RIVISTA
MILITARE GIORNHE !IENSILE
A.nno 111. -
Volumè 11.
TORlNO , 1858 TIPOGRAFIA EDIT[l(CE
q. C,\S~QNE E C01\.I P.,
Via S. Fr anceico da Paola, N. 9.
CONSIDERAZIONI SULLA DI FESA DELLE COSTE (J}
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CONTINUAZIONE
Nella dispet}sa ,1' di questo anno ci è occorso di osservare, che per assicui:are la supet'iorità della difesa delle coste sull' attacco m:ariHl~o, . . .., ' . conviene che .le batterie possano riunire in qualunque punto su cui il nemico s'indirizza, un uumero di cannoni proporzionato allo sviluppo dell'attacco, il quale è subor~l'nàto a due circostanze principali: , 1 ° Se la posizione è molto importante, siccome una città cap.itale, innanzì la quale si può presentare una forte sq uc1dra per intimidire i governanti, con la minaccia de' danni che possa arrecare alla lor sede, ed imporre condizioni umilianti (2} ,
Proprietà Letteraria.
(1) Vedi la pag. 69 del vol. to, anno Hl. (2) I danni che una squadl'a possa arrecare a,1 una capitale, n on sono,
per un governo forte e geloso dell'onor del paese, una ragione suflìcic nl c per giustificare una debolezza e sottoporsi a condizioni umilianti ; <l'altra
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CONSIDERAZIONI
SULLA ) ) IF,ESA DELLE COSTE
un grande stabilimento militare marillimo, la cui distruzione è di danno gravissimo, que' punti de' quali il nemico potrebbe farsene una base per le sue operazioni offensive; allora l'attac- cante svilupperà il maggior numero di na\'i che potrà, e la forza della squadra non ·sarà altrimenti limitata , che dallo spazio che avrà per lo spiegamento, e da ,;)lire considerazioni dipendenti dalle condizioni degli elementi ond'è composta: e però le difese dovranno avere il massimo sviluppo. 2° Se le fortificazioni della costa ab.biano un oggetto secondario, siccome quello di difendere piccoli porli di commercio, proteggere il cabotaggio ecc., non è presumibile che il nemico spieghi grandi forze per l'allacco, distogliendole da operazioni più importanti; e però, la forza delle batterie vorrà essere proporzionata alla quantità ed aUa qualità delle navi che parte, tutti quelli che una sqnndra formidabile possa arrecare si riducono a poche case bruciate, fra il gran numero che una popolosa città ne contiene, purchè si abbiano in serbo forze terrestri superiori a quelle che la squadra potesse sbarcare. Ora, se, come la storia lo attesta, non scm. prc la perdila della capitale decide del risuHato di una guerra, e perii non basta per se sola a giustificare una nazione, e per essa il suo governo, a desistere dalla resistenza, senza intaccare il suo onore, il quale ha tanta intluenza sulla vita cd il progresso di un popol.Q gcner.oso; come mai si potrà assolvere quel governo, çhe cedesse per evitare danni lievi negli edifizi della sua ciltà capitale? Se pure questa non ·rosse sufficientemente munita dal lato del mare, il risultato che il nemico potrebbe r_iprorncltcrsi attaccandola con le squadre, relativamente all'oggetto in litigio , sarebbe nullo ; e bas lerebhe per questo, che il governo prendesse ma~ gnanima risoluzione di soffrire il lieve danno che potesse farle il nen:ico, anzichè sottoscrivere a condizioni nmilianti. Ma cotesta è una risoluzione estrema, qualunque volt.a si fosse sorprrsi dagli av,venimcnti, e che mancasse il tempo per riparare in parte alla ncgligi,nza di aver lasciata la capitale senza difesa; ma un saggio governo dovrà mettersi nel casò di respingere .vittoriosamente ,1 ualsiasi allacco, con forlifiearc la capitale dal lato del mare in guisa, che , 111inaccjando di sicura distruzione colui che si attentasse attaccarlo, gli facesse passar la voglia di farlo. Tanto richiede la s icurezza della capitale e l'onore di nna m zionc; perocchè è certa. mente brut.lo, e non può mancare di produrre un tristo effetto, il vedere un governo lasciarsi irnpuncmcntc nggredirc da alquanti lcgni'da ·guerra nel luogo stesso della sua residenza.
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verranno probabUnrnnte. adop~rate-nell·'11uacco. Per e$empio,·per molesta1:e il cabotaggio sulla lunga distesa di una costa, conven,à impiegare mol-ti legni sparsi su tutta la linea, che non saranno certamente vascelli, i quali sono sempre più o meno limitati di numero: beli altrimenti importanti che non le operazion•i secondarie, convien_eh~ sieno quelle, per cui le nazioni si sottomettono alle ingenti spese che richiedoilsi per costruire e mantenere quelle gigantesche macchine dì guerra. Per molestare il •cabotaggio va,I meglio una forza divisa in mo.lti legni, che Jion concentrata in pochi; e però è mollo . se si adoperano fregale: piit comunemente questo utlìcio è riservato alle .corvelle, ai brigantini ed ai vapori di mezzana forza. Ora la più piccola .balleria, secondo le uor_!lie adottc1te al presente, non deve av.er meno di quàttro cannoni cli grosso calibro, i. quali, se .son,ò sufficienti a tener testa ad un vascello di 1 '.20 cannC1ni, viemaggiormenle· lo ~anrnno per rcs.piugcrc gli attacchi di un legno minore, e potranno fio .combattere .al tempo stesso contro due o trn ·di' ess,i, secondo la loro forza. r J.a fortificazione, in generale, vuol essère adattata al terreno, e so\lente da questo essa· ricevé tale soccorso, .da renderla fortissima -con poco sviluppo 'di mezzi. I casi che possono offrirsi al fortifiçatorè ' non soo~ .ce1;tamenfo tutti determinati, ed ogni punto ch'egli abbia da fortificare presenterà circostanze particolari, che da par:te sua richiederanno spesso molta sagacia p-er ritrarne tutto il possibile vantaggio; ma se egli per ogni caso 1pai·licolare :dovfà, per dir ,cosi, risòlvere un problema, lo _ farà I non t'pe,~tanto secondo i principii geòerali · Htabi\ili dalla scienza! AHai stessa •maniern, nella for.lificazion'é delle coste l'in. ' gegne.re ba .p-er· guida. talune idee generali, e deve, nell'applicarle·, sapè1· valutar-e tulle le circostanze di ogni caso particolarè. Il pr,incipi:o che servir deve di base al tracci.amento delle opere da costa, per il già detto, vuol essere quello cli offrire la
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SUL LA DWES,A · DELLE COSTE
CONS!OEnAZtol'H
medesima resistenza su tutti i punti elle fa 'mestieri difenùere se lo spiegamellto delle forze nemìche può essere lo stesso per ogni dove; nell'opposto caso, ch'è pùr quello che quasi sempre s'incontra, su i pilnli attaccabili la rrsistenza deve mettersi in relazione · con la •forza cieli' attacco. Perocehè la profondità delle acque non sempre permette ai vascelli di spiegarsi a loro lalebto su i varri pun ii di una costa; i banchi di sabbia, i bas3i fondi, la configurazione della cosla, le alture, ecc., possono liinilare le fronti atlaccabili e lo spiegamento delle squadre nelle varie pos~zioni. l\fa, innanzi di esaminare con qualche · parlicolurita la qùestione, fa mestieri premettere talune idee generali · Le batterie da costa possono essere a barbetta e in casematte. Le prime sono preferibili sotto vari i aspetti: i cannoni, tirando per di sopra il•parapèllo, hanno un campo di fuoco mollo magg[orn che non tirando in cannoniera, essendo il camvò di tiro dei primi di 90 gradi, cioè 45 a destra cd altrettanti a sinistra e queHo dei secondi 30, quindici da ciascun lato; e però un~ batteria a barbetta può ballere co' medesimi cannoni unù spazio maggiore di mare, e conceiitrarc su di un sol vascello un numero di cannoni maggiore di quello che possa farsi con cannoni in cannoniera. Quest'ultimo vantaggio è molto importante, a cagione che, per produrre un pronto ri.rnltato, non voolsi prendere di mira al tempo stesso tutta la linea nemica, e per lai forma disperdere i fuochi su molti oggelli; sibbene conviene concentrarli più che si possa su pochi per distroo-aerli in breve· . 00 tempo, ed indi rivolgersi contro gli altri. Il fuoco appiccato ad alcune navi ed il pericolo del loro scoppio, disordina la linea nemica e rende ' più agevole la villoria ,sulle rimanenti. La qual cosa ha un risconlro con le battaglie teiTestri, in cui, se l'artiglieria si divide in piccole frazioni su tutta la fronte dell'esercito, produce 1J1atcrialmenle al nemico il medesimo danno che se fosse riunita in grosse batterie su taluni punii piì1 importanti;
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II\~·Je1f~llo, iµ,,rig9ardo al,risul:tato dell 'azione, è di\'erso. PerocçJ1è ,nel,:priw:o _cas.o, .i ,danni spatsi su lulla la linea essendo in c[<!-~C.pt1,p9ntq P.iQcoli e •riparabili, .l'effetto .morale_ n'è debole; m,e11tr~ çhe ne.I $.e~ondo, i.dannit accumulati su cli uno ,o più pQpti fanJ}Q perdere .J'iQsie.me e sgom,en:\a[)o grandemente i comba,tteuli~ .Napoleon(} _ba mostrato quale1 uso formidabile possa fars.i de\l.'artigli.eria,couce.nlrandola, anzich.è .disperderla su tolta Ja linea, siccome praticé)v.asi un tempo. I fallLnon sono identici, m.a ha,nno molto di comu,ne, e le di".ersit,à i1r meglio ed il) peggi9 si' è,ùmpens.a.uo. Senzilch~ le batterie casemattate pre~en~apo ,i!llri )nc,onveoienli: il bersaglio,pbe offrono .le cannoniere, essendo I)'H>lto maggiore, ché quello .offl'rto ,dal. ca.nnone a barbella, se1·von9:'di ,punlo di,.mira ,ai -tit:i d~l nemico; i proietti vuotii cb~ penelrç\no per le c_aim~rniere nell'interno delle .casemalle vi arrecano con lo scoppio danni gravissimi; il fumo che 1li •1ac,c111JJQl.a neHe ,casemalle le rende in breve tempo inabitabili;,quafonque _volta non .si eno apette alla gola; .i rollami prodotti òai proietti eh.e •co:lpi:scono le. cannoniere le ,ostruisconQ; le pali~ che, penetrando. per eìse, colpi~cono .di sbieco i muri, scuotono questi e ne distaccano schegge, le quali feriscono i canrioni.er(; lo.scoppio stesso.. dei cannoni; conl1j,buisce con le altre cause a danneggia!·e co.n~ider~volme.11le le ca.se~atte. Questi incon'(enjenti son9 tanto seri i, ,.cl1e . n,eJle fortificazioni leHei>lrj le ..càs~m~tte v,engono ~doperate soltanto in talun e speciali circostanze .. ,. ;., . · , Sulle coste.!gl'i.oconvenienti sono minori, a cagione della poca ,1ggiu$tatezta d,ei ti.ri . delle ballerie.,mobili delle na\'i e della .p.ossìbili\41òicJar quas.i sempre le casematte aper.le. alla gola. Ma",se cii).,çenù~ l'uso delle batterie casemattale possibil~ sulle Pll~le, ,119~t11e ~Umina del tutto gl'inconvenienti, e, sç ultre ragioni non,JH:l ,consigliassero la costruzione, la preferenza reste!\e;bbe alle billlerie a i.Jarbetla. . hht q.ueste batterie, . semprechè i vascd li poll'8sero aYVici-
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CONSiùEilAZIÒNl
narsi a tiro ·di carabina, sarebberò ben presi~ iìcèisi gli àrfr... glieri i:hri carabinieri postati llél le coffe dei vascelli; donde la necessìtà di coprire la ,batteria è méttere i pezzi in èannoniera, ~ual\'Jngi.le ·volta il tèrténo non pèrmèlla di collocare alle spalle, ·a conveniente altezza, alcuni cannoni per trar·re a rnelraglia contro qtiegl'iMoìnodi tiratoti. Inoltré le casemalle sono indispellsàbili in q·ùe' p\lnli, dove, per la ristrettezza del terreno, bìsoghà avere 'piÌl ordini di fm:icbi. Infine, le casemaue sono Utili pèr Còv'l'it•e i combattenti ·dalte schegge prodotte dai numerosi ptòietti lanciati dalle nav-i, urtando contro fabbriche od altro che fossè a breve dislanta dietro le spalle d'ella batteria. Ma, che i pezzi si collochiòo a bnrbetta o in cnsematté, è possìbilè sempre 'di dare àlle opel'é una pianta cb•e permetta di adoperare un sufficiente numero di cannoni, su tutti i punti che si debbano difendel'e. 11 1'l'umei"o delle navi, che possono conternporaneattièlite far fo•oco tiontro uno stesso punto, è limitato innanzi tutto dalla distanza a cui si 'dennt> postate perchè il fuoco s-ia efficace, dallo spazio che dascuna di esS'è occupa nella liliea di battaglfa e dalla ·divèrgeilza massima ,che si pu~ dare ai canno·ni. I cannoni dei vascelli tii'ano a ·traversò sportelli, :specie di cannonière. E poichè la murata è poco spessa, ed i pezzi escono fuori .di essi con tutta la volala, si può suppori•e la divergenza de' fuochi inassima, siccome quella delle battet·ie a barbetta, cioè di .t5 gradi a destra e sinistra della diretlrice. I f(1òcbi delle artiglierie sono poco ·effi<:iàci a dist'anze troppo gr-andi, sP- pure partono·da batterie nsse. ·Nell'assedio di Marghera, nel i 84-9, si ebbe campo di osservare la gran<lè diversità, in quanto agli effetti, del primo ,cannoneggiam·ento avvenuto nel giorno 4, maggio, dal secondo nei giorni 2ii, 25 e 2·6. Nel primo il nemico adoperò un 65 ·pezzi alla <distanza di 1 000 metri all'incirca dai salienti dei -bastioni, ed il . risullamento, dopo sette ore di fuoco, fu insignificante. Non così nel secondo,
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etfelluato•alla distanza di 5'00 metr~, oel quale, se è -vero che il numèro·dei pezzi era stato aumentato·sino a 150, i dà1mi crebbero fin dall'esordire in una proporzione immensarnenle superiore all'autnento ddlle boccbe da fuoco. ·La qual cosa rende manifeslà la maggiore efficacia d'el ti1'0 pe'r la diminuita distanza. Se tanto avyiene con batletre su di ùri suolo stabile, viè-' maggiormente dovrà avverarsi nel tiro delle, navi, che finirebbe per diventare assolutamente insignifitante, se -alla poca effiéaci~ non . supplisse in parte il gran numero di cannoni che le squadre mettono in azi-orie. La distanza di 1 000 a 1200 melr·i, è ritenuta la maggiore che .si possa adoperare con qualche ·successo da .batterie stabili, e 'solo in circostanze eccezion'ali si può trarre a maggi-0ri distanze. Questo limite è eccedente per .il fuoco efficace delle navi, la cui aggiustatezza è di m'olto inferiore a quello della costa; ,e però, acci-escendolo, se da un cànl'o si ·aumenta il numero dei vascelli ·che possono pi·ender pariti all1a:zione contro di uu pu:nto, daH'al'lro si perde mollo di più per la diminuita efficacia del fuoco. Non vi ha dubbio, che il fuoco delle batterie da costa perde anche esso di aggiustatezza ·col crescere della distanza, ma la perdita è molto m·aggiore pe:r le squa·dre, il cui tiro iilcerto deve ese. guirsi di lancio contro un bersaglio piccolo molto, che non per le ·,batterie, ·le quali tirano da un suolo stabile contro un bersaglio molto grande; cd aggiungi che, tirando da queste di rimbalzo, il proietto non può elevarsi tanto da passare al di sopra del •vascello, e le deviazioni laterali, se pure grandi, non gimrgeranilo mai- ad un numero di metri pari alla melà della lunghezza di quello. Jnoltre il limite della visione distinta varia con l'oggetto preso di mira. Ora, il bersaglio eh~ olTre la · parte del cannone che supera il parapetto è mollo piccola, ed oltre i 1200- metri non si distingue più con chiarezza; . mentre che la cosa sta ben allrimenti del bersaglio che o!Tre il fianco di un vascello. '
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CONSIDERAZIONI
Ond'è ,che l'uso del rimbalzo, la slabilità• della punteria e la grandezza det· bersaglio, rendono il tiro delle batte1;ie da costa abbastanza sicuro sino a 1800 a 20(10 metri, ed anc~e di più; mentre cbe quello dei legni, per le opposte ra · gioni, al di . là di 1000 a 1200 metri, limite della visione di~tinta dei piccoli oggelli presi di mira, perde rnpidamente di ellica'Cia, ed in una proporzione sempre cresc.enlt>, a misura cbe si accresce la distanza ( 1). Se si supponga una squadra spiegala in linea retta per battere un punto della costa, e <la questo punto abbassata una perpendicolare sulla direzione di quella linea, si vedrà che lo spiegamento di essa potrà essere il doppio di questa perpendicolare (metà a destra e metà a sinistra), a cagione che i vascelli estremi della li.nea, per mirare al punto suddello, debbono inclinare i loro cannoni a 45 gradi quello dell'estrema destra a sinistra, e quc!lt) dell'estrema ,:inistra a des tra (2); òi maniera che i vascelli i quali sprolungassero la linea oltre que' limiti, non (t ) Da esperienze riporlltc <lai Thiroux, r isu lta d ,e, tirantlo con pezzi da campo a 500 metri, i du e t erzi o la 111dà <lei tiri colpisce il segno, e ad 800 m etri i nvece un terzo od un quarto solumcnle. li che dimostra, che la probnbilità <li colpire diminuisce i n una proporzione m aggiore che In inversa d elle distan~c. (2) Abbiamo :immesso che la divergenza mass.ima d ei cannon i delle uavi s ia <li 45° n des tra e s in is tra 1lclb direttrice della cann oniera , ch'è la s upposizione pit1 fo vol'evolc, pcrocch è di fe ttavamo tli d ati precisi; ma, nel follo, cred iamo che la dive,:gcnza sia minore. li fian co delle na vi esscmlo curvo nel senso tlclla lunghezza; non tulle le tlirctlrici delle cannoni ere sono paralelle : i cann oni cli prn a, per esempio, <le' vascelli dell'ala sinistra po tranno aver,~ un'incli 11 nz ione a d estra rapporto alla perpend icolare a lla linea di battag lia, inaggi ol·e Lii 1; 5°, e quelli di poppa n,iuore; di rnanicra che, se q ua lche. vascell o post,1to al <li là delle cstre111ilù tlcllu linra p er n oi di scorsa polrclih c olfcnd!'rc con i ca1111 011i d i prua, a ltri d i quelli d c' vasce lli co mpresi ne' limiti stahtli li no n lo potrebbero con quell i di poppa: viceversa per l'ala tlcslra. E però vi sarà u ua specie rli compe nsazione, la qual e farà sì, che la fo rza uiassima p ot rà r itene rsi esser qu rl lri ,lei vascelli com p resi nella lin<•a indicato, che n oi s upporre mo poter ndopcra rc tutt i i cann oni di un lato .
SULLA DIFESA DELLE COSTE
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pòlrebbero prendei• parte all'azione. E però, una squa~ra che si 8 piega paralellamente ad una, balleria, può abbracc~are uno spazio eguale alla doppia dilètania da essa alla battena stessa, più la distesa della ·fronte di questa. . . . Una squ·adra che si spiegasse nella mantera ù1scorsa a 1200 metri verrebbe aù a\'ere le ali distanti dal punto da battere press~chè 1 '700 ,metri, di~tanza a cui· i tiri sono i_neffica?i; spiegandosi invece a 1000 metri, ~li estremi della ltnea disterebbero dallo stesso punto 1 ,i,00 metri all'incirca, e la minore efficacia dei tiri dei vascelli estremi sarebbe compensata dalla maggiore esattezza di quelli ·del cen tro. E però, volendo che l'ef · fett-o totale dei fuochi .della squadra non sia inferiore a quello fallo alla distanza di 1200 -metri , bisogna che il ·centro della linea, se lo' gpiegamento sia rettili neo, si avvicini aù un 1000 metri dalla batteria. ·, Una batteria a barbetta armata con 132 pezzi, oITre una fronte di 9:H metri; epperò, lo spiegamen to della linea riemica può essere due volte 1000 più 9'24, ovvero 2924- metri . Gli antichi vascelli da 11 O a 118 ave\'ano la lunghezza di pressochè 200, piedi francesi, e la larghezza di 50 a 51; e però col bompresso, lungo una volta e mezzo questa larghezza, la lunghezza totale del vascello, dalla pnnla del bompresso all'estremo della- poppa,, risultava: di 270 piedi all'incirca, ovvero poco meno che 88 metri. I vascelli ali eli co sono alquanto più lunghi, ma poichè ne ignoriamo. le dimensioni precise, ne riler,remo la lunghezza di 88 metri. Nè questa cifra ùebbe sembrare eccèssi\'a, ove si ponga· m'Cnle, che la squadra fran cese e turca all'allacM del forte della Quarantena, a Sebastopoli, spiegata in due linee a scacchiera pe r restringere più che si potesse la linea, senza perdere la libertà dei movimenti, su di una fronte di 1 4-00 metri all'incirca spiegò 16 vascelli (ciò che fa 88 metri per ciascun vascello), a malgrado che la maggior parte dei vascelli non · fo~se di primo ordine. E però, adottando la
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CONSIDERAZIONI
stessa formazione a scaccbiera, su 2924, metri si possono spiegare 33 :vascelli; per combattere i quali con vantaggio richiedesi nella batteria un numero di cannoni eguale a 4-X33, ovvero i 1 32 per noi supposti (1 ). • Ove la balleria avesse due ordini di cannoni, uno inferiore in casamatta ed uno superiore a barbetta, la pianta della batteria vorrebb' essere modificata, siccome vedremo, per batterè lo stesso ·spazio, ma la sua fronte diverrebbe meno che metà della precedente. 11 numero dei cannoni dovrebb'essere di 108 cioè 54 per ciascun ordine, e la distesa della batteria risulte;·ebbe di 378 metri. Lo spiegamento della linea nemica sarebbe dunque di 2378 metri, la qual cifra, divisa per 88, dà 27 per il numero dei vascelli da potere spiegare; e questo numero, moltiplicato per 41 dà 1OS, numero dei cannoni per noi dati alla batteria. Se la batteria avesse tre ordini di cannoni, due in cannoniera cd uno scoperto, come in alcune batterie di Cherbourg ·, 99 cannoni, cioè 33 per ciascun ordine, basterebbero contro i 25 vascelli che potrebbero spiegarvisi di rincontro. La qual cosa dimostra che, concentrando il fuoco, una batteria può avere la medesima forza di resistenza che una balleria a barbetta di un numero maggior di cannoni. La forma rettilinea, per una batteria a barbetta, risponderà compiutamente allo scopo, se lo spazio da difender.e sia precisamente compreso fra le due .liuee di massima diver(Yenza dei o suoi fuochi a destra e sinisti'a, cioè se abbracci un àrco di 90." Se, invece, i suoi fuochi dovessero battere tutti in giro per lo sviluppo di una mezza circonferenza, bisognerebbe che la batteria avesse due facce, le quali formassero un angolo retto saliente, la cui direttrice dividesse per Jllelà lo spazio da battere. Questa pianta fa abilità di adoperare tutti i cannoni delle due (1) E qui vnolsi notare, che i vascelli della seconda linea prossimi alle nl i 11011 possono far fttoco, perchè le loro lince di tiro sono covertc da quelli della prima linea.
SULLA DIFESA DELLE COSTE
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facce in direzione parallela alla capitale dell'angolo saliente, e tolti.quelli di ci~scuna faccia in direzione paralella al prolungamenfò1della linea formata dalla. gola della batteria. Di ma.e niera che, con le due facce dell.a, batteria si può battere tutto in giro innanzi alfa balleria p.er lo spazio di una semicir. . conferenza. Se, a cagione della forma della costa su i due lati. della batteria e la profondità delle .aéque, possa il nemico spiegarsi paralelfamenle a ciascun lato, come nel caso precedente, la batteria dovrà avere su ciascuno di essi 1 32 cannoni. Ed al.lora, eh'. essa sia attaccata da un .lato ,o dall'altro, avrà sempre una forza proporzionata allo sviluppo, dell'attacco, se pure si supponga, Utla squadra di 6(, v_ascelli, ciò ch'è quasi i mpossibile nello stato. altùale. delle cose; . in-tal.caso essa potrà attaccàre le due facce aèl uh tempo, ·ma .ciascuna avrà la forza soffi~ ciente per. eom~attere i 33 vascelli eh.e' le .saranno opposti. , , Cotesto spiegamento di 66 vascélli è, il massimo che l'attac'Oànte, nelle condizioni fa\l~revoli per noi supposte, :potrebbe adoperare.contro· la patle!·ia. Difatti, se la squadra nemica si spiegasse perpendicolarmente alla direttrice dell'angolo saliente, la sua linea di battaglia si dis.tenderebbe per la doppia distanza di elisa .dalla gola della batte1:ia, più la lunghezza di questa gola; e' poicbè il · ceuko, cbè a 1000 metri dal saliente, è distante 1 653 metri dalla gola, e questa ha la lunghezza di 1 306 metri, tutta la distesa della linea nemica sarà di I Q. 02 metri, e però comprenderà 45 vascelli. Per combattere questo numero di vascelli basterebbero 180 cannoni, mentre che la batteria potrebbe opporre le artiglierie di ambi i lati, cioè 264 cannoni, e però acquisterebbe un ,significante vantaggio ; nè teniam conto che le ali della linea nemica, trovandosi a 23~i7 metri dagli estremi della batteria, il fuoco di buon numero di vascelli delle ali sarebbe di nessuna efficacia, mentre che quelli ·degli estremi· della batteria potrebbero tirare su i vascelli del centro alla di/
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CONSIDERAZIONI
stanza di 1653 metri. Ovvero la balleria potrebbe riunire tutti i suoi fuochi su quindici vascelli del centro, quanti nè entrano in uno spaiio eguale alla lunghezza della gola della batteria, e ad ogni vascello sarebbero opposti 1 9 cannoni; e però i vascelli presi di mira sarebbero ben presto distrutti. I vascelli posti su i lati di questi, tolline i più prossimi che potrebbero trarre sul saliente ad un11 distanza non eccessiva, gli altri si troverebbero troppo lungi per produrre eO'ello utile. Ond'è, che l'attaccante dovrà o portare le sue ali perpe1idicolarmente innanzi, o avviluppare la balleria con uno. schieramento mistilineo.a 1200 metri dalla batteria. Nel primo caso, poichè i fuochi degli estremi di una linea non possono incli"" narsi .al di là di 45 gradi, lospiegamento centrale occuper~bbe uno spazio pari a quello dello -spiegamento, parnlello ad uno de' lati, e quello di ciascuna ,ala perpendicolare innanzi; risulterebbe di lunghezza melà; ovvero;, in totale, lo spiegamento , sarebbe pa'ri a quello paralello1 sulle. due faccie. Nel secòndo percbè tutti i vascelli si trovino .alla di~tanza di 1.200 metri dalla· batteria, bisogna che 11 centro . si spieghi su di un arco limitato dal prolungamento delle due facée della balleria , ovvero dì 90 gradi, indi si sprolunghi su i lati . in linea retta per una lunghezza pari ciascuna ad una faccin, terminate da archi limitali al prolungamento della gola, ovvero di 45 gradi ciascuno: è però, lo spiegamento si comporrà di due volte la lunghezza delle facce, ovvero 1848 metri, più due quadranti del raggio di 1200 metri; ciò che nel totale fa 5600 metri all'i11circa. Nel quale spazio si possono spiegare 64 vascelli; ùioè 2 di meno che nel caso precedente. Se verso le estremita laterali del camyo di fuoco della battHria, ii fondo, come sovente incontra, diminùisca per modo da non permettere di collocarvisi che piccoli. legni, il nn. mero di cannoni di ciascuna faccia potrebbe. diminuirsi in proporzione.
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SULLA DTF ESA m ~LLA- COSTE
<'P.Fhialniente, se , la balleria- sporga in mare e debba battere
uhb ·spazio i-tre l q,uasti-della circ,onferenza; bisognerà che essa abbia': 1a; ·rorn1a di· un quadrato; di cui tre lati sieno rivolti aJ !'.l marè, per · difende-re ciascuno,unquadrante; ed ove il nemico possa spiegare d'ògni. dove · la:,massima forza, bisognerà ' . èlìe ciascun lalò ·abbi.{ 132 cannm;i:·•nel c~so contrario, ch'è il più comune, il loro armamento si proporziona all'attacco cui possono essere esposti . .··11 , · • , . . , Se la , batteria è ;casamattatà; la· pianta vuol essere diversa. Poichè il;caènpo tdi,•tirò dà .cannoni in cannoniera è di 3Q, per battere .lo 1spazio1; ctml"p·reso· in :un arco cli 90 gradi, che• coi cannoni a ba:rbe'tta ,ifr •può farlo ,col.dare alla batteria una pianta rettilinea, per quelli in: cannoniera convieilé spezzarla, fo tre latili con la 1·co1wessità ia\ di ·f.uori : quello .di mezzo, col centro sulla ,f.inea clre dividé i1r:due·i~:campo di (iro, é àd essa ,perpendicplarè\1 e i ,due lati.contigui inclinati sul centrale.;, :sotto angoli di, ,1 50· gradi: : In ital guisa, rifuochi dei tre lati, ahhuacei-a:no tutto loi:spazioh compreso in un angolo di 90. grndi.rn, Di falli, se dal vertice di uno degU: •arigoli. salienti 's'innalzino d11e.p-er~:endiMluri di la-ti ,contigui dalla · parte !)sterna., -l'an·golo fra"quellexcatn·p,;èso sarà di'30,·-g1iàd1 e, I~iicapitale dello stesso an'gblò•saliente· fa>rà·comcia~cuna perpendicolare un angolo di 1 t) • gra-di, quanta'·1è la,divergenza massim a dei cannoni in cannoniera a· tlestra.. é,.:s"inistra' dalla direttrice. Di maniera che; tutto ili•settore icom·preso!fra•le due capitali contigue ad un lato ri spondente ad un arco di 30 gradi, ,.è battuto dal fuoco· di questo ,: ed ,i tre lati-; battono tutto lo, spazio com preso ne' tre settori;,(ovvefo· nel. lo.tale settore rispondente all'angolo di 90° ; ch'èi q·uello fomra\o dalle due linee, le quali, partendo dal punto d'incontro delle ,capitali dietro la batteria, passano per gli · èstremi di questa e s'inclinanò'rsotto l'aogolo di 1 5··, con le perpendicolari ·ai lati destro e sinistro. •_· Ora abbiamo ,,ectuto , che lo spiegamento massimo che il ne• 0
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CONSIDER,\Z(QNI
mico possil fare ne.Ilo spazio compreso in un angolo di 90 gradi, l'è quello rettilineo perpendicolare alla linea che divide per melà l'angolo rntto, al quale conviene cbe la batteria c:~samattata oppòoga 108 cannoni, se a <lue. ordini, e 99, se a tre; e però ciascuno dei tre lati avrà, nel pl:'imo caso M cannoni, ovvero 18, per ciascun ordin.e, e 3,3 nel secondo, cioè 11 per ciascun ordine. Se lo spazio da battere abbraccia una mezza circonferenza, si po,trà dividerlo in due angoli contigui di 90 gradi ciascuJ10, e su questa linea oollocare il centro della bat.leria; la quale, seguendo il principio precedente, verrà formata di 6 lati, tre per ciascun angolo retto, e tutto lo spazio, s,emicircolare i.noanzi alla battel'ia sarà battuto dai cannoni di essa. Ripelenço il medesimo ragionamento fallo per la batteria a barbetta di due lati, si dedurrà, ohe il nemico non po.trà adoperare ,contro di essa, che un numern di vascelli doppio di queHo che, po:;sa spiegare. in un a11golo retto., a cuì risp.ondono parimenti due volte. 408 e 99 cannoni de.Ha batteria in casa-,. matta, a due o tre ordini. Nel caso si possa essere aHaccato su di uno spazio compreso in tre quadranti, la batteria con nove lati li spazzerà tutti. Se il nemico possa distendersi a suo talento su i lati della batteria, tulle le facce di essa dovranno avère la stes~a forza; altrinlenti i lati estremi, conservando la medesima inclina.zioue coi contigui, potranno essere più corti e contenere un numero di cannoni proporzionalo al bisogno. La forma poligonala per no.i discorsa per le due specie di batterie, dà lo, stretto null)et•o di lati indispensabili per fare abilità alla balleria. di . a.bbracciare un camµo di lii.lo di uno , due o tre qµadranti. Ma, se il numerp di lati sia maggiore, non si sperimenterà iriconveniente alcuno; anzi , in molti casi, si potrebbe a ciascun lato sostituire con vantaggio l'arco di un numero di gradi eguale a quello del campo di tiro dei canì10ni,
SULLA DIF E SA l.JELLE COSTE
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cioè di 90 gradi , se a barbetta, e di 30 se in cannoniera : di maniera cbè, se tutte le fa0ce fossero eguali, alla pianta poligonale. verrebbe sostituito l'arco di cerchio circoscnllo. Nel caso poi · 1e facce laterali più prossime alle estremità fossero meno lunghe delle altre , gli archi corrispondenti sarebbero del medesimo numero di gradi , che gli altri ,- ma descritti con raggi proporzionatamente più corti ; e poic~è i centri dì due archi contigui, in questo caso, si trovano sulla stessa capitale delrangulo· da esse facce formato, la curva risulterà continua e senza angolisità, e la forma di una balleria che dovesse balte.re uno spazio semi-circolare, invece di essere un semicerchio , prende. la forma semi-ovale, o se si vuole quella di una semièlisse, se le condizioni di entrambi i lati della batteria sono le stesse. La forma circolare è preferibile alla poligonale, a cagione che, senza perdere ii vantaggio di poter opporre un fuoco proporzionato allo sviluppo dell'attacco, le fabbriche offrono all'urto la stessa resistem.a delle volte, con la convessità che hanno rivolta al di fuori. ~'inconveniente delle batterie circolari di piccolo raggio , cioè di avere i fuochi divergenti , svanisce in quelle di raggio grande (1). DifaUi semprechè la batteria abbia grande sviluppo , un arco di pochi gradi cumprende molti cannoni, e se ne può concentrare un certo numero su ciascun punto innanzi. (1) Suppongasi una batteria casamattata semicircolare di 4 caunoni. Lo spazjo di 7 metri che separa una direttrice dall'altra , sarii un arco di 45 gradi, ovvero le due direttrici contigue, sprolungatc indietro, far anno fra loro un.angolo di quel numero di gradi; e però, dando ~i cannoni la mas simn inclinazione dell'uno verso l'al t ro, le due lince di Liro contigue avranno una divergenza di 15 gradi. Alla distanza di mille metri· dalla batteria, i proiet.ti de' due cannoni vicini colpiranno due punti d ist ant.i fra loro presso che i 63 metri . Con una batteria a barbetta è più facile riunire i fuochi su di un punto , ed un bastimento, secondo che sia postai.o col suo mezzo s ulla direzione di una direttrice, o fra due contigue, poti·à es5e.re colpito da 3 o 2 cannoni .
AMNo lll. Voi Il. -
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CONSI DER AZION !
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In una balleria semicircolare a due onlini, simile a quella per noi esaminata , essendovi per ciascun ordine ,108 cannoni la sua sviluppata sarà di 756 metri, ed il raggio di 240. Sup~ poniamo un punto 1000 metri distante dalla batteria, dc1 esso tracciale due secanti alla semi-circonferenza di quella, a de stra e sinistra della direttrice centrale, ed inulinate solfo l'angolo di 45 gradi sulle tangenti ai punti d'intersezione, per la batteria superiore a barbetta, e cli 75 per l'inferiore casamatta tu; le due prime secanti indicueranno le linee di fuoco partenti dai cannoni più distanti <lella batteria, a destra e sinistra della direttrice centrale, relative alla balleria superiore, è le ùue seconde quelle relative alla batteria inferiore, e gli archi rispettivamente intercetti quelli i 0ui cannoni possono riunire il fuoco sul punto indicato. . La determinazione della lunghezza di questi archi riesce agevole. A lai fine si congiungano i puuti d'interse~ione delle seganti suddette col centro della batteria , l'angolo formato dal raggio con ciascuno segante sarà di 90 ooraJi l)iÙ 40 ' !Jer h(, ' batteria superiore, e di 90 · più 7 5 per l'altra; 0ioè rispùllivamente di 'l 35 e 165 gradi. Ciò po~to, nel triaugolo form~tto dalla direttrice <:entrale della batteria, il rnggio me;wto al punto d'intersezione di una delle secanti, e la se0an te stessa si couoscono due lati e l'angolo opposto al lato maggiore, ~ però si può determinare l'angolo opposto alla st·caute, il cui doppio dà il numero di gradi compreso 1wll'arco cercato, che per la balleria a barbe Ila è di 7 4", ,16', e per l[uella in cannoniera di 2~.-°, ·1 5'. E questi arehi , per una circonferenza Jel raggio Ji 240 metri, co1uprendono rispettivamente 311- e 1oI metri; numeri, che divisi per 7, danno H e 14 per quello dei cannoni che ciascun ordine della batteria possa riunire su di un solo pu nto, alla distanza di ·1000 metri da essa. Allorcbè il newico si avvkina alla l.Jatteria, diwiuuisce il
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numero dei cannoni che si può riunire su di un solo punto• Ma ·alla stessa distanza di 200 metri , l'ordine superiore può indirizzarvi 22 cannoni , e l'inferiore 8; cioè sette volte e mezzo quel che occorre, per controbatt.ere un grosso vascello con successo. · E ,vuolsi por mente , che noi abbiamo considerato la convergenza dei fuochi su di un punto, mentre che nel fatto il bersaglio è un vascello, la cui lunghezza, senza il bompresso, è di presso che 200 piedi , 66 metri all'incirca; per la qual cosa altri cannoni , posti su i lati di quelli compresi nei limiti discorsi, potranno colpirlo. Se la batteria avesse soli 24. cannoni per ciascun ordine , potrebbe pur sempre riunire contro ogni vascello un numero abbastanza grande di bocche da fuoco. Tutti i cannoni della batteria casamattata posti su di un arco ùi 30 gradi, cioè 4cannoni, possono trarre paralellamente al raggio prolungato che passa per il mezzo dell'arco ; e poichè i cannoni distano fra loro 7 metri, quelli posti verso gli estremi dell'arco sono fra loro distanti 21 metri, e posscno trarre tutti quattro su di un va!lcèllo, la cui lunghezza è più che tripla. Per la batteria superiore possono lrar!'e paralellamente alla linea centrale tutti i cannoni compresi in un quadrante, ci( ,è 18; ma poichè la distanza dei cannoni estremi supera la lunghezza di un vascello, un dieci cannoni , o poco pi/1, possono colpire lo stesso vascello, dando ai cannoni estremi un'inclinazione verso la linea centrale. E però, meglio che ,, t cannoni possono combattere una stessa nave, ovvero tre. volte e mezzo quello che basti per farlo con vantaggio. Laonde si può conchiudere , che una grande batteria circolare risponde a quanto richiedesi per una buona difesa. Questa verità, comechè non registrata nei trattati , è stata non pertanto riconosciuta dagli ingegneri russi nelle fortifica• ziqni marittime di Cron,tadt, non che dai francesi nella pianta delle grandi batterie di Cherbourg.
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CONS!DEHAZIONl
Non occotTe dire, che qualunque volta la batteria debbe abbracciare co' suoi fuoch i uno spa: io circolare molto maggiore di un quadrante , e che però sia esposta ad essere attaccata in più direzioni , bisogna che sia coverta dai fuochi ùi fianco e di rovescio , mercè traverse. Sinora , per dimostrare la possibilità di darl\ alla batteria una pianta che le faccia abilità di battere con successo lutti i punti che sia destinata a ùifendere, e <li opporre a qualunque attacco una forza proporzionala, abbiamo supposto il caso di una batteria isolata, la quale non ricevesse vcrun aiuto da allre batterie laterali, e perciò risultava di dimensioni colossali ; ma ordinariamente la cosa non sta in tal guisa. Una posizione importante ha sempre u11a qualche estensione, la quale vien difesa da più balleria che incrocicchiano i loro fuochi innanzi ùi essa, e si sostengono a vicenda; per cui ciascuna non avrà mai lo sviluppo innanzi accennalo. Ora , quanto_ maggiore è il numero delle batterie, e perciò più vicine, tanto minore può farsi la forza di ciascuna, a, cagione dell'accresciuto numero di quelle che possono entrare in azione ad un tempo; ma è sempre meglio restringerne il numero al puro necessario, accres0endo la forza di ciascuna e tenendole più lungi l'una dall'altra, affine ùi 0oncentrare la difesa. Oggidì, nelle fortificazioni di posizioni importanti, si veggono 1:accolte le difese iu poche batterie cli 50 , 80 , ed anche di un maggior numero di canno11i. Non sempre si può seguire alla leltera questo principio. Ma avendolo ognora presente, convien avvicinarvisi più che si pos:;a, e costruire qualche piccola batteria solo per ligure meglio le difese,· <lifenùere quelle piccole intle,;sioui cli poca imp_ortanza non vedute dalle gr.:.ndi batterie, ed in altri casi ùifficile a precisare i9 astfatto. Qualora con un sistema di batterie si debba difendere una t;ittà capitale, o qualche stabilimento marittimo importante, bisogna avere in mira un doppio oggetto: 11uello cioè di poter re-
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spingere qualsiasi attacco,_e l'altro di tenere, ~el combatti1~ento, il nemico silfattamente lontano, da fare che 11 punto da difen~ dere sia al sicuro da un bombardamento. li ~econdo oggetto e agevole conseguirlo pe'grandi porti ed arsenali da guerra, perocchè, innanzi tutto, nell'erigerli sì sceglie quel luogo della costa che presenti le richieste condizioni, o che permetta come a Cherl>ourg, di ri[llediarvi per mezzo dell'arte. Ma la cosa sta altrimenti per le grandi città, che non si è liberi di costruire dove si riscontrano le convenienze di una buona difesa , e sorgono ordinariamente dove altri bisogni ed agevolezze attirano gli uomini a stabilirvisi; per cui, non sempre le località sono quali vorrebbonsi per u,na buona difesa, con le armi attuali. Non per tanto, si potrà fortificarle in guisa :da respingere qualsiasi attacco; chè, qualunque volta il nemico sia sicuro di avere la peggio, può ritenersi che non s'impegnerà in un' impresa in cui il danno maggiore sia dalla sua parte. / In questo caso l'attaccante potrà ripetere quello che fecero gli alleati a Sweaborg, nel Baltico; cioè tenersi fuori del tiro delle batterie, e con barche bombardiere lanciare bombe nella cillà:; mo, per tal form a operando, le boml:le tirate molto da · lungi non colpivano che una piccola zona lungo la spiaggia. Senzachè, se oltre le batterie che formano la difesa stabile della pòsitionè, si abbia una forza mobile composta rl'un certo numero di barche cannoniere, armata cias0una con un grosso cannone a bomba, si potrà impedire altres\ il bombardamento ; perocèhè le cannoniere, senza perdere la protezione delle batterie, possono spingersi aù nri 1 000 metri dalla città, e trovarsi quindi a portata di combattere le bombardiere nemiche; e nel caso l'avversario faccia avanzare dei legni per attaccarle da pressò, esse possono ritirarsi sollo il tiro delle batterie. Nei combattimenti da lungi i piccoli legni possono lottare contro i grandi,' siccome lo provano i risultati costanti dei molteplici combattimenti delle squadriglie francesi contro squadre · di
22 CONSIDERAZfONI · grosse navi inglesi, negli anni che Napoleone apprestava sulle coste della Manica la sua discesa in Inghilterra. ✓ Semprechè le località permettano di conseguire il doppio scopo, per noi ac0eunato, con opere permanenti, si avrà una prima linea di difesa suflìcientemente distante dallo stabilimento o città da difendere ed una seconda pi/1 indietro, allìnchè, se mai il nemico riesca a passare fra le batterie di prima linea, si trovi avviluppato di fuochi in un luogo dove i suoi spieg.imeuti sono limitati, avendo da combattere altres) le navi dei difensori , spiegate sollo la protezione delle batterie alle quali appoggiano con sicu rezza le ali: condizione difficilissima, che potrà menarlo ad una totale distruzione. Ond'è che, quando una posizione sia fortificata in tal guisa, l'attaccante non potrà trascurare la prima linea, e dovrà cercare da prima :H dominare questa, indi le batterie laterali, ed infine avvicinarsi allo stabilimento che vuole attaccare, danneggiare, o distruggere. Per tenere il nemico più elle si possa lontano dal punto da difendere, si occupano con batterie que'salienti della costa, che trovino a giusta distanza per incrocicchiare i fuoclii innanzi ai rientranti e prendere sul fianco le navi .che si avanzassero in linea contro questi; di maniera cbe le batterie su i salienti possono, in qualche maniera, considerarsi i bastioni di un forte, di cui i rientranti sono le cortine. Secondo la larghezza e l'internamento del seno, possono le fortificazioni su i salienti laterali avere più o meno Pfficacia per proteggere la posizione degli st<1bilimenti marittimi posti in fondo di esso. Se, a cagion d'esempio, le batterie sporgenti si trovino 2i00 o 3009 metri innanzi lo stabilimento marittimo, riesciranno a preservarlo da un bombardamento; ed il nemico non potrà sperare di danneggiare gli stabilimenti forzando l'entrata del seno, se l'interno sia difeso nel modo innanzi accennato.
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l porli da guerra più rinomati sono in cond izioni prl'ssochè simili a qneste. ~falla, Sebastopoli, Tolone, ecc. pregentano un seno che s'interna molto nrl\a terra, più lungo che larp:o, con su i lati vari i salienti e rientranti; od anche · con seni stretti e lunghi pl'\rpendicolari a\ primo. I fortifica\ori di cotesti porti, oltre le difesè apprestate all'entrata flel seno sulle sporgenze laterali, non che su tutte quelle in su i lati nell'interno, hanno costrutto forti batterie, che possono tirare nella direzione della bocca del porto, per opprimere con fuoco di fronte e <li fianco un audace nemico che fosse riesci lo ad oltrnpassare la bocca del porto; posizione pericolosissima, siccome lo prova là precipitazione con la quale gl'Inglesi abbandonarono Tolone, non appena Napoleone fn al caso d'intrapren<lere la costruzione di una grande batteria per battere l'intr,rno della rada nel 1793. Il golfo della Spezia, sebbene largo , si trova ad un dipresso in queste condizioni , e le fortificazioni proposte in tempo del primo impero francese, erano informate ~ questi principi i. Qualunque volta, r,ome a Pola, nel mezzo del seno v'abbiano scogli o isolette, le batterie su di esse costruite, incrocicchiando i fuochi fra loro e con quelle delle coste vicine, accrescono le difese e covronò meglio gli stabilimenti indietro, formando più linee di difesa successive innanzi di essi. Se i salienti siano poco sporgenti n la costa troppo aperta , di guisa che non si possano costruire batterie molto avanzate, riescirà impossibile assicurare da un bombardamento la località da difendere; non per tanto , le batterie su i salien ti saranno sempte di qualche utilità. La grandezza dei legni da combattere serve di norma nello armament~ di una batteria, ed essa è dipendente dalla nalura <lelle cosle, e principalmente dalla profonclità delle acque. I vascelli da 7,i. a 120 cannoni hnnno bisogno di una profondità d'ac.qua di 7m 5 a 9m; le fr"lgate da U a 60 cannoni di 6 a 7m; i legni da 24 cannoni o'"; quelli da 16 cannoni
CONSIDERAZIONI
4 ed infi ne 3m i legni da~ Ocannoni. Se, sulla carta marina della località da fortificare , si uniscano con una linea tutte le sonde che segnano una medesima profondilà, si avranno i limiti a cui ciascuna specie di nave può avvici narsi alla cosla. Fatto ciò, se dal cenlro della balleria con un raggio di 1 000 a 1200 melri si drscriva un arco di cerchio sino ad incontrare a destra e sinistra le linee suddrtle, l'angolo al ccnlro formato fra i due raggi menali ai due pun ti d'intersezione di mia medesima linea di sonda, rappresenterà il campo di tiro che deve abbracciare la balleria per ciascuna specie di navi: conosciuto il quale, riesce agevole, dietro quanto abbiamo prece• dentemente ùelto, determinat·e il numero di cannoni e la pianta della balleria, ponendo mente, che questa <leve avere la massima forza in tolto il campo di tiro, nel quale si debbono combattere vai;celli e grosse fregate , e che si può diminuire di molto il numero dei cannoni su i fianchi, dove non possono avanzarsi che piccoli lrgni 1·1). . Allorchè s'abbiano più balle rie, i fuochi estremi di due bat- terie vicine denno incontrarsi sulle linee indicate, nel mezzo della distanza che le separa; siccbè tutte le altre circostanze. restando le stesse, più le ballrrie sono vicine, e più il campo di tiro contro i vascelì i e le fregate dev'essere minore, e viceversa allontanandosi. Simiglian temente, in quanto alla distanza cui pos$ono avvicinarsi le navi ed a quella delle batterie fra loro, più la costa in su i fi anchi di una batteria s'incurva innanzi, meno è il campo di tiro che deve abbracciare la balleria, 01
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(1) Sulla distesa, nella quali:, per la poca profond ità delle acque si spiegano piccole n avi, in· luogo d i vascell i, non si può fan·en c entrare un num >'.ro ta le da pareggiare la quantità di cannoni che potrebbero quelle grosse navi spiegare su lla stessa linea ; oltrechè le piccole navi sono meno resistenti e le artiglierie .meno potenti di quelle J ellc navi ili linea. È ver o che le barche cannoniere sono arn ate di grossa artiglieria, ma cc ne vogliono molte per paregg-ia rc la fo rza dell'artiglie ria di un vascello. E però da quel I.a lo, dove non posson o appressarsi che piccoli legni, la batteria può avere pochi cannoni.
25 e viceversa. E pt-rò , il campo di tiro dipende dalla profondità delle acque che costringono le na~i a tenersi più o meno lungi dalla riva, dalla incurvatura della costa e dalla distanza fra le batterie. , Abbiamo osservato che le batterie, quando sono vicine, si proteggono a vicenda più efficacementé; qui agg~uogiamo che la forma della costa vi contribuisce, gi:andem-ente. Difatti . semprccb~ la sua ìncurvatnra: sia molto profonda e la massima larghezza del seno non ~cceda 3000 metri, i fuochi delle batterie s'incrocicchieranno nel mezzo di esso, ed il nemici>, quale cbe sia la posizione presa, avrà sempre da combattere uon solo co·n le batterie che gli sono di fronte, ma anche con quelle · ai lati ed alle spalle. Determinato il camp~ di tiro e veduta la protezione che ciascuna batteria può ricevere dalle vicine, in ragione sl della distanza onde sono sepa:rate che della forma della costa, è agevole, con le nonl}e _date, il determinare la piani:\ ed il numero di cannoni di ciascuna di esse. Le batterie salienti, e sopratutto quelle poste alle ali della linea, meritano particolare considerazione. Esse, in generale, ùenno abbracciare un più vasto campo di· tiro, a cagione che la costa da uno o da entrambi i lati si rilira indietro, e con• viene che abbiano fuochi pe1' fiancheggiare le parli rientranti. lnoltre, secondo la curvità e forma deUe coste adiacenti al capo e la sporgenza più o meno sensibile, esse possono ricevere un aiuto più o meno efficace dalle altre batterie ; in ispecialità, quelle collocate alle estr,emità della linea di difesa, in nessun caso ricevono dalla parte esterna protezione. dalle altre batterie. Per siffatte ragioni le batterie salienti, ed in particolare quèlle poste alle ali della linea, vogliono essere per loro stesse forti e superiori alle ~ltre; esse sono, in qualche maniera, la chiave di una posizione. Se la batteria sporga innanzi alle batterie laterali per due o trecento metri al più, il nemico, auaccandola, SUL LA DIFESA OELLR COSTI
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CONSJD!'.R AZ!ONI
non potrà evitare il fuoco delle batlf'rie lateraH. Tale sarebbe il caso di chi altaccasse la bal.teria della Lanterna di Genova, nel quale dovrebbe soslenere il fuoco delln batteria del mol,l nuovo; e però siffatta batteria non avrebbe mestieri di grande sviluppo. Ma conviene pur sempre che da un lato o da <•11 trambi, secondo i casi, la batteria saliente abbia dellr. artiglirrie per fian cbeggiare i rientranti. Comechè le batlr.rie clelle ali di una li nea di difesa marittima, dal lato estern o non rice\'ano appoggio da altre batlrrit>, pur tuttavia non è sempre necessario che abbiano da quel lato un considerevole numero <li artiglierie. Difatti, fa necessità di armare il lato esterno può diprnderr <la due cagioni: l'una di garantire la batteria stessa; l'altra di difpndNe la spiaggia e battere il largo sin o a giltala dì cannone, siccome incontra quat~do il nemico potesse da qnel lato bombardare il porlo o I~ ~itlà. Per r1>empio, alquante bombardiere che si posta~sero cli rimpetto la spiaggia di S. Pi,'r d'An'na, potrebbr ro gittar bombe nel!' interno drl porlo P- fin nell'arse nalr, di marina ; 0 , se l'attaccantt~ si postasse dirimpetto la Focr, polrebbr far lo stesso 8 Ulla pari.e della città prossima all'altura di Carignano. In tal caso, le batterie sali enti sulle estremità de lla linea blso()'na i;he estendano i loro fuocbi su i lati esterni, perocchè non basterebb1>, per garantire la località da difendere, che i fuoch i s'incrocicchiassero innanzi al rientrante. Semprec.hè la posizione de lle batterie rstreme , rarporto al punto da difendere e la forma dclh costa P:-teriormente ad esse, sia tale che il nemico, quivi postandosi, si troverebbe troppo lungi ·per bombardare il porlo, le battrrie in discorso 1rnn avrebbero altrimenti mestieri di cannoni da quel lato, che per propria difpsa; prrocchè la piazza (•d il p~rto_ lro verebbonsi abbastanza difesi da qualunque attaeco pPr via d1 mare, dalle stesse cond izioni locali. Ma in questo caso, si può sovente garantire il lato esterno scegliendo la posizione
27 SULLA DIFESA DELLE COSTF. della batteria in guisa, da trovarsi coverlo da alture, bassi fondi, ecc., in pari tempo che si batta bene lo spazio innanzi al rientrante da difendere; e poichè basta che il nemico non possa, dal lalo esterno, prendere di" rovescio e smontare le artiglierie rivolle verso il latÒ da di fondere_,qualunque ostacolo che il nemico non possa rovesciare con lè sue artiglierie è sufficiente a garantire la batteria. Rimane solo che, se la batteria è isolata, convien difenderla da un colpo di mano che la squadra potesse tentare con uu corpo da 1Sbarco, nello intento d'impadronirsene i,1 poco tempo e distruggerla, e rimbarcarsi prima che giungessero i soccorsi. Per convincersi della possibilità di ciò fare non raramente, basta considerare le circostanze che più comunemente accompagnano il caso per, noi supposto, cioè quello in cui dal lato esterno delle batterie estreme non si possa dal mare bombardare il porto o la ci.ttà. Ora, ciò suppone che le batterie estreme siano molto innanzi, e che la costa di là dalle batterie faccia, con la linea del seno in prossimità di esse, o una continuazione di quella, o un angolo ottuso saliente, sicchè le coste seguitino ad avanzare e, per lo meno, si mantengano sempre alla medesima distanza, o rientri di poco. Perchè le batterie estreme si trovino silfattamente distanti fra loro da difendere il rientrante, e tanto innanzi da impedire il bombardamento, il seno deve internarsi molto, senza slargarsi di troppo; la qual cosa suppone un terreno montuoso su i lati: e però, col trarre profitto dalle circostanze locali, riesce agevole nel secondo e terzo caso il garantire esternamente le batlerie dai fuocbi delle squadre nemiche; mentre che nel primo la forma stessa della costa restringe il campo di tiro della batteria, tanto più che ordinariamente, a qualche centinaio di metri dalla riva, manca il fondo necessario per le grandi navi. Allorcbè una città occupi il fondu di un grande golfo, può avvenire che l'incurvatura della costa in prossimità di essa o
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CONSIDERAZIONI
dei seni secondarii ch'essa occupi, come p. e. Napoli , sia molt o aperta; di maniera che, volendo che le batterie estreme incrocicchino i fuochi innanzi ai"i·ientranti in discorso, non si possono spingere molto innanzi. In tal caso esse possono trovar8i su di una spiaggia aperta, siccome incontra sulla sinistra della linea di Napoli, verso il ponte della Maddalena e Vigliena, dove il terreno è interamente aperto e spianato; e però conviene che sieno molto forti. Lo stesso dicasi dell'estrema destra della stessa linèa di difesa di Napoli, la quale deve incrocicchiare i suoi fuochi con quelli ·della batteria del castello dell'Ovo innanzi al seno della spiaggia di Chiaia; e sebbene sia appoggiata alle colline di Posilipo, non si può spingerla molto innanzi, a cagione della forma generale della"costa, la quale più in là continua a sprolungarsi nella medesima direzione divergente, e si spinge molto più innanzi del saliente opposto del castello dell'Ovo. Comechè siffatte considerazioni restringano di molto l'esten sione da dare alle batter·ie estreme, esse sono pur sempre quelle che ordinariamente hanno uopo di maggior numero di artiglierie. Il caso in cui una batteria abbia mestieri del maggiore sviluppo di mezzi difensivi, si è quando si trovi su di uno 'Stretto capo fra due seni larghi dai 2 ai 3000 metri, i quali debbansi difendere entrambi; e che, mentre non sporga abbastanza in nanzi da impedire il bombardamento diretto contro i rientranti. lo sia quanto basti per non ricevere protezione molto efficace dalle · batterie in quelli poste. In tal caso conviene che la batteria abbia, nel senso perpendicolare alla direzione generale della posizione, sulTicienti artiglierie da tenere il nemico pii1 che si possa lontano, e su e.ntrambi i lati quaute ne bastino per· impedire che l'attaccante rivolga i suoi sforzi contro i rienli·anti. E poichè, a cagione della sua sporgenza, non che della lontananu dai salienti opposti dei due seni laterali e dalle batt~rie rien-
SULLA DIFESA DELLE COSTE 29 tranii essa può essere avviluppala da forze imponenti su di un arco di maggiore o minor numero di. gradi, s_econdo la -~or~a e disposizione della costa, ha d'.uopo :d I uno sviluppo cons1de1 evole di artiglierie. ,, · . • Simiglianti posizioni si riscontì-ano su capi. poco la~gh1 N_1 estesi ; e però occorrono ordinariamente ,grandi e· cos_tos1 lavort in acqua per crearvi lo spazio per una gra~1de batter~~- Ma, ~~1~ sporgenza della natura indicata, è. de_termrnata dall _mcur~a'. s~ della tosta inuanzi ad uno sperone d1 monte o colhna, d1 <,UI quella punta non è che l'éstremo; .e però alle. spa~le del lu?go dove debbe costrursi la batteri-a, il terreno ordrnarramente si~nalza e quante volte ad .una ragionevole-distanza dalla baLter'.a esso ~i elevi convenientemente, vi si può costruire una baltena superiore, la quale concorra con l'inferiore a respi~gere l'attacco contro quesla c!.irtitto. Ond'è ohe, ripartendo 11. nomer~ dei cannoni necessarii fra le due b~tterie, si può restrmgere di molto lo sviluppo dell'inferiore, la cui costruzione sovente richiede lavori molto costosi. La balleria alta;· poichè si eleva di ruolti metri sul mare, domina il fuoco dei vascelli che attaccassero la batteria bassa, senza che per questo i suoi tiri . sieno ficcanti , · perchè molto lungi dai vascelli spiegati contro la batteria bassa. Invece il fuoco dei vascelli contro di questa rivolti, perehè esegu•iti da sotto ,in sopra contro un bersaglio collocato ad una considerevole altezza, hanllO' pochissima efficacia; ed aggiungi, che la batteria potrà essere il barbetta, sempre che la larghezza dell'allura lo permetta; siccome sovente incontra ad alcune centinaia di metri dietro la punta estrema, nelle sporgenze del genere di quelle di cui discorriamo. Inoltre, la posizione ritirata della batteria fa sl, che il più delle volte, anche restringendo l'azione dei suoi cannoni in un angolo non molto grande, abbraccia uno spa~ zio di ll\are considerevole: e però, la pianta della batteria può essere ~emplicissima:,.ovve1·0 di due o tre lati; ed essendo i can-
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CONSIDERAZIONI
noni a barbetta, si potrà riunirne gran numero sul punto che le circostanze richiedessero. I fuocbi della batteria superiore, se pure partano da un 600 metri più indietro della balleria bassa, possono baltere con successo sino a ·1 200 metri innanzi a questa, ed anche più in là. Co' mortai a suola, poi, l'azione si può estendere su ancoraggi molto lontani. La batteria superiore, oltre al concorre, e con la inferiore al combattimento che questa debbe sostenere di fronte, la garan trsce efficacissimamente dagli attacchi di fianco. Le due batterie, l'alta e la bassa, incrocicchiano i loro fuochi innanzi alla posizione da difendere, e la seconda, con la sua posizione avanzata, costringe il nemico, per evitare di essere preso di fianco o di rovescio, a tenersi a convenirute distanza , nel rivolgere le sue offese contro il rientrante. E, volendo adoperare le bombardiere, queste dovranno tenersi fuori il tiro delle batterie avanzate, le quali, se solo sporgano innanzi 1 000 a 1200 metri, costringeranno le bombardiere a star lontane meglio che 2000 metri da esse, ovvero al di là di 3200 dall'oggetto presù di mira. E prrò, è molto se le bombe giungeranno in prossimità della riva. Può talvolta occorrere di difendere una città posta su di una penisola, siccome Gibilterra, Gaeta, S. Giovanni d'Acri, ecc. In tal caso, se una parte del circuito della penisola sia inattaccabile, perchè la roccia cada a picco nel mare da una considerevole altezza, come a Gibilterra e Gaeta, basta provvedere alla difesa di una parte sola del circuito e disporre sull'altra qualche piccola batteria per allontanare le bombardiere, nel caso, la peuisola non essendo molto larga, es.~e possano collocarsi a ridosso della città e lanciar le bombe. Se la penisola voglia e~sere fortiticata tutta in giro, convien por mente precipuamente a que'punti, che per la loro sporgenza è la forma delle pàrti laterali non possano ricevere appoggio
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dal resto della cinta,~ costrurvi batterie capaci di respingere da sole qualunque offesa, e dare in ge.nerale a tutti i sali<'uti una certa forza. Sulle rimanenti. parti del circuito basta distrih11ire le artiglierie in guisa, da proporzionarnetil numero allo sviluppo drll'attacco. Per fortificare una grande .posizione marittima del genere di 4uelle sin'ora discorse e metterle al .caso di sfidare .qualunque attacco, bastano, secocdo i casi, dai 300 ai 600 cannoni. Qualche esempio varrà a confermare questa nostra assertiva. (I porlo di Geno_ va è in un seno, la cui apertura ~sterna, fra ., la · batteria bassa della Cava e la punta della Lanterna, è di pressocbè2700 metri, e s'interna, a partire dalla linea che unisce questi due punti, d'un 1600. a 1700 metri. La balleria bassa della Cava, la cinta marittima. dell~ città superiormente a quel ponto sino al molo vecchio, questo, il molo nuovo e la balleria uella Lanterna,_ formano la linea di difesa ester-na del porto, i cui salienti sono le batterie della Cava e della Lanterna, le quali sono fra loro distanti quanto basti , percbè rncrocicchino i loro fuochi innanzi al ,rientrante. Queste due batterie, sussidial,e, dc1i fuochi della batteria del · molo .nuovo . e da quello delle artiglierie che si potrebbero disporre. sulla cinta ùella città, superiormente alla batteria bassa della Cava sino allo scoglio Campana, costringono il nemico a tenersi lontano dal molo vecchio, e quindi garantiscono l'arsenale e la città. La freccia della incurvatura della linea esterna di difesa è di 900 . metri all'incirca; e però, se il nemico si spiega di fronte a questa linea a 1 000 metri dai salienti anche i tiri .Jelle batterie più rientranti possono offenderlo 'alla distanza di 1700 a 1800 metri, e pocbissimi ai 2000. Sìcchè, tutte le arti~lierie del rientraute prender~bbero parte al combattimento. Ciò posto, la · distanza fra la batteria della Cava e quella Jella Lantema, essendo di 2700 metri, e la squadra 11011 potendo spiegarsi .su di una linea molto convessa nel centro,
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senza esporre i vascelli qnivi collocati ad esser presi di fronte e di fianco ad un tempo; la distesa della linea con le ali a 1000 metri dalle batterie estreme, ed il centro poco innanzi, non potrà eccedere 2600 a 2800 metri: ovvero potrà comprendere 32 vascelli in due linee a scacchiera, a cui la piazza dovrà opporre 128 cannoni ripartiti nelle varie batterir. La batteria_ della Lanterna sporge inuanzi al molo nuovo quasi perpendicolarmente. E però, se il nemico attacca di fronte la prima di quelle batterie, l'altra prende parte al combattimento; ma le altre si trovano troppo lungi dall'ala destra della linea nemica, per potere su questa avere un'azione efficace; per la qual cosa, le due batterie della Lanterna e del molo nuovo vogliono essere fortemente armate. Inoltre, la spiaggia di San Pier d'Arena essendo pressochè nella medesima direzione del 01olo nuovo, il nemico potrebbe con le sue bombardiere quivi collocarsi e lanciare bombe nel purto; per la qual cosa, conviene che le fortificazioni della costa sieno disposte in maniera da impedirlo. Ora, per allontanare le bombardiere basterebbero pochi cannoni; ma, poichè i vascelli possono in bnon numero attaccare la batteria dal lato esterno per spegnerne il fuoco ed indi far avanzare le bombardiere, conviene che si possano opporre un 4-0 bocche da ·fuoco almeno. Se il nemico si spiega di rincontro la batteria della Cava, può da qnel sito bombardare l'altura di Cariguano e la parte della città prossima a quella. D_onde la necessità di opporre di fronte un sufficiente numero di cannoni, forse altri 4.0 o 50; non potendo il nemico sprolungar·e di troppo la sua sinistra, senza esporsi al fnoco della cinta sino allo scoglio Campana; per evitar ciò , egli sarà costretto a li rnitarsi ad .uno spiegamento metà dell'ordinario. Infine il nemico potrebbe postarsi di rimpetto la Foce e lanciar pnre le sue bombe sull'altura di Ca· rignano e la circostante parte della citlà; e pe1 ò, nel caso sulla collina di Albaro non v'abbia alcuna batteria v'ha la necessità di
avere sulla parie-della cinta prossima alla Foce un'altra forte batteria ( 1). In tutto la linea di difesa estP.rna ricbiecle ad un di presso 2i0 a 250 can noni; ai quali convien aggiungern e no 30 per la batteria nell'interno del porto che ne batte l'entrata. E però la difesa marittima di Genova richiede· un 280 cannoni, ·col quale numero, se pure fosse attaccata ad un tempo su tntti i lati, potrebbesi rispondere vittoriosamente. Ma per questu l'attaccante avrebbe uopo di nn 60 vascelli ; la qual cosa. non è possibile pllr nessuna delle grandi potenze, neppure per la stessa Inghilterra, la qnale in una grande guerra non potrebbe adoperare tutte le sue forze navali contro nna semplice piazla. Gli alleati, comechè avessero grandissima premura di distruggere Sebastopoli e cencentrassero quasi · tu lii i loro sforzi contro quella piazza, non avevano che 26 vascelli il giorno dell'attacco ; e quelle forze riuni.!:e appartenevano alle due più g randi potenze marittime di Euro_pa. La costa della città di Napoli offre una posizione mollo più estesa che quella· di Genova. Essa si compòne di due seni : quello dello riviera di Cbiaia à destra, fra il castello dell'Ovo e la collina di Posilipo; l'altl'o a sinistra , fra lo stesso castello e la spiaggia del Ponte della .Maddalena, i Grani li e Vigliena. li castello dell'Ovo è il punto centrale di tutta la linea, e forma
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(t ) Le batterie "iistreme, cioè quella tlcÙa 'Lunlc rnu e l'alt1·a bassa della Cava, che hanno precipuamente per oggello di fi ancheggia re il r ic ntranlc e batlcre radente le spia""e . rl uve non pos,;ono " .1unger c le l1at. . "" cste rnc, tcr1e superiori , non I1anno- nics 11cr1 - , ·. ct· . ppo p ari" a q uello rh c · 1 uno svilu
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_ccori·erebbe se non fossà~ sostenute da èmta alle spalle dell-a hall ,·. l1assa d e11 a. • < e11,, mero d1 bocche da fuo co ,. e su li' a l t u1·a u1 .. S .
batterie eleva le ind ielru. La (',i.lva pno, contenere grnù nu . · Bcrngno p utrcLbcsi costruire
una batt~ria, la quale, in concunenza con qu ell a della Laulcrna . foc:,e capace d1 soddisfare a qualunqu e esigenza . Le batterie elevate della Clii · l·a ng1·I a l li·1• vanlao-,q. l'IUlllò . . 'O Oll O quello . tl .l , , 0 poter essere a barbcU · d· t · • " . a, e qum I a Jbracciarc un vasto campo di tiro cd essere d1 costruzionr più economica. -
ANNO III. Voi. II. _ 3
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co;,,:s10EHAZl ON!
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al tempo stesso la sinistra del seno di destra, e la destra di quello di sinistra. L'allro estremo di ciascuno dei due seni non è marcato da verun capo: pnocchè, da un lato la punta cli Posilipo si slarga tr0ppo e non può incrocicchiare i fuochi col castello dell'Ovo, e però convien fissarne l'estremo più in qua, all'incirca dove oggi sta la piccola balleria di Sermoneto; dall'altro la spiaggia è aperta , e si sprolunga fino al piode del Vesuvio. ùista11te meglio che quattro miglia geografiche dalla città; (; però le batterie poste al di là del ponte della Maddalena, od al mHsimo a V1gliena, non potendo incrocicchiare i loro fuochi col ca.,tello dell'Ovo, riescono utili per la difesa generale della costa del golfo, ma non concorrono alla difesa diretta del la città. I due seni limitali ai punti per noi indicati , banno, quello di destra la larghezza fra le bi.ltterie estreme di 2500 a 2600 metri, e la freccia di 8 a 900 metri, e quello di sinistra la larghezza di 3000 metri all'incirca, se l'estremità si limita al ponte della Maddalena, e 3 il-00, o poco più, se a Vigliena, cou le frecce rispettivamente di 1 000 e ,J 200 metri. Il grosso clélla città è in fondo al seuo di siuistra , dove stanno pure i ;.due porti , il militare ed il mercantile, e la l'eggia. Da cote.,ta bl'eve descrizione si scorge cliiarnmenle: 1v Cue le batterie pi,'t importanti vogliono essere le due estreme e qnella del centro (castello dell 'Ovo), le quali , non che fiancheggiare i rientranti , denno po~sibilmente costringere altresì il ne mico a tenersi lonta110, a cagione che la poca incurvatura dei seni e~pone la città ai danni del fuoco nemico. 2° Che delle tre batterie accennate, qnella del castello del!'Ovo· dev'essere la pii1 forte, siccome quella che forma il saliente di tutta la posizione; difatti se si tirano due linee dal castello dell'Orn alle opposte estremità dei due seni , esse formano un angolo ottuso saliente; oltrechè quella balleria deve fiancheggiare entrambi i seni, batlere il largo innanzi per allontanare il nemico dalla città, e SO\Talutto coni re l'arsenale di marina e la reggia, che ad essa sono più presso cbe all'estremo opposto del seno. 1
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Di rincontro al 'seno di sinistra, spiegandosi a 1 000 metri
dai salienli estremi, col centro leggermente innanzi, si potrebbero di~por're in due linee a scacchiera U vascelli, o poco più; e però le batterie dovrebbero opporre un 176 cannoni , ripartiti in più batterie lungo il 'seno, secondo le norme innanzi discorse. Nel seno di destra lo spiegamento potrebb'essere di ùn 32 vascelli, ed i cannoni occorrenti 128, alla stessa maniera ripartili. Le batìerie estreme hanno mestieri di una certa forza sul lato esterno, pel' battere il più cbe si possa lungi ed efficacementtl'. E vuolsi por mente, cbe non lui.ti i cannoni delle batterie salienti possono prender parte al comballimento in t.utle le circostanze: per esempio, se il nemico si spiega a mille metri da quelle , su di una lineli, pa'ralella all'apertura del seno, gran parte de' cannoni destinati _a prenderlo•sul fianco, semprechè voglia farsi dapp_tesso alla città, e sopratutto quelli in casa malta, non avranno azione sullo ·spiegamento al largo , e vicei;ersa se il nemico, poco curando i fuochi avanzali, si stringa alla città. Per la qual cosa, le batterie avanzale, oltre il numero der cannoni che, in concorrenza con le rientranti , denno formare il totale di quelle .indicate, hanno uopo di un certo numero di cannoni per bàttere il largo, e respingere gli attacchi con tro di esse diretti., e ne' quali pochi cannoni delle batterie rientranti potrebbero dar loro appoggio. . li bisogno di una batteria imponente, si sente sopratutto la _ca:olello dell'Ovo; perocchè, formando esso il saliente di tutta la linea, ed essendo molto lungi dalle batterie esterne dei du e s_eni, i fuochi di queste non potrebbero in un al.lacco efficacemente proteggerlo. Le sole batterie rientranti cbe potrebbero avere influenza nell'azione , se pure il nem ico si collocasse a 1200 metri dal salient_e, sarebbero quelle del Molo nuo,o e della Darsena da un lato, e dall'altro quelle poste sulla sµorgema del Cbiatamone e la spiaggia vicina. L'altura di Pizzofal1
36 c o:.SIDBR .\ZIO:-ll eone, ch'è indietro ad un 600 metri , può anehe avere una azione emcace sulla fronte e sui fìancl..ti della batteria, e ballere fin nel mezzo della rada di sinistra , meglio che 2000 metri innanzi l' arsenale di marina, e co' mortai anche più lungi. Sui fianchi la batteria del castello dell'Ovo non polrebb'essere attacca ta, a cagione che, inarcantlo la linea di baLtaglia, entrerebbero in azione -altre balterie de i rientran ti , le quali prenderebbero il nemico alla sua volta di fianco ed alle spalle: e nel se no destro, ov'esso si tenga a I 000 metri dal tianco cld caslello, la bat!(:ria dell'estremo opposto lo ballerebbe di rovescio alla distanza di ·I 800 metri, e forse meno. Tutto il sistema di difesa <lei sal iente del castello dell'Ovo , doè le sue batterie, quella superiore ùi Pizzofalcone e le laterali, denno poter oppol'l'e ad un attacco di fronte un 128 cannoni, quanti ne occorrono per controbattere 32 vascelli, ai quali bisogna aggiungerne, per battere i due seni, in concorrenza con la batteria alta di Pizzofalcone, altri 40. Sì questi ultimi che quelli delle ballerielaterali nei rientranti e della batteria alla, fan no anche parte dei cannoni assegnali alla difesa dei due seni ; di man iera cbe l'accrescimento è di soli .i,O cannoni. Oncl't\ cbe, aggiungendo ai 304 cannoni, occorrenti alla dif•isa dei due seni , altri 40 per il castello dcll'Ovo ed un .~O o 60 pe' lati esterni delle due batterie est reme dei due seni , avremo un totale di 400 cannoni all'incirca per difendere una posizione cotanto estesa ed aperta. Le batterie estreme <lei due seni, comechè non sporgessero . 11uanlo 8arebbe da desiderare , possono non pertanto incroc icuhiare i loro fuochi col castello dell' O, u innanzi al centro del seuo di sinistrn , ch'è il più importante, a 2400 metri, ed anche di piì1 , ed a quello di destra a '.2200 melrl, e l'incontro avviene a :2.000 metri all'incircu dalle batterie; gittata 11011 cucessiva per le artiglieri e stabili delle batterie d,t costa. Per la qual cosa le {barche can noniere nemic he ·• 1
SULLA DIFESA DELI,A COS TE
non potranno, verso il ·centro dell'apertura de' seni , acr·ostarsi alla cillà al di qua di .2400 metri ; chè più a destra o sinistra sarebbero costrette a tenersi a maggior distanza ancora, e tanto da non poter più offendere il grosso della città. E p(licbè la gittala de' cannoni delle batterie da costa può estendersi oltrn i '.2000 metri, si vede come sia possibile impedire alle bombardiere di avvicinarsi quanl,o occorra ; ed in numero sufficiente , per danneggiare la città. Se pongasì mente , che nella difesa di una capilale i mezzi abbondano, e che alle difese stabili si possono aggiungere alquante CflllllOn iere , le quali manovrano nella maniera cbe abbiamo di già avuto occasione di . ragionare nel corpo 'di questo articolo , si scorge quanto possibile sia il garantirn compiutamente la città da nn bombardamento. Non cosl dagli effelli delle palle dei vascelli in un _ attacco generale ; ma le difese .apprestate sarebbero tali e tante, che l'attaccante ricevendo maggior danno che non potesse farne , la città sarebbe sicura d.i non esse re attaccala ('I). Un ultimo esempio di una posizione di recente ultimala, servirà ognor più a confermare la nostra assertiva. Intendiamo discorrere del porto di Cherbourg. Nella 2 1 dispensa dell'anno corrente di questa Rivista, si è data una breve descrizione di Cberbourg e delle sue fortificazioni ; qui aggiungeremo poche osservazioni , per la cui intelligenza si potrà consultare la caria annessa a quella clc~cri zione. La prima linea di difesa è formata dal forte QucrneYille, da quello della Rocéia-Cbavaignac, dalla diga con lr. due ballerie (1) Forse si pot rebbe, siccome il fatto della costruzione dell a colossale 1liga di Cherbourg fa cr edere, costruire innanz i all'opcrturn d-i cioscu n seno un isolotto artificiale, n giusta distanza, il quale , nrmalo convenientemente, formerebbe con le tre bat teri e salienti un a prima linea , i cui fuochi , in crocicchiandosi molto più innanzi, mrllcrcbhcro la cillà al 0
. sicuro.
38 CONSTnERAZTONT ,1gli e3lremi r, quella al centro, e dai forte Imperiale snll'isole Pélée: il canale fra qu(1.~t'isola e la costa di •:impetto è presso che di ninna utilità prr la marineria da guerra, a cngione della poca profondità delle acq ne , che nelle più basse 'maree non oltrepassa ~. piedi. Questa prima linea ha una distrsa di 7n00 metri, ed è difesa da G batterie. La batteria (lell'isola Pél,ie incrocicchia i fuochi con la batteria dell'estremo est della diga, e difende il passo della rada dallo stesso lato. Le sur. artiglierie sono rivolte dal lato della diga, è a tre ordini, ed ha in tutto 79 cani;oni e 1 4 mortai. La batteria nel centro della diga non sappiamo quante boc che da fuoco abbia, ma, poichè lo sviluppo drlla sua magistrale è di n09 piedi , se mai sia a tre ordini di fuochi, potrà avere un 24 cannoni per ogni ordine, cioè 72 bocche da fuoco. Il forte Querquevill c ha in' tutto 72 cannoni e ·I 2 mortai. Le trn batterie dell.1 Roccia-Chavaignac, dell'estremo r,st della diga, e l'altra progettata sull'estremo ovest, non sappiam,, quanti cannoni si abbiano; rnà la prima e certamente una grande batteria, e ne avrà nn numero presso che pari a quella di Querqueville e dell'isola Péléc, cioè fra i 70 e gli 80 : le altre due batterie, secondo apparisce dalla pianta, sono a queste mollo inferiori. E però, sulla linea esterna di difesa clt Cherbourg, v'hann o probabilmente meglio che 400 bocche da fuoco. Le batterie di prima linea difendono tutti i posti, Non pertanto , per balte re di fronte il nemico che Yolesse forzarli, vi hanno in seconda linea il forte Flamands e l'altro dell'Homet, i quali infil"no i due più importanti passaggi dell'est e dell'ovesl; l'ultimo di questi forti ha 75 cannoni in più ordini. Il forlè dei Flamands, essendo anche esso cli grande sviluppo , avrà certamente un numero di cannoni non inferiore. Infine nel seno stesso, oltre i suacr.ennati due grandi forti,
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v'hanno altre batterie minori, come i forti di S. Anna , Galet,
Longlet ed il ridotto Tout'laville. Sicchè, le difese marittime di Cherbourg · hanno al massimo 600 a 7 00 cannoni ; e pure, è · una delle più importanti e forti posizioni mariltime esistenti, Nella difesa generale delle coste di uno Stato, sono in picco\ numero le posizioni che richieggano uno sviluppo di mezzi difenaivi pari a quelli sin'ora ·c1i;corsi.- Esse si . rido.cono agli stabilimenti mili lari marittimi, alle grandi città e porli commerciali, cd ai punti principali di. taluue isole importanti. E quelle posizioni, oltre le ·difese marittime innanzi discorse, vogliono essere garantite, dal lato della terra, con una cinta cotJtinua capace di metterle al sicuro· da un colpo di mano , ed un sistema di forti esterni acconci a resistere ad un atlacco regolare, o ad impedire un bombardan1ento. Le rade ove possono ancorare bastimenti da guerra, vogliono essere difese da forti battel'ie. Ma, poichè queste non sono destinate e:he ad impedire al ·nemico di ·ancorare nella rada stessa , o a proteggere i fianchi cli una squadra propria, la quale sia dalla sua inferiorità di fo rze costretta a ritirarsi in un luogo , dove le sue ali O-On possano essere oltrepassate e la fronte sia rafforzata dal fuoco incrocicchiato delle batterie da costa ; così non occorre che siano in gran numero, nè che abbiano un'artiglieria mollo numerosa : . un 20 o 2 4 cannoni per ciascuna è quanto basti. . Allorchè un ancoraggio è esposto al fuoco delle batterie della costa , armate di cannoni e mortai, se pure a grande distanza, di guisa che le batterie debbano adoperare mortai a .lunga giltata, o cannoni con . gli affusti disposti in modo da poter tirare soUo l'angolo di elevazione di 43 gradi , il nemico non verrà a gitiarvi l'àncora, alla stessa maniera che un esercii~ ·non accampa sotto la gittata delle artiglierie di una batteria. . G\'Inglesi nelle guene della rivoluzione di Francia, ancora-
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CONSlDERAZiONI
vano sovente nella rada delle isole di Hyères, dove non giungeva il fuot:o de'·cannoui delle batterie della costa francese, e neppur quello dei mortai alla Gomer, a cagioue che ne dista 3600 metri all'incirca. ì\fa, nou appena si disposero nelle batterie alcuni cannoni da 24 e 3G (calibro francese), sotto l'angolo cli 43 gradi, ed alq uanti rnorlai <1lla Willantrnys gl'Jno-lesi . ' o se ne allontanarono per non più ritornan-i. 11 nenÌico non ha come liberar~i dal fuoco delle batterie, per usare l'ancoraggio. Perocchè, se pure si appressi alle batterie e con la superiorità del fuoco ne smonti le artiglierie , dopo poche ore queste possono essrrc rimesse in balleria , e la /;quadra si vedrà costretta a ricominciare l'opera sua, per giungere allo slrsso risul tamcnto. Per servirsi cou sicurezza dell'ancoraggio, egli dovrebbe impadronirsi cli molti punii della costa e fortificarvi si, cbè solo in tal guisa potrebbe impedire al difensore di elevare ballerie a danno delle navi ancorate . .Ma allora cambia la natura .dell'operazione, ed all'azione delle squadre vien sostituita quella delle lrnppe di terra. D'altra parie le batterie sono cùi use alla gola, e per essere prese vuolsi un tempo , ci:te vien calcolato sn quello necessa rio ai soccorsi per giungere; perocchè non vuolsi obblial'e, che la difesa delle coste non è affidata alle sole batterie stabili, m& anche a corpi di truppe mobili, riuniti in taluni ceutri, a giusta distanza dai punti imporlanti della costa stessa. Nel caso poi che una squadra amica si ritiri nella rada, sotto il fuoco delle batterie, queste den no , oHrc lo scopo primitivo, sodùisfare all'altrn di difendere i fianchi e la fronte della squadra ancorata sotto la loro protezione. Sarebbe per questa pericoloso, se solo per poco le batterie fossero costrelle a tacere; ma, in un attacco simigliante , il nemico non può rivolgere i suoi sforzi eontro le batterie, senza esporsi al fuoco · della squadra avversa: cli maniera che , in un luogo dove non potrà spiegare un numert\ di rn~celli suprriorn a quello Jel di"
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fensore, sarà. costretto a combattere aJ un tempo questi e le batterie della costa, con grandissimo svantaggio. Altre p0>izioni irnporta11ti sono quelle penisole, del cui po,~sesso il nemico potrebbe avvantaggiarsi per crearsi una base di operazione, col farvi alcune fortificazioni. Ad ovviar ciò , me-gli o che le batterie da costa, sono util i taluni forti nell'interno della penisola, non che sull'istmo che la congiunge alla terraferma; affinchè il nemico sia costrello ad assediarli ed impadronirsene, per potervisi stabilire. Ma ciò esce dal compilo delle batterie da costa, e dai confini che ci siamo assegnali in questo scritto. Finalmenle, fra le posizioni importanti v·hanno quelle riguardanti la difesa di taluni stretti, la qnale può proporsi per fine : o di vietare l'accesso a1l un mare interno, come i Dardanelli ed il Bosforo per il mar Nero, lo stretto del Sund per il Baltico; o di dominare lil navigazione dello stretto, per assicurare alle proprie navi il passaggio dall'una all'altra riva delio stretlo stesso, siccome sarebbe il Faro di Messi na, per il passaggio dalla Calabria in Sicilia. Nell'uno e l'allro caso, convi~~n che la larghezza <lello strello sia tale, da poter essere battuto in tutta la sua largh ezza dai fnochi delle coste di rincontro. Oppure, che la rotta che debbano tenere i legni sia per lo meno battuta dai fuochi di una delle rive, ed ove ciò non sia, non potendo la navigazione dello stretto essere dominata dai fuochi rlollo rive, farà mestieri ricorrere ai mezzi navali, e gli stabilimenti sulle coste laterali Herviranno a favorire le operazioni dei legni, e la loro stazione in que' paraggi. Ove· si lralli d'impedire il passo ad una squadra, se pure si verifichino le condizioni accennate, non si è sicuro di raggiungere l'inteulo. Peroccbè , ove non si dehbe che passare sotto ie batterie, i legni rimangono per poco esposti ai loro fuochi , e poco è il danno che ne ricevono. Questo potrà essere maggiore, se lo strello sia lungo cd abbia nell"interno
42 CONSlnERAZIONI delle sinuosità ; e che per tutta la sna lunghezza le batterie si succedano a giusta distanza , e sieno collocato sulle sinuosità in guisa da batlere in lungo la parle dello stretto die si offra di fronte. Allora il nemico, in tutto il tempo che impiegherà a superare lo stretto, si troverà esposto ai fuochi dt fronte e cli fianco delle batterie, ed ove ciò duri per qualche tempo , ri ceverà danni gravissimi e pari a quelli che soffrirebbe in un attacco regolare contro le coste. Ma ciò non s' incontra sovente ed il più comunemente in un lungo strelto si riscontrano trait; siffattamente larghi , da rendere nullo il fuoco delle coste laterali. Non perianto , se la nazione a cui quello stretto appartenga, abbia nua marineria alquanto forte , con schierarla a traverso lo stretto, in un punto dove la larghezza faccia a qur. lla abilità di appoggiare i fianchi alle batt.erie da costa, ed a queste di battere tutta la fronte della linea cli baltaglia, il nemìco dovrà combattere•con grande svantaggio con una parte sola delle sue forze , e con una ritirata mal sicura, se mai , com'è probabile, sia vinto.
In ogni caso, se pure il nemico , in difelto di una flotta che sbarri lo s.lretto, ne ~forzi il passo , non per questo ne dominerà la navigazione. Oncl'è che, se non si tratta di compiere un qualche fatto importante ; in breve tempo, non potrà mantenersi in quella posizione , e si veddt prontamente costretto a ripassare lo stretto. Quando gl'Inglesi, nel 1807 , forzarono i Dardanelli, avevano in mirn cli presentarsi innanzi Costantinopoli , che sapevano disarmata, e costringere la Porta a desistere dall'allèanza francese; ma trovata quella città fortificala ad istigazione del l'ambasciatore francese, generale Sebastiani , sotto la cui direzione la Porta avea in pochi giorni fatto gli apprestamenti dì difesa, desistettero dall'impresa e ritornarono nel Mediterraneo. Allorchè, nel difendere lo stretto, non si ba in mira che di essere padrone della nàvigazione cli esso e di assicurare il pas-
SULLA DIFF.S A DF.LLE COSTF.
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saggio dall'una all"altra riva, le sole batterie raggiungono perfettarnentr lo scopo, sopratutto se il tratto battuto dalle due rive sia per lo mt>nri lungo quanto la larghezza dello stretto. • Perocchè allorn il nemico dovrà mantenersi al di là di questo spazio, ed il passaggio dall'una all'altra riva sarà effetlua{o, innanzi clw il nemico 11611 ~ia giunto sul luogo del passaggio, sopratullo SP si effellni di not.tr,. Cotes to sarà il c;iso de! Faro di Me~sina, se sulla costa calabrese si fortifichi il tratto eia Scilla alla punta del Pezzo innanzi Villa S. Giovanni, e sulla costa Siciliana la punta del Faro e la cosla vicina, dal lato interno dello strello. Sulla costa Calabrese occorrerebbe un piccolo porlo militare, for,rn tra Alia Finmarn e la punta del Pezzo, nel sito detto Cannetello ; ma , ciò sia detto di passaggi o , fa cendo mestieri profondi studi i sul luogo, per determinare il punto- pred so. La batteria alla punta del Faro vorrebb'essere imponenle , siccnme quella cl10 trovasi su dì una spiag~ia aperta t'd all'entrata dello stretto, dalla parie del nord. Lr. altre posizioni marillime, sicco me i piccoli porti mercantili , le rade ed anco raggi per le navi di co mmercio , richif'ggono ballerie di rnezzana grandezza ; e balterie della stessa forza bastano in qu e' luoghi , donde <lebbesi proteggere l'arrivo di convogli mercantili. Simiglianti batterie sono raramente attaccate, cd ove il nemico si decida a farlo, quale che sia l'inlere~sc che po,-sa avere d'impadroni rsi di quelle navi , non adopererà mai gli stessi mezzi, nè metterà la stessa ostinazione, che per impad ro nirsi di bastimenti da guerra, o pe1· dislrnggrre grandi stabilimenti mariUimi. Delle batterie poste sn i capi, destinale a proteggere il cabotaggio, ci è già occorso discorrere, ed abbiamo veduto come basti armarle di un 4 cannoni. Per tal forma fortificata la costa di uno Stato , si è soddisfatto a tutte) le es igenze della difesa. Ma vuolsi avvertire, che queste generali indicazioni ricevono mille variazioni nelle ap-
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CON~rDERAZWNI SULLA DI F&gA DELLE COSTE
plicazioni, che sarebbe impossibile enumerare tulle; non pertanto, lo studio delle posizioni fortificate esistenti , rilevandone i difetti ed i vautaggi, è un mezzo efficace per formarsi il vel'ù criterio che servir possa di guida in ogni 11110,•<1 easo particolare.
STUDI ST.RA.TEGICI LUIGI MEZZA<1APO.
SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA(1)
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GOlli'l:l:NIVIA.IIIORll
V. DIFESA CONTRO L'l'l'ALJA O ~IEGLIO CONTRO L'AUSTRIA IN PARTICOLARE
La catena del Rhaetikon , che comincia a deslra dei trinceramenti di Lucienstcig, o!fre pochi passaggi praticabili per truppe leggere e non è teneno atto alle operazioni dì un grosso corpo d'esercito, a causa delle sue cime nevose e degli erti pendii dal lato dell'lll e della Landquart. Non ci ha che la valle dell'lnn, la quale serve, m~ravigliosamente, di comunicazione tra il Tirolo ed il bacino del lago dì Como, separando così una parte considerevole del territorio dei Grigioni dalla catena di montagne che limila le valli laterali, che mettono capo in quelle di Vorùerrhein. (I ) Vedi le pagine 170 e 270 del voi. IV, Ann o li, e la pag. 5~ del volume I, Anno Ili.
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STUDI Sl'RATEGICI
li fondo della valle rlell'lnn, l'Alta Eogadina, è un passaggio ùi qualche importanza. La strada principale che ùa lnnspruck rimonta la valle dell'lnn sino alla frontiera svizzera s'indirizza per Nauders all'alta valle dell'Adige, indi sormon ta il passaggio dello Stelvio e discenue nella valle dell'Adda; passa per Tirano e Sand rio, e giunge alla punta nord del lago di Corno, in seguito mena a Lecco ed a Como. La strada che entra ncll'Engad ina si distacca dalla precedente a Nauders, passa l'Inn e ne segue la riva sini~tra sino presso Zernetz, o,·e passa sulla riva destra e raggiunge questo vi llaggio : usceudo da Zernetz ritorna sulla riva sinistra e giun ge ai laghi di Siltz, alla sorgente dcll'lnn; ùi là discende per il passo del Maloia, attraversa la valle Bregaglia (di Maira) e giunge a Chiavenna, al basso della valle di S, Giacomo, La maggiore parte di questo passaggio è praticabile solo nella bella stagione, e<l anche all ora non si può attraversarlo cbe con fanteria: da altra parte è facile interromperlo in diversi luoghi e principalmente presso ai laghi di Siltz. Questa strada comunica con l'interno della Svizzera per 111czzo di di'versi passaggi laterali: dei quali i principali sono quello dell'Albula, Lli Jullier e del Scptimer, che si unisce al precedente a Stalla, li passaggio dell'Allmla parte da Ponte e passando per il mo1;te Albula, conduce nella valle di Davos: ma è mal tenuto e p ressochè impraticabile, Quello del J ullicr, che parte da Silvaplana, è meglio conservato come strada postale uella buona · stagione: ma p_uò anche essere interrotta in prossimità di Silvaplana stessa. Essa mena nella valle di Davos superiormente a quella dell' Al buia, e di là attra\'ersando la valle , direttamente a Coira. · I pas3aggi che ùall'Engadina menano verso il sud-est sono i seguenti: quello di Butfalora, che parte da Zcrnelz e conduce per la valle di Munster al villaggio tii'ole~e Tauffer~, e quindi
SULLA DIFESA 1)1'.LLA SVIZZERA
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·nell'alta valle dell'Adige: esso è poco praticabile; il passaggio che da Samaden si dirige a traverso alle montagne e per la città di Puschiavo, sul villaggio lombardo di Tirano : questa strada può essere interrotta alla Rosa ed al lago Bianco. Gli altri due passaggi di Levigno e del Maloia per la valle di Malengo hanno un 'importanza secondaria e sboccano nel la valle dell'Adda (Valtellina) uno a llorrnio e l'altro a Sondrio. La strada dcll'Engadina è qnasi paralella a quella della Valtellina, e non offre quasi alcun vantaggio al nemico, anche se i difensori non rompono i passaggi laterali; perocchè questi ultimi non richieggono che pod1i uomini per essere difesi. Per i difensori sarrhbe invece m(ll\o utile di Cùnsenare cotesti passaggi, facendo li guardare da corpi volanti per servirsene al bisogno e, se le ci rcostanze lo perme ttono, farsene ba; e di operazion i offensive sul nord dell'Italia. Cotesta parte del territorio dei Grigioni , separato dall'interno_ della Svizzera, si avanza con due lingue di terra sul la valle dell'Adda, con le quali comun ica per gl'indicati passaggi. Volendo rompere i passi, quelle due lingue di terra o punte si troverebber·o compiu tamente isolate dal resto del cantone, ed il nèmirn pL•lrebbe mettervi nn corpo d'osservazione, senza essere inquietalo per le co municazioni della Valtellina, La strada della Engadina e quella della Valtellina sono legale dalla strada che discende dallo Spluga e per la valle di S. Giacamo mena a Chiavenna, indi prosegue, costcggiaudo il lago di Mezzula verso l'imboccatura dell'Adda, traversa questo fiume e si unisce alla strada della Valtel lin a, la quale in seguilo costeggia il lago di Como e conduce a Lecco, di !.love continua per Bergamo e Brescia (sulla strada che conduce a Venezia), Il nemico non potrebbe minacciarci seriame111e dalla posizione di Chia\enna; tulli i suoi sforzi per risal ire la valle di S, Giacomo, verso il passo dello Spluga , non meuerelibero ad alcun risultato, perocchè il passaggio suddetto potrebb'csse r con
48 STUDI STRATEGICI facilità interrotto. Un solo passaggio trasversale pi1rte da questa · v~lle, e che potrebbe essere di qualche importanza, cioè quello di Forkola, che da Chiavenna s'indirizza sulla strada del S. Bernardino nella valle di Mesolein. Tutti gli altri passaggi non sono quasi mai praticabili, e quello pure del Forkola non può servire che per truppe IE'ggere. E però è evidente che la difesa della srzione di cui ora ab?ia?10 da~o ~na breve descrizione offre poche garanzie; perocchè t d1fensor1 SI vedrebbero forzati a sperperare le loro forze nelle diverse valli; la qual cosa li mette in posizione mollo sfavorevole, e lo sarebbe di più se essi non tenessero disponibile una forte riserrn, per indirizzarla, a seconda del bisogno, su uno 0 _l'a~tr? punt~ _minacciato. In quest'ultimo ca.so ci sarebbe pressoche 1mpo8s1bile ottenere un risultato decisivo. -~~Ila_ guerra della rivoluzione francpsc, nel •I 799, gli Austna~1 s1 av~~zaro~o ~ressochè su tulti i passi alquanto praticab1h, favor111 dall odio della popolazione contro ai Frnncesi • e questi ultimi, .paralizzati nei loro movimenti dalle posizioni' su . i punti più importanti, non poterono scacciarli dalle loro posizì_oni r_er lutto ìl tempo che l'esercito d'Italia non ebbe campo d1 togliere agli Austriaci la valle dell'Acida (Va ltellina). Al secolo xvrt la Svinera era in possesso della Valtellina, e la frontiera seguiva la cresta delle montagne sulla riva destra dell'Adda. Il territorio svizzero si avanzava sino verso il lago di · Como J. comprendeva tutto lo spazio tra il canton Ticino e questo lago, cli maniera che tutta la valle di S. Giacomo e la cii-là di Chiavenna, che covre, per dir così, i due passagoi dello Spl_uga e dell'Engadina , appartenevano agli Svizzeri. quel tempo un forte difendeva l'entrata dello spa7,io tra il lago di Como e la catena di montagne sulla siri'istra dell'Acida. ·· La catena non interrotta segue, dal passaggio della Selvia, la sinislrn dell'Adda sino alla sua imboccatura e discende, al sud di essa ad una distanza di una lega e mezzo verso lo: stesso lago, formando uno stretto molto angusto.
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SULLA DJFE3A DELLA SVIZZERA
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Un altro forte stava all'entrata della valle dell'Adda dalla parte del lago di Como, sulla riva sinistra del fiume. L'entrala della valle dal lato opposto verso l'Adige fu chiusa da unt erzo forte dietro al passaggio dello Stelvio e presso al villaggio di Bormio. La maggior parte i.lei pas.;aggi cbe dall'Engadina menano in Valtellina furono dunque CO\'erli, e non restava che il passo di Buffalora, per la valle di Munster, che poteva essere minacciato da un movimento offensi\'o che p.irti~se dall'Alta V~lle dell'Adige, da Glnrns. ~la questo passaggio offre molti ostacoli atti ad arrestae la marcia di un nemico su Zernctz. L'entrala dell'Engadina presso Nauders, per il ponte sull'lnn, prnsenta una posizione molto favorevole per la difesa; perocchè il nemico che viene da Finsiermiintz non può spiegare le sue . forze, ed è agevole arrestarlo nella sua marcia su Glurns. La quale ullima circostanza ci offre il vanlaggio di poter im pedire la congiunzione dei corpi che veugono uuo dal!' Inn e l'altro da Botzen, per riunirsi a Glurns. La linea di difesa che i nostri antenati occuparono fu perciò molto vantaggi,isa sollo lutti gli aspetti, e non offriva che pochi punti vcraniente attaccabili. Le forze necessarie alla difesa di questa linea avanzala non sorpasserebbero preaéuternenle gli 1,1,000 uomini divisi nel modo seguente: ,1500 uomini rimpello Nauders e 2000 a Munsler, con una riserva di 2000 a Zerne.lz: ,J 000 uomini a Bormio con una riserva di 500 a Tirano; 3000 al lago di Como, a Calieo, con una riserva di ·I 000 a Riva o a Chiavenna. La difesa del lago di Como, verso il can Ione del Tkino, ap. partiene alla seziuue di difesa che comprende questo cantone. L'impossessarsi d1 questa linea avanzata è cosa facile se si fanno avanzare con sollecitudine delle truppe per lulli i pas. saggi praticabili, dirigendole su Nauders e Munster da uu !alo, e dall'altro da prima su Chiavenna, ed in seguito sulle rive ÀNIIO
lii. Voi. Il -
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STUDI STRATEGICI
del lago di Como ri lo stretto innanzi di Colico. Uu'opcraziune simigliante proietta da dimostrazioni delle populc1zioni deli' Engadina e di Pusrhiavo , circonderrbbe di bollo il nemico, chiudendolo nella Valtellina, se non preferirebbe di lasciarla in tempo.
A partire da Spluga la frontiera segue la cresta delle monlagne si110 verso il lago di Lug,u10, e uon offre in nessun luogo passaggi importanti. La frontiera è pressod1è ·srg11ala da una linea di rocce, quasi insormontabili, i cui c:onlnrni non diminuisco no ché verso il lago di Lugano, il quale si trova per la massima parte circondato dal c-anton Ti<.:ino. Sovente ed in pit1 occasioni si è preteso che quest'ultimo can tone si trova continuamente esposto ad un'invasione austriaca. Noi al contrari o troviam o sulle .sue frontiern politiche delle posizio11i molto buone per essen1 difese con successo. Le piccole valli che terminano a nord-ovest del lago ùì Como 11011 s0110 nè troppo popolate, uè molto prnfonde; la linea di divisione delle acquH è srgnala dalla eresia dei monti che dalla costa ovest del lago di Mezzola si dirige quasi in mezzo cerchio sulla costa nord del lago di Lugano, segnando in parie la frontiera politica trn la Svizzera e la provincia di Corno. q{)iversi contrafforti si ava nzauo sul !acro di ' o Corno, e rendono molto dillìci'l e la scclla di u11a posizione per un corpo nemico, il quale non potrebbe stabili rsi nè alla riva ovest ciel lago di Como , nè sulle alture che la dominano, se prima non è padrone di tutto il bacino del lago di Lugano. 11 nemico appoggerebbe la prima posizione, ov,cro quella , preparaloria, su Collìo, ~fonaggio e Gra\'edona, cioè su tre pun\i
SUL LA DIFESA DELLA SVIZZERA
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dai quali dell e strade o dei passaggi menano verso le rive del lago di Lugano e verso la eresia culminante che forma la linea di divisione delle acque di cui ora abbiamo discorso. La più importante dì queste strade è queila che ùa Menaggio per Porlezza si dirige lungo la riva nord del lago di Lugano sulla città dello stesso nome, percorrendo uno spazio abbastanza largo e più o meno dominato dalla cresta, che · dalla punta nord-est del lago sì volge dal lato di Lugano e cli,;cende ver~o questa città. La città di Lugano, situata sulh.1 riva del lago, è in tal guisa un punto d'appoggio della linea di difesa segnata dall'indicata cresta. Ma il h1go può anch 'esso servire come un form idabile appoggio, e si può avanzare la uostra linea di difesa sino al villaggio di Porlezza, e ciò tanto più che la riva sud di questa ,,arte del lago offre pochissime comunicazioni. Le rive del lago circondano ivi una massa di montagne, che di rincontro Lugano si precipitano nel lago stesso: la massa dei monti in discorso forma il seguito dei contraffurti innam.i alla linea di divisione delle acque, e non ne è separalo che dal passaggio di Menaggio e Porlezza. .... Il versante est di colcsta massa di monti discende rapidamente verso il lago di Conio, e nnn è interrolla che da rnlli poco profonde. Più al sud il masso si abbassa poco a poco, ma presenta ancora una eresia distinta sulla frontiera politica al sud-est del lago di Lug,rno, cre;;ta, il cui ,•ersante ~i prolunga in seguilo pressochè paralellamente al lago di Como, indi gira al sud per perdersi nel terreno ondulato Ji Chiasso. Da Como una strada per Chiasso e Mendrisio coucloce a Lu gano traversando il l;1go a Bissone, continua per il basso-fondo sino alla valle dell'Agno, supera il passaggio del monte Cenere, e per molte capo in più rnrni nel bacino dell'al to Ticino, al nord del lago Maggiore. Questa strada, o, se così si vuole, questo passaggio offre po-
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STUOI STRATEGICI
sizioni mollo v,111t.:iggiose per un'energica difesa, in vista cbe la linea di divisione delle ac4ue di cui abbiamo iudicata la direzione, pre~enta creste laterali continue, che permettono di ripiega rsi eia una linea di difesa su di uu'allra più indietro. La cr~sta stessa del monte Cenere non è <:hc una c;ima laterale a questa divisio ne delle acque, di maniera che il bacino del Ticino si trvrn compiutamente c1Jverlu dalle 1nu11tagne, le quali, da parte !uro lo dominano. La strada dì Lugano per il monte Cenere divide in due la parl\ sud-est del cantone Ticinu ; de lla parte est ce ne siamo di giil occupali; gettiamo ora 1111 t:ulpo d'oc0bio sulla parte ovest che è rivulla al lago Maggiore. Lo spazio tra il lago Maggiore e la strada in <lisr.orso è quasi interamente coverto da montagne, che non si abbassano che verso il punto ovest del lagu di Lugano, il fiume Tresa et.I il lago Maggiore stesso, che per mezzo di questo fiume è legato al lago di Lugano. Dietro l'imboccatura della Tresa nel lago Maggiore, il ver-:; sanlè dei niou li forma uon il lago lo stretto t.li Luino; il territorio lombardo costeggia il lago a! noni siuo al villaggio di (lanzo, ed ha la larglwzza di una lega e me:i.zo. La froutiera poli ti0a si trov·-1 sulle alture dominanti, il eui versante verso il lago ~ molto rapido, che presenta non pertan to una strada bl'n mantenuta. Tutta la parte meridionale del cantone Ticino dietro al lago di Luga110 è iu un certo rnodq coverta dal la 5o stesso, che può ~ervirle di linea di fron tiera natu rale e di base cli difesa, assieme a qttella della linea di divisione tielle acque sino al villaggio di Perlezia, e :,eguendo di poi la riva nortl t.lel lago e le alture dietro alla Tresa sino al villaggio di Ran~o e<l il lago Maggiore. Diverse strade si .dirigrJUo dal lato. del nemico su questa linea di difesa, dm è molto lunga ed irregolarissima. Oltre la strada lii Como per Menclrisiu, ue esistono allre che partono sia da 1
SULLA DIFESA DET.LA SVIZZE RA
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questa capitale, sia dallo spazio tra i laghi di Lugano eri il M;iggiore • il centro di questo spazio si trova a Varese. J d . Da. quest'ultima cillà o da' suoi dintorni partono tre stra e verso la fronti ern ticinese : una si dirige sulla puuta sud-ovest 9e1 lijgo di Lugano; la seconda sul villaggio della TrPsa o Ponte Tre.sa (all'uscita di questo fium e clal lago di- Lugano); e la terza per Laveno al lago Maggiore, e cnsteggiando la riva,.,ya a linire a Luino, sulla riva destra della Tresa. Ma queste sono le strade pri ncipali, perocchè tutto lo spazio di questo territorio lombardo è solcato di strade di ogni specie, sebbene il suolo sia .molto tagliato. La strada meglio mantenuta è ·quella di Varese per Gavirate e Laveno, e di là per Cassano a Ponte Tresa, ed infine per Agno a Lugano. Un'altra strada si dirige eia Ponte Tresa a Luino: ma questa strada e tutto il corso della Tresa sono dominati dalle montagne della riva svizzera, siccome abbiamo accennato più sopra; le montagne sulla riva opposta essendo troppo lontane dal fìun,ie. A Ponte Tresa il terreno sulla riva del lago forma un piccolo piano ; ma il pe:ndìo dei monti si avvicina quanto basta al lagq, per formare una specie di stretto innanzi al villaggio cli Agno.
' Basandoci su \ dati topografici , possiamo ricavarne le seguenti conseguenze : · La prima sezione di difesa del cantone Ticino, ovvero la parte sud-est, presenta una posizione relativamente forte a Mendrisio: ma il punto essendo troppo isolato per poter essere difeso ltmgamente, non può servire che per arrestare un primo allacco, o impedire al nemico di sorprendere la città di Lugano; per cui noti è che una posizione di retroguardia. Una resistenza maggiore non sarebbe possibile che al ponte di Melide, che serve <li comunicazione tra le due rive del lago, alla r iva est a Bissone, e alla riva ovest a Melide. La resi-
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STUDT STRATEG!C[
stenza a !\felide riescirà più van1,1ggiosa, se si è avuto cura cli distruggere il ponte. Deridendosi a ciò, il nemico non potrebbe avauzarsi facilmente su Lugano, trovandosi srparnlo Jalla cillà e.dal distretto che la circonda per mezzo tlt•I lago, il quale pf'r la sua forma covre questo territorio sino a Ponte Tres~. Ma la distruzione del poni.e impecl irrbbe anche ai difen~ori di passare prontamente all'olfensivc1. Questa linea di difesa dunque si appoggerebbe da una parte all'uscila della Tresa, e dall'altra su Porlezza ed il suo passaggio. !\fa, se lasciamo il villaggio di Luino nelle mani del nemico questo potrebbe girare la nostra destra e miuacciar'e tutta ,; posizione e la linea di ritira la ~ull"i1llo Ticino ; la quale linea è tanto più esposta, cbe il lago Maggiore è percorso da battelli a vapore ·austriaci ed anche da barche cannonirre. Il territorio ticinese sulle rive del lago Maggiore è attraversato da una strada che da Luino conduce a Ranzo, villaggio il più avanzato della fronliera del cantone: questa parte è minacciata dunque di essere presa, sopratullo prr acquc1. L'ultimo villaggio, Ranzo, non possiede conrnnicazione rlirella abbastanza praticabile con la posizione pr.incipale sul lago di Lugano ed il fiume Tresa, e non ci ba che un solo passaggio per gli alti monti._Conveniamo che una simile di versione per parte del nemico sarebbe molto azzardata, ma non presenta tanta difficoltà quanto si pensa: il nem ico sarebbe anora padrone di dne passaggi, di cui uno si dirige alle spalle della posizione a Ponte Tresa e l'altro sul fianco dirilto della posizione a Ranzo. E però questa posizione non solo ha una distesa considerevole, ma presenta anche .molti difetti, particolarmente lasciando al nemico la scelta o cli attaccarci dal lato di Ponte Tresa, o di spin gersi innanzi lungo il lago ~faggiore, per terra e per acqua, per tagliarci la ritirata sull'alto Ticino. La linea di difefa di Mandrisio, Ponte Tresa e Luino pre• senta una distesa minore: essa si appoggia a dr.stra al lago
55 Maggiore ; ba le comunicazioni necessarie e non permetle di gi r.irci a sinistra: ma il nemico potrebbe sempre attaccarci i-u cli un punto qualunque, cd il lago Maggiore faciliterebbe le sue imprese su Locarno, Ascola e Urissago, posti sulla riva ovest di esso; o su Magadino posto sulla rÌ\'H est , ed in tal guisa alle spalle della posizione. Se pi ù tardi vogliamo dalla nostra po~izione passare all'offensiva, minacciando il movimento aggressivo del nemico, questo troverà sempre un appoggio solido, ripiegando sul lago ed i battelli . La distruzione del ponte sul lago di Lugano, non ci permetlerebbe di recarci prontamen te da questo lato su Mendrisio ; e nel caso che il ponte non fosse i-lato distrutto e ehc volessi mo fare avanzare in sr.guito l'ala sinistra, le nostre forze sarebbero troppo divise e la posizione manchè-rebbr di solidità. La posizione in discorso richiede per la difesa forze considerevoli, oltre alle trnppe poslale sulla linea di difesa, saremmo costrettte ad occupare , ancora le rive del lago Maggio re, ria Luino a l\fagadino, e di là gino a Brissago. Il numero delle trnppe per l'occupazione di questa linea di ùifesa , si eleverà sempre a 20 o 25 mila uomini , comprese le truppe di osservazione a tugano: i distaccamenti alle due rive ùel lago Maggiore ricbietlerebbero presso a poco 12 mila uomini e le riserve almeno 1 O mila. 01tre a queste truppe sarebbe necessario far occupare i·diversi pa8saggi che altr,iversa:no le montagne alle nostre spalle , e che mettono capo sulle nostre comunicazioni con gli altri cantoni sviaeri al di là Jelle Alpi. SULLA DIFFSA OF.LLA SV J7,ZE RA
Ordinariamente si ritiene che l'alta valle riel Ticino offre le migliori condizioni per le difese contro l'Austria. Ed infatli questa vallt:l presf'n ta una linea di difesa poco estesa, e bene appoggiata sulle ali alle montagne che fi ancheggiano la valle.
56 STUDI STRATEGICI È su questa linea che fì i sono costrnlte le fortificazioni innanzi
Bellinzona, capitale del canto,w Ticino. La prima linea di fortificazione , è una lega e mezzo all'incirca innanzi a quella città, ed è una linea tanto breve da poter ess<'re difesa ùa pochissime forze ; ma abbandonando co;npiutamenle la parte sud del Ticino , le rive del lago ~faggiore , e le valli che vi mellono capo. La vall,~ del Ticino si slarga, allontanandosi da Belli nzona , verso il lago Maggiore , di 1300 a 3000 metri. li suolo sale da Bellinzona alla lin ea estrema dt:llle fortificazioni , indi si abbassa sino al lago Maggiore per un 43 metri all'incirca. Innanzi alla linea estrema delle fortificazi oni , il terreno di viene paludo;;;o. Il Ticino si avvicina da principio alle alture che lo limitano sulla riva destra e s'indirizza in segu ito verso le montagne della riva sinistra, il sno corso diviene irregolarn e lento , e si divide in più rami. Due strade seguono la direzione del fium e , costeggiando il piede delle alture, una mena a Locarno sulla riva destra eh>! Ticino, l'altra sulla riva sinistra a Magari ino; sulla riva del lago Maggiore, una terza strada si distacca da quest'nllirna , la quale allravcrsa il monte Cenere e conduce a Lugano. li basso della valle comincia a divenire paludoso a Cadenazzo, ed è precisamente là che la strada del Cenere abbandona quella della valle. Un'altra via meno larga ma sempre molto praticabile si distacca dal villaggio di Camerino, per riunirsi alla strada del Cenere , attraversando le creste delle alle montagne cbe formano la divisione delle acque. Lo sbocco di questa via nella valle dell'alto Ticino, a Camarino, è dominalo dalle batterie delle fo rtificazioni e:,lreme. Il passaggio del Iorio , che da Gravedor,a si dirige per il Picc,l del Iorio nella valle della Morabbia , e perciò dietro l'estrema lirwa dell e fol'lifìcazioni, è di una certa i1~1portanza, nel
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caso i difensori si tengano su di nna str?Lta difensiva, e lasciano al nemico il tempo necessario alle sue imprese. Il nemico postato innanzi alla nostra linea delle forti ficazioni, potrebbe attirarvi la nostra attenzione con continue dimostra1.ioni, e riuni re, per le \"ie del lago di Como, un distaccamento abbastanza Cllnsiderevole, per fa rlo avanzare per il pas~o del Iorio , e così menarlo alle spalle della nostra posizionr. Coiesto movimento circolare del nemico menerebbe a consPguenze piìt dannose , se il distaccamento raggiunge il sue scopo, allo stes5o momento che la forza principJle degli aggressori si spinge innanzi , ad un generale attacco , ed il bacino del Ticino diviene il teatro di una hat1aglia decisirn. Ma questo è il solo caso in cui quel passaggio è vantaggio~o agl i Austriaci, perocchè può agevolmente difendersi, comunque sia molto distante dalla linea di difesa , ed è sperabile che il difensore non vi si farà sorprf'nderr. Se il difensore non si limita ìld una stretta difensiva , e che intl'ilpren<le movimenti offensivi , al nemico mancherebbe il tE'mpo di fare un così lungo giro, sempre mollo pericoloso. Le montagne che circondano la valle del Ticino sono alte ed in· parte molto scoscese, di maniera che si riguardano come l'appoggio naturale delle linee di fortificazione in discorso. Delle fortificazioni ci occuperemo più in particolare nell'ultima parte <li questa nostra opera.
Non dubitiamo punto cbe da questa posizione indietro, il di-· fensore non voglia presto o tardi spingersi innanzi per ricon quistare il perùuto territorio: e però bisogna collocarvi sempre un corpo considerevole di trnppe. La linea esterna delle fortificazioni è in effetto, difesa da 39 pezzi di p'lsizione posti più o meno sulle ali, mentre nel centro la posizione è leggennrntc munita: p~r la qual cosa supponiamo
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STUDI STRATF.G!Cl
che si pensi di rinforzare la l111ra di fuoco con pezzi da campo, posti negli intervalli, o in parte su i punti che esigono momentaneamen te un fuoco più continuo Pd energico. Il numero dei pPzzi da campo bisognevoli sarebbe alme110 dai 32 ai 3i-, di maniera che si avrebbe un totale di 'H o 73 bocche da fuoco. Una forza di 3 ,i. o 36 mila uomiui non ba sterebbe a riconquistare la parie del cantone che si è abbandonala, e per assicurare le frontiere. se non siamo al caso di schiacciare la forza [)rincipale del nemico. Quest'ultimo eviterebbe di attaccarci seriamente nella nostra vantaggiosa posizione dietro ai trincera nenti di Bel linzona, se ci vedesse pronti a riceverlo: egli starebbe contento di prendere posizione sulle alture al di là del nostro raggio di fuoco, per c:1 llendere tran quillamente il momento del nostro attacco. E però sarebbe ben più difficile, e richiederebbe forze numerose e truppe più intrPpitle il riprendere le posizioni abbandonate, elle non ne avremmo avuto di bisogno per prendere sulle prime un atteggiamento fe rmo e risoluto, innanzi che il nemico prendesse posto sul no stro stesso tP.rritorio, spiegandovi le sue forze e profittando delle nostre risorsr. Infatti se vogliamo prendere l'otfensi va, dalla nostra posi zione dietro ai trinceramenti in .quislione, saremmo forzati di spingerci innanzi in tre colonne , una per la riva destra del Tici no diretta a Locarno, l'altra per la riva sinistra su Magadino, e la terza per impadronirsi ciel passc1ggio del C,~nere e spingersi su Lugano. Le nostre linee di operazio1rn sarebbero dunque di lunghezza in eguale e senza comunicazioni dirette tra loro, mentre che il nemico può trarre il piit grande vantaggio dalle comunicazioni sul lago :Maggiore. , Sebbene la colonna in marcia su Locarno , può essere meno fo rte che le altre, avuto riguardo alla vicinanza df'l Piemon te, pur tutlavia bisognerà sempre un corpo di 1 O mila uom ini per eseguire questa diversione. Le due altre colonne, delle
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quali l'una o l'al tra, ser,ondo i casi , avrebbe a combattere contro alla forza principale df'l nemico, postata o a Lugano o a Luin o, dovrebbe ciascuna rssere forte da 25 a 30 mila _uomini. E però la nostra offe nsiva ricbiedPrebbe 50 a 60 mila uomini, per gi ungere infine alle stesse posizi1>ni, che avremmo potuto prendere dal principio delle operazioni, con ll'llJ)pe meno disseminale, meno affaticale e più disposte alla battaglia decisiva, ehe si dovrà ancora imprgnan). Il nemico, da altra parie, avrebbe tempo bastante per scegliere la migliore posizione , prepararvisi per_una energica resistenza, ed occupare i punti dominanti: per la qual cosa un risultato vantaggioso per noi sarebbe dubbio, a11che Yincendo, la villoria sarebbe acquistata mollo caramentr , e prr rsserci profittevole dovremo dani compimento respingP11rlo il nemico, e schiacciandolo, sul suo pr,•prio territorio.
Parlando tiella difesa dPlla frontiera dei Grigioni , ci è occorso cli fare osservare la necessi ~à di occupare l'antico contado di Como. Questa occupazione dà prr frontiera est del Ticino , il lago tli Como in tnlla la sua lunghezza, e perciò una barriera naturale, la cni costa nord est si trova al\'pstremità della linra di difesa del Ticino. In siffatlo modo la nostra linea di difesa si appoggia a sinistra sulla linea tli difesa dei Grigioni , le due sezioni sono lrgate con una comun icazione diretta , ed hanno tulle e due relazione con la valle drl Reno. L'al a si nistra della nostra __linra di difesa, in tal guisa stabilita, covre il passo del Iorio , cioè la comunicazione diretta tra il bacino dell'alto Ticino e le rive del lago di Como. Inoltre la strada del lago di Como per Porlrzza e Lugano, offre una comunicazione diretta tra il lago e qu esta città, che diverrebbe il centro della difesa. Ma questa linea di difesa potrà occup,mi, nel solo
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STUDI STRATEGICI
caso cbe disr.1rndiamo il lago Maggiore, senza di cbe la nostra posizione sulla punta sud del can1one Ticino verso Como, sarebbe isolata ed esposta sul lato destro. Lo spazio tra il lago Magg!ore e la punta sui! dPI cantone Ticino, è tagliato da monti che discendono sino a Laveno vMso il lago Maggiore, da un lato, e dall'altro sino a Varrse e Arcisate. Essi formano, in un ·certo modo, una mezza circonferenza. cbe p_rincipia a Laveno ed è limitata dalla strada elle daquestr; luo~o s'indirizza per Gavirate, Masnago ( presso Varese) ed Arcisate, su Porle, cioè alla punta sud-ovest del lago di Lugano. Questo gruppo di monti domina il piano che da Milano si distende sino al loro· piede, e presenta una posizione di fianco per difen·Jere indirettamente la punta sud del cantone Tieino, . il cui masso di monti si può riguardare, strategicamente parlando, come una continuazione della mezza circonferenza indicata, che lascia solamente un'apP,1·tura o basso fondo, all'i mboccatura del quale si trova la città di Varese, la cui importanza è accresciuta dal trovarsi alla congiunzione delle diverse strade cbe menano ai laabi MaO'o-iore e di Luo-a110 O CM _O • Lo spazio limitato dalla strada di Varese a Laveno, le rive del lago Maggiore, da quest'ultimo pu • to sino all'uscita del Ticino a .Sesto -Calende, e la linea immaginaria di Varese a quest'ultima città, forma uno spazio triangolare coverto da tre laghi, quello di Varese, di Cannobbio e di Monate, e da numerosi corsi d'acqua, che possono servire come tanti ostacoli , se nno ne sa profillare. Questo spazio è attraversalo da diverse strade che s'imboccano nelle valli elle conducono al lago e nel cantone Ticino. Lungo il lago Màggiore, tanto sul territorio del Ticino, che su quP-llo lombardo, ci sono delle strade, di cui parecchie partono da Sesto-Calende. Il suolo ·ctel triangolo in discorso, è più o meno paludoso e poco praticabile per operazioni militari. La strada che da Varese si dirige a Ponte Tresa traversa
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due montagne , ed un ramo di essa conduce per A1·cisate ad uno degli angoli sud del lago di Lugano: dal quale se ne distaccano alcuni passaggi che menano nel distretto di Mendrisio. Il prolungamento della strada di Varese verso il sud , conduce a Milano, e la eitù di Comçi e Sesto-Calende sono in diretta comutiicazione con Milano per mezzo di grandi strade. Oltre alle indi cale strade, tulio il piano sulla riva sinistra del basso Tieino, è attraversato da numerose vie che agevolano le comunicazioni tra le città ed i villaggi; ma che sono nello :,tesso tempo molto nocive per le difese di quel lerreno piano. Per garantire iillerameule il possesso del territorio sviz' zero, non potremo prendere altra posizione, che quella indicata dalla linea di ì\Iendrisio , Varese e Sesto-Calende; la quale è una posizione di fianco , che ci farebbe abilità di minacciare la città di Como , sulla nostra sin istra , appoggiando la destra al Piemonte. In lai caso la nostra forza principale si concentrerebbe 11ei dintorni di Mendrisio, ed il nemico, costrcllo a marciare su noi in tre colonne, si troverebbe nel!' impossibili là di girare una o l'altra dellè nostre ali. La linea di difesa da noi ora proposta ha uua distesa di ,I, leghe, e ci perarntte di guarnirla su tutti i punii minacciati con forze sufficienti per respingere gli attacchi del nemico. Se questo riuscisse a far ripiegare la nostra destra o 11 centro, potremmo sempre anestarlo a Laveno e sulle montagne-, riprendendo in seguito l'offensiva su Varese.
Noi proponiamo questa linea avanzata, in vista di avvenimenti possibili , perocchè così ci troveremo fortemente appoggiati dalle simpatie dei no~tri vicini. Il pii1 grande vantaggio di lalc posizione è l'intero possesso del lago Maggiore, cbe non serv irà piu al nem ico di linea di comunicazione o cli operazione.
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STUDI STRATEGICI
Abbiamo di . già discor~o, nelle nostre considerazioni generali, dell' influenza che una difesa poco energica delle nostre frontiere potrebbe esercitare sul destino del Piemonte, nel caso che l'Austria riescisse a rendersi padrona del lago Maggiore quasi per intero. E però riassumiamo ora i vantaggi che il Piemonte potrebbe ritrarre dalla nostra posizione òi Menclrisio e Sesto -Calende. 11 lago Maggiore sarebbe, secondocbè abbiamo detto, compiutamente perduto per gli Austriaci ; i distrelli piemontesi tli Domodossola, Pallanza e Varallo, si troverebbero al sicuro da ogni attacco; gli Austriaci , supponendoli collocali in linea paralella alla nostra, si trovrrebbero minacciati dalla posizione di fianco dei Piemontesi dietro il Ticino. L'estrema linea di difesa degli Austriaci , sarebbe allora segnata dalle cillà di Como, Milano e Piacenza. Questa linea, di una rimarchernle di~tesa, sarebbe esposta sulle due ali: a Como dalla posizione degli Svizzeri a Men<lrisio, ed a Piacenza per quella dei Piemontesi a Alessandria e più tardi a Pavia: nella quale posizione il punto più minacciato sarebbe la capitale Milano, sulla quale gli alleati svizzeri-piemontesi potrebbero mardare in tre colonne. Le forze cbc bi:;ogn rrebbero agli Svizzeri per occupare questo teatro di guerra e mantenervisi, dovrebbero elevarsi, avuto riguardo alle nostre consitferazioni strategiche, alla cifra di 58 mila uomini , ripartiti nel modo seguente: 10,000 uomini a Mendrisio , 20,000 a Varese , 10,000 a SesloCalende, ·I 0,000 in riserva a Ponle-Tresa, i:>,000 in risena a Lugano , 3,000 per guarnire lo spazio tra la · frontiera ticinese ed il lago di Como. Per prèndere possesso cieli' indicata linea, le nostre forze si dovrebbero raccogliere a Bellinzona e Lugano; il grosso del1' esercito da Be!liuzoua si avanzerebbe a marcie l'orzate verso Luino per impedire al nemico di stabilirvi una base di ope-
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razione: dei distaccamenti si recherebbero uel tempo stesso uno per il monte Cenere :;u Agno, un altro per il monte Iorio su Gravedona: un terzo marcerebbe da Lugano per Porlezza verso il lago di Como : nel mentre il grosso del corpo di esercito di Lugano si avanzerebbe su Mendrisio pt>r minacciare la citla di Como ed imped il'e alla guarnigione di questa cillà di difendere la riva nord-ovest del lago. Appena poi die l'ala sinistra avrà operata la sua congiunzione con il r orpo di difesa dei Grigioni, si riuniranno tu lle le forze per farle occupare h\ indicata linea.
Per compiere le nostre considerazioni, non possiamo tralasciare la de:;crizione delle parti della frontiera svizzera, ùal lato del Piemonte , e ciò tanto più che la configurazione del suolo esercita una abbastanza grande influenza sulle conseguenze della nostra alleanza con questo Stato. La frontiera in di~COl'S O potrebbe avrre un particolare interesse, nPl Gaso l'Austria ricscissc a forzare la nostra p11sizione del lago ~faggiorc, respi ngere i Piemontesi uel vasto piano di:'! Po , ed a tagliare in due la linea di difesa ùei Piemontesi uuiti agli Svizzeri. Non è possibile analizzare tulle le conS<•gurnze possibili di tale situazione, al certo molto grave; ma che olTre ancora la possibilità di energica resistenza. È cosa evidente il di re che la strategia non può solo cava n:i d' impaccio , considerando che essa non offrirebbe molte risorse dal punto di Yista della sdenza in se stessa. È in una simile circostanza cl1e devesi ricercare la sua forza dalle cire(lstauze politiche, nell'efferYesceBza dei popoli, che solo può far trionfare la causa della Bazionale difes,1. ' li nemico, padrone della valle del Po , non avrà nulla guadagnato, se noli riesce a corouare le cime pressochè iuaccessi bìli della Savoi a, del Piemonte alpino , del Vallesli , dell'alto
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STUDI STRATEGICI
Ticioo e dei Grigioni. Potrebbe con numerose forze ed inauditi sforzi, stabilirsi nell' Engadina, nell'alta valle del Ticino ed anche in quella dell' Ossola, di dove troverebbe numerosi passaggi ma molto difficili che menano nella valle dell'alto Reno, ed in quelle della Reuss, e del Rodano. Ma quali numerose forze dev'egli avere per conseguire questo azzardoso scopo, su di una distesa di quasi cento leghe, ed in un t~rreno così impraticabile per operazioni legate? Diamo ora ano sguardo generale sulle linee che si prese\1tano in simile circostanza. Riguardo ai Grigioni ci siamo di già. abbastanza occupati delLi larga valle del Vorderrhein , e delle valli laterali, che abbiamo seguito sino alla s0rgente, indicando i passaggi principali che menano sia nell' interno della Svizzera, sia nelle altre valli di qualche importanza. Così questa valle comunica con l'alta valle della Reuss, per il passo di Oberalp , di dove discende ad Andermotl e per il ponte d'inferno a Wasen, Amsteg ed Altorf sul lago dei·quallro cantoni. Un secondo passaggio mette capo, poco al sud, per il Luckmanier nella valle del Plenio, in quella della lliviera indi a Belliozona; altri passaggi altraversano le alte montagne verso il sud , ma non offrono punti di appoggio per un' azione d'insieme. Risalendo il Ticino verso la sorgente , si giunge da uu lato al passaggio del S. Gottardo, dati' altro per quello del Nuseren nella valle del Rodano presso Munster. Le valli del canton Ticino (Venasca , Maggia , Onsernone e Centovalli) non presentano comunicazioni importanli : 1'na la valle piemontese di Ossola con la continuazione al Sempione, ed il passaggio nella valle del Rodano, elle mena a lkigg, merita di essere ricor·dala ; come anche il passaggio del Gran S. Bernardo, che an )he apre la via al Va\lese, per la strada di Aosta a Martigny. E però ci arresteremo di comune accortlo su questa catena delle Alpi, che dev'essere un'ultima barriera a qualunque invasione venga dal sncl , e la valle del Rodano u
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eglio le cime sulla sua sinistra, ed in seguito quella sulla destr~, 1 •acciano un'ultima linea di difesa, un rifugio per potere ord1are la lotta a morte, con quelle forze che le circostanze faranno o~ere. . È vero che, strategicamente parlando, ci troveremmo· rn una osizione simile a quella del nemico, circa ali' estensione della nea- che dùvremmo occupare: ma il nemico , nel\' av~nzarsi su i 1111 territorio nemico, deve necessariamente occupare le piazze nportanti poste alle sue spalle, ed inoltre, per causa d~II~ cir·ostanze attuali, sul suo stesso territorio, ove le popolaz1on1 poebbero agevolmente profittare dell'assenza della forza armata, !l' tentarn di realizzare i loro desideri. La catena delle Alpi che separa la pianm a del Piemonte dal rritorio montagnoso. della Savoia , è un grande ostacolo, ove difensore potrebbe comballere ad ogni passo sul_le str~de fi ncipali cbe discendono dalle montagne: e se pure .11_ nem1~0 ,sse giunto sulla riva sinistra dell' Arve, lroverebbes1 111 laccia d una formidabile linea , appoggiata da un lato al colosso del onte-Bianco e dall' altro al lago di Ginevra. Forzato questo riparo di monti , e surmontat.i i monli della va sinistra del\' alto Rodano , l'esercite, <l'invasio1w si trove~bbe di fronte a qurst' ultimo ostacolo i cui coutrafforli discenono verso il {lodano presso Martigny , nel mentre sulla riva eslra del fìnme, te montagne cl' est del cantone di Waud, sono n nuovo ostacolo allo sviluppo delle sr.te forze. La valle ciel Rodano comunica t;on quella del Vorderrhein , 1er il passaggio del Furka, di dove si discende prima nella valle 1ella Reuss, indi si risale I' Oberalp che mena nella valle del vorderrhein: Auclermalt dunque è, in cerio mod9, il punto ove :i riuniscono quattro comunicazioni importanti. Ma questo centro presenta tale forza di resistenza, cl.te, serrira sempre di forte punto di appoggio alla difesa: perocche coAliNo 111. Voi. li -
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G6 STUDI STR Al'JlG!Cl ~li LLA DIFESA l1ELL ,\ S\"IZ?,ERA munica direllamenle con l' inlf'rno della Svizzen1 per la valle del la Reuss. Riassumendo tulle le esposte coniliderazioni , è forza con\"enire che sarebbe umanamente impossibile, alle forze che l' Austria potrebbe aù()pc1-.1rc , di eseguire una così vasta invasione , se non si vuole esporre aù essere battuta alla spartita e schiacciata parle a parie. E µl' rÒ 110,; è necessario di entrare in pi tt estesi particolari , circa alla difesa C(Httro ad un attacco del l'Austria, dal lato dell' Italia. ì
'Co11iù111a; .
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- NUOVO PROIETTILE INCENDIARIO PER AIUII PO Il TATI LI
A. Dc CLossM.4NN Co!oru1ello -in >'itfro e cittndino $Vi.nero
Il capitano francese Del vigne, il quale , siccome è notorio , diede il primo impulso a tutti quei migliorament.i, dei quali si vanta fino al dì d'oggi la scienza tecnica delle armi portatili , costrusse già nel ~ 828 un proiettile, il quale avea la partico larità, fino a quel tempo sconosciuta , di appiccare il fuoco a tutti quegli oggetti , che per loro natura sono facilmen te incendia bili , to3IO che li aveva colpiti ('I ). Questo p roiellile Delvigne ei:a di forma cili ndro-conica (fig. 1 ), vuoto internamente e sulla sua cima aveva· un cape/etto incendiabile Culi l'apertura rivolta ali' indietro, sul quale agiva una punta di f'c n o sporgente nel mezzo della cavità, appena il proiet.tile toccava il suo punto di mira. L' e1tplosione della capsula avveni\'a mediante la rìper~ cossione sulla estremità della pu nta e comunicaYa il suo raggio di fuoco ad una certa quantità di polvere riposta nell'interno del
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:-SUOVO I'ROIETTILE I NC&NDTAR!O
pl'oiettile per produrne lo scoppio. Gli esperimenti cbe furono fatti cli questi proiettili incendiari ebbero risultati assai favorevoli, avendo tutti preso fuoco. Più tanfi, cioè nell'anno ·184-0, sorse un meccanico in Liegi, nominato Falisse, col progetto di un' altra costruzione Lii proietti li incencliarii ~fig. 2). Questo proiettile consist ..•.va precisamente in una palla <li rame foderala di piorhbo cli forma cil indro-conica. Sulla cima del cono eravi, come nel proiettile di Delvigne , una capsula col ripi(\llO rivolto V\•rso la cavità del proiettile, la quale sc11ppiava n1edesimarnen te ripertuotendo snlrestrcmilà di una punta in fe rro disposta nell'interno, allon:bè durante il suo corso andava ad urtar.e contro qualche corpo solido. La polvere che dovea cagionare lo scoppio trovavasi nella palla di rame, dalla quale per mezzo di un foro praticato nell'iuvolto di rame gi ungeva fino all'estremità tronca della medesima, e nel l'interno della stessa poi era a~sicurata la piccola punla, la quale sfiorava quasi il ripieno della capsula. Nei numeri 63 e <H della Gazzella Jfihlare Universale de I 857 cornpar,;e inoltre una breve relazione sopra un nuo,u proiettile incendiario costrutto dal maggiore barone di Podewils direttore della regia féibbri ca d'armi bavarese ad Au1borga, mollo vantaggiosamente conosciuto per le sue recentissi me co,,truzh1ni di fucili, colle, quali si è r<,so non solamente a8sai meritevole prnsso l'armata del proprio paese, ma ha giovalo cziandio in compless<> alla scienza ,tecnica delle armi da fuoco, L'accennata relazione 1wr particolari' molivi si esprime porn chiaramente a proposito cli questa invenzione, per la qual cosa uon è possibile occùparci più oltre della medesima. I proiettili incendiari di Delvigne e Falisse richiedevano un fu<.; ile da caricarsi dalla parte della camera, poicbè si considerò sempre pericoloso cl' introdurre la carica dalla bocca della canna, e di far agire la ba,:chel.la su proiellili che portano le loro
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PROTl!TT! LE l:SCENDIARit>
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facoltà incendiarie sulla loro cima, quand'anche questa fosse concava alla sua estremi th ed i proiettili leggermen le co mpr1•ssi . Simili proi,,tti\i inoltre po~sono solam eutr scoppiarP , allorchè incontrano al punto di mira snl qual e sono dirrtli 1111 corpo che fa resistenza, ed il qnale agisca alilJast:rnza con forza, da rrspin gere all'indietro la capsula quanto basti per inconlran' la som mità della punta di ferro che contengono (2). Io feci p('rlant.o a me stesso il quesito, se non sarebbe possibile di inventare un proiettil e: 1) il quale fosse di natura da poter essere senza inconvenienti caricato dall'imboccatura e 2) che non avrsse d'uopo del colpo tli ripercos~ione al punto di mira per prender fuoco, ma ben~ì ehe nsciss11 dalla canna di già acceso , e però non scoppiasse prima di giungere al · segno. Mentre io adunque faccio pubblica la mia idea riguardo a così differrnti proiettili incendiari, sono però ben lungi dal credere, che il med1'.simo potesse diminuire l'importanza cii-Ile antecedenti costruzioni; io mi propongo quindi unicc1me1M di esporre un progPlto; siccome però mi mancano i mezzi nPcessari di fare pratici esperimenti sn questo mio ideato proieltilr, cos\ lascio ciò agli uomini dell'art.e, specialmente af pi1·otecnici, colla speranza che e%i vonanno oecuparsi di studiare attentamente questo mio progetto. Secondo il mio parere, si potrebbe elaborare un eccellente proiettile incendiario servenrlosi di un proiettile espansivo (s(' condo il sistema dì Miniè con Cu.lot). A tale effetto si clovrebhr praticare quanto segue: (Fig. 3) Sia la scanalatura interna convenientemente ingrandita, affinchè possa contenere la maggior quantità possibile di materia fulminante, senza però punto scostarsi dal principio di Minié, il 'JUale, lasciflndo una parte massiva presso la rotondith ogivale della cima del proiettile, pone, per quanto è possibile,
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NUOVO PROl&TTI LE INCENDIARIO
-~ul davanti il punto di gravità, poichè ciò è farnrevole anche al mio progetto (3). Il Culot di Minié dovrebbe essere inollrt> cambialo; meutre cioè il medesimo nel proiellile Minie ha la destinazione d'imprimere allo stesso uno sforzo 1iella scanalatura del fu cile, e per conseguenza, mediante l'influenza del gaz che svi luppa la polvere, deve p(•110trare nulla cavità o scanella . tura del proiettilè, il Culot non dovrPbbe punto scostarsi dalla base nel mio proiettile in discorso, per il cbe avrebbe a' suoi orli una tesa ad aletta, la quale dal canto suo appoggerebbesi alla base del proiettile, e renderebbe in cotal guisa impossibile al Culot di penetrare nella scanalatura.· · Nel mio progetto il Culol ba solamente lo scopo di fornire lo spazio necessario fra il proietti le e la carica di polvere per lo sviluppo del gaz (fig. 4) (4). Nella direzione tlell'as~e longitudinale del proiettile dovrebbe saldarsi in modo sicuro al Culot, il quale consisterebbe in una lamina di ferro battuta, un piccolo tubo di rame o di ferro, che all'interno della scanalatura arriverehbe quasi alla parte massiva oginle del proiettile, e .servin•bbe a contenere una sostanza incendiaria destinala ad abbruciarsi lentamente. Quest'ultima dovrebbe essere calcolata in modo da poter raggiungere la più lontana distanza, affinchè il proiettile non scoppii prima del tempo voluto (5). Questo tubo regolato con tutta accuratezza, non deve essere aperto soltanto all'estremità superiore, bensì in questo caso dovrebbe avere anche qualche corrispettiva apertura laterale per poter porre io comunicazione col la carica esploditrice la sostanza incendiaria, tosto che la medesima avrà raggiunta l'estremità del tubo (6). Siccome carica da scoppio io proporrei a preferenza il cotone fulminante, perchè il medesimo non solamente è alto a restringersi fo piccolissimo volume, ma bensì perchè a parti eguali di polvere e cotone fulm inante incont~stabilmeote svi-
NUOVO P ROIRTTILF. TSCF.NDTAl\fO
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lnppa quest'ultimo u11a forza maggiorn assoluta, NI è 1wr conseguenza di un immenso vantaggio (7). Elaborando il proiettile, si dovrà, dopo d'aver preced<1ntement('· riempiuto con sostanza infiammabile il tubo di rame che tro vasi aderente al Citlot, avvolgere accuratamente intorno al nw desimo il eotone fulminante in mo_do che la scanalatura <11'1 proiPttilì~ pos:-;,1 esserne co111pletamente riempila. Quindi i-'in trodurrà il cosl ;m•ollo luho insiemr. all'assicuratovi Culot nPlla cav.ità ciel proiellile, adoperando però la forza , per impedire che il tubo, per qualunque siasi accidente, possa uscire dal medesimo (8). Dopo questa manipolazione il proiettile incendiario è com pletamente ultinrnlo. Il medesimn, secondo la mia opinione, non corre pericolo d'incendiarsi per se !.Olo, e la bacchrtta può l'Ssere adoperata per caricarlo, come si pratica coi proiettili usuali . E giacchè oramai da dieci anni ottennero sorldisfacC'nle risul tato i proiellili. di forma ciliudrica ogivalr, cosl voglion~i purr. conservare anche in questo caso. Quando poi questo proiettili:' incendiario, unle chP siano lll sue scanalature, sarà caricato, verrà in srguito ali' rspansione del gaz della polver(', dopo l'esplosione della e.irica, non solhinlo sospinta, ma bensì la polvere diggià accesa comunica in , tal guisa il suo fuoco alla sostanza incendiaria rlrn si trova nel tubo di rame (9). li ben rrgolarc la sostanza incf'ndiaria , al cbe si potrà giun g1irc col fare pratici espcrimr.nli, nssicnra a questi proirttili l'effelto de&iùeralo. A che il proiettile inoltre non si capovolga durante il suo corso, provvede in primo luogo l'esatta situazione del punto di gravità del medesimo, e secondariamente la forza che ricevr il proiettile, per il quale è costretto a prendere un moviml'nlo a guisa spirale nella direzione cenlrale dell'a~se. Poichè finalmente è tolto ogni spazio in seguito allo sforzo, così agisce an-
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che la forza <lella polvPre unicamente sulla ba~r del proiettile, per cui ne risulta una spinta e non un rotolamento, comr avviene nei proiettili sferici. Questi proirttili incenrliarii possono senzn alcun pericolo essere uniti ad un cartoccio di una carica di polvere non maggiore a '/,6 rii Lotto. Se questi proiettili· ottengono un favorevole risultato, del che ìo non dubito punto, avranno .in ogni modo anche il vantaggio speciale che si potranno incendiare corpi o sostanze, alle quali si appicca facilmente il fuoco, come sarebbe paglia e fieno, ecc., senza che la loro esplosione abbia a dipendere da contrasto, il quale è indispensabile per quei proiettili incendiari. che scoppiano s1 lamenle •n seguito alla ripercossione della capsnla(1 O). Impiegando siffatti proiettili, si può facilmrnte e ben presto ridurre al silenzio il fuoco delle batterie, incendiando la loro scorta di munizioni. ln complesso sembrnmi che questa invenzione non abbia abbastanza destata l'allenzio1w, che senza alcun dubbio deYe presentarsi alla mente, ritlr.tlC'ndo al modo che finora fu seguito per garantire tanto i cassoni da munizionP. quanto i carriaggi drll'artiglieria. Poichè prnsentemente una sr,mplice catena di til'agliatori può divenir tanto prricolosa quanto una batteria che sta di contro col proposito di distruggere le munizioni del proprio avversario, servendosi di pro iettili incendiari. Ma, mentre non si è potuto o voluto ritrovare un mezzo per assicurare le pareli ed i cassoni dP.i carriaggi d'artiglieria contro le granate e gli Scharpnel, ciò clovd1 ben certamente succedere quind'innanzi, quando siano nelle armale adottati i proiettili inc.endiari. Da ciò deriva peraltro un aumentò di peso ai carriaggi <l'artiglieria, il quale pregiudica la leggerezza e la velocità dei movimenti di quest'arma speciale, poichè sarà d'uopo di munire tutte le pareti dei carriaggi da munizione e fors'anco il coperchio di consistrnti lamin<' di ferro per chiudere la via a questi proiettili ( 11 ).
NUOVO PROIETTILE 1:-.CENDIAR!O
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Quantunque poi si potessero facilmente adottare queste misure di sicurezza pei carriaggi dell'artiglieria di campagna, dal che· nascerebbe un vantaggio indiretto alle allre anni , divenendo più pesanti i cani, sarebbe per lo contrario assai difficile il provvedere di simili carriaggi ferrati una forte colonna di munizivni Jeslinata a qualche parco d'assedio.
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NO TE.
(1) L'impol'lanza di questo soggetto, il quale sembra aver~ oceu~ala s~c~ cialmenlc in qu esti t em pi l'CCl'nli l'attenzione e la mente d1 alcuni uffizi~h tedeschi (poi chè si ccome sappiam o è stato presentato da poco tempo 10 Baviera, oltre il proiettile già accennalo nei numeri 19 e 20 d~lla Ga~zctta iJfiWr,re Unicctsale, un secondo proiettile inccudiario dal signor signor maggiore ùi Poclewils), come pure la dichiarazione dello stesso onorc~ole autore, ch'egli ha seguito il suo bel pensiero in via puramente teor c~ica, c'inducono a corredare il presente articolo di alcune nostre osservazioni.
d · .. t1 (2) Da quanto è a uostra conoscenza, la maggio'. _pa'.te c1 _pm rcccn progetti di prùietlili incendiari ha11no la loro capacita d1 esplosione a'.1co_ra sulla cima. La congiunzione dell a punta di r~rro col culot del pr~1ettile l\liniè però permette sicu ramente di mantenere il fin qui adotta_to ~1stema; senza tcmll di correr e il pcricòlo segnalato dal signor autore, po1c he questa organizzazio11c non impedisce di raccorciare la punta di tauto , quanto basti per mettere al sicuro la capsula dai colpi della testa <lella bacchetta· ANNO Ili. Voi li. -
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!<OTE
NOTE
(3) Nu n potrcbbr questa supposizione con<lurre in inganno, come se la situazi.oni: ,Jp( pn11to di gravità del proicHil c Hessc formalo, una part e essenziale del sistema Mi11iè sorto nel 1850? M1niè era giii da parecchi
conosciuto che, ctppi ccanc.lo il fuoco ad un lìocco di cotone fulm inante che giace immediatamente sulla po lvere, la medesima non si accende , il qual risultato non può essere che la couscgucn7.n il i n1ia tcmprraturn assai moclcrala (ad un dipresso di 70° R. )
ai.mi oc_c'.1pato, prima di far palese la sua costruzione, nel regolare il punto d~- gravita del_ proiettile. Problema questo, che poi Tamisicr sciolse ( ma gia anche prnna del 1850) avendo specialmente riguardo alla naturn di freccia del proiett ile. · (4) Un vuoto fra il prnicttilc e la carica d i polvere è sicuramente assai vantaggi oso allo sviluppo del gaz, quant.unqt1e non sia precisamente di assoluta ncccssitit. Qutsh, si fu il moti,·o p1·incipale che si conscnò il pongolo in uno Stulzen (carabina) costrutto secondo il nuovo sistema in Austria. Cosi pure tutti i proieUili migliorati da Mi11iè senza culol dimostrano 11,ercè la luro ea\'ità di tn ere uno spazi<> vuoto nel momento che_ si accende la polvere. Ma scco n,l o il metodo ,li costruzione del · pro1etttle del signor autore. il medesimo sa,·ebbc rirlotto alla più 11 ,inima ~roporzione, e per causa della sua ri~trcttezza non polreùbc quindi granché rn/luire o promuovere maggior rapidit.ù nella consumazione della poll•cre.
(5) Sembra essere prvposto il quesito se sia possibile, di ritrovare una ~ostanz~ incencliabil c, la quale in qnantitit cosi esigua, ed este nsione tanto r1stretta, consum i colla desi.Jcrata lentezza. Cons imili esperimenti > quali andarono tult.i full ili , giustilieanu riuesto dubbio. Oltre di ciù la sostanza abhrnèiando dall'ind ietro siccome uclle racla·tl" snr~bb_e il pitÌ delle mite spento durante il suo corso rlalla forte pr<·ssion; del! aria. In qualunque siasi rn orl o il congiunto piccolo tubo regolatore do vrebbe risultare pi11 lungo che fosse mai possibile.
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(8) Come debba tener fermo il culvt, cosi deUo specchio, no11 è alJbastanza chiaro, secondo l' in di cazione del l'autore. L'esperienza fatta dei c,ilot assai meglio as,icurali e compressi dei primitivi proiett ili di Min ii,, giustificano la suppos izione, che qucslc cuffiette, specchi ccc. per effetto delle scosse nei trasporli possano staccarsi , o per lo meno smuoYcri i ruolto di freq 11t•11 t.c. Il più leggero spost.arnrnto l:iscin ndu1HJU C r revctlcr", chr il raggio cl i fuoco dell'accesa carica cli · polve re penclrnrii trn specchio e sc,inalatura nella parte laterale. il che cagionerebbe naturalmente mal e a proposito lo scoppio del proiettile. Per certo non è di gran rilievo questa obbiezione, poichè si potrebbe facilmente fare in guisa che lo specch io fosse alquanto voltato all'insù onde abbia una posizione più sicura. Com e pure non ricscircbbe troppo rlifficil e l'impedirne il distacco nella fabbri cazione dei cartocci , prr mezzo della cn rtn del medesimo. (9) È ù'atlcmlersi, che l'acccsasi poi vere dcllu carica ahhruciando colla naturale violenza, squarci complcta111cntc il piccolo tubo ri empito di sostanza infìammolJil c, il che fo rcbhc sì che anche in questo caso il pro ictti l<' scoppierebbe innanzi tempo, cioè ancora fo rse nella canna. In complesso, siamo d'opi11ionc, che un proiettile costrutto secondo i principii del signor autore, possa giùngcrc hm di rnrlo in tatto fì uo al punto di mira.
11 carica dallo_scoppio, può rit enersi assai dubbioso, poichè, ad onta dei
( 10) Questa particolarità, specialmente a hrnvi ,list:,nzc, il proicltilc la dividerebbe anche con un pi ccolo pezzo di lard o, il quale fosse sparato fnori da un fucile. Siccome il lardo è sovente adoperato per ingrassar<' le forniture di ferro, così occorrendo il bisogno, non sarà difficile averne o il ritrovarne. E veramente questo mezzo è stato messo in pratica non di rado in campagna, specialmente in combattimento contro villaggi, allo sco po d'incendiarne i tetti di pagli.1 ecc.
rn iglioramrnti fotti da Lc111i, il medesimo si presi.a tutla,·ia ancora poco alla compt·t!ssitrne. In ogni modo sarebbe questo il r·aso ,li for uso d i cordoncini incendiari preparati col cotone fulminautc. o;ppiù \'ic11 ., ancor ~crnprc riferito che il colt•nc ful111inantc si sco111 po11 c ,il la ternpcn,tur,1 di 1 ,0-~2°_ H. cd a, 70° Jr. ass3i spesso s'i nlìamrna. Qual ¾l""do di c,ilore noJJ dovra 111oltrc fll'OJH11:;-1re nella cavità del proiet.t.ilc, quel luho divcnut.o rnf~ocato, ti q11al c d'altronde rc1·tumente sa,·,, asstti sottile! Ila pensalo 11_ signor autore_ all a t:mperatu rn, che clc,-e "?"C l'VÌ nei vagoni da nrnni~1-0TJC ne, coccnt, g1orn, di estate, la quale deve spesso oltrepassare i 40" H./ l'rna l111 c1,lt: vorremnio perfin o pernwl.tcrci di espri mere un k<>gero dubbio '':'~~i:•amcn te :•!l'uso de~ colone f11lrni n:111te. in rpianto ('.Olle~;.ne la pvss1h1lit:1 che puo avere cl, prt•ndcrc fuoco il (H'op;cttato proiett ile; essendo
( 11 ) Noi siamo d'avviso che l"artiglieria abbia giada lun go tempo pensato a 1•icercarc il modo di 111 cttc1·si possihilmcnlc al sicmo conlt·o questi proiettili incendiari, i quali iucontcstal., ilmentc potrebbero divcnir~li molto pericolosi. Esperimenti fatti in Inghilterra hanno 11011 ha guarì dimostralo, che si sono falli scusil.,ili progress i nella fohbri1;azionc di so ttili lamine <li ferro, le qual i sono destinale a mett ere al sicuro dalle palle della moschetteria, essendo già sl3tc ri(lollc allo spessore di 1 112, e si spera di poterle Ct•I tempo ridurre ad una leggerezza rnnggiorc rncrcè i progressi che va ogni gior no fa cendo la scienza tecnica. Dippiù poi sarà permesso il supporre che 11011 sarà possibile sempre di dirigere il fuo co contro le batterie a 50 passi, poichè anzi le distanze ordinarie saranno
(fi) L'.' apc1t111·c lateral i del tulJo pot ,·chl.,cro sembrare s11perJl11c, a meno
d
d,c signor a1'.tore non _clia posteriormente ulteriori chiare spit·gazion; s ul 1not1 ,'1J p e1· c111 ereda d1 conscrvarlr.
(7) ~e poi il colone fulrniuante sia p1·ccis,1111culc il più allatto per r.oslituire
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NOTE
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us ualm_ent~ dai 500 ai 600 passi. Se si pan mente ai numrrosi oggetti in ferro_ d~ CUI sono_gucrniti sempre ancora gli attuali carriaggi da munizione, uon e un probabile che qualche gio rno si prr.seuti alla menti' di costruirli di f~rro _assai so'.lil" e di foci era rii solamente in legno, per qurlli che sono clestmat1 a segull'c le truppe in prima linea nei com battimenti , con che sarebbe facil111ente uel tempo stesso anche rimediato al tanto lamentato e temuto aumento di peso .
. lu_ questi carriaggi potrehbero ritenersi al sicuro dai proiettili incen1 ,1arlo1;ci, quancl'anche fornit i delle rispettive capsule. ,
diari
MJSCELLANEA
(Dalla Allgemeine JlilĂšarisclie Zeilung di Darmsladt).
ISTJUJZIONI AUTUNNALI E HANOVHE IN GENOVA I.
Prima del 1848 si radunavano le truppe sulle lande di S. Mau rizio nel campo stabile colĂ elevato, Le truppe erano esercitate nelle istruzinni teoriche graduali, fino alle evoluzioni di divisioni composte delle 3 armi. Queste chiamate . straordinarie avevano per iscopo di es1.:rcitare le classi de' provinciali che accorrevano volontari, e ristringevansi cosĂŹ i legami della militar disciplina. Il Re assisteva poi ad alcune fazioni campali cui si prestan perfettamente il terreno incolto e rotto di quelle lande. All'ultimo campo d' istruzione, nel 1846, il Re Vittorio Emanuele; in allora duca di Savoia, comandava la sua brigata nazionale, e co' modi suoi cordiali, il suo fare soldato, si E:ra reso popolare fra le file di que'montanari, superbi di vedere il loro principe a piedi fra loro nel tempo del riposo, parlar con tutti
en camarade. Nel 1849 S. A. R . il dur;a. di Genova di venerata memoria
78 \llSCilLLA N"IH comandò il ca1upo d ' osservazione dopo Novara. Sotto a' suoi ordini cominciò la nuova fase d 'attività che fu poi compintamentc istradata nel!' armata nel 1850. Da quell'epoca si fecero soltanto per parecchi anni grandi manovre in d iversi punti del paese, particola rmente attorno ad Alessandria, Casale e negli Appennini. Le strettezze fi nanziarie hanno sicu ramente fatto rinunciare a que,to sistema, ottimo pe1· l'istruzione de' comandanti delle di visioni nel maneggio delle grandi unità; e ancora per rompere le vecchie tradizioni della pedanteria di piazza d' armi che offuscavano la mente di molti fra gli uffiziali superiori. Benchè racchiuse entro cerchio più ristretto, l'attiv ità non è venuta meno ne' varii presidi i. Terminate le istruzioni teoriche di piazza d'armi, i reggimenti procedono all'istruzione pratica d'avamposti; quindi si fanno passeggiate militari; si prendono posizioni ecc. I generali di brigata eseguiscono poi fazioni campal i colle loro truppe, e si compiono quindi g randi manovre.
II. In genova il luogotenente generale Alessandro La-1\farmora, d'onorata ricordanza, spiegò nello spingere la sua diYisione nella nuova via tracciatagli, t utta l' attiYità di cui era capace. Sotto i suoi ordim si fecero fazioni campali su tutti i punti delle montagne attorco a G1·nova , rinnovando parte delle manovre dell' assedio del 1800 , parte nuove operazioni secondo nuovi concetti desunti da cambiamenti operati dall'ergersi delle nuove fortificazioni . Nel 1800, Masseoa, comandante in capo l'armata d'Italia, era rinchiuso in Genova con 15000 uomi • i. Questi formavano l' ala destra di quell'esercito battuto per un anno intiero , che da Napoli era stato respinto fino alla vetta del!' Alpi e degli Appennini. Su Genova e sulla sua difesa riponeva l'esito della campagna, che terminò con Marengo. Massena sapeva quanto era importante che l' armata austriaca ri manesse inchiodata sotto le sue mura. Riuscì nel suo intento : e ne fu testimone il detto del generale tedesco: essersi vinto Marengo sotto le mura di Genova. La corona di forti che ora cingono Genova non era compita
msCE[,LANEA
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al t~mpo del\' assedio. Sulla sinis tra del Bisagno si trova ~ra ~an Giuliano in riva al mare, ooi S. Martino, Santa T ecla, R1chelteu, monte R atti e Qnezzi. In ·quel tempo esisteva solo Ri chelieu e le fondazioni di S• Tecla. Quezzi fu eretto ne.11' assedio stesso dall'ingegnere Marés e come opera di campagna soltanto. Nella cinta interna si trovano ora il Diamante, i Due Fratell i e il P11ino (nuoYi ); lo Sperone, il Cas tellazw (ampliati), Begato (Jiuovo); T enaglia (ristaurata); La Crocetta e Beh-edere sulla Pvl• cevera (nuovi) compiscono la difesa. . Non è qui opportu no entrare in dettagli snl valore d~l!e di: verse posizioni così afforzate, e che permettono al pres1d1~ d1 ampliare il raggio dellu ,:.ne opcrazio~i o~cu~ive (~uand~ srn in forze sufficienti) e rendere co,:.i viepp1ù d1ffic1le l 1m•est1mento della piazza.
III. Com binare fazioni campali è sempre cosa difficìl(:, per doversi sottoporre a m ille con Yenienze che in campagna non esistono. Prima fra questa sta il rispetto alle propneta, e dovere le truppe contentarsi di percorrere solo le _s trade, il c~e :e~de impossibili certi movimenti. Deve ~unque 11 gen_e:alP- o 1 uffiz1ale di s tato maggiore cercare di conciliare colle difficoltà del ter: reno esistenti e snpposte, la vcrosomiglianza del concetto e dei movimenti onde evitare d i ispirare false idee a quelli che cercano di crearsi un criterio sulle operazioni che si compiono. Così è acconcio il fare o::;serrnre che spesso questo inconveniente accade nell' i::;truzione della bassa forza, quando per la ristrettezza delle località si è obbligati a far astrazione delle dista nze nel fare la scuola degli avamposti o ctei cacciatori. Ne' paesi <li J_Jian11 ra si trova qualche gerbid~, o nella sta: gione d'autunno i campi la vorat1 solo sul tardi permettono eh manovrare con snfficiente libertà. In collina e specialmc11te attorno a Genova, la cosa cambia aspetto. . Nelle val li del Bisaguv, dell a P olcuvera e della SturlH, la , 1 cinanza dul mare rende le pendici de· monti erte, i burroni scoscesi e quasi sempre impraticabili. Gli ultimi contrafforti che
80 ~IJSCELLANEA mettono nelle fiumane sono coltivati à vigneti_, ulivi e i loro fianchi son tagliati da ma:-;ere che formano gradini di 2 e 3 metri d'altezza. Le case gruppate sono circondate da cinte di muratura, e le strade sono incastrate fra mura, o tagliate nel fianco de' bnrroni, Più in alto, cessa il colLivo. Boschi di castagni ne· versanti al Nord, erba asciutta e magra, nel versante al Sud, roccie di scisto a lamine taglianti spuntano qua e là. [ sentieri coperti di fossi sono rovinosi per. gli uomini, quasi impraticabili per i cavalii; le poche strade mulattiere che comunicano da una valle ali' altra sono selciate ; e talvolta le pioggie subitanee trasformano i sentieri e le strade in torrenti tumultuosi e irresistibili. - È anche tradizionale nel paese la piena della P olcevera nel 1746, che in una notte sorprese e distrusse un campo di Tedeschi attendati nella vasta riianura che formava il suo letto. Le difficoltà delle comunicazioni concorrono a~cora in questo terreno ad accrescere le difficoltà di combinare i movimenti per gli attacchi, e specialmente por le mosse finte. Ma è interessan te per tu tti i militari piemontesi lo studio dì quel terreno che sarà sempre teatro di acenimi cowbattiruenti, se mai per Genova venisse a rinnovarsi un assedio.
B. D. Capìtano net 6° di (ar.teria.
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CRONACA ~1ILIT ARE
, SrATr RoMANI. - Il sig. cardinale Antonelli, come presidente del Consiglio dei ministri e pro-ministro delle armi ; ha pub-_ bl icato il nuovo regolamento sull'amministrazione in terna dei corpi r!i truppa, perchè sia posto in attività col primo dfll prossimo gennaio 1859. Questo rc>golamento prima di tutto si o•> cupa della composizione del Consiglio di amministrazione, tenendo conto di tutte le circostanze, che, secondo le di verse posizioni dei corpi, meritano speciali disposizioni : delle sue attribuzioni e delle forme da osservarsi nelle sue deliberazioni ; .della responsabilità pecuniaria, imposta a ciascuno de' suoi mem bri , come agli uffizi ali che amministrano isolatamente ; della responsabilità, in cui ·incorrerebbe il tenente colonnello, il capitano d'ammin istrazione, il tesoriere e l' uffiziale di abbi. gliamento, a seconda dei casi; della massa individuale degli uomini regolata nei suoi più minuti dettagli; della regolazione .di tutto ciò che ha rapporto ai pagamenti d ell'indennità di via e alle anticipazioni da farsi agli isolati, non che del pagamento delle somme alle famigli e dei militari , in seguito di regolare delegazione dei medesimi; della provvista degli effetti di piccolo equipaggio, fatta da una Commissione regolarmente nominata ; della riscossione dell'ammontare degli ordini di pa-
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CRONACA ~IILITAR!r.
gamento e dei mandati , •rilas,iati a favore de i corpi, constatata dalle maggiori garanzie; dell'azione del comnndo sta bi lita in tu tto ciò che rigu a rda il benessere dei soldati; e infine dell'azione del controllo dell' intendenz,L militare, stabilito a garantia dello Stato e delle parti percipienti . Indica in secondo luogo la centralizzazione trimestrale dei eonti in danaro, la cu i applica7ione anà la gra nue util ità di somministrare i mezzi <li confrontare In. percezione coi diritti con!'tatati nelle rassegne, come p11rn di determinare per ciascun foncio gl'iutroiti e le spese, che gli sono propri i. Con questo siste ma torna facile rendere un conto preciso, redatto con chiarezza, dell'uso effettivo dei fondi. Il regolamento tratta quindi delle masse di ma ntenimento, le L[uali tendono a recare un gran,.lc mig lioramento nell'interna am mi nistrazione <lei corpi di tru ppa. Qnest8 ma,:;se, quantunque sottoposte, ciascuna, a regole genernli , vnngono part it::tmentP definite nei più minuti loro dettagli: e le varie spese, impntabtli a ciascuna massa, son o indicate nel modo più preciso per as:;i..:u t arne l'applicazione. Da ultimo, s ,·iluppa la parte relatirn al servigio dell'abbigkt:;.ento , nella quale viene provveduto ad ogni particolarità di questo mmo di senizio; parla dei doc umenti <la trasmettersi cbi Consigli e ventuali ai Consigli d'amm inistrazione centrali ; della controlleria amministrativa dei corpi ài truppa: e contiene le disposizioni relative alla gendarmeria. t,!uesto regolamento si compone di 312 pa ragrafi , ristretti nai seguenti capitoli: Disposizioni preliminari. ~ Co mposizione rlei Consiglì di Amm inistrazione. - btallazione dei medesimi. Loro atl:·ibuzioni. - Sèd ute. - Responsftbilità pecuniaria di essi. - Il tenente colonnello relatore nui Consigli. - Il tesoriere. L'ufficiale di ab bigliamento. - Comandanti dei corpi o porzioni ùi corpo, che non hanno Consiglio di a1uministrazione. - Comandanti di compagnie, di squadroni o di batterie. - Valute in cassa - Dep~si ti al Tesoro pubblico. - Ricuperamento dell e im putazioni prescritte in conseguenza della verifica dei conti. - Delle perdite e mancanze dei fondi. - Natura de i I'.egistri da tenersi in ogni corpo. - Oggetto dei medesimi, e natu1·a dei documenti che li concernono. - Dei libretti degl i uom ini di
CRONACA MILITAlll!:
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truppa. - Trattamen to degli uffiziali. - Del presti to. - . Oggett~ delle masse. - - Introiti e spese delle masse. - Acqmst1 deglt effetti <li p iccolo rqi1ipaggio. -- R icevimenti di effetti di piccolo equipaggio. - Distribuzione di effetti del medesimo. ~ Ripara: zione degli effetti a carico della massa individuale. - · Effetti d1 piccol0 eq uiµagg io forniti alle porzioni di cvrp?, che hauno una distinta amministrazione. - Regole generali sulle masse. Loro s,·op0. - Massa di mnntenimento della_ bardatura e rl_ella ferra.turn. - M:w;a. di man1enim<'nto dri b11st1 e fenatu ra dei <'Il· valli da basto . - Dei fondi speciali. -- Disposizioni generali e speciali pel servizio dell'abbigliamento nell'interno de_i corpi. -~ Acquisto delle materie dt abbigliamento. - Confez10ne degli effetti. - Loro cìassificazione riguardo alla d ura ta. - L oro marca. - Distribuzione e versa111e nti dei rnedesirni. - Effetti fnori d'uso. - Disposizioni di1·erse. --- Documenti da trasmettersi dai Consigli eventuali ai Cousi~li di amministrazione centrale. - Controlleria a mministrativa dei corpi di truppe. - De· stinazione da darsi a.i registri e documenti, che e.essano di essere utili. - Disposizioni relative alla gendarmeria. . Viene poi, nel rapporto presentato a Sua Santità, prome;;:;o uno speciale regolél.m1:mto sul servig io di . abbigliamento e sul soldo e rassegne. Quest'ultimo, riguadan te ti soldo e le rassegne, determinerà i mezzi di fissare le compete nze in danaro o in natura; stabilirà le disposizioni relative ai ·pagamenti e alle ri . tenute ; svilupperà precisi principi i , in quanto risguarda il servigio del soldo; conterrà le prescrizioni per esegmre le rassegne generali trimestrali di liquidazione. ' Ed insieme a questo regolamento sarann o fatti quelli della nuova organizzazione dell'amministrazione centrale; del!' orga: nizzàzione del corpo dell'intendenza militare; del corpo df:'glt nffiziali di amministrazione; della contabilità in denaro del m 1• nistero delle armi : e del servigio di marcia. . Il rapporto fa noto inoltre al San to Padre che , pri~a di ogn i cosa si è veduto necessario di proporre la formazione d1 uu corp~ di controllo militarn, distaccato affatto Jall' a mministrazione cent,rale , del t_tuale ogni membro debba invigila re sulla parte di servigio, che gli rnrrìt attribui ta . . , P er ciò che rigua rda la con ta bilità del Ministero clelle anm;
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CRONAC.' Mlf.TT ARE
si è stabilito uno speciale regolamento, il qua le tratterà: ] 0 della fo rmazione dei crediti generali , che sono destinati a far fronte alla totalità delle annue spese del ministero delle armi; 2°_della de!egazion·e di uua parte di questi crediti agli ordiname nti secon<larii ; 3° dell'ordinare le ::1pes!! e dd mo(lo di giustifo..:a re l'impiego dei fondi. Il presidente del Consiglio de' ministri ha poi ord inato una raccolta periodica ed uffiziale delle leggi , dei regolament i, <lr,lle istruzioni, de l le tariffe, modelli di stati, decision i , circolari , di tutti gli atti in somma di un generale interesse , riguarda n1i il nunistero delle arrni. A questa raccolta verrà dato nome di Giornale militare, e sarà divisa in due parti. La prima v errà intitolata Parte 1·egolamentare, e comprenderà le leggi, i regulamenti, non ch e le istruzioni, ci rcolari e decisioni del minist ero delle armi. La seconda porterà il titolo di Bollettino dPlle nomine e delle promoz·i oni, e conterrà tut.te le n om ine e promozioni degli uffiz1ali , funzionari i e agen ti militari nomina ti dal Sovrano , come pure gli Ordini cavallereschi conferiti d;,J wede;;imo. Q'li.esto giornale dovrà essere spedito gratuitaw , ate agli archivi delle divisioni rnil"ta ri, degli uffizi dei fun zion-11·ii , del t'intendenz~ militare, dei co mandanti di pia~za, dei com1 ndanti dei corpi , degl i uffizia li con ta bili dell'abbigliamento e del!' acc:ampamento, come pure agli archi vii dei Consigli d, amministrazione dei reggimenti , e ad ogni le5 ione di gendarmi. Tutti questi regolamen ti, modellati su quelli d i Fra ncia , dànuo c:ertezza che potrà assai meglio del presente essere diretta l'am m inistrazione militare pontificia. Sono assicurato poi che S, S. ha nominato il colonnello conte Guerra, d i Modena, a colonnello aggiu nto allo stato maggiore. E ciò sempri:> nello scopo di migliorare il personale degli uffiziali superiori, de' qnali alcuni , o per ve.cchiezza o per altro, lasciano non pocù a desiderare.
BIBLIOGRAI?IA GUERRE D' OR I ENT SlÉUE DE SÉI3ASTOP OL l' l
1.
Jour,wl cles opémlions du gén·ie. P1tblié avec l'a~torisatio~ du ministre cle la gue1'?'e ; par le général Niel. Un vol. ·m-4° avec alias in-folio de 15 planches. L'ouvrage important que nous annonç-ons , et qui se racc0m • mande assez par lui meme à l'attention du public, formera un beau volume in-4° d'environ 500 pages accompag ué d'un atlas d~ 15 planches , dont 8 format petit monde e~ 7 demi-fe11ille~. Ainsi que sou titre l'indique, il traite ::1pécialemen_t des o_~,eratious du corps dn génie, mn is, afin de ne pas restrerndre I : 11téret immense qui s'attachc a u si{•go de Sébastopol et de permetti"} au lecteur de roordonner entre elles toutes les phases de la grande lutte don t la Crimée a été le thMtre, et qui a je'.é _tant d'éclat su r nos armes, l'auteur, commandant en chef le geme au siége de Sébastopol, a fait précéder l'ouvrage d'u ne ~ntrodueLiv1~ sur l'oriaine et la première t)ériode de la gne ne , et 11 a ratlalLe o d. au récit journalier des trarnnx de siége propr•m1 cnt. · 1ts tous !es événements qui en dépendent, les expliquent et les_complèten1. . Les planches représentent l'ensemble de la pos1t1on occupée " par les armées alliées en Crimée, les immenses travaux e~écutés devant la piace~ !es diverses pbases <le la guerre de mme, et ( I) Ccl oUYl'agc vicn l dc para ìlre et se lruuvc cn vcnlc ii Turin cln:z MM. Boc,:a frèr es librnircs ,le S . i\l. ·
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BIBLIOGRAFIA
le lever détai llé, fait après la prise de la piace, de toutes ]es parties des fortifications de Sébastopol, y compris ]es galeries souterraines de I' ennc:Jmi. Ne voulant rien négliger pour l'exécution matérielle de ce grand et bel ouvragè, M. Dumaine éditeur à fait gravar !es planches par un des premiers artistes françois, M. Alexis Orgiazzi, attacché au dép6t de la guerre.
.lknumémtion des planches contenues dcun s l'a,tlas. N° l. Carte de la partie de la Crimée occupée par !es armées a lliées. 0 ~ II. Pia n d'ensemble au dix mill-ième des travaux d'attaque. N° II b-is. Carte complémen taire de la précédente avec indicati0u des dates d'exécution des t ranchées et batteries . N°' III, IV, V et VI. F euilles de détails à l'échelle du deux rnillième de l'encein te de Ja piace, levées après le siége. N° Vll. l 12 feuille. Profils et détai ls au front de Malakof. N° VIII. État des travaux d'attaque et des contre-appwches russes aux époq ues des 1er et 23 mai pour !es attaq ues de gauche et du 7 juin pour celles de droite. . N°• IX , X, XI, X.II, XIII et Xl V. 112 feuil les indiquan t Ìef> diverses phases de la guerre souterraine et faisant connaltre les plans des mines russes levés après le siége.
11.
Relal·ion du, siége de $ébastOJJOt , pabtù!c par ordre de S. &c. M. le ministre de la gue1·rc principalement pour le service de l'artillerie. 2 forts volnmcs in-~• d'cnvirun 150 fc uillcs (1'200 pagcs) a,·ec u11 alias de HS planchcs in-folio, dont 138 dessins dc balteries - Prix: 60 à. 75 fr.
Il sera f ait un e diminu.tion clc prix dc 1O fmncs ctux s011scriptc11r, i11scrits avant le 30 juin I BiS.
Il a déjà été publié plusielll's histoircs de la guerre d'O ricnt et dc la prise de Sébastopol ; mai::; on attenda1t enco rc la rélation ofl:icielle de ce siége métnora ble, où les moyens de la défense
BIBLWGR AFIA
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et ceux <le 1·alta,1ue ont atteint des propol't.ions co\ossa\es inr.on· irnes jusqu' alors. En pffet , ce n'est qu'après onze mais rle tranchée ouvertc qu'on a pu se rendre maitre de la ville. On a trouvé dans les arsenaux 2 500 bouches a feu nenves en réserve, et 11 y en avait 1 200 'en batterie. Il n' a pas été tiré moins de 3 millions , de cou;s de ca non , e t brùlé moins d~ 6_a 7 millions de kdogrnmmes de l,011dru. Du còlé des alhés 11. y. a eu en batter;e, da ns ]es cliYerses attaques. 800 honrh ~!" a len, qui ont tré
1,600,000 coups. . Les cheminernents exécutùs · par le génie, en grande partie daus· le roc, au .moyen de la pioche et de la poudre, ont présenté un développeme nt de plus de 80 kilomètres. Le nornbn.: ·de;; batteries construites a dépassé 160, dont 42 dans !es attaques a nglaises, et 120 cla ns les attaques franr; aises. Jamai~ l'~rtil'.erie rii le génie n'arnient eu à ex.écu ter cles trarnnx a uss1 d1ffic1les, aussi roul ti pliées; jamais !es costructions de batter1es, lP-s ~rn:iements, lAS apprm·isionnm1ients et le service des bouches . a feu n'avaient eu one pareille importance. Il a été consomme plus de 50,000 gabious , 20,000 fascines et 8,000 sac::; _de terre. C'est la relation offìcielle dc ce siége extra.ordma1re que nous ~ommes autoris6s d'annon ccr. t crite par !es ord res de S. Exc. le ministre de la guerre, d'après les documents authentiques des_ officicrs qui on t pris part à ces t raYa11x gigantesq~es, cetLe relat1011 restera cotnme un ·monu1nent élevé à la glo1l'e de !'arme qui a joué un si grand ròle dans ~ette expédition lointaine, et ser~ consultée arnc fruit par les 0H.1ciers qui pourront ètre chargé:, de tra Yau x analogues; elle rapellera à ceux qui ont survécu i.i. celte m1ornorable ca mpa3n e la part glorieuse qu'ils y ont pn~t·, en mèrne temps qu'elle se ra pour tous une lecture instructÌI'(;' et d'un pnil'sant inté rèt. .· Quoique celte relation s·oècupe priucipalement du ròle rn1. portant dévolu à l'artillerie, on a été appelé à parle r de l'ensem h le de la. campagne, et à e11 sui n e l'historiqne avec l~s développemenb ctue cumportait. l'objct pri ncipal qu'on ava1t à traile r. L'ouvra,re o est J iv isé en trois [JU.rties. '• La prcmiè.we pa?·t·ie , en,sctp cha pitres , corn pret~c~ l,~ prcm li' r:) période de la gue1·re jusqu'au mo1s de fév n er 18ot>, cpoque ou
88 BIBLlUGRAFIA commencent !es travaux d'attaque contre Malakoff et la réorganisation de l'armée. La deuxième partie, en dix chapitres, commence au. mois de février 1855, et va jusqu'à la fin de la guerre et à l'entière éva cuation de la Crimée et du territoire ture, au 18 ao-tlt 1856. La troisième partie renferme les rapports spéciaux sur la costruction des batteries établies par l'année françaises au siége de Sébastopol. L'a.tlas contient le plan d'ensemble de~ atta,-1ue,; contre Sébastopol, !es plans des batailles et les dessins des dirnrses batteries construites pendant et après ]e· siége. L'ouvrage entier formera 2 forts volumes in-4°, irnprimés sur beau papier, en caractères neufs et dont ce prospectus sert de spécimen. L'atlas contiendra 148 planches in-folio, dont une grande partie doubles, gravées avec le phis grand so;n et une rigoureuse exactitude. Parmi !es plus importantes, nous signalerons la planche représentant· l'ensemble des attaques contre . Sébastopol, et celles des batailles de l'Alma, de Balaclava, d'Inkermann et de Traktir. Le prix des deux volumes avec atlas sera de 60 à 75 fr.; il ne pourra ètre fixé définitivernent qu'après l'achèvement de l'm1 pression; mais il sera fait aux souscriptenrs, don t les nonis seront parvenus aux éditeurs avant le 30 fuin 1858, Ulm diminu tion de prix de l O fr. On peut souscrire chez tous ]es libraires, en se servant du bulletin joint à ce prospectus. Les souscripteurs n'auront ri~n à payer à l'avance et recevront leurs exemplaires dans l'ordre de leur Ìnscription. L'importance et l'étendue de cetto pnb!ication ne permettront pas de la iivrer à la v~m t aYant le comrnencernent de l'aunée 1859. Mars 1858.
TAGLIANO GAETANO
MARINA MILITARE(•)
l,'Ilalia è una nazione marittima per eccellenza. Le sue frontiere sono più marittime che terrestri, le su.e coste hanno un'estensione di -1796 mi.glia geografiche bagnate dall'Adriatico, dai mari Ionio e Siculo, dal Tirreno e dal Ligustico. Oltre a ciò le coste delle isole di Sicilia, Sardegna, Corsica, Malta, Elba, Lipari e Giglio sommano a 1360 miglia geografiche. Con tale rilevante periferia marittima · tutta guarnita di popolatissìme città, a detta anche di Napoleone, l'Italia è destinata ad essere, come lo fu altra volta, la dominatrice del Mediterraneo, che già chiarnavasi Lago Italiano; potendo l'Italia naturalmente far dare alla vela ad un'armata di 100 vascelli di linea e 120,000 espertissimi marinai. I suoi porti principali sono Genova, la Spezia, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Castellamare, Baia, Gaeta, Palermo,Messina,
Ge1'ente. (t) Molti dati su Napoli non sono recenti, quelli sulla Sardegna sono del 1857, e quelli sull'Austria della fine del 1856. ANNO III: Voi. Il 6
!)Q
HA.RIN.A MILITARE
Siracusa, Augusta, Melazzo, Ancona, Venezia, Trieste, Ilovigno, Pola, gli Aranci, Porto Vecchio, S. Fiorenzo, la Valletta. I porti secondarii dei mari Ligustico, Tirreno, Ionio ed Adriatico, e quelli delle isole, offrirebbero agli italiani navigli numerosi approdi, cd in mar procelloso sicuri ricetti. La penisola abbonda di legname da costruzione sulle Alpi, sull'Apennino, nell'Italia e nelle tre grandi isole che le appartengono; di ferro nell'isola d'Elba, nella Sardegna, nel Parmigiano, nel Bresciano e nel Bergamasco; di canape nella valle del Po; di pece nelle Due Sicilie: il rame potrebbe esserle fornito dalla Toscana, dal Parmigiano, dal Lombardo-Veneto. Ora, se con .elementi naturali così prodigiosi il comme1'cio interno potesse ri.,Lorarsi ed espandersi, colla cessazione delle dogane che frazionano il paese cd ariestano l'industria ; e se la penisola potesse essere traversala da una rete di strade ferrate, da navigazioni fluviali e lacculi, alle a mettere in sollecito contatto le coste dell'Adriatico e quelle del Tirreno, imprimendo così a tutte le forze vive un libero movimento, per cu i ogni maniera di commercio, sl interno che esterno, venisse ad ampliarsi, e lanazionale ricchezza a<l accrescere; la forza navale potrebbe riesciro di grarìd'aiuto alla prosperità nazionale, per i nuovi shocchi alla esportazione, per la lutcla dei transiti, per la garanzia dei mercati sui lidi lontani. Lo statu frazi onato d'Italia ci obbliga a considerare la sua forza navale, secondo gli Stati cui essa appartiene. La marina, dal punto ùi vista militare, non è da consiclerarsi che per I.o Stato cli Napoli, per quello della Sardegna, cd inlìnc per l'Austria , che possiede un materiale navale a spese del Lombardo-Veneto.
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91
lUJ\ìNA ) llL!T.UlE
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LlTOllALE.
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Estensione.~ L'Italia, bagnata dai mari Ligustico, Tirreno, Siculo, Ionio ed Adriatico, possiede un litorale di ·t 796 miglia marine di 60 al grado, ovvero chilometri 3326,~ 92 e ripartiti come .segue: miglùt
Adriatico . . . . Ionio e Siculo Tirreno . Ligustico . . .
mal'ÌltC
G'!Jl
35 0 Gt8 186
chilometri
1-1 33,!~2,i. G4 8,200 1200,0!)6
3U,4-72
3326,19 2 Totale del litorale 17!)6 Le coste delle isole sommano a 1 360 miglia marino, ovvero a ·chilometri 2u68,820. Sono ripartili come seguo : miglia mn!'ÌIW
chilometri
428
79:2,6 56
5 06 300 50
937,1 ·l 2
.w
71-,080
18 '18
3 3,336 33,:rnG
Totale delle isole 13GO Totale prcccdcnte 179G
21> 18,720
Totale generale
58U,fH:2
Sardegna .. .. . . . . . Sicilia . Corsica . . . . . . Elba . . .. . . . Malia (gruppo di) . Lipari Giglio . . .
!H 56
555,600 92,600
3 32G,192
Circoscrizione. - Questo vastissimo litornle si divide: Lo Stato di Napoli in trr CÌ!'cnndari milri!limi. I!, primo ab-
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ll!RINA MILITARE
MARINA MILITARE
braccia i due distretti di Napoli e Salerno, e si distende sul Tirreno. Il 2° i tre distretti di Pizzo, Reggio e Cotrone, e comprende i lidi calabri sullo stesso mare e sul Ionio. li 3°, descrivendo i punLi della Basilicata sulla marina Ionia e quelli di Terra d'Otranto, del Barese, di Capitanata e dei due Abruzzi sull'Adriatico, comprende i distretti di Taranto, Otranto, Barlella e Pescara. Lo Stato Sardo in sette direzioni mariltime, che portano i nomi dei rispettivi loro centri, cioè Genova, Nizza, Savona, CI.Jiavari, Spezia, Oneglia e Cagliari. li litorale austriaco in due circondari marittimi, cioè dell'Istria e della Dalmazia; sicchè il primo solamente appartiene all'Italia. Apparteneva pure all'Italia il circondario mariUimo della Venezia, ora soppresso (1 ). Il 1° circondario austriaco, o quello defflstria, comprende Trieste, Pirano, Cittanova, Rovigno, Pola e Venecla , ed i porti del Quarnero, che non spellano geograficamente all'Italia. Il 2° circondario, il quale è geograficame nte fuori d'Italia, comprende Zara, Sebenico, Spalatro, Macarska, Ragusa e Catturo.
Nello Stato Sardo fu approvato dal Parlamento il progello di legge (28 febbraio 1857) per ridurre a porto militare il golfo della Spezia, il più vasto e sicuro porto d'Europa. Il preventi.vo deÌla spesa è di 10,000,000 di . lire richieste per l'arsenale, e di 3,002,2,88 per le fortificazioni; cifra, quest'ultima, · che sembrerebbe tenue, se non si riflettesse che la natura ha fatto tutto per difendere efficacemente i seni del Varignano e delle Grazie, ove il Go\'eruo lla pensato di stabilire la darsena ed· il porto militare. Per le artiglierie è poi preventivato 1,500,000 lire. In Austria il vasto porto di Pola, nell'Istria, dal 1851 a questa parte è stato ridotto un imponente porto militare. Fino ad ora vi si trovano 23 opere di fortificazione, con 204' bocche ~ fuoco.
PORTI MILITARI.
Napoli destinò una spesa di 20,000,000 di lire per formare del lago d'Averno un porto militare inespugnabile, il quale, mediante canale, si metterà in comunicazione col lago Lucrino, e quest'ultimo col seno di Baia, ad occidente di Napoli. (1) L'Austria ha soppresso il circondario marittimo della Venezia, il quale comprendeva Venezia, Lido, 'J'reporti, Albcroni, Ghioggia e Gorino. Questo litorale abbonda di esperti e numerosi marinari , che prima del 1848 costituivano il nerbo principale degli equipaggi della marina austriaca. Ora, per considerazioni politiche, l'Austria non si giova più dei ma• rinari veneti, che sono invece arruolati n ell'e,ercito.
IL PERSONALE.
• L'iscrizione mariUima, la leva, i corpi militari e civili, le accademie con le quali si rinnovella l'e[ellivo dell'ufficialità di questi corpi, gli agenti dei servigi speciali e centrali, formano l'insieme del personale della marina militare.
§ 1. -
Iscrizione marittima. - Leva.
, Questi due elementi del personale, sebbene si combinino nell'ordine del servizio, pure sono assolutamente distinti nelle loro isti lozioni. ISCRIZIONE MARITTUlA.
Non sono iscritti, che quegl'individui della costa, i quali si dedichino da loro stessi alla navigazione; sicchè l'iscrizione è dipendente dalla volontà dell'individuo e dal suo soggiorno . .
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MARINA MILITARE
MARINA MILITARE
Per lo Stato di Napoli l'ordinamento dell'iscrizione marittima ebbe speciale disposizione, colla legge 30 gennaio 1817 in forza della quale l'iscrizione si effettua prr i circonda ri e :listretti già citali (Vedi Circoscrizione). Nel ·18 40 in ogni comune fu creala una commissione marittiina a quest'oggetto. La durata dell'iscrizione è dagli anni 16 ai 50 compiuti. Le leve cominciano dagli individui che contano minor servizio nella marina militm·e. La durata effettiva dél servizio eleo-li uomini dell'iscrizione sulla flotta, non eccede quella degli incfividui provenienti dalla leva per l'armata di terra, ed è quind i di anni 8.
qeslìnatQ. alla marina e vien ripartito nei vari i corpi. Il contingente medio annuale è di 376 uomini. Pel' lo Stato Sardo, il contingente annuale devolu to ai corpi della marina Real Equipaggi e Real Navi è cli 350 uomini. Per l'Austria, il contingente annuale devoluto alla marina pei corpi dei marinari, dell'artiglieria e dell'infantcria marina è di ,,8,i.8 uomini.
Il reclutamento per la fanteria di marina è fallo sulla leva terrestre.
§ 2. - Corpi e servizi militari. In questo paragrafo si comprendono quei corpi, che per la \oro organizzazione 8d il servizio cui sono destinati, vengono considerati siccome militari .
. Per I~ ~lato Sardo l'iscrizione è regolata per direzione (Vedi Citcoscnzwne). La duraia ddl'iscrizi one è dagli ami i 1 G ai 40 compiuti. T.r. leve militari <lei marinari hanno luogo per direzioni ed annualmcn te, a seconda della tangente proporzionale dr gli iscritti della direzionr. Questa tangente è designata dall'amministrazione da cui è presiedu ta la marina mercantile. Le leve straordinarie hanno luogo pure proporzionalmente. La durata del ser\' izio sui bastimenti della flotta è cli anni ,i., come per l'esercito. In Austria l'iscrizione rnnrittima si effettua per circondarii e per le stazioni marittime cli ognuno di essi. A questo ufficio sono deputati i capitani di porto. La durata del!' iscrizione è dalla nasc ita fino alla morte. Le leve militari per la marina hann<) lu ogo per circcnclario. La durala effettiva del servizio sui ~astim_en ti ~ella, squadra è identica a quella degli individui per l esercito, c10è danni 11 O.
CORPO DELU MARINA.
Il comando dei bnstimenli llello Stato e degli equipaggi è il principale ufficio degli ulliciali della marina. Il quadro degli ufficiali ed aspiranti di vascello si determina, dunque, a seconda del materiale navale. Per lo Stato di ]Vapoli conta : Numero
4 6 8 16
36 4,8
Grcccli
Fra Vice-Ammiragli e Retro Ammiragli Generali Brigadieri Capitani di Vascello » di Fregata Tenenti di Vascello Alfieri di Vascello
Grcidi corrisponclenti nen'esercilo
Tenente-Generale e Maresciallo di campo Generali di Brigata Colonnel1o Tenente Colonnello Capitani Primi Tenenti
LEVA .
Da quanto si è ved uto, l'iscrizione marittima è la base permanente sulla c1uale si levano gli equipaggi per la flotta. Per lo Stato di Napoli, nella leva annuale un contingente è
118
-Un corrispondente numero di guardiamarina
Alfieri (sottotenenti).
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l!.lRINA MILITARE
l-lARINA KILITARK
Lo Stato Sardo : 1 Vice-Ammiraglio Tenente-Generale 2 Contr'Ammiragli Generali Maggiori 5 Capitani di Vascello 1• classe } Colonnelli 2 )) » 2· )) 6 >, di Fregata Tenenti Colonnelli 10 >) in 2° di Vascello Maggiori 12 Luogotenenti di Vascello 1• classe/ C . . . ap1tani 19 » >, 2• classe 18 Soltolenenti di Vascello Tenenti 20 Guardie marine di 1 • classe Sottotenenti 95
L'Austria: 2 Vice-Ammiragli 3 Contr' Ammiragli 7 Capitani di Vascello 1O >) di Fregala 14 >, di Corveltà 80 Tenenti di Vascello o Fregata 120 Alfieri di Vascello o Fregata 100 Cadetti elTeltivi e provvisorii
Generali di Divisione » di Brigata Colonnelli Tenenti Colonnelli Maggiori Capitani Tenenti Sottotenenti
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Il corpo degli ufficiali cd aspiranti di vascello, in tutte le tre marine suddette, si forma cogli allievi delle accademie navali di Napoli, Genova e Trieste. AMMIRAGLI DI PORTO.
Napoli e ia Sardegna non banno questa importante istituzione. L'Austria, a similitudine dell'antica Repubblica Veneta e dell'Inghilterra, la creò. Tre capitani di vascello, facenti
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parte del quadrn attivo della marina, col titolo di ammiragli di porto, comandano le forze navali che si trovano nei porti di Pola, Venezia e Trieste, uscite che sieno dall'arsenale. CORPO DEI l\lARINARI.
Questo, composto degli uomini provenienti dall'iscrizione marittima, si forma con la leva : è specialmente destinato ad equipaggiare i bastimenti dello Stato. Nello Stato di Napoli il corpo dei marinari è composto come segue : · Uno stato maggiore, uno stato minore e dieci compagnie, delle quali otto attive, cioè quattro di marinari-cannonieri e quattro di marinari, e due sedentanee. Lo stato maggiore si compone: 1 1 1 1 1 1 1 1
Comandante (Capitano di Vascello o Fregata). Maggiore. Istmllore (Capitano d'artiglieria). Aiutante maggiore (Capitano). Quartier rna8tro i 1 o O 2o Tenente. Uffiziale di dettaglio I Cappellano l Questi spettano alla marina , ma sono fissi al corpo. Secondo Chirurgo ~
Stato minore: 1 Aiutante sott'ufficiale.
1 Primo Sergente. 1 Prevosto. 1 Caporale tamburo.
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A!ARINA. llILlTARll
Ogni compagnia di marinari-cannonieri conta: 1 Comandante, Tenente di Vascello. 1 Alfiere di Vascello. 1 Secondo Tenente, proveniente cliii piloti. 28 Sotto-Ufficiali. ·1 02 Marinari-cannonieri (1 ', 2' e 3' classe). 2 Mozzi ~35
La forza dei marinari-cannonieri essendo di quallro compagnie, si avrà un totale di 540 uomini. Ogni compagnia attiva di marinari conta: 1 Comandante, Tenente di Vascello. 1 -Alfiere di Vascello. 1 Secondo Tenente, proveniente dai-piloti. 50 Solto-Utnziali (nostromi, guardiani, timonieri, maestri di stiva). 1 12 Marinari ('I a, 2' e 3' classe). 3 Mozzi. 1
168
La forza dei marinari, essendo di quattro compagnie attive, si avrà un totale di 672 uomini. Ogni compagnia sedentanea conta : ·l Comandante. 1 Tenente. Secondo Tenente. 26 Sotto-Ufficiali. 127 Marinari-cannonieri o Marinari (1•, 2" e 3" classe). 156 Per due compagnie si avrà un totale di 312 uomini, non comprese le cariche.
l! ARJ NA MI LITARE
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·1;-Sicchè, il totale generale de\· corpo dei marinari (non compresi gli ufficiali e sollo-ufficiali)' ammonta a 1130 uomini (1). 1 Nello Stato Sardo è formato come segue: . 9. Bassi-Ufficiali di maggiorità. 16 Nocchieri. n46 Capi-Cannonieri. , 1126 Secondi Piloti. -i 24 Allievi di pilotaggio. 24 Secondi Nocchieri. 17 Secondi Capi-Cannonieri. 8 4: Timonieri. 98,i. Marinari. 50 Mozzi. In Austria il corpo dei marinari ascende a 1-160 uomini, ripartito in 26 compagnie da 1 GO uomini, dei quali una parte fornisce l'equipaggiam ento dei bastimenti in armo ed in commissione di porto, il rimanente resta a terra, come corpo permanente, per provvedere alle eventual ità ciel servizio. La durata legale del servizio, per gli uomini provenienti dalla leva, è per Napoli di anni 8, per lo Stato Sardo di anni, per l'Austria di anni 1 O. 1
CORPO D ARTHiLlEnIA MARINA.
. li servizio dell'artiglieria a bordo dei bastimenti delle squadre è devoluto a questo corpo. Nello Stato di Napoli, dall'ottobre 1 837, I' artiglieria navale è servita giudiziosamente dagli stessi marinari , i quali hanno perciò una istruzione s peciale , ed entrano nella forza del corpo di marinari (Vedi Corpo dei ~arinari, Stato di Napoli). (I) Crc,liamo che oggi · il numero delle compagnie rÌi marin ai-cannonieri sia di 14, ùclla forza d i oltre 200 uomini ciascuna. li che porte·rebl>c la forza. totale a meglio che 2812 uomini. . _ _ (Notci della Dtrciwnc).
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lLARIMA MILITARE
fd!RIMA MILIT.o\RE
Nello Stato Sardo l' artiglieria navale è pure se1·vita dai marinari , ma non formano un corpo separato, avente istituzione propria e speciale istruzione. Di maniera che essi sono compresi nello stesso corpo dei marinari, portanti la denominazione di Real Equipaggi (Vedi Coi]JO marinari, Stato Sardo). L'Austria, difettando di JDarinari, è costretta a valersi di uomini estranei alla profe&sione marittima, ovyero di elementi àrtilìciali, e possiede un corpo di artiglieri di marina composto come segue: ·1 Colonnello. 2 Maggiori. 6 Capitani. 20 Tenenti e Solto Tenenti. 11 20 Uomini di bassa forza, 1149
Gli ufficiali sono forniti dall' accademia navale di Trieste. CORPO TECNICO D'ARTIGLIERIA NAVALE.
Questo corpo è specialmente incaricato della costruzione e conservazione del materiale , della fabbricazione delle armi e dei proiettili, e delle confezioni pirotecniche. Nello Stato di Napoli , questo corpo si compone di un tenente colonnello direttore del parco, ed una compagnia di artefici : gli uffiziali di questa compagnia, e il direttore, appartengono all'artiglieria terrestre. Nello Stato Sardo manca un'istituzione siffalla, sibbene vi sieno individui destinati a quest'oggetto. In Austria, la forza di questo corpo si compone di due compagnie da 160 uomini: totale 320. Gli ufficiali addetti vengono forniti dal corpo d'artiglieria marina.
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CORPO DEI MACCHINISTI.
Esso è destinato alla costruzione, riparazione, consenazione e direzione delle macchine a vapore, sì in terra che in mare. · In Napoli hayvi un corpo organizzato a tale scopo, che oltre al riparare, conservare e dirigere le macchine, le ~ostruisce al~ . tresl ne\ grandioso stabilimento di Pietrarsa. Esso s1 compone d1 un tenente colonnello direttore, ed una compagnia di operai meccanici , i quali fanno parte del\' artiglieria terrestre. V' ba pure una scuola di macchinisti. Nello Staio Sardo non essendoYi un corpo isti tu ilo ali' uopo, alcuni macchinisti ,•engono destinati &Ila riparazione, conservazione e direzione delle macchine a vapore; le quali, per altro, si comperano all' estero. In Austria questo corpo si compone come segue: 1 Direttore (Capitano). 15 Macchinisti di 1' classe
Tenenti e di 2• Sottotenenti )) di 3• )) 2~ 20 Capi macchina (Sotto-ufficiali).
~a
•
))
(
100 Fuochisti (presi dal corpo d' artiglieria marina). INFANTERIA DI MARINA.
Lo Stato di Napoli ba un reggimento di due baHaglioni, tolto dalla \eya terrestre, ma destinato al solo servigio degli stabi li menti.
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UARIN.I. lllLITARE
MARINA MILITARE
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rina e non giustificalo da penuria di marinari. Esso si compone come segue : 1 Colonnello 1 Muggiore 7 Capitani ( 1 • e 2' classe) 16 Luogotenenti e sottotenen Li 720 Bassa forza
Esso ha uno staio maggiore e minore composto di 1 Colonnello 1 Tenente Colonnello 2 Maggiori 4, Altri uffiziali, quartier-mastro, uffiziale <li abbigliamento, cbirurgo ecc. 28 Sott' uffiziali ed operai.
74,5
Ogni battaglione Ila quattro compagnie. '; In Austria, essendovi penuria di marinari, esiste questo corpo tratto dalla leva terrestre, e presta servigio promiscuo negl i stabilimenti e sui bastimenti dello Stato. Esso è ordinato in un reggimento di tre battaglioni , caàauno di sei compagnie di 160 uomini, ed ha la forza seguente : 1 Colonnello 2 Tenenti Colonnelli 3 Maggio ri 18 Capitani 60 Tenenti e Sollotenenli 2880 Soldati.
Ogni compagnia ha : 1 Capitano 2 Tenenti 1 Alfiere (Sottotenente) •I I Sergente 4· 21 Sergenti 1 Caporale furi ere 8 Caporali 1 Guastatore 2 Tamburi -1 Piffero 1 4,1 Soldati 1 O
163 Sicchè, la forza totale del reggimento è <li 1340 uomini (1 ). Lo Stato Sardo ha un battaglione d'infantcria di marina sollo la denominazione di Real Navi e tratto pure dalla Jcv,; terrestre. Questò battaglione fa il servizio militare degli stabilimenti della marina, ma forma anche parte degli equipaggi della squadra, sebbene sia composto d' elementi eterogenei alla ma(l ) Per qnanlo sappiamo, questo r eggimen to ha o<midì una forza pari a q~~ll_a dc' reggimenti dell'esercito, cioè di 2170 uonti~1i, e fa parte della d1v1,1onc della Guardia Reale. ( ì\'u/11 c/elln Dil'czill"-'11,
1
2964' .'
,
§ 3. -
Corpi e scryigi civilì.
• In questo paragrafo, tutto ciò che ha relazione ali' ordine . amministrativo o scientifico, trovasi riuni to come tendente ad uno stesso scopo , il perfezionamento del serv izio. CORPO DEL COiUiUISSAHIATO.
Questo corpo, cl ipendente dall'Amministrazione centrale, dirige lutto il servizio cli contabilità della marina a terra ed a mare. Nello Stato cli Napoli, questo corpo si compone tlegli clc, menti seguenti :
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MARIN.6. MILlTAllE
1 Intendente generale 4, Commissari di 1' classe )) 3 di 2a )) )) 1 4, Ufficiali di p )) di 2a )) 20 )) di 31 22 )) 16 Sopranumerari
80 L'Intendente generale forma parte del comando generale della marina, il quale dipende dal Ministero. Nello Stato Sardo, il corpo del commissariato si compone come segue: 1 Commissario gP-nerale 1 » 1 a classe 1 ll 2a ~ 8 Sotto Commissarii (1a, :2a e 5a classe) 15 Sotto Commissarii aggiunti (P, 2a e 3a classe) 2 Contabili (P e 2a classe) 3 Guarda-magazzini (1a e 2a classe) i Assistenti pei magazzini.
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In Austria il corpo del commissariato, ossia l' amministrazione esecutiva, fu riorganizzato nel 1855. Esso si divide in due parli ben distinte: l'una l'amministrazione direttiva o generale, l' altra l'amministrazione esecutiva o degli arsenali. L'amministrazione generale direttiva si compone di 1 Commissario generale della marina 3 Commissarii superiori 8 » subalterni
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MA.IUN A UlLITAER
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l.'amminislrazioue esecutiva, o degli arsenali, è formata come segue: 1 Amministratore generale 8 Amministratori superiori
12 Ufficiali d'amministrazione di 1a classe (gnardia-m:igazzini) ~O » » di 2i » l (ragionieri) (1). 30 • " di 3a )> f
71 CORPO DEGI.I lliGEGNERI NAVALI.
Il genio marittimo dirige le costruzioni navali, del pari che tutti i lavori relativi a queste costruzioni.
Nello Stato di Nupuli questo corpo è composto <li 1 Costruttore capo , assimilato al grado di Colonnello o
Generale. 2 Ingegneri coslrullori di 1 ~ cla5se, assimilali ai Colon -nelli o Tenenti-Colonnelli 2 Ingegneri di 2a classe (Capitani) 2 Alunni ed un macchinista (Sottotenenti).
'7 S0110 ad esso addetti tulli gl i operai necessari alla coslru iione ed armatura <lei legni Lia guerra. Nello Stato Sardo questo corpo si compor.e come scg·ue : (1) Da queste si tol,ono i r agionieri o co11tahili di Lo rclo per i ha~li • menti in armo o in c ommissione d i por lo. A NNO
III. Voi. Il. -
7.
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lHRlNA mt.JTAlUl:
1 Ingegnere Direttore
Ingegnere Sotto Ingegnere di 1 ~ classe 2~ » Id. Allievi Ingegneri Aiulante 1 Assistente di 1a classe 2 >> di 2• >) 1 1 1 3 1
H Vi sono addelli gli operai del l'arsena !O'.
lo Aiestria si contano : 3 Ingegneri navali 4- Aspiranti
7 L'accademia navale di Trieste provvede questi ingegneri. Sono addetti a questo corpo gli operai necessarii alla costruzioue dei legni da guerra. Dal 1 853, gli operai dell'arsenale furono sottoposti alle leggi militari e ricevettero un'organizzazione corrispondente. Ve ne sono ii- compagnie di 160 uomini, ciò che costituisce un totale di 64-0. Quanto all'armamento dei bastimenti, questo spetta alla direzione dei movimenti dell'arsenale, che fa uso degli uomini del Corpo dei marùiari. GUARDIANI DEi IlASTllIENTI DISARMATI.
La conservazione dei bastimenti in disarmo, ed il serv1z10 notturno di ronda interna ed esterna degli arsenali, spella acl un corpo a quest'oggetto istituito, e composto de'soll'ufficiali e marinari, chr, non potendo prestare pii, attivo servizio, si sicno
MARJN A MILITARE
107 -
resi benemeriti della marina per lunghi e lodevoli servizi prestali. In Napoli e nello Staio Sardo manca questa salutare islilu-zione dell'antica Repubblica Veneta, adottata oggid\ dalla marina inglese. In Austria, non è molto, fu messa in vigore questa istituzione, ed il corpo dei guardiani è composto di 100 marinai. INGEGNERI PER LE FABilRICIIE CIVILI DELLA MARINA.
La costruzione dei fabbricati e i lavori idraulici della marina _sono direlli da ingl•gneri, architetti ed agenti, specialmente addetti a questo servizio. Nello Stato di Napoli eravi un corpo d'ingegneri idraulici della marina, ma oggi forma tutt'uno col genw terrestre. Nello Stato Sardo avevasi per il passalo un corpo del genio marittimo; ma da non molto tempo è stato abolito ed incorporato nel genio terrestre o nel genio civile. In Austrùi le fabbriche civili della marina sono dirette da 1 Ingegnere. 1 Architello. 2 CORPO SANITARIO.
Que~to corpo si forma per via di concorso, o per traslocazioni dei medici dall'ese rcito all'armala navale. Es,;o dirige tallo il servizio Si\llila1 io nei porti, a bordo dei bastimenti dello Slalo, negli arsenali e bagni marittim i. Si compone di un personale ripartito in di versi graùi e come segue: _ Per lo Stato di Napoli non ci venne dato di conosr.cre il personale sanitario della marina.
108 MARINA ~llLITARE Lo Stato Sardo: 1 Medico divisionale di 2• classe. 3 >) di Reggimen to di 1 • » 4 » " di 2• » 4 >i di Il<1ltaglione di 1" » 4 )) )) di 2• » 6 )) Aggiunti.
In Austria : Capo Medico. i Medici di reggimento. 10 » di1"classe. 24 » di 2' » ,J
39 OSPEDALI DELLA llJAR!NA.
~uesli stabilimenti, presieduti da ufficiali sedentanei della manna ' sono ùi1·e1t·, •la . 1·1 c1·1 amm1n1straz1one . . . . ' uili cm . Nello S~ato cli Napoli vi sono due ospedali militari di marina ; uno in Napoli, che è quello di Piedigrotta, e l'altro a Castellamare. All'ospedale di Napoli ' cùe è capace d., ·300 amma1at,. sono . 1 addell1: 1 Comandante (Uffiziale sedentaneo di marina). 1 Controllore di 1• classe. ·! UIJìciale di 1• ,, ))
3 8
))
di 2• di 3•
>J >)
MARJNA MILITARE
109
Oltre questi uOìziali di amministrazione, Yi sono addetti medici, chirurghi, farmacisti e cappellani della marina. All'ospedale ùi Castcllamare sono addelli: 1 Comandaute ('fonent-e di Vascello sedentaneo). 1 Ufficiale di 1" classe. 1
,1
di 2'
n
Lo Stato Sardo ha uno speciale per la marina in Genova, oltre gli special i nelle isole della .Maddalena e Capraia, che hanno un medico ciascuno. Allo sperlale di Genova sono addeUi: 1 Farmacista. 1 Luogolene11te con tabi le. 1 Aiutante. In Austria gli cJmmalati della marina, che prima sì mandavano agli ospedali mililari della guarnigione, sono ora spediti negli ospedali per la marina, recentemente stabiliti in Venezia, Trieste e Pola. COHPO DEGLI INGEGNERI IDROGRAFI DELLA MARINA.
Qnesto corpo è incaricato di costruire le carte idrografiche alturiere e co5tiere, reclamate dall'interesse della navigazione. Esso manca affatto nelle tre marine. In Austria però lo stato magg;ore dell'esercito, col concorso di ufficiali di vascello, diede alla luce, nel 182 4., un magnifico Atlante di carte costiere, non che l'alturiera dell'Adriatico. Fu pure pubblicata una descrizione delle condizioni idrografiche del mare Adriatico, a maggior spiegazione dell'Atlante, sotto il titolo di Portolano del mare A.drwtico. Questi imporla11li lavori erano stati iniziati sollo il Regno d'Italia.
110
~I,IRINA MILITARE
FORZATI.
E~si ~ono Jetenuli, per lo Stato di Napoli, negli ergastoli 0 ~agm di S. Stefano, Napoli, Pod uoli, Castellamare, isola di Nisida, Procida : un tempo erano post.i sollo la direzione <ll'll'autorilà marittima, ma oggi sono dipendenti dal Ministero de' lavori pubblici. Per lo Stato Sartio, i forzati sono detenuti uei bagn i di G,•nova e Cagliari, sotto la dipenùenza ùell'aulorilà rnarillima. In '.iustnà, al tresì, i bagni marittimi non sono più · ora dipendenti dall'amministrazione della marina, essendol·c codesto servizio del tutto eterogeneo.
§ 4. - Accaclcmie narnli. La marina, ricl.iieùendo molte o svariate conosceuzr ed abbral'.ciando l'in~ierne di molti servizi, possieùe delle scuole ~peciali. Nel.lo Stato di Napob; la fondazione dell'accademia di marina ~hita frn dall'a1rno 17'7 5, sotto il regno di Carlo lii. Nel 1780 , Il suo successore apriva inoltre l'istituto dei pilotini, Dop? '.I I _8?G, l'accademia naval e ricevette altro ordinamento. ,Ogg,di d ividesi in due compag11ie, un a ùi aspiranti di marina, e I altra d1 alunni marinari. Alla prima vi sono -deputati: 6 Uflì ciali. 19 Professol'i e Maestri. 16 Famigliari. 4-0 Giovani aspiranti di marina. JI corso degli studi è di anni sei. La seconda novera: ;{ Ulliciali. G Profossori e maestri. 1 O Famigliari. 50 Alunni mw·ilwri. 1
11ARINA MILITARE
111
Nel i 850 fu poi fo ndata. una scuola di mozzi , che conta : 1 Ufficiale e parecclli famigliari. 56 Giovanelli. Nel 18 41ve11nc erella un a Scuola dimacckmisti, la quale novera: 6 Tra professori e maestri. 1 Ingegnere mrccan ico. 30 Giovani. Questa scuola fornisce macchinisti alla marina da guerra e .id altri servizi di regia appartcnenzn. Nello Stato Sardo, la fonda.z.ione della R. Scuola di marina ~aie solo al ,1Si 6, ed è .dovuta a Vittorio Emanuele I. Le norme per l'ammissione e l'interno organismo, sono consegna'l~ nei Regolamenti 3 dicembre 1850. Questa scuola è <liretta da 4 Comandante (Ufliciale superiore della R. Marina). 2 Tenenti di Vascello addetti. ,i. Ufficiali di maggiorità. 1 5 Professori e maestri. ·5 t Allievi. Per l'Ai1stria. Nei marzo 18 48, aHorcbè gli Austriaci cedettero la piazza di Venezia, fondarono un' A,:cadem1a navale in Trieste., che acquistò sempre maggior vita ; per cui colla rioccupazione tli Venezia, avuta luogo nell'agosto 184.-9, essi soppressero il collegio di marina ivi esistente. Quest'Accademia 1wv,.tle, ora a Trieste, ma cbe trattasi <li stabilire a Fiume, ove stassi costruendo apposito fabbricato, co11 relativo osservatorio, contiene 40 allievi. Il corso Jegli studi è ora cli auni tre. Quest'accaclemia fornisce alla 111arioa i cadetti eiTettiv-i (aspiranti), e provvede i corpi d'artiglieria e costruzioni navali. In Trieste, alla stessa epoca, fu pure fondata un'altra &uola di marina , col!' intento di fornire bass' ufficiali a corpi tecnici d'artiglieria e dei macchinisti. li numero degli
112
~!ARINA llJLITARE
11URINA MILITARI,;
allievi è di 60. 11 corso è d'anni 5. I tre migliori alunui di orrni b <lllllO ~assano nel quadro della marina naviga11tc, in qualità di cadetti provvisorii (aspiranti). . Nel 181:H venne eretta altra Scuola di marina, d('lta Jlfana11.1w, ~er es~ere destinala a raccogliere ed educare gli orfani (~ell equip~gg10 del piroscafo 1'/arianna, naufragatosi in quelI epoca. Questa scuola si compone di 60 allievi. Il corso deoli studi è di anni 5. Gli alunni passano Cllrne cadetti provvis(1; ii nella marina navigante. · .
Queste Ire accademie forn iscono aùunque una media .in-· nual~ di_ ,28 c,1 det.li (guardia-marina), tra elTettivi e provvisori i, c~ie il p1u gran numero entrano nél corpo della marina 11 av1gantc, e gli altri nei corpi degli ingegneri na,·ali e dell'artigli eria marina. La Scuola di marina fornisce, in media annuale, 9 soli·um<;iali pei corpi tecnici Jei macchinisti e dell'artiglieria.
§ 5. -
Tribmrnli e dirn1·si Consigli marittimi.
L~ giuris~izione marittima si estende a tulio il personale dt•gl1 arsenali e delle squadre, in terra ed in mare. N~II? Stato di Napoli, la gi uslizia militare è nella marina ammm1slrala da Consigli di corpo, e da un Consiglio generale d1 guerra della R. Marina.
_Vi so_no c~ue, Consigli di guerra di corpo, uno al corpo reale dei marrnari, 1altro al reggimento d·infanteria marina.Essi sono i1_1c,~ricati di giudicare i reati degli ufficiali subalterni, sotto ufficiai I e soldati del proprio corpo. . ~ ?on_siglt di guerra di guarnigion& giudicano tulli gli altri ~nd1v1du1_ della marina. Ve ne ha uno nel dipartimento generale 111 Napoli, uno in Palermo cd un altro a .Messina. Il Consinlio g~nernl_e cli _gl~erra della marina è stabilito in Napoli. G~ud'.v~ _gli u~Ik1al_i sup~riori ed i generali, ed equivale ai Consigli dm s1onal1 n~· ll e:;1: rc1lo.
113
Sui bastimenti della squadra, un Consiglio di guerra di bordo giudica gl'indi\"idui della marina navigante. . Oltre a ciò vi è un tribu11al<~ di marina, detto Corte marnale marittima, la quale giudica le colpe dei forzati. L'alta Corte militare poi è il tribunale supremo del rPgno, al quale s'innalzano i ricorsi contro tulle le decisioni e sentenze dei tribunali ir:feriori, sl dell'e~ercito che dell'armata navale. Nello Stato Sardo la giustizia mililare della marina, pei reali puramente militari, è amministrata rial Tribunale d'amm~ra_glia~o rlella marina. li nu mero e grado dei membri del Consiglio dipendono dalla qualità del r11ato e dal grado dell'inquisito. L'Udiloralo della n. Marina si compone di: 1 Uditore di marina. •I Solto-Segretario dell·Udilorato. 1 Usciere. 3
Per ciò che spella i reali comun i, il personale della Il. Marina è dipendente dai tribunali ordinarii. L'alta Corte di cassazio,w è il tribunale supremo del rC'gno, · al quale s'innalzano i ri corsi, sia contro tutte le decisioni e sen,tenze del Tribunale d'Ammiragliato, sia contro quelle dei tribunali ordinarii inferiori. Jn Austria, \a giustizia militare marittima appartiene in prima istanza all'Auditorato della marina in terra, ed ai comandanti delle ~quadre in mare; in seconda istanza alla Corte d'appello in Vienna: frnalrncnte, in ultima istanza al Comando supremo dell'esercito. L'Auditorato di marina consta di: 1 Capo Auditore. 3 Auditori superiori. i>) subalterni. 1 Attuario. 9
114
ltARINA MILITARE
l tA !UNA MILITARE
§ il.-. Scnizio religioso.
rnSEl'ULI MARITTIME
li sen-izio nella marina è mantenuto col seguente personale: Dello Stato di Napoli non ci fu possibile avere dei dati. Nrllo Stato Sardo: (j Cappellani di 1• categoria. 2 » di 2• »
7 In 1iustria: 1 Capgellano in capo. 3 )) ordinarii. 4
Il I.
MATEilIALE.
,
11 materiale navale è ripartilo fra i porti di Napoli e Castel• !amare, per il Regno di Napoli; in Genova (e quanto prima alla Sp(•zia) per la Sardegna; in Venezia, Trieste e Pola per Austria.
§ 1. -- Arsenali, stabilimenti diversi. Oltre gli arsenali cli Napoli, Castellamare , Genova (il cui arsenale sarà ridotto ad uso del commercio e marina mer· cantile , costruito che sarà per la marina da guerra l'arsenale alla Spezia ) , Venezia e Pola , la marina possiede altri slilbilimenti secondarii, come a Palermo, Villafranca e Trieste.
115
,,. L'arsenale comprende l'insieme di tutti gli stabilimenti della marina. ' li servizio interno è diviso in dirc1,ione dei movimenti, direzione delle costruzioni navali, direzione d'artiglieria e direzione del servizio di contabililà. Nello Stato di Napoli, l'arscn;ile marittimo fu comincialo nell'anno ·1577 sollo il vicerè Federigo Lopez di Mendoza, mar.c.hese di Mond t•jar. Fu condotto a compimento nel 1582, sotto il. vicerè principe di Pietrapersia Giovanni Zunica. In allora vi si costruivano molle galee al coperto, dove oggi è la darsena; coslrnlla 3olto il viccrrame di Pietro d'Arago na. A Castellamare, sollo Ferdinando Il Borbone, si fece un arsenale mariltio10 di maggior importanza. l\Ia, siccome questi arsenali sono esposti ai bombardamenti , così s'intende dar mano alla costruzione di un nuovo arsenale nel Lago d'Averno, che trattasi di ridurre· a porto militare. (Vedi Porti militari -. Stato di Napoli). Nello Stato Sardo, l'arsenale di Genova fu eseguito a più ripresP , e si compone di tre bacini. La prima parte, ver~o Porto Vacca venne costrulla sul finire del secolo x111 sul d1. s~gno del ~elebrato Boccanegra. In seguilo si andò ampliando in modo, d1e durante l'epoca francese, aveva l'estensione attuale. Ma questo arsenale, essendo insufficiente ai bisogni del.l'alluale marina da guerra, e d'altronde, essendo il porto di Genova assai ristretto, atteso anche il concorso della marina mercantile , così si dà mano alla costruzione di un arsenale al seno del Varignano, nel golfo della Spezia. ( Vedi Porti militari - Stato Sardo). In Austria, l'arsenale di Venezia racchiude nel suo recinto 35 scali coperti; 1S fonderie di cannoni, palle ed altri pro-
llo MARINA MltrTARE ietlili; 3ii- officine diverse; 5 sale d'armi, che possono contenerne per 10 ,000 ùomini; un'immensa sala, che serve alla fabbricuzi<,ne delle gomene e cordag-gi; immensi fabbricali per la direzione dei movimenti, delle èostruzioni naval e clell'arlig!icria. Vi ha inoltre una grande quantità di allr magazzini capaci a contenere tulio ciò che può occorrere ad un'armata. Varii vascelli eia 7 4 e da 84 furono costruiti nelle scorse epoche, ma riesce assai difficile il passagg io di grossi legni da guerra dal porto al mare aperto, per la poca profondità delle acque. Non potendo questi grossi legni es.;;cre ar• mali d'artiglieria che sulle coste cl'lslria, C08Ì potrebbero essere presi dal nemico fino dal loro primo mareggiare. Non ba guarì, però, fu messo in costruzione un vascello di linea ad elice di 90 cannoni.
Per rimediare all'inconveniente delle difficoltà, per le grosse navi da guerra, di entrare ed uscire dal porto oltre quelle che s'incontrano per la tortuosità del canale interno che meua a Venezia, venne costruita una diga di :2200 metri, a destra enlianclo nel porlo. Ora si procede alla costruzione di un'altra diga dall'altra parte. Si ottennero per tal guisa dei miglioramenti nella direzione e nella profondità della bocca del porto ma ancora vi è molto a desiderare. Per queste ragioni, ma più per consi<lerazioni politiche, la sede della marina austriaca non essendo troppo sicura nel porlo di Venezia, la si lrasptlrlò nel porto di Pola, ove si costruss<~ un co.mpldo arsenale (Vedi Porti militari - Austria).
§ 2. -
Bastimenti delle squadre.
li numero, il rango, il modo di costruzione e di armaipcnto dei bastimenti, devono essere diretti da alti onwnici e dalle previsioni annuali ordinarie ed estraordinarie del bilancio.
117
MARINA MILITARE
QUAL ITA I , RANGO, •••n•_JAM , " 1 ENTO E NUr,rnno DEI IlASTIMENTI,
Le forze navali del regno delle Due Sicil ie sono: 1° Bastimeuti a vela. Numero Bocche Cavalli
.Vascelli di 3° rango o )) di 40 )) o Fregate di 1 o l) o ,, di 20 )) o )) di 30 o Corvetta di 2° )) o )) bombardiera Brick da 20 · Golette da 1 4 ))
da 90 da 80 da 60 da oO da u da 22 da u
1 1 1
90 80 120 50
',) .....
88
))
1 1 5 2
22
))
2
16
u
))
Jl ))
))
I
))
100
))
28
))
592
J)
20 Yapori a ruota. 2 Fregale a vapore da 450 cavalli . . . 1) 12( Corvelleavaporcdi 2• clas. di 300 cavalli )) )) di 24,0 )) 4 4 Vapori avviso da 200 cavalli . )) 1 da 120 H )) 3 da 50 )) 3 da 40 J) ))
1
))
29
24
900
72 3600 24,
rn 4 12
~2
-1G4
960 800 1 '.zO 150 1 20 6650
· ]'·<1 nno scorso nella (1) ù na di quest e frc"atc, il ·Cnrlo 1ll, saIto· ·m ari~ _ • • • " . ma 111fcstalos1 .. · a l >or<Io, e. _diccs1 rada di Napoli , per incend10 . -,, che ._s ia rn_ . , , 11,1. vi allco ra' , <l1 cui J,,11or1<1111u I 1 costru zio ne il suo nmpiazzo, cou a Il 1,, numero e la p or ta ta.
118
119
· MARINA MII,JTARI!:
~!ARINA MILITAR I<
3° Vapori a ruote.
3° Piccoli bastimenti. Numero
Bombarde con mortaio Cannoniere Paranze lii con obici Paixhans Corridori ..
20
Trasporti a vela.
50 3
10 .f O 10
Totale generale del regno delle Due Sicilie, bastimenti, bocche a fuoco e cavalli
Numero
Bocche Cavallì
10
Fregate a vapore da 450 cavalli . Corvette a >1 ·1" classe da 400 cavalli >1 >1 . 2' iJ da 220 >) Vapori avviso da 180 cavalli » da 160 >J )) da 100 • )) da 90
Il
20 20 20
)l )) ))
-
70
))
))
))
))
826 6650
Fregate di 2° rango o da 50
1° Bastimenti misti o ·ad elice.
.f o
20 4o 1° 2°
20 16
u 12 ·10
Numero
2 20 Bastimenti a vela. rango o da 60 1 rango o da 50 1 rango o da 36 1 rango o da 30 1 rango o da 22 ·1
Totale generale dello Stato Sardo dei bastimenti, delle bocche a fuoco e dei cavalli-vapore . . . . . . . . . . .
Bocche Cavallì
.100 60
50 36 30 22 20
1 1 1 1 1
12 10
10
270
16
u
960
180
4 ~
160 100
2
90
38' 1600
iOO
960
2
))
))
3
))
))
5
))
))
2
26( 1) 508 3520
Nei trasporti figura l'antica fregata il Beroldo, non più atta alla guerra.
)) ))
La marina austriaca contava nel 1 856: •I o Baslimellli misti o ad elice.
))
)) ))
u
Pregata di 30 rango dà )) di 30 rango da 36
))
))
•,. ))
))
4 220 4
5° Trasporli.
Gabarre a vela . . Trasporli a vapore
..
12 450 •1 O 4.00
4° Bastimenti misti o ad elice in costruzione.
Le forze navali della Sardegna sono :
Fregate di )) di )) di c·orvelle di J) di Brick da )) da ~ òa )) da Goletta da
1 1 1 1 1 1
7 98
Nel grat:dioso stabilimento di Pietrarsa, in riva al mare, tra Napoli e Portici, si stanno costruendo macchine ad elice, per collocarle nei bastimenti a vela più importanti per forza mili tare.
Fregale di 20 rango o da 50
1
Docche Cavalli
·
Nu mero
Bocche
u
CaYall i
1 2
72
300 600
3
1 '16
900
(t ) Dcduccnùo i bastimenti in CO$lru zionc, la forza cffcl.tualc risulta ,li -24 navi 508 bocche a fuoco e 2560 cavalli.
'
( Noti, della Dirc;.ionc).
120
MARINA MILITARll
,IAR!NA MILITARE
,.. Bastimenti a vela.
"'<Vi Lia ancora un corpo di flottiglia , prr il Oannbio, i laghi
r.)O
Numero
Fregata di 1° rango da 60 )) di 2° rango da 50 )) di 30 . rango da u Corvetta di 2° rango da 22 o 24 Corvelle minori . Brick da 18 e da 16 Golette da 12 ..
Bocche
Cavalli
5
60 100 44 46 46 98 60
20
454
))
2 2
18
700
12
550
5
Hl
'760
1 2 1
2 3 6
)) ))
))
9
))
., .. t,
---
Tot~le generale dell'Austria, bastimenti, bocche a fuoco e cavalli . .. . .(2) 40
Venezia possiede un ricco e pregevole museo naval e, detto comunemente sala dei modelli. Vi si trovano, costruiti in piccola , scala, modelli di vari i bastimenti antichi e moderni, non elle di tutte le fabbriche della· marina. Anche nella R. Darsena di Genova esiste una sala dei modolii, c!1e costituisce un museo navale assai rinomato.
42 2010
180 80
700 400
260 1,100
5° l'ràsporti a vela. Trasporli . . . . .
iJluseo navale.
))
0
4
§ 3. - Rfoseo navale. Biblioteche. Osscrmtorio.
i.:
))
t Bastimenti misti o ad elice in coslntzione. Vascelli di linea di 3° rango o da 90(1) 2 Fregate di 3° rango o da iO . . . . 2
d'tlalia, il Po e le lagune di Venezia, il quale serve sui vapori e barche cannoniere che vi si trovano. Ma siccome queste f<Wze non si commettono al mare, così ci dispensiamo dal dettagliarle. La marina austriaca, in caso di guerra, può disporre «1iresì <lei vapori del Llyod, ad uso di trasporto.
))
3° Yapori a ruote.
Corvelle a vapore di 1• classe . n >> di 2• classe . Vapori avviso . . .. . . . . . .
))
121
))
872 4010
Bibliotec!ie. ' Nello Stato di Napoli vi ha una biblioteca dèlla marina, foni:Iata Bel ,1 82.7 e ricca di circa 12,000 volumi. Nello Stato Sardo la marina possiede una biblioteca di opere speciali e tecniche. In Austria la bibl ioteca della marina tonta circa 4000 volumi, oltre nna raccolta di piani e carte idrografiche, antiche e moderne. Questa biblioteca fu fonLlala ed arricchita da doni d' insigni marini veneti. Il suo locale trovavasi nel collegio di marina in Venezia, soppresso nel 181-9. i.\.1lli i libri e le carte furono da prima trasportale a Trit'ste, etf ora , probabilmente , a Pola. L, .
Ossl'l'valorii.
(1) Di q uesti vascelli n'è stato non ha molto gittato uno in acqna. (2) Deducendo i bastimcnli tuttora in costruzione, cioiJ un vascello e due fregale , la forza clTctlualc risulta di 37 navi , 702 bocche a fuoco e 3260 cavalli ( Note della Direz ione).
.Nello Siato di Napoli l'osservatorio della marina è stato fòndato nel 1818. È ricr,o di strumenti, fra i quali il baromò2tro regolatore di Ne w:nan , il simpir.somelro di Junr.s, -
1
ANNO
lll \"ol. !l
-- 8
122 MARINA MlLITARJ!; una collezione di cerchi a riflessione di Tronghton , il doppio sestante dì Rowland, un cerchio ripetitore di Banchs, il cannocchiale micromètrico di Rochon. Lo Stato Sardo ha pure un osservatorio in Genova ad uso della marina, stabilito da circa 12 anni. In Austria. Nel ,1 8 38, pres:io il collegio di marina in Venezia, venne fondata una specola forn ita di pregevoli istrumenti, ad uso degli allievi. Essendo stato soppresso il collegio , si darà vita ali' osservatorio che si sta fabbricando in Piume. (Vedi Accademie navali).
IV. SERVIZIO CENTRALE. Le leggi , le ordinanze , i regolamenti speciali e le decisioni; siatuiscono sull' insieme e sui dettagli del servizio si vasto e sì complesso delle marine. Nel regno delle Due Sicilie , la marina mìlitare ba un dicastero apposito ed un ministro che la rappresenta nei consigli della corona. Nello Stato Sardo il ministro ùella guerra lo è anche della marina. In forza d<.>gli ordinamenti amministrativi marillirni di questo Stato, l'Amministrazione è rella di fotto dal comandante della marina in Genova , e di nome dal ministro della guerra e marina in Torino. Non ha molto veniva creato un · congresso consultivo marittimo a lato del ministro, ma le s~ e attribuzioni non sono ben determinate. Ciò che piÌI monta , si è che lo spirito della nuova istituzione ha invertite le funzioni del comando e del ministro; di mani era che il comandante generale regge di fallo tutta l' Amministrazione senza responsabilità innanzi il Parlamento, cd il ministro, che ha tutta la responsabilità, non amministra che di forma:
)fA RINA )llI.IT ARE
·'" I,'
123
Austria ha un comando generale in Tril'SIC', che dipende
dal consiglio anlico dì Vienna. In Austria, al comando superiore della marina in Pola, spetta !"-esecuzione ammin istrativa e militare delle dccisioni .provcnienli tlall'arn rniniFstrazione crutl'ale. Per lo innanzi l'a mministrazione centrale a Vienna non era che di nome , risiedendo di fallo, tanto la dire1:i one che l'rsecuzi one degli aiTari di marina, nel comando superio re de Ha stessa. l\Ja, VtJlendo pu r se parare le attribuzioni J i direzione da quelle di esecuzione, non· ba guarì istituivasi un ministero di marina, il quale non si sa se risiederà in Vi enna od a Trieste. Qualora fosse in questo ultimo sito, simigliante delegazione di autorità in una µa rte dello Stato, fu ori del centro politico non potrebb'essere ammissibile che in un governo assoluto. Quanto poi all' esecuzione militare amministratÌ\'a, vi sono a Pola, Venezia e Trieste dei consigli naYali esecuti vi, presieduti da am miragli o capitani di rnscello , e composti dai direttori dei movimPnti , delle costruzion i navali e delle macch ine, dell\irtiglicria, del servizio militare, del politico cd amministra(hio, del giudiziario e del sanitario. Dì pendono, o dovrebbero dipendere dall'arnminislrazione centrale: l'iscrizione marittima, la leva, i corpi mi litari e civili , lai marina mercantile, l'approvl'igionvrnento e custodi.i degli arsenali , la difesa dei porti militari , la direzione delle oHìcine e ,fonderie delia marina , gli ospedali , i tri bunali marittim i , i ball'ni o , il manteni mento ed i movim enti delle fo rze na,·a\i , la · protezione del com mercio , la polizia della na1 igazione e dcile pesche. L Infine si appartiene all'a mministrazione centrale, con l'approvazione del Parlam('nto, ove esìsl\3 , il regolare i bilanci . .. .4,
FUCILE PRELAT·BU!l!UIID
125
truppe in ordine sparso, se un corpo di linea o una batteria non ha con sè un numero di bersaglieri , non potrh supplirvi ()On soldati di linea, semµrcd1è il nemico vi contrapponga bersao-lieri armali di carabine . .o D' allrn parte le carabine, quali sono oggidì, non possono es11 sete adottate come armi di linea, e comuni alle due specie di
FUCILE PRÉLAT-BURNAND
La considerevole superiorità delle armi di precisione alle grandi distanze, su i fucili ordinarii , mette tutti gli eserciti nella necessità di armarne una parte delle truppe, ed in particolare i cacciatori o bersaglieri. Ma il vantaggio che le carabine arrecano, /~ a spese della semplicità dell'armamento della fanteria e degli approvvigionamenti; perocchè si hanno due armi e (~ue p1·oiet1i , e cariche diverse. Inoltre , le due specie di fantena essendo armate con armi cli diverse proprietà, si ha l'altro inconveniente di non poter esse sostituirsi a vicenda. Un corpo di fanteria di linea, non accompagnato da un distaccamento di cacciatori armali di carabine, non può combattere ad armi eguali contro i bersaglieri nemici; i quali , tirando con aggiustatezza maggiore, ed a grande distanza, offendono ricevendo poco o qnasi nessun danno , secondo le distanze a cui si combatte. Iusomrna, in tutti quei casi in cui bisogni adoperare
fanteria. it .. A cagione del peso del proietto , molto maggiore che non quéllo degli onlinarii fucili di fanteria di linea, dell'attrito che esso esperimenta nel perconere la canna, per cITetto del forzamento, e della tenuità della carica, il proietto delle carabine esce dal\' arme con una velocita iniziale minore di quella della paHa sferica. Per la qual cosa la palla del fucilc percorre una traiettoria molto più spianata nel primo tratto della sua corsa, · e piì1 curva solo dopo aver percm·so un certo spazio, nel quale, perdendo essa per la resistenza dell'aria , molto maggiore pci proietti sferici che non per quelli acuminali, molta parle della sua forza iniziale, la velocità residua diventa minore di quella delle carabine. Ond'è che alla distanza dei combattimenti decisivi in linea, 300 passi all'incirca , il fucile ordinario può adoperarsi senza alzo, ed un errore nella valutazione delle distanze (che nel breve spazio al ùi qua di 300 passi non può es~ern considerevole) ne cagiona uno lieve in altezza, mentre che ' ,per un errore eguale alla stessa distanza, ha in altezza, con la palla della carabina, un'influenza maggiore; sicchè alle brevi distanze la probabilità di colpire è, sotto tale aspetto, maggiore col fucile, che non con la carabina. Inoltre le cariche dei fucili ordinari pesano molt0 meno di quelle delle carabine, ed il soldato può portarne con sè- un numero maggiore. Sì per questo, che per il maggior peso dei proietli delle carabine , se queste si adottassero per tutto l'esercito si accrescerebbero di troppo il numero de' carri di munizioni di fanteria , e con ciò gl' imbarazzi , gft. considerevoli, che gli eserciti sono costretti
attrarsi dietro.
12G
FUCILE
Percl1è le armi di precisione sieno acconcc 1wr lu tla la fa n teria, occorre : •! ° Che il tiro sia più spianato ; 2° Che , in conseguenza di ciò, si possano adoperare alle distanze non maggiori di 300 passi alla stessa maniera dei fucili ordinarii, cioè senza alzo, affine di renderle utili anche nelle mani dei nuovi soldati non ancora molto esperti nel!' oso del!' alzo , i quali sono sempre di numero considerevole negli eserciti, sopratullo nel corso di una guerra non breve. D' altra parte l'uso dell'alzo non è agevole nei combattimenti in ordine senato e nei momenti decisivi. 3° Che il peso della carica si approssimi per lo meno a quella dei fucil i ordi:rnrii, affine di non accrescere imbarazzi, cosa più importante della spesa stessa. 4° Che l'arme sia facile a caricare , di forzamento un iforme, e facile a mantenersi dai molli, non tutti espertissimi soldati. L'aversi nn' arme sola per la fanteria tu Ila è tale vantaggio, che, malgrado le di ffit.:ol tn del problema , molti studi i si fanno per riescire ad avere un fucile che rin11isca tutti i vantaggi come · arme di linea e di bersaglieri, e fra gli nllri quello non indifferente di poter ridurre i fucili a!tuaìi con spesa relativamente modica. A noi sembra elle non si possa raggiungere compiutamente l' ìnlent1l senza diminuire il calibro delle armi; la qual cosa esclude la possibilità di riJ urre i fuci li onlin arii, ed ogni qualunque ritrovato adottato ai fucili attuali non risoll'erà it problema elle a rnctn. Comechè sia, la questione è di tale imporlanza, che corre l'obbligo alla nostra Rivista di riportare tutto quello che giornalmente si fa a questo proposito, e cli e giunga a nostra cogni~ zione. Nella Revue Hi!itaire Suisse dello scorso mese di settembre
PRÉL~T·BURNAND
•
127
•
. . ·i JOrlata la prima parte - de1 rapp orlo della comm1ss10ne . .· ·, ~,en -~ l . d ll'esam~ del fucile Prélat-/Jw·nand, che hasc1~vianw
:~:;:o 'e siccome fare1_no per la secouda parte , non
;~~1
Sl
tosto
sarà resa di pubblica ragione.
RAPPORTO DELLA COMMISSIONE . . ta, u, .iazta se~~ione vodese della Società nfilitare Federale mcar1ca
di esaminare il fucile Prelat-Burnand. ,
.
1857 la Società Militare Voùese N lla seduta del 9 agosto ' . ·1 1· e . . d" fare deo-li eseerimenl1 con l n-
incaricò una comm1ss10ne , . o arma di o-uerra Alcuni cile Prelat-Bumand e di studiarlo come - I r· 7 .8 e 17 . . f li" resso l\Iorgers ne .J , , , . esperimenti furono I a. I pe d"1 questi esperimenti doveva essere , 1 1· i8"8 Lareazion ug IO ;:, . I d Ila Sociela Militare Federale a letta ali' assemblea_ genera e e rave malattia impedì ad un 18 58 Losanna il 26 luglio · ~na g . a sci··,vere la relazione • · ne di occuparsi membro della commisSIO . 1bl. · ne . suddetta, della quale cominciamo quest'. oo-ooo 1 la pu ) 1caz10 -
6
l
128
FUCILF.
La parte tecnica o scientilìca di questa relazione deve trattare i quattro seguenti punti : 1° Descrizione degli esperimenti di tiro. 2° Alzi e traietlorie. 3° Aggiustatezza del tiro. J. Penetrazione delle palle. 0
§ 1. -
Descrizione degli csperimenli.
Gli esperimenti sono stati falti sulla spiaggia del lago , ad una lega e mezzo ad oriente di Morges : sulla quale soiaggia si è agevolmente tracciata e misurata una linr.a di tiro di 1 000 passi e più. Il bersaglio era di tavole di abete spesse un pollice, che formavano un quadrato di 13 piedi di lato. Dietro al centro del bersaglio si aveva tre pareti di tre tavole ciascuna: queste pareti ti istanti due piedi una dal!' altra st>rvivano per osservare le penet.razioni delle palle. Per punto di mira si aveva un cartone nel'o, quadrato, di 3 piedi di lato, alle grandi distanze, e di dimensioni minori alle piccole. JI modo di rilevare i colpi è stato conforme al metodo indicato nel Aide-mémoii-e d'artillerie (pag. 586); e però sulla su..: perficie del bersaglio vi si sono tracciati due assi rellangolari che passano per il centro di esso, e le di\·isioni da piede a piede ; lasciando che i pollici venissero estimati a vista. Su éli una specie di tr€: piedi, si è messo un sacco)n parte riempito di sabbia , sul quale I' arme riposa\'a per il mezzo della sua lunghezza; il tiratore appoggiava I' arme alla spalla, ma non aveva a sostenerne il peso. E però era ciò che diccsi tirare su ùi appoggio.
129
PRÉLAT·l\URNAND
Il sìgnor colonnello Veillon ha tirato buona parte ùei colpi a grande distanza, i rimanC>nli li ba tratti il signor colonnello Burnanù. Si è proceduto ali' espC>rirnento per serie di 20 , 30 e più spesso di i0 colpi. Le distanze si sono variale di 200 in 200 passi sino a 1000. li numero delle p.ille Lirate , e di quelle che hanno colpito è il seguente: Distanze del Liro . . . . passi 200 iOO 600 800 1000 Palle tirate . . . . . . . . . 20 io 60 1,9 117 5\ 1i3 37 Palle colpite nel bersaglio . 20 Totale 386 palle tirale, '26i colpite.
,o
Tra le ultime non si sono con late quelle colpite di rimbalzo. Non si sono notati con esallL'zza i tiri a 1000 passi; comecbè non potevano menare ad alcuna conclusione, per la debole propagazione dei tiri colpili a quelli falli. Le circostanze atmosferiche sono state favorevoli , e non si ha a · notare su ciò alcun fallo importante. Gli tsperimenti banno avuto luogo nei giorni 5, 6, 7, 8, e 17 luglio. Eccetto una parte dei tiri a 1 000 passi, tutti gli altri si sono fatti con un fucilo che , dopo ~ssere stato ridotto a questo sistema, a\·eva di già tirati pit1 migliaia di colpi ; la qual cosa vuol essere notala, essendo ragionevole il supporre_, come gli esperimenti susseguenti pare abbiano uimostrato , che dopo un simigliante uso, I' arme perde alcun che della sua aggiustatczza di portala sollo una data inclinazione.
§. 2. -
Alzo e traiettoria.
L' arme da esperimentJre era un fucile di fanteria del modello ordinario ridollo al sistema Prélat-Burnarul, il che non alterava punto la sua forma esterna: solamente vi era adallato un alzo
130
FUC!L1'
simile a quello delle nostre carabine. La tacca di n'1ira che è all'estremità della culatta ha serv.ito per il tiro a 200 passi. Dalle misure prese con esattezza sull'arma stessa, rislilta che: . La paralella ali' asse, che parte dalla parte superiore del grano di mira, passa a '2, 3 millimetri al disopra della superficie s111)eriore della canna, al sito ove è collocato l'alzo ; e dinota la quanti la che hisogna sottrarre dagli alzi, misurati dalla superficie dt>lla canna, per avere ciò che clicesi gli alzi totali ; La linea di ,mìr,1 ordinaria del fucile, che passa per il fond·o della tacca di mira fissa sulla culatta e per · il di sopra del grano di mira, corrisponde ad un alzo di 9, O millimetri , misurati da sopra la canna, allo stesso sito ed al medesimo modo che per gli alzi adoperati alle distanze maggiori di 200 passi;
La distanza del sommo del grano di mira, alla posizione media della tacca di mira dell'alzo mobilP,, è di 885 milli metri. . È cosa comoda conoscere di quanto un millimetro di alzo, in più o in meno, cambia l'altezza della linea di mira al punto ove va ad incontrare il bersaglio; perocchè dinota altresì la variazione delle altezze prodotte sulla traiettoria. Ecco queste quantità relative a ciuque distanze del tiro : 1 millimetro di alzo in pi,ì o in meno corrisponde sul bersaglio alle distanze di passi . . 200 4.-00 600 800 1 000 a delle variazioni in altezza di piedi 0.6 1.1 1.7 2.2 . 2.8
Fissati questi preliminari, la prima operazione doveva essere quella di calcolare la posizione del punto medio alle diverse distanze. Le posizioni qui sotto trascritte, sono rapportate alle linee centrali ~lei bersaglio, cioè l~teralmente a destra e ~n istra della verticale che passa per 11 centro del bersaglio , cd iu altezza al disopra o al disotto dell'orizzontale che passa per il medesimo centro, l'unii~ è il piede: le parole destra e sinistra sono iutlicate cou D e G; S ed I corrispondono alle parole superiore ed inferiore.
131
F nlkA T· BURNAN D
•t'•;'
h Distanze di tiro /•
.' .200
'foo
POSIZIONE DEI PUNTI MEDI !.
Lateralmente passi D O.1
In altezza I I I I
0.3 0.7 1.6 0:5
>J D 0.9 rt 600 » D 1.4 ~-- 800 u G '1.2 H . · rii· Si sono messi a profitto i risultati di altri esperimenti fatti in nostra presenza con altri fucili dello stesso modello , ma al difuori del nostro esame, per avere, a 200 passi, un più gran numero di colpi, e la posizione del punto medio a questa distanza e il risultato di 60 colpi ; da altra parte le palle sono racchiuse in uno spazio tanto ristretto che, se anche ci fossimo limitati a 20 colpi , il risultalo sarebbe stato lo stesso. { Alle distanze di 600 e 800 passi , le posizioni dei punti ·inedii sono molto poco discoste dal centro del bersaglio, di mani·era ebe le palle che lo hanno sbagl iato non lasciano che una leggiera incertezza sul risultato. Solo 6 palle su 60 non hanno colpito il bersaglio a 600 passi , e ad 800 la piccolissima distanza dall'orizzontale, osservata per le palle colpite , deve far presumere che le altre, il cui numero è il terzo delle prime, siano passale presso a poco ad egual distanza al disopra ed al ù.isotto, senza influire sensibilmente sull'altezza del punto medio. · , Conosciute le allezze del punto medio , rapporto all'orizzontale che passa per il centro del bersaglio, si sono corretti gli · alzi adoperati nel tiro nel modo che segue :
tt
e·
• Distanza Alzi Correzion i . Alzi corre lii
.,passi 20 0 400 600 800 . mill. 9.0 16.0 27.3 ~-2.0 )) ))
0.9 0.2 0.5 0.7 ~-2.2 28.~ 16.7 9.5
132
F'UCILR
I'RlÌLAT•llURNA N!J
Questi sono gli alzi misurati dal disopra della canna. 11_ paragone di quesli alzi fra loro ( compreso l'alzo al zero , cioè '.2,3), siJ costruendo la-curva dei loro valori, sia formando le loro differenze successive, mena a risultato poco soddisfaceute. Ricercando la caùsa possibile di questo disaccordo, ci è sòrla I' idea che la linea di mira, che deye pàssare per il sommo del grano di mira, potrà forse differire, in realtà, da questa posizione ideale; particolarmente alle grandi distanze, alle quali la ,ista, divenendo sempre meno chiara, il tiratore. si vr,d·c costrello di far proiettare una certa parte del grano di mira su ciò che gli sembra essere il centro del bersaglio. Il signor colonnello Buruancl consultato su questo importante punto, senza esitare ha riconosciuto infalli, che la-linea di mira si abbassa al disotto del grano di mira a misura che la distanza cresce. Le sue indicazioni fan no stimare questi abbassamenti alle cinque distanze di tiro a 0.5 1.0 ·1 .5 2.0 .2.5 milliooetri: e però bisognerà, ammessa la cosa e la sua stima, aumentare gli alzi <li. altrettanto, per ayere il loro reale valore. Dopo di ciò resta a sottrarre la costante 2,3 dagli alzi misurati dalla superficie della canna , per avere gli alzi totali , dai quali si dedurranno gli abbassamenti della traiettoria al disotto della linea di tiro. Tullo ciò è compreso nel quadro seguente: Distanza . . . . . . . passi 200 Alzo corretto come nel quadro precedente . . . . . . . millim. 9.5 Errore del grano di mira . >J + 0.5 Costante .. . . .. . . . 2.3 Alzo totale . . . . .. . . » 7.7 Abbassamento della traiettoria sotto alla linea cli tiro . . piedi 4.t >) -
400 600 800
1000
16.7 28.2 4-2.2 60.0 1.0 1.5 2.0 2.5 2.3 2.3 2.3 2.3 15.4 27.t H .9 60.2
17.3 46.3 94.7 170.2
Ques:i risultali di esperienza sono macchiati da grave incer--
133
tèzza, la quale proviene, come si scorge, dalla stima a~bitrari~ ·che siamo stati costretti a fare sul!' altezza della linea d1 Jliira -al grano di mira ; la quale incertezza non si sarebbe potuto eliminare che facendo speciali ricerche, che avrebbe comVficato di mollo il tiro ; se pure ne avessimo avuto l' idea. -.., Da altra parte la correzione del grano di mira, non ba fatto scomparire le i_rregolarit.à di cui abbiamo fallo pai:ola; tra I~ cause di ciò bisogna al certo annoverare il piccolo numero d1 colpi tirati nei nostri esperimenti, il che ci vieta di c~nsiderar: I.i posizione dei punti medii , come esatti. A ques_to ng:rnrd~ ?1 si permetta di citare, per confronto, alcun i espenmentt fatti m F-fancia. Il pnnlo medio del fucile francese di fanteria ( palla sferica) fu determinato , a •\ 00 metri , con 1'.2 serie di 40 col~i ·ciascuna. Nel 1855 , alla scuola di Vincennes , pel' esaminare I' arme che è divenuta il fucile della guardia , si tirò.. sino aù, 800 metri, in 13 distanze diverse, 200 tiri per ognuha delle piccole distanze e 300 alle grandi; in tulio 3000 colpi. Dal 1849 al 1854., trallamlosi di paragonare il fucile rigato al liscio, si armò qualche reggimento con il nuovo fucile, e nei tiri comparativi , falli innanzi ad· una commissione speciale, si tirarono 28000 proietti allungati e 18000 sferici. ·- E però accettiamo queste discordanze come inevitabili , e cerGbiamo d' innestarli in una traiettoria regolare, che è lo scopo finale ùi qu,~ste considerazioni. Si potrebbe raggiungere questo scopo o con un tracciato grafico o con una equazione empirica: ma ci siamo assicurati che è possibile di far uso di formolc ri·gorose di balistica. Adoperando i dati abituali (si vegga tra gli alt11i, I' aide-mémoil'e, ove si trova tutto ciò che océorre per le applicazioni, pari a quelle che tratliamo), ceco gli eleme nti ne · Gessarii e suflicienti per il calcolo. · -Il coe!Ticiente A della resistenza dell'aria, è eguale a 0,028 per i proietti sferici , vuol essere ridotto per la palla allungata
134 llUCJl,E ogivale alla parte anteriore, a 0,011 : e ne risulta che la quantità è eguale a O, OÒ 1436. , La velocità iniziale, che con il coefficiente A, soddisfa meglio ai dati esperimentali, è 325 metri per secondo. Falli i colcoli e sottraendo dagli abbassamenti della traiettoria così ottenuti; quel! i dali dall'esperienza , e notati più ~u, si hanno le seguenti differenze :
¼
Distanze .. ·. DiITerenze . IJ. in alzo .
. passi 200 400 600 800 i 000 . piedi - 0.4. + 0.7 o.o - 0.7 -· 2.3 . mill.
0.7
0.6
o.o
0.3
0.8
Queste differenze, per loro stesse insignificanti, alla precisione delle·quali i nostri esperimenti non possono pretendere di giungere, sono· poca cosa, riguardo alla incertezza di più specie che ci ha;sugli alzi. Con qualunque altro metodo difficilmente si giungerebbe ad una similH approssimazione; ed è perciò rimarchevole che ci si giunga con for.mole esatte e rigorose. Tuttavia, la certezza che sia questo risultato conforme alla realtà, non è compiuta, B bisogna allendere a·misurare direttamente la velocità inizi ale. La velocità da noi adottata concorda con quella della·.carabina a stelo, 283 metri , cht' una persona ben collocata ba avuto la compiacenza di comunicarci. Mettendo a calcolo i pesi delle palle e delle cariche , come pure la lunghezza delle canne, si ottiene precisamente 325 metri. ]\fa entrano troppo elementi diversi in sim ile calcolo, perchè il risultato ottenuto si possa ritenere come una verifica. Da altra parte i proietti il llnngati , dui·ante il loro movimrnto nell'aria, sono sottoposti all'azione di una forza permanente che opera da basso in alto, della quale non abbiamo tenuto conto; comunque è possibilèche questa forza sia insensibile su proietti scavati come il nostro , perocchè il centro di gravità è considerevolmente ravvicinato alla punta , relativamente ai proietti pieni, e le resistc11ze sul di dietro hanno molto maggiore efficacia per riqm-
35 durre l' asse del proietto , in ciascuno istante, sulla direzione d<llla traiettoria. E però, non potendo abbandonarci a tutte le de'duzioni che sarebbe possibile ritrarne, ma stimando che non siamo molto lontano dal vero , ci limiteremo a qualche osser']àzione. f':' La resistenza dell'aria agisce con intensità molto miuore sul nostro proietto che su di un proietto sferico dello stesso calibro animato dalla stessa velocità, e ciò nel rapporto di 11 a 28, ovvero quasi di 2 a 5. Malgrado questa dimunmione, ciò che ne resta è ancora considerevole: a 1 000 passi l'abbassamento al d'isotto della linea di tiro è doppia di quella che sarebbe nel vi1oto , e la velocità iniziàle d1 325 metri è ridotta a 1 44. s,1J Se si stima l'eITello di un proietto molliplicando ilsuo peso per il quadrato della velocità che possiede al momento del1:ìùrlo, si trova rhe il proiello del -fucile Prelat--Burnand ,ba a 1 000 la stessa possanza che il proietto sferico ordinario,a 350. • 1.,i, Abbiamo cercato di osservare con l'orologio alla mano la dùrata del movimento del proietto sino a 1000 passi , ed ab.biamo avuto per risultato 3,4. secondi. li calcolo balistico dà 81.6 2 secondi. ~ Un disegno della traiettoria ci è sembrato prefe ribile alla semplice trascrizione dei suoi ·elementi numerici (1). Essa è rapPRELAT·BURNAND
]
!;!, '
(i: (1) L'autore dell'articolo ha creduto aggiungervi una figura compnr'ativa delle traictlorie del fucile di m unizione ordinario, del fucile d ella guardia imperi,ile e quello Prélat-llu rnand , t irati_ tu tti e t re soll o lo stesso angolo ; più la traicttr,ria della carabiua federale tirat a sotto 11 11 on'golo corrispondente alla por ta ta di 800 passi: noi àbh iamo creduto iJWtile rìporlare questa fig ura; perocchè osservandol a attenlamcnlc non si rilevano, oltre quello che ne di ce l'autore, che le seguent i cose: '!11·., La traiettoria del fuci le di munizione è la più spianata dei tre fuèili sino. alla d is tanza di 300 passi; al di là di questo l imite s'incurva sensibilmente e raggiunge una portata di 600 e più passi ; , './o Le t.raicll.oric <lei fucili Prélat-Burnand è della guardia imperiale son~ prnsso a [!O CO r g,rnlmcnte incurvate; pt•rò so llu lo st esso angolo <:hc il priino dii una portala <li 800 passi, il secondo porla a 750 passi ;
13G
portata alla linea di mira di 800 passi. Il punto culminante è a 29 piedi e qualche pollice al disopra dalla linea· di mira ; mentre che , per la traiettoria della carabina federale, alla medesima distanza questo punto non si eleva che di 16 piedi. Il fucile Prélat-Burnand, il fucile di munizione ordinario e quello rigato della guardia imperiale sono supposti tirati con la stessa milinagione, cioè che l'asse.faccia con la linea di mira un angolo di ~ .t2. La posizione relativa della palla rotonda e del proietto allungato (vedasi la nota precedente) del fucile Prélat-Burnand si spi<'ga perfetlamcule, osservando che la palla sferica ha una velocità iniziale molto superiore al proietto allungato; ma questo vantaggio è presto perduto, per I' inuguaglianza che esiste nella resistenza dell'aria e nella massa. Non è a nostra conoscenza alcuna arme che si avvicini tanto al fucile Prélat-Burnand, quanto quello della guardia imperiale: vi ha presso che· perfe tta somiglianza in tutto , meno in quello che caratterizza il sistema Prélat-Burnand. Questo sistema ha una favorevole influenza sulla velocità iniziale del proietto, come se il suo effetto consi,-tesse ad accel erafo l'espansione della palla ed in consegue nza a diminuire la perdita del gas per effetto del vento , o anche come se l'attrito nelle righe fosse diminuito. Ciò che si guadagna in velocità è tale che si ha una diminuzione cli 3,5 millimetri sull 'alzo ad 800 passi. Vedremo che sotto l'aspetto dell'agginstatezza, le due armi si trovano nello stesso ordine. I dati sul fucile delle guardie sono estratti, principalmente, dal\'Jide-J,fémo ire, pag. 795. Gli alzi indicati ci sembra '.che siano valutali dal di sopra dell'asse della canna; e bisogna sottrane ,1 '6,2 altezza del grano di mira sull'asse. Inoltre abbiamo 0
,
3° Il tiro pi ù spianato è quello della car abina federale , che per colpire a 800 passi, la si adopera sotto un 3ngolo molto minore che per i lrn fucili. ·
1:37
rHÉL.~T-DUft.NJ.:"in
FUCILE
~reJ µto Joyere aggiungere a questi alzi 0,3 pt'.l' l 00 meli i, per correggere l'errore del grano di mira llt'I modo che iib_biamo fatto per il fucile Pr~lat-Burnand. La distanza del grano di mira al d1 dietro dell'alzo è stata valutala a 918 millimetri.
Si annette un certo interesse a conoscere la iunghe1.za dello spaz.io pericoloso; ed infatti si ha in tale guisa un'idea della curvatura della traiettoria , la quale indica il tiro più o meno liasante. Sino ad un certo segno lo spazio pericoloso corrisponde all'effetto micidiale. dell'arma, la quai cosa è essenzialmen te ,·era per i colpi tirati ull'azzardo, che sono in grau uumr-ro sul campo di battaglia. I paragoni segue nti sono dedotti da un disegno fallo a grande scala. Lunghezza dello spazio pericoloso per un'altezza di ('} piedi : Distanze del tiro Fucile Prélat-Burnand Caratiina fed eral e: . Fucile di munizione .
passi l)
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38
23
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L'arma si suppone elevata 4 piedi dallil superficie di un terreno perfettamente piano. I sei piedi, altezza d'un uomo, si contano da questa superficie. Lo spazio pericoloso è l'intervallo compreso tra la posizione dell'uomo ed il punto di caduia della palla, che ha ferito il suo cappello. Le distanze del tiro corrispondouo presso a poco alla metà di questo inlcrvul!o.
L'aggiuslatczza del tiro di una nuova arma è la cosa di cui si preoccupa maggiormente la gencrali tlt dei mililari; e sovente troppo esclusivamente allon;h0 si tratta di un'arma da guerra. .\~.,v l ii.
Voi. Il -
Il
J.38
FUCILE
Come che sia, bisogna confessare , clic sino al presente, ci ha regnato troppo di vago, nell'idea cbe si deve avere sull'aggiustatezza di un'arma e nelle diverse i'naniere di rappresentarle. Volendo spandere della chiarezza e trattare con precisione quegto soggetto, ci e stato sulTicienta di considerare la quistìone dcll'aggiustatezza sotto il ;SUO vero aspetto, cioè come quistìone dì probabilità. Aiutandoci con i principiì e le formole di questo calcolo, abbiamo potuto formare il quadro comparativo dell'aggiuslatezza cli varie armi lirate in diverse condizioni. Questi principii e queste formole , non che le tavole che ne agevolano il calcolo, si riscontrano nella piccola opera del colonnello Didion intitolata: Calcul des probabilités appliqué au
tir des projectiles. La quantità esseuziale da considerare in queste ricerche, è 1Juclla che dicesi media deviazione, differente )nteramente dalla deviazione meùia; la quale ultima, usata comunemente, è, comr. è noto, la mcùia delle deviazioni: mentre che la media deviazione si ottiene facendo il quadrato delle deviazioni, prendendo la media di questi quadrali, inr!i estraendone la radice quadrata. Con la media deviazione si calcola, con molta semplicità e moltissima csauezza, la probabilifa di colpire uno scopo di data forma e grandezza, com(~ un cerchio, un quadrato, un rettangolo. llrciprocamcnle la probabilità di colpire e&sendo co-· nosciula si ottiene la media deviazione che servirà allora, nello stcs~o modo che se fosse stata dedotla direttamente dalle deviazitini stesse. Allorchè i dati della quistione sono compiuti , si ha da distinguere la media devii:lzione orizzontale e la media deviazione verticale; ma il piti delle volte siamo obbligali di supporle eguali; e ciò che direi.:u media deviuzione sarh L.1 med ia delle due ora indicate. Questa supposizione non si allontana moìlo dal vero: e da altra parte ci vediamo costrelli a t:iò fare . . Il numero dtJi lirì che su 100 t:olpiscono il segno, e la prn -
]39
l ' ltELAT-ll URS,\:S D
babilità di colpirlo, si esprimono con le stesse cifre . Per esempio, se i colpi che toccano il segno sono ~O su 100, la probabilità è un mezzo, e si può scommettere uno contro 11110 che il tiro, che a farsi, colpirà; se si colpisce il 70 per 100 , la probabilitLi è eguale a 7 decimi, e si può scommettere 7 contro 3 che il .. tiro colpirà. In generale, la probabilità di colpire si oiliene di•videndo il numero dei tiri colpili per il totale dei tiri falli; il tanto per cento e questo quoziente rno!Liplicato per cento. Date queste spiegazioni, che abbiamo creduto convenienti, esaminiamo il qnad,:o comparativo che segue,_ il quale ci per. metterà, a nostro credere, di classificare l'arma che è oggetto di questa relazione, sotto al punto di vista dell'aggiustatczza, tanto quanto ce lo permette il numero e la natura degli esperimenti che hanno servito di base.
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La colonna segnata con la lettera R indica il raggio del crrchio che La colonna segnata con la lettera A dà il tanto per 100 ad un bersaglio La colonna segnata con la lettera B dà il tnnto per 100 contro aù un 1 o F ucile ,li munizione , fucile liscio a palla sferica , tiri di esperimenti alla scttola di Vinccnncs . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.° Fucile tli munizione , fuoi!c liscio a palla sferica , tiri al hersaglio d1 tiratori scelti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.o Fucile di munizion e, fucile liscio a palla sferica, tiri al l!crsa_glio di reggimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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. . qucs t o ra!!tdo è espresso io piedi. racchiude la metà dei lm: w sci piedi alto e ùuc lal'go . . . bersaglio sci piedi alto e dod1c1 largo.
palle da ventinove gram mi , carica 8 grammi,
Cannone da 12, è il cannone obice da 12, lirato a palla con la carica di eh.mi 1.50
32
PRt'. LAT,,illUR.,A'i ll
FUCIL I\
Le distanze ùi tiro sono in passi da 200 in 200 sino a 1100 0, che sono quelle dei nostri esperimenti di tiro: e da altra parte ci sono sembrati sufficienti per l' oggetto propostoci. A ciascuna distanza e con ogni arme, si veggono tre colonne di uumeri srgnate Il, A e B; la prima dà in piedi il raggio del cerchio che contiene la migliore metà dei colpi; cioè il raggio di nn bersaglio rotondo per il quale la probabilità di colpire ò un nwzzo. Se si volesse il lato di un bersaglio qriadrato corrispondente, basta prendere i nove deci~i del diametro del cerchio. Le colonne A e B dànno il tanto per cento contro a bersagli di determinata grandezza. Il bei•saglio relativo alla colonna A, è quello pre3c1·ilto dai regolamenti alto sei piedi e largo due, che rappresenta il rettangolo èircoscritlo ad un fantaccino. La colonna B suppone sei bersagl i posti uno accanto all'altrn , ciò che forma un bersaglio rettangolare 6 . piedi alto e 12 largo, come sarebbe un gruppo di 6 uomini di fronte. Si vede da ciò che le diverse armi si suppongono tirare su bers1gli identici, di maniera che la loro aggiustaiezza è data dai numeri s_tcssi del quadro. Ora andremo a riprendere queste armi nna dopo l'altra , indicando i dati di cui ci siamo serviti , e da questi no:,tri risalt ati dedurremo le necessarie conseguenze. Sebbene le spiegazioni che seguono, siano alquanto estranee all'oggetto della relazione, non lo sono del tutto e ci sembra che meritano qualche ,..ittenzione. Fnci{e f>ré!at- Hamand.
Abbiamo presi per dati dei calcoli i raggi dei cerchi cho contengono la metà dei colpi: ceco in qual modo quc~ti raggi sono stati determinati , a ciascuna distanza, con i risultati cbl tiro. Al le distanze di 300 e 400 passi tutti i tiri fatt i hanno col-· pilo , di maniera clw .~i ò potuto calcolare dirc ltamcntc la medi«
t,j:J
:devia1zione rapporto al punto medio; il l'.nlcolo per la media .·deviazione orizzontale e la media deviazione ,·crticale è stato , 'fatto separatamente; la loro diliercnza è stata trovata di 4 polJ ici a 400 passi. Con la loro media, si è determinalo , con le , formole, il raggio contenente la metà dei colpi. . ~, A 600 passi , 6 palle su 60 non hanno colpilo il bersaglio,; <, a 800 passi 36 su 1 4-9 non hanno colpilo nel segno : e pero non avendosi potuto osservare tutte le palle tirate, non era · possibile calcolare direttamente la media deviazione, come per le due distanze precedenti. Ma segnando il tiro su di una carta •squadrata, e collocandovi il punto medio, si sono potuti tracciare i cerchi che racchiudono la metà dei ti ri a 600 ed 800 .passi; i loro raggi si sono misurati con la scala del disegn?. . - . Infine a I 000 passi, 1.u 117 tiri fatti , 37 hanno colpito il bersaglio ; cioè la proporzione è del 31.5 per ·I 00. Con questo ,dato (la probabilità di colpire un quadrato di 1 3 piedi di Ialo) si è ricavata la media deviazione, ed in seguilo , il raggio del cerchio che contiene la metà dei tiri. Da ciò si vede in qual modo abbiamo determinati questi raggi per ogni distanza, servendoci dei risultati immediati degli esperimenti. Si sono paragonati tra loro con i disegni grafici delle curve• e tracciando le curve regolari si sono ottenuti i risulta 1i defini;ivi , quali sono notati nella colonna lt del quadro. D_a questi raggi si sono ricavate le medie deviazioni, e da esse il. quanto per 1 00 contro ai due bersagli A e B del qu~d1:o. Come mezzo tli verifica, questi due bersagli sono stati disegnati sulla carta, ove •il tiro era rappresentalo a GOO e 80~ passi; contando il numero delle palle che avr0bbero toccato 1 due bersagli, e ricavandone il quanto per ·t 00, si è ottenuto : 1
1
per cento nel bersaglio A, B 600 passi '.20 70 8 38 800 passi
J-1.1
Plltl,A'f- lJVR1'Ali ll
i qnali risultali poc:o di!foriscono · dalle colonne A e B dt•l tpiadro: e però la verifica è soddisfacente al maggior grado. Questi risultati sono relativi al modo particola re con il quale il lil'O è slalo eseguito; cioè , il Liro sn appoggio ; ed il fucil(' alle spalle. Ritorneremo su ciò allorch/~ :nremo veduto, con un'altra arme, l'influenza che può avere sull'aggi ustatezza del tiro il modo come è eseguilo e l'abilità del lirntorc.
h1ci!e di mw1izione.
Non è certo necessario fare degli studi pe1· assicurar~i cbe il fucile trasformato al sistema Prélat- Bu rnand abbia un'aggiu&lal~zza s~nza paragone superiore al fucile ordinario a palla sfenca: cosa che apparisce immediatamente paragonando le colcHrne A e B relative al fuc ile trasformato, con ciò che si conosce del tiro riel fucile ordinario nelle scuole militari: in allora forse , l'evidenza colpisce di più, che al momento delle esperi('nze del Liro. Malgrado ciò abbiamo voluto stabilire il paragone in modo positivo, seguendo il sistema del nostro qnadro. I dati esperimentali sono lolli dal trattato di artigliéria del generale Piobert, pagina 77 della edizione del 1852; e si sono elaborati con il calcolo delle probabilità prima di scriverne i ri,rnltati nel quadro. Trattasi della palla di 29 grammi, tiratil coo la carica di 8 grammi di polvere , che costituisce Ja (·,11·1uecia di fanteria in uso dal 18,fz al 1 ~48. Tre colonne del rpiad ro danno i risultati di tiro falli in tre r,ondizioni diYerse con quest'arme e munizione; 1" tiro di esperimento fallo alla scuola di Vincennes; 2° tiro al bersaglio eseguito ùa tiratori scelti; 3° tiro al bersaglio eseguito d'insieme. li paragone della aggiustatczza di tiro in queste tre condizioni , mena alle due osservazioni seguenti. Il tiro di esperimento è mollo inferiore al tiro ordinario . sa lvo che alle picr-olr distanze. La sola spieg;izione plausibil~
145
di questo fallo singolare, è che la canna, nel tiro di esperimento, era diretta col mezzo di un affusto assolutamente immobile : ed è'·ben constatalo, forse da questi stessi esperimenti, che in tali condizioni, il tiro perde considerevolmente ùi a~rniustalczza. In ' fatti, per elTelto della resistenza che la canna sperimenta nel rinculo , si producono delle considerevoli vibrazioni che fanno deviare le palle dalla direzione prim itiva dell'asse , le quali deviazioni crescono con le distanze. E però oggi si raccomanda di usare apparecchi che lascian o libero il rinculo, almeno per il primo istante, assicurando però all'armo una direzione invalliabile. Ben presto vedremo, che con un 'altra arme, lo stesso effetto si riprodurrà. Paragonando i tiri falli da tiratori scelti, con quelli d'insieme di reggimenti, si riconosce che la superiorità dei pri mi non è sensibile che alle piccole distanze; a 1:00 passi, i tan ti per 100 colpiti sono presso che gli stessi. Queslo fatto, che crediamo g.enera\e, è.tanto pi/1 marcalo che le deviazioni inerenti all'arme sono più considerevoli. La qual cosa, senza dubbio, viene · .-da ciò che all e grandi distanze , le deviazioni dovut~ ali~' mancanza di destrezza sono come perdute in quelle molto p1u con-• siderevoli del!'arme stessa.
Carabi'.na a stelo. Eccoc i alle armi di preci sione, e da prima alla carabina a stelo che costituisce l'armamento dei 21 bJltaglioni di cacciatori a piedi dell'esL'rcilo francese. t noto che uno stelo di 3 linee di diametro e 1 3 di altezza è invitato sul vitone nella direzione dell'asse della canna , la quala è rigala. La polvere casc1 da sè intorno allo stelo. La palla, cbe ba un vento di due decimi di linea , scende liberamente e va a poggiarsi con la sua base sulla testa dello stelo. Ciò fallo con due o tre colpi di bacchetta , arplicati con altprnnta forza, la palla si slarga,
rucru:
penetl'a nelle righe e si trova forzala, per uscire dalla canna , sotto l'azione della polvere. l dati esperimentali, sono ~tali tolti dal trattato del generale Piobcrt di già citato; i quali, da altra parte , sono iden ticamente ripetuti uell' A.ide-mémoire, pag. 793. In quello si trovano le aggiustatezze di tiro della carabina a stelo, lirata in quattro condizioni diverse; su di affusto, su di appoggio, da tiratori di prima classe, dai battaglioni. -- Ci siamo assicurati , con le positive spiegazioni delle istruzioni officiali sul tiro ad uso dei baltaglioni di cacciatori, che trattasi effettivamente di tiro su affusto; quelli dei tiratori di prima classe e dri battaglioni sono esplicitamente indicati come talì: circa al quarto modo, segnato come tiro di cs1lerimento di, ' remo ben prrslo cosa ci fa credere che si tratti di tiro su appoggio. L' aggiustatczza del Liro su all'usto è data, sia dalla deviazione media alle diverse distanze, sia dai cerchi che contengono la metà dei tiri: qnesti Jati si accordano quasi compiutame~te tra loro; non per tanto ci siamo serviti dei raggi dei cerchi solamente, dai" quali abbiamo ricavato, come all'ordinario, le co lonne A e B del nostro quadro. Gli nomini di un battaglione di cacciatori sono divisi in tr0 classi, riguardo alla loro destrezza nel tiro. La pnma clas:se si compone degli uomini cli e colpisco110 30 palle, almeno, su GO tirate a ·15 distanze prescritte, per il tiro individuale dell'anno. L' aggiustalezza di tiro di questi tiratori è data dal tanto per 1 00 che colpiscono nel bersaglio alle 1 5 distanze accennate ; r1uelle dei tiri di assieme dei battaglioni è data nP.!la stessa mani~ra. Da questi dati no abbiamo ricavate le medie deviazioni , indicate nel nostrn quadro , relative alla carabina a stelo tirata in queste due condizioni. Infine, il tiro notato come tiro di esperienza, indica il tanto per 1 00, contro bersagli di determinata grandezza, alle distanze di 400, t,ìOO, 800 e 1 000 metri.
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147
. Per mezzo della media deviazio0e si può passare alla deviazione media. Ecco i risultati del tiro detto di esperimento, per tjuello su affusto e l'altro eseguito ùa tiratori .di prima classe. .i
;· . .. metri tOO GOO 800 1 000 media n 0.33 0.53 1 . 00 1.7 t Tiro su affusto . . . . . )) 0.7 4 1.06 1.76 ~.71 " Tiro di esperienza . . . )) 0.68 1.28 1.88 2.42 ,tl• Tiro della 1" classe . .
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, 1.. Deviazione
;, Queste deviazioni sono le orizzontali e le :erticali ~uppos~~ eguali , cli cui uno si forma una idea ben chrnra ; ed e perc10 •che ci siamo impegnati ad usare la deviazione media di prcfc'renza a\la media deviazione, per I' oggettu che abbiamo in vista · di mostrare: Ora è chiaro che il tiro dello di esperienza si al:Ìontana talmente dal tiro su affusto, che è impossibile ammetterne la identità; e ùa ciò che si sa dei processi adoperali nelle ~cuole di tiro in Francia, non può essere che un tiro su appog·gio, come quello eseguilo eia noi slt>s:,;i negli es per imen ti. Inoltre, paragonando questi tiri di esperienza con quelli cl~i bu~ni tiratori , non '.si scorgono differenze sensibili nelle medie deviazioni e perciò nell' aggiustalezza ; qu este differenze sono irrcgoJari nell'una e l'allra dfrczione. Nel qual mod o si troya confer· iihato dalla pratica, e che crediamo non sarà contraddetto dalle ·persone competenti, che un buon tiratore non guadagna ~Il aggiustatezza appoggiando la sua arme ad un oggetto fisso rnveco 'di tirarla a braccio libero. I due tiri sono identici , solamente il tiro su appoggio affatica meno e vuole minore attenzione e '})recauzione ad ogni colpo. Noi riponiamo una certa importanza ' a .questa osservazione, perocchè ne segue che, l' aggiustate~z~ ottenuta col fucile Prelat-Burnand , sarà la stessa nelle mam dì ogni buon tiratore. , E però possiamo paragonàre, sotto il punto di vista ùell' ag-
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1-4.8
l<'Ur.ILE
giuslatezza, il fucile Pl'élat-Ilul'nand con la carabina a stelo , li rata dalla prima classe dei cacciatori; il fucile ha un' aggiustatezza maggiore significante sino ai 1000 passi: ma a questa distanza, è rnggiunta ed anche sorpassala dalla carabina a stelo, e lo è molto di più a 1 200 passi. Non ci studieremo di spiegare questo fallo, per(lcchè quello che potremo dirne sarebbe troppo imperfe.lto. (1). Paragonantlo i liri della prima classe con quelli dei ballaglioni ; si giunge alla conseguenza ùi già osservata, cbe i ·buoni tiratori perdono il ,antaggio alle grandi distanze: ma l' effetto si produce qui a ,1 000 passi solamente, mentre che con il fucii<' di munizione si osse1·,·a già a 400 passi: si capisce cl.te dcv' essere così, osservando elle le deviazioni sono considerevolmente minori con la carabina paragonata a quelle del fucile. Un buon tiratore, oltre alla destrezza nel Liro, sia mirando, sia restando per quanto si può immobile al momento dd fuoco, sa pure caricare con regolarità la sua arme conforme è prescritto dai regolamenti. Con !'arme di cui è parola , saprà dare i colpi di bacchetta fo rti quanto basla perchè la palla sia sufficientemente forzata, senza cbe se ne guasti la forma. Di maniera ( l) A noi sembra che quest o risultato sia una conseguenza necessaria delle differenze di peso dei due proietti e delle cariche; il proietto della carabina a s telo pesa 47 grammi cd è lancialo da una carica di 4, 5 grammi con una velocità iniziale di 3 12 metri; il proietto Prélat-Iluruand pesa 36, 5 grammi, la carica è di 4, 4. e la velocità ad esso attribuita nei calcoli dcli' autore della relazione è di 325 metri. Ciò posto le velocità iniz iali essendo poco diverse, il proietto della carabina a stelo avendo lo stesso diametro del!' altro cd u n p eso di 10, 5 grammi di più dei 36,5, dal!' altro, perde meno per effetto della resistenza dcli' aria , che il proietto Prélat-Burnand, per cui è naturale che a misura che i due proietti progrediscono nel!' aria, la debole differenza di velocità iniziale scomparisc.e da prima poco a poco, indi il vantaggio resta al proietto più p c• sante. E però passato questo limite la traiettoria del proietto più pcsarile deve essere più spianata del!' altra , e le cause d i deviazioni avranno su di esso minore efficacia , pcrchè con lo stesso diametro ha più peso e velocità dcli' altro. I risnllali accennali n ella 1·clazionc non sono che una conferma di ciò.
149
che le t.le,·iazioni del tiro <li un simile tiraL0rc <lipcmlono da due cause solamente; quelle inerenti all'anne nc~la s~a- co1~dizione normale, e quelle che dipendono dai mov11ne~t1 mev1_tabili del tiro senza appoggio ed anche dagli errori d1 pnntena prodotti da una visione da meno in meno distinta col crescere de.Ile distanze. Ora il tiro su affusto non è sottoposto che. al~a prima di queste cause ' e sembra t.lun~~e ~he conoscend~ i_ nsullati dei tiri eseguiti nelle due cond1z10m , senza appoi:,g10, e sù all'usto, si potrebbe diviJcre ciò che appar.Lien: all'u_na o al~ 1:altra causa di deviazione: cd in falli ciò puo fa'.·s1 con il calcolo delle probabilità ed in modo molto se~p\1ce. - . , Indichiamo per brevità di lingua con h la m_ed~a de\'laz10~_e nèl tiro senza appoggio; con li' la meùia dev1az1o_ne de~ 1110 su all'usto; /t e h' sono i ùati del problema: chiamiamo rnlìnc lt la media deviazione che si otterrebbe se si potesse o~servare ad ogni colpo, al momento della par_tenza Je~la palla , il punt_? ove la linea di mira va a incontrare i\ bersaglio, punto che sata più o meno distante dal punto mirato, per e1Te~to d~lla seconda causa ùi dcviazion~ di cui abbiamo parlato. E chiaro che, h'. e ,; lt" si rapporta;10 alla stessa distanza di tiro. Posto ciu I si trova che /t è l'ipotenusa di un trinngolo reltangc,lo, t~I cui lt e h" sono i cateti, di maniera che conoscendo lt e !t' è facile tro\'are h". Abbiamo eseguita quc:;ta operazione per !e _1 5,, distanze ~elle quali conoscinmo h e h' e le serie dei valori d1 !t , che ~bb1c1m~ · · " e. ordrn'1te ollenut:i' rappresentati graficamente p<'r asc1~s., , . '. c1 hanno dato una curva sinuosa alla quale si può con molt1s,;1m~ approssimazione sostituire una. linea rclla; i , alori dunque d1 li' possono considerarsi come proporzio_nal i ~\le d!~ta11ze. .Ora datlc medie deviazioni si passa alle dev1az101l1 mcd1p, nw\l1p\1~ cando i primi per una qnantitll costante; la seconda cn~is,'. d'. . . .. . l'a lno()'o "l ,1t, v1az10111 (\-cviazione dun~ue, nei t,n senza appoggw, l, i:, , • · . . proporzion,,li alle disla111.r: h qnal, cosa r inleramcn~e C'Ci\!ori,~c a\la natura di questa causa , cioc un mo,·1men to ul\ oloul ,1. io
150
FUCILE
dell'armc, comuinato con il vedere di meno in meno distintù e preciso. li risultato numerico <li questa ricerca ò che il tiratore sposta la linea di mira e quindi la traiettoria per una quantità eguale, in medio a 0,002 della distanza, tanto nella direzione orizzontale che nella verticale; peroccl.lè tulli i céìlcoli suppongono, in difetto di meglio, le deviazioni nelle due direzioni eguali tra loro. Così per esempio a 800 passi lo spiazzamento medio è <li 4e piedi, a 1 000 di 5. Tali sono le deviazioni medie che un buon tiratore non può evitare, alle quali si aggiungono quelle dovute all'arme stessa. Le deviazioni dovute al tirature possono pure diminuirsi, col rendere più dolce il partire del grilletto, e dando maggior precisione alla punteria con un sistema conveniente di tacco di mira e di grano di mira. Le cifre che abbiamo trovate sono relative alle armi di guerra. A 200 passi, la deviazione dovuta al tiratore sarà di nn piede, cd è evidente clic la nostra carabina d'amatore, nelle mani tli un abile tiratore, resta molto al disotto di questa quantilà.
Fucile della gual'dia imperiale. i}Aùle-mémoire ( pagina 795) dà l'aggiustale;za del tiro di una palla scavata di 36 grammi , lirata nel fucile rig~to con 4-,5 grammi di polvere; e si vede tlalle spiegazioni elle accompagnano il risultalo del tiro, che questo modello è stato adottato provvisoriamente, per l'armamento della fanteria della guardia ; si può inoltre couchiudere da queste spiegazioni , che il tiro, fatto alla scuola di Vincennes, si eseguiva su appoggio. E però era interessante introdurre quest'arma nel nostro quadro, perocchè il calibro, il peso delle palle e quello della carica, come pure il modo di forzamento per espansione, sono identici con il sistema Prélal-Burnand. Il paragone da altra parte è regolan', avendo le due armi tirato, con molta prob:ibilità , nelle me-_
15 1
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desime cond izioni, e prova una superiorilà sensibile in favore del fucile Prélat-llurnand. Il merito del nostro compaesano, p.e,: essere giunto a questo punto, non è piccolo, quando si lien couto dei mezzi e delle risorse leoridic e pratiche , di cui dispone la scuola di Liro di Vincennes.
Carabina federale. ,Si trovano nell'opera tedesca di Sclion, sulle armi rigate, i risultati degli esperimenti di tiro fatti per l'adozione del modello della carabina federale; una tavola di questa opera rappresenta la grandezza del cerchio che racchiude la metà dei colpi , tanto per l' arme in esperimento , quanto per le altrll che servono da termine di paragone. Da questa opera abbiamo dedotti i numeri del nostro quadro rdati, i al tiro di saggio della nostra carabina. Alcune notizie ci hanno fatto conoscere che questo tiro si eseguiva nelle migliori condizioni possibili , e che poteva considerarsi interamente, come il tiro su di affusto. V aggiuslatezza di questo tiro è rimarchevolissima, e, Ira gli altri , molto superiore a quello della carabina a stelo tirala su di affusto. Da ,altra pc1rte, corrisponde a ciò che era da attendersi con una palla perfettamente conformata, tli lunghezza, presso a poco , eguale a due volte e mezzo il suo diametro , e lanciata con una velocità iniziale che dev'essere consid~rcvole, e che ùeve la,ciarc ben poco tempo ali' azione delle forze deviatrici. Ma sembra elle questa aggiustalezza , interamente eccezionale , tlipendc da certe condizioni che non è sempre facile di ottenere , come andremo a vedere. Al sig1:or Chcvalley, ufficiale dei carabinieri, dobbiamo 1e notizie scrrncnli sul tiro eseguito alla scuola di Moudon nel . o 1857. Il distaccamento d'istruzione, diviso in tre plotoni , tirava per cinque minuti contro ad un bersagli o 1 '.2 piedi largo e 8 alto, alle distanze di G0O , i00 , 800 e 850 passi. 1
152 F lJCJL~ li tanl:i per c~rnto colpilo fu :
Passi .. . . . . . . . . . I ùuc primi plotoni riuniti 11 terzo-plotone . . . . . .
l'RÈLAT·BURNA:-ID
600 700 800 31.G 2-1-.2 23.0 20.0 1 ,1 .O ,1 4.0
850
13.6 ,f 0.4
Noi abbiamo scelto il tiro dei due primi plotoni, meno clic all'ultima distanza per la quale abbiamo stabilito il l,1 nto per 1 00 a 15,0. Con questi dati ubbia mo calcolato la media deviazione alle quattro distanze ed abbiamo così potuto lraccinrc la curva di questi valori in modo abbastanza Cl:rto, regolandoci su quello cbe avevc1mo conosciuto nelle nostre ric:en:he sulle allre armi. li rimanente dei calcoli si è terminato come per l'ordinario, solamente abbiamo prolungate le curve dei nuuieri A e Il in maniera da avere approssimèllivamente il tanto per 100 a 1000 passi. Su di che bisogna notare che il tiro eseguivasi a righe serrate cd il pit1 celrremenle possibile; la qual cosa avrà senzèl dubbio influito a diminuire il tanto per cento. Per converso, il tiro della scuola di l\foudon, del 1857, ha dato risultati superiori a quelli che si oltengono nelle nostre scuole di carabinieri, e noi abbiamo scelti per dati il tiro dei due primi plotoni di molto superiore a quello del terzo. Ma lgrado ciò resta qualche incertezza sul valore dei e.lati, e·, per esempio, essi sono lungi dal!' essere conformi alla relazione del dipartimento militure federale drl 1857, inserito nel n° 1 3 della Revue. 1nilitaire; 'nella quale relazione , a pagina 197, si scorge che il tiro dei carabinieri era stato soddisfacente, e che alla distanza di .1.- 00 passi, si era ottenuto il 65 per ,100 di tiri colpiti. Se si ritiene che in questi esercizi il bersaglio era quello prescritto dai regolam enti, doe piedi per sei , un simile risultato, dato come media generale, sarebbe più che tre volte maggiore di quello della scuola di Moudon alia stessa distanza. Crediamo probabile che il bcrsaglin dorcva avere dimensic molto maggi ori.
153
,~, Al primo osservare questi risultati, si è colpiti, della' quan-, \H~ considerevole di cui vien diminuita l'aggiustalezza allorc~e
i~carabina
passa dal liro di saggio <).I 'tiro eseguito dai carab1~ieFi stessi. Questo fatto rimarchevole può essere reso evidente ill' due modi. o:· Prendiamo il rapporto della relazione dell' aggiustatezza di iirò della scuola di Moudorì a quella del tiro di saggio: .come pure prendiamo il rapporto di agginstatezza della car~brna a stelo lirata dai battaglioni a quella della stessa arme t1rata su di affusto. Questi rnpporti esprimeranno, per il caso in cu_i I~ - due armi sono messe nelle mani della truppa , le fraziom ,(1ell' aggiustatezza totale, ovvero dell' aggiustatezza massimèl. ,: Frazioni dell' aggiustatezza massima, le armi Lirate dalla truppa. 1
I l .
Distanze . . . · . . . . . passi 200 400 600 800 1 000 ;·, Carabina feder.ile o- . A 0. 57 0.22 0.12 0.06 0.04 O 90 O,. 9.;) -- Carabina a stelo llersaolio O.ur' l O;,>" .':. ti .:. .,L8 O•"""" !'' Carabina federale 0.98 0.69 0.3t 0.15 0.07 Bersaglio B , ,. ,,. ~ Cèlrabina a stdo 0.96 O.b 7 0.h, 0 . 34· 0 •3o
'
Le differenze sono 1)iccole alle distanze minori; ma alle grandi ,distanze, la carabina federale è tre, quattro o cinque volte :meno aggiustata che la carabina a stelo (1 ). . Per r.iconos~ere questo stesso fatto per altra via, conside~riamo il tiro di saggio come quello che dia le deviazioni dovute .alla carabina sola; il tiro della truppa sarà sottoposto alle devia·zionl dovute alla carabina più quello cbe viene dal tira\ore stesso. Ammettiamo che le deviazioni medie che dipendono dal li.ratore siano ~ della distanza, come l'abbiamo trovata stu ~uu '
(1) Questo fotto conferma il detto nella precedente nota. ANNO III, Voi. Il. -
10
154
PR!sLAT·BURN A:-l D
l'lJCIL.E
dian do l' aggiustatezza della carabina a stelo; ma osserviamo che con un' arme cosi esatla, come la nostra carabina con un grilletto che cede agevolmente sotto l'azione del dito,' con la destrezza e naturale disposizione dei noslri uomini, questa deviazione n)edia dovuta al tiratore è probabilmente esagerala. Ciò posto con operazioni inverse a quelle di già fatte, possiamo determinare la n10dia cfeviazione nel tiro eseguito dagli uomini, e quindi l'aggiustatezza tirando su i bersagli A e B: ecco quesle aggiustatezze indicate con il tanto per ,f 00 come per l' ordinario: bisognerà paragonai'le con quelle del quadro. Distanze, passi . . . . . . . 200
Per cento su i bersagli
i!
4-00 22
600
57 98
73
48
11
800 1000 6 i
32
:H
Colle piccole distanze, queste cifre sono prcssochè eguali a quelle del tiro della scuola di Moudon: ma alle grandi distanze, l'aggiustatezza di tiro, calcolata nelle ipotesi che abbiamo indicale, è da 3 a 5 volte quello del tiro reale. Queste ipo.tesi dunque non sono sufficienti, cioè che le due cause di deviazione supposte non sono le sole e che bisogna ammetterne una terza , insensibile alle piccole distanze, ma di clfetlo considerevole alle grandi. Arresteremo a questo punto le ricerche sul tiro delle carabine federali ; peroccbè non siamo sodtlisfatli dei dati che ci hanno servito di base, i soli che avevamo a nostra disposizione; ed anche percbè continuando c'innollreremmo in una digressione un poco troppo lontana dall'oggetto della presente relazione. Non pertanto non siamo sconlrnti di avere scrillo alcu11c lince sulla nostra carabina , peroccbè esse avranno allira lo l'attenzione su di un punto importante da prendere in con siderazione nella valutazione di uua nuova arnw. Ed in fall i è conveniente assicurarsi che !'arme esperimentata, messa nelle
155
mani degli uomini, non dia risultati troppo discordi da quelli degli esperimenti. Le quali discordanze possono esseì·e causate da due cose: 'I dagli alzi regolati imperfettamente, il che dovrà avvenire infallibilmente in lavori folti in stabilimenti, su un numero considerevole di armi ; 2° l'arma può essere caricala dall'uomo in modo difettoso e diverso dal èaricamento normale praticato negli esperimenti di precisione. Senza voler anticipare sull'avvenire, diciamo che siamo interamente sicuri su quello che riguarda il caricamento. La palla scavata dei signori Prélat e ~urnand scende nella eanna con la stessa ·facilità che la palla sferica, la si fa poggiare solamente, senza alterarne la for!lla, sulla carica, e la esplosione della polvere la slarga e la fa penetrare nelle spire. Questo modo di forzamento è preferibile a quello con la bacchetta della carabina a stelo, o all'altro per la bocca come nella carabina federale. li vantaggio sta Wincipalmenle in questo, · che la carica è indipendente , sino ad un cerio segno, dalle armi e dalle munizioni , e che si esegue dagli uomini stess: con una semplice istruzione prelimi11are facile a dare e ad O
·acqnistare.
Cannone da 12. Questo cannone è il cannone obice da 12 tirato a palla con la carica di 1,5 chilogrammi, del quale abbiaa10 trovati lutli gli elementi necessarii per delermi11are l'aggi-ustalezza di tiro, alla pagina 60 1 dell'Aicle-mémoir:. Il tanto per 100 su di un bersagiio 3 metri allo e 30 largo, ci ba fornito il mezzo _Jli calcolare la media deviazione verticale, peroccbè la mezza ·larghezza del bersaglio eccedeva le più grandi deviaz]oni laterali, almeno sino alla distanza di 1 000 metri. In seguito un altro tiro eseguito contro ad un bersaglio 3 metri alto e 1
156
FUCILE
4 largo . ci ba fornito la media deviazione orizzontale. Questi dati. ·e1:ano più che sufficienti per formare le .colonne R, A e B del n~stro quadro. Non diremo niente sul paragone che potrebbe farsi tra il tiro delle bocche da fu~co e quello delle armi portatili, perchè sarebbe dirungarci compiutamente dal nostro soggellq. Terminiamo queste considerazioni sull'aggiustatezza comparata delle diverse armi di cui ci occupiamo , con. un'importante osservazione. Le probabilità di tiro date dal nostro quadro con il tanto per 100, contro ai bersagli A e B sono relative al caso in cui le distanze sono esattamente conosciute: ora è evidente che ciò non avviene sempre: in guerra allorchè )'arme deve produrre un etfetto reale e positivo e per il quale è stata fatta, è ben raro che le distanze si possano misurare, e che non bisogna ricorrere ad una valutazione o stima fatta a colpo d'occhio solamente, o con l'aiuto di strumenti, più o meno precisi, destinali '.a quest'uso: l'opera~ione difficile per se stessa la è resa anche di più dalle circostanze nel mezzo delle quali ha luogo, e perchè le distanze variano a momenti. Però in talune circostanze di guerra, come quando si difende una posizione stu uiata e preparata precedentemente, è possibile conoscere le distanze 2011 sufficiente esattezza. E però è interesaante di sapere ciò che diviene la .probabilità di colpirn del nostro quadro, allorchè le distanze sono conosciute solo con approssimazione , rnvece di esserlo esattamente come è in quello supposto. Questa ricerca, da altra parte mollo semplice, dipendé dall'aggiustatezza dell'arme e dalla curvatu ra della traiettoria , in altri termini dalla rapida variazione degli alzi da una distanza all'allra. Noi ci siamo limitati a calcolare queste probabilità per il solo fucile Prélatllurnand. Il piccolo quadro comparativo seguente dà l'aggiu stcitezza di tiro tli quest'anne in cinque ipotesi; cioè alla distanza
J?RÉLA.T·BURNAND
157
.
9 5 50 e 100 passi nella esalta e supponendo I,erro1.e f 1 10 , "" , . d l' _ valutazione di essa: come in tutto quello _r.he_ ::e.ce : Bag giustatezza è indicala dal tanto. per cento su , bei sabh A .
FUCILE PRÉLAT- BUR~AND
flu.en,,a - el•, t'I'• • e1·rore nelta valu.tazione . delle
r 1n
distanze
sicll'aggiustat4zza del tiro.
Errore di Passi
Distanze esatte
25 passi
10 passi
b0 passi 100 passi .
A
200 400 600 800 . 1000
.. .. .. .. . ·
A
B
19
8 3
91 67 39 17 I
B
B
A
76 ,100 75 35 83 26 15 52 6 1 5 25 2 10 0 .5 ,
7G 100 38 89 18 64 8 37 2 13
76 100 38
A
B
I
A
99 G3 5 61 6 22 o 6 2.5 o
B 83 11 0.5
o o
l
. ,1 00 pas~i è facile alle grandi distanze di 800 Un errore d1 r t . he 1000 passi e la sua influenza è tanta a questa eis ~nza c . ~a,rniustatezza'. è ridotta a niente contro ~i due ~er~ag~: : e ~~ oo influenza . questa e, poca cosa a. 200 . passi , ma e eh gia l,onsl derevole ai 400. , . . . ,, · e<l è di Un errore di 50 passi e poss1b1le dopo 1 600 pa:,,:,,I, . .b.l . . a 4-00· a 600 passL effetto nullo a 200 passi, sensi i s1s1mo , • 800 riduce l'aggiustatezza del tiro al terzo del suo valore, ad al settimo a 1 000 all'ottavo. . . ·Un en·oi'e ' <li 211 passi riduce a·I un terzo l'aggiuslalezza e1I tiro da 800 e 1000 passi.
l'REU'I•llURNA1' D
158
·un appoggio; là sen,za polvere nè cappe\\ozzo , senza toccare il
F UCILF.
grilletto, il giovane soldato impara a far passare il raggio visuale per i tre punli della linea di mira, facendolo passare sul grano di mira nel modo convenuto. l vecchi soldati ripetono questo esercizio due volte in ciascun anno, per assicurarsi cbe non abbiano preso delle abitudini ad essi particolari, le quali potrebbero avere un'influenza sul tanto per cento nei tiri a\
Un erroi:e di 1 O pa.ssi non è sen "b' ' . Le considerazioni ed ·1 d s1 ile che ali ultima distanza. · 1 qua ro precedente mente' far conoscere 1•· n possono' agevolin uenza di ghezza dell'alzo . un e.. . Il . un en ore nella lun, IIOIC su a dl'lau in ultimo si riducono all· d . ~ za o un errore sull'alzo a me esima co Dl ' quadro analoo-o :, al prccedente ma relats~. e11•·resto ecco un errore commesso sull'alzo. , ,vo a rnllucnza di un
bersaglio. · - Un ultimo elemento, che è bene di non negligere in questi parngoni, è la celerità del tiro. Secondo i\ modo di caricamento ed il. tempo che richiede , un'arme perfezionata può produrre un e[ello minore che un'altra più. comune. La qual cosa av'7iene con \a carabina a stelo ed i\ fucile di munizione tirando a\\a distanza di 200 passi su\ bersaglio B, \a ve\ocilà di tiro del secondo compensando la sua inferiori là di esattezza, gli farà mellere al bersaglio in un dato tempo, più liri cbe la carabina
' lnfl!tenza cli im errore nell'altezza dell'alz sul/ aggwslalezza del tiro del ,uc1 r, ·ze p re'lat-Bttrnand. .o
Errore di Passi
Alzi esatti 1 millimelr0 '.2 millimetri
A
I
B
I3 millimetri
Il
A
Il
A
B
76 100 36 84. 17 60 7 35 3 16
75 28
99
71 17 6
5
66 45 26
9,i. 41
2
13
A
a stelo.
/
200 400 600 800 1000
76 100 38 91 19 67 8
39
3
17
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13
3
23 15
2 • 1O
. Allo stesso errore dell'aIzo mena .il mod d'. . sopra al ora no di tu.11..a, qualora è prc o • mirare per · , 0 o meno pieno. E però come . so prn o meno fino, più tante e·he I' uomo che deve ' cl11aramenle scr . . . . , si scorge , e, .imporu11iforme , e conforme a Il v11 s1 d1 un arme miri in modo lati gli alzi. I Frances· d qu_e o adottato allorchè si sono rego1 estmano 6 le· · · d'1 ci apprendere la punteria alle . ~LUDI "' ore ciascuna per t ec 1ute; ti fucile vien messo .su cli
. Ma non si sono fatti esperimenti, su questo punto, con l'arme che è l'oggello della presente relazione. l\ processo con il quale si può calcolare le probabilità di tiro a\lorchè in seguito di un errore sulla distanza o sull'alzo, il punto medio non coincide più co\ punto miralo, non si trova che leggermente indicato nell'opera che ci è servila di guida. Crediamo far cosa grata ad alcuni indicando loro i\ metodo da seguire n~i casi simili a quello che andremo a prendere come· esempio e per i quali \i preghiamo di ,•olcr da se stessi tracciare la figura. Sia un bersaglio 6 piedi alto, ma di una larghezza qua\unqu_e, indicato con A. Segnatene i\ centro, e chiamale S e I i suoi lali superiori ed inferiori. In couseguenza de\l' errore commesso, il punto medio non sarà più il centro de\ bersaglio, ma un punto 2 pieùi al disotto de\ centro; p. e., segnale questo punto e ponetevi la lettera O. Tracciate due bersagli che abbia ciascuno O per centro , uno di 1 O piedi
160
FUCILE
di altezza, l'altro di 2. L'odo superiore del primo safa lo stesso che l'orlo superiore S del bersaglio A, l'orlo inferiore del secondo sarà Io stesso che l'orlo inferiore I del bersaglio A. Calcolale il tanto per 100 sul bersaglio cli 'I O piedi e prendete la metà di questo numero, ed avrete il numero dei colpi per -1 OG, che colpi ranno da O sino all'orlo S. Calcolate allo st('sso modo per il bersaglio di 2 il tanto per 100 e prendetene la metà, ed avrete il numero dei colpi cbe, su cento, colpiscono a O sino a I. La somma di queste due metà sarà il tanto per 1 00 sul bersagl io A. Se il punto O fosse fuori del bersaalio A O 1 in luogo di una somma si dovrebbe prendere la di!J'erenziJ ..
§ 4. -
Penetra,zione della palla.
Si erano messe dietro il centro del bersaglio, 3 pareti formate di tre tavole ciascuna ; le quali pareli avevano circa .j piedi di larghezza e ,, 3 di altezza. Allorchè una palla non si allontanava troppo dalla verticale centrale, si poteva osservare il passaggio a traverso alle pa;·eti. Disgraziatamente per la precisione delle osservazioni le tavole delle pareti erano imperfettamente connesse , e non erano ahba,stanza solidamente fissale, di maniera che l'urto delle palle imprimeva loro un movil11entò sensibile di vibrazione a danno della penetrazione. E però confessiamo che '}Uesti esperimenti sono molto imperfetti... Jn ogni caso si ha un fallo assicurato, cioè che su 26 4 palle che banno colpito direttamente il bersaglio, salvo una a 600 passi, tutte le altre Ìo hanno forato da parte a parte. Ecco il risultato delle annotazioni prese, e si vedrà che non si può dare un conto esatto. di c[ò che è avvenuto delle palle da una parete ali' altra: abbiamo indicato il numero delle pallP, che hanno attraversata ciascuna: parete ed il numero di quelle che Yi sono restate immerse. o che non ·banno follo che una sém-
161 plic~ imp,;essione segnando con la lettera t le prime rd r lé rseconde. PRÌ:LAT·BURNAND
Distanze passi .. 1• parete l...i 2 ·• .I{.l . .
~l ,
y 3• I' pi
1
800
. GOO
. 20 t: 2 r 28 t : 3 r . 17 : 5 7 :9 :4 o 9 id. . . , . . · · · O :
1000 Ol : 2 r ))
))
))
))
:.· E però a 600 passi di 22 palle che banno colpita la prima
parete, più della metà banno allravc1'sata la_ 2• ; . . , •A 800 passi di 31 palle che hauno colpito la pnma paiete un quarto, alt' incirca, ha11no attraversalo la seconda; a 1000 passi nessu na palla ha attraversato la prima parete. . . : Siccome il bersaglio è stato sempre attraversato, c, sembia ~Ì poter ·stimare come segue la estimazione della penetrazione , . .. senza tema di esagerazione:
. a
600 passi la palla attraversa 3 » n 2 ,k! 1000)) » 1
d· soo
!
tavole di un pollice.
' La palla sferica del fucile di munizione a 600 passi, penetra di tutto il suo diametro nel b1~rsaglio senza attraversarlo. ,; Riguardo alla palla del fucile Prélat-Burnand' si può essere clirti che è micidiale sino alle più grandi distanze che permella il sùo tiro. Questo è l'essenziale, e qualche millimctr~ pi~ o fueno nelle penetrazioni non aggiunge che poco al mento llltìontrastabile di quesl'.armc. .. 1808 (Revue ·.Dtilitaire Suisse, numeri 17 e ·18 anno )· ùi,
Ollré alla refazione esposta, nel n° 18 del citato periodico, Ba ~
··gbiw riportale alcune annotazioni sugli espenmen · · rI fatrI a.
sf!e-a con \o stesso fu cile Prélat-Burnand, non che alcum dati èul•proietto, ci.te trascriviamo letteralmente.
I.
162
163
FUCILE
PRÉ LAT·B!Jl\ NAND
Dopo che questa relazione è stata scritta , si sono fatti importanti esperimenti a Basilea per ordine <lei dipartimento militare federale. Una ventina di fucili sono stati ridotti al sistema PrélalBurnand, e rimessi ad un distaccamento di Basilea-città. Questo distaccamento ha tirato 'I 660 colpi contro ad un bersaglio 12 piedi alto e 23 largo. Le distanze di tiro sono state '~, 4, 6 e 800 passi. Si sono esperimentati le diverse specie di fuoco che .,i usano dalla fauteria. Ci è riuscito procurarci alcuni risultali di questi esperimenti, e la prima idea che ci è venuta è stata quella di- ricercare il tanto per 100 contro ai bersagli A e B della nostra relazione:
ri•Gli esperimenti di Basilea si ·sono estesi anche alla velocità tJèl tiro; e si è veduto che mirando con comodo si fanno , 4;1 o 1'.t tiri in 'I O minuti, e volendo operare in f1:etta se ne possono tirare 1 4 nello stesso tempo. . _, L'alteua del bersaglio di 12 piedi, corrisponde a 800 passi alla profondità di una baltetia, pezzi ed avantreni, ed il tanto pe1.: •I 00 a Basilea è stato di 57. Se si suppone che una co.mpagnia di bersaglieri, faccia fuoco per 5 minuti su questa balleria a 800 passi, si trova che 3110 palle giungono nella balleria in modo da colpire gli artiglieri cd i loro cavalli.
Distanza del tiro . . Per 100 su i bersagli
200 A
{B
58 99
400 21 71
600
800
8
4
4-1 '
21 ,.
Questi risultati sono notahilment·e inferiori a quelli otlenul1 a l\forges, cosa naturale, avuto riguardo alle diverse condizioni del tiro nei due esperimenti. Ma la differenza non è molto considerevole, essa si avvicina molto a quella che può essere causata da un errore di due millimetri sul grano di mira. Allorchè in un distaccamento una parte degli uomini prende il grnno di mira troppo pieno ed altri troppo •fino, non ci ha compenso negli effetti prodotti sull'aggiustatezza, il quale effetto non cangia quale che sia il senso dell'errore commesso sul grano di mira: intendendo per errore sul grano di mira la differenza con il convenuto di prendere sull'altezza normale. Paragonando i risultati ollenuti P Basilea con quelli delle altre armi, carabina a stelo e fucile della guardia, il risultalo ci sembra molto favorevole al fucil e in esperimento. No11 çade più dubbio sul valore di quest'arme, anche allorchè, uscita dalle mani di una commissione di esperti, si consegnerà ai nostri soldati.
ii
s~-Ecco gli elementi delle palle del ful:i le di munizione trasfo~mato; diametro primo del fo rzamento 17'", 2 millimetri; dopo il forzamento 1 7, 8 ; lunghezza 24; distanza del centro ;ji gravith dalla punta 1 O, 5. Peso della palla 36, 5; della carica t, ,i. grammi.
,, , , Dall'esposto in questa relazione si rileva la conferma di q,uel che ab!:liamo accennato in principio, cioè, che la soluzione compiuta del problema non si otterrà, probabilmente, che diminuendo il calibro. Infalli il peso del proietto Prélat-Burnand è molto alleggerito, ma è ancora di 35s•-, 5, mentre che il, proi<'tto sferico è d1 29gr; ed intanto il primo è adoperalo con una carica di 4gr., t, ed il secondo di 8gr.. Per cui, oltre al.l'inconveniente che, per essere la carica del fucile PrélatBuriland troppo piccola , ogni leggiera degradazione nel trasporlo, o le mille accidentalità della guerra, la renderanno insufficiente; si ba quelfo ben più importante, che la velocità iniziale del proietto Prélat-Burnand è molto minore di
PRÉLAT·BURNAND
164
FUCILE
quella Jella palla sfe1·ica, e sino a 300 passi , come si rile,•a dall'operato della commissione, la traiettoria del fucile di munizione è più spianata : ond'è cbc, se il quadro comparativo degli spazi i pericolosi, incominciasse_ dai 300 passi invece dei 400, quello del fucile di munizione , sino a cotesto li.mite, apparirebbe maggiore che per il fucite trasformalo, il fucile della guardia imperiale e le carabine a stelo. La sola carabina l'cLlcrale avrebbe un tiro più spianalo; e questa olliene simigliante risultalo, precisr.menle perchè il suo · proietto essendo meno pesante 16g'·, 66 e la carica relativamente forte, 4,g,., la velocità iniziale è considerevole. t vero che il proiello più piccolo, speri mentando maggior resistenza nell'aria, finirà per perdere il vantaggio dopo aver percorso un certo spazio; ma quando ciò avvenga, come per~a carabina federale, alle grandi distanze, cioè in quella in cui la visione distinta cessi, ed.i tiri divengano perciò poco efficaci, è conveniente rinunziarvi , se facesse mestieri conservarlo a spese della maggiore efficacia nei limiti delle distanze utili. Come cbe sia , non sempre è dato di potere allendere al megli o e bisogna star contenti a far bene. Tale è il caso del perfezionamento delle armi della fanteria. li bisogno di accrescere I' agginslatezza e l' efficacia dei fucili della fanteria di linea, oltre ai limiti antichi, è universalmen te sentilo; altrimenti, agli inco nveni enti che tutti agevolmente comprendono, si aggiungerà anche quéllo, che le truppe si scoraggiano vedendosi offese, anche con poco danno, da distanze ove non possano giungere con le loro anni, ed esposte al fuoco per un tem po maggiore che il nemico. Sovente in guen a un corpo nt n risponde colpo per colpo all'avversario, ed attende con !'arme al braccio il momento opportuno ; ma , ben ~Itri menti è quando ciò si faccia per elezione, che quando il soldato sia costretto a farlo per impotenza. Nel primo caso egl i sente la sua superiorità , nel set.:onùo la sua inferiorità ; ed una truppa che si sente inferiore ad un'altra è già vinta a metà.
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• O ·a il cambiare tutte le armi che sono nelle mani dell'esercito, 1nei' depositi e negli arsenali' richiede spesa s1•~n1'fi can te, e qu~\ che è piÌl, tempo abbastanza \~ngo ; e ~er~ b1sog~a ~on; tentarsi del hene, non potendo ragg1u'.1gcre l ott1~ 0, pu1 ~lie ~~ facci presto, affine di non farsi s9rprendere dilg\1 avven1ment1 senza aver fatto nulla o troppo poco. . E però meritano lode coloro, che si occupano con alacr'.là ~ studiare il modo di utilizzare le armi attuali della fanlena eh linea eù in parli colare il sig. Prélat-Burnand, il coi fuci le, sta~do ai da;i forniti nella relazione della commissione, sembra supenore agli altri sin ora conosciuti.
• I
CARTOGRAFIA
CARTOGRAFIA
Nell'Indicatore d'1 Firenze vien fatto cenno di una caria della Toscana, ··non ha guarì pubblicala per cura del!' Ufficio topografico mditare. Non potendo di essa dare un giudizio , percliè non abbiamo ancora avuto sotL'occllio, riportiamo la re• )azione dì qnrl ·giornale, in un articolo segÌiato CESARE Dorurr: È stata pubblicata, non ha guari, la Carta generale della Toscana per cura del ufficio topografico militare. E ognuno si farà pres~o capace dell'opportunità di siffatta pubblicazione, solo che . p_ens1 alle molte trasformazioni operatesi nel volger di pochi a_nm_ m questa bella provincia d'Italia, e per l'accresciuto terr1tono, e per la rete di strade ferrate che in varii punti l'attra• :versano. Questo mutare · di faccia, per poco direi istantan.t)o, di rnten paesi~ è conseguenza immediata delle nuoye applicazioni scientifiche, le quali sono nel tem po istesso caaione ed effetto dei mutati ordini sociali, e della novella impron~a che va prcn·
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dendo oani oD'Ìorno più rilévata, la nostra civiltà. Poichè la scienza . ' o do.po i miracoli dei secoli scorsi , tutti operati nel campo della teoria, si stacca a un tratto dall'ideale per iscendere al concreto, e• fa parte delle sue inesauribili ricchezze alle moltitudini, che ., ne profittano con lena affannata ed innalzano il gigantesco edifizio dell'odierna industria. La quale ricca di mezzi e feconda di · sempre nuove applicazioni, nel crescere che fa la somma dei nostri bisogni, pone il più gran numero d'individui in grado ,di soddisfarli, e con voce alterna abbassando ed innalzando i · ceti estremi del nostro consorzio, ingrossa le file di quello che sia loro in mezzo, chiamato dai destini a rappresentare la prin° cipal parte nella storia futura. Perchè infatti questo ceto di mezzo, per nulla considerato in Francia nello scorcio del secolo passato, congiunge ora in $è ingegno e danaro, specie nuoYe d'aristocrazia venute in fiore dopo la scossa dell'89; e procedendo nel suo cammino franco e sicuro, esso tende ad un fine contrario in tutto a quello che raO'o-iungeva l'ordine ieratico fra i pagani, il militare , 00 nell'età di mezzo, o l'aristocrazia del blasone negli ultimi secoli. Da qui il primato che tengono ora i commerci e le industrie; da qui questo continuo trasmutarsi di uomini e di cose che con .moto incessante tendono ad allivellarsi, come acqua scendente dalla montagna, che non trova posa finchè con uno stesso grado di elevazione non si sia estesa per la sottostante pianura. È natu. ,r aie adunque, per tornare all'argomento da cui non so con quanto .bisogno io mi sia allontanato, è naturale, di00, che da sì gran movimento, da tanti nuovi mezzi di comunicazione, derivi la ~ecessità di aver nuovi centri, stabilire altri punti di ritrovo ·p er questi novelli pellegrini dell'ind•1stria, per questi cavalieri .d ella borsa, ai quali telegrafi e strade ferrate danno ormai una :potenza incontrastata fra i popoli civili. E agevole ancora è l'immaginare come un paese possa oggidì cambiare in un momento · Ja sua topografia, in guisa tale da rendere vivamente sentito il , bisogno di ri ordinare le carte, che per gran tempo avevano ser.vito bastantemente all'uopo. · Così in Toscana dal 1830, anno in cui fu pubblicata lari,nomatissima carta del celebre padre Inghirami, molte città e .villaggi del granducato sono stati ampliati, altre ne sono sorte di nuovo, il Lucchese è venuto a far parte della toscana fa-
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miglia, furono aperte nuove ed importanti comunicazioni, strade ferrate costruite, nuovi punti sui fiumi e sui torrenti elevati , paludi essicate, la stessa repartizione governativa, giudiziaria e politica affatto mutata; insomma la pianta topografica e politica di questo paese ha subìto da quell'epoca a oggi ta li modificazioni, che da tutti era sentito il desiderio ed il bisogno di una nuova carta. E basta gettar gli occhi sulla nuova carta generalè, divisa in due grandi fogli tirati in colori mediante la cromo-litogrnfia, e corredate dalle piante cli Firenze e Livorno, l'una col nuovo ingrandimento della città, l'altra col nuovo porto, per andar per• suasi della sua rispondenza al presente stato di co3e. Questa nuova carta geometrica della Toscana è nella proporzione al vero di 1 a 300000, costruita sopra una rete di 520 punti calcolati astronomicamente e trigonometricamente, e riportati sulla carta secondo la respettiva loro geografica posizione di longitudine e latitudine. La posizione geografica dei punti trigonometrici è stata fatta dipendere da quella dell'osservatorio astronomico di Roma. Tutta la carta è proiettata secondo lo svilu ppo di Bonne. Il meridiano medio cade sugli 8' 39'. 30" contati da Parigi, e il paralello medio sui 43'. O' O" di latitudine boreale. Lo schiac• ciamento della terra al polo è stato preso di 11300. Pel materiale di costruzione ha servito la carta della Toscana del prelodato padre Inghirami , e quella pure accreditatissima dell'Italia centrai~ di 1: 86,400, pubblicala dallo stato maggiore dell'Impero Austriaco. Scendendo ora a particolareggiare più minutamente i pregi di questa carta, ci piace notare come essa, oltre al servire mirabilmente per l'armata a cui è m principal modo destinata, torni anco di grande utilità a qualsiasi sorta di persone. Infatti non soltanto vi si trovano indicati i capi luoghi di compartim'ento, le città secondarie, i capi luoghi di delegazione, i capiluoghi di co• munità, i borghi e i vi llaggi tutti, i fiumi, i laghi, i porti, gli ancoraggi, i paduli, ma eziandio i ponti e i passi, le strade ferrate, le regie, le provinciali, le comuaali mantenute, e le co• munali'non mantenute, le vie per carro, per bestie da soma, e pc:r pedoni. Non soltanto vi sono segni speciali per le sedi a~civescovili
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e vescovili e per le università., ma ancora per gli uffizi i telegrafici, per le staz10ni di posta, per le direzioni ~rnritt!me, per le dog~ne: , per i molini; nè tampoco sono state d1m_ent1cate _le sorg:nt1 d1 acque minerali, i bagni terma\i e le salrne; nè '. lunghi dove sì .trovi oro, argento, rame, ferro magne11c0, p1om bo, zinco, mercurio ferro, antimonio, salborace, allurne, zolfo, carbon fossile, 1~armo, pietra ed alabastro; nè fina.Jmente i m_onti ~ punti trio-onometrici, ì boschi , e i rornitorii e conventi 1solat1. Q uést: luno-a n omenclatura è abbastanza eloquente di per o d. se stessa, perch'io stimi necessario di aggi unger parola a imo• strare come questa sia la carta più compiuta che della Toscana si sia mai avuta fin qui. Bensì mi sembra onesto il commondare chi p-çesiede all'ufficio topografico mil itare p er il felice_ pensiero, , e i valenti giovani che lo posero in atto con una pre~1s_10n_e e una · chiarezza al tutto superiore da ogni censura, pregt rnd1~pe1,sa• bili e non sempre facili a trovarsi in tal sorta lavori.
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ANNO
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MISCELLANEA
MISCELLANEA
Togliamo della Revue Militaire Suisse le due seguenti imG portanti corrispondenze, l'una dal campo di Neuenkirchen l'altra di Pietroburgo. '
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Campo di Neuerzkirchen, 1° ottobre 1858. Il campo o meglio i campi, perciocchè stavasi accampato a Neuenkirchen e a Ternitz, sono stati tolti ieri, dopo tre mesi di soggiorno. Si può certamente mettere questa scuola ca~pale nel numern delle più profittevoli per le truppe austriache, dopo quelle del maresciallo Radetzky in Italia. Oggidì i campi di manovre sono in moda in Europa. Si ac· campa, e si accampava non ha guari a Varsavia a Krasnoje ·in Russia, ad Augsbourg in Baviera, a Nordstemmen nel!' Anno• ver, a Cha.lons in Francia, a Luziensteig in !svizzera, a Neuen• kirchen in Austria, senza tener conto delle numerose riviste ed ispeiioni federali in Germania, a Berlino, Luxembourg , Dresda, Magonza, Mannhein, ecc. Ciò che merita particolare attenzione , si è che in tutti questi campi primeggia ad un d ipresso lo stesso sistema d'istruzione ,
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lo stesso scopo: quello di abituare gli uffiziali generali e di stato iµaggiore nello impiego strategico e tattico delle masse. In quanto ai soldati ed agli uffiziali subalterni, imparano sopratutto a sop• portare e conoscere le fatiche e le difficoltà del servigio di cam· pagna. Essi vi acquistano quel sapersi trar d'impaccio nel campo, nell'accantonamento, nell'approvvigionamento che si acquista con la pratica e che non trovasi indicato in nessun regolamento e non s'.impara in nessuna scuola del mondo, Il campo di Neuenkirchen non ha dimenticato nessun ramo dell'istruzione militare. Ne' primi tempi, la truppa è stata esercitata nella scuola del soldato, di battaglione, squadrone, batteria e reggimento. L'ultimo mese è stato più specialmente consacrato al tiro a segno, alle manovre di divisione e di campo. Una particolarità di questo campo è stata il tiro a segno per gli uffiziali, molto ben organizzato e stimolato da premi doppiamente preziosi. L'imperatore h a preso più volte parte a queste esercita· i ioni ed ha mantenutv, al cospetto di un brillante stato-maggiore, la sua riputazione d'abile tiratore. , Il campo era comandato dal tenente felJ-maresciallo principe Edmondo di Schwarzenberg, comandante il 4° corpo d'esercito. , L'effettivo era di due divisioni (Handel et Riickstuhl), r,om• posto di 4 brigate (I·f ortung, Brau m, Ramming, Dùrfel), cioè . 4 reggimenti di fanteria di linea (A iroldi, Stephan, I--lesse, Rossbach) , 4 battaglioni di cacciatori ( Ni 3, 13, 15 e 16 ), un reggimento di u lani, 50 bocche a fuoco (compresi i razzi), un èquipaggio di ponti, un distaccamento di treno degli equ ipaggi, ecc. .. , La l" divisione stava accampata a Neuenkirchen, la seconda a Ternitz, una lega al sud -ovest. Le due località sono in prossimità di una stazione della strada ferrata di Vienna a Trieste, e trovansi lungi una quindicina di leghe dalla capitale, in . una magnifica situazione, comprendendo u na vasta pianura ond ulata, sparsa di numerosi villaggi, circondata di montagne imbo• schite e però tutte le varietà di terreno desiderabili per gli eserc1zu. L'uno e l'altro campo sono disposti secondo le prescrizioni di uso , ma avendo riguardo piuttosto alle comodità del servizio ~he alle condizioni tattiche di un campo. Siwig\iantc sistema , basato sull'economia, è non pertanto deplornbile, e, dal momento
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che si mette tanta cura ad ordinare seriamente un serv1z10 di c_ampo, sarebb:' ~iglior consiglio d_i seguire dal principio alla fine le nor~e r1Gb1este dal servizio. E pericoloso usare le truppe ad u~ catt1 vo campo tattico. Se si vuole, per mezzo di questi campi , d~r loro ".er~mente un'idea approssimativa della guerra, non conv1en coounciare dal farlo accampare in maniera che ai primi colpi di fucile debbano abbandonare il loro campo. Pur tuttavia l'è quello che si fa generalmente, dicendo: se si avesse il nemico di rincontro farebbesi altrimenti. A Bière il campo è ordinariamente addossato al Giura col fronte di bandiera di contro alla strada, ed il burrone Tole~e a destra alquanto indietro. In verità non si sa comprendere verso qual parte sia rivolto siffatto campo, la cui posizione è presa a caso. Un semplice sforzo del nemico suìla sinistra, renderebbe la posizione intenibile. A Thoune, alla scuola centrale, si dispongono le tende in una maniera simile, cioè fra l'Allmend e la strada col fronte di baadiera rivolto alla strada , col campo addossato ~ll'Aar senza ponti di ritirata. Si passa finanche il tempo a far attaccare' questo campo dalle truppe accasermate nella città. Ora è evidente che le truppe accampate in una posizione simigliante non potrebbero e non ~ovrebbero sostenere un fu0co nemico alquanto serio, sotto pena di essere cacciate nel fiume. A Neuenkirchen si è fatto ad un dipresso la stessa cosa. Il campo è addossato ad un ramo della Schwarzau, molto comoda per !e cu~ine, ma abbastanza profonda e larga per impedire i movimenti regolari della truppa in linea, nè ho veduto costruir poiHi per assicurare la ritirata. Il campo ha alle spalle il villaggio di Neuenkirchen, da cui è separato per mezzo del ruscello. La destra appocraia all'estremità meriàionale del villaggio; la sinist~a al villagg0n di Natschbach ed alle contropendenze del Seebenstein. Innanzi al fronte di bandiera si distende in semicerchio una grande pianura che comprende, dalla sinistra alla destra, i \ illaggi di Natschbach, Rahm_loch, \Vartmanstetten, Danegg, tutti a piede del le colline. Più a destra trovasi il villaggio di Dunkelstein , fra Neucn kirc? en e 'l'ernitz, su\l~ strada di Stiria. Più lungi su questa mede· s1ma strada trovans1· ancora i villaggi di "\:Vimpassing, S . Va-
Ml~CELLANEA 173 lentin , Grafenbach, Gloggnitz, che hanno rappresentata una parte importante nelle manovre. Essi sono tutti sulla riva destra della Schwarzau. 1 Dall'altro lato del fiume e del cammino di ferro sta il campo di Tarnitz, molto meglio collocato sotto il punto di vista tattico, addossato ad una montagna praticabile e coverta dalla doppia linea di difesa del cammino di ferro e della Schwarzau. Ma, in questo caso, trovasi cornpiutamenta tagliato dal campo di Neuenkirchen. Esso piuttosto lo fiancheggerebbe se non ne fosse troppo lungi. Del resto il campo era diviso in due parti dal villaggio. La sna destra distendevasi smo a P ottschach e la sua sinistra verso
Dobbling. Il difetto di siffatto campo proviene da che, sapendolo e volendolo son~ state sacrificate le condizioni tattiche alle comodità àell'ap1;rovvigionamento, dell'accantonamento, della riunione, ecc.; sistema , lo ri peto, riprovevole sotto il punto di vista di una buona istrnrioné e che un esperto in siffatta materia, il generale Jomini, ha condannato in parecchi suoi scritti, e particolarmente in quanto concerne la S vizzera, nella sua Epitro à ses conci-
toyens (Lausanne, 1822).
. Fuori questo, il campo di Neuenkirchen, per la regolanfa della sua disposizione, l'ordine, i comodi, la proprietà che vi regnavano, ha formato l'ammirazione de' numerosi uffiziali stranieri che l'hanno visitato. Il terreno delle manovre era diviso in cinque raggi pei corpi separati. Le manovre d i divisione aveano luogo ordinariamente nel raggio fra Neuenkirchen e Danegg; in generale , ess3 s?no state eseguite con una regolarità rimarchevole . Era bello _il v_edere quelle linee spiegate di fanteria, procedere per meglio d1, 80? passi di marcia e di manovre in un allineamento perfetto. L artiglieria e la cavalleria, favorite, è vero, da un terreno dappertutt~ •acconcio, hanno manovrato con una rapidità che ha raccolto tutti i suffragi. Lo sfilare degli ulani dinanzi Sua Maestà, a t~tta carriera e con la lancia in resta , avea qualche cosa di diabolico, che atterriva i numerosi spettaton . . . Le manovre di campo mi sono sembrate inferiori. Più_d1 una posizione è stata male scelta, e difesa con formazioni vi ziose , ta-
174 . . lUSCELLA.~E.l lu!ll spiegamenti di mass, . · . por modo che alcuni uffi:i:~nho stati ~ffettuat1 trop~o lentamente, . • i anno ncevuto pu bbl 1eh . z1om molto aspre da pa t d 1 e ammom• • r e e comandante in . · d, Sua Maestà Eran · . capo m presenza . V I , Come tra nOt tropp · a· ciatori, senza riguardo alle d" t o scorregg1~r I cacl'insieme Il s . . . d. _,s a~ze e arrecando confus10ne nele
d
late deve. ancoer~';::er: c;:~: ;::~a~~ll:ta:ov~~ di campo ~imucosa sarebbe forse di no n d oroamzzato; la miglior g uidoni delle catene. . are cartucce che ai sott'uffiziali ed ai Oltre la commissione federale tedesca d'is . n umero d1 uffiziali stranieri· ha . . pez1one , un gran ' nno ass1st1to a pa . h · d. mansvre. Il conte di Chambord I iecc ,e gran t n_ell'_ultima giornata, è stato : : :~~mp~ùag n~:a S~a Maestà 00 1 z10n1. • 1U:,rng111ere atten-
l'o;~:;
Gli uffìziali tedeschi, prussiani bavar . - . . . numerosi E., · · '. eSi e sa:ssom erano 1 più francesi: .de~~1~v~::~:t:: ritrei°ch_~ '.iffiz'.ali m ssi' talun i uffiziali ziali svizzeri in missione uffi~ial~~c 11 o 'alacch1. Non eranvi uffi-
Piet?·oburgo' l O - 22 settemb1·e. . Sebbene la H.tJssia sia occu ata da . . . . t1ca, l[uella cioè della se· ·t· p una grande qu1st1one poli1 vi u, non tra~ci.:;ra ò ·1 . mento militare. In !)riruo 1 . ~ per I suo ordma1e rnrnieus uoo-o · 0 che si e:-;ecruouo da tutte 1 . . h . e n nprese industriali e, e p,irt1 anno il 1 1 t .. avranuo nelle fut ure guerre ' d . oro a o milita re, ed il nem ico del militare russo una gr;n o importanza. L'amico ed ciano le o erazioni I sono . e grandi distanze che abbrac0 g randi di:iauz~ pr;~eg~::;er1 ; :;s:n~~~ sotto l'as_petto che le nemico couie lo prova l ontro alle imprese del ' a campa()'na del 1812 l · 0 guerra d'Oriente nemico lt , , e a recente . ' so o a 11 aspetto che ~, puro I movimenti delle t. e,,~e para11zzano rnppe russe Or a J di ferro' i nostri canali rirn d. . ' e_ nostre strade a rotaie . e iano a questo rncon · . ]iteranuo più che per qual I vemente, e fac1' unque a tro Stato I . d"f · la nostra offensiva Le st d . . . a nostra J ens1va e 1· . . ra e a rotaie d1 ferro ed i te! . fi be or,.1nat1' raddoppieran no le C - d"f . egia , ne orze J ons1ve della Rnss,a, partico-
:t
\!lSCELLANE A l 75 larmente con le fortificazioni ai pun ti strategici e di osservazione, l~ qual cosa si è in via di studiare e di fate, sulle memorie profonde di cui gli archivi del nostro stato maggiore so no ricchissimi. V1 parlerò un giorno delle nostre fortezze, linee di strade a guide di ferro e dei canali, ma con quella misu ra della quale voi stesso comprenderete e scuserete la riservatezza. P er oggi dirò qualche cosa su i miglioramenti arrecati all'armamento della fa nteria, soggetto interessante per i m ilitari di tutti i paesi e che vi occupa anche in Svizzera, da quel che ne ho letto nel vostro periodico. Si ha molta ragione di occuparsene , e le potenze che non hanno ancora trasfonuati i loro fucili, si trovano in una inferiorità marcata rapporto alle altre. Ora nello stato attuale del militare in Europa, ove l'arte è in ogni Stato in progresso, ove i pretesi segreti della vittoria non sono più un mistero per nessuno, la minima inferiorità materiale può ren• dere inutili le migliori combinazioni ed essere causa di disastri. Se i Prussiani alla battaglia di Mollwitz, dovettero la vittoria alle bacchette di ferro dei loro fucili, che gli fecero abilità di caricare più rapidamente che con le baccheLLe di legno degli avversarii , cosa avver rà se una buona fanteria si trova in possesso del vantaggio di poter fare i suoi fuochi più da lungi e con più ag• giustatezza 'l Nell' ultima g uerra di Crimea, la R ussia ha ben pro• vata la verità di questa osservazione, che avrà certamente per rìsultato di far modificare il nostro sistema favori to delle grosse masse di fanteria, tra gli altri predilette rla Sourvaroff, l'energico scalatore delle vostre Alpi , il quale una volta presa la sua direzione, riponeva ogni confidenza nelle baionette, disprezzando la fucilata, buona , diceva egli , a spaventare i vili. Di g ià ad Eylau, innanzi al terribile cimi tero , le masse di Benningsen, troppo profonde, furono orrendamente decimate , e si lasciarono sfuggire un successo che sarebbe stato magnifico per le armi russe e che ci fu un momento che mancò poco non lo ottenessero. In Crimea, a Inkermann , tra gli altri fatti d'arme, si ammassò parimenti la fanteria su di una grande profondità. Si potrà es~ere disciplinato e bravo quanto si voglia; che quando a 1200 passi di distanza piove di già su di una brigata o un reggimento una grandine di palle che ne diradano le lìle, vi ha grande probabilità che, pri ma··a i g iungere all'azione della baionetta , questa
17G 111SCELLAliE A massa sarà demoralizzata, perocchè sa di non potere rispondere a quel fuoco micidiale, in caso di bis'.)gno o anche per capriccio, il quale sentimento costituisce una inferiorità morale , che produce ben presto l'inferiorità fisica. E però bisogna che ci sia eguaglianza nelle condizioni e nelle risorse della lotta, eguaglianza reale e non relativa, cioè che ciascuno degli avversarii abbia un armamento ed un sistema, che messo al servigio dell'uno o dell'altro cam po, dell' una o dell'altra tattica, possa produrre vantaggi eqijivalenti a quelli di cui dispone l'aYversario. Sovente in un combattimento un fucile non ha servito ad un fantaccino più di una buona picca: ma se si fosse datu a questo stesso soldato una picca invece di fucile, per combattere contro chi può adoperare il fuoco a piacere, egli senza dubbio , non avrebbe fatto niente di buono, e sarebbe stato battuto prima di essere a portata del fucile del nemico. Concludo che malgrado le di fferenz'é nella ta ttica e nelle tradizioni di guerra, bisogna che l'armamento delle truppe sia presso t11tte le nazioni allo stesso livello , e che perciò si fa bene, <lal momento che una nazione ha · adottato il fucile ed il .can11otre rigato, d'introdurlo in tutti gli eserciti, anche da quelli che hanno poca fiducia, in realtà , n ~l supposto perfezionam ento del tiro, c0me elemento ioportante di successo. Questa verità è stata capita in Russia, e sebbene non si è m olto amanti delle manovre in ordine sottile, l'itnperatore Nicola non volle rimanere indietro a'ile a1trn potenze. Egli voile avere un corpo di truppe di fanteria armato di c~rabine di precisione, ed incaricò il generale Ramsay, uomo capacissimo, di formarlo, e noYc battaglioni furono fo rmati di uomini scelti, presi dai migliori battaglioni dell'esercito. Ma dopo la guerra d'Oriente le armi di · precisione si sono generalizzate, ed oggid\ sono nelle mani di 50 mila uomini divisi in 45 battaglioni armati di buone carabine. Di qnesù 45 battaglioni .4 sono detti battaglioni-modello , destinati all'istruzione degli a ltri ed a servir loro di emulazione; 3 battaglioni appartengono al corpo delle guardie, 3 ai granatieri, 18 ai sci corpi di esercito, 7 all:esercito del Caucaso, 10 i n Finlandia. L'effettivo di un battaglione di carabinieri è di 30 offi~iali , due dei qua1i di stato milggiore , 90 sottuffi-
MISCELLANEA
l'i'i combattenti
··,.li 21 tamburi e trombetti, 820 soldati, 89 nlol_n , · · e 31 cava 1. e 31 cavalli, in tutto 1050 uom1·101 . riD"ate si trova nell'orltro aumenlo ne le armi o . lnoltre, un a . . d' b'oieri o quinte compagme dinamento delle compag nie i c~ra di_ 1· ea il che· forma un · tt compaO'me 1 10 · ' unite ad ogm qua ro :=' tore Nicola aveva di già, . gimento L impera . battaglione per reg · . - tradotto 6 carabinieri pei· rendendolo dal sistema austri~co' lil t t· a. 12 18 P . . ito furono aumen a I , compagnia di fant~r'.a; m segu . sta 5, compagnia. Non e 24 i quali riumt~ formano oggi qu_e . è a quelli ' . . d paran-onars1 a.1 vostri ' n sono al certo _t,ra~on a . o alla be1la fes ta del tiro fe che ho avuto il piacere d1 vedere non tirano male e fanno derale di Berna l'anno p~ssato' ma - della loro arme. Si d · - nel maneagio · · giornalmente e1 prog_re~s1_ . "r : ~ira.tori dei battaglioni, e scelgono per carabinieri i llll o_10'. 1 . . ' ni usi alla . 4~ battao-liom s1 scelgono i gw, a . d per reclute e1 o . o l numerosissima in R ussia. . d Ha vita delle fore,,te, c asse . S' l caccia e a a·i tao .. e. stabilita a Zarsko3e• e o, te una scuola . d Da altra par . \\ di Vincennes; ove s1 a ordrnata come qne a · 1· • 1)resso a poco . . .--t , ttori per questa spec1a ,ta. clestrano gl' istruttori ed i sotto-1:, i u b.,· ento e lo ha ,. olto a questo sta lllffi L'imperatore s rnteressa m già visitato più volte. p • · l 1855 che i . . . rderete che si è osservato a ang1 ne , V1 r1co . t' d Ila Crim.ea avevano le palle focassoni di cartucc_e ritor_na i_ af a di galleria larghe da 2 · d' se d1rez10Dl !Il orm · rate lil iver . . , . to russo celebre entomolog1sta ' a 3 millimetri. Uno sc1enzia . ' .. ubblicato su -'l ·gnor Vittore Gvanovitch Motchoulskn' ba p . d' t, l s1 ' ernoria interessante' nella quale imo~ ia quest oggetto una m . l ru ti ad un i nsetto conosciuto che questi perforamenti sono e o, . s arso in ~otto il nome di Uroccn1s J otiencus' che s1 tro~~ te ma :, . d . n F rancia ove devasta le foreste i a e ' Alemagna e _1. • Q' t ·nsetto è stato trasportato dalla non si trova m Russia. 11es _o 1 . . Francia nrllo stesso legno d~1 ,~:ssom. o dovute non al gusto Le gallerie forate nel p1or""'l-'o son h ' non lo . d 11•· • tt questo m e.tallo ' perocc e . particolare e mse O per · . · · oli essert . .• al rodere comune a tutti questi p1cc mangia, ma . ·ere la loro metamorfosi. . . . per compi . gnanze per le restr1z1om ar• Da. molto tempo s1 sentono 1a . lla. uale noi:i recate all'entrata ed al servizio delle guardia' ne q
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178 ll!SC.E!.LANEÀ si poteva essere amme~so che nell'età di 17 a 20 anni. Con un'ordinanza recente l'imperatore ha decìso che i giovani gentiluomini potranno entrarvi a 16 anni, in qualità di cadetti e restarvi indefinitivamente. Gli aspiranti che avranno terminati gli studi nelle università ed istituzioni che vi sono a3sirnilate, saranno dispensati dall'esame nell'entrare nelle guardie, e dovranno sostenere il solo esame sulle scienze militari quando passeranno ufficiali. Le esigenze saranno le stesse per la vecchia guardia , come per la giovine, salvo che per la prima bisogna un successo d1 più. La scuola e la guardia imperiale sono ora rientrate dai campi di P eterhof:f e Krasno'ié Sélo, dopo avere manovra-lo per più giorni tra Krasno10-Sélo e Ropsha alla presenza dell'imperatore. Una parte dei soldati della guardia sarà adoperata alla costruzione delle strade di ferro di Krasno'ié-Sélo, luogo abituale del loro accampamento di estate, sino ad una delle stazioni intermedie della strada a rotaie di ferro di P eterhoff, di maniera che il campo sarà legato cou uua :;trada di ferro alla capitale ed alla residenza di estate dell'imperatore. Questi lavori ai quali si adoperano i soldati, sÒno molto comuni in Russia, e se ne ricavano tre buoni vantaggi, cioè 1° si mantiene una salutare attività nelle truppe; 2° si esercitano i soldati nei lavori di terra così utili in campag na; 3° infine gmnde eco· nomia per lo Stato. Un gran malanno del nostro Stato militare è l'amministrazione in generale e principalmente· quella in lontane· contrade. La prevaricazione vi è un peccato di abitudine, tanto che si è quasi immedesimata nei costumi, e che molti officiali se n e gloriano. Nel Caucaso, i Kas,nokrndstro, siccome si chiama questa vi?'tù in russo, è quasi un'opera meritoria, e da ciò qmii bullettini e quelle ralazioni esagerate in cui si accrescono gli effettivi per impinguare le borse. Ma di già nella guerra di Crimea, l'imperatore ha risoluto con fermezza di mettervi riparo ; ultimamente un capitano della mez;:a brigata di Odessa, chiamato B.... , è stato condannato alla degradazione ed · a servire come semplice soldato, per avere accettato dal proprietario d i un bastimento naufragato del vino, del rhum, ecc., in contrabbando, e speriamo che sia questo castigo una lezione salutare.
MI SCELLANEA.
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manca in Russia di buone pubblicazioni m ilitati; ' Non a s~uova ubblicaziot;ie creata ultimamente è quella che ma, un '. . è la Raccolta Militare' redatta dal colon• le sorpassa tutte. c10 he lo scorso ' llo d1· c:tato macro-iore Anitchkoff' lo stesso c a· ne ~ oo . . Al · r stu iare anno è stato invia~o in Francia edr;:i fa:c~~1~i d~l~a Raccolta l'amministrazione d1 quel paes~. I p. d . te Oltre offrono una lettura variata' 1strut\1va ~ inte_rehssadn . . . adri . . . 1· . d" "i rann dell arte, . Cl a et quc ao-\i scntt1 spec1a I s u 1 ivern • '? . ·1· . be hanno un carattere russo part1co1are. d1 costumi nn itari, c . . · calore Lo stuctìo e la coltnra di gusto squ1s1to' v1 sono con d. t" t raccomandati come i migliori mezzi per for~are un. is I~ o ufficiale. Fa piacere in osservare questi sforz~, te~denllt1tta aslpem~ • · campo pm mte e u . I 1 g el'll la carriera delle armi m nn 'f t troppo materia e , a pii.i estetico, che quello ove tan~a g1m e' racchiudono così male a proposito.
VICENDE DELLA IARINA DA GUERRA AUSTRIACA.
La Wiener li tograph · <Jttobr , . i·te z_eitung Corresponclcn z, del 13 e a. c. ' porta l seguenti raggua<>li storici· sulla .. O e Il · d d , or1gme . su e v1cen e ella marina da guerra austriaca I . . .. d1 q 11 · · • prrnc1pn ue a m~~ma n montano ai periodi '<lel governo di Ferdi n·1ando . d.i S .. fu però. U , Filippo II e Leopoldo I . E ugerno ' avo1a Jl7pl9rimo cflhe .ne raccolse gli sparsi elementi' e che fondò nel na l'in<>les otta da1 gue rra a~s t riac~ · .. Il prnno . di essau fu vice-a mmiraglio f . o ~ ord F orbe:s, che r1s1edeva a Vienna. Nel 1722 u c~st~mto a Trieste un arsenale di guerra. Già nel · 172' :flotth1gha era prouta ad uscire, ed essa negli anni segue~t~mf~ · • an m. del governo di Carlo VI"' a ne , e .aumentata '· ma neg1·i u l tmn a ndo m ~ec_ad~nza. Il vice ammiraglio conte Lechoda s a~nuolo' s1 d1m1se dal proprio uffizio gr . . • . p, lice~ziati, ed il reggimento dei sold:ti ~i e~:~:!g~i~:i: l~~on: qu6e 0 tem4po la :flot~ e~a composta di tre vascelli di fila di. 70 a e O cannom ' di due a?•rnanizze • , una fre..,.ata quattro ~o1ette, uno sciabecco, una feluca molti t b cl.1 ' . 10 tutto 500 cann · .' ra acco e pontom, r· 1 om. Sotto Man a Teresa' allorchè l'Austria '.vo gere dovette tutte le sue forze contro Fed . II I rma decadd . er1co ' a mae . sempre più •· alcum· navig · 11. ne furono venduti • d' a ltr1 1sarmatJ' e furono conservati• m . servigio soltanto piccol 'i
.\.IISCJ,;L LANEA 181 navigli come incrociatori. Venne finalmente il tempo in cui la caduta di Venezia diede alla marina austriaca, profondamente decaduta, la grande erf:dità di quella regina dei mari. Il Querini , patrizio veneto, ne assunse il comando superiore: l'arciduca Carlo el'a ministro della marina. Ma la flotta rimase inoperosa a F iume e Trieste, fino al 1814 , anno nel quale il governo austriaco assunse la flotta del regno d'Italia, della quale l' Esperia ottenne il comando. Nel 1815 e nel 1817 eb• bero luogo importanti riordi namenti, ed il Koningck ebbe il comando superiore della marina. Al Koningck succedette nel 1824 il marchese Amilcare P an lucci , sotto il quale furono fondati ed ampliati gli stabilimenti d'istruzione e di educazione onde form are uffiziali di marina. Suo successore fu l'arciduca Federico , dopo la morte del quale il ~fortini ebbe il comando superiore. Dopo terminata l'ultima guerra italiana, la marina -stette sotto il comando del conte Gyulai: dopo questo sotto il Dahlerup. Sotto il conte Wimpffen , successore di questo , la marina contava già G fregate, 5 corvette, 7 brick, 6 golette , ·34 peniche e barche cannoniere, 5 scune, 11 piroscafi, 9 trabaccoli , 1 naviglio da trasporto. Nel 1854 , l'arciduca Ferdinando Massimiliano assunse il comando superiore della marina. Ora la :flotta è composta di 1 vascello di fila, 11 fregate a vela, 3 ad elice , 5 corvette a vela e 2 o.d elice, 5 brik, 9 pirosi.:afi, 3 golette, 4 scuni\ 12 barche cannoniere, 13 peniche, 7 naYigli da tra5porto, 4 navigli per servigio nelle lagune ed
un iacht a vapore.
MISCELLANEA
CINA
Riportiamo il seguente rapporto del
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.
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d' . v1ce-amm1raglro Riga~ t ,1 Ge~ww,lly, comandante in capo le forze navali frane:-::;' ne man della Cina' sulla presa dei forti e d. l[ ' msola di Tura~· ·1 e a pc 1 .' a' , qua e' come documento ufficiale' non ·
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perde la sna importanza per trascorrere di tempo.
« Signor ministro
<<
Baia di Turana 17 settembre.
, Ho l'on d' '· • . ore. I annunc1arv1 eseauiti o-]i ordini del!' . O ratore m t o impera' q~1an o concerne la presa dei forti di Turana e la Ioro occupazwne. , ' " Partita da Yu-li-Kan il matt' d I 30 , sione navale franèes . . mo. e agosto, la divi e, a cui s1 aO'gJUn"e l'a · . spagnuolo Et Cano .0 ~ 'vviso a vapore prima colla D ·d ' con due pezzi da 16' e ch'erasi unito di O? ogne' avente a bordo un cor d' 450 . delle Filippine diè ~ d T po I soldati Il d .' on o a urana la sera del 31 corrente . « omattma Io settemb f tt· 1•· . . . al go ' d '. . . re ' a a rnt1maz10ne in iscritto di te~e~natore e1 :orti d,1_ c?nse?narmeli' e dategli due. ore b PI. per obbedire all 1ut1maz10ne ' rimasta senza risposta o assa 1to a una volta le O t t h . ', ·1 d f . . pere u te, c e dommano le spiaagie 0 e ue orti eretti da · · f . gresso del fiume Tu/n.gegn:ri . rances1_, che difendono l'inman ' b . I I cap1tam' particolarmente Reynaud ovra1ono ravarnente fJer prendere le 1:0s1z1om . . . stat , e Ioro'
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nssegnate. In ordine di battaglia, coll'orologio alla mano, trascorse le due ore di tempo accordate ai Cocincinesi , la bandiera nazionale, issata al grand'alberq della Némésis, diede il segnale a tutti i bastimenti di aprire il fuoco. La bandiera spa• gnuola fu nel medesimo tempo inalberata al trinchetto. • Dopo mezz'ora di vigoroso cannonegg:amento, con tiri bene aggiustati, i forti , che difendono le spiaggie, erano ridotti ,a tacere. Le compagnie da sbarco della Némésis, del Phlégéton, del P1·imauguet e della mezza compagnia del genio , posto piè a terra sotto il comando del capitano di vascello Reynand , scalarono ed espugnarono essi forti in mezzo alle grida di Viva ·l'imperatore I Io mossi innanzi con quella colonna. Poco stante, -le truppe francesi e spagnuole disces'ero a terra, attelate a battaglia, dinanzi e vicino ai forti. Intanto che si operava questa fazione, nel molo dei grandi bastimenti, tre delle nostre cannoniere, la ilfitraille, la Fusée, l' Alarme, e l'avviso a vapore spagnuolo El Cano, battevano i forti dell'ingresso dél fiume. Uno di essi, posto ad oriente, mezz'ora dopo incominciato l'assalto, sotto la grandine delle nostre palle rigate, andò in aria con. terribile schianto; la corti!,a attigua alla polveriera, spiantata dall'imo, diroccò nella fossa. • Dopo di esser andato a riconoscere io stesso , sotto la scorta d'una compagnia di cacciatori spagnuoli, un sito conveniente ad un campo sopra lo spianato della penisola, in ·vicinanza al forte orientale , vi feci stanzia.re la sera tutte le truppe francesi, guidate dal tenente colonnello Reynaud , e il battaglione spag[molo, obbediente al colonnello Oscaritz. Compagnie da sbarco, staccate dal battaglione di marinai , e poste sotto il comando superiore del capitano di fregata Ribour , occuparono le opere princi pali. Ancorchè avessi nsato il riguardo di far marciare le truppe al tramont.o, e non avessero più di due ore di cammino, Il caldo era sì forte, che molti soldati vi soccombettero per la fatica. • La notte fra l'l e il 2 settembre, il comandante Reynaud, assistito dal sotto-ingegnere idrografo Ploix , scandagliò la parte a. libeccio della baia, per potere, il domani, accostare le cannoniere al forte occidentale, che tuttavia resisteva. Ali' Alba, le · ci~que car.noniere, l'A larmc, l'Avalanche la Dragonne , la
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mSCELLANEA
~usée e la 111itrai~le, e !'avvis~ a vapore da guerra spagnuolo Et Cano, sotto gli ordm1 del s1g. Reynaud, avevano preso le n~ove lor posizioni e in capo a mezz'ora d'un fuoco di ammira bile ag~i 11statezza, il forte occidentale saltava, come quel eh levante, al trarre dei nostri cannoni rigati. Tosto poi il comanda_nte Jaureguibery, penetrato nel fiume alla testa d'una flottiglia di lanci~ armate a guerra, vi rimase a staziom, dappress? al_ forte orientale. La Dragonne bd El Cano, lasciando la baia d1 Tmana, mossero ad ancorarsi di fuori, in vicinanza del campo, tra la penisola e l'isola di Cham-Challiao coprendo la sinistra. del corpo di spedizione, la cui d~stra si ap• poggia al forte orientale, dove due nostre compagnie di fanti e mezza co~pagnia spagnuola stanno a presidio. Gagliardamente collocato 111 quella posizione vi aspettai l'esercito annamita che giusta informaz:oni raccolte dai nostri missionarii dove~a ar'. frontarci in numero di 10,000 soldati. Non è ~uell' esercito fino al presentè comparso. · . • Il forte occidentale , e tutte le altre opere, erano in ot• timo termi·n e di riparazioni, erano tutte validamente munite con cann~ni di f<!:ro e ~i bronzo di grosso calibro: quelli di bronzo p1u numerosi, e m generale bellissimi; tutti i cannoni p~sti su letti di fresco applicati; i traini d'artiglieria nel miglior essere, e superiori di m oli.o a quanto vedemmo alla Cina. Prescindendo dal suo armamento, il forte occidentale con• te?eva un paroo d'artiglieria di campagna, bocche di bronzo da sei e da nove,. i cui ca1:retti su ruote altissime, sono perfet• tamen~e _acconci alle pessime strade di questo paese. Tuttavia le artiglierie d1 bronzo furono prese e condotte a bordo dei n?stri legni; quelle di ferro, che non potevano servirci furon distrutte. Fe?i ~orre in disparte due pezzi magnifici in bronzo, da essere oflert1 a S. lVI. l'imperatore dei Francesi e a S. M. I~ regina cli Spagna. Le armi da mano non presentano nulla d1 particolare: sono fucili di munizione, fabbricati in Francia e ne_l Belgio. La po!vere :della quale prendemmo una quantità considerevole, è d origine mé;lesQ, e venne probabilmente com• pera_ta a Smgapor~ e a Hongkong. Il complesso delle disposiziom avversarie dnnostra che il oaoverno annamita aspettavasi . un prossimo assalto.
CRONACA NIILITARE
NAPOLI. _ Spirato il termine di 30 anni delle capitol~zioni. de~ Cantoni svizzeri per il reclutamento de' _quattro re_gg1ment1 d1 quella nazione al ser:izio del re _dì Napoli, furono_ rmno~ate coi colonnelli de' tre primi regg1ment1 per lo stesso penodo d1 ~empo, i quali stipularono per sè e re' successori. Ora essendo spirato 11 termine per il quarto reggnnento ancora, formato alcun tempo dopo degli altri , la capitolaz)one è s_tata rinno:rata ~lla stessa maniera ed alle stesse cond1z10111 degli altri regg1ment1. Il batta• glione di cacciatori, format~ posteriormente al 1848, di già trovavasi arruolato col nuovo sistema. . Ora trattasi di stabilire una scuola di cadetti in ciascun reggimento, ad u n dipresso sul sistema austriaco, ~er provved~re all'insegnamento degli aspiranti al grado di uffiziale. Per lo 1~nanzi le autorità cantonali proponevano i secondi sottotenenti, a misura che vacavano le piazze; più tardi quest'uffizio veniva affidato ai capitani. Ma, sì nell'uno che .nell'altro caso, la scel~~ · cadeva più comunemente su giova ni, che quantunque s_uscett1b1h di diventare col tempo eccellenti uffiziali, erano compmtarnente difettivi delle qualità necessarie al comando. La classe de' s~ttu_ffiziali che in tutte le armi delle truppe napolitane, dall artiglieri~ in fuori, ascende al grado di uffiziale. pe' d,ue te~zi de! posti vacanti , non, gode dello stesso vantaggio ne reggiment i
CR_ONACA UILITA!tl!.
186 CRONACA MILITARI,; sv!zzeri, ne' quah non :7ien promosso che per eccezione un sottuf. fizial_e al grado_ d1 u'.fiz1ale. D~n~e ne risulta l'inconveniente, che molti b~om g10vam sottuffiz1ah, non potendo sperare di essere promossi, abbandonano il servizio al termine del loro impec, no, . . 0 con danno dei corpi. (Revv..a Suisse).
2:"
nRIGATA.
187
Generale Cauvin du Bow·guet.
82 e :l6 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni ).
i.: ia
oLVISIONE.
nRIG ATA,
Generale de Vinoy.
Generale de Marlinprey.
6° Battaglione di Cacciatori a piedi . 7.3 e 52 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni).
-1rmata di Parigi. In seguito a un gran numero ~ 1 camb1a1:1ent1. c.he hanno avuto luogo in questi ultimi t 8 mpi, I armata d1 Par1g1 è ora composta nel modo seguent'e : . FRANC~A..
2.•
BRIGATA.
Generale de la Cha1·riere.
86 e 85 Reg\simenti di fanteria ( 4 battaglioni ).
Fanteria ( 4 divisioni)
1: l.•
DIVISIONE.
~avalleria ( Una divisione ) Generale · d' Allonville.
Generale Forey. l.•
Generale Beuret.
nRrGATA .
2. •
3.a
DI e 98 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni ).
2:
1•
DRJGATA.
BRIGATA.
Otto batterie di sei pezzi ognuna.
Genio.• \
3• DIVISIONE. BRIGATA.
Generale Ubrili.
Generale G1·oudChamp.
14 Battaglione. di Cacciatori a piedi. 80 e 18 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni ).
Genernle Gat~din de Villoine.
Artiglieria.
Generale Zamfroid.
21 e 61 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni).
l.•
DRIGATA.
Generale Loynitz.
10 Battaglione di Cacciatori a piedi. 15 e 100 Reggimenti di fanteria ( 4 -battaglioni ).
2•
Generale Dubern.
1° e 2° Reggimenti Carabinieri ( 8 squadroni).
Generale de L'Adminault.
DIVISIONE.
nnIGATA.
1o e 4° Reggimenti di Corrazzieri ( 8 squadroni ).
Gene1·ale Blanchard.
DRIGATA.
Generale de Noue.
50 e 7° Reggimenti di Dragoni ( 8 squadroni ).
17° Battaglione di ·Cacciatori a piedi. 74 e 84 Reggimenti di fanteria ( 4 battaglioni).
2.•
BRIGA.TA.
Quattro compagnie.
corpi di A.mmini~trazione In proporzione dei bisogni del servizio. . A queste truppe bisogna aggiungere, la Guardia Imperiale, due battaglioni di Guardia di Parigi e quattro squadroni .della medesima guardia .
188
CRONACA MILIT ARE
Leggesi nella Gazzetta milita1·e di Vienna, che in virtù di un ordine dell'imperatore, parecchie opere di fortifica• zione più o meno considerevoli saranno demolite, cioè· il campo trincerato di Linz, la fortezza di K oenigsgraets, i castelli di Deva, Laveno, Valcesino, e Semione. L'3 opere in terra di Floridsdo rf, il fo rtino al passaggio della Torre-Rossa in Transilvania, i castelli di Gratz e Presbourg , e diverse altre opere di fortifi.ca;:ione meno considerevoli in Transilvania , saranno conservate nello stato in cui si trovano attualmente, senza spese di mantenimento. Se non che l'epoca della demolizione di Linz e Koenigsgraets dipende da condiz10ni, che sicuramente richiederanno ancora molto tempo. Frattanto si lavo ra attivamente alle fortificazio11i di Vienna. La demolizione delle opere inutili può essere commendevole ma in quanto al campo trincerato di Linz crediaµi o che si commetta un errore grandissimo, siccome c'ingegneremo di dimo• strare nel prossimo numero in apposito articolo. AusTRIA
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STUDI STRATEGICI SULLA DIFESA DELLA SVIZZERA cq
VI. Nella Revue llfilitaire Siiisse dello scorso novembre si legge: Diversi giornali danno le seguenti indicazio~i su di una nuova arme, che si avv icina molto , come assicurasi, al sistema dei signori Prélat e llurnand. • Il tenente•c<?lonnello federale di artiglieria de Réding-Biberegg » ha presentato al consiglio federale un nuovo sistema di > fucila rigato, inventato con la sua partecipazione dall'armiere » Zoller, à Frauenfeld. Il sistema s i può applicare ai vecchi • fucili di fanteria, e si ga.r,antisce che con un fucile trasformato • confo.rm e a questo sistema, si può colpire con s icurezza il bersa· • glio a 1000 piedi , la quale portata, per un fucile trasformato , di fanteria, lascia poco a desiderare.
TAGLIANO GAETANO
Gerente.
DIFESA COì'(T[lO L,\ FRANCIA
·m \t' 1,11a difesa contro . Abbiarno <li già aecennillC le di aco a e e . . . la Francia provenienti dalla distesa della fronl'.~ra.' cl~ed "111~lla . d"I t·i oppe, senons1es1con e adi ouarnirla' suffic1enteroenle lea~za del Piemonte. Tuttavia la configurazione d~l te'.·1:eno s~ quella frontiera, è tale elle olTre posizion'. for1~1dab1h. __Mo~t~ . d l !al l della Borgocrna sono d1venoll celeb1I p passaggi a l o e, d' le lolle fra gli Svizzeri ed i Borgognoni, e ~onservano ogt>1 t una certa importanza tattica e strategica. ancora . , ltO iù favorevole La Posizione attuale della Svizzera, e mo. B Pgoo-na. a11 o1.a d per le d.Ifes e, ct1e non la era nella guerra i or t> • I ag M del yo(1) Vedi le pagine 170 e 270 del voi. IV, Anno li , a p, . lume I , e la pag . ..'·"~ d e•l voi · li ' Anno Ili. A~No Ili . Voi. 11 -
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• l,
'•1 'I.
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STlJDl STRAT E•] ICI
il nemico che minacciava le nostre frontiere rra, pit1 o meno, in possesso del Cantone di Vaud, e guadagnava pcrcib , alla prima una base di operazione appoggiata a drstra alle montagne della Sarina e Gruière, ed a sinistra ai Giura; ed i Borgognoni potevano avanzare liberamente per il piano fra il lago Lemano ed il Giura, senza incontrare la pilÌ piccola resistenza, sino alla contea di Neuchàtel. La Svizzera attuale per converso può difendersi di già, siccome abbiamo indicato, sulla linea di Nyon e di St-Gergues. Ma all'epoca della guerra contro la casa di Borgogna, la Francia <ira divisa in due grandi reo-ni o che si comballe\'ano tra loro; e però la quistione politica essendo affatto diversa, la quistione slr~ategica ne resta considerevolmente modificata. I nemici della Svizzera si trovavano al sud cd alla punta sud della frontiera ovest; la Svizzera era minacciata dalla Savùia (e dal Piemonte), dal Dclfi.nato ' dalla Bor"O"na e 'O b da una parte della Franca-Contea; al presente avremmo a fare con tutta la Francia unila; nel mentre la Savoia sarebbe o 11cutra o nostra alleata. La storia del la difesa della nostra frontiera contro la Francia, ci offre, riguardo alla guerra del ,J 798, un esempio analogo all'attuale nostra posizione, sollo al punto tli vista slratecrica ·' . . b ma niente alfallo applicabile sotto all'aspello politico: nel 1798 le truppe francesi erano chiamate da una parte dalla popolazione; la difesa fu fatta da una parte sola di essa e la debole resistenzd che si fece, non fu sostenuta dagli sforzi della nazione, per effetto della divisione dei partiti. E però le nostre considerazioni strategiche , sulla difesa della frontiera ovest della Svizzera, non possono appoggiarsi ai risultati delle lolle passate. Nel capitolo sulle principali linee di difesa, abbiamo indicalo le quattro sezioni di difesa che si offrono ai nostri studii; esaminiamole ora particolarmente, per occuparci in seguito dei vantaggi di 111ù1lleanza con il Piemonte.
SGLLA D\FESA DELLA SVIZZERA
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,, La prima sezione di difesa lascia scoverlo, siccome _lo_ abbiamo .indicato in principio, il Cantone d) GineHa ed una m1111ma parte ,di quella di V-aud. Anticamente la città di Gi nevra era compresa nella prima linea di difesa, la quale si spiegava in line_a ob·bliqua dalle alture di Faucille e covriva tolto il Cantone d1 ~au~I, difendendo vantaggiosamente il lerritor-io .del Cantone d1 G,·uevra sulla riva destra de\ Rodano. Ginevra, come piazza forte, ' . . ;era il perno d1 una linea di difesa che la si spin~eva 1nnan_z1 , lungo le nwntagne s,ino a Heculd, o pure che s1 porla\'a 111dietro ~ino alla Dòle. Questa ci llà offriva, in ogni caso, una po,sizione vantaggiosa per impedire al nemico di stabilirsi defini.livamenle a Grx, ne.Ilo spazio fra il Rodano e le cime che dal Dole discendono sino al forte della Ch·iusa. Non è nostra intcnzi,me di discorrere in favore ·delle antiche fortificazioni che circondavano Gii:evrn, le quali, per il loro di fettoso sistema, non aHebbero potuto ri~pondere alle esigenze :attuali, percliè troppo ristrelle e dominale dalle ~ircosti)n~ì ,t:ol~ Jine, particolarmente quelle di Saconnex. ~nfall1 se ~a c11ta ti'. Ginevra fosse rimasta piazza forte, come lo e stato pnma che s1 demolissero le sue forlilìcaziòni, il nemico avrebbe potulo bom,bardarla agevoltl_)enle e ridurla in cenere, nelle prime ,enti~ uallro ore, sema esporsi a perdite consider~voli .. I . progres_s,1 11 della scienzi) dell'artigliere , richieggono forl1ficazio111 ben pn'. vaste, più estese, che non erano quelle dell'antica Ginevrn, d1 maniera che non v'ha che a scegliP.re o di dem olirle comp1uta·mente O di compierle in manie ra da corrispondere alle esige1~ze presenti, nel quale ultimo caso, per riuscirvi, bisognava demol1rn . ·la maggior parte delle antiche fortificazioni. La linea di dife:5a di Nyon a St-Cergues, e da St-Cergues alla ~orgcnte dell'Orba , al lago del!~ Rousses, ~omprende la montagna di Noirmont, \'entrata della valle cii D.ippes, del lato ovest, e \'uscila di questa valle da un lato per la nuova p<'r la , alle (li MiJ.oux. I tre 1rnnl1 strada dt• I F·anc1·11r, tl·ull'~ltri) " 1
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STUDI s·;:JUTEGJC!
dominanti sono perciò il Noirmont, la monlagna dì Tuffes, e quella della Dòle. La strada. in quistione quella di Salines al colle di Faucille e a Gex, atfraversa questa parte della nostra posizione dominante, e può essere considerala, inoltre, come una linea di operazione, che partrndo dall'interno della Francia, si dirige per Gex e Ginevra. I Francesi, padroni ùi questa comunicazione strategica, in tutta la sua lunghezza, possono, stabilili solidamente a Gex ed alle Rousse.~, servirsene conie base di operazione. Per conv~rso se la Svizzera è in possesso di questo altopiano e delle alture dominanti, intercella la linea ed impedisce la comunicazione (lii più facile) fra l'interno della Francia ed il versante est del Giura (la cillà di Gex). E però i vantaggi che questa posizione procura alla Svizzera, si comprendono agevolmente. li piano tra il Giura ed il lago Lem;ino offre, senza dubbio, le migliori agevolezze ad un attacco del nemico, se si comidera che le sue forze possono spiegarvisi agevolmente e prendere l'offensiva su di una linea più estesa: inoltrandosi il nemico, il piano si slarga, gli offre maggiori ricchezze di risorse e gli apre la via neces~aria per unirsi al corpo di esercito che opera sul versante ovest del Giura. Se l'altopiano o la valle di Dappes, è in mano dei Francesi, gli Svizzeri si vedrebbero bloccati da due lati e costretti ad evacnare la linea di Nyon e St-Cergues. Ma i Francèsì non possono intraprendere questa operazione se gli Svizzeri sono padroni della valle di Dappes, perchè, in tal caso, la grande strada attraverso questa valle gli è preclusa , e gli Svizzeri spingendosi sino a Faucille, dominano anche quelle che vi sale da Mijout; per il quale movimento la città di Gex non solo è isolata , trovandosi intnrotta la sua comunicazione con la Francia, ma anche essa è minacciala alle spalle e costretta a rendersi. La valle di Dappes diventa allora il mezzo della linea di di-
SULL.I. DIFirnA DELLA SV,ZZERA
193
fesa occupata dagli Svizzeri, e quella nel piano sarebbe p_orta_l~ a·Gex, Femex e Gin~vra. La mancanza di passaggi_ prat1c_a,b1,I~ fra l'interno della Francia ed il ,·ersante est del Grnra, pm ~ sud di Faucille, impedisce al nemico di poterci attaccare in altra direzione che avanzando dal forte della Chiusa, sulla strada di St-Genis; ma allora si trova minacciato sul ~anco de_stro dal lato di Ginevra, e rischia anche di vedersi tagliata la hnea di operazione. . . . . La valle di Dappes è dunque per noi di grantle impo1 tanza, perchè ci garantisce il passesso del nostro terri_to_rio tani~ del Cantone di Vaud, che di Ginevra, col permeu_erc~, m ca~o di un~ guerra con la Francia, di difenderci sul territorio nemico e d1 ckminare il terreno fra il Giura ed il Rodano. . • . Il passaggio di St-Cergues attraversa il colle tra il Dole e~ il Noirmont, il quale ultimo si trova a destra della strada, ed e dominato dalla Dòle, che domina anche le montagne dell r, Tuffel e le Dappes, senza che per questo ci offre una b_uona posizione per profittare di siffatto dominio. Coronando _11 mon~G · t, ci· troH•·amo. ben collocat1 per disopracorrenle ed 11- N01rmon fendere l'entrata della valle delr0rba (valle del Joux) alla sua sor<rente e dominare, con una posizione di fianco, la strada che ' da r,Salmes s'indirizzi a St-Cergues: ma ques t' ult"Im·a :s·tra< da è dei Fran-. compromessa se la vaIl e d.I o-appes, cade nelle .mani . ,. E' pero, 1·1 nemico sarà forzato o di avanzarsi m tre colonne. ces1. , t sulla strada di St-Cergues; 2.° nella valle di Dappes dal _lato delle Rousses; e 3° sul versante est del Giura ver_so !auc11le; o di dare( un colpo decisivo con là sua forza prmc1pal~ seguendo una o l'altra di queste linee d'operazione. In ogm cas~ interessa ai difensori di presentare una forza sufficiente su t punti minacciati. St-Cergues è un centro avanzato di difes~ per . daI sommo deI Dòle i movimenh del osservare con vantaggio nemico. r Siccome è di grande importa11za mantenere intalla 1a mea O
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~TUlll STRATE GICI
ùi difesa di ·Noyon a St~Cergnes, o tenerci pronti di darvi , bi~, s?~na'.1do, una uallaglia decisiva, dobbiamq assicurarci delle pos1z1om sul Noirmont, i monti soprncòrrenle è nella valle di D~ppes; peroccbè queste ullime posizioni sono il supplem('nlo di quelle del Lemano. Le montagne innanzi a St-Cergues tlominano la stradà èhe mena a St-Cergues, e quella che discende per la valle di Dappcs verso il colle di Faucille da un Iato e vNso il lago delle Rousse dall'altro (1). . ' La vaHe del lago di Joux potrebbe ·essere difesa passo a passo, percbè offre posizioni ben forti lungo l'Orba ed il lago d'. J~ux ; più volte si oITrono punti di congiunzione con i corpi di difesa sul versante est del Giura, di maniera che i corpi di di fesa possono appoggiarsi a ·vicenda se le circostanze Io esigono .. Tuili qoesti punti di congiunzione sono tante posizioni d1fens1ve per iinpedire al nemico di scagliarsi sul fianco della ~1oslra po~izione sul Lemano. I due punli di congiunzione più 1mportant1 so110 i srguenti: la strada cbe dal campo cli Bière e S. Gioi•gio si dirige per Marchain su Brassus , e la strada di Cassonay a Poni sulla pu11ta nord-est ciel lago di Joux. Ollre questi p,1ssaggi ve ne ha ancora degli altri , ma sono più stretti; cioè uno tra quello di St-Ce,rgues e l'altro di J\farchain , e due tra qnesto e quello di Pont; ma ttìlli e tre non potrnbbero servire che per truppe leggiere, e perciò facili a difendere contro ad un nemico, cbe essendo in possesso drlla valle cli Joux, volesse passarli per attaccarci sul fianco. La perdita di questa valle non ci farà dunque ancora abbandonare il versante est del Giura, perchè le cime della sua riva destra, offrono una ,seconda baniera all'invasione del nemico , dalla quale possiamo impedire che discenda verso Poni. Solo da questo pUulo potrebbe il nemico costringerci a conéeiltrare (1 ) Ci siamo _occupati lunga mente di questa sezione, perchè ha dat o luogo ~ lo rlara an cora, a polcrni ehc seri e, sul progetto di vendit a della n11lc di Dappes, de!la <111alc l'au tore si è dichiaralo aYvcrsario.
S GL LA ll!FF.S A D E L J,A SVIZZERA
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fo 'nostre forze sulla base di difesa, nel qual momento dovremo abbandoirnre sopratutto i posti-avanzati a Ballaigne. -· Nessun teiTeno è tanto propizio a operazioni strategiche eccentriche, quanto quello di cui ci occupiamo; 1111 ge~erale a_bi'.e, ~bé può disporre di buoni ofilciali superiori , trovera mern m simile caso, o di far diversioni numerose sul fianco ed alle spalle· d'e[ nemico discendendo la valle di Dappes, avanzandosi per la valle di Joux, o d'intercettare le sue comunicazioni , o d'inquietarlo continuamente nelle marcie, o infine di schiacciarlo anche se in un dato· momento i suoi distaccamenti si avanzano concentricamente sul lago di Joux. · Se nella valle di'Joux non si avesse a combattere che una forza secondaria, non sarebbe prudente di sguarnire il bacino del Lemano, e bisognerebbe invece star contenti <li tenere questa forza in scacco, non potendola schiacciare <li colpo._ Se siamo forti da misurarci con la forza principalè del •nemico , màrciamo allora a<l incontrarlo con tulle le forze disponibili: nel caso contrario, se ci crediamo troppo deboli, spingi<)mo le nostre riserve inna~zi, respingiamo i dislaccamenti più deboli , per costringere il nemico a disperdere le sue. forze ;. con ques_to mezzo si può giungere_, con operazioni ben calcolate, a d1rn.inuire la forza principale dd nemico ed a ristabilire un certo \lquilibrio. . . . li quartier generale del nemico sarà, sulle pnrne, per 11 corpo che deve opnare contro Ginevra, a Lione, e per i_l_ corpo'. . crhe de\'e operare contro il pass,1ggio di St-Sulpice, a D1Jon, dove sarà in seguilo portato sulla riva sinistra del Doubs cd ,n ultimo sul Giura, affine di operare la congiunzione dei corpi che · si .avanzano contro St-Sulpice con quelli che· si avanzano dal làto della Savoia da. un lato, e dall'altro per il Giura neucha'-
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tellese. · , · La Savoia ed il Piemonte saranno o occupati o osservali da corpi di truppe lungo le frontiere, distribuiti allo stesso modo
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SULLA DIFESA DEL!>,\
ST l/DI STRATEGICI
che al p_rincipio della guerra della rivoluzione, le cui operazioni hanno d1moslrato abbastanza le difficoltà di un'invasione nro-Ji Stati Sardi, se questi sono difesi con energia ed ingegno n~titare. Non potendoci fermare ora sulla difesa cieli.a Savoia contro la Francia abbiamo dovuto ricordare questo fatto, per fa r comprendere che il nemico anche se è in possesso di Ginevrn, non ~vrà ancora guadagnata un'intera libertà di azione, per stabili_rc una base di operazione sulle rh·e del Lemano, e per di rigere lolle le sue forze dal sud verso la parte sud della nostra difesa. La prima sezione di difesa potrebbe essere attaccata da una forza totale di 30 a 35 mila uomini, ingrossata a momenti dai distaccamenti degli altri corpi di esercito che sono a destra e sinistra di esso. Per poter fare fronte a queste forze, dovremmo mettere . -una divisione di 8 mila uomini nei dintorni del Dòle, sia nell; valle di Dappes , o sulle alture che dominano l'entrata della ..,·alle di Joox; un altro corpo di 1 O mila uomini innanzi alla linea di Nyon e St-Cergues, o sulla strada alla riva del laoo 0 su quella longo il pendio dei monli ; il grosso delle 1:o;trc trnppe, 15 mila uomini, si collocherebbe in riserva a St-Sulpice pronto a recarsi, secondo le circostanze, sul versante est o ovest; una riserva di 2 o 3 mila uomini posta nella valle di Joux, servirà a mantenere la comunicazione con Ballaignes. E P:rò avremmo bisogno di :35 o 36 mila uomini per la difesa d1 questa sezione, di cui 25 mila disponibili sulla riva del lago Lemano, o anche, se bisogna, per la difesa ·della valle di Joux. Il centro politico di qoesla sezione è Lausanne; la base di operazione passa per i villaggi Aobannrs, Bière e Brassos. la sua base di difesa sarebbe Morges, Cassonay e Orba ; circ; al centro strategico si può sciegliere uno di questi ultimi punti. La seconda sezione si congiunge alla prima a Ballaignes, e la _sua estrema linea comprrnde, come lo abbiamo indicato le
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SV IZZ ER A
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ciUh e villaggi di Ballaignes, S c-Croix, Verrièrrs, Brevìnc, Loclc e Chaux de Fonds · L'occupazione di Ballaignes e di S10 -Cro_ix è in qn:ikhe mot!? intermedia tra la prima e la seconda sezione , ed e tanto pm .importante che protegge da-un lalo l'alta valle dell'Orba , dall'altro la valle di Travers, appoggiandosi sull'Orba e su lverdun. Ballaiones e 51c -Croix non comunicano direttamente tra loro; il 0 primo punto in comunic~zione con Orba, appartiene alla prima sezione, il secondo che si lega da un lato, con una strada, alla valle di Travers, e verso l'est al' lago di Neuchàtel, a Grandson e Iverdun, deve essere considerato nella seconda sezione. Ballaignes e S' -Croix si troYano all'entrata dei passaggi, che tlal territorio francese si dirigono nell'interno della Svizzera. Il nemico avrndo forzato la valle del lago di Joux ed essendo giunto a Pont, potrebbe girare la posizione di Ballaignes , per la strada del dente di Vaulion; ma con questa operazione non disturbe rebbe in alcun modo la posiziùne di S1c-Croix, che ne è sepa- rata per la massa del mont,~ Socbet e della guglia di Beaulme!ll La riva occidentale del lago di Ncuchàtel e l'entrata della strada che la segue, può essere difesa con energia, perocchè le montaone si avanzano sino alla riva <lei lago e formano una speci/di stretto che si restringe innoltrandosi verso la città di Baudry, ove la v.llle di Travers si apre verso il lago, mentre la strada che ne esce s'indirizza a Neucbàtel. Se il nemico si apris3e la via per la valle di Travers, giungerebbe alle spalle della posizione di Grandson , menti:e che se dall'altro lato si avanzasse sulla riva del lago, girerebbe la nostra posizione nella valle di Travers. E però l'importanza di queste due posizioni si comprende agevolmente, e nello stesso tempc, crediamo aver provato che la nostra seconda sezione di difesa esigè un'azione separala e di accordo, di cui il centro politico si trova a Ncuchàlel. La posizione di 5te,Croix, o indietro di questa cillà sul Chas 1
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STUDI ST!tATEG!CI
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seron domina, da un lato I· . l'altro, quella che da G .. ,da strada che viene da Franèia, e dal1 an son o I ver ll1n , I slc C · . V e 'sa e per Vurleboeuf ' - , o1x. urteboeuf al basso di . . a est della montao-na . t . questo passaggio, sul pendio i, ' , s1 rova in -comu-nic· . . ' . Onnens e e ,· azione con I<ontarnes onc1se' per mezzo di una sl d· h . ' san le est del Cba . ra a c e srgue rl ver~trada che I sser~n e domrna quindi la riva del lago e la · o costeggrn . . Se il nemico, avendo occupato I .· . . .. lesse prendere G. I . a p1 ima sezione d1dr fesa, vo. , anc son, Il Chasseron offrirà d s1zione di fianco tante . ' uuque una po. ' prn preo-evole che · c1· di stabilirsi solidamente nella i, ·, impe. isce al nemico l'indicata strada. conq u1ista, e d1 avanzarsi per 1
La strada di S'"-Croix .~er la vali d Travers, e quella· che d p 1· e_ elle Butles alla valle di a orla rer 81 d'111•·o- . ., ponte di St-Sul ). be alla Verneres sul . I ice a .traverso a Reuse ed . . . di Travers che l· R ' m seguito nella valle . . . a euse percone; queste due slrad . I . uniscono a Patirier so no separate per le co t d Il Fe e rn s1 r.assa dei monti. s e e e ate e la ·,Se pure il nemico potesse riesci. . siva per Verrèries . ie a sp111gere la ·sua olfen' 1,ncontrerebbe semp. in prossimità d I . re un gran<1e ostacolo e ponte eh St-Sulri •e ' 1 "Ìrnre . se . . e . ' os aco1o che non potrebbe b , . non allaccanùo .la po~iziòne di S'• C.1 . . dere in secruito nell·i all T _ - 01x per drscenb ' v e ravers seo-u·• d I B ,. bocca presso Fleurie1· nel! R , o cn o a ulte che s una euse. • Ove la posizione di Sl•-Croix fosse dife~ . . . maniera da respino-ere l'alt d I, . . ,a energicamente, in i, acco e nemico q ' t lrebbe forzar,) ao·evol t .. , UO:, o non poi, men e 1a pos1z1one di St S I .. 1 _cosa tJnto più gli diverrebbe di~cil . . - 'u _rrce' a qual sarebbe sempre minacciato sul fi e_, _pe1che li suo attacco da Brevine a Chaux- de- Fonds anco sm1stro dalla nostra linea Di fronte a Pontarlier si ele.va 1 . . . dietro di essa sorge sul l . ··1 _. a _erma del gran Taurreau; d . . . , e111 o110 svizzero ' una cresta clie la omrna superiormente a Verrières '. la quale c1es , . Ia .cr. serve dr.
SULLA DlF&SA Dl<,LLA SVJZ1.ERA
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. limite strategico, seguendo la strada che conduce a Brenets , che comunica con la. strada di POntarlier a St-Su\pièe, per un . passaggio, il quale attraversa la crestà indicata, e si r,ongiunge a~l essa nn poco al dissolto di Bayards; il pendio ne è mollo n:ipido da poter essere ben difesa ed interrotta anche bisognan do. Un secondo passaggio parte dalla st rada di Bre11ets, presrn al lago d'Etalières , ma non si dirige che a Bayards, senza che gli rosse possibile di giungere, seguendolo al ponte di St-Sulpice. Solo dalle Brevine un passaggio conduce diretlamente, ma con molta pena, nella valle Travers a Boveresse ed a Couvet. . E però la valle di Travers è una base formidabile per la difesa di questa sezione, e la estrema linea di difesa è segnata dalle alture ora indicale , le quali offrono un continuo e grande ostacolo . [)al higo Brenets alla cascala del Daubs, non ci ba che piccole vie o strade di poca irnporla111.a che dalla posizione nemica si dirigono alle alture dominanti. Supponendo che il nemico occupasse la linea di Pontarlier a Morleau, avrebbe innanzi,. di sè una strada che s'indirizza al passaggio di Bayards, un'altra direttamente da Morteau a Cacbal ed infine la grande strada di Morteau a Brenets e di la a Locle. Lor.le è il punto centrale di una quantità di strade in tutte le direzioni, ma le vicinanze della città dal lato di Brenets, sono mollo difficili . · La frontiera della Sl'izzern si avanza da Locle sino al Doubs , escluso il lago di Brenet,s. La grauue strada che segue sino a Brenels la valle del Daubs sul territorio ·francese, se ne allontana in seguito per seguire da Locle, sempre sul suolo svizzero, le alture , e giungere infine a Chaul-de-Fouds: net mentre una via laterale risale il Danbs nella rnlle. Quest'ultima via è compresa nel lefTitorio syizzero, ma la ri'va opposta la domina, di maniera che dovremmo prendere posizione sulle alture della riva destra, che dominano quelle della sinistra. ln qu esto modo
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SULLA l)lfRSA DE l,LA SVIZZEI,;\
ST'UDI STRATEGICI
solamente potremmo rimanere in possesso della valfe sless~. nel qu~I caso Locle è il punto più impOrtante di questa scc~nda sezione. . Un eorpo d'esercito nemico il cui quartiere generale stasse a Besancon · .111 due colonne' una cli. . , marcerebbe . , probab'Ii mente , e_tt~ su Pontarlier e I altra su l\forteau: questi due corpi nenuc1 potrebbero avere una forza totale di 30 a 36 m·1 .. La forza principale marcerebbe o su s1è e. . I aL· uomini. . . - ,101x o su ocle; ed o, e non. avessimo notizia della direzione della forza principale del nemico. ' dovremm · da essere preparati ad . o d'isporc1· ·m guisa una energica difesa su ogni punto della nostra linea ritenendo sotto la mano un co rpo d'ispom•b·Ii e per servircene ad un ' dato mo. mento, sia per sostenere un puuto troppo esposto sia re I . un e I d · , J r u11 e ·o po ec1s1vo su di un'ala del nemico. . Se I~ p_ri.:ma sezione è fortunata a segno da conservare la sua Iinea d, d,fes:i ~ino a B Il · "" . . ' a aignes, potremo prendere -la nostn o11ens1va Il· . da Locle . su MorIeau; ma se per converso le truppe' 1 a ~n~a s~z1one banno dovuto ritirarsi' sarebbe molto utile (e. per noi dr splllrrere l'attac" . • t> ' vO daI Iato d1. Portaher; in oerni caso il nostro cor1JO ·ct· . ti· . , t b . ti . . , a. acco se e a, astanza numeroso, dovrà misu iarsi col corpo prlllcipale del nemico. Lapo,·· · e del Chasseron richiede 1 O m ih . . s1z1one (r51c i -Cro1x uom101-' quella di St·SuIpice, · • di Verrières 3 a 4 ·1- ' o meglio ma, con un:i. riserrn di 2 mila: tutta la linea da Ilayards a puo guardai a da 5 a 6 mila • uomini , ma riauardo all· ' ·r essere . 1 l l 11esa cli L I ' ' . , . . oc e e erI nrenets basterebbero appena 8u a 9 mii con I d1· 2 mila: in tulto 30 a 3ga . una riserva . . 'a Cba ut- de-poms mila uomrn,. ·
L:1~1:'
-r N_el caso il uemico respingesse i difensori della prima sezione difesa, una parte di queste truppe si arresterebbe a Iverdun ·rnforzando . . . .l'ala sinistra . ·' deIla noSlra posizrone difensiva sulla' ,econda sezione dr difesa. · _J
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t _ La ttna sezione si congiunge alle precedenti, sulla estn'ma
!,inca ùi difesa, per la strada che da Cbaux-de-Fonds si dirige sulla frontiera berne.;e a Ferrières, (per Bas-1\Ionsieur), per seguire le alture del Giura bcrnese , sempre sulla riva destra del. Daubs: mentre un'altra strada si distacca a Bas-Monsieur, per discendere nella valle di St-fmìer indi a Bien11e da un lato ed a Tavanncs Dolemont e Balstall dall'altro. Tutta la spessezza della catena del Giura è compresa nel territorio syizzero cli questa sezione di clifPsa, la più forte e la più abbondante di vantaggiose posizioni. È vero che le montagne sono solcale da valli e da passaggi che comunicano tra loro; malgrado ciò la linea di difesa estrema è più agevole, pcrcliè fortemente favorita dalle comunicazioni, e percbè domina la riva opposta del Daubs su tutti i punti. li terreno nemico di fronte ,alla linea estrema di difesa, è pieno di montagne,. attraversale da lìumi e da paludi, e lutto il dipartimento del Daubs ùa Pontarlier ·sino a Delle è una dellfl parli più sterili e meno popolosa della Francia, e niente affatto ricca di comunicazione. • Dalla città francese di Morteau la 1Slrada del Daubs si dirige su St-Hippolite, ma è molto distante dal fiume, che entra in quel punto nel lerrilorio svizzero. Il villaggio di St-Hippolile è posto sulla riva sinistra del fiume, che prima di toccarlo, passa per S'"-Ursanne: Tuili gli altri villaggi che s'incontrano sulla riva sinistra, prima dell'indicata città, non sono di alcuna importanza, ùi maniera che talla la linea di difesa, da Chaux-cle- Fonds , 1 per i Bois, Noirmont, Seignélégier, l\fontfaucon, s •-Braise e . . _ s1•-Ursanue non dovranno essere occupati che da piccoli tlistaccamenli o dalle truppe della Landsturm. Solo s10-Ursanne è esposto a un attacco da St-Hippolite, ma malgrado la strada che serve di comunicazione tra queste due città , il terreno-all' uscila del Daubs, a Saubez, e a Ocourl, è talmente accidentato, che rende molto facile il computo della difesa: e la posizione di S10 -Ursanne stessa, se anche fosse age-
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STUDI STJtA'fEGICl
SULL A fllF~SA DELLA sv1zz1rn ,\
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vole ad allaccarc dal lato del Daubs; è dominata dalle alture de'.la riv~ tlestra del_ fiume , le quali possono essere occupate ù~1 nostn , se non s1 ha a temere che il nemico s'impadronisca d1 Porrentruy, per stabilirvisi definitivamente. Questa ultima impresa è resa facile, dalle quattro strade cbe vene'ndo di Fra ncia , vi si riu ni~cono, mentre Porrentruy non è legata alla Svizzera che per una sola strada , che atlraversa il Giura, presso S''· Ursanne e conduce a Delemont. Il distretto. di Porrentruy è tutto attraversato da strade, e la sua frontiera, verso la Frn ncia , è minacciata dalle ci ttà e villaggi 'è be la circondano sul tenitorio francese, il quale è , inoltre, tanto ricco di comunicazioni nell 'inlerno del paese, che - la difesa, di questa parte isolata de l territorio bernese , non si potrebbe appena tentare: St-Ilipp0lile, Rlarnont, Delle, Altkircb, Ferelle e , non mollo lungi, le piazze fo rti di Montbél iard e Belfort , ci minacciano con le loro truppe e IH loro risorse. Rinunziando alla difesa ostinala di Porren truy, seguiremo la linea naturale di difesa sul Giura, e conservando a S' -Ursannc nn semplice poslo avanzalo e di osservazione, stabiliremo la linea di difesa dietro questa posizione, per abbandonare il Daubs e recarci in seguilo sulla riva si nislra del Dirs, o sopra Delemonl, Soghcere, Liesberg, Laufen e Grellingen cd infine sino a Dornach. Queste alture so no molto accidentate e spai·se di ver.chi castelli e ruine, i pendii <lei lato di Francia non sono attraversati da gra ndi strnde, il fiume Lu!zel offre solo una valle che permette l'entrata in quella di Bir:; a LauO'en. E però qu.esta entrata è di grande importanza, allo stesso modo che l'apertura della valle del Birs, sn l piano di Basilea-Camp~gna. La forza di resistenza della nostra linea di difesa e in tal guisa molto diminuita sull'ala destra , il cui punto principale è Lauffen.
,Blamo11t , Porrentruy e FPrétte; da questa base potrà fare 1111a diversione nella valle di LUtz; o, girando Mariastein, :;;u Dor-nah, secondo le forze di cu i dispone. Sarebbe per il nemico facile concentrarvi un esercito di /~O -mila uom ini appoggii:lli . da 1i•serve nelle piazze forti .della frontiera, -cd agevolato dalle numerose comunicazioni che accelerano la marcia dei rinforzi. Se vocrliarno o o"Uanlare con forz1:i sufficienti la linea di difc~a in discorso , e nel modn indicato , bisogna occupare la linea di Chanx-de-Fonds a S10 -Ursaniie con 8 mila uomini con una riserva di 2 mila , quella da S10 -Ursanne alla valle di Littz con G a 7 mila uomini ed unù iserva di 2 mila a Delemont; ed in .fine la forza principale che starà a Laulfen, Grellingeu e Dornarh, vuol essere un corpo di 20 a 21 mila uomini; qu esto corpo è mollo importan te e lo è anche di più perchè può essere di grande utilita alla difesa della quarta srzione. In tulio bisognano per difendere la 3° sezione 38 o 4,0 inila uomini. Se il corpo destinato a difendere lo sbocco della valle del Birs non vi fosse più necessario, poichè, per circostanze fa. vorevoli, il nemico sia stato respinto da quel lato; il grosso :del corpo si recherà, in tulio o in parte , su Delamont , per servire ad una conversione offensiva su Porrentrny. Il centro poli lico di questa sezione è Solt!lla, ma le cillà di Bie1111e e di Ba\lslall servono di base di comunicazioni . Abbiamo tracciato la linea naturale di di fesa làsciando al difu ori di essa Porrentruy: ma se si volesse occuparlo, non ci sarebbero che due mezzi, o di tenerci un corpo numerosissimo per guardare le quattro strade che vi mettono capo , o di recarci sulla riva opposta del Daubs avanzandoci su St-Hippolite, posizione molto isolata e poco solida, almeno per una difesa.
11 nemico può operare contro questa linea in tre colonne, che in segu ito stabiliran no la loro base di operazione sulle città, di
La qua.rtq sezione comprende lo spazio tra l'ultimo contraf'orte dC'i Giura bernese, sulla riva sinistra del Birs , e la
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204 STUDI STRATBGICT ciLla di Basilea eù il lleno. La catena del Giura si allontana da Basilea e si dirige all'est f.eguendo l'Aar sulla riva sinistra e discende verso il Reno da Brougg. Diversi contrafforti si avanzano nello spazio triangolare fra il Dirs e l'Aar e formano diverse valli e posi~ioni vantaggiose, per conservare il dominio della valle del Reno; da Basilea sino all'imboccatura dell'Aar. Questa sezione ci offre una linea di difesa la quale si appoggia all'ala destra della linea di difesa della terza sezione a Dornacb , di dove si tlirige a Basilea, seguendo la riva sinistra del Birs, la cui elevazione è così poco considerevole, che non offre alcun ostacolo serio ad un attacco del nemico. Lo spazio tra Dornach e Basilea però non è troppo grande, e perciò agevolmente difendibile , quando la città di Basilea fosse in stato <.la servire da forte punto <.li ~ppoggio, e che il nostro avversario non potesse allraversare il ter:-itorio di Baden per impadronirsi della riva deslra del Reno. L'occupazione dell'entrala della valle del Birs con un corpo considerevole, nel modo da noi proposto, ed una forte guarnigione a Basilea, dietro a trinceramenti rivolti dalla parte di Francia, non permetterebbe al nemico d'intraprendere un'operazione sul cenlro di questa sezione di difesa, perchè lo esponcbbe ad essere allaccato su i due fianchi. Se al contrario la ciltà di Basilea non può essere difesa con il mezzo di trinceramenti, sarebbe utile al nemico per mettervi liln posto di osservazione e più lardi come punto ~trategico per una base di operazione contro la nostra linea ritirata di difesa , la quale comprende Liestal, Friek e Brugg: quest'ultima . linea è paralella al corso del Reno, la cui valle è dominata dalle alture della riva destra, sul territorio del Granducato di Badcn. La base di operazione del nemico, di cui abbiamo fallo parola, è infinitamente difettosa, avendo il Reno alle spalle, e non potrebbe essere scelta che in una neutralilà compiuta <lell'Alemagna, o della cooperazione degli Stati Renani, cioè del I' Aie-
SU LLA DIFES A UELLA SVIZZERA
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!)lagna sud-ovesl. Se la Francia ·non è da essi appoggiala, e se pe1· converso volessero opporvisi as$iem.e alla Svizzera a tale invasione, che esporrebbe il loro proprio territorio , la ·Francia sì vedrebbe nell'impossibilità di avanzarsi lungo la riva sinistra del Reno tra i contrafforti della Foresta Nera e del Giura, e ri · , schierebbe di' essere attaccata su i due fianchi. Supponendo la neutralità di questi Stati , n~utra-lita setnprc dubbia, lo stabilimento di una base nemica di operaziotie, dovra • sempre appoggiarsi al Reno, suo perno naturale; .e per poterla conservare, l'invasore sara forzato ad una rigorosa o.{Te_Qsivà sulla sua diritta per rovesciare la nostra posizione nella valle del Ilirs e su i contrafforti del_ versante nord-ovest del Giura. Ove mai il nemico riuscisse a farci retrocedere sulle allure dcHa ri\'::t destra del Birs, la ,:irirala naturale sarebbe per il passaggio di Uallstall, sulle alture , della riva siui_stra dell'Aar , pòtendo pure consen'are per qualcbe tempo il tel'reno montuoso di Bqsilea-Campagna, dietru di Lieslal, cioè un largo ~·pazio di terteno cinto da alture considerevoli e difese lateralmente dal lato del Reno , da Liestal. Da ~uesr ultimo spazio partonoldue grandi strade, le quali si <liricrono per il grande ed il piccolo llauenstein , sull'Aar, ed o ' . una terza per Getter-Kin<lcn , nella valle Jel Fricb, sul terntorio di Argovia. Nel qual modo arriviamo ad una posizione di difesa, sull'ultima cresta del Giura , alla riva sinistra dcli' Aar , posizioné unita sotto tut~i gli as_pe~ti, e fortemente ~avo~iLa_ dalle ricche 1'isorse che ba dietro d1 se , e dalle comumcazwn1 numerose che vi mettono capo. Prima di occuparci di questa linea ritirala di difesa, bisogna fissare il numero dei difensori necessarii alla difesa della quarta sezione, sulla linea avanzala di Dornach a Basilea e su quella dLDornach a Brougg e da questo punto al Reno. Riguardo alla pri~a, supponendo Basilea in stato di difesa, abbiamo d~ bisogno di ul) corpo di ,12 mila uomini a Basilea e dintorm, senza ANN O m:
y .,l Il. -
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206 ST U nr STRATEGICI conlal'o un dislaccainento sutla riva destra dc•l lleno di 2 mila uornin! : inoltre b'isogna postare no è'orpo di ·8 a 1 O mila uomini sulla riva destra del Birs, ed ùna' fÒrte risen·a di '1'.0 a: 1 5 mi'la · uomini a l\fottenz e Arlesteim: e- però un rotale· di' 32 a 3'7 mila uomini: ai quali il nemico poti-ebbe opporne un 11umero eguale, nel caso che gli altri ·corpi sulla frontiera in faccia all'Alemagna non restano in osservàiiorie. Se sommiamo le cifre delle truppe necessarie alla difesa delle quattro ·sezioni, si ha un Lolale di 135 a 146 mila uomini , ave'ndo·suppo'slo le forze delle truppe altàccanli esserè' dH 32 a 1 ~-8 ·mila, cioè il tfuàrto délla forza annata della Franci-a· che è tra i 600 ed i '700 mila uomini. . ' · !.Se :consideriamtJ lé quattro sezioni •di difesa nel loi'o insieme, si ~corge agevolmente cLe la prima sPzione può essere abbandonata; se bisogna, senza che si perda lutto, perocché possiamo ri-piegare su Iverdun , Molidun e Vevey , per ·stabilire la difesa, tra la punta sud 'del lago cli Neuchàtel e la pu1Ha est di quello di Ginevra: posizione che covre , in 'JUalche modo, !'-entrala del Vallcse, il quale può ess'ere difeso facilmente contro un'invasione, dal lato della Savoia , perchè covert6 dalla catena cli montagne, che è su lla riva sinistra del Rodano. · I passaggi piì1 importan1i cbe dalla Savoia mP,nano in questa valle; sono difesi da fo rti posizioni , delle iJuali abbiamo di già fatto parola. , ,
Ma lo spazio tra i due laglii non presenta ost&coli in'silrinontabili, è troppo esteso· ed· aperto, e può essere superato da! un esercito numeroso. Più ind ietro ci ba la linea della SarìiJ'a ·che sebbene egualmente estesa, offre il vantaggio di a ppoggiars i alle allure della riva sinistra, le quali montagne sono in· comunicàzi_one col Dente-di-Morcle e la catena di montagne deJla riva tlestra del Rodano, e presentano una linea continua di difesa sino. presso Gruyèr es. · ,, 1
Da quest'ultima città sin o a Fribourg, il terreno è sparso tli
8U f,LA DIFES A DELLA SVIZZERA
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monti, particolarmente sulla riva destra della Sari1rn. Lo spazio tra Fribuorg e Morat è anche· difendibile comechè appoggiato a destrai su i laghi di Morat•e di Neuchàtel: sino a che le- rive di quest'uhi mo lago sono in 11ostro potere , la linea diviene a'ncbe mollo vantaggiosa, per isolare u· corpo che vi si azzarda e per r'ninacciarlo di -iagliarle la ritirata. Ma non appena la seconda sezione di difesa, a l'ovest, è minacciata di essere forzala, per cui anche la terza è esposta, possiamo essere costretti a retrocedere anche ·da quest.a linea, e girando intorno Gruyères, ritirarci dietro la Sarina sino ali' imboccatura nel!' Aar, ed in seguito dietro I' Aai: si no alla cillà di Bienne. • La piazza fortP, fii Aarberg, di fronte a Bienne, domina in qualche modo lo spazio tra l'Aar ed il logo cl i Bienne, e covrn ' da un lato la c.illà dello stesso nome, dal.i' cJltro Berna, nel mentre clie il nemico lrorerebbe serii ostacoli per spiegare le sue forze e congiungere i due corpi che muovono P<'i' le due rive dei !agi.li. Da parte nostra vi saremmo bene appoggiati dalla forte posizione di Soletta, che vieta al nemico di girarci, e che potrebbe anche farci abilità di man tenerci sulle alture della riva sinistra del Birs, o almeno su quelle del la nva sinistra dell'Aar, e quindi su tutta la linea di questo fiume sino alla sua imboccatura nel Reno. Questa linea di difesa descrive una linea curva, ·appoggiata a sinistra dalle fort ificazioni di St-Maurice, cbe arrestano i progressi nella "alle del Rodano, e ci consei·va no in lai guisa una linea di operazione molto favorevole per una futura offensiva. La 'base della nostra difesa al sud-ovest sarebbe dnnque Soletta, Be'rna e Tboune: al nord Zurigo e Lucerna. La: forza ·naturale di questa linea è accresciuta dal ehe ci mette in comuniéazione con diversi cèntri d·i agitazione, e ci offre il vantaggio di potei· prendere un'olTensiva vigorosa e sostenuta in qn;ihtlHJ!H' dirrzionr si voglia. Un nemico che ci
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ST L'Dl STR .ITEGI CI
avesse forzati a. ripiegare quasi sino alle nostre montagne, e sot-• tomesse le diverse parli della Svizzera al suo potere ,. non po-. trebbe più operare con libertà su questi ultimi ripari della nostra libertà, percbè costrelto a lasciare in ogni J,1,1ogo , ove si reca da vincitore, un forle distaccamento. Se consideriamo con atlt-\nzi one il .suo!o svizzero , questo territ.orio cotanto montagnoso, seguendo da 13riigg, l\l linea formata dalla Limmat, le alture della riva sud-ovest <lei lago di Zurigo, infine tulla la forte linea di difesa, della quale abbiamo discorso nelle nostre considerazioni sulla difesa conl,ro }'Allemagna, vi riconosceremo la garanzia di un'ostinata resistenza anche se da questo lato si volesse profittare della nostra lotta con la Francia. Abbiamo dello la garanzia e dobbiamo giustificare quello cbe ' abbiamo. detto. Bisogna confes~are che la Svizzera no n polr~bbe resistere lungamen te se tulle le forze delle grandi potenze si scagliassero contro le sue frontiere: ma avrebbe abbastanza forza per sostenersi , per quulch~ tempo, dietro le linee ché abbiamo indicato. In si mili casi , con guadagnar tempo si salva la patria e· la libertà.
Non potremmo tralasciare di discorrere del caso che la nostra difesa, tanto cout_ro la Francia , che conlr9 qualunque gi:ande potenza in generale, sia appoggiala dagli Stali Sardi, o, in un d,tto caso, dall'lt;,i.lia tulta. Abbiamo di già .indicata l'impoTtanza di uno stato cli cose che permettesse all'Italia di collegarsi con noi in una grande lolla : ora è necessario che ne parliamo ' di nuovo, e ciò è tanto più uti le· il farlo , che sovente si è lrJscuralo di riconoscere l'influenza che la forza II)aleriale straniera esercita su i destini della Svizzera, se non è collegata con il solo paese i cui interessi sono sottò alcuni aspetti collegati ai suoi. Senza volerci occupare dell'influenza commerciale che sa rebbe
SULLA IJ IFl(SA
Ll léL L l
S V.IZZEllA
pèr. noi abbastanza grande, non desideriamo che di rivolgere_ u1l1}ostra attenzione su i vantaggi militari che risultano pe r 11< 11 da tin'àÌlèanza con gli Stati Sardi, ed in un dato caso con l'ltalb tl1t ta. f'l''Abbi1mo discorso dei vantag,5i che ci procura l' appoggio «egli Stati Sahli nella nostra difesa contro l'Austria, questo appoggio ci è anche più opportuno se lratl~si de~l~ difes~ co'.1lro la Francia. L'i mprro francese ha cercato, m tutti 1 tempi, d1 consérvare la· sua influenza in Italia , per contrabbilancia1:e la potenza austriaca , e restringere l'influenza marittima dell' lnghilt~rra. Nel mentre che quest'ultima potenza si contenta della sua influenza marittima nel Mediterraneo , l'Austria e la Francia si studiano a mantenere quella ~ulla terraferma , e queste potenze 1 circondano in tal guisa naturalmente le montagne delle_ Alpi. Gelose <ielle loro conquist~ , le due potenze mirano allo stesso scopo , e temono tutto quello che tende a diminuire o a far loro perdere l'inflùenza acquistata , e con essa i vantag~i 0Uenut1 c~n 11 loro politica. Seguendo questa p.ilitica, e guidali dalla ge~os1a reciproca, è possibile che si combattano tra loro e cbe ', I una p'rbtegga la potenza secondaria o lv Sta lo che la _sepa:·a d~ll a~lra : m1 . tale 'J}rotezione interessala restringe la li berla d1 a210ne òel protcito, ~hr non potrà lilwrarsi dcfinitivamcn~e dall_e inni,ènze che lu inceppano , che rilevandosi ed appogg1andos1 sulla (j~opria forza. ,. •' Ou;ilora la S<.1rnia si difenda energicamente contro un ,n,·asioi;c francese, difesa ·resa fa cile per la natura della frontiera politica molto favorevole, la difesa del Cantone di Ginevra si ~rùva èlppoggiata in modo mollo cffica(e: H Rodano, che srgna l1i{fronliera della Savoid di Chancy, sino al forte del!' Ecluse, forma un ostacolo molto favorevole ; la montagna di Crcdoz il cui contrafforte si avanza verso il Rodano, forzerebbe il nem ico 'fare un lun"o giro, nel mentre questo stesso spa1.io si trova dòminato ùa\l; montagne <lella Savoia. li fo rte dell' Ecluse , in
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~T UD! STR.l.TEt.,lf. l
SU LLA DIFESA DELLA S\'JZZF.IU
verità , serre ai Fra11ce3i come una fo rk posizione <li fron iiei•a per impedire L1vvit:inarsi di un corpo _svizzero cbe yeng~ dallo spazio tra il !lodano ed il Gi ura , il quale nlti mo si allontana sempre di più dal fìume, e dai contraffo rti delle Alpi della Savoia, li terreno sul la riva destra del !lodano, dal forte dell ' Ec.:luso sino alla cillh <li Ginevra ed anche si-Ho a Nyon, è ·pili o meno spianato e non offre che deboli posizioni difensire sulle frontiere svizzere di Ginevra e <li Vu ud ; ma tut to questo spazio può es~ sere difeso con operuzion i olTensire, cbe partono dalle forti posizioni di fianco, sia dietro il Rodano sulla riva sinistra Jal forte dell'Ecluse srno a Ginevra , sia dalla linea <~i Nyon, della quale abbiamo parluto :Più su. Le. sinuosità <lei R_o<lano e qualche monticello sulla riva destra offrono delle posizioni innanzi di Ginevra cb.e possono essere occupate se sono protette dalle operazioni offensive ora accennate. 111 tal condizi one di cose troveremo una posizione a Darùignr, un'altra a Suttigny poco distante dalla precedente, e poi a Meirin, Sacon nex e Pregny: i due primi villaggi comunicano con la riva sinislra del Rodano ; li ' o al tri Ire con Ginevra. Circa allo spazio spianato del nostro terri torio', da Saconnex sin o a C<'ligny, non può essere g~el'll ilo d, difensori , perchè lroppo ristr8tto e dominato dal Giura. Le simpatie della popolazione ed il numero delle nostrr. forze arma te, ci permettono, secondo le circostanze, di sceglierci una linea di difesa pit'1 favorevole, prendendo di viva forza il contrafforte, che dal colle di Faucille si avanza nella direzione di Ferncx, dominando la ci ttà di Go~. Appoggiati d; lla guarnigione di Ginevra, una simile operazione può essere eseguita agevolm ente; ed allora si può stabilire una linea ·cli difesa, la qual e, partendo daije indicate alture, comprenda le piccolo città di Gex, Ft-Jrnex ed in seguito Saconnex , linea che covro compiutamente il territorio del Cantone di Ginevra . Se possiamo spinge:-ci sino all'estrema front iera del Cantone di Ginevra , per postard con forte corpo a Chancv on-ni moH0 •
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mento..ùel nemico sarà minacciato, appena in iziato eù i 3uoi sforzi non meneranno ad alcun risultato. li nemico non potrà opporci su questo teatro di gul'l'l'a, che trna forza abbastanza ristretta , nel caso che il corpo d' esercito della Savoia \:inquieti continuamente, sia sulla frontiera ginevri11a, sia su quella della Savoia propria. Supponiamo che ci opponga un corpo di 25 mila uomini , dei quali un terzo si tiene al forte dell'Ecluse, ed il rimanente difende il vasto spazio sulla destra del Rodano, che noi abbiamo scelto per l'offensiva , il nemico non potrebbe opporci, in tal caso, che una forza poco considerevole. Basterebbe cbe si riunisse da noi un corpo di 20 a 21l mila uomi-ni, per la difesa di Ginevra e dei suoi ùintor111 , in riguardo dell'appoggio cbe troviamo sulla nosti•a d('stra, nella prima sezione di difesa di . cui abbiamo dìsi:iorso, ed in considernzione del -corpo che sulla nostra sinistra occupa la. Savoia pen11ìnacciare i dipartimenti francesi dell'Ain edell lsère; e tenere in scacco la guarnigione ciel forte dell'Ecluse. Il nostro corpo offensivo o di operazione si collocherebbe allora innanzi di Ginevra, forte di .1 5 mila uomini, 4 mila sarebbero posti sulla destra ed il rimanente sulla sinistra. Non v,orrei permettere al nemico dì portarsi, con forze numerose, nel dipartime11te1 dell'Aio, e di mettersi in compiuto posse:;su della strada di Faucille: perocchè è allora che il forte • dell'Ecluse e la guarnigione ci minaccerebbero del maggior danno. Al contrario, se possiamo conservare il passaggio di Faucille ed intercellare, nel modo proposto, la strada in qui stione. , la difosJ da questo lato richiederà meno forze e sarà più facile ad e3eguire: inoltre l'allacco Vt'nendo dal dipartimento dell'Ain , sarà meno a temersi , perchè non potrebbe muovere che eia! forte dcll'Ecluse. Gli Stati ,Sardi unendosi à noi potrebbero , con un corpo di e.sercilo postato sulla riva sinistra del · Rodano, di fronte al fo rte in discorso, o secondo le circostanztl diet ro di esso, tenere
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STUDI STR ATlsGICI
in scacco la guarnigione francese, nel mentre ohe le forze svizzere, invece di sperperarsi sulla linea di Nyon a St-Cergu1!s si avanzerebbero per lo spazio tra il Gi ura ed i1 Rodano ed occuperebbero agevolmenle la città francese di G~x ed ~nche di St-Gcnis, per allendervi i necessal'ii rinforzi,. e recarsi in seguito, sostenute dai Savoiardi, all'attacco del forte dcll'Ecluse. Sarebbe ditlìcile, non lo neghiamo , di compiere questa impresa con le sole ll(!stre forze ed eseguendole con un attacco di fron te, vista la forza di resistenza delle fortificazioni di questa piazza, che sono cotanto favorite dalla natura: ma i Savoial'tli opel'ando con celerità , potrebbero operare alle spalle del ne~ mico e cosll'ingerlo ad abbandon~re la piazza se 11011 vuole che gli sia tagl.iata la ritirata., Un'.operazione simigliante non potrebbe essere eseguita che nel caso di una forte occupa1ione di tutte le fror.ti ere degli Stati Sardi, tanto della Savoia cbe del Piemonte, disposizione che non emellerebbe .di adoperare forze considerevoli su tutti i punti dell'attacco. 11 congresso di Vienna aveva comprese le, province del Cllablais e del Fuucigny nella neutralità svizzera , per garantire il Vallese contro qualunque invasione da parte della Francia, e per offrire al Cantone di Gine\Ta uiia comunicaz.ione dirella con il Vallese e l'interno della Svizzera, lungo la riv; sud del lago Lemano. La cillà di Ginevra non pnò essPre seriamen te difesa , se non qua11do la Francia non si avanza per la Savoia, 0 che la Savoia , cioè gli Stati Sardi , si uniscano a noi per respingere l'attacco diretto da questo lato. Supponiamo che la Savoia sia messa in istato di difesa, che le sue diverse sezioui di difesa sieno occupate da corpi di truppe: allora il nemico non potrà eseguire il suo movimento offensivo nel piano tra il Rodano ed il Giura. La slol'ia dPlle guerre di'lla rivoluzione ri h,1 fatto con1,sc<'re la forza di resi~tr.nza che olfrc la catena dPllc
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DIFESA DELLA
SVIZZERA
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Alpi savoìarde che separano la Savoia dalla Francia. Non fu con la forza delle armi che le truppe rivoluzionarie si aprirono un passaggio per entrare a Cbambéry, e non si marciò su cl~ Ginevra che dopo aver preso possesso della Savoia. Ginevra s1 vide allora circondala da tolti i lati , e non avrebbe potuto resistere se pure avesse avuto forze più considerevoli. · Se la cillà di Ginevra fosse coverta da una cinta fortificala, abbastanza vasta per contenere una guarnigione molto fùrle per resistere durante qualche tempo ad Ùn allacco nem!co, potrebbe servire come punto mollo importan te per una linea di difesa che covra le comunicazioni su le due rive del lago, . che si dirigono tutte e due nell'interno della Svizzera. La posizione di Ginev l'a allora neutralizzerebbe tulli gli sforzi dell'avversario che partono dal forte, dell'Ecluse, e comanderebbe anche lo spazio tra il Rodano ed i I Giura. La mancanza delle fortific;izioni e l'accesso facile di · questa piazza espongono le linee in quistione, non appena il nemico iarà riuscito a rompere la linea frontiera della Savoia ed a mettere piede nel Ginevl'ino. l Francesi potrebbero avauzars i per la Savoia dal latò di S. Giuliano , su Ginevra, come nemici dei Savoiardi, ed allora avremmo a combattere nelle lince di difesa su le due rive del lago, riunendo sulla riva savoiarda le trnppe nazionali @Ila Savoia, e sulla riva svizzera quelle d.ella Svi1,zera. Su l'ultima avremmo a difenderci prima sulle !mcc cli Ginevra , Gex, Faucille, Dappes e St-Cergue, ed in seguito sulla ltnea di St-Cergue e Nyon: sulla riva savoiarda troveremmo delle posizioni vaulaggiose ritirandoci verso Hermance e la valle dell·Arve , e dopo sopratutto soli;\ linea della Dranse a Tbonon. Le nostre linee di ritirata divengono in seguito altreltantll linee di operazioni, per recarci, secondo le circostanze, concentricamente su Ginevra. · Per elf~llo del trattato del 1815, quei;ta parte della Savoia è compl'esa nella nostra difesa nazionale e la S\'izzera ha pme.
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S ULL.~ DIFESA OJ;;LL A &VIZZERA
STUDI STRATEG!G[
il dil'ilto di levare le milizie .nazionali; .per utilizzurle, per la difesa del paese. Ed è pel' questo che ,abbiamo di già pai:lato, nel nostro opuscolo sulla valle :di Dappes ( 1),,.delle. •due ritirate dei corpi di di fesa , postati s,uqa , ltnea . di difPsa, alla quale Ginevra serve, più o meno ;c · di centro, • H, nemico non · potrà mai stabilirsi, soliùamcnte a Ginevra se non 1•iesce a respingere i cor~i svizzeri e :iavoiardi. \lerso l'interno della Svizzera o a distruggerli. Egli non potrà mai raggiungere il suo scopo, avanzando per una sola delle rive del lago, sarà. costretlo a spazzarle tulle e due contemporaneamente, ed a dividere perciò le sue forze per combattere gli Svizzeri ed i Savoiardi. È cosà riconosciuta che qualunque esercito, il quale, in. una guc1ta ·nazionale, si avanza sul territorio nemico, dirninui~cc sempre in numero, perchè forzato di lasciare continuamente dei distaccamenti indietro di. esso, per garantire la sua linea di ritirata; mentre che le forze dei difensori. si concentrano, cd ingrossano con i rinforzi che successivameiite acco1Tono da t.nlle le parti, .di, maniera che ben prrsto la superiorità dell'esercitò difeusore gli perme!Le di tentare un colpo decisiv,o e di prendere, alla .sua vti'lla , un'oO'ensi va tanto più vantaggiosa, quanto più è folta c·on ..vigore, e prontezza. , .•. . . : · ·.. ;. . .;. Seuza voler e1J.lrare in particolari più cireostanziati; riguardo all'e risorse della Savoia stessa per piomba11e su gli · aggressori disc<>1Hlcndo dc1ll 'ltalia per il Moncenisio ed i ,due S. Bernardo, dobbiamo però appoggiarci sul concorso delle popolazioni del Cliablais e del llaucigny, che ingrosserebbero il numero dei difensori, per permettere ben presto la riuscila di un'offensiva vantaggiosa. Se , malgrado questi vantaggi, il nemico riuscisse a respingere i diversi corpi di difesa e ad impadronirsi successivamente tlelle valli della Sàvoia, sino alle alture dominanti che separa1u 1
(1) Lit valide rles Dappes cl son impor/ance militafr c;, par A. Dc Cl osmann, colone! et citoycn Suisse. Tu rin, Gianini e Fiore. ·
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da un lato la Savoia dalla Sviz~era e dall'ullra ,il PiemQI)te galla .Savoia, ci resterà . sempre :!'i11iziativa, dell'allaccQ .' . s.car ·gliandoci ,su i corpi nemici .•di · ocl~upazione che bono . 1n S~-, v.oia. Questo paese montuoso è infinitamente ricco ù1 ~os.1zioni e presenta un terreno adattato alla guerra di gue 1:ri~lie , se la ~lopolazione s'interessa alfa difrs~ . 9 in alt1:i term1111 . se la difesa è nazionale. Lo spirito popohire ha la p1u grande 111t111cnza su questa specie di· difes~ che si basa ,interamenle sull~ sinuosità del terreno, e l'anim9sità _degli. abit~nti contro ogm , attacco cd occupazione straniera.
CONCLUSIONE. Abb;amo veduto che ralleanza con gli Stuti Sarùi ci presenta vantaggi importantissimi , per meglio difenderci contro l'Austria, contro la Fl',ancia: ma non basterebbe interamente a garan0 tirci contro queste due potenze in una volta, le quali ~il:condano la maggior parte delle .nostre. fronLiere , mellendoc1 lll tal rruisa nell'impossibilità di guarnirle di su\'ficienli h;nppe. Con=iderando que~to stato di cose, siamo custretti a credere '. che non ci ha altro mezzo per salvrirci che di diminuire la d1_ste~~t delle frontiere minacciate , affine di poter concentrare d1 pm ln forze. . . Questa parte delle nostre considerazioni si '.1ppogg1a, su 1 dati della politica e di una politica che oltrepassa 11 quadro. troppo · ' • ristretto di una neutrnlilà passiva. Lungi, dal volere frapporre · ostacolo all'anùamento pacifico dei nostri affari, di voler disprez_zare i sentimenti che predominano presso gli Svizzeri moderati'. di voler parlare su di una politica vacillante e pericol?sa ; . .c1 si~mo propo~ti per principio , di. trattare la nnst1:a c~1'.1sllo~e 111 una. maniera abba:;tanza va,ta, pl'r cornprenderc tutti I ca$} sotto
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S TUDI STR 1\Tli GiCI
i quali può essere veduta. Non vi ha potenza c.onfinante che no~ ~bbia ~tracciale pretensioni riguardo a noi: la Prussia,nella qm~ltone _eh Neuchàlel; l'Austri_a nell'affare dei cappuccini e del vescovo d1 Como; la Francia con la domanda d(•lla valle di Dappes: tulle queste pretese sono state messe innanzi sepnratamenlt' l'una _dopo l'altra , e 1-a Svizzera è riuscita, sebbene non sempr~ c~mpiutamente, ad uscirne bene, eccetto nell'affare della valle d1 Dappe~ che non è ancora risol uto. Chi potrebbe garantii~ci eh~ un g_1orno tutti questi pretendenti non si uniscano per costrmgerc1 a sottometterci alle loro pretese? Ove troveremmo noi un appoggio in tal caso? · . ~a forz_a predominante dell'Inghilterra teneva, sino agli nltm~.1 tempi , la bi lancia OP.gli affari .di Europa, ma oggidì l' Inghilterra preoccupata nelle Indie , nella China ed in Persia, 11 0 11 potreb~e esserci che di un debole soccorso, e molto indirello, t~n~o. più c:he la s~a forza reale consiste meno in truppe dispom bilt che rn una rnflueuza vaga ed indeterminala. Cbe si gilli uno ~guardo su i risultali della diplomazia di questa vecchia Inghilterra, che ha lasciato cadere successivamente la fiera Venezia e l'Italia che srppe così bene infiammare, ricordiamci la condotta tenuta dall'Ingbillerra dnrante la lolla ddl'U11 trheria m~lgra~o le simpatie che gli mostrava: ove fu la sua f~rza d; ,JZlone m,_un momento in cui i suoi p1'oprii inter('SSi gli coman-d~vano d 111terv~nire? Fu essa nbbaslanza forte per interporsi , d1rcltamenle o 111diretlamente, alle decisioni delle potenze tedesche? - E però solo. nelle forze del Piemonte .assieme a quelle della l'lmanente _I1al1a, ove ?iò divenis~e possibile, potremmo lrorare un appoggio reale. E essa che appogo-ia i nostri due fianchi all'est ed all'orest' con posizioni 3tra te;che sul fianco dei nostri avver~ari' ed è essa clie ci risparmierebbe di volgere la noslra alte1mone al sud aelle nostre frontie!'e; di maniera che saremmo al caso di concentrare tutte le forze sulla frontiera del
SULLA DI J/ESA [JEl,LA SVIZZER.\
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11_ord, e su di uno spazio poco t'steso all'est, ed ipfine sulla fro11t,i,era ovest, eccelluatane ançbe Ginevra elle troverebbesi compiutamente garanti la dall'occupazione della Savoia. Questa occupazione sembra richiedere un corpo molto considerevole, ma non lo è realmente, perocchè ogni impresa diretta soli' est o sull'ovest delle nostre fronliere, dareb_be luogo ad un movimento offensivo ben pronunziato da parte degl' Italiani. Abbiamo lasciato da parte le considerazioni puramente politiche, reslringendoci solo alle militari, e fomiti ad abbreviare anclte queste, non abbiamo polulo internarci nei complicali parlicolari, e ci è stato una necessilà il limitarci alle so.le considerazioni generali. Sarebbe stato facile di svilupparle addentrandoci nei pa1'licolari, che le rendono piÌJ chiare; ma nello stesso tempo ci avrebbe allonlanato troppo dallo scopo principale: la difesa_cioè pura e semplice d~lla Svizzera.
Riassumendo il contenuto delle nostre consid,~razion: strategiche, possiamo stabilire come dimoslrali i seguenti risultali : Le frontiere nord della Svizzera offrono uu terreno poco favorevole alla difesa contro all'Allemagna ; ma uscendo da quelle frontiere s'incontrano posizioni molto favorevoli per stabilirvisi, - purchè ci decidiamo .ad operazioni offensive, mezzo sicuro per impedire al nemico di girarci, e per far cessare al più presto possibile l'iocerteua sulla nostra sorte. Decidendoci per una• linea ritirala di difesa, rinuncieremmo, dal bel principio, ad una iniziativa favorevole, mettendor,i nella triste necessità di prolungare la lotta e di dare occasione a grandi sacrificii. Le frontiere dell'est offrono un terreno allo alla difesa, e ad un movimento offensivo; ma la difesa di questa sezione dipende, da un lato, da quella della difesa al nord , dall'altro da quella sulla frontiera sud-est e sud : t.ullavia le montt1gne aspre
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STUDI STRATEGICI SULLA Dll'ESA DELLA SVIZZERA
e scoscese non . permellono, nè· com'unicazioni facili ai ·difensori, nè un suécesso rapido nell'interno della Svizzera al nerr:ico vincitore; per cui quest'ultimo non potrebbe agevolmente opnrare la riunioné delle sue forze, anr•.he se s·1 fos30 •impadronito dei passaggi che conduco1to nelle valli principàli. Le frontiere sud- est offrono anche minori punti , il cui possesso sia decisivo per la:,sorlé •d'ella Svizzera nella sua l<ilalità: ma sarebbe · sm:npre molto dispiacevole per noi di esporci ad una perdita cli te1t'itorio, s1a lall'est, si•a al sud-est. Per questo àbbiamo proposto dèi movimenti offensivi., facendo osservare i vànl'agg1 che .ci· procuèàno. · , ,Le ·fronti'ere·ge1,grafiche del sud, siccofué'. lo abbiamo pro-vato;1s0110 . molt6 esposte:t•~ll offrorio punti' troppo distanti tra loro: P~r ~vitare quesJ'ò inconvcnientr. pro·poniamo una linea più avauzata è ·protetta maggiormente dalle sinuosità dei terreno. Le nostre linee di dife~a dei Grigioni e del Ticino sono meno estese ed offrono ostacoli più continui. Abbiamo fatto osservare il vantaggio di un'alleanza con gli Stati Sardi, per me~ glio Jttuave questà·• difesa, e però è inntile ritornar-vi S'òpra. Le front iere contro la Francia ci hanno preserifote difficoltà mollo grandi, in considerazione che lo spirito di nazionalità che focontrasi in Francia, non ·ci permette di agevolmente passare ·1e frontiere p·1litichè, Jler scegliere una: linea dì 'difesa più vantaggiosa. Mtilgl'ado ciò abbiamo cercato di tr_acciare le diver..e sezioni di':difesà cd ' indicarne i vantaggi -strategici; e per compiere infine· 11 nostro abbozzo, abbiamo supposte, ·il caso dell'alleanza con gli Stati Sardi, che rende la nostra difesa infini tamente più facile. · .
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A. DE CLoss11ANN · Colonnello in ritiro e citflÌclino
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' Nei fascicoli 2° e 3°, anno I\ della _nostra Riviata, pc! .di~correre i piog1;cssi e lo· stato attuale dPlle ,armi portatili di precisione, de1;1mo alcu_nc brevi n?tizie su_llà ca_ra,bina_ ingle~e Jfo!ieid. Ora ·crediamo utile aggiungerne dt nuove s~1glt ~spenmenti falli con questa carabina, in panigone di' altre armi di precisione, tolte da un articolo dello Spectaleur 1111:litaire dc~ signor Leone Mare,; in cui viene esaminata la relaz1on_e degli esperimenti che hanno preceduto l'adozione della carabma E111fidd, pubblicata col permesso del governo inglese. . _ "' La relazione della commissione americana de' lavon falli negli anni 1853, 54. e 55 per migliorare le armi portali~i da guerra, di cui è pure brevemente discorso nello st~sso ar~1colo · ·del sig. Mares, ci rnelle al caso di far conoscere ai nost1:1 let~ tori le armi di precisione adottate per uso di guerra negli Stati U,niti di America.
220 CARABINA E NFJELO Nel __ tempo che le armi di precisione richiamavano l'attenzione dei governi e lo studio degli uomini speciali, l'Inghilterra non rimaneva inoperùsa, , e teneva dirtro attentamente ai perfezionam enti che si andavano compiendo negli altri paesi, e sopratullo in Francia, dove, per le curo di Delvigne, Tamisier, Tbovenin e Minié, esse ricevevano un grande impulso nella via del perfezionamento. E però, nel 1 852, il generale visconte Harding, capo dell 'artiglieria inglese, fece un invito a tulle le manifatture del regno, aO:ìncbè presentassero modelli di fucili d·i precisione per l'esercito , cbe riunissero i vantaggi delle nuove armi, eliminandone possibilmente gl'inconvenienli. Parecchi furon o i modelli presentati : quelli dei signori Purdey, Westley, Ricard, Lancaster, Wilkinson e Greener. A cui aggiungevasi nell'esperimento: un fucile fallo costruire dal signor Lowell , ispettore ùelle piccole armi alla manifattura del governo; il fucile Minié, ordinato nel 18G1 dal marcheso d'Anglesea, allorchè era alla testa dell'artiglieria; e la carabina di ordinanza a due righe. Ecco le dimensioni più importanti delle armi messe in esperimento.
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CARABINA l!N/IIELD
Il p1·01elto del fucile Minié in esame è interamente conforme a quello costruito dal Minié; cioè di forma cilindro-conica scavato alla parte posteriore, e con fondello (culot) conico di' ferro. Il suo diametro è di 17mm,5, la lunghezza di 26mm, ed il peso di Uc•-,20. Il proietto Wilkinson è di fol'ma allungata e seavato di dietro, ma aenza fondello. Il suo calibro è di 13mm,6J9; la lunghezza totale di 27•nm,3, di cui 13mm, 97, per la parte cilindrica; la parte anteriore è acuminata, ma la punta è rotornlita con un piccolo archetto; sulla parte cil indrica v'hanno due scannellature; il peso è di 32c'-,5. Il proietto Lancaster anch'esso è scavato, e si dilata nello sparo per mezzo di un cuneo, che sollo l'azione del gas della polvere ' penetra nel vuoto del proietto. Il suo calibro è di 13mm,51; la lunghezza di 2smm,57 in tutto, di cui 11 mm,9:~ per la parte cilindrica; la punta è leggermente arrotondita ; sulla parte cilindrica v'banno quattro scannellature: il peso è di 35C'·,30.
Col fu?ile Purdey furono adoperati due proietti, uno Minié , l'altro a cuneo, di cui ecco i dati principali: Proietto Minié: diametro 16mm,33, lunghezza 23mm, 1 4, peso 31 B'·,65.
Proietto Purdey a cuneo : calibro rnmm,33 , lunghezza 26rum,67, senza scannellatura sulla parte cilindrica; Io scavo posteriore a cui si adatta il cuneo, penetra mollo innanzi verso la punta; peso del proietto 39s••,65. Per il fucile Minié di Lowell, si sperimentarono due diversi proietti: Il N. 1 aveva il diametro di 16"'m,33 ' la !unghezza di 28m"',82, della quale 15mm,27 per la parte cìlindrica. Il vuoto posteriore era tronco conico, con la base maggiore rivolta alla carica e del diametro di I omm 66 · la ' ' profondità dello scavo era di 13mm,97, ed il fondo di essa terminava con una calotta sferica; il peso era di H. 6'·,59.
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ED ARm A:-JER!Ci NE nr !'RECISIONE
223
II proietto N. 2 era più leggiero, e pesava grammi 36, 52. · Esso avea il diametro di 15mm,95, e la lunghezza di 2tmm in tutto, di cui 10"'m, 66 per la parie cilindrica; la profondità dello scavo era di 12mm,U. Entrambi questi proietti non avevano scannellature sulla parte cilindrica, ed il forzamento si eseguiva con un fondello come il Minié; ma, oltre le differenze nelle dimensioni, essi differivano allresl un tal poco nella forma, essendo la punta del secondo molto più rotonda e larga che nel primo, e lo scavo tronco conico a lati meno inclinati e penetrante di più verso la punta. La palla del Brunswick Rifle è sferica, con un risalto anulare intorno ad un cerchio massimo; il diametro è di 17mm,42, il peso di 36&'·,20. Il proietto Enlìeld, o Prilcbelt , rassoiniglia molto al N. 2 Lowell, in qua11to alla forma, e ne differisce per le dimensioni e per la forma dello scavo. Il diametro è di 1 4""",42, la lunghezza totale di 24,mm,38 , la parte cilindrica è lunga 11 "'"'08, l'apertura dello scavo dalla parte della carit;a è di 10m"',92, la profondità di questo di 6m"',85, e la sua forma tronco-conica è a lati molto inclinati, e termina con una piccola calotta sferica: il peso è di 33g'·,80 (1 ). Il forzamento del proietto in tutte le nuove armi in esperimento, era prodotto dall'azione del gas della polvere, e la commissione preferì v,a quello del' Pritchett , nel quale esso si ot.· tiene senza fondello o altro apparecchio, e col semplice scavo alla parte posteriore. , Da questi dati rilevasi, che dal Brunswik Rifie in fuori, tulle le nuove armi hanno un calibro minore del fu cile Minie ordinalo dal marchese di Aoglesea, il quale ha lo stesso calibro (I) La descriz ione e il disegno della carabina Prilchctt o Enfic ld, si rin• veni:ono nei N. 2 e 3, anno I , dì questa Rivista,
2:\!<1
CARABINA ENFIELD
delle armi franc:esi. Come pure tulti i proietti sono piit leggie~·i di quello adoperato col fucile Minré. In proporzione del peso del proietto, tulle le cariche, meno una sola, sono più forti che nel Minié, perocchè in quest'ultima arme essa è la decima parte del peso del proietto, mentre che negli altri è presso che l'oUavo. Queste due circostanze che si verificano nelle nuove armi, cioè peso minore del proietto, ed accrescimento relativo delle cariche, produce due vantaggi: 1° che il peso delle nuove cartucce si avvicina più o meno a qm::llo delle antiche, e pel fu cile Enfield è quasi lo stesso che quello de' fucili ordinarii inglesi, per cui i soldati possono portarne un numero maggiore sulla persona, e per una stessa quantità di munizioni non fa mestieri accrescere il numero dei carri , come avverrebbe coi fucili Minié; 2° una carica relativamente più forte, imprimendo al proietlo una velocità iniziale maggiore , il primo tratto della traiettoria, cioè quello compreso nelle.distanze cui s'impegnano le azioni decisive, è più spianato. Simiglianti risultali si hanno, come abbiamo veduto, col diminuire il calibro; la qual cosa arreca anche il vantaggio di avere un' arme più leggiera, senza perdere di _solidità, e minor consumo di materiale per uno stesso numero di cartucce. Difatti, la commissione avendo tra -mano armi di calibri cotanto diversi, ebbe l'opportunità di verificare i vantaggi e gl' inconvenienti dei piccoli calibri; ed eccone l'opinione, riportata nell'articolo del sig. l\farés. « Considerando il calibro del fucile per l'esercito, è neces>> sario ricordarsi, che con un calibro come quello di 30 a 31 >> palle per libra (1 3mm,4), si possono ottenere i seguenti van>> taggi: proietto allungato di piombo solido; forza maggiore » nella canna; minor peso; maggior forza nella cassa con mi>> nor peso di legno; facolta per il soldato di trasportare un più >> gran numero di cartucèe; maggior penetrazione con un pro• n ietto di egual peso.
ÈD ARMI Dllèl\lCANE DI PRECISIONE e< GI' inconvenienti del piccolo calibro, sono: forma più alluncrata delle cartucce (a meno che la palla non sia separala >> dallét polvere, come col metodo Wilkinson); ferita più lieve >> cagionata dal proietto >> • Al che il Marés fa le seguenti considerazioni : « È nostra ·opinione, che il solo svantaggio serio del piccòlo >> calibro è la forma più allungata della cartuccia: ma , se si » porta la polvere in una fiasca a polvere o_ in a~tucci di_ 1~. 11 miera, 0 qualunque altro metallo , un calibro dt 11 m1lh» metri varrebbe meglio, a nostro credere , che qualunque aln tro, per il minor peso del proietto. La maggiore o minore >l grandezz,a della ferita t)rodotta dal proietto, non ci sembra >1 dover essere presa in considernzione, perocchè una piaga >l molto penetrante di 11 millimetri di diametro , è molto più » micidiale cbe un colpo di spada, ed è sufficiente per fare » tosto morire un animale della mole di un cavallo o di un bu>) fato. D'altra parte, molte carabiee di cacciatori americani, e n la carabina <la guerra federale...:svizzera non banno che 1O >> millimetri e mezzo di calibro >>. · Entrambe queste osservazioni sono giuste. Ma, in quanto al calibro è da considerare, che ov'esso sia troppo piccolo, di 11 millimetri, per esempio, per ovviare all' inconveniente di una cartuccia soverchiamente sottile e lunga, fa mestieri caricare con polvere e palle separatamente, e però perdere nella ~elerità della carica, ed abbandonare i vantaggi della cartuccia; per . conservare questi vantaggi, convir.n arrestarsi ad un calibro alquanto maggiore di 11 millimetri. Oltrechè il calibro ~over~ chiamente piccolo, non permettendo di praticare al proietto il vuoto di dietro, obbliga a rinunziare al vantaggio dell'espansione. E però crediamo, che ràgionevolmente la commissione inglese s<le"lieva il calibro della carabina Enfield (1 4mm,5) , con palle 2 i- a 25 la libbra; siccome quel!~ che, d~gl~ studii fatli, pareva che riunisse al pitt alto grado I vantaggi 81 dei grandi che de' piccoli calibri. ,..
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CARAlllN A ENl"IELIJ
Il numero delle righe delle armi esperimentale, varia da 2 a 5; e la commiss10ne ha ritenuto , che il numero dispari delle
righe sia , per il forzamento, preferibile al numero pari. Pcrocchè , quando i pieni sono opposli ai vuoti, siccome avvieue con le righe dispari , vuolsi per forzare la paÌla una dilatazione minore che nel caso opposto, siccome per le righe di numero pari. li numero delle righe preferito dalla commissione è stato di tre. Il l\farés aggiunge: cc Dopo numerose esperienze falle in )> Francia, si è fissato il numero delle righe a 4,, ed in quelle » f~tle in ·America si sono adollali i numeri 3 e 5; e però cren diamo poter supporre, che vi sia una ben piccola differenza I • • » se pure esiste , tra 11 valore del numero delle righe >>. In verilà, non crediamo che il numero delle righe abbia una grande influenza su i risultali del tiro. Pur tullavia, poicbè il numero dispari richiede una dilatazione minore , il forzamento probabilmente riesce più uniforme cd esatto; e però, vutll essere preferito, quantunque voglia supporsi lieve il vantao-gio . t, h e e n_e ritragga. In quanto al numero maggiore o minore delle righe, se pure non influisce menomamente sui risultati del tiro, la facilità' della manutenzione, della nettezza e della costruzione deve far preferire poche righe larghe, a molte necessariamente più stretle. . Le elici esperimentate erano o regolari , o progressive. Le prime facevano un giro per due metri; le seconde incomincia• vano con l'inclinazione di un giro per due metri , e terminavano con quella di un giro per 1m, 4,5. Conformemente a quanto sapevasi di già per gli esperimenti fatti in altri paesi, l' elice regolare fu riconosciuta preferibile; perocchè la progressiva, costringendo il piombo penetrato nelle righe , a mutare di forma continuamente lungo il suo tragillo nell'arme, ingenera un attrito considerevole, che diminuisce la velocità iniziale del proietto, e quindi dà una traiettoria più curva e gillate minori. D'altra parte l'elice regolare, oltre ai vantaggi che arreca al tiro, presenta l'altro di essere pitt facile a fare ed a riparare.
l!:fl àRMI AMERICANE DI PRECISIONE
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· Negli esperimenti fatti con molta cura e dil_igenza, cambiando armi e proietti, la commissione accertò alcuni fatti rimarchevoli c'be il l\larés cosl riassume : « 1° Si è riconosciuto cb'e la polvere di grana grossa, e ge>) neralmenle quella da guerra, fosse la migliore per dare pre~ >> cisione al tiro con palle espansive ». Questo fatto è conforme alla natura delle cose. Perocchè, dovendosi con l' espansione della poh·ere eseguire il forzamento , questo deve riesci re tanto più perfetto, quanto maggiore sia il tempo che la polvere agisca sulle pareli laterali , innanzi che sia vinta l'inerzia del proietto. Ora questo risultalo si ottiene meglio , qualunque volta la polvere sì accenda alquanto lentamente e successivamente, sicchè l'azione sulle pareti della cavità giunga a produrre il suo effetto pr1ma cbe il proietto parta, e l'accensione successiva produ0a un graduale accrescimento di forza contro le pareti suddette, per modo da rendere il forzamento più sicuro e regolare. La qual proprietà è della polvere di grana grossa , a parità di circostanze. · « 2° Durante il corso degli esperimenti , una circostanza·che » non sembra essere stata osservata , lo fu paragonando i tiri >) dei diversi proietti allungali. Cioè l'angolo di elevazione pet· n lanciare un proietto sferico a t 00 yards, era minore di quello » necessario per lanciarne uno allungalo alla stessa distanza; e >l se la stessa palla e lo stesso proietto allungato , sieno tirati » nelle stesse canne precedenti , ma però con l'asse perfetta» mente orizzo~tale, la caduta o l'abbassamento verticale do,, voto alla gravi là della palla sferica, è eguale od anche mag» giore elle quello del proietto allungato. « La spiegazione di questo fenomeno data nel rapporto, sog>> giunge il l\forés, ci sembra molto esalta. Una palla sferica n presenta sempre la stessa s!lperficie all'aria, qualunque sia >i l'angolo sotto il quale sia lanciata , mentre che la palla al,, lungata sperimenta tanta minor resistenza nell' aria , quanto
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CA RA Df1'A ENFIJ,;L[J
pit'1 orizzontalmente sia tirata. hl questo caso essa presenia all'aria la sola pùnta, ma allorchè l'angolo di tiro ~i viene più o meno elevato, la resistenza dell'aria si esercita più o meno obbliquamente su tutta la lunghezza della palla, e ne contraria il movimento >).
Qualora questo fatto fosse accertato da rip~luti esperimenti , ne risulterebbe _che l'angolo di elevazione sotto cui si è costretto a tirare l\1rme, avrebbf,l molta influenza per alterare il moto del proietto, e rendere la traiettoria de' proielli allungati più o meno curva di quella della palla sferica. Ora l'elevazione dell' arme essendo eguale all'angolo di mira relativo alla distanza a cui si tira , quando la linea di mira è orizzoutale; se il bersaglio non sia di livello con l'occhio del puntatore, l'angolo di elevazione sarà eguale all'angolo di mira più o meno l'angolo all'oggetto, e se· . condo che il bersaglio sia al di sopra o al di$otlo dell'orizzontale; e però, essendo per una stessa distanza diversi gli a~goli di elevazion1J o di depressione, secondo la differenza di livello del punto di pai·tenza del proietto e.di quello mirato, ne risulta che, avendo l'inclinazione dell'asse della canna con l'orizzontale una influenza ~aggiore sulla curvità della traiello~ia pei proietti allungati cbe non per gli sferici, c0nve1Tà col variare del livello dell'oggetto da battere, variare altresì l'alzo. Di mani.era cbe, il tiro dei proietti allungati sarebbe reso ancor più clifficìle e complicato, dovendo il puntatore tener conto non solo delle distanze, ma anche delle differenze di livello, per modificare l'alzo convenientemente. Il .Marés fa osservare cbe nel rapporto è consacrato un altro fatto sulla influenza della lunghezza ùel proietto sull'angolo lii tiro. '< La palla del signor Wilkinson, alquanto più leggera e » corta di quella ùcl signor Lancaster, tirata con la stessa ca>) rica di polvere, ha richiesto un angolo di tiro più grande >> che quest'ultima per colpire a 1 00 e 200 yards , ed un n angolo di tiro più piccolo per colpire da 300 ad 800 yards.
El> ARlfl AMER!CA1'E DI PRECISIONE: ·
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Ouesta osservazione è tanto più rimarchevole, quanto che >) ;eneralmente si è inclinati a credere, elle l'angolo di tiro )) aumenti alle piccole distanze e diminuisca alle grandi, col n peso del proietto >> • In verità questo fatto non rovescierebbe solamente una opinione, ma sarebbe in opposizione con le leggi meccaniche, se le condizioni in cu i i due proietti sono lanciali fossero identiche; difatti ne risulterebbe, che il proietto più leggero, lanciato con una stessa quantità di polvere che il più pesante, si muoverebbe con una velocità .iniziale minore che questo, ed acquisterebbe di poi nell'aria un vantaggio sol proietto più pesante. Ora questi due falli sarebbero in opposizione con le leggi meccaniche, e con migliaia di esperimenti fatti in tempi, circoslànze ~ luoghi svariatissimi , e cbe han dato sempre i medesimi risultati , confermati altresì dai calcoli matematici. Forse per quel che risguarda la resistenza nell'aria, qualora l'arma sia più O meno elevata o depressa, potrebbe valere la spiegazio~e precedente, sulla maggiore resistenza cbe sperimenta nell'aria un proietto allungato tirato con inclinazione più o meno forte'. resistenza che cresce con la lunghezza Ji questo, qualora tutti gli altri dati sieno identici. l\Ia nel nostro caso, la differenza essendo piccola, perocchè il proietto Wilkinson è lungo 27"'"',30 ed il Lancaster 28m"',57, l'influenza della resistenza dell'aria non può essere molto grande; mentre che quella del peso in vantaggio del Lancaster essendo più sensibile, 32g',5 e 35;r ,3, ciò che questo perde da un lato dovrebbe guadagnarlo in più dall'altro. Ond'è che la ragione di questo fenomeno deve ricercarsi, forse, in alcune differenze di cui non si è tenuto conio, e che possono avere una sensibile influenza. Sarebbe conveniente esperimentare proietti di diversa lunghezza con una stessa arme, e non con armi div-erse, per poterne tirare conseguenze concludenti. Difatti il fucile \Vilkinson è a sezione circolare ed a cinque righe, ed il Lancaster crediamo sia elittico ed a spirale; e >)
230 CARA.BINA ENFIELD . non p0trebbe. il proietto del primo sperimentare per avventura maggior attrito ncll'arme? e la forma elittica e ad elice, presa dopo l'espansione, del secondo, sperimentare maggior resistenza nella rotazione e nell'avanzare? . Le diven,e profondità delle righe non sono indicate nel quadro delle armi messe in esperimento; ma sappiamo cbe la commissione dava alle righe della carabina Enfield la profondità di omm,356, sufficiente a ritenere la palla nelle righe, siccome è provalo dall'esperienza. La differenza dei due semidiametri della carabina Lancaster è alla bocca di Om"', 127 ed alla culatta di omm,177: ma questa piccola differenza perchè tutta la canna è ellittica ed a elice, qual111H1ue sia la differenza dei semi-diametri la rotazione del proietto è sempre assicurata. La larghezza delle righe della carabina Enfield è di 6""n ,65, di maniera che nell'arma i pieni sono alquanto maggiori dei vuoti. L'esperienza sembra aver sanzionalo quanto il ragionamento faceva prevedere; cioè , che le etici regolari sono preferibili alle progressive: "' almeno, come saviamente osserva il Marés, i, per le armi a proietti cilindro-conici o cilindro-ogivali, e n non già puramente conici, ogivali o sferici >i. La quale osservazione è giusta a cagione che questi ultimi proietti, poièhè penetrano nelle spire secondo un cerchio massimo, l'inconvenirnte di dovere il piombo in esse penetrato · mutar di forma ad ogni istante, nell'elice progressiva, svani8ce con la mancanza della parte cilindrica. Generalmente nelle armi messe . in esperimento, il vento della palla è molto minore che nelle armi di precisione francesi. Nella carabina Enfield esso è di omm,23, nel fucile LoweÌ omm,25 e nelle carabina Lancaster e P• rdey O'"m ,2; mentre che nella carabina Minié od in quella a stelo francese esso è di Omm,6. Il signor Marés, credendo insufficiente questo vento delle palle, soggiunge: (( A malgrado della perfezione della car-
EO AR ~ll !!dER!CA~E DI l'RECISJOl'IE
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» tuccia e della palla, che è compressa (1 ), e p,w conseg~enza » di dimensioni mollo più esatte che la palla fusa , temiamo
che que~lo vento troppo piccolo non porti nocumento alla » rapidità della carica. L'uso del culollo Minié avrebbe al certo » permesso un vento di omm,4 o anche O"'m,5 ed una coni> veniente forma del vuoto del proietto, farebbe ottenere n lo stesso risultalo. Questa osservai.ione ba dovuto presentarsi · )> alla mente dei membri della commissione, poichè vogliono n che la bacchetta sia verso l'estremo leggermente ringrossata, )) affinchè si possa spingere fortemente la palla , senza cbe la » baccbella scorra nella mano >J • Le cartucce di tutte le armi esperimentate erano, per costruzione, simili alle francesi delle armi di precisione; cioè la punta delle palle era in contatto con la polvere. Per la qua\ cosa, dopo aver versato la polvere, bisognava capovolgere \a palla per introdurre la parle cilindrica nella canna; la ste~sa è pure la cartuccia adottata dalla commissione per la cara,brna Enfield. Non per tanto la commissione tenne conto altres1 del metodo del sig. Wilkinson, cioè di caricare con polvere e palla sciolta, e quest'ultima semplicemente ingrassata, senza carta. o cappellotto (calepin); ed opinò ch'esso voleva essere esp~nmentalo per le truppe scelte, conservando pur sempre \ oso delle cartucce per il grosso dell'esercito. . Il Marés si associa a questa opinione , perchè crede << che )) la carica di polvere separata dalla palla si conservi meglio, n la qua\ cosa assicura al ti1:o una maggior precisione » • . In quanto alla forma dell'alzo da preferire per la carabrna
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(I) li signor Anderson ha inventata una macchina per fare le pa~l~ mediante la compressione, affine di ottenere la compi_uta omogc~cita 1 nei proietti. Il comitato inglese giudicò che con questo r1trova_to ragg. un · geva per modo lo scopo, da rc~dere inu,til i le, scannellature circ~lal'l ~e~ stinate a correggere le deviazioni della traiettoria normale, prodotti dal\ ir regolare posizione del centro di gravità,
232
da adottare, la commissione non ne trovava una abbastanza semplice e solida. E però proponeva due modelli di armi 1 uno destinato per le trappe di linea e le milizie, con un alzo fiss~ per tirare a 100 yards, e due lastrette a cerniera, che si rialzano separatamente, per le distanze di 200 e 300 yards ; l'altro per uso dei corpi speciali- e de' tiratori scelti di ciascun corpo , con un grande alzo da servire sino ad 800 yar<ls, del modello fornito dal signor W. Richard. « Per riassumere, dice il signor Marés, la nostra opinione n sul valore della carabina Enfield, che oggi è il vero fucile n di munizione dell'esercito inglese , diremo, che nello staio » attuale delle cognizioni acquistate sulle carabine da guerra, >i quest'arme ci sembra pressocbè perfetta, salvo che: 1 ° Ja >) palla non ci sembra che abbia un vento sufficiente· '2° le ' ' >> nostre esperienze personali ci forzano a credere, che alcune )) scanneHature circolari intorno alla parie cilindrica delle '' palle, come quelle dei proietti francesi, o pure una gola n che non avrebbe l'inconveniente di ritenere talvolta dei )) frammenti di carta della cartuccia, aumenterebbe l'aggiusta>) lezza, sopratutto alle grandi distanze e con l'aria agitala ,, . Questa conclusione crediamo sia conforme al vero. Ed in quanto risgnarda le scannellature sulla parte cilindrica , l'opinione del .signor Marés è tanto più giusta, quanto che esse · servono non pure per correggere le deviazioni provenienti da una irregolare posizione del centro di gravità; ma anche per ricondurre l'asse del proietto sQlla tangente alla traiettoria, per ciascuna posizione successiva· del proietto nella sua corsa, e per diminuir gli effetti delle altre cause di deviazioni. Ciò non pertanto la carabina Enfield è abbastanza precisa, e sebbene nel rapporto non s·iano indicate le deviazioni è ' noto che un buon tiratore può con essa colpire a 300 yards (27 4 metri) un bersaglio di 6 pollici inglesi (15 centimetri e 2 112 millimetri) di diametro: il che dimostra, che le deviazioni non sono mollo sensibili.
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E D AR:l!I AMERICANI,! DI PRECISIOXE
CAR!DINA llNFillLlJ
La precisione del tiro, e l'essere la traiettoria della carabina Enfield abbastanza spianata, rende la probabilità di colpire con quest'arme molto soddisfacente. Diamo fine a questi cenni, col riportare alcuni dati ac..: conci a far conoscere la traielloria di queste carabine, e l'elevazione di essa sulla linea di mira, alle distanze di I 00, 200 e 300 yards. 1
Traiettoria del /ucile rigato d'Enfield, con le distanze della bocca dell'arma al bersaglio, e le altezze della palla al disopra di lla hnea di mira a varie distanze. A 100 yards (91m ,438) 75 100 yards 6 ¼ O pollici (il pollice inglese = om ,0254). · A 200 yards 50 75 100 125 150 175 200 yards 11 1/z14 ½ 19 21 20 ''6 10 ¼ O pollici A 300 yards 50 75 100 125 150 175 200 225 250 275 300 yards 17 ½ 26 ½ 33 40 7/,. 42 ½ 43 39 32 24 14 Opollici
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Le condizioni in cui trovavasi la società americana nella fondazione delle sue istituzioni e nel suo sYiluppo, meLteva i coloni nella necessità di addestrarsi al tiro , ·e provvedersi di armi perfette, per garantire le loro persone e le loro robe. E però divenivano ben presto buoni tiratori, e questa loro destrezza ed amore per le buone armi , insieme alla natura della guerra e dei luoghi, contribuiva non poco ai successi della guerra dell'indipend&nza. I bisogni , la tradizione, l'abitudine, perpetuando negli Americani coteste dispos1z101u, facevano sì che buone carabine, e forse le migliori, fossero costruite in America e sparse fra la popolazio1re.
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•Ma siffatte carabine, esatte e di lunga gittala, utilissime per gli usi cui sono deslinate, non hanno tuUe le proprietà che si richiedono per un'arme di guerra, e rendevasi perciò necessario studiare a perfezionar le armi destinate a questo uso. Il non essere inferiore in armi ,agli allri eserciti, è cosa importantissima per tutti gli Stati; ma più che mai per gli Sta li-Uniti d'America, i quali, non avendo eserciti permanenti, ne risentirebbero doppiamente il danno, se alle altre cause d'inferiorità delle loro truppe, in una lotta contro eserciti agguerriti, si aggiungesse ancor quella delle armi. Chè anzi, solo con avere armi perfette e tiralùri valenti, essi potranno in parte compensare la loro inferiorità sotto altri riguardi, adottando un genere di guerra in cui predomini l'uso del fuoco, ed i combattimenti in ordine sparso, e profittando della natura dei luoghi, del numero dei loro soldati e della vastità degli spazi i: e così portando la guerra in lungo, se pure fossero in sulle prime costretti ad abbandonare alcuni punti importanti prossimi alla costa, avrebbero tempo di ag- · guerrirsi e disciplinarsi, ed indi ripigliare l'offensiva con la superiorità del numero, e riconquistare i luoghi perduti. Con buoni tiratori e buone armi , poichè tutta la popola2.ione virile prende parte alla difesa, si possono difendere accanitamente le grandi cillà e le località importanti poste nella zona che il nemico può agevolmente invadere, e far p~rdere al nemico molto tempo e molti uomini, prima che facci qualche passo importante; e, minacciandolo in tutte le direzioni, su i fianchi e solle comunicazioni, fare che non sia altrimenti padrone che dei soli punti occupali direllamente dalle truppe, e con una moltiplicità di piccole fazioni , arrecargli danni irreparabili e maggiori che nelle più grandi battaglie. La precisione delle armi e la bontà dei tiratori ha una grande influenza in siffatto modo di guerreggiare. La qual verità, sentita da ogni americano, lo era pure dal governo, che
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ED A!nll AMERICANE DI PRECI SIONE
CAl'Ull!NA ENl'!ELD
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perciò teneva dietro a tutti i miglioramenti che introducev.ansi in Europa sulle armi, e non sì tosto ebbe contezza delle nuove armi di precisione, ordinava appositi studii , per vedere quali modificazioni occorressero alle armi da fuoco portatili per uso di guerra, lavori che ven ivano iniziati nell'anno 1853, e proseguiti negli anni 1854 e 1855. 1 primi es?erimenti fatti all'arsenale di Harper- Ferry, nell'anno 1853 e parte del seguente, ebbero per oggello di esaminare le armi , le forme delle pa\le, la rigatura di quelle in uso, affine di determinare quel che convenisse preferire per la costruzione delle nuove armi , riguardo al proietto, alle righe ed alla maniera di caricare. Gli ufficiali deputati a siffatti esperi menti, incominciarono i loro sludii da un proietto simile a quello della carabina a stelo francese, con la parte anteriore alquanto più allungata ; affinchè dopo il forzamento, conservasse meglio una forma agivale ben spiccata, la quale ne agernlasse il movimento nell'aria. Il numero delle spire da essi preferito, fu dispari , per le ragioni accennale nella prima parte di questo articolo, e fissato a cinque. Le canne destinate agli esperimenti erano in numero di dieci, delle quali tre del calibro di 13m'",71, che servirono poco, e sette rli quelle di 17 m, 526, con le quali si fece il maggior numero di tiri. Tutte con 5 righe a profondità decrescente, dalla culatta alla bocca; cioè alla cnlatla era di omm, 508, eù alla bocca di 0""",01 58. L'incli nazione delle spire, in alcune era di un giro per 1m,219, in altre di un giro per 1 °1,524, e fin di un giro per 1 m,829; infine, si rigano due delle dieci canne aJ elice progressivo , ovvero ùi un giro per 1m,829 alla culatta, ed uno per 1 m,219 alla bocca. Tutte queste armi erano a stelo, e furono esperimentate con grande allenzione , sino alla distanza di 880 yards (80t"',65). La commissione riconobbe, che il fo rzamento dei fucili a 111
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236
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CARABINA ENFIELD
Ell AR,11 ,DrEl\lC.UE Dl P REC! SlO:--É
stelo, perchè riescisse uniforme, richiedeva perizia non ordinaria nei soldati, ed una calma impossibile nelle emozioni del combattimento; e che il mantenere e pulire le armi offriva grandi difficoltà. Per la qual cosa rivolgeva i suoi studi alle palle a culotto alla l\finié, e poichè adottava non il culollo conico, ma quello a forma di calotta sferica, che dovea naturalmente avere un movimento irregolare nella cavità, i risultati non furono vantaggiosi. Allora alle palle a culotto sostiluironsi proietti dilatati da un cuneo metallico, spinto nell'incavo mercè l'esplosione della polvere, ed una palla a semplice incavo, inventata dall'armiere Burton, che dette buoni risultati. Le conclusioni della commissione furono : 1 ° Ch'era ùa preferire il proietto forzato mercè l'espansione del gas, che si sviluppa nell'accensione della polvere ; 2° Che bisognava usare la palla ingrassata, senza cappellotto o carta. <1 Quest'ultima conclusione, dice il signor Marés , è rimar» chevole, e dove si giunga ad applicare convenientemente » questo sistema, la carabina americana acquisterà un van>) taggio reale su tutte le armi di guerra del continente euro>) peo; perocchè, coloro che si sono serviti del cappellotto, sanno » quali variazioni arrechi nel tiro la più piccola irregolarità >> nella sua posizione. In quanto alla carta, essa nuoce sovente » alla aggìustatezza del tiro, semprechè resti attaccata .aln l'anima della canna, od alle scannellature esistenti verso 1) la base del proietto » . Nell'epoca in cui si eseguiva questa prima serie di espe· rimenti, vennero a conoscenza degli Americani gli studii rau{ in Inghilterra, che confermavano i risultati da essi ottenuti. La commissione volle fare alcuni esperimenti comparativi tra il nuovo ·proietto e la palla sferica, i quali dettero risultati favore voli al primo. Fissato dalla commissione che il forzamento dovesse aver
luogo per espansione , sotto l'azione del gas sviluppato nell'accensione della polvere, contro le pareti dello incavo de_l pro-ietto, e ché la palla dovesse essere collocata sulla pol\'ere ·senza alcuno inviluppo e semplieemènte ingrassata ; fu iniziata nel\o stesso arsenale di Harper-Ferrey una seconda serie di espcì·imenLi, per fissare la forma del proietto, e, dopo i primi stud,i, venne scelto il proietto Pritchell , e l'altro di BarperFerrev. La ·palla Prikhett adattata al calibro am~ricano, è alquanto più ollusa che quella inglese , e lo scavo posteriore meno conico. La palla Harpcr-Ferrey è simile a quella Minié , ma senza culotto. Ecconé le dimensioni principali: Calibro 1 3mm, 71, lunghezza totale 25m"',4, lunghezza della parte cilindrica 1,1m'°,4,3, diametro della base maggiore del tronco-conico dello scavo 1 omm,66, profondità dello scavo 8"'m,89. Sulla parte cilindrica v'han110 tre scannellature circolari. Le canne destinate agli esperimenti, furono nove del calibro di ·1 3mm,7 ,1, Ù•!llll quali tre a 3 righe, tre a 5, e tre a 7 righe. Le righe di forma circolare, ed i pieni della canna ·eguali ai vuoti. Delle tre canne -dello stesso numero di righe, nella prima avevano la profondità di 0"' ,254, nella seconda omm,3s,1, nella tm·za 0 m,508, e tutte uniformi dalla culalla alla bocca. Ecco i risultati principali , quali sono riportati dal signor 01
01
l\farés : « La palla sferica, esperimentata con un cappellotto (calapio), >) paragonata alle altre, non dette più risu ltati a 457,n"',13 >> ·( 500 yard$ ). La palla Harper-Ferrey fu molto superiore, » per giltata, ali.& palla Pritcbett. Si osservò inoltre, che con » la palla Harper- Ferrey la carica era più facile, ed il grasso n vi si teneva meglio attaccato, a causa ✓ delle scannellature 1
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C,IRA B!NA ENFIELn
ED ARMI AYERlCANE DI PI\ECISION B
n profonde praticale sulla parte cilindrica. Gli. esperimc>n li " furono spinti sino a 61-0 metri (700 yards). << I migliori risultati con le palle Harper-Ferrey, si ollen» nero con le righe di omm,381 e omm,508 di profondità nelle ll canne a 3 e 5 righe. Una canna rigata a cinque righe cir» colari con vuoti larghi • simi, e pieni di soli omm,508 di lar» ghezza , del.le risultati perfetti con una profondità di righe n di om381. « Tutti i proielli ingrassati con una miscela di sego e cera n (tre parti di sego ed una di cera) , furono tirati senza carta )) e senza cappellotto. La polvere da guerra fu trovata supe» riore a quella fìna. 11 Esaminanrlo questi risu~tati minutamente esposti nel rap>> porto americano, si scorge, che du rante il corso degli espe" rimenti le palle areano una grande agginstatezza )> . E però la commissione conchiudeva, che le palla HarperFerrey era da preferire, ed il numero delle righe veniva fissato a 3 o 5. Questo risultato · conferma l'osservazione falla nella prima parte di questo articolo, cioè: che la polvere la quale, fra certi limiti, brucia più lentamente, è da preferire, per il forzamento perfetto ed uniforme, alla più fina; che le scannellature e la forma più acuminata del proietto, migliora il tiro. Dopo di ciò, il governo americano dava il carico al t~nente Benton di fare all'arsenale di Springfìeld, durante la primavera del 1853, una serie di esperimenti, conforme al programma stabilito dal comitato di artiglieria. Riconosciuta, in principio, l'utilità che la carabina a palla allungata arreca per l'aggiustatezza, gittala ed efficacia di liro, gli esperimenti aveano per oggetto, di ricercare il miglior modo di applicarlo alle armi delle truppe americane, e precipuamente aver di mira : 1° Di de.terminare il miglior modo cli rigare le canne delle armi esistenti ;
'tesse . essere ridotto con vantaggio per le armi da costruire in
2° Assicurarsi se il calibro del fucile attuale di 17mm ,5, po-
seguito; 3° Assicurarsi se il calibro ridotto potesse essere comune a tutte le armi ; 4, Determinare la forma migliore della. cavità della palla Harper-Ferrey. Per accertare bene i risultati degli esperimenti, si convenne _di adoperare un gran numero di canne di diverso calibro, forma e numero di righe, tenendo conto altresl dei risultati ottenuti con gli esperimenti precedenti. Seguendo l'ordine delle ricerche prescritte, i primi esperì. mertti riguardarono la profondità, inclinazione e numero delle righe; per la qual cosa si fecero apprestare 19 canne del calibro di 17m ,5, e della lunghezza di 1 ,0668. Ecco i dati .principali relativi alle canne messe in sperimento. 1
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Gli esperimenti dimostrarono che l' elice regolare di un ~iro per 1m ,829, ecl a riga.tura con profondità decrescente .(!alla culatta alla bocca, nella proporzione di 3mm,33,1 alla culatta e omm, 12'1 alla bocca, o di' omm,508 e omm,25t, dava i migliori risultati. Partendo da questi dati, si passò alla ricerca del miglior calibro, per le diverse armi. portatili; ed a tal fine $Ì fecero costruire: sei canne da fucile del calibro di 15mm,24-, a tre e cinque righe, di forma circolare o scavala (évidée), e le aHre condizioni simili ai risultati dei primi esperimenti; qualtro, puredafucile,,del calibro di 13"'m,'71, lunghe 1m1 0·l 6, con rigatura a profondità decrescente (Omm,38 1 alla culatta ~ omm,,t 27 alla bocca); quattro da carabina , lunghe 0"', 559, ~d in tutto il resto simili alle ultime quattro canne di fucile; infine, quattro canne da pistola di diverse lunghezze ed inelinazioni di righe. Ecco le principali dimensioni di tutte queste canne:
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.rimenli : <1 Calibro. Le canne che hanno dato miglior risultato, sono · quelle del calibro di 15mm,2,i., comprese nel N. 1; seguono quelle del calibro di 1 3m"','1, aventi il N. 2; in ultimo le canne del calibro di 1'1" m,5. l\la non si può da questi risultati ricavarne alcuna conseguenia sul valore di questi diversi calibri, perocchè la spessezza ed il peso delle canne, non sono in relazione col peso della polvere e dei proietti che compongono le cariche. << Le canne N. 1 del calibro di 1 ;:,m ,24-, pesano 2en·,363; le canne N. 2 del calibro di 1 3 '1 pesano 2cb., 181 ; e quelle th del fucile del calibro di 1 '1 0101 ,5 pesano 1 ,97'1. cc Del rimanente, v'ha un limite di spessezza possibile delle canne, cioè quello in cui l'arme divenga troppo pesante per la forza del soldato. L'arme, di cui fa parlo la canna N. 1, rag1 gim~ge di già questo limite, percioccbè pesa 5°\0'15 ; mentre, il fucile di munizione eh' è destinato a rimpiazzare , pesa ,i.cb., 930. L'arme alla quale appartiene la canna N. 2, pesa 4,ch., 4-2; La inferiorità nella gittala del fucile di munizione rigato vuol essere attribuita alla vibrazione della canna, in conseguenza dell.1 sua piccola spessezza: ma questo fucile, sebbene inferiore alle due altre armi, non cessa di essere una buonissima arme. In conclusione, la commissione si pronunziò 0101 per l'adozione di un calibro medio.fra 1 5mm ,:H, e 1 3 , '1 . e< Lunghezza e spessezza delle canne, Risulta dagli esperimenti che col sistema di forzamento per dilatazione, la penetrazione del proietto viene accresciuta con la lunghezza della canna, e la precisione del tiro con la sua spessezza. Paragonando le pruove fatte col nuovo fucile rigalo, con r1uelle della carabina, si troverà un leggiero vantaggio di precisione per quest'ultima arme, sino a 900 yanls; ma a 1 000 yards, il fucile 1
NUMERO 1.
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Il siguor Marés riassume nella seguente maniera le conclusioni del luogotenente Berlon , sul\' insieme deg\i espe -
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ED Al\)ll Ahl ERIC.\ NE DI PR ECJS! O,m
CARABl!\'A 1':NFJELD
ha un piccolo vantaggio, che vuol essere attribuito alla mag- · g.iore velocità conservata dalla palla. Riguardo alle penetrazioni, il vantaggio del fucile è sensibile; a 600 yards, la palla . delle carabina attraversa 5 % tavole di abete della spessnza di un pollice, e quella del fucile ne allraversa 6 '/3 ; le due armi rigate e caricate allo stesso modo. Si è fatto uso di canne da pistola lunghe 0"',203, om, 21H e 0'",305, e poicbè la pr,uetrazione e la preéisione si è aumentata in ragione della lunghezza della canna, si è definitivamente stabililo di adollare le canne della lu!1ghezza di 0"', 305, che monlate come pistole, danno un 'arme facile a maneggiare. t< Rigatura. Si sono esperimentale ventitrè varietà di righe. La migliore, in quanto ai risultati ottenuti col fucile perfezionato, o per lo meno non inferiore a tutte le altre nei nuovi saggi fatti con armi di più piccolo calibro , è stata quella della canna N. 16, con pieni e vuoti eguali, forma scaYata, e tre righe con profondità progressiva di 0 m, 127 alla ,bocca e 0"'"',38,1 alla culatta. Queste righe erano le più larghe e le meno profonde fra tulle quelle me;;se in esperimento, e la tendenza generale dei risultali sembra conrermare questa conclusione: cioè, che tutti gli altri dati essendo egu;ili, le righe più larghe e meno profonde hanno dato i risultali più van taggiosi. Queste righe, inoltre, sono più facili a pulire, meno costose nella fabbrica, e gli angoli dei pieni sono meno soggelli a logorarsi col) la testa della bacchetta. Con la canna N. ·16, in un'occasione, furono falli meglio che 200 tiri, senza aVPr bisogno di essere neltata: a malgrado di una gran quan· tità di lordura riunHa nel fondo dell'arme, questa canna non mancò una sola volta il colpo, e si ebbe poca difficoltà a spingere la palla in fondo con la bacchetta. La stessa canna fece in tutto più di mille tiri, senza die i pieni provassero danrii ,·i~ibili. t< L'elTclto della larghezza delle righe, può essere valùlato 01
245
· · paragonando i tiri fatti con le canne N. 15 e 16; come ~ur~ s-i può valutare \'effetto della profoJ1dità par;igonando quelh (l.e, N. 7 o 12. 1
La superiorità della rigatura decrnscente in_ pro~ond!tà sulla ri"atura uniforme, è confermata d~1g\i esperiment1. Si è riconos;iuto, che un p~ndio di .rigatura che cominci alla bocca con la profondità di O"'"', 127 e termini alla culatta con O"'m,38!, dà meno deviazione e meno caduta alla pqlla, che un pendio il quale cominci alla bocca con 0 '°, 127 e finisca con omm,508. Le frrhe scavate sembra che siano più pffiçaci per ritenere le palle nelle righe, che le circolari, e che perciò diano mi«
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gliori risultati. . . , « L'effetto dell'aumento à' inclinazione delle nghc , s_ 1e quello ùi accrescere la d.erivazione e di diminuire le deviazioni. Ciò suppone naturalmente, che l'inclinazione <lell'el!ce non sia tanto forte da impedire alla palla di srguire le righe, come avviene nelle canne N. 18 e 19, allorchè sieno molto sporche per effetto de'tiri falli. A cagione della diminuita velocità della palla, le pistole vogliono un'inclinazione più grande di 1"', 83, per produrre buoni effetti. Si raccomanda egnal_mente, cb~ !e ri "he di tulle le piccole armi sieno in numero <l1 tre, eguali 111 hi~ghezza ai pieni, e di forma scavata; che l'elice sia d'incli nazione uniforme, di un giro per 1"', 83, per le canne lunghe dei fucili, e di un giro per 1"', 22 per le canne corte di pistole; che la profondità delle righe, uniformemente decre:sceòtc , sia per il fucile di 0m"',38 '1 ;.1lla culatta e omm,·127 alla bowi, e per le pistole di omm,2 alla culatta e 0""",12~ alla bocca; in altri termini, che la pendenza di tutte le armi da ruoco poi'latili sia la stessa, incominciando da O"'m, 12'7 alla bocca.
« Proiettili. La modificazione proposta di allungare la parte cilinùrica delle pai!e, per farvi quattro scannellature in vece di tre, non ba dato buoni risultati; m.t se ne anebbe potuto avere
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CÀRABINA E:-lF!ELD
di buoni, con un'e!ice più inclinata. La forma couica data alla cavità di dietro è eccellente; non v'ha possibilità di squarciamento nella palla, ed il centro di gravità è portato innanzi. La paÌla, molto più solida, resiste meglio al trasporto, ed il suo peso maggiore che con qualunque altra forma di scavo, aumenta di molto la precisione del tiro. Circa alla palla di pistt)la, è stato assolutamente necessario darle una cavità di altra forma, per forzarla convenientemente (1 ). Sono stati ammessi per le pistole delle cartucce separate, che in caso di urgenza ponno servire per il fucile. Allorcbè si fa uso di carta come invollo o cappello:to, i frammenti, nell'esplosione, restano attaccali alle scannellature praticate intorno la parte cilindrica delle palle., e vi rimangono aderenti dopo il tiro, il che, sino ad un certo punto, può diminuirne l'aggiustatezza. Se non si fa uso di carta, _bisogna diminuire il vento per quanto si può; (1) Le palle adottate dagli Americani somigliano, in quanto alla forma esterna, alle francesi cilindrico,ogivali, con tre scannellature circolari in- · torno alla parte cilindrica. Eccone i particolari: Lunghezza totale 26mm,67; Lunghezza 'della parte cilindrica tOmm,16; Calibro tt;mm,668; La generatrice della parte ogivale è un arco di cerchio, di raggio una volta e mezzo la lunghezza della parte cilindrica; La prima scannellatura incomincia proprio dove è l'ang(llO che unisce la parte cilindrica all'ogivale;La larghezza di ogni scannellatura è di {mm, 79; La fascia cilindrica tra due scannellature è di tmm,27; Quella alla base del proietto è invece di 2mm,2s; li vuoto della palla da fucile è conico; Il diametro dello base è di 11 mm,2; L'altezza è quanto quella della parte cilindrica, cioè 10mm, 16 ; Il vuoto delta palle ùi pistola è tronco conico: la base maggiore ha il diametro di J1mm,68, la minore di 5mm,59, e l'altezza quanto <1uella della parte cilindrica; Il fondo dello scavo; invece di essere piano, è leggermente incurvato, con la concavità rivolta alla carica; di maniera che, su i bordi l'altezza del cono tronco è eguale a quello della parte cilind1·ica, nel mezzo un poco di più.
Z4'i omm,063 per i piccoli calibri e 0 m ,,12'1 per i grandi,. semb~a essere sufficientissfmo nella pratica, purcbè le palle _sia~o cilindrate con cura. Le palle di omm,254 di vento, impiegale senza carta, non possono conservare la loro posizione nella canna in tulle le circostanze del serv izio, se pure le ca~ne fossero tutte del calibro esalto. Col nuovo fucile e la ca~abma perfezionata, si è osservato che la carica di 3g'· ,90 d. 1 polvere da fucile era preferibile a quella di 4P:,5? , alle di~tanze di 200 a 700 yards, le sole per le quali s1 è fatto tl paracrone. Oumite armi danno un rinculo _poco sensibile con la b -~ 32gr. 00 li detta carica di polvere , ed una palla che pesa '. · fucile perfezionato, con una carica di iP·,55, dà un r~nculo più forte che le armi di più piccolo calibro: ma qu~sto nnculo è un lieve inconveniente, se il soldato ba cura d1 ben sosteED ARMI AMERICANE DI PRECISWNE
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nerlo con la spalla. . « La polvere da fucile (da guerra) è preferibile a ~ue~la. d,1 grana fina, perchè dà migliori risultati. La ~)olvere cl~ c~1 s1 .e fatto uso per gli esperimenti, ba dato una gittata var1ab1le f1~ le 260 e le '.280 yards col mortaio di prova; ch'è aù un d1 presso la forza della polvere da guerra francese. . « È cosa della più alta importanza, che tutte le cann11 s1 approssimino più che si possa àl vero calibro: di for~a che la tolleranza, che oggi è di omm,25~. in più del vero cahbro ,vuol essere ridotta a omm,063, cioè al quarto. Ciò non può non essere approvato da tutti coloro che conoscono la g_ra~dissirna influenza del calibro esatto sulla gittata delle armi rigate. « Adottando la palla senza involto, il governo americano 11011 ha preteso surrogare alla cart'uccia la fiasca a polvere, e far portare le palle separatamente. Cartucce con polver~ e palle sono state fabbricate secondo questo sistema, e \a relaz10ne afferma che sono riuscile eccellenti nella pratica. Un'innovazione di gran valore , purchè sia stata studiata sufficientcmen~e, ha pure fallo il governo americano ; cioè la piastrina o accia"
248 CARABINA ENFIELD rino, ba .uu meccanismo per innescare, che contiene dnquanla ~appellozzi per il fucile e venticinque per le pistole; il che sgrava 11 soldato dalla cura d'inne_scare ad ogni colpo. Non occorre far rilevare il vantaggio di questo perfezionamento per la rapidità del tiro. « Non ,ci dilungheremo a descrivere più minutamente i particolari di costruzione di quest'arme, ed invece ci limiteremo a dire , che il nuovo fucile rigato pesa senza baionetta 4ch., 163 e con la baionetta 4ch.490; la pistola carabina pesa 2<\308. ' - « Diamo pure un quadro delle deviazioni medie del nuovo fucile e delle pistola-carabina, tirala alla spalla ed appoggiata, con le distanze espresse in metri e frazioni di metri, e non in yards e pollici inglesi, come sono indicali nella relazione.
24!)
RD ARm AMERICANE DI J>RECISIO/,;J,:
Tavola delle deviazioni del nuovo fucile rigato americano, tirato alle spalle e con appoggio, con.tra un bersaglio di 4m,89 per '7'°,31 ,
Distanze In jarde
100 200 -300 400 500 600 700 800 900
In metri
91,438 182, 876 273,314 365, 752 457, 15 548, 58 640, 01 731 , U 822, 8'7
Deviazione · Palle Numero media in mili. non Os3erdelle arrivate vazioni palle al Ver- Oriztirate ticale zonlale bersaglio
20 40 30 40 20 20 20 20 20
48 112
uo
231 3t0 564 '777 1006 884
38 96 ,129 223 434 371 366 533 5t3
))
)) )) )) )) ))
2 1
'.2
tavola delle deviazioni medie della pistola-carabina, tirata alla spalla e con appo_qgio, contro un bersaglio di ,i'",8'7 per 7m ,71 . .,
Distanze In jarde
In metri
100 200 300 400 500
182, 8'76 2'73, 3U 365,752 457, 15
91, 438
Deviazione . Numero media in mili. delle palle Ver- Oriztirate ti cale zontale
50 50 50 50 50
91 193
251 '762 828
81 162 272 335 472
Osservazioni
250 CARABINA ENFIELD Infine, diamo un quadro indicante l'altezza delle palle al , disopra della linea di mira , allorchè si tiri con l'alzo corrispondente a 200 yards.
Traiettoria del fucile rigato Harper-Ferrey, con la distanza ~ella bocca dell'a:rme dal bersaglio, e l'altezza della palla al disopra della linea di mira. Peso della palla 32g•·,90. - Carica di polvere 3,l•-,90. · A 200 yards 50 75 100 125 150 175 200 ya1·ds 14, 5 17 7 19, 3 19, 6 16 10 O pollici « Il punto più alto della traielloria a 300 yards
è di 4-0
· pollici. « Per mezzo di questo quadro e di quello relativo al fucile Enfield, è agevole costruire le traiettorie delle due armi, e vuolsi osservare, che il punto più elevato di quella della carabina inglese, alla chstanza di 125 yards, è di 21 pollici inglesi (0m,533), mentre che il punto ,più elevato della traiettoria della carabina americana, alla stessa distanza, è di 19P 1.6 (Om,498); ma d'altra parte, l'altezza della palla inglese a 50 metri è di ~ 1 pollici (0m,292), mentre che quella della carabina americana alla stessa distanza è di 1 4,P t.,5 (0 01,368). Questa è un'anomalia apparente, di cui non possiamo dare la ~piegazione: ma crediamo, che bisognerà cercarla nella differenza della forma della palla e nella esistenza delle scann.ellature al di dietro di essa. A 300 yards, il punto più elevato della traiettoria della carabina Enfield si troverà a ~ 7 o yards, e la sua altezza sulla linea di mira è di t3· pollici (0m,092), e nel fucile rigato americano il punto più alto è 40 pollici 1m,016, al di sopra della linea di mira ». Esaminando bene le due .traiettorie corrispondenti alla linea 0
0
R b AR'.ill AMERICANE DI l'REClS!ùN b! 251 dì mira a 200 yards, si scorge che non solo a GO yards, ma anche a 75 ed a 100 l'elevazione delle palle sulla linea di mira è minore nella carabina Enfield , che nel fucile HarperFerrey, e che l'opposto avviene alle distanze maggiori sino_ al punto mirato, ch'è lungi 200 yards ; di manie:a che la lraie~~ toria del nuovo fucile t·igato americano, nel pnmo tratto è pm curva di quella del fucile Enfield, ma a partire da un punto, che è tra le 1 00 e le 1 25 yards, diviene più spianala. E però conviene dire, che la palla Harper-Ferrey sorte dall'arme con velocità iniziale alquanto minore che la palla della carabina Enfield, ma che per la sua forma più acuminata, acquisti un vantaggio sull'altra, conservando, a partire ,.!alle 100 e più yards, una velocità residua sempre maggio~e. Per la qual cosa avremmo desiderato conoscere la velocità iniziale dei due proietti, che non è riportata nell'articolo del signor ì\1arés, e forse manca nella relazione americana. Ma ove (come fan supporre le osservazioni fatte sulla forma della traiettoria) ciò abbia luogo, quale può essere la causa cli questa minore ,·elocità ini ziale? Il peso della palla, della carica e le dimensioni più importanti, sonò presso che le stesse; la sola elice del fucile IIarperFerrey, cbe fa un giro per 1m,83, è alquanto più inclinata che quella del fucile Enfield, la quale fa un giro per 2°'. Di più, la profondità delle righe è decrescente nel primo, · mentre che nel secondo crediamo sia uniforme; peroccbè nella relazione, parlando della profondità delle righe , è detto che la commissione la fissò a omm,356 , senza aggiungere altro. Ciò posto, non sarebbe strano che la palla Harper-Ferrey, sì per la maggior inclinazione dello spire, che per la profondità decrescente delle righe, :,;perimentasse, nel percorrerè l'arme , un attrito ma()'ofore che la palla del fucile Enfield , e perciò partisse con t,O una velocità iniziale alquanto minore che questa, ma che per Ja sua forma acuminata, perdendo meno per la resistenza dell'aria, ripigliasse ben presto il vantaggio sulla palla Enfield .
252 CARABINA E'.'<FIELO E poichè questa maggiore curvità della traiettoria avviene a distanza in cui l'elevazione del proietto non eccede l'allezza, che è fra il petto e la fronte di un uomo di statura regolare, ed è minore alle distanze maggiori, la traiettoria del fucile americano può ritenersi come più spianata di quella della carabina Eilfield. Del resto a 200 yarùs, distanza ordinaria delle azioni decisive ùelle truppe di linea, la traiettoria delle due armi è tanto spianata, che mirantlo nel mezzo del corpo, a qualunque distanza si trovi il nemico al di qua delle 2(W yards, sarà sempre colpilo nella parie superiore del corpo. E però ci sembra, che entrambe le armi risolvano abbastanza bene il problema, di averè un'arma, la quale, ai vantaggi delle carabine, unisse quelli dei fucili di munizione. << Insomma, conchiude il signor l\forés, se si paragon<1 la uuova arme inglese e la nuova arme americana, si ·scol'ge che le loro dimensioni, il peso delle cariche e<l i calibri sono identici: ma ci sembra risultare dalle notizie che ne abbiamo una superiorità di aggiuslatezza a favore del fucile americano, alle distanze maggiori di 800 yards , la quale superiorità dev'essere prodotta dalle scannellature della parte cilindrica della palla. li modo di caricare !'arme americana, senza involto intorno la palla, è certamente da preferirsi al sistema inglese, se la fabbricazione della cartuccia e la carica con questa non presenti una troppo grande difficoltà. Quale che sia, cotesta maniera di cai·icare è ec~ellente per le milizie americane, esercitate al tiro della carabina: perocchè rende inutile una riserva di cartucce, permettendo di adoperare la palla ingrassata e la fiasca a polvere ; nella quale la poh'ere si conserva sempre meglio che nella cartuccia. La pistolacarabina è pure un'eccdlente arme per la cavalleria, nel caso si trovasse a fronte di una fanteria armata di carabina. « Le deviazioni della carabina americana sono mollo pie-
253 cole, come si rileva dal quadro (riportato innanzi) a rist onlro di quelle di diverse armi da guerra di varii calibri, a dilferenti distanze. Questa deviazione cresce con l'inclinazione ùelle righe, e poichè il . passo dell'elice è lo stesso per lutti i calibri, l'inclinazione aumenta con la grossezza del calibro. « Il calibro del nuovo fucile americano, molto diminui to da quel che era nelle antiche armi, permette di tirare due palle allungate per volta sino a 300 yards di distanza, e tre palle rotonde sino a 200 yards: questo tiro può essere utile allorchè si sia attaccati da masse di fanteria o di cavalleria. cc È nostra opinione che le nuoye carabine inglesi ed americane, sie110 giunte a tutta la perfezione che si possa ottenere , con le armi di guerra, rimanendo sulla via seguila sin oggi dai governi che han voluto modificare l'armamento. La loro aggiustatezza lasda assai poco da desiderare, e considerali i risultati ottenuti, l'è cerio che la villoria farnr:rà non i grosfli battaglioni, ma quelli meglio esercitati al tiro, ad eguaglianza di bravura e d'intelligenza. « Se si paragonano i risultati ottenuti dalle armi attualmente in uso nell'esercito francese, con quelli avuti dalle armi in-:glesi ed americane, si vedrà cbe la carabina a slelo è poco meno aggiustata che le nuove armi: ma la differenza è lieve per gli usi di guerra. In quanto al peso del proietto , quello della carabina inglese e<l americana, di 32g', 90. e 33sr, 90, offrono un vantaggio considerevole sul proietto della carabina a stelo, che pesa /~6s',50 ; ma è facile ovviare a questo inconveniente. Si fabbricano attualmente per il fucile di munizione rigato alcune palle a cui.otto o a vuoto semplice, di 35 gram mi , la cui gittata è buona qnanlo quelle d'elle carabine a stelo sino alla gillata di 508 metri, e che è ancora pericolosa ad 800 metri. Questa palla è certamente sufficiente per le truppe di fanteria di linea. Si potrebbe conservare provvisoriamente El> -~InII AMERI CAXE DI l' rtECJS IONE
ANNO lii. Yol. li -
16
254_
CARA.DINA ENFIELD
la pa1la attuale pe' cacciatori, salvo a ridurne il peso se nuovi sludi permettessero siffatta riduzione. u La maniera di caricare le armi francesi ci sembra dover essere più facile d_i quella delle armi inglesi ed americane, per il vento più grande della palla delle prime. La traiettoria delle armi inglesi ed americane è sensibilmente più spianata che quella dei fucili rigati francesi : cosi, alla distanza di 500 ruelri, con la carabina a stelo francese un errore di 25 metri sulla distanza ne cagiona uno in altezza di 1m,33, mentre con la carabina americana bisogna errare di 40 o 45 metri suita distanza, per produrre Io stesso errore in altezza (1). Questo .ultimo perfezionamento è importante, siccome quello che può influire sul risultato di uno scontro in cui i· combattenti siano armati da un lato di fucili rigati francesi, e dall'altro di carabine in.glesi o americane. Tuttavia noi crediamo che resti ancor molto da fare per- rendere sufficientemente spianata la traiettoria dei proietti lanciati con le armi rigate. » Queste osservazioni del signor l\farés le crediamo in gene~ raie giuste. Solo aggiungeremo, che il fucile Harper-Ferrey può rimpiazzare il fucile di munizione nelle mani del le truppe di linea, a cagione che la traiettoria, sino ai 300 passi, limite utile del tiro dei fucili di munizione, è talmente spianato, che mirando al venire _dei soldati, guale cbe sia l'errore suHa di(l) Questo paragone è fatto sul seguente quadro della traiettoria a 500 yards delle -carabine Harper-Fcrrcy, la cui palla pesa 26l:•, e la . carica i; di ssr,25. 500 yards . yards too 200 250 300 400 500 pollici 83 Hl 145 150 97 o;
e per~ è da supporre, che per il fucile, di cui la palla pesa 32gr1 90, e la carica 3gr, 90, la traiettoria sia anche più spianai.a, e che per avere u?a va~iazionc in altezza di 1m,33, occorra un errore di distanza mag~g1ore d1 45 metri
llD ARìlll A.'.>lERICAt,;E DI PllECISI01{E
255
stanza in meno su i 300 passi, si colpisce sempre nella parte superiore del corpo ; e poichè la deviazionf:I orizzontale · ~ . questa distanza è di 1 00 millimetri all'in~irc~ , e l'~o~~ ~ largo poco meno di mezzo metro, basta che il ttratore md1m.z,1 la sua linea di mira al basso ventre ed in mezzo di esso, percbe il tiro riesca sempre mortale. E però il fucile Harper-Ferrey eguaglia, negli effetti, quello da munizione, in quanto agli errori in altezza e l'utilità d~lla sua traielloria spianala, e lo supera per le deviazioni laterali ; la qual cosa conferma ~uanlò dicevamo, cioè che può rimpiazzare in meglio il fucile da munizione·, in quanto al tir~ ed al peso della carica, che iri totale è quasi lo stesso. La facilità della carica è la stessa; per quel che riguarda il forzamento, il qua.le ba luogo . per mezzo dello scoppio della polvere, eù il soldato non deve far altro che spingere la palla con la bacchetta fin sopra la carica come si fa co'fucili ùa munizione; rimane solo a vedere, se dover staccare la palla dalla cartuccia per introdurla nella canna libera da qualunque involto ed il vento troppo lieve, non richiecrcrano maggior attenzione e tempo, sopratutto · in CO • una lunga fucilata. Del resto, sarebbe questo il solo svantaggio delle nuove armi americane, in paragone del fucile di munizione, -compensato da vantaggi molto più numerosi e di maggior rilievo. . Lo stesso non può dirsi del fucile rigalo francese, il quale, in nari tempo che ha un tiro inferiore a quello della carabina a s-telo, ba pure la traiettoria molto curva, e nl1n può competere col fucile di munizione sino alla distanza di 300 passi. Jnollrc, il fucile ridollo francese non rimpiazzando la carabina a stelo, bisogna nell'esercito conservare ùue armi e proietti diversi per le due specie di fanteria, mentre che col nuovo. fucile americano tutta ;ta fanteria ba una sola arme, la qual cosa procura un vantaggio non indifferente, e rende le armi americane superiorì alle francesi .
il
256
CARABINA ENFIELD ED ARMI AMERICANE DI PRECISIONE
Infine, lo stelo ed il peso del proietto delle carabine francesi sono inconvenirnti, non compensati da proporzionati vantàggi, in paragone_delle •nuove armi americane. L'è verissimo,· siccome dice il signor Marés, che rimane ancor molto a fare per_rendere la traiettoria spianata quanto si desidera; ma la differenza fra le armi francesi e le americane sta in ciò che, le prime, allato dei grandi vantaggi sulla precisione del tiro e la gittata, hanno l'inconveniente dì una traiettoria soverchiameute curva, anche alle brevi distanze; sicchè il fucile da munizione, avendo sino alla distanza di 300 passi la traiettoria. mollo più spianata, può di prefèrenza esser messo nelle .mani dei soldati non scelti tiratori, sopratutto ne'combattim.enti in l_in~a, !n cui ~i tira contr~ bersagli molto larghi, e però le deviaz10111 laterah sono di nessun inconveniente: invece il fucile americano, in questo caso ancora può rimpiazzare il fucile da munizione. Ond'è che, adottando il fucile americano si è. $icuro di guadagnare in tutte le circostanze mentre che' con le armi francesi, i vantaggi sono comperati ~on la rinunzi~ di alcuni di quelli delle vecchie armi. È una necessità lo studiare a éavar partilo delle vecchie armi, perocchè non si triuta senza grandi sacrifizi di danaro e molto tempo il materiale da guerra di una nazione. · E però sono da commendare i Francesi, i quali han saputo trovar modo di tirare buon partito dal fucile da munizione, riducendolo ad arme di precisione. Ma ove si vogliano considerare le armi ridoll~ francesi e le carabine dei cacciatori, con le nuove armi americane, tenendo solo conio del loro valore relativo senza altre considerazioni, è forza convenire che le sec~nde s~no superiori alle prime. LUIGI MEZZACHO ,
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NOTIZIE SU · DI UN NUOVO RAZZO DI GUERRA
Se mai si giungesse a perfezionare i razzi da guerra, in maniera che potessero in un certo modo supplire i cannoni, ed in particolare quelli da campo, si otterrebbe un immenso miglioramento sotto vari i rispelli. Le artiglierie, quali che siano i miglioramenti apportativi , sono sempre imbarazzanti per un esercito,· e sì per questo, che per la grande spesa che richiede il loro materiale , il numero considerevole di cavalli necessarii a trasportarle, si è costretti a restringerne il numero fra certi Umili. Inoltre esse vincolano l'uzione degli eserciti, semprechè, per eseguire un movimento importante, si debba , attraversare on terreno non atto al trasporto dei carri: nelle montagne non si può adoperarle che in nu.mero ristrettissimo, ed ordinariamente solo nel fondo delle valli e sulle strade rotabili. Tuili questi inconvenienti svanirebbero, qualora si giungesse a sostituirvi il razzo da guerra, il quale può seguire i movimenti della fanteria in qualunque luogo: ed una batteria di questi proièlli può collocarsi in qualsiasi punto, non richiedendo nè grande larghezza nel sito ove debbesi collocare, nè grande solidità nella spianata.
238
NDOVO Razzo DI GUERRA
Cotesti vantaggi spirgano pe!' qual ragione, a malgrado che i primi ra~i non a~essero dato risultati paragonabili con quelli delle bocche da fuoco, molti artiglieri si studino a rintracciare il modo di ridurre i razzi alla d esiderata perfezione, col dar loro una grande velocità sin dal principio del movimento, e renderne regolare ed aggiustato il tiro : altrimenti i razzi da guerra non potranno mai, in qualche !Daniera, competere con le bocche da fuoco. L'importanza del soggello, rende interessante il conoscere quanto mai si faccia altrove, sia per non correre il rischio, nello studiar il problema, di ricalcar vie di già esplorale infrulluosamenle, sia per profittare di qualche buona idea rimasta senza risultato pratico, perchè t10n studiata abbastanza, e c_he convenientemente modificata ed applicata, potrebbe per avventura condurre alla desiderata meta. Sovente nell'andar in traccia della soluzione di nn problema, s'intravede la via senza che si riesca a percorrerla con sicurezza, ed altri, impadronendosi di quella idea, le perfeziona e raggiunge lo scopo. Le carabine rigate a palla forzata sono moho an1tcb0, ma sino a pochi anni addietro, per l'imperfetto modo di forzamento, le forme delle palle ecc., sono state poco utili in tempo di guerra; sicchè i soldati, sul campo di battaglia, le gittavano via per sostituirvi un fucile ua muni~ione: non pertanto 1:t stessa idea, meglio studiata e modificata in varii modi, ba dato. risultali siffaltamente utili , che . oggidì lutti gli eserciti fanno esperimenti e si studiano di generalizzarne l'uso. Vero è, che ragioni abbastanza gravi, lasciano dubitare che il razzo po~sa mai raggiungere la desiderata precisione ui tiro: ma, se pure si riescisse ad ottenerne. una buona parte, si sarebbe fatto un gran passo , ed i razzi acqu_istercbbero pon -lieve importanza. li signor Spingard, capitano nell'esercito belga, ih un ar-
NUOVO !\AZZO DI GU_ER!U
259
licolo inserito nel n- 86 del Journal de l'année beige, ragiona di una modificazione da lui proposta per migliorare i razzi; e poichè il principio dond'egli muove ci sembra il solo che nei limiti del possibile, possa menare alla solu-:zione del problema, può essere utile conoscerlo ; chè se pure facedone gli esperimenti, questi non rispondessero alle speranze dell'autore, forse partendo da quel principio e modificandone l'applicazione, altri potrà raggiungere lo scopo. Per la qual cosa riportiamo per intero l'articolo in discorso. 0
Se i razzi di guerra non sono. stati generalmente adoperali bisocrna atlribuido all'irregolarità del tiro, ed al peric-olo ' o ed alle difficoltà che presenta la loro fabbricazione. Non pertanto gli sforzi perseveranti che si sono fatti e si fanno ancora da quasi tutte le potenze per giungere a perfezionare_qu_esto_ artifizio, prova che lo si considera come un mezzo d1 azione degno di essere studiato. . .. Sopratutto dopo che l'artiglieria austriaca ha_ adop~~at~ 1 1•azz1 di guerra con. successo in Ungheria, l'attenzione s1 e d1 nuovo rivolta su questi proietti. li razzo è stato provato non solo nella guena d'assedio, ma pure nelle battagli_e i1~ ras~ campagna e ormai l'efficacia di questo ordigno d1 d1struz1one, tanto contro gli stabilimenti del nemico, che contro le truppe, non potrà più essere revocalo in dubbio. , . Secondo che crediamo, il razzo di guerra e chiamalo a contribuire potentemente alla difesa dei piccoli Stati, ~u~ mentando la resistenza delle piazze forti , e riducendo di molto la parte che disimpegna la cavalleria negli eserciti. Tra le invenzioni che si fanno nell'artiglieria, ce ne ha poche che nascano cou un grado di perfezionamen.to sufficiente a che l'uso ne sia immediatamente vantaggioso. So• vente, solo dopo sludii ed esperimenti razionalmente ese-
260
NUOVO RAZZO D! G UER RA
guili per lungo tempo, si giunge a cavarne un buon partito. . In questo caso, le opinioni preconcette o quelle basate su esperimenti troppo ristretti, sono gli o~lacoli contro ai quali denno lottare quelli che consigliano le innovazioni, persuasi che presentano grandi probabilità di riuscita. Si no agli ultimi tempi, i razzi di guerra erano fatti ad imitazione dei razzi da segnale o di .gioia·; gli stessi principii generali di costruzione venivano applicati alle due specie di razzi , i quali intanto differivano essenzialmente per lo scopo a cui ernno destinati. I razzi da segnale, tal quali sono costrutti, soddisfano perfettamente • agli effe lii che si vogliono ottenere: Per assicura.re la buona d1rezio1)e di un razzo destinato al tiro verticale, basta che il centro di gravità. del sistema sia posto molto più basso che quello d'impulsione; la posizione relativa del centro di gravità, del cAnlro d'impulsione e di quello di resistenza , possono, da altra parto, variare senza inconvenienti in limiti abbastanza larghi; la stessa osservazione si <1pplica alla variazione della forza impulsiva durante la combustione. !\fa non è più lo stesso quando trattasi di razzi .di guerra destinati al tiro sollo angoli poco aperti. Allorchè la forza impulsiva non è più direttamente opposta a quella della gravità, l'aggiustatezza del tiro dipende in gran parte dalla precisione con la quale tutti gli elementi del razzo sono determinati, e dalle relazioni di posizio@, ottenuti con rigorosi ealcoli e verilìcati con ·espPrienze metodiche. · Lo studio drgli effelli della combustione del razzo ed il paragone di questo proietto con la ' palla allungata, ci ha menati, nel i 8 47, a fissare un nuovo razzo di guerra. Questo rnzzo è stato sottoposto, verso quell'epoca, all'esame della scuola pirotecnica: ed è su questo progello che ritorniamo al presente. I principii che regolano il tiro delle palle allungate, sollo
t;UO\'O HAZZO 01 GUE RH A
261
, ii rapporto della buona direzione del loro asse ,. ~1·inclp 1~ così bene stabiliti dal capitano Tamisier nella notma pubblicata in giugno 18i9 (Spectaleur militaire), sono in !~Ilo applicabili al razzo da guerra. Il nùstro nuovo razzo sodJ1sf~ alle condizioni dedotte da questi principii. Se le notizie che abbiamo potuto procurarci sono esaUe, l'aggiustatezza del tiro dei razzi austriaci è dovut,a , particolàrmente, ad una riduzione nella lunghezza della canna o tubo; mentre che la grande portala dei razzi recentemente fabbricati in Francia, portata che oltrepassa i 7òOO metri, si è ottenuta dando all'anima la forma anulare. Il nostro razzo, proposto nel 1847, aveva pure la canna molto corta, e,_ pe~la prima volta, dette il mezzo di aumentare la superficie d1 combustione adottando per l'anima la forma anulare. È nostra opinione, che i principi'i delle palle allungale non possono essere convene,:olmente applicati ai razzi di g_uerra, se la lunghezza della canna non è considerevolmente ridòtta, nello stesso tempo che si accresce la forza d'impulsione. Ora, nei razzi quali si costrui3cono ordinariamente, è con la lunghezza della canna, dalla quale dipende la lunghezza dell'anima che si ottiene una forza di trasluzione coosiderevole. L'ado~ione dell'anima anulare permelle solo di conciliare 1i~so di una canna poco lnnga, con una grande sup~rficie di combustione. . . li tiro del razzo da guerra non può essere esatto, se la forzà d'impulsione non è considerevòle dal primo istante della com- . bustione: e perciò vuolsi una grande superficie di combu-:stione. Se si diminuisce la lunghezza dei razzi ordinafii, s~ riduce al tempo stesso la' superficie di combustione, e la forza impulsiva all'istante della partenza, che è di già troppo debole con la lunghezza in uso, sarebbe anche diminuita. Certamente la posizione dell' anima , secondo l'asse della canna, è stato il principale ostacolo al perfezionamento dei razzi
~uovo !\AZZO 1)1 GUERRA
NUOVO RAZZO DI GUERB~
da guerra. E però era nec~ssàrio cercare, se era possibile, di dare all'anima una forma ed una posizione nuova, dalla quale ri~ullasse un aumento di forza impulsiva, e nello stesso tempo una diminuzione nella lunghezza della canna: è col dare all'anima una forma cilindrica a sezione anulare, il cui centro corrisponda all'asse della canna, che noi abbiamo risoluta questa parie della quislione. Siffatta forma di anima non presenta alcuna difficoltà di esecuzione : ba~ta, per farla, di rimpiazzare il foratoio con una sega cilindrica. Ai vantaggi, di già citati, che procura l'anima anulare, bisogna aggiungere quello di togliere una minor quantità di composizione dalla massa totale, avuto riguardo alla superficie di combustione, che nell'anima di forma ordinaria. La forma anulare dell'anima caratterizza il nuovo razzo: tut~avia, come vedremo più in là, abbiamo arrecati altri miglioramenti al sistema. · L'adozione della forma anulare per l'anima, farà sparire le ~ifficoltà che si provava, al101:chè si volevano costruire razzi di forte calibro : essa ravvicinerà le condizioni del tiro dei razzi a quelle del tiro dei proietti che cedono ad un impulso quasi istantaneo. Si potrà ridurre la lunghezza del sistema, e perciò il suo peso, allorcbè si vorrà ottenere una grande velocità per un tiro a corta distanza, non dando che uua piccola spessezza al massiccio deÌla composizione. L'uso del razzo per controbattere la batteria di breccia, nelle difese delle piazze, presenta un esempio di una circostanza nella quale simile disposizione sarebbe vantaggiosa. Si comprende agevolmente qual partito potrebbe cavarsi dai razzi nella difesa ravvicinata allorchè l'ar' tiglieria è smontata o non lrova·più luogo da covrirsi, da proietti facili ad usare in tulli i tempi ed in tutte le posizioni. Aumentando l'altezza del massiccio, si ottiene un razzo a grande portata, del genere di quelli fabbricati in Francia, · per essere adoperali contro gli stabilimenti marittimi della Russia
nel Ballico, e dei tiuali fa cenno il Rapport du maréchal Vaillant empereur sur l'expédition de Crimée. L'uso dei razzi nelle battaglie campali ci sembra estremamente vantaggioso , particolarmente contro la cavalleria. · Il signor Bourgoing, nella sua Histoire de la guerre de Hongrie, dice che i razzi adoperali nelle battaglie hanno prodotti i più grandi effelti : ed aggiunge che il fischio ac.uto che accompagna il loro tiro, spaventa i cavalli, ed un solo di questi proietti basta per portare il disordine in una carica di cavalleria. L'effetto morale sugli nomini, che risulta dal rumore dei razzi, merita pure di essere preso in considerazione. L'opinione del maresciallo Marmonl, per quel che riguarda i razzi da guerra, è favorevole a questo proietto. La quale opinione è di gran peso, poichè appartiene ad un artigliere distin. tissimo: ed è perciò che mettiamo sotto gli occhi del lettore alcune righe estraile dall'opera del maresc:iallo, intitolala: De l'esprit des insiltutions rnilitaires. << I razzi di guerra formano un'artiglieria che può divenire >> un'arme principale, per lo sviluppo ùi cni è capace nell'apn plicazione. n L'arme si Cùmpone del· solo proietto, e nessuna macchina >> è necessaria per lanci,arla: essa può dare al fuoco momenla)) neamente un grande sviluppo, senza esporre alcuna supt>rn ficie al nemico per la direzione dei .suoi colpi . . >i Questa nuova artiglieria prende una grande importanza >> in mille circostanze, dove l'artiglieria con i cannoni non ba v alcuna parte. Con dei razzi, si ba nn'arme a lunga gitlata >> che si trova stabilita da per ogni dove e con profusione, 1> sulle cime delle roccr. come sulle spianate inferiori. Nei piani » uniformi cias_ cun edificio è trasformat_o in fortezza, ed il tetto >> di una chiesa di villaggio diviene a volontà la piattaforma di » una formidabile balleria. >> In una parola, questa invenzione, tale qual'è, e co.n i; per-
-
.
ar
26.:3
NUOVO RAZZO IJl GUERRA · ~64 » fezionamenli di cui è capace, si presta a tullo, si piega a
tutte le circostanze, a tutte le combinazioni, e deve prer.dere un ascendente immenso sul destino del mondo. ' » Il poco materiale che questa nuova arme richiede, la ren» derà suscettiva del più grande sviluppo in un dato momento: » con essa le azioni saranno più vive, più corte e ,di un elfello » morale più grande. Chi non conosce che il-numero dei can» noni da condurre in guerra è limitato dalla spesa ed irnba,. razzo che trascinen~bbe seco un eccesso di materiale, imba» razzo che potrebbe nelle marce e movimenti oltrepassare di 11 molto in inconvenienti i vantaggi che se ne alleoduno al mo» mento dell'azione. >) L'opinio_ne del maresciallo Marmont, di colui che ba fatto stabilire nel 1803 il materiale d_i artiglieria, messo in uso nelle guerre del primo impero francese, merita di essere meditato da colorò che dirigono le cose spettanti alle guerre. Con la forma an,ulare dell'anima abbiamo ottenuto una pos~ sente impulsione iniziale. ,Per compiere la soluzione del pro- blema della direzione del razzo, imprimiamo a quest'ultimo un movimento di rotazione utile, ed inoltre vi applichiamo il principio delle resistenze direttrici. Si vede che l'analogia del nuovo razzo e della palla allungata, va compiendosi. li mezzo che proponiamo per ottenere il movimento di rotazione utile e le resistenze direttrici, consiste nell'adozione di un alberetto molto corto, di ferro fuso, che ha, nel senso della lunghezza alcuni piani inclinati, o alette disposte ad elice al quarto al massimo. Quest'alberetto sarebbe fissalo al centro del fon<lellò (culot), e ciascuno dei quattro buchi di getto, praticati in questo fondello, corrisponderebbe agl'intervalli cùmpresi fra le alelle. La pressione dei gaz , provenienti dalla combustione, contro le alette imprimerebbe al razzo un movimento di rotazione utile. Allorchè l'alberetto devia dalla direzione tangente alla trnieltoria, la corrente gassosa aumenta d'intensità dal lato »
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della deviazione, e ne risulta un aumento di resistenza, per effetto della quale l'alberetto sara ricondotto sulla buona direzione. Se, contrò ogni noslra previsione, fosse dimostrato dai · fatti, che la resistenza direttrice ottenuta con il mezzo àccennato non sia sufficiente a mantenere il razzo nella direzione del movim_ento, pròponiamo allora d'inviluppare l'alberello a piani inclinati con un cilindro dì lamiera, sul quale si adatteranno alcuni anelli di legno o di ferro, cli sezione angolare, per ottenere delle scannellature :;imili a quelle della palla allungala. L'adozione di un'anima anulare, permette d'introdurre tiella costruzione del razzo un'altra modificazione, con· il coi mezzo si può aumentare la velocità di traslazione massima del proietto. Per ottenere questo rìsultato, praticheremo un'anima centrale nella parte superiore del massiccio. La -comunicazione del , fuoco da un'anima all'altra sarebbe regolata in maniera; che il · loro effetto fosse successivo. Abbiamo detto, che il pericolo ond'è accompagnata la fabbricazione dei razzi, è una delle cause che si appongono all'estensione del loro uso; e però proponiamo un nuovo modo di caricall)ento che evi la\ in gran parte, il grave inconveniente di cui è questione. Invece di operare il caricamento successivamente per strali, per tutta l'altezza della composizione, lo eseguiremo col mezzo di pii1 dischi cilindrici di composizione, fabbricati in una forma particolare. Questi dischi, il cui diametro è un poco più picc·olo che quello della canna, vengono messi uno sull' altro. Tra i dischi, si dispone uno strato cli materia atta ad impedire la rapida pròpagazione del fuoco: del solfo in finissima polvere, probabilmente converrebbe allo scopo: dopo di ciò resta a fissare alla canna la colonna di composizione. Si giunge ad ottener ciò col far risalire, con il mezzo della pressione, t.ra la canna e la composizione; del gesso · allo stato liquido. Il gesso ha la proprietà di aumentare di volume allorchè si solidifica, combinandosi con l'acqua; e ne risulta, che
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NUOVO RAZZO DI GUERRA
NUOVO RAZZO DI GUERRA
renderà perfetta l'unione tra la canna e la composizione. Aggiungasi, che il gesso essendo meno buon condullore del calorico. che il ferro, la sua presenza opererà in modo favorevole sulla combustione della composizione e sulla resistenza della canna. Il nostro metodo di caricamento è favorevolissimo agli esperimenti · sulle diverse forme di anime; perocchè permette di variarle senza altro cangiamento negli utensili, che uno di poca importanza nella forma . La modificazione che proponiamo di adottarsi per i razzi da guerra , faciliterà, con molta probabilità, la fabbricazione di quelli di grande calibro. Si sa che i grossi razzi sono difficilissimi a fabbricare con il metodo ordinario, e che anche oltrepassati taluni calibri, bisogna rinunciarvi. Con il nostro modo di caricare, la grandezza del c_alibro non dà luogo ad alcuna difficoltà, poichè ogni disco di composizione può, bisognando, essere diviso in più parti: solo bisognerà, per impedire la pro. pagazione della combustione tra le giunture, prendere la stessa precauzione che quella adottata per impedire la propagazione della combustione tra i dischi, cioè converrà meltervi dello zolfo. Dì lutti gli elementi che compongono il razzo da guerra, la canna è qlilello la cui fabbricazione presenta maggior difficoltà e richiede maggiori cure. Quando si adopera, per fabbricarle, lamiera la cui spessezza varia con il calibro del razzo, il lavoro diviene difficile per le spessezze molto forti. Per evitare questa difficoltà, proponiamo di fabbricare le canne di lamiera di piccola spessezza, avvolgendola più volte su di se stessa, e regolando il numero delle rivoluzioni secondo il calibro. A spessezze eguali , la canna fabbricata con questo metodo offre maggior resistenza all6 scoppio che quella fatta con il metodo ordinario. È nostra opinione che, occorrendo, si potrebbe anche ottenere una canna di sufficiente resistenza, fac~ndola di carta di forte spessezza, purchè la parete interna fosse forrnnta da 1, 1 ½ a 2 rivoluzioni di lamiera molto sottile.
Abbiamo l'intimo convincim·ento, che ricercando il perfezionamento del razzo di guerra,. nella via che abbiamo indicato senza entrare nei particolari, si giungerà a buon porto. Noi vogliamo risolvere la questione sotto il triplo punto di vista, del perfezionamento del razzo, del metodo di fabbricazione e dell'estensione dell'uso. Se questo scopo multiplo fosse raggiunto, un importante servizio sarebbe reso al paese.
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SPINGARD
Capitano Comandante.
DES EFFETS DE LA ROTATION
DES EFFETS DE LA ROTATION DE .LA TERRE SUR LE DIOUVEllENT BES PROJECTILES
Questo è il titolo di una memoria pubblicata nel\1J scorso anno dal già tenente colonnello d'artiglieria sardo Paolo di Saint-Robert, nella quale sviluppa l'accennala quislione con molto ingegno e semplicità di calcolo, e che risolve in modo molto soddisfacente nel supposto che la terra sia di forma sferica. Le cause delle deviazioni che si osservano nel moto dei proietti, altre sono. accidentali, altre permanenti: nel numero di c1ucste ultime, va compresa quella dovuta al movimento di rotazione della terra. e< In verità, dice l'autore, gli effetti prodotti n da questa causa sono insensibili nelle gittate ordinarie, con }) grande velocità di proiezione; ma, sebbene mollo debole, non » può essere negletta compiutamente, allorchè le gittate sieno i> grandi molto e la durata del movimento considerevole n. Questo problema risoluto dall'illustre Poieson, per mezzo· di una laboriosa analisi·, non poteva essct·e facilmente accessibile
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a tul\i; e però il signor Saint-Rooert si è proposto ùi spiC'garc con semplici considerazioni geometriche gli effetti deHa rotazione del globo, sul tiro dei proietti ed anèhe di calcolarne gli effetti. La memoria è divisa in due pal'ti: nella prima si spiegano gli , effetti prodotti dalla rolazione della terra sul tiro; nella seconda si calcolano gli effetti. Nella pririla parte l'autore, · co_l sussidiò dei · principii della meccanica, comiccia dal dimostrare che il movimento della terra intorno al sole, non ba veruna inflnema sensibile su i movimenti che avvengono alla 3ua superficie, i quali · procedono relativamente alla terra stessa, come- se questa fosse immobile; ma la cosa ~ta allrimcnli del movimento di rolazione della tPrra intorno al suo asse, che passa per i poli. Ciò posto, egli passa a determinare quali sieno gli effetti della rotazione della terra sul tiro dei proietti, esaminandoli nei quattro casi s<'guenti, di cui l'ultimo è il caso generale: 1° Quando il proietto sia lancialo dal polo ; 2° Quando lo sia ùa un punto ·dell'equ:itore, nr.l piàno di un meridiano·; 3° Quando sia lanciato da un punto dell'equatore, nel paiano stesso di questo. i Quando il punto donde parla il proietto sia ad una latitudrne qualunque, e questo sia lanciato in qualsiasi direzione. ColC'slo è iI caso generale. Per rendere più generale i risultali dell'analisi, l'autore ha suppostò che la traielloria sia una curva a doppia curvatura; di maniera che, ad ogni punto ·del corso del proietto, corrispondono Ire coordinate, cioè un'ascissa nel senso del movimento, una deviazione, ed un'ordinata, cioè l'altezza del proiello sul piano tangente alla superficie della terra r.he passa per il punto di partenza del proietto. L'origine delle coordinate è il punto donde parte il proielto. I tre assi rettangolari , sono: quelli 0
.-\NNo lii,
Voi. II -
17
270 DES EFFETS delle Z e delle X. postì nel piano di tiro, tlei quali ì.l prìmo è orizzontale, ìl secondo verticale; ed il terzo, quello .d~lle Y, è perpendicolare al piàno che passa per gli altri due, e perciò compreso nel piano tangente alla' superficie della terra, menato , dall'origine delle coordinate. Ecco i risultali dell'analisi dell'autore : Nel primo caso, cioè se il punto di partenza è al polo bo~ reale, per ogni · posizione del proietto nel suo movime,nto, l'effello della rotazione della terra è di diminuire l'ascissa nel senso del· movimento, e di produrre una deviazione a destra dell'osservatore, che stando al polo, si tenga rivolto verso la direzione del Liro, la quale deviazione è sempre la-stessa per qualsìasi di, rezione ·di questo. Questa deviaz-ione dovuta alla rotazione della terra, è diminuita dalla resistenza dell'atmosfera, la quale, partecipando di quel movimento di rolàiione, prernerà lateralmente il. proietto da destra a sinistra. Ma la velocità con la quale l'aria andrà ad . urtare il proietto, è molto piècola, e non muterà: sensibilmente i risultati; essa è eguale alla velocità di rotazion·e della terra, moltiplicata· per l'ascissa, il che dà un piccolissimo prodotto ,
risultando là veloèilà angotare suddetta eguale a : 6764 ovvero ad
.,~.s-
AI polo austrare ' gli effetti sono gli st~ssìi ' se non che: la deviazione ha·Iuògo a 'sin'istra dell'osservatorn 'rivolto verJo 'ia di rezione del tiro. Nel secondo caso,· cioè qùaÙdo ìl pro'i'etto ·sia da un p1.Ìnto dall'equatoi:e larfoiii.to hdlrà direzione' di un 'meridiano, gli effetti della t•òtazìone dellih~r:.:a, se si' tiri verso il nord, saranno una deviai iahe' laterale a siilistra dell'osservatore / ed un accrescimento dell'ordinata verticale della traielloria ; se si tiri verso il sud, gli effetti sarannd1°gli stessi, ma la deviàzione sarà destra cieli 'osscrvalore. Nel terzo caso, cioi· qua odo il proietto è.la un punto postr.
a
DE LA ROTATION
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sull'equatore sia laneialo· nel piano di questo,· l'effetto del ·moto d·iuruo, !se' il tiro è nella direzione dell'est, sarà una diminuzione 'dell'ascissa; nei•senso del' tiro, ed un accrescimento tM~ l'ò'rdinata verticale ; la-, deviazione è nullà , se s1 tiri invece verso l'ovest, l'ascissa nel senso d~I tiro sarà aumentata, e, nel maggior numero di casi, 1'01,dinata verticale diminuita. Q·uesti tre risultati:servono· a dare ta spiegazione degli effetti della rotazione della terra sul:;tiro(i ·supponendo il caso generale; cioè, che il proiettoisia lanciato da un punto ed in una direzione qualunque. , · ! , ' In questo caso l'autore suppone che il tiro sia eseguilo in tina dirt>zione c·ompresa ·fra il no1·d e l'est. Egli decompone la velocità di ròta'zione della terra, in tre: « La prima mtorno al )> ràg~iò della terra ché' passa per il plinto di partenza;·la se» c;"onda ihtorno ad,'una linea meuat'a per il ceutro della terra , ,1· perpeù'ditolarmènte '.alta precèdente nel piano clellà' clit·czfonc n della velocità iniziale; la lèì'za intorno ad · un'altra retta anèhe >) menata p'er' i\ èentro ·della terra; in direzione perpendicolare n . a\ piano che' continua· la direz.ìone della veloci la e del ceùtro ,, ,del!~ terra, n Cioè queste tre linee sono, una il prolungamento della verticale ' che passa per il punto di parter.za del prùietto, e che' però va àd incontrare il centro detra terra, le altre due rette tirat~ dal· centro•della terra parale\le rispettivamente àgli ,altrhlue assi-· rettangolari. • · Ciò posto, pel' la componente della rotazione inlorrio al raggio della'terra che passa •·per il punto di partenza, si ha che l'effetto della rotazione sul tiro, è come quello esrguito · al polo, relativamente alla vera rotazione della tefra; cioè, prod'.qce una deviazione late,~ale a destra ed una diminuzione dell'aséissa nel senso del tiro. Per· effetto della rotàzione intorno all'asse compreso nel piano ·ctet·\a •direzione della velocità iriiziale, si avrà mia deviazione latèr11le a ~nistra , ed un aument.o dell'o'rdinata wrlicale, siccome (p1ando si tiri ·dali'equatorc nella direzione
2ì2
DES EFFE1'S
di un meridiano, dal sud al nord. Finalmente, l'effello qella rotazione intorno al terzo asse, sarà una diminuzione dell'ascissa, nel senso del tiro., ed un aumento dell'ordinata verticale, siccome nel caso in cui il tiro parta da un punto <lei meridiano, ed è lanciato verso l'est .nel piano del meridiano stesso. E però il risultato totale_sar:à una dimiQuzione delle ascisse, nella direziona del tiro, uu accrescimento dell'ordinala. verticale, ed una deviazione laterale eguale alla differenza delle cteviazioni al polo ed all'equatore, dovute alle due componenti della rotazione totale della terra, relative agli assi di rot;;izione che sono nello stesso piano delle . X e Z. e, Nella nostra latitudine, dice l'autore, la deviazione al polo 1> supera di molto l'alt1:a, di maniera che il risultato è una de" viazione a destra. V(ldremo con i calcoli, che qu.esta devian zione a destra ha, un valore preponderante sullç altre varia>> zioni-pFodolte dalla rotazione della terra e che si può consi>> derarla come l'elfello. prinqipale n. , Mutando la direzione del tiro, la diminuzione dell'ascissa e l'aumento dell'ordinata verticale po.ssono .cangiare di segno. Se il tiro ba luogo (per l'emisfero Q:1reale) nei rombi fra il nord, Test ed il sud, diminuiscono le ascisse e crescono le ordmate; l'opposto aV\'iene g<:neralrnente, se i.I tiro è. diretto ad un punto del semicerchio no,rd, ovest, sud. Nell'emi$fero australe la deviazione laterale cangia di_segno, ed b~.luogo ,a sipi~h;a e l'accrescimento o la diminuzione delle ascisse e delle ordinate verticali, sono eguali a quelle che avvengo1w per un~ stessa latitudine nell'altro emisfero. È pure da osservare che il punto donde p.arle il tiro, che indichiamo con la lettera O, dopo. le Ire rotazioni · successive, verrà ad occupare una certa posizione su di un cerchio massimo che passa per ii punto stesso di partenza del tiro; mentre che dovrebbe trovarsi su di un altro punto sul paralcllo che passa per il ripetuto punto <di partenza del proietto, alla stessa distanza che ha sul cerchio massimo.
DF. LA ROTA1'!0:-r
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Indicansi con O' ed O'' ·queste due posizioni del punto O, dopo là rotazione. Ora'è cbià1•0, che i punti 0 1 ed 0" denno es: sere eguaimente distànti dàl punto O, ma il punto 0" troverass1 più al nord di O' e quasi sul medesimo meridiano. ((. E però, >) rapportando il movimentò agli a-ssi che passano peni_ p~nto n O", bisognerà diminuire le ascisse ed aumentare la deviazione . » a destra; » nel caso supposto dall'autore, cioè, che si tiri voi~ gendosi nel inézzo fra il nord e l'est. . . . fofine l'autòre apporta un'altra correzione ai nsultat1 dell'analisi fatte. Egli avea sùpposto da principio che la verticale in ogni punto della terra, a malgrado della rotazione, passasse per il centro di essa; ma poichè ciò non ba r~almente luog~ che solo al polo ed all'equatore; così « invece d1 rapportare 11 >> movimentò ' del proiettò al prolungamento del ì•aggio della » tèrra, siccome abbiamo fatio sinora, bisognerà• rapportarlo n alla vel'ticale' del punto di' partenza, cioè bisognerà inclinare n l'asse dèllo z verso il nord. Questo cangiamento di asse ha >> per effetto di accrescere l'ordinata ve~ticale, e di .di~inuire ,,- generalmente l'ascissa, nel senso del tiro e la deviazione .la1> Lcralc a destra·, rielle condizioni di tiro supposte fin da pr1n-n ci pio >>. Nella seconda parte della memoria l'auto1·e procede con lo stesso metodo della prima, do-è determina da prima l'effetto della rolaziòne della terra sul tiro per i tre casi particolari. indi risolve il problema ·generale. L'a direzionè dei.tre assi rettangolari del Z, X ed Y sono quelH indicati fin <la principio. l\fa vuolsi aggiungere, che,. ~ei calcolì, ' le z positive sono portale da basso in alto, le x positive dal lato della direzione del tiro, e le y positive a destra dell'ossei•valore pòsto aU'origine delle coordinate, e rivolto ~er~~ la direzione · del tiro. Le ·x, Y e Z sono le coordinate pr1m,t,ve, x, y e z quelle chi! r\Jultano pf'r · effetto della rotazione della terra.
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274 f\ES EFFET S Ciò posto, le c~ord1nate X, Y e Z, cbe so,no funzioni del tempo, vengono determrnate per mezzo ()eHe ',for.me balistiche. Con calcoli_ sapie~temente: sv iluppati, ra'U\01'.C.: Olljene i valori di X, y e z m funz1on,e di X, .Y: e:Z per i :tlifl; casi .particolar:i, ·e che fissano la posizione del proietto .al termin.eid,el te,npo t.- . Dopo di c!ò l'autore.,passa .alla, soluzione del prpblema generale, deter_rnmando sulla: pr.imç1 1! val0;re ,delle, tre componenti della rotaz1cne della terra (nelle qi;i ali, r siccome abbiumo veduto; S:Uppone divisa la rotazi.one le;tale), in,Junzione della rotazione, della latitudine del µu nto.di parten:z; del: tiro, e del suo ~zimut, _ovvero del,l'ango1o: formiltO fra .ilpiano·, deHe z,· X ed 11 meridiano: .· . ·, : . I,,, Questi yalori veng.ono in. segQit~ :sostituiti ~ei,,va,lori delle x, y.e z, · ottenuti peLca$i precedenti, aHa velocità angolare della terra; e falle .le deb,itè sos\i\o~ioni;. olli.ene in ultimo i valori di x, y e·z, in funzione delle X,, Y, e :Z; relative al 1 Ca$O gen~rale: . Ora le ordinate x, y e z .son'?' relative·.alla posizione.~Jel punto . d1 parten~a;. che, sottoposte; ,all'azione delle-Ire .rotazi()~i, . dopo percorso 1.l ~empo t si ··trova trasportato ad ~na ce1:\a , distanza ~H di ,un _cerchio massimo Jange11te -al ,pa11alell(> che passa per 11 punto d1 partenza; per cui conviene trasportare l'ùri 0crine delle coordinate al vero.punto sul,para.lc:l\01stesso. L'aulQre Jo fa determinando con ~naloghi calcoli i -valori delte/ ç~prdi~ale del punto sul pa:ralello, rapporto agli assi che passano ;p!)t: q!lello i~uhpei:chio massimo, ed in conseguenza <li ciò•II)od,iljc111)do · convenienten~en te i valori dix; y e z relativi alla prima posizione delle coordmale, ~lti~ne il valore relativo all'orig.ine posta in (j1sul paralello. . E po1che; la.-tera vertic~le, allorchè si tien conto.. dellin·otazione deUa •tena, da quella del polo e dell.'equatore i.n '(uorii non pa~sa mai per .. il centro d,ella terra1 siccome ;si è supposto . fin · qui nel calcolo, fa mestieri determinare· la yer:a. direzione della gravi tà , cioè l'angolo che,. fa la direzione d~IÌa verticale -d~l laogo, co~ prolungamento del raggio terrestre che passa per -li) 1
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DE L,I
I\OTATION
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i;~esso. punto; e ciò in funzione della latitudine e dell'azimut del uuovo sistema di asse. li cpe •ottenuto, l'autore cangia la 4irezione delle coordinate rettangolari x, y e z, :nelle altre pure rettangolari x', y' e z', delle·_quali, quella delle z' è la: vera direzione della gravità di già determinata; di poi nei valori di x', y' e z,', che sono in funzione di x, y e z, sostituendo in luogo di x,.y e z i valori 1~ete1;minati precedentemente in fµnzione di X, Y e Z, si hanno i valori delle coordinate del punto..nel quale sia pervenuto il proietto in ùu dato tempo, rapportali agli ultimi assi ed in funzione delle X, Y, Z e t. Queste sono le equazioni pei• determinare la posizione del punto in un istante qualunque, relativamente agli assi mòbili
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con la terra. Viceversa, se per mezio delle. esperiénze sieno conosciute le coordinate x', y' .e z', si potranno avere le X, Y è Z, Un'ultima !'iduziune vien fatta a queste equazioni. cc Non bi J> sogna dimentical'e, dice · l'autore, che le coordinate X,1 Y e Z, i> corrispondono ad un angolo di proiezione div~r30 da quello )> d'Ìspondente .alle x', y' e z', perocchè la ,verticale è cangiata u , p.assando dalle prim.e alle secon.de » . Ora è desiderabile di poter paragÒnare in generale x', y' e.. z', con le coordinate X', .Y' e .Z' <li un proietto lanciato.sotte ·10 stesso angolo di · proie · zione. E però fa mestieri determinare la relazione che passa fra i due angoli di proi.ezione, 1\d ottenere il valore 'di quello relativo al caso della terra immobile iu funzione. dell'altro. Fa\lo ciò l'a11tore ammettendo alcune ragionevoli ipotesi , ottiene in ' , ultimo i valori di X, Y e Z in funzione di X', Y' e. z', che sono le coordi nate_ del punto reli,itivo ad un angolo di proiezione eguale a qllello rapportato .alla verticale cangiata per eITetlo della rotazione della terra. Questi valori di X, Y. e Z vengono sostituiti n!}lle equazioni di x', y'- e ;.', le quali perciò sono . espresse in .funzione di X', Y' e Z'.;., · ,_. .Infine nei valori dix', y' e z', tanto se espressi in funzi:one di
276 DKS EFFETS -X, Y ~ Z, che in funzione di X\ Y' e Z', si può apportare una semplificazione. « Allorchè il proietto, dice l'autore, è una sfera ,> omogenea, o composta .di strati concentrici; a cui non si sia >> impressa veruna velocità di . rotazione all'origine del movi» mento, la traiettoria, sulla terra immoblle è ùna curva pmna; » allora Y sarà costantemente eguale a zero. Lo stesso avviene ;> se la palla giri intorno ad un asse orizzoqtale perpendicolare » al piano del . tiro ». ·
Mettendo dun9ue nei volai di x', y' e z', espressi in funzione di X, Y e Z, Y =0, ed i que1li -in funzione di X', Y' e Z', Y'=0, si hanno le equazi•oni finali più semplici. Nelle prime equazioni u x', y' e. z' ed X, Y e Z rispondono alla » stessa direzione della velocità iniziale, tanto sulla terra in mo» vimento, che sulla terra in riposo: nelle altre equazioni x', y', 1 > z' e X', Y', Z' rispondono allo stesso. angolo di proi(lzione, sia » che la terra giri sia che si supponga i'r1 rip11so ». Di queste equazioni l'autore fa diverse applicazioni, i cui risultati più importanti sono i seguenti : · Egli prende, ad esempio, il tiro di una bomba da-27°, lanciata sotto l'angolo di 45 gradi, con la veloci là--di 83m, e la cui gittala è di 6ù0~ in 11 ",49, e cerca il valore della deviazione y', dando .diversi valori all'azimut : i risultali sono, -chiamando L l'azimut : ·L 0° . . . y' = om,2.275 L 90° .. . y' om,4388 L 1 i6",57' . y' om;5082 L=180° . . .y'=Om,4835 L 270° '. . . .. y' Olll,2722 L 326°,57·, .. . y' om,20:28 L 260 . . . . . . . y' 0"',227 5 Cioè « che la deviazione laterale è sempre a deslra, cresce >) con l'azimut da 0° a 146?,a7' che è la massima; che in sei> guito decresce sjno a 326°,57', che è la minima, indi torna · ,1 a crrscere sino a 360°. n
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n E LA ROT,IT-ION
Un altro esempw. Il tiro di una bomba da 3'2c proiettala sollo l'angolo di 45° e con una velocità iniziale di 300m, il quale, calcolalo con le teoriche baHstiche dà una gittata di 4606m, nel tempo di 32", 82, dà per mezzo delle formole dell'autore risult,~ti simili ai precedenti; cioè per . L 0° . . . y' ,t,m,7062 L 90° . · . . y' rnm,5932 L 146~5f if 12~5238 L 180° . . y' t 1m,8332 L 2'10° . . y' 5m,9462 L 326°,54' . y' 4m,0156 L = 360° . . . y' = 4m,7062 << Queste deviazioni, dice l'autore, sebbene piccole in para)\ gone delle deviazioni do,•ute alle cause accidentali che ren>> dono irregolare il tiro, non possono però essere trascurate n compiutamente >>. Un ultimo esempio mena a coriseguenze ancor più importanti. Per mezzo dell'esperienza, essendosi trovato cbe un cannone di 16<, rigato al passo· di 3m, 77, con la èa.rica di 3ch di polvere ed un proietto allungato del peso di ;10' h tirato sollo l'an.:. golo di 25", nella direzione di ovest-nord-ovest, ovvero con l'azimut di 292°,30', ha dato una gittata di 5000 metri, una durata di movimento di 24-", ed una derivazione di 221 "',8. L'autore calcola per mezzo delle sue formole le coordinate del proietto, al termine dello stesso tempo, supponendo la tE>rra immobile, ed ottiene X 5001 m,2~87 Y 216m,8434 Z = - 2m,9199; indi fa variare l'azimut, e servendosi di questi dati ottiene i seguenti riso Itali:· L 0° . . . . . y' = 221 m,87 L 90° . . . y' 223m,88 L 112°,30' , .. y' 224m,'26
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278 " I!:
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. . y' · = 2fl1 ',",80 L = 323°,49 y'. 2'21 "',59 · t = '260°-·.. . . . . y' = 22·1"',87 « Dunque, se si tirasse il cannone nella direzione .est-sud» est, o in direzione opposta a quella de.Ila :cit~ta _esperienza, si » osserverebbe una derivazione più grande di 2"';46. >> Due tiri eseguili, uno nell'azimut cli 1 43°, 49 e l'altro in n quello di -3,i.'3°,49', darebbero derivazioni la cui differenza >, sarebbe di 2m;ss » . Le conclusioni che· si possono trarre da questi esempi, sono, secondò ,l'autore,· che per effetto della· rotazione della terra, i proietti ·provano alle nostre latitudini una deviazione sempre a destra, la quale non v1ria molto, allorcl.Jè il Liro ba luogo· io diverse direzioni, e raggiunge il massim.o per. una.direzione com~ presa· fra il sud e l'est, ed iil minimo in direzione opposta.· Le deviazioni 1 nelremisfero australe, dove la latitudine è negativa, banno luogo a sinistra. « Si 'sa elle i pròietti, lanciali dalle armi 'da fuoco rigate, n provano seinpi'e una derivazione laterale a destra, in conse» gue1fza,: del senso ordinario· delle spire. .Questa deviazione è n ' aggiunta a quella. dovuta al mo,vimento piurno. e nelle armb » portatili ·al ·mo~imento del corpo del tiri\tore, per effello della n pressionP, che l'armé ese,rcita sulla sua spalla. · : n E però si vede che1sarebbe preferibile rigare le armi d~ n fuoco in direzione opposta, ovvero da destra a sinistra; allora » la derivazione prodotta dalla rotazione del proietto avverrebbe n a sinistra, e sarebbe diminuita dalla tleviazione (}ovula al mo» vi mento <le.Ila t!M·a e:.tlel tiratore ». Questa modilìcazione-nella rigatura del fucile sta per noi abitatori dell'emisfero · boreale, ma non per · quelli dell'emisfero
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= 292' ,30' 0
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279
DE LA RO TATIOK
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L ;, 1/~3°,,i.9'. .. . y' 22,i."',4 '1 L1 = ·-1so y' = 21U"',20 L .:.:.. 270° . . . y' 222"',18
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australe, dove la deviazione dovuta al molo diurno avendo luogo a sinistra, l'attuale sistema di ri_gare le armi portalili è preferibile. Dalla sommaria esposizione per noi fatta della memoria del signor di Saint-Robert, si deduce agevolmente cb'essa merita di essere attentamente studiata dai dotti artiglieri, siccome quella che segna un vero progrèssò,nelle ie·oricbe balistiche ; e che questo lavoro, insieme ad altri del Saint-Robert, gli assegna un posto distinto fra i dotti cultori della scienza dell'artigliere.
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LUIGI MEZZACAPO.
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MISCELLANEA
Nell'ope~a di recente pubblicata in Francia, intitolata Journal des Opérations du génie pendant le siège de Sébastopol, redatto dal generale Niel, comandante il genio dell'esercito francese di Crimea , trovasi un importante documento; cioè l'esposizione del disegno di guerra, ideato dall'imperatore Napo~eone III, al_lorchè proponevasi di recarsi in Crimea a prendere 11 comando dell'esercito e la direzione delle operazioni ; per la qual cosa pare cbe questa idea sia stata effettivamente nella me~~e dell'imper~to.re e che vi rinunciò in seguito per ragioni poht1?~e: dopo d1 ciò questo disegno di guerra, come quello ~he l imperatore credeva essere migliore, fu inviato al generale m capo. · Ecco in qual modo lo espone il generai Niel. _L' impe~a~ore voleva formare tre eserciti: il primo di 60 • ~1l_a uomm1, era destinato, sotto gli ordini del generale Pé· h~s1er, a_ guarda~e- i lavori di assedio ed i porti; il secondo, • d1 55 mila uomm1, so_tto gli ordini di lord Raglan, tendendo • sempre la mano al primo, doveva occupare la valle di Bai» d_ar e spingere _i s~oi . posti avanzati molto lungi per minacc1a~e ~e com?01caz1om dei Russi tra Sebastopoli e Sinfero• poli ; infine 11 terzo, comandato dal generale Canrobert, e • composto di 40 mila uomini presi davanti Sebastopoli e dal
MISCELLANEA 281 • corpo di riserva di 22 mila uomini formato a Costantinopoli , • doveva sboccare d' Alouschta per recarsi verso Sinferopoli , • alle spalle dell'esercito nemico. • Se i Russi, volendo difendere il centro delle loro provvisioni, accettavano la battaglia innanzi Sinferopoli, lord Ra, glan, marciando su Baktchi-Sér.a i , minacciava la destra e • le spalle del loro esercito. Se, per l'opposto, il nemico ab• bandonando Sioferopoli, concentrava tutte le forze su Seba• stopoli, il generale Canrobert marciava su Baktchi-Sérai, lord • Raglan seguiva il movimento del generale Canrobert, ed al • momento dell'attacco saliva le rampe d' Inkermann per pren• dere parte alfa battaglia. • Ovunque il nemico dirigeva i suoi sforzi, trovava un cser• cito abbastanza numeroso, per sostenerne l' urto , ben prest·o • sostenuto da un secondo esercito. • I particolari di esecuzione non erano calcolati con minoro • sagacia, affine di tenere i Russi nell' indecisione sul vero punto » di attacco. , L'imperatore, appena giunto a Costaptinopoli, avrebbe fatto • imbarcare il co:·po di risPrva su i vascelli delle flotte alleate • che vi si trovavano riunite : nello ste$SO tempo i corpi d' e• sercito di lord Raglan e del generale Canrobert avrebbero • preso pessesso della valle di Ba'idar, lord Raglan spingendo • i suoi posti avanzati sino ai colli per i quali si sbocca nella • valle del Belbek, ed il generale Canrobert tenendosi pronto • a marciare su di Alouschta per il colle di Phoros e la strada • Woronzoff. Una avanguardia imbarcata su i vapori più ra• • pidi, doveva partire da Costantinopoli per recarsi su di un • punto della costa tra le bocche del Dnieper e Perekop e sbar• carvi, restandoYi solamente il tempo necessario a spargere • l' allarme nel paese e fare spedire ordini da tutti i lati, dopo • di che queste truppe dovevano •ritornare su le navi per re, carsi nelle acque di Sebastopoli. • Le flotte che portavano il corpo di riserva , dopo aver seguito per qualche tempo la stessa direzione che l' avanguardia, dovevauo indirizzarsi ali' est navigando direttamente » sul capo Phoros per farsi riconoscere : in seguito, conti• nuando la loro strada su Alouschta, vi ,fovcvano sbarcarn 3
282 MISCELLANEA » milà, nomini, destinati a -recarsi a prendere possesso dello stretto che è sulla strada ;di Sinferdpoli, tra i villaggi di Chouma e di Aian. Si è molto<parlato, · a , proposito della " Crimea, di questo stretto di Tchatyr-L)agh; ma al mese di · maggio non era ancora'lfortificato, e :da altra parte si:poteva girarlo con truppe leggiÌére seguendo alcuni sentieri tracciati , su i fianchi dei montii ;i·dal lato ò'vest. ' ..:, ; »: Dal ni'omeùto' che·, la ·; strada da: , Alouschta a -Sinferopoli era assidti.raìa agli alleati sino ad· A1àri ; tutte le truppe del corpo dì· riserva dovevano sl;iarcare éd il generale Canrobert far sfilare le· sm:l colonne sùlla strada · di · -Woronzoff senza altra precauzione che d1 fare occupare · i ·rari passaggi per i • quali si può comunicar& da questa strada con l'interno della • Crimea. » In questo modo con . un disegno abilmente concepito, si » metteva a profitto , al· tempo stesso, la superiorità delle truppe • francesi nella ·guerra di montagne, e la ·'rapidità con le quali » si può oggidì, con il mezzo delle flotte, trasportare gli ·eserciti » da u'n p'unto ·all'-altro della'costa minacciatà. Il 14 maggio; dopo lunga discu~sione, i tre1 generali rn capo avevàno. adottato il » • .àisegno di guerra dell'imperatore ;' ma nei particolàri di esecu» • ziòne, si venn'e ad urtare con tutte-le' difficoltà inerenti alla » mancanz·a ai unità nel coniando,· e' l'esercito 11dì con sorpresa ,; ed egual dispiacere che i). generale Canrobert aveva :ri•nupziato • ·· il domando. Il generale· Pélissier nel' prenderlo, il 19 maggio, » non ·adottò alcune delle operazioni esterne· proponert'dosi per seopo d'investire la piazza, é le operazioni d':assedio furono n- · • prese, e-spinte con i:f ,pìù!gràhde vigore ; . ·, · · •;::, ~·~
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. ASSEDIO DÌ TORINO N~L 1706, ' .!
In u~a serie di a,rticoli, il'lse_riti nello Spectatèu7:. ~1ili~~ire , che hanno per titolo Aperçu historique sur les fortifications, les ingénieurs et sur le corps d~: ~én~e, s_critti _dal molto noto colonnello Angoyat, si parla dell a~sed10 d1 To~mo_del_ 1_706 '. nel quale è riportàto iL m~do in cui il c~lebre._mar~scrnllo d1 Vauban ~vrebbe volu,to che esso fossr, c~odott?; 11 eh.e _fo~~~ lll certo modo la critica dell'asseqio_stes~Rt,e, fa_ v~de,r e quah s1eno stati gli errori éomm~ssi d:ai Ifra?f e~1~ c~e. ~1. 1pe_n~ro~? ad un disastro, e come quelli error~ siano a,t tn~u~b1h. :utt1_ al <l,~c~ della Feuillade. E però, questa parte dello scntto m d1s?ors9 ~I}. dell'importanza per la storia militare _del Pi~mont~.'. ed è utile a conoscersi dai nostri ufficiali. Eqco m quali tern(lllI è raccontato ciò dal signClr colonoello. Augoyat. .. . ' . . Questo ass~dio do~ev; farsi n~l 1705, · ed il ~uca di ~~uillade, ohe c~mandava l'esercito m Piemonte, si . era · avv1cmato alla piazza, e ne aveva ìncominciata la c_irconvallazione, allorc~~ alla fine di settembre Sua Maestà. gh fece . sapei:e :che non bisoanava più pensare ad eseguire per allora quell'impr~s.a. La 0 nuova determinazione del re era fondata sullç, stato nel, _quale trova vasi la fanteria che doveva fare l'assedio, e sU"lla opmione del maresciallo Vauban. La fanteria dell'esercito d~l Piemonte era molto indebolita dalle maJattie e le perdite che ayeva. ayute negli assedii pr; cedenli. Il maresc.:iallo Vauban,_ abitualo apre~dere }'iniziativa dei àisegni utili alla sua patria , aveva mam-
284 MISCl>LLANEA festato il suo parere in una lettera del 28 aprile sulla prossima campagna d'Italia, ed in una memoria posteriore redatta nel• l'epoca in cui l'assedio era risoluto. Nella sua lettera del 28 aprile, Vauban rimandava l'assedio di Torino all'anno seguente, in considerazione che, dopo i consumi fatti in tanti luoghi, era impossibile di avere presentemente le munizioni necessarie per questa grande impresa. Egli proponeva di adoperare l'anno 1705 a prendere Nizza e Monmeliano, per non lasciare niente al di qua dei monti che potesse dare qualche speranza al duca di Savoia. Egli terminava dicendo: « Un semplice avviso dato a pro• » posito può alle volte essere utile• . Nella sua memoria su Torino, Vauban approfondisce la qne• stione dell'assedio. Torino è situato multo prossimo, e superiormente all'imboccatura della Dora; più lungi è quella della Stura. Sulla riva destra, inòanzi alla piazza, è. l'altura dei cap• puccini, sulla quale sta un forte e dei trinceramenti da campo elevati durante la g.uerra. Vauban conosceva bene Torino: egli dice nell' Ab.régé de Services, che nel 1791 aveva passate sei settimane presso il duca di Savoia a visitare, a sua richiesta, le piazze di V errua, Vercelli e Torino, delle quali aveva fatto dei disegni per Sua Altezz~ Reale. Egli proponeva di cominciare l'assedio di Torinò dall'attacco del forte sulla riva destra del Po. Questo attacco era conforme alle regole dell'arte, che prescrive che una•piazza assediata dev'essere, per quanto è possibile, perfettamente investita. L'occupazione dell'allura dei cap• puccini rendeva facile l'attacco della città; quello in seguito della cittadella, · pE:r il bastione rivolto alla città, non presentava di(· ficoltà. Questa era °l'opinione anche del signor Lapara e quella l1i un altro distinto ingegnere. Il disegno di Vauban fu inviato in Italia. Tardif rapporta che il duca di Feuillade lo fece vedere a più persone, a Càsale , e particolarmente agl'ingegnèri che vi si trovavano. Egli aggiunge: , Uno d'essi (Tardif) gli disse che l'attacco proposto doveva » essere assolutamente preferito ad ogni altro. Siccome questo » generale aveva già presa la sua determinazione, trovò delle difficoltà, e dimostrò infine con un grande ra~ionamento che ,, l'attacco della cittadella, da lui preferito, non avendo questa , più di cento tese di poligono non poteva opporgli altrettanti
\J l SCEl, L.\:;EA 285 , cannoni, quanti ne metterebbe in batteria per battere questo • fronte. Questa (:i I.a ragione che aHegava e che non era, in• teramente conforme alla verità, il fronte in discorso avendo cento sessanta. tese di poligono. Gli si ripeteva più volte che » bisognava pensarci, e che non era conforme all'uso, di attac• care una cittadella che poteva ricevere tutti i soccorsi pos,, sibili di una g rande città come Torino•. Q11.esta citazione prova, contro l'asserzione del duca di Fenill~de (lettera dell' 11 settembre 1705} che, tra tutti gl'ingegneri che avevano esaminata la cosa davvicino con esso, ce n'aveva nlmeno uno che, con il signor Lapara, non era del suo parere. Chamillord scriveva al suo gl'lnero il 26 agosto 1705: • 11 signor maresciallo di Vau ban aveva gran desiderio di , finire la sua carriera con l'assedio di Torino, se il re avess,~ , vol11to dargli tutto quello che è riportato nella sua memoria , » ed anche qu.alch.e cosa di meno: egli Jo ha detto a me stesso». La risposta del duca di Feuillade _dipinge il gran signore di quell'epoca, ed il più orgoglioso.
Veneria 1° settembre 1705. " A bLiate confidenza in me, e ve ne troverete meglio ed , a110he il re , più che di tutti gl'ingegneri del mondo. Ci ha » delle persone nate per comandare, e quella specie di signori tìuno fatti sula.mente per eseguire gli ordini che gli si danno, . In un'altra lettera del 2 ottobre 1705, Chamillard dice che Vauban si era offerto più volte al re per l'assedio di Torino. In una di queste occasìoni è che Vauban ba potuto dire al re le 1'11role che Saint-Simon gli attribuisce, e che Gaillard riporta (1): • Lascierò- il bastone di maresciaHo alla porta, e lo riprenderò " quando saremo nella piazza•. Intanto il ministro, inquieto della gloria del suo genero, pregò Vauba~ di scrivergli. Vauban lo fece nella lettera del 13 settembre, che contiene i più saggi consigli, basati sulla sua lunga <'spcrienza. Egli dice: • Non sono affatto d'avviso che attar:chiate alla Cohorn: que(t ) Discorso pro1~unciato dal sig. Gaillard nell'elogio di Vauban, propos to per il premio di eloquenza nel t 787 (Oisivelc; , fine del tomo Il e lii, Parigi, 1845). A NNO
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286 MISCELLANEA • sto metodo, che non ne è affatto uno, non è buono che con,, tro delle bicocche come Venlò, Ruvemonde, la cittadella di , Liège e Bonn. » Se non vi rendete padrone del forte dei cappuccini, po• trete ben'e attaccare la piazza , ma non l'assedierete : voglio » dire non riescirete mai ad impedire al duca di Savoia d'en• » trare ed uscirne sempre che lo crederà utile, e di farvi en» trare della gente in conseguenza; nel tempo stesso che vi » priverete del più desiderabile vantaggio che potreste ottener~) • per favorire il vostro attacco• . · · L'assedio venne rimesso all'anno seguente; ma la dìscussione continuò sulla scelta del fronte di attacco. Il signor Pallavicini, relugiato piemontese, maresciallo di campo al servizio della Francia in Fiandra, sosteneva l'opinione del duca di Feuillade in una lunga lettera che gli diresse , e che fu comunicata a Vauban. Gli argomenti del Pallavicini erano fiacchi; Vauban li confutò in una lettera scritta il 16 gennaio 1706, che è conosciutissima, e che non riproduciamo: è in questa lettera che egli parla di sè e dei suoi se~vizii in termini così degni, e con una rara modestia. L'esercito destinato, nel 1706, a fare l'assedio d\ Torino era forte di 31,000 uomini di fanteria, 8000 uom ini di cavalleria, 1000 del r~ale artiglie1ia e 300 Il,linatori al più (1). Il parco di assedio si componeva di llO cannoni di grosso calibro e di 49 mortai, con gran quantità di munizioni e di provvisioni. Gl'ingegneri erano al numero di 50, compreso 'l'ardif che li comandava, e Villars Lugein, che giunse po.chi giorni dopo !'_apertura della trincea, e che fu incaricato del dettaglio, funz.ione equìvalente a quella di comandante in, secondo o capo di statomaggiore. TardH era, come lo abbjamo detto, b1igadiel,'e di fanteria; Sua Maestà elevò Villars Lugein allo stesso grado, in considerazione dei servizi resi all'assedio di Bai;cellona , sebbene
(1) Quincy porta il numero dei minatori a 600. llfoi crediamo vi sia . errore in questa valutazione, peroccbè non v'erano che tre compagnie di minatori, forte ciascuna di 90 a 100 u omini. Qu incy si erra qualche volta: così egli dice, pngina VI , che 'fardif l\Yeva tre brigate di fanteria sotto i suoi ordini.
MISCELLANEA
287
la piazza non fosse _stata presa. La lettera ~i avvi_so del_la sua nomina (9 giugno) imponeva, seco~do ~ra l uso , d1 fargli prendere il servizio di giornata come•brigadiere, ma una sola volta, cioè di fargli disimpegnare le f~nzioni d~l suo grado u~a vol~a'. perchè venisse riconosciuto. V11lars~ugem rese pochi serv1zi all'assedio. Le brigate, al numero di 8, avevan~ per comandanti, sotto ii nome di brigadieri, Lozières Dast1er, Demus , Thibergeau, Jenville, de Langrune, Bertrand, Desventes, de Lerette e de Leuse. I comandanti dell'artiglieria erano Hauville, luogote~ente_d'artiglieria e brigadiere di fanteria, Chanteleu e de S_am_t-Pierre. Le compagnie di minatori erano la 1a, 2• e 4~, V a~hère, che comandava la prima, e che aveva di già una riputaz1on~, non giunse all'assedio che il 17 ~uglio. Delorme era uno dei luogotenenti della sua compagnia. . _ . La guarnigione era forte di 14,770 uom~m. d1 truppe rego~ lari, tra le quali si contavano 1,500 Austna~1, e_6,67? s~ldat~ di nuova leva, ctei quali un bnon numero diserto. Gh_ab'.tantl av evano offerto i loro servizi e formavano otto battaghom.. La pubblicità che si era data al diseg~o di _attacco per la cittadella aveva determinato il duca d1 Sav01a ad aumentarne _le fortificazioni esteriori. L'autore ~ella Storia militare del Piemonte rapporta, che le nuove opere che si aggiunsero furo~o eseg'uite secondo il disegno dell'avvocato Bertola, :he f~ m seguito incaricato di dirigere in capo _la parte ~ella difesa nse~Queste opere consistevano m contraguard1e v ata ao-l'ingeo-neri. o o . . sulle mezze-lune ed i bastioni, in lunette, un avanti cammmo coverto ed in nuove galleri:e di mine. II 12 maggio, l'esercito partito da Chivasso ~assò la Stura, e si stabilì sulla r1va sinistra del Po, il duca d1 Femllade restando fermo nell'intenzione di attaccare per la cittadella. Egli fece da principio lavorare ad una linea di controvallazione per rinserrare la guarnigione su1la riva che si o~cu~ava, _appoggiando le due estremità della linea al _Po. Tard1f grnnse 1l 17 • Il duca della Feuillade gli fece vedere 1l fronte che voleva attaccare, che volgeva a1l'ovest. Tardif gli osservò (1) che, non volendo (1) Mém oirc du ~iège dc Turin. Q•H'sla memoria .n on è affatto un giornale .
288 MlSCEL(.ANEA i:;eosare all'attacco per l'altura dei cappuccini, che era il vero bisognava preferire il fronte della cittadella che guarda il sud '. perocchè lasciava la libertà di fare un attacco alla parte della città che si unisce alla cittadella; egli ripetè più volte al duca che era importante di fare un attacco alla città per costringere i borghesi, con le bombe che cadrebbero nelle· case, ad abbandonare le armi; che era il parere del fu signor Lapara. Tutto fu vano. Il 2 giugno, il duca di Feuillade spiegò di nuovo le sue intenzioni a Tardif, e gli disse che non doveva far altro che prendere la direzione dell'attacco e di continuarlo. Non entreremo nei particolari di questo lungo assedio. Il più gran male, come Vauban l'aveva preveduto, fu che gl'ingegneri non avevano la testa abbastanza forte per resistere alle con• traddizioni. Tardif pensò che i primi lavori avrebbero potuto essere condotti con più diligenza e vigore, ed era questa la sua intenz: one (1): ma il signor di Feuillade gli disse che non era premurato, e che non v i era a temere di alcun soccorso, ed ordinò diversi ridotti che assicurarono effettivamente la nostra destra, ma che consumarono molto tempo. A chi non è noto mtanto quanto è prezioso il tempo alla guerra, e principalmente innanzi ad una piazza'?. E però noi opiniamo diversamente di quello che :pensava il gran maestro, che durante l'assedio scriveva al ministro, e diceva a chi voleva ascoltarlo, che non si sarebbe preso mai Torino per il fronte della cittadella, che con qualun• que altro generale meno presuntuoso del duca di Feuillade si sarebbe presa prima dell'arrivo dell'esercito di soccorso. La perdita della battaglia di Torino, il 7 settembre, la.-levata ùoll'assedio, che ne fu la conseguenza immediata al momento in cui l'esercito cominciava a riprendere coraggio ed a lusingarsi di un felice e pronto risultato, gettarono la costernazione in Parigi, anche d i più che la battaglia di Ramillies, dopo la (1) « Avrei spinto gli. attacchi con un poco più di vivacità, se il signor • Fcuilladc non mi avesse prescritto di avanzare lentamente per procc• " derc con più sicurezza"· (Lettera del 3 luglio, di Tarrlif, volu me 1975 del deposito della guerra). Questo volume racchilHle particolarmente la corrispondenza degli ufficiali che erano all'assedio. Tuttavia v'hanno alcu ne lettere citate dal signor Allcnt ·che non vi si trovan o, e che non sono al d,•posilo delle forlificazio11i.
289 MISCELLANEA quale < tutto parve così disperato per Filippo V, dice Voltaire, • che il maresciallo di Vauban, il primo degl'ingegneri, il mi,, gliore dei cittadini, uomo sempre occupato di disegni, alcuni » utili, altri poco praticabili, e tutti singolari, propose alla corte » di Francia d'inviare Filippo V a regnare in America; questo • principe vi acconsentì . . . Si deliberò su questo disegno a » Versailles; ma la costanza dei Castigliani ed i falli dei ne~ • miei conservarono la corona a Filippo» .
Dallo Spectatenr Militaire 33Q anno, 2a serie, tomo 23, fascicolo del 1:; agosto 1858 .
PIEMONTE
Spese ordinarie l. Amministrazione . . . . . . . . . . . L. Fanteria di linea . L. 8,774,210. 30 Bersaglieri . . . . . • 1,255,097. 99 .9 Cavalleria . · . . . » 2,384,477. 07 ·2 Corpo R. Artiglieria • 1,977,283. 49 ~ Genio militare . . . • 691,210. 98 e,:; Treno d'armata .. • 203,153. 88 . Battaglione d'amrn. • 220,739. 04 Cacciatori franchi . • 115,779. 19 4. Servizio militare di sicurezza pubblica • 5. Veterani ed invalidi . . . . . . . . . » 6. Casa militare del Re e dei Reali Principi , 7. Servizio sanitario . . . . . . . . . . . , 8. Servizi diversi . • . . . . . . . . . . . , 9. Istruzione delle truppe in campagna . , 1O. Ordini e nistinzioni militari . . . . » Da riportare . . . L.
291 3,938,587. 07
Totale . . L.
33,Ml,653. 05
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Sunto del Bilancio della guerra per l'anno 1859, approvato con legge 15 agosto 1808 e pubblicato nel N° 35 del giornale militare uflìciale di q'll,esto anno.
:l. Stati Maggiori . . . . . . . . . . . . . •
mscELLANEA Riporto . . . L. R Accademia militare L. 161,866. 60 Collegio militare . . . • 152,000. Battag. di figli di mii. , 174,084. 82 Scuola mil di cavali. • 55;436. 43 Scuola mii. di fant.. , 59,374. 40 Bibl. escuole ne'pres. • 26,180. 12. Stabilimenti di pena . . . . . . . . • Pane . . . . . .. L. · 2,587,645. 761 ~ Fora15gi • . . . . • 2,329,352. 71 "',,.. Letti, legna, lumi • 979,421. 84 14. Servizio di artiglieria . . . . . . . . , 15. Ser. del genio mii. e dello Stato Mag. , 16. Miglioramenti della razza cavallina 1> 17. Paghe d'aspettativa 18. Casuali .. . . . . . . . . . . . . .. ,
628,942. 35
124,084. , 5,896,420. 31 1,185,894. 872,205. 130,519. 275,000. 120,000.
75 50 07
• •
Spese stmordinarie 853,278. 75 857,986. 11
15,621,951. 94
3,617,740. 513,984. 282,567. 827,475. 946,6~5. 276,976. 10,000.
50 86 65 59 78 • • ·
3,938,587. 07
19. Maggiori assegnamenti sotto qualunque denominazione. . . . . . . . . . L. 20. Indennità per mense degli uffi.ziali • 21. Provvista di letti . . . . . . . . . . • 22. Bocche da fuoco e proiettili . . . . • 23. Ampliazione del quartiere della Gam• berina nuova in Alessandria . . . . . • 24. Costruzione di prismate in Alessandria , 25. Sistemazione di un magazzino d' artiglieria in Alghero . . . . . . . . . . . • 26. Costruzione ·di un polverificio presso Fossano . .. . . . . . . . . . . . . . . , 27. Opere di fortificazione a difesa dell'Ar• senale marittimo nel seno del Varignano • 28. Artiglierie e materiale accessorio per le nuove fortificazioni a difesa del Va• r1gnano . Da riportare .
L.
5,730. , 12,000. • 10,000. » 73,663. , 22,000. • 36,774. • 6,000. 500,000. , 700,0-00. ,
300,000. • 1,666,167.
»
.IJJSCELL,!,KI<;A
293
mSCELLANEA
Riporto . . . L. 29. Ampliazione dell'ospedale divisionario militare di Genova . . . . . .. . .. , 30. Costruzione di torri-latrine nella parte della caserma Perrone a Novara, destinata ad ospedale mil-itare • . . . . . . • 31. Ampliazinne della piazza d'armi· in _Villafranca . . . . . . . . . . . .. . . . . » 32. Protendimento del braccio Est-della caserma R. Castello in Sassari . . . . . o 33, Spesa straordinaria del personale della Intendenza militare . . . . . . . . . . • Totale delle spese straordinarie . . L. Spese ordinarie .. •
1,666,167. " 6,000. ,
Riporto . . . L. 12. Soprassoldi e paghe di aspettativa . » :i 3. Casuali . . . . . . . . . . . . .. . . •
------4,933,168. 68
Totale delle spese ordinarie . . . L. 17,200. • 2,000. , 50,000. ;, 67,000... 1,.808,367. • 33,041,653. 05
Spese straordinarie 14. Maggiori assegnamenti . . . . . . . L. 15. Lavori straord. ne' fabbricati marit. • 16. Costruzione delle pirofregate il'Iaria Ade-
laide e Duca di Genova . . . . . . . . • 17. Dotazione del nuovo ospedale di marina al Varignano . . . . . . . . . .. •
34,850,020. 05
Sunto del Bilancio delta marina per l'anno 1859, approvato con legge del 15 agosto 1858 e pubblicato nel N. 41 del giornale militare utfìciale di questo anno. Spese ordinarie 1. Amministrazione . . . . . . . . . . . . L. 2. Stato Maggiore . . . . . . . . · . . . . . •
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3. Servizio sanitario militare . · . . . . . . • 4. Servjzio del genio . . . . . . . . . . . •
Corpo R. Equipaggi L. 677,146. 30 Battaglione R. Navi • 260,716. 95 R. Scuola di Marina • 34,514. ~ j ls. della Madd. e Cap. • 16,515. 20 6. Stabilimenti di pena (bagni marittimi) 7. Navigazione cle' Regi Lrgni . . . 8. Somministrazioni in natura .. : .. 9. Servizi diversi . . . . . . . . . . . 10. Fabbricati marittimi e sanitarii 11. Servizio pel materiale di marina . . ~-i:
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Da riportare
2,200. » 43,800. • 1,000,000.
»
20,000. •
-------
_______
Totale delle spese straordinarie . . L. Spese ordinarie . . . . . . . . . .. •
1,066,000. • 4,933,168. 68
Totale generale .. . . . .. . . .. L.
5,999, 168. 68
,
Totale generale . . L.
4,904,752. 93 10,215. 75 18,200. •
Riepilogo M due bilanci Bilancio della Guerra . . . . . . . . . . L. Bilancio della Marina . . . . . . . . •
34,850,020. 05 5,999,1{ 8. 68
Totale .. . L.
40,849,188. 73
357,099. 60 440,725. • 104,376. 32 35,637. . 60
AUSTRIA 988,892. 45
• • »
, •
225,534. 182,057. 940,947. 38,712. 48,770. 1,542,000.
50 75 71 • n »
------ -
. L.
4,004,752. 93
Una nuova legge s111la leva militare, ~etta del complelam~nt_o dell'esercito, veniva non ha guarì pubblicata , e d1 cm le prmc1• pali disposizi?ni ~ono le seguer:ti: . .. . 1° L'esercito si, recluta per 1mpeg111 volontarn e per coscnz1one. . 2° Per essere ammesso come volontario, v uolsi la cittad manza austriac e l'età di 15 anni almeno, e cli 36 al massimo: pei soli indi~idui che abbiano di già servito precedente°'.ente ne~l'esercito, vien concesso l'arruolamento sino_ all'età d1 4~ ~m_n. 3° La coscrizione o estrazione a sorte, ricade sn tutti 1 giovani dai 20 ai 27 ~uni compiuti, che vengono perciò divisi in
294 MISCELLANEA sette classi per età. Il contingente assegnato a ciascun d;stretto dev'essere preso di preferenza sulle due prime classi, esaurite le quali si passa successivamente alle altre di maggior età. Nei reclutamenti ordinarii la coscrizic,ne non può comprendere oltre la quinta classe, e nel caso in qualche distretto non bastino le prime cinque classi a fornire il contingente assegnato, larimanente quota viene ripartita su tutti gli altri distretti di reclutamento. In casi straurdinarii, si ricorre altresì alla sesta e settima classe. Usciti dalla seconda classe di età, si può pren, der m?glie, col permesso dell'autorità politica. . 4° E esente dal servizio militare il figlio unico di padre di 70 anni, o di età meno inoltrata se reso inabile per malattie, e quello di madre vedova; non che il nipote unico di avo di 70 anni o di ava vedova, morti che sieno i genitori di quello, ed il fratello unico di fratelli e sorelle del tutto orfani. 5° La statura voluta è di 60 pollici austriaci (I m, 58) per le prime due classi, e di 61 per le altre. 6° La durata del servizio è di 8 anni, compiuti i quali si passa nella riserva come per lo innanzi, dove si rimane altri due anni. , • Del surrogamento, mercè compenso in denaro , non è fatta parola in questa legge; per cui è da ritenersi, che rimanga in via economica stabilito sulle basi precedenti; cioè che ogni anno il governo fissa la somma da pagarsi a tale fine, e che nello scorso anno fu di quattro mila lire austriache. Per lo innanzi eràno soggetti alla leva soltanto i giovani dai 20 ai 25 anni compiuti, e le esenzioni estendevansi ai figli unici in genere, ai sostegni di famiglia, agli studenti matricolati in una università, ed a quelli ascritti in seminario e che avessero ricevuto gli ordini minori. Il contingente del· Lombardo-Veneto, per gli anni 1857 e 1858, fu di 15,339 uomini, cioè 8357 per la Lombardia e"13982 per il Veneto; e quello di tutto l'impero, di 103,115. Per l'anno 1859, secondo le comunicazioni ufficiose de'giomali aùstriaci, il contingentEi del Lombardo-Veneto dovea essere ridotto a 12,414, di cui 6844 per la Lombardia e 5570 per il Veneto, e quello di tutto l'impero ad 85,000 uomini; ma nuove disposizioni pare che abbiano, per quest'anno, fissato il contingente delle due provincie italiane a 20 mila uomini,
STATISTICA . ~ilLITARE
In un precedente numero abbiamo reso conto dell'A~n~ari~ Militare del nostro esercito per l'anno 1858, ma oltre 1 d1vers: particolari che abbiamo dato in detta pub?licazione, non Cì sembra: inutile il pubblicare le due seguenti tabelle ove sono riunite ciffre intéressanti per coloro che si occupano de!la proporzionalità dell'avanzamento _de_lle ,div~rse armi. La prima ta: bella indica il numero d'ufficiali d ogm arma, la seconda d~ lo stato comparativo dell'anzianità di grado nelle diverse armi.
N. 1. Tabella indicativa del numero degli Ufficiali d'ogni grado e d'ogni arma dell'Esercito Sardo.
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Jnfanteria
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10
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ANNO'CAZIONI
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Carabinieri Reali
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INDICAZIONE DEI CORPI
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37 32 207 108 1755 308 220 109 43
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(• ) Gli uffiiiali d i questo corpo sono com• p resi con que lli di fau teria.
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I
2810
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Tabella indicante lo stato comparativo dell'anzianità di ogni grado nelle diverse armi. GENERALI Tenenli
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Col oonelli
JNDJCAZIONE DEI CORPI d'armata
Sta lo•maggior• Genera.le • . • Corpo dello st:\10 •maggiore •. St1110-maggiore delle Piane . .
Carabinieri Reali . .
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~no,. 1849
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4 giug. 1848 >8 dic. 184<1
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m arzo 1849 27 oltob.1850 23 dic. 1847 14ollob, 1848
9 aprile 18118
2. 1 UOY.
1848 4 feb. 1849 3o dic. 184• >O geo. 1845 n set. 1841
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28 oltob., 852 3 •• ,. 1854
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18 no,. 1848 8 aprile 1852 5 mag. 1849 •8 mag, 1852 15 ,nag. 1849 29 m ar. 1848
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• 5 nov. 1848 •o glug. 1$48 3 no•. 1348 17mar.181. ~
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19 sei. 1851. 7 uov. 181,8 >7 dic. 1847
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8 gi u g, 1855 17 giu g. 1848 10 feb. 1849
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..:1
INDICE DEL VOLUME II -
ANNO III.
RETTIFICAZIONE
Ottobre, Novembre e Dicembre t 858. La cifra esprimente la forza in cavalli delle frega le ad elice della marina Sarda, riporla la ncll'arlicolo sulle marine ila liane· puhlilicalo nel numero precedente di questa Rivista, vuol essere nella seguente maniera rellificalo: 400 cavalli 450 » 500 500
Fregala Carlo Alberto ... . Vittorio Emmanuele Duca di Genova Maria Adelaide ..
Era di già. stampalo l'articolo, allorchè la Direzione s'accorse dell'errore.
TAGLIANO GAETANO
Gerente.
Considerazioni sulla difesa delle coste (continuazione) . . Studi strategici sulla difesa ùclla Svizzera (continuazione) Nuovo proiettile incendiario llliscellanca . • Cronaca militare J3ibliografia . •
prt!f.
3
»
45
!llarina militare . . Fucile Prélat-Burnand Cartogrofia • . Jlliscellanca . . Cronaca militare Studi strategici sulla difesa della Svizzera (continuazione e fine) Carabina Enfield ed armi americane di precisione • . . . . . Notizie su di un nuovo razzo di guerra • . • . . . • . . Des effets dc la rotation dc la terre sur le mouvement des projcctilcs Miscellanea . . . Statistica militare . I~cllificazion e . .
" 67 )) 77 ,.
81 85
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89
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