
PRIMA 1-'A lUE: SENTENZE 1-'RONUNZIAT!i DAL T.S.O.S.
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testata al Giacerne essend o stato condannato già per contravve nzio ne alle leggi fiscali, il Collegio riti ene equo dì irrogare le seguenti pene: Per il disposto dell'art. 270 p .p. C.P. con l'aggravante della recidiva per il Gombia: a Gombia anni 12; a Negro Mario anni 6; a Piretro anni 5; Tn app li caz io ne del l'art. 270 cpv. 2° C .P . con l' a ggravante della recidiva per il Gombia: a Gombia anni 3; ad Alberto, Magnctti, Negro Mario, Negro BrasiI!a e Piretto anni 2 ciascuno; a Conte, Coha, Desana e Giacone anni uno ciascuno; A i sens i dell'art. 272 p.p. C.P. con l'aggravante della recidiva per il Gombia: a Gombia, Alberto, Magnetti anni 3 ciascuno, a P iretto an ni 2 e mesi 6, a Negro Mario anni 2, a Coha e Negro Brasilla ad anni uno ciascuno. ln base all ' art. 489 in re lazione ag li artt. 477/482 con l ' agg ravante della recidiva per il Gombia: a Gombia mesi 6 e giorni 20, alla Benna A urora mesi 6. Per il disposto dell'art. 110 - 4 89 in relazione agli artt. 477/482 con l ' ag g ravante della recid iva per Gombia: Conte e Pireno mesi 6 ciascuno, a Gornbia m es i 5 e g iorn i I O. ln applicazio ne de ll 'art. 158 p.p. legge di P.S . 18.6.1931 n . 773, con l'aggravante della recidiva per Gombia: a Gom bì a anni 3 e L. 30.000 di m ulta, alla Benna anni 2 e L. 20.000 di multa . Ai sensi degli artt. l IO e 158 p.p. di P.S. citata con l'aggravante per il Gombia, a Gombia anni 3 e L. 30 .000 d i multa, a Conte e P iretro an ni 2 e L. 20.000 di mu lta ciasc uno. Ed operato il cum ulo dell e pene complessivamente conda nna: G ombia ad anni 25 e L. 60.000 cli multa, Piretto ad anni 12 e L. 20.000 di m ulta; Negro Mario ad anni 10; Alberto e Magnetti ad a nni cinque ciascuno; Conte ad anni 3, mesi 6 e L. 20.000 di mu lta; Benna Aurora ad anni 2, mesi 6 e L. 20.000 cli mu lta; Negro Brasil ia ad anni 3; Coha ad anni 2; Desana e Giacone ad anni uno c iascuno.
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DI FESA DELLO STATO
PRIMA PA RTE: SENT F.NZE PRONUNZIATE DAL T .S .D.S.
Tutti, al la recl usione; Gombia, Piretto e Negro Mario con la interdizione perpetua d i p ubblici uffici; Alberto, Magnetti con la interdizione dai p ubblici uffici per rna durata cli anni cinque . Tutti, tranne Desana e G iacone, con la libertà vigilata; col pagamento in solido delle spese di giud izio, col pagamento delle spese cli prevent iva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale di legge.
Per i precedenti penali non può usufruire dei benefici di clemenza previsti dei RR.DD. 24.2. 1940 n. 56 e J 7. 10.1942 n. 1156.
P.Q .M.
- Piretto per effetto dei provvedimenti d i clemenza d i cu i ai RR . DD. 24.2.1 940 n. 56 e 17.1 0. 1942 n. 1156 avrebbe dovuto essere scarcerato il 25.4.1945.
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V isti ed applicati gli arr.t. 110,270 p.p.; 270 cpv. 2 °, 272 p.p. 489 e 110 - 489 in relazione agli artL 477 - 482; I 58 p.p. e I I O - 158 p.p. T.U. leggi di P .S. 18.6 .1931 n . 773; 99 cpv. 1° in relazione ai nn. le 3, 23 , 29, 73 , 100,228,229 C.P.; 274, 488 C.P.P.; 4 85 C.P. Esercito . Dl CHIARA
Tutti colpevoli dei reati loro ascritti: ad eccezione cli Giacone per il q uale v iene esclusa l'aggravante della rec idiva; di Alberto, Magnetti e Negro Brasilla perché assolti dal solo reato di cui all'art. 270 p.p. C.P., e della Benna ciel solo reato di cui a ll'art. 270 cpv . 2° C .P. - per insufficienza cli prove.
Per Gombia vedi "Decis ioni emesse dal T.S .D .S . nel 1929 pagg. 43 - 53 e 56".
Per la concessione della Grazia Sovrana viene scarcerato dalla Casa di Re clusione di Castelfranco Emilia il 26.8.1943. Detenuto dal 25.10. 1937 al 26.8. I 943. Pena espiata: 5 anni, IO mes i, 1 giorno. - Negro per effetto dei provvedimenti cli clemenza d i c ui al R .D. 24.2. 1940 n . 56 avrebbe dovuto essere scarcerato i I 19. 10.1945. Non può usufruire dei benefic i previsti dal R .D . I 7.10. 1942 n. I I 56 ostandovi il titolo dei reati dei quali è stato riten uto colpevo le.
Ed operato il c umulo delle pene compless ivamente condann a: Gombia ad anni 25 e L. 60.000 cli multa; Piretro ad anni 12 e L. 20.000 di multa; Negro Mario ad an ni I O; Alberto e Magnetti ad anni ci nque ciascuno; Conte ad anni 3 e mesi 6 e L. 20.000 cli multa; Benna Aurora ad anni 2, mesi 6 e L. 20.000 di multa; Negro Bras ilia ad anni 3; Coha ad anni 2; Desana e Giacone ad anni 1 ciascuno . T utti a ll a reclusione; Gombia, Piretto e Negro Mario con interdizione perpetua dai pubblici uffici; A lberto, Magnetti, con la interdizione dai pubblic i uffici per la durar.a di a nni 5 . Tutti , tran ne Desan e G iacerne, con la libertà vi gilata; col pagamento in solido delle spese cli giudizio, col pagamento delle spese di p reventiva custodia oltre ad ogni altra conseguenziale, di legge. Roma 21.9. I 938-XVT-
Per la concessione del.la Grazia Sovrana viene scarcerato dalla Casa di Recl usione cli Caste lfranco Emilia il 26 .8 .1943. Detenuto dal 19. 10.1 937 al 26.8.1943. Pena espiata: 5 anni, IO mesi e 6 giorni . Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56. - Alberto vie ne scarcerato dalla Casa di Reclus ione cli Fossano il 18.10.1940. Detenuto dal I 8. I 0 .1937 al I 8. I O. 1940. Pena espiata: 3 a nni. - Magnet.ti viene scarcerato dal la Casa per minorati fisici e psichici cli Saluz.zo il I 9.10. 1940 Deten uto dal 19.10. 1937 al 19.10.1940. Pena espiata: 3 anni.
Seguono le firme ciel Presidente e elci Giudici . NOTTZIE DESUNTE DAI FASCICOLI Dl ESECUZIONE ln ottemperanza alle disposizioni impartite dal M inistero dell 'lnterno con circolari n. 46643 del 27.7.1943 e n. 49216/441 del 14.8. 1943 viene proposta la liberaz ione per Grazia Sovrana per i detenuti Gombia Attilio, Piretto Pietro e Negro Mario. - Gombi a viene scarcerato dalla Casa Penale di Teramo il 18.8 .1943. Detenuto dal 18.1 0 .1 937 al 18.8. 1943. Pena espiata: 5 anni e I O mesi .
- Conte viene scarcerato dalla Casa per minorati fis ici e psichici di Saluzzo il 4 .3.1940. Detenuto dal I 9. 10 .1 937 al 4 .3 .1940. Pena espiata: 2 a nni , 4 mes i, 15 giorn i. Rifiuta d i associarsi a una istanza di grazia inoltrata dalla mog l ie il 27 .2 . 1938. - Benna viene scarcerata dalla Casa Penale per Donne di Perugia il 6 .3.1940. Detenuta dal 15. 10.1937 al 6 .3. 1940. Pena espiata : 2 a nni , 4 mesi, 2 1 giorni .
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TRIBUNAI.F. SPECIALE PF.R LA DIFESA DF.I.LO STATO
SCARCERAZTONl PER GRAZIA SOVRANA - Negro a seguito di istanza di grazia inoltrata dalla Negro il I 0 .5. 1939 viene concesso, con Decreto di Grazia del 26.9.1 939, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, viene scarcerata dalla Direzione delle Carceri G iudiziarie per Donne di Roma il 1.10.1939. Detenuta dal 18.10.1937 al 1.10.1939. Pena espiata: I anno, 11 mesi, 13 g iorni.
PRIMA PARTE: SF.l\'1 t,NZF. PR0'1UNZIATF. llAL T.S.D.S.
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- Dona Giac into, nato il 24 .9.191 O a Favria Canavese (Torino) - meccanico Detenuto dal 3.11.1937 al 3.2.1938. - Roccatti Francesco, nato il 2.8. 1898 a Torino - meccanico Detenuto dal 19. l O. 1937 al 3.2.1938 . (Per Roccatt i vedi "Decisioni emesse dal T.S .D.S.'' nel 1928 pag. I OI 5 e 1932 pag. 59). - Tabor Mic hele, nato il 1.9. I 886 a Mond ovì (Cuneo) - fonditore Detenuto da l 20. 10.1937 al 3.2.1938 .
SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA - Coha, deten uto dal 5. 11.1937, viene scarcerato, per esp iata pena, dalla Casa cli Reclusione di Civitavecchia il 5. 11.1939. Rifiuta di associarsi a una istanza di grazia inoltrata dal padre il 21.10.1938. - Desana, detenuto dal 5.1 I. L937. viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carceri Giudiziarie di Roma il 5.11.1938. - G iacone, detenu to dal 19.1 0 . 1937. viene scarcerato, per esp iata pena, dalle Carceri Giudi ziarie di Roma il 19.10. 1938. In sede di giudizio di revisione specia le (D.L.L. 5. 10.1944 n. 316) la Corte d'Appello di Torino assolve, con sentenza emessa il 6 .6 .195 1. tutti i sopraspe cifi cati imputati perché i fatti addeb itati "non costituiscono i reati prev isti dagli ant. 270 - 272 C.P.".
Ha respinto "per il resto l'istanza di revisione cd ha dichiarato cessata I 'esecuzione della condanna, per i I Gombi a, per i reati di doppi o uso di passaporto falso cd espatrio clandestino e. per il Conte, per il reato di espatrio clandestino in virtù dell 'amnistia di cui al R.D. 5.4.1944 n. 96". - NOTA: Il Giudice Istruttore, con sentenza del 3.2.1938, dichiara cli non doversi procedere, per insufficienza di prove, nei confronti de i co imputati: - Cane Erminio, nato il 17.9. 1896 a Cerrina (Alessandria) - meccanico Deten uto dal 19.1 O. I 937 a l 3.2.1 938. - Carretto Giorg io , nato il 21.2.1891 a Torino - meccanico Detenuto dal 19.10. 1937 al 3.2 . 1938. Per "Carretto, vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S ." nel 1927 pg. 451 e l 928 pag. 257 e 310. - Chiappo Carlo, nato il 6.4.1897 a San. Germano (Vercelli) - meccanico Detenuto dal 19. 10. 1937 al 3.2 . 1938. (Per Chiappo vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S ." ne l I 934 pag. 256) .
- Varia An tonio, nato il 30.6. 1909 a Favria Canavese (Torino) - ragioniere Detenuto dal 3. J I . 1937 a l 3.2.1938 . - Vizio Giuseppe, nato il 2.1 O. I898 a Tricerro (Vercelli) - meccanico Detenuto dal 19.10.1937 al 3.2. 1938 . Venne anche denunciato il latitante: - Ricci Fabio, nato il 24.9.1 909 a Fontane lice (Bologna) - barbiere - Il Ric c i, tratto in arresto il 25.9. L94J , venne g iud icato dal T.S.D .S . nel 1942. (Vedi ·'Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1942 - Sent. ciel 6.2. I 942).
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TRIBUNALE SPECl,\1.F, PF.R LA DJFl:SA DELLO :iTATO PRIM A PARTE: S ENTENZE PRONUNZIATF. OAL T .$.D.S.
Reg. Gen. n. 25/1938
SENTENZA n. 92
11 Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Le Metre Gaetano, Console Generale M . Y.S.N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. Giudici Consoli M. V.S.N. : Gangemi Giovanni, Barbera Gaspero, Carusi Mario, Suppiej Giorgio, Bergamaschi Carlo. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Balbi (già Babich) E rmenegildo, nato il I 5.3. I 89 I a Felicia d'Istria (Po la), falegname; Balbi (già Babich) Teodoro, nato il 29.9.1908 Pola, garzone di negozio; Budicin Giuseppe, nato il 27.4.1911 a Pola (Capodistria), barbiere; Carli (già Kralj) Fel ice, nato il 2.2.1904 a Yerlica (Dalmazia), bracciante; Cecchini (già Cehovin) Bruno, nato il 12. 10.1912 a Tries te, cameriere ma rittimo; Chermaz (già Chermac) Giuseppe, nato il 15.3.1907 a Feranzano (Istria), falegname; De Simone Nicola, nato il 7.2. 1909 a Napoli , professore di lettere; Lorenzon Marcello, nato iI 6. I O. .l 911 a Trieste, muratore; Paklich Giovanni, nato il 10.6.1904 a Matteracla (Capodistria), operaio; Paliaga Antonio, nato il 13.9 . 1889 a Rovigo d'Istria (Pola), agrico ltore; Privileggio Giorgio, nato il 6 .8.1912 a Rovigo d'Istria (Po la), fabbro; Purich A ntonio, nato i 14.8.1899 a T rieste, saldatore autogeno; Stilli (già Stiglich) A lfredo, nato il 23 .6. 1908 a Pola, fa legname; Ylach Giuseppe, nato il 15.4. I 91 I a Pola, elettricista;
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Zanon Giovanni, nato il 29.9.1912 a Trieste, operaio; Revelante Giul io, nato il 30.11.1900 a Pisino (Pola), m eccanico congegnatore. IMPUTATI
Tutti: a) del delitto cli c ui all ' art. 270 cpv . 2° C.P. per avere partec ipato ad una associazione (comunista) diretta a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale s ulle altre; b) ciel delitto di cui agli art. I JO - 81 - 272 p.p. C.P. per avere concorso, tra loro e con altri, in epoche diverse, ma in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, alla propaganda comunista verbalmente ed a mezzo di diffusione di stampa o cli altre manifestazione sovversive. Lo Stilli Alfredo e il De Simone, ancora: c) ciel delitto di cui agi i artt. 11 O - 270 p.p . per aver concorso, tra loro e con altri , all'organiZ7.azione ed alla direzione de ll a suaccennata associazione. Con l'aogravante della recidiva generica a sensi dell'art. 99 p.p. C.P. per il Carli Felic:; della recidiva a sensi dell'art. 99 cpv. 1° n. 2 C.P. per lo Stilli; della recidiva specifica per il Buclicin e d il Pri v ileggio a sensi dell'art. 99 cpv. I 0 n. l e 2 C.P .. Reati commessi in territorio di Trieste, Pola, Rovigo ed altrove, precedentemente e fino al novembre 1937. In esito al pubbl ico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua requisitoria e gli imputati, che, coi loro difensori, hanno per ultimi av uta la parola, osserva IN !"ATTO F.D JN DIRITTO:
A seguito cl' istruttoria a rito diretto, i preven uti , unitamente a tali Kosman Mario, Valacco Romeo a Bacchi a Giovanni, nei riguardi dei quali si è preliminarmente ordinato lo stralcio degli atti e la sospensione ciel procedimento perché latitanti, furono , con atto d'accusa del P.M. in data 24.3 .1938, rinviati a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi sopra, in rubrica, enunciati. All'orale dibattimento, per la confessione pressoché completa, di quasi tutti g li accusati, per le precise indicazioni di alcuni degli accusati relativamente ai non confessi e per le prove testimoniali e documentali, si è accertato quanto appresso: Nel 1937 e antecedente, il predetto Kosman aveva promosso in Trieste, un notevole movimento mirante ali ' o rganizzazione di gruppi comunisti nella Ve -
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TRlllUNALE Sl-'cCl ,\ LE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRlMA PARTE: S ENTENZE PRONUNZIATE DAI. T.S.D.!,; .
nezia Giul ia secondo il programma e le istruzioni della " Centrale comunista" di Parigi, con la quale il Kosman era in relazione diretta.
successivamente a Trieste ove prese contatti e collaborò coi nominati esponenti di quel movimento comunista).
Ebbe origine così , in Trieste, una illegale associazione comunista, di cui facevano parte, o ltre al Kosman, i rubricati Cecchini, marittimo disoccupato, Balbi Teodoro, garzone di negozio, Balbi Ermenegildo, falegname, Lorenzon, muratore, Purich, operaio, Zanon, operaio, Pak lich, gru is ta, Carli, bracciante e Chermaz, falegname.
Era partecipe del gruppo d i Pola il rubricato Vlach Giuseppe (a cui era affidato il ramo stampa); facevano parte del gruppo cli Rovigno anche i prevenuti Buclicin e Privileggio (entrambi g ià condannati da questo Tribunale per reati della stessa indole degli attuali), nonché Paliaga Antonio, particolarmente adibito alla stampa.
Tale associazione disponeva di materiale per la stampa di manifestini e di un giornaletto "Fronte Popolare" - di propaganda comunista, mater iale che veniva custod ito ed operato in casa del Cecchini e, successivamente in casa d i Baldi E rmeneg ildo e d i Paklich . Al Checchini ed al Pakl ic h e ra affidata in modo speciale la riprod uzio ne del la stampa che dal Kosman e dal Balbi Teodoro veniva po.i suddivisa fra gli associati per l'ulteriore diffusione al lo scopo di adescare nuovi adepti . Coad iuvavano il Kosman nell'allività di propaganda, specialmente per il reclutamento di nuovi aderenti, i nominati fratelli Balbi ed il Cecchini, che, a loro volta erano validamente aiutati dal rubricato Carl i. Non è stato sufficientemente provato che il Purich, sebbene si.a stato parte cipe dell'associazione comunista abbia svolta, c ome g li altri, propaganda sov versiva. Peraltro, fra i nom inativ i, a nche Lorenzon, Zanon e Chermaz concorrevano a tale attività propagandistica, diffondendo di rettamen te la stampa. Il 1.1 1.1937 il Chermaz provvedeva alla stampa e al lancio nel rione San Giac o mo (gi~t covo del vecch io sovversivismo triestino) di numerosi manifestini a finalità comunista - o passando a com pagni stam pa destinata alla d iffusi o ne o catechizzando e reclutando nuovi elementi. Per il 7 novembre u.s. - anniversario della rivoluz io ne russa - doveva essere lanciato in città un n umero rilevante di manifestini inneggianti a ll'evento, g ià p reparati dal Cecchi n i e dal Bal bi Ermenegildo, ma quella vigile autorità di P.S . prevenne il misfatto e stroncò l'attivi tà dei p redetti, ne arrestò alcuni e, per le precise, dettagliate e veritiere indicazioni del Cecchini - il q ua le le ha con fe rmato in istruttoria e in udie nza, dichiarandosi ripetutamente pentito anche in com m oven t i esposti al Duce e al Tribu na le - assicurò alla giustizia gli altri, eccettuato il Kosman datosi alla latitanza. Frattanto analogo movimento era sorto in Pola ad iniziativa dei ru bricati Stilli (già d ue volte in p recedenza giudicato da q uesto Tribu nale per reati della stessa indole di quelli dei q ua li oggi risponde), Vallacco ( iscritto al P.N.F. e milite), ora latitante e De S imo ne, professo re di latino in que l R. Ginnasio, nonché in R o vigo, ad iniziativa d e l rubricato Bacchia (o ra l atitante, trasferitosi
Anche i componenti d i gruppi di Pola e di Rovigo svolgevano attività di propaganda (a voce o con stampa comunista) per adescare n uovi elementi a lla setta; anch'essi disponevano di un g iornaletto di classe che fu intitolato in un primo tempo "Il lavoratore" e successivamente "La voce del popolo" redatto in gran parte dal rubricato Prof. De Simone. De Simone, nei primi del l'agosto 1937, munito di una lellcra di presentazione dello Still i, si recò, con regolare passaporto, a Parigi ove p rese contatto con il centro co munista dal q uale ebbe istruzioni e direttive s ulla ulteriore attività da svolgere in lstri a . Tornato, nella terza decade dello stesso agosto, in Pola, comunicò allo Sti lli le nuove direttive degli organ i superiori al l' estero e divenne il destinatario di stampa comunista c he veniva riprodotta e diffusa. Peraltro anche il 2 1.4. 1. 937 , ad opera di c omponenti d i gruppi istria n i erano stati diffusi numerosi manifestin i sovversiv i nelle min iere clell 'Arsa, centro di popolazione operaio inq uadrata nelle Istìtu zi?ni del Regime fasc ista. L'opera del De S imone poté svo lgersi ind isturbata e rendersi spec ialmente deleteria in quanto, essendo egl i impiegato dello Stato e iscritto al P.N.F., non era sospettata e perciò incontrollata. Era partecipe dell'organizzazione cli Pola anche il rubricato Revel.ante. Infatti, p ur non essendo stata sufficientemente provata la sua attività di propa ganda punibile, è ri m asto assodato che egl i ebbe numerosi contatti associat ivi con lo Still i e con gli altr i dirigenti cli Pola e venne messo al corrente dell'attività degl i a lt ri organizzati relativamente alla preparaz ione della stampa, del la quale riceveva esemplari, e alle a ltre manifestazio ni. Anzi il Revelante veniva considerato come e lemen to di riserva per l'even tuale sostituzione di d irigenti . I predetti dei g ru ppi istriani, eccettuati i latitanti, furo no anche ass icurati alla g iustizia. Rinc h iusi nelle Carceri giudiziarie di Trieste,i l De Simone fu sorpreso mentre svolgeva propaganda sovversiva su a ltri c o ndetenuti commentando a fin i comun isti gli avvenimenti spagnoli e russ i riportati nel "Corriere della Sera" .
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T RIBUNALE SPECIALE PER LA DIFES A DELLO STATO
PRIMA PART E: SE:-JTENZF. PRONUNZIATE DAL T.S .O.S .
Mentre g li altri prevenuti, sia in periodo istruttorio che a l dibattimento ora le, hanno s osranzialmente confessato quanto sopra è stato narrato, lo Stilli e il De Simone hanno negato quanto a loro carico è stato accertato e quanto il Dc Simone aveva ampiamente e dettag liatamente confessato alle autorità di P.S. procedenti. Ma i loro dinieghi s ono stati smentiti dalle d ich iarazioni e dalle dettagliate precisaz ion.i che, in decisivi confronti, anche ali 'udienza, il coimputato Vlach ha coraggiosamente fatte.
R it iene invece di dovere confermare la rubricata recidiva per Stilli, Privileggio e Bud icin .
F urono anche le documentate dichiarazioni del V lach che diedero alle autorità di P .S . gli elementi utili per s troncare la perico losa organizzazione com unista in Istria. Il Vlach si è ripetutamente affermato pentito delle malefatte che, ad istigazione dello S ti ll i, operò e che l'hanno trascinato a renderne conto alla giustizia. Lo Sti lli, ch'era stato già confinato politico, ha peraltro, conclamato in udienza la sua fede com unista. Il Dc Simone, con i s uoi dinieghi concitati e sconnessi, col non fruire spiegazioni plausibili o comunque accoglibili della sua prima confessione in contrasto con le sue successive negative, col dichiarare, appena chiamato a deporre in udienza, sdegnosamente d i r ifi utare ogni difesa, ha dimos trato ancora di più il suo vero essere, essendo stato il suo contegno conforme alle note direttive com uniste. Che le organizzazion i istriane fossero ed agissero in armon ia con quella cli Trieste è risultato, oltre a quanto si è eletto sopra circa il Bacc hia, è stato provato dalle dichiarazioni del prevenuto Balbi Teodoro , i I quale ha con fermato , anche in udienza, i suoi contatti con lo St illi in Pola a scopi cli attività associati va e relativamente a i mezz i di riproduzione della stampa. Da quanto come sopra è emerso, s i rileva che tre gruppi comunisti nel 1937 erano stati costituiti in Trieste, Pola e Rovigo, dei quali facevano parte tutti i rubricati; che tutti, eccettuati, per quanto si è motivato dianzi, Purich e Revelante svolsero propaganda comunista; che organizzatori e dirigenti dei gruppi istriani furo no De Simone e Stilli. Nei suddetti fatti accertati il Collegio ravvisa gl i estremi giuridici degli analoghi reati a c iascuno addebitati in epigrafe. TI Tribunale ritiene di non dover tenere conto della conti nuazione (art. 81 C.P.) rubricata, re lativa al reato cli propaganda, trattandos i, ne l caso concreto, cli attività animata da una sola intenzione e c he si può ritenere come un fatto unico, corrispondente nel tempo ad unica vio lazione cli legge. Avvalendosi della facoltà cli c ui all'art. 100 C.P. rit iene cli dovere escludere la recidiva al Carli, condannato in precedenza per contravvenzio ne.
Commis urando le pene, alla gravità dei fatti e alla pericolosità di ciascun giudicando, ritiene giusto condannare alla reclusione. De Simone ad anni venti, risultanti dal cumulo cli anni dodici per il delitto di cui a ll'art. 270 p.p. C.P. di anni cinque per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. e di anni 3 per il delitto di cui ali' art. 270 - 2° cap. C.P.; S ti lli A lfredo a complessivi anni 15 risultanti dal cumulo cli anni 10 per il delitto di cu i a ll 'art. 270 p.p. C.P. compresi in questa pena anni due per la recidiva ai sensi cieli ' art. 99 cpv. I O n. 2 C.P.) di a nn i due e mesi 6 per ciascuno degli altri due delitti a lui in rubrica addebitati (compresi, in ciascuna di elette pene, mesi 6 per la recid iva come sopra precisata); Buclicin ad anni 12 complessivi, risultanti dal cumulo di anni 7 e mesi 6 per il .delitto cl i cui all'art. 272 p.p. C.P. ( il massimo della pena ecliuale aumentato di metà per la rec idiva specifica di cui all'art. 99 cpv. I O e 2° e cpv . 2° C.P. (massimo pena edittale più metà per la recidiva come sopra) ; P rivi legg io a complessivi anni 9, risultanti da l cumu lo di anni 6 per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. (compresi anni 2 per la recidiva specifica) e di anni 3 per il delitto cli cui all'art. 270 - 2° cpv . C .P. (compreso un anno per la rec idiva specifica); Balbi Teodoro a complessivi ann i otto (cumulo de l mass imo ed ittale dei due a lui ascritti in epigrafe). Balbi Errnenelgildo e Cari i ciascuno a complessivi anni 6, risultanti dal cu m ulo, per ciascuno, cli anni quattro per il del itto di c ui all'art. 270 p.p. C .P . e di anni 2 per il de litto di c ui al l 'art. 270 - 2 ° cpv. C.P.; Cherrnaz, Paliaga e Zanon ciascuno ad a nn i 4 complessivi , ris ultanti dal cu m ulo per c iascuno. di anni 2 per ciascuno dei due reati loro ascritti in rubrica; Cecchini , Lorenzon e Vlach ciascuno a complessivi anni 3, ris ultanti, per c iascuno, dal cumulo cli un anno e 6 mesi per ciasc uno dei due reati a loro ascritti in rnbr ica; Paklich e Revelante ciascuno ad anni 2 per il delitto di cu i a ll'art. 270 - 2° cpv. C.P. - dovendo essere assolti, per quanto si è motivato, per non provata reità dal delitto d i cui all'art. 272 p.p. C.P .. I condannati hanno l'obbligo solidale ciel pagamento del le spese processuali (art. 488 C .P.P.) e ciascuno di essi ha l'obbligo personale ciel pagamento delle spese cli propria custodia preventiva (art. 274 C .P .P.).
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TRIA UNALL SPEC IALE PER I.il DTFESA DELLO STATO
Conseguenza della condanna per De Simone, Sti lli, Budicini, Privileggio e Balbi Teodoro è l'interd izione perpetua dai pubblici uffici e per Balbi Ermenelgildo e Carli è l'interdizione dai pubblici uffici per il periodo di anni 5. B isogna ordinare la sottoposizione di De S imone, Stilli Buclicin alla libertà vigilata ai sensi dell'art. 230 n. l C.P.; Il T ribunale r itiene che tale mis ura di sicurezza, però ai sensi dell 'art. 229 C.P. sia il caso di ordinare nei riguardi di tutti gli altri condannati ricorrendo per essi gli estremi cli perico losità cli cui agli artt. 202 e 203 C.P. in relazione alle esaminate circostanze di cui all 'arl. 133 C .P .. Le cose in sequestro, aventi attinenza con sanzionata auività delittuosa de i prevenuti, vanno confiscate (art. 240 C.P.). Nei riguard i del Buclicin bisogna ordinare la revoca del condono concessogli con declaratorie di questo Tribunal e relativamente alla condanna eia lui riportata nel 1934 in questo T ri bunale, essendo venuta meno la condizione prevista e voluta nei R.D. d'indulto applicati. P.Q. M.
Letti ed applicati gli art. 270 p.p . e 2° cpv . - 11 O - 272 p.p. - 99 - 29 - 229 230 - 240 - 1.00 - 73 C.P.; 274 - 488 C.P.P.; 485 C.P. Esercito; DICHIARA
De Simone N icola, Stili Alfredo, B udicin Giuseppe, Privileggio Giorgio, Balbi Ermenelgildo, Balbi Teodoro, Carli Felice, Cecch ini Bruno, Chermaz Giuseppe, Lorenzon Marcello, Pak licJ1 Giovanni, Paliaga Antonio, V lach Giuseppe, Zanon Giovann i responsabi li dei reati in epigrafe loro ascritti, esclusa però la continuazione (art. 81 C.P.) relativamente al reato di propaganda; Purich Antonio e Revelante Giulio responsabil i del delitto di cui all'art. 270 - 2° cpv . C.P. assolvendoli per non provata reità dal delitto di cui agli artt. I I O - 272 p.p. C .P . loro ascritto; coll'aggravante della rubricata recidiva per Stilli, Budicin e Pri vileggio e d esclusa, a i sensi dell'art. 101 C .P ., la recidiva per Carli, e cumulate le pene, condanna alla reclusione . De Simone ad anni 20, S tilli ad anni I 5, Budicin ad anni 12, Privi leggio ad anni 9, Balbi Teodoro ad anni 8, Balbi E rmenegildo e Carli ad anni 6 ciascuno; Chermaz, Paliaga e Zanon ad anni 4 ciascuno; Cecchini, Lorenzon e Ylach ad anni 3 ciascuno; Paklich, Purich e Revelantc ad anni 2 ciascuno. condanna tutti in so li do al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese cli propria custodia preventiva; conseguono alla condanna l ' interdizione perpetua dai pubblici uffici per De Simone, Sti lli, Budicin, Privileggio e Balbi Teodoro e l'interdizione per anni 5 dai pubblici uffici per
PRIMA PART E: SENTENZE PRON UNZ IAT F. 11Af. T .S.D.S.
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Balbi E rmene lgi lclo e Carli; Ordina che tutti siano sottoposti alla libertà v ig ilata; . Dichiara revocati i condoni condizionali concessi con precedenti declaratorie di questo Tribunale a Budicin; Ordina la confisca di quanto in sequestro. Roma lì, 27 .9.1938 - A nno XVI. Seguono le firme ciel Presidente e dei Giudici.
NOTIZIE DESUNTE DAf FASCTCOU DI ESECUZIONE
In ottemperanza al le disposizioni impartite dal M inistero dell'Interno con circolari n. 46643 de l 27 .7. I 943 e n. 492 l 6/441 del 14.8. I 943 viene proposta la liberazione per Grazia Sovrana cli De Simone Nicola, Stilli Alfredo, Budicin Gi useppe e Privi leggio Giorgio, pertanto: - De Simone, che per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1940 n. 56 , avrebbe dovuto essere scarcerato il 24 ..1 I. I 955, viene scarcerato dalla Casa di Recl usione di San Giminiano (S iena) il 19.8.194 3 . Detenuto da 24. 11. 1937 al 19.8 .1 943. Pena espiata : 5 anni, 8 mesi, 25 giorni. Il titolo dei reati per i qu a li è stato ritenuto colpevole osta all ' applicazione dei provvedimenti di clemenza di c ui a l R .D . 17. 10.1942 n. 1156. - Stilli viene scarcerato dalla Casa di Reclus.i one di Castelfranco E milia il 21.8.1943. Detenuto dal 13 .11.1937 al 21.8. 1943. Pena espiata : 5 anni, 9 mesi, 8 giorni. Escluso dai benefici prev isti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 per i precedenti penali. JI titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole osta al! ' applicazione dei provvedimenti di clemenza previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156.
Per Stilli (già Stiglich) vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S . nel 1930 pag . 186" e "Decisioni e messe da l T.S .D.S. nel 1932 pag . 554". - Budicin viene scarcerato dalla Casa di Reclusione d i Caste lfranco Emilia il 21.8.1943 . Detenuto da l 18.12. 1937 al 21.8 .1 943. Pena espiata: 5 anni, 8 mesi, 3 giorni.
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TRIBUKALE SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Per i precedenti penali non può usufruire dei provvedimenti cli clemenza previsti dal R .D. 24.2.1940 n. 56.
PR l ~1A PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAI. T.S.D.S.
- Lorenzon viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Fossano il 5.3.1940. Deten uto dal 18.11. 1937 al 5.3 . 1940. Pena espiata: 2 anni, 3 mes i, I 7 g iorni.
li titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevo le osta all'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156. Per Budicin ved i "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1934 pag. 238". - Privi leggio viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 21.8. I 943. Detenuto dal 18. 12. I 937 al 21.8.1943. Pena espiata: 5 anni , 8 mesi, 3 giorni. Escluso dai benefici di cui al R.D. 24.2.1940 n . 56 per i precedenti penai i e dai provved imentj di c lemenza previsti dal R .D . 17. l 0. 1942 n. 1156 ostandovi il titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole. Per Privileggio vedi "Decisioni e messe dal T.S.D.S. nel I 934 pag. 238''.
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SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Chermaz; a seguito di istanza cli grazia inoltrala eia Chermaz il 14.10.1938 viene concesso, con Decreto di Grazia del 16.1.1939, il condono condizionale della residua pena da espiare e, pertanto, Chermaz viene scarcerato dalla Casa Penale di Civitavecchia il 18.1.1939. Detenuto dal 15.11.1937 al 18.1.1939. Pena espiata: 1 anno, 2 mesi, 3 giorni. - Zano n si associa a una istanza di grazia ino ltrata dalla madre il 3 I .1.1939 e con Decreto cli Grazia del 26.10.1939 viene concesso il condono condizionale della resid ua pena eia espiare e, pertanto, Zanon viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Em ilia il 31. IO. I 939. Detenuto clall'll.ll.1937 a l 31.10.1939. Pena espiata: 1 anno, 11 mesi, 20 giorni.
Per effetto dei provvedimenti d i clemenza cli cui al R .D. 24.2.1940 n. 56 - Balb i Teodoro vie ne scarcerato dalla Casa Penale di Fossano il 6. 11. 1943. Detenuto dal 6 . 11.1937 al 6.11.1943. Pena espiata : 6 anni . Escluso dai benefici di cui al R.D. 17.10. 1942 n. 1156 ostandovi il titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole.
- Cecchi ni a seguito di istanza d i grazia ino ltrata dal Cecchi ni il 23 .1 I . 1938 viene concesso, con Decreto cli Grazia ciel 2 .3.1939, il condono condizionale del la residua pena eia espiare e, pertanto, Cecchini viene scarcerato dalla Casa Penale di C ivi tavecch ia il 4 .3. I 939. Detenuto dal 6. I 1. 1937 al 4.3. 1939. Pena espiata: 1 anno, 3 mesi, 28 giorni. SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA
- Balb i Ermenegildo, viene scarcerato dalla Casa di Reclusio ne di Civitavecch ia il 9.11.1941. Detenuto dal 9 .11 .1937 al 9.11.194 1. Pena espiata: 4 anni. - Carl i viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia il 13. l I. I 941. Detenuto dal 13. I l.1937 al 13.11.1941. Pena espiata: 4 anni.
- Paklic h, detenuto dall'8.l l . l 937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusio ne di C ivitavecchia 1'8 .11.1939. - Revelante, detenuto dal 17. 11.1937 , viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclus io ne d i Castelfranco Emilia il 17.11.1939. Per Revelante vedi "Decisio ni emesse dal T.S .D.S . nel 1930 pag. 186". - Purich, deten uto da l I 8. 1 1. 1937, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa i Reclusione di Civitavecchia il 18.11.1939.
Una istanza di grazia inoltrata dal Carli il 28 .9. 1939 non viene accolta. - Vlacb viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Fossano il 6.3.1940 Detenuto dal 13. 11.1937 al 6.3. 1940. Pena espiata : 2 anni, 3 mesi, 23 gi orni. Istanze di grazia inoltrate dal V lach il 10. 10. 1938 e il 14.4.1939 non vengono accolte.
- Pal iaga, dete nuto dal 10. 12.1937, muore ne lla Casa Penale di Castelfran co Emili a il 16. I. I 939. Nei confronti cli tutti i sopraspecificati imputati il Tribunale M ili tare Terri toria le di Roma concede, con Ordinanza ciel 21 . 12. 1960, il beneficio clell 'am nistia (D.L. J I7 . I I. I 945 n. 7 I 9) dich iarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero delle spese di giustizia (D .C.P.S. 22. I I .1947 n. I 63 I).
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PRI MA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAI. T .S.D.S.
T RIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO S"JATO
SENTENZA n. 94
Reg. Gen. n. 320/1937
Vennero sottoposti a procedimento penale anche i latitanti : - Bacchia (già Bacchiaz) Giovanni; nato il 1.12.1907 a Rovigo d'Istria (Pola). Il 29.9.1943 gli atti processuali vennero trasmessi al Tribunale Militare di Guerra di Trieste ai sensi dell'art. 1 del R.D.L. n. 668 del 29.7. 1943. (Per Bacchiaz vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1934 pag. 248"). - Kozrnann Mario, nato il 21.11.1912 a T rieste - studente;
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Le Met.re Gaetano, Console Generale M.Y.S.N.
Giudice Relatore: Pre1?ti Giovanni. Giudici Consoli M.V.S.N. : Gangerni Giovanni, Carusi Mario, Suppiej Giorgio, Bergamaschi Carlo, Caputi Pietro.
(Per Kozrnann vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S . nel 1932 pag. 305") . ha pron unciato la seguente: - Valacco Romeo, nato i I 21 .7.19 12 a Pola - operaio.
. Dal registro generale non risulta se i latitanti Kozmann e Valacco vennero tratti in arresto e giudicati dal T.S.D.S .
S ENTENZA ne lla causa contro: Diviacchi Umberto, nato il 7.JO. 1912 a Montona (Istria), agricoltore, detenuto dal 24.8.1937 . IMPUTATO
a) de l del itto d i c ui all'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere partecipato ad un 'as sociazione sovvers iva; b) del de litto di cui all'art. 272 p.p. C.P. per avere svolto propaganda sov versiva; e) del del itto cli cui all'art. 270 p.p. C.P., per avere promosso, costi tuito, organizzato e diretto una associazione sovversiva. Con l'aggravante della recidiva ai sensi d e ll 'art. 99 cpv. 2 ° C.P. in relazione ai n. 2 e 3 del cpv. 1° dello s tesso articolo . Reati commessi in territorio di Montona (Pola) nell'agosto 1937 e fino al l 'epoca del l'arresto. In es ito a l pubblico d ibattimento, sentiti il P .M . nella sua requisitoria e l'imp utato, che, col suo difensore ha per ultimo av uta la parola, osserva IN F/\TTO ED IN DIRITTO
Con sentenza della Commissione Istruttori a in data 12 febbraio u.s. , il p revenuto, assieme ad altri 18, ne i riguardi dei quali questo Tribunale pronunciò sentenza il 27 giugno u.s. (vedi sentenza T. 69 s tesso volume) , era stato rinviato a g iudizio per rispondere dei delitti sopra rubricati; ma, nelle more del dibattimento, nei suoi riguardi fu sospeso il procedimento perché il Diviacch i era stato ricoverato in un manicomio giudiziario. Successivamente, dimesso il Diviac-
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TRlllUNALE SPEC IALE PER LA DIF ESA DELLO STATO
chi dal luogo cl i cura con attestato di guarigione, venne fissata l 'at tuale udienza per il prosieguo e la definizione del proced imento contro il Diviacchi stesso . All'odierno dibattimento per le ammissioni dell'imputato e per le prove documentali e testimoniali e tenuto conto di quanto era stato accertato e sentito nel dibattimento e nella sentenza relativi agli a ltri coimputati di cui sopra è cenno, si è assodato quanto segue: Nel I 937 era s tata costituita cli fatto un 'associazione comunista in alcuni borghi presso M ontona d ' lstria. Tale assoc iaz ione, che non aveva legami con centri comunisti e steri o in terni e che fu scoperta nell 'estatc 1937, esp licava la s ua esiziale attività median te propaganda con scritt.e m u ra li, riunioni, radioaudizioni cli comunicati a sfondo sovversivo provenienti e diffusi da centri esteri e specialmente dalla Spagna rossa, adozione del saluto comunista e diffusione ciel g iuramento di tale setta. Non è ris ultato suffic ientemente provato che il Di viacchi fosse uno degli organizzatori o dei dirigenti di tale aggruppamento sov versivo e pertanto clall 'analoga rubricata imputazione cli c ui all'art. 270 p.p. C.P. egli dev'essere assolto per non provata reità; ma prove più che sufficienti sono emerse atte a dimostrare che il Diviacchi era u no elci più attiv i ed agguerriti esponenti de ll'associ azione.
PRIMA PA RTE: Scrs:TENZE PR ON UNZIAT F. fJJ\I . T.S .D.S.
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Pertanto, adeguando la pena a li 'entità dei fatt i commessi e a l la perico losità del Diviacchi. ritiene giusto condannarlo alla pena complessiva d i anni quattro d i reclusione, risultanti d a l cumulo di anni due per c iascuno dei cui reati di cui agli artt. 270 - 2° c pv. e 272 p.p. C.P. , compresi in c iascu na pena mesi sei per la recidiva (art. 99 - 2° cap. in relazione ai n n. 2 e 3 del cpv. I" stesso art. C.P.). Consegue n ze della condanna sono i I pagame nto delle spese processuali e di custodia preventiva (art. 274 - 488 C.P.P.) . Il Collegio ritiene opportuno ord inare la sottoposiz ione de l Diviacchi alla libertà v ig ilata (art. 229 C.P.), ricorrendo nei suoi riguardi g li estremi d i pericolosità di cui ag li artt. 202 - 203 C.P. in relazione alle circostanze di cui all'art. 133 s tesso Codice. OMISSIS P.Q.M .
Letti ed app licat i g li artt. 270 - 2° cpv . - 272 p.p. - 99 c pv . 2° - 229 73 C.P. 274 - 488 C.P.P. - 485 C.P. Esercito. DICHIARA
Egli, infatti s volse efficace propaganda, guadagnando a li 'associazione parecchi elementi; fu assiduo frequentatore d e lle riun ioni e delle raclioascoltazio ni, specialmente in casa di tal Filini Fabio - g ià condannato da ques to T r ibunale con la c ita ta sentenza, coadiuvò tal Bas iaco Paolo - a ltro già condannato con la ripetuta sentenz a - nel tracci are, nel l 'agosto 1937, sulla faccia ta e sterna de lla chiesa di Monte Subien te, alcune scritte d i propaganda comunista; praticò i I saluto comun ista pubblicamente, non fu estraneo all ' incisione dell ' emb lema com uni sta e cl i parole es altanti la Russia che uno degl i adepti aveva fatto su una z ucca che po i fu e levata sopra un palo ed es posta a.I pubbl ico a scopo di pro paganda.
Diviacchi Umberto responsabi le dei d e litti di c ui agli artt. 270 2 ° cpv. e 272 p .p . C.P. assolvendolo per non provata reità dall'asrittogl i delitto cli cui a ll 'ar t. 270 p.p . C.P. e, coll'aggrav ante della rubricata reci d iva e cumu late le pene, _lo c ondanna ad anni quattro di reclusione, a l pagamento delle spese process uali e cl i cus todia prevenr.iva ed Ordina che s ia sottoposto alla libertà vigilata.
Non v i è dubbio, pertanto, che i Diviacchi debba essere dichiarato res ponsa bile dei delitti di cui agl i artt. 272 p.p . e 270 - 2 ° c pv. C .P. integrandosi ne i falli da lui commess i g li estremi g iuridici d i tali reati.
NOTIZIE DESU NTE DAL FASCICOLO DI ESECUZION E
A lu i dev'essere attribuita l'aggravante d e lla rubricata recidiva automaticamente derivante dai s uoi prece dent i penali descritti ne l certificato penale in at ti (art. 99 - 2° cpv. C.P.). Il Collegio non ritie ne di dovere adottare il tra ttamento medico legale invocato d a lla difesa nei riguard i del Diviacchi , perché quando costui commise i fatti, era in piena capacità d'i n tende re e d i volere. Fu s uccessivamente, in carcere, c he g li si manifestò l'infermità ps ichica della quale ven ne rapidamente curaro e g uarito nel I uogo di cura s uacce nnato.
Roma lì , 30.9.1 938 - XVI Seguono le firrne ciel Presidente e dei G iudici.
- Diviacchi, detenuto dal 24.8. 1937 , viene sca rcerato, per esp iata pena, dal la Casa di Reclusione d i Fossano il 24 .8.1941 . l precedenti penali ostano all 'applicazione dei provve d imen ti d i c lemenza di cu i a l R .D. 24.2 . 1940 n. 56. (Riten uto colpevole di "connivenza in d iserzione - a rti. 140 - 154 C.P. Esercito v iene condan nato dal Trib u nale Mi ] i tare d i Roma, con senten za cie l 16.11. 1934, a lla pena di 2 anni d i carce re militare). Rifiuta di associa rsi a una istanza d i grazia inoltrata dal padre il 3.2.1939.
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TRTR UNALE SPECIALE PER I.A D1FES A DELLO STATO
I l Tribu nale Mi lit.are Territoriale cli RcHna concede, con Ordinanz a del 13.3.1961, il beneficio dell ' amnistia di cui al D.L. I 17 . 11.1945 n . 7 19 clichiarand_o, _con_te_mporaneamente, estinto il diritto dell ' Erario al recupero delle s pese d1 grnst1Z1a (D.C.P.S. 22.11.1947 n. 1631).
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZI AT E DA L T .S.D.S.
SENTENZA n. 95
Reg. Gen. n. 69/1938
.Il Tribunale Spe ciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Le Metre Gaetano , Console Generale M.Y .S .N . Giudice Re/more : Presti Giovanni. Giudici Consoli M. V.S.N . : Gangem i Giovan ni, Carusi Mario, Suppiej Giorgio, Bergamaschi Carlo, Caputi Pietro.
ha pronunciato la seguente : SENTENZA nella causa contro: Berardi Edmondo, nato il 30.4 .1 9 18 a Tivoli, man ovale , detenuto da l 16.2.1938. IMPUTATO
a) del delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. per avere svolto propaganda sov versiva tracciando, s ulla parte interna della porta della latrina esistente nello stabilimento S. R.C.M . di Bagni d i T ivoli, delle frasi di esaltazione del comunismo; b) del delitto di cui all'art. 29 1 C.P. per avere vil ipeso pubblicamente la Nazione Italiana tracciando, nelle circostanze di cui sopra, le frasi "quel li c he portano il distintivo del Fascio sono tutti c uli rotti" e "abbasso il fascismo"; c) del deli tto di c ui all'art. 282 C.P. per avere offeso il prestig io del Capo del Governo, tracciando, sempre ne lle circostanze suddette, le parole "abbasso il Duce". Reati accertati i I 4 febbraio 1938 In esito al pubblico d ibattimento sentiti il P.M. nella sua requisitoria e t¡imP1:1tato, c he , col s uo difensore, ha per ultimo avuta la parola, osserva IN FATTO ED IN DIRITTO
A seguito procedimento a rito d iretto, il prevenuto fu rinviato a giudizio, con allo d'accusa del P.M. del 3.6. 1938, per rispond ere dei falli delittuosi come sopra e nunci ati . All'udienza l'accusato, ri bade ndo con tulle le sua forze i reiterati dinieghi p regiudiziali, ha negato recisamente di avere commessi i fatti contestatogli, assere ndo verosimil mente, e non contrastato in ciò dalle risultanze processuali
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PRIMA PARTE: SENTE'IZE PROKUNZIATE DAI. T.S.r>.S .
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TRIBU NALE SPECIAi.E l'ER LA D IFESA D F.LLO STATO
SENTENZA n. 100
Reg. Gen. n. 33/1938 scritte e orali, che egli nessun motivo, anche minimo, aveva per macchiars i della grave accusa di tracciare le scritte incriminate, perché, inscritto sino dalla sua fanciullezza alle organizzazioni del Regime Fasc ista, aveva, in ogni te mpo e in ogni luogo, pubblicamente ed entusiasticamente, esaltato il fascismo praticandolo in tutte le sue manifestazio ni, aveva prestato il suo servizio in qualità di domestico per alcuni anni nella Caserma dei CC.RR. di San Pietro in Roma, sempre lodevolmente, ne ll'epoca dei fatti in crimine egli lavorava in un mobilificio traendone compenso più che sufficiente per i suoi modesti bisogni di giovane appena ventenne dedito al lavoro ed estra niato da ogni svago dispendioso e da vizi di sorta. D'altro canto le scrillc furono accertate nelle c ircostanze di tempo e cli luogo rubricate e vennero attribuite al Bc ra rdi in base a due esami g rafici compiuti in sede d 'indagini e a una success iva perizia calli grafica giudiziale. Nessu n altro e le mento la dil igente is truttoria ha potuto raccogl iere a carico ciel Bcrarcli, che, v ice ve rsa, a ttraverso le prove è risu ltato g iov ane di indisc ussi sentimenti fas c is ti. TI perito in ud ie nza ha confermato le s ue conc lus ioni positive, escludendo
quasi del tutto c he la grafia del Berardi abb ia even tualmen te potuto esse re imitata da a ltri. Date le risultanze, al Co ll egio sono sorti dei seri dubbi circa la res ponsabi lit~t de l Berardi. Escluso una qualsiasi causale determinante la delittuosa azione, per attribuire al Berardi le scritte di cui trattasi bisogne rebbe ricorre re alla s upposizio ne di una mome ntanea obnubilazione ps ichica de l Berarcfi, i potesi che non trove rebbe riscontro nei precedente di eq ui librio e cli normalità fi s ica de l soggetto. Il Tribunale. pertanto. ritie ne, che il solo refe rto peritale. infi rmato pe ra ltro da qualche incertezza sorta nei giudic i s tessi dal l'esame obie llivo dire tto delle grafie in confronto, non sia sufficiente prova a tta a g iustificare una affermazione di responsabilità nei ri guardi del Berarcli. R e puta, perta nto, gius to assolvere i I Berardi pe r non provata reità cd o rdinare la s ua scarcerazione se non de tenuto per altra causa.
li Tribunale Speciale per la Di fesa dello Stato composto da : Presidente: Le Metre Gaetano, Cons ole Generale M.V.S.N. Giudice Relatore: Presti Giovanni. G iudici Consoli M. V.S.N . : Gangcmi Giova nni, Mingon i Mari o, Carusi Mari o, Bergama chi Carlo. Pasqualucci Renato. ha pron unc iato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Casari Gaetano, nato il 25.8.1905 a Massa(Lucca), co nta dino: Ghedini Spero, nato il 4.12.1 9 1 I a Bondeno (Ferrara), barbie re; Marche tti G iovanni, nato il 18.3.1888 a Scortichino (Ferrara), contadino; V incenzi Clemente, nato il 3.10. 1904 a B urana (Ferrara), m acell aio; Zoboli Ado lfo, nato il 19.9.191 5 a Salvato nica (FeJTara) , sarto. IMPUTATI
Tutti: I) del delitlo di c ui a ll'art. 270 cpv. 2° C.P . per avere partecipato ad una associazione (comuni sta) diretta a stabilire vio lentemente la d ittatura cli una classe sociale sulle altre; Gli stess i. meno Zobo li : 2) del de litto di cui agl i artl. 1 I O - 8 I - 272 p.p. C. P. per ave r concorso tra loro e con a ltri , in epoche diverse, ma in esecuzione di un medes imo disegno criminoso, alla propaganda comunista verbalmente ed a messo di di ITusione di stampa o di altre manifestazioni sovversive;
P.Q.M.
Letti e d applicati gli artt. 485 - 486 C.P. Eserci to, assolve Berardi Edmondo per non provata reità da lle imputazi on i in epigrafe ascrittegli e d ordina la s ua scarcerazione se non detenuto per altra causa. R o ma, 30.9.1938 - Anno XI. Seguono le firme del Pres idente e de i Giudici.
G hedini S pero, ancora: 3) del delitto di cui agli arll. I I O - 270 p .p. C . P. per aver concorso, tra lo ro e con altri, a ll 'organizzazione ed a ll a direzione della suaccennata associazione.
Reati commessi in territorio de lla provinc ia d i Ferra ra , ed altrove, precedentemente e fino a l febbraio 1938.
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TRIBUNALE SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PAKTE: SENTEKZE PRONUKZIATE DA I. T.S .D.S .
IN PUBBLICA U DTBNZ;\
Quest'ultimo, infalli, in segui to alle istruzioni ciel Bagnolati, costituì, nella primavera del 1937, un comitat.o comunista composto da lui , dal Cesari, dal Marchetti e dal Vi ncenzi (avente il compito di esplicare propaganda e cli fare prose.liti in Bondeno); comitato che ebbe due riunioni (una, nel luglio 1937; sulla strada cli Bondeno - Ferrara e l'altro, poco dopo, sulla strada cli Gavello) al Jo scopo di precisare e coordinare il lavoro eia compiere.
Sentito il P.M. nelle sua conclusioni e gli imputati che per ultimi ebbero la parola coi loro difensori, IL TRIBUNALE
Considerato c he dalla lettura degli atti processuali nonché dall'emergenze del l'orale dibattito si è potu to statuire
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IN FATTO ED LN DIRITTO
Provveduto alla costituzione di detto comitato, il Bagnolati fece pervenire ai componenti, tramite sempre il Ghedini , istruzioni a stampa di partito (quale l'Unità, lo Stato Operaio ecc.) destinata alla diffusio ne e che essi componenti consegnarono a compagni cli lavoro ed amici con reciproca soddisfazione .
Gli organi tutori dell'ordi ne p ubbli co d i Bo logna nella primavera del 1937 ebbero a notare una larga diffusione, a Ferrara e provincia, spec ialmente nel comune di Bondeno, di manifestini di carattere comunista .
Nell'estate de l I 937, poi , il Bagnolati, fatt.o acquistare dal Ghedinii, in Bologna, caratteri ed inchiostro tipografico, istruì q uest'ultimo s ul come procedere all ' operazione cli stampa.
L 'attività propagandistica sovversiva si era manifestata nell'estate e nell'autunno I 937 anche in altre località quali Rovigo, Adria e Finale Emil ia, mediante la diffusione di abbondante materiale stampato alla macchia.
Così il Ghedini poté curare la tiratura di diverse centina ia d i manifestini (compi lati dal Bagnolati) che consegnò al Bagno lati ed ai componenti ciel comitato per la successiva divu lgazione (esemplari di eletti manifestini vennero rinven uti nel ferrarese ad Adria, Rovigo, e finale Emilia).
Perciò per stroncare ogni movimento e per individuarne gli a utori, la Questura intensificò i servizi informatori e d i osservazione nelle accenn ate zone; e dopo abili ped inamenti venne a conoscenza c he un attivo. vecchio elemento comunista di Bondeno, che s i nascondeva sotto, il pseudonimo cli "La rupe", corrispondeva da Ferrara, col centro estero, inv iando relazioni attraverso recapiti convenzionai i e r icevendo stampa ed altro materiale da divulgare.
Nella prima quindicina ciel s uccessivo novembre il Ba.gnolati (che, nel frattempo, aveva fornite copie del I '"U nità" , e dello "Stato Operaio") assegnò al G hedini il nome convenzionale "La tvlontagna'' da operare in occasione della sua attivi tà di partito.
Individuar.o nella persona del noto sovversivo Bagnolali , già condann ato da questo T r ibunale Spec iale e confinato , venne fatto oggetto di particolare sorveg li anza; e con lui altresì i vari sospettati cli attività comunista, i quali con fare circospetto sovente lo frequentavano.
In dicembre, poi, esso Bagnolati, prima di espatriare, investì il Ghedini del le sue fu nzio ni d irettive consegnandogli quattro indirizzi per corrispondere, in Francia, con i "centro estero". In tale occasione lo preavvertì dell 'arrivo di un emissario, sedicente viaggiatore in profumi, con c ui avrebbe dovuto mettersi in relazione.
Ma d' improvviso il Bagnolati espatriò clandestinamente in Francia, ed allora s i procedette al fermo cli tutti i rubricati . S i com inc iò con il G heclini sulla cui persona e nella cui abitazione fu trovato vario materiale comprovante la sua responsabilità. Di conseguenza, interrogato, lo stesso Gheclini confessò di avere svolta opera sovversiva assieme agl i altri coimputati . Da lle c hiare, precise nonché concrete affermazioni pure cli altri giudicabili, confermate a dibattimento, emerse quanto appresso: Nell a prim avera ciel 1936 il Bagnolati, eia poco tornato dal confino, seguen do le direttive ciel "centro estero" (con cui era col legato, come s i è g ià detto sotto lo pseudonimo "La rupe") iniziò a l comun ismo tutti i rubricati scegliendo, per suo diretto collaboratore, il Gheclini Spero.
Emerse, altresì, che il rubricato Zoboli Adolfo, (sarto di Salvatonica, fra zione di Bondeno) era stato incaricato di a lcune miss ioni di partito da parte cli Manfredi V itale per il Bagnolati . E cioè nel maggio 1937 lo Zobol i, muni to di regolare passaporto, si recò per cercare lavoro, presso suo fratello Ferdina ndo, in Francia e precisamente a Ponlarl ier. Quivi egli prese contatto con un fuoruscito comunista ital iano - tal 1\tlanfredini Vitale - eia cui ebbe una missione per il Bagnolati, in occasione di un suo temporaneo r itorno in Patria. Lo Zoboli doveva ritirare dal Bagnolati i di lui connotati ed una fotografia necessari per un passaporto. Ai prim i de l settembre 1937 lo Zoboli , infatti. rirnpatriè'>, espletò la m issione e fece ritorno in Pontarlier il 23 dello stesso mese. Quivi esso Zoboli, nel dicembre s uccessivo, ebbe co ntatti anche con il Ba gnolati che - come si è detto - era riuscito ad espatriare clandestinamente. Da co-
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TR I RUN,\LF SPEC IALE PER L A DI FESA DELLO STATO
PR l \1A PARTE: SENT ENZE PRONUNZ IATE DAI. T .S.D.S.
st ui e dal Manfredi ebbe, in occasione d i nuovo ritorno in Italia, l'incarico di fare comun icazioni cli partito al coimputato Ghedi ni ed a tale Lambertini (costoro venivano d iffidati a non dare ascolto a colui che s i sarebbe presentato con la parola d'ordine "La Montagna") e di avvertire, a mezzo di cartolina conven zionale, l'eventuale arrivo cli essi.
Gheclini ad anni 8; Casari ad anni 5; Marchetti e Vincenzi ad anni 4 ciascu no; Zoboli ad anni 3.
TI 18. 12 . 1937 lo Z oboli tornò in Ital ia e regolarmente svolse la sua m iss io -
T utti alla rec lusione; Ghedin i a nc he con la interdizione perpetua dai pubblici uffici per la durata cli anni 5; tutti poi con la libertà vigilata e col pagamento in solido delle spese cli gi ud izio : col pagamento delle spese di preventiva c ustod ia oltre ad og ni altra conseguenzia le di legge.
ne. P .Q.M.
Non v'è d ubbio pertanto che dalla suaccennata esposizione dei fatti scaturisce la prova che il centro comunista a mezzo del latitante Bagnolati e del Ghedini, successo al primo anche nell 'attività direttiva, aveva o rganizzato un'associazione comunista per stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre.
V isti ed applicati gli artt. 270 p.p., 270 cpv . 2 °; 110 - 81 - 272 p.p.; 23, 29, 73, 228, 229 C .P ., 274, 488 C.P.P .. DICH I ARA
Avevano aderito a d esserne partecipi il Casari, il Marchetti, il V incenzi e lo Zoboli; e ad eccezione di q uest ' ult imo tutti in epoche diverse rna in esecuzio ne cli un medesimo disegno criminoso ebbe a svolgere ripetutamente propaganda sovversiva, a voce ed a mezzo cli diffusione di stampa o di a ltre manifestazion i com un iste.
G hed ini, Casari, Marc hetti, V incenzi e Zoboli colpevoli dei reati loro ascr itti, ed operato il c umu lo delle pene complessivame nte condanna:
T utti si sono resi responsabili dei delitti di c ui al l'art. 270 epv . 2° C .P., tutt i tranne Zoboli anche del reato previsto e punito dall ' art. 272 p.p. C.P., ed il Ghedini inoltre del delitto di c ui a ll 'art. 270 p .p . C.P., in quanto nelle fattispe cie della rispetr.iva azione criminosa svolta si vengono ad integrare tutr.i gli estre mi , soggetti vamente cd oggettivamente considerat i, c he caratterizzano la configurazione g iuridica de i reati a d ognuno ascritti.
Tutti alla reclusione; Ghedini anche con la interdizione perpetua dai pubblic.i uffici; e t utti gli a ltri pure con la interdizione dei pubblici uffici per la durata di anni 5; tutt i con la libertà vigi la ta, col pagamento in sol ido delle spese di gi udizio, col pagamento del le spese d i p reventiva custodia, ol tre ad ogn i conseguenzia le cli legge.
Gheclini ad anni 8; Casari ad anni 5 ; Marchetti e Vincenzi ad anni 4 ciascu no; Zobo li ad anni 3.
Roma, J 3. 1.0.1938 - XVI Esaminate e vagliate tutte le risultanze d ibattimentali nonché le s ingole ri ch ieste d ifens ive; ten ute presenti le particolari considerazion i degl i im putati e considerata la natura spec ia le dei reati, il Collegio ritiene equo di irrogare le seguenti pene:
Seguono le fi rme del Presidente e dei Giudici .
NOTIZIE DESUNT E DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE Per il d isposto del l'art. 270 p .p . C.P.: Per effetto dei provvedimenti di clemenza prev isti dal R .D . 24.2. 1940 n. 56. a G hedini anni 5; In applicazione dell'art. 270 cpv. 2° C .P .: a llo Zobo li a nni 3; a Casari anni 2; a Gheclini, Marchetti e Vincenzi an ni ciascuno; A i sens i de ll'art. 110 e 272 p.p. con l'aggravante di cu i all ' a rt. 8 1 C.P.: ai predetti, Casari, Marchetti e V i ncenzi anni ; ciasc uno, a Gheclini anni 2 . Ed operato il c umulo de lle pene complessivamente condanna:
- Ghedi ni viene scarcerato da lla Casa di Reclusione cli V ite rbo il 5 . 1. 19 44. Detenuto dal 5. 1. 1938 al 5. 1. 1944 . Pena espiata : 6 anni. - Casa ri v ie ne scarcerato dalla Casa d i Recl usione cli Fossano il 15. 1.1 94 1. Detenuto dal 15. l. l 938 a l 15. 1. 194 1. Pena espiata: 3 anni. - Vincenzi viene scarcerato dalla Casa d i Reclusione cl i Fossano il 5.3. 1940. Detenuto dal 15.1.1938 al 5.3.1940. Pena espiata : 2 anni, 1 mese, 20 giorni.
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PRIMA PARTE: SENTENZE PROI\UNZIATE DA L T .S.fl.S.
TRIBIJNAI.F. SPECIALE PER LA l)l l'cSA DELLO ~TATO
- Zoboli viene scarcerato dalla Casa d i Reclusio ne di Castelfranco Emi lia il 2.3 .1940. Detenuto dal 15. l. l.938al2 .3. 1940. Pena espiata : 2 anni, I mese, 17 giorni. Una istanza di grazia inoltrata dallo ZoboJi il 30. 11.1938 non viene accolta. SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Marchetti istanze di grazia inoltrate dal Marchetti e dalla fig lia il 20.2. 1939 vengono accolte e, pertanto, con Decreto di Grazia del 18.8. 1939, v iene concesso il condono condizionale della residua pena da espiare. Marchetti, detenuto dal 15.1.1938, viene scarcerato dall a Casa cli Reclusione di Civitavecch ia il 22.8 .1939. Pena espiata: 1 a nno, 7 mesi, 7 giorni. TI Tribu nale M il itare Territorial e di Roma conce de, con Ordinanza del 13.3.196 I , il beneficio dell'amnistia di cui a Il ' art. I del D.LL 17.11.1945 n. 719 dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dcl i 'Erario al recupero del le s pese cli giustizia (art. l D .C.P.S. 22.11 . 1947 n. 1631 ).
- NOTA - Per Bagnolati L u igi , nato il 26.9.1892 a Bondeno (Ferrara) - operaio espatriato clandestinamente in Franc ia non venne iniziato procedimento penale ne l 1938. Per Bagnolati Luigi vedi, "Decisioni emesse dal T .S.D.S. nel 1928 pagg. 607 - 621 " .
Reg. Gen. n. 225/1938
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SENTENZA n. 107/Bis
Il Tribunale Speciale per la Difesa de llo Stato composto da:
Presidente : Le Metre Gaetano, Console Generale M.V.S. N. Giudice R elatore : Presti Giovanni. Giudici Consoli M. V.S.N. : Calia M ichele, M ingon i Mario, Barbera Gaspero, Pasqualucci Renato, Suppiej Giorgio. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa contro: Ross i Carlo, nato il 3.1 1. 1912 a Napoli, diplomato dell'Accademia belle arti; De Ambrosio AnlOnio, nato il 23.1. 190 I a San Severo (Foggia), avvocato; Alpi Carlo, nato il I 8.10.1909 a Mongh idoro (Bologna), verniciatore; Pecherat Berardo, nato I' I 1.2. 1905 a Casoria (Napoli) . pittore; Cristi lli Raffaele, nalo il 15 . 1. 19 11 a Napol i, sarto; Donadio Pasquale, nato il 27 . 12. 1899 a Cai vano (Napoli) , muratore; Cacciapuot i Salvatore, nato il 24.3 .1 91 O a Napoli, meccanico; Ventura Valentino, nato il 29.6.1899 a San Giovanni a Teduccio (Salerno), frutti vendo lo . lMPUTATJ
Tutt i: I) de] delitto di partecipazione ad associazione sovversiva (art. 270 cpv. 2° C.P.); 2) de l delitto di propaganda sovvers iva, commesso in concorso fra loro (art. 110 e 272 p.p. C.P.); Dc Ambrosio, Alpi e Rossi, ancora: del delitto di costituzione, organizzazione e direzione di associazione sov versiva, commesso in concorso fra loro (ari. 110 e 270 p.p . C.P.);
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TRIUUNA LESPECIALE PER LA DJfESA DELLO STATO
PRIM,\ PARTE: SENTENZE PRONUKZIATE DA L T.S .D.S .
Alpi e Ventura, ino ltre : ciel reato di cui al l 'art. 189 T. U. legge di P.S. 18.6 . 1931 n. 773, per aver contravvenuto con i fatti di cui sopra a lle prescrizioni del la carta di permanenza al confi no.
Sebbene l'associazione avesse un comitato direttivo (federale) i cui componenti q uasi tutti non si sono, per le reticenze dei prevenuti, bene identificati, è certo che uno dei capi e, si può dire, l'anima del movimento era. il rubricato Rossi Carlo.
Con l'aggravante per i Cacciapuoti della recid iva ai sensi della p.p. dell 'art. 99 C.P. e per Alpi e Ventura della recidiva ai sensi dell'art. 99 C .P. in relazio ne a i nn . I , 2 e 3 del cpv . 1° stesso articolo .
li Rossi, diplomato in belle arti, inscritto al Partito Nazionale Fascista ed al G .U.F. , aiutato e valorizzato dal Regime Fascista per essere assunto all'insegnamento nell e scuole medie statali, mentre sfruttava le tessere fasciste (per un presunto futilissimo torto che - a suo dire - avrebbe subito da un ufficiale del la Milizia) fedifrago ed ingrato, passava al comunismo, reclutatovi dal rubricato Cacciapuoti , ed operava attivamente ai dan ni del Regime.
Reati commessi in territorio della provincia di Napoli sino all ' o ttobre I 938 Tn esito al P u bblico dibattimento, sentiti il P .M . nella sua requisitoria e gli imputati, che, co i loro difensori, hanno per ultimi avuta la parola, osserva lN FATTO ED IN DIRITTO
I prevenuti, a seguito di r ito sommario, furono con atto cl 'accusa del P .M. in data 24.10.1938 -, rinviati a gi ud iz io per rispondere dei reati c ome sopra. in ru brica e nunc iati e a c iascuno attribu iti . A li ' udienza di oggi, per la con fessione e le i ndicazioni univoche, prec ise e conc o rdanti d i taluni degli accusati e per le prove documental i e testimoniali, i fatti sono rimasti accertati come segue: P iù volte, durante il mese d i settembre u.s., in Napo li e prov incia erano sta ti d iffus i numeros i manifestini del seguente contenuto tendenzioso: "Viva il cattolicesimo uni versale" - "Abbasso il razz ismo" - "Morte ai tiranni". Poic hé era evidente che tale ripetuta m anifestazione nasco ndeva un movimento sovvers ivo, l'Autorità di P.S . procedette a l fermo di persone sospette e a relative perquisiz io ni d o miciliari e , dai seqestri d i materiale sovvers ivo operati nonché dalle dicJliarazioni d i alc uni dei fermati , pervenne a lla scoperta de l movimento, all'arresto e alla den unz ia de i prevenuti. Fu così accertato anc he in istruttoria, e l' ud ie nza ha confermato, che una vera e propria associazione c o m unista esisteva in N a poli; c he i par tecipi di essa d iffo nde vano insidiosamente i man ifestini del tenore sopra ricordato col concordato proposito d i nascondere la. provenienza politica allo scopo d i dev iare le indagini delle autorità; c he facevano , invece, c irco la re, fra gli adepti e i s impa tizzant i, s tampa di propaganda comunista, com e gl i organi c landestini : "Unità" - Stato Operaio - "Il Grido dei d isoccupati, - Fronte a ntifascista" ecc .; che l'organizzazione era ben attrezzata cli. m ateri a le per la stampa e di una macchi na da scrivere; che già erano preparati per la diffus ione m ani fes tini, la testata de i q ua li e ra costitui ta dal simbolo comun ista falce e martel lo;, c he riunioni per l'attività de ll 'assoc iazi o ne venivano tenute c landestinamente e c he i s istem i d i riconoscimento fra gli associati e rano : parole d'ord ine carto line divise a metà e no m i convenzionali.
Messo dal Ca.cciapuoti a contatto coi prevenuti comunisti Pec herat, Cristi.I li e Donadio, ne assunse la d irezione, riunendoli più volte e commentando e diffondendo il noto libello di propaganda sovversiva, edito alla macchia, "Fronte antifasc ista". si tenne a contatto cogli organi superiori del comun ismo a mezzo cli un a ltro dirigente, chiamato "il biondo" di cui non ha fornito gli elemen ti atti al rintraccio. Acquistò il materiale occorrente e stampigliò mig liaia di mani.festini con le tre scritte d.ianzi ricordate, coadiuvato dal Pecherat e da Cristi lii, manifestini che fece d iffondere dal Donaclio.
li Ross i ha fatto, anche in udienza, dichiarazioni di pentimento, ma, anche a voler prescindere da ogni cons iderazione sulla fede c he si può prestare alle dich iarazioni di un traditore, non è q uesta la sede idonea per la valutazione di esse . TI Cacciapuoti iscritto a l Partito Fascista e membro del federale com unista, aveva l' incarico di svolger opera di proselitismo e scegliere gli e lementi che p iù si prestassero all'az ione. Reclutò, infatti, Pecherat, Cristilli, Donadio e Rossi e d iffuse stampe comuniste di propaganda. Egli ha sempre negato ogni addebito, ma è stato, anche in ud ienza, in decisivi. confronti, accusato dal Rossi e dal Pecherat.. Fu d iffidato nel novembre I 937 perché sospetto di attività comunista.
li Pecherat (a l q uale furono sequestrati stampe e scritti vari cli propaganda sovversiva), il Donadio e i Cristi li i, erano attivi partecipi dell'associazione co m unista di cui trattasi e concorsero col Rossi e col Cacciapuoti nella propaganda sovversiva di c ui sopra è cenno.
In casa del Cristi.Ili fu seq uestrato il materiale che era servito per la riprod uzione della stampa di propaganda affidatogli dal Rossi. L'associazione, per la riproduzione della stampa cli propaganda, si era servita anche di una macchina dattilografica c he il Rossi, un giorno prima ciel suo arresto, s ubodorando il vento infido, consegnò a tale Percuoco Carlo, presso il quale fu sequestrata dalle autoritit d i Poliz ia.
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TRIBUNALE SPECIA LE PF.R LA ùlFES ..>, IJELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE IJAL T.S .ll .S.
Quando il Cacciapuoti adescava alla set ta il Pecherat, lo affidò alla più efficace propaganda del vecchio e nav igato comunista rubricato Ventura, il quale d opo averlo sufficientemente catec hizzato, consegnò al Pecherat il noto periodico di propaganda comunista "Stato Operaio".
cluciario della poli zia p resso I ' Alpi, fecero presumere una relazione che il De Ambrosio avrebbe av uta coll' Alpi e cogli organi direttivi dell 'associazio ne comunista, anche l' Alpi e il De Ambrosio furono denunziati a questo Tribunale.
11 Ventura, già ammonito, continuò poi nella sua at.tività sovversiva, sino a quando, ne ll 'autunno 1937, fu assegnato al confino. Egli era stato riconosciu to, in una nitida fotografia in tre pose, inequivocabilmente dal Pecherat, anche per i connotati caratteristici e inconfondibili del Ventura. TI Pecherat, in udie nza, ba dimostrato qualche incertezza nel confermare il riconoscimento, forse perché il Ventura s i è presentato senza gli occhiali, che abitualmen te porta, ma il Collegio, anche per la provata specifica capacità del Ventura, non ha alcun d ubbio sul preciso riconoscimento fatto dal Pecherat in Istruttoria. Il Cacc.iapuoti aveva informato il Rossi che il cosiddetto federale dell 'organizzazione comunista era un avvocato, il quale scriveva sul ricordato "Fron te antifascista" con lo pseudonimo di "Pietrucci " .
Il Rossi, un giorno prima del suo arresto, fu visitato in casa dal Cacciapuo ti , il quale lo avvertì che la Questura aveva operato vari arresti d i persone per moti vi politici e che fra costoro si trovavano il Donadio a n z idetto ed il " Pietrucci". Comprese il Rossi che nel "Pietrucci" era da identificarsi l'avvocato "federale" cli c ui g li aveva parlato in precedenza il Cacciapuoti, ma che egli non conosceva né di vista né del suo vero nome. Quando il Rossi fu arrestato, riferì quanto sopra agli organi di polizia giudiziaria; e poiché tra le persone fermate dalla Questura perché ritenute, per i lo ro precedenti politici, non estranee alla diffusione de.i manifestini g ià menzionati, si trovava un avvocato, e precisamente il prevenuto De A mbrosio, q uesti fu opportunamente interrogato in proposito, ma negò ogni cosa. Però sul D' Arnbrosio gravavano altri sospetti. 11 rubricato Alpi , già condannato nel 1932 a 20 anni di reclusione da questo Tribunale, per reati della stessa indole di quelli dei quali oggi risponde, e già beneficiario di provvediment i di clemenza del Regime Fascista, rimanendo partecipe dell'associazione comunista e svo lgendo propaganda a naloga anche al confino cl i Polizia in Ponz a, dove, liberato dal carcere, era stato assegnato, il 26 agosto u.s 0 . era stato internato nell'Ospedale psichiatrico cli Napoli. Durante la degenza nel Nosocomio, l'Alpi scrisse una lettera all ' avv. De Ambrosio, lettera che a questi non pervenne perché intercettata dalla Polizia, che sorvegliava I' Alpi per la cennata sua attiv ità . Poiché il contenuto di tale lettera che era equivoco e l 'i nte rvento di un fi-
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Il D ' Ambrosio ha respinto anche in udienza ogni addebito circa le contestategli relazioni con L ' Alpi e l'attività nel movimento comunista di Napoli. Ha ammesso di avere militato nelle file comuniste sino al 1926, ma ha soggiunto che da quell ' epoca si è appartato dalla politica. Ha pure ammesso c he nel 1935 ebbe a difendere I ' Alpi ed altri confinati, accusati di violazione alle norme del confino, ma che, al di fuori del l 'occasione di tale p restazione profes sionale, mai più ha avuto relazioni di sorta coll'Alpi e che nessuna corrispon denza è intercorsa tra ess i. L' Alpi, d'altro canto, ha ammesso di aver conosciuto il De Ambrosio nel 1935 in occasione del ricordato processo, ma cli non averlo più visto da allora e di non avere avuto più relazioni con lui. Con la nota lettera - che il De Ambrosie non ha mai ricevuta - avrebbe sollecitato il De Ambrosie per incaricarlo, quale legale da lui conosciuto, di interessarsi per farlo dimettere dall'Ospedale psichiatrico, dov'era stato internato non perché infermo di mente, ma per farsi curare una paralisi progressiva. Nessun dubbio, ha il Co llegio che I ' Alpi anche per le sue stesse dichiarazioni al predetto fiduciario - sia stato partecipe della clandestina assoc iazione comu nista e che abbia svolta , in Ponza e fuori, propaganda comunista. Pertanto egli deve essere dichiarato responsabi le dei del itti di cui agli arlt. 270 - 2° cpv. e 272 p.p. C.P., e come conseguenza di tale attività punibile anche della rubricatagli contravvenzione alle norme ciel confino. Non si sono, invece, ragg iu nte prove sufficienti circa l'ascriuogli delitto cli cui all'art. 270 p.p. C.P. e da tale imputazione egli deve essere asso lto per non provata reità (art. 485 C.P.Esercito). Quanto al De Ambrosio, come si è sopra rilevato, non sono emerse prove efficienti intorno alle imputazioni mossegli. In realtà nessuna prova si è avuta circa la presunta sua attività concreta sov versiva. Equivoca 1'allusione ciel Cacciapuoti al Rossi senza il sussidio di un elemento positivo che, anche indirettamente, potesse comprovare un ' azione delittuosa qualsiasi del De Arnbrosio. Inafferrabili, generiche le confidenze cieli ' Alpi alfiduciario, non confrontate da una q ua ls iasi manifestaz ione di volontà ciel De Ambrosio e eia un qualsiasi atto cli lui c he tale volontà dimostrasse. Certo, qualche d ubbio permane, ma nessuno degli indiz i assurge a valore di prova seria e comunque tranquillante per una dichiarazione di responsabilità. Perciò ritiene di dovere ass o lvere il De Ambrosio per non provata reità dalle imputazioni in epigrafe ascrittegli e cli doverne ordinare la scarcerazione se non detenuto per a ltra causa (art. 485 - 486 C .P.Esercito).
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TRIRUNALE SPECIALE PER LA OJl'ESA OELLO STATO
PRIMA PARTF.: SE',ITENZE PRONUNZIATE l)AL T .S.o .s.
O ltre a quanto si è detto per I' A lp i e per il De Ambrosio, il Tribunale, nei fatti accertati commessi - come d ianzi esposti - dagli altri accusati , ravvisa g li estremi giuridici dei delitti a ciascuno di essi ascritti e delle aggravanti della rec idiv a come specificate in epigrafe.
do per essi gl i esti·emi cli pericolosità di cui agl i art. 202 - 203 C.P. in relazione alle esaminate c ircostanze di cui all'art. 133 stesso codice. R it ie ne di dovere o rdinare la confisca della macchina da scrivere e de ll 'altro materiale in sequestro aventi attinenza coi commessi reati (art. 240 C.P.).
Quanto alla contravvenzione ascritta al Ventura, il Collegio ritiene che non siano emerse prove sufficienti per una affermazione della responsabilità. Infatti l'attività punibile del Ventura è limitata dalla data della sua assegnazione al confino. Pertanto da tale imputazione,egli va assolto. Commisurando le pene al fatto e alla pericolosità di ciascuno degli accusati il Tribunale ritiene di dover condannare:
P.Q.M.
Letti ed applicati gl i artt. 270 2° cpv . 110 - 270 p.p. - 272 p .p. - 29 - 229 230 - 73 - 99 240 C.P.; 274 - 488 C .P .P .; 189 T.U. legge di P.S . 18 .6. 1931 n. 773 ; - 485 - 486 C.P. Esercito. DICHIARA
Rossi a complessivi anni 20 di reclusione, i:isultanti dai m assimi delle pene edittali dei tre delitti a lui ascritti come in epigrafe; Cacciapuoti a complessivi anni 9 e mesi 4 di reclusione, ris ultanti dai massimi delle pene edittali dei due delitti a lui ascritti come in epigrafe coll 'aumento di un sesto per la recid iva (art. 99 C.P.); Alpi a complessivi anni 8 di reclus ione (risul tant i da anni 6 per il delitto cli c ui ali 'art. 272 p.p. C.P. compres i in detta pena I anno e mesi 6 per la recidiva specifica, e da due anni per il delitto di cui all'art. 270 - 2° cpv. C.P., compresi in detta pena 6 mesi per la recid iva co me sopra) e a m esi 4 di arresto per la contravvenzione compreso in detto arresto l'aumento per la recidiva;
Rossi Carlo, Pccherat Berardo, Cristi li i Raffaele, Donadio Pasquale e Cac ciapuoti Salvatore responsabili dei reati in epigrafe a ciascuno ascritti; dich iara A lpi Carlo responsabile dei de litti di c ui all'art. 270 - 2° cpv . e 272 p.p . C.P. no nc hé della contravvenzione in rubr ica ascrittogli assolvendolo per non provata reità del del itto d i c ui all'art. 270 p.p. C.P.; Ventura Valentino responsabile dei delitti in e pigrafe ascri ttogli assolvendolo per non provata reità da lla contravvenzione, coll'aggravante de lla recidiva come in rubrica per Alpi, Cacciapuoti e Ventura e cumulate le pene condanna Rossi ad anni 20 di rec lus ione, Cacciapuoti ad a nni 9 e mesi 4, A lpi ad anni 8 di rec lusione e a mesi 4 di arresto, Ventura ad anni 8 di reclusione; Cristilli ad anni cinque di reclusione; Pecherat e Donacl io ad anni 4 ciascuno di reclusione.
Ventura a complessivi anni 8 cli reclusione, cumulo di anni 6 per il delitto cli c ui all'art. 272 p.p. C.P. compres i in detta pena un anno e mesi 6 per la recidi va come in rubrica - e di anni 2 per il delitto cli cui all'art. 270 - 2° cpv. C.P., compresi in detta pena m esi 6 per la recidiva come sopra;
T utti in solido al pagamento del le spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di propria custodia preventiva;
C ri stilli ad anni 5 complessivi di recl us ione, risultanti dal cum ulo di anni 2 e mesi 6 per ciascuno dei due reati come in epigrafe ascriuigli; Pecherat e Donaclio ad anni 4 complessivi cli reclusione ciascuno, risultanti per ciascuno dal curn u lo d i anni due per ognuno dei due reati a ciascuno ascritti, come in accusa.
Consegue a lla condanna per Rossi, A lpi Cacciapuoti e Ventura l'interdizio ne perpetua dai pubblici uffici;
Conseguenza della condanna per Rossi, Cacciapuoti, Alp i e Ventura e I'interdizione perpetua dai pubblici uffici (art. 29 C.P.).
Assolve De Ambrosio An tonio per non provata reità dai delitti in ep igrafe ascrittigli cd ordina la sua scarcerazione se non detenuti per altra causa.
Tutti i cond annati hanno l'obbligo solidale del pagamento delle spese processual i (art. 488 C.P.P.), e ciascuno cli essi ha l'obbli go personale del pagamento delle spese di propria custodia preventiva (art. 274 C.P.P .). Ai sensi dell'art. 230 n. 1 C.P. bisogna ordinare la sottoposizione di Rossi alla libertà vigilata.
Ordina che tutti siano sottoposti alla Libertà vigilata;
Ord ina la confisca cli quanto in sequestro;
Roma, 3. J I . 1938 - XVII Seguono le firme cli Presidente e dei G iudici. Dc Am brosio - detenuto dal 26 .9.1 938 - v iene scarcerato il 3 .11.1938. NOTIZIE DESUNTE DAI F ASCICOLI Dl ESECUZIONE
TI Collegio ritiene c he anche per tutti g li altri condannati sia opportuno ord inare la stessa misura di sicurezza, però a norma dell'art. 299 C.P., ricorrcn -
- Rossi Carlo e Cacciapuot i Sai valore usufruiscono dei provved imenti di
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TRJJJ UNALE SPEC IALE PER LA DIFESA OF.LL,O STATO
PRIMA PARTE: SEKTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
clemenza previsti dal R .D. 24.2. 1940 n . 56, ma non dei benefici previsti dal R.D. 17 .10. 1942 n . 1156 ostandovi il titolo dei reati per i quali sono stati ritenuti colpevoli e condannati.
- Pecherat viene scarcerato dalla Casa di Rec lusione di Castelfranco Emilia il 26.9 . 1940. Detenuto dal 26.9 .1938 al 26.9. 1940. Pena espiata: 2 anni.
Pertanto Rossi avrebbe dovuto essere scarcerato il 4 . I 0 .1 956 e Cacciapuoti 1'8.2.1.946. In ottemperanza alle dispos izioni impartite dal Ministero dell' Interno con c ircolari n. 46643 ciel 27.7. 1943 e n . 49216/441 del I 4 .8.1943 viene proposta la I iberazione per Grazia Sovrana e pertanto: - Rossi, detenuto dal 4.10.1938, viene scarcerato dalla Casa Penale di Fos sano il 20.8.1943. Pena espiata: 4 anni, I O mesi 16 giorni. - Cacciapuoti, detenuto dal 8 .10. 1938, viene scarcerato dalla Casa Pena le di Sulmona il 20.8.1943. Pena espiata : 4 anni, 10 mesi 12 giorni. Istanze cli grazia inoltrate dalla madre e dalla moglie il 2 .1 2 .1938 non vengono accolte. - Alpi Carlo viene escluso, per i precedenti penali (vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1932 pag. 144") dai provvedimenti cli clemenza previsti dal R.D. 24.2 .1940 n. 56. 11 titolo dei reati per i qual i è stato ritenuto colpevole e condannato osta all'appl icazione dei benefici previsti dal R .D . 17. 10.1942 n. 1156. Pertanto Alpi Carlo avrebbe dovuto essere scarcerato il 16.2. 1947 ma per gli stessi motivi per. i quali sono stati scarcerati Rossi e Cacciapuoti viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa cli Reclusione di San Giminiano il 20.8. 1943. Detenuto dal 16.10.1938 al 20.8.1943. Pena espiata: 4 anni, 10 mesi, 4 giorni. Per effetto dei provvedimenti cli cle menza previsti dal R.D. 24 .2. 1940 n . 56. - Ventura viene scarcerato dalla Casa Penale di Sai uzzo il 22. 10.1944. Detenuto dal 22.10.1938 al 22.10.1944. Pena espiata: 6 anni. Non può usufruire dei benefici previsti dal R.D. 17. 10.1942 n. 1156 ostan dovi i titoli dei reati per i qual è stato ritenuto colpevole e condannato. - Cristi lii viene scarcerato dalla Casa Pena le di C ivitavecchia il 1.10. 1941 . Detenuto da] 1.10.1938 a l I. I 0.1941 . Pena espiata: 3 ann i.
- Donaci io viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli Castelfranco Emi I ia il 279 . 1940. Detenuto dal 27.9.1938 al 27 .9. 1940. Pena espiata: 2 anni. Istanze cli Grazia inoltrate dal Donadio I ' I 1.1 1. 1938 e dal fig lio il 12.12.193 8 non vengono accolte. T1 T ribunal e Militare Territoriale di Roma, con Ordinanze emesse il 24.4.1952 nei confronti ciel Cacciapuoti e il 23.6.1960 nei confronti degli altri 6 coimputati concede il beneficio dell'amnistia di cui al D.L.L. 17. 11.1945 n. 7 19 dichiarando, contemporaneamente, estinto il diritto dell'Erario al recupero de lle spese di giustizia (D .C.P.S. 22.11.1947 n. 1631) .
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TRIBUNALE SPECTALF. PER L A DI FESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 18/1938
SENTENZA n. 112
Il Tribu na le Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
PR IM,\ PARTF.: SENTENZE PRON UNZ IATE DAL T .S.D.S.
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dei delitti di cui agli artt. 11 O, 270 p.p. e 2° cpv.; 272 p.p. C.P. per avere in Bologna, in epoca precedente e fino a l novembre-dicembre 1937 in correità fra loro, promosso, costitutito, organizzato e diretto un 'associazione a carattere comunista, per averne fatto parte e per averne svolto propaganda;
Presidente: Le Metre Gaetano, Console Generale M. V .S.N .; Giudice Relatore: Presti Giovanni;
Giudici Consoli M.V.S.N:. Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Bergamaschi Carlo, Suppiej Giorgio, Pasqual ucci Renato.
Rizzi, Bentini , Bonora, Agrotti, Senigalliesi, Arrighi, Foresti , Montanari e Susta: Dei reati di cu i agli artt. 270 cpv. 2°; J 10,272 p.p. C .P. per avere nelle stese circostanze di tempo e di luogo cli cui sopra, fatto parte e svolto propaganda, in correità fra loro, della predetta associazione;
ha pron unciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro : Scarabelli Giorgio, nato il 2.3.1912 ad Anzola (Bologna), cement.ista;
Bugatti: del reato di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere nelle stesse circostanze cli tempo e cli luogo cli cui sopra, fatto parte della predetta associazione comunista; con l'aggravante del la recidiva specifica per Scarabelli (art. 99 cpv. I O C.P.) e della recidiva generica per il Bottonelli (art. 99 cpv . C.P.). In esito al pubblico dibattimento, sentiti il P.M. nella sua requisitoria e gli accusati, che coi loro difensori, hanno per ultimi avuto la parola, osserva
Agrotti Elio, nato il 3 . 1 I. 19 I 2 a Bologna, facchino; lN FATTO ED IN DIRITTO Arrighi Arrigo, nato il 2.2.1911, a Bologna, impiegato; Bentini Andrea, nato il 27.7.1915 a Bologna, studente universitario;
I prevenuti, a seguito di istruttoria a rito formale, furono con sentenza della Commissione istruttoria in data 2 settembre u .s ., rinviati a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi come sopra in rubrica enunciati .
Bonora Pio, nato il 16.8. 1891 a Bologna, cementista; Bottonelli G iovanni, nato il 13.8.1910 a Bo logna, cementista;
All'orale dibattimento, per la confessione di quasi tutti gli accusati, specialmente dei maggiori responsabili, e per la prove documentali e testimoniali, è rimasto accertato q uanto segue:
Bugatti Lanfranco, nato i I 27 .2 . 1914 a Milano, studente; Rizzi Riccardo, nato il 5.5.1912 a Bologna, studente universitario; Senigalliesi Luciano, nato, il 29.8.1914 a Ponte S. Martino (Aosta, stucleri te universitario; Tubertini Bruno, nato I ' I 1.6. 19 I 2 a Castelfranco (Modena), ebanista; Foresti Eugenio, nato il 7 .7 . 1899 a Casalfiumanese (Bologna); Montanari Adelmo, nato il 21.6.1906 a Castenaso (Bologna), commesso; Susta Rino, nato il 21.6.1906 a Bologna, commesso.
I centri direttivi internazionali del comunismo nuove direttive emanarono qualche anno fa; invece che con l'attacco diretto e frontale, la setta doveva propagarsi con mentite spogl ie, penetrare nella Nazione italiana, intossicarla e corroderla con la parvenza di una presunta legalità e preparare così il momento favorevole per l'esplosione finale . ln Italia, particolarmente, doveva svolgersi opera sottile ed accorta di penetrazione negli ambienti fascisti e sindacali allo scopo di determinare perplessità cli animo spiegando come l'altuale politica del Regime fascista è contraria agl i stessi postu lati fascisti de l I 919. Tale tattica doveva seguirsi fra gli inte llettuali giovani e specialmente fra gli studenti universitari. La propaganda doveva essere esteriormente pacifica, ma intrinsecamente penetrante e avvelenatrice.
IMPUTATI Tubertino Bruno - Bottone ll i Giovanni - Scarabelli Giorgio:
Allività concreta in tale senso fu svolta con qualche risultato in Bologna nel I 937 , ma fu stroncata dall a vigile opera delle nostre a utorità prima che i ri sultati assumessero proporzioni maggiori e più pericolose. Infatti, ai corsi d i cul-
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TRIB UNALE SPECIALE PER LA DIFESA D ELLO STATO
PR IMA PARTF.: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
tura sindacale, che in Bologna si svolsero nel novembre 1936 al giugno 1937, e alle conferenze su argomenti filosofici, che nello stesso per iodo, si svolsero in quella R . Università, furono notati i rubricati Tuberti ni e Bottonel li, operai, e Arrighi, impiegato, manifestare, con vivace spirito polemico, idee estrem iste e tali da farli ritenere tutt'altro che iscritti a l partito nazionale fascista quali erano. Tali giovani, poi, mantenevano contatti sospetti con gli studenti universitari rubricati Bentini , Senigallesi, Bugatti e Rizzi , frequentatori dei detti corsi di filosofia; ed il Bentini, inoltre, teneva discorsi cli intonazione antifasc ista al Caffé Modernissimo con gli amici e conoscenti rubricati Bonora, Agretti, Fo resti, Farné, Montanari e Susta. ll Tubert ini, infine, aveva fatto discorsi ciel genere nello Stabilimento Liporesi, dove lavorava, e aveva fornito stampe sov versive a qualche compagno di lavoro.
Fece, nelle riunioni, aspre critiche s ul conflitto spagnuolo qualificandolo una sopraffazione della libertà del popolo da parte di correnti militarista.
Pertanto gli organi cli P .S., nei mesi di novembre, dicembre 1937 e gennaio 1938 procede11ero agli arresto dei predetti e a.Ila den unz ia d i essi. In Bologna, negli anni 1936-37, ad opera del nominato Scarabelli e cli tal Gaiani, comunisti, già in precedenza condannati per reati della stessa indole cli q uesto Tribunale, e dei predetti Tubertini e Bottonelli che dai primi due aveva accettato l'incarico di svolgere la cosiddella sopraccennata ·'propaganda legale" s'era costituita cli fatto un'associazione comunista con numerosi aderenti,; tale associazione svolgeva la propria attività mediante distribuzione di stampe sovversive, che fornivano lo Scarabelli e il Gaiani, vincolati al centro estero comunista, e di circolari ed articoli riprodotti con macchina dattilografica acquistata con fondi versati dai partecipi; fondi per la vita dell'associazione e per la propaganda venivano raccolti fra gli a derenti; venivano diffuse, a scopo cli propaganda, le notizie da aderenti captate dalla emittente radio rossa di Barcellona; era anche stata tentata la fondazione d i un giornale e riunioni venivano tenuti in pubblici esercizi della città. Per la parte che ciascuno rig uarda, si è assodato q uanto segue: Tubertini Bruno: elemento molto pericoloso per la sua attiva opera di penetrazione nell ' ambiente degli studenti ed in quello degli operai ove trovava faci le accesso per la sua q ua lità d'iscritto al P .N .F. e di membro de l Direttorio Provinciale del Sindacato dei fa legnami cli Bologna, era uno dei dirigenti e organizzatori dell'associazione. Anche in udienza ha ammesso tuta la sua vasta attività sovversiva, renden do particolareggiate dichiarazion i c irca i suoi rapporti con lo Scarabelli, il Bottonelli e d il Gaiani, per l'opera della costruzione ed organizzazione e, con turti g li altri elementi per la vitalità ed il funzioname nto dell ' assoc iazione stessa.
Ha ammesso di avere consegnato allo Scarabelli, a scopo d i passarle ad al tri, ott.o copie cli un articolo del Rizzi, di contenuto sovversivo, copiato con la macchina predetta in trenta esemplari dall ' Arrighi , di aver consegnato a tal Conti G ino stampa sovversiva, di avere, con il Bottonelli ed altri, censurato e criticato il funzionamento dei sind acati fascisti, di avere contribuito a li 'acquisto della macchina da scrivere e di averla affidata ali' Arrighi, perché provve desse a dattilografare q uanto via v ia sarebbe occorso, e di averne offerto in lettura a tal Laguzzi Aldo uno dei manifestini sovversivi avuti dallo Scarabeli intitolato: "Alle madri d'Italia". Ha ammesso, infine, i suoi contatti politici con il Gaiani - da q uesto Tribunale già condannato per gli stessi fatti ad anni 18 - contatti che rifiett.evano consegna stampa, modo di distribuirla, penetrazione e propaganda fra gl i intellettuali, critiche al Regime Fascista ccc .. Questa imponente raccolta cli prove concrete e specifiche, non può lasciare dubbio alcuno sull'opera deleteria svolta dal T ubertini e sulla piena responsabilità dei, reati addebitategli in q uanto è ev idente che egli oltre a nutrire idee e principi comunisti, ne ha svolto propaganda promuovendo e costituendo un'associazione con uguale carattere. Egli e ra a nche animatore del g ruppo comunista di Borgo Panigale, di cui è oggetto separato procedimento, in stretta collaborazione con il barbiere Solmi di cui frequentava assiduamente la bottega e aveva presieduto parecchie riunioni in quella trattoria Torre Verde. Bottonelli Giovanni: in collaborazione con il Tubertini, il Gaiani e lo Scarabelli, promosse ed organirzò l'associazione. Con le sue ammissioni di fatto ha confessato la partecipazione alla criminosa attività di quelli. Quando fu arrestato furono ri nvenute nella sua abitazione, e sequestrati, numerosi li bri. di contenuto prettamente comunista . Durante i p redetti corsi si ndacali svolse subdola propaganda, con la quale, premettendo la errata impostazione dei sindacati, tendeva a convincere gli operai eh' era necessario organizzarsi e farsi sentire per ottenere una riforma dell 'ordinamento s indacale atta a garantire, in materia assoluta, gli interessi dei lavo ratori.
Attrasse nell'orbita comunista Bottonclli, Bcntini, Senigallesi, Bugatti, Rizzi, Arrighi, e fornì loro stampe comuniste, istruzion i, direttive a ragguagli.
L'atrività del Bottonell i è stata quella che, nelle sue direttive, il partito comunista ha qualificato "legale", la piì:1 efficace a creare malcontento e malumore fra le masse operaie, ribellione contro il Fascismo ed il trionfo delle teorie bolsceviche.
Ebbe dallo Scarabelli numerose pubblicazioni di carattere sovversivo che passò al BottoneU ed al Bentini i quali , a loro volta, le passarono ad altri compagni.
Incontratosi con il Tubertin i aderì al movimento a ntifascista prospettando, leggendo e commentando agli studenti ed agli operai le stampe cli propaganda
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comunista che il primo gli procurava. Avute le stampe, il Bot.toneli le lesse e le commen tò in casa sua a Rizzi, al Bent.ini, al Bugati ed al Sinigalliesi. Altre riunioni tenne il Bottonelli nella propria abitazione, alla quali partec iparono fra gli altri Arrighi e tal Casoni Giovanni. Quest'ultimo, accortosi in tempo cli che t.rattavasi, non aderì al movimento.
Nell'estate 1937, il Tubertini g li presentò il Bottonelli e siccome questi pensava che gli scopi ciel fascismo erano effettivamente uti li, ma che non venivano attuati, con inte lligenza, dalle gerarchie, egli lo esortò a cercare di realizzaJe le sue convinzioni a favore de l com unismo, cosa che il Bottonelli fece .
Altri convegni furono tenuti al circolo di filosofia ed il Bottonelli, come sempre, criticava dal suo punto di vista, gli avvenimenti politici ed, a proposi to del conflitto spagnuolo, dichiarava trattarsi di lotta cli oppressione contro il proletar iato . Insieme al Tubertini tentò di creare e di diffondere un giornale polemico ed incitò l' Arrighi ed il Rizzi a scrivere qualche articolo sui principi da lui tratta ti. Il Rizzi, infatti, scrisse un articolo, con il quale incitava tutti gli operai ed intellettual .i a unirsi in un fronte unico per ottenere migl ioramenti economici ed una maggiore libertà di stampa e di pensiero. Il BottoneUi ne consegnò sette copie al Tubertini ed una la tenne per se. L'al tro articolo, scritto dall 'Arrig hi, non fu diffuso, perché non r itenuto efficace. Aci altra riunione mollo importante partecipò il Bottonelli in casa del prevenuto Bentini. Vi concorsero il T ubertini, il Bugaui ed il R izzi. Sulle d irettive del Bottonelli e del Tubertini stabilì un programma concreto circa l'azione da svolgere mediante la diffusione di stampe che gli studenti avrebbero dovuto scrivere e che sarebbero state poi riprodotte a macchina.
Ha ammesso che i I Gaiani lo avvertì che in caso del suo arresto dovesse attendere altro collegamento con il centro comun ista. Partecipò all'acquisto del la macchina da scrivere . È risultato che a Borgo .Panigale da tempo agivano d ' accordo con lo Scarabe lli i pericolosi comunisti Melloni e Roveri, di cui in altro processo. Lo Scarabelli dirigeva il movimento, intervenendo, quale capo, alle riunioni che si tenevano ne ll a trattoria Torre Verde. Rizzi Riccardo: studente universitario, laureando in fisica. Iscritto al P .N .F . - Nel suo dom ici li o furono rinvenuti numerosi libri di contenuto antifascista e sovversivo. In continui contatti con il Bottonelli ed il Tubertini, quando quest'ultimo ebbe l'idea di fondare un giornale per in iziare una campagna contro le attuali direttive del Regime, il Rizzi, diede pronta e completa ades ione partecipando all'attività comunista del T uberitini .
Scarabelli Giorgio: fu uno dei promotori ed organizzatori dell'associazione.
Attenendosi alle di lui istruzioni, fece aderire al movimento i colleghi Bentini Andrea e Bugatti .Lanfranco. Nel circolo cli filosofia della .R. Unive rs ità presentò i I Bentini ed il Bugatti al Tubertini ed al Bottonelli, e, coadiuvato dal Ben tini, indusse a partecipare al movimento il collega Senigallesi.
Ne l 1931, a soli 19 anni, fu condannato, da questo T ribunale, a sette anni di rec lusione perché ritenuto responsabile d i ricostituzione e propaganda del partito comunista .
Tnterve nne a q uasi tutti i convegni di natura politica tenuti in casa del Èottonelli ed in quel li ten uti in località Porta Saffi, cu i parteciparono anche il Benlini ed il Tubertini.
Incontratos i nei primi del 1937 con il Gaiani, che aveva conosci uto in carcere durante l'espiazione della sua condanna, questi lo invitò a riprendere la sua attività cli partito, inv ito che egl i accettò.
Ai fini cli propaganda, scrisse il ricordato articolo a sfondo comunista che ri scosse l 'approvazione del Tuberti ni e dello Scarabelli, tanto che ne furono fatte 30 copie, che. poscia, furono diffuse per posta.
.Ln successivi incontri, il Gaiani gli passò delle stampe con l 'incarico di passarle a persone cl i fiduc ia . Lo Scarabelli, per primo le passò a J T ubertini, con lo stesso incarico, raccomandatog li di agire con la massima circospezione.
Consegnò a l Tubertini un prospetto statistico degli studenti universitari alfine cli contro I lare lo spirito politico della classe.
Nel maggio presentò i I Tubertini a l Gaiani perché p rendessero accordi sull'attività cosiddetta " legale" da svolgere anche in ordi ne al gruppo di studenti con i quali il T ubertini era in contatto.
Concorse con lire 10 all'acquisto della macchina da scrivere e fornì gli ap punti per la costruzione di un poligrafo. Prese parte ad una gita a Ferrara insieme a Ben tini , Senigallesi, Tubertini e Bottonelli allo scopo di catech izzare un compagno di lavoro di Senigallesi, tal Moggi.
Quando il Gaiani fu arrestato, si strinsero ancora d i più i rapporti fra lo Scarabelli ed il Tubertini, i quali concertarono fra d i loro di fa re scri vere, come mezzo di propaganda, degl i articol i dagli studenti, ciò c he fu fatto .
Bentini Andrea: studente u n iversitario al terzo anno di m edic ina. Tscritto al P.N.F . e alla Mil iz ia Universitaria. Nel suo domicilio furono rinvenuti libri e stampe di conten uto sovversivo e gli appunti per la costruz io ne di un poligrafo.
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TR IBUNALE SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Aderì al movimento per invito del Rizzi prima ciel Tubertini e Bottonelli poi. fece, a s ua volta, opera di proselitismo facendo aderire Senigalliesi a Bugatti . Partecipò alle riunioni che si tenevano in casa di Bottonelli, al circolo cli filo sofia ed in altre località . Ricevette dal Tubertini stampa cli propaganda comunista, e per ben due volte riunì i compagni in casa sua. Tentò di costruire il poligrafo e di accordo con il Senigalliesi progettò la gita a Ferrara per catechizzare lo studente Moggi. A l Caffé Modernissi m o spesso si dava convegno con g li operai Bonora, Agriotti e d altri, ai q uali, dopo efficace propaganda, offrì stampa comun ista. In detto Caffé, raccolse somme per spese di propaganda e per i combattenti rossi in Spa gna, e le versò a l Bugatti con il suo contributo personale di lire 15.
PRIMA PARTE: SEI\TENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
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Erano assidu i de l Caffé Modern issimo ove s i riunivano con il Bentini. Questi li convertì al comunismo con discorsi d' indole sovvers iva e con la lettura di giornal i francesi e stampa comunista . Contribuirono con lire 5 ciascuno alle spese per la propaganda e "pro Spa gna rossa". Arrighi Arrigo : impiegato presso il Genio M ilitare. Iscritto al P .N .F . - nel suo domici lio è stata rinvenuta la macchina da scrivere usata per la riproduzione degli artico li e delle diverse circolari cli propaganda sovvers iva .
Concorse al l' acquisto della macchina da scri vere con lire 25 . Senigallesi Luciano: studente universitario in veterinaria. Tscrit.to al P .N.F., ma di sentimenti antifascisti, essendo stato ed ucato al la scuola ciel padre noto anarchico, ora defunto. F u facile al Rizzi ed al Bentini guadagnar lo a ll a causa comunista. Il Seni gal lesi, accellando, freque ntò le riunioni in casa Botto ne l I.i e svolse propaganda verso lo studente Neri cercando di attrarlo nel movimento. Il Neri però non accettò.
Nel mese di agosto, trovandosi, come analista, nello zuccherificio di, Pontclagoscuro, tento di convertire alle teorie comuni ste i I collega di ufficio Moggi Guerrino, ed all'uopo scrisse a l Bentin i affinché, assieme al Rizzi, si recas se a Ferrara per meglio svolgere i I lavoro di persuasione nei riguardi del Moggi. La gita fu effettuata ma il Moggi no n fu trovato. Invitò gli amici della propri.a mad re a contribuire per l'acquisto del la macchina da seri vere. Bugatti Lanfranco: Studente universitario in inge g ne ri a; iscritto al P.N.F. nel suo domicilio furono rinvenuti il libro "Proble mi del socialis mo contemporaneo" cd una lettera con la quale il Bentini lo informava dell'attività politi ca che i I Sinegalliesi svolgeva a Pontelagoscuro. Fu attratto al comunismo dal Rizzi e dal Bentini. Partecipò a i convegni tenuti in casa del Bottonelli e Bentini, ove venivano esaminate e commentate le stampe sovversive. Prese parte ad una riunione a Porta Saffi, ove il Tubertini fece l'apologia de l comunismo. Fu interme diario per l'acquisto della macchina da scrivere del la madre del Senigalliesi, versando per suo conto lire 40. Bonora Pio, operaio meccanico; Agretti Elio, operaio:
Frequentava il c ircolo cli filosofia insieme al R izzi, al Botronelli ed al Tu bertini . Aderì a t.utte le proposte cli o rgan izzazione, propaganda ed azione con tro il Fascismo e su rich iesta del Tubertini scrisse un articolo che doveva servire come materiale d i propaganda. Servendosi della macchina eia scrivere avuta in consegna, riprodusse in tre esemplari un discorso di Stal in , in sette ed otto copie l 'articolo scritto dal Riz zi, ed in venti copie una circolare s ul la guerra civile spagn uola. Foresti E ugenio, Montanari Adelmo, Susta Rino: frequentatori del Caffé Modernissimo, s i trovarono qualche volta col Bentini. col Bonora e co li' Agrotti . Ascoltarono gl i accesi discorsi antifascisti del Bentini, ma non si sono avu te in udie nza prove efficienti che vi abbiano aderito.
È vero che una volta richiesti dal Bent ini versarono ciascuno una piccola somma, ma essi, come hanno asserito, non s mentiti in udienza dal Bentini, versarono tale somma ritenendo che servi sse, come diceva il Bentini, per aiutare uno studente povero. Poiché i predetti risultano di precedenti non censurabili e poiché nessun altra man ifestazione non equi voca di volontà sovversiva è emersa a carico, il Tribunale ritie ne di doverli assolvere per non provata reità dai reati loro addebitati e cli dovere, in conseguenza , ordinare la loro scarcerazione se non detenuti per altra causa (art. 485,486 C.P.Esercito). Nei fatti invece, per tutti gl i altri accusati accertati, il C ol leg io ravvisa gl i estremi giuridici dei reati rispettivamente rubricati colle aggravanti dell a reci diva in accusa precisate per Scarabell i e Bottone li . Commisurando le pene, alla gravità dei fatti, alla pericolosità dei prevenuti , specialmente cli coloro fra essi che, iscri tti al Partito Fascista, tradirono il prestato giuramento, ritiene di dovere condannare alla reclus ione:
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PRIMA PARTE: SEKT ENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
Tubert ini a complessivi anni 20, risultanti dal cumu lo dei massime delle pene add itali dei tre reati a lui ascritti in rubrica;
Bugatti Lanfranco, Rizzi Riccardo, Senigalliesi Luciano, Agrotti E lio, Arrighi Arrigo e Bonora Pio responsabili dei delitti in epigrafe loro ascritti, coli 'aggravante del la recidiva come in rubrica per Scarabelli e Bottone lli, e, cumulate le pene, condanna al la reclus ione:
Scarabei li ad anni 18 complessivi, r isultanti dal cumulo di anni 12 per il delitto d i cui all'art. 270 p.p. C.P. (compresi in detta pena anni 3 per la recidiva specifica - art. 99 l O cpv . C.P.), e di anni 3 per ciascuno degli altri. due reati ascritti (compreso per ciascu na pena 9 mesi per la recidiva come sopra); Bottonelli a complessivi anni 16, risultanti dal cumulo di anni 11 per delitto di cui ali 'art. 270 p.p. C. P.) e di anni 2 e mes i 6 per ciascuno degli altri due reati ascritti (compresi in ciascuna di dette pene mesi 4 per la recidiva come din nanzi);
Tubertin i ad anni 20, Scarabelli ad anni 18, Bottonelli ed anni 16, Bcntini, Rizzi, Senigalliesi ed A1Tighi ciascuno ad anni 8, Agrotti e Bonora ad anni 6 ciascuno e Bugatti ad anni 3; tutti in sol ido al pagamento delle spese di propria custodia preventiva; Ordina che tutti siano sottoposti alla libertà vigi lata; Ordina la confisca di q uanto in sequestro servì alla consumazione dei reati.
Bentini, Rizzi, Senigalliesi e An-ighi ciascuno a complessivi anni 8, risultanti dal c umulo dei massimi delle pene edittali dei reati a ciascuno in rubrica ascritti; Agrotti, Bonora, ciascuno a complessivi anni 6, risultanti per ciascuno dal cumulo di anni 4 per il delitto di cui all'art. 272 p.p. C.P. e di anni 2 per il delitto di c ui all'art. 270 2° cpv . C.P.; Bugatti anni 3 per il delitto cli cui a ll 'art. 270 2° cpv. C .P .. I condannati hanno l'obbligo solidale del pagamento delle spese processuali e c iascuno ha l'obbligo personale del pagamento della spese di propria c ustodia preve ntiva. (art. 488 ,274 C.P.P .).
Conseguenza della condanna per Scarabelli , Tubertini, Bottonelli, Bentini, Rizzi, Senigal licsi e Arrighi è l'interdizione perpetua dai pubbl ici uffici e per Agrotti, Bonora e Bugatti l' interdizione dai pubblici uffici per anni 5. Assolve Foresti E ugenio, Montanari Adelmo e Susta Ri no per non provata reità dalle imputazioni in rubrica loro ascritte ed ordina la loro scarcerazione se non detenuti per altra causa. Roma, 22.11.1 938 - Anno - XVll Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
Conseguenza della condanna per Bonora, Agrotti e Bugatti è l'i nterdizione dai. pubblic i uffici per la durata di anni 5 , e per tutti gli a ltri condannati I ' in terdizione perperua dai pubblici uffici (art. 29 C.P.). Per Scarabel li. Tubertin i e Bottonelli bisogna ordinare la li bertà vigilata (art. 230 C.P.) .
Foresti, M ontanari e S usta - detenuti dal 22.1.1938 - furono scarcerati il 22.11. 1938 NOTIZIE DESUNTE DAl FASCICOLI DI ESECUZIONE
II Collegio ritiene di dover ordinare tale misura di sicurezza, però ai sens i dell'art. 239 C.P., anche per tutti gli altri condannati, ricorrendo agli estre mi di pericolosità di cui gli art. 202,203 C.P. in relazione alle valutate circostanze di cui all'art. 133 C.P ..
In ottemperanza alle disposizioni impartite la Ministero dell'Interno con circolari n. 46643 ciel 27.7.1943 e 11. 49216/441 del 14.8.1943 viene proposta la scarcerazione per grazia sov rana dei detenuti Scarabclli Giorgio; Tubertini Bruno; Bottonelli Giovanni.; Benti ni Andrea; Rizzi Riccardo; Arrighi Arrigo e Senigalliesi Luciano.
11 Collegio ritiene di dover ordinare la confisca di quanto in seq uestro servì alla consumazione dei reati (art. 240 C .P .) ..
- Scarabelli, detenuto da l 14.1 1.1947, viene scarcerato dal.la Casa di Rec lu s io ne di S . Gimignano il 19.8. 1943.
P.Q.M.
Pena espiata: 5 a nni , 9 mesi , 5 giorni .
Letti ed applicati. gli artt. I I O, 270 p.p. , 270 2° cpv. 99 p .p . e I O cpv. , 240, 29, 229, 230, 73 C .P.; 274, 488 C .P .P .; 485, 486 C.P.Eserci to.
Per i precedenti penali (vedi "Decisioni e messe dal T .S.D .S . nel 193 1 pag. 323) non può us ufruire dei benefici di clemenza previsti dal R .D . 24.2.1 940 n. 56.
DICHIARA
TI titolo dei reati per i qual i è stato r itenuto colpevole e condannato osta all'app licazione dei provvedimenti di clemenza d i c ui a l R.D. 17.10.1942 n. 1156.
Scarabelli Giorgio, Tubertini Bruno, Bottonelli Giovanni., Bentini Andrea,
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TRIBUNALE SPECIA LE l)ER LA OlFESA DELLO STATO
- Tubertini, viene escluso, per il tito lo dei reati per i q ual i è stato ritenuro col pevole e condannato, dai benefici previsti dal R .D. 17. I O. J 94 2 n. I 156, ma usufruisce dei provvedimenti d i clemenza previsti dal R.D. 24 .2 . 1940 n. 56. Pe,tanto avrebbe dovuto essere scarcerato il 1.12.1955, ma per la concessione della Grazia Sovrana v iene scarcerato dalla Casa Pena le di Fossano il 6.9. 1943 Deten uto dal 1.12.1937 al 6.9.1943
PR IMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S .
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Pena espiata: 5 anni, 8 mesi, 22 giorn i - Arrighi , viene escluso, per il titolo dei reati per i q ua li è stato ritenuto colpevole e condannato, dai benefici prev isti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156, ma usufruisce dei provvedimenti cli clemenza previsti dal R.D . 24.2 . 194 0 n. 56. Pertanto avrebbe dovuto essere scarcerato il 4 . 12. 1943 , ma per concessione dell a Grazia Sovrana, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Viterbo il 27.8 . 1943.
Pena espiata: 5 anni,9 mesi , 5 giorni. Detenuto dal 4 . 12.1937 al 27 .8. 1943. - Bottonelli, viene escluso, per il tito lo dei reati per i q ua li e s tato; riten uto co lpevole e condannato, dai benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156, ma usufruisce dei provved imenti di clemenza previsti dal R.D. 24.2. 1940 n. 56 . Pertanto avrebbe dovu to essere scarcerato il I . 12. 1951, ma per la concessione della G razia Sovrana viene scarcerato dalla Casa Penale di Fossano il 6.9. 1943. Detenuto dal 1.12.1937 al 6 .9. 1943. Pena espiata : 5 anni, 9 mesi, 5 giorni. Con sentenza pronunziata dal Tribunale Militare di Roma il 14.5. I 932 v iene riten uto colpevole del reato di "rifiuto di obbedienza" e condannato a 2 me s i d i carcere. - Bentini , Viene escl uso, per il titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condannato, dai benefici previsti dal R .D . 17.1 0. 1942 n. 1156, ma us ufrui sce dei provvedimenti· di c lemenza previs ti dal R .D. 24.2.1940 n. 56. Pertanto avrebbe dovuto essere scarcerato i I 29. l l . 194 3, ma per la concessione della Grazia Sovrana, viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione cli Viterbo il 27.8.1943.
Pena espiata: 5 anni, 8 mesi, 23 giorni. - Senigallesi, viene escluso, per il titolo dei reati per i quali è stato r itenuto colpevole e condannato, dai benefic i previsti dal R .D . 17. 10. 1942 n. I 156, ma usufruisce dei provved imenti di clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n . 56. Pertanto avrebbe dov uto essere scarcerato il 29.11.1943, ma per concessio ne della Graz ia Sovrana, vie ne scarcerato dalla Casa Penale d i Spoleto il 29 .8. 1943. Detenuto dal 29 .11.1937 a l 29.8.1943 . Pena espiata: 5 anni e 9 mesi. Per effello dei provvediment i di clemenza cli cui al R .D . 24.2 . 1940 n. 56 - Agretti, viene s carcerato dall a Casa di .Reclusione cl.i Civitavecchia il 19.12.1941. Detenuto dal 19. 12.1937 al 19.12.1941 Pena espiata: 4 a nni.
Detenuto dal 29. 11.1 937 al 27 .8. 1943 Pena esp iata: 5 anni, 8 mesi , 28 giorni . - Rizzi, viene escluso, per il titolo dei reati per i quali è stato riten uto co lpevole e condannato, dai benefici previ sti dal R.D. 17. I 0.1942 n. I 156, m a usufruisce dei provved imenti di clemenza cli cui a l R.D. 24.2 . 19 40 n. 56. Pertanto avrebbe dovuto essere scarcerato il 29.11.1943, ma per la conces sione della Grazia Sovrana, viene scarcerato dalla Casa di Reclusio ne di Cas telfranco Emilia il 2 1.8. 1943. Detenuto dal 29.11.1937 al 2 1.8. 1943
Il 29.10.1940 inoltrata sentenza di grazia a Sua Maestà V ittorio Emanuele III 0 nella quale dichiara "Oso lo sguardo sino a voi, mio Sovrano, chiedendo grazia. Assicuro che non mi occuperò più di politica, ma solam ente mi comporterò da buon italiano ossequiente alle leggi e alle istituzio ni del Regno e del Reg ime, devoto a Vostra Maestà ed obbediente al grande D uce che per fortuna della Patria, Voi avete dato al I'Italia imperiale, per la sua maggiore glor ia e per la Vostra''. In data 18. 12 .1 940 Agretti. inoltra il Ministero di Grazia e Gi ustizia una is tanza con la q uale chiede che sia annull ata l 'istanza d i grazia inoltrata il 29. 10.1940 "essendo s tata fatta in un mo me nto c he non ero nella pienezza delle mie facoltà fisic he e psic hic he a llorquando formulai la domanda di grazia".
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TRIBUNALE SPEC IALE PER LA OlFESA DELLO STATO
- Bonora, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 19. 12.1941.
PRIMI\ PARTE: SENTENZE PROK\JNZIATE DA L T .S .D.S.
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SENTENZA n. 114
Reg. Gen. n. 28/1938
Il Tribunale Spec iale per la Difesa dello Stato composto da : Detenuto dal 19. 12. 1937 al 19.1 2.194 l. Presidente: Le Metre Gaetano, Console Generale M.V.S .N .;
Pena espiata : 4 anni.
Giudice Relatore : Prest i Giovanni ; Istanze di grazia inoltrate dalla madre il 19. 12. 1938 e dal Bonora il 16.8.1939 non vengono acco lte.
Giudici Consoli M. \!.S.N. : Rossi Umberto, Bergamaschi Carlo, S uppiej Giorgio, Pasqualucci Renato, Barbera Gaspcro.
- Bugatti, viene scarcerato dalla Casa cl i Reclusione di Fossano il 5.4.1940. ha pron unciato la seguente: Detenuto dal 29.11.1937 al 5.4 .1940. SENTENZA Pena espiata: 2 anni, 4 mesi, 6 giorni. Nella causa contro: In sede cl i gi udiz io di revisione speciale (D.L.L. 5 .1 0.1944 n. 316) la Corte cl' Appcl lo di Bologna ha, con sente nza del 17. 12 . l 949, dichiarato cli non doversi procedere nei confronti di Tubertini Bruno e cli Senigall iesi L uciano perché deceduti ed ha assolto tutti gl i altri imputati dalle imputazioni loro addebitate perché "i fatti non costitiuscono reati". - NOTA: la Commissione Istruttoria con sentenza n. 15 del 2.9. 1938 ha dichiarato di non doversi procedere per " insuffic ie nza di prove" nei con fronti dei coimputati: - Cervellati Luigi, nato il 19.10.1908 a Bologna, pittore. Detenuto dal 19.12.1937 al 2.9.1938.
- Felisati Egisto, nato il 5 .1.1903 a Bo logna, cameriere; - Bacchilega Giocondo, nato il 27. 1. 1894 a Castel San Pietro (Bologna), salumiere; - Ba lugan i Corrado, nato il 9.5 .1 902 a Castelfranco (Modena), fab bro; - Benfenati Modesto, nato il 24.4 . 1913 a Bologna, meccanico - Bergamini Augusto, nato il 10 .3 .1904 a Bologna, esercente; - B usi Giordano, nato il 22.7.1907 a Bologna, muratore;
- Conti Gino, nato il 29.7.1909 a Imo la (Bo logna), falegname. Deten uto dal!' 11 . 12.1937 al 2.9. 1938 . - Farné Alfredo, nato il 22 .1 2 . 1900 a Bologna, tipografo. Detenuto dal 22.1.1938 al 2 .9 . 1938.
- Collina Walter, nato il 30.5. 1910 a San lazzaro (Bologna), vernic iatore; - Corv i Dante, nato il 30.3.1904 a Bologna, elettricista; - Fiorentini Leonida, nato .il 15.2. 1902 a B udrio (Bologna), muratore;
. Con la stessa sentenza la Commissione Istruttori a ha d ichiarato cli non doversi p rocedere nei confronti d i: - Gaiani Luigi, nato il 26.6. 191 O a Bologna,disegnatore, perché giudicato per gli s tessi fatti dal T.S.D.S . con sentenza n. 67 del 1937 (Ved i "Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1937 pag. I 53)
- Marocchi Armando, nato il 29.3 . 1901 a Bologna, macellaio; - De R igo Basson Ferdinando, nato i I 20.3 . 1911 a Klein Roscen (Germania), meccanico; - Maseui Federico, nato .il 9.2. 1904 a Bologna, meccanico; - Monterurnici B runo, nato il 2.4. 1906 a Bologna , ort.opedico; - 'Muzz i Romeo, nato il 1.6. 1901 a Bologna, fontaniere; - Nanni Renato, nato il 2.3 . 1913 a Bologna, manov ale;
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TRIBUNALE SPEC IAi. E PER LA DIFESA DELLO STATO
- Nerozzi Walter, nato il 30.9.19 13 a Bologna, disegnatore; - Poli A ugusto, nato il 28.7. 1907 a Bolinguer (Germania) , cuoco; - Pirini Vittorio, nato il 6.4. 1897 a Bo logna, muratore; - Raimo ndi Mario, nato il 4 .9.1898 a Bologna, cuoco; - Rimini Antonio, nato il 6 . 1O. 1889 a Brisighella (Bologna), meccanico; - Ru bbi Umberto, nato il 9.6. 1895 a Bologna, fonditore; - Segallari Augusto, nato il 20.9.1 892 a Baricella (Bo logna), cuoco; - Zanarini Fioravanti, nato il 9.10.1897 a San Giovanni in Pers iccto (Bologna), meccanico; - Zerbin i Elvino, nato il 13.1.1910 a Bologna, tappezziere;
PRIMA PART E: SENT ENZE PRONUNZIAT E DAL T .S .D.S.
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c) - del delitto cli cui agli artt. 110 - 270 p.p. e ult. cpv . C.P. per avere con corso tra loro e con altri nelle suddette circostanze cli tempo e cli luogo all'organizzazione e direzione dell'associazione sovversiva di cui sopra . Con l 'aggravante della recidiva specifica per il Monterum ici, Nann i, Pirin i, e Zanarini ai sensi dell'art. 99 cpv. n. I C .P., e della recidiva generica per Muzzi, Benfenati, Arrnaroli e Gotti.
TI G uizzarcli inoltre: d) - del reato cli cui all'art. 282 C.P. per avere nelle Carceri Giudiziarie di Bologna i I 17.6.1938 offeso il prestigio del capo del Governo scrivendo sul muro le frasi "morte a ·Mussolini" "morte a l Duce": e) - del reato cli cui all'art. 272 p .p. C.P. per avere nelle suddette ci rcostan ze di tempo e luogo, den igrato il Fascismo, nel par lare con concletenuti, e scrivendo nel cortile cli passeggio le frasi s uddette nonché "v iva la Spagna rossa, compagni ricordate Picelli, viva la Russia, viva gli operai s pagno li, v iva i so viet" , fatto propaganda per l' insaturazio ne del comunismo in Italia.
- Armaroli Giuseppe, nato i l 9.6.1910 a Bologna, manovale; - Casolari Armando, nato il 24.5 .1 904 a Bologna, calzolaio; - Gotti V ittorio, nato i I 25 .2. J 913 a Bologna, calzo laio; - Guizzardi E manuele, nato il 24.5. 1907 a Bologna, se lcino; - Magna ni Ferruccio, nato il 20. 1.1909 a Bo logna, calzola io . IMPUTATI
Fiorentin i Leonida: del delitto cli c ui a ll'art. 270 c p v. 2° C.P. per avere in territorio d i Bologna a Modena in epoca precedente e fino a l gennaio 1938 fatto parte cli assoc iaz ione a carattere com u nista. Tutt i, ad eccezione di Fi.orentini Leonida: a) - del de li tto cli c ui all'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere in territori o di Bologna e Modena in epoca precedente a fino a l gen naio 1938 fatto parte di assoc iazione a carattere comunista; b) - del delitto d i c ui agli artt. 110 - 81 - 272 p.p. C .P. per avere in concorso tra loro e con altr i, in epoche d iverse ma in esecuzione d i un unico disegno c r iminoso, nelle dette circostanze di tempo e di luogo, fatto propaganda comu nista, verbalmente e con diffusione di stampa sovvers iva e con a ltri m a nifesta zioni di partito; Felisati , Balugani, Zanarini, Monterumici e A rm a ro li, anche:
In esito al pubblico cjibattimento, sentiti il P .M . nella sua requisitoria e gli im putati, che, coi loro difensori, hanno per ultimi avuto la parola, osserva: IN FATTO ED I.N DlfUITO
l prevenu t i, unitamente a tali Broccoli A lfredo, Pancalcli Rino e Vignocchi Arturo, nei riguardi dei quali - essendo tutt'ora latitanti, preliminarmente si è ordinata la sospensione ciel procedimento, furono, con sentenza della Commissione Istruttoria in data 2 settembre u.s., rinviati a giudizio per rispondere dei fatti delittuosi come sopra in rubrica enunc iat i. Con sentenza della stessa Commissione del 22 c.m. il r u bricato G uizzardi venne rinviato a nche per i delitti di c ui alle lettere cl) , e) del l 'epigrafe. All'orale dibattimento, per la confessione d i quasi tutti gli accusati, specialmente dei m aggiori responsabili, e per le prove doc umentali e testimoniali nonché con le conclusioni peritali , s i è accertato quanto segue: Le Autorità d i P .S . avevano notato una ripresa di attività comunista in Bologna: corrisponden ze a ntifasciste provenienti da quella città a dirette al centro com unista all'estero; diffusione cli li bell i datti loscritti fra aderenti a l movimento; s ubdola propaganda fra gruppi cli disoccupati ne i pressi degli uffici Sindacali cl.i Collocame nto, p ro palaz io ne di notizie, a carattere disfattista e tendenzioso, c irca gli avvenimenti del la Spagna e la politica internazionale ciel Regime. Perciò fu compiuta, tra la fi ne ciel dicembre 1937 e il gennaio 1938, un 'operazione che portò a numerosi arresti e alla denunzia dei rubricati. Numerosi fra essi sono vecchi sovversivi, c he , già condan nati per reali politici anche da que-
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TIU UUNALESPEC IJ\LF. PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMI\ PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S .D.S.
sto Tribunale e beneficiati da provvedimenti di clemenza, avevano ripreso la nefasta attiv ità di propaganda e cli costituzione dell'associazione comunista mantenendosi in collegamento con il centro estero della setta.
Indusse a far parte clell 'associazione il rubricato Masetti Federico, ponendolo sotto la sua direttiva dipendenza con l'incarico cli passare la stampa com un ista a i compagni Rubbi, Bacchilega e Raimondi e di raccogliere dagli stess i le quote mensili di lire 5 pro vittime pol itiche. Il Masetti eseguì fedelmente l'incari co e poi versò le somme a l Ba lugani.
Nel gennaio 1937, poi, era venuto a Bo logna eia Parigi un emissario d i tale centro - il ricordato Broccoli - e aveva potuto guadagnare alJ'organ izzazione nuovi elementi, c he avevano, come il rubricato Felisati, allargata la cerchia del movimento illegale sino a congiungersi nelle sue diramazioni con alcuni dei vecchi sovvers iv i cli cui sopra. Naturalmente, seguendo le u ltime clireltive d i Mosca, velenosa infiltrazione era stata attuata negl i a m bienti sindacali del fascismo bolognese e, p urtroppo, alcuni sciagurati, come i rubricati Magnani, Gu izzardi e Casolari, c he ricoprivano cariche di responsabilità e di fiducia, c iasc uno ne l Sindacato di propria categoria, erano stati infetta ti di comunismo, a tal punto da costituire un vero egrave pericolo per le nostre sane e fio re nti organizzazioni corporative. La posizio ne di ciascun accusato è così risultata: Feli sati Egisto : c uoco presso i I ristorante della Stazione di Bologna. Esalta to dalla velenosa propaganda comunista del Brocco! i, svolse una vasta attività di vero e proprio organi zzatore. Elaborò e scr isse lunghe relazioni al centro comunista estero sugli avvenimenti interni , intonate a l più accanito antifascismo; lesse e diffuse libelli comunisti. Le relazioni furono inviate a ll ' indi rizzo convenzionale del Broccoli e q uesti le passò, per essere divulgate a m ezzo della stampa, a i vari centri antifascisti . Jl Felisati anche in ud ie nza ha precisato le circostanze di tempo e il co ntenuto delle varie lettere in viate a Parigi, specificando che in esse trattava p it1 spec ialmente gli argomenti attine nti all e radio-trasmission i da Barcellona, alla polit ica demografica, alla libertà d i stampa, al la giustizia sociale ecc .. Il Felisat i era in contatto con il coimputato Raimondi Mario, c uoco p resso il ri storante dei Nota i in Bologna e dall o stesso aveva no tizie c irca la situazione spagnuola e circa una sottoscrizione pro-combattent i rossi c he il Raimond i aveva indetto. Richiesto anche da lui un contributo, versò al Ra imondi la s ua q uota in lire 5 . Successivamente il Felisati ebbe dal Raimondi, per la lettura e la diffusione, tre li belli comun isti riguardanti uno la battaglia d i Guadalajara, il se condo la carcerazione e la m orte di Gramsci ed il terzo il congresso nel partito com unista di due a nni fa. 11 Felisati, dopo averli letti, li passò al coimputato Poli A ug usto. Balugani Corrado: già confinato pol itico, era a capo di un gruppo ben o rga n izzato . Dava di rettive e direzio ni ed istruzioni, svo lgeva propaganda, tra s me tteva stam pa di partilo e s i adoperava con tutti i mezzi per potenziare l 'organizzazione.
Zanarini Fioravanti: già condannato da q uesto Tribunale nel 1928 per attività comunista. Dopo la scomparsa del predetto Vignocchi e l'arresto di tal Gaiani, già condannato ad anni 18 da questo Tribunale, li sostituì al lavoro di direzio ne. Era in contatto con gl i emissari ed in collegamento con il centro, dava istruzioni, stampa e denaro. Dette incarico al coimputato Nerozzi d i riprodurne a macchina il materiale propagandistico che riceveva dagl i emissari e dal centro, tale materiale, poi, diffuse fra i compagni e fra quelli che sperava di persuadere a fare parte del l'associazione. II recapito per la corrispondenza del Zanarini con il centro era: "Piccard lu les - Rue Carnot 34 - Boulogne sour Sein Paris" e gl 'incontri con gli emissari avvenivano cli solito nella piazzetta della Pioggia, ove egli passava ogni giorno ad ore fisse . Lo Zanarini passava al Monterumici la stampa riprodotta dal Nerozzi. Anche in udienza ha confessato spavaldamente la sua fede e le sue malefatte. Monterurnici Bruno: già condannato da questo Tribunale nel 1928 ad ann i 7 e mesi 10 cli reclusione per attività comun ista. Nel 1936 incontratosi con il Yignocchi, lo Zanarini ed il Gaiani, nella carceri di Bologna, ove era stato internato per m isure di P.S ., fu dai tre inv itato a riprendere la sua attività, cosa c h'eg li accettò di buon grado.
TI Monterumic i, perché meno sospettato, in talune speciali incombenze doveva sostituire il Vignocchi e lo Zanarini ed inoltre doveva svolgere, come svolse, un 'alt.iv ità propr ia. Messo dal Vigliocchi in contatto con l' Armaroli, il Monterum ici, settimanalmente e quindicinalmente, ritirava le stampe del Zanarini e le consegnava al!' Armaroli, il quale, a sua volta, le passava a tale Scarabelli, di cui in altro procedimento. Gl'incontri avvenivano nei press i del gazometro o fuo ri porta Mazzini. Successivamente il Monterumici s'incontrò con lo Scarabell i per questioni di stampe .
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TRlBUNALE SPEC IA L E PER LA DIFESA DEI.LO STATO
PRIMA PARTE: SENT ENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
Inoltre mensilmente consegnava allo Zanarini un contributo in denaro provillime politiche, nella misura di lire dieci per volta.
Poli Augusto: in collegamento con il Felisati e dallo stesso catechizzato ai principi comun isti, riceveva la stampa e dal Felisati stesso e dal Rairnondi.
Armaroli G iuseppe: denunziato in stato di arresto a questo Tribunale Speciale dalla Q uestura di Bologna con rapporto n. 014965 dell' 11.12. 1937 insieme ad altri comunisti di cui, insieme a tal Morini Celso e ra capo, con sentenza della Commissione Istruttoria di questo Tribunale del 12.2.1938 veniva rinviato a giudizio per rispondere dei reati di cui agli art. 270 p.p. e 2° cpv.; 272 p.p .. 99 2° cpv in relazione al cpv. l O nn. I, 2 e 3 C.P.
11 Poli trovasi in collegamento anche con il coimputato Segai lari Augusto, al quale faceva comunicazioni di partito.
Nel la pubblica udienza del 7.4.1938 questo Tribunale su richiesta del P.M., ed in considerazione che a carico cieli' Armarol i, oltre al procedimento di cui giudicava, esisteva l'attuale procedimento n. 28 R.G. in cui in maggiore misura risu ltavano le prove di una p iù vasta e complessa attività comunista, con delibe razione presa in camera di consiglio, ordinava lo stralcio degli alti riguardanti I' Armaroli dal procedimento n. 362 R .G . 1937 per essere allegato al presente procedimento 11. 28 R.G. I 938 .
Non si sono avute prove s ufficienti circa la contestatagli propaganda (art. 272 p.p. C.P.) pertanto da tale reato egli dev'essere assolto per non provata reità. Segallari Augusto: Tal Righi Aldo da Modena gli consegnò un libe llo sov versivo dal titolo "La Battaglia di Brunete" esaltante i rossi spagnuoli, libello che il Segallari cosegnò, a s ua volta, al rubricato Masetti . Tn un secondo tempo il Segallari ricevette dal Righi un altro libello per leggerlo e passarlo ad a ltri. Come è stato già detto, ìl Segallari si manteneva in collegamento con Poi .i Augusto per potere avere da lui le notizie sul movimento comunista da comu nicare a Modena.
Difat.ti accertata nel primo procedimento la posizione dell'Armaroli quale capo e organizzatore dei reali di organizzazione, appartenenza e propaganda del partito comun ista, nel presente procedimento è stato accertato che egli ha avuto frequenti relazioni di partito, in veste di auivissimo organizzatore, con gli imputati Collina, Pirini, M uzzi, Monterumici, Zanarini, Vignocchi e lo Scarabell i di cui sopra. Consegnava a tutti numerosa stampa di partito perché fosse diffusa, stampa che riceveva da Monterumici il quale, a sua volta, la ritirava da Za.narini.
Masetti Federico: fu ricondotto al comunismo dal coimputato Balugani, il quale gli affidò il delicato incarico di tenere il collegamento con i compagni Rubbi, Bacch ilega, Raimoncli.
Fiorentini Leonida: vecchio sovversivo, da Budrio, suo paese d i origine, nel marzo 1937 s i recò dal Broccoli per prendere accordi circa il suo espatrio clandestino e quello di altr i compagni di Budrio, onde recarsi a combattere in Spa gna nella fi le dei rossi.
Dagli stessi il Masetti raccoglieva l'obolo mensile di lire 5 ciascuno pro vittime politiche e consegnava loro, per ulteriore diffus ione, la stampa di partito che, a sua volta, riceveva dai compagni Balugani, Marocchi e Collina. Si dichiara pentito del mal fatto.
Egli però non riuscì ad espatriare, ma il tentativo cos tituisce prove eviden te della partecipazione ciel Fiorentini alla illegale associazione comunista bo lognese di cui trattasi.
Collina Walter: fu attratto a l comunismo dal Yignocchi, il q ua le g li affidò l'incarico cli, tenere i contatti fra i compagni, di distribuire la stampa e di rac cogl iere le quote di denaro pro vittime politiche e rossi spagnuoli.
Raimoncli Mario: .In collega.mento con il Felisanti comunicò allo stesso cli essersi fatto iniziatore cli una raccolta di denaro pro "Spagna rossa" e gli chiese un contributo che il Felisati gli versò in lire 5.
li Collina tenne tali incarich i fino a ll a data del suo arresto mantenendosi all'uopo in diretta relazione con Busi e Masetti.
Gli comunicò anche di essere in possesso di manifestini ed opuscoli riguardanti 1'organizzazione e la propaganda comunista, che in parte gli consegnò con l'incarico di d iffonderli. Difatti il Felisali, dopo averli letti, li passò al rubrica to Poli. Dopo qualche tempo il Raimondi consegnò al Felisali altre stampe con lo stesso incarico cli diffonderla. TI Raimoncl i era in contatto, oltre che con il Felisati ed il Poli, anche con Marocchi Armando, e Maselli Federico. La stampa la riceveva da questo ultimo, al quale versava da parte sua le som me raccolte pro "Spagna rossa".
li luogo abituale dei ritrovi era il Caffé Cairoli.
Partito il Yignocchi, egli prese contatto ed e bbe le direttive e le stampe clall' Armaroli Gi useppe. 13acchilega Giocondo: tratlasi di vecchio comunista.. Nel 1930 fu sottoposto a.i vincoli clell 'ammonizione per le sue idee avverse al regime. Riprese la sua attività nel gennaio 1936 per invito ciel Balugani. Da Allora versò ininterrottamente tutti i mesi al Masetti il suo obo lo pro vittime politiche e ross i spagnuoli .
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TRIBUNALE SPECJALE PER LA l)lfESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SEKTENZE PRONUN7.IATF. DAL T.S .O.S .
Ebbe stampa com unista dal Balugani e dal Masetti e si mantenne in contatto, sempre per ragioni d i setta, con Rubbi, Marocchi e Pirini, i quali hanno confermato i loro rapporti con lui. Ha chiesto clemenza.
il quale eseguì, per circa un anno lo stesso lavoro cli riproduzione di stampa di propaganda comunista .
Rubbi Umberto, Pirini Vittorio: fan no parte de l gruppo costituito dal Balu giani e capeggiato dal Masetti, dai quali ricevevano le stampe di partito e versavano al Masetti le quote mensili pro viHime politiche e rossi spagnoli . Il Pirini, per incarico del.l ' Armaroli, presentò il Collina al Masetti facendogl i così p rendere i contatti che aveva perd uto.
Successivamente fu messo a contatto con il Gaiani, sempre con lo s tesso incarico di r iprodurre .la stampa che gli veniva passata. In seguito dal Gaiani fu presentato allo Zanarini per il quale eseguì lo stesso lavo ro. Per incarico di quest' ultimo si recò a Parigi per riferire al Vignocchi già partito per la Francia, sulle condizioni ciel comunismo bolognese. Per c iò ebbe dallo Zanarini I ire 450.
Il luogo preferito per le riunioni era il Caffé Umberto I° ove convenivano anche a ltri compagni. Marocchi Armando: già confinato po litico, faceva parte del gruppo costit.uito dal Balugani, è stato indicato dal Masetti come colui che ne faceva le veci quando il primo doveva allontanarsi per ragioni di lavoro. Cosicché i I Masetti qualche volta versava i contributi raccolti al Marocchi invece che a l Balugani e ne riceveva s tampa sovversiva. Busi G iocondo : comunista, più volte confinato. Quando il Marocchi, invece che dal Balugani, riceveva dal Masett.i i contributi mensi li, li versava a l Busi, il quale qualche volta gl i portava stampa di partito e versava al Yignocchi i contributi . Masetti e Collina messi a contatti con il Busi, sia mezzo del V ig nocchi e dal Marocchi, s i accordarono con lui circa la raccolta dei contributi mensili e la consegna e diffusione del materiale cli propaganda. Benfenati Modesto: comunista schedato dal I 933 , e già confinato. Della sua attivtà cli partilo parlano il De Rigo Basson ed il Nerozzi Walter. Fra i tre avveniva scambio cli libelli di contenuto comunista e raccolta cli contributi pro soccorso rosso. Ha ammesso di aver fatto opera di propaganda nei riguardi del De Rigo Basson e cli averg li rich iesto i contributi pro vittime politiche. Dc R igo Basson Ferdinando: fu attratto al comunismo dal Benfenati. Riceveva stampa sovversiva ma non è ris ultalo che svo lgesse comunque attività di propaganda, perciò da tale del itto (art. 272 p .p. C.P.) deve essere assolto. Nerozzi Walter: fu attrallo al comunismo dal preclello Panca ldi Rino. Fornito dallo steso di una macchina eia scrivere comprata dal Pancaldi, col contributo dello stesso Nerozzi, riproduceva in numerose copie la stampa di part ito che gli veniva passata. Dal Pancald i fu poscia presentato a l V ignocchi per
Recatosi presso la sede del giornale "La voce degl i ital iani", non avendo trovato il V ignocchi, conferì con un altro italiano, al quale lasciò per il Yignocchi una relaz io ne scritta s ulle condizioni ciel partito a Bologna . Di ritorno da Bologna, fece la relazione, sulla missione a Parigi, allo Zana n n 1.
Il Nerozzi era in relazione anche con il Ben fenat i, a l quale consegnò un libello di con ten uto comunista da lui riprodotto a macchina. Bergamini August.o: sfruttando gli avvenimenti della Spagna e del l'estremo oriente, svolse propaganda nei riguardi dei frate! I i Fiori nonché nei riguardi dei frequentatori del proprio esercizi.o cli caffé. Al Fiori Cesare offrì anche s tampa comunista avuta dal rubricato, Corvi . Corvi Dante - M uzzi Romeo: aclerent.i al movimento comunista cli Bologna e collegati fra loro, hanno esplicato una intensa attività di propaganda. Il loro campo di azione era principalmente il locale del Bergamini ove, co me si è detto, avveniva lo scambio e la lett ura della stampa comunista. Nann i Renato: vecc hio sovversivo, già condannato da q uesto Tribunale. Dai discors i fatti a l coimputato Zerbini appare chiara la sua partecipazione alla il legale associazione sovversiva bolognese cli cui trattasi , ma non si sono avute prove concrete circa la contestatagli propaganda. Pertanto da questo reato deve essere assolto. Guizzardi Eman uele: segretario provinc iale ciel Sindacato fascista, scalpel lino. La pos izione di questo preven uto è trattata o ltre che in questo procedimento a nche in quello c he ha per oggetto altra deniunzia della R. Questura di Bologna ciel 30.3.1938 (n. 75 R .G .). Per l' econom ia dei giudizi e soprattutto per matenere nei riguardi cl i q uesto imputato unico criterio di valutazione delle prove della sua posizio ne, stralciata dal procedimento n. 75 R .G . 1938 è s tata trattata in q uesto. Ciò anche per la
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PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
considerazione c he l'attività criminosa del Guizzarcli si è svolta in collaborazione con gli imputati di questo procedimento e non con q uelli del l'altro.
Gotti Vittorio: iscr itto al P .N .F. - Fece parte del gruppo del Guizzarcli-Ma gnani-Casolari, con i quali esplicò concreta att ività a favore del movimento com un ista .
ln rapporto con lo Scarabelli e il Tubertini , cli cui in alt.ri procedimenti, en trambi capi ed organizzatori, il Guizzarcli ha svolto concreta attività in favore del partito comun ista, soprattutto diffondendo la stampa che gli veniva data da i due. Fra g li altri, fornì manifestini d i. propaganda a l compagno Monari, di c ui in altro processo. La mattina del 17 gi ugno e.a. l'agente di custodia Nunari V ittorio, notò ne l cortile di passeggio n . 3 della Carceri Giudiziarie di Bologna, dopo le o re 9,30, le fras i sovversive, tracciate con gesso sulle pareti: "morte a Mussolini" "morte al Duce" "W i soviet" "W la R ussia" "W gli operai spagnoli" "W la Spagna rossa" "Compagni ricordate Picelli" . Dag li accertamenti compiuti si accertò, specie per la dichiarazio ne del teste Santi Aurelio, che l' a utore delle scritte era il Guizzardi. Lo stesso Santi, anch'egl i detenu to per reato comune, ha dichiarato che il G uizzardi spesso la sera in camerata, denigrava, indirizzandosi ai compagni, il Regi m e Fascista esaltando, invece, la Russia e i rossi di Spagna. La perizia grafica, ha concluso che le scrilte incriminate furono s icuramente tracc iate dal Gu izzardi. Magnani Ferruccio : l'attività c riminosa del Magnani è particolarmente grave per il fatto di essersi egli ins inuato nei Sindacati fascisti del! ' ind us tria ove ri usci a conseguire la nom ina di membro de l D irettorio provincia le del sindacato categoria calzolai di Bologna.
Ebbe stampa di propaganda da Magna ni e Casolari e la passò, a s ua volta, ad altri compagni . Contr ibuì alla raccolta dei fondi pro vittime politiche e Spagna rossa. Erano stati rinviati a giudizio anche i rubricati Zerbini, per qualche contat to avuto col comunista Nanni e Rimin i perché partecipe di riunioni che Rubbi, Pierini, Masetti ed altri tenevano in un caffé della città, m a non è risultato sufficie ntemente provato che lo Zerbini e il Rimini abbiano dato adesione al movimento o che abbiano svolto propaganda sovversiva . Pertanto essi debbono essere assolti per non provata reità e dev ' essere ordinata la loro scarcerazione se no n detenuti per altra causa (art. 485,486 C.P.Esercito). Nei fatti come sopra accertat i, comniessi dagli altri accusati, eccetto quanto si è detto per il reato d i propaganda ascritto a Nann i, de Rigo Basson e Poli, il Collegio ravvisa gli estremi giuridici dei reati rubricati, esclusa per tutti - eccetto che pe r il Gu izzare.ii - la continuazione ciel reato di propaganda, trattandosi di manifestaz io ne, a nimata da unica intenz ione, senza soluzione cli contin uità. Ritiene anche che ricorrano le aggravanti del la recid iva come precisate in ep igrafe. Commi surando le pene ai fatti della pericolosità di c iascuno, nonché alla qua-
Seguendo le direttive dello Scarabei li da c ui e ra stato guadagnato a lla caus a del comunismo, il Magnani aveva il com p ito d i sfruttare l 'attivit~t de l si ndacato fasc ista a i fini de l partito comunista. Lo Scarabelli inoltre, sia direttamente che a mezzo del Masetti, forniva al Magnani copiosa s tampa di partito che q uesti, a s ua volta, diffondeva fra i com pagni Conso lari , Gotti ed a ltri. Sempre per l ' inv ito dello Scarabelli, il Magnani contribuì ripetute volte al la raccolta di fo nd i pro vittime politiche e Spagna rossa.
1ità di iscritti ad organizzazio ni de l Regi m e fascista di alcuni, ritiene giusto in -
fliggere le seguenti pene del la reclusione. Zanarini: complessiv i ann i 20, risultanti dal cumulo dei massimi della pene edittali prev iste per c iascun reato a lui rubr icato, compreso però in ciascuna pena u n terzo per la recidiva specifica (art. 270 p.p. e 2° cpv. - 272 p .p. - 99 cpv . 1° C .P .); Monterumici : complessivi anni 18 - risultanti dal cumulo di anni 11 per il del itto di cui all'art. 270 p.p. C.P., cli anni 4 per il delitto cli cui all'art. 270 2° cpv. C.P., co mpreso in ciascuna pena un terzo per la recidiva spec if ica (art. 99 cpv. 1° C.P.);
Casolari Armando: iscritto al P.N.F. V . Segretario del Sindacato fascista lavoratori calzat ure, la sua attiv ità deve essere considerata a ltrettanto grave q uanto que lle de l Magnani. Ha dichiarato di essere stato attratto dal comunis mo dal Magnani , dal quale riceveva s tampa di partito con l'i ncarico di leggerla e passarla ad altri. Ciò egli fece passandola a sua volta, al Guizzarcli.
Armaroli e Felisati: ciascuno complessivamente ad anni sedici, risultanti per ciscuno dal cum ulo di anni IO per il delitto di cui all'art. 270 p.p. C.P. e d i anni 3 per ciasc uno degl i altri due reati a loro rubricati ,com preso, nel le s ingole pene de lI' Annaroli , un sesto per la recid iva ge nerica (art. 99 p.p. C.P.);
TI Casolari ha spiegato che, per quanto fosse stato il Magnan i a parlargl i spesso di teorie del comunismo, la sua conversione avvenne spontaneamente dato che le sue idee coinc idevano con quelle ciel Magnani.
Bal ugani: a complessiv i anni 14, r isultanti da l cumulo di anni 10 per il deli tto cli cui all'art. 270 p .p . C.P. e d i anni 2 per ciascuno degli altri due reati ru bricatigli;
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TRJUUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PR I MA PART E: SF.NTF.NZF. PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
Guizzardi: a complessivi anni 15, risultanti dal cumulo cli anni 7 per il delitto cli cui agli artt. 81 -272 p.p. C.P., di anni 3 per il del itto di cui all'art. 270 cpv. 2° C .P. e di anni 5 per il delitto di cui all'art. 282 C.P.;
Quanto in sequestro, avente attinenza coi commessi reati, va confiscato (art. 240 C.P.). P.Q.M .
Nerozzi, Casolari, Gotti e Magnani: ciascuno a complessivi anni 8 ri su ltan ti dai massimi delle pene edditali previste per ciascuno dei due reati loro adde bitati, compreso, nelle singole pene del Gotti un sesto per la recidiva generica (art. 99 p.p. C.P.); Benfenati, Collina, Marocchi e Raimondi: ciascuno a complessivi anni 6, risultanti per ciascuno dal cumulo di an ni 4 per il delitto cli cui all'art. 272 p .p. C.P. e cli anni 2 per l ' altro delitto loro ascritto, compreso, nelle singole pene del Ben fenati, un sesto per la recidiva generica (art. 99 p .p. e in quelle del Pirini un terzo per la recidiva specifica (art. 99 cpv. 1° C.P.); Busi e Masetti: ciascuno ad ani 5, risultanti per ciascuno dal cumulo dianni 2 e mesi 6 dei due reati loro addebitati in epigrafe; Becchilega, Muzzi, Rubbi e Segallari: ciascuno ad anni 4 risultanti per ciasCLm o dal c umulo di anni 2 per ognuno dei reati a ciascuno ascritti in epigrafe, compreso, nelle singole pene del Muzzi, un sesto per la recidiva generica (art. 99 p.p. C.P.) ; Bergamini e Corvi : ciascuno ad anni 3, risultanti per ciscuno dal cumulo di ann i I e mesi 6 per ognuno dei due reati loro addebitati in rubrica. Poli e Nanni: ciascuno ad anni 2 per il delitto di cui all'art. 270 c pv. 2° C.P. compreso nella pena del Nanni un terzo per la recidiva specifica (art. 99 I O cpv. C .P.); De Rigo Basson e Fiorentin i: ciascuno ad anni 1 per il delitto di cui all 'art. 270 cpv. 2° C.P .. Tutti in solido i condannati hanno l 'obbligo del pagamento delle spese processuali e c iascuno a l pagamento de lle spese cli propria custodia preventiva (art. 488,274 C.P.P.). Conseguenza della condanna per Felisati, Balugani, Monterumici, Zanarini, Armaroli, Guizzardi, Nerozzi, Casolari, Gotti e Magnai è l'interdizione perpe tua dai pubblici uffici per la durata cli anni 5. .Per Fe lisati, Balugiani, Monterumici, Zanarini, Armaroli e Guizzardi biso gna ordinare la libertà vigilata a i sensi dell'art. 230 n. 1° C.P .. TI Col legio ritiene che tale misura di sicurezza, però ai sensi dell'art. 299 C.P., sia da ordiniusi nei r iguardi cli tutti gli altri condannati eccettuati Fiorentini, Poli, e De Rigo Basson, ricorrendo gli estremi di pericolosità d i cui agli artt. 202,203 C.P. in relazione a lle circostanze di cui all'art. 133 C.P ..
Letti ed applicati gl i artt. 110,270 p.p. e u.p. 270 2° cpv. 110, 272 p.p. 81 , 282, 99 p.p. e 1° cpv. 23 , 29, 73, 229,230,240 C.P.; 274, 488 C . P.P.; 485,486 C.P.Esercito, DICHIARA
Fel isati Egisto, Balugani Corrado, Monterum ici Bruno, Zanarini Fioravanti, Guizzardi E manuele, Armaroli Giuseppe, Bacchilega Giocondo, Benfenati Modesto, Bergamini Augusto, Busi Giordano, Collina Walter, Corv i Dante, Marocchi Armando, Masetti Federico, Muzzi Romeo, Nerozzi Walter, Pirini Vittorio, Raimondi Mario, Rubbi Umberto, Segallari Augusto, Casolari Armando, Gotti Vittorio, Magnani Ferruccio e Fiorentini Leonida, responsabili dei reati in rubrica a c.iascuno ascritti, considerato per Guizzardi unico reato di propaganda continuato i due reati di propaganda (art. 272 p.p. C.P.) ascrittog li , ed escludendo per gli altri reati predetti la continuazione nel reato cli propaganda; De Rigo Basson, Nanni Renato e Poli Augusto responsabili del solo delitto di cui a li 'art. 270, 2° cpv . C.P. assolvendo I i per non provata reità clall 'imputazione di propaganda (110, 272 p.p. 81 C.P.) loro ascritte; coll'aggravante del la recidiva precisata in accusa per Monterumici Zanarini, Nanni , P irini , Armaroli, Benfanti, Muzzi e Gotti e cumulate le pene, condanna a ll a rec lusione: Zanarini ad anni 20, Monterumici ad anni 18, Fe lisati cd Armaroli ad ani 16 ciascuno, Balugani ad ani 14, G uizzardi ad anni 15, Nerozzi , Casolari , Gotti e Magnan i c iascuno ad anni 8 , Benfenati , C ollina, Marocchi, Pirini e Raimondi ciascuno ad anni 6, Maset.ti e Busi ciascuno ad anni 5, Bacchilega, Muzzi, R ubbi e Segallari ciascuno ad anni 4, Bergamini e Corvi ciascuno ad anni 3, Nanni e Poli ciascuno ad anni 2, Dc Rigo Basson e Fiorentin i ciascuno ad un anno: tutti in so lido al pagamento delle spese processuali e ciscuno alle spese di propria custodia preventiva; Ordina che tut.ti eccetto De Rigo Bas son, Fiorentini e Poli, siano sottoposti a lla libe rtlt vigi lata; Conseguenza dell a condanna per Felisati, Balugani , Monterumici , Zanarini, Armaroli, Guizzardi, Nerozzi, Casolari, Gotti e Magnani è l ' interdizione perpe nta dai pubblici uffici per la durata di anni 5; Ordina la conf isca di quanto in sequestro; Assolve per non provar.a reità R im ini Antonio e Zerbini Elvino dalle imputaz ioni loro ascritte ed o rd ina la loro scarcerazione se non detenuti per altra causa.
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TRIBUNALE S PECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S .D.S.
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Roma, 26. I 1.1938 - Anno - XVIl
n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato i I 17. 12. 195 .I.
Seguono le firme del Presidente e dei Gi udici.
I tito li dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condannato ostano all'applicazione dei benefici previsti dal R.D . 17.1 0.1942 n. I I 56.
Rimini - detenuto dal 31.12.1937 - e Zerbini - detenuto dal 7 .1.1938 - vengono scarcerati il 26. I I. l 938. NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE In ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero del!' lnterno con circolari n. 46643 del 27.7.1943 a n. 49216/441 del 14.8. 1943 viene proposta la liberazione per Grazia Sovrana dei detenuti Zanarini Fioravanti, Monterumici Bruno, Felisati Egisto, Armaroli Giuseppe, Guizzardi Emanuele, Balugani Corrado, Magnani Ferruccio, Casolari Armando, Gotti Vittorio e Nerozzi Walter.
Deten uto dal 8. 1 1.1937 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa di Reclusione di S . Gimignano il 19.8.1943 Pena espiata: 5 anni, 9 mesi , I I giorni. - Guizzardi per effetto dei provvedimen ti di clemenza d i cui al R .D . 24.2 . 1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 22. J .1951. 1 titoli dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e conda nnato ostano all 'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.1 O. I 942 n. I I 56.
- Zanarini non può usufruire dei benefici pre visti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 per i precedenti penali (vedi "Decisioni emesse dal T.S .D .S . nel 1928 pag. 469,470 e nel 1929 pag .93) e dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 17. I 0.1942 n. 1156 ostandovi i titoli dei reati per i qual i è stato ritenuto colpevole e con dannato.
Detenuto dal 22. l. I. 938 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Cas a di Reclusione di Saluzzo il 22.8. 1943
Detenuto dal 17.1. 1938 v iene scarcerato, per Grazia Sovrana, dal la Casa di Reclusione di S. Gimignano il 19.8.1943.
- Balugani per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R .D. 24.2. 1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 31.12.1949.
Pena espiata: 5 anni, 7 mesi, 2 giorni. - Monterumici non può usufruire dei benefici previsti dal R.D. 24.2. 1940 n. 56 per i precedenti penal i (vedi "Decisioni emesse dal T.S.D .S. nel 1928 pag. 493) e dei provvedimenti di clemenza d i cui al R.D. 17.10.1942 n. 1156 ostan dovi i titoli dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condannato. Detenuto dal 21.1.1938 viene scarceralo, per Grazia Sovrana, dalla Casa Penale di Fossano il 21.8. I 943 Pena espiata: 5 anni e 7 mesi. - Felisati per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2. 1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato i I l 7.12.1951. I tito li dei reati per i qual.i è stato ritenuto colpevole e condannato ostano all'applicazione dei benefici prev isti dal R.D. 17.10. 1942 n. 1156. Dete nuto dal 17.12. 1937 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa di Recl usione cli Castelfranco Emi lia i l 21.8.1943 Pena espiata: 5 ann i, 8 mesi, 4 giorni. - Armaroli per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2. 1940
Pena espiata: 5 anni e 7 mes i.
I titoli dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condannato ostano all'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 11 56. Detenuto dal 31.12.1937 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa di Reclusione cli S . G imignano il 19.8. 1943 . Pena espiata: 5 anni, 8 mesi, 18 giorni. - Magnani per effetto dei provvedime nti di c le menza cli cui al R .D. 24.2.1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 1.2.1944. I titoli dei rear.i per i quali è s tato ritenuto colpevole e condannato ostano all'applicazione dei benefici p re visti da l R.D. 17.10.1942 n. 1156. Detenuto dal 1.2.1938 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dagli Istituti Carcerati di Spoleto il 3.9. 1943. Pena espiata: 5 anni, 7 mesi, 2 giorni. - Casolari per effetto dei provved imenti di clemenza di cui a l R .D . 24.2. 1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato i I 30.1.1944. I titoli dei reati per i q uali è stato ritenuto colpevole e condannato ostano al i ' applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17 . 10. 1.942 n. 1156.
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TRIBUNALE SPECIAI.F. PER LA f>(FESA IJELLO STATO
Detenuto dal 30.1 . .1938 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa di Reclusione di Viterbo il 30.8. 1943 Pena espiata: 5 anni e 7 mesi. - Gotti per effetto dei provvedimenti di clemenza cli cui al R.D. 24.2.1940 n . 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 9.2 .1944. T titoli dei reati per i qua li è stato ritenuto colpevole e condannato ostano all'applicazione dei benefici previsti dal R .D. 17 . I O. I 942 n. 1156.
PR IMA PARTE: SENTl:NZE PRONUl\7.IATF. DAL T.S.D.S.
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Pena espiata: 4 anni . - Busi, detenuto dal 10.1.1938 viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecc hia il I 0.1. 194 1 Pena espiata: 3 anni. - Masetti, deten uto dal 20. 12 . 1937 viene scarcerato dalla Casa di Rec lusio ne cli Civitavecchia il 20 . .12. 1940 Pena espiata: 3 a nni.
Detenuto dal 9 .2.1938 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa Penale cli Fossano il 20.8. 1943
- Muzzi, detenuto dal 12.1.1938 viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecc hia il I .3. 1940
Pena espiata: 5 anni, 6 mesi, 11 giorni. Pena espiata: 2 anni, 1 mese, I 9 giorni - Nerozzi per effetto dei provvedimenti di clemenza cli c ui al R .D. 24.2. [940 n . 56 avrebbe dov uto essere scarcerato l' I 1.1.1944. I titoli dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condann ato ostano all'applicazione dei benefici prev isti dal R.D . 17.1 0.1 942 n. 1156. Detenuto dal I I . 1. 1938 viene scarcerato, per Grazia Sovrana, dalla Casa Penale di Fossano il 21.8 .1943 Pena espiata: 5 ann i, 7 mesi, 10 giorni. PER EFFETTO DEI PROVVE DIMENTI DI CLEMENZA PREVISTI DAL R .D. 24.2 . 1940 N. 56 - Col lina, detenuto dal 5. 1.1 938 viene scarcerato dalla Casa di Reclus ione di Civitavecchia il 5 .1 . 1942
- Rubbi, detenuto dal 31 .1 2 .1 937 viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 4.3.1940 . Pena espiata: 2 a nni, 2 mesi, 3 giorni. - Segallari, detenuto dal 14. 12.1937 viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Civitavecchia il 12.3 . 1940. Pena espiata: 2 anni, 2 mesi, 28 g iorni Una istanza di graz ia ino ltrata dalla moglie il 23 . 12.1938 non viene accolta. - Bergamini, deten uto dal 31.12.1937 viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 4.3.1940. Pena espiata: 2 anni, 2 mes i, 3 giorni
Pena esp iata: 4 anni. - Benfcnati, detenuto dal 31.12.1937 viene scarcerato dalla Casa d i Reclu sione di Civitavecchia il 30. 12. 1941 Pena espiata: 4 anni . (Per Benfenati ,vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S . nel 1932 pag. 564 )
Istanze di graz ia ino ltrate dal la moglie il 25.11. 1938 e dal la fig l ia il 27 . 11 . 1938 non vengono accolte. - Corvi, detenuto dal 3. 1. 1938 viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di C ivitavecchia il 4.3.1940. Pena espiata: 2 a nni , 2 mesi, 1 giorno
- Marocchi, deten uto dal 30.1 2.1937 v iene scarcerato dalla Casa d i Reclusione di Civ itavecch ia il 30. 12.1942 Pena espiata : 4 anni. - Rai mondi, detenuto dal 18. 12. 1937 viene scarcerato dalla Casa di Reclu s ione di Civitavecchia il 18. 12. 1941
Una istanza cli grazia inoltrata dal Corv i il 10.12.1938 non viene accolta. SCARCERAZIONE PER LIBERAZIONE CONDIZIONALE - Pirini, de tenuto dal 31.12.1937 viene dimesso dal Manicomio Giudiz iario di Reggio E mil ia (ove era stato r inchiuso per un periodo di osservazione) il
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA OELLO STATO
31.5 . I 943 per concessione ciel be neficio della liberazione condizionale concessa con Decreto Ministeriale dell ' 11.5.1943 . Pena espiata: 5 anni e 5 mesi. SCARCERAZIONI PER ESPIATA PENA - Bacchilega, detenuto dal 31.12.1937, viene scarcerato , per espiata pena dal1a Casa Penale di Civitavecchia il 31.12.1941. Per i precedenti penali (alcune condanne per reati comuni) non può usufruire dei benefici di clemenza previsti dal R .D . 24 .2.1940 n. 56.
PRIMA PARTE: SF.NTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.O.S .
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SENTENZA n. 115
Reg. Gen. n. 75/1938
Il Tribunale Speciale per la Difesa del lo Stato composto da:
Presidente: Le Metre Gaetano; Console Generale M.V.S.N.; Giudice Relatore: Presti Giovanni; Giudici Consoli M.V .S .N:. Calia M ichele, Rossi Umberto, Barbe ra Gaspero, Suppiej Giorgio, Pasqualucci Renato. ha pro nunciato la seguente:
Rifiuta cli associarsi a una istanza di grazia inoltrata dal figlio il 25. 1.1941. SENTENZA - Nanni, detenuto dal LO. l.1938, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Rec.lusione di Civitavecchia il 10.1.1940. per Nanni vedi "Decisioni Emesse dal T.S.D.S." nel 1934 pag. 70.
Nel.La causa contro : Breviglieri Giuseppe, nato il 19.2.191 O a Crevalcore (Bologna), muratore;
- Poli, detenuto dal 16.1 2 . 1937, viene scarcerato, per espiata pena , Dalla Casa di Reclusione cli Castelfranco Emilia il 16.12.1939. - Fiorentini, detenuto dal 10. 1.1938, viene scarcerato, per espiata pena, dal le Carceri Gi udiziarie cli Roma il 10. 1.1939.
Boldini Ado lfo, nato il 9.12. 1905 a Calderara (Bologna), agricoltore; Calari Paolo, nato il 22.9. I 909 a Bologna, metall urgico; Consolini Orlando, nato il 26.1.1904 a Bologna, tipografo;
In sede di g iudiz io di revisione speciale (D.L.L. 5. 1O. L944 n. 316) la Con.e cl' Appello di Bologna ha dichiarato, con sentenza del 7.3 .195 1, di non doversi procede nei confronti di Segallari Augusto perché deced uto ed ha assolto tutti gli altri imputati dalle imputazioni loro addebitate perché "il fatto non costituisce reato".
Dozza Amedeo, nato il J.0.4. I 911 a Zola (Bologna), tornitore meccan ico; Dozza Umberto, nato il 31.8.1908 a Calderara (Bologna), incisore; Farné [vo, nato il 10.8.1906 ad Anzola (Bologna), pollivendolo;
NOTA : TI T .S .D.S. ha anche ordinato, eone la soprascritta sentenza la sospensione del procedimento nei confronti dei lat itanti:
Fiorini Arturo, nato 1'11.12.1882 a Sant'Agata (Bologna), motorista d'avia- , zione;
- Brocco Ii Alfredo, nato il 22.1.1905 a Budrio (Bologna), meccanico Grandi Ivo, nato il 4 .4.1907 a Bologna, pollivendolo; - Pancaldi Rino, nato il 14. l. I 908 a Bologna, panettiere Giovannini Alceste, nato il 28.7 . 1908 a Bologna, calzettaio; Per .il Pancaldi, tratto in arresto il 10. 9. 1941, vedi "Decisioni emesse dal T.S .D.S . nel 1941 - Sent. del 22. 12 . 1941". (vedi anche 1928 pag. 560 e 1931 pag. 342)
Graziosi Linceo, nato i.I 17 .4 . 1911 a Calderara (Bologna) , meccanico; Lollini Carlo, nato il 5.5.1905 ad Anzola (Bologna), fattorino cli autobus;
- Vignocchi Arturo, nato I' L 1.12.1887 a Poggio Renatico (Ferrara). (Per Vignocchi vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S." nel 1928 pag. 130 e nel 1937 pag.163).
Masetti Albertino, nato il 25.11.1911 a Bologna, tipografo Merli Arvedo, nato il 14.5 .1907 a San Giovanni Persiceto (Bologna), impiegato privato; Melloni C laudio, nato il 19.12. 1902 a Sala (Bologna) , calzolaio;
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TR IBl/1\ALE SPECIALE l'F.R LA J)l!'ESA DELLO STATO l'RIMA i'ARTE: SF.NTF.NZF. PRONUNZIATE DAL T .S.O.S.
Monari Giordano, nato il 7.8.1907 a Bologna, carbonaio; Onofri Cesarino, nato il 17. I 2 . 1904 a Bologna, calzolaio; Onofri Vittorio, nato 1'11.3.1908 a Bologna, muratore; Reggiani Duilio, nato il 9.1 . 191 I a Crevalcore (Bologna), falegname; Roveri Mario, nato il 28. I .191 I a Sala (Bologna), muratore; Solmi Armando, nato il 19. l. I 912 a Bologna, barbiere; Vitali Consalvo, nato il 16.2.1897 a san Pietro (Bologna), spazzino; Zacchiroli Arturo, nato il 18.4.1917 a Bologna, barbiere.
IMPUTATI
Tutti a) del reato di cui all'art. 270 cpv. 2° C.P. per avere in territorio di Borgo Panigale ed in quello cli Bologna, in epoca precedente e fino a marzo 1938 fatto parte di una associazione a carattere comunista diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali dello Stato; b) alrresì, del reato di cui agli art. 8 l, 110,272 p.p. C .P . per avere nelle stesse circostanze cli luogo, in concorso fra loro e con altri, in tempi divers i, ma in esecuzione cli un medesimo disegno criminoso, fatto propaganda per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici e sociali dello Stato; Melloni e Roveri, inoltre: c) del reato di cui agli art. 110,270 e u. cpv. C.P. per avere nelle medesime circostanze di tempo e di luogo, in concorso fra loro e con altri, promosso, costituito, organizzato e diretto la detta associazione criminosa. Con l'aggravante della recidiva specifica ai sensi dell ' art. 99 cpv. 1° C.P. per gli imputati Roveri, Reggiani Dui lio, Merli Graziosi, Boldini e Me lloni e della recidiva generica ai sensi del l 'art 99 p.p.C.P. per Masetti , Farné, Zacchiroli, Fiorini, Breviglieri, Celari e Grandi. Masetti inoltre: d) dell'art. 270 p.p. e u. cpv. C.P. reato contestatogli in pubblico dibatti mento . Sentiti il P.M. nella sua requisitoria e gli imputati, che, con i loro di fensori, hanno avuto, per ultimi, la parola osserva:
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IN FATTO ED IN DIRITTO
I prevenuti, unitamente a tal Reggiani Antonio, nei riguardi del quale - essendo latitante - preliminarmente si è ordinata la sospensione del procedimento, furono rinviati a giudizio con sentenza della Commissione Istruttoria in data 2 settem bre u.s. per rispondere dei fatti delittuosi come sopra in rubrica enunciati alle lettere a), b), e). Durante l'udienza, a richiesta del P.M ., è stato contestato al rubricato Masetti, ai sensi dell'art. 445 C.P.P., anche il delitto di cui agli artt. 110-270 p.p. e u.c.
C.P .. All'orale dibattimento, per la confessione di molti accusati, per le indicazioni cli altri e per le prove documentali e testimoniali, s i è accertato quanto segue: Dopo le operazioni di po lizia effettuate in Bologna negli ultimi mesi del 1937 e nel gennaio 1938 dall'organismo preposto all'osservazione, vigilanza e repressione~ clell 'antifascismo sovversivo, operazioni di cui questo Tribunale si è occupato nei recenti procedimenti a carico di Tubertini ed altri e Scarabelh ed altri, il medes imo organismo. in febbraio e marzo ultimi scorsi, opere> un 'azione di bonifica anticomunista anche in Borgo Panigale, dove da tempo una vera e propria associazione sovversiva di fatto s'era costituita ed operava alacramente distribuendo stampe cli propaganda comunista, tenendo frequenti e laboriose r iunioni settarie nel salone del barbiere del rubricato Solmi e nella trattoria Torre Verde, nonché per l'audizione delle radio captanti trasmissioni cli propaganda da Barcellona. In casa cli alcuni elci rubricati, e facendo infine delle continue e cospicue raccolte d i fondi per la propaganda, pro soccorso rosso e pro combattenti rossi in Spagna. È vero che parecch i degl i aderenti e capi dell'associaz ione erano vecc hi com unisti, già condannati per reati della stessa indole da questo Tribunale e già confinattpolitici, tuttavia non indifferente era il numero dei nuovi adepti e, purtroppo, anche cl i appartenenti a organizzazioni fasciste. L'associazione di Borgo Panigale era collegata ed operava d'accordo colle consorelle associazioni cli Bologna capeggiate da Tuberrini e Scaradi cui si è fatto cenno. Ali ' udienza, la posizione di ciascuno è risultata come segue: MclJoni C laudio: mi litante ne l partito comunista sin dall a prima giovinezza, già condannato da questo Tribunale a 12 anni di reclusione. Dall'ottobre 1927 ;sseonato al confino cli polizia. Ha dichiarato che fin dal 1934, e, cioé, subito dopc; la s ua scarcerazione, stabilì collegamenti di partito con tal Gaian i, peri coloso esponente comunista , già condannato a I 8 anni da questo Tribunale. Eg li s i teneva in co llegamento con il Gaiani e , dopo l'arresto di questi: con lo Scarabelli ed il Tubertini. Ciò avveniva perché il gruppo cli Borgo Pan1gale era collegato coi due gruppi del capoluogo capeggiati eia quelli.
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TR I BUNA LE SPE<.:IALE PER LA OIFF.SA DELLO STATO
PRl:v!A PARTF.: SENTENZE PRON U:-IZIATE DAL T .S.l).S.
Il Melloni , prudente e avveduto, a nche perché era sottoposto a lla libertà vigilata. si avvaleva efficacemente dell'opera del compagno Roveri Mario, affidandogli compiti d'indole genera le; mentre eg li si riservava i problem i più impo rtanti , come la infi Itraz ione dei principi comunisti ne lle o rganizza:lion i de l Reg ime, specie in quelle si ndacali .
torie della Spagna rossa, la disoccupazione; e questioni re lative, la miseria del la classe operaia, le trasmissioni radio di B arcellona e s i esaltavano le teorie del comunismo e lo stato di benesse re, la giustizia e la libertà c he godevano gli opera i della Russia sovietica.
Nella trattoria Torre Verde, il Melloni , c he qualche volta s i recava con lo Scarabelli ed il Tubertini, sviluppava discorsi di propaganda comunista ed im partiva istru zioni. Passò m o lti ss ime volte al Roveri s tampa di propaganda comunista per farla ci rcolare, dandogli inoltre incari co di effettu are racco lte di denaro p ro vittime politiche e Spagna rossa . ln relazione con la centrale di Parigi. vi accreditava co loro che volevano espatriare pe r recars i in S pagna , come fece per il prede tto Reggi ano Antonio. Roveri Mario: come il Melloni, e ra organi zzatore e dirigente del movimento comunista di Borgo Panigale. Comunista f in dalla prima giovinezza, già condannato dal T ri buna le Specia le ad anni 4 di reclusione. Si n dal 1934, appena congedato dalle anni , stabilì s tre tti collegamenti con il Me ll on i al fin e di attuare un vasto piano di o rganizzazione del movimento comunista . In tale sua attività agì sempre con tale fe rvore ed accanimento, con tale pass io ne e dediz io ne da essere conside rato l 'anima dell 'assoc iazione. Provvedeva i compagni di libri e stampa comunista e c hiedeva loro i con tributi pro vittime politi che e Spagna rossa. Le somme così raccolte le versava a l Me lloni. L' ultima raccolta, invece, la versò a llo Scarabelli pe rc hé il Mclloni era stato a rrestato.
11 Roveri , inoltre, forniva abbondante stampa comunista al barbiere Solmi afrinché, a s ua volta, la divulgasse fra i clienti e compagni di fede c he ne ll a sua bollega s i riunivano pe r trattare questioni cli partito. Come Melloni, anche il R overi si è adoperato nell'agevolare co lo ro che des ide ravano recarsi ne ll a Spagna rossa, come s i rilevava da una lettera che i l la titante Reggian i Antonio g li ha inviato dall'A lgeria. Solmi Armando : nel movimento comunista cli B orgo Panigale era una figura fra le più importanti do po quel la dei d ue cap i Melloni e Roveri. Ini ziato a l comunis mo dal M e lloni s in dal 1933, la s ua bottega di barbiere era diven uta il centro di riunione e propaganda. Vi si discutevano le presunte vit-
Vi si leggevano, si commentava no e si distribuivano libri a sfondo sovversivo, nonché fogli di propaganda comun ista e vi si raccoglievano i contributi pro Spagna rossa, vittime po litiche e spese di partito. Quando Tubertini fu arrestalo, g li fece prevenire in carcere L. 50, quale soccorso pro vittime politiche . Masetti Albertino: iscritto al P.N .F. dal 1933, tipografo, frequ entatore della trattoria T orre Verde, fu attratto a l comunismo dal Roveri e da l Mellon.i . Versò puntualmente le s ue q uote prima al Rove ri poi allo Scarabelli fi no all'otto bre 1937, data in cui quest'ultimo fu arrestato. li Masetti freque ntò ass id uame nte le riuni o ni della trattoria Torre Verde fi no a quando dimorò a Borgo Panigale. Trasferitosi a Bologna, si affiancò a ll o Scarabelli, dal quale e bbe incarichi di fiducia quali la di !"fusio ne delle stampe com unista e la raccolta fon di pro Spagna rossa e vittime politiche.
In udienza ha tenuto a dichiarare che egli era soltanto un tesserato fascista pe r s frutta re la tessera, ma c he ness una fede fascista ha m ai av uto. Passato al comunismo, per consiglio del Melloni continuò a frequentare la sede del fascio per fare opera d i penetrazione e propaganda sovvers iva. Concorse ali 'opera di direz ione s.ia nc ll ' organiaazione di Borgo Panigale che in q uella cli Bologna. Monari Giordano: fu attratto dal comunismo fin dal 1933 da Mclloni, Roveri, Lo llini, Reggiani Duilio e Solmi, con i quali s i mantenne in contatto. Assiduo alle riunioni c he si tenevano nella bottega del Solmi ed in quel la de lla Torre Ve rde, riceveva dal Rove ri e dal Solmi. e qual c he volta anche dal Guizzardi , già condannato eia altro procedimento da q uesto Tribunale, stampati d i propaganda che passava ad altri compagni ai q uali teneva accessi discorsi di propaganda. Comp letame nte confesso e pentito, è s tato di grande aus ilio alla giustizia per le indicaz ioni fo rnite nei ri g uardi di molti altri coimputati , anche in decisivi con fro nti in udie nza. Consolin i O rlando: ne ll a s ua abitazione, a Borgo Panigale, s i riunivano la sera e lementi comunisti per ascoltare le radio trasmission i della Spagna rossa e dal la Russ ia. Egli non aveva, come qualche a ltro, il pretesto di un presunto di sagio economico, in quanto guadagnava lire 950 mensili. Fu in iziato al comunismo dal Me lloni, Graziosi , B o ldi ni , Scarabc lli e Roveri con i q uali s i incontrava nella Trauo ria Torre Verde. Si a in q uesto locale che ne lla bottega del Solmi il Consolini s i mise subito in evidenza per i suo i accesi di scorsi di propaganda e di esaltazione delle teorie comuniste, discorsi c he faceva anche in famig lie arniche. Trasferitosi a Bologna, continuò nella sua perniciosa a ttività affiancandosi al-
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TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
lo Scarabelli ed al Masetti. G_iovanni Alceste: fu g uadagnato al comunismo dai d iscorsi che in proposito gh facevano il Melloni ed il Roveri nella Trattoria Torre Verde. Il Giovannini aderì al movimento ed ebbe dal Roveri stampati comunisti e dal Montanari libri a sfondo sociale. Versò al Roveri quote pro Spagna rossa. Cognato ciel Consolini e con lui coabitante, ospitava i compagni per l 'audizione delle trasmissioni dal la Spagna rossa. Onofri Vittorio - O nofri Cesarino: entrambi hanno dichiarato di essere stati a~tralli a l comunismo dal Roveri il q uale li consigliò a frequentare le riunioni che s1 tenevano nella bottega ciel So lmi e nella trattoria Torre Verde. Ricevevano dal Roveri s tampati di propaganda comunista e gli versavano quote pro vittime politiche e Spagna rossa. Do~za Umberto - Dozza Amedeo : furono attratti al comunismo il primo dal Roven e dal Solmi ed il secondo dal Roveri e dal Merli. Entrambi freq uentarono le ri unioni che si tenevano nella bottega ciel So lm i e ne~la trattoria Torre Verde ed e ntrambi ebbero stampati di propaganda comunista e versarono quote pro vittime politiche e Spagna rossa. 11 Dozza Amedeo era iscritto a l P.N .F .. Grandi Ivo: partecipava alle ri unioni tenute nella botteoa del Solm i e nella . T o trattona orre Verde ove anch'eg li prendeva parte a ll e disc uss ioni. Non sono emerse prove sufficienti c i rea la con testatagli attiv ità d i propaganda sovversiva, pertanto dall'analogo reato d i cui all'art. 272 p.p. C.P. d eve essere assolto (art. 485 C.P.Esercito). . ~~!lini_ Carlo : vecchio comunista di pessimi precedenti poi itici. Il Rove ri lo 111v1to a riprendere la sua att iv ità cosa c h 'eg li fece freq uentando le riunioni Torre Verde ove ricevette dal Roveri stampati cli contenuto c omunista e versò a llo stesso contributi pro vittime poli ti.che e Spagna rossa. Zacchiroli A rturo: garzone della bottega del barbiere Solmi , ben presto venne attratto al comunismo dallo stesso Solmi, ~ti q uale versava mensilmente un contributo per spese di partito, pro Spagna rossa e vittime politiche. TI Solmi tratteneva sulla retribuzione l'importo dei contributi . Dallo stesso Solmi r iceveva libri a .sfondo sovversivo stampati cli propaganda com unista. Egli apparteneva alla G ioventù Italiana del Littorio. Vitali Conslavo : aderì all'associazione comunista di opera cli Graziosi e d i Roveri. A q~e~t'_ultimo versò settimanalmente L. 3 per le spese d i stampa o p ropaganda e c10e fmo a l settembre 1937, epoca in cui il V itali si trasferì a Bologna . Altro contrib uto versò nel gennaio 1937 al rubricato Graziosi.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
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Prima e dopo essersi trasferito a .Bologna p rese parte al le riunioni della trattoria Torre Verde ed a q uelle della bottega del Solmi, ove gli venivano consegnate stampe e manifestini di con tenuto comunista. B reviglieri Giuseppe : frequentò le riunion i della trattoria Torre Verde rice vendo dal Roveri stampat i di propaganda comunista e versando al.lo stesso contributi pro Spagna Rossa e vittime politiche. Prese parte anche alle riunion i tenu te nella bottega del Solmi. Regg iani Du ilio : vecchio com unista, già condannato eia questo Tribunale a 4 anni di recl usi one . Riprese nell ' agosto 1936, per invito cie l Rover i, la sua attiv itit ricevendo dattiloscritti di contenuto comunista per leggerli e passarli ad altri . F requentò le riu nio ni della Torre verde per ascoltare le d irettive che impartivano il Melloni, lo Scarabelli cd il Roveri e versò a quest'ultimo quote pro Spagna rossa e v ittime politiche. Graziosi Linceo: già condan nato eia questo T ri bunale a tre anni di reclusione. La sera del 27 .3 .1937 il Graz iosi fu arrestato nella s ua abitazione m e ntre insieme ad alcun i compagni, fra cui .Boldini Adolfo, ascoltava le radiotrasmissioni di p ropaganda comunista dalla Spagna rossa. Fu assegnato, a lIora, al confino d i polizia per anni cinque. Fu accertato successivamente ch'egli face va parte ciel movimento comunista cli Borgo Pan ig alc. Egli ha negato ogni sua attività poli t ica pu ni bile, ma il Roveri ha dichiarato d i aver avuto dal Graziosi L. 100 pro Spagna rossa e vittime pol itiche, raccolte dallo stesso in picco le q uote da altri compagni; il ·Melloni lo ha dichiarato quale partecipante alle riunioni dell a trattoria Torre Verde ad a nc he il Consolini ed il Lollini, il Vitali ed il Monari lo ha indicato quale attivo partecipe del movimento. Erano st.ati ri nviati a giudizio anche i rubricati Farné, Fiorini, Calari, Boldin i e Merli , ma mentre per i primi due è venuta meno in udienza ogni prova re lativa agli addebitati penali loro mossi, per g li altri tre le p rove sono emerse scarse, inefficienti e comunque non bastevoli per una coscenziosa afferm azione cli lo ro responsabi I ità. Pertanto bisogna ordinare la loro scarcerazione se non detenut i per altra causa (artt. 485,486 C.P.Esercito). Infatti il Farné veniva accusato dal Mer li di avere partecipato a qualche riunione nel la trattoria Torre Verde, ma mentre è ris ultato che il Farné in detta trattc.nia si recava esclusivamente per incontrars i con la s ua riclanzata, il Merli in udienza ha ritrattato ogn i sua accusa, spiegando verosi milmente il perché le stesse accuse ebbe a formula re . Così al Fiorini veniva addebitata una frequente partecipazioni alle ri unioni nella bottega del Solmi, ma è risu ltato c he in detta bottega - sottostante la sua
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TRIBUNALF. SPEClALE PER LA DlfESA DELLO STATO
PRIMA PART E: SENTF.NZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
abitazione - egli si recava per fruire dell'opera di barbiere del Solmi e che se a qualche d iscussione partecipò, lo fece per contrastare le tesi sovversive che vi si svolgevano. Peraltro il Fiorini risulta di buoni precedenti politici se, come confermano le informazioni in atti, fra I 'altro, ebbe qualche anno fa a lasciare un posto ben renumerato in Francia per non sottostare ali' imposizione di assumere la cittadinanza francese.
A Consolini complessivi anni 6 , r isultanti dal cumulo di anni 4 per il delit to di c ui all ' art. 272 p.p. C.P. e di anni 2 per il delitto di cui all'art. 270, 2° cpv. C .P.;
Quanto a l Calari non è rimasto accertato che i suoi interventi alla trattoria Torre Verde e alla bottega del Solmi fossero a scopi associativi scttarii. Così per il Merli, sebbene di cattivi precedenti politici, non è risu ltato sufficientemente provato che i suoi contatti con alcuni dei prevenuti avessero carattere sovversivo. Per il Boldini è risultato solamente c he ascoltò, assieme con i I Graziosi, una audizione radiofonica delle stazioni rosse nel marzo 1937. E per tale motivo fu assegnato al confino. Nessuna prova si è avuta circa la contestategli attività sovversiva. Nei fatti commessi da tutli gli altri accusati, eccetto quanto si è eletto del Grandi relativamente alla propaganda, il Collegio ravvisa gli estremi g iuridici dei reati a ciascuno rubricati, compreso quello contestato al Masetti in udienza, colle aggravanti delle recidive precisate in epigrafe, ed esclusa però la circostanza della contin uazione in ordine alla propaganda, trattandosi nella fattispecie di attività anim ata da unica inten zione criminosa, senza soluzione di continuità. Commisurando le sanzioni al fatto e alla pericolosità cli ciascuno e tenendo conto della maggiore gravità della lesione giuridica da parte degli appartenenti a lle organizzazioni del regime Fascista, ritiene di dovere infliggere le seguenti pene di reclusione: A Roveri e Mell.oni ciascu no complessivi anni 18, ris ultanti dal cumulo per ciascuno di ann i 12 per il delitto cli cui all'art . 270 p.p.C.P. e cli anni 3 per ciascuno degli a ltri due delitti loro ascritti, compreso in ciascuna pena l'aumento di un terzo per la recidiva specifica (art. 99 , I O cpv. C.P.); A Masetti complessivi anni 15, risultanti dal cumulo di anni 1O per il delitto di cui agli artt. 110,270 p .p . C.P. , e di anni 2 e mesi 6 per ciascuno degli altri due delitti a lui rubricati, compreso in ciascuna pena l'aumento di un sesto per la recidiva generica (art. 99 p.p. C.P.); A Solmi, Graziosi,Breviglieri e Dozza Amedeo ci.ascuno complessivamete anni 8, risultanti dal cumulo per ciascuno di anni 5 per il delitto di cui allo art. 272 p.p. C.P. e di anni 3 per il delitto cli cui all'art. 270, 2° cpv. C.P., compreso in ciascuna pena l'aumento per Graziosi di un terzo per la recidiva specifi ca (art. 99, 1° cpv. C.P.) e per Breviglieri cli un sesto per la recidiva generica (art. 99, I O cpv. C.P.);
A Reooiani Duilio complessivi anni 5, risultante dal cumulo di anni 2 e mesi 6 per ci:scuno dei due delitti ascrittagli, compreso in ciascuna pena l'aume nto di un terzo per la recid iva specifica (art. 99, 1° cpv. C .P.); A Giovannini e Zacchiroli ciascuno compless ivi anni 4 , risultanti per ognu no dal cumulo cli ani 2 per ciascuno dei reati loro ascritti, compreso per Z acchiroli in ciascuna pena, l ' aumento di un sesto pe r la recidiva generica (art. 99 , p.p. C.P.);
A Monari e Vitali ciascuno complessivi anni 3 , risultanti pe r ognuno dal cumulo di anni l e mes i 6 per ciascuno dei due reati loro ascritti; A Dozza Umberto, Onofri Cesarino, Onofri Vittorio e Lollini ciascuno c omples siv i anni 2 risultati dal cumulo per ognuno cli un anno per ciascuno de i due reati loro ascritti; A Grandi un anno e mes i 3 per il delitto di cui all' art. 270,2° cpv. C.P. c om~ preso l ' aumento di un sesto per la recidiva generica (art. 99 p.p. C.P.) ;_ tutt:1 1 condannati hanno l'obbligo solidale del pagamento de lle spese processuali e c1~SCllilO ha l ' obbligo personale dal pagamento de lle spe se cli propr ia custodia preventiva (art. 488 C.P.P.). Conseouenza della condanna per il Melloni, Roveri, Masetti, Solmi, Graziosi, Breviglieri e Dozza Umberto è l'interdizione perpetua ~ai p~bblici uffici e per Consolini l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anm 5 (art. 29 C.P.). Bisogna orclianare la sottoposizione di Melloni, Roveri e Masetti alla libertà vigilata (art. 230, n. 1 C.P.). II Collegio ritiene che analoga misura di sicurezza, però ~i sensi_ dell'art.. 229 C.P., sia da ordinarsi per tutti g li altri condannati (cccett~atJ Gr~nd1, ~no~n Cesarino e Vittorio, Lo\lini e Dozza Umberto) ricorrendo ?e1 loro nguar~1 gh e~tremi di pericolosità cli cui agli artt. 202,203 C.P. in relaz10ne alle esam111ate circostanze di cui all'art. 133 C.P ..
TI Tribunale ritiene di dovere ordinare la confisca di quanto in seques tro avente attinenza coi fatti delittuos i (art. 240 C.P.). P.Q.M..
Letti ed applicati g li artt. l 10, 270 p.p. e u. cpv. 270 2 ° cpv., 110-272 p.p . , 99 p.p. e 1° cpv., 240, 73 , 229, 230, 29 C .P.; 445, 274, 488 C.P.P.; 485, 486 C.P.Esercito,
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TRIBUNALE SPECI AL E PER LA f)JFESA DELLO STATO
PR IM A PARTE: SENT ENZE PRO'.'JUNZI AT E DAL T.S.o.s .
DICHIARA
NOTIZIE DESUNTE DAl FASCJCOLT DI ESECUZIONE
Mel loni Claud io, Roveri Mario, Masetti Albertino, Sol mi Armando, Graziosi Linceo, Lol lini Carlo, Giovannini A lceste, Consolini Orlando, Breviglieri Giuseppe, Dozza Amedeo, Dozza Umberto, Monari Giordano, O nofri Cesarino , Onofri V ittorio, Reggiani Duilio, Vitali Consalvo e Zacchiroli Arturo respon sabi li de i delitti in ciascuno in epigrafe ascritti e Masetti anche del delitto di cui ag li artt. 1 IO, 270 p.p. e u. cpv . C .P . (contestatogl i in udienza) esclus a per tutti la con tinuazione (art. 81 C.P.) re lativamente al delitto cli cui all'art. 272 p.p. C .P. ;
- Melloni nella primavera del I 944 evadeva , in occasione d i un bombardamento, - ins ieme con altri detenuti - dalle Carce ri Giudiziarie di Panna.
Dichiara Grandi Tvo res ponsab il e ciel solo de li tto di cui ali 'art. 270, 2°cpv. C.P. assolvendol o per non provata reità dal delitto cli cui all ' art. 272 p.p. C.P.; coli 'aggravante della recidiva precisata in accusa per il Melloni, Roveri, Masetti, Graziosi, Breviglieri, Reggian i, Zacchiroli e Grandi; e, operato il cum ulo giu ridico, condanna al la reclusione: Melloni e Roveri c iascuno ad anni 18, Masetti ad anni 15, Solrni, Grazios i, B reviglieri e Dozza Amedeo ciascuno ad ann i 8, Cons olini ad anni 6, Reggia ni a d anni 5, G iovannini a Zacch.i roli ciascuno ad anni 3, Lollini, Dozza Um berto, Onofri Cesarino e Onofri Vi!lorio ciascuno ad anni 2 e Grandi ad 1 anni e mesi 3; condanna tutti i preclelti in solido a l pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese cli propria custodia preventiva ; Ordina che tutti i predetti, eccettuati Lollini, Dozza Umberto, Onofri Cesarino, Onofri Vittorio e Grandi, siano sottoposti a lla libertà vigilata; conseguenza della condanna per Melloni, Roveri, Masetti, Solm.i , Graziosi , Breviglieri e Dozza A medeo è l' interdizione perpetua dai pubblici uffici e per Consolini l ' interdizi one dai pubbl ici uffici per la durata di anni 5 ; Assolve Farné Ivo e Fiorini Arturo per non aver commesso il fatto e Calari Paolo, Boldini Adolfo e Merli A rvedo per non provata reità in ordine alle im putazioni in rubrica loro ascritte ed ordina la loro scarce razione se non deten uti per altra causa.
Detenuto dal 28 .2. I 938 a data imprecis ata della primavera del 1944. Per i precedenti penali non può usufru ire dei provvedimenti di clemenza previsti dal R .D . 24.2. I 940 n. 56.
li titolo dei reati per i quali é stato ritenuto colpevole e condannato osta all ' applicazione dei benefici previsti dal R .D . 17.10. 1942 n. I 156. Per Melloni vedi " Decision i e m esse dal T.S .D .S. nel 1928 pag. 780 e le Decisioni emesse dal T.S.D.S. nel 1931 pag. 480" - Roveri nella primavera del 1944 evadeva, in occasione di un bombardame nto, - insieme con altri detenuti - dalle Carceri Giudiziarie cli Parma. Detenuto clall ' I 1.2. 1938 a data imprecis ata della pri mavera del I 944. Per i precedenti penali (vedi " Dec is io ni emesse dal T.S.D.S. nel 1931 pag. 338) non può usu fr uire dei provvedimenti di clemenza previsti dal R.D . 24.2. I 940 n . 56.
11 titolo dei reati per i quali é stato ritenuto colpevole e condannato osta all'applicazione de i benefici previsti dal R .D. 17.1 O. I 9 42 n. 1156. - Masetti per i provvedimenti cli cle m enza prev is ti dal R. D . 24.2. I 940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato l' 11.2.195 l. Il titolo dei reati per i quali é stato ritenuto colpevol e e condannato osta all'applicazione dei benefici previsti dal R .D . 17.10.194211. 1156. Nella primavera ciel 1944 evadeva, in occas ione di un bombardamento, insieme con a ltri detenuti - dalle Carceri Gi udiziarie di Panna.
Roma, 1.12.1938 - Anno - XVII Detenuto dall' 11.2 ..1938 a data imprecisata de lla primavera de l I 944. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici. Meri i - detenuto dal 13.2.1 938 - Farné - detenuto dal 25.2.1938 - Bolclini detenuto dal 1.3.1938 - Calari - deten uto dal 2.3.1938 - e Fiorini - detenuto dal 3.3 . 1938 - vengono scarcerati il I .12. 1938 . Per Merli Orvedo vedi "Decisioni emesse dal T.S.D.S." nel 1931 pag. 338.
In ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero dell'Interno con circolari n. 46643 del 27.7.1943 e n. 492 16/44 1 del 14 .8. I 943 viene proposta la liberaz ione per Grazia Sovrana di Breviglieri G iuseppe, Graziosi L inceo, Solmi Armando e Dozza Amedeo. - Breviglieri per i provved imenti cli cle menz.a prev isti dal R.D . 24.2.1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato i I 25 .2.1944.
Per Boldini Adolfo vedi "Decis ioni emesse dal T.S.D .S ." nel 1931 pag. 323. Il titolo dei reati per i q uali è stato ritenuto colpevole e condannato osta
306
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T .S.D.S.
TRIBUNALE SPEC!,\LE PER LA DIFESA DELLO STATO
all'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156. Pe r concessione del la Grazia Sov rana Breveglieri, detenuto dal 25.2. 1938, viene scarcerato dalla Casa Penale di Viterbo il 9.9.1943 . Pena espiata: 5 anni , 6 mesi , 14 giorni - Graziosi non può usufruire per i precedenti penali (vedi "Decisioni emesse dal T.S .D.S . 1931 pag. 323") dei provvedimenti cli clemenza previsti dal R.D. 24.2. 1940 11. 56 e Il titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevo le e condannato osta all'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156. Per concessione della Grazia Sovrana Graziosi detenuto dal 27 .2.1938, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione cli S . Gimignano il 19.8.1943. Pena espiata : 5 anni, 5 mesi, 22 giorni.. - So lmi per i provvedimenti di c lemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarcerato il 30.1.1944.
307
cli Civitavecchia il 2.3.1940. Pena espiata: 2 anni. - Vitali, detenuto dal 25 .2 .1938, viene scarcerato dalla Casa di Rec lusione di Civitavecchia il 3 .3.1940. Pena espiata: 1 anno, 11 mesi, 8 giorni. SCARCERAZIONI PER GRAZIA SOVRANA - Consolini si associa a una istanza di grazia inoltrata dalla mogl ie il 17.11.1939 e con Decreto di Grazia dell'8.4.1940 viene concesso il condono condizionale della residua pena da espiare. Pertanto Consolini, detenuto dal I' I I .2.1938 , viene scarcerato dalla Casa Penale di Pianiosa il 17.4.1940. Pena espiata: 2 anni, 2 mesi, 6 giorni.
Il titolo dei reati per i qual i è stato ritenuto colpevole e condannato osta a ll'applicazione dei benefici previsti dal R.D. 17.10.1942 n. 1156.
- Dozz.a Umberto s i associa a una istanza cli grazia inoltrata dal padre il 6. l 2.1938 e con Decreto di Grazia del 25 . 1.1939 viene concesso il condono condizionale della residua pena da espiare.
Per concessione del la Grazia Sovrana Solm i, detenuto dal 30 .1.1938, viene scarcerato dalla Casa Penale di Spoleto il 9.9. I 943.
Pertanto Dozza Umberto, detenuto dal 25.2.1938, viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 1.2.1 939.
Pena espiata: 5 anni, 7 mesi, 19 giorni. - Dozza Amedeo per i provvedimenti cli clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 avrebbe dovuto essere scarce rato il 25 .2.1944. TI titolo dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole e condannato osta all'applicazione dei benefici previsti dal R.D . 17.10.1942 n. 1156.
Pena espiata: 11 m esi, 6 giorni . - Lollini si associa a una istanza di grazia ino ltrata dal figl io il 25 . 11.1939 e con Decreto cli Grazia del ' 25.1 . 1940 v iene concesso il condono condizionale del la residua pena da espiare. Pertanto Lollini, detenuto dall ' 11.2. I 938, viene scarcerato dalla Casa cli Reclusione di Civitavecchia il 31. 1.1 940.
Per concessione della Grazia Sovrana Dozza, deten uto dal 25.2.1938, viene scarcerato dalla Casa Penale di Viterbo il 9.9. 1943.
Pena espiata: I anno, I I mesi, 20 giorni. Per Loll in i vedi "Decis ioni emesse dal T.S .D.S. nel I 93 1 pag. 338".
Pena espiata: 5 anni, 6 m esi, 14 giorni
- Onofri inoltra nel dicembre 1938 una istanza di grazia al Capo del Gover-
Per effetto dei provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 24.2.1942 n. 56. no. - Giovannini, detenuto dal 11.2.1938, viene scarcerato dalla Casa Penale di Civitavecchia il 3 .3.1 940. Pena espiata : 2 anni, 22 giorni. - Zacchiro li, detenuto dal 2 .3. 1938, vie ne scarce rato dalla Casa di Reclusione
Con Decreto di Grazia del 25.1.1939 viene concesso .il condono condizionale della resid ua pena da espiare.e, pertanto, Onofri, detenuto dal l ' 11.2. 1938, viene scarcerato dalla Casa Casa di Reclusione d i Civitavecchia i I I .2.1939. Pena espiata: l. l mesi, 20 giorni.
308
TRI8UNALE SPECIALE PER LA [))FESA [)F.LLO STATO
- Onofri Vittorio, ino ltra il 25.5. 1939 istanza cli grazia S. M . il Re Impe ratore e con Decreto di Grazia del 25. 1. 1940 viene concesso il condono condi zionale della residua pena eia espiare. Pertanto, O nofri , detenuto dal I' 15.2.1938, viene scarcerato dalla Casa Casa di Reclusione cli Civitavecchia il 31.1.1940. Pena espiata: I anno, I I mesi, 16 giorni. SCARCERAZIONE PER PENA ESPIATA - Reggiani Duilio, per i precedenti penali ( vedi "Decisioni emesse dal T.S .D .S . nel 1931 pag. 342) non può usufruire dei provvedimenti di clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 e il titolo dei reati per i quali è stato ritenuto co lpevo le e condannato osta all'app licazione dei benefici d i cui al R.D. 17.10.1 942n.1156. Pertanto il Regg ian i, detenuto dal 25.2.1938, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa cli Reclusione di Civitavecchia i l 25.2.1943. - l\ttori, per i precedenti penal i (condanne per reati comuni) non può usufruire dei benefici di clemenza previsti dal R.D. 24.2.1940 n. 56 Pertanto Mori , detenuto dal! ' 11.2. 1938, viene scarcerato, per espiata pena, dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 11.2. 1941. - Grandi, detenuto dal 12 .2 .1 938, viene scarcerato, per espiata pena, dalle Carce ri Giudiziarie di Roma il 12.5.J 939. In sede cli giudizio di revisione speciale (D .L.L. 5.10.1944 n. 316) la Cort.e cl' Appello di Bologna, dichiara, con sentenza del 29.9. 1950 di non doversi procedere - perché deceduti - nei confronti di Giovanni A lceste e Monari Giordano e assolve tutti gli altri imputali dai reati loro addebitati perché il fatto non costit uisce reato. NOTA: La Commissione Istruttoria dichiara, con sentenza n. 17 del 2.9.1938, cl i non doversi procedere "per ins ufficienza di prove" nei .confronti della coimputata - Mazzetti Ade le, nata i I 22.10.191 2 a Ferrara, magliaia. Detenuta dal 6.3. I 938 al 2.9.1938. Con la sopraccitata sentenza venne rinviato al giudi zio del T.S.D .S. il latitante iI Reggiani Antonio, nato i I 23.8. 191 1 a Parma, muratore. Dai registri generali del T.S.D.S. non risulta se il Reggiani, negli anni s uccessivi del 1938, venne tratto in arresto e giudicato dal T .S .D .S ..
SEZIONE "B"
SENTENZE CON LE QUALI IL T.S.D.S . RJMETTE ALLA COMPETENTE AUTORITÀ GIUDIZIARIA PROCEDlMENTl RELATIVI A REATI DI SUA ORlGTNARIA COMPETENZA (ART. 2 DEL R. D. I 5 .2. I 936 N. 2 I 36)
PRIMA PARTE: SF.NTF.NZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
31 1
REMISSIONI DI ATTI PROCESSUALI ALLA COMPETENTE AUTORITÀ GIUDIZIARIA Nel 1938 il T .S.D.S., avvalendosi delle facoltà concessagli dall'art. 2 del R.D. 15.2.1936, ha trasmesso 75 procedimenti relativi ai reati di sua originaria competenza, al G iudice competente secondo le norme ord iana rie. Le azioni delittuose commesse da 87 imp utati si riferiscono ai reati di: - Istigazione di militari a disobbedire alle leggi (art. 266 C.P.): - Propaganda ed apologia sovversiva (art. 282 C .P.); - Offesa all'onore e al prestigio ciel Sommo Pontefice (art. 278 C.P. in rela zione all'art. 8 ciel Trattato fra la S . Sede e l'Italia - Legge 27.5.1929 n. 810); - Offesa al l 'onore e a l prestigio ciel Re (art. 278 C.P.); - Offese all'indirizzo dei Principi dell a Famiglia Reale (art. 278 u. cpv. C.P.); - Offesa al Capo del Governo (art. 292 C.P.); - Vilipendio alle Istituzioni Costituzionali e alle Forze Armate (art. 290 C.P.) ; Vi lipendio alla Nazione ital ian a (art. 291 C.P.); Vilipendio alla bandiera o da altro emblema dello Stato (art. 292 C .P.); - Offesa all 'onore dei Capi cli Stato Estero (art. 297 C.P.); - Offesa a lla bandiera o ad altro emblema dello Stato Estero (art. 299 C.P.). Per ciascun reato viene indicata la località ove è stato commesso e il nominativo dell'imputato. Viene anche specificata la data di trasmissione degli atti processuali a/La competente Autorità Giudiziaria allo scopo di consentire a coloro che deside rcmo co11oscere. per vari morivi, /' esito de l procedimento a quale Autorità giudiziaria devono inoltrare la loro richiesta. ISTIGAZIONE DI MILITARI A DISOBBEDIRE ALLE LEGGI (ART. 266 C.P.) 1) - Commesso il 5.9.1937 a Vigevano (Pavia) da: Guerra Corradino, nato il I 9.9 . 1915 a Villa Bartolomea (Verona), contadi no, li bero.
312
TRIRUNALE SPEC!A I.F. PER L A DJFESA DELLO STATO
PRIMA PARTE: SENTENZF. PRON L. NZI ATE DAL T .S.D.S.
Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Vigevano il 15.3 . I 938
Atri trasmessi al Procuratore del Re di Bari i I 12.5. 1938.
2) Commesso nel' I 1.11.1938 a Bolzano da: Pracli Carlo, nato il 10.12.1 911 a Centa S. Nicolò (Trento);
5) Commesso nell'aprile ciel I 937 a .Montemassi (Grosseto) da:
3 13
Bucci Assuero, nato il 8 .6.1862 a Massa Marittima (Grosseto), invalido - Grernes A lbino, nato il 1.12.1913 a Caldonazzo (Trento) Detenuto dal 10.5. I 938. Entrambi detenuti dall' I I. 11.1938. Atti trasmessi al Procuratore de l Re di Bolzano i I I.. 12. 1938.
Bucci Orlando, nato il 5.10.1915 a Massa Marittima (Grosseto), operaio, lati tante. Atti trasmess i al Procuratore del Re di Grosseto i I 17 .5. 1938.
PROPAGANDA ED APOLOGTA SOVVERSIVA (ART. 272 C.P.) 6) Commesso il 3.7.1938 nella Chiesa della Casa Penale di Spoleto da: 1) Commesso nel novembre ciel 1937 nelle Carceri Gi udiziarie di Piacenza eia:
Lunini Giorgio, nato il 19.2.19 17 a Gragnano Trebbianese (Piacenza), manovale. Detenuto, in espiazione cli pena, per reati comun i ne l Carcere Giudiziario di Piacenza.
Facchin Giuseppe, nato il 16.1 2 . I 905 a Recoaro Terme Centro (Vicenza), contadino. Deten uto, in esp iazione di pena, per reati comuni nella Casa Penale di Spoleto. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Spoleto il 29.7.J 938
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Piacenza il 18.1.1938. 2) Commesso nel gennaio del 1938 nelle Carceri Mandamentali cl i Trasacco (L'Aquila) da: Cappelletti Luigi, nato il I .1.1903 a Giulianova (Teramo), bracciante. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nella Carceri Mandamentali di T rasacco. Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Avezzano il 2 1.3.1938 . 3) Commesso nel febbraio del 1938 nella Casa Penale di Alessandria da: Bersani Ambrogio, nato il 8.3.1892 a Cresccnzago (Milano), venditore am bulante d i frutta . Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nella Casa Penale di Alessandria. Atti trasmessi a l Procuratore del Re cli Alessandria il 27.4. 1938. 4) Commesso il 2.5.1938 nelle Carceri Giudiziarie di Bari da: Tendone Rocco, nato il 9.6.1 895 a Ruvo di Puglia (Bari), manovale. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri G iudiz iarie di Bari.
7) Commesso nel marzo- aprile del 1938 in una localitĂ della provincia dell'Aquila da: Bel lomo Salvatore, nato il 25.4.1915 a New York (Stati Uniti), falegname; Monte V incenzo, nato il 16.12.1910 a Monte S. Giusto (Macerata), trapanatore; Valerio Gennaro, nato il 24.5. 1916 a Lanciano (Chieti), falegname; Bassetti Augusto, nato il 22.3. 1899 a Terni, meccanico; Tornese Nicola (non si conoscono le complete generalitĂ ) Atti trasmessi al Procuratore del Re del l'Aquila il 29.7.1938 8) Commesso nel luglio ciel 1938 nelle Carceri G iudiziarie di Sassari da: Vargiu Giovanni, nato il 22.2.1902 a Sassari, bracciante. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Sassari Atti trasmessi a l Procuratore ciel Re di Sassari i l 14.9.1938 . 9) Commesso ne lle Carceri Giudiziarie di Firenze nel settem bre de l 1938 da :
3 14
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Lemmi Leoniero, (non si conoscono le complete generalità). Detenuto, in esp iazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Mandamen tali di Trasacco. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Firenze il 8.1 I. I 938.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S .
2) Commesso nel luglio del 1938 nelle Carceri Giudiziarie di Sassari da: Vargiu Giovanni , nato il 22.2. I 902 a Sassari, bracciante. Detenuto, in espiazione di pena per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Sassari.
10) Commesso nel maggio del 1937 nelle Carceri Giudiziarie di Bologna eia:
Atti trasmess i al Procuratore del Re di Sassari il 14 .9.1938
Michelini Luciano, nato il 1.10. 1913 a Bologna, intagliatore.
3) Commesso a Palermo nel settembre del 1938 da :
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Bologna. Arti trasmessi al Procuratore del Re di Bologna il 14.6.1938.
315
Maroua Orazio, nato il 11.9. 1902 a Palermo, falegname, libero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Palermo 1'8.1 I .1938 . 4) Commesso nell'ottobre del I 938 a Pavia da:
OFFESA ALL ' ONORE E AL PRE STIGIO DEL SOMMO PONTEFICE (ART. 278 C.P. IN RELAZIONE ALL ' ART. 8 DEL TRATTATO FRA LA SANTA SEDE E L'ITALIA - LEGGE 27.5.1929 N. 810) I) Commesso nel maggio del 1938 nelle Carceri Giud iziarie di Perngia eia: Rocco Luciano, nato il 21.1.1908 a Pola, falegname. Detenuto, in espiazione di pena per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Perugia. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Perugia il 19.7 . 1938. 2) Commesso nel l'agosto del 1938 nelle Carceri Giudiziarie di Pal lanza (Novara) da:
Noseda Federico, nato il 28.8.1905 a Como, meccanico, libero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pavia il 5. 12 . 1938. 5) Commesso in giorni .imprecisati del novembre del 1938 nelle Carceri Giudiziarie ove si trovavano detenuti, in espiazione di pena, per reati comuni da: Cattaneo Stefano, nato il 2 .9.1902 a Tornaco (Novara, autista; Brog lio Oreste, nato il 12 .8.1902 a M ilano; Nodarini Dionigi, nato 1'8.10.1881 a Mantova. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Casale (Mantova) il 27 . 12.1938.
Rofi Luigi, nato il 30.3.1920 a Invorio (Novara), operaio. Deten uto, in espiazione di pena per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie cli Pal lanza. Atti trasmess i al Procuratore del Re di Pallanza .il 12.10. 1938. OFFESA ALL'ONORE E AL PRESTIGIO DEL R E (ART. 278 C.P.) 1) Commesso nel mese cli maggio del 1938 in una località non specificata della provincia cli Genova da:
OFFESE AL CAPO DEL GOVERNO (ART. 282 C.P .) I. )
Commesso nel novembre del 1937 nelle Carceri Giudiz iarie di Cuneo da:
S ilvestro Giovanni Battista, nato il 6 .3.1897 a Villafaletto (Cuneo), conta d ino. Detenuto, in espiazione di pena, per reati com uni nelle Carceri Giudiziarie di Cuneo. Atti trasmessi al Proc uratore del Re di Cuneo i I 24.1.1938.
Sulis Pietro, nato il 17.6. 1894 a Seui (Nuoro), cameriere, libero.
2) Commesso il 25.9 . 1937 a F rassineto Pò (Alessandria) da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Genova il 30.7. 1938.
Martinotti Pietro, nato il 9 .7.1896 a Casale Monferrato, agricoltore, libero.
316
TRTBUNALF. SPECIALE PER LA l>ll'ESA DELLO STATO
Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Vercelli il 22.2.1938.
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUKZIATF. f>AI. T.S.D.S.
317
Detenuto, in espiazione di pena, per reati com uni nel la Casa Penale cli Alessandria.
3) Commesso nel dicembre del 1937 a Osilio (Sassari) da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di Alessandria il 27.4. I 938. Pulina Luigi, nato il 2.3.1915 a Osilio (Sassari), negoziante di tessuti, libero.
9) Commesso il 6 .11.1937 nelle Casa Penale cli T uri (B ari) da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di Sassari il 22.2. 1938. Maltese Santo, nato il 26.1.1909 a Caste lvetrano (Trapani), muratore. 4) Commesso 9 .2. I 938 nelle Carceri Giudiziarie di Perugia da:
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nella Casa Penale cl i Turi. Spaccatini Ange lo, nato il 1.1.1912 a Perugia, fabbro . Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Bari il 12.5. I 938. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nell e Carceri G iudiziarie cli Perugia.
I O) Commesso il 27.4.1938 nelle Carceri Giudiziarie di Locri (Reggio Ca labria) eia:
Atti trasmessi al Procuratore ciel Re cli Perugia il 15.3. I 938. Mediati Giuseppe, nato il 18.2 . 191 l a Cirella (Reggio Calabria), calzolaio.
5) Commesso in data anteriore al 6.3 . 1938 nella Casa Penale di Padova da: Restani Cornelio, nato il 3 I. 7 .1914 a Langhirano (Parma).
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nel Carcere Giudiziario cli Locri.
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nella Casa Penale cli Padova.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Locri il 20.5. 1938.
Alti trasmessi al Procuratore del Re di Padova il 9.4. 1938.
I I) Commesso il 30.4. 1938 a Brescia da:
6) Commesso nella seconda decade di marzo del I 938 nel le Carceri G iudiziarie cli Perugia da:
Boss ini Vittorio, nato il 2 .1 . 1882 a B rescia. dispensiere. Detenu to dal 3.5.1938.
Passerini Gualtiero, nato il 1. 11 . 1909 a Papigno (Terni), bracciante. Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Brescia il 20.5.1938 . Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Perugia. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Perugia il 18.4.1938.
12) Commesso nel marzo del 1938 nelle Carceri Giud iziarie di Napoli da: Cutolo Gennaro, nato il 24.8. I 9 I O a S . Giuseppe Vesuviano (Napoli), me diatore
7) Commesso 4 .2.1938 nel Carcere Giudiziario di La Spezia da: Bondiel li Vittorio, nato il 25.2. I 917 a Massa (Potenza). Detenuto, in espiazione d i pena, per reati comuni nelle Carceri Gi udiz iarie di La Spezia. Atti trasmessi a l Procuratore del Re di La Spezia i I 27.4.1938.
8) Commesso nel febbraio ciel l 938 nella Casa Penale di Alessandria da: Bersani Ambrogio, nato il 8.3. I 892 a Crescenzago (Milano), venditore am bulante di frulla.
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Napoli . Atti trasmessi al Procurato re del Re di Napoli il 20 .5. 1938 I 3) Commesso in un g iorno imprecisato della prima decade del mese cli aprile del 1938. nelle Carceri Giudiziarie di Susa (Torino) da: Zanini Remigio, nato il 5 .2. 1899 a Ponti sul Mincio (Mantova) . Detenut.o, in espiazio ne di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Susa.
318
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIAT E OAL T.S.D.S.
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Torino il 20.5. 1938.
319
20) Commesso nei mesi di marzo, aprile del 1938 in una località della provincia del'Aquila da:
14 ) Commesso il 3.5.1938 a Brescia da: Bellomo Salvatore, nato il 25.4.1915 a New York (Stat i Uniti), falegnam e; Isoli Paolo, nato il 2.4.1 887 a Salizzole (Verona), viaggiatore di commercio. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni, nelle Carceri G iudiziarie di Brescia.
Monte Vincenzo, nato il 16.12. 1910 a Monte San Giusto (Macerata), trapanatore Valerio Gennaro, nato il 24.5 . 1916 a Lanciano (Chieti), falegname
Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Brescia il 28.5.1938. Bassetti Augusto, nato il 22.3 . 1899 a Terni, meccanico 15) Commesso la sera del L8.2.1938 a Castelmauro (Campobasso) da : Tornese Nicola (non si conoscono le complete generai ità) Moro-Lin Romano, nato il 2.4 .1894 a Venezia, musicista. T utti liberi Detenuto, dal 18.2.1 938 . Atti trasmessi al Procuratore del Re dell'Aquila .il 29.7.1938 . Atti trasmessi al Procuratore del Re di Campobasso il 28 .5 .1 938 . 16) Commesso 11 24.5.1938 nelle Carcer i Giudiziarie di San Severo (Foggia)
2 1) Commesso nel mese di maggio del 1938 in una località non specificata del la provincia di Genova da:
da: Su lis Pietro, nato il 17.6. 1894 a Seui (Nuoro) , cameriere, libero. Soldini Vittorio, nato il 19.1.1905 a Civita Caste llan a (Viterbo), ceramista. Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Genova il 30 .7. I 938. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di San Severo.
22) Commesso il 13.7. 1938 a Cerm ignano (Teramo) da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Foggia 1' 8 .6.1938.
D i Valerio Domenico, nato il 12.6.1910 a Cermi gnano (Teramo), muratore.
18) Commesso il 20.5.1938 nel Carcere Mandamentale di Fossano (Cuneo)
Detenu to dal 13.7 .1938.
da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di Teramo il 30.7.1938. Pattavino Antonio, nato il 30.8 .1874 a Vanesca (Cuneo, manovale. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nel Carcere M·andamentale di Fossano. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cuneo il 27.6. 1938. 19) Commesso nel mese di maggio del 1938 nelle Carceri Gi udiziarie d i Agrigento da:
23) Commesso in una località non precisata della provincia di Napoli il 27.7.1938 da : Gaychet Alberto, nato a Beziere (Francia) la data di nascita non viene specifica nella sentenza, proprietari o agricolo. Detenuto dal 2.7.1938. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Napoli il 20.7. 1938.
Polvani Antonio, nato il 29. 12.1 891 ad A rezzo. 24) Commesso il 19.5.1938 a F lor inas (Sassari) da: Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Agrigento. A tti trasmessi al Procurato re del Re di Agrigent.o il 29.7 . 1938.
Nuvoli Giovanni, nato il 4.1.1902 a Florinas (Sassari), bracciante. Detenuto dal 19.5.1938.
320
TRIBU NAL E SPECIALE PER LA D I FESA DELLO STATO
PRI MA PARTE: SENTENZE PRONUl\"ZIATE DAL T .S.D.S.
Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Sassari il 29.7.1938.
Detenuto dal 19.7.1938.
25) Commesso nel maggio de l 1938 ne l Carcere G iudiziario di Isernia da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Casale il 8.10.1938.
Li Schiappoli Angelo di anni 27 nato a V illa Canale (Campobasso), contadino.
321
3 I) Commesso i l 5.9.1 938 a Lanciano (Chieti) da: Sanginesi Enrico, nato il 4. 12.1899 a Fossacesia Marina (Chieti); contadino
Detenuto per reati comuni, nel Carcere Giudiziario cli Isernia. Detenuto dal 5.9 . 1938. Att.i trasmessi al Procuratore del Re cli Isernia il 30.7. 1938. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Lanciano il 8.10. L938. 26) Commesso nel giugno del 1938 nel Carcere G iudiziario di M ilano da: E litropi Giovanni , nato il 18.5. 1903 a Serialo (Bergamo), muratore. Detenuto, in espiazione cli pena, per reati comuni nel Carcere Giudiziario cli Milano. Atti trasmessi al Proc uratore ciel Re di Milano il 2 .8. 1938. 27) Commesso in epoca imprecisata ma anteriore al luglio del 1938 ne lla Casa Penale ove si trova detenuto, in espiazione cli pena per reati comuni da:
32) Commesso ne l settembre del 1938 a L ' Aqu ila da: Pacitti Le lio, nato il 12.4. 1889 a L'Aquila, bracciante, libero Atti trasmessi al Procuratore del Re di L'Aquila il 20.10.1938. 33) Commesso ne l mese di agosto del 1938 nel Carcere giudiziario di Livorno da: Facchi Raffaele, nato il 14.11.1897 a Bergamo, venditore ambulante.
Braiano Francesco, nato il 6 .7 .1900 a Montalbano lonico (Matera)
Detenuto, per reati comuni, nel Carcere Gi udiziario cli Livorno.
Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Matera i I 28.7. I 938.
Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Livorno il 24.10.1938.
28) Commesso ne l lugl io del 1938 nelle Carceri Giudiziarie di Sassari da:
34) Commesso il 12.10.1938 a Savona eia:
Vargiu Giovanni, nato il 22.2 . 1902 a Sassari, bracciante.
Tangorra Rocco, nato i l 16.4.1886 a Cessano delle Murge (Bari), calzolaio
Detenuto, in espiazione d i pena, per reati comuni ne lle Carceri G iud iziarie di Sassari.
Detenuto dal 12.10. 1938. Atti trasmess i al Procuratore del Re di Savona i I 24.1 O. l 938.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Sassari il 14.9. 1938. 35) Commesso il 21.9. I 938 a Carini (Palermo), da: 29) Commesso a Tran i (Bari) il 28 .8.1938 da:
Balsamo Giuseppe, nato il 19.7 .19 l 2 a Carini (Palermo), bracciante.
De Feo Francesco, nato i I 22.2. 1886 a Trani, bracciante. Detenuto dal 21.9.1938. Detenuto dal 28 .8. 1938.
Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Pale rmo il 24. 10.1938.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Trani il 29 .7. I 938. 36) Commesso nel settembre del 1.938 a Pavia eia : 30) Commesso il 19.7. 1938 a Casale (Mantova) da: Nosengo Giuseppe, nato il 23.1 1. 1875 a Tronzano Vercellese (Vercelli), arrotino girovago.
Bensi Paola, nata il 8 .12.1896 a Mede (Pavia), impiegata statale, libera. Att i trasmessi al Procuratore del Re di Pavia il 8.1 0 . 1938.
322
TRIBUNALE SPECIJ\ LF. PER LA DIFESA DEl.l, 0 STATO
37) Commesso nell'agosto del 1938 a Luogosano (Avellino) da:
PRIMA PARTE: S ENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S .
323
Atti trasmessi al Procuratore del Re d i Sant ' Angelo dei Lombardi il 5.12.1938.
Di Gregorio Pasquale, nato il 10.7.1.891 a Luogosano (Avellino), contadino, libero. 44) Commesso nel mese di ottobre del 1938 a Pavia da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di Sant' Agostino dei Lombardi i J 8. 11.1938. 3 8) Commesso nel mese di sett.e m bre del 1938 nelle Carceri G iudiziarie di F irenze da:
Noseda Federico, nato il 28.8 . 1905 a Como, meccanico, libero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pavia il 5. 12.1938. 45) Commesso nel mese di ottobre ciel 1938 a Parma eia:
Lemmi Loeniero, (non si conoscono le complete ieneralitĂ ). Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Firenze il 8.11 . I 938.
Pavsic Francesco, nato il 31.1 1.1888 a Gorizia, manovale nelle ferrovie, libero.
39) Commesso nel mese di settembre del 1938 a Palermo eia:
Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Panna il 13.12.1938.
Marotta Orazio, nato il 1 I .9.1902 a Palermo, falegname, libero.
46) Commesso nel mese di ottobre del 1938 a Cassino (Frosinone) da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Palermo il 8.11.1938.
Lumi Cataldo, nato il 14.11.1873 a Cassino, possidente, libero.
40) Commesso il 22. 1O. 1938 a Tempio Pausania (Sassari) da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cassino il 13.12.1938.
Fogu Giovanni, nato il 7. I 0.1910 a S. Teodoro Posada (Nuoro), contadino.
47) Commesso il 5.11.1938 a Velletri da:
Detenuto, dal 22. I 0 . 1938.
Iacucci Cesare, nato il 26.2. J 869 ad Ariccia (Roma), operaio.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Tempio Pausan ia il 24. l 0. 1938.
Detenuto dal 5.1 1.1938
4 1) Commesso nel l'ottobre del 1938 a Torino da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Velletri il 13.1 2.1938 .'
Garbolino Bout Luigi nato il 22.6. I 908 a Chialamberto (Torino), impiegato;
48) Commesso nel mese di ottobre del 1938 a Pelago (Firenze) da:
Rosse) Ii Tiberio, nato il 17.12. 1899 a Catanzaro Marina, ragioniere
Peroni Faustino, nato il 4.10.1880 a Pelago (Firenze), contadino, libero.
Entrambi liberi
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Firenze il 13.12.1938.
Atti trasmessi al Procuratore del Re cl i Torino il 1. J2. J. 938.
49) Commesso, in giorni imprecisati ciel novembre del 1938 ne lla Casa Penale ove si trovavano detenuti, in espiazione di pena, per reati comuni da:
42) Commesso nel l'ottobre del I 938 a Erli (Savona) da: Cattaneo Stefano, nato il 2.9.1902 a Tornaco (Novara), autista; Gai Marcello, nato il 16.11.1880 a E rli (Savona), contadino, libero. Broglio Oreste, nato il 12.8.1 902 a Milano; Atti trasmessi. al Procuratore del Re di Savona il 5. 12.1938. Nodar.ini Dionigi, nato il 8.10. 1881 a Mantova 43) Commesso ne l mese di novembre ciel I 938 a Montella (Avellino) da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di Casale (Mantova) i I 27 .12. I 938. Varallo Felice, nato il 28 .10.1875 a Montella (Avellino), allevatore cli bestiame, libero
50) Commesso nel mese cli gen nai o del I 938 a Eboli (Salerno) da:
324
TRIB\JNAI.E SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Barone Antonio, nato il 27.5. L876 a Eboli (Salerno), insegnate, libero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Salerno il 22.2.1938 . 51) Commesso nel mese di maggio del I 938 nelle Carceri Giudiziarie di Bergamo da:
PR IMA PARTF.: SENTENZE PRONUNZIATE OJ\L T .S .D.S.
325
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Brescia il 28.5.1938. 3) Commesso nel maggio del.1938 (Vilipendio alle Forze armate) da: Uggcri Giovanni, nato il 29.8.J 884 a Volongo (Cremona), avvocato, libero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Brescia il 29.7.1938 .
Tresoldi Ambrogio, nato il 6. l2.1893 a Cassano D'Adda (Milano), manovale Detenuto, per reati comuni, nelle Carceri Giudiziarie di Bergamo. Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Bergamo il 8.6.1938 . 52) Commesso nelle Carceri Giudiziarie di Trapani, in un giorno imprecisato dal 22.7.1937 al 25.11.1937 da:
4) Commesso il l 9.5 . 1938 a Florinas (Sassari) , (Vilipendio alle Istituzioni Costituzionali) da: Nuvoli Giovanni, nato il 4 .1.1902 a Florinas (Sassari) , bracciante. Detenuto dal 19.5. I 938. Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Sassari il 29.7 . 1938.
Paniniello Giovanni, nato il 24.2.1921 a Mazzara (Trapani), contad ino; 5) Commesso il 9.8.1938 a Chieti (Vilipendio alle Forze Armate) eia: S ucamele Giuseppe, nato il 2 . 1.1920 a Mazara (Trapani), bracciante; Pepe Tommaso, nato il 22.7.1907 a Buenos Aires (Argentina), calzolaio Aui trasmessi al Procuratore del Re presso il Tribunale per i minorenni di Palermo. 53) Commesso nelle Carceri Giudiziarie di Napoli il 17.4.1938 eia: Tiglio Vincenzo, nato il 12.12.1918 a Pomigliano d'Arco (Napoli), panettiere. Libero.
Detenuto dal 9.8.1938 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Chieti il 27.8.1938. 6) Commesso nel giugno del 1938 a Trapani (Vilipendio alle Istituzioni Costituzional i) da: Calabrese Alfonso, nato il 2.8. 1896 a Orsogna (Chieti), impiegato, libero.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Napoli il 1. 6.1938. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Trapani il 27 .8. I 938 . VILIPENDIO ALLE ISTITUZIONI COSTITUZJONALI, ALLE FORZE ARMA TE (ART. 290 C.P.) l) Commesso il 18.1.1938 a Trieste (Vilipendio delle M.V .S .N .) da: Sincovich Giovanni, nato il 22.3. 1904 a Trieste, bracciante Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Trieste. Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Trieste il 22.2.1938. 2) Commesso il 3.5.1938 a Brescia (Vilipendio alle Istituzioni Costituzionali) da: Tsoli Paolo, nato il 2.4.1887 a Salizzole (Verona), viaggiatore di commercio Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie cli Brescia.
7) Commesso il 24.4.1938 a Pescara (Vilipendio della M.V .S .N .) eia: Montalbano Giovanni, nato 1' 8.11.1904 ad Aragona (Agrigento), orefice; De Benedectis F rancesco, nato il 23. 7.190 I a Porto Recanati (Macerata), venditore ambulante; Castelli Francesco, nato il 23.7.190 I a Porto Recanati (Macerata), commerciante. Tutti liberi. Atti trasmessi a] Procuratore ciel Re cli Pescara il 13. 10.1938. 8) Commesso nell'agosto del 1938 a Oristano (Vilipendio della M.V.S.N.) da: Naitana Luigi, nato il 25.6.1879 a Cagliari, esattore comunale, libero.
326
TRIBUNALE SPECIALE PER l.A DIFESA DELLO STATO
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Oristano il 20. 10. 1.938. 9) Comm esso nel mese di agosto del 1.938 nelle Carceri Giudiziarie di Livorno (Vilipendio alle Istituzioni Costituzionali) da: Facchi Raffaele, nato il 14.11. I 897 a Bergamo, vendit.ore ambulante. Detenuto, in espiazione di pena, per reat i comuni nelle Carceri Giudiziarie di Livorno. Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Livorno il 24. 10.1938 . I 0) Commesso il 22.1 O. l 938 a Bari (Vilipendio ali' Arma dei Carabinieri) da:
Mazzone Domenico, nato il 22.7.1921 a Rutigliano (Bari), venditore ambu lante Detenuto dal 22.10.1938 . Atti trasmessi al Procuratore del Re dei minorenn i di Bari il 13.1 2.1938 . 11) Commesso nell'ottobre del 1938 a Parma (Vilipend io alle Istituzioni Co st ituzionali) da:
PRI MA PARTE: SENTENZE PROl\lJNZIATE DA L T.S.D.S.
327
Detenuto, in es piazione di pena, per reati comuni nel Carcere mandamentale di Brancaleone (Reggio Calabria). Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Locri iI 2 1.3 .1938. 3) Commesso in data anterio re al 6.3. 1938 nella Casa Penale di Padova eia: Restani Cornelio, nato il 31.7.1914 a L angh irano (Parma). Detenuto, in espiazione di pena, per reati comun i ne lla Casa Penale di Padova. Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Padova il 9.4 .1938. 4) Commesso nel maggio del 1938 nelle Carceri Giudiziarie di Bergamo da: Tresoldi Ambrogio, nato il 6. 12.1893 a Cassano D'Adda (Milano), manovale. Detenuto, in espiaz io ne di pena, per rea ti comun i nelle Carce ri Giudiziarie di Bergamo. Atti tras messi al Procuratore del Re di Bergamo il 8.6.1938. 5) Commesso nel marzo del I 938 nelle Carceri Giudiziarie di Napoli da:
PavsĂŹc Francesco, nato il 3 l. 10.1888 a Gorizia , manovale nelle ferrovie, li bero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Parma il 13. 12.1938.
VILIPENDIO ALLA NAZIONE ITALIANA (ART. 291 C .P.)
Cutolo Gennaro, nato il 24.8.1910 a S . Giuseppe Vesuviano (Napoli), mediatore. Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nel le Carceri Giudiziarie di Napoli. Atti tras messi al Procuratore del Re di Napoli il 20.5.1938.
I) Commesso nel novembre del 1937 nelle Carceri Giudiziarie di Piacenza da: Lunini Giorgio, nato il 19. 12.1917 a Gragnano Trebbianese (Piacenza), manovale.
6) Commesso il 20.5. 1938 nel Carcere Mandamentale di Fossano (Cuneo), manovale da: P ittavino Antonio, nato il 30.8 .1 874 a Venasca (Cuneo), manovale.
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Piacenza.
Detenuto, in esp iazione di pena, per reati comuni nel Carcere Mandamentale di Fossano.
Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Piacenza il 18.1.1 938. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cu neo il 27.6 .1938. 2) Commesso il 20.5.1937 nel Carcere mandamentale di Brancaleone (Reggio Calabria) da: Pasticcio Giuseppe, nato il 13.3. 1908 a Sestri Levante (Genova), confinato politico.
7) Commesso nei mesi di marzo-aprile del 1938 in una localitĂ del.l a provincia de l!' Aquila da: Bellomo Salvatore, nato il 25 .4 . 1915 a New York (Stati Un iti), falegname;
328
TR!8 UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEL.f, O STATO PRIMA PARTE: SENT ENZ E PROl'i UNZlATE DAL T.S .D.S.
Monte Vincenzo, nato il 1.6.12.1910 a Monte S. Giusto (Macerata), trapanatore;
329
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pavia il 5.12.1938.
Valerio Gennaro, nato il 24.5.1916 a Lanciano (Chieti), falegname; Bassetti Augusto, nato il 22.3 .1 899 a Terni, meccanico Tornese Nicola (non si conoscono Le complete generalitĂ ) Atti trasmessi al Procuratore del Re dell'Aquila il 27.8.1938 . 8) Commesso in epoca imprecisata, ma anteriormente al luglio del 1.938 nella
VILIPENDIO AL LA B ANDlERA O AD ALTRO EMBLEMA DELLO STATO (ART. 292 C.P.) 1) Commesso il 5.9.1938 a L anciano (Chieti) da: Sangines i Enrico, nato il 4 . I 2. l 899 a Fossacesia Marina (Chieti) , contadino. Detenuto dal 5.9.1938
Casa Penale ove si trovava detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni da: Atti trasmessi al Procuratore del Re di L anciano I' 8.10.1938. Braiano Francesco, nato il 6.7.1900 a Montalbano Ionico (Matera).
2) Commesso nel luglio del 1938 a Cagliari da:
Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Matera il 27 .8.1938. 9) Commesso nella prima decade del mese cli luglio del 1938 nel la Casa Penale di Portolongone (Livorno) da:
Predanohelu Sebastiano, nato il 21.12. 1913 a Ozieri (Sassari) , muratore, Ii "' bero. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cagliari il 27 .8.1938 .
Cesarani Angelo, nato il 25.4 .1898 a lsola Liri (Frosinone), calzolaio; Gorla Giuseppe, nato il 19.2.1915 a Milano, meccanico. E ntrambi detenuti, in espiazione di pena, per reati comuni nella C as a Penale di Portolongone (L ivorno).
OFFESA ALL 'ONORE D El CAPI D I STATO ESTERO (ART. 297 C.P .) I) Commesso in Brescia il 3 .5.1938 da :
Isoli Paolo, nato il 2 .4. I 887 a Sal izzoli (Verona), v iaggiatore di commercio. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Livorno i I 20.10.1938. 10) Commesso nell'ottobre del 1938 a Sansego (Pola) da: Scrivanich Nicolò, nato il 30.7 . 1900 a Sansego (Pola), pescatore, libero Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Pola i l 21.1 1. 1938.
Detenuto, in espiazione di pena, per reati comuni nelle Carceri Giudiziarie di Brescia. Atti trasmessi al Procuratore del Re di Bresc ia i I 28.5.1938. OFFESA ALLA BANDIERA O AD ALTRO EMBLEMA DT U NO STATO E STERO (ART. 299 C.P.)
11) Commesso, in un giorno imprecisato della prima quindicina del mese di settembre 1938 da:
1) Commesso nel luglio del 1938 a Cagl iari da:
Iacobozzi Donato, nato il 6.1 O. I 874 a Montenero Valcocchiara (Campobasso) agricoltore, libero.
Predanghleu Sebastiano, nato il 21 . 12. 1913 a Ozieri (Sassari), muratore, li bero.
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Sulmona il 5.12. 1938.
Atti Trasmessi al Procuratore del Re di Cagliari i I 27.8 . 1938.
12) Commesso nell'ottobre del 1938 a Pavia da: Noseda Federico, nato il 28.8.1905 a Como, meccanico, Iibero.
OFFESE ALL'INDIRIZZO DEI PRINCIPI DELLA FAMIGLIA REALE (ART. 278 ULTIMO CPV. C.P.) I) Commesso nel maggio del 1938 da:
330
T RIBUKJ\LE SPECIALE PE R LA DIFESA DELLO STATO
I) A reucci Raffaele, nato i I I 3. 12.1890 a Napoli ; 2) Ambra Agostino, nato il 3.10.1890 a Roma, venditore ambulante; Il secondo - libero - e il primo detenuto in espiazione di pena, per reati comuni, nelle Carceri Giudiziarie di Napoli. Atti trasmessi al Procuratore del .Re di Napoli 1'8.6.1938.
SEZIONE "C"
PROVVEDIMENTI EMESSI DAL GIUDICE ISTRUTTORE (ORDINANZE E SENTENZE DI PROSCIOGUMENTO)
PRI MA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAI, T.S .D.S .
333
Nel 1938 il Giudice istruii ore ha emesso 74 provvedimenti con i quali ven gono trasmessi alla competente AutoritĂ giudiziaria ordinaria, per motivi di convenienza, - ai sensi del R.D. 13 .3..1927 n. 313 - sia il procedimento "devoluto alla competenza del T.S.D .S ." che quello "di competenza della Magistra tura ordinaria". Si tratta di procedimenti per i quali le imputa zioni principali si r(feriscono a reati comuni. e pertanto, non si ritiene opportuno pubblicare i nominativi de gli imputati, il luogo del commesso reato e le varie imputazioni. I reati di competenza del T.S.D .S. si riferiscono alle offese al Re, al Capo del Governo e al vilipendio da/Le istituzioni nazionali. /:;i pubblicano, invece - sia pure non integralmente - tutte le sentenze di proscioglimento emesse dal Giudice Istruttore.
PR IMA PARTE: SENTENZE PRON UNZIATE DAL T .S.D.S.
Reg. Gen. n. 372/1937
335
SENTENZA DEL 2.1.1938 (G.I. Fernando Verna)
Nei confronti di: Di Francesco Orazio, nato il 5.8 . 1907 a T eramo, bracciante IMPUTATO Del delitto di c ui all ' art 292 C.P. per avere il 12. 12. 1937 , in Guzzano di Castellato (Teramo) , vilipeso un emblema dello Stato, sputando su di un distinti vo del Partito Nazionale Fascista e pronunz.iando le espressioni: "io ci dò un c .... ''
OMISSIS
Secondo la denunzia inoltrata all'Autorità Giudiziaria ordinaria da Giam m atteo Teresa, esercen te di una ta baccheri a di Guzzano di Castel lato, il 12. 12. 1937 si svolse nel suo esercizio tra di lei e il Di F rancesco Oraz io una vi vace discussione per d ue pacchetti di sigarette che il Di Francesco pretendeva eia lei p ur non avendone disponibile l'impo rto . A un certo punto costui l'aveva preso per il petto, tirandola da parte con una spi nta: subito dopo la donna s i e ra accorta c he mancava dal colletto de l vestito il dis t inti vo fasc ista e ne aveva c hiesto conto al Di Francesco. Questi allora aveva aperto una mano e, sputandov i dentro a veva esclamato "io ci tengo un c ... " L a donna dichiarava, inoltre, di non s apere se il D i F ran cesco avesse ne ll a m ano il distin tiv o fascista. O M ISS IS
Neg li interrogatori resi i I D i F rancesco ha sempre escluso di a ve r commesso il fatto attribuitogli. Ha qualificato com e cal unniosa l' accusa de lla Di Giammatteo attribuendola a spirito di ve nde tta cli cos te i, per rappresaglia contro una testimonianza che egli , pochi g iorni prima aveva res o in giudizio cletenninando la condanna del marito dell a Di G iammatteo a tre mesi cli reclusione. Essendosi accertato, come ve ritiero, il precedente delJa testimonianza resa dal Di Francesco appe na 12 g iorni prima ( il 30. 11.1937) contro i I marito del la Di Giammatteo ris ulta chiaro, da parte della Di G iammatteo, prima l' a lterco e po i la denunzia. Però non si può non osservare c he la s tessa narrazione de lla donna non contiene es tremi di fatto s icuri e d evidenti per l 'acce rtamento degli e lementi obbiett ivi del reato; infatti dal la suddetta narrazione non risulta in modo certo che il distintivo fosse veramente ne ll a mano del D i Francesco quando questi vi sputò pronunciando le parole specificate ne l capo di imputazione.
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PR IMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S .D.S.
TRIBUKALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
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SENTENZA DEL 31.3.1938 (G.I. Vincenzo Cersosimo)
D'altra parte da accertamenti eseguiti dai carabinieri si è constatata l 'esistenza di uno strappo del vestito nel punto ove la Di Giammatteo era abituata a portare il distintivo del P.N.F. Nei confronti di: E non si può non tener presente che il Di F rancesco - non iscritto al P.N.F. - poteva credere - recando uno sfregio al distintivo - di fare un dispetto alla donna che lo portava. Tale osservazione, pur non potendo mutare il titolo del reato, potrebbe dare una spiegazione psicologica del fatto. Pertanto, pur ritenendo che il fatto attribuito al Di Francesco integra gli estremi dell'art. 292 C.P. essendo il fascio littorio, raffigurato nel distintivo fascista , emblema dello Stato e perciò penalmente tutelato da ogni fatto di vilipendio si rileva che non risultano sufficienti indizi per affermare che il Di Francesco lo abbia commesso. P.Q.M.
Visti gli artt. 292 C.P. e 378 primo CPV. C.P.P. dichiara di non doversi procedere contro il Di Francesco Orazio per insufficienza di prove e ne ordina la sua immediata scarcerazione, se non detenuto per altra causa. Di Francesco Orazio, detenuto dal I 3.12.1937, viene scarcerato il 2. 1.1938
Giordano Vincenzo, nato il I 5.4.1900 a Gallico (Reggio Calabria), ragioniere, libero. IMPUTATO Del reato previsto dall'art. 292 C.P. per avere, in Reggio Calabria, in epoca imprecisata ciel 1926 o 1927, offeso l ' onore e il prestigio di S.E. il Capo del Governo, rivolgendo a un venditore ambul.ante di un medaglione raffigurante il Du ce la frase "buttala via quella testa d'asino". Poiché il reato sopraspecificato è compreso nell'am nistia concessa con R.D. 5.11.1932 n. 1403 deve considerarsi estinto anche perché dal certificato Penale del Giordano non risultano casi di esclusioni del suddetto beneficio. P.Q.M.
Visti gli art. 151 C.P. e 59 I C.P.P. e la conforme richiesta del P.M. dichiara cli non doversi procedere nei confronti di Giordano, Vincenzo in ordine al reato addebitatogli perché estinto per amnistia.
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TRIBUN ALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 306/1937
SENTENZA DEL 19.4.1938 (G.I. Vincenzo Cersosimo)
Nei confronti di: Nuvoli Sebastiano, nato il .l .12.1906 a Bosa (Nuoro), autista. IMPUTATO a) del delitto di cui all'art 1 IO e 282 C.P. per avere in concorso con altri ri masti sconosciuti, offeso il prestigio del Capo del Governo, bruciando nelle prime ore del 28.2. I 937 - XV nei locali della Casa del Fascio e della Sezione clell'U.N. U .C. di Bosa tre fotografie del Duce che ivi si trovavano; b) di altro s imile delitto, per avere, sempre in concorso con altri rimasti sconosciuti, offeso il prestigio del Capo del Governo, tracciando la notte dall' I 1 al 12. 9. I 937 - XV sui muri d i alcuni caseggiati di Bosa Mari na, le scritte: "M. al Duce - " Italia soqquadrata da M usso lini" e altre frasi simili; c) del delitto cli cui ag li artt. l IO e 653 cpv. n.3 C.P. in relazione all'art. 625 n. 7 stesso codice, per avere, nelle stese circostanze cli tempo e di luogo di cui al la precedente lettera b), distrutto, in concorso con altri rimasti sconosciuti, 28 piante esistente lungo i viali della Marina di Bosa e destinate a pubblica utili tà, arrecando un danno cl i circa 30.000 lire; OMISSIS
Nel corso delle indagini effettuate dalla Tenenza elci carabinieri di Bosa, un tal Cossu Giovanni, detenuto in quelle carceri, spontaneamente fece delle rivelazioni agli Ufficiali di polizia Giudiziaria cd indicò q ua le autore cli entrambi i fatti delitluosi Nuvoli Sebastiano, il quale venne tratto in arresto il 28.2.1937 e den unziato a questo Tribunale Speciale. Chiesta ed ollenuta da S.E. il Ministro di Grazia e Giustizia la prescritta autorizzazione, s i è proceduto contro N uvo li con ordine di cattura. ma le preliminari indagini compiute e la sommaria istrulloria es pletata non hanno acco lto a s uo carico prove sufficienti di reità.
PRTMA PARTE: SENTENZE PRONUKZIATE DAL T.S.D.S .
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colpo di fucile che egli ritiene sparatogli dall o stesso Nuvoli o dai s uoi compagni per difendersi da lui e impedire così di poterli accusare. Occorre, però, tener presente che il proprietario ciel bar ha smentito le affermazioni ciel Cosso dichiarando che il Cosso non si era mai recato al bar nelle ore da lui indicate. Infine non si può non rilevare che l'accusa del Cossu non è stata inoltrata immediatamente, ma soltanto dopo sei mes i dal "fatto". Di fronte alle dichiarazioni del Cossu che, per le suddette considerazioni lasciano perplessi circa la loro rispondenza alla verità dei fatti esposti, si oppone la ostinata e recisa negativa del Nuvoli. E se ai relativi fatti si aggiunge che iJ Cossu è un individuo senza fissa occupazione, dedito all'alcoolismo e più volte condannato per reati vari, e che , inoltre, aveva motivo di risentimento con il Nuvoli il quale Io aveva segnalato ai carabinieri per la sua manifesta ubriachezza, si ha motivo di dubitare sulla attendibilità delle sue dichiarazioni. In merito alle iscrizioni rinvenute a Bosa Marina nel settembre del 1937, nulla sa il Cossù e nulla poteva sapere perché era detenuto da vari mesi. Inoltre dalle indagini effettuate non sono emerse circostanze dalle quali si possa dedurre che Nuvoli abbia, insieme con altri individui, danneggiate 28 piante situate lungo i viali della Marina di Bosa. OMISSIS
Pertanto se, questi sono i risultati dell'esame dei fatti e delle dichiarazioni dei testi e se il Nuvoli non ha alcun precedente penale di carattere politico, bisogna necessariamente convincersi che non esistono a suo carico prove sufficienti e quindi, in accoglimento della richiesta del P.M., il Nuvoli deve essere prosciolto dalle imputazioni a lui addebitate. P.Q.M.
Visto l'art. 395 C.P.P. in relazione all'art. 378 1° cpv. stesso codice TI Cossu ha dichiarato innanzi al magistrato che si recava abitualmente al lavoro al bar nella Piazza Mercato verso le ore 4,30 ciel 28.2. 1937 aveva visto scendere eia una finestra del Fascio N uvo li insieme con due persone da lui non conosciute e darsi subito alla fuga insieme ad altri indi vidui che erano addossati a un muro d i un a casa prospiciente. Ha aggiunto, inoltre, che dopo qualche tempo e ra stato avvicinato dal Nuvo li e minacciato di rappresaglie se avesse rivelato quanto aveva visto, e c he una sera, rincasando era stato fatto segno a un
Dichiara di non doversi procedere nei confronti di Nuvoli Sebastiano in ordine ai reati addebitatigli per insufficienza di prove e ne ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa. N uvoli, detenuto dal 16.9.1937, viene scarcerato il 19.4.1938
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TRIBUNALE SPUCIALG PER I.A D IFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 132/1938
SENTENZA DEL 15.7.1938 (G.I. Fernando Verna)
Nei confro nti di:
PRIMA PARTt:: SENTENZE PRONUNZIATE DA L T .S.D.S.
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SENTENZA DEL 29.7.1938 (G.I. Fernando Verna)
Reg. Gen. n. 133/1937 N ei confronti di:
Calzà Giuse ppe, nato il 22.7.1906 a Arco (Trento), dottore in giuri sprude nza.
E ichlcr Leopoldo (eletto Leone) , nato il 22.5 . I 903 a Merano, impiegato privato.
IMPUT ATO
IMPUTATO
Di ave re la sera del 27 .5. I 938, in un pubblico ese rcizio di Trento, pronunc iate frasi offensive per l'Esercito Italiano e specialme nte per il Co11)0 degli Alpini.
Del delitto d.i cui all'art 290 cpv. C.P. per avere in Bolzano, il 31.5 . 1938 vilipeso il Regio Esercito emettendo con la bocca due versi sconci (pernacchie) all'indirizzo del Colonnello comandante del 4° Reggimento Genio, che passava, sulla pubblica strada, in rivista le truppe.
OMISSlS OMfSSTS
In base alle dichia razioni rese da coloro c he si trovavano nel pubblico ese r cizio e alle parz iali ammissioni del Cal zà - c he sembra s i trovasse in stato di eccitaz ione a lcoolica - l'imputato avre bbe esaltato il valore e l'organi zzazi one dell 'ex esercito austri aco e specialmente delle sue truppe eia montagna, usando un linguaggio s prezza nte per il nostro Corpo degli Alpini, afferma ndo in parti colare che durante la conquista dell'Impero questo Corpo avesse ri servato tutti i di sagi alla truppa e tutti gli agi agli uffic iali. Mentre gli ufficiali non si erano mai fatta mancare neppure l 'acqua S. Pcl leg rino a l g hiaccio, la truppa soffriva la fame . Il Calzà avre bbe anche dichiarato che nella campagna in Africa Orie ntale g li A lpini ·'sono stati gonfi ati tanto" me ntre "non hanno fatto nulla" . La richiesta a utori zzazi o ne a procedere inoltrata al Ministro cli Grazia e Gius tizia ai sensi de ll 'art. 313 2° cpv . non è stata concessa dal Minis tro co n provvedimento emesso il 14.7.1938. Pe rtanto Calzà Giuseppe, che è stato tratto in a rresto nella prima decade del mese di g iugno. deve essere prosciolto e scarcerato.
Pur esse ndo risultato che le " pernacchie" vennero effettivamente fatte dall'imputare al passaggio de l Colonnello, e pur essendo logico c he coloro che percepirono il fatto non potessero soggettivamente interpretarle che come un atto di scherno diretto a eletto ufficiale e alle Forze Armate che esso rappresentava, sta cli fatto: I 0 ) che I 'Eichler s ubito ebbe a dichiarare di non aver voluto indirizzare le due
"pernacchie" al l'ufficiale. ma al suo cavallo, quale commento ammirativo alla bellezza cieli' animale; 2°) d ' altra parte la versione e la spiegazio ne dell'Eichler hanno trovato conferma nelle dichiarazioni di Baclocchi Giulio e di Marte llani Pietro i quali han no affermato che effettivamente l 'Eichler ha il cattivo vezzo di fare "pernacchie" con la bocca, anche senza alcun motivo, il che fa pensare che t.ali suoni labiali costituiscono per i I preven uto quasi una forma abituale di commento esclamativo a lle più usuali circostanze della vita, e s iano privi perciò, per lui, del carattere di scherno che ordinariamente ad ess i suole dars i;
P.Q.M.
Vi sto l ' art. 15 C.P.P. e la conforme richiesta del P.M . DICH IARA
cli non dovers i procedere contro C a lzà Giuseppe in ordine al fatto addebitatogl i per manca ta autorizzazione a procede re e ord ina la sua scarceraz ione, se non detenuto pe r a ltra causa.
3°) tutto ciò trova corrispondenza nel particolare - accennato dall 'Eichler e confermato dal teste Baclocchi - che le '·pernacchie" furono fatte dal prevenu to dopo uno scambio di parole sulla bellezza del cavallo bianco montato dal Colonnello; 4 °) infine è rimasto accertato, anche per dichiarazione di Cocco Alfredo, che nella regione di Bolzano i contadini e quelli che si interessano di cavalli sono abituati a fare "pernacchie" per incitarli a muoversi, a trottare e galoppare: e ciò confermerebbe sempre di più la verosimig lianza della versione data dal prevenuto e che cioé le "pernacchie" siano state determinate semplicemente dall a vista ciel cavallo, e non già da intenti offensivi per l' ufficiale che lo montava e per l' istituzione da lui in quella circostanza impersonata;
342
TRIBUNALE SPEC IALE PER LA DIFESA DELLO STATO
OMISSIS
Per le suddette considerazioni l'Eichler deve essere prosciolto, per insuffi cienza di prove, sull'elemento intenzionale del reato, e quindi scarcerato. P.Q.M.
PRIMA PARTE: SENT ENZE PRONU:siZIATE DAL T .S.U.S.
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SENTENZA DEL 30.7.1938 (G.I. Fernando Verna)
Reg. Gcn. n. 55/1938
Nei confronti di: Fadda Luig i, nato il 6.4.1886 a Serramanna (Cagliari ), contadino.
Sulle conformi conclusioni del Pubblico Ministero e visti gli artt. 290 cpv. C.P. e 395 in relazione agli artt. 378 e 381 C.P.P.
IMPUTATO
DICHIARA
Del delitto di cui al l'art 282 C.P. per avere il 2 .3.1938 - XVI nelle Carceri Giudiziarie d.i Cag li ari, ove si trovava detenuto in espiazione di pena, offeso l 'onore e il prestigio de l Capo del Governo.
di non doversi procedere contro Eichler Leopoldo, in ordine alla imputazione ascrittagli, per insufficienza di prove e ne ordina la scarcerazione, se non detenuto per altra causa. L'Eichler, detenuto dal 31.5.1938, viene scarcerato il 29.7.1938
PoichÊ S.E. il Min istro di Grazia e Giustizia, con nota n. 136/26/5322, del 27 .7. I 938 non ha concesso l 'autorizzazione a procedere contro Fredda Luigi; Visti gli artt. 15 3° cpv. C.P.P . e le conformi conclusioni ciel P.M.; DICHIARA
di non doversi procedere contro Fadda Luigi in ordina al reato contestatogli per mancata autorizzazione.
344
TK ll3UNALE SPECIALE PER I.A D IFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 142/1938
SENTENZA DEL 2.8.1938 (G.I. Fernando Verna)
Nei confronti di: Gatt Salvatore, nato il 21.11.1894 a Malta, s uddito inglese IMPUTATO a) del delitto di atti osceni previsto e punito dall'art. 527 prin1a parte C.P. per avere il 28.5.1938 - XVT, viagg iando s ul direttissimo n. 9, ne l tratto Pisa-Cecina, compiuti atti osceni, introducendo le mani sotto le vesti di Codebò E lsa che si trovava nello scompartimento da lui occupato, palpeggiandole la natica'. b) del delitto di vilipendio al la Nazione Italiana previsto e punito dall'art. 291 C.P., per avere nelle suddette circostanze, pubblicamente vilipeso la Nazione Itali ana, dicendo ripetutamente "porci ita liani" OMISSIS
Dalle d ichiarazioni rese dalle persone presenti nello scompartimento in cui il fatto s i è svolto è realmente emerso che il Ga l! ebbe a pron unziare ripetutamente le fras i ·' porci itali a ni " , ma non è risultato che tali paro le siano s tate da lui dette proprio per esprimere il disprezzo contro gli ita liani in genere, e c ioé per fare ingiuria alla Nazione. OMTSSIS Le ci rcostanze di fatr.o nelle quali il Gatt e bbe a esclama re ripetutamente "porci ita liani" non erano tali da condurre de tto straniero ad apprezzamenti di qualsiasi genere sulla nazione Italiana. Era insorto di verbio perché la Codebò, d istesa a riposare sullo stesso sedile de l Gatt, s i era risentita contro di lui per il toccamento osceno che questi aveva arrisch iato credendola addormentata. Gli altri compagni di viaggio s i erano uniti a lei ne lla protesta contro questo atto in c ivile e offe nsivo. Si tratta, dunque, di un episodio di caratte re strettamente intimo e persona le : i compagn i di viagg io protestavano e r imp roveravano, e l 'altro - c he ben sapeva di essere s tato sorpreso sul fatto poiché la Codabò al contatto della sua mano aveva fatto un sobbalzo a sedere (dich iarazio ne de l teste Av itabilc) - cercava di tene re testa a l loro giusto sdegno borbottando parole spesso incompre n sibili. In tutto ciò l ' Ital ia q ual.e entità na:t.io nale doveva essere be n lonta na dal la mente di tlltti, ed è pertanto verosimile c he le parole "porci i tal iani" ripetute dal Gatt nella concitazione di que ll o a lterco possono essere state da lui riferite non agli italiani in genere e c ioé al popolo nella sua unità cli sti rpe, d i ideali e di stori a, ma sernpl icemente a quei tre italiani con i quali si trovava a discutere.
PRIMA PARTE: SENTF.NZt; PRONUNZIATE DAL T.$.0.S.
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La possibilità che egli abbia inteso rivolgere l'appellativo di "porci" individualmente a cos toro, a dispettosa rappresaglia per l'umiliazione da loro clamorosamente inflittagli, potrebbe del resto desumersi anche dal fatto che a ogni invettiva di questi (stupido, porco) egli ribatteva invariabilmente "stupida tu" - " porco tu" (vedi dichiarazione Cobedò). D'altra parte g li stessi protagonisti del fatt.o, espressamente interpe llati - come i piì:1 ingenui e dire tti interpreti del possibi le signi f'i cato cli quelle parole hanno concordamcnte dichiarato di ritenere come possibile che il Gatt abbia voluto indirizzare le parole ·"porci" non ag li italiani come popolo, ma a quelle dete rminate persone che con lui discutevano d urante il noto incidente. Pertanto delineato il fondato dubbio che il Gatt non abbia av uto il fine di vilipende re la Nazio ne come indiv idualità di valo re idea li , come formazione etnico-storico-politico e come entità spirituale distinta dalle persone con le quali si trovava in a lterco; Rilevato, quindi. che difettando la prova sull'elemento essenziale del reato, non ricorre la s ufficienza di indi zi necessaria per c hiam are a ri spondere il Gatt a l pubbl ico d ibatti mento come o ltraggiatore cie l prestigio dello Stato a norma de ll 'art. 29 1 C.P. il Gatt deve essere prosciolto da tale accusa. Conside rato, però , c he resta a carico del Gatt la imputazione di atti osceni . ma che venendo meno, con la detta pronuncia di proscioglimento, la competenza s peciale di questo Tribunale si scioglie anche l 'a11razione di compe tenza sul reato comune, e questo deve perciò tornare alla cog ni zione naturale del Giudice ordinario. Riten uto che la compe tenza territoria le per il suddetto delitto comune è regolata dal luogo della consum a:t.ione del reato identificato nel trailo di linea ferrov iaria prossima alla stazione di Cecina (giuris dizione di Livorno); P.Q.M.
Visti g li artt. 291 C.P. e 395 in relazione a ll' art. 378 C.P.P. e le conformi conclusioni del P.M.; DICill ARA
di non dovers i procedere contro G att Salvatore in ordine a lla imputa::r.ione di vilipendi o alla Nazio ne llaliana per insufficien 7.a di prove e visti g li artt. 39 e 42 C.P.P. Ordina la trasmissione in ordine alla imputazione di cui al capo della rubrica relativa al delitto cli atti osceni previsto dall 'art. 5 27 - pri ma parte C.P. al Procuratore del Re d i Livorno per l'u lteriore corso di g iustizi a.
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TRIBUKALE SPECIAi.E PF.R LA DIFF.SJ\ DF.LI.O STATO
Reg. Gen. n. l28/1938
SENTENZA DEL 7.10.1938 (G.I. Pasquale Spoleti)
PRIMA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
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Il milite ferroviario Vaccaro Pasquale, visto il grave pericolo della pubblica incolumità, riduceva l'eritreo all'impotenza sparandogli alcuni colpi cli rivoltella che lo colpivano alla coscia destra.
Nei confronti di : OMISSIS
Zerai Derres, nato il 1.3.1915 ad Hazzega (Eritrea), interprete traduttore presso il Ministero dell'Africa Italiana - detenuto dal 15.6.1938 IMPUTATO a) del delitto di cui all'art 282 C.P. per avere offeso il prestigio del Capo del Governo dicendo: "A bbasso il Duce"; b) ciel delitto di cui all'art. 278 C.P. per avere offeso la persona cli S .M . il Re Imperatore, dicendo: "Abbasso il Re"; c) del delitto di cui a.ll.'art. 291 C .P ., per avere pubblicamente vilipeso lanazione Italiana, dicendo: "Abbasso l'Italia"; cl) ciel delitto d i cui agli artt. 582 - prima parte - e 585 n.2 C.P., per avere cagionata, con un a scimitarra, a tale Vegli Vincenzo, una lesione dichiarata g uaribile in dodici giorni; e) di altro delitto di cui agli articoli citati 582 e 585 C.P. per avere con la stessa arma usata a tale Peralti Ferdinando una lesione dichiarata guaribile in dodici giorni; f) cli a ltro delitto cli cui ai sopracitati articoli per avere, con la stessa arma, ca-
gionata a tale lzzo Mario una lesione dichiarata guaribile in dieci giorni; g) della contravvenzione di cui agli artL 17 e 42 della legge di Pubblica Si curezza del 18.6.1931 per avere portato fuor i dalla propria abitazione, senza giust ificato motivo, una sc im itarra; Reati commessi in Roma l ' I 1.5.1 938. OMISSIS
La mattina del 15.6.1938 lo Zen.ti, armato di sc imitarra, si allontanava dal Ministero e , giunto nei pressi cli Piazza dell'Esedra e, precisamente dinanzi al monumento "Ai caduti cli Dogali", s i poneva vicino a l "Leone di G iuda" gri dando "abbasso il Re, abbasso il Duce, abbasso l'Ital ia, viva il Negus" e brandendo la scimitarra si scagliava contro il vicecaposquaclra della Milizia Ferroviaria Veglia Vincenzo, colpendolo alla guancia destra, perché alle insolenti pro vocazioni dell ' eritreo gli ordinava di smetterla, e quindi roteando la scimitarra s i scagliava, furioso, contro vari passanti co lpendo tal Peralti Ferdinando (archivista ciel M inistero della Guerra) e il maresciallo della fanteria Izzo Mario.
Con Ordinanza del Pubblico Ministero ciel 1.8.1938 venne disposto il rico vero dello Zerai nell'Ospedale provinciale di S. Maria della Pietà in Roma. Dopo un periodo di osservazione il Prof. Salustri Enrico, medico del suclcleuo Ospedale, afferma, con relazione del 28 .9.1938, che lo Zerai é un delirante paranoicale in senso persecutorio e che la forma morbosa cli cu i è affetto risale ad epoca precedente ai fatti addebitati e deriva da tare specifiche ereditarie. Tale malattia si trovava in pieno vigore durante lo svolgersi dei suddetti fatti e, quindi, lo Zerai è, ed era al momento dei commessi reati, in tale stato di infermitli di mente, da escludere la capacità di intendere e di volere ed è, inoltre, eia con siderarsi persona socialmente pericolosa. Pertanto è rimasto accertato che lo Zerai , al momento dei fatti addebitatigli, si trovava in tale stato di mente eia ascludere la capacità di intendere e di volere. P.Q.M.
Letti l'art. 378 C.P.P. in relazione agli artt. 88 e 222 C .P. e letta la conforme richiesta inoltrata dal P.M. en data 4.10. 1938; DICHIARA
cli non doversi procedere contro Zerai Derres in ordina ai delitti addebitategli perché non imputabile per vizio totale di mente e ordina il suo ricovero in un Man icomio giudiziario.
Seconda Parte
SENTENZE PRONUNCIA'I'E DAL T.S.D.S. E DALLA COMMISSIONE ISTRUTTORIA RELATIVE AI REATI DI SPIONAGGIO. - Sezione "A" Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. - Sezione "B" sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria
SEZIONE "A"
SENTENZE PRONUNZlATE DAL T.S .D .S .
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S ECON DA PARTE: S ENTENZE PRONUNZIATF. DA T .S.D.S. RELATIVE A l REATI DI SPIONAGGIO
TRIUUNALE S PECIALE PER LA DIFESA DF.L.L.O STATO
Reg. Gen. n. 248/1937
SENTENZA n. 11
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto eia:
Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M.V.S.N.; Giudice Relatore: Presti Giovanni; Giudici Consoli M.V.S.N:. Calia Michele, M ingoni Mario, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Carusi Mario. ha pronunciato la seguente :
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litare e nel l 926 venne inviato in Ital ia per svolgere attività spionistica ai nos tri danni. Nel maggio 1926 l 'Oblak riuscì con mezzi fraudolenti a farsi assumere quale impiegato nel Cantiere Navale di F iume ove prestò servizio per circa un anno. Nel suddetto periodo si procurò notizie sulle unità navali in costruzione, sulla situazione della regione e sulle strade militari, notizie che trasmise con rapporti da lui compi lati ai suoi mandanti. Tali notizie, che non presentavano carattere di riservatezza o di segretezza, non possono, ovviamente, integrare gli estremi costruttivi ciel reato di spionaggio, ma mettono, però, in rilievo che l'Obl~tk, nel suddetto periodo tentò con mezzi idonei di procurarsi notizie militari non d ivulgab ili.
SENTEN Z A Tentativo che egli stesso, in udienza, ha ammesso giustificandolo 6on l' intenzione che allora aveva da servire nel miglior modo il suo paese che lo forniva di notevoli compensi.
Nella causa contro: - Oblak Edoardo, nato 1' .1 1.3.1902 a Maribor (Jugoslavia), impi egato - K ljucar Michele, nato il 26.8. 1912 a Ploscicki Binograncl (Jugoslavia), panettiere TMPUT/\TT
l'Oblak: del delitto di continuato tentativo di procacciamento di notizie mi litari a i sensi degli artt. 56, 258, 8 1 C.P. per avere in Fiume e d altrove dal 1926 al settembre ciel 1936 compiuto a scopo di spionaggio militare ripetutamente e con unica intenzione criminosa, atti idonei diretti in modo equivoco a procurarsi notizie militari che per ordine delle Autorità non sono divulgabili; TI Kljucar: di concorso nel delitto cli tentato procacciamento di notizie militari ai sens i degli art.t. 110, 56, 258, C.P. per avere nel ! 'estate 1936 concorso con l 'Oblak nel compiere a scopo di sp ionaggio atti idonei e diretti in modo non equ ivoco a procurarsi notizie militari che per ordine delle autorità non sono di vulgabili. OMISSIS
L'Oblak, cittadino jugoslavo, ma con la famiglia paterna residente a Fiume aveva dimostrato, fin da quando era molto giovane, cli avere un 'indole di av venturiero. Mettendo a profitto le sue capacità di apprendere, con facilità, molte lingue s i era recato, fin dal 1923, - quale arruolato nella Legione Straniera francese e spagnola - nei territori del[' Africa settentrionale appartenenti alla Francia e alla Spagna. Tornato nel 1925 in Jugoslavia fu arruolato da quel servizio spionistico m i-
Rientrato nel J 927 in Jugoslavia svolse negli anni s uccessivi al 'estero intensa attività spionistica. Riuscì anche ad imbrogliare i nostri agenti consolari in Ungheria, Austria, Germania e nella stessa Jugoslavia con il pretesto cli procurare notizie util i all 'Italia, ma con la vera intenzione di carpire del denaro e notizie utili al suo paese. Ebbe contatti - come egli stesso asserisce - con coloro che organizzarono i più gravi attentati consumati in questi anni in Italia, Francia, Austria e .Jugoslavia, agli attentati terroristici nella Venezia Giu lia, al regicidio di Alessandro e agli attentati a convogli ferroviari in Austria. Assunto, perciò, a s uo dire, in pianta stabile nell'amministraz ione statale Jugoslava, ebbe, nell'estate del I 936, dal capo Ufficio ciel Servizio Spion istico Militare del suo Stato l'incarico cli recarsi nell'Africa Orientale Italiana e procurarsi, per rilevarle a l mandante, notizie circa le truppe, servizi e nostri materiali impiegati in Etiopia (qualità e specie delle truppe, spec ie, calibro e modello degli armamenti, qualità, tipo e specialità degli aeroplani, forza numerica, tipo, quantità del materiale delle autocolonne, dati su i carri armati, lanciafiamme, riflettor i, lavori strategici, spirito e morale delle truppe), notizie che dal perito sono state ritenute non divulgabili ai .sens i dell'art. 258 C.P. Pe1tanto l 'Oblak, al quale era stato fatto frequentare uno speciale corso a Belgrado, fu munito di mezzi idonei (libretto cli lavoro per dimostrare che si recava in A.O. a scopo cli lavoro). Per svolgere megli o la sua attività spionistica I 'ObJak si accompagnò a Kljucar Michele e con questi si imbarcèJ, c landestinamente, a Spalato su un piroscafo che partiva per l'A.O.
354
TRJUUNALE SPECIALE PER LA DIHl SA DELLO STATO
Il Piroscafo si fermò nel Porto di Trieste per effettuare delle riparazioni. L 'Oblak, i emendo che le autorità italiane fossero a conoscenza delle s ua attività. s barcò e insieme con Kljucar decise di raggiungere, a pied i, Venezia per presentarsi al Consolato Jugoslavo. TI 10.9.1936 venne fermato dai carabinieri, arrestato e denun ziato alla Proc ura Generale del T.S.D.S. Mentre I'Oblak ha confessato interamente la sua responsabilità in 111erito al la ascrittagli imputazione di continuato tentativo di procacciamento di notizie non divulgabili in danno dell'Italia e in favore di una Nazione estera, il Kljucar ha sempre negato ogni sua partecipazione all ' operato dell'Oblak. Anche in udien7.a il Kljucar ha dichiarato c he l'Oblak l'aveva tenuto all'oscuro delle sue inten zioni spionistiche e del suo vero mandato in Africa Orientale. li Kljucar intraprendeva il viagg io in A.O. con l'esclus ivo scopo di cercarvi un lavoro o nesto e redditizio. OMISSIS
Pertanto il Collegio, pur non ritenendo ciel tutto verosimile la buona fede di Kljucar, non può con tranquilla coscienza affermare la sua responsabilità eritiene, quindi, di doverlo assolvere per non provata reità dalla imputazione addebitatogli e ordì na re la sua scarcerazione se non deten uto per altra causa. Nel fatto addebitato all ' Oblak, invece, il Tribunale ravvisa gli estremi giurid ici dell ' imputazione addebitatogli e commisurando la pena al fatto e in considerazione che la prova de l fatto si è principalmente avuta per la piena e comp leta confessione dell 'Oblak ritiene pena giusta anni 4 di reclusione, risultante da anni 3 e mesi 8 come pena principale e da mesi 4 in aggiunta per la continuazione. P.Q.M.
Letti cd applicati gli artt. 56, 258, 81, 312 C.P.; 274, 488 C .P.P.; 426,485 C.P.Ese rc ito DICHIARA
Oblak Edoardo responsabile del delitto tentato ascrittogli con l'aggravante della continuazione come in epigrafe e lo condanna ad anni 4 di reclusione e al pagamento delle processuali e di custodia preventiva e ordina che I' Oblak, apena espiata, sia espulso dall o Stato. Assolve Klijniar Michele per non provata reità dall'ascrittogli imputazione e ordina la sua scarcerazione se non detenuto per altra causa. Rom a. 29 .1.l 938 - XVI Seguono le firme del Presidente e dei Giudici
SECONDA l'AlffE: SEI\TENZE PROI\UNZIATE DA T .S.0.S. RELATIVE Al RF.ATl DI SPIONAGGJO
355
Klijniar Michele - detenuto dal 10.9.1936 - viene scarcerato il 29.1.1938. NOTIZIE DESUNTE DAI PASCTCOLT DT ESECUZIONE A seguito di corrispondenza intercorsa tra il Ministero degli Esteri e il Mi nistero di G razia e Giustizia viene concesso, con decreto cli grazia del 17.8.1938, il condono della residua pena eia espiare e, pertanto, Oblak Edoardo viene scarcerato dalla Casa di Reclusione di Civitavecchia il 21.8.1938. Detenuto dal 10.9.1936 al 2 1.8.1938. Pena es piata: 1 anno, 11 mesi, 11 giorni.
356
SECONfM PARTF.: SF.NTF.N7.F. PRONt; NZIATE DA T.S.D.S. RELAT IVE Al REATI DI SPIONAGGIO
TR IB UNALL: SPECIAI.L: PER LA l)IFt::SA DELLO STATO
SENTENZA n. 23
Reg. Gen. n. 322/1937
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
357
Con la interdizio ne dai pubblici uffici, con la libertà vigi lata, al pagamento in solido delle spese di giudizio, col pagamento del le spese di preventiva cu stodia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge.
Presidente: Tringali Antonino; Luogote nente Generale M.Y.S.N.;
Roma, 22.2 .1 938 - X V l.
Giudice Relatore: Lanari P iero;
Seouono le firme del Presidente e dei Giudici.
"'
Giudici Consoli M.V.S.N:. Gangemi Giovanni, Calia Michele, Rossi Umberto, Barbera Gaspero, Leonardi Nicola.
NOTIZIE DESUNT E DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE _ Taddeo viene scarcerato. per ordine del Supremo Commissario per la zona di operazione "Litorale Adriatico" i 1 25. 1. 1944 dalle Carceri di Trieste.
ha pronqnciaro la seguente:
SENTENZA Detenuto dal 4.9.1937 al 25.1.1944 Nell a causa contro: Pena espiata: 6 anni , 4 mesi, 21 giorni . - Tadeo Giacomo, nato i 1 7.1 .1 906 a Trieste, meccanico; - Sancin Al berta, nata il 19.4.1907 a T rieste, casa linga. IMPUTATI
Il Tadeo: del delitto di cui all'art.258 p.p. C.P. per essersi, a scopo di spionaggio militare, procurato disegni dei motori per navi da guerra, contenenti notizie delle quali l 'A utorità compe te nte ha vietata la d ivulgazione.
11 titolo del reato osta alla concessione dei benefici previsti dai RR.DD. 24 .2.1940 n. 56 e 17. 10.1942 n. 1156 Riabilitato dalla Corte d 'Appello cli Roma con sentenza de l 6 .2 . 1958 _ Sancin viene scarcerata, per ordine del Comando delle FF.AA. alleate il 13.1.1944 Pena espiata: 6 anni. 4 mesi, 9 giorni.
i
li I
La Sancin: di concorso nel s uddetto reato (art. in relazi one all'art. 258 p.p. C .P.) per avere determinato il Tadeo a commettere il reato s tesso. Entrambi inoltre: del delitto di cui agli artt. 1 IO, 56 C.P. in rela7.ione all 'art. 262 p.p. e cpv . 2 ° s tesso Codice, pe r avere. in concorso fra loro, tentato cli r ilevare, a scopo cli sp ionaggi o militare, noti:.!ie delle quali 1· Autorit~1 competen te ha vietato la divulgazione. contenute nei disegni anzidetti. R eati commessi in Trieste s ino al 4 .9.1937. OMISSI S P.Q.M.
Visti ed app licat i g li artt. 11 O, 258 p.p. 110, 56 , 262 p.p. e cpv. 2°; 23. 29, 228. 229 C.P.; 274, 488 C.P.P. DICHIARA
Tadeo e la Sacin colpevoli elci reati loro ascritti ed operato il c;umulo del le pene compless ivamente condan na entrambi ad anni 15 di reclusione.
Il titolo del reato osta alla conc;css ione dei benefici prev isti dai RR.DD. 24.2. 1940n.56c 17. J0.1942n .1156.
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SECONOA PARTE: SENTEKZE PRONUKZIATE ))A T.S.o .s. RELATIVE Al REAT I 01 SPIONAGGIO
TRIB UNALE SPECIALE PER I.A DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 113/1935
SENTENZA n. 32
II Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M .V.S.N .; Giudice Relatore:Presti Giovanni; Giudici Consoli M.V.S .N :. Gangemi Giovanni, Rossi Umberto, Lconardi Nicola, Mingoni Mario , Bergamaschi Carlo . ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro : - Pairone Carlo, nato il 26.2. I 900 a Pinerolo, falegname. IMPUTATO
di concorso; nei delitti di procacciamento e rivelazione a scopo di spionagg io militare, d i notizie che nell'interesse della sicurezza dello Stato debbono ri 111 anere segrete e notizie delle quali l 'Autorità competente ha vietato la divulgazione (art. 110 C.P. in relazione agli art. p.p.; 258 p.p.; 261 p.p. e cpv . 2° e 262 p.p. e cpv . 2° stesso Cod ice) per avere determinato Chiabrando Michele a commetterli. (Reati commessi in Pinerolo nell ' anno 1933 -1 934) . ln esito al dibatti mento, tenutosi, giusta ordinanza preliminare, ai sensi dell'art. 443 C.P.Eserc ito, a porte chiuse, sentito il P .M. nella s ua req uisitoria e l' imputato, che, col s uo difensore, ha per ultimo av uto la parola
359
ampiamente, anche a l Giudice Istruttore il suo concorso ne i reati per il quale il Chiabrando era stato condannato, non solo, ma rivelò che, indipendentemente da tale concorso, egli aveva svolta personalmente altra attività spionistica, ai nostri danni , fornendo notiz ie militari ad agenti del lo spio naggio straniero. All'odierno dibattimento, il Pairone ha confermato quanto sopra. Sicché la sua responsabilità, anche per le prove, doc umentali e testimoniali, è eia dichiararsi in base ai seguenti fatt.i accertati, avuto rigurdo anche alle emegenze sanzionate nella sentenza a carico del Chiabranclo già sopra ricordata: Sin dall'estate 1933 il Pairone, c he, per disavventure familiari, era espatriato in Francia a scopo di lavoro, fu ingaggiato in quel di Grenoble da tale Satour, agente spionistico francese, dal quale e da altro agente ebbe incarico di recarsi in Italia e accertarsi. se in Pinerolo e nella Val Chisone, a Vercelli e a Novara v1 erano in costruzione nuove caserme, strade militari etc. e quali truppe vi erano a Pinerolo. Ebbe 1' incarico anche di rec lutare q ua lche altra persona di Pinerolo, che potesse mandare periodicamente notizie di tal genere. Ebbe perciò in anticipo L. 500 e promessa di più lauti c ompensi ad incarico espletato.
J I 3 1.7.1933 il Pairone, infatti, rientrò in Italia, raccolse, e poi rivelò ai fran cesi, quante notiz ie di carattere militare poté, specialmente s~lla strada San Germano - Chisone - Premollo sulle truppe e le nuove caserme eh Pwerolo e wgaggiò, giusto incarico avuto, i I Ch iabrando, e gli facilitò i I r ilascio, ciel ~assa porto med iante un atto di chiamata come lavorator~ che gh _mando_poi d,'.lla Francia. All'uopo mandò al C hiabranclo anche un cent111a10 d1 hre. Ed rn seguito, anche nel 1934, sollecitò con lettere il C hiabrando perché effettuasse, conti nuasse e migliorasse l'opera d e li ttuosa cui lo aveva spinto . Giunto in Francia il C h ia brando nel novembre del 1933 fu presentato in G renoble agli emissari dello spionaggio francese dal Pairone.
lN FATTO ED TN DIRITTO
li prevenuto era stato rinviato a giudizio dalla Co111rnissione lstruttoria con senten za in data 18.7. 1935 assieme al coi111putato C hiabrando M ichele d i cui nel su esposto capo d' imputazione . (Vedi "Decisioni emesse dal T.S.D .S . nel 1935 pag. 331) A ll 'udienza del 2 I .10.1935 perdurando lo stato di latitanza ciel Pairone, fu da q uesto Tribunale preli111inarmente ordinata la sospensi one de l procedi111ento soltanto nei s uoi rig uardi, s ino a quando egli non fosse pervenuto in potere della giustizia. In tale udienza, ce lebrato il dibattimento nei confronti del Ch ia brando, questi fu condannato ad anni 30 di reclus ione . Intanto il 21.7.1 937 il Pairone fu arrestato in Tori no. Interrogato confessò
I quali emissari i diedero al Chiabranclo incarichi analoghi a quelle dati al Pirone. li C hi a brando all'uopo venne pi ù volte in Italia a tale scopo. Per corrispon denza e a voce e se111pre nell'atmosfera di infl uenza esercitata dal Pairone s u di lui , rivelò, per corrispondenza e a voce, alle spie sti-aniere le notizie militari che si procurava avvicinando e interrogando i militari de l P resid io di Pinerolo 1 quali gliene fo rni vano in buona fede . Nel solo mese del luglio 1934 il Chiabrando ben sette relazioni spionistiche militari spedì in Francia, e nel settembre 1934 notizie importanti a ndò a rivelare a voce in Genob le, ad uno dei d irigenti del centro spio nistico cli Cham bery, ottenendone un compenso di L. 1.000, oltre alle a ltre 6 .000 che aveva ottenute per le notiz ie fornite.
360
TR IBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DF.LLO STATO
Dalle notizie fom ite dal Chiabrando - in concorso pe r quanto s i è precisato sopra, col Pai rone - il Collegio ritiene nella sentenza cen nata del 2 1. I O. 1935 e ritiene ora, in conformità anche delle conclus ioni peritali, segrete quelle concernenti la costruz ione di ponti minati sulla s trada cli Manello e lavori similari nel tratto di s trada s i Senestrelle a Colle dell 'Assietta, non divulgabili per ordine del l'Autorità quelle riguardanti dislocazione ed armamento cli reparti, ubicazione di caserme, dati e lavori su strade e mulattiere di importanza militare, costruzione di linee telefoniche e quelle relative all 'esistenza di un ponte e di una pol veriera nella zona di Casana. Nella parte avuta dal Pairone ne ll'esecuzio ne cli detti reati, integrato ad esu beranza dal fatto suo personale, come s i è dinnanzi chiarito, il Collegio ravvisa gli estremi giuridici del concorso de i reati rubricati a l Pairone e ritiene che la stessa pena inflitta al Chiabrando sia da infliggersi al Paìrone, pure, come quella, diminuita, a i sensi dell'art. 31 I C.P. date le peculiari c ircostanze del fatto, la capacità intellettuale de l soggetto e tene ndo conto che il Pairone nel l 'au tunno 1934, non s i sa se preso eia resipiscenza o pe r quale altro motivo, informò il nostro consolato in Francia dell 'attività del Chiabrando, pur sottacendo la propria, ciò che poi determinò l ' arresto del C hiabrando. avve nuto nel gennaio 1935. Ritie ne in concreto di dove tte infliggere la pena complessiva di anni 30 di reclusione derivante dal cumulo giuridico ai sensi dell'art. 78 C .P. delle seguenti pene per c iascun reato: anni I O cli reclusione per il concorso in procacciamento di notizie segre te (art. I I O, 257 p.p. 3 I I C.P.); anni 8 cli reclus ione per il concorso in procacc iamento cli notizi e non divulgabi li (art. 110, 258 p.p. 311 C.P.). Anni 20 di reclusione per il concorso in rivelazione cli notizie segre te art. 110,261 2° cpv, 3 11, 65 n° 2 C.P.); A prescindere dall'esclu s ione del condono ope legis, sia perché i reati cli procacciamento sono esclusi da tale beneficio sia perché il Pairone non si presentò e ntro 4 mes i della entrata in vigore ciel R.D. 15.2.1937 n° 77 (art. 3 n° J, 8 u.p. di tale R.D.) il condannato non h a diritto al condono perché a ll ' epoca del commesso reato aveva riportato 2 condanne per delitti non colposi a pene detentive, di cui una s upe riore a 3 mesi (art. 8 p.p. citato R.D.).
11 condannato ha l 'obbligo al pagamento delle s pese processuali e cli custodia preventiva (art. 488 ,274 C.P.P.). A norma dell' art. 230 n° I C.P. bisogna ordinare la sottoposizione del Pairone al.la libertà vigilata. Alla condanna consegue la pena accessoria dcll'interdi:t.ione perpetua dai pubblic i uffici (art. 29 C.P.).
SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T .S.D.S. RF.I.ATIVE Al REATI DI SPIONAGGIO
361
P.Q.M.
Le tti ed applicati gli art. l 10, 257 p.p. , 258 p.p. e 2° cpv ., 262 p.p. e 2° cpv., 311, 65, 78, 29. 230 C .P.; 274,488 C.P.P. DlCHIARA
Pairone Carlo responsabile dei delitti in rubrica ascrittig li , con la diminuente di cui all'art. 311 C.P . e, cumulate le pene, lo condanna ad anni 30 di reclu s ione con la conseguente interdizione perpetua clai pubblici uffici, e al pagamento delle spese processuali e cli custodia preve ntiva; ordina che il Pairone sia sottoposto alla libertà vigilata. Roma, 2 1.3.1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
NOTIZTE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE Secondo quanto comunicato, in d ata 31.1. I 961, dal Direttore della Cas a di Reclusione di S. Gimignano (Siena) Pairone, detenuto dal 27 .7.1937 , venne liberato dai partigiani il 10.6.1944. Il Tribunale Militare T e rritoriale di Roma - su conforme richiesta inoltrata dall.Ufficio del P.M. dei Tribunali Militari di Guerra Soppressi - ha con Ordi nanza de l 24.3. 1961, in applicazione delle disposizion i contenute dell'art. 9 del D.P. 2.6.1946 n. 4, ridotta la pena a 20 anni di reclusione. Della suddetta pena di 20 ann i il T ribunale ha, con la sopracitata Ordinanza, dichiarati condo nati 8 anni per i provvedimenti cli clemenza di cui al R.D. 5.4.1 949 n. 930 e al D.P. 11.7.1959 n . 460 riducendo, in complesso, la pe na da espiare a 12 anni. Avendo già espiato circa 7 anni il Pairone dovrebbe ancora espiare ci rca 5 anni. li Tribunale, però , rilevando c he il Pairone, scarcerato a seguito de i noti avvenimenti ve1ificatosi dopo l' 8.9.1943 , si trova, per cause indipendenti dalla s ua volo ntà, in stato cli libertà e che, ormai, sono trascors i dalla data in cui la sentenza divie ne irrevocabile (2 l. 3.1938) pi ù di I O anni e cioé un periodo doppio della pena che il Pairone dovrebbe , in concreto, espiare, dichiara, ai sensi dell ' art. 172 C.P., la pena da espiare estinta per decorso di tempo.
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SECONDA PARTE: SENTENZE PRONU NZIATE DA T.S .D.S. RF.l.i\T!VF. Al RE ATI DI SPIONAGGI O
TRIB UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 311/1937
SENTENZA n. 38
363
spese di giudizio, col pagamento delle spese di preventiva custodia, oltre ad ogni conseguenziale di legge.
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Rom a, 9.4. I 938 - XVT.
Presidente: Tringali Casanuova Antonino; Luogotenente Generale M . V.S .N.; Seguono le firme del Pres idente e dei Giud.ici .
Giudice Relatore :Lanari Pietro; Giudici Consoli M .V.S.N :. Gangemi Giovanni, Leonarcli Nicola, Pasqualucci Renato, Barbera Gaspero, Calia M ichele .
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI E SECUZIONE - Campagnola, detenuto dall' 11.1 0 . 1937, evade dalla Casa Penale di Soria no nel Cimino (Viterbo) il 5.6. 1944
ha pronunciato la seguente: SENTENZA
Con decreto Luogotenenziale del 26.6.1946 viene concesso il condono condizionale della res idua pena da espiare.
Nella causa contro: Pena espiata: 6 anni, 7 mesi, 24 giorni . - Campagnola Renato, nato il 4.4.1915 a Cag liari , aiuto motorista presso l'aeroporto di Taliedo (Milano);
U na istanza cli grazia inoltrata dal padre i I 31.5. I 939 viene respinta i I 10.2.194 0
- L ion Gastone, nato il 10.2.1915 a Padova, aiuto fotografo , aviere scelto; - Porcu G iuseppe, nato il 21.3.1915 a Cagliari, meccanico IMPUTATI
1) del delitto di cui all'art. J 10 e 258 p.p. C.P. per essersi, in concorso fra di Ioro, procurato nel settembre 1937, a scopo di s pionaggio militare, notizie del -
le quali l ' autorità competente, ha vietata la divulgazione, contenute in fotogra fie sottratte dalla fototeca deH'aereporto di M ilano-Bresso; 2) del delitto di cui all'art. 304 C.P. in relazione all'art. 262 p.p. e cpv. 2° prima ipotesi stesso Codice, per essersi, nel le circostanze s uddette, accordati al fine di commettere la rivelazione, a scopo di spionagg io militare, delle notizie di cui sopra.
- Lion, detenuto dal 12.10. 1937 al 13.5.1944 "venne liberato dai partigiani dal Carcere cli Parma durante un bombardamento aereo". La residua pena da espiare venne dichiarata condizionalmente condonata dal Tribunale Militare Territoriale di Roma con Ordinanza del 29 .8.1947 per effetto dei provvedimenti di clemenza contenute ne.I R.D. 5.4.1944 n. 96 e nel D.P. 22.6.1946 n. 4 Riabilitato con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Venezia il 26 .9.1972. Il Tribunale S upremo Militare dichiara, con sentenza del 25.2.1974, che gli effetti della riabi litaz ione ordinaria sono estese alle pene accessorie militari ed a ogni altro effetto militare della condanna riportata dal Lion con sentenza pronunziata dal T .S.D.S. il 9.4.1938.
OMISSIS
Visti ed applicati gli art. 258 p.p. , 304 in relazione all'art/. 262 p.p. e cpv . 2°, 23, 29, 73, 228 , 229 C.P.; 274, 488 C.P.P.
DICTIIARA
Campagnola, Lion, Porcu, colpevoli dei reati ascritti ad ognuno, ed operato il cumulo delle pene complessivamente condanna: Campagnola e Lion ad anni 12 ciascuno, Porcu ad anni 11 . T utti alla reclusione, con la interdizione perpe tua dai pubblici uffici , con la libertà vigilata, col pagame nto in so li do delle
- Poreu, deten uto dal 12. 1O. 1937 venne " liberato dal partigiani nella notte del 10.6.1944 dalla Casa di Reclusione di S. Gimignano (Siena). Il 19.6.1945 venne tratto in arresto a Cagliari e trasferito alla Casa di Reclusione di Alghero. Tre anni della pena di I I anni inflitta dal T.S.D.S. con sentenza del 9.4.1938 vengono dichiarati condonati dal Tribunale Militare Territoriale d i Roma con Ordinanza del 19.2.1946 per effetto elci provvedimenti di clemenza di cui al R.D. 5.4. 1944 n. 96. Un altro anno della pena inflitta viene dichiarato condonato per le disposizioni contenute nel D.P. 22.6 .1946 n. 4 del predetto Tribunale Territoriale di Roma con Ordinanza del 16.9.1946.
364
SEC ONDA PARTE: SENT ENZE PRON UNZ IATE UA T.S.D.S . RF.LATTVF. Al REA TI T)J SPIONAG GIO
TRIBU NALE SPECIALE P ER LA UIFESA UELLO STATO
36.'i
Porcu viene scarcerato, per espiata pena, il 21.10. 1946
Reg. Gen. n. 98/1938
Pena espiata: 8 anni.
TI Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
Campagnola, Lion e Porcu sono stati " esclusi da i benefici previsti dai RR.DD. 24.2 .1940 n. 56 e 17. I 0.1942 n. 1156 ostandovi il titolo dei reati per i quali sono stato condannati dal T.S .D.S. con sentenza del 9.4 . 1.938".
SENTENZA n. 58
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M.V.S.N.;
Giudice Relatore:Presti G iovanni ; G iudici Consoli M.\I.S.N :. Gangemi Giovanni, Rossi Umberto, Leonardi Nicola, Suppiej Giorgio, Pasqualucci Renato.
ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nel la causa contro: Sawclon Donale! Mackinnon, nato il 16.9.1915 a St. Annes on Sea Lancs (Inghilterra), insegnate di lingua inglese. IMPUTATO
del delitto di cui all'art. 256 cpv. 2° in relazione alla parte prima C.P. , per essersi, in territorio ciel Portoferraio il 1.4.1938, procurato notizie delle quali l'Autorità competente ha vietato la divulgazione. OMI.SSlS
Letti ed applicati g li art. 2, 17 vigente legge di P.S. approvato con R.D. 18.6. 1931 n. 773 in relazione al Decreto R. P refettura di Livorno, n. 3742 ciel 9.12.1929, 488, 274 C.P.P. DICHIARA
Sawdon Donald Mackinnon responsabile della contravvenzione di cui agli artt. 2, 17 legge di P.S . così modificata l'accusa, e lo condanna a mesi 6 di arresto col pagamento delle spese processuali e di custodia preventiva. Ordina che sia scarcerato se non detenuto per altra causa. Roma, 8.6.1938 - XVI. Seguono le firme ciel Presidente e dei G iudici. Sawdop., detenuto dal I .4. I 938, viene scarcerato 1' 8.6.1938
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S ECONDA PARTE: SE NTENZE PRON UNZJATE (lr\ T .S.O.S. RELATIVE Al REi\Tl DI SPIONAGGIO
TRlB UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 366/1937
SENTENZA n. 64
Il T ribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
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Infatti, come eg li stesso ha confessato anche in udienza, raccolse in Atene e altrove e rivelò, previo di compenso, che ammontarono a parecchie migliaia di dracme, notizie che riguardavano la preparazione militare delle isole italiane dell'Egeo e particolarmente di Lero.
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogote nente Generale M .V.S.N.; E ciò dal 1935 in poi sino a quando il 22 agosto 1937 venne tratto in arresto.
Giudice Relatore:Presti Giovanni; Giudici Consoli M .V.S.N.: Gangemi Giovanni, Calia Michele, Barbera Gaspero, Leonardi Nicola, Carusi Mario. ha pronunciato la seguente:
A contatto con il predetto Zervo Schevros e successivamente con l 'agente turco Resciat .Bey, con ]'ufficiale della polizia greca Pappas e con agenti del servizio d'informazione inglese, aveva fornito loro notizie di cui ora si è fatto cenno, notizie che egli si procurava interrogando i viaggiatori lerioti i quali giungevano al Pi reo, oppure compiendo appositamente viaggi a Samos ed in al tri punti della Grecia non lontani da Lero.
SENTEN Z A Nella causa contro: - Petrà Michele, nato il 25 .2 .19 I 2 a Lero (lsola de ll ' Egeo), manovale IMPUTATO 1) del delitto di cui agl i artt. 8 le 258 p .p. C.P. per essersi, in territorio estero (Atene ed altrove) sino al 22.8 .1937 procurato, con più azione esecutive di medesimo un disegno criminoso, a scopo do spionaggio militare, notizie delle quali l'Autorità competente ha vietato la divulgazione;
2) del delitto di cui agli artt. 8 le 262 cpv . 2° in relazione alle p .p. C.P., per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo anzidette, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, rivelato, a scopo di spionaggio militare, notizie delle quali l'Autorità competente ha vietato la divulgazione. Con l 'aggravante della rec idiva ai sensi dell'art. 99 u. cpv. 2° ipotesi C.P. in relazione al cpv . I O n. 2 stesso articolo. OMISSIS
Il Petrà, nato e vissuto fino al dice mbre 1934 in Lero, nostra isola dell'Egeo, si era, in tale epoca trasferito in Grecia, dove esagerando qualche modesto epi sod io (inalberamento di una bandiera greca in occasione di una manifestazione di protesta contro il metropolita) episodio al quale volle dare tono irredentista, aveva ricevuto buona accoglienza ed aiuti degli aderenti ali 'associazione irredentistica antitaliana "Gioventù dodecannesina" e particolarmente dal s uo esponente Zervo Schevos, tanto che il Petrà comparve in effige, su alcuni g iornali greci sui quali la sua opera venne esaltata e strombazzata (vedi esemplari in busta a foglio 18 del fascicolo processuale) . Ma il Pet.rà in Grecia dimostrò di essere non un agitatore, più o meno idealista, ma un volgarissimo e prezzolato spione pronto a vendere la sua attività al primo venuto senza preferenza di nazionalità.
TI Petrà, anche in udienza, è stato esplicito e dettagliato sulle no.tizie raccol te e fornite, precisando date e epoche, e su i compensi di volta in volta ricevuti.
Inoltre anche i documenti sequestratigJi - oltre le dichiarazioni dei testi - confermarono l'opera cli spionaggio eia lui compiuta contro l'Italia. Infatti alcune delle carte sequestrate contengono particolareggiate not1z1c della situazione militare dell ' isola cli Lero, ed in ca.Ice ad alcune di esse, inoltre, si legge una comunicazione scritta dal Petrà diretta a Zervo Schevos con la quale, fra l'altro, lo assicura c he appena avrà pronte le ulteriori informazioni su Lero gliele manderà e si dice anche pronto a mandargli altre notizie che lo Schevros gli avesse chiesto. OMTSSTS
Pertanto nei fatti accertali il Collegio ravvisa gli estremi giuridici dei reati rubricati e di tali reati ritiene dichiarare responsabile il Petrà, il quale in udienza si è dichiarato pentito di averli commessi e ha invocato la clemenza del Tribunale in considerazione del suo stato di salute, a suo dire, cagionevole. Quanto alla recidiva contestata al Petrà, il Tribunale, avvalendosi della fa coltà cli cui all ' art. 100 C .P., decide di non tener conto delle condanne per contravvenzioni e della analoga recidiva, risultanti dal certificato penale del Petrà, ma di valutare soltanto le condanne per il delitto riportate nei cinque anni precedenti, ai sensi del]' art. 99 I O cpv. n. 2 C.P. Commisurando la pena al fatto e alla pericolosità dell'accusato il Collegio ri tiene di doverlo condannare a compless ivi anni 26 anni di reclusione risultanti dal cumulo di anni 10 e m esi 6 per il delillo cli cui agli artt. 8 1, 258, prima parte C .P., compresi in detta pena 3 mesi per la recidiva sopraspecificata, e dian ni 15 e mesi 6 per il dclillo di c ui agli artt. 81,262 2° c pv. C .P . compresi in detta pena 3 mesi per la recidiva come sopra specificata.
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T RIB UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Conseguenza di tale condanna sono il pagamento delle spese processuali e di custodia prentiva (artt. 488 , 274 C.P.P.), l' interdizione perpetua dai pubblici uffici (art. 29 C.P.) e la sottoposizione alla libertà vigilata (art. 230 n. 1 C.P.). P.Q.M.
Letti ed applicati gli artt. 81,258 prima parte, 26 2° cpv. 99 I O cpv. n. 2, 100, 73, 29, 229 C.P.; 274, 488 C.P.P. DICHIARA
Petrà Michele responsabi le dei delitti in epigrafe ascr:ittigli con l'aggravan te della recidiva ai sensi dell'art.. 99 l O cpv. n . 2 in relazione all'art. 100 C.P. così modificata la rubrica - e cumulate le pene lo condanna ad anni 26 di rec lusione con la conseguente interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento delle spese processuali e di custodia preventiva e ordina che il Petrà Michele sia sottoposto alla libertà vigilata. Roma, 14.6 . 1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE - Petrà, detenuto dal 22.8.1937 venne liberato dai partigiani dalla Casa di Reclusione di S. Gimignano il 10.6.1944. Escluso dai benefici cli clemenza di cui al R.D. 24.2. I 940 n. 56 e 17.10.1942 n. 1156 ostandovi i titoli del reato Petrà avrebbe dovuto essere scarcerato, per espiata pena, il 22.8.1963. Istanze di grazia inoltrate dal Petrà il 26.9. 1938, il 3.4. I 940 e il 20.4. I 942 non vengono accolte. Il Tribunale Militare Territoriale di Roma con Ordinanza del 24.3.1961 - su conforme richiesta dell 'Ufficio del P.M. dei Tribunali Militari cli G uerra Soppressi - riduce a 17 anni e 4 m esi la pena inflitta al Petrà Michele in applicazione delle disposizioni contenute neU 'art. 9 del D .P. 22.6. 1946 n. 4. Alla suddetta pena, così ridotta, viene applicato il condono previsto dal R.D. 5.4.1944 n. 96 (3 anni) , dal D.P. 23 .12.1949 n. 930 (1 anno), dal D.P. 19. 12.1953 n. 922 (3 anni) e dal D .P. I 1.7.1959 n. 460 ( I anno). Per effetto dei suddetti provved i menti cli clemenza la pena viene ridotta a 9 a nni e 4 mesi cli recl usione. Pertanto i Petrà, che ha già espiato circa 7 anni, dovrebbe espiare c irca 3 anni di recl usione.
SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T.S.D.S . RELATIVE Al REATI DT SP(ONAGGIO
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Constatato, inoltre, che il Petrà s i trova .in stato di libertà per cause indipendenti dalla sua volontà poiché venne scarcerato a seguito dei noti avvenimenti verificatosi dopo 1'8.9.1943 e rilevato che, ormai, sono trascorsi più di 6 anni dalla data in cui la sentenza divenne irrevocabile (14.6.1938) e che tale tenni ne è più che sufficiente affinché possa applicarsi al Petrà il provvedimento di estinzione della pena previsto dall 'ait. 172 C.P. dichiara estinta , per decorso del tempo, la pena che in concreto, dovrebbe espiare il Petrà Michele.
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SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T .S.Ll.S. RELATIVE Al RE ATJ DI SPIONAGGIO
TRIBUNALE SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 103/1937
SENTENZA n. 65
Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
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OMISSIS
Letti ed applicati gli artt. 56, 110, 258 p.p. 312, 89, 29, 229 C.P.; 274,488 C.P.P .; 485 C.P.Esercito.
Presidente: Tringali Casanuova Antonino; Luogotenente Generale M.V.S.N.; DICHIARA
Giudice Relatore:Presti Giovanni; Giudici Consoli M. V .S.N: . Gangemi G iovanni, Calia M ichele, Barbera Ga spero, Leonardi Nicola, Carusi Mario. ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro: Sakellarion Zafirios, nato il 5.10. 1885 ad Alep (Siria), sedicente medico-chi rurgo; Buracchio Armando, nato il 3 .1 O. 19 l O a Pireo (Grecia), autista;
Sakellarion Zafirios, B uracchio Armando e Parlato Mariano responsabili del delitto di cui agli artt. 110, 56,258 p .p. C.P. - così modificata l'accusa - assolvendoli per non provata reità dal delitto di cui agli artt. 11.0, 262, 2 ° e 3° cpv . C.P. I.oro ascritto e con la diminuente del vizio parz iale di mente per il Parlato, condanna alla recl usione: Sakellation ad anni I O, Buracchio ad anni 6 e Parlato ad anni 4, con la con seguenza per il Buracchio dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e per il Parlato daJJ 'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici , condanna tutti in solido al pagamento delle spese processuali e ciascuno al pagamento delle spese di pro pria custodia preventiva. Ordina che siano sottoposti alla libertà vigilata e che il Sakellarion, a pe na espiata, sia espulso dallo Stato.
Parlato Mariano, nato i I 14. 11.19 I 2 a Napoli, fruttivendolo.
Roma, 14.6.1938 - XVI.
IMPUTATI
Sakellarion Zafirios e Buracchio Armando: cli concorso nei delitti prev isti dagli artt. 258 p.p. e 262 2° e 3° cpv . C.P. per essersi procacciato e aver rilevato - a scopo di spionagg io militare - notizie de lle quali J'Autorità competente ha vietato la divu lgazione. Reati commessi in T rieste, Napoli, La Spezia, Taranto ed altrove, dal 1936 al I 3 .1.1 937. Parlato Mariano: di concorso nei delitti previsti dag li artt. l 10, 258 p.p. e 262 2° e 3° cpv . C.P., per essersi procacciato ed aver rilevato - a scopo di. spionaggio militare - notizie delle quali le l'Autorità competente ha vietato la divulgazione.
Seguono le fi rme del Presidente e dei Gi udici.
NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE - Sakellarion, detenu Lo dal 13. l 1..1937, venne scarcerato dal Carcere Giudiziario di Perugia il 25.6. 1944 "per ordine del Comando della S.S. Tedesca". TI t itolo del reato osta l'applicazione dei provvediment i di clemenza previsti dai RR.DD. 24.2 .1 940 n. 56 e 17. 10. 1942 n. 1 I 56.
U na i.stanza cli grazia inoltrata da Sakellarion il 1. 11 . 1939 non viene accol ta.
Reati commessi a Trieste, Napoli , La Spezia, Taranto ed altrove, dal 1936 al 13.1.1937.
TI Tribunale Militare Territoriale di Roma d ichiara, con O rd in anza del 18.4. 1961, estinta per decorso del tempo (art. 172 C.P.) la residua pena di 2 anni, 6 mesi e 28 giorni che Sakellarion av rebbe dovuto espiare.
Parlato Mariano dei delitti previsti dagli artt. 110, 258 p .p . e 262, 2° e 3° cpv. C.P., per essersi procacciato ed avere rilevato - a scopo di spionaggio militare notizie delle quali l'Autorità competente ha vietata la divulgazione in concorso con Sakellarion e Buracchio.
- Parlato, detenuto dal l' 11. .1..1937, venne scarcerato, per esp iata pena, dalla Casa cl i Recl us ione di Castelfranco Emil ia I' I 1. 1.1941..
Reati commessi in Napoli, La Spezia, Tara nto ed a ltrove da l 1936 al 13.1. 1937.
Istanze di grazia inoltrate da Parlato 1'8.7 . 1938 e il 13.2 . 1940 non vengono accolte.
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SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T.S .D.S. RELAT JV E Al REATI DI SPIONAGGIO
TRIT!UNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
- Buracchio; con sentenza n. 35 del 14.6.1 937 Buracchio Armando, ritenuto colpevole dei reati di c u i agli artt. 272 I O cpv. e 282 C.P. venne condannato dal T.S.D.S. alla pena di 3 anni di reclusione. Operato il cumulo materiale delle pene inflitte al Buracchio con la sentenza del J4.6.1938 la pena complessiva da espiare venne determinata in 9 anni di reclusione. Per le notizie relative alla espiazione della suddetta pena da parte del Buracchio Armando, detenuto dal !' l I .l.1937, vedi "Decisioni emesse dal T.S .D.S. ne l L937 - Sent. n. 35 ciel 14.6.1937 - pag . I I 3.
Reg. Gen. n. 295/1937
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SENTENZA n. 71
Il T ribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da: Presidente: Bevilacqua Cesare, Console Generale M .Y .S .N . Giudice Relatore.Lanari Piero; Giudici Consoli M.V.S.N :. Gangemi Giovanni, Leonardi Nicola, Mingoni Mario, Barbera Gaspcro, Carusi Mario.
ha pronunciato la seguente: NOTA : La Commissione listruttoria, con sentenza n. 3 eniessa il 6. I I .1937, assolveva "per insufficienza di prove" il coimputato: Preveduros Spiridione, nato il 12.12. 1898 a Cefalonia (Grecia), commerciante . Detenuto dal 25. l. I 937 al 22.7. I 937.
SENTENZ A Nella causa contro: Mazija Matteo, nato il 9.2 .1906 a Borgo Erizzo (Zara), carrettiere; Cibeu Edgardo, nato il I I .9. 190 I a Cormons (Gorizia) , geometra. IMPUTATI
Entrambi : del delitto di c ui agli artt. 11 O e 262 p.p. e cpv. 2° C.P. per avere nel luglio 1935 a Z ara ed all'estero, in concorso fra loro, rivelato a scopo cli spionaggio militare, notizie delle quali l ' Autorità competente ha vietato la divu lgazione;
JJ Mazija, ino ltre : del reato d i c u i alla prima parte dell'art. 158 T.U . legge cli P .S. 18.6.1931 n . 773, per avere, nel luglio 1935 espatriato per motivi pol itici senza essere m unito di passaporto o d i altro documento equipol lente; Il Cibeu, inoltre: di concorso (art. 110 C.P. e 158 T.U . leggi di P.S .) nel reato suddetto, per avere determinato il Mazija all'espatrio .
Con l'aggravante per il Mazzija della recidiva ai sensi clell 'art. 99 cpv . I O n. 2 C.P. OMISSIS
Visti cd appl icati gli artt. l I O, 262 p .p. e 2° cpv.; 246 C.P.P.; 158 T. V. leggi di P .S. 18.6.1931 n. 773, 23, 29,228,229, 73 C .P .; 274 , 488 C.P.P . 485 , 4 86 C.P.Esercito; 2, 9, R.D. 15.2 .1937 n. 77 DICHIARA
Cibeu Edgardo assolto per non aver commesso il fatto, dai reato ascrittigli or-
374
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
dinando che egli venga immediatamente escarcerato se non detenuto per altra causa. Ritiene invece Mazija Matteo colpevole del delitto di cui ali 'art. 246 C.P., in ta.l senso modificando il l O capo d ' accusa;
S ECONOA PARTE: SENTENZ c PRONUNZIATE DA T.S .D.S. RELATIVE Al REATI DI SPIONAGGIO
Reg. Gcn. n. 344/1937
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SENTENZA n. 88
TI Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato composto da:
nonché de.l reato previsto da.ll'art'l58 T.U. leggi di P .S ., ed operato il cumulo delle pene complessivamente lo condanna ad anni 14 di reclusione e L. 25.000 di mu lta.
Presidente: Tringali Casanuova Antonino, Luogotenente Generale M.V.S.N.;
Con la interd izione perpetua dai pubblici uffici, con la libertà vigilata, con le s1~ese di giudizio e d i preventiva custod ia, oltre ad ogni altra conseguenziale d1 legge.
Giudici Consoli M.V.S.N:. Gangemi Giovanni, Calia Miche le, Leonardi N icola, M ingon i Mario, Suppiej Giorgio.
Giudice Relatore :Lanari Piero;
ha pronunciato la seguente: Applica in favore del Mazija il beneficio del condono condizionale delle intera mult.a e cl i anni 4 sulla pena inflittagli per il disposto degli artt. 2 e 9 R.D. 15.2.1937 n. 77, determinando la pena residua da scontare in anni IO cli reclu sione.
SENTENZA Nella causa contro :
Roma, 1.7.1938 - XVI.
Borella Aldo, nato il 13.3 . 1904 a Ventimiglia (Imperia), sarto;
Seguono le fi rme del Presidente e elci Giudici.
V ignini Mario, nato il 31.1.1900 ad Androdoco (Rieti), macchinista nava le;
Cibeu Edgardo, detenuto dal 18.9. 1937, viene scarcerato il 1.7.1938.
De Filippi Natalfoo, nato il 25.12. 1903 a Bron i (Pavia), decoratore. IMPUTATI
NOTIZIE DESUNTE DAL FASCICOLO DI ESECUZIONE - Mazija, per effetto dei provvedimenti cli clemenza cli cui ai RR.DD. 24.2.1940 n . 56 e 17. l 0 . 1942 n. 1156 Mazija, detenuto dal 18.9.1937, a vrebbe dovuto essere scarcerato il 18.5.1944. Il Mazija, però, evase dalla Casa d i Reclusione cli Fossano I' 11.9.1943. La residua pena da espiare è stata dichiarata estinta per decorso del tempo (art. 172 C.P.) dal T ribunale Militare Territoriale di Roma con ordinanza del 20.3. 1961. Istanze di Grazia inoltrata dal Mazija il 19.7.1938, il 20.7. 1939 e l '8 .3.1940 non vennero acco lte.
a) De Filippi Natalino e Vignini Mario : del reato di cui ail'art. 257 p .p. C.P. per essersi procacciato notizie segrete a scopo cli spionaggio militare; b) De F il.ippi Natalino, V ig ni ni Mario e Borella Aldo; del reato di cui agli artt. 110, 56, 261 cpv. 2° C .P. per avere in correità fra di loro, fatto tentativo d i rivelaz ione cli notizie cli cui alla lettera a). R eati commessi in territorio di Ventimiglia, in epoca antecedente a fino al giorno de l lo ro arresto. OMISS IS
Nel maggio del l 937 il rubricato Virgini Mario, frequentando la spiaggia S. Giuseppe cli Ventimiglia, ebbe occasione di incontrarsi con il coimputato De Filippi. Stretta fra i d ue amicizia, lo stesso De F ilippi venne a parlare del suo servizio militare prestato nell 'arma cli fanteria di frontiera, precisando che cono sceva molte delle opere di fortificazione della zona che facevano parte del settore cli Ventimiglia.
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TRIBUNALE SPECIALE PER L A DlF6SA DELLO STATO
OMISSIS
Un g iorno lo stesso Virginini fece capire al commilitone che detti piani costituivano un tesoro da sfruttare, potendo essere venduti alla Francia. Tale idea era stata senz'altro presa in considerazione dal compagno e, pertanto, fra i due si venne al! 'accordo di attuarla non appena sarebbero stati con gedati. Ali' idea cli mettersi in contatto con emissari stranieri al fine di offrire e vendere segreti militari aderì anche Barella Aldo.
S ECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T.S.O.S . RELATIV6 }11 REATI DI SPIONAGGIO
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svoltosi fra i due. Nel corso del colloquio il Borella esibì dei documenti che il pseudo emissario francese, seguendo il preordinato piano cli azione indicatogli dai superiori , criticava fingendo di dubitare della veridicità dei documenti. Ma il Borella spiegò al suo interlocutore che i dati contenuti nei documenti erano stati forniti da un militare chiamato " l'americano" (cioé il De Filippi) che aveva fatto servizio nel settore fortificato cli Ventimiglia, e cbe i dati erano stati control lati sul posto, da un suo amico ufficiale della marina mercantile (il Virginini). Lo stesso Borella voleva concludere l'affare pretendendo la somma cli L. I 00.000, mentre il "fiduciario" ne offriva la metà, riservandosi però cli ottene re l'approvazione dei suoi superior i di Parigi e di controllare direttamente alcuni dei dati forniti.
OMISSIS
Per b uona sorte intanto il Comando di Legione dei Carabinieri di Torino era venuto a sapere, in modo generico, che degli indiv idui d i Ventimiglia erano in possesso di segreti mil itari relativi a quella zona di confine con la Francia, e che tentavano di mettersi in contatto con elementi stranieri per cederli a scopo di lu cro, pretendendo la soma di L. 60.000 circa rivolgendosi, fra gli altri, anche a UH certo Dal Masson o Dal Masson, agente d i affar i, non meglio identificato, residente a Montecarlo, perché procurasse loro il modo di venire a contatto con elementi del servizio spionistico francese al fine di proporre la cessione dei segreti in parola. Dopo abili indagin i e pazienti pedinamenti il predetto Comando dei Carabi nieri era riuscito a identificare negli imputati in questione gli individui che cercavano di mettersi in contatto con gli agenti del servizio spionistico francese. Venne anche accertato che il 30 ottobre 1937 avrebbe dovuto aver luogo, in un albergo cli S . Remo, un convegno tra il Vignin i, il Borella e un emissario fran cese, per interessamento del Dal Masson.
Tn tale incon tro l'affare si sarebbe dovuto concludere in modo definitivo con la scambievole consegna dei documenti da una parte e del denaro dall'altra; ma all'ultimo momento non giunse l'emissario francese, e così il Vignini e il Borella rimasero delusi. Il Comando dei Carabinieri ritenne opportuno interveni re allo scopo cli togl iere dalla circolaz.ione i segreti militari, ed impedire che venissero rivelati a Nazione stran iera. Pertanto diedero incarico di trattare l'acq uisto dei documenti a persona di sua fid ucia, in modo che munito della vistosa somma pretesa da g li imputati, potesse assolvere pienamente il non faci le compito affidatogli. Infatti. il 30 ottobre I 937 alle ore sedici circa il fiduc iario si incontrò al princ ip io della passeggiata Imperatrice di S . Remo con i I Borella e con costui si recò alla camera n. 28 dell'albergo "S. Remo". Poiché lo stesso Comando dei Carabinieri aveva già predisposto un servizio, in un locale comunicante con la suddetta camera, si riuscì a sentire il colloquio
In seguito a tali accordi i due si separarono, concertanclo il modo di incon trarsi qualche ora dopo per la definiz ione dell'affare. Invece il Borella fu pedinato e poi fermato e in una perquisizione effettuata sulla persona gli seque strarono un brano di carta topografica scala I :25.000, della zona di Ventimiglia, con sopra indicata a penna 20 opere d i fortificazione , nonché una relazione il lustrativa delle opere stesse. Successivamente furono fermati anche gli al.tri due coimputati e , raccolte le prove a carico cli ognuno, furono tutti denunciati alla Procura Generale di questo Tribunale. Sottoposto all ' esame peritale del tecnico militare la carta topografica con indicazione di opere fortificate, la relaz ione illustrativa delle opere stesse, ed i documenti tutti in g iudiziale di sequestro, il giudizio conc lusivo fu, come confermato a ll'udienza, che le notizie cli cui erano in possesso i giudicabili sono dinatura segreta. Dalla suesposta narrativa scaturisce, in modo evidente, la prova che il De Filippi e il Vignini si sono procacciate notizie segrete a scopo di spionaggio mi litare e che entrambi, con la cor reità anche ciel Borrella, aveva fatto i l tentativo d i rivelare le notizie al servizio spionistico di una nazione straniera. Non vi è dubbio, quindi, che tutti gli imputati si sono resi responsabili del reato cli cu i agli a rtt. 1 10, 56, 261 2° cpv. C .P. e il De Filippi e il Vignini inoltre del delitto previsto e punito dall ' art. 257 - prima parte - C.P. in quanto nella fattispecie dell'attività criminosa svolta da essi s i vengono a int.egrare tutti gli estremi, oggettivamente e soggettivamente considerati, costituenti la configu razione g iuridica dei reati ad ognuno a scritti. Pertanto esaminate e vagliate tutte le emegenze dibattimentali nonché le ri chieste difensive e cons iderata la natura speciale dei reati e tenute anche presenti le particolari circostanze delle singole az ioni , il Collegio ritiene di concedere i beneficio della diminuente cli un terzo de lle pene, ai sensi dell'art. 311 in relazione all'art. 65 C.P. e d i condannare: in applicaz ione degli artt . 257 - p rima parte - 311 e 65 C.P. De Fi li ppi e Vignini ad anni 15, pena diminuita di un terzo e
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TRllllJNALE SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
quindi ridotta ad anni IO ciascuno. Per i I d isposto degli artt. 11 O, 56, 26 1 2° cpv. e 311, 65 C .P. De Fi lippi, Virginini e Borella ed anni 12, pena diminuita di un terzo e quindi ridotta ad anni 8, ciascuno. Ed operato il cumulo delle pene condanna complessivamente De F ilippi e Vignini ad anni 18 ciascu110 e Borella ad anni 8. Tutti alla reclusione e con la interdizione perpetua dai pubblici uffici, con la libertà vigilata con il pagamento in solido delle spese di giustizia, con il pagamento delle spese cli preventiva custod ia, oltre ad ogni altra conseguenziale di legge. P .Q.M.
Visti ed applicati gl i artt. 257 - prima parte - I IO, 56, 261 , 23 , 29, 65, 73 , 229,311 C.P. e 274 e 488 C.P.P.
SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T.S .D.S. RELATIVE Al REATI D I SPIONAGGIO
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11 Vignini è stato ri abilitato dalla corte d'Appello di Roma con sentenza emessa il 24.2.1 959. - De F ilippi, detenuto dal 1.11.1937, avrebbe dovuto essere scarcerato il I. I L.l 955. Infatti il titolo dei reati per i quali è stato condannato osta l'applicazione dei provvedimenti di clemenza previsti dai RR.DD. 24.2.1940 n. 56 e 17. I 0.1942 11. 1156. Secondo quanto com un icato dal Comando Stazione dei Carabinieri di Broni (Pav ia) il 14.4 .1990 con foglio 2575/4 De Filippi deced uto a Scalca (Cosen za) il 24.3.1979, evase dalla Casa Penale di Fossano nell'ottobre del 1943 e "rientrò a Broni al seguito delle truppe alleate presso le quali faceva l'interprete".
DICHIARA
Borella Aldo, Virginini Mario, De F ilippi Natale colpevoli dei reati loro ascritti ed in concorso del beneficio della diminuente di cui al i 'art. 311 in relazione all ' art. 65 C.P. ed operato il cumulo delle pene condanna complessivamente De Filippi e Virginini ad anni 18 ciascuno e Borella ad anni 8. Tutti alla reclusione, con la interdizione perpetua dai pubblici uffici, con la liber tà vi gi lata, con il pagamento in solido delle spese processuali, con il pagamen to delle spesi di preventiva custodia oltre ad ogni a.ltra conseguenziale di legge. Roma, 7.9. 1938 - XVI. Seguono le firme del Presidente e dei Giudici. NOTIZIE DESUNTE DAI FASCICOLI DI ESECUZIONE - Vignini, detenuto dal 30. l O. l 937, avrebbe dovuto essere scarcerato il 30. 1O. .1935; infatti i I titolo dei reati per i quali è stato condannato osta al! 'applicazione dei provvedimenti di clemenza previsti dai RR.DD. 24.2.1940 n. 56 e 17.10.1942 n. 1156. TI Vignini, invece, "nella notte del I 0.6.1 944, venne scarcerato, per I' intervento dei partigiani, dalla Casa di Reclusione di S . Gimignano". TI Tribunale Mi li tare di Roma dichiara, con Ordinanza del 24.10. 1957, ridotta di un terzo la pena inflitta al V ignini e condonata, sotto le comminatorie di legge, la residua pena che il Vignini avrebbe dovuto espia re. Ciò in applicazione dei provvedime nti di clemenza previsti da l D . P. 22.6 . 1946 n. 4 (art. 9 lettera c) , dal R . D. 5.4.1944 n . 96 (art. 5) , dal D.P. 23. 12.1949 n . 930 (art. I lettera c) e dal D.P. 19. 12.1953 n. 922 (art. 2 lettera C primo comma) .
- Borrella, detenuto dal 30. l 0 .1937, avrebbe dovuto essere scarcerato dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia il 30.1 0.1945 . Infatti il titolo dei reati per i quali è stato condannato osta all'applicazione dei provvedimenti di clemenza previsti dai RR.DD. 24.2.1940 n. 56 e 17.10. 1942 11. 1 156. O Comando della Stazione dei Carabinieri di Ventimiglia Alta nel trasmettere, con fogl io n. 288/7, I "P" del 18.4.1990, il certificato di morte del Borel la - deceduto a Ventimigli a il 12.11.1957 - ha rnmunicato che "i familiari del Borella non hanno potuto forn ire alcuna notizia circa la scarcerazione del Borella".
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SECONDA PARTE: SENTENZE PRONUNZIATE DA T.S .D.S. RELATIVE Al REATI D I SPIONAGGIO
TRII.IUNALE SPECIALE PER 1.A DIFESA DELLO STATO
Reg. Gen. n. 121/1938
SENTENZA n. 98
Il Tribunale Speciale per la Difesa del lo Stato composto da:
Presidente: Le Metre Gaetano, Console Generale M .V .S.N. Giudice Relatore :Presti Giovanni; Giudici Consoli M.V.S.N: . Gangemi Giovanni, Mingoni Mario, Carusi Mario, Bergamaschi Carlo, Caput.i Pietro. ha pronunciato la seguente: SENTENZA Nella causa contro : Vinzens Anny, nata il 15.2.1888 ad Ermenda (Glarus - Svizzera), detenuta dal 4.6. 1938. IMPUTATA
del reato di. spionaggio di cui all'art. 78 n. 3 C.P.Esercito, per avere nel maggio del 1916, in concorso con Wiss Raimondo di Raimondo mediante lettere dirette da Napoli a persone residenti a Zurigo (Svizzera) ed incaricate dal nemico, fornito importanti informazioni sui movimenti dell ' Esercito e dell ' Armata del lo Stato italiano, in modo da compromettere la sicurezza delle forze e dei post i militari. In esito al dibattimento, tenutosi, giusta ordinanza preliminare, ai sensi dell'art. 443 C.P.Esercito, a porte chiuse, sentiti il P.M. nella sua requisitoria e l'imputata, che, col proprio d ifensore, ha per ultima avuto la parola, osserva IN FATIO ED IN DIRITIO
Con sentenza contumacia le emessa dal T ribunale Militare di Napoli, il 31.8.1917, la Vinzens era stata condannata a morte perché ritenuta responsabile del reato sopra rubricato. Il 4.6.1 938, la Vinzens pervenne in potere della giustizia, e , pertanto è da considerarsi come non avvenu ta la sentenza predetta ai sensi del] 'art. 517 C.P.Esercito modificato dall'art. In . 7 de l R .D.L. 9.12. 1935. La Yinzens è stata nuovamente rinv iata a giudizio con atto d i accusa ciel P.M. in data 12.8 . 1938, per rispondere dei fatti delittuosi sopra, in epigrafe, enunciati.
A ll'orale clibau imento, non si è raggiunta la prova dei fatti at tribuiti a lla Yinzcns.
381
D ifatti, è vero che l'ufficio di censura militare della posta estera, in seguito ed accurato esame della corrispondenza privata in partenza dall'Italia, scoprì quattro lettere, scritte in lingua francese e tedesca, spedita da Napo! i - ferrovia - in data rispettivamente 20, 25, 27, maggio e 3 giugno 1916 cd indirizzate la prima e la terza ad E. Yinzens e la seconda e l'u ltima ad A. Vinzens, Zurigo (Svizzera) Wailchengasse 9, lettere che davano prova di una attività spionisti ca a danno cieli 'Italia Le pr ime tre lettere contenevano, infatti, delle comunicazion i in inchiostro simpatico su movimenti ed avvenimenti rig uardanti le forze terrestri e navali del lo Stato Italiano, mentre l'ult ima lettera era evidentemente scritta in linguaggio convenzionale. Di tali lettere furono sequestrate due, e precisamente quelle in data 20 e 25 maggio. Gli accertamenti disposti dall'autorità cli P.S. cond ussero alla identificazione dei mittenti delle lettere in questione, i coniugi W iss Raimondo e Yinzens Anny, cittad ini svizzeri e dimoranti a Napoli da pochi mesi, ma i due non poterono essere tratti in arresto perché già e rano riusciti ad allontanarsi clall' ltalia. Ma la Yinzens, anche all 'uclienza, si è protestata innocente. Ha dichiarato di essersi eia Zurigo trasferita, verso la fine di dicembre 1915, a Napoli col Wiss Raimondo, in quel tempo suo marito, desiderando costui occuparsi nuovamen te presso l'Albergo "Londra", di quella città, dove prima già aveva lavorato come cameriere; ma dopo alcuni mesi, non avendo il marito trovato sufficiente lavoro, entrambi erano ritornati in Svizzera. Ha negato di aver compiuto opera spionistica ai dan ni dell'Italia ed ha aggiunto di avere ignorato che il Wiss la compisse; soltanto dopo il ritorno in Svizzera da Napoli, essendosi presentata la Polizia nella loro abitazione di Zurigo, essa Yinzens apprese dal Wiss che costui aveva scritto delle lettere che non avrebbe dovuto scrivere, senza precisazion i al riguardo. Ha riconosciu to tuttavia, come scritta da lei la lettera scritta in lingua tedesca, alligata agli atti, impostata a Napoli il 25 maggio 19 16 e diretta al la madre, mentre l'altra lettera in lingua francese pure sequestrata, im postata a Napoli iI 20 del s uddetto mese e diretta alla sorella di lei, sarebbe di pugno ciel W iss; quanto a lla prima lettera la Winzens ha asserito, però, cli ignorare che vi fossero degli scritti segreti, avendo esso consegnato la lettera in questione, così come le altre che via via scriveva, aperta al marito, per l'impo stazione, in conformità al la richiesta che il Wiss le aveva fatto, cosicché lo scritto segreto lo avrebbe, semmai, aggiunto il marito della Yinzens pur non presentando apodittici caratteri cli verosimiglianza e di attendibilità, tuttavia non sono state giuclizionalmente contrastate da altre risultanze in antitesi, né per il lungo decorso del tempo le di ligenti r icerche dell'accusa han potuto forn ire alla giustizia elementi quietanti circa la responsabi lità della V inzens; non potendo ri tenersi tal i le sporadiche incerte e frammentarie, notizie in atti c irca una irrisoria c o ndanna, sempre per lo stesso fatto, dalla Yi nzens riportata il 14 novembre 1916 presso la Corte Penale Federale cli Zurigo. A prescindere pertanto, da ogni a ltra considerazione circa i I decorso più che ventennale dal giorno ciel fatto, circa la scarsezza di interesse attuale e delle entità delle not izie incriminate e circa l'accertato stato di notevole infermità del la Yinzens, il Collegio ritiene giusto di dovere assolvere per non provata reità
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T RJ(IU NALE SPECl,\ LE PER LA DIFESA DELLO STATO
la prevenuta dell ' imputazione in accusa ascrittale e di dovere, in corn,eguenza, ordinare la scarcerazione della V.inzens se non detenuta per altra causa (art. 485, 486 C.P.Esercito). P.Q.M.
Letti ed applicati gli artt. 517 (modificato dall'art. I. n . 7 del R.D. legge 9. 12.1935 n. 2447) , 485, 486 C.P.Esercito. Considera come non avvenuta la sentenza contumaciale contro Vinzens Anny profferita il 3 1.8. I 917 dal Tribunale Militare di Napoli e assolve Vinzcns Anny per non provata reitĂ dall'imputazione in ru brica ascritta e ordina la sua scarcerazione se non deten uta per altra causa. Roma, 11.10.1938 - XVI Seguono le firme del Presidente e dei Giudici.
SEZIONE "B"
NOTA: venne sottoposto a procedimento penale anche il latitante Wiss Raimondo, nato il 22.5.1887 a Lucerna (Svizzera), cameriere. Dal registro generale non risulta se nel 1938 e negli anni successivi il T.S .D.S. ha pronunziato una sentenza di condanna o di assoluz.ione nei confronti di Wiss Raimondo.
SENTENZA EMESSA DALLA COMMISSIONE lSTRUTTORlA
SECONDA PARTE: SENTENZE PKONVNZIATE DA T .S.D.S. RELATIVE Al REATI DI SPIONAUGIO
Reg Gen. n. 374/1937
385
SENTENZA n. 14
La Commissione Istruttoria presso il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato composta da:
Presidente: Gattieri Conte, Luogotenente Generale M .V.S.N.; Giudice Relatore: Lanari Piero; Giudici: Borri A ldo e Caputi Pietro, Consoli ciel M .V .S .N. ha pronunciato la seguente: SENTENZA nel procedimento penale contro: Brus Carlo, nato il 1.3.1899 a Hotedrasica Jugoslavia) , agricoltore . detenuto dal 14.9.1937 IMPUTATO
a) del reato di cui agli artt. I I O e 258 - prima parte - C .P. per avere, in Montenero cl'lndria e all'estero, sino al 13 .9.1934 determinato P ivk Francesco a procacciarsi a scopo di spionaggio militare, notiz ie di cui l'autorità competen te ha vietata la divulgazione; b) del reato di c ui agli artt. 110 e 262 cpv. 2° C.P. per avere, nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, determinato Pivk Francesco a rilevare, a scopo di spionaggio militare, le notizie di cui al precedente capo di imputazione; c) del reato di cui all'art. 258 prima parte e 56 C.P. per avere in Montenero cl 'lnclria, nel gennai o 1935, tentato di procurarsi a scopo di spionaggio militare, notizie delle qual i l'autorità competente ha vietato la divulgazione; OMISSIS
Nel 1934 veniva segnalato al Comando di Legione dei carabinieri di Trieste il rubricato Brus come uno scaltro ed intelligente informatore j ugoslavo ai danni clell 'Italia. Perciò detto comando adottò nei confronti del Brus la più diligente vigilanza e si venne in tal modo ad accertare che egli, con iI pretesto cli attendere i la vori campestri in due dei suoi appezzamenti di terreno siti in nostro territorio ( nei pressi di Fonclonuovo-Montenero cl' l ndria), spesso entrava ne l Regno. Siccome iI Brus non poteva essere sorvegliato in modo costante dato che egli
386
TR I BUNA LE SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
era munito cli tessera di frontiera e quindi gli era possibile circolare liberamente nella nostra zona cli confine ed osservare i lavori militari in corso il Comando militare, nel luglio I 934, venne nella determinazione di fargli ritirare la tessera dalla Questura di Gorizia. Secondo le informazioni pervenute Bruns, per l'opera criminosa che andava compiendo, avrebbe percepito un assegno annuo di 13.000 dinari dalle autorità militari e qualche volta avrebbe riscossi anche dei compensi da parte del comandante dei granieiari di Urbancek . li Comando dei Carabinieri raccolse, alla fine del 1934, la prova delle informazioni fiduciar ie già avute, in seguito a ll'arresto cli Rejec Francesco, Kavcic Simone e Pivk Francesco che vennero, con sentenza del 20.1.1936 di questo Tribunale condannati per spionaggio e propaganda antinazionale (\ledi "Decisio11i emesse dal T.S.D .S . nel 1936 pag. 318)
SECONDA PAR.Te: SENTENZE PROKUNZIATF. DA T .S.D.S. RELATIVE Al REATI lll SPIOKA<.iUJO
tempo pervenute al comando dei Carabinieri; però il Brus si mantenne sempre negativo protestando la s ua innocenza. Pertanto non è da escludersi che il condannato Pivk fosse spinto ad accusare il Brus nella speranza dj riuscire ad allenuare le proprie gravi responsabilità. Di fronte alla ipotesi dubitativa i I Collegio ritiene di non doversi procedere nei confronti del Brus per insufficienza d i prove in ordine ai reati addebitatogli disponendo che egli venga immediatamente scarcerato se non detenuto per al tra causa. P.Q.M.
V isti gl i artt. 110, 258 - prima parte - ; 110, 262 cpv . 2°; 302 in re lazione a ll' art. 258 - prima parte - C .P.; 421 C.P.Esercito e 2° R.D. 13.3.1927 n. 313
Infatti dalle dichiarazioni istruttorie e dibattimentali rese dal Pivk risultò che il Brus era un prezzolato agente del centro spionistico jugos lavo e che svol geva la sua attività delittuosa ai nostri danni . Lo stesso Pivk precisò anche la circostanza di essere stato richiesto dal Brus, che faceva servizio postale e di trasporto passeggeri, di noti zie di carattere militare sui lavori difensivi al confine italiano nella zona di Montenero.
DICHIARA
Chiusa l 'istruttoria e cli non dovers i procedere nei confronti di Brus Carlo, per insufficienza di prove in ordine ai reati addebbitatigli disponendo c he egli venga immediatamente scarcerato se non detenuto per altra causa. Roma, 6.7.1938 - Anno - XVl
Inoltre è stato accertato che il Brus avrebbe affidato, nel gennaio del 1935, a un suo compaesano il compito cl i raccogliere informazioni politico-militari rig uardanti l ' I.tali a consegnandogli un lungo e c ircostanziato questionario; que stionario che, però il compaesano consegnò a i nostri Carabinieri. li Brus, ottenuta una nuova tessera di fron tiera dalle autorità iugoslave, entrava nel settembre del I 937, nel nostro territorio dal valico di Caccia, insieme ad una comitiva turistica diretta a vis itare il Santuario di Monte Santo. Giunto, però, al posto di controllo dei passaportj veni va fermato e denunziato a questo T.S.D.S. per rispondere di attività spionistica ai nostri danni. Il Brus, sia ai Carabin ieri che al Giudice Istruttore ha sempre sostenuto cli essere innocente. Però mentre in un primo tempo si era dichiarato vittima di un equivoco, nel senso che attribuiva ai fatti che gli erano addebitati a un suo omonimo e cioé ad un altro "Carlo Brus" in un secondo tempo finì per ammettere che fu veramente lui a ricevere l'avvertimento fattogli da Pivk (a mezzo di un certo Merlik Giovanni incontrato nelle carceri di Udine e poco dopo dimesso) di non mettere piede in Italia sotto la pena di essere arrestato; avendo Pivk dovuto fare il suo nome alle autorità italiane. Da quanto sopra esposto emerge che Pivk fece a carico del Brus del la circostanziate accuse che dovrebbero confermare le informazioni fiduciarie a suo
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Seguono le firme ciel Presidente e dei Giudici.
INDICI
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INDlCl A) Indice di tutte le sentenze pubblicate nella Prima Parte comprese quelle m e nz ionate nel le "Note" B) lndice di tutte le sentenze pubblicate nella Seconda Parte comprese quel le menzionare nelle "Note" C) I ndice rias sunti vo dell'attività sovvers iva s vol ta nelle s ingo le regioni e all'estero con e lenco dettagliato delle varie auività esercitate da tutti co loro - uomini e donne - che sono nati in una determinata regione D) Ele nco delle mans ioni di coloro che hanno svolto l' attività speci ficata nella Seconda Parte E) Indice delle persone sottoposte a procedimento penale F) Indice dell'elenco nominativo, in ordine alfabetico, degli imputati condannati dal T.S.D.S. che si sono rifiutati di associarsi ad istanze di grazia inoltrate in loro favore dai genitori, da altri pare nti o estrane i G) Elenco riassunti vo dei condannati alla pena di morte a decorrere dalla prima condanna (v. pagg. 669-674 del volume relativo alle " Decis ioni e messe dal T.S.D.S. nel 1928") l O NOTA: Quando ne lle sen tcn7.e e nelle ordi nanze non sono speci ficate le mansioni svolta dagli imputati, l'omissione e dovuta dal fatto che nulla risulta dagli atti processuali. 2° NOTA: Non vengono pubb licate le sentenze con le quali la Commissione Istruttori a pronu nzia solamente l'accusa nei confronti di imputati per i quali il T.S .D.S. ha pronunziato, s uccessivamente, sentenze di condanna o di assoluzione.
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INOICJ
A) TNDTCE DT TUTTE LE SENTENZE P UBBLICATE NELLA PRTMA PARTE COMPRESE QUELLE MENZIONATE NELLE "NOTE" SENTENZH PRONUNZIATE DAL T.S.D.S.
Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Se ntenza Sentenza Se ntenza Sentenza Sente nza Sentenza Sentenza Sente nza Sentenza Sentenza Sentenza Sente nza Sentenza Sentenza
n. n. n. n. n.
I del 18.1.1938 ........ ..... ......... ............. .. .................... . 4 del 20. 1.1938 ..................................................... .... . 5 del 20.1.1938 .... ......... ..... ... ....... .. .. .............. ........ ... . 6 del 24. 1.1938 .......... ............ ...... ......... ....... ... ... ... .... . 8 del 27.1.1938 ....................... ..... ........................ ..... . r1. 9 del 27.1 .1 938 .... ..................... ........... .. ... .............. .. . n. I O ciel 27 .1. l 938 ... .......... ..... ....... .... ..................... ..... . n. 12 del 31.1.1938 ...... ......... .... ......................... .... .. ..... . n. 13 del 2 .2. 1938 ....................... .. .... ............ ... ........... .. . n. 14 ciel 2 .2.1938 ...... ........ ........ .......... ......................... . n. 15 del 2 .2.1938 ........... .. ............... .... ............ .......... ... . n. 21 del 22.2 .1 938 ......... .... ....... ... .... ........ .................... . n. 22 ciel 22.2. 1938 .... .... .......... .. ........................ ....... .... . n. 25 clell'8.3. l 938 .......................... ....... ..... .................. . n. 28 del 15.3.1938 ...... .. ..... ...... ........................ ........... . . n. 29 de l 15.3. I 938 .................................................. ..... . n. 31 ciel 21.3 .1938 ...... ... ...... ....................... ........... ..... . . n. 34 del 29 .3.1 938 ...... ..... ....... ........ .... .... .. ... ... ............. . n. 35 del 7.4. I 938 ..................... ....... ...... .......... ......... ... . . n. 39 del 9.4.1 938 ...... ...... .... ........ ........... ..... ......... .. .. .... . n. 41 ciel 27.4.1938 ... .. .... .... .......... ... ....................... ..... . . n. 44 del 28.4. 1938 ................ .. .................... ...... .. ...... ... . n. 48 del 20.5. 1938 ... ...... .. .......... .......... ............. .. ...... .. . . n. 53 ciel 28 .5 .1938 ..... ... ... .... .. ..... ....... .......................... . n. 56 del 1.6. 1938 .......... ........ .. .... ......... ... .... .... ............. . n. 57 de l 7 .6.1938 .. ................... ........................ ..... ..... .. . n. 62 ciel 9.6. [938 .... ... ..... ... ... ...... .......................... ....... . n. 63 dcli ' 11.6. 1938 ...................... .. .................. .... ..... ... . n. 69 de l 27.6. 1938 .................. .... ... .... ... .... ....... ............ . n. 72 del J .7.1938 .... ....... .......... ................ ............ .. .. .... . n. 89 del 14.9.1 938 ... ......... ... ............. ... ...... ........... ... ... . . n. 9 I del 2 I .9. 1938 .. ........ ...... ..... .... ..... ......... .. ..... ....... .. . n. 92 del 27.9. 1938 ... ......... .... .. ....................... ..... ......... . n. 94 ciel 30.9.1938 .. ...... .......... .. .. ................. ........ ........ . n. 95 del 30.9. 1938 ............. ....... .......................... .. .. ..... . n. I 00 del 13. I 0.1938 .............. ...... .. ..... ........................ . n. 107/Bis del 3. 1 I. I 938 ....................... ....... ....... .. ..... ... . n. 112 ciel 22.11.1938 ..... ..... .... ....... ... .... ......... ......... .. ... . n. 1 14 del 26 .11. 1938 ......... .. ...... ... .... ....... ....... ... ..... .... . . n. I I 5 del 1. 12 .1 938 ....... ...... ... ............. ...... .................. .
Pag. "
13 25 28 31 36 40 44 47 53 57 60 65 71 76 87 95 98 104 I I8 127
130 138 145 153 161 172 182 190 197 207 21 4 220 232 243 247 249 255 264 277 295
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TRIBIJNALJ.: SPECJ,\J.F, PER LA DIFF.SI\ JJELLO ST,\TO
393
IN JJJCJ
SENTENZE EMESSE DALLA COMMISSJONE ISTRUTTORIA Sentenza n. I dell ' I 1.1.1938 menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 53 de l T.S.D.S. .............................................. .... .....
Pag.
I 59
Sentenze nn. 8, 9 e 10 del 18.2.1938 menzionata nella '·Nota" allegata alla sentenza n. 63 del T.S .D.S. ........ ..... ....... ....... ..... ... .......
Pag.
195
Sentenza del 31.3.1938 ............................ ..... ........ ....... ....... ........ . . Sentenza del 19.4.1938 ........ ... ... .... ...... ... .. .. .......... ..... ..... ..... ... ..... . Sentenza del 15.7.1938 ...... ....... .................. ........... ....... .............. . . Sentenza del 29.7.1938 ..... ....... ............... ..................... ....... ......... . Sentenza del 30.7.1938 .... ....... ......... ...... .. ... .......... .. ..... ...... ........ .. . Sentenza del 2 .8.1938 ...... ... .... .. ... .... ...... ..... ... ..... ... .. ..... ...... ......... . Sentenza del 7. l O. 1938 ... .......... ........ ...... .. ..... ....... ..... .................. .
Sentenze n.3 del 12.2.1938 menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 69 del T.S .D.S. ...........................................................
Pag.
206
Proscioglimento per mancanza cli s ufi cienti indizi di re ità emesso dal Giudice Istruttore il 4.2. 1938 .. ......... .. .....................................
Sentenze n.15 del 2.9 .. 1938 menzionata nella '·Nota" allegata alla sentenza n. 112 del T.S.D.S. ............................................. ........
Pag.
276
Sentenze n.17 del 2.9 .. 1938 menzionata nella .. Nota·· allegata alla sentenza n. l 15 del T.S.D.S. ....... ........................ ...... ....... ....... ..
Pag.
308
Sentenza de l 30.6.1937 menz ionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 4 del T.S.D.S ................................................................ .. .
Pag.
27
Sentenza de l 22.7.1937 menz ionata ne lla "Nota" al legata alla sen tenza n. 21 del T.S.D.S ................................................................ .
Pag.
70
Sentenza del I 9.8.1937 men:t.ionata nella "Nota" allegata al la sentenza n. 41 del T.S.D.S ................................................................ .
Pag.
137
Sentenza del I 4.9.1 937 menzionata nella ·'Nota" allegata al la sentenza n. 12 del T.S.D.S ........ .................................. .. .......... .. .... .... .
Pag .
52
Sentenza del 30. l O. 1937 menzionata nel la '·Nota" allegata alla sentenza n. 34 del T.S .D.S .......... ....... .... ....... ........ ....... .... ...... ... ... .
Pag.
117
Sentenza del 17.11. 1937 menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 15 e 25 del T.S.D.S ... ............ ......... .............. ........................ .
Pag. 64 e 86
Sentenza del 9.12. I 937 menzionata ne ll a "Nota•· allegata a lla sentenza n. 44 del T.S.D.S ................................................................ .
Pag.
144
Sentenza de l 2 .1. 1938 .... .......... .......... ...... .......... .... ................ ..... .
Pag.
335
Sentenza del 30.1 .1938 men zionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 56 ciel T.S.D.S ............. ....... ...... ............................. ......... .
Pag.
171
Sentenza del 3 .2.1938 menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 91 del T.S.D.S .... ......... .... ........ ...... .......... ....... ........ ........ .
Pag.
230
SENTENZE EMESSE DAL GIUDICE ISTRUTTOR E
Pag.
337 338 340 341 343 344 346
Pag.
195
394
TRTBlJNALE SPECIALE PER LA DIFESA OP.Li.O ST ATO
IN[l\Cl
B) INDICE DI TUTTE LE SENTENZE PUBBLICATE NELLA SECONDA PARTE COMPRESE QUELLE MENZlONATE NELLE "NOTE"
C) INDICE RIASSUNTIVO DELL'ATTIVITA ' SOVVERSIVA SVOLTA
NELLE SINGOLE REGJONL E ALL'ESTERO CON ELENCO DETTAGLIATO DELLE VARJE ATTIVITÀ ESERClT ATE DA TUTTI COLORO - UOMINI E DONNE CHE SONO NATI lN UNA DETERMINATA REGIONE
SENTENZE PRONUNZ IATE DAL T.S.D.S.
Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza Sentenza
n. I J del 29 .1. 1938 .... ......... ...... .............................. ...... . n. 23 del 22.2 .1938 .......... ......... ........................ ............ . n. 32 del 21.3.1938 .......................................... ............. . n. 38 del 9.4.1938 ............. ...................... ..................... . . n. 58 dell '8.6. l 938 ...... .................................................. . n. 64 del 14.6.1938 ..... .............. .... ................................ . n. 65 del 14 .6.1938 .......... .......................................... ... . n. 71 del 1.7. 1938 ....... ...................... ...... ...... ................ . n. 88 ciel 7.9.1938 ... ...................................................... . n. 98 cie li' 11.10.1938 .... ....................... ....... .................. .
395
Pag. 352 " 356 358 362 365 366 370 373 375 380
SENTENZE PRONUNZlATE DALLA COMMISSLONE ISTRUTTORLA Sentenza n. 3 ciel 6. 11.1937 menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 65 del T.S.D.S. ................................ .......................
Pag. 372
Sentcza n. 14 del 6.7. 1938 ................................. ...... .................... .
385
Le Regioni vengono elencate nel seguente ordine: Picn1onte ............................. .......................... .............. ......... ... ... .. . Valle d'Aosta ................ ....... .......... .... .... .......... .......... ...... ............ . Liguria .......... .... ............................. ........ .................. ....... .. ........... . Lon1bardia ......................... .... .................... ..... .............................. . Trentino-Alto Adige ........ ........... .................... ..... ................ ........ . Veneto .................... ............ .................................... ... ....... .......... . . Friuli-Venezia Giulia ...... .................. .... ........ .... ........................... . Emi li a-Romagna ....................................... ..... .............................. . 'foscana ...... ............ ........ .............. .... .... .................. ...................... . Umbria ..... ...................... .. ........ ..................................... ......... ...... . Marche .... ......................................... .......................... .......... ........ . Lazio ................................ ..... ................ ........... ............ ....... ......... . Abruzzi ................. ......................... ............................. ................. . Mol ise ........................ ....................... .... ......... ............................. . . Can1pania ..................................................................................... . Puglia .................................. ......................................................... . Basilicata ....... ..... .......................... .......... .... ................................. . Calabria ............... .. ...................................................................... . S icilia ................. ... ....... ..... ........ ................................................... . Sardegna .............. .................................................... .................... . Estero ......... ..... ...................... ....... .............. .......... .... .............. ...... .
Pag. "
396 399 400 402 403 405 405 407 411 41 4 415 416 417 417 418 420 422 423 424 425 427
NOTA : Per Estero si intendono anche località che dopo la seconda guerra mondiale sono passate ad altri Stati (es.: Fiume).
396
397
TRIBl:N,\LE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
INDIC I
PIEMONTE
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN PIEMONTE, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S. PER AVER SVOLTO ATTIVTTA' SOVVERSIVA
A) Sentenze pronunc iate dal T.S .D .S. Località ove è stata svolta l'attiv ità sovversiva Ovada (A lessandria) Torino Intra (Novara) Torino
Anno
1936- 1937 1937 1937 1937
Numero de lla sentenza
1
15 22 91
Pag. A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S . UOMINI
13
60 71 220
La Comm issione Istruttoria e il G iud ice Istruttore non hanno emesse sentenze di assoluzione re lative ad attività sovversiva svolta in Piemonte.
Mansio ni svo lte ( in ordine alfabetico) Aggiustatore Ass istente chimico Calderaio Calzolaio Contadino .Esercente Fab bro Impiegato p rivato M·anovale Meccanico Meccanico Panetti.ere Pasticciere Piazzista Proprietario Selciatore Sellaio S iderurgico Tornitore Tracciatore meccanico
Numero delle persone
Numero della sentenza
Pag .
I 1
1 91 91
13 220 220 130 13 220 13 220 25 13 25 130
41 I l 1 I 2 1 l 1 I l 1
1 91 l
91 4 4
41 I 91
1 I
91
1
13
91 1
220 13 220 13
91
220
1
13
l I
13
220 13
DONNE Casalinga Tessitrice
2
B) Sentenze e messe dalla Commissione Istruttoria La Commissione Istruttoria non ha emesso alc una sentenza di assoluzione nei confronti di individui, nati in P ie mo nte, e denunciat i alla Procura Generale del T.S .D.S . per attiv ità sovversiva.
398
TRI ù U:-,iALL:: SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
IKDICI
C) Sentenze emesse dal Giudice Istruttore
VALLE D ' AOSTA
UOMINI
Nel 1938 il T.S.D.S., la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativo ad attività sovversiva svolta in Valle D ' Aosta
Mansioni svolte (in ordine alfabetico) Fonditore Garzone Manovale Meccanico Parrucchiere Ragioniere
Numero delle persone
Data della sentenza
Pag.
1
3.2. I 938 I 9.8.1937 19.8.1937 3.2.1938 19.8.1937 3.2 .1938
230 137 137 230 137 230
1 1 6 1
1
399
ELENCO DELLE MANSTONl SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN VALL E D'AOSTA SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S. PER AVERE SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA A) Sentenze Pronunciate dal T.S.D.S . UOMINI
La sentenza del 19.8.1937 viene ,nenzionata nella "Nota'' allegata alla sentenza n. 41 del T.S.D .S. Pag. 130
Mansioni svo lte (in ordine alfabetico)
La sentenza del 3.2.1938 viene menzionata nella ·'Nota" allegata alla sentenza n. 91 del T.S.D .S. Pag . 220
Negoziante Studente universitario
Numero del le persone
N umero della sentenza
Pag.
91
220 264
112
DONNE
DONNE
Nessuna
Nessuna Nel I 938 la Commissione Tstruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi a individui nati in Valle d ' Aosta.
400
T RIBU NA LE SPEClt\l.F. PER LA D IFESA DELLO STATO
LIGURIA
Panettiere Scaricatore Soldato
A) Sentenze pronunciate dal T .S .D.S. Località ove è stata svolta l'attività sovversiva Genova La Spezia Genova La Spezia-Sarzana Savona
Anno
1936-1 937 1937 1937 1936-1 937 1936- 1937
Numero della sentenza 1
13
28 47 76 130
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN LIGURIA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE D EL T .S.D.S . PER. AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA
UOMINI
Barbiere Brasatore Calafato in ferro (operaio addetto al calefaggio dei navigli) Calderaio Cestaio Computista commerciale Elettricista Elettricista Esercente Fattorino privato G uantaio Impiegato privato Magazziniere Manovale Manovale Manovale Metallurgico Meccanico i'Vfuratore Panettiere
Numero della sentenza
I
25
1
l
I
2 I 1 1 l l 3 I l 1 3 2
25 25 25 41 12 41 41 41. 12 25 25 I
25 41 1 25 25 1
Orlatrice
1
130 13 172
Pag .
76 13 76 76 76 130 47 130 130 130 47 76 76 13 76 130 13 76 76 13
13
B) Sentenze emesse dalla Comm issione Istruttoria La Commissione Istruttoria non ha emesso alcuna sentenza di assol uzione nei confronti di individui, nati i.n Liguria, e denunciati alla Procura Generale del T.S .D.S . per attività sovversiva C) Sentenze emesse dal Giudice Istruttore UOMINI Mansioni svolte (in ordine a lfabetico)
A) Sentenze pron unciate dal T.S.D.S.
N umero delle persone
41 I 57
DONNE
La Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzi one relative ad attività sovversiva svolta in Liguria.
Mansioni svolte (in ordi ne alfabetico)
1 1 l
Pag.
5
12 25 41
401
INDICI
Autista Barbiere Carpentiere Falegname Falegname Fonditore Manovale nelle ferrovie M uratore O peraio
N umero del le persone
Data della sentenza
1 1 l 1 l
19.8.1937 19.8. 1937 17.1 1.1 937 14.9.1937 19.8.1 937 I 9.8./1937 19.8.1 937 19.8.1937 19.8. 1937
I
4
Pag.
.l.37 137 64-86 52 137 137 137 137 137
La sentenza del 14.9.1937 viene menzionata nella '"Nota " allegata alla sentenza n. 12 del T.S.D .S . Pag. 47 La sentenza del 19.8.1937 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n . 4/ del T.S.D.S . Pag. 130 La sentenza del 17.11. 1937 viene menz ionata nella "Nota" allegata alla sen tenza n. 25 del T.S.D.S . Pag. 76
DONNE Nessuna
402
403
TR IB IJ>I ALE SP EC IALE PF.R I.,\ DIFESA DELLO STATO
INDICI
LOMBARDIA
TRENTINO - ALTO ADIGE
A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Numero del la sentenza
Pag.
Abbiategrasso (Milano) Mi lano
1937 1937
9 56
40 161
Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Numero della sentenza
Trento
1937
8
Pag.
36
B) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria La Commissione Istruttoria e il Giud ice Istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzione relative ad attività sovversiva svolta in Lombardia. ELENCO DELLE MANSIONI SYOLTE DA COLORO CHE, NATI IN LOMBARDIA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S . PER AVER SVOLTO ATTIVTTA' SOVVERSIVA
La Commissione Istruttoria non ha emesso sentenze di assoluzione relative ad attività sovversiva svolta in Trentino-Alto Adige C) Sentenze emesse dal Giudice istruttore Trento Bolzano
1938 15.7. 1938 (data della sentenza)340 1938 29 .7.1938 (data della sentenza)341
A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S . UOMINI Mansioni svolte (in ordine alfabetico) Impiegato privato Industriale Meccanico Studente
Numero de lle persone
Data della sentenza
Pag.
1 1 l
25 8 48 I 12
76 36 145 264
DONNE Nessuna La Commissione Istruttoria e il Giudice istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimenti relativi a individui nati in Lombardia.
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI TN TRENTINO ALTO ADIGE, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T .S .D .S. PER A YER SVOLTO ATTIVTT A' SOYYERSIY A A) Sentenze pronunciate dal T.S .D .S .
UOMINI Mans io ni svolte (in ordine alfabetico)
Numero ciel le persone
Agente di commercio P rofessore di lingua tedesca
Numero della sentenza 8
15
Pag.
36 60
DONNE Nessuna B) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria La Commissione Istruttoria non ha emesso alcuna sentenza nei confronti cli individui, nati nel Trentino-Alto Adige, e denunci ati al la Procura Generale ciel T.S.D.S. per attività sovversiva.
404
T RIBUNALE S PECIA LE PER LA DlFE!;A DELLO STATO
INl)JC I
C) sentenze emesse dal Giudice Istruttore
VENETO
UOMINI Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
Numero delle persone
Dottore in giurisprudenza Impiegato privato
405
Data della sentenza
Pag.
Nel 1938 il T.S.D.S., la Commiss ione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi ad attività sovvers iva svolta nel Vento.
I 5.7.1938
340 341
Nel 1938 il T .S.D.S ., la Commi ssione Istruttoria e il Giudice istruttore non hanno messo alc un a sentenza o provvedimento relativi ad individui nati nel Veneto.
29.7 .1938
DONNE
FRIULI-VENEZIA GIULIA
Nessuna
A) Sentenze pronunciate dal T .S .D .S. Local ità ove è stata svolta l'ar.tività sovversiva
Anno
Civ idale (Udine) Montona (Pola) Trieste e Pola
1933 1937 1937
Numero della sentenza
Pag.
39
127 197 232
69 92
La Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimenti re lativi ad attività sovvers iva svolta ne l F riuli- Venezia Giulia. ELEN CO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI NEL FRIULI-VENEZIA GIULIA, SONO STATI DE NUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T .S.D.S . PER AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA A) Sentenze pron unc iate dal T.S.D.S. UOMINI Mansioni svolte (in ordine alfabet ico) Agricoltore Agricoltore Barbiere Bracciante Cameriere Elettricista Fabbro Fabbro Falegname Garzone cl i negozio
N umero delle persone
Numero ciel la sentenza
Pag.
11
69
J
92
197 232 232 197 232 232 197 232 232 232
I
1 1 I 3 l
92 69 92 92 69 92 92 92
406
T RIBUKALE SPECIAi.E PER LA DIFESA IJl.òLLO STATO
Insegnate elementare Meccanico Mugnaio Muratore Muratore Operaio Operaio Saldatore autogeno Studente universitario
1 l 1
1 I 1
2 1
69 92 69 69 92 39 92 92
69
197 232 197 197 232 127 232 232 197
DONNE Nessuna B) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria UOMINI Agricoltore Contadino
3 5
407
INIJIC I
3
EMILIA ROMAGNA A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. Localit à ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Bologna Reggio Emi lia e Provi ncia Reggio Emilia e Provincia Bologna Ravenna Bologna Ferrara Bologna Bologna e Modena Bologna
1935-1936 l 936- [937 1936- 1937 1937 1937 1937-1938 1938 1937 1937 1937
Pag.
6
31 87 104
28 34 35 48 89 100 112 114 1I5
118
145 214 249 264 277
295
La Commissione istruttoria non ha e messo sentenze di assoluzione o altri prov vedimenti relativi ad attività sovversiva in Emilia-Romagna
La sentenza n. 3 del 12.2.1938 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 69 del T.S.D.S. Pag. 197 DONNE
Numero della sentenza
C) Sentenze emesse dal Giudice Istruttore Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Data del la sentenza
Pag.
1936-1937
30.10.1937
11 7
Nessuna Reggio Emilia C) Sentenze emesse dal Giudice Istruttore Il Gi udice Istruttore non ha emesso sentenze o provvedimenti relativi a individui nati nel F riuli-Venezia Giulia denunciati alla Procura Generale del T.S.D.S . per attività sovversiva.
La sentenza del 30.10.1937 viene menzionata nella "Nota" a llegata alla sen tenza n. 34 T.S.D .S. Pag. 104
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN EMILIA-ROMAGNA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T .S.D.S. PER AVER SVOLTO ATTJVlTA' SOVVERSIVA A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S . UOMINI ·Mansioni svo lte (in ordine alfabetico) Aggiustatore meccanico Agrico ltore Agricoltore
Numero delle persone
Numero della sentenza
Pag.
34
104
28 115
87
295
408
Aiutante chimico farmaceutico Armaiolo Autista Barb iere Barbiere Barbiere Bracc iante Bracciante Bracciante Calderaio Came riere Calzettaio Calzola io Calzolaio Calzolaio Carbonaio Cemcnt ista Ccme ntista Commesso Contadino Contadino Contadino Cuoco Di segnar.ore Ebanista Elettricista Elettricista Elettrotecnico Esercente Fabbro Fabbro Facchino dĂŹ porto Facchi no Falegname Fal egname Falegname Falegname Fattorino d i autobus Fonditore Fontaniere Fornaio Fornaio Fornaio Giardiniere Impiegato Impiegato privato Incisore Insegnante e lementare
1
I
l
3 2 I
1 2
1
2 I
2
89 48 34 48 100 115 28 35 48 11 4 115 35 11 4 115 I 15 89 112 11 2 34 48 100 114 J 14 112 34 114 34 114 34 114 48 11 2 6 28 34 115 115 114 114 34 35 48 35 1 J2 115 11 5 34
409
IND ICI
TRlllUNALE SPECIALE PER LA DIFESA f>ELLO STATO
21 4 145 104 14.5 249 295 87 1I8 145 13 277 295 118 277 295 295 21 4 264 264 104 145 249 277 277 264 104 277 104 277 104 277 145 264 31 87 I04 295 295 277 277 104 I I8 145 118 264 295 295 104
Intagliatore Luc idatore Macellaio Macellaio Macellaio Manovale Manovale Meccanico Meccanico Meccanico Meccanico Meccanico Meccanico Metallurg ico Motorista Motorista d'aviazione Muratore Muratore Muratore Operaio Operaio Ortopedico Pollivendolo Saldatore Sa lumiere Sarto Selcino Sellaio Spazzino Studente Studente universitario Tappezziere Tipografo Tipografo Tornitore Verniciatore Ve rniciatore
I
6
l
35 34 100 114
I I I
2 4 4 2 1
3 2 1 1 1
3 3 1 I
2 I 1
¡'" 2 I I
2 I 2
DONNE
Nessuna
114 34 35 48 112 114 115 I 15 115 34 34 I 14 115 28 91 11 4 115 J 12 1 14 100 11 4 35 115 25 11 2 11 4 48 115 I 1.5 34 114
31 118 104 249 277 13 277 104 11 8 145 264 277 295 295 295 104 104 277 295 87 220 277 295 264 277 249 277 11 8 295 76 264 277 145 295 295 104 277
410
TR IHUNA LF. SPF.Cli\LE PER LA IJIFéSA flF.1.1.0 STATO
IKTHCJ
8) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria
TOSCANA
UOMINI
A) Sentenze pronunciate dal T.S .D.S.
Mansioni svolte (i n ord ine alfabetico) D isegnatore Falegname Muratore Pittore Tipografo
Numero del le persone
I 1
Data de.I la sentenza
Pag.
Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Numero della sentenza
Pag.
15 15 17 15 15
276 276 308 276 276
Empoli (Firenze) Empol i (Firenze) Empo li (Firenze) Fi renze
1937 1937 1937 1937
57 62 63 72
172 182 190 207
del 2 .9 . 1938 del 2.9.1938 del 2 .9 .1 938 del 2.9. I 938 ciel 2.9.1938
La Commissione Istruttoria e il Giud ice Istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzione o altri provvedimenti relativi ad attività sovversiva svolta in Toscana.
DONNE I 7 del 2.9.1938
Magl iaia
4 11
308
NOTA: La sentenza n. 15 del 2 .9 . 1938 viene menzionata nella "Nota" allegata a lla sentenza n. 112 del T.S. D .S. emessa i I 22. I I. I 938 pag. 264
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN TOSCANA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T .S .D.S. PER AVER SVOLTO ATTJYlTA' SOVVERSIVA
La sentenza n. 17 del 2 .9. 1938 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sente11Za n . I 15 del T.S .D.S. emessa il 1.12.1938 pag. 295
A) Sentenze pronunciate dal T .S.D.S .
C) Sentenze emesse dal Giudice istruttore
UOMINI Mansioni svolte (in o rdine alfabetico)
UOMfNf Mansioni svolte (in o rdine alfabetico)
Numero de.Ile persone
Parrucchiere
Data della sentenza
Pag.
19.8.1937
137
NOTA: La sentenza del 19.8.1937 viene menzionata nella "Nota" a llegata alla sentenza n. 4 1 del T.S.D.S . pag. 130 DONNE Nessuna
Argentiere Autis ta Barb iere Barilaio Bracciante Calzolaio Calzolaio Calzolaio Calzolaio Contadino Contadino Contadino Esercente Faleg na me Falegname Giorna li ero Idrauli co Lucidatore di mobi li Manovale Manovale
N umero delle persone
I 2
I 2
l
I I
4
I 4
l 2
I 2 I
I
Numero della sentenza
Pag.
72 72 62 57 63 25 57 62 72 57 63 100 57 62 72 63 57 57 57 63
207 207 182 172 190 76 172
182 207 172 190 249 172 182 207 190 172 172 172
190
412
TR IBU!\ALE SPECIALE PER LA DIFESA IJELLO ST,\TO
Meccanico Meccanico Meccanico Modellista Muratore Operaio Operaio Operaio Panettiere Panettiere Parrucchiere Parrucchiere Tenazzierc T ipografo Tornitore Tornitore in legno Verniciatore Verniciatore Vetraio Vetraio Vetraio
l 1
2 I l
1 2 I.
1 3 3 2 I 2 1 1 1 I
1 1 3
Inabile al lavoro
5 72 72 63 6 57 63 57 63 57 62 57 57 25 62 57 62 57 62 63 57
13 28 207 207 190 31
172 190 172 190 172
182 172 172 76 182 172 182 190 172
Nessuna B) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria
UOMINI
Contadino ¡M eccanico Panettiere
Numero delle persone
Data della sentenza
Pag.
2
18.2. I 938 18.2. I 938 18.2. l938
195 195 195
1
NOTA: La sentenza del 18.2. 1938 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza 11. 63 pronunziata dal T.S.D.S. I' I 1. 6. 1938 pag. 190
DONNE Ness una
C) Sentenze emesse dal Giudice istruttore UOMINI Mansioni svolte (in ordine a lfabetico) Contadino Falegname Manovale Vetraio
Numero delle persone
1 I
1
190 172
DONNE
Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
413
JNDlCJ
Data della sentenza
Pag.
4 .2 .1 938 4.2. 1938 4 .2.1938 4.2.1938
195 195 195 195
NOTA : La sentenza del 4.2. 19389 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 63 del T.S .D.S . pronunziata I' I 1. 6. l 938. pag. 190 DONNE Nessuna
415
TRIBUNALE SPECIALE PER LA UJFESA UELLO STATO
INDICI
UMBRIA
MARCHE
Nel 1938 il T.S.D.S . la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provved imenti relativ i ad attività sovversiva svolta in Umbria.
Nel 1938 il T.S .D.S., la Commissione Is truttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi ad attività sovvers iva svolta nelle Marche.
Nel 1938 il T .S .D.S. la Commissione Istrulloria e il Gi udice lstrut.tore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimenti relativi a indiv idu i nati in Umbri a.
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI NELLE MARCHE, SONO STATl DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D .S. PER AVER SVOLTO ATTIVTTA - SOVVERSIVA
4 14
A) Sentenze pronunciate dal T.S . O.S. UOMINI Mansioni svolte ( in ordine alfabetico)
Numero delle persone
Agricol tore Autista
Numero della sentenza
Pag.
44 89
138 214
DONNE Ness un a B) Sentenze emesse dalla Comm issione Is truttoria N_el 1938 la Commissione ·i struttoria non ha emesso alcuna sentenza o provvedunenlo re lativi a individui nati nella Marche. C) Sentenze emesse dal Giudice istruttore UOMINI Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
Numero delle persone
Manovale
Data della sentenza
Pag.
l 9.8.1937
137
NOTA : La sentenza del 19.8. 1937 viene menzionata nella "Nota" allenata alle o sentenza n. 41 del T.S.D.S . pronunziata il 27.4.1938 pag. 130 DONNE Nessuna
4 16
417
INDlCJ
T RTflUNALF. SPF.CTALE PER LA DIFESA DELLO STATO
LAZIO
ABRUZZI
Nel 1938 il T.S.D.S. la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativo ad attività sovversiva svolta nel Lazio.
Nel 1938 il T.S.D.S. e la Commissione istruttoria non hanno pronunciato alcun~ sentenza o provvedimento relativi ad attività sovversiva svolta negli Abruzz i.
Sentenze emesse dal Giudice istruttore ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI NEL LAZIO, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S .D.S. PER AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA Nel I 938 il T.S.D.S. e la Commissione Istruttoria non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativo a individui nati nel Lazio.
UOMINI Numero delle persone
Parrucchiere
Data della sentenza
Pag.
19.8. I 937
137
NOTA: La sentenza de l I 9.8. 1937 viene menzionata nell a "Nota" allegata alla sentenza n. 4 I pronunciata dal T.S .D.S. il 27.4. 1938 pag. 130 DONNE Nessu na
Anno
Data della sentenza
Pag.
Cussano di Castellalto (Teramo)
1937
2 . 1.1938
335
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI NEGLI ABRUZZI, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S . PER AVER SVOLTO ATTTVTTA' SOVVERSIVA
Sentenze emesse dal Giudice Istruttore
Mansioni svolte ( in ordine alfabetico)
Località ove è stata svolta l 'attività sovversiva
Nel I 938 il T.S.D.S . e la Commissione Istruttoria non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento re lativo a individui nati negli Abruzzi. Sentenze emesse dal Giudice Istruttore UOMINI Mansioni s volte (in ordine a lfabetico)
Numero delle persone
Bracciante
Data del la sentenza
Pag.
2. 1. I 938
335
DONNE Nessuna
MOLISE Nel 1938 il T.S.D.S., la Commissione istruttoria e i I Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativ i ad attività sovversiva svo lta nel Molise. Ne l l 938 il T.S.D.S. , la Commissione Istruttoria e i I Giudice IstruÌtore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi a individui nati ne l Mol ise.
418
TRIBUNALE SPRCIAl.F. PER LA DIFESA DELLO STATO
1:-JOIC I
CAMPANIA
Sentenze emesse dal Giudice Istruttore
A) Sentenze pronunciate da l T.S.D.S.
UOMINI
Località ove è stata svolta l'att ività sovvers iva
Anno
Numero de l la sentenza
Pag.
Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
S. Giorgio a Cremano (Napoli) Napoli e Provinc ia
1937 1938
44 107/Bis
138 255
Dentista Mugnaio
Nel I 938 la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi ad attiv ità sovversiva svolta in Campan ia. ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN CAMPANIA, SONO STATI DENUNCIATI A LLA PROCURA GENERALE DEL T.S .D .S. PER A YER SVOLTO ATTTVJTA ' SOVVERSIVA A) Sentenze pronunciate dal T.S .D.S.
Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
Nume ro delle persone
Contadino I D ip lomato Accademia Belle Arti l Fruttivendolo 1 Meccanico I Meccanico .I Muratore 1 Pensionato del le Ferrovie dello Stato 1 Pens ionato della Cassa di Prev idenza 1 Pittore l Professore di Lettere 1 Sarto Sellaio I Stagnino 1
Numero della sentenza
Pag.
44
138 255 255 138 255 255 138 138 255 232 255 255 138
I 07/Bis
107/Bis 44 107/BTS 107/Bis 44 44 107/Bis 92 107/B is I 07/B is 44
Numero delle persone
Data della sentenza
Pag.
1 1
19.8.1937 9.12. 1937
137 144
NOTA: La sentenza del I 9 .8 . .l 937 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 41 ciel T.S.D.S. pronunciata il 27 .4 . 1938 pag. I 30 La sentenza ciel 9. 12.1937 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n. 44 del T.S .D .S . pronunciata il 28.4. I 936 pag . I 38 DONNE Nessuna
UOMINI
DONNE Nessuna La Commis sione Istruttoria non ha emesso a lcuna sentenza d i assoluzione,nei confronti cli individui nati in Campania e denunciati alla Proc ura Generale del T .S .D.S. per attività sovversiva.
419
420
TRILIUNALE SPECI ALE PER LA JJll'ESA DELLO STATO
42 1
INDICI
PUGLIA B) Sentenze emesse dal la Commissione Istruttoria
Sentenze pronunciate dal T.S .D.S. Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Castelnuovo della Daunia (Foggia) 1937 Taranto 1937 Taranto 1937 Brindisi 1937
Numero della sentenza
Pag.
14
57 98 153 161
31 53 56
Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
La Commissione Tstruttoria e il Giudice istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzione relative ad attività sovversiva svolta in Puglia. ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN PUGLIA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S . PER AVER SVOLTO ATTI.VITA' SOVVERSIVA A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
Avvocato Bracciante Calzolaio Calzolaio Commesso viaggiatore Contadino Contadino Elettricista Falegname Impiegato privato Meccanico Muratore Operaio Operaio Parrucchiere Sarto studente
Numero delle persone
Numero della sentenza
Pag .
1 I 2 l 1 1
107/Bis 56
44
255 161 161 57 98 138
5
56 53 56 56 56 56 31 53 56 56 31
153 161 16 1 161 161 98 153 161 16 1 98
4
l 2 2 l 2 I
l
DONNE Nessuna
Carpentiere Congegnatore Operaio Tracciatore
Numero del le persone
Data della sentenza
Pag.
2
I I .1;1938 11.1.1938 11. l. I 938 11.1. I 938
159 159 159 159
I
DONNE Nessuna NOTA : La sentenza cieli' 11.1. I 938 viene menzionata nella "Nota" allegata a lla sentenza n. 53 ciel T .S .D.S. pronunciata il 28.5 .1938. pag. 153 Nel 1938 il Giudice Istruttore non ha emesso alcuna sentenza o provvedimen to re lativi a individui nati in Puglia.
UOMINT Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
UOMINI
56 14
31
161
422
TRJUU NALE W EC IALE PU{ L A DIFESA Llc LLO STAT O
fNOlCl
BASILICATA
CALABRIA
Nel 1938 il T.S .D.S. la Commissione Istruttoria e il Gi ud ice Istruttore non,hanno emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi ad attività sovversiva svolta in Basilicata.
Nel 1938 il T .S .D .S. la Commissione Istruttoria non hanno emesso sentenze relative ad attività sovversiva svolta in Calabria.
423
Sentenze emesse dal Giudice Istruttore ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN BASILICATA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T .S .D .S . PER AVER SVOLTO ATTIVITA ' SOVVERSIVA
Località ove è stata svolta l'attività sovversiva Reggio Calabr.ia
Anno
Data della sentenza
Pag.
1926 o 1927
3 1.3. 1938
337
A) Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. UOMINI Mansioni svolt.e (in ordine a lfabetico) Capostazione de lle Ferrovie dello Stato
Numero del le persone
Numero del la sentenza
Pag.
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN CALABRIA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S .D .S . PER AVER SVOLTO ATTIVTT A ' SOVVERSTV A Nel 1938 il T.S.D.S . e la Commissione Istruttoria non hanno messo sentenze o provvedimenti relativi ad attiv ità sovversiva svolta da individui nati in Calabria
1
35
118 Sentenze emesse dal Giudice Istruttore
DONNE UOMINI Nessuna Mans ioni svolte (in ordi ne alfabetico)
B) Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria UOMINI Mansioni svolte (in ordine a lfa betico)
Numero delle persone
Motorista
PaJTucchiere Ragioniere Data del la sentenza
Pag.
I I. I. I 938
159
Numero delle persone
Data de lla sentenza
Pag.
l
19.8.1937 3 1. 3 . .1938
137 337
NOTA : La sentenza emessa il 19.8.1 937 viene menzionata nella "Nota" allegata alla sentenza n . 4 1 pron unziata dal T.S .D.S. il 27.4.1938. pag. 130
NOTA : la sentenza del I' I I. J . .1938 viene menzionata nel la "Nota" al legata al .la sen tenza n. 53 del T.S .D.S . pron unziata il 28 .5 . 1938. pag. 153 DONNE Nessuna Nel 1938 il Giudice Istruttore non ha emesso sentenze o provvedimenti relati ~i a individu i nat i in Basi li cata.
DONNE Nessuna
424
425
TRIBUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
TNDICT
SICILIA
SARDEGNA
Sentenze pronunciate dal T.S .D.S .
Nel l938 il T.S.D.S. e la Co11.<1missione Istruttoria non hanno emesso alcuna sentenza relativa ad attività sovversiva svolta in Sardegna.
Località ove è stata svo lta l'attività sovversiva
Anno
Ust ica
1937
Numero della sentenza
Pag.
4
25
Sentenze emesse dal Giudice Istruttore
Nel 1938 la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzione relative ad attiv ità sovversiva svolta in Sicilia. ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN CALABRIA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DEL T.S.D.S . PER AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA
Località ove è stata svolta l'attività sovversiva
Anno
Data della sentenza
Pag.
Bosa (Nuoro)
1937
19.4. 1938
338
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI IN SARDEGNA, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERALE DE L T.S.D.S. PER AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA
Nel 1938 il T .S.D.S. e il Giudice Istruttore non hanno emesso senten7.e relative ad attività sovversiva svolta da individ ui nati in Sicilia.
Sentenze pronunciate dal T.S.D.S.
Sentenze emesse dalla Commissione Istruttoria
UOMINI Mansioni svolte (in ordine a lfabet ico)
UOMINI Mansioni svolte (in ordine alfabetico)
Numero delle persone
Ribattitore
Data della sentenza
Pag.
11.1.1938
159
Bracciante Disegnatore Marinaio
Nessuna
Numero della sentenza
Pag.
4 10
25 44
69
197
DONNE
NOTA: La sentenza del!' 11.1.1938 viene menzionata nel la "Nota" allegata alla sentenza n. 53 pron unziata dal T.S.D.S. il 28.5 . 1938. pag. 153 DONNE
Numero delle persone
Nessuna La Commissione Istrutloria non ha emesso alcuna sentenza o provvedimento relativi a individui nati in Sardegna. Sentenze emesse dal Giudice Istruttore UOMTNT .Mansioni svolte (in ordine a lfabetico)
N umero del le persone
Autista Contadino DONNE Nessuna
Data del la sentenza
Pag.
19.4.1938 30.7 . 1938
338 343
426
427
TRIBUNALE S PECIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
INDICI
ELENCO DELLE MANSIONI SVOLTE DA COLORO CHE, NATI ALL'ESTERO, SONO STATI DENUNCIATI ALLA PROCURA GENERA LE DEL T .S .D .S . PER AVER SVOLTO ATTIVITA' SOVVERSIVA
D) E LENCO DELLE MANSIONI DI COLORO CHE HANNO SVOLTO L'ATTTVTTA' SPECIFICATA NELLA SECONDA PARTE UOMINf
Sentenze pronunciate dal T.S.D.S. Mans ioni svolte ( in ordine alfabetico)
UOMINI Mansioni svolte (i n ordine alfabetico) Agricoltore Calzolaio Cameriere Impiegato Meccanico Motorista navale Panett iere
N umero delle persone
Numero della sentenza
Pag.
1
94
1 I
57 22
1
11
243 172 71 352 13
1
l
1
13
53
11
352
15
60
1 DONNE
Casalinga
Nel 1938 la Commissione Istruttoria e il Giudice Istruttore non hanno emesso sentenze di assoluzione relative ad attività sovversiva svolta da individui nati all'Estero.
Numero della sentenza ciel T.D.S. e della C .I. Data del la sentenza ciel G .l.
Località cli nasc ita
Cagl iari T.S .D .S . 38 Pireo (G recia) T.S .D.S . 65 Zara T.S .D.S. 7 1 C.l. 3 (menzionata ne ll a nota allegata a lla sent. 65 ciel T.S.D.S .) Cefalonia (Grecia) B roni (Pavia) T.S.D .S. 88 Decoratore P inerolo (Torino) T.S.D.S. 32 Falegname Padova T.S .D.S. 38 Fotografo Napoli T .S .D .S . 65 Fruttivendo lo Goriz ia T.S.D.S . 71 Geometra Jugoslavia T.S .D.S. 11 Impiegato Inghilterra T .S .D.S. 58 Insegnante cli lingua ing lese Andrococo (Rieti) T.S.D.S. 88 Macchinista navale Lero (Iso la dell'Egeo) T .S .D.S. 64 Manovale Trieste T .S.D.S. 23 Ivleccani co Cagli ari T.S.D.S. 38 Meccanico Alep (Siria) T.S .D .S .65 Medico chirurgo Jugoslavia T.S.D.S. l J Panettiere Ventimiglia T.S .D.S . 88 Sarto Aiuto motorista Autista Carrettiere Commerciante
Pag.
362 370 373 370
375 358 362 370 373 352 365 375 366 356 362
370 352
375
DONNE Casali nga
T .S .D.S . 2 3
Trieste
356
lNDJCl
428
429
TR!B l; NALE S PECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO
E) INDICE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A PROCEDIMENTO PENALE Cognome e Nome
Numero della sentenza del T .S.D.S ., della C.T. e data della sentenza de l G.T.
Pagina
Abele Michele Affigliati Dionisio Agrotti Elio A lberta Francesco A lberto Ernesto Alpi Carlo A m bra Agostino Annibali Sergio Antonini Gino Antonini Michele Antonini Ottavio Arcucci Raffaele A rmaroli Giuseppe Arrighi Arrigo Assirell i Mar io Augenti Nicola
T.S.D .S. n. 4 T.S.D.S. 11 . 62 T.S.D.S. n. 1 J 2 T.S.D.S. 11 . 14 T.S.D.S. n. 91 T .S .D .S. n. 107/Bis Atti trasmessi al Procuratore del Re di Napoli T.S.D .S . Il. 48 T .S .D.S. n . 57 T.S .D.S . n. 57 T .S .D.S. n. 62 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Napoli T .S.D.S . n. 114 T.S .D.S . n. 112 T.S.D.S . n. 62 T.S.D.S . n . 53 ("Nota" a l.l a sentenza)
Bacchia G iovanni Bacchilega Giocondo Baccino Antonio Badino Pierino Bagiani Serrano Bagnacan i Enzo Bagno lati L uigi Balbi Ermenegi ldo Balbi Teodoro Baid in i Giuseppe Balducci Laurino Balsamo Giuseppe Balugani Corrado Bambini Li no Barbero Clemente Barbieri Aldino Barbieri Bruno Barbie r i Giorgio Barbieri Ruggero Barletta Francesco Barone Antonio Baront ini Anelito Basi aco Paolo Basile Cos imo Bassetti Augusto
T.S.D.S. n . 92 242 T.S.D.S. n. 114 277 T.S .D.S. n . 41 130 T .S .D.S . n . I 13 T.S .D .S. n. 57 172 T.S.D.S . n . 34 104 T.S.D.S . n. I OO("Nota" alla sentenza) 254 T.S.D.S . n . 92 232 T.S.D .S. n. 92 232 T.S .D .S. n. 69 197 17?, T .S .D.S . n. 57 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Pale11110 3 21 T.S .D.S . n. 11 4 277 T.S .D.S . n. 25 76 T .S .D .S . n. 4 25 G.l. 30.10.1937 ("Nota" aUa Sent. T.S.D.S. n. 34) 117 T.S.D .S . n. 89 214 T.S .D .S. n. 44 138 T .S .D.S . n. 1 13 T .S .D.S . n. 56 161 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Salerno 324 T.S.D.S. n . 25 76 T.S.D .S. n. 69 197 T.S .D .S. n. 53 153 Atti trasmessi al Procuratore del Re dell'Aquila 313-319-328
25 182 264 57 220 255 330 145 173 172 183 330 278 264 183 159
Batistoni Bruno Batocchi Angelo Bauaglini Giulio Battista Francesco Bazzocchi Guido Beccare li i G iuseppe Bedogni Sergio Bellini Guido Bellomo Salvatore Belluci Giulio Beltrami Antonio Benassi Primo Benfenati M odesto Benna Aurora Bensi Paola Benti ni Andrea Berarcli Edmondo Bergamini Augusto Berretti R uggero Bersani Ambrogio Bertin i Bruno Bertossa Mario Bleve Angelo Boccalatte Camillo Bold in i Adolfo Bonaccioli Manlio Bonclielei Vittorio Bonora Pio Bonsi Giuseppe Borella Aldo Borghi Alceste Bossano V incenzo Bossini Vittorio Bottonell i G iovanni Bozzo li G uido Braiano Francesco Breviglieri Giuseppe B r iatore Pietro Brini Ferd inando Broccoli Alfredo Broglio Oreste Brus Carlo Bruzzona Antonio Bru zzone Giuseppe Bucc i Assuero Bucc i Orlando
G.T. 4.2. 1938 ("Nota" a Sent. T .S .D.S. n. 63) 195 T.S .D .S . n. 44 138 G .l. 19.8.1937 ("Nota" a Sent. T.S.D.S. n. 41) 136 T .S .D.S . n. 53 ("Nota" alla sentenza) 159 145 T.S.D.S. n. 48 T.S.D .S. n . 62 L83 T .S.D.S. n . 34 104 T.S .D.S. n. 62 183 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Aquila 313-319-327 T.S.D.S. n . 57 l72 T.S.D.S. n. 21 65 T.S.D.S . n. 34 104 T.S.D.S. n. I 14 277 220 T.S.D.S. n. 91 Atri trasmessi al Procuratore ciel Re di Pavia 321 T.S.D.S . n. 112 264 T.S.D.S. n. 95 247 T .S.D .S. n. 114 277 T .S.D.S . n. l 13 Atti trasmessi a l Procuratore del Re cli Alessandria 312-316 T.S.D .S . n . 72 207 C.I. n. 3 ("Nota" alla Seni. T.S.D.S. n. 69) 206 T .S .D.S. n. 31 98 70 G.l. 22.7.1937 ("Nota" aUa Sent. T.S.D.S. n. 2 1) T.S .D.S . n. 1 I 5 295 T.S .D.S. n. 34 104 Atti trnsmessi al Procuratore del Re di La Spezia 3 16 264 T .S .D.S. n . 112 T.S .D.S. n. l 13 T.S.D.S . n. 88 375 87 T.S .D.S . n. 28 G.T. 19.8.1937 ("Nota" aUa Sent. T.S.D.S. n. 41) 136 Atti Trasmessi al Proctffatorc del Re di Brescia 3 17 T.S .D.S. n. 112 264 T .S .D .S. n. 35 118 320 Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Matera T.S .D .S . n. I 15 295 G.I. 22.7 .1937 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 21) 136 T.S .D.S. n. 35 118 T.S .D .S. n. 114 ("Nota" al la sentenza) 294 Atti tras mes si al Procuratore del Re di Casale (Mantova) 315 -323 385 C.l. n. 14 T.S .D .S . n. I 13 T .S .D.S. n. l 13 Atti lrnsmessi al Procuratore ciel Re di Grosseto 313 313 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Grosseto
430
TRIBUNALE SPECI ALE PER LA DI FESA DELLO STATO
Budicin Giuseppe Bugati Lanfranco Buracchio Armando Busi Giordano
T.S .D.S. T .S .D.S . T.S.D.S. T.S.D.S.
Cacciapuoti Salvatore Calabrese Alfonso Calari Paolo Calderoni Vincenzo CalzĂ Giuseppe Camardi Antonio Campagnola Renato Canclell i Francesco Candell i U mberto Candot Basilio Cane Erminio Cannillo Vito Cap itani Giuseppe Cappelletti Luigi Carbotti Rocco Cardona Paolo Carli Felice Carretto Giorgio Carrone Rocco Casalini Edo Casanova Pietro Casari Gaetano Casolari Armando Castaldi Emilio Castellani Vittorio Castellano Agostino Castelli F rancesco Castiglione Giuseppe Catellani Natale Cattaneo Stefano
T.S.D.S . n. I 07/B is Atti trasmessi al Procuratore del Re di Trapm1i T.S.D.S. n. 115 C.I. n. I ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 53) G .T. 15.7.1938 T.S.D .S. IL 53 ("Nota" alla sente nza) T .S.D .S. n . 38 C.T. n. I ("Nota a lla Sent. T.S.D.S. n. 53) T.S .D.S. n. 53 T .S .D.S. n. 69 G.T.3.2. 1938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 91) T.S .D.S . n. 44 T.S .D.S . n. 25 Atti trnsmessi al Procuratore del Re cli Avezzano T .S.D.S. n. 56 ("Nota" alla sentenza) T .S .D .S. n. 41 T.S .D.S . n. 92 G.T. 3.2.1938 ("Nota" al la Sent. T.S.D.S. n. 91) T.S .D.S. n. 56 T.S.D.S. n. 57 T.S.D.S. n. 12 T.S.D.S . n. 100 T.S.D.S. n. 114 G.I. 4.2.1938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 63) T.S.D.S. n. 1 T.S.D.S. n. 53 ("Nota" alla sentenza) Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Pescara T.S.D.S. n. 31 T.S.D.S. n. 34 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Casale (Mantova) T.S.D.S. n. 22 T.S.D.S. n. 28 T.S.D.S. n. 92 T.S.D.S . n. 72 C.I. n. 15 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 112 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Livorno T.S.D.S . n. 92 G.I. 3.2.1 938 ("Nota" alla scnt. T.S.D.S. n. 91) T.S.D.S . n. 21 T.S.D.S. n. 56 T.S .D.S. n. 56 T .S.D.S . n. 56
Cavagna Pietro Cavazzoni Bruno Cecchini Bruno Cens imenti G iotto Ccrvellati Luigi Cesarani A ngelo C hermaz G iuseppe C hiappo Carlo Chirin i Emilio Ch irico Luigi Chirico Rocco Chiru lli Leonardo
n. n. n. n.
92 112 65 114
INDICI
232 264 370 277 255 325 295 159 340 159 362 158 153 197 230 L38 76 312 17 1 130 232 230 161 172
47 249
278 196 13
160 325 98 104 315 71
87 232
207 276
328 232 230 65 161
161 161
Ciampolini Alfredo Cibeu Edgardo Ciceroni Otello C inelli Attilio C ioli Oscar Cipollini Palmiro C le mcnt G iulio Clim i Guido Cocci Giuseppe Coha Giovan Battista Co ll ina Walter Co11solini Armando Conte Bruno Conte Cesare Conte Gennaro Conti Gino Corsinovi Gi useppe Corti Spartaco Corvi Dante Cristili Raffaele Crocicchio Nicola Cuppini Samuele C utolo Genaro
431
T .S .D .S . n . 57 173 T.S .D.S . n. 71 373 T .S.D.S . n. 89 214 T.S.D.S. n. 57 173 T .S.D.S. 11. 57 172 G.l. 4.2.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 63) 196 G .I. 19.8.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 41) 136 T.S.D.S. n. 69 197 T.S .D .S . n. 44 138 T.S.D.S . n. 91 220 T .S.D.S. n. I 14 277 T.S.D.S. IL 115 295 T .S.D.S. n. 44 138 T.S.D .S. n. 91 220 T .S .D.S. n . 56 161 CI. n. 15 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 112) 276 T.S.D.S. n. 57 172 T.S.D.S. n. 57 172 T.S.D.S. n. 114 277 T.S.D.S. n. 107/Bis 255 T.S.D.S. n. 31 98 T.S.D.S. n. 6 31 Atti trasmes.si al Procuratore ciel Re cli Napoli 317-327
C.I. n. 1 (Nota alla Sent. T.S.D.S . n. 53) D'Alò Giuseppe Darchini Francesco T.S.D.S. n. 48 D'Arienzo Giuseppe T.S.D.S. n. 44 De Ambrosie Antonio T.S.D.S. n. 107/Bis De Benedectis Francesco Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pescara Dc Feo Francesco Atti trasmesi al Procuratore del Re di Trani De Fil ippi Natalino T.S .D.S. n. 88 Della Rosa Domenico T.S.D.S. n. 56 Delogu Sebastia no T.S.D.S. n. 69 De Mari a Cosi mo T.S.D.S . n. 56 De Rigo Basson Ferdinando T.S .D.S . n. 114 Desana Enrico T.S.D.S . n. 91 De Simone Nicola T .S.D.S. n. 92 De Tommaso G iuseppe T.S.D.S. n. 56 De Valeris Antonio T .S .D.S. 11. 53 Di Dato Eduardo T.S.D.S. n. 44 D i Francesco Orazio G.l. 2 . .1. 1938 Di G regorio Pasquale Atti trasmesi al Procuratore de l Re d i Sant' Angelo dei Lombardi (Avellino) Di Murro Giovanni G.J. 19.8. 1937 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 41) Diolaili Vincenzo T.S.D.S. n. 35 Di Valerio Domenico A tti trnsmessi al Procuratore del Re di Teramo Divacco Giovanni T.S .D.S. n. 69 D ivacco Renato T.S .D .S. Il. 69
158 145 138
255 325 320
375 16 1
197 161 277
220 232 .161 153 138 335 322 137 l 18
319 197 197
432
TRIUUNALE SPECIALE PER LA DIFESA DEI ,J .O STATO
!NĂš! CI
Divacco Stefano Divacco Umberto Dona Giacinto Donadio Pascquale Dozza Amedeo Dozza Umberto
T.S.D.S. n . 69 T.S.D.S. n. 94 G.l. 3.2.1938 ("Nota" alla Sent. T .S.D.S. n. 91) T.S.D.S. n. 107/ Bis T.S .D.S . n. 115 T.S.D.S . n. 115
197 243 231 255 295 295
Eichler Leopoldo (detto Leone) G .I. 29.7.1938 Elitropi Giovanni Atti trasmesi al Procuratore del Re di Milano
341 320
Facchi Raffaele Facchin Giuseppe Facilla Giovanni Fadda Luigi Fantesini Amedeo FarnĂŠ Alfredo Farne Ivo Fe lisati Egisto Ferri Angelo Ferroni Giulio Filini Fabio Fiorentini Leonida Fiorini Arturo Fogu Giovanni
326 313 158 343 104 276 295 277 40 98 197 277 295
Forceri Alfeo Foresti Eugenio Formentini Erio Francioni Augusto Francioni Edo Francioni Egisto F red.iani Galeno Freschi Silvio
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Livorno Atti trasmessi al Procuratore ciel Re cU Spoleto C .l. n. I ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 53) G .J. 30.7.1938 T.S.D.S. n . 34 C.l. n. 15 ("Nota" alla senl. T.S.D.S. n. l 12) T.S.D.S. n. 115 T.S.D.S. n. 114 T.S.D.S. n . 9 T .S .D.S. n. 31 T.S.D.S. n. 69 T .S.D.S. n. 114 T.S .D .S . n . 115 Atti trasmessi al P rocuratore del Re di Tempio Pausania (Sassari) T.S.D.S. n . 25 T.S.D.S. n. 112 T.S.D.S. n. 34 T.S.D.S . n. 63 T .S .D.S. n. 63 T.S.D.S. n. 63 T.S.D.S. n. 62 T.S .D.S . n. 57
Gaggero Attilio Gai Marcello Gaiani Luigi Gaychet Alberto Gamberini Angelo Gambetti Angelo Garabello Ambrogio Garanzini Cesare Garbolino - Boot Luigi Gatt Salvatore Gazzo Mario Genovesi Giorgio Ghcdini Spero Ghersa Francesco
T.S.D.S. n. 1 Atti trasmessi al Porcuratore del Re cli Savona G.I. n. 15 (''Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 112) Atti trasmessi al Procuratore del Re di Napoli T.S.D.S. n. 48 T .S .D.S. n. 34 T.S.D.S. n . 41 G.I. 30.6.1937 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 4) Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Torino G.l. 2.8. 1938 T.S.D.S . n. 1 T .S.D.S. n. 35 T.S.D.S. n. 100 T.S.D.S . n. 69
13 322 276 319 145 104 130 27 322 344
322 76 264 104 190 190 190 183 152
13
118 249 197
433
Ghisalberti Ferruccio Giacchero Bartolomeo Giacone Guido Gini Edoardo Giordano Vincenzo Giovannini Alceste Giraldi Donatello Giusti Angiolino Gobbi Renzo
T.S.D.S . n. 25 G.I. 19.8.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 4 1) T.S.D.S. n. 91 T.S.D.S. n. 25 G.l. 31.3 .1938 T .S .D.S. n. 115 T .S .D.S. n. 57 G.I. 19.8.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 41) T.S.D.S. n. 34
76 136 220 76 337 295 173 136 104
Gola Leopoldo Gombia Atti li Gordini Mario Gori Attilio Gori Orlando Gorla G iuscppe Gotti Vittorio Gozzer Giovanni Granchi Mari o Grandi Ivo Grassi Luigi Graziosi Linceo Gremes Albino Grignani Angelo Grimolizzi Giuseppe Groppi Teresa Guerra Corradino Guidetti Democrito Guidetti Luigi Guizzardi Emanuele
T.S.D.S. n. 41 T.S .D.S . n. 91 T .S .D.S. n. 48 T .S.D.S . 11. 41 T.S .D.S. n. 41 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Livorno T.S.D.S. n. 114 T.S.D.S. IL 8 T.S.D.S. n. 72 T.S .D.S. n. I 15 T.S .D.S. n. l T .S.D.S. n. 115 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Bolzano G .I. I 9.8.1938 ("Nota" alla Sent. n. 41) T.S.D.S. 11. 35 T.S.D .S . n. 1 Atti trnsmessi al Procuratore del Re di Vigevano G.I. 30. IO.1937 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 34) C.L n. 1 ("Nota " alla sent. T.S.D.S. n. 53) T.S .D.S . n. l 14
130 220 145 130 130 328 278 36 207 115 13 295 312 137 118 13 311 117 159 278
lacobozzi Donato lacucci Cesare Incerti Alfeo lotti Francesco Isoli Paolo Ivaldi alfredo
Atti tn.15.m.essi al Procurarore ciel Re cli Sulmona 328 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Velletri 323 T.S.D.S. n. 34 104 T.S .D.S. n. 34 104 Atti trasmessi al Procuratore del Re di B1~ia 318-324-329 T.S .D .S . n. 41 130
Julg Carlo
T.S.D.S. n. 15
Kljucar Michele Kozrnann Mario
T.S.D.S. n. 1 I T.S.D.S. n . 92 ("Nota" alla sentenza)
352 242
Labignan Giovanni Lagan is Giovanni Laganis Mario La Gioia Francesco Laguzzi Felice
C.I. n. 3 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 69) C.I. n. 3 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 69) C.l. n. 3 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 69) T.S.D.S . n. 53("Nota" alla sentenza) T.S.D.S. n. I
206 206 206 160 13
60
434
T RTRU NA LE SPLCIALE PER LA DIFESA DELLO STATO
IND1C1
Lambertini Augusto La Nave Pasquale Lanni Cataldo Lantero Giuseppe Laude Giuseppe La Viola Nicola Lazzaretti Amilcare Lell i Gastone Lemmi Leoniero Lensi Ennio Lingueri Vittorio Emanuele Lion Gastone Li Schiappoli Angelo Lo Cascio Giovanni Locci Gino Lollini Carlo Lorenzon Marcello Lu carini Telesforo Lucchini Vittorio Lunini Giorgio
T.S.D.S . n. 35 118 T.S.D.S. n. 53 ("Nota" alla sentenza) 160 Atti trasmessi al Procmatore del Re di Cassino 323 T.S.D.S. n. l 13 T.S.D.S. n. 1 13 C.l. n. 1 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S . n. 53) 159 T .S .D.S. n. 34 104 T.S.D.S. n. 62 183 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Firenze 314-322 T.S .D.S . n. 57 172 T.S .D.S . n. 25 76 T.S.D.S. n. 38 362 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Isernia 320 T.S.D.S. n. 31 98 T .S.D.S. n. 63 190 T.S .D.S . n. 115 295 T .S.D.S. n. 92 232 T .S.D.S . n. 4 28 T.S.D.S . n. 1 14 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Piacenza 312-326
Macberelli Spartaco Maclrigani Fausto Maestrelli Ero Maestrini Giovanni Maggiani Flavio Maggiani Tesoro Magnani Ferruccio Magnetti Camillo Magno Francesco Maltese Santo Mancini Paolo Manetti Cesare Mantellasi Edmondo Marchelli Girolamo Marchetti G iovanni Marocchi Armando Maretta Orazio Martemucci Emanuele Martini Quirino Martinotti Pietro Maselli Otello Masetti Albertino Masetti Federico Masi Guido Masi Romeo Masoni Varese Matteoli Alfredo
T.S.D.S. n. 72 G.I. 19.8.1938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 41 ) T.S.D.S. n. 57 T.S.D.S. n. 57 T.S.D.S. n. 25 G .l. 17.11.1937 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 25) T.S.D.S . n. 114 T.S.D.S. n. 91 T.S.D.S. n. 56 Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Bari G.l. 4.2.1938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 63) T.S .D.S. n. 72 T.S.D.S. n. 63 T.S.D.S . n. l T.S .D.S. n. 100 T.S.D.S. n. 114 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Palem10 C.l. n. 1 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 53) T.S.D.S. n. 63 Atti trasmessi al Procuratore ciel Re cli Vercelli T.S .D.S . n. 35 T .S .D.S. n. 115 T.S .D.S. n. 114 T.S.D.S. n. 57 T.S .D.S . n. 57 T.S .D.S. n. 62 C.l. 10.2.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 63)
207 137 172 173 76 86 278 220 161 3 17
196 207 190 14 249 277
315 159 190 3 15 118 295 277 173 172 183 I.95
435
Matteoli Oreste Matteoli Santi Mattiassi Giovanni Mauro Cosimo Mazij a Matteo Mazzett i Adele Mazzone Domenico Mazzoni Dario Mazzoni Dino Mediati Giuseppe Melloni C laudio Merli Arvedo Miche lin i Luciano Mignona Ciro Milani Celestino Miolla Nicola Mocibob Giovanni Mocibob Pietro Monari Giordano Monasterio Armando Monetti Aldo Montalbano Giovann i Montanari Adelmo Montanaro Ottone Montarese Dario Monte Vincenzo Montecucco Mario Monterumici Bru no Monti Mario Montisci Deoclato Morini Celso Moro Lin Romano Muzzi Romeo
T .S.D.S . n. 63 190 T.S.D.S . n. 57 172 T.S.D.S. n. 69 197 T.S.D.S. n. 56 16 I. T.S.D.S. n. 71 373 C.l. n. 17 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 1 I 5) 308 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Bari 326 T.S.D.S . n. 63 190 T .S.D.S. n. 63 190 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Locri 317 T.S.D.S. n. l 15 295 T.S.D.S. n. 115 295 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Bologna 314 T.S.D.S. n. 53 l 53 C.I. n. 3 ("Nota" alla sent. T.S.D.S . 11. 69) 206 T.S.D.S. n. 53 ("Nota" alla sentenza) 160 C.I. n . 3 ("Nota" all a Sent. T.S.D .S. n. 69) 206 T.S.D.S . n. 69 197 T.S.D.S. n. 115 296 T.S .D.S. n. 56 ("Nota" alla sentenza) 171 G.I. l 9.8. l 937("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 41) 137 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pescara 325 T.S .D.S . 11. 112 264 T.S.D.S . n . 34 104 T.S .D.S. n. 25 76 Atti tra<,messi al Procuratore del Re dell'Aquila 3 l 3-3 l 9-328 T.S .D.S. n. 1 14 T.S .D.S . n. 1 14 277 C.I. 10.2.1938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 63) 195 T.S .D.S. n. 10 44 T.S.D .S. n. 35 118 Atti tra<;messi al Procuratore del Re di Crnnpobasso 318 T.S.D.S. n . 114 277
Naitana Luig i Nanni Renato Nari Tgnazio Negro Brasilla Negro Mari o Nerozzi Walter N icotra Arcangelo Ninci Giuseppe Ninci Mario Nodarini Dionigi
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Oristano 325 T.S.D.S. n. l 14 277 G.L 19.8.1938 ("Nota" a.Ila sent. T.S.D.S. n. 41) 137 T.S .D.S. n. 91 220 T.S.D.S. n. 91 220 T.S.D.S. n. 114 278 T .S.D.S. n. 29 95 T.S .D.S. n. 63 190 T.S.D.S. n. 63 190 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Casale 315-323 (Mantova) Atti trasmessi al Procw-atore del Re cli Pavia 315-3 23-3 28 Atti trasmessi al Proc1.rratore del Re cli Casale 320 (Mantova)
Noseda Federico Nosengo Giuseppe
436
TR IBUNALF. SPECJALE PER LA DIFESA DELLO STATO IN DICI
Nuvoli Giovanni Nuvoli Sebastiano
Atti tn1smessi al Procuratore ciel Re di Sassari G.T. 19.4.1938
319 338
Oblak Edoardo Obole Vincenzo Ongaro Arpino Onofri Cesarino Onofri Vittorio Ostuni Teodoro
T.S.D.S . n. I I T.S .D.S . n. 21 T .S .D.S . n . 25 T.S .D .S . n. I 15 T .S.D.S . n. l l5 T.S.D.S . n. 56
352 65 76 296 294 156
Pacini Dino Pacini Ettore Pacin i Ultimo Pacitti. Lelio Pagliani Cam iUo Paklich Giovanni Pairone Carlo Paliaga Antonio Pancaldi Rino Pandolfo Alessandro Paris ini Renato Parlato Mariano Parodi Amedeo Parrinello Giovanni Pasquali Gaetano Passerin i Gualtiero Pasticcio Giuseppe Pattavino Antonio Pavsic Francesco Pecherat Berardo Pecorari G iovanni PeirĂŠ Lu igi Pepe Tommaso Peroni Faustino .Pescatori Giovanni PetrĂ Michele Pezzi Ermanno Piccinini Giovanni Pieragostini Raffaele Pifferi Elgina Pifferi G irolamo Pifferi Giuseppe Pignatelli Giovanni Pilati Armando Pini Adelmo Piretto Pietro Pirini Vittorio Pissacco Edmondo
C.I. 10.2. 1938 ("Nota" alla Seni. T.S.D.S. n. 63) 195 T.S.D.S. n. 63 190 T .S .D .S . n. 57 173 Atti trasmessi al Procuratore del Re dell'Aquila 321 T.S.D.S. n. 34 105 T.S.D.S. n. 92 232 T .S .D.S. n. 32 358 T .S.D.S . n. 92 232 T.S .D .S . n. 114 ("Nota" alla Sentenza) 294 T.S.D.S. n. 41 130 T.S.D.S. n. 35 118 T.S.D.S. n. 65 370 T.S .D.S . n. 1 14 Atti trnsmessi al Procuratore del Re di Palermo 324 T.S .D .S. n. 35 118 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Perugia 316 Atti trasmessi al Procuratore ciel Re cli Locri 326 Atti tn.L5messi al Procuratore del Re di Cuneo 3 18 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Panna 323-326 T.S .D.S . n. 107/B is 255 T.S.D.S. n. 34 105 T.S.D.S. n. l 14 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Chieti 323 -325 Atti trasmessi al Procuratore ciel Re di Firenze 323 G.I. 30.1 0.1937 ("Nota" al Sent. T.S.D.S. n. 34) I 16 T.S .D .S. n . 64 366 T .S .D .S . n. 48 145 T.S .D .S. n. 34 105 T.S.D.S. n. 1 ("Nota" alla sentenza) 24 T.S .D.S. n. 28 ("Nota" alla sentenza) 94 T .S .D.S. n. 28 87 T.S .D .S. n. 28 87 C.l. n. 1 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 53) 159 T .S.D.S. n. 6 31 T.S.D.S. n. 34 105 T.S.D .S . n. 91 220 T .S.D.S. n. 114 278 T .S.D.S. n. 69 197
437
Pissacco Matteo Pissacco Pietro Pittavino Antonio Poggi Corrado Poggi Luigi Poli Augusto Polvani Antonio Pomata Ernesto Ponti Luigi Porcu Giuseppe Portulano Pasquale Pracli Carlo Prampolini Marino Preclanghelu Sebastiano Preveduros Spiridione Privileggio Giorgio Profeti Carlo Profeti Cosimo Profeti Olderigo Pucci Faliero Puccini Giuseppe Pulina Luigi Punzo Giovanni Punzo Luigi Purich Antonio
T.S.D.S. n. 69 T.S.D.S. n. 69 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cuneo T.S.D.S. n. 12 T.S.D.S . n. 35 T.S .D .S. n. 114 Atti trasmessi al Procuratore del Re di Agrigento T .S .D.S. n. 12 T .S.D.S. n. 35 T.S.D .S . n. 38 C.I. n. 1 ("Nota" alla Sent. T.S .D.S. n. 53) Atti trasmessi al Procuratore del Re di Bolzano G.I. 30.10.1937 ("Nota" a Sent. n. 34) Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cagliari C.I. n. 3 ("Nota" alla sentenza T.S.D.S. n. 65) T .S .D.S. n. 92 T.S.D.S. n. 63 C.I. 10.2.1938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 63) T.S.D.S. n. 63 T.S.D.S . n. 72 T.S.D.S. n. 25 Atti trasme&5i al Procuratore del Re di Sassari T.S.D.S . n . 44 T.S.D.S. n. 44 T.S.D.S. n. 92
Rabagliati Giulio Rabusin Giovanni Radente Giuseppe Radoslavo Pietro Raggi Aldo Raimond i Mario Raise Antonio Rambelli Amleto Ranieri Paolino Rastell o G iovan ni Ravera Libero Ravera Vincenzo Reggiani Antonio Reggiani Duilio Restani Cornelio Revelante Giuli o Ribczzi G iuseppe Ricci Arcangelo Ricci Fabio Ricci Francesco R im ini Antonio Rizzi Riccardo Raccatti Francesco
T .S.D.S. n. 25 76 T .S.D.S. n. 69 198 T.S.D.S. n. 44 138 T.S .D.S. n. 69 1.97 T .S.D.S . n. 48 145 T.S .D.S . n. 114 278 T.S .D.S . n. 34 !05 T .S .D.S . n. 48 145 T.S .D .S . n. 25 76 T.S.D.S . 11. 25 76 G.I. 19.8.1938 ("Nota" a Sent. T.S.D.S. n. 41) 137 T.S .D.S . n. I 14 C.T. n. 17 ("Nota" a Sent. T .S.D.S. n. I I 5) 308 T.S.D.S. n. 115 296 Atti trasmessi al Procuratore del Re cli Padova 316-327 T.S .D.S. n. 92 233 T.S.D.S . n . 56 161 T .S .D.S . n. 56 161 T.S .D .S. n. 91 ("Nota" alla sentenza) 231 T.S.D.S. n . 56 ("Nota" alla sentenza) 171 T.S.D.S. n. 114 278 T.S.D.S. n. 112 264 G.T. 3.2.1.938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 91) 231
197 197 327 47 118 278 318 47 118 362 158 312 116 329 372 232 190 195 190 207 76 316 138
143 232
438 Rocco Luciano Rofi Luigi Rofi Rino Rosselli Tiberio Ross i Carlo Rossi Giuseppe Rove ri Bruno Rove ri Mario Rubbi Umberto
TRlUUNALF. SPECIALE PER LA DIFESA DEI.LO STATO
Arti trasmessi al Procuratore del Re cli Perngia Atti trasmessi al Procuratore del Re di Pallanza T.S.D.S. n. 62 Atti tntsmessi al Procuratore del Re di To1ino T.S.D.S. n. 107/Bis T .S.D.S. n. 6 T.S .D.S. n. 35 T.S .D.S. n. 115 T.S.D.S. n. 114
IKDICI
314 314 183 322 255 31 1I8 296 278
Sacchi Amleto T.S.D.S. n. 72 207 Sakcl larion Zefirios T.S.D.S. n. 65 370 Salvaclori Leo T.S.D.S. n. 62 183 Salvaclori Daneo T.S.D.S. n. 57 152 Sanc in Alberta T.S.D.S. n. 23 356 Sang inesi Enrico Atti trasmessi al Procuratore del Re di Lanciano 321-329 Sani Ricciotti T.S.D .S. n. 63 ("Nota" a lla Sente nza) 196 Santini Danilo T.S.D.S. n. 57 173 Saracino Salvatore T .S.D.S. n. 3 1 98 Sawclon Donald Mackinnon T.S.D.S. n. 58 365 Scali F rancesco O.I. 19.8.1.938 ("Nota" alla Sent. T.S.D.S. n. 41) 137 Scarabelli Giorgio T.S.D.S. n. 112 264 Scardovi Remo T.S.D.S. n. 35 11 8 Scriva nich Nicolò A tti tras mess i al Procu ratore del Re cli Pola 328 Scussat A lberto T.S .D.S. n. 13 53 Secco Maddale na T.S.D.S. n. I 14 S egal la ri Augusto T.S .D.S. n. l 14 278 Seme raro Michele T.S .D.S. n. 3 1 98 Senesi Homs T.S.D.S. n. 63 190 Senigalliesi Luc iano T.S.D .S. n. I 12 264 S guerri U mberto T .S.D.S. n. 63 190 Sguer7.0 Silvio 137 O .I. 19.8.1 938 ("Nota" alla sent. T.S.D.S. n. 41) Sigismondi Giuseppe T.S.D.S. n. 2 1 65 Silvestro Giovambattista Atti trasmessi al Procuratore del Re di Cuneo 315 Simo nc ini Rom o lo T.S.D.S. n. 57 152 Sincovich Giovanni Atti trasmessi a l Procuratore del Re di Trieste. 324 Siri Virginio O.I. 19.8.1 938 ("Nota" al la sent. T.S.D.S. n. 4 1) 137 Soldini Vittorio Atri trnsmessi al Procuratore del Re di Foggia 318 Salmi Armando T.S.D.S. n. I 15 296 Sorgo Pietro T.S.D.S. n. 69 198 Spaccatini Ange lo Arti ll,tsmessi al Procurato re ciel Re di Perugia 316 Spano Silvio T.S.D.S. n. 4 25 Spina Rocco T.S.D.S. n. 56 161 Spi sa Vittorio T.S.D.S. n. 48 145 Squarzanti Renato T.S .D.S. n. 89 214 Stilli Al fredo T .S.D.S. n. 92 232 Strina Vincenzo T.S.D.S. n. 53 ("Nota" a lla sentenza) 160 Sucamele Giu seppe Ani trm,messi al Procuratore del Re di Palermo 324
439
S uli s Pietro Susta Rino Tabor Michele Tadeo Gia<.:omo Tagliavini Luigi Tambuscio Angelo Tangorra Rocco Tcdone Rocco Tetesi Antonio Tiglio Vincenzo Tondelli A rturo Tornese Nicola Torsell i Carlo Trcsoldi Ambrogio T revisan Pietro Tubertini Bruno
Atti trasmessi al Procuratore del Re di Genova 314-319 T.S.D.S . n. 112 264 G.I. 3.2. 1938 ("Nota" alla Seni. T.S.D.S. n. 9 .1 23 1 T.S.D.S. n. 23 356 T.S.D.S. n. 34 ("Nota" alla sentenza) l 17 T.S.D.S. n. 41 130 Atti trasmessi al Procuratore de l Re di Savona 32 1 Atti trasmessi al Procuratore de l Re di Bari 3 12 T.S.D.S . n. 56 162 Ani trasmessi al Procuratore del Re di Napoli 324 T.S. D.S. n. 34 105 Atti 1n1smessi al Procurato~del Reclcll'Aquila 3 13-319-328 T .S. D.S . n. 53 153 Atti trasmessi al Proc uratore del Re di Bergamo 324-327 T.S.D. S. n. 41 130 T .S.D.S. n. I 12 264
Uggeri Giovanni Urchi Giuseppe Urgesi Cosimo
Arti trasmessi al Procuratore del Re di Brescia G.T. 19.8.1937 (''Nora" alla senr. T.S.D.S. n. 41) T.S.D.S. n. 56
Valaco R omeo Valerio Gennaro Varallo Felice Vargiu Giovanni Varia Antonio Ven ieri Eg idio Ventura Va le ntino Ve nturini G ioe le Ves<.:o Guglielmo Viano Giu seppe Vignini Mario Vig nocchi Arturo V ig nozzi Goffredo Vigo Tommaso Villa Alfredo Vil la Armando Villa Vincenzo Vincenzi Clemente Vinzens Anny Vitale Oronzo Vitali Consa lvo Vizio Giuseppe Vlach Giovanni Vox G iovanni
T.S.D.S. n. 92 242 Atti trn.<,rnessi al Procuratore del Re cli AqtĂšla 313-31 9-328 Atti trasmessi al Prcx::w-atore del Re di S. Angelo 322 dei Lombardi (Ave llino) Atti trasmessi al Procuratore del Re d i Sass.ui 315-320 G.l. 3.2.1938 (''Nora" la Sent. T.S.D.S. n. 91) 23 1 T.S.D.S . n. 48 145 T .S.D.S. n. 107/Bis 255 T.S .D.S. n. 25 77 T.S.D.S. n. 25 77 G.l. 19.8.1937 ("'Nota" a Sent. T.S.D.S. n. 4 1) 137 T.S.D. S. n. 88 375 T.S.D.S. n. 11 4 ("Nota'' alla sentenza) 294 172 T.S . D.S. n. 5 7 G.l. l 9.8. I 937("Nota" alla senten:a1 T.S.D.S. n. 4 1) 137 47 T.S.D.S . n. 12 G.l. 14.9.1937 ("Nora" la Sent. T.S.D.S. n. 12) 53 T.S.D.S. n. 34 105 249 T.S.D. S. n. 100 T.S .D.S. n. 98 380 T.S.D.S. n. 56 162 296 T.S.D.S. n. 115 G.l. 3.2.1938 (''Nota'' alla sent. T.S.D.. n. 9 1) 231 T.S.D.S . n. 92 232 T.S.D.S . n. 53 ("No ta" la sentenza) 160
Wachenhuscn Valeria
T.S.D. S. n. 15
325 J 37 162
60
440
441
INDICI
TRIB UNA l, E SPEC IALE PER LA DIFESA DEI.I.O STATO
Wiss Raimondo
T .S .D .S . n. 98 ("Nota" alla sentenza)
382
Zacch iroli Arturo Z anboni Arturo Zanari ni Fioravanti Zan ini Remigio Zanon Giovanni Zerai Derres Zerbi ni Elvino Zingoni Duilio Zoboli Adolfo Zorzettig Eugenio
T.S.D.S . n. 11 5 T.S .D .S . n. 35 T.S.D.S. n. 114 Atti trnsmessi al Procuratore del Re cli Torino T .S .D .S. n. 92 G.T. 7 . L0. 1938 T .S.D.S . n . 114 T.S .D .S . n. 62 T.S.D.S . n . 100 T.S.D.S. IL 39
296 118 278 3 17 233 346 278 183 249 127
F) IND [CE DELL'ELENCO NOMINATIVO, IN ORDINE ALFABETICO, DEGLI IMPUTATI CONDANNATI DALT.S .D.S . CHE Sl SONO RIFfUTATI DI ASSOCIARSI AD ISTANZE DI GRAZIA INOLTRATE A LORO FAVORE DAI GENITORI, DA ALTRI PARENTI O DA ESTRANEI. Bacchilega Giocondo, Sent. n. 114 del 26.1.1938 Badino Pierino, Sent. n. I del 18. 1. 1938 Bas i le Cosimo, Seni. n. 53 del 28.4. 1938 Batocchi Angelo, Sent. n. 44 del 28.4.1938 Chirico Rocco, Sent. n. 56 del 1.6. 1938 Cocci Giuseppe, Sent. n. 44 del 28.4.1 938 Coha Giovanni, Sent. n. 91 del 21.9 . 1938 Conte Cesare, Sent. n . 91 ciel 21.9.1938 De Tommaso Gi useppe, Sent. n. 56 del 1.6.1938 Diviacchi Umberto, Sent. n. 94 del 30.9. 1938 Gordini Mario, Sent. n . 44 ciel 20.5 . 1938 Iva ldi Alfredo, Sent. n. 41 ciel 27.4 .1938 Julg Carlo, Sent. n. I 5 del 2.2.1938 Laude Giuseppe, Sent. n. I del 18. l. l 938 Montecucco Mario, Seni. n. I de l 18. I. 1938 Parisini Renato, Sent. n , 35 ciel 7.4. 1938 Pasq ua li Gaetano, Sent. n . 35 ciel 7.4.1938 Pci ré Lu igi, Sent. n. I del 18.1.1938 Pucci Faliero, Scnt. n . 72 del 1.7.1938 Ranieri Paolino, Sent. n. 25 dell '8.3 . 1938 Vitale Oronzo, Sent. n . 56 del 1.6. 1938 \Vachen husen Valeria, Sent. n. 15 ciel 2.2. 1938
Pag. "
277-294 13-21 153- 158 138-143 I 61-169 138- 143 220-230 220-229 161 -1 68 243-245 145- 150 130-1 36 60-63 13-23 14-23 118- 126 1 18-1 26 14-23 207 -212 76-84 162- 169 60-64
442
TRlllUè'<ALE SPECIALE PER I.A DIFF.SA l>ELLO STATO
G) ELENCO RIASSUNTIVO DEI CONDANNATI ALLA PENA DI MORTE A DECORRERE DALLA PRIMA CONDANNA (L'elenco sarà puhhlicato, con eventuali aggiornamenti, anche nei volumi suc cessivi) 1928 Della Maggiore Michele: vedi "Decisioni emesse nel 1928" Pagine 669-674. 1929 Gortan Vladimiro, "Decisioni emesse nel 1929" pagine 314-320 1930 Milos Zvonimiro, Biclovec Ferdinando, Marusic Francesco e Valente Luigi: vedi "Decisioni emesse nel 1930", pagine 339-353. 1931 Schirru Michele: vedi ·'Decisioni emesse nel 1931 ", pagine 767-771. 1932 Bovone Domenico: vedi "Decisioni emesse nel 1932''. pagine 643-656. Sbardellotto Angelo Pellegrino: Vedi ''Decisioni emesse nel 1932". pagine 663-668 1933 Traviglia Ugo: vedi "Decisioni emesse nel 1933", pagine 232-244-255 (spio naggio). 1934 Nel 1934 il T.S.D.S. non ha condannato nessun imputato alla pena di morte. 1935 Nel I 935 il T.S.D.S. non ha condannato nessun imputato alla pena di morte. 1936 Nel 1936 il T.S.D.S. non ha condannato nessun imputato alla pena di morte. 1937 Nel 1937 il T.S.D.S. non ha condannato nessun imputato alla pena cli morte. 1938 Nel 1938 il T.S.D.S. non ha condannato nessun imputato alla pena di morte.