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RIVISTA MILITARE 1858 TOMO IV

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.RIVIST.J\ ,

MlLIT ARE· (.!01\:'1 J\LE ~IENS IU:

. Anno Il.~ ''0l0111e IV.

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TORINO, 18-58

'fll'OGRAFl,j\ EDITRICE DI G. CASSONE, E CQMP.• );ia'S. Franccs.co da Paola, N. 9.

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SUNTO· .DELLl GUERRA D'ORIENTE ,,. . CAPITOLO

I /

Proprietà Letter.arià.

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Gli alleali instaurano i danni sofferti il 17 ,· e proseguono 1· lavori. . - ··Modificazioni nell'armamento delle batterie e nelle disposizioni delle trnppe. - Sortita del 2 ·1. - Apertura .della socond~ paralella. - Arrivo de' primi rin/òrzi ,-ussi. -- Corn'l1attimento di: !Jalaklava. - Sortita del 2 6. - Considerazioni.

Perduta ogni speranza , o meglio svanita ogni illusione d'impadronirsi prontame,ve di Sebastopoli, forzando l'attacco, venivano prese tulle le misure per ispingere alacremente i lavori di assedio dalle due parli della cillà. Gl'inglesi c'onsenavano gli allacci.ii della parte orientale, rivolti con{ro il bastione KornilolT. ed il gran Dente, seguendo i due rialti. che separano il gran burrone da quello della Karabelnaia, e questo dall'altro del Carenaggio. I francesi gli attacchi della parte• occfdentalc: l'uno rivolto al mezzodì contro il bastione dell'Albero, lungo la cresta del rialto ch'è fra il gran burrotre e l'avvallamento clc.>:ll,~ baia dell'ArligliP-ria, su cui s'innalza quel bastione e dal quale ;;i domina la ·cillà; l'altro conlrn il bastione Centrale, seguendo la cresta del rialto che separa l'avvallamenlo della baia dell'Artiglieria dà quellò ch'è innanzi la cinla. _li bastione della Quarantena veniva lµsciàto fuori, sia perchè le forze rd i ·mrzzi non permeq,evano di dare so.verchia estensione agli atlacchi, sia per la sua posizione ritirala, e percbè fiancheggiato dal forte della Quarantena e ·dalla balleria PoHnkow.


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SlfNTO DELLA GUERRA o'ORIENTE

SUNTO DE !.[.A GUERRA n ' o1t1ENT E

.. N~lla notte <lei 17 al 1 8, 1rnmerosi, lavoratori erano adibiti · ad instaurçire i danni sofferti, dal fuoc9. del giorno precedenle. • La prima paralella veniva ognor più sprolu.ngala. sulla destra · verso il gran burrone, per avviluppare il basi.ione deH' Albero, precipuameI~le pre·s,o di mi;ra nell'attacco, e. slabilire una ~uova batte,ria _alla sua estremità. Le ballerje-;N. •I, 2, 3, 4- e. ~ venivano instaurale e riarmate ;._la-ba!'leria N.. 5 soppre~sa, percbè troppo accerchiata ,dal fuoco della:pia,zza .. Per le nuovè ballerie lìssavasi l'armamento seguente : : ,, .,,,, Balleria N.o 7 ) , Ca~noni da 2.i- . . ... . . ' .1 • , 2_. I . G I . Id., da 16 , . . . .. .., · . . ,,..... i ,..L. .,.,, Battei'ia N.o 8 · 1 M~rlai d~ 27 .c. . .... ... 1, • , ... . ,,,2 ,t~0 ' 1q. ,da 2~ .C. ·;' . ... • . ; • 1··1 ~ r ~., Batteria N.o 9 ~ M_orlai l?rchi da 27 c.. .. . .· 4 7 /. 1d. , 1d. da 23 c., . . . . ~ :1 ~ li fuoco che, durante la no~te, avea taciuto . da]Ja parte ·dei francesi, ven~va nel. giorno. . f8 mantenuto dai tiratori scelti ' accovacciali in trincee appçJ,itamente scavate i innanzi la prima paralella; fuoco che cagionava noli lieve danno agli artiglieri russi, comech_è questi usas~ero.J a precauzione di chiuùere -,Je cannoniere con sportelli, non sì ,tosto. ,fatto. fuoco e lirato indi.elro il .peZZ(;i, per ricaricarlo. L'arrivo ttell'ul~imo battailione del nrimo reggimento della · legione straniera, ..avuto lu,ogo Qel co,rso di questo giorno; rnelLe al completo la qui,n~a div,jsione , c~e-, <Ja quel momento -comprende tre brigate: ,... , : . 1 • Bri.crata .crenerale La Mo_'tte-Rouo-e ) 210 di linea r, ' e . , •· e 1.4:20 id. (

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2• Brigala, generale Couslon

3• Brigata, generale Bazairi'e

- 1 , 5° leggiero

46° di linea '

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1: regg_imenlo str_anie~·o 1d. Id . . .

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Questa divisione urli vasi· al coI:po di jlssedio, e pQstavasi

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dieJro tà quarta divisione, in sostituzione della prima divisione, ta·.qualè ritorna,:a al corpo 'di osservazione, e collocavasj in sed'ondà linea•, s~tFa destra ùel qu·artier gene'rale·e della cavatleria, ,in una posizione iute_miedia fra Hsuo Qorpo e quello~dell'assedio. L'artiglie'rià •ingle'se prosegue "if fuoco, nel corso del giorno, ·con .esitò fa~orevole. ' Soltanto· rallenta alquanto diefro~ una dimostraz'ione~;"•òperata da Giòrgun ve1;so le ·alture di Balaklauà ; da ,un distaccamenlo·-:russo comandato dal generale Ser.niakine; dimostrazione che costringeva gl'inglesi ed i francesi del corpo di osserva*ione a' prend·ere' le armi e -disporsi a disben\Jere nella pianura. · Ma, pochi colpi di cannone tirali loro contro, bastavano a fa~ ritirare· j •Ì russi , che d'all~·a parte non aveano nessuna intenzione · d' intpegn~rsi· in un combattiment<h eri~. ,,., · · · • Ne1Ìa nolle del 18 al ·1 9 i lavori non furono turbali. Se non chll, ve'rso te ·-10 1j2 della serà, avea1luogo un falso allarme dentro .S~bastopofi ; per tcui udrvan~i grida, seguite da forte cannoneggiamento e •fueilatè 'in •tutte ' le'"direzioni. Dopo una mezz'ora lutto rièt'ltrava -nel rsilenìio, .e ripr'èndevansi i lavori per- procedère negli1altacchi, ed ap'preslai1sì dal cantò de' francèsi a, r.ia-prire il fuòéo -'l'indo·ma11i. _· · -..:. ,. -~ • Alle 6 1(2 del mattino, del 19, l'a"rtrglieria franéese riapre - il fuoco con vigore. -Le,ba1terie inglési ; ctié i siccòme- abbiamo veduto, µon a\'evano"' cessato ·di trafrè ti' giorno innanzi, rad_<loppiano di-energia·; la pi·azza risponde con ·estrema: violenza. In sul principio una fi(ta nebbia impedi3Ce di bene aggiustare i colpi, ma verso le 8 essa si _dilegua, e le punterie vengono corretté._Alle 2 pom. la. torre <lei bastione Centrale era intiera.... mente diroccata, e le caimoniere della faccia deslra del bastione dell'Albero aveano mollò sofferto. Vei:so le 3, il fuoco andava successivame~te ·cessando dalle due parli. I danni delle batlerie _dell'assediant.e·erano lievi, e facilmente riparabili; meno che iù q·uella N. 6, .servita dalla marina, dove venivano a conver-


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· SUNTO J)F.I.T.A GUERRA u ' o nIEl\'TE

SU!ST O DELLA · GUERRA ù 'o1u1,;:nE

gere i fuochi della piazza, ùal bastione Cenlral'0 al forte; delht Q.uaranlena. , · Ne·lla notte del 1-9 aL 20, i lavori di sprolungamento della 113 paralella•giungono sull'orlo del gran burrone ,·ad :onta delle difficoltà oppo~le· dall(l naluna .r.occiosa del suolo e dalla prossi mita dPlla piazza, .clre l_i fanno:procedere lentamente.·a zappa .volante_. Il n'emièo, dal canto suo;- instaura- i danni"sofferti alle ciinnoniere del bastione dell'Albero; ma al, far del gior·no. .dùe soli canrroni possono t1·arre dalla. faccia destra, :ed· anche per ùreve tempo, . a cagione dell' aggiustatezza .con _cui i ~iratori francesi imboscati colpiscono i canno.nieri. . ,, .,. Durante la -giornata del 20, i I ,fu.oco c~tinua dalle due parti. Quello dei russi coulro la paralella, diventa più gagliardo dalle 1p del mattino all'una pomeridiana, · e·dalle .d.ue alle 3.; essa· ·ne rimane squarciala in taluni punti, m.a- vien tòsto instaurata. La batteria N. 2 vedesi costrella ad interrompere il suo fuoco, a cagione dell'esplosione di un magan.ino· di ·polvere, che non ferisce, nessuno e,non cagiona, gravi .danni. • Nella notle del' 2,1 al ·22, venivano tracciati i· camrriini a svolta direlli allo.· stabilimento della 2~ paralella, seguendo a de;)tra e sinistra i due rialti del bastione dell'Albero e del éentrale. Simigliante lavoro, eseguito alla zappa. volante; offriva grandissime di!lìcoltàt a- cagione che. .il suolo, sotto uno strato di (erra•di trenta centimetri, ne avea· un S'econdo profondo, sessanta _di una crosta calearea., e quindi seguiva un terreno tufaceo sul quale Li zappa altaccava a stento. Non per lanlo al far del giorno la gabbionata era protetta . da. uno spalleggiamento della larghezza di 2m,30, che covriva perfèllamente gli uom.ini. Alle 2 del mattino , del 2 'I , dopo che il nemico erasi· per otto giorni astenuto dal,l'effettuare qualunque sortita dalla piazza, . ne face\'a untl ardiÙssima sulla s.inistra de'. lavori fran., ccsi. Un forte di3taccamento di volontarii, guidato da uffiziali risoluti e protetto da una noltc oscura , penetrava fra le bat..:

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\erie N. 3 e 4, ·inchiodava ·tre mortai della prima di qtt-este batterie, quattro pezzi dell'altra; e~ accingevasi a fare mag•gi(lri guasti ,- quando gli artiglieri; rinvenuti dalla prima sor• pr~s_a ed ·àppoggiati dalla guardia della trincea, e ·sopratullo dalla prima cotìlpagnia di· volteggiatori del 7 4° di. linea, gli si s~agliavano -addosso, é,lo respingevano con la perdita di sei morli e quattro feriti. Trà questi v'era un uffiziule che moriva all'indo'màili., ~opo aver confessato, ,che, essendo grandi ,i danni ehe hdHensori ,della, piazza soffì-ivano dal fuoco dell'artiglieria ,,.francese, e<sopr.atuu0 ,da' quello ,de,, morlai, essi eransi olforti volontarii in olocansto I pe1· inchiodare .quesler boèche da fuoco. l·pezzi inchiodati·venivano rimessi, \lindoman.i, fo . istatò di -ripi~ gliàre.. it.fuòc;o fosieme:<100·\e attre·ibatle1·ie:rfoa I~' quali ottenevano bùoJPeffello le ,baUerie N. •7.1ed 8:.'• Il gènio: pròseg-uiva i ..suoi lavori innanzi, il bastione•delPklbero, ed il ,,Centrale. , ·· . Frattanto i d.an'ni •sofferti.• . dalla batteria· 1N1· 6 erano1 tali' e ' ' 1 -tanti ,' l'-h~, e$s0'1ido rjmasto ,un:~'8 ol i cannone / in istato · da fai' fuoco,' il generale , i1(eapo qui,vi ,sir1-1recava.. alle 6 del malliuo , per•osservare co' proprh, oochi lo stato i,t che, essa, si trovava , e- né ordi1rnva 1\a,Soppressi·one1. JJ/l'.Jlfl'li:ì• ,,, \ 1 I russi' !ntanlo, , che pe;!gr.avissimihdanni ctre ,,soffrivano dal fuoco delFartigliet'ia , degli all'eafr:1e•, dai 1quello ,d,el:faatori imboscati, eransieveduti èostretli.:ad1,abbando.nai1e'.. le.- opere più esposte, senza per questo scoi:arsi ~,di ,nilo.ve . ne ,costruì vano ìn I uoghi più c'overli~ usi1fruen<lo le,•,ondulazioni, del , suolo. Due di·qtreste ne,venivano ·scorte ,la:, mallina ,del 22 sul pendio del .g1·an,burr0n'e, discenùendo verso il porto . militare, u'na delle qaali, rivolta,vèrso ,la sinistra degli allacclli inglesi. ·· I>er cotesto~accumularsi <li opere su opere, di cannoni su ca-n noni per parte ,de' russi, le difficoltà · dell'assedio andavano .ognorn crescendo. Laonde, il generale Canrobert scriveva al. ministro-della goet'ra, in data del 2,! : << -Le difficoltà che in" conlriamo sono di due specie : quelle dipcntleuli dalla na-


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SU1'TO DELLA GUEllRA u'oRJE~ TJ,

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tura ~el suolo, il cui stralQ di tei-ra; µi gi~ insuilicienlissimo; >> diminuisce a misura çhe ci appressi.~mo alla piazza; le altre -»,risultanti dal , numero-e çlal ,calibro dBlle bocc'he- da .fuoco, » che il nen.ijcQ .ci oppon~.su di. uh. fr.onte prl!SflO che in linea >) retta e '.mQ\to distfsp.JSQl,to., quf!slo. r;lpporto, i ,mezzi ch'egli n ht~ae .dèli auoi yascelli re9duti.:.in)mobili neJ portQ, sì in pe1:sonate. che_:iJunateriale, s011~ -quasi \nesau1:ibili, mentre che » i nostri sono necessariam.cn,le .l(11:iitati »·. , , . ,. Dui:ante il giorpo 221 e, la ;,nQlle del ~~ al 2.3 " si slargano ,_ è .si .;ipprqfondJscpn~ il Quovo t1iallo ·de!,lc\ J: pa~aleUa .e le CO,: munipazioni, ,_a.;$v,plta PliOC;,ede11ti versojJ!l 2', ,pai:,alella ,,,e ,vi~ni costruita;1un~. n.uova1batteria~-di otto, caun·oni,.all'.estremi,tà,,dJUa· 1: , pc_r,ipeg.i,io ,pat~efe.jl ba[lione~deH'Alber0;i •;- ), ., ' , t' • J\.lle 3_,delt.n1a\tin0, d,~I ,2~;,iLfuocq de! .mo1•tai appie.cm l'.in-. cendio, ndli}i cWà,,, in çlirezip!leiidel basJione. Centrale. Nel co1~0 -del giorno si,-altiva.no i la-vori, ,co1HJuc~nti alla 2a paralella,;J'-la quale viene tracciaJa,~d a;pert,!c.n~lla1n.o.tte_del· '.:23 al 2 ..f.., ,-,sQll~r· la, protezione pi, alp,.un~.. coinp:agq\e;,di,,(arÌt.e1·(a., ti·compiu:tR1):indom~11i e ,t)ell,a nqlle -f e_gu.ente , ,a :ma!graçlo~el fuoeo.,del ne,-, mico.. I\. quale ;n•inqµ ieto,.19,q! ,prQgrcssq , de' lavori ,francesi ,. giunti , a .4,0 O!l,leJ11i..,(),ai,§.a.liii.n.ti. id,~lle ,,opere _allaçca te ,il é\' sera , d_e_l 2i, Jr.a.~le, 1~ e,Je_4 9,,,~mé11,çlo ,,f9r,, e uu.. altaçco , di vi-va forza , .. p~eguiva1• _un ,;ylote,i;i\o i(4gçqi i... m~traglia, ,c~e arrecavt1 pochi danni ai lavoratori. · . .. _Gl'i1JglesL d~l,.~anlq)çwo !}r,e,".a!JQ: p,rg~edµ,lo a~sai le.ntamenle ne.'. lavori , e trov~vansir1Juitor;i du:ogbi,~0O metri all'incirca_ dai salien~i delle opere . attac.ç,ate, , :Es~,i aveyano, costruita ,alt:ala sinistr~ ideJl\\ 1I.oro 1• pa.ral.eli.~,,,,sqJVorlo d,el gran burrone;· una batteria .di, quattro c~rp1oni ,. qlrnJ(}. matlloa ·del ·25. veniva ad aggiungere il,, suo al ,fuoco dcll~i.Q~tterie .francesi diretto contro il bastione -dell'A-lber9. Lo stessQ gi_Qrno .25,- .cominciavasi a lrarrc .co' 1:azzi ince1},diarii, ma il lpro eff(:Jllo non corrisponueva all'aspcllativa. Di~tratto in tratto le bombe e le gra»

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SUNTO DELLA GUERRA o'oRIEN'l'E

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nalé appicca·vano· l'incendio in diversi punti della cillà ,1 ma !:assediato •pen1eniva 'a.spegnerlo prontamente• . . Dal '-1-ato del'-corpò d.i osservazioile accresceva usi ognor più le'X(l'ifese 'della li ne-a di ' circonvallazi'Olle., Qualche-opera 'di lieve importanta~venivà' 1 dagl1inglesi ' costi·uita sullo' sperone che sepàra, il burrone,, del Care1ìaggio1 \'.!alla Gèrnaia, verso il quale abbassa11d-osi, esso faceva abìlità •ai·Tussi di' supei•arlò da quellato .e ·dividere i due eserciti •alleati,. 1 • 1 ,tJ~m·sso,, infunt-o rion era rimasto-inop'èroso ; ed avea pronta~ méòle. fictri'a'ìnatò, i·ioforzi, da ,tutte·'•le pravincie meridionali delFimpe1:cl.i::,Ad,hun'::tempti ,n'eràfio1 p,Mjti, ..dh -Kerlch :; Kalfa ; Nikola'i'efffiu ©d·e's.sai HH,1!., coi·po 1' df·• estlrci to , , compòslo della 103, ·11 • e 12' divisione d'i farilè1'ià\.t'e lclfe. s0Uò gli ordini del generàl'è, 1 Dannimberg avea. :comb'\ittùto \1e·. Princljfati-!Danubiani . '\ conlr.Q i ·tu1:ehi ,' ven~va''Gon :unaGhitirefa4· :c'osì.,1dett~ 'in posta ,' effettuàtal n'lel~ ap•ieèli ,eJlmetà1usui'tllirii I tlffet(à.C alla ' volta di Sébàsloptft.i, è' lo .stesso; G'ò'rtséua1kotftglill l~neviiHdietrh:1 te prime·· truppe de.Ila' ' 12' divisione ,•c11mìin'clalfàZ'4.fa:ll ~nei'ale ·LipraRdi, raggiòngevanol lnkei:mann ;•il •23~·1tè'clll il'J;>g~ò'rtlo -séguenle tutta la •divisione ·èra raccolta,<'sulla 1Cern1àiaqJ'.fÌ·aP.lftaktfr,1e Giorgun. n. pÌ'inèipe• Menschikoff 1 avvantaggiava'sii_'·ctefra:rfivBOdi questo primo ·,,inforzo, per tèn"lare'-'di ~sèddisfal;e:'ìrlé if1ce~sari1i bhme del suo s1ghore ,· citté •ìngiungevà'gH fiìp'é'Ùilam~llle, 'dìl±scacciare gl'inglesi da .Salaklava. nornTv .Li 1> 1111' H~;22;u.Ji hti!:>n mal.t-ttìo \'~-uò'~forte ~èòrp'ò11r uss6°g'ùidato dal . generate l:ip1'aòr,li; ef'è6mpdsfo dèllàHsua~;tJ:ivisione e· di un •ùislaccanJento -con1antlato dal -generale, Iabukitzki (riél t'otale 28 batt~glionL, 66 'pezzi,, 22 sqtiàtlroni · e i O' S'otnie.idi' 'cosacchi, ovvero 20,000 uofui·ni ialrincirca) passavano· ht Cernaia, la prim•a 1di rinéontro Ciorgun·, il _secondo al ponte di Traktir. Passato il -fiume, il' grnsso -delle- forze, .suidato dallo stesso Li'prandi ,. muoveva difilato verso Kad1k~i , fiancheggiato ·a destra dal ·distaccamento del generale Iabukitzki, che rccavas·i a<l oc~

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:SUNTO DELLA GUERRA

SU,NTO DELLA GUEl\!L\

n' ORlENTE

cuparc le altùrè boschive <li Fediuehive, a sinistra da una deboli~ colonna guidala dal generale Gribbe, é i~dirizzalaiverso Kamarà. · Il terreno sulla sinistra cleHa Cernaia, fra l'alto•piano occupato dagli all'eati ·, i· monti ·Fe•diuchine ed Hasford e le alturè di Kamara, _forma ·una· conca;· chfusa', a mezzodì: da quattro rialti lungi 2000- melri 'da Kadikoi; piccolo villaggio all'origine della valletta che conduce a Balaklava, e per la quale procede la strada · di Sebastopoli. Su que' quàtlt·o rialti ' ',erano stati cost1'uiti allt'e_ttanti piccolH·idoUi ; che ,i turchi òceupavàno, e -di cui, i tre ulti"nli' erÙrio armnti di artiglierie. La strada' che da Seòàsl'dp'6li éondu'ce-. pei• Baidar · ed•il, passo di P-oras· sulla costa ; aèl· Alupka e: Yalta ;"·passa dietro i rfalli de' ri'daui N. ,,3 e 4,, c·ontando11l.lalla desM1f e fra il primo d-i questi 1 ed1;iJ N:_2. I monti Fediu'cb,inc ed11I-Iasfòl'd-'forh1ano,,una;; specie:lfo 't1orHna fniìanzi la Cernaia; e pe' loro-· fianobi pvocedono le ·com-unicaziòni- che da 'Tfo-ktir e Oiorgun conducono da 1un lato 'à1Balaklava, a-tra verso' hi' stradaPVoronzoll', · dalFaltro sull'altopiano . occrrpato d,igli all'eati. , : •,• · · ,, Al pri 1tlò ·,au:nù11zitP della mossa de'· russi ·; , lord, Raglan' si ree~ sull'altui•à;-'pressò 1al colle per 'cui hr•strada di Balàklava niggi,unge foltb i' p'iaoo; e ( lem~ndo che cfuelli non vòlesserò spingèrsi re-tso •Balaklava( debolmente· difesa, .richiama a sè· la 3• ·e t~-divisioné dellé' sue ·l-l'lippe, U 3•9°; di-linea, kigltlanders, _ si schicrà in haltftiglia · sul pend-io delle cofliue, fra i ridoùi - turchi ·o Kadlltoi:;i·1·a1•1briga~a11 di 1 ca-va:llei'ia pésante prende posto sulla ' sinistra della1fan-fèria ;i qnelia dì ·cavallel'ia ·Jeggicra più a sinistt·a· ancora,' ed alquanto lmigi, i11 p·otenza. 11 ·ge'ne1;àlè Carirobl'i'l, alla sua· volta', avuW notizia ve1'so le 7 1/2 def pcricòlo ohd'erano nrinàcciali , gl'inglesi dalla pa1:tedi Balaklava, dav.1 lè ,sue disposizioni per soccorrerli e sostenerli. Recatosi presso il ,'coJle, dove già stava lord Rnglan, ordinavà'~ che la 2' brigata· .della · 1• divisione occLÌpasse le alture eh~ sulla destra ·discendono verso Balaklava ; per appoggiare: gl'in,~

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ri' Ol.mi.TE

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glesi e ligarli alle loro posizioni; la 1• brigala della. mèdesimq divisione, insieme. co~ ,una ba-lleria e I.i b(igata . de"cacciatqri d'Afric 4 , difendesse il colle; alquanti cacciatori a piedi e zuavi, ,ar,1nati di carabine e di fucili.a. lunga gittata, occupassero i trin. ceramenti per E'.SSÌ apprestati prccedent,emente; la 2• ùivisione s-i, t,enessc più indietro in riserva , con Var'liglieria a ·_cavallo su.lJ\i destra. '.i F;:i.t~i , eseguire questi movimenti sotto i suoi occhi, il gene. r~l~t) n capo francese reca vasi co' generali qi divisione .in una •posii io.ne, centrale ,.fra il colle .di, Balakla~·a ,e) 'alt-ro più a setl~QlrLone, che attraversa la strada V,01;onz,off,,,in .pi;o,ssimità. del qua·le ,stç1va~1rn telegrafo ;,ùi quivi •l:'gli po.t<wç11 qieglio teqer d'.ocGhio. i ,mpvimenti del nèmico, e s.eguire, lo 1s,v)t1,1ppo, de~li avveninJenti della giornata. , Poco· più ·Iµngi t.~lan.l ,,lo.re! Rµglan, col•s.go numeroso stato maggiore. , , ) 'H,1;fl .,1 , , • •1 .-,; 1Prolello sulla destra 1d,tlla colonna del 1 gJJ11e1:ale. Jabukilzki, Qhc, plI<rndeva p·osizione ,~_ul ,p.ent.lio-:de; monti ..Fediuchiné con 5-ballaglioni , 2 eompagnitl di cacciatori r.un-a, qalleria di nr-:liglieri..,1,· 2 squadroni diJ,ossa~ìi ,e 2 .sotnic ~dh1e.osacohi, e sulla :siiÌistra "da, qo,ella . del ,gene.ral~ ,:Gribbe iI. 1g~n,~rale. iiprandi illlaecaya vigorosa:m,cnte-ik ridottQ. N,:J 1, , S!),WaHui;,1 pjù pr-o s&iiri;i a Kamart\,; _e {·dnpQ)lt1na1,\ 1es-istçQza,: no.n ,ll~bole .. relativa,... n~e-1,_te ·a!, -picc9J _numero · di di.fe]lfeo.ri ,1;,.se 11101 rendevau pàdrone. ,illa, stessa. manier~ im·patlrQni.v:l!s,·i su.ccess,iv,aw~nt~- (jqgli altri ridol~i, ma abbanù.Qnava , i:~d~: 4 1perehè,.troppQ)l.ungi:dalle sue posizio1}i·, ;dopo a,ve1:,1Q _rqviuato. il parap~tto ,. bruciali gli -affusti, inchiodati e pcec.ipitati, nel basso della montagna . i can-;norri. I turchi-, molestati, t!al fuoço,de!l'arlig!ieria dai· russi tra~ · sporlala soller. alture ·.conquisla;te ,,,non . che . dalla presenza in qt:ie.lle posizioni . dj tolta la ca\_',alleria nemica, si rannodano dietro gl'highlanders per la destra e l,1 sinistra, sotto la protezione della brigata di cavalleda grave ino-lese comandata dnl O .. ' • ei1erale Scarlell, il qnole, compiuta la sua missione, . va a 6

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SUN-T O nELLA G UERRA D ORIENTE

prender posto alla. sinistra,- (lella. 1_fal)leria, .che il generale sir Colin Camppell _rilira qiet1:q un'eminenza, per garantirla da) flloco filici<liale q~ll)w.tiglieria neQlica,.• , ,.,_. , '" Inorgogliti da ques,to priµ10 suGcesso, . i ru.ssif spingono fo .,. . . nanzi tulla_la_loro cax~IJe~ia: Muovono, pe?prin;ii:sul,la loro sinistrn 400 cava_lier.i. 1 per oarica,r,e .di fronte,e suld ianco desllto la fantçria ingle_se.; ~faJ rtcev.Qti da un fuoco micidiale a bruciapelò, _d!)g,l'higlil_aJtden(, .che.· in , line,a ,spiegata . H .attendono sulla cresta dell'eminenza, dove si sonò recati, yengono re_spjnli; nè piq1 fqrtuna!a.1e~s~11dq-riescita _.una ,_nu.oyai.ç5u'ic'a ten·tata sul fia_nco desll:o 1del-1~ J ant~riai:,,i;nglese , lessi, r;inunzi:,lpo ,da: q.uel lat~ .a gualuqq~~_a_l\1:0 ;lfn\a!ivo_. ,t•- ,-1; _·. ; / , . 1 "<1;;,,1,: t- ; In pari tempo, il grosso della cav;illeria, russa ,muQye ,;aQ.,-allaccar~ qgeU~ ,deh1ggnep~le1 ~çarle~l,; sulla ,s.inistr.,1.. dell<ll1linea iugJe.se. Que~ti al,t,ençl,e.,çon; ca\pi_q ch-e H pemico si appres~i e spieghi t1ul.1ce+*o .lfc!.sue colonne; e,,quando lo vede 'lqngi noi) più. éhe 1,0,0. mett;i ,1 mù;~ve,laùr-inQontrarlo e lo• urta• il_llpe_tuo"' sa111ente. Dop,o uq1breve coqfliHo cor:pp •a corpo,. la cavalleria russa. è sba1:a,gli~t~.Q1,messa:.~n ,fug;i, lr-aséinando neJla sua rot_ta la fan,teria i.ni p.9;si~jori4;i.sul},e .aJture;de'. ridotti N., 2 e 3. 1 «:·La » carica eseg~iJ~- dal.laì,.brigata,, clel.1m~nerale Sca1:lett\. scrive » lor~ .Jlag\4µ11µ~.l,;su~ ·~sl.RPO.~l<:>, è una, delle più brillanti ch'io - » m'ab,bJ~. mai,i"y,i~.~~nn;; 1~ .<Hfi!lli essa,, formava . l'ammirazione delle truppe, i_pgl~.S}s e Ji;~nc;esJ qccup~le sulle alture ,,.dot)de av~a·no ass,irU~O; a,9,ue\ com,baUirn_(~,lJ•lO..;,,, ,, ,. •.~ ..Il geper!),le Sc.éJ:~lelt inseguiv,a. i russi, 1p~r . breve tratto nella piat!ura 1 . -jndi_ rit,ornava ,c1~4Hi suoii,pa_ssi e ._co.llocavasi in una linea .per.pendicp,la1:e a ;Q\le,ll~ de'.ridottj, alle cuL-alture appoggiava la sµa destra..,, La,. ca_va~teria.; leggier.a, ,che per essere troppo lungi dal campo deÌl'azione non avea potuto prender parte al ' corobattimenlo ; 1 veniva a raggiungere la cavalleria grave e prendeva posto sulla sua•sinistra.· In .quel momento la 3• e 4• divisione inglese scendevano · dall'àltopiano nella pianura, e poslavansi in due linee sulla destra della cavalleria.

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SUN'l'O DELLA · GUERRA D' ORIENTE

!':,,L'ala sinislrn'di questa ·linea·di battaglia; per se)tessa de11,o1ef veniva falla' !lalfòl'zare dal generale (fanrobert per ··mezzo della brigata di -cacciatori' d'Africa;· comandaia dàl generalè 'ti'A:llònviJle -; e che questi,dispcmeva a:scaglioni per reggimento sulla siiristra 'dèlla cavaHeNa.-leggera· i11glese, per tenèr d'oc.cbio, le -truppe, del gerieralei la:bbkitzki pòstate sulle alture del Fediuc:hine:••:E.-· per ·àvère unà• ri'servà tra: 'tnaoo all'occorrenza, ·lam1Bf1brigafa dtHla"1·Pdivisione fnrncese · veniva ·collocata sulrm:~ur.a, del'\ridòtto N:: .i,'. y, " ._,. IL!I :t:i,Upt.kl(di (làll òanfo2suo ;A.lopo·~1orscaebò shifeftò ; ·aveva riti- · i-afQ) ii/diéttoUa(~ua destra ?"facendiflp~rho PJ1for,i1-'dél' ridofto N. 1 , prossima a Kamara, che ·aVevà'.ìfa-Uo'<iccilparè'fortemente 0~rJlfotzalfèfléo1Funa'lbattè-ri'à. ,,l!oi:! imcng l1 011111. i · , ( i: Jl'.>fllJ'n~l.ig'èèonda! battèri-a-COY·t'-i'và1,l~ f11bnWf11lElfè' u~i tròp'~e. ·nel fonlla>'d:ella vallcf~ l'là-cavaH~rfa1-Yfa-:Và'Oéti~rr8!?"!'dS!jti-é'al.1,.'H g~ne'~ vaie i,Iàl:ìÒld.tzki 11ioé~o'pa'fa ,~sefifpl•èfore Sà!Flu~e0 ct1é °'Fediuchiòe , sti'I Ia1Jèslria 'dil li pra f.l cl j,;;iJé11dàlial'fuiT 7ifé'sTzio iirJtlfà'và)l zata''preh·~·ev.\'Egl'iJalleal~-tl()a'.> prima!; !li Osbi1e<l'ò'1, 9èé'nd (!iHst11F'arti'glieda 1indi di ,fi'a\\éo, rfsempr~ tiè, i'm'b\1 vésséY.<>Wilfaàòzi'-'p\ir"attacèarc Lipr-andi. J.il pl rè ' la·-nècéssltlVilil~lo~~nfrl'tf1f:lifl{tféllli posì~ione, " prima di tèn·hÌl'e '.gu'aliinijuèl'ò10-vrinen'to,ob1ff~nffiV01.a9l9 • '),' ì •Si iera ìn1 q'iiesta 1·spé'éi!! di i ~~((atrviì~2 ah8rclfiiPgìingèva il .capifail@JJN'olan~,aiiilàllt~ijj) JHrJ;to ~él'·qùafffei·'•ffiasifò' 'general«tl~ell'es'e~<titolingle"sè~{é'ò'}i) tin~fWdiì\e%c\~:ttì>'1i 1f6nie cli lord _· Raglan , -con cui venivaq\l'gi!ù'nt~,t~f ge1leHilé .Cbèan";- coinan• -t!Jnte ldÌll"lulfàGta.ica-va·HeNfi'T ih@lèY-~ti~di° èaHèare il-'riethico nel · ,fondo,:della vMfé'/~per ritor.gliJPcannoni· tufohi--corlquistali' sull'inizi.o del'1é'ònibàttiinent'ò1~1'èl èbb p_a1'eva .voPèssè''qtiegli'' menar v.ia. (1) ,Ad un+ordi'net'c'òtant·o' frragion'evole, ! il 'generale Lu1

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_ìn __q u~~ti. t~rmini i ~. Lor~ .Rpglan vuole " che la cavall_cria s'àvanzi · rapidamente sulla fronte, insegua il nemico · >ì' e , cer_chi ·di ·imp·edirgli che meni via I· c'anrionL Un p èl'· di :irtiglieria "· ~• c~valJo 11uò - accon1pagnarla. , La cavalleria francese ì.· sulla vostra "sinistra. - tmmantinente ! " I\. AREL


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SOtTO tiiLLA (iUERRA 1J 0.IUE!\'fE

SU:-ì'l'O IJELLA GUERRA ·ll'o1uEIÌTÈ

cab faceva qtlalclie :obbiezione, pe'r mostrare co mé la cavai\ leria·andasse incònlro a sicura perditai,·fulmiuata di fronte dall'artiglieria· e dalla fanteria di tiprandi ,· e di · fianco dall'ai·tiglieria d~lle alture hilerali;•n1a •rairita1ile di campo ripeteva in una maniera perentorià- l'ordine del 'generalè' 'in.. capo, -di cui era portatore. E •.alla donianda 'ciel generalè- Lucan, · con cui chiedevugli ·dove volesse che fosse lanciata la' cavalleria; l'uffiziale rispondeva : ·!w Mrlord, là sono i nosfri· cannoni; ·mostrando i t;idolli, la è il nemico». Nobili e·nei·e·p{role;·ma iniprudeiilì, che dovèangli pochi momenli •dopo cosla1;gld1rntihùeilte la vita·. Lord Lì1ea·11 110h poteva più 'esitare. ' L'ordine ~ra , pe'r'èntorio, é èlato·~ dal ·genel•ale 'in c'c:1po prese1Hè su\:,icari1j10' •di battaglìa-, e che•dall'àltura dove stava c·o'llocato 'scdvriva ·'rier...: fettàmente\le-disposizionì d·el nemicb. Ogni•;, ultei'iot•é i:csilanzà, avrebbe potuto· essere'. siilistfarti'enle inter'pretata: Tull0,•,:ciò ch'egli· potévàll fa'rè ;, si· ei'.a, di ' regolare il movimento in~ma..1 ~iera\ da•dimiilui're'piì/• che fosse possib'ile j, danui , i'ncvitabiliI . cui àn<lava:si incoùtrodY però\ '1ordinava al generale Gardigan''di èaric_are con làllbri'gata di ·cavàlleria ·1eggiera in dué linee·,· e disporiev~ che la cavallei·ia gràve la<seguisse ·a · qualche · distanza; ,affine 'di <•polèrla arrestare i1Puna posizio'ne dove· n'.on soffrisse gravi danni dall'artiglieria , in pari tempo che proleg" gesse il-rito11no" dèH'alfra/ nel~caso foss·e inseguita da\· nèinico. ·11 · generalo l€ardigan facevà : te· stesse obbrèzioni ; poco : in:. nanzi fatie da'lot'd)J:ucan:LMà, poichè1'sentità' che· l'ordine ei•a. <lèffoiliv'o e 'procedeva 'dal generale 1 i1r capo-,' mnttevasi senz'ul. fro' alla tèsta della- sua·1brigata e ·muoveva di galoppo incontro al ·nemico. li capitano Nolan,' fòrse valntando ifr•qucl mo merito tutta J-'imprudètiia delle· sue par·o1tr, ' cbllocavasi a lato del ge~ nerale Cardigan, per affrontare nelle prime file ·quella morie gloriosa, cui con calma e risoluzione andav'a-no incontro- i reggimenti· della cavàlleria ~leggiera; · egli cadeva tra ·i ·primi, colpito ·da una· palla' di metraglia. · 1

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,:,.,Col cuore oppresso. e con angosciosa àn~ia , lulli ; séguònò.. ,, cqn.,. l'occhio qtiesta,;bella cavalleria, c!rn va a cacciarsi ,tra mezzò ,a-1, fulminai·e delle artiglierie e della: fanteria nemica , iusiqo ,~:o.be1,un turbine di fumo oon la sottrae al\a vista: delle p:òsiziohi ·anglo,- fr.ancesi. .Nu)la arr~slà questi, ahliti cavalieri; · -a1·tiglieria ,-r(a~teria I tutto è·aUraver:sato nel .loro impeto. Fin.7' ètrè ,' .èircui,ti..d:ogn_i donde, dec;mali dal fuoco e dalla mischia corpo -a.,oorpo sostenuta con la~ cavalleria,, nemica, si vedono CQsl~e.lti r 1\i ritprna:re , s.u i; loro .passi , a traverso gli ost~coli frjlppo~ti;_nel loxcqnovimento )nn,anzi, ,e-sollo il fuocp incro-: c!Gcbia;to.1;.dell~i, ~rtig\ierie,della pi1ani;1ra;,1:l <lelle alture laterali. •} La p!',ig'atar:dJ cac.ciat\)l'i <}'Afric~ gi_lmg.eNa;,sul-,campo a pren.,. der~.il post~ assegn~,tògli nell~roi_n~ ~i 1battaglia-,; alla· sinistra del la:s e~yall11ri<!~,• leggera, .ing\M~.1 nel . ~oro~nto t.appun tç,. çh~ questa-1)ancfav,asi,1alla· ç;i.riça,1 Nµ1l~ t~nl\l.n~11fi@__(l, <!.i, l ~o\est<r, im:.:. prq,dente mpvime!}l9 fr i! gemi raie, Mor.ris, co~m,51,,n c!a~té ,1di; tul.t;i 11' . cava!leria11francese., · crede1 #00_,,'dov-e.i·è ,v·;q1mflggfa1:lo ; , per i:end,ei:e :men~.., seQ.s_iQile:,U. d.i,s_a~lrpwdella.,ca,valleri1:1 ,ingle·se. · . Senza esitare, ·egli spingerinn~~ii t suq_i ~c,ag}ipn.i, j:l f1:l _çaricare _la Qatteri.Lrpssa post~la, suH'allQra boschin!l,· d,i .rjnconlro , da due sq.uàd1:oni, del J,~cacciatori, 1-sostti,nutj.-,da ,altri· ,tlue dello ~t~sso: 1:eggimento. • ,,: _1. . ,:; ;- , ,:r • . ,. . 1 - · -Ques,li 99é!llr,o~s.qqad1·0J1i, col ge_n~ra}e ,d,1.i\.Uonville,alla testa, superà119 al,gi!l9_ppo, il ,fia_nco ,de\l:al!,u;a_; .~ ~,taµrio gÌà p~r-rag,... · g_iu,ngere la batteria, nemi~~1; 1,. allq~chè i, pE'zzi, vepgono prontame.nte _a,Lt~ccali, agli1r~:vantr.enL,.,e,_s,olLr(\lti , al, pericolo onde èrano minacciati. Due. quadrali ,di fanteria ne'. q~a\j . la ca~ va\Jer,ia franc~se va· ad, m:lare , ,vengonQ ro,Ui.,~la in qu.el .mo!neilto il generale . ·d'Allo·nville, vedendo.. un : reggin;ierito dì cosacchi muovere alla-riscossa , e due,altri quadrati di fanteria sulla. crèsta delraltura sul punto di far fuoco , fa suonare: a ,. raccolta e rannoda it 4° cacciatori dietro il 1°. D'altra parte, il fine deUa sua carica era raggiunto ; quello cioè,. di faf _tacere


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SUNTO DELL,\ GUERRA n'oRIENTE

SUNTO DELLA G0F.RRA D'ORIENTE

la balleria clrn maggrori ·danni avrebbe arrecali alla cavalleria leggera inglese n·eua tilira:ta, e rie avea g_arantito il fianco. I danni de.lla cavalleria francese furono lievi, e consistenti in ·I O morti, tra cui 2 Uffiziali , e 28 ·fèriti. Gravissimi , invece, quelli• della' cavalleria inglese, .la quale , essendo nella gita e nel ritorno rimasta incèssantemente espo'sta al fuoco ùirello e di sbieco di 16 pezzi, e di una numerosa fanleria, perdeva presso che la metà degli uomini e dei cavalli.· Questo sgraziato fallo d'armi, che ~ompievasi in sulle 4 pomerid1ane , era l'ultimo della giornata. U _generale Li-prandi, giudicando troppo deboli le sue forze per spingere a . fondo un attacco còntro la destra degli alleati, verso Balaklava, rimanevaselie nelle sue posizioni iasino alla sera; indi, las'Ciata una forte linea di granguardie, ritraevasi alquanto indietro ed iniziava sulle alture la costruzione di taluni trinceramenti. I generali in capo degli alleati, dal canto loro, erano troppo preoccupati dal peòsiero di starsene sulle difese,- e di non -impegnarsi seriamente, insino a che non fosse caduta la ciilà di Sebastopoli, per potere por , mente ad avventurarsi in movimenti offensivi. ·Invece essi studiavansi di restringere.· le loro posizioni , trincerando le alture soprastanti a Balaklava e ligandole alla destra delle linee francesi ; un ri'dotto all'estrema destra_, sulla gola per cui lungo il mare si gira il monte Biblak , ad oriente del porlo , compieva il sistema di difesa da quel lato. Più lardi que~te opere venivano occupate da tre battaglioni turchi , ma per il momento il lavoro veniva protetto dalla brigala degli hihglander~, da alquante truppe di marina e da 1.iluni battailioni turchi, sostenuti dalla 2\ brigata della 1a di,'isione francese; . le quali truppe prendevano posizione fra i ridotti abbandonati ed il villaggio di Kadikoi.' · Nella mattina ·cJel 26 , i russi effettuavano una sortita da Sebastopoli in varie colonne, e per il burrone del Carenaggio

muovE)vano ad attacçar.e l'ala destra ingle'se. In sulle prime si c1:ed,elle ç,he qqel!e _truppe si recasser.o per i.I . ponte d'lnkermaqq, a raggiu_nger~ ,il, porpo dì Li,pran<li ; ma poco cli poi, col fav9r(:l 4el.le ondµlazioni del suo.lo che in parte covrivano il loro nwvimento, I.e si v,idero avanzare rapidamente sulle alt[lre, _pr(tc,edute da l)Ulileros) cacciatori , 1 COI)lro la ~inistra ciella 2a divisione .inglese comandata da sir ~acy , Evans. La viya_resiste,l)za 1pppps,ta gai, posti jl.Vanzati , dava tempo ali~ ~divisione ingl-e~~ ,cli. p~end,ere" \e ~rmi e _sclùe1:arsi innanzi la frQnte del ~amp'l,- L'artiglieria) o,sto.:,aprivj\ il fuoqo. . . Al priip9,.._,colpo, di .cannone'. il dq,ca 9i , çambridge avev~ spe~ilo, suUu.og,9 . del :copflitto Jai- bi;ig~~~ .del.li~- gua1iie del maggiòr generale _B!!ntink , ~d,.\lna:;~ijlt~,ria.;;9~t!artiglieria; , il .geuer,ale Calhç.irl, era, acçorso con., u111reggif'~No dj ~~çciaÌori_; il ge,nerale Drown a~eva;,inv,j9!\l al,qu~n.li .çanapni,,ttiP so.~tegno d,ella sini~tra d~ll;i 2a _gi,yisi,one. ~I ,gen~r~\~, 89.~A~ei,, a\la ·sua volta, erasi JH)i'son~lmente,.1ìe.cat!f C nt ci,WIP~, ~~~taglipni sulla posizione attaccata., e, m~~so ~i-,di~p~~i~ipn~ 1di,1s!r, Lacy Evans; ·ma questi, gi"~(canq9 sQtfici,en~i le s~e,trpp,pe p_er r~~pinge~e il nemico., Ui!1g1;;i1iava H gf\!}.era)~1 fr&QçesAAéJ!a p~~te.se offert,a. ,' I russJ ; ohe avevano r,Lc,ono~c.~i,~<ì- I~ ,R)ey_ql~f~~.,dell~ di(ese dai quel l~to, ~. sp.era vanp , i»w~cli·,o!l~rsi,A~\_le,. ~Jtur,e1,1~}ta,çcarono energicamente. Ma;, acço!ti ,dal J qo,c, ,d,i 1~,.~ .,pezzi \l~posiiione e da g[lello de' primi corpi19i fanier,ia, il),g,le~e , l ifipi,vansi in disordine sin_nel fondo del burrone , lasciando sul suolo 1 30 n:iorti ,' ed in potere d~I ~emico 8(), prigioJ1ieri.· . , L'~llacco ùi ~ipràndi , , eseguito innanzi che .fÒssero giunti , lutti i rinforzi russi, non, poteva avere altro ,scopo che quello di fare una punta versco Ba!aklava, per incendiare . i riwgazzini i9glesi e gittare lo scompiglio fra _le navi raccohe in quel , porto. Chè, per quiv_i maptenersi definitivamente o impedire che gl'ingl_esi lo rioccupasse1:o, faceva mestieri. q_i_ ben altre fo~ze che non quelle dì cui il generale russo disponeva, li

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Voi. IV. - 2


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18 SUNTO DELLA GUERRA o'onrENT E quali erano d~b-Oli per lo stesso fine limitato propostosi. Perc~ò l'attacco centra le di Liprandi potesse essere SP,into a fondo, con probabilità di riuscila, voleansi tre condizioni. La , prima, che i monti Fediuchine fossero tanto fortem ente occupali , da essere sicuro che i franeesi, discendendo dalle loro posizioni del·l'altopiano, n~n potessero occupa·rli e minacciare le comunicazioni del corpo principale; altrimenti questo, al primo movimento un ,po' serio delle troppe francesi, sarebbesi veduto c.ostrello a desistere dall'attacco e ripiegare sulla Cernaia La secontla, che l'attacco di fronte _fo~se combinalo con un attacco girante, eseguito dalla colonna del generale Gribbe da Kamara, per il monte Spilia e la gola cbe, in prossimità del mare, conduce aù oriente del porto di Balaklava. La terza, cbe la guarnigione della piazza, numerosa di presso che 20,000 uomini, non rimanesse inoperosa durante l'allacco ed effelluasse uoa vigorosa dimostrazione contro la destra o la sinistra degli all::icchi , per contenere sull'altopiano buona parie delle truppe anglo-francesi. Invece, le alture di Fediucbine non erano occnpate da truppe su1Jìcie11ti , il generale Gribbe rimanea inoperoso a Kamara, e la guarnigione dellq piazza effett~ava la sortita l'indomani dell'allacco Ji Liprandi , quando non aveva più oggetto. . ,Cotesta frella di Menschikoff di all.1ccare da tergo gli alleali, tnnanzi craver raccolto tu tte le sne forz •. con un flu e secondario verso Balaklava, anzichè con quell o d1 far 1oglie1't 1·assed io alla cillà di S,!baslopoli , sarebb,~ se:1:..lhile, se i lavori anglo- francesi fossero giun ti si!fallame 1, ! ,~ pre~~o alle opere, da fa r lemere un assalto da un momento ;,il l'altro ; peroccbè alll)ra, )'attacco di Ralaklava avrebbe avuto p\'!r efTetlo di richiamare le maggiori forze alleate da quel lato, e fatto acquistare· ai russi quei giorni di cui aveano mestieri percbè giungessero lutti i rinforzi. lrll'ece, i lavori francesi più prossi mi alla piazza n'erano tuttora lungi -~00 metri , ed occorre-

SUNTO IJELLA GUERRA o'oRIIIJ<T!

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van·o m~lti giorni per superare questo spazio, in un' suolo che diventava ognor più roccioso ne' dintorni della piazza ; i lavori inglesi erano presso che del doppio lungi dal gran Dente e dai bastione Korniloff , ed aveano bisogno di maggror tempo ancora per essere condotti al punto da rendere · possibile l'assalto. Laonde 7 · I' anticipato attacco de' russi non può av_ersi a1tra ragione, che le sollecitazioni le quali giungevano gior- , nalmente da Piell'Oburgo, donde Nicola av·ea la smania di guidar le operazioni d_e' suoi eserciti. Ma allora, le mosse del 25 e del 26 volevano, ·almeno , essere simultanee e non successive, come furono, e n~n lasciare Gribbe inoperoso a Kamara; viemàggiormente che questi, in estremi casi , avea sempre una ritirata assicurai~ per ,la valle di Baidar, ritenuti com'erano gii alleati sulla destra della Cernaia, insino a che non fosse caduta Sebastopoli.

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SUNTO IJEl,LA GUERRA o 'oRIBKTE

CAPITOLO Xlii.

Lavori di alta6co e di difesa, dal 26 al 31 ottobre. -- Costr11zione di nuove batterie, ed effetto del loro fuoco. --· Apcrtui·a della 3 paml~lla , nélla 1wlle cieli' 1 al 2. - Consecut-ivi lttvori sino al 5. - Forze rispettive degli eserciti belligeranti m quell'epoca: - JJal/aglia d'lnkermaim. - Considerazioni. 4

Dal 26 al 31 ottobre, gli assedianti proseguono i loro lavori. I francesi c~struiscono tre cammini a svolte, che dalla 2• paralella <lenno condurre allo stabilimento della 3' paraleIla; 110 11 che sei nuove batlerie, che prendouo i ·numeri 1 O, 1 1 ,~ 1 '2, 13, 1 ,i. e 1 4- bis, per le quali destinano il seguente armamento: cannoni da 2,i. 4 Batteria N. 0 1O 7. obici da 22 c. 3 f Batteria N. 0 1 ·1 10 1· caunoni ua 30 u SHrvita dalla marina 4. obici da 22 c. 4 I cannoni da 2/~ Balleria N.° 12 8 4 i obici da .22 c. cannoni da 16 2 Balleria N. 1 3 id. da 24, 6 2 obici da 22 c. 2 Batteria N.° 14, . mortai da 2'2 c . . 6 Batteria N. 1 4 bis . mortai da 15 c. 6 1

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Totale 47 Di queste batterie, le une sono destinale a battere la faccia sinistra del bastione dell'Albero ed una batteria di quattro pezzi

SUNTO DELLA GUE RRA D'ORIENTE 2~ dai russi costruita inuanzi di essa\ non che l'interno dello stesso bastione; le altre, le batterie cost ruite dai russi su i fianchi del gran burrone nel!' inlen :o di controbattere le batterie francesi , e spazzare con l_a metràglia il terreno che do- _ vrebbero porcorrere (·e colonne per l'assalto. li fuoco dalle due parti , dopo il 19, _nnn era stato mai più sospeso. La batteria N. 2 soffri~a gravi danni , sopratutto dietro lo scoppio del suo magazzino di polvere cagionato dalla caduta di Qna bomba, ma non per questo cessava dal trane. Lanciavansi razzi incendiarii con grandissima precisione, ma con effetto non maggiore degli esplosivi , (!e' quali erasi fatto uso ne' giorni precedenti. La maggidre molestia, soffrivanla i rnssi dai tiratori scelti collocati nella 2• paralella. A questi essi studiavansi opporne di altri, ed il 28, ~e aveano postato buon numero in guisa da prendere di fianèò e di rovescio i lavori francesi; ma, sloggiati dal fuoco aggiustato dei tiratori francesi , ritiravansi nel fossato della faccia destra del bastione dell'Albero, donde invano adoperavansi a i-aggiungere, con tiri molto curvi, gli µomini delle trincee. In tutto questo tempo, i russi n·on ,ristanno dall'aggiungere nuove opere alle già costruite, innanzi e indietro il bastione dell'Albero ed il Centrale; non che nelÌ'inter·vallo fra questi due bastioni, per ravvicinarne le difese , e su i fianchi del gran bnrrone. Sopratutto· vengono rese formidabili ed armate di potente artiglietia le opere del lato orientale, donde i lavori inglesi procedono sempre assai lentamente. Di sortite, dopo quella del 20, i russi non ne effettuavano altre. Invece limitavansi a molestare il nemico notte e giorno con un fuoco violento, ad intervalli , e sovente covrivano di _metràglia i lav,ori più avanzati. Ma, nella notte del 29 al 30 , · una cinquanlina di uomini uscivano dalla piazza, e, protetti dall'oscurità , indirizza\'ausi sulla balleria N, t; presso a rag-


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SHNTO DELLA GUERRA D 0RIENTB

SUNTO DELLA GUERRA D'ORIENTE

giungerla, trovandosi arre!>tati dal fuoc11 di tre compagnie del 26° di linea francese, facevano una scarica genNalc e ritornavano su i loro passi. Il 30 un vascello di linea russo andavasi ad imbozzare di rincontro' una batteria costruita ·dagl'inglesi presso la riva, e scambia\o con questa il fuoco durante il giorno , nella noti<'

dell'avvallamento del terreno rende impossibile d·i congiungere , per mezzo -di altra paralella. ' Il fuoco de' russi, ricomincialo gagliardo la mattina del 2, proseguè alla stessa maniera ne' due giorni consecutivi, e non pochi danni arreca alla batteria N. 13 , ed a quelle della sinistra sopratutto, contro di cui le ardglierie nemiche sono concentrate in maggior numero e più da pre~so. E poichè esso facevasi più vigoroso pì·ecisamente nell'ora in cui venivano riapprovvigionate le balle rie , usa\'asi la precauzione di avvolgere le ruote de' carri con pelli fresche di animali , affinchè il rumore del traino non <lasse la sveglia al , nemico. La prossimità ùe' lavori' francesi alla piazza, e la quantitÌl delle artiglierie ond'erano armate le lorcrballerie, consigliavano i generali alleati a fissare l'assalto a[ bastione dell'Albero per il giorno 6, secoudato 'da attacchi secondarii al bastione Centrale, al gran Dente ed alla torre Malakoff. A tal fine facevansi tutti gli apprestamenti ; disponevansi drappelli di scelte t ruppe, ricontscevasi il terreno che doveano percorrere le colonne di attacco, accresqevasi l'energia del fnoco. Nelle due sere consecutive det 3 e del 4, muovevano dagli estremi della 3• parale.Ila due uffiziali del genio, per riconoscere il fossa•to del bastione dell'Albero ;· le guardie in esso poste non permellevan·o loro di _misurarlo con precisione , ma l'altezza alla quale apparivano gli uomini, lo facevano gi udi care· della larghezza di meglio che 3 me,tri e della p1·ofondità· di 1,m 50 a 2 metri. La prossimità delle trincee francesi alle opere della piazza; l'energia del fuoco, i rinforzi che continuamente giungevano _·agli alleati e l'approssimarsi della stagione invernale , che questi doveano studiarsi di non passare 'nella posizione in che si tl'Ovavano , facevano in ogni momento temere ai mssi un assalto generale. Cotesto timore. era siffallamente grave, che ogni mallina ai-primi albori , in quell'ora appunto che ordinaria-

ritiravasi.

Compiute ed armate1 Je nuove ballerie costruite dai francesi viene la mattina del 1 ° novembre ad aggiungersi il fuoco dei loro 47 pezzi a quello de' giorni precedenti. G!'inglesi, alla lor \'Olla, accrescono l'energia del fuoco. Nelle ore pomeridiane il bastione dell'Albero, precipuamente preso di mira negli attacchi de' fr,ancesi, rallenta il suo trarre e finisce quasi per sospenqerlo, a cagione di non lievi danni sofferti. I lavori francesi erano ormai a soli 1 40 metri dal saliente del bas_lione dell'Albero, dove il genio avea divisato di aprire la 3• paralella. Questa pericolosa operazione veniva intrapresa nella notte dell'uno al due alla zappa volante, usando la precauzione di covrire i lavoratori con due ordini di gabbioni, l'uno all'altro addossalo, riempiti di sacchi da terra e coronati di fascine al di sopra; precauzione indispensabile per covrire gli uomini contro il fuoco incessante del nemico a breve dist-anza, in un suolo roccioso ed in gran parte ribelle alla zappa. In sulle 4 del mattino seguente, il nemico inonda di proietti la nuova trincea; ma·, il suo spalleggiamento essendo di già tale da poter covri re ,gli uomini, tutto il danno .si riduce allo spostamento di qualche fascina. ' ' Nella notte <lei 2 al 3, la nuova paralella viene sprolungata sino ad un'antica cava di marmi, e ne' giorni e nelle notti seguenti viene slargata ed approfondita per mezzo · della mina. Da quel momento s'incontrano le maggiori difficoltà a procedere innanzi, lungo le strette creste che cqnducono al bastione dell'Albero ed al Centrale, con lavori isolali 1 che la profondità


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SUNTO DELLA GUERRA o'ORIENTE

mente prescegliesi per- simiglianti imprese, essi facevano toni gli apprestamenti di difesa come se avessero dovuto opporsi ad un assalto. Le ,opere tutte venivano guarnite di numerose _ truppe , raddoppiavasi l'energia, del fuoco contro ì lavori di approccio , ed alle t a 500 bocche da fuoco di grosso calibro ond'era armata la piazza ad oriente ed occidenle, veniva aò aggiungersi il fuoco di 50 a 60 pezzi da cilmpo, dispo.:,li in guisa da covrire di metraglia lutti gli aditi pe' quali potessero procedere le colonne di attacco. Ma cotesti non erano che mezzi come protrarre I.a ·difesa, e dar tempo all'arrivo delle rimanenti truppe d-i Dannenberg per impegnare una grande battaglia, dal cui esito soltanto · dovea dipendere la sorte della piazza. Finalmente, il gioruo 4le ·trnppe russe erano ormai tolte concentrate sulla Cernaia, . da ln.kermann a Ciorgtin , ed una divisione comandata da so·imonoff era entrata nella piazza a rafforzarne la guarnigione. Nel complesso, esse offrivano la forza seguente:

uomini pezzi Fanteria Cavalleria Artiglieria Cosacchi .

70,000 9,000 J,000 3,000

282

Totale 85,000 282 Le truppe alleàte in quel momento raggiungevano ad un di pressp la forza di 70,000 uomini, con 120 pezzi da campo. . pelle quali truppe, , 46,000 erano fran_cesi, ordinate in cinque divisioni di fanteria, comandate dai generali Espinasse (sosti-tuilo a Canrobert), _Bouat (sostituito a Bosquet), Principe Napoleone, Forey e Levaillant, ed una brigata di cacciat<,ri d'Africa comandata dai generali Morris e d'Allonville; 19,000 inglesi, in quattro divisioni di fanteria di linea sotto gli ordini dei generali duca di Cambridge , sir Lacy Evaus, Englantl e

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- Cathcarl, una divisione di fanteria leggiera comandata da sir ·Giorgio Brown, efl· una di èavalleria guidata ùal gene1•ale Lu,oan; 5 in 6000 turchi , in una divisione di fanteria; un quinto almeno di questa forza stava negli ospedali , per . malattie o per ferite. La loro disposizione era pu..- sempre la stessa che per lo innanzi: cioè, tre divisioni componevano li corpo di assedio fràncese sotto gli ordini di Forey; quattro divisioni ed una brigafa, il corpo di assedio inglese; due ùtvisioni francesi ed i cacciatori <l'Africa 1 sotto gli ordini cli· Bosquet, H corpo di osservazione; la divisione turca, una brigala di.• fanleria '·inglese e la cavalleria di lord Lucan, stavano a guar.dia dei trinceramenti di Balaklava. Il princLpe Menschikofl', giudicando non dovere più oltre indugiare la battaglia, tutto disponeva per la maUinà del 5. Due cor.pi, sotto gli ordini di Dannenberg, offrendo nel complessQ una forza di 31,000 uomini e 134 bacche . da fuoc~, doveano per il burrone del Car.enaggio ed il ponte d'Jnkermann ·attaccare l'altopiano occupato dagl'i~glesi, batterli, e prendere di rovescio da un lato il corpo di osservazione po8tato sul ~onte Sapun, dall'altro le truppe di assedio e i lavori. · Il corpo di •S01monoff che dovea uscire da Sebastopoli, era forte di tre reggimenti della 1 o• divisione, tre della 16• ed uno della 11', 17,000 uomini all'incirca e 38 bocche da fuoco;' quella di Paolow, che dovea passare la Cernaia al ponte d'Inkermann, componevasi di tre reggimenti dell' 11" divisione e due della 17", 1 4_,000 uomini e 40 bocche da fuocò: la . ri-manente artiglieria, dovea rimanere in riserva. In pari tempo, per ritenere le truppe del corpo di ossèrvazione nelle lor.o posizioni, il principe Gortschakoff dovea etfet, luare una dimostrazione dalla parte di Ciorgun, verso il monte Sapun, con un corpo di 10,000 uomini di fanteria, 6000 di cavalleria e 1'00 bocche da fuoco; dimostrazione ch1egli dovea mutare in un attacco formale, solo dopo la riuscita dell'allacco


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principale , affine di sboccare sull'altopiano -per la strada Voronzoff, nel momento opportuno, e compiere, la disfatta degli alleati. Altra dimostrazione effettuata da un piccolo corpo di 3 a 4-000 uomini, comandato dal generale Timoft.-itf, contro la sinistra de'.lavori di assedio francesi, . dÒvea impedire al generale Forey di spedire soccorsi agl'inglesi où I ge1)erale Bo_squet. . . L'altopiano d'Inkerl))ann, largo pel medio 1 oC , metri all'incirca, è limitalo ad oriente dagli scoscendiment che vanno a finire sulla Cernaia, su cui le . sommità delle altur-~ sono elevate un 250 metri; ad occidente, dal burrone del Carenaggio. Un burrone, detto delle Cave (Carl'ières), solca nel • senso longitudinale !'.altopiano, e va a confluire cot, la Cernaia poco al di sopra del ponte di pietra, ·su cui si attraversa questo fiume. Due altipiani dominati da culmini, stanno:, l'uno all'origine del burronè delle Cave , il quale va a finire sulla c'ernaia con due speroni elle forman'o nel mezzo un piccolo burrone; l'altro più a settentrione, para!ellamente al bun:,one dell() Can•, e va ~o' suoi fianchi a· finire sul ponte della ' Crrnaia1: fra questi due altipiani, il terreno è leggiermente avvallato e coverto di cespugli in tolta la sua distesa. Dal ponte I della Cernaia si diramano due strade: l'una lunghesso la · riva, la quale i;onduce nella città di Sebastopoli a selteqtrione della torre Malakolf; l'altra risale l'aspro burrone delle Caw, e va a raggiungere la s\rada Voronzoff. Due comunicazioni, più o meno disagevoli , seguono le sommità dei fianchi <lei burrone del Carenaggio, e conducono sull'altopiano all'origine del burrone· delle Car(l. Una nuova comunicazione era stata aperta dagli zappatori russi, affine di superare più agevolmei1te l'altopiano allo sbocco del ponte della Cernaia. Due spalleggiamenti di un 120 metri di sviluppo, costruiti con muro a secco su i culmini .dell'altopiano ch'è all'origine del bul'rone delle Cave, e che noi indicheremo co' numeri 1 e

su~o DELLA- GUERR.~ o'oRIENTE

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2, eov-rivàno la fronte della divisione inglese di sir Lacy Evans forte di 2o00 a 3000. uomini, ed accampata sotto tende poco piò •a mezzodì, dove il terreno alquanto si abbassa e si spiana. Altri due spalleggi_amenli più piccoli, N. 3 e ,i., alla stessa ma· ,ni•era costrutti, stavauo alquanto più i nnànzi sulla strada d'lnkermann e sulla comunicazione della destra del burrone del ·Carenaggio; le quali congiungonsi in una sola, che passa fra i trinceramenti N. 1 e 2. Una specie di ridotto, o meglio batteria per. due cannoni, costruita con sacchi a terra sul pendio dello sperone eh'~ sulla destra del pie.colo burrone, batteva gli aditi dalla parte della Cernaia. Le quali difese, deputate a covrire i posti avanzati più cbe. altro, erano troppo deboli per un punto di tanta' importanza , donde potevasi girare· ad un tempo il ·corpo di osservazione e le truppe di assedio. Sulle alture che stanno sulla destra della Cernaia, allo sbo·cco · del ponte ·di pietra, i russi aveal)o costruito taluni trinceramenti armali di artiglieria, affine. di spazzare i fianchi dell'altopiano clfè sulla sinistra del burrone delle Cave, ed agevolare alla colonna di Pa·olow lo sboccare dal ponte su quell'altopiano. Una.dirotta pioggia, durata presso ché senza interruzione tutto il giorno ,i. e parte della notte, avea stemperato il terreno e. rendutolo disagevole alla circolazione più che ordinariamente non fosse; ciò non per tanto, · Menscbikoff avea persistito nel pensiero di a'ttaccare il campo inglese al sorgere ,déll'alba. Viemaggiormente. che la sera, essendo giunti •nella · città i gran duchi Michele e Nicòla per assistere a quell'importante ,fatto d'armi, erasi con la loro presenza eccitato l'entusiasmo,.•delle truppe. Soffiava sull'altopiano un vento umido e.freddo, ed nna fitta nebbia che avviluppava tutta la valle ed il fondò dei burroni, ag~volava gli apprestlfmenli dell'attacco all'insaputa degli inglesi; i quali, non usi alla vigilanza del servizio dei posti avanzati, udivano soltanto verso le t antimeri-


SUNTO DELLA GUERRA 0'01tTENTE 28 diane un rumoreggiar di càni n~I fondo della valle, che essi scambiavano con quello degli arabas, che soievano avvantaggiarsi dell'oscurità delle notti per entrare nella piazPoco prima di qu~ll'ora, i due corpi di So'imon< · e Paolow prendevano le armi. Il primo (reggimenti .Chaterineb. g, Romsk, Kolyvan, Vladimir, Susdal, Uglisch e Butlrnrsk), use I pel' la sinistra della torre di Malakoff, seguiva la comunicazion"l del fianco destro del burrone del Carenaggio, e recavasi ad occupare la cresta dell'altopiano di rincontro. a quello occupato dagli inglesi. Il secondo passava iI ponte della Cernaia, coi reggime;iìi Ochotsk, Borondinski e Tarontinski in testa, con otto bocche· :Ja fuoco di posizione, cui tenevan dietro il reggimento lakusk e 12 bocche da fuoco,' e tosto dopo il reggimento ,Seleusk con fa rimanente artiglieria : non appena sbocc.Jto sulla riva sinistra, il reggimento Ochotsk con l'artiglieria appoggiava a destra , affine di raggiungere l'altopiano quivi di rincontro per la via aperta dagli zappatori , !;Ul quale erasi indirizzato pure So'imonoff; ed .i reggimenti Borondinski e Tarontinski seguivano sulla sinistra _ da prima la strada del burronè delle Cave, indi attraversavano questo, e in due colonne, per la destra e la sinistra deL piccolo burrone, ·s'indirizzavano sul ridotto, o batteria, costruito dagli inglesi da quel lato. ln1 sulle 5 le avanguardie russe appressavansi inosservate alle granguardie inglesi , nel momento appunto che il maggior generale Codrington visitava i posti avanzati. Questi rientrava appena nella sua tenda, allorchè udiva sulla_sinistra del campo una viva fucilatà, che non tardava, ad estendersi sulla destra ancora; erano gli antiguardi di Paolow e Soimonoff che attaccavano i )Josti avanzati. L'allarme è tosto dato al campo. La 2• division( inglese, che ·in assenza di Lacy Evans è comandata dal maggior generale Pennefatber , prende le armi , e i frattanto che i posti avanzati .disputano il terrei10 al nemico e lentamc~nte indietreggiano, si schiera sulla eresia dell'alto-

SUNTO i'ELLA GUERRA o'oRIENTE 29 piano', dietro i tri'nceramenti N. 1 e 2, la bl'igala Adams a clestra della strada , quella di Pénnefather a sinistra , l'artiglieria sulla fronte. ,, La nebbia, ond'ern .avviluppato tolto il terreno èircostante, celava le mosse delle . colonne Tusse e toglieva di scoprire la vera natura di quell'attacco; viemaggiormente, che in quello stesso momento il tuonare del cannone dalla parte del monte Sapun faceva temere gl'inglesi per Balaklava, di cui erano usi pi·eoccuparsi ·<.li preferenza, a cagione che quivi te11evano i loro . magazzini e tolti i mezzi per alimentare la guerra. Per la qual cosa, le prime disposizioni erano non altrimenti dirette the ari 'arrestare di fronte la marcia dei -russi dalla parte di Inkermann , frattanto che ·il nemico spiegasse meglio fe sue intenzioni dall'altro lato. La divisione leggiera del generale Brown non tardava a postarsi sulla sinistra di quella di Lacy Evans, con la brigata Butler (33°, 77° ed 88° di linea) a destra, quella di Co<.lrigton (7°, 19° e 23°) sulla sinistra. Queste due divisioni vellivano , successivamente rafforzate dalle altre truppe, ,dagl'highlanders · e da una parte della cavalleda in fuori, che rimanevano a Balaklava. La divisione Cathcart postavasi in seconoa , .linea, con la brigata Goldin (20° , 21 ° e 46") sulla sinis'lra · deHa strada, la · brigata . Torrens (57°, 63° e 68°) sulla desk'a. A destra della divisione Lacy,Evans prendeva posizione la brigata Ben link' delle ·guardie, comandata dal duca di Cambridge. Infine, la brigata Campbell ( ,i. 28° e 26°) della ùivisione Rngland schieravasi all'estrema sinistra della linea . .Di maniera che,. un 1ora dopo i primi colpi di fuçile, tutta la parte disponibile dell'esercito inglese, 8 in 10,000 uomini all'incirca·~ stava schierata sulla cresta dell'altopiano dietro i trinceramenti N: ·1 e 2, ·con l'artiglieria della 1• e 2' divisione sulla fronte . , - Respinti i posti avanzati inglesi , ·Soimonoff e Paolow spiegavano la loro artiglieria sull'altopiano di rincontro a quello oc0

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cupato dagli inglesi; e, sollo la protezione del· suo fuoco, i reg- gimenli Romsk, Kolyvan e Catherineburg del corpo di S01monoff avan1.a,·ansi snl'la destra, per le due vie cbe menano sulla fronte del campo inglese, e i r·eggimenti_ Borodinski e Tarontinski del corpo di PaoJow sulla sinistra, sole trnppe che la ris,trette1.za del terreno facesse abilità di spiegare. Gli allri quattro reggimenti di So'imonoff rimanevano in riserva, dietro la cresta dell'altopiano occupato dalla sua artiglirria, ed i tre di Paolow pfù a sinistra. Alle 8 del mattino, l'allacco dei russi era compiutamente spiegalo da questo lato. Primi ad udire, nel campo del corpo di osservazione francese, il fragore del combattimento impegnuto sull'altopiano d'lnkermann, si erano i-sold:1ti della 2' divisione a quPllo più prossimi. Bauuta la generale, Bosquet fa prendere le armi alle sue truppe e si reca ad osservare le mosse del nemico dalla parie della pianura sottoposta. Nel fondo della valle , fr~ la nebbia cbe tutta l'avvolge, vedonsi mal disegnate le tre linee in cui Gortschakoff . ba ordinate le sue fruppe, coverle innanzi da molte bocche da fuoco. li generale Bosquel fa disporre la 1• e 2• divisione lungo le linee di circonvallazione, con alquante riserve . indietro; e poichè sembra precipuamente minacciato l'adito all'altopiano per la strada Voronzoff, presso il telegrafo, quiv.i .fa postare le due baiterie•della 2' divisione, l'una sulla cresta presso una balleria da 30 quivi collocata qualche giorno innanzi, l'altra sul pendio, in un'opera a coda·di rondine costruita a sinistra della strada. Ma, da vero uomo di guerra , egli a".eva di gia giudicalo no_n potere la mossa del nemico, da quel lato, essere altro che una dimostrazione diretta a distogliere l'allenziùne dall'at\acco principale, che dovea essere •quello d'lnkermann; tloùra il punto debole delle posizioni degli alleali , e donde il nemico poteva raccogliere maggiori frutti dalla villoria. E però, frattanto che le sue truppe facevano le loro disposizioni, egli re-

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cavasi a\'cc1mpo inglese, seguito dal generale Bourbaki con un battagli~ne del 7° lrggiero, uno del 6° di lin•ea, quattro compagnie~dì cac~iatori a piedi e due batterie di arliglieri~ a cavalld della ris~-rva. Prèsso ad un mulino, poco luugi dal luogo del combattimento; egli incontra . i generìJli Brown e Cathcart, ai ·quali manifesta lè sue apprensioni, ed offre p~r il momento il ·concorso delle truppe che lo seguono, promettendo di quivi ttichiamarne di altre se facesse nòpo ; ma i generali inglesi lo ringraziano, siccome avenno fatto nel giorno 26 del n1ese 'precedente, giudica·ndo sufficienti le loro ris•erve a respingere · l'allaccò, e limitansi a_ chiedergli dì covrire alquanto il loro ·fi'anco destro. Egli allora 'destina a quest'ufficio i battaglioni di fanteria .d<'I gener.ale Bourbaki, e <ion le due batterie di· artiglieria a cava\l·o va a raggiungere il corpo di osse~vazione. In quel momento la n~bbia cominciava ad in'nalzarsi, ·e dalla posizione del telegrafo potevansi scovrire le mosse d~ Gorsl-, schakolf. te lrnppe di questi muovevano in tre· colonne, di tre battaglioni ; ciascuna: quella del centro, con tre batterie sulla fronte ('I), di cui una di posizione, in°dirizzavasi verso ,il coHe delìa strada Voronwff; quella 1H sinistra, · con una batte• ria, recavasi ad ' occupare le alture- Fediuchine; quella di destra, con sel pezzi, ,indirizzavasi per Kadikoi verso il· colle di Balaklava. La cavalleria, forte di ,58 squadroni, segui~a in seconda linea ; l'artiglieria di riserva e la rimanente fanteria stavano alquanto P.iÙ indietro. Giunte alla · distanza di ~000 metri all'incirca dalle , posizionì. franc'esi ; le eolonne russe si arrestano e l'artiglieria apre . ' il fuoco; i francesi vi rispondono, e dalle due parlt_ s'impegna ·una cannonata inefficace, che durn fin presso le 9 del mattino.

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...

(I) Le ~alterie russe sono di 8 pezzi, a differenza di quelle francesi ed inglesi che sono di sei.


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La mollezza de11e mosse di · Gortscbakoff, la distanza alla quale veniva mantenuto quel fuoco, l'inerzia in che rimanevano le colonne russe. e le altre truppe indietro ' lo(l'lievano fin . o l'appare117,a dell'attacco a quelle disposizioni, e svelavano troppo palesemente la loro.vera natura. E però, essen<lo in quel momento giunto da lukermann · a tutta carriera il segretario di lor<l Raglan, colonnello Steel, per annunziare ul generale Bosquet la gravezza çel pericolo ond'erasi da quel lato minacciato, questi non esita un solo istante a spedire l'or<linc al gènerale Bourbaki di muovere prontamente in soccorso Mgli inglesi, per attaccare in fianco ·1 russi -ed arresiare l'impeto dell'attacco; ed in pari tempo, invia .a quella volta un baltagliòne di zuavi ed uno di tirailleurs algerini della brigata di Aulemarre della 2• di"visionc, non che le due batterie di artiglieria a cavallo non . ha guari ritornate di colà. E poichè i messi dal campo inglese succedonsi senza posa, tutti annunziando i progressi dL•I nemico, il generale Bosquet fa distenderi:l· la _1" divisione sulla sinistra , per occupare il posi o della 2', ed indirizza verso lnkermann il rimanente delle truppe disponibili di questa, consistenti in un battaglione di zua.vi e due ~lel 50° di linea, non che una batteria di artiglieria , essendo l'altra ri. . . '. masta ID pos1zrone presso il colle della strada Voronzolf. Lo stesso generale Bosquet, date le sue disposizioni, lanciasi di galoppo a quella volta. Dalle 6 del mattino, gl'inglesi resistevano con eroica fermezza a tutti gli attacchi dei rnssi. Sulla rle"t.ra, i reggimenti Borodinski e Tarontinski del corpo di Paùlow attaccavano il ridotto rivolto verso la Cernai'a, che difendevano i coldstreams, e, dopo reiterati assalti c~n vario ~uccesso, finiva~o per impadronirsene. Sul centi·o e sulla sinistra, i reggimenti Romsk, Kolyvan e Catberineburg del corpo di So'inìùnoff, lanciavansi alla baionetta contro le posizioni inglesi, ma erano respinti; allora So'in10notf faceva avanzare tulLa l'artiglieria del ,

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suo corpo, e, non sì tosto vedeva scossa dalla metrnglia la fermez.za del nemico, lanciava tre battaglioni di Romsk e Kolyvan contro i trinceramenti N. 1 e 2, e se ne impadroniva. Snlla estrema sinistra, invece, due battaglioni di Catherineburg che per il burrone del Carenaggio tentano dì girare il fianco delle trnppe inglesi, v,!ggonsì arrestali e respinti Jalla divisione Brown, nel momento appunto che stanno per raggiungere , l'altopiano. Gl'inglesi cercano profittare di questo momentaneo · successo, per ripigliare l'offensiva; ma vengono arrestati ·dalla melraglia dell'artiglieria russa, che domina il terreno sottoposto. Nel momento che gli inglesi eseguono c:uesto movimento di ritirata, lenlamen1t e con una calma impe'.turbabile, giunge sul campo di battaglia il generale Bourbaki , il quale non aveva atteso l'ordine di Bosquet per accorrere in soccorso degl'inglesi. Schierate le sue truppe sulla destra di qnes.ti, egli le lan.cia alla baìonet.ta sul fianco dei reggimenti Taronlinski e Borodi nski, li respinge di là dal ridotto e fa abilità ai coldslreams di rioccuparlo; i russi , in disordine, si ritirano pi•eci pitosamen te. Sul centro e sulla sinistra, gl'inglesi banno alla lor volta r'ipigliato l"offensiva e rioccupato le loro posizioni; ma, nella loro marcia innanzi, veggonsi arrestati dal fuoco dell'artiglieria russa vantaggiosamènle postata. Il combattimento prosegue con indicibile accanimento. li generale Stiimonoff, il colonnello comandante l'artiglieria , un altro generale e quasi tutti gli uffiziali superiori dei reggimenti russi entrati in azione, sono stati mes-,i fuori combattimento. Il generale Canrobert, al primo allarme, avea fatto prevenire le sue truppe nei differenti campi di tenersi pronte ad accorrere dove maggiore fosse il pericolo. Recatosi di poi die. lro l'estrema destra degli inglesi, donde poteva meglio giudicare la natura degli attacchi dei russi verso lnkermann e Balaklava, avea spedito l'ordine al generale Forey d'inviare una Vol, IV. -·· 3


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bf'igata della 3' divisione in soccorso degli inglesi; ed assicuratosi df'lla saggnza delle disposizioni del generale Bosquet, Ùasi indirizzato Vfl'SO l'altopiano d'lnkermann. Egli giongeva sul campo di battaglia in sulle 9 antimeridiane, qnando gli inglesi, con la cooperazione del gen~rale Bourbaki, 1'i()0cupavano le loro posizioni. In quel momento le truppPeranu impegnate tutte in una li,iea, ed in riserva non v'era cbe una parte della Ci}valleria inglese giunta in quel momento, e che la natura dei térreno rendeva dì nessuna utilità. Penetrato della gravita del pericolo che correvasi , nel caso i russi avesserv ripigliato energicamente l'offensiva, egli spediva l'ordine alle truppe che erano già in movimento, di affrettarsi a giu ngere sul campo di- battaglia; dove richiamava altresì la brigata Espi nasse della 'I• divisione ed 1m reggimento di cacciatòri d'Africa, avendo in quel momento cessato òi tuonare il cannone di rincontro le posizioni del corpo di osservazione. 11 generale Dannenberg, ò;.l canto suo, che dalla sommità di un'altura seguiva !'andamento della battaglia, vedendo la sua ala sinistra in piena rotta ed in ritirala vrrso il fondo della valle, spinge innanzi i tre reggimenti òi Paolow non ancora impegnati. li reggimento Ochotsk allacca con inipeto il ridotto sull'estrema destra degli alleati, chP. i coldstreams, nel JlllnÌero di 700, difendono con moltissimo valore. I russi, respinti , invano ritornano ripe!ulanwnlt! ,ì11·:it1a (•co : fin chè, faltP indietreggiare le truppe di Bourbaki l '- da ogni donde cit·cuito il ridotto, i coldstreams vf'ggoni,;i costretti ad aµrir~i un van~o alla baionetta. ~ Nella gravità della posizione, il generale Cath,·art, ali.i testa delle sur, truppe, carica il centro e la destra russa, e fa abilita a Bourbaki di riprendere l'offensiva, ed al coldstreams di rioccupare il ridotto; ma per breve tempo. Chè, sopniggiunto il reggimento lakusk, e più a destra ,quello di Seleusk, entrambi ne scacciano nuovamente gl'inglesi e costringono Bourbaki a

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muovere in ritirata. Frattanto Cathcart, che nella speranza di rigettare l'ala destra russa nel burrone del Carenaggio e separarla compiutamente dalla sinistra, era disceso dalla sommità che occupava, vedevasi bruscamente arrestalo dai russi. In di- • follo di munizioni, gl'111gltJsi si scagliano alla baionetta cd impegnano un'accanita zuffa; sono respinti, e, nel momento che • eer,:ano di riguadagnare le loro poaizioni, il g(•ucralc Toncns è gn.1, emente ferito, Cathcarl è colpito da nna palla 11ella lesta e cade morto. I russi allora attaccano i trinceramenti N..1 e '.2, e dopo accanita lot ta se ne impadrnniscouo. - Gl'inglesi e le truppe di Bourhaki sono in ritirata su t·uua la linea. La ballaglia è accanita, ii terreuo è ceduto passo a passo, ma i progressi dd nemico · sono continui. I suoi cacciatori giungono fin sui pezzi it1 batteria, due cannoni sono caduti in loro potere, una delle sue colonne sta per sboccare sulla strada. Buona parte df:i genernli inglesi sono fuori combattimento. Le il'llppe inglesi sono ormai stanche. dal continuo comballcre, cd oppresse dal numero; mentre che il nemico ba tuttora in riserva quattro reggimenti del corpo di Soùnonoff, che non hanno ancora bruciato una _cartuccia, e con .cui può ,ifferrare la villoria. Qualche istante ancora, e la sorte delle armi è decisa. In queslv momento decisi,o giuuge il generale Bosquel , . con un battaglione di zuavi ed i tirailleurs ;ilgerini della bri.gilla d'Aulemarre, e fa senza indugio ripetere la manovra del generale Bourbaki. Quelle trnµ pe allaccano al la baionetta le 0olunne rnsse ,;nl fianco sinistro, le rigettano le une sulle altre e le inseguono sino al di lìr del ridotto. Gl'inglesi sono troppo alfranli dalle fati che del coml.Jattimenlu, per couperare a questo ritorno offensivo; ma i11 quel momento giungono le rimanenti truppe della brigala d'Aulern :trre (un battaglione di zuavi ed il 50° di linea) , caricano l'ala destra russa, la respingono e riconducono gl'inglesi sulle loro posizioni.


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SUNTO DELLA GUERRA D 0RIENTE

SU~TO DELLA GUERRA D'ORIENTE

Frattanto il generale Bosquet, sulla destra, essendosi nell'ardore · dell'inseguire spinto al di là del piccolo burrone cbe sta diuanzi il ridotto , si trova ..ccercbiato sulla sinisrra dai ballaglionr russi che occupano l'origine di quel burrone, e sul punto di cadere in loro potere. !\Id la sua fermezza ne impone al nemico, e<l egli può in buon ordine effettuare la sua ritirala sino ali{> sperone su cni sta il ridotto; d'ondo, tutta. far~igliel'ia francese in batteria, contr~baltc efficacemente quella dei russi postata s_u!l'al~opiano di rincontro. Sor.o le 11 antimeridiane, e<l il nemico ha fatto un momento di sosta per apprestarsi ad un nuovo attacco. !\fa l'esito d~lla battaglia non .può esser più dubbio per gli alleati, essendo la brigata' Monet della 3• divisione, la brigata E~pinasse della 1• ed il 4° reggimento dei cacciatori d'Africa, di già in linea dietro il campo della 2' divisione inglese, in attenzione di un cenno per lanciarsi contro il nemico. Rettificala la posizione dell'artiglieria, i russi tentano un ultimo sforzo con la loro ala sinistra, ma sono respinti dal generale Bosquet, che li àllende da prima di piè fermo, ed indi muove loro incontro con tulle le truppe della 2• divisione. Perduta allora ogni speranza di superare le posizioni occupale dagli angl9-france3i , il generale Dannenberg fa le sue di sposizioni di ritirata. Per celnrne le mosse, r•p:li rafforza con artiglieria la destra <ldl'allopiano , dove posta pure due reggi menti della riserva; e, sollo un fooco gaglia n:o, ritira la sua ala sinistrar, l'avvia verso il ponte della Ù 1% 11,1. Poco di poi fa lo stesso delle truppe disponibili dell'ala dP.,in, che sollo la protezione di questa retroguardia slilano verso Sebastopoli. In sulle 2 pomeridiane gli alleati vedono i russi in piena ritirala, e tosto si danno ad inseguirli. Essi raggiungono la strada d'Inkermann sulla sinistra del bunone delle Cave, e, dalle alture che poco innanzi occupava l'ala sinistra russa, fulminano le truppe che sfilano ,i n disordine sul punto tfalla Cer-

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naia; le quali , parte prendono posizione sulla riva destra per contendere il passaggio , parte si recano ad occupare le alture quivi di rincontro. In questo momento due vascelli russi, il Chersoneso ed il Vladimiro, vengono a postarsi nel fondo della baia, per proteggere ad un tempo, col loro fnoco, lo sbocco del ponte e la riti :·ata dell'estremo retrognardo russo, r.be in sulle 4 pomeridiane abbandona la sua posizione e se.3ue il movimento dell'ala destra, verso Sebastopoli. Lo spingere più oltre· l'inseguire, i;otto il fuoco delle artiglierie delle navi e di quelle delle alture della riva destra, sarebbe stato imprudente consiglio. E però gli alleati sottraevansi a quelle offese, e la sera rientravano nei loro campi; rimanevano durante la notte, al bivacco dietro la 2• di visione inglese, una parte soltanto delle truppe francesi. , per tenersi parati cont1·0 qualunque più lontana eventualità: Suile prime ore del giorno , allorcbè l'azione era di già se riamente impegnata sul!' altopiano d'lnkcrmann, . uscivano da Sebastopoli, per la porta ch'è sulla d('stra del bastione della Quarantena, due battaglioni , una hatteria di a~tiglieria ed alquanti cacciatoi:i , sòtto gli ordini del generale Timofe'itf, per lanciarsi sulla sinistra de'lavori francesi , e con una diver• sione <la quel lato impedire al corpo· di assedio di spedire soccorsi verso lnkermann. Non appena fu ori della cinia, i due battaglioni si dispongono- in colonna per compagnie, con l'artiglieria nel centro, e, coverti sulla fronte da una linea.di cacciatori, s'indirizzano verso la sinistra della ·I• paralella francese. La nebbia impedisce alle guardie della trincea di scorgerli abbastanza di lungi, per dare l'allarme ed apprestarsi a riceverli ; e però, in sulle 9 del mattino, la trincea è invasa, e dopo una viva resistenza falla di traversa in traversa, te guardie vedonsi costrette a ritirarsi, lasciando che il nemico occupi le batterie n° 1 e 2 e ne inchiodi i cannoni. Al rumor del combattimento , accorrono celeremenle sul


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SUNTO DELLA GUERRA n'oRIENTE

luogo del conflitto due compagnie del ,, 9° hattagl:one di caccia-tori.Ifa piede e quattro della legione straniera, che stavano di riserva alla casa del Clocheton, rannodano il 39° ed il 19° di linea in ritirata, e tutti insieme si scagliano sul nemico alla baionetta. Il generale La Mollerouge, che iu quel giorno comandava la trincea, non tarda a giungrre alla sua volta con talune compagnie del 20° di linea, ma il nemico- ha di gia sgombrate le due bat_terie. Egli allora si lancia fuori della trincea co11 le truppe che lo circondano , allacca il nemico, lo insPgue sino ad nna casa detta della Riva, e <li dietro ad un muro diruto che fa occupare dalle sue truppe, impegna col nemico un vivo fuoco di fucileria. Qnesli chiama a sè il rinforzo di altri due battaglioni e di una . seconda batteria, che posta sulla destra della Quarantena , e ripiglia l'offensiva; ma è arrestato dal fuoco delle truppe dj La Motter~uge, che invano si sforza a sloggiare dalla posizione che hanno occupata. Il generale Forey, che al primo annunzio delle offese ne, miche dalla parte d' lnkerreann avea preso le sue misure, per star parato a qualunque eventualità, nell'udire la fucilata sulla sinistra della parale Ila, ordina ai generali d'Aurelle e de Lourmel di muovere in due colonne : l'una per la sinistra, accostandosi al mare , per tagliare da quel lato la ritirata al nemico; l'altra difilata innanzi di sè, nella direzione della Casa Bruciala, per incalzarlo di fronte e respingerlo nella piazza. La 2• brigata della 3• divisione viene indirizzata verso la casa del Clocheton, per appoggiare quel movimento sulla destra. li generale Forey in persona, cof 5° battaglion~ dei cacciatori a piedi, s'indirizza verso la casa delta delle Cave (Carrières), 800 metri all'incirca più a settentrione, affine di tagliare da questo lato la ritirata al nemico, nel caso si fosse spinto al di qua delle batterie invase. La divisione Le--: vaillant, ch'era in riserva, prende il posto lasciato dalle brigate d' Aurelle e de Lourmel.

SUNT O DELLA GUERRA o'oRrnNTE

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li generale , d'Aurelle, con la sua brigata, si spinge al pass'J di corsa sino alla baia della Q_naranlena, fa occupare dal 1 ° battaglione del 7 4- di linea i caseggiati che sono sulla sinistra di quella, e posta in seconda linea il colounello Beu ret con le rimanenti truppe della sua brigala , in una posizione domina11tè, per star parato alle eventualità. In pari_te:11po il genr.ralf\ /le Lourmel si spinge vivamente innanzi- sino alle alture della Qu:1ran tena, a malgrado di un fuoco micidiale cbe fanno i russi c!i dietro ai muriccioli a secco ed ai vigneti ond'è sparso il terreno da quel l~to. Trascinate dal suo ardore, le truppe sollo i suoi ordini_ e quelle <li La Motterouge inseguono, con la baio nella alle reni, il nemico in piena ritirata verso la piazza. L'in trepido Lourmel ba appPna oltrepassato un piccolo villaggio abbandonato, poco Jungi dalle opere della piazza,, allorchè, colpito da una palla nel pello,. è costretto suo malgrado a cedere il comando delle proprie truppe al colonnello Niol. Il generale Forey, da un'altura lungi_ un 600 metii dalla piazza, dov'è postato, vede l'imprudente ardore .con cui si sono spinte le truppe di Lourmel ad un attacco, impossibile _con quelle forze ~ sollo il fuoco micidiale dell'artiglieria e della Jucileria della piazza; calcolandone le funeste conseguenze , si affretta a ,;pedire l'ordine della i·itirata. E poichè l'effel. tuarla in massa avrebbe potuto riesci re _esiziale, ingiunge di sottrarsi il più prontamente possibile al fnoco micidiale del nemico, senza torsi pensiero per le spalle, ch'egli ed )I generale d'Aurelle avrebbero tutelate; salvo ad avvantaggiarsi della prima piegatura di terreno che avessero incontrato, per arrestarsi e riordinare le loro file. In tal guisa la ritirala e{fottuavasi senza gravi perdit~, ed il nemico ch'erasi alJretlato ad uscire nuovamente dalla piazza per inseguire le lrnppe francesi, vedevasi arrestalo dal fuoco <lelle truppe di d'Aurelle e costretto a rientrare definitivamente nella piazza. , 0


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SU!(1'0 DELLA GUERRA n'ORI.l!:NTII

Gravissime furono le perdite del 5 novembre , sopratutto per parte .dei russi, che, secondo le loro stesse confessioni , aveansi in tutto 9 in 10,000 uomini fuori combattimento , de' quali 8,769 morti e feriti ad lnkermann. Certo si è, che l'indomani furono sul campo di battaglia sotterrati 4,500 morti russi , raccolti 900 feriti , compreso un generale, ed imbarcati sul Vulcano. 250 prigionieri. Due generai! soccombevano sul campo di _battaglia, Sofaiouoff e Vilboa. Gl'inglesi, su di una forza di 8 a ,J 0,000 uomini, si ebbero presso che 3,000 morti e feriti. Sette generali erano posti fuori combattimento, de' qua·li mo.rii Cathcart, Strangways e Goldin; feriti Torrens, Bentiuk , Brown e Adams. Una divisione perdeva tulli i suoi colo_nnelli, cioè 2 morti e 4 feriti. I francesi perdettero 780 uomini del corpo di assedio, e 900 di quello di osservazione; in totale 1,680, de'quali 150 morti e 1 /i 30 feriti. È da notare, che le perdile degli uffiziali furono fuori di ogni proporzione con quelle degl'individui di t~uppa; perocchè sommarono a 24 morti, tra'quali il colonnello Camas- del 6° di linea, e 95 feriti. Il generale de Lourmel moriva tlue giorni dopo. Le . manovre de'russi si offrono gr_andemente. alla critica. Essi avevano ormai raccolti 85,000 uomini , compresi 3000 cosacchi e la guarnigione di Sebastopoli, E però, dedolli i 15,000 uomini degli equipaggi della squadra di che quella guarnigione precipuamente componevasi , e dedotto un quinto dai rimanenti fra malati e distolti per diversi servizi i, essi potevano disporre di 56,000 uomini per attaccare gli alleati ; i quali, de' lor6' 70,000 uomini, ne avevano un quinto, per lo meno, negli ospedali, e dovevano guardare una estesissima linea, da Kamiesck ad Inkermann e Balaklava. Per la qual cosa· ben poteva .Menschikoff tentare , con probabilità di successo, di costringere gli alleati a desistere dall'assedio, e minacciandoli di ricacciarli in ruare, sperare di iilrappar loro 1

la pace.

SUNTO DELLA GUERRA o 'ORIENTE

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: Il disègno generale di attacco era ben concepito. La di mostrazione sull'estrema sinistra de' lavori francesi, insieme con l'altra dalla p:1rte di Balaklava, doveano ritenere i corpi francesi di assedio e di osservazione nelle posizioni che occupavano., , frattanto che il grosso delle forze facesse impeto sull'alto.piano ù' Inkermann; che · gli inglesi guardavano debolmente , e dove u11lla avevano essi fallo per rafforzarlo cou opportune opere di fortificazione. Ma lo stesso non .può dirsi de' particolari tli esecuzione. Jl burrone del Carenaggio, siccome vedemmo, è fianchegT giato da tlue comunicazioni : l'una sulla destra , la quale aut.lava a sboccare sulla fronte del campo inglese; l'altra sulla sinistra , e riusciva sul -fianco si-oistro ed alle spalle di esso. Il generale So'imonoff segue la prima di queste comunicazioni. N.:i risulta che l'ala destra di Paolow , passato il ponte della Cernaia e raggiunto l'altopiano , verso le 8 del mattino, trovasi agglomerata dietro l'ala sinistra di So'inionoff; , e però nell' impossibilità di spiegarsi, insieme con quattro. reggimer.ti di quest'ultimo: ovvero, di .1 2 reggimenti, ne rimangono inoperosi 7. Per tal forma agglomerati gli uni dietro gli altri in un ristrello ·spazio, i russi non possono che fare sforzi successivi , anzichè simultanei , e soffrono perdite gravissime; la qual cosa fa abilità agli inglesi, attaccati in-sulla fronte .soltanto, di spiegar tutta la loro fermezza per conservarsi in possesso dell'altopiano sino all'arrivo de' francesi. Suppongasi, invece, che Soùnonoff avesse seguilo l'altra comunicazione. Allora Dannenberg avrebbe potuto spiegare . tulle le sue forze sulla fronte, in pari tempo che il corpo di So'imonoff avrebbe attaccalo gli inglesi di fianco e da tergo. È indubitato che costoro, a malgrado dell'abituale loro calma , non avrebbero potuto lungamente resistel'e ad uno sforzo ~otanto potente, ed ·avrebbero dovuto abbandonare al nemico le loro posizi!lui iuuanii che fossero giunti i francesi.

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SUNTO DELLA GUERRA o'ORIENTE

SUNTO DELLA GUERRA n'o RIENTE

Le conseguenze di .questo fallo sarebbero state incalcolabili. In quell'epoca · non esi-stevano ancora le linee di Kamiescb, costrnlte molto più lardi; e però, spostati da lnkermann e dal monte Sapun , gli alleali non avevano nes~una posizione trincera-la -in prossimità del mare capace di accoglierli , per proteggerne lo imbarco , u per arrestarvisi siuo all'arrivo di nuovi soccorsi dai porti di Francia e d"In_ghilterra. Lo stato maggiore russo accusa Soùnonoff d'ei ·orsi smarrito nella via, e d"aver seguito. la meno vanlag1 'lsa- contro ·,le istruzioni che aveva ricevuto. Quale che sia grado di credibilità di quest'accusa, è indubitato che , d; do · un'occhiata alla carta, si dura fatica ad. i1ìlendere cou.e il generale So"imonotf, nell'uBcire per la parie sinistra della torre .Malakotf, abbia potuto, senza un ordine espresso, ·allontanarsi dalla- via che si offriva -rlinnanzi a sè, e che conducevalo difilato sul fianco sinistro delle posizioni inglesi, per seguirne una più ·1unga e disagevole. In ogni caso, il torlo . sarebbe sempre dello stato maggiore, per non aver fatto gui~ dare <la' suoi uffiziali ie differenti colonne di attacco, o per aver dato di tali indicazioni da far cadere iu un fallo sì grossolano. li falso attacco di Gorlscbakolf contro le linee di circonvallazione francesi, fu sì mal condotto , da non lasciar un sol momento indecisi i generali Canrobert e. Bos11uet sulla vera sua indole. Perchè una manovra simigliante raggiunga il fine che si propone , conviene cbe s'abbia tulle le appa"" renze della verità; ovvero. con vien dare sullìcienle energia all' allacco , senza impegnare irrevocabilmente le proprie troppe. In ogni caso, sarebbe stato assai meglio spingerlo a fondo, anzichè impegnare un'innocua cannonata a meglio che S?OOO metri di distanza, per timore di trovarsi seriamente impegnato. Peroccbè, se l'attacco riesci va _~ buon fine, gli alleali avrebbero subHo un dii;astro irreparabile ; se

anelava fallit,,, era raggiunto l'intento d'impedire alle truppe di Bo~quet di accorrere in difesa degli inglesi, i quaH, abban-donati a loro ste:;si_, sarebbero stati indubitatamente sconfilli. Conveniva, innanzi tntto, ehe Gortschakoff manovrasse in guis,1 da costringere Bosquel a scendere dall'altopiano nella pianura; e però faceva mestieri minacciare seriamente Balaklava, od anche attaccarla. Nella quale manovra il generale russo nou corre\'a nessun rischio di trovarsi diviso da Dannenberg, in caso di rovrs0io , a cagione che gli alleali erano nella impossibilità di spingere le loro operazioni al di là della Cernaia. La diversione sulla sinistra dri lavori di attacco francesi, veniva iniziala troppo tardi e con deboli forze. Nell'ora in cui veniva invasa la trincea, la brigata Monel della 3' divisione era di già in marc-ia verso lnkennann , nè la poca importanza dell'attacco faceva sentire la necessità di richiamarla. Cbè se quella dimostrazione, invece di essere eseguita tre ore dopo l'attacco principale e con poco più di 3000 uomini, lo fosse stato in pari tempo e con 8 o 1 o,, 000 uomini, adoperando una parte de' 15 , 000 uomini degli equipaggi rimasti inoperosi dentro Sebastopoli, l'attacco avrebbe avuto tal vigore, da ingenerare il dubbio sulla vera sua natura. Ed innanzi che non si fos·se chiarita la natura sì di questo che dell'altro attacco · diretto da GortschakoJJ', la fortuna ad lnkermann poteva essere decisa. Gl'inglesi si moslrai•ono nrgligenti , sia col non por mente a fortificare con . opportune opere l'altopiano che occupavano all'origine del burrone delle Cave e l'altro di rincontro , che i r~ssi occuparono fin dall'inizio dell'azione, sia col non dare sufficiente forza al ridotto dell'estrema destra, a malgrado degl' incitamenti che . ne ricevessero dai generali Bos. quel e Canrobert. .Ma essi riscattarono, nobilmente la loro negli• genza, col sangue cbe sparsero largamente per difendere con rara .... fermezza le posizioni che . occupavano .

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SUNTO DELLA GUEJl.RA D'ORIENTE

I generali Canrobert e Bosq11et, dal canto loro, mos'trarono sagacia nel non lasciarsi ingannare 'dalle mosse di Gortschakoff, ed energia non comune nella celerità con cui accor-_ sero sul campo di battaglia in soccorso degl' inglesi, e _nella prontezza con là quale decisero la ballagl:a. Chè se gl'inglesi avessero avut.o minore ferrnez: , o c11e i generali francesi si fossero mostrat_i alcun poco ti banti , la vittoria sarebbe stata _del nemico. ·

CARLO

CONSIDERAZIONI SULLE OPERAZIONI MILITARI DEI PJEMONTESI !':ELLE GllEI\RE DELLi\ SUCCESSIONE 01 SPAGNA E DELLA PRAMMATICA SANZIONE

~h:zuc,m,

Dall'attenta let111ra delle g11-erre combattute dai piemonte;;i . per la successione di Spagna e pe1: I.a prammatica sanzione, riluc~no talune verità sulle - proprietà militari della frontiera dello Stato , verso Francia, che confermano quanto per noi è · stato detto negli Studi militari sull'Italia,· e su i quali crediamo utile richiamare l'allPnzione, affine di fonnarsi un giusto criterio sulla difesa dello Stato, da quel lato. Il Piemonte è cinto ad occidente dalle Alpi, le quali quivi formano un arco con la concavità rivolta all'Italia. I contrafforti che da es3a_,,i distuccano verso la pianura del Po, sono brevi e convergenti, e siffallamen te aspri e disagevoli a superare, che le comunicazioni lat,~rali fra vallata e vallata sono scarse e calliv.e. I co11tratforti, invece, del versante del Rodano, comechè del pari aspri e rlillìcili, sono lunghi e divergenti. Da siffalle çondizioni dei monti che cingono il Piemonte verso la Francia, ne risultano conseguenze opposte. Da un lato , !a convergenza delle valli che discendono dalle. Alpi verso la pianura italiana agevolano i movimenti dell'esercito difensore, il quale, per recarsi da un punto all'altro, deve percorrere la .

ERRATA CORRIGE Nel foglio precedente, a pag. 9 ·, linea 25, in luogo di <lire: Il 22 di buon n1attino , leggasi I! 25 di buon mattino.


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DE.I PlE:dONTESI

OPERAZIONI MILITARI

corda di un arco; mentre cbo l'attaccant,i , allo ~tesso fine deve seguire tutto lo sviluppo deìl'arèo, il quale è accresciuto dalla lunghezza dei còntrntforti ctrl versante del Hodano, che lo costringono a retrocedere di qualche marcia , per mutar linea dì operazioiie. Darl'altro,- la brevità della zrna montana d;I \'ersante italiano delle Alpi, diminuisce i vantaggi della difesa , ma non .li distrugge; basta tene:·e osservati cd occupati con avanguardie i princip~1li shocchi d~i monti, fortificati con opere· permanrnti è <;biu,;i i pa,;si pr•r le valli importanti, e adoperan· i mezzi acconci per tenersi ragguagliato dej disrgni del nemico , percbè si sia sicur~ di giun 6el'e in tempo ad opporre la più gagliarda resistenza sul punto attaccato. Nel solo tratto delle Alpi fra il colle della Maddalena e quello d1 Ginevra, può il nemico minacciare ad un tempo Lutti i passi che menano ne.Ile valli di Onlx, del Po, cli Varaita, di Mair,i e di Stura tenere il dil'ensore incerto sul veio punto di attacco, insino a che questo non siasi sviluppalo. E ciò a cagione che quE'sto tratto delle Alpi , considl'l't:lo i~olalamE'nte,• offre una curvatura inversa di quella di tntlo il trailo da Tenda al piccolo ,S, Bernardo , e le acq,rn clrn da ('Sso discrndono vanno tutte a confluire con la Durance. Il nemico, preso cbe abbia posizione in questa valle, dall'imboccatura dell'Ubaye a Monl Dauphin e Briançon, minaccia ad un tempo tutti gli sbocchi delle Alpi, da Ginevra al colle deilèl ~faddalena. Ma in questo caso la posizione da prendersi dai pinnontesi, per essere al caso di accorrere al punto minacciato, è ristretta fra Cuneo e Pinerolo; e qualunque volta le valli print;ipali, quelle ·ci-0è per le quali il nemico può discende1:e in Italia con tutti i mezzi di guerra , sieno sbarrati da forti p1'rmane nli , ed ossf'rvati i pa,si da forti avangu .rdie , si avrà sempre tempo per accorrere al punto minacciato ed arrestare nelle iJl le valli il passo all'a;;salitore. La guerra del'ia prammatica sanzione viene in appoggio di quanto diciamo.

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L primi falli di questa guerra ebbero luogo nel Parmigiano. Ma, all'arri~o di un secondo esercito spagnuolo retlo dall'infante • · D. Filippo, il quale, attraversata la Francia, attaccò la Savoia, il re Carlo Emmanuele Ili dovette accorl'ere a difendere la proprla frontiera delle Alpi, e•cominciò quella serie di avveni-menti cbe . servono a provare luminosamente il nostro assunto. Frattanto che il re sardo era tultora lungi . dalle Alpi, l'infante ebbe tempo a conquistare la Savoia e spingersi sino al piede del Moncenisio. Sopraggiunto il re di Sardegna e passate h~ Alpi , gli spagnuoli furono costretti a sg()mbi~rare nuovamente la Savoia_e rilirar,;i a Barraux; ma poco . di poi, nel decembre ud ·17112, il re fu costretto a relrocèdere e ripassare le Alpi, lasciando la Savoia in potere del nemico. In sf'guilo fii che l'esercito piemontese prese i suoi quartieri d'inverno in Piemonte. Un'alleanza tra Spag1u e Francia, conclusa il 25 ollobre . dHl -17 ~-2, obbligò i piemontesi nella campagna dell'anno seguente a difendere le Alpi contro Ìe forze riunite delle due nazioni. Co1i la Savoia, i gallo-ispani erano in possesso ili tutto il versante occidentale ,~elle Alpi,. e potevano r1ttaccare qualunque dPi colli , dal piccolo S. Brrnardo al co_lle della Maddal~na. Ma, stando in Savoia, per attaccare uno d~i passi dal Gi.., ' nevra al colh (it'lla MaddalPna, faceva mestieri trasferire l'esercito nella valle della Durancr. Ora, il contrafforte che divide que5ta valle da quella dell'lsère non offrendo pasi<aggi èàrn'ggiabili, la fanteria poteva eseguire il suo movimento dilianco per il colle di CalibiÈ!re, ma l'artigìieria, i carri, i parchi ecc. bi~,,gnava che retrocedessero di molto pE'r recarsi dal· - l' una all'altra valle: oltrechè, faceva mestieri trasportare nella valle della Durance i magazzini indispensabili per vivere in un paesr, che difetta dell'occorrente per un numeroso esercito. E però, le operazioni indispmrnbili per cambiar linea e dalla 1


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OPERAZIONI MILITARI

valle ,dell'lsère rivolge1;e le operazioni in quell(l della Durance, _ richiedendo templi ed apprestamenti, non potevano sfuggire ad un generale attivo ed intol!igente come il re di Sardegna, al quab rimaneva il tempo per contromanovrare ed affrqnlare gli eventi, siccome il fatto dimostrò. L'infante D. Filippo, messo a capo dell'esercito francospagnuolo, diffidando di poter forzare il passo per Susa, con a fronte il monarca piemontese, divisò di superare le Alpi in altro punto e discendere nella valle di Varaila. Per riescire in questo disegn.o, bisognava ingannare il monarca sardo e richiamarne l'attenzione altrove; a tal fine l'infante ritirò le trnppe che aveva ·nella Taranla.sia, ed accrebbe quelle nella Mauri enne, accennando di voler forzare il Moncenisio. l\fa Carlo Emmanuele non cadde nell'inganno. Avendo egli saputo bene ordinare le cose, ebbe avviso che la cavalleria si riuniva a Briançon, e che apprestavansi magazzini nella provincia di questo nome e nella valle .di Quei ras; e però capì subito, che le truppe nella Maurienne un bel giorno avrebbero passato il colle di Calibière, e l'attacco si sarebbe pronunzialo per uno dei colli, dall'i\rgenlera al Ginevra. Convinto di ciò, egli raccolse le sue truppe fra Pinerolo e 'Cuneo, stabilì quartieri agli sbocchi delle Alpi e su quelle spinse posti di osservazione; ~osì disposte le cose., attese gli aHenimenti , sicuro di potere accorrere nelle valli che il nemico tenterebbe di forzare. L'ammiraglio inglese Matheus credeva minacciata Nizza, e per assicurare un porlo alla flotta e chiudere la via di Genova agli alleati , premurava il re Carlo Emmanuele a quivi mandai-e forze sufficienti. Ma il re che, siccome dicevamo, sapeva dei magazzini che si raccoglievano nella valle di Qneiràs e nella provincia di Briançon, mentre che nulb apprestavasi a Barcellonelta,ed in ProYenza, temporeggiò per dar tempo allo sviluppo degli avvenimrnti, e senza disgustare l'.dleato, evitò un movimento erroneo.

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Il re fece mette.re in istato di difesa ~a frontiera , e, preve'dendo con ragione che gli sforzi principali sarebbero stati indirizzati nella valle della Varaita, fortificò tutti i passi e mise il suo CjUartiere generale a Villars. Le sue previsioni si avverarono compiutamente. li 4- ottobre '17_4-3, gli spagnuoli per il colle di Ag1iello eù i francesi per l'altro (i i S. Verano dìscesero nella valle del!a Varaita; ed avendo_ trovah, i posti presi ed il re.in posizione, combatterono con aceanimento p,~r Ire giorni constiCQtivi, e finalrnent~ 1'11 ripassarono i monti per non trovarsi stretti fra le posizioni piemonlesi e le Alpi, nel caso la neve, che cadde abbondantemente in quel giorno, col continuare .!)OD avesse rrnduto impraticabili i passi. Nella campagna del seguente anno, ,17 U, le cor'ti,<ii ,Madrid e Parigi deliberarono di penetrare in Italia per la sinistra della fro1lt iera del Piemonte , cioè per il Varo. Per la qual cosa dovettero gli eserciti riunirsi in Provenza, lasciando solo . quattro mila uomini in Savoia; movimento di fianeo che non isfugg1 all'accorto ed abile Carlo Emmanuele, il quale tosto pròvvide alla dife~a, se non della città, almeno a quella delle alture indietro. Ma, l'essere il Nizzardo sul rov~scio delle Alpi , rl:al lato del m_are, e però in posizione eccenirica , non permise al re di ·inviarvi tutte le sue forze disponibili; egli dovette affidarne la difesa a 23 battaglioni, forza molto i,nferiore a quella che guida van() Conti ,e Lasn1inas, soùo il .supremo comando dell'inl'anlc D. Filippo, e che superava tutte le forze 1:iunite del re. B però, attaccate dagli alleali, le linee piemon. te~i furono forzate, e le loro trnppé par le ripiègarono su Oneglia, parte su Saorgio. , Ollenuto questo primo vantaggio, il principe di Con lì ed il marchese di Lasrninas non furono d'accordo sulla direzione ulteriore da dare alle operazioni. li g,~nerale spagnuolo opinava di doversi seguire la via della Hiviera, amne di sboccare nelle Vol. IV. -

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OPERAZIONI ·MlLl'!'AR!

fertili pianure di Lombardia , evitare 1~ piazze fo~ti del Piemontf' e costringere Genova a di('hiararsi in loro favore. Contl, invere, più abile di mpltu cht~ i_l gPnt->rale. spagnuolo sì nella politil'a che nrll'arte milita re, nrevedPndo che il Lirnol·e c.lPGli ~. it1glPsi im 1wJirebbe Gt>nova di di ch,ar,U\H in favore drgli $piìgnuoli e dei franresi , pen,ava che i !Jie:nonie~i , padroni dei mon:i, potevano pas~a~li in molti punti e pi ombare ·sul fianco delle truppe che srgu!~5ero il litlora le, e auindi impadronirsi delle .comunicazioni, predare i convogli e molestare alle spalle la marcia dell"invasorr. E però comecbè riconoscesse tulle le òifficoltà cne offrisse la strade.' di Tenda, la preferiva all'altra. Non fu possibile che i dne generali alleali s'intendessero sul partito da prendere, e ne ir.formarono le corti rispettive, le quali kdottarono un terzo partito; cioè quello di tornare indi.etra, e discendHe in· Italia per la valle della Stura. Nel frallèmp o il marchese di Lasminas, profittando dell'assenza de! -principe di Contì, che erasi recato in Provenza , aveva ollenuto dall'infante D. Filippo di attaccare Ont>glia, per avanzardi sulla via della Riviera, sperando di rendere m tal guisa l'esecuzione del suo disegno indispensabile. Carlo Emmanuele erasi avvantaggiato del trm·,) perduto dai suoi nemici per accrescere il numero delle SL. ,. i , ùppe e mettei e le piazze di frontina in islato di difesa. Egli desiderava che il nemit:o si im1wgnasse nella via lungo la marina, la quale mena a Genova, ma. non lo spt>rava; perncchè , valutale bene le cose, vr,deva che questo partilo non ~arebbe stato vantag_gioso alle armi dei Borboni. Epperò si vede co'me ma!e si· apponesse il marchrse di Lasminas nel volere che si seguisse la via , sulla quale l'avversario desiderava che gli al :t:iali si impegnassPrQ, e con q1ianta ragione il Coutl vi ~i ,opponesse. v Deliberato il cangiamento nel disrgno di guerra, il giorno 6 giugno ebbe cominciamento il movimento retrogrado; i francesi abbandonarono la valle della Roia per avvicinarsi al Varo,

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· e·,gli spagn,1::ili $iomberarono Orieglia. Ma i piemontesi, avvértiti di quel lor<J moviment.o, · discesero dalle alture di Orme:1 e si · diedero a molestare gli · spagnuoli òuranle la ritirata. lo pari tempo gl'inglesi , padroni del mare, fecero altrettanto sul fianco sinistro , e togliendo l0ro di seguire la strada rotabile della costa , li costrinsero ad allontanarsene e gittarsi nei monti ; la qual c<>sa fece perdere a Lasminas molta gente, non ~che una parte degli equipaggi , ecc., e giustificò per"ial m9do le previsioni di Contì. , ; Per effello de! :i uovo disegno cli guerra, gli assembramenti ' degli alleat! ebbero luogo nella valle della Durance, e però si vide nuovamente minacciata la linea delle Alpi, dal colle della Maddalena al Ginevra. Col mostrare il generale francese le sue truppe ad · qn tempo nelle valli di Barcellonetta, Queiras e Bi·iançon, trovaronsi alla stessa guisa minacciate le valli di Oulx , Po, Varai-la, Maira e Stura; le sue operazioni Jurono ' · guidate con tanto ingegno, che il re d1 Sardegna, malgrado l'abilità sua, la cognizione precisa della topografia del paese, e la fedeltà ed abilità delle spie, non potette penetrare le intènzioni dell'avversario, e gli fu mestieri invigilare la frontiera su tutti . i punti, dividendo le sue forze. Egli giudicò, che gli sbocchi · importanti fossero quelli del Ginevra, della Varaita, e della Stura, e su di e;;se fece le principali sue disposizioni e prodigò ie opere di difesa ; le valli della Maira, del Po e di Entraques, percbè di accesso difficile, credette che non richiedessero grandi precauzioni e fosse sullkienle il far rompere i sentieri che me. nano di là tfolle Alpi e tenerli osservati con milizie: . • · li principe di Gon tì spiegò nell'attacco la medesima abilità che nelle prime dispos:zioni. In sulle prime, vedendo il re di Sardegni che si installavano magazzini a Briançon etl_eseguivasi un movimento di trnppe dal lato del monte Ginevra, credette che il nemico divisasse di operare da questo lato; ma, mercè la sua vigilanza, seppe por.o di poi la contromarcia delle truppe


52 OPERAZIONI MIL!'l' ARI nemiche, le quali recavansi e Queiras, di dove minacciarono ad un tempo la valle di Stura e di Varaita. Il lugiìo il re s'ì M·Ò con un corpo di truppe a Ca,trld{!lfino, nella valle della Vara,ta, rhe fu attaccata il giorno 16 e seguenti; ma questo · n11 n era che un attacco simulate, dept.1 tato a covrire il vero, che ebbe luogo quasi co•11trn1poraneamenrn nella valle di Stura ove era !'_infante D. Filippo in$ienrn coi grnerali Conti e Lasmi ' nas_: il passo Jrlle barricatG venne superato, frattanto che il re di Sardrgna comb,,Ùeva nPlla valle r!ella Varaìta dove credeva che fosse indiripato ii princi pa ie attacco. Allrira il re ab banùou<i la valle'òella Varait.-l. e si recò in qurlla dt 1\faìra, a Sau Damiano , dopo aver inviato l'artiglieria e la cavalleria a Sai uzzo; ed il 26, quando la colonna nemica della Varaila si indirizzò verso il colle d'El va, il re si ritirò a Nostra Donna di Bucetto. · Il 9 àgosto 11 nemico investì Demonte. Io pari tempo, le . truppe alll'ate che erano nella valle della Varaila passarono in quella della Stura, e l'assedio venne iniziato. Il 1 4 il re lasciò la sua posizione della Madonna di Bucetto e ritornò a San Damiano, col pensiero di molestare le comuni~ cazioni del nemico e spingerlo a fare qualche f,ti,,1 movimento· t ma eont1 stette pago di rafforzare il distaccan."·'" al colle del Mulo, e continuò l'assedio. . Il 17 Demon1e aprì le porle al nemico, , il quale si reeò ne' giorni seguenti ad assediare Cuneo. Il re ritirossi a Saluzzo. Non discorreremo nè dell'energica difesa di Cunel'i fatta dal barone Leulron , nè delle operazioni dirette a soccorrere la pi.ma; accenneremo solo i risultali della battaglia de ll'Olmo, che se non furono secondo le speranze del re, condussero D?n per tanto alla levata dell'assedio poco dopo. "Perocchè i partiti e le milizie , che scorrevano la campagna non molto lungi dal campo nemico , e le guarnigioni, prufillarono, per dannrggiare co11siderevolmente le opere di assedio, che il

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nemico fosse costrel!o a riunire le sue forze per la battaglia, e però a tenerne parte poco guardate , parte abbandonarle del tÙllo ; come allresì la prossimi la del re, coslri11g(•ndo il ne. m[co a tenersi unito e vietandog:i di avere forze sufficienti }utte intorno :a cilla, fece abilita a: colonnello llazin ·cti quivi entrar e con n1ille uominL · Inòltre, r.on l'avere il re occupato, il giorno 8, la ben mu-uita posizione di Fos~ano e gittalo ponti sulla Stura, che · dife~e con teste di ponte, si lro,·ò in caso di poter inviare grossi parl;li per intercettare i ,)veri al nemicc•: frattanto ebe la sua vicinanza , impedendo a questi di fore distaccamenti, abilitava i numerosi corpi di milizie a liberamPute intercel~are · i convogli. Per tal furma stretto dal re dal lalo del piano, .. e · dalle milizie e truppe leggere da quello delle montagne, - col_prolungarsi della difesa · il nemico cominciò a soffrire difetto di viveri, e fu costretto a togliere l'assedio e ·ripassare monti . • Questa campagna apre l'adito a diverse considerazioni. ln primo luogo fa vedere, èome non fosse possibile al nemico di mutare Ìa direzione delle sue 9perazioni, e-, rinunziando a procedere per la strada dPlla Riviera, recarsi ad at,taccare i monti che danno origine alla Durance e suoi influenti , senza che il re ne fosse avvertito ed avesse tempo ad appressarsi a difesa. E come, anche dopo che Contì, manovrando nella valle della Durnilce con molla abilità, ebbe forzai~ fl colle della Maddalena e le barricate, frallanto che il re combatteva nella valle della Varaita, la resistenza non mollo lunga folta dai piemontesi alle barricale, e l'esistenza di Demontè, fossero capaci di dar tempo al re di operare in ~onseguenza. Sicchè, questi potette avvicinarsi a Demonte ed intro.durre truppe nella piazza, inrianzi c~e fosse iuveslita. Ed ove il re non avesse avuto una decisa inferiorità di forze rispetLo al nemico, che lo mise nella necessità di attendere

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-54 OPERAZIONI MILITAR! i ,soccorsi p1·omessi dall'austriaco, prima di arrischiare una

battaglia; o pure, · che la valle della · Stura presso Demonte fosse stata più stretta e il terreno circostante di difficile accesso, il re avrebbe potuto preHdere posiz.ione ed impedire l'investimento, ed· il -nemico si sarebbe veduto nella necessità di assediare un.i piazza sostenu ta da tutto un esercito senza poterla investire. La diffic()ltà di un' impl'esa simigliante è provata dal memorabile assedio di Verrua, nel 1704, , in cui il duca Vittorio Amedeo Il , µo st.:itosi a Crescentino sull'opposta sponda_ del Po, era in comunicazione con la piazza per mezzo di una testa di ponte, sulla destra riva, che legò con .una catena, di posti con le fortificazio.ni della piazza; insino a che il generale francese non riescì ad impadronirsi di quella tesJa di pontfl, uon venne a capo di un assedio che durè quasi sei mesi. Sarebbe superfluo- diluugarci "iemaggiormente a dimostrare, quanta maggiore difficoltà non incontrerebbe il nemico nel caso per noi supposto, atteso la natura del terreno e l'impossibilità di tagliar fuori l'esercito dalia piazza, accresciuta da quella di dovere ptlr molti mesi alimentare Un esercito in una stretta valle delle Alpi. D'altra parte, in siffatta posizione l'esercito non potrebbe durare che insino alla caduta del)e prime nevi; e vedem1iìo nella campagna del ,J 74.3, come i gallo-ispani fossero costretti a ripassare i monti,- allorchè, non potendo superare le difese dei' piemontesi nella valle della Varaita, ed essendo- in1.:ominciato a cadere abbondanti nevi, temettero di trovarsi stretti in quell'alta e sterile valle Jelle Alpi, fra l'esercito piemontese ed l monti, che da ·un momento all'altro potevano divenire intransitabili. Durante l'assedio di Demonte, Carlo Emmanuele sperava d~lla sua posizione di S. Damiano, qella valle della Maira , di dare inquietudine al nemico per le sue comunicazioni, e costringerlo a qualche movimento favore\'ole per la piazza assediata; ma quegli, padrone del cqlle del Mulo e rafforzatolo, non

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ebbe nulla a temere per le sue comunicazioni e pototte Iran- quÙiamente menare a line l'assedio. La qual cosa dimostra la i,mportanza di questo colle, e come nessuna operazione possa · ,eseguir.;;i con sicurezza contro .il forle che chiude la valle della :Stara , insino a che i! difensore ria di esso padrone. _- DifaUi, il colle del Mulo si trova rap;)ilrlo a Demonte e ~inadìo, in una po,;izione iden .ica a quel la ,jp;I' Assiet~a e delle Finei;tre relativamente a Fenestrelle eù Exilles. Nrlla campagna del 17 4.7 , ; avendo gli alleali deciso di attaccare il Nizzardo per soccorrere Genova, e discendere per la Boe- chelta nuovamente in Italia, divisarono che il h1Ògotenenlegene1)le Bellisle facess~ una diversione nella valle d' Oulx, per assediare Exilles, e , minacciando il Piemonte, attirarvi · le forze ùel re, e per tal modo allontanarle da Genova e facilitare le operazioni pri1wipali. Per riescire nella diversione, raccomandarono al Belli~le di nulla intraprendere contro Exilles senza scacciare c1a prima i piemontesi dalle alture, sopratutto . dall'A~sielta, ed anzi cbe esporsi al rischio di essere egli stesso attaccato sulle comunicazioni nei momento che sarebbesi trovato impegnato nell'assedio, vi rinunzi,isse. Tale è l'i"iriportanza · delle posizioni di . fianco e dominanti le valli , nelle montagne alte e scoscese pari alle Alpj. Dietro queste considerazioni, crediamo che, nella difesa de.ile barricate, il generale piemontese avrebbe dovuto disporre le sue cose in guisa , da non lasciarsi tagliare dal colle del . ·Mulo ove mai fos:.e stato costretto alla ri lirata; ed in quf'slo caso,' anziche discende;·e la valle, avrebbe dovuto occupare il ·· colle del Mulo , preventivamente apprestalo a difesa. Il quale movimento gli ollriva due vanlaggi: l'uno di togliere al nemico di recarsi a Demonle, innanzi d'aver occupato il suddetto c_olle; ' Faltro di avvicinarsi al re , il quale, giunto poco dopo a San Damiano, poteva•sostenerlo ed impedire cbe ne fosse scacciato. , ;Ed a\101\\ l'esercito difensore, padrone del colle, e quindi li-


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OPERAZIONI MIIIITARI

l'El PIE11ONTES!

bero di attàccarè sul fianco ed alle spalle il nemjc.o lungo tutta la distesa della valle di Stura, dal colle della Maddaleua a Demonte, rendeva impossibile al nemico qualunque movimento. Ricordando come 1 t battaglioni tlifencfossero l'Assiella contro 50, nell'epoca sopra discorsa , e com2 questa vittoria facessefallire il disegno dei francesi, è agevole immaginare le conseguepze, nel caso i piemontesi avessero occupato il colle dP.I Mulo ed avessero fallo di tutto per co,iservarlo. . L'iò)portanza cli quella posizione è tale e tanta, cbe bisognerebbe rendere impossibile impadronirsene con una battaglia, rafforzandola con qualrhe forte permanente. Chè i sernpli'C'i trinceramenti possono essere superati da forze superiori , per pòco che in qualcuna delle opere v'abbia un comandante non abbastanza ene~gico , o cbe nasca un qualche incidente o riesca una sorpresa; in ogni caso la loro conservazione dipende dall'esito di un comballimento. Mentre che i forti permanenti , avendo mestieri di un assedio per cadere , è impossibile che il nemico se ne impadronisca innanzi che i movimen li dell'esercito difensore sieno compiuti. Dimostrata l'utilità dì forlilkare il colle del Mulo, per difendere la valle della Stura con una posizione di fianco, ne risulta ~ l'utilità di trasportare a Vinadio , sito tatticamente più forte, la piazza che un dl sorgeva a Qemonte , e demolita dopo la pace <li Cllerasco; e cbe, nel dovere nuovamente fortificare quello sbocco delle Alpi, fu savio consiglio quello di Carlo di preferire Vinadio all'antica posizione. Ma faceva mestieri occupare altresì " il colle del Mulo, ed in ogni caso fare di Vinadio una piazza chiusa da tutti i lati. Se il colle del Mulo fosse fortificato , si potrebbero aprire comunicazioni rotabili fra le valli della Stura , dell'Arma e · della Maira , affine di 'agevolare le operazioni dell'esercito difensore. Perocchè, come osserva saggiamente iI genera lr Oufour nel suo Corso di tàttica, .le comunicazioni trasversali nei

monti sono a tutto vantaggio dei difensori , qualunque volta sieno clliuse da fortificazioni permanenti ben collocate. · Infine, la campagna del 17 ,U, nelle operazioni intorno a Clfneo, dimostra l'efficacia di una difesa combinata delle truppe permanenti con le milizie. Difatti I senza il concorso delle mili.. zie , non si sarebbe riescito ad affamare l'esercito francese, 11assedio non sarebbe stato tolto, e con esso liberato il Piemonte; perocehè, le sole forze permanenti dì Carlo Emmanuele · erano inferiori di numero alle avverse. E però, se è da rigettarsi come dannoso il consiglio di coloro che vorrebbero abolite le trupp~ permanenti per alleggerire l'erario, ed affidare la <lifesa del paese ad un esercito dì sole milizie, è da ritenersi come savio divisamento, quello di accrf'scere la potenza ·dell'esercito perma1}ente per mezzo di un buon ordina.mento di , milizie. La qual cosa, se è utilissima per tutti gli St~ti, ed otrre il vero mezzo come rendere la difesa superiore all'attacco, lo é ,viemaggiormente per gli Stati piccoli , i qual\ non possono tenere eserciti numerosi quanto quelli delle grandi potenze. Ed in ciò sono da lodare i principi di Casa Savoia, i quali, da Emmanuele Filiberto in poi, non trascurarono mai dì avere una forte e numerosa milizia, con cui accrebbero l'importanza al loro prccolo Stato e ne promossero l'ingrandimento. Sarebbe deside1-abile di vedere riallivata una sì bella istituzione, oggi che il regno Sardo è chiamato ad alti destini. Primà di procedere oltre, ci si pennetta d'intrattenerci ancora per poco sulla linea delle Alpi che separano la Francia dal Piemonte , e fare qualche osservazione sul versante del Rodano. Quel versante, siccome abbiamo osservato di sopra , è formato da contrafforti pure aspri ed intransitabili con artiglieria e carri; ma , in quanto alla configurazione generale , le vallate , ehe discendono dalla catena sono Ì'opposto di questo del ver. sante italico, cioè divergénti e lunghe. e E però, colui che

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t•PERAZIONI MILITARI 58 muove dall'Italia per attaccare la frontiera francese, allesa la convergenza delle valli del proprio ve1·sante e la divergenza <lei ve1=sanle opposto, p_uò minacciare ad un tempo tutti i passaggi, e costringere il nemico a dividere le sue forze in direzioni lontane e s11parale da grandi ostacoli , per iu<.•· attaccarlo sul punto dove meno lo aspetti, e,d avanzrn·i di_al •ne 1i1arce al di là dei monti prima che il nemico ab )Ìa ril •lo le sue forze; non potendo questi, rotto che sia in un pur . delh sua lunga JinP,a di difesa, raccogliere le sparse sac fon: che molto indiet1:o. Ma siffatto inconveniente è compensato da.",a largllezza della zona di montagne che discende al 1\odano , . p·w cui , se non _riesce agevole al difensore arrestare l'avversai-io al passo delle Alpi, ben lo· può allo sbocco della va\le, indipendente. . mente dagli ostacoli artificiali che con le ·fortificazioni si possono creare nelle alte v~lli, per ~itar_dare l_a ma~cia ~eH'es_erc'.lo che discende dalle Alpi e favonre I mov11nent1 dell avve1sano. · •Tullo valutato, la difesa su i due versanti in qu~lche maniera \ \ · si equilibra. · La guerra della successione di Spagna fornisce la pruova di quanto asseriamo. Dopo che i francesi ebbero perduta la battaglia di Torino e ripassate le Alpi, videro alla lor volta minacciata la propria frontiera. Tralasciando di discorrere la spedizi one in Provenza falla dagli austro-piemontesi, nel '1707, e la prima invasione in Savoia, nell'anno seguente, ci facciamo a considerare le operazioni della campagna del 1709. Gli alleati avevano divisato sforzare il passo delle Alpi, e per la Savoia e la Bresse recarsi nella Franca Contea , per tendere la mano all'esercito imperiale del Reno. Luigi XIV, preved~ndo .che i suoi nemici avrebbero tentalo discendere dalla frontiera italiana in Francia per cooperare all'attacco generale contro di essa diretto, ne prevenne il generale Berwick messo a capo dell'esercito deputalQ alla difesa delle Alpi.

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Questo abile generàle , _d.ovea difendere una frontiera della distesa di oltre 1 20 miglia, formata da alti mouli con difficili coruunicazi<,ni laterali, e di cui f;;.ceva mestieri guardare tuUi i passi ad un tempo: Perocchè l'esercito alleato, dal là sua posizione sul versante italico , ristretto e come nel centro donde partono tanti raggi, relativamente brevi, che vanno a mettere capo ai colli delle Alpi , poteva rivolgere il suo attacco contr,i un~ qualunque di questi , innanzi che i francesi polesserQ ac• eorrervi con le loro truppe. Per la qual cosa , Berwick pensò che non convenisse disputare all'esercito alleato tutti i somrJJi colli delle Alpi , ma invece disporsi su di una linea di difesa co n le ali alquanto ritirate indietro, ed il cen tro sporgente innanzi , dietro di cui fossero collocate le riserve; cbè, ancbC ripiegando le ali , la lunghezza dei contrafforti avrebbe por sempre fallo abilità di giovarsi della forza delle posizioni dei monti per arrestare il passo al suo avversario. In forza di queste considerazioni , il maresciallo Berwick rinunziò alla difesa del piccolo San Bernardo, del · Moncenisio-e fin anche della Savoia , che limi tossi a tenere esplorata con alquante truppe. E poichè le vie che costeggiano l'Isère e l'Arc si riuni~cono al di sollo del confluente dei due fiu mi , e l'unic~ strada v.a a metter capo al forte Barraux , a que~to appoggiò .11estrcma sin istra ; dunde poi quest'ala risaliva l'Isère. e l'Arc sino a Sain t-Jean de Mauri enne , attraversava le montagne di · Valoire . e del Calibier, e discendeva nella valle di Monestier11 cenlrv estendevasi da Briauçon a Tournoux, seguend o ~andamento del!~ Alpi ; la destra da quest'ultima città al mare, . a traverso il colle della Caillole, e per Eulraunes lunghesso il Varo. ' Tre campi trincerali, a Barraux , Briançon e Tournoux, forma~ano il sostegno delle tre parti della linea; ma il più importante, quello ove doveasi riunirè il maggior numero possibile di truppe, 1:1i era il campo del centro.


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Compiute le opere di difesa dei tre campi , il grosso, della fanteria occupò la valle di l\fonestier,, 12 ballagliuni poslaronsi a Tournoux , 5 nella valle di Queiras , 9 furono imiati nella Provenza, 4 collùcaronsi a Valloires , altrell1:inti a Sainì-Jean de Maurienue , e 7 nella Tarantasia insieme con la ·arnlleria , per nascon~ere le sue disposizioni. - In tal guisa disposte I~ difese , Berwlck aveva I' ~onlrastabile vantaggio , che il nemico , per attaccare le s· · ali , do veva percorrere un arco di cui egli occupava la co!·.:a; e p·erò, egli poteva prevenirlo sul punto minacciato. Ovve,·'.I , col rinunziare alla difesa immediata dei passi delle Alpi , egli avvaQtaggiavasi della lunghezza dei contrafforti èal la 1 1 di Francia, per· prendere una posizi'one simile a quella éàe offre il versante italico di que' monti. · L'effetto corrispose alle sagge disposizioni difensive del generale francese. A·llorchè l'esercito alleato discese in Savoia per il piccolo San Bernardo ed ii Moncenisio , il generale Berwick , l~mendo che quello si recasse sulla sinistra dell'Arc, feçe raf-' forzare il posto di Valloires ed occupare Sourdière , appoggiò col centro verso \4 sinistra, e rimpiazzò questa a Brianç.on con le truppe della destra, per la quale non aveva _più da temere. Per tal forma disposto , egli minacciava di scagliarsi sul fianco degli alleati , se procedesse1~0 per la Maurienne discendtmdo la vallé dell'Arc. Ma il generaltdegli alleati prevenne gli elfelli di questa manov·ra, col passare con la maggior µarte delle sue for~ nella Tarantasia, donde scacciò i francesi , ed assi_curando la sua coQ11Jnicazione principale per il piccolo San Bernardo , coverta dal contrafforte che divide l'Isère dall'Arc e dall'altro che è sulla sini:!lra di quest'ultimo fiume; i!l(i[ spinse innanzi le sue operazioni , occupò Conllans e Saint-Pierre d'Albigny, e fino Annecy con un distaccamento di 6000 uomini. In questo mentre il generale francese si era ~iliralo .a Francio, ad oriente di Montmeillan, ed aveva occupato le montagne del Bauges.

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Gli ~lleati miravano a passare il Ro~ano , per re~arsi , secondo il !oro primitivo disegno, 1iel1a Frant:a Contea. Ma, frat· 1a11to che la loro marcia era ritardata dnl Berwick , l'eser~ito imperiale del Reno fu battuto., e lo scopo della loro operazione renduto vano. Se g!i alleati avesse'ro avuto da combattere contro un generale meno abi le , avrebbero _::iotuto cacciarsi fra l'esercito francese e Briancon. e fare l'assedio di questa piazza. l\Ia l'essérsi ·Berwick p~at;to in guisa da costringere l'av,,ersario a . 1rnrcorrere un arco per recarsi da un punto all'altro, mentre che egli non doveva ::he muovere per la corda , rendeva l'esecuzione di siffatto disegno ineseguibile. Difatti, un tentativo contro la valle Des-Près all'insaputa del generale Berwick , non potette essere eseguito che da un distaccamento di soli 3000 . uomini, comandati dal generale Rhebinder, .il quale mosse ùa Exil les per il Ginevra, e che bastò a respingerlo la poca truppa del generale Dillon trincerata alla Vachelte, nn 'miglio innanzi Brianç.on. Dopo quest'ultima operazione, il generale degli -alleati , disperando cli poter nulla intraprendere d'importante a danno del suo abile avversario, si decise a ripassare i monti e prendere i quartieri d'inverno -in Italia. Nell'anno seguente , 1 '71 O,, gli alleati deli berarono èli ,passare le Alpi al colle di Argentera e spingersi sino a Gap, per incoraggiare i malcontenti del Delfinato e riunirsi ai nuovi convertiti della· Linguadoca ,· che gli inglesi sbarcati a Celle forniva~o di armi. A tal fine, riuniti che furono i due eserciti piemontese ed austriaco atl Orbassano, fecero raccogliere magazzini nella valle di Susa ed in quella della Stura di Vinadio, per tenere incerto il nemico sul vero punto di attacco; in pari te~po che il generale Rbebinder muoveva verso la valle di Aosta accennando ad un'invasione in Savoia, e che due colonne' facevano mostra di !1linacciare Brianç.on per le valli di


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OPERAZIONI MILITARI

Oulx e Pragelato. Frattanto li grosso dell 'esercito prendeva la via di Cuneo , ed accampava a Demoote U 16 luglio. Il generale Berwick , ben ·ragguagliato dei movimenti dell'avversario, non cadde nell'inganno, ed esegui un mo,•irnento .,opposto a quello della campagna preceJente ; cioè. rafforzò la ' destra con truppe tolte dal centro, e sutrogò quesie con altre h:lfe dalla sinistra. Nei qu<11i movillleati , egli era a12:evolato dal:a forma generale data alla sua linea di difesa. , Il 21_ gii alleali pa3savano il colle di A,,geutera. Nei giorni seguenti occupavano il castello dell'Arche , ed oua colonna si spingeva sino a Saint-Pani e C.aslelet , mi_nacciando il colle di · Vars; l'eserci to prendeva posizione sulle montagne fra Ca~lelet e Vars, non lungi dal campo di Tournoux , ove tenevasi il ~aresciallo di Berwick. Il generale d,igli alleati avea premura dt procedere verso Gap , per le ragioni discorse innanzi · ma non ~sando attaccare di viva forza il campo francese , si s'ludiò, raggrnngere l'intento per mezzo di manovre capaci d'indurre il maresciallo a falsi movimenti. Ma questi non se ne lasciò im...: po_rre, ed adottò misure, le quan impedissero che il malcontento degenerasse in aperta rivolta, e rese per tal modo agevole ai comandanti della Linguadoca e del Russiglione di sottomettere le provincie e costringere gli inglesi a ritornare alle loro navi; E però, il generale alleato videsi cosi retto a ripassare i monti. • ln entrambi questi fatti si vede che se il maresciallo Berwick non potette _impedire che l'avversario , passati i mouLi, si spinge~se alqnanto innanzi nelle valli che ne discendono , . rie~cì - non per tanto ad arrestarlo innanzi che avesse raggiunto un punto impJ)rtante. E però, dimostrano la verità per noi enunciata innanzi. Le campagne che seguirono quel!~ del 17 U , ci offrono l'opportunità di fare talune ossr.rvazioni relative ad altre parli della frontiera dello Stato .

DEt PIEl>!ONTESI

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Sper::nentata la forza del la frontiera delle Alpi, e però la difficolta di sunerarla con a fronte un _pro r!(' generale come Carlo Emmanu~le m, i gabinetti ~i Francia e di Spagna deli~ berarono che le loro truppe combinate penetrassero in Italia per la str:;da della Riviera di Genova e la Bocchetta , per riu~ ~ nirsi all'esercito ispano-napolitano retto dal conte Gages , 11 quale combatteva sul Po , ed aveva la ba.se di operazione sull'Italia merid ionale. ' Nel ,; 7 4.5 !e condizioni erano diverse da quelle dell'anno precedente , qnanrlo il Contì credette pericoloso t'seguire una marnià simigliante e si oppose a Lasrninas che la proponeva. Nella campagna che andava ad iniziarsi, Genova si era stretta ' in alleanza coi franco-spagnuoli , percioccbè avea creduto cbe gli inglesi fossero troppo occu~ali in Iscozia , per potersi rende~e pericolosi di foori. Questa nuova alleanza agevol~va la riunione deH'esl:' rcito di Gages col franco-spagnuolo capitanato dall'infante e dal Maillebois, il quale da Nizza procedeva verso • Genova, per la Riviera di Ponente; mentre che_ nell'anno pr~c~dente la repubblica era stata costretta a tenersi neutrale pet timore degli inglesi , 2 però frapponevasi tra i due eserciti, i quali avrebbero d1!vuto effettuare la congiunzione sul terreno occupalo dal nemico. . . , Inollre le forze riunite a Nizza erano molto super1or1 a quelle del rP di Sarrlegoa, e però potevasi dai generali alTeati · covrire con l'orze .sufficienti, di3taccati nella valle del Tanaro, lit marcia verso Genova lunghesso la Riviera. S1rperate le difficoltà della marcia e giunti a Genova, i ,franco-spagnuoli trovavansi in paesi amici ed appoggiati a quella piazza forliss_im~ , · donde aveauo i mezzi come open)re per qualche tempo 10d1pendenti dalla loro bas~ primi_liva , viemag~io:·me~te che_ c~<Y~ municavano liberamente col ricco regno d1 Napoh. Aggmnt,1 che una volta riuniti i due eserciti di Gages e Maillebois, i ' piemontesi fronteggiati nella valle del Tanaro da un corpo


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DEI PlEMON:rESl

OPJ!RAZTONI MILll'AIII

nemi~o , e minacciati sul fianco e sulle com unicazionì da un esercito presso . . t · , che doppio di quello ch'èssi e eo11· aU:;' triac1 po evano riunire; erano costretti a retrocedere per r· . r I• • 1un1rs1. a q - ues t u l!m1 e prender una posizione acconcia a 0crarantire la Lombardia ed il Piemonte. Onde è , che 'a . d·.I opera• , i·n 1 ea z1on~ ~el~'es~rcil9 invasore per la Riviera trovavasi assicurala. In s1m1gli~nt1 co~dizi~ni ' e sopratutto quando l'invasore abbin f~rz~ quasi do~p'.e, si può senza pericolo ope'rare per la Riv~e~a '. affine d1 ~1rare le Alpi; ma , ove manchino queste condm?m e_ che_&h sbocch i rotabili dei monti sieno chiusi da forti e piazze, l'operazione diventa òifficile e pericolosa q . I . l ·1 d' ' ' U,I unque vo ta t ifensore operi con attività ed intellicreuza. Senza u~a. grande sup_eriorilà di forze, l'esercito che muo:a lungo' 1a RIVlera corre rischio di essere allaccato di fia~co ed alle spalle durante la .marcia , e pe1·ò· d't andare· rncontro . ad un disa-slro. Nè gioverebbe lo inviare ne' monti un distaccamento per proteggere il fian co, semprechè esso non potesse essere a~basta~za fo11te per resistere agli attacchi del nemico ; altrimenti, sare~be lo stesso che eEporlo. ad essere battuto. . D~raute l' mverao i franco--spagnuoli . occuparono Ve11tim1glia ed Oneolia e' su I lìrntre · ù.I maggio . 17 . Hi, trentamila 0 • • ' lran_ces1 ed altrettanti spagnuoli trovaronsi riunitì a Niua. I distaccamenti cli e 1·1_ re ct·1 Sardegna teneva ne' monti, pre_ ' .. da.rono 1 1R1agazzrn1 d1 Ventimiglia ; allora gli alleati spinsero u~ forte corpo nell'Appennino, il quale costri nse i piemontesi a retrocedere e protesse la marcia dell'esercito sino a Finale. In quel momento essendo l'esercito di Gages accampato di già nella valle della Polcevera , incominciarono le operazioni per sboccare lutti insieme dai monti. I due eserciti riuniti, dedolle le truppe lasciate a guardia del fianco della linea di operazione, ascendevano a settanta mila uomini , ai quali gli austro-piemontesi potevano Lutto al più opporne un q11arn 11 tam ila. Cou st grande sproporzione

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di fòrze , bi,,;ognava che il re di Sardegna, non appena l'infante minacciasse sboccare dal Genovesato nella valle del Po , ah• bandonasse i monti e rilirasse la maggior parte dei 28 batta,g\io~i che aveva postati sulle montagne di Ormea e Garessio a difesa della valle del Tanaro , ed accorresse a riunirsi agli austriaci. Ed i~falli il re , che non aveva oessato .mai di minacciare ·la Rivirn1. di Ponente insino a cbe il copte Gages e l'infante slavar.o tuttora disuniti , congiunte che questi ebbero le loro forze, lasciò dal lato di Ormea sette battaglioni , sotto gli ordini del barone di LautMn, e riunì le rimanenti sue truppe. Carlo Emmanuele Ili, in questa circostanza , operò con mi glior, consiglio che i generali piemontesi ed austriaci , nel •1 796; i quali , dopo che Napolèone ebbe vinta la battaglia ai Montenotle, anzichè rimanere riuniti per opporsi alla sua marcia innanzi, si divisero per covrire ciascuno direttamente Milano e Torino. Comechè' il bisogno di covrire le due ca' pitali fos~e lo stesso , il re capì che per questo non facesse · mestieri postarsi sulle du~ vie che a quelle conducono, s~- · parando le forze ed esponendosi ad essere battuto alla spartita; ma che fosse più conveniente prendere una . posizione di fianco alle linee che doveva seguire il nemico per recarvisi , trincerarsi, e costringere questo, innanzi di procedere oltre ad attaccarlo in sito dove avesse tutti i vantaggi per sè. Il 'Po, col sno corso paralell o all'Appennino ligure, è la nat,Ùrale linea pi dit'e!la dopo aver perdut;:i. qnell.a de' monti. A quella il re si appoggiò , e scelse una posizio~e innanzi sul Tanaro , fra Alessandria e Bas~ignana , si fortificò sulla sinistra del fiume e vi raccolse quarantamila austro-sardi , per tenere ossel'\'ati i movimenti del nemico e rovrire in pari tempo il Picll\onte e la LombanÌi;i. La prima operazione del nemico, rlopo aver riuuilo i due eserciti del conte Gages e dell'infante , si fu l'assedio di Tortona, per c1·earsi un appoggio di qua dai monti. Padroni di q?ella piazza, i geneVoL IV. -

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onu;1o~a 1411.rTARI

rali all<iati vedendo di non poter intraprendere nulla d'iro' portante in~ino a· cbe il re di Sa.-degna fosse postalo sul Tanaro, d<1liherarono di scacciarnPlo; ma, g;uùic~udo insufficii>nli IH loro forze a tanta impre~a , ~tÙdiaro,,si ùi cosÌrin~erlo a ~!acearne una ~nrlt'. Una diversione ..eseguita dal Gagf'S ver~o il .\tlilanP.~f\, parve acconcia ad indurh=: il genPrale austriaco a SPpararsi dal re ;ier covrire Milanc , ed offrire pt>r lai modo l'opportunità ùi comballere i piemontesi sul Tana:-o. li_ 9 sPttembre, cinqne mila uomini muovono verso Piacenza e Parma e l'occupano una dopo l'altra. In pari tempo un distaccamPntc spagni;olo g::ta talnui ponti sul Po, in pros:.. simità di Stradella, !;\ fa mostra di essere destinalo a precedere in Lombardia l'esercito di Gages, cb' era accampalo ~ulla Scrivia. Infine, nella nolle del 21, viene sorpresa ed occupata Pavia dai francesi. ColPsli movimenti raggiungevano il fine. Il gPnerale conte Scbullembourg, che comandava gli austriaci, alle prime minacce de' franco-spilgnuoli, faceva passare una parle delle sue truppe sulla si nistra del Po ed appreslavasi a muovere con lotte le !lue forze in soccorso della . Lombardia. Il re, giudicando con acume lo staio delle cose, invano sf,,i"1.avasi di per- . sna<lere il gPnerale austrii.\CO a non eseguire · · -,.1 falso movimento; ma questi, invece , non ati)pena snpala la sorpresa di Pavia e cbe una colonna nemica passava il 'ficino dava ' l'ordine che nella notte tulle le sue truppe pas:-:assero io Lomellina. J1 rè , sicuro ùi esser attaccato dopo la partenza di Schullembourg, non frapponeva indugio a fare i suoi apprestami>nti. Raggiul'\tO il fine della· diversione , il conte Gages rannodava prontamPnte i corpi sparsi e riunivasi il 27 con tutte le forze all'esercito dell'infante, cb'erasi avvicinato al Tanaro. La baltaglia che ne seguì fu perùuta dal re, il quale, ridotto

DEI . P!El,IO~'I'ESI

alle sole sue forze, e non avendone a sufficienza per covrire fortemente tutta la linea , ùovette ritirarsi da prima a Valenza, indi a Giarole ed accampare longo il torrente Catela. . . Il generale Scbullembourg, ritornato sul Po e trovalo rotto il ponte dal nemico, fu dalla riva sinistra del fiume spettatore delPazione senza potervi prendere parte. Oop.o la ritirala dei picm(\n!esì, egli risalì il fiume sino a Valt!11Za e .10 passò ìl 28; allora Carlo Emmanuele, riunite tutte le forze, ripiegò su Ca~le, postossi perpendicolarmente al fiume con la destra alle colline e la sinistra al Po, fortificò la fronte del campo ed indirizzò su Vercelli tutto il grosso bagaglio clell'esercllo. 11 valore mostrato dal re e la sua riunione con ·schul~1embourg, ne im pose all'avyersario. Questi giudicò che la battaglia non avesse di tanto indebolito il vinto, da potere -impunemente incalzarlo, lasciandosi dietro Alessandria, e sul fianco Valenza , per la quale il re poteva manovrare sulle due rive del Po ; e però deliberò di assediare ad un tempo . queste due piazze , innanzi di cacciarsi in altre operazioni. e covrire \'assedio col prendere posizione sulle colline di s·. Salvatore. , · La città di Alessandria , perchè debolmente fortificata , presto cadde in potere dell'attaccante; non così la cittadella. Valenza resistette più lungam enlt\ ma dovette pur cedere alla sua volta. Rimaneva da prendere la cittadella di Alessandria; ma gli alleati si contentarono di bloccarla strenamenle, per non ritardare vit'maggiormente le operazioni. Il ,t. novembre. i franco -~pagnuoli si recarono ad accam. pare ad Occimiano, ed iI giorno sef(oente si pre,;entarono innanzi Casale. li re non li att ese, e lo stessò giorno in cui il nemico giungeva ad Oc0irni,.100, egli ripiegava sulla sinistra del Po , fra Trino e Villanova , lasciando' un distaccamen\o nel campo di Casale per ossel'vare il nemico; distac-

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68, OPERAZIONI MILITA Rt camento che il 5, all'appre:-sarsi dell'avversario, ripiegava alla sua volta sulla sinistra del Po, senza esst>re molestato . . Ca~ale non essenuo i11 ist,110 da pot(-'r.,i difendere, aprì. imrned1atamrnle le porte al nemico e la guarnigione si ritirò nel cai-lello, ii quale venne assedialo, .ed il 29 ceduto. Dopo qualche allrn piccolo avvenimento, le truppe presero i quartieri (f inverno. La campagna del 17 45, mostra l'importanza della posizione di Ales$a11dria-Casale. Insino a che il re stctle postato sul Tanaro, il nem ico non potelle null'altro intrnpreodere che l'assedio tli Turlona , e comechè avesse forze di gran lunga superiori alle austro-sarde, 0011 si se ntì forte a suOìciE>nza per forzare la po-,iz1oue dell'avversario senza indt::bolirlo da prima con impegnare gli austriaci in un falso movimento. La posizione dt>gli austro-sardi covriva ad ·un tempo la strada' di Torino ed il ~Iilanese, e se gli austriaci ne avessero compreso l'importanu al pari del re di Sardegna e non si fossero da lui separati, il generale conte Gages non avrebbe potuto impunemente spingersi nel Milanese; chè , ove lo avesse . fallo , gli auslro-sanJi avrebbero potuto allaccare con speranza di successo i francesi , e vincendo, non pure impedire la conquista ùella Lombardia, ma anche ottenere altri segnalati vantaggi. Di falli, o i francesi ripiegavano verso il, Parmio-iano • 0 pc.r -non separar:;i ùagl i ispano-napolitani, e per'' · ·no le comunicnzioni c:,n la Francia per la Riviera;•o ritiravnnsi sopra Genova, eJ i due eserciti si trovavano separati. La fallacia clt~lla rii,oluzione di tliviJere i due eserciti di .Maillebois e di Gages, per operare io direzioni diverse e mirare a più cose ad un tempo, lo d_irnostra il seguilo delle operazioni durante l'inverno. La corte di' M,1dritl, dopo caduta Casale e presi i qnarliPri d'invt>l'llO, desid.erando ·ardentemente di togliere agli austriaci il .Milanese, ordinò che il suo esercito si separasse dai francesi, e senz' altro indugio muovesse alla conquista

DEI PIEMONTESI

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. di q.uel paese. li risultato di questo falso indirizzo dato alla . guerra fu fatale ai francesi; a cagi(,ne che gli austriaci, questa volta, non sì separarono dal re di Sardegna per soccorrere il castello di Milano. ·Carlo Emma11uele oc::upando una posizione più ristrella di quella · del nemico e ntil mezzo dei suoi diversi corpi, che si estendevano dalla Hiviera di Ponenle a Milano, potette esegu ire sulla destra del .Po un'operazione ;mportanle a danno dei francesi ; cioè rioccupare Asti e far togliere il blocco dt'lla cittadella di Alessandria, arrecandogli una perdila di meglio che 12,000 uomini, degli ospedali, d1 molli magazzin i e cacciarli inrernamente dal Piemopte, da Tortona e Valenza in fuori. E però, semprechè il nemico discenda in Italia per Cadibona, .la Bocchetta o i Giovi , e che i difensori ripieghino nella posizione di Alessandria-Casale, coverta dal Tanaro; senza aver forze eccessivamente superiori , non può intraprendere nulla d'importante insino a che non abbia discacciato i difensori dalla loro posi1.ione , e non si sia impadronito delle piazze che agevolano i movimenti dei difensori sulle due rive del Po. . Coteste ragioni indussero il re ad op~rare nel moJo discorso, ed a_bbiamo veJulo quali vantaggi ne ritraesse: Quando Napoleone I , nelle sue memorie, scri\'eva che dopo Montenolte i. due gen<'rali austriacù e piemontese err'avano .separandosi, per conire ciascuno direllarnente Milano e Torino, per cui erano baltuli separatamente; e che avrebbero dovuto insieme ripiegare sul Tanaro, per costringere l'avversario a seguirli ed attaccarli iu condizioni per lui s&ivorevoli; fl1rse pensava all'operalo di Carlo Emanuele Ili, in condizioni analoghe, nella canlpagna del 17 ,1.5. Le operazioni dopo il combattimento:di Bassigoana, e la necessità in che trovarOJisi i fran~o-spagnuolì d' impaJroilirsi successivamente di Alessandria, Valenza e Casale, per dominare il co1·so del Po ed acquistare per sè la facoltà di manovrare


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OPERAZIONI

MILITARI

sulle due rive, in pari 'tempo che la toglieva al nemico , mostra l' importanza sì per i!_difensore che per l'attaccante di possedere questo fiume; sola maniera come poter operare con libertà e dominare il paese. . . L'esistenza delle piazze sul Po, che i piemontesi _seppero usu fruire, e di cui il nemico non poteva trasc,uràro d' impadronirsi, per togliere all'avversario un appoggio alle manovre ed impedire eh~ potesse con sicurezza tentare imp,rese a suo danno, fece abilità al re .di guadagnar ternpo ed allendere lo sviluppo degli avvenimenti,_i quali, con la pace tra la Prussia e l'Austria, mutarono del -tullo la çondizione vicendevole dtii comballenti in Italia. . . Insino a elle il re era in possesso di Valenza e-Casale, poteva farsi scudo del fiume per evitare una battaglia disuguale per indi ripassare sulla riva destra ed allaccare il nemico sul• fianco e_d alle spalle, nel caso muovesse verso rallo Piemonte. L'importan:.,a della linea del Po è dimostrala allresì dagli avveni menti militai'i_ seguit.i nella guerra della successione di Spagn::i, qu,ando il Piei1)onte, rolla la lega con la Francia, si volse a guerreggiare insieme con l'Austria. Il duca di Vendòme, nel 1104, mosse da Casale con forze superiori contro il duca di Savoia, il quale si ritirò a Trino col disegno di recarsi sotto il cannone di Crescentino. li nemico , dopo aver o~cu pato e messo in istalo di difesà Trino, e trincerato i suoi pouti sul Po, accampava a Desane. Dopo che Vendòme ebbe assediato Vercelli ed Ivrea, senti la necessità , prima di procedere verso Torino, d'impadronirsi delle piazze sul Po. La qual cosa dette luogo al memorabile assedio di Verrua durato sei mesi all'in circa, a cagi'one che il duca, il quale stava a Crescentino, ebbe la previdenza di assicurarsi la comunicazione con la piazza per · mezzo di una testa di ponte sul Po ed una sequela di opere. La piazza uon fu ridotta agli estremi, che dopo essere il nemico riescilo , con un attacco di viva forza, ad impadronirsi della testa di ponte. 1

DEI PJE)iONTESI >i 71 ,li duca, perduta la comunicazione di Crescentino con Verrua, dpiegò ·su Chivasso, dove aveva taluni ponti sul Po, passò sulla riva <le5tra P ,1rese i quartieri : siffallamenle operando , sperava indurre Vend:ì,ne a fare lo stesso, per dar rip,iso a·: suo esercito stanco dailf: lunghe fa tic lle dell'assedio, ed indi attaccarlo all'impensata e rifornire Verrua, od almeno ritirarne la guarnigione. Ma la lettera con cui veniva avveri.ilo il governatore della piazza di questo disegno, essenòo caduta in potere del nemico , l'opPrazione divenne impossibile. Caduta Verrua, il nemico si recò ad assediare Chivasso. • li re voleva quivi pre1:,!ere una posizione analogtl. a quella di Verrua; ma il nemico, prevedendolo, non gli delle tempo ed occupò varie cascine e posizioni sul Po , elle separavano compiutamente la piazza dal campo dd re. Questi allora volse l'animo a riliran1°" la guarnigionè, ·e l'effelluÒ il 28 giugno : dopo di çhe solamente, polelle il nemico indirizzarsi sopra Turino. Questa campagna confen;rn l'importanza del Po per chi operi in Piemonte, e fa vedere come l'essere il duca di Savoia padrone ùi numerose piazze, gli facesse abilità di manovrare tra quelle ed evitare gl'impegni, e per lai moùo far perdere mollo tempo al nemico per impad ronirsi del paese. E di cotesta condizione di cose il ùuca sPppe sillaltameule avvantaggiarsi, da riesci re a protrarre per più anni la lolla , eù insino a che non fosse soccorso e con la bauaglia di Tori no , il '1 settembre 1 7 06, gli venisse fallo non pure di salvare il Piemonte , ma - anzi dd suo ducato farne un regno. La campagna del· 1 '1 4-6 , che tenne dietro alla liberazione di Alessandria, ci fornisce una nuova pruova della sconvenienza per il nemico della linea di operazione della Riviera. La quale , se poteva essere seguila senza pericolo , insino a che i franco-spagnuoli fossero mollo superiori di numero, e potessero fare forti distaccamenti e rimanere numerosi abbastanza da costringere l'avversario a tenersi unito ed operare con grand~ ri·

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OPERAZIONI MILITARI

g?ardo; diveniva pericolosa dal momento che gli austro-sardi avevano acquistata la superiorità, per l'arrivo iu llal1a di un nuovo esercito, che la corte di Vienna vi avea spedito dopo la pace con la Prussia, e che potevano alla lor volta prendere l'offensiva. L'esercito austriaco di recente disceso in Italia si raccolse nel l\fantovi}DO, e, dopo una serie di fazioni , costrinse gli spagnuoli ad a~bandonare il Milanese e ritirar~i a Piacenza. lo pari tempo l'esercito riunito sotto il comando del re, il quale • fronteggiava i francesi, assediò e prese Valenza ; dopo di che ·tutta la linea del Po era ne.Ile mani degli austro~~ardi, e i due eserciti polevano riunirsi ed operare concordi. Gli eserciti :ipagnuolo e francese potevano ritirarsi , o sulla Riviera e Nizza , o sulla Romagna , basandosi sul regno di Napoli. Il generale Botta c~e comandava gli austriacl, avrebbe voluto che il re di Sardegna si fosse accostalo a lui, per intercettare all'avveri!ario la via di Napo)i; ma Carlo Emmanuele, con miglior consiglio, pensò cbe, se Qonvenisse impedire l'entrala del nemico nel Milanese, convenisse ancor più tagliargli la via di Genova . e rigettar.lo in Rom_agna. E questo disegno del re era ta~to più conveniente , quanJo ohe i! generale Maillebois era stato precedente.m·ente costretto da ordini positivi a lasciare, con rinQrescimeplo, la _po"iizione innanzi lo sbocco degli Appennini, per recarsi a socconere gli spagnuoli a Piacenza e scovrire per tal forma la strada di Genova. Non fu. pos,sibile far decidere il gen.e.fal~ 80,Ua ad opernre secondo, I~ viste del re; e quando queslj gli fec,e &eJlli_re cbe avrebbe o,perato solo, cedeU_e a metà. Ma.il le,mpo perduto in discus5iot)i fece abilità agli avversari i, dopo la perdita della . battaglia· di Piaaenza, _di ripreudere ani!Do , ed il mat·escial\o Maillebols, cbe teme\ia anzitutto di esser taglialQ da Genova, nella speranza di ritornare nella sua posizione di Novi spiava ogui più piccolo movimento dell'av-

versario.

DEI PIEMONTESI /

,I.

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-La vincita di una battaglia e la superiorità del numero , davano agli austro-sardi _piena libertà di ope'rare a loro talento. Ma la discrepanza di opinione fr.a il re ed il generale Bolla, togliendo ogni impronta di decisione' alle loro operazioni, fece abilità al nemico di richiamare con un'abile dimostrazione la maggior parte delle forze avversarie nel Milanese, indi di ripiegare su Novi e di là nella valle della i>oJcevera, presso Genova. li re di Sardegna segul l'esercito nemico , in pari tempo che .- inviava nella valle della Bormida 3 ,i. battaglioni per O)inac..;, ciarne le comunicazioni. Il quale però decidevasi ad abbandonare Genova alla sua sorte, e proseguire la ritirata verso Nizza celeremente, affine di non lasciarsi prevenire daglt austro-piemontesi ; ed il re·;-i>adrone degli Appenniì1i , li· molestò continuamente ed ottenne ripetuti vantaggi. , Ond'è, cbe la linea di operazione per la Riviera e perchè paralella alle pos"iziòni piemontesi e rinchiusa fra i monti ed il mare, e perchè procede per una zona ass.ai stretta rapporto alla lunghezza, è pericolosa a seguirsi, qualunque volta non ' concorrano condizioni eccezionali a favore dell'aggressore. Se qneste mutino, conviene che il nemico si affretti a eovrirla direttamente nella valle della Bormida e dell'alto' Tanaro ; ed ove in queste posizioni si perda una battaglia o che si sia costretto a. rifiutarla, fa mestieri affrettarsi a sgomberare la Riviera e ritirarsi a Nizza, siccome lo provano gli avvenimenti ~i questa campagna. Cooiechè i fratrno-spàg1rnoli avessero in questa guerra una doppia linea di ritirata , per la Romagna a Napoli e per Genova a Nizza, pure abbiamo veduto il per_icolo da loro corso per il falso movimento ordinalo a Maillebois verso Piaeenza, scovrendo Genova; e se non ne risentirono tulle le conseguenz.e, lo dovettero alla ostinazione del generale Botta di non voler segu.i;e subilo eù in tutto le idee del re di Sardegna. Se altra fosse stata la. direzione della linea di operazione rapporto


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alla: valle del Po, ed altre le circostanze, franco-spagnuoli avrebbero potuto·· sostenersi lungamente innanzi di ripiegare sulla propria base; nè per non vedersi taglia~i avrebtero dovuto · ritirarsi, senza neppur tentaré la sorte delle armi, c <ecbr. fossero in paese di montagna, e però molto ac0oncio p la .~uerra difensiva. Masseoa , nel ,1800, volle ostinarsi a difendere a' uo tempo G'enova e 'là sua linea d'operazione lnnghesso la R, ,era ; e la conseguenza µe ·fu, che, malgrado il suo ingegno ed il valore delle truppe,· quella linea fu perduta, le sue truppe trovaronsi separate, ed egli con l'ala destra rinchiuso ed assediato dent,ro Genova. Insomma ci sembra, 'che da\l"esame delle due guerre discorse si possa ·dedurrn: " 1° Che il tratto delle A:lpi , il quale divide la Francia eia! Piemc,nte, a cagione della disagev-0lezza dei luoghi e della convergenza delle valli sul versante italian_o, offre u,na linea di difesa molto forte e diflk-ile a superare, qualunque volta gli sbocchi sieno chiusi da forti e difesi da sufficienti truppe. JI concentramento dellè forze sul punto minacciato , riesce agevole ; perocchè, 'il difensore muove per la corda dell';rco che il nemico è costretto a seguire. 'La qual cosa, una agli ostacoli artificiali apprestati nelle valli principali, oorregge il difetto della ristrettezza de.Ha zona · montana rapporto allo sviluppo delle Alpi che cingono H Piemonte. 2° Che sul versante d; l lato della Francia avviene l'opposto; cioè, che· il difetto della divergenza delle valli è compensato dalla larghezza della zona montana. 3° Che la via per Nizza e la Riviera, poicbè percorre una zona stretta e•fonga, ed offre il ,fianco a colui che sia padrone dei monti , a malgrado che sia topogratìcaménte la più agevole per _discendere in Italia, è pericolosa per l'attaccante senza un concorso di circostanze favorevoli , sopratutto se non abbia grande superiorità di forze, Se gli sbocchi rotabili dei monti sieno chiusi da forti , l'operazione diventa ancor più difficile.

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DEI PIEMONTl!SI

OPER I.Z!ONI MILIT ÀRI

4, La posizione di Alessandria-Valenza-Casale è importantis_sima, nel caso il nemico sbocchi da Ga.dibona. In generale , il corso del Po è una linea importante per conservarsi in possesso -del paese ; e però, il neìnico è costretto ad assediare sue-, · c~ssirnmente tutle le piazze che su quello vi fossero, per _to, gliere al .difensore tutti gli appoggi per sostenersi nel mezzo del paese. 5° Che per dare alla posizion_e Alessandria,,Casale tutta l'importanza di che è capace, converrebbe che Torino , come al tempo della guerra della prammatica-sanzione , fosse ~I sicuro da .un colpo di mano. · ' ', 6° Che le piazze lungo il Po e le fortificazioni di Alessandria, le -quali per mezzo del Tanaro a quello si ligano ; sono importantissime anche nel caso di una guerra procèdente dalla frontiera orientale, · ;7° Infine, che l'esistenza di un certo, numero di ~iazze, e sopratutto di quelle allo sbocco dei monti e delle altre ligale ,al Po, ba offerto il mezzo a Vittorio Amedeo , nella guerra · della successione di Spagna, ed a Carlo Emmanuele in quella della prammatica-sanzione, come sostenere la guerra · difensi\•a ,e menarla in lungo, per dar tempo allo sviluppo degli · avvenimenti, chr, salvarono lo Stato. Se non che, per non indebolire l'esercito con numerose guarnigioni , · bisognerebbe , adattandolo ai progressi dell'arte della guerra, far rivivere: il . ~rstema delle milizie, usato con tanto successo dai prir;cipi d,i Casa Savoia. 0 ..

LUIGI MEZZACàPÒ.


HISTOIRE DE LA CAMPAGNE DE

RISTOIRE DE LA CAMPAGNE DE 18i 5 W.tl.TERLOO

II.

In un precedente articolo abbiamo cercato di dare una idea generale del pregevole libro del colonnello Cbarras, ora ne daremo degli eslrall.i onde farne meglio risultare il merito. Cominciamo questa serie di estratti colle osservazioni criticbe dell'affare dei Quatre Bras, facenpola precedere da un sunto dei principali fatti di quel disastroso combattimento. li maresciallo Ney lasciò Napoleone a due ore del mattino, il 16 a Cbarleroi, per ritornare a Gasselies, suo quartiere generale. Ma vi tornò senza aver ricevuto il suo ordine cli marcia, poicbè Napoleone non aveva ancora determinalo cosa fare bbe."' Le· 1 O ore del mattino erano già passate quando il generale Flahaut, aiutante dt campo dell'imperatore, diede a Ney il suo ordine di movimento. Wellington visi tò i Quatt·e Bras alle 11 , ·recandosi a Ligny, e racco~nandò al principe di Orange di difendere la sua posizione fino all'arrivo delle truppe inglesi venendo da Bruxelles. Queste trappe non giunsero cbe alle tre o alle tre e mezza ai Quatre Bras e Ney aveva già attaccalo alle 2. Le forze olandest erano troppo deboli per resistere e se Napoleone avesse messo Ney in misura di attaccare di miglior ora , il maresciallo

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poteva impa<lroniraidei Qualr.e Bras e sarebbe caduto sul fianco destro dei pru~siani sei ore avanti che un ~olo reggimento inglese fosse giunto ai Quatre Bras. Come ognuno sa questo ritardo fu causa del male esito della giornata e Napoleone lo imputò a Ney ed a D'Erlon. Ecco ora come il colonnello Cbarras giustifica questi due ufficiali generali _: « Qurlle fui la cause de la:-manoouvre stérile de d'Erlon, ou , en termes plus précis, pourquoi le 1 er corps marcha-t-il vers Saint-Ama od au lieu de continuar à s'avancer sur Frasnes' pourquoi, ensu;te, fit-il la contre-marche qui le ramena sur ce dern1er point? • ~es questions ont été l'objet de controverse.; nombreusE>,:, et d'autant plus pass10nnées que l' annulation du 1°' corps a exercé une influence capitale sur le résultat non-seulement de la journée du 16 juin, mais enc.ore de la campagne. « Ney, lui-rnéme a écrit (1), plusieurs historiens ont dit , et ' c'est une opinion généralement accréditée, que, pendant sa marche sur Frasnes, le 1•• corps fut appelé directement sur Saint-Arnand par l'ordre de Napoléon, comme y avait été appelée déjà la d1vision Girard (corps de Reille). Mais Napoléon a nié forrnellemeot et avec grande vivacité avoir donné un parei! ordre (2); et, ici , il doit avoir dit vrai, car il est im-

(1) « La bataille (nux Quatrc-Bras) dcvcnait générale et la victoire n'était pas douteuse, lorsque, au moment où j'allais fo irc avanccr le 1•r corps d'infantcrie, q ui, jusquc-là, nvait été laissé par moi cn réscr ve à Frasoes, j'appris que /e géneral (Napc,léon) en avait disposti, sans m'en prévenir, · airisi que de la diuision Girard (t• corps), pour les diriger sui· Sainl-Amand, · et nppuyer son a ile gauche, qni était fo rtement cngagée conlre le Prussiens. Le coup que mc porla celte nouvelle fut t crriblc; n'ayant plns sous mcs ordres quc 11-ois divisions au Iieu de huit sur lesquelles je complais, j e fus obligé rie laissc r ~chapper la victoire ... ~ (Lcllre du maréc~al Ney à Fouché. 26 j uin 1815). · (2) Flcury de Chabou lon , maitre des requètes au eonseil d'Etat, atlaché àu ca.binet dc Napoléon pendant la campagne, !'t bonapartiste très-exallé d'ailleurs, avait dit, dans ses Mémoires (2 voi.- Londres, 1~20), qu'il donnait l'cxplication•aç la marche de d'Erlon, le 16 juin; "qu'il éclaircissait ce point ~.

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HfSTOIRE

possible de fàire çonco!'der la marche directe du 1•• corps snr SaintAmand avec !es dépécbes expédiées, de Fleurus, à Ney , à deux heures et à trois heures et un q.uart, dépéches qui, on se le rappelle, se taisaient sur ce mou vement, ' et prescrivaient au maréchal de ma_nceuvrer « de manière à envelopper la droite de l'armée prussienne· et tomber à bras raccourci isur ses der. rières • . La première · de ces· manoouvres excluait la seconde. • Napoléoii a fait plus : il a rejeté sur le marécha! Ney et sur d'Erlon Ja responsabili tb du mouvement. qui porta celui-ci près de ~aint-Amand; il a racoi'lté que « Ney avait laissé le 1•r corrs en réserve en avant de Gosselies, à deux lie-ues et demie des Quatre-Bras; q11e d'Erlcin était accouru pour soutenir l'attaque de Saint-Amand (1) • . Mais cette double assertion est ioexacte. . • Loin d'a voir laissé le 1cr corps à deux lieues et demie' des Quatre-Bras, Ney l'avait appelé à lui sur Frasne3, appelé par un ordre écrit, absolu, que nous avons reproduit (2) , qn'il expédia, dès la reception de la dépéche de Napoléon, apportée, de Charleroi à Frasnes, vers dix heures et demie, par l'aide de eamp Flahaut. Muni oo cet ordre, qui lui prnscrivait de se rendre à Frasnes, où retentissait le canon de son chef immédiat d'Erlon s'en éloigna pour aller vers un autre champ de batai!le'. ~ais, ce m~uverrient, il ·ne le fit pas spontcinément. • Il en a dit •ainsi le motif et !es circonstancès: • Vers onze heures ou midi, M. le maréchal Ney m'envoya i'ordre de faire prendre !es armes à mon corps d'armée et de lP- diriger sur Frasnes et les Quatre:Br.a s, où je recevrais de:s ordres ultérieurs. Mon corps d'armée se mit clone en mouvement immédiatement; et, après avoir donné l'ordre au général qui comma'n dait la tete de colonne de faire diligence, je pris l'avance -

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Napoléon lui 11épondit: " F01·l mal, comm~ un jeune ho mmc qui, pour lu pl'emière fois, se trouve à une affuire de guerre. Comment un homme qui n'était pas à la bataille, et ne l'a vue que d'u ne lieue en arrière, peut-il · donncr dcs explièations? .,. (itlémoires, t. Vlll, p. 26:'>). Or, l'explication dc Fleury de Chaboulon était que ~ Napoléon envoya directement au · t•r corps l'ordre de sé porter en tout.e hatc sur ia droit.c des Prussiens I' . (1) Mémoim, t.. IX, p. 85, 86. (2) Voir page 171, de l'Histoi re ùc la Campagne Jc 1815.

79 DE LA ' CAMPAGNE DE 1815 po-ql' ".Oir ce qui se passait aux Quatre-Bras , où le corps du gépéral Reille me paraissait engagé. Au delà de Frasnes, je rp'arrétai avec des généraux de la garde·, où je fus joint par le général Labédoyère, qui me fi.t voir une note au crayon qu'il po.rtait au maréchal NEJy et qui enjoignait à. ce maréchal de d(riger inon corps d'a1•rnée swr Ligny. Le géuéral Labédoyère rp.e prévint qu'it avait déjà donné l'o1·dre pour ce mnovement, en /aisant changer de direction à ma colonne, et m'indiqua oÌ'l •je pourrais la rejoir.dre. Je pris aussitòt . cette route ... Le gé• nétal Labédoyère avait-il la missìon de f:iire changer de dir13ction à ma colonne avant que d'avoir vu M. le marécbal'l ,Je ne le pense pas (1) • . · • Ce récit est confirmé par lè témoignage du colonel Heym?is, tout à la fois ai<le de camp et chef d'état-major de Ney; sm.1le· 1~ent_, Hey:nès varie sur le nom de l'officier qui fit changer de direction au 1er corps et alla en prévenir le maréchal: il dit ' que ce fut le colone! Laurent (2j. . .• _Sei on toute probabilité, nous dirions presque selon toutè certitude, il y eut clone un òrdre qui détourna le corps de d'Erlon de sà route et le dirigea vers Saint-Amand; et cet ordr~ ne fut pas donné par Napoléon (3); il fut le resultat d'une erreur, du zèle mal entendu d'uri officier d'ordonnance• / • Mai.ntenant, pourquòì le l cr corps, une fois arrivé , pa~ suite (t) Docmnenls inédits, et.e. (2) Dans un brochure pub!iée en 1818, et ècrite, on le sait, avec le con-

'coàrs du gé11éral Foy, M Gamot, beau-frèrc dn maréchal Ney, avait attribué, avanLHeymès, eette mission au colone) d'artillerie Laurenl, attacluJ à l'élat-rnnjor général (Réfutation, en ce qui concerne le ma·rt!chal Ney , de _l'ouvrage ayw1t pow· titre _· Campagne de 1815-, et.e., par le .général Gourgal!d); et, le 21 septembrc de la mèmc annéc, revenant sur cc sujet, ' claus une lettre adrcssée au .lourna! général, il fixait à trois lteures l'ar. ~ivée du colone I, Laurent près de Ney et ajoutait: « Cct officier exisle; il peut attestcr qu'il a apporté l'ordre (de diriger le corps dc d'Erlon sur Saint-Amand) "· . ·'(3) Le due d'Elchingen rapporte ainsi une anccdote qui lui est personnelle, et qui vicnt à l'uppui de cette conc.lusion: « Quelquc lemps après so_n ·relour ,ie Sainte-Hélènc , !IL le général Bertrand, qui avait Ics impressions de l'cmpcreur, et dcvait ètrc pénétré de ses idées me <lit dans une eonvcrsation sur l'affaire, de Quatre-Bras: Pourq11oi le ' i;aréchal nous -a-t-il cnvoye d'Er!on sur Saint-Amand? ~

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HJSTOlllE

de cette erreur, près dt:l Saint-Amand, revent-il sur, Frasnes? • Le maréchal Ney a assnré « qu'il lui fut renvoyé par le gé• néral en chef (l); • Napoléon, que o Ney l'envoya chercher (2); • d'Erlon, « qu'il obéit aux prescriptions impératives du rnaréchal ·transmises par le général Delcambre (3) •, • Contradiçtoires en apparence, ces assertions ne le sont pas en réal.ité; car elles n'excluent la possibili:té ni d'un consente• mcnt, ni' d'un . ordre do:::mé par l' em pe:reur et concordant a vec • les prescriptions impératives du maréchal » . • Ce~ _ordre, ce consentement tout au moins, on doit méme admettre qu'il fut donné, quand on se rappelle que l'empereur fut en communication avec d'Erlon par l'intermédiaire de l'aide de camp expédié de Fleu_rus pour reconnaitre le l cr corps, signalé camme ennemi par- Vandamme. On ne saurait croire, en effet, qu'arrivé près de Saint-Amand, en exécution des instru• ctions erronées, mais transmises, au nom de l'empereu r , par Labédoyère ou Laurent, d'Erlon se soit éloigné de ce point, au moment méme où la bataille y était le plus acharnée, qu'il soit retourné sur Frasnes sans l'ordre ou le consentement du chef de l'armée. Jusqu'au 1etour de l'aide de camp expédié de Fleurus, Napoléon avait ignor_é peut-étre que Ney f'ùt eugagé aux Quatre-Bras contre des forces supérieures; mais il l'apprit, à coup sùr, alors; et cette nouvelle le décida à ordonner il d'Erlon de rejoindre le maréchal ou bien à y consentir. , Telle est sans dnute la vérité (4). (1) Lcttre du maréchal Ncy ii Fouché, déjà ciléc. (2) Mémoit'es, t. IX, p. 91.

(3) Letlrc de d'Edon déjà citée (Documenls int!dits, et.e ..) (~) Le général Durutte, dans la note cilée précédemcnt_, a dit qu'au moment où d:Erlon receva.i t l'ordre de Ncy, a il rcccvait aussi de uouvelles instances dé Napoléon pour m!ircher sur Brye, cl qu'il se décida néanmoins à retourner vers le maréchal Ncy •· Mais il n'est. pas du tout probable que Napoléon fit dcs ùistances auprès d'un subordonné, et il e.s t imp<Jssible de croirc, en prenant ici instances pour synonyme d'ordres , que d'Erlon n'y aurait pas ohéi, s'il cn cùt rcçu. Mal renseigné sur le scns des communications qui ~urrnt lieu, alors. entre d'Erlon et l'cmpcrcur, Duruttc en connut l'existcocc, et. sa noi.e la prouvc. _ Elle est prouvée anssi p,n k s MJmoi,•es de Swi11le-llélè11c ; nous l'avon~

fait remarquer.

t>E LA C.U!PAGNJt Oli 1815 8f ., Elle nous semble résulter non moins'logiquement de ce-fait, què'. res éerits de Sainte-Hélène n'ont pas accusé d'Erlori d'avoir méconnu les intentions de Na-poléo11, en opéranf la contremarehe qui: Je, ra,mena, sur Frasnas. _ _ • • Presque tous les écr.i:vains français, cependant, on pns te:x:te de cette contre-marche pour imputerà Ney età dfErltm, d'a:voir rendu le 1e, corps i out.ile, pendant la jou rnée de 16 juin. A lesentendre; Ney ·n'aµrait pa,,;· do. l'ordonoer; et, Ney. l'ordonnan't, d'Erlon aurait du ne pas l'exécuter et ma,vcher contre les Prussiens; car, disent-ils, q uand l'un ordonna• il était trop ta,rd, et, quand Fautre• obéit:, il était trop tard, ài plus fort raison, pour q~e le 1er corps· put. arriiver sur lè& Quatre-Bras en temps· op• portun. • ',· «• Mais ce repmche est puéril; il n'es·t. fondé que sur l'événe- / nient, et i'événement aeul approuvé que 1~ }•r corps , rev.enant· à Frasries vers neuf heures du soir, devai t y étre inutile: deux · lieu_res plus tòt, et méme jusqu'au dernier insta-nt·, nul n'avait pu• le prévoir; à neuf heures encore, ma1gré l'approehe de- la nuit \Vellinaton pouvait pousser son succès, tenter de cha-n'ger . ' o la: vailla,nte retrai te de N-ey en un dés-astre; et d!ffirlon, dansce cas, seTait a•ni:vé assez· tùt pour empécher cette ca:tastrophe,, q'ui ·aurait comprornis touie l'armée. • Singulière contradiction I les ecrivains qui ont critiqué si vi• vement,, ici, la: cond1iite de Ney et de d'Erlon sont !es mémes qui ni'otlt pas eu assez de colères contFe u-n autre lieutenantde l'empereur, accusé de· n'ètre pas- intervenu, mème au· der1nertnOI\}ent du. jour, s ur le champ de bataille où se décida le, sort de ·lre_guerre•. · . , Au reste, il est un fait - inco:-itestable, celui-là-, - qui domine tout ce débat et porteJ en soi la justification complète, absolue de r:fey et de cl'Edon; c'est que·, soit par l'er:eu~. dc Lament ou de Labédoyèr-e, soit parr ~onte autre cwtlse, 11 n 1mporte,, ·1e, l" corps vint sous la main de Napoléon; c'. est q:u-e celui•ci en eut parfo.ite connaissance, qn'il put le fàire arrive'l' sur le camp de baitaille de Ligny, l'y engaiger près de de"~1x . heures, a,vant la fin du jour, et qu'il le la-issa s'en éloigner, s1 mén:re, i'l ne lu,i, en envoya pas- l'ordte. . • Ney n'avait. à, voir, ne p~rnvait vo'Ìr qne ce qui S9 passa1t

Voi. IV. -

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82 devant lui, les nécessités de sa po<;ition. D 'Erlon était son sub t,rdunné: rappelé vers les Quarre-Bras, n'étant pa5: retenu par l'urdre de Nàpoléoo, il devait obéir au maréLhal. Napoléon avait le curumande1t,ent en chef, et lui seul pouvait prenctre la responsa b1l11é de Jeter con tre l arruée pruss1enne le 1•r corps, venu sous sa main, nous le répétons. Il aurait dti. avoir l'audace, la sagesse de fa1re jouer a10s1 à d'Erlon un r6le déc.isif et s'en rapporter à la ferweté éprou, ée du marécbal Nt:y pour ~ontenir les AngloHol,aodais aux Quatre-Bras. t ette audace, cette sagessc, il oe l'eut pas. Ce fut une faute capitale qu i sauva de la destruction l'armée de Blùcber, mais qu 't,n ne sau1ait sans injustice, sans aveuglt:mt:lnt, 1mputer au ruaréchal Key, 1100 plus q u'à d'Erlon. • Autrefois, Napoléon aura1t agi tout difi'éremment; mai:itenant, il avait laibli. Voilà pourquot le 1er corps resta inutile·• v01là pourquoi Bliicher écha ppa. à un désastre ! « Privé de la cooperation de -d'Erion et de la division Girard, Ney reodit un servicP. 1mruense, que lui seul, peut-étre; pouvait reodre avec sa prod1g1euse énergie: il empécha Wellington d'intervenir sur le champ de bata1lle de Ligny; il iendit vaine la promt:JsSe du général anglais au général ptUss1en, la promesse qui avait décidé ce -dermer à attendre le choc de Napoléon. • Oo a trou ·; é , ceptndant, qu'il ne .fit pas' assez: il aurait. d-0. vaincre, disperser lE:is Anglo-Hollandais, et se r.wattre ensuite sur Brye, s_ur Saint-Amand, pour donner lt:: , ,· .,: de grace à Bliicher; il a eu le sort' de la France entre les mains, suivant le mot de Napoléon, il l'a laissé échapper J • Ce sont les récits de Sainte-Hélène qui o'nt formulé, 'propagé, uoiversalisé cette opini on, en Frauce, du moms; car, à I étranger , les écrivains militaires le plus en renom ne l'ont pas accueill1e. e Elle est souverainement lDJUStc. , Napoléon, en effet, ne s'est pas borné à reprocher au maréchal Ney d'avoir • laissé le 1 cr corps à deux lieues et· dimic en arrière des Quatre-Bras et de l'avoir appelé à lui beaucoui, trop tard; • reproche sans fondement, on _l'a vu ; il pretend encore lui avo1r donné des instructions dont l'exécution fut trèslongtemps différée, pu1s conduite avec une timi<lité excessive. • S'il fallait l'en croire:, • le maréchal Ney reçut l'ordre, dans

Dli LA CAMPAG~E DE 18i5 88 la nuit, de se porter le 16, à, la pointe du jour , e avant tìes Quatre-Bras, d'occuper une bonne position à cbeval sur la ruote

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de Bruxelles, en gardant IP.s cbaussées de Nivelles et de Narour, per ses flanqueurs de gaucbe et de droite. Le comte Flahaut, aide de cam p général , p01·ta res ord res . (1).. « Nev commença son mouvement à midi seµlement (2). Ses tirailleu~·s engagèrent le combat à deux heures; mais ce ne fut qu'à trois heures , lorsque la canonnade de Li~y se fit entendre darrs tout e sa force, q u'il a borda franchement I' ennemi (3) • . « Mais, à reu de choses près, tout ceci est de pure in-v ention. , Ney passa une grande partie de la nuit du 15 au 16, près de Napoléon, à• Charleroi; et il n'en parti qu'à demc heures · du matin. Le fai t est affirmé par Heymès, son aide de camp , ét par le général Reille (4); et nul ne l'a contesté. ' • Si Napoléon a donné au maréchal « liordre de se porter, ~ . la pointe du jour, en avant des Quatre-Bras,_etc., • 11 le lu~ a donc donné de vive voix. Il n'a eu besoin m de Flahaut, m d'aucu o autre pour le transmettre. , La mission de cet officiar, pendant la ouit, est donc une fable. Lui-méme, d'ailleurs, en a fait justice: il a été porteur · de -J'ordre dont parie Napoléon; il l'a écrit sous sa dict~e; et il indique qu'il l'écrivit entre huit et neuf heures du matm, et . qu'il partit ensuite de Charlerni pour se rendre auprès du maréchal (5). _ . . . . • Il faut le remarquer , d'ailleurs, la vers1on de SamtP.-HéÌene •(1) Mémoi'l'es, t. IX , p. 78.

(2) i dem, p~ 89. (S) Idem, p. 90. . . .. (4) " ... A minuit, il (le maréchal Ncy) rcndait c~mp~e, _a Ch_arlero1, · des dispositions qu'il avait prises. L'cmp<;rcur le 1·ctmt n soupe1..: Tous les grands officicrs du quartier impérial purcnt l'attcslcr ... Le 16, a deui. heurcs du matin , le rnaréchal revint à Gossclics ... " (Re/ation de la campayne cle 1815 , etc., par le colone! Hcymès). . . _, . « .. . Le 16 au mal.in , vcrs le scpt heurcs , le generai Rc1l1c alla vou: M. le mal'échal Ncy. qui ètait rcntré dans la 11uit à Gosselies, pour lui d'e mander drs ordrcs ,, (Notice historiquc s111· /es mouremcnts d11 2• corps. par le licutcnant général Reillc). (5) Lettre du général Flahaut au due. d' Ekhingen, le ;2'1 novembre 1 82!J (Documents inédits, etc.).

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84

-<!:U ST)XRE

ne seraìt. pas ius admissible , :,i elle disait que s. ey reçut de la bouche de ?\apoléon cet ord.:-e préteodu de se porter, au point du jour, en ~van t d~s. Quatre-B ras; car, dans ce cas, ·il serait , oexp11cao:e que le nrnrèe;md et\.t étà 1eten u a Char:eròi jusqu·à deux tu·u,es ù U maùn: à ìa m1-juin, le jour commence à àeu:t hi::u i-es et demie. • Il e,t encore des témoìgn.3ges qui ruinent complétemen~ la veJ-s100 de Sèliote-Hélène. • H.eiile a é1.:rit, q U,'étant • allé, Yers sept heures d.u matin, vuir le maréc,hal Ney, qui était re ntré daos la nuit à Gosselies, pour lm de11,auJer des ordres, le. marét.:hl'.l lui d,t qv,'1 l en attenda·,.t de !'empe1eur, acJqut l il ren dait compte de sa rositJOn (l) •. Cette 1éponse ne concorde pas avec les iostructions donoé,s dans la nuit précédent0, au dn·e de Napoléon. · • Le colunel ,rllnÌh, sous-chef d'état-major du 6• corps, a ra• conté, de son cOté, que, ie 16 au matin, il fut envoyé pour recounalt,e les forces auxqueìli·s le maréchal avait aft'aire, et reçut , pour tous renseig,iemenls, qu'd trou verait :c;es postes en avant de Gosselies (2). De Gosselies a11x Quatre-Bras, il y a plus de trois lieues, il ne faut pas l'oublier. • Ce fait ne tt:nd pas non plus à prou ver que Ney eut reçu l'o rdre • de se porter, pès la pointe du jour, en avant des Quatre-Bras • . • Une lèttre écrite, de Charleroi , dans la matinée du 16 . p~·r le maJol\ général, contredit implicitement l'existence d'un pare,! ornre. )

• Suuit avertit Ney que l'empereur vient d'ordonner à Rellennan n de r·éunir le corps qu'il com niande et ~e le diriger sur Gosselies; et ìl termine ainsi: • Veùil1ez m'instruire si le 1cr corps (d'Erlun) a opéré son mouvement et o nelle est ce m atin , Ja p.,s,tion exacte des 1er et 2• corp~ ù·~ru1ée e/des deux d1visioos de cavalerie qui y sont attachée:-: ... . • Or, cela n'est pas douieux, si Ney eut r eçu i'ordre • de se pn rtHr , dès la poin te du jon r, en avant des Qu, ,re-Bras, » Suult lui aurait Jemandé où en . était l'exécutiun de cet ord re {t) Notice historique, etc. , par le lieutcnant

général Reille.

DE LA C•AMPrkG~E DE

1815

'85

.si importnnt. Tout au C'Ontraire, il n'en parle pas, n'y fait pas . ia moindn allusion, n'écrit pas rnéme le n1 •01 · des Quatre-Bras; il se born e à demander si le 1•' corps a opé16 $Oli mou>'emeot, c'est,à-dire s'i\- est complèt.ement rallié; et il annonce que Kellerm&.nn est dirigé sur Gosselies, qui est 1à -plus de trois lieues en àrrière des Quatre-Bras . • On ne coonalt pas, au ju~te, l'beure où fut ,expédiée eette lettre du major général; mais il est certaio que ·ce fut ·avant h u,t heures, , J usqu'à ce moment, tout ce q•1'on -sait tl't's rel-ations eotre Ne>y et le quartier p:énéral de Napoléon prouve dooc qu'aùcun ordre, ni verbaì ni écrit , n'exis~ait encore , qui prescriv1t un mouvf'm en t sur le Quat re-Bras. • Ce qui suivit est connu avec pl us de précision et contredit avec plus de force J,,s allép:ations des Mémoires de S,,inte-Hélène. « A vaot le récit d..- la ba1aille de Ligny, nous avoos reproduit deux dé~•éches arlres,ées, dP Charleroi, l'une p:ir N8poléon, l'au tre par le major· géuéral Soul t, au maréchal Ney. Oes dépé·ches, on se le ra,ppelle , donnaien t à celui-ci ses insti uction 'pour la journée du 16. • La dernière n'est, à vrai dire, que le dnp}iC'ala de la premiè>re; et toutes les deux, nous le prouverons, furent écrites entre buit et neuf heures. , • Il suffit de les lire pour s'assurer qu'aucun oròre de mouYemen t ne les a va it précédées. Celle de Soult commenee aiusi: • L 'empereur ord0nne que vous ineUiez en marche les I••et 2• corps ò'arrnée, ai usi que le 3° corps è.e cavalerie, q ui a été mis à -votre dispositioo , 'JJO'I.Ù' le, diriger snr J'in tersection des éhemins d its le~ Trois Bras (rov.ti:: èe Bru xe:le") (1), où .,vous leur {e1·e:z prende positiou ... • • Et elle se te~mine par ce p~ràgrsphe n0n m 1 ,ins signifìcatif: « Je vous pri0 de me mett r/ dr. sui re à rné ·• e de renrire compte à J'empe1'eur de vos disposition pour exér:uler l'ordre

q,ue je vou~ envoie... • •• Là se ;r1mve la preuve évidente que le mouvement sur les Quatre-Bras , en avant des Quatre-Bras, n'a-vait pas· été or-

(2) Campagne dc Waterloo, etc., par E. -F. Janin , colone! d'état-major. (J) ,Quatre-Bras .


86 BTSTOiitR donné jusqu'alors; on n'aurait pas parlé ainsi , en effet, à un chef qui aurait déjà reçu, et depuis longtemps , un te! ordre. « La dépèche de · Napoléon foumit la méme preuvi->. La version de ses Mémoires, la ver::;ion ·qui accuse le rnaréchal Ney, est donc de· pure invention, tout concourt à le dé1~ontrer: témoignage de Flahaut, d'Heymès, de Reille, de Janm, dépèches officielles du quartier général impérial. oc Ce fut seulement après avoir résblu de porter l'aile droi te et le ?entre de l'armée en avant de Fleurus, ·que Napoléon expéd1a à Ney l'ordre de marcher s ur !es Quatre-Bras. • Cornm; no.us l'avons fait observer, en établissant que le maréchal n ava1t pas dò occuper ce point,- le 15 au soir, ces cJeux mouvements, pour se faire avec sécurité, devaient se , proteger l'un l' autre , • e'bst-à-dire s'opérer simultanément; et ce fut ainsi, on l'a vu, qu'ils s'opérèrent. · •. Napoléon a-t-il été plus véridique, 1quand il a dìt que Ney avait perdu beauco.up de temps avant d'attaquer les Anglo-Hollanda1s.' et les ava1t attaqués d'abord sans vigueur? · • Ic1 encore, nous sommes obligé d'entrer dans des détails minutieux; mais c' est un inconvénient inhérent au récit de c~tt~ c~mpag~e .de durée si ,courte. Les heures y eurent, pour amsi- dire, une mfluence aussi grande que !es jours en d'autre ·guerres; et il faut !es fixer a vec précision, écrire, la montre ~ur la ~able, si l'on veut ne pas s'égarer à la suite des récits mféressés à l'inexactitude. · • Pour juger là, conduite de Ney, il est in dispensa ble de con• naltre le moment où lui parvint l'ordre de marcher sur ]es Quatre-Bras; ordre transmis dans !es deux dépéches que nous vel}.i:ms de rappeler, l'une de Napoléon, l'autre du major général Soult, et qui s'écrivirent on méme temps à Chaderoi. • Ces dépéches ne porteht pas l'heure où elles furent écrites. Mais, si on tien compte de ce fait que !es mouvements de l'aile ga~che.' du centre et de l' aile droite de l' armée furent prescnts sunultanément; et si l'on remarque que l'ordre de marche pour Vandamme. est daté de huit heures du matin (1), qu'e Gérard reçut le sien à neuf heures et demie , en avant de C):iil• (1) Voir la note à al page 310, de l'Histoirc de la Campagne de 1815.

DE LA CAMPAGNE DE

1815

87

.:1telet (l), c'est-à-dire à moins de deux lieues de C?arleroi, il .sera ,facile d'en conclure •que celui de Ni::y fut écnt entre hu1t et neuf hfmres. Cette conc\usion es.t corroborée, d'aillf•ur, par un témoignage fort important, ici, celui de l'aide .de camp Flahaut. •-11 a in_d iqué, en effet, eutre huit et neuf heures, _le mome~t , où Napoléon lui dieta la lettre pour Ney; lettre qm, on le sa1t . avec certitnde (2), précéda à destihr tion celle q ue Soult adressa ·à ce maréc'la\. , • La dépécl:J.e de Napoléon P.St for', ,développéa. . « En supposant q u' el~e fut ra?idem~nt d1ctée, rap1de~ent ,.écrite, Fiaba ut-, qui la porta, pu t ètre à r.heva I et partir d.e Charleroi à neuf heures moins un quart. Il avait dix-sept. k1,.lomètres à fa.ire; il s'arréta à Gosselies assez de temps pour · ,,donner connaissance à Reille des ordres qui lui étaient confì.és (3). S'il arriva de dix heures un quart à di,x heures et demie à ; Frasnes, il avait, 'i cou p sòr, rempli très-proinptement sa · mission, càr il l'avait fait trois lieues a l'henre. Ce fnt dono en ce moment, au plus tot, Hr.ymès dit vers onze heures, que . parvint au maréchal Ney la dépéche de Napoléon. En prendre · connaissance faire écrire les istructions pour Reille, d'Erlon, Kellermann '(4), tout crla dut occuper quelq~es instants~ et ' -,•Reille, qui était à Gosselies, à plus de deux lieues en arr1ère , de Frasnes, ne put recevoir son ordre de mouvement que vers ' onze heures et de'mie. . . . « Prévenu par la communication de Flahaut, 11 tena1t ses ,troupes prétes à marcher. li fit diligence; ~t le marécha.l Ne! · ne perdit pas une minute non plus pour prendre ses d1s~os~'tions, puisque l'attaq_ue contre le prince d'Orange commença1t (1) Quelques documents, etc., par le lieutenant général Géra.rd.

(2) '< ... Le major général a dù vous donner des ordres; m~,s vous recewez !es m;~ns plus tot. parce què' mes officiers vont plus vite que l~s ."siens "· (Letlre de Napoléon à Ney. Voir p~ge 126). - Reille et Heymes indiqncnt, d'ailleurs, que la leltre de Napoléon fut la première qui parvint \ à Ney. (3) ~' M". le Jieutcnant gén éral Flahant m'a fait part des ordres qu',il portait à Volre Exccllcnce .. ,, (Lettre de Reille au maréchal Ney, datee - de Gosselies, à dix heures et un qnart. - [!ocuments int!dits). (4) Voir page 171, de l'Histoire de la Campagne de 181'5.


8,8

HltìT0.lRll

, , 1

•à deux heures , et mème un peu plus ,tòt,, s'il faut en croire des écrivains étrangers.

• L'.acçusation de mullesse , d'i11décision dans la c0uduite de l'attaque, est bien étrangf.'J, adressée ,à un .homll:le de ee earactèrc, ·.militaire, à ~P 1génér~l dont.la respon.sabilité .était cou,v erte tlll ordre écr1t. et_ p~é:1s . . Aussi a-t-on soin d' ajouter que ootte mollesse, cette ·mdéc1S100 parurent seulement au oou,mencement du .cambat_; q,~'elles fìrenLplace à une g,canp.e .,intrépid1té , une: grand8 .résG!ut10n, quaQd la s,ituation dev.int difficile. .' Ney .eyt ~ffaire à un adver_s.aire j,eune, .habile, ,nésolu, ~ u~ commanda1t ~ des _troupes arìimées d'un ,bon ,esprit, qui e,t art 1P?sté. sur up ter,ra1.p. fa vorahle ,à.1a défensive et.qui rtésista avec t~uac1té. Cotte ~és1stance dura une heure ;et.deniie envir011 couti:e .des fo1·ces à peu ,près ~gales .d'abord, ,supé~ieures ..ensuite; ,p~~dant. ~n .court instant, q uand Ney eut reçu- la ,division Gu1lle.mmot. Est-ce là un fai.t si sqprenant, ,qu'il faill!:l a1ler,en , chercher la ,',ca~se dans 1~ mang_ue d'.énerg~e de l'attaqne 'l .• San_s I arr1vée de ,Prctqn et du .due c!e ;Brunswick, vers •tr~1s. he1,1res ,e,d dem,ie, Ney .enlevait les Qµatre-!Bras; ,ce-la n ~est mis en doute ,par .personue, iPas mém.e par !es .éc11i;~ains holla,t).dais (1). · ·

pa;,

Telle est la vérilé; et elle est tout à I' honneur du rnaréchal Ney. .. «

• Les Ì:lépéches expédié~s de 'Flf'Jurus, à cteµx heures et à ~t)_'~o.us. ,eite~<ms, entre.autres, ,;van. J,.òhensel1, , .aidc,de,cam,p ilu,prince . 1 ~re_d~ :1e ~cs..P,ai.s-:1,\as (P1:éc,~s cJ;e la. cw_np~g:ne1de l ,S.15 , ete.. I.,a 1Haye, ,111!4,0), ecr1varn conscenc1eux et b1en renscwnc . , . " , en général , 511 r tout e e , qu1· :a tr,111t a~ QperaJ1Qn5 ~es ,troqpes hollando,b.e!ges. , (i! -~J.b,o~nc,, •a,polog18~e ,a~dent, de W'Clli,ngton, ·d it ,qu:a,u moment ,dc I ar;n ~e d ~Hen, « la s1tuat1on e tait e:1:trèmement ,cri.tii.quc >, '(WeUing! ton s s1tuat1on .ha<l ,become so e.dremely criticai, etc.)

DE L,\ CA'!tfPAGNE DE 1815 , 89 trois heures et un qua:rt, et •parvenues à celui-ci vers cinq heures

•1

" Jusque-1~, il est . dono irnpossible ,de trouver le moindre neproche à faire•.au rnaréchal.

« Ce renfort rétaqlit de no~veau l'égalité' ,6filtre les forces en 1 J)ré~nce,; et, neamn1oins , deux h.eures.après, les ,éori,V:ains.an~la1s en •convennient, la ,posi tion de Wellington était .très,cri• t1que (2) .e t ,ne fut sauvée.. que .Jl)ar l'entrée en .lig:Qe d':A.l:t-en et du .:c.ontiugent de Niassau.

-

j

I

,et à six heures , prescrivaient une manoouvre devenue impos-s.ible. Jusqu'à cinq heures et demìe, mème après l'arrivée d'Alten - et ,du contingent de Nassau, Ney . put espérer et •espéra sans dou te ~ ,rendre m attre des Qua tr.e:Bras; mais , une heure plus tard, quand furent survenus la division Codke et Je reste du ;q_orps de Brunswick, cet espoir disparut. Forcé par ,le nomb_re, ¾e •maréchal ,dut battre en retraite; et il ne fallut pas moms que son énergiè pour éviter un désatre. i· <. On peut lui reprocher, à bon droit, de n',avoir _ pàs,t1mployé ·tout le corps de Kellermann, et mèrrie la divisioq Lef.e~vr_e Desnouettes malgré les recommandation ,de Napoléon; mais 11 ,les aurait employés, qu'il n' aurait· pu faire plus qu!enlever 1~ Quatre-Bras, vers trois ·hemes ou tr6is heures et demie, et ,s',y 1!J}aintenir en suite cvntre les aUaques réitérées de Wellingto~. O,r,, ,pour frapper un coup décisif sn-r Bli.icher, ·JNaFJòloon ex1.geait ,davantage: il voulait que ,Ney, :après av_oir occupé les ,Quat;re-Buas, « se rabatt1t pour en·velopper la droite des Prussiens et tom ber •à bras raccourci sur leurs derrières • . « ;Cette ,manoouvre aurait été ·praticable, .-se serait exécutée à temps, si d'Erlon n ',eù.t pas été détourné de sa route; mais ce général n'étant revenu sur Frasnes que vers neuf heures du s.oir, Ney ne p~uvait faire plus .qu'il ne ,fit; et il fit immensé•,rp.ent, il faut le répéter, puisqu'il.empécha Wellington de porter ..à- Bliicher -un •secours qui aurai:t dcumé sans doute une autre issue à la bataille de 'Ligny. , • En résumé, si l'on :examiné .avec ,q~elque ,attention. les . témoignages, les dépèches , !es ordres ,offi.ciels, Jes ,~rcosta~ces de temps surtout, il devient évident que Ney, que d Erlon n out ,1mJlement mé1:ité .les .accusation',s ,dont Napoléon .et bea~coup -d'écrivains à la suite les out chargés, • Ney exécuta très-rapidement ses instructions. Il avait ,pres~rit au I er corps de venir à Frasnes; et ce fut màlgré cet ordr0 for~el , absolu, que le l•r corps s'en éloigna. Ainsi privé inopinément de la coopérà.tion de vingt mille ·hommes, Ney continua la lutte et dépassa, pour ainsì dire , par sa vigueur les limites · du possible. _ • D'Erlon, en marchant vers Saint-Amand, crut, dut cro1re


· 90 HISTOIRB DE LA CAMPAGNE DE 1815 qu'il se conformait aux instruc'Bons de Napoléon; et, une fois arrivé près du chef de l'armée française, .étant en communication avec lui, n'en recevant pas l'òrdre de s'engagér dans la bataille de Ligny, pressé impérativament, au coiitraire , par le maréchal Ney de revenir sur ]l'rasnes, où le caaon re.tentissait aussi, il a dll obéir. • Les explications de ·'Sainte-Hélène sur la jour:ée du 16 juin out été imaginées sur la leçon des événements ")Our dissimuler les fautes de Napoléon. · · . • Ces fautes, nous ~es avons sigaalées, nous en a\' 1s dit l'in• fluence sur le résultat' de la bataille de Ligny. Ellf ressortent encore plus vivement du récit que nous venons de faire. • Napoléon perdit · la plus grande partie de la mutinée dans l'ésitation, dans l'inaction. Cela fut cause qu'il attaqua très-tard l'ar~ée prussienne et que la nuit vint :'empé0her de compléter ~a v1cto1re. Cependant , il avait pu .réparer cette per,e de temps mcroyable. L'erreur heureu_se d'un aide de ,eamp foi en avàit fourni lè moyeri; il l'avait laissé échapper: tout le corps de d'Erlon, vingt mille hommes de toutes armes, étaient arrivés sous sa main, au -moment décisif de la· bataille contre Blucher · et il ne !es y avait pas engagés; il avait permis, il avait or~ donné peut-étre qu'ils se rendissent aux Quatre-Bras. • Dans cette jourµéo du 16 juin, marquée p~r !es sanglaates rencontres de Ligny et des Quatre-Bras, soldats et généraux furent admirables de bravoure, de constance. Ils ne manq uèrent pas au chef; le chef leur manqua. Telle est la vérité. · ~ Le chef n'était plus lui-mérne. Il allait en donner de nouvellesc et funestes preuves » •

Rimandiamo al prossimo fascicolo le osservazioni critiche

sulle giornate dei 17 e 18 giugno, che decisero della sorte di quella fatale campagna.

C. L.

.ST~Dl MI,LITARI SULLE_ARIIATE·ESTERE '' , I

' 0llDINOrnNT0 DELL'ARIIATA AUSTRIACA

. I

'

Le ll'Dppe di sicurezza provinciale.

I

I.

I

a) La ge,qi,darmeria. La gendarmeria ha la destinazione di mantenere l' ordine e la sicurezza pu bblica in t::itta la Monarchia, dr prevenire pos"sibilrnente i disordini minacciosi e le trasgressioni delle leggi, _di impedirli, o qualora avessero luogo, di effettuare la ripristi• nazione delle condizioni legali e la cattura dei trasgressori della legge. La gendarmeria è posta sotto la direzione superiore della -ispezione generale di gendarmeria. Essa si compone di 19 reggimenti. I reggimenti N, 12° e 17° , sono formati ciascuno di . 3, i numeri 13° e 16° ciascuno di quattro ale, i numeri 6°, 7° e · 9° ciascuno di 5, i numeri 3°, 5° e 18° ciascuno di 6; i numeri 2°, 4°, 11° e 19° ciascuno di 7, i numeri 1°, 10°, 14° e , 15° ciascuno di 8 èd il reggimento N. 8° di dieci ale. Oltracciò . trovasi presso ciascun reggimento un'ala di deposito. Gli uffiziali superiori , dal capitano di -seconda classe in giù , sono forniti di cavalli erariali. I capitani di prima classe e gli uffiziali dello stato maggiore 1osseggono cavalli proprii.


92

STUDI MltlT ARI SULLE ARMATE ESTERE

L'eventuale mancanza d'uomini viene supplita rr '.iante gente idonea tolta dallo stato dell'infantcria di li:iE'a, d·. cacci1tori e della cavalleria. Gl'individui da arruolarsi nella ,;rnda rmeria devono servire ·alJTiell"O U:n anno e non più di dm- , devc,no essere di robusta costituiione fisica, alti almeno 64 ::iollici e dell'età fra i 21 e 40 anni. In parte essi devo"10 pos:··• dere inoltre le seguenti proprietà: la cittadinanza austriaca, la conoscenza ddla lingua provinciale, una buona CQ.ndotta ed 'JD carattere senza macchie; devono saper leggere e scrivere e devono ezi~ndio essere celibi o vedovi senza prole; non devono e~:-;e re stati puniti mai per un'azione d.isonorante, nè aver commesso mai un fallo disciplinare che non facesse attendere l'adempimento del loro dovere come gendarmi. L'arma del1a gendarmeria a piedi è la carabina a canna ri gata, a capsula, con bàionetta, e la sciab0la d'infan teria. L 'arma della _gendarmeria a cavallo è la carabina medesima, la sciabola di cavalleria ed una pistola a canna rigata a c~psula. . I reggimenti di _gendarmeria sono stanziati come a ~'presso: il N. 1° nell'Austria superiore ed inferiore nonchè in Salisbu,go; il 2° in Boemia; il 3° in Moravia e Slesia; il 4° nell.a Gal• lizia orientale e nella Bucovina; il 5° nel territorio amministrati;vo .di Casso:via; il 6° nel territorio amministrativo di Buda; il 7° nel ,territorio amministrativo di Granvaradiuo; l' 8-0 in Transilvania; il ,9° ..nella Voivodina, n el Banato di Temes e nel Confine militare serbo-bauale; il 10° in Croazia, Sla'vonia e Confint: milita-r e croato-slavo; l' ll O in Carinzia, Carniola, Istria e Trieste; il 12° in Stiria; il 13° nel Tirolo e Vorarlberg; il ,14° nella ,Lombardia; il 15° ,nella Venezia: il 17° nella Gallizia 0ccidentale e Cracovia; il 18° nel territorio amministrativo di Presburgo; il 19° nel territorio amministrativo di Ocdenburg. l?.el servizio d'un'armata mobile, viene e 1:etto un distaccamento ~i .gendarmeria (ala di gendarmeria di guerra), nonchè una sezione _poi servizio dei messaggi, la quale sezione appartiene ,allo ,Sta;to dall'ala di guerra. P er l'accennato servizio vengono addetti al ,comandò d'uu'atmata mobile un uffiziale subal• te1mq, 3 .caporali , 30 gendar~i, e a<l un corpo d'armata un capor.ale re 8 geadarmi. Tornando .allÒ -stato di paee J.'ala di guer.ra vien sciolta.

b) Il corpo di gua?·dia di polizia militare. Il corpo di guardia di polizia miiitare ba 1~ destinazione d ! mantenere l'ordine, quiete e sicurezza pu bbh ca n_elle grall'di città ·dP.lla Monarchia. , La ge nte da arruolarsi ·viene levata da altri cor_p i d_i truppe~ es-<a non àeve servire meno di due. anni e non più dt quattro; deve misma re 62 pollici, essere sana e robusta· e--conoscere la ·11ngua del paese. I bassi uffiziali devono conosce~e a_nche la lingna tedt.?sca nonchè saper le~gere e_ scrivere. ~uttl J?Ol. d~vo_~o aver un contegno destro e tali proprietà morali quali s1 r1ch1edono per la genda rmeria. . , . . .. L'arma della truppa a piedi è la carabma a• canna rigata , a _capsula, coh baionetta e la sciabola_ rl'infan~ria; qu~lla• a·ll'incontro della truppa a cavallo la, sciabola· d1 caivaller1a•. e la' pistola , a canna rigata, a capsula.

I corpi di tn1ppe <la formarsi .in tempo di g·uena. · ~ I. corpi di t ruppe da formarsi in tempo d i guerra, sono:_ l'infanteria de.ilo stato maggiore, i dragoni dello stato magg10re_, i battaglioni volontari e la cavalleria leggera irre~ola~e. Mobi• litando un'armata i primi due corpi vengono formati per or' ~ ,,. d. dine sovrano incond1zionataroente, g1i altri secondo la c0n 1zione del teatro della gu,e rra, o qualora la relativa proposta; fatta• da singole provmcie o distretti provinciali venisse. sov,rana.mente approvata. . Nel Tirolo e Vorarlberg esiste pel caso di gmrra. una 1:hfesa. provinciale specialmente organatà. . ' a) L'iufanterìa dello stato maggiore è f~rma~a d1 tante co~~ pagnie quanti sono i corpi d' armata mob1htati; 2 cornpa~me presso un corpo com pongono una divisione , tre compa~• -1e, o più form~ no un batt&glione. Ad ogni c_orp~-d'arma~a, mo.b1litat'o viene conse<>nata nna mezza compagma d 10fanten13i dello stato maggiore ' \;-altra viene impieo-ata· n el quartier generale dell'are , . mata. sorvegliando il medesimo, nonchè la cass~ d.op_e~az1on~ di campagna e le cancellerie, facendo inoltre dei serv1z1 pegh speciali occorrenti comandi e scorte,


94 . . SULLE. ARMATE ESTIRE G11 uffiziali e le truppe vi vèngono traslocati àallo stato dei re~gimenti d'infaoteria di linea, cos) nel ·formare come nel supphre lo stato. L'armamento e l'allestimento sGno uguali a quelli dell'infaoteria di linea. Ritornandd allo statq di pace, lo scioglimento dell'infanteria dello s.tato maggiore ha'. luogo nella proporzione opposta a quella . dell_a -su~ fotm~z1?ne. Gli uffiziali e le truppe· Yengono rimandati agh anteriori loro reggimenti. . b) I ~ragoni d~llo stato _maggiore sono formati .in isquadroni Ad· ogrn · corpo d armata viene_ assegnato un_ mezzo squadrone. Due sqnadrom compongono una divisione sotto il comando di un uffiziale. Presso lo stato maggiore-della divisione trovansi · nello stato -_anche i suonatori di corno dello stato maggiore del c?mando armata; qualora non venga formata veruna divis10ne, essi _appartengono allò stato" dello squadrone . . I ~ra~om dell~ stato maggiore sono destinati pel servizio nei quartieri_ ?ene:ah dell'armata e dei corpi d'armata, specialmente pel Serv1z10 d ordmanza presso la generalità, gli uffiziali del corpo degli aiutanti e dello stato maggiore di quartiermastro g~ner~le, nonch~ '. presso gli uffiziali dello stato maggiore imp1e~ah nel _quartier generale e presso gli stati maggiori di div_1s10ne e d1 brigata. Del Histemato mezzo squadrone, un uffiziale; un caporale,- ·un -suonatore di, tromba e 30 soldati S( ,IlO ~rruolat! presso il rispettivo corpo d'armata ,' il rimanente presso 11 quartier generale dell'armata. Nella form~zione, gli uffiziali, soldati e cavalli vengono presi dal~o. st~to dei_ reggimenti di cavalleria, e si scelgono soltanto rnd1v1dm fidati e cavalli bene ammaestrati. I distaccamenti formati hanno inoltre da tenere nello stato i cavalli erariali da sella oc~or~enti pei rispettivi corazzieri. Lo stato degli uffiziali e soldat_1 viene · eventualmente anche supplito dai reggimenti di cavalle~1~; quello dei cavalli d~servizio all'incontro dai depositi su_pplet1v1 del treno. · • L'arma -per· tutta la truppa a cavallo è la sciabola di cava!lerta e la pistola a canna rigata, con capsula. L'.allestimento è uguale a quello dei reggimenti di dragoni. . R1tor1?,ando u~ corpo d'armata allo stato eh pace, l'addettov i distaccamento d1 dragoni dello stato maggiore viene sciolto' oO'li ,

?1

95

$TODI MILITARI

uffi'ziali, Ìa truppa ed ~ cavalli ritornano negli anteriori loro reggimenti, ed i stvmatori di corno dello stato maggiore dei comandanti d'armata vengono assegnati alle rispettive aiuta n• ' ,.ture gf:lnera1·1. . , • . . e) I battaglioni volontari, seguito che ?e sia 1 ordine sovrano: vengono organati o come infanteria di linea o ,co~e truppe d1 cacciaturi; e sono quindi in riguardo alla formaz10ne, sta_to, èondizio11e, allestimento ed armamento perfettamente eguah a _queste specie di truppe. La occorrente truppa . viene ra~colta nei distretti all'uopo destinati arruola_ndovi dei volo~tan pe~ la durata della guerra; gh uffizia_li vi vengono traslocati da altri , corpì di armata o nominati in via eccezionale fra le_ persone ~~

:

. . , Dei battaglioni eretti rimangono nei relativi distretti dei _corpi di deposito, i quali hanno da supplire alla m3:ncanza d1 nomini mediante arruolamento. .. Se dopo la guerra ha luogo (dietro ordme superiore) lo sciogli'roento di battaglioni volontari, la truppa, seco~do i_l su~ ?e'. siderio, viene o licenziata od a·rrµolata in altri corpi; gh _uffiziali ) e , sott' uffiziali tolti da altri corpi di truppe ritornano a1 medesimi, e quelli assnnti dalla condizione privaia vengono trattati giusta le relative disposizioni superiori. . . d) La cavalleria leggera.. irregolare ha da esser? 1mp1?gata principalmente in distaccamenti dispersi; la piccola. gue~ra, -1,a guerriglia con tutte le sue particolarità forma la speciale mcom• benza di questa specie di trnppa .. Là medesima viene creata dietro speciale ordine di S. M. secondo la condizione del teatro della guerra. Essa è formata dt divisioni indipendenti, le' quali si compongono .dello stato maggiore e di due cpmpagnie. La relativa truppa è ~a racc?· gliersi nelle regioni dove predomina l'allevamc~to d'. cava_lh , mediante arruolamento o prelevamento di gente 11ttl1mta e ns_oluta. Ai volontari è concesso di condur seco il cavallo, pel quale è da pagarsi il prezzo della rimonta. I reggimenti del Confine N. 5, 6, 7, ~' 9, 12 e 14 sono obbligati ·a fornire ciascuno una divisione di cavalleria legge~a; i reggimenti del Confine num. 1, 2, 3, 4, 10, ll_ ~ _l~. 01~scuno una divisione ·di Serasani. Ciascuna di questi d1v1s.1om ,


9"6 so.r..tB· A-,R,MATB ESTERE mettendosi in marcia, laseia,nel luogo di. sua formazione un deposito, il quale ha da provvedere (mediante arruolamento volontario o sforzos'.J) alla mancanza di uomini ed al trasporto di essi; per le divisioni di cavalleria leggera derivanti dai distretti confinari tale obbligo incombe ai rispéttivi reggiment1 del confine. Gli uffiziali e sott'uffi'ziali occorrenti per le di visioni medesime vengono presi da, altri corpi d'armata. Nel vestìruento, allestimento ed a rmamento è da conservarsi possibilmente il tipo naziouale del relativo distretto. Dopo la, guerra, la cavalleria leggera viene S<.:iolta dieiro ~rdine sovrano; gli arruolati per la durata della guerra vengono licenziati; la. truppa del confine viene spedita nel patrio· distretto gli uffiziali e sott'uffiziali entrano nuovamente negli anteriori loro corpi di truppe.

Gli istituti d'arm, ta. l.

GLI ISTITUTI D'ARMATA GENERALI.

SULLE AR)JATE ESTERE

'J7

~ 4e casse di guerra sono destinate per_ il _de_posit~, la ~estione e il conteggio dei denari dest_inati ·a coprir~_ 1 b1sogm dell _armata. All' amministrazione generale dei depos1l1 mc?m?e. d1 c~sto• dire e registrare i capitoti di fondazione, le cauz1~m d1 matrimo~ nio ecc., ed oltracciò alle casse di gue_rr~, c~e s1 trova:no nella residenza dei comandi generali pro".iric_1~h, ~iene _af~d~ta la con• servazione dei depositi dei tribunali _rmlitar1 pro~mciah. .. Il servizio delle casse di guerra v10ne aderupmlo d~ app_ositi impiegati di cassa, il cui statu ~0~1plessivo conta 5 direttori, 16 cassieri, 67 uffiziali e 14 access1st1. . Alle casse d'operazione di campagna so~o da assegnarsi per ciascuna almeno due impiegati di cassa d1 guerra..

b) I magazzini d' approvvigioname~to. I magazzini d'approvvigionamento _h~~no da pro~ve_dere \ ~rmata degli occorrenti generi, commestibili ed o~gett1 ~1-ser_v!Zl,o, e da renderne conto; al qual uopo la Monarchia è d1v1~a m ?8 , , . . t ·ascuno con un magazzmo prmdistrctti d'approv v1g10namen -ci · . . , . . . l · sotto la direzione d un cipa.le d'ammm1straz10ne e .-:on eggio, . . commissario superiore o di guerra dipendente dal nspetuvo co-

°,

a ) Gli istituti di cassa. Gli :istituti di cassa presso l'armata•si compongono rn tempo ili~~: , Della. cassa di- guerra universale, dell'amministrazione uni." versale dei depositi di Vienna ( sotto gli ordini immediati del comando superiore d'armata) e delle seguenti 15 casse. di g~e!ra: di Vienna, Graitz, Innsbruck, Praga; Br.i.i.nn, Leopoli, Buda, Granvaradino, Verona,.Venezia, Zagabria, Temesvar, Herinannstadt, Zara e Magonza ( sotto gli ordini Jel. rispettivo comando generale provinciale) (1). In t.3mpo di guerra, dietro disposizioni superiori , vengono for mate, delle,casse di operazione di campo mobili. , (1) La cassa di gu erra di l\Iagon,za dipende dal governo o comand~

austriaco. di quella forl e~a fclleralc. Lii cassa di guerra della marina di Trieste dipende rcla,tivariiente ai suoi pqgam.e nti da fa rsi p,ir le tr uppe di terra dal comando generale provinciale di Verona; la cassa di guerra di Venezia in rig uardo ai s uoi pagamenti da farsi per la marina di guerra-dal comando sup~riore della marina . .

mando generale proYinciale. . . · . In tempo di pace gli istituti d'approvvigionamento, s1 com• pongono di : . . •. cr · ( 59 magazzini principali d' ammm1straz1one e conteog10 uno per le fortezze fede~ali di Magoma, Ulma e Rast~tt) ;_ . . . 12 magazzini d'.ammioistrazione e cnnt~gg10 lll piazze forti, e 15 magazzini d'approvvigionamento d1 depos1t~. , . 11 P er l'arma~a sul piede di guerra vengono e~etu ;11agazz ~ ·mobili, d'approvvigionan'ient<) di colonna, magazzm1 d approvv1'. gionamento di riserva di l .a e 2.a linea: :d ~m~am~nt; ·a qu~s~,i dei forni di campagna, nonchè magazz1n1 pr1oc1pa\J d approv \l· gionamento di deposito. . . . ,· . I maga.7.zini d'approvvigionamento di - coloI)na da enger~1 immediatamente dietro l'armata di operazione han~o d~ f_o~mre le truppe delle occorrenti provvigioni per quattro g1orm, nt1~andole dai magazzini di riserva di l.a linea. . . I nngazzini d'approvvigionamento di riserva d1 l.a linea provVol. IV. -

7


98 STUDI MILITARI vedono alla panificazione negli annessivi forni di campagna, · f~rniscono del~e occorrenti provvigioni i magazzini d'approvvig10namento di colonna, e ritirano gli òggetti che loro mancano per completarsi dai magazzini di deposit9~principali, mediante i ~a_ga~zini d'approvvigionamento di riserva di 2.a linea. Ai magaz. zim di deposito principali incombe di immagazzinare tutto il presumibile bisogno di appprnvvigionamento. Tutti i mao-azzini 0 dipendono dal comando generale d'armata. · ~1- serv_izio di amministrazione e di conteggio accudiscono ap• pos1t1 impiegati militari d'approvvigionamento, a quello di manipolazione gli operai d'approvvigionamento, il cui stato viene eventualmente supplito mediante arruolamento o traslocazione di gente idonea. dà altri corpi_ di truppe. I magazzini d'approvvi. gwna_mento di _g~erra hanno da formare il loro stato dai magaz. zm'. d_i approvvig10namento di pace, sempre conformemente agli ord101 del comando superiore d'_armatçt; stato che passa nuova• mente ai magazzini d'approvvigionamento di pace, soppressi che siano quelli di guerra.

SULLK ARMATE ESTERE 99 Gl'istituti d'amministrazione delle carni sono: in prima li: nea i depositi di ripartizione del bestiame da macello del corpo, i quali consegnano il bestiame da lnilCello alle truppe e si sup• pliscono, con riguardo d'una -provvista per 6 giorni, dal deposito di ripartizione del bestiame da macello dell'armata eretto in seconda linea, il quale si supplisce dal çanto suo, con riguardo . ad una provvista di 8 giorni, dal deposito di fornitura e ài riserva del bestiame da macello eretto in terza linea. Quest'u ltimo deposito ba- da assumere nelle provincie po• steriori tutta la provvista del bestiame da macello occorrente per l'armata·, e da effettuarne la spedizione al deposito di ripartizione del bestiame da macello dell'armata, secondo le disposizioni del dirigente uffiziale dello stato-maggiore dipendente dagli ordini del comando generale d'armata. Tanto l'erezione quanto la soppressione dell'amministrazione delle carni vengono ordinate dal coniando superiore dell'armata.

Lo s'.ato degli i_mpiegati d'approvvigionamento si compo~e in tutto di: 49 amministratori; 141 uffì.ziali ed accessisti per il conteggi~; 98 uffiziali ed_ access!sti per la sorveglianza. Quello degli oper_ai _conta: 10 capi mastn e 371 mastri ( il nu:::nero dei lavo• rant1 viene determinato secondo il bisogno dal comando supe• r10re d'armata). ·

L' amministrazione edile, ia cura per la conservazione degli oggetti fortificatorii, delle caserme ed edifìzii militari, noncbè l'acquisto , la manntem;ione ed amministrazione degli utensili di caserma e degli oggetti da letto spettano alle direzioni del Ge•nio, alle quali sono addetti a quest'uopo gli occorrenti impie• gati d'amministrazione edile, gli uffiziali d'ispezione ed altri organi di sorveglianza.

c) L'amministmzione erariale delle cami · in tempo di guerra. Questa amministr"azione è destinata a procurare il best.ia~e _da ~acell~ ~ecessario p~r l' arm_a ta mobile, di consegnarlo ai_ smgoh corpi_d armata e di presentare iì resoconto sulla gest10ne. Il relativo comando e direzione sono tenuti da un uffiziale dello stato-maggiore, il servizio di amministrazione da • uffi~i_ali superiori, il _servizio di con_taùihtà da impiegati contabili ; yer _la sorveglianza vengono impiegate _truppe dal sergente m giù; per la mano d'opera sono da assumersi; m e~iante contratto, ~ndividui privati (stimatori in capo, stimatori m secondo, fattori e beccai). l i loro numero viene determinato superiormente secondo il bisogno. ·

d) Le amministrazioni edili.

e) Le commissioni di economia pe1· le monture. Servono queste a provvedere l'armata degli occorrent,i og• gj3tti di montura, armamento, letto ed utel)-sili di campa?na. _ Incombe ad esse l'acquistò e produzione degli accennati arti• coli, _nonchè 1'11wwiuistrazione e conteggio di tutto il dP.posito, il quale, oltre agli oggetti necessarii per sopperire ai bisogni dell'armata, ha da tenere ancora quegli articoli che si richiedono pei corpi dc1. formarsi in' tempo di g uerra. In tempo di pace esistono: una commissione di economia principale per le monture in Stockerau; sette commissioni di ' economia per le monture, cioè:)n Praga, Brunn, Buda, Gratz, Venezia, J aroslau e Carlsburg; e 3 depositi filiali per le m on•


100

STUDI MILITA.III

ture, cioè a Vienna, dipendente ds1,lla commissione di economia princip~le; a Trieste, dipendente dalla commissione d'economia di Gratz; ed a Magonza, dipendente dalla commissione d'economia di Praga. Ciascuna commissione di_ e~onomia p_er le monture dipeodr-i dal _comando generale provmc1ale , nel cui circondario si trova stanziata. Le commissioni d'economia per le monture stanno sotto il comando d'un uffiziale dello stato-maggiore, e· .,;ono divise allo interno in dipartimenti ordinati secondo le materie. Al servizio di amministrazione viene provveduto da uffiziali ed alla contabilità da impiegati contabili; per la sorveglianza e la mano ~'oper_a vengono impiegate truppe dal sergente in giù; le funz1om rndustriali ~ono ~seg uite dagli occorrenti operai, i quali veng~no arruolat'. o tolti da altri corpi di truppe. L'aumento dello stato m tempo d1 guerra viene determinato dal comando superiore dell'armata.

In ti>mpo di guerra vengono eretti magazzini di mon ture di co!onna _mo_bili, depositi di campagna per le monture e depositi pnnc1pali d_1 montu re, colla dipendenza dal cor.1ando generale dell'11rrnata. . Ai ~agazzini ~i mont~re di_ colonna formati in prima linea d~etro 1arr1;~ta d1 o~er~z10oe, mcombe di fornire alle truppe i più· nece~sar1 o~g_ett~ d1 montura ed armamento. Essi si su ppliscono dai depos1t1 d1 campagna eretti in seconda linea, e questi alla loro volta dal deposito principale. L'occorrente personale è da prevalersi dallo stato delle comrnìssi?n! di econom ia per le monture, le qualì hanno poi da s~pphrs1 d~ altri corpi di truppe. Dopo lo scioglimento dei corpi J1 g uerra il personale disponibile viene arruolato di nuovo nelle • anteri_ori c?mmissioni. Intorno al nu mero dei magnzzmi di guerra da er1gers1 ed allo stato dei m edesimi viene disposto da par te del comando superiore d'armata.

f) Gli ospitali militari. Gli. ospita!i ~ilitari sono destinati ad accogliere e curare i soldatr, uffìz1ah ed altri individui d'armata ammalati. Essi si compongono in tempo di pace di 29 ospitali di guarnigione,

SULLE ARMATE ESTERE

101

nonchè di ospitali di truppe ( di reggimento o battaglione ) , di case d'ammalati o di case di bagni militari, oltracciò, in tempo di gu\;lrra di ospitali di' campagna mobili. Il servizio è prescritto da apposito regolamento, conforme al quale il comando e l'amministrazione sono affidati ad uffiziali; il servizio medico è disimpegnato da medici di campo ed il ser· vizio di contabilità da impiegati contabili militari; per le altre funzioni d'ospcdala viene impiegata la truppa dal sergente in giù. Però in tempo di pace uno stato sistemato non è assegnato che agli ospitali di guarnigione, quali corpi indipendenti, che_mediante i comandi di città, fortezza o piazza, sono sottoposti ai comandi generali provinciali ed hanno da tenere nello stato il personale ido_neo occorrente pegli ospedali di campagna, per cui devono regolare i congedi in modo che non venga concesso il congedo se non ao individui ammaestrati. Alla deficienza nello stato è da supplirsi mediante reclutamento, ed in via· di ecce• zione, mediante traslocamento da altri corpi d'armata. • Ad ogni bisogno di per;;onale straordinario è da supplirsi dallo . stato delle truppe. Le stazioni degli ospedali di guarnigione sono: Vienna ( nu m. 1 e 2 ) colle figliali di Baden e Mollensdorf, Linz, Gratz, Innsbruck, Praga, Koniggratz, Josephstadt, Theresien• stadt, Bri'mo, Olmiltz, L_eopoli, Cracovia, Czernowitz, Pest, Presburgo, Comorn, Cassovia, Hermannstadt, Temesvar, Peterwardein, Za~bria, Verona colle figliali di Vicenza e Recoaro , Milano, Mantova, Venezia colla figlial"l di Padova, Trieste e Lubiana. In quelle stazioni di truppe, nel!a quali non s i trovano ospitali d i guarnigione, hanno da sussistere ospedali di truppe che sottostanno al corpo di truppe a cui a ppartiene il comandante d'ospitale. L'occorrente personale amministrativo, medico e di assistenza viene levato dallo stato delle truppe (almeno per 3 mesi, col cambio mensile d'un terzo). 11 numero del personale viene determinato dal comando generale proqinciale. Dovranno quindi trovarsi presso ogni battaglione indipendente-un sott'uffiziale, presso ogni reggimento due sott'uffi.ziali e presso 0iascuna sottosezione (1) due uomini, i quali sieno perfettamente ammae. (1) Eccettuate quelle delle truppe tecniche, della gendarmeria e della ·guardia di polizia.

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102

STTIDI

MILITARI

strali nel se_rvizio d'ospitale. Negli ospitali- di truppe incombe di presentare 11 resoconto ai comandanti d'ospitale. La cura delle anime negli ospitali l'hanno i cappellani d1 ospitale, e d?ve no~ ne sono, la disimpegnano i cappellani delle truppe d1 guar01g10ne.

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~e case d' a~malati sono destinate p~r accogliere gli . individui co?valescentt o leggermente ammalati. La fondazione delle medesime h~ luug~-diet~·~ ordine dei comandi generali provinciali, od anche d1et~o d1spos1z1one (da riferirsi successivamente) del comandante d1 truppe. TI persbnale viene 1evato 'dallo stato del le truppe. Nei _princi~ali _l~og~i di bagni della Monarchia sono erette ca_se d1 b~gm m1htar1, e ciò _pegli uffiziali: in Baden presso 1 V :~na, S~l~ presso :L~opoli e ìvfont' Orto:qe presso Padova; peol~ u~fiziah e ~oldat1: m Hofgastein, Carlsbad, Schonau presso Tephtz•.1~ Boemia'. Meb~dia e Topusko. Un apposit~ stabilime~t~ di acque mmerah da beversi esiste pegli uffiziali e sold~ti m R_ecoaro. p,resso Vicenza. Oltracciò pei soldati che hanno bisog~o d1 b~gm, t:ovasi in Sklo e Mont'Ortone una figliale del 0881 P: m? ospit~le d1 guarnigione; e ciò per la ·durata della stagion~ di 1_iag~1;. altra figliale permanente trovasi in Baden. G~i _os~ita_h d1 campo mobili eretti presso i corpi d'armata 11 m~b tat,, d1pendent! immediatamente dalJa direzione degli ospit~h di campo e ~ed1ante ~ssa dal comando generale d'armata, 1 .; compongono ciascun~ d1 due p~rti speciali, cioè _dell'ambua~za per 150 a~malati e d-el ospitale propriamente detto, destmato ad accogliere 500 ammalati.

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. L 'amb~~a~za_ ha da s~guire in prima linea i corpi d'armata 1mp~gna_ti m azione . ne_1111ca,_ onde accogliere. gli ammalati e fer1t1, engere . luoghi rh _fasciatura ed ospitali volanti, nonchè trasportar~ gh ammalati nell'ospitale propriamente eretto in s~conda hn_ea; 9.uest'ultimo ha poi da trasportarli nell'ospedale dt camp~gna_ fondato in terza linea (1). 1 ~a_rnagg1 d'ospi~~le si trovano ~n tempo di pace . presso i depositi del treno m1htan~; la fornitura degli utmsili d'ospitale, (1) Gli ospitali di campagna ~engo~o spediti all'armata successivamente sulle principali linee di comunicaziòne. .

103 dei letti ecc. se,.,.ue da parte delle commissioni di economia per le monture ea° è determinata dal regolamento pegli ospitali milit~ri; pel {rasporto degli accennati oggetti e de_lla farroac~a d~ · campagna addetta all'ospitale vengono assegnati squadl'Om d1 equipaggio d'ospitale. Gli ospitali di campagna sono designati secondo la loro erezione con numeri progressivi; il .loro numero, stazione e prima ~iparLi:.Ìione di servizio vengono ordinati specialmente dal comando superiore d'armata. L'occorrente personale amministrativo, medico ed altro vi vien01 traslocato in parte dallo stato degli ospitali di guarnigione ed in parte dallo stato. di . altri corpi di truppe. All'incontro negli ospitali di pace il servizio medico ( ad eccezione del servizio pel medit o i.a capo) può essere affidato a medici civili. Intorno allo scioglimento degli ospitali di campagna ed al c~seo-uente ulteriore impiego del personale disponibile, dello· equip~ggio_ e degli utensili seguono sempre gli speciaìi ordini superiori. SULLE ARMATB ESTERB

g) Gli istituti farmaceutici militari.

Questi istituti devono procurare i medicinali occorren_ti per gli ammalati dell'armata , tenerne deposito in quantità sufficiente, preparare i medicamenti secondo la prescrizione della farmacopea ·militare, cons9gnarli agli . ammalati conforme all'ordinazionè medica e presentare il resoconto sull'amministrazione. 11 servizio viene eseguito da impiegati farmaceutici militari , coadiuvati da oppositi individui. In tempo di pace sono eretti permanentemente, sotto la dipendenza della direzione, per l'amministrazione dei medicinali: Un deposito principale di meaicinali ; 10 depositi di medicinali, con farmacia di g uarmg10ne; 15 grandi e 15 piccole farmacie di fortezza e di guarni. gione; e 3 fa rmacie di case d'inval:di. In tempo di guerra vengono eretti per l'armata depositi di medicinali di campagna e farmacie di campagna, il cui numero, .stazione e primo impianto vengono determinati specialmente


l 04 STUDI MILJT ARI dal c~m~ndo in capo d,.Jl' armata. Le farmacie di campagna sono md1cate secondo la loro istituzione con numeri pro~ressivi; esse vengono ripartite fra gli ospitali di campagna presso i ·qu.artieri generali dell'armata e dei corpi d'a_rmata. Il personale viene levato dai rispettivi istituti di pace. Lo scioglimento' delle farmacie di campagna segue dietro ordine superiore. h) Le __case di riunione dei trasporti.

Queste case sono destinate aci,.approvvigionare ed. albergare k, truppe t~ansitanti, nonchè a riunire e spedire i trasporti. 11 comando ed _il servizio vi sono disimpegnati da uffiziali ed in parte t~mporari; la contabilità vi è tenuta ordinariamente da sergenti di stato maggiore, però in Vienna da un uffiziale superiore. II rimanente personale _viene levato dallo stato delle truppe. Case di riunione dei trasporti, indipendenti, sottoposte immed!atarnente_ ai comandi di città o di fortezza e mediante questi ai comandi generali provinciali, esistono: a Viennp., Praga, Briinn, Olmiitz, Gratz, Lubiana, Gorizia, Trieste, Udine, Venezia, Pordenone, Verona, Milano, Pest, Presburgo, Loepoli, ~ mannstadt, Temesvar. Le _altre case temporarie di riunione dei trasporti sottostanno al comando del corpo di truppe a cui appartiene il comandante ~ella casa-di riunione dei trasporti, ed indirettamente al rispettivo comando generale provinciale. . Per effettuare i trasporti presso' un'armata· posta sul ·piede d1 guerra, :V:n_gon~ .erette case di-"riunione dei trasporti d'armata, mob1l1, 11 cm numero, stato e ripartizione veno-ono deter0 . minati dal comando g~nerale d' armata. '

i) Compagnie disciplinari. _?ome i~tit~i~i d~ correzione pegl'individui ripetutamente p•imt1 dal ?1~d1~1? d~, gue:~a P: r delitti disonoranti o maligni, nonch~ pe?h. 1~d1v1_dm politicamente pericolosi esistono 6 compagme d1sc1plmar~- nelle fortezz~ di Comorn, Mantova, c~rlsburg, Temesvar, Olmutz e Theresienstadt, dipendenti dal rispettivo comando di fortezza.

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105 SULLE ARMATE ESTERE Gli uffizi11li delle compagnie- disciplinari vengono nominati temporariamente dal comando superi~re d'~rm~ta:' leva~doli dalle trnppe di cacciatori o da quella ~'inlanten_a. d1 lmea; 1 sott~ uf: fiziali nonchè i vice-caporali ed 1 tambur1m vengono nommatl da parte del rispettivo comando generale provinciale ~ogliendoli dalle truppe 'medesime; tutti poi vengon~ conservati sopranumerariamente nello stato del loro corpo d1 trnppe. I sott'uffiziali vice-caporali e tamburini portano il rispettivo loro ornamento e corredo; i soldati sono disarmati. Il passaggio di questi ultimi nella compagni~ d~sc_iplinare è da domandarsi presso i comandi generali provmc1ah o presso quelli d'armata.

k) Case d'arresto. Presso ciascun corpo di truppe avente una propria legisl&: zione esiste una casa d'arresto pèr la custodia degl'inquisitt e condannati a detenzione. Essa sta sotto l'immediata sorveglianza del profosso ed è soggetta al comando del rispettivo corpo di truppe.- . . 1 Oltracc1ò es1s12no ancora: 41 case d'arresto di guarnigione, e 17 case d'arresto di fortezza ( fra le quali una casa d'arresto di castello), dipendenti dal rispettivo comando di città e di fortezza, ed a"l_'enti un apposito personale di sorveglianza ( profossi in capo dello stato ma_ggiore'. ~rofossi dello stato maggiore, custodi in capo e custodi uonnm e do~ne). . • In tempo di guerra vengono erette case d arresto d1 campagna mobili, dietro prescrizione del comando generale d'armata.

(Continua).


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MISCELLANEA FERROVIE AL PUNTO DI VISTA )IILITARE

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107

MISCELLANEA

Gl'immensi vantaggi d'una' rete completa di ferrovie sono stati apprezzati al lc:>ro giusto valore nella valutazione delle forze di un paese, ma non dappertutto come lo meritano; sembrano però così maravigliosi che valgono bene la pena di esaminarli in dettaglio e di considerarli nel loro insieme come un oggetto del più _grande interesse. Considerati sotto il punto di vista militare, .le ferrovie presentano i seguenti vantaggi; I O Movimento più rapido delle truppe in generale, allo scoppio d'una guerr-a; % Trasporto più accelerato di truppe; munizioni d'ogni specie sui punti minacciati; ., 3° Rinforzi più pronti pei posti avanzati, previo .il più rapido arri;vo d'uo~ini, di munizioni e di viveri; 4° Impiego di tutte queste risorse con facilità e senza verùn pericolo; 5° Risparmio di truppe , che, senza fare lunghe e faticos_e .marcie e senza perdere tempo, giungono dove devono recarsi, e possonsi opporre al nemico forze fresche; 6° Trasporto rapido di queste truppe su di un punto minacciato dal· nemico, · dopo che esse l'hanno battuto, ritardato e impedito la marcia in avanti; 7-0 Risparmio delle grandi stràde così sovente guastate dai trasporti milita.rì ; · 8° Risparmio dei paesi e dei loro abitanti, sotto il rapporto degli alloggi militari e delle altre gravezze provenienti dal mantenimento di truppe in marcia. Tutti questi vantaggi che si trovano dalla parte del paese attaccato, sono pregiudichevoli al nemico, in ciò che aumentano 0

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per .lui i pericoli a misura che penetra più innanzi, e c?e '. ravvicinandosi sempre più al punto centrale della r~te, ~gli si .,. trova quindi avvilnppato di linee che s'incrociano e s1 ums~ono. Mentre che il nemico s'inoltra soltanto da una o due h~ee, le truppe nazionali possono portarsi al suo in:ontro su lmee diverse, 0 in caso di ritirata, concentr~re rap~damente le l~ro forze difensive, quindi, se la cosa è nconoscmta necessaria, distruggere alle spalle del nemico i 'l'ails, di cui non devono servirsi. . . Se questa superiorità che, dà un_a r~te di :errovie _è ~nc~ra accresciuta da alcuni piccoli campi trrn~erati, situati a1 prrncipali punti di giunzione delle l(nee, si ott:rranno così va~taggì che difficilmente potrannos1 calcolare m u~a gu~rra difensiva, poichè si è allor;.i. in_ istat~ di f~rmare 11 nermc? c~n continui comb"'ttimenti e cagionarli perdite che _potrà difficilmente riparare. • . . . . Da quanto abbiamo detto qui sopra, è evidente che i diver~1 Stati, e principalmente i piccoli, ricaver~D;nO da u~ tale , sistema immensi vantaggi, e la certezza d1 poter resistere con maggiore energia ad ognuno dei suoi vicini· in caso d'una guerra d'invasione. . . Poichè, quantunque sl possa dire che m un ~iccolo Sta~o la concentrazione delle truppe potrebbe ottenersi · tanto fac1l: mente che col mezzo delle ferrovie, non bisogna perdere di vista che la poca estenzione d~l ~oro terri:orio, facilita pure_ '.e erazioni del nemico , operazioni che 1esistenza delle ferr?vie 0 p~ssono impacciare, è ~endere quas_i impossi~ile l'occu?~~1cne del paese. Per le grandi potenz: poJ le ferrovie sono pri~cipal,nìente utili per trasportare rapdamente truppe_ e matenal~ da guerra sui p11nti i più minacciati de~la frontiera , nonche a difendere l'ingresso del paese al nemico, ma però non così efficacemente che in un piccolo Stato. . La Russia ha pa.gata cara, nella guerra di Cri:11ea, la ma~canza assoluta di grandi vie ferrate; ma la lezione datale rn simile occazione, non è stata perduta, ed ora tutti gli sforzi dello Zar tendono ad abbracciare il vasto suo impero in un'immensa rete di ferrovie. 1

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CRONACA ~iILITARE •

PmuoNTE :_ Il dieci· del corrente mese d'aprile al f~rte Spe- · rone seguiva un esperimenlo di granale a percussione lirate da un obice da 15 centimetri di campagna. Erano quesle granale d'io. venzioòe del signor Arminjon, luogolonente di va~cello della nostra marioa .. . Fino dall'anno scorso queste granale furooo sottoposte a prove reiterale, ed in segui-lo all'esito felice da esse presentalo, furono solloposle all'esame di una commissione speciale di ufficiali di artiglieria, la quale conchiuse doversi fare ulteriori esperimenti. Dava a tale effello un ordine il ministero di marina fossero coslrulle 100 . spolelle di la le sistema, per essere a suo. tempo spedite a Torino. Ridollo pressochè al termine questo lavoro , prima di eseguirne l'invjo , credeva bene l'inventore, ed il comando della R. Marina accondiscese al suo desiderio, di replicare alcuni 'tiri di norma col calibro e colla carica ai quali erano esseniialmente destinale. Assistevano all'esperimen[o molli ufficiali di marina, d'arlig!ieria e d'allri corpi della R. armata. Alle ore 2 pomeridiane essendo ultimati i liri, senza alcun accidente, ~e l'esilo essendo stato soddisfacente, rimanevano ancora nel terreno internali e non scoppiati quallro proielli. Un numero eguale si era di già estrallo con lull.a_la prudenza e con tulla la precauzione che in tali circostanze si raccomandano. ~ Le granate avevano un foro di _carica, c!iiuso con vite di bronzo, per cui si poleva bagnare la ·polvere interna senza toccare la· spolella fulminante. li si~nor Arminjon aveva in persona _dirello

CRONACA MlLt'rARE 109 l'estrazione di due delle granate medesime. alla quale opHaiione pre~ero parte tre capi cann~n!eri della R.. mari?a. Chi?do , ~ass~ • e Cogliolo Prima di rliparllrs1 dal luo~o de~h _esperimenl1 egh ordinò a Cogliolo di recarsi con alcuni marinai ~ul luogo bve giacevano i quattro proietti car_ichi. e di estrarh nello stesso modo che si era praticato" per I primi. Costoro in numero di dieci persone, compresovi un ?aporale ,l'artiglieria, si misero all'opera; essi _già _avevano scaricale lre gi·anate e toglievano la vit~ ~el for~ d1 c~nca alla quarta, qu_and~, per uno di quei casi fo'.tu1ll . · ed rnesphcabil1 , quel pro1ellç,, il quale aveva resistito agh urli della polvere nel c~~none_ cd ali~ percussione sul terreno . sebbene la spoletta, clall asserzione d~1 testimoni. non si fosse tocca in alcun modo , pure essa. scop~iò e prudu•se l'istrnt ... nea morte del capo-cannon:er~- ~ogholo. G10: del marinaro Desalvi Lorenzo e del caporale d artiglieria,, d1 cui lo scrivente ianora lullavia il nome. Altri due d~a\i a5lanli , cioè i marinari Olivieri Pietro e Grerrorio Stefano, -~imascro feriti e furono lrasporli\ti all'ospedale militare, ove !:\iacciono ancora in via di miglioramento.

FRANCIA -- Giorni sono si fecero a Vincennes alcuni esp1>ri menll a3sai inleressanli sulla resistenia dei pezzi d'artiglieria co-_ slrulla coll'acciaio fuso di M. Krupp. Questi provò coi più severi cimenti due obici-cannoni da 12. Nella prima serie si vo~le ~ele~minare la resistenza di quei peu,i alle diverse cause che d ord~nar10 nr. guastano l'interno. Ciascun przzo lirò ~ento colpi per giorno, e dopo 3000 col pi colla carica normale d1 chilogr~mma ,1, ~00, non sì polè scorgere alcuna alterazion~ nella s11per~c1e dell ~mma: Colla seconda serie _si volle determinare la resistenza a1 col?.' delle pall e nemiche, e si trovaro no i due ?ezii alq~anlo_ {)IU fratri\i di quelli di bron1.o, ma mollo meno eh quelli d1 ghisa .. Colla terza ·serie si pro1ò la resistenza a un liro sforzat_o. S1 tirarono per ciascun pezzo 20 colpi con tre chilo?ra~ma di polvere e due palle, 1 o colpi con lre chilogrammi di pol_vere e tre. palle, 5 colpi con sei chilogrammi di polvere e sei_palle_ In questi ult\mi il rinculare dei pezzi era ~no~me, le palle s: frangevano 1~ une contro le altre senza riuscire a romvere

pezzi.


110

CRO:<!ACA MILITARE

CJ\0NACA MILITARE

grado. Per essere ammessi nel corpo, fa d' uop~ avere. almeno . due rtnni di servizio allivo, aver ancora tre anni da fare avant~ . di- compiere la ferma, aver una buona condolla e la ~tatu ra d1 1 metro 800 millimetri, infine i~ corpo sarà rl'lto da, regolamenti in vigore per gli altri corpi di cavalleria. •

. La co.mmissione mililare dichiarò cbe quei pezzi poleano resisl~re _a q~alunque carica ·utile alla guerra, e che colra carica orùmana d1 guerra es~i devono resislere quasi indefinalamenle. - Il corpq_ delle Cenlo Guardie è stato riordinalo 1-el modo seguenle con decreto impHiale del 17 marzo scorso:

-P~ussiA. - li "'0verno si propone di miglforare lutli gli stabilimenti d'islruzion: mililare. Quesle riforme comincie,ranno dalla scuola militare di Berlino. che prenderà il tilolo di Accademia militare. Le scuole divisionarie saranno so ppresse ·eu al loro lpogo, verranno creale lre scuole. di cadetti n~lle provincie di Branden· burgo , rli Sassonia e ·del Reno. li rapporto della commissione relativo alla riforma degli istituti militari è stato favorevolmente

STATO-MAGGIORE

Com~ndanle ( ufficiale superiore del grado di colonnello, lenente colonnello e capo squadrone) ,. Capitano aiutante maggiore Capitano-maggiore . . ·. Medico · , ,, Veterinario )) Aiutanti llass'ufficia\i )) Brigadieri segretariì )) dello Tromba • )) detto Maniscalco DUE

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accolto ùal governo ..

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COMPAGNIE

CapitaRi comandanti Tenenti Sollo-tenenti . Marescialli· d'alloggio capi Marescialli ,d·alloggio furieri Marescialli d'alloggio Brigadi eri Guardie Trombe Operai ( Manescalcbi , Sarti e Sellie ri ). TOTALI

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E FFETTIVO

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o:ora in poi questo corpo si recluterà fra i soldati ùei diversi corpi di cavalleria dell'esercito. I hass'ufficiali e ·brigadieri po- · tranno pur~ concorrere a questo reclutamenlo rinunciando al loro

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BIBLIOGRAFIA

La vallée des Da» . ~ 1)JJes et son importance militair . par A. De Clossmam1 colonel e. r et cit .. . e, esquisse pttbliée de la. vallée des Dappes dre , d., , oye,, Swsse. Avec une carte · · ssee après la carte t la Sutsse et celle de l' état-m . /i . opographique de ' aJor raircais . Geneve . Quest opuscolo è importante er . 1' . marsi un concetto <Jt•lla questio p ~o oro che amassero forSvizzera, sin dal 1815 ·1 ne es,ste.nte Ira la Francia e la . , p<- r • poss,•sso d1 quella 11 . ne dà • -cenni storici lopoo-rafi . . . va e, perc,occhè ' o ic, e stratPg1c1 occorrenti . Atlas der scl1lachten, Treffe,1, und Bela er . der Kriege vo" ·1792 bis i 8·15 9 u119e11 aus dèr Gescl1icft.te bw·g, 1858. . Von professor J. E. Woerl; Fri-

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Gerente

IDEE GENERALI TOPOGRAFiq_HE, STRATEGICHE E STORlCHE

Gli alti monti che separano l'Italia dalla rimanente Europa, il mare che nella massima parte la circonda e la baina, l'unità di linguaggio , di costumi, di letteratura, di storia e fin di religion,e , ne rendono silfaltamente spiccata la sua nazionalità, che, a malgrado delle secolari discordie delle parti ond'essa è divisa, dovrà, in tempo più o meno lungo, trovarsi, da un unico' impnlso politico, spinta di nuovo sulla via della grandezza e della gloria. Non già che possa e ·ctebba farsi signora del mondo, siccome uu tempo lo fu, sibbene dovrà prendere al convito delle grandi potenze d'Europa quel posto che natura le as , segnava, e donde uno svolgersi incessante di eventi contrarii, e la trislizia e l'errore degli uomini , per· secoli l'escludevano. Non v'ha dubbio che l'Italia deve in gtan parte le sue divisioni alla stessa sua fisica disposizione , ovvero a quella eccessiva lunghezza rapporto alla larghezza , per cui gli abitanti Voi. IV. -

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del mezzodl banno per lo più avuto interessi politici ed economici diversi .da quelli del settentrione; pur tuttavia il vapore, · che per mare e per terra raccorcia e quasi distrugge le mag" _giori ·distanze , par fatto a rimuovere l'ostacolo precipuo che ,sin ·òggi oppo:ìevasi all'unificazione politica dei diversi Stati . italiani. Il dì che essa, per opera di provvidi governi, si troverà da Torino , .Milano e Venezia , percorsa in tutta la sua lunghezza da strade ferrate, e ch1:i, tolto ogni impedimento alle facili tran· sazioni commerciali da un porto all'altro della Penisola, Reggio e Palermo saranno lungi alcune ore soltanto da Genova e Venezia, l'abita11te della Sicilia e della Calabria finirà per avère un interesse solo col piemontese, col lombardo, col veneto. La natura in gran parté montana del suolo , rende l'Italia assai forte sulla difensiva. Le Alpi, con le loro gigantesche cime, ne cingono a forma di semicircolo tutta la parte settentrionale , da Cadi bona a Fiume, su di uno sviluppo di ,1 563 metri , di cui Pistoia è il centro. Delle sue numerose depressioni, per cui dall'uno si passa all'altro versante, poche sono tranbitabili per le artiglierie; e se fossero tutte sbarrate da forti, siccome lo sono in gran parte quelle rivolte verso Francia, ne sarebòe compiutamente tolto l'uso al nemico. Dal colle di Cadibona, alto sul mare 500 metri appena, la giogaia alpina . successivamente s'innalza nella regione delle ' nevi eterne, ed al monte Bianco raggiunge l'altezza di 4,804, ·. metri; indi gradatamente si abbassa sino al Bittoray, al di sopra ; di Fiume, alto ,1 383 metri , e nelle maggiori deprnssioni : scende al livello di 667 metri. I punti di contatto pei quali . essa si congiunge ·at sistema dei monti che covre la rimanente • Europa, sono il S. Goliardo ed il l\faloja. . Al _col!e di Cadibona, dove militarmente finiscono le Alpi , rncom1nc1ano gli Appennini; i quali, dopo aver percorsa tutta la Riviera Ji Levante, J)àrtono quasi per lo mezzo la Penisola, 1ionalzanùosì successivamente sino al monte Corno, o gran Sasso

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d'Italia , sulla- frontiera napolitana , alto 2967 metri sul ma1·e, indi nuovamente abbassandosi insino a Reggio : il loro totale 'sviluppo è •cti 161 o metri. E però a Cadibona si riscontra come , una porta per penetrare in Italia , girando le Alpi ; di quivi penetrava Contì, nel ,J 745, di quivi Napoleone, nel 1196. Ma per questo vuolsi un a concorrenza di circostanze favorevoli , --oppure una grande superiorità di forze, per assicurare la linea •di operazione lungo la· lliviera di Ponente, che il difensore potr.ebbe altrimenti molestare sul fianco ed intercettare. Fra l'Appennino settentrionale e le Alpi il suolo forma una vasta conca, che il Po attraversa da occidente ad oriente, nel r.ecarsi a versare le sue acque nell'Adriatico, e la divide in due · ,,parti disuguali, di cui' la maggiore a settentrione e la minore _a mezzodì. I fiumi cbe scendono perpendicolarmente dalle Alpi, parte si scaricano direttamente nell'Adriatico, siccome l'Isonzo, ·,il Tagliamento, la Livenza, il Piave, il Brenta e l'Adige; parte •nel Po, siccome il Mincio, l'Oglio , l'Adda, il Ticino, la Sesia e le due Dore, la Baltea e la Riparia : tutti più o meno importanti sotto l'aspetto militare, secondo il volume delle loro acque. I corsi d'acqua che vanno a scaricarsi sulla destra del .Po , dal Tanaro in fuori, sono nella maggior parte torrenti · capaci di opporre ostacolo alle operazioni militari nel\~ sol~ ·stagione delle pioggie. Gli altri corsi d'acqua dell'Appennmo, s1 versano parte nell'Adriatico , parte nel Tirreno : e se ne eccettui l'Arno, il Tevere , il Garigliano ed il Volturno, gli altri non sono che torrr.nti più o meno grossi. Le isole di Corsica, Sardegna e Sicilia sono una naturale appendice dell'Italia; sopratutto quest'ultima, divisa d~l continente calabrese da un canale siffattamente stretto, che le opere sulle due sponde possono dominarne la navigazione, ed i cui · monti son3 da considerarsi un prolunganiento dell'Appennino. Ond'è che l'Italia è naturalmente divisa in tre parti: la conl. tinentale, la pi insulare e l'insulare. La prima comprende tutta


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la· parie circuita dalle Alpi, dal V-aro a Fiume, • unita alla seconda per mezzo dell'istmo di Parma, largo 222 chilometri; la sua massima larghezza, da oriente ad occidente, è di 602 chilometri, la massima profondità, da, settentrione a mezzodl, di 240 all'incirca, La seconda ha la forma di un trapezio, i . cui lati maggiori hanno rispettivamente la lunghezza di 768 e '14·1 chilometri , i minori di 222 e 296; la sua massima larghezza, dal monte Argen!aro al promontorio Anconitano, è di 265 chilometri ; la minima , tra i golfi di Squillace e di San ta Eufemia , di 30 appena, La totale lunghezza dell'Italia, dal Monte Bianco al Capo Spartivento, è di 1157 chilometri, Lo sviluppo delle sue coste, bagnate dai mari Tirreno, Joni9 e Adriatico, indipendentemente dalle isole, è di 2 400 chilometri, L'Italia può altresi dividersi in settentrionale, centrale e meridionale: la prima limitata, come la continentale, all'istmo di Parma; la seconda alla frontiera del regno di Napoli ; la terw da questa in giù, La frontiera terrestre, composta dalla giogaia delle Alpi, può considerarsi per la difesa divisa in tre parti : l'occidentale, limi(; tata al Ticino; la centrale, fra questo fiume e l'Adige; l'orientale, ,; dall'Adige a Fiume. Un nemico che superasse la fronti era occidentale, fra il colle di Tenda ed il Sempione, troverebbe l'esercito italiano parato a ,rJifesa fra Carignano e Savigliano, forino ed hrea, 0 fra quest'ultimo punto ed il Ticino, secondo la direzione presa dallt' sue colonne. E però dovrebbe da prima vincerlo in battaglia campal_e, ind i spostarlo successivamente dalle ·posizione cbc .quegli prenderebbe a cavallo del Po, per manovrare sulle due rive e farsene scudo a proprio talento; infine, per penetrare ill . Lombardia, dovrebbe superare la linea di difesa dél Ticino la quale a destra è appoggiata alle Alpi , a sinistra al Po ~Ilo strello di Stradella, agli Appennini e Genova ~e covre compiutamente la rimanente Italia. -

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·Se • l'att;\cco proceda per !a frontiera orit:'ntale, l'Isonzo, il '.fa-gliamento, la Livenza, il Piave , la Brenta e l'Ad ige oppon.gonsj: alla marcia del nemico come altrettante linee di difesa per- covrire la valle ùe'I Po. ·Di, maniera che il Ticino e l'Adige, l'uno percbè ben appoggialo sulla sinistra, l'altro percbè si scarica direllaml'nte nel.·l'Adriatico, sono le due ullime lince prr covrire la valle del Po. Gli,allri fiumi inlermedii , siccome il Mincio, l'Oglio e l'Adda, poteudo essere girali per la riva de~tra clPI P,,, couviene , per dife1j<lerli, avere un srcon<lo f'SPrcito -da questo lato, o p1ir lo ,meno forti posizioni tnncrrate ai confluenti e forti teste di ponte . -pet' manovrare sulle due rive di e~si e del Po, e minacciare il 'fianeo ·e le comunicazioni del nem i~o. Se , infine, l'invasione abbia luogo pl'r la frontiera centrale, foa il S. Gottardo ed il Brf'nnen1, il Trcino e l'Adigf'.· trovansi girati; e pf'rÒ i dift>nsori, ctupo avf'r dife!-o le valli de'monli, si vedranno tosto ridotti a basare la loro difesa su l Po. In questo caso i fiumi tnbutarii , qualunque volta sif•no conveuiPntE>mf'nte fo1:lificali , potranno servire di appoggio alle milizie per molestare sul fianco ed alle spalle il nemico, e coslriogerlo ad· im-· padronirsi di quelle linee laterali o ad indebolirsi con forti distaccamenti. · .Sup.erate le Alpi e le due linee •del Ticino o _dell'Adige, secondo il lato donde proceda l'invasione, la difPsa si trova trasp.òrtata sul Po. Fiume conside1:evole, il quale sulla de~tra appoggia al mare, sulla sinistra allo stretto di Stradelld, agevole a rendere assai forte, e che l'Appennino ligure e le piazze di Geno_va e Spezia rendono ingirabi\e sulla sinistra. Gl'ilalianì, postati sul Po, difendono in,çlireltamente la valle, col, minacciare sul fianco il "tlemico, qualunque volta tentasse di spingersi verso il Pietmonte od il' Venelq, e direllamenlµ, l'Italia peninsulare. Superata la forte linea del Po, gl'italiani possono difendere di,Jrnnle la pi1rte peninsulare del paese , oec,upan<lo una serie


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di posizioni lungo l'Appennino, per tenersi in posii-~sso delle comunicazioni per cui si passa dal versante del Tirreno a quello dell'Adriatico, e minacciare sul fianco il nemico se tentasse sfilare lu1igo l'una o l'altra costa ; manovra agevole ad effettuarsi dal difensore, per la ristrettezza del teneno, e mercè la quale in poche· marce questi taglierebbe l'avversario dalla sua base.

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Dalla conca dell'Aquila, la ritirala si effettua dietro il Sangro. Di quivi alla posizione di Rionero, dove la strada attraversa i monti e passa sul versante del Tirreno. Indi dietro il ~a~ore e~ · il Volturno, per covrire Napoli , appoggiandosi alla pos1z1one eh Ariano , per liberamente comunicare dall'uno all'altro versante. Dopo il Calore si riscontra la bella posizione di. Mo~tef~sco, là quale covre la strada di Ariano ad Avellino; eh pm ?n altra n'ell'alta valle del Calore, con la destra a S. Angelo dei Lombardi e la sinistra a Volturara. Spostato dall'alto Calor~, l'e~ercilo difensore può ritirarsi su i monti di Potenza. Di quivi esso è in comunicazione con T~ranto, che col tempo dovrà diventare uno de' principa_li_st<1b1~ limenti marittimi ital iani (1), e covre con una pos1z1one d1 fianco la Calabria, da cui toglie al nemico di ~pingersi prr Au~ letta verso Lagonegro. Da Potenza la ritirata va effelluata su '. m.onti che sulfo destra del Sinno sbarrano con la posizione d1 Campoienese la Calabria. . -Più indietro il terreno siffallamrnte si restri'lge, eh~ ti nemico non può altrimenti procedere che sul la strada postale. Una prima po,izione di ùi ft•sa s'incontra fra Spezzano e Bt>lvedere , una seconrld sulle alture di Tiriolo , una terza a Monteleone. Dapo questa non v'hanno altre pntizioni acconce ad arrestare un esel'ci to vi nr.itorn, e la re~i,tenza che tullora possa farsi su i piani della Corona e della Melia , non servirà che a dar tempo all'e~er~ilo ital iano pr r paf;sare in Messina; donde qursti, semprerhè conservi un punto forte sulla costa calabr_ese, può sèmpre ripassare sul continente per ritentare I~ ~onqu,st_a, frattanto elle l"e squad re scorrano le c,,ste, e, merce I appoggio delle piazze marilti,rie tuttora 111 possllsso drgl'italiani, mantengano vivo il fuoco della rivolta alle spalle del nemico. In questo

La prima posizione si risconlrn nella valle dell'Arno, donde con una posizione centrale si dìfcndono'gli sbocchi dell'Appennino toscano. Superati questi monti, procedendo per il val d'Arno ed il Tevere superiore , affine dì tenersi sempre accosto alla schiena dell 'Appennino , si riscontrano due buone posizioui difensive ad Incisa ed allo stretto d'Inferno , indi allo stretto fra il · lago Trasimeno ed i monti, renduto celebre dalla vittoria riportata da Annibale sopra i romani ; di poi sulla Nera , con la destra alla montagna di Somma e la sinistra al ponte di Borghetto, sul Tevere; infine nel saliente dell'Abbruzzo, e propriamente in quella conca in cui sta la città d'Aquila , che l'Aterno bagna, e che la catena dell'Appennino , la quale quivi per.poco si biforca, d'ogni donde la cinge. Da quella posizione, di cui Popoli è il centro, fortissima per natura e cJ1e l'arte potrebbe rendere presso che iQespugnabile qualunque volta fosse difesa - da forze proporziÒnate ,. l'invasione può trovarsi arrestata; a cagione cbe il nemico , se volesse procedere per il Liri od il Tronto, correrebbe il rischio di trovarsi stretto al mare dai di. fonsori , cbe, padroni degli sbocchi de' monti , J}Ossono uscire dalla loro posizione a proprio talento. E però, molestandò con-• tinuamente il nemico per lè piazze marittime che tuttora si pos- . sedessero sulla costa, siccome Genova e Venezia , di già molto forti e che potrebbonsi rendere fortissime; non cbe di quelle di Civitavecchia, Ancona, Orbitello, di cui potrebbesi accrescere l'importanza, e delle altre da costruire a Livorno od altrove lungbesso la costa; riccverobbesi abilità di rimettere le proprie forze, e cogliere il momento opportuno per riprendere l'offensiva.

. (t ) Taranto è uno dc' tre grand i por ti m ilitari designati da ~npoleone I p er l'llolia, e per il quale egli aveva fatlo fare gli sln(l i a~conc1 a r~nderlo . un grande stahilimcnlo marittimo; gli altri due sono Spezia e Venezia.

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caso la Sicilia è come la cilladclla dell'Italia, dove l'esercito può ritirarsi, rimettersi in _,Darle co' mezzi che possano offrire le isole, aver tempo a rannodare nuove alleanze e ritentare la fortuna in un momento· opportuno. E però si vede quanto poco fondata sia l'opinione generai. mente rice\'ula, che, conquistata la valle del Po, l'Italia sia vinta. La cosa sta così, semprechè le forze italiane combattano come ausiliarie di una potenza straniera, e non per conto loro proprio. Perocchè è naturale che il francese o l'austriaco, i quali hanno la l()ro base ad occidente o ad oriente della valle del Po, dopo aver difeso i fiumi di questo tributarii sulla sinistra riva, ripieghino rispettivamente sulle loro . basi ; allora, conquistata la valle del Po e ricacciato uno degli eserciti stranieri al di là delle Alpi, il paese trovasi debole e disarmato a fronte del vincitore, e non ha che a sottomettersi al nuovo· giogo che gli viene imposto. Ma la cosa sta altrimenti, allorchè Je forze italiane combattano nell'interesse delle varie parti congregate per _un fine comune; in tal caso, col ritirarsi da prima sul Po, indi sull'Appennino, la difesa può essere siffaltamente protratta, da rendere possibile un mular di fortuna. Per questo conviene solo: 1.° Che gl'italian~ sieno padroni del mare , o con le proprie squadre, o per mezzo di potenti all'eanze marittime, insino a che la loro marineria non abbia ottenuto tutto quello sviluppo di che il paese è capact, e per cui richiedesi tempo, spese e cure incessanti ; · 2.° Che il corso del Po e de· suoi tributarii sia convenientement~ fortificato; 3.° Che lunghesso le coste vi sieno parecchie piazrn assai forti, sia per pl'Oteggere gli stabilimenti marittimi , 3ia per servire di appoggio alle diversi_oni; 4.° Che lungo l'Appennino non difettino le posizioni fol'tificate, <lQve le forze italiane possano successivamente ritirarsi ,

DEl,L'ITALIA

per. contnndere \nngamente il possesso <le~ ~arse al _n~mico; 5_ ln{ìne, che le troppe permanenti s1eno suss1d1ale da ~ll forte ordinamento di milizie , a fine di non essere costretto a indebolire l'esercito attivo con numerosn guarnigioni. Del resto rimandiamo i nostri lettori agli Studi militari sull'Italia, pubblicati in questa Rivista, nel caso vogliano addenLtiarsi ne' particolari di qu~slo subbiello. . . . . Diamo ora uno sguardo allo sviluppo storico delle 1st1luz1ont ~ililari in Italia. Dopo la caduta dell'impero romano, essendo stata Fltalia divisa e suddivisa in tante parli, mai più si ebbe una forte ed unica costituzione militare. Brillarono l:li varia gloria le -sue repubbliche nel medio evo, Genova é Venezia portarono le -1oro armi vi ocitrici nel più lontano Oriente; ma mai più essa potette in un sol corpo di nazione opporsi alle invasioni de' fran,, cesi, tedeschi' è spagnuoli che a vicenda la devastarono, apor su di un partito or su dell'altro. POO'O'iandosi oo I · L'eccellente sua fanteria, che formaya il nerbo della eg1one romana , cedette il passo a queHa dei varii popoli che l'invasero, insino a che, con lo sviluppo della feudali là, la cavalleria, come tlapperlullo •, non divenisse l'arma principale, se non la sola delle battaglie. Il ridestarsi delle antiche istituzioni ne' nmnicipii, le lotte sostenute co' fcudatari i ond'erano circondati , e che finivano per costl'ingere a ritirarsi nel recinto delle città e sottometlersi alle loro leggi , facevano con le milizie cittadine risorgere la fanteria ilaliana. Nel 1039 un arcivescovo di Milano, minacciato dai suoi vicini del partito imperiale e dai nobili suoi vassalli, immaginava il Carroccio; pesante carro trasportalo da buoi , su cui sorgeva la croce, la campana e l'altare, e che serviva di punto di rannodamento alle popolazioni della città e delle campagne, sòrte in armi per combattere i suoi nemici. E quella turba di pedoni, che ostinatamente faccva$i ammazzare sotto 0

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DELL' ITALIA

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la ruota del suo santuario, offriva taluni secoli innanzi gli svizzeri il primo abbozzo delle fanterie moderne. La discesa di Federico Barbaros~a in Italia , nel XH secolo , · con la lega lombarda che ingenerò e gli ordinamenti militari che ne fm;ono la conseguenza , accrebbe forza · alle milizie dei comun1. Tutti gli uomini dai 1 8 ai 6,5 anni formarono le milizie, divise per quartieri, avente ciascuno un 'inst>gna speciale. Essi erano tenuti ad esercitarsi , iu deter~inati giorni, al maneggio delle armi , e rannodarsi intorno alla propria bandiera a qualunque appello del comune; cessato il pericolo, ciascuno ritornava ~Ile proprie occupazioni. I nobili for'mavano poche compagnie di cavalleria, dovunque non fossero del lutto esclusi dalla cosa pubblica. Eravi aitresl una milizia suburbana, composta dagli uomini delle campagne, delta vicinìci a Milano, capitanìa a Pisa, lega a Firenze. Codesta è quell'epoca gloriosa de' comnni, detta dagli storici primo popolo; la quàle non fu di ·lunga <iurata, a cagione delle fazioni suscitale nell'interno delle città dai nobili ; che a,·eano pur sempre lo sguardo rivolto all'impero. Codeste dissenzioni finirono per costringere i comuni a concentrare l'autorità da prima a tempo nelle mani de' podestà, di poi, a vita in quelle di signori, infine in quelle di veri padroni; L'ordinamento delle milizie dovetttJ risentirsi di _cotesti mutamenti politici, avvenuti nel Xlll secolo, noti sotto il nome di secondo pcpolo, ed informarsi al 1o stesso spirito di diffirfonza. Da quel momento le milizie si vedono divise in ciiiquantùre, di cui una sola metà mobile è mantenuta, in tempo di guerra, a spese dell'altra metà sedentanea ; ed alla stessa maniera che il podestà, deputato a mantenere l'ordine ead amministrare la giustizia, JDrendevasi fuori dello Stato o del comune, il capitan generale delle armi era un estraneo , al quale ordinariamente teneva dietro .un numero di soldati e di consiglieri di guerra. L'è questo un primo passo verso il servizio stabile e venale. 0

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· Non pertan to, sul cominciarè- del XIV secolo, le milizie nazionali si vedono tuttora combattere con molta gloria a •Brescia, contro l'imperatore Enrico di Luxembourg ('I). . Le continue discese degli imperatori tedeschi in llalia, fimroilo per popolarla di una quantità di gente vagabonda, non ad· altro acconcia che a trattiìr le armi, e sempre in cerca di una qualche occupazione per sostentare la vita. La possibilità di-arruolare gente straniera, il disabituarsi de' borghesi dalla •vita militare· t;on 10· sviluppo delle industrie e del commercio, la gelosia delle repubbliche per le grandi reputazioni militari che potesse,ro sorgere fra i cittadini , dava origine a quel!~ bande di avventurieri , la maggior parte stranieri, cagione d 1 tanti mali all'Italia, durante il XlV secolo; le quali vendevansi al maggior offerente , · depredavano il paese in lungo ed in largo, e facevano mai sempre traboccare la bilancia a favore di colui che meglio saziasse la loro ingordigia. Ma un male, quando non uccide, ingenera ordinariamen~e una sàlutare reazione che rìtempra il corpo e mena alla gùarigione. L'immensità stessa de' danni -cagionati dai Guarner, dai Monreal , dai Lando, finiva per risvegliare il sen\imento nazionale itaUano fin dalla metà del XIV secolo. L'iniziativa di : un primo tentativo di lega guelfa veniva iniziato dai fiorentin_i, e vi annuivano le città dell'Italia centrale ed il regno di Napoli; ma falliva pet· la defezione del pontefice, c~e in sulle prime aveala benedetta. Alcuni anni più tardi veniva ritentata la pruova, ed a tal fine spediti a Pisa delegati delle ~ittà dell'Italia# settentrionale e centrale presso Pietro Gambacorll; sventavanla gl'intrighi de' Visconti, ma l'impulso era dato, ed anestarlo

' (1) Cotesto è il primo fatto di guerra , in cni l'uso della polvere_ s!a constatato. E poichè gli archibugi e le bombarde vedonsi adope:ah _1 ~ Lombardia prima che altrove, è da credere che queste ultime armi quivi sieno state inventate; vienrnggiormente che i cronisti le appellano lom• barde, donde pare che prendessero di poi il nome di bombarde.

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sarebbe stato impossibile. li generale desiderio di vedere instaurata una milizia nazionale che liberasse il paese dalle bande straniere , veniva più tardi soddisfallo dai condottieri. Insioo a che il servizio 11elle compagnie di ventura non avea da offrire che bollino , d"italian i non arruolossi che gente ingorda e dispregevole. M~ nc,o si tosto umpliossi la sfera delle loro imprese, e che fuvvi con la fortuna da raccogliere gloria ed onori, vi si dedicarono non pocbi delle principali famiglie: i quali, acquistata la coscienza della loro superìo,:ilà , finirono . per sentirsi umiliati della parte falla loro rappresentare, e ne agognarono una più nobile e generosa. Le stragi di Cesena, eseguite dalle bande bretoni , rivoltavano l'animo dello stesso Alberico di Barbiaoo cbe vi avea preso parte ; il quale, per riabililarsi nell'opi nione .e cancellare l'onta che pesava su di sè, per il p1•imo rialzava la bandiera italiana nella compagnia di S. Giorgio , faceva aspro Il?acello de' bretoni e prendeva per divisa l'odio contro Io straniero. -Con lui ebbero principio i condottieri-, primi capi di un~ milizia regolare, la cui. mercè opera vasi una grande trasformazione nelle istituzioni militari italiane. ,Da quel momento le compagnie di ventura si ebbero un ordinamento regolare e presso cbe permanente ; a cagione che i loro capi appartenevano ordinariamente a grandi famiglie, possedevano numerosi feud1 e castelli, e nel prestare i loro servigi militari trallavano come da potenza à potenza. Ond'è ch'esse, meglio che compagnie, potevano dirsi veri corpi di esercito, ne' quali venivano usufruiti i migliori trovati dell'arte militare, che d'allora in poi faceva in Italia grandi progressi. I due capi scuola <li quell'epoca, furonQ Sforza e Braccio. Quest'uhi mo sostituiva all'uso invalso delle mischie generali, quello dell'impiego successivo delle forze e delle riserve, per cui l'esito delle battaglie veniva a dipendere non più dall'urlo brutale, sibbene dalla scienza e dalla valentia del capitano.

DELL'ITALIA

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Non v'ha dubbio cbé la cavalleria aveasi tut tora soverchia prepo~deranza nell'ordinamento, ma non tardava ad esser rislreUa in più giusti confini ed a cedere il passo ·alla fanteria , la quale veniva ordinala alla maniera svizzera all'epoca della discesa di Carlo Vili. L'artiglieria, cbe questi trasportò in gran •,nume1?0 in Italia e di cui la battaglia di Ravenna m_ostrò , forse per la prima volta, tulla la potenza d'azione, veniva accresl.liuta e micrliorata dopo che il bresciano Tartaglia séppe ass(lggettare ' b f • alla scienza la maniera empirica di regolarne il tiro. La orttficazione allresì sviluppavasi grandemente in Italia, dove avea ot·igine il bastione, che tuttorn forma la base dell'odierno sistema di fortificazione. A quest'epoca ancorasi rapporta l'ordinamento dato da Macchiavelli alla legione de' Medici, ad imitazione di quella dei ·romani ; ordinamento sapiente, relativamente all'epoca, che • Francesco I di Francia imitava e non poco contribuiva a!la villoria di Marignano sulle truppe svizzere, sin allora credute in.vincibili. La sua legione com ponevasi di sei mila fanti e trecento cavalieri. I fanti erano di visi in dodici coorti e suddivisi in centurie e decurie; Ire mila di essi erano armati di spada, i,cudo, elmo, corsaletto, bracciali e gambiere, e stavano alle ali dell'ordine di battilglia per trarre partilo della villoria, allorcbè i picchieri, che in numero di. duemila occupavano il centro, avessero rollo gli ordini Jel nemico_: i rimanenti mille erano armali di archibugi per servire da truppe leggere. · Maccbiavelli, non militare, avea estesissime conoscenze del1'1trte della guerra, di cui scriveva un trattalo che ancor oggi si legge con frullo, e che la ricondueeva ai suoi veri principii. Parecchi scrittori venuti dopo di lui banno sovente attinto all'opera sua, senza citarlo. Egli per il primo proponeva i campi trincerati , che più tardi il principe d' Orange adoperava in Olanda contro gl'imperiali; egli il passo in cadenza, attribuito di poi al maresciallo di Sassonia , comechè, in un'ordinanza di


126

1

STATO MILITARE

Emmanuele Filiberto, si trovasse, un secohl innanzi, prescritto per le sue truppe. _ Ma sull'llalia pesava un avverso destino, che nulla valeva a scongiurare. Nel momento che francesi e spagnuoli riversavansi sul misero paese; la discordia fra i condottieri ne smembrava le forze e rendeva impossibile ogni resistenza. Invano facevansi tent1tivi di federazione; chè gli animi non erano gli stessi che all'epoca della lega lombarda. li solo Giovanni de' .Medici, il celebre condottiere delle Bande Nere, teneva alla la bandiera nazionale; ma era impotente a fare argine all'irrompente marea, che d'ogni donde straboccava. Con la vita del giovane capitano, reputato il maggior~ de' suoi tempi , spegnevasi ogni 1 speranza della patria. _ Sul finire del XV secolo, Firenze indignata della viltà dei Medici a -~ronte dello straniero, ne scuoteva il giogo e ricosti-. tuivasi in repubblica. Macchiavelli ne riordinava le milizie cittadine, faceva sentire l'importanza di mi armamento geJ}erale per riaccen(lere lo spirito militare nel popolo, è, con quella lucidezza di mente che lo distingueva, <letta va norme sul reclutamento, sull'armamento, sulla formazioue delle compagnie e dei battaglioni, sull'istruzione, la disciplina, le pene, la gerarchia e i doveri vicendevoli de'capi e de' subordinati. Il ritorno de'Me. dici, nel 'I 5 I 2, paralizzava per poco gli effetti de'provvedimenti del grande italiano; ma non lardavano a riprendere vio-ore con 0 I la seconda cacciatà da Firenze di quei principi ostinatamente complici dello slraniero. Le milizie, rifuse e riordinate , sostenevano con onore il uome italiano, durante il lungo assedio che la città ebbe a sostenere contro le truppe del papa e di Carlo V, e irradiavano di un ullimo getto di lnce le morenti libertà nazionali. Invano Francesco Ferrucci rannodava gli ultim i aval}zi delle Bande Nere, invano Michelangelo e S. Gallo adoperavano ·tutto il loro ingegno per accrescern le difese della città, Nardi, Varchi, Segni, Nerli incitavano con l'esempio il 1

DELL !TALIA

:

'127

popolo alla resistenza; chè l'ora della servitù era ~uonata. ~ però, dopo eroici sforzi, Firenze era vinta~ soggiogala ,-e con , essa presso r,be tutta Italia. Da quel momento scomparve ogni ordinamento militare in Italia, e, frattanto che truppe straniere .ne occupavano le '~sue città,· gl'italiani sotto insegne non-proprie recavansi a com·battere in estranee contrade, e con le loro gesta immortali illustravano di lungi la patria in servitù. Durante le lotte del XVI secolo , i Colonna ed i Péscara acquistavano come ca1 pi tani grande rinomanza; i ~fortini, i Lanlieri, i S. Gallo, i ua,rni m t,t) 1 i S• Micheli I . i Marchi può dirsi che creas3ero l'arcbitettura militare. Nel secolo seguente, Alessandro Farnese, gli Spinola , i Montecuccoli, i Piccolomini facevano sentire il peso delle loro spade agl'insorti delle Fiandre ed ai protestanti. Nel XVIII secolo, Eugenio tli Savoia era l'eroe delle . guerre di Turchia e· d'Italia. Di tante repubbliche e città fiorenti, la sola Venezia serbavà 1uttora la sua indipendenza, e, con le ostinate sue lotte conti:o i turchi, salvava l'Europa dalla barbarie a Corone e Negroponte; chè Genova era di già molto scaduta dalla sua grandezza, e andava mendicando la protezione dello straniero. La lega di Cambrai era la ricompensa cbe l'Europa, ad istigazione del pa·pa, offriva ai veneziani, e l'ostinata lotta che ebbero a sostenere per salvare la loro indipendenza, estenuava li di forze; non pertanto sostenevaµo ancora lungamente la loro indipendenza contro gli spagnuoli, che d'ogni donde li cingevano, ed illu~travaJ10 l'ultimo periodo della loro esistenza con le imprese dei Morosini, il conquistator della Morea, d'Egina, di S. Mauro e d'una parte della Dalmazia, e col bombardamento d'Algieri. Un solo paese, il Piemonte, mercè l'indole gu(miera dei suoi principi ed una politica abilmente maneggiata fra le grandi potenze che lo stringono ai fianchi , cresceva prospero ed allargava sempre mai i .snoi confini nel generale sfacelo delle


128

STATO MILITA RE

c?se ilalia~e, e da semplice ducato diventava un regno. Dopo cinque secoli di lotte incessanti sostenute dai duchi di Savoia , esso era tulio invaso dai francesi sotto Carlo III , ed al suo successore Emmanuele Filiberto non rimaneva da offrire al suo alleato, l'imperatore , che i suoi talenti-militari ; e questi, con la memorabile vittoria di-S. Quintino, gli valsero !a restituzione tle' suoi Stati. Emmanuele Filiberto, durante la pace, mostrossi abile amministratore quanto era stato valente capitano in guerra. Egli volgeva tutto il suo ingegno e la sua forza d'animo a riordinare lo stato militare del paese, e dava un impulso alla politica della sua casa che dura tuttora . In Piemonte, che in quell'epoca noverava 700,000 anime, egli reclutava una milizia di f 5 000 ' uomini , ed in Savoia che contava 500,000 anime, -ne ordinava una di 8,000. Questa milizia veniva divisa in colonne/lati . ' ciascuno di sei compagnie di 400 uomini l'una, non compresi gli uffiziali i sottuffiziali e i tamburi. La compagnia dividevasi io quattro centurie, e queste suddividevansi in isquadre. Le squadre componevansi degli uomini de' luoghi vicini, ed i loro caporali erano tenuti a riunirli tutti i giorni di festa per esercitarli al maneggio delle armi. Le centurie riunivansi ogni quindici giorn i, od anche una volta al ·mese; le compagnie ogni sessanta giorni; i colonnellati due volte l'anno; infine tutta la milizia a Pentecoste ed a San Martino. Nel prosieguo , cotesta milizia accrebbesi sino a 36 mila uomini. [ successori di EmmanDele Filiberto , più o meno valenti capitani , avvantaggiaronsi_ della forza militare acquistata dal paese, e ch'essi sv ilupparo·no ognor più , per mescolarsi in. tutte le contese di successione surte in Europa , la cui mercè accrebbero forza ed importanza al loro Stato. Le epoche più memorabili, per essi furon quelle delle guer1·e per la successione di Spagna e della Prammatica Sanzione, nelle quali i piemontesi acquistaronsi fama imperitura sollo Vittorio Ame-

DELL' ITALJA

129

deo Il e Carlo Emmanuele, Ili entrambi valenti capitani; i fattj dell'Assielta, di Torino e di Cuneo sono nella storia registrati a testimonian~a di quanto possano amor di patria , abnegazione e forte volere. Le guerre· di successione riesci vano proficue all'Italia, non p~re per l'importanza che acquistavasi il Piemonte col possesso <li tulio il paese siuo al Ticino ed a Stradella, ma anche perchè affrancavasi Napoli dalla dominazione straniera , e sorgeva in quella parte d'ltalia un nuovo esercito nazionale ; il quale iJlu- _ stravasi a Velletri contro gli-- austriaci , e faceva bella prova di sè in Lom bardia durante la guerra della Prammatica Sanzione, comechè deplorabile fosse che napolitani e piemontesi gli ani contro gli altri combattessero. -La grande rivoluzione francese mutava lo -stato delle cose in Italia, e nuovi ordinamenti politici e militari vi arrecava. li Piemonte arrestava per cinque anni l'invasione fra ncese, ma era infine soggiogato, e la repubblica veniva proclamata a Milano, Bologna , Roma e Napoli. Per poco questi Stati riacquistavano la loro indipendenza , ma la vittoria di Marengo definitivamente li rimetteva in balìa della Francia. li Piemonte, e più tardi Ge nova, Toscana e Roma, venivano aggregati a quella potenza; Milano da prima diveniva capitale della Cisalpina, di poi della repubblica e del regno d'Italia , il quale estendevasi dalla Sesia all'Isonzo ed al Tronto ; in Napoli, all'imbelle Ferdinando Borbone, succedeva l'animoso Mural; la Sicilia, apparentemente rimaneva soggella ai Borboni , ma in realtà era dominata dagl'inglesi. Cotesta è la sola epoca della storia, in cuj un'invasione straniera sia riescita proficua a ridestare gli spiriti militari della nazione. Le provincie fuse con l'impero _francese , se ne escludi ·il .Piemonte che non ne avea mestieri , col trovarsi avvolte nel turbine del grande movimento 1uilitare di quell'epoca gigantesca , ed, in contatto della nazione più belligera di Europa e de' geVol. lV. - ·· 9


.. 130

STATO MILITARE

131 degl1 nominì di 20 a 26 anni, il secondo di quelli ùi 26 a .t.O, il terzo deglr altri di 40 a 60. È nota la costanza che mostrarono le truppe del Regno Italico ne'disastri di Russia, a mal- grado cbe di 40,000 uomini appena 2500 ripassassero la Vistola. - [n Napoli Gioachi_no Murat , non appena installalo sul trono , ritoglieva Capri agli inglesi ; per iniziare il suo regno c1m un fallo brillante di guerra e ritemprare gli animi dei napolitani, depressi dalle disgraziate. campagne del 1 '798 e del 1806, - patite per ignoranza ed ignavia dei capi e della corte, non ad altro intenta in enlrnmbe le circost:rnze che sottrarsi al pe,.ricolo, accelerando la sua fo ga in Sicilia. Mnrat volgeva le ma()'()'iori sue cure e i tesori della nazione, e fin i suoi proprii, a\l'ordinamenlo d\m'imponente forza militare. I primi reggi- menti, tosto formati, venivano spediti in Ispagna per agguer: . rirsi ed acqnistal'e gloria alle sue armi. Egli introduceva la cos~rizione, creava scuole militari ed arsenali, e successivamente ampliava per modo \'esercito, che , sul finire del suo regno, componevasi di 6'7 battaglioni e U. squadroni , i quali offrivano un complesso di 94,463 uomini, compreso 13,619 uomini di truppe dell'interno e di guarnigione. ' Con la caduta dell'impero napoleonico il Piemonte , ingrandito del lhrcato di Genova, riacquistava la sua in.dipendenza e gli antichi suoi ordini militari; ma il Regno d'ltalia era cancellato dal novero degli Stati, cli cui l'Austria appropriavasi la -pii1 gran pa1·te, e risorgevano tutti quei piccoli Stati, cagione di debolezza pe1· il nostro pae3e. Dei diversi Stati nei quali l'Italia oggi è divisa, solo il Piet monte e Napoli si banno un ordinamento militare coi1siderevole. li Lombardo-Veneto, che se fosse amministrato separatament~ · come all'epoca del Regno d'Italia, potrebbe avere un esercito " poderoso, fornisce di numerosi coscritti le truppe austriache. Le forze degli Stati minori, siccome la Toscana, Roma, Parma !lELL'JTALIA

nerali più eminenti dell'epoca, u'eubero ritemprati gl'infiaccbili animi e diffusi gli usi,e le- conoscenze militari. Per opera di Beaubarnais e Mural sorge\'ano a settei1trione e a mezzodl dell'Italia 'due eserciti poderosi, i quali illustrnronsi io lspagna e ne' campi delle maggiori glorie napoleonicbe. Del regno italico er·ano le truppe che combattevano la sanguinosa battaglia di Raab, nel 1809, non che quelle del ,i. corpo d'r.sPrcito a l\falojaroslawrz; napolitana la divisione di Florestano Pepe a Dapzica, nel ,J 8·13, e napolPtane le truppe del generale d'Ambrosio, che su i campi, di Lutzen, Bautzen e Lipsia garreggiavanu con le truppe francesi . La repubblica Cisalpina , non appena istituita , si ebbe una guardia nilzionale ed alquante truppe permanenti. Nel 180·1 il suo esercito fu p ,rtato a 2:2,000 uomini. La repubblica italiana v~ ne aggiunse 60,000 di riserva, assoldò dur mezze brigate ed un reggimento di cavalleria polacca, formò 1600 gendarmi, un reggimento di granatieri per la guardia del governo, un\). guardia nazionale di tutti i cittadini Jai 1 8 ai 60 anni , in stituì uri arseuale a Mantova, uno a Pizzigbellone, comprò dalla repnbhlica francese per quattro milioni di cannoni, costruì due equipaggi da ponte. Proclamato il regno d'Italia, la coscrizione fu più ampliata. , Ed affiochè non fossero esenti dal servizio militare le classi elevate della società, ordinavasi un corpo di veliti ed uno di guardia di onore, ne' quali i giovani- di quelle classi venivano accolti; inoltre venivano formali un reggimento di dragoni della guardia, due compagnie di artiglieria a piedi, uno di artiglieria a cavallo, un corpo del genio , istituì vansi arseriali nelle Legazioni e nelle Marcbe, fonderie a Bre:icia ed a Pavia, collegi e case di educazione militare. Nel ,18 '12, l'esercito del Regno Italico contava '75,000 uomini spartiti in sei divisioni, di cui due in lspagna, e quattro in Italia e in Dalmazia. Decisa la guerra contro la Russia, i cittadini venivano divisi in tre bandi: il primo 0

=

.

.


• 132

STATO )llLIT,iRE

e Modena sono non bene ordinàt(\, e pl'ese isolatamente poco poderose; ma considerate complessivamente e-raggruppale intorno ai due maggiol'i eserciti italiani , il lol'o nnrnèro non è dispregevole, indipendentemen te dal maggiore sviìoppo che po trebbe lol'o darsi in un momento di guerra. E però, dopo aver discorso delle forze wil itari del Piemonte e di Napoli, ragioneremo sommariamen te di quelle altresì degl i Stt1ti miflOl'i, In quanto al ·Lombardo-Veneto, tel'l'em conto del _contingente ché fornisce all'esercito ;iustriaco, comechè non si abbi1 un ordint1mento militare pl'oprio, affine di dedurre i mezzi che in altre condizioni quelle provincie poll'ebbero fornire.

I,

PIEMONTE Questo stato, ricuperata ch'ebbe la snfl indipendenza, nel 1814, pensò a ricomporre l'esercito co' residui de' Vt'cchi ele-

menti. La fanteria fu ordinata in brigate di due battaglioni eia.senna, oltre cinque battaglioni di cacciatori; la cava lleria in sei reggimenti; l'artiglieria da 2rima veniva riunita in un deposito, indi riordjnata in corpo, come per lo innanzi. Quest'ordinamento, successivamente migliol'érlo o ampliato, trovossi grave-

DELL'ITA LIA

13'3

mente alteralo con ·gli avvenimenti politici del 21 , dietro i quali :parecchi corpi venivano sciolti e riordinali più tardi. Ma un· ordinamento definitivo e raziouale l'e,;ercilo non lo riceveva '0he nel 1831 , mercè il quale esso divenne foi·te di 39,096 o'~rnini e 5671 cavalli in tempo cli pace, e di 70,186 uomini e 934 7 cavalli in tempo cli guerra. ,Sec·ondo quest'ordinamento, la fanteria componevasi di 2 rec,o-imenti di guardia reale, 18 di linea ed un batt.agl ione di ca~~iatori franchi. Dei due reggimenti della guar'dia, uno era di O'ranatièri, composto di 3 battaglioni attivi ed uno di deposito, · ;ùtli a 6 compagnie; l'altro di caceiatori, a 3 battaglioni. I reggimenti di linea avean tu lii 3 ballagli on i, di cui uno di deposi!~ ' in tempo di pace; i battaglioni di 6 compagnie, di cui una d1 granatieri ed una di cacciatori nei due battaglioni attivi. 1 La cavalleria componevasi di 6 reggimenti di linea, talli a 6 squadroni in tempo di pace, ed a 7 in tempo di guerra, di . cui uno di ùeposito; più un reggimento di cavalleggieri di Sardegna, di 4 squadroni. , L'articrJieria era ordinata in 4 brigate da campagna, dt 3. o compagnie ciascuna, 2 da piazza di 6 compagnie, 2 di opera, di "2 compagnie, più uno stato maggiore del materiale e del personale. · . li genio comprendeva uno stato maggiore, ed un battaglione di zappatori di 6 cotnpagnie. . . . Inoltre eranvi 2 battaglioni di veterani di 6 compagme ciascuno un battaglione d'invalidi, con una compagnia in Sar·d'égna1, una sezione di cannonieri-veterani, una sezione di zappatori-veterani , due divisioni di equipaggi militari ed-8 di divisioni di carabinieri (ge>ndarmi). · I ' recrcrimenti di fanteria reclutavansi nelle provincie delle · qua-li portavano il nome. I granatieri della guardia, i car,a~,_nieri la cavalleria, l'artiglieria ed il genio in tutte le provincie .indis~intamen\e. Il contingente annuale era diviso in due parti,

=

11" ·

..


134

135

DELL'ITALIA

STATO MILITARE

l'uno detto di ordinanza, l'altro provinciale: il primo composto de' volonlarii, de' surroganti e di un numero di coscritti designati dalla sorte, dovea servire 8 anni tulli attivi ; il secondo 16, di cui soli 1 4 mesi sollo le armi, il rimanente de' primi otto anni in riserva, pronti ad ogni chiamata, ed i Reooriùi 8 ne' battaglioni dì milizie provinciali. li servizio nell'artiglieria e nella cavalleria era ùi 1 a anni, di cui 3 atti vi , 6 di riserva e 4 come provinciali. QuesL'ordinainento, con poche modificazioni, Ira cui quella della formazione de' granatieri della guardia in due reggimenti, reggeva tuttora nel 1848, ed ebbe a subire gli esperimenti di quella guerra gloriosa e sventurata ad un tempo. Il generai Bava, assunto al Ministero della guerra poco dopo i fatti di Novara, vi apportava i primi mutamenti che l'esperienza avea potuto consigliare ; il generale Alfonso Lamarmora , che non tardava a succedergli, lo mutava compiutamente negli a·nni seguenti. La guardia reale veniva abolita, e de' reggimenti cbe la componevano , quello de'cacciatorì di Sardegna veniva sciolto, qq_elli di granatieri ernno mutati in una brigata cli granatieri di linea. I reggimenti di fanteria venivano ordinati tulli in 4 battaglioni, di 4 compagnie ciascuno. I bersaglieri , le cui due prime compagnie erano state formale nel 1836, e successivamente accresciute ad un battaglione nel 1842, a due nel 1848, a tre da prima ed indi a cinque -nel 184'9, venivano ampliati a 1 O battaglioni dal 1850 al 52, e riuniti in un sol corpo comandato da un generale. La cavalleria veniva ordinata in 4. reggimenti di linea e ~ leggieri, lutti a 4 squadroni attivi ed uno di deposito. L'artiglieria veniva divisa in tre reggimenti. Le scuole e gl'istituti militari venivano ampliati e riordinali, l'amministrazione mutala, la disciplina ristretta, un nuovo sistema di reclutamento e di avanzamento sostituito all'antico, ècc. Insomma dell'antico ordinamento poco o nulla rimaneva, quando non sia il codice e taluni regolamenti, cbe

•

attendono pure le loro modificazioni. Infine si accrebbero considerevolmente \e difese dello Stato. . Cotesto ordinamento attende la sanzione dell'esi)enenza. Non pertanto vuolsi riconoscere sin da ora , che il generale La mar~ mora l'effettuava con relliturline di vedute, costanza e forLa d1 volontà non comuni; e che l'opera sua non era agevole' dopo , che tante cause' politiche più che militari, aveano concorso a disgregare gli elementi dell'esercito. Quesl' ordinamento è il seguente: STATO MAGGIORE GENERALE.

. E~so si compone di generali d'armata, luogot_enenti-generali e maggiori-generali; il grado di maresciallo è st~to no_n b~ . . b 1·t con la morte dell'ultimo che ne fosse msegmto, i\ guan a o I o , . •·à maresciallo Latour. li lo~o numero è il seguente, parte 111 att1v1t di servizio, parte in disponibilità: . . 2 Generali d'armata . • 10 Luogotenenti generali 25 Maggiori generali . • 37 Totale .. Dei oenerali in attività di servizi;, qu-e\li di armata banno 5 cavalli t:> i luocrotenènli generali 4,, i maggiori generali 3 ; fanno O eccezi; ne a questa norma gli aiutanti di campo _del Re, che hanno tutti indistintamente 6 cavalli, ed il magg10r generale èomandanle i carabinieri, che ne ba. 4· Ì generali giubilati sono numerosissimi, e se ne annoverano non meno di 103.

·

CORPO ]).ELLO STATO MAGGIORE.

Que_slo corpo, ordinato sin_ dal 1814 e prima che in Francia, I I

I


136

STATO

MILITARE 1

a raccogliere dati storici, statistici e topografici de' paesi circostanti, e quanto mai possa essere_utile un giorno per la guerra; non ,che a dirigere il servizio degli i;lati maggiori territoriali delle divisioni, ai quali forniscon,> i capi. Il suo personale è il seguente (1):

(Jffiziali.

Totale

(Jffizio topogmfico.

Essa si compone di un numero di aiutanti di· campo e di uffiziali di o-rdinanza, e di due compagnie, l'una di guardie del corpo, l'altra di guardie del palazzo. . Casa mititai•e del Re.

t

·

j I

I

I

Disegnatori . Incisori . . Calcografo . Totale

Tenenti Maggiori generali generali Maggiori Capitani

Cavalli ~

3 3 5

9 9 15

2 4.

48

4

))

I

I

1o Aiutante di campo

1

»

D

»

6

, Aiutanti di campo . .

"

4

»

D

24

Uffiziali di ordinanza

D

"

1

8

28

i\iutanti di campo . ,

»

•

2

2

a

Totale ..

1

4

3

10

'j'l,

Casa 'lnilitai·e del Principe Carignano.

39

81

'

'

I

I

9 5 1 15

))

» ))

))

Allo stato maggiore sono aggregali un numero di uffiziali subalterni di fanteria e cavalleria, i quali, dopo aver assistito alla scuola del corpo durante un anno, rimangono per qualche tempo ancora ad impararne il servizio. Il corpo è comandato da un generale, il quale fa parte dello stato maggiore generale. · (1) Bilancio del 1858.

1

CASA MILITARE DEL RE E DE PRINCIPI.

Uomini Cavalli

Colonnelli . Tenenti colonnelli Maggiori . j Di 1• classe_12 Capitani . . 1 Di 2· .)) 12 Uffiziali amministrativi . .

]3'7 ·

DELL IT AJ,l A

è destinato in tempo di pace, come altrove, a rilevare il terreno,

i I

I generali aiutanti di campo fanno parte dello stato maggiore generale. GUARDIE DEL CORPO.

I

(Jffiziah'. Colonnello comandante Marescial\i d'alloggio Primo brigadiere . Brigadiere furiere : .

1

2 1. 1

Da riportarsi

5


138'

Riporlo . Brigadieri anziani . Brigadieri . . . . . Gu~rdie a·nziane Guardie .. . ..

5 REA~SUNTO D~LLA CASA MILITARE -DEL RE E DE' PRINCIPI.

4 4 10

Uomini

44

BaJsa forza. Trombettieri . . Portinaio . . . . Caporale trabante Trabanti

Uffiziali di ordinanza . Guardie del corpo . Id. ~ <lei palazzo

2

1 1

.-

.

Totale .

,

Annolazi oni

Cavalli 42

13

85 108

»

206

u

))

Sono dedotti i ge-nerali. i quali tan

parte dello stato

maggiore gene-

raie,

u Totale ..

I N F A N T E R I A,

85

GUARDIE DEL PALAZZO.

Uffi:daH. Comandante, uffiziale superiore Aiutante maggiore , Pagatore .. ..

1 1 1

Soltuffiziali. Br_igadiere furiere Brigadieri . . . . Sotto-brigadieri Tamburi ! Guardie . .. .

139

_DELL'ITALIA

STATO MILÌTARE

.. . ... .. ..

1

6

' .

6

2

90

Si compone di 20 reggimenti di linea, 1O battaglioni ed una: compagnia di deposito di bersaglieri, ed un battaglione di cacciatori franchi , o altrimenti di disciplina. I l'.eggimenti di linea, dipendenti per quanto risguarda l'amministrazione da un generale ispellore, sono per la disciplina, Ì'istruzione ed il servizio permanentemente formali in brigate di due reggimenti ciascuna, comandate indistintamente da maggiori-generali o da colonne,lli-brigadieri. Esse sono le seguenti : Brigata Granatieri di Sardegna. :. Id. Savoia .. Regg. ~o e '20 Id. Piemonte » 3° e ,• )) Id. Aosta 5° .e 60 Id. Cuneo . » 70 e so Id. Regina . • '\J 9° e 100 )) Id. Casale . . 11 ° e 12° 130 e 140 Id. Pinerolo Id. Savona. '15° e 1 6° )) Id. Acqui 17° e 18° ))

Totale

))

. 108

,i


141

0

STATO MILITARE

DELL ITALIA

Riporto . . .

Il reggimento si compone di uno st~to maggiore e i batlaglioni; il battaglione di 4 compagnie. COMPOSIZIONE DELLO STATO IUGGIORE.

Vffiziali. Comandante (colonnello o tenente colonnello) . Maggiori . . . . . . .. ... ... .. Aiutante maggiore in 1° (tenente) . . . . . Id. id. in 2° (sottotenente) . .. Direttore de' conti (subalterno o capitano) . Uffiziale d'amµiinistrazione (tenente o sottotenente). Id. di massa id. Sottotenente porta-bandiera . . . . . Gappellano . . . .. .' Medico di reggimento Medici di battaglione

.J

1

Totale

.1

l

:L 75

COi\lPOSIZIONE DI UNA COMPAGNIA,

1 1 1 1 1 1 1

f5

•

2

2 \ 1 1 3 3

4 3 1 1 1 1 1

Da riportarsi

18

4

Sottuffiziali, caporali e soldati. Furieri maggiori . . . . . . Tamburo maggiore . . . . Furiere d'amministrazione Sergenti id. Caporali id. Caporali maggiori Caporali tamburi Caporale trombettiere Caporale falegname (guastatore) Capo musica . . · Capo ai·maiuolo Armaiuolò .. .

~

Capo sarto . Capo calzolaio Musicanti . . . . : • Ti'ombeltieri .- . . . . · Falegnami (guastatori) Vivandieri

37

1

Capi tano Tenente. Sott0tenenti . Furiere . . . . . . . . . • . .. • Sergenti . . . . . . . . . . . . . Caporali (uno per la scrittura) . ·. Tamburi . .. . . . . . . . . . . 1 scelti 8 Soldati ì' ordinarii .. . . . . 52

1

2 1

-4 9

,2

60

./1,,

Tota!~

2'2

37

80

. . In tempo cli guerra la compagnia può essere portata senza -' inconveniente a ,1 60 uomini , col richiamare sotto le armi gli uomini in congedo illimitato e parte di quelli della 2' categoria della leva, di cui ragioneremo a suo luogo. Di maniera che il battaglione, in tempo di pace risulta della . f~rza di 320 nomini , in tempo di guerra di 64'0; e quella del reggimento, di 1355 uomini nel priìi10 caso, compreso lo stato maggiore, e di 2635 1121 secondo. I cavalli · sono in numero di 2 per il comandante dçl reggimento e di 4' pei · maggiori. Ond'è che la forza di tutta la fanteria di linea risulta


143

0

DELL IT ALIA

142 STATO MILITATE · di 27,100 uomini e 120 cavalli in tempo di pace, e di 52,'700

uomini in tempo di guerra. I bersa,.lieri siccome dicemmo ,, o ' ' formano corpo separato, sollo il comando di un maggior gene• raie, che reassume in sè le facoltà di comandante di brioata e 0 -d'ispettore. 11 corpo si compone di uno stato maggiore , 1 o battaglioni ed una compagnia di deposito.

Il ,battaglione si con1pone di uno stato maggiore e ,i. com· pagnie. •

•

COilPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE DI BATTAGLIONE.

Uf!iziali.

COMPOSIZIONB DELLO STATO MAGGIORE DEL CORPO,

Uffiziali. Colonnello . . . . . . . . Tenente colonnello Capitano d'amministrazione Capitano di massa . . . . . . . . . . . . . Direttore dei cont_i (subalterno o capitano) .. Uffiziale di amministrazione (tenente o sottot.) Id. di matricola id. Sottotenenti a disposizione Aiuta~te maggiore (tenente) Cappèllano . . . . . Medico di reggimento . ·- '

.

1 1 1 1

,,

1 2

•

1

::

Furiere maggiore . . . . . Sergente d'amministrazione I , Sergente trombell1ere . . . Caporale maggiore Armaiuolo Vivandiere

1 1

I

3

1 A

·,

6

1 1 1

Totale

9

COMPOSIZIONE DI UNA COMPAGNIA ,

1

1

4 t 1

'15

4 1 1 1

Totale

:

Aiutante maggiore contabile (tenente o sottoten.) Medico di ballaglione . . . . . . . . .. . . .

Sott' Ulfiziali, Caporali e Soldati. .

Sottuffiziali , Caporali e Soldati. furie re maggiore . . . . . Id. di amministrazione Sergenti id. Sergeole trombettiere . . . .Caporale maggiore . . . · . . Caporali d'amministrazione Capo armaiuolo Capo sarto Capo calwlaio . . . . . . . . . .

Magg;ore . . .. . .. . . . . .. • • • • • •

__

.,

27

1

Capitano .. Tenenti . . -. Sottotenenti Furiere . Sergenti .. Caporale trombettiere Caporali (uno per la scrittura) Bersaglieri . . . .- . . . . . .

2 2

1 i

1 11

76 Totale .

98


144

145

J>BLL'ttALIA. STATO MILITARE

-Sottulfìziali , caporali e soldati. COMPOSIZIONE DELLA COMPAGNIA DI DEPOSITO,

6

Riporto

Tenente Snllotenenti . . . Furiere Sergenti . . . . . Capora_li (uno per la serittura) . 11err · . . -. . . . . . . . ..\, . Be1sag

1 2

2 5 ·

30

41

Totale

•

•

1

Furiere maggiore . • . • • · Sergenti di amministrazione . Caporale maggiore Caporale tamburo _Capo sarto . . . • Capo calzolaio . Capo armaiuolo

2

1 1 1 1 1

Totale

In tempo di guerra la forza della compagnia di bersagli()ri ,

attesa la sua formazione in qualtro plotoni , può essere portata senza inconvenienti a 180 uomini. E però la forza del battaglione risulta, in temp:i di pace di 401 nomo, compreso lo stato maggiore , in tempo di guerra di 729 uomini ; e_ quella dell'intero corpo di 4078 nel primo caso, e di 7358 nel secondo , non tenuto conto dell'aumento del deposito, e di cui ragioneremo a suo -luogo. Di cavalli ce n'ha due per il colonnello, altrettanti per il tenente colonnello, e ·1 O pei maggiori. · [I battaglione dei cacciatori fran chi si compone di uno stato maggiore, e di un numyro di · compagnie variabili secondo l'occorrenza del servizio; nf'I bilancio del ·I 81->8, il lol'O numero è fissalo presuntivamente a tre.

8

COMPOSIZIONE DI UNA COMPAGNIA.

1

Capitano . . Teo.ente . . SotLotenenti . . . . . . • Furiere . . . . . . • • Sergenti . . . . . . • . • • • · · · Caporali (uno per la scrittura) . Tamburi Soldati .

1

2

1 6

13

2 100

. 126

Totale

Di maniera che la forza di tutto il ball-aglione' compreso \o stato maggiore, risulta di 392 uomini. li comandante ha due cavalli.

CO~lPOSiilONE DELLO STATO MAGGHlRÈ.

RIASSUNTO DELLA FANTERIA,

Uffiziali'.

;

Comandante (uffiziale superiore) .. ).iulante maggiore (teneilte o sollolenenle) Direttore dei conti (subalterno o capitano) . Uffizials d'amministrazione (tenente o sotl9tenente) Uffiziale <li massa id. Medie-o di battaglione . Da riportarsi

~

·1

i:; ., 9

'8:,

1·

:I

tJ)

6

6

Linea . . . . . . , Bersaglieri . • . • , Cacciatori Franchi

Totale . . Voi IV, -

10

·a

.,

-~ti:,

-~ .,

~

so

FORZA NUMERICA

o..

In pace

In guerra

i:a::i

"'

CA

"'

ç.)

20

80

320

27,100

52;700

41 3

1,078

7,358

3!:12

392

- 1

,.

- 21

10 1

-;;-1---;;-

31,570

60,450

.. >

-"' ç.)

120 14 2

136


146

147

0

ST.\TO lltL!TARE

DELL JTATIA

La· fanteria di linea è armata di fu gile a percussione del calibro di mili. 17,5, lanciante la palla Nessler del peso di gr. 27,3. I bersaglieri non ba guari venivano armati di carabina rigata del sistema Miniè, co n baionetta sciabola a lama drilla ed alzo gradualo sino alla ditilanza di 800 metri, lanciantejl proietto belga del diametro di miii. 17,5.

CÒl\lPùSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE ( 1).

-

-- -CH'.HLI

_.._.__., .. _..,.._ , I

~ ~

U FFIZ IAL I

C A V A L L E R I A.

Colounello (può essere tenente co lonnell o).. .

G

l\'faggiore

l;

. .. . . .. . . .

Capita no d'amministrazione . . . .

;~

5° Reggimento - Novara 6° JJ. - Aosta

· 2

Uffiziale d'ammi11istrazioue (tenente o sottoten.)

1

2

Cappellano . . . • llfedico di reggi mento .

· · · · · · · · · . .. . . . . .

1

",.

,.

di baltagfi one . . . .. . . • , . . • . • •

1

))

,.

•

1

1

•• • • • · · · · · .

1

1

12

23

»

1 1

,.

1

"

"

7°

so

90

Id. Id. Id.

O

,

-

•

in 2° .

•

•

•

•

•

•

•

•

·• •

•

•

•

1

- --

Sottuffiziali Caporali e Soldati. · Furiere maggiore . . . . . . . . • • • • • Sergente a·amministrazione ..

'

- Saluzzo ...:_ .Monferrato - Alessandria

»

1

in 20 (sottotenente) . , · ·

Totale .•

Cavalleggieri

2

1

ld~m

Veterinario in l

- Nizza - Piemonte Reale - Savoia cavalleria - Genova

i

Uffìzialc pagatore (tenente o sottotenente) • . •

Idem

1° Reggimento 2? Id. Id. Id.

I

1

" " "

2

Idem

Ca~alleria di linea.

!

i

Aiutantc ·maggiorc in 1° ( t enente)

Si uompone di 9 reggimenti , -di cui 4 di linea e 5 di cavalleggieri riuniti sotto il comando di un generale ispettore, al pari· della fanteria di linea e de' bersaglieri. Essi sono cosi denominati :

<'

o..

:::.. ::,

Trombettiere maggiore

1

Capo sarto . . .

1

Capo calzolaio . . . .. . . . . . .

"

1

Capo morsaio . . . . . . . . . . . . . , . •

1

"

Sellaio . . . . . . . . . • - • • • · · • · · · · · · ~ . . Caporale maggt0re . . . . . . · . . . . . . . . •

1 1

Ca po raie trombettiere

. . . . . . . - .. - • • - ,

1

i

8

Trombelt.ieri musicanti . . .. . • · • · · · · · · Vivandiere . . . . . . • • • • , • ·

( I) Bilancio ,lei 1858.

"

))

i I

.,,

l

1 8

"

18

»

Uffiziali .. '

12

23

"

30

23

12

/

I

" !

l

Totale generale . .

attivi ed uno di deposito.

))

" "

.. i____. _ Totale ..

!I reggimento •si compone di uno s!alo maggiore, 4· squadroni

"

12

! I

1

I


H8

149

oEr.L' !TAI.lA

STATO MILITARE

. In tempo di guerra il numero de' soldati viene accresciuto a 11 O , e quello de' loro cavalli a 92; per \'a qual cosa la foria ~elio squadrone risulta la seguente (1) :

COMPOSIZIONE DELLO SQUADRONE IN TEMPO DI PACE ( 1).

Cavalli

Uomini C.1. VALLI

UOMINI

GRADI

Truppa .

- - - - --·Capitano .. . .

r

Tenenti . ' ... ,

2

Sottotenenti

2

Furieri .. .

l)

,.

3

»

"

4

))

"

I

"

,, li

11

»

11

Appuntati . . . . . . . . . .• . . . . . ,

))

8

»

8

Trombettieri . • . . . . . .

))

2

,,

2

2

..

2

1

ll

ll

l)

1)

,Allievo maniscalco . . . . Sellaio

" ))

"

•

»

))

Soldati

93

,,

70

----.-- - Totale

Totale generale .

5

124

129

Totale

11.1

120

146

131

I

CO)IPOSIZIONE DELLO SQUADRONE DI DEPOSITO,

...

'

Caporali (uno per la scrittur~) . . .

Maniscalco . . . . . . . . . .

'11

t

l)

Sergenti . . . . . . .

Alliiw i trombettieri . . . . . . .

5

Uffiziali .

11

CA.VALLI

Uo~mn GRADI

----------·-"' " ""' ""'....o

·;. I=

;;;,

1

))

2

))

1

» .

1

11

2

»

2

,.

5

"

Totale generale . . .

109

E-

2

Cap9rali (uno per la scrittura)

Totale . . . . . . . .

"C

3

Sottotenente . . . . . . . . . . . .. . Furiere. . . . • . . . . . .. . . . . Sergenti . . . . • . • . . . . . . . .

98

.;

,.-,j-~

))

1

••

" "Os;;;, ·- ""'....o

,,

Capitano .. . . . . . • . . . . . . . . . Tenente . . • . . . . • . . . . . . . .

Soldati . .. -!

E-

,___,._

1

5

"

.."

• - - -- - -18

-

10

11

))

8 7 ._.......,..._,_

3

21

1~

(1) Cotesta cifra è dedotta dall'annuario del 1858, la quale, poicbè differenzia essenzialmente da quella segnata nel bilancio del 1858, , crediamo ~ia la-fissata per gli squadroni al -completo di guerra, comechè ci sel!lbri un

(1) Dedotta dal bilancio del 18:iS.

po' pi ccola.


.,,

150

COMPOSIZIONE DI UN REGGIMENTO .DI CAVALLERIA IN PACE.

UOMINI

RIASSUNTO DELLA CAVALLERIA.

-- -----~

CAVALLI .

'

SQUADRONI

d

,i "' ;; 'N ~ """' ;- i ""' 8 2 ;;:, E-- " s-= ~ I -- ------

o:

'N

C)

s

I

Stato maggiore ,. Squadroni attivi . . . . . 1

Id.

di deposito .

12

18

23

ti

20

496

44

382

35

532

~

Totale generale . . .

74

402

I

!

Uflìziali , Truppa

------ -· I· -~----Stato maggiore

1Z

4 Squadroni attivi , . . . .

20

1 Squadrone di deposito . . .

5

--Totale .. 37 Totale generale . .

18 564 141

- -

476

760

~.

Cavalleggieri . . .

5

i

I

~

-~ "' o ~ ! "Ò c..,

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9

"' 'i§ o

'" ;> d

;;:, "' '-' '-' < ! A"' - - · - - - -- - - - - -

16

4

2268

1901,

3040

2760

20

5

2835

2380

3300 '

3450

4284

6840

6210

- - - - - -- Tot.aie .

-

36

9

!>103

I

La cavalleria di linea porla l'elmo, ed è armata di lancia, pistolone ('1) e sciabla .leggiermente curva. De' reggimenti di · 'cavalleggieri, due sono armati alla stessa maniera della ca~alleria di linea e non ne differenziano che prr la statura <le cavalli e per il caschetto che portano in luogo dell'elmo; gli altri tre di moschetto rigalo, che portane, ad armacollo, pistola e la medesima sciabla. Le armi a fuoco sono tulle a percussione. A R T I G L I E R I A.

CAVALLI

~

di di Uffiziali Truppa - -· -----

23 44

12 480 120

11

Si compo"ne di uno stato maggiore, tre reggimenti, di cui uno da campagna, uno da piazza ed uno di operai, una compagnia di veterani, ed un personale per la contabilità del materiale cd il seì·vizio degli stabilimenti dell'arma. Dello stato ,maggiore fan pa;·te un luogotenente generale comandante gene-

---

----- --723

Linea

--------- --------

IN GUERRA

-----..---_. 1

In tempo di guerra lo squadrone di deposito si può, senza inconveniente, farlo molto numeroso cli uomini e di cavalli , affine di supplire alle molte perdile degli squadroni alti,i in campo; non 'pertanlo, nel compu to, noi lo supporremo della stessa forza di questi ultimi. E però quella del reggimento risulta la seguente :

---

"" ç,:; "'

IN PACE

I

567

UomNJ

·;;;,

- -

3 18 7 8 _____ _ ___ i

Totale

151

'oEr,L'iTALIA

STATO MILITARE

78

612

690

, (1) Cortissima carabina, che può spararsi con una sola mano, al:a maniera delle pistole. Essa è sospçsa ad un cuoiame acl armacollo, al q ua e st_a pure aifidala la _bacchetta.


15:!

153 ,

DELI.'JTALI A

STATO MILITAR

raie del corpo, e due maggiori generali, comandante del· personale l'uno, del materiale l'aHro; i quali fan parie dello stato maggiore generale. CQMPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE DI ARTIGLIERIA.

giore, 2 batterie a cavallo e 18 montate, o altrimenti dette di battaglia. .. La composizione delio stato maggiore del reggimento è · la seguente: GRADI.

Uomini

Cavallj

Uffiziali . . GRADI.

CAVALLI

UOMINI

Uffìziali. Colonnelli . . . .

5

6

Tenente colonnelli .. . . . . . . . .

2

•

lllaggiori . . . . .

6

29

Capitani . . . . . .

·Subalterni 1 Tenenti Sottotenenti

8

t

12

3

I »

»

~

Sottotenenti allievi . • . Totale ..

l2

"

66

9

---

Sottuffiziali, Caporali e Soldati. 11

Furieri . .• • .. . • . . . . . . ~

.

19

Caporali .. . . . . . . . . ·. . . . • . , ..

18

Sergenti . . . . . . . • . . . .

. . .

Artisti di prima classe . id.

I

I

2

..

di seconda classe

~

" ,, ))

.. "

- - -· Totale .. , Uffiziali ,

5l

"

66

9

F

Totale generale ••.

120

9

Il reggimento da campagna si compone di uno italo mag-

Colonnello . . . . . . . . . . . -. • . • • Tenente colonnello . . . . . . . . . . . . . . . l\Jaggiori . . . . . . . .. : . . . . . . . . . . . . Capitano aiutante maggiore in 1° .... .. .. . Aiutante maggiore in 2° (tenente o sottotenente) . Direttore dc' conti (capitano o subalterno) .. • . Uffizialc d'Amministrazione (tenente o sottotenente) Uffizialc di Massa ( id ) Subalterni disponibili (tenente o sottotenente) .. Cappellano . . . . . . . . . . . . . . • , . . . • . • · Medico di reggimf-nto . . . . , . . . , .. . . . . . , l\Iedici di battaglione . . . . . • . . , . . . , . • • Veterinario in to .. . . . . . . . . . • . . . .• • Id. 20 .. . , .. Istruttore d'equitazione . . . · , . Totale .

1 1 7 1

3 3

21 2 2 2

t 1 1 1

2

2

16

8· 1

1)

1 2 1 2 1

»

,. 1 2 »

56

30

'sottuffi.ziati, caporali e soldati. Fllrieri maggiori • . . . . . . . . . . . . . Trombettiere maggiore . • . . . . . . . . . Fur!erc scud,iere . . . . . . . ..... Furiere • . . • . . . . . . . . . . . Sergenti .. . . . .. . . .. . . . . . . .. . Capo sarto . . .. . . • . . , . • . . . . . . . . .. Capo calzolaio . . . . . . . . .. , . , . . . . . , . Armaiuolo ,,. . . . . . . . , .. . .. .. , . . . . . Caporali maggiori . . . . . . . • . . . . . .. . .. Caporale scudiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . Caporali • . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . Caporale trombettiere . . . . . . . . . . . . . . .

Vivandieri . . . . . .

. . ·. . . . •

2 1

1 1 ~

1

1 1 2

6

>

1

3 1 2

Totale , ... . .

21

6

Uffiziali • . • . . .

30

56

Totale generale . . .

51

,.

62

,


/ 154

STATO MILIT..lRR

155 ,

DELL'ITALIA

E però la composizione del reggimento di artiglieria_ da

campagna, in tempo di pace, risulta la seguente:

•

COMPOSIZIONE DI UNA BATTERIA IN PACE. CAVALLI

UOMINI

_.,,__.,

-----

-UOMINI

CAYALLI

--

UOMINI

__,___

--------"' -"' "' ;,a ~?

GRADI.

ci ·;;

sp

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,::,..

- 1

Capitano . Tenente di 1• classe

1

...

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"

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2

2

,, II

Furiere

))

1

))

Sergenti . . . . . . . . ..•

))

6

D

))

6

))

Caporali (uno per lascritt.ura)

))

11

D

D

IO

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"

2

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2

1

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»

1

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1

D

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1

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1

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"

1

))

))

20

»

»

18

"

))

))

51

»

Trombettieri di 1a classe . Id.

di 2•

id.

Sellaio l'llaniscalco •. ~ . . . . . Cannonieri di 1a classe . id.

di 2a id. Totale .

))

,, 80 ----

' >100

'

4 123 ~1100

_..,,_ ·-Totale generale

'

127

--

109

-3

97

_..,,..__;.,

~

- - - --Stato maggiore 2 Batterie a cavallo .

~~ o..

.;'!

~IEÌ

;:a~ ~

p

- -··

30

21

5.6

. 6

8

146

18

200

54

1746

108

720

92

1913

182

926

-

18

Id.

di battaglia . Totale . . .

I

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i

) 40

iI

I

~,~1 ~ · I

100

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8:1 p

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I

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CAVALLI

2

Id,

-

.....

DI BATTAGLIA

A CAVALLO

1;6

I I

Totale generale . . .

2005

1108

In tempo di guerra, le batterie vogliono essere grandemente ampliate, affine di soddisfare ai bisogni. del servizio delle numerose vetture onde sono composte. La composizione del materiale di una batteria cli otlo pezzi, [n guerra, siccome sono le batterie piemontesi, su·pposle le vetture· ridotte al minimo possibile, è la·seguente: 8 Affusli con bocche da fuoco . . Cassoni di manovra . . . . . . . iQ. di riserva per 6 cannoni .

8

id. id. per 2 obici Carri di batteria Fucina . . . . . Affusti di ricambio . Cassoni per munizioni di fanteria

2 2

3

1

2 6

Totale .. . .. 32


156

ST.ITO UILITARE

Per le batterie a cavallo, il numero de' cassoni per munizioni di cavalleria può essere limitato a 2 ; e però quello dell'intera batteria a 28, ed il numero de' cavalli da tiro a 186, compreso undici coppie di ricambio , in luogo di sette. Quanto ai cavalli da sella, vuolsi tener conto che per ogni bocca da fuoco voglionsi due uomini di più che non per l'artiglieria di battaglia, affine di tenere i cavalli, e che occorrono un numero di ca~ valli da sella di riserva, cbe noi limiteremo a soli 14; ovvero nel totale 11 O cavalli da sella. Assegnato· un uomo per ogni cavallo da sella, ed uno per ogni coppia da tiro, e tenuto conto della riserva, si ba un totale di 257 uomini al minimo. E però, in tempo di guerra, la batteria può con~iderarsi comp·osta nella seguente maniera:

157

DELL' ITALIA

Coteste vetture vogliono essere attaccate a sei cavalli, dagli affusti di ricambio in fuori, che_possono esserlo a quattro; aggiunte al totale selle s-ole coppie di ricambio ed i cavalli da sella pe' solluffiziali, caporali, trombettieri, ecc., si ha un complesso di 224 cavalli al minimo.· Per ogni coppia di cavalli occorre un soldato, e· per il servizio d'una bocca da fuoco otto cannonieri , un capo- pezzo ed un capo:cassone; ullre uu certo numero d'uomini di riserva, per supplire gli ammalati, i morti, i feriti e provvedere alle altre esigenze del servizio, non che quatiro operai in feno ed in legno ; ovvero un totale di 2 M uomini.

---------.. A CAVALLO

Uomiu

,.

GRADI.

o.. o.

'N

:,

<.::

=i" ~

-

..

.

-

Capitano . . . •. · · • ·

1

Subalterni (uno per la ris.•)

5

Sott'uffiziali e caporali . . .

)I

,, ,,

Uol!INI

CAVALLI

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in legno . . . . . . .

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Tot ale . . . - 6

Totale generale . . .

Laonde la forza del reggimento di artiglieria da campagna, in tempo di guerra, risulta la seguente: UomNI

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CAV.I.LLI

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Stato maggiore (dedotti i suba 1tcrni disp)

22

21

40

6

2 Batterie a ca vallo . . . . . • . . . . . •

12

514

26

592

108

1;320

216

4032

18

Id.

di battaglia

.. . . . . , . . . Totale •.

J'otale generale ..

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4855 1-"m 4630

4997

.

4912

•


] 58

L'artiglieria da campagna si compone di batterie di cannoni da 8 e da 16 (6 e 12 francesi), e <li obici da I 5 cent. Il sistema su cui . è costruito il macchinario ' è un misto ùell'antico ad aloni e del nuovo a ceppo , ideato dal c~lonnello Cavalli. I cannonieri sono armati di moschetto a canna rigata con baionetta-sciabla , che portano ad armacollo, e giberna a cinta; 1

i sott'uffìziali e caporali, di sciabla sospesa e giberna a tracolla.

Il reggimento <la piazza si compone di uno stato maggiore e 12 compagnie. La composizione dello stato maggiore è la ,seguente: Ofliziali. Colonnello . ~ Tenente colonnello . ·I Maggiori . 2 Capitano Aiutante maggiore in 1° 1 Aiutanti maggiori in 2° 2 Direttore <le' conii (capitano o subalterno) . . . . ,1 -19 Uffiziaie d'amministrazione (tenente o sottotenente). 1 Id. di massa id. id. .. 1 Subalterni disponibili (te~enti o sottolent>nti) . 6 Cappellano . ·1 ,1 Medico di reggimento ,t Medico di battaglione Sottufliziali, Caporali e Soldati. Furieri maggiori 2 1 Furiere Sergenti 4 ,1 Capo sarto ' Capo calzolaio ·1 I8 Caporali maggiori . 2 Caporali . 3 Caporali lrombeltieri 2 Vivandieri . 2 Totale ~ Di cavalli ce u'ha 12 pe' quattro · uffiziali superiori.

I\

I I

•

159

DELL'ITALJA

STATO MH,IT!ARE -

1

GO~IPOSIZIONE DI UNA COMPAGNIA DA PIAZZA IN TEMPO DI PACE.

U(fi:dali.

:(

Capitano . . . . .. . . . . . . . , Tenente di 1• classe . , . . . . . . Id. ' di 2• classe, o sottotenente

3

Truppa. Furiere . . . . . . . . · Sergenti . . . . . . . . . • • Caporali (uno per la scrittura) .. Trombettieri di 1 • classe . Id,, di 2• classe di 1• classe Cannonieri di 2• classe

1 5 9 2 1

89

. 18l 71 . 53 (

Totale

92

In tempo di guerra , la forza delle compagnie dà piazza può essere portata senza inconveniente a 1 80. E però quella del reggimento, compreso lo staio maggiore, risulta di 114.1 uomini e 12 cavalli in tempò di pace, e di 2197 in tempo di g,uerra. L'armamento degli artiglieri da piazza è lo stesso che quello degli artiglieri da campagna. , li reggimento operai si compone di uno stato maggiore e cinque compagnie, di cui una di maestranza , una di a1tificieri, una di armaiuoli, una di pontonieri ed una di deposito. Inoltre vi sono aO'ÒO O'rerrali 170 fra muli e cavalli, de' quali 20 per il O . servizio della piazza di Genova, 12 per quello dell'arsenale di Torino, 18 per la polveriera di Cagliari e 70 per la polveriera di Genova .


..

160

STATO MILJrAR.!

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COMPOSIZIONE DEL REGGIMENTO (lPERAJ.

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COMPAGNIE __,,___

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Uf(iziali Comandante (colonn . o tenente col) ìl'foggiore .. . . . . . . . .. .. . ·. Capitani . . . . . . . . . . . . . . . . A! utanle ma~g 0 in 20 (ten. o sottot.) D1re~tore dei conti (suba!. o capit ) Uffiz1ale d'amministr.• id. id. Uffìziale d1 massa id. icl • Tenenti di prima classe . . . .· . : Tcuenti di seconda classe o sottot. Medico di battaglione . . . . . .. . Totale Furiere maggiore . · . Tromb.ettirre maggiore . Furieri . . . .. . . . . . Sergenti . ... . . . . . . Capo sarto . . ... . Ca po calzolaio . . . . . '. . : : : : · Ca poral~ maggiore . . . . . . . . . : Caporali ( uno per la scrittura ) Trombettieri di prima classe ...· .' Caporale trombettiere Vivandiere . . . . . . ·. · Musicanti • . . . . . . . • Artisti di prima classe . • Artificieri Pontieri e Cannonieri { di seconda classe . Armaiuoli

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Toll!le Uffiziali Totale generale ..

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3

3

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6 3 ,j.

2

2 8

1

REASSUNTO DELLA FORZt\ DELL ARTIGLIERIA.

-

Di -cavalli da ,sella ve ne sono 11, di cui 9 pe' tre ufli ziali superiori, e. 2 per il capitauo de' pontieri.

BATTERlii

lN PACE

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57 191 105 696

I

I

40

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25

Totale

91

102 672 3 21, 5

25

Controllori di ·\ • classe Id. di 2' classe Id. di 3' classe Capi officina di 1 • classe Id. di 2• classe Id. di 3' classe

72 411

,_

4,

5 12

CONTROLLORI E CAPI OFFICINE.

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1 3

Contabile di 1 classe Id. di 2' classe ld. di 3' classe Aiutanti contabili di ,1• e 2' classe Id. 'di 3' e 4-' classe Totale 1

5 1

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Totale

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_Furiere . Sergenti Caporali Cannonieri

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COMPOSIZIONE DELLA COMPAGNIA VETERANI Dl !~TIGLIERIA.

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161

n~Lr.'ITALIA

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Personale contabile . Conlrol\01•i e capi officine Reggimento da e~mpagna Idem da piazza . . Idem operai . . Compagnia veterani 'l'otaTc .. Voi. IV. -- 11

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162

163

STATO MlLITARE

Vuolsi notare, cbe in questa forza non è ,compreso nè il ùenè il tl'eno dei parchi .di artiglieria, che dovrebbonsi formare in tempo di guerra. Il servizio dell'artigli~ria è diviso in due parli, personale e materiale, a ciascuno de' quali presiede un maggior generalr. Un luogotenente generale reassume in sè il supremo comando' dell'arma. Un comitato csJnlralc , compo;.to de' generali, di 2 uffiziali superiori, 4 capitani e 2 uffiziali subalterni, presiede, a fianco del comandante generale, all'indirizzo scientifico dell'arma e partecipa alla redazione de' regolamenti. Il servizio del materiale è diviso in direzioni e comaildi locali.

• posito

, · tanti e di vrterani , ed un personale contabile. l due ·generali fanno parte dello stato maggiore generale. -n consicrlio si comporie di 4, uffiziali superiori. ,o

'

CO~IPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE DEL CORPO.

Uffiziali superiori (colonnelli o ten. colonn.) Maggiori Capitani Luogotenenti ... Sottotenenti . . . Id. allievi Tolale

DIREZIONI,

'

Laboratorio di precisione, Museo e Litografia, a Torino. Laboratorio chimico e Gabinetto <lì fisica, a Torino. Fonderia, a Torino. .Fabbrica d'armi, a Torino. · Officine di costruzione, a Torino. _ .Laboratorio de' bombardieri e Il. Cassulerìa, a Torino. Sale d'armi, convogli e magazzini, I.ii Torino. Polvrriera di Fossano. Officine di Genova. Raffineria Id. Offici1H1 di Cagliari. Polveriera [d. ' I comandi locali sono a Genova, Alessandria, Cagliari , Lessei llon, Frnestrelle, Casale, Exil les, Banl , Vinadio, Savona, Ventimiglia, Nizza, Algbero e Spezia. G E N I 0;

Questo corpo si compone ùi un luogotenente generale comandanie, un maggior generale , un eonsiglio superiore, uno slato maggiore, un reggimento zappatori, un numero di aiu-

.Gli uffizialì superiori hanno tolti due cavalli per ciascuno , ovvero nel totale 16 cavalli. ,, ·· Il reggime.nlo zappatori si compone di uno stato maggiore, ' e dne battaglioni di 5 compagnie ciascuno. COMPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE•

U!fiziali.

\

)

1 Colonnello 2 Maggiori ... . . ..... . 1 Aiutante maggiore in ·I (tenente) Id. id. in 2° (lenen te o sottotenente) . 1 Direttore de' conti (subalterno o capitano) . . . . 1 fI\ Ufiiziale d'amministrazione (tenente o sottotenente) 1 ( ·12 1 i Id. dì ma'ssa · id. id. 1 Sottotenente disponibile 1 Cappellano . ,. . . . 1 < Medie.o di reggimento l 1 Id. di battaglione

I

O

\

\

'

Da riportarsi

12

/


1'65

0

. STATO MILITARE

DELL ITALIA

Sott'u(fiziali , Caporali e Soldati.

AGGIUNlfl AL CORPO.

Riporlo Furieri maggiori . . . . . Sergenti d'amministrazione Tamburo maggiore Caporali maggiori

:,!

Caporale tamburo

1

Capo arm_aiuolo Capo sarto . Capo calzolaio Vivandieri . .

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12

~. Aiutanti

2 2 1

.. Veterani 13

) ~

i

. 1O .• 30 50 6 6 18

di 1• classe . di 2' classe . di 3' classe . Sergenti Caporali Soldati .

1 2

!

30

PERSONALE CONTABILE.

2

di 1' classe di 2· classe di 3• cla~se \ di ·13 classe . Sotto commissari ~ di 2' classe Volonlarii .. .

25

Totale

90

. 1~o

Totale

.,

l

l

Commissari .

Gli uffiziali superiori, al pari di qo'elli dello stato maggiore del corpo , hanno due cavalli per ciascuno. COMPOSIZIONE DI UNA COMPAGNIA.

12 15 10 15

Capitano Luogotenenti Sottotenente

29 25

t

40

•

U(fiziali.

I \

-64

Totale

RIASSUNTO DELLA FORU DEL GEi\10,

l

Truppa. Furiere .. . . . . . Sergenti . . . . . . . . . Caporali (uno per la scrittura) Tamburi .. . . . Artisti di 1" classe Id. di 2· classe . Zappatori . .. . .

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IN GUERRA

IN PACE

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96

Totale . • . 1 00

Consiglio· superiore

Reggimento Zappatori Aiutanti Veterani

Jn tempo di guerra la compagnia pnò essere senza inconvenienti portata a -180 uomini. E rerò la forza del reggimento , in tempò di pace, risulta di 1 025 uomini, comrreso lo stato maggiore , e in tempo di guerra di 18'25.

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Stato maggiore

,

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...

Personale contabile

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8

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16

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30

•


166

S-TATO MILITARE

BATTAGLIONE

o' AMMINISTRAZIONE.

Questo battaglione veniva formato, nel 1856, coo la rifusione della compagnia degrinfermieri e dell'altra delle sussistenze. Esso si compone di uno stato maggiore è tre compagnie, di cui una d'infermied , una d! sussistenze ecl una cl i deposito: la prima per il servizio degli ospedali; la seconda per la confezione del pane , fatta in tempo di pace in economia per conto del governo, non che per il servizio dei magazzini de' viveri dell'esercito; la terza, composta di operai di diversi mestieri, per il servizio dei magazzini deil'amministrazione milita_re , in pace ed in guerra.

TRENO Dl AR~IATA,

Esso si compone di un battaglione di 4, compagnie e di uno · stato ru;iggiore. COMPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE.

.

\

COMPOSIZIONE DEL BATTAGLIONE

169 . '

DELL,IT ALIA

' In tempo di guena non sarà esagerato il supporre triplicalo di forza questo battaglione, dimezzando le compagnie e com po' iiendone un doppio numero di forza maggiore. E però lo riterremo , in questo ca,;o, di 1977 uomini.

Cavalli ·

Uomini

D .AMMINISTRAZION•;

GRADI Stato maggiore

GRADI

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Ordinarii . •. Totale •

To t aie generale

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Furi~•re nrngp;i orc . • : · · ·

ltl . d 'arnrninislraz1one • · Srrgcntc Cap~rale. maggiore . • ·. · · · · Caporali d'ammi11istraz1one • Caporale t r omliclla • • · .· · Capo sarto . . . • . • Capo calzolaio Capo sellaio . ·.. . • • · · · · · • Capo c·.arraùore . • · · · · · Carradori .

Jd.

15

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Capitani

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1

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Comandante (tenente colonnello) i\laggiorc . . . . . • · · · · · . · · Aiutante maggiore (tcnrnt.e) • · · Uflìzialc pagatore 1rl. · · Jd . d i vestiario id. Id del carrrggio id. Mrdico di reggimento V('lrrin ~rio ;;1°10 • • • • ·

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N

Aiutante magg. contabile

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Uffiziuli

6~ 3 58 444

Totale .

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Totale generale .

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15


STA'l'O MILITARI!:

169

COMPO!!IZIONE DI UNA COMPAGNIA . •

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Uo~11N1

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C.4VALLI

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Capitano .. . . . . . . . . . . Tenente .. • . . .. .. • . . : . . . . . .

Furiere

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. . ... .. . .

Caporali

O

•

Trombettieri

O

O

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Sellaio . .. . .

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. . .. .

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di prima classe

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•di seconda classe

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I

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. . . . . . . . . . • . . . . .

Sergenti

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GltA'.Dt.

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adi.bi1:e, oltre gli uomini in congedo illimitato appartenenti al corpo e le reclute prese fra gli uomi ni usi a maneggiar cavalli, gli L!omi ni altresì in congedo illimitato della cavalleria eccedenti i bisogn i di quest'arnia, la quale vien di poco am--pliata. Nel ·184'8, il treno venne accresciuto a 14 divisi uni, da 4, di elle esso componevasi; in Crimea , per un corpo poco maggiore di ,1 8,000 . uomini , contavansi 1102 uomini del treno con 1335 animali. E pt•rò, tenuto conto che una parte de' trasporli può essere ctfeltuata èon animali e carri di requisizione, non sara esageralo i I supporre portato, in tempo di gunra , il corpo del treno di_armata ad un 3000 uomini e 4-000 animali, Ira cavalli e muli, col raddoppiare od anche · triplicare il numero delle compagnie, e di queste accrescendo considercvolmenlc la forza.

IIIASSONTO DELLE TROPPE DI AlUMINISTRAZIONE.

52

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I

Maniscalco Soldati

l

di prima- classe

8

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Totale . .

80

_

I

.'. ~1---1 .'~ 8

E però tutto il battaglione> compreso lo stato maggiore, offre in. pace la. forza di 469 uomini e 255 cavai li . In tutli gli eserciti non v·ba corpo il quale abbia mesti~ri, in guerra, di maggiormente ampliarsi quanto il treno degli equipaggi. Ampliazione d'altra parte agevole ed effe!luarsi, a cagione che per il servizio dei trasporti non richieòonsi nè uomini nè cavalli in ispecial guisa addestrati , e vi si possono

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di seconda classe

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l

4

469

2

j 1977

2

255

I 3000

4000

_ - - _· _ 7 . 1128

257

-- -4977

.

(Continua).

CARLO MiiZZACAPO

4002


STUDI STRATEGICI SULLA

STUDI .STRATEGICI SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

INTRODUZIONE

Guidati dall' esperienza fornita dalla storia militare della Svizzera, ci proponiamo di indicare, nei capitoli cbe seguono, le linee di difesa di questo paese, e di precisare il c~ratlere della difesa dal punto di vista della politica attuale. La guerra della rivoluzione francese ha mostrato l'influenza cbe il Lombardo-Veneto, pos.;eduto dagli austriaci, esercita sulla nostra posizione strale-gica, e come Ìa Svizzera, stretta dall'intera Alle magna, qualora sia. da questo lato seriamente mi-. nacciala, presenti agli attacchi -nna linea molto estesn. Le linee di difesa c,onlro l'Allemagna iu generale, e contro l'Italia, cioè il regno Lombardo-Veneto, denno, più o meno, congiungersi in una, o meglio l'una è il complemento dell'altra. Nei tempi andati, la Svizzera non era minacciata ébe da un \alo solo. Le guerre, che pitt sovente ha do,uto sostener~, erano quelle contro i nobili e contro la c,1sa d'Au stria , le quali le facevano acq.uistare continuameule nuove simpatie ;

I

DIFES A DELLA SVIZZERA

171

· molte citta divennero sue alleale, e se non tutte le forze cbe le erano amiche, si mostravano apertamente, impedivano però che non si accrescessero quelle del nemico ; e di più , in quei . tempi, ogni combattimento o ballaglia non solo aveva per -risultalo la villoria sul nemico , ma gli svizzeri vi acquistavano · regolarmente nuovi alleati', ed allargavano in lai guisa il loro territorio ; che, considerato come mezzo di difesa, acquistava .lijaggior forza divenendo più profondo e più ricco in risorse. Bisogna confessare però che siffatto slargamento non avrebbe potùto aver effetto, senza i disordini che regnavano allora in Allemagna, in Francia ed in ltaÌia; e principalmente senza la •. gelosia delle diverse potenze, ciascuna delle quali impediva l'altra di dare un colpo decisivo a quella confederazione di città e di cantoni svizzeri. La Francia preferiva di prqcacciarsi valenti guerrieri nelle · montagne svizzere, anzi che sacrilicare un gran numero di soldati contro quei feroci paesani; nome col quale venivano indi. cali gli svizzeri nel Medio Evo. Cotesto interesse della Francia garantiva alla Svizzera una compiuta tranquillità, ·dopo il XV . secolo, la quale fu cagione che lo spiri lo guerriero degli abitanti, per qualche tempo, restasse alquanto sopito, e non si ris' vegliò, elle per le conseguenze spiacevoli de)la guerra della , rivoluzione francese; cioè_dopo quasi 400 anni. ·,Di-.già dopo gli ultimi fatti, si poteva ·comprendere che una . neutrali tà. vautaggiosa non poteva essere adotta'ta per principio politico, 8e non quando si fosse forte abbastanza per respingere con energia le aggressioni straniere su tutta )a di3tesa della frontiera; o pure, nel caso che tutte le nazioni fossero anicpate dalle stesse idee di resistenza, basata sulla inJera liberla indi viduale. La pace del 1s,15 era riescita, di nuovo, ad addormentare la Svizz~ra, con i suoi principii conservatori , in quella sicurezza fittizia, di già riconosciuta prima di quest'epoca; e le


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STUDI STRATEGICI

,Il,

grandi potenze impedivano, con ciò e con la loro protèzione, la realizzazione dei progressi -e dello sviluppo inlelleltuale a cui la rivoluzione francese aveva dato impulso. La guerra del Sunrlerbund , prima e1;1ancipazione dai principii del 18 l 5, fu in realta il cominciamento di una 11t10va· èra politica, in cui l'.tinioue tra i diviirsi Cantoni gittava pro . fonde radici. Ma per questo avanzilre con passo deciso nella via del progresso, la Svizzera si è isolala più o meno dai suoi por tenti amici, ed ha ptwd ute le simpatie delle corti, chr. guardano con sospetto, lo sviluppar.si di principii compiutamente contrarii ai loro.. Tu tti gli sforzi per ricondu;·re la Svizzera allo st~to del 1.8 l 5, non essendo riesciti, si cercò per mezzo dèl tufforuglio di Neucbàtel, di procurarsi un'occasione d'introme ttersi negli affari di q.uel paese, credendo elle la quasi intera tranq 11illi1à dell'iuropa, durante sette· aun~"e più, permettesse una simile impresa, e cl~e la Svizzera, si lascierebbe cogliere al laccio. D'altra parte era questo un mezzo per scandugliare lo spirito pubblico, e saper.e se le popolazioni foss~ ro mature pl.'r un mutamento. Il momento non, era srello male: l'Inghiltt>rra gu~r1Ìavu all'Asia, ove i suoi interessi commerciali trovavansi in collisione; l'Italia era sottomessa all 'Austria , clte si stud iava con qualche allo di grazia a guadagnarsi le ropolazioni ; l'Allemagna era _quieta, sotto i suoi pnncipi, che si credetterc, abbastanza forti per qualunque, impresa, confidando nel numero dei loro soldati e persuasi che la Sviuera , s0 anche non cedesse al PJ·imo momento, non potrebbe mai decidersi a difendersi che molto dietro le sue frontiere geogralit:he. La sollecita occupuzione delle frontiere , la dichiarazione, quasi officiale, che la Svizzera non se ne sarebbe sta la ad una stretta difensiva dietro le sue frontiere ' e che al biso";lo o avrehhe cercntn <li prendere una posizione più solida wl tert'Ìtorio stranie!'O, non che l'entusiasmo unanime, in tutta la

SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA } 73. distesa, della Svizzera, fecero divenir riflessivi gli uomini di Bhlino e delle altre corti. Si temette di offrire un'occasione ad,'lrn risvegliarsi generale dei popoli , i quali avrebbero potuto profittare dell'occasione per associarsi agli sforzi eroici degli svizzel'i , e minacciare le spalle d'un esercito d'invasi one. • L'esercito prussiano, inoltre, ~ per la maggior parte composto cli mili ti , <li -cui una parte dei quadri forma l'esercito perma-nente, ed i soldati prussiani sono cittadini che dopo un . s~rvizio brevissimo rientrano nella vita privata. Con truppe così composte riesce molto difficile intraprendere una guerra di -;!>riccio e di co~quista, tanto più cbe la nazione _di cui elleno fanno parte, avrebbe protestata in un modo o nell'altro contro nna simile impresa. In forza della civiltà che si è fatta strada nella più gran parte di Europa, le guerre di.conquista banno perduto il loro àllettamento da parte dei soldati , cbe non possono più abban• ,donarsi al saccheggio, e non vi trovano più sufficiente ricompensa per il loro zelo e le loro sofferenze. I éapitani delle antiche popolazioni guerriere dovevano or-dinariamente lo zelo delle loro truppe alla prospettiva dèl bottino che gli prnmeltevano; mentre che, a'giorni nostri, i soldati, sian pure degli eserciti permanenti , denno essere igpirati da entusiasmo guerriero o da uno slancio patriottico. . Dal detto risulta, che la conquista d'un paese non arreca 'alcun reale yantaggio alle truppe che l'eseguono, e che le perdite d'uomini e di danaro non si rifanno mai, Infine qualunque• , guerra <li conquista falla eia un re assoluto , non ba alt_ro scop(; che quello d'ingrandire la possanza personale di colui che la _ i_mprende , e pe1:ciò a far sentire ognor più il peso della servitù sulle popolazioni vinte e vincitrici. La storia dell'impero francese ne offre la più chiara pruova , e non occorre che ci studiamo a farne osservare i fatti. Dalle nostre osservazioni risulta, che· la difesa della Svizzer.i.


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STUDI f?TRATEG!CI'

SULLA DIFESA l>ELLA SVIZZERA

deve farsi in maniera, che i corpi d'invasione che si avvicinano alle frontiere non vi faccino rlei progressi, che vi trovino, dal bel principio, una resistenza energica , la quale, lungi dall'incoraggiarli a continuare la guerra, ne ammorzi lo slanci,o gue1•: riero cbr, forsè, li animava. Lo attendere il nemico · il daro-li tempo a stabilirsi, produrrebbe l'effetto che eoloro i quali ;1vessero simpatie per noi , riguardrrebbero la nostra causa come perduta .• e dubiterebbero delle nostre forze. Lo stesso avverr_ebbe nella nostra stessa patria, i~ dubbio e l'incertezza sì propagherebbero negli animi, e la difesa potrebbe perciò _p~erdere il suo ca1'attere energico. _1

,Lemano, e comprende una purle del Cantone di Zug, di Lucerna , dì Soletta, dì Berni , di-Fribourg ed una stretta zona cli quello di Vaud. Le cime che, principalmente dalle Alpi, s'inoltrano più o meno nella parte piana della Svizzera, si elevano alle volte tanto da divenire serii ostacoli e molto importanti, che servono di complemento alle linee di difesa, limitate dai laghi e dai fiumi. Le aìlure del le Alpi segnano la linea uaiurale di divisione delle acque che discendono verso il sud-est ed il nord-est clella Svizzera. ~ Le acque che da questa catena si dirigono per il pendio òvest , verso il piano indicato, sono: l'Aar, la Reuss, la LinlhLimmat , la Tbauer, la Toss, le due Emmen, la Sense o Sarina, e la Saane. Non ci occuperemo degli altri piccoli corsi d'acqua, perchè non avranno che poca influenza su i nostri concetti stralrgici , cbe rigua rdano il lato del nord ed est. ·· L'Aar scaturis~e dal Finsteraarborn, discende in linea curva, per il lago <li Brienz e di Tboune, indi bagna Berna ove sbocca , nel piano , pro~egue serpeggiando ed attraversa Soletta, Aarau e si scarica in seguito nel lleno, presso Waldshaut. La Saane µren<le origine in prossimità della sorgente dell'Aar, poco pit1 a sud-ovest, entra nel piano a Fribourg , indi si dirige per Laupen Yerso Morat e si getta, all'est di questa città , 1wll'Ailr. La Sari na ha la sua sorgente nell'ullo Gesseoaz sul colle di Sanetsch, forma in tolto il suo corso il limite del cantone di Fribourg e si getta uell'Aar al di sopra di Aerberg.. Moil'i piccoli corsi di acqua tagliano il suolo , sia presso MO"rat, sia nel pi:.tno stesso fra la Saane e l'Aar e fra i laghi di Bienne e di_Neuchàtel. · La grande Em mL' ll scaturisce in prossimità del lago di Brienz, _aiscenJe per llaurgderf a Soletta , ove si scarica nell'Aar. La piccula Elllmen pre11Je origine dal Giswgler, atlraversa in segni I,> l'E11tlibucb, ·volge all'est e si gella nella Reuss al nord <li Lucerna.

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Configurazione generale della Svizzera e dei paesi circ~nvicini. La Svizzera è formata, iH generale, da due spesse catene di montagne, separate da un piano più o meno ondulato , intermezzato sovente da alture importanti. La prima massa di montagne è la catena delle Alpi, che si distende dal cantone di ' Appeqzel, dietro il lago di Costanza, sino al hgo Lemano , verso Losa1rna, ed è tagl iata in più luoghi da passa'ggi e valli. L'altra catena è quella del Giura, meno ~pessa che le Alpi, e di cui una parte solamente appartiene· alla fronti era svizzera, cioè _quella che si dirige dal sud di Basilea Campagna o Nyon , nel cantone di Vand ; da Nyon in poi il Giura appartiéne alla Francia. Il piano ondulato ed in alcuni luoghi montuoso, di cui abbiamo fatto cenno, offre la massima esten,;ione al nord , ove sono ì Cantoni di S. Ga1 !0 , Thourgovia, Zurigo, Sciaffusa , 'pJ una parte di quello di Argovia: indi prosegue ri~t,etto fra le due catene dei monti, che vanno ravvicinandosi, sino al lugo


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STUOJ STRATEGICI

La ~euss ~rende origine dal S. Gotlardo' indi si scarica nel l~g~ ~e1 quallro cantoni ad Altorf, lu altraversà e per Lucerna s1 d1r1ge a Braugg, ove confluisce coll'Aar. La Linth d_iscende dal monte Toùdi . p.er il pend1·0 ·sud ,· d" . ' . ' f' ~ I ~r1ge _al lago di Wallenstadt ' indi unisce questo lago a quello d1 Zungo, per mezzo di un canale costrutto all'uopo. La Li.mmat, che sorte da.I lago di Zurigo , dalla sua punta ovest e seguendo la medesima direzione si getta nell'Aar presso Brau~a ~uò e~~ere considerala, strategicamente parlando, coine la con°~ trnuaz1one della Linth, sebbene non lo sia grograficamentc. La Tbour infine scaturisce dalla massa dei monti di Appenz~I, _p_ercorre, con diversi giri, il Cantone di San Gallo, indi s1 dirige presso che in linea retta , paralella in pa'rte al lago di Costanz_a (cio_è da Biscboffezell a Ellicken), verso il Reno, nel quale si scarica presso quest'ultimo villaggio. Tutti questi corsi di acqua' offrono, per le loro valli profonde: le al~m·e c~e ~e dominano, per i laghi che allraversano, altre~tante linee d1 difesa nel grancle piano in qnistione appog,g1ate d~ un lato sulla massa delle montagne ' e dalÌ'altio s_ull Aar ed il Giura. La prima linea, quella dell'Aar da Aarberg srn? ~Ila, sor~ente, _si ~p~oggia a destra sulla massa delle Alpi , a sm1stra su I laghi d1 Bienne e di Neucbàtel. L'Aar e la Saane non ~i pos_sono riguardare cùe come punti di appoggio contr~ t~na 111vasio_~e. cla_ll'ovest, cioè dalla Francia ; inoltre questa linea e la p1u rn<l1elro per una invasione dal lato del nord. e però, in questo caso, essa non potrebbe servire che come '_ ·.. . . po s1z10_11e passaggi era, d1 dove bisogna uscire per prendere l'offensiva. Gli altri fium; sono più vicini al nord, ed hanno una 1mporlanza maggiore per te· difese contro una ·invasione da quel lato. . 1

In diversi bracci del Reno che banno la sorgr,nte sulle mo·ntagn c dei _Grigioni, formano, in questo paese montagnoso, di. verse valli che separano le cime nevose. La più importante e

SULLA DIF ,!SA D"LL A Sl'lZZERA

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g11ande è quella del Ver<ler-Rhin, ne1la quale vanno a confluire gli altri bracci del Reno , e lutLi uniti passano per Coira, indi il fiume procede verso il nord e si gella nel lago di Costanza, lo attraversa nella sua langh€1zza, nella direzione ovest , lo lascia a Stein , e seguendo la medesima direzione gene1:ale s'in curva varie volte , e, raggiunge Basilt'a, cli dove si volge di o.uovo al noi'(.), separa la Francia dall'Allemagna, ed in seguito prosegue il suo corso attraversando il nord-ovest dell'Allemagna. La parte del Reno, da Sargans (al nord di Coira) al lago di Costanza serve di frontiera tra il Tirolo ed il Voralberg da un lato, ed il Cantone di San Gallo dall'altro. La cima del llhaetikon, che dall'altura di. Lucienste~ continua verso l'est, per i colli dell'Albain e di Gribelle, sino all'imboccatura della bassa Engadina, segna la frontiera nord del Cantone dei Grigioni. li ri man eri te della fr~ntiera di questo Cantone prosegue aLtraversando l'lnn e discendendo verso il sud, per dirigersi in SE,lguito all'ovest, seguendo in grande parie le cime delle catene delle Alpi Reticbe , e presenta una linea di forma irregolare. Le acque principali cbe scendono all'est, sud e ovest sono le seguHnti. I,'Inn che discende la valle Engadina e separa i Grigioni in due parti ineguali; la Mera al sud-ovest, che scaturisce dallo stesso colle che il precedente fiume, e continua la valle Engadina nella direzione sud-ovest; l'Adda che qiscende pel pendlo sud, forma la Valtellina, quasi paralellamente alla valle precedente , e si getta nel lago di Como alla sua punta_nord. Varii piccoli corsi di acqua si scaricano nei fiumi precedenti, senza che il loro cor;;o abbia importanza per le operazioni strategiche ; le loro valli meno profonde ~ larghe, servono come mezzo di comunicazione tra le diverse valli , ma non bastano alle esigenze. Dalle valli dell'Inn, dall'alta Engadina, non vi è che un solo passaggio laterale elle mena ad 11110 dei pun~i della frontiera sud del Cantone dei Grigioni, e così nella valle dell'Adda stessa. Voi. IV. -

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STUDI STRATEGICI

Un'altra valle, perpenJfoulare a quelle dell'Engadina e Jella Mera ed alJ'altra dell'Adda , si dirige dal lago di Como verso il nord , seguendo I~ quale si giunge allo Spluga, che , da altra parte, non può essere riguardato come passo naturale, sotto il punto di ;vista tattico. 11 Cantone Ticino non offre chè lo stesso Ticino siccome fiume d'importanza strategica. Esso prende origine àl S. Gottardo discende' al sud , per la valle nella quale si svolge la strada del S_. Gottardo , e passando per Bellinzona taglia in due il piano paludoso, indi si versa nel Lago Maggio_re alla sua punta nord; ne sorte alla punta sud , di dove sino alla sua imbocc;llura nel Po serve di limite tra il Piemonte e la Lombardia. I confluenti del Ticino che scorrono sul suolo sviz?.ero ' non sono di grande importanza strategica ; quantunqu-e possano servire )n una certa misura come ostacoli tatti~i. 11 Rodano sgorga egual mente dal S. Goliardo, discende verso l'ovest: dominato dai due lati da montagne di grande altezza , che formano una lunga valle che va ad unirsi al bacino del lago Lemano. Le montagne sulla riva si nistra presentano i -passaggi, par il Ticino, il Sempione (al Lago Maggiore e Pallanza), per il 1, rande S. Bernardo ad Aosta, alla valle di Chamonix in Savoia, mfine ad Evian e Ginevra ; e a Villeneuve e Vevay lungo le due rive del lago. Le alture della riva destra offrono minor numP-ro di passaggi praticabili per le truppe nell'interno della Svizzera. La più importante è quella del Furka, r·,he me(Lc capo nellà valle di Reuss: tutta la catena del Furka sino al dente Morcles, presso Martigny, è la linea di divisione delle acque, ed è perciò uoa frontiera strategica molto marcata. Le cime che si riscontrano più al sud, appartengono al territorio degli Stati Sardi, sia al Piemonte o alla Savoia, di maniera che il Cantone di Ginevra, posto alla punta sud del lago Lemano, è dominato dal- lato est e sud, dalle montagne della Savoia che lo circondano. li Rodano, dopo aver percorso I

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SOLI.A DIFF.';A onr.A SVl7,ZERA

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il. lago in tutta la lung.hezza, lo abbandona alla punta sud , di •scende nella medesima direzione ,,e serve di frontiera tra la 'Francia e la Savoia, sino a poca d:slélnza da Clrnmbéry. , .R territorio francese presso Ginevra, sorpassa di molto il . pendìo est del Giura, e non è che presso a Nyon che la frontiera si accosta alla catena. Le acque che discendcno dal .Giura ,verso il lago 11011 hanno grnndc- importanza slrategir,a. li primo fiu_me che meri ta qualche considerazione è la Vange, la quale •si sc:irica nel lago presso l\lorges; ma la sua ,·em importanza nasce dal canale dell'Orba, éhe, legandolo con quest'ultimo , - fi.ume ne fa una li nea continua; non pertanto essendo essa ' situata su di un terreno quasi tutto piano , è senza grande risorsa per la difesa. · L'Orba ha un'importanza strategica molt-0 più grande. Essf!. prende origine al colle della Rousse in Francia, si apre la vi.a tra due catene di montagne, una dominante ed interamente sul territorio svizzero, mentre le cime dell'altra , la più bassa, · serve di limite tra la .Francia .ed il Cantone di Vaud, lasciando però ·l'entrnta sud della valle stessa aperla alla Francia. L'Orba attraversa il lago di Joux, indi si perde; riappare presso Vallcrbes, passa per la cillà d'Orba, e va a scarirarai nel lago di Neuchàtel presso lverdun. La catena del Giwa si presen ta i!l q:1esto luogo , ,;ccondo che abbiamo di già veduL,>, coi1 due cime pa., ralellc beu èislinte , le quali sono attraversalo da passi che mettono, rlci due lati, nella valle dell'Orba , di maniera che il fiume, per rapporto alle due cime domi nani i, diventa una frontiera strategica.. La frontiera geogrn!ìc..1 e~:;rnido anche la ' linea di divisione delle acque, i corsi d'acqua che 1111 c!isce::dono sul pendìo ovest non banwl alcuna importanza per i! nostro saggio strategico, e le loro valli non potrebbero sr'rvire ili passaggio che imperfettamen\c; pur tullavolta bisogna dire che la struttura del terreno e le numerose comunicazioni della Svizzera con la Francia, espongono seriamente l'ultima ad una . iov asione da q_uesto lato.


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ST UJH srRATEGICI

SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

Il Daubs discende dal Giura, percorre la Franca Conten, scorrendo al nord tocca la frontrera svizzera a Le Brenets, e la segue sino a Enfers, separando il resto del Cantone di NeuchàLel ed una parte di quello di Berna dalla Francia. Presso alla cima dell'Enfers, entra nel territorio di Berna, si inoltra sino a .5t-Ursanne , indi ritorna nuova,nente indietro e per St-Hyppolite s'interna nella F1ancia. l confluenti di questo lìume dal lato del la Svizzera ,· sono dei piccoli corsi d'acqua ; se ne ecct-1tlui la Leine che è il solo confluente cli qualche importanza, il quale passa per Porrentruy ed ibbandooa il ter ritorio beroese a Delle: e però la sua valle potrebbe servire, in qnalche modo, rl1 strada per entrart-1 dalla Francia 1iel Cantone di 8Prn,1. Ma la frontiera non offre da questo lato che pochi o~taeoli, peroccbè il trrritorio svizzero oltrepassa di molto il vt-1r,.ant(-1 ove~t drl Giura, che srgurndo il corso dell'Aar si di rigp· ver~o il Rrnu , e si spiana in prossimità dell~ città di Bn,ugg. Pf\r sdfalla configurazione del terreno, si presenta dal Ìato n11 rd -ovPst dPI Giura , non già un piano , ma un terreno più 0 ffiPllO aµrrto e- di forma irregolare, e se è possibile trovare in una po~izione ritirata indirtro una linea di difesa appoggiata a qualche conlr,1fforlt-1 del Giura, i limiti estremi non presentano punti di appo1-tgio n.-1tural1 , e non potrPbbero difendersi se non 1ml saso, che se ne costruissero profittando della curvità del RPno a 8asi lea. Ponendo termine a queste considerazioni generali sulle linee della Svizzera , riguardo ai principali dati geografici e topografici , daremo un0 sguardo generale, rilevando, in qualche modo , il carattere dominante della configurazione di questo territorio , sino al suo scopo finale , sotto al punto di vista strategico. · ' La massa delle montagne delle Alpi , che covrono in gran parte il suolo svizzero dal nord-est al sud-ovest, si dirige,

dalla Savoia, verso il sud, per raggiungere il mare, ed occupa • ~11110 lo spazio da Marsiglia a Nizza , ed in questo punto si cgngiunge con la catena dell'Appennino, per mezzo delle Alpi marittime; le quali ultime , si dirigono quasi in linea perpen. dicolare alle Alpi savoi ne, e non sono separale dall'Appennino del ducato di Genova, che da una massa di montagne e dalla valle della Roya che serve di strada da Ventimiglia a Cuneo (in Piemonte). Gli Appennini del ducato di Genova, si sviluppano quasi parelellamente alla catena del\,~ alte Alpi, che separano la Savoia dal Vallese (dva sinistra del Rodano) , e costeggiano il mare, per internarsi in seguito nell'Italia peninsulare cl.le dividono in due parti ineguali. Le due catene di montagne, l'una paralella all'altra, circondano la pianura del Po, da To_!ino 'a Venezia. La m~ssa delle Alpi con le diverse sue diramazioni , che abbiamo caratterizzate più su , compresi i Grigioni, prosegue il suo corso verso l'est, per servire di contrafforte strategico al- l'Italia settentrionale, contro il piano ondulato sul versante nord di questa stessa catena. Le Alpi si protendono verso Vienna ed il Danubio, e si deprimono al sud, verso FUngheria e la Croazia, e circondano in lai modo tulta la parte settentrionale del mare Adriatico. Esse sembra che si rallaccbino alla catena de' monti della Bosnia, la quale, seguendo la · costa est d1~l mare Adriatico , si dirige sulla Grecia. Il Giura può riguardarsi, in considerazione della sua confi- gurazione generale, sotto al punto di veduta topografico , come un ramo o un tallone, posto innanzi alle Alpi precedendole verso il nord dell'Alleroagna, di cui, in un certo modo, sono una continuazione, da un lato la Foresta-Nera e dall'altro i Vosges. Solo· nella direzione sud, per le valli del Daubs . SaOne e Rodano ed i confluenti di questi fiumi ; cioè segurndo la linea di Besancon , Verdun , Chàlons, l\facon , Lione, Vien ne, va: lenza ' 1hio-11one e<l Arie , questa catena ba il carattere di n11a o . frontiera naturale, come che linea di divisione delle .-1cque.


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STUDI STRA'l'EGICI

Volendo indicare il limite delle cime donde partono i pendii che vanno a digradarsi verso il nord, potremmo tracciare una linea ideale da Bregeuz per Fussen, .Rosenheim, Salzbourg , Linz e Vienna.. E però pressochè tutto il territorio svizzero è compreso in questa larga zona di montagne, senza cl.te perciò gli Stati circostanti ne siano esclusi. Solo dallu parte del lago di Costanza sino al confluente dell'Aar nel Reno, può offrire una comunicazione naturale, e più o meno aperta per dirigersi dal• l'Allemagna del sud-est, nella valle del Reno al nord della Svizzera e nella massa de' monti della Foresta-Nera. Codeste considerazicmi generali, denno avere molta importanza , nel giudicare del carattere d'una difesa della Svizzera· perocchè ci fanno comprendere, cbe )a Foresta-Nera servirà, in' ogni caso, come punto di appoggio ad una difesa, sia contro l'Allemagna in generale, sia contro la Francia. Ora ci proponiamo di occuparci più particolarmente della linea t.li dif1,sa propria al nostro paese, e preghiamo i nostri lettori, di aver sempre presente le con~iderazioni precedenti, che in qualche modo compiono' le consideraziooi che faremo in seguito.

Il.

Princi11di linee strategiche. Circondala com 'è la Svizzera dalle grandi potenze, Allemagna e Francia, potremmo dividere il nostro lavoro in due capitoli principali; ma la natura del teatro della guerra, che si presenta sulle nostre frontiere, ei forza a fare diversaffi'ente ed a considerare: a) la frontiera dal lato dell'Allemagna in generale; cioè frontiera sud e sud-est ;

SULLA DIFESA DF.LLA SVIZZERA.

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b) quella dal lato dell'Austria in particolare; cioè frontiera del nord e dell'est; , e) e quella dal lato della Francia, frontiera dell'?vest. ~ Potremmo chiamare la seconda di queste frontiere frontiera dal. lato d'Italia ; ma precisamente l'ltal1a politica, noi consideriamo, in un certo modo, come un grande appoggio contro alle dello straniero, e bisogna fare astrazione da ogni . agoTessioni o concetto politico applicabile alle presenti circostanze, se vogliamo separare gl'interessi della Svizzera da quelli dell'Italia politica. . ·La linea di difesa contro l'Allemagna in generale, si distende ,da Basilea al lago di Wallenstadt, e si può dividere in tre parti. La prima da Basilea sino a Waldsh.ut, all'imboccatura dell'Aar; la , seconda da quest'ultimo punto a Costanza ovvero · . sino al lago del medesimo no.me; la terza comprende la linea pel Rorsehach , dal lago di Costanza sino a Sargans , ovvero alle fortificaziotii di Luciensteig. Di questi tre parti, la più importante è quella da Waldshut a Costanza; perocchè il territorio svizzero che comprende, ha. la più grande estensione , è meno'. tagHato, è il più ricco in risorse ed abbonda di comunicazioni: il° suo centro strategico è Zurigo. -• La sezione di Basilea a Waldsbut, è secondaria perchè: ,1 ° Essa è una linea poco estesa come frontiera, . 2° Lo spazio tra questa linea ed i monti, che oppongono più o meno oslacolo a un'invasione nemica , non è con- / siderevole ; 3° Il nemico Qhe volesse procedere contro di essa, dalla parte dell' Alle magna, troverebbe non solo un -ostacolo continuo nel Reno, ma anche, sarebbe forzato a marciare su di una linea di operazione più o meno tagliata , esporre?be il suo fianco si~ . nistro, e farebbe abilità a un corpo cònsiderabile dei difooson di tao-liarle la ritirata e le comunicazioni. i:,


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STUDI STRATEGICI

SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

Questa sezione, da altra parte, ha lo svantaggio per l'attaccante, che passato il Reno e preso possesso di Basilea, si troverebbe quasi nell'impossibililà di guadagnare una solida base, per operare la ,congiunzione con un · ahro •Corpo che si avanzasse verso la ·sezione principale. Il co.rso dell'Aar, •quasi paralello alla catena del Giura, è assieme a quest'ultimo una forte barriera tra la sezione in discorso e la principale. Impegnandosi nelle montagne del Giura, che di già 'dal confine di Basilea Gampagua e Soletta presentano forme pio aspre, il nemico si troverebbe su di un terreno adatto alle guerre di guerriglie, molto vantaggioso per i difensori : e però sarebbe forzato a spiazzare forze considerevoli e disperderle su di una estesa linea, senza poter -pervenire ad un risultato soddisfacente, La terza sezione, dal lago di •Costanza a Luciensteig, è pure secondaria, poichè difese ·da difficili passi , appoggiate a sinistra al lago di .-Costanza, non permette lo sviluppo di forze conside-. revoli, e non offre al nemico cbe una frontiera poc,o estesa (la valle del Reno all'est). Inoltre se ·i\ nemico riuscisse anche a forzare uno ·di ques•ti passaggi <1iifficili, si troverebbe all'esordire delle operazioni di fronte ad una linea ,di battagli'a fotmidabile, formala dalle numerose riserve della sezione principale. Per la qual C9Sa è questa sezione principale il centro naturale delle difese della Svizzera contro l'Allemagna.

;Questi tre ultimi passi condu~ono nella valle del Retro ed in .. se·guito da un lato a Coira e dall'altro per passi molto difficili ., .nelle valli della lleuss e della Linth, e però sul di dietro della sezione principale e la secondaria a destra della nostra linea·di difesa co,ntro l'Allemagna. : E però potremo considerare i due ultimi passi, come una 1 - sezione di difesa contro l'Italia, perchè la loro difesa ·può essere attivata da uno stesso punto ce1Hrale. Il Cantone Ticino forma l'ultima sezione d.i .difesa, il cui · centro è in Belliniona. È questo il luogo di dire qualche parola che riguarda la nostra posizione rispetto al regno degli Stati Sardi, il quale si distende non solo lungo le nostre frontiere, ma la cui frontiera del Ticino, dal lato dell'Austria; sino verso Piacenza, può riguardarsi come un prolungamento .della no~Lra, di manfera che la S; izzera ed il Piemonte riuniti, circondano quasi, in mezzo cerchio, la Lombardia , si.no alla fortezza di Piacenza • che trovasi in possesso degli austriaci. li centro di difesa della Lombardia è in l\'Iilano, che_ dista presso c~e tre leghe dalla frontiera Sarda e da tre a qua\tro da quella del Cantone Ticino. · Le refazioni politiche tra i gabinetti di Vienna ·e ,Torino, sono tali che quest'ultimo non permetterebbe in al~un modo , all'Austria, di fare un'invasione nella Svizzera; perocchè tè sue · proprie fronlie1•e sarebbero allora grav.emente minacciate, .e la parte del Lago Maggiore circondato da'\ ,territorio del Cantone Ticino, caduto in potere del nemico, permetterebbe a questo di metter piede sulla riva occidentale del -fago , a Locar.no ; e da questa cillà .una strada ben marrtenuta conduce siQo a Palla:nza , di fronte a Laveno. Un movimento simile, renderebbe facile agli aastriaci , anche se non avessero pre~o po'Ssesso che della valle del Ticino innanzi a Bellìnzona, d'itnpadronirsi delle comunicazioni sul Lago

La difesa alla fr_ontiera sud della Svizzera, ovvero contro il regno Lombardo-Veneto , presenta due sezioni pio o meno il.llportanti, o per esprimerci con maggi-or chiarezza, ci ba 1° tre passaggi importanti , 2° la frontiera del Ticino. Uno dei tre passaggi in discorso, si trova nella sezione secondaria della linea di difesa contro l'Allemagna , ,e si dirige per Ia valle del Henò su di Coira; il secondo segue l'Inn, nella valle Engadina, dalla qualè due altri passaggi menano nell'interno dei Grigioni ; il terzo è quello dello Spluga.

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186

STUDI STRATEGICI

Maggiore, su quasi tutta la dist~sa; e però ogni linea di difesa che, da questo lato , si appoggia quasi esclusivamente a quell'ostacolo tattico, sarebbe minacciato sul fianco sinistro ed anche alle spalle, Non ci è dato di distenderci maggiormente sul risultalo di una simile combinazione, la quale non doveva servire che a rischiarare la ·pubblica opinione in lsvizzera, e provare che il gabinetto di Torino, sarà sempre molto interessato a che la Svizzera non venghi minacciata da questo lato. Gli avvenimenti recenti avevano attirata di già l'attenzio1ie del governo Sardo, che, in un dato caso, si offriva a prestare il suo concorso sia ad occupare il Cantone Ticino, sia a difenderlo, e fare quindi faccia ad un'aggressione qualunque per parte dell'Austria. E però in forza delle esposte cose il regno degli Stati Sardi ci sembra un alleato naturale ed un forte appoggio, contro le minacce che vengano sia dall'Italia propriamente de.tla, sia specialmente dal regno Lombardo-Veneto. · tà linea d1 difesa dal lato della Francia è molto estesa e si può dividerla in qnattro sezioni. La prima , lasciando interamente da parie il Cantone di Gi• nevra ed una minima parte di quello di Vaud, comprende la linea frontiera di Nyon, St-Cergue, alla sorgente dell'Orba , il lago delle RousseiJ , dal lato s11d-ovest. il monte Risaux , sulla riva sinistra della valle di Joux, dal lato ovest , sino ,ai Basaignes : f}Uesta linea appoggia la sinistra al lago Lemano, la destra alla cima del Giura, di cui ora abbiamo discorso, ed ai colli che ne fanno parte. Il punto centrale di questa sezione di difesa è Losanna, e la sua base si sviluppa secondo la linea del Morges, Cassonay e Orba. La seconda sezione che è all'ovest, si lega alla prima, e comprnnde la linea frontiera di Ballaignes, St-Croix, delle Verrèries, ~ella Brévine, del Lode e di Chaux-de-Foudes, o meglio

SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

187

éssa segue, pai·tendo di Verréries , le alture sulla riva destra d~l Doubs che domina la valle: Questa linea appoggia la sinistra alla precedente, e la destra ai contrafforti dei Giura bernesi ; essa oltrepassa la· frontiera geografica, seguendo non per ta11to cime più o meno continue. Il punto centrale della seconda sezione è Neuchàtel e la base della difesa la valle di Travers, e le sue alture sulla riva siaistra. Però converrebbe ~tabilire una base di comunicazione per l'Orba ad lverdun ,' onde assicurare la congiunzione delle due sezioni. ta terza sezione comprende il Giura bernese, e la linea di difesa può essere tracciala, seguendo ·1a valle del Doubs, sulle alture della riva destra; cioè per Les-Bois, Noirrnont, Saignelégier, St-Brais e St-Ursanne. Dopo. quest'ultimo punto la linea di difesa si volge verso .l'est, per seguire le alture della riva sinistra del Birs: essa e~ compreude la città di Delémont ed i villaggi di Sechière, Lauffen, Grellingen e Dornach. Se si volesse difendere la citlà di Porrentruy e quella parie del territorio bernese che s'inoltra nella Francia, non vi sarebbe altro mezzo che portare la linea di difesa sul Daubs, sulle alture de\1~ riva destra di questo fiume; cioè per la maggior parte sul territorio francese. La linea indicata appoggia la sinistra alla seconda sezione , e la destra non ba appoggio diretto; perocchè la quarta se-, zione, Basilea, non offre quasi alcuno ostacQ.lo naturale. li centro di questa sezione è Soletta; ma la base di comunicazione si appoggia a Bienn~ e Balstbal, mentre la valle di St-Imier e quella di Birs possono servire di base ùi difesa o di operazione, secondo le circostanze. La quarta sezione infine comprende da prima il territorio di Basilea Campagna e di Basilea Città; la prima linea è quella di Domach a Basilea, nel caso che quest'ultima città potesse ·


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STUDI STR.A,TEGlCf

S ULLA DJFESA N:LLA SVIZZERA

servire di punto di appoggio alla .difesa. Questa sezione appoggia la sinistra ai contrafforti del .Meriastein, e la destra ai eontrafforti della .Foresta-Nera che do.minano la valle del Reno. La Fores-ta.-JNe1:a, da altra parte, offre numerose posizioni per una ritirata, se mai si trattasse di secondare un movimento sulla riva ~inistra del Reno. li Giura, cfie sµ quest'ullima riva si spiana in .pro~simità del Reno , presenta vantaggiose posizioni; cioè: 1° una linea paralella al Reno, da Dornach, Lie- . stai, Frick ,e Durgg; 2° quella delle due Hauenstein, cioè quella delle alture che limitano la riva sinistra dell'Aar. Non per tanto, occupando quest'ultima linea, tulio il corpo di difesa si vedrebbe costretto a 1:ipiegare sino a quella spessa catena, ultimo riparo del grande piano svizzero dal lato ovest.

_biÌanciata da un' alleanza della Francia cou le potenze Alemanne, ò. anche solo con \;Austria, alleanza poco probabile in verilà, n~n si potrà ordinare una difesa continua in tutti i punti , essèndo seriamente minacciali il Piemonte e Nizza da un lato, la - valle del Po, Alessandria e Genova jall'alfro; di maniera che ', con i ·soli nostri sforzi uon potremmo resistere lungamente. In caso simile, non troveremmo una furmidale base di difesa, _ché appoggiandoci sull'Italia settentrionale , sollevala per la comune causa dell'indipendenza. Questa Italia rigenerata offri. rebbe solo la possibilità di menare tutte le forze difensive del - sud verso il Varo, covrendo il lato est con le forze naziònali 1 dei veneziani. ~ La \ibertàt al' di là delle Alpi, sarebbe dunque la principale condizione della nostra libertà. di azìone, ed è essa che potrebbe anche Iib~rarci per sempre dall'influenza che le grandi potenze esercitano sui nostri destmi. · ' Allo stesso modo l'ltal1a libera, ed in particolare il Piemonte, troverebbe in noi una barriera qua8i insormontabile contro ogni invasione tanto dell'Allemagna che della Francia. -.

Le relazioni -amichevoli fra la Francia e la Svizzera e le simpatie che' uniscono queste due popol~zioni , ci fanno sperare che, almeno per il momento , la .Svizzera non avrà niente da temere ·da questo lato. Sei.n .caso di g-uerra potessimo essere sicuri dell'alleanza aou gli Stati Sardi, potremmo rinvenirvi un appoggio considerevole contro un attacco cl1e partis~e dall'impero francese. La posizione strategica della Savoia ci garantirebbe la possessione del Cant.one di Ginevra, ed una linea di difesa contro i.I dipartimento dell'Ain , la quale linea potrebbe anche essere portata sino vfwso il Giura . Da altra parte , è più che probabile che gli Stati Alemanni garantirebbero il nostro fiauc.o destro , occupando la frontiera del Reno, e che le loro dimostr·azioni, spinte sulla Lorena ed Alsazia, neutralizzerebbero le imprese della Francia contro allo spazio, quasi aperto, tra gli ultimi contrafforti .del Giu.ra e la Fornsta-Nera. Ma se l'alleanza Ira gli Stati Sardi e la Svizzera, è contra-

.

. ,,_

(Continua).

,. A.

DE CLOSSMANN

Colonnello il~ 1'ilitiro e cittadino svizzero.


SPOLETT A BREJTHAUPT

SPOLETTA BREITHAUPT PE' PROIETTI VUOTI

Togliamo dalla Révite· militaire Suis~e i seguenti cenni :

* .

Il capitano Breithaupt dell'artiglieria dell'Assia-Elellorale è r~usrilo a fare una spoletta, che pare debba realizzare l'ide~le <l un_a spoletta s~lida, durevole, faci le a graduare e che si può a~pl~~arn tanto a1 shrapnels e bombe, quanto alle granate ordinane. Se questa invenzione corrispo·nde nella pratica, siccome pro~otte, ~arà un grand11 progresso per l'artiglieria. Siffatta 111ve11zionc permette di adoperare le spolelte graduale • scoppia re le granale _. · ('. I ) con l'ob· . ice_ Iungo, e s1· pu ò fare rnnanz, al nemico, sia al termine della traiettoria sia dopo il primo rimbalzo. ' _ Gl'inconvenienti delle spolette di legno, che hanno servii.o · sino adesso,_ sono, come è noto, numerosi, e dipendono ·dalle s~esse _propr1e~à della materia che serve a costruirle. li IPgno , dt cui sono latte, per quante cure si sia messa nella scelta e nel seccarlo e lavorarlo, è sempre più O meno soggetto alt~

(I{ Ten'.t:·eu che si traduce da noi graduare,

rego are

I

i•uol d;,.c propriaincnlc,

empo che deve durare la combustione.

}91

J

influenze : !llosferiche , e si ·contrae o dilata secondo la maggiore o m :ore siccità dell'atmosfera; di maniera elle la colonna di e .'llposizione battuta nel canale della spoletta, è più .o meno fortemente aderente alle pareti di esso secondo che il diametro dello stesso si slarga o restringe: dal che. ne viene che nel tiro , o una parte della composizione è spinta fuori la spoletta e la granata nou scoppia, o il fuoco penetra rapidamrnle sino aB'estremo della spolella , la durata della combustione _si accorcia, e la granata scoppia troppo presto producendo una parte sola .del suo effetto; o ancbe quando la spoletta è troppo seccata, avviene sovente che essa è spinta fuori dalla granala, la quale allora scoppia innanzi la bocca del pezzo. Tuili questi inconvenienti scompariscono con le spolette di metallo , le quali se anche si conservano per anni , non presentano la minima alterazione. Altro inconveniente delle spolelle di legno , nasce dall'essere cacciale nell'occhio della granala con la percussione , per cui si scuote fortemente la colonna della composizione e 1;i produce in essa fenditure o disgrt>gazione della materia, che è un'altra causa per cui la granata o non scoppia o lo fa troppo presto. È vero che in molte artiglierie si nmedia a questo inconveniente mettendo a posto le spolette mediante forte pressione invece di farlo con percosse. li maggiore belga Bormann è il primo che abbia · avuta l'idea di fare le spolelle di metallo, con la composizione disposta s01.10 forma di anello circolare, intorno all'asse dell'occhio del proietto , invece ò'essère messa in forma ùi colonna ne! senso dell'asse stesso: la quale spoletta, modificata dal capitano annuverese Siemens, è adottata da noi per i shrapnels o granale a palle. Questa spoletta non ba alcuno dPgl'incouvenienti di quelle di legno, e la durata della combustione può essere regolata con la maggior csallezza. L'operazione della graduazione della spolella, che consiste in taglian', co11 una forbice


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SPOLETTA BRE!THAUPT

di forma particolare , il piccolo strato di metallo che covre il canale di composizione, non ha per se stessa alcuna . difficoltà negli ordinqrii eserc1zt; ma è da temersi che nel eal(lre del combattimento norl sia fati.a, con inesattezza, la qual cosa alterrrebbe la durala della qombusti.one, farebbe perdere il principale vantaggio della graduaziorrn tfoHe spoletle, e potrebbe anche avvenire che 1:ore!·azione essendo folta imperfettamente, la spoletta non prendesse fuoco. 11 capitall'o_ Breithaupt è giunto· ad ovviare, con felice ritrovalo , cotèst,1 inconveni·enle, sosti tuendu allo strato di metallo fisso ed immo-Me che covre la composizi..:me, una piastra ~obile. La sua spoletta si compone: di una parie principale o corpo cb:1 s'invita nell'occhio del proietto con alcune spire di ,1ite; di una piastra mobile m~lla qual-e ci ba di già ·il buco di graduazione ; di una vite di pressione per arrestare il movimento della piastra mobile. Il metallo del corpo della spoletta e la piastra mobile è un composto, a parli eguali, di zinco e stagno. La piastra mobile è rivestita nella faccia inferiore di pelle di daino camosciata ( cl.Jamoisée), che si stropiccia con talk polverizzato molto fino, per agevolare lo strisciamento. Nel buco di graduazione si fissano alcuni fili di miccia di comunicazione. Un tallone che risalta sulla piastra mobile serve a farla girare. .Una linea dipinta in rosso presso al buco di graduazione serve dj indice. Nel corpo della spoletta sono: il canale circolare ove va messa lo composizione, che vi s'introduce dall'alto i!I basso con uno strr.ttoio; e la camera a polven•, clic è piena . di polvere finissima. Nella parte esterna del col'po della s.po1etta è incollata una st1'iscia di carta, sulla quale sono segnate delle divisioni, che servono di scala di gr"aduazione. La composizione, . di cui vanno caricale le spolette per shrapnels, consiste in polvere da cannone polverizzata molto fina; quella per granate ordinarie è più lenta , e sino ad oggi contiene 9 parti di salnitro, 3 di zolfo e 8 di polverino.

S POLETTA llRE:ITHAUPT

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, La came:·a a pol vere è chiosa inferiormente prima con una rotella di carta, e sopra di ess:1 Hllra di latta, b1rne spia~ata ed unita ; il metalio del corpo ~1:!la s~Jolf'lt& in stgui(o vien~ ribattuto con una forL1 pressione intorno intorno alla rotella di Ja~ta, per mantenere e fermare bene il tutto. Uno strale di vernice alla gomma lacca sc!rve a garnnlire dall'umid ita questa parte inferiore della spoietta. La scala di gradnazione è inco: 1a!a con una soluzione di gomma lacca e di trementina di Venezia. Si ricopre COJl uno ~pesso strato di amido, ed infine s'i nvernicia con vernice di sandr"cca. Priina d'invitare 1a s;;oletta nell 'occhio del proietto, s: buca c~n un punzoli!i la rotella di latia. si mette su di un largo ripiano che è al tiÌ s"ritto della testa della spoletta, ove incomincia la vite una rntd la cu~cìneuo di cuoio. Una punta di - rame , chti altrav!:'r~a la p;1rte saliente dei c01·po della spoleaa e pene'.ra nel proietto , impedisce ogei movimento del corpo della spolfJlta nell'occhio. Allorchè questa è invitalJ, la scala di graduazi,Jne ,,fiora là superficie superiore del proiblto , e la sola vite di pressione è sporgente. , Per graduare la spoletta (d(,po averne tolta la cuffia di cui è coperta ) si ,dlenta la vite di pression~; con una chiave, sì porta l'indice della piastra mobile in conta tto con la cifra della scala di graduazione, che indica la durala che si vuol dare alla t'O'llbustione deìla spoletta, si stringe di nuovo la vile di pressione e s' introduce il proietto nell' ani ma della bocca da fH oco con la mano , o servendosi della tti~ta del calcatoio. Nell'artiglieria dell'Assia-Eleltorale , la maggior dr rata della com'bnstione deHe spolette pe,· gli shrap'nels è di 7 1/ , secondi , e l'alt~a per le granate ordinari e di 'I i 1/ 2 secondi. La scala di graduazione è divisa 'Ìn ottavi di st>eondo per gli ~hrapnels, ed in 'quarti di secondo per le granate ordinarie. La' forma dell'occhio del proietto è indicata quanto basta Voi, IV. - 13


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SPOLETTA BREITHAUPT

dal nostro disegno: e fJrerno solo osservare, che la spolella Breithanpt fa essa stessa da vite di cn lotto , cbe è una sempiificazione de: sistema Siemens (nostro attuale ~istema per shrapnels). Le dirpensioni della parte a ,vite del corpo della spoletta sono calcolate in maniera, che si possano agevolmente preparare le granate ordinai·ie a ricevere !a spoletta Breit:iaupl. Nel Jj,.egno aggiunto a quc$LO articolo si è indicato con : a) La vite <li pressione; , b) La piaslr,i mobile ; e) Il ~~co di graduazione ; d) 11 tallone della piastra mobile; e) Il rivestimento (doublure) di pelle di daino camosciatò; /) La rotella cuscinetto di cuoio polito ; g) La composizione disposta circolarmente ; h) ta camera a polvere ; i) La lumiera ; k) La roteìla di chiusura ; /) La scala di graduazione. I vantaggi di questo sistema di spoletta possono riasstlmersi: 1° Infiammazione più sicura della spoletta nei cannoni eù obici lunghi e corti , cou forti o deboli cariche. Trasmissione più certa del fuoco alla carica di scoppio del proielio. Maggiore uniformità nella durata della combustione per lunghezze eguali di composizioni. . Su ,1 400 proietti di ogni specie tirati con spolelle per shrapnels, non si ebbero che 1 o 2 pe!' 1 00 di non scoppiati: nessuno è scoppiato troppo presto. Con spoletta a tenta combustione (spoletta per granate ordinarie) avveniva .alquauto ·più spesso cbe non scoppiassero. Quest i saggi si sono falli in circostanze diversissime d_a lulli i corpi di artiglieria di Alleniagna. 2° L'operazione per graduare la spoletta è rapidissima, 8 a 1 O secondi bastano avendo uomini esercitati , . e non presenta difficoltà maggiore di quella di fissare l'alzo alla voluta altezza.

SPOLETTA Bf<i':iTF.AGPT

3° Le divisi:mi delìa scaia di g,ac!uazione s;;no più visfoi'. ' , più distinti": e perme:'.ono quindi maggiore esattezza de.:a di--

visione de:la no3trn attuale spoleLa snr"pnels. 4° Il bnco n: gr~daazione fatto p,ecedenter.H 1He :1e::a piastra mobilll, è quasi :a melà più grosso di quello che si può fare con l'istromento a graduare in uria 3poletta d; shrapnels; e quindi si ba più sicaira l'1 nfiao1mazior1e. 5° Si puè, co~regge~a la durata o la graduazione de\;a spolt>..tta si :10 a che i: ptoic~:0 non è adop2:ato ; il che non può farsi e:: G le nostre spoìet!t alluali di shrepnels, le quali una volta grad uate , rion s; pc,ssor:o co,r2ggere che solo per un tempo più corto. 6° La cost.-uzione della suoletia è p:ù sempli_ce e faciìe, che quella del!~ spolette attuali ~iegli sbra pnels , peroccbè nnn richiede nè tornitura aè saldalura. '7° La spo!etta s'invita sul ~roie<lo e si svita molto agevolm,~nte con Uha chiave. Ri"o-uard~ él:lil soesa o . , uon può ò:sconvt,1irume , è piu for1e che quella del :~ spolette di legnJ. Con le cariche ai:o;ierate anche al preser,te pc;· i nostri obici lunghi , la durata di '7 secondi ùovrebbe bailtare per tutti i casi, e sarebbe possi b;Je quin,! i di non avere nel tem po avvenire che una so:a spolet1i\ per gìi shr:ipnels e le granate . ordinarie. Cnn questè spolette si può far scoppiare le granate ordinarie al momento voluto , e produrre così ii mass:".c10 effetto, Se non siar.H) male informati, il diçiartirnento militare federate ba pres'e delle misure perchè questo importante progresso della pirotecnica sia esperimi:ntato, ec! è da sperare che ii risultalo dì questi esperimenti , sarà un miglioramento importante per il fuoco delle nostre batterie. 1

;

(Allgemei'lle Schweizerischc 1J'Jilitar-Zeitung;.


I MILITARI ITALIA NI AL SERV fZIO DEUA FRANCIA

1 A1ILITARI ITALIANI AL SERVIZIO DELLA FRANCIA

I. Il signor Eugenio Fi'e~'- co

. . mmesso principale n ell'archivio de: mims~ero della guerra in Francia, ha pubblicato di recerit,, un opera rn due volumi in titolata Storia delle t . l · · d ruppe estere a se1·vizio .ella Fra-ncia. Questo importante lavoro a re is irato nobil~ pensiero di rendere la dovuta lode a p tutti pli strarner1 che, m epoche diverse h" .b . g · , «.n con1r1 111to alla ~loria d e alla graudezza della Francia '. la qual COS"«, anz10 . hè e:, . scemare accresce v1emag-giormente l' ammira-zione 1 . ., quella grande nazione. e a s tima ,verso • •

u 1::'

?a!

Nella storia in discorso figurano Svizzeri Pohcchi S . Olandesi, Belgi, Alemanni ed anche I tal1.'ao1· C. d! cozzesl1 di · · ie 1amo ut1 e esporre rn breve t11tto quanto si legge qua "' 1, , cl . . • . . • " a ne ue citati vo Iumi, relativamente a1 nostri connazi~ 1· l . . . vna I c ie.ioccupano u n posto . assai distinto ed onorevole nella storia militare della F rancia. Innanzi tutto siamo lieti di notare che f 1 . · cl' . . ' ra e prime compagnie avventurieri che entrarono al . . . d li . h .. serv1z10 e a Francia e c e Cirano composte d1 ladri, banditi, scrocconi dissoluti io ' ~o~ma del più_:ile rifiu to delle nazioni' non tro~'iamo ba~d:, italiane. Da Filippo Augusto che creò nei 1180 questa nuova

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milizia, fino a Carlo V (1380), la Francia pagò assai caro i servigi di codeste bande. Non appena venivano esse licenziate, che su tutti i punti incominciava il brigantaggio, ed una serie di fatti orribili , donne violate, case saccheggiate , chiese distrutte, preti scorticati, erano le im prese di quelle bande sciolte, ed il governo era costretto ad assoldarne altre per disperder queste; e malgrado che un Visconte di Turenna ne avesse distrutto due mila a Brivfls, malgrado che i così delli Chaperons ne • uccidessero ventisei mila altrove, altre se ne formavano all'istan te e le scelleratezze ricominciavano. , Gli eccessi ai qnali abbandonavansi codesti mercena ri, fecero pensare a un ordine di cose più regolare. I re di F rancia do' lllandarono allora delle truppe ai sovrani d'altri paesi ; e ciò perchè, al dire di Brantòme, , i soldati esteri erano assai me· , glio disciplinati che i francesi • . La prima volta che gli italiani comparvero sotto le insegne della Frnncia, v'introdussero l'uso della balestra, che i ba roni francesi avevano in dispregio. La balestra era un o strumento da gue rra a tto a lanciar freccie a gran distanza. Il secondo Concilio di Laterano la proibì fo rmaln.ente, per essere un'arma mic-iéifolissima e odiosa a Dio. Non pertanto, siccome i re d'Inghilterra ne facevano uso e con essa arrécavano danni gravissimi alle truppe francesi, così Filippo Augusto, per com battere ad armi uguali, vedendo che i suoi nobili ricusavano di servirsene, si decise di assoldare un corpo nnmeroso di balestrieri italiani. Alla battaglia di Crecy , ch'ebbe luogo in agosto 1346, se ne contavano 15,000; essi vi combatterono con molto valore, ed erano considerati i migliori cav alieri dell'esercito francese. Vi fnrono anche balestrieri a piedi, i quali surrogarono i così detti arc'l eri delle comuni; ma la loro esistenza fu effimera, • ed in seguito vennero, al pari che i primi , incorpora ti nelle truppe estere, di cui Carlo VII si disiece verso il 1453 ; petò gl'italiani continnarono a servire in Francia sotto altri nomi. Giacomo Trivulzio , milanese,- entrò colle sue bande a.I servizio della Francia e contribll\ molto alla rapida conquista di Milano, fatta da Luigi XII nel 1499, e ne fu nominato governatore. Restò al servizio attivo della Francia sino al 1515, e morì nel 1Gl 8 in età d'anni 7 1.


198 Nel 152

I MILTTARI ITALIANI

1 Fed~ri_co ~ ozzolo e Ludovico Belgioioso, lombardi, entrarono al serv1z10 di Francesco I con 4,000 soldati. ,Nel : 522 il ~rode Giovanni de· Medici , sopranominato il

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G an-_diavolo , vi entrò con 3,000 uomini, divenuti celeb ri sotto il nome de:!e bande nere italiane; morl n el 1527, presso ~antova, per fenta che ricevette stando a fronte dell'esercito 01 Cario V, comandato dal Borbone. S ucct'dette a lui nel coma? do delle bando n ere Orazio Baglioue di Perugia , che mòrl ucciso sotto !e mura di Napoli nel 1528, ed ebbe per successore st ne_lloO esso co~ando prime, _ugo de Pe_poli di Bologna, indi M1chJe An tomo, marchese d1 Saluzz0, piemontese. . Nel 1525 Renzio di Cerea condusse 4,000 ital:an i al servizio di Francia; nel 1525 il famoso Malatesta. Bao-liorw altri 8 000: nel 1528 Giovan Giorde.no Orsini 2,000: iel 152!) Gì~van. Tomm aso àe Ga!!eras e Cast~lle.no di L odi ·vi cond~ssérn le loro numerose band1:; nel 1535 i\.'.Ìarcantonio di Guzano fo assoldato con 2,000 uomini; Cristofolo del Guasto con , 1 000 · G. de Rango~e e C. de G0nzaga con 2,000 _: Cesare Fr~gos~ c~n 2,0~0 ; Pietro_ Strozzi , Ludovico de Birago , Ercole Visconti Gwvanm . de Curm , B. de Caida ra e Gian P aoìo de Cerea 9 000: nel 1544 11 conte di Pitigliano, Giorgio di Martinen 1rn, Gio;·i mni di Sanseverino , d uca di Somma e Roberto Mal;testa à rruola rono 10,000 uornioi nelie campagne di Roma e con essi entrarono al servizio del g overno francese. T utte queste ban~e ita liane venivano mano rnano incorporate nelle bande fra ncesi arruolate in Piemonte. In _seg~ito_ i militari italiani al servizio della Francia furono orgamzzati più regplarmente , ed ebbero il titolo di reo-gimenti e dal 15_60 al 1570 vi erano quelli di Brancaccio, di Belleg~rdo, ~1 Purpurato, d1 Santa Fioz:e; d i Mou.talto, di Coconn s, 9 di Martrnengo, ecc. Il reggimento di Santa Fiore combattè a Mootecantone al_l'assedio di San · Giovanni d' A ngily. · _A nche _la Corsica fornì alla Francia un notevole contingente ~ilitare, 1I 1.uale fu sempre annoverato fra le t ruppe italiane , smo .a che l ~sola non venne aggregata al territorio francese. Fra 1 condottieri còrsi al servizio della Fra ncia è celebre Al- . fonso Or~ano,_figlio del valorosissimo Sarnpìero. Dopo aver fatto pro21g1 d1 valore e grandissimi sagrifizi a pro della sua

AL sERYIZlO DELLA FRANCIA 199 patria, il figl;o di Sampiero, piangendo il ?es~ino de_lla infelice Corsica, recassi in Francia, ov'ebbe magmfic1 _onori; e ~alo.rosamente combattendov i massime contro gh Ugonotti, fu innalzato al grado di maresciallo e di gove rnatore della Linguadoca. . . Ca t.terina e Maria de' Medici, apprezzando i considerev oli servizi che i militari italiani a vel'ano r eso per l'innanzi al g~verno di quella nazione, chiamarono altre truppe_ dal!~ _Pemsola, ed impiegaronle specialmente n elle guerre d1 rebg10ne. È ta!e, press'a poco, il quadro delle ,bande italiane che servirono in Francia fino alla fine del sedicesimo secolo. I loro capi ;:iortavanc il titolo di capitoni o colonnel_l~ gene~ali, ~e cui prerogative erano molto estese. Oltre a quei}~ da ~o~ acce.·. nati, servirono la Francia con tal grado q uest1 altri 1_t~han1· Tristano di Monery n (1542), Pietro de Bosso conte d1 . S.an Secondo (1548), Luigi de Bi rago (1554), Giovan Galeazzo d1 San ,Severii~o conte di Caias;;o (1570), Andrea de B1rago (1575) '. Cesare Commendatore de Birago (1579), Giorgio de Balbi (1588), A.les,;andro d'El_bin:i (1597). . . Prima di finire questo primo periodo giova notare cbe gh italiani, oltre ad avere introdotto in Francia l'uso dell~ bal~stra: v'introdussero anche q uello dell·arma a fuoco portatile, d1, cm quelle nazione non si serviva a ncora, m algrado che tutta l Eu: rooa avessela da qualche tempo adottata. E furono anc~e gl~ it;liani' che introdus;;ero in F rancia il tamburro e le p1_ve; 1 quali strumenti, u niti ad a.Itri usati dagli svizze_ri e dagli aleman ni, formarono la musica militare. I francesi soleano . ca_nzonare g li spagnuoli perchè andava no all'assalto a suon d1 v10. lino; però all'assedio di Lerida usarono anch'e!:'sl codesto poco marziale strumento.

IL Il primo reggimento italiano cbe servì la Francia nella seconda epoca di q uesti cenni storici'. ~u quello com~ndato dal conte degli Oddi; PSSO entrò in servmo n el_ 7 magg10 1642, e pel suo valore e pei notevoli servig i prestati a quel_governo, fu in titola to : Renie-italiano. Com battè rnlornsamente so tto le


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l ll!ILITARI JTAL!ANI

AL SERVIZIO DELLA RRANCJA

mura di Perpignano e si distinse molto a Nardlingue " 1· .. d' ' ' "'g l assed11 1 Longwy e cl Ypres ed alla battaglia di Lens. Lo stesso 0011t~ degli ?cl~i fu in seguito iucari8ato d 'organizzare un altro reg~1meuto 1tahauo, il quale ebbe una splendida parte alla batt~glrndi Parigi, avvenuta nel sobb~rgo S. Antonio, e poi venne hce~ziato. Alla stessa epoca il Reale-italiano prese il nome di ~nJou-estero,ed il · suo nome _primitivo fu dato ad uo altro regg1ment~ rec'.utat~ ?al conte Maga lotti ( 27 maggio 167 I ) per ordme d1 Lu1g1 XIV, il quale quando le reclute sfilarom; alla sua pre_senza, fu c.osì contento di loro, che ebbe l'idea veramente bizzarra di ordinare che l'uniforme cli detto reggimento f~sse dello stesso colore dell'abito che indossava egli in quel giorno: era bruno-ca~è, che fiacque ai soldati del nuovo corpo non solo, ma a qnelh eziand10 degli altri corpi. · · Q~esto terzo regg~rnento italiano diede belle µruove di coraggio comba_tten?o 1~ Olanda (1672) del pari che altri reggimenti 1tahan1, d1 cui più s:itto parleremo. · _ In quella c_ampagua l'eserc_ito francese, compr~se le truppe ' estere ~l servi7;10 deUa Fra~crn e quelle somministrate a questa naz10ne da . su01 alleati , s1 componeva di circa. 176 000 uor.m_m, d!v!so in quattro corpi , dei quali uno co mandat~ da Lu1g1 XIV. m pe'.sona, un altro dal principe di Cundè, il terzo dal maresciallo d1 Grechi e l'uìtimo dal duca di Lucimb I · • . . , urgo. ~ _crnque_g1orm. quat~ro piazze tenute per formidabilissime 1 c,10e V_eseha, Bur1k, ~1_u b~rg~ ~d O1·suà, caddero in potere del1 esercito fr~nc_ese. '.taliam facevano parte del corpo comandato dal prmc1pe Conde ed ebbero parte anch'essi all'assalto di Veselia. Due anni dopo furono alla sanguinosissima batta . . dd g ia d1. Seneff , m cui ca ero estinti 25,000 uom ini tra francesi • ed olandesi; _la perdita fu pre~sochè uguale da ambe. le parti, ma 1 ~ranc~s1 ,fecero un m~gg1or ~umero di prigionieri (ed im~ad~omrons1 duna parte de bagagli nemici. Nel 1676 il Realeitaliano fu .ali' assedio della piccole. città di Condè, che si arres~ nel 26 aprile, e quattordici dì dopo contribuì alla presa di B_ucc1en_ Nel 4 marzo 1678 Luigi XIV fece investire la città d1 Gand da 60,000 uoniini , e la vasta capitale della Fiandra nel breve _corso, di otto gior~i cadde in suo potere; il reggimento Jtahano racea parte d1 questo esercito vittorioso, e nel

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l.q78 fu con es;;o alla batta.glia d'YprEs e a quella di San-Denis. - · Indi fece parte dell'esercito. della Fiandra e combattè nel 1689 a \Valcourt; nel 1692 fu all'assalto di Nervinda. In questa t~rra, al dire del Sismondi, arse fierissima la pugna; due volte i francesi assalitori, furono ributtati, al terzo cozzo vrnsero la · terra. Ma caduto il loro condottiero Moncapriolo, Nervinda fu di.p uovo occ11pata dagli inglesi . Tre volte il Lucimbmgo spinse da fronte contro i nemici tutti i suoi cavalli,, non tanto colla speranza di supern.re la fossa, che era troppo larga, quanto Coll'intento di sbic,ottire i n emici con sì tremendo 1rnpeto; ma . o f tutte tre le volte i cavalli francesi, giunti a,l tiro di pistola, urono scompigliati da uua scarica fatta nel più opportuno momento e costretti a ritirarsi con impeto maggiore di q:uello con · c~i s'erano avventati. Già da sei o sette ore ardeva la pugna sotto la sferza d'un sole avvampante, quando finalmente il duca di Borbone s'impadronì di bel nuuvo, con le truppe ,francesi, del villaggio di Ner.viµ..da; intantochè un altro_nucleo di o-ente francese, accorso al rumore del cannone da sei leghe lon~irno I spuntava in sul fianco sinistro dei nemici, come per circuire il villac,o-io. Allova la cavalleria fr.ancese ebbe aperto 11 passo, per N ervi~da, onde avveut~DSi con,t ro. qudii deg!i alleati, e dopo cinque successivi attacchi, la so~p1?se alla fine_ n,ell~ Getta, in cui un gran numero di cavahen annegaronsi. Sei SE,ttimane dopo la battaglia di Nervinda fu investita Ciarler1.:1à, la quale cadde anch'essa in potere dell'esercito frau,cese. Nel 1706 il reggimento Reale-italiano fu purA presei:ite alla ·rotta che toccarono le, armi francesi per la funesta imperizia dei comandanti, ed in ispecie del Villeruà. Quattromila francesi perirono in quella disgraziata ·battagha; ma il male maggiore fo, quello della de,mnvalizzazione sopra:gg_iunt~ nel\'ése~cito, che pur troppo si avvide clt:ll'in,capacità dei s1J.m cap1tam; e prese papte del pari alla battaglia. d'Odeuarda {170~>, eh~ ebbe funeste conseguenze. pel'. le armi fra1J..cesi ,. ed._a quella d-1 lVlalp\:i.quèt. Nel l 71~ fu all'assalto cli :Qenain. Difomd'.eva qiuella terra cou. 17. battaglioni i1 generale olandese Van Keppel; ma non potendo resistere alla piena nell}ica, fu sba1agliato e· preso con due principi di Na~au ed un gran numero d'ufficiali. Di tutta la sua gente, 400 uomini e non µiù scamparono colla


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I MILITARI ITALIANI

fuga. L'esercito francese, proseguendo la bene inco nciata intrapresa,_sconfisse e mandò in rotta l'una dopo l'altr le schiere nP.mi~lrn che alla sfilata -vennero contro di esso per ricuperare Denam. Fece prigionieri i corpi che custodivauo S:i.nt'Amand, 1 Mortagne, Ancen e Hasnon; assediò e prese Morc:hienna coi gran magazzeni della leva, 4,000 prigionieri, immeDse provi. g_ioni e fioritissime artiglierie; ricuperò Doaggio, Chsnua, Bile• c1en con tanta felicità di successo, che prima di finire la stag_io~e campale, il principe Eugenio, comandante degli Imper1al1, venne ad a vere 50 battaglioni di meno, la maggior p~rte delle quali forze (20,000 uomini circa) era captiva. . Questi avvenimenti precedettero ·di pochi mesi il trattato di Utrecht; dopo il quale il reggimento Reale-italiano fu annesso all'esercito del Reno. ' -~ Un quarto reggimento di italianj al servizio della Francia fu organizzato nel 1690 dal colonnello Montroux; e anch'esso ebbe una bella parte nalle varie campagne della Francia. Fu àll'assedio di Mous, alla presa di Hug, alla battaglia di Nervinda, all'assedio Ciarleruà, ai fatti di Hochstett, di Ramillies di Malplaquet, e venne licé"nziato nel 1715. · Un quinto reggimento italiano fn organizzato nel 1693 da Francesco De Rossi ; e questo corpo venne fatto prigioniero ad Hochstett. · Altri tre reggimenti italiani, comand1J,ti dai colonnelli Bel trambi, Rangoni e Grimaldi, ebbero una splendita parte nella guerra di q 1iell'epoca ed in ispecie nei fatti d'armi di cui abbiamo · discorso brevemente. - Ciò per la fantP-ria italiana in generale. Il solo Piemonte . fornì alla Francia varii altri rego-imenti . o ' cioè ·due nel 1644, un terzo nel 1653, un quarto, detto San Lorenzo, nel 1674, un quinto nel 1688, èhe fu chiamato Reale-Monferrato; altri tre, detti d'Aosta, di Nizza, di San tena, organizzati nello -stesso anno, ed altri cinque successivamente nel 1674, 1690, 1692, 1704, in tutto 13 . reggimenti di fanteria, i quali servirono la Francia del pari che il Reale-italiano nelle g·uerre di Olanda e della Fiandra. In q11Psto secondo periodo; il governo fr11~cese ebbe al sno servizio parecçhi reggimenti di cavalleria italiani; uno nel 1643,

AJ, SERVIZIO DELLA FRANCIA 203 e fu detto reggiment0 Mazzarino; due altri comanda.ti dal conte Gritti e dal marchese Benti voglio, che fecero le campagne della. Lorraine e d'Italia di quell'epoca; un terzo reggimento nel 1644 , comandato da Pietro Du Pont, che fece la ram pagn~ di Spagna• un altro comandato da Alfonso Caraffa, duca di Castelnuo;o e t~n altro ancora, detto Real-Piemonte, che fece . la campagn: d'Olanda: in tutto cinque reggimenti ~i ~av~lleria. Cossichè il totale ùella fanteria e. della cavalleria italiana al servizio della Francia, nell'epoca in discorso, ammonterebbe ' · a . 26 reggimenti, ma bisogna notare c~e essi non_ si trovarono tutti simultaneamente sotto le bandiere francesi; oltrechè alcuni di loro, scorso il tempo dell'ingaggio, erano licenziati, ed altri O fusi in altri corpi, o chiamati con altro nom~. . Sotto il rngno..._di Lnigi XV la. Francia. eb?e tre reggnnenh di fanteria. italiana, ciòè: il Reale-italiano, 11 Real-Cuneo ed ·il Reggimento provinciale dtll' lsola di Corsica, il quale precede~t.emente era detto Buttafuoco dal nome del suo primo colonnello. . . Il Reale:italiano dal 1671 al 1741 ebbe 6 diversi colonnel~1 eioè: il conte Magalotti (Bardo dei Bardi), il con_te Albe~got~1, il marchese Monti (Antonio Felice), il principe Car1gno (V1ttoflo Amedeo di Savoia, colonnello onorario) ed il m~rch~se Carlo Armando Monti. Indi lo stesso reggimento venne ripartito (1788) in due battaglioni di fanteria leggera; il pr~m~ dei quali ebbe il titolo di battaglione d1:,i Cacciatori reali di Yrovenza, ed il secondo quello di Cacciatori reali del Delfinato. E p~r termina.re la storia della gloriosa carriera di questo corpo, dnemo ch'esso nel 174S combattè in Italia, nel 1756 a Minorque e negli anni 1764 e 1770 in Corsica.. . . Il reggimento di Corsica nel 1762 fu mcorporato ~el b,attaglione de' cacciatori reali del Delfinato, e combattè nel!~ guer~a della successione d'Austria in Olanda, Fiandra ed Italia; e nel 1758 e 1762, in Germania. , Ades~o un cenno relativamente al soldo. Lo stato maggiore dei reggimenti italiani era pagato così: al colonnello 16 lire, 13 soldi e 4 denari per giorno; al tenente colonnello 4 lire, e ciò oltre alla paga che spettava • ad essi come capitani onorari d'ùua compagnia del reggimento, che


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I MILITARI· I'.llAI.IANI

d1ceas1 colonnella· - .c1.'I ruago-w, . J l O lire· . 11'· · perciò compagnia • :. amtante maggiore 3 lire; all'interprete 5 lire~ ,11 capitan~ . una cornpagrna- forte di 33 . . 6 . ' 3 lire· all'~lfi . ~onum, lire; al luogotenente ' . ere 2 ' a 1 maresciallo d alloo-gio 22 soldi. al pellano 2 br.e; _a l chimrgo (specie di b:rbiere) 1-: ~oldta~; prevosto 2 hr,e ; a1 suo assistente 1 1· . I . . ' . e 6 denar·. h . . ira, a cancelliere 12 soldi . i, ag_ arcieri ed al carnefice 12 soldi e 4 d . tam buco. magg10re 10 soldi. a • . ' . en.' al soldi e 1O d. . . ·' ciascuno dei tre sergenti 1O enar1. ai 5 auspersad ( . . e 5 d .. d ' . . . es specie d1 caporali) 9 soldi . en1m, a ogm granatiere 8 soldi d . burino 9 soldi e 5 denari L '. e ~I semplice tamga.t a meno. . . a compagma dei fucilieri era pa-

III.

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La lrrancia non ebbe mai tanti r T . . come all'epoca della Re bbl. - m ,1tari esteri al suo servizio . . pu ica e dell Impero. A I momento m cm tutti i re d'E . la democrazia francese la R bb . urop~ SI collegavano contro poli; il quale appello epu bea chiam~va a sè tutti i poBrunswick La F . ~ r!!1n?vato dopo il famoso manifesto di · • rancia s1 Ol.leriva ad' i tutti gli ufficiali' sott'uffiziali . n~orpotare nelle sue truppe nere il disi:iotismo avrebb de soldati che' non volendo soste. ·• · ' · ero omandato u ·1 Il e libera nazione esibendo . n asi o a a grande . ' persmo una pensio 11· sentivano ripw:rnanza di sott . . ne a que i che q , opors1 a 1mpeani ·1 ·t • • chè «l'Assemblea· co ··d . o m1 i an; imperocns1 erava come md . d Il • un popolo libero di o.ffi • . egno e a generosità di . erire so1tanto a quel . • llltà agli stranieri che avrebbero . . p~ezzo una rnden• di esso•. ricusato di com battere contro

f .

~d in efl'et_to la parolà magrcit di libertà H la . . . poh per la rIVoluzione prod . . simpatia dei po. . ussero m tutta Euro z10ne elettriea. Battaglioni e•ve . . . . pa una commabandiere del.l a F . gg1ment1. esteri accorsero sotto le rancia. • ~- qu! ' a scanso d'eq.uivoco ,. natia . h . . mi.litari italiani al- se1·viz•o d ll mFo c ~ nella catP,gor1a dei • e a ranc-ta . t d' comprendere se non quell' h . ! non men 1amo i C e servirono sotto 1 b d' a· quel Ia nazione escludendo . . .. . e an 1ere 1 . . . ' . l van corpi italiani dell R bbl. C isalpma e del Regno d'Itar h . a epu ICa ia' e e con bandiera propri.a' sotto

AL SERVIZIO DELLA FRÀNCIA

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l'.immediato comando di condottieri italiani e mantenuti a spese di quella Repubblica e di quel regno, secondarono gli eserciti fran,,cesi in qualità di ausiliari. Di questi ultimi discorreremo partita,mente a suo luogo. ~ Lasciando da parte i singoli soldati italiani che andavano confusi nelle fiìe dei-vari reggimenti della F,raucia, ci occuperemo specialmente dei battaglioni e reggimenti, delle intere brigate B divisioni, che, sebhene composte d' italiani, portavano il mnnero .progre,;sivo dei battaglioni, reggimenti, brigate e divisioni del . grande esercito francese, ed erano al soldo deila Francia; <:ome · pure dei più distinti uffiziali italiani che si distinsero per belle imprese, ed hanno pagine onorevoli nei gloriosi annali delle armi francesi. -Cominceremo da questi ultimi. ANDREA MASSENA, sopranominato il figlio prediletto della vittoria, nacque a Nizza nel 1758, e si arruolò giovanissimo in un · reggimento francese: si distinse nella prima guerra dellà Rivo• luzione, appartenendo all'esercito del Mezzogiorno. Nel 1795 fu promosso al grado di generale di divisione, ed ,ebbe ·una parte gloriosissima nella conquista dell'Italia fatta da _Buonaparte. Fu egli che decise la gran vittoria di Rivoli (1797). Dopo la presa di Pizzighettone e l'entrata a Milano, Buonaparte scriveva a Massena : • Voi contate per sei mila uomini di , più nel nostro comando, e voi ed i vostri prodi contate pel·dop• pio delle vostre forze effettive • . Fu Massena che presentò al Direttorio le ratifiche del trattato di Campoformio, e accompagnolle con ques te ger,erose parole: , Cittadini direttori, i soldati dell'eser• cito d'J talia sono amanti gelosi della Repubblica e della cost1tu• ziune dell'anno III. Ma la loro gloria non è nulla per BSSi fin• chè restino nemici alla patria. Comandate, e i vincitori dell'It.a• \ia, uniti a quelli di Sambra e Mosa e del Reno, voleranno a , rnmbattimenti; annienteranno i resti agonizzanti della coali• zione e costringeranno i popoli più ostinati a tremare al solo • nome della Repn bblica francese• . -· Così pieno-era d' entusiasn1 o per la glc,ria e per la Repubblica questo celebre capitano I Nel 1793 Ma13sena fu messo alla testa d'un corpo d'esercito incaricato di stabilire un governo repubblicano nello stato pontificio. Nel 1799 si coperse di gloria battendo a Zurigo i ·R ussi ' che minacciavano d'invadere la Francia Indi, inv,iato in lta-lia


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207 SERVIZIO DELLA FRANGI A · prese parte alìa famosa guerra dei seJte ;i uni; nel l 77~ . fu nominato capitano, e 10 anni dopo ( 1789) eutrò al serY1z10 ~ella Francia; IJel 1792 fu nominato tenente colonnello della leg1on~. di Biron, e fece parte dell't,sercito di Custine, sali al grado d'. generale di òrigata nel 1792, e nel 1795 diventò generale d1 divisione nell'esercito del Reno e Mosella, allora comandato da Moreau, e si distinse in tutte le campagne. Dopo il 18 brumaio ebbe il comando dell'S• divisione militare, poi quello della 3•, e la decorazione di grande ufficiale della Legion d'Onore, indi la senatoreria di Firenze, in seguito il governo della città e del pprto d'Anversa. La Restaura~ione, r_icono~cen~o i suoi grandi meriti , gli lasciò tutti gli onori e gradi aqmstat1 ~o~to la Repubblica e l'Impero, e lo decorò della croce di S. I,.u1g1. Il generale Ferino morì a Parigi nel 28 giugno nel 1816. MAuR121o FRESIA b~rone d'Ogliano , nato in Saluzzo nel 1° agosto 1746, imprese la sua carrie,.i militare so~to il _Governo Sardo ed era giunto al grado ài colonnello quand? _11 Piemonte ve~ne in potere della Francia: allora passò ,al se~v1z1? de!la Repubbh~a, e fu ammesso colìo s tesso grado nell esercito d Itatia ; nel 28 aprile 1795 fu prigioniero d1 guerra, e un mese do~o _scambiato; nel 1802 cominato generale di brigata; nel 1803 rnv1ato a Mompellieri per organizzuvi la legione del Mezzogiorno; nel 1804 fatto -comacdante della Le6ion d'Onore; e dal 1805 al 1806 combattè in It.t Jia sotto Massena ; nel 3 giugno 1807 nominato generale di divis:one , e nella campagna di Prussia comandò un co ~po di cavalleria a Friedland , poi ebbe il comando della cayaller1a del 20 corpo di osservazione della Gironda, ~on cui entr? in Ispagna. Fu fatto prigioniero a Baylen, e al suo ritorno nommato c_o-u:iandante della i&• divisione militare; nel 1809 ebbe una. m1!.'s1onP. in Toscana; nel medesimo anno si recò alla grande armata, ed ebbe il governo provvisorio di Ven~zia; nel )81~ fece la ca_wpagn~ J1 Sassonia, ed ebbe 11·c omando delle provmc1e ilhr1che , nel 1 febbraio 1814 fu incaricato di difendere GenoYa, ed uscì dalla piazza cogii onori di guerra. Dopo d'aver ~restato ta~ti e si diversi sen·,gi alla Francia, fu ammesso al riposo, e mon a PaAT,

T )IILITARI ITALf4ll'I

per opporsi agli Austrìa_ci cho _ripigliavano i paesi c(lnquista :i, s1_ gettò co::i un pugno d1 soldati n_ella capitale d.-lla Liguria, e gmose a ~on~~ner~ per -~ungo tempo il generale austriaco :Vlelas , pe~ fa~or1re l 1rruz1one 01 Buonaparte in Itaiia e pr<'parare la vittoria di ~a~engo. Nel 1804 fu nominato maresciallo di Francw e.due~ di R_1voli; nel 1805 ebbe il comando in capo dell'esercito d_Jt~l~a ed_ i_nseguì con vigore il principe Carlo, che fu costretto d1 r1tlrars1 m Germania;_nel _1806 accompagnò Giusepre Buo• , naparte c~e recavas~- a 1'~poh a prendervi p<,ssesso del Regno , e bat!è p1ù ~oJt~. gl rnsorn delle Calabrie ; nel 1809 comandò in Aus~ria 11 qmnto corpo del grande esercito, e decise la vittoria a Esslrng; e fu in r~compensa di questo bel fatto che ~apoleone lo ere~ ~uca d1 Esshng. Combattè pure :id Portogallo e m·or\ a Par;g1 nel 1817, . LuIGI Cotu Rrccr, nato di nobile famig:ia in Alessandria ( Piemon te ) nel. 23 marzo 1760, intraprese la sua carriera militare s~tto la bandiera ~el re di Sa~degna. Nel 1773 entrò in qualità d alfiere nel reggg1mento Monferrato e vi diventò primo tenente; nel 1786 passò al reggimento Acqui; nel L '93 al reggimento Mondovì col grado di maggiore ; nel 1794 ebbe il comando dei 2° battaglio~e dei cacciatori; nE:l 1·795 fu nom inato 1;Tima tenente ~olonnello d; fan leria e poi colonnello; nel 1797 fu incaricato del c?mando del_le_ t.ruppe le_g ge1:e, ?ol titolo di capo dello stato-maggwrc della d1v1s1c,ne aus1har1a rmni1a nelle vicinanze di ~ovara : nel 1798 passò al serviziò della F rancia col grado di aiutant\: c?n::.~ndante capo del lo stato-maggiore; nel 1799 fu fatto generale di .brigata e servì sotto J ubert e M.oreau nell'esercito d'Italia <li . cui seppe coprire con molta abilità la ritirata da Nuvi sino a Pa~turana; _n ella m~desima campagna fu ferito e fatto prigioniero. fornato m Francia , fu inviato nuovamente in Italia, ed -,bbe uu _comando nl:lila 27• divis.ione dell'esercito fraucesw nel 1802 fo nominato generale di di visione e comandò la 23• divisione militar~; !odi a p?co, _commendatore della Legione d'Onore.. In mort1ss1m1. fatti d arm1 f~ presente il generale Colli, e per lo più ne usc1v~ c?perto d1 .onorate ferite, per le quali dovette farsi mettere m r1poso _nel 1806, e morì nell'età d'anni 49 (1809). . . . P1ETRO MARIA CONTE 01 FERINO, nato in Caravaggio (Lombar- · dia) nel 1747, servì dapprima sotto le insegne austriache, e }

l'igi nel 1826. GiANBATTISTA R uscA (barone) nacque a Briga (Nizza) nel 1759, ed esercitava la professione di medico quando venne bandito,


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J MILI TARI ITAI,IANI

per cause politiche , dalla , terra natale. Fu allora che in qualità di medico entrò 111 servizio deHa Repubblica fran cPse e fu desti nato dgli ospedali militari dell'esercito che faceva.l'assedio dì To· Ione ; nel 1793 nomina to capo del 6° •battaglìo::ie dei zappatori ; nel 1794 a,iutante generale, seguì l'esercito di Dumerbion in Ita lia, guidollo nella contea di Nizza e contribuì alla presa della fortezza di Saorgio. Passb iposcia all'esercito de'Pirenei Orientali, e noi 1795 fu nominato aiutante genera le di brigata, e nello stess0 anno, tornando :;ul territorio piemontese, generale di bri• gata per la bella condotta ·a Roano , ·si disti!'lse molto a Dego, a S. Giovanni, a Lodi alla difesa di Salò ( Lombardia); in seguito fu im•.iato all'esercito di Roma, feee parte dell'esercito di Napoli , e si -distinse nuovamente ·sul campo di battaglia ; nel 1799 fu nominato generale di divisione; alla batt~glia della Trebbia ferito e fatto prigioniero, tornato sotto le insegne francesi, ebbe per quattro anni ( }801-1805) il comando delì'isola d'El ba:; nel 1809 comandò una divisione dell'esercito· d'l tali a e vi nse gli austriaci nella Carniola (Tirolo ); nel 181-4 nominato comandante delle riserve delle guardie nazionali a Soissons ( P'tancia), e ferito mortalmente sui bastioni di -questa città. -Anch'egli ebbe la decorazione di comandante della Legion d'Onore , ed occupa un posto assai distinto nelle gloriose memorie militari della ·F rancia. h CONTE G. MARIA SERRAS , piemontese, nel 1795 era. capo di battaglione nelle truppe delresercito francese; fece le campagne di Spago-a, d'Italia e di Germania, e fu tenuto in conto di capace e prod'e uffiziale. Nel 1799 dinmtò gen era le di brigata, nel 1805 generale di div isione, nel 1813 governatore di Venezi'a, nel 1814 fu messo in ritiro e mori nel 1815 in età ò'anni 60. IL llARONE GIAN-MARIA RossETTr, tori nese, all'età di anni 18 ( 1798) ::;erviva la Francia col gradn di tenente: nel 1807 era capo di squadrone ed ai utante di campo del -gran duca di Berg ( Murat ). Nel 1811 passò al servizio di Napoli e vi d°iventò colon nello; nel 1812 gen erale di briga ta ; nel 1813 governatore di Napoh ; nel 1815 generale di divisione; nel 1818 rientrò in Francia , ove fn a m rues~o col grado di generale di brigata , uon es:-endo stato riconosciuto quello di generale di divisicne conferitogli nel 1·815. Serv\ attivamente ·fino al 183'7, epora é!lla qn11le fu · giubilato 'come genP-rale di divisione, grado ~h,3 gli era st.a·•o conferito nel 1830.

AL SEllVJ'l!O OEJ,LA FRA'.>CIA 209 DoM.EN1co ENRICO CONTE DI VE1>EL nacque a Monaco nel · 1773, e mor\ nel .1848; cominciò a servire la Fra ncia in età giovanissima. In venti anni di servizio a ttivo, in cùi diede prove di molto coraggio e senno militare, specialmente al passaggio del Po ,dell'Adda, òella Brenta e in altre battaglie d'Italia, come pure ad Ulma. ed Austerlitz, a Saufeld ,· Jena, P ultulsck, ad Heilsberg, a Friedland, ecc., giu_nse al grado di generale di divisioM, Pd ottenne varie decorazioni. L u1G1 cONTE DE SAPRA NSI, milanese, noto pel suo valo're straordinario, servi la Francia , per quindici a nni e giunse ~l grado di generalt> di brigata ( 1813 ). F u alle più grandi battaglie che eb· bero luogo all'epoca della Repubblica e dell'I mpero, a Marengo, ad.·Aus terlit?-, a J e na ad Ulma, a Friedland, a Vagram, ecc. , ed ~partenne agli ordipi della Corona di fPrro e della Legion d'Onore-. IL CONTE·O. L . ARruun, torinese , fece la campagna dell'Italia, ' Prussia , Polonia., Spagna, ecc., e pel 1822, dopo circa 27 anni di ser vizio fu n omi nato generale di brigata. F u ferito più volte, ebbe varie' decorazion1, e morì nel 1849 in età d'an ni 71. Sarebbe lungo il vole r fa r cenno di tutti gli alti uffiziali che servirono la Francia sotto la Repubblica ~ l'Impero; sa ognuno che molti fra i più distinti generali italiau1 dei tempi nos~i intrapresero O perfezionarono la loro ca.r :ier~ milita~e sotto le 1_nsegne francesi. Ai precedenti generali d1 brigata bisogna aggrnngere questi altri : Campana Rederico, Sauge~n Pic~ro Mic~ele, Paroletti Tomaso Mon1ef0rte Giacomo, Gu11\et Pietro , Gifflenga AJ0ssandro F~restier Francesco, Borghese Franl)èseo, principe. o-li Ald~brini P alombini Zani ni, Daniele, Corte di Bon vicino; de·o '' e fra i generali di divisione è d'uopo an noverare: Bor_ghes~ Camilio ( m arito di Paolina , sorella di Na!Joleone I ), Chastel P1et~o, Curia) Filiberto, D ecuz Pietro, Pactod Mid)ele e Maria Dessai x, di cm ecco alcnoi cenni biografici: GIUSEPPE MARIA DEssA1x., ( nato in T bonon nel 1764) nel 1792 propose alla Con venzione la formazione della così det~a. J,cgionc degli Allobrogi , e fu inviato a Greno?le per orga~1zzarla; ed essendoYi riuscito , vi ebbe il grado d1 capo battaglione. Detta legione secondò potentemente il ~enerale _Anselmo a Nizza, a Villafranca ·ed a l campo d i Saorgto. Dessa1x 11el 1798 fu noun-

Vol. IV . -

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I ~IIL!TARI lTALIÙ!l

nato , in premio dei suoi servigi, membro del Consiglio dei Cinquecento; nel 1803 fu elenfo al grado di generale di brigata, e _nel 18?9 _a quello d1 generale di divisione. Nel 1812 respinse gh Aus!r'.ac1 ~~Ila Savoia, e in q~esta breve campagna spiegò tale _per1z1~ m1h_tare e tanto valore, che. meritò d'essere sopranomrnato il. Boia1·do della Savoia. Nel 1816 lasciò la Franeia e si riti:ò prima in Isvizzera , poi in P iemonte, dove fu arrestato per ordrne del re <li Sardegna, indi rimesso in libertà e visse gli ultimi suoi giorni in ritiro. Non bisogna confonder~ questo ·generale col celebre Dessaix morto gloriosamènte a Marengo. IV.

In aprile 1801 il Piemon~e diventò la 23• divisione ·mi~tare d~lla Repubblica francese, e cogli avanzi dei reggimenti d~l re d1 Sardegna (Savoia, La Regina, Piemonte, Monferrato, Saluzzo, A_osta e _Lombardia) venne compost;i, la prim_a mezza brigata di linea piemontese, che nel 26 agosto 1801 era la terza dell'esercito francese; ella ebbe per colonnelli : nel 1801 Gay; nel 1806 Husson; nel 1811 Faillet; nel 1813 Haltz. Nel tempo stesso una s~co~da mezza brigata di lin_~a piemon· tese, reclutata. nelle provrncw di Ginevra e di Ceva, diventò la 112• di Francia, ed ebbe per comandante il colonnello Tripied. In aprile 1803 venne fusa nella precedente e nella 31• mez7,a brigat1 leggiera. ~el 20 agosto -1800 i Cacciatori valdesi furono reclutati da Massena, col'titolo di p1·ima mezza brigata leggif1·a piemontese. Essa nove mesi dopo ricevette nelle sue file i Cacciatori delle Alpi, e formò la 31a mezza brigata leggera di Francia. I suoi colon~ell_i furono: nel 1801 Mejar; nel 1809 prima Dulong e poi Meumer1; nel 1810 C.i.votti; nel 1811 Casa.bianca; e nel 1812 Cambriols. · · ·

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buon ·numero di volontari tolti dai dipartimenti della 27' d1v1s1~ne, nel 1803, formò il Battaglione spedizionario piemon.t~se, 11 quale fu reclutato a ·Torino ed organizzato a Cette, in dicembre 1806 fu detto battaglione dei Tirailleurs del Po e nel 1811 incorporato nell' 11 ° reggimento di fanteria Jeaaera: Fece parte dell'esercito francese che andò in Germania, e vi~i distinse.

AL SKRVl?IO DELT,A . FRANCIA 211 I capi di battaglione che lo comandarono furono: nel 1803 Bor· ghese; nel 1804 Cattaneo; nel 1805 prima Brun-Cassan, e dopo Hulat; nel 1807 Chenaud; nel 1809 prima Falquieres, indi Mano. La Repubblica Cisalpina dal 30 aprile 1795 al 19 giugno 1800 .diede al soldo della Francia tre r'.lezze brigate di linea , dette Cisalpine, e comandate la prima da LuigiMazucbeUi, la secon~a da Sevres; :a terza da Morosini; due mezze brigate di fanteria leaaiera comandate da Coppi e Lorot; dt.e reggimenti di Ussari co~andati dà Lecchi e Balbero , e un hattaglione d'artiglieria comandato da Kokel. II giorno 8 settembre fu creata una legione straniera di circa 8,000 uomini, col nome di Legione Italica , la quale.rice,,ett~ lo stesso soldo e la stes5a organizzazione delle truppe francesi. Era composta di Cisalpini, Romani, Piemontesi e Napolitani. Essa era comarn1ata dal generale di brigata.Lecchi, e passò al soldo della Repubbl ica Ci:;alpina nel medesimo giorno che vi passarono tutte le trnppe italiane dopo la vittoria di Marengo. . Dal· 1799 al 1800 furono eziandio al servizio della Francia alcuni battaalioni liguri una mezza brigata ed il primo reggio ' . mento di Ussari di Napoli , una legione di fanteria rornan~, 1_! primo reggi.mento dei dragoni romani, e alcune compagnie d1 artiglieria di Roma e Lucca. . · · L'autore della Storia 'degli stmnie1·i al servizio della Francia parla qua e là. del valore spiegato da tutti questi corpi it,aliani nelle numerose battagEe che sostennero, e delle prove d abnegazione e di costanza che diedero nei momenti disastrosi. _ Inoltre un corpo detto prima dei battaglioni ctusiliari e poi di battaglioni franchi, fu incaricato della polizia nell'isola d'~I ba fino al 1815; e una compagnia a Capraia, destinata a sorvegba~e le coste dell'isola di questo nome, fù organizzata nel 21 luglio del 1803. Quando Napoleone s'impadronì di Malta, orsanizzò colle milizie d1 quell'isola la legione maltese , la quale ebbe una parte assai .brillante nelle famose hattaglie dell'Egitto. In meno di due settimane l'esercito· di'Buonaparte en trava nel Cairo, respin: geva i Mammalucchi, vinceva Mourad, Ibrahim e scacciava glt At·abi-beduini. Quando la Porta, spinta dai nemici della Refll· blica franèese, si decise alla guerra, e Buonaparte per prevemrla


I MILITARI ITALIA t-l 21~ attaccò la _Si~ia'. 1~ l_egione maltese che fo rmava l'avangua rdia, sotto Reyn:e:1, s1 d1stmse molto colla presa d'El-Arich. La legione maltese fu mcorporata nella legione spedizionaria- a Tolone ai 2 di _settembre 1801 , ed ebbe per coma,ndante Macsheedy. Vt fu pur<:! ~na legione piemontese, la qÙale del pari che la terza mezza _brigata elvetica, i battaglioni tedeschi, le 113• e 114• n~ezze brigate composte dl'lle antiche truppe polacche, ebbe tom ?a rn g~an parto in S. Domingo e in parte fu fatta prigioniera dagl I ngles1. D~p? q_uesta f~nesta spedizione, che era composta di 22,000 uom101 , nmasero, gli è vero, sotto le bandiere francesi soldati belg~ci, ted~schi , italiani, svizzeri, polacchi , irlandesi , egiziani, greci, turchi.', ma sparsi q ua e là nei diversi ranghi , in cui servivano n~n prn wme_ truppe estere ma come truppe nazionali. Infat~1 l~-Re~ubbhca Ligure, incorporata alla Francia, fornì a questa 1 d1part1menti degli Appennini , di Genova e di Montenotte; 1~ Toscana fu anch'essa divisa in tre dipartimenti rtell'Arno, del Mediterran eo e d1 Ombrone. Parma e Piacenza formarono il dipartimen~o del T~ro ;_lo Stato Pontificio diede quelli di Roma e del Trasimeno; Il Piemonte quelli della Dora, del P o, della S_tura '. dell~ Gogna, de!la Sesia e di Marengo. Or tutti questi ~1part10ienti versavai;i~ i loro contingenti nei corpi dell'esercito franc~se. La quale fusione, come bene osserva il signor -Fieffé, era d1 molto nocumento alla gloria delle armi italiane, il cui val~re avrebbe meglio spiccato, se i soldati dell'Italia non fossero stati confusi nei corpi francesi. . Ne~ 1809 fu orga?izzata in Piemonte una compagnia di Guardie d !"more · pel prrncipe Borghese, comandante 0o-enerale delle 27• e ~8• divisi_o ni. militari. Detta compagnia era composta dei fra~elh , figli, mpo~1 e ~ongiunti si ~ei membri dei collegi elettorali, c~e ~-et propnetart che_ nelle due divisioni militari erano più gravati d imposta; e fu sc'.olta nel 18 14. Un'altra compa·g nia dello_stE:sso genere fu organizzata nei diparti menti del!' Amo, del ~ed1terrane_o e dell'Ombrone; la quale fecp, la campagna di Russia, e fu sctolta nel 18 agosto 181-5.' , Due bat~aglioni di Veliti furono organizza.ti, uno a Torino e l _alt: o ~.Firenze, con uomini volontari delle 27", 28•, 29• divis10n1 militari , i quali dovevano avere per lo ~eno una rendita

AL SERVIZIO DELLA FR ANCIA

213

annuale di 200 lire. Questi due battaglioni fecero parte. della guardia imperiale, nel 1813 vi furono amm~ss! vari soldati f~an· cesi · e nel 1814 furo no incorporati nel 14° d1 linea. TI_ battag\Jon~. org~nizzato a Torino fu comandato da Cicerone, e l'altro, orga· nizzato a Firenze,_ ebbe successivamente a comandanti Dufour, Barrois, Ardonzel, Debm. . . . Nel 1805 colle truppe liguri fu composto · 11 32° legge:o d~ F rancia, comandato dal colonnello Ruffini di Genova., e sei ~nni dopo dal colonnello Laure. Nel 18_10 co( coscritti refrat1a11 dei dipartimenti italo-francesi fu. organ1~zato 11 reggimento d~tto_ del Mediterraneo, il quale sub\ m segmto nuove_ trasformaz1om ed ebbe vari comandanti. Il reggimento di fanteria _leggera_ toscana diventò, nel 1808, 1130 reggimento di linea d1 Francia, _sotto il comando del colonnello Capponi di Firenze; ed anche 1_dra: goni toscani e tutti gli altri reggimenti italiani o furono _fusi nè1 corpi francesi, 0 presero un ~umero ~ro?ressivo nell'esetc1to della , Francia come se di soldati francesi s1 componessero, ed ebber~ a ca pi talvolta uffiziali superiòri itali'a.ni , e talora comandanti francesi. . . . Sarebbe lungo il volere tener conto di tu:te le b~ttagl~e _alle quali codesti corpi italiani presero parte, e I grandi servlZl ~a essi arrecati alla Francia. La loro storia è confusa coli~ . storia militare dell'esercito francese di quell'epoca , e la lo_ro _glo_ria colla gloria della grande armata. E qui ·cade in acconcio 11 ricordare'. fa il Fieffé che, nel mentre il generale York trattava coi ~::i e abbandonava loro la linea del Nièmen, gl'itàliani rima• nevano fermi e fedeli al loro posto , malgrado che in una sola notte ne morissero 1500 di gelo. Fra gli otto reggimenti esteri che Napoleone ricostitu) _al suo ritorno da\\'isola d'Elba, il primo e l'ultimò erano composti esclu· sivamente di soldati italiani ; nè colta fine delle guerre napo• leon'iche e dell' impero francese cessarono gli italian~ di servire sotto le bandiere francesi. Infatti, con leggi del 9 marzo 183~, fu autmizzata in Francia la formazione d'una legione di_stra_nièrt, sotto l'espressa condizione che essa non potrebb~ essere 1mpie~ata che fuori del territorio çontinentale della Francia. Cod~sta_le~10~e estera era composta di tedeschi, spagnuoli, p~l_accht , 1taham, russi , ingfesi, ecc., ,lei · quali alcuni erano u;;c1t1 dalla loro pa-

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l MILJTARI ITALIANI AL SERYIZIO DELLA FRANCIA

tria per moti vi politici , altri rer menare una vita agitata e avventurosa , altri ancora per vizi e delitti. Onde conciliare questi ele• menti diversi e ridurli a q.u ella energ_ica disciplina, senza la quale ·1a truppa, e sia la più valorosa, non è che una aggregazione d'uomini vestiti di colori diversi, sono stati necessari uomini che unissero allo spirito di conciliazione un tatto notevole, una grande severità ed una rigorosa giustizia. Fra questi si possono notare Mauret, Poerio, Mach-Mahon, Melinet, Bedau, Charras e Bazaine, dei quali li uni sono morti, due sono in esilio, ed altri tuttavia in servizio att~vo. È difficile il farsi un'idea delfe varie qualità di persone che trovavansi nelle file di quella legione; musicanti , pittori, letterati, poeti, abili operai d'arti d'.ogni genere; e quando si trattava di stabilire un campo in un luogo lontano, senza risorse e quasi privo di comunicaz.ioni, vi si mandava detta legione che opera,·a miracoli. Le costruzioni sorgevano rapidamente ed il benessere e quasi il lusso succedevano tosto alla più gran penuria. Un decreto del 27 giug~o 1835 determinò che detta legione cesserebbe di far parte dell'armata francese, ed allora essa passò ·al servizio della regina di Spagna. Ma nello stesso anno la formazione di una nuova legione fu prescritta, ed un decreto del 1840. la riordinò in due reggimenti, ciascuno di tre battaglioni, composti come i reggimenti di fanteria di linea dell'esercito fran· cese. Infine con decreto del 16 aprile 1856 questa higione fu sciolta, e dei suoi elementi si formò un corpo di forestieri, detto 1° reggimento straniero. Il 2° reggimento straniero è formato intieramente degli svizzeri che facevano parte della 2• legione straniera creata ~urante la guerra d'Oriente. Questi due nuovi reggimenti stranieri sono destinati a servire in Algeria , ove senza fallo seguiranno le tradizioni dei loro predecessori. La legione straniera, dopo d'aver reso in Africa grandi ser· vigi alla Francia , inviata in Crimea, vi si comportò gloriosamente ed acquistò nuoyi titoli alla stima ed alla gratitudi.ne della nazione francese. Isz.Ecso

Maggiore in ritiro.

.MISCELLANEA.

AR~IATA FEDERALE SVIZZERA

Il contoreso della gestione del Consiglio federale del 1851 nel!~ parte che riguarda il dipartimento mil_itare afferma che. le collisioni relative a NeusciatE:1 avendo dimostrato quanto sia neces•, sario alla Svizzera l'aver sempre disponibile un ben ordinato esercito tutta la cura fu consacrata a toglierne le mancanze ed i difetti.' I governi cantonali hanno lodevolmente secondato l'ese-• cuzione dell'opera. . . Lo stato dell'esercjto federale alla fine del 1857 era 11 seguente: 39 colonnelli dello stato generale, 2 del genio e 5 dell'artiglieria; 30 tenenti colonnelli dello stato generai~, 2 del genio, 11 dell'ar• tiglieria; 31 maggiori dello stato generale, 4 del i:;eni~, 11 della artiglieria; 26 capitani dello stato generale, 10 del gemo, 22_ dell'artiglieria; 10 primi tenenti dello_ stato ge~erale, 9 del.gemo, 9 dell'artiglieria; 9 primi sottotenenti del gemo, 6 se~ond1 sott~t~nenti del genio; lo stato giudiziario era composto d1 45 offi_cia~1; _ Il commissariato di guerra di 75 officiali; - lo stato samtar10 dd)5· il veterinario di 19;-il segretariato di 57. ·n ~enerale Dufour, nel suo rapport~ s~ll'ultima ~arcia, rileva l'insufficienza del numero degli officiali subalterm nello stato generale, insta per l'aumento degl~ aiut~nti e delle cariche supe· riori del genio. l.'ordinamento e l'1struz1one dello st~t~ federale è ora come si sa, soggetto allo studio di una Comm1ss1one spe-

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ciale.

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~HSCE1,LANEA

L'armata attiva federale è compiutamente ordinata, e meno la sesta compagnia di dragoni di ~erna, somma 76,276 uomini, quindi 6,707 più di quanto era richiesto dai regolamenti. Alla riserva mancano la compagnià di pontonieri di Berna, le b~tterie da montagna de'Grigioni e del Vallese, la batteria di razzi di Ginevra, la compagnia di posizione d'Appenzello esteriore e quattro compagnie di guide; tutti corpi nuovi, che sarariuo formati da nomini che già avran-no servito nell'esercito attivo. Zurigo e Vaud forniscono invece due compagnie di carabiniel'i soprannumerarie. Totale della riserva 42,665 uomini, quindi 7,780 soprannumerari. T.:~rdinamento della landwehr ha fatto notevoli progressi in segmto all'armamento per Neusciatel: gli Stati di 21 Cantoui .presentano più, di 14,000 uomini oltre alla cifra dello scorso anno. Totale della landwehr ordinata 55,799 uomini. La forza totale dell'esercito federale ordinato è di 1751000 uomini. L'arsenale dell'artiglieria della Confederazione alla fine del 1857 comprendeva 116 pezzi; altri 18 saranno provvisti nel 1858. L~ Confede~azione deve provvederne ancora 34. I grandi vantaggi dei cannom fusi in acciaio hanno indotto il dipartimento ad . aumentarne il numero ed usare questo materiale per i cannoni da 12 ed i lunghi obici da 24 da usarsi nelle scuole. Essi vengono introdotti greggi dall'Assia e lavorati in una fonderia svizzera di cannoni. I pezzi dei Cantoni , tanto per l'esercito attivo quanto per quello di riserva sono 'tutti · pronti, e per Ja fin~ del 1858 agli obici corti saranno surrogati altri lunghi. Oltre a quanto occorre per il contingente trovansi nei Cantoni altri 253 cannoni, e d\:)vesi notare che in questa cifra non tutti sono compresi i cannoni soprannumerari che si trovano nei Cantoni. Più Cantoni, e specialmente Svitto e Vallese hanno a durare an.cora grandi sforzi per fornire tutto il materiale da guerra loro assegnato dai regolamenti; all'incontro Friborgo si adoperò con successo a togliE-re le sue mancanze. . . Gli allestimenti e là leva di truppe per Neusciatel nel 1856-57 resero attivissimo il dipartimento. Mercè il concorso di officiali superiori fu elaborato l'ordinamento e la distribùzione dell'esercito e la composizione degli Stati generali. Tutto fu disposto perchè l'esercito fosse pronto 1\ marciare ad ogni istante.

· 217 MISCELLANEA Si provvide ai viveri ed ai fora$~i e si. disposero, i ne?essarj magazzini. Furono ordinate ricogmz10111. S1 pensò all acqu1sto ed al complemento del materiale da guerra , si predispose l'arma- · mento de'pi ù importanti punti del confine, si avvisò alle scorte di polvere; eventuaime,nte Slll ne assicurò ùna !lllportante_s?ìn: ministrazione da uno Stato estero. Vennero ordmati acqrnsti d1 cavalli all'estero. Si studiarono anche le risorse del netnib•, speoialmènte i vantaggi che poteva tra-rre dalle ferrovie per il trasporto delle truppe, e finalmente si ordinò ai .Cantoni di prnvvedere a tutto che ad essi mancava od era difettoso nel s1stetna militare. •Il rapporto passa poi a dar notizia dei corsi d' instru:zio~e r.ede: rale che nel 1857 ebbero luogo in 24 divetsé piazze. I prmcìpah furono corne al solito quelli di Aarau, Bienne, Thun, Winthèrtour e Zurigo. . .,. Nel genio, la leva dell'inverno 1856-57 provò che scarsi ne sono gli uomini, migliore vuol essere la scelta da parte de'~antoni, e èbe ne'sottofficiali e caporali è necessaria una magg10re istruzione. Nell'artiglieria risulta necessario un maggior numero di aspi_ranti officiali capaci, e si invitano i Cantoni ad esser men larghi di congedi in occasione de'corsi di ripetizione. Nella cavalleria ~ desidera una maggiore istruzione, ·q uantunq ne abbia già dato buoni effetti il sistema di concentrare per essa diverse compagnie di dragoni. Nei carabinieri buona è la scelta degli uomini, soddisfacente l'equipaggiamento; ma l'istruzione ~r~limin~re nei _Cantoni, in quanto specialmente riguarda l'eserc1Z10 del tuo, è difettosa. Pur tuttavia mi o-li ori sono i risultati dei tiri nelle scuole delle reclute, e si spera clle, compiuto l'armamento de'carabinieri colle carabine di nuovo modello, adottato il sistema di lasciar loro l'arma, fo~matesi nei Cantoni delle società di carabinieri di campagna, e queste ammesse in tutti i tiri, si avrà nella Svizzera un corpo di carabinieri che presterebbe grandi servigi in guerra..II gene- . rale Dufour, nel suo rapporto sull'ultimo armamento, insta perchè ne sia aufuentato il numero. Fra breve le compagnie dell'èsercito attivo avranno tutte le nuove carabine ; ma perchè qu~ste siano clisiribuite anche a tutte quelle della riserva occorrono ancora quattro o sei anni.


218

!illSCltLLANl!:A

, Fra le osservazioni sulle diverse stl-uole, v'ha quella che la scuola centrale d'artiglieria deve essere protratta a quattro settimane in vece di tre. Quanto al concentramento di truppe si insta perchè esso avvenga ogni anno, e sia distribuito in modo che nel periodo di 8 a 10 anni tutti i corpi deli'armata vi siano chiamati. Le relative spese per la Confederazione s arebbero di franchi 200,000. Nella fanteria si desidera maggiore frequenza. dell'esercizio del tiro. Il rapporto termina riassumendo lo stato della mobilizzazione dell'armata nell'inverno del 1856-57. L'effettivo dei corpi mobilizzati fu di 104,500 uomini, 9000 cavalli e 252 cannoni da <;_ampagna; altre 1,300 bocche da fuoco, in parte di grossa portata, erano tenute pronte per l'armamento delle fortific!lzioni di Basilea, Eglisau , Sci.affusa, ecc.

~IAIUNE DA GUERRA SECONDARIE

Sun•lJNtTI DI AMERICA, R uss1A, AU:,TRIA,

Paussu ,

OLiNDA ,

SPAGNA, PORTOGALLO, DUE S1CIL_IE,

I. La marina americana, giusta gli ultimi ragguagli, comprende: NAv1 A VEI,.-\: 10 vascelli di linea, di cui 1 da 120 cannoni, l da 80 e 8 dà 84; 13 fregate, di cui 1 da 56 ·e 12 da 50; 19 sloops, di cui 7 da 22, 8 da 20 e 4 da 16; 3 brigs, di cui 2 da 6 e 1 da 4 ; 1 schooner da 4. NAvl i VAPORI. 1° A elice: 7 steamers di l.a classe portanti · in totale 210 cannoni, 1 di 2.a da 13, 2 di 3.a portanti assieme 19 cannoni. - 2° A ruote: 3 di I.a classe da 34, 1 di 2.a da 6, 5 di 3.a da 20 ·assieme, 3 tenders e 6 trasporti da 17 assieme. Totale 74 navi e 2,244 cannoni. Queste 74 navi impiegano 65 capitani d_i ~ascel~o, 97 comandanti e "327 l~o~otenenti. l! corf~ dei soldati d1 marrna comprende 1,100 uomm1, comandati da. ~ 3 capitani, 19 primi luogotenenti e 20 sottoten~nt~. , Varii comadori comandano presentemente staz1om. Quella dell A· tlantico è comandata dal comodoro Paulding; quella del Br~sile dal comodoro Powers~ quella del Pacifico dal signor Ivoine ; ql!rlla del Mediterraneo dal signor Breese; qu~lla ~ella ~osta d' Afr:ca dal signor T. Crabbe; quella delle Indie Orientali dal signor Armstrong. Il brigadiere generale Henderson è il capo del corpo della marina e il signor Toncey è il segretario dell'am• miragliatç>. • IL La marina russa comprende quattro divisioni: la prima sotto gli ordini del viceammiraglio Schantz è · nel Baltico; la seconda sotto gli ordini del viceammiraglio Miskow nel mar


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MISCELLANEA

MISCELLANEA

Bianco; la t~rza sotto gli ordini del vice ammiraglio Scbichmanoff nel Pacifico; la quarta sotto il viceammi raglio Wukotich nel mar Nero. · . La prima divisione consta di I vascello di 120 cànnoni 5 di 84, 3 fregate a vapore, 3 fregate a vele da 60, e 2 corvette d'a 10. La seconda divisione ha 5 vascelli da 84 cannoni, 1 da 74 e 8 fregate. Que!'lte due di~isioni (mar Baltico e mar Bianco) rappresentano dunque assieme 28 navi e 1236 cannoni. La· terza divisione è compos1a di I vascello da 100 · · 4 d if d ·· . cannom, a 4, 2 _1 da _74, ~ frega~e, 2 steamers e 3 trasporti. La quarta d1V1s10ne non esiste più che sulla carta. La forza t~tal~ della marina russa è di 46 navi rappresentanti 1896 · . . cannom, . più una quantità considerevole d1· cannoniere e d1 · piccole navi da flottiglia. ,

a_:~.',

L'~mm!•r.1tgliato r~usso è formato del granduca Costantino, dègli ao:imir~gh ~enschi!koff, Robsakoff e de Lutke, e dei vice ammiragli Meshn, He1den é Putiatine. III. La marina austriaca è costituita di 1 vascello di linea da !-00 canncmi ,. _5 fregate da 165 cannoni assieme, 3 fregate a eh?e da 129 ass~eme, 5 Còrvette da 74 assieme, 2 corvette a elice da 44 asS1eme, 4 corvette a ruota da 25 assième 8 steamers pe·r la eorrispond_enza da 23 cannoni assieme, 7· brigs da 16 cadu_no '. 52 ?'annomere da 1.74 assieme, l bombarda da ~ O, 12 n_av1 di ord!Il'e infe~iore da 94 assieme , 9 trasporti. Que• sto effettivo dà . un totale dr 109 nav1· e di' 950 • cannom· senza comprendervi 5 batteri~ galleggianti per la difesa déi porti. li perscm~le d~ll:a mar1~a a_ustriaea consta di 2 vieeam 111iragli , 3 contF~mmiragh, 9 capltam, 13 comandanti, 57 luogotenenti, 46 eap1manovra e 83 cadetti. L'ammiTagliato è nel! · · ù Il' ·d . · . e mam e _arei uea Ferdmando Massimiliano, assistito dai contrammiragli de Fautz.' de Seps~-Martonos e cle Ba'.umberg. La 1:11-arma prussiana è forte di 55 n'a vi e di 265 cannom. T~e più grandi di queste· navi sono· 2 fregate a vèle di -43 cannom caduna; le altre sono 1 corvetta a dice e I a, vele da 28 cannoni ~ssieme; 2 fregate a vapore da cannoni assieme· 32 cannoniere da 72 assieme; U2 Ùfficiali, e 3,500 marinai ar'. 1nauo ques te navi.

ry.

21

221

. L'ammiragliato è amministrato dal pmsidente del 1~m1ste~o. Il comando supremo è affidato al principe Adalberto d1 Prussia: La stazione principale della marina è a Danzica sotto 11 comando del contrammiraglio Schroeder. · ' . V. La mari,nl!, olandese conta 82. navi portanti 1,76.0 cannon.1 e 58 cannoniere da 174 assieme. Nelle 82 navi son.o compresi cinque vascelli di linea da 74 ~ 84; 16 fregate d_~ 28. a 54; 16 corvette da 12 a 19 e 8 bngs da 12 a 18; flilli un certo numero di vascelli d'ordine inferiore. ' Il ··personale è -composto così : l ammiraglio, 2 _viceammiragli, 4 contrammiragli , 20 capitani, 30 comandanti, 284 luo-_ gotenenti, 164 cadetti e 5,845. marinai. La marina è amministrata da un Consiglio formato dell'ammi• raglio della flotta, il principe Federico dei Pa~i Ba~si: del _comandante supremo, principe Enrico dei Paesi Bas~i; d:1 vJCeammiragli Ferguson e Bouricius e dei contramrruragh Jolly, Byl de Vroe, l'Hooft e Smidt van de~ Broeck~. VI. La marina spagnuola consta d1 51 n;iv1 a vele e 42 a vapore: totale 93 navi, 5,230 tonnellate, l,~·o.o_ cannon!, 9,:87 cavalli di forza; inoltre, di 118 piccole navi _d i grado mferiore armate, 1O in riserva, 75 impiegate al servizio dei porti, 3 al servizio della valigia e 8 in missione. Le più gross~ so~o : 3 vascelli di linea da 84 a ,86 cannoni; 14 fregate , di cm 4 a vapore, da 360 cavalli; 5 corvette e 11 brigantini. Il personale comprende 1,105 offic_iali di ogni gr~do ~ 1,400 marinai O soldati. Juan Salomon è 11 capo del dipartimento della marina; Pedro de Palaccio e Carlos de Aguilera sottocapi di sezione· Francisco Armero de Penaranda comandante supremo della flott;; Manuel de Quesada comanda la stazione dell'Avana e Antonio Osorio quella delle Filippine. . VII. La marina portoghese è di 33 navi a ,,ele e d1 6 a vapore, portanti in tutto 362 cannoni e _2,.181 marinai. Il pi~ grande di questi legni è un vascello d1 lrnea da 80_ cannoni. Vengono poi I fregata da 50, 3 corvette da . 18, 2 ?r_1gs da 18, 3 da 16, 1 da 14; 11 schooners e altre piccole navi da 4~ cannoni a:;sieme; 9 trasporti da 6 assieme; e 9 vapori da 26 a~s1e~e. La flotta è montata da l viceammiraglio, l contrammiragl10, 4 comodori, 1O capitani di vascello, 20 comandanti e 180 luo-


222

MISC.P:LLANBA

gotenenti. E _sotto l'amministrazi~oe di Sa ca Bandeira, mini. stro della marina e delle colonie, assistito da Antonio Pietro de Carvalbo come segretario e da Antonio d'Oliv~ira Lima. L'~mmiraglio io~lese sir C. Napier è dal 1833 amm; aglio onorario della marma portoghese, la quale è effettiv ··nente comandata dal contrammiraglio Alves.

VIII. La marina delle Due Sicilie si compone di ~ · navi che rappresentano 6,650 cavalli di forza e 832 cannoni. In questo nume~o sono 32 steamers, dei quali 2 fregate da 12 e da 450 cavalli; 12 fregate da 6 e da 300 cavalli; il rimanenta è" da 40 a 240 cav~lli. Le navi a vele sono 2 vascelli di !inea, I da 80 cannoni e I da 90; 5 fregate, 2 delle quali da 64, l da 48 e 2da41; 2corvette, 1 delle EJUali da 14 e 1 da 22· 5 brigantiui da 20 caduno; 2 galere da 14 caduna · 1O b~mbarde da 1 mortaio e;aduna; 10 cannoniere da 2 ca;noni e 30 armate caduna di 1 bocca alla Paixhans. ' Il_ personale si compone di ~ viceammiragli, 5 contrammiragli, 9 comodori, 8 capitani di vascello 17 comandanti 30 I . ,' ' ~ogot_enent1 ~ 2o c~pimanovra. I viceammiragli sono il conte d Aquila e G1ova~m della Spina; i contrammiragli Garofalo, ~alma, ~av~lcant1 , Lattieri e Roberti. I viceammiragli amministrano il dipartimento (1).

( h'loniteur de ta Flotte)..

(1) Nel ~rossimo fascicolo _sarà pubblicata una notizia piii estesa di q~_este. ma~mc, redatta appositamente da un ufficiale napnlit.ano <lietro i

piu recenti documenti.

NE CRO LO GJA

Ricci (Guido Giuseppe) nacque nella cillà d'Acqui addì 6 .s~ugno 1777. AÌla tenera età di quallordici anni prese serv1z10, nell'Armala Regia, in qualità di aspirante d'arli~li_eria; nel. 1793 fu ricevuto allievo nella scuola dell'Arma slab1hla a Torino, e e un anno dopo veniva promosso luogotenente · in primo. Il giovane luogotenente Ricci non poco si distinse n~lla guerra che sostennero i Piemontesi dal 1794 al 1796, per difendere la patria, e nelle gloriose campagne dal ~796 .al 1800, co1_itro gl! austriaci. Un rapido avanzamento fu la ricompensa de suoi buoni servigi, e in sei anni diventò capitano di seconda class_e. . . L'Armala Piemontese determinata a cooperare alle v1llor1e d1 Napoleone Bonaparte fu pressochè lulla incorporata nel_l'esercito francese, e il capitano Ricci . seguendo la sorte del proprio ~ae~~, fu nominalo capitano nel 1° -reggimento d'arliglie_ria a ~1ed_1 il 21 giugno del 1802. Nominalo l'anno seguente capitano d1 prima classe, prese parie, col suo reggimento , alle campagne _dal_-1 _805 al 1807, in Austria, in Prussia, in Polonia, e mollo s1 distinse alla presa di Lubeck e alla battaglia d'Eglan. . Alla baltaalia di Friedland comandò, essendo capo ballaglione o b . nell'artiglieria del capo d'armala di • Victor, la famosa atleria che deci!Je della giornata in favore dei francesi, e Napoleone lo c_reò sul campo di ballaglia ml'mbro d~lla legio,ne . d'?n_ore. Traslocalo, poco tempo dopo, nel 8° reggimento d arhgher1a a piedi dovette recarsi in Ispagna ove, come ,coma~dan~e del parco dd 30 corpo, prese una parte brillante all assedio d1 Saragozza. Ricci fu ri,:hiamalo in Allemagna, sul principio del 4809, per comanda~e l'arliglieria della i• divisione del 4° corpo dell~ gra~de armala, ma fu tosto destinalo alla carica ·più importante d1 coadm-


RIVISTA MILITARE 224 vare il con\andanle della arliglieria di riserva della guardia imperiale. In quesl'ullima posizione m1>ll0 si distinse alla memorabile battaglia di Wagram. e nel novembre venr · nominato comandante dell'ar.tiglieria a _Sleltin. Nel 181 O, il capo ballagli on e Ricci dovette lornarse ... e in lspagna. Si distinse all'assedio di Lerida, e a quello di T.1rlosa ove fu gravemente ferito. Promosso al grado di colonnello nel 1811 , assunse il comando del 3° reggimento d' arti·glieria a piedi che ancora comandava sollo Valenza nel 1812. Nel ,t 8i3 il maresciallo Sucbel lo destinò _al comando della . piazza di Torlos~, . DQpQ· fa ri.staurazipne il colonnello Ricci fu nominalo cavaliere dj S. Luigi. l\b i cento giorni lo videro nuovameole neUe fil e dell'annata di Napoleone, e durante quel breve regno comandò l'arljgli~ria di riserva a Viacenoes . A questo intrepido figlio d'Italia la Franciij deve di aveli' cons.ervàto buona parte del suo materiale .dopo il licenziamento deH'ar,mala. La gue r,ra che i Borboni. di Francia fecero al!a Spagna per s osl~nere la ligillimilà ricondusse· per l'ultima volta ili colonnello l\icci sui campi di battaglia. Direllore dell'artiglieria a Grt'noble dal 1816 e membro del Comitato dell'arliglietia dal 181 S, fu tolto al servizi.o seden\anio e nominato· comandante l'artiglier,ia dell'armala d'occupazione di Spagna., col grado di maresciallo di campo (geoérale di brigata) addi 3 novembre 1823. Nello sles~o- ·Qlese fu fregiato dell'ordine spagnuolo di Carlo III. Ritornalo in Francia coll'armala, il genera.le Ricci ebhe il com.imdo dell-a scuo.la d'a rtiglieria di_Auronoe nd 1825. Un anno dopo fu des.lioalo a dir.ige,r,e la- scuola di Toulouse, e ne conservò il comando sino al. 183.0 , epoca nena quale. fu posto su i quadri , di riserva. Nel 1848 venne CO'llocalo a riposo dal gover.no repubbliea,no•. Per via del deereto impr.-~iale·, 2:6. gennaio 181r>6, che ristabiliva la riserva sul piede antico, il ge.nerale Rioci fece nu-o\lamente I parte dell'esercito. Ma la motlle, pur 1,opp0>, non si fece lungamente aspetwe, essendoehè verso la fine dlii 1°851 il nostro eompalriola cessava di vivere. 2 ti,

NECROLOGIA

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TAGLIANO GAET ANO

Pr oie zio11e orizzontale

Proiezione verhc al e

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STATO MILITARE DELL'ITALIA

. I.

PIEMONTE (Co11ti1wazio11r)

C,ORPl SEl)ENTARI.

\

Essi comprendono lo stato maggioJe delle piazze, g\'invalidi ed i veterani. COl\lPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE DELLE PIAZZE.

Colonnelli . . . . . Tc11enlc colonnelli

3 16

Da riportarsi Yol. IV. -

15

1 \)


· 226

Bi porto Maggiori Capitani Luogotenenti Sottotenenti . .

Riporlo

19 4.6 20 30

Cappellano . . . . . Medici di battaglione Farmacista . . . . . . . . . . . . ~ .. Subalterni aggiunti all'amministraz. (ten. o soltot.) Maggiori aggregati . , . . . . . . . . . . : . . .

40 Totale .

..

Guardarmi (1) Totale generale

10

155

Sott'uffiziali, caporali e soldatL

50 205

Gl'invalidi ed i veterani compongono un solo corpo, sotto il nome di Casa Reale Invalidi e Compagnie Veterani. Questa si compone di uno stato maggiore e due battaglioni, l'uno d'invalidi e l'altro di veterani; il battaglionç d'invalidi è di 4 compagnie di egual forza, quello di veterani di una compagnia di soll'uffiziali e tre ordinarie. Allo stato maggiore è aggregata la scuola degli allievi musican~i , trombettieri e tamburi. COMPOSIZIONE DELLO STATO MAGGIORE .

3 10

Furieri maggiori Furieri maestri Capo musica . . Tamburo maggiore .. Istruttori di musica . . Sergenti assistenti gli allievi Capo sarto . . . . Capo calzolaio . . . . • Caporali tamburi . . . Caporali trombettieri . Allievi di musica ..

1 ·1

10

12 ,1

1 2

2 200

Aggiunti.

Uf!friali. Colonnello .. . . . Tenente colonnello Maggiori . . . . . . Capitani contabili . . Aiutante maggiore (tenente o sottotenente) . Direttore de' conti (capitano o subalterno) . Uffizi aie d'ammi,~istrnzione (tenente o solltile11e1ite) Uffiziali addetti alle scuole (lenénti o sottotenenti) Medico di reggimento . . . . . . . . Da riportarsi (1 ) Più elevalo grQllo di solt'uffizialc.

227 12

DELL'!TALU

STATO MILITARE

1

Furieri

1

2 2 1

Sergenti 12

1 1

2

C~lporali maggiori

l l

l

2 ( All'ospedale 1 I All'accasermamento 9 t A11 'am mi II istrazione li, I Portinai Addetti al comando degli invalidi, a quello de' vet.erani ed al Direllore delle scuole.

(

Totale 12

3 13

19

3

284

11 tenente colonnello è comarnlanle del battaglione d'invalidi. De' due ma_ggiori, l'uno comanda il balliglione veterani, l'altro è direttore della scuola. I tre maggiori aggregali P.O11O vie~-


()UADI\O DI UNA COMPAGNIA ORDINARIA .

Capi!ani . Tenenti : . Sottotenenti . .

1 1 f ,i,

9

2

Totale

Truppa. Sergenti . Caporali · . Soldati . .

Nel bilancio del 1858 , la forza delle compagnie veterani è la seguente :

67 49 { 297 181 \

Compagnia sotl'u(fiziaH.

'

Totale ·. . .

Uffiiiali . . Furiere Sergenti

309

2 1

12 2 1n

1

l

,j 2

135 365

518

2

Compagnie ordinarie.

QUADRQ DELLA COMPAGi\lA SOTT'UFflZIUI.

1 1

a

_ , m. . Pre,enti alla compagnia . . Sottu IZli)1I o . . ecc.. re1·manze, caserm1en Tamburi . . . . . . .. . . . . . . . .

In quanto alle compagnie di veterani , non v'ha di determinato che i quadri, potendo i sott'uffiziali , caporali e soldati . variare secondo le circostanze.

Totale

1

Capitano . . Tenente . . Sottotenente Furiere effettivo Sergenti effettivi Caporali (uno per la scrillura) Tamburi . . .

U(fiziaH.

Capitano . . Tenente .. Sollotenenti Furiere effellivo Sergenti effettivi Tamburi . . .

229

DELL' ITALIA

228 STATO MILITARE direttori degli ospedali divisionarii di 1" classe; nel bilancio del 1858, oltre i tre maggiori, sono compresi fra gli aggregati 5 capitani ed un sottotenente. · · Le compagnie· d'mvalidi sono di forza indeterminata. Nel bilancio del 1858, essa è in complesso la seguente:

..

·

Ullìzia\i Furiere Sergenti Caporali e!Tettivi Caporali di ·1" e 2• categoria Soldati . Tamburi

g 1

8 18

24-0 ? 60

HO 4

;

Totale

I

758


231

DELL'ITALIA

230

STHO MILITARE

E però la forza complessiva della Casa Reale ima lidi e compagnie veterani, risulta la se:guente: Stato mag'giorc . . · 284' Compagnie i1ìvalidi 309 id. veterani 758

. Totale .

1351

Nella guerra di Crimea i medici vennero da 1 53 accresciuti a 2·11 , mercè l'aggiur.zione di un capo medico, 3 medici di. divisioni , 1 4- di reggimento e 4-0 di battaglione. E però, nel caso tutto l'esercito debba essere messo sul piede di gnflrra, si potrà ben supporre il corpo sanitario portalo a 300 individui , non compreso il consiglio superiore di sanità. Ond'è che il riassunto del corpo sanitario risulla il seguente:

RIASSUNTO DEI CORPI SEDEN'èARl(.

Stai.o maggiore delle piazze . . . . . . Casa Reale invalidi e compagnie veterani

1351

Totale .

. 1 556

205

EFFETTIVO in pace

in guerra

CORPO SANÌTARIO.

' Esso s_i compone di un consiglio superiore di sanità, e de i perso'.iale !ler i~ servizio degli ospedali e dei corpi. Il consiglio superiore e cosI composto: ' Presidente . . . . . 1 lspellori di sanità .. 2 Ispettore di farmacia 1 Segretario . . . . . 1 lsp11nore aggiunto per la veterinarìa 1 · Totale 6 UFFIZlALI DI SANITA'

GRADI l\I d' ·

I'

1-- -·- ·· -- - - - - - ' Presso Presso gli i Totale ' ospedali corpi

I

l

cE prima classe , . 3 3 di seconda classe . 11 " 1! prima classe· · · 4 1~ d1 seconda cl asse . 4 22 26 d! prima clas~e · · • 6 34 40 eh seconda c,asse . . . . . . . . . . . . . 3~ 2~ Totale. , • ,--4-8--10-~-,--1-5_3_ Farmacisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . '.li> . 1 25 Totale gl'neralc • . . 27 106 - 1-7-8 -

e ICI • • • • • • • l l'rledici.di re"gimento " Medici d.i butla<>li~ne • " Medici aggiunti . . .

2t

;g

Consiglio superiore di sanità lJffiziali sanilarii . . . . .

I,

Totale

6

. (j

·178

300

,, 84-

306

t,

\

Gli uffiz.iali sanitarii sono pe'.gradi assimilati a quelli dell'esercito. li capo medico è assimilato a tenente colonnello, il medico divisionale a maggiore, il medico di reggimento a capitano, H medico di battaglione a luogotenente, il medico aggiunto a sottotenente. PERSONALE Al\BIINISTRATlVO.

Esso comprende il personale dell'amministrazione centrale della guerra, l'intendenza militare, ed i contabili delle sussi.: stenze militari e dei magazzini delle merci e degli al'l'edi. L'amministrazione centrale si compone del ministro della guerra, il quale fa parte dello stato maggiore generale, del segretariato generale, e della direzione gmierale del materiale e de\l'ammi'nislrazione militare.


~32

SEGRETARIATO GENERALE.

Segretario generale . . Direttori caµi _di Divisicne Capi di Sezione . . .. .. di 1• classe . Srgretarii f di 2• classe . . di ·1" classe . Applicati j di 2• classe . di 3• classe . ~ di ,i• classe .

233

DELl:ITAL!A

STATO MILITARE

1 3

7 7 8 8 8 13

1

}

7

i

r

Totale . ,

L'intendenza militare, istituita nel 1853 in sostituzione delle aziende generali <li guerra e dell'artiglieria, è deputata a contrnllare l'amministrazione militare de' corpi, e ad esercitare utn~i amministrativi presso le divisioni militari territoriali e<l i corpi di e:;ercilo in campagna, per delegazione del Ministero di guerra, di cui i suoi componenti sono gli agenti. l'ERSONALE DELL INTENOENZA MILITA!lE.

36

62

DIREZIONE GENEI\ALE

Intendenti militari . .. . Sollo-intendenti militari . Commissariì di guerra . di 1' classe . Sollo .commissarii d'1 2• casse. 1 -· I rruerra d t> di 3• classe . Sotto commissari i di guerra _aggiunti Aiutanti } di .1 • classe. d'lntend. milit. / di 2• classe . . .

·l

5 ,i.

!

12 12 18·

6

18

16 20

-l

I

36

de] materiale e dell'amministrazione militare. Totale . . Direttore generale Direllori capi di Divisione . Capi di Sezione . . . . . . di 1 • classe . Segretarii i di 2• classe . di 1' cla~sc . di 2• classe . Applicati dì 3• classe . di 4' classe .

•

·1

5

-10 16

!

,, 3 8 .. ,, 3

29

Totale Segretariato generale Totale generale

63

111

Gl'intendenti militari sono assimilali a colonnelli , i sollointendenti a tenente colonnelli, i commissarii a maggiori, i sotto-commissarii a capitani. Gli altri non banno :assimilazioni di gradi militari. Nella relazion~ che precede il bilancio del · 1858 , è detto come, da una commissione nominala appositamente per il riordinamento dell'intendenza militare, sia stato riconosciuto indispensabile aver in campagna con l'esercito un personale di 96 individui, indipendentemente da quello occorrente nell'interno del- paese, che non ne può rimanerne del lutto sfornito. E però non è mollo il supporre, in tempo di guerra, uccresciuto il personale dell'intendenza militare a 150 individui. Per il servizio delle sussistenze militari , siccome pane,

•


234

STATO MILITARE

235

DELL,lTAL!A

foraggi ecc., v'ha un personale amministrativo alla seguente maniera composto : Direttori . . . . . . Vice-Direttori Commessi . .

2 18 16

Totale .

36

Infine v'ha il seguente ·personale addello al magazzino delle merci e degli arredi, altrimenti detto di abbigliamento e casermaggio. Direttore . . . . _. Contabile di 1• classe . . Verificatore delle caserme Aiutanti contabili Scrivani . . .

1 1

1 6 2

Tottle . . .

11

In riassunto, il personale amministrativo è il seguente:

In pace / fn guerra

Totale

Udito1~e generale ld. id. in 2°· · Vice-uditori generali • · Uditori divisionali . • · · · · · Vice-uditori divisionali • · · · · · · Segretario dell'Ufficio generale • • · · Segretario aggiunto dell'Ufficio generale Sotto segrelarii . • • • · · Segretarii divisionali • • · Sollo segretari i di visionali Scrivani dell'ufficio generale • · · · Tot~le .. .

Questo personale, del pari che il precedente, coll\'errà in tempo di guerra per lo meno duplicarlo. ,

Ministero della guerra . Intendenza militare . . Sussistenze militari , . Magazzino mr,rci et! arredi

UDITORATO GENERALE DI GUERRA •.

167

167

11'1

150

36 11

72 22

325

4-11

1 1

7 2 1 1 2 9 2 2

30

Per la custodia de' reclusi militari"v'ha ~n maggiore co'.11an~ dante, un capitano aiuta1~le maggiore, ed una compag111a d1 moschettieri nella seguente maniera composta: . . 1 Capitano .. . • , • . l Tenenti . . . • . • . l Sollolenenl1 . . . . 2 Furieri maggiori , • 5 Furieri . 10 Sergenti 18 Caporali 60 Moschettieri Totale . . . 1 0l E però il personale di giustizia, offre in complesso una forza <li I 36 uomini.

PER~~ALE DI GIUSTIZIA.

SERVIZIO MILITARE DI SICUREZZA PUBBLICA.

Esso comprende, l'Uditorato generale di guerra e la truppa per la custodia della Heclusione militare.

Esso è affidato ai <lue corpi di Carabinieri, di terraferma e di Sardegna, altrove detti gendarmi. '


236

~·onZA

1

DEPOSITI.

DE C·ARADINIERI. UFFJZIALII C .r nABIN t EIH

a ca\'allo -~ o.> -·:::.,,

Di Terraferma.

·a

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- - -- -- -

Colonnello .. .. l Tenenti colonnelli ·. ·. · · · · 2 Maggiori . . . . . . . ; : : : · · 4 21 Capitani . • . . . . . Tenenti . . . . · · · · · · 30 Sottotenenti · · · · · · · · · · 12 Aiu tante maggi~;e -i~ i ; (~~pita~o) . 1 1 . Id. in' 2° (tenente) . . 1 Uffiz_aal c eagatore . . .. • . . . 1 Medico da reggimento .. , 1 Id. . battaglione .. . .. . I\Iaresc!àl,? ~'alloggio maggiore: )) lllarcsc(all~ d ~lloggio capi .... .. llla_rcsc.ialh d alloggio .. Br1gad acri . . Vice-Brigadieri ; : : ·. · · · · -' · · TI )) Appuntati e Carabi nieri · · · · · · Allievi . . . . . . . . . .' ; .' : : ·

..

4 8 16 63 60 24 3

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Totale .

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-- - 535 2250 2875

-- 550

718

--

Di Sardegna. Colonnello Tenente coi o~~eil;, · · · · l\Iagglorc . . . . . ·.. ·. ·. ·. ·. ·. · · Capitani .. . .. . . .. . Tenenti .. . ... . . . . .' · · · · SolLotencnli . . • . . . . . · · · · Medie~ di reggim ento . . . : : : .' . I\Iarcsc!oll? d:olloggio copo . _ . . . Ma_rescaalh d allQggio . . . . . Brigadieri .. . V_ice-Brigadicri : · ·. ·. · ·. · · · · Appuntati e Carabinie~i Allievi . . . . . : . . . _· : : : .· : : Totale .. . Carabinieri di terraferma . . . . . .

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Si nora abbiamo <li:;cor:;o dell'aumento che riceyono i diversi corpi dell'esercito in gue!'l'a, ma non abbiamo tenuto cont-o, in lai caso , della creazione dei depositi per quelli che non ne _abbiamo neppure i quadri in tempo di pace; creazione d'altra parte indispm1sabilc, se voolsi che i corpi sieno costantemente tenuti in numero, ed agevole ·con l'attuale sistema di rnclutamento, siccome vedremo a suo luogo. Converrà che per lo meno si formi, in ogni reggimento di fanteria di linea , una compagnia di deposito per bai taglione; ovvero i- compagnie , le quali , sotto il comando del maggiore deputalo all'ammini:;trazione, comporrà un quinto ballaglione. Inoltre occorrerà una compagnia di deposito per ciascuno dei dieci battaglioni bersaglieri , non elle un deposito proporzionato alla forza del\'artigHeria, del genio , de\ treno d'armata e del battaglione d'amministrazione. La qual cosa arrecherà all'esercito un acqrescimenlo di forza, in tempo di guerra , indipendentemente <la quello per noi discorso ; accrescimento cbe può essere valutato nella seguente man'iera, qualunque volta si tenga conto che le compagnie ùi depòsito vogliono esKere numerose, a cagione di quel continuo movimento d'uomini che s'ingenera fra quelle e l'esercito attivo: Uomini

11;

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500 480 340 87? 555 550 535 2250 2875 718

•r otale generale . . . 107 258 1050 I 015 25901;:;;; 1273 I

23'1

DELL,!TAL IA

STATO MILITARE

20 Baltaglioni di fan teria di linea . . . .. . . 10 Compagnie bersaglieri . . . . .. .

Artiglieria .. . . . . . . .. . . . . . . .. . 2 Compagnie del genio . . . . . . 2 hl del treno d'arm~ta .. . .. . . . 1 Com pagnia d'an1111inislrazionc . . . . . .

Totale .

18000 2000 2000

i.oo

Cavalli 20 1l

1000 p

500 200

700

23100

1120

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238

La composlllone dei quadri. dei depositi riesce agevole , siccome facemmo osservare nel voi. 1° anno 2° di questa. Rivista, nel .d iscorrere la nuova legge della leva militare in Piemonte. Poichè uiia compagnia di deposito per ogni battaglione di fanteria risponde ad una squadra per compagnia; ciascuna di questa è -sufficiente che somministri un uffiziale , un sergente , un caP,orale ed un picco! numero ùi vecchi soldati, fra i meno alti a sostenere le fatiche del campo; i rimanenti sott' uffizi ali e caporali possono esser presi dalle classi in congedo illimitato, dove ce n'ha buon numero che ha lasciato il servizio attivo. Maggiori difficoltà incoutrerebbonsi pei depositi dell'artiglieria e del genio , che hanno mestieri in proporzione di un maggior numero di uffiziali iu campo. Del resto, non vuolsi obbl_iare che mollissimi uffizialì di tulle le armi, ancor validi, lasciarono il servizio per ragioni di famiglia o per sottrarsi alle indispensabili nuie del servizio di gu~rnigione; e questi, sicuramente non ricuserebbero il loro braccio al paese nei momenti di bisogno, ed accorrerebbero volenterosi i.otto le armi all'appello della patria, sicconw nel 184-8.

23!:l ·

ÒELL'!TALIA

STATO MILITARE

1

FORZA RIASSUNTIVA DELL ES.ERCITO PIEMONTESE.

CORPI.

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IN i'ACE

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Stato maggiore generale . Corpo dello stato maggiore . l:asa milit. del Re e dc' Princip'i Fanteria ..

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42

136 60450

136

21 9 1 ,, 351, ,, 315701 9

" 1,5

-Artiglieria .

3

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Genio . . .

l

" ,, 1 O » 1255

Corpo sanita l'io . . . . . . . .

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184

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1128

Corpi sedcnlarii . . . . . . . Personale amministrati1•0 .,. Id.

di Giustizia . . . .

Carabinieri ..

" -. 5103 4281; · 681,0 6210 18 20 1,212 1310

,, ,, ,, 2 7 ,, 1 2 ,, 8 ,, ,, ,, " ,, ,, ,, ,, ,, 1 ,, ')•

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Cavalleria . . . . . . . . . . .

Truppe di amministrazione .

IN GUERI\A

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3747 1273

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2055 306

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4977 1,002 1556

1556 345

8260 5114

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411

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136

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3H7l 1273

I I Totale . . . 35 95 45 1, 10 20 49533 756:! 89035 17'037

Depositi . . .

I I

» 20 ,, 95 " · l

,,

"

231 00 1720

\

Totale generale .

Nel caso la guerra si combatta contro l'Austria e che si i11izii con buoni auspicii, si può, senza creare nuovi corpi, ampliare successivamente l'esercito sino a 1 4-0,000 uomini all'incirca, mcrcè le leve che farebbonsi nelle provincie itil.-


,, 241,

DELL,ITAL! A

240

DELL'rrALIA

liane occupate. E ciò, accresceud,> il numero delle compagnie di de,posito, e fondendole successivamente nei corpi attivi, per "formare da prima _le quinte compagnie, indi le seste ne' battaglioni di fanteria, ed i quinti e sesti squadroni nei reggimenti di cavalleria. l\fa ciò vuol essere fatto progressivamente ed a misura che l'esercito si agguerrisce, affine di non diminuire la forza di coesione déi corpi, con un subitaneo accrescime;;to fuori ogni proporzione coi vecchi soldati. COMANDO ED AailUINISTRAZIO!\ll.

Il supremo comando dell'esercito si appartiene di dirillo al Re, il quale l'esercita sotto la responsabilità del Ministro della guerra. _ li ntinistero della guena è diviso in dne gran~li dipartimenti, noUJati segretariato generale, e direzione generale del materiale e dell'amministrazione. li primo comprende due ufficiì, quello del gabinetto e protocollo e l'altro del servizio interno, e tre divisioni: la prima del personale , la seconda delle leve e matricole, la terza degli archivii. Il secondo dipi:irlimento riassume in sè il servizio dell'intendenza , i contratti , il protocollo e le cinque divisioni del servizio dell'artiglieria, del genio; dei servizii amministrativi, della contabilità dei coi·pi e quella del1a contabilità generale. Per il comando locale, il paese è diviso i1rcinque divisioni militari territoriali ; Torino, Genova, Alessandria, Cbambéry e Cagliari ; e due sollo-di visioni, Novara e Nizza. Le provincie hanno poi comandanti militari, i quali, insieme ai comandanti delle fortezze, sono dipendenti dai comandanti delle divisioni e sollo-divisioni. In quanto alle truppe , sono ordinate, come vedemmo, per- . manentemente in brigate per la discipl ioa e l'istruzione , e non vengono raccolte in divisioni che ·in tempo di guerra, o nei campi annuali d'i~lruzione.

. Gli •ordini del Ministern della guerra ,·engono dati ai coma~danti divisionali, a,gl'ispetto_ri e c_~mandnnti generali delle diverse armi ed agl'intendenti militari , ciascuno per I~ parl~ he lo ricruarda e da qùelli diramali ai corpi dell'eserc1to , a1 c o , · · comandi locali ed ai commissarii per la loro esecuzione. L'amministrazione è centralizzata al Ministero della guerra, per mezzo degl'ispettori e coman~a?ti generali delle diverse armi e degl'intendenti militar.i. 11 .M1mstro presenta annualm:~te alle Camere legislative il bilancio presuntivo delle sp_es(', d1v1s0 per categorie e suddiviso per orticoli, pe1: e~ser~ d1scu~so_e_d approvato, e promulgato per Decreto Regio._ E vietata I rn, e~sione delle spese dall'una all'altra calegorn.\ senz~ una !egee speciale; quella' invece ' da un articolo all'altro ~1 una stessa categoria, può essere aurorizzata con Decreto Regio. LIILANC!O lll A$SlJNH VO DEL

1858.

Spese ordinarie. A.mmini straz·1one . Stali maggiori

• · · · · · · · · 1·1, · · · · · · · · · ·

Fanteria di linea . • fr. 8,77 4,'127· 55 Bersaglieri ... • • · " ·l,'.2nG,H7 . 99 Cavalleria .. • · ·

,i

1

SM-,528. 75 sn,911. "

,, 2,387,963. 32

Arliglieria ... · · · >> · 1,9'1 6,0BO. 99 . 15,fi U ,G0& ., 04 Genio .. ... . .. . >> 668,946. 53 Treno d'armala. • . • n 203 -'17 1. 38 Battaglione d'ammin. • » 221 ,039 · 04- ' Cacdaluri fr,1nchi • • » ·126 ,S iS.- •H Serviiio mi1ilare ·cli sicurezza pul>hl1ca . . . " 3.6 19,700. 93 . t·d'· " 5'29,:\ 41. 70 Veterani e d rnva 1 1 · · • • · • · : · · • • · · · o Casa militare del Re e de' Principi . . . . . . n 275,146. 4

l 11

827,475. 59

Servizio sanitario . • · · • · · · • · · · · ' · · 945,552. 78 Serviii diversi • • · · · · · · · · · · · · ·· · · · ,i Istruzione delle truppe in campagna ..... "_ _100 __,000. _ l• Da riportarsi . . . fr. 2J,6il ,062. 19 Yol . IV. -- 16 I


242

STATO MILITARE

Riporlo ... fr. 23,641,062. 19 • I) Ordini e distinzioni militari . . . . . . . · 16,000 . . )) )) Scuole ed isliluli di eduéaz ione mjlil;ire ~-38,586. 94, . )) 155,384'. » Slahilimenlo di pena militare . . )) Somministrazioni in natura .. , 5,828,345. 3·1 Servizio dì artiglieria . . . . . . . ,, ·1,130,307, 23 Servizio del genio e dello stato maggiore .. » 863,615. 75 Miglioramento della razza cavallina . . . . . . » 189,17,t;, 57 Paghe d'aspellaliva . ..• ,, . 275,000. ,, Casuali . . . : .. ·. . . . . . . ,, 120,000. ))

243 • .Jn questo bilando non sono comprese le pensioni di ritiro, messe a carico del Ministero delle fiuanze , il quale percepisce le ritenute a quest'uopo falle sulle p,ighe de' militari in servizio attivo. Le somme, ripartile per articoli, vengono amministrale direllamente dai corpi e dallr, diverse amministrazioni dell'esercito, sollo la vigilanza dell'intendenza mili lare, cui incombe il ·dovere di controllare le spese ed accerlare il diritto alle spettanze di ciascuno.

Totale . , . fr. 32,657,475. 99 HT A Dl!L SOLDATO.

Spese straordùiarie. 6,530. · o Maggiori ass('gnam~nti" -.~... ·. . . . . . . . . fr. ·12,000.- . )) Indennità per l_e m,ense , degli uffiziali , ... u 25,000. )) Provvi~t& di lelli ., ... ,., , . . ..., ..., ., .. " 15,000. Il Maestranza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1> 6.\.7,900. » Caserma di S. Benigno i'n èoslruzion'è à Genova n 10,000: » Ponte sospeso sull'Arco (forte di Lesseillon) . " u,soo·. n Adallamenlo del fabbrica to'di·S. Croce in Torino >> • Ampliazione del·• Quàrliere della, Gamberina nuova in Alessandria ._, . . . . . . , . . . . >> ·!,52,220. n 1 .,20.0,000, , )) Opere ~i f91'.tificazione intornQ,,J\lessandria .. n 500,000. » Artiglierie e m~lrriale accessorio per le stesse n 400,000 . Costruzione di un polverificio presso Fossan·o .. » 800,000. u Opere di foi·tilìcaz,one alla ''Spezia '. . . . . . " 300,000. )} Arlig!'ieri'e e ma.teriale ac·cessorìi per le stesse » [10,000. >l Costruz. di una caserma pe' Pontieri a Casale >• Costruzione, di . prismale in; Ales._sandrifJ. ... n ,i.2,0-16. " Sistemazione di un magazzino, di _Arliglicriq, in Algher·o . ,. . . . . . · ' ·. . . . . . . ·. ,i 6,000. » J)

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Tdta!; : .. ir. 4,20 I, 466, n Spese ordinarie . . . o 32,657 ,4'75: 99 Totale generale . . . fr. 36,858,94-t. 99

I soldati (lella fanteria di linea ricevono .i,Q centesimi al giorno, se ordinari i, ,i.5 se scelti ; i bersaglieri ed i sol dati di cavalleria sono considerati tolti come scelti. Quelli del!e ..flE~i scientifiche sono pagati in ragione della class~1 aila quale apprendendo per punto di partenza la paga giornaliera del soldato scelto del!a fanteria di linea. Sulla sua p.iga gior_naliera il soldato rilascia 30 centesimi per il villo, con:,;,istcnle in due pasti al giorno: il primo alle 9 del mattino, composlo di una zuppa di quattro once di pane bianco in un litro e mezzo di brodo, e quattro once di c.:irne lessa; il secondo <li pasta, riso o fagioli , colli col l.:irdo. Il panè lo ricevono in natura ogni due giorni, di buona qualità, sopralutto da elle la confezione è falla in P.conomia dogli impiegati del governo. Cotesto sistema offre il \·antaggio di non doversi nulla mutare negli usi ammiuistrnli\·i in tempo di guerra, siccome avviene in quegli eserciti iu · cui il servizio delle sussistenze è <lato ad appalto. Col sistema oggi in uso in Piemonte si ba un'amm~nislrazione im piantata, alla quale in tempo cli guerra non de,·esi d1e accrescere le attribuzioni, dandole il. carico di tutti i vf"veri per l'esrrci lo. - I soldati sono alloggiati iw buotìe C'ascrmc, e dorm0no sopra

p;;·tengon~,

1


244

.·DEL-I,'ITALIA..

ST.ITO !JILITARE

matei;as_si di stoppa, atbgiati sopra brande con sostegni <li ferrn. Vestono in tulle l_e stagioni tuniche e pantaloni di panno, cappotlo e caschetto; di giubba e pantaloni di grossa tela bruna, fanno uso soltanto nelle caserme e per le fatiche. Il vestiario ; dai caj)potti in fuori, è a cal'ico del soldato; il quale a tal fine riceve un assegnamento di massa, variabile sec,ondo le armi, e che per la fanteria tli linea è di 1 ,i centesimi at giorno, in tempo di pace , e di' 24 in tempo di guerra, oltre un asscgnam,rnto per pri mo cor'l'edo, di franchi 80, , GIUSTIZIA MILITARE.

I reati comuni còmme~si dagìi individui dell'esercito, sono giudìcati ·dai tribun,ìli ordinari. I reati militari, invece ; sono giudicati da co'nsigli di guerra reggimentali o divisionali, secondo il grado dell'imputalo e la natura del reato. Gli uffiziali sono sempre rimessi ài consigli di \'isionali. L'appello vien portalo alla Corte di Cassazione ordinaria. Le pene per reati militari vengono espiate nella Reclusione inilitare, data in custodia ·alla -compaguia di moschettieri. Coùesto sistema di no11 confondere i condannati per reati mili-tari con quelli per reati comuni, è giusto; percioccl:iè gran' parte dei' reati militari non intaccano la n10i·alita pubblica e privata, e sono non altrimenli punibili, che per le condizioni eccezionali in che si trova l~ società· militare; sarebbe un aggravarn oltre misura la condizione di colui cbe fos_se incòrso in una pena per reato militai-e, ' mettendolo a fianco del ladro e deil'a:ssassino.,La pena del bastone è c!a lunga pezza abolita. Rl::CLUTA ~ll::NTO.

li nuovo sistema di reclutamento è fissalo con leggi del 185l e ·I 857. Tutti i giovani sono tenuti al servizio militare; nel-

'

245

l\ urno in cm compiono , il 2,1° anno d'età. L'intero conti11gente è <l~viso in due aategorie,: la 'I,'; designata dalla sorte ~ fissata ptw numero da una legge, raggiunge le bandiere; la-2' riceve un'istruzione sommaria 'per 50 giorni, in un campo, ed indi rimane di-,ponibile per il servizio militare sino all'età di ;26 anni. Le esclusioni d~l servizio per fisiche imperfezioni o per altre cause, sono numerose; di maniera che cli 50,000 giov3ni che ogni anno raggiungono l'età voluta, se ne contano poco più di 18,000 effcttualmenle destinati a far parte delle due categorie d1 coscritti. La qual cosa vorrebb'cssere sludiata, per correggere i difclli del sistema, secondo che sieno riconosciuti nella legge o nelle misure amministrative con chi~ venga menata in allo; perocchè altrove gli esentati non oltrepassano di numero jl terzo, i due quinti e raramente la metà degl:inscri!ti. La durala del servizio per gl'inscritti di 1• ~alegoria è di_11 ~ anni, di cui cinque in servizio atlivo e 6 in congedo illimitato; · meno che pei Carnbinieri Reali, gli armai uoli , i musicanti ed i moschettieri, pei quali il servizio è di otto anni, lulli a!li,,i. I volontarii sono ammessi nelle file clell'~&ercilo, nell'èlà ,non !Jlinore di anni 17 nè maggiore di 26, e denno contrarre i mpegno per on servizio attivo di ollo ,anni. I cambi dj numero e le surrogazioni, sono ammesse. Per queste ultime viene ogni anno fissato, per decreto, una somma di 1;i_: scatto , da versars.i nella cassa dell:1 tesoreria provinciale da colui che voglia esimersi dal .servizio militare. Cotesta so,mma costituisce il premio del surrogante. Di essa, 1 00 franchi yengono destinati , al fondo di massa, il rimanente va messo a frutto nella cassa dei prestiti e depositi, per esserne ritirata con gl'interessi cumulati al corypimento dell'impegno del surrogamento , o nel momento della sua promozione ad nffiziale o a guardarine; in caso di morte., la proprietà della somma depositala passa agli eredi del ,defunto. Si perde d diritto n\prc-


246

ST .lTO MILITA R'E

. mio d'ing:iggio , per diserzione · o per · condanna cbe cscluJa <lai servizio militare; in questo caso la somma di premio è devoluta all'erario. La direzione delte òpen)zioni di leva nelle provincie è affidata all'intendente, assistito 'da un <.:ommissario di leva, appositamente nominalo dal Ministro dell'interno, con l'intelligenza del Ministro della guerra. Un consiglio di leva presiedu-to ùall'iutendenle, e composto di due consiglieri provinciali e due uffiziali dell'eserciro, ed a cui assistono con voto consultivo n commissario ùi leva e l'uffrziahI dei carabinieri , decide delle controversie relative a.Ile operazioni di leva. Delle decisioni di questo consigl io può portarsi appello al Ministro della guerra, che ne delega la revisioDe ad una commissione presieduta d·a un generale, e composta da due uffiziali superiori . ed altrettanti consiglieri di Stato. Cotesto sistema di reclutamento dà i mez·ti c•ime tenere costantemente al completo l'eserci to in tempo di pace, e come ampliarlo in tempo di guerra nella proporzione per noi discorsa. Si supplisce annualmente ai congcdame nti ed alle perdite per altre cause soITerte,•per mC'zzo di un contingente di 1 • catt'goria di 9,000 uomini e di arruolamenti volon tarii, i quali danno nel medio il contingente di 350 giovanr ogni anno. Jn quanto agli uomini ini congedb illimitato, il contù1gente annuale non può eccedere i 6000 uomini, ove si ponga mente che dc'coscrilli un 1700 sono 'destinali a servir\} per otto anni, e ch e un' sesto ad un di presso dc'rimanenti va_perduto per diverse cause nel éorso de' cinque anni di servizio allivo, o ì)(' rchè non abbandonano le bandiere; alla qual perdita vuolsi di poi aggiungere l'altra, cui gl i nomini in ·congedo illimitato vanno soggetti duran te il periodo di sei-anni che rimangono a casa loro. Simigliantcmente n1olsi tener conto delle perdite degli uomini della 2• categoria, nel periodo di cinque anni , per coloro ehe vanno ad arruolarsi rnlontariamente, o per altre cause.

247

n ELL,l TALtA

E però la forza ùi che il Piemonte può disporre all'irrompere di una guerra, è la seguente;

Con tingente Perd ite

nan ualti

,,

l

EffclLi Yo totale

6000

1000

300.0 0

Di 2, · categoria per 5 anni.

9000

1000

q.0000

Esercito permanente . . . .

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t9533

"

119533

in congedo illim. p.er 6 anni

Totale . . .

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' sull'esercito allivo, Di maniera che v'è un'eccedenza, non pure che in guerra i qoaàri .permellono. ùi portare ad 89,000 uomini all'incirca, ma anello su i deposi li di nuova formazi~ne. E . vuolsi osservare , che gli uomini di 2' categoria che conv_iene incorporare nell'esercito atLil'O, sono in picco! nu mero rapporto ai vecchi soldati, e che però non possono nuocere alla sua solidità. Per supplire alle perdite eslraordinaric d~!la guerr~, v'llanno 8000 uomini all'incirca eccedenti i primi bisogni, non che l'intera leva di 1.8,00P uomini· t di I • e 2' oat~goria dell'anno . corrente, la quale può essere accresciuta col'.!~i<lerevoJmente chiamando successivamente sollo le arrui gli u~mini ,a 29 anni, a 19 e 18. in sino a che la ·pace non permetta il ritorno allo stato normale; se non che quesia misura vuo.1 essere m~nata )n atto con prudenza-, affine di non esaurire i proprii mezzi lutto ad · un trallo e togliersi la possibilità di prolungar.e la lotta. Aggiungi, cbe in tempo di gue1:ra la legge aggiunge a questa l'altra disposizione, di sospendere i congedame11ti per compiuto impegno. : Gli nffiziali vengono recl~tati per due terzi nell'Accademia militare, per un terzo fra j sott'uffìziali delle diverse armi. 1


248'

249

DELL".ITALIA

STATO M-ILITAR!li

Per la tanca di Paulilatino, v' ha pure un personale alla seguente maniera composto_:

Rlì'ilONTA. E RAZZE,

,,,

Di razze cavalline. non ce n' ba che due: l'una Regia,

Direllòre . . . Vice-DireUore . llettore . . . Veterinario .. Capo tancaro Capo agricola Tancari . . Maniscalco Muratore . Falegname

11011

lia guari t.rasportala da Veneria a Pollenza; l'altra in Sardegna, alla cosl detta tanca di Paulilatino , V'banno allresì due depositi di stalloni provinciali, l'uno a Fossano di 37 stalloni inglesi o del Mecklenburg, l'altra ad Annecy di 4,3. All'epoca della monta, la quale dura dal ,J 5 marzo al 15 giugno , gli stalloni vengono riparli ti in . 26 stazioni, di cui 11 · in Piemonte e 15 in·Savoia; un . veterinario regola la monta, sollo la vigilanza del comandante del deposito. li numero delle giumente condotte annualmente alla monta, è di 3300 nel medio, e quello dei_poledri cbe se ne ottengono, di 830. Per il scTVizio e la vigilanza de' depositi di stalloni, v' ba B seguente pei:sonale:

., 1

,,

.. ;

'

1 1 ·1

2 1 1

Totale

·1 ·1

.Mercè le cure usate dal governo, i cavalli indigeni sono in Piemonte c.:rMciuti di numero e migliorali di qualità ,

U!fizia(i.

U,lmini

Cavalli

-

,.

Maggiore cl)mand·antc . . • . . . . . . . . . . . . . . .

1

Capitano •. . , . • . . . . . .. . .. . . . . ', . _ .. ·..

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3

Tenente ·

1

2

:furiere .. . , . . . . . . . . . . , . . . . . , . , . . .

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~ergenti . . . . _; . ·. . . . . . . . . . . . . . . . . , . .

3

Caporali . . . . . . . . . . . . . . . . . , . . . . . . .

42

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Totale ...

49

9

Solt'ujfiziali e Caporali.

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- G'

ma si è ancora lungi dal potere soddisfare ai bisogni dell'esercito. A11nualmenle ricbiedonsi, nel medio , '8 20 cavalli per le diverse armi, che parte vengono forniti dal paese, parte comprati all'estero. [ cavalli del paese vengono principat-; mente adoperati per l'artiglieria ed il treno; in quanto alla cavalleria, due terzi de'cavalli vengono provveduti dalla Germania settentrionale, l'altro terzo dà\ paese e dalle altre provi11cie italiane. Buoni frutti si sono ottenuti in Sardegna, incrociando i cavalli dell'isola con stalloni arabi ;\ e sperasi fra non mollo potere di colà fornire la cavalleria leggiera; in ogni caso da quell'isola potrà ritrarsi , in caso di guerra, buon numero di ca-' valli pe' servizi i fuori linea. Credisi, che all'occorrenza troverebbonsi nel paese cavalli sufficienti pe'r il servizio dell'artigliei:ia, ma noi ne dubitiamo; a meno che non si adolli l'espediente di usare i muli per le rise1·ve delle batterie e pe' parchi, per le quali essi sono mollo acconci, e di cui l'Appennino abbonda.


STATO YILITA,RE

. AVANZAMENT,O.

Il sistema aùoltato· è; come .in Francia •, un misto di quello per anzianità e ùelJ:altro a ·scelta; se , non che nessuno può essere promosso ad un grado supr,riore, senza aver f;ervito un dato tempo nel grado· imm·ediatamfnle inferiore. Per essere promosso al grado superiort>,, convieBe aver serv.ito un anno da soldato, altrettanto-da c:aporale, due da sou'uffizìale, da sottotenente o da luogotenente, quattro da capitano, tr~,da maggiore, due da tencnte-tolonnello, tre in tulli gli altri gradi da c.olonnello in su. Di maniera che un individuo arruolato come S'Oldato, il quale fosse promosso sempre a scella, potrebbe, in 1 7 anni diventar colonnello ed,.in 26. generale d'armata, massi mo dei gradi cui si possa ascemlere nell'esercito piemontese. I In quanto alle proporzioni da serbare fra i promossi per anzianità e quelli per merito, la legge prescrrve quanto segue: I caporali èd i soll'uf{ìziali sono nomi nati tutti a scelta dal capo del corpo, su di una lista fol'mata in concorrenza degli: uffiziali superiori, dietro le proposizioni de' capitani delle com-. pagnie; essa rimane inaltel'ata per · un anno intero, dal caso in fuori che·qualcuno degl'.inscrilli non si t'enda in questo tempo . indegno d.i promoz·ione.,Gl'-ispellori nelle riviste annuali verifkano le liste di avanzamento, ,per ,assicurarsi che gl'inscrilli abbiano i requisiti d'indoneità-richiesti dalle leggi e da' regolamenti. J sottotenenti. sono nomi1Ìàti UII t-ei'zo a scelta, per arma, e due terzi dagli . allie,ii dell-'Accademia militare; in difetto del n_umero ocrcorrente di allievi, si, può accrescere la proporzione ùé' sott'ullìziali. ·• , , Le promozivni degli ullìiiali han luogo per arma. I )oogotenenti vengono p11esi dai sollo tenenti on · quinto a scelta e qua Uro quinti per anzianità,; in tempo di- pace; due terzi .per anzianita cd uu lt>rzo a scelta, in tempo di guerra.. I capi-

· DKLL'rrAl.lA

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taui prendonsi dai luogotenenti , due terzi per anzianità ed un terzo a scelta in tempo di pace; metà e metà in tempo tli · guerra. I mnggiori prendonsi metà per anzianità e metà a scelta fra i capitani dell'arma e quelli deHo staio maggiore , in tempo di' pace, tutti a scel ta in t<'mpo di guerra. I tenenti colonnelli ed i colonnelli sono nominali a scelta, sì in pace che in guerra, fra i maggiori di ciascun'arma e quelli dello stato hrnggiore. I Benerali sono nominali a scelta in lutto l'esercito, fra gli .uffiziah ·di grado immediatamente inferiore. Non pnossi fare eccezione alta· regola, che per l'impossibilità in cui si sia in guerra di provve<lere ai posti moti, o per azioni segnalale messe all'ordine del ,giorno. Lo staio maggiore si recluta fra i capitani delle dive1·se· armi, i quali alla scuola ciel corpo abbiano constatato la loro ido.:. neità. Gli uffiziali superiori vengono · nominati a scelta fra gli uflìziali del corpo di grado immediatamente inferiore, o tra gli uffiziali di grado uguale delle varie arn1i. Le lisie di promozione per anzianità degli uffiziali , sino al grado rii maggiore, sono compilate dai comandanti dei corpi col conco1:so degli uffiziali superiori, e spedite al Ministero della guerra per mezzo de' comandanti di brigala e di di\'isioni , che vi appongono al margin: le loro osserva::;,ioni. Coloro che fos.serò reputati non idonei per i·I grado superiore, vengòno com:, presi nelle liste al loro pos-to di anzianità, con l'annotazione co·rrispondente, affiuchè il Ministro 1superio11mente deçiùa della convenienza oppor no di escluderli dalla prom1lzione. Le, liste p1'r le promozioni a scelta vengono alla stessa mauiei:a compilale dai capi dei corpi, su quelle già falle per le promozion! a scelta, sì per gJi uffiziali sino al grado di capitano ,inclusivamenle, cbe pe' sotl'uflìziali che sien·o riconosciuti meritevoli di essere promossi a sollolenenti. Coteste li~te sono verjficate dall'ispettore, nelle riviste annuali, affine di indirimire al Ministro le $,oe osservazioni in proposito, una alle proposizioni per le pro-. · mozioni a scel!a drgli uffìziali snperiori .

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STATO MILI'l'A!\Ji!

STATO E POSIZIONE DELL'UFF·lZIALE, PENSIONI, ECC.

Il grado conferit,1 ali' uffizi aie ne costituisce lo stato, ed è distinto- dall'impiego. L'uffiziale non può perdere il suo grado, che per una delle cause seguenti: 1 ° Dimissione volontaria; 2° Condanna a pena crim1nale; 3° Condanna a talune speciali pene correzionali ; 4,° Condanna alla pena del carcere, con l'aggiunta della so• speusione dai pubblici uffizi e della sp.eciale vigilanza della Polizia; 5° Destituzione o diinissione pronunciata da un consiglio di guerra. Inoltre l'uffiziale può essere rimosso, cioè può perdere il grado conservando una pensione, pr.r una delle cause seguenti: 1° Per offesa al re, e per pubblica manifestazione di opi• nioni avverse alla Monarchia costituzionale, alle istituzioni dello, Stato, alle libertà garantite dallo_Statuto ; 2° Per cattiva condotta abituale, o per mancanza contro l'onore. La rimozione ha luogo per Decreto Regio, dietro relazione del Ministro della guerra e proposizione di un consiglio di disciplina, composto di un presidente, generale od uffiziale stlperiòre secondo il grado delt'i mputato, e quattro membri a questo superiori od eguali <li grado, ma più anziani. Le posizioni dell'uffizialc sono: 1°.. Il servizio effettivo ; 2° La disponibilità ; 3° L'aspettativa; 1° La riforma; 5° La rivocazio.ne; 6° La giubilazione, o ritiro.-

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Il servizio effettivo comprende l'attivo ed il sedentario. La disponibilità è' la posizione dell'uffiziale idoneo al servizio, collocato temporaneamente fuori de' quadri e senza impiego. Essa è propria de' generali e de' comandanti di reggilJ!eDti e corpi. Durante il tempo della disponibilità , l'uffiziale generale o superiore riceve la metà della paga rispondente al suo grado di attività, non tenu_to conto degli accc.ssorii di paga e delle indennità. L'aspettativa è la posizione dell'uffiziale idoneo al ·servizio , · tenuto fuorì de' quadri per una delle seguenti cause; · 1° Scioglimento o riduzione dicorpo ; · ·2 Soppressione d'impiego ; 3" llìtorno da p1;igionia di guerra., qualora l'impiego sia stato rimpiazzato; 4° lnfermita temporarie contraile per ragioni di servizio 5° Informità non provenienti dal ser_vizio; 6° Motivi di famiglia, in seguito a sfontanea domanda dell'ullìziale; '7° Sospensione d'impiego. Gli uffiziali in a,spellativa per le prime quattro cause, hauno • diritto all'avanzamento per anzianità nel corpo al quale appartengono. Di tutti questi uflìziali si tie11e un ruolo per data di collocamento in aspettativa, affi ne di concorrere al ricbiàmo pe' due terzi de' posti vacanti di attività ne' rispellivì loro gradi; vien solamente richiamato cli preferènza · in allivit~ colui cui possa spettare la promozione per anzianità. Dura'nle la posizione-' di aspettativa, \'uffiziale ha diritto ai tre quinti della sua-paga di attività, se sottote·nente o luogolenente, la metà da capitano in su; gli uffiziali cui per il loro grado , arrna o corpo corripeta'ì10 razioni di foraggi, ne avranno due se generali; un·a per tutti gli altri gradi. La posiiione 'di aspellativa per iufèrmilà -temporarie non contratte per ragioni di servizio, o per i11otivi di famiglia , dura


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STATO MILITAR&

·oELl,'JT,I.LJA

un anno, dopo <li che l'uffiziale è messo con gli aliri in· ruolo, per essere chiamato in allività··; quell'anno noù Yien computalo nelle promozioni cui si: ha diritto per anzianità di servizio. Se scorso l'anno di aspettativa per infermilà 11011 Qagio11ate dal servizio, l'uffiziale richiamalo in attività non sia al caso di riassumerlo, vien giubila,tò o riforma.lo, secondo gli anni di 3ervizio che abbia. - - .· · ' Durante rarnfo·di aspellativa per iofrrmità non provenienti dal servizio, l'uffiziale riéeve lo ~tesso stipendio degli altri uffiziali in aspettativa; dut·anle quello , invece, per. motivi di famiglia, e~so perde ogni assegnamento. · i •, •• 1. . La posizione di aspettativa per sospensioue d'impiego, è.,una punizione -che viene inflitta all'uffìziale per taluni mancamentL Essa può durare un anno pel' semplice Decreto Regio, dietro relazi'One dèl ministro della guerra, e~sendo pur sempredibero all'uffiziale di chiedere un consiglio di disciplina; ma per prolungarsi per un secondo anno, viiolsi di obbligo una decisione del consiglio. La durata di aspettativa per si!Talta causa non ·è computata nello avanzamento per anzianità. In quanto agli averi , l'uffiziale •hà diritto alla metà della ·paga di attività, se subalterno, i due quinti da capitano in su. La riforma è la posizione deH'uffiziale senza impiego, · il quale, i'n pari tempo 1che per infermi la incurabili non sia più idoneo al servizio attivo , non _abbia diritto alla glubilazione. · Gli uffiziali riformati éhe' non abbiano compiuto otto anni di servizio , non hanno diritto ad alcmia pensione , nia possono ricevere un sussidio di tre h1esi di · paga. Quelli che abbiano più di ollo anni di servizio e meno cli venti, hanno diritto, per la metà del nuiner·o degli anni di servizio prestali, ad una pensione due terzi del minimo di quella di riliro rispondent!'l al proprio gfodo. Gli uffiziali rifornùtì ,· infine , che abbiano compiuti i venti anni cli servizio, ricevono una pensione vitalizia pari ad alti•ellante quote del minimo della pensione di ritiro, quanti sieno gli anni di servizio.

La rivocazione è la posizione dèll'uffiziale, il quale, non avendo diritto alla giubilazione, si-_sia pe' suoi portamenti rendulo indegno di più servire allivame_nte, ~enza che per- questo abbia dato sufiicienti motivi a destituzione p~1: sentenza di un consiglio di guerra. Simigliante posizio\1e· può esser falla all'uffiziale per.. decreto regio, dietro proposizione del ministro della guerra, e dopo aver uJito il parere del consiglio di disciplina. In tal caso, l'uffiziale ha diritto atl un assegnamento Ire quarti di quello che, pe' suoi anni di servizio, potrebbe competergli se fosse riformato: Allo stesso assegnamento ha diritto l'uffiziale rimosso dal grado . . ·La giubilazione, o ritiro, è la pos1z1one ultima <lello stato · militare, mercè la quale-si rientra nella vita privala, con una pensione vitalizia proporzionata agli ann\ di sen:i•zio prcst~li,; salvo a· potere, in caso di guerra, ess_ere chiamalo ,p uovamente a servire il· paese. li dirilto ,alla giubilazione si ac~ui~ta per due cause: 1° per anzianità di servizio ; 2° per infermità o-ferite contratte p.er ragioni di servizio. Hanno diritto alla giubilazione per an~ianità di servizio : dopo trent'anni i generali, gli ufficiali superiori ed i capitanj; dopo venlicinque gli uffiziali subalterni., i son'ullì7.iali , i capo~ rali ed i soldati; ùopo venti gli uffiziali sanitari cd i.cappellani. Il tempo pas~ato in aspettativa per infe,,mità. contratte non per ragioni di scrvi~do, o. per sospensione d'impiego, è valutalo per la metà; quello per motivi di famiglia , e. l'altro scorof) in escom·puto di una pena o in aspettazione di giudizio seguilo da condanna, non lo è per nulla. Gli anni di .campagna sono valutati in aggiunta alla durata del se1:vizio. • Le ferite ricevute in gµerra od in servizio comandato, e le infermità coolralle per r.:igione di senizio, danno dirilto immediatamente al!a giubilazione, quulutique \'olla abb:ano cagionato la ceci\à, l'amputazione o la perdita assoluta dell'uso


256.

STATO

MILITARE

di uno o più membri, od infermità equivalenti. -Le ferite od infen!}ità meno gravi, provenienti dalla stessa causa , danno diritto alla giubilazione sol quando il. militare sia divenuto inabile a continuare e riassi,unere più tardi il servizio. La giubilazione per _anlianità di servizio dà dirillo ad un minùno di pensione, che viene accresciuta di una qµota per ciascun anno dl servizio eccedente il periodo minimo, sino a cinquant'anni per coloro che hanno diritto alla giubilazione a trent'anni, e rispellivamente a quarantacinque e_quaranta per gli altri. La giubilazione per cecità, amputazione ,o perdita assoluta dell'uso delle mani o dei piedi, dà diritto al ·massimo della pensione, aumentato della metà;. quella invece per amputazione o perdita di una mano o di un piede, e per talune infermità, dà diritto a\.l!lassimo della pensione, quali cbe sie no gli anni di servizio. Le ferite e le infermità meno gravi danno dirillo al ~inimo della pensione, nel c,iso il militare non ne abbia alla giubilazione pe' suoi anni di servizio. La permanenza di dodici anni .in un grndq, dà diritto .all'aun:iento ciel quinto della pensione spettante per gli anni di servizio. Invece, se 11011 si sia servito due anni almeno nel proprio grado, la pensione viene liquidala sul grado precedente. Jn(ìne i graduati dell'artiglieria, del genio e dello stato maga giore, gli individui tulli dei Carabinieri, i quali abbiano cumulativamente servilo vent'anni in questi corpi, banno diritto a lla pensil)ne rispondente al grado immediatamente superiore , sernpreche abbiano servilo per lo meno due anni nel proprio grado. In quanto alle pensioni delle vedove dei militari, essa è della metà del massimo della pr,nsione di ritiro rispondente al grado del defunto, quali elle siei10 i suoi anni ili servizio, scmprechè la morte sia avvenuta in battaglia od in servizio comandato, od in seguito a ferite o malattie contratte per nigioni. di

DELL,iTAL!A

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servizio. Alla stessa pensione hanno diritto, in questo caso , cumulativamente i figli e le figlie uuhili minorenni, qualora F-irno privi di madre, o che questa venga loro a mancare più tardi ; essi sono pure preferiti nei posti gratuiti degl'istiluti d'istruzione e di educazione militare, non che nel ritiro per le' figlie dei militari. Il p.adre cieco e quinquagenario di un militare che sia suo unico so&tegno, non cbc gli orfani e le sorelle minorenni che sieno nelle medesime condizioni , hanno pure diritto alla pensione sopra diseorsa. Le vedove dei militari morti non per ragioni di servizio, o mentre erano giubilati, hanno diritto al quarto della pensione spettantè al defunto pe' suoi anni di servizio , o cbe già godeva; purehè il matri monio sia anteriore tli due anni alla morte , o che tiia · nata prole. Le vedove, invece, dei militari riformali dopo '.z5 anni di servizio, o che servano da · un pcllli,.,nurnero di anni , banno diritto al qnarto della pensione cii riforma rispondente al grado del marilo. Della ste~sa pensione hanno cumuiativameute diritto i figli e le figlie nubili rn inofon ni, i quali rimanessero o fossero privi di madre. SCUOLE ÈD- !STITUTI D' ISTRUZIONE E DI EDUCAZIONE MILITARE.

Nel totale rimescolamento dello istituzioni militari, -seguito in Piemonte posteriormente al 1848 per metterle al pari'dei progressi operntisi negli altri Stati d'Eu ropa , lo scuoi!-\ venivano totalmente riordinate. Oggidì esse sono così ripartite: 1° Collegio militare, ad Asti; 2, Regia Accademia militare, a Torino; 3° Scuola complementare per gli uffiziali delle armi speciali, presso il corpo di artiglieria in Torino ; 4° Scuola per gli' uffiziali di fanteria e cavalleria, pressq lo stato maggiore in Torino; -5° Scuola militate di fanteria, ad Ivrea; · 6" Scuola militare di cavalleria, a Pi-ncrol<r; -· 1

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Yo l. IV. -

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DELJ."JTALTA

STATO MILITAR&

7° -Scuole topografiche per gli uffiziali; 8° Scuole rcggimeìitaÙ ~e' soldati, caporali e sott'uffiziali; 9° Bc1t1aglione dc, tfgli de' militari; l0° Scuola degli al1ievi di musicà, tamburo trombetta, presso la Ilegia casa de'gl'invalidi , aù Mti; - . H Ritiro delle figlie de' militari, a Torino. . Il Collegio milìtàre, istituito con Decre.to dell'anno scorso, è una scuola prc1:1aratoì·ia dell'Accademia militare, dove gli allievi ,·engono ammessi di dirillo, compiuto che abbiano il corso d'insegnamento e risposto convenienlemenre all'esame finale. L'ammessione al 1° anno di corso del collegio, tia luogo dà 1 O anni compiuti a· 1 4. Il prezzo della pensione è di 600 franchi annui, e quella del rrimo corredo di 300. Vi hann·o HO pensioni a carico dello Stato, delle quali 50 vengono a quote an-nnali d,1te,,.rrer pubblico concorso nell'alto dell'ammissione, e le_ rimanenti ai figli degl'impiegati e degli uffiziali difettivi di me-zzi di fo rtuna, i quali abbiano risposto all 'csame di ammissione. Pensioni intere gratuite non ne vengono altrimenti accordate:, che a figli de' militari morti sul campo di-ballaglia o pe1:' fe. rile riportale. Il numero degli allievi è di 360. L'insegnamento è lo stesso che quello de' corsi speciali secondari i presso le scuole"'Cornuni, e dura cinque anni; e · però quegli allievi, 'i quali per mutata inclinazio-ne o perchè non ammessi all'Accademia militare, per insufficienza, volessero darsi ad una carriera diversa dalla militare, lrovansi di non avere per nulla alterato i loro studi, e possono senz'altro intraprendere i corsi·superiori ed universitarii. La Regia Accademia militare, dopo parecchie. trasformazioni subìte, veniva non ha guarì riordinata per metterne d'accordo le istituzioni con quelle del collegio· militare. Il corso d'insegnamento veniva fissato a tre anni per gli allievi dél!a fanteria e <lella cavalleria, a quattro per quelli delle arm:i scientifiche. lì numero d~gli allievi è stato per ora limitato a 250, salvo ad

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accresc'erlo, non sì tosto il locale ch'essi occupano sia stato couvenienlemente ampliato. Degli 80 ·allievi all'incirca di che l'accademia ha mestieri annualmente, si calcola che un tre quarti possano essere forniti dal collegio militare, l'altro quarto è risen'alo ai cittadini ed ai militari dcli' esercito. I cilladini, per essere ammessi direttamente all'accademia, conviene che -abbiano l'età di 1 O a 18 anni, e çhe al 17° anno compiuto si arruolino come soldati volontarii per 8 anni; i militari dell'esercito dnmo aver senito un an110 e non eccedere l'età di 22 anni; se soldati o caporali, di 23 se soll'uffiziali. , , Le spese d'istruzione, per professori e maestri, che un tempo gravitavano su gli allievi, sono s:ate col bilancio dell'anno cor.rente passale a carico dello Stato ; e però la pensione ha potuto essere ridotta a 900 franchi annui, e per tal modo tro .. _ .varsi · più a portata delle modeste fortune; Le mezze pensioni gratuite sono nel numero di -1 00, del_le qual.i 35 date per pubblico ,concorso; le rimanenti, ai figli Jèg\'impiegati d_ello Staio e degli uillziali ,difettivi di meu,i di fortuna. L.e ammissioni ban luogo sempre al 1' anno del corso p-er gli uffiziali di fanteria e cavalleria. Corrisposto all'esame del 1 ° anno, quel numero di allievi richiesti) dai bisogni delle armi sçienlifiche, ed annualmente fissato dal Ministro della guerra, vengono a loro volontà e per ordine di merito destinali al corso per quelle armi ; nel ·terzo anno di corso essi ricevono là no mina di sollo tenenti nell'esercito, ne godono la paga e ne portano ·i distintivi sulla divisa dell'accademia. Compiuto il corso, vengono nominati sottotenenti ilcll'arliglieria e nel genio, e de~ stinati alla scuQla complementare di queste anni. Gli allievi, i1wecc, destinali alla fan ieri a ed alla cavalleria, seguono il loro corso Speciale; e, soddisfatto cbe abbiano all'esame di uscita al compimento di esso, vengono nominati srittotenenli nelle armi rispettive. Quelli _di fanteria sono tosto . inviati ai loro corpi; quelli di,cuvalleria iGvece, vanno a com0

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STATO MILITARE

pierc la loro istruzione per uii anno ancora presso la scuola dell'arma ,' istituita a Pinerol~. La Scuola complementare per gli uffizwli clell'~rtigli'eria e del genio è sotto la direzione del comandante generai~ dell'artiglieria, ed ha per iscopo di compiere l'istruzione de' sottotenenti usciti dall'Accademia militare. Il corso di studi dura due anni, al compimento de' quali gli allievi subiscono un esame, ed indi vengono definitivamente classificati come luogotenenti ·nell'ar· tiglicria e nel gE"nio. La Scuola degli iif!iziali cli fanteria e cai;alleria presso lo stato maggiore, destinata a fornire di uffiziali questo corpo, ba qualche riscontro con la Scuola superiore di guerra delle grandi potenze germaniche e della Russia. Gli uffiziali delle due armi che volessero esservi ammessi, denno esporsi ad un esame -dietro un programma stabilito dal Ministro délla guerra. ii corso dura uu a~ o appena, dopo del quale gli afliziali allievi rimangono per un secondo anno a servire nello stato maggiore per imp-araroe il servizio. Indi vengono rimandali ai loro corpi, donde i migliori sono richiamati a misura del bisogno, giunto che sia il tempo della loro promozione a capitano. La Scuola militare di fanteria, alla qu;le vengono annualmente ammessi un numero di lenenti cui possa spettare la promozione per anzianità a capi tano, non che di sott'uffiziali, caporali e soldati, ha per fine di propagare un'istruzione uniforme nP,l\'armasu gli esercizi militari, la ginnastica, la scherma , il tiro ecc. La Scuola militare di cuvallenu è istituita per' un fine analogo a que~lo della scuola precedente; e forse pit1 determinalo ancora; a cagwne delle diverse maniere di cavalcare e dei diversi sistemi ippialrici in uso, di cui no1i è possibile rendere uniforme l'insegnamento ne' diversi corpi di cavalleria pe1· mezzo di semplici prescrizioni regolamentarie. Ad essa sono ammessi i luogotene_nli anziani prossimi ali e3sere promossi capitani, i soltolenenll nuovamente promossi e non provenienti dalla classe rlci

2Gl sott'uffiziali, ed un numero di solt'uffiziaJi e soldati di tutti i •Teggimenli di cavalle1:ia. L'istruzione comincia col 1° novembre, e termina col mes.e di agosto dell'anno seguente. Oltre ai cavalli degl'inclividui destinati alla scuo'la, e che vengono scelti fra i più idonei a quel servizio , i reggimenti di cavalleria passono inviarvi altresì quelli che avessero mestieri di una parlicola1·e istruzione. Presso la seno la v' ba pure un numero di cavalli, che possono di poi essere yenduli agli uffiziali superiori di fanteria. Le Scuole topogtaficlw per gli uf!iziali sono ordinate pel' reggimento, sotto la vigilanza de' capi di stato urngiore delle divisioni militari ; non pertanto è fatto facoltà ai comandanti di queste d'istituirne di centrali , sotto la diretta direzione del capo dello stato maggiore. Per eccitare l'emulazione fra le diverse scuole ed i singoli individui, il Ministero della guerra pubblica ogni anno l'elenco per ordine di merilo delle diverse scuole, prese complessivamente, non che quello degli uffiziali che più si distinsero. Le Scuole reggimentali, istituite nel ·1 8 50 e snccessirnmente migliorate, sono divise in due categorie: la 1• pe' sott'uffiziali, lfl 2• pe' caporali e soldati. La seuob de' sott'uffizial i è divisa in tre classi , quella de' caporali e soldati in quattro; ma pro.:priamente la t• classe della 2' categoria è pe' soli soldati -che abbiano mestieri d'imparare i primi rudimenti del leggete, il cui insegnamento ha luogo per compagnie , sotto la vigilanza dei proprii capitani. E però può dirsi, che in ogni reggimento dell'esercito v'abbiano, oltre quelle delle compagnie, due categorie di scuole, divise ciascuna in tre classi. Ogni classe è divisa in se1.ioni non maggiori di 40 individui. L'insegnamento è obbliga.torio per tu lii, non essendone esenti che i furieri, i sergenti di ammini\'trazione, i 'coporaf-furieri, e quegli altri individui riéonosciuti indispensabili alla contabilità delle compagnie e del reggimento, '

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SHTO muT.~RE

o coloro che avessero soddisfatto agli esami finali. In caso dì ristrettezza di locali , sono esentati altresl quegl'individui che fossero prossimi al compimento del loro servizio attivo. P.er gl'i_ndividui addelli alla contabilità v' ha una scuola particolare d'amministrazione e contabilità, sotlo la vigilanza de' direttori do' ·conti ne' reggi menti di farrtcria, degli uffiziali pagntori in quelli di cavalle'ria. · A capo di ogni ciassc sta un utnzialc coadiuvato da qualche sottuffiziale. La direzione suprema del!~ scuole del reggimento è è.l!Iìda!a ad un uffiziale superiore, coadiuvato da uno o più capitani. La loro dorata è dal novembre al marzo inclusivo di ciascun anno, quando appunto la rigidezza della stazioné impedisce le manovre. Inoltre, in tutti i reggimenti v' hanno scuole cli ginnastica, scherma , nuoto, tù·o , .ecc. L'ordinamenlo delle scuole reggimentali delle armi scientifi che, dill'tirenzia poco da quello delle altre armi· ner esempio 'J I'artiglieria non ha scuoìe. di compagnie. L'ìnsegnamentto naturalmen tç varia in qnella parte relativa alla special ilà del proprio mestiere. . Il Battaglione de' figli de' militari fu ist:tuito l'ànno scorso per il fine cbe indica là•stessa sua denominazione.. Gli allievl sono 300, m'tlntenuti lutti a spese dello Stato. L'ammissione ha luogo all'età di 1 a.. a -f 5 anni, quando cioè si possa esigere dai giovani, col concorso de' loro parenti, che all'età di 17 aun i contrarranno un impegno volontario di otto anni di servizio: in concorrenza , i figli de' militari sono sempre preferiti nell'ammissione. Oltre all'insegnarnento primario, gli allievi ricevono un'istruzione sufficiente per formarne buoni sott'uffiziali. Uscendo dal battaglione, essi passa'no a servire da soldati nei differenti corpi dell'esercito; ma vengono tenuti presenti per le prime promozioni cli caporali, con1piuto cho abbiano l'anno volulo dalla legge dell'a,•anzameuto, non cbe per quelle di sergenti un anno più tardi , qualora la loro coridotla si sia serbata

2G3 lou evole. Di maniera che essi possono fra i ·I 9- e i 20: anni, ovvero molto giovani, ascendere al grado di sergent.i, e quindi avere agio a percorr.ere uoa brillante carriera, qualunque volta . abbiano merito ed ingegno. La $..c.uola di musica, trombetta e tamburo, esistente in Asli presso la Real Casa degl'Invalidi, e elle oggi comprende 200 allievi, è stata per tal forma ampliata soltanto nel ,1856. Quelìi che moslrino mnggiore disposizione vengono dedicati alla musica; gli altri sono addestrali a suoni:\rc la tromba od a ballere il tamburo. Tutti pQ.i ricevono l'insegnamento primario, ed una conveniente istruzione militare. L'amm issione ha luogo all'età di 1 5 anni , con l'obbligo di contrarre a 17 anni un impegno vqlonlario di 8 anni di servizio; in concorrenza, i figli de'. mi- . litari sono preferiti. Gli allievi destinati ai corpi a piede, dalla scuola vanno direttamente alla loro destinazione ; quelli, invece, destinati alla cavalleria, vanno da prima per un certo tempo alla scuola di cavalleria di Pinerolo, per imparare l'equitazione. li Rilfro delle figlie de' militm;i esistente a Torino, fu fondalo nel 1779 da Vittorio Amedeo li, per ricoverare le figlie dei militari difettivi di mezzi di fortuna e dar loro una onesta edu-cazione. Il numero delle allieve è di 60. Per essere ammesse al ritiro, le ragazze non denno aver meno di 8, ne più di t 4 anni. . Pe' maggiori particolari che si potessero desiderare sull'ordinamento delle scuole e degl'islituti d'istruzione e di educazione militare, rimapdiamo i lettori al v.ol. J, anno 11, di questa Rivista. DIIlLIOTF:C:IIE MILITARI.

Per comodo degli uffiziali dell'esercito , dell'am~inistrazione e de' professori degli stabilimenti militari , ~ hanno in tulio lo· stato dieci biblioteclJe, nella seguente maniera distribuite; Una biblioteca milita.re presso il comando generale dell'ar-, tiglieria, in Torino, nella quale sono state fuse le antiche biblioteche speciali dell'artiglieria, del geni o e dello stato maggiore;-


264

:;TATO MILITA RE

Quatlro biblioteche, così delte di presidio, presso ì comancJi delle divisioni militari di Genova, ,_Alessandria, Chambéry e Cagliari ; Una biblioteca di presidio presso il corpo dei bersaglieri in Cuneo, dove risiede lo stato maggiore di esso con un certo numero di ballaglioni ; Due biblioteche di presidio presso le scuole militari di fanteria e cavalleria, ad Ivrea e Pinerolo ; Dne biblioteche speciali, dPI corµo ù'artigìieria ,alla Venaria Reale, residenza del grosso dell'artiglieria da campagna, ed in Genova. Inoltre sono messe a di:-posizionc degli uffìziali e degli inc.Hvidui addetti al servizio militare, le due ricche ,biblioteche tlel Re e del Duca tli Genova, esist~nti in Torino. O liDINI M !L l 'l'A R I.

Gli ordini per ricompensare servigi puramente militari, sono l'Ordine militarè di Savoia, la llhdaglia JJfaur-iziana e la 1,te-daglia al valor militare. !,'Ordine militare di Savoia, istituito nel ,181 5 e caduto ùi poi in disuso nella lunga pace che le tenne dietro, veniva riattivato nell'epoca della guerra d'Oriente , a . cui prendeva . parie _ l'esercito piemontese, e de(initivamente ordinato nel marzo del 1857. l decorati sono distinti in cinque classi : Gran Crnci, Grandi ulllziali , Commendatori, Uffiziali e Cavalieri. Capo dell'Ordine è il Re. b ,illedaglia Jfaurizicma per il merito militai·e·, ven iva istituita nel 1 839. i~ r fregiarne i m,Hitari decorati delFordine dei Ss. Maurizio e Lazz,.n-o , dopo cinquant'anni di servizio effellivo. ·Essa è d'oro, di due diverse dimensioni: la maggiore pei generali, i quali la portano sospesa al collo a guisa di commenda; la minore per tutti gli Ì1llri uffiziali.

255 ; La 11/edaglia al valor militare data la sna istituzione dal i-793. Riconfermata da prima, indi soppressa nel 1815 nell'istitnire l'ordine militare di Savoia, ricompariva nel 1833. Nel 1Sts ' veniva .fissata la pensione di 200 ·lire annue per la medaglia d'oro , di 1 00 per quella di argento; ma la sua istituzione non era riordinata definitivamente, che nel 18n1 . . Oltre cotesti ordini esclnsivamente militari, v'ha pure l'Ordine lliilla SS. Annunziala, e quello dei Ss: jJ[ aurizio e Lazzaro, di cui vengono fregiati sl. i militari che i civili: L'Ordine della SS. Annunziata è antichissimo. Emmanuele lii liberto lo riordinava nel ·1 577 , e fissava a soli 20 il numero dei cavalieri, oltre cinque uffiziali ; cioè il cancelliere, il segretario, il tesoriere, il re d'armi o araldo, ed il capo che allora era il duca, ed oggi è il Re. Cotesto è l'ordine più pregiato in Piemonte ,. e porta con sè il titolo di eccellenza. L'Ordine dei Ss. 1Jfaurizio e Lazzaro, poco meno antico del precedente, era ai nostri tempi successivamente riformato ; finchè nel dicembre del I StH,· veniva diviso in cinque classi, alla stessa maniera dell'ordine militare di Savoia . . DEJ~L~l'fAI,! A

STADILil\IENTl MILITARI, OSPEDALI.

Il grande arsenale per la costrnzione del materiale da guerra cli ogni genere, è a 'forino; quivi sono i forni ,per fondere i cannoni di ferro e di bronzo, i banchi di fora mento, le olllcine per la costruzion~ delle vetture di artiglieria, le officine per la montatura delle armi portatili, la grande sala d'armi. 17uori il suo recinto sta il laboratorio per la fabbricazione delle capsule e di tutti gli artifizi da guerra, non che la fabbrica delle armi por.lalili. Un arsenale •di riparazioni è a Genova, altro minore a Cagliari. Due sale d'armi se·c òn<larie sono ad Alessandria. e Genova. La fabbrica principale di polvere è a Genova, iòsino a che quella di ·Fossa.no, che è

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266

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STATO MJLITA!Ul

in costruzione, non sia compiuta; allora lo stabilimento di Genova sarà limitalo ad una semplice,raffineria: altra fabbrica secondaria dì polvere è a Cagliari. Col tempo sarebbe desiderabile che un arsenale sorgesse ad Alessandria, affinchè l'esercito qui,·i raccolto trovasse;. aH,'occorrenza, come rifornire ed in• staurare il suo materiale. ' , Gli o'spcdali sono distinti in divisi onali e succursal i. I divisionali sono diyisi: in ·due classi: · nella prima sono amioverali quelli di Torino; Genova, ed Alessandria; n·eila seconda quelli di Charnbéry, Cagliari, Nizza e Novara. I succtrnsali sono ·stabil iti in quei presidii e fortezze che le occorrenze, del sendzio possano richiedere, sotto la dipendenza degli ospedàli di 'lisionali. La suprema direzione degli ospedali è affidata ai coman~ <lanti mili tari delle provincie in cui essi si trovano. FRONTIERE E PIAZZE FORTI. ··

La frontiera politica del Piemonte è limitata, ad occidente per buona parte dal Varo, dalle Alpi sin presso il monte Tabor, e da una linea che per Pont-Charra, sull'lsère, ies Echelles , St-Génix, e luffgo il Rodano va a finire sul lago Lemano , poco al di sollo di Ginevra; a settentrione, _dalle Alpi sino al Canton Ticino, il quale comprende l'al-ta valle di questo fiume; ad oriente,' dal .Lago Mag,giwe e •dal .fiume che ne sgorga , non che dal -contrafforte dell'Appennino elle va a finire allo stretto di Stradella; a, mezzodì; dal mare ohe bagna il •. piede deHe Alpi mari lii mc e dell'A,ppennino ligure, .dall'imboccatura del Varo a quella della Macra. •• • ,, Sotto l'aspello militare la Savoia, "·eollocata com'è sul rovescio occidentMè delle Alpi, non è ·difendibile c-ontro forze su-· periori; invece è. molto acconcia per muovere alle offese contro !?rancia, per la via del Delfi.nato. La .stessa contea di Nizza,, sino al contrafforte ch'è sulla destra della Roja , non offre p.o-

'OELL !T,\L !A

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s1z1oni capaci di arrestare un esercito invasore. E però può dÌrsi che ad occidentei la frontiera militare del Piemonte sia ' limitata dalle Alpi e dai monti della destra della Roja. Da questo lato, le valli principali per le quali possa procedere un esercito invasore, sono sbarrale da opj)ortune . opere. La valle d'Aosta, nella quale mettono capo 'le comunicazioni· del piccolo e del gran S. Bernardo, è chiusa ai suo sbocco dal forte di Bard ; le due strade che a traverso il Cenisio ed il Ginrn·a sboccano nella vaHè della Dora-lliparia; sono sbarrate dal forte di Le.sseillon, collocato nella valle dell'Arc, e dall'altro di· Exilles in quèÌla dell'alta Dora; la valle cli Pragelato è chiusa dalle belle fortificazioni di Fenestrelle; quella di Stura è sbarrata dalle fortificazioni di Vinadio, s(istiluile alla piazza di Demonte , che i francesi demolirono u:'a alle- fortificazioni di Susa e Cuneo. La via del colle di Tenda è tuttora aperta , non essr.ndo stata nè riedificata la piazza di Cuneo , nè folto nulla a Saorgio. - A settentrione, la strada del Sempione non è altrimenti ga;antita che dalla neutralità della Svizzera, che non sarebbe sicuramente rispettata in una grande lotta europea , siccome non lo fu nelle guerre dellà Repubbl ica e dell'Impero francese; Dalla parte del Ticino il paese era compiutamente _aperto , avendo gli austriaci, nel 1·8·15, abb?ttute_le fortificazioni della citta di Alessandria e conservate sollanlo quelle della cilladella, per averlo compiutamente in loro balìa. Ma, dopo gli avvenimenti del 1848, essendo quivi state precipuamente rivolle le preoccupazioni del Governo e delle Camere, veniva fortemente munita Casale, e messa a cavallo del Po con ùna tesla di ponte sulla sinistra riva; non che chiusa la città di Alessandria, con una cinta continua, protetta innanzi da forti spinti· fin sulla destra riva· della Bormida. Di milniera cl:ie, oggi_ sulle due rive del Tanaro e della Bormida il Piemonte pos!\iede una vast11 posizione trincerata, donde l'esercito può per 1


z68

S'l\\TO ~ÌfLITAR!s

DELL'ITALIA

Casale manovrare sopra entrambe le rive del Po., e per tal forma covrire la maggior p1,lrte det paese. ·sul mare v'ba la fortissima piazza di Genova, la quale, co' suoi foqi distaccati, può offrire un ultimo ricovero all'esercito piemontese, sopratutto se di quivi attenda i soccorsi dei suoi alleai.i. A Savona, donde si penetra · agevolmente nella vallr, de.I Po, v'ha un forte presso la cillà, da cui prende nome, e gli altri due minori di S. Lorenzo e S. Stefano, a difesa della bella rada che quivi si riscontra. Altri due forti sono a Ventimiglia e Villafranca a difesa di quelle rade, e talune batterie lungbesso la costa difendono la navigazione di cabotaggio. Imrortanti fortificazioQi st,\nno sorgendo a Spezia, a difesa del seno e del porto; . le quali non è improbabile che, col tempo, finiscano per estendere la loro influenza sulla strada della Toscana , lungo la Riviera di Levante, oggi sbarrala pit1 indietro dalla piazza di Genova. In Sardegna, v'hanno forti e batterie ad Alghero, Carloforte, Calamesca, la Maddalena e Porlo-Torres.

pennino-ligUl'e, ed incorporato che fu il Piemonte allà Francia, acquistavansi riputaziÒne di bravura "fra le stesse truppe del maggior capitano del secolo. Nel 1848, combattevano valorosamente a Pastrengo, S. Lucia , Goito, Governolo; ed a Custoza non erano sopraffatti dal numero, che dop(I tre giorni di una lotta sitfattamente accanita, che accresceva lustro alle proprie armi fra gli stessi rovesci. La concorrenza di circostanze politiche che contribuiva al disastro di Nova1:a, è noia all'Europa, e però non può oscurare il lus~ro delle armi piemontesi. Il soldato subalpino è sobrio, paziente alla fatica, calmo e vivace ad un tempo, ma più acconcio per le azioni d'impeto che per le lunghe fucilate. Esso si sottomelle agevolrnfmle alla disciplina, purchè non la si voglia macchinale come l'austriaca e la russa, sibbene che parli al cuore e nobili li l'individuo. / Dal 1850 in poi, non furono risparmiati mezzi, core e fatiche, per ordinare su migliori basi l'esercito, apprestare ma. teriale di guerra ed acc,:esèere difese· allo Stato. E però si 1rnò bene sperare delle sorti ciel pae3e , quando giunga il giorno in cui le armi piemontesi sieno cbiamale a scendere nuovamente in campo.

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CONSIDERAZIONI GENERALI.

La politica invaditrice della é asa d1 Savoia costringeva i suoi Principi, nelle secolari lotte sosteunte, ad immedesimare i proprii i11te1'essi con quelli de' popoli loro soggetti, e tenerne desti gl'istinli generosi e guerreschi, affine di ottenerne tuttodì sagrifìzi di oro e di sangue. Le precipue loro cure mai sempre rivolte agli ordinamenti militari, furono cagione che i soldati piémontesi mantenessero in tulle le epocbe incontaminata la loro opinione di bravura. Nelle guerre della successione di Spagna e della prammatica sanzione, essi difeQdevano strenuamente il proprio suolo e finivano per acqnistare nuove provincie ai loro Principi. In quella della rivoluzione, arrestavano per cinque anni le falangi francesi a pie' delle Alpi e dell'Ap-

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269

(Continua). .

CARLO ' MEZZACAPO.

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STUDI STRATEGICI SULLA

STUDI STRATEGICI SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

CONTINUAZIONE

111.

La difesa della Syizzera ·contro l'Allemagna in generale. a) Sezi'one principale. Passiamo ora a descrivere più minutamente la nostra frontiera, incominciando da quella contro all'Allemagna in generale. La sezione principale vuol essere esaminala prima delle altre ; perocchè essa predomina su quelle sitcome abbiamo follo osservare ncll~ nostre considerazioni genera.li. Qursta sezione ha, in un certo modo, la forma di paralellogramma, di cui uno dei lati lunghi è la linea formala dal Lim. mal; il lago di Zurigo, il canale del Limmat ed il lago di Wallensladt, . l'altro segue la frontiera nord-est del Cantone di Sciaffusa e fa r:va svizze1:a (al sud -ovest) del lago dL Costanza. Uno dei lati corti è formato .dall'Aar e da una linea che segna,

DIFES'! DELLA SVIZ_ZERA _

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nella Foresta-Nera, la"v;ue· del Wolach sino a Blumberg; l'altro è segnato dalla catena delle montagne di S. Gallo e Appenzell lra i laghi di Costanza e Wallenstadt. Di già abbiamo dello che Zul'igo è il centro cli questa sezione; ed ora bisog1,1a che ci o~c,upiamo della configurazione della frontiera geogra!ica. · 7 ;, , · Il corso del Reno, uscendo dal lago di Costanza a Stein, segne sino a Scialfusa la_direzione fodLc;ata ~alla riva svizzera del lago; indi si volge q~.si pel'pendicolarmente, nella direzione di Zurigo, sino all'imboccatura della To~s , e riprende dopo la primitiva direzione sino a Waldshut, al confluente <lell'Aar. Il Cantone di Sciaffusa·ed ùna piccola parte di quello di Zurigo sono posti sulla riva destra del Reno, il quale fiume, oltre alla curva indicata, presenta ed una linea tutta irregolare, ed una lunghezza cor.siderevole, sulla quale ci ha numerose comunicazioni; inoltre vi si trova il ponte Ji Costanza, ed altri passaggi praticabilissimi. Il Reno non può essere aifatt,o considerato come ostacolo 'tattico, ·poichè ha poca ·lal'ghczza, ed è dominato in più luoghi dalle altttt·e della riva destra. E però il Reno non può servire comè una forte linea di difesa, e ciò ta1~to ~cn_o che la città di Costanza, posta sulla riva sinistra, minaccia 11 fianco ed anche le spalle della linea stessa.

Dietro il Reno si trova una S('conda linea di difesa, mollo sovente tracciala; quella cioè della Thoor; la quale linea pa- · ralella alla riva del lago ed al corso ciel Reno da Stein a Sciaffusa, appoggia la sinistra ·all'angolo <lei Ucno all'imboccatura della Tbour, e la destra alle montagne <li Appenzell, al terreno ondulato del Cantone di S. Gallo ed alla sua città capitale. Questa linea ha ìl vatìtaggio di non poter essere .girata age• voimente da un movimento offensivo che partisse da Coslanza;


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s ruur STIUTEG1c 1

e da altra parte il nemico si trove1·ebbe costretto, in un allacco con tro questa linea, a spiegare le sue forze in uno spazio an gusto con il lago ed il Reno alle spalle. Però si[alli vantaggi sono controbilanciali dagli svan taggi slra!Agici e politi ci: cioe cotesta linea lascia il Cantone di Sciafl'usa senza ùifesa in nam.i di essa, e rcnd<: impossibile il difendere la sezione secondaria a destra; ed inoltre la linea non è mollo forte, tatticamente considerala, la maggio1· parte del terreno essendo piano éd il rimanente sparso qua e là di pochi monticelli di minima imporlariza. Pur tuttavia si potrebbe trovare una posizione vantaggiosa a Frauenfeld, ma essa ha solo un'importanza locale , in caso di ritirata, e può essere girata per la straùa che da Scialfusa conduce a' Winlerllrnr , passando la Thour a Andelfingen. Una terza linea , quasi parnlella alla precedente, fu anc!Je indica\a come vantaggiosa per la difesa, quella cioè della Toss, la quale però è ritirata più indietro verso l'ovest, ed oltre alle parti abbandonate dalla linea precedente, lascia scoverli e senza difesa nè diretta nè indirelta i Cantoi1i di Tbourgovia , S. Gallo, Appenzell ed un'altra parte <l i quello di Zurigo. Considerata tattica men te, questa linea offre più grandi va11taggi che l'altra della Thour: si 'lega più fortemen te al fieno, alla imboccatura della Toss, la riva destra del fiume è dominala da una catena di colline, che permettono una difesa locale molto energica: ma anche que~ta posizione non può essere che passeggiera, se pure· la dllà di Win lcrlhur permettesse una difesa energica per arrestare i progressi del nemico , e che l'ala destra della linea potesse essere ri1:iiegata su i lag!Ji di Pfaffikon e di Greitf,•n. '

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Una quarta linea è quella del Glalt, ma essa è dife ltosa sollo ogni rispetto, non presenta che qualche al tura isolata , facile ad essen} girata da un energico nemico, ed ove mai i!

SULLA DlFlsS,I DE l, L ,t SVIZI.ERA 273 difensore volesse fermarvisi , il nemico potrebbe agevolmente tagliargli la ntirata sulla Lirnmat.

Eccoci pervenuti alla linea deila Limmal , linea i cui vantaggi sono stati riconosciuti da tutti gli strategici delle epoche precedenti cd unclrn dal maggior numero di quelli dei giorni no3tri: e però è no_stro dovere fermarci più lungamenlc a considerarne_i gravi inconvenien ti , siccome linea principale di •difesa , tanto sott,i l'aspetto strategico elle politico. Questa linea , che abbiamo indicata come uno dei lati lunghi del paralel\ograrnmo, lascia innanzi sè senza difesa la parte pi Lt popolosa e ricca della nostra patria ; ed oltre ai Cantoni indicati più sopra , cadrebbero in mano del nemico la più grande parte del Cantone di Zurigo ed una piccola di.,,qucllo di Argovia. E però l'attaccante potrebbe crearsi una forté base di opl'razionc su di Scièl!Tusa e Costanza, ed in seguito agevolmente operare un movimentv concentrico , contro la chiave della nostra posizione, cioè contro la città di Zurigo. Lo spazio che occuperebbe , in tal caso, sarebbe abbastanza vasto e profondo, per provvederlo delle necessarie risorse, per concentrarvi e manteuer\'i forze considf'revoli. lnollre la nostra sezione secondaria di <lc.,tra si troverebbe presa a rovescio, ed il nemico potrebbe agevolmente congiu ngere le sue truppe dm vengono dal nord con quelle procedenti dall'est dal lato del Voralbr\rg (\ <lei Tirolo ; NI ove volessimo impedire questa operazione avanzando l'ala destra , saremmo esposti a essere attaccati su i due lati e tagliali fu ori dalla nostra base. La sezione secondaria di si nistra perderebbe , allo st<'sso · modo , ogni prestigio di forza , per la posizione ritirala della sezione principale di difesa. La sna ala destra si troverebbe compiutamente isolata; ed un corpo ' nemico che si avanzasse Voi. IV. -

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274 STUUI STRATEGIQ da quel lato, non avrebbe più timore di essere giralo- per la sua sinistra. Inoltre un movimento offensivo del Ttemico, contro questa sezione secondaria , paralizzerebbe gli sforzi d,·1 fianco sinistro della sezione principale. La linea del Limmat è, senza dubbio, la più forte che si riscontra nella sezione di difesa in disamina, limitandoci alle frontiere geografiche della Svizzera. I monti dietro il fiume e dielrn Zurigo domi~ano la riva oppo3ta; Zurigo è cinta da due lati da montagne cbe permettono un'energica difesn sulle due / rive; in guisa che se il nemico si è impadronito ddla ci llà, troverà sempre molte difficoltà per stabilirsi o per avanzarsi nella valle della Sihl o lungo la riva sinistra del lago , per essere entrambe dominate da catene di montagne. Seguendo questa linea nella direzione est, trovasi sulle primo il lago di Zurigo sino a Rapperschwyl. Questa città fornita di un grande ponto di legno lungo ·I 800 passi, potrebbe essere difesa con una tesla di ponte, o anche lo stesso ponte potrebbe essere rollo , come pure il ponte della strada a guide di ferro. Al di là di Rappenschwyl ci ha un'altra parie del lago di Zurigo, detto lago superiore , - che serve da forte barriera difensiva. Il canale del Linth che riuriisèe il lago di Zurigo all'altro di Wallenstadt, è un debole ostacolo contro un attacco, ma le montagne che gli sono dietro, dominano compiutamente lo spazio fra i due laghi ed anche la valle del Linth , che dall'a1;golo ovest del lago di Wallenstadt si dirige a Claris e quindi nell'interno di questa parte della Svizzera. Dopo il canale del Linth, si trova nel lago di Wallenstadt , un nuovo ostacolo che si prolunga sino alla ciltà dello stesso nome , indi la linea prosegue per una serie di montagne molto scoscese che circondano in liòea curya lo spazio paludoso , tra l'angolo est del lago ed il Reno a Ragalz. Ed eccoci finalmente alla valle del Reno ed ai trinceramenti di Luciensteig,

SULLA DIFESA l)EU, A -SVJZZERA

275

e però è un passaggio mollo importante quello che per la valle del Reno conduce a Coira. Dal detto si scorge che su questa linea estesa , ci ba diversi punti dai quali si possono intraprendere operazioni offensive, con più o meno successo; ma per ci_ò fare ci troviamo costretti ad operare con più corpi cli esercito, composti di truppe bene esercitate ed intrepide, per riprendere una posizione vantaggiosa, innanzi alla nostra linea troppo indietro. Il terreno più adatto ad un tal movimento offensivo trovasi, senza contraddizione, nei Cantoni di S. Gallo e Appenzell; ma per eseguire tale movimento o!fonsivo, bisogna renderci padroni della valle del Reno , da Sargans a Rheineck, e delle alture dominanti sulla destra di questo fiume. Inoltre , bisognerebbe impedire al nemico di restar concentrato all'imboccatura della valle dell'Ill , cioè a Feldkircb. Studiando la campagna dPi 1790, si acquisterà il convincimento della difficoltà di operare contro questa piazz~ fortificata; essa sarà, se una circostanza straordin~ria non favorisce l'attaccante, un ostacolo difficile a superare, e che paralizzerà sempre, più o meno, i nostri sforzi offensivi. Inoltre se vogliamo prendere l'olfensiva con l'ala destra , siamo costretti a fare l,J stesso su tutti i punii importanti della nostra linea di di fesa, tanlo per impedire al nemico di concentrare le sue principali forze sul punto minaccialo , quanto per assicurarci nna posizione solida e ben l~gata. Per la qual cosa bisognerebbero almeno Ire corpi differenti , che dovrebbero avaruarsi su d'un terreno pii1 o merw aperto; e si capirà agevolmente le gravi difficoltà che donemmo vincere, per raggiungere lo scopo, che non potrebbe essere conseguito cbe con la totale disfatta del nemico, o con un accomodamento di pace. Ecco le conseguenze funeste ed infallibili , ~i una posizione difensiva ritirata indietro, senza tener conto delle perdite alle


276

STUDI STRATEGICI

quali saremmo esposli, è della oppressione che una grande parte dei nostri confederati avrebbero a soffrire. E però indirizziamo a tnlli gli uomini elle hanno cuore e patriottismo la domanda; se non sarebbe da studiar,;i un mezzo per evitare una simile calamità?

Lo scopo principale de-Ila nostra memoria è quello di tracciare una linea di difesa che covra tutta la distesa del tenitorio della Confederazione, e di rinlt"tlCl'.iare le ba~i natur.ali di siffatta di fesa. li Cantone di Sciaffusa è il piu esposto ad un atlacco, nè le sue frontiere geografiche, nè la configurnzione del suolo, intorno alla sua capi fole, presentano posizioni vantaggiose per una difesa locale: e da altra parte il Cantone è solcato da nu merose comunicazioni ; che tulle ~i dirigo110 a Scialfusa. Il terriloPio del Gran Ducato di Badcn circonda in rnc>zzo cerchio il Cantone intero, ed in tal manieriJ.; che se 1'olessimo tracciare la linea di difesa, limitandoci alle frontiere geografiche, saremmo forzati a tenervi un considerevole esercito, senza pote,:gli ;ssicurare una solida bose , che sarebbe appoggiata alla cillà di Sciaffusa, solo punto di comunicazione con la Svizzera. E però bisognerà che cerchiamo alcuni · altri punti che riuniti con Sciatfusa, formassero dai due lati del Reno una base solida per la nostra difosa, ed in seguito avremo a segnar<\ il l'il/!gio di difesa di questa base: nel modo che, per la configurazione del suolo, si presenta innanzi di essa. La base in quistione si riscontra facilmente seguendo la linea che dolla città di Sciaffusa viene tracciata dallo stesso Reno sino a Costanza, la quale città vorrebbe essere occupala .di primo-slancio. Questa linea appoggia la destra al lago, e la sinistra, prolungala sino alla valle della Kuttach , è coverta dalla Foresta-Nera.

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SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

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Questa base di difesa o di operazione, la quale ha numerose comunicazioni con l'interno della Svizzera, ed in particolare· al centro di tutta la sezione principale di difesa, offre due, linee di operazione concentriche sulla valle del Danubio, e singolarmente su Donaueschingen. S1lfalte linre presentano, nel loro sviluppo, delle strade per le quali si potrebbe, secondo le circostanze, spingere diversioni sia a destra su Sigmaringen , 0 a sinislra sulla valle d'Inferno e sulla strada di . Fribour_g in Brisgou. [11 tal guisa la nostra base ci fa abilità di postarci fortemente nella Foresta-Nera e di garantire da qualunque tentativo d_el nemico, con la nosìra posizione avanzata, l'una e l'altra delle nostre sezioni secondarie. Esaminiamo ora questa sezione avanzata di difesa nei suoi particolari topografici. . La cillà di Costanza è posta sulla riva sinistra del Reno, cioè dal lato della Svizzera : essa ha un ponte sul Reno che comunica ad una buona strada, che per una lingua di terra tagliata • da montagne e limitala dai due lati dai bracci del lago di Costanza s'indiriz·ia a sinistra a Radolpbzell, ove lo spazio, tra gli es;remi dei due bracci; è più vasto. Rodolphzell, ~os~o su di_ un terreno alquanto elevato all'estremo del lago, e, 111 certo modo a cavallo delle comunicazioni che si diramano in tre diverse direzioni: cioè all'est verso Stockacb; al nord verso Engen ed all'ovest su Sciaffusa: per cui Radolphzell vuol essere considerato come puntò importante per il nostro raggio di difesa, e come punto di partenza di una diversione offen~iva , su questa linea di operazione. . I suoi dintorni si prestano ad . una buona difesa locale, protrlli sopratutto dalla concavità del lago e dal terreno montagnoso della lingua di terra, di cui abbiamo ora parlato. Questa città servirebbe principalmente come posizione per un corpo di osservazione, nel caso avessimo spinto un attacco nella valle, del Danubio. 1


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STUDI STRATEG!CÌ

Se ~i vole~~imo avanzare verso Sigmaringen, il corpo di osservazione a Stockach , che· I.1ovas1. un poco m. . · s1 recherebbe . dl1etro_ dadi. braùCIO del lago, che è sulla destra della lingua di erra ll1 ISCOl'SO• . La se~onda_ lin~a di operazione ha per punto di partenza, la 1~1ccola città_ d, Th_,engen' e rimonta, per Stuhlingen, la Wutlach, fiume che s1 scarica nel Reno, quasi di fronte all'imbocc l .. dell'Aar. a U1 a ·, Questa . ultima citta è a cavallo della strada indicata e delI •altra perpendicolare ad essa che da Sc1·atr·usa 1·n· 1·mea ,retta s1. • • • , dmge a Stuhl1_nge ove passa la Wutlach, e per la valle d'Inforno, couduce_a Fnbourg iu Brisgou, inentre la strada di Wuttach mena per Blumberga a Donaueschingen. E p~rò Stuhlingen vuol essere considerato come un secondo punto .,mportante tlel nostro raggio d~ difesa, e della linea tli ?Perazrone sulla sinistra della nostra posizioue, ore conviene po_stare un corpo di osservazione, sino a <;be l'esrrcito non· siasi spinto innanzi sulle due strade indicate. . La valle d'lnfernr> può esseçe interrotta compiutamente ad una lega e mezzo innanzi Neastadt, di maniera che no,; si a:rebbe allro a fare in questo caso, che postarvi .uu piccolo distaccamento , per covrire la nostra sinistra durante il movimento su Donaueschingen. _' li ~e ntro della posizione avanzata è a Sciaffusa, di dove si f~reb_be_ avanzare un forte distacca men lo sull'altopiano dei monhcelli ~'. Illumberg , ed il cui quartier generale starebbe a Thengen. Altro <:1staccamento dovrebbe occupare la linea che da Thengen p_er Illume~feld, Hill_zingen e Singen, mantLene la comunicaz,on;. e~n il corpo ,di osservazione a Radolphzell. 1.111d1cata posizione, malgrado che sembra offrirci ·tanti vantaggi, e che ci garantisca l'intero possesso del tenitorio svizzero non pei·mette per altro t111a< e1·r 1,csa ·lll 1·1nea d,· cordone; perocchè le montagne sono tagliate, s(ccome lo abbiamo già dello, da

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SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

numerose e buone comunicazioni, che ci forzerebbèro a dividere le nostre forze su di una linea molto estesa, che potrebbé essere rolla in diversi punti dalle forze principali del nemico. Tenendoci in una difesa passiva, sperperati in cordone, non sarebbe possibile opporre su ciascun punto minacciato, forze sufficienti, per una energica difesa contro la forza principale del nostro avversari~. Da altra parie una simile posizione ha l'in- · conveniente· di prolungare la lotta e di dare al nemico il tempo necessario, e la scelta di attaccarsi su tale o tal altro punto che più gli sia vantaggioso. _ L'interesse di un paese pacifico, che non mantiene un esercito permanente, esige elle si operi prontamente onùe ristabilire la tranquillità e la sicurezza sulle frontiere. l difensori che la Svizzera può riunire per la difesa ùel suo terì'itorio sono ansi_osi di ritornare·, il più presto possibile, ai loro affari e ritenerli lungamente per una languida difesa, elle potrebbe avere anche conseguenze funeste, nuocerebbe presto o tardi alla disciplina, ed abbatterebbe insensibilmente il coraggio morale dei cittadini._

Per evitare gli esposti inconvenienti non ci ha che un solo mezzo; quello cioè di sostenere la nostra difesa, sulla indicata linea, con movimenti offensivi. La linea di difesa tutta vuol essere fortemente guernita di truppe; il centro a Sciaffusa; un corpo di osservazione a Rodolphzell, co.n la riserva a Costanza; un allro corpo di osservazione a Stuhliogeu, con la riserva a Thiengen; alcuni distaccamenti • a Thengen e nei villaggi cbe comunicano con la estrema destra: in tutto 25 o 30 mila uomini. Un ottantamila uomini all'incirca, delle migliori truppe é comandate da officiali abili ed enercigi, formerebbe il corpo offensivo .·' il quale si collocherebbe dietro la base di difesa in un luogo, dal quale potrà recar~i rapidamente 'su··1\foa "ò ,

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STUDI STRATEGICI

SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA

l'altra linea di operazione. È indifferente il luogo da scegliere per $!azione momentanea del corpo offensivo, purchè non si trovi troppo lontano dallo scopo delle sue operazioni: la cillà d) Frauenfeld ci sembra la più favorevole sollo questo punto (ii veduta. .

Nel ·caso poi che non avesse ancora operalo !a congiunzioné , delle sue forze, abbiamo per noi delle circostanze mollo più favorevoli; peroed1è potremmo batkre, con h nostra forza principale , uno dopo l'alt.ro i corpi avversi, e disfarli compiutamen te , se11za rischiar mollo; che è il mezzo col quale Napoleone l riuscì a battere forze molto alle sue superiori. Si potrebbe osservare che atzardandoci su una linea cotanto avanzala , il nemico indirizzerebbe un attacco decisivo sia dal lato di Basilea, sia da quello di Rheinech, o su entrambi al lPmpo stesso. Ma poche parole basteranno per rispondere a qul'sta osservazione. Hicordcremo ai nostri lettori, che la sezione principale è separata ùa quella secondaria a sinistra (di Basilea), da ostacoli molto diO:icili a superare; inoltre il nostro corpo di osse1;vazione a Stuhl ingen e le riserve di Thengen, impediscono ogni so_rpresa t.la questo lato; mentre che il corpo di difesa ehe abbiamo lasciato nel rag·gio di Scialfusa, è forte abbastanza. per sosten<'re la difesa locale conlro ad un corpo staccato del nemico: da altra parte avremo riserve sia a Zurigo, o più avanti sul punto ove si congiungono le due sezioni a Brougg. In ogni caso, il unslro movimento offensivo non incomincia che al 111omento, elrn il nemico con i fatti ci farà conoscere le sue risoluzioni, e nel quale siamo sicuri d'incontrare col nostro corpo offensivo, la sua forza principale. Spingendo con energia e sollecitamente l'attacco, il ·nemico 110 n anà lcmrio rii disporn~ altrimenti del grosso del suo eser_cito, e non potrà in traprendere che diversioni , con forze poco considerevoli , e perciò poco a temersi. Et.I inoltre egli si esporrebbe in questo caso a perdere la sua linea di ritirata, e sarà anzi costrello ad usare molta prudenza per potere operare un movimento retrogrado. Un al.lacco contro l'altra sezione secondaria non è n<'ppnrc a temersi, perchè il terreno presenta ostacoli, che agevolano

, Appena che si hanno notizie definitive, della marcia dei nc1nico e ùella direzione della forza principale, il corpo offensivo si recherà per la strada più bre1•e, incontro di <]UC'st'ultima. Se il nem ico avanza dal lato di S.igmaringen, non importa da quale punto al di là <lei lago di Costanza, il corpo·olfensivo si recherà, per Costanza e la strada di RadoIphzell, ad allaccare la forza prin,;i pale del nemic9 a Stockach, o se questa non é ancora -giunta , proseguirà la marcia per incontrarla; se il 11emico per convPrso, fa avanzare la sua forza princi p.ale pr r la ForestaNera , per Fribourg o Offenbo urg, il corpo offon~ivo si avanzed.1 per Tbieg<!n e per la valle della Wullach ad \riconlrarlo uella valle <fhlferno, o verso Donaueschingen , per dargli battagl ia decisiva. Ma· lo scopo di questo corpo non sarà l'aggiunto , die l(UJtllfo si sia riuscito_a respingere, ~Ilo stesso modo, gl i altri corpi d'esercito che il nemico avrh inviati 1rnr gli al tri sboccbi. Perb la forza prineipale del nemico, respinta che sia, riesce agel'ole schiat:r.ia re, con un'offensiva generale di tutta la linea di difesa, gli altri corpi , facilitare il compilo della nostra forza principale, ed impedire il ricongiungersi dei corpi nemici. La prima baso di opl~razione che i due corpi nemici, cb ~ si avanzano da Fri bonrg o Offenbourg , e da Sigma ringen, ccr~ cherebbero di stabilire, sarà la linea di Donauescl1ingen e Engen: e però il nos\ro movimento offensivo, in ogni caso,• va ad urtare una delle ali di quella linea , di maniera che, se anche il nemico avesse di già occupate queste due cii.là, avremmo sempre il vantaggio di marciare contro il fianco della nuova sua posizione.


~82 STUDI STR.iTEGICI S ULLA DIFESA Dl'!LLA SVIZZERA i mezzi per far_lo fallire, meno che non venga eseguito prontamente. Nel seguente capitolo ci occuperemo, di queste dµe sezioni secondarie di difesa, e ne vedremo la forza di resistenza. Per por termine alle nostre osservazioni sulle proposte operazioni, dobbiamo aggiungere che denuo esPguirsi con solleciludiue e con la maggior possibile energia: perocchè trattasi, in questa circostanza, di schiacciare il nemico e romperlo compiutamente. ~a storia militare della Svizzera ci fornisce esempi numerosi di operazioni simiglianti, e mai la Confederazione si sarebbe pol~ta solidamente stabilire, se gli antichi s,·izzeri , nella loro ~difesa nazionale , non avessero saputo <.lislruggere, ogni volta e quasi sempre, interamen te le forze principali dei loro nemici .

. (Conllrma)

A.

DE CLOSSMANN

SULLA DIFESA DEL PIEMONTE (

Il signor Vandevelde capitano dell'esercito belga, in un suo scrillo-:-- Études sur la défcnsc des étals - emeùe talune opi:nioni sulla difç1m del Piemonte, che reputiamo inesalle. L'errore ci pare che dipenda dall'aver egli geueralizzato troppo lalune idee, le quali, sino ad un cerio segno, s0110 giuste per le speciali condizioni topografiche e politiche del Belgio, ma che non si attagliano del tutto a qualunque Stato secondario di Europa, e del Piemonte in particolare. Per evi lare cbe le opinioni di un ufficiale intelligente, le quali per taluni casi banno molto di vero, non ingenerino convincimenti cbe crediamo dannosi aHa ~i fesa del paese, ci proponiamo di esaminarle e mostrare in che differiscano dal sistema di difesa che crediamo più utile per il Piemonte. Ecco quanto l'autore dell'opuscolo dice riguardo alla difesa del Piemonte: « li Piemonte è separato dalla Francia per mezzo del Varo » e della catena delle ~lpi; e ctalla Lombardia pei· mezzo del n Ticino. ~

Colonnello in ritfro e cittadino svit,cro.


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« Se, per opporsi a<l una invasione frances~. si volessero difendere le Alpi ed iI Varo, distendendo la fronte di difesa » da Ni 7.za al monte S. Bernardo, siccome fece Melas nel )) 1800; questa ~arebbe troppo estesa per essere forte su tutti •) i punti, ed offrirebbe maggiori inconvenienti. oggi che non allora; perocchè con )e fenovie di Lione a Gmevra , di Chambéry a Grenoble ed Avignone, il nemico può fare di)) mostrazioni serie su gli sbocchi delle- Alpi e concentrare molto più speditamente, ~be nel 1 800, le sue masse verso il rrnnto dove vorrà forzare il passo, pc•r andare a cercare alle _sorgenti della Stura, della Dora-Hiparia O dr Ila Dorn)) BalLea, un altro Marengo. . <e Le grandi vie di comunicazioni le quali menano in )) Francia a traverso le Alpi, per il colle di Tenda, per Ar-genliera , Pinerolo, il Moncenisio ed il piccolo e grande San )) Bernardo, si riuniscono tolte a Torino. E però questa ca pilale, se<le ·di tutte le amministrnzi_oni , posta -al centro dei gràndi sbocctii delle Alpi, è il punto strategico, -politico, )) geografico e di · manovre più importante di tutto il paese. ti Fortificar; Torino per difendere il Piemonte contro un'invasione dal lato di Francia, sarebbe on operare in conformità del precetto ricònosciuto riguardo al punto dove )) convergono lutti i grandi sbocchi. « Paralellarnente alla frontiera milanese, il Piemonte ha una )) ferrovia che unisce il Lago Maggiore a Genova, passando per Novara, Mortara ed Alessandria; ferrovia la quale sembra )) che possa essere di grande aiuto per la difesa di questa fron)) tiera. Ma fra poco le ferrovie lombarde, che meneranno da )) ~~ilanu verso Genova, Alessandria, Novara ed il Lago Maggiore, saranno molto pili utili al némico che non l'altra al Piemonte. « In vero i piemontesi potrebbero, per mezzo della linea lra~versale 'indi0ata di sopra, trasportare rapidamente le loro »

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SULLA DIFESA

PIEMONTE

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truppe rial Lago Maggiore ad Alessan~ria e viceversa ; ma il nemico che avrebbe l'iniziali va dell'attacco, potrebbe gittare _ » il suo esercito mollo più presto dai diversi raggi, partendo . n da nn medesimo centro, sopra un qualunque punto di . quella ferrovìa trasversale. Per la qual cosa, se si volesse \) difendere 1'a frontiera del Ticino, dal Lago Maggiore ad Ales)) sa1ìùria, converrebbe distendere_, come nd 18 g.!), le proprie » forze su di una fronte di 25 a 30 leghe; linea troppo estesa » per resistere ad un serio attacco, e che il nemico, profittan<l'o della sua mobilità, potrebbe più agevolmente che nel ,, 1849 rompere in un punt.o,' e condurre i piemontesi ad un » nuovo disastro di Novara. (< Se, invece di voler difendere la frontiera dell'est disteni> dendosi lungo il Ticino, si vorrà concentrarsi intorno Ales>i sand1:ia, il nemico; osservando gli sbocchi del tiume sulla ,i riva sinistra, potrebbe marciare su Torino senza esporsi so• ,i verchiamente ad essere molestato ed impàdronirsi della ca» pitale, qualora non sia fortificata. Ma se si facesse ùi Torino · • I i> una grande piazza, nel doppio scopo di servire come-perno ,i di operazioni per la difesa co11tro Francia, e per covrkla n contro le minacce dell'Austria , perchè non potrcbb'essa sern vire altresl come perno di operazioni in caso di difesa contro » questa ultima potenza? Noi non sappiaH10 trovare S('rie ra» gioni cc,ntro siffallo divisamento; anzi ne accenneremo pa» reccbie che militano in favore di una difesa concentrata in. . n torno Torino. « In primo luogo il Piemonte, al pari del Belgiò, non pnò » avere che un solo esercito: e per qual ragione, allora, si dan rebbero due basi ad un medesimo esercito? Sarebbe, forse, » per dividerlo nel moniento che avrebbe maggior bisogno di » restare concentrato ? « li dividere un esercito è lo stesso che metterlo nell'im)> possibilità di operaré, ridurlo ad una difesa passiva e collo -

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,, cario nella peggiore delle condizioni; -perocchè, la difesa pu» ramente passiva abbatte il morale d,,11e truppe e paralizza >> l'energia dei capi. . · <• Uno Stato che abbia un solo esercito, n,1n deve avere che una base, un poligono difensivo: e su questo unico poli,i gono, dice l'arciduca Carlo, l'esercito intero deve in caso di rovescio ripiegare per rifarsi , in pari tempo clrn copre il n governo del-paese. · << Concentrando lulli gli elementi di difesa intorno al po,i terc, questo potrà darle più energia, e guidare le opcrazioui con ~iii insieme che se i varii elementi foss~ro sparsi su più » punir. Nella difensiva bisogna ricordarsi sempre, che se il >1 pote11te si riunisce per l'attacco, i·l debole ha più bisogno di lui » di concentrarsi per la difesa. « In Piemonlr', come nel Belgio ed in tutti i µiccoli Stati: >i non v'ha che un solo f'sercito, e non <lcv'esservi che uua >i sola grande piazza. di guerra. Quesia piazza deve difendere 1 > il cuore dello Stato, la capitale, e l'èsercilo deve poter 1 > muoversi con facilità _ in tutli i sensi ed uscire per tutti' gli ,i sbocchL

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Innanzi di dar fine·a quanto risguardi la difesa del Pie» mo11te , debbo <lire poche parole sulla piazza Lii Genova·, la >i quale passa per una delle più importanti di Europa. « Una piazza simigliante ( dice !omini, parlando dei soccorsi >i che voleva gittarvi Abereombry dopo la battaglia di I/arengo) 1 > nelle mani dei padroni dei mari, non sarebbe faci'le a riprenn der(!. E però, se il Piemonte fosse, al pari dell '[nghilterra, n padrone -del mare, quella piazza avrebbe ·uno scopo utile, n sopratutto se si volesse :;pendervi alcuni milioni per mettere >> il_porto al coperto ~falle tempeste dal fuoco delle squadre >> nemiche. · <<

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« Come porto militare di una piccola potenza marittima, » la Spezia, la quale trovasi al coperto dai venti e dagli· at-

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287 tacchi dal lato del mare, vorrebb'essen, ' prrferita a Genova. « Come fortezza, sebbene Genova intcrertti la strada <lella Riviera, sarebbe più nociva che utile alla difesa del Piemonte. Nella campagna del 1796, il genrrale Bonaparte, che sapeva bene gli errori che fanno ordinariamente commellere ai difensori le grandi pir1ize da guerra siluate in false direzioni strategiche, indirizzò un distaccamrnto di 3000 uomini su Voltri per minacciare Genova. Siffatta dimostrazione fece temere gli Austro-Sardi per Genova, e Beaulieu, invece di appoggiare a destra per rafforzare il suo collega Colli e minacciare le comunicazioni dei repubblicani, preferì sguarnire il centro per rafforzare la sinistra e soccorrere Genova: il quale errore fece abili.là al generale Bonaparte <li marciare, senza pericolo di essere tagliato dalla sua base , su Montenolle, Millèsimo e Dego, e scagliarsi con forze superiori sul centro nemico. .« Se Genova non ·fosse esistita, è più che probabile che Beau\ieu avrebbe ascoltati ·i consigli di Colli, e si sarebbe recato a soccorrere la destra; eù il generale Bonaparte , . prima di muovere per Montenotte, dove comballelle con tre contro ùno, avrebbe dovutoJarsi strada fra le masse riunite di Beaulieu e ·di Colli. Ecco a che co:,a servono orclinariamente le fortezze· situate in false direzioni st~at~gicbe ! >i Ne' piccoli stati lo stesso accade per le piazze di frontiera; le quali, per una sol volta che arrecano vantaggio, altre cento sono nocive. ,Sitfatte piazze non hanno scopo veramente utile che per l'offensiva; mentre che, raramente le piccole potenze escono dal. proprio paese per invadere il territorio de.i vicini. Qualora il capo di un piccolo stato abbia velleità di conquista, anzichè ispirarsi nelle opere di Darçon e di Cormontaigne, consulti i Commcntal'ii <li Cesare, dove acquisterà giuste idee su i principi i da seguire. in quanto riguarda l'uso delle fortificazioni per la guerra n. DEL

SULLA 'DIFESA

PIEMONTE


288 SULLA DI F1'SA D,dle l'iportale parole del Vandeveld e, chiaro appare come egli ritenga il Piemonte nelle identiche condizionj del Belgio, e però ne deduce conseguenze non conformi al vero staio delle cosP. Il Belgio non ha frontiera naturale, e quella sopratutto rivolta verso Francia, dalla qu ale è niaggiorme nlc minacdato , noù presenta vei·una linea di rlifesa avanzata , nè vernn scrio o~lac,>h a1.l,-.1vér.,;:i il m,~zzo del paese, il quale possa sHvirc di appoggio ai difensorj, per isfuggire ad una totale scÒnlilta <' guadagnare il tempo necessa rio all'arrivo degli aileali; e però i belgi no:1 possono difendere l'estrema fronti era , e le piazze forti su quella costrntle non riuscirebbero ad imped"ire ad u11 esercito molto piì1 numeroso di quello de' difens1Jri, di oltrepassarle e recarsi a comhaUere l'esercito belga nrl cuore del paese. Quelle piazze potrebbero tutto ,il piÌl impedire la compiuta caduta del paese nelle mani dcll'assalitor<\ dopo una b:1ltaglia perdula ; ma l'esercito o sarebbe costrl'llll a rinchiudersi nelle piazze, o ad esser disfatto in campo aperto da forze di gra11 lunga superiori. Il duca di Vellington, il cui ingegno guerresco non è con• troverso, sopratutto per la gucrr<1 difensiva, che condusse così bene nel Portogallo, in una sua memoria 3ulla Jrfcsa della fninLicra del Belgio, scrilla qua udo questo paese fu riunito all'Olanda , emette una opinio1ie conforme alla esposta. Egli dice: <( Questa frontiera è attraversata da strade, r,anali e fin mi, ,i provenienti dalla Franéia,- in tutte le clifczioni, o molte piuzze » francesi vi stanno di rincontro. In generale è una zona di 1 > paese aperto, cbe non ha vernna base naturale, sulla quale » si possa stabilire un sistema di difesa di qualche valore >l . Dopo il 1830, h. condHone politica ciel Belgio è mutala, pia non potevauo mutare i suoi mezzi naturali ui difPsa; anzi può dirsi, che la sua forza difensiva sia diminuita, non potendo' più disporre a difesa della frontiera un esercito pari a quello

289 che avrebbe potuto stando unito con l'Olanda. « La natu~·a e ,i l'arle t dice il maggiore di artiglieria belga Hippert (1 ), sem11 brando egualmente impotenti a difendere gli aditi del nuovo n regno, la politica si è studiata di proteggere col _suo veto » questo perpetuo oggetto di cupidigia delle grandi P?te1:ze )) vicine, proclamando, con l'articolo 9 del trattato cosl1tut1vo » del 19 aprile 1839, la sua perpetua neutralità)>. A malo-rado che 11 Belgio abbia accettata questa posizione, non può ~iposare sicuro su i trattati. Perocchè l'edificio ere_llo con quelli del ,15 ,·10 fu interamente a danno_ della ,Francia,' contro la quale si volle premunirsi , e questa ,lt accetto perche imposti con la forza. _. ll desiderio di rivendicare questa umiliazione è nel cuor dei francesi: e però non è da revocare in dubbio, che ove giung~ il momento favorevole, essi non cerchino di riguadagnare 1 limiti naturali nulla curando la neutralità del Belgio. Nè voglionsi obliare' le parole del signor Tbiers · nella seduta delli 4 febbraio 18-47: « I. ministri, egli diceva, hanno commess.o )) una fatale imprud~nza. Certamente, se si fosse1·0 fatte gr~ndi » cose per il paese, di mollo grand i, capirei che ci si dicesse, » che cosa impana a noi del dispiacere de Il' I nghillerra ?_ ~ >) vero che il pensiero il quale deve dominare ogni altro, s1 e n q'iiello di soddisfare la Francia e gl'inleress_i ~-r~n_cesi '. ma, >> avreste ragione di dire inquietiamoci poco dei v1c1m e dei no'' stri alleati solo 1J'e l caso avèste fatto grand i cose » . 01·a, quali sono 4 ~esle gra·ncti cose di cui si preoccupa il T~iers, s~ non il riconquisto dèlla frontiera dél Reno, lacerando I trattati del ,18'1/S? In vista di questa tendenza della Francia, le potenze interessate ad opporvisi vort'anno sicuramente prevenirla all'occorDEL PIEMONTE

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(!) Nel ca;iitolo sul Belgio , aggiunto alla tradu~ìonc dell'opera di EH. Von Decher , intitolata; Elem.enti di strateg_ui 1n·a-l1ca.

- .Vol. IV. -

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SULLA DIFESA

DEL PIEMONTE

renza, e però saranno le prime ·a disconoscere la perpetua neutralità del Belgio. Qnd'è che il Belgio , all'irrompere di una grande guerra europea, sarà infallantemente attaccato da un esercito fràncese; e, non potendo con le proprie forze sperare di arrestarne la marcia, la sua salvezza dipenderà dal soccorso che gli arrecheranno gli alleati. Ora, se esso non avesse i mezzi come so1·trarre l'esercito da una totale distruzio11e e conservarlo fino all'arrivo dei soccorsi, il paese cadrebbe del tutto potere dei frances i ; e se pure gli alleati lo ricouquistassero con le proprie armi, è probabile che, non avendo essi ritratto verur1 vanta~gio dall'esistenza di quel regno, ne disporrebbero a loro modo per garantirsi megli? contro eventi futuri, ed in ogni caso ne occuperebbero le piazze. E non v'ha nessuno che ignori, quanto dura cosa sia per uno Stato l'essere interamente in balia di un potente protettore. E però il Belgio, non potendo arrestare l'invasore, deve pn lo meno studiarsi di salvare l'esercito, abbandonando la massima parte del paese e ritirandolo flu_lla zona difensiva formata dal basso Escaut, il canale di Gand ed Ostenda; zona mollo difendibile, a cagione che il terreno bagnato dall'Escaut, a partire da Gand, è, per cosl dire, conquistalo sul mare, contro il quale è protetto da opere d'arte, dighe; canali , chiuse, che con le siepi, recinti, piantagioni, ecc., lo tagliano in mille guise, e lo rendono acconcio per la difesa, non pure col mezzo delle armi, ma con quello altresì drlle inondazioni : I miasmi ingeneratori di febbri che esalano dai- polders, sono un potenti\ ausiliario per la difesa. Infine l'esercito, ritirato -sulla zona in discorso, è in comunicazione con l'Inghilterra, ch'è la polenzn più 'interessata ad impedire che la Francia occupi il Belgio. -Ciò posto, con ragione gli uffiziali belgi intelligenti pensano che debbe farsi centro della difesa Anversa; la quale, co~echè _ non sia la capitale dello Stato, è non per tanto il centro degli

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·affari e ia metropoli commerciale del Belgio, e più importante del!a stessa Bruxelles. Il Piemonte è in condizione ·molto diversa. Le Alpi che lo cingono ad occidente e settentrione, da Cadi bona al Sempione, sono montagne alte e disagevoli, non altrimenti accessibili per la stessa fanteria che pe' colli , pochissimi dei quali sono transitabili per le .irtiglierie ed i carri. E però le piazze e forti che chiudono questi pochi · sbocchi importanti (che per la natura dei luoghi possono essere molto forti, e con poco sviluppo di opere ponno sbarrare compiutamente le valli) non possono es-, sere girate da un esercito coo tulio ciò che trascina dìetro, e bisogna che questo se ne impadronisca per aprirsi la via nel piano. Il .forte di Bard, nel ·1soo, fu sul punto di far fallire la più bella operazione strategica di Napoleone; e se le sue opere fossero state estese per modo da intercettare compiutamente la strada, e battere le alture di Alberedo, i francesi sarebbero stati cos'tretli (siccome asserisce lo stesso Napoleone) a farne l'assedio per procedere oltre, e Melas sarebbe giunto ad Ivrea prima della caduta del forte. La forma concava delle Alpi dal lato del Piemonte, rende agevole ai difensori il recarsi da un punto all'altro di esse ; mentre che l'assaliLore, il quale deve percorrerne la circonfe_renza accresciuta di tutta la lunghezza degli aspri ed intransitabili contrafforti del versante del Rodano, ba mestieri rii tempo maggiore. E però, se il difensore adopera con ahilità i mezzi indicati dall'arte per aver nuove del nemico, si ha tempo come_ manovrare convenientemerte per impedirle il passo. E si è tanto più sicuri di giungere in tempo, quanto che non basta che il nemi,co abbia superato gli. altri colli della ca- , . tena per.dire di aver ·vinte tutte le difficoltà. Innanzi di sboccare nel viano; esso deve vincere gli ostacoli che i corpi avan-'


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SULf,A

DfFESA

z~ti ,. ~pini i nelle valli sutldctte , gli opporranno, e que' corpi,

a1utal1 dalla natura e forza dei looghi, possono con poche forze costringere l'avversario a perdere mollo tempo in ·movi menti giranti, per spostarli dalle P.Osizioni prese; oltrecbè l'assalitore deve percorrere in tutta la loro lunghezza quelle stre.lte ed aspre valli, per dire di aver superali definitivamente i m_onti. .se a questo aggiungi la necessità di assediare le piazze ed I forti che sbarrano le vie , s'intenderà agevolmente come l'assalitore sarà arrestato lungamente, innanzi di superare la for,te barriera delle Alpi, e come le truppe difenditrici avranno il tempo di giungere in soccorso del punto minacciato. · Ora la natura delle Alpi e delle valli Oll()e sono solcati i loro versanti , è tale , che una forza proporzionata alla distesa della valle stessa e degli stretti passi laterali , può far fronte a forze molto maggiori. Per convincersene, basta-citare la battaglia dell'Assietta, nel 17 47, · in cui 1 4 battaglioni piemontesi ne sconfissero 40 francesi ; non che le operazicni di Souwaroff in Isvizzera, nel 179 9, dove poco più di 2,500 francesi comandati da Lecourbe, arrestarono ad Altorf l'esercito r~sso forte di 25,000 uomini, in pari .tempo che altro corpo fran~ cese ad un di presso della ·medesima forza, retto da Molitòr gli chius_e il passo per il cantone di Glaris. ' Nè vale citare il fatto di Melas, nel 1800, per dimostrare la difficoltà di difendere le Alpi ; perocchè Melas, lungi dall'essere sulla difesa , erasi spinto sino al Varo eri allendeva la caduta ?i Genova, che prevedeva prossima, per invadere ht Francia. La cosa sarebbe stata altrimenti, se egli avesse avuto le forze disponibili e non occupate in gran parte sotto Genova, e fosse stato sulla difensiva, con le riserve in Piemonte. Inoltre l'impresa di Napoleone fu favorita dalla sicurezza in cui er; Melas, che il passo per il S. Bernardo non -fosse transitabile per un esercito; e poichè sapeva che in Savoia eran;i poche forze francesi , allorchè ebhe avviso cbe questi erano entrali

293 nella valle d'Aosta, suppose 0he componessero un distaccamento de~utato a distoglierlo dalla meditata impresa, e da cui. non vi fosse nulla da temere: per _la qual cosa non mosse subito per opporsi alla marcia di .Napoleone, e persistelle nell'impr~sa iniziata. E pure, a malgrado di tante circostanze favorevoli, il forle di Bard fu sul punto di fare se non altro guadagn<1-r tempo agli austriaci , e rendere meno importante il risultalo dell'impresa , se pure nel prosieguo, caduto Barò, la campagna volgesse a vantaggio.di Napoleone. Un forte collocato come .l,o è Bard, accresciuto di opere secondo richieda il terreno ed ap·provvigionato bene, può durare dei mesi ; e chi pu_ò prevedere le conseguenze di una così lunga fermata dell'esercito francese, in una stretta valle? La Savoia e Nizza poste innanzi la catena delle Alpi, percbè in posizioni eccentriche, saranno invase prima che le riserve collocate in Piemònte possano accorrere alla difesa; viemaggiorment.e che il nemico , raccolto nella valh~ della Durance, può prontamente scagliarsi sulla Savoia o su i colli di Argentera e di Ginevra I siccomi quello che muove per un raggio, mentre che le riserve piemontesi dovrebbero percorrere l'arco corrispondente. L'assalitore può altres\ recarsi sul Varo prima dei difensori, non percbè abbia da percorrere distanze minori, sibbene perchè ha per sè il vantaggio dell'iniziativa. Se il nemico si sia impadronito della Savoia, può più prontamente recarsi ad attaccare il piccolo S. Bernardo, che non le riserve piemontesi accorrere a difenderlo. Ma la vera linea di difesa, che il nemico non può superare innanzi che i difensori sieno giunti al punto minacciato,. è il circuito delle Alpi, dal colle di Tenda a Bard ; la Savoia e ·Nizza possono solamente essere occupate da talun~ truppe, per ossP-rvare il nemico e ritardarne . la marcia ripiegando sulle Alpi il più lentamente possibile. · Questa linea di difesa sarebbe simile a quella occupata dal maresciallo Berwich, nel 1709; allorcbè dovette difendere la DEL PlEMONTE


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DEL PIEMONTE

SULLA DIFSSA

Francia dall'invasione procedente dall'lt1,1lia. Per poterP. accorrere a difendere i punti minacciati , egli prese una posizione convessa al di fuori, portando le ali indietro, occupò gli sbocchi tiella Savoia, e non_lasciò che un corpo di osservazione nelle valli deJl'Isère e dell'A~c (1 ). Se il nemico, occupata Nizza, proceda per la Riviera per superare i monti a Cadibona, i! possesso di Tenda, di Saorgio e dei passi de-' monti delle due rive della Roia, ·che si possono difenùere efficacemente con un corpo non eccessivamente numeroso contro forze molto superiori, almeno per qualche lempo, fa abilità ai difensori di accorrere cou le riserve e prendere una posizione di fianco che minacci le comunicazioni del nemico e lo metta in caltiva posizione; sopratutlo se gli s!>occhi dei monti verso il mare sieno sbarrati da forti e piazze, che lo costringano ad arrestarsi per assediarli. Ma se p. ure la superiorità dd nemico sia tale da potere senza pericolo dividersi, per lasciare una proporzionala forza a difesa della linea di operazione e procedere oltre con le rimanenti trappe, egli non potrà sboccare nel piano che dopo uR . assedio lungo in terreno difficile , e probabilmente senza potere investire la piazza; perocchè l'esercito difensore, se pre1)de posizione sui monti in prossimità di essa, obbligherà l'avversario , qualunque volta voglia intercettare le sue comunicazioni, a dividere le proprie forze a grandi di~tanze in un terreno difficil_e, di cui egli .occupa il centro delle comunicazioni , e però potrà con brevi movimenli e t.li sorpresa atta~'uno o l'altro di quei corpi. Ora a noi sembra , che ove_si possa arrestare il nemico molto lungi dalla capitale e guadagnare, se non altro, molto lempo e covrire la massima parte del paese, non sia savio consiglio (1) Per maggiori schiarimenli, si Jcggano gli Studi militari sult'ltatia, inseriti in questa Rivista, anno I e Il, parle seconda, non che l'arlicolo · di Osservazioni sul.le guer1·e della pmmmalica, srtnziunc e della succcsrione di Spagna più innanzi accennato. ·

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il rinunziare alla difesa dei monti, per raccogliere \e f~rze intorno la capitale fortificala ; la quale , .collocata su d1 un terreno accessibile tutto intorno , nel caso supposto dal Vandecioè di una "randissima superiorità di forze per parte ve'de ~ , " r \ dell'assalitore, l'esercito quivi _rinchiuso vedrà t~g iale e ~ue comuni~azioni ed il paese lutto in potere del nemico. La ~1ffi~ renza de\ ·risultato sarà allora' cbe in luogo di una serie d1 sconfitte in campo ' si rimarrà assediato; e però si guada~ne~à ben poco. Se l'esercito piemontese adottasse. questo. p~rt1to 1~ una guerra contro la Francia , si troverebbe lll peggio'.'' con.dizioni del belga: il quale ad Anversa' trovasi app?g~1ato alla forte linea fra il basso Escau_t ed il mare , incommciando da Gand, in comunicazione con l'lnghillerra d~ cui _aspe~ta protezione e soccorso; mentre che a Torino I esercito_ p1em,on_1ese trovernbbesi taglialo ùai suoi soccorsi e difettivo d1 comumcazioui che cadrebbero _io potere dell'avversario. To,rino è importante come centro e piazza di deposito per la difesa delle Alpi, e però vorrebb'essere fortificata ; ma essa sarebbe in seconda linea ' d_ovendo la prima essere for11fata dalle piazze delle Alpi. , . . , Interessa pur.e l'assicurare 'Iorrno con ope1 e, e perc~è I~ una città considerevole' e percbè postala sul Po , fiume _11- ~u1 po:;sesso influisce graudemente alla ~ife~a' siccome, me~l_io v~dremo in seguilo. In ogni caso , nè 11 governo nè l es~1 cito sarebbe conveniente che vi si facessero assediare. Creù1amo al~ l'occ<,nenza sia da imitare l'esempio di Vittorio Amedeo n_, 1~ quale, quando vide Torino minacciata d'assedio dai francesi, "1 lasciò un presidio, ma egli col rimanente delle trup~e se ne stette fuori, e manovrnndu fra le varie sue piazze, 1mped\ ~l nemico di dominare da assoluto padrone tutto il paese_; II'. _ 1 quella posizione attese i soccorsi che gli conducev~ Eu~e111o ~ Savoia , e, riunite le forze, con la ballaglia di Torino liberò il Piemonte.


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S UT,[.A

DIFESA

: Napoleone, confutando le fctee di Rogniat sulla g_uerra difensìva, dice: e< ·Rimano un terzo pàrtito, quello di manovrare >) senza lasciarsi stringere alla capitale che si vuol difendere, nè rinchiudere in un campo trincerato iiidietro; ma per n questo vuolsi un buo11 e_ sercilo, buoni generali ed un valente » qapo ». >)

Fortifiéare la capitale per as~icurarla da un colp.o di mano e dare maggior libertà di rnanovra al1'~11ercito, è savio consiglio. Mà ri.nchiudervisi per lasciarsi assediare da ·forze di grau lunga superiori, semprechè non si possano mantenere libere le comunicazioni , è divisamento _da prendersi in caso disperato solamente. _ Pi·ovvecluto alla difesa di Torino, l'esercito difensore dovrebbe manovrar,~ in campo aperto fra le piazze, e.d , incalzalo , avvicinarsi ai soccorsi piuttosto che r[ncl\iud~rsi in uqa piazza rwr · farvi ~i assediare, _semprecbè la superiorità d_el nern ico sia tale da 'poterla investire. E però !;esercito piemontese, se .allendesse · i suoi so'ccorsi · per la via del mare, dovrebbe manovrare in man iera <J.) a non lasciarsi tagliare da Genova e quivi ì·idursi in estremi casi: se inr ece li attendesse ctalla Lomba~dia, dovrebbe manovrare snll~ ri,ve del Po, di cui gli sarebbe assicuralo il posses_so dalle piazze ivi _costrutle, appoggiandosi ad Alessandria ed alla frontiera orientale, per essere in comunicazione co' soccorsi. rn cìuesto egli si' trovernbbe in migliori condizioni di Vittorio Amedeo , il quale non 'pote'va ripiegare sulla Lombardia, occupala dai francesi. ,.l

~al lato della Lombardia, la ~rontiera del Piemonte non offre una linea di difesa forte quanto quella verso Francia ma non è del tnlto aperta alle invasioQi come' il Belgio. Il Po che scorre perpendicolarmente alla ~tessa e divide il paese in due parli, è un ostacolo favorevole ai difensori, qualunque volta da Mezzana-Corti a Torino, lungo il suo corso , v'abbiano talun~ piazze che ne assicurino il possesso.

297 / Non v'lta d~bbio cl}e, se il nemico abbia grande superiorità di. forze, può lasciare,,osservato il Po con un forte corpo e muovere con le rimanenti forze sopra Torino, ed ove questa città non sia fo,rtificata, può occuparla. Ma, oltre cbe non sempre con la caduta della capitale uno Stat,o si scompone, siccome rilevasi dalla stessa storia del Piemonte e dalla guerra di Spagna ai tempi di Napoleone, niente si opp9ne a che il governo abbandoni a tempo dèbito Torino, p_er ritirarsi su altro punto mecrlio guardat~; a Genova, per esemp.io., qualunqne, volta si sia pad~·one del mare, o allo sbocco delle Alpi od in Savoia, se mai si attendano da queì lato i soccorsi. In questo caso ancora sarebbe utile che Torino ,fosse _forti~ fica la. Ma se pure lo fosse, non co.nsiglieremmo a-li esercito d1 tosto rincbi~dervisi ; sibbene di avvantaggiarsi del possesso del Po e della -qiv,isione delle forze nemiché , per ottenere parziali vantaggi e sfuggire ,un'azione pericolosa e decisiva, manovr~n~o in «uisa da non farsi tagliar fuori , in caso sia costretto a ripiegar:, da Genova o dalle Alpi, secondo il sito donde attenda i soccorsi. In posizio.ne sotto Genova od allo sbocco delle Alpi, un esercito di forza pr,oporzionata può sfidare qualunque attacco di forze superiori , e mantene_re libere le comunicazioni co' soccors_i. La ~osizio11,e presa da Vittorio Amedeo Il allo sbocco delle valli Valdesi, col ·suo piccolo esercito, arrestò il corpo rra;1cese , distaccµto dall'eaercito d'assedio per inseguirlo e batterlo. Ma siffatto partito non vuolsi prendere che in estremi casi. Invece convien tenersi sul Po, più innanzi c.he sia possibile verso la frontiera , per covrire la maggior parte del paese e non ' lasciare il nemico assoluto padrone neppure della parte che ocqupa. E poicbè Ales_sandria è !.'appoggio della posizione avanzata sul Po, la sua importanza è incontestabile. ·,Noi non sappiamo renderci ragione della preferenza che il Vandevelue dà alle fortificazioni di Torino su quell_e ùi AlesDE}:. PIEMONTE

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I

SULLA DtFESA

sandr_ia, anche dal punto di veduta suo; cioè di dover rinchiudere l'esercito ed il governo in una grande piazza, per ivi attendere l'~rriw dei soccorsi i potendo ciò farsi sì nell'una che . nell'altra cillà. Con la differenza, che la posizione di Alessand1.ia è meglio collocata relativamente alla frontiera orientale1 in terreno che favorisce le ma.novre difensive, ed in caso di guerra• offensiva può servire di punto di parte11Za e di deposito, perehe avanzata verso la frontiern. All'obbiezioue che sentiamo farci; .che ~na piccola potenza non può pensare ad oper~zioni offensive, rtsponderemo di qui a poco, per non interrompere il filo delle idee. L'autore, <ne!l'esporre le sue idee sulla difesa della frontiera occidentale ed orientale del Piemonte , crede che le strade ferrale ne abbiano ·diminuito il valore, a cagione che il nemico può -più celeremente attaccare di sorpresa quel punto che meglio crede; mentre che lo stesso vantaggio sperimenta il difensore per inviare i soccor:;i sul punto minacciatÒ, se pure non maggiore. Difatti, il vantaggio maggiore che il nemico si avesse innanzi l'uso delle strade ferrate, nel sorprendere un punto di una linea di difesa, consisteva neil'acquistare per tal forma i1 tempo pe_r gittare i ponti e proteggerne la costruziòne co 11 un piccolo corpo passato dentro barche, e, prima che giungessero sufficienti soccorsi ai difensori , trovarsi di già sull'altra riva;. ora, che sul punto scelto si giunga più presto o più tardi, -le operazioni di passaggio richiedono sempre il medesimr> tempo. Se , il passaggio si effettua di sorpresa ; che ci sieno oppur no le strade ferrate, il difensore ne S<!rà avvertito quando l'operazione è di già i11.iziata; nel secondo caso gli mancherà il tempo per far giungere pronti e sufficienti· soccorsi, mentrn che con le strade ferrate questi possono giungere celeremente ed impedire il compimento dell'impresa : nè vuolsi obliare, che due compagnie francesi giunte in tempo sul punto scelto dall'arei. duca Carlo per passare la Limmat, nel 17 99 , bastarono per impedire la costruzione del ponte.

DEL PIEMONTE

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Oltrechè, con le strade ferrate viene ad accelerarsi il movimento di una truppa, qualunque volta si possa trasportarla tutta in una volta o in pochi convogli, secondo le distanze. ·J.\'Ia il materiale a ciò necessario sarebbe immenso, e la forza delle macchine pone un limite alla lunghezza dei convogli; e però bisognerebbe fare parecchi viaggi successivi , e trasportare in molli convogli le truppe di un esercito co' cavalli, le artiglierie, le munizioni , ecc.; la qual cosa fra certi limiti, come quando si dovessero perc,orrere due o tre marce , fa perdere maggior tempo, che se_si camminasse a piedi. Le strade ferrate, secondo noi, danno delle facilitazioni nella guerra, ma non quali le suppone il signor Vandevelde. E poichè è possibile trasportare piccoli corpi lutti in una volta , o in due o tre convogli a breve distanza, l'utile è maggiòre per la difesa che per l'attacco ; potendo questi primi soccorsi ritardare l'operazione del nemico e dar tempo all'arrivo di altre fo1,ze, e fin dello intero esercito, il quale se pure difenda una linea alquanto lunga, collocandosi nel me1.zo di essa, gli basteranno 8 o 1 O ore di cammino per recarsi :;ul punto minacciato. Sarebbe lungo e-fuori di luogo lo svolgere qui le nostre ide"e ~ull'1nfluenza delle strade ferrate nelle future guerre, e però rimandiamo i let101·i ad un nostro articolo su. questo .subbietto .inserito~ ella dispensa 9•, anno I, di questa Rivista. Il signor Vandevelde; in conferma della opinione emessa, non dovere il Piemonte, al pari del Belgio, avere che una SQ\a grande piazza di dr,posito f\ perno di operazioni nella ·sua capitale Torino, adduce fra le altre la ragione, che i p_iccolì Stati 11011 possono avere che un solo esercito, e che però sarebbe strano, secondo lui, lo avere due basi per nn solo esercito. Chè se si volesse in tal guisa dividere l'esercito, si cadrebbe nel grave errore di dividersi nel momento in cui è più che mai necessario di tenersi unito . Cile un piccolo Stato non possa mettere in ca~po più di un

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SULLA DJFESA

esercito, è co~a.da non revoci}rsi io dubbio. Ma l'esistenza di due grandi piazze di deposito e perni c(i manovre, può essere utile, senza che per questo si debba dividere in due l'esercito· dal caso infuori che il Piemonte avesse da ~ombatterc ad un t~mpo sulle due frontiere, orie.nlale ed occidentale. La qual cosa non è da supporre, a cagione che gl'interessi delle grandi potenze riguardo alFitalia esse.udo diversi, il Piemonte è sicuro che in una grande guerra, adoperando una s11ggia politica, potrà avere l'alleanza di quello dei co.ntendenti che più convenga ai suoi inti)ressi ;_e però., anzichè avere da combattere sopra entrambe le frontiere, da una di esse si attenderanno s~ccorsi. Cotesta politiça l'è quella mercè la quale la casa di Savoia si è contiIl ua,men,te ingrandi_ ta. Ciò pos\o, ciascuna delle due gcandi piazze di Torino ed Alessandria può essere utile, secondo la frontiera donde muova l'attacco e qu~Jla donde si attendano i soccorsi. Senzachè l'esistenza di entrambe qgelle grandi piazze, oltre all'impedire che l'uno o l'altro di quei .punti importanti cada, in un dato caso, agevolmente in potere del nemico, è vantaggiosa per la libertà di man(_)vre che _dà all'esercito e la possibilità che offre di tentare _qualche qolpo importante, abbandonando-le comunicazioni co,n l'una .c,li esse e basandosi sul!'allra. Del resto le teste di ponte perm~nenti. che, il Piemonte dovrà avere su più pynti del corso del Po, fra Torino, Alessandria e Mezzana-Corti, agevolando ai difensori il passare dall'una all'altra riva, faranno abilità al suo esercito di mantenere, sino ad un certo punto, le comunica~ip.ni; fra le due piazze in discorso, o riaprirle,-0ccorrendo. Le opera~ioni di Leutron nella guerra della prammatica sanzione per liberare .Ale~sandria, ne sono la pruova , sebbene la sua condizio,Q:e foss,e meno vantaggiosa di quella per noi accennata, essendo i francesi. in possesso del çorso del Po, dalla frontiera sino a Casale, ed il monarca pie.montese non possedesse che il tratto del tìum.e superiormente a Casale.

DEL PIEMONTE

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Pc,lrebbe obbiettarsi, che là moHiplicità dr.liii piazze fort! si:1_ più dannosa che utile, sopratutto -per un piccolo Stato, d1 c~,.• indebolisce con le guarnigrùlli l'esercito .non numeroso. Oltrechè le ultime guerre della· repubblica e dell'impero mos_tra~ vano il loro poco valore per arrestare o ritardare la marcia d, un esercito. _ Risponderemo in primo luogo, che se per presidiare le fo~lezze si dovessero adoperare truppe buone p_er comba~tere rn campo aperto ' se ne avrebbe danno. Ma, per govern'. co~~ quelli del Piemonte e del Belgio , i cui i~teressi sono 1dent1c1 a quelli del popolo, di guisa che ~ori ~•~a n·~lla ~ tem~re mettendo le armi nelle mani dei c1ttadrn1 , s1 puo ordmare. un esercito di riserva composto di milizie cittadine alla mamera svizzera, il quale, se n'on può in sulle prime affronta~e c~n vantaggio il nemico in campo ·aperto , può, se bene. ordmato e comandato, combattere valorosamente dietro parapetti. I~ que&to caso l'esistenza di un certo numero di piazze non può cli'esser~ utile'; perocchè costringe il nemico a fare molti. distaccamenti per osservarle, sopratutto se, per·~ssere: grandi, c~ntengono numerose guarnigioni e gli tolgano d1 dominare compiutamente il terreno abbandonato dall'esercito permanente. Inoltre, coteste piazze· danno tempo ed opportunità ai ~é~ositi dei _corpi ed ali~ milizie d'istruirsi, ordinarsi ed agguernrs1. Infine, m una guerra nazi'onale quelle piazze offrono un valido appoggio per sostenere e provvedere dell'occorrente i c·orpi di partig'.ani.: , . Nelle guerre dei tre ultimi secoli , più volte 11 ~1emonte '. invaso totalmente, dovelle la sua salvezza alla esistenza d1 molte piazze ed all'ordinamento delle milizie; le quali , con la presenza della bandiera sventolante sulle piazz~ , so~te~evano le autorità e mantenevano l'ubbidienza nelle popolaziont delle prov.incie invase, ed impedivano al nemico di occupare co_mpiutamente il paese. La qual cosa dava te~p? a? un_ cangiamento di fortuna ed ai soccorsi degli alleali d1 giungere. ...


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SULLA D!l'ESA

. ~n secondo ·luogo è da osservare che le piazze, per essere u_trlr, dènno essere o di deposito e perni di manovre ; 0 piazze d_i manovre destinate -a facilitare le operazioni dell'eserc·1to , s1ccom~ teste di ponte su fiumi inguadabili impol'tanli , t)iazzc che chiudono stretti, ecc.; o·fìnalmente piazze deputate ad accrescere forza alla frontiera, sia col protrggere estese , inonda 1.ioni .' come_ in Olanda, sia con lo sbarrare sbocchi importanli che_ 11 nemico ~on possa evitare, fra montagne alle come le Alpi,_ ecc. ·

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Le piazze della prima specie vogliono ('\ssere grandi, prr po tere accogliere sotto le loro mura un esercito e contenere quanto possa a questo occorrere.· Le piazze della seconda e terza _specie possono essere più o meno grandi, e non è raro il caso rn cui_basti ~n semplice forte, il quale può talvolta opporre maggior resistenza che le più grandi piazze. . Le piazze che non rispondano a questi bisogni , sono di muna utilità, siccome molte delle piazze trascurate nelle ultime guerre. Mantova, invece, non venne lasciata dietro ; e Napoleone impiegò più mesi per impadronirsene, prima di procedere verso l'Isonzo. , . Quel che faceva cader in dispregio le piazze, sono le guerre dr Napo!eone e l'altra condotta da Wellington, nel 1815. Ebbene, veùiamo che cosa pensino entrambi su di ciò. Napoleone; nel confutare alcune idee esposte dal generale Rogniat, nelle sue Considemzioni sii/l'arte della guerra, si esprime cosi: « Ai tempi dei rovesci di Luigi XIV, questo sistema di •l piazze forti ( quello della frontiera di Francia fortificala da » Vauban) salvò la capitale. Il principe Eugenio di Savoia n rerdette una_campagna per assediare Lilla: l'assedio di tan» drecies offrì l'occasione a Villars di far cangiar la fortuna: » cento anni dopo, .nel 1793 all'epoca del tradimento di Du» _ mouriez, le piazze 1lella Fiandra salvarono nuovamente Pa-, » rigj; gli alleati perdettero una campagna per -prendere Condé,

303 » · Valenciennes, le Quesnoy e Landrecies. Questa linea di for» tezze fu anche utile nel 181 4; gli alleat.i violarono la nen» tralità della Svizzera e s'impegnarono negli stretti del Giura, » per evitare le piazze .forti ; ed anche in tal guisa girandole,· 1) bi~ognò loro, per bloccarle, indebolirsi di un numero di uo1> mini superiore al tòtale delle guernigioni. Allorchè Napo>i leone pa3sò la Marna e manovrò alle spalle dell'esercito nen mico, se il tradimento non avesse aperto le porte di Parigi, ,, le piazze di questa frontiera avrebbero rappresentato una >i gran parte; l'esercito di Schwartzemberg avrebbe dovuto » gittarsi fra quelle, ciò che avrebbe dato luogo a grandi avven nimenti. Nel 18·1 5, sarebbero anche state di grande utilità, » e l'esercito anglo-prussiano non avrebbe osato passare la n Somma, prima dell'arrivo dell'esercito austro-russo sulla 1> Marna, senza gli avvenimenti della capitale; e si può essere . » sicuro, che le piazze rimaste fedeli hanno esercitato un'in» fluenza sulle condizioni dei trattati e la condotta dei re ali> leali, nel 18U e 1815 » . Ecco ora l'opinione del duca di Wellington, nella sua memoria sulla difesa del Belgio innanzi citata. «· Le guerre della rivoluzione hanno in parte contribuito ad n accreditare l'opinione, conf,~rmata in qualche maniera dalle » operazioni dell'ultima .guerra , . che le fortezze sieno -poco » utili, e non compensino la spesa per mantenerle: ma v'ha )) molto da dire contro questa nuova dottrina, messa innan1.i >> senza restrizione e senza riguardo alla natura *del teatro >) della guP,rra. In quanto al Belgio , basta ricordare a coloro >1 che denno medi lare e decidere su ciò, come nella guerra >i della rivoluzione i Paesi Bassi austriaci per intero , ed il » paese di Liegi , dalla frontiera francese alla Mosa inferiore, » cadesse in potere del nemico. in seguito alla perdita di una » sola battaglia, poco importante per se stessa, avvenuta ii pres~o Mons ; e come gli alleati riconquistassero il paese DEL

PIF.MONTE


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SULLA DIFESA

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perduto con egual prontezza nella seguente campagna no ,1 appena ebbero dalla loro parte la superiorità d~I n ' . n ,i Ma avendo . d . . . umero. . . essi'. arante la loro occupazio1ie costruite su >l d1vers1 pu nt·I aIcune opere da campo . m· olt .' . r .. • o 1mper1ette il ,1 ndem1co non trovò più l'invasionè facile come per lo inna~zi· 1> e • la superiorità dellP' " f . allorchè . , nel , 1794' . . , ebbe eI'i noovo o1zc, perdette mollo maggior tempo per impossessarsi del » paese, comechè la sua. superinrità fosse mol to p" d ,, che in novembre 1792. ru gran e »

cc No~l è da sperare che nell'inìzio delle ostilità· i francesi non siano superiori di numerd agli alleati nel B I . I n ove ·: f .fi 11· .. e g1 o ' et n .. no_n s1 orli c_ I, smo ad uii céi'to segno, la frontiera, b1sogn~ attendersi J.ò stesso rovescio del 1792. te discredito generate in cui sòno cadute le fortificazioni » le spese che richiétlo1fo e la dìffico'Hà di rimediaré ai ct·c 1r' )) de' luO'ghi dì taluiré antiche for;tezze del Be1·0''10 . II e I d t · . , o , m1 rnnno n e ermm~to a cere~re . còh cura una posizione, . la quale , » ~ua_n~~ .srn ?en fortificata , covrà il pàese e fàccià' sì che i, 11_ nemico· non osi oltrepassarla: ma non ho potuto rinven ~ime alcuna che rispinldesse allo scopo. Non v'ba in tutto . n Il pae~e ~n ..I_u~g~ solo il quale uffra particolari vantaggi' per i> costru1rv1 , una . . s1m1gl1ante piazza · , e, che co v1.a e protegga » c~rta distesa di paese: inoltre non v'ha punto clie non sia n molto ac~e.ssi~il: per il . nemico' sì per tei'ra che per acqua, i> ~d ove ~on gl_1 rieiìc~ agevole tràsporlarvi gli equipaggi ed ' 1 Il matr.11ale d1 assedio. Infine .. posìzwue .. , , non v'b a nessuna ·>> che, ~ort1~cata non possa essere oltrepassata dal nemico >) . senza_ pencolo; peroccbè in caso . di rov·escio e di ritirata )) quegli trova gran numero di strade le quali menano . all'un~ i> o ~!l'altra dell_e piazze forti délla frontiera di . Francia. E n pero la costruzione di una simile piazza p:otr·e·bb d . ., . e ar Iuogo 1 Il > a e. pm serie conseguenze per o O'H ' alle'at'i , senza causare in >1 ogli1 occorre·nza che un debole pregiudizio alla Francia. ,1

H

or.r.

PIEMONTE

,3,0p_-

({ È dunque evidente, che il paese vuol essere fortificato secondo gli antichi prine.ipii. E quando rifletto ai _van!aggi n .locali di qualcuna delle antiche fortezze, le qu&li p~r- la >, maggior parte danno i mez.zi <lii spande~e sul pae~e (jelle » inoùdazioni molto acconce a difenderlo, come pure . l\\la >) riduzione d.elle spe.'ìe eh.e si 0,UerJ'a,QJlO pres.sqo_bè l(a p,er'' tutto, conf'orm;p1d.osi agli an.ti,cbi tracciati ; mi; sen~Q spinto ,i a r,accomandar:~ la coo,veni,eoza <Ji scegli,er~ tqtte I~ &nliche 1> p.osiz-i0ni e ~ti p.rnfitt.are, qirns.i su tutti ~ punti , (j.egli aoli,Qhi n sili. , in,t1mducgndo ».elle nuove cos.fruzi-oni i perf,e7,iona;ine.nti n moderoi i:el.ativi ai fiancheggiamen.ti 1>. . • I ' Dai riporiati, brani, ris-,ulla çb,iara\nente eh.e Napoleone e Wellinglen,, anzicbè credere danl)oso il covrire il pi:w~e çla d,i.fend.ere con un sist~ma di piazze, su di ques,to Jqpdano. l~ poss.ih,i)ità {li resislere a t:or-ze supe1·io1·i, cb'è U cuso,.~~ppo~to qa WeHio.gt,on, e ch'era ptir, quelJ@ di N;1pqlepne ne-I 1;~,1i, o quQ)e Sil,rep1be stato 1:1~1 1815, senza gl,ii avveninJel;\li , çoqi'eg\i qiee..1 della capi,tale. Ma. le. piazze sulla froo,liera, dice i). Viln,devel,4~, 9011, pos.sono servire eh~ per 1'0t;l:e11,siva , ed 1,1_0. pjç,cQ!P St_atq oon pQP pens,are che a dife1;1dersi. L'upa e l'aH1:c;1. proposizione meri~a.np qqal,che ·

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schic1tf_i~en.~Q. . Le p:~a;iie s.ullà. z.oaa del pa,ese eh<: fo1rma la fvonti13ra. di uno Stato, ol;tre d.1e il:ll'q(Tensi.va, servone. alle mauovr,e difensive, qualora I-il fronti~ra o,(Jrn os,t,acoli di ~ui qqelle pi,azze a,ssi--; cu~in(> il (i)~sse,ssp,,e <i11'in.d-( faxqriMiWO i !Il.~.Vi;nwnJ!i cjelle truppe difes.iditric( in p.~~li \em.po cbe imbanmino ~ Jilan,ijz_zipQ, qp,el\i dell'assal~tore, ~ çbe .i p.1mti . irQpor~anli, e lil ~1:1pi,tale sieno al sicoro òa µn colpo. di inaI)o. Q.1,1f\~.te piaiz~ &~r~bb~ro di nesS\!I\ aiuto S!U, (h t~n.a; frontier<,\ a.per~& e d;i.fetti,vq dt ps!ac,9li naturali, siccome quelJai <;\\I~ ~elgjo,. !\'la I.a così\ s~a alJJim.e11ti per il Pie!llQO,\e, ~v.1.1~ s,leJ3Si!- fro1Jtier:<J. m~no (a,vorcvqlf!, !'o·rieqtale; dove, a s,ini:M<J. v·tw11no i contralfo.rti òelle. Alpi ~p'e . Voi. IV. -

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s·uLLA

DIFESA

terminano col lago Maggiore, a destra gli Appennini Liguri, sul centro il Ticino, il Po , il Tanaro e canali ed altri corsi di acqua. Si dirà, tutti questi vantaggi non compensano la grande sproporzione tra le forze di che può disporre l'Austrià per l'attacco, con quelle che può il Piemonte opporle. Ma il Piemonte non sarà certamente sì temerario da impegnarsi ciecamento contro una grande pùtenza, nel momento appunto che questa possa disporre di tulle le sue forze contro di lui ; invece profitterà di qualche circostanza che paralizzi in gran ·parte e tenga altrove occupale le sue forze, o non scenderà in campo senza la poesente alleanza della Fraoeia. Ora, in tal caso le forze austriache denno garantire l'impero dal lato della Germania -e forse della stessa Svizzera, e le truppe che opereranno in Italia non saranno che una parte solamente del suo esercito .attivo · e però le piazze di frontiera , appoggiando l'esercito e le mi~ lizie, potranno avere una grande influenza sulla difesa , e dare al Piemonte quella importanza , che con simigliante sistema ba saputo acquistarsi negli scorsi secoli , quando era ancora più piccolo, e che gli ha fruttalo continui ingrandimenti. Un piccolo Stato, il quale sappia scegliere bene il suo momento e metterlo a protìtt,i con valore ed intelligenza, può fare cose molto superiori alle sue forze materiali. Rammentiamoci c!? che fosse la Prussia quando Federico Il ascese- al trono , e c10 che seppe fare quel re a pro del paese: di un piccolo Staio ne faceva una potenza di prim'ordine. Le condizioni dell'Europa non sono certamente oggi quelle d'allora; ma possono sorgere eventualità da un momento all'altro,· e sonovi nelle condizioni attuali dell'Europa di tali elementi , che saputi usufruire a tempo, possono, come allora · alla Prussia, offrire a I Piemonte l'occasione di operare grandi cose. · Il Belgio, la cui popolazione è in gran parte francese, strello tf!a I~ Francia e l'Allernagna, non ba avvenire di maggior po-

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lenza; mentre che la cosa è ben diversa per il Piemonte , siccome l'attesta la storia. Il Belgio è aillbito dalla Francia e perchè in gran parte francese, sic1:ome dicevamo , e p~rchè necessario ad assicurare le sue frontiere. Esso è difeso per gelosia "dall'Allemagna, che bramerebbe iocorporarl-0 a sè, per garantirsi meglio contro la Francia ; la qual cosa sarebbe'. pe,r il Belgio di maggior danno che l'unione alla F1·ancia , delfa quale esso è topograficamente un'appendice: · · Il Piemonte, invece, se ne escludi la Savoia, è posto sul rovescio orientale e meridionale delle Alpi, e però , non che essere ambito dalla Francia per raggiùngere le sue frontiere na.turali, l'è utile 11 garantire la frontiera da ·questo lato; e però sarà selllprc la sua alleata, contro qualunque grànde potenza volesse dominare da assoluto pacfrone l'Italia tutta , con impadronirsi di quello Stato. L'antagonismo· dellè due grandi potenze vicine ha formato sempre la sicurezza del Piemonte e le ha dato importanza, e la forza cle' suoi ordinamenti · militari ed una saggia politica, ormai tradizionale, ban condoito questo Stato al 'punto in cui è. · Di .man_iera che, il Belgio è molto se,giunga a garantire la sua esistenza, mentre che il Piemonte può aspirare a maggiori cose. E però, sebbene entrambi, i paesi sie no piccoli, ciò che conviene all'uno non può convenire all.'altro; pe1; il Piemonte può darsi il caso che .debba operare offensivamente, siccome più volle gli è avvenuto ne' secoli scorsi. E sotto questo aspetto ancora, le fortificazioni sulla frontiera , non che vantaggiose, gli sono necessarie. Diremo di più, che per lo stesso Uelgio può verificarsi il caso di dover oltrepassare la frontiera, se non solo, in un ione delle forze alleate; essendo questo il solo mezzo, qualora si riesca vittoriosi, di costringere la Francia a desistere dalle sue pretese sul paese. Ed •allora una qualche piazza sulla frontiera, è necessaria come base alle forze operanti.


-SULLA

DIFESA

Primi di dar fine a questo arlicolo. crediamo dover rettifiçar,~ Jalu,ne id~!l che ci sembrano pure inesatte, 11iguardo a (1,~.no~a e Sp,ezia. L'hnport;mza di G.enova, quando si sia padroni del mare, è asse~ita dallo stesso V,rndevelde. Ora il Piemonte, senza che si~ una grande poteqza come l'ln@hnterra, può dominare il mare per mezzo dell'alleanza di qualche pol~.oza marittima d_i prim'ordine ; nel q.ual caso Genova può aver!l grande importanza, pei l!pccor.lìi cb..e si aUend,eranno per la via del mare. L'e,seinp.io cila\o d~lla campagna deU 196, per dimostrare il dannQ che si ba dalle piazze poste in posizioni non favore:voli, è ine.aattQ. 8erocchè, no.n fn il timore di veder.e occupala G.en.o~~ che i.n~ussei il gel\8rale austriaco a fare un fa\so movi mento a si11ist11.a; sibbene quel\o che Bonaparte pensasse di sbo,ccar.e d~i mo.nti per Gav,i, e quindi che le sue comunicazioni con MHan,o pot1:1sserQ esse.re comp.i:omesse. D'altra parte, se pure il ge.nerale aus,lriaco avesse temnt,o per Genova, ciò anebbe poiui9, -dipende.re da che questa città, non essendo in-potere degli austro-sardi , non si poteva esser.e sicuri che il Senato g,~ooxese ne <)..vr,eb,\).e, tjliuse le por.le a Napoleone e rifiutate le chi~vi di Ga11l; chè s.~ queHa città e Gavi fossero state ~o, p.oter.e dei difensorl,, non avendp nulla da teme1:e d'immedi.ato da par.te dei france.si, è pr.obabile eh~ quel fal~o mo.vimenLo a sinistra per parte dell'austriaco non avrebbe avolo lu.ogo. Laonde a noi sembi;a che il citato fatto , anzichè dimostrare. l'inutilità di Geno11a , sia una pruo.va del contrario; e che non solo faccia mestieri di q-uella piazza per chiudere la strada della Riviera , ma anche di taluni forti agli sbocchi ro• tabili dell'Appennino-ligure. La Spezia è un grandioso seno, e non gfa un por.lo sufficiente per l'attQale- piccola marina del Piemonte, siccome diGe il Vandevelde ; chè ove non si avesse in mente di dare a quella maggiore svilupp~ , Genov.a sarebbe sufficiente ecL inutili le

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ingenti spese per trasportare l'arsenale alla ~pezia. Quali c\i~ !--ieno i lavori che si vogliano fare al porto d1 Genova , non . si polrà mai farlo divenire un gran porto militare. ~~ Spe.zia, invece , è capace di numerose squadre e vasti stab1hmenh; : di falli, Spezia e non Genova scelse Napoleone per farne u~o . dei grandi stabilimenti marillimi dell'impero francese. l_n e,~ crediamo cbe l'opinione del Vandevelde sia oppugnala _dai fatti. Conchiuderemo col dire, che non si può generalizzare la cosa . e da ciò che co1rif1i ne per il ~e\giò ~rgomentare ciò che poss~ ~on venire al Piemonte; perocchè le condizioni to.pografiche e politiche dei due paesi non sono le stesse. Uno St~to qua~ lunque, ed il Piemonte in· parlicola,re , _d~ve nel ~u·o· ~1s lema d'. fortificazioni mir'are a tàlte le eventì:iah\à poss1b1h' affine d1 trovarsi ben preparato a sostenere la parte ~h'è . ~h~amato a rapp,·esentare nello sviluppo degli avvenimenti pohl1c1.

Lu101 Muu.r.uo.


DELLE DISCESE IN P/\ESE NEMICO

Il geoerale J omini, nella sua opera intitolata Précis . de t'a·rt de la g_uer~e, ~en~ta in sommo pregio da tutti i più distinti mod~r01 sc~1tton d1 cose militari, fa un quadro storico di tutte le discese 10 paes~ nemico. Cominciando dagli antichi tempi, ne seg1~e comp~nd10samen_te la serie fioo all'anno 18'"30, epoca della d'.s<.;esa ~e1 francesi_ m Algeria; non rimarrebbero quindi ad aggiungersi eh~ le u)tune spedizioni francesi nella Romagna e la grande sped1Z1one rntrapresa contro la Crimea. . « L'esperienza, dice l'illustre scrittore, ha dimostrato quante siano le d1fficol_tà che sempre si sono incontrate e continuano ad i~c~ntrarsi in spedizioni lontane, anche quando si tratta di c?rp1 d1 esercito, i quali non oltrepassino 30 mila uomini. Simili discese non possono eseguirsi con buona speranza di successo

DELLE DISCESE IN PAESE NEMICO 311 se non nei casi s,guenti '. quan·fo si tratti cioè di colonie o ~i_ possessioni isolate, o contro potenze di second'ordine che non possono avere altro immediato appoggio, o all'oggetto di operare un diversivo momentaneo o d'impadronirsi temporaneamente d'un qualche porto d'alta importanza, o finalmen~e avendo in mira una diversione politica-militare anche contro potenze di primo ordine. impegnate in una forte guerra, per cui gran parte dei loro eserciti sia occupata a grandi distanze dal luogo della discesa •. Il quadro tracciato dal generale Jomini , per dimostrare· èolla storia alla mano la verità delle proposizioni enunciate, è già di molto rilievo per se stesso, ed acquista, al punto di vista militare, un'importanza maggiore dopo l'esito finale d'una delle più grandi spedizioni che siano state fatte al mondo, vogliam dire della discesa degli eserciti delle due grande potenze occidentali alleate insieme, Francia ed Inghilterra, sostenute dalle possenti loro flotte fatte padrone del mar Nero, ed accresciute da una parte delle forze della Turchia, di cui volevano .proteggere l'integrità e la indipendenza contro le aggressioni della Russia. Il generale Jomini distingue le spedizioni e le discese fatte nei primi tempi storici, venendo fino all'epoca dell'invenzione della_ polvere da fuoco ed a quelle fatte posteriormente. Non sembra però che dopo l'uso generale delle armi da -fuoco si asi di_m inuita la difficoltà e resa più probabile la riuscita dell'intento che si ha in mira quando s'imprende ad imbarcare numerosi eserciti , a trasportarli per lunghi tratti di mare, ed a sbarcarli infine in lontano paese nemice, appartenente ad una grande potenza e difeso da forze considerevoli; Ma l'autore termina. il suo quadro al momento stesso che cominciava ·ad essere messo in vigore nn nuovo elemento di forza, prima non conosciuto; cioè la forza del vapore applicata dall'ingegno dell'uomo come forza motrice in ogni genere d'industria umana, per cui cominciava un'éra novella nell'espansione della sfera attiva delle nazioni, ed inoltre la elettrica comunicazione degli avvisi che arrivano da immense distanze colla rapidità del fulmine; per le quali cose tutto sembra doversi presentare , sotto un nuovo aspetto negli affari nella pace come in quelli della guerra. Qui si potrebbe dimandare fino a qual


DELLE DISCESE

pun_to iut:o ciò possa influire _d_a 1~n- lato sulla maggiore probabilità d1 succe~so delle sped1zwm rn discorso, 0 possa d'altra parte rendere pnì agevole e più efficace la difesa 9 _ Lascieremo alle persone più competenti l'esame e la soluzione di questo problema. · · I ritardi, i rischi , i danni inerenti ad un tragitto marittuno sono generalmen~e- diminuiti d_opo la navigazione a vapore. Inoltre ·nella sped1z10ne della Crimea si hanno due condizioni fa. vo,r~voli ~Ila medesima, cioè dopo il primo ed il più lungo tragitto d1 mare, si ha la facilità dello sbarco in paese amico ed alleatò, ed il breve tratto da percorrersi nel mar Nero è quasi ridotto; mercè la forza del vapore, a ciò che era una volta il passaggio d'qno stretto. Tuttavia abbiamo visto moltiplicarsi ogni dì più le difficoltà, perchè si tratta di paese appartenente ad una grande potenza, ben fo rtificato e ben difeso e perd1è, se l'attacco e la difesa richiedettero enorru i sacrifizi da a,mbe le parti belligeranti, non_ è men vero che il prolungamento della _lotta, senza un esito decisi-vo, a-vrebbe potuto compromettere 11 fine della discesa. E d'altronde oo-nuno sa che detta spedizione non corriS]ilOSe che imperfettament~ alla natura ed ali' oggetto d'una guerra che non si limitava ad una lotta parziale'. ma abbracciava gli interessi dell'Europa intera e di tutt~ 11 m_ondo incivilito. E veramente, sotto qualnrq ne aspetto s1 r1guard1 la cosa , non poteva non riuscire spiàcevole la mancanza d'un teatro di guerra più esteso e suscettivo di grandi e- belle. operazioni strategiche di quello che un punto quasi rnic_ros~opico del globo, dflve la strategia delle grandì mosse mi· htan è cosa impossibile. Ora, che la spedizione nella Tauride è ~ià nel dl,rninio della storia, non sarà forse inopportuno un rapido s~~to cronolog1co delle princi,riali spedizioni rammentate dal Jom1m nelle epoche più memorabili, non senza soggiungeFe un cenno ,mtorno alle spedizioni fatte dopo l'anno 1830, dove s1 ferma 1 autore, fino all'anno 1854, . Nei_primi tempi storici la Persia, -soggiogati gli Egizi, i Fenici, 1 Rodi, e fatta padrona del!' Asia minore, era diventata potenza colossale di te~ta e di m~re, ed intraprendeva grandi spedizioni contro la. Grecia. I Greci dal canto loro, non tentavano discese èontro la Persia, ben comprendendo che la natura e la propor-

IN PAESE NEMICO

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zione delte rispettive forze marittime e terrestri non er~ ~a~e d~ sperarne probabile buori successo; m~- distr_u~sero . m~gha10 di navi nemiche; e sconfisséro numerosi eserc1t1. per~iam.. . · Quasi contemporaneamente alle segnalate v~ttone dei . ~reCI 1 q_uando Temistocle distruggeva u~a fl~tta per~1ana non mrnor~, se si deve credere acl Erodoto, di 4 mila navi, Gelone batte-va 300 mila Cartaginesi, trasportati in Sicilia da 5 r~ila gwsse bawhe. Le reiterate successive spedizioni di 100 mila e d1 150 mila uomirti continuarono a provare grandi ostacoli, finchè; spenta per \e·discordie· intestine ogni forza, è.i ~esist?_nza interna, gli oppressori che venivano d~lle coste d Afrwa s incontr~r.ono con nuovi oppressori elle veinvano da Roma, e che finuono per farsi padroni assoluti dell'isola. . . I Romahi che non avevano sulle pnmé se non pochi battelli · crearo;b in brevissimo tempo grandi e numero·se flotte, Reg~lo con 300 grossi battelli; montati ciascuno d~ . 300 mi,ganti e da 120 combattenti, v~t~ la _flotta eartagmese,_- g1_a rnina·cciava· Cartao-ine: F} la super1or1tà dt una, potenza prmCl· 0 palmente militare contro una pote~za essenzialmen~é_ merc~ntile, già avrebbe forse riportato fi_n d allora uno sple~d1_do tr10nfo, se i R 0 rriani, non avessero rnopportunamente r1chia1;11~ta una parte di- quelle loro forze in Sicilia. Ma· v~nne più _tar~1 1~. tempo propizio, sdtto i Seipiont; quando tolto a1 Gartagmes\ l 1mpero deHa Spagna1 la potenza di Cartagine ?ad'de e se?mi;iarve, Mitridate, attraversando il Bosforo e 1 Dàrd·~nelb > conduc~v~ contra i Romani due grandi spedizioni, una d1 100J000 uomm1, . l'altra di 80,000; che andàron0 interamente fallite. . Omettendo di parlare cl'elle spedizioni marittime e delle d1sc_ese opera,te nelle guerre civili negli ultimi tempi della repubblica, vediamo p-iù tardi Germa•nico, partire dalle bocc~e del Reno c?n una grande spedizione composta di mille navi co~ G? nnla uoinirir, e· che ebbe una fine infelice. Si comprende d1ffic1lme_nte come Germanico,, padrone delle .due rive• del fiume, preferi_sse i rischi d'una spedizione marittima ad un non lungo tra1g.1tto

r~:

per via di terJ!a. . . . . .. Caduto l'impero d'Occidente, succedettero le gran?1 disces~ det Mrbari in' paesi quàsi incapaci di difesa, dopo l'ult1~0 ~forzo fatto da Belisario che sconfisse Genserico re dei Vandali disceso in Africa con 80,000 mila uomini.


314 DELLE DlSCESE Nella ~eca~enza dell'impero greco ed in un'altra direzione, là dove_ st agitava nel 1856 la questione d'Oriente, sul principio del dec~mo secolo, Oleg con due mila barche, pasi;ate le bocche del Dm~per, sbo~cava nel mar Nero; e raggiupto da un forte corpo di ~avall~r1a, che ~veva marciato lungo le coste, si presentava mmaccwso ~av~nt1 a Costantinopoli, e costringeva Leone il filosofo a ~aga~gh t_ributo. Altra simile spedizione intraprendeva quarant ~nn1 ùo_po_ Ig~r con un ·numero maggiore di barche (le ~ronache dic?no d1ec1 mila); sboccava egli pure nel i:nar Nero e, rtmonta~do 1I Danubio, si impadroniva della .Bulgaria. ' . Frequenti e numerose poi furono le discese d'uomini che vemvano dalle spiagge del Nord sulle térre d'Occidente. Cos\ i Nor~_anni, dopo di essere discesi nel paese di Francia dove si stabilirono. . e cui diedero il nome, scesero con 60 m1·1a' uom1m, · · ~rasporta~1 da 3200 barche,_ in Inghilterra, condotti da Gugli-elmo il conqmstatore, gran capitano~ ,~omo di Stato dei suoi tempi; ma pure poco mancò che la sped1z1one non andasse fallita. Nello stesso tempo, un pugno d'avventurieri della medesima razza scendeva nelle Calabrie ed in Sicilia: · No~ parl~remo del movimento contrario d'Occidente in Oriente eh: ~1 mamfestò_ poi, prodotto da una vertigine di fanatismo rel~gwso, per cm popolazioni intere andarono in folla alla conqmst~ della Terra Santa. In mezzo però ad infiniti disordini si acquistarono alta gloria le flotte genovesi e veneziane· ma l'esito doveva riuscire in.felicissimo pei Crociati , che in ultima analisi accel~raron_o la_ rovina dell'impero greco, la caduta di Costantinopoh ~~ 11 tn?nfo. ~nale dei Turchi. Il generale Jomini cita la sfedizi?ne _d1 Lu_1g1 IX ~~rtito da Francia con 120 grandi bas~im~ntJ ed 80 mila uom1ìn, ed ognun sa quale misera sorte ~bbia m~ontrata. Egli rammenta pure la discP.sa rl'Edoardo III m Francia con 40 mila uomini portati da 800 bastimenti e e q_uella -d'Enrico :' con. un'immensa flotta (si "pretendn di 0::ila e ci~qu.e~ento bastimenti) e con 30 mila uomini di fanteria e 6 mila d1 cavalleria. · Tu~te,_ le spe_dizioni delle quali si è finora parlato, si fecero avanti I mvenzwne da fuoco . La n uova mvenz10ne, · · . .dèlla , .polvere . a~ottata dagli Stati d Europa, fece · riuscire sul suolo americano discese operatE: con un picco! numero d'uomini provvisti d'armi

IN PAESE NEMICO 315 da fuoco ignoti ancora a quei popoli indigeni. Ma la spedizione di Carlo V con 500 bastimenti genovesi e spagnuoli e 30,000 uomini da sbarco contro le reggenze africane non ebbe in fine e~ito felice. Cattivo fu pure il successo delle spedi~ioni di Mustafà e d~l famoso Dragutte, ed è troppo nota la sventurata discesa di Don Sebastiano di Portogallo sulle coste di Marocco. Non riusciva meglio la spedizione dell'invincibile armada sotto Filippo II contro l'Inghilterra, partita da Ca.dice con 137 navi armate di 2,630 cannoni e con 20 mila uomini da sbarco, i quali nella discesa meditata dovevano essere aiutati da 11 mila marinai. l Nel 1630 riusciva il\bene a Gustavo Adol;o una ~iscesa nella Pomerania, perchè trof'ava un gran punto <l appoggio nelle popolaziuni tedesche. Quindici anni dopo i Turchi intraprfmdevano una i,pedizione contro Candia, di cui incominciarono l'assedio nel 1648; assedio che durò 25 anni e costò più di 100 mila uomini in 18 assalti ed in un gran numero di sortite. Malaugurata fu poi la spedizione dei Francesi in Irlanda_.con una flotta. di 73 navi, e 5,800 pezzi di cannone per sostenere la causa di Giacomo IL Nei primi anni del secolo scorso riusciva la spedizione di Carlo XII di Svezia destinato a soccorrere l'Holstein ed aiutata da una forte squadra. Riusciva pure quella di Pietro il Grande, di Russia, che nel 1722 s'imbarcava sul Volga, sboccava nel mar Caspio con 270 bastimenti, e scendeva ad Astrakan con 20 mila fanti raggiunti da un grosso corpo di cavalleria venuto dalla parte di terra, e s'impadroniva di Derbnet. Il successo era principalmente dovuto alle discordie dei Persiani, b~n _not~ allo Zar, il quale trattando coi capi delle diverse faz10m, s1. faceva cedere Àsterabad, la chiave del mar Caspio, e quella si direbbe quasi della Persia. Non si fecero quindi se non verso il principio del secolo pre-. sente spedizioni marittime seguitate da notabili discese. Se non che all'epoca della rivoluzione americana ebbe grand'effett? la discesa di un certo numero: di truppe francesi sba"rcate in aiuto . di un popolo deciso a re~dersi indipendente colle ari:ni alla ma.no daÌl'Inghilterra, da cui era oppresso. E 'v~ fu forse allora un mo•


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DELt.E DISCESE

mento, dme il genarale Jomini i . I . cotlii-,· . t . ·. ' n cm a Francia avr,ibbe potuto l:'m amante tr10nfare della sua rivale . . . una ·sterile parata delle f . , se m vece d1 fare 11 dati dieci vascelli di lin:::d ~:~e n~t ~ell~ ~anica, àvé'sse al bailivo di Suffren nella s d.°. mi a, uomim da sbarco di più D . pe 1z1one all'i! Indi1::. . opo 1a ~rande rtvolnzione fràncése andava'. fa i!'1t ·1 . . d 1 Roche diretto a fara d. .. . . o 1 tentativo . . . una 1vers1one m Irlanda c·o..11 .2"" ·1 uoru1n1. < . , m1 a Infìnenelmaggio-dell'anno1798s'· · .. ,, . dizione d'Egitto condott"" da d . _1~trììpre?deva la grande spe" uno e1 pm grand . .d e dai più celebri generali dell li _1cap1tam . el mondo francese; con <lirca 40 mil a a ora_ repubblica e poi dell'impero d . . . a uomm1 da sb'a rco 'Fu p~esa M I e m meno d1 due mesi conquistato l'E . . . a: ta, dopo Nelson, distruagendo ad Ab . gitto mtero. Ma poco nientava i frutti dell·a:ogrand . , ouk1r_la flotta fran'cese, an . e impresa· M I' ·. . ., isolato in terra straniera t . · a eserc1to_così rimasto eneva m freno' g li b. . . verso la SiTiai ùna parte d Il· . a 1tant1, sp10geva . . . e e sue forze e con a ., . 18 . uom1m il generale in ca o o .' . ppena mila ad operare milioni d'ar!at"p~rav~ prodigi che orà rt'on valgono 1 meno difficili. Malgrado t • tto .àm .. Fci~c~S ta~~e ~oruparativa mente • m , 1 rances1 rn piccoi d . mah dalla guerra e dalla peste se i .,, . . nomero; ec1dopo tre anni di un·a lotta la p'i·ù nzla _PO er r1ceveré soccorsi' e . g or1osa che po's sa· ·. d , . davettero nel novemHre dell'anno 1801 ' .. . r1cor arsi, la loro' conquista Co"' una d . . . abbandonare mt.e ramente · '" spe rz10ne ' ' · · auspicii, cori discese riuscite . r l~CO.inmc1ata_ sotto fausti felicissima fine. m~ravrg IOsament'e, sortiva una in.

N0n è da rammentarsi la disce d. I . naghen nel 1807 che I . sa J ord Cathcart a Copeaveva so tanto per oagetto d. d. con una sorpresa non difficile ad ~ . i istruggere, Danimarca. esegmrsi , la marina della

Dal l808 al 1813 riuscirono più · . dizioni degl'inglesi nel p t 11 o meno le discese e le spe, or oga o e nella Spa h . . trovavano l'appoggio di un .. . g na, pere è v1 popo1O irritato contro 1· f · , neIlo stesso anno 1808 falliva la s _ . . . rances1, ma ~ella. guerra cominciata l'anno r:d1z1one i~gles~ d'Anversa. 12 tra I Inghilterra e gli Statt Unit.i Je sped1·..1·0 h· d. ' z. 1 e 1e 1scese r· · I · f . talrrrsntè fortunate eh' ,.. . . eg mg es1 urono da prima . ' es,,1 riuscirono nel 18I4 d cap1ta:le· stessa la città d 1• W h. a pren ere la ' as mg tori. Ma presto dopo a Bai-

a:

IN PAESE NEMICO

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timore, situata sulla riva settentrionale del fiume Patapsco, gli americani fecero all'imboccatura del fiume ciò che i russi h anno fatto all'imboccatura del porto di Sebastopoli. U ammiraglio inglese fece sapere al comandante delle t~nppa di terra che per le navi affondate l'imboccatura era chiusa in modo che la flotta non poteva entrare ed agire, e che dovevasi. quindi 1inunziare alla presa della città, Riusci poi egualmente iofdice una discesa degl'inglesi vicino alla Nuova Orleans , ed in fine qua ndo presto dopo si fece la pace, 1·rnghilterra, all'apice delle sue glorie sul continente, nel trattato del 3 luglio 1815 rinunziò per la prima volta al rigor del famoso suo atto di navigazione ed ammise il principio d'una perfetta 1·eciprocità in favore delle antiche sue colonie, ora erette, suo maf grad(,, in uno Stato indipendente. Quindici anni dopo, nel 1830, seguì la spedizione e la discesa di circa 30,000 francesi in Algeria, contro un piccolo potentato barbaresco · che non poteva loro impedire di metter pi ede e stabilirsi sulla terra africana, quantunque i sacrifizi fatti duranti 25 anni ·per mantenervisi si.a no tali , che l'Algeria si è ritenuta dalla Francia piuttosto per punto d'onore che pei compensi ritrovati finora in quella conquista. Il generale . Jomini termina, come si disse, il suo quadro storico appunto nel 1830, avendo così rapidamente percorso· in uno . spazio di più di 23 secoli, i fatti relativi alle principali spe• dizioni e discese in paese nemico, sui quali fonda Ìe massime indicate sul principio di quest'articolo. A continuare non interrotta la serie dal 1830 in poi, sono da ricordarsi, almeno per memoria, le due spedizioni frances i nella Romag na. La prima, fatta sotto il regno di Luig i Filippo nel 1831, non poteva incontrare difficoltà, poichè era intesa colla Corte di Roma e resa nota ali' Austria, la quale, lungi dall'opporvisi, lasciava annu nziaré pacificaweule dal comandnntc au striaco a Bologna, anticipatamente d'un ~iorno, la discesa dl·i francesi in Ancona, abbandonata poi nel 1840 senza alcun r1sullato apparente. La seconda spedizione, iniziata nella repubblica francese, venne creata nel 1848 all'oggetto di restaurarn il trono papale; partì dalle spiagge di Francia n el 1849 e sbarcò senza difficoltà a Civitavecchia. Le truppe francesi ebbero poi a vincere un'ostinata resistenza , ma infine occupa rono Rom'l ,


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DELLE DTSC!!!eE IN P AESE NEMICO

dove si trovano ancora al dì d' .. . . posson d'. oggi, maquestedued1scesenon o . 1rs1 veramente eseguite in paP-Se nemico L_e fasi che ha presentato la campagna di Crim~a daranno motivo all'a · t d' · • ' g~1~n a importanti pagine al quadro storico del generale J omim.

C.

-LENCIU.

TENDE MILITARI

11 signor Celeste Menotti ha presQlltato un nuovo modello d1 tende militari , altrettanto semplic1:; quanto comodo e vantaggioso nell"uso a cui sono destinate. Una tenda per quattro uomini è formata da quattro pezzi di tela tagliati a triangolo acuto, e da un bastone di ferr~ di quattro pezzi a tubo, ossia vuoti nell'interno, e che s'incastrano l'uno nell'altro, cosicchè uniti insieme, il bastone riceve una lunghezza di due metri. La base del triangolo misura 240 centimetri , e eia'. scuno dei lati 260 centimetri circa. Ogni soldato porta un pezzo della tela ossia un triangolo, ed un pezzo del bastone, che è assai leggiero e corrisponde alle dimensioni del sacco da spalla. Giunti al luogo ove devesi attendare, i quattro fusti sono in un attimo commessi insieme e trasformati in un fusto, che si conficca faci lmente nel suolo mediant e una delle estremità che termina in punta. Indi con uno spago si legano intorno alla sommità i vertici dei quattro triangoli di tela ; si tira e si stende la base di ogni triangolo , e la si assoda al suolo col mezzo di alcuni piuoli di legno ; si combaciano i lati dei triangoli e si nniscono insieme o con nastri di filo o con bottoni :


j

11

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tutte queste operazioni si possono eseguire in pochi minuti. La tend~ cosi c_ostrutta ha la forma di una piramide quadrilatera. po~~1ata unicamente sopra il bastone di ferro, e tanto solida, da resistere a venti e ad intemperie, meno quei turbini straordinari contro cui non vi ha tenda che resista: anzi la loro foggia pi rami '. dale fa si che resistano più delle altl'e. , . I vantaggi poi sono i seguenti: · 1° L'area interna offre spazio sufficiente ìJer quattro uomini che possono starvi sen:;;a ghe l'uno disagi l'altro; 2° ~I vacuo interno, maggiore che t1~11 nelle diverse foggie di tende m uso, concede una più agevole respirazi,rne; 3° Riparn assai meglio dal sole e dalla pioggia; 4° Le tende comuni, quando viene il sole in faccia, si scaldano com~ fornaci, e diventano inabi tabili, o bisogna spiantarle per cangiar loro posizione. Quelle invece di cui parliamo, avendo qua'.tro lati, o~rono quattro diverse aperture. Si chiude qnella in , facci~ a! sole, s1 apre l'opposta che riceve l'aria. Si può aprire un lato mtiero od una sola pa1te, se ne possono aprire anche due . e goder l'ombra e l'aria libera, intanto che li altri due lati di: fen.dr0n.,o. dal sole. Q uesti '[al'llgi. sono iinappreziiii.biJi, ini uri a,ccam-

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TENDE MILlT ARI

TENDE MILITAJ\I

freddo, il soldato, piegando il suo pezzo triangola.re di tela ne! modn indicato dal taglio di esso, se ne fa un mantelletto che s1 allancia al collo e lo porta al disopra , e gli copre il sacco, il ~orso le braccia; e può t rasformare in cappuccio l'altro pezzo d1 te.la 8

destinato all'uso di branda. . Finalmente la quantità di tela adoperata per queste tende cred~ il signor Celeste M"notti essere minore di quella delle altre.. Noi non abbiamo potuto verificare esattamente questa su~ asserzione, ma in tutti i casi la quantità non è certamente ~aggi~re. Un inconveniente poi di quelle tende, a cu1 per pmolo o bastone di sostegno si danno due fucili, si è, eh& quantunque volte il soldato ha bisogno della sua arma deve mandare la tenda a monte, e perdere qualche minuto prima di averla in .mano e farne uso. Inconveniente con cui ha nulla da fare la tenda del signor Menotti. . . _ . . Due di .queste tende furono piantate sm bast10ni della c1ttadella, l'una per quattro, l'altra per 0tto uomini'. e per confronto_ fu piantata anche una tenda comune; e le prim~ '. per qua_n to sappiamo , hanno raccolto il suffragio del~e _persom mtendenti , e tra le altre del generale Cialdini e d~l Mm1stro della guerra. 8

' •

5° A vvene un altro non 1~eno prezioso per la sa,!.ute del s0ldat<\ mMsiJiI\e nei tem.pi di pioggie Ìilihclemen6, e che il suofo n'è lillagato. Quattiu0 liste di tela, tagliate, in fo~gie conven,ienti, si legano a1 piuolo 0 fu.sto dj ferro nellfinter..ao d.ell.<J. t.eBG!ta.; cia;seun s0l~,ato, ~e _prende una, a.e stende il lem b0 sul s1.w sacco posto, a terra, v1 siede sopra, in<li si sdnaia. indietro sulla lista di tela ~iventata una branda'. e vi si trova, qua;si co.nlodo. come sopra una dorr.me,use; può mposane e do!!mire senza. spr-aiarsi sul suolo bagMt-o e assorbirne Fi:unid,i.tà, che poi, non tarda ma1m,ifesta.rsi io inev•iitabili malattie reumatiche, · 6Q Nei ca,mpi d'esercizio ed o-v unque l'abt-endameiilto dev.e restaii femw, p~r u.o _qua,l~he tempo,, inve<i:.e. di tende per quattro u~1:11m~, ~og•h: stessi pezzi, :'le n:e, possoa:0 fa.~e pef otto, d_odici, se• dLGL, e Vl111 dicendo, secondo ohe la comodit~ 10 F\ch,ie de e lo pe1Jmet.te J,o spa~io. 7q Colla. stessa, celerità che le tende si piM1tano, si disfan.iao anche; con quest'altro vantaggio, che iin tempo di piog~ia o di

(DaU' Unione).

G. B.

Voi. IV. -

2t

I


RECLUTAMENTO VOLONTARIO

Molti sono gli scrittori affatto estranei· alle cose militari , che mettono avanti nuovi si;;temi d'ordinamenti delle milizie; e fra le loro più favorite ubbie, havv.i quella di vol,er t'eserciio escln• sivarnente composto di volontari. L'Ingh~lterra è il solo Stato in _Europa che abbia un esercito esclusivamente composto di volontari; ma se questo Stato fosse unito al continente, da molto tempo sarebbe stato costretto a cambiare il suo sistema di reclutamento, o di sacrificare l'alt.a posizione politica che occupa nel mondo, ed allora i suoi uomini di Stato capirebbero quanto sia difficile, anche pe( uno Stato come l'Inghilterra, il guç1.re11t-irsi dalle _aggressioni d'una potenz;i grande come la Francia. . Sul ?ontinente gli Stati non pesano nella bilancia politica che m r~g10ne della loro armata; perciò , malgrado la sua potente mal'lna, se l'Inghilterra facesse· parte del Continente, dovrebbe, per difendere il suo territorio, ricorrere alla coscrizione. I volontari non formarono mai che eserciti poco disciplinati ·e poco nazionali. Quest'ultimo difetto rende sopratutto il recluta· mento volontario pericoloso al punto di vista politico.

RECLUTAMENTO YOLON'.CA RIO 323 ·Al punto di vista militare, il più grande inconveniente di questo sistema si è di dare piccoli eserciti , di presentare gravi imbarazzi quando si devono licenziare, e di non porger mezzo certo di passare prontamente dal piede di pace a quello di guerra. L'Inghilterra ne ha fatto più volte la triste esperienza. Durante le guerre del primo impero essa si è sovente trovata nell'impossibilità di somministrare ai suoi alleati i soccorsi che loro aveva promessi. Nella scorsa guerra di Crimea si è veduto chiaramente che tale sistema è imperfetto, e che le truppe fornite con tale mezzo mancano di quelle qualità che hanno i soldati arruolati per coscrizione. · Ma dirà taluno : di che natur'l erano le truppe ameticane che liberarono il loro paese? Erano milizie nazionali cortiposte di volontari valorosi, ma senza disciplina , senza spirito di corpo, che abbandonavano la loro bandiera senza scrupolo, precisamente quando erano più utili , e quasi sempre mandarono a vuoto le disposizioni di Washington; dimodochè questi, più d'una volta, trovandosi isolato, ebbe a disperare dell'emancipazione della patria. Si è in grazia dei soccorsi della Francia ed alla debolezza dello stato militare dell'Inghilterra che gli Americani poterono uscire vittoriosi dalla lotta. ·colla coscrizion~ è la popolazione rurale che contribuisce in massima pàrte alla composizione dell'esercito , mentre che la· gran maggioranza dei volontari proviene dalla feccia delle popolazioni delle grandi città. I primi sono robusti, rotti alle fatiche ed· alle privazioni, ed i secondi portano nell'esercito le.abitudini viziose contratte nelle città popolose. Innanzi a Sebastopoli i _due sistemi si.sono trovati in confronto e si è potuto meglio giudicare dei loro vantaggi ed inconvenienti. Non havvi dubbio. che gli inglesi si siano cpmportati tanto valorosamente quanto i francesi; ma dappertutto ove fece d'uopo esegui.e un movimento , fare lavori d'assedio, sormontare difficoltà, sopportare privazioni , I~ truppe composte esclusivamene di volontari ebbero sempre una s\ grande inferiorità su quelle provenienti dalla coscrizione , che nessun parallelo è possibile fra esse. La Francia pure ha voluto in un'epoca rit0rnare al sistetna


324

RECLUTAMENTO VOLONTARIO

degli arruolameIJti volontari, e questo sogno dell'inetto governo della ristorazione , non potè essere realizzato. L'abolizione della coscrizione avrebbe aYuto per risultato la rovina della Francia .. D'altronde, anche prima del 1789, il reclutamento , mediante arruolamenti volontari, n.on ha 1nai potuto dare in Francia che una media di 16,000 uomini. E questo numero è sempre andato diminuendo, ciò che dimostra che più il benessere delle classi operaie aumenta , più il numero dei volontari diminuisce. Il reclutamento volontario non può convenire ai bisogni degli Stati moderni; e se questa insufficienza è st11ta riconosciuta dalle grandi potenze, ove il sentimento militare è tuttora vivissimo, a più forte ragione maggiormente palesar si dovr(lbbe nei piccoli Stati, che non possono offrire ai soldati la prospettiva d'un avanzamento rapido, di conquiste o di lontane opèrazioni di guerra.

CRONA,CA MILITARE -

L.

• FRANCI!. Quest'anno il rampo .di Chà.lons c,onslerà d' un corpo d'armala formalo .di . due di11isioni di fanteria ed u_na d1 cavallP.ria ' cioè : 2 baltagl,oni di cacciatori a pietl_i, ~ regg1men_l1 di fanteria di linea . (16 balla~lioni) , t, reggim.enh d1 ravallena ( 16 squadroni ), 6 batterie d'artiglieria (.36 _bo~che da f~oco l · 2 compagnie del -genio , J1Y(•rs1 d1slaccamenl1 d1 truppe d, amministrazione e di gendarmeria. .. . . Tulla la fanteria franeese sarà 1011l0 armala <li fuc1lt r1gat1.

Sv1zzsRA. - li dipartimento militare foderale sviz_zero ha invitalo i Cantoni che mandano truppe di fanlt> ria al yro~s1 mo_com'.t:n~ra~ mento di truppe al Luziensleig, di solloporre I ch1amal1 baltagltom ad un adatto corso prelimi11are d'istruzio11e ' ~pecialm~nle ,per ciò che riguarda il servizio di sicurezza, ~nello d1 Pil'.\ughe ~ 1,n_~erno ò I campo. l cacciatori siano esercitali nel serv1z10 loro ~pec,ale e g~i ufficiali si presenli110 forniti d'tllle cognizioni n~cess~r'.e, ~ffi_nc~è a norma del grado, sappiano contenersi nelle ricognizioni _d i v, !aggi' boschi, posizioni ecc. ; nell'alLacco e nella difesa d1 certe Voi. l'\:. - 21•


326

CRONACA MILITARE

posizioni, è nel passaggio di fiumi. li dipartimento ha risolto che nella,.marcia delle truppe per il ritorno ai loro cantoni si utilizzino le strade ferrate. STATI_UNITI n'AMERICA. ~ L' Union di Washingtòn puhblica il seguente staio della marina militare degli Stati Unili: FORZA TOTALF..

Vascelli di linea Fregale Corvette Bricks Goelelle Vapori a elice

i O fuori di servizio 1 O di cui 3 in stato di servizio 21 tulle buone

BIOGRAFIA

3 ·lulli buoni 1 fuori di servizio 19 di cui: 6 buoni, 7 in costruzione, 5 in caltivo staio ed 4 fuori di servizio.

t'DRZA ATTUALMENTE PRONTA PEL SERVIZIO. ·

Fregale ' . ....... Corvelle . . . . . . . ' . . Bricks . .. .. . . ' . Fregale a elice . Corvette· a elice . Basl1menli leggeri Vapori a ruote .. Totali

3

21

EUGENIO DI SAVOIA

·150 cannoni

388

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3

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t'l 1

172 13

2

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7

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789

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.

Dopo questo quadro I' Union pubblica l'imponenle riassunto delle forze navali Brila1111iche che tralasciamo di riprodurre come nolo a lulli.

A Torino è stato inauguralo il monumento ad Eugenio prrnc1pe di Savoia. Diamo di questo illustre guerriero le seguenti notizie biografiche. Eugenio di Savoia, il più giovane figlio del con le Eugenio di Soissons (che fu nipote di Tommaso figliuolo di Carlo Emanuele l , capostipite della linea di Carignano) e di Olimpia Mancini nipote del cardinale Mazzarino, nacque in Parigi il •I 8 ollobre 1663. Lasciala ancor chierico la carriera ecclesiastica, . in cui si era messo, si dedicò alle armi , e fece il primo tirocinio militare negli eserciti francesi sollo il regno di Luigi XlV. Noiato delle frivolezze della corte, passò volontario al servizio dell'imperatore Leopoldo , ove acquistò fama di prode guerriero. Pigliò parte come uffiziale all'assedio di Vienna del 1683 , in cui Luigi Sobieski, re di Polonia bal\è con 64 mila soldali 3 00 mila musulmani; e sebbene avesse solo 20 anni fu portalo aì più alti ~radi; e. nel 1689 nella guerra lra la Francia e l'impero, fu 1


328 BIOGRAFIA mandii lo dall'imperatore al duca di Savoia, suo congiunlo, prr lrallar la lega; e l'anno dopo ebbe il supremo comando degH eserciti imperiali spediti in llalia a soccorrere il du!'a. Quando la Savoia si accordò colla Francia nel 1696, Eugenio passò in Ungheria a comandare l'esercito imperiale, e 1'11 selhimbre 1696 sul Tibisco presso Zenla ballè i musulmani , uccidendone un numero infinilo. Succedelle la guerra per la successione di. Spagna, ed il prindpe Eugenio generalissimo dell'eserf'ilo impPrial,·, tornalo nel 170·1 in Italia per la via dei monti del Tirolo nl'I Vi,:enli110 e n,,I Vl• ronese, villoriosamcnle sostenne la lolla coi francesi, a lui super,ori di numero, nel ·1702 sull'Adige . sul Mincio a Cremona, a Luzzara contro il Cat nal . Villeroi e Vendomme, contrastò a quesl'uhimo il vanto della villoria a Cassano nel 1705. -L'anno dopo, accorso in aiuto del pericolante duca di Savoia , riportò la memorabile villoria di Tori.no ciel 1706, che è la principale e la più celebrata df\lle sue gesta. E s1,guitando la corsa con incredibile ardimento invadeva la Francia, ed assediava nel 1707 Tolone, poi vincev-a nella Fiandra i fmn1,esi ad Eudenarde, pigliava Lilla di assedio nel •1708, e ni>l giorno 11 sellembre "709 vinceva il Villars, occupando la !'illà di Mons con grandissi~a strage dei nemici. cfie allora si accorsero come egli avesse con ragione promesso di far ,provare il Laglio della,sua spada al re fran• cese, che giovindlo lo aveva molleggialo chiamandolo il piccolo abate della Savoia e più che alla spadicciola nato al pastorale . .l\lorto l'impt\ralnre Gius<·ppe ne l •I711, ce rcò egli di favorire la sucfessione d,· I fralello di lui Carlo VI, e fu amba ,ciatore a Londra per promuover la l,•ga, falliia la quale per la pace d'Utrecht, l'impero rimase solo in guerra contro la Francia. Nel 171 '2 guerreggiò in questo Stato . ma con minore fortuna,· e dovelle desistere da ll'ass1•dio di Lan ,ln•y, poi conchiudere col Vdlars la pace di Rastadt il giorno 6 ,marzo 1714. . Una nuo va gur,rra si accese di poi tra l'impero e la Turchia , nella quale riportò egli la grande villoria di Petervaradino , il di 6 agosto t7·16. L'anno seguente assediò con JO mila uomini Belgrado nella Servia e riportò contro i turchi ùna nuol'a vittoria, lulla dovula alla somma sua perizia. La presa di Belgrado costrinse i turchi alla pace.

BIOGRAFIA 329 Era morto il 1° ftbbraio 1773 Federico Augusto di Sassonia, ed essendo contesa tra la Francia e l'Austria per la succPssione del regno di Polonia, il già vecchio principe Eùgrnio era mandalo coll'esercito sul Reno . Contemporaneamente scendeva in Italia il Villars come allealo del re di Sar,legna ½arlo Emanuele lit. Dopo due anni terminava la gut>rra col trallalo ,li Vienna del ~735. Così Eugt>nio non posò le armi che colla vita, essendo man· calo ai vivi sei mesi dopo in Vienna, il giorno i-I aprile 1736. La sua fama come generale sperli~simo e guerriero prode oltre ogni dire passò alla posterità , che gli ha destinalo una delle sue pagine più luminose , e ne ricorda il nome , come una gloria della Casa di Savoia.

T.lGLIANO G.uuNo

·Gerente.


INDICE DEL VOLUME IV.

Aprile, Maggio e Giugno t 81>8.

Sunto della Guerra d'Oriente. C.u. XU. Gli alleati instaurano i danni sofferti il 17, e proseguono i lavori. - Jlfodificazioni nell'armamento delle batterie e nelle disposizioni delle truppe. - Sortita del 21. - Apertura delle secondo paralelle. - Arrivo dei primi rinforzi russi. - Combattimento di Balaclava. - Sortita del 26. - Considerazioni . . . . . pag. 3 Considerazioni sulle operazioni militari dei Piemontesi nelle guerre della. successione di Spagna e della prammatica sanzione » 15 Histoirc de la campagne de 1815 (Waterloo) par le L.t-Colonel Charras ,, 76 • Studi militari sulle armate estere " 91 • Miscellanea . . "1M • • 108 .., Cronaca militare Bibliografia • . "112 • Stato militare dell'Italia Studi strategici sulla difesa della Svizzera Spoletta Breithaupt pe' proietti vuoti . • I militari italiani al servizio della Francia Miscellanea Necrologia

"113 • " 170 •• " 190> 196 • 215 • 223 '

Stato militare dell'Italia Studi strategici sulla difesa della Svizzera Sulla difesa del Piemonte . . Delle discese in paese nemico Tende militari • . • . Reclutamento volontario Cronaca militare Bibliografia • . . • •

,. 270 • .. 283 ~ » 310 Il 319 .• • . s22 ,., "325 » H'1 ~

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225

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