STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO
STORICO
TANCREDI SALETTA A MASSAUA ( MEMORIA, RELAZIONE, DOCUMENTI)
ROMA
1987
PRORRIETA' LETIERARIA
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche psm,.lc senza
© Ufficio
autorizuzione
Storico SME - Roma 1987
T ipografia Regionale - Roma 1987
Il volume è stato curato dal Tenente Colonnello Alessandro Bianchini ad eccezione ddl' «Elenco dei provvedimenti di legge e delle disposizioni ministeriali in materia coloniale », che è opera del Colonnello Rodolfo Puletti.
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INDICE SOMMARIO
Presentazione
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Nota grafica
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Tancredi Saletta - Cenni biografici .
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II
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Dagli inizi militari a Colonnello Da Comandante in Africa (1885) a Capo di SME (1896) Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (1896 - 1908) Conclusione Documenti
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Memoria » e « Rdazume » redatte da T . Saletta
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Premessa
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Memorie sulla prima spedizi011e d'Africa ( 1885)
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I preparativi . Sbarco a Massaua Primo stabilimento Il Tenente Colonnello Putti Le popolazioni limitrofe L'arrivo dei rinforzi e delle disposizioni L'ispezione del Generale Ricci . Eventuale occupazione d 'Arkiko L'occupazione di Aratali Una ricognizione versoTinterno . Occupazione di Arkiko e di Saati La visita ad Assab, i rapporti col Comandante le forze navali L'inizio della stagione estiva Luglio - agosto : il caldo, la stampa, Marcopoli bcy, le alture di Saati L'arrivo del Contrammiraglio Noce; le difficili relazioni coi capi locali Consegna del Comando al Geo. Genè. Altre missioni prima di partire per l'India
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Allegati Carte e fot~grafie .
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6 Relazionr sulla Colonia italiana di Massaua (1887) Missione avuta
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Parte prima - Situazione generale a fine aprile 1887 Parte seconda - Criteri dìreuivi per l'esecuzione della missione avuta Primo periodo (24 aprile · fine d i giugno) . Secondo periodo (luglio, agosto e parte di settembre) Terzo periodo (settembre, ottobre, fino al 9 novembre) Parte terza - Studi di preparazione ad una azione offensiva m Abissinia eseguiti presso il Comando Superiore Parte quarta - Affari coloniali : rapporto riassuntivo .
Dogana Posta Tribunale civile Lavori pubblici Sicurezza pubblica Capitaneria di porto Servizio sanitario civile . Telegrafo Servizio di contabilità Servizi diversi Disposizioni per la contabilità
Allegati N.
N. N. N. N. N. N. N. N. N. N. N.
1 : Promemoria sui provvedimenti che il sottoscritto crede necessario siano presi 2 : Situazione politica in Massaua al 23 aprile 1887 . 3: Occupazione e sgombero di Ua - a, Sahati ed Arafali . 4: Armamento dei forti al 22 aprile 1887 5: Specchio dei lavori dipendenti dall'Amministrazione della guerra 6: Manifesto 7: Riorganizzazione degli irregolari 8: Servizio di artiglieria, specchio dei lavori 9: Direzione dei servizi sanitari 10: Tribunale Milita re. Prospetto dei processi definiti e degli ind ividui giudicati I l : Bando militare 1 2 : Armamento dei forti al principio di novembre
Appendice: Elenco cronologico dei provvedimenti di legge e · delle dirpt>rizioni ministeriali in materia coloniale .
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PRESENTAZIONE
Le
concezioni politiche e le imprtse col<>niali cost1tu1scono materia di indagine stòrica che recentemente è stata - e tuttora è - oggetto di rinnovato interesse ( e talvolta, occorre dirlo, di non sempre serena valutazione) .per un numero sempre crescente di studiosi e ricercatori, _soprattutto. del mondo accademico. In tale con!esto l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Ese,:cito ha avvertito la necessità di non· essere soltanto spettatore, ma attivo partecipe del campo d'esame storiografico sul « colonialismo italiano » dando il proprio contributo ad una analisi più distaccata t più c()nsona ai tempi attuali, sia pure in una prospettiva che n<>n può comunque distorcere quello che era l'atteggiamento che possiamo con buona approssimazione definire comune a tutte le grandi potenze del tempo, di fronte al problema dell'espansione coloniale. Ed in tale prospettiva l'Italia - lo si· può senza tema affermare - non fu certo brutale S'fruttatrice né . di popoli, né delle risorse dei territori col()'fliali. Fra ili scritti che l'Ufficio Storico ha recentemente edito sul colonialismo citerò il volume « L'impresa di Massaua cento anni dopo », pubblicato nel 1985 e scritto dal Generale Lutii Tuccari. Rico"endo quest'anno il centenario del secondo « peri-odo Saletta » a Massaua - direttamente collegato all'invio in Africa di un grosso Corpo di Spedizione che, agli ordini del Generale Alessandro Asinari di San Marzano, avrebbe dovuto risollevare il prestigio dell'Italia dopo il tristemente noto eccidio di Dogali _. è sembrato opportuno cogliere l'occasione per pubblicare le due relazi()ni inedite del Generale Tancredi Saletta relative ai periodi che egli trascorse a Massaua quale Comandante Superiore. Si tratta, in particolare: della « Memoria sulla prima spedizione d'Africa - 1885 » nella quale l'autore - « fiondato » senza esperienze in quel difficile ambiente - rappresenta i _grossi problemi- e le estreme difficoltà dell'impresa; della « Relazione sulla colonia italiana di Massaua - 1887 » in cui il Saletta - maturata una più vasta conoscenza degli ambienti e delle organizzazioni coloniali, anche con una missione presso l'Esercito anglo- indiano - rit•ela
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una visione più ampia e più sicura dei problemi connessi con la nostra affermazione nella regione. Di quegli storici eventi - che l'Ufficiale visse intensamente e con grande senso di professionalità, come si può desumere dalle sue analisi e soprattutto dalle sue valutazioni, il Saletta ci ha lasciato queste due im portanti e chi.are testimonianze redatte in stile sobrio - come propriamente s'addice al militare - e corredate da una ricca documentazione. Esse rappresentano il punto di partenza per chiunque tioglia iniziare una disamina approfondita dei primi ath della nostra occupazione coloniale in Eritrea. Con la pubblicazione di questi documenti non si intende solo offrire agli studiosi uno strumento di lavoro o dimostrare la preparazione politico militare del tenace Saletta - che sarà poi chiamato a reggere per lunghi anni e con determinante efficacia la carica di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - ma anche riproporre un argomento che forse per un ipercritico senso di colpa, è stato ricordato poco e mai sufficientemente approfondito ed obbiettivamente valutato. Il volume, nel suo duplice intento ( commemorativo e divulgativo ), si presenta corredato di un profilo biografico del Saletta e di una opportuna premessa ai documenti pubblicati. Esso è, inoltre, vivacizzato da una serie di fotozrafie e da alcune cartine d'epoca molto utili per una miiliore comprensione degli scritti. : A rricchisce il libro un elenco cronologico com pleto di leggi, decrett e disposizioni ministeriali in materia coloniale che offre allo studioso un ulteriore strumento di ricerca sul colonialismo italiano.
Ii CAPO
1
DF.1J.. UFFICIO STORICO
NOTA GRAFICA
I documenti riprodotti sono· copia sostanzialmente fedele degli originali (spesso manoscritti). I nomi sono stati trascritti nella lezione originale. Tale lezione può cambiare spesso da un documento all'altro e può, al limite, non essere conforme alla grafia ufficiale. A titolo di esempio, s1 riporta di seguito un elenco di nomi nelle diverse e più ricorrenti grafie : Asus; Axus; Acrur; Acrour; Akrur; Ain; Hain; Amfila; Amphila; Amba; Hamba; Barca; Barka; Bascibuzuc; Baschi Buzuc; baschi - buzuk; Cheren; Keren; Keheren; Dancali; Dankali; Daalac; Dahlak; Dervisci; Dervish; Derviche; Debeb; Debeub; Dobob; Elgaden; El - Gaden; Gumod; Gumhod; Kartum; Khartum; Khartoum; Ras Casar; Ras Kasar; Scioa; Shoa; Taclai; Taklai ; Taklay; Ua; Ua - a; Uaa; Waa; Vakiro; Wakiro. ·
ALESSANDRO BIANCHINI
TANCREDI SALETTA CENNI BIOGRAFICI
li generale T. Saletta Capo di SM dell'Esercito.
L DAGLI INIZI MILITARI A COLONNELLO (1856- 1885)
Il generale Saletta, conte Tancredi, Edoardo, Giovan Battista, figlio del cav. Luigi e di Pisango Francesca, nacque a Torino il 27 giugno 1840. Seguiti i regolari corsi di studio, il 20 ottobre 1856 entrò nella Regia Accademia Militare di Torino ove il 26 aprile 1859 conseguì brillantemente la nomina a sottotenente dell'Esercito. Il 30 giugno successivo, fu assegnato al Corpo Reale d'Artiglieria e, nella stessa Accademia, frequentò il previsto corso di applicazione al termine del quale, il 18 novembre 1859, fu trasferito al 1° Reggimento· Artiglieria da campagna 1 in Venaria Reale. Nell'agosto del 186o col grado di luogo - tenente partecipò alla campagna dell'Umbria e delle Marche nel Corpo di Spedizione comandato dal generale Manfredo Fanti. In tale circostanz:. ebbe modo di dimostrare le sue ottime qualità di giovane ufficiale meritando la prima Menzione Onorevole al Valor Militare 2 per essersi distinto nelle t'arie fa zioni della campagna ed assedio di Ancona 3 • Partecipò quindi alle successive operazioni che lo stesso Corpo di Spedizione, sotto la guida assunta dal Re Vittorio Emanuele II, condusse, dal novembre 1860 al febbraio 1861, nell'Italia Meridionale. Anche in questa seconda fase della campagna il giovane Saletta si mise in luce confermando le sue non comuni doti e nel corso dell'assedio di Gaeta meritò una seconda Menzione Onorevole al Valor Militare 4 • Conclusesi le operazioni nell'Italia Meridionale, egli rientrò a Venaria Reale dove il 17 marzo 1861 , dopo neanche due anni di servizio da subalterno, fu promosso capitano' e passato in forza al 4° Reggimento Artiglieria. Qui rimase per circa un anno essendo poi trasferito 6 all'B° Reggimento Artiglieria da campagna in N apoli.
1 li 1 ° Reggimento artiglieria da campagna, per effetto del R.D. 17 giugno 186o cambiò denominazione diventa ndo 51' Reggimento artiglieria da campagna. 2 R.D . 3 ottobre 186o. 3 Cfr. A. V IGEVANO, La campagna delle Marche e dell'Umbr,a. ' R.D. 1" giugno 1861. 5 R.D. J7 marzo 1861. ' Determinazione Min. 4 aprile 1862.
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Durante il lungo periodo di permanenza all'8° reggimento (circa dieci anni), partecipò alla guerra del 1~66 contro l'Austria 7• Promosso Maggiore 8, nel 1872 passò al 9° Reggimento Artiglieria in Pavia al quale fu effettivo fino al 1875 allorché venne assegnato 9 allo Stato Maggiore d'Artiglieria in cui prestò servizio fino al 22 maggio 1876, data sotto la quale fu trasferito all'Accademia militare con l'incarico di relatore e direttore delle istruzioni militari. Nel maggio del 1877 fu assegnato 10 al Corpo di Stato Maggiore e destinato al Comitato di Stato Maggiore Generale, ove rimase anche con la promozione a tenente colonnello, sanzionata con Regio Decreto del 15 luglio 1877. Svolse quindi le funzioni di Capo di Stato Maggiore della Divisione militare di Firenze II dal marzo al giugno 1879 e dal febbraio. al novembre dell'anno successivo 12 • Con determinazione ministeriale dell'8. novembre r88o fu promosso colonnello e gli venne affidato il comando del 17° Reggimento Fanteria in Verona che tenne fino al dicembre 1883 epoca in cui assunse la carica di Capo di Stato Maggiore 13 del X Corpo d'Armata. Trascorsi alcuni mesi fu inviato a Palermo quale Capo di Stato Mé ggiore 14 del neocostituito XII Corpo d'Armata.
7
Cfr. E. ScALA, La guerra del 1866 cd altri scritti, SME - Ufficio Storico, Regionale, Roma, 1981. ' R.D. 12 luglio 1872. ' Determinazione Min. 6 maggio 1875. 11 R.D. 31 maggio 1877. 11 Determinazione Min. 17 marzo 1879. 11 Determinazione Min. 2 febbraio 188o. 11 R.D. 6 dicembre 1883. 16 R.D. 29 giugno 1884.
Il.
DA COMANDANTE DEL PRIMO CORPO DI SPEDIZIONE ITALIANO.IN AFRICA ( 1885) A CAPO DI SM DELL'ESERCITO ( 1896)
Mentre si trovava a Palermo, il 7 gennaio 1885 - con telegramma del Ministro della Guerra - fu designato quale Comandante della 1 .. Spedizione militare italiana nel Mar Rosso 15 allo scopo di : - dare forza e prestigio alle autorità italiane residenti ad Assab; - assumere informazioni sul luogo dell'eccidio 16 e calcolare possibilità, utilità ed entità di una spedizione nell'interno, per vendicare la morte dei nostri connazionali; - fornire una o due compagnie di presidio a Beilul, se la Marina ne fa richiesta. Ricevuti gli ordini e le direttive, peraltro assai generici (c'era infatti ben poco di preciso; sembra che persino la stessa località di sbarco fosse ancora da definire con esattezza), il colonnello Saletta raggiunse Napoli, ove già si stava riunendo in tutta fretta il Corpo di Spedizione che da quel porto, il giorno 17 gennaio, salpò alla volta dell'Africa sul piroscafo « Gottardo » scortato dalla corazzata « Principe Amedeo». La partenza fu salutata dall'entusiasmo popolare e molti la paragonarono ad una nuova impresa dei mille. In realtà il contingente non raggiungeva neanche le mille unità (era composto da un battaglione di bersaglieri, da una compagnia di artiglieria da fortezza, da una sezione genio, da un drappello carabinieri e da un nucleo servizi) e partiva con un programma generico e suscettibile di varianti. Giunto a Porto Sa.id, il convoglio subì il primo arresto in quanto la corazzata di scorta, rimasta incagliata nei bassi fondali, dovette essere sostituita dall' « Amerigo Vespucci ». A Suakin era prevista una sosta per un primo diretto contatto con le auto.'ità inglesi é fu qui che giunse l'ordine ufficiale che prevedeva Massaua come località di sbarco.
R.D. 1° aprile 1886. I fatti sono descritti nella «Memoria » (vds. pp. 53 - 240). Si tratta dell'eccidio della Spedizione Bianchi avvenuto nel 1884 ad opera di tribù indigene Danakil (N.d.A.). 15
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Dopo più di due settim ane di navigazione infine, il giorno 5 febbraio alle ore 13.00 il colonnello Saletta ed il contrammiraglio Pietro Caimi - comandante dell' « Amerigo Vespucci» - prendevano così terra a Massaua 17 • Qui li attendevano difficoltà d'ogni genere (d'ordine politico e militare) che dovettero essere affrontate con mezzi sostanzialmente inadeguati. Era mancata infatti, come già si è detto, una razionale organizzazione del- / l'impresa. li Governo, preso dalle molteplici e contrastanti esigenze parlamentari, non aveva esso stesso un concreto e chiaro programma per un futuro sviluppo coloniale. Il Saletta, in defini tiva, dovette da solo destreggiarsi fra: i rappresentanti del Governo egiziano, che conservava ancora la sovranità sul territorio occupato; quelli del Governo abissino, il quale - forte del trattato di Herwett stipulato con l'Inghilterra - tendeva a Massaua per avere uno sbocco sul mare; i numerosi capi tribù ,indigeni, che cercavano di trarre immediato profitto dalle tensioni e dai dissidi in atto ai fini di un loro diretto tornaconto. Non minori difficoltà il co!onnello Saletta incontrò per rendere, con gli scarsi mezzi a disposizione, quella terra più ospitale e per conferire consistenza al nostro insediamento. Purtuttavia, lavoratore tenace, instancabile e versatile, egli riuscì in breve tempo, non solo a prendere wssesso dei vecchi forti egiziani dislocati nei dintorni di Massaua (Moncullo, Archico, Otumlo, ecc.), ma anche a migliorare la loro efficienza e infine a costruirne di nuovi ; fece erigere baracche, magazzini, depositi, infermerie; migliorò i collegamenti con linee telegrafiche ed apparecc.hiature ottiche; aumentò l'efficienza dei pozzi, delle relative condutture e dei depositi di acqua potabile; organizzò, quanto meglio era possibile, i vari servizi: dal commissariato alla sanità, dalla polizia alla posta militare. La sua opera politica, equilibrata ed avveduta, svolta in condizioni oltremodo difficili, fu riconosciuta ed apprezzata dal Ministero della Guerra, da quello degli Esteri e dallo stesso Presidente del Consiglio. Per merito suo e del Corpo di Spedizione, il prestigio dell'Italia nel Mar Rosso e tra le popolazioni costiere crebbe sensibilmente. Due erano allora le massime autorità militari italiane nel Mar Rosso: il Comandante Superiore delle truppe (colonnello Saletta) ed il Comandante delle Forze Navali (contrammiraglio Caimi), ma, poiché quest'ultimo era il più elevato in grado, a lui competeva il diritto di intervenire in caso di
17 Là
Spedizione militare nel Mar Rosso del 188s è stata recentemente ricsamina.ta dall'Ufficio Storico dell'Esercito con il volume, L'impresa di Massaua cento anni dopo, curato da L. TucCAJlI. L'argomento è altresl ampiamente trattato in un ancor più recente volume dell'Ufficio Storico, Il generale Cesare Ricotti e la politica militare italiana dal 1884 al 1887, Roma, 19136, curato da N. UBANCA.
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fatti importanti che dovessero impegnare la sicurezza e l'indipendenza politico - militare della nostra azione nel Mar Rosso 18 • Tutto andò assai bene e la collaborazione filò in armonia d 'intenti finché il Caimi non fu sostituito dall'ammiraglio Raffaele Noce. Quest'ultimo pretese invece di fare del Saletta un suo stretto e diretto dipendente che, in quanto tale, dovesse rendergli conto di ogni operazione. Il dissidio fu inevitabile e ben presto divenne insanabile al punto che il Saletta chiese di essere sostituito nell'incarico, cosa che non gli fu peraltro subito accordata. Perdurando i motivi del contrasto 19 e nella ulteriore constatazione che, in termini sempre più :urgenti, s'imPoneva la necessità di nominare un solo Comandante delle forze di terra e di mare, il Ministro della Guerra, di intesa con quello degli Esteri, decise alfine di richiamare il Saletta (Determinazione Ministeriale del 13 novembre 1885). Al suo posto fu insediato il generale Carlo Genè il quale, come più elevato in grado, p0té esercitare a pieno titolo le funzioni di Comandante unico di tutte le forze di terra e di mare. Quello del colonnello Saletta non deve tuttavia essere inteso come un siluramento poiché il Ministero della Guerra lo difese costantemente apprezzandone sempre e pubblicamente l'operato. A conferma di questo atteggiamento del Ministro nei suoi confronti il colonnellq Saletta, benché ancora non promosso, fu infatti nominato Comandante della Brigata Basilicata 20 e come tale, prima ancora di far rientro in Italia, fu comandato ad assistere in India alle grandi manovre del1'Esercito anglo- indiano. Ritornato in Patria, dopo essere stato nel frattempo promosso generale 21 , egli assunse quindi l'effettivo comando della grande unità il 28 marzo 1886. Il suo periodo alla testa della « Basilicata » era comunque destinato ad essere presto interrotto. La situazione a Massaua, sotto la gestione Genè, era intanto sensibilmente peggiorata e, dopo l'eccidio di Dogali. era divenuta estremamente delicata. Fu giudicato, a ragione, che ci volesse subito un comandante esperto. capace e di polso ben- fermo. Quel Comandante fu ancora lui: Tancredi Saletta. Così, in virtù del Regio Decreto del 17 marzo 1887, egli dovette nuovamente recarsi a Massaua, ma con un compito questa volta ben preciso: prendere alla mano saldamente la situazione sventando il pericolo di probabili aggressioni e creare, nel contempo, le premesse per l'int1io di un forte
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AUSSME, rep. L7 CE, busta 9/ r. Il contrasto si acuì allorché l'Ammiraglio fece infliggere al Colonnello un rimprovero (a tale riguardo vds. documenti originali riprodotti alle pagine 40, 41 e 42). 20 R.D. 3 dicembre 1885. 21 R.D. 13 marzo 1886. 19
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contingente che, con energica ed appropriata azione, consolidasse il possesso della Colonia e rintuzzasse le velleità offensive degli Abissini. Il secondo periodo di permanenza a Massaua del neo maggior generale Saletta, quale Comandante Supremo, va dal 23 aprile al 9 novembre 1877. Quanto egli fece per ottemperare agli ordini del Governo italiano è dettagliatamente descritto nella sua inedita Relazione sulla Colonia italiana di Massaua f.. ·l che viene oggi pubblicata dall'Ufficio Storico dell'Esercito. Al suo arrivo il nuovo Comandante, secondo le istruzioni ricevute, proclamò il blocco delle coste, allo scopo di impedire il transito delle armi e dei rifornimenti verso l'Etiopia e dichiarò, a partire dal 2 maggio, in stato di guerra la base di Massaua ed il dipendente territorio. Ogni sua attività ed ogni sua iniziativa furono subito essenzialmente rivolte a riorganizzare le truppe (metropolitane ed indigene), a costituire un Corpo Speciale d'Africa, a redigere uno studio completo per eventuali future operazioni contro l'esercito abissino ed, infine, a preparare quanto occorreva per lo sbarco e la sistemazione di quel grosso contingente (circa ventimila uomini con i mezzi e i materiali relativi) che si stava approntando in Italia. Tra l'altro: vennero in particolare migliorate le opere di fortificazione; le infrastrutture del porto furono potenziate; furono estese e perfezionate le comunicazioni ed ebbero infine inizio i lavori per la ferrovia che da Massaua (per Oturnlo e Moncullo) doveva condurre fino a Saati. Tutto questo ed altri provvedimenti ancora, resero Massaua ed il suo circondario idonei ad accogliere il Corpo di Spedizione che , agli ordini del tenente generale Alessandro Asinari di San Marzano, partì dall'Italia ai primi di novembre e giunse a Massaua entro il giorno 10 dello stesso mese. Il generale Saletta, pur non avendo accettato di restare in Eritrea con l'incarico di Capo di Stato Maggiore del nuovo Comandante in cape, rimase ugualmente a disposizione e si rese utile dando un valido contributo al! ' azione del1 'Asinari. ' Rientrò infatti in Italia soltanto il 4 maggio 1888 e riassunse di nuovo il Comando della Brigata Basilicata. Nel 1891 ,- lasciata la Brigata, fu nominato comandante della Scuola di Applicazione di artiglieria e genio 22 in Torino. Promosso Tenente Generale 23 , resse ancora il comando dell'Istituto fino al marzo del 1894. Con Regio Decreto dell'8 marzo 1894 fu poi destinato al Comando della Divisione militare di Firenze ·ed il 1" ottobre dello stesso anno, inviato a comandare la Divisione militare di Genova 24 dove rimase fino al 13 gen-
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R.D. 29 marzo 1891. R.D. r r dicembre 1892. R.D. 5 settembre 1894.
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naio dell'anno successivo allorché venne trasferito a Roma per assumere l'incarico di Comandante in 2 del Corpo di Stato Maggiore. Come tale fu nominato anche membro della Commissione per l'esame delle proposte di ricompense al Valor Militare 25 • Dimessosi il generale Domenico Primerano dalla carica di Capo di Stato Maggiore, dopo circa cinque mesi di interinato il generale Saletta, il I ottobre 1896, assunse la carica di Capa di Stato Maggiore dell'Esercito 26, venendo quindi subito dopa, il 29 ottobre 1896, esonerato da quella di membro della Commissione per l'esame delle propaste di ricompensa al Valor Militare. 4
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25 21
Determinazione Min. 23 gennaio 1895. R.D. 16 settembre 18~.
111.
CAPO DI .STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO (1896- 1908) 27
La sconfitta di Adua (189<>) aveva determinat.o, in Parlamento e nel Paese, clamore e comprensibile allarmismo di fronte ad un evento che si poteva considerare uri grave, anche se non irreparabile, insuccesso militare. Prima conseguenza fu la caduta del Ministero Crispi; e subito dopo, secondo il buon costume italico, si incominciarono a promuovere le ricerche delle responsabilità e - manco a dirlo - i militari entrarono immediatamente nel mirino di molti. Il nuovo Governo, presieduto dal di Rudinì, insediò al Ministero della Guerra un vecchio sostenitore dell'anticolonialismo: il generale Cesare Ricotti il quale, fra le altre cose, mise subito in chiaro che con 225 milioni di bilancio non si potevano tenere in vita, a pieni organici, 12 Corpi d'Armata. Nell'impossibilità di ridurli 28 a 10, egli non trovò soluzione migliore che quella di proporre, dopo alcuni sondaggi inconclusivi, il semplice scioglimento di circa 400 tra compagnie e squadroni 29• Tale soluzione provocò la decisa oppos1z10ne dell'allora Capo di Stato Maggiore dell'Esercito generale Domenico Primerano il quale, piuttosto che accettare tale provvedimento, preferì rassegnare le dimissioni. La cosa, tutto sommato, fece piacere al Ricotti che, avendo in animo di riportare le attribuzioni del Capo di Stato Maggiore ad una mera funzione di organo tecnico e consultivo a disposizione del Ministro , mal vedeva a ricoprire tale carica un generale anziano, di grado elevato e magari molto influente. Non deve quindi meravigliare che, stanti i requisiti che possedeva e le eccellenti qualità di ufficiale intelligente, tenace, laborioso e competente, il 16 settembre 1896 fosse chiama:to a ricoprire la carica proprio il giovane generale Saletta. Con questa mossa il Ricotti raggiungeva uno dei due obiettivi ai quali
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Cfr. M. GRANDI, Il ruolo e l'<>pera del Capo di S.M. dell'Esercito ( 1894 - 1907 ) , Editrice Ipotesi, Salerno, 1~3. • C'era. infatti da tener conto anche ddle clausole militari della Triplice Alleanza. 29 C.0MANDO DEL CoRPO DI SM DELL'ESERCITO, l Capi di SM dell'Esercito: Domenico Primerano, Regionale, Roma, 1935.
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si è accennato. Il secondo - cioè la riduzione del numero dei reparti - urtò contro la decisa opposizione del Sovrano. Al Ministro della Guerra, che riteneva quel provvedimento essenziale, non restò che rassegnare le dimissioni. Il Dicastero della Guerra passò allora al generale Luigi Pelloux, il quale si era sempre dimostrato ostile alle riduzioni organiche proposte dal suo predecessore. Perdurando però le ristrettezze di bilancio (nonostante il nuovo ministro fosse riuscito, per altro, ad ottenere una piccola assegnazione straordinaria) si rese necessario adottare il provvedimento che prevedeva la riduzione della forza bHanciata. Questo significava, in pratica, contrarre il numero dei militari di leva effettivi ai reparti; ma volendo troppo insistere su . questa strada, si giunse in breve al punto che le minori unità poterono, a stento, soddisfare i servizi essenziali. Non c'è qui bisogno di dimostrare i dannosi effetti che da ciò dovevano derivare all'addestramento, all'efficienza operativa e al morale stesso dei quadri e della truppa. Quanto detto può, già da solo, dare un'idea della deprecabile situazione in cui si venne a trovare il generale Saletta quando assunse il nuovo importante incarico e quanto dovesse essere per lui poco agevole provvedere alla necessaria riorganizzazione dell'Esercito ed alla urgente preparazione del Paese alla guerra. Ma tanti altri gravi problemi rendevano ancor più difficile il suo compito; tra questi basti ricordare il diffuso antimilitarismo esistente nel Paese e l'insoddisfazione che serpeggiava sempre più in mezzo agli ufficiali, specie tra i gradi più bassi. Non solo, ma il Capo di Stato Maggiore non fu certamente aiutato, nell'adempimento delle sue gravose e delicate funzioni, dalla riduzione drastica delle competenze, riduzione che era stata accettata, ed anzi approvata, dal nuovo ministro. La situazione era dunque tale da non lasciar intravedere al neo Capo di Stato Maggiore che due alternktive : rassegnare subito le dimissioni dalla carica o lavorare indefessamente in attesa di tempi migliori, preparando studi e progetti, salvando quanto si poteva salvare, non lasciando !fuggire nessuna occasione per migliorare l'efficienza dell'Esercito ed aumentarne il prestigio 30 • Ma egli non era uomo da aver timore delle difficoltà. Scelse quindi senz'altro la strada più difficile e poté così rendere, con la sua opera in un momento tanto critico, un prezioso servigio allo Stato e all'Esercito. Com'era suo costume, si mise subito alacremente al lavoro con quella cocciuta determinazione che lo contraddistingueva, affrontando - uno per uno - tutti i problemi <:: ricercando per ciascuno tutte le possibili soluzioni. Fu definito lavoratore accanito, estremamente rigido con se stesso e con gli altri 31 • In realtà non risparmiò fatiche e sacrifici a nessuno. E se questo gli valse la fama di duro, gli consentì però di prendere saldamente in pugno 30 C.0MAND0 DEL C.0R.PO 01
SM DELL'Esuc1To, Saletta, Regionale, Roma, 1935, pp. 12 - 13. 31 Ibidem, p. 20.
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Capi di SM del/'Eurcito: Tancredi
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la situazione ed in' breve tempo di dominarla come forse, in quel momento, pochissimi altri sarebbero riusciti a fare. Per meglio delineare l'opera del generale Saletta torna utile, a questo punto, tracciare un quadro, sia pure molto sommario, della politica militare italiana in ambito nazionale ed internazionale. Nel 1882 l'Italia aveva sottoscritto un patto di alleanza (la Triplice), a scopo difensivo, con la Germania e con l'Austria. La Triplice, nelle intenzioni di chi la sottoscrisse, si proponeva di assicurare l'integrità territoriale dell'Italia e, garantendo un lungo periodo di pace in Europa, doveva stimolare lo sviluppo economico del Paese perché questo potesse degnamente figur are nel consesso delle grandi potenze. In realtà lo sviluppo economico ci fu e non è qui il è aso di analizzare se fu, o meno, merito dell'alleanza; quello che giova invece ricordare è che, per accelerare tale sviluppo, si pensò di ridurre anche le spese militari 32 • La riduzione del bilancio portò, come era inevitabile, a quel drastico af>bassamento dei livelli di forza delle unità cui si è accennato. Questo fatto, insieme al diminuito potere d'acquisto degli stipendi 33, ingenerò, tra l'altro, un grave stato di malessere nei quadri ufficiali, specialmente ai livelli più bassi. Tale situazione provocò addirittura la nascita di un vero e proprio movimento di protesta : Il Modernismo Militare 34 , che creò non pochi problemi alle autorità. Da notare, per inciso, che il prestigio degli ufficiali, che era stato sempre elevato; e la popolarità che essi avevano a così· duro prezzo conquistato durante le battaglie risorgimentali, erano ormai quasi del tutto scomparsi. Le cause di ciò risalivano sostanzialmente a due amare sconfitte: la prima a Custoza, nel 1866, e la seconda ad Adua, nel 1896. Vi avevano però contribuito, in maniera nient'affatto insignificante, anche gli interventi, alle volte duri, che i militari erano stati chiamati a compiere a tutela dell'ordine pubblico: basti ricordare la lotta al brigantaggio, gli interventi nel 1894, a fianco delle forze di polizia, in azioni di ordine pubblico e quelli analoghi 35 del 1898 per sedare i moti di
n Cfr. L. DE RosA, Inciden za delle spese militari sullo sviluppo economico italiano, in : L'Esercito italiano dall'Unità al/4 Grande Guerra, SME - Ufficio Storico, Roma, 19'3<>, pp. 467 - 51:2. 11 Cfr. A. BIANCHINI, Le retribuzioni degli ufficiali dell'Esercito in un ,recolo di noria, in: Memorie Storiche Militari 1980, SME - Ufficio Storico, Roma, 1981, pp.
391 - 396. " Cfr. D . DE NAPOu, li caso Ranzi e il Modernismo Militare, in: L'Esercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra ( 1861 - 1918 ), SME - Ufficio Storico, Roma, 19'3<>, pp. 219 - 244· 15 Cfr. P. V ALEAA, La sanguinosa settimana del maggio 1898, Libreria Moderna, Genova, I':PJ; N . CourANNI, 1./ltalia nel 1898, Socict.à Editrice Lombarda, Milano, 1898; G. ROCHAT e G. M.uso1tB1o, Breve storia dell'Esercito italiano (1861 - 1943) , Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 1978, pp. 138 • 141.
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Milano. E non furono sufficienti a riequilibrare la bilancia, i numerosi interventi effettuati a favore delle popolazioni colpite da gravi calamità 36 • Sul piano interno, di fronte ad una situazione -tanto precaria, la prima cosa che il Saletta cercò di realizzare fu quella di ridare credibilità all'Esercito, anche se ciò appariva un'impresa ardua che sarebbe costata molti sacrifici, oltretutto con il pericolo di ottenere pochi o nessun risultato. Egli, comunque, aggiornò e perfezionò i piani e la dottrina; dette impulso, per quanto era possibile, ad ogni tipo di addestramento militare cercando di sopperire con la buona volontà e con lo spirito di sacrificio alle più macroscopiche carenze. Sul piano esterno, quale sostenitore convinto della Triplice, cercò con ogni mezzo di trarre da quell'alleanza tutti i vantaggi possibili, sforzandosi sempre di dimostrare agli alleati ~ specialmente alla Germania - non solo la sua personale buona fede (il che non gli fu difficile), ma anche quella dell'Italia, la qual cosa, quanto meno in determinate circostanze e di fronte ad atteggiamenti talora dubbi, fu spesso arduo provare. Non sembra a questo punto fuori luogo esaminare i più importanti problemi che il generale Saletta dovette affrontare nella complessa partita politico - militare e diplomatica che le principali potenze europee stavano giocando negli anni a cavallo del. XX secolo.
NEI CONFRONTI DELLA GERMANIA
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•
Potenza militare di grande rilievo, la Germania faceva parte della Triplice e l'Italia sarebbe dovuta intervenire al suo fianco nel caso di una guerra contro la Francia. A questo proposito è opportuno ricordare che nel 1888 erano stati stipulati alcuni accordi militari segreti in virtù dei quali l'Italia, al l'evenienza, era impegnata ad inviare un'Armata in Germania per conc_o rrere a quella che avrebbe dovuto essere l'offensiva principale e risolutiva: invadere il Belgio e colpire con decisione la Repubblica Francese da quella parte, annientandone la potenza m ilitare. Il nostro Paese aveva sottoscritto tale accordo che era stato, anzi, proprio da noi voluto e sollecitato per tutta una serie di motivazioni. Non era infatti possibile attaccare a fondo dalla frontiera nord - occidentale italiana: il terreno ed il solido sistema difensivo francese ne erano altrettanti fattori dissuasivi. Non si poteva d'altronde pensare di colpire l'avversario dal mare stante la 94 Cfr. STATO M AGGIORE DELL'EsERCITO - UFFICIO ( 1861 - 1975) , Stilgrafìca, Roma, 1<yJ7, pp. no - 194. 37
SToRJcÒ,
L'Esercito per Il Paese
Per un più approfondito esame delle relazioni politico - militari con la Germania L'Esercito italiano nella triplice alleanza, E ,S. L , Napoli, 1974, pp.
vds, M. M AZZETTI ,
173 - 222,
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superiorità della sua flotta. Infine, partecipare all'offensiva contro la Francia appariva al momento di vitale importanza. Fu così che da Roma si lanciò l'idea, per altro condivisa dagli alleati, di trasferire almeno un'armata (la terza) sul Reno affinché questa prendesse parte alla grande offensiva al fine di trarre dalla probabile vittoria militare i maggiori vantaggi sul piano politico. I rapporti che il Capo di Stato Maggiore italiano ebbe con quello tedesco (il feldmaresciallo A'.lfred von Schlieffen) furono sostanzialmente buoni e cordiali anche se non mancarono momenti di crisi, dovuti peraltro più a banali motivi di incomprensione che a oggettivi fattori di tensione. Saletta era infatti un assertore della Triplice, credeva sinceramente nell'alleanza con la Germania e si dette sempre un gran daffare per fugare le ombre e le incomprensioni che avevano spesso turbato i buoni rapporti ita!o- tedeschi. Studiò minuziosamente, ampliò, perfezionò e, quando necessario, modificò i f iani di radunata, di trasporto e di impiego della J°' Armata, sottoponendoli all'attenzione dell'alleato germanico, che sempre li apprezzò sotto il profilo strettamente militare, mentre, col passare degli anni, a Berlino cominciarono invece a sorgere seri dubbi sulla volontà politica e sulla conseguente possibilità, da parte del nostro Paese, di inviare una intera Armata a combattere in terra straniera. Il generale Saletta fu tuttavia sempre molto amareggiato dalla diffidenza tedesca nei confronti dell'Italia e si adoperò con ogni mezzo per· fugarla, dedicandosi con costante impegno a continui perfezionamenti dei piani di cooperazione militare, con particolare riguardo all'ipotesi che prevedeva la violazione della neutralità elvetica imposta dall'esigenza strategica di attraversamento di quel territorio per portare le unità italiane sul Reno a fianco di quelle tedesche (2• ipotesi) 38• Vi è inoltre da sottolineare che le relazioni italo - tedesche erano spesso turbate da equivoci diplomatici dovuti alla non sempre buonafede di taluni informatori ufficiali germanici (addetto militare, ambasciatore, ecc.), benché esistessero talvolta - occorre riconoscerlo - delle obiettive situazioni che potevano loro ingenerare qualche perplessità sulla nostr~ disponibilità, se non addirittura sulle nostre reali intenzioni. Era comunque un dato di fatto che buona parte dell'opinione pubblica fosse contraria ad una guerra di aggressione a fianco della Germania. Non si poteva neppure negare che le relazioni italo - francesi fossero andate migliorando col passare degli anni : scambi di visite, intese ed accordi politico - diplomati.ci sulle rispettive sfere di influenza in Africa settentrionale • La 2• ipotesi, che prevedeva il forzamento della Svizzera, era alternativa alla ,• ipotesi, che implicava invece il passaggio attraverso l'Austria, sempre, naturalmente, che anche quest'ultima partecipasse ad un conflitto contro la sola Francia ; cosa che appariva via, via più aleatoria.
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nel Mediterraneo. A ciò si aggiunga che lo stesso sovrano, Vittorio Emanuele III, sembrava non dimostrare spirito e propensioni francofobi. Questi fatti, assai ben reclamizzati dalla stampa francese, apparivano ai Tedeschi -come una minaccia sempre più grave alla solidità del1a Triplice. In realtà non era così e prova ne fu il fatto che l'alleanza resse ancora per tanti anni: in pratica fino all'imminenza della Grande Guerra. E' indubbio che duri colpi furono talvolta inferti all'alleanza, ma - a ben guardare ci si accorge che questi vennero da ben altra parte che non dall'Italia di Vittorio Emanuele III e di Tancredi Saletta, il· quale si adoperò sempre per superare le non poche difficoltà delle relazioni con lo Stato Maggiore Germanico. e
NEI RIGUARDI DELL' AUSTRIA - UNGHERIA
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•
Se i rapporti del generale Saletta con i vertici militari tedeschi non furono agevoli, ancor più complicati furono quelli con i corrispondenti austro - ungarici. L'Austria, a differenza della Germania, aveva in comune con l'Italia un lungo tratto di frontiera che non Potè:va certamente essere considerato definitivo, per motivi sia fisici sia etnici. A ciò si aggiunga il fatto - psicologicamente tutt'altro che trascurabile - che, storicamente, gli Austro- Ungarici erano stati, durante tutto il Risorgimento, i nostri tradizionali nemici e che il movimento irredentista non Poteva essere soffer cato o soppresso con la pura e semplice firma di un patto d'alleanza. La nostra « aUeata » che, a parole, non mancava occasione per dichiararsi sincera, nella realtà assunse spesso atteggiamenti tali da destare non pochi sospetti. Certamente il suo comportamento fu molto meno leale del nostro. Mentre infatti, doPo il 1882, l'Italia trascurò del tutto gli approntamenti militari alla frontiera nord - orientale, l'Austria, segretamente, fece tutto il contrario, dimostrando non solo di non credere nell'amicizia con Roma, ma di ricercare invece sempre le condizioni per poterci, al momento opportuno, aggredire con successo approfittando, tra l'altro, della nostra buona fede. Molti in Italia avvertivano tale pericolo e manifestavano i propri timori; molti altri , pur intuendola, non potevano manifestare la loro preoccupazione: Saletta fu, quasi sicuramente, uno di questi ultimi. Col passare degli anni - per di più - l'atteggiamento austriaco andò via via irrigidendosi sia verso l'Italia sia verso la Triplice. E così, al manifestarsi del progressivo raffreddamento di Vienna nei riguardi dell'alleanza e nei confronti nostri si dovette parallelamente assistere ad un crescente 19
Per un più approfondito esame delle relazioni politico - militari con l'Austria Ungheria: M. MAzzETTJ, L'Esercito italiano nella triplice alleanza, cit..
26 aumento delle predisposizioni militari (difensive ed offensive) che orma, non era più possibile ignorare 40• Il Saletta, convintosi del pericolo che l'Italia stava correndo alla frontiera nord - orientale, corse ai ripari rafforzando, per quanto possibile, il dispositivo difensivo e rispolverando ed aggiornando i vecchi piani di radunata Nord- Est e quelli operativi in caso di guerra con l'Austria- Ungheria. Chiese fondi per ammodernare e potenziare il vecchio sistema viario e fortificatorio, e questa volta il Governo non li lesinò. Si rese quindi possibile dare subito avvio a tutte quelle attività che ci dovevano consentire, in un certo numero di anni, di recuperare il tempo perduto. Al Capo di Stato Maggiore tedesco, il quale gli chiedeva il motivo ,di questo improvviso interesse per la frontiera con l'Austria, il Saletta rispose che non si poteva restare inermi di fronte ad un vicino armato fino ai denti. L'Austria- Ungheria, pur essendo nostra alleata, non aveva infatti mai cessato di considerare l'eventualità di una guerra contro l'Italia; quest'ultima invece, non avendo fatto altrettanto, soltanto ora cercava di correre frettolosamente ai ripari. Tutto questo, potendo indubbiamente sembrare un vero e proprio attentato alla Triplice, maturò sempre di più nella Germania la convinzione che a sostenere il peso di una guerra contro la Francia, alla quale probabilmente si sarebbe unita l'Inghilterra, sarebbe rimasta quasi sicuramente da sola. Il generale Saletta, a questo punto, ebbe quindi il suo bel daffare per mantenere in vita un'alleanza nella quale continuava a credere, anche perché non si intravedevano altre valide alternative. I rapporti, con l'Austria in particolare, si esasperarono poi maggiormente, divenendo ancora più difficili e tesi 41 , allorquando a Vienna fu nominato Capo di Stato Maggiore il generale Conrad.
NEI RIGUARDI DE.I.LA SVIZZERA 42 •
Anche questo Stato, benché neutrale per tradizione, dette non poche preoccupazioni al nostro Capo di Stato Maggiore e ciò per due ordini di
'° La situazione, che era andata via via peggiorando, subì un ulteriore deterioramento quando nel 1900 divenne Capo di Stato Maggiore dell'Esercito austro - ungarico il generale Franz Conrad von Hotzendorf, noto per le sue idee anti italiane. 1 ' Il generale Saletta organizzò verso l'Austria un efficiente servizio informazioni che tornerà molto utile non solo a lui, ma anche e soprattutto ai suoi successori . .i Per una più approfondita conoscenza dei problemi che il generale Saletta dc>vette affrontare in relazione alla vicina Repubblica Elvetica, cfr. A. Rov1cH1, Un secolo di relazioni tra Italia e Svizzera ( 1861. - 1961 ), SME - Ufficio Storico, Roma, rS)86, e A. Buc1N1, L'Italia e la neutralità svizzera durante la triplice alleanza, SME - Ufficio Storico (opera attualmente in corso di stampa).
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motivi, di carattere antitetico tra loro. Se da una parte, infatti, egli doveva guardare alla ·Svizzera come territorio da violare per il transito delle nostre truppe dirette in Germania in caso di guerra contro la Francia, dall'altra era invece doverosamente tenuto a non trascurare l'evenienza di un'azione offensiva francese contro di noi condotta attraverso la Svizzera, magari con il tacito consenso, se non con la partecipazioné attiva, di quest'ultima. Egli dovette perciò - in primo luogo - impegnarsi a fondo per impostare praticamente ex novo una pianificazione operativa tendente a forzare la neutralità elvetica nel caso si rendesse necessario attuare la già citata 2• ipotesi, diretta a portare la 3a Armata sul Reno. Ed a questo proposito, l'allora Capo di Stato Maggiore si trovò obiettivamente di fronte a pesanti responsabilità e difficoltà, sia perché i precedenti piani avevano carattere alquanto sommario e non erano da tempo stati aggiornati, sia in quanto le più recenti predisposizioni difensive elvetiche avrebbero imposto di spostare verso oriente le direttrici di movimento e di penetrazione. Il tutto fu realizzato con grande impegno e con quella serietà professionale che più volte abbiamo avuto modo di riconoscere nel Saletta, tanto più che egli riteneva questo il piano prioritario, visto che col maturare dei tempi - secondo il suo parere - diventavano sempre meno credibili le ·reali possibilità di attuazione per altri progetti offensivi italiani. In secondo luogo, questa volta sotto l'aspetto difensivo, il Saletta considerò subito, e giustamente, la frontiera italo - elvetica un settore non solo naturalmente debole del nostro sistema, ma anche assai delicato. La Svizzera, infatti, stava conducendo in quegli anni una politica estera che lasciava quanto meno dubitare della sua effettiva neutralità in caso di conflitto armato. Una forte corrente interna filo - francese avrebbe infatti potuto prendere agevolmente il sopravvento al verificarsi di una guerra dell'Italia contro la Francia, così come una seconda altrettanto forte corrente filo - austriaca sarebbe stata a sua volta in grado di imporsi nel caso invece di conflitto contro l'Austria. Il generale Saletta si dovette quindi affrettare a promuovere una serie di ricognizioni (mimetizzate sotto il nome di viaggi di istruzione) ed a preparare piani operativi dettagliati, rafforzando nel contempo il sistema difensivo preesi~tente (che ben scarso potere d'arresto possedeva) e cercando di avviare un progetto fortificatorio che potesse scoraggiare una aggressione da quella parte. Oltre a prendere tutte queste necessarie misure, il Saletta sentì l'esigenza di organizzare, anche in Svizzera, un buon servizio informazioni e, al riguardo, riuscì ad ottenere di inviare a Zurigo un addetto militare, provvedimento che gli sarà molto utile per conoscere tempestivamente gli umori, le tendenze e gli indirizzi in ordine alle predisposizioni militari elvetiche.
28 NEI OONFRONTJ DELLA FRANCIA
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•
Il generale Tancredi Saletta sempre considerò la Francia, nel suo insieme, la potenza nemica dell'Italia per eccellenza. E come tale, essa fu naturalmente al centro delle sue attenzioni. In un conflitto italo - francese egli riteneva, con ragione, che noi - da soli - avremmo avuto ben poche Possibilità di sferrare una offensiva capace di piegare il'Potenziale avversario. Dalla parte delle Alpi, il terreno e gli apprestamenti difensivi francesi erano infatti tali da non lasciar sperare, in alcun modo, in successi risolutivi; dalla parte del mare - stante la inferiorità della nostra flotta _, non si Poteva certo pensare ad azioni offensive 44• L'unica soluzione accettabile era quindi quella di assumere atteggiamento difensivo alla frontiera e sul mare - economizzandovi le forze - e di avviare le unità esuberanti in Germania per concorrere a quell'offensiva che, sola, Poteva piegare · il nemico, anche se ciò avrebbe Potuto provocare (e questo era per il Saletta il punto più delicato del problema) l'intervento inglese a fianco della Francia; il verificarsi di questo temuto evento Poteva infatti creare · una pericolosissima situazione di rischio per l'Italia, esposta com'era dal mare ai possibili attacchi congiunti delle due flotte più Potenti dell'epoca. Il comPortamento della Francia nei nostri confronti in quel periodo aveva assunto, per di più, sfumature tali da creare crescenti difficoltà e continui imbarazzi al CaPo di Stato Maggiore, specialmente nei riguardi del Potente alleato germanico. Sul piano diplomatico, infatti, le relazioni italo - francesi andarono, durante la gestione Saletta, costantemente migliorando. Scambi di visite, accordi più o meno segreti, o più o meno palesi, per una spartizione delle ·sfere di influenza nel Mediterraneo e nel Nord Africa; anche l'opinione pubblica italiana e lo stesso Sovrano percepivano un allentamento della tensione sul fronte francese mentre, per contro, come abbiamo già ricordato, si avvertiva sempre di più, nonostante l'alleanza, un rinnovato pericolo alla frontiera orientale. In conclusione il generale Saletta si trovò nella non invidiabile condizione di d_over lavorare e difendersi sui trecentosessanta gradi, con alle spalle un Potere politico che non lo aiutava certamente molto, né dal punto di vista finanziario 45 né da quello diplomatico.
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Per um più estesa trattazione dell'argomento cfr. M. MAzZETIJ, L'Escrcit<> ita-
lian<> nella triplice allean za, cit..
" Era per contro giocoforza ipotizzare attacchi nemici dal mare contro porti e città costiere, ivi compresa la stessa capitale; non solo, ma l'intero sistema di comunicazioni terrestri correnti lungo le fascie costiere sarebbe stato oggetto di sicura offesa da parte del nemico. 4$ Il bilancio del Ministero della Guerra era rimasto pressoché congelato, dal 18516 al 1903, intorno ai 245 milioni annui ; soltanto in seguito si portò dapprima a livello
29 SUL PIANO INTERNO.
Anche sul piano interno il generale Saletta ~ quale Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - non ebbe vita troppo tranquilla. E' stato già accennato a quanto egli dovette lottare per vedere riconosciuto un minimo di spazio alla sfera delle proprie attrib:uzioni; attribuzioni che erano state, proprio alla vigilia della sua nomina, ricondotte a livello di semplic~ organo tecnico e consultivo nelle mani del Mìnistro. A soli p~chi mesi dalla sua nomina egli inviò, in merito, una lettera, rimasta senza risposta, al generale Pelloux (Ministro della Guerra). Nel 18<)8 r itornò alla carica con il nuovo Ministro, generale di San Marzano, ottenendo lo stesso risultato negativo. Nel 1899, cambiato ancora il Ministro (generale Mirri), il pervicace ed irriducibile Saletta ripr0pose l'argomento 46• La persistenza nello scopo è un principio basilare per ogni buon militare ed egli, in queste occasioni, lo dimostrò fuor d'ogni dubbio; divenuto Ministro il generale Ponza di San Martino, ~ipropose infatti la questione per l'ennesima volta e, finalmente, riscosse il primo successo: con lettera R.P. n . 937 in data 4 agosto 1 900 il Ministro affidava al Capo di Stato Maggiore alcune competenze che fino ad allora erano state accentrate nelle mani dello stesso Ministro 47 • Questa iniziale breccia, aperta a fatica dopo tanti anni di duro e paziente lavoro, doveva essere il principio di una serie di successi ancora più cospicui, propiziati dallo stesso Sovrano - del quale si era conquistata la stima e la fiducia - anch'esso favorevole ad un aumento dell'entità e dell'imPortanza delle competenze del Capo di Stato Maggiore. L'obiettivo del Sovrano era, probabilmente, quello di avere alle dirette dipendenze un Capo di Stato Maggiore il quale, con ampia autonomia e maggior indipendenza dal Ministro, consentisse al Re di esercitare una più diretta influenza (non solo di nome, ma anche di fatto) sull'Esercito. Fare ciò attraverso il Ministro sarebbe stato sicuramente meno agevole; questi infatti era troppo legato alla politica, cambiava troppo spesso ed esponeva inoltre l'Esercito ai continui diretti contraccolpi di un'attività parlamentare frenetica e spesso contraddittoria. Saletta era l'uomo che piaceva al Re che fu fautore non solo di un ampliamento delle sue attribuzioni, ma pretese anche, in merito ai proble-
255 milioni per salire infine, negli ultimi due anni della gestione Saletta, a 300 milioni annui. A tal riguardo cfr. L. DE RosA, Incidenza delle spese militari sullo sviluppo economico italiano, cit., p. 508. 46 Cfr. M. G RANDI , 1l ruolo e l'opera del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ( 1894 - 1907) , Editrice Ipotesi, Salerno, 1983, p. XVII. ' 7 Cfr. M . MAZZETTI, L'Esercito nel periodo giolittiano ( 1900 - 1908) , dal volume: L'Esercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra, SME - Ufficio Storico, Roma, 1980,
p. 2 47·
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mi militari, che al Capo di Stato Maggiore fosse accordato il permesso di trattare direttamente con jl Sovrano. Superato il primo ostacolo, fu poi relativamente facile procedere sulla strada di una sempre maggiore libertà di movimento. Tutto ciò ebbe infine anche la necessaria sanzione giuridica. Il Regio Decreto n. 86 del 4 marzo 1900 fissò, infatti, le attribuzioni del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, dell'ufficiale in 2• del Corpo di Stato Maggiore dell'Esercito e dell'ufficiale generale addetto 48;' il successivo Regio Decreto .(pari oggetto) n. 77 del 5 marzo 19o8 perfezionò il precedente ed ampliò ulteriormente tali attribuzioni 49 • Sempre sul piano interno, egli si interessò di molti altri problemi in particolare nel settore della dottrina e degli ordinamenti 50 • Serve qui ricordare le Norme generali per l'impiego delle grandi unità in guerra. La nuova pubblicazione fu il perfezionamento· della vecchia, emanata ·a suo tempo dal generale ·Cosenz; essa, però, non si limitava più all'impiego delle tre Armi nel combattimento, ma abbracciava tutte le grandi unità pluriarma 51 e dava evidente rilievo alle operazioni notturne ed a quelle in montagna. Egli si adoperò inoltre perché fossero istituiti la « Commissione suprema mista per la difesa dello Stato » ed il « Consiglio del!' Esercito ». L'una ( R.D. 19 luglio 1899) allo scopo di dare alla difesa del Paese unità di indirizzo e carattere di stabilità, mantenendo fra le più elevate autorità dell'Esercito e della Marina il voluto affiatamento; l'altro (R.D. 2 febbraio 1908) per illuminare il Ministro della- Guerra sulle più importanti que152 • sàoni del!' ordinamento militare Particolare attenzione il generale Saletta dedicò alla preparazione morale e tecnico - professionale degli ufficiali, dei sottufficiali e dei militari di truppa. Tra i regolamenti da lui curati ed emanati 53 figurano: il Nuovo regolamento sul servizio territoriale; il Regolamento dei servizi di guerra, parte II; le Norme generali sul servizio delle intendenze. Istituì, a scopo addestrativo - ma in realtà anche operativo - i già menzionati viaggi alla frontiera per gli ufficiali di Stato Maggiore, affidando a ciascuno lo studio di un determinato settore di confine e convocando, a ricognizione avvenuta, gli interessati presso di sé per lo svolgimento di esercitazioni sulla carta che lui stesso usava dirigere persona!-
r...
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Cfr. G10t1.NALE MILITAllE, anno 1900, dispensa n. 8, p. 139. " Cfr. GIOllNALE MILITAllE, anno 1908, dispensa n. 17, p. 845. 58 Cfr. F. STEFANI, Storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano, voi. I, SME - Ufficio Storico, Roma, 1984, pp. 403 - 419. 51 Ibidem, p. 404. 52 Cfr. CoMANDO DEL CollPO m SM DEu'EsEllCtTo, / Capi di S.M. dell'Esercito: Tancredi Saletta, Regionale, Roma, 1935, pp. 17 e 18. 52 Cfr. F . STEFANt, cit..
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mente. Volle inoltre che presso il Reparto d'Intendenza del Corpo di Stato Maggiore, fossero tenuti dei corsi speciali per far conoscere meglio agli ufficiali di Stato Maggiore il funzionamento dei servizi, cosa che riteneva esse.re di importanza vitale. Nel 1903 fece ripristinare le grandi manovre , fra le quali ricorderemo quelle molto importanti che nel 1905 si tennero nel napoletano e quelle ancora più importanti che si svolsero nel 1907 nel novarese. Diede impulso al servizio informazionì organizzandolo su solide basi. Al riguardo è da ricordare che egli per primo pensò di accreditare un addetto militare a Berna, provvedimento che gli fu poi di grand~ ausilio nel!'elaborazione della pianificazione operativa. Particolare impulso dopo il 1903 diede anche al servizio informazioni nei confronti dell'Austria che si andava rivelando come un pericolo sempre più incombente sul settore Nord - Est della nostra frontiera.
IV. CONCLUSIONE
Il 27 giugno 19(>8, dopo oltre 12 anni, il generale Saletta lasciava, per raggiunti limiti d'età, la carica di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e veniva collocato nella posizione di ausiliaria. Egli chiudeva la sua attività con un bilancio decisamente positivo lasciando al suo successore, generale Pollio, un'eredità ben diversa da quella che nel 1896 lui aveva dovuto assumere. Con la sua forza di volontà, la sua tenacia, il suo attaccamento al servizio e la sua incondizionata dedi~ione al dovere aveva tracciato una strada sicura da percorrere; si trattava ora di proseguire su quella strada per raccogliere quei frutti che egli aveva visto nascere e crescere, dei quali aveva potuto raccogliere solo una piccola parte. Il quadro del personaggio non sarebbe completo se non si accennasse anche alle ricompense, che nonostante il suo carattere schivo, gli furono abbondantemente concesse. Elencheremo di seguito le principali. A parte le due medaglie di bronzo al Valor Militare, guadagnate una all'assedio di Ancona nel 186o e l'altra aJl 'assedio di Gaeta del 186!, egli: - con Regio Decreto, 24 settembre 1898, fu nominato Cavaliere di Gran Croce e decorato del Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia; - con Regio Decreto, 28 maggio 1899, fu decorato della Croce di Grande Ufficiale dell' Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro; - con Regio Decreto, 28 maggio 1899, fu nominato Cavaliere di Gran Croce e decorato del Cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Ambiti riconoscimenti gli vennero anche da Sovrani e Capi di Stato esteri: - l'n luglio 1897 fu autorizzato a fregiarsi dell'Insegna di 1 classe dell'Ordint germanico del 'A quila Rossa, concessagli dall'Imperatore di Germania; 4
- il 16 novembre 1900 gli venne concessa l'Insegna di Grande Ufficiale della Legione d'Onore, conferitagli dal Presidente della Repubblica francese;
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- il 15 novembre 19o6 fu insignito della Gran Croce dell' Ordine di Leopoldo, conferitagli dall'Imperatore d'Austtia- Ungheria; - il 27 git1:gno 1907 fu infine fregiato delle Insegne del Gran Cordone del!' Ordine imperiale del!' Asmarrié, conferitegli da Sua Maestà imperiale il Sultano. Nel lasciare la carica di Capo di ·stato Maggiore e con essa il . servizio attivo, il generale Tancredi Saletta emanò un ordine del giorno all'Esercito nel quale, dopo aver ricordato i tanti problemi incontrati e risolti nel lungo periodo in cui aveva ricoperto tale carica, esprimeva la soddisfazione di essere riuscito, alla fine, a migliorare la situazione dell'Istituzione nel suo complesso e formulava l'augurio di uno sviluppo e .di una compattezza sempre crescenti. Egli così concludeva il suo ultimo Ordine del Giorno: « [ ... J Nel lasciare il servizio attivo io porto con me il ricordo carissimo di tutti gli ottimi ufficiali che· collaborarono meco nel modo più coscienzioso, devoto ed efficace, ad essi porgo i più vivi ringraziamenti. In pari tempo fò i voti più fervidi perché, nel vedere alfine rinsanguato il nostro Esercito di tutti quegli elementi di forza che fin ora gli fecero difetto, essi possano alla soddisfazione del dovere compiuto, aggiungere quella di vedere realizzata l'opera di una salda costituzione, mira costante di ognuno di noi ».
Queste parole confermano quanto è stato messo in evidenza nel corso di questa sintetica biografi~ : Saletta non fu un grande stratega, non fu un politico né un diplomatico, ma fu semplicemente un militare che fece, con il massimo impegno e senza mai scoraggiarsi, il suo dovere mirando sempre ad un solo scopo: il bene dell'Istituzione ed il bene del Paese. Vittorio Emanuele III, il 27 giugno 1908, all'atto del suo collocamento m ausiliaria scrisse testualmente : « Caro generale, Anche per Lei è giunto il momento doloroso, per quanto previsto m virtù di legge, di lasciare il servizio attivo. Le benemerenze acquistate nelle guerre della Indipendenza nazionale, e, piìì tardi, in Eritrea, quale comandante delle prime truppe italiane che vi posero il piede, le assidue, scrupolose ed intelligenti cure colle quali Ella presiedette, per lunghi anni, alla istruzione delle truppe e alla preparazione della difesa nazionale, Le hanno meritato la gratitudine dell'Esercito e del Paese. Nel triste distacco da quella che è stata per dieci lustri la di Lei famiglia, tragga conforto dalla coscienza del dovere compiuto e dalla certezza che l'arduo lavoro cui Ella attese con ammirevole tenacia - lavoro dai più ignorato per il suo carattere di indispensabile riservatezza - recherà benefici frutti. Per attestare la mia particolare benevolenza Le conferisco il titolo di Conte, e coll'augurio che Ella possa, per molti anni ancora, prestare utili servizi alla Patria, la saluto affettuosamente».
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Lasciato il servizio, Saletta continuò a servire ancora per qualche mese il Paese in Senato, finché il 21 gennaio 1909, colpito da angina pectoris, morì a Roma. Profondamente schivo nel carattere volle, fino in fondo, restare fedele ad una vita condotta all'insegna della severità; lasciò detto che non voleva, per la sua salma, né fiori né onori mifrtari.
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«MEMORIA » E «RELAZIONE » REDATTE DA TANCREDI SALETTA
PREMESSA 1
Nelle sue « Memorie sulla prima spedizione d'Africa » il generale Tancredi Saletta 2 descrive dettagliatamente i fatti relativi all'impresa di Massaua limitatamente al periodo gennaio- novembre 1885 durante il quale egli fu a caPo della Spedizione ed esercitò le funzioni di Comandante . Superiore. Nella sua « Relazione sulla Colonia italiana di Massaua >> il maggior generale Tancredi Saletta 3 tratta invece il periodo (23 aprile- 9 novembre 1887) durante il quale egli esercitò, per la seconda volta, le funzioni di Comandante Superiore. I documenti che vengono oggi per la prima') volta pubblicati sono pa- . trimonio d'archivio dell 'Ufficio Storico; si tratta di manoscritti autografi del Saletta redatti in stile sobrio e stringato come ben si addice a lavori d'ufficio. Per una migliore e più agevole comprensione dei documenti qui riprodotti si ritiene utile tracciare un quadro sintetico della situazione Politico militare e degli avvenimenti 4 in cui si inseriscono i fatti particolari esPosti dal Saletta. CENNI SULLA NASCITA DE.'L COLONIALISMO IN ITALIA.
Tutti i Governi che dal 1861 al 1884 si erano succeduti in Italia, avevano avuto solo qualche SPoradica e sterile iniziativa colonialista e ciò anche se la massima parte degli Stati europei Poteva, all'epoca, vantare Possedimenti coloniali più o meno estesi. Era piuttosto, nel nostro Paese, l'ini-
1
Redatta dal tenente colonnello Alessandro Bianchini. Le « Memorie [ ... ] >J documento autografo rimesso al Capo dell'Ufficio Storico il :23 aprile 1~:2. , ' La « Relazione [ ... ) » documento autografo presentato al Tenente Generale di San Marzano verso la metà di dicembre 1887. • L'argomento, oggetto in passato di numerose pubblicazioni, è stato in questi ultimi anni. rivisto cd approfondito. L'Ufficio Storico, in particolare, gli ha recentemente dedicato due volumi: L. T uccAIU, L'impresa di Massaua cento anni dopo ( 1885 - 1<)85), Roma, 1~5; N. LABANCA, li Generale Cesare Ricotti e la politica militare italiana dal 1884 al 1887, Roma, 1986. 1
46 ziativa privata che, per motivi' molto spesso meramente eq:momici, coltivava da tempo un notevole interesse specie per il Continente africano. Al riguardo è necessario ricordare che all'inizio del 1870 la Società di Navigazione Rubattino acquistò, col tacito consenso del Governo, la baia di Assab quale base per lo sca!o ed il rifornimento delle sue navi. Il possedimento, peraltro molto modesto, fu visto con sospetto da molti Stati esteri e fu ufficialmente ignorato dalle autorità italiane fino al 1881. In tale anno, migliorati i nostri rapporti con l'Inghilterra e con l'Egitto, il Governo italiano fece- un primo passo importante acquistando la baia di Assab dalla stessa Società Rubattino. L'atto ufficiale (firmato il 12 marzo 1882) voleva essere, tra l'altro, una risposta alla occupazione francese di Tunisi. Dopo l'acquisto di Assab, il nostro interesse per il Mar Rosso andò via via crescendo. Nel 1883, tra l'altro, fu firmato un trattato di amicizia e di commercio con Menelik, Re dello Scioa. Questi avvenimenti segnarono il punto di avvio della politica coloniale italiana che intravedeva, in eventuali colonie, anche un possibile contributo alla soluzione dei molteplici problemi (economici, politici e demografici) che in misura sempre maggiore aumentavano la tensione nel Paese. La svolta decisiva verso il colonialismo si ebbe solo alla fine del 1884: Primo Ministro era allora Agostino Depretis, agli Esteri l'onorevole Pasquale Stanislao Mancini ed alla Guerra il generale Cesare Ricotti.
L ' 1MPRF.SA DI MASSAUA
(1885).
Verso la fine del 1884 la rivolta mahdista nel Sudan, dopo lunga e difficile lotta, stava per avere il decisivo sopravvento su Inglesi ed Egiziani. Quale conseguenza inevitabile della perdita del Sudan, era prevedibile l'abbandono da parte dell'Egitto, dei possedimenti sulla costa del Mar Rosso. Il vuoto che ne sarebbe risultato non poteva, per il momento, essere colmato né dall'Inghilterra, né dalla Turchia. Pronta ad intervenire era invece sicuramente la Francia che stava cercando, con ogni mezzo, di ingrandire i propri domin1 in quel settore vitale. Fu così che l'Inghilterra, temendo l'espansionismo francese, incoraggiò il Governo italiano a farsi avanti; sarebbe stato, per giunta, nostro interesse difendere da sicuro accerchiamento francese Assab, nostro unico, seppur modesto possedimento sulla importante arteria del Mar Rosso. Il Ministro Mancini, assicuratosi l'appoggio inglese ed il tacito consenso egiziano, si decise allora ad intervenire per non perdere un'occasione tanto favorevole e sicuramente irripetibile. Fu così che, proprio negli ultimi giorni del 1884, il Governo - in tutta fretta ed in segreto - varò la prima impresa coloniale.
47
Alle decisioni seguirono ì fani: il 25 gennaio 1885, i marinai della nave da guerra « Castelfidardo » occuparono Beilul, mentre una vera e propria spedizione, partita da Napoli il 17 dello stesso mese e con a capo il colonnello Saletta, stava navigando verso ìl Mar Rosso, ufficialmente diretta ad Assab, ma in realtà destinata ad impossessarsi di Massaua 5 • Massaua 6, porto della costa occidentale del Mar Rosso, sorge sull'omonima isola collegata, tramite 250 metri dì dìga, ad un'altra isola - Taulud unita, a sua volta, alla terra ferma a mezzo di una dìga lunga 950 metri. All'epoca era una cittadina (cìrca 3.000 abitanti) poco importante anche se in possesso di un buon porto naturale; caratterizzata da un clima particolarmente torrido e dall'assenza assoluta di sorgenti di acqua potabile, mancava delle infrastrutture e dei servizi indispensabili per una guarnigione militare europea. Possedimento musulmano sin dal Medio Evo, dopo varie vicissitudini, nel 1557 era stata occupata dai Turchi i quali la tennero fino al 1872 allorché fu ceduta al dipendente Kedivè d'Egitto. Nel 1885, quando vi arrivò la nostra spedizione, la Piazza era presidiata da una guarnigione egiziana che occupava anche una serie di forti situati sulla terra ferma, aventi lo scopo di dare al porto un minimo di sicurezza specialmente contro attacchi provenienti dall'entroterra. Il 5 di febbraio, con l'arrivo dei nostri soldati, la guarnigione egiziana fu convinta (a ciò contribuirono molto gli Inglesi) ad opporre solo una resistenza formale all'occupazione militare italiana, come del resto prevedevano gli accordi segreti intercorsi tra i Governi interessati. Fu così che, senza colpo ferire , il colonnello Saletta poté in breve tempo prendere possesso di Massaua e delle sue immediate adiacenze. La Turchia, da cui l'Egitto formalmente ancora dipendeva, non condivise l'operazione e convinse gli Egiziani a non lasciare, almeno per il momento, libero il campo. Si venne così a creare un'anomala situazione per cui sul palazzo del G9vernatore sventolarono per più mesi due bandiere: quella italiana e quella egiziana. Se la reazione della Turchia era stata particolarmente dura e vivace, anche altre Potenze assunsero atteggiamento ostile· verso il nostro nuovo insediamento, in particolare protestarono violentemente la Francia e 1' Abissinia: La prima per i motivi già esposti e la seconda perché da un lato si vedeva sfuggire una buona occasione per avere un proprio sbocco sul mare e dall'altro perché temeva che l'Italia, una volta installatasi a Massaua, avrebbe cercato di spingere le proprie conquiste verso l'interno, giungendo
5 Gli avvenimenti che seguirono sono oggetto della prima relazione di Saletta (pp. 53 . 240). 1 Vedansi cartine dopo p. 240.
48 magari a minacciare la stessa integrità territoriale dell'Impero etiopico che, forte del trattato di Herwett, stipulato nel corso del 1884 con l'Inghilterra, vantava diritti sul Paese dei Bogos e rivendicava il libero transito attraverso il Porto di Massaua 7• La Spedizione, guidata dal colonnello Saletta, era stata approntata troppo in fretta (un paio di settimane) e non Poteva contare sul conforto di analoghe precedenti esperienze. Si partiva per giunta senza un addestramento specifico, con materiali insufficienti ed inadeguati e senza ordini ben precisi; il tutto reso più diffici 1e dalla necessità di arrivare in fretta per non perdere il momento propizio. Si confidava infatti più sulla buona sorte e sulla situazione politica a noi favorevole, che non sulla forza delle armi. L 'occupazione di Massaua, in realtà, fu incruenta, ma difficoltà di ogni genere non tardarono ad emergere. Il comandan te delle truppe dovette affrontare innumerevoli problemi di ordine logistico, politico - diplomatico, operativo, amministrativo e sanitario. Da non sottovalutare infine i non facili rapPorti di convivenza con le autorità egiziane rimaste in loco e le difficoltà incontrate nel trattare con le numerose e spesso malfide tribù musulmane della fascia costiera ed ancor più con i capi abissi ni che, come Ras Alula (governatore dell'Amazién) si sentivano più direttamente minacciati dalla presenza italiana. Il colonnello Saletta, di fronte ad una situazione molto complessa, lontano dal poterè centrale e costretto il più delle volte ad agire di iniziativa, cercò con ogni mezzo di dare solidità e sicurezza alla nostra piccola colonia. Nel fare ciò andò spesso ad urtare contro gli interessi dell'Abissinia e più in particolare cozzò contro l'ostilità di Ras Alula il quale, anche geograficamente, era il più direttamente interessato a frenare le nostre velleità espansionistiche. Finché rimase a Massaua, Saletta riuscì comunque a contenere le reazioni deil'Etiopia aiutato in ciò anche dal fatto che quest'ultima era molto impegnata, sul piano interno, a sedare la rivolta degli Ullo- Galla e le rivalità tra Tigrini e Scioani. La situazìone fu comunque sul punto di precipitare quando il colonnello Saletta, nel tentativo di creare una zona èuscinetto abbastanza profonda alle spalle di Massaua, il 24 giugno fece occupare Saati.· La reazione di Ras Alula non si fece attendere e le sue minacce verbali raggiunsero subito Massaua. Il comandante italiano non si lasciò intimidire e .per sua fortuna, grazie ancora a nuovi dissidi interni· degli Abissini, le mmacce non poterono essere attuate'. Intanto in Italia il Governo veniva messo in minoranza ed il Ministro Mancini fu costretto a dimettersi. Il Depretis riuscì alla fine a costituire un
7
ASSME, Reg. L7, CE, busta 9.
49
nuovo gabinetto nel quale, in attesa di passarlo al Robilant 8, egli stesso assunse il Ministero degli Esteri. A Massaua, nel frattempo, il contrammiraglio Pietro Caimi, comandante della forza navale, lasciò per malattia l'incarico che passò all'ammiraglio Raffaele Noce. Se il Caimi aveva concesso al Saletta una sufficiente libertà di iniziativa, non altrettanto fece il Noce. Il dissidio tra i due comandanti, dei quali quello di mare era il più elevato in grado, si manifestò subito ed in breve tempo divenne insanabile; a settembre, allorché Robilant assunse gli « Esteri >>, la situazione era ormai al limite di rottura per cui il nuovo Ministro, nel tentativo di mettere ordine: - chiese ed ottenne la piena e completa responsabilità degli affari coloniali; - dichiarò la sovranità assoluta delÌe autorità italiane su Massaua (il che equivaleva ad ammainare la bandiera egiziana); .- sostituì il colonnello Saletta con il generale Genè il quale, come ufficiale più elevato in grado e più anziano, poteva essere nominato Comandante Supremo di tutte le forze , di terra e di mare; - richiamò in Patria l'ammiraglio Noce. Nelle intenzioni del Ministfo degli Esteri c'era la volontà di stabilizzare la situazione nei possedimenti del Mar Rosso (blocco definitivo di qualsiasi nostra velleità espansionistica) e di rivolgersi con maggiore attenzione ai problemi di Politica estera in ambito europeo.
IL
PERIODO (( GENÈ )).
Il generale Genè, assunti i pieni poteri su tutte le Forze Armate italiane in Africa, dava l'avvio ad una fase nuova e nel complesso tranquilla, tesa alla ricerca di un modus vivendi in un ambiente difficile e ostile. Due grossi problemi _,, quello della convivenza cop gli Egiziani e quello del comando unico .- erano stati finalmente risolti , le nostre velleità espansionistiche erano state accantonate; a Massaua si Poteva finalmente vivere relativamente tranquilli. Così fu infatti per diversi mesi; i problemi maggiori furono quelli relativi alla direzione ed alla amministrazione di una colonia lontana, sorta da poco e posta in un ambiente poco ospitale. Una spina nel fianco contiunò invece ad essere la presenza di bande indigene - di predoni e di ribelli - contro le quali si resero spesso necessari interventi anche armati. Fu proprio a seguito di uno di questi interventi, avvenuto il IO settembre 1886 attorno a Zula tra un reparto di nostri
8
Robilant (conte di), Carlo Felice Nicolis.
50
«irregolari » 9 e la banda di Debeb 10, che si rese necessaria l'occupazione della suddetta località cui fece seguito il nostro insediamento anche ad Uaa. Riprendeva così, sia pure per necessità · meramente difensive, la nostra espansione verso l'interno che non mancò di mettere nuovamente in allarme l'Abissinia e di indispettire Ras Alula il quale; radunato il suo esercito, si portò a Ghinda da dove indirizzò dure minacce a Massaua tese ad ottenere lo sgombero delle localirà recentemente occupate. In vista di un probabile attacco, al generale Genè non restò che rafforzare i nostri presidi. Il Ras abissino questa volta passò effettivamente all'azione ; il 24 gennaio 1887 investì gli apprestamenti difensivi attorno a Saati e la mattina . del 25 attaccò la stessa Saati. La nostra guarnigione si difese bene anche se a prezzo di un grande consumo di munizioni che verso sera cominciarono a scarseggiare; si rendevano necess;iri rifornimenti e rinforzi urgenti. L'esercito di Ras Alula, che aveva subìto ingenti perdite, allentò, almeno momentaneamente, la stretta. Intanto da Massaua, ove era giunta notizia di quanto stava aècadendo, fu predisposto ' l'invio di rinforzi, che sarebbero dovuti partire durante la notte. La partenza, a causa di una serie.di disguidi, fu però rinviata àl mattino. La colonna, comandata dal tenente colonnello De Cr.istoforis, partì infatti alle prime luci dell'alba. Ras Alula, avendone intuito l'arrivo, si appostò col suo esercito lungo l'itinerario. Allorché la nostra colonna giunse in prossimità di due collinette in località Dogali, fu aggredìta di sorpresa. Il tenente colonnello De Cristoforis organizzò in fretta la resistenza, ma nel giro di poche ore, 'il numero dei nemici e la veemenza dell'attacco ebbero ragione della disperata resistenza dei nostri che furono quasi tutti trucidati (perirono 23 ufficiali e 407 tra graduati e truppa).
Doro
DooALI.
La notizia dell'eccidio sorprese, commosse e indignò l'opinione pùbblica in Italfa; propositi di vendetta e pesanti accuse al Governo si levarono da molte parti. Il Parlamento si affrettò a stanziare ben 5 milioni di lire per l'invio in Colonia di congrui rinforzi. Il Gabinetto in carica fu costretto a dimettersi e il Depretis dovette faticare assai per ricostituirne uno nuovo in cui agli « Esteri» fu · insediato l'onorevole Francesco Crispi, ben noto fautore di una politica coloniale più incisiva. Uno dei primi provvedimenti
9 Si trattava di reparti indigeni (basci - buzuk) assoldati e posti sotto il controllo del nostro esercito. 10 Debcb, capo abissino ribelle che, passato prima dalla nostra parte, defezionò poi e nd 1887 attaccò tra l'altro una nostra colonna in località Saganeiti.
51
del Crispi fu la sostituzione del generale Genè. La scelta del nuovo Comandante Superiore non poteva cadere che su di un generale energico, attivo e volitivo. Il pensiero fu rivolto subito al generale Saletta· il quale, oltre ad avere le doti richieste, poteva anche vantare la sua precédente, positiva esperienza a Massaua; fu dunque ritenuto, a ragione, l'uomo adatto a prendere saldamente alla mano una situazione difficile e precaria e a preparare : il terreno per un forte Corpo di spedizione (circa ventimila uomini) da inviare in Colonia da lì a qualche mese. L'idea era forse quella di prendere spunto dal ·luttuoso episodio di Dogali per consolidare ed estendere in maniera sensibile i nostri possedimenti africani e nel contempo per vendicare l'affronto subito e ristabilire ·1•autorità ed il prestigio italiani fortemente compromes·si.
IL SECONDO PERIODO SALETIA.
Il 23 aprile 1887 ·il generale Saletta arrivava a Massaua; la partenza dall'Italia questa volta era stata meno frettolosa; anche le direttive, gli ordini ed i piani operativi erano più chiari, più congrui e più precisi. Appena giunto, il Saletta prese una serie di drastici provvedimenti fra i quali la dichiarazione dello stato di guerra ed il blocco dei traffici da e per l' Abissinia. Provvide, poi, a rinforzare il sistema difensivo e soprattutto a potenziare e ad allargare l'apparato logistico in vista dell'arrivo del Corpo 'di spedizione che si stava approntando in Italia. Fu creato infine quello che poi diventò il « Corpo Speciale d'Africa». Tutte queste attività· ed altre ancora, sono dettagliatamente descritte dal maggior generale Saletta nella .sua relazione 11 • A novembre, con l'arrivo del Corpo di spedizione comandato 'dal tenente generale Alessandro Asinari di San Marzano, Saletta terminò, quale Comandante, il suo secondo periodo di permanenza a Massaua. Portata felicemente a termine la missione, l'ufficiale accettò di rimanere a fianco del nuovo Comandante Superiore, pur avendo rifiutato di assumere l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Corpo di spedizione. Restò così in C<r Ionia, quale prezioso consulente, per altri sci mesi rientrando· in Itàlia solo il 4 maggio 1888.
11
La
11
Relazione su/I• eolonù, iulù,na di Massaua ( dal
bre 1887) ,, è qui riprodotta (pp. 241 • 436).
23
tJprile al 9 nwms-
MEMORIA SULLA PRIMA SPEDIZIONE D 'AFRICA (1885) COM.PILATA DAL GENERALE SALETTA
55
I
PREPARATIVI,
Il giorno 8 gennaio 1885, trovandomi Capo di Stato Maggiore del XII Corpa d'Armata in Palermo, mi veniva recapitato il telegramma seguente (diretto però al Signor Comandante il XII Corpa d'Armata): Spedito da Roma alle 9,45 ant., N. 24. Con lettera spedita ieri v:s. questo Ministero ha disposto che Colonnello Saletta si presenti in Roma il 12 corrente essendo destinato al Comando delle truppe da inviarsi ad Assab. Se ne dà intanto avviso telegrafico per norma di detto Ufficiale.
Pel Ministro MARSELLI
Nel corriere della giornata stessa giungeva poi la lettera preannunziata che qui si trascrive:
M INISTERO DELLA GUERRA
Segretariato Generale Divisione Stato Maggiore Sezione 2 a
Roma, 7 Gennaio 1885
N . 17 Riservatissimo Oggetto: Incarico affidato al Colonnello cav. Saletta. Pregiomi portare a conoscenza della S.V. che il Governo ha presa la determinazione di inviare immediatamente in Assab alcune truppe coll'incarico di eseguire una ricognizione, la quale fornisca criteri e dati sicuri circa la linea di condotta da seguire, per ottenere adeguata riparazione degli eccidi di Giulietti, di Bianchi e dei loro compagni. A tal riguardo ho determinato che il Comando Superiore di dette truppe venga assunto dal Colonnello .J : Stato Maggiore Saletta cav. Tancredi, Capo di Stato Mag· giore presso cotesto Comando. Prego pertanto la S.V. di voler disporre, perché il prefato Colonnello parta per questa volta, in modo da presentarsi nel mattino di_ lunedì prossimo, 12 Gennaio a questo Ministero, da cui gli saranno somministrati ordini più particolareggiati circa la missione che gli viene affidata. Per opportuna norma si avverte che il sunnominato Ufficiale Superiore non dovrà per ora condur seco cavalli, i quali partiranno in seguito; condurrà però un attendente
56 e porterà inoltre il bagaglio 'in quella misura che reputerà necessaria per il servizio cui è destinato, che potrà essere di non breve durata. · In quanto all'uniforme, si atterrà al N. 26 del Regolamento sull'Uniforme (Allegato N. 1 al Regolamento di Disciplina). Infine la S.V. disporrà perché al ripetuto Colonnello venga corrisposta dalla cassa di cotesto Comando una indennità di equipaggiamento di lire Mille.
li Ministro RICOTTI
Al Sig. Comandante il XII Corpo d 'Armata • Palermo.
Il Comandante il Corp<> d'Armata (Generale Pallavicini) si rallegrò con me di questo incarico di fiducia statomi conferito, con parole mo~to lusinghiere e m'invitò a pranzo per la dimane. Il Comandante stesso mi consigliò di p<>rtare con me la grande uniforme non ostante il penultimo alinea del dispaccio ministeriale che la proscriveva. Invero se non l'avessi portata non avrei poi p<>tuto andare alle Indie. Il giorno 10 io doveva lasciar Palermo per trovarmi in Roma l'n a sera. Feci il bagaglio, consegnai i cavalli al capitano Mina del Comando, telegrafai all'Hotel Milano a Roma pel mio arrivo, scrissi parecchie lettere ed arrivai in Roma il giorno II sera. I giornali intanto avevano già divulgata questa notizia, la quale era in relazione colla specie di coloniamania che spirava in quei giorni (vedi come esempio « Italia Militare » n. 4, « Gazzetta di Torino >> n. 9, « Fischietto » n. 5, « Nabab » n. 23; Allegato n. 1). Alle 9 del mattino del giorno 12 gennaio, mi presentavo al Ministero della Guerra ed ero tosto introdotto dal Segretario Generale e p<>scia dal Ministro della Guerra. Mi vennero fatte leggere alcune istruzioni in iscritto, che però non m1 furono consegnate. Mi si avvisò che le istruzioni mi sarebbero in seguito pervenute. Ma dietro alla obbiezione da me fatta sulla incertezza di relazioni che sarebbero esistite fra me ad il Commissario civile già stabilito in Assab, si provocarono e giunsero nella stessa giornata dal Ministero degli Esteri le seguenti prescrizioni di massima, che trascrivo per sommi capi: I - Tenuto conto del grado del Colonnello Saletta, egli sarà riconosciuto quale autorità suprema del nostro p<>ssedimento in Assab. II - Al Colonnello Saletta saranno comunicati periodicamente quei fatti e quelle risoluzioni più imp<>rtanti che in qualche modo possano interessare l'autorità superiore del possedimento.
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III - Al Colonnello Saletta spetterà di determinare e proporre, secondo i casi, alle autorità superiori competenti sui fatti di maggior importanza, che per avventura potessero avvenire fra indigeni e militari, affinché per nessun motivo l'autorità militare ed il prestigio del Comando possano essere scossi da provvedimenti poco conformi a!l'entità dei fatti stessi ed anche dalle conseguenze che ne potrebbero derivare. Nelle istruzioni poi fattemi leggere, e che mi si dovevano mandare, rilevai che gli scopi essenziali della mia missione erano: 1° - Dar forza e prestigio all'autorità italiana; assicurare un esito pacifico del!e trattative iniziate sulla ricerca dei colpevoli nell'eccidio Bianchi. 2 ° - Assumere informazioni sul posto per sapere il sito dell'eccidio; calcolare con una certa esattezza la possibilità, l'entità, l'utilità di una spedizione interna da effettuarsi quando non vi fosse altro mo1o per vendicare l'eccidio ed assicurare la vita ai viaggiatori. 3° - Fornire una o due compagnie di presidio a Beilul se la R. Marina ne farà richiesta. L'allegato n. 4 poi prescriveva di telegrafare il complemento di materiali dei quali si fosse abbisognato. L'Amministrazione della Colonia, le relazioni coi capi indigeni dovevano rimanere di competenza del Reggente, specialmente nella parte coloniale e giudiziaria. · D'accordo però col R. Commissario dovevasi : 1° - Organizzare ·u n buon servizio di polizia. 2° - Far concorrere gli indigeni a certi servizi della Colonia nella misura conveniente. 3° - Organizzare un servizio sanitario civile. 4° - Regolare la questione della moneta. 5° - Stabilirne l'ordinamento giudiziario amministrativo. 6° - Stabilire i regolamenti interni ed i poteri reciproci sotto il rapporto politico, civile, amministrativo, giudiziario, economico. 1 - Attingere le maggiori possibili informazioni sug!i usi, costumi, religione, carattere varie tribù indigene e confinanti. 8° - Mantenere una grande larghezza amministrativa e politica ed una rigorosa tutela dell'ordine, della sicurezza, della buona fede nei commerci. 9° - Stabilire la procedura della giustizia, a seconda le leggi o musulmane o tradizionali, ecc. 10'' - Mantenere il rispetto alle credenze religiose, ai bisogni, ai rapporti di famiglia, alle consuetudini non inconciliabili colla moralità universale e colla piena severa custodia dell'ordine pubblico. 1 I'' - Definire in materia legislativa i rapporti fra italiani ed indigeni, tra stranieri, stranieri ed indigeni, tra gli indigeni.
58 Da S. E. il Ministro della Guerra venni a conoscere non essere fuori di ogni probabilità che cammin facendo per Assab la mia missione non avesse a mutare obbiettivo, e cosi per es. avere per iscopo l'occupazione di Massaua; ma su questa eventualità non si era in grado ancora di darmi notizie positive. Che se fossi arrivato in Assab, l'occupazione di Massaua si dovesse fare in seguito, non era ~eppur escluso che io da Assab mi dovessi poi trasportare a Massaua, ed esser colà sostituito, o che altri si recasse a Massaua. Ma di Massaua si conosceva ancora troppo poco per darmi qua~che notizia un po' più estesa di quanto non sia riportato dalla guida Isembert. E così si diceva che gli egiziani vi avçssero eretto dei forti, armati questi da cannoni Krupp, ma nulla più si poteva accennare. Che per tale evç:ntualità io dovessi agire secondo il mio criterio, avvertendo però bene di mantenere la bandiera egiziana sempre eretta accanto alla nostra per evitare complicazioni 'di_territorialità co!la Turchia. Intanto; sempre nella supposizione dell'obbiettivo Assab, si convenne di darmi:
L. st. 3000 della Banca Nazionale di Napoli, )) )) » 1000 » » Roma, )) 1000
4000 cappelli di paglia, da aversi alla mano.
Mi si disse : di oprare a Porto Said il cambio della moneta o in spezzati italiani, o in talleri, od in spezzati egiziani, o rupie, ecc. Al mio arrivo in Assab di fare un proclama in arabo, di chiedere per una seconda spedizione cavalli, muli, buoi e quanto sarebbe abbisognato, e cosi in cantinieri, ecc., che il Ministero ci avrebbe abbonati a giornali e riviste. Il Ministero stesso della Guerra poi mi diede le seguenti avvertenze : di riferire periodicamente su tutto quanto si riferiva alla Colonia, ed ai vari studi che si rendevano necessari e cioè : sulla necessità, o meno, e sulla possibilità d'impiegare i fi~tri per l'acqua da bere, sull'uniformità di vestiario per tutti, conservando i distintivi d'arma, sulla calzatura, sugli elmetti, sui farsetti a maglia di cotone che ci sarebbero stati inviati, sull'acquisto di quadrupedi, sulle baracche più convenienti, sulle borracce migliori, sui viveri più confacenti alla truppa in quel clima, sulle razioni dei cavalli, ecc. Mi prescrisse di servirmi all'uopo, in mancanza di legna, de! carbone della Marina; di servirmi per la corrispondenza telegrafica della stazione di Perim e per quella postale della linea di Aden; di non abusare però dei movimenti delle navi di Marina, né del « Gottardo » per serv?Zi, di essere benevoli colla Marina e se la Marina avesse occupato Massaua coadiuvarla ali'occorrenza col mandarvi truppe.
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Il Ministro mi chiese se non avevo difficoltà che la contessa Maggiolini seguisse suo marito e mi fece leggere una lunga memoria di questa signora, in cui essa asseriva che avrebbe potuto riuscire molto utile anche in caso di malattia, essendo abile come infermiera e per medicature; naturalmente io non feci difficoltà a questo aiuto. Così mi avvisò che un cappel'.ano pure ci avrebbe seguito e che avessi provvisto per questo servizio. Aggiunse che Beilul sarebbe stata occupata dalla Marina, che poi dovevamo sostituire con truppe di terra, che si sarebbe dovuto unire Beilul con Assab mediante linea telegrafica ed all'occorrenza difenderla; che per le difese accessorie avessi posto in opera i fili di ferro con paletti; avessi pure studiato se l'artiglieria di montagna ci avrebbe servito bene. Che dagli indigeni ci fossimo fatti ben volere. Che ai giornalisti non avessi conceduta nessuna facilità e nessuna auto-. rizzazione d'imbarco, che avessi cercato di moderare e porre un freno alle corrispondenze private degli ufficiali e sottufficiali se non generose ed improntate a nobili sentimenti. Per l'acqua dolce da servire pel Corpo di spedizjone il Ministero aveva calcolato su 5 litri al giorno per individuo e diede l'ordine al « Gottardo » di portare roo tonnellate d'acqua. Vedremo come si provvide a ciò. Le informazioni che allora si avevano di Assab, erano quasi tutte fornite dal R. Commissario Bronchi, allora in Roma, chiamato quel giorno stesso al Ministero. Egli ci faceva conoscere : - che in Assab vi esistevano alcune case in pietra e mattoni in cui potevano alloggiare una ventina di ufficiali; che vi era un magazzino, un ospedale; che sarebbe occorso del legname per costruire delle baracche; che gli elmetti li avrebbe fatti pervenire da Calcutta direttamente ad Assab; - che le patate si sarebbero altresì potuto avere, ma dall'Italia, che in cambio di moneta spicciola si potevano avere cotonate e granaglie; - che ci saremmo dovuti guardar bene di notte, specialmente dai Dancali, che avrebbero potuto considerare questa prima spedizione come una minaccia, che la carne si sarebbe potuto trovare sulla costa somala, che Massaua (a 240 miglia) avrebbe potuto fornirci 8, lO, 20 buoi, Aden 120 o r 30, che conveniva portar fieno pei cavalli e pel bestiame destinato ad essere ammazzato; - che l'acqua era tutta salmastra, cosa imprudente il berla; che per la cucina però si poteva adoperar 1'acqua dei pozzi; - che si poteva allontanarci dalla riva un IO o 20 Km.; che non si era in relazione coi francesi; che dei cavalli ce n'era qualcuno a Massaua ed in Aden;
60 - che per l'Aussa la strada era mal sicura, essendo ditori, i ruscelli secchi con pozzi sotterranei, ecc.
Dancali tra-
Dal progetto di legge del 12 giugno 1882 rilevai come il territorio sottoposto alla sovranità dell'Italia · si componesse: 1° - di una zona della larghezza di 6 miglia da Ras Dermah a Ras Sumah; 2 ° - di una zona della larghezza di 2 miglia da Ras Sumah a Scheik Durau; 3° - di una zona della larghezza di 4 miglia da Scheik Durau a Ras Synthiar; 4° - dell'isola Sannabar rimpetto a Ras Sumah; 5° - delle isole adiacenti alla costa e comprese fra i paralleli di Ras Sumah e Ras Synthiar. Queste all 'incirca erano tutte le informazioni che si avevano, ed anche in modo assai vago. Io chiesi se poteva assentarmi per 24 ore per Torino. Il Ministro si dimostrò molto malcontento di questa mia domanda. Io allora vi rinunziai tosto. Mi disse di andare a Napo!i in quei pochi giorni per sorvegliare alle cose d'imbarco. Forse temeva egli che la buona volontà dimostrata subito da me per questa missione s'affievolisse andando in licenza ? Si vede da ciò che il Generale Ricotti non mi conosceva ancora bene. Fu un gran sacrificio per me il rinunziare a quelle poche ore di licenza in quella circostanza. Anche il Ministro Brin intervenne poi più tardi col Segretario Racchia; il Ministro Mancini era ammalato; non mi si lasciò andare da lui. Alla sera stessa dovevo partire per Napoli d'ordine del Ministro; mi si diede un ufficiale di Stato Maggiore del Ministero, il quale da quel momento mi seguì come un'ombra, prendendo stanza vicino a me nello stesso a!bergo, sorvegliando chi veniva da me ed ogni mia mossa. Nel congedarmi il Ministro mi disse che la mia missione avrebbe durato un cinque o sei mesi ali 'incirca. Feci visita però al Generale Cosenz e prima di partire chiesi al Ministro mi si desse almeno un capitano di Stato Maggiore, non essendovene alcuno nella costituzione organica del- Corpo di spedizione. Il Ministro mi disse d'andare dal Generale Ricci a chiedergliene uno. Il Generale Ricci, vista la strettezza del tempo, mi destinò l'unico capitano di Stato Maggiore non ammogliato più vicino all'imbarco, e questi era il capitano Val1eris Giuseppe, che prestava servizio presso il Comando della Divisione di Napoli. Il mattino del 13 giungevo in Napoli. lvi mi fermavo i giorni 14, 15, 16 (di stanza all'hotel Vésuvc). Del caricamento del « Gottardo » erano incaricati ufficiali espressamente a ciò invitati dal Ministerp.
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Ricevevo una quantità di lettere da società, privati, amici, di felicitazione ed auguri. Il capitano Cecchi giungeva allo stesso albergo mio e si metteva a mia disposizione, dandomi conoscenza dell'ordine del Ministero di seguire la Spedizione come faciente parte dello Stato Maggiore. Al 17 gennaio (sabato) si salpava da Napoli alle 11 , 20 per Messina salutati dal Prefetto (conte Sanseverino), dalle autorità militari (generali Quaglia, Ferrero, Guarasci, Rodini, dai colonnelli Filippa, Guaita, Medici, ecc.) e da una immensa popolazione. Alle 4 di mattina del 18 si giungeva a Messina ove si s.tette fermi tutta la giornata, essendoché il « Principe Amedeo » che ci doveva scortare, doveva far carbone. Scesi a terra per far visita alle autorità militari e per mandare un telegramma di saluto al mio ex Comandante di Corpo d'Armata. Alle 8 1/ 4 ant. del 19 si parte per Porto Said. I! tempo è cattivo. Il «Gottardo» cammina molto meglio del « Principe Amedeo». Alle 12 1/2 questi segnala libertà di manovra al « Gottardo » ed in breve lo si perde di vista. Il martedì 20 ed i'. mercoledì 21 il tempo fu cattivo; il giovedì 22 il tempo si fa migliore. Alla sera alle 10 e I/ 2 si è in vista del faro di Damietta. Si. arriva nella notte (ore 1 e 40) a Porto Said ove si rimane fermi tutto il 24. A Porto Said faccio acquistare delle botti per l'acqua allo sbarco, otri, legnami, cappelli indiani, ecc. Non vi si trovano animali da traino, né carri di nessuna foggia. Riconosco che le artiglierie del Corpo di spedizione sono nella stiva con 6oo tonn. di carico a! disopra. Faccio mettere una guardia sola sul « Gottardo» pel denaro, le polveri, la bandiera, il Comando ed i magazzini di acqua. Il « Principe Amedeo» s'incaglia; la sua pescagione non gli permette di entrare nel canale. E' rilevato nel suo servizio di scorta. dall' « Amerigo Vespucci » (Comandante Caimi). Alle I I ant. vado a far visita all'Ammiraglio Bertelli per congedarmi da lui; non si può salire neppure dalla scala di servizio e si sale da'. la batteria di prora. L'Ammiraglio è gentilissimo. All'1 pom. vado a far visita all'Ammiraglio Caimi nuovo Comandante. Si sarebbe dovuto partire a1 le 6 ant. del 25 (domenica) ma il « Principe Amedeo» si è incagliato, l'« Amerigo Vespucci » lo aiuta per liberarlo, il « Gottardo » è pronto ad accorrere anche lui. Alle 1,20 arrivano a bordo la compagnia da fortezza ed il plotone del genio che aveva fatta !a traversata del Mediterraneo sul « Pn.ncipe Amedeo». Al martedì (27) mattina (ore 7 ant.) si lascia Porto Said e si arriva la · sera a 7 miglia da lsmailia. Il mattino del 28 (mercoledì) si percorrono i laghi ed il canale e si arriva a Suez. Il giovedì 29, venerdì 30, sabato 31 , si naviga in Mar Rosso.
62 SBARCO A MASSA UA.
li 1° febbraio si entra nel canale di Suakin lungo il quale può appena muoversi il nostro legno, il « Gottardo », e si giunge ne1 porto. L'Ammiraglio Caimi aveva già ricevuto l'ordine che dovevamo occupare Massaua ed io dovevo in Suak in conferire col colonnello Chermside (maggiore del genio dell'esercito inglese) al servizio del governo egiziano e governatore della costa orientale d'Africa. Il Chermside evidentemente aveva abbandonato la sede del governatorato, Massaua, per togliersi dalla posizione falsa in cui egli si sarebbe trovato al nostro giungere. Come governatore egiziano doveva infatti protestare ed all'uopo impedire la nostra occupazione; come ufficiale inglese, non doveva porre ostacolo alla medesima; doveva direi quasi favorirla. Conoscendo io ora soltanto la decisione definitiva presa dal nostro Governo di occupare Massaua, mi importava di avere '.e mie artiglierie alla mano. Pregai perciò il Comandante Deliberto del « Gottardo » di trar prer fitto della nostra sosta in Suakin per estrarli dalla stiva. Il Comandante vi mise la massima buona volontà e fu presto iniziato il !avoro;· ma dopo un poco di tempo egli venne costernato da me per dirmi che facevamo un lavoro inutile, poiché per estrarre le 6oo e più tonnellate di carico che pesavano sulle artiglierie sarebbero occorsi più di dieci giorni coi mezzi che si avevano a disposizione. Coli' Ammiraglio Caimi si combinò perciò di ser spendere quel lavoro, e l'Ammiraglio mi promise che qualora ve ne fosse stato il bisogno, avrebbe egli fatto sbarcare i pezzi leggeri di Marina. Alle 4 pom. col capitano del genio sig. Spaccamela andammo a far vi.sita al genera!e Freemantle Comandante delle truppe e della Piazza e questi ci diede un uffi ciale adjutant perché ci accompagnasse a visitare tutte le fortificazioni 1. Di questa visita mandai in seguito al Ministero un rapporto particolareggiato compilato a bordo. Coll'appoggio del Generale Freemantle potei in Suakin acquistare sei cammelli per non trovarmi asso~utamente sprovvisto di qualsiasi mezzo di trasporto al mio sbarco in Massaua. Nel modo come eravamo stretti a bordo, questa compra non facilitò certamente il servizio a bordo del «Gottardo». Dal colonnello Chermside potei per la prima volta vedere su di una carta _topografica, o meglio idrografica, la ubicazione di Massaua e le sue particer larità ed avere un'idea abbastanza chiara delle particolarità di quelle coste. Al forte di Flagstaff (poscia Ras Mudur) mi si assicurò non potersi approdare, e non era neppur conveniente il farlo, essendovi lì presso un cimitero (terreno sacro pci musulmani). 1
Il generale Frccmantle mi disse di conoscere il colonnello Dal Verme e che gli ·-bbe presto scritto.
63 Riconobbi come il sito migliore per stabilire il nostro piccolo campo fosse Yesirak Yezzar (poscia detta penisola Gherar). Mi feci indicare dov'erano stabilite le famiglie dei soldati egiziani, le donne pubbliche, gli ·avamposti egiziani, i pozzi di Massaua e quelli di proprietà privata. di Abdallah bey di cui il proprietario se ne serve per il suo giardino, ecc. Seppi che in Arkiko v'erano truppe irregolari, quasi tutte del sito; che non conveniva occuparlo subito ; che altre truppe irregolari egiziane erano ancora sparse nelle guarnigioni di Keren, Ghira, Amideb, Metemma, ecc. ed anche in Massaua il nucleo di truppe regolari egiziane era abbastanza notevole, relativamente alle nostre forze, che vi era un certo numero di cannoni (forse un quindici o sedici ed anche di quelli modello Krupp) da campagna con relativo munizionamento, che il Vice Governatore era Izzet bey, uomo conoscitore dei siti, ma piuttosto indolente e per altre informazioni, compresi che la nostra occupazione poteva anche essere male accolta. Altre informazioni non mi fu possibile di avere, né sulle intenzioni degli egiziani~ né sul modo con cui la Turchia avrebbe potuto opporsi al)a nostra occupazione. Conclusi che conveniva ing~are gli egiziani e gli indigeni sulla possibile entità delle nostre forze di terra usando verso di loro fermezza o quasi audacia senza però impegnarci oltremisura. La nostra bandiera inalberata daccanto alla bandiera egiziana, e ciò per ordine espresso del Ministero, dov~va non soltanto evitare questioni di territorialità colla Tuchia, ma altresl il fomentare discordie di religione, le quali sopratutto avrebbero subito potuto essere sfruttate dagli egiziani a nostro svantaggio. Seppi anche in Suakin come per la popolazione di Massaua l'acqua era fornita da un intraprenditore arabo che la inviava in otri di pe!li dove se ne abbisognava. Evidentemente importava a noi prima d'ogni altra cosa di non difettare d'acqua dopo lo sbarco, perocché le 40 tonnellate d'acqua dolce che portava il « Gottardo » potevano o andare a male od essere difficilmente scaricabili od insufficienti presto al bisogno. Questa scarsezza d'acqua avrebbe potuto essere il nostro punto debole in caso di conflitto cogli egiziani. Il 3 lasciammo Suakin, ove in allora potevano esserci un 1500 soldati inglesi ed un 700 soldati egiziani, ed il giorno 5 febbraio alle 10 ant. entravamo nel porto di Massaua, ove già eravi il legno inglese « Condor », comandato dal capitano Domville. Appena le nostre navi furono in vista della costa, si vedeva agglomerarsi sulla riva un miscuglio di colori e l'approssimarsi della gente curiosa per un arrivo cotanto inaspettato.
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Nessuno infatti poteva comprendere il motivo della nostra entrata e tanto meno poi supporre una occupazione per parte nostra, poiché nessuna notizia avrebbe potuto pervenire a Massaua da Suakin prima di noi. Non erano mo!ti minuti ch'erav~o ancorati in porto, che l'Ammiraglio Caimi mi mandò a dire di scendere con lui a terra. Scendemmo infatti alla rozza banchina del Comando ed in una delle quattro grandi sale dell'unico piano del palazzo ebbimo un abboccamento col Vice Governatore egiziano Izzet bey. Era presente all'abboccamento i'. Comandante Domville del «Condor», il quale parlava perfettamente l'italiano; serviva come interprete del Vice Governatore Marcopoli bey, dragomanno, uomo d'intelligenza svegliatissima, che oltre l'arabo parlava correntemente l'inglese, il francese ed altre lingue. Sedutici attorno ad una tavola, l'Ammiraglio Caimi estrasse e lesse un telegramma del Governo italiano, nel quale gli si ingiungeva di occupare Ma~aua a nome dell'Italia, d'ìnalzarvi la bandiera italiana, ma di lasciare pure inalberata accanto a questa la bandiera egiziana. L'Ammiraglio fatto tradurre dal dragomanno il telegramma ad Izzet bey, fece domandare a quest'ultimo se non aveva ricevuto dal Cairo nessun avviso in proposito. Izzct bey rispose di no, e che egli senza ordine esplicito del suo Governo non poteva permettere che l' Italia sbarcasse soldati cd occupasse un territorio che non gli apparteneva. L'Ammiraglio Caimi gli soggiunse che l'ordine del suo Governo, come aveva udito, era esplicito, che dovendolo pertanto eseguire, in caso gli egiziani vi si fossero opposti sarebbe stato nella incresciosa condizione di dovere operare lo sbarco per forza; che pertanto avvisava il Vice Governatore che l' « Amerigo Vespucci» intanto, poscia le altre navi da guerra che si aspettavano avrebbero bombardato la città e preparata l'occupazione di viva forza. S'intromise allora il Comandante del «Condor» e lasciò intendere a! Vice Governatore che l'Inghilterra non si opponeva ali'azione progettata dall'Italia su Massaua, che certamente al Cairo erano al fatto della cosa e che trattative diplomatiche fra le Potenze interessate erano in corso; che pertanto egli Izzet bey si sarebbe presa una grave responsabilità se con vie di fatto avesse rese vieppiù difficili, o forse compromesse, le combinazioni diplomatiche che certamente si stavano gcs~do; che a lui conveniva non opporsi colla forza, ma riferire immcdiatame.r;ite al suo Governo, potendo anche c~ersi dato il caso di qualche ritardo o smarrimento di ordini a lui diretti. · Pare che questa maniera di argomentare che tendeva evidentemente ad alleviare la responsabilità d'Izzct bey inducesse quest'ultimo a più miti consigli. Nel tempo stesso ch'egli faceva chiamare il comandante del!e truppe egiziane, si consultava in arabo con Marcopoli bcy e poscia faceva rispondere da quest'ultimo che di fronte a quella violenza inqualificabile cd inaspettata,
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non avendo egli mezzi sufficienti per resistere colla forza, si trovava costretto a cedere, ma protestava formalmente tanto presso il suo Governo quanto presso il nostro. All'arrivo poi del comandante le truppe egiziane regolari ed al suo stupore per la decisione presa dal Vice Governatore, s'intavolò fra essi una viva discussione in arabo, da'. la quale stando ai gesti pareva potersi rilevare che il comandante s'opponeva energicamente alla decisione presa dal Vice Governatore, mentre Marcopoli bey cercava di conciliare le due parti e dimostrare la possibilità di una occupazione mista del paese. Alla fine Marcopoli bey rivolgendosi a:l' Ammiraglio diceva che non gli sembrava impossibile una conciliazione, che naturalmente il Vice Governatore avrebbe ufficialmente presentato una protesta per salvaguardare la sua responsabilità, ma che aderiva aeo sbarco. Essendosi poi da nostra parte insistito perché il Vice Governatore desse gli ordini opportuni ad impedire collisioni colle nostre truppe per parte delle sue, si addivenne ora col Marcopoli bey ad un accordo sui punti che si sarebbero occupati. Anzitutto l'Ammiraglio dichiarò che avrebbe fatto occupare il forte Flagstafl (Ras Mudur) da rappresentanza di Marina e che si sarebbero pure sbarcati ivi cannoni di Marina. Io dissi che avrei fatto sbarcare le truppe al Gherar, che avrei occupato il forte (appena abbozzato ed abbandonato dagli egiziani) di Otumlo. Che avrei occupato il forte di Monkullo con guarnigione mista e che finalmente avrei occupato altresì e stabilito i'. Comando al palazzo in cui si discuteva. Contro questa ultima occupazione reagì quanto poté il Vice G~ vernatore; alfi.ne aderì, quasi in via di grazia, che mi fosse ceduta una stanza per poter stabilirmi a terra. Naturalmente io riflettei che ammesso il principio della occupazione, non mi sarebbe poi stato difficile l'estenderne !'applicazione quanto avrei voluto. Aderii a dare gli ordini più severi perché dai nostri soldati fossero rispettate sopratutto le donne e la religione oltre, beninteso, agli averi degli abitanti e così si sciolse la seduta (verso le 2 pom.) per dare esecuzione agli accordi presi. , Noi non avevamo che quattro compagnie bersaglieri di truppa. Mi importava che gli egiziani ci credessero in forza molto maggiore; sopratutto poi era indispensabile lo impadronirsi al più presto dei forti per essere in grado, in caso di collisione o rivolta, di avere la supremazia. Già prima di quell'istante avevo ponderato sulla convenienza, o meno, di occupare, subito sbarcato, i forti di Otumlo (forte solt~to abbozzato e completamente vuoto) e Monkullo (il quale ultimo era in buono stato ed armato di cannoni da campagna fra ·cui alcuni di mod. Krupp), distante
66 dalla costa Km. 8 o 10, oppure limitarci alla semplice occupazione della costa, fin dove cioè poteva arrivare la protezione dei cannoni delle navi. Mi decisi ·per la immediata occupazione anche dei forti esterni di Monkullo ed Otumlo (sebbene l'occupazione potesse sembrare allora imprudente) per parecchi motivi: 1° - Sapevo che !'acqua alla città, ed alla guarnigione era tutta fornita dalla conduttura in cotto che proveniva in quantità appena sufficiente e con frequenti interruzioni dal pozzo di Monkullo. Occupando quel forte ci mettevamo in misura di esser noi padroni della situazione e cioè di potere o no impedire la provenienza dell'acqua e nello stesso tempo di non man' carne noi. stessi.. 2 ° - Occupando Otumlo, oltreché metterci in misura di essere in comunicazione più facile con Monkullo da Gherar, ci mettevamo in grado altresì di far senza dell'acqua di Monkullo, quando per qualche eventualità non avessimo potuto tenere quel forte e neppure la città di Massaua. 3° - Occupando Monkullo ed Otumlo, tra le due sorgenti d'acqua del sito, diminuivamo il bisogno d'acqua alle truppe di Gherar. 4° - La penisola di Gherar, isolata affatto ed unita al continente da un istmo stretto, scoperto e piano, si prestava assai bene come ridotto estremo all'occorrenza e presentava molto la facilità di stabilirvisi fortemente fortificandovisi con relativamente pochi mezzi ed in breve tempo, ma avevo però troppo limitata pot~nza. In seguito poteva divenire, come divenne poi, la base di tutta l'occupazione. 5° - Occupando i forti esterni eravamo subito in misura di esercitare una certa influenza sul Governo egiziano, il che non sarebbe stato se ci fossimo limitati all'occupazione della penisola Gherar nella quale gli egiziani ci avrebbero anche potuto far morire di sete visto l'insufficienza della quantità dell'acqua che ci poteva provenire dalle navi in quei primi giorni come meglio si vedrà in seguito. Sebbene dunque si fosse venuti di comune accordo sullo sbarco, questo accordo era forzato e poteva altresì esser solo fittizio come non tardai ad accorgermi. Gli egiziani potevano benissimo con assai fondamento far calcolo su qualche incidente fortuito per disimpegnarsi dalla situazione difficile in cui anch'essi diplomaticamente si trovavano. Fu pertanto cosa opportuna che l'occupazione dei punti lontani e più forti si facesse di sera, preferibilmente un po' tardi, in modo pronto e deciso per modo che se la dimane, qualche atto di resipiscenza per parte del Governo egiziano si fosse verificato, rimanessimo noi in vantaggio. La stessa sera intendevo pure portare il Comando a terra sebbene si fosse potuto lasciarlo ancora per qualche- giorno sul «Gottardo» all'infuori di ogni eventualità disgustosa. Ma mi pareva cosa essenziale il non dar tempo al Governo egiziano di orientarsi, né di organizzare resistenze anche passive.
67 Verso le tre pom. incominciavamo con gli chaland (che s'erano portati dall'Italia sul « Gottardo») ad imbarcare le due mezze compagnie (1a compagnia capitano Gardini) che dovevano occupare rispettivamente i forti di Monkullo ed Otumlo. Esse non giungevano che a notte inoltrata al loro destino. L'occupazione del forte Otumlo, disoccupato, avvenne senza sentore per parte delle truppe egiziane. Il comandante del forte di Monkullo non aveva ricevuto avviso, né ordine ak uno dal Governo egiziano dell'arrivo delle nostre truppe colà contrariamente agli accordi stabilitisi nella giornata col Vice Governatore. Ma siccome il capitano Gardini aveva l'ordine di occupare il forte, stabilirvi immediatamente una forte guardia ai cannoni , ed in caso di resistenza d'impadronirsi senz'altro del comandante egiziano, così egli non diede retta alle proteste di questo che asseriva, ed eseguì il suo mandato. Del resto essendo notte riusciva difficile al comandante del forte il conoscere le forze che entravano, né egli era preparato ad alcuna difesa efficace; mandò però subito ad avvisare de! fatto il Governatore il quale si accontentò di rispondergli che presentasse una protesta per iscritto al Comandante delle truppe italiane nella quale fosse ben espresso che dovette cedere a forze superiori contro quest'atto. Anche la mezza compagnia che sbarcò al palazzo del Comando trovò tutto chiuso, talché si dovettero aprire a forza !e porte. In nessun sito poi fu rinvenuto il più piccolo oggetto, o mobile, indispensabile per gli usi della vita. Appena a terra s'inalberò la bandiera italiana al Comando daccanto a quella egiziana. Le due compagnie e mezzo poi che sbarcarono a Gherar e più tardi quelle nei forti bivaccarono, non essendo possibile piantare i paletti delle tende, a causa del suolo madreporico. Cosa naturale, in quella notte tutti veglratbmo. Non si sapeva da che gente e come eravamo circondati. . · Avevamo ivi inalberata la nostra bandiera e ' si sapeva soltanto ch'essa non si doveva più ripiegare. Jlas Mudur (allora detto forte F!agstaff) fu occupato da un piccolo nucleo di truppa con .alcuni pezzi. In quella prima notte la Marina sbarcò pure a Gherar alcuni pezzi leggieri e mitragliatrici che furono piazzati sulla linea degli avamposti. Questi reparti di sicurezza a cominciare da que'la prima notte e fino ·al termine dei lavori di fortificazione della penisola continuarono ad essere stabiliti con norme diverse secondo che di giorno o di notte e secondo il procedimento dei lavori di difesa. La città non fu occupata in quella prima notte. L'Ammiraglio Caimi emanò un proclama, che fu tradotto in arabo dall'interprete Freda Vittorio (al!ora sergente del 66°, addetto al Comando). Non sapevamo allora cosa pensassero di noi gli indigeni; essi erano
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però molto sospetti ai nostri soldati, che per la prima volta vedevano gente nera seminuda o quasi nuda, incomprensibile nel linguaggio loro, agi!issima attraversante a nuoto, o su tronchi d'albero incavati, quel braccio di mare e che senza rumore compariva all'improvviso non si sa come. Nella stessa prima giornata verso le tre, era arrivata la fregata « Garibaldi». Il Comando stabilitosi al palazzo del Comando quella prima sera era così composto: Colonnello Saletta Capitano Valleris, di Stato Maggiore Capitano Spaccamela, del genio militare Capitano Cammenzoli, di fanteria Tenente Citati, dei bersaglieri. Infine il capitano Cecchi che era partito con noi ad aveva sempre fatto parte del nostro Stato Maggiore. (La formazione graduale numerica del piccolo Corpo di spedizione è data dall'allegato n. 2). L'indomani dello sbarco si stabiliva subito un sistema di segnalazioni per noi urgenti fra le truppe sbarcate e le navi (vedi allegato n. 3).
PRIMO STABILIMENTO.
Non mi è certamente possibile enumerare particolareggiatamente, senza troppo dilungarmi, tutte le disposizioni d'ordine militare e po'. irico che si dovettero dare in quei primi giorni. Era necessario d'imporre al più presto l'autorità italiana a quella del Governo egiziano con tutte le forme però ed i riguardi voluti speèialmente rispetto alla re'igione ed ai costumi loro. L'intermediario ·fra il nostro Comando ed il Vice Governatore che su tutte le questioni meglio poteva corrispondere allo scopo era il Marcopoli bey; del medesimo pertanto mi valsi in larga misura fino dai primi giorni, dopo che già aveva potuto notare di qual vantaggio eg1i ci era stato nella prima intervista. Furono confermate per iscritto le istruzioni verbali convenienti ai coman?anti dei forti perché in ogni evenienza il possesso dei forti rimanesse a noi. Furono date le disposizioni pei casi d'urgenza o d'allarmi di notte. Il capitano Spaccamela organizzò tosto un servizio di segnalazione fra il Comando, Gherar, Ras Mudur, Forte Taulud e forti staccati. S'incominciarono i lavori di forti.ficazione a Gherar, e tenendo conto· di tutte le professioni dei so'.dati non comandati allo scarico dei materiali od al lavoro delle fortificazioni e di servizio arm~to.
69 S'impiegarono ognuno nella professione sua, perocché è da notarsi che non essendovi sul sito, come ho già detto cosa alcuna, si dovette costruire ogni cosa, a cominciare dalle panche, tavole ed oggetti di prima necessità. E lo stesso acquisto della materia prima costò non poco danaro, gli egiziani pretendendo di aver nulla in sovrabbondanza ed il ~oro genere di vita non esigendo quanto per noi e'ra per così dire indispensabile. Non si avevano che pochi m.q. di tavole e pochi murali. Si acquistarono quindi casse vecchie che si fecero disfare per averne tavole e si utilizzarono le cuccette del « Gottardo » per trarne tavole e travicelle. Si visitarono tutti i magazzini egiziani e si acquistarono a prezzi molto miti delle travi di legno duro che fecero ottimo servizio. Intanto il 6 febbraio i vari comandanti riferivano, anche dai forti staccati, che non v'era nulla di nuovo. Più tardi dal « Gottardo » continuò lo scarico dei materiali. Non vi era scalo alcuno che a bassa marea permettesse l'approssimarsi delle barche. Bisognava quindi per lo scarico attendere sempre l'alta marea. E se durante l'alta marea non si riusciva a scaricare gli chaland, bisognava spingerli a largo per attendere la nuova alta marea perché non si producessero a~arìe. E siccome i mezzi delle n avi erano assai più larghi che quelli di scarico a terra, alla bassa marea rimanevan sempre degli chaland o delle barche cariche. I bersaglieri soltanto scaricavano a braccia, non essendovi martinetti, grue, nulla che facilitasse il lavoro. Questo facchinaggio di centinaia di tonnellate di peso sotto un sole tropicale assetava i lavoratori i quali non avevano che poca acqua per lo più cattiva, per dissetarsi. Il servizio dell'acqua dolce era tutt'altro che un problema risolto coll'aver caricate 40 tonnellate d'acqua a bordo del « Gottardo » in casse di ferro (tanche). Invero queste tanche erano di un tal peso, anche vuote d'acqua, che non si potevano maneggiare se non con grue e con gran pena. Conveniva quindi vuotarle, versando l'acqua in grandi barche di ferro, scaricare le tanche vuote durante l'alta marea; disporre le tanche a riva, ma non tanto vicino che l'alta marea le colpisse e non tanto lontano che le maniche delle trombe idrauliche non le raggiungessero più. Riempire con trombe le tanche a terra coll'acqua dolce ch'erasi versata nelle barche di ferro e servirsi poi dell'acqua delle tanche per la distribuzione ai so!dati. Ma _bisogna notare che per fare tutte queste operazioni con poche trombe della Marina, che avevan sovente maniche che lasciavan perdere l'acqua e senza rubinetti per far uscire l'acqua da11e tanche, ne derivarono gli inconvenienti: 1° - che il tempo era sempre stringente e non si riusciva ad aver mai pronta una intera distribuzione nelle 24 ore di lavoro;
70 che l'acqua sia per essere di già in quelle tanche da un mese circa, sia per avere quest'ultime contenuto antecedentemente dell'acqua di mare, sia per la mancanza di rubinetti, la quale obbligava il soldato ad immergere nell'acqua dei recipienti, come gavette e .coperchi non sempre puliti, era talvolta in uno stato imbevibile, talvolta con vermi, talvolta rossa in modo ributtante. Appunto nei giorni 6 e 7 mentre fervevano queste operazioni e l'acqua a terra era ancora inferiore assai all'ordinario consumo, l'Ammiraglio Caimi mi fece dire che il « Gottardo » doveva assolutamente assentarsi da Massaua per andare a portare i telegrammi a Suakin non essendovi altro legno, ma che le navi avrebbero distillato l'acqua di mare per le truppe di terra. Feci subordinatamente osservare all'Ammiraglio in quali condizioni ci Poneva quella sua dispùsizione. Insistendo egli fu giocoforza provvedere all'acquisto in città dell'acqua di Monkullo, nonostante la scarsezza di essa di cui si lagnavano gli egiziani e la PoPolazione. Per l'intromissione di Marcopoli bey e di Abdallah bey si poté farne portare fino ad Abd - el - Kader, ma siccome i mezzi di trasporto erano scarsi e le donne non volevano in alcun modo venire fino a Gherar, un po' colle lusinghe e col danaro, un po' colla minaccia di limitarne il corso da Monkullo e di prendere a forza quel la di Abdallah bey, si sopperì momentaneamente a quel servizio. Il genio intanto lavorava a mettere in ordine una cisterna dentro il forte di Gherar, pel che s'era dato commissione appunto al (( G~ttardo » di comprare cemento idraulico a Suakin nella sua andata colà; ed inoltre lo stesso genio stabi lì tosto l'appalto per la conduttura d 'acqua a Otumlo e Gherar al fine di renderci per l'acqua indipendenti dal Governo egiziano. Da ciò si rileva che se le prime truppe d'occupazione invece di essere in forze limitate com 'erano, fossero state solo in quantità doppia, probabilmente non si poteva giungere ad accomodamenti ma era necessario l'impiego della forza. Intanto il 6 febbraio io mandava al Ministero il telegramma N. 1 (vedi allegato n. 4) al quale egli mi rispondeva il 9, col ritorno del (( Gottardo » da Suakin col telegramma N. 180 e poscia 1'11 col N. 39. 2° -
Il giorno dopo lo sbarco feci subito a cavallo il giro dei forti , visitai la città, cercai di farmi un'idea delle tisorse del!a località, delle difficoltà per istabilirvici ed organizzare tutti i servizi, del valor militare della spiaggia ed essenzialmente della forza degli egiziani e del~o stato delle popolazioni. Feci visita a Monsignor Touvier. Provvisto al servizio urgente dell'acqua, non si Poteva fare a meno di preoccuparsi seriamen te per assicurarlo anche per i rinforzi che dovevan
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giungere, né si poteva tralasciare di tentar pure di migliorarne la qualità. II distillatore egiziano stabilito a terra non funzionava, né era suscettibile di riparazione; i pochi filtri che si avevano (una sessantina), regalati agli ufficiali dal generale Ricci, funzionavano assai bene e furono utilissimi, ma certamente non rendevano l'acqua meno salmastra. Essi inoltre non potevano servire per la truppa, né pei malati. La cassetta dell'analisi dell'acqua per isbaglio non era stata imbarcata a Napoli. Si diedero delle norme per render l'acqua meno insalubre e perniciosa e quando pei malati gravi fu scelta a terra la località di Ras Mudur per ospedale, ivi pure si stabilirono dei filtri per cura deg)i ufficiali medici. Per i viveri si cercò di subito provvedere la carne fresca a .fin d 'evitare le malattie che un'alimentazione continuata di viveri a secco e scatolette in conserva avrebbe potuto in qualcuno generare. Il solo Andreoli si presentò per il contratto della carne, e questo fu stipulato con reciproche condizioni soddisfacenti. Furono comprate delle stuoie perché i soldati non dormissero sulla nuda terra, a rischio di prendersi febbri e dissenterìe. Furono impiantati forni di campagna. Fu stabilita una riserva di viveri a secco nei forti per ogni evenienza. Furono distribuite le fasce di lana ed i cappelli di paglia. E così pure si provvide all'acquisto di qualche altro cammello pei servizi di trasporto indispensabili pei forti. In quei momenti i bisogni indispensabili sembravano tanti, nonostante la limitatissima forza del Corpo di spedizione, che il soggiorno prolungato ivi di truppe nostre, specialmente coll'aumentarsi del caldo, compariva irto di difficoltà ; da qualcuno anzi non si ardiva pensare come si sarebbe provvisto all'arrivo dei rinforzi. Eppure questi rinforzi sotto altri punti di vista erano indispensabili.
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TENENTE COLONNELLO PUTTI.
Si rammenta questo particolare soltanto perché si collega un fatto che avvenne in quei giorni ed il quale fu causa essenziale, a mio avviso, delle dicerìe esagerate che in seguito si fecero sugli screzi fra il Comandante ed il tenente colonnello Putti. Ecco il fatto: Il 9 febbraio, cioè 4 giorni dopo lo sbarco, ricevevo dal Ministero la risposta ad un mio telegramma del 6 febbraio (allegato n. 4) in fine de1 quale era de~to: « Attendo da lei richiuta precisa per una buona difesa della posizione e per oprare a qualche giornata di distanza. Ricotti» . Per dare principio di esecuzione dovetti al rapporto dei capi servizio prescrivere che nello scaricare le navi si facesse una cerna di quanto sarebbe potuto abbisognare ad ognuno ed al regolare funzionamento d'ogni servizio
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nella eventualità di qualche escursione di poche giornate; che si tenessero poi pronte le richieste pel someggio e trasporto delle robe necessarie a seconda degli ordini che verrebbero impartiti; che si pensasse tosto ai provvedimenti per le truppe il cui arrivo già era preannunziato e per le quali il Comando riservavasi di ordinare la dislocazione, e che si provvedesse tosto per una riparazione all'unico misero sbarcatoio esistente a Gherar nonché ad una quarantina di altri particolari. Pare che in mezzo alle difficoltà allora predominanti, la presunzione di altre che si sarebbero presentate anche maggiori certamente coll'arrivo di quadrupedi ed altro personale avesse fatto tale impressione sull'animo del tenente colonnello Putti, che in pieno rapporto disse: Allora Colonnello, a se.irico della mia responsabilità, io sono costretto a dirle che n<m è possibile ass<Xutamente (calcando la voce sul non è possibile) che le truppe pos· sano resistere in questa situazione di cose e panni, a suo posto, ch' io non mancherei di subito render informato di ciò il Governo per i provvedimenti che credesse opportuni, o, quando fosse necessario, anche pcl richiamo.
E così il capitano medico Carotenuto, al quale avevo ordinato di curare con benevolenza anche gli arabi che si fossero presentati à lui, mi rispon4eva « ma è impossibile, sig. Colonnello, vogliono che vada nelle loro case! » come se in ogni casa vi fosse un agguato! Io mi limitai a rispondere: « Signori, se fummo inviati ad occupare questa contrada inalberando ivi la bandiera italiana egli è perché il Governo intende che ci rimaniamo. Dovessimo tutti essere sopra/atti da queste difficoltà, io non farò mai tale mozione al Governo; serva loro questo di norma». In lode del tenente colonnello Putti debbo aggiungere che dopo questo incidente nulla più richiamò su di lui la mia attenzione che non fosse a tito!o di merito. Al capitano Carotenuto poi ordinai senz'altro di eseguire quanto gli ordinavo e se gli fosse capitato danno, sarebbe stato danno capitato in servizio comandato. Intanto pel 1° marzo il piroscafo « Gottardo » doveva lasciare Massaua, essendo ultimata la durata del suo noleggio ed il Ministero intendeva si lasciasse al più presto in libertà per non aver da pagare onerose stallie giornal~re. · D'altra parte a noi sarebbe convenuto · di poterlo trattenere ancora per qualche giorno perché su di esso erano caricate ancora le polveri, la cassa denari e valori, ecc .... gli chalands. Mandai inutilmente il capitano Valleris dall'Ammiraglio. Fu giocoforza provvedere in altro modo per la conservazione degli effetti ch'esso conteneva. In quella circostanza fu determinata la costruzione di una polveriera in Gherar.
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Il capitano Va.Jleris fu incaricato più specialmente del servlZlo dell'acqua. Il capitano del genio, della costruzione delle cisterne, dei forti, telegrafo, segnalazioni e di tutte le costruzioni in genere. Il dottor Carotenuto, oltre che del servizio sanitario, anche del servizio dei filtri. Il Commissario del servizio dei viveri e della cassa. L'artiglieria delle polveriere, della cessione dei cannoni, ecc. Il 13 febbraio, rispandevo al telegramma del Ministero col mio N. IO (vedi allegato n. 5). Mi si disse pai, molto tempo dopo, che questo telegramma fece andare il Ministro in grande collera, specialmente per la rtchiesta di 100.000 sacchi a terra, di cui solo 20 o 25 mila esistevano in tutta Italia, a Gaeta; e che fu deciso in allora che il generale Ricci ·sarebbe partito per ispezionare· quanto facevo e che egli avrebbe pai riferito telegraficamente sull'oprortunità delle mie richieste. Intanto sulle medesime il Ministero si tacque nella sua risposta (vedi allegato n. 5) nella stessa data del 13 febbraio.
L E POPOLAZIONI LIMITROFE.
Al 15 febbraio, cioè IO giorni dopo il nostro sbarco, avevamo le prime prove dell'influenza del nostro arrivo e della nostra occupazione sulle popolazioni limitrofe ed anche assai distanti da Massaua. Scialak Area, il capa abissino che si trovava a Ghinda, in sott'ordine di Ras Alula, governatore del Tigrè e residente all'Asmara, mi scriveva una lettera nella quale ci offriva la sua amicizia e mi chiamava come arbitro nella questione ch'egli asseriva di avere contro il Naib di Arkiko. Evidentemente il Governo egiziano per non alienarsi gli abissini, tergiversava alquanto nel proteggere questo Naib contro gli abissinesi, epperciò anche il Naib desiderava che s'intromettessimo noi, sperando con ciò una protezione più valida. Era un momento opportuno per entrare nelle loro questioni e poscia per appoggiar meglio il Naib di Arkiko, occuparne il paese al posto degli egiziani. Ma per ciò erano insufficienti le forze esistenti. In Arkiko v'era una specie di caste1Io, chiuso, con guarmgione di baschi .buzuk, favorita pure da una parte del paese. Conveniva quindi che tale occupazione fosse fatta da forze convenienti · ad evitare uno scacco, salvo che qualche incidente eccezionale sopravvenisse per ispingerci, coute que coute, ad una tale occupazione. Fu pertanto risposto al cap<> abissino in modo da poter temporeggiare ed intanto avvisare al da farsi.
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Da parecchio tempo Poi erano in Massaua parecchi capi dei Beni Amer, delle tribù dei Shoho, di Kassala, degli Halanga, fra Keren e Kassala ed erano venuti per chiedere soccorsi agli egiziani contro i Madhisti, che appunto in quest'epoca .incominciavano a minacciarli continuando l'assedio di Kassala. Questi furono ben ricevuti da noi; parlai éoi medesimi, m'informai delle loro contrade ed essi ci assicurarono ogni assistenza nel caso avessimo voluto andare a Keren e procedere oltre verso Kassala . . Io non avevo istruzioni di sorta dal Governo, né dall'Ammiraglio; le ultime istruzioni che avevo erano quelle sopradette, onde -telegrafai a Roma (telegramma N. 14 in data 16 febbraio). Il telegramma dovendosi spedire da Aden, lq. risposta a questo telegramma non mi pervenne che il 22 (vedi allegato n. 6). Scrivevo pure in data del 16 il rapPorto (allegato n. 7) di cui però non avrei potuto avere la risposta prima di un mese e mezzo. La risposta in fondo molto vaga ed indeterminata non definiva cosa alcuna, onde io decisi di agire secondo il mio criterio per preparare ed addivenire all'occupazione di Arkiko. Nel frattempo sopravvenne un piccolo incidente che è bene ricordare. L'Ammiraglio Caimi venne a terra un giorno, l'n, a trovarmi al palazzo del Comando, dicendomi che tanto il Vice Governatore, come anche il Chermside a Suakin e Marcopoli bey suo segretario gli chiedevano istantemente che io abbandonassi il palazzo del Comando per scegliere un'a!tra residenza pel Comando, visto che Chermside voleva da Suakin ritornare a Massaua e come governatore di tutte le coste del Mar Rosso doveva trovar libero il suo palazzo. L'Ammiraglio appoggiava la loro domanda. lo allora pregai il sig. Ammiraglio che mi desse l'ordine in iscritto, perocché, io gli soggiunsi, l'abbandono del palazzo specialmente in vista della . PoPo!azione araba, era come l'abdicazione alla supremazia del Comando; tanto più che con quel mezzo avrei facilitato i'. ritorno di Chermside, il che, a mio avviso, era da evitarsi assolutamente. In quei giorni pure si stampavano per la città gli avvisi di cui all'alle" gato n. 8 in arabo, che davano notizie dall'interno. Come si vede la situazione non era delle migliori. Gl'inglesi lasciavano il campo ai Madhisti, gli egiziani sgombravano le loro guarnigioni sotto la protezione del Re abissino. Questi, prepotente, si rivaleva sul Governo egiziano di Massaua per avere quanto desiderava e per dare sfogo alle sue vendette. Gli arabi che odiavano gli abissini, incominciarono pure a veder male gli egiziani ligi agli abissini ed imPotenti a dar loro protezione. In questo frattempo accade lo sbarco; il 1° battaglione di truppe italiane occupa Massaua e v'inalbera la bandiera italiana. Anche senza istruzioni del Governo era evidente c.he in tale situazione di cose era dovere nostro imporsi agli egiziani, ma senza lasciarsi imporre dal Re dei Re abissini, pr°"
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teggere le popolazioni senza troppo ferire l'amor proprio del Governo egiziano, non permettere ingiustizie a vantaggio del Re abissino, ma neppur disgustare né dar ombra a quest'ultimo, tenere a bada i Madhisti senza esser loro amico per non ferire gl'inglesi; intromettersi gradatamente negli affari politici e coloniali degli egiziani per sostituirne poco alla volta l'azione e renderli spregiati per poi sgombrarne il paese e sostituirsi a loro. Questo modo d'azione da me subito iniziato, nell'idea di entrar subito nelle viste del Governo in relazione alla situazione di cose trovata a Massaua, fu fortunatamente confermato come il più opp_ortuno. Soltanto con l'arrivo al fine di febbraio del piroscafo « Principe Amedeo» si ricevettero le prime istruzioni governative che indicavano le idee generali del Governo sulla nostra prima occupazione di Massaua; prima d'allora giorno per giorno, sempre temporeggiando, non era in me che uno studio di agire come sopra ho detto e studiai i siti e le persone in relazione alle circostanze locali ed alle necessità nostre. Fu un grande inesprimibile vantaggio lo avere avuto dal Ministero dapprincipio mani completamente libete ed agire a seconda delle circostanze. Era evidente l'impossibilità di rapide comunicazioni col medesimo; ogni spedizione e risposta immediata di telegrammi importando .sempre al minimum cinque giorni di tempo e 500 miglia di viaggio per mare. Guai se in quei primi tempi il telegrafo avesse funzionato, o quanto meno non vi fosse stato un ministro che comprendeva la necessità di non intromettersi in alcun modo in quei primi tempi d'azione! Dai capi tribù dei Beni Amer si ebbero allora le prime informazioni sulle tribù al sud di Kassala, e sulle vie a percorrersi per giungervi (vedi allegato n. 9). Eravamo in allora in condizioni politiche ottime anche per procedere avanti quando vi fosse stata una preparazione conveniente. Questo mi determinava a scrivere al Ministero il rapporto del 22 febbraio (vedi allegato n. 10).
L'ARRIVO DEI RINFORZI E DELLE DISPOSIZIONI.
Intanto sebbene continuassero ad essere infinite le difficoltà del nostro stabilimento un po' per una questione, un po' per un'altra 2, tuttavia s'avvi-
• In allora ad es., il cemento Portland trovatosi a stento si riconobbe che faceva venir l'acqua amara; i recipienti, i sifoni, gl'imbuti, le pompe pcl servizio dell'acqua dalle tanche ai barili non si avevano ancora; si abbisognava di legnami che più non si aveva per la costruzione degli sgabelli, tavole cd un'infinità di piccoli materiali neccssarii o quasi, per la vita giornaliera; ci abbisognavano palafitte per costruire scaricatori
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cinava il momento in cui per l'arrivo di rinforzi, la situazione non sarebbe più stata tanto critica come forza esigua di contro a quella egiziana. Il giorno 24 giungeva il « Vincenzo Florio » col colonnello Leitenitz quando già col postale erasi ricevuto il seguente telegramma: N. 276. Comunichi al Colonnello Leitenitz imbarcato sul << Vincenzo Florio » seguente telegramma e telegrafi Ministero quando consegnato: . « Florio >> toccherà Massaua. Se Saletta ha bisogno immediato rinforzo potrà sbarcare Massaua metà della forza del « Florio ». V.S. col resto forza e tutti quadrupedi e tutto materiale andrà subito J\ssab e Beilul. Piroscafo « Washington » giungerà Massaua verso 3 marzo con 2 battaglioni, una compagnia artiglieria. Appena giunti battaglioni, Saletta invii Assab le truppe ·che avesse prelevate dal « Florio ». Saletta telegrafi al Ministero qualora gli occorresse cavalleria e artiglieria campagna o montagna, indicandone la composizione, forza, ccc. Riconi
Pel momento non occorrevano rinforzi né conveniva far sbarcare parte di quella del cc Florio » per la strettezza in cui si trovavano ancora in allora quelle già sbarcate; guadagnando altri otto o dieci giorni di temPo si Potevano allestire questi mezzi per quelle che sarebbero arrivate col e< Washingtcn ». Si rispondeva ad antecedenti telegrammi del 13 febbraio con altri qui annessi (vedi allegato n. 11). Si disponeva pure che all'arrivo dei rinforzi la dislocazione fosse la seguente: Monkullo: 3 compagnie bersaglieri Otumlo: I compagnia bersaglieri Arkiko (quando fosse occupato): 2 compagnie (1° battaglione) Taulud: 2 compagnie (1° battaglione) CamPo Gherar: 4 compagnie (2° battaglione). In questo frattempo e con gli ultimi postali si sapevano talune notlZ!e che avevano influenza sulla nostra situazione in Massaua, e cioè la caduta di Khartum, la probabilità che esistesse un accordo coll'Inghilterra per la azione nostra in Africa e si stava attendendo il piroscafo « Principe Amedeo » che portava i quadrupedi e il cui arrivo avrebbe dovuto precedere quello del cc Washington » su cui erano i rinforzi di truppe col Generale Ricci. Infatti giungeva il piroscafo cc Principe Amedeo » coi quadrupedi, col capitano Mancini, dopo una traversata cattivissima, durante la quale morivano parecchi muli e cavalli, tra i quali ultimi un cavallo di mia proprietà acquistato un anno prima per lire 2500 dal negoziante Ferrero (e che aveva nome Norfolk). Egli era saltato fuori dal box ed i movimenti disordinati del per accelerare e semplificare lo scarico delle merci, ci mancavano interpreti per l'amarico, pcl che ricorremmo alla gentilezza della Missione svedese; ci occorrevano polveriere oltre quella già ordinata per lasciar libera la santa barbara del « Gottardo », ci abbisognavano imbarcazioni, barcaioli, non bastando pel servizio quelle della Marina, ccc., ecc.
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legno, pel mare in b'urrasca, oltreché coll'essere la coperta del legno tutta in ferro, ne avevan cagionata la morte per gli urti e gli sbalzi e per non permettergli di stare in piedi. Il capitano Mancini mi partava pure, per parte di S.E. il Ministro degli Esteri (suo padre), le prime istruzioni che avrei dovuto avere prima di lasciare l'Italia (vedi allegato n. 12). Esse mi giungevano pertanto un buon mese e mezzo dopo fatta l'occupazione, cioè dopo l'epoca in cui esse avrebbero dovuto essere osservate, quando già era imminente l'arrivo e l'ispezione del Generale Ricci. Io non so se il non avermi dato quelle istruzioni prima di partire sia stato un atto prqfondo di politica del Generale Ricotti. Molti indizi me lo farebbero supporre; tra gli altri quello di non aver voluto che andassi a far visita al Ministro Mancini prima di partire, ed il non avermi date le istruzioni di carattere militare. Se così è, io sono d'avviso che il Ministro Ricotti abbia fatto la miglior cosa che si potesse in quello istante. Uno dei vantaggi che arrecò lo aver fatto così (certamente fra i minori) fu quello di non mettermi nel~a circostanza di infrangerle tutte. Libero dal legame di qualsiasi istruzione mi trovavo costretto ad agire secondo il mio criterio; certamente le mie azioni basate sugli elementi di fatto dovevano riuscire più opportune che se fossero state legate ad istruzioni date da Roma. Basta dare una corsa a quelle istruzioni (allegato n. 1°2 ) per apprezzarne il valore pratico in quell'epoca. E' questo un bell'esempio dell'assurdità del sistema di dare istruzioni stando lontani dal teatro d'azione per uno svolgimento ipotetico di fatti. La lettura tuttavia di quelle istruzioni mi fece chiaramente vedere il poco accordo esistente fra le vedute del Ministro degli Esteri e quelle del Ministro della Guerra, e la nessuna indicazione dello scopa a cui la mia azione complessiva si doveva informare. Altre istruzioni militari avute posteriormente mi prescrivevano di ric<r noscere il quadrilatero Massaua - Kassala - Berber - Suakin. Ora come patevo io avanzarmi nell'interno (prescrizioni militari) se il trattato dell'Ammiraglio Herwett doveva essere scrupolosamente osservato? (prescrizioni politi che). Come potevo io, solo, allontanarmi di una o due giornate da Massaua, se doveva vivere in buon accordo con l'Abissinia ? Come potevo favorire lo sgombero delle guarnigioni egiziane di Anedib, Metemma, Ghira, Keren, che avrebbe durato due o tre mesi (trattato Herwett), senza essere in buona armonia sia cogli egiziani sia cogli abissini attraverso il territorio dei quali dovevano tali guarnigioni transitare, nonché cogli arabi musulmani, ecc.? Di queste contraddizioni io decisi di non farne neppure un cenno al Ministero, sia perché prima di averne risposta sarebbe trascorso almeno una
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quarantina di giorni, durante la quale molti fatti potevano succedere per cui non più s'adattassero a misure escogitate mesi prima, sia perché non intendeva legarmi altrimenti con altre disposizioni provenienti da Roma ora che rimanevo libero tanto pel ritardo sopravvenuto nella consegna di queste prime istruzioni, quanto per la loro evidente ineseguibilità. Decisi bensì con rapporti periodici di mettere il Governo in chiaro della situazione delle cose, il che non si poteva fare che poco alla volta e su e~ementi sicuri. Nei giorni appunto fra l'arrivo dell' « Amedeo » e quello dei rinforzi che s'attendevano dal « Washington » si sentivano le maggiori diffico~tà d'ogni genere. Gli egiziani erano ora pienamente al fatto della ristrettezza dei nostri mezzi d'azione, onde all'interno incominciavano una sorda resistenza passiva che facilmente si sarebbe potuta tramutare in aperto conflitto. Tutti i nostri soldati lavoravano a più non posso per le fortificazioni e le cisterne e pegli sbarchi di materiali, e a seconda dei rispettivi mestieri, per tutti i bisogni ed oggetti di ogni sorta che erano indispensabili alla vita giornaliera. Il caldo cresceva ogni giorno, molti soldati incominciavano a deperire, taluno ad ammalarsi, onde erano indispensabili pure i lavori per rialzare da terra le stuoie su cui dormivano i soldati. Le tende principiavano ad essere caldissime in talune ore della giornata e le munizioni ed i viveri abbisognavano di ricoveri, baracche, ecc. Si dovevano in quest'epoca sviluppare tutti questi lavori in previsione della triplicazione di forze che dovevan giungere col « Washington ». Quindi forni da campagna, baracche per magazzini, tettoie per muli e cavalli, cisterne per deposito acqua, interramento delle tanche per ripararle dai raggi solari che le infuocava, infermerie per uomini, ospedali, baracche per farmacie e contemporaneamente stabilimento di linee telegrafiche con tutti i forti, col campo Gherar, coll'ospedale, ecc. Il capitano Mancini, il capitano Cecchi e parecchi ufficiali cadevano malati; e per disgrazia anche il capitano Spaccamela che era l'anima per tutti i lavori di costruzione del genio. Le notizie poi dall'esterno ci segnalavano l'avvicinarsi delle truppe ribel'. i di Osman Digma, al di qua di El Ain, verso Kanfer, cioè a non più di una giornata da Massaua. Ras Alula era bensì intenzionato di arrestarle e di batterle e sarebbe stato nella nostra politica di cooperare noi pure cogli abissini a questa lotta, quando l'entità delle nostre forze ce lo avesse permesso. Ma in quei giorni con 400 combattenti soli, impiegati come sopra ho detto, tal cosa sarebbe stata impossibile oltreché ci sarebbero mancati i mezzi accessori e di trasporto per allontanarci dai nostri forti anche di una sola giornata.
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Inoltre il segnàlare anche agli abissini la nostra debolezza non conve· niva, come non . conveniva lo indebolirci in Massaua stessa di fronte agli egiz1am. L'arrivo pertanto dei rinforzi se ci restringeva nei mezzi per la nostra vita quotidiana, moralmente rilevava di molto la nostra situazione. Una grave difficoltà in quell'epoca era pur quera degli interpreti. Il sergente Freda era quello che fino allora mi aveva servito meglio ed era il più fidato. Ma oltreché egli era assai cagionevole di salute, non sarebbe più bastato coll'arrivo di altre truppe. Ci mancava inoltre un interprete sicuro in amarico per le nostre relazioni coll' Abissinia. Si fecero perciò tutti i tentativi per avere altri interpreti e così fu preso in seguito Cesare Hagg per l'arabo e Hai 1 y per l'amarico. i quali si trovano tuttora in quelle regioni dopo molti servizi utili prestati .
L'1sPEZIONE DEL GEN.
R1cc1.
Ai primi di marzo giungeva dunque il « Washington» col generale Ricci, due battaglioni di rinforzo, e rinforzi adeguati per tutti i servizi. Ne! momento in cui il « Washington » entrava nel porto (ora d'arrivo imprevedibile) io era a cavallo a Monkullo per visitarvi parecchi lavori. Alla segnalazione dell'arnvo di un legno, di trotto e galoppo ero di ritorno a Massaua ed ivi giunto ero informato daTin allora capitano V alleris che essendo egli andato a bordo del << Washington » al suo arrivo in mia vece, aveva trovato il generale Ricci assai inquieto per la mia assenza. Mi recai tosto a bordo e riferii al generale Ricci lo stato delle cose. Mi avvidi che egli aveva l'incarico d'informarsi minutamente sulla vera necessità delle richieste, che io aveva dichiarato indispensabili e fatte al Ministero della Guerra, specialmente di sacchi a terra ( di cui mi si diceva esisterne soltanto in tutta Italia un 25.000 nella piazza di Gaeta) dei qua1i avevo chiesto 100.000, nonché sulle trombe idrauliche pel travasamento dell'acqua distillata, ecc. Gli diedi ragione di tutto ed egli persuasosi dei veri bisogni, telegrafò immediatamente per l'invio a seconda delle richieste; poscia giorno per giorno venne a visitare ogni cosa tanto in Massaua quanto ai forti di Monkullo ed Otumlo (allegato n. 13). Al medesimo esposi la necessità in cui ci trovavamo di occupare quanto prima Arkiko, nonostante gli ostacoli di varia natura che ci si presentavano per una tale occupazione; e specialmente gli posi sott'occhio che l'occupazi<>ne di Arkiko ci poneva ne~la necessità di intervenire nelle questioni esistenti da lungo tempo fra Ras Alula ed il Naib di Arkiko e che gli egiziani anziché risolvere, cercavano di moderare con palliativi e finzioni più o meno umilianti di fronte alla prepote.n za abissina.
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Che però s'timavo conveniente preparare una · tàle occupazione, provocando dagli stessi Naib di Arkiko la domanda del nostro intervento per evitare attriti sia cogli egiziani sia coi capi abissini. Il generale Ricci approvò· una tale linea di condotta. Tenni parola altresì col generale Ricci sull'occupazione eventuale di Keren nell'epoca prossima in cui la guarnigione egiziana sarebbe stata ritirata dai Bogos, giustificando una tale occupazione colle nostre esigenze di sicurezza , e di attivazione di commerci; ma in tal caso occorreva che il nostro Ministero degli Esteri si aggiustasse col Foreign Office di Londra per questa violazione per parte nostra di uno degli artico1i ·della convenzione coll'Abissinia stipulato dall'ammiraglio Hervett. Il generale Ricci mi rispose ch'egli credeva occorressero 15.000 uomini per procedere all 'occupazione di Keren e quindi non pateva associarsi alla mia opinione. Abbandonai quindi _questa · idea <; dissi a Marcopoli bey, il quale confidenzialmente mi aveva tenuto discorso sulla prossima eventualità dello sgombero dei Bogos e possibilità d'occupazione di tal regione per parte nostra, che il nostro Governo intendeva attenersi scrupalosamente alle clausole del trattato di Herwett. In quanto pai al nostro modo di regolarsi con i ribelli di Osman Digma e col capa degli Habàb, il generale Ricci mi consigliava di adattarmi alle circostanze, cercando passibilmente di evitare qualsiasi incidente che patessc dar luogo a questioni diplomatiche o difficoltà di governo in Italia. Egli approvò il concetto ed i lavori di difesa che si stavano compiendo e si convinse delle gravi difficoltà che si dovevano superare, promettendo il suo appaggio presso il Ministero per la più pronta e migliore soluzione de'.le medesime. Concordò nelle dispasizioni date per un'eventuale difesa di Massaua sì contro le conseguenze di torbidi interni che contro nemici esterni e mi consigliò a far fare 'delle ricognizioni nei paesi limitrofi e ad organizzare un buon servizio d'informazioni. Egli stesso avrebbe desiderato di andare, o di mandare il suo ufficiale di Stato Maggiore Carini a veder Saati. E tutto era già disposto per la partenza di questo ufficiàle con alcuni altri per Saati, quando le informazioni di poca sicurezza al di là dei forti distolsero il generale dall'esecuzione di questo progetto. Io però facevo partire in ricognizione nel paese degli Habab attua.lmente occupato dai ribelli l' Andreòli (italiano stabilito da parecchi anni in Massaua ed in relazione con Achmed Kantibai) il giorno 15 marzo per darmi informazioni sull'impressione avuta da quei capi della nostra occupazione e suPa possibilità, o meno, di venire ad accor.di di buon vicinato. Il giorno 15 marzo il generale Ricci faceva eseguire una tombola a vantaggio ·dei .soldati; alla · medesima volle pure intervenire il contrammiraglio Caimi, sebbene da qualche tempo incominciasse a manifestare i primi sintomi
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della malattia (anemia .cerebrale) che poi lo condusse alla tomba. In piedi accanto a me gli venne uno svenimento e cadde al suo'.o. Il caldo era soffocante quel giorno; fu trasportato a bordo e da quel giorno più non si rimise in, salute. Il 16 marzo il generale Ricci ripartiva col « Washington » riconducendo con sé il capitano d'artiglieria Mancini ed il capitano Detolosi, ambedue 1 • amma,atl. Quel giorno stesso pranzammo a bordo, invitati dal generale. Poco prima d'andare a pranzo mi giungono informazioni che 4000 ribelli, fra cui Mohamed Nur ed Adam dei Naib d'Arkiko, stanno ad una giornata da Massaua, contemporaneamente che Ras Alula crasi mosso dall'Asmara per Ghinda ed Axus, non si sapeva con quali intenzioni, con altrettante forze. Comunicai queste informazioni al generale che ne rimase assai impressionato e •mi disse: già la sua posizione non è su delle rose, e mi consigliò ad agire colla massima energia. Nel mattino seguente all'alba il « Washington » era fuori di vista di Massaua.
EVENTUALE. OCCUPAZIONE D'ARKIKO.
Il 18 marzo.seppi che doveva arrivare Mohamed Nur con 6o ribelli; ma egli andò in Arkiko. Oramai il Governo egiziano incominciava ad essere sfatato e non· ardiva più prendere misure energiche neanche contro capi ribeUi. A noi conveniva invece attirarsi quei capi. Di Mohamed Nur non volli sapere. Il suo aspetto non mi soddisfece; ma Adam invece mi piacque assai e gli feci 'dire che se faceva atto di sottomissione all'autorità italiana, avrebbe avuto la nostra protezione anche contro il Gov~mo egiziano, rispetto al quale era ribelle. Osman Digma aveva dato ad Adam ,pòsizione superiore che non a Mohamed Nur; quest'ultimo era perciò malcontento e rientrava per impetrare il perdono ed all'occorrenza tradire il fratello ed i ribelli. Io intanto bramava di contrarre relazioni coi capi abissini e specialmente con Ras A~ula. La cosa mi premeva perché era nelle viste del Governo ·che le nostre relazioni fossero ottime cogli abissini. Feci domandare al sig. Monbelli italiano che aveva off~rto i suoi servizi a me anthe quale corrispondente dei çapi abissini, se avrebbe aderito a presentarsi a Ras ·Alula come portatore di pace ed alleanza degli italiani; mi fu risposto ch'egli non aderiva. Il 16 marzo accadeva il fatto seguente che parmi meriti ancora il conto di ricordare perché rappresenta al vivo la situazione difficile in cui anche il semp'.ice ufficiale contabile si trovava per ben esercitare le sue funzioni.
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Il capitano Marone, direttore dei servizi di commissariato, mi presentava la domanda di un ufficiale contabile, stimato allora fra i migliori, di essere collocato in servizio di posizione ausiliaria (vedi allegato n. 14). Volli andare a fondo sulla conoscenza dei motivi che avevano spinto tale ufficiale ad una siffatta determinazione. Visitai i magazzini che si stavano costruendo ed il funzionamento del servizio di commissariato. Riconobbi che realmente il peso del lavoro e della responsabilità sopraffacevano in quel momento la potenza d'azione di quell'abile ufficiale. In quei primi tempi il servizio del commissariato crasi andato via via complicando in modo straordinario nel suo passaggio dalla base sul mare a quella su terra e gli ufficiali contabili erano due. Ivi si procedeva alla costruzione dei forni, allo stabilimento dei magazzini, all'interramento delle tanche, all'ordinamento del ser:vizio delle farine, di tutte le distribuzioni, al servizio degli scarichi, dell'immagazzinamento, della contabilità per un materiale d'ogni specie e natura che si accresceva ogni giorno non di poche ma di migliaia di tonnellate e per la buona conservazione del quale tutto si faceva d'urgenza sia perché come ho già detto tutti i mezzi di scarico erano sproporzionatamente minori alla mole del lavoro, sia perché premeva di lasciar presto liberi i piroscafi per non pagare ingenti somme di mille o mil)ecinquecento franchi per ogni giornata di permanenza del piroscafo oltre i limiti assegnati dal contratto, e costituivano un tale ammassamento di lavoro che rendeva necessarie delle qualità realmente eccezionali nel personale preposto a dirigerlo ed eseguirlo. S'aggiunga la stagione che diventava ogni giorno più soffocante e che obbligava l'ufficiale a stare mezzo nudo, le malattie che riducevano il personale lasciando talvolta un individuo a fare doppie o triplici funzioni, la vita, per così dire del ripiego che si doveva fare in conseguenza dei pochi mezzi disponibili, tutto ciò obbligava l'ufficiale contabile a vivere durante le ventiquattr'ore sotto una meschina tettoia fra ammassi di roba, di casse di materiali, lavorando continuamente a far aprire colli, far allogare generi, aprire registri, distribuire oggetti, ecc., tutto ciò senza tregua e sotto l'urgenza continua non disgiunta da una grave responsabilità. Il tenente in questione era fra i migliori ufficiali contabili; indefesso al lavoro ed animato da un vero sentimento di dovere. Il capitano Marone, responsabile d'altra parte del servizio, esigeva da lui più di quanto era umanamente possibile. Siccome il tenente Erba era nelle condizioni di poter andare nella posizione di servizio ausili.ario, in un momento non so se si disgusto o di convinzione d 'impotenza, diede corso alla sua domanda. Dopo essermi accertato dell'andamento del servizio a cui egli era preposto, persuasomi del motivo reale della sua domanda, facilmente lo indussi a continuare a prestare l'opera sua proficua in momenti · così difficili. Fu in questa occasione che mi persuasi vieppiù come le qualità di mente e di
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carattere del capitano Marone non fossero all'altezza de!le difficili sue mans1orn. Il generale Ricci, come ho detto sopra, mi aveva consigliato a stabilire un efficace servizio d'informazioni autorizzandomi, anche a nome del Ministero, di fare a tal uçpo quelle spese che avrei ritenute necessarie per raggiungere lo scopo in modo sicuro. Era indispensabile perciò che io assumessi a nostro servizio deii indigeni e che di tale servizio fosse responsabile una persona su di cui potessi avere un potere efficace, e che fosse garante della fedel tà degli ìnformatori i quali pure dovevano essere accettati ed anche gradìti n~i paesi dì cui si voleva essere informati. In quell'epoca era difficilissimo il poter conoscere ìl pensiero intimo dei notabi"i indigeni. La politica subdola ed incerta del Governo egiziano aumentava l'incertezza e la confusione morale. Non si sapeva chi poteva essere spia di Ras Alula, o del Governo egiziano, o di ambedue ad un tempo secondo l'entità del bakschisch che se ne poteva avere. Facilmente i malcontenti si adattavano a parteggiare · per noì, ma dì costoro, oltreché conosciuti, c'era poco pure da fidarsi, tanto per la loro fedeltà a nostro riguardo quanto sulla veridicità delle loro informazioni. Ben ponderata ogni cosa, mi decisì di addossare, in certo qual modo, la responsabilità morale di questo servizio, al Naib Abd - el - Rahim, capo dei villaggi dì Otumlo e Monku'.lo, in buone relazioni coll'Abissinia, coi capi delle tribù confinanti e non molto in buona vista del Governo egiziano, e la responsabilità materiale del servizio ad un capo subalterno, propostomi dallo stesso Abd - e! - Rahim, chiamato Abdallah ... coadiuvato da altri sei indigenì continuamente ìn giro alternatamente aU' Asmara, nell'Okule Kusai, negli Habab, ecc. (vedi allegato n. r5, lettera di Marcopoli bey al cav. Maissa). Al Naib ci si davano 100 lire al mese, ad ogni informatore 20 lire al mese; salvo il Naib, tutti gli altri furono sempre al nostro servizio anche durante la spedizione del generale di San Marzano, e credo lo sieno tuttora. Per un servizio così delicato, si può dire pertanto che l'impianto non sia riuscito male. Il prossìmo sgombero di Keren, di Metemma ed altre guarnigioni dell'ovest dell'altipiano abissino per parte delle truppe egiziane, avrebbe potuto richiedere forse che le nostre truppe fossero chiamate colà a sostituirvele. In questa previsione, sebbene assai incerta, conven iva prepararvisi, ed è perciò che in quei giorni ordinava al tenente colonnello Putti allora a Monkullo ed ai battaglioni in Massaua talune misure preventive (vedi allegato n. 16). Il tenente colonnello Putti, a11ora in Monkullo, dimostrava sempre di essere in uno stato d'animo assai eccitato. La sua fervida immaginazione di
84 poeta ed artista, gl 'ingigantiva forse alla mente le conseguenze di talune eventualità, talché egli vedeva talvolta delle difficoltà gravi, od insuperabili, dove io non le vedeva; e così egli vedeva nel Governo egiziano dei nemici più acerrimi e misteriosi di quanto realmente non fossero. Ne fa fede il telegramma (vedi allegato n. 1 17) con cui da Monkullo mi annunziava un fatto semp'.icissimo, circuendolo però di mistero, come se egli mi annunziasse lo scoprimento di un complotto. Dal 21 al 3 1 marzo ebbi ripetute istanze dai capi dei Beni Amer, che da tempo erano attendati nei pressi del Comando e s'erano rivolti a me per protezione, ed aiuto contro i Madhisti per sapere quali soccorsi potevano avere da noi , essendo decisi di ritornare ai loro paesi, fra Kassala e Keren. Erano i capi delle provincie di Elgaden, Barca, H alanga, ecc. che avevano fatto atto di sottomissione agli egiziani. Fin dai primi tempi de~la nostra occupazione erano questi capi giunti a Massaua. Io aveva scritto al Governo per sapere quali erano le sue intenzioni a riguardo di questi capi, i quali ci avrebbero potuto molto giovare nel caso fossimo andati a Keren od al di là. Il 15 marzo appunto il Governo mi rispondeva in parte con telegramma (giunto il 22) e così concepito: 15
marzo - Al Comandante il
«
Barbarigo » - Aden - ore
11,40.
Comunichi Colonnello Saletta secondo informazioni avute Governo guarnigione egiziana di Massaua dovrà sgombrare gradatamente; faciliti in ogni modo partenza, evitando attriti e qualsiasi atto di apparente coercizione da parte nostra. Ella ha facoltà di sostituire distaccamenti egiziani, purché non situati in territorio abissino e compresi ultimo trattato internazionale; può pure accordare protezione e procedere occupazione sempreché non si tratti di tribù e località dipendenti dal territorio abissino. Mantenga relazioni cordiali con capi abissini. Si concerti sempre col Maissa (vedi allegato n. 18). RtcOTTI, Btu N.
Verso la fine di marzo poi mi pervenivano le istruzioni in iscritto (vedi
allegato n. 19), in un con un saluto delle Camere (allegato n. 20) e due o tre telegrammi, dalle quali appariva quali fossero le idee del Ministero della Guerra e quelle del Ministero degli Esteri sull'azione direttiva da adottarsi in Massaua. Dalle medesime si può facilmente rilevare come altrettanto nette e ben formulate erano le questioni posate al Ministero degli Esteri dal Ministero della Guerra; altrettanto incerte e confuse erano le risposte del Ministero degli Esteri. Invero non si aveva affatto un'idea precisa sull'indole, sull 'azione, sull'ordinamento dell'Abissinia e neppure sulle distanze e sul tempo, per ammettere che si potesse ricorrere in date evenienze alla giustizia del Negus per definire conflitti, per credere che vi fossero confini delimitati, per sup-
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porre che il procedimento politico cd internazionale si svolgesse in quelle regioni come in Europa. Il Ministero della Guerra, credo, comprese perfettamente tutto quanto vi era d'incerto, di confuso, in quelle istruzioni, ed è perciò forse che mi mandò altresì copia dei quesiti da esso formulati; da questi u ·timi chiaramente emergeva il desiderio del Ministero che si cercasse di stabilire i nostri quartieri d'estate in qualche sito fresco e montuoso. E qui stava la difficoltà. Perocché l'occupazione dei Bogos ci era interdetta (e sarebbe stata in allora la sola possibile ed anche faci'mente giustificabile per la sostituzione di un distaccamento egiziano) perché territorio da restituirsi all'Abissinia in forza del trattato dell'Ammiraglio Herwett, alle cui condizioni ci eravamo impegnati di soddisfare. L'occupazione di qualunque altro punto dell'altipiano, ci avrebbe portato ad un conflitto col'.' Abissinia, la quale non riconosceva confini da questa parte se non sino al mare.· Fino d'allora pertanto avevo deciso di fare io stesso una escursione fino ai piedi del grande altipiano etiopico, per riconoscere fin dove avremmo Potuto spingere la nostra occupazione e se vi avessimo potuto includere altresì una località atta a farne un sanatorium per l'estate, che si presentava già sotto auspici di un calore straordinario. Le istruzioni che ricevetti non · cambiavano pertanto '.a linea di condotta che avevo assunto fino a quell'epoca; ed intanto risultava chiaramente che non ci saremmo potuti avanzare di un passo nell'interno, attesa l'esigenza di stare in ottima armonia coll'Ab1ssinia, che spingeva le sue pretese sin dentro Massaua. La prima necessità era dunque di stabilire accordi formali e decisivi con questa potenza. Anziché pertanto l'invio del solo capitano Ferrari e dottor Nerazzini, non rivestiti di carattere ufficia1e internazionale, sarebbe· forse stato conveniente mandar subito una vera missione. Ma il tempo stringeva, la stagione incalzava, le piogge in Abissinia stavano per cominciare (in giugno e luglio), non si poteva perciò ritornare indiero. La politica poi che da qualche tempo era tenuta dal Governo egiziano per rispetto all'Abissinia, non rendeva che vieppiù difficile la nostra politica rispetto a'la stessa nazi<>ne. Invero la nostra doveva informarsi a ben altri e più dignitosi criteri che non quella del Governo egiziano. Da parecchi anni il Governo egiziano sfatato da due tremende sconfitte - quella di Gudda Guddi cioè nel 1875 e quella di Gura ne'. 18]6 non sapeva trovare miglior partito di fronte alle continue prepotenze abissine che quello di cedere, lottando e resistendo politicamente fin che poteva. N'era da ciò derivato che un abissino 'qualsiasi arrivando in Massaua assumeva i modi prepotenti ed altieri di un conquistatore. N'era derivato che Ras Alula imponeva al Governatore di Massaua ora di mandargli un capo, ora un notabile, ora di mutarne taluno a lui non gradito, ed era sempre in
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questione con qualcuno (come ad esempio coi Naib d'Arkiko) contro i quali poi si rivaleva con razzìe, quando il Governo egiziano non aveva l'autorità o la forza di soddisfare ai suoi desideri. N'era deriva,to che i capi ·egiziani sentendosi mal protetti dalle rispettive autorità, diventavano più ligi ai capi abissini che non alle proprie autorità egiziane. Gli 'abissini avevano perciò una quantità di capi egiziani o notabili massauini a foro devoti, spie all'occorrenza, pronti a tradire per far piacere al Ras. I soli arkikesi, in generale, odiavano gli abissini ed erano sempre in lotta con Ras Alula. La famiglia dei Naib era per conseguenza invisa a Ras Alula ed i Naib a preferenza di rimanere nel loro paese andavano a servire coi ribelli, per non essere consegnati dal Governo egiziano agli abissini come prezzo del loro odio contro i medesimi. Ras Alula poi odiava s<>prattutto Adam, il quale una volta aveva avuto l'ardire di andare a saccheggiare la cappella dei Monaci di Debra - Bizen, uccidendo alcuni di costoro. E' per questo ch'egli era andato ad arruolarsi coi ribelli, dove lo trovammo noi all'epoca della nostra occupazione. Questa lotta ci poteva servire per intervenire opportunamente come pacieri fra gli arkikesi e gli abissini ed occupare il paese, chiamati dagli stessi Naib, per salvare l'autorità, che non aveva pìù il Governo egiziano. In tal senso stavo preparando questa occupazione, affidando al cav. Maissa l'incarico degli opportuni colloqui sia con Marcopoli bey, sia col Vice Governatore egiziano, lzzet bey, sia col comandante della nostra flotta , sia coi Naib di Arkiko. Il cav. Maissa avrebbe dovuto già in quell'epoca, secondo le istruzioni avute, aver mandato al suo Ministro una lunga relazione su'la situazione civile e politica di Massaua. Ma egli non era in grado ancora di farlo, onde io per lui scrissi in proposito al Ministero (vedi allegato n. 21) due telegrammi di carattere amministrativo, per scagionarlo del ritardo che avrebbe subìto l'invio di una tale relazione. Poco alla volta poi lo metteva io stesso al corrente dei criteri che mi guidavano nell'azione direttiva degli affari. E così gli offriva di assistere a tutti i colloqui che io avrei avuto sia coi notabili indigeni del paese sia coi capi delle tribù limitrofe od anche assai distanti, che chiedevano il nostro appoggio. Ad onor del vero, debbo dichiarare fin d'ora che io trovai sempre nel cav. Maissa la condiscendenza e cortesia maggiore che mi potessi desiderare ; che apprezzai molto i consigli suoi ed i servizi ch'egli prestò e che molti mesi dopo fui dolorosissimamente colpito nel leggere sui fogli il giudizio su di lui portato dal tenente colonnel~o Putti, col quale una volta sola, a pranzo, egli crasi trovato a contatto. Erano frequenti i miei colloqui, specialmente coi capi Beni Amer, e l'ultimo lo ebbi coi medesimi il 31 marzo, al quale pure assistette i! cav. Maissa come risulta dall'allegato n. 22 .
87 Per comprendere le rag~onì che mi spingevano a questi frequen ti colloqui coi capi dei Beni Amer, conviene ricordare i particolari della situazione Politica estera ed interna di quell'epoca. · L'Abissinia spadroneggiava dovunque essa poteva ed aveva completamente sottomessa l'autorità del Governo egiziano anche in Massaua. Quest'uJtimo aveva ancora tutto l'interesse a non disgustarla e quindi a cedere in ogni suo capriccio perché le guarnigioni di Gallabat, Metemma, Elghir al di là dell'altipiano etiopico potessero aver libero il passo.nello sgombero di quelle guarnigioni attraverso all'Abissinia a seconda di una clauso!a del trattato Herwett. A questa sua po! itica . di sottomissione all'Abissinia il Governo egiziano trovava all'interno grave ostacolo nella volontà di resistere degli arkikesi, ed ora, colla nostra occupazione, altre difficoltà maggiori per non agire contro il nostro volere e nello stesso tempo per agire nel suo interesse. L' Abissi.nia poi era sempre in lotta, ora più viva, ora meno, colle tribù limitrofe musulmane che dominava colla sua potenza, taglieggiava e devastava colle sue razzìe quali i Temariam, i Tekles, i Bogos, gli El - Scheitz. Era pure in lotta coi Dervisci, i quali acquistavano viemmaggiormente ardire dopo la caduta di Khartum e la morte di Gordon, ed erano più o meno apPoggiati dalle tribù ostili all'Abissinia. Era se non in lotta aperta, in ostilità ora più ora meno intensa colla grande tribù degli H abab, contro la quale di tanto in tanto oprava razzìe. Kassala tenuta da truppe egiziane, od . amiche del Governo egiziano, quaJi appunto quelli dei Beni Amer resisteva ancora contro i Dervisci, e l'Abissinia aveva assunto o stava assumendo pure l'obbligo di andarla a liberare, mediante un adeguato compenso in danaro per parte del Governo egiziano. Dei capi dei Beni Amer, alcuni erano amici di Ras Alula, altri avversari. In genere tutti i capi delle tribù musulmane avversavano gli abissini in fondo all'animo, ma di fronte alla loro potenza riconosciuta fingevano amicizia e devozione. A questa situazione di cose si aggiunga che il tratto di terri_torio che confinava coll'altipiano e con Massaua, era scorazzato da una quantità di bande, capitanate da capi ribellatisi al Governo egiziano od a Ras Alula ed anche in guerra fra loro e costretti a razziarsi a vicenda per vivere. Secondo le circostanze ed il loro interesse, queste bande Poi si univano quando fra loro, quando coi Dervisci, quando cogli Habab per operazioni a danno di un nemico comune. In mezzo a questo intricato labirinto d 'interessi locali, la nostra occupazione aveva destato un'impressione diversa, speranze negli uni, irritazione negli altri, soddisfazione in taluni, in tutti un senso di diffidenza e di sospetto. Conveniva anzitutto d issipare quest'ultimo e curare che nessuno scacco, di qualsiasi genere, diminuisse il prestigio della nostra bandiera, specialmente 1 nei primi tempi, per non vedere sollevare d'accordo intorno a noi tutti co oro a cui non Poteva garbare la nostra intrusione e la nostra occupazione.
88 Conveniva inoltre trar profitto delle gare, degli odii, dei dissensi dei vari capi fra loro per dominare i più influenti e trarne profitto per la nostra influenza. I capi dei Beni Amer, ben trattati da noi fin da principio dell'occupazione , ai quali anzi erasi concesso di visitare le nostre navi da guerra, ai quali erasi fatto qualche regalo d'armi e che notavano con quanto riguardo ci trattasse il Governo egiziano, avevano tosto concepito speranza che !i potessimo aiutare ed acquistato la credenza che col tempo saremmo stati i padroni del paese. Era necessario che essi comunicassero tale loro impressione fin da principio nei loro paesi, avidi di notizie sul conto nostro ; che tale impressione si divulgasse, come suole accadere in Africa, rapidamente ed acquistasse anzi maggiore sviluppo sulle a'. i della loro fantasia. Non conveniva che al>bandonassero ogni speranza sul nostro concorso materiale, ma neppure che acquistassero troppa fidanza sul medesimo. Le loro impressioni si sarebbero pure comunicate all'Abissinia ed avrel>bero influito a farci rispettare fin dal principio preparando forse così una entente cordiale a seconda le intenzioni del nostro Governo. Ecco pertanto il soggetto dei colloqui frequenti che tenevo coi capi dei Beni Amer. Nell'ultimo di essi che ebbi il 31 marzo, mi convinsi ch'essi erano completamente guadagnati a noi, anziché al Governo egiziano. In allora le notizie che correvano e che mi erano state confermate da un messo di Andreoli, erano che: a tre ore al nord in Ain, Sceik Omer, Emiro di Osman Digma, frate llo di quello al governo di Emberemi, stava trattando coi capi tribù dei Temariam un accordo per una spedizione non si sapeva ancora se contro Massaua o contro l'Abissinia. Le forze di Sceik Omer si limitavano ad 80 persone armate di Remington; però si attendevano rinforzi. A lui si era unito Mohamed Gubar, capo dei Temariam, con 1000 uomini armati di lance e sciabole. La tribù dei Tekles era in rivolta completa, ma per ora impotente. Il bey di Sennahit aveva ricevuto ordine di abbandonare Kassala, Anedib, Sennahit con un si salvi chi può'. Tre sceik dei Beni Amer: Arai, El Ghir, Agiaz, ci offrivano 2000 cammelli in affitto; tutti, dicevano, desideravano gli italiani. Eravi pure il campo di Barambaras Kafel con 1000 arabi, mezzo nudi, con 200 fucili Remington , cartucciere piene, il resto armato di spade, lance, ecc. che saccheggiavano. Achmed Kantibai aveva 1000 uomini con fucili Remington per una metà della forza. Più tardi mi si annunziava che l'accordo stipulato era per muovere contro l'Abissinia; cioè: - Barambaras per l' Anse ba, Achmed Kantibai per Pensa, Sceik Omer con Mohamed Gubar per l'Asmara;
89 - Mohamed Nur (dei Naib d'Arkiko, fratello di Adam) doveva con gente di Arkiko avviarsi verso Hura; . - Adam era con Osman Digma in pegno del fratello Mohamed Nur, lasciato momen.taneamente in libertà, al quale ultimo l'ex Governatore Chermside aveva promesso il perdono. Intanto in Massaua si provvedeva ad acquistare cammelli per render mobili le truppe per ogni evenienza, in ragione per ora di 12 cammelli per compagnia (48 per battaglione) pel trasporto degli oggetti e di viveri per 4 giorni. Così pure si pensava al someggio del!e artiglierie da campagna. S'impartivano lezioni di arabo agli ufficiali, sottufficiali e soldati; si stabiliva una sezione toPografica e meteorologica; si distribuivano gli elmetti e gli occhiali alle truppe; s'insegnava ai soldati il modo di tenere i cammelli; s'incaricava un ufficiale, il tenente Paiola, di compilare un articolo sull'occupazione di Massaua da pubblicarsi sulla « Rivista Militare», come era desiderio del Ministero; si definiva la questione sul sito in cui stabilire il cimitero per gli europei; si stabiliva il servizio di polizia coi carabinieri e coi primi Poliziotti indigeni; si entrava per mezzo del Marcopoli bey in trattative col Vice Governatore egiziano per farsi cedere le loro artiglierie a retrocarica, mod. Krupp, ecc. e si telegrafava al Ministero che: Informazioni fannomi presumere che Osman Digma e tribù ribelli Habab, Temariam, Tekles, sia per ora Abissinia. Maggiori ragguagli iscritto.. Finora nessuna offesa a noi. Capi tribù Beni Amer presentansi offrendo cammelli, chiedendo soccorso, che stante distanza non possono darsi. Siamo in perfetto accordo cogli egiziani.
Seguiva dopo questo telegramma una lunga relazione al Ministero, nella quale si proponeva di prendere al nostro servizio i baschi buzuk, ora sotto il governo degli egiziani, specialmente per ora pel servizio di Polizia. Si avvisava il Governo che le truppe regolari egiziane dovevano sgomberare il Sennahit ed Anideb e che Kassala non aveva ancora ceduto; che sulle guarnigioni di GaUabat e di Elghir non si sapeva più nulla e che all'incontro delle medesime erasi mandato in missione. un maggiore egiziano; che Arkiko, Ain, Amba, Saati erano ancora occupati dai baschi buzuk egiziani, i quali presto però si sarebbero ritirati definitivamente. Il Minis.tero risPondeva col telegramma (vedi allegato n. 2 3) del 31 marzo con cui si dimostrava poco fiducioso sulle nostre notizie, che pure poscia si verificarono, e voleva sapere se eravamo in grado di difenderci energicamente contro i ribelli. Al suddetto telegramma rispondeva col mio N. ']6. In quell'epoca il capitano Cecchi, che era sempre. stato a'.lo Stato Maggiore con noi, mi venne ad informare di un grave fatto che lo riguardava. Quando il capitano Cecchi s'imbarcava sul « Gottardo» con noi, lasciava a terra tre compagni di viaggio che poi s'imbarcarono sulla « Garibaldi» (comandante Sambuy) i quali dovevano poscia accompagnarlo al
90 Giuba e che gli erano stati destinati dal Ministero degli Esteri senza che egli li conoscesse. Erano i signori marchese d'Angrogna, avv. Michela, tencolonn. Luciani. Alla comitiva sarebbesi poi aggiunto l'ufficiale di Marina Cipriani. Pare che il carattere di quest'ultimo ufficiale fosse poco conciliabile con quello degli altri tre; il fatto è che venne in discussione fra i tre se era un bene o no che facesse anch 'egli parte della spedizi~ne al Giuba. Questi fatti all'arrivo a Massaua .furono riferiti al Cecchi come capo della spediz.;ione e diedero luogo ad una lunga questione, di cui è inutile io ne citi tutti _i particolari, ma la quale ebbe come risultato una sfida a duello fra l 'avv. Michela ed il Cecchi. Il Cecchi mi chiedeva consiglio se, essendo egli incaricato dal Ministero di una mi~ione di .fiducia, stimata al:ora di mol ta importanza, poteva subito esaurire la questione o se doveva differirne lo scioglimento. Io nominai un giurì d'onore, composto degli ufficiali superiori della Spedizione militare, il quale stabilì doversi la decisione differirsi a missione compiuta, mediante verbale alla cui conclusione aderì lo stesso avv. Michela. Dopo questi fatti naturalmente la spedizione così combinata fu sciolta d'ordine del Ministero; il d'Angrogna e l'avvocato Michela ritornarono in Italia, il Cecchi andò in Aden in attesa di ordini ministeriali ed il tenente colonnello Luciani fu adibito al Comando. L'allegato n . 24 (lettera del tenente colonnello Luciani) si riferisce alla richiesta d'informazioni che io gli rivolsi circa i fatti avvenuti sulla « Garibaldi » durante la traversata.
Ai primi di aprile il caldo incominciava a farsi sentire dai nostri ufficiali e soldati, nuovi ad un clima tropicale, ed alquanto stanchi dei patimenti e del lavoro di quei primi mesi. La Marina in quell'epoca soffriva più ancora del! 'Esercito e dava un forte contingente di malati. Erasi creata una nave ospedale ed a Ras Mudur si erano costruite delle capanne destinate a servire come ospedale. La deficienza di legname e di operai nonostante che per ciò ci si servisse del:e truppe del genio, faceva sì che assai lentamente si progrediva nei lavori di costruzione, i quali pertanto avevano sempre un carattere di somma urgenza in relazione ai bisogni che di giorno in giorno crescevano (allegato n. 2 5). Le baracche Tollet che ci avevano mandato dall'Italia, buone per coprire dalle intemperie oggetti di materia~e e munizionamento inalterabili al caldo, diventavano inabitabili sotto la sferza del sole e non potevano quindi servire pel personale. Tutti i servizi abbisognavano di baracche pel rispettivo personale. Le stuoie di foglie di palma, che si costruivano a Beilu~ , e si potevano avere in gran numero, erano an cora il materiale più opportuno per coprire le capanne e per servire da letto a tutto il Corpo di spedizione. In quell'epoca a me sarebbe abbisognato un europeo di carattere deciso, conoscitore del paese, dell'Abissinia specialmente e dei capi, il quale si assu-
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messe l'incarico fiduciario di tenermi in stretta e continua relazione diretta coi capi abissini e specialmente con Ras Alula, per tenere costui in avviso contro le calunnie e le mene di tutte le persone che avevano qualche interesse a .metter male fra noi. Siccome il sig. Tagliabue si era offerto a me fin dai primi giorni per qualsiasi bisogno o servizio anche azzardato, ponendo inllanzi la sua qualità di ufficiale di complemento, così io Jo. feci chiamare e gli posi sott'occhio la necessità in, cui mi trovava. Egli rifiutò senz'altro l'accettazione di un qualsiasi incarico çhe lo ponesse a contatto coi capi abissini; e da quanto mi disse compresi che non sarebbe stato possibile il trovare un italiano per quello scopo. Pensai allora alla possibilità di servirmi di un greco, nonostante l'incertezza nota della fede greca, e fra tutti certamente il più adatto ed abi~e sarebbe stato Marcopoli bey. Costui invero aveva accompagnato nel Sudan non so se Samuel Baker o il Gessi, di cui era l'interprete; conosceva bene l'inglese, il francese, l'arabo, il turco ed altre lingue orientali, conosceva Ras Alula e ne era stimato, era intraprendente, attivo, intelligentissimo e diplomatico. Bastava accaparrarselo e promettergli una posizione sicura all'abbandono del territorio da parte dell'Egitto. Ne parlai con Maissa, il quale fu del mio parere e si incaricò egli stesso di tenerne parola vaga ed indagatrice a Marcopoli bey. E così anche pel cav. Maissa gli affari si accrescevano ed egli si vide nella necessità di cercarsi un segretario. E' bensì vero che gli avevano addetto l'avv. Palmarini, ma questi dopo qualche giorno di lavoro, divenuto malato, era già ritornato a Suez per non più ritornare a Massaua. Il cav. Maissa mi propose quindi di prendere con sé l'avv. Cagnassi il quale, mandato a Massaua con una commendatizia ed un incarico del Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, si trovava in quel momento disoccupato. Aderii a questo suo desiderio, e così incominciò ivi la carriera di questo attivo ed intelligente funzionario. La commissione fatta dal cav. Maissa al Marcopoli bey parve fosse ben accolta in massima; soltanto Marcopoli dichiarò che fino a che si fosse ivi mantenuto il Governo egiziano egli avrebbe prima d'ogni cosa servito questo governo.
L'occuPAZIONE DI ARAFALI.
Il Governo aveva . intanto approvato (allegato n. 26) che si procedesse all'occupazione di Arafali, il qual punto, sebbene alquanto distante da Massaua, per essere in fondo al golfo di Adulis o Zula, avrebbe segnato la nostra presa di possesso di tutto il golfo, evitando la questione di Zula, su cui la Francia pretendeva, come per diritto, una priorità di possesso.
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In quel tempo erano in Abissinia due missioni ; l'una del nostro capitano Ferrari col dottor Nerazzini, l'altra del console francese Soumagne. La prima, alla quale secondo me si era avuto il torto di non dare importanza e solennità sufficiente, era per stabi lire un accordo, o per lo meno un modus vivendi coll'Abissinia ; la seconda era per lo scopo apparente di stabilire e regolare gli affari delle missioni francesi di Keren, da cui monsignor Touvier era stato cacciato, e di Akrur, Alitiena, ancora occupate da missionari; e per lo scopo segreto di acquistare e stendere l'influenza francese sull'Abissinia e per altri motivi allora ignoti a noi. Per l'occupazione di Arafali ci mettemmo pertanto in accordo col Comandante Corsi sia per la nave a scegliersi, le modalità dell'imbarco e l'epoca della partenza, sia per l'esecuzione pratica dell'occupazione. In Arafali gli egiziani avevano dei cannoni. Era molto probabile che la guarnigione egiziana si sarebbe limitata a protestare, ma avrebbe potuto pure voler aver l'aria di esserne tolti a forza. Conveniva perciò aver una nave da guerra. Si convenne pel «Cavour ». Vi fu caricata una compagnia (capitano Baggi) al quale fu rono date istruzioni scritte per una difesa eventuale quando avesse occupato il forte e così pel suo vettovagliamento e per le ricognizioni che avrebbe poscia dovuto fare. Si partì al mattino del venerdì IO aprile. Si toccò terra ad Arafali alle ore una e mezza. Si fece sbarcare la compagnia, si occupÒ il forte e si rimbarcò la guarnigione egiziana. La nostra bandiera fu issata alle 4 pomeridiane. Col cav. Maissa, dopo l'issamento della bandiera, si fece l'ascensione di due monti vicini, e ci si presentarono due crateri spenti. Si combinò col Comandante Corsi pel servizio postale, per quello di sicurezza dei distaccamenti. Fatta l'occupazione di Arafali per mare, e comunicata al Ministero (vedi allegato n. 27 - telegramma n. 77) diventava urgente far quella di Arkiko; ma questa non era ancora sufficientemente preparata. Si sapeva che nelle truppe irregolari, ivi di sede, eranvi due partiti, uno per la resistenza, l'altro per la cessione senza resistenza. Pareva quindi conveniente il dover fare quella occupazione con un certo apparato di forze per essere sicuri del successo. Fu quindi protratta ancora, salvo che un'occasione propizia ci si presentasse. Intanto a me premeva conoscer bene fino a quali limiti era di nostra coQ.venienza, sia sotto il punto di vista militare, sia sotto quello politico ed amministrativo, lo estendere la nostra occupazione. Ed era necessario che lo decidessi io stesso, perocché era impossibile che il Governo a 2000 miglia di distanza lo potesse fare. A quell'epoca era completa l'ignoranza in tutti delle condizioni di quei paesi. Era di più assai essenziale che cogliessi l'occasione del ritiro delle guarnigioni egiziane per sostituirle colle nostre truppe in quei punti creduti ~ portuni, affine di avere sia dei motivi giustificativi di fronte agli abissini, sia
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una maggior facilitazione per la consegna del servizio ed eventualmente delle caserme di ricovero già costruite. · Di più avevo sempre l'ordine ancora di fare e far fare ricognizioni a due o tre giornate di distanza da Massaua. In Italia non si era potuto calcolare quanto gravida di diffi~oltà di ogni genere fosse l'esecuzione di un simile ordjne; difficoltà di trasporti, di vettovagliamento, di guide, difficoltà politiche per la suscettività dell'Abissinia, per le resistenze passive degli egiziani, rischi d'incontri di bande armate dei capi ribelli. A due o tre giornate di distanza si entrava addirittura nel campo d'azione della potenza abissina; impossibile perciò di evitare conflitti con questa. Decisi pertanto di farmi un concetto io stesso sull'opportunità o meno di occupare ~aati, Ailet ed Amba provvisoriamente o permanentemente colle nostre truppe, recandomivi io stesso con pochi ufficiali del mio Stato Maggiore. Con ciò 'io assumevo soltanto su di me stesso rutta la responsabilità della mia decisione e delle conseguenze che ne sarebbero potute avvenire.
UNA RICOGNIZIONE VERSO L'INTERNO.
Il giorno II diedi l'ordine al capitano Cammenzoli di preparare una piccola carovana di 15 o 20 animali da soma, che bastasse per parecchi giorni ai nostri bisogni e servisse al trasporto delle nostre tende e dell'acqua necessaria per noi e per la carovana. Ciò venne fatto. Il 13 partimmo per Monkullo, ove pernottammo. Faceva parte della carovana il capitano Valleris, il capitano Spaccamela, il tenente Manzoni; il capitano Cammenzoli aveva il comando della colonna, Andreoli ci doveva servire di guida. In Monkullo invitai a pranzo il tenente colonnello Putti, la contessa Maggiolini e suo marito ed i comandanti di compagnia e la nostra carovana incominciò a far funzionare il suo servizio. Mi accorsi subito che la mia gita non incontrava l'approvazione del tenente colonnello Putti; egli la trovava troppo azzardata. Forse gli pesava il pensiero di dover egli assumere il comando nel caso mi fosse capitata qualche disavventura. Il fatto è che partimmo la dimane per Saati sotto auspid poco sorridenti dei nostri ufficiali dei bersaglieri. C'era voluto tempo e fatica per caricare i cammelli, non essendo i nostri soldati abili a far quel carico e ci tornarono in ciò utilissimi i servi indigeni di Andreoli. D'allora incominciai a persuadermi che per far qualche cosa in Africa conveniva servirsi di africani. Sulle verdi rive del Tagbal, poco prima di Dogali, che allora non c'immaginavamo avrebbe in seguito segnato nella storia un'impronta così marcata, ci fermammo a fare un piccolo alt e poscia proseguimmo fino a Saati, ove sostammo nelle baracche dei baschi - buzuk egiziani, che ivi avevano un
94 p<>StO. In quel giorno una carovana abissinese era appunto di passaggio in quella località. Ci fu indicato il sito preciso ove qualche anno prima (due anni mi pare) Ras Alula aveva assalito e sgozzato i'. posto egiziano di Saati perché non aveva voluto aderire a sgomberare il sito e cedere alla sua minaccia che sarebbe stato assalito. Dormimmo nelle capanne dei baschi - buzuk e si stabilì che alla dimane il capitano Cammenzoli colla carovana si sarebbe recato in Amba al di qua della catena di colline che separa Saati da Ailet, mentre io coi due capitani, il tenente ed Andreoli ed un cammello con acqua ci saremmo spinti fino in vista di Ailet, e poscia per quella valle saremmo discesi su Amba. Il capitano Cammenzoli camminò per più di dodici ore colla sua carovana e giunse in Amba la sera poco prima di noi. Noi partimmo ch'era notte ancora e ci avviammo, per Ailet. Ma Andreoli sbagliò di strada ed invece di girare a sinistra pel sentiero che conduceva allo stretto fra i monti Digdigta e Faraka, si diresse al nord in un letto di torrente, sì che dopo qualche tempo il mio cavallo sdrucciolava sulle lastre di pietra e così quello del capitano Valleris. Per fortuna nulla di male ci capitò; soltanto dovemmo rivoltare strada per l'impossibilità di continuarla. Ci avviammo allora addirittura nella direzione di Ailet, di cui giungevamo in vista verso le IO antimeridiane. Andreoli forniva la carne alle nostre truppe. Egli ricavava i buoi dalla Abissinia ed aveva in Ailet un suo corrispondente che gli teneva gli animali. Dal medesimo egli era informato che il posto abissinese di Ailet era in quel)' epoca di soli tre uomini ed un capo. Ci propose di andare a fermarsi per fare colazione in Ailet dal suo corrispondente. Veramente la mia intenzione sarebbe stata di non toccare Ailet per non esporsi, in seguito alle tante ràccomandazioni del Ministero, a qualche incidente rincrescevole con gli abissini. Riflesso però che per avere acqua discreta si doveva assolutamente andare in Ailet, visto che sul solo cammello che avevamo con noi e che portava due otri, l'acqua racchiusa e sbattuta in quei recipienti caldissimi e mal conciati er<\ divenuta imbevibile (mandava odor di sentina), di galoppo ci avviammo su Ailet nell'idea di fermarvisi il solo tempo indispensabile per un leggero asciolvere. E così vi giungevamo verso le ore 10 e mezzo antimeridiane. Andreoli ci conduceva tosto alla capanna del suo rappresentante; discendevamo da cavallo ed io rimetteva il cava 1lo al mio attendente che mi aveva seguito su di un altro mio cavallo, ingiungendogli di dargli biada, poscia farlo bere e tenerlo imbrigliato. In~anto scaricavamo dal cammello le nostre provvigioni da bocca cd eravamo in attesa di acqua e di qualche piatto che ci doveva fornire l'ospite nostro per disporvele sopra. Egli ci chiedeva se avevamo bisogno d'altro e noi lo pregavamo di prepararci il caffè, ché sapevamo non esservi capanna in Africa, comunque povera, che non sia in grado di fornire alcune tazze di caffè.
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Quest'acqua si faceva attendere alquanto. Coll'ospite giungeva pure un abissino, che ci fu presentato come il capo del piccolo posto ivi esistente, e che si dimostrò ossequioso e docile. Dopo un'ora avevamo fatto colazione, ma il caffè non giungeva ancora. Insistetti presso Andreoli perché affrettasse il suo ospite ed intanto ordinai che si ricaricasse il cammello. Nonostante le premure di Andreoli tutte le cose andavano assai per le lunghe ed il Sceik d'Ailet (Alì Nurin) che intanto si era pur fatto presentare, pareva non aver fretta di sorta e stava intrattenendoci con chiacchiere in utili'. Mi sembrò in allora che quel ritardo era calcolato; uscii subito alla ricerca del mio cavallo e ~o vidi libero affatto pascolare in un prato. Rimproverai il soldato di lasciarlo così isolato ed in balìa del primo che avesse voluto impossessarsene, lo feci imbrigliare, salii a cava'lo e- con me salirono tutti. In allora si radunarono intorno a noi parecchi indigeni in un coi quattro abissini armati di fucile. Involontariamente i miei capitani ed io mettemmo la mano sul calcio del revolver che avevamo alla cinto'a pronti ad usarne se qualcuno avesse voluto far violenza alla nostra partenza. Nel montare a cavallo diedi al capo abissino una moneta d'oro, unica che avessi alla mano (non avendo portato dei ta' leri) e che fosse riconosciuta come moneta da quella gen te. In Africa il bakshich è cosa di rigore; del resto quel capo se la meritava avendoci apparentemente usato ogni riguardo. Nello avviarci fuori del villaggio sentimmo un gridìo dietro di noi e voltandoci notammo che g~i abissini che non avevano avuto bakshich , se la prendevano col capo e ci rivolgevano i pugni, gridando contro di noi parole minacciose, che certamente non comprendevamo. Contemporaneamente ci facevano segno che dovevamo ritornare per la strada da cui eravamo venuti e non avviarci per altra strada. Ci venne in quel momento la volontà di dare una buona lezione a quei prepotenti; ma riflettendo alla missione nostra (capitano Ferrari e dottor Nerazzini) ch'era in Abissinia in quel tempo, la qua~e avrebbe potuto essere compromessa da una nostra azione imprudente, ci limitammo a fermarci, a far passare avanti a noi il cammello e scortando il medesimo avviarci al passo per la stessa strad? da cui eravamo venuti. Dopo un chilometro, forse neanche, deviammo dirigendoci all'est di Axus verso il torrente Amba. Erano forse in quel momento ~e I I e mezzo. Facemmo una galoppata per toglierci dal raggio dell'inseguimento probabile degli abissini, nel caso che rinforzi giunti da Ghinda in quel torno, avessero destato nei medesimi la vel-
3 Questo Sceik, che rividi poi due anni dopo nella ricognizione fatta di Ailet in un col Generale di San Marzano, mi ammise in allora che Ras Alula voleva tagliargli la testa per non avermi trattenuto la prima volta in Ailet il tempo sufficiente per l'arrivo di altri abissini da Ghinda che erano stati avvisati del nostro arrivo.
96 leità di venirci a sorprendere; poscia al passo continuammo a seguire la va'. le verso il N.E. lasciando alla nostra sinistra Gumhod e quindi Axus. Il caldo era violento; fu in quel giorno la prova massima di resistenza al caldo che ebbimo a dare in Africa nei due anni del nostro soggiorno in quelle regioni. Anche la sete ci tormentava alquanto. L'acqua nelle nostre borracce aveva forse una sessantina di gradi di temperatura; tuttavia quell 'umido alle labbra ci recava sollievo. In allora non conoscevo ancora l'utilità pratica di empire la borraccia di thè. Giungemmo verso le tre e mezzo o le quattro pom. al pozzo di Ackoro, dove uno sciame di cammelli allungava il muso in una Pozza di acqua rossa e sudicia. Andreoli scese da cavallo e colle mani si abbeverò di quell 'acqua putrida, noi non ne ebbi mo il coraggio; scendemmo però, facemmo bere i cavalli ed in una anfractuosité di una roccia ci dissetammo con uno o due aranci che avevamo ancora con noi. Rimontammo dopo mezz'ora a cavallo ed alle sei e mezzo pom. , quasi a notte, giungemmo in Amba, dopo aver faticosamente percorso doPo l'alt sempre il letto sabbioso del torrente e coi cavalli sfiniti da un percorso di 6s Km. con un so1e africano e cattivo terreno. In Amba fortunatamente la carovana era giunta prima di noi qualche ora, dopo aver essa pure subìte parecchie peripezìe. Potemmo pranzare relativamente bene a notte inoltrata, visitare il famoso laghetto descritto, credo dal Pennazzi, come tale e che era poi una piccolissima vasca (simile a quelle che si trovano nei nostri prati per abbeverar gli animali) e dormire poscia saporitamente fino all'alba del 17. Anche questa giornata il caldo si fece sentire, specialmente quando stavamo per giungere a Monkullo verso le 10 o le II ant. Pochissima vegetazione e niente acqua da Amba a Monkullo. Così terminò questa nostra gita che diede occasione a tanti scritti sui giornali e che fu travisata ed interpretata in modi tanto differenti. Neppure ora che scrivo, stimo di aver fatto cosa imprudente nel far quella gita; siccome non era prevista da nessuno, così non si poteva andare incontro che a quei rischi eventuali che accompagnano qualunque impresa la più semplice in paesi come gli africani. Invero, senza preparazione, qual banda ci avrebbe potuto assalire? Nei siti sprovvisti d'acqua le bande non si fermano; esse inoltre sfuggono i sentieri battuti e vi si appiattano quando soltanto vogliono fare qualche colpo. Era quindi un azzardo l'incontro per parte nostra del~e medesime. Certamente in Ailet se avessero previsto il nostro arrivo ci avrebbero fatto prigionieri; ma sapevamo da Andreoli in modo positivo che v'erano tre o quattro soli abissini; non potevamo quindi temere un grave disastro; tutto al più ci saremmo scambiato qualche colpo. I nostri cavalli erano ottimi e dei medesimi eravamo sicuri.
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Quella gita m'illuminò sulla difficoltà di marciare in Africa, di dissetarsi, e mi persuase dell'inutilità di occupare il posto di Amba, mentre per quello di Saati riconobbi la necessità che non dovesse venire normalmente oltrepassato neppure dagli abissini e quindi servisse di comune confine. Certamente forse poteva anche non piacere a Ras Alula che noi ci fossimo spinti fino ad Ailet senza il suo permesso, uso com'era, nel trattare cogli egiziani di dare sfogo interamente alla sua libidine di prepotenza. Ma neppure conveniva per conto nostro mettersi sulla stessa via e calcare le stesse orme del Governo egiziano; conveniva senza spavalderia dimostrare che non intendevamo che di assoggettarci a quel che era reciprocamente doveroso. OccuPAZio NE 01 ARKIKo E m
SAATJ.
Correva subito, dopo la nostra gita (perocché in allora le comunicazioni coll'Abissinia erano perfettamente libere, ed ogni cosa si sapeva), la voce che Ras Alula intendesse di vendicarsi con una razzìa su Arkiko o Monkullo dell'esser noi stati in Ailet. Questa circostanza, se si avverava, mi parve buona per affermare la nostra autorità sia rispetto al Governo egiziano, sia rispetto alle popolazioni di Monkullo, Otumlo ed anche d' Arkiko, per cui si sarebbe con ciò presentata una buona occasione per occuparlo stabilmente. Incaricai pertanto il cav. Maissa di venire ad una conclusione sui particolari delle pratiche opportune già preparate per l'occupazione d' Arkiko nel modo il più liscio possibile e poi decisi di addivenire a quella occupazione il giorno stesso in cui Ras Alula si fosse approssimato per commettere razzìe. Sapevo certamente che Izzet bey avrebbe visto volentieri che io togliessi a lui la responsabilità della difesa del paese dalle orde abissine. Sapevo che i notabili di Arkiko sarebbero stati favorevolmente impressionati nel ve. dere accorrere delle truppe nostre in Arkiko nel momento appunto del loro pericolo, mentre convien conoscere in genere che il Governo egiziano per non incorrere nella eventualità di far cosa disaggradevole a Ras Alula, respingeva qualsiasi responsabilità nelle questioni esistenti fra gli Arkikesi e Ras Alula, onde i soldati egiziani non uscivano nepptJr dal forte quando Ras Alu)a razziava gli Arkikesi. Una tal linea di condotta non era certamente compatibile colla dignità del nome d'italiano, onde conveniva, secondo me, non perdere l'occasione di fare emergere questa diversità di condotta. Diedi quindi promessa ad Abdul Hehrim (Naib d) Arkiko) ed agli altri notabili che non avremmo tardato ad aderire ai loro desideri che occupassimo il loro paese e combinai col Comandante Corsi il modo più opportuno per procedere e per mare e per terra all'occupazione di quel paese.
98 Al nostro ritorno, essendo ancora in· Monkullo, trovavo un telegramma del cav. Maissa (vedi allegato n. 28) nel quale mi avvisava che Keren era stata sgombrata dagli egiziani e consegnata agli abissini. Non so se occupando noi Keren in allora, gli affari sarebbero andati meglio nel seguito di quello che lo furono. Peggio certamente non :o avrebbero potuto ed in ogni modo noi avremmo avuto almeno i Bogos, il cui forte sarebbe stato sempre inattaccabile dagli abissini. In risposta ad una lettera del cav. Maissa che da Massaua m 'indirizzava a Monkullo al mio arrivo da)la ricognizione, sull'occupazione di Arkiko (vedi allegato n. 29), io stabilivo che martedì 21 aprile alle ore 8 ant. dovesse avvenire tale occupazione e ciò perché da informazioni risultavami che in quel giorno (martedì, quindi giorno sempre fissato per le operazioni militari dagli abissini) sarebbe avvenuto l'attacco di Ras Alula su Arkiko; egli già aveva a tal uopo lasciato l'Asmara per giungere a Ghinda, e da qui ~on si sapeva se egli stesso od un suo dipendente si sarebbe avvicinato a 001.
Il 21 si sapeva dell'avanzarsi degli abissini su Arkiko; non c'era tempo sufficiente né ci sarebbe convenuto mandare per terra nostre truppe su Arkiko colla doppia eventualità che si potessero trovare nel caso di dover far fronte ad un tempo contro gli abissini e contro gli arkikesi o baschi-buzuk partigiani della non occupazione di Arkiko. Decisi pertanto che l'occupazione del paese si facesse con una sola compagnia di Marina protetta da una nave da guerra traendosi profitto dalle circostanze morali a noi favorevoli offerteci dall'occasione. La nave da guerra «Cavour » ci portò sino a 400 m. dalla spiaggia; poscia su lance e quindi neTacqua toccammo terra il Comandante Corsi, Maissa, Maurino, io, il capitano Spaccamela (il capitano Valleris non c'era) e non so se qualche altro. Nel passare a piedi in vicinanza delle baracche del Naib, sentimmo una vivacissima discussione. Poco dopo il nostro passaggio ne uscì Abdul Hehrim, che subito ci accompagnò, ma che si dimostrava estremamente eccitato. Così proseguimmo fino in prossimità de~· forte che trovammo fortemente occupato da 400 o 500 baschi-buzuk che guernivano le feritoie pronti a far fuoco e taluni pure presso i cannoni. Le disposizioni ci sembravano di poco buono augurio. Entrammo in una capanna fuori del forte, e tosto dissi ad Abdul Hehrim di far venire il Comandante di quegli irregolari. Questi era un turco, di aspetto marziale e deciso, certo ... Aga, quello stesso che comandò poi nei primi tempi i nostri baschi-buzuk. Gli dicemmo che dovevamo occupare il forte; gli facemmo capire che egli doveva avere tutto '.'interesse, anche personale di non lasciare far resistenza, perché oramai l'autorità del suo Governo era scossa, né era più capace di far difendere Arkiko dai suoi propri soldati. Abdul H ehrim in arabo disc~rse con Aga; in breve questi ci promise d 'intromettersi per la cessione. Avevamo appena sentito
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queste parole, che entrarono dei baschi-buzuk chiedendo se le truppe dovevano far fuoco contro gli italiani che avanzavano. Era infatti la compagnia di ~farina che spuntava e dalle feritoie i baschi-buzuk stavano spianando le armi. Aga si slanciò fuori ed in arabo· proibì ai suoi di far fuoco. Fu questo atto che salvò una collisione, la quale non si può giudicare a quali conseguenze avrebbe potuto condurre, e fu in premio a questo atto che concessi in seguito al suddetto Aga il comando degli irregolari al nostro so'do. La compagnia di Marina fu schierata colle armi al piede fuori ed in facci a al forte e noi si continuò a trattare della cessione del forte. Il Comandante Aga soggiunse ch'egli doveva protestare, a seconda delle istruzioni avute, ed il cav. Maissa seduta stante redasse una protesta, la quale tradotta in arabo da Maurino, fu firmata dall'Aga. Dopo del che cominciò !o sgombero del forte di quei 400 o c;oo soldati, che ci sfìlaron tutti davanti sotto l'androne, e poscia del' e famiglie e loro masserizie. Per quella notte occupò il forte la compagnia di Marina, la dimane per tempo giungeva una nostra compagnia a rilevarla. Così avvenne l'occupazione di Arkiko in modo incruento, che con mio telegramma n. 88 (vedi allegato n. 30) comunicavo al Governo. Non debbo tacere che non avevamo ancora occupato i' forte quando sentimmo una serie di colpi d'arma da fuoco a poche centinaia di metri verso il sud. M andai tosto a riconoscere di cosa si trattava, poiché se era veramente un attacco delle orde abissinesi, tra gli egiziani ancora padroni del forte, una parte degli arkikesi contrari alla nostra occupazione e le orde abissinesi, ci saremmo trovati in un bel bal'o. Fortunatamente non era che una fantasia, o fuochi di gioia, fatto dagli arkikesi che avevano respinto le orde di Scialak Area e tornavano contenti ai loro lari. Questi fuochi di fucile non mancarono di destare l'allarme in Massaua, e specialmente sulla nave da guerra che a 400 o 500 metri da'la riva attendeva il nostro rimbarco, dubitando essi di un combattimento nostro cogli arkikesi. Presto però vennero in chiaro delle cose, e cessò ogni allarme. Rientrando in Massaua, ricevetti il telegramma (vedi allegato n. JT) a cui risposi subito per mezzo del « Kediviale n che partiva il 24 per Suakin. Quando si considera la fiducia che in allora si aveva delle nostre forze in confronto a quella che si ebbe dopo (1888-1889) si vede quanta diversità di apprezzamenti sieno stati capaci di generare i pochi avvenimenti disgraziati che sopravvennero dopo. In allora, coi forti non ancora costruiti, con soli 4 battaglioni . di truppe nostre, di fronte alle truppe egiziane, che in numero allora ancora superiore (compresi i baschi-buzuk) avrebbero da un momento all'altro potuto rivoltarsi contro di noi, di fronte alle truppe ribelli e bande fogni genere a poche miglia da Massaua, di fronte alla prepotenza senza limiti di Ras Alula e dei suoi, co1l'incertezza sulla fedeltà degli indi-
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geni, si giudicava imprendibile Massaua, quando le nostre truppe si fossero concentrate nel tempo voluto nella penisola e si giudicava la nostra posizione abbastanza sicura, due anni dopo con 15 o 20 mila uomini, poscia con 11 o 12, senza più egiziani, col favore del1a popolazione, con una serie di forti armati in modo potentissimo, colla conoscenza del paese, senza ribelli e bande di sorta contro di noi, si temé di far un'avanzata di pochi chilometri! E' questo il carattere degli antichi romani, e degli inglesi attuali ? Povera Italia! Ricevevo pure in quei giorni il telegramma (vedi allegato n. 32) con cui m i si invitava di concentrare nella mia m ano ogni autorità superiore e di servirmi del cav. Maissa per sollecitare lo sgombero delle truppe egiziane. Ma il cav. Maissa fin d'allora, sentendo crescere il caldo, scriveva a Roma pel suo richiamo e mi avvisava che egli non si sentiva di continuare per l'estate nelle sue funzioni e così verso i primi di maggio, in cui l'avv. Cagnassi (vedi allegato n. 33) si dichiarava libero dell'incarico affidatogli dal Ministro d' Agrico1tura e Commercio, il cav. Maissa mi annunziava averlo egli scelto come suo segretario, preparando per tal modo chi potesse temporaneamente surrogarlo nel caso che il suo successore si fosse fatto aspettare. Verso il fin d'aprile una nuova minaccia di razzìa fatta da Ras Alula veniva a commuovere il paese. Ras Alula era disceso a Ghinda e si diceva che il giorno 30 (giovedì) avrebbe attaccato Monku 1lo. Il forte di Monkullo in quell 'epoca era ancora assai debole; quello di Otumlo era in · costruzione, ma già difendibile; quest'ultimo era occupato da una compagnia nostra ; in quel di Monkul'.o c'era il tenente colonnello Putti con tre compagnie bersaglieri e v'erano ancora un 400 uomini di truppa fra egiziani e baschi-buzuk al soldo egiziano. Si stava sempre in attesa ancora delle guarnigioni di Sennahit, di Gallabat, Elghir, Metemma. Nella notte dal 29 al 30 io dormivo sotto una tenda (essendosi nel~a giornata, alle 4 e mezw, sentito una forte scossa di terremoto) ai piedi del palazzo del Comando e mi si annunzia il Vice Governatore Izzet bey. Era forse l'una. Con una certa preoccupazione mi riferisce che non v'era da dubitarsi che Ras Alula fosse a Saati e che al mattino sarebbe comparso a MonkulJo e Arkiko. Egli metteva tutte le sue truppe egiziane ai miei ordini per la difesa eventuale del dimane e mi pregava di assumere io il comando generale. Certamente non mi feci pregare e diedi subito l'ordine al capitano Val· 1eris di telegrafare ai forti ed al campo la mia assunzione del Comando per norma di tutti intanto che si telegrafavano pure alcune disposizioni per la difesa. Al mattino all'alba avevo deciso di andare a Monkullo a cavallo. Cavalcando nella pianura oltre la diga verso Otumlo, vedemmo tutta la pianura cosparsa di indigeni, armati ,chi di sciabola, chi di lancia, con scudi
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che facevan fantasia, cioè stavano preparandosi alla lotta saltando e brandendo le armi. Per un momento a questa vista dubitai perfino fosse già un'orda abissinese che avesse invasa quella pianura. In Monkullo tutte ~e truppe al servizio egiziano erano sotto le armi e per la prima volta mi resero gli onori come ad un loro superiore. Mandai delle nostre truppe in ricognizione verso Saati, assai lontano, per sapere dove erano cotesti abissini; ma dopo tre ore mi si riferì che non si scorgeva nulla e che notizie da Saati segnalavano sgombra anche quella località. Risultò quindi essere stato nell'intenzione degli abissini di fare una razzìa su Arkiko, ma l'informazione avuta che Arkiko era occupata dalle nostre truppe e che vi sventolava la nostra bandiera li trattenne. Fu da que! giorno che Arkiko non ebbe più a soffrire razzìe od attacchi di sorta dagli abissini. Alla sera telegrafavo quegli eventi al Governo (vedi allegato n. 34). Da questo stesso allegato si rileva come in quei giorni mi giungesse pure il preavviso telegrafico di una differente organizzazione dei presidi d'Africa, in seguito al'.a quale io ero destinato come Comandante Superiore delle truppe tanto di Massaua che di Assab. Ma le istruzioni per iscritto non mi giunsero che più tardi, unit~mente a quelle che riguardavano il Comandante le forze navali del Mar Rosso. Al Governo egiziano pesava alquanto il fornire il distaccamento d'irregolari a Saati, sia perché era quello che doveva lavorare di più perché forniva le scorte alle c~rovane che da Ailet per Saati venivano a Massaua e viceversa, sia perché sempre a contatto cogli abissini e quindi esposti alle costoro prepotenze, sia perché il posto stesso di Saati era in una bassura, non difendibile, ed esposto ad un attacco improvviso di notte senza potersi difendere. Era sempre fresco infatti alla memoria dei baschi-buzuk egiziani l'assalto per sorpresa che nel 1883 aveva avuto dalle orde di Ras Alula quel posto, senza che pur uno si potesse salvare. Le truppe egiziane dovendo sgombrare, quel posto se non rilevato da noi sarebbe rimasto vuoto, il che avrebbe portato per conseguenza che sarebbe stato definitivamente occupato dagli abissini, ai quali importava per dissetar le loro carovane. Queste ultime, avvenendo quest'ultimo caso, sarebbero quindi state scortate dagli abissini fino a Monkul!o il che equivale a dire fino a Massaua. La conoscenza che già si aveva in allora per parte nostra degli abissini, mi consigliava a far di tutto perché gli abissini non si spingessero fino a Saati. Ragioni d'ordine amministrativo, politico, militare mi spingevano a ciò. In questo momento in cui noi avevamo già assoldati al nostro soldo alcune centinaia di baschi-buzuk, pratici del sito ed atti a tal genere di servizio, era assai facile, senza dar nell'occhio neppure agli abissini, di rilevare
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con baschi-buzuk assoldati da noi il posto di Saati occupato finora da baschi-buzuk sotto il soldo egiziano. Conveniva contemporaneamente d'inviarvi di tanto in tanto delle truppe italiane perché esse pure prendessero conoscenza dei luoghi e si tog'iessero da quell'inazione forzata che le sfibrava moralmente e materialmente. Scrissi perciò al Vice Governatore che avendo io deciso di fare occupare Saati, lo invitavo a dare gli ordini opportuni perché le truppe da me dipendenti trovassero colà la cooperazione delle truppe musulmane e che per intanto sarebbesi continuato a fare il servizio di pubblica sicurezza cumulativamente. Scrissi pure a Monkullo al tenente colonnel'o Putti perché fosse ricon<>sciuta e predisposta la località di Saati per una occupazione eventuale di una compagnia o mezza compagnia del suo battaglione e contemporaneamente gli prescrissi le istruzioni a darsi a queJ1a compagnia. Per l'occupazione di Amba, come altro punto avanzato, mi conveniva attendere il rinforzo di un altro battaglione che avevo chiesto al Governo. Avevo invero in allora tre soli battaglioni, dei quali uno a Monku'lo con distaccamento di una compagnia ad Otumlo; uno a Taulud con distaccamento di una compagnia ad Arkiko; l'altro a Gherar con distaccamento di una compagnia nella penisol a di Abd - el - Kader. Per i lavori e pel servizio e per le malattie, che crescevano ogni giorno, avevo appena l'indispensabile. Erano da poco arrivate le torpediniere. Con due di esse decisi di fare una gita alle isole Daalac, per farne la formalità dell'occupazione e ricon<>scere l'utile che eventualmente se ne sarebbe potuto ricavare. In tre ore e mezzo si arrivò all'isola grande. Si riconobbe come in essa vi fosse un seno di mare, vero porto naturale, ma inutile presentemente per essere la località quasi deserta. Il Mar Rosso è tanto ricco in pesci , molluschi, conchiglie di madreperla, in perle, ecc. che forse col tempo si potrà giungere a trarne profitto. Ora nessuno ne trae profitto, se non qualche negoziante europeo o qualche baniano che fa fare la pesca delle perle e delle madreperle ora in un sito ora nell'altro, secondo le annate, e ciò senza che a Massaua nessuno se ne accorga o se ne dia per inteso. r 5 maggio r icevevo il telegramma da Suakin col « Letimbro » (vedi allegato n. 55) dal qua 1e deducevo come il Governo non mi avrebbe mandato il rinforw di un battaglione che avevo chiesto, ma mi si autorizzava a far venire da Assab due di quelle compagnie, essendoché un battaglione sembrava esuberante per Assab, ed il tenente colonnello Leitenitz comandante di quel battaglione era richiamato in Italia. In quei giorni s'incominciò .a sentir parlare in Massaua di Debeb e ciò avvenne pc' fatto che avendo noi stabilito col distaccamento di Arafali un servizio posta!e per terra, lungo la costa di Zula, fatto da un indigeno (fi-
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glio del Naib di Zula) si venne a cognizione che egli era stato catturato da Debeb, ma questi quando s'accorse che l'indigeno era portatore di un ordine del Comando italiano, lo rimise in libertà. Fu il primo atto di deferenza con cui volle il Debeb farsi favorevolmente conoscere dal Comando italiano. Egli in allora occupava già il paese degli · Assaorta, ed ora stava a Riok, ora a Zula, ora verso il Ghedam. Tuttoché questa vicinanza non sembrasse dunque molto a temersi, tuttavia furono impartite precise istruzioni al comandante il battaglione (maggiore Gazzera) da cui dipendeva quei battaglione per il sèrvizio di scorta delle carovane che trasportavano viveri e malati in Arkiko, per i lavori di difesa di Arkiko, per i casi di allarme e per l'appoggio a darglisi, caso eveniente. In quei giorni si otteneva pure l'autorizzazione dal Ministero per l'impianto di un club in Massaua, pel quale erasi già fatto costruire i' locale. Si continuavano i lavori ai forti, i lavori allo spedale, alle baracche per la truppa, agli scali di Gherar e della dogana, colla quale si aveva soventi questioni, ed un'infinità di altri lavori pel continuo sviluppo dei servizi. Colle istruzioni nuove poi veniva stabilito che vi fosse in Massaua il Comandante del Presidio ed a questo posto fu nominato il tenente colonnello Putti. Gli si doveva pertanto costruire altresì una baracca.
LA
VISITA AD A sSAB, I RAPPORTI COL CoMANDANTE LE FORZE NAVALI.
Il Ministero nelle sue istruzioni avendomi ordinato di andare a visitare Assab, perché dovevo lasciare la sede di Massaua, era indispensabile che vi rimanesse un Comandante interinale. E' bensì vero che in caso di mia assenza, la direzione politica ed amministrativa avrebbe potuto essere assorbita dal Comandan te le forze navali ; ma al tempo in cui l'Ammiraglio Caimi aveva incominciato a soffrire d'una anemia cerebrale, che il suo capo di Stato Maggiore Comandante Gramville, degnissima persona, era stato altrove destinato e che il Comandante Corsi aveva assunto il comando interinale delle forze navali, 'a Marina era sempre stata assolutamente estranea alla direzione degli affari, per poco questi si fossero scostati dal tecnicismo della specialità. Si sentivano bensì di tanto in tanto del!e lagnanze da parte degli ufficiali di Marina sulla poca ingerenza ch'essi avevano in tutto quanto non riguardava strettamente il loro servizio; ma secondo me, questo fu un gran bene, poiché furono evitati così degli attriti che facilmente avrebbero potuto portare ad un dualismo . n~lla direzione delle cose e generare gravi difficoltà nell'indirizzo a segmrs1. Colle nuove istruzioni del nuovo Comandante le forze navali (vedi allegato n . 36), si ripartivano le attribuzioni per la prima volta fra il Coman-
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dante superiore dei presidi ed il Comandante delle forze navali. Convien dire che questo riparto fu lungi dall 'essere informato a quei principi atti ad evitare deplorevoli attriti e conf!itti d'attribuzioni. Paiono istruzioni redatte da persona non avvezza al comando ed all'azione. Invero mentre dalle medesime risultava evidente l'intenzione del Ministero che al Comandante superiore delle regie truppe fosse devoluta tutta ~a responsabilità della sicurezza e 'difesa del territorio occupato nonché dell'andamento della cosa pubblica, polìzia , igiene , in una parola del governo del territorio. dall'altra essendo i! Comandante le forze navali superiore in grado, per non ferirne il prestigio, non gli si lasciava che il diritto d'intervenire, sotto la sua intera responsabi!ità, in caso di fatti importanti che potessero imp~gnare la sicurezza e l'indirizzo politico militare della nostra azione nel Mar Rosso e pel quale si richiedessero immediati provvedimenti. Il nome stesso poi di Comandante Superiore delle regie truppe dato al Comandante militare dell'Esercito, doveva ferire la suscettibilità del Comandante le forze navali. Tutto dipendeva dunque poi dalla sce!ta di questo ultimo comandante, il quale~ se di carattere conciliante e remissivo, o se di una elevatezza che comprendesse bene le intenzioni del Governo, avrebbe potuto nonostante quelle istruzioni compiere a dovere la sua missione; ma se per poco egli fosse geloso del~a sua autorità, suscettivo o violento di carattere, in quelle istruzioni avrebbe trovato il germe di tutti gli attriti oppure un motivo sufficiente per ncusarsi ad un comando poco bene definito. . lo non conoscevo il Contrammiraglio comandante Noce, ma da quanto tntendevo dire dagli ufficiali di Marina, difficilmente egli si sarebbe acco'llodato a tali istruzioni. ~tesso Comandante Corsi venne da me, dicendomi che egli per amicizia per me e per spirito d'abnegazione vi si sarebbe strettamente uniformato ma che non credeva che il Contrammirag'io Noce, né che qualunque altro ufficiale della Marina vi si sarebbe adattato. Tale riparto d'attribuzioni aveva dunque il doppio difetto di rendere insopportabile al Comandante le forze navali quella sua posizione ed estremamente diffici'e a me l'attuazione delle mie mansioni , in ispecie in caso di intervento, tanto più se inopportuno, di altro comandante, superiore in grado, allo scuro di tutte le questioni ed in cose tanto differenti dalle sue ordinarie mansioni. . Io segnalai privatamente al Ministero le impressioni destate da quelle 1s~r~zioni, ma fu come cosa non detta. Il seguito provò l'inevitabilità di attntI che faci'.mente si sarebbero potuti prevenire. Il 9 maggio telegrafavo al Ministero (vedi telegra mma n. 139, allegato n. 37) accusando ricevuta delle istruzioni ed enunciando l'approssimarsi dei ribelli ed il loro probabile conf'itto cogli abissini. In quello stesso giorno 10 facevo occupare il posto avanzato di Amba dagli irregolari (in numero di 50) già assoldati da noi , avvisandoli che li avrei fatti rincalzare da nostri
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bersaglieri. Desideravo anzitutto provare la loro fedeltà contro altre truppe musulmane per sapere quale assegnazione in casi consimili, si sarebbe potuto fare su di loro; di più mi premeva di provare a Ras Alula che desideravo di concorrere con lui a respingere i ribelli, il che non avrebbe potuto che rinserrare i legami di buona vicinanza e comunanza d'interessi, e d 'alleanza, com'era nelle intenzioni del Governo. Assoldavo contemporaneamente un certo Alì Mus~a, raccomandantomi dal capo dei Beni Amer, ed amico di Achmed Kantibai, caPo degli Habab, il quale ancora attualmente è graduato al nostro soldo nelle truppe irregolari. Le truppe irregolari al nostro so'.do erano così ripartite: 50 in Amba 100 in Arkiko (sotto Alì Mussa) 25 in Arafali 125 in Massaua sotto il comando diretto del Songiac. Inoltre se ne sarebbero assoldati altri per mandarne 25 a Saati e 50 a Monkullo. Quelli di Arkiko, . Massaua, MonkuI1o, potevano concentrarsi in una massa di 275 in Poche ore. Disgraziatamente quei pochi baschi-buzuk inviati in Amba, fecero poco buona prova, perché defezionarono. Il 12 sera ricevevo infatti il primo annunzio della lotta che aveva avuto luogo a Kanfer (vedi allegato n. 38), dal capitano dei bersaglieri sig. Vianelli che comandava a Monkullo e siccome il 13 io aveva determinato di partire per Assab, così raccolsi tutte le informazioni del fatto per poterne telegrafare io stesso al Ministero giungendo in Aden. Ivi però ricevevo il telegramma del 15 maggio (vedi allegato n. 39) che però mutava in nulla le decisioni mie, inquantoché aveva già riconosciuta la opportunità di non occupare Amba e mantenere soltanto Saati con irregolari. L'occupazione di Amba invero poteva tornar utile quando le carovane del Sudan avessero preso la strada del Lebca e di El Ain per giungere a Massaua, ma oramai esse o non venivano da quella parte, o se venivano, attraversavano l'Abissi· nia e giungevano per l'Asmara ad"-:Ailet. In Aden stesso telegrafavo al Ministero (telegramma n. 190, vedi allegato n. 40) ma prima di giungere in Aden erano avvenuti parecchi incidenti, che è prezzo dell'opera il ricordare. Ho detto che il 13 avevo fissato di partire per Assab e quindi proseguire per Aden. Siccome si doveva approvvigionare Arafali, m'ero diretto al comandante delle forze navali perché mi fornisse un legno per andare ad Arafali, Poscia ad Assab ed Aden. Egli aveva destinato a tal uopo il « Cavour», Comandante Parent; questo legno era invero assai adatto al trasporto di truppe attesoché al ritorno doveva portare a Massaua due compagnie di Assab. Se non che il suo comandante da 15 giorni soffriva di febbre. In
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quel! 'epoca non c'era ghiaccio a Massaua; la cura della febbre era perciò assai difficile. Il Comandante Parent, di tempra robustissimo, molto simpatico, coltissimo, era assai amico del cav. Maissa. Da questi fui informato di parecchi fatti che avevano influito assai sullo stato di salute del Comandante Parent, perocché convien notare che nei paesi tropicali nulla può più facilmente produrre la febbre che una soverchia eccitazione dell'animo. Ecco quali erano ta!i fatti. I; giorno 30 aprile in cui le orde di Ras Alula minacciarono Arkiko, al « Cai,our » era stato ordinato di recarsi nelle acque di Arkiko, per cooperare al caso con tiri di artiglieria aee falde del Ghedam, al sud di Arkiko in unione alle nostre truppe alla difesa degli approcci di quel paese. Il Com andante Parent, che lo comandava, verso le tre pomeridiane, senza che nessun avviso ancora gli fosse pervenuto che l'a!larmi era cessato, vedendo approssimarsi il fine della giornata fece eseguire tiri a proietto per esercitazione contro quella spiaggia. A quei colpi, sia in Massaua, che in Monkullo ed in Arkiko si credette ad un attacco; da Monkullo partirono perfino due compagnie a marcia forzata dirette ad Arkiko, secondo le misure state preventivamente ordinate. lo telegrafai da Monkullo al Comandante Corsi per avere informazioni sul motivo di quel cannoneggiamento, e quando ne séppi la ragione, non potei a meno di fargli osservare, ma con la massima moderazione, le conseguenze e.li quell 'azione inoppDrtuna del Comandante Parent. Tutto per altro finì con quella osservazione. Dal cav. Maissa seppi però poi, dopo, come il Comandante Parent fosse do'entissimo dell'accaduto; egli anzi aveva pregato il cav. Maissa di dirmi che se non avesse avuto l'autorizzazione netta e precisa del Comandante Corsi di fare quei colpi, certamente non li avrebbe fatti. Se non che pare che il comandante Corsi non fosse convinto d'aver dato quella autorizzazione, poiché inflisse al comandante Parent non so se 8 o 15 giorni di arresti. A me fece ass~i senso questa severità, poiché non potevo dubitare che Parent non avesse agito sotto l'impressione di essere autorizzato a ciò fare. Però non intervenni in alcun modo in quella questione, che aveva conosciuta per via indiretta. · In seguito poi giunse il Contrammirag1 io Noce. Da qualche parola mi parve di comprendere che il comandante Parent non fosse in molto buoni termini con lui. Il fatto si è che dal tempo in cui gli vennero inflitti quegli arresti fu sempre sotto l'influsso di febbri , non mo~to forti , ma che lo mantenevano in uno stato di eccitamento anormale. Ora spettava al " Cavour » di fare il viaggio progettato. Parent chiese egli stesso al Contrammiraglio di comandare la sua nave, poiché egli sperava c:he un ca mbiamento d'aria ed il moto gli avessero giovato. Ed il Contrammiraglio assentì.
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Così fu che il 13 mattina imbarcandoci col cav. Maissa e col capitano Valleris sul « Cavour » trovammo che lo comandava il Comandante Parent, il quale ci usò le più squisite gentilezze e che trovammo ora in piedi ora seduto in coperta, sebbene, com'egli diceva, la sua febbre nella notte fosse salita a 40°. Verso le 7 salpammo alla volta di Arafali, dove si dovevano trasportare i viveri alla compagnia ivi di guarnigione; durante il tragitto di tre ore e mentre si faceva colazione, il comandante Parent ora salira in coperta ora si sedeva nella sala da pranzo e si dimostrava sempre agitatissimo ed assetato. Noi lo consigliavamo a stare a letto, ma egli ci rispondeva che il letto gli era insoffribile. In Arafali io scesi a terra per visitare il distaccamento e quando ritornai a bordo per riprendere la rotta verso Assab, il dottore di Marina mi avvisò che al comandante Parent era accresciuta la febbre in modo allarmante, e cioè fra i 40° e 4-2°; che non avendo ghiaccio, tentava di non lasciar accrescere la sua temperatura avvolgendolo continuamente di lenzuola bagnate, le quali però, per esser l'acqua stessa assai calda, diventavano subito inutili come refrigeranti. Verso le 4 e mezzo il" comandantc/Parent spirava. Quella morte improvvisa ci impressionò dolorosamente ed invece di salpare alla volta di Assab, ritornammo in Massaua. . An~he qui, la notizia di quella morte inaspettata produsse una viva unpressione. Io mi decisi a fermarmi in Massaua fino alla dimane per assistere al funerale del comandante Parent, e siccome il contrammiraglio mi dichiarò, sebbene inesattamente, eh~ non aveva altri legni a darmi per portarmi in Assab e Aden e che il « Cavour » non poteva ripartire per usanza tradizionale della Marina come segno di lutto per la morte del suo Comandante, così gli risposi che avrei preso il « Letimbro » della Società di Navigazione Generale, sebbene legno carbonaio tutto in ferro anche in coperta e poco adatto al trasporto di truppe, per compiere la mia missione. E così fu deciso che il « Letimbro » mi avrebbe trasportato l'indomani; decisi di lasciar Maissa a Massaua e presi con me il capitano Valleris. Ma prima di partire è bene che rammenti una particolarità perché servirà a porre in luce i motivi che diedero luogo ag)i attriti che insorsero nel seguito tra il Comando tielle forze navali ed il Comando Superiore delle forze di terra. Fino a quell'epoca io aveva us~to, ogni qualvolta moriva un ufficiale, di accompagnarlo dopo la funzione nella cappella, fino al cimitero in un c:ogli ufficiali, sebbene questo fosse due Km. distante, cioè oltre la diga ed · il terreno d'accesso non fosse che una pianura di sabbia ardente. Mi pareva che quel piccolo sacrificio dei sopravviventi in onoranza di un defunto vit-
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rima del dovere, fosse un atto di mortificazione e di tributo più valida che non qualunque discorso o tributo di parole. Alla morte di Parent il contrammiraglio mi disse che noi dell'Esercito di terra potevamo esimerci da quell'accompagnamento. Ch'egli avrebbe disposto a che fosse accompagnato da ufficiali di Marina. Io · gli risposi che avrei lasciato libero ognuno di fare quel che voleva; che per conto mio avendo sempre accompagnato i defunti dell'Esercito, non volevo marcare quella differenza per un ufficiale di Marina, che d'altra parte avevo imparato a stimar tanto. Fu così che tutti, compreso il contrammiraglio, accompagnammo la bara fino al cimitero. La dimane io partiva alla volta di Assab ed Aden, sebbene vedessi che al contrammiraglio rincresceva questa mia assenza, sebbene ordinata dal Ministero. Il comando interinale delle truppe fu assunto dal tenente colonnello Putti. Partiti il 15 sul « Letimbro >> con mare poco buono, si camminò tutto il 16 e si giunse in Assab solo il 17, impiegando cioè 48 ore per un viaggio di 240 miglia e cioè con una velocità media di 5 miglia all'ora. Il caldo era opprimente e la polvere di carbone del tubo della macchina che ci cadeva addosso ci rendeva in breve come carbonai. In Assab il tenente colonnello Lcitenitz aveva lasciato il comando al maggiore Rivera, comandante il battaglione ivi distaccato. La parte indigena era trattata dal cav. Pestalozza, il quale aveva acquistato molta influenza fra gli indigeni. La natura sospettosa e diffidente di co~toro rendeva inutile la forza; conveniva saperli prendere colle buone. L'acqua in Assab era assicurata con due distillatori e con quella nella cisterna come riserva. I mezzi di sbarco erano scarsissimi; conveniva scegliere per lo sbarco di merci i momenti in cui non soffiava il monsone. Io non era d'avviso che Assab fosse un punto importante, quando si escluda l'im portanza che segnò un primo passo nella politica coloniale. Invero esso non è scalo naturale di commercio, non è porto naturale, non è sbocco di comunicazi(!ni per un attivo scambio di prodotti ; non è posizione marittima strategicamente importante, non è posizione militare, è povera per sé, non è colonizzabile che spendendovi molto; non vi è stazione. E' un semplice tratto di costa, arido, povero e senza valore. Alle Il e mezzo del giorno 18 si salpava per Aden. Alle 7 pom. si giungeva a Perim. Ivi avrei voluto spedire il telegramma di cui piò sopra ho parlato; ma di no~e in Perim non si poteva entrare, sicché il telegramma non avrebbe potuto essere spedito prima delle 8 ant. del 19. Conveniva quindi seguire la rotta per Aden e mandare il telegramma da quest'ultima città. · Il 19 alle ore 10 ant. s1 amvava in Aden e si andava all'Hotel de l'Univers.
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lvi dopc aver spedito il telegramma sopradetto, dopo di aver conosciuto i! ff. console Sir Bienenfeld, persona gentilissima ed il generale inglese Hogg, comandante della piazza, riflettei alla scarsità dei nostri mezzi navali per una comunicazione attiva fra i pu.nti da noi occupati sulla costa del!' Africa ed Aden, punto di convergenza delle nostre comunicazioni. Avevo trovato che Assab era da 12 giorni senza comunicazioni con Massaua; che in Arafali non v'era servizio periodico per rifornimento viveri e per sorveglianza, talché quei punti rimanevano come abbandonati per lungo tempo a loro stessi. Io stesso ero stato obbligato a servirmi del legno il « Le~·mbro » , carbonaio, mentre i legni della Regia Marina erano in porto. Al contrammiraglio sarebbe spettato di organizzare questo servizio. Sebbene questo non fosse perciò di mia competenza, stimai conveniente di avvisare il Governo della necessità di ordinare un tale servizio, l'assenza del quale ordinamento poteva assai svantaggiosamente influire sulla necessità e combinazioni del Comando Superiore delle Regie Truppe. Conobbi pure in Aden il maggiore Humber, inglese, residente p<>litico e da tutte quelle autorità ebbi molte cortesie. Il 21 sera andai a Schech Otman col Bienenfeld sulla terraferma dell'Arabia, sito di delizie appartenente ad un signore arabo, dove pranzammo in un terrazzo della casa collocata in mezzo ad un giardino bello di piante tropicali. Alle 10 di sera dello stesso giorno c'imbarcammo nuovamente sul « Letimbro )>, partimmo per Assab dopo brevi istanti e giungemmo in Assab il 22 alle 4 e mezzo pom. Ivi lasciavo il « Letimbro » il 23, per l'imbarco delle compagnie, ed il giorno 23 col « Messaggero », stazionario in Assab, m'avviavo a Beilul per visitarvi il distaccamento. Eravi con me come interprete il cav. Pestalozza. Lo sbarco a Beilul è assai difficile; per poco il mare sia agitato esso diventa impossibile. Il comandante del « Messaggero )> era Gualterio, che ci usò molte gentilezze. Giungemmo a riva dop<> un tragitto di mezzo chilometro, in lancia, alle 9 ant. e con un sole dardeggiante ci avviammo a piedi verso Beilul. Quel comandante di distaccamento capitano Rivera, ci era venuto all'incontro a riva e durante il tragitto mi mise a giorno delle condizioni del suo distaccamento e di tutti gli affari locali. Mi fu di vera soddisfazione la ispezione di quel distaccamento specialmente per l'elevato spirito militare che lo animava e la sicurezza della propria forza. Quest'ultima invero pcteva riuscire inutile contro le insidie ed il tradimento usuale dei dankali. Il capitano Rivera seppe acquistarsi la fiducia di quei capi e nel temp<> stesso destar in loro un salutare timore. Egli stava tuttavia sulle sue guardie e di notte in ispecie la vigilanza era continua. Mi diceva egli stesso che a) minimo rumore saltava su egli stesso e non d i rado la truppa prendeva la posizione d'allarme.
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Quando si riflette che que: distaccamento era separato da Assab da due giornate di marcia per terra, attraverso un torrido deserto; e per mare separato dalle d ifficoltà d 'un approdo lungo e non sempre Possibile e da un'ora di distanza da]a costa, e frammezzo ad una PoPolazione selvaggia e della maggior perfidia, non si può a meno di apprezzare la virtù militare che ne rassicurava il morale. Noi entrammo nella tenda del comandante il d :sraccamento, assai grande ed alla foggia di quel!e T ollet. Ivi vi fu subito un calam, colt'intervento di tutti i notabi:i dei due paesi di Beilul e Gubbi. T utti si iodarono del comandan te il distaccamen to e del contegno della truppa. Pestalozza parlò loro in arabo, spiegando il motivo della mia visita e chiedendo se v'erano cause di diss:dio da rimuovere. Noi andammo in seguito a vedere il paese e presso uno dei capi vi fu un altro calam, nel qua~e vedemmo riunite le figure le più se'vaggie che possa produrre l'Africa. Già nel primo calam un ragazzetto indigeno mi aveva portato in una fo. glia di palma foggiata ad imbuto il liquore di cui essi si servono come bevanda inebbriante e che è ricavato dalla stessa palma; e a dir vero, il gusto se non si Po:eva dir cattivo, non era gradevole; si sentiva l'acidulo della palma. Nel secondo calam ci fu dato il caffè nelle solite tazzine all'orien tale. 1 dankali usano ungersi i capelli· ed il corpo di burro rancido o grasso. Coloro che devono attraversare i deserti per and are al Biru ed all'Aussa od in Abissinia, si pongono su 1la folta zazzera che costituisce la loro capigliatura uno strato dai 5 ai 10 cent. d i. grasso bianco o burro, il quale li difende dal' a vivacità dei raggi solari, i quali consumano il loro lavoro vibratorio nel far fondere quel grasso. Questo, colando per tutto il corpo, serve loro di protezione tanto con tro il sole quanto contro gli insett;. L'armamento loro, in genere, era !a sciabola, lo scudo, i! pugnale o coltellaccio chiamato da essi ... ? Disposi perché al distaccamento fosse mandato un forno da campagna e potesse così avere il pane fresco; perché g' i fossero mandati 3000 sacchi a terra per completare le loro fortificazion i e che ci fossero spedite a Massaua per mezzo di Assab molte stuoie che ivi tessevano gli indigeni con foglie di palma. Inoltre stabilii di mandarvi poi qualche basch i.buzuk pel servizio locale di polizia. Alla stessa sera ritornavamo a bordo e poscia in Assab dove ci rimbarcavamo sul « Letimbro ». L'rNIZIO DELLA STAGIONE F.sTI VA.
Al mio ritorno in Massaua dopo un viaggio estremamente caldo e penoso, per effetto della cattiva scelta del legno che ci portava, e sbarcate le compagnie, trovai che gli animi erano alquanto depressi per causa dei molti malati e del numero delle malattie continuamente in aumento. La Marina sopratutto,
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assai dolorosamente colpita, aveva un maggior numero di malcontenti. Mi si fece rapporto di alcuni colpi d'insolazione che incominciavano a farsi sentire negli uomini comandati di servizio (vedi allegato n. 41); onde la necessità di emanare l'ordine di misure generali precauzionali contro il caldo ed anche lo stesso cav. Maissa, finallora zelante ed attivo, stando mal volentieri pel caldo, lo faceva sentire troppo a tutti; aveva delle distrazioni di spirito insolite, era talvolta assurdo nei suoi giudizi , e sebbene sempre di percezione rapida, difettava di riflessione e maturità. Anche il tenente colonnello Putti incominciava a lagnarsi assai del caldo e credo che nei giorni di mia assenza egli abbia vieppiù sfavorevolmente apprezzato il cav. Maissa , sebbene mai si siano parlati a lungo, da quanto mi venne riferito. Il fatto è che l'incognita di una estate tropicale rendeva vieppiù necessaria una tensione straordinaria di nervi per resistere alla corrente deprimente che si era cominciata a formare, e che Marina e giornalisti fomentavano. Ricevevo intanto l'avviso del prossimo arrivo dei pezzi d'artiglieria che avevo chiesto (vedi allegato n. 42 ). Se non che la stagione propizia ad una azione militare era passata; quei pezzi, è vero, servivano ad affermare stabilmente la nostra autorità in Massaua, di fronte all'autorità egiziana; ma gli abissini avevano smesso, dopo l'occupazione per parte nostra dei villaggi circostanti, di farsi vedere a portata e di commettere razzìe, ed i ribelli egiziani col nuovo ordine di cose si erano andati sciogliendo e non si manifes tavano più se non in qualità di bande armate di ladroni ovvero di malandrinaggio, mentre i veri madish erano sempre occu pati all'assedio di Kassala che tuttora, dicevasi resisteva. Il nostro peggior nemico attuale era il caldo, che ci trovava indifesi, senza ghiaccio, senza baracche in legno ed alquanto esauriti di forze. Alcuni atteggiamenti timidi, fra i quaJi quello inconcepibile del tenente Righi, gettavano una luce sinistra ed infausta su quel nostro soggiorno e tutti i malcontenti si univano ai depressi per malattia o per insufficienza di fibra morale per creare un ambiente di sconforto e dissolvente. I giornalisti si facevano l'eco di questa situazione, esagerandola a talento e colorandola di aneddoti e particolari fantastici. Era indispensabile il reagire contro questi sintomi di debolezza, epperciò confidenzialmente mi diressi a tutti i comançlanti di unità, invitandoli a concorrere con tuttta la loro energia di carattere a richiamare nei loro sottoposti l'impulso del sentimento del dovere per superare questa crisi difficile della nostra occupazione. Alcuni fecero il loro possibile; altri soccombettero alla prova. Tutti gli ufficiali superiori dovettero rimpatriare per malattia. Il tenente colonnello Putti si suicidò in un istante di febbre tifoidea violenta. Ma questa crisi, esposta così in ~ue parole, fu lunga di parecchi mesi e durò tutta l'estate.
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Frattanto si festeggiava il' giorno dello Statuto con una rivista (vedi allegato n. 43). Si eseguì un finto attacco e difesa dei forti della piazza per tener desti gli spiriti militari (vedi allegato n. 44). Si procedeva all'occupazione delle isole Daalac, di Edd, Wakil , Mader e di tutta la costa fra Massaua ed Assab, stabilendo relazioni ed accordi con quei capi tribù; si organizzava il servizio di scorta alle carovane coi nostri irregolari d i concerto con Scialak Area, sottocaPo di Ras Alula e si faceva il possibile per migliorare le condizioni delle truppe e l'igiene delle medesime, specialmente con una più abbondante distrib_u zione di acqua distillata. I lavori del genio continuavano indefessi ed il Comando del presidio incominciava a funzionare sebbene con qualche difficoltà. Il cappellano, Don Beniamino Bruno, senza che alcuno lo incitasse, si dimostrava in . tutto all'altezza della sua nobile missione ; non l'incomodità delle ore, non il calore soffocante, non !e proprie sofferenze lo trattenevano dal recarsi in qualunque ora a Monkullo ed Otumlo, nei campi, per adempiere ai doveri della sua missione, e Portare una parola di carità e di conforto e di sollievo a chi stava male, o parole di pace ai defunti. I disagi lo avevano reso un'ombra, ma la sua fibra robusta e quasi rozza, animata com 'era dal fuoco della carità e del sacro zelo, gli permise di superare tutte le difficoltà della sua carica resa più degna da una rozza semplicità che rammentava gli antichi pescatori, primi apostoli del Vangelo. Molti doni arrivavano dall 'Italia; ma anziché pervenire per mezzo del Governo cogli elenchi precisi e la roba bene incassata, pervenivano con indirizzi diversi, quasi tutti personali a] Comandante, con inesattezze d'ogni spee1e e talvolta avariati. Per !a necessità di scaricarli di fretta per non pagare giornate di stallie ai piroscafi , il cui imPorto era di assai superiore al valor dei doni , molte volte alcune casse si perdevano in mezzo a tante altre di servizi diversi sicché era difficile il tenerne un conto esatto ed accurato. Queste difficoltà non furono risolte se non all 'epoca della Spedizione San Marzano , in cui per l'entità dei mezzi avuti si poterono completamente organizzare tutti i servizi di scalo. Tutti quei don i, sebbene frutto delle simpatie del Paese per l'Esercito, assumevano però talvolta, quando inviati senza la delicatezza voluta, un carattere di benefizio a favore dell'Esercito esigente ringraziamenti e talvolta cure e rendiconti particolareggiati impossibili in allora a compilarsi. Non sempre poi il titolo sotto il quale venivano spediti era taJe perché fosse corretto lo accettarli, mentre ai bisogni dell'Esercito in Africa già provvedeva il Governo. Onde io scrissi in proposito al Governo. Lo stesso patronato della Croce Rossa italiana avrebbe desiderato a suo scarico un esatto rendiconto dell'impiego delle robe, il che era impossibile di fare. Il Comando accusò bensì ricevuta (vedi allegato n. 4 5) degli oggetti avuti, ma sebbene il capitano di Stato Maggiore Camerana mi esprimesse
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più tardi per commissione della marchesa di Villamarina, il desiderio di questa di un rendiconto sull'impiego delle robe, questo non poté più essere spedito sia perché quando mi fu espresso tal desiderio le robe erano già state consumate, sia perché sarebbe stato difficile e lungo, per le ragioni più sopra esposte, di farlo anche quando si fosse stati preavvisati in tempo di questo desiderio. Così pure mi si chiedeva dal Governo perché non mi fossi servito del sig. Tagliabue fino al'.ora, visto che egli era stato viaggiatore nel Sudan ed aveva la riputazione di giovane esperto ed ardito in questioni africane. Ho detto più sopra come fosse riuscito il tentativo. che avevo fatto di servirmene; mi spiaceva riferire tal cosa per disteso al Ministero; mi limitai perciò a rispondergli in modo evasivo, ma fermo (vedi allegato n. 46, data 6 giugno 1885). Continuavano anche in estate per parte dell'artigli~ria le esperienze sul sistema migliore di basti pel trasporto di robe e dell'acqua e sui migliori recipienti pel trasporto di questa. La nostra escursione ad Ailet ci aveva convinti che l'otre conciato all'africana al caldo rende l'acqua imbevibile perché le dà il puzzo di sentina; che i barili di legno le comunicano l'odore e gusto di questo, che il recipiente di latta o metallo riscalda troppo l'acqua. Si venne alla conclusione che il recipiente migliore fosse un barile rivestito all'interno di zinco e così s·i propose· al Ministero. Incominciavano pure a venire da Aden e Bombay i mobili per .le stanze degli uffici e per gli ufficiali di cui si era fino allora difettato; occorreva che il legno di essi fosse inattaccabile dalle formiche specialmente bianche. Il legno di teck era perciò il mjgJiore. Arrivarono pure i quadri delle Loro Maestà di cui si era fatta richiesta al Ministero. Erano stabiliti in quell'epoca i servizi telefonici tra il Comando, gli ospedali, il Comando del Presidio, mentre con tutti gli altri Comandi le comunicazioni erano telegrafiche. Arrivava sana e salva la missione Ferrari dall'Abissinia all'incontro della quale si mandava fino ad Ailet una compagnia, col pieno accordo di Ras Alula. Giungeva il plotone di cavalleria comand~to dal tenente di San Martino. Giungeva il corpo di musica, il quale diventava subito pressoché tutto malato. Si assoldavano i baschibuzuk egiziani che si trovavano a Saati. I lavori del genio procedevano regolarmente ed ogni settimana ricevevo un promemoria sul punto in cui si trovavano i lavori. D 'accordo col direttore dei servizi del genio, si regolava in tale occasione il provvedimento ulteriore dei lavori, accelerandone taluno, rallentandone o sospendendone altri a seconda delle mutate condizioni di urgenza in relazione ai bisogni nuovi o crescenti (vedi
allegato n. 47). S'impiantava un servizio meteorologico per opera del tenente Lavallea e si stabilivano delle osservazioni termometriche nei vari campi, coi termometri a minima ed a massima, a seconda ·di un'Istruzione trasmessaci dal prof. Tacchini (vedi allegato n. 48).
114 LUGLIO - AGOSTO : IL CALDO, LA STAMPA, MAROOPOLI BEY' LE AllfURE DI SAATI.
Sarebbe stato in allora (giugno) il momento opportuno di incominciare a servirsi del Marcopoli bey per la direzione politica, secondo il nostro indirizzo, delle tribù confinanti e specialmente del!' Abissinia. Egli mi aveva dichiarato che finché egli era al servizio del Governo egiziano, non avrebbe agito contrariamente agli interessi di questo. Ma oramai questi aveva perfettamente compreso essere di tutto suo interesse lo andare completamente di accordo con noi che eravamo diventati i più forti e che di momento in momento potevamo completamente esautorarlo. L'azione di Marcopoli bey quindi a seconda dei nostri interessi non avrebbe già fin d'allora potuto più incontrare seri ostacoli per parte del Governo egiziano. La mia idea trasmessa al Governo non fu respinta, ma l'invio che mi si fece pochi giorni dopo del cav. Stefanoni raccomandato con una lettera del generale Ricci (vedi allegato n. 49), colle idee che esamineremo nel seguito, mi provò come al Governo non si parteggiassero le mie idee e si considerasse un affronto per noi il non servirsi di un italiano per lo scopo a cui doveva servire il greco Marcopoli bey. Questa divergenza di vedute fu il germe dal quale poi derivarono i primi attriti con Ras Alula e successivamente Dogali. Era evidente la necessità per noi di un residente presso Ras Alula a noi devoto che· controbilanciasse le influenze degli altri greci ed europei che lo sobil1avano. E Marcopoli bey, ben ricompensato, ci avrebbe potuto rendere grandi servizi, come già taluno ce ne aveva reso fino allora. Anche Maissa era in ciò d'accordo con me, ma egli stava per andarsene, era estremamente a disagio in quel caldo e più non s'occupava con serietà delle questioni importanti. Un fatto mi provava in quei giorni come l'autorità egiziana fosse completamente scossa. Fino allora era stato impossibile con Massaua l'addivenire a censimento di sorta, ciò essendo, al dire dei musulmani, proibito dal Corano. Io ne tenni parola al Vice Governatore ed egli mi asserì che quello era il vero modo di far nascere una rivoluzione religiosa nel paese. Io insistetti e lo avvisai che lo avrei fatto ugualmente, naturalmente colle misure precauzionali volute e rispettando, per quanto possibile, le tradizioni e costumanze religiose. Due ufficiali furono infatti incaricati uno della statistica domiciliare, l'altro della costruzione della pianta di Massaua. L'interprete Hogg fu addetto a tale lavoro, ed ogni cosa procedette senza che avvenissero effettivamente disordini, nonostante che qualche minaccia fosse stata fatta e raccolta dall'interprete. Fu però attivato un servizio di pattuglie continuo di giorno e di notte, e furon date tutte le disposizioni per casi d'allarme. O~amai era evidente la prossimità dell'eventualità del completo sgombero degli egiziani. Furono fatti studi sui proventi delle dogane ed altri proventi eventuali d'imposte su Otumlo, Monkullo, Arkiko, Arafali, Beilul,
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Assab, nonché sugli oneri ai Naib e spese di amministrazione. Poscia fu fatta la questione al Ministero: - se l'occupazione doveva continuare mista, a noi non conveniva prender solo gli oneri e non i vantaggi; - se l'occupazione doveva essere permanente e sgombrata dagli egiziani, conveniva allora assumersi subito gli oneri per aver poi diritto, rispetto agli egiziani, di prendere altresì i proventi. In quell 'epoca Ras Alula si dirigeva a me per avere una macchinetta per ventose, attesoché era questo ancora il metodo di cura usuale in Abissinia. Il maggiore medico fu incaricato di far venire quella macchinetta. Giungeva il maggiore Varino a prendere il comando del battaglione bersaglieri in sostituzione del Putti, ma colto dalla febbre . in Taulud, dopo 15 giorni doveva rimpatriare; così rimpatriavano il maggiore Gazzera, il maggiore Bagnaschino, ed il tenente colonnello Luciano, comandante del presidio dopo la morte del Putti avvenuta più tardi, diveniva ammalato anche lui ed era mandato in convalescenza in Assab ed Aden. Il Governo voleva gli si mandassero settimanalmente informazioni sui fatti d'interesse pubblico. Se non che i fatti eran pochi, le dicerie moltissime; queste dicerie amplificate, travisate, inventate talvolta su fatti insignificanti ed ipotetici, erano poi quelle che commuovevano in Italia l'opinione pubblica e sulle quali il Governo domandava un mese dopo informazioni al Comandante superiore, lagnandosi di non saperne nulla. Ora, a priori, era impossibile il prevedere, fra tutte le fiabe che s'inventavano, ciuali avrebbero, al loro giungere in Italia, assunto un carattere di importanza da richiamare su di esse l'attenzione del Governo; quindi per lo più esse non comparivano sulle informazioni periodiche dei fatti d 'interesse pubblico. Di ciui accuse al Ministero che non era mai, si diceva, informato bene di quanto succedeva a Massaua, accuse_per non aver organizzato un servizio sufficientemente rapido di comunicazionj con Massaua. Evidentemente in tutto ciò il torto stava nella disonestà di chi scriveva . od inesattamente o falsamente; mentre che era impossibi!e per parte del Comando l'informare meglio il Governo di quanto accadeva, a questo poi non poteva evitare ·1e dolorose impressioni che corrispondenza a sensation facevano sul Paese, mentre la rettificazione delle medesime non poteva farsi che un mese dopo, cioè ad impressione quasi svanita. Da qualche tempo il Minister~ si era deciso a mandare a Massaua ufficiali di Stato Maggiore i quali permanessero ivi una quindicina di giorni, constatassero de visu la situazione di cose esistente e poscia ritornassero per riferirne al Ministero. Questo modo d'agire, che poteva assumere il carattere di un vero spionaggio ufficiale, bisogna convenirne, fu temperato dalla buona scelta degli ufficiali inviati e fu una necessità consigliata dalla situazione difficile del Ministero di fronte -ad una stampa poco onesta.
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Ai 2 luglio (vedi allegato n. 50) il capitano Robilant, uno degli ufficiali stati inviati allo scopo sopradetto dopo il tenente colonnello Albertone, era di ritorno in Italia ed era sostituito dal tenente colonnello al Ministero stesso Dc Boccard. Le lezioni d'arabo (vedi allegato n. 51) che erano incominciate in aprile ed avevano dato già buoni risultati, dovevano tralasciarsi per causa delle malattie crescenti e del continuo cambio di ufficiali ed interpreti professori. In luglio le condizioni sanitarie tendevano a farsi vieppiù tristi. Avremmo forse potuto eccitare un risveglio di resistenza nelle autorità egiziane. Perciò aumentavo di gentilezze con lzzet bey e Marcopoli bey. Regalavo loro alcune cassette di aranci che ci pervenivano dal Ministero; li invitavo talvolta a pranzo. Così facevo pure col comandante Corsi, comandante interinale della Marina prevedendo che colle nuove disposizioni e riparto di attribuzioni, il nuovo comandante difficilmente avrebbe subìto la sua posizione senza farmela pesare · (vedi allegato n. 52 ). Il 2 luglio si suicidava il capitano Caselli, abbattuto dalla febbre tifoidea. I telegrammi 296, 305, 309, 314, 323, 333 del 6, 9, 12, 17 e 21 luglio esprimono abbastanza la gravità delle circostanze (vedi allegato n. 53). Dai medesimi telegrammi si rileva come la musica si fosse dovuta sciogliere e mutare il capo musica. Come il ghiaccio fosse mancato nel momento in cui era appunto indispensabile. Come non fossero rari i casi di morte quasi improvvisa i quali fortemente impressionavano in genere. Come lo stesso Padre Marzano, che era stato a Kartum e ch'era giunto pur allora ad aiutare il cappellano esistente Don Beniamino Bruno, subì tale impressione di quello stato di cose ed ebbe tale timore (convien dirlo) di soggiacere egli stesso che s1 imbarcò senza autorizzazione e se ne ritornò in Italia. Che rarissimi furono gli ufficiali che superarono quella crisi, nessuno fra gli ufficiali superiori. Già d'allora non si voleva credere al Ministero che l'impossibilità di funzionare delle macchine a ghiaccio prevenisse dall'alta temperatura dell 'acqua di mare che (data la specialità del sistema della macchina) non poteva servire come refrigerante nei mesi più caldi. Un lungo rapporto del capitano Spaccamela ne informava particolareggiatamente il Ministero. (Questa incredulità si conservò per anni successivi, perché ancora nell '89 si verificava lo stesso inconveniente). Sarebbe cosa assai tediosa lo enumerare tutti i casi nei quali si ebbe la prova che il Ministero prestava poca fede alle affermazioni del Comando di Massaua quando queste ultime non collimavano colle idee o cogli interessi del Ministero o cogli interessi dei protetti dal medesimo. Il Ministero per lungo tempo credette ad esagerazioni in tutte le informazioni di Massaua, e non è poi che dalla concorde conferma degli ufficiali che appositamente spedì colà che poté constatare la verità dei rapporti del Comando. Intanto però queste dubbiezze del Ministero non potevano a meno di rendere più difficili e lunghe le soluzioni delle questioni, più pericolosa l'iniziativa del Coman-
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dante, il quale era necessariamente indotto a servirsi di questa senza attendere risposta dal Ministero, qu:mdo la questione urgeva, ed incerto lo stesso Comandante sul grado di fiducia ch'egli godeva, visto che talvolta erano più e meglio creduti i giornalisti o le corrispondenze di qualche malcontento che non le sue affermazioni. In luglio invero gli attacchi della stampa contro il Comandante si facevano insistenti e violentissimi. Lo si rendeva responsabile di ogni fiacchezza degli individui, dei suicidi, delle morti che avvenivano ecc. S'inventavano di sana pianta fatti e particolari che lo ponessero in faba luce ecc. Siccome nessun indizio proveniva dal Ministero che convincesse il Comandante superiore che egli ne godeva sempre intera la fiducia , bensì gl i attacchi eran lasciati dal Governo senza risposta anche quando si trattava di fatti conosciuti dal Goveno notoriamente falsi, così ai primi di luglio il Comandante credette cosa patriottica di prendere egli stesso l'iniziativa e telegrafare al Governo che gli attacchi della stam pa non ismentita lo- ponevano in una falsa posizione, che pertanto egli si vedeva costretto ad instare per essere esonerato dal suo comando. Ciò avveniva al 7 di luglio ed il telegramma era consegnato al Comandante del « Manila » per essere spedito da Aden. Se non che uno o due giorni dopo tale spedizione, le condizioni sanitarie si aggravavano in siffatto modo che il motivo che dava luogo alla spedizione di tale telegramma avrebbe potuto essere male interpretato al Ministero; ed è perciò che il Comandante superiore senza attenderne la risposta spediva un altro telegramma (n . 3o6) così concepito: Attesa recrudescenza malattie, prego V.S. non prendere per ora in considerazione contenuto mio telegramma n ... . Necessita rimpiazzare Putti, Varino.
L'abbattimento generale prodotto dal caldo, dalle m alattie, dalle morti frequenti rese necessario che con una circolare richiamassi tutti i comandami al ~entimento del loro dovere ed alla necessità che ognuno nel suo raggio di azione spiegasse tutta l'energia per mantenere alto il senso morale e lo spirito · di abnegazione specialmente negli ufficiali inferiori, ai quali sembravano quelle lotte contro il clima e contro i disagi e le privazioni d'ogni genere all'infuori dei loro doveri militari. Invero, riesce difficile a chi non fu in quell'anno a Massaua , il farsi un criterio delle difficoltà d'ogni genere che si dovettero superare. A Saati s'erano spediti i nostri irregolari per la scorta delle carovane provenienti dall'Abissinia. A Daalac vi si era fa tta una visita; si era stabilito un premio di IO talleri al mese ad ognuno de i tre Schenk dei vil1aggi per la custodia delle bandiere nostre ; s'era spedito al Ministero u n rapporto sulla difesa e sullo stato di quelle coste nonché sui risultati d 'esperienza delle mitragliere (che non funz iona-
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vano più a causa dell'ossido di ferro che ne guastava !e parti interne), dei cappelli di paglia, elmetti, basti dei muli ecc. S'erano stabil iti distillatori per l'acqua del mare e si instava per la sostituzione dei medici anche essi in fermi, fra i qual i lo stesso direttore dei servizi, maggiore Panara, il quale doveva rim patriare. In quell'epoca anche il console Maissa aveva avuto l'autorizzazione di rimpatriare, e la contessa Maggiolini affl itta da foruncoli, lichene e febbre essa pure s'imbarcava per salpare per l'Italia alla prima occasione. Col disturbo arrecato da tutti questi cambi, queste assenze e sostituzioni a me premeva intanto fosse definita· la questione dell~occupazione mista, la quale ci rendeva difficile l'andamento specialmente degli affari politici. Infatti il Vice Governatore egiziano faceva la sua politica e quella del suo Governo sia coll'Abissinia, sia colle tribù limitrofe secondo i propri interessi; questi talvolta, anzi generalmente, essendo contrari ai nostri, ci neutralizzavamo a vicenda. quando non ci facevamo reciprocamente del m ale. A me sarebbe premuto sgombrare il campo dagli egiziani per aver al più presto Marcopoli bey attaccato ai nostri interessi e servirmene come inviato presso Ras Alula per dirigere ivi la politica abissina a nostro vantaggio; perocché a me era facile prevedere allora come tutto il nodo dei nostri interessi colà si riducesse ad un modus vivendi possibile con Ras Alula. Ma in questa grave questione non fui compreso, né sostenuto dal Governo il quale aveva mandato ·Stefanoni a Massaua per prendere al più presto la direzione delle dogane tenute appunto da Marcopoli bey, senza alcun riguardo del malcontento che si poteva ingenerare in questo e del danno che dal disgusto di quest'individuo ci poteva poi provenire, né del mio parere contrario. Stefanoni , nonostante le mie raccomandazioni , fu subito in urto con Marcopoli bey ed in seguito si vedranno le conseguenze di questa situazione di cose. Contemporaneamente si accentuavano vieppiù attriti deplorevoli fra la Marina e le truppe di terra; né si può evitare di dichiarare che il contrammiraglio pel primo inclinava ad atti continui di prepotenza ed ingerenza in tutto quanto non lo riguardava. Al fin di luglio tre gravi questioni dunque si stavano dibattendo: - quella cioè della salute generale. di cui lo stato verso il fin di luglio st può desumere dai vari te1egrammi avuti e spediti (vedi allegato n. 54); - quella coll'ammi raglio e la Marina, che mi determinava a spedire il telegramma n. 346 (24 luglio) intantoché si redigeva un lungo rapporto ed a cui rispondeva il Ministero in modo sospensivo (vedi all~gato n. 55). E' da notarsi che l'Ammiragl io compilava egli stesso un rapporto al suo Ministero e con una nave apposita lo spediva per mano del suo capo di Stato Maggiore Mirabello a Roma; - quella Stefanoni che, come le altre due. mi metteva nel.a necessità di rassegnare il mio mandato quando fosse stata risolta non secondo le m ie viste,
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ed a cui provvisoriamente ed in modo temporeggiante provvedeva un telegramma di S.E. il Presidente del Consiglio Depretis (vedi allegato n. 56). Cogli egiziani continuavano senza numero le piccole questioni d'ogni genere. Verso il fin di luglio una carovana abissina fu assalita a pochi chilometri da Monkullo, mentre stava per giungervi. Inconcepibile sarebbe riuscita una tal grassazione quando indizi di vario genere mi fecero fondatamente presumere che il mandatario della grassazione fosse lo stesso capo dei baschibuzuk egiziani, certo Idris bey (lo stesso poi che in seguito dal generale Genè fu incolpato di tradimento pel fa tto di Dogali). Lo feci senz'altro arrestare e nonostante tutti gli appoggi del Vice .Governatore e di Marcopoli bey, fu trasportato e detenuto in Assab (vedi allegato n. 57). Tale incidente mi offri l'occasione di investigare e studiare tutti i compromessi musulmani della rivolta di A rabì-Pascià, che allora trovavansi in Massaua ed erano per noi un fomite di discordia (vedi allegato n. 58). Al 25 luglio riceveva pure dall'Ammiragl io (vedi allegato n. 59) una lettera che mi chiedeva informazioni del sig. lunker e di Emin bey. Informazioni riservate poi di Andreoli mi dimostravano già le buone intenzioni d i Achmed-Kantibai di agire a seconda dei nostri interessi nelle sue con tinue dispute coi Dervisci. Per comprendere la sua lettera (vedi allegato n. 60) con vien sapere che in quell'epoca il Governo egiziano, assecondando la politica del Governo inglese, era già da qualche tempo venuto nella dererminazione di impedire qualsias~ ~raffico coll'interno dell'Africa per rendere difficile ai Dervisci la loro pos1z10ne. In Massau a il Vice Governatore non permetteva perciò il trasporto di mercanzie, altro che . per o dall'Abissinia; Achmed-Kantibai che odiava gli egiziani e che al dir di costoro era partigiano nascosto dei Dervisci, era fra tutti escluso con maggior rigore dal commercio con Massaua. Egli però che sapeva quanto fosse in quell'epoca già esautorato il Governo egiziano, si à irigcva a me per avere il favore d i poter far giungere una carovana di 800 cammelli, e provvedersi poi di tessuti e di dura a Massaua. Lo aderire ai suoi desideri assumeva un'importanza grave. Io sentivo che avevamo tutta l'autorità di poterlo fare senza inconvenienti locali , e certo un atto simile avrebbe di molto affermata la nostra autorità sia di fronte alle tribù musulmane che non osavano far cosa dispiacente a Ras Alula, sia di fronte al Governo egiziano che era nello stesso caso e che di più si sarebbe visto sempre maggiormente esautorato, sia di fronte ai Dervisci dai quali saremmo stati così liberi stabilmente e sia rispetto alla popolazione di Massaua e colonia italiana. Se non che Ras A'u\a se ne poteva adombrare e così pure il Governo al Cairo. Ma per quest'ul timo avevo buone ragioni per scusare il nostro operato. Rispetto a Ras Alula invece credetti cosa conveniente il temporeggiare fino a che o Marcopoli bey potesse colà agire come nostro inviato e preparare l'animo
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di Ras Alula a considerare l'azione nostra a Massaua come sovrana e non dipendente che dai nostri interessi e lontana dal voler pregiudicare in qualsiasi modo gl 'interessi suoi ; o qua'.che piacere fatto, o servizio reso a Ras Alula. temperasse l'impress:one, in lui insolita, di quest'atto d'indipendenza da parte nostra. · Feci perciò rispondere ad Achmed che g·i avrei fatto fare una risposta fra non molto da persona di m:a fiducia, e così pel momento si soprassedette. L' II luglio l' « Ancona >1 ritornava in Italia col comandante Corsi. Il 12 partiva il « Palestina » per Arafa;i per vettovagliarvi la compagnia. Marcopoli andava a Suakin per abboccarsi col governatore generale del Mar Rosso, co!onne'lo Chermside. Pare che motivo di questo viaggio fosse l'incarico che Chermside gli voleva affidare, di recarsi cioè presso Ras Alula per deciderlo al'a liberazione di Kassala, che ancora teneva, mediante un forte compenso in danaro. Era il momento buono di valersi di Marcopoli anche a nostro vantaggio; perocché Ras Nula non avrebbe certamente mancato di opprimerlo d'interrogazioni sul conto nostro durante i) suo soggiorno all'Asmara. Premevami perciò che Stefanoni non lo disgustasse cogli affari della dogana prima ch'egli avesse potuto adempiere alla missione per nostro vantaggio. Mentre Marcopoli era in Asmara, mi riprometteva di ricevere Kantibai, fare in Massaua atto d'autorità fidando nella furberia di Marcopoli per smussare qualsiasi difficoltà grave con Ras Alula. A Stefanoni lasciai com prendere in qualche colloquio ch'ebbi con lui l'importanza che ponevo nella buona armonia che ancora per qua1che mese desideravo esistesse fra loro due. Anche a Zerboni che venne a sostituire Ma1ssa, feci note le mie idee e feci io stesso la sua presentazione a Marcopoli bey. In Massaua e dintorni roi stavano solo a'lora per isparire tutte le tende; si davano ordini severissimi per l'ig:ene, per la sicurezza delle pattuglie e distaccamenti iso1 ati e si continuavano i lavori di difesa. Il servizio della Marina era deficiente in tutti i modi. Ad Assab si stava delle quindicine senza vedere un legno; si 1asciava ivi difettare perfino !'acqua (oltre che il ghiaccio, limoni ecc.) che in allora un solo distillatore, parmi, poteva fornire. Il capitano Spaccamela, da mo'to tempo ma 1ato, doveva rimpatriare esso pure, ed era sostituito dal capitano Arlorio. Il servizio di polizia fatto dai nostri carabinieri e da indigeni, incominciava a funzionar bene. Anche il tribunale veniva costituito, e con giurisdizione sui reati comuni. Infine, in data 26 luglio (vedi allegato n. 61) si davano informazioni e pareri al Ministero sull'opportunità o meno, di non fare di Massaua un porto franco, e sulla necessità di presto assumere le redini dell'amministrazione, congedando lzzet bey e l'ultima larva di Governo egiziano che ancora rimaneva in Massaua.
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Il r agosto ritornava appunto dal Cairo il cav. Stefanoni, dov'era stato a far della politica per conto suo e contro Marcopoli bey. Subito chiedeva ghiaccio ed acqua distillata per uso suo. La sera prima era pur giunto dal Ministero l'ordine pel congedamento della classe anziana, la quale poi non sarebbe.stata sostituita che nell'inverno. Sebbene inibissi al sig. Stefanoni d'immischiarsi pel momento nella dogana, tuttavia mi accorsi che il suo ritorno soltanto ridestava la diffidenza di Marcopoli e subito m'accorsi del suo stato d'animò da un piccolo atto ostile alla nostra politica. Egli era stato a Suakin, come ho detto; evidentemente se Chermside lo aveva fatto andar colà era per consultarlo pure sulla nostra azione e sulla sua morale possibilità di poter ancora venire, o no, a Massaua. Ora, soltanto parecchi giorni dopo il suo ritorno, Marcopoli bey mi fece dire, e dopo l'arrivo di Stefanoni, che Chermside avrebbe voluto venire a Massaua, per poi andare anch'egli da Ras Alula ad offrirgli qualche milioncino di talleri perché andasse a Kassala. Che perciò mi pregava di sgombrare il palazzo del Comando, o riservandomi una sola stanza per me cedendo il resto a Chermside. Subito gli risposi che non mi era più possibile ora sgombrare il palazzo, ove eransi stabilite le sedi di tutti i servizi. Che però sarei stato lusingatissimo di poter ospitare il colonnello Chermside, di cui altra volta avevo avuto l'occasione di apprezzare la gentilezza. Marcopoli che mi conosceva non mi rispos(. altro e Chermside se mai ebbe l'idea di venire a Massaua, comprese che era miglior cosa il rinunziare al suo viaggio. Epperciò il solo Marcopoli partì il 3 od il 4 per l'Abissinia. Lo stesso giorno 2 mi ero recato dal contrammiraglio Noce per avvisarlo del possibile, benché improbabile, arrivo di Chermside, ma mi fece rispondere che dormiva. La dimane 3 vi ritornai per dirgli della partenza di Marcopoli, mi fece dire che non mi riceveva perché malato. Allora compresi che non ci dovevo più andare e così feci fino a che ebbi poi ordine dal Ministero di andare. Marcopoli prima di partire venne a vedermi; lo incaricai di bene impressionare Ras Alula sul conto nostro e persuaderlo delle nostre intenzioni pacifiche; lo pregai di conciliare tutte le questioni esistenti fra gii arkikesi e Ras Alula e di astenersi, nel fare gl'interessi del Governo egiziano, di pregiudicare in alcun modo i nostri. Lo trovai dispostissimo a tutto, ma capii altresì come l'immischiamento di Stefanoni nella dogana gli dolesse, perch'egli intendeva, finché non era abolito ufficialmente il Governo egiziano o per lo meno fosse partito Izzet bey, di servire lealmente il suo Governo e non fare i nostri affari nel servizio della Dogana. Era dunque prudenza, fino a che politicamente egli poteva nuocere alla nostra politica in Abissinia, di lasciare impregiudicata la questione della Dogana. Quando fosse poi partito lzzet bey, avessimo potuto od impedirgli di andare in Abissinia se contrario a noi, o fargli pure sgombrare Massaua; oppure se ce ne volevamo servire, intendersi sui limiti delle attribuzioni a 0
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darglisi e sul compenso conveniente. Perciò lo assicurai che sulla direzione della Dogana non sarebbero avvenuti altri cambi nella sua assenza, fino a che io fossi rimasto come Comandante superiore. Incidentalmente poi seppi in quei giorni che il tenente colonnello Putti, buon'anima, era un corrispondente del giornale « Fanfuila » e del « Fracassa»; con ciò mi si chiarirono alla mente certi dubbi che fino allora avevo nutrito sul modo col quale parecchi giornali erano venuti a conoscenza di tanti minuti particolari, sebbene inesattamente esposti, pur tuttavia assai difficili a rilevarsi da pçrsone estranee all'Esercito. Il 6 agosto mandava al Ministero il telegramma n. 377 (vedi allegato n. 62). Lo stesso giorno giungeva l'« Andrea Provana ». L'8 giungevano il tenente colonnello Luciano ed il maggiore De Iturbe. Lo stesso giorno ebbi un lungo colloquio coll'allora maggiore De Boccard, mandato dal Ministro per rilevare la situazione delle cose. Egli ebbe largo campo di studiare sul posto le nostre relazioni colla Marina. · II 9 agosto spedivo al Ministero il telegramma n. 394 (vedi allegato n. 6 3). Ricevevo i telegrammi n. 902, 868, 896 del 3 e 5 agosto del Ministero (vedi allegato n. 64), nell'ultimo dei quali, il Ministro con molta delicatezza mi avvertiva che: « in alcuni giornali del luglio troverà attacco ingiurioso contro di lei; non si curi; del resto altri giornali reagiscono». Invero non erano pochi i giornali che mi ingiuriavano e quasi tutti su informazioni false od esagerate. Il giorno IO s'imbarcava il maggiore De Boccard sul « Manila » e salpava l'u, sul « Volta», il capitano Spaccamela. Le notti dal 12 al 13 furono forse le più calde della stagione. Il 13 io andavo a visitare le isole Daalac su di una torpediniera, l'ammiraglio avendo quasi ceduto il Comando. Ricevevo i telegrammi amministrativi del Ministero n. 750, 922, 941, 944, (vedi allegato n. 65). Mandavo il telegramma n . 419 (vedi allegato n. 66). La mia cura maggiore in quei giorni era quella di visitare i malati e provvedere all 'igiene. Il 15 agosto ricevevo una lettera assai lusinghiera dal generale Cosenz, arrivava il « Cavour. » da Aden, il « Cariddi » dall'Italia. Il 17 partiva l'ammiraglio colla « Varese» (rimorchiata appena fuori dal porto) per un giro nel Mar Rosso ordinatogli dal Ministero. Evidentemente era per lasciarmi libero nel Comando. Questa ultima disposizione fu prova dell'alto senno del Ministero della Guerra, il quale comprese la situazione difficile in, Massaua e la necessità dell'unità di comando. Lo stesso giorno 17 mandavo al· Ministero il telegramma seguente: N. 428 - 17 agosto. Ammalati 259 dei quali 5 gravi. Avv. Parresio tentò suicidarsi ; migliorando rimpatrierà prima occasione. Con esploratore rimpatria maggior Gazzera, sub. Deitinger due subalterni, 11 convalescenti truppa, il, congedandi 1862; 41 fanteria o sussistenza, 4 per motivi vari. Urge sostituire Gazzera, Deitinger e fare arrivare tutta
123 tela richiesta per coprire baracche prima. pioggia. Possibilmente converrebbe mv1are teloni già cuciti 8,5 per 4.
Questo telegramma partiva il 18 coll '« Esploratore» che toccava Suakin e Poscia andava in Italia. Lo stesso 17 ricevevo dal Presidente del Consiglio il telegramma (vedi allegato n. 67) in cui mi si lasciava capire come non si voleva sacrificare Marcopoli, ma neppure transigere sull'assunzione al più presto per parte di Stefanoni della direzione delle Dogane. Si vede che tanto Stefanoni quanto le autorità italiane al Cairo avevano sobillato al nostro Governo che vi fossero chissà quali malversazioni alla dogana, per cui conveniva subito porvi rimedio. Ma sia Stefanoni che al Cairo, sapevano le esagerazioni di quelle affermazioni, mentre lo scopo era di perdere Marcopali nella stima generale, e soppiantarlo; con quale danno per noi lo dimostrarono gli eventi Politici successivi, per cui fu Poi resa impossibile la missione Pozzolini. Colla lentezza di comunicazioni d'allora io non potevo informare in dettaglio il Governo in tempo sulla questione vera; insistetti perché Marcopoli continuasse a stare per qualche tempo facendone una questione d'onestà. Ma l'astuto greco comprese perfettamente le cose e c~me a me solo dovesse il ritardo nella sua disgrazia, di cui del resto c'era chi si incaricava d'informarlo dal Cairo. Il 20 spedivo il telegramma seguente: Ammalati 252, dei quali 2 gravi. Rimpatriano capitano Pollastrelli e 370 truppa e sergente Pavesi. Trasporto << Cavour » partente 25 imbarcherà... convalescenti, 300 congedandi 1862 compagnie 37, 54, 93 fanteria; 1, 4, 8 bersaglieri. Rimangono da rimpatriare 550 congedandi 1862 fanteria fra due presidi. Condizioni generali salute migliorano.
Altro telegramma simile partiva il 27 agosto: N. 443. Ammalati 172, dei quali 5 gravi. Morti soldato Napoli 10& sussistenza tifoidea e zappatore Olivi 7'' fanteria ·per emorragia, sergente Pavesi meningite. Con « Palestina » partito stamane rimpatriano capitano Zucchini, 1 subalterno, 15 truppa convalescenti, 220 congedandi 1862 7° bersaglieri, 6°, 7'', 15° fanteria. Rimangono Massaua 190 Assab 150 congedandi 1862. Per imbarchi successivi attendo ordini. Con diminuzione temperatura salute generale migliora sensibilmente. Saletta.
Per cui si può dire che al fine di agosto la crisi della salute era passata e le cose stavano ripigliando il loro corso normale, naturalmente con un esaurimento generale per coloro che l'avevano Potuto superare. Così pure il movimento dei congedandi stava per essere ultimato coll'esaurimento delle disposizioni ministeriali (comunicate coi telegrammi 21 agosto, col « Provana », 24 agosto - vedi allegato n. 68). Il 18 agosto ricevevo da Ras Alula una lettera (vedi allegato n. 69), in cui mi si chiedeva una macchinetta ventosa. Ne scrissi al Ministero perché mi fosse mandata.
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Visti i buoni termini in cui mi trovava con quel capo, visto che Marcopoli bey soggiornava presso di lui, il che mi ripromettevo fosse un elemento di maggior sicurezza per noi, siccome i nostri irregolari di Saati si lagnavano pel caldo che soffrivano nella bassura di Saati e mi chiedevano l'autorizzazione soltanto di costruire una baracca sulle cime dei monti circostanti per prendere un poco di ventilazione, così credetti bene di concederlo loro, avvisandone contemporaneamente Ras Alula perché non ~e ne adombrasse. Mandava pure a Marcopoli il risultato delle pratiche fatte col Ministero per la sospensione di qualsiasi dispo.sizione riflettente la Dogana di Massaua a sua tranquillità d'animo (vedi allegato n. 70). Però egli capiva perfettamente come fosse inviso a parecchie autorità sia egiziane che straniere, onde io sperava che con ciò rimanesse più devoto a me che tanto lo aveva sostenuto ed appoggiato, e che si sarebbe deciso a lasciare spontaneamente la direzione delle dogane, fidandosi interamente a me. Io non poteva per lui fare di più dal momento che il Governo assolutamente voleva che la direzione delle dogane fosse affidata a Stefanoni. Però capivo io stesso che Marcopoli bey, fine ed astuto, non si sarebbe tanto facilmente deciso a lasciare il certo per l'incerto e che qui il Governo giuocava con Marcopoli bey una partita assai pericolosa. Infatti egli anziché rispondermi categoricamente a quanto gli chiedevo mi mandava il 27 le informazioni di cui all'allegato n. 71, in cui mi parlava di una serie di questioni incidentali fra Ras Alula, il Vice Governatore egiziano, che nel complesso, leggendo fra le righe, dinotavano in Marcopoli bey la volontà d'imbrogliar le cose e tener vivi molti appigli di questioni per potersene all'occorrenza prevalere per sollevare o mitigare l'ani mo del capo abissino verso di noi, secondoché conveniva a lui o pei suoi interessi personali o pei fini politici del suo Governo, ed esercitare maggiore o minore influenza sul Comandante Superiore in Massaua. Era evidente che in quei momenti, in cui pel congedamento della classe e lo stato di esaurimento delle nostre truppe noi eravamo poveri di risorse, Marcopoli bey aveva in mano di esercitare quando avesse voluto una qualche vendetta, eccitando il Ras a farci qualche sfregio. Però Marcopoli bey ritornava a Massaua il 4 settembre e subito partiva il 5 per Suakin col « Monsurah » a riferire l'esito delle sue pratiche al Chermside colà residente. In quel frattempo, e cioè il 22 agosto, si presentò al Comando il Naib di Zula, lo Schek Zebidi; dopo una assai lunga conferenza, egl i fece atto di completa sottomissione e fu accordato che avremmo noi stessi assoldati i suoi baschibuzuk, ch'egli avrebbe eretta daccanto alla bandiera egiziana la nostra, e quando abbattuta la prima sarebbe rimasta la nostra. Furono perciò dati ordini in proposito al capitano Balduzzi che allora si sarebbe trovato in Arafali, rilevato che avesse il capitano Rovida e la sua compagnia il 22 agosto.
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li 24 agosto vi fu una conferenza col Naib Osman, con Abd-d-Rahim di Monkullo e con Abdul-Kerim di Arkiko; tutti oramai avevano compreso che l'autorità era al nostro çomando e non andavan più che per deferenza a far visita ad Izzet bey. Il 25 agosto venne la missione svedese da Monkullo per chiedere un lasciapassare per le loro provviste e per combinare il prezzo della baracca ch'essi intendevano di far fare per la nostra stazione di carabinieri colà stabilita concorrendo nella metà del prezzo per avere il favore di averli vicini. [l 28 agosto partiva per Aden l' « Andrea Provana » portando il rapporto sui lavori di difesa costruitisi in Massaua, nonché un parere chiestomi dal Ministero (vedi allegato n. 72). Il 26 agosto ricevevo pure dal Ministero le sue decisioni circa la soluzione della mia questione colla Marina (vedi allegato n. 7 3), da cui rilevai il sommo senso pratico e disciplinare del Ministro. Rimasi in attesa dell'arrivo del contrammiraglio per adempiere a quanto mi era stato prescritto. Intanto era pervenuto al capo abissino Ras Alula il mio avviso che desideravo far costruire una capanna per gl'irregolari sui monti prossimi alla conca di Saati. Il capo abissino s'adombrò, e rispose in modo insolito, con qualche sottinteso che poteva suonare come minaccia. Era la prima volta ch'egli mi rispondeva in tal modo. Lo ascrissi a qualche influenza poco benevola di Marcopoli, come per farmi capire il suo potere e come ci tornasse conto di non disgustarlo. Ne telegrafai subito al Ministero, proponendogli il mezzo per far ritornare le nostre relazioni allo stato di prima di dargli l'annunzio ufficiale, finora non dato ancora, dell'invio della missione solenne italiana al mese di novembre. Il Ministero in un lungo telegramma del 2 settembre (vedi allegato n. 74) autorizzava questa misura ma contemporaneamente prendeva una via di mezzo, incerta ed inopportunamente (a mio avviso) conciliante fra Stefanoni e Marco poli bey, non tenendo che assai poco conto in fondo, sotto una forma per me gentile, delle mie proposte. Era impossibile invero conciliare Stefanoni e Marcopoli; ciò posto era di tutta convenienza in allora per noi dar ragione a Marcopoli e conservarlo ancora per qualche mese, anziché a Stefanoni.
L'ARRIVO DEL CONTRAMMIRAGLIO NocE; 'LE DIFFICILI RELAZIONI COI CAPI LOCALI.
Il 4 settembre giungeva il contrammiraglio Noce sulla « Varese » rimorchiata dall'« Andrea Provana ». A seconda dell'ordine che aveva avuto dal Ministro, alle I I ant. gli rendevo visita in grande uniforme. Egli mi dava un acerbissimo rimprovero, e potei rilevare che si serviva ad usura della facoltà datagli di darmi un rimprovero per sfogare addirittura tutta la sua bile con tro di me. Non mancò di dirmi che non conoscevo i primi rudimenti
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della disciplina militare e secondo lui non avrei avute neppure le attitudini per fare il caporale. Io stetti sempre muto come un pesce il che lo rendeva furioso, perché avrebbe forse voluto aver esca al suo fuoco e, quando io mi risentissi, potermi dimostrare che aveva ragione di farmi indisciplinato. Uscii riportando una tristissima opinione sul suo carattere, sul poco suo imperio delle sue passioni e sulla nessuna mis-µra dei suoi giudizi; tutt'al più , par mi che egli possa coprire la carica di capitano di vascello, mai quella di ufficiale generale. Il 5 settembre giungeva dall'Abissinia, in un col Naib di Monkullo, una carovan a di 80 cammelli, giungeva il « Cariddi n e mi .portava dal Cairo una lettera in cui mi si comunicava copia di una corrispondenza giornalistica dell' << Omonia » (vedi allegato n. 75). Dalla Marina le cose non andavano megl io. 11 contrammiraglio non lasciava occasione per infliggermi rimproveri assolutamente ingiusti su colpe mie immaginarie (vedi come· es . allegato n. 76 di cui fu spedito copia al Ministero). Il 5 di settembre, dietro mio ordine, s'affiggeva in Massaua e villaggi dintorni un avviso per il censimento, cosa che fino allora non s'era fatto neppur dai governatori egiziani, giacché pare che il Corano inviti a non mai contarsi (vedi allegato n. 77). Il Vice Governatore appoggiato dai negozianti fece a _q uesto mio disegno la massima oppasizione passiva. Ciò non tolse che la cosa si facesse ugualmente e senza inconvenienti mediante il buon senso dell'interprete Hogg e le precauzioni prese d'aver travestito pol iziotti pel buon ordine e la sicurezza della Commissione. Il 17 settembre giungeva un piroscafo, « Raffaele Rubattino », della società Rubattino trasportando il capitano Camerana di Stato Maggiore ed il maggiore Boretti. Il 9 ripartiva il « Rubattino » alle 3 pom. per Aden e giungeva da Aden alle 16 pom. il «China » (Domenico Balduino) ripartendo per l'Italia il IO settembre e portando un mio rapporto assai esteso (vedi allegato n. 78) in rispasta ad un dispaccio del Ministero in cu i mi si chiedeva il parere sul modo migliore di provvedere alla sicurezza delle carovane lungo la comunicazione di Saari, Ailet, Asmara e se a ciò non avrebbe gr-andemente cooperato l'occupazione stabile di Saati fatta da truppe italiane in unione agli irregolari. Contemporaneamente cominciavano a sorgere le questioni dei pagamenti coi talleri, moneta il cui valore era sempre oscillante (vedi allegato 11 •
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Gli egiziani volevano ad ogni costo dar la caccia a Debeb (e glie la diedero inutilmente) per soddisfare Ras Alula ed accattivarselo ed abbonirselo per spingerlo all'impresa di Kassala ; chiedevo informazioni al capitano Balduzzi, ch 'era ad Arafali, sul conto di Debeb, ma queste erano poco concludenti (vedi allegato n . 80).
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Il 10 settembre mi si annunziava che i Dervisci avevano fatto .una razzìa su Emberemi, ·a poche ore da Massaua; io stimai invece fossero briganti. Io stesso l'u settembre mi recai sulle colline sabbiose e spedii il plotone di cavalleria in ricognizione fino ad Emberemi. Era indispensabile che ci accordassimo con Achmed Kantibai perché da questo lato fossimo salvaguardati dai Dervisci bastando già la nostra vicinanza coll' Abis_sinia a crearci delle ·continue e gravi difficoltà. Perciò mandai l' Andreoli per chiedere al Kantibai s'egli voleva entrare nella' convenzione che da noi si sarebbe fatta coli' Abissima per mezzo della missione da mandarsi colà in novembre, per la sua sicurezza contro le razzìe abissine. In tal guisa egli sarebbe stato in certo modo debitore a noi della sua sicurezza da parte dell'Abissinia e ci avrebbe per contro pctuto garantire da incursioni dei Dervisci. In allora già potevo disporre di parecchi capi musulmani, a me devoti, che mi avrebbero seguito dovunque avessi voluto internarmi, ed anche procurato cammelli e mezzi di viaggio. Ma la Politica del Governo non lo esigeva ancora. Fra questi capi, uno che si mostrava più devoto e più riconoscente era Adam Aga, della famiglia dei Naib di Arkiko, vero tipo di arabo del deserto, il quale, ribelle al Governo egiziano perché in odio a Ras Alula, s'era dato dapprima ad Osman Digma e pcscia s'era venuto a Por sotto !a nostra egida. Io lo aveva accolto con bontà e mi era piaciuto. Lo aveva Posto sotto la protezione del Comando e lo incaricavo molte volte d'incombenze e missioni speciali. Come gli altri arkikesi, combattendo contro le orde di Ras Alula, aveva altra volta saccheggiato la chiesa di Debra - Bizen, uccidendone i monaci che officiavano. Questo fatto aveva generato un odio irreconciliabile fra lui e Ras Alula. Nel giorno 13-settembre egli si presentava a me, che lo aveva assunto come informatore su tutti i movimenti dell'Amasen, e mi diede informazioni su Ghinda, su Adua e dintorni. Sapendo come gli egiziani volevano coglier Debeb per consegnarlo a Ras Alula, egli si offrì a me per prenderlo, bastandogli a ciò che gli dessi 100 soldati. Mi aggiunse che se vi erano due irreconciliabili con Ras Alula erano Debeb ed egli stesso. Questa sua domanda aveva parecchie cose in mira. Anzitutto s'egli s'offriva di prender Debeb con intenzione reale di prenderlo, non poteva che esser d'accordo col medesimo. In tal caso era prova che Debeb, sapendo che non lo avrei consegnato agli abissini, voleva porsi sotto la nostra anziché sotto la protezione egiziana. Ero certo che Adam non avrebbe combattuto Debeb; erano troppo uniti da un odio comune e quindi da un comune interesse. Ma Poteva anche darsi che Adam si offrisse di prender Debeb con l'intenzione di non prenderlo, e ciò al solo scopo di avere sotto di sé 100 soldati indigeni suoi. Ora la mia fiducia in Adam non era ancora in quel tempo
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così salda che mi permettesse di dargli simile Comando. Gli rispmi pertanto che stando già il Governo egiziano in procinto di dar la caccia a Debeb, non volevo in alcun modo intralciarne l'azione, attesoché non avevo per Debeb alcuna ragione che mi consigliasse sia a favorirlo sia di combatterlo. Che . mi riservava di stabilire pel seguito, a ragion veduta, la mia regola d'azione a riguardo di quel fuoruscito. Se in allora avessimo preso Debeb, sarebbesi prodotto un grave imbarazzo per la nostra Politica. Consegnandolo a Ras Alula commettevamo un'azione indegna, non consegnandolo ci attiravamo serie questioni con l'Abissinia. Sarebbe stato dunque impolitico l'occuparsi di lui in quell'epoca. Il r4 settembre venne Marco poli bey a farmi visita, ripetendomi che d'accordo con Izzet bey e per conciliarsi l'animo di Ras Alula in previdenza di Poterlo decidere a marciar contro Kassala, avevano di comune accordo stabilito di dar la caccia a Debeb. Figurarsi ! Tale progetto era già una cosa pubblica! Ciò mi autorizzava a supporre che non ne avevano in fondo alcuna intenzione di coglierlo, ma tutto era una simulazione, a grande redarne, per accattivarsi Ras Alula. Secondo me era la peggiore delle politiche il predicare la cosa di un'operazione militare, che a priori si sa che non riuscirà. Il prestigio militare non ne può che risentire crudelmente. Avvisai tutti i comandanti da me dipendenti che il Governo egiziano aveva tali intenzioni, perché non nascesse qualche inconveniente fra i nostri ed i loro soldati. Convien che confessi come sembravami perfino una puerilità questa caccia data a Debeb con tanto apparato di forze inutili, servendosi dei Naib e della gente d'Arkiko come guida. Poiché convien notare che Debeb viveva fra gli Assaortini, gente miserabile e ladra, i quali approfittavano delle prede di Debeb quando queste si facevano e che nelle imprese lo consideravano quasi come capo, fornendolo poi di mezzi e d 'armenti loro quando mancavano le prede. Tutta questa gente era dunque devota a Debeb. Il caPo della tribù principale Poi degli Assaorta, Shum Omar. era grande amico dei Naib e specialmente del titolare e caPo della famiglia Abd-el Kerim ; invero dai Naib e col loro favore soltanto esso Poteva ottenere di far giungere e vendere gli armenti in Arkiko e Massaua, per scambiarli con indumenti per vestirsi, e con dura. Debeb doveva quindi, ora per ora, essere già informato dei piani del Governo egiziano e delle sue mosse. Figurarsi se colla sua agilità si lasciava cogliere nella rete! Il giorno 15 f~ pure stabilito colla Marina di procedere all'occupazione formale della penisola di Buri e di Macanillè, ove esistevano delle saline. Ebbi a pranzo Marco poli e Stefanoni; desideravo vedere in che termini erano. Mi accorsi che Stefanoni non lasèiava occasione per esacerbare le loro relazioni ; non potei in cuor mio che biasimarlo nel modo il più sentito, non convenendomi in allora inasprire maggiormente le cose, risentendomene pubblicamente. Né Politicamente mi conveniva far atto d'autorità e d'im pedire
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l'andata di Marco Poli da Ras Alula, contrariamente ad una decisione presa al Cairo in accordo con Chermside e De Martino, atto che secondo ogni probabil ità sarebbe stato biasimato dal mio Governo non solo, ma impedito. M'accorsi pure che il buon console Zerboni, nuovo in quegli affari, non aveva afferrato le difficoltà della situazione, e non le capiva in modo alcuno. Il 16 settembre alle due di notte partiva dunque il (< Cariddi» per Macanillè e più tardi il « Monsurah » con 300 irregolari e coi tre Naib, per Arafali e Zula per dar la caccia a Debeb. Io per occupar le truppe facevo la stessa mattinata una manovra a fuoco. Nella notte dal 16 al 17 avemmo un gran temporale. Al mattino visitavo l'ospedale; intanto ritornavano al Comando Gowi ed Eilul, due nostri abissini stati spediti all'Asmara in accompagnamento di una carovana allo scoPo di avere precise informazioni su quanto colà accadeva. Essi avevano impiegato 6 giorni per andare e tornare, con tappe a Ghinda ed Ailet. Ghinda era occupata da Scialak con truppe, dov'eravi giunto il 14. Mi portavano una 1.ettera di Ras Alula scritta in modo amichevole. Il 18 settembre il capitano Camerana ed il console tornavano da Macanillè dov'erano andati essi pure. Il 20 settembre s'inaugurava il Club di Massaua, di cui ero stato eletto Presidente, con una festa riuscitissima. Il contrammiraglio faceva un brindisi alla signora Luciani; io lo feci all'unione delle truppe di terra e di mare. M'accorsi che pel contrammiragl.i o era applicabile la massima, che quanto più l'uomo s'allontana dalla sostanza delle cose, tanto più sente il bisogno di attenersi alle apparenze. Il 22 settembre, sei arabi tentavano di affogare un nostro soldato. Erano tutti arrestati. Ci giungeva la notizia che Ras Aiula col suo esercito era partito pel Sennahit allo scopo, dicevasi, di agire contro Kassala; una carovana degli Habab era stata da lui assalita. Marcopoli partiva esso pure il 24 per Cheren al quartier di Ras Alula. Il 23 tornava il << Monsurah » cogli irregolari egiziani, i quali com'era presumibile, non avevano neppur visto da lontano qualcuno delle bande di Debeb; tornavano con IO malati e sei morti di sole e fatica. Arrivava pure il maggior Cauda colìa « Città di Genova ». li 25 arrivava il maggiore Della Noce col « Washington» , il maggiore medico Guerriero che veniva a sosti tuire il maggiore medico Panara e passavo in rivista diversi battaglioni. Mi si comunicava la decisione del Ministero di sostituirmi col generale Genè. Adam mi comunicava la notizia che Ras Alula aveva dato l'ordine di attaccare Saati, quando questo fosse occupato da truppe italiane, anziché da soli irregolari. , Questa circostanza dimostra fin d'allora come Ras Alula ammetteva che Saati fosse occupato da nostri irregolari, ma mai da soldati italiani. Era dunque evidente che se si voleva romper guerra con l'Abissinia, bastava far
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occupare Saati da soldati italiani, e conveniva invece ciò evitare qualora si fosse voluto vivere in pace coli'Abissinia: in ogni modo occuparlo soltanto con soldati italiani quando si fosse in condizioni di poterci vantaggiosamente misurare colle truppe abissine. Il 25 settembre ricevevo l'avviso di Marcopoli (vedi allegato n. 81 ) che Ras Alula dal Sennahit si dirigeva a Kufìt. Il 27 settembre fui invitato a pranzo dal battaglione bersaglieri, ove fuvvi una bellissima festa e la cordialità ben nota ed il cameratismo il più sentito per parte di tutti quegli ufficiali. li 29 settembre il noto giornalista Del Valle che tornava dall'Asmara mi portò la notizia che il 25 fuvvi scontro fra le truppe di Ras Alula ed i Dervisci a Ku.fìt. Che la vittoria era di questi ultimi e che con Ras Alula nei Bogos eravi pure Marcopoli bey. Si presentava a me Mohamed N ur, fratello di Adam, altro ribelle che veniva ad offrire i suoi servigi. Non li accettai perché diffidavo di lui. AchmedKantibai mi scrisse che sarebbe egli stesso venuto a Massaua a fare atto di sottomissione. Il tenente colonnello Luciani entrava allo spedale della « Garibaldi ». Evidentemente la carica di Comandan te d i presidio in Massaua aveva la iettatura. Fortunatamente il tenente colonnello . Luciani non era malato gravemente. · In quei giorni anch'io mi sentivo un pa' scosso .fisicamente. I miei denti si muovevano tutti ; era un principio di scorbuto (per la mancanza da un anno di vegetali freschi) secondo quanto mi affermava il dottor Ciampini. Il 5 ottobre aveva l'avviso che Achmed Kantibai era giunto ad Emberemi, quest'arrivo, in un istante in cui Ras Alula erasi .fieramente impegnato coi Dervisci per attuare in parte il piano accordato col Governo egiziano sulla spedizione di Kassala, era stato giustamente calcolato da Kantibai. Certamente esso avrebbe indispettito sia Ras Alula sia Izzet Bey, ma ambedue erano al momento impatenti ad impedirlo, e le loro rimostranze unicamente platoniche si sarebbero potute facilmente nel seguito rendere vane e dimenticate con altrj favori ed atti amichevoli. Ciò (si disse nel seguito) rese più d ifficile l'entrata della missione in Abissinia. Io stimo infondata questa affermazione e non la credo. Se non ci fosse stato questo pretesto della venuta di Kantibai (di cui del resto anche Ras Alula cercò di approfittarsene), Ras Alula ed il Negus ne avrebbero presi altri pretesti quando avessero voluto dimostrare il loro malcontento verso di noi. Questo malcontento esisteva pel fatto stesso della nostra occupazione ; tutte le altre ragioni erano pretesti che cercavano al momento per non dire la ragione principale del loro malcontento. Fosse o no venuto Kantibai, la missione avrebbe trovato le stesse difficoltà per entrare in Abissinia e per ottenere quanto era nei suoi voti. La venuta invece di Kantibai convalidò col fatto la nostra patenza e la nostra auto-
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rità, ci preparò una lunga pace coi Dervisci, una alleanza che doveva poi sempre in seguito partarci un utile, un appoggio per parte di tutti i musulmani che si sentivano da noi appoggiati e tenere in rispetto Ras Alula e le sue razzìe. Sopratutto pai fu un colpo fatale per l'autorità del Governo eg1z1ano. Il 6 ottobre arrivava la carovana di più 800 cammelli di Kantibai preceduta dal plotone di cavalleria che come scorta d'onore avevamo mandato all'incontro in Emberemi. Fu uno spettacolo nuovo per noi. Con Kantibai v'erano i rappresentanti di tutte quasi le tribù musulmane dei Temarian, Tekles, dei Balad- el- Sceik, dei Mashalit che coniìnavano cogli Habab e coll'Abissinia, vestiti dei loro abiti di gala. Vennero tutti al palazzo del Comando a presentarsi a me e fare atto di ossequio e di sottomissione. Ivi furono stabiliti gli accordi per i siti di accampamento e dimora, per le somministranze e provviste, per le misure di pulizia e d'igiene, per gli abbeveraggi soprattutto degli animali ecc., per le scorte ecc. Stabilii con Kantibai e coi suoi capi i giorni e le ore per i nostri colloqui ed ogni cosa procedette col massimo ordine e senza alcun incidente. Lo stesso giorno mi giunse altro avviso che Debeb voleva consegnarsi; non presi in considerazione questo suo desiderio per i motivi che ho espasto più sopra e che tuttora imperavano. Il 6 ottobre ricevevo pure una lettera di Marcopoli bey (vedi allegato n. 82 ), in cui mi si pregava di mandare alcuni nostri dottori all'Asmara per la ,cura di quei feriti e nel contempa mi si faceva rilevare già come un risultato della vittoria di Ku.fit che Kantibai avesse mandato una lettera di felicitazione a Ras Alula. Invece il furbo l'aveva spedita per distrarre l'attenzione di Ras Alula dalla carovana numerosissima ch'egli co.nduceva a Massaua a poche marce di distanza dal suo esercito. Io non esitai a mandargli il dottor Ciampini ed il dottor Leonardi certo che in quel momento e per la situazione di cose e per il motivo nel quale si mandavano non avrel>bero corso .pericolo di essere tenuti prigionieri (vedi allegato ultimo citato sopra). Il 12 ottobre Ras Alula certamente era già informato dell'arrivo di Kantibai a Massaua e dell'accoglienza che aveva avuto; tuttavia in quello stesso giorno Marcopali mi scriveva (vedi allegato n. 8 3) sulla buona impressione del Ras per l'invio dei medici, i suoi ringraziamenti, ecc. Soltanto il 13 (vedi lo stesso allegato) lo, stesso Marcopoli mi· scriveva sullo stupore cagionato in Ras Alula dall'arrivo di Kantibai ma non per l'azione nostra, ma per l'ardire di Kantibai che senza il permesso di Ras Alula osò lasciare i suoi paesi per venirsene a Massaua. Ciò prova lo stato di soggezione in cui erano tenute quelle tribù da Ras Alula, e ciò prova altresì la gran fede che Kantibai aveva pos~o in noi e nella nostra autorità per trasgredire così impunemente ed in modo insolito ai voleri del suo tiranno.
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La faccenda però non aveva preso alcun carattere di gravità e la risposta mia del 17 ottobre avrebbe dovuto anche su questo punto dissipar le diffidenze del Ras quando Marcopoli bey avesse continuato come fino allora ad agire in nostro favore. Se non che appunto durante questo suo soggiorno ali' Asmara, Marcopoli era stato informato, dal fratello probabilmente (che provvisoriamente lo sostituiva nella direzione della Dogana), di quanto Stefanoni, contrariamente alle mie disposizioni, oprava prematuramente a nostro vantaggio, fosse fin anziario certamente non politico, nella Dogana. Eg 1i perciò ritornava precipitosamente coi dottori ma lasciandoli anche indispettito (il che fece dar luogo alla voce che fossero stati cacciati da Ras Alula, la qual cosa assolutamente non era); appena ricevuta il 19 la mia lettera del 17 e senza più curarsi di agire in conformità della medesima, il 18 mi scriveva la lettera di cui all'allegato n. 84, in cui si lagnava di Stefanoni e mi domandava d'esser giudice nelle loro dispute, e vi univa un biglietto comprovante pure allora la nostra perfetta buona armonia con Ras Alula. A voci malevoli poi di Massaua che lo accusavano presso di me di aver palesato al Ras che io aveva preso al nostro soldo Adam , nemico capitale di Ras Alula rispondeva smentendo colla lettera di cui all'allegato n. 85. Tutti questi fatti provavano quante fossero le correnti malevoli ed opposte alla politica che il Comando seguiva sia rispetto all' Abissinia sia rispetto a Marcopoli. Non è a stupire se i giornalisti, male informati, redigessero corrispondenze · a rovescio della verità. delle. cose in Italia sulla situazione degli affari. Ed il sig. Stefanoni è grandemente responsabile che non si sia per parte del Comando potuto stabilmente stabilire a fianco di Ras Alula una persona di fiducia che avesse potuto poi agevolare ogni trattativa seguente sia a vantaggio della buona relazione nostra coll'Abissinia, sia per favorire la missione già annunziata nell'esecuzione del suo mandato. Già a cominciare dal 7 ottobre io aveva avuto frequenti colloqui col Kantibai e coi capi tribù e i risultati degli accordi furono ampiamente riferiti al Ministero. Il Kantibai fu presentato all'ammiraglio; non si mancò di fargli visitare i nostri legni da guerra ed il 10 ottobre coll ' « Andrea Provana » si inviavano al Governo italiano le lettere di Kantibai. Intanto in,Massaua dovetti d'autorità far contravvenire agli ordini d'lzzet bey per l'uscita delle tele e della dura a vantaggio degli Habab, ed io stesso a cavallo andai a visitare. tutti gli accampamenti di quelle tribù; dovetti decidere sui pagamenti e tributi a farsi e fissare con quali tribù e quando il commercio si sarebbe p,otuto ripristinare in modo normale. Il 12 arrivava pure una carovana abissina, ed il console francese Soumagne si contentava per allora di esaminare quanto accadeva senza osteg-
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giarci in alcun modo. Colla missione francese p<>i e coll 'arcivescovo Touvier eravamo in ottime relazioni. Anche Mohamed -e!- Fil, capo dei Beni Amer ed ora presso Ras Alula, mi scriveva a vantaggio delle sue tribù, che si estendevano fra i Bogos e Kassala. In seguito all'imp<>ssibilità di mettere d'accordo Stefanoni e Marcop<>li bey e per l'impossibilità pure (di fronte alle idee prevalenti del Governo) di far trionfare il mio piano a vantaggio per ora di Marcop<>li ed a scapito di Stefanoni, o meglio a vantaggio della nostra p<>litica coll'Abissinia ed a scapito per ora dell'amministrazione della Dogana, volli decidere Kantibai a partire subito da Massaua nella tema che potendo l'azione di Marcop<>li diventar negativa per noi, si producessero poscia dei guai nella nostra p<>litica coll'Abissinia. 11 22 ottobre Kantibai era già ripartito per i suoi paesi, i medici eran tornati (vedi allegato n . 86) e Monsignore Soumagne mi stava ripetendo: « Rappelez vousl Il y a un moyen pour alter à Kehren ». Non m 'era mal apposto sull 'azione, per ora nascosta, per coloro che volevano peggiorate le nostre re] azioni coli'Abissinia. Non posso affermare che quanto accadde il 24 ottobre già fosse per l'influenza, che più sopra ho detto negativa, di Marcop<>li bey; quel che è certo è che il 24 ottobre Scialak Area era sceso ad Ailet con cavalli. C'era dunque chi sobillava diffidenza nell 'animo sospettoso del Ras. I baschibuzuk di Saati a quel sintomo mi mandarono un telegramma assai pusillanime; feci loro risp<>ndere per le rime; ordinai che si guardassero bene specialmente di notte e, se mii;iacciati, si ritirassero a Monkullo senza combattere, saJvoché assaliti di sorpresa.· In allora andai dal Vice Governatore e feci pure dichiarare a Marcopoli, che di qualunque mutamento nella benevolenza del Ras abissino li · avrei tenuti personalmente responsabili. Quell'antifona riuscì bene perché la calata di Scialek Area si dimostrò un falso allarme ed a me parve d i aver la prova dello zampino di Marcopoli bey o qualche altro greco, in questi farsi allarmi. Dop<> ciò decisi d'informare il mio successore generale Genè di queste mie impressioni, consigliandolo di far partire al più presto da Massaua Marcop<>li bey, non p<>tendocene più servire. Al 1° novembre io dovevo partire per Aden alJ'incontro del generale Genè. E qui terminano i miei appunti sulla pnma spedizione di Massaua aventi un qualche interesse impersonale. Aggiungerò soltanto che dal Ministero mi venne prescritto negli ultimi mesi di fare un elenco di prop<>sta per ricompense agli ufficiali che più si distinsero per virtù militari in quel difficile periodo dell 'occupazione e nel-
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l'allegato n. 87 essi sono distinti di 1° grado, di 2° grado.
1n
tre categorie: ricompense eccezionali,
CoNSEGNA DEL CoMANDO AL GENERALE GENÈ. AurRE MISSIONI PRIMA DI PARTIRE
PER L'INDIA.
Il 1° novembre m'imbarcavo sul «Palestina » alle 7 ant.; arrivavo in Assab alle II ant. del 2 (240 miglia); ne ripartivo all'una pom. . per Aden, ove giungevo alle 6 ant. del 3. Ero accompagnato dal capitano Camerana il quale doveva rimanere col generale Genè. Il 4 (mercoledì) feci visita al generale Hogg alle 11; fui invitato a pranzo per la stessa sera aJle 8, vi trovai il maggiore Humber colla sua signora. Il giovedì 5 in un momento di pioggia torrenziale andai a bordo della « Peninsular » in arrivo da Suez, al mattino alle 6, su cui eravi il generale Genè ove feci conoscenza col signor Tennison (impiegato all'Intendenza0/fice) e la sua signora, che più tardi rividi in Calcutta. Dal generale Genè mi si consegnò una lettera d'invito del Ministero di prender parte alle grandi manovre nel Pengiab che dovevano aver luogo in gennaio. Telegrafai la mia accettazione al Ministero, garantendo anche per parte del capitano Valleris la stessa accettazione. Il sabato 7 novembre, ripartivamo per Assab alle 6 poro. dopo aver visitato in Aden le macchine a ghiaccio di Waass Littman ed i distillatori di Coswardyee e quelli dell'officina inglese di H ongstom accompagnati dall'egregio sig. Bienenfeld. La domenica 8 novembre, giungevamo in Assab alle 10 dove eravi il maggiore Cauda, comandante il presidio e il cav. Pestalozza, commissario civile. Prendevamo terra alle 3 e mezzo; si visitò le navi e la macchina a ghiaccio del sistema appunto di Waass Littman, i magazzini, ed alle 2,10 pom. del 9 si partiva per Beilul per mare ove si giungeva alle 5 pom. e si trovava il capitano Rivera, comandante in allora di quel presidio. L'indomani si scendeva a Beilul, si visitava ogni cosa, si teneva . un calam con quei capi, e per le difficoltà dello scarico a farsi non si poteva salpar per Massaua che l'n , mercoledì, alle 9 e mezzo ant.. Si giungeva a Massaua alle 8 e mezzo del 12 giovedì, favoriti dai monsoni favorevoli; si faceva visita all'ammiraglio e poscia principiava la consegna che durava il 13, 14, 15 e 16. Il mattino alle 6 di martedì 17 'novembre, ripartivo per Aden sul « Palestina» col capitano Valleris. Vi giungevamo il 19 mattino alle 15 e mezzo (giovedì). Ebbimo altri inviti dal generale Hogg, che non potemmo accettare per motivi diversi.
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Avevo l'ordine dal Ministero di fare col « Palestina » un giro delle coste, visitando specialmente Zeila, in attesa dell'epoca di partire per Bombay. Il 22 sera alle 8 partimmo col « Palestina » per Moka, vi giungemmo alle I 1 e mezzo ant. della dimane 23 .. Prendemmo .l'ancoraggio ad un miglio circa dalla costa essendovi rada aperta con molte secche e nessun parto. Si vedevano due forti abbandonati, palme sulla riva, l'aspetto della città ancora assai bello, ma di città abbandonata. Andarono a terra il capitano Tagnasso del legno ed il capitano Valleris. Fui per un istante inquieto non vedendoli tornare indietro. AlJe 10 della stessa sera s-alpammo per Obok. Alle I I ant. del 24 arriv,a mmo ad Obok; ebbi mo mar cattivo la notte in Moka, buono in Obok; vi sor.io molti banchi; non si poté approdare colla lancia non essendovi scalo. Non si vedeva che una casa in muratura. Eravi ancorata una barcaccia come magazzeno di carbone. Null'altro; è un sito di nessuna impartanza pratica. Il 25, mercoledì, partimmo per Zeila alle 10 e mezzo ant .. Arrivammo felicemente alle 3 e mezzo, percorrendo però le ultime miglia collo scandaglio, attesi i molti banchi a fior d 'acqua, talvolta invisibi li; si scelse per ora d'arrivo il tempo della bassa marea per veder meglio i banchi e patersi, in caso d'investimento, scagliare coll'alta marea. Si ancorò ad un miglio e più da Zeila. Si scese a terra alla ricerca di Sultan Mohamed - el - Bohr per parte di Bienenfeld. Il 26, giovedì, si ridiscese a terra; si trovò l'individuo e da lui si ebbero molte informazioni sulla località che descrissi per sommi capi in una relazione al Ministero. La sera prima avevamo fatto visita al capitano H ing, ivi residente, che trovammo in una stanzetta fra i peggs e le carte sue, frutto dei suoi studi sui costumi locali. Zeila è qual'era all'incirca all'epoca della nostra occupazione; nella città propriamente non v'era acqua buona, ma questa portavasi in città dai pazzi distanti un 6 Km. circa. Visitai il bazar e la città; v'erano molte merci giacenti (caffè) specialmente di Bienenfeld, in attesa di mezzi di trasporto per Aden. I due soli europei in allora nell'Harrar erano Sacconi e Guasconi, agenti di Bienenfeld. Abubakee aveva un bel palazzo e non comandava più in allora; era agli arresti (però non era ancora accaduto l'eccidio di Porro e compagni). Parlai con un greco che mi disse faceva dei buoni affari , che erano in pochissimi, che il ~lima era buono, l'acqua pur buona, ma anche nell'Harrar pei disordini esistenti non si facevano affari. Vidi il frate membro missionario d'Harrar, monsignor Turà, che mi disse esservi in Harrar 6 fratelli, ma stare male tutti. Il capitano Kindt m'indicò dove si estendeva il patere degli Issa Somali e dei Gadarbussi, avere egli un centinaio di soldati indiani, di cui una cin-
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quantina con alcuni Sudanesi a Gildessa; essere pai le vie che vanno allo Scioa malsicure (unsafe) perché i Somali non vogliono che siano libere le .comunicazioni da Zeila allo Scioa. Il console francese monsignore H enry attacca sempre briga col residente inglese, asserendo quest'ultimo essere il primo arrivato a dirgli, riferendosi alla sua qualità d 'inglese: « vous étez un voleur » . Le cose non erano aggiustate e gl'inglesi non si decidevano a fare cosa alcuna. Il capitano Kindt era da un anno a Zeila come governatore. A Berbera non v'era più bandiera egiziana, e la località era diventata inglese, mentre così non era per Zeila, dove però il Governo egiziano non faceva più nulla. li maggiore Humber non veniva che una volta ogni sei mesi, perché non voleva (o non poteva) decidere sulia stabili tà dell'occupazione inglese. Perciò si era lasciato in sospeso l'esecuzione del progetto per far venire l'acqua in città, e così non c'era servizio regolare d i piroscafi, ma il capitano Kindt scriveva al maggiore Humber qu ando non ve n 'era bisogno pel trasparto di mercan zie. Zeila per sé sola è facil mente occupabile, ma senza l' H arrar è nulla per importanza; ha gl 'inconvenienti che presenta un porto di difficile entrata dove le navi ancorano lungi dalla città, ed in cui non possono entrare che le navi che pescano 18 piedi. L 'Emiro dell 'interno dell'H arrar è Abd - Allah. Stimai che una spedizione nell'interno vi .si patesse fare con una brigata di fanteria italiana, un reggimento di basch ibuzuk, ·un cammello per uomo. Il 27 ritornammo in Aden, dove sbarcammo alle II ant. all'H otel de l'Univers. Uscendo da Zeila prendemmo sul ponte dell a nave un bell'uccello verde a coda lunga variopinta, stanco ed esausto. Il 28, 29 e 30 lavorai alla m ia relazione sul viaggio lungo le coste e su Zeila. Il 1° dicembre ricevetti un telegramma del Governo che mi dava facoltà di imbarcarmi il 17 a Suez od il 22 ad Aden per l'India. Il giovedì, 3 dicembre, visitai due for ti in Aden ed una batteria bassa di grosso calibro che gl'inglesi costruiscono verso l'entrata della rada. Si patrebbe però forzate l'apertura e venirla a battere tutta di rovescio. Il venerdì, 4 dicembre, con pensiero delicato del M~nistro (Santa Barbara) ebbi comunicazione telegrafica della mia nomina a colonnello brigadiere ed a commendatore della Corona d 'Italia (a cav. dei Santi Maurizio e Lazzaro di Valleris). Ebbi pure l'autorizzazione di partire subito per Bombay quando l'avessi voluto.
ALLEGATI
139 ALLEGATO
N.
I.
DALL'(( ITALIA MILITARE» DEL 10 GENNAIO 1885 ESPANSIONE COLONIALE.
Inghilterra, Francia e Germania fanno a gara a chi prima riuscirà ad inalberare la propria bandiera sui punti più favorevoli dei territori ancor liberi, ed a stabilirvi, dove per amore, dove per · forza, il proprio dominio, vuoi sotto torma di sovranità diretta, vuoi sotto forma di protettorato. Il contagioso esempio è già stato imitato da qualcuna delle Potenze minori. L'Italia sola, molto probabilmente perché troppo assorbita dalle questioni interne, fors'anche perché scoraggiata dal timido e finora mal riuscito tentativo di Assab, non meno che dalle difficoltà nelle quali si dibattono, la Francia nel Tonchino e nel Madagascar, l'Inghilterra in Egitto e alle colonie del Capo, l'Italia sola, ripetiamo, non ha voluto finora decidersi ad entrare nella vita nella quale le Potenze primarie si sono impegnate. Sia per mancanza di ardire e di energia, o per difficoltà diplomatiche, o per una certa indifferenza del pubblico, che non ha mostrato di appassionarsi troppo per le imprese coloniali, è prevalsa finora la politica delle mani nette. Al presente però, migliorate le condizioni interne, scemate le preoccupazioni finanziarie, l'Italia scossa dallo spettacolo d'altre nazioni che pare vogliano spartirsi il mondo, si mostra dal canto suo meno indifferente ed accenna a volere abbandonare la linea di condotta seguita finora, inspirata al più co~pleto· disinteressamento. Vorrà dunque anche l'Italia accingersi veramente a qualche impresa coloniale? In tale ipotesi, la prima domanda che si affaccia alla mente è questa: possiede il popolo italiano gli istinti e le attitudini di un popolo colonizzatore? Per poco che si ritorni colla mente al passato, per poco che si esaminino le nostre condizioni presenti, la risposta alla domanda non può essere dubbia. Ricordiamo che il popolo romano fu tra gli antichi quello che spiegò la maggior potenza colonizzatrice. Esso seppe con efficacia attirare o soggiogare i popoli adoperando opportunamente, ora trattative pacifiche, ora la spada; né finora nella scelta dei mezzi più opportuni fu superato da alcun popolo. Ricordiamo il periodo storico splendidissimo nel quale Genovesi, Pisani, Veneziani fondarono fattorie su tutte le coste del Mediterraneo, esercitandovi una vera e propria egemonia incontrastata. Ma dimentichiamo pure il passato, e guardiamo soltanto al presente. Non vediamo noi nell'America meridionale fiorenti colonie sorte con incredibile scarsità di mezzi, e sviluppatesi e crèsciute a vita rigogliosa in mezzo a non poche difficoltà, senz'altro aiuto che quello di poche navi da guerra, inviate colà più per far atto di presenza che per altro? . D'altronde il contingente annuale che la popolazione italiana dà all'emigrazione dimostra· abbastanza chiaramente, che l'italiano possiede ad usura quel genio delle avventure che è indispensabile per condurre a buon fine ogni intrapresa colonizzatrice, come dimostra ad un tempo che la nazione ha bisogno di colonie, per poter regolare e rendere proficua e meno feconda di disinganni la emigrazione. L'Italia però non è riuscita neppure nell'America meridionale a stabilire la sua sovranità su qualsiasi territorio; la qual cosa essa non ha né potuto, né voluto tentare. Alla patria nostra spetta il vanto non piccolo di non aver soggiogato con la violenza popolo alcuno, di non aver costretto qualsiasi principe a cedere per forza i suoi diritti sovrani, o ad assoggettarsi ad un protettorato non chiesto.
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140 E che perc10, ultima entrata nel concerto delle grandi Potenze, l'Italia ha avuto finora troppe cose da fare in casa sua per poter pensare al di fuori. Essa doveva costituire e rassodare l'unità politica, doveva creare esercito, creare armata navale, tracciar ferrovie, scavare porti, innalzare fari, dettar codici, conquistare la sua capitale, e abbattere per sempre il potere temporale dei Pontefici romani suscitando all'interno ed all'esterno infinite quanto inutili recriminazioni. Essa ha dovuto inoltre, anche nel campo economico e commerciale, sostenere lotte asprissime contro la concorrenza straniera e conquistare palmo a palmo i mercati per lo spaccio dei prodotti · delle proprie industrie appena nascenti. Sarebbe stato assurdo pensare prima all'espansione coloniale. Un quarto di secolo è appena trascorso da quando eravamo tanti piccoli stati retti da sovrani dispotici, e come non avevamo patria, non avevamo nemmeno né industrie, né commerci, né ferrovie, né navi a vapore. Solo pochi audaci velieri solcavano i mari, portando fin nell'estrema America meridionale la virtù, l'attività ed il . nome genovese. Come sarebbe stato possibile mantenere scambi attivi, ed inviar navi per issare la bandiera nazionale in qualche baia più o meno priva di sovrani? Oggidì la scena è cambiata. Siamo un popolo solo di trenta milioni d 'abitanti, abbiamo una finanza equilibrata, abbiamo codici ispirati a libertà e giustizia, ferrovia e porti e fari e piroscafi in discreto numero e prodotti agricoli ed industriali da smerciare e braccia e cervelli da adoperare in vantaggio della civiltà. L'Italia quindi potrebbe entrare arditamente in una nuova fase di attività coloniale. Questa è una corrente d 'idee che negli ultimi tempi si è manifestata con qualche vivacità. La patria nostra potrebbe accingersi a ciò, con prudenza certamente ma senza paura; perocché le altre nazioni, le quali, qual più qual meno, hanno aiutata la emancipazione italiana, o l'hanno accolta con simpatia, non possono avere alcuna ragione per rifiutare all'Italia di essere loro compagna ed emula in una impresa altamente civile. Non vi hanno esse il loro tornaconto? lmperocché la soverchia dilatazione sarebbe loro di danno, e l'impresa di incivilire l'Asia e l'Africa, non di sfruttarle, è di tal mole da richiedere le forze riunite di tutte le potenze di Europa. Noi, d'altra parte, non possiamo trascurare senza pericolo questo fenomeno che si va manifestando con crescente energia. Se volessimo resistere .alla corrente che trascina l'europeo fuori di casa, saremmo rovesciati. Alla questione delle colonie si connette la questione industriale ed agricola, quella dei trasporti marittimi, in altri termini la questione economica nel più largo senso della parola. Se l'Italia sola se ne stesse neghittosa, vedrebbe ben presto i suoi mercati interni ed esterni invasi e troverebbesi poi stretta in una maglia così fitta ed angusta di tariffe, di privilegi, di fiscalità doganali da rimanerne paralizzata. Spera essa di scongiurare quei pericoli con un'avveduta diplomazia? O si lusinga di poter spezzare con la forza quei nuovi ceppi quando siano diventati insopportabili? In fin dei conti l'Italia un po' con la diplomazia, un po' con la forza, è pur riuscita a costituirsi in mezzo a non poche difficoltà; non dubitiamo quindi che essendo ora diventata più forte e perciò anche più autorevole, riuscirebbe, occorrendo, ad abbattere ostacoli anche maggiori. Ci sembra però miglior consiglio entrare fin d'ora con riser lutezza nella via delle imprese coloniali; perocché sarà molto più facile vincere al presente le difficoltà che fossero per nascere, che non in avvenire. Il momento crediamo sia propizio, l'opinione pubblica in Italia e fuori favorevole. Noi non intendiamo che si debba attaccar briga col primo venuto, o far violenza agli altrui diritti accertati; intendiamo che non si debba star colle mani alla cintola, altrimenti le altre Potenze si spartiranno tutta la parte ancora occupabile della superficie del globo. E l'Italia in tal caso sarà il solo popolo d'Europa del quale si potrà
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dire, con un'apparenza d1 verità, che non ha saputo utilizzare le sue forze. E potrebbe ancora in qualcuno nascere il pensiero funesto che le spese · per l'esercito e la flotta siano spese inutili. Lo disse l'on. Bonghi, quando dopo l'intervista di Skiernewice, pronosticando per l'Europa un lungo periodo di pace; consigliava di ridurre considerevolmente le spese per l'esercito, strumento fatto essenzialmente per la guerra. Se non che allora egli non supponeva, che a così breve intervallo d i tempo da quel convegno di pace, sarebbe succeduta la conferenza di Berlino per la spartizione di paesi appartenenti a popoli barbari, convegno che non ~ ben sicuro se cementerà la pace o getterà in Europa nuovi germi di guerra futura ! Concludiamo dunque eccitando l'Italia a scuotersi ed a non lasciarsi ·indolentemente stringere da catene di nuovo genere; e ringrazìamo la fortuna che ci ha concesso di aumentare testé l'esercito, e di realizzare nella marina notevoli ed invidiati progressi. Questa e quello, se non dovranno servire a respingere le aggressioni di Potenze che non ci minaéciano, ed anzi ci sono benevole, serviranno a far sì che senza indebolirci in casa nostra, in qualche contrada da incivilire, la bandiera ita,liana sventoli a protezione dei nostri traffici e di qualche intrapresa civile.
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IN
AssAB.
Il Ministero della guerra ha disposto per la partenza delle seguenti truppe destinate ad Assab. Un battaglione bersaglieri composto, in seguito ad estrazione a sorte, dello stato maggiore del 3" battaglione del 4" reggimento, della 6" compagnia del 1° reggimento, della ro• del 4° reggimento, della 12a del 7° reggimento e della 12• dell'8° reggimento. Il battaglione è comandato dal ten. colonnello Putti cav. Emilio. Le compagnie sono rispettivamente comandate dai capitani Cardini Enrico, Vianelli Cesare, Rovida Francesco, Garofalo Domenico. Una compagnia d'artiglieria, la 1" del 17° reggimento, comandata dal capitano Di Blasi Raffaele, con 6 pezzi. Un plotone del genio, agli ordini del tenente Crociani Tommaso, costituito con elementi del 2° reggimento (zappatori) e del 3° (telegrafisti). Un drappello dei reali carabinieri ed altri drappelli per i servizi accessori di sanità (con ospedale da campo), sussistenza, panettieri. Q uesto p iccolo corpo di spedizione, composto di reparti delle varie armi, è posto sotto gli ordini del colonnello di stato maggiore Saletta cav. Tancredi, che avrà a sua disposizione personale per la costituzione di un comando locale. Al comando locale sono addetti i seguenti ufficiali : il capitano del genio Spaccam ela Pio; un capitano medico (quello del 4° bersaglieri); il capitano di fanteria del 9" reggimento Cammenzoli Giuseppe; il capitano commissario Marocco Luigi; il tenente contabile Gallino Angelo; il sottotenente dei bersaglieri, 9° reggimento, Citati P ietro. I vari reparti di truppa e i materiali destinati ad Assab affluiranno su Na poli, ove prenderanno imbarco probabilmente il giorno 14 corrente.
LE NOSTRE NAVI NEL MAR Rosso.
Le forze navali che saran no riunite nel Mar Rosso sono: corvetta Garibaldi, corvetta Amerigo Vespucci, corazzata Castelfidardo, avviso Messaggero, avviso Vedetta e probabilmente avviso Esploratore.
142 La truppa sarà trasportata dalla c;orazzata Principe Amedeo, sulJa quale ha alzata la sua bandiera il contrammiraglio Bertelli, e dal Gottardo, piroscafo della Società generale di navigazione.
IL
COLONNELLO SALETTA.
Il colonnello Saletta, destinato dal Ministero della guerra al comando dei reparti delle varie armi in Assab, è uno dei più distinti ufficiali dell'esercito. Egli ha percorso la sua carriera nell'arma cli artiglieria e nel corpo di stato maggiore; ha comandato per alcuni anni un reggimento di fanteria ; era attualmente capo di stato maggiore del XII corpo d'armata (Palermo).
DALLA
«
GAZZETTA DI TORINO » DEL 9 GENNAIO 188S
La coloniomania. - Ha invasa l'Europa. Mancini ne ha una temperata velleità; Bismark ne spasima; Ferry ne ha l'idrofobia ; lord Derby ne ripugna. Nel Congo, nell'Africa del sud, sulle coste del Mar Rosso, dell'Indocina, nella Nuova Guinea, nell'Australia ... non è questione che di bandiera tedesca, inglese, francese, italiana (?) . .. piantata su di un'isola più o meno abitata, su una non manland (terra inoccupata). Non parlo della conferenza di Berlino. Siede ancora: e piaccia a Dio non si sciolga, come il Parlamento di Napoli del 1821, sulle porte del quale un bello spirito scrisse: Scusate le chiacchiere! Nella passata lettera scrissi: il governo inglese dette l'ordine al comandante della squadra nelle acque della Nuova Guinea di occupare, ossia issare la bandiera dell'Inghilterra nel gruppo delle isole Luisiade ed in quelle di Woodlark, nonché nelle isole Long e Rook Island. La squadra si compone di una corazzata, quattro schooners, tre cannoniere ed uno yackt a vapore. Questa determinazione tardiva fu presa dietro un memorandum incalzante della Confederazione dell'Australasia, allarmata dalla presa di possesso dalla Germania della New Britain, della New Irlande, dell'Admiralty Island, ed una parte della costa della Nuova Guinea (di rimpetto all'Australia). Quando Lord John Russe! era segretario delle colonie, nel ministero Melbourne (dal 1836 al 1841) fu visitato dall'Ambasciatore francese Guizot, per dimandargli: quanta e quale parte dell'Australia la Gran Bretagna reclamava per sé. Lord John Russe! rispose tutta intera. E quella previggente e ferma risposta del sommo statista del partito whig ebbe conseguenze meravigliose. L'Inghilterra a quell'epoca non possedeva in quella parte del globo che un semplice posto per la sua colonia penitenziaria di Bhotany Bay; la New South Wales cominciava appena a rivelarsi; la South e la West Australia erano nell'infanzia; Victoria non era separata dalla New South West; e la New Zealand non aveva governatore. Quanto a Fiji, restava ancora terra incognita abitata da Mahori cannibali. Adesso quelle colonie in embrione sono non solo floride provincie dell'impero britannico, ma dal febbraio dell'anno testé defunto una colonia federativa, coll'impronta di vitalità esuberante, la quale in pochi anni emulerà il Canadà; diventerà anch'essa un Dominion, e l'attuale sua popolazione (da poco più di tre milioni sarà forse di ro o più milioni) dappoiché verso di essa si dirige continuamente, settimanalmente, la grande corrente dell'emigrazione (da due anni a questa parte): ed una emigrazione di fanciulli, cui un'energica e sublime donna, miss Roe, viene a reclutare, anno per anno, anzi due volte all'anno, nei quartieri più miserabili e degradati di Londra. Di questi ragazzi d'ambo i sessi ha cura, li lava, li nutre, li
143
moralizza un poco, quindi li conduce al mercato dell'emigrazione a Melbourne, dove sono aspettati dai coloni, i quali se li disputano, li adottano, ne fanno cittadini del1'Australia, foggiandoli a modo loro. All'età adulta, le ragazze ~ono maritate quasi tutte ed hanno aperto colà l'home cui loro mancava nella poltiglia della loro Londra orientale; i fanciulli si trovano aver cumulato tanto da potere comperare un lotto di terra (coll'aiuto delle banche agricole) e divenire proprietarii. A ciò si aggiunge: che il Fiji è divenuto una provincia annessa e facendo parte della Confederazione, il cui re (ascritto alla Società dei Teatotelers, astemii) venne, nei mesi passati, a reclamare dal « Colonia! Office » certi privilegi, o diritti, che reputava dovuti ancora al suo ex regno, a lui ed agli antichi suoi sudditi. Lord Derby promise interporsi presso la Confederazione Australiasica e fargli fare giustizia. E nulla fece. Lord Russel non prevedeva questo colossale progresso di quelli embrioni ; né che un giorno la F rancia stabilirebbe una colonia penitenziaria nella Nuova Caledonia (in testa alle sette Colonie dell'Australia e da quella separate da mille miglia di mare) e specialmente sospetta alla più prossima terra dell'Australia, la Queensland. Non vi era allora da concepire timore, che le New Hebrides sarebbero state pure pretese dalla F rancia, la quale a quell'epoca, non aveva un pollice di terra o di mare nell'estremo Pacifico. Molto meno poi: che la Germania pianterebbe sulla costa Nord della New Guinea lo stendardo suo divenuta Impero germanico. Ai tempi di Pitt (la fine del secolo passato) ed a quelli di Napoleone, suoleva dirsi: la terra alla Francia; il mare all' Inghilterra; l'aria alla Germania ; ·perché allora l'Inghilterra aveva Nelson e la grande pleiade dei suoi miracolosi compagni; la Francia aveva Caroot e poscia Bonaparte; l'Allemagna aveva Kant e Fitche, e più tardi, Schelling ed Hegel. Oggidì, la Germania stessa ha Moltke e Bismark ; l'Inghilterra possiede ancora marinai della grande tradizione di lord St. Vincent e de!Ja scuola di Nelson (Hope, Colingwood ...); la Francia non ha neppure un Napoleone III!, ma il semplice Mac Mahon della famosa chiappa di. Sédan ! Il mondo è cang iato; e di ciò il rimprovero che si infligge al flemmatico lord Derby di avere occasionato, per la sua antipatia delle colonie, il protettorato tedesco del Sud Africa e nell'interno di questa, a Cameron ed altrove; ma specialmente nella Nuova Guinea, pigliando possesso di isole che portano tuttavia il nome inglese. E così tenaci sono le associazioni della nomenclatura, che le isole, occupate dalla Germania, sono nei vecchi atlanti classificate e distinte col colore brittannico, come possessi inglesi. Bismark ha poi avuto la mano felice nell'appropriarsi quelle isole. Un viaggiatore, anzi una viaggiatrice, la quale per parecchi anni abitò l'Australia, e ne dà una così impressiva descrizione, miss Parker, nel suo viaggio della costa e dell'Arcipelago della Polinesia scrive: « La più vasta delle tre isole (in quello sterminato formicola.io di piccole isole) la New Britain è circa 280 miglia lunga e larga trenta. Gli antichi geografi la discrivono come d'unsurpassed beauty (insuperabile bellezza) dalla forma di un vasto semicerchio. La terra si eleva dolcemente (gentle ascent, come in quasi tutte le isolette dell'Arcipelago) coperta di ombrose foreste o piccole oasi di palme ed altri gruppi di alberi ombrelliferi. Le sue spiagge sono piccole baie, o estuarii, o creeks (seno di mare) con polle di acqua fresca. Le sue alte montagne, di origine vulcanica (come tutto l'Arcipelago) sono coperte di alberi, parecchi abbelliti di fiori c~e producono frutti selvaggi, ignoti in Europa. Il mare adiacente abbonda di un'infinita varietà di pesci . . . ». Altro, insomma, che Angra Pequena e Cameron. La New Irlande non è nemmeno bella e deliziosa, quale la descrivono i geografi del secolo passato: « Quest' isola ha una catena di montagne vulcaniche nel centro, è divisa dalla sua sorella da una specie di St. George Channel. E' un poco più pie-
144
cola : 200 miglia lunga, da 8 a 20 miglia larga. Ma essa pure è prolifica e ben popolata di Black woolty (headed race) razza di negri i quali l'abitano e vanno intorno nell'Arcipelago in canoes lunghe 20 piedi, scavati in sul tronco. Anche questa non c'è male eh ! Altezza Serenissima. Fregatevi le mani e citate al Reichstag queste pagine dei vecchi geografi inglesi. Né avrete poi ad arrossire di avere stesi gli artigli sull' Admiralty lsland. Questa è un p iccolo recinto all'ovest delle altre due isole, più vicina alla costa nord della Nuova Guinea. E' rivestita di lussuosa, opulenta verdura ; ben coltivata da Paupi e popolata di una bella razza in più alto grado di civiltà che le altre due e le altre isole dell'Arcipelago (delle quali talune piccolissime), 2 0 miglia, con una collina in mezzo.
(La fine a domani). Petruccelli della Gattina Ultime notizie - Il colonnello Tancredi Saletta. - Pare confermata la notizia che a comandante superiore del presidio militare in Assab sia destinato il cav. Tancredi Saletta, colonnello di Stato Maggiore. Crediamo far cosa grata ai nostri lettori · dando loro alcuni cenni biog~afici di questo giovine ufficiale superiore, uno fra i più distinti del nostro Esercito. Nato nel 1840 a Torino, fu da suo padre, già avvocato fiscale presso questo Tribunale militare, avviato alla carriera delle armi facendogli fare i suoi primi studi nel collegio di Racconigi. Passato quindi alla Accademia di Torino, ne uscì sottotenente d'artiglieria nel 1859, e prese parte alle campagne successive riportando ferite e speciali menzioni per il coraggio dimostrato. Promosso maggiore nella stessa arma nel 1871, con tale grado fu dapprima incaricato di fungere importanti mansioni all'Accademia militare di Torino e poscia presso il Comitato di Artiglieria e Genio in Roma. Chiamato nello Stato Maggiore Generale ivi fu promosso tenente colonnello per scelta e destinato prima al comando del corpo e poscia quale sotto - capo di Stato Maggiore del Corpo d 'Esercito a Firenze. Promosso colonnello comandò per oltre due anni il 17° reggimento fanteria a Verona, e richiamato poscia nello Stato Maggiore ora è Capo di Stato Maggiore del Corpo d'Esercito comandato dal generale marchese Pallavicini a Palermo. Il colonnello Saletta si dedicò ognora con vera passione alle cose militari, nelle quali riunisce profonda scienza alla pratica. Sa a perfezione parecchie lingue, e fra le altre principalmente il tedesco e l'inglese. Alla prontezza di mente, che tutti riconoscono in generale agli italiani egli accoppia una dote, che disgraziatamente è rara presso di noi, cioè l'istinto e la religione del dovere, che gli furono costante guida in tutta la sua vita. Ad una risolutezza ferrea di propositi e rara prontezza di decisioni egli congiunge modi concilianti e molta ponderatezza nell'esame delle questioni. Sempre calmo, sa prevenire e reprimere a tempo, e con ciò si acquista la benevolenza dei suoi compagni e mantiene la voluta autorità sui suoi subalterni. Di figura bella e simpatica piace a primo aspetto, e sempre più poi, quando maggiormente frequenta ndolo, se ne conoscono le speciali squisite doti di mente e di cuore. Se il governo ha realmente scelto a comandante il presidio in Assab il giovane colonnello Saletta, non possiamo che approvarlo, poiché siamo persuasi che difficilmente potevasi confidare la rivendicazione della dignità nazionale e le sorti dei valorosi soldati che colà si mandano, a persona che meglio valga ad eseguire_ compito di tanto rilievo.
145 DAL
<<
FISCHIETTO
>i
DEL 17 GENNAIO 1885
La baia d' Assab. - La nuova colonia d 'Assab si presenta pittoresca al viaggiatore che arriva dal mare, posta sulle nere roccie vulcaniche che con dolce salita si innalzano di alcuni metr.i sul livello del mare, con in fondo e qualche distanza una cornice di alte montagne della stessa natura vulcanica; le sue dodici case · bianche le danno un- aspetto fiorente e direi anche di qualche importanza; al vederla nessuno crederebbe ch'essa alberga solo diciotto europei, comprensivi quattro uomini della benemerita arma dei carabinieri, i quali aiutati da diciotto guardie arabe di Moca, fanno un eccellente servizio . di pubblica sicurena. Essa dista 18 ore di vapore da · Aden. ed un vapore della Società Florio e Rubattino vi fa un buonissimo servizio ogni quindici giorni. Il clima, benché caldissimo per essere il territorio posto a poco meno di tredici gradi dall'equatore, è però molto salubre, ed un vento continuo mitiga assai i cocenti raggi del sole, e si può dire senza sbagliare ch'esso è il miglior clima del Mar Rosso. La spiaggia, come dissi, formata da roccie vulcaniche, è coperta da finissima sabbia; quindi poco atta alla coltivazione. Un esperimento però di cultura con qualche profitto lo fece il sig. Nuttini; provetto giardiniere toscano mandatovi dal governo. Egli con molta pazienza ed arte seppe forzare quelle sabbie a produrre legumi da provvederne continuamente la colonia ed alcune volte anche l'intero equipaggio del vapore da guerra che .ivi continuamente staziona. Detto prodigio lo si deve all'impianto di una noria mossa dal vento, la quale estrae da un pozzo profondo otto metri tant'acqua da alimentare indefessamente un piccolo rigagnolo. Se aumentate fossero queste norie, si potrebbe avere un potente corso d'acqua da irrigare la valle che sta dietro ad Assab dove i Danakili trovano pascolo ai loro armenti. L 'acqua che si estrae da questi pozzi è alla temperatura di 33 gradi centigradi; lasciata raffreddare è buonissima a bersi, né punto salmastra. Gli indigeni sono d'indole assai buona, pigri però e sudici, e per nessun conto vogliono lavorare; gli operai quindi sono tutti arabi e vengono dalla vicina Moca. Per chi avesse interesse di recarsi in questa nostra colonia, è bene sappia vi è un albergo decente con otto camere per forestieri, bagni, ecc., tenuto da una famiglia di genovesi, ed è sicuro di trovarvi modi cortesi.
DAL « NABAB » DELL' 11 GENNAIO 1885
Informazioni. - Ier l'altro dimostravamo la rtecessità che il governo s1 giovasse delle cognizioni e dell'esperienza del capitano Cecchi per la imminente spedizione. La sospensione della spedizione al Congo, che appunto al Cecchi era stata affidata, ci fece sperare che il governo dividesse l'opinione nostra. Oggi crediamo poter assicurare che il capitano Cecchi accompagnerà la spedizione in qualità di delegato tecnico. Se questa decisione è vera, come abbiamo tutte le ragioni di credere, non possiamo che vivamente congratularcene col governo. L' invio del capitano Cecchi sulla costa orientale africana è una garanzia materiale e morale. Una spedizione militare il cui primo scopo è di vendicare l'assassinio di Bianchi e dei compagni suoi non poteva essere privata del consiglio illuminato del più grande e grato amico della vittima. Messa quasi in canzonatura da principio, la spedizione italiana su le coste occidentali del Mar Rosso, forma oggi la maggior preoccupazione dell'opinione pubblica. Oramai tutti hanno compreso che l'oggetto del nostro governo è ben altro da quello di piantare sul!~ sabbie di Assab un corpo di guardia; epperò è naturale che
146 la spedizione formi l'oggetto dei commenti generali, malgrado i calmanti e gli em-
piastri fuor di luogo che certa stampa cerca di applicare al sentimento nazionale che non può a meno di vibrare a questo primo risveglio della nostra politica. Gli avvenimenti che si maturano e che non tarderanno gran tempo a manifestarsi, hanno anzi bisogno di essere assecondati e fecondati dall'interessamento vivo e continuo di tutta la nazione, che mal si avviserebbero certuni di soffocare. La nostra spedizione in Africa per ora avr:i carattere di ricognizione off<:nsiva salvo poi a prendere quanto prima un carattere diverso per il quale occorreranno altri rinforzi e non lievi, ai quali però si è già con lodevole solerzia provveduto coi relativi Quadri. La nomina del colonnello di stato maggiore Saletta a comandante del corpo di spedizione, è d 'iniziativa diretta del ministro Ricotti. Tale scelta ha prodotto la migliore impressione nell'Esercito dove il colonnello Saletta è conosciuto ed apprezzato per alte qualità del suo ingegno, per il carattere spiccatamente militare, per l'amore ai soldati ed alla disciplina. li ministro Ricotti assicurava ieri che il colonnello Saletta è uomo di forti iniziative e che farà onore alla bandiera italiana. Il colonnello Saletta è capo di stato maggiore del decimo corpo d 'armata residente a Palermo. Le truppe pel Mar Rosso saranno imbarcate sul Gottardo della Società Generale di navigazione. Il corpo di stato maggiore s'imbarcherà sulla Principe Amedeo, che batte bandiera di comando. Seguiranno, come già annunciammo, le corvette · Garibaldi ed Amerigo Vespucci, che il solito ufficioso smentitore del mattino vuol sempre, malgrado le nostre affermazioni in contrario, dedicare al Congo. La nostra flotta del Mar Rosso sarà pertanto costituita dalla Garibaldi, dalla Vespucci, dalla Castelfidardo, dal Messaggero e dalla vedetta sotto gli ordini del Contrammiraglio Bertelli. Sul corpo di spedizione per Assab ecco le notizie che reca l'u Italia Militare », ufficioso pel Ministero della guerra (vedi il foglio precedentemente citato della « Italia Militare »). Come i nostri lettori vedono, le informazioni· dell'<c.ltalia Militare » concordano pienamente con quelle da noi già cbte ieri, compresa la data dell'imbarco che tutti i giornali avevano fissata per il 16. Dobbiamo aggiungere che della spedizione faranno parte quattro medici; l'artiglieria non è da campo, ma da fortezza, e sarà provveduta delle necessarie barcbture ed attrezzi per essere trasportata nel modo più facile e pronto possibile. La compagnia d'artiglieria sarà presa dal presidio di Capua. La sesta compagnia dei bersaglieri che parte per Assab è di guarnigione in Roma. Sappiamo che alcuni deputati alla riapertura della Camera interpelleranno il ministro degli esteri sugli intendimenti della spedizione africana. Nei circoli politici però si osserva che in una questione così delicata è necessario di serbare quella misura e quella discrezione, senza la quale si potrebbe inopportunamente mettere in una pasizione difficilissima il ministero, senza alcuna utilità del Paese.
147 ALLEGATO
N.
2.
SPECCHIO SINOTTICO DI FORMAZIONE DELLE TRUPPE DESTINATE AD ASSAB Ufficiali
Truppa
7
12
Comando locale Stato maggiore del battaglione bersaglieri Quattro compagnie bersaglieri Compagnia d'artiglieria da fortezza Plotone del genio . Drappello di carabinieri reali Drappello di sanità Drappello di sussistenza
Non militari
Note
14
7 20
616
3
62
I
29 IO
Totali
38
12 12
2
767
2
807
Totale generale
Tutti gli ufficiali, nonché l'ecclesiastico ed il farmacista addetti al drappello di sanità, hanno un attendente. Gli ufficiali montati riceveranno a suo tempo un altro attendente col cavallo. Specchio n. CoMANDO
Grado Colonnello di Stato Maggiore Capitano di Stato Maggiore Capitano del genio
Ufficiali
Truppa
Capitano di fanteria Capitano commissario Ufficiale subalterno di fanteria Ufficiale subalterno contabile Caporal maggiore armaiolo Caporal maggiore
2
Attendenti
7
Totali
Annotazioni Saletta cav. ,Tancredi. Valleris sig. Giuseppe. Spaccamela sig. Pio, 3° reggimento genio. Cammenzoli sig. Giuseppe, 9° fanteria (). Marocco sig. Luigi. Citati sig. Pietro, sottotenente 9° bersaglieri. Gallino sig. Angelo, tenente contabile.
Busatti Vittorio, 5° bersaglieri (1).
Caporale Ordinanze d'ufficio
(1) Conosce l'arabo.
I.
LOCALE
7
12
Una di esse è il soldato Coppola Giuseppe (1), l'altra sarà scelta dal Comando locale nel battaglione bersaglieri.
148 Specchio n.
2.
STATO MAGGIORE DEL BATTAGLIONE BERSAGLIERI
Grado Tenente colonnello Capitano medico Aiutante maggiore in
Ufficiali
Truppa
I
I
2•
Ufficiali subaltern i medici Ufficiale subalterno contabile Furiere maggiore Caporal maggiore Sergente zappatore Caporale trombettiere Caporal maggiore ç> caporale aiutante di sanità Sottufficiale armaiuolo Allievo armaiuolo Attendenti Totali
I
3 I
I
I
Annotazioni Putti cav. Emilio, 40 bersaglieri. Del 4u bersaglieri. Del 30 battaglione del 40 bersaglieri. 1 del ll\ I del 1', I delJ'8" bersaglieri. Del 4° bersaglieri. Del 4° bersaglieri. Del 4° bersaglieri. De11'8° bersaglieri. Del l o bersaglieri. De11'8° bersaglieri. Del 7" bersaglieri. Del 1• bersaglieri.
7 7
14
Specchio COMPAGNIA
Grado
Ufficiali
Capitano T enenti Sottotenenti Furiere Sergenti Caporal maggiori Caporale furiere Caporale zappatore Caporali Appuntati T rombetticri Zappatori Portaferiti Soldati
Truppa
2
Annotazioni
a)
2
l
4 4
b)
I
16 12
4 7 4
c)
100
d) 5
3.
BERSAGLIERI
I
Totali
11.
150
Le compagnie bersaglieri: la 6a compagnia del 1° reggimento bersaglieri, comandata dal capitano Gardini sig. Enrico; la 10• compagnia del 4° reggimento bersaglieri, comandata dal capitano Vianelli sig. Cesare; la 12 a compagnia del 1' reggimento bersaglieri, comandata dal capitano Rovida sig. Francesco; la 12a compagnia dell '8° reggimento bersaglieri, comandata dal capitano Garofalo sig. Domenico.
149
Specchio n. 4. CoMPAGNIA D ' ARTIGLIERIA
Grado
Ufficiali
Capitano Tenenti Furiere Sergenti Caporal maggiori Caporale furiere Caporali Trombettieri Soldati
DA FORTEZZA
Truppa
Annotazioni
I 2
3 3 I
8
La compagnia sarà la 1• del 17• reggimento artiglie' ria, comandata dal capitano Di Blasi sig. Raffaele.
2
Totali
3
Specchio n. 5 . PLOT01''E
Grado
Ufficiali
DEL GE1'10
Truppa
Tenente ~ergente Caporal maggiore Caporali Appuntati Soldati Sergente Caporal maggiore Caporale Appuntato Soldati Attendenti
I
3 3
A nnotazio-ni Crociani sig. T ommaso, del 2° genio. Zappatori del to genio.
2°
reggimen-
li
I I
Telegrafisti del 3° reggimento genio.
5 I
Totali
Specchio n. 6. ~ P PELLO
Grado Brigadiere a piedi Vicebrigadiere a piedi Carabinieri a piedi
DI
Truppa I
8
Totale
IO
CAllABl 1'1ERI
llEAU
Annotazioni
150
Specchio n . 7. DRAPPELLI
Grado
DI
SANITÀ
E ,SUSSI STENZA
N<m militari Di truppa
Annotazioni
Sanità Ecclesiastico Farmacista
I I
Aiutanti di sanità Caporali infermieri Soldati infermieri Attendenti
2 2
6 2
Totali
2
12
Sussistenza Caporale panettiere Soldati panettieri Macellai Attendenti
I
6 4 I
Totale
12
Russo Enrico, farmacista di 2•. Dei quali uno farmacista.
151 ALLECAT
N.
3·
COMANDO DELLA FORZA NAVALE DEL MAR ROSSO N. 47 • Massaua, Il 7 febbraio 1885
Foglio di trasmissione al Sig. Comandante le truppe nel Mar Rosso. Massaua
I. - Copia delle segnalazioni comunicate ai Comandanti delle Compagnie dei marinai a terra per corrispondere dal bastimento Ammiraglio. (per conoscenza della V.S.). Il Capo di Stato Maggiore F.to E. GRANms
REGIO INCROCIATORE « AMERIGO VESPUCCI >> DELLE FoRZE NAVALI NEL M AR Rosso Ordine del giorno 7 febbraio 1885
CoMAN DO
Articolo unico Per le comunicazioni d 'urgenza fra il forte a mare o le compagnie di terra · col bastimento si farà uso dei seguenti segnali:
Di giorno
Significato del segnale
Di notte
11=:J
w
Fontana rossa, verde e. bianca e due razzi.
p
Fontana verde, rossa e verde ed un razzo.
K
Fontana verde e rossa.
11111
Vapori in vista.
L
Fontana bianca e rossa.
CJII
Ho bisogno di comunicare col bastimento, oppure ho notizie da comunicarvi.
T
Fontana bianca.
C:J
Fate attenzione, vado a segnalare.
11_..111
Sono attaccato.
Temo un attacco, domando rinforzo di gente armata.
Il Contrammiraglio Comandante le Forze N avali F .to A. CA1M1
152 ALLEGATO
N.
4·
TELEGRAMMA
Ministro della Guerra • Roma Complemento telegramma Contrammiraglio Ca imi aggiungo: Salute buona. Ser· vizio acqua per riparti di guardia forti e Comando fatto con mezzi locali, per truppe accampate fatto dal piroscafo. Seconda spedizione occorrerebbe costituirla con solo personale indicato allegato n. 4 istruzioni, con selleria ufficiali. Per quadrupedi non converrebbe per ora invio ma tentare acquisto sul sito muli e cammelli. Pregherei V.E. autorizzare anticipazione eventuale compra cavalli ufficiali e per avere eventualmente dagli egiziani cessione a pagamento materiali convenienti. Converrebbe solo mandare orzo dalle 15 alle 20 tonnellate sufficienti per due mesi. Forza truppa qui presente appena sufficiente guernire città e suoi forti. In caso sgombro forti da egiziani e cessione loro cannoni occorrerebbe invio per· sonale d'una batteria campagna mentre artiglieria fortezza presente servirebbe arti· glieria forti in numero di 20. In tale eventualità necessiterebbesi pure aumento genio e servizi commissariato. Per una forte difesa poi richiederebbesi in totale 3 battaglioni con servizi corrispondenti. Però mezzi nutrimento piazza truppa e ufficiali molto scarsi.
6 febbraio 1885. Colonnello SA1.ETTA
Risposta in data 9 febbraio, n. 18o. Prego comunicare Colonnello Saletta quanto segue: Ricevuto telegramma. Piroscafo Principe Amedeo già caricato con tutto materiale quadrupedi allegato 4 più quattro mesi viveri e molta acqua giungerà Massaua verso fine mese; tuttavia occorrendo bisogno Ella potrà acquistare quadrupedi e materiale egiziano ed anche fare qualche anticipazione fondi Ufficiali per acquisto quadrupedi. Attendo da Lei rì chiesta precisa per una buona difesa delle posizioni e per oprare a qualche giorno di distanza. F.to RICOTTI
Altro telegramma (del M inistro Brin) in data II febbraio 1885, n. 39, in cui al telegramma precedente si aggiunge : Avverto inoltre che Ammiraglio Ca imi fino a disposizione in contrario ha pure alta direzione della dislocazione delle truppe in terra, per cui Ella dovrà annuire a qualunque richiesta di detto Ammiraglio concernente dislocazione truppa qual che sia punto della costa. F .to Ministro B1tIN
153 ALLEGATO
N.
5.
TELEGRAMMA
Ministro della Guerra - Roma N. 10. - In risposta telegramma n. 180 onoromi informare V.E. che per buona difesa posizione e per operare qualche giornata di distanza occorrono in totale almeno 4 battaglioni più una batteria da montagna oltre personale. Compagnia già chiesta con telegramma, aumento servizio commissariato, sanitario corrispondenti. Genio aumento fino a costituire una compagnia mista per rispondere numerosi servizi richiesti questa specialità. Per materiali riferiscomi ultima relazione n. 7 solo per maggior urgenza servizio acqua e telegrafico prego accelerare spedizione materiale per costruzione condutture acqua in: - tubi ghisa m. 5000, diametro 0,08; - tubi valvola n. 6; - tubi gomito n. 10; - pompe incendio n. 2; - sifoni travasamento liquidi n. 10; - trombe idrauliche elevare acqua 15 metri n .. 2; - rubinetti regolare uscita vasche n. 10; - spine botti n. 50; - per impianto telegrafi necessario per n. 6 stazioni ed 8 chilometri linea pesante. Occorre pure spedire mq. 400 tavole sottili, n. 200 travi da 4 a 6 metri, n. 100.000 sacchi a terra. 13 febbraio
1885.
Colonnello SALETTA
N. 58 - Roma, 13 febbraio ore 11,35 a.
Al Consolato Italiano - Porto Said (ricevuto il 20 a Massaua). Comunichi Comandante avviso Barbarigo seguente telegramma da rimettersi Colonnello. Saletta Massaua: Piroscafo Amedeo partito giovedì con 62 quadrupedi, viveri e acqua per Massaua. Piroscafo Vincenzo Florio partito pure giovedì (12 febbraio) per Assab con distaccamento uguale a quello partito con lei sul Gottardo. Raccolga e comunichi telegraficamente Ministero informazioni circa derrate che possono acquistarsi in luoghi occupati truppe particolarmente caffè, zucchero, tabacco, legna, foraggi. Entro settimana partirà piroscafo Società Florio per costà con due battaglioni e rinforz.o artiglieria, genio, sanità e sussistenza. Giungerà probabilmente costà nave svedese Venadis con principi svedesi cui dovranno rendersi onori come principi reali, tosto potrà raccolga e mandi tenente colonnello Leitenitz Assab carte memorie documenti vari relativi Assab. F.to R1coTT1
154 ALLEGATO N.
6.
TELEGRAMMA N. 14 · 16 febbraio 1885.
Ministro della Guerra - Roma Ricevuto telegramma n. 180. • Con autorizzazione Contrammiraglio Caimi onoromi far presente V.E. che buon accordo richiesto da occupazione mista Massaua restringe molto impiego· mezzi preparazione buona difesa eventualità assenza Contrammiraglio. Mancanmi poi istruzioni circa mie difficoltà verso popolazioni limitrofe. Intanto che provvedo sistemazione difesa Massaua presentansi capi tribù Kassala, Ataka, nord - ovest Massaua con offerte buona amicizia. Contemporaneamente ricevo da capo abissino in lotta con Naib Arkiko offerte amicizia; e so che Naib indirettamente per non offendere egiziani suoi protettori naturali lamentasi che non lo proteggiamo. Risposi capo abissino dietro avviso Ammiraglio modo temporeggiante. Per forte occupazione Arkiko insufficienti forze presenti giungendo rinforzi converrebbe occuparlo indispensabilmente · da soli prevenendo capo abissinese, gli siamo amici ma dovremo difendere paese sotto nostra bandiera che volendo egli compensi vedremo comporre parti modo giusto obbligandosi egli cessare ostilità. Comandante Gottardo previene noleggio scadendo 1 r marzo dovrebbe partire fine febbraio. Servendomi tale piroscafo ospedale prego dirmi se debbo lasciarlo libero. Stante enorme prezzo legname qui Ammiraglio autorizzò acquisto assiti cuccette Gottardo prezzo acquisto Napoli. Segue relazione. F.to Colonnello
Risposta del M inistero in data
22
SALETTA
febbraio 1885 · N. 35 1.
Comandante Esploratore Suakin • Roma
22
Comunichi Colonnello Saletta seguente: Col piroscafo Washington giungerà Generale Ricci per ispezionare presidi. Piroscafo Gottardo dovrà essere lasciato .libero più presto possibile per ritornare in Italia. Col Washington spedito parte sacchi a terra e telegrafo pesante, temporeggiare per trattative con capi tribù. mantenga per quanto possibile buon accordo con tutti e particolarmente con Abissinia; per relazioni politiche consulti console Maissa che deve essere giunto costì. Con guarnigione egiziana sia conciliante per quanto possibile ma se necessario operi con risoluzione sopratutto nel caso si presenti qualche pericolo. Se lo giudica necessario potrà aiutare guarnigione egiziana con viveri e qualche somministranza danaro. Per economia adoperi cifrario Bara velli. F .to Ministro R1corr1
155 ALLEGATO
N.
7.
COMANDO SUPERIORE IN MASSAUA Massaua, 16 febbraio . 1885
A S.E. Il Ministro della Guerra - Roma Con foglio n. 36 del 4 febbraio il Contrammiraglio Caimi mi nominava Comandante militare di Massaua; però nel suddetto foglio, non si contenevano che istruzioni assai restrittive, avuto riguardo all'occupazione mista, e nessuna istruzione sui limiti delle mie facoltà militari sulle intenzioni governative anche le più generali a riguardo delle soluzioni cui avrebbero potuto dar luogo le questioni che tale occupazione non avrebbe mancato di produrre. L'accordo più o meno forzato con cui si eseguì l'occupa~ione della piazza si mantenne finora inalterabile non soltanto nelle relazioni individuali ma anche in tutte quelle ufficiali, mercé concessioni reciproche di gentilezza per parte nostra, di condiscendenza per parte degli egiziani. Se non che coll'accrescersi dei bisogni delle truppe, tanto per prossimo arrivo cd acquisto dei quadrupedi, quanto per quello più importante di nuove forze, accresceranno di non poco le difficoltà della nostra occupazione militare sia perché le lungaggini delle reciproche trattative per ogni menomo bisogno ci rendono molte volte impotenti a provvedere ad urgenti necessità sia perché la scarsezza dei mezzi locali, specialmente in acqua, materiali, ecc., rende indispensabile di farli talvolta tutti concorrere a vantaggio delle nostre truppe e quindi a scapito di quelle egiziane ancora qui dimoranti. Non dispero però di potere, impiegando cortesia e fermezza, provvedere ai bisogni delle truppe quand'anche s'aumentassero fino al numero da me richiesto sempre quando nessun'altra complicazione impreveduta sopravvenga. Se non che alcuni sintomi mi lasciano scorgere che facilmente dalle popolazioni finitime non mancheranno presto di sorgere difficoltà per risolvere le quali mi è indispensabile conoscere le intenzioni ministeriali e fino in qual misura io possa liberamente agire nella convinzione di non scostarmi dalla linea di condotta voluta dal Ministero. Così questa mattina mi si presentò il capo tribù degli Alenga, regione che dista 11 giorni di cammino da Massaua e 5 da Suakin, non molto lungi da Kassala e per noi importantissimo quando fosse intenzione di codesto Ministero o di spingere le nostre truppe fino a Kassala o d i assumere almeno il protettorato. Questo capo tribù ha preso alloggio in una capanna vicino alla casa occupata dal Comando; è certo che egli sta spiando ogni nostro movimento ed i nostri soldati in tutto quanto stanno facendo; dal contegno da esso tenuto nell'abboccamento di stamani ho luogo di credere per ora che l'impressione sua a nostro riguardo non è certamente a noi svantaggiosa. Contemporaneamente io riceveva dal Console italiano sig. Suardi l'accluso foglio abissino deJlo stesso luogotenente del Re d'Abissinia, di cui già era cenno nella mia relazione n. 7 (e che colà ho scritto come si sente a pronunziare anziché come si deve scrivere); da esso si rileva come il capo abissino Scialak Area voglia ai nostri occhi giustificare la sua condotta e forse cessare le ostilità mediante la nostra intromissione.
156 L'occupazione di Arkiko si collega a questo stato di cose. Nel mio rapporto n. 7 esprimevo a V.E. che tale occupazione non s'era fatta per non impegnarci in questioni che per allora non ci riguardavano. Ed il fatto comprovò invero tali previsioni, ma ora dopo che si sono chiarite nel modo suddetto le intenzioni dei vari interessati parrebbe cosa conforme ai nostri interessi l'occupare pure Arkiko. Prese le istruzioni in proposito dal Contrammiraglio risposi al medesimo come risulta dall'accluso foglio. Anche il Naib o Capo della tribù in lotta con Scialak Area che dovrebbe ricevere proteiione dagli egiziani so essersi pure presentato ad un italiano qui residente, chiedendo se il governo italiano non intendeva di dargli protezione. Evidentemente è solo per riguardo agli attuali suoi protettori egi~iani ch'egli non si presentò a me, né al nostro Console; da tutto ciò si rileva che tanto per parte di Scialak Area, quanto del Naib si ricerca il nostro favore. Se io avessi la facoltà di disporre in questa materia scriverei a Scialak Area che in forza delle istruzioni avute dal mio Governo occupo Arkiko non come loro nemico, ma come loro amico. Che in forza di tale occupazione non potrei che difendere il paese in cui sventola la nostra bandiera. Che se egli vuole qualche indennità o compenso per i danni avuti ne riferisca pure a noi che comporremo la cosa in modo conforme alla giustizia, purché egli si obblighi a cessare da ogni atto di ostilità nei paesi da noi occupati. Al Naib poi la stessa occupazione di Arkiko farebbe di noi i suoi protettori naturali. Per agire però in tal senso mi occorre attendere di avere rinforzi sufficic:.~ 1' -'l'occupazione di Arkiko, il che non potrei fare se non quando avessi almeno in totale 2 battaglioni.
N ...... . ... Ricevuto il telegramma n ......... .
Seguito occupazione Massaua restringerò molto impiego mezzi di preparazione buona difesa; mancami poi assolutamente indicazioni istruzioni governative circa popolazioni limitrofe. Intanto provvedo difesa ; pervengonmi capo tribù di Kassala Taka offerte buona amicizia, e da . . . . . capò abissini in lotta con Arkiko domanda essere giudice nella sua contesa contro tribù Naib Arkikesi mentre Naib informasi indirettamente, per non offendere egiziani protettori naturali, se noi lo proteggiamo. Risposte abissine, dietro approvazione Ammiraglio, furono temporeggianti. Per occupazione Arkiko insufficienti forze attuali; giungendo rinforzi converrebbe occuparlo prevenendo capo abissinese che gli siamo amici ma dovremmo difendere paese sotto nostra bandiera; che volendo compensi vedremo comporre modo giusto, obbligandosi cessare ostilità.
157 ALLEGATO
N.
8.
AVVISO Da lettera del Governatore Generale del Mar Rosso e d'una parte del Sudan, in data 8 febbraio 1885 indirizzata a questo Governatorato, risulta che all'arrivo delle truppe inglesi a Khartoum, il giorno 28 gennaio u.s., questi ebbero la notizia che il paese era caduto in mano ai ribelli, per tradimento, il giorno 26 detto. Il governo inglese per mezzo del Comandante Lord Wolseley prende tutte le misure possibili per riuscire al suo scopo. Il Generale Wolseley ha domandato d'inviarci tutti i rinforzi che sarà possibile avere, stante che egli fa di tutto per poter liberare Gordon Pascià se è ancora in vita. Le forze inviate a Suakin per rinforzo si compongono di: - una batteria d'artiglieria; - circa 2.400 uomini di cavalleria; - 6 compagnie di fanteria. Ciò è stato pubblicato per renderne consapevole il pubblico.
Il Vice Governatore F.to MoHAMED IzzET N. 193 - AVVISO Secondo i regolamenti militari è vietato agli abitanti del paese di recarsi presso soldati italiani accampati a Yezirat Yerar. Sarà lecito, però, a quelli comandati di poter entrare nei locali destinati per curare le pelli e metterle ad asciugare al sole. L'entrata del campo è vietata agli abitanti del paese. E ciò per norma del pubblico. li Vice Governatore F.to MOHAMED IzzET N. 187 - AVVISO Si è ricevuto una lettera in data 17 Rabi Awal n. 16 dal Comandante le truppe at confini dell'Abissinia e dal gerente dei lavori di Fomendania a Sauhit (Keren) su ciò che accade nella provincia dipendente da Agdib. In data 8 gennaio venne un indigeno chiamato Saad Allah inviato dal Capo Said Mohamed Osman El Mirgani e ci ha informato che dei ribelli erano giunti a Cadin il giorno 28 gennaio, chiamati da Ibrahim Anadu, sotto il comando di El Feki Issa El Fallati ed hanno incom inciato le ostilità contro il paese. Rendiamo grazie a Dio che ha aiutato i capi tribù di Cadin nella dispersione dei ribelli. Il loro capo El Feki Issa El Fallati è stato decapitato e la sua testa è stata portata a Cadin da Said Mohamed Osman El Mirgani; il resto dei ribelli è stato inseguito. La morte di El Feki Issa El Fallati è stata confermata con telegramma del Comandante le truppe ai confini dell'Abissinia in data 7 febbraio 1885 n. 2 e da
158 Said Mohamed Osman El Mirgani che unito ai figli di Beni Amer hanno disperso il rimanente dei ribelli. Ciò è stato pubblicato per renderne consapevQli gli abitanti. Il V ice Governatore F.to MOHAMED JzzET Il capo tribù degli H alanga dice che gente arrivata dal paese porta la seguente: Le tribù dei figli di Beni Amer in unione a quelle dei paesi vi,ini massacrato tutti I ribelli di O;;man Digma che trovavansi in punto chiamato fra Sabdarat cd El Gaden. Fethai, sito vicino Sabdarat, non era abitato dagli indigeni. I ribelli se ne sessarono per la quantità d'acqua che vi si trova.
notizia hanno Fethai,
ALLECATO
impos·
s.
9·
SUD DI KASSALA Partendo da Massaua per Kassala si passa per: 1) Sauhit, tribù Costan, capo non conosciuto; 2) Adarbid, tribù figli di Beni Amer, capo supremo Mussa El Fie, sottocapo Arai Baiad; 3) Chiaghi, tribù figli di Beni Amer; 4) Baraca, tribù figli di Beni Amcr; 5) Sciaglak, tribù figli di Beni Amer; 6) Amided, tribù Baria e Baza, dipendente dai figli di Beni Ame,r; 7) El Daga, tribù figli di Beni Amer; 8) El Gaden, tribù El Gaden, capo Achmed Haggag; 9) Sabdarat, tribù Sabdarat, capo Aly Nouren; Kassala, tribù Halanga, capo tribù Serri Sauari Abd • El • Kadcr . Ago Mohamed · Ila. Tutte le tribù sopramenzionate sono amiche tra loro e sottoposte al governo egiziano al quale pagano imposte. PAESI AL NORD DI KASSALA
1) Aburcd, tribù parte dei Halanga, capo Mallasi, trovansi nel partito dei ribelli per paura e perché costretti. Cercano di esserne liberati perché amici del Governo. 2) El Dabbab, tribù parte dei Halanga, capo Nafèc, del partito dei ribelli per· ché costretti. 3) Fcllck, tribù Hadandaua, capo Mohamed Mussa e Ahmed Mussa, ribelli del partito di Osman Digma. N.B. - Da Abured fino a Suakin tutte le tribù sono sottoposte ai Hadandaua, tribù di Osman Digma. Non vi è tribù né sito che i ribelli attaccano più sovente; ma si danno a molestare, di tanto in tanto, tutte le tribù amiche del governo egiziano.
159 DA MASSAUA A CHEREN (SAUHI1) Da Massaua, dopo 3 ore di cammino, Dessat: acqua non in gran quantità. Da Dessat, dopo 5 ore di cammino, Hamba: acqua sufficiente per 1.000 persone. Da Hamba, dopo 3 ore di cammino, Kanfer : acqua salmastra; a mezz'ora da Kanfer però, a Moya · Valet, trovasi acqua sufficiente e quando _non è superficiale, è possibile incontrarla a 2 m. di profondità. Da Kanfer, dopo 5 ore di cammino attraverso il deserto, Chep: non c'è acqua. Da Chep, dopo 3 ore di cammino attraverso il deserto,· Haim: acqua corrente in abbondanza; stazione telegrafìça del Governo egiziano guardata da 50 Baschi · Buzuk. Da Haim, dopo 4 o 5 ore di cammino, Valdeset: acqua lungo tutta la strada. Da Valdeset, dopo 4 ore di cammino, Malabar: acqua lungo tutta la strada. Da Malabar, dopo 4 ore di cammino, Galamet; ad un'ora da Galamet si può trovare acqua o superficiale o a 4 m. di profondità; a Galamet acqua in quantità in pozzi. Da Galamet, dopo 5 ore di cammino, Galaseghelai: acqua lungo la strada a co· minciare a 2 ore da Galamet. Da Galaseghelai, dopo 4 ore di cammino attraverso le montagne di Massalit, Kanfalou: si prende acqua nel torrente Lauzaba. Da Kanfalou, dopo 4 ore di cammino, Cheren: acqua in pozzi lungo la strada. Comendania: direzione di lavori militari presso Sauhit. Amideb: dista da Sauhit 2 giorni e mezzo. Capo Said Mohamed Osman El Mirgani: il padre era un santo ed il monu· mento suo trovasi a Kassala. Il capo Said Mohamed tiene le sue proprietà a Kassala ma egli abita ad El Daga; è uomo molto influente ed è molto stimato da tutte le tribù. El Gaden: dista da El Daga mezza giornata. Ibraim Accadu: indigeno di El Gaden, già al servizio del Governo egiziano; per discordie in famiglia trovasi att ualmente conduttore di Osman Digma. L'odio che nutre verso la propria famiglia fa sì che, sovente, egli dirige i ribelli del proprio paese. El Feki El Fallati: forestiero, povero, abitante a Kassala. Andava chiedendo denaro nei paesi, per conto del Governo, mentre lo portava ad Osman Digma del quale è partitante. E ' stato ucciso ultimamente dai capi dipendenti da Said Mohamed Osman El Mirgani. Figli di Beni Amer: nome di una tribù grandissima della quale Sciek Mussa El Fil è il capo supremo. Se vi è acqua, in che quantità, dove? Vi è un gran fiume ad El Taka, il quale cresce per 120 giorni; in questo tempo gli abitanti formano le loro provviste per tutto l'anno nei pozzi e cisterne del paese. Se vi sono buoi? Vi sono buoi, montoni, capre e cammelli in gran numero. Se si deve traversare l'Abissinia oppure no per recarsi a Kassala, se Cheren oppure Sauhit appartiene all'Abissinia ? Per recarsi a Kassala si passa per Sauhit (Cheren). Cheren appartiene al Governo egiziano. Se la strada è montuosa, piana, se presenta alture in senso di sbarramento? La strada da Massaua a Sauhit trovasi fra due monti, in alcuni posti è stretta; presenta un'altura per un piccolo tratto prima di giungere a Sauhit e dopo questa per mezza giornata. Da Sauhit a Kassala la strada è piana e sabbiosa, le alture ed i monti si lasciano a destra e a sinistra.
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Se il terreno è nudo, ·deserto, se la vista può spaziare oppure è coperta e da che_ cosa ? Il terreno è nudo, deserto; la vista può spaziare bene tanto davanti quanto sui fianchi. Se vi sono passi difficili? Non ve ne sono. Se la larghezza della strada permette ai carri di passare oppure · se vi sono strette e dove? Nel tratto di strada montuoso prima e dopo Sauhit, ed è l'unico, vi possono passare due cavalli di fronte. Detto tratto di strada chiamasi nel paese Katay. In che relazioni trovansi le tribù ai confini, con quelle abissine? Le tribù ai confini sono nemiche degli abissini. Queste tribù sono: El Bakiti' Eudak, .Amareudak, Towass, Beitbagal, tutte le tribù di El Baria, Arnatta, Kariatta, Imosa, Salasalaguadat. Se sono disturbate da queste ultime? Finora non vi sono stati disturbi fra di loro. Se si ·può andare coi cammelli fino a Kassala per Cheren, o se ci vogliono muli? Si può benissimo andare da Massaua a Kassala sia con cammelli sia con muli. Togni Beiduli, tribù a nord di Sauhit: egli non· le conosce che di nome. Mensa Amaser, tribù dipendenti da Sauhit: non le conosce che di nome. Se vi sono scorrerie abissinesi a Cheren? Vi sono scorrerie abissinesi a mezza ed anche ad una giornata da Cheren. Non osano approssimarsi al paese stante che è ben fortificato ed è occupato dagli egiziani. Non sa dare informazioni sul forte, a 12 km da Cheren? Tabbad (forte) dista da Cheren un'ora circa. Il Governo vi aveva posto una guarnigione abissinese la quale portò via tutte le armi . e munizioni ed abbandonò il forte. Gli abissini vorrebbero avere questo forte ma temono gli egiziani.
ISOLE PROSPICIENTI A MASSAUA
La popolazione è pacifica ed assai laboriosa; vive esclusivamente dei prodotti del mare come: madreperla, conchiglie, tartarughe ed altre pesche, che si esportano nei vari porti del Mar Rosso e specialmente a Massaua. Gli abitanti sono governati da uno Sceik del luogo it quale corrisponde al .Governo di Massaua una tassa di 600 talleri annui. Per la partecipazione di questa tassa era costume del Governo di Massaua di mandare un drappello di soldati, quasi sempre irregolari, con un capo nei momenti stabiliti. Pare però che da qualche tempo si sia rinunciato a questo sistema che imponeva ai pacifici abitanti delle requisizioni, oltre alle tasse fissate, di cui i soldati abusavano. Il paese ha buona acqua potabile e Dahlac el Kebir, oltre ai pozzi, ha delle cisterne grandi la cui costruzione risalirebbe all'occupazione persiana. Ci sono anche delle iscrizioni lapidarie che si ritengono interessanti. Le isole offrono pascoli discreti a capre, pecore, buoi, cammelli che vi sono in quantità sufficiente. Agli animali domestici si aggiungono le gazzelle che mi si assicura essere in gran numero e la cui caccia si fa con una specie di levrieri importati nell'isola. Non mi consta che ricognizioni siano state eseguite da nessun altro governo all'infuori dell'egiziano, né che mai vi fosse accenno ad occupazioni straniere o si vantassero diritti acquisiti sotto qualsiasi specie.
161 ALLEGATO
N.
IO.
COMANDO SUPERIORE IN MASSAUA Massaua, li
22
febbraio 1885
Al Ministero della Guerra - Roma
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A complemento del mio telegramma n. 14 m data 16 corrente, ho l'onore di esporre alla E.V. alcuni particolari sulla situazione generale del paese creata dalla nostra occupazione di Massaua. Cotesto Ministero fu già informato dal sig. Contrammiraglio della maniera con cui avvenne l'occupazioQe della città ed io pertanto non accennerò che alle circostanze le quali ~nno un' influenza diretta sulle condizioni della difesa e sui nostri interessi militari. Gli indigeni della città e villaggi di Monkullo e di Otumlo in massima non si dimostrano malcontenti del nostro arrivo; come è naturale, però, le persone più influenti rimangono indecise se debbono o no accostarsi a noi, nel dubbio che l'occupazione possa o no rendersi stabile. Intanto lo sventolare della bandiera egiziana accanto a quella italiana ha creato l'inestimabile vantaggio di escludere dalle ragioni politiche che determinarono l'occupazione, la differenza di religione, e cosl, almeno apparentemente, le relazioni nostre coi mussulmani cd arabi han tutte le forme desiderabili di cordialità. Non mancano però i sintomi abbastanza significanti per farci diffidare in questa apparente benevolenza. Così appena occupatosi da questo Comando la parte di casa governativa che erasi convenuto nella conferenza che ebbe luogo a Massaua, mi si pregò di sgombrarla perché, al dire del dragomanno, la cessione di una parte della casa erasi fatta come concessione personale a me, ma non al Comando. Naturalmente io feci osservare che la bandiera sventolava · di fianco a quella egiziana, quindi era il Comando che vi risiedeva e per conseguenza l'ufficio e lo Stato Maggiore del Comandante; al che il Governatore egiziano s'acquetò e non disse altro. Altri sintomi, specialmente di resistenza passiva, si dimostrarono ogni qualvolta pei bisogni delle truppe si dovette ricorrere al Governatore egiziano; ciò non tolse però che si sia ottenuto la massima parte delle volte ciò che si desiderava. Così si fu d'accordo nell 'attaccare i nostri fili telegrafici alle loro linee, nel sistemare due cisterne e riempirle d'acqua per nostro uso esclusivo, di costruire baracche nelle vicinanze della casa governativa per cavalli e foraggi e quello del funzionario civile per poter stabilire nel palazzo governativo i due uffici di questo Comando e del Cav. Maissa pur lasciandovi quello del Vice Governatore. Da informazioni segrete però mi risulta che i recenti successi del Mahdi non mancano di produrre una certa impressione nella popolazione musulmana, della quale se ne vuol trarre profitto da chi osteggia la nostra occupazione per esaltare la potenza del Mahdi, ecc.; nelle moschee stesse qui di Massaua si va predicando sull'inferiorità degli eserciti europei rispetto alle truppe del Mahdi il che se non basta ancora ad eccitare i musulmani ad una guerra comune a favore del medesimo non può a meno di riuscire a danno della nostra influenza. Ho pure motivo di credere che parole
162 inconsulte dei due giornalisti italiani stabiliti a Massaua, cioe che le truppe italiane non si spingono innanzi come a loro avviso esse dovrebbero non cooperino altresi dannosamente al nostro prestigio. Tuttavia io ritengo assicurata la nostra posizione in Massaua anche con la semplice occupazione attuale mercé i lavori di difesa già fatti, la sua naturale forte posizione e l'appoggio delle navi da guerra. Sono da considerarsi piuttosto le eventualità che potranno insorgere quando mi verrà ordinato di allargare e spingere la mia sfera d'azione fino a 3 o 4 giornate di distanza, come già mi si accenna dal Ministero col telegramma che mi ordina di prepararmi ad oprare a tale distanza. Come già telegrafai in data .... . ...., puossi dare a quell'ordine due interpretazioni. La prima quella di estendere il raggio d'azione della nostra difesa fino a due o tre giornate di marcia da Massaua. La seconda di affermarci in questa sfera d'azione per poter all 'occorrenza passare ad un'offensiva determinata e secondo uno scopo~da fissarsi. Evidentemente a seconda di questi due scopi va commisurata l'entità delle forze da porsi in opera. Ora è da osservarsi che per poco si avanzi dalla cinta dei forti, supposta eseguita l'occupazione d 'Arkiko, si è soggetti: I) o ad incontrare i beduini di Scialak Area che, come accennavo nel mio foglio del ......... , scorrazzan fin presso Arkiko; 2) o ad incontrare i ribelli di Osman Digma che si stendono dai Bogos a Suakin, e di cui fan parte pure alcune tribù dei Beni Amer, costrettevi a ciò come mi assicurava il capo tribù ; 3) ad invadere il paese dei Bogos il quale, sebbene occupato ancora a Hain e Cheren dai baschi - buzuk, non cessa di appartenere all'Abissinia in forza del trattato di . . . . .. . . . In ognuna pertanto delle ipotesi sopraddette converrebbe conoscere l'intendimento del Ministero: - se cioè intende che si mantenga la buona armonia coll'Abissinia ed allora non si dovrebbe oltrepassare i loro confini e neppure quelli dei Bogos; - o cotesto Ministero intende che .d'accordo coll'Abissinia si agisca contro Osman Digma in unione alle truppe inglesi di Suakin, nel qual caso avanzando per Cheren nei Bogos, si avrebbero pure favorevoli a noi le tribù lungo le strade di Kassala:, che però sono nemiche dell'Abissinia; - o cotesto Ministero intende che si agisca a dispetto dell 'Abissinia ed allora oltreché avere la probabilità di trovare ostruiti i passaggi su Cheren si avrebbe pure quella di trovare, quando si volesse spingere più a nord le nostre linee d'operazione, le tribù nemiche di Osman Digma prima di giungere alle tribù dei Beni Amer ed H alanga che ci offrirono testé la loro amicizia. A mio avviso, qualora si volesse da cotesto Ministero che si rilevassero le guarnigioni egiziane che si trovavano in tutto il territorio del Sudan orientale, per non eccitare diffidenza nelle tribù musulmane, converrebbe occuparle addirittura, sebbene assai distanti come Hain e Cheren, in unione se non altro per pochi giorni, coi baschi - buzuk. Qualora per~nto cotesto Ministero intende che la truppa inviata a Massaua non si limiti soltanto a stabilirsi nella città e dintorni ma estenda la sua sfera d'azione oltre questi confini, è indispensabile mi comunichi lo scQpo dell'azione ulteriore onde io possa, in relazione a tale scopo, preparare i mezzi atti a raggiungerlo a seconda delle condizioni reciproche di queste popolazioni limitrofe e della difficoltà dell'impresa.
163 ALLEGATO Massaua,
24
N.
II.
febbraio 1885
_/
Al Min istero della Guerra - Roma
N. 22. - Risposta telegramma 13 febbraio onoromi ·informare V.E. che attualmente in Massaua potrebbesi provvedere: - quintali 50 caffè abissinese: prezzo approssimativo lire 250 al quintale; - quintali 10 zucchero bianco: lire 100; - quintali 30 zucchero biondo provenienza Europa: lire 70; - quintali 20 tabacco abissinese qualità inferiore alla nostrana: lire 300; - quintali 10 orzo provenienza Europa: lire 35. - quintali 30 riso indiano qualità cattiva: lire 30. Non trovansi altre derrate, legna, paglia, fieno, avena. Pasta portata da Napoli avariatasi per metà, qui insostituibile. Carne fresca bovina può sempre provvedersene razioni 20.000 per giorno. Mercato presenta variazioni prezzo frequenti e rilevanti. · Negozianti locali, sperando aumento truppa e prezzi, ordinarono spedizioni generi vettovagliamento Alessandria e Italia Verificandosi cessazione arrivo carovane abissinesi, mancherebbe caffè e renderebbesi difficile rifornimento carne. Altri generi sempre sostituibili da commercio marittimo. Scanso inesatta interpretazione mio telegramma n. 10 che risponde a richiesta di cotesto Ministero di fissare numero truppe occorrenti anche per operare a q ualche giornata di distanza, aggiungo che se con cotesta espressione intendesi forte difesa Massaua in quel raggio d'azione bastano 3 battaglioni e servizi indicati con mio telegramma 6 febbraio. Che se tale espressione sottointende affermarsi su larga base per operare poi offensivamente maggiore o minore aumento forze (da me indicato almeno in un battaglione) dipenderà specialmente da entità operazioni in mira. Giorno 20 giunse q ui funzionario civile Sig. Maissa. · Scaricando materiale sanitario non trovossi cassetta. analisi acqua che a Napoli mi si affermava essere stata imbarcata. Ricevuto telegramma n. 351. Console inglese Suez informa che Società Canale possiede tubi ghisa. In evasione richiesta telegramma n. IO chiedo autorizzazione acquisto. Circa artiglieria mi riferisco richiesta contenuto detto telegramma. Per cavalleria sotto aspetto militare sarebbe utilissimo uno squadrone purché provvedasi alimentazione. Informazioni fannomi però dubitare cavalli possano sopportare clima estivo. F.to Colonnello SALETTA Comandante Esploratore - Suak in Ritorni Massaua comunichi Ammiraglio ordini Ministro Esteri assuma di accordo Saletta protezione Missionari svedesi secondo richiesta principe Oscar; comunichi Saletta ordini Ministro Guerra; non accetto offerta Credit Lyonnais, occorrendo talleri li richieda Ministero (4022 - commissario?) giunto Washington a Suez con ottomila sterline. F .to Ministro BRI N
164 ALLEGATO
N.
12.
ISTRUZIONJ AVUTE ALL'ARRIVO DEL CAPITANO MANCINI A MASSAUA (ricevute il 26 febbraio 1885) Operata l'occupazione di Massaua il comando provvisorio delle forze di terra e di mare ivi sbarcato ·dev'essere stato assunto dal Cav. Preve, capitano di corvetta. Fino all'arrivo del Comandante della piazza colle forze destinate a comporre la definitiva guarnigione, il Comandante Preve ha dovuto del pari assumere in via J!ovvisoria, la direzione dei servizi civili, concertandosi a questo riguardo col Colonnello inglese Chermside, Governatore della piazza, al quale altresì spettava di fissar/ l'epoca ed il modo dello sgombero da parte delle truppe egiziane. E' probabile che il nuovo nostro Comandante giunga a Massaua quando già sia giunto a termine il primo periodo transitorio dell'occupazione, quello cioè durante il quale sarà per continuare nella piazza, la permanenza del Colonnello Chermside e delle forze egiziane. Se però ancora fosse presente il Colonnello Chermside, il Comandante italiano pure assumendo d'accordo col Colonnello stesso il comando effettivo della piazza, dovrà tenere gran conto dei consigli e delle avvertenze amichevoli che il Colonnello sarà per fornirgli, lasciandogli altresì, se occorre, ogni desiderabile larghezza sia per la determinazione del tempo e delle modalità dello sgombro, sia pel passaggio dei servizi civili ed il loro riordinamento sopra basi consentanee alle mutate circostanze. Il Comandante troverà a Massaua, ivi giunto poco prima, il Cav. Maissa, Vice Console in Tangeri, presentemente in missione al Ministero, il quale prima di venire a Massaua avrà avuto opportunità di procacciarsi al Cairo ove passa, utili indicazioni dal nostro agente, Cav. De Martino, dall'agente britannico, Sig. Barnig e dallo stesso Nubar Pascià. Il Comandante avrà nel Cav. Maissa un prezioso collaboratore, il quale dopo avergli comunicato quanto avrà potuto raccogliere al Cairo, continuerà a rimanere al suo fianco come incaricato della direzione degli affari d'indole politica ed amministrativa. Il Comandante ricevendo dal Ministero della Guerra ogni opportuna istruzione per la parte militare del suo mandato, si è appunto sopra la parte amministrativa e politica del suo compito che con le presenti istruzioni si richiama con particolare modo la sua attenzione e sollecitudine. Non saranno però che criteri generali dovendo questi, per evidente necessità, conciliarsi nella loro applicazione con le esigenze locali e con le circostanze del momento, le quali sfuggono, le une come le altre, alla possibilità di un anticipato apprezzamento per parte di chi non abbia sotto gli occhi la realtà dei fatti. Per quanto concerne la parte politica, queste debbono essere in genere, le norme direttive. 1) Evitare tucto ciò che possa suscitare intempestivamente una controversia diplomatica qualsiasi. In ossequio a questo criterio, converrà lasciare, come già si disse, che il Colonnello Chermside fissi l'epoca precisa dello sgombro; si dovrà del pari consentire a che la bandiera .turco - egiziana continui, fino a nuove istruzioni, a sventolare accanto alla italiana; gioverà infine che nulla si faccia o si dica che possa interpretarsi come disco-
165 noscimento della sovranità territoriale ottomana, essendo nostro fermo intendimento di non sollevare, a questo riguardo, una questione qualsiasi. 2) Provvedere a che sia osservato scrupolosamente il trattato stipulato il 4 giugno 1884 tra l'Abissinia da una parte, l'Inghilterra e l'Egitto dall'altra. Occupando Massaua noi subentriamo in tutti gli obbligh i, in tutte le stipulazioni di quel trattato. Qui è unita copia di quel documento. Sono soprattutto da tenersi ben presenti le clausole relative al libero transito a favore dell 'Abissinia, come pure quelle relative alle agevolezze per lo sgombero delle guarnigioni egiziane dal Sudan orientale. Però a questi argomenti il Cav. Maissa avrà recato dal Cairo più particolareggiate nozioni ed av vertenze. Intanto è utile che il Coma ndante sappia che il R. Governo riservandosi di mandare in Abissinia una m issione formale in relazione coi presenti avvenimenti ha commesso al Sig. Ferrari un incarico speciale, rispetto al quale ogni opportuna indicazione sarà fornita al Comanda nte sia dal Cav. Maissa sia dallo stesso Ferrari che sarà di passaggio fra breve a Massaua. 3) Curare che dalla presenza di un p residio italiano non abbia a sorgere conflitto colla popolazione locale, e soprattutto cogli stranieri residenti a Massaua e le estere rappresentanze. Verso la popolazione converrà usare grande mitezza, evitando con diligenza e mediante severe istruzioni agli ufficiali, che possano sorgere conflitti fra soldati e indigeni, essendo anzi desiderabile che possano, mercé la reciproca benevolenza e fiducia, affratellarsi ed entrare in rapporti di mutua soddisfazione. Per quanto poi concerne gli stranieri e le estere rappresentanze gioverà fare in modo che la loro situazione dal punto di vista daziario ed econom ico e g iurisdizionale rimanga inalterata, salvo quelle migliorie, che indubbiamente potessero riuscire benviste e gradite. E ' evidente che la nostra sarà, almeno per un certo tempo, una situazione meramente· di fatto, per la quale non possiamo pretendere riconoscimenti che non siano anch 'essi, del pari, meramente materiali e di fatto; basterà quindi per rendere possibil i i rapporti di fatto colle autorità consolari straniere un semplice cenno dell'assunto presidio della piazza colla inerente direzione suprema dei vari servizi. Per quanto concerne la parte amministrativa, le regole generali potranno essere fi no a migliore studio da farsi in base alla esperienza ed a nozioni di fatto, queste che qui brevemente accenneremo : ·
1) nulla innovare nell'ordinamento presente dei vari servizi, tra nne il caso di necessità assoluta o la evidenza del miglioramento; 2) mantenere in servizio l'attuale personale, surrogando quei funzionari solianto che, per obbligo di .milizia, o per altra cagione, volessero seguire il presidio egiziano nell'atto dello sgombro; 3) provvedere provvisoriamente ai posti che si facessero in tal guisa vacanti mediante temporanee designazioni di ufficiali per i posti più importanti e mediante provvisorie assunzioni in servizio d'impiegati locali per i posti subalterni; 4) mettere il R. Governo in grado di stabilire un sollecito ordinamento dei vari servizi con fargli pervenire al più presto un'esatta e m inuta relazione in cui sieno espresse, assieme coll'esposizione dello stato presente, la proposta concreta per un assetto normale. Questo lavoro potrà essere affidato al Cav. Maissa; 5) rimanendo . inalterati in Massaua i vari servizi, deve rimanere soprattutto intatto quello che si riferisce all'esercizio della giurisdizione. Cont\nueranno quindi ad essere in funzione i magistrati indigeni per gli indigeni ed i magistrati consolari per gli stranieri. A nche per gli italiani dovrà sino a nuova disposizione rimanere in vigore la giurisdizione consolare, la quale però dovrà essere esercitata dal Cav. Maissa per le delegazioni del R. Console in Moka da cui dipe nde giurisdizionalmente il
166 distretto dell'agenzia consolare in Massaua. Lo stesso Cav. Ma issa potrà provvedere a siffatte delegazioni mediante diretto carteggio col Cav. Pestalozza. Questi sono criteri affatto generali. Alla [ . .. . . ] ed allo sviluppo provvederà lo stesso Comandante cogli elementi che la quotidiana esperienza ed il consiglio del suo assistente civile saranno per fornirgli. F.to MANCI NI
TRATTATO FRA LA GRAN BRETAGNA, L 'EGITTO E L'ABISSINIA, FIRMATO AD ADUA IL 3 GIUGNO 1884
S.M. la Regina del Regno Unito di Gran· Bretagna ed Irlanda, Imperatrice d'India, e S.M. il Re Giovanni creato dall'Onnipotente Re di Sion, ~egus Negust di Etiopia, desiderando di comporre i dissidi esist~nti fra il detto Giovanni Negus Negust di Etiopia e Mohamed Teufik Kedivè di Egitto, e di stabilire fra loro una pace perpetua, hanno concordato di conchiudere, con questo intento un trattato che sarà obbligatorio per loro ste~si e i loro eredi e successori; e S.M. la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda, Imperatrice d'India, avendo nominato qual suo rappresentante il contrammiraglio Sir W. Herwett, comandante in capo delle navi da guerra di S.M. nelle Indie Orientali, S.M. il Negus Negust di Etiopia stipulando in proprio nome, e S.A. il Kedivè d'Egitto avendo nominato come suo rappresentante S.E. Mason Bey, governatore di Massaua, hanno concordato e concluso i seguenti articoli. Art. I. - Dalla data della firma di questo trattato vi sarà libero transito attraverso Massaua per e dall'Abissinia, per tutte le merci, incluse le armi e munizioni sotto la protezione britannica. Art. II. - A partire dal 1° settembre 1884, corrispondente all'8 Maharram 1877, la regione denominata Bogos sarà restituita a S.M. il Negus Negust, e tosto che le truppe di S.A. il Kedivè avranno lasciato i presidi di Kassala, Anedib e Sauhit, gli edifici nel paese di Bogos, che ora appartengono a S.A. il Kedivè, insieme con tutte le provviste e munizioni da guerra che rimarranno allora in quegli edifici, saranno consegnati e diverranno proprietà di S.M. il Negus Negust. Art. III. - S.M. il Negus Negust si obbliga di agevolare il ritiro delle truppe di S.A. il Kedivè da Kassala, Anedib e Sauhit, attraverso l'Etiopia, a Massaua. Art. IV. - S.A. il Kedivè si obbliga a concedere tutte le agevolezze che il Negus Negust possa richiedere rispetto alle nomine di Abuni per l'Etiopia. Art. V. - S.M. il Negus Negust e S.A. il Kedivè si obbligano a consegnarsi reciprocamente i delinquenti che possono essersi rifugiati, per sottrarsi alla pena, dai domini dell'uno al dominio dell'altro. Art. VI. - S.M. il Negus Negust consente di deferire ogni suo dissidio con S.A. il Kedivè che possa sorgere dopo la fuma di questo trattato a S.M. Britannica per essere definito. Art. VII. - Il presente trattato sarà ratificato da S.M. la Regina di Gran Bretagna ed Irlanda, Imperatrice d 'India, e da S.A. il Kedivè d'Egitto, e le ratifiche saranno spedite ad Adua il più presto possibile.
167 In fede di che il contrammiraglio Sir W. Herwett in nome di S.M. la Regina di Gran Bretagna ed Irlanda, Imperatrice d'India, e S.M. il Negus Negust in proprio nome e S.E. Mason Bey in nome di S.A. il Kedivè d'Egitto, hanno firmato ed ap·posto i loro sigilli a questo trattato, fatto ad Adua il 6 giugno 1884 corrispondente al 27 Gunnet 1876.
(L.S.)
w.
Sigillo dd Re HERVETT - (L.S.)
MASON
ISTRUZIONI PER IL COMANDANTE SUPERIORE A MASSAUA (giuntemi col capitano Mancini) Indipendentemente dalle considerazioni d'ordine politico, alle quali, la S.V. dovrà informarsi nell'occupazione di Massaua, considerazioni che formano oggetto delle speciali istruzioni del Ministero degli affari esteri a lei rimesse, ve ne hanno alcune d'ordine militare sulJe quali questo Ministero crede opportuno di chiamare la di lei attenzione. · N. 1 - La piccola isola di Massaua con quella di Taulud, che fa sistema con essa, collegata alla terraferma da un istmo corto e ristretto, può dirsi una posizione marittima inespugnabile contro qualunque forza si presentasse ad attaccarla dalla parte di terra sprovvista di mezzi marittimi e quasi di armi da fuoco, quale nel fatto potrebbe presentarsi, sia che provenisse da sud - ovest (Abissinia) sia che provenisse da ovest o nord - ovest (Sudan orientale). N. 2. - Non potrebbe però sfuggire alla S.V. che il punto essenziale 'della difesa, quello che potrebbe dirsi la chiave della posizione, è la testa orientale dell'istmo che unisce l'isoletta di Taulud colla terraferma. Ed infatti gli egiziani costrussero in quel punto un piccolo forte, del quale non si conoscono né il valore tecnico né le condizioni di conservazione. Ma quando occorresse non sarà difficile alla S.V. accrescere il primo e migliorare le seconde, valendosi dell'opera della compagnia d 'artiglieria da fortezza e della compagnia del genio, nonché di quella del battaglione da lei dipendente e degli abitanti. A completare la difesa dell'istmo potrà forse occorrere alla evenienza, la costru zione di una tagliata nel punto più opportuno dell'istmo stesso. Una seconda tagliata potrà forse eventualmente costruirsi per maggior sicurezza sull'istmo che congiunge l'isola di Taulud con quella di Massaua. Così sistemata la difesa di Massaua, è lecito ritenere che essa (tanto più se sarà appoggiata all'azione dello stazionario della R. Marina, che potrebbe prendere posizione a nord o a sud così del primo come · del secondo istmo) nulla avrà da temere dai possibili attacchi di qualsiasi forza abissina. N. 3. - A completare il sistema di difesa passiva di Massaua, sarà però conveniente l'occupazione del piccolo forte eretto dagli egiziani a protezione della presa d'acqua, ove ha origine il canale che fornisce di acqua dolce la città (Monkullo). Mercé questa ~cupazione si avrà la guarentigia che scorrerie nem iche non potranno avere per effetto di privare la città ed il presidio di acqua potabile. Quando però il detto forte, che dista dalla costa di oltre 5000 metri, venisse minacciato da grosse forze nemiche e non fosse dotato di una sufficiente forza di
168 resistenza, converrebbe abbandonarlo e· ricorrere per della popolazione all'acqua distillata.
bisogni della guarnigione e
N. 4. - L'occupazione di Massaua non potrebbe però avere per unico scopo quello di limitarsi alla difesa passiva di tale posizione marittima contro attacchi terrestri. Sarà quindi indispensabile prepararsi ad una ulteriore azione verso l'interno. Questa preparazione dovrà consistere : a) nello studio delle opere da erigersi per assicurare lo sbocco dell'isola di T aulud verso la terraferma ; b) nella ricognizione delle probabili linee d'operazione. N . 5. - Per raggiungere lo scopo di assicurare lo sbocco in terraferma appare conveniente la costruzione di una testa di ponte che dia il possesso delle colline, le quali si trovano presso la costa e formano come un semicerchio del quale Massaua sarebbe ad un dipresso il centro. Le nozioni topografiche che si hanno sul terreno ove dovrebbe costruirsi la testa d i ponte sono insufficienti per poter aggiungere altro in proposito. Sarà per conseguenza compito della S.V. di studiare i partcolari di questa testa di ponte e di rappresentare in tempo utile a questo Ministero quali mezzi dovrebbero essere aggiunti a quelli già posti a sua disposizione, per costruire, armare e presidiare le opere occorrenti, sempreché V.S. reputi opportuno la costruzione di tale testa di ponte. N. 6. - Per quanto riguarda la ricognizione delle probabili linee d'operazione verso l' interno, si ricorda che queste sono tre, e cioè: a) quella che in d irezione sud - ovest mette ad Adua e Gondar neJl'Abissinia; b) quella che seguendo la direzione generale verso ovest m ette a Kassala e quindi a Kartum nel Sudan; e) quella che in direzione nord - nord - ovest mette a Suakin sulla costa del Mar Rosso. Le due ulti me linee di operazione sopra indicate seguono da principio un tratto comune in direzione nord - ovest N. 7. - Le ricognizioni nelle tre direzioni accennate dovranno essere precedute
da informazioni verbali assunte dagli abitanti di Massaua e luoghi viciniori, dai negozianti, dai cammellieri, ecc.. Nel seguito si eseguiranno escursioni dagli ufficiali da lei dipendenti in un ragg io allargantesi gradatamente. Queste escursioni avranno per iscopo di constatare gli elementi di resistenza -che in caso di ostilità dichiarata si potrebbero incontrare; le forze che bisognerebbe impiegare per vincere tale resistenza, la percorribilità delle strade con pedoni, asi ni, mu li, cammelli; le risorse che si trovano specialmente in acqua potabile e pascoli lungo le strade da percorrere, i mesi durante i quali tali strade sono più o meno percorribili e le loro condizioni igieniche; in generale tulle quelle notizie, tutte quelle informazioni che sono necessarie per intraprendere una spedizione nell' interno. Oggetto importante della ricognizione sarà quello di stabilire la forza massima che può transitare per ciascuna linea di operazione in una sola colonna, e dopo quanto tempo essa potrebbe essere seguita da un secondo e da un terzo scaglione, commisurando questo tempo alle risorse del paese specialmente in acqua. Ad agevolare il compilo della S.V. e degli ufficiali da lei dipendenti le saranno concessi d'ordine di questo Ministero dal Comando del Corpo di Stato Maggiore, alcuni dei dati ora indicati, dati che dovranno essere rettificati e controllati per mezzo delle informazioni e delle escursioni dette di sopra.
169
N. 8. • L'attenzione della S. V. è specialmente chiamata sulla linea centrale che mette a Kassala, la quale, secondo alcune informazioni più o meno attendibili presenterebbe tre tratti ben distinti, cioè: a) da Massaua al piede dello sperone settentrionale del grande altipiano del Sennahit; b) dal punto ora detto a Cheren, ove, attraversato lo sperone sopra indicato, si raggiunge il Barau; e) da Cheren a Kassala. Secondo le informazioni raccolte il tratto più difficile dei tre indicati sarebbe il primo, il quale attraversa per circa 60 km. un territorio sterile, sabbioso e sprovvisto di acqua, mentre gli attri due, che sono i più lunghi (300 km. in totale) presente· .rebbero relativamente buone condizioni per la vegetazione, per l'acqua, per il clima e per la sicurezza di marcia. L'attenzione della S.V. è perciò chiamata sul partito che potrebbe trarsi da una ferrovia a rotaia semplice e trazione animale .(sistema Lastigne) per sormontare le difficoltà di approvvigionamento del primo tratto da Massaua al piede dello sperone settentrionale dell'altipiano del Sennahit. La S.V. non dovrà però tenere i dati generici precedenti che · come indicativi e sarà appurito compito degli ufficiali da lei dipendenti di constatare prima per informazioni e poi per mezzo di escursioni, Ja· maggiore o minore attendibilità. N. 9. · La S.V. appena messo piede a terra dovrà occuparsi dello stabilimento difensivo nelle isole di Taulud e di Massaua e della occupazione del forte che protegge la presa d'acqua del canale di Massaua, nonché dello studio dello stabilimento offensivo sulla terraferma mediante la costruzione su di essa di una testa di ponte e della raccolta d'informazioni topografico· militari sulle tre linee probabili e specialmente su quella centrale. Ella non dovrà però passare alla esecuzione delle opere per la costituzione di una testa di ponte in terraferma, né all'effettuazione delle escursioni verso l' interno, se non dopo aver riferito al riguardo a questo Ministero ed averne ottenuta l'autorizzazione.
ALLEGATO
N.
13.
Roma Marina, 7 marzo 1885, ore 6,40 pom. Comandante Barbarigo • Aden Comunichi Colonnello Saletta seguente telegramma del Ministro Guerra 340 gior· no 22 partiranno dieci telegrafisti. Verso fine mese partiranno materiali e tubi per condotta acqua cinque chilometri comprese due norie. R1cOTTI. F.to Ministro BlllN
170 ALLEGATO
N.
14.
A S.E. il Ministro della Guerra Ho l'onore di chiedere all'E.V. di essere collocato nella posizione di servizio ausiliario, onde poter tutelare gli interessi di famiglia i quali esigono la mia presenza per un tempo piuttosto lungo dovendo sostituire l'unico mio fr;i.tello stato di recente colpito da congestione cerebrale. Massaua, B 15 marzo 1885.
Il tenente contabile F.to ERBA G1ovANNI
DIREZIONE DI COMMISSARIATO MILITARE DI ASSAB Massaua, 16 marzo 1885
N. 17
OGGETTO: Trasmissione di domanda di collocamento m posizione ausiliaria. Ho l'onore di rassegnare alla S.V. la domanda di collocamento nella posizione ausiliaria presentatami dal sig. Erba, tenente contabile. Gli interessi famigliari che inducono il sig. Erba a chiedere di ritornare in patria sono, per quanto ebbe lui stesso a ripetermi, assai importanti, cosicché mi permetto pregare la S.V. di volerla accettare e d'appoggiarla presso il superiore Dicastero della Guerra al fine egli possa sollecitamente ottenere il rimpatrio. Nel breve tempo che il nominato ufficiale fu addetto ai servizi di commissariato, ebbi campo di esperimentare la lodevole assiduità e non comune conoscenza delle pratiche contabili, e rimasi sempre più che soddisfatto della sua collaborazione in ufficio.
Il capitano commissario F.to SPA1tv1uo Al Sig. Colonnello Comandante · Massaua.
ALLEGATO
N.
15.
16 marzo 1885 Cher Monsieur Maissa Le Porteur, le Nayb Abd • el · Rahim, Chef des villages Hotumlo a Monkull, vient se mettre à votre disposition pour le service dont vous me avez parler ce matin. li pouvra vous procurer le nombre des personnes dont vous avez besoin. Tout votre. MARCOPOLI BEY
171 ALLEGATO
N.
16.
V.S. vorrà disporre perché le truppe da lei dipendenti vengano esercitate: 1) in marce o ricognizioni assumere l'ordine tattico il più appropriato al modo di combattere ed al genere delle truppe contro le quali è probabile si abbia ad agire; 2) a passare rapidamente dall'ordine di marcia alla formazione del quadrato e viceversa od all'occupazione eventuale di qualche posizione favorevole ; 3) a passare rapidamente dall'ordine di marcia (o quadrato) all'accampamento in faccia al nemico e così da questo a quello; 4) ad esercizi e segnalazioni convenzionali fra gli esploratori od avamposti ed il grosso delle truppe per indicare direzione onde proviene nemico, sua distanza, sua forza, di che specie, ecc.; 5) al servizio d'esplorazioni colla minor fatica degli uomini e maggior efficacia; 6) in tutte quelle altre istruzioni ed esercitazioni militari che Ella crede le più atte a mantenere una decisa e notevole superiorità militare delle nostre truppe rispetto ai ribelli in qualsiasi circostanza di tempo e di luogo. Dalle suddette esercitazioni Ella dovrà per ora escludere la compagnia (capitano Garofalo) distaccata ad Hotumlo e servirsi di due sole delle 3 compagnie costì residenti, per non mai sguernire il forte affidato alla di lei custodia. La colonna di cammelli che nell'azione vera seguirebbe la truppa ai suoi ordini potrà essere nelle suddette esercitazioni rappresentata dal numero di quadrupedi che le avanza fatto il servizio o da una pattuglia che cammini ad una distanza dalla coda della colonna quadrupedi che equivalga a quella che sarebbe effettivamente occupata se tutti i quadrupedi fossero presenti. La tenuta sarà quella dalla S.V. propostami. Fintanto non giungeranno gli elmetti Ella potrà usare dei cappelli di paglia. Credo opportuno di rammentarle che attenta cura dovrà essere rivolta alle armi e specialmente alle munizioni che per la umidità atmosferica potrebbero col tempo e col deterioramento dei pacchi rendersi inavvertitamente inservibili.
ALLEGATO
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17.
COPIA DEL TELEGRAMMA SPEDITO DA MONKULLO IL 19 MARZO I 88S Al Sig. Colonnello Saletta La compagnia bascibuzuk disertata da Sennahit viene qui stasera. Disertò, credo, perché non pagata dal governo, domani verrà a Massaua per intendersi col governo. Pregherei di non far conoscere autorità egiziane che io l'ho informato di questo fatto perché ciò potrebbe rendere più chiuso chi mi da qualche notizia. F.to PuTTI
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N.
18.
COPIA DEL TELEGRAMMA IN DATA 15 MARZO DA ROMA ORE 18,40 ANTIMERIDIANE AL COMANDANTE « BARBARIGO » - ADEN Comunichi Colonnello Saletta ·secondo informazioni avute governo guarnigione egiziana di _ Massaua dovrà sgombrare gradatamente faciliti in ogni modo partenza evitando attrito e qualsiasi atto di apparente coercizione da parte nostra. Ella ha facoltà di sostituire distaccamenti egiziani purché non situati in territorio abissino o compreso ultimo trattato comunicatole può pure accordare protezione e procedere occupazione. Sempre che non si tratti di tribù e località dipendenti dal sovrano abissino mantenga relazioni cordiali coi capi abissini si concerti sempre col Maissa. F .to R1coTTI - BR1N
ALLEGhTO
N.
19.
MINISTERO DELLA GUERRA SEGJI.EThRIATO GENERALE N . 498 Div. STATO MAGGIORE - SEz.
2•
Roma, 21 marzo 1885 OGGETTO: Comunicazione d'istruzioni. Annessi: n. 3. Al Sig. Comandante Superiore delle truppe italiane - Massaua Già con telegramma del 14 marzo questo Ministero impartiva alla S.V. talune istruzioni circa la sostituzione dei distaccamenti egiziani, circa le relazioni da tenersi con i capi delle tribù limitrofe e circa la partenza da Massaua delle truppe egiziane. Ora, a maggiore schiarimento del telegramma stesso, lo scrivenre stima opportuno unirle copia di una nota del Ministero degli Affari Esteri del 12 corrente n. 254, nella quale le accennate istruzioni ~ono più diffusamente espresse; ed anzi affinché Ella possa ben rendersi conto della linea di condotta che le è tracciata dalle istruzioni in parola, si unisce pure copia del dispaccio di questo Ministero che si rivolgeva per tale proposito a quello degli Affari Esteri. Questo dispaccio giova affermarlo a scanso di qualsiasi equivoco, servirà alla S.V. per l'esatta interpretazione di quanto è detto nell'annessa · nota del prefato Ministero degli Esteri, alla quale soltanto Ella dovrà attenersi. Per quanto poi specialm ente ha tratto alla evacuazione di Massaua da parte degli egiziani, lo scrivente stima opportuno annettere al presente copia di un'altra nota del Ministero degli Affari Esteri, in data 12 corrente n. 255 riservato. F.to Ministro R1coTTI
173 MINISTERO DELLA GUERRA SECRETAlUATO GENERALE Div. STATO MAGGIORE • SEz. 2• N. 436 • Riservato Roma,
10
marzo 1885
OcCETTO: Istruzioni da darsi al Comandante delle truppe m Massaua. Annessi: n. 3.
A S.E. il Ministro degli Affari Esteri • Roma La E.V. comprenderà certamente quanto sia necessario ed anche urgente che al Comando Superiore delle nostre truppe in Massaua vengano date istruzioni esplicite e conferite facoltà circa l'indi rizzo politico· amministrati vo, cd in particolar modo circa la condotta da seguire nelle trattative e negli accordi coi capi delle tribù. limitrofe, che chiedono o desiderano la nostra protezione. Si ritiene tanto più necessario che venga al Colonnello Sàletta determ inata u na linea di condotta, in quanto che l'arrivo delle nostre truppe in Massaua, m enomando, se non distruggendo affatto, il prestigio che ancora rimaneva al Governo egiziano, non ha potuto a meno di produrre uno spostamento d 'interessi. Bisogna poi por mente alla più che probabile eventualità di dovere stabilire nostri q uartieri d'estate ad ovest di Massaua sulle alture; ma per poter ciò fare è necessario che ogni trattativa sia ben definita, ogni protezione bene assicurata. Con ciò non voglio affatto alludere alle relazioni di reciproca amicizia da stabilire coll'Abissinia, le quali costituisono una condizione essenziale per la nostra sicurezza negli accennati quartieri di estate. Per queste relazioni, le quali non vanno considerate alla stregua di quelle semplici e facili da stabilirsi fra il Comandante Super iore delle truppe in Massaua ed i Capi delle tribù limitrofe, ma assumono quasi l'aspetto di vere trattative diplomatiche, lo scrivente non dubita che )'E.V. ha già iniziato le pratiche opportune e quindi non crede il caso di doversene maggiormente occupare. E' inoltre da notare che allo stato attuale delle cose non sar ebbe più certamente consigliabile una condotta temporeggiante, la q uale poteva soltanto essere eseguita allorché in Massaua si disponeva di forze relativamente poche; e che una pronta decisione, cui debba succedere un'azione non meno sollecita da parte delle nostre truppe, è pure consigliata dalla speciale costituzione di quelle tribù, imperocché trattasi generalmente di reprimere angherie e soprusi, e trattasi pure di popolazioni che se non possono essere certamente classificate come civili, acquistarono però dall'esperienza la facoltà di valutare la forza e quindi l'influenza di quei governi ai quali possono affidare la protezione dei propri interessi. A quanto precede aggiungasi pure che l'esistenza in Massaua dipende in massima parte dalla non interrotta periodicità delle carovane provenienti dall'interno e l'arrivo di queste non può essere assicurato se non seguendo una condotta conciliante bensì, ma nello stesso tempo pronta ed energica. In relazione ai concetti sopraccennati, già con dispaccio del 23 febbraio u.s. n. 352 bis, lo scrivente comunicava all'E.V. un telegramma del Colonnello Saletta il quale accennava alla sua condotta temporeggiante, e si comunicava inoltre alla E .V. il telegramma inviato in risposta da questo Ministero. Ora il p rcfato Colonnello con suo rapporto giunto a Roma 1'8 corrente che qui si unisce in copia, non solo espone più chiaramente la questione, ma viene altrcsì a conclusioni, le quali, a mio avviso, sono pratiche ed efficaci.
174
In modo consimile si è pure espresso l'Ammiraglio Caimi nei suoi rapporti diretti al Ministero della Marina cd anzi egli ha soggiunto che sulle lince principali di comunicazione coll' interno esistono parecchi posti avanzati occupati da egiziani, allo scopo di proteggere la marcia delle carovane ed il loro arrivo a Màssaua. Ciò sembra dover éacilitarc la soluzione della questione, inquantoché mediante i rinforzi inviati in Massaua cd altro rinforzo che non si mancherebbe di spedire, se fosse reputato necessario dal Comandante Superiore di Massaua, questi sarebbe posto in grado di sostituire le truppe egiziane, ovunque esse siano stabilite nei dintorni di quel presidio, od almeno procedere ad occupazioni miste dei posti suaccennati, il che a mc parrebbe meno conveniente a cagione delle difficoltà che sogliono sorgere ove esistono truppe di stati diversi. Riepilogando, sembrami necessario ed urgente che venga indicato al prcéato Comandante Superiore la soluzione dei seguenti quesiti, lasciando naturalmente al suo criterio cd alla sua provata capacità di regolarsi secondo le circostanze che non possono essere esattamente prevedute dal Governo: 1) il Comandante Superiore delle nostre truppe possa, in tesi generale, dare risposta affermativa ai capi tri~ù che chiedano o desiderino protezione, sia nel caso che analoga protezione venga ora accordata dal Governo egiziano, sia che trattisi di cribù non soggette in certo qual modo all'ora detto Governo, ma che non éacciano parte dcll' Abissinia; 2) se per effetto dell'accordata protezione possa il Comandante Superiore procedere ad occupazione d i qualche località fra le quali principalmente Arkiko, che rientra in qualche modo nella posizione militare di Massaua; 3) se esauriti tutti i mezzi conciliativi, possa farsi uso della forza, non dico per far rispettare l'occupazione di Massaua, il che è indiscutibile, ma per affermare la protezione che venisse accordata .a tribù limitrofe, evitando però contestazioni coll'Abissinia, salvo che non accadano fatti di brigantaggio che impongano in modo assoluto una repressione locale; 4) se e fino a quali punti approssimativamente verso il confine abissino possa spingersi l'invio di posti avanzati; 5) se convenga, come sembra necessario ed inevitabile, sostituire il Governo egiziano anche negli oneri inerenti alla protezione accordata; 6) se possa accordarsi al ripetuto Comandante Superiore la facoltà di far ritirare in Massaua i drappelli egiziani, la cui presenza in talune località potesse tornare dannosa al prestigio del nostro Governo ed alla sicurezza delle nostre truppe; 7) quale debba essere il contegno del Comandante Superiore nel ca.so che la presenza in Massaua delle truppe egiziane potesse cagionare pericoli od esser fonte di disordini, indicando con precisione il limite fino al quale possono estendersi le sue facoltà, se cioè fino alla determinazione d i farne eseguire l'imbarco, inviandole al Cairo od altra località; 8) quale infine debba essere il suo contegno, nel caso che riceva direttamente dai capi abissini offerte di amicizia o di protezione, e per contro quale la sua condotta se da qualcuno degli ora detti capi la sua azione fosse disturbata od osteggiata con le armi. Lo scrivente non dubita che l'E.V. vorrà indicare la soluzione degli anzidetti quesiti, aggiungendovi tutte quelle altre istruzioni che reputerà necessarie, che saranno senza ritardo comunicate al Colonnello Saletta, affinché possa ad esse informare la sua condotta nelle regioni occupate dalle nostre truppe. F .to Il Ministro Ricorri
175 MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI D1v1s10NE PouTICA Roma, 12 marzo 1885 N. 254 ns. del registro Assab - Mar Rosso.
A S.E. il Ministro della Guerra • Roma (N.B. • Giunto a Massaua al fine di marzo, quando l'occupazione durava già da due mesi, cioè prima che si fossero ricevute istruzioni di sorta). Ho attentamente considerato quanto V.E. mi ha esposto colla nota del 10 di questo mese n. 436 Stato Maggiore, soffermandomi anche ad esaminare l'interessante relazione del Colonnello Saletta (acclusa alla nota stessa) che fornì occasione alle avvertenze ed ai quesiti della E.V.. Certo questo è tale tema che deve da parte del R. Governo essere oggetto di particolare sollecitudine. Assecondando il desiderio da V.E. espressomi, mi faccio ora a porgere rispost.a alle singole domande, di guisa che, quando Ella pure consenta nei miei concetti, e siano questi fatti conoscere al Colonnello Saletta, questi abbia sicura e precisa direzione, non solo per i casi speciali da lui additati nella sua relazione od in altri consimili, ma altresì per tutte quelle contingenze, che, stando alle piò ragionevoli e verosimili previsioni, gli si potrebbero presentare. 1. - La nostra occupazione a Massaua ha, come dichiarammo, la sua ragione nell'avere noi creduto debito nostro, essendo oramai per venir meno l'azione efficace del Governo egiziano, di provvedere noi stessi alla incolumità e sicurezza della piazza non solo, ma altresì della circostante regione che gli egiziani presidiavano. Non è quindi dubbio che, qualora i capi tribù di quella regione si rivolgessero al comandante italiano per averne protezione, questa dovrebbe, in massima, essere accordata sia che si tratti di capi i quali già finora effettivamente già godessero della protezione egiziana, sia che si tratti di altri capi. Due restrizioni, o meglio avvertenze, dovrebbero però aversi presenti dal Comando italiano: la prima è che si tratti di• tali capi che, non avendo rapporti di dipendenza dal Sovrano di Abissinia, non ci abbiano ad esporre, colla protezione ad essi accordata, a conflitti e complicazioni con Re Giovanni, che vogliamo e dobbiamo assolutamente evitare; la seconda è che la protezione da accordarsi non implichi, dal punto di vista militare, oneri superiori ai mezzi di cui il Comando dispone. 2. - Sia per effetto di protezione eventualmente accordata a capi indigeni, e sia soprattutto per l'andamento del compito di protezione che abbiamo assunto a Massaua e nella circostante regione, il Comandante italiano può perfettamente procedere alla occupazione, in codesta regione, di quei punti che gli sembrino doversi presidiare. Ciò sempre sotto la riserva che si tratti di punti non compresi nei domini dell'Abissinia e neppure ~ella zona che deve passare all'Abissinia in virtù del trattato anglo - abissino - egiziano del 3 giugno 1884. 3. · Contro atti di brigantaggio la repressione deve sempre essere immediata ed inflessibile. Se si tratti invece della contingenza di conflitti con tribò limitrofe non facenti parte, il Comandante, dopo aver fatto quanto da lui possa dipendere per evitarli, potrà usare la forza, ma con questa restrizione che non si tratti di tribù facenti parte dell'Abissinia in tali rapporti da esporsi ad un conflitto coll'Abissinia .~tessa.
176 In generale, poi, il çomandante deve condursi scrupolosamente in modo da scongiurare ogni pericolo di controversia col Sovrano di Abissinia, e da confermare quest'ultimo nel convincimento che noi siamo assolutamente alieni da ogni atto o progetto che possa menomamente essere contrario ai suoi interessi o ledere le sue suscettibilità. 4. - Sempre sulla base del criterio qui già più volte accennato, converrà che il Comandante italiano si astenga, nelle occupazioni eventuali in terraferma, dall'entrare nd raggio dei domini abissini e del territorio ceduto all'Abissinia col precitato trattato del 3 giugno 1884. Ciò non toglie che possano più tardi avviarsi col Re di Abissinia negoziati intesi a fornire, se possibile, nella regione dei Bogos migliori accantonamenti alle nostre truppe; ma per il momento e fino alla riuscita di quei negoziati è indispensabile l'assoluto rispetto alla frontiera abissina. 5. - Il Governo italiano è evidentemente impegnato a subentrare al Governo egiziano in tutti gli oneri inerenti alla protezione sopra Massaua e la circostante regione. 6. e 7. - La soluzione di questi due quesiti è ormai semplificata in seguito alle entrature cui si riferisce l'altra mia nota in data d'oggi. In ogni modo però in fino a che siano presenti drappelli egiziani in alcuni punti di terraferma, o duri la peananenza di una guarnigione a Massaua, il Comandante italiano deve astenersi scrupolosamente da ogni atto o provvedimento ch e possa suscitare attriti o proteste, ed apparire in contraddizione colla dichiarazione che noi facemmo di essere disposti a non escludere per alcun tempo la coesistenza del presidio egiziano accanto al nostro. 8. - I rapporti coi capi abissini debbono avere per norma il concetto ripetutamente espresso, del nostro proposito cioè· di voler mantenere con Re G iovanni amichevoli e cordiali rapporti. Le entrature benevoli dei capi abissini debbono quindi essere accolte dal Comandante italiano con particolare deferenza, con compiacimento e con dichiarazione di perfetta reciprocità. Nel caso poi, per verità improbabile, di atti ostili da parte di alcuno di quei capi, il Comandante italiano dovrà farne oggetto di ferma rimostranza manifestando altrcsì il proposito di fare appello alla giustizia ed alla autorità del Negus. Queste sono le istruzioni che si potrebbero per ora impartire al Colonnello Saletta, salvo a renderle più complete secondo che ne apparirà il bisogno. Intanto il Comandante potrà avere utili consigli e suggerimenti dal Cav. Maissa che gli fu posto a lato come collaboratore appunto perché perfetto conoscitore delle questioni che si connettono coi nostri rapporti non solo coll'Inghilterra e con l'Egitto, ma anche coll'Abissinia. F.to Il Ministro
MANCINI
177 ALLEGATO
N.
20.
TELEGRAMMI
Da Roma, data 26 marzo ore 3,30 pom. Comandante Esplorai-ore - Adcn
Colla prima occasione comunichi Ammiraglio da mili parte e Colonnello Saletta Leitnitz da parte Ministro Guerra seguente telegramma: (( Senato Camera deputati in pubblica seduta hanno deliberato mandare . saluto simpatia affetto militari Esercito Marina spediti Africa avverta Leitnitz da parte Ministero Guerra che, aprile partiranno sacchi terra sigari muraloni richiesti ». F.to Il Ministro
BR1~;
Da Roma, data 26 marzo ore 6 pom. Comandante Esploratore - Aden
Colla prima occasione spedisca Colonnello Saletta seguente telegramma Ministero Guerra se capitano Mancini non è già partito per Italia sospenda partenza indicando Ministero motivi questo ritorno salvo che sue condizioni salute consiglino non ammettere questa sospensiva. F.to Il Ministro
BR1N
Da Roma, data 29 marzo ore 1,45 pom. Comandante Esploratore - Aden
Prima occasione comunichi Ammiraglio C,aimi Ministro Guerra desidera sollecito ritorno Napoli del W ashingtQTI ai colonnelli ogni volta spediranno telegrammi Ministero Guerra indichino numero malati distinguendo quelli in cura da esenti servizio accennando malattie predominanti. F.to Il Ministro
B1t1N
180 ALLEGATO
N.
25.
6 aprile 1885 Al Ministero della Guerra - Roma N. 73 - Telegrafo bisogni principali esposti relazione 72. Aumentare personale genio un ufficiale cinquanta truppa composta falegnami, fabbri, minatari; inviare 3000 tavole, 2000 muraloni, 600 travi, 600 kg chiodi vari. Artiglieria aumento materiale 6 pezzi preferibilmente da 9 e 2 da 7 ed alcune mitragliatrici con relative munizioni; personale I ufficiale e 50 uomini. Situazione generale e condizioni speciali Arkiko richiedono dovendosi occupare con altri punti avanzati aumento un battaglione fanteria e squadrone cavalleria lasciandomi esperienza muli presumere cavalli specie sardi siciliani resistono clima. F.to SALETTA
ALLEGATO N.
26.
Roma, 26 marzo ore 5 Comandante Esplaratore - Aden Colla prima occasione faccia pervenire Ammiraglio Caimi seguente telegramma: Comunico aver nostro Console Cairo notificato che truppe nostre convenga occupare località Arafali a condizione siavi lasciata bandiera con pochissimi soldati egiziani per dare occupazione identico carattere di quello Massaua. Governo ritiene conveniente occupare forte anche perché alta vallata Arafali pare offra accampamento sano contro forti calori in conseguenza pongasi tosto accordo con Console Maissa per fare riconoscere posizione Arafali adoperarsi per sua occupazione come fece per Massaua e poi disponga subito sia sbarcato Arafali piccolo distaccamento truppa. Saletta telegraferà appena eseguita occupazione. F.to Ministri
BR1N •
R1corr1
181 ALLEGATO
N.
27.
Roma, 21 aprile 1885
Comandante Esploratore - Suakin Comunichi Colonnello Saletta seguente teleg ramn:ia M inistero G uerra: 544 - Facendo seguito telegramma odierno 543 avverto che arruolamento di irregolari deve essere limitato. F.to
BR1N
Al Ministero della Guerra - Roma
N. 77 · Ieri 10, ore 2, con mezza compagnia feci occupare forte Arafali munito cannoni e munizioni. Bandiera issata ore 4. Indigeni tranquilli. Rimase distaccamento 10 egiziani guardia loro bandiera. Resto trasportato Massaua.
2
F.to SALETTA
ALLEGATO
N.
28.
Massaua, 16 aprile 1885
Al Colonnello Saletta - Monku llo Cheren è stata sgomberata dagli egiziani ed occupata dagli abissini. La guarnigione egiziana è giu nta già in Ain e sarà qui domenica. F.to MA1SSA
182 ALLEGATO
N.
29.
Massaua, 15 aprile 1885
Signor Cofonnello Ebbi ieri un colloquio con Marcopoli Bey per stabilire i particolari dell'occupazione di Arkiko. Egli mi disse che il Comandante del forte era già da molto tempo munito delle opportune istruzioni, le quali tuttavia gli sarebbero state rinnovate, e che l'occupazione sarebbe avvenuta nelle stesse circostanze che ad Arafali. Eccole, tuttavia, alcune informazioni che converrà di avere presenti. Vi sono attualmente in Arkiko da 400 a 450 baschibuzuk appartenenti alle guarnigioni che si sono ritirate dall'interno; questa gente non è nel forte, ma sparsa per il villaggio e tuttora armata. La gente di Arkiko ha fama di essere turbolenta, dedita alle armi, e non sempre facile a contenere. Quindi, sebbene Marcopoli Bey creda di poter rispondere dell'attuale Mulahez o Capo di Arkiko, cioè il Naib Abd Kerim, e sia sicuro che non accadrà alcun inconveniente, egli suggerisce tuttavia che l'occupazione abbia luogo con un certo apparato di forza, e che inoltre vi si lasci a presidio una intera compagnia. Parmi che le due cose entrino appunto nelle sue intenzioni. Inoltre, siccome appunto per il deposito d 'irregolari che s'è formato ad Arkiko, la guarnigione del forte si trova essa pure d'alquanto aumentata, Marcopoli desidera essere avvertito 48 ore prima del giorno e dell'ora precisa in cui seguirà l'occupazione (egli consiglia la mattina per tempo) per aver tempo di ritirare l'eccedente della guarnigione prima del nostro arrivo. Gli ho detto che non avremmo lasciato nel forte che una decina d'uomini a guardia della bandiera, ed egli non ha fatto alcuna diffi. coltà. Gli altri uomini si riuniranno ai compagni che già stanno sparsi per il villaggio; Marcopoli però mi assicurò che anche: la questione dei baschibuzuk sarebbe senz'altro risolta in questi giorni, aspettando egli istruzioni precise da Suakin. Anche il Comandante Corsi, che vidi ieri sera, desidera essere avvertito 48 ore prima per disporre, egli pure, ciò che riguarda la parte dell 'operazione dal mare. Epperò quando Ella abbia stabilito il giorno, voglia semplicemente telegrafarmi le seguenti parole: « lunedl mattina alle 8 » o quell'altro giorno ed ora che saranno da Lei stabiliti. Capirò di che si tratta, e prenderò tosto gli opportuni accordi col Comandante Corsi e con Marcopoli Bey. Inoltre, se qon le dispiace, la sera precedente all'occupazione verrò dormire io pure a Monkullo per assicurarla che tutto è in ordine, ed all'indomani mattina le farò compagnia. Prenderò con me Maurino acciò vi sia qualcuno che possa tradurci la protesta, sebbene ormai se ne sappia anche prima il contenuto. Marcopoli no'n crede che l'opera del Naib di Arafali possa esserci utile per Arkiko; lo lascio quindi dove si trova. Ci consiglia invece di metterci bene col fratello del Mulahez attuale, il Naib Mohamed Bey, che è la persona più influente del paes!!. Sarà cosa da farsi dopo l'occupazione; oramai non v'ha più tempo. Oggi partono sul Monsura 8oo persone fra uomini, donne e bambini. Se ne imbarcherà inoltre il maggior numero possibile nell'ordinario Kediviale che s'aspetta d 'ora in ora da Aden. La Città di Napoli ha portato un battello, ma è diretto alla « Capitaneria di Porto · Massaua ,,. Sarebbe bella che non lo potessi avere. Mille saluti affettuosi. Mi creda Dcv .mo Suo MA ISSA
183 ALLEGATO
N.
30.
Roma, 7 aprile 1885
Comandante Piroscafo Italiano Amedeo - Perim N. 454 - Comunichi ColonnclJi Saletta e Lcitenitz seguente. Occorrendo può sospendere sottufficiali fissando durata. Richieda per lettera quanto occorre sussistenza arredamento sanità per assicurare servizio a tutto luglio regolandosi sul disponibile epoca della richiesta. Ministro RrcoTT1
Al Ministro della Guerra - Roma N. 88 - 21 corrente occupato Arkiko con compagnia sbarco Ancona. 22 distaccatovi compagnia fanteria . Nessun incidente deplorevole [ .... . ] filtro tascabile. SALETTA
ALLEGATO N.
Roma,
20
31.
aprile ore 7,45 pom.
Comandante Esploratore - Suakin Comunichi Colonnello Saletta seguente telegramma Ministero Guerra. Ministero determina che in caso di scrio minaccioso attacco occupazione Massaua rivesta carattere strettamente difensivo disponga perché fortificazioni assicurino difesa penisola Taulud, Gherar anche con un solo battaglione, una compagnia artiglieria, una genio e concorso qualche nave. Ministero inviato otto mitragliere, telegrafi quanti cannoni potranno ancora occorrere ad assicurare difesa nel modo accennato; queste istruzioni non si riferiscono dislocazione ordinaria truppe anche di fronte scorreria predoni, veda però di stabilirla in modo da potere alla circostanza concentrare subito forza. Segue lettera. Telegrafi operato. BlllN
Al Ministro della Guerra - Roma D islocazione ordinaria truppe comprende g1a attualmente H otumlo, MonkuUo, Arkiko, Arafali comprenderà fra breve ancora Sahati. Amba. Contro attacco forze molto superiori truppe conccntrerannosi penisole dove fortificazioni bene avviate stimo renderanno imprendibile ·Massaua. Occorrono ancora ollre 8 mitragliatrici annunziate 6 cannoni di cui 4 preferibilmente da cm. 9. Sgombro guarnigione egiziana procede abbastanza celere ordinato. Tribù ribelli limitrofe tranquille per ora ma Ras Alula fece avanzare Scialak Area fin presso Arkiko come da mia relazione ed ora si ritirò. Ammalati ospedale 63. Esenti servizio 44. Malattie predominanti febbre, gastro, reumatiche, diarrea. (Spedito il 24 col Kediviale per Suakin).
SALETTA
184 ALLEGATO
N.
32.
Roma, 20 aprile 1885 ore 7,25 pom. Comandante Esploratore - Suakin
Comunichi Colonnello Saletta seguente telegramma Ministero Guerra. Onde accrescere autorità Governo importa sostituirsi gradatamente autorità locali. Approfitti destramente ogni occasione per concentrare propria mano ogni autorità superiore. Se vero che autorità egiziane commettono soprusi nella esazione dazio intervenga di autorità. Faccia controllare questo servizio ed impedisca abuso di accordo con Console Maissa. Procuri sollecitare partenza dei regolari egiziani qualora truppe egiziane provenienti dalle guarnigioni dell 'interno giungessero a Massaua esiga che proseguano per Suez procurando loro se occorre mezzo imbarco ed informi De Martino per mezzo Maissa. BRI N
Roma, 20 aprile 1885 Comandante Esploratore - Suakin
Comunichi Colonnello Saletta seguente telegramma Ministero Guerra 543. - Autorizzo arruolamento degli irregolari fissandone trattamento anche m igliorato. Può distribuire medicinali indigeni e provvedere cure mediche evitando abuso. Autorizzo costruzione cinta cimitero 4000 lire. Richieda occorrente per assicurare sbarco materiale e servizio ordinario porto: Disposto per differente organizzazione presidi Africa restando soppresso Comando Superiore Assab. Istruzioni già partite. Intan to telegrafo Leitenitz ritornare Italia cedendo comando Maggiore Ravera che passa sotto dipendenza Vossignoria. R1coTT1 - BR11'
R. CORAZZATA ANCONA N . 412 OGGETTO: Comunicazione di un telegramma. Al Comando Superiore delle Truppe Italiane - Ma.<.<aua
Mi pregio trascrivere alla S.V. il seguente telegramma giuntomi ieri sera. Avverta Colonnello Saletta per Ministero Guerra 482, telegrafi quante baracche più di quelle giunte col Giava occorrono ancora avvertendo presidio sarà aumentato 150 uomini artiglieria, genio, cavalleria con 25 cavalli. Indichi se occorre inoltre altri materiali genio richiesto telegramma 73 precisando dimensioni travi. F.to 11 Comandante CoRs1
185 Al Ministero della Guerra - Roma N. 78. - Baracche oltre quelle giunte col Giava non occorrono perché troppo calde. Oltre materiale richiesto telegramma 73 occorrono: travicelli di 5 m. sezione 0,14 per 0,16 n. 250. Travi n. 100 lunghezza 5 o 6 m. diametro 0,30. Murali n. 500. Chiodi kg. 100. Punte Parigi kg. 150. Ferro piatto o tondo kg. 500. Cemento .tonn. 10. Materiale telegrafo pesante kg. 35 stendimento tutto con pali. Cassette telegrafiche con relative pile 8. Stampati telegrafici Mod. A e B n. 3000. Urge spedire medicinali richiesti. SALETTA
ALLEGATO
Massaua,
2
N.
33·
maggio 1885
Sig. Colonnello Tancredi Saletta Comandante il Presidio di Massaua lii.mo Signore Secondo il desiderio espressomi dalla S.V. Ill.ma, ho l'onore di trasmetterle copia della lettera n. 2652 in data 19 febbraio 1885 del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, colla quale codesto Dicastero mi affida l'incarico di trasmettergli i risultati delle ricerche e delle osservazioni che sto compiendo in queste regioni intorno ai traffici che si possono iniziare col nostro paese. In questi momenti il campo sul quale io posso . rivolgere il mio studio riesce alquanto limitato a cagione delle condizioni anormali in cui trovasi buona parte delle coste occidentali del Mar Rosso e le contrade a queste limitrofe; poiché affine di poter compiere le ricerche opportune, conviene non solo osservare gli sbocchi sul mare, ma eziandio le vie ed i paesi che forniscono i traffici ai porti. Desideroso io di compiere nel miglior modo possibile l'incarico affidatomi, mi permetto di rivolgere alla S.V. Ili.ma la preghiera di autorizzarmi, all'evenienza di qualsiasi spedizione all'interno, di unirmi alle truppe per raccogliere sul posto quelle informazioni e fare quelle osservazioni, che difficilmente mi è dato completare in Massaua. In pari tempo credo adempiere al dovere di buon cittadino offrendo alla S.V. Ill.ma i miei servizi in tutto quanto potessi riuscire utile anche all'infuori dell'incarico datomi dal Ministero di Agricoltura, potendo forse la S.V. li.ma trovare opportunità di utilizzare in queste lontane regioni un italiano che volenceroso offre la sua opera. Pregandola di accogliere questa mia lettera colla benevolenza, che tanto in lei apprezzo, ho l'onore di protestarmi della S.V. li.ma devotissimo E. CAGNASSI
/
186 MINISTERO DI AGRICOLTURA INDUSTRIA E COMME'RCIO SEGRETARIATO GENERALE - D1v. II N. 2652
Roma, 19 febbraio 1885 Al Sig. Avv. Cagnassi Eteocle Corso Vittorio Emanuele, 92 - Torino
Ho appreso con piacere che la S.V. intende recarsi nel Mar Rosso onde studiare traffici che si possono iniziare fra quelle regioni ed il nostro paese. Pregandola di comunicare a questo Ministero i risultati delle ricerche e delle osservazioni che eseguirà, le significo che ho stabilito perciò di assegnarle lire 1000. Il relativo mandato sarà esigibile fra pochi giorni presso codesta Tesoreria con quietanza della S.V. p. Il Ministro F .to Gu1cC1ARD1ts1 1
ALLEGATO
N.
34·
Al Ministero della Guerra - Roma Oggi 30 (aprile) vi fu minaccia altro attacco orde abissinesi contro Arkiko sul cui forte sventola nostra bandiera con quella egiziana. Rinforzata compagnia e· 10 baschibuzuk guarnigione con altra compagnia e avuto concorso Cavour. Attacco non ebbe luogo. Nessuna novità tribù ribelli. Ho assoldati 100 baschibuzuk. Per mia norma bramerei conoscere se verrà rinforzo fanteria richiesto con telegramma n. 73 per poter continuare attivamente lavori contemporaneamente occupazione punti avanzati. Telegramma 73 venne emessa richiesta 400 kg. filo ferro indispensabile. Ammalati ospedale n. 62. Esenti servizio n. 32. Predomina febbre gastrica e diarrea. Giorno 28 morì soldato Alessandri 7'' fanteria per tifo. SALETTA
ALLEGATO
N.
35·
Roma, 5 maggio 1885 Comandante Piroscafo Letimbro - Suakin Comunichi Colonnello Saletta seguente dispaccio Ministero Guerra - N. 573 - Con telegramma 543 preannunciai differente organizzazione presidi Africa relative disposizioni contenute dispaccio 678 sono in viaggio. Avverto però che circa sue relazioni con autorità marittima nulla deve essere mutato sino arrivo costà Ammiraglio Noce che pure ricevette nuove istruzioni. Spedisca ordinario rendiconto cassa n. 578. Battaglione fanteria richiesto non viene spedito per ora, qualora credasi necessario o conveniente Ella ha facoltà far venire due compagnie da Assab. Invio distaccamento cavalleria rimandato altra partenza. Spedisconsi col Palestrina cinque corrente 400 kg. fili ferro. RICOTTI -
BRIN
187 A LLEGATO N.
36.
MINISTERO DELLA MARINA SEGRETAIUATO GENERALE
Div. I - Stz.
2
N. 5139 Roma, maggio 1885 OccErro: Istruzioni.
Al Comm . Raffaele Noce Contrammiraglio Comandante Superiore la /orza navale nel Mar Rosso La S.V. quale Comandante Superiore la forza navale nel Mar Rosso, avrà per adesso sotto i suoi ordini, oltre la corazzata Varese portante la usa bandiera di comando, le seguenti R. navi che già trovansi in quel mare: R. Corazzata Ancona; R. Corvetta Garibaldi, nave ospedale e guarda porto; R. Trasporto Città di N apoli, nave appoggio 1a e 2" squadriglia torpediniere; R. Trasporto Conte Cavour; R. Avviso Esploratore; R. Avviso Messaggero; R. A vviso A . Barbarigo; 1• squadriglia torpediniere Canopo, Centauro, Pegaso; 2• squadriglia torpediniere Perseo, Sagittario, Sirio.
Il R. Avviso A. Barbarigo trovasi temporaneamente distaccato a Zanzibar avente a bordo il viaggiatore sig. Cccchi ed aJcuni individui che facevano già parte dell'equipaggio della R. Corvetta Garibaldi, che spontaneamente si offrirono di seguirlo nel viaggio di esplorazione del fiume Giuba e territorio circostante.
LocALITÀ SUL LITORALE ABISSI NO OCCUPATE I)ALLE
R.
TRUPPE.
Come sarà noto alla S.V. due sono i punti principali occupati dalle regie truppe sulla costa abissina, cioè Massaua ed Assab; gli altri punti di minor importanza pure presidiati dalle nostre truppe sono, per adesso, Beilul, Arafali ed Arkiko. Dal Colonnello Saletta, Comandante Superiore le R. truppe in Africa, Ella riceverà dettagliate indicazioni sulla composizione e forza dei vari distaccamenti delle R. truppe, come dei provvedimenti stati presi dal Ministero ddla Guerra per il loro acquartieramento, vettovagliamento e sicurezza.
Am1a u z10N1 DEL CoMANDANTE S uPEJUOJU: DELLE
R.
T RUPPE I N AFlllCA.
Una recente disposizione del prefato Dicastero diede una organizzazione stabile a taJi distaccamenti di R. truppe di cui il Colonnello Cav. Saletta assunse il Comando Superiore, spettandogli da ora innanzi l'assoluta responsabilità dei medesimi, subordinatamente però a quelle disposizioni che la S.V. credesse dare in seguito a speciali istruzioni che le pervenissero dal R. Governo od anche di sua iniziativa, trattandosi
188 di fatti importanti che potessero impegnare la sicurezza o l'indirizzo politico· militare della nostra azione nel Mar Rosso e per i quali si richiedessero immediati provvedimenti. Nel qual caso è inteso che la S.V. assumerebbe tutta la responsabilità delle disposizioni date, le quali per quanto riguarda le R. truppe dovrebbero sempre comunicarsi · al Comandante Superiore per iscritto. Al prefato Colonnello Comandante Superiore delle R. truppe, oltre essere affidata, nella misura testé indicata, la responsabilità della sicurezza e difesa dei punti da noi occupati contro ogni eventuale attacco dal lato di terra, è pure ingiunto di procurare e di gradatamente sostituire la sua autorità nell'andamento della cosa pubblica, ossia nelle questioni amministrative locali e nelle altre di polizia e di igiene, a quella delle autorità egiziane, e gli è altresì concessa la facoltà di accordare protezione nei limiti del conveniente alle tribù che la richiedessero; per cui al Comandante Superiore militare suddetto è devoluta la facoltà di prendere le disposizioni occorrenti per la conveniente dislocazione dei nostri presidi, sia per raggiungere L'intento sopraccennato, sia per garantire la sicurezza dal lato di terra dei punti del litorale da noi occupato. In ogni caso però, il comandante superiore militare dovrà informarla dei provvedimenti che Egli avrà stimato opportuno di prendere nel senso sopraccennato e ottenere la sua preventiva approvazione ogni qualvolta si tratti di occupare nuovi punti del litorale. Qualora si richiedesse perciò il. concorso della R. Marina, la S.V. come superiore in grado deciderà sulla convenienza di adottare le proposte misure, nonché circa il modo ed i mezzi di darvi esecuzione. Naturalmente, qualora per diversità di apprezzamenti il provvedimento richiesto dal Comandante Superiore militare non venisse tradotto in atto, tutta la responsabilità sarebbe assunta dalla S.V.. E' superfluo l'accennare che il Colonnello Comandante Superiore le R. truppe dovrà tenere la S.V. al corrente di tutti i fatti di qualche importanza, tanto relativi al servizio militare, quanto di quelli aventi attinenza alla parte politica e di polizia a lui affidati e tendenti, come fu sopra indicato, a gradatamente sostituire l'autorità nostra a quella egiziana in tutti i punti occupati dalle R. truppe. Per conseguenza, è in facoltà della S.V. di fare richiesta al Comandante Supe· riore militare di tutte quelle informazioni che Ella stimerà conveniente conoscere aventi attinenza ai servizi specialmente affidati all'anzidetta autorità militare.
ATTRIBUZIONI E DOVERI DEL CoMANDANTE LA FORZA NAVALE.
D opo quanto ho premesso, è facile dedurre quale sia il compito devoluto al Comandante della nostra forza navale in Mar Rosso, cioè: 1° - garantire nel modo più efficace la sicurezza e difesa, dal lato d i mare, di tutti i punti del litorale abissino occupati dalle regie truppe; 2° • adottare provvedimenti tali da ~endere quanto più possibile pronte e frequenti le comunicazioni per mare fra tutti i punti occupati dalle R. truppe. specialmente con le località del Mar Rosso in comunicazione telegrafica diretta con l"Italia, vale a dire con Suakin, Perim e Aden;
3° · cooperare con tutti i mezzi di cui può disporre la forza navale per assicurare alle R. truppe l'acqua potabile loro necessaria e all'occorrenza anche viveri e quant'altro può contribuire al loro conforto e benessere; 4° - per tutte quelle operazioni di ordine puramente militare terrestre e che riguardano la difesa dal lato di terra delle località occupate dalle R. truppe, il Comandante di queste è il solo responsabile delle disposizioni da darsi a tale scopo;
189 5° - per tutte le operazioni intese a garantire la difesa e sicurezza dal lato di mare delle posizioni occupate dalle R. truppe, per il che si rende necessario il concorso delle forze di terra e di mare, ne spetta all'Ammiraglio Comandante la forza navale la suprema ed assoluta direzione. Con questo sembra al sottoscritto di aver dato alla S.V. sufficienti indicazioni circa il mandato affidatole dal nostro Governo nel destinarla al comando della nostra forza navale in Mar Rosso. Nell'archivio di detto comando, stato temporaneamente trasbordato sulla R. corazzato Ancona, la S.V. troverà tutte le pratiche che si riferiscono a tale comando dacché venne iniziata l'attuale azione nostra in quel mare. Conchiuderò soggiungendo che più che istruzioni per iscritto, gioveranno a rendere efficace e proficua l'azione della S.V. il fermo desiderio di concorrere con tutti i mezzi a sua disposizione al benessefe ed alla sicurezza non soltanto del personale della R. Marina posto sotto gli ordini della S.V. ma anche delle R. truppe, procurando di promuovere e conservare la perfetta armonia fra le autorità ed il personale dell'Esercito e della Marina nell'intento supremo di tenere alta e rispettata la nostra bandiera e di . accrescere la nostra influenza presso quelle popolazioni. F.to Il Ministro
BRI N
ALLEGATO
N.
37•
Massaua, 9 maggio 1885 Al Ministero della Guerra - Roma N. , 39 - Ricevute istruzioni numeri seicentotrentotto settecentocinquanta ritengo ancora necessari altre otto mitragliatrici sei cannoni di cui quattro preferibilmente da n<>Ve. Dal Cqiro ordinarono sgombro da Massaua sei Krupp da nove m igliori pezzi. Mi opposi all.egando attendere istruzioni mio Governo. Cav. Maissa telegrafò Cairo perché siano lasciati. Risultami ribelli aver occupato Gumhod Asus dopo essersi spinti fino Kanfer. Abitanti Ailet fuggirono verso Ghinda. Sembra probabile per ora conflitto ribelli con orde abissini. Malati ospedale 65. Esenti servizio 36. Predomina febbre gastrica e diarrea. SALETTA
190 ALLEGATO
Monkullo,
12
N.
maggio ore
38.
22,10
A l Comandante Superiore • Comando
N. 1 • Informazioni delle nostre due guide confermate da quelle del Naib accertano che stamani verso mezzogiorno sopra Amba tra Maiaulaid e Kanfer ebbe. luogo uno scontro fra Ras Alula e i Dervisch. Questi ultimi rimasero completamente sconfitti. Non si conosce per ora il numero dei morti. Sembrerebbe che Ras Alula sia rimasto sul posto, e che i nostri 50 baschibuzuk, due sarebbero morti, gli altri fuggiti per restituirsi a Massaua. VJANELLI
ALLEGATO
N.
39.
Roma, 15 maggio 1885 Comandante Messaggero • Perim
Comunichi Colonnello Saletta seguente telegramma. 604 . Se non ha già occupato Sahati ed Amba con nostre truppe non lo faccia. Se necessario li occupi con irregolari se già occupato nostre truppe si regoli come stima. Se non ostante facoltà concessa di chiamare Assab fanteria ed artiglieria ritenga indispensabile invio battaglione e sei pezzi telegrafi. Sergente Goldstano presidio Assab proposto retrocessione si regoli secondo atto 51 19 aprile. RICOTTI
ALLEGATO N.
40.
Aden, 18 maggio 1885 Al Ministro della Guerra · Roma
N. 190 · Nove corrente fu spinta compagnia bersaglieri con cinquanta irregolari ricognizione su Amba trovata disoccupata. La dimane ritorna;;vfompagnia Monkullo lasciando in Amba irregolan·; questi sebbene avessero promessa rinforzo altri irregolari, e rincalzo compagnia bersaglieri passarono ribelli con Remington e munizioni. Limiterò perciò arruolamento irregolari uso guide. Ras A lula giorno 10 discese A i/et, 11 incendiò Axus, 12 distrusse ribelli presso Amba da Ai/et Ras Alula col quale era seguito recente scambio lettere amichevoli mi annunziò il motivo sua discesa giorno 13 sua vittoria chiedendo pure scorta fino Saati carovana fucili diretta Negus. Accondiscesi giorno 14 partii per Assab. Ritornando Massaua porterovvi due compagnie fanteria, Cap. Quarto, 4 cannoni non trovando conveniente togliere intero distaccamento Assab finché Anfari non abbia mantenuto promessa.
191 Sei Krupp da nove di cui era ordinato sgombro resteranno Massaua nostro piacimento. Seguito situazione cose suddette stante rinforzi Assab, ogg1g1orno non è più indispensabile invio battaglioni fanteria sei pezzi chiesti codesto Ministero. Malati ospedale Massaua 82, Assab 42, esenti servizio Massaua 37, Assab 24. Deceduti Massaua insolazione giorno 10 cap. magg. Schiavo primo bersaglieri, giorno 14 caporale Ribotta ventesimo fanteria. D eceduto Assab ileo tifo giorno 16 capitano commissario Margiocchi. SALETTA
ALLEGATO
N.
41.
3° BATTAGLIONE FANTERIA AFRICA UFFlCIO
DEL CoMANDO
N. 94
Massaua, 11 maggio 1885
OGGETTO: Caporale Ribotta c~lpito da insolazione. Al Signor Comandante Superiore delle truppe italiane in Africa - Massaua Sono spiacente d 'informare la S.V. che il caporale Ribotta Luigi della 9• compagnia distaccata in Arkiko fu colpito da forte insolazione al ritorno dal campo di Gherar accompagnando una corvée. Le unisco il rapporto del tenente medico del distaccamento sig. Rabitti. Il Maggiore comandante il distaccamento c. GAZZEltA
Arkiko,
11
maggio 1885
Al Sig. Maggiore Comandante il 3° battaglione Africa - Tau/ud
Rapporto sopra un caso d'insolazione avvenuta al caporale Ribotta Luigi. Ho l'onore di riferire alla S.V. che il caporale Ribotta Luigi della classe r862, al n. 9004 di matricola, è stato colpito da forte insolazione mentre ritornava dal campo Gherar accompagnando una corvée. E' rimasto per quasi un'ora privo di sensi ad onta dei soccorsi più energici. Finalmente, in seguito ad abbondanti coppettazioni alla nuca ed al petto, è ritornato un po' in sè senza essere per altro fuori pericolo essendo che sembra ridestarsi un processo reattivo alle meningi. Ad ogni modo ho disposto le cose in modo per poter prestare tutte le cure qui ad Arkiko ritenendo il trasporto assai dannoso. Il tenente medico RABITTI
192 ALLEGATO
N.
42.
Roma, 17 maggio 1885 A « navigation
>> -
Suez
Preghiamo consegnare Comandante vapore Bormida seguente telegramma da recapitare Colonnello Saletta Massaua. 613 - Verso fine mese partono sei cannoni da nove e due da sette occorrendone altri richieda ritiensi opportuno accordare qualunque esportazione materiale egiziano. Ricotti telegrafa eseguita consegna « navigation ,,.
ALLEGATO
N.
43·
ORDINE DEL GIORNO giugno 1885 Il giorno 7 corrente ricorrendo la festa nazionale le truppe di stanza in Massaua saranno passate in rivista dal sottoscritto. La rivista avrà luogo alle 6 ant. e vi prenderanno parte: -
un battaglione fanteria costituito come segue: . Comando del 3° battaglione fanteria; . 3 compagnie del 3° battaglione fanteria, 1 dislocata al forte Abd el Kader;· • 2 compagnie del 1° battaglione fanteria, 3 accampate al campo Gherar;
-
un battaglione bersaglieri di 2 compagnie costituito da: . Comando del 1 ° battaglione bersaglieri; • 2• e 4a compagnia del battaglione stesso;
-
la compagnia artiglieria da fortezza;
-
la compagnia del genio;
-
una sezione artiglieria da campagna (trainata da muli);
-
una sezione artiglieria da montagna (sui cammelli).
Le singole compagnie dovranno essere possibilmente della forza di
per ciascuna. La truppa vestirà la tenuta di marcia senza zaino.
120
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193
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truppe ora dette dovranno per l'ora sopra indicata trovarsi schierate, nell'ordine in cui vennero nominate, su di una sola linea colla destra al primo palo telegrafico in prossimità della cisterna pubblica fronte ad ovest. La musica si colloche.rà sulla stessa linea ed alla destra delle truppe, a 10 metri dalle medesime, tra il palo sopra indicato ed il serbatoio. Al mio giungere il Comandante il presidio mi presenterà le truppe e le artiglierie del Forte Taulud incominceranno i 15 spari a salve prescritti dal par. 48 art. 14 del regolamento sul Servizio Territoriale. Gli ufficiali provvisti di cavallo che non sono sotto le armi e non sono trattenuti da motivi di servizio si troveranno alle ore 5 e 3/ 4 alla porta del padiglione presso il Comando per mettersi al seguito del sottoscritto; gli ufficiali a piedi si disporranno a sinistra ed indietro del sito scelto dal Comando per lo sfilamento. Interverranno a cavallo alla rivista olcre agli ufficiali al seguito del sottoscritto e del Comandante il Presidio, ai comandanti di battaglione e rispettivi aiutanti . maggiori ed ai comandanti le compagnie bersaglieri, anche i comandanti le sezioni d'artiglieria tanto da campagna che da montagna. La bardatura sarà quella da passeggio, e gli ufficiali potranno portare indifferentemente stivali o ghette. I Carabinieri RR. non adibiti ad alcro servizio speciale ed i baschibuzuk saranno impiegati per tenere sgombro il terreno della rivista e pel mantenimento dell'ordine. Dopo la rivista le truppe stesse si ammasseranno sulla sinistra quindi sfileranno in parata per mezze compagnie dirigendosi verso il Comando, ed oltrepassato il primo palo telegrafico, convergendo a sinistra, si ammasseranno nuovamente in colonna di compagnie occupando il piazzale a sud delle baracche del Comando del Presidio. Le sezioni d 'artiglieria si disporranno in colonna di sezioni a destra delle altre truppe, osservando che quella da campagna dovrà risultare sul fronte quando le truppe per tal modo ammassate avranno eseguito il dietro front per presentare· le armi al sottoscritto al suo passaggio per rientrare al. Comando. La musica si collocherà a destra delle truppe. Per lo sfilamento il sottoscritto si terrà all'altezza del secondo palo telegrafico a partire dalla cisterna, per cui la musica dovrà disporsi di contro al sito indicato dall'alcro lato della strada che sarà percorsa dalle truppe. Nella giornata le truppe avranno il prescritto soprassoldo e saranno loro fatte le distribuzioni straordinarie dei generi donati da privati di cui all'ordine n. 8 del 28 maggio. Il Sig. Comandante il Presidio disporrà in conseguenza provvedendo a che la linea sulla quale le truppe dovranno essere collocate sia opportunamente tracciata come pure sia indicato il posto che ad ogni reparto compete nella linea stessa, e quello da occuparsi dalle medesime per l'ammassamento dopo aver sfilato. Il Comandante stesso disporrà pure perché gl'individui della compagnia del genio che debbono prendere parte alla rivista siano esenti dal lavoro nei giorni di venerdì e sabato onde, possano attendere alla pulizia individuale e delle armi; e che allo stesso scopo tutte le truppe abbiano riposo nel giorno di sabato. Per le feste in tale ricorrenza sarà disposto doP9 presa conoscenza delle proposte della commissione nominata con ordine del giorno n. 3 del 26 maggio.
194 ALLEGATO
N.
44.
ESERCITAZIONE Df COMBATTIMENTO A FUOCO A SALVE PER GIORNO I S CORRENTE
TEMA GENERALE.
Il nemico occupa l'altipiano a nord di Otumlo e circonda il forte di Monkullo, tenendone le sorgenti d'acqua. Il forte Otumlo ha le sue comunicazioni libere con Abd el Kader e Gherar. Il nemico tenta con grandi forze un attacco su Otumlo e Gherar. Partito dell'attacco (nemico segnato). Ten. Col. Luciano, irrompe dalle colline sabbiose in due direzioni; l'una su Otumlo, l'altra su Abd el Kader e Gherar. Comandante le forze capitano ..... Irrompe pure da Monkullo in tre direzioni, l'una su Otumlo, l'altra su Gherar, la terza su Taulud. Comandante le forze .. . . . Partito della difesa (effettivamente rappresentato). Ha l'ordine di non agire che col fuoco. Per la difesa lontana con le artiglierie e tiri di fucileria in massa ; per la difesa vicina con la massima intensità di fuoco. Comandante il forte di Abd el Kader Capitano GarassiJ?O. Comandante il forte di Taulud Maggiore Boretti. Comandante il forte Otumlo Maggiore Orizza. Comandante la difesa del campo Gherar Maggiore !turbe. Comandante il fortino Gherar (il Comandante verrà destinato dal Maggiore !turbe). Prescrizioni pel partito nemico (segnato). « Elmo senza fascia azzurra >> . Il nemico che irrompe dalle colline sabbiose contro Otumlo sarà segnato nella direzione Gherar da un plotone di cavalleria in foraggeri che avanza di passo accellerato, nella direzione di Otumlo da una catena di una mezza compagnia di fanteria che avanza di passo arrestandosi di tanto in tanto per far fuoco. Il nemico che irrompe da Monkullo sarà segnato: quello in direzione di Ot,umlo da una catena di una mezza compagnia; quello contro Gherar da una catena ~i una compagnia che avanzano tutte di passo arrestandosi di tanto in tantç per far fuoco. Il nemico segnato incomincerà a muoversi alle 6 ant. dallo sbocco di Monkullo e dalle colline sabbiose. Ogni soldato sarà munito di cartucce a salve in n. di 60. Il plotone di cavalleria non farà fuoco.
PllESCRIZION I
PEL
PARTITO
RAPPRESENTATO.
« Elmo con fascia azzurra». Incomincerà l'azione tosto che dopo le 6 ant. il nemico sia a tiro. La celerità del tiro sarà quella che si userebbe in realtà se la manovra non fosse simulata. Cartucce a salve a volontà, tenendo conto di quante se ne consumasse.
195 PRESC"RI ZIONI PElt AMBO I PA'RTITI.
Il sottoscritto sarà direttore della manovra e si troverà nel fortino meridionale della linea continua di Ghcrar. Nessuno potrà far dar segnali di tromba, salvo il sottoscritto. Ogni segnale dovrà. essere ripetuto da tutti i trombettieri. I Comandanti di partito regoleranno il loro orologio con quello del sottoscritto.
ALLECATO
N.
45·
Il titolo sotto il quale V.S. come Presidente cd in nome· del Comitato delle Signore sotto il patronato della Croce Rossa Italiana, invia a queste truppe di terra e di mare il prodotto delle oblazioni ricevute ci rende molto gradito il dono e non può che essere accolto da tutti con entusiasmo e con gratitudine. Ho quindi l'onore di accusare a V.E. ricevuta degli oggetti indicati nella distinta acclusa, porgendole i più vivi ringraziamenti per una tale testimonianza di simpatia e d'interesse.
ALLECATO
N.
46.
Massaua, Il 6 giug no 1885
A S.E. il Ministro della Guerra Segretariato Generale - R<>ma N . 224 - Riservato. In risposta al foglio di codesto Ministero io margine segnato e per quelle comunicazioni che codesto Ministero credesse di fare alla persona da cui esso ebbe le informazioni al riguardo del sig. N. Tagliabue, ex ufficiale del genio e commerciante in Massaua, ho l'onore di comunicare che tutto quanto in esso dispaccio è detto era perfettamente conosciuto dal sottoscritto, il quale però non credette di valersi finora del sig. Tagliabue, primicramente perché poté benissimo far senza di lui, secondariamente perché non crede neanche sia il caso di valersene ora.
Il C<>mandante Superiore SALETTA
196 ALLEGATO N.
47.
LAVORI FATTI NELLA SETTIMANA DAL 14 AL 20 GIUGNO Alla penisola /errar (Gherar). 1 ° - Si è completata la costruzione delle bar~cche per altre due compagnie di fanteria, per la compagnia d'artiglieria, per mezza compagnia del genio. Si stanno costruendo ancora: una baracca per i musicanti ed accessori ; una baracca di riserva; una baracca per il comandante il campo; una baracca per l'altra mezza compagnia del genio, una tettoia a riparo del distillatore; una piccola baracca per il personale fisso del distillatore. Si è riparato inoltre il forno delle sussistenze; si è messa la linea di galleggianti per il limite dei bagni; si è costrutto il fornello e ridotta una parte della baracca d'artiglieria e laboratorio per la brunitura delle armi; si è quasi ultimato lo spurgo della cisterna al fortino; si è seguitato lo scavo del fosso al blok - haus di destra. Liberare la scuderia dal materiale di commissariato e porre questo ultimo al riparo sotto la baracca Roma. A lla penisola Abd e! Kadt:r. 2 ° - Si è incomi nciata la muratura della cisterna; s1 sono condotti a buon punto due magazzini a polvere e per viveri. Si è seguitato coi minatori lo scavo del fosso. Si è cominciata la costruzione delle due baracche retrostanti al forte.
A Tau/ud. 3° - Si è cominciata la costruzione delle baracche per una compagnia. Si stanno facendo i lavori per ridurre a prigione una camera presso la Caserma dei Carabinieri.
Al Comando. 4° Si Si Si tettoia. Si
- Si sono pressoché ultimati i lavori del club. è ultimata la baracca Cottrau - kidutta. / è quasi ultimata una baracca per truppa. sono incominciati i lavori per l'impian to della macchina a ghiaccio e relativa è cominciato il riparo per le [ . . . .. J•
A Ras Mocker . 5° - Si è ultimata la riduzione della seconda baracca Roma e cominciata la costruzione di un'altra baracca (come le prime costrutte) di capacità 40 infermi. Si continua la costruzione delle brande. Si stanno ultimando) lavori per la sicurezza del magazzino a polvere che è nel forte.
Ad Otumlo. 6° - Si è ultimato il ricovero pc~ uomini, il quale è già stato occupato dalla truppa. Si sta costruendo la baracca per ufficiali.
197
A Monkullo. 1' - Si è continuata la costruzione delle baracche per 3 compagnie. Si è eseguita una riparazione al tetto del forno.
LAVORI FATTI NELLA SETTIMA NA DAL 21 AL 27 GIUGNO A Gherar.
Si sono coperte di erba <;lue linee di baracche per fanteria ed iniziata la medesima copertura per la quarta linea. La quinta linea di baracche per fanteria è già occupata dalla musica e dalla maggiorità di battaglione; non rimane che a coprire di stuoie una baracca per mezza compagnia. Non rimane che a coprire di stuoie la baracca per la seconda mezza compagnia del genio, essendosi messe a posto nella settimana tutte le armature c fatto l'intreccio dei bastoni. Si è continuata la costruzione della baracca per il Comandante il campo. Si è ultimata la tettoia per il distillatore; si è fatto il pavimento in muratura aJ distillatore stesso e cominciato l'intonaco interno della vasca, annessa alla quale sono stati applicati due rubinetti per distribuzione d 'acqua. Si è messo il cisternone del fortino nelle condizioni di riavere l'acqua. Si è continuato lo scavo del fosso del blok - haus di destra.
Alla penisola Abd cl Kader. Si è costrutta per metà la muratura della cisterna. Si è quasi ultimato il magazzino a viveri e proseguito lo scavo del fosso. Si è quasi ultimata la baracca per ufficiali, non rimanendovi a far che le divisioni interne. Si è portata a buon punto la costruzione della baracca per truppa. A Tau/ud. Si è ultimata l'ossatura di una baracca per mezza compagnia e si stanno facendo le incavallature per la baracca dell'altra mezza compagnia. Al Comando. Si è ultìmata la baracca per Corpo di Guardia e ricovero degli uom101 addetti al comando. Si sono quasi ultimati gli altri lavori. A Ras Mock_cr. Si è ultimato l'impianto della seconda baracca Roma e ultimata l'ossatura di un'altra baracca del tipo ordinario. Si è continuata la costruzione delle brande per l'infermeria. Ad Otumlo. Si è quasi finita la baracca per ufficiali non rimanendovi a fare che le divisioni interne.
198 A Monkullo . Si ultimarono due baracche per ufficiali, una per mezza compagnia e continuata la costruzione delle altre.
LAVORI DA FARSI NELLA SETTIMANA DAL 22 AL 27 GIUGNO À
Gherar. Continuare i lavori in corso.
Alla penisola A bd e/ Kader. Continuare i lavori in corso e così pure per tutte le altre lçx:alità. Materiale. Il .materiale . per ultimare i lavori in corso c'è, sia per la penisola Gherar, che per le . altre località nelle quali è già stato inviato quasi completamente. Ultimati questi lavori non rimarranno in magazzino che: - travicelli di 0,15 x o, 16: n. 150; - travicelli di 0,12 x 0,12: n. 60; .,- travicelli di 0,07 x 0,07: n. 50; - tavole : o.
LAVORI DA FARSI NELLA SETTIMANA DAL 30 GIUGNO AL 4 LUGLIO A Gherar. Seguitare la· copertura con erba di tutte le baracche già fatte o che s1 vanno ultimando. Da riattare la baracca scuderia. Drizzare una baracca Roma per magazzeno del Commissariato. Ultimare le baracche in costruzione. Seguitare lo scavo del fosso.
/
Alla penisola Abd e/ Kader. Ultimare le cjue baracche. Seguitare gli altri lavori.
A Tau/ud. Ultimare le due baracche per una compagnia.
Al Comando . Ultimare i lavori in corso.
199 A Ras Mocker ed Otumlo. Ultimare i lavori in corso, e cominciare ad O tumlo
la vori del ridotto centrale.
A Monkullo. Seg uitare
lavori in corso.
LAVORI FATTI NELLA SETTIMANA DAL 30 GIUGNO AL 4 LUGLIO Alla penisola !errar ( Gherar) . Si completò il baraccamento per la compagnia dc:J genio, finendo la costruzione della seconda baracca. Si piantarono due baracche mod. Roma in prossimità del magazzino vestiario, per ser vire a maga zzino. Si riparò la baracca scuderia facendo la mangiatoia per tutta la lun ghezza ed adattandone così un lato lungo per ricovero uomini, e l'altro lato per ricovero cavalli. Si costruì un acquedotto (con tubi di ghisa) per esportare l'acqua dalla cisterna del fortino « !erra r ». Si è ultimata completamente la vasca del distillatore per la quale non rimane a fare che la copertura. Si è ultimata la baracca per il Coma ndante il campo cd ufficiaJj vari. Si seguitò agli avamposti lo scavo del fosso blok - haus di destra, ultimandolo quasi.
Alla penisola Abd e! Kader. Si è quasi ulti mata la muratura della cisterna. Si sono ultimate le due baracche, una per ufficial i e l'altra per la tru ppa.
Al Comando. Si sono ultimati i lavori del C lub e la baracca per la macchina a ghiaccio. Si è cominciato l 'impianto di u na baracca Tollet .
A Tau/ud. Si è ultimata la baracca per mezza com pagnia, segui tando il lavoro per la costruz ione della baracca per l'altra mezza compagnia.
A Ras Mocker. Si sono seguitati e quasi ultimati i lavori d i riparazione necessari al locale destinato a magazzeno a polvere. Ultimata la costruzione dell' uJtima baracca tipo ordi nario, e seguitata la costruzione delJe brande.
A d Otumlo. Si è ultimata la baracca per ufficiali e cominciati
lavori del ridotto centrale.
A Monkullo. Si sono seguitati i lavori di baraccamento. Il drappello del genio arrivato colà stam ane a lle 5, ha subito comincia to il lavoro.
200 ALLEGATO
N.
48.
ISTRUZIONE PER L' USO IN CAMPO MILITARE DEI TERMOMETRI A MINIMA E A MASSIMA Term()11Jetro a mm,ma. Il termometro a minima è quello ad alcool col cilindretto bleu che serve ad indicare la minima temperatura. Attaccato il termometro al telaio di ferro, con fili di rame, inclinando convenientemente l'apparecchio, si farà discendere il cilindretto bleu fino ad arrestarsi all'estremità della colonna d'alcool del termometro. Dopo ciò si appenderà l'istrumento nel luogo ove si vuole conoscere la minima temperatura, in modo che il termometro stia orizzontale. Diminuendo la temperatura, la colonna dell'alcool si accorcerà, ritirandosi verso il bulbo e trascinando con sé il cilindretto celeste. Dopo avvenuto il minimo della temperatura, la colonna del termometro si allungherà di nuovo, ma il cilindretto rimarrà fermo al posto in cui fu trascinato al momento del minimo e cosl il numero di gradi letti all'estremità del cilindretto, dalla parte opposta del bulbo del termometro, darà la minima temperatura avvenuta nell'intervallo di tempo trascorso fra l'ora in cui si appese l'apparecchio e quella in cui si va ad osservare. Fatta la lettura del minimo, si inclina di nuovo l' istrumento per portare il cilindretto bleu all'estremità della colonna termometrica e si colloca di nuovo al posto di osservazione. Se l'ufficiale dovrà esperimentare per una serie continuata di giorni, allora potrà fare l'osservazione ogni sera alle nove, cioè a dire ogni sera leggerà i gradi e &azioni di grado all'estremità del cilindretto opposta al bulbo; poi farà arrivare il cilindretto all'estremità della colonna dell'alcool, rimetterà al posto l'istrumento per ripetere poi la lettura l'indomani sera, e così di seguito. Bene inteso che la lettura dev'essere fatta senza toccare l'apparecch io, per non incorrere nell' inconveniente che il cilindretto bleu si sposti dalla posizione presa quando avvenne il minimo di temperatura. Nel caso che l'ufficiale non potesse appendere l'istrumento ad una parete verticale, può colJocarlo anche su di un piano orizzontale; così quando volesse avere la minima tempe. ratura al suolo, lo appoggerà sul suolo stesso, curando sempre che il termometro stia orizzontale. Si avverta poi che, una volta collocato detto termometro al suo posto, la temperatura dell'aria, ad un istante dato, si avrà dalla lettura dei gradi e frazioni di grado fatta all'estremità della colonna di spirito, come si farebbe per 011fermometro ordinario, mentre il cilindretto bleu serve unicamente alla indicazione della minima temperatura. Non è poi a rigore necessaria la posizione esatta orizzontale del termografo; potrà appendersi anche inclinato, ma leggermente ed a condizione che il bulbo rimanga in basso. Termometro a massima. Il termometro a massima è quello a mercurio e, crescendo la temperatura, si comport~ come un termometro ordinario, cioè a dire, sale la colonna di mercurio; ma dopo arrivata la massima, abbassando la temperatura, il mercurio nel bulbo diminuisce di volume, staccandosi subito dall'anzidetta colonna, in causa di apposita strozzatura nel termometro: La colonna perciò rimane della lunghezza precisa che raggiunse al momento del massimo, così che leggendo il numero dei gradi e frazione di grado all'estremità della colonna, si ha il massimo della temperatura avvenuto nell'intervallo
201
di tempo compreso fra il momento in cui si appese l'apparecchio e quello dell'osservazione. Dopo fatta la lettura, si toglierà il termografo dagli uncini di sospensione e, tenendolo verticale col bulbo in basso, si batterà il telaio su qualche oggetto resistente, come un tavolo, un davanzale di una finestra, una pietra, · ecc. per fare riunire la colonna del mercurio col mercurio del bulbo. Tale operazione può farsi anche · tenendo colla mano destra sospeso l'istrumento e battendo coll'altra mano sotto il polso della prima. Ricondotto il mercurio così alla posizione normale, si collocherà di nuovo l'apparecchio al posto, curàndo che anche questo termometro assuma la posizione orizzontale, benché anche questo possa venir collocato leggermente inclinato, a condizione che ìl bulbo rimanga in basso. Se le esperienze dovranno continuarsi per parecchi giorni di seguito, allora la lettura del massimo si potrà fare alle nove di sera, dopo di che si ricondurrà la colonna alla posizione normale come si è detto e si appenderà di nuovo l'apparecchio, per ripetere all'indomani sera l'osservazione, e così di seguito. E' chiaro che il termometro a massima non può servire per avere la temperatura dell'aria ad un dato istante, essendo destinato a dare la sola massima temperatura nell'intervallo di tempo in cui si esperimenta, che nel caso ordinario è di 24 ore. Se invece si desidera conoscere la temperatura dell'aria ad un dato istante, si disse già che la si può avere colla lettura fatta all'estremità della colonna di spirito del termer metro a minima. Siccome questi strumenti sono destinati a dare la massima e minima temperatura degli accampamenti militari, così bisogna mettere i termografi all'aria libera appesi ad un sostegno in legno facile a costruirsi e delle forma A, o anche con una sola tavoletta di legno B inchiodata ad un albero o palma; si avrà però sempre cura di impedire l'azione diretta del sole sugli strumenti, perciò essi devono guardare il nord cd essere difesi lateralmente e superiormente con tavole o stuoie. Volendo poi esperimentare sotto le tende non si avrà che a collocare i termometri sotto le tende stesse.
TERMOMETPJ A MASSIMA E A MINIMA E RISPETTIVE CORREZIONI
Termometri a massima N. 399'59 » 40333 » 404o6 » 40409 » 40324 » 40330 )) 403 29 )) 40304 » 40316 )) 4on9
+ +
+
0,5• 0,1 0,15 0,1 o,o o,o o,o 0,2 o,o 0,1
Termometri a minima N. 38567 » 39975 » 39li64
38n3 )} 39684 » 35055 )) 38566 )) 40103 » 35352 ))
))
3968o
0,1° 0,1
+ 0,2 + 0,3 o,o o,o o,o o,o 0,1 0,1
Visto Il Direttore PI ETllO TACCHINI
202 ALLEGATO
N.
49•
Roma, 22 giugno 1885
Caro Colon nello Il latore della presente sig. Stefanon i è mandato ~ostì dal Ministero delle Finanze come controllore della Dogana. Mi è raccomandato dal Comm. Queirolo mio compa· triota e Direttore Generale delle Gabelle al suddetto Ministero. Lo Scéfanoni è, credo, uno scrittore che bazzica nel giornalismo. Ma dal momento che gli ufficiali di costì (almeno parecchi) fanno, e male, i corrispondenti di giornali, è bene avere uno del mestiere che quanto meno lo faccia bene e mi dicono che è onesto e leale. Ad ogni modo lo raccomando a Lei sinché il raccomandato faccia onore al raccomandante; se la cosa fosse diversa lo lascio alla sorte sua. Le auguro salute che del resto non dubito di niente. Suo affezionatissimo R1cc1
A uEGATO t-.
50.
Roma, 23 giugno 1885
Al Comandante del Cavour • Aderi (urgente) 613 · Mandi relazione condotta acqua, ferrovia, funzionamento distillatori, macchine a ghiaccio, accasermamento, imbarcazioni spedite, quanti indigeni arruolati, come impiegati, informi settimanalmente fatti interesse pubblico. 727 • Disponga Capitano Robilant rimpatrio senza attendere Palestina. 628 · Telegrafando situazione sanitaria indichi soltanto totale degenti ospedale, totale infermeria epoca telegramma, morti dopo ultimo telegramma inviato. R1corr1
----
Massaua, 2 luglio 1885
Al Ministero della Guerra - Roma 290 • Ricevuti 30 giugno sera telegrammi 613, 628, 727. Cenni condotta acqua, ferrovia, distillatòri, accasermamento, furono comunicati con relazione 254, 9 g iugno. Riferirò nuovamente su questi argomenti e su indigeni assoldati. Relazione imbarcazioni comunicata foglio 1076 data 12 giugno. Capitano Robilant partirà primo postale Indie. Presidio Massaua 2 luglio: degenti ospedale 128, degenti infermerie 25, morti dal 25 giugno 2, diseg natore Noceri e -soldato Rolano del 37°. Ordine espresso telegramma 628 d ivergendo da corrispondenti prescrizioni dispaccio 3716 riterrò annullate queste ultime.
203 A LLE.GATO
5TllALCIO ORDINE CI RCA
DEL
GIORNO
L'I N I ZIO
20
DELLA
1885
APRILE
SCUOLA
N.
212
N.
51.
bis
D'AIUBO
Ciascuna compagnia non potrà dare alla scuola un numero maggiore di 4 ufficiali e 4 individui di truppa. ORD INE OEL CIOR!sO
16
GIUGNO
1885,
N. 41
A modificazione dell'ordine del giorno n. 212 bis del 2 0 aprile u.s., l'orario per le lezioni di lingua araba per i sigg. ufficiali e per la truppa sarà il seguente: - lunedl 6 - 7 ant. per gli ufficiali del forte Taulud ; - mercoledl 3 - 4 pom. per gli ufficiali del campo Gherar ed Abd cl Kade r; - venerdl 4 - 5 pom. per le truppe del campo G herar ed Abd cl Kader; - venerdì 5 - 6 p~m. per gli ufficiali del Comando Superiore ; - martedì 6 - 7 ant.· per la truppa del forte Taulud; - giovedì 3 - 4 pom. per gli ufficiali del campo G herar ed Abd el Kader; - sabato 4 - 5 pom. per la truppa del campo Ghe rar ed Abd e! Kader; - sabato 5 - 6 pom. per gli ufficiali del Comando Superiore. Le lezioni agli ufficiali ed alla truppa del forte Taulud saran no tenute al forte stesso nel locale da stabilirsi dal sig. Maggiore Comandante il battaglione bersaglieri ; queste ultime lezioni avranno principio col giorno 18 corrente. 0
0rM0STRAZ1 0NE NUMERI CA DEI SIC . UFFICIALI E TRUPPA CHE
FREQUENTANO
Lf.
LEZIO!';f
1
0 AllABO,
R iparto
DIVI SA
battaglione bersaglieri fanteria (20 e 30)
,o battaglione 2"
·battaglione fanteria
30 battaglione fanteria Compagnia genio Compagnia artiglieria da fortezza Plotone cavalleria Sezione carabinieri Comando locale del genio Direzione commissariato Drappello sanità
RIPARTO
N. dei frequentatori alle lezioni Ufficiali
lo
PER
2
Truppa
5 8
non ha lezioni d'arabo
204 NoT.~ NOMINATIVA DEI SIC. UfflCIA LI CHE FREQUE~TANO LE LEZIONI
Compagnia
Grado
E 'TRUPPA
D' ARABO
Casato e nome
/ O battaglione bersagheri
Tenente
1•
4•
S0ttotenen1e
,.
Sergente Furiere
4• 4• 4• 4•
,.
Elia Sig. Vittorio Di Pettinengo sig. Luigi Palma Domenico De Caroli Attilio
Sergente
Prandolfi Pandolfo
Sergente
Mercenaro Edoardo
Sergente
Perugini Giuseppe
ba11aglione fanteria
(2·
e 3• compagnia)
Palombo Antonio
2•
Sergente
2•
Sergente
Piombanti Ferruccio
2•
Sergente
Mastroeni Giovanni
2•
Caporale
Dall'Osso Aristide
3• 3• 3• 3•
Sergente
Vaccari Vittorio
Cap. magg.
Ventarola Pileno
Cap. furiere
Bona vita D ionisio
Caporale
Peirano Giuseppe
3• 2•
battaglione fanteria
Sottotenente
C,ardona sig. Tommaso
1•
Furiere
Giunti Giuseppe
1•
Cap. furiere
Sapini Vittorio
1•
Cap. furiere
Dessi G iovanni
2•
Furiere
Frigerio Luigi
2•
Sergente Sergente
Branca Vittorio
2• 2•
Sergente
Mugnoz Raffaele
2•
Gallo Pecca Antonio
2•
Cap. fur iere Soldato
Galise Nicola
4•
Furiere
Landi Ludovico
4•
Sergente Sergente
Cimballi Giuseppe Fortuna Giovanni
Sergente
Silvestre Eugenio
4•
..
Brusadini Vittorio
-
205 Plotone cavalleria Soldato
Fatigati Luigi
Comando locale del genio Capitano
ELENCO
Nome
NOM I KATIVO
Suchet sig. Gustavo
DEGLI
INTERPRETI
BORGHESI
Salario mensile o giornaliero
Comando presso cui prestano servizio
Abissino Chezai
Comando superiore
12
Beduì Hassan
Direzione Commiss. · M.
4 lire al giorno
Indigeno G hidai
Forte Taulud
2,25
Hagg Cesare
Ras Mudur
300 lire al mese, maestro di lingua araba
Cantatore
Comando batt. Monkullo
Costantino
Genio
2,25 lire al giorno 2,25 lire al giorno
talleri al mese e vitto lire al giorno
ALLEGATO
N.
52.
Pregiatissimo Sig. Colonnello Ben arrivato, per ora in iscritto, procurandomi prima di mezzogiorno venire a darglielo col vivò' della voce. Il Cav. Maissa mi ha fatta la sua gentile commissione, ma io la prego di non incomodarsi. Salutandola cordialmente sono suo debitissimo R. CoRSI
Monsieur le Colone! Saletta mes remerciements et ceux d'Izzet Bey pour les belles oranges que vous avez envoyées. Votre tout devoue M. M ARCOPOLI
206 Massaua, 28 maggio 1885
Sig. Colonnello In risposta a suo foglio n. 7CJ5, m i pregio d 'informare la S.V. che buona nota è presa del contenuto e che si farà in conseguenza. Della S.V. suo devotissimo servo, li Direttore doganale
M.
M~COPOLI
Il Comandante ddl'Ancona Corsi di Turri ringrazia l'amico Colonnello Saletta pel gentil pensiero.
M. Marcopoli Bey Soudan presenta i suoi complimenti al Sig. Colonnello Saletta e gli augu ra fel ice via.ggio e buon ritorno.
U Generale Sccreuot Comandante della Brigata Parma salute e gloria.
A uEc~
N. 53.
TELEGRAMMI Massaua, 6 luglio 1881
Al Ministro della Guerra - RMna N. 2<fi - Presidio Massaua 6 luglio degenti ospedale 185, degenti infermeria 32, mort.i dal 2 luglio Capitano Caselli 7° fanteria, soldato Marconi 8° bersaglieri. Colonnello Putti ricoverato ospedale, Maggiore Varino rimpatria. ordine Ammiraglio.
207 Massaua, 9 luglio 188s A l Ministro della Guerra - Roma
N. 305 - Presidio Massaua 9 luglio ammalati 237, dei quali 8 gravi. Capitani Bondli, Titomanlio, capo musica, 31 soldati rimpatriati dietro parere medico, Dal principio luglio aumento giornaliero ospedale è costante malgrado assoluto riposo truppa e distribuzione vino chinato unica causa efficiente probabile temperatura costantemente devata. SALETTA
Massaua, 12 luglio 1885 Al Ministro della Guerra - Roma
'
N. 309 - Presidio Massaua 12 luglio ammalati 220, dei quali II gravi. Morti Tenente Colonnello Putti 0407 65 0708 3224, controllore postale Friggeri perniciosa fulminante. Constatato macchina ghiaccio impossibile funzionare causa devata temperatura acqua mare segue relazione. Morti presidio Massaua durante giugno 2 • • • • SALETTA
Massaua, 12 luglio 1885 A l Ministro della Guerra - Roma
N. 314 - Padre Marzano imbarcatosi postale senza attendere risposta ministeriale né chiedere autorizzazione.
Massaua, 17 luglio 1885 Al Ministro della Guerra - Roma
N. 323 - Presidio Massaua 17 luglio ammalati 251, dei quali 10 gravi, morto soldato C-sciani Pilade 10° sussistenza ileo - tifo. Prima occasione rimpatriano Tenenti Milani, Elia e Penco, possibilmente Capitano Pappalardo o968 932 838 418 929 75 8o8 577 183 028 401 4 28o 4· Maggiore 412 636 80 Comando Presidio, aumento ammalati persiste, urge invio medicinali richiesti con foglio 254. SALE'ITA
Massaua, 21 luglio
188s
A l Ministro della Guerra - Rt>ma
N. 333 - Presidio Massaua 21 luglio ammalati 254, dei quali 9 gravi. Seguito parere medico rimpatriano pure Maggiore Bagnaschino, Capitano Guerra e 36 truppa. Urge sostituire Bagnaschino; Penco rimane seguito insperato miglioramento. Corrispondenza ritardo ultima ricevuta datata 23 giugno, giornali 16 giugno.
208 ALLEGATO
54·
N.
TELEGRAMMI Massaua,
11
luglio 1885
Giunto coll'Esploratore, comunicato dal Sig. Contrammiraglio. Trasmetta Colonnello Saletta 755 non inizi lavori ferrovia attenda lettera Ministero tolto equivoco 7<.J29 55o6 1026 !3s24 9528 0137 caso diverso telegrafi con telegramma sanitario indichi quanti morti durante giugno. RICOTTI - B1tIN
188s
Roma, 21 luglio
Urgente - Comandante Provana, Aden. Trasmetta Saletta 820 Volta partito ieri con tutti medicinali richiesti, giorno 26 partiranno Tenente Colonnello Luciano, Maggiore Dciturbe, Capitano Balducci. RrcoTT1 - B1t1N
Massaua, 23 luglio
188s
Comunicato dal Contrammiraglio Noce. Trasmetta Saletta 812 largheggi rimpatrio malati specialmente congedandi, profitti perciò qualsiasi ritorno navi prendendo concerti autorità maritùme, 816 giungendo Singapore telegrafi se carico direttole: giunse: completo. RICOTTI - B1t1N
Massaua, 24 luglio
188s
Al Ministro della Guerra - Roma N . 342 - Presidio Massaua 24 luglio, ammalati 217 dc:i quali 9 gravi; condizioni sanitarie: non aggravate; ricevuti tdc:grammi 812 816 820.
Al Ministro della Guerra · Roma 0
N. 364 - Presidio .Massaua 31 luglio, ammalati 283, dc:i quali 10 gravi; morti soldato Adobati 41° fanteria meningite, sol.dato Massic:ro· 4° bersaglieri ilc:o - tifo, soldato Proietti 41° fanteria tifo, carabiniere Farina tifo, Comandante Palestina tifo. Prima occasione: rimpatriano seguito parere: medico Capitano Spaccamc:la, Tenente Fogliani, ragionicz:e Bcrzctti e 51 truppa. Degenti ospedale Maggiori Gazzcra, Panara, 10 altri ufficiali, nessuno grave:. Condizioni generali salute tendono peggiorare. Capo irregolari egiziani fortemente indiziato aggressione carovana abissina trasportato Assab. 26 luglio abissini fecero razzia su tribù. Assauc:rta seguono rapporti. Ricevuto tdc:gramma 750. P>roe devo regolare scelta ufficiali in accompagnamento congedandi? SALETTA
209 ALLEGATO
N.
55·
TELEGRAMMI Massaua, 24 luglio 188;
Al Ministro della Guerra - Roma N. 346 - Comandante forze navali ha ingerenza, circa disciplina e affari mia competenza, non contemplata dispaccio 840 Ministero Guerra e dispaccio 5139 Ministero Marina. In tali condizioni riuscendo oltremodo malagevole funzionamento mio comando secondo attribuzioni conferitemi atto 51 sono costretto pregare instantemente V.E. vo!ermi esonerare comando attuale. SALETTA
Roma, 28 luglio 1885
. Al Sig . Comandante il R. Trasporto Conte Cavour - Aden Trasmetta Saletta 863 - Riferisca dettagliatamente per lettera difficoltà incontrate nelle sue relazioni con Ammiraglio usi prudenza attengasi agli ordini Ammiraglio quand'anche non conformi istruzioni ministeriali. Spedisca ordini e altre disposizioni emanate relative cavalli ufficialità non avente diritto razioni onde rettificare alcune affermazioni giornali. Telegrafi se soldato sussistenza morto chiamasi Casciani o Samassam. RtCOTfl - BRIN
ALLEGATO
N.
56.
Egregio Sig. Colonnello E. qui Stefanoni venutomi a riferire che Marcopoli stesso ha ordinato al capo Scrivano di ricevere i talleri al ribasso, e che gli impiegati non obbediscono più al controllore dopo l'arrivo del primo. Mi dicono che ora sia da Lei Marcopoli, verrò dopo collo stesso Stefanoni. Arrivederla. Dcv.mo Avv. ZEllBONI
210 TELEGRAMMA CIFRATO Massaua, Mandato a Suakin colla Città di Napoli, partito da Massaua il per l'inoltro al sig. Baker.
22
21
luglio 1885
e indirizzato Esteri - R<»na
Saletta ·déclare sa position insoutenable si pian projété à son insu par Stefanoni au Cajre aura lieu sans son intervention. ZERBON I
TELEGRAMMA DA ROMA 30 LUGLIO 1885 Aden, 31 luglio 1885 Cav . Zerbcmi - R . Console - Massaua
Ignore le pian projété par Stefanoni me veuillez dire à Saletta que la Haute direction de tous Ics services à Massaua lui appartient exclusivement et que par conséquence, aucune innovation ne peut etre realisée sans son consenternent, en cas de doutes il peut en référer au Ministère de la Guerre qui lui donnera instructions aprés s'etre concerté avec le département cornpétent. DEPR.ETIS
Roma, 3 agosto 1885 - Aden, li 4 agosto 1885 Zerbcmi, Console italiano - Massaua
Maissa vous prie de remettre au Colonel Saletta le télégrarnme suivant: Au Caire avec monsieur De Martino et à Rome avec le Ministre de la Guerre et Malvano, mon impression est qu'on verrait ici favorablement la cornbination plaçant dès maintenant la douane de Massaua sous notre dépendance directe. Quant à Monsieur Marcopoli on m'autorise à vous dire que les engagements pris par nous envers lui sont entièrement confumés, que vous pouvez en attendant prendre avec lui tous les arrangements convenables pour les maintenir dans ses bonnes dispositions à notre régard; on attend bien entendre ici votre rapport definitif avant de prendre decision sur le projét Stefanoni. Je puis d'ailleurs vous assurer que les fonc~onnaires civils sans distinction ont bstructions catégoriques de se maintenir sous votre déi:Jfndaoce. MAISSA - MALVANO
Roma, 5 agosto 1885 - Aden, 5 agosto 1885 Console Zerboni - Massaua
Je présume que le transport de trois irréguliers à Assab est une mesure de précaution d'après l'avis comrnun du Ministre des Affaires Etrangers, du Ministre de la Guerre et de l'avv. genera} militaire. Le tribuna} militaire de Massaua serait le cas seul compétent pour le crime commis dans le territoire que nous occupons et pouvant offcrter la predominance de nos garnisons. DEPR.ETIS
2 1I ALLECATO
N.
30 luglio
57.
188s
Egregio Sig. Colonnello Le invio per l'esame la minuta del rapporto del Ministero sull'invio in Italia dei tre detenuti incolpati della grassazione a danno della carovana abissina. Le invio pure la minuta del telegramma. La devo però informare che stamattina venne da me il sig. Abdalla bey Gul. Egli pare mandato dagli arabi. Assicura che Idris ha tutte le cattive qualità ma non può mai avere ordinata e consigliata la grassazione. Aggiunge essere urgente che quel sangiak sia ammesso alla sua giustificazione e che un precipitato punimento potrebbe essere causa di disordini. Certo i suoi figli ed i suoi numerosi aderenti si getteranno alla campagna e vi recheranno non poche molestie. In questa condizione di cose non sarebbe per avventura più conveniente che noi ritardassimo l' invio del sangiak in Italia e per conseguenza anche del telegramma e del rapporto; che lo esaminassimo e dappoi ci regolassimo secondo le risultanze ? lo devo però rammentarle che probabilmente questa incidentale inchiesta non potrebbe esaurirsi in un giorno, dovendo vagliare la verità delle sue asserzioni con testimonianze di altre persone. Abdallah bey si è dichiarato a confermare dinanzi a Lei quanto egli disse a mc. Gradisca sig. Colonnello i sensi della mia distintissima considerazione. Dcv .mo servo Avv. ZE11.BONl
ALLEGATO
N.
58.
NOTA DEI DEPORTATI COMPROMES$1 NELLA RIVOLTA DI ARABI PASCIA' CHE TROVASI IN MASSAUA A piede libero: Mussa Hassan Accad e Aly Rubi: totale 2. Detenuti: Aly Raghc, Masre Denader, Mohamed Hamdi, Mohamed Amin, Akareb Foad, Ahmed Neghib, Aly Reda, Klal Habascì cl Arabi, Abdcl Said Yones, Inda Hattab, Ahz~in Fargali, Ahmed Sciersciari, Ahgab Yousef, Mohamed E.sand, Mohamed Dibab, Aly Salem, Yousef Yonas, Galbi Behri, Mohamed Salek, Yonis Said, Yahua Yousef, Mohamed Hamed, Mansur Mohamed : totale 23.
212 A LLEGATO
N.
59•
COMANDO DELLE FORZE NAVALI NEL MAR ROSSO
Massaua, lì 25 luglio r885 Occn-ro: Circa due viaggiatori tedeschi sigg. Emi! Junker e S~hnitzler. Al Comando Superi<>re delle RR. truppe d'A frica - Massaua
Dall'Ambasciata di Germania vien fatto noto al R. Governo che due distinti viagg iatori tedeschi, il dott. Emi! Junker ed il dott. Schnitzler, quest'ultimo più noto sotto il nome di Emin bey, da ultimo governatore delle provincie egiziane equatoriali, trovansi secondo ogni probabilità, in seguito agli avvenimenti del Sudan, in condizioni gravi e pericolose. Sebbene nulla si sappia di preciso sul luogo ove essi si trovano, è verosimile che siano nelle vicinanze di lado, donde cercheranno senza dubbio di raggiungere la costa od all'ovest od all'est. Qualora ciò avvenisse ed essi pervenissero a qualche stazione nelle cui vicinanze sventolasse la bandiera italiana, il Governo germanico prega che dalle autorità italiane sia marittime sia militari o consolari, venga prestato ogni possibile aiuto ai sigg. Junker e Schnitzler, per facilitare loro i mezzi di far ritorno al loro paese. Qualora la S.V. potesse arrivare a conoscere sia casualmente sia con indagini che questi sigg. viaggiatori tedeschi fossero riusciti a guadagnare qualche punto della costa dove è stato dichiarato il nostro protettorato, le sarò grato se vorrà darmene immediatamente avviso, affinché io possa, col mezzo di qualche R. legno o piroscafo, facilitare il loro ritorno in Europa, curando anch'Essa di aiutarli e proteggerli.
li Contra~raglio NocE
213 ALLEGATO
N.
6o.
Massau.a, 24 luglio 1885
Al Comandante Superiore ddle truppe Mi pregio esporre alla S.V. le notizie gjunte dai miei sottoposti da tempo inviati al Habab. Hamet Kantibai si trova con la su.a gente a Roeb, di fronte Hamet è accampato Abd cl Kader con molta gente impone a Hamet di unirsi à lui onde occupare i luoghi di Enghero, di fianco Emberemi fino Kanfer. Hamet Kantibai rispose al Kadi cl Kader che egli è il vero Emiro cui Osman Dcghera diede il comando di tutte le tribù cioè Techles Habab, Temariam, accettai a condizioni di non disturbare i paesi delle m ie tribù, oggi non permetto a nessuno di voi infestare le nostre strade quelle che noi riceviamo i viveri e che smerciamo i nostri prodotti. L'uomo mi avverte che 100 cammelli sono arrivati in Emberemi, domani probabilmente verranno in Massau.a, esiste una lettera diretta alla S.V. da parte del Hamet. Hamet mi fa dire che al momento gli è impossibile di scostarsi dal suo paese, teme una rivolta; ma che se desidero parlargli vada io stesso. Si lamenta per la mancanza di viveri; e mi fa notare che una carovana di molti cammelli è scesa a Massaua per fare provvigioni di dura e riso questi appartengono ad Abd cl Kadcr. ANDllOU
ALLEGATO N.
61.
Al Ministero della Guerra - Roma Nel mio foglio in data 30 maggio u.s. n. 10 RR, mentre accennavo a parecchi provvedimenti amministrativi presi o da prendersi in Massau.a, mi riservava di riferire più tardi e partitamente sulle dogane. In data 23 giugno il Console Cav. Maissa rimetteva a S.E. il Ministro degli Affari Esteri un rapporto sulle risorse finanziarie di cui disponeva qui il G overno egiziano e suHe quali, egli diceva, potrà farsi da noi assegnamento allorquando l'amministrazione sarà nelle nostre mani. Certamente questo rapporto sarà pervenuto in copia a cotesto Ministero dal Ministero degli Esteri; in ogni modo ne accludo copia. Nel medesimo il Cav. Maissa rilevava come i soli proventi dai quali il Regio Governo potesse aspettare un aiuto non indifferente per far fronte alle spese dell'occupazione erano i dazi doganali e quindi come non convenisse istituire un porto franco a Massaua, ma bensl, conchiudeva, la migliore soluzione del problema parergli esser quella di un accordo coll'Abissinia per una dogana comune, accordo, aggiungeva, cui il Negus pareva disposto durante le trattative della missione Herwett.
214
Premetto che, senza entrare in merito alla questione se teoricamente cotesta sia la migliore soluzione del problema, o no, io sono d'avviso essere praticamente irta di difficoltà la esecuzione del progetto di una dogana comune coll'Abissinia, qualora si abbia sempre l'intenzione, com'è naturale il supporlo, di continuare a mantenere con l'Abissinia relazioni di buona vicinanza. Infatti gli odii fomentati da lungo tempo fra arabi, egiziani ed abissini, o meglio, fra musulmani e cristiani sono sempre latenti e tentano di sfogarsi in ogni occasione. E' questa una eredità raccolta che ci darà molto da fare anche solo per mantenere lo statu quo di tranquillità apparente fra l'Abissinia con cui vogliamo essere amici, e le tribù musulmane che come sudditi dovremo proteggere senza che occorra stabiliamo altri punti di contatto con un avvicinamento obbligato. Lo spirito di ladroneria degli abissini poi, la loro presunzione di avidità insaziabile creerebbero a noi stessi non poche difficoltà qualora in un'azione comune anche limitata ne dovessimo subire o combattere i capricci. Ciò premesso e comunque sia per decidere a tale riguardo il Regio Governo, ho l'onore di aggiungere che solo da pochi giorni mi venne trasmesso l'accluso prospetto di bilancio, in cui compariscono le entrate e le spese del V. Governatore. Il ritardo con cui mi si consegnò dal sig. Marcopoli bey tale prospetto è dovuto a che egli stesso fu a Suakin per combinare col Colonnello Chermside un progetto di riduzioni di spese le quali spese ridotte nell'accluso prospetto compariscono come spese proposte, e con queste ultime appunto il V. Governatore spera di poter far fronte in avvenire all'amministrazione civile e militare locale. Con ciò cotesto Ministero potrà farsi un'idea appr~ssimativa dagli oneri e dalle risorse del territorio da noi occupato, sullo stato d'organizzazione attuale del medesimo. E' evidente che quando questa amministrazione dovesse pass~re nelle mani nostre, è cosa- prudente che da principio si assuma com'essa ora si trova per non produrre delle scosse; e soltanto si attuino, quando la cosa si dimostra fattibile senza troppo nostro danno finanziario, quelle imposte che riescono assai vessatorie per gli indigeni. Lasciando da parte per il momento il modo migliore di assumere noi stessi quc,. · st'amministrazione, questione che è intimamente collegata alla permanneza più o meno lunga di lzzet bey in Massaua, sia alla continuazione del V. Governatore egiziano, vediamo quali altri oneri dovrà portare all'amministrazione italiana l'organizzazione interna del nostro possesso sui villaggi vicini e del nostro protettorato lungo tutta la costa da Massaua ad Assab, nonché sugli Arcipelaghi di Daalac e W okil. Disgraziatamente io non so quali siano i patti e le convenzioni fatte dalla Regia Marina coi vari capi tribù della costa e degli Arcipelaghi e quindi gli oneri ed obblighi assunti perché le informazioni che n'ebbi sono di semplice cortesia ed insufficienti affatto per una esposizione anche sommaria di quanto già fu fatto per il protettorato della costa. Quel che è certo è che il ·Comandante militare o civile di Massaua dovrà sempre avere a sua disposizione alcuni ispettori indigeni, che fra tutti conoscan bene i costumi e le lingue di tutte le tribù e personalmente pure i capi; che abbiano poi una influenza personale speciale, éhe continuamente esercitano sorveglianza sulle tribù rispettivamente loro assegnate e periodicamente vi si rechino per tener delle riunioni (calam) cd in tale circostanza udire i loro bisogni, sentirne le lagnanze, procurare il miglioramento del loro benessere, del loro commercio ed in una parola esercitarvi l'influenza ddl'autorità governativa che troppo distante cd ignara degli usi della lingua dei paesi, sarebbe impotente a mantenervisi rispettata e temuta. Quest'azione, per dir così, intima di Governo, unita alle ispezioni dei legni da guerra per mare, alle ispezioni pure di ufficiali dell'Esercito di terra allo scopo d'in-
\
215
dagarc i punti approdabili per sbarchi eventuali di truppa, i siti d 'acqw, le risorse in carne cd altri generi, i piccoli commerci locali, lo stato di sicurezza del paese completerebbe la conoscenza cd il dominio morale delle tribù della costa e faciliterebbe di molto l'esecuzione di quelle misure generali e d 'ordinamento che in seguito sembrasse opportuno di stabilire per attivare il commercio a vantaggio di una data produzione, attirarlo in siti determinati, promuovere scambi. Così ad esempio, in tutti questi arcipelaghi cosi ricchi di madreperle, di perle, di pesci, quando si fosse acquistata una perfetta conoscenza della loro . rrumicra d 'essere, di commerciare, della direzione: cd entità delle loro esportazioni, non parrebbe: tanto difficile lo stabilire: delle misure per richiamare, attirare in Massaua tutta o gran parte dell'esportazione: a vantaggio dei commercianti italiani ivi stabilitisi e del commercio locale. Pare a mc pertanto che anzitutto stabilitasi in Massaua un'autorità superiore, con larghi mezzi anche di navigazione, suddivisa in zona la . costa e gli arcipelaghi, riconosciute le medesime: in comune degli ispettori indigeni che più sopra ho indicato, con delegati pc1 commerciò, per la Marina e per l'Esercito, si potrebbe intanto elaborare: un primo progetto che stabilisse e ripartisse: gli ispettorati di zona, gli oneri del Governo per questo primo ordinamento e per gli obblighi contratti coi capi tribù, ccc. Nei villaggi poi di Arkiko, Monkullo cd Otumlo per la scelta dei Naib e cosl per la scelta delle autorità civili indigene nonché per l'andamento di tutti gli affari relativi a quest'ultimi, è indispensabile vi sia presso il comandante civile e militare: una specie di segretario o commissario per gli affari indigeni il quale eserciti virtualmente: il governo degli arabi in nome e secondo le idee del Comandante: Superiore. La scelta di questa persona sarà sempre molto difficile e della massima importanza. Per questa posizione:, come dal rapporto n. 43 in data ........ del Cav. Maissa, si era appunto di comune accordo proposto il sig. Marcopoli bc:y, proposta approvata dal Ministero con suo dispaccio ...... . Ma questa nomina essendo appunto collegata col passaggio dell'amministrazione: nelle nostre mani, contemporanea all'abolizione del V. Governatore: egiziano e richiamo di lzzc:t bey, è ancora nella stessa situazione: d'allora cd è invece su ciò che si dovrebbe venire ad una conclusione. Importa invero che questo territorio occupato diventi suolo italiano il più presto, altrimenti il Governo egiziano non mancherà, sotto mano, di mettere in azione le influenze: che con tanti anni di governo non ha potuto a meno di acquistare:, e f.are una politica sotterranea e che sordamente: potrebbe pregiudicare poi la nostra posizione acquistata con tanta fatica. Questo suolo diventato italiano, stabilitasi in Massaua una autorità superiore con larghi mezzi anche di navigazione, ammesso partito lzzct bcy e Marcopoli bey insediato nelle sue nuove funzioni non sarebbe più allora cosa difficile proporre gli impiegati egiziani che si potrebbero continuare: a tenere per ora e quelli da sostituire:. Si potrà poscia addivenire ad una successiva abolizione delle imposte troppo vessatorie, mentre per sviluppo di lavori già fin d'ora ritenuti indispensabili potrebbesi aumentare il benessere di queste popolazioni cd insediare fermamente il Governo. In questo territorio diventato italiano i commercianti italiani non avendo a pagare il dazio doganale, avranno agio di stabilin>isi con vantaggio cd assorbire essi medesimi il commercio ora in mano di stranieri; non sarà quindi più questione di fare di questo sito un porto franco, ma basterà pel momento, anche per la dogana, lasciare le cose come sono assumendo noi senza scosse l'amministrazione. Dopo un anno o due di prova, si potrà addivenire a quei cambiamenti che l'esperienza avrà dimostrato più opportuni.
216 ALLEGATO
N.
62.
Massaua, 6 agosto 1885 Al Minùtero della Guerra - Roma N. 377 - Presidio Massaua, 6 agosto. Ammalati 261, dei quali 8 gravi. Morto soldato Calderari 54° fanteria tifoidea. Ricevuto telegramma 863. Soldato sussistenza morto Sancassani. Preannunziato arrivo Massaua Chermside con inviato inglese. Intanto Marcopoli partito abissinia recando 4 cannoni montagna munizioni ed altri doni per spingere Negus liberare Kassala. Dicesi offriranno perciò qualunque somma. Messo proveniente Kassala afferma Mahdi morto 28 luglio in Ondurman 2 ore da Chartum, )'8 Ramandan di vaiuolo. Marina avendoci .fissato soltanto 42 posti . Volta consiglia servirci postale India altri rimpatriandi congedandi. Aumento carabinieri Massaua richiede pronto locale impossibile affittarsi meno 2250 lire tre mesi. Chiedo autorizzazione affittarlo. Segue rapporto. Carico Singapore giunto con china meno 195 barili farina caricato su Venezia. Carico china giunto SALETIA completo.
ALLEGATO
N.
63.
Al Minist.ero della Guerra - R<ml4 N. 394 - Presidio Massaua, 9 agosto. Ammalati 277, dei quali 4 gravi. Maggiore Panara ripreso servizio. Gazzera convalescente. Condizioni generali salute tendono migliorare. Ricevetti telegrammi 868, 896, 9()2. Mezzi e condizioni sanitarie impongono cambio distaccamenti sia combinato con rimpatrio congedandi. Segue lettera spiegativa. Rimpatriano col Volta per motivi salute 4 ufficiali 42 truppa. SALETIA Urge invio fondi richiesti con foglio 1563 dd 9. luglio.
ALLEGATO
N.
64-
Roma, 5 agosto 1885 N. 9()2 - Confermando lettera 1214 telegramma Sso per rimpatrio autunno congedandi metà quadri determino tutti altri ufficiali truppa rimpatrio prossima primavera disponga come crede accompagnamento congedandi impieghi largamente indigeni scaRicorri ricamento navi grosse fatiche telegrafi condizioni arrivo china. Roma, 3 agosto 1885
868 - Bollettino sanitario non deve cifrarsi.
R1corn
Roma, 3 agosto 1885
896 - Per riparare quanto possibile cattive condizioni sanitarie truppa, particolarmente bersaglieri, consideri opportunità aumentare od almeno alternare distaccamento Arkiko, Arafali, Assab. In alcuni giornali del luglio troverà attacco ingiurioso contro lei non si curi del resto altri giornali reagiscono. Ricorri
217 ALLEGATO
N.
6s-
C<>mandante trasporto Volta - Suez
Trasmetta Colonnello Saletta - 750 - Oltre convalescenti inizi rimpatrio congedati classe 63 profittando tutti piroscafi. In senembre saranno rimpiazzati congedandi 63 con due anni ferma rimpatrieranno dopo con altre disposizioni. Telegrafi condizioni ufficiali ammalati. R1con1 - BuN
Roma,
12
agosto
188s
N. gu - Occorrendo fondi cassa militare prima arrivo piroscafo 5 settembre li procuri fino a lire 200.000 giusta par~grafo secondo norme 19 febbraio preferibili cambiali su piazze italiane queste saranno tutte sulla direzione generale tesoro quelle pagabili Londra Parigi sul console italiano. Cambiali saranno in lire per l'Italia sterline o franchi sopra Londra Parigi avvisi direzione tesoro ogni emissione. SANI
Roma,
12
agosto 1885
N. 941 - Ministero ritiene conveniente si provveda con molta Ìarghezza al nutrimento del soldato avvalgasi pertanto facoltà concessale per aumentare e variare razione viveri. Ufficiali, sottufficiali devono autorizzarsi prelevare qualunque derrata salvo forza maggiore colle spedizioni fatte e con altre 26 corrente assicurato largamente vettovagliamento occorrendo richiegga quanto serve provveda direttamente ove possibile. N. 944 - Ministero autorizza affittare prezzo indicato locale occorrente carabinieri. MAllSELLI - B lllN
/ ALLEGATO
N.
66.
Massaua, 13 agosto 1885 Al Ministro della Guerra - R<>ma
N ..419 - Presidio Massaua 13 agosto - Ammalati 255, dei quali 5 gravi; grave colpo sole avvocato Pavesio. Aumentata temperatura aggrava condizioni generali salute, urge aumentare frequenza mezzi rimpatrio convalescenti. SALETTA
218 ALLEGATO
N.
67.
Roma, 17 agosto 1885 Arrivato Aden 17 detto e a Massaua
21
agosto
Reçu télégramme 13 aout concernant Douane nous attendons ainsi que je vous l'ai télégraphié et écrit un rapf>?rt du Colonel Saletta avant de prendre dècision dèfìnitive, mais comme je vous l'ai également écrit nous trouvons que le pian Stefanoni a des avantages considérables et nous renouvelons au Colonel Saletta les plus larges facultés pour tout arrangement nécessaire en vue de maintenir Marcopoli dans les bonnes dispositions jusgu'au moment où une mesure décisive en sa faveur deviendrait possible. lliPJU:TIS
ALLEGATO Ricevuto il giorno
21
N.
68.
dal Comandante il Provana
Comunichi Saletta 5)84 - Disponga partenza Palestina verso 25 corrente per Napoli con carico completo convalescenti congedati. Durante assenza Palestina Ammiraglio metterà R. Nave sua disposizione. Ministero telegraferà per ulteriori partenze congedati. MARSELLI Da Roma, 24 agosto 1885 Comunichi Colonnello Saletta 1025 aderendo domanda Morgani Mohamed Governo autorizza trasloco Sangiak Idris a Tauloud proposto lettera n. 365. Arrivando ufficiale inglese diretto Abissinia faciliti ogni modo sua miss~ne. Sospenda provvedimenti ordinati avvocato generale militare per processo 1~digeno assassino Beilul segue lettera. Per movimento congedandi rinforzi dovrassi provvedere con Cavour, Città di Genova, Washington, noleggiato oltre Palestina. Non mandi congedandi col China ; segue lettera. Ritiri sempre elmetti strumenti zappatori tenuti revolvers partenti.
ALLEGATO
N.
69.
Da Ras Alula Turchi Basci al Colonnello Saletta Comandante le truppe italiane
Come state voi e le vostre truppe? Io e le mie truppe stiamo bene grazie a Dio. Ho ricevuto la grata vostra lettera. Vi ringrazio immensamente per quello che avete fatto a pro dei negozianti abissini restituendogli il valore della loro merce. Vogliate mandarmi la macchinetta ventosa. Scritto a Debra - Bizen, 13 agosto - 18 agosto 1885.
219 ALLEGATO N.
Massaua, le
22
70.
aot'.\t 1885
Mon cher M. Marc()po/i
Comme je vous ai dit la dernière fois que nous nous sommes vus, aussitòt que j'avais su de l'arrangement Stefanoni au Caire, je n'ai pas manqué d'écrire à mon gouvernement que le comm. De Martino ayant arrangé l'affaire des douanes à mon insu et sans tenir compte des pour - parlers qui avaient en lieu entre nous, je o'aurais jamais pu approuver l'arrangement au - quel on était arrivé, bien que je reconnOs que sous le point de vue dc notre politique, et exclusion faite des personnes, cc résultat pouvait étre acccptable. En méme temps le consul envoyait au ministere des affaires étrangères la dépéche suivante: « Saletta déclare sa position insoutenable si pian projeté a son insu par Stefanoni au Caire aura lieu sans son intervention. f. Zu.BONI ». Le Président du Conseil des Ministres vient de répondre au consul de la manière suivante: « Reçu télégrammc concernant Douanc ; nous attendons ainsi que je vous l'ai télégraphié et écrit un rapport du Colone! Saletta avant de prendre décision définitive, mais comme je vous l'ai également écrit nous trouvons que le pian Stefanoni a des avantages considérables et nous renouvelons au Colone! Saletta les plus larges facultés pour tout arrangement nécéssaire en vue de maintenir Marcopoli dans !es bonnes dispositions jusqu'au moment où une mesure décisive en sa faveur deviendrait Po5Siblc ». l>EPRETIS
Comme vous voyez le gouvernement va prendre des décisions définitives que quand il aura reçu mon repport, le quel maintenant sera déjà arrivé. À ce qu'il para1t le gouvernement tout en désapprouvant la ligne de conduite suiviè, ne manque d'approuver le résultat obtenu. Voilà maintenant comment M. De Martino explique la combination nouvelle de l'arrangement des Do-qanes: 11 Dalle informazioni assunte da Nubar Pascià, presso la stessa direzione generale sull'andamento del servizio doganale in Massaua, ne è risultata una decisione del Consiglio dei Ministri in virtù della quale è tolta al governatorato ogni ingerenza nell'amministrazione di cotesto ufficio, il quale invece è posto sotto la dipendenza diretta della direzione generale in Alessandria. T rattandosi di un ufficio egiziano che viene ad essere creato per così dire di pianta, è indiscutibile il diritto della direzione generale sulla scelta dei suoi impiegati. Il sig. Marcopoli, funzionario egiziano presso cotesto governatore, si ebbe finora la d irezione dell'ufficio doganale, non come impiegato della direzione generale, ma come delegato del governatorato, al quale era affidata l'amministrazione. Cambiato sistema, cessano le di lui attribuzioni e ritengo che sarebbe per parte nostra incompatibile ingerenza a voler imporre alla direzione generale ed al Governo egiziano un direttore da essi poco gradito». Dans mon rapport au Ministère je dis: que pour moi c'est une question d'honnéteté; que je n'aurais jamais permis que M. Stefanoni pnt la piace de M. Marcopoli
220 sans que celui - ci la lui cédat volontairement et qu'on lui donne une assurance officielle sur quoi nous étions entendus enfin que j'en faisais une question personnelle. Or, mon cher Marcopoli, vous connaissez parfaitement la situation. Comment désirez - vous que la chose se résolve pour le moment? Réflechissez - y, et répondez - moi, s'il vous plait, avant quinze jours en me faisant toutes les propositions que vous croyez qu'elles puissent vous etre convenables. En attendane, le eh. Stefanoni étant absent pour une douzaine de jours les choses resteront comme elles se trouvent, c'est - à - dire, comme vous !es avez laissées. Veuillez accepter l'assurance de ma parfaite estime. Le Colond SALt:TTA
A.J..uGATO
N.
71.
Asmara, le 27 - 8 - 1885
Monsieur le Colont:l Saletta - MassaUII Ras Alula m'assurc que le cbeval qu'il à perdu dernièrement dans sa tentativc d'arretcr Debeb à Bahta, à été pris par Ics gens d'Arkiko et vendu aux italiens. « Si le Colone! Saletta avait de l'amitié pour moi, dit ce Ras, il aurait arrété les voleurs et envoyé le cbeval à son propriétaire ». Impossible de lui faire comprendre l'impossibilité d~ reconnattre un chcval volé d'un autre parmi le grand nombre de chevaux abyssinien vendus à MassaWl: Je suis persuadé que vous ignorez tout à ce sujet, dans le cas pourtan~ où vous pouviez par le moyen dc vos espions rctrouver Ics traces de ce cbeval et le fairc envoyer au Ras, je suis sur que cela lui fera plaisir. J'ai écrit de meme à lzzet bey, ainsi que pour les 38 fusils qu'il a perdu à sa dernière tentativc et à celle de mai dernicr. Ras Alula ajoute: « Je pouvais emporter une masse de bétail, cbamcaux, bocfus, etc., et venir piller Arkiko. Je n'ais pas voulu le faire car nous sommes en bonnes relations avec le gouvernement Egiptien, mais il faut que !es autorités à Massaua montrent de leur cété un peu de bonne volonté en faisant arreter ces voleurs. « Il est bonteux, dit - il, que le gouvcrnement ne puissc pas venir à bout d'une bande de brigands. D'Ailet à Asmara une femme chargéc d'or peut voyagcr sans la moindrc crainte, rt un bomme chargé, d'une pcau de boeuf ne peut travcrser votre territoire égyptien sans courir le risque d 'etre pillé ou assassiné ». Pour cela il a bien raison et vraiment !es autorités devraient prendre qudque mesure pour arreter ces brigands. Nous avons une masse de basci - buzuk qui ne font rien à Massaua. De votre coté vous en avcz pas mal. Entendez - vous avec lzzet bey, et je suis persuadé que vous réussirez à mettre un terme à ces déprédations. Croyez - moi toujours etc.
M. MAJ.coPOU
221 Au.E.CATO
N.
72.
La S.V. si è compiaciuta di chiedere quale sia il mio esplicito parere a riguardo della grave decisione se sia cosa apportuna di sollevare la questione della delimitazione delle fron tiere coll'Abissinia in occasione della prossima missione che il Governo ba in animo d'inviare presso il Negus, oppure meglio differirla. Sebbene io ritenga che fino a che non si sia addivenuto coll'Abissinia ad una delimitazione di frontiera, vi saranno sempre per l'indole di quel paese e nonostante qualsiasi trattato, dei gravi appigli a dissensi ed atti ostili (vedi mia relazione n ....) ; tuttavia reputo cosa indispensabile il differire per ora la trattazione speciale di tale questione.
1) Perché per le pretese che l'Abissinia dimostrò sempre di avere su Massaua stessa; considerato che fin dal 1875 aveva costituita la nuova provincia d i Ghinda includendovi la baja d 'Annuley, il porto di Zula e la baja d 'Ampbila, il ch e diede luogo alla guerra coll'Egitto ed alla disfatta delle forze di Arrendenp, sarebbe, secondo me, cosa improbabilissima ch'essa accettasse ora l'esame di simile complessa sistemazione, mentre il provoca.rla d 'iniziativa nostra non sarebbe parmi la via migliore di conciliare l'animo e la fiducia del Negus.
2) Perché ammesso che una tale questione venisse trattata e anche risolta, l'~ cuzione pratica della delimitazione anche approssimativa della frontiera sarebbe per molto tempo ancora cosa gravissima, assai difficile e per ora forse i.mpossibile. Se però io credo che convenga soprassedere in occasione della prossima missione di trattare a fondo la delimitazione della frontiera, non sono però d'avviso che si debba assolutamente tacere della questione; bensì stimerei che se ne dovesse preparare la trattazione, per l'avvenire tentando fin d'ora di porre un limite alle pretese abissine col cercare sicno definite; di definire anche noi stessi le questioni che essa ha e vuol mantenere vive coi suoi vicini e che per quelli che sono nel territorio da noi occupato o confinanti col Sudan importerebbe a noi invece fossero risolte subito. Così ad es. essa ha tolto a quei d'Arkiko il mezzo d'allevar bestiami, facendo scorrerie in Waa, unico sito in cui gli arkikesi possono fare pascolare e bere i loro armenti (vedi mio rapporto n. . ..). Converrebbe pertanto stabilire che Waa appartiene agli arkikesi, anche all'occorrenza comprandone il dominio. Essa si lagna di furti di fucili e cavalli oprati da irregolari egiziani; converrebbe saldarne l'importo ecc.; soprattutto poi stabilir bene le mutue garanzie per l'osservanza reciproca delle clausole del trattato. In conclusione io son di parere che senza porre sul tappeto per ora la vera que.stione della delimitazione esatta di frontiere, convenga ciò nulla di meno solo a titolo della conservazione di buona vicinanza, subito risolvere la questione di vicinanza che ci interessa e fissare i punti ed i villaggi speciali sulle comunicazioni che si debbano intendere come termjni della occupazione italiana nonché quelli che si possa o no reciprocamente occupare, evitando però i siti che non c'interessano direttamente.
222 ALLEGATO N.
73•
Stralcio di telegramma in data 24 agosto 1885 da Roma trasmesso dal Comandante le forze navali con foglio n. 2 3 del 26 agosto. N. 1026 - Ministro Guerra disapprova contenuto formazione delle due lettere n. 335 • 347 scritte dal Colonnello Saletta al Contrammiraglio Noce e gli infligge un rimprovero. Ministro della Marina invita Contrammiraglio indicare Colonnello Saletta informazioni che gli debbono essere periodicamente comunicate. Ministro della Guerra ordina Colonnello Saletta fornire Contrammiraglio tutte le informazioni gli saranno domandate soddisfacendo altresì sue prescrizioni. Entrambi Ministri invitano Contrammiraglio quanto Colonnello Saletta rimanere fermi nei limiti delle disposizioni di massima contenute dispacci n. 840 Guerra n. 5139 Marina. R1COT1"1 - BuN
Particolare - Ricordi che la punizione che esigenze disciplinari gerarchiche mt unpongono infliggere non può menomare alta stima che ho di lei per suo carattere e per sua capacità pel modo con cui ella ha saputo organizzare i diversi servizi e mantenere ferma la disciplina nelle truppe Africa. N. 1027 - In conseguenza rimprovero contenuto telegramma n. 1026 si presenti Contrammiraglio per manifestare rincrescimento per sue lettere n. 335 • 347 non abbastanza deferenti. RICOTTI - B1t.1N
ALLEGATO N.
74·
Roma 2 settembre ore 3,55 pom . • Perim • Console Zerboni - 11 ant. 3 settembre 1885 • Arrivato col (< Cariddi» il 5 settembre 1885 ore pom. Le prèsent télégramme a été concerté entre !es deux départements de la guerre et des affaires étrangères. Veuillez dire au Colone! Saletta ce qui suit:
1) Quant à l'affaire de la Douane que nous sans renoncer à la combinaison Stefanoni chancellerie pourrait nous créer des embarras ultérieurs avec l'Egypte et nous faire perdre une excellente occasion de prendre en roain cet important service; il y a convenance différer le changement jusqu'au moment le plus opportun. Saletta devrait clone d 'une part mettre Stefanoni, dont il faut ménager la susceptibilité, dans la confidence des · motifs de hautes et impérieuses convenances qui nous engagent surtout en ce moment à ne pas nous aliéner Marcopoli directement ou par votre entremise què ne voulant rien faire qui puisse lui etre désagréable le statu • quo continuera à etre maintenu dans la douane de Massaua. J'ajoute confidentiellement qu'au retour de Marcopoli il faudra réprendre avec lui !es pourparlers car au point où les choses sont arrivèes il est impossible renoncer définitivement à la combinaison Stefanoni. Saletta doit dire en outre _à Stefanoni que le Ministère des finances fait un appel tout spécial à son abnégation et compte qu'il voudra se preter de son còté aux exigences d'une situation qui ne tardera pas à pouvoir étre réglée à l'avantage de tous.
223
2) Saletta est cxprcssémcnt autorisé à annonccr à Ras Alula l'cnvoi cn Abissinic dc la mission solcnncllc italicnne pour le mois dc novembre cctte mission aura pour but de prcndre avec le Négus tous Ics arrangcments dc convcnance et utilité mutucllc qui pourraicnt etre dcvisés. Je vous autorisc à prendrc un commis huit frana par jour. l>aPUTII
Massaua, le 6
scptcmbrc
1885
Mon cher mons,eur Marcopoli Je puis vous annonccr officiellcmcnt que, sclon le dépecbe arrivée hicr du Ministre dcs affaires ctrangercs d'ltalic lo ttatu quo continucra à etre maintcnu dans la doua.oe dc Massaua. Ainsi je vous saurais gré si vous vouliez bien me dire quand est - ce - que vous rctournercz à votre résidcncc de Massaua. ]'espérai de vous voir avant de votre départ. Agrééz l'assurancc de mon estime. Votre dcv. SALETTA
ALLEGATO
N.
75.
Traduction tcxtuelle de « L'Omonia », 5 aout 1885. On nous écrit de Massaua que ces jours derniers, le Colonel Saletta a reçu une lettrc d'Osman Digma, et conçue à pcu près comme suit: « Moi Osman Digma, le bras droit du Mahdi, à l'illustre Saletta, le général bien - aimé du Sultan de l'Italie, salut. Comme je crois que la colère divine ne t'a point· aveuglé, comme elle a aveuglé, H iks, Grahan, Stewart, Carie et Gordon, je te conscille de te rctirer de Massawah avec ton armée, ou bien si tu vcux rester d'abandonncr l'crreur du Cbristianisme, et d 'embrasscr l'Islamisme. Voila donc quc je t'envoie un vetement de Dcrvicbe dcs Chapclcts et le livre sacré afin que la lumière de la verité eclairc tes yeux et ceux qui sont autour de toi. Mais si, sourd à mes paroles et à mcs conseils, tu persistcs à rester dans ton errcur et dans ta folie, trcmble, car, dans le cours d'un mois, à partir d'aujourd'hui et aussitot la fin du Ramadan Sacré, je viens commc un fléau Divin et toi et Ics tiens je vous poursuivrai jusqu'à complète extermination. Dicu est unique et le Mahdi est son prophète ». Le Colonel Saletta après avoir traité très - bien, le porteur de cene curieusc lcttrc et l'avoir comblé de présents, lui rcmit la lettrc suivante: « Monsieur Osman Digma salut. Si tu veux dcmander la protection de l'Italic, viens, et tu seras le bien - venu; et sous l'égide du Drapeau italicn, tu scrais inattaquable. Mais si ton · fanatisme t'aveugle à tel point que tu veuillees venir à nous cn cnnemi, sois ccrtain que tu ne retourneras plus dans ta patrie. Dìeu est uniquc et tous lcs prophètes sont dcs propbètes ».
224 ALLEGATO N.
']6.
COMANDO DELLE FORZE NAVAU NEL MAR ROSSO
Massaua, lì 6 settembre 1885 N. 31 riservato. OocErro : Circa la panenza del Cavour per l'Italia. Al Comando Superiore delle Regie Truppe d'Africa - Massa1111 Dopo avere preso conoscenza del suo rapporto n. 466 riservato, rimane immutato il mio parere, già manifestato a voce, che cioè V.S. è interamente responsabile ddl'avvenuta partenza dd Cavour, contrariamente ai miei ordini, coll'aggravante circostanza che V.S. non fece valete l'autorità del suo grado, come era suo dovere, per insistere affinché il Comandante del Cavour eseguisse i miei ordini, dimostrando cosl una deplorabile mancanza di energia non compatibile col suo grado e colla posizione sua. Quando il Comandante del Cavour le propose di tenere in non cale i miei ordini, era stretto dovere della S.V. invece di lasciare in suo arbitrio il decidere se doveva partire o no, e poscia autorizzarlo a contravvenire ai miei ordini espressi, di insistere, affinché questi ordini avessero piena ed intera esecuzione. Egli è perciò che con mio rincrescimento mi sento il dovere di manifestarle che non approvo il di lei operato e devo fargliene rimprovero, affinché le serva di norma per la sua condotta avvenire.
Il Contra~iraglio F.to Noci;
Ho l'onore di informare la E.V. che nella mia prima visita che feci al Contrammiraglio Noce al suo arrivo in questo porto da Assab, di cui nel mio foglio n. 88 ris., egli mi chiese fra l'altre cose perché avessi lasciato partire il Cavour il 25. Siccome non avevo ricevuto ordini né comunicazioni di sorta da lui su tale riguardo, gli risposi che ciò fn in seguito a desiderio espressomene dal Comandante del legno. Allora egli mi soggiunse di fargliene un rapporto per iscritto che accludo (allegato n. 1). A questo egli mi rispose coll'allegato n. 2. ·
225 A L LEGATO
N.
77.
AVV I SO Dovendosi dall'armi italiane compilare un progetto per la sistemazione e pel rifornimento d'acqua occorrente alla città di Massaua, è indispensabile conoscere con una certa approssimazione il numero degli abitanti. A tal uopo il Comando Superiore delle forze italiane ha nominato una commissione di due funzionari perché proceda al computo approssimativo della popolazione. Fedeli al programma di non violare la santità del domicilio privato, i suddetti funzionari hanno l'ordine di non entrare nelle case degli abitanti, di parlare col solo capo di famiglia per le informazioni desiderate e di usare dovunque sempre i modi corretti. Il Comando Superiore è convinto che la popolazione di Massaua, penetrata dello scopo e della utilità del provvedimento preso, vorrà contribuire del suo meglio alle premure dimostrate dal medesimo per il bene di questa città e non dubita che vi sia chi mancherà di rispetto in parole o fatti ai funzionari incaricati di assumere ragguagli di cui è parola. Massaua, 4 settembre 1885. Per ordine del Comando Superiore delle RR. T ruppe italiane.
IL R.
CoNSOLE
ALLEGATO
N.
78.
R ISPOSTA AL DISPACCIO DEL 21 AGOST O 188S N. 16S2 Massaua, 8 settembre 1885 Dal giorno 30 giugno u.s. in cui questo Comando assoldò al servizio del Governo italiano i 35 irregolari del Governo egiziano distaccati in Saati, aumentandone poi il numero, come è detto nella mia relazione n. 407 ris. in data 13 agosto, avvennero lungo quelle strade due aggressioni. L'una nelle circostanze indicate dal mio rapporto n ...., eseguita da certo Gaber Hanlai, ex servitore e schiavo del Naib d'Arkiko, con 6o individui la maggior parte arkikesi, contro una carovana diretta ad Ailet, ma nel tratto di strada fra Saati ed Ailet; l'altra di cui nel mio rapporto n .. .. , eseguita da 100 predoni della tribù di Adendoa, ma dipendenti dal Debeb, contro 14 abissini portanti pelli fra Monkullo, e Saati. La sorveglianza degli irregolari di Saati non si spinge oltre un'ora da Saati verso Ailet e ciò per non destare la suscettibilità abissina, non si può perciò dire che al posto suddetto spettasse la sicurezza del terreno ove avvenne quella prima aggressione. In quanto alla seconda aggressione avvenuta fra Saati e Monkullo e sulla quale appunto si fecero prendere esatte informazioni dal Sangiac dipendente da questo comando che si riteneva responsabile di questo difetto di sicurezza, risultò che quei 14 abissini evitarono con un lungo giro di passare per Saati dove avrebbero dovuto
226 ricevere la scorta. Non si poté quindi incolpare i nostri irregolari se la carovana era senza scorta; ma questo fatto diede motivo alla comunicazione di Ras Alula di cui nel foglio n.. .., che fu comunicato in copia a codesto Ministero il . . . La sicurezza pertanto su quelle strade non è diminuita da che s'imprese per parte delle nostre truppe il servizio di scorta invece del Governo egiziano; però i provvedimenti a prendersi per darle maggior sicurezza fra i quali quello di fare occupa.re la località. di Saati con un distaccame~to sufficiente della nostra truppa, meritano un esame alquanto più esteso perché si collegano con una quantità di circostanze che hanno radice nell'indole, nella situazione reciproca di queste popolazioni arabe ed abissine, nonché nel sistema di governo a cui furono soggette finora. Non si può negare che la causa prima della poca sicurezza di questo tratto di strada africana fra l'Abissinia e la costa non sia stata finora la maniera di wmportarsi della stessa Abissinia. Un paese invero in cui non vi sono imposizioni regolari, in cui non è fisso il numero dei soldati, in cui non vi è ombra di bilancio né di amministrazione regolare, ma in cui quasi tutti sono soldati; nel· quale né l'ufficiale né il soldato ricevendo stipendio, il bottino soltanto ne costituisce tutta la ricchezza, come può fare a sussistere senza continui saccheggi . o razzie? Per vivere, per vestirsi, per armarsi, l'Abissinia ricorre ai paesi vicini perché non basta a sé stessa; il bottino vien regolarmente diviso in diversa misura fra i condottieri, gli ufficiali, i soldati cd i portatori delle armi di questi ultimi. I Ras devono continuamente guerreggiare per nutrire le proprie truppe; ciò naturalmente conduce ad uno stato di ostilità perenne colle tribiì vicine a cui tutto vien tolto, e ad una ingordigia deplorevole di roba per parte degli abissini su tutti coloro ch e essa' non teme di affrontare. . 11 Governo egiziano già una dozzina d'anni or sono sentiva il peso di questo vicino invadente e volle tentare di tagliare corto alle sue scorrerie. Ma, com 'è noto, le due infelici battaglie di Gudda - Guddì (18 novembre 1875) e di Cura (7 marzo 1876) mentre diedero a vedere quanti sieno gli ostacoli materiali che si presentano ad un corpo di truppa che senza poter assicurare le sue linee d'operazione, voglia offensivamente agire contro l'Abissinia, accrebbero oltremodo le pretese e la presunzione di questa ultima. Dopo quell'epoca il Governo egiziano di fronte all'az~·one prepotente dell'Abissinia non si difese che con una serie di wncessioni, di compro essi e di atti di debolezza che quasi, si può dire, lo esautorarono anche di fronte ag i stessi arabi. Presentemente parecchie tribiì arabe della frontiera pagano tasse non pilÌ all'Egitto, ma all'Abissinia per evitare di esserne saccheggiate. Stazioni egiziane di frontiera non ne esistono più ed i capi abissini di frontiera possono ad ogni momento a loro piacere devastare i paesi circonvicini, sorprendere bestiame e far razzie d'ogni genere. Nell'anno 1883 anzi, nell'ottobre, per dissensi fra i due governi, il capo abissino Ras Alula non si peritò di assaltare di sorpresa con un numero sterminato di soldati il posto egiziano di Saati massacrandone tutti i soldati. Non è cosa .ignota poi come il possesso di Massaua sia sempre stato uno degli scopi della politica del Re d'Abissinia. Lo espresse il Re Giovanni fin dal 1879 (28 ottobre) al Generale Gordon e poi ancora ultimamente (1884 - 85) al Contrammiraglio Herwett. (Vedi estratto di rapporto sulla situazione militare nel Sudan nei primi mesi del 1884). Questo stato di cose e per di più anche le religioni diverse hanno creato tale inimicizia fra le tribù arabe e gli abissini che anche supposto cessate le cause di ostilità inerenti all'ordinamento del Governo abissinese sarebbe opera vana il tentare di comporli wsl subito fra loro.
227
Nelle loro scorrerie poi i capi abissini preferiscono di arrecare danni ad Arkiko, dove essi sanno starvi i loro nemici più acerrimi (vedi miei rapporti n. . ..) talché fra gli arkikesi e gli abissini corre un odio inestinguibile. Molte volte già Ras Alula chiese al Governatore egiziano che fosse cambiato il Naib di Arkiko; ma il Governatore non volle mai con ragione a ciò aderire: 1) perché cambiando il Naib tutto il paese diventerebbe ribelle; 2) perché con tal cambio il dominio completo per parte degli abissini su quei di Arkiko diventerebbe presto un fatto compiuto. Siccome poi molti arkikesi sono assoldati irregolari presso il Governo egiziano, non è a stupirsi che il mantenimento della sicurezza delle carovane abissine sia reso vieppiù difficile per la cattiva volontà con cui si prestano a questo servizio i soldati egiziani arkikesi e che anzi si verifichino fatti quali quelli che diedero luogo ai miei rapporti n. . . . relativi al Sangiac ldris. E' ancora da aggiungersi che lo stato di ribellione in cui più o meno da qualche anno si trovano le tribù degli Habab, degli Adendoa, dei Tekles, Temariam, ecc., fra la costa di Kassala fu causa che tutti gli arabi malcontenti del loro stato sotto il Governo egiziano, od irritati per punizioni od ingiustizie subite si sieno dati alla campagna. Taluni di questi rappatumatisi poscia col Governo, rientrarono nei loro paesi di Massaua ed Arkiko, alcuni pure allettati con doni e promesse; tali elementi non possono certamente ispirare molta fiducia, né riuscire a dar forza e vigore alla legge. Molti capi abissinesi altresì, qualcuno parente pure del Negus, come il Fitaurari Debeb, disgustati del loro paese, si fecero capi banda, scorrazzando per le tribù, imponendo loro balzelli e commettendo ogni sorta di crudeltà. La situazione pertanto così generatasi all'interno ed all'esterno di Massaua per tanti motivi, non sarà per molto tempo delle più facili pel mantenimento della sicurezza pubblica. Ed il programma di conservarsi in buoni termini coll'Abissinia, che pur mira aJl'occupazione di Massaua, di proteggere nello stesso tempo arabi ed arkikesi che non hanno in pensiero che il danno dell'Abissinia, il guardarsi dai nemici interni, altre volte capi ribelli o capi banda; infine l'iniziare un sistema di governo su basi molto più solide e morali che non quelle del Governo egiziano, assicurando sempre e dovunque la pubblica sicurezza nonostante la diffidenza generale destata dalla nostra presenza non potrà che realizzarsi poco alla volta e consolidarsi lentamente con arte e molto danaro e pur continuando militarmente a rinforzarsi quanto è possibile. Le fortificazioni invero costituiscono il più efficace e solo vero termine d'arresto degli abissini. Questa verità dedotta dall'esperienza storica e da quella di tutti coloro che da lunghi anni si trovano in queste provincie . in un colla convinzione nata fin dall'aprile u.s. sulla necessità di occupare fortemente Saati se si trattava di proteggere la radiale Monkullo -Ailet od Amba e quella di Monkullo - Ain, non erano stati gli ultimi argomenti a decidere questo comando ad eseguire la ricognizione di cui nel rapporto n.... Durante quella ricognizione in Saati stesso ·il Capitano Spaccamela riceveva ordini ed indicazioni per eseguire colà una cisterna nonché su quali alture si sarebbero dovuti stabilire dapprima dei tukul e poscia svanita la diffidenza che certamente si sarebbe destata sugli abissinesi coll'occupazione delle alture, costruire fortini in brevissimo tempo con sacch i a terra per assicurarsi da qualsiasi sorpresa. In allora in cui le nostre relazioni coll'Abissinia non si erano ancora stabilite neppur per lettera, ma bensì parevano alquanto tese, sotto il pretesto di rilevare tutti i posti egiziani che sembrava possibile senza troppo grave danno di prolungare ancora per qualche tempo di qualche poco le nostre relazioni coll'Abissinia, pur di fortificare in Saati la nO'ltra pos1z1one, che, tal quale essa è, si riteneva, come si ritiene tuttora, inoccupabile da un nostro distaccamento di truppa.
228 Soprassedutosi m allora all'occupazione di Saati per 'parte delle nostre truppe per mottv1 noti a cotesto Ministero, annodatesi subito relazioni coi capi abissinesi e divenute queste sempre migliori, trascorsa poi la stagione estiva durante la quale il servizio di scorta alle carovane fra Monkullo e Saati crasi per motivi igienici affidato nuovamente ai nostri irregolari, tutto lasciava sperare che quanto non si era potuto fare in aprile, sarebbe stato possibile ora; e così appunto crasi incominciato ad ordinare agli irregolari di Saati di costruire sulle alture vicine dei tukul per la loro dimora in condizioni migliori d'igiene, avvisandone contemporaneamente il Ras Alufa per non ferirne la suscenibilità. Cotesto Ministero è a conoscenza delle conseguenze di questo avviso; del come abbia risposto il ras Alula al nostro avviso e 'dei temperamenti che si sono dovuti adottare per ripristinare col sospettoso abissinese le nostre buone relazioni. Non è ancora pervenuta la risposta alla comunicazione che colla data [ ..... ) si fece al Negus. Ancorché la risposta indicasse completamente svanite pel momento le diffidenze abissinesi, tuttavia non parmi sarebbe consigliabile pel momento di ritornare al progetto di migliorare le condizioni di Saati; tutto al più converrebbe ripristinare, come facevasi in giugno, le scorte miste eseguite cioè per tuno dalle nostre compagnie e dai nostri irregolari fra Monkullo e Saati. Si tentò poi parecchie volte di stabilire una certa regolarità nel movimento "delle carovane; ma il poco numero di queste, la esiguità di talune di esse, la domanda improvvisa di scorta di carovane abissinesi già in attesa ad Ailet o Saati, rese questo servizio alquanto saltuario; però durante il tempo in cui la scorta è stata fornita dai soli nostri irregolari, il servizio funzionò assai regolarmente come è detto nella mia relazione n. f . .... ] . Da quanto sopra è detto risulta pertanto come l'occupare Saati con un distaccamento sufficiente delle nostre truppe non sia uno dei provvedimenti a prendersi ora subito, se non eventualmente per una notte o due quando lo richieda il servizio di scorta; e siccome la mancanza di acqua fra Monkullo e Saati non permette l'occupazione di una località intermedia, converrà ricorrere per la maggior sorveglianza di quelle comunicazioni ad altri provvedimenti. Già in seguito alle parole che suonavan minaccia contenute nella lettera ultima di ras Alula, furono assoldate dal Sangiac comandante i nostri irregolari altre 10 spie le quali mantenendo il collegamento del posto di Saati col campo stesso d i ras Alula, mcttevan in misura il Sangiac suddetto di eseguire l'ordine datogli, che il posto di Saati cioè sia al sicuro da una sorpresa; contemporaneamente codesti informatori avvisano questo comando di qualunque banda si aggiri nelle vicinanze di Saati e sia di minaccia alla sicurezza delle carovane. Quando la stagione meno calda ed il numero dei nostri soldati lo permcna converrà con colonne mobili frequenti con carabinieri a cavallo battere sovente quella linea di comunicazione cd appostarvisi pure all 'occorrenza. Se si avessero cavalli in numero sufficiente, mentre non si affaticherebbe tanto il soldato, il servizio sarebbe di molto agevolato e quasi assicurato; ma col ristretto numero di uomini di cavalleria che ora si ha, il concorso della cavalleria non serve che assai imperfettamente allo scopo. Più di tutto però sarà necessaria un'attivissima polizia interna, sotto la direzione dcli' Arma dei carabinieri conciosiaché molte fila di queste associazioni e bande eventuali partan da Massaua o da Arkiko od ivi almeno si addentellino o trovino protezione od alimento. Se non che il maggior ostacolo a questo servizio è la difficoltà di comprendersi, essendo ora gli interpreti in numero appena indispensabile e neppur tutti sicuri, non che variabilissima la popolazione di Massaua ( vedi dati statistici). Ciò nullameno questo servizio pare assai bene avviato e tosto che il tribunale militare funzioni e qualche esempio di giustizia dia confidenza ai danneggiati e rilevi
229 il prestigio della rettitudine e della moralità governativa, il miglioramento nella sicurezza generale non potrà che farsi più rapido e più sensibile. Da quanto sopra ho detto, l'E.V. potrà rilevare come l'occupazione nostra eseguita in condizioni non di guerra e con restrizioni e sotto necessità di riguardi eccezionali, non possa che lentamente produrre quegli effetti benefici specialmente sotto il punto di vista della sicurezza pubblica che in altre circostanze di nessun bisogno di riguardi, potrebbesi conseguire molto più rapidamente.
ALLEGATO
N.
79-
Massaua, r3 settembre 1.885 l/l.mo signor Colonnello . Avendo ricevuto del legname che cedetti al Comando cd alla compagnia del genio, mi è assolutamente necessario pagare il nolo per ritirarlo dal Lloyd in oro. Sono dunque sterline lire 425 che mi occorrono. Tardai ad aggiustare i conti del mese passato appunto nella lusinga datami del pagamento in sterline, ma l'egregio sig. maggiore mi scrive che la cassa non può farlo in questa valuta. Sono riuscito a racimolare circa sterline r25 ma me ne mancano sempre 300 per coprire la somma del nolo. I talleri il Lloyd non li riceve che a franchi 4 (dico quattro) l'uno, mentre le sterline le riceve a franchi 25. Dunque pagando in talleri avrei una perdita enorme che dovrebbe naturalmente andare ad aggravare il prezzo del legname. Nell'interesse quindi del Governo, la pregherei, egregio sig. colonnello, a voler far dire alla cassa, che cerchi di farmi versare almeno quelle sterline 300 che mi abbisognano in oro, onde non avvenga un ritardo nel ritiro del legname che non può essermi consegnato se non dopo effettuato il pagamento del nolo. Mi perdoni la libertà e gradisca le proteste della mia rispettosa devozione. GrnsEPPE LuccARDr
Massaua, 16 settembre 1885 lll.mo signor Colonnello Avendo aspettato il riconoscimento dei conti da parte della compagnia del genio per andare a riscuotere le somme relative, dovetti tardare a farlo fino a stamane. Recatosi il mio agente alla cassa del Commissariato, questo confermò non ricevuto l'ordine dalla S.V. Ili.ma, pel pagamento in lire sterline 300 ed il resto in talleri ma dichiarò di non essere in misura d'eseguirlo avendo disposto altrimenti. Ciò mi mette in grande imbarazzo dovendo il vapore partire domattina. Domandando m ille scuse alla S.V. Ill.ma, per la mia insistenza nel chiedere questo favore se mai è possibile perché sarei costretto ad una grave perdita comprando le sterline in piazza, ammesso che potessi anche trovarle. In ogni modo dovrò farlo se non ho risposta che m'accerti dell'escuzione del pagamento pàrziale in lire 300 prima del mezzogiorno, oppure adattarmi a pagare in talleri in ragione di franchi 4 l'uno. Di nuovo mille perdoni, e voglia la S,V. accogliere le proteste della mia rispettosa devozione. GIUSEPPE Luce.uni
230 ALLEGATO
N.
So.
Pregiatissimo Signore
Debeb, cui si vuole d.lre la caccia, s'è allontanato da Arafali verso Hazu onde unirsi con un certo Beirir, e. quindi rifare il cammino su Zula. Il tempo per compiere tale unione e ritornare su Zula sarà almeno di quattro o sei giorni. Non mi resta quindi che a dare queste informazioni alla S.V. onde Ella si regoli pel tempo e pel luogo ove crederà rimanere ancorato. Credo importante far conoscere, che se si vuole. dar la caccia al Debeb, il migliore espediente sarebbe che gli ~giziani s'avanzassero fino ad Arafali, e tosto che il Debéb si sia pronunziato sulla via di Zula, attaccarlo ed obbligarlo ad avvicinarsi alla posizione del forte; ove la mia compagnia potrebbe vantaggiosamente concorrere nell'impresa. La riverisco distintamente. Suo dev.mo Cap. BALDUZZI
ALLEGATO N.
81.
Massaua, le 25 - 9 - 1885 Monsieur le Colone/
Le courier attendu d'Asmara est arrivé à midi. Il avait quitté la susdite piace, mercredi matin. Ras Alula était parti depuis quelque jour de Senahit se dirigeant sur Kufit. V otre tout dévoué M. MARcoPou
ALLEG1ml N.
82.
Asmara, le 3 octobre 1885 Monsieur le Colone/ Saletta - Massaua
Ras Alula est rentré hier · matin à Asmara, emmenant avec lui les blessés de la bataille de Kufit. Il m'a prié de lui faire venir des Docteurs, chirurgiens pour le pansement des blessures et surtout pour l'extraction des balles. J'ai écrit au V. Gouv. l'invitant à envoyer le plus tot le docteur Ingigliardi, s'il se connait en chirurgie, mais je crains qu'à cause de la petite vérole qui règne à Massaua, le V. Gouv. ne pourra pas se ... du seul et unique Docteur que nous avons. J'ai demandé au Ras, si je pouvais vous envoyer et faire d'envoyer un chirurgien militaire, et il m'a repondu qu'il serait très reconnaissant si vous pouviez prendre cette demande en bonne consideration et lui envoyer le chirurgien demandé le plus tot. Peut - etre celle - ci est une bonne occasion, et il serait bien de ne pas la laisser échapper. Je vous serais très obligé dans le cas où vous accueilliez cette requete favorablement de m'en donner avis afin que je puisse en enformer le Ras.
231 Le résultat de la victoire de Kufit ne se fera pas longtemps attendre, j'espère et bientòt tout le Soudan Orientai sera tranquillisé. Dejà Kantibay le chef des Hababs a écrit au Ras pour le féliciter de sa victoirc et l'assùrer de son profond dévouement. Veuillez agréer, monsicur le colone!, l'expression des mes sentiments très devoués. M. MARcOPOLI
Massaua, 6 octobre 1885 Mansieur Marc<>poli bey - Asmara
Je vous suis bien gré de votre communication interessante d'accord avec le V. Gouverneur, que demain soir une petite docteur Ciampini (qui connait !'arabe) et du docteur Leonardi parte pour Ailet escortée jusqu'à par nos baschibuzuc. Je vous prie de disposer pour qu'ellc soit escortée d' Ailet Je vous prie en mèmc temps de présenter mes félicitations d'agréer l'assurance de ma haute extimation.
et j'ai aussitòt disposé, caravane composée du avec tout le necessaire, à Asmara. au Gen. Ras Alula et SALETTA
ALLEGATO
Asmara, le
N.
I2 - IO -
83. 1885
Monsieur le Colone[ Saletta - Massaua
Je ne sais comment vous cxprimer ma reconnaissance pour la bonté avec laquelle vous avez accueilli la demande que je vous avais adressée au nom de ras Alula, sollicitant l'envoi de chirurgiens pour le pansement des blessés de la bataille de Kufi.t. Son Excellence m'à chargé de ·vous remercier pour la taveur que vous lui avez faite, et vous assurer qu'il n'oubliera jamais la preuve d'amitié que vous venez de lui donner. Et soyez persuadé, mon cher Monsieur le Colone!, que, en outre de la question d'huma nité, la presence de vos chirurgiens dans le camp abyssinie, aura, politiquement parlant, un grand résultat. Les Abyssins croirant aux sentiments d'amitié que vous leur avez si souvent exprimés et seront persuadés que vos intentiops envers eux sont des meilleurs et que vous ne desiréz que vivre dans de termes du meilleur voisinagc. Dejà ras Alula n 'est plus aussi vif dans ses demandes concernant l'occupation ltalienne, et lorsque je l'ai informé de la prochaine arrivée de l' Ambassade italienne, et de notre espoir de voir toutes !es difficultés aplaniés, et de tous !es malentendus qui peuvent exister entre !es deux gouvernements disparus, il en a paru content et a repondu par !es mots usuels: Dieu merci ! Espérons clone que tout ira pour le mieux et ayons confiance dans l'avenir. Veuillez agréer, Monsieur le Colone!, l'expression de mes sentiments très devoués. M.
MARCOPOLI
P.S. - J'ai l'honneur de vous informer que les arrangements pris pour la poste durant mon séjour ici, sont les suivantes: depart d'Asmara mardi midi; vendredi midi depart de Massaua; vendredi lundi après l'arrivée des courriers italien et egyptien.
232 ALLEGATO
N.
84.
Asmara, le I3 - 10 - 1885 Monsieur le Cafone/ Saletta - Massaua
S.E. ras Alula m'a fait appeler hier pour m'informer que Mohamed Kantibay, le scheik des Hababs, est venu à Massaùa, conformément à l'ordre que vous lui avez donné, et m'a chargé de vous exprimer -son etonnement, le susdit scheik, suivant son dire, n'ayant rien à faire à Massaua, ni avec le V. Gouverneur, ni avec le Gen. Italien; la tribu dcs Haqabs se trouvant directement sous sa jurisdiction et vous prier en mème temps de vouloir bien envoyer le susdit Kantibay à Asmara. J'ai repondu a S.E. que je n'avais aucune instruction à donner à monsieur le Colone! Saletta, mais que, en consideration des bonnes rélations existant entre nous, et de l'amitié qu'il entretient pour S.E. lui mèmc, et dont il vient de lui donner une si grande preuve, en lui envoyant les deux chirurgiens demandés je ne manquerai pas d'informer monsieur le colonel de la proposition de S.E. Voilà clone la commission faite - Ras Alula considère !es Hababs comme une tribu lui appartenant, - il est vrai que [ ... ] avant la confusion survenue dans les affaires du Soudan pour la rébellion, le Ras ne manquait pas de se rendre periodiquement aux Hababs et en prélever le tribut, - et en outre, dit - il, la mème tribu, a été définitivement cedée à l'Abyssinie par le traité d'Adoua. Si vous pouvez décider Kantibay à venir ici, ce ne sera pas mal, - le Ras m'à assuré qu'il n'a aucune mauvaise intention contee lui, - il peut venir en t6ute sureté et il s'en retournera de mème. Je vous prie, quelles que soient vos intentions au sujet de la tribu des Hababs, de ne pas les faire connaitre. Cela pourrait créer des embarras à l'Ambassade attendue. Le Ras me communiqua hier soir la lettre qu'il venait de recevoir du Gouv. de Colo Gogay, il parait que Debeub poursuivi par !es notres a passé les frontieres et s'etait rendu à Tahouda. Barambaras Tesama, le Gouverneur s'y rendit et lui livra un combat auquel Debeub perdit 52 hommes, 25 fusils et fut lu'.,,_!!lème blessé. Pas de nouvelles de Kassala. Veuillez agréer monsieur le Colone! l'expression de mes sentiments très devoués. M.
MARCOPOLI
Massaua, 17 octobre 1885 A Monsieur Marcopoli bey - Asmara
}'ai bien pris connaissance de la communication que vous m'avez fait sur le désir de S.E. le Ras Alula au regard de Sheik Kantibay. Avant tout je désire rectifier que je n'ai pas donné ordre du tout à Kantibay pour le faire arriver. À cette heure vous aurez déjà certainement reçu ma précedente communication, dans laquelle je vous détaillai les motifs qui ont determiné le Sheik, suivant ce qu'il nous a dit, à venir à Massaua. Il s'est adressé au gouvernement italien comme médiateur entre lui et le gouvernement egyptien pour que sa demande d'hommes fut aussi appuyée par nous en vue de la bonne amitié qui nous
233 lie avec le gouvernement égyptien; pourtant nous ne pouvions pas nous refuser à cet acte qui est de courtoisie et d 'interet commun; aussi sa requete fut - elle remise · à Izzet bey, qui l'envoye au Colonel Chermside. Nous n'avons pas oublié non plus de lui demander tout de suite quelles étaient ses relations avec l'Abyssinie, et c'est seulement quand lui - meme nous a montré une lettre dans laquelle S.E. Ras Alula se déclarait son ami que nous avons considéré que !es amis de nos amis sont nos amis nous l'avons secondé dans son désir ne croyant que notre demarche_ put froisser le rnoindre du monde abyssin. Voilà tout. Je dois vous dire confìdentiellement et avec toute franchise que nous n'avons aucun special interet avec les Hababs si ce n 'est que d'ètre en terme de bon voisinage, et que nos vues [ ... J d 'autre but sur ce coté, et vous pouvez assurer le ras que la considération que l'Abyssinie ait une jurisdiction sur ce pays, n'entre pas du tout dans mes istructions, pour ètre agréable au Ras. J' ai parlé ce matin au Sheik et je l'ai conseillé d 'aller se presenter à lui; je ne lui ai pas donné des ordres, ni je pourrais jamais lui en donner; et n'étant ici que camme hòte. Au pourparler de ce matin il s'est declaré nouvellement ami de S.E. le Ras et il m'a assuré qu'il lui aurait écrit aussitòt pour combiner l'époque de l'entrevue. Naturellement je n 'ai insisté que pour avoir cette assurance ne pouvant m'imposer d'aucune manière. Confidentiellement je dois vous dire qu'il me semble qu'il craigne le Ras et bien que je l'ai assuré de ses bonnes intentions je doute fort de l'avoir persuadé, mais ce n'est pas dans mes instructions ne me regarde pas. Aussitòt que la réponse du gouvernement egyptien sera arrivée je suppose que le Sheik s'en retournera dans ses pays, à moins qu'il n'aille tout de suite en Abyssinie. Je suis enchanté que Ics abyssiniens aient causé des grand dommages au Debeb et je vous prie, si vous aurez l'occasion de bien vouloir en feliciter de ma part S.E. le Ras Alula. En anendant veuillez accepter l'assurance de mon estime. SALETTA
Massaua, le 23 - 10 - 1885 M<m cher Monsieur le Colond Saletta
Je vous prie de vouloir bien m'accorder un quart d'heure d 'entretien pour les 4 heures po~., si cela peut vous convenir. J'ai à me plaindre de MM. Stefanoni et Baiocchi, et bien que, en leur qualité de fonctionnaires payés par le Gouvern Egyptien, ces messieurs soient justiciables du gouverneur de Massaua, je prefère pourtant, pour le cas dont il s'agit, vous eo faire juge, vous - mème, monsìeur le colone!. Si vous voulez bien faìre à ce que les susdìts messieurs soient prèsents à l'entretien dernandé, cela ne voudrait que mieux - [ ... l - dans une fois pour toutes. Veuillez m'excuser de l'embaras, et croire à l'assurance de mes sentiments très devoués. M. MARCOPOLI P.S. - Ras Alula a été très content de l'honneur que vous lui avez fait en donnant cent thalaris au courrier qu'il vous à envoyé vous apportant la nouvelle de la vìctoire de Kufìt.
M.
MARCOPOLI
234 Massaua, le 18 • 9 · 1885
Monsieur le Colone/ Saletta - Palais Je suis arrivé ce matin et je serais venu vous voir immédiatement, n'etait ce pas la fatigue que je ressent. Je passerai chez vous vers les 4,30 pom. si cette heure vous convient. Monsieur !es docteurs Ciampini et Leonardi sont à Sahati depuis ce matin. Ils comptaient partir pour Massaua dans l'après midi. Votre tout devoué.
M. MAltcoPOu
ALLEGATO
Massaua, le
22 -
K.
Ss-
1o85 (particulier)
Cher Monsieur le Colone/ Saletta Pour la satisfaction de Monsieur le Colone! Saletta, particulier, je lui dirai que je n'ai jamais informé ras Alula de l'engagement de Adam par le Com. Superieur milita ire. Le nom du susdit personoage n'a jamais été mentionné, et je suis persuadé que le Ras ignore absolurnent tout. Dieu nous garde de nos amis, et surtout des amis trop zélés. Veuillez agréer cher Monsieur le Colonel, l'assurance de ma consideration. Très distingué.
M.
M ARCOPOLI
--ALLEGATO
N.
86.
Ailet, lì 9 ottobre 1885
Ili.mo Sig. Colonnello Ci troviamo ad Ailet fin da questa mattina aJle ore 9 insieme al medico della missione svedese. Credevamo · di trovare la scorta abissina impaziente ad aspettarci, invece non .ibbiamo trovato alcuno; il capo del paese nulla sa della nostra missione. H o scritto al Sig. Marcopoli con espresso, perché mandi scorta. Intanto i basehibuzuk partono stasera per Monkullo, e noi restiamo qui ad aspet· t.ire chissà quanto. Fin qui il viaggio è andato benissimo. Ho l'onore di riverirla per parte anche dei componenti la missione. Il di lei dcv.mo Cap. Med. C1AMP1N1
235
Asmara, lì
13
ottobre 1885
Pregiatissimo Sig. Colonnello Poco dopo la partenza dei baschibuzuk per Monkullo; giunse ad Ailet una piccola carovana di negozianti greci diretti essi pure all'Asmara. Volli approfittare della loro compagnia, e caricando sopra bovi ciò che ci era assolutamente necessario, ci mettemmo in via la mattina del 10 corrente; lasciati i cammelli, col grosso carico, ad aspettare la scorta abissina. Giungemmo ad Asmai:a alle 10 ant. del giorno 11 avendo fatto un bellissimo viaggio e di cui la .intratterrò in altra mia lettera, essendo oggi molto occupato a curare gli ammalati ed i feriti. La mattina · stessa del nostro arrivo, il sig. Marcopoli ci presentò a Ras Alula che ci fece buona accoglienza, ma non volle che si visitassero i feriti che all'indomani. Ieri ci fecero vedere una quindicina di feriti, non ce ne vollero far vedere di più, forse perché, poco fiduciosi, aspettano l'esito delle nostre prime cure. Stamani gli ammalati accorrono più numerosi e numerosissime sono le visite a domicilio. Il numero preciso dei feriti non è ancora conosciuto. Essi sono sparsi nei diversi villaggi qui circostanti; alcuni dicono sieno 500, altri poco più di 300. Il medico svedese fa per conto suo, e come è naturale, è sorta fra noi la gara nel fare il bene. Il dote. Leonardi ed i quattro soldati che sono meco stanno bene ora, mentre durante il viaggio se n'era ammalato uno, l'infermiere Cicalese, di febbre reumatica. I nostri cammelli hanno ricevuto la scorta, però non sono ancora giunti, si aspettano in giornata. La fretta colla quale siamo partiti ci ha fatto dimenticare molti oggetti necessari e molti altri che la conoscenza del luogo ci suggerisce. Non volendo abusare troppo della di lei bontà, le mando una notlcma di oggetti che ci sono indispensabili, in questo clima rigido ed in questa regione mancante d'ogni mezzo che possa rendere la nostra vita un po' meno selvaggia. La prego a scusarmi del disturbo che le do. Questi oggetti Ella avrebbe la gentilezza di farmeli mandare collo stesso mezzo con cui le fo pervenire questa mia, cioè dai baschibuzuk del Sig. Marcopoli che fanno il viaggio da Massaua ad Asmara, e viceversa, due volte alla settimana. Nella mia prossima, mi farò un dovere di dirle quale concetto gli abissini hanno di noi italiani, come accolgono i nostri servizi, quali sono le difficoltà del viaggio e tutto ciò che di mano in mano scoprirò essere degno di nota. Sempre pronto ad eseguire gli ordini che Ella vorrà darmi, mi prendo intanto la libertà di chiederle come sta di salute e come va la sua gengivite. Salutandola con ogni rispetto, per parte anche del dott. Leonardi, le auguro ottima salute.
Cap. Mcd.
CrAMPINI
236 Massaua, 17 ottobre 1885 Caro Sig. Capitano Ciampini Ieri eravamo già inquieti sul conto suo, essendo privi di altre notizie dopo quelle d'Ailet e non conoscendo ancora il giorno d 'arrivo dei corrieri. Perciò le abbiamo scritto una lettera, inviato altri medicinali sebbene non richiesti e data una lettera in comunicazione per Marcopoli bey, ma la quale è bene conosca pure ella stessa. Dopodomani le manderò tutto quanto ella ha chiesto colla sua noticina, e così se le occorrerà altro nel seguito richieda, che la soddisferemo in tutto. Gradirò molto di avere le informazioni ch'ella mi preannunzia e non tralasci occasione di ben far comprendere al generale abissinese ed agli abissinesi che noi siamo loro amici e non desideriamo che di conservarci tali. Che molti sparleranno di noi ma per calcolo; che forse per la diversità di usi e costumi, qualche nostro atto potrebbe essere anche interpretato non rettamente, ma che non si fidino alle apparenze, visto che in sostanza la nostra intenzione non è che amichevole. Saluti tanto il Sig. Marcopoli bey per me e gli dica che scriverò contemporaneamente all'invio dello stesso corriere. Mille saluti pure al Tenente Leonardi. Ed ella guardi di star sano e cooperare per quanto sta in lei, come non ne dubito, a questo atto umanitario, che non potrà politicamente se non farci un gran bene. Stia sano. Suo dcv.mo Colonnello SALETTA
--
ALU.GATO
N.
87.
ELENCO DI PROPOSTA PER RICOMPENSE AGLI UFFICIALI CHE PIU' SI DISTINSERO PER VIRTU' MILITARI Ricompènse eccezionali. Capitano' di Stato Maggiore Valleris sig. Giuseppe, 1" spedizione. Per la maniera esemplare con cui prestò il suo serv1z10 senz.a neppure l'interruzione d i un giorno talvolta pure come unico ufficiale di concetto addetto a questo comando e per aver grandemente giovato col suo lavoro indefesso e colle sue elette qualità di mente e di carattere e mercé la sua buona tempra al buon andamento delle cose». 2° - Capitano 4° genio Spaccamela sig. Pio, 1" spedizione. « Per la bontà ed efficacia dei servizi prestati con un'operosità instancabile e per l'impulso speciale che con la sua energia seppe dare ai lavori da lui diretti, specialmente nei primi tempi del suo soggiorno in Africa, per cui l'opera sua in circostanze tanto eccezionali non si sarebbe potuto desiderare migliore ». 1° -
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237 Ric<>mpense di 1° grado. 1° -
Tenente medico Rosso sig. Giuseppe,
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spedizione.
« Per aver sempre disimpegnato con lode il suo servizio nei mesi più caldi, col
pronto accorrere salvato diversi individui di truppa sorpresi da insolazione nel forte di Taulud e per avere per quasi tre mesi con zelo ed abnegazione prestato le sue cure alle prostitute ricoverate al sifilicomio di Taulud, oltre il suo servizio ordinario ». 2° - Capitano 1° bersaglieri Gardini sig. Enrico, 1 • spedizione. « Per aver con lode comandato interinalmente il battaglione bersaglieri e per il suo contegno fermo ed energico nella prima occupazione del forte di Monkullo pel che provò che il Governo può su di lui fare sicuro assegnamento nelle contingenze le più difficili >>. 3° - Cappellano Bruno don Beniamino, 1a spedizione. (< Per lo zelo e la eccezionale abnegazione con cui. sempre adempì al suo ministero anche nelle circostanze più disagiate e più gravi di tempo e di luogo». 4° - Tenente 2° genio Crociani sig. Tommaso, 1 6 spedizione. (< Per avere con premura speciale, zelo ed intelligenza prestato efficaci servizi durante la sua permanenza in Africa specialmente nei primi tempi, dimostrando di essere ampiamente dotato delle attitudini militari e conoscenze tecniche inerenti ali' Arma sua >>. 5° - Maggiore medico Panara cav. Panfilo, 3• spedizione. « Per avere dimostrato di possedere in grado superiore le virtù e le attitudini della sua professione; per avere continuato sebbene indisposto ad adempiere ai suoi doveri con costanza e forza di volontà, pel che fu di esempio a tutti e di grande utilità al servizio ». 6° - Capitano 2° genio Arlorio sig. Agostino, 3a spedizione. (< Per essersi sempre disimpegnato delle sue incombenze ed aver diretto i lavori militari con sano criterio, impiegandovi la massima buona volontà e corrispondendo pienamente aJle esigenze della situazione>>. 7° - Capitano medico Ciampini sig. Cesare, 3• spedizione. (< Per avere secondato con la massima abnegazione il suo direttore nel serv1z10 d'ospedale, e contemporaneamente prestato le sue cure alla popolazione indigena da cui era desideratissimo per i suoi modi e la sua conoscenza della lingua araba. Attualmente presta le sue cure all'esercito di ras Alula ». 8° - Capitano 4° fanteria Rivera. sig. Giuseppe, 2• spedizione. (< Per il contegno fermo ed energico e l'azione sua inappuntabile in occasione dell'arresto di un omicida fatto eseguire in Gubbi dal medesimo e per avere impiantato ed esercitato egregiamente il comando del distaccamento in Beilul ». 9" - Tenente RR. Carabinieri Asinari di S. Adriano nob. Antonio, 3• spedizione. « Per avere con criterio e con tatto organizzato nonostante molteplici difficoltà un buon servizio dell'Arma in Massaua, Arkiko, Monkuilo e posto in grado i suoi sottoposti di prestare già un utilissimo servizio ». Ricompense di 2° grado.
1° - Capitano 7° bersaglieri Rovida sig. Francesco, 1• spedizione. Per l'ottimo servizio prestato, senza interruzione di sorta sino all'epoca del suo rimpatrio. Per il contegno esemplare e l'abnegazione dimostrata in ogni circostanza». 2 • - Capitano 4° bersaglieri Vianelli sig. Cesare, 1" spedizione. Per l'ottimo servizio prestato, senza interruzione di sorta sino all'epoca del suo rimpatrio. Per il contegno esemplare e l'abnegazione dimostrata in ogni circostanza ». 3° - Capitano 8° bersaglieri Carofalo sig. Domenico, 1• spedizione. «
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238 « Per l'ottimo serv1z10 prestato, senza interruzione di sorta sino all'epoca· del suo rimpatrio. Per il contegno esemplare e l'abnegazione dimostrata in ogni circostanza». 4° - Sottotenente 8° bersaglieri Di Pettinengo sig. Luigi, Ia spedizione. « Per essere sempre stato d'esempio ai compagni sia per l'esatto adempimento dei suoi doveri e per la forza d'animo dimostrata in ogni circostanza». 5" - Maggiore Ravera sig. Giovanni Battista, 2• spedizione. << Per l'ottimo servizio prestato in Assab come comandan:te quel presidio». 6° - Capitano 41° fanteria .Pappalardo sig. Giuseppe, 2• spedizione. « Per essere stato modello di forza d'animo nel sopportare virilmente la malattia che fu poi causa del suo rimpatrio» . 7° - Tenente 20° fanteria Oliva sig. Domenico, 3• spedizione. « Per avere disimpegnato con zelo e buona volontà le sue funzioni di aiutante maggiore presso il 3° battaglione d'Africa e durante i mesi più caldi col suo contegno e colla sua energia ed essere stato di esempio ai compagni ed agli inferiori ». 8° - Maggiore Bagnaschino sig. Giuseppe, 3'" spedizione. « Per l'ottimo servizio, prestato come comandante di battaglioni, avendo sempre concorso con tutte le sue forze fisiche e morali al buon andamento delle cose, fin che dovette rimpatriare per catarro gastrico ribelle ad ogni cura ». 9° - Tenente Catella sig. Alfonso, 3• spedizione. « Per aver tenuto con molta lode il comando interinale della compagnia e del forte Otumlo dopo la morte del capitano . . . . . ». 10° - Tenente contabile Gallino sig. Angelo, 1• spedizione. « Per l'abnegazione dimostrata, specialmente nei primi tempi dopo l'arrivo, nell'organizzare il suo servizio ed aver continuato a prestare un ottimo servizio, nonostante la sua salute deteriorata, fino all'epoca del suo richiamo ». n ° - Tenente 17° artiglieria Bagnani sig. Arturo, 1 • spedizione. « Per aver costantemente dato l'esempio di elevatezza di morale e tenuto interinalmente parecchie volte il comando della compagnia durante la malattia ed assenza di successivi suoi comandanti di compagnia». 12° - Tenente 6° bersaglieri Citati sig. Pietro, 1• spedizione. « Per aver con indefesso zelo adempiuto ai suoi doveri speciali ed all'incarico della direzione del servizio d 'informazioni del comando superiore». "-... 13° - Tenente medico dott. Rabitti sig. . .. . ., 1• spedizione. "-... « Per aver prontamente soccorso e salvato 11 individui presi da insolazione nella penisola Cheren durante il . . . . . dell'u agosto». 14° - Sottotenente 4° bersaglieri Paiola sig. Ulderico, 1" spedizione. « Per lo zelo e l'abilità addimostrata nell 'attendere ai lavori speciali cui fu adibito presso il comando superiore». 15° - Tenente 17° artiglieria Pieragostini sig. Scipione, 3• spedizione. « Per lo zelo e l'abilità dimostrata nell'eseguire diversi lavori presso il comando superiore ed i disegni delle varie opere di difesa costruitesi in Massaua ». 16° - Capitano di Stato Maggiore Quarto di Belgioioso cav. Luigi, 2,. spedizione. « Pel costante indefesso zelo nel disimpegno delle sue funzioni tanto in Assab quanto in Massau~ ». 17° - Tenente contabile Erba sig. Giov~nni Battista, r'" spedizione. « Per lo zelo eccezionale e l'elevato morale sempre mantenuto nel disimpegno delle sue funzioni ». 18• - Tenente 1° bersaglieri Elia sig. Vittorio, I .. spedizione. « Per l'abnegazione dimostrata nella prima ocupazione di Otumlo quale comandante di mezza compagnia e l'elevatezza di morale con cui fu sempre d'esempio agli altri anche all'epoca della sua malattia ».
239 SCHEMA DI DICHIARAZIONE DA FIRMARSI DA KANTIBAY HAMED M.assaua, 5 giugno
188s
Io qui sottoscritto Kantibay Hamed figlio di Kantibay Hassan capo di tutte le tribù Habab e dipendenze, confermo col presente atto l'amicizia già esistente fra gli Habab e l'autorità italiana in M.assaua, ed a nome mio ed a nome di tutto il paese Habab dichiaro in modo solenne e formale la mia persona e il nostro paese sotto l'assoluta dipendenza del Governo italiano sotto la protezione del quale ci poniamo. In conseguenza m'impegno ancor più particolarmente ad adempiere con ogni scrupolo alle seguenti condizioni impostemi dal suddetto Governo: 1° • Sarò sempre pronto ad eseguire ogni ordine di questa superiore autorità italiana, ta11to per la tutela degli interessi commerciali quanto per ogni cooperazione o concorso che potrebbe venirmi richiesto dalla medesima. 2° - Come già offrii una prima volta metto nuovamente ora tutto il paese Habab a disposizione del Regio Governo per quelle operazioni od occupazioni militari che credesse di farvi tanto in modo provvisorio quanto in modo stabile. I soldati ed ufficiali italiani saranno bene accolti ovunque e sarà nostra cura di procurare loro guide, scorte, cammelli, buoi, contro equa remunerazione. 3° · Qualora poi più specialmente richiestomi, m'impegno a fornire a questa superiore autorità tutti i buoi che direttamente o indirettamente potessero occorrergli, come anche i cammelli che, sia per definitivo acquisto, sia per temporaneo affitto con i relativi conducenti potesse desiderare, il tutto a prezzi ragionevoli da determinarsi con speciali convenzioni. 4° - Darò sempre ed obbligherò la mia gente a dare efficace protezione a tutti i forestieri che transiteranno o verranno nel paese Habab con amichevoli intenzioni raccomandati da quell'autorità italiana; proteggerò · in modo speciale le carovane dei mercanti e negozianti di Massaua che arriveranno nei Habab; mi rendo responsabile . della sicurezza delle loro persone e delle loro mercanzie sul territorio Habab, pronto a rimborsare il valore della merce in caso di perdita non giustificata occasionata dai Habab; faciliterò agli interessati la formazione delle carovane adoperandomi perché siano a loro procurati i necessari cammelli e perché i prezzi di nolo dei medesimi siano ragionevoli. 5° - Mi obbligo a non prelevare decima o imposta di sorta sulla merce in arrivo o partenza e mi dichiaro soddisfatto colla riscossione del semplice pedaggio che il Governo concede che io percepisca sopra ogni cammello carico che transiterà per il territorio dei Habab. L'ammontare di questa riscossione dovrà essere da me più particolarmente adibito per assicurare il regolare andamento delle carovane. 6° - Il luogo di percezione del pedaggio dovrà essere possibilmente uno, da ·determinarsi in Taklai secondo ogni maggiore probabilità; però qualora ai negozianti riesca più comodo la determinazione di un secondo punto mi adoprerò perché anche in questo vi sia un mil'.> agente il quale accudisca senza ritardo e senza deviazione alla spedizione delle carovane. Il Governo faciliterà nel modo più opportuno il commercio per l'ancoraggio di Taklai, stabilendovi pure un piccolo corpo di polizia ed un residente quando lo creda. 7° • Il pedaggio stabilito, non oltrepasserà, come da desiderio di questa Autorità, il tallero per carico di cammello, qualora però trattisi di carico di dura o cereali, non oltrepasserà il mezzo tallero per carico di cammello. 8° · Mi dichiaro grato al Governo per l'assegno mensile stabilitomi in talleri 500, per la sua benevolenza nel riconoscermi con tutta la mia famiglia quali suoi sudditi
240 e nel non veder difficoltà a che l'ordine di successione in caso di mia morte, abbia luogo, secondo l'uso, di padre in figlio quale suo devoto e fedele servitore ed in relazione allo stato presente di guerra con l'Abissinia dichiaro di aver preso conoscenza del manifesto pubblicato al riguardo da ,questo Superiore Comando, e di ottemperare pienamente alle prescrizioni del medesimo. Mi rendo responsabile della tedele esecuzione di ogni sua clausola da parte delle tribù dei Habab, dichiarando fin d'ora comune nemico ogni dissidente che parteggiasse per l'Abissinia. In garanzia degli impegni da me assunti lascio in ostaggio e quale mio procuratore , . . . . Qualora il presente stato di guerra con l'Abissinia richiedesse la cooperaz ione attiva dei Habab contro il comune nemico, mi dichiaro pronto ad agire con la mia gente come ci verrà indicato dal Governo. Fiducioso che il Governo vorrà, nella misùra e modo da lui creduto più conveniente, fornirci le armi e ~unizioni per la difesa del territorio Habab, ed anche i , suoi soldati. La presente scrittura fatta in doppio originale è liberamente e volontariamente da me accettata e sottoscritta in presenza del mio fratello Hummad e dei capi notabili qui presenti che vi appongono pure il proprio sigillo.
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Massaua: entrata nel porto (1885). Massaua: scalo del campo Gherrar (1885).
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Massaua: il porto (1886).
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Massaua: panorama preso dal Comando (1886). Massaua: forte Taulud, ufficiale italiano.
Massaua: palazzo del Comando Superiore (1887). Massaua: panorama.
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Massaua: nave italiana «Garibaldi», ospedale galleggiante. Massaua: campo Gherrar; attendamento e deposito materiali Genio.
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Massaua: casa del Vice Governatore egiziano (1885). Massaua: villaggio abissino (1885).
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Massaua: pozzo d'acqua pubblico (1885). Forte Monkullo: divisione dei viveri.
Monkullo: forno da campo (1886). Massaua: distillatore del campo Gherrar (1886).
Massaua: compagnia del 20° fanteria. Massaua: forte di Ras Mudur (guarnigione).
Massaua: capanna del capitano d'artiglieria Titomanlio. Forte Taulud: accampamento .
•
Massaua: capanna del tenente d'artiglieria Bagnani.
RELAZIONE SULLA COLONIA ITALIANA DI MASSAUA (DAL 23 APRILE AL 9 NOVEMBRE 1887) REDATTA DAL MAGGIOR GENERALE T. SALETTA PRESENTATA AL COMANDANTE IN CAP_O GENERALE DI SAN MARZANO VERSO LA META' DI DICEMBRE DEL 1887
--
243 MISSIONE AVUTA.
La sera del 16 marzo 1887 alle ore 9 ricevevo in Caserta un telegramma, che per parte di S.E. il Ministro della Guerra mi chiamava a Roma. La dimane , da S.E. il Ministro ricevevo l'invito di ritornare al più presto in Massaua quale Comandantç Superiore. Nei gi?rni in cui mi stetti a Roma, ebbi a conferire:
1) in .Consiglio dei Ministri sull'obiettivo e sulla preparazione di un'azione militare offensiva contro l'Abissinia;
2) con S.E. il Ministro degli Esteri sulla dichiarazione dello stato di guerra contro l'Abissinia da farsi appena sarei giunto in Massaua; sullo stabilimento del blocco per mare; suJla chiusura di ogni comunicazione per terra col confine abissino, ecc.; 3) con S.E. il Ministro della Guerra sui provvedimenti a prendersi per garantire il possesso dei nostri possedimenti africani durante l'estate, e sull'evitare per quanto possibile i danni alla truppa nella stagione estiva. S.E. si compiacque prendere in esame un promemoria, che mi aveva prescritto di compilare e che approvò di massima, salvo le richieste indicate ai numeri 4° e 9° (Allegato n. 1) le quali furono rispettivamente ridotte ad uno squadrone quella di tre o quattro, ed al numero di cavalli solamente indispensabile quel1a di fornire di cavallo tutti gli ufficiali. Le istruzioni di massima furono poi riassunte dal Ministero nel dispaccio del 2 aprile n. 2238, che trovai al mio arrivo in Massaua. Nel giorno 10 aprile io avrei dovuto assumere il comando superiore delle truppe d'Africa, ed ero autorizzato, nel recarmi a Massaua, di passare per l'Egitto per provvedere all'acquisto dei cavalli necessari alla costituzione dello squadrone e poscia imbarcarmi sul « Venezia » a Suez, colà fatto venire da un telegramma ministeriale. Senonché il « Venezia», sul quale c'imbarcammo il 9 aprile, solo dopo vari incidenti imprevedibili giunse in Massaua il 22. Epperciò non potei assumere il comando affidatomi se non il 23 di
aprile.
PARTE PRIMA
SITUAZIONE GENERALE A FINE APRILE 1887
I. SITUAZIONE POLITICA (Allegato n. :2)
- Colf'A bissinia esisteva lo stato di guerra di fatto, ma senza che fosse intervenuto alcun atto dell'autorità che lo avesse dichiarato espi icitamente. Non erano chiuse le comunicazioni fra Massaua e l'Abissinia. Il blocco della costa era stato deciso e prescritto dal Governo, il quale però il 4 aprile rinviava l'epoca della notificazione al momento in cui il generale Saletta avrebbe preso il Comando. Il Governo aveva manifestata l'intenzione di rioccupare Saati, ma non aveva dato seguito a questo progetto anche per il timore di cagionare con tale atto l'eccidio della Spedizione Salimbeni. Tutti i companenti questa Spedizione erano stati rimessi in libertà da Ras Alula il 15 .marzo. Ma il conte di Savoiroux trovavasi ancora trattenuto in Asmara prigioniero. Secondo gli ordini del Governo, Mahamer Ulda Samai"t (superiore del convento abissino in Gerusalemme, custodito a bordo della R. nave « Garibaldr ») aveva avuto l'autorizzazione di scrivere al Negus Giovanni, che se non veniva liberato il conte di Savoiroux, egli non avrebbe patuto andare a parlargli di affari impartantissimi. - Colle tribù vicine non si era entrati in relazioni di sorta in modo diretto. La Posizione del capa degli Habab verso la Colonia era sempre indefinita. Egli era continuato a dimostrarsi amico, senza che fosse avvenuto nessun reciproco accordo, né alcuna intervista. Anche le tribù degli Assaorta aveva.no chiesto replicatamente la protezione italiana, ma le loro domande non avevano condotto ad accordi di sorta. Ultimamente erano state invitate da Ras Alula ad unirsi a lui. Il Comando Superiore aveva insistito per avere la giurisdizione sulla costa a nord di Massaua ed il Ministero aveva comunicato propaste di Sir Baring a questo riguardo, sulle quali il Comandante Superiore aveva già manifestato l'avviso che non erano accettabili.
246
- Coi fuoriusciti abissini la situazione era sempre ancora indefinita. Fitaurari Debeb Ualed Ras Raia viveva a Riok fra gli Assaortini e, malgrado alcuni scontri avvenuti fra le nostre truppe e la sua banda, si dichiarava sempre nostro amico. Barambaras Kafel era stato autorizzato a stabilirsi coi suoi seguaci ad Otumlo in previsione di ostilità coli'Abissinia. Poco dopo, per timore che la sua presenza fosse di difficoltà alla liberazione della Spedizione Salimbeni, era stato rinviato sul Vokiro. - Collo Shoa continuavano le nostre relazioni come di consueto. Il conte Antondli allo Shoa era stato informato dal Comando degli ultimi avvenimenti coll'Abissinia e per ordine del Ministero lo si era pregato di rimanere allo Shoa per mandare ad effetto le istruzioni del Governo. - Nell'interno della Colonia si sapeva, ed il Comando Superiore ne pareva persuaso, che il signor Soumagne, V. console di Francia, coll'aiuto del mìssionario lazzarista P. Coulbeaux, ordisse in Abissinia intrighi contro di noi. li Governo autorizzava il Comando, nel caso che si potessero avere prove in mano, di far uso dei mezzi spettanti ad un comandante di piazzaforte in tempo di guerra. Questo P. Coulbeaux, sotto l'influenza del console Soumagne, era il solo della missione dei lazzaristi francesi che agisse in senso ostile a noi, mentre il capo della missione, Vescovo Touvier, con quasi tutti i suoi dipendenti avevano sempre tenuto una condotta corretta. La pop<r lazione italiana ed indigena era inasprita vivamente contro gli abissini, contro il consolato e la missione francese, nonché contro la colonia greca, perché reputati tutti nostri nemici. Essa per contro prestava volenterosa ed ubbidiente il suo concorso in tutti i modi alle autorità. Si era già data qualche disposizione per la sorveglianza degli Abissini dimoranti in città e per la perquisizione delle persone sconosciute e sospette, che entravano in Massaua o ne sortivano e questo accenno di rigore aveva reso vieppiù manifeste quante fossero le corrispondenze locali dell'Abissinia. Mohamed Bey dei Naib di Arkiko era stato posto in carcere, essendosi il Comando Superiore fatta la convinzione che, quantunque nostro stipendiato, egli intrigava coli'Abissinia a nostro danno.
2. SITUAZIONE MILITARE
l giorni 26 e 27 gennaio erano stati sgombrati Ua, Saati, Arafali. Emberemi pare non fosse mai stata occupata. Rimanevano a noi i forti di Arkiko, Moncullo, Otumlo attorno a Massaua (Allegato n. 3). Al 23 di aprile le forze dislocate sui nostri possedimenti consistevano in cinque battaglioni di fanteria, di cui però effettivamente quattro soli,
247 essendo un battaglione stato distrutto a Dogali; più 1 battaglione bersaglieri, 1 battaglione alpini (di 3 compagnie) e le truppe dei servizi vari, cioè: 3 compagnie d'artiglieria da fortezza; 2 sezioni di artiglieria da montagna (senza mezzi, però, per someggiare i pezzi); 3 compagnie del genio; 1 sezione di sanità; 1 plotone di sussistenza. In Assab v'erano poi 3 compagnie e distaccamenti adeguati d'artiglieria, genio, sussistenza, ecc .. La dislocazione delle forze predette era la seguente: - si erano presidiati: nominalmente, con due battaglioni (2° fanteria e 1° alpini); effettivamente: con 1, il forte di Moncullo; con I compagnia (37° fanteria) il forte di Otumlo; con 1 battaglione (bersaglieri) il forte di Arkiko; con I battaglione (3° fanteria) il forte di Taulud; con 1 battaglione (4° fanteria) il forte di Abel - cl - Kader; con I battaglione (5° fanteria) il forte di Gherar ; con 1 compagnia (27° fanteria) l'Arsenale marit6mo, e si aveva il 6° battaglione fanteria, ultimo giunto, provvisoriamente ancora all'Arsenale marittimo, in attesa che fossero ultimati i baraccamenti per la sua sistemazione. L'artiglieria era dislocata: la compagnia del 13° artiglieria al forte Moncullo, con distaccamento al forte Otumlo; la compagnia del 15° al forte Taulud, con ~istaccamento al forte Arkiko; la compagnia del 17° al campo Gherar, con distaccamento al forte Abel-el - Kader. Le sezioni da montagna al campo Gherar. Le tre compagnie del genio: 2 compagnie (del 1° e 2° genio) a Gherar; 1 compagnia (del 3° genio) a Taulud . Il plotone delle .sussistenze al campo Gherar, con distaccamenti in · Moncullo ed Arkiko. I Comandi non erano regolarmente cost1tmt1, poiché non essendovi altri ufficiali superiori all'infuori dei comandanti dei battaglioni, il Comando Superiore doveva corrispondere direttamente coi 7 comandi dei forti o campi, e cioè: Arkiko, Moncullo, Otumlo, Taulud, Gherar, Abel -el - Kader, Arse~ale marittimo, oltreché coi Comandi degli irregolari e coi Direttori dei vari servizi.
Gli irregolari, sotto il comando dell'antico sang1ac, s1 componevano (foglio n. 2848 del 26 maggio al Ministero) di: 2 sangiac; 3 bimbaschi; 12 iusbaschi; 47 bulukbaschi; 1022 baschibuzuk; 9 scr1vam. Erano divisi in due orde, ma senza norme fisse pel reclutamento nel1'una o neJJ'altra delle orde. L'interna era di 5 buluk ed I deposito. L'ester-
248 na di 42 buluk, ripartita non soltanto nei van forti , ma altresì net campi . ' e c1oe: 9 buluk a Taulud; 4 buluk ad Otumlo; I buluk ad Abd -el - Kader ; 3 buluk a Gherar; 14 buluk a Moncullo; IO buluk a· Arkiko, fra i quali 4 appartçnenti alla squadra sotto gli ordini di Adam Aga; I buluk a Zula. Circa i lavori di difesa ed ai forti si constatò che verso la fine di aprile le difese a Gherar, i forti di Taulud ed Abd- el - Kader erano quali si trovavano all'incirca nel novembre del 1885; quest'ultimo forte ancora coi suoi difetti, çssenzialmente quello di non presentare all'interno sufficiente terrapieno pel servizio dei pezzi. Soltanto vi si era aggiunto fuori, a sinistra, una batteria in terra per 2 pezzi da ceni. 12 G.R.C. , ed alla destra del forte un parapetto per fucileria, che ne difendesse l'accesso lungo il mare. Dietro e fuori del forte Taulud, poi, si era già costruito un magazzino a polvere capace di 100 tonnellate, ma che pareva dover essere troppo debole quale polveriera permanente, di troppa entità quale semplice ricovero provvisorio di munizioni; il posto inoltre sembrava poco bene scelto, essendo ai due terzi della lunghezza di una penisola molto abitata. Esso mancava ancora d'imposte e chiusure; ed intanto se ne stava costruendo un altro a pochi metri di distanza e della medesima capacità. Ai forti della linea esterna si erano invece fatti lavori notevoli dopo il fatto di Dogali. Presso il forte di Otumlo, per difendere meglio gli accessi ad un pozzo nuovo scavato, si era fatta una cinta di difese accessorie che lo racchiudeva, alle quali pertanto si dovettero dare 900 metri di sviluppo alle zeribe, ed 890 metri al reticolato di fil di ferro su tre file di paletti. Si era inoltre sistemato un poco l'interno del forte. All'entrata del forte antico di Moncullo si era costruito un dente a saliente acutissimo, e verso l'est contro il forte un vastissimo trinceramento con difese accessorie. Così pure al forte antico di Arkiko s'erano fatti nell'interno alcuni miglioramenti e costruita una piazzuola per 4 pezzi, e fuori a 800 metri ali'est si era costruito, fronte a sud, un vasto trinceramento. I baraccamenti nuovi, poi, situati daccanto ed a nord del forte antico, si erano uniti con un parapetto e difese accessorie. Evidentemente i nuovi lavori fatti a Moncullo e ad Arkiko, per iniziativa dei comandanti che si succedettero nella loro occupazione, senza seguire un piano regolatore e senza un concetto prestabilito, avevano preso uno sviluppo sproporzionato alla forza dei presidi che li occupavano, onde la difesa fatta da questi ultinù doveva riuscire più debole di prima.
249 L 'artiglieria poi non possedeva quadrupedi né bardatura sufficiente per trainare artiglierie da campagna e someggiare pezzi da montagna ; l'armamento dei forti in artiglieria pareva sufficiente per quelli interni, debole per i forti esterni (Allegato n. 4), tenuto conto specialmente dello sviluppo dato alla linea di fuoco dei nuovi trinceramenti di Moncullo e Arkiko, di cui si incominciò la costruzione, come ho detto già, dopo Dogali. Sufficientemente dotate di munizioni (300 colpi per pezzo) erano le bocche da fuoco italiane , debolmente provviste ( 195 colpi per pezzo in granate, shrapnel, scatole a mitraglia) _le egiziane; ben munite di cartucce le truppe e ben ripartite tra i forti. Più che sufficiente ai bisogni il personale di artiglieria, assolutamente deficienti i mezzi di trasporto e di traino per l'artiglieria in materiale, quadrupedi, bardatura, basti, ecc.. l baraccamenti (Allegato n. 5) in massima consistevano ancora nelle antiche baracche costruite nel 1885. Senonché si era riconosciuta la necessità di ricostruire queste ultime secondo modello più adatto al clima; e cioè sollevarne il tetto quanto era possibile per aumentare gli strati d'aria non esposti al sole e dividere lo stesso tetto a piani successivi in modo che l'aria vi potesse circolare. A seconda i mezzi disponibili si stavano già appunto trasformando i baraccamentj secondo questo nuovo sistema. Così tre compagnie erano già ricoverate sotto le baracche di tal sistema, fuori del forte Abd -el - Kader; altre tre a Gherar, mentre se ne stavano rialzando per due compagnie a T aulud ove pure si costruiva una casermetta in muratura per altra compagnia non lungi dalla polveriera; inoltre si ampliavano locali , si sistemavano alloggi per ufficiali, ma ovunque senza piano regolatore. In Moncullo era pure finita una baracca per due compagnie; in Arkiko per una compagnia ove pure presso il forte si stava compiendo una grande baracca per due compagnie. Le baracche dell'ospedale erano sempre ancora invece quelle del 1885, le quali non potevano contenere che 120 letti al massimo. L'Arsenale marìttimo, costruito per i bisogni della Marina, era quasi sempre, per mancanza di altri locali, stato occupato con truppe. Al fine di aprile s'era pur dato principio alla costruzione di baracche scuderie per un mezzo squadrone all'Arsenale marittimo, per altro mezzo squadrone a Gherar e ciò in seguito a telegramma dal Cairo con cui se ne richiedeva l'inizio, perché si stavano acquistando cavalli per uno squadrone. Altri lavori erano in cammino o per essere ultimati od iniziati, per uso xqilitare, ma di minor conto. In aprile lo stato sanitario in generale era buono ed il caldo non era tale ancora da influire grandemente sulla salute delle truppe; però esso fa-
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ceva sentire già i suoi perniciosi effetti sul battaglione alpino giunto in Massaua il 17 marzo. Convien notare che tutti indistintamente erano sotto baracche ed avevano brande per dormire, che il vitto della truppa era variato e più che abbondante, la razione di carne ammontando a mezzo chilogrammo al giorno. Tutte le prescrizioni igieniche erano conosciute e~ effettuate; il personale medico buono ed abbondante. · Non rimaneva quindi . alcun'altra disposizione a, dare a riguardo, quando si eccettui quella di migliorare o rifare i baraccamenti, specialmente dell'ospedale, dove si avevano ancora parecchi tra i feriti a Dogali, nonché le infermerie. I mezzi di cui il Servizio di Commissariato disponeva al fine d'aprile consistevano: · a) nella direzione di commissariato con 6 ufficiali; b) nel plotone sussistenze, forte di 4 ufficiali e 150 uomini di truppa; e) nel magazzino d'equipaggiamento e . bazar a Gherar; d) nel magazzino di sussistenza a Gherar con 3 forni, di cui 2 in muratura ed I in ferro , mo.dello Rossi; e) in un magazzino succursale a Moncullo con I forno in muratura; /) in un altro in Arkiko con I forno in ferro, modello Rossi. Il servizio di vettovagliamento era fatto dal magazzino di Gherar per le truppe stanziate in Taulud, Gherar, Otumlo, Abd - el - Kader, Ras Mudur; dai rispettivi magazzini per quelle dislocate in Moncullo ed Arkiko. Quelli di equipaggiamento ed il magazzino bazar erano tutti concentrati nel campo Gherar. In genere i servizi di Commissariato procedevano assai regolarmente, stando ai risultati di fatto. Circa ad altri servizi accessori si può aggiungere che : - il servizio trasporti era disimpegnato da camelli e muletti in consegna ai vari battaglioni fanteria ed alle varie unità delle altre armi. Però il numero di tali quadrupedi era molto lungi dal soddisfare ai bisogni ed erano perciò in corso operazioni per l'acquisto di altri quadrupedi mediante appcsita commissione, di cui è cenno negli ordini n. 14 del 31 gennaio, n. 25 del 5 febbraio e n. 111 del 9 marzo. Intanto ai maggiori bisogni provvedevasi con cammelli noleggiati a giornata, ed anche questi trovavansi con difficoltà, perché assai piccolo era il numero dei camelli esistenti permanentemente in Arkiko e Moncullo; - al servizio dell'acqua si provvedeva coi pozzi di Arkiko, Moncullo ed Otumlo per le truppe stanziate in tali località; col distillatore galleggiante « Europa l> e coi distillatori stabiliti al campo Gherar ((<Normandy ,,) ed all'Arsenale marittimo, e cogli acquedotti di Otumlo e Moncullo
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per le truppe dislocate a Taulud, Gherar, Abd - el - Kader, Massaua, nonché per gli abitanti di quest'ultima città. Era in costruzione una nuova conduttura in tubi di ghisa per sostituire la vecchia in tubi di cotto per l'acqua di Moncullo; - per la rete ferroviaria fin dai primi mesi dell'occupazione di Massaua si era chiesta ed era giunta una parte della ferrovia Decauville; rimase inattiva circa un anno in attesa dell'invio di carrelli e di una locomotiva; poscia giungeva questo materiale. Al fine d'aprile i due moli situati in punta ad Abd - el - Kader erano uniti coll'Arsenale marittimo, col macello, colla batteria da campagna da 12, mediante binari semplici. I due moli del genio e delle sussistenze, alla punta Gherar, erano uniti con doppio binario ai rispettivi magazzini. Il punto di sbarco a metà della diga di Massaua era unito col forte di Tau)ud ed alla polveriera ed aveva due diramazioni: una pella cava di pietra, l'altra per i magazzini dei comandi locali del genio e dell'artiglieria. In Arkiko il forte era collegato da un tronco col trinceramento, da un altro col mare; - una rete telegrafica da campo univa il Comando Superiore ed il campo Gherar con Moncullo, Otumlo, Arkiko; - un filo telefonico collegava il Comando Superiore colla direzione di Sanità a Ras Mudur ed aveva una stazione intermedia nella caserma dei carabinieri. Però su questa comunicazione telefonica non si poteva aHora far fi danza perché tutti i momenti interrotta.
3. CONCLUSIONE SULLA SITUAZIONE GENERALE DELLA COLONIA
In complesso, parmi si possa conchiudere che la situazione generale della' colonia di Massaua, in sul finir dell'aprile 1887, era da giudicarsi: - nelle questioni politiche: non bene definita; - nell'azione militare: povera di mezzi e questi non coordinati ad uno scopo netto, preciso; - nello interno: inopportunamente condotta come in pieno stato di pace, nonostante le complicazioni ed il malessere prodotto dagli ultimi prossimi avvenimenti.
p ARTE
SECONDA
CRITERI DIRETTIVI PER LA ESECUZIONE DELLA MISSIONE AVUTA
Nella situazione generale sopradetta della Colonia, parvemi conforme ai nostri interessi ed alle istruzioni avute lo agire coi seguenti criteri. Politicamente :
- tentare accordi cogli Assaortini, coi Taroa, ecc., popoli semibarbari che non vivono che di rapina, ma che odiano l'abissino: allo scopo di non essere più disturbati dai medesimi e di avere anzi il loro territorio a nostra disposizione pel passaggio o permanenza di truppe nostre e, se non il loro concorso effettivo, almeno la loro neutralità od il loro appoggio in ogni evenienza. Tentare accordi cogli Habab, Balad el Scheik, Temariam, Mashalit, ecc., più civilizzati dei precedenti e che ci avrebbero potuto essere di molta utilità sotto molti aspetti; - tentare la sottomissione completa di tutti i fuoriusciti abissini e capibanda per toglierci da una situazione ambigua rispetto ai medesimi; pulire dalle rapine il territorio a noi· limitrofo e renderlo sicuro; trar profitto . anzi dai medesimi e definire specialmente la questione del Dobob; - imporre politicamente là nostra volontà all'Abissinia, tenendo coi capi abissini un linguaggio, all'occorrenza energico e risoluto (telegramma del Ministero n. 57 del 26 aprile); - tentare indirettamente la liberazione del conte di Savoiroux, senza per nulla compromettere le autorità locali. Militarmen~e, poi, mantenersi coli' Abissinia in una ostilità decisa, mettendosi in misura all'arrivo dei rinforzi, di affrontare con vantaggio, durant~ tutta la state, qualsiasi eventualità. Eseguire intanto gli studi ordinati dal Ministero e quegli altri che volesse ordinare e rappresentare fedelmente al Governo lo stato reale delle cose in ogni tempo e cirçostanza. Nello interno della Colonia, informare tutte le disposizioni del Comando ad una condotta bene definita, che riuscisse di protezione agli amici, di
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freno ai nemici e fosse nel tempa stesso di epurazione, evitando per quanto possibile provocazioni a disordini o guai. I vari scopi sopraindicati vennero in massima parte, si può dire, raggiunti dall'aprile a luglio, periodo che segna la maggiore attività palitica e militare combinata. La stagione più calda, i mesi cioè di luglio, agosto e parte di settembre, fu controsegnata: dalla liberazione del conte di Savoiroux, frutto di pratiche antecedenti; dall'avvenimento dello scoppio della palveriera; dalla massima attività di epurazione per parte dell'autorità giudiziaria militare; da un nostro concorso efficace ali 'impedimento della tratta degli schiavi, lungo la costa di nostra giurisdizione. Infine il termine di settembre, ottobre e parte di novembre costituì un periodo di attività essenzialmente militare per la conveniente preparazione di tutti i servizi pell'arrivo del Corpo di spedizione. In questa relazione io procederò per periodi in quanto ciò sia compatibile con la chiarezza della esposizione dei fatti politici militari, aggruppando cioè in ogn i periodo le dispasizioni date in relazione ai fatti che si svolsero. Mi lusingo che così si avrà una idea più netta della naturale successione degli avvenimenti e delle cause che li produssero. Gli affari coloniali, però, furono raccolti tutti di seguito nella loro successione naturale e continua dal 23 aprile al 9 novembre (Parte Quarta).
PRIMO PERIODO (24 APRILE - FINE DI GIUGNO)
A) Bwcco
DELLA COSTA E PROCLAMAZIONE DElJLO STATO DI GUERRA.
Il giorno 1" maggio (telegramma n. 55 del Ministero, in data 25 aprile) veniva reso di pubblica ragione il blocco della costa da Amfila fino a Ras Kandelai, di fronte all'isola Di.ifnein ed il giorno stesso veniva iniziato il servizio di blocco, in base alle norme ed istruzioni ministeriali (dispaccio n. 987 / 78 del 30 aprile). Sei navi da guerra vennero messe in crociera per portare ad effetto questa disposizione. · Contemporaneamente alla notificazione del blocco venne costituita la · corte delle prese composta del : Comandante locale marittimo (ufficiale superiore di marina), Presidente e, quali membri: il R. Commissario civile; il Segretario per gli affari indigeni; il Presidente del tribunale civile. Dal R. Ministero degli Affari Esteri fu notificato il blocco alle diverse Potenze e, come risulta dai documenti diplomatici, esso venne da quasi tutti accettato senza rilevanti osservazioni. Secondo poi la avvertenza del Ministero della Guerra (telegramma n. 57 in data 26 aprile) il Comando Superiore doveva notificare, con altro manifesto distinto da quello del blocco, lo stato di guerra, a seconda della formula che egli indicava e salva facoltà al Comandante Superiore di aggiungervi, in seguito, quelle altre notificazioni e spiegazioni di carattere interno ed amministrativo che avesse stimato opportuno. Ora per lo appunto l'efficacia dello stato di guerra, viste le condizioni locali, doveva dipendere dal valor pratico delle prescrizioni, che avrebbero fatto seguito alla dichiarazione dello stato di guerra. E già si presentavano parecchie gravi difficoltà per venire ad una interruzione positiva di ogni relazione coll'Abissinia e per impedire realmente ogni commercio fra i due Stati. La popolazione di Massaua, come si sa, è costituita da gente di tutte le nazionalità e religioni; alcuni abitanti sono pure sotto la protezione francese. Quasi tutti i commercianti e notabili avevano da tempo relazioni per lettera, o per mezzo di corrispondenti, coli' Abissinia per motivi di varia natura. Degli Abissini erano sparsi per ogni dove, tanto in Massaua che nei dintorni; perfino presso il Comando vi erano parecchi servi abissini e così fra gli irregolari al nostro soldo. Era indispensabile il rompere al più presto le relazioni suddette, specialmente fra gli Abissini residenti nell a Colonia e
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quelli al di fuori, Possibilmente senza incorrere nelle conseguenze di rigori o mezzi di repressione eccessivi, pe~ cui ne risentissero pure gli effetti gente innocente. Le .popolazioni poi dei villaggi circonvicini , quali Otumlo, Moncullo ed Arkiko comprendevano gente di tutte le tribù confinanti con noi e col1'Abissinia. Essi tenevano una corrispondenza continua, e si può dire necessaria, colle tribù vicine, presso le quali avevano al pascolo il loro bestiame e ne ritraevano burro e latte, e colle quali avevano legami di famiglia e di interessi. Così gli archichesi cogli assaortini e colla gente di Debeb; così quelli di Moncullo coi Shoho, con quelli d' Ailet, di Gumhod, di Asus, ecc.; così quelli di Otumlo con quelli di Emberemi, cogli · Habab, coi Temariam, coi Uaria, coi Mashalit, ecc .. Chiudendo tutte le comunicazioni questa gente arrischiava di non avere più da vivere. Le genti poi da Arkiko, Moncullo, Otumlo comunicavano liberamente fra loro e entravano ed uscivano liberamente da Massaua tanto per la diga, quanto per mare da Arkiko. Né pareva facile il potere impedire senza vessazioni soverchie e senza danno questo andirivieni, e neppure conveniva permetterlo incondizionatamente per la nostra sicurezza. Natisi che se per Massaua per cui vi è un solo passaggio per la diga , il prendere disposizioni restrittive e opportune pareva non dovere riuscire difficile, per mare la cosa dove"a risultare assai più malagevole. La chiusura, poi, delle comunicazioni con l'esterno oltre i villaggi da Arkiko ad Emberemi, si doveva estendere per ,una trentina di chilometri e con le poche forze presidiarie che più sopra abbiamo indicate. A tutto ciò si aggiungeva un'altra complicazione. Era più che evidente la convenienza di usare una speciale benevolenza alle tribù che si sarebbero dichiarate alleate; ma era necessario dar loro dei vantaggi, che pure attraendole a noi, non ci compromettessero e non ci rendessero materialmente impossibile di fare agli avamposti un servizio esatto e sicuro. Neppure conveniva disconoscere la difficoltà pratica che si sarebbe incontrata nel sapere e potere riconoscere l'identità personale di tutta questa gente, di tutte le tribù, che entrava ed usciva dalla nostra linea d'avamposti, fino allora non peranco stabilita né tampoco ideata. Questo stato di fatto, che non si Poteva mutare, condusse il Comando Superiore a prendere, contemporaneamente alla pubblicazione del manifesto (Allegato n. 6), una serie di disPosizioni in tutti gli ordini di servlZl le quali collimassero collo scopo proposto. Tali disPosizioni , almeno le più imPortanti, risulteranno dalla esposizione che verrà di seguito. Intanto, mentre già nello stesso manifesto si pubblicavano le misure per regolarizzare la Posizione degli Abissini qui residenti, quella degli individui delle tribù alleate, quella degli stranieri di neutra nazionalità, con altre ordinanze si davano le norme per il rilascio delle autorizzazioni di residenza, dei salvacondotti in quanto esse potevano
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interessare, oltre il Comando Superiore, il Comandante dei Carabinieri e delle relative sezioni e stazioni, i Comandanti dei forti, il Segretario degli affari indigeni ed i Na1b.
B)
AZIONE POLITICA IN QUESTO PRIMO PERIODO.
Per la parte politica non furono poche le difficoltà create dalla situazione di cose che si stava assodando e per sommi capi esse vengono qui di seguito accennate. I. - MISSIONARI FRANCESI.
Nelle disposizioni per la chiusura delle comunicazioni coll'Abissinia, il Governo approvò la mozione fatta da questo Comando per i missionari francesi lazzaristi, i quali hanno delle case stabilite a Kehren, Acrour, Alitiena. Sulle condizioni di queste missioni in Abissinia venne inviato particolareggiato rapporto in data 21 luglio 1887, n. 129/ 51. Coll'autorizzazione del Ministero questo Comando accordò a Mons. Touvier, capo delle missioni, le seguenti facilitazioni: - il Vescovo .può corrispondere immediatamente con le case filiali nei casi di forza maggiore, come morte o richiamo di un missionario; per avvenimenti gravissimi, cpme saccheggio di una missione, ecc.; - il Vescovo può corrispondere contemporaneamente con tutte le case filiali una volta ogni due mesi, percorrendo le sue carovane la strada di Asmara, senza alcuna nostra responsabilità; - il Vescovo comunicherebbe subito questi accordi colle filiali, per mezzo di quella di Acrour con un corriere speciale. Questi accordi vennero comunicati ufficialmente al Governo francese col mezzo della nostra ambasciata di Parigi. Malgrado però queste agevolezze e tutte le assistenze e sussidi, che questo Comando ha sempre prestato a tali missioni, fu forza riconoscere che spesse volte esse sono state per noi causa d 'imbarazzi, per la direzione da esse avuta da Parigi di favorire con troppo zelo la politica del loro Governo francese, la quale, per quel che riguarda la nostra occupazione del Mar Rosso, è tutt'altro che a noi benevola. Conviene fare una eccezione pel Vescovo Touvier e pel padre Paillard, i quali non si sarebbero voluti prestare a questi intrighi estranei alla loro missione. Principale collaboratore di questa politica a noi ostile fu il P. Coulbeaux che fa parte della missione di Acrour. Secondo quanto riferì a questo Comando Mons .. Touvier, l'ex V. Console di Massaua, M. Soumagne, ora in congedo, avrebbe fatto attive pratiche a Parigi, perché Coulbeaux veni1;se nominato coadiutore di Mons. Touvier, sotto pretesto che questi fosse indebolito nelle sue facoltà mentali.
257 Se ne informò subito il Ministero con telegramma e rapporto (3 .giugno 1887, n. 71). La cosa però non ebbe più seguito fino ad oggi. La prima partenza della carovana per l'Abissinia, secondo gli accordi sopraccennati, si effettuò il 9 giugno e non diede luogo ad inconvenienti; solo si venne a scoprire che il Coulbeaux aveva proposto di far servire la carovana per trasporto di merci e corrispondenze nell'interesse di Ras . Alula. La proposta venne respinta da Mons. Touvier e~ anche dal sig. Mercinier, Reggente del Vice Consolato di Francia, come venne riferito al Ministero con rapporto del JO gillgno, n . 84.
2. - RAPPORTI OOL REGGENTE IL VICE CoNSOLATO FRANCESE.
Il sig. Mercinier era giunto in Massaua verso la fine dello stesso scorso marzo per prendere la Reggenza del Vice Consolato francese, rimasto vacante per la partenza del sig. Soumagne. Egli prima di venir qui era semplicemente commesso di cancelleria al Consolato di Alessandria; questa circostanza potrebbe spiegare la mancanza di forme ed il poco tatto che ha sempre mostrato nei rapporti avuti con questo Comando. I primi attriti ebbero luogo in occasione della pubblicazione del manifesto delJo stato di guerra. Essendogliene stata comunicata copia, per informazione ai suoi amministrati , il Mercinier, senza alcuna ragione, riferì al suo Governo che questo Comando aveva preteso da lui un atto di formale sottomissione e non aveva avuto alcun riguardo alla sua posizione di agente consolare. Venne ciò comunicato a questo Comando dallo stesso Ministero (telegramma del 9 maggio, n. 86) al quale si rispese respingendo l'asserzione (telegramma ·del 10 maggio, n. 33 / 28) ed anzi gli si fece poi rilevare l'eccessivo zelo di questo signore (rapporto dell'11 maggio, n. 30 / 13) nello intromettersi continuamente negli atti di questo Comando, sotto pretesto della tutela dei suoi numerosi protetti; venne anche fatto rimarcare al Ministero l'abuso che il sig. Merèinier faceva delle patenti di protezione francese , che egli accordava anche a persone che non ne avevano diritto. La condotta troppo zelante del ;ig. Mercinier formò oggetto di reclami della nostra ambasciata a Parigi al sig. Floucons come apparisce dai documenti diplomatici. L 'espulsione di certo Del Val de Paz, suddito francese , dal campo Gherar diede altra occasione al gerente del Vice Consolato di fare vive rimostranze. Questo individuo aveva una baracca da vivandiere al Gherar; essendo state contro lui sporte lagnanze per disordini successi nel suo stabilimento ed essendo corso il sospetto che egli trafugasse delle provviste alle sussistenze militari, gli fu intimato di partire immediatamente dal campo nel giorno 2 di maggio. Trattandosi di una pura concessione facoltativa l'ordine venne eseguito puntualmente malgrado le proteste del sig. Mercinier.
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Più grave fu la vertenza del nominato Stefan Morhelion suddito persiano, che irregolarmente era stato Portato nel registro dei protetti francesi, come venne verificato col mezzo del R. Agente diplomatico al Cairo. Egli aveva fatto venire durante lo scorso inverno stoffe ed oggetti di lusso per capi abissini ed anche un trono di valore pel Negus. Non avendo Potuto fare pervenire quella merce ai destinatari, a causa della chiusura delle comunicazioni con l'Abissinia, fece richiesta perché gli venisse data la facoltà di riesportarla, asserendo di volerla rivendere in Egitto; e domandò che gli fossero restituiti i 7 / 8 del dazio di dogana pagato. La commissione di dogana fu di parere non doversi restituire il dazio. Interpellato, il Ministero rispose non esserci motivo per impedire che gli oggetti fossero riesportati (telegramma II maggio); che riguardo al dazio vi potevano forse essere ragioni perché esso fosse restituito secondo il regolamento egiziano, ma in ogni modo sarebbe stato necessario che la richiesta fosse stata avanzata nelle debite forme, non essendo egli protetto francese. Come era stato preveduto il Morhelion si contentò di riprendere la sua merce ed andò a rivenderla nei paesi etiopici passando per Teyla e lo Shoa. Le ultime notizie di lui si ebbero coll'arrivo del corriere dello Shoa in Assab ai primi di questo novembre, come venne riferito da quel R. Commissario civile egli avrebbe mostrato a Re Menelik un giornale in cui era riprodotta la lettera letta al Senato dal generale Robilant nello scorso giugno, e se ne sarebbe prevalso per eccitare l'animo di quel . Sovrano contro di noi.
3· -
DELIMITAZIONE DELLA SORVEGLIANZA SULLA OOSTA NORD DI MASSAUA.
Uno dei fatti politici più rimarchevoli occorsi durante questo primo periodo è la delimitazione della sorveglianza sulla costa nord di Massaua. Con nota del 30 aprile n. 823, il Ministero comunicava le istruzioni date al R. Ambasciatore a Londra per risolvere con Lord Salisbury questa questione divenuta di estrema importanza per la nostra posizione in Massaua, specialmente dopo l'apertura delle ostilità con l'Abissinia; egli chiedeva telegraficamente a questo Comando il parere sulla convenienza, o meno, di estendere la nostra giurisdizione fino a Ras Kasar ; e gli si rispondeva (telegramma n. 310) affermando la esplicita convenienza di estenderla fino a quel punto. Tali pratiche furono poi condotte a termine dal conte Corti, come rilevasi _dai documenti diplomatici, e con telegramma del 3 giugno il Ministero informava essersi conchiuso un accordo fra i due Governi, col quale il confine della sorveglianza italiana sulla costa era portato a Ras Kasar e rimanevano incaricate le autorità di Suakin e di Massaua di mettersi d'accordo per effettuare questa convenzione. Con successiva nota (n. 1629 dell ' n giugno) il Ministero trasmetteva le istruzioni complementari. In conformità di esse essendo stabilito che questo Comando dovesse prendere l'iniziativa per aprire la pratica col colon-
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nello Kitchner, Governatore di Suakin, vennero specialmente incaricati per tale oggetto i signori: conte Marefoschi, commissario civile e capitano Valleris dello Stato Maggiore, i quali partirono alla volta di Suakin il 28 giugno, a bordo della R. nave « Andrea Provana )>. Il colonnello Kitchner accolse con tutta deferenza le nostre proposte e si iniziò subito uno scambio di corrispondenza per procedere d'accordo nella compilazione delle disposizioni richieste dai nuovi cambiamenti.
4· -
TRIBÙ VICINE.
Durante questo primo periodo il Comando Superiore si affrettò di attirare a sé le principali tribù che ci attorniano, conchiudendo con esse opportuni accordi. Hamed Kantibai, capo delle numerose tribù degli H abab, dopo pochi giorni dall 'arrivo in Massaua del nuovo Comandante gli scrisse una lettera per chiedere il permesso di venirlo a salutare. Si domandarono istruzioni al Ministero sulla convenienza di ricevere questo capo (telegramma 8 maggio, n. 26) e di definire con lui accordi per scambi commerciali. Il Governo rispondeva (telegramma dello stesso giorno) di autorizzare la ripresa delle trattative, ma raccomandava prudenza cercando di vincolare il Kantibai senza contrarre impegni ·onerosi di difficile esecuzione. Kantibai giunse qui verso la fine di maggio e furono subito aperte le trattative per intendersi sulle varie questioni politiche e commerciali, ciò che richiese vari abboccamenti e incontrò non lievi difficoltà. Il giorno 16 giugno fu da lui firmata una convenzione, il cui tenore veniva comunicato al Ministero. esponendosi al medesimo le ragioni che avevano consigliato quegli accord1 (rapporto del 30 giugno, n. 428). La convenzione veniva in seguito sottoscritta dai principali capi. persone più influenti degli Habab, ed il Ministero ne approvava l'estensione, lodando l'operato del Comando (nota del 30 luglio, n. 2610). Il 4 maggio i principali capi assaortini si presentavano a questo Comando per dichiarare amicizia, aver protezione ed ottenere qualche facilità di commercio nel presente stato di guerra. Non fu tanto facile il venire subito ad un accomodamento perché le questioni cogli assaortini erano intralciate con quella del fuoriuscito Debeb, dalla sorte del quale gli assaortini non volevano distaccarsi. Inoltre tutti i capi deJle tribù assaortine , considerandosi come uguali, non volevano riconoscere, se non nominalmente. la supremazia del capo più vecchio, Shum Omar, della tribù dei Silish; onde era assai difficile i] metterli tutti in accordo. Tuttavia i] 9 maggio facevano formale atto di sot~omissione ed amicizia, rilasciando ostaggi, le seguenti tribù assaortine: i Silish, gli Assakari, gli Assalissan ed i Fekrotto. Più tardi si aggiunsero pure i Taroa e i Beit- Sarah. Furono in compenso fatte loro delle concessioni perché potessero continuare il loro commercio durante la chiusura delle comunicazioni, mediante il permesso rilasciato
260 loro di penetrare con le loro carovane fino a Massaua in giorni ed ora determinati. Se ne riferì al Ministero con rapporto del 16 maggio, n. 38. Il profugo abissino Fitaurari Debeb, già da tempo stabilito nelle località appartenenti alle tribù assaortine, si era sempre dimostrato disposto ad essere amico ed alleato del nostro Governo fino dai primi tempi della nostra occupazione; effettivamente viveva indipendente, scorrendo il paese con la sua banda, destando allarmi, rendendo malsicuro il paese, come si verificò in ripetuti scontri da lui avuti con le nostre truppe o coi nostri irregolari. Era interesse di questo Comando di mettere a dovere un tale individuo, che in date circostanze avrebbe pure potuto riuscirci utile per la sua influenza e per l'odio suo contro l'attuale Governo abissino. Avendo egli verso la metà di maggio scritto una lettera al Comandante Superiore nella quale chiedeva perdono, gli si rispose cortesemente che lo si sarebbe perdonato quando anzitutto si sottomettesse incondizionatamente. Contemporaneamente se ne riferiva al Ministero (telegramma n. 342 in data · 24 maggio) dal quale si ricevevano le istruzioni del caso (telegramma n. I06 stessa data). Però le trattative di sottomissioni incondizionate da noi richieste non riuscirono per qt,1alche tempo ad alcun risultato, perché il Debeb pretendeva dal Comandante Superiore una dichiarazione giurata che il nostro Governo non lo punirebbe per gli scontri avvenuti fra la sua banda e le nostre truppe. Le fasi principali di queste trattative ebbero luogo parte per lettere e parte con l'intromissione di persone influenti e dei capi assaortini. Esse furono comunicate al Ministero principalmente coi rapporti del 3 e del 17 giugno, n. 307 / 42_e 88/ 40. Più facile fu di ottenere la sottomissione incondizionata di un altro noto fuoriuscito Barambaras - Kafel. Egli si sottomise senza riserve insieme a 57 suoi seguaci con lettera del 4 maggio (rapporto al Ministero in data 7 maggio, n. 99/ 45); e dopo essere stato per qualche tempo ritenuto a bordo di una nostra nave da guerra vive ora libero in Massaua con un assegno mensile che il Comando gli passa, in attesa di potere un giorno trarre profitto dalla sua influenza e dal suo valore pe_rsonale.
5· -
MAHAMER SAMAIT.
Prima ancora del fine d'aprile trovavasi, come già fu detto più sopra, ritenuto a· borço della nave « Garibaldi >> il Mahamer Samai't, superiore del convento abissino di Gerusalemme. Il 4 maggio si permise al laico Kirillos, domestico del Samait, di unirsi al corriere deBa missione francese e recarsi in Abissinia per la via di Asmara, allo scopo di recarsi personalmente dal Re Giovanni per consegnargli una lettera del suo superiore, con cui si implorava la liberazione del conte Savoiroux,. la quale avrebbe potuto influire sulla liberazione del Samai't (nota al Ministero del 6 maggio, n . 16). Il Kiri1los venne da Ras Alula impedito
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di proseguire e fu da lui rimandato a Massaua. Egli venne . fatto partire di nuovo il 30 maggio sulla R. nave « Cariddi: » con istruzione di recarsi in Abissinia per Amfila, la pianura del Sale, Macallè. Oltre alle lettere del suo superiore, era l~tore di una lettera del Naretti al Re Giovanni, trasmessa al Comando dal Ministero, per l'uso si credeva di farne. Il Kirillos , come ci venne riferito dagli informatori, giunse felicemente per tal via nell' Abissinia e pare che la sua missione al Re Giovanni abbia cooperato ai buoni risultati ottenutisi in appresso con la liberazione del come Savoiroux.
6. -
MIRE DELLA SPAGNA AD OCCUPARE UN PUNTO SULLA CO.STA DEL MAR
Rosso. Verso i primi di maggio correvano voci che alcuni ufficiali di marina spagnola si fossero veduti aggirare verso le coste africane a sud di Massaua e si attribuiva loro l'intendimento di occupare qualche punto. Il Comandante De Martino telegrafò il 6 maggio per domandare se si era qui informati di qualche fatto in proposito. Il Ministero da noi interpellato rispondeva che il Ministro di Stato di Spagna aveva dichiarato esistere da qualche tempo il progetto di procurare alla Marina spagnola un punto di approvvigionamento sul Mar Rosso e che alcuni capi indigeni si erano offerti di cedere un piccolo territorio presso Tagiura. Non crasi però nulla deciso e nulla si sarebbe fatto senza avvisarne il Governo italiano. In base alle istruzioni del Governo di ben sorvegliare qualunque passo si fosse tentato in relazione a questa progettata occupazione, vennero dati ordini, tanto al Commissario civile di Assab quanto al Comandante locale marittimo, perché si tenessero d 'occhio quei paraggi e le navi che vi si aggirassero. Malgrado però le informazioni prese dal Ministero degli Esteri e dal Comandante De Simone, nulla di preciso si Poté allora conoscere sul vero punto della costa a cui miravano le intenzioni della Spagna. Per sorvegliare meglio quelle coste, il Governo, sulla richiesta del Commissario civile di Assab, decise di mandare colà la R. nave « Miseno ».
7. -
RAPPORTI coL R. CoMMISsARIO CIVILE DI AssAB.
Il R. Decreto del 17 aprile avendo agevolato l'accentramento della suprema direzione di tutti gli affari riguardanti i nostri presidi d'Africa presso questo Comando Superiore, anche il Commissariato di Assab, che prima corrisPondeva spesso direttamente col Ministero degli Esteri, venne unito a questo Comando con una più diretta dipendenza. Dallo stesso Commissario civile di Assab si seppe della visita che gli fece il Sultano di Raieta la sera del 16 maggio. Dopo molte tergiversazioni il Sultano avrebbe confessato al Comandante De Simone che in una sua recente gita ad Obok aveva riconosciuto il trattato del 1862, firmato dal suo
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avo col rappresentante francese Touvenel, in forza al quale il confine del protettorato francese da Obok era stato esteso fino a Ras Dumeirah; trattato che fino allora il Sultano non aveva mai voluto riconoscere. Il R. Commissario d 'Assab nel riferire questo fatto· con un telegramma e con rapporto del 18 maggio, n. 227, disse credere che ciò debba attribuirsi a denaro dato dai francesi al Sultano. Il Ministero, informato di questo fatto rispose, con nota del 21 maggio, non credere opportuno per il momento un nostro intervento in questo affare. li Comandante De Simone riferiva (rapporto del 16 maggio, n. 221) che circa una ventina di giorni prima una nave, supposta francese, si sarebbe ancorata presso ad Edd. Ne sarebbero scesi due ufficiali ed un interprete ed avrebbero parlato con qualche capo, essendo il Sultano assente. Non si poté conoscere il risultato di quella visita epperò il fatto non ha avuto conseguenza. Il Conte Antonelli dimorante allo Shoa, in questo frattempo, seguì la sua abitudine di trasmettere la sua corrispondenza col Governo per mezzo del Commissario civile di Assab. Il soggetto di questo riguardava specialmente l'effetto prodotto allo Shoa dallo stato delle nostre ostilità con l'Abissinia. Sugli accordi passati fra l'Inghilterra e la Francia per la delimitazione delle coste dei Somali si ebbero dal Ministero le informazioni pervenutegli da Londra (dispacci 29 aprile, 4, 13 e 18 maggio). Sembrava poi dalle informazioni pure avute dal Ministero che durante questi due mesi fossero corse delle trattati.ve colla Turchia per la cessione di Zeyla all'Inghilterra. Le pratiche non pare siano riuscite ed anzi sarebbero state smentite dal Governo inglese, come comunicò il Ministero con nota del 23 giugno. La questione infine dell'i'ntroduzi·one delle armi allo Shoa lungo le coste, tuttora pendente, è stata oggetto di scambi di vedute col Governo inglese, come rilevasi dal documento trasmesso dal Ministero con nota dell'11 maggio, n. 1010.
C)
AZIONE MILITARE.
Per la parte militare la dichiarazione del blocco, la pubblicazione del manifesto di guèrra, quando ancora non erano giunti 1 rtnforzi chiesti al Ministero, poscia l'arrivo di questi ultimi, ecc., diedero luogo ad una quantità di disposizioni, l'esecuzione delle quali riempì appunto il periodo di tempo che si prende in considerazione. Eccone le principali: I. - PEL COMANDO :
a) Riunione di più battaglioni sotto il comando del supenorc più elevato in grado, e costituzione dei comandi in : - Comando della linea dei forti esterni;
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-
Comando della linea dei forti interni;
- Comando di un nuc1eo di truppe di riserva. Molte ragioni , che sar<;bbe cosa lunga enumerare, concorsero a decidere il Comando a fare, in questa ripartizione di attribuz~oni, una eccezione alla regola generalmente usata, a stabilire cioè i com andi in senso periferico anziché radiale. L'essere tutti i forti collegati col filo elettrico toglieva l'inconveniente della soverchia estensione della linea pel comandante dei forti esterni. Al comandante della li nea dei forti interni era poi devoluta la presidenza del tribuna1e militare ed il co~ando del presidio· di Massaua. b) Furono còstitu iti nuovi reparti e cioè : il primo squadrone cavalleria d'Africa; una batteria da campagna trainabile. I cavalli destinati a costituire lo squadrone, in numero di 150, venivano acquistati in Egitto a seconda della facoltà avuta dal Ministero e imbarcati I'1 r maggio sul R. tras porto « Città di Genova» in n. di 94 e sul piroscafo « Venezia », il 6 giugno, in n. di 56. Il personale poi giungeva il 10 maggio col piroscafo « San Gottardo » e così venne costituito lo squadrone e dislocato dapprima con ¼ squadrone al campo Gherar e l'altra metà all'Arsenale marittimo; in seguito tutto lo squadrone si trasferiva in quest'ultimo sito. I cavalli esuberanti dello squadrone in un con altri cento acquistati posteriormente in Egitto vennero, dietro autorizzazione del Ministero, in parte assegnati quali cavalli di servizio agli ufficiali nonché ai carabinieri a cavallo e nella parte rimanente distribuiti quali cavalli d'agevolezza (ordini n. 424 del 4 settembre e n. 488 del 16 settembre). Le selle inglesi portate dai soldati dall'Italia, avendo fatto cattiva prova, vennero sostituite con selle di ordinanza. Con aste di bambù fatte venire dall'Italia si costruirono presso il Comando locale d'artiglieria delle lance con cui armare lo squadrone; le medesime però furono trovate dal Ministero troppo pesanti ed attualmente se ne attendono altre dall'India. La compagnia del 17° artiglieria, con parte del suo personale e con altro poco che si richiese dall'Italia, costituì una batteria da 6'J da campagna trainabile, per concorrere colle due sezioni da montagna rese pure someggiabili ad una possibile azione a breve distanza oltre la linea dei forti ; dapprima servivano muletti, poscia vennero sostituite con 40 muli giunti dall'Italia. e) Fu riorganizzato il corpo degli irregolari (Allegato n. 7) dandogli. anzitutto, per comandante un colonnello italiano coll'intento che poscia tutti gli ufficiali fossero tali ; epurandone e sottoponendone a regole fisse il recl utamento mediante l'opera di una commissione; portandone la forza a 2000 uomini; costituendone organicamente le unità; fissandone le norme amministrative e contabili ; sottraendone gli elementi scadenti e. se servibili ancora, passandoli all 'orda interna, e formalmente separandoli per nazionalità e religione.
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Coi 68 buluk dell'orda esterna, che così risultarono, si stabilì un servizio d'avamposti conforme alle esigenze del momento, rimanendo ancora una riserva di 32 buluk agli ordini del comandante del corpo nell 'isola di Taulud. All'orda interna (5 buluk ed uno deposito) si diedero tutti i servizi sedentari e di città. Si lasciò costituita come era sottoponendola però alle norme generali prescritte per tutta l'orda di 12 buluk delle squadre di Adam Aga dislocate in Arkiko. Rimase com'era il buluk agli ordini del Na1b di Zula, dislocato in quel villaggio.
d) Si stabilì una nuova dislocazione delle forze all'arrivo successivo dei rinforzi. Già man mano che i lavori di baraccamento progredivano, si eseguivano successivi spostamenti nella dislocazione delle truppe e ciò, sia per ristabilire i presidi in seguito allo scioglimento del 2 ° battaglione, sia per far posto ai nuovi battaglioni arrivandi, sia pure per aggruppare le varie unità in modo da rispondere meglio al concetto della difesa ed alle possibili masse di concentramento che fosse accaduto di dover fare. Con l'ordine del 5 maggio (n. 223) la dislocazione veniva così stabilita: - nei forti interni: 3° battaglione (3 compagnie) al forte di Taulud ; 1° battaglione alpini (3 compagnie) a Gherar; 6° battaglione in Abd -elKader; 2 compagnie all ' Arsenale marittimo e di queste una (7° fanteria) in attesa d'imbarco; - nei forti esterni: 4° e 5° ba~taglione a Moncullo con una compagnia (31° fanteria) ad Otumlo; 1° battaglione bersaglieri in Arkiko. · Il giorno r 4 maggio, al giungere del 7° ed 8° battaglione fanteria, furono inviati il 7° ad Abel - el - Kader, 1'8° in Arkiko con due compagnie però provvisoriamente all'Arsenale marittimo, in attesa dell'ultimata costituzione dei baraccamenti in Arkiko, il che avvenne in fine di giugno (ordine n. 329 del 30 giugno). Si avevano così 4 battaglioni in prima linea e 4 in seconda e si aveva sempre una riserva disponibile in seconda linea da 6 a 8 compagnie, 6 od 8 pezzi da campagna trainabili, 4 o 6 pezzi da montagna someggiabili, uno squadrone di cavalleria, una trentina di buluk di irregolari da potere, da un momento all'altro, concentrare in prima linea per un:azione combinata o col presidio di Moncullo o con quello di Arkiko. Inoltre il Comando Superiore non aveva più da corrispondere direttamente se non con tre Comandanti di truppa attiva, salvo le arm.;_ ,. sen·izi speciali.
e) Si dovette pure riorganizzare il servizio di informazione (foglio o . 4n8 del 17 giugno). Questo servizio fino dal 1885 era costituito da due squadre d'informatori indigeni; ma nello stato di guerra questo servizio diventava vieppiù geloso e delicato. Parecchie volte si era constatato che informatori. che avrebbero dovuto recarsi fino ali' Asmara, raccoglievano insieme le loro notizie durante la strada od in Ailet e le davano poi al Comando come rac:-
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colte sul sito. Parecchi di essi perciò furono cambiati. Ai due capi informatori si assegnarono dodici individui ognuno, di cui sei da adibirsi soltanto al servizio prossimo d'informazione nei limiti cioè di due o tre giornate di distanza dai forti e che dovessero dipendere esclusivamente dal Comandante della linea dei forti esterni, gli altri 6 per ogni capo esclusivamente assegnati per l'Abissinia e dipendenti direttamente dal Comandante Superiore. Altri informatori segreti furono poi assoldati, ma interni e dipendenti dal Segretario degli affari indigeni, per in.vestigare se nei villaggi e lungo la linea degli avamposti si aggiravano già spie o persone sospette eventualmente infiltratesi di notte; e questi ultimi resero pure ottimi servizi.
f) Si dovette permanentemente stabilire un posto di irr~golari ad Emberemi pel servizio ivi d'informazione e sorveglianza sullo sbarco ed imbarco dalla costa con sambuchi, nonché sulle spie ed Abissini provenienti dagli Az Sehuma, dai Mensa, ecc. , facendolo dipendere dal forte di Otumlo (Istruzioni 2 maggio, foglio n. 4059 del 19 giugno). g) Si emanarono delle norme sull'impiego delle truppe in operazioni eventuali e secondarie di guerra, sul riparto delle attribuzioni fra i comandi di più battaglioni, sul servizio d'informazione segreto, sulle dotazioni dei forti in giornate di viveri di riserva ognuno, e di munizionamento da guerra; nonché per i casi d'allarme, od avvenendo la rottura del filo telegrafico, pelle misure di precauzione relativamente ai muniti di salvacondotto per le comunicazioni cifrate, per le esercitazioni del mattino, sulle regole igieniche, ecc. (oltre la circolare riservatissima n. 231, ordini del giorno n. 261 del 22 maggio e n. 343 del 24 maggio, istruzione riservata dell'8 maggio). 2. - PELLE FORTIFICAZIONI E LAVORI DI BARACCAMENTO.
Fino dall'epoca dèlla prima occupazione di Massaua, in una relazione che il Comando Superiore rimetteva al Ministero nel settembre 1889, erano esposti i criteri che erano serviti di base pei lavori di fortificazione attorno a Massaua. Le proposte fatte in detta relazione non avendo avuto seguito, si trattava ora di rimediare ai di fetti che in allora avevano dato luogo alle proposte suddette. L'inconveniente più grave che presentava la difesa immediata di Massaua era che il forte di Moncullo poteva facilmente essere isolato dal resto della piazza. Questo inconveniente sussisteva ancora. Prima adunque di pensare a collegare Moncullo con Arkiko o anche semplicemente, con Taulud, per far di Massaua un gran campo trincerato chiuso, conveniva collegare Moncullo con Otumlo, cosa assai più facile, pel che si decise di costruire una forte batteria sul contrafforte che stende le sue ultime pendici Moncullo ed Otumlo ed isola appunto Moncullo da Massaua. Dopo ciò il forte di Moncullo, la batteria (cui si diede il nome
fra
266 di « Princip( Vittorio Emanud( ») ed il forte Otumlo avrebbero fatto sistema fra loro; ed il possesso del contrafforte in parola avrebbe reso assai malagevole, se non impossibile; un aggiramento nemico q ualsiasi. Con tale batteria poi si raggiungeva ancora lo scopo di battere tutto il rovescio del forte e del trinceramento di Moncullo, cioè la sua parte più debole e si sarebbe rafforza ta l'azione frontale da parte di Otumlo lungo la linea Otumlo Moncullo. Fattane la proPosta .al Ministero (telegrammi n. :l09 e 2 1 1 in data 24 aprUe. telegrammi n. 56 e 94 stessa data) in un coll'esposizione del principale difetto riscontrato nelle aggiunte fa tte all 'antico forte di Moncullo, si ebbe in risposta: che il Comandante qui era il m igl ior giudice sul da farsi per assicurare l'efficace difesa dei punti occupati, e che egli provvedesse in qualunque modo stimasse migliore, secondo le sue vedute (telegramma n. 6o in data 27 aprile). · Questo Co~ando dié subito opera alla costruzione della nuova batteria << Principe Vittorjo Emanuele ». non che ai miglioramenti necessari alle altre fortificazioni, e cioè: - diminuire di molto la capacità del r idotto interno, trasformandolo in magazzino, del forte di Abd - el - Kader, permodoché il terrapieno all'interno divenisse capace di dar libertà di manovra ai pezzi in batteria; - ridurre a batteria di eventuale occupazione una parte del parapetto per fucileria costruito sulla destra ed all'in~uori dell'opera fino al mare ; - ridurre l'estensione della linea di fuoco del trinceramento di Moncullo ad un terzo in meno di svilupPo mediante un taglio che favorisse pure maggiormente la difesa vicina dell 'opera ; - eseguire un taglio a petto, al dente (o saliente acutissimo) destinato a coprire l'entrata del forte di Moncullo, permodoché fosse poi capace di essere guarnito almeno da una sezione d'artiglieria; - sgombrare in massima i terrapieni interni di tutte le opere, da quelle baracche non indispensabili per il caso di difesa, per lasciare libertà di servizio ai difensori; portare i baraccamenti all'infuori , circondandoli con sole zeri be o difese accessorie; ---. in Arkiko praticare lungo tutto il perimetro nell'interno del forte una banchiqa per fuochi di fanteria e due ampie piazzuole, ciascuna per quattro pezzi. Non si Poté contromandare la disro5izione della costruzione delle Polveriere a Taulud essendo una di essa ultimata e l'altra a buon punto e non essendovi al momento altro sito per disPorre il munizionamento da guerra che continuava ad arrivare in quantità. L'Allegato n. 5 dà particolareggiate indicazioni sul procedimento graduale di tutti questi lavori.
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Per i baraccamenti si volle .che prima del luglio fossero trasformati al nuovo m~ello nella quantità richiesta dai nuovi rinforzi che· stavano giungendo e ciò allo scopo di evitare i gravi danni dei colpi di calore che in luglio ed agosto assalgono i soldati sotto le stesse baracche. Per l'ospedale, soprattutto, premeva che le baracche fossero rifatte secondo il nuovo modello 1• In massima i baraccamenti per la truppa furono ultimati verso il principio della stagione più calda salvo in alcuni lavo_ri di finimento. Con ciò i baraccamenti di Abd - el - Kader si resero capaci di due battaglioni di fanteria, una· compagnia d'artiglieria, d'una infermeria, di tutti gli -uffici, alloggi, mense, ecc.; i baraccamenti di Gherar di tre compagnie di fanteria, due del genio, una e mezza d'artiglieria, una della sussistenza, .1/z squadrone, ecc.; quelli di Otumlo per una compagnia di fanteria, distaccamento d'artiglieria e di servizi accessori; quelli di Moncullo rimasero assai indietro e quindi in corso di costruzione; infine dovevano riuscire capaci di sette compagnie di fan teria, una d'artiglieria çon tutti i servizi accessori; in Arkiko per due battaglioni di fanteria, una compagnia d'artiglieria, distaccamento di carabinieri, servizi accessori, ecc ..
3. -
PE1 SERVIZI
n'ARTIGLIERIA.
Il giorno 27 aprile si stabilirono (ordine n. 201) segnalazioni notturne, mediante razzi da segnali, dai forti di Arkiko, Moncullo, Otumlo ed Abd el - Kader e si distribuì perciò in queste varie località il materiale occorrente. Si vollero subito mettere in esecuzione i provvedimenti per un aumento nel valore delle difese di Massaua, che già si erano presunti indispensabili (Allegato n. 1) nelle circostanze d'allora, e si sono già dette le disposizioni prese per rendere trainabile una batteria da campagna e mobile una o due sezioni da montagna. Rimaneva l'armamento delle fortificazioni. Dopo aver preso in esame l'esistente armamento in artiglierie, in relazione all'entità e sviluppo dei nuovi trinceramenti sorti a Moncullo e ad Arkiko, dopo aver considerati i bisogni per la nuova batteria a costruirsi, si richiesero al Ministero altri 20 cannoni da cm. 7 da campagna, 2 cannoni da cm. 7 da montagna, 20 cannoni da cm. 9 da campagna, oltre al munizionamento e materiale complementare. In base poi all'armamento dei pezzi e materiali richiesti e dietro concerti col direttore dei servizi d'artiglieria, si decise:
1
Nel pieno dell'estate, cioè fin dai primi di luglio, si ebbe già una gran baracca capace di 100 cd all'occorrenza anche di 200 letti, che tornò utilissima pcl ricovero dei feriti dallo scoppio della polveriera di Taulud.
268 - di aumentare il numero dei cannoni e relativo mumz1onamento del trinceramento addizionale al forte di Moncullo, tenuto conto però della prossima riduzione del suo sviluppo ad ½ di meno; - di sostituire nell'armamento del forte di Moncullo al calibro da cm. 7 quello da cm. 9 per battere più efficacemente e a maggiore distanza le posizioni attorno al forte; - armare a suo tempo la batteria « Principe Vittorio Emanuele» di nuova costruzione, con calibri da campagna della massima efficacia; - rinforzare l'armamento del trinceramento nuovo di Arkiko nonché l'armamento del forte di Abd - el - Kader e la linea fortificatoria di Gherar. Tanto il personale, quanto il materiale richiesto, giunsero col « Washington» il 22 maggio. Il personale coi rispettivi ufficiali fu subito ripartito a seconda dei bisogni nei forti o lasciato al comando locale, ed il materiale fu spedito ai forti nella prima quindicina di giugno. Dal maggio poi incominciò per parte dell'artiglieria una serie di lavori per migliorare le condizioni dei forti relativamente al servizio d'artiglieria, ricoverarvi le munizioni ed i materiali di dotazione, alloggiarvi la truppa e gli ufficiali nuovi venuti; nonché una serie di esperimenti di varia natura ordinati dal Ministero sulla bontà di basti di modello diverso, sul someggio dei forni , delle cassette da armaiolo, su selle semplici e doppie da cammello, sul traino e someggio con buoi, ecc .. Il comando locale d'artiglieria poi, oltre ai suoi lavori e servizi, attese all'abbrunamento delle armi. Non è il caso in questa relazione complessiva di particolareggiare tutti questi lavori; molti di essi si possono rilevare, in sunto dal!' Allegato n. 8.
4· -
PEL SERVIZIO SANITARIO.
Poco d~ ragguardevole si verificò in questo serv1z10 durante il periodo di m aggio e giugno (Allegato n. 9). Intanto che si procedeva alacremente alla costruzione in Ras Mudur delle nuove baracche in migliori condizioni igieniche, si incominciava in maggio ad avere molti ufficiali malati se bene non gravi. L 'aumento che pur si verificò nella truppa era conseguenza dell'aumento della forza. Però in giugno si aveva già un sensibile aumento di malati allo spedale ed alle varie infermerie con predominio delle febbri climatiche e tifoidee. Si ebbe pure già qualche caso d'insolazione e negli alpini il maggior contingente di malati. Era naturalmente da aspettarsi un aumento molto maggiore col progredire del caldo. Ma non vi erano più altre misure igieniche precauzionali a prendersi.
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5· -
PEL SERVIZIO DI CoMMISSARIATO.
Per l'arrivo successivo delle nuove truppe, che portarono l'effettivo a uomini, per la dichiarazione di blocco ed in previdenza pure di talune eventualità, in base all'ordine del Comando Superiore a che si provvedesse che ogni forte avesse almeno quindici giorni di provvigioni da bocca, si dovettero aumentare i mezzi d 'azione e costituire nei forti esterni una dotazione di viveri di riserva che non avevano. Si richiese perciò un aumento di personale, tanto in ufficiali della Direzione che contabili; si diede maggiore sviluppo al magazzino di Arkiko, a quello di Moncullo, alla fariniera a G herar; si fece costruire un magazzino succursale ad Abd - el - Kader forte, si fabbricò un nuovo locale con 2 forni in muratura presso il magazzino viveri (Gherar) e si inviarono le seguenti dotazioni di viveri di riserva ai forti esterni: Arkiko (forte), razioni· complete 12.000; Arkiko (trinceramento), razioni com plete 10.000; Moncullo (forte), razioni complete 12.000; Otumlo (forte), razioni complete 9.000. 6500
Nei forti interni non si credé necessario fare altrettanto, perché ognuno dei forti delle tre penisole d i Abd-el - Kader, Gherar, T aulud ha già rispettivamente in prossimità un magazzino cui provvedersi di viveri di riserva in abbondanza. Giungendo poi dall'Italia le derrate in maggior quantità si presero in affitto i locali a terreno del palazzo Abdallah - e! - Gul, non bastando più a ciò i magazzini Il rifornimento giornaliero dei magazzini di Abd - el - Kader, Moncullo ed Arkiko, con l'aumento di forza dovette eseguirsi rispettivamente a mezzo di camelli e con sambuchi noleggiati , non essendo stato possibile, per la mancanza di locomotive e materiali da trasporto, stabilire un regolare servizio con la ferrovia Decauville; con ciò si aveva l'inconveniente che lo scarico dai sambuchi sulla spiaggia di Arkiko doveva essere eseguito a spalla d'uomo, fino al magazzino talvolta a cinquecento metri dalla spiaggia a marea bassa. In seguito allo .stabilimento di un treno Decauville, dal campo alla spiaggia, questo trasporto fu reso meno lungo e meno dispendioso. In seguito si stabilì una carovana di muletti e camelli (n. 30) per facilitare questi rifo rnimenti. Così per l'accrescimento delle distanze e del lavoro fra i magazzini si soddisfece alla richiesta di una barca a vapore e di un galleggiante rivolta al Com ando, dal direttore di Commissariato. Anche l'alimentazione dei quadrupedi subì delle varianti. Dopo l'arrivo dei cavalli acquistati in Egitto si ordinò che la loro alimentazione si com ponesse di paglia trita, orzo, crusca e sale, e quello dei camelli di paglia e fave rotte. Ai cavalli però di razza non indigena si continuò a distribuire
270 fieno invece che paglia. Questi generi furono sempre acquistati m Egitto e quando per ordine del Comando· Superiore la Direzione aveva iniziato pratiche in Egitto per dare la fornitura ad appalto, intervenne una disposizione ministeriale che proponeva di appaltare cumulativamente viveri e foraggi, onde furono sospese le pratiche suddette. L'aumento di forza accrebbe pure le difficoltà, che sempre erano esistite, per il pronto scarico delle merci dai piroscafi ai magazzini. La direzione di questo lavoro di scarico e lo invio delle robe alle varie amministrazioni era prima affidata al Commissariato. In seguito, non bastandogli i mezzi a ciò, fu disposto che allo scarico da bordo sui galleggianti provvedesse un ufficiale della Regia Marina destinato dal Comando locale marittimo e che ·ciascuna delle amministrazioni interessate (artiglieria, genio e commissariato) delegasse un ufficiale con incarico di fare scaricare e traSPortare al magazzino i rispettivi materiali e generi. In massima i generi di sussistenza ed i materiali d 'equipaggiamento affluivano alla banchina delle sussistenze ed a quella del macello in Abd- el - Kader, prolungatasi da poco tempo. Quelli del genio facevano capo alla . banchina del genio e quelli d'artiglieria alla diga di Massaua. Con questo sistema, benché migliore e più pratico del preesistente non si evitarono però i disguidi, e ciò senza colpa degli ufficiali preposti allo scarico a terra ed a bordo. Il caricamento dei piroscafi., per motivi di esigenze di varia natura, non è mai fatto in modo che i materiali ed i generi dei diversi servizi restino ben distinti gli uni dagli altri. Avviene quindi che sopra uno stesso galleggiante sono caricati materiali di servizi differenti. Per conseguenza i galleggianti devono passare da una ad altra banchina con perdita di tempo, probabilità maggiore di disguidi e senza poter ritornar vuoti a bordo nel tempo voluto. E' avvenuto assai sovente, infatti, che materiali di un servizio affluirono nei magazzini di un altro e che taluno non fu più Possibile neppure di rinvenire mentre ne era dato constatato l'arrivo e lo scarico da bordo. Si aggiunga che lo scarico dalle navi sui galleggianti fu sempre più rapido di quello da questi ai moli e quindi sovente si videro agglomeramenti di galleggianti carichi in attesa dello scarico. Colle gru a vaPore si riparò in parte a questo inconveniente e così pure coll'aggiunta di binari della ferrovia Decauville sui moli.
Contratti pei vari generi. Prima ancora dell'arrivo delle nuove truppe, la Direzione, d'ordine del Ministero (Disposizione Ministeriale n. 2288 dell'u marzo 1887), aveva iniziato pratiche per la provvista delle farine in Massaua, Aden e in Egitto; esse erano pressoché ultimate,- quando il Ministero, escludendo appunto l'appalto delle farine, sottoPoneva al giudizio del Comando Superiore il progetto di appaltare tutti gli altri viveri ed i foraggi per le truppe e quadrupedi del Mar Rosso.
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In seguito venne ancora disposto che nessuna innovazione fosse apportata all'attuale sistema dì rifornimento, a quello cioè di ricevere dall'Italia i principali generi dì alimentazione e di sfruttare, mediante apposite forniture, la produzione locale per la carne, la legna, il caffè, lo zucchero, il sale, il pepe, le patate, le cipolle e la dura 1 • Per la carne, in seguito alla dichiarazione del blocco, essendosi rese insufficienti ai bisogni le risorse locali, ed il prezzo del bes_tiame che potevasi ritrarre dalle tribù limitrofe essendo aumentato, il fornitore, che dalla prima occupazione di Massaua provvedeva la carne al prezzo di centes1m1 45 al chilogrammo, fece istanza a che tal prezzo fosse elevato a centesimi 80 al chilogrammo e così fu fatto (convenzione 23 giugno 1887). Per la legna si dovette pure per la dichiarazione di guerrà mutare sistema d'incetta. In addietro questa era fatta: pei bisogni dei presidt di Moncullo e di Massaµa oltre Moncullo e Taga; per i bisogni di Arkiko in quei dintorni. Nulla in allora si opponeva a che tale provvista fosse fatta con sicurezza personale e dei carne Ili ai prezzi di L. 1 ,50 al quintale in Moncullo ed a L. 2,00 in Massaua ed Arkiko. Dopo la chiusura delle comunicazioni, sarebbe occorsa una scorta per le carovane. Esigenze di servizio però non sempre consentivano che fosse data tale scorta; la scarsità dei mezzi di trasporto, inoltre il sempre crescente sviluppo dei vari servizi per l'aumento della truppa rese vieppiù difficile questa incetta. Allora si interessò il Ministero a spedirne quanto più era possibile con ogni piroscafo e questa misura ne assicurò il servizio. Anche il caffè, cessate le provenienze di caffè dall'Abissinia, per effetto della chiusura delle comunicazioni, aumentò considerevolmente di prezzo; il fornitore anzi sospese le consegne e la Direzione, sequestrata la cauzione, provvedette ad acquisti diretti a prezzi variabili a seconda delle condizioni del mercato. La provvista poi delle patate fu affidata a fornitore di Aden (Ditta Bienenfold); quella delle cipolle a fornitore di Massaua (Del Mar); quella dello zucchero ad altro di Massaua (Abdallah bey). Per la gaietta, a renderne possibile la rinnovazione graduale, la Direzione propose ed il Comando stabilì che settimanalmente fossero fatte due distribuzioni in sostituzione di mezza razione di pane. Per effetto dello stato di guerra è successo alle truppe regolari, e più specialmente a quelle irregolari, dì fare delle prede agli Abissini, consistenti per la massima parte in quadrupedi (camelli, muletti, somari). A questo riguardo furono osservate le disposizioni del Regolamento sul servizio in guerra.
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Grano di Siria.
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Coll 'aumento di forza in questi presidi ed in conseguenza del numero delle mense ufficiali e sottufficiali, si ritenne conveniente di regolare con norme determinate il prelevamento delle biancherie, stoviglie ed utensili vari da tavola e da cucina. Approvando la proposta fattagliene dal Comando, il. Ministero stabilì che fosse fissata per ciascuna mensa una dotazione gratuita e che le sostituzioni per rotture o perdite fossero a carico dei conviventi (Ordine n. 359 del 19 luglio).
6. -
PER ALTRI SERVIZI ACCESSORI.
Servizio treno. Con parte del personale del treno, richiesto prima con telegramma poi con lettera (n. 264 Riservata del 7 maggio) e giunto in Massaua col « San Gottardo » il IO maggio e col « Washington » il 22 maggio, venne ordinato il Servizio treno, dislocando il necessario personale ed i quadrupedi parte al campo Gherar e parte al forte Moncullo. Servizio del!'acqua. Il Servizio dell'acqua com'era già stabilito si dimostrò sufficiente anche coll 'accrescimento di forze portato in questo periodo di tempo, talché non si ebbe occasione di mutarlo in questo periodo, né in quello successivo del luglio, agosto e parte di settembre. Servizio della ferrovia Decauville. La ferrovia Decauville fu estesa fino al forte di Otumlo e poscia fino all'ingresso del forte di Moncullo. Da questa linea ne fu diramata altra, in prossimità degli avamposti di Gherar, che conducesse al campo di Arkiko, ove si collegò alla rete già ivi stabilita. Parecchie diramazioni vennero poi ancora praticate (Allegato n. 5) per facilitar~ ~ servizi di trasporto dalle testate dei moli, o punti di scarico, ai magazzmt. Il Comando chiese 4 locomotive (telegramma n. 56 del 4 luglio), macchinisti e materiale fisso e mobile (foglio n. 4869 del 2 luglio). Si attendevano con ansietà i materiali richiesti per istabilire, specialmente nei mesi più caldi, un servizio regolare per tutti i · presidt Ma le fatte richieste non furono esaudite. Servizio telegrafico. Vennero collegati telegraficamente il forte Abd cl - Kader e l'Arsenale marittimo, impiantandovi le opportune stazioni colla rete già esistente. Servizio telefonico. Vennero rese indipendenti le due linee telefoniche che collegavano già il Comando Superiore colla Direzione di Sanità militare cd i Carabinieri Reali e fu costruita una nuova linea di collegamento fra il Comando Superiore cd il forte di Taulud. D'allora in poi il servizio funzionò ottimamente.
273
7· -
AZIONE MISTA DELLE AUTORITÀ CIVILI E MILJTAR1.
Per i vari altri servizi locali militari e civili, lo stabilimento del blocco e ]a pubblicazione del manifesto di guerra diedero luogo a molte disposizioni combinate di cui si accennano qui di seguito le principali:
- Nomina d'una Commissione d'inchiesta. Essa fu nominata il 3 maggio (foglio n. 8 / 96) e composta come segue: Avvocato fiscale militare (presidente); Segretario per gli affari indigeni (membro); Comandante la compagnia Carabinieri (membro). Ed ebbe per iscopo, sia di decidere sulla sorte di parecchi individui già da tempo detenuti, sia di procedere all'esame degli individui arrestati giornalmente come sospetti d'infrazione alle prescrizioni del manifesto - sottoponendo ogni sua proposta su ciascun detenuto all'approvazione del Comandante Superiore - e cioè: se da deferirsi all'autorità giudiziaria; se da ritenersi come prigioniero di guerra; se da lasciarsi in libertà mediante garanzia. - Maggiore sviluppo dato al servizio del!' Arma dei: Carabinieri Reali. Con telegramma del 6 maggio (n. 261) e foglio del 7 (n. 2053) chiedevasi un aumento nel personale dei Carabinieri Reali, il quale giungeva il 22 maggio col << Washington». Il Servizio dell 'Arma fu così ripartito (foglio n. 3958 del 17 giugno al Ministero): Comando del)' Arma in Massaua; Sezione dell 'Arma in Massaua; Sezione in Moncullo; Stazione ad Otumlo (dipendente da Moncul1o); Sezione in Arkiko ; Stazione di Assab (dipendente da Massaua). - Creazione di un corpo speciale di polizia indigena. Il Comando Superiore con decreto 17 maggio 1887 incaricava il Segretario degli affari indigeni della creazione d'un corpo di polizia indigena e lo poneva sotto la dipendenza dell'Ufficio stesso. Questo corpo cominciò a funzionare il 21 dello stesso mese tanto in Massaua, quanto in Moncullo, Otumlo, Arkiko (vedi Parte Quarta, Affari coloniali, Ramo sicurezza pubblica). - Perquisizio_ne alla Diga di Tau/ud. Questa misura fu presa e pubblicata per opportuna norma di tutta la popolazione, anche dei villaggi circonvicini. Fu estesa a tutti i passanti, comprese le donne per mezzo di donne, ad eccezione dei militari, impiegati civili europei ed alcuni notabili indigeni.
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- Matricolazione de, galleggianti e della gente di mare. Fu ordinato nell'intento di coadiuvare il blocco della costa ed impedire che sotto l'apparenza di marinai venissero importati od espartati degli schiavi (vedi Parte Quarta, Affari coloniali , Capitaneria di porto). L'iscrizione della gente di mare era necessaria in seguito alla convenzione intervenuta fra l'Italia e l'Inghilterra circa la giurisdizione sulla costa a nord di Massaua. I sambuchi inscritti furono 214; 14 furono sospetti di dedicarsi al traffico degli schiavi. Si ordinò pure (15 luglio e 26 luglio) una sorveglianza accurata sulle imbarcazioni di Arkiko.
SECONDO PERIODO (LUGLIO, AGOSTO E PARTE DI SETTEMBRE)
A)
AZIONE POLITICA IN QUESTO SEOONDO PERIODO.
Il fatto politico più saliente di questo periodo è la liberazione del Conte di Savoiroux. Il giorno 20 agosto faceva ritorno libero in Massaua il conte di Savoiroux. Sulle circostanze della sua liberazione e sugli incidenti a cui essa diede origine, il Comando ha riferito al Ministero principalmente coi rapporti dell'II , 19, 24 e 26 agosto (n. 175, 184, 189 e 475). La condotta di questo Comando fu, in tale occasione, quella di astenersi dal prendere alcuna ingerenza diretta nelle pratiche della liberazione, stante l'interruzione di ogni relazione coll'Abissinia. Permise, però, ed anzi coordinò l'andamento delle pratiche che da altri si stavano facendo direttamente che non fossero in aperta violaziope co~ principio adottato. Influirono sulla decisione di Ras Alula: 1° - · le sollecitazioni fatte presso il Re Giovanni, specialmente con lettere del nostro ostaggio Mahamer Ualda Samait, di cui si è parlato in altra parte di questo rapporto (pag. 26o). 2 ° - l'aver fatto convinto il capo abissino che il Savoiroux non avrebbe avuto alcuna influenza presso il Comando nello stato esistente di guerra. Le trattative dirette vennero fatte dal conte Solaroli (il quale ha sempre tenuto nella sua delicata posizione una condotta molto corretta) col mezzo dei missionari francesi che avevano modo di avere relazioni coli'Abissinia, stante le concessioni loro fatte. La somma convenuta era di talleri 15.000. Senonché in qùeste trattative occorsero equivoci che ebbero poi spiacevoli conseguenze. Il P. Coulbeaux e forse il Savoiroux stesso, oltre alla somma suddetta, avevano garantito a Ras Alula la liberazione ed il ritorno in Abissi nia del Samatt e ciò senza l'autorizzazione né di questo Comando, né del Capo della Missione in Massaua.
Quando arrivò in Massaua il Savoiroux, il Ministero con telegramma del 19 agosto (n. 179) ordinò la liberazione del Samai:t, il quale dichiarò subito di non voler ritornare in Abissinia, ma di voler partire per Gerusalemme. Il telegramma del Ministero in data 21 agosto (n. 180) sospese questa partenza. La carovana che portò i danari del riscatto partì per l'Asmara
276 · il 23 agosto portando 10.000 talleri effettivi in argento e dell'oro corrispondente a talleri 2063. Tremila talleri eran~ stati pagati dal P. Paillard a Voght, d'ordine di Ras Alula per fucili vendutigli. Il Savoiroux partì per l'Europa col << Calypso » il 23 agosto. I. - SACCHEGGIO DELLA MISSIONE FRANCESE A KEHREN.
Poco dopo la liberazione del Savoiroux, da due arabi arrestati il 29 agosto agli avamposti, ed il giorno seguente dal P. Agaz spedito in Massaua dall'Asmara dal P. Pocard, si veniva a sapere che il giorno 23 dello stesso mese i soldati abissini avevano saccheggiato la casa della missione francese a Kehren ed avevano condotto prigionieri all'Asmara tutti i componen ti quella comunità religiosa. Ras Alula volle giustificare queste sue violenze come rappresaglia per non aver avuto il monaco abissino, pel cui ritorno P. Coulbeaux si era reso garante. Questa ragione non era che un pretesto, perché il saccheggio ebbe luogo due giorni prima che fosse arrivata la carovana, colla quale eventualmente sarebbe potuto giungere ali' Asmara il Samai't. La vera ragione va attribuita agli eccitamenti dei preti abissini contro quella missione cattolica. I.I tutto apparisce dal rapporto al Ministero in data 1° settembre (n. 197), nel quale si comunicava anche copia delle lettere pervenute da Kehren e di quelle scambiate con questi missionari e col Vice Console francese. Il ritorno in Massaua del P. Agaz, avvenuto il 10 settembre, con incarico di fare nuove insistenze per avere il monaco abissino, essendo evidentemente stato causato dalle pressioni di Ras Alula, venne ricondotto subito tal laico agli avamposti senzaché gli fosse permesso di comunicare con alcuno. Ciò pure dette occasioni a reclami, concepiti in termini molto violenti, del Vice Console francese, com'è detto nell'altro rapporto del 19 settembre (n. 221 ). Come si venne a conoscere in seguito Ras Alula, dopo pochi giorni, rilasciò liberi tutti i prigionieri dalla missione di Kehren e ritenne solo in catene il P. Coulbe.tux che si era reso garante pel ritorno del Sama'it. 2 . - RAPPORTI OOL V1cE CoNSOLE FRANCESE.
Gli incidenti accaduti nella liberazione del Savoiroux e nel saccheggio di Kehren diedero occasione al sig. Mercinier d'intervenire, ciò ch'egli fece con poca calma e con poco tatto, creando rapporti assai difficili con questo Comando. E' da segnalarsi nella circostanza della liberazione del Savoiroux l' asserzione ch'egli fece ufficialmente al suo Governo, che questo Comando avesse mancato alla parola data di non voler più liberare il Sama'it come
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aveva promesso, ciò che necessitò un rapporto del P. Paillard in cm s1 rettificavano i fatti; e se ne scrisse al Ministero con nota 1° settembre (n. 199). Altro motivo di nuovo attrito col sig. Mercinier è stato l'arresto e l'espulsione di Elia Sakellarium. Questo greco era dall'Asmara ritornato a Massaua insieme a Savoiroux senza salvacondotto. Fu quindi arrestato agli avampasti e deferito alla Commissione d'inchiesta incaricata di esaminare i detenuti, la quale fu di avviso di appellarlo da Massaua, a causa dei suoi rapparti troppo intimi con Ras Alula e la voce corsa che egli abbia prestato una certa assistenza agli abissini durante i fatti di Dogali. Ne veniva avvertito il Ministero, il quale autorizzava l'espulsione dell'Elia con telegramma del 27 agosto. Ciò venne eseguito il 4 settembre, malgrado le osservazioni paco moderate del Vice Console francese.
3· -
PARTENZA DEL UALDA SAMAIT.
Si è detto più sopra che il Ualda Samaù venne liberato il giorno dopa del ritorno del Savoiroux, e poi d'ordine del Ministero trattenuto di nuovo a bordo della « Garibaldi» mentre egli si dispaneva a partire per Gerusalemme col vapore « Kedìvìale », non volendo recarsi in Abissinia (vedi telegramma al Ministero del 22 agosto, n. 182). Col rapporto del 9 settembre (n. 211 / 83) il Comando trasmetteva al Ministero una istanza del Sama'it, il quale reclamava per il tempo della sua prigionia la rifazione degli intèressi, in ragione di sessanta n~poleoni al mese del debito contratto per la costruzione del suo convento. Il Ministero però respinse questa domanda (nota 10 ottobre, n. 38o6). In questo frattempo venne anche chiarito l'equivoco sopra un credito di talleri 30.000, che il Samai:t diceva di dovere avere dal conte Pietro Antonelli. il quale avrebbe ricevuto quella somma dal Re Menelik allo scopo di erogarla per l'acquisto di un terreno pel convento etiopico di Gerusalemme. Il Conte Antonelli, avuto sentore di queste dicerie, scriveva una lettera al Sama'it smentendo quella accusa ed esibendo la copia di una lettera del Re Menelik che ritirava la sua offerta per l'acquisto del terreno. Le due lettere vennero d'ordine di questo Comando fatte leggere, col mezzo di un interprete, al monaco il quale si mostrò persuaso della insussistenza delle sue accuse verso l'Antonelli, e scriveva una specie di scusa, che colla data del r~ settembre veniva trasmessa ali' Antonelli, col mezzo del Commissario civile di Assab, ed al Ministero, che pure si era occupato di questa vertenza (nota 6 agosto, n. 2736). Il Samai:t venne rilasciato definitivamente in seguito al telegramma ministeriale del 16 settembre (n. 2u). I missionari ed il gerente il Consolato francese tentarono di fare sopra di lui pressione per indurlo ad andare in Abissinia, ma egli preferì di ritornare a Gerusalemme e partì il 19 settembre sul piroscafo 11 San Gottardo ». Il Comando prese speciali precauzioni
278 perché. durante il suo viaggio non gli venissero recate molestie; se ne riferì al Ministero con rapporto del 22 settembre (n. 235 / 89).
4· -
CoNDANNA DI MOHAMED OMAR BAZZARÀ PER CESS IONE DI BANDIERA.
Nello scorso aprile veniva catturato da i.ma nave inglese presso Taklai il sambuco Zara/a. con bandiera italiana. Presentati i nostri reclami sì venne a conoscere che qu~I sambuco apparteneva a Suakin e che non aveva diritto d'inalberare la bandiera italiana, la quale gli era stata data da un tal · Bazzarà di Massaua. Avendo il Ministero ordinato di procedere contro il Bazzarà (nota 13 maggio, n. rn68), per cessione o vendita della bandiera nazionale, venne questi deferito al tribunale civile e condannato alla multa di L. 300 con sentenza del 21 giugno 1887.
5. - ScHIAv1TÙ. Il Ministero aveva trasmesso (26 maggio, n. 1333) alcune informazioni e regolamenti esistenti in Egitto contro la schiavitù. Dietro nostra richiesta lo stesso Ministero stabilì (nota 9 luglio, n. 2113) le norme a seguirsi nel caso di cattura di navi che fanno la tratta, cioè: se il sambuco è italiano i nostri tribunali sono competenti a giudicare su tutto; se egiziano, si trattengono gli schiavi e si deferisce il sambuco col carico al tribunale egiziano; se d'altra bandiera, si liberano gli schiavi ma non si ha diritto di procedere contro il sambuco.
6. -
SoRVEGLIANZA DELLA CO.STA NORD DI MASSAUA.
Aperte le trattative col colonnello Kitchener per regolare di comune accordo la sorveglianza della costa nord di Massaua in seguito agli accordi di Londra, vennero, coll'intervento di questo Comando locale marittimo, formulate le seguenti disposizioni per regolare la navigazione ed il commercio su quelle coste : è proibito, a causa del blocco, qualunque commercio lungo la costa tra Massaua e l'Isola di Diifnein. Le barche che trafficano colle tribù amiche dovranno prima venire in Massaua ed avere una autorizzazione . speciale; 1° -
2° - al di sopra di Diifnein il commercio è permesso, purché le navi abbiano carte regolari e sempre ·a noi è riservato il diritto di visita; 3° - è proibito il commercio delle armi e la tratta degli schiavi. Queste disposizioni vennero comunicate al Ministero (nota II agosto, n. 16o/63) il quale approvò la condotta di questo Comando in tutta questa pratica (risposta del 24 settembre, n. 3681 ).
279 Con nota dell'n agosto (n. 161) venne pure spedita copia di questi regolamenti al colonnello Kitchener. Qµesti ha comunicato (lettera del 14 ottobre) che il porto di Aghig è stato aperto al commercio con severa proibizione del traffico delle armi. Il Ministero (disposizione 22 ottobre, n. 4275) ha proposto a questo Comando di vedere se era possibile l'impianto di una nostra dogana a Taclai per andare d'accordo con le autorità egiziane che ne hanno una ad Aghig.
7· -
APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE COL CAPO DEGLI HABAB.
Il Ministero avendo approvato la convenzione conchiusa col capo degli Habab (30 luglio, n. 2610) ha autorizzato l'investitura di Hamed Kantibai come capo. Essa ebbe luogo il 18 ottobre al palazzo del Comando (rapporto al Governo con nota 20 ottobre, n. 276/ 108).
8. -
Sorr-OMISSIONI.
Le lunghe trattative corse per la sottom1ss10ne del profugo Fitaurari Debeb ebbero termine colle dichiarazioni fatte il 23 agosto in questo Comando dai Capi delle tribù assaortine e da persone specialmente incaricate da Debeb, le quali rimisero pure alcune sue lettere. Le condizioni principali di questa sottomissione sono: di mettersi a disposizione del Comando in caso di bisogno e di impegnarsi a non far razzie in zone di terreno occupate da noi o dalle tribù amiche. Con rapporto del 26 agosto (n. 1016/ 110) si faceva conoscere questo risultato al Ministero, il quale ne esprimeva la sua soddisfazione (nota 10 settembre, n. 3427). Anche la tribù di Dahimela situata nella pianura del Sale fra Mader e Mekalè mandava nello scorso agosto un atto di sottomissione ed un indirizzo d'amicizia a questo Comando. Se ne mandò copia al Ministero insieme ad un itinerario per l'Abissinia da quella parte (nota 19 agosto, n.
171 /66). 9· -
TRATTATIVE COLLA SPAGNA PER L'IMPIANTO DI UN DEPOSITO DI CARBONE PRESSO AssA11.
Il Ministero con disposizione del 30 luglio (n. 2569) comunicò l'offerta fatta dal nostro Governo alla Spagna dell'uso di un punto della costa d' Assab o del litoraJe sottoposto al nostro protettorato per un deposito di carbone ed approvvigionamento delle navi. Il Governo spagnolo avrebbe gradito la nostra offerta. Dietro richiesta di questo Comando. il R. Commissario di Assab studiò il modo di rendere attuabile questo progetto e riferì (foglio 30 agosto, n. 386) essere il punto più adatto per questo depo-
280 sito di carbone l'Isola di Ome! - Bagher tra Ras Garitali e Ras Maruna; il Ministero fece conoscere le condizioni (note del 10 e 17 settembre, n. 3423 e 3566) alle quali la Spagna accetterebbe la nostra offerta; questo comando, udito il parere del Commissario di Assab, propose (f. n. 248 in data 1° ottobre al Ministero) una- modificazione al progetto _spagnolo per meglio garantire il nostro possesso in tempo di guerra. 10. -
R.
CoMMISSARIO CIVILE DI
AssAB.
Fra le pratiche più importanti riguardanti il R. Commissario civile di Assab sonovi da notarsi quelle (note in data 20 agosto e 3 settembre, n. 300 e 3296 del Ministero) con cui si fa conoscere il risultato ottenuto nella vertenza delle saline del lago di Assal, di cui si fa anche parola nei documenti diplomatici della serie 23. Il Comandante De Simone venne incaricato da questo Comando di trasmettere queste decisioni al Conte Antonelli. Colla data del 2 agosto (n. 36) il Commissario civile di Assab comunicava a questo Comando di avere firmato una convenzione coll'Anfari d'Aussa in forza della quale si stabilivano i limiti della nostra giurisdizione sul territorio di Beilul e si rendeva libera la via dello Shoa agli italiani; ai quali si accordavano pure altri diritti e privilegi. Questa convenzione era stata oggetto di anteriore carteggio col Ministero degli Esteri che ne aveva riconosciuto in massima l'opportunità (nota 10 marzo, n. 744) a condizione che fossero compite alcune formalità. Non risultando a questo Comando che le istruzioni ministeriali fossero state puntualmente eseguite, si domandarono spiegazioni al Comandante De Simone, tanto più che la convenzione cagionava al nostro Governo un aggravio di talleri 18.000 pagabili in quattro anni. Il Comandante De Simone giustificava il suo operato (nota del 10 agosto, n. 37) e tutto ciò veniva da questo Comando sottoposto alla decisione del Ministero (rapporto 12 agosto, n. 165). Questi rispondeva (disposizione 3 settembre, n. 3309) che sebbene nella stipulazione di questa convenzione si fossero riscontrati dei difetti di forma e di sostanza, pure se ne consigliava l'approvazione, qualora l'onere dell'indennità da pagarsi potesse essere sostenuto da questo bilancio coloniale. Il Comando faceva presente al Ministero (rapporto 22 settembre, n. 237) che per quest'anno si sarebbe potuto pagare la prima rata coi fondi coloniali, ma si nutriva speranza che questa rata sarebbe stata rimborsata alla Colonia, ed in ogni modo che il Ministero avrebbe proceduto per i pagamenti degli anni successivi. A questo rapporto risponde il dispaccio del Ministero del 22 ottobre, n. 4282. Un'altra convenzione veniva intanto firmata nello scorso luglio tra il conte Antonelli e lo stesso Anfari d'Aussa, in forza della quale veniva abolita la schiavitù in quei paesi e si prendevano accordi per la costruzione di una strada al Monte Mussali ed all'Aussa in compenso di un assegno annuo
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alJ' Anfari di 1.500 talleri. Copia di questa convenzione fu trasmessa dal R. Commissario di Assab con foglio del 2 agosto, n. 34, ed il Ministero con nota del 3 settembre (n. 3298) ne approvava l'estensione. 11 Commissario di Assab riferiva (13 ottobre, n. 52) che il sultano di Rahieta avanzava nuove pretese circa al nostro possesso dì Margable, gli si rispose (20 o~tobre, n. 274) cercasse di avere in proposito una esplicita dichiarazione dell'Anfari d'Aussa, col quale si dovran portare ad effetto le convenzioni di cui sopra. Il Comandante De Simone frattanto trasmetteva notizie èontraddittorie (rapparti n. 470 e 471 del 20 ottobre) sulle intenzioni dell'Anfar; in questa questione di Margable e promise ulteriori informazioni. Il Comandante De Simone faceva sapere (13 luglio) che per colpa del corriere che aveva preso un'altra strada, il conte Antonelli non avendo ricevuto le importanti istruzioni del Ministero trasmessegli fin dal 29 aprile, aveva lasciato lo Shoa ed era già arrivato all' Aussa. Il De Simone gli aveva spedito un riassunto di queste istruzioni. Con telegramma del 22 fece poi conoscere che l' An:onelli aveva ricevuto la corrispondenza del Ministero ed era frorna~o allo Shoa. Se ne informò il Ministero. Fra la numerosa corrispandenza giunta colla carovana di Antonelli è da notarsi la copia di una convenzione da lui fatta col Re Menelik per la fornitura di 50.000 fucili (vedi annesso al rapporto del Comandante De Simone del 9 agosto, n. 358). Nella circostanza del suo ritorno allo Shoa l' Antonelli trasse una cambiale sul Ministero degli Affari Esteri per talleri 2.000, che vennero pagati da questa cassa militare dietro ordine del Ministero (nota del 3 settembre, n. 3294).
B)
AZIONE MILITARE.
Le numerose disposizioni, relativamente ai servizi militari, date dal Comando Superiore nel primo periodo di tempo già considerato continuarono a trovare il loro naturale svolgimento in questo secondo periodo senza che nessun fatto speciale abbia fatto emergere la necessità di modificazioni sostanziali alle medesime e di aggiunte importanti. La stagione cui si entrava conduceva inesorabilmente ad una minore intensità di lavoro in ogni ramo di servizio. In massima tutte le maggiori fatiche si dovettero fare eseguire da indigeni ed il servizio militare d'avamposti poggiava essenzialmente sugli irregolari. Proprio nel principio d;. questo periodo (f. n. 444, riservato, del 30 giugno al Ministero) veniva operata presso Taclai una cattura di schiavi senza però potersi impossessare dei loro padroni o trafficanti. Erano in numero di 92 e la presa fu fatta sulla costa degli Habab per opera del sig. Cesare Hagg, ora agente governativo per le tribù, con l'aiuto di Hamed Hassan Kantibai, Capo degli Habab, e della sua gente.
in
282 Tali schiavi, imbarcati poi sulla R. cannoniera « Calatafimi », furono trasportati a Massaua. Parte di essi venne data alle suore della missione francese, parte fu inviata al Cairo presso Mons. Sogaro ed i rimanenti rimasero in Massaua presso italiani qui stabiliti. Altra cattura di schiavi veniva fatta (vedi foglìo del Segretario degli Affari indigeni n. 656 in data 2 settembre) dallo stesso Capo degli Habab in numero di 12, i quali furono dallo stesso spediti in Massaua dove, dichiarati liberi, vennero ripartiti come i suddetti fra le missioni. Ferveva in questa epoca il lavoro per la Commissione d'inchiesta sui detenuti e pel tribunale militare. Il mese di luglio segna infatti il numero massimo di individui giudicati i quali furono in tal mese 68, mentre in giugno non ve ne furono che 18 ed in agosto 29. Nei 68 giudicati figura: 1 militare, 31 irregolari, 1 italiano, 33 indigeni. Fra questi trentatré ultimi, ne furono condannati: - con sentenza del 9 luglio per spionaggio: uno a morte; tre ai lavori forzati a vita; uno ai lavori forzati per venti anni; - con sentenza del 14 luglio per spionaggio: uno a morte e uno a1 lavori forzati a vita; - con sentenza del 18 luglio per spionaggio : uno a morte; - con sentenza del 21 luglio per spionaggio: uno ai lavori forzati a vita (Allegati n. IO e ro bis). Questa successione di condanne represse lo spionaggio, per modo che nel seguito non si ebbero più a lamentare sentenze così gravi e per questo reato. Un altro grave avvenimento funestò questo periodo. Nella notte dall'n al 12 luglio avvenne lo scoppio della polveriera situata a sud del campo Taulud (telegrammi al Ministero n. 136 e 142 del 12 e 13 luglio, rapporto n. 5160 del 15 luglio). Tale infausto avvenimento causò la morte subitanea a 7 sold3:ti appartenenti ai reparti stabiliti in Taulud e ferì, più o meno gravemente, una sessantina e più d'altri soldati. . Causò la perdita di quasi tutto il materiale depositato nella polveriera (q tonnellate di polvere di cui 7 polvere sciolta) nonché la morte di 14 quadrupedi che trovavansi in una scuderia poco lungi dalla polveriera stessa. Dalle investigazioni tosto praticate sorsero gravi dubbi che il doloroso avvenimento fosse da imputarsi a dolo e si continuarono le pìù accurate indagini per venire in chiaro della cosa. Dagli interrogatori fatti nel corso di tali indagini risultavano indizi di reità a carico dell'indigeno Osman· Kamel, lavorante addetto al Comando locale d'artiglieria e che nel mattino susseguente al fatto era scomparso, dopo avere il giorno prima lavorato nella stessa polveriera.
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Dopo mille inutili ricerche si rinvenne questo indigeno e lo si poté avere per estradizione dagli assaortini fra cui eresi ricoverato, e così tradurlo in carcere ove ora trovasi in attesa del processo che si sta istruendo. Nell'epoca che si considera si fecero più frequenti le razzie operate dalle tribù limitrofe a danno dell'J\bissinia; talvolta pure dovettero intervenire i nostri irregolari a protezione delle tribù vicine. Già nella prima quindicina di maggio gli assaortini predavano 500 bovi appartenenti agli abitanti di Ailet. Debeb predò 600 buoi appartenenti ai Tekles che pascolavano sopra Axus (rapporto n. 323 del 19 maggio). Il 30 maggio presso un villaggio poco lungi da Arafali, indigeni del1a tribù degli Haramesi rubarono 70 camelli appartenenti a certo Afiarura domiciliato in Arkiko. Ii 22 giugno, a due ore da Arkiko, predoni abissini si impadronirono di buoi che pascolavano. Gli irregolari di Adam Aga, al nostro soldo, coll'aiuto di indigeni della tribù dei Dofeir riuscirono a riprendere quasi tutto il bestiame rubato (rapporto n. 4rn del 17 giugno). I nostri irregolari d'Emberemi mandati in ricognizione poco oltre il villaggio operarono col fratello del Capo degli Habab una razzia (telegramma n. 62 del 21 giugno). Al fine di giugno gli assaortini fecero una razzia nell'Okuluzai; al ritorno furono attaccati dagli abissini in forza e poterono ritirarsi abbandonando la metà del bestiame predato (rapporto n. 426 del 1° luglio). Finalmente il giorno 1° agosto 2.000 soldati (che le solite esagerate informazioni dicevano 4.000) di Ras Alula per Aideresso e l' Alighede si diressero verso Ua, pare per far razzie sugli assaortini. Tosto venuti a conoscenza di questo movimento, ch'era una minaccia per Arkiko, questo Comando diede alcune disposizioni di difesa (oggetto delle comunicazioni n. 468 del 3 agosto) ai singoli comandanti e capi servizio interessati, in seguito alle quali si sarebbero potuti riunire sul punto minacciato, oltre alle truppe che già vi si trovavano, altri due battaglioni almeno, od anche tre, sei pezzi da montagna, sei da campagna, lo squadrone cavalleria, un migliaio di irregolari ed eventualmente una od anche più navi da guerra verso la costa. Ma gli abissini si limitarono ad una razzia male riuscita contro gli assaortini (rapporto al Ministero n. 46o del 5 agosto). · Al 18 d'agosto ancora due capi abissini operarono una razzia ad Al- hai paese dankalo sul confine abissino (rapporto n. 485 del 19 agosto) e questa è l'ultima razzia fatta dagli abissini. Nel periodo susseguente vedremo alcune razzie fatte contro e sul confine abissino; ma i soldati abissini più non uscirono, né restituirono le razzie come solevano fare. Non occorre tener dietro alle disposizioni d'ordine interno date dal Comando Superiore in questo periodo. Soltanto è da menzionarsi che appena la temperatura accennò a decrescere, si provvide (ordine n. 442 del 23
284 settembre) per la Scuola di. tiro per l'artiglieria da esegmrs1 nella seconda quindicina di settembre. J. - SERVIZIO SANITARIO.
Il Servizio sanitario in luglio, agosto e settembre fu quello che ebbe a svilupparsi con maggiore energia e lavoro. · In luglio invero si alterarono quasi repentinamente le condizioni igieniche normali di tutti, nonostante l'abbondanza in cui si viveva di ghiaccio e tutte le misure igieniche vigenti (vedi Allegato n. 9)' come segnal avasi al Ministero col telegramma n. 105 .del 5 luglio e confermavasi col rapporto n. 47u di pari data; i primi giorni di detto mese furono segnati da un notevole incremento nel numero degli ammalati, aumento dovuto al persistente spirare del Khamsin dal 2 al 5 del mese. Nei giorni 3, 4 e 5 luglio si verificarono infatti 6o casi di asfissia per caldo, 54 colpi di sole e 10 d'insolazione sia su individui che per motivi di servizio avevano dovuto rimanere fuori dai baraccamenti , sia su altri che non. eransi mossi dalle rispettive baracche; e sul complesso 4 dei colpiti morirono. Allo spedale il numero dei malati che vi rimasero ed entrarono nel mese di luglio e nel mese di agosto furono rispettivamente di 458 e 462, mentre negli stessi mesi vi furono, su di un effettivo . totale di circa 6.000 uomini, 10. 147 individui che chiesero la visita in luglio e 9.977 in agosto, dei quali, per decisioni del medico, 7.547 in luglio e 7.357 in agosto furono lasciati in riposo e 758 tra luglio e agosto ordinati all'infermeria; inoltre 1.748 in luglio e r.652 in agosto ordinati a servizio interno. All'elevazione della temperatura s'aggiunse in luglio come altra causa d'aumento nei malati allo spedale lo scoppio della polveriera, che diede sessantacinque feriti, di cui 14 gravissimi, come più sopra già si è detto. In settembre però già si ebbe un sen·sibile miglioramento nella salute generale, come si rileva dalle statistiche dell'Allegato n. 5; tuttavia non conviene perdere di vista : 1° - che al fine del mese d'agosto rimpatriarono 79 individui; per cui se ciò non fosse successo. probabilmente la curva grafica della morbilità dall'agosto al settembre (vedi specchio E dell'Allegato suddetto) sarebbe scesa con mifior rapidità di quella ivi segnata;
2° - che le giornate di cura all'infermeria, da 3.607 che furono in agosto, salirono in settembre a .4· 126 ed in ottobre· a 5. r53 e siccome contemporaneamente diminuirono i ricoverati allo spedale su quest'ultima diminuzione parrebbe aver dovuto influire l'accrescimento dei malati nelle infermerie. il Servizio sanitario sempre corrispose alle esigenze della situazione e se ne ebbe una prova nell'occasione dello scoppio della polveriera
285
a Tau1ud, in cui dopo 3 ore dal fatto erano già stati trasportati allo spedale e medicati 69 feriti in una coi 14 gravissìmi. 2. - LAVORI ALLE FORTIFICAZIONI E BARACCAMENTI.
In questo periodo il procedimento dei lavori ai forti ed ai baraccamenti subì un rallentamento notevole, dovuto all'influenza generale della elevata temperatura. Parecchi lavori furono sospesi, quale quello alla casina in muratura a Gherar, che incominciato fin dal 1886 era stato ripreso alacremente in maggio e giugno; e così per altre non di prima necessità. Lo scoppio della polveriera poi venne appunto in questa epoca ad aggiungere la necessità di altri nuovi lavori in Abd - e! - Kader e Taulud sia pel ricovero delle polveri e munizioni, sia pei baraccamenti alla truppa. A tutto fu provveduto per l'opera solerte del genio ed in base a piani regolatori ora stabiliti per ogni località. I lavori allo spedale per essere di prima necessità continuarono indefessamente (vedi Allegato n. 5); così quelli alla batteria Principe Vittorio Emanuele, al forte Moncullo ed ai moli di scarico nonché alle comunicazioni fra i campi.
3. -
SERVIZIO
o' ARTIGLIERIA.
Anche i vari reparti d'artiglieria continuarono in questo periodo in quei lavori indicati nell'Allegato n. 8 di sistemazione interna, sia per mettersi in misura di sopperire bene a tutti i propri bisogni in qualunque evenienza, sia per eseguir la scuola di tiro al fine di settembre.
4- -
SERVIZIO DI CoMMISSARIATO.
Durante la stagione estiva non poche furono le avarie che si verificarono nei generi di alimentazione e più specialmente nella farina e suoi prodotti e nelle verdure fresche. Si rese pertanto necessaria l'esportazione dai magazzini di una quantità di farina , di gaietta, di patate e di cipolle. Le farine e la gaietta furono vendute a prezzi relativamente convenienti. Le patate e cipolle gettate a mare. Una parte però della gaietta fu consegnata agli irregolari, ad ostaggi ed indigeni di Massaua, Arkiko, Moncullo in seguito ad ordine del Comando. Anche nei tabacchi si verificarono avarie, e qualche d'una avvenne nelle operazioni di scarico dai piroscafi sui galleggianti e da questi a terra, nonché per l'uragano scaricatosi su Massaua e d'intorni la notte del 31 agosto. Il tutto si fece risultare con regolari atti verbali. In seguito ai provvedimenti igienici presi per tutte le truppe durante la stagione estiva si fecero distribuzioni di aceto ed anice, di limoni, e come
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per tutti gli altri servizi anche in questo si ,sospese ogni lavoro esterno dalle nove alle cinque pomeridiane. Dopo lo scoppio della polveriera di Taulud si ordinò che i foraggi e la legna fossero nella massima parte radunati nella penisola di Abd - el - Kader, dove venne costruita una baracca foraggi e stabilita una legnaia. Si lasciò presso il magazzino Gherar soltanto il quantitativo di tali generi occorrenti per le distribuzioni di alcuni giorni ·alle truppe di quel campo e di Taulud, nonché per i oisogni di quel panificio. In tutto il resto del servizio non si ~bbe motivo di far variazioni. 5· -
AZIONE MISTA DELLE AUTORITÀ C~V ILJ E MILITARI.
Al fine di luglio dopo lo scoppio della polveriera si riconobbe la necessità di regolarizzare il Porto d'Armi per le persone non militari sia europee che indigene; si stabiliva perciò (Allegato n. u) che pc! Porto d'Armi si richiedesse uno speciale permesso dall'Arma dei Carabinieri col nulla osta o del Comando Superiore o del Segretario degli Affari indigeni secondo chi si trattava o d'europei o d 'indigeni (vedi Parte Quarta, Affari coloniali, Sicurezza pubblica). Così pure vennero date delle norme e disposizioni per la sorveglianza sui sambuchi per impedire traffici clandestini e contrabbandi di guerra. Venne pure stabilita la rinnovazione delle autorizzazioni di residenza prescritte dal manifesto di guerra, scambi o prestazioni di certificati che potevano servire a coprire la permanenza di spie o di persone ignote o sospette.
TERZO PERIODO (SETTEMBRE, OTTOBRE, FINO AL 9 NOVEMBRE)
A)
AZIONE POLITICA NEL
3°
PERIODO.
Dopo la liberazione del conte di Savoiroux e gli incidenti cui essa diede luogo (vedi periodo precedente) poche altre questioni politiche d'importanza si presentarono quando si eccettuino le vertenze ora mai consuete, nei nostri rapparti col Vice Consolato di Francia i quali realmente continuarono assai tesi. Il sig. Mercinier (22 settembre) non si peritò di chiedere che questo Comando gl i accusasse ricevuta di due lettere sconvenienti direttegli. Dietro autorizzazione del Ministero (telegramma del 23 settembre) non si diede corso a questa richiesta. Lo stesso reggente domandava (lettera del 24 settembre) di poter mandare un corriere straordinario in Abissinia per aver informazione dei missionari francesi ed il Comando non aderì neppure a questa domanda (autorizzazione ministeriale 26 settembre, n. 246), per essere il caso in questione non tra quelli contemplati nella convenzione fattasi col Governo francese. Avendo poi il Ministero chiesto informazioni sulla concessione fatta dal sig. Mercinier di patenti di protezione, il Comando fece rilevare (rapporto 30 settembre, n. 247) alcune irregolarità da lui commesse e domandò istruzioni sul valore a darsi alle patenti stesse. Rispase il Ministero (nota 29 ottobre, n. 4476) facendo conoscere che pel momento dovevasi ritenere ad ogni modo abolito il regime delle capitolazioni a causa dello stato di guerra. Il sig. Mercinier informava (lettera del 5 novembre) che tra i Greci ed altri suoi amministrati si era raccolta con una colletta la somma di L. 1.169 per soccorrere le famiglie povere danneggiate dal colera di Massaua. Si ringraziò e se rie informò il Ministero. Così un altro protetto greco, certo Costantino Nicolopulo, già arrestato dal 17 luglio per detenzione di cartucce militari di cui non poté giustificare la provenienza e poscia accordatagli la libertà provvisoria per deferenza al Vice Console francese (rapporto al Ministero n. 139 del 29 luglio), era stato condannato a quattro mesi di prigione con sentenza del 13 settembre di questo Tribunale Militare. Il Ministero accordava il condono del rimanente della pena (telegramma del 5 novembre) ma coll'espulsione 1 • 1 Con telegramma poi del 17 novembre lo stesso Ministero autorizzava il Comando a permettere al Nicolopulo di rimanere in Massaua.
288 I. - MISSIONARI FRANCESI.
Colla carovana ordinaria della m1ss1one francese partiva il 7 ottobre per l'Abissinia il P. Duflos altro missionario francese che Mons. Touvier aveva condotto seco d'Europa nell'intenzione che andasse . a sostituire il P. Coulbeaux. Però come risulta dal rapporto al Ministéio del 29 ottobre, n. 286 / I 12, Ras Alula respinse il Duflos. Pare che a questa determinazione di Ras {\lula non fosse estraneo lo stesso Coulbeaux, il qua1e benché tenuto cauzione per il ritorno del vescovo abissino pure non volle lasciare l'Abissinia e ritornare in Europa. Intanto giungeva un ordine perentorio dal superiore generale di Parigi a Mons. Touvier di partir subito per Alessandria, Roma o Francia ed egli infatti s'imbarcava il 30 ottobre per Aden ed Alessandria. Le circostanze di questo richiamo dovuto ad intrighi per ragioni politiche, vennero comunicate al Ministero coi rapporti del 20 e 29 ottobre e 3 novembre, n. 279, 286 e 290, al quale ultimo rapporto si annessero lettere, dalle quali apparisce che lo stesso Governo francese, od almeno questo Vice Consolato francese, vuole che il Coulbeaux rimanga in Abissinia. 2. - FITAURARJ DEBEB.
Il 28 di ottobre veniva volontariamente a Massaua, dopo averne fatto domanda, Fitaurari Debeb accompagnato da poca sua gente; presentavasi al Comando mettendosi a completa disposizione del Governo italiano. Questo giovane di trent'anni circa che profugo vive in esilio con una masnada di banditi, pretende al Regno del Tigrè. Egli giustifica le sue pretese per la sua origine. E' figlio di un Ras Area, zio del Re Giovanni; è quindi primo cugino di costui. Un suo zio è poi anche nonno della moglie del Re, per cui è parente in doppio modo col Negus. Una sorella di Debeb andò sposa ad Alula, contro il quale già nel 1875 si scontrò e si azzuffò Debeb, massacrandogli per quanto se ne sa un cinquecento uomini. 3· -
SAMBUCHI A . T AKLAI.
In questo periodo venne pure definita una vertenza che durava insoluta da parecchio tempo. Fin dallo scorso anno 1886 vari sambuchi che facevano il commercio fra Massaua e l'ancoraggio di Taklai vennero perquisiti e sequestrati dagli inc:ociatori egiziani ed inglesi e soventi volte fu ciò fatto senza alcuna ragione. Il 12 ottobre 1886 il vapore egiziano « Giaffaria » catturava presso Taklai 4 sambuchi, muniti delle nostre carte di dogana, sotto pretesto che facessero il commercio degli schiavi e portassero merci ai ribelli sudanesi.
289 Coll'intermediario Comm. l)e Martino, il Governo eg1z1ano accordò la seguente · riparazione: restituzione dei 4 sambuchi e di !utte le merci esistenti a bordo al momento della cattura; non però delle merci provenienti dall'interno che si dovevano poi caricare sui sambuchi stessi. Contro questo accomodamento reclamarono Mohamed Omar Ras Bazzarà che dichiarava non essergli una parte della merce, per il · valore di L. 3. 766,25, stata restituita e Mussa el Ackad che sosteneva che la gomma essendo stata già da lui acquistata ~ra di sua proprietà e non poteva essere sequestrata. Trasmessi questi reçlami al Ministero degli Affari esteri questi rispondeva (nota 4 gennaio 1887, n. 682/186) non potersi reclamare la restituzione di quelle merci se non a condizione che ne fosse trovata la proprietà spettante a negozianti massauini. La pratica rimasta sospesa per varie ragioni, veniva ripresa in considerazione da questo Comando col rapporto dell' II agosto, n. 158/61, col quale si pregava il Ministero di volere rinnovare i suoi uffici presso il Governo egiziano per far dar ragione a queste due domande. Il Ministero rispondeva (nota del 3 settembre, n: 3308) essersi già date istruzioni nel suddetto senso al R. agente in Egitto; in ogni modo si autorizzava il Comando a computare l'indennità dovuta ad Ackad ed a Bazzarà sul conto della liquidazione da presentarsi a suo tempo al Governo egiziano.
4· -
AFFARI DIVERSI DI POCA IMPORTANZA.
Il R. agente consolai:e di Hodeida informava sul commercio degli schiavi che si esercita in quella piazza colla massima tolleranza delle autorità locali ed in modo palese. Si trasmise copia del rapporto al Ministero. L'avvocato Socrate Barbaresso ha giacenti delle armi presso questa dogana da lungo tempo, che egli intendeva vendere in Abissinia. Si scrisse al Ministero perché questo Comando fosse autorizzato ad invitare il Barbaresso a ritirare quelle armi (rapporto 8 ottobre, n. 261) e sulla risposta favorevole avuta (disposizione ministeriale del 22 ottobre, n. 4308) si è pregato il Comm. De Martino perché faccia conoscere questa determinazione alla parte interessata. li 27 settembre il R. Console di Aden trasmetteva a questo Comando un reclamo presentato al colonnello Himter sulla prigionia o morte violenta di due somali, certi Ayssa Mohamed e Eyalleb Giana, appartenenti ad una tribù posta sotto la protezione del Governo inglese. Il Comando rispondeva (nota del 6 ottobre, n. 796) come dai fatti risultava che i due somali furono arrestati il 15 aprile per furto qualificato e che la loro morte avvenne il 19 agosto per una insolazione mentre lavoravano al campo Gherar, come fu constatato con certificato medico. Il Ministero con dispaccio del 3 settembre (n. 3300) fece conoscere il contributo che il R. Governo accorderà per l'apertura di una scuola italiana
290 in Assab e con successiva nota del 17 dello stesso mese (n. 3565) ordinò che si ceda un terreno in Assab per la costruzione dell'edificio della scuola stessa. Si comunicò quanto sopra al Comandante De Simone per l'esecuzione delle istruzioni ministeriali. Sulle condizioni politiche di Dongareta, il Ministero trasmetteva (nota 8 ottobre, n. 3964) delle informazioni avute da Londra sullo stato delle trattative passare fra l'Inghilterra e · la Francia perché la bandiera francese venisse tolta da Dongareta e la costa fra Zeila o Berbera rimanga libera agli inglesi. A quell'epoca la bandiera francese era stata effettivamente abbassata da Dongareta, benché la convenzione al riguardo non fosse stata ancora firmata. Se ne informò il R. Commissario in Assab.
5· -
MISSIONE INGLESE IN ABISSINIA.
Il Ministero (telegramma 22 ottc~bre, n . 253) preveniva dell'arrivo del sig. Portai incaricato di una missione dal Governo inglese presso il Negus e lo raccomandava a questo Comando, perché gli fossero agevolati i mezzi per compiere questo viaggio per la sua missione. Il Portal giunse nella notte del 29 ottobre e, apprestata colla nostra assistenza la sua carovana, partiva da Moncullo il 2 novembre per la via di Yangus essendoché Ras Alula era a Gura. La sera però del giorno appresso faceva ritorno in Moncullo, raccontando che le guide lo avevano abbandonato, che la provvista d'acqua era stata esaurita, e chiedeva che si mandasse10 guide e soccorsi al rimanente della carovana rimasto indietro. Ciò venne infatti subito eseguito, ma per l'interprete egiziano Fahmi i soccorsi furono inutili essendoché venne trovato· l'indomani morto, e secondo la perizia medica, per insolazione. Quasi tutto il bagaglio e le bestie da carico vennero recuperati. Ricostituita la carovana, il sig. Portai, munito di nuovi interpreti e guide, partì la mattina del 7 corrente per la via d'Asmara ove già stava per ritornare Ras Alula, e le notizie che giunsero in appresso col mezzo dei nostri informatori facevano conoscere che il viaggio procedeva regolarmente. Di tutto ciò venne quasi giornalmente tenuto informato il Ministero con telegrammi; il riassunto però di tutte le circostanze del viaggio del sig. Portal venne fatto principalmente coi rapporti del 5 e dell'u corrente, n. 292 e 3o8.
B)
AZIONE MILITARE.
In questo terzo periodo nessun avvenimento militare di qualche importanza ebbe luogo.
291 1. -
RAzzrn.
Alcune razzie furono operate dalle tribù vicine specialmente da quelle alleate contro le tribù parteggianti p,er gli abissini. Così la gente degli Habab ne operò a danno dei Temariam e verso Kanfer per assicurare la strada su Massaua (rapporti n. 522 e 564 del 2 e 16 settembre, n. 607 del 1° ottobre). Ras Taola, governatore di Aiba, operò una razzia a danno delle tribù stabilite sulla costa presso l'Isola di B;ka (rapporto n . 607 .del 1 ° ottobre). Il 1° ottobre il Debeb e gli assaortini eseguirono una razzia a danno degli abitanti di Gumhod. · Nei primi giorni de{ mese altri assaortini operarono pure razzie nel1'0kuluzai (rapporto n. 628. del 15 ottobre). Tutte le cure delle autorità militari furono invece rivolte al lavoro di preparazione pel Corpo di spedizione; coli' arrivo del quale il nostro effettivo doveva salire a 18 o 20 mila uomini ed a 5000 quadrupedi. Già fino dai primi di settembre si aveva avuto cognizione delle forze che sarebbero venute qui in Massaua e dal principio di agosto (dispaccio del 6 agosto, n. 2734) si sapeva pure che nel concetto ideato dal Governo per un'azione offensiva eravi inclusa la costruzione d'una ferro via per Saati, a scartamento ridotto ma di sufficiente potenza. Vi fu in seguito a ciò una successione di comunicazioni al Ministero (telegramma n. 300 del 30 agosto , foglio n. 504 del 1'' settembre), con cui il Comando faceva diverse proposte. Circa queste ultime, il Ministero approvò la scelta della penisola di Abd - el - Kader come testa della linea (telegramma del 3 settèmbre, n. 191) e per la pronta costruzione della medesima prescrisse si dovesse rimuovere ogni altro ostacolo (telegramma suddetto). E siccome in.tanto il più grave ostacolo consisteva nella possibilità di sbarco di materiali di gran peso, il Ministero ordinava che si procedesse ad allestire quanto più presto era possibile un molo per potervi accostare i piroscafi e preavvisava dell'arrivo di una nave gru di 50 tonnellate. Con telegramma n. 324 del giorno successivo, il Comando dopo avere accennato ai mezzi ai quali si sarebbe ricorso per la costruzione del molo ad Abd - el Kader indicava la metà di novembre per l'epoca del compimento del lavoro. Venne tosto telegrafato al Cairo, perché fossero assoldati operai, scalpellini e muratori; si provvidero sambuchi facendoli venire da Suakin e dalla costa asiatica; ma quantunque gli operai giunti col « Calabria» nei primi giorni d'ottobre (giorno 4) fossero stati messi a disposizione dell'impresa, questa (foglio n. 8445 del 15 ottobre) non dava ai lavori l'impulso desiderato, per cui come veniva riferito al Ministero con foglio or ora citato, il Comando locale del Genio assunse direttamente la costruzione dal giorno IO ottobre ed i lavori procedettero allora con tutta la possibile alacrità.
292
Tale lavoro subì però un forte ritardo quando giunto lo « Scrivia » in porto e sbarcato l'ingegnere Olivieri ed il suo personale, ossia gli ingegneri e gli operai destinati alla costruzione della ferrovia si dovettero accellerare i lavori di sbarco dei materiali portati dallo « Scrivia » stesso e da altri piroscafi e concentrare ivi tutti gli sforzi per iniziar presto la costruzione della ferrovia come cosa di prima necessità. A facilitare anzi questi lavori di sbarco, che ancora dovevano essere eseguiti coi mezzi consueti, vennero messi (ordine del giorno 10 ottobre, n. 483) a totale disposizione dell'ingegnere Olivieri il molo dell'Arsenale marittimo e quello del Comando locale del genio. Furono assegnati inoltre all'ingegnere stesso carrelli Decauville binati. Tutte le difficoltà perciò furono vinte. Coll'acquisto poi di alcune migliaia di traversine di legno a Suakin si ovviò alla sospensione dei lavori della ferrovia, a cui avrebbe dato luogo il mancato arrivo di bolloni per traverse di ferro (telegramma del 22 ottobre, n. 495) e la costruzione stessa procedette fino ai primi di novembre ad un dipresso colla rapidità che l'ingegnere direttore si riprometteva. 2. - A CQUI STO DI QUADRUPEDI.
Un'altra grave difficoltà che si presentava subito dopo quella della costruzione della ferrovia era l'ordinamento; nonché la ricerca di tutti i mezzi di trasporto che sarebbero occorsi al Corpo di spedizione. Invero, sebbene la ferrovia potesse provvedere ai trasporti dalla base fino alla prima linea, tuttavia, sia per la naturale estensione degli accampamenti delle truppe, sia come mezzo indispensabile pèr rendere mobili alcune truppe ad alcune giornate di distanza dalla ferrovia, doveva essere indispensabile l'acquisto di un certo numero di quadrupedi. Questa questione diede luogo ad uno scambio di telegrammi fra il Ministero ed il Comando, a cominciare dal nove settembre (telegramma n. 202 del Ministero). La conclusione fu la stipulazione con Hamed Hassan Kantibai di un contratto pel noleggio di 2000 camelli 1000 dei quali da darsi a Massaua certamente verso la fine di novembre e gli altri da fornirsi possibilmente per la stessa epoca o poco dopo (telegramma al Ministero n. 448 del 9 ottobre e foglio n. 626 del 15 ottobre).
3· -
SERVIZIO PER LE TRUPPE.
In ottobre poi si ebbero gli avvisi dell'arrivo successivo dclk truppe in vari scaglioni (telegramma 12 ottobre, n. 238). Appena ricevuto tale avviso si provvide per i loro accampamenti e per tutti i loro bisogni nei vari rami di servizio.
293
E primo bisogno fra tutti era quello che l'acqua non mancasse, il trasporto ne fosse possibile ed anche facile; oltre di che occorreva pure qualche tettoia disponibile per magazzini, infermerie, ecc. , onde si facevano nuove istanze al Ministero (telegramma del 17 ottobre, n. 471) perché fosse assicurato, mediante i piroscafi partenti dall'Italia il 20, 27 e 30 ottobre, l'arrivo a Massàua di almeno 300 tonnellate d 'acqua. Oltre di ciò lo si avvisava che si era dato l'ordine d'acquisto a Suakin, secondo l'autorizzazione avuta, di molte tanche e · recipienti per acqua, someggiabili ; di quarantaquattro baracche in legname scomponibili in un con dei basti da ca· mello. Si accennano qui di seguito le disposizioni più essenziali date per l'arrivo delle nuove truppe e servizi: - furono scelti i siti· per l'accampamento delle truppe, formando tre campi A, B, C di cui il più avanzato, A, sotto ed al nord della batteria Principe Vittorio Emanuele; il secondo, B, presso ed al sud del forte di Otumlo ; il terzo, C, nella penisola di Abd - el - Kader. Ognuno d'essi doveva poter bastare per una brigata almeno, in modo però che la disposizione generale offrisse la maggiore possibile latitudine a prendere coi successivi scaglioni quella distribuzione di truppa, che il Com?,ndante in Capo avesse poi in animo di stabilire; - per la preparazione di tali campi venivano ordinate (circolare n. 636, riservata, del 20 ottobre) opportune modificazioni alla dislocazione delle truppe, e precisamente il 7° battaglione di fanteria del forte Abd - el Kader veniva destinato col comando e 2 compagnie al sito fissato per il campo A, colle altre 2 compagnie al sito fissato per il campo B. Il 1° squadrone cavalleria dall'Arsenale marittimo era mandato al forte di Moncullo e la compagnia del 17° artiglieria dal campo Gherar si trasportava all' Arsenale marittimo e le sezioni da montagna da Gherar al forte di Moncullo; - il 7° battaglione poté per tal modo occuparsi del drizzamento delle tende mano mano che sbarcate erano avviate nelle località destinate ai campi A e B; e nel campo Gherar e presso il forte Abd - el - Kader si dispose per avere baracche disponibili per istabilirvi il personale dei Comandi che dovevano giungere. S'indicò pure (circolare sopradetta) per sommi capi il modo con cui sarebbero stati regolati i vari servizi per le truppe che dovevano stabilirvisi; - per il Servizio viveri e foraggi venivano espropriate parecchie capanne e prese in affitto 2 case in muratura in Otumlo inferiore per stabilirvi un magazzino succursale di commissariato per il servizio delle truppe del campo A; - si prendevano col direttore della costruzione della ferrovia Massaua - Saati gli opportuni concerti per istabilire presso Otumlo un magazzino di distribuzione per le truppe del campo B;
294 - s'impiantavano presso il forte Abd -el- Kader altri forni mod. Rossi e si dava maggiore sviluppo :l quel magazzino, al quale dovevano affluire per il servizio le truppe del campo C; - per il servizio dell'acqua già sin dall'ottobre, in seguito al compiuto scavo e costituzione del pozzo del forte Moncullo, veniva stabilito (ordine n. 476 del 4 ottobre) che le truppe colà di guarnigione avessero a servirsi quasi esclusivamente dell'acqua di quel Pozzo, lasciando che quasi tutta l'acqua estratta dalla noria fosse immessa nella conduttura, per modo d'avere una maggiore quantità d'acqua disponibile giornalmente in questa conduttura, che va nel cisteinone pubblico a Taulud. Per i bisogni attuali si riparò e si rimise in azione con maggiore sviluppo il serbatoio di Otumlo, posto sulla vecchia conduttura di Moncullo, permodoché lasciando ancora per qualche tempo in servizio anche la vecchia conduttura con parte del_l'acqua che conduce da Moncullo a Massaua si potesse trar profitto da quel serbatoio per l'abbeverata quadrupedi. Ed a tal UOPo si costruirono e collocarono a sito degli abbeveratoi, nonché dei carri a botte da riempirsi d'acqua. Presso poi al campo B sulla nuova conduttura si praticò una presa d'acqua con parecchi rubinetti per servire al riempimento dei barili. Inoltre si provvide nel campo A con tanche a formare un serbatoio capace di una ventina di tonnellate d'acqua, al cui rifornimento provvedesse il campo Gherar ed il villaggio d'Arkiko; fu pertanto disposto perché tal serbatoio fosse collegato alla rete Decauville per mezzo della quale doveva farsi il suddetto rifornimento. Finalmente si presero i concerti opportuni perché col mezzo della ferrovia Ollivier fosse provvisto al servizio del1'acqua presso il campo C ed a quello dell'acqua potabile presso i campi A e B; e con tanche presso la ferrovia e presso i campi anzidetti si formarono degli appositi serbatoi. Per poi provvedere al servizio ed al rifornimento d'acqua per quelle truppe che si fossero poi volute fare avanzare oltre Moncullo si fece richiesta al Ministero di appositi carri per acqua (telegramma n. 519 del 27 ottobre); - vennero pure presi provvedimenti perché i nuovi Comandanti e gli ufficiali addetti ai vari Comandi potessero al loro giungere in Massaua prontamente sistemarsi.
4. -
SERVIZIO DI RIFORNIMENTO VIVERI E FORAGGI.
Finalmente un'ultima difficoltà si dovette risolvere e fu quella di assicurare un regolare rifornimento di · viveri e foraggi per tutto il Corpo di spedizione per un tempo illimitato e tale difficoltà, che doveva in principio sembrare grave assai, finì per risolversi nella semplice disposizione di dare un maggiore sviluppo alle forniture vigenti le quali si riconobbero posse-
295
dere una sufficiente elasticità per questo accrescimento di provviste e lavoro. Non si crede però inutile il dare un breve riassunto delle fasi successive, per le quali passarono gli studi fatti su questo argomento, perocché si potrà cosi, se non altro, risparmiare per lo avvenire la ripetizione di tentativi già dimostrati dall'esperienza dei fatti inopportuni. -
Studi e tentativi fatti sul servizio di rifornimento viveri e foraggi.
Fin dall'aprile scorso lo scrivente nel suo viaggio dall'Italia a Massaua passando per l'Egitto si era Potuto convincere che molte delle derrate, le quali venivano dall' Italia trasportate a Massaua per uso delle truppe di questi presidt, avrebbero potuto più economicamente venire acquistate in Egitto. In seguito a ciò nella lettera scritta da Suez il 16 aprile, si accennava (n. 2) all'idea di riferire al Ministero circa i vari generi pei quali sarebbesi Potuto ricorrere all'Egitto ed ai mezzi più economici e più sicuri per eseguire il trasporto dei generi stessi da Sµez a Massaua. Per quanto si riferisce a questo trasporto facevasi compilare dal Comandante locale marittimo un progetto di nuovo itinerario per il servizio postale con Suez, che si trasmetteva al Ministero con foglio n. 1874 del 29 aprile. Senonché in tal senso già provvedeva il Governo presentando al Parlamento apposita convenzione con la Società di navigazione generale, la quale convenzione però non Poté dal Parlamento essere discussa. Con foglio n. 7555 del 18 settembre r assegnavasi ancora al Ministero un progetto del sig. Tagl iabue che avrebbe assunto un tal servizio; ma la proposta forse a motivo dei precedenti impegni colla Società di navigazione non fu da] Governo presa in considerazione. Per quanto ha tratto alla provvista dei generi, col foglio n. II92 del 30 stesso mese, sottoPonevasi al Ministero la convenzione di acquistare direttamente dall'Egitto i generi di foraggio, fave, orzo e paglia trita e chiedevasi di inviare in Egitto un ufficiale commissario per concludere regolari contratti.
Il Ministero coi dispacci n . 5281 e 1477 del 3 e 4 giugno, pure aderendo in massima alla stipulazione dei contratti anzidetti, non credette autorizzare l'invio in Egitto dell'ufficiale commissario. Malgra40 le difficoltà cui davano luogo i trasporti a Massaua da Suez delle derrate, le quali difficoltà avrebbero . dovuto essere eliminate dall'impianto del servizio diretto fra i due forti mediante i piroscafi Postali, tuttavia vennero iniziate 'pratiche per la stipulazione dei contratti di cui trattasi. Tali pratiche naturalmente si protrassero e non approdarono a conclusione alcuna. Vennero anzi modificate perché pervennero al Comando Superiore, sia per mezzo dello stesso Ministero (dispaccio n. 1499 del 4 giugno e dispaccio n. 2265 del 16 luglio) sia da privati, delle numerose proposte ed
296 offerte di forniture, tanto per i generi sopraindicati quap.to per ogni altra derrata occorrente alle truppe ma tali proposte per le truppe che trovavansi allora in Africa (come rilevasi dal foglio n. 6105 del ·7 agosto del Comando Superiore al Ministero) non erano accettabili, perché molto meno favorevoli dei con tratti, in base ai quali facevasi in Massaua stcs~a il rifornimento di parte _di quei generi. Intanto il Ministero col dispaccio n. 1875 del 29 giugno, mettendo da parte il sistema dell'invio della massima parte delle derrate dall'Italia, chiedeva il parere al Comando Superiore sulla con_venienza di una impresa unica per tutti i generi o di diverse imprese per i diversi generi, da darsi naturalmente a Massaua. Tale parere veniva. trasmesso al Ministero col foglio n. 5164 del 14 luglio, in cui, premesso che per i presidi allora ritenevasi più economico 'il sistema vigente, esprimevasi l'avviso nel caso di aumento notevole di forza a cui provvedere, favorevole all'impresa unica, con certe precauzioni però da prendersi per assicurare il servizio. Informavasi contemporarieamente il Ministero dei contratti in corso con diversi fornitori in Massaua, i quali contratti dovevano scadere quali il 1° gennaio e quali il 1• giugno. Le cose essendo a questo punto, vale a dire indecise, si continuarono le pratiche coi numerosi offerenti dei quali raccoglievansi le offerte per il caso il Ministero si fosse deciso per l'appalto delle forniture. Sopravvenne il dispaccio n. 3577 del 17 settembre, in seguito al quale venne ogni cosa sospesa. Il Ministero, poiché con telegramma del 2 settembre, n. 196, aveva chiesto se i fornitori in Massaua fossero pronti a triplicare la fornitura ed avevane ricevuto rispcsta affermativa (telegramma n. 323 del 4 settembre), con telegramma del 12 ottobre, n. 238, ordinava si rinnovassero con i vari fornitori i contratti in corso in base alla forza suindicata, il che venne eseguito.
5· -
SERVIZI SANITARI, DEL GENIO, D'ARTIGLIERIA.
In questo terzo periodo le condizioni sanitarie generali migliorarono ogni giorno, talché in fine d'ottobre le truppe erano si può dire nel loro stato normale di salute. Il Servizio sanitario cessò poco alla volta dall'essere gravoso e la sistemazione dell'ospedale poté compiersi comodamente nelle nuove baracche, capaci si è detto anche di 500 letti pur non tenendo conto degli ospedali galleggianti. I lavori del genio invece furono ripresi colla massima intensità. I principali di essi, da compiersi prima dell'arrivo del Corpo di spedizione, oltre il molo di cui si è già parlato, e di quelli in corso od ordinati per conto del1'Amministrazione civile di cui si parla in altra parte, consistevano: - nella penisola di Abd -el- Kader: nell 'ampliamento del magazzino sussistenze, nell'impianto del panificio con 4 forni Rossi, nell'impianto del gran depcsito per l'acqua, . nella sistemazione della cisterna esistente,
297
nella costruzione di camelliere, nella posa di due gru a vapore al molo dell'Arsenale marittimo; - al campo Gherar: nell'aumento dei magazzini del Comando locale del genio; - presso l'ospedale: nella costruzione delle baracche per gli ufficiali malati, per i malati del reparto chirurgico, ecc.; - a Taulud: nella costruzione della grande scuderia per quadrupedi del Comando, nella costruzione d'alloggi per ufficiali, per uffizio, pel plotone misto ora insufficienti, pell'ampliamento dei magazzini dei Comandi locali, ecc.; - ad Otumlo: nei lavori per la presa e la distribuzione dell'acqua, nell'impianto d'una nuova stazione telegrafica pell'accampamento B, nei lavori al gran serbatoio della vecchia conduttura, nei lavori di presa con 6 cannelli alla nuova conduttura metallica, nello scavo di due pazzi a valle della missione svedese, nell'impianto di una nuova stazione telegrafica pel servizio dell'accampamento A, ecc.; - alla ferrovia Decauville : nello stabilire un nuovo tronco dalla linea d'Arkiko all'accampamento A e quegli altri tronchi pei quali ancora esisteva del materiale, di cui non si sarebbe tanto lamentata la mancanza, ma con cui si sarebbe anzi patuto sopperire a tutti i bisogni, se fosse giunto quello stato richiesto. L'artt'glieria eseguì in fine di settembre, principio d'ottobre, regolarmente la sua scuola di tiro, come se ne informò il Ministero a suo tempa; attese all'ampliamento dei suoi magazzini, alle sue istruzioni usuali e compié l'armamento dei forti e della nuova batteria (vedi Allegato n. 12).
6. -
SERVIZIO DELLA MARINA MILITARE.
Non si parlò in questa relazione del Servizio della Marina militare, sebbene dipendesse come tutti gli altri Servizi dal Comando Superiore, perché nell'epoca in cui si compilava questa relazione giungevano appunto tutte le truppe del Corpo di spedizione onde l'attività del Comandante locale marittimo era tutta assorbita da questo lavoro sicché sarebbe stato inopportuno il chiedergli una relazione sull'azione della Marina dall'aprile al novembre. D'altra parte non avrebbe patuto lo scrivente con sufficiente precisione intercalare nella sua relazione tutti i servizi resi da questo Corpo distintissimo senza l'appoggio d'una relazione. E' questa una lacuna che potrà facilmente essere riempita, quando si creda cosa opportuna dalle autorità cui è diretto questo rapporto.
PARTE TERZA
STUDI DI PREPARAZIONE AD UNA AZIONE OFFENSIVA IN ABISSINIA ESEGUITI PRESSO IL COMANDO SUPERIORE DAL MAGGIO AL SETTEMBRE 1887
A) ISTRUZIONI DI MASSIMA.
Il n. 5 del dispaccio ministeriale del 2 aprile n. 2238 faceva obbligo al Comandante Superiore di proporre al più presto al Ministero: L'occorrente d'ogni specie, i mezzi per l'acquisto, la spesa, presuntiva, l'orgapizzazione del servizio trasporti, ecc., per poter iniziare nell'ottobre, od al più tardi in novembre, qualche operazione offensiva contro l'Abissinia, supposta una tale operazione limitata all'attacco ed all'occupazione temporanea di Asmara od altro punto importante del territorio abissino.
Il telegramma ministeriale n. 82 aggiungeva: di proporre quale operazione si . dovesse eseguire e quale scopo raggiungere. Evidentemente la questione non poteva e non doveva essere presa in esame se non sotto l'aspetto miiitare combmato con quello della convenienza locale; e quindi si doveva fare astrazione dalle esigenze della politica italiana.
B)
PRIMO STUDIO SUGLI OBBIETTIVI POSSIBILI IN ABISSINIA.
Il 14 r_naggio si prendevano in esame (foglio n. 292) i vari obbiettivi possibili contro l'Abissinia. E tenuto conto del solo obbiettivo che si conveniva, quello cioè di battere il nemico, ed in senso generale delle difficoltà che si sarebbero incontrate per raggiungerlo a seconda dette varie ipotesi, si conchiudeva che l'occupazione di una data località, come Ghinda, l' Asmara, ecc., anche ammessane la convenienza militare, non traendo necessariamente con sé la condizione dello scontro col nemico, avrebbe sempre costituito uno scopo incerto, incompleto, e che fra tutti gli scopi incerti quello che ancora offriva sugli altri vantaggi di varie specie era: la occupazione
299
dei Bogos; mentreché lo scopo unico pos1tlvo, reale, di battere il nemico ci avrebbe, secondo ogni probabilità, condotti ad una guerra d'invasione, cioè ad una operazione all'infuori delle intenzioni del Governo. Si notava per ultimo come, appena l'influenza che la scelta dello scopo ha sulla determinazione dei mezzi atti a conseguirlo, si sarebbero completati gli studi su questi mezzi quando si fosse conosciuta la decisione sullo scopo. Il Ministero non dava riscontro alle proposte suindicate, ma con suo telegramma (n. 119, personal~, 3 giugno) chiese quale forza all'incirca si sarebbe s~mata necessaria in aumento di quella a disposizione in Massaua, supposto lo scopo di occupare Saati e Ua ed estendere eventualmente l'occupazione sino ad Ailet nel proposito di fortificare e di mantenere tali punti. E questo Comando, telegraficamente dapprima (telegramma n. IO in data 4 giugno) e per iscritto poscia (foglio n. 373 in data 5 giugnq), rispondeva doversi ritenere occorressero 16.000 uomini, I .ooo cavalli, 48 cannoni da montagna, 8.000 bestie da soma con conducenti per occupare Saati e Ua; ed un aumento di S.ooo quadrupedi per spingersi e rimanere in Ailet. Si faceva notare però nel · rapporto la necessità di un lavoro speciale di preparazione nella base Massaua, per mettere questa in misura di soddisfare a tutti i bisogni che si sarebbero presentati. E si indicava pure sommariamente l'entità di questi lavori, nonché la convenienza d'inviare qui in tempo ufficiali incaricati di riferire e provvedere in modo serio ed oculato alla preparazione stessa per poterla compiere per l'ottobre. C)
RESTRIZIONI ALLE ISTRUZIONI DI MASSIMA.
Frattanto per effetto delle restrizioni (concretate nel dispaccio mm1steriale del 15 giugno, n. 1675) alla libertà d'azione concessa al Comandante Superiore dal n. 2 del dispaccio 2 aprile, n. 2238, diventando cosa malagevole il dare all'azione militare durante la estate quella impronta energica tale da facilitare il compito di preparazione anche sotto l'aspetto militare 1 e così non potendosi per tali restrizioni, ad es., far fare dagli irregolari una razzia che sarebbe stata di tutta opportunità, se ne chiese la autorizzazione telegraficamente al Ministero (n. 161 e 166). Il Ministero rispose (n. 157 e 158) che avrebbe risposto per lettera. Intanto sfuggiva l'opportunità suddetta. In allora si redigeva una relazione, con cui si dimostrava la convenienza e si chiedeva al Ministero (fogli n. 6o1/110 del 9 luglio e n. 446 del 16 luglio) l'autorizzazione in massima di far fare da irregolari e appoggiare
1
Nell'estate è reso impossibile per il caldo l'impiego delle nostre truppe regolari.
300
razzie sui confini abissini ed il Ministero ne dava l'autorizzazione in data
29 luglio, cioè dopo l'arrivo del foglio del 9 luglio (telegramma n. 167, destinato a sostituire la lettera annunziata col telegramma n. 158).
D)
PARERI SULL'OBBIETTIVO DEL GOVERNO CONTRO 1.,'ABISSINIA.
Sotto la stessa data del 29 luglio il Ministero redigeva il dispaccio n. 2444, con cui comunicava al Comando Superiore l'obbiettivo del. Governo contro l'Abissinia, nonché il modo di raggiungerlo. Senonché prima che questo dispaccio pervenisse al Comando, redigevasi pure presso quest'ultimo al 5 agosto, il foglio n. 847, nel quale esprimevasi l'opinione decisamente contraria alla stabile occupazione militare di Saati e di Ua, come unico obbiettivo di una azione militare offensiva contro l'Abissinia. All'arrivo quindi del dispaccio suddetto (n. 2444) non si ebbe che a ripetere dapprima con telegramma secondo il volere del Ministero, e poscia maggiormente sviluppare con una relazione (29 agosto, n. 496) quanto già erasi espresso di propria iniziativa ed in questa circostanza, tanto per telegramma quanto nella relazione, si esprimeva esplicitamente il parere che se ne riteneva essere le soluzioni migliori: -
od una decisa invasione dell'interno dell'Abissinia;
-
o l'occupazione di parte del territorio dei Bogos;
- od il rimanere a Massaua ridotta a un buon campo trincerato, da cui secondo le circostanze irradiare parziali offese per mantenere sempre incolume una larga zona attorno alla piazza, pur conservando la chiusura delle comunicazioni da e per l'Abissinia. Si aggiungeva inoltre, in quanto al modo ed ai mezzi indicati dal Ministero come da impiegarsi per l'occupazione di Saati, che era indispensabile una preparazione locale almeno di tre mesi e sarebbe pure abbisognato qualche mese per eseguire l'occupazione come desiderava il Ministero. Da ciò il rischio di lasciarci sopraggiungere dall'estate senza forse ancora avere raggiunto lo scopo e di creare così la necessità di dovere poi mantenere un presidio stabile più numeroso di quanto sia ora necessario. Per ultimo, dopo avere espresso l'assoluta convenienza di un sanitarium per le truppe coloniali durante la stagione estiva, si terminava col dire: Non volendosi addivenire contro l'Abissinia ad una azione offensiva risolutiva, e non potendosi colla medesima addivenire ad un modus vivendi qualsiasi, non si vedeva alcun altro mezzo possibile per sostenere, col minor dispendio di /orze, uno stato di ostilità, permanente, in attesa che si maturassero eventi per noi favorevoli se non la terza delle soluzioni proposte e più sopra enunciate.
\ E)
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PARTECIPAZIONE AL CoMANDO SUPERIORE DEL CONCETTO DEFINITIVAMENTE ADOTTATO DAL GoVERNO.
Era forse appena giunta questa relazione al Ministero che perveniva al Comandante Superiore la partecipazione (telegramma n. 208 del 13 settembre) che il confetto definitivamente adottato dal Governo era quello indicato nel dispaccio n. 2444: occupare, fortificare, collegare con ferrovia Saati; occupare eventualmente Va; con tale telegramma il Ministero chiedeva pure parecchie informazioni di dettaglio. Tenuto conto della data (13 settembre) del telegramma che disignava la stagione già inoltrata, nonché delle precedenti comunicazioni fatte al Governo, questo Comando Superiore telegraficamente (n. 355) esponeva che, per poter corrispondere a tutte le esigenze della situazione creata dalla decisione presa dal Governo, gli era indispensabile sapere se aveva carta bianca e mani hbere per agire in conseguenza nel lavoro di preparazione, in quali limiti questa libertà gli veniva concessa e quando sarebbe giunto in Massaua il Comandante in capo delle truppe. Il Ministero rispondeva col telegramma seguente: N. 210 - rispondo telegramma 355. Mi occorre risposta anche approssimativa quesiti telegramma 208 camelli muli asini stante ordinazioni da farsi qui. Governo intende valersi suo concorso illuminato energico. Accorderà indispensabile larghezza poteri per preparazioni. Desidera prima conoscere sue intenzioni sui preparativi principali.
Questo telegramma, quasi personale al Comandante Superiore, riuscì qui alquanto oscuro essendosi già tanto scritto (specialmente coi fogli 5 giu- _ gno e 29 agosto) sui preparativi che il Comando Superiore credeva necessari. Esso diede luogo ad uno scambio di telegrammi col Ministero (n. 357 del Comando, n. 212 del Ministero, [L 371 del Comando, n. 7 del Ministero, n. 8 del Comando) nell'ultimo dei quali si chiarì che la determinazione dei dati richiesti (essenzialmente il numero dei quadrupedi) non Poteva prefissarsi in modo tassativo, ma doveva dipendere dalle intenzioni del Comandante in capo e cioè a seconda che il medesimo intendeva che il grosso delle truppe non si dovesse ·scostar mai dalla ferrovia Moncullo Saati nel quale caso pareva dovessero bastare 2.000 camelli; oppure se voleva che tal grosso potesse agire contro eventuali concentramenti abissini ad una o due tappe dalla ferrovia, nel quale caso tal numero poteva anche
salire ad F)
8.000.
CoMANDO IN CAPO DEL CoRPO DI SPEDIZIONE.
'
Soltanto dopo questo vario scambio di telegrammi venne dal Governo comunicata al Comando Superiore (telegramma n. 123 in data 29 settem-
302
I
bre) la deliberazione presa di affidare al tenen te generale di San Marzano il Comando del Corpo d'operazione d'Africa., Accompagnava questa comunicazione l'offerta al Comandante Superiore d'allora in Africa di coprire la posizione di Capo di Stato Maggiore del Comandante in capo; offerta quest'ultima che nattiralmente non poté dal medesimo venire accettata, attesoché per le esplicite opinioni antecedentemente emesse sulla operazione da eseguirsi, accettandola si sarebbe messo in completa contraddizione con sé stesso e colle proprie convinzioni. Dopo il suddetto telegramma (n . 123) i lavori di preparazione furono durante il mese d'ottobre ed il principio di novembre spinti colla massima alacrità o collo sviluppo accennato in altra parte di questa relazione.
il M. Generale
T.
SALETTA
PARTE QUARTA
AFFARI COLONIALI RAPPORTO RIASSUNTIVO DAL 23 APRILE AL 9 NOVEMBRE I. DOGANA
A)
INTROITI.
Gli introiti doganali dal 1° aprile a tutto ottobre 1887 furono in totale di L. 357.674,64 e durante lo stesso periodo di tempo nell'anno precedente 1886 furono di L. 443.135,55. Ne risulta pertanto una differenza in meno nel suindicato periodo del 1887 di L. 85.46o,91 (dimostrazione numerica in Annesso 1). Tale diminuzione negli introiti, che Potevansi prevedere maggiori nelle circostanze attuali, devesi attribuire: - allo stato di guerra sempre dannoso ai traffici; - all'aumento sempre crescente delle imPortazioni dall'Italia, le quali riescono vantaggiose al commercio della madre Patria; ma le merci di provenienza italiana essendo esenti ·dal pagamento di dazio in Massaua, ciò diminuisce i proventi di questa Dogana; - al non essere ancora ben regolarmente stabilito il movimento delle carovane cogli Habab per la via di Taclai; - all'essere i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre quelli della stagione delle pioggie nell'interno dell'Africa, per cui non sono possibili i transiti delle carovane; - alla cessazione totale d'ogni commercio con l'Abissinia.
B)
DAZI DIVERSI.
J. - DAZIO SUL COMMERCIO CON GLI HABAB.
Essendo col 1° settembre ultimo entrata in vigore la convenzione stata stipulata tra questo Comando ed Hamet Kantibay degli Habab, da quel giorno (vedi foglio del Comando 29 agosto 1887, n. 1039/ 4) la Dogana cominciò a percepire la sopratassa di 1,5% sul valore delle merci destinate a quel paese o che ne provengono.
I
304
Tale dazio speciale, destinato a compensare l'amm nistrazione degli oneri con Kantibay Hamet per assicurare il libero transit sul suo territorio di merci e persone , ha prodotto :'lei settembre ultimo L. 500,80 e nell'ott<r bre successivo L. 1.193. Ben inteso che in tale provento non è compreso 1'1 5 % né sono inclusi 1 pagano su quelle gli altri diritti accessori, comuni a tutte le merci, e che ,si che servono di commercio cogli Habab. 2. - DAZIO SlJLL'ORO.
Questo Comando aveva potuto constatare una grave esportazione d 'oro, circa 2 milioni all'anno, fatta specialmente dai Baniani, i quali anziché servirsene in rimborso delle merci che ricevono, ne fanno oggetto di speciale speculazione per inviarlo in India, dove si può fondatamente supporre venga in buona parte demonetizzato. Ne fece perciò, il 5 agosto u.s., oggetto del rapparto n. 845 / 9 al Ministero ?ella Guerra, il quale con telegramma IO settembre ultimo, n. 206, prcscnveva : - che la lira sterlina venisse conteggiata negli in cassi e nei pagamenti al tasso di L. 25,45; - che fosse percepita una tassa doganale di uscita dell'8% sul valore dell'oro monetato ed in verghe · denunziato per esportazione; '- che tale denunzia alla Dogana fosse obbligatoria; - che i contravventori fossero sottoposti ad una multa del quintuplo della tassa doganale sul valore dell'oro clandestinamente esportato. Questo Comando dava tosto a tutti gli uffici interessati le istruzioni opf>Ortune per l'esecuzione degli ordini del R. Governo che venivano fatti noti al pubblico con avvisi appesi nel locale della Dogana.
3· -
DAZIO SULLE MERCI DESTINATE ALLE AMMINISTRAZIONI MILITARI.
Insensibilmente crasi introdotto l'uso che le merci ed i viveri acquistati dalle amministrazioni militari venissero introdotti in esenzione di dazio, o con rimborso dei diritti doganali già pagati. Tale sistema patendo riuscire causa di abusi, senza tornare di vantaggio delle amministrazioni · militari, e rendendo inoltre inutile il previlegio che si volle creare a favore delle merci italiane collo stabilirne l'esenzione dal dazio, questo Comando dispose che fossero soggette al pagamento dei diritti doganali tutte le merci fornite alle amministrazioni della R. Marina e dell'Esercito, ferme però restando le disposizioni generali per le merci di provenienza italiana, che sono esenti da dazio, e quanto era già stato prima praticato per i piroscafi noleggiati in arrivo direttamente dall'Italia con ca-
305
richi per le suddette amministrazioni, sui quali la Dogana non esercita nessuna sorveglianza, né percepisce nessun diritto. Tali disposizioni furono date il 12 settembre ultimo e se ne riferì al Ministero della Guerra con rapporto del 15 stesso mese, n. 1292/9. 4· -
DAZIO SULLE MERCI PROVENIENTI DA AssAB.
Nell'intento di formare per quanto è possibile l'incremento della Colonia di Assab, questo Comando sul finire di ottobre u.s. dispose che possono essere introdotte in Massaua con esenzione di dazio, pagando solamente i diritti di scalo, bollo e facchinaggio, tutte le materie greggie ed i manufatti, che sono prodotti nel territorio di quella Colonia, resta escluso da tale privilegio tutto quanto perviene dall'estero ad Assab, tanto per via di mare che di terra. Le produzioni della Colonia di Assab però, per ottenere la suddetta esenzione di dazio, dovevano essere accompagnate da una dichiarazione di quel R. Commissariato civile dalla quale risulti l'origine e la descrizione della merce, il numero, le marche ed il peso dei colli, e ciò per impedire le possibili frodi e le sostituzioni di merci. Tali disposizioni vennero pubblicate (vedi foglio del Comando 24 ottobre 1887, n. 1631 /9) nel locale della Dogana, partecipate a tutti i capi servizio civili e (vedi foglio del Comando 22 ottobre 1887, n. 1625/9) comunicate al R. Commissariato civile di Assab.
C)
PERSONA.LE.
Il personale addetto alla Dogan'a era ·in aprile p.p. composto di (Annesso 2): 8 impiegati europei, fra cui due - il sig. Melloni, direttore, ed il sig. Quirighetti, cassiere - di carriera al Ministero delle Finanze; 15 guardie di finanza, ivi compresi ·1 brigadiere e 3 sottobrigadieri; 8 impiegati indigeni; - 35 basci - buzuc dell'orda interna. I, - IMPIEGATI.
Il sig. Direttore della Dogana nel suo rapporto semestrale al 30 giugno 1887 (vedi 'foglio della Dogana 18 luglio 1887, n. 584/507/54) chiedeva un aumento di due impiegati di carriera, anche per la considerazione della possibile trasformazione dei dazi da ad valorem a specifici. Ma tale trasformazione non potendo essere di prossima attuazione sia per le dif fìcoltà e gli inconvenienti che porta sempre con sé una modifica,..
306
zione radicale nelle funzioni, sia perché è tuttora viva la questione della territorialità di Massaua per cui una simile variante potrebbe dar luogo a reclami internazionali, questo Comando fece richiesta al Ministero soltanto di un ufficiale alle scritture, con rapparto 30 agosto u.s., n. 1045 / 54, che rimase finora senza risposta. In seguito a rapporto 1el sig. Direttore della Dogana in data 27 settembre p.p., n. 900, essendo st~to licenziato dal servizio per la fine di ottobre l'impiegato sig. Zocco Riccardo, venne sostituito col sig. Sciplini Vincenzo, cui fu assegnato lo stipendio di L. 200 a partire dal 1° ottobre 1887. 2. - GUARDIE DI FINANZA.
Il Direttore della Dogana per poter esercitare la dovuta sorveglianza sul contrabbando, faceva richiesta con foglio 25 luglio p.p. -(n. 647 / 21) che il Corpo delle guardie di finanza destinato a Massaua fosse composto di una brigata di terra con: 1 brigadiere, 3 sottobrigadieri, 16 guardie; e di una brigata di mare con: 1 brigadiere, 2 sottobrigadieri, 7 guardie. Con rapporto dello stesso giorno n. 724/9, questo Comando trasmetteva, appoggiandola, la suddetta richiesta, al Ministero della Guerra, il quale con dispaccio 3 settembre, n. 3303, pur convenendo sull'utilità di .una brigata di mare, dichiarava di non aver guardie disponibili per tale servizio e fissava l'organico per Massaua in: 1 brigadiere, 3 sottobrigadieri, 1 guardia scelta, 15 guardie comuni; e disponeva per l'invio delle guardie accordate in a:umento.
3· -
BASCI - BUZUC.
Il Direttore della Dogana, con foglio 22 settembre u.s., n. 874, proponeva venisse istituito un Corpo di allievi guardie di finanza, da reclutarsi tra i basci - buzuc, il che veniva approvato da questo Comando con foglio 2 ottobre p.p., n. 1431 / 9. Perciò, oltre ai basci - buzuc, già prima destinati alla Dogana, ve ne vennero pure aggregati altri 15 appositamente scelti, ai quali s'impartisce da un brigadiere l'istruzione per guardie di finanza, e dal sig. Allori loro viene fatta scuola di lingua italiana, a partire dal 1° novembre.
D)
LocAL1
E INFRASTRUTTURE.
I. - l..ocALI ESISTENTI.
Sono: una grande baracca in legno destinata agli uffici, un ufficio in muratura per la cassa, una grande tettoia chiusa ad uso magazzino, magazzini in muratura, camere in muratura per uso caserma delle guardie.
307 2. - BARACCA AD USO CASERMA DA COSTRUIRE.
In seguito all'aumento della brigata delle guardie di finanza, ed alla istituzione degli allievi guardie, la Dogana fu autorizzata con foglio 25 ottobre p. p. , n. 1657 / 9, a far costruire una baracca in legno ad uso caserma.
3· -
ACQUISTI DI TERRENO PER ESPROPRIAZIONE FORZATA.
Essendo inoltre stata riconosciuta la necessità di ampliare l'area disponibile per la Dogana, attualmente troppo ristretta, con decreto di questo Comando in data 4 ottobre p.p. fu prescritta l'espropriazione forzata per causa di pubblica utilità di un terreno adiacente alla Dogana. La superficie così acquistata è di circa 1.400 m 2 per il prezzo complessivo di L. 6.389. Si fu costretti ricorrere alla espropriazione forzata essendo riuscite mutili tutte le trattative in via amichevole coi proprietari di tale terreno.
4· -
BANCHINA LUNGO AL PORTO.
Fra i diversi lavori pubblici progettati da eseguirsi in Massaua eravi pure quello del prolungamento della banchina lungo ·al porto, dalla Dogana dove ora giunge, sino alla casa Luccardi. Tale opera,· oltre ad essere di utilità generale, è pure di vantaggio speciale per la Dogana, permettendo ai piroscafi di media portata di sbarcare le merci direttamente sulla bachina, e facendo acquistare maggior arco al recinto doganale. Per tali considerazioni il Comando locale del Genio militare (Servizio civile) con foglio 15 giugno u.s., n. 2091, proponeva la costruzione di tale tratto di banchina, al che acconsentiva questo Comando con foglio 23 stesso mese, n. 489 / 71, raccomandando che tale opera potesse essere sollecitamente compiuta. I lavori militari però cui dovette dedicarsi in questi ultimi mesi il Genio, non permisero di po'r mano alla costruzione di tale tratto di banchina ad economia, e le condizioni anormali in cui si trova ora questo paese rese difficile l'affidarla ad impresa privata. Questo Comando nullameno con foglio 2 corrente, n. 1747/ 71, invitava nuovamente il Comando locale del Genio a por mano sollecitamente a tale opera, la cui spesa fu preventivata in L. 80.000.
E)
PRIVATIVA DEL SALE.
La vendita del sale in Massaua e dintorni era, sino dall'epoca della dominazione egiziana, data ad appalto e l'appaltatore era nell'aprile di quest'anno Abdalla el - Gul Bey.
308
Costui per contratto 23 luglio 1880, :-,Caduto il 1 ° febbraio 1887, pagava un canone annuo di L. 10.525,50. Nel febbraio di quest'anno fu rinnovato il contratto ed il canone ridotto a L. 5.000,00, essendosi tenuto conto della diminuita esportazione di sale a cagione dello stato di guerra in cui ci trovavamo. Ciò malgrado l'appaltatore al principio di giugno u.s. più non pagava la rata mensile di canone e dichiarava di non più mantenere il contratto (foglio della Dogana ro giugno 1887, n. 479/ 263/9). Questo Comando perciò con foglio 14 giugno, n. 432/9, prescriveva al Direttore della Dogana di dichiarare decaduto dal contratto l'appaltatore colla confisca del deposito ed applicazione delle altre penalità stabilite dal capitolato d'oneri. Secondo l'avviso del Direttore della Dogana venne deciso di stabilire la privativa del sale amministrandola ad economia, a cominciare dal 15 luglio u.s., e ne venne data pubblica notizia il 5 dello stesso mese riferendone al Ministero con rapporto 7 luglio u.s., n. 586/ 9. Vennero autorizzate quattro rivendite (in Massaua, Arkiko, Moncullo ed Otumlo) per le quali si stabilì il prezzo del sale a L. 6 al quintale, autorizzandone la rivendita al pubblico a L. 10. Giunsero dall'Italia 50 quintali di sale raffinato che furono , a partire dal 1° corrente, posti in vendita pel pubblico a L. 0,45 il Kg. e ceduti ai rivenditori a L. 0,30. Il Direttore della Dogana si recò per incarico del Comando Superiore (vedi rapporto del Comando 13 ottobre 1887, n . 1552/ 9) a visitare le saline di Hasmad (sulla costa nord a 30 miglia da Massaua), di Gabbi - hu, isola nell'arcipelago di Dahlak, di Berdulla, nella penisola di Buri, i luoghi più noti e più importanti di produzione del sale. Trovò buona la qualità del sale in tutte e tre e le giudicò capaci di fornire grandi quantità di sale, senza che vi siano dati sufficienti per determinarla. Per la salina di Berdulla che pare la più impartante conviene fare trattative coi cap~ delle tribù che accampano diritti su tali saline e tentare poscia un esperimento per conoscere la produttività della salina ed il prezzo di trasporto del sale sino alla spiaggia di Mahallilè, dove può essere imbarcato dalle navi. La salina di Hasmad deve essere resa anzitutto sicura, probabilmente con una nave stazionaria, dalle scorrerie degli abissini che vi concorrono tuttora a raccogliervisi il sale e, poscia, farne una prova di trasportarne il sale a Massaua per conoscerne esattamente il costo e la produttività. Per quella di Gabbi - hu fu stipulato il 31 ottobre p.p. (vedi foglio della Dogana 19 ottobre 1887, n. 10o6) un contratto tra la Dogana e l'indigeno
309
Serus Ahmed Aga per la raccolta ed il trasporto del sale a Massaua al prezzo di L. 3,50 al quintale. Il contratto è duraturo per due mesi a partire dal 1 ° novembre 1887 e l'appaltatore deve trasportare a Massaua la maggiore quantità di sale possibile, ma non mai meno di 2 .000 quintali al mese. Alla Dogana è assegnato un posto in Abel - el - Kader per deposito del sale (vedi foglio del Comando. 18 ottobre 1887, n. 1598/ 9) di cui, però, non si potrà .servire che quando sia costruito il binario sulla banchina di quel luogo e possano essere utilizzati i vagoni Decauville. Provvisoriamente pel deposito del sale si utilizzò parte del locale della Dogana.
F)
DIRITTO DI MACE:t,LAZIONE.
Fino dall'epoca della dominazione eg1Z1ana esisteva una tassa di macellazione e. di senseria per la vendita del bestiame, la cui riscossione era data in appalto. Si continuò nello stesso sistema dopo che l'amministrazione venne nelle nostre mani e l'ultimo contratto d'appalto (vedi foglio della Dogana 15 marzo 1887, n. 168) fu stipulato tra la Dogana ed il sig. Panaiotti Frangulli il r6 aprile 1887 dalla cui data aveva decorrenza la stipulazione con termine al 15 aprile 1888. Il canone annuo fu fissato in L. 13.000 e l'appaltatore ha diritto a percepire in natura le pelli degli animali macellati, eccettuate di quelli destinati pel consumo dell'Esercito e della R. Marina e quelle che si macellano nei due primi giorni delle feste islamitiche di Bairan. Inoltre ha diritto di farsi pagare una senseria per ogni bestia bovina, ovina, venduta. In seguito alla dichiarazione dello stato di guerra, essendo di molto diminuito il commercio del bestiame (vedi foglio della Dogana 9 maggio 1887, n. 353), l'appaltatore chiedeva una riduzione sul canone che veniva accordato, fissandolo in L. 4.336,36 annue (vedi rapporto del Comando 12 maggio 1887, n. 107 / 9), colla condizione però che, quando questo Comando giudicasse lo stato delle cose mutate, il canone sarebbe stato nuovamente aumentato alla somma primitiva. Fin dalla metà di febbraio ultimo (vedi foglio della Dogana 14 febbraio, n. 91), il Direttore della Dogana aveva presentato un progetto per esazione dei diritti di macellazione e di senseria, con cui tale tassa sarebbe riuscita meno vessatoria e più produttiva. Ma le condizioni in cui sempre si trovò questo paese da quell'epoca in poi , mai permisero di tradurre tale progetto in atto.
310
G)
SERVIZIO DI FACCHINAGGIO.
Il servizio di facchinaggio era disimpegnato da una carovana di circa
50 facchini arruolati, amministrati e diretti dalla Dogana. Riconosciutosi che tale sistema, mentre era di grave disturbo alla amministrazione, non corrispondeva poi intieramente ai bisogni del commercio, il Direttore della Dogana propose che tale servizio (vedi foglio della Dogana 6 ottobre 1887, n. 961) venisse dato ad appalto, il che venne approvato da questo Comando (vedi fogli~ del Comando 8 ottobre 1887, n. 1500/9). Il servizio_di facchinaggio fu pertanto assunto dal sig. Alessapdro Seror, commerciante italiano in Massaua, con contratto in data 28 ottobre ultimo (vedi foglio della Dogana 29 ottobre, n. 1061) da valere per un anno a partire dal 1° novembre. In tale contratto fu stabilita la t~riffa dei prezzi di trasporto e tutte quelle altre disposizioni che si credettero utili ad agevolare tale servizio per il commercio, lasciando la dovuta ingerenza alla Direzione della Dogana coll'alleviarne in pari tempo la responsabilità.
H)
POSTO DOGANALE IN ARKIKO.
Essendo in continuo aumento le relazioni tra Massaua e Arkiko e dovendosi anche provvedere alla sorveglianza di sambuchi, che apportano, senza toccare Massaua, materiale per il molo di sbarco in costruzione in quest'ultima località, venne colà stabilito un posto doganale il 6 giugno p.p. (vedi foglio della Dogana 7 giugno 1887, n. 461) destinandovi una guardia di finanza. Le condizioni dello stato di guerra rendendo indispensabile più attiva sorveglianza sui sambuchi e sulle felucche (vedi Capitaneria di porto), si davano il 26 luglio p.p. speciali istruzioni al Direttore della Dogana (vedi foglio del Comando 20 luglio 1887, n . 729 / 31) affinché i posti doganali di Arkiko e porto Massaua esercitassero speciale sorveglianza sui suddetti galleggianti che trafficano tra Arkiko e Massaua, allo scopo d'impedire sia il contrabbando, sia l'entrata in Massaua o l'uscita, di persone che clandestinamente eludessero per la via di Arkiko la sorveglianza degli avamposti e quella del posto di guardia sulla diga oltre Taulud, sia i tentativi di tratta di schiavi. Nell'intento inoltre di coadiuvare il blocco della costa e d'impedire che, sotto l'apparenza di marinai, venissero esportati ed importati degli schiavi, già questo Comando aveva dato precisi ordini alla Capitaneria di porto (vedi Capitaneria di porto) per la matricolazione dei galleggianti e della gente di mare. Colta l'opportunità del porto doganale stabilito in Arkiko, lo si elesse in pari tempo a delegazione di porto (vedi foglio del Comando 3 giugno 1887, n. 310/71) incaricandolo delle suddette operazioni sui galleggianti di quel luogo.
311 A NNESSO I
SPECCHIO COMPARATIVO DEGLI INTROITI DAL 1° APRILE AL
31
OTIOBRE DEGLI ANNI
1886
E
Differenza in meno
1886
1887
Aprile
59.973, 21
48.128,23
Maggio
65.827,56
74.186,8r
Giugno
54.557,92
44·5 24.67
10.033,25
Luglio
52·91 3,23
51.6o4,91
1.3o8,32
Agosto
59. 1 47,64
49.8o3,75
9.343,89
Settembre
83.858,92
42.849,84
41.008,88
Ottobre
66.857,27
46.576,43
20.280,84
443· 135,75
357.674,64
93.820,16
Mesi
1887 Differenza in più
----·
Totali
I
1.844,98 8.359,25
Dalle d ifferenze m meno m
L. 93.820,16
Deducendo la differenza in più
L.
Rimangono
minori introiti in
8.359,25
I
ANNESSO 2
w N
ELENCO DEGLI IMPIEGATI DI DocANA
N. d"ordinc
.
Cognome e nome
Qualità
Nazionalitii
Stipendio mensile
r
Melloni Carlo
Direttore
750,00
:2
Quirighetti Filippo
Ufficiale alle visite
416,00
3
Baiocchi Francesco
1° Stimatore
389,07
4
Hagg Neghib
1
5
Stefanidis Stefano
6
Zocco Rinaldo
7
Tieppo Felice
Ufficiale contabile
8
Baratti Adelino
Commesso
9
khia Nur Mohamed
2°
Sttmatore
155,62
IO
Osman ebu cl Naib Mohamed
1° Visitatore
155,62
II
Farag Hamed Hendy
2"
Visitatore
1:29,68
):2
Salem Mohamed
3• Visitatore
13
Osta Farag Medain
Magazziniere
14
Hassan Idris
1° Pesatore
155,62
15
Adulai Mohamed
2°
Pesatore
150,00
16
Nasser Oly
3° Pesatore
26,00
° Interprete
Europei n. 8
\
2° Interprete ..
,
Ufficiale ai depositi
)
300,00 19(),70 200,00· :200,00 I:20,00
80,00 Indigeni n. 8
155,62
2. POST A
A)
INTROITI.
Gli introiti dell'ufficio postale di Massaua dal 1° aprile al 31 ottobre 1887 furono di L. 41.330,98 e quelli dello stesso periodo di tempo nell'anno r886 di L. 13.276,60, con un aumento in favore dell'anno corrente di L. 28.054,38 (vedi Annesso 1). L'esame degli introiti mensili dimostra un aumento continuo e progressivo specialmente nell'anno corrente.
B)
PERSONALE.
Il personale di quest'ufficio era alla fine di aprile u.s. composto di: - capo ufficio: 1; - aiutanti pestali: 3; - diurnista interprete: I; - servi indigeni : 2; - barcaioli: 2; - basci - buzuc: 1 (vedi elenco in Annesso 2). Il 16 maggio giungevano dall'Italia (vedi dispaccio del Ministero della Guerra 23 aprile 1887, n. 655) il sig. Grego Vita per sostituire il capa ufficio, che doveva rimpatriare, il sig. Matteazzi per funzionare quale controllore ed il sig. Fantozzi aiutante postale. Il sig. Grego Vita ripartiva invece per ragioni di salute (vedi rapporto del Comando 24 giugno 1887, n. 500/ 17) il 25 giugno ultimo col sig. Ravetta già capo ufficio ed assunse in tal giorno la reggenza il sig. Matteazzi. Sul principio d'agosto giunse dall'Italia, il sig. Boscarini Raffaele il quale assumeva la direzione dell'ufficio (vedi Sd. Ind. 25 agosto, n. 1011 / 17) il giorno 8 dello stesso mese. Il 31 ottobre p.p., il Comando, dovendo provvedere alla deficienza di impiegati al tribunale disponeva che il sig. Zaverio Sciplini (vedi idem 31 ottobre 1887, n. 1726/ 17), diurnista interprete alla posta, assumesse provvisoriamente le funzioni di cancelliere interprete al suddetto tribunale a par· tire dal 1° novembre. Il 12 novembre giungevano in Massaua altri 6 impiegati postali, mandati dal Ministero (vedi dispaccio Ministero Guerra 22 ottobre 1887, n. 4307),
314
in considerazione del maggior lavoro che avrebbe avuto l'ufficio per l'aumento delle forze militari. Il Comando Superiore nel dare 'avviso al Ministero dell'arrivo di questi impiegati, Jo pregava di voler far gravare (vedi rapporti 27 ottobre 1887, n. 16<)0/ r7; 7 novembre 1887, n. 1799/17) i loro stipendi e le loro competenze sul bilancio dello Stato, anziché su quello della Colonia, riuscendo essi troppo gravosi per questa. Il personale dell'ufficio postale trovavasi pertanto al r2 novembre composto di: - capo ufficio: 1; - controllore: r; - ufficiale postale: 1; - aiutanti pastali : 8; - servi: 2; . -
C)
basci - buzuc:
I
(vedi elenco dettagliato tn Annesso 3).
LocALI.
L 'ufficio postale era stato collocato sino dal maggio 1885 in una casa presa dall'amministrazione in affitto a Massaua e per la quale si pagava un canone mensile di talleri 30, pari a L. 127,50. Di questa somma la metà era sborsata in contanti e l'altra metà veniva scontata nei lavori di riparazione e di costruzione che si faceva no allo stabile dalla amministrazione coloniale. Essendosi presentata una favorevole occasione, il Comando Superiore la colse per far acquisto di detto stabile per la somma complessiva di L. 16.000,00 che rappresenta all'incirca la pigione annuà capitalizzata al 5%. Così a partire dal 1° novembre (vedi rapporto del Comando 29 ottobre 1887, n. 1708 / 17) dell'anno corrente, l'amministrazione divenne proprietaria a condizioni convenienti di tale casa, la quale è suscettibile ad essere ampliata e di potere, facendovi le costruzioni occorrenti, diventare adatta a servire per ufficio postale e per ufficio telegrafico.
D)
SERVIZIO AMBULANTE SUI PIROSCAFI POSTALI.
Nell'intento di poter prolungare il più possibile il tempo utile per l'impostazione delle lettere in Massaua e di poter distribuire colla maggior sollecitudine le lettere in arrivo da Aden, venne stabilito sino dal 3 settembre u.s. (vedi rapporto del Comando 2 settembre 1887, n. 1098 / 17), un servizio
315
ambulante sui piroscafi postali che fanno il tragitto Massaua - Aden e viceversa. Un impiegato postale percorre perciò settimanalmente tale linea compiendo sul piroscafo stesso le operazioni p~eparatorie per la distribuzione della corrispondenza. Con tale innovazione si poté protrarne sino alle 7 p.m. del giorno precedente la partenza -del postale il termine utile per l'impostazione delle lettere raccomandate e sino alle 5 a.m. del giorno stesso della partenza quello delle lettere semplici. Come pure si riuscì a Poter distribuire tutta la corrispondenza mezz'ora dopo l'arrivo del postale. E)
MONETE DA ACCETTARSI DALL'UFFICIO POSTALE.
Risultando al Comando Superiore che parecchie operazioni fatte all'ufficio postale da privati avevano per scopo la speculazione sulle monete (vedi Dogana , Dazio sull'oro) che si esercitava su larga. scala a Massaua, proponeva al Ministero (vedi rapporto del Comando 4 agosto 1887, n .838 / 17) le seguenti norme per l'accettazione delle monete nei versamenti fatti all'ufficio postale : - vaglia internazionali. Dovessero essere comprati con solo oro; - vaglia sull'Italia. Si versassero in parti eguali di un terzo ciascuna, fra oro, biglietti di banca ed argento. Permesso però il versamento in solo argento per i vaglia inferiori alle L. 50,00, colla restrizione però che non potesse emettersi che un solo vaglia al giorno dalla stessa persona e per il medesimo destinatario, qualunque fosse la destinazione; - libretti di risparmio. I versamenti dovessero essere come pei vaglia sull'Italia. Autorizzati però i versamenti in solo argento per le somme inferiori alle L. 50,00, ma non più di uno al giorno; - incasso delle cambiali. Dovessero essere pagate intieramente in oro, se rimesse per l'incasso dall'estero; e nella proporzione suindicata di un terzo fra oro, biglietti di banca ed argento per quelle rimesse dall'Itali~. Il R. Ministero autorizzava (vedi telegramma del Ministero 10 settembre 1887, n. 206) l'applicazione di tali norme che andavano in vigore a partire dal 12 settembre u.s. (vedi foglio del Comando 12 settembre 1887, n. 1242 / 17) e se ne dava avviso al Ministero stesso con rapporto 15 settembre 1887, n. 1296/17.
F)
LETTERE RACCOMANDATE CON DICHIARAZIONE DI VALORI CARTACEI.
Su proPosta del capo dell'ufficio postale (vedi foglio della Posta 21 settembre 1887, n. 303) ed allo scopo di agevolare il vero commercio questo
316
Comando (vedi foglio del Comando 25 settembre 1887, n. 9380/ 17) autorizzava l'accettazione delle lettere assicurate con dichiarazione di valori cartacei secondo le prescrizioni fissate dall'amministrazione postale italiana cioè sino al valore di L. 3 .000 per quelle indirizzate in Italia e sino a L. 1.000 per quelle dirette all'estero.
G)
SERVIZIO PER I LIBRETTI DI RISPARMIO.
Per deficienza di personale nel Commissariato militare, cagionato da maggiori incombenze militari occorrenti in seguito alle ultime complicazioni coll'Abissinia, si era nel febbraio dell'anno corrente sospeso il controllo, che un ufficiale del suddetto Commissariato esercitava, sulle operazioni per i libretti di risparmio. In seguito però a nuova istanza della Direzione Generale delle Poste (vedi foglio della Direzione Generale delle Poste 5 marzo 1887, n. 31801) tale controllo veniva ristabilito prescrivendo per le operazioni di risparmio l'orario dalle 7 alle 11 a.m. del lunedì e del giovedì d'ogni settimana coll'intervento (vedi rapporto del Comando 9 maggio 1887, n. 6s/ 17) sempre di un ufficiale del Commissariato militare.
317 ANNESSO l
SPECCHIO COMPARAT IVO DEGLI DAL I
0
APRILE AL
31
INTROITI POSTALI
OTTOBRE
1886
E
1887
' 1886
Mesi
Differenze
1887
L.
2.021 ,31
L.
5.018,07
L.
2.9'15,76
Maggio
))
2.319,80
))
5.478,46
))
3.158,66
Giugno
))
957,33
))
6.617,95
))
5.66o,62
Luglio
))
2·397,7°
))
5.663,42
))
3,265,72
Agosto
))
1.636,25
'))
5.549,07
))
3.912,82
Settembre
))
r .943,95
))
6.017,72
))
4.073,77
Ottobre
))
2.000,26
))
6.9B6,29
))
4.9B6,03
Aprile
Totali
L. 13.276,6o
L. 41.330,9B
L. 28.054,38
ANNESSO 2
~ 00
ELENCO
DEGLI
IMPIEGATI
DELL'UFFICIO
POSTALE
(APRILE
1887)
, Stipendio mensile
Indennità d ' Africa mensile
Totale mensile
Capo ufficio
258,33
300,00
558,33
T orani sig. Giuseppe
Aiutante
140,00
200,00
340,00
3
Rossi sig. Edoardo
Aiutante
140,00
200,00
340,00
4
Rizzo sig. Ventura
Aiutante
90,00
200,00
290,00
5
Sciplini sig. Zaverio
Diurnista interprete
N. d'ordine
Casato e nome
I
Ra vetta sig. Ernesto
2
Qualità
250,00
250,00
N-N
Servo
50,00
50,00
N-N
Servo
50,00
50,00
N-N
Barcaiolo
50,00
50,00
N-N
Barcaiolo
50,00
50,00
N-N
Basci · buzuc
50,00
50,00
ANNESSO
ELENCO DEGLI IMPIEGATI DELL'UFFICIO POSTALE (NOVEMB RE
N. d'ordine
Casato e nome
Qualità
1887)
Stipendio mensile
Indennità d'Africa mensile
Totale mensile
Boscarini sig. Raffaele
Capo ufficio
258,33
300,00
55o,33
'Matteàzzi sig. G iuseppe
Controllore
191,66
250,00
441,66
3
Iettirj sig. Carlo Albe rto
Ufficiale
166,66
250,00
416,66
4
Torani sig. Giuseppe
Aiutante
140,00
200,00
340,00
5
Fantozzi sig. Carlo
Aiutante
166,66
:200,00
316,00
6
Ghezzi sig. Giuseppe
Aiutante
140,00
:200,00
340,00
7
Bianchetti sig. Carlo
Aiutante
140,00
:200,00
340,qo
8
Calamari sig. G iovanni
Aiutante
n6,66
200,00
316,66
9
Trinchcri sig. Paolo
Aiutante
u 6,66
200,00
316,66
IO
Donati sig. Giuseppe
Aiutante
116,66
200,00
316,66
II
Rizzo sig. Ventura
Aiutante
90,00
:200,00
~90,00
I 2
3
12
N-N
Servo
50,00
50,00
13
N-N
Servo
50,00
50,00
14
N-N
Barcaiolo
50,00
50,00
15
N-N
Barcaiolo
50,00
50,00
16
N-N
Basci - buzuc
50,00
50,00
w
V :,
3. TRIBUNALE CIVILE
A)
PERSONALE.
Il personale era . composto al 23 aprile 1887 di ( vedi Annesso 1): - presidente : r ; -
vice presidente: 1; giudici stipendiati indigeni: 2; assessori : 5; assessori supplenti: 8; cancelliere interprete: 1; interprete arabo: 1; scrivano arabo: 1; usciere : 1.
Gli assessori supplenti e quelli effettivi, devono rimanere in canea per tutto l'anno 1887. Il 1° ottobre ultimo il sig. Cesare Hagg, cancelliere interprete assumeva la carica di agente governativo presso le tribù, continuando però a funzionare quale cancelliere al Tribunale sino al 1° novembre successivo, giorno in cui fu sostituito interinalmente (vedi foglio del Comando 31 ottobre 1887, n. 1727/ 25) in tali funzioni dal sig. Zaverio Sciplini, primo diurnista interprete ali 'ufficio postale. Sino dall'n gennaio (vedi rapporto del Comando II gennaio 1887, n. 853) il Comando Superiore, in seguito a richiesta del Presidente del Tribunale, aveva rivolto preghiera al Ministero che fosse destinato quale cancelliere a Massaua persona pratica di cose legali. Tale istanza (rapporto del Comando 18 agosto 1887, n. 973 / 110) era stata rinnovata da questo Comando nell'agosto ultimo quando si era fatta la proposta di nominare il sig. Cesare Hagg agente presso le tribù. Intanto .nel giugno si scriveva (vedi rapporto del Comando IO giugno 1887, n. 410/ 25) al R. Console in Alessandria di Egitto per avere informazioni se colà si sarebbe trovata persona adatta all'ufficio di cancelliere interprete (vedi foglio del R. Console di Alessandria d'Egitto 25 settembre 1887, n. 4072 / 1845) e si riceveva in risposta che certo Leone Veis, cittadino italiano, esercente la professione di mandatario legale pr~sso i tribunali locali di Mausurah, pareva individuo che riunisse i requisiti necessari.
321
Il Comando Superiore, nel pericolo che avesse già preso il Ministero qualche disposizione al riguardo, pregava il suddetto sig. R. Console (vedi foglio del Comando 7 ottobre 1887, n. 14<)6/25) di riferire in proposito al Governo e di chiedere istruzioni anche, occorrendo, telegrafiche. Sino al 9 novembre nessuna notizia su tale argomento aveva più ricevuto il Comando, né dal Ministero, né dal R. Console in Alessandria d'Egitto.
B)
LocALI.
11 Tribunale civile ha la sua sede in una casa di proprietà governativa situata presso alla Dogana. Alla fine di maggio u.s. (vedi foglio del Comando 30 maggio 1887, n. 259/25) il Comando autorizzava il sig. Presidente a farsi costruire, a spese della Colonia; una baracca per uso di sua abitazione nel terrazzo della casa ove siede il Tribunale. Tale baracca (vedi fogl io del Comando 31 ottobre 1~87, n. 1719/25) era terminata e collaudata dal Genio militare sul finire di ottobre u.s. ed il mo costo totale ammonta a L. 4.000.
C)
INCARICHI SPECIALI DEL PRESIDENTE.
Oltre alle attribuzioni stabilite per il presidente del Tribunale civile (vedi Riordinamento degli Istituti giudiziari in Massaua dall'aprile 1886 e Bilancio coloniale per l'esercizio finanziario 1887- 88) in Massaua dal R. Governo, ìl Comando Superiore nel maggio ultimo scorso lo nominava uno dei componenti la Corte delle Prede (vedi foglio del Comando 3 maggio 1887, n. 15/ 78) instituita in seguito al1a dichiarazione del blocco della costa.
A NNESSO I
E LENCO DEL PERSONALE N. d'ordine
.
Cognome e nome
Qualità
I
Stipendio annuo
I
Nazionalità
I
Fiecchi cav. Pietro
Presidente
2
Abdalla el Gul Bey
Vice presidente
3
Abdalla Serag
G iudice stipendiato
4
Abbassi Mohamed
Giudice stipendiato
5
Seror Alessandro
Assessore
6
Tagliabue Enrico
Assessore
senza stipendio
Italiano
7
Vogt Manfredo
Assessore
senza stipendio
Svizzero
8
Tricoglu Aristide
Assessore
senza stipendio
Greco
9
Hera Kescera
Assessore
senza stipendio
Baniano
IO
Lunardi Giuseppe
Assessore supplente
senza stipendio
Italiano
II
Bombelli Gaetano
Assessore supplente
senza stipendio
I2
Hikaelion Stefano
Assessore supplente
senza stipendio
Italiano Armeno
13
Panaiotti Frangulli
Assessore supplente
senza stipendio
Greco
14
Aly Effendi Yahia
Assessore supplente
senza stipendio
Indigeno
15
Bazaraa Omar Mohamed
Assessore supplente
senza stipendio
Indigeno
16 17
Ali Abdalla Dousal
Assessore supplente
senza stipendio
Indigeno
Karia D ransci
Assessore supplente
senza stipendio
Baniano
18
Hagg Cesare
Cancelliere interprete
5 .0 0 0,00
Siriano
19
Interprete arabo
3.000,00
.Italiano
20
Hahaissi Davide Alnani Ahmet
Scrivano arabo
1. 200,00
Indigeno
21
Schiaker Mohamed
Usciere
720,00
Indigeno
9,000,00
Italiano
senza stipendio
Indigeno
3.000,00
Indigeno
2.250,00
Indigeno
senza stipendio
Italiano
w
~
4. LAVORI PUBBLICI
A)
PERSONALE.
I lavori pubblici della Colonia furono sem pre affidati al Comando locale del Genio militare, il quale ha a Sua disposizione per tale ramo. speciale di servizio : · - 4 assistenti borghesi italiani; - 4 assistenti borghesi indigeni. Tali lavori però prendendo sempre maggiore importanza il Comando Superiore al principio dell'ottobre ultimo (vedi rapporto del Comando 7 ottobre 1887, n. 1495/ 54) p~opcse al Ministero fossero assoldati uno o due ingegneri civili per essere qui destinati esclusivamente allo studio ed alla sorveglianza delle opere pubbliche coloniali sotto la direzione del Genio militare, ed i quali potrebbero diventare più tardi gli elementi costitutivi di un ufficio del Genio civile.
B)
SoMME SPESE.
Le somme pagate per opere pubbliche dai fondi coloni~li dal 1° aprile al 31 ottobre ammontano in complessivo a. L. 148.874,31 tutto compreso, stipendi, lavori nuovi, riparazioni, acquisto di materiali (vedi Annesso 1).
C)
STABILI ACQUISTATI.
Vennero acquistati per conto della Colonia due case, una dove trovasi l'ufficio pestale in Massaua per L. 16.000,00, )'altra nella penisola di Taulud per L. 2.400,00.
D)
LAVORI NUOVI INTRAPRESI. 1. -
MoLo m
SBARCO AD
ARK1Ko.
Essendo stata riconosciuta l'utilità anche pel vantaggio dei servizi militari della costruzione di un molo di approdo ad Arkiko, venne nel maggio ultimo affidata tale opera al sig. E. Tagliabue per la somma di L. 45.000,00. La sua costruzione subì ritardi per diverse ragioni, ed il molo al finire di
324
ottobre era stato prolungato in mare per 400 m. ma non erano ancora completati i muri di sponda né il riempimento (vedi foglio Comando locale Genio 1° noven:ibre 1887, n. 4838). 2. - PROLUNGAMENTO DELLA BANCHINA LUNGO IL PORTO.
In seguito a proposte (vedi foglio Comando locale Genio 15 giugno ·1887, n. 2091) del Comandante locale del Genio, ed allo scopo di procurare lo scarico diretto sulla banchina alle navi .di media portata, 5 m. di pescaggio, questo Comando autorizzava nel giugno u.s. (vedi foglio del Comando 23 giugno 1887, n. 489 / 71) quello locale del Genio a disporre per il prolungamento della banchina lungo il porto dalla 20" palafitta al molo della Dogana con raccomandazione che fosse sollecitamente compiuto stante la sua utilità. Malgrado un ritardo assai notevole di circa due mesi (vedi foglio Comando locale Genio 1° settembre 1887, n. 3553) e screzzi avvenuti col1'intraprenditore sig. Barolat, tale opera · veniva portata a compimento al principio di novembre. Relativamente alla banchina lungo il porto di Massaua è da notarsi che non si potrà dire portata intieramente a compimento finché non si saranno potute infiggere campanelle per ormeggio dei bastimenti (vedi foglio Comando Genio II gennaio 1887, n. 132) che furono chieste al Ministero, fin dal gennaio di quest'anno, senza che mai siano state fornite malgrado siasi ripetuta più volte la domanda. Essendosi riconosciuta l'utilità di lasciar maggior larghezza alla banchina lungo il porto in previsione del considerevole movimento che avrà luogo per questa via di comunicazione, si prescrisse verso la metà di settembre ultimo (vedi fogli Comando 18 settembre 1887, n. 1310/ 71 e 13u/71) che tutti i fabbricati che fossero per costruirsi in fondo alla suddetta banchina debbano ·aver al pianterreno un porticato della lunghezza non minore di tre metri ad uso pubblico. La parte più urgente di tutto il progetto della banchina lungo al porto si potrà dire compiuta quando sarà fatto il tratto fra la Dogana e casa Luccardi, col quale s'acquista non poca superficie per allargare i locali della Dogana e grande facilità per sbarco dei passeggeri e delle merci dai piroscafi. Per siff~tte considerazioni il Comando Superiore (vedi foglio Comando 4 novembre 1887, n. 1747/71) eccitava sul principio di novembre quello del Genio a disporre affinché tale. opera venisse iniziata prontamente.
3· -
LINEA TELEGRAFICA.
Fu intrapresa e portata quasi a compimento la costruzione di pilastri e l'infissione in essi di lunghe aste di ferro, per la linea telegrafica che deve
325
congiungere il capo del cavo sottomarino che si trova in Ras Mudur coli'ufficio telegrafico situato nel palazzo del Comando (vedi Telegrafo, Linea telegrafica).
E)
L.woRI PORTATI A COMPIMENTO.
La grande tettoia ad uso di magazzino per la Dogana. Le costruzioni per la custodia e sicurezza della cassa militare. La caserma dei RR. Carabinieri ed il carcere annessovi. Il molo di approdo in Ras Mudur di fronte alla caserma dei RR. Carabinieri. La posa in opera della noria nuova al pozzo di Moncullo. Le opere di difesa dal torrente per il suddetto pozzo. Il filtro per l'acqua di Moncullo. La posa dei tubi in ghisa per la conduttura della suddetta acqua dal pozzo in Moncullo sino nella cisterna di Taulud. La testata in muratura pel cavo sottomarino a Ras Mudur. La baracca in Taulud ad uso sifilicomio. La baracca in Ras ·Mudur per uso ospèdale degli europei. Parecchi lavori di minore importanza. Le riparazioni occorrenti alle dighe, ai fabbricati di proprietà coloniale, al cimitero cattolico, alla conduttura in terra cotta dell'acqua di Moncullo, ecc .. Nuovo adattamento di locali nell'ufficio postale e costruzione di vasta tettoia. La banchina dalla porta di Massaua alla Dogana. La baracca di abitazione per il presidente del Tribunale civile.
F) FANALI PER ILLUMINAZIONE.
Essendo riconosciuta la necessità di m1g1torare l'illuminazione della città e provvedere a quella della banchina lungo il porto, il Comando scrisse ai Municipi di Torino e di Milano (vedi fogli del Comando 7 ottobre 1887, n. 1494/ 71 e 1395/ 71) per essere informato se sarebbero disposti a cedere dei loro fanali fuori uso, per essere adattati ad illuminazione a petrolio. I Sindaci dei suddetti Municipi risposero (vedi foglio del Municio di Torino 26 ottobre 1887, n. 8447 e foglio del Municipio di Milano 26 ottobre 1887, n. 83915 / 1022) che non avevano disponibili tali fanali e diedero informazione per farne acquisto da privati.
326 G)
EsPROPRIAZIONE FORZATA PER CAUSA DI UTILI TÀ PUBBLICA.
La necessità di nuovi lavori pubblici e di ampliamento dei locali destinati alle pubbliche amministrazioni facendosi sempre maggiore col progredire della Colonia, questo Comando su proposta del Segretario degli affari indigeni (vedi foglio Segretario affari indigeni 8 / 987, n. 688) ed udito il parere dell 'avvocato fiscale militare (vedi foglio avvocato fiscale 10/ 1087, n. 1018), prescrisse le formalità per l'espropriazione forzata per causa di pubblica utilità attenendosi alle norme esistenti in Italia su tale m ateria, colle modificazioni consigliate dalle condizioni speciali di tale paese. Le disposizioni del Comando furono fatte note al pubblico con manifesto (vedi manifesto 15 ottobre 1887) e se ne riferì eziendio al Ministero della Guerra (vedi rapporto 13 ottobre, n. 1551 / 71). Comunicazione ne venne fatta pure al R. Commissari ato civile in Assab per sua norma (vedi foglio del Comando 17 ottobre, n. 157/71).
H)
PROSPETTO GENERALE DELLE SP ESE PUBBLI CHE OCCORRENTI.
Le opere pubbliche che il Comando Superiore riteneva occorrenti per questa Colonia (vedi Annesso 3) si possono distinguere in:
-
lavori in corso per urgenti necessari utili Totale
L. )) )) ))
90.000,00 6g5.ooo,oo 622.000,00 1.220.000,00
L. 2.627.000,00
Tali cifre sono indicate secondo i calcoli preventivi. Per la fine di ottobre ultimo erano disponibili sui fondi coloniali pei suddetti L. 495.000, ma negli anni venturi , se verrà spesa in quest'anno tale somma, non si potrà più fare a meno che si modifichino grandemente le condizioni economiche di questo paese e che si aumenti l'assegnamento che attualmente ha circa L. 200.000 all'anno per spendere in opere pubbliche. Si riferì al Ministero della Guerra in principio dell'ottobre scorso (vedi rapporto Comando 7 ottobre 1887, h. 1493 / 54) su questo argomento accennando anche alla difficoltà che per dar mano ai lavori, anche più urgenti, esiste a cagione della deficienza di intraprenditori capaci e facoltosi e di operai. E si chiedeva perciò l'autorizzazione che questo Comando potesse valersi degli operai borghesi qui venuti per assoldamento fattone ultimamente dal Governo, appena non saranno più necessari per i lavori ferroviari ultimamente intrapresi.
327 A NNESSO J
SPESE PER LAVORI PUBBLICI DAL 1° APRILE AL
31
OTTOBRE
Somma pagata
Mese
Aprile
L.
87!P24
Maggio
))
35.478,77
Giugno
))
20.837,40
Luglio
))
23.486,02
Agosto
))
19.982,88
Settembre
))
25·239,5°
Ottobre
))
22.970,50
Totale
L. ·148.874,31
1887
328
GENIO MILITARE
SPECCH IO DEI LAVORI DIPENDENTI DALL'AMMINISTRAZIO)
Località
Massaua
Situazione delle costruzioni al
22
aprile 1887
'
Ospedale civile. Erano costruite da lungo tempo due vecchie baracche p ricovero degli indigeni ammalati ed erano pure costruite due piCCCl baracche per ricovero di 4 vaiolosi ciascheduna.
Molo Ras Mudur. Era in corso di costruzione e quasi compiuto.
Caserma Carabinieri e Carceri civili. Sono già stati adattati sette locali pianterreno detta caserma ad uso carceri e corpo di guardia dei base buzuc, costruendo altresì apposita cucina e latrina.
Dogana. Erano da poco compiuti i lavori di costruzione della gran tett• per deposito delle merci ed i lavori di sistemazione del piazzale J assicurare lo scolo delle acque.
329 ANNESSO 2
CoMANDO LOCALE DI ·MASSAUA
CIVILE ESEGUITI DAL 22 APRI LE AL
9
NOVE,MBRE
1887
. dal
22
Lavori eseguiti apri le al 9 novembre 1887
Venne costruita un'altra baracca per ricovero di 16 vaiolosi nonché una baracca capace di 40 letti con locale per servizio medico ed accessori ad uso degli europei ammalati.
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Annotazioni
La baracca per ospedale europeo è compiuta, mancandovi solo i lavori di finimento.
Tutte le altre costruzioni non comprese nel presente specchio perché non hanno subito variazioni, o nelle quali vennero eseguiti gli occorrenti lavori di manutenzione, sono numerate e descritte nell'Elenco degli immobili di proprietà della Colonia trasmesso al Comando Superiore con Elenco 26 ottobre, n. 4543.
Le capanne di cui contro, devono essere sgombrate pcl giorno 20 novembre.
In seguito alla costruzione della nuova banchina ed al prolungamento che sta per essere iniziato, lo spazio libero occorrente pc: le operazioni doganali, sarà notevolmente cresciuto e diverrà sufficiente al disimpegno dei servizi.
Venne ultimato nel mese di maggio.
Continuarono i lavori di sicurezza alle carceri (inferriate, ecc.), e venne compiutamente adattato a tale uso anche l'ampio locale della scuderia capace di 300 detenuti. Lavori vari di manutenzione. Vennero espropriate per uti!ità pubblica le capanne ed 1 fabbricati a levante della Dogana per ampliare lo spazio disponibile al servizio.
330
Situazione delle cosLruzioni al 22 aprile 1887
Località
Tribunalt: civile.
Massaua
Banchina lungo il porto. In costruzione.
'
Sifilic<>mio. Esisteva una vecchia baracca m pessimo stato di conservazi< davanti all'ingresso del postribolo.
Diga. La diga che congiunge Taulud alla terra ferma era in cattivo ~ di conservazione.
Tau/ud
. Otumlo
Lazzaretto.
Capanna per alloggio guardia polizia.
li
331 Segue:
ANNESSO 2
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Annotazioni
Vennero eseguiti i lavori fino dava nti il fabbricato della Posta, quindi fu deciso di prolungare la banchina fino alla testata del molo della Dogana anziché terminarla al piazzale ad essa attiguo ed i lavori sono ultimati.
Ultimata tutta la banchina salvo pochi lavori di finimento. La nuova banchina ha lo sviluppo di 120 metri e la larghezza di 10 metri.
Il prolungamento fino alla testata del molo venne fatto allo scopo di permettere l'approdo anche a navi di media portata. Saranno quanto prima iniziati i lavon per l'ulteriore prolungamento della banchina fino davanti alla casa Luccardi.
Venne demolita la vecchia baracca costruendone una alquanto più verso la spiaggia del mare) con locale per la visita medica. Danneggiata alquanto dallo scoppio della polveriera, venne convenientemente riparata.
Buono stato di conservazione. Capacità 30 ammalati.
Per i lavori accessori nella posa conduttura metallica, venne ri parato uno dei muri di sponda.
La diga tr~vasi attualmente in mediocre stato di conservazione.
dal
22
Lavori eseguiti apri le al 9 novembre 1887
Venne costruito un fabbricato in legname circondato da veranda sopra il terrazzo del fabbricato ad uso alloggio, del sig. Presidente del Tribunale, nonché eseguiti i lavori di manutenzione.
Costruita una baracca ad uso lazzaretto per vaiolosi della capacità di 20 ammalati. Costruita una baracca all'uso contro segnato.
332
Situazione ckll e costruz ioni al
Località
Moncullo
22
aprile 1887
Pozzo munito di noria. Esisteva una noria della produttività di 6 tonne late all'ora con una tettoia coprente il pozzo ed altra piccola baracc per servizio relativo.
Conduttura metallica. Era compiuto lo scavo e la posa dei tubi da Moncul fino oltre il cimitero cattolico.
Molo d'approdo.
M.assaua, addì 23 novembre 1887.
333 Segue:
ANNESSO 2
"'---- -- - -- -----;------- -------i---- -----------i dal
I
22
Lavori eseguiti aprile al 9 novembre 1887
Situazione delle costruzioni al 9. novembre 1887
Annotazioni
Si sta ultimando il riempimento dello scavo. Provvisoriamente l'acqua è immessa nella cisterna di Taulud per mezzo di tre tubi a rubinetti in attesa della costruzione di nuovo apposito serbatoio. Sono iniziati i lavori per il proseguimento della conduttura fino nell'interno di Massaua.
La nuova conduttura funziona perfettamente.
Venne sostituita la noria con altra della produttività di 20 tonnellate all'ora e ricostruito il parapetto del pozzo, la tettoia coprente la noria nonché quelle per servizi accessori ed eseguiti i lavori per immettere l'acqua nella vecchia e nella nuova conduttura. Venne inoltre costruito un robusto muro di riparo contro le piene del torrente. Furono proseguiti ed ultimati i lavori della conduttura fino alla cisterna di Taulud. All'origine della conduttura in prossimità della noria venne costruita una gran cisterna con filtro per deposito d 'acqua.
Il lavoro appaltato il mese di maggio venne continuato portando la costruzione fino quasi alla testata. E' per altro ancora incompleta la costruzione anche nel tratto già eseguito. Il molo è lungo 400 metri e largo 3 metri.
334
SPECCHIO DEI LAVORI OCCORREN
Lavori occorrenti
Numero d'ordine
I. -
Somme occorrenti
Totali delle somme occorrent
[n corso
I
Banchina lungo al porto
30.000
2
Conduttura d'acqua da Moncullo
15.000
3
Molo di approdo ad Arkiko
45.000
go.ooo Il. · Urgenti Ampliamento della Dogana
4
a:
espropriazione
b: lavori marittimi e:
fabbricati
5.000
8o.ooo 200.000
Posta
5
a:
acquisto della casa
I 0 .000
b: costruzione di un nuovo fabbricato 6
.
Palazzo Comando
7
' Ospedale civile e Sifilicomio
8
Spese annue pel piano regolatore
100,000
70.000
200,000
30.000 695.000
335 ANNESSO
P.ER LA CoLONI A
Somme disponibili nel!' esercizio
1887 - 1888
Totali delle somme
O s se rva zioni
Tale somma è quella occorrente pel compimento del lavoro, si spesero già L. 62.970,00.
30.000
Tale somma è quella ocrorrente pel compimento del lavoro, si spesero già I . 10.000,00. 45.000
90.000
5 .000
8o.ooo
Indispensabili per lo sbarco delle merci.
I 0 .000
Si costruirebbero i soli urgentissimi. 95.000
I0 .000
10.000
Vi sono tratlative in corso. Potendo ancora essere utilizzato il fabbricato attuale quc·sta spesa può essere ridotta.
7 0.000
70.000
Sia per riparare la parte m rovina sia per ricavarne maggiori locali.
200.000
200.000
3 0.000
30.000
495.000
Indispensabili essendo in rovina le baracche attualmente destinate a tali usi. Espropriazioni, compensi, sovvenzioni, ccc.
3
336
Numero d 'ordine
Lavori occorrenti
Somme occorreQti
T otali delle somme occorrenti
III. - N e~essari 9
Capitaneria di porto con porticciolo e torre osservazione
IO
Sistemazione della diga di Massaua con ponte girevole pel passaggio delle barche
150.000
Allargamento e sistemazione della diga di Taulud
107.000
Costruzione di fabbricato per Tribunale militare e Direzione Servizi amministrativi
70.000
II
12
Costruzione di un faro
100.000
Costruzione di un lazzaretto nell'isola di Sceik Said
30.000
Costruzione di carceri a Massaua ed all' isola Dohol
50.000
622.000
IV. - Utili
16
Sistemazione del cimitero
17
Costruzione di un nuovo bazar
18
Banchina al sud della diga di Massaua
50.000 250.000
70.000
19
Costruzione di un fabbricato per gli uffici municipali e le scuole
20
Acquedotti per portare a Massaua acqua potabile
500.000
Impianto di motori a vento per forza motrice
200.000
21
I.220.000
2.627 .000
337 Segue:
ANNESSO
Osservazioni
E' necessaria, tale costruzione per il servizio. Sarebbe fatta m terreno demaniale. La diga attuale è troppo ristretta ed in cattivo stato. Coll'esecuzione si metterebbe il porto in diretta comunicazione col golfo di Arkiko. Si migliorerebbe anche l'igiene del porto.
Attualmente è troppo ristretta per i bisogni e quasi in rovina. Si utilizzerebbe la casa comperata dal Said Mussa el - Akkad.
Necessario per la navigazione.
Muro di cinta, camera mortuaria e cappella. Sul terreno dove accadde l'incendio nel 1886. Contornerebbe la città verso il Sud.
Si fanno studi per trovare l'acqua.
3
5. SICUREZZA PUBBLICA
A)
PERSONALE.
I. - C ARABINIERI REALI.
Il Se~vizio di sicurezza pubblica fu, sino dalla prima occupazione di Massaua, disimpegnato dall'Arma dei RR. Carabinieri, cui · vennero poscia aggregati dei basci - buzuc i quali alla fine di ottobre erano in numero di 41 con 2 buluc - basci. Il Comando della compagnia Carabinieri Reali è stabilito in Massaua, con stazioni in Massaua, Arkiko e Moncullo, comand ate da ufficiali subalterni dell'Arma. 2. - GUARDIE INDIGENE DI POLIZIA.
Per il continuo accrescersi della Colonia, per il maggior serv1z10 d 'indole specialmente militare spettante ai Carabinieri a cagione dell'aumento del Corpo d'occupazione, per la maggiore e più minuta sorveglianza imposta dal dichiarato stato di guerra, cui difficilmente potevano compiere i Carabinieri soli, ignari della lingua araba e non abituati a questo clima, si riconobbe l'utilità di avere un Corpo indigeno di guardia di polizia. Esso venne costituito sul finire di maggio ultimo, posto alla dipendenza del Segretario per gli affari indigeni il quale deve provvedere d'accordo col Comandante i Carabinieri Reali , e retto da uno speciale regolamento che ne fissa le attribuzioni (vedi fogl io Segretariato affari indigeni 26 maggio 1887, n. 252). Tale Corpo fu composto (vedi foglio Segretariato affari indigeni 14 settembre 1887, n. 727) di: 1 capo polizia a L. 150 mensiJi; 5 caporali a L. 55 mensili; 54 guardie a L. 45 mensili, che formavan~ un totale di 6o individui con una spesa complessiva di L. 34.26o,oo annua. La sede di questo Corpo è in Massaua, come si disse, presso il Segretariato degli affari indigeni con stazioni in Otumlo, Taulud, Moncullo e
Arkiko. Sulla istituzione delle guardie indigene di polizia si riferì al Ministero in maggio (vedi rapporto del Comando 25 maggio 1887, n . 216/ 130) ed in
339
settembre (vedi rapporto Comando 16 settembre, n. 1928 / 130) ultimi, nella quale ultima occasione esso venne 'pregato di voler qui destinare un graduato di pubblica sicurezza del Regno, il quale oltre ad essere intelligente e pratico del suo servizio conoscesse anche l'idioma arabo. E ciò per poter dare maggior istruzione alle guardie indigene e più perfetta coesione ed uniformità nei servizi.
B)
LocALI.
Nella caserma dei Carabinieri Reali in Massaua, situata in una casa dì proprietà della Colonia in Ras Mudur, furono adattati nuovi locali ad uso prigione essendo divenuti assai numerosi i carcerati in seguito alle misure prese per lo stato di guerra. Nei villaggi circostanti hanno i Carabinieri alloggiamento in apposite baracche e così pure le guardie di polizia.
C) CARCERATI. I. - CoMMISSIONI D'INCHIESTA.
In esecuzione delle disposizioni prescritte per lo stato .di guerra vennero eseguiti molti arresti, per modo che si ebbero nelle carceri sino a circa 350 detenuti. Nell'intento di chiarire senza troppi ritardi, la condizione di vita di essi, il Comando creava, il 3 maggio P·P· (vedi rapporto del Comando 30 giugno 1887, n. 536/ 33), una commissione d'inchiesta composta dell'avvovato fiscale militare quale presidente del Segretariato per gli affari indigeni e del Comandante i RR. Carabinieri. Tale commissione che doveva siedere in permanenza aveva il mandato di assumere informazioni, procedere agli interrogatori opportuni e trasmettere al Comando il suo parere scritto su quali dei detenuti potevano essere posti in libertà e quali sottoposti al giudizio del Tribunale militare. Per coloro non compresi in queste due categorie la commissione doveva indicare i motivi dell'incarceramento e comunicare al Comando le ragioni addotte dai detenuti a propria difesa. Risultato dei lavori di quetsa commissione si fu che alcuni detenuti riconosciuti colpevoli per sola ignoranza delle prescrizioni dello stato dì guerra, furono posti in libertà anche tenuto conto delle buone informazioni avute sul loro conto. Altri che erano nelle stesse condizioni ma dei quali erano meno noti i precedenti, furono pure lasciati liberi ma soltanto in seguito a dichiarazione di garanzia fatta da persone ben famate in paese.
340
Parecchi furono rinviati al Tribunale militare. Pei rimanenti la posizione era anormale essendo difficile per le condizioni speciali di questo paese raccogliere prove di reità sufficienti per rendere certa una condanna del Tribunale militare ed esistendo d'altra parte contro essi indizi gravi d'essere gente male intenzionata e pericolosa se fosse lasciata in libertà nelle condizioni attuali. Si chiese perciò al Ministero facoltà di mandarli ad Assab sino a nuove disposizioni e- l'autorizzazione di studiare il progetto di stabilire un penitenziario in qualcuna delle isole dell'.arcipelago di Dahlak. 2. - CARCERATI INVIATI AD AssAB.
In seguito ad autorizzazione del Ministero (vedi dispaccio del Ministero 30 luglio 1887, n. 2614) erano mandati ad Assab 60 detenuti ed altri 52 vi venivano spediti 1'8 ottobre. Fu colà preparato un locale ad uso di prigione (vedi rapporto del Comando locale Genio, 2 ottobre 1887, n. 3249) il cui costo supera di poco le L. 5.000, provvisto degli arredi necessari pel mantenimento e custodia dei carcerati. 11 costo della razione vitto giornaliero pei carcerati in Assab era di circa L. 0,20.
3. -
PENITENZIARIO Au'IsoLA DoHoL NEIL.I..' ARcIPELAGo m
DAHLAK.
Il Ministero avendo approvato, prima con telegramma e poi con dispaccio, la proposta di studiare il modo di stabilire un penitenziario in una delle isole dell'arcipelago Dahlak, il Comando Superiore disponeva che il 20 agosto u.s. la R. goletta « Miseno » si recasse con un ufficiale dei Carabinieri Reali in quell'arcipelago per esplorare se e quale sarebbe stato il luogo più adatto per l'esecuzione del suddetto progetto. Il Comandante della R. goletta « Miseno » (vedi foglio del Comando locale marittimo 24 agosto 1887, n. 2743) ed il tenente dei Carabinieri Reali sig. Caputo Alessandro (vedi foglio Comandante i Carabinieri 25 agosto 1887, n. 1512) riferirono che il luogo da essi giudicato più adatto per fondarvi un penit~nziario era l'isola Dohol posta a 30 miglia di distanza da Massaua in direzione nord - est. In conseguenza il 3 settembre p.p. il Comando Superiore (vedi foglio del Comando 31 agosto 1887, n. 1066/ 108) decideva di inviare a Dohol: il Segretario per gli affari indigeni; il Segretario per gli affari coloniali; il capitano dei RR. Carabinieri; un capitano di Stato Maggiore; un capitano del Genio; un capitano medico, per esplorare tale isola più accuratamente e riferire in proposito.
341
Dalle relazioni scritte rimesse al Comando dai suddetti funzionari risultò che la detta isola non presentava in modo assoluto tutti i requisiti desiderabili per impiantarvi un perfetto penitenziario, era però sufficientemente adatta per farvi un esperimento di tale natura. L'inconveniente riscontratovi essendo la scarsezza d'acqua questo Comando dispose che si procedesse alla escavazione di un pazzo (foglio del Comando 1° ottobre 1887, n. 1428 / 108) per provare se si sarebbe potuto ottenere maggior quantità d'acqua. Scavato il pazzo si ottennero realmente risultati soddisfacenti sia per la quantità come per la qualità d'acqua potabile rinvenuta (vedi foglio Segretariato affari indigeni 21 ottobre 1887, n. 924). Il 4 novembre poi il Comandante Superiore accompagnato dal Comandante del Genio militare, dal Segretario per gli affari indigeni e dal Segretario per gli affari coloniali, recavasi esso stesso a Dohol per esami' nare personalmente quell'isola.
4· -
LAvoRO DEI CARCERATI.
Nell'intento di togliere all'ozio i carcerati, parte di essi era destinata a lavorare alla conduttura dell'acqua di Moncullo e riceveva perciò speciale razione di vitto ed un leggero compenso. in de.naro. Essendosi verificati casi di scorbuto e di vaiolo tra i detenuti si sospese dal farli lavorare sul finire di settembre u.s. (vedi foglio del Comando 24 settembre I 887, n. 1376 / I 08).
5· -
TRATTAMENTO AI DETENUTI.
Ai carcerati si forniva giornalmente un vitto all'incirca eguale a quello in uso presso agli indigeni di condizione non agiata. In seguito ad alcuni casi di scorbuto e di vaiolo scoppiato fra essi, si aumentò la loro razione in cui si comprese un quarto di Kilo di carne al giorno (vedi rapporto del Comando 23 settembre, n. 1864/ 108).
D) PoRTo n' ARMI. Conseguenza inevitàbile dello stato di guerra era la necessità di stabilire norme speciali per il porto d'armi che furono fissate da questo Comando il 26 luglio P·P· (vedi bando militare 25 luglio 1887). Si prescriveva la proibizione per i cittadini italiani e per gli· stranieri appartenenti a nazionalità neutre, del porto d'armi da fuoco e relative munizioni senza speciale permesso da rilasciarsi dal\' Arma dei Carabinieri Reali in seguito al nulla osta del Comando Superiore.
342
Eguale prescrizione si stabiliva per gli indigeni non militari e non altrimenti adibiti a servizio governativo, nel qual caso il permesso viene rilasciato dai Carabinieri in seguito a nulla osta del Segretario per gli affari indigeni. Tutti poi i detentori di armi si dovevano presentare prima del 10 agosto P·P· al Segretariato degli affari indigeni per far dichiarazione delle armi che essi avevano in loro possesso. Si riferì come di dovere in proposito al Ministero della Guerra (vedi rapporto del Comando 28 luglio 1887, n. 759 / 33).
E)
PERQUISIZIONE ALLA DIGA
T AULUD.
La sorveglianza già stabilita al principio della diga per quanti transitavano, venne dopo la dichiarazione dello stato di guerra resa più severa ed affidata ai Carabinieri Reali. Tutti i passanti dovevano essere perquisiti ad eccezione dei militari, degli impiegati civili europei, ai quali si rilasciò dal Comando Superiore (vedi foglio Comando 9 giugno 1887, n. 388 / 27) uno speciale lascia passare, e di alcuni notabili indigeni. Vennero destinate appositamente due donne (vedi rapporto Comando 21 luglio· 1887, n. 686/ uo) per eseguire le perquisizioni alle persone del loro sesso.
F)
PERMESSI DI RESIDENZA .
Per conservare sempre il necessario vigore alle disposizioni stabilite nel manifesto di dichiarazione dello stato· di guerra del 2 maggio 1887, il Comando Supe.riore prescrisse (vedi foglio Comando 2 settembre 1887, n. 1099/ 120) che i permessi di residenza indicati ai n. 4 e 7 del suddetto manifesto dovessero venire rinnovati col 1° novembre 1887. Per tal modo, attiva si conserva la vigilanza sugli stranieri abitanti questa Colonia.
6. CAPITANERIA DI PORTO
A)
PERSONALE.
Titolare della R. Capitaneria di porto è il Comandante locale marittimo, tali fu nzioni sono però realmente esercitate da un tenente di vascello appositamente destinatovi dal Ministero. Il personale della Capitaneria è composto (vedi Annesso 1) di: -
incaricato della Capitaneria: 1; scrivani italiani: 2; interprete: I ;
-
sotto ufficiali della R. Marina: 3; marinai della R. Marina: 2; marinai indigeni: 6;
-
capo guardiano indigeno: 1; guardiano indigeno del movimento: 1; f .f. delegato di porto in Arkiko: 1.
Nella supposizione che l'arrivo di nuove truppe cagionasse lavoro straordinario alla Capitaneria, questo Com ando la invitò ad indicare se in tal eventualità le sarebbe occorso maggior personale . Ne fece infatti richiesta (vedi foglio Capitaneria di porto 24 settembre 1887, n. 1013) sia per impiegati che per macchinisti m arinai, la quale inviata al Ministero della Guerra con preghiera (rapporto del Comando 27 ottobre 1887, n. 1698/31) che il Governo volesse far pesare sul bilancio dello Stato e non di quello coloniale la maggior spesa per tale personale tenuto conto delle ragioni anormali che la occasionano.
B)
l..ocALI.
La Capitaneria di porto ha sede in una casa posta in Massaua sulla banchina lungo al ,porto, per la quale si corrisponde la pigione annua di
L. 3.000,00. In considerazione (foglio Capitaneria di porto 16 agosto 1887, n . 3203) dell'entità di tale spesa, dell 'utilità di avere locali più adatti al servizio del-
344
la Capitaneria e della convenienza di usufruire per ciò del terreno ove trovasi un distillatore fuori uso presso alla porta di Massaua si fece compilare dal Comando locale del Genio un progetto di costruzione per la Capitaneria di parto la cui spesa ammonterebbe a L. n5.ooo,oo (vedi foglio Comando locale del Genio 20 settembre 1887, n. 3400, Lavori Pubblici, Prospetto generale opere da costruirsi).
C) BARCHE PER LA CAPITANERIA.
Le barche per la Capitaneria essendo state dichiarate insufficienti dal Comando locale marittimo, si trasmise al Ministero la sua richiesta (vedi rapporti del Comando 15 luglio 1887, n. 040/31 , e 29 agosto 1887, n. 1043 / 54) di una barca a vapore, due battelli leggeri a fondo piatto e una barca a 4 od a 6 remi.
D) ATTI
DI
NAZIONALITÀ DEI SAMBUCHI.
Gli atti di nazionalità dei sambuchi furono tn: -
aprile
n.
-
maggio
))
4 2
-
giugno
))
I
-
luglio
))
-
agosto
))
-
settembre
))
-
ottobre
))
Totale
n.
7
Nell'intento . di poter più facilmente esercitare sorveglianza sui sambuchi nazionalizzati e poterli fare più facilmente distinguere dalle R. navi in alto mare, affinché loro usino speciale protezione e riguardi, su proposta della R. Capitaneria il Comando Superiore autorizzò (vedi foglio del Comando 12 agosto 1887, n. 921/31) che sulle vele dei detti sambuchi fossero segnati in grandi dimensioni il loro numero di matricola e se ne riferì al Ministero (vedi rapporto del Comando 29 agosto 1887, n. 1045/54). Allo scopo di rendere meglio edotta dei suoi doveri e diritti la gente di mare che naviga sui sambuchi nazionalizzati, fu incaricata (vedi foglio del Comando 12 agosto 1887, n. 821/31) la R. Capitaneria di porto di redi-
345
gere un manuale in arabo ed in italiano su tale argomento da essere distribuito un esemplare a ciascuno dei suddetti sambuchi.
E)
FUNZIONE DELLA GENTE DI MARE .
In conseguenza della dichiarazione dello stato di guerra, del bl_occo della costa e della maggiore sorveglianza per la tratta degli schiavi neces- . saria in seguito alla conv~nzione intervenuta tra l'Italia e l'Inghilterra circa la costa al Nord di Massaua_ questo Comando raccomandava (vedi foglio del Comando 22 giugno 1887, n. 483/31) speciale sorveglianza su tutti i natanti che frequentavano il porto di Massaua e prescriveva di procedere (vedi fo. glio del Comando 30 giugno. n. 534 / 31) alla iscrizione della gente di mare di 2 categoria completando i fogli di ricognizione di tutti gli iscritti col1'aggiungervi i connotati precisi, che non fossero stati accuratamente designati a fine di ben stabilire l'identità di ciascuno. 3
F)
SORVEGLIANZA DEI SAMBUCHI.
Allo scopo di render sempre più efficace la sorveglianza sui sambuchi su cui è parola nell'articolo precedente questo Comando prescriveva inoltre (vedi foglio del Comando 26 luglio 1887, n. 731 / 31): - che nessuna imbarcazione potesse sortire dal porto di Massaua o staccarsi dall'ancoraggio della diga presso alla porta della città del golfo di Arkiko dalle 9 pomeridiane alle 3 antimeridiane. Era fatta eccezione per i battelli delle amministrazioni sia militari che civili e per quelli cui la Capit~neri~ d~ porto avesse concesso, sotto la propria responsabilità, speciali autonzzaz10m; - che fossero fatte dalla Capitaneria frequenti visite (vedi foglio del Comando 15 luglio 1887, n. 643 / 31) a bordo dei sambuchi al momento della loro partenza e si invigilasse in special modo su quelli sospetti e quelli della costa arabica, notoriamente più dediti alla tratta degli schiavi; - che concorressero in tale sorveglianza, prendendo i necessari concerti con la Capitaneria di porto, il Segretariato per gli affari indigeni, la Dogana ed i Carabinieri Reali. I sambuchi inscritti alla fine di giugno P·P· (vedi foglio Capitaneria di porto 23 giugno 1887, n. 801) sul registro bastimenti a vela nazionalizzati e su quello galleggianti della Capitaneria di porto erano in numero di 214 e di essi 14 erano più specialmente sospetti (vedi foglio Segretariato affari indigeni 30 giugno 1887, n. 352) di dedicarsi al traffico degli schiavi e su · essi fu in particolare modo richiamata l'attenzione (vedi foglio Comando 30 giugno 1887, n. 533/31) della Capitaneria di porto.
346
G)
DELEGAZIONE DI PORTO IN ARKIKO.
Come già si espose riferendo suÌla Dogana (vedi Dogana Posto doganale in Arkiko) si colse l'opportunità in cui si stabiliva un pasto doganale in Arkiko per incaricare la guardia di finanza colà destinata a funzionare da delegato di porto accordandogli per ciò un soprassoldo di L. 15 mensili (vedi foglio del Comando 28 agosto 1887, n. 1088/31). Tale delegazione doveva provvedere alla iscrizione della gente di mare in Arkiko, alla sorveglian za delle imbarcazioni, degli equipaggi e dei passeggeri, coadiuvata dagli agenti di polizia, dai Carabinieri Reali e dal Comandante il forte cui se ne faceva speciale raccomandazione (vedi foglio del Comando 15 luglio 1887, n. 645/31). Potendo le imbarcazioni che trafficano nel golfo di Arkiko per la maggior difficoltà di sorveglianza esercitare più impunemente il contral>bando doganale e di guerra e prestarsi ad introdurre schiavi e persone nemiche , che fossero riuscite ad eludere la sorveglianza degli avampasti. il Comando Superiore oltre alle altre norme di vigilanza pei sambuchi già stabilite prescrisse (vedi foglio del Comando 26 luglio 1887, n. 728- 729/ 31): - che gli agenti doganali e le guardie di polizia debbano sorvegliare se le imbarcazioni approdino in qualche punto in termedio della costa, fra Arkiko e Massaua od a Sceik - Said ; · - che alla partenza dall'ancoraggio della porta di Massaua, o da Arkiko le guardie di finanza ivi di stazione rimettano al Comandante dell'imbarcazione una tessera indican te la data e l'ora della partenza, il nome del padrone della barca ed il numero preciso delle persone partenti divise per sesso; - che all'arrivo delle imbarcazioni i suddetti agenti debbano accertarsi che il numero ed il sesso delle persone corrisponda con quello indicato nella tessera rilasciata alla partenza; - che eguali tessere debbano essere consegnate alle imbarcazioni che si recano a Sceik - Said e parimenti verificate al loro ritorno ; - che le ' barche ed il personale della Dogana facessero frequenti ronde. Si stabilirono infine le -pen alità per contravventori a queste disposizioni.
H)
REQUISIZIONE DEI CA LLECCIANTI.
In previsione dei maggiori ed urgenti lavori da intraprendere per uso militare e della necessità di provvedere con sollecitudine per quanto i m ezzi di questo paese lo permettano, all'eventuale sbarco cd imbarco di truppa e di materiali, il Comando Superiore raccolti i pareri del Comandante locale
347
marittimo, di quello del Genio militare, del Segretario per gli affari indigeni e tenuto anche conto delle osservazioni dei proprietari dei sambuchi, fissò il 25 P·P· (vedi avviso del Comando 25 ottobre 1887) le seguenti norme per requisire i galleggianti: - tutti i galleggianti potranno essere requisiti in seguito a richiesta fatta dai capi di servizio al Comando Superiore; - le intimazioni delle requisizioni saranno fatte per cura della Capitaneria di Porto che avrà cura di egualmente ripartirle, di risolvere le contestazioni e di applicare le multe ai contravventori; - a partire dalla intimazione della polizza di requisizione sono s<r spesi di pieno diritto tutti i contratti ed impegni che i proprietari avessero in corso pel noleggio dei loro galleggianti con privati, per tutto il tempo che i detti galleggianti si troveranno a disposizione delle amministrazioni militari, ed i privati non avranno diritto a chiedere alcuna indennità per danni durante tale tempo. Fu stabilita la tariffa dei compensi da darsi ai galleggianti requisiti e di tutte queste disposizioni si riferì al Ministero (vedi avviso del Comando 25 ottobre 1887). Dal 25 ottobre u.s. giorno in cui ebbe luogo la prima requisizione a tutto 1'8 corrente furono requisit~ 25 sambuchi per conto del Genio militare e 6 per conto del Commissariato militare.
ANNESSO I
w
~
00
ELENCO NOMINATIVO DEL PERSONALE ADDETTO ALLA
R.
CAPITANERIA DI PORTO
Stipendio Annotazioni
Cognome e nome
Qu al ità e grado
N . d'ordine
Giornaliero
:l
Tenente di vascello f.f. di Capitano di porto Scrivano avventizio di 4•·
I
Guadagnini Alfonso Casamali Luigi
Mensile 5 0 0,00
8,30 7,80
3 4
Scrivano avventizio di 5•
Agnoletto Giuseppe
Interprete d 'arabo
D 'Amico Pietro
150,00
5
2°
nocchiere
Maturanz io Pasquale
168,6o
6
2°
nocchiere
Scotto Luigi
capo cannoniere
Vitaloni Augusto
7 8
2°
Pagato dal Comando locale marittimo - Supplemento
1,00
Oscilia Pietro
84,90
Marinaio di 3a classe
Camera Alfonso
IO
Capo guardiano
Bakit Mohamed
Il
Guardiano movimento
Said Assan
77,7° 72,50 70,00
12
Marinaio guardiano
Ibrahim Mohamed
52,00
13 14
Marinaio guardiano
Omar Abdelgader Omar Achemed
52,00
Marinaio guardiano Marinaio guardiano
Osmar Sala
52,00
Marinaio guardiano Marinaio guardiano
Mohamed Geddomi
52,00
Aly Nelleia
52,00
I
Guardi.a di finanza f.f. di delegato di porto di Arkiko
Schieroni G iuseppe
15,00
:
9
15
16 17 18
Marinaio di
2a
classe
52, 0 0
i'
Supplemento
7. SERVIZIO SANITARIO CIVILE
A)
PERSONALE.
Il Servizio sanitario di terra continuò ad essere disimpegnato dai medici militari sia in Massaua che nei villaggi circostanti anche a favore degli indigeni e degli europei. Tale Servizio, mentre aveva la sua ragione di essere finché la sistemazione della Colonia ebbe un carattere di provvisorietà e di semplice occupazione militare, non potrà però perdurare indefinitamente, sia perché riesce ·gravoso ai medici militari distolti dalle loro ordinarie occupazioni, sia perché in caso di azioni militari il Servizio civile dovrebbe rimanere negletto per necessità, sia perché colla dimora limitata in questi luoghi dei medici militari, né hanno tempo d'accapararsi la fiducia pubblica, né quello di studiare le malattie locali e le influenze climatologiche. Per queste considerazioni il Comando Superiore fece proposta al Ministero (vedi rapporto del Comando 9 settembre 1887, n. 1210/ 54) che venissero assoldati due medici borghesi a carico di questa Colonia, i quali conoscano l'idioma arabo e cui siano affidati tutti i Servizi civili sanitari. E per uno di questi medici suggeriva il cav. Ciampinini, capitano medico, il quale venuto qui nel 1885 per servizio militare aveva lasciato vivo desiderio di sé tanto presso la Colonia quanto presso gli indigeni. Il personale borghese addetto al Servizio sanitario consiste in: un interprete arabo - italiano, un flebotomo a Moncullo, una levatrice a Massaua e due infermieri custodi per lazzaretti dei vaiolosi in Otumlo ed in Arkiko.
B)
LocALI.
I locali" esistenti al 23 aprile u.s. per il Servizio sanitario civile consistevano in: - capanne pressoché in rovina a Moncullo ed a Ras Mudur ad uso ospedale indigeno; - baracca nelle stesse condizioni a Taulud ad uso sifilic:omio; - baracche per lazzaretto dei vaiolosi ad Otùmlo; - baracche per il suindicato uso in Arkiko. Venne poi costruita in Ras M,udur (vedi foglio Comando locale Genio 5 ottobre, n. 4196), nell'area disponibile tra il forte e l'ospedale indigeno,
350
una baracca ad uso ospedale civile per gli europei capace di 40 letti più due · locali per ammalati a pagamento e due locali per servizio medico e deposito d'abiti e biancheria. Fu edificata una nuova baracca in Taulud per il sifilicomio (vedi foglio Segretariato affari ind. 23 settembre, n. 1367 / 65). Venne compilato dal" Genio militare (vedi foglio Comando locale Genio 28 ottobre 1887, n. 4455) il progetto di costruzione in muratura in Ras Mudur di un ospedale civile e sifilicomio della capacità complessiva di 2o6 ammalati di cui: 76 indigeni, 24 indigene, 30 europei, 30 vaiolosi, 16 detenuti, 30 veneree. Il costo complessivo· preventivo sarebbe di L. 240.000 per tutta la costruzione che, quantunque riconosciuta urgente, non si poté intraprendere per deficienza di operai (vedi Lavori pubblici, Progetto generale delle opere occorrenti). C)
SERVIZIO FARMACEUTICO.
Il servizio farmaceutico continuò ad essere eseguito dalla farmacia militare e diventando ogni giorno più esteso per la parte civile, su proposta del direttore dei Servizi sanitari, si fece al Ministero (vedi rapporto Comando 9 settembre 1887, n. 1210 / 54) richiesta di un terzo farmacista, in aggiunta di quelli già qui destinati. Fu pure stabilita, alla metà di settembre p.p. (vedi foglio Comando 9 settembre 1~7, n. 1240/ 19), unà nuova tariffa per medicinali sommini-. strati per servizio civile sulle seguenti basi: - distribuzione gratuita di medicinali alle persone munite di dichiarazione di povertà. L'ammontare di tali medicinali è rimborsato all'Amministrazione militare sui fondi coloniali; - distribuzione di medicinali contro pagamento sulla base della tariffa militare, coll'aumento del 25% sui prezzi che va a beneficio del!'Amministrazione militare e coll'aggiunta di una tassa di preparazione e di spedizione da versarsi sui proventi coloniali.
D)
C:0MMISSIONE SANITARIA COLONIALE.
Alla Commissione sanitaria coloniale composta di (vedi Annesso 1): un presidente, cinque consiglieri e un segretario, fu aggiunto nel giugno (vedi foglio del Comando 30 giugno 1887, n. 526- 76) un altro consigliere nella persona del medico di prima classe sig. Castagna Giuseppe ed il medico di prima classe sig. Ciasco Candido rimpatriato per malattia, . fu sostituito col capitano medico sig. Barbetelli Ettore, come pure venne surrogato
351
(vedi foglio del Comando 26 giugno 1887, n. 510 - 76) il capitano medico sig. Livi Ridolfo con l'ufficiale sanitario di pari grado sig. Piceni Giulio. Nel periodo di tempo di cui si tratta in questa relazione la Commissione sanitaria coloniale si riunì una sola volta, cioè il 1 giugno u.s. (v~di foglio del Comando locale Genio) ed esaminò le condizioni igieniche del macello militare in Abd - el - Kader. Fece alcune proposte èhe motivavano operazioni per parte di questo Comando (vedi foglio del Comando 16 giugno 1887, n. 445- J6) cui detta Commissione più non rispose.
E)
VACCINAZIONE.
Il Servizio sanitario, tentò sempre di spargere l'uso della vaccinazione malgrado la riluttanza incontrata nella popolazione indigena. Il risultato delle vaccinazioni non fu molto soddisfacente (vedi foglio Direzione Servizi sanitari 22 settembre 1887, n. 879), l'esito positivo essendo soltanto del 50% (vedi foglio del Comando 31 maggio 1887, n. 267/ f>s). Si ebbe poi a constatare un esito completamente nullo nelle vaccinazioni fatte dall'aprile al novembre. Il Comando Superiore nel maggio scorso autorizzò (vedi foglio del Comando 31 maggio 1887, n. 268/ f>s) la Direzione dei Servizi sanitari a fare le richieste necessarie per essere sempre abbondantemente fornita di t~bi vaccinici e l'il)vitò a fare tutto il Possibile per diffondere la vaccinaz10ne. In pari tempo ordinò ai Naib dei villaggi circostanti di appoggiare con la loro influenza gli ufficiali medici nei loro tentativi per generalizzare la inoculazione del vaccino. F)
EPIDEMIA VAIOLOSA.
L'epidemia vaiolosa che ogni anno si espande in questi luoghi durante i mesi estivi, ebbe pure una certa gravità durante tale stagione del 1887; essa era però quasi cessata al finire di settembre p.p .. L'epidemia non colpì che indigeni. Gli ammalati vaiolosi curati dal principio di maggio a1la fine di settembre ultimo furono : - nell'ospedale civile n. 92 - nel lazzaretto di O tumlo )) 70 )) 8 - nel lazzaretto di Arkiko Totale
n.
170
352
Morirono: - nell'ospedale civile _:_ nel -lazzaretto di Otumlo - nel lazzaretto di Arkiko Totale
n. ))
))
28 20 2
n.
50
n.
22 45
Guarirono: -
nell'ospedale civile nel lazzaretto di Otumlo nel lazzaretto di Arkiko Totale
)) ))
6
n.
73
n.
42 5
Rimasero in cura: -
nell'ospedale civile nel lazzaretto di Otumlo Totale
))
n.
47
n. ))
9 16
))
28
Tra i detenuti vi furono 53 casi di vaiolo: -
guariti . . . . morti . . . . rimasti in cura .
Nei basci - buzuc di Massaua si ebbero 22 colpiù dei quali: -
guariti . . . . morti . . . rimasti in cura
n. ))
9 3
»
IO
n.
3
Fra quelli di Otumlo 4 casi di cui: -
guariti . . . . rimasti in cura .
))
I
Non vi fu alcun vaiolo fra i basci - buzuc di sede m Arkiko ed m Moncullo.
353
G)
SANlfAJUUM.
L'esperienza avendo dimostrato che persone il cui organismo viene sfìacchito dalla stagione estiva di Massaua, si rimettono prontamente recandosi anche per solo poco tempo in Assab od in Aden, il Comando si persuase che si eviterebbero molte malattie e molti rimpatri se si potesse avere a disposizione un sanitarium posto in "località elevata e salubre. Sembrando nelle circostanze attuali luogo adatto a tale scopo il monte Ghedam, chiese al Ministero l'autorizzazione (vedi rapporto del Comando 9 settembre 1887, n. 1240/ 54), qualora la proposta di massima fosse approvata di far esplorare detto monte per assicurarsi della possibilità d'impiantarvi un sanitarium conveniente. Ed il R. 'Governo approvò la proposta di questo Comando.
A NNUSO I
UJMPONENTI LA UJMMISSIO~E SANITARIA COLONIALE AL
Grado
Cognome e nome
Maggiore medico
23
APRILE
1887
Incarico
Pisano Gian - Batta
Presidente
Ancona cav. Emidio
Consigliere
Piasco cav. Candido
Consigliere
Capitano medico
Fresa sig. Aristodemo
Consigliere
Capitano medico
Livi cav. Ridolfo
Consigliere
Medico .di
Profumo sig. Luigi
Consigliere
Cocola sig. Vincenzo
Segretario
Medico capo di Medico di
1•
1•
2•
classe
classe
classe
Tenente medico
8. TE LE G R A F O
A)
PERSONALE.
Il servizio della linea telegrafica che unisce Massaua ed Assab a Perim,
è disimpegnato da un solo impiegato della Direzione Generale dei Telegrafi italiani per Massaua e da un altro per Assab. Essi sono coadiuvati da telegrafisti militari.
B)
LocALI.
In Massaua l'ufficio telegrafico si trova nel palazzo del Comando Supenore. Il capo ufficio diede le seguenti indicazioni (vedi foglio dell'ufficio telegrafico 14 luglio 1887), circa ai locali bisognevoli, per un ufficio telegrafico stabile : - una camera per il pubblico, ove possa redigere i telegrammi e presentarli all'impiegato da apposito sportello ; . -
un.a camera per gli apparati telegrafici di corrispondenza; una camera pel capo ufficio e per l'archivio;
-
una camera per tenervi le . batterie ed utilizzabile per magazzmo ;
-
una camera d'abitazione per il capo ufficio;
- una tettoia per riporre il materiale di scorta per le riparazioni della linea. Questo Comando nel riferire al Ministero, manifestò la sua intenzione di tener conto delle suddette indicazioni.
C)
INTROITI.
Gli introiti dell'Ufficio telegrafico di Massaua per tasse di spedizione di telegrammi privari furono dal 1° aprile al 31 ottobre ultimo, complessivamente di L. 50.914,55 (vedi Annesso 1).
355
D)
LINEA TELEGRAFICA TERRESTRE.
Si costruì stabilmente la linea telegrafi.ca terrestre che congiunge l'estremità del cavo sotto marino in Ras Mudur coll'Ufficio telegrafico nel palazzo del Comando (vedi Lavori pubblici, Lavori nuovi intrapresi). Pali, fili ed accessori furono forniti, secondo il contratto, dalla ditta Perelli ed il Genio militare costruì i pilastri per infiggervi i pali.
E)
AccETIAZIONE DELLE MONETE.
Affi.ne di rendere conforme il sistema sulla specie di monete da accet-. tarsi negli uffici, il Comando Superiore prescrisse . all'Ufficio telegrafico, alla metà di settembre P·P· (vedi foglio del Comando 13 settembre 1887, n. 126o/68), che le tasse dei telegrammi privati dovessero essere pagate un terzo in oro, un terzo in biglietti dello Stato ed un terzo in argento, lasciando però facoltativo di sostituiie l'oro alle altre due specie di moneta. Le tasse però inferiori a L. 20 potranno essere pagate anche in solo argento. Si diede avviso di tali disposizioni a tutti i capi servizio e se ne riferì al R. Ministero (vedi rapporto del Comando 15 settembre 1887, n. 1297/ 68).
F)
RIDUZIONE DI TASSE.
La Direzione Generale dei Telegrafi. avendo prescritto con telegramma 12 ottobre p.p. che a cominciare col 15 stesso la tassa tra Massaua ed Assab e l'Italia, fosse ridotta a L. 2,40 per paIOla, si diedero le disposizioni conformi all'Ufficio telegrafico di Massaua (vedi foglio del Comando 13 ottobre 1887, n. 1544/ 08) ed il R. Commissario civile in Assab (vedi telegramma del Comando n. 454), dandone eziandio comunicazione al R. Ministero (vedi rapporto del Comando 14 ottobre 1887, n. 1557/ 68).
G) GUASTI
ALLE LINEE TELEGRAFICHE.
A tutela delle linee telegrafiche il Comando, sul finire di agosto, richiamò (vedi manifesto del Comando 31 agosto 1887) il pubblico all'osservanza delle disposizioni in vigore nel Regno su tale materia. Fu pertanto stabjlito: - che sarà punito con carcere estensibile ad un anno e con multa, od anche con queste pene unite, chi avrà volontariamente recato danno a linee telefoniche o telegrafi.che;
356
- che sarà punito col1a pena del carcere non minore di un anno cd anche inoltre con la multa chi avrà commesso il suddetto reato per scopo d'impedire la trasmissione di notizie o di ordini qualsiasi ; - che sarà punito con pene di polizia chi avrà commesso guasti alle linee telegrafiche o telefoniche per sola negligenza.
A NNESSO I
INTROITI TELEGRAFICI DAI..L' APRILE ALL'OTTOBRE
Mese
Somma entrata
L.
7.553,4o
Maggio
))
6.097,40
Giugno
))
4.055,75
Luglio
))
4.081,30
Agosto
))
5.98 1 ,85
Settembre
))
8.886,15
Ottobre
))
14.258,70
Aprile
Totale
1887
9. SERVIZIO DI CONTABILITA'
A)
PERSONALE.
La contabilità speciale dei proventi coloniali fu tenuta dalla Direzione di Commissariato militare e, come attribuzioni d'ufficio, da questa affidata al sig. G. B. Del Corso tenente commissario.
B)
BILANCIO.
Verso la metà di giugno P·P· il Comando Superiore trasmetteva al Ministero della Guerra (vedi rapporto del Comando 18 giugno 1887, n. 459/ 109) il progetto di bilancio preventivo coloniale per l'esercizio .finanziario 1887- 1888, secondo il quale si prevedevano (vedi Annesso 1) gli introiti in L. 727.000,00 e le spese in L. 386.313,74, con rimanenza attiva di L. 340.686,26 cui aggiungendo il residuo disponibile dell'esercizio precedente 1886- 1887 di L. 350.000,00 si calcolava su un fondo attivo di L. 690,686,26. Si propone al Governo di poter destinare di tale somma L. 500.000,00 per lavori pubblici e L. 190.686,26 per regalie a scheik e spese impreviste, L. 690.686,26 in totale. Il governo approvò telegraficamente (vedi telegramma del Ministero della Guerra 3 luglio 1887, n. 147) il suddetto bilancio nei primi giorni del luglio successivo e ne trasmetteva poscia parecchie copie a stampa che furono distribuite ai capi servizio (vedi foglio del Comando II settembre 1887, n. 1230/109). Il Comando Superiore prescriveva, sul .finire di agosto P·P· (vedi foglio del Comando 22 agosto 1887. n. 989/109), al Servizio di contabilità che fosse presa nota nella verifica dei conti dei singoli servizi civili, delle differenze tutte che si riscontrassero con ogni capitolo di bilancio e se ne riferisse mensilmente a questo Comando.
C) NoRME
DI CONTABILITÀ.
Al principio di maggio u.s. venivano dal Comando prescritte le seguenti norme per la contabilità dei singoli servizi civili (vedi foglio del Comando 9 maggio 1887, n. 52/101):
358
- tutte le spese devono essere preventivamente autorizzate dal Comando Superiore e perciò i capi servizio ne devono fare richiesta dimostrando la necessità o convenienza della spesa. In casi d'urgenza potranno provvedere, riferendone però al Comando; - le richieste ordinarie di fondi devono essere trasmesse al Comando non più tardi del giorno 25 di ogni _mese ed i capi servizio riceveranno avviso dell'emissi<?ne degli ordini di pagamento; - i rendiconti dovranno essere consegnati al Comando prima del giorno 8 di ogni mese. Si prescrisse inoltre, nella stessa occasione, che prima del 15 maggio P·P· ogni ufficio mandasse al Comando una nota delle spese fisse (stipendi, . affitti, ecc.) e di quelle aventi carattere di continuità state autorizzate dal Comando. Di ogni variante nelle spese fisse si deve tener informato il Comando.
D)
STATO PATRIMONIALE DELLA COLON IA.
Per poter far compilare lo stato patrimoniale della Colonia il Comando Superiore prescrisse (vedi foglio del Comando 17 ottobre 1887, n . 1580/ 114), verso la metà di ottobre u.s., che il Comando locale del Genio militare trasmettesse un elenco con la descrizione di tutti gli immobili (terreni, fabbricati, baracche, capanne, ecc.) di proprietà coloniale destinati o no a servizi civili, tanto in Massaua come nei villaggi circostanti. Il suddetto Comando locale fu inoltre avvertito di fornire simili indicazioni man mano che verrà costruito un nuovo fabbricato per conto della Colonia, o questo farà acquisto di qualche terreno o casa. Si fece inoltre richiesta agli uffici civili di un elenco di tutti gli oggetti mobili esistenti presso di essi e dei fabbricati che hanno in consegna. Pervenuti i suddetti elenchi furono trasmessi alla Direzione di Commissariato militare (servizio civile) per la compilazione dello stato patrimoniale della Colonia.
E)
UFFICIO D I CONTABILITÀ.
Per quanto s1as1 cercato di dare regolare sistemazione al scrv1z10 di contabilità colle disposizioni suaccennate nonostante le condizioni speciali create dallo stato di guerra e la scarsezza di personale e di locali, la piena esecuzione del Decreto Ministeriale 23 aprile 1886, n. 26o42/ 2281, il quale all'articolo 2 stabilisce che, la contabilità speciale dei proventi tributari deve essere tenuta dal Comandante Superiore e per sua delegazione da un uffi-
359
c~ale. addetto al Comando senza che vengano attuate le seguenti disposioz1om. Annettere al Segretariato per gli affari coloniali od a qual'altro ramo di servizio si voglia un ufficio incaricato unicamente della parte contabile e composto di un ufficiale commissario con delegazione del Comandante in cape e degli scritturali occorrenti. Le mansioni di detto ufficio .potrebbero essere: - revisione dei conti speciali dei singoli rami del servizio civile limitatamente alla parte contabile; - revisione dei conti della cassa militare per quanto riguarda il fondo coloniale; - autorizzazione dei versamenti in detta cassa dei proventi della Colonia; - emissione degli ordini di pagamento per le spese tutte gravanti sul fondo coloniale; - verifica dei conti relativi a dette spese e compilazione del rendiconto generale mensile da trasmettersi al Ministero; - tenuta del registro generale mod. 1 e del registro patrimoniale della Colonia e verificazione dei documenti periodici relativi; - verifiche eventuali di cassa ai vari uffici della Colonia col concorso delle autorità che il Comando volesse delegare; - compilazione del bilancio preventivo e di quello consuntivo mediante la tenuta di appesi ti registri; - tenuta del ruolo amministraùvo di. tutti gli impiegati civili delJa Colonia e di tutti gli altri stipendiati.
IO. SERVIZI DIVERSI
A)
SERVIZIO DJ CASSA.
Il servizio di cassa per la Colonia viene fatto .dalla Cassa militare per mezzo del cassiere e de~ controllore· alla dipendenza del direttore di Commissariato militare e seco!ldo le norme stabilite dal Governo nel regolamento pei proventi coloniali del Mar Rosso. Col servizio. di cassa ha relazione la questione monetaria, assai importante in Massaua sia a cagione del tallero sia per la continua esportazione dell'oro. A quest'ultimo inconveniente si cercò porre riparo (vedi Dogana, Dazio dell'oro) col dazio sull'oro esportato dell'8 % e collo stabilire la natura della moneta da essere accettata dall'ufficio postale (vedi Post.a, Monete da accettarsi) e da quello telegrafico (vedi Telegrafo, Monete da accettarsi). Relativamente al tallero il Ministero della Guerra (vedi telegramma del Ministero della Guerra 3/ 5/ 87, n. 76) con telegramma del 3 maggio P·P· autorizzava a sospendere l'accettazione di tale moneta nelle casse governative e la sua emissione, e tale disposizione veniva adottata il 12 dello stesso mese, dandone pubblico avviso (vedi avviso del Comando 12 maggio 1887) e riferendone al Ministero (vedi rapporto del Comando II maggio 1887, n. 97/21). Eguale misura era adottata per le piastre egiziane d'argento che erano già quasi scomparse dalla circolazione, ma il cui corso legale non era stato ancora abolito. · L'abolizione del tallero non fu però estesa alla Colonia d' Assab perché essa, per le condizioni speciali di quel luogo, sarebbe stata dannosa alla pubblica amministrazione, altrettanto quanto al commercio. E di tale esecuzione si riferì al Ministero della Guerra (vedi rapporto Comando 6 giugno, n. 342/ 21.). In seguito ai rapporti di questo Comando sulla esportazione considerevole dell'oro da Massaua, il Ministero sul finire di agosto telegrafava (vedi telegramma Ministero Guerra n. 191) se quale rimedio convenisse rimettere subito in circolazione i talleri, al che si rispondeva subito (vedi telegramma Comando n 297), pure per telegrafo, non credersi possibile frenarsi l'esportazione dell'oro colla emissione dei talleri. Si facevano poi seguire con rapporto (vedi rapporto Comand~ 30 agosto 1887, n. 1293/ 21 e 1301 / 21) maggiori spiegazioni su questo argomento proponendo che il tallero venisse accettato ed emesso facoltativamente dalle casse governative, fissandone il tasso sul corso di tale moneta in Massaua
361
e cessando dall'accettarlo ed emetterlo quando il suo prezzo diventasse inferiore a quello di costo al Governo. Il Ministero con dispaccio giunto a Massaua al principio di novembre approvava le proposte del Comando Superiore (vedi dispaccio Ministero del .Tesoro 14 ottobre 1887, n. 61821 - 8u9).
B)
AGENZIA GOVERNATIVA PRESSO ALLE TRIBÙ ALLEATE ED AMICHE.
In seguito alla maggior azione sviluppata dal Comando Superiore presso alle tribù circostanti in previsione di ostilità contro l'Abissinia, occorreva persona la quale sotto la direzione immediata del Comandante Superiore si occupasse di tutto quanto riguarda le tribù amiche ed alleate. Alla metà di agosto u.s. si proponeva pertanto al Ministero (vedi Tribunale civile, Personale) di nominare agente governativo presso alle suddette tribù il sig. Cesare Hagg cancelliere interprete presso il Tribunale civile (vedi Tribunale civile, Personale), persona che pareva dotata delle qualità necessarie per tali nuove attribuzioni. Verso la metà di settembre p.p. il Ministero deJla Guerra approvava la proposta del Comando Superiore (vedi telegramma del Ministero 13 settembre 1887, n. 209) ed il sig. Hagg assumeva le funzioni di Agente Governativo presso le tribù il 1° ottobre successivo (vedi rapporto del Comando 18 settembre 1887, n. 1309- 113). Nel partecipare al sig. Hagg la sua nomina (vedi foglio del Comando 18 settembre 1887, n. 1314/u3) si determinava che egli sarebbe stato agente presso le tribù: Habab, Temariam, Baladsceik, Assaorta, Zula, Arafali, Penisola di Buri, Makanillè ed adiacenze e tutte quelle della costa dancala ed isole fronteggianti. Fu inoltre incaricato delle relazioni tra il Comando, Fitautari Debeb - Barambaras Kafel Iesus e gli altri profughi abissini. Venne posto a sua disposizione il Naib delle coste Osman Hassan e compose il suo ufficio con uno scrivano italiano ed un usciere indigeno. Le relazioni per conto del Comandante Superiore con il Naib di Arkiko, di Moncullo ed Otumlo, collo Sceik d'Emberemi e con quelli dell'arcipelago Dahlak continuarono ad essere affidate al Segretariato per gli affari indigeni.
C)
UFFICI CIVILI PRESSO IL CoMANOO SUPERIORE.
Colla creazione dell'Agenzia Governativa presso alle tribù gli uffici civili facendo parte del Comando Superiore salirono al numero di quattro, . ' c1oe: - R. Commissariato civile; - Segretariato per gli affari indigeni;
362
- Segretariato per gli affari coloniali; -, -'\genzia Governativa presso le tribù alleate ed amiche.
D) ScuoLE. Le scuole esistenti in Massaua sotto la sorveglianza del Segretariato per gli affari indigeni erano due: una d'arabo per fanciulli indigeni, in cui l'insegnamento è impartito da un maestro d'arabo Iman di una moschea; l'altra d'italiano per fanciulli europei ed indigeni. Quest'ultima era stata chiusa a cagione dei calori estivi il 15 luglio; fu 5empre diretta dal cappellano militare D. Bianchi, il quale ottenne risultati assai soddisfacentì, per modo che il Comando ne rilasciò formale attestato (vedi foglio del Comando 17 luglio 1887, n. 637/ 130). Detta scuola venne nuovamente aperta il 1° novembre p.p. prePonendovi, a cagione, della partenza da Massaua del cappellano Don Bianchi, il sig. Allori Alessandro, primo scrivano interprete al Tribunale civile (vedi foglio del Comando 25 ottobre 1887, n. 657- 130). Lo stesso sig. Allori venne pure incaricato (vedi foglio del Comando 25 marzo 1887, n. 16u - 9) di dare lezioni di lingua italiana ai basci - buzuc allievi guardie di finanza a partire dal 1° di novembre (vedi Dogana, Personale basci - buzuc). Lezioni di lingua italiana furono pure date agli allievi della missione Lazzarista francese in Massaua a richiesta del caPo di detta Missione fino al principio della stagione estiva, dal sig. Cristoforo D'Amico impiegato . presso il Segretariato per gli affari indigeni. Per tale servizio straordinario il Comando Superiore gli accordò alla fine dì agosto ultimo una gratificazione di L. 400,00 (vedi foglio del Comando 28 agosto 1887, n. 1025/ 170).
E)
CIMITEllO.
Il Comando Superiore desideroso che il cimitero cattolico, posto oltre alla diga di .Taulud, fosse conservato col decoro confacente a tale luogo, pregò dì volervi esercitare speciale sorveglianza il cappellano militare (vedi foglio Comando 26 luglio 1887, n. 737- 130). Quel sacro recinto però continuò sempre ad essere compreso nelle attribuzioni del Segretariato per gli affari indigeni e le riparazioni occorrenti sono eseguite per cura del Comando locale del Genio militare. Per i traSPorti funebri fu fornito il suddetto Segretariato di un apPosito carro e di un muletto (vedi foglio Comando 31 ottobre 1887, n. 1721 - 130).
363
F)
BENI UAKUF.
I beni Uakuf (opere pie musulmane) sono amministrate da un consiglio COffiPoStO dal : - Segretario per gli affari indigeni, Sceik Mohamed Abbasi; - Sceik Abdalla el Safi; - Saied Omar Abd Baluam. Prima che l'italia occupasse Massaua, le condizioni dei beni Uakuf erano lungi dal trovarsi in uno stato di floridezza essendo oberati da debiti. Sino alla metà di ottobre P·P· erano stati pagati debiti per oltre L. 1.000, rimanendone ancora da soddisfare nell'anno corrente per poco meno di L. 2.000 (vedi Segretariato affari indigeni II ottobre 1887, n. 867). Nella relazione del Segretariato per gli affari indigeni circa questa amministrazione, essendosi rinvenuta qualche lacuna, si chiedevano a metà (vedi foglio Comando 16 ottobre 1887, n. 1974- 130) di ottobre u.s . .al suddetto ufficio : - una nota descrittiva di tutti i beni Uakuf; - un bilancio preventivo degli introiti e delle spese per l'anno corrente; - uno stato spiegativo del come furono risolte le vertenze circa alle locazioni di detti beni; - copia del Regolamento stato approvato dal Comando Superiore.
G)
TIPOGRAFIA ARABA.
Giunta al Comando Superiore la tipografia italiana stata mandata dal Ministero della ·Guerra si riconobbe l'utilità di valersene per le pubblicazioni in lingua araba che potessero occorrere. Si scrisse pertanto sul finire di ottobre al R. Console Generale in Cairo pregandolo di provvedere (vedi foglio del Comando 22 ottobre 1887, n. 1574/ 170) i necessari caratteri tipografici arabi ed un compositore tipografo il quale possibilmente conoscesse anche la lingua italiana. Il suddetto sig. Console annunciava al principio del mese corrente di avere trovato un compositore che conoscesse anche l'italiano il quale sarebbe venuto a Massaua col saldo mensile di L. 2.000 contratto duraturo per un anno. Il Comando per conseguenza pregava con telegramma il suindicato Console Generale di assoldare il proposto compositore e di qui mandarlo coi caratteri, avuti dal Console stesso, giudicati indispensabili per manifesti e circolari di uso comune.
11. DISPOSIZIONI PER LA CONTABILITA'
A)
RENDICONTI GENERALI.
Il 23 aprile 1887 i rendiconti dei proventi coloniali (prescritti dal Decreto Ministeriale 23 aprile 1886, n. 26o42/2281) dal luglio 1886 a tutto marzo 1887 non erano ancora stati spediti al Ministero. Ciò era stato causato da che i rendiconti di luglio ed agosto 1886 erano stati respinti da Roma con delle osservazioni alle quali aveva risPosto il Comando Superiore e si era in attesa delle decisioni del Governo. Al fine di Poter procedere alla compilazione dei rendiconti dal 23 aprile in poi senza dovere attendere la redazione dei precedenti, si dispose che tutti i titolari degli ordini di pagamento emessi da quella data in seguito ne dovessero rendere conto separatamente da quelli che erano emanati prima. Si stabilirono inoltre norme precise 1 per la resa mensile dei conti, designando l'epoca in cui i rendiconti dovevano essere coi relativi documenti fatti tenere al Comando Superiore. Nell'intento di poter far compilare i rendiconti arretrati dal luglio 1886 al 23 aprile 1887 fu sollecitata al Ministero la risposta alle controsservazioni e proposte stategli inviate, furono invitati i titolari degli ordini di pagamento ed i capi servizio di dare le giustifìcàzioni ancora mancanti degli impieghi delle somme riscosse. E fu incaricato un ufficiale commissario di occuparsi unicamente di tale ramo di contabilità. Giunta la risposta dal Ministero con cui si autorizzava questo Comando a dare dimostrazione delle somme prelevate dalla cassa militare dal 1° luglio al 31 dicembre 1886 in un solo rendiconto complessivo ed in rendiconti separati mensilmente di quelle prelevate in gennaio, febbraio, marzo ed aprile (cioè a tutto il 23) 1887, si procedette alla compilazione dei suddetti rendiconti, che furono spediti al Ministero, quello del 2° semestre 1886 il 23 settembre P·P· e gli altri il 24 del successivo ottobre. I rendiconti , dal 23 aprile u.s. in poi, furono sempre rimessi a tempo debito mensilmente al Ministero.
1
Vedi Affari coloniali, Servizio di contabilità, Norme di contabilità.
365
B)
PAGAMENTO PER CONTO
DEL
CoMANDO SUPERIORE.
Antecedentemente al 23 aprile u.s., il Comando .Superiore corrispondeva direttamente gli assegni a parecchi impiegati civili, alle autorità indigene, a notabili, a fuoriusciti e pagava pure quelle spese che per loro indole generale non erano soddisfatte dai vari capi di servizio. Di tale gestione diretta di danaro, il Comando rendeva conto come gli altri titolari di ordini di pagamento. Per alleviarlo da tale cura e da siffatta responsabilità speciale, si stabilì che tutti i pagamenti suddetti dovessero essere fatti dal cassiere del Presidio di Massaua, con obbligo di tenere una gestione distinta da quella militare e gli ordini di pagamento vennero perciò poscia intestati sempre al Direttore di Commissariato. Furono date in nota al cassiere del Presidio le spese da pagarsi a determinata scadenza e partecipate le nuove spese fisse e quelle eventuali con obbligo di provvedervi, rendendo conto mensilmente dell'impiego delle somme esatte analogamente a quanto devono praticare tutti i capi servizio.
C)
CoNTROLLO DELLE SPESE.
Quale controllo preventivo delle spese fu disposto presso i capi servlZlo che nelle richieste di fond i venissero specificati sommariamente gli usi cui dovevano servire i fondi stessi. Il controllo consuntivo affidato allo stesso ufficiale commissario incaricato della compilazione del rendiconto generale, stabilendo le seguenti norme: - si fece compilare dai capi servizio nota di tutte le spese fisse autorizzate dal Coiuando e se ne diede comunicazione all'ufficiale commissario incaricato del controllo; - si comunicarono al predetto ufficiale le autorizzazioni di nuove spese man mano che si accordavano; - gli si prescrisse di ammettere senz'altro in contabilità le spese autorizzate, riferendo e chiedendo istruzioni per quelle che non risultassero autorizzate. Si prescrisse al predetto ufficiale d'applicare al bilancio le varie spese che venivano fatte sul fondo coloniale, allo scopo di poter poi, a fine d'esercizio, compilare il bilancio consuntivo e servire di norma alla redazione di quello preventivo dell'esercizio prossimo.
366
D)
PATRIMONIO COLONIALE.
Non risultando da alcun documento riepilogativo quali fossero i beni immobili, mobili ed i crediti di proprietà della Colonia, si ravvisò necessario di stabilire in modo fisso tale ente patrimoniale, fu pertanto prescritto 1 a tutti i capi servizio di compilare un inventario dei mobili in loro consegna; al Comando locale del Genio di fare un elenco dei beni immobili indicandone il valore; all'ufficiale commissario incaricato della contabilità coloniale di. redigere uno stato di crediti. Allo stesso ufficiale di raggruppare tutti questi elementi in un solo documento che rappresentasse ad una data fissa, il valore del patrimonio coloniale, tenendolo al corrente colle variazioni che fossero per succedere.
E)
ENTRATE PER PROVENTI TRIBUTARI.
Furono date disposizioni affinché le singole contabilità dei proventi tributari fossero messe e tenute al corrente colla dovuta precisione, affidando la revisione dei conti mensili mod. B dei bollettari di riscossione, dei conti di cassa mod. F1 e F2 all'ufficiale commissario incaricato della contabilità coloniale. Ma fu però riconosciuto dal Comando che malgrado tali disposizioni mancava un · vero controllo tecnico preventivo e consuntivo degli introiti, occorrendo perciò apposito ufficio con impiegati tecnici i quali accertino che le tasse siano applicate secondo i regolamenti e le tariffe, vidimino i registri di riscossione ed eseguiscano tutti gli atti propri di una Intendenza. Tale lacuna è tanto più sentita e lamentata, in quantoché la contabilità della Colonia, per quanto riguarda gli introiti, non è soggetta ad alcuna verifica presso i Ministeri, cui non si trasmette alcun documento relativo. Però il Comando non credette di prendere alcuna maggiore disposizione in proposito, essendo argomento connesso alla organizzazione generale amministrativa della Colonia, quesito che per la sua complessità vuol essere studiato accuratamente, applicando le misure che venissero ravvisate necessarie in momenti calmi ed opportuni. Il Maggior Generale
T.
1
SALETIA
Vedi Affari coloniali, Servizio di contabilità, Stato patrimoniale.
\
ALLEGATI
I
369 ALLEGATO N. I
PROMEMORIA SUI PROVVEDIMENTI CHE IL SOTTOSCRITTO CREDE NECESSARIO SIANO PRESI NELLE CONDIZIONI ATI1.JALI DEI NOSTRI POSSEDIMENTI AFRICANI
10
Durante l'estate mantenersi in difensiva, non tralasciando però. di agire encrgi'3·. mente oltre la protezione dei forti ogni qualvolta si presuma di conseguire un successo utile. L'cvcntualiÙ che, scostandosi, si possa avere a fronte tutto o gran parte dell'esercito abissino . contro cui non bastano le nostre truppe colà disponibili consiglia in senso g_cnerale di · raggiungere quegli obiettivi soltanto pei quali corrispondano i mezzi a disposizione.
Nella mia relazione dell'agosto· settembre 1887 sulla difesa di Massaua, · designavo 5000 uomini circa come forza occorrente per una difesa forte, ma passiva, delle fortificaztom. Posto mente però che nella relazione suddetta.. non si tenne a calcolo riserva di sorta (indispensabili in estate); che i due forti proposti per completare l'accerchiamento non vennero costruiti e che più sotto (n. 3°) si propone un aumento nei mezzi di difesa, onde un aumento nel personale specialmente d'artiglieria e genio, la cifra suddetta per la regola di condotta di cui al n. 1°, è ora insufficiente. Portarla a 7000 uomini di fanteria (9 battaglioni) è un minimo.
30 Aumentare l'entità alle difese passive di Massaua. Rendere più potenti per i ca_libri d'artiglieria i forti di Abd - cl - Kader, Gherar e Taulud; più potenti per numero, se m>n per calibro, d'artiglieria i forti di Moncullo, Otumlo cd Arkiko. Avere disponibili, pronti per l'azione, almeno 16 pezzi da campagna e da montagna in completo assetto di guerra.
Organizzare al più presto tre o quattro squadroni di cavalleria, acquistando, quando lo si creda, cavalli in Egitto o sulle coste mediterranee perché siano pronti per l'estate.
so Portare il munizionamento della fanteria a 200 cartucce almeno per individuo (non però con cartucce a mitraglia) e quello dell'artiglieria a 500 colpi per pezzo, con forte proporzione, per questa ultima, di scatole a mitraglia. E così in massima, ad ogni migliaio d'uomini che si spedisce in Africa, aggiungere almeno 100.000 cartucce.
370
Aumentare il quadro degli ufficiali superiori del numero di colonnelli di fanteria necessario per assegnare ad ognuno il comando di tre battaglioni, oltre gli incarichi che il Comandante Superiore stimasse di dover loro affidare.
Tostoché i capi delle tribù limitrofe dimostrassero desiderio di nuovi accordi e relazioni con noi, accordar loro regali anche i.n danaro, se necessario, ed all'occorrenza anche nootri irregolari a protezione delle loro carovane e del loro bestiame.
Assegnare al più presto al Comando Superiore il Commissario civile portato dal1'organico, il quale è da consultarsi nelle questioni principalmente di diritto internazionale.
Cercare interpreti, in ispecie per la lingua amarica, in maggiore numero di quanto lo siano attualmente, e così provvedere di bussole portatili gli ufficiali e i sott'ufficiali, e di cavalli tutti gli ufficiali. Stabilire un servizio pratico di segnalazione ottica di giorno e . di notte, oltre il telegrafo. 10°
Non ammettere, come principio di massima, corrispondenti di giornali di sorta nei nostri possedimenti, finché dura lo stato di guerra.
Far precedere ed accompagnare le truppe nuove che si spediscano con tutto l'occorrente per la costruzione di baracche, le quali per gli squadroni importeranno un trasporto assai rilevante. Raddoppiare almeno il numero delle polveriere, ampliare i ricoveri e rinforzare taluno · dei forti, quando non si voglia subito costruire i nuovi già proposti; ed aumentare tutti i servizi corrispondentemente alla forza (specialmente ed in tempo il numero dei distillatori) non tralasciando di dare una certa larghezza ai servizi, di trasporto con animali, per averli pronti al bisogno.
Lavorare alla costruzione di strade e subito intorno a locali per Comandi, stati maggiori, ecc. i .quali pare non siano stati ampliati, nonostante l'aumento considerevole del personale già avvenuto. Per la Marina occorre avere mezzi di trasporto almeno per un battaglione riunito, da un punto qualunque all'altro della costa. Roma, 24 marzo 1889
Il M. Generale
T.
SALETTA
371 ALLEGATO N . 2
SITUAZIONE POLITICA IN MASSAUA AL 23 APRILE 1887 A . .SITUAZIONE ESTERNA I. RELAZIONE CON L'ABISSINIA.
a. Stato di guerra. Esisteva lo stato di guerra di fatto; una guerra senza che fosse intervenuto alcun atto pubblico dell'Autorità, che ne avesse fatta esplicita dichiarazione. . Il servizio di sorveglianza ai nostri avamposti ·aveva più per iscopo di guardarci da una sorpresa guem,sca, che di impedire le comunicazioni con l'Abissinia. Infatti continuarono a giungere messi da quel paese, ed il 17 aprile stesso giungevano a Massaua, secondo un rapporto ciel Segretario per gli Affari indigeni, lettere del Signor Vogt, negoziante svizzero protetto francese, sin allora in Asmara, al Signor Muller suo socio in Massaua. Le relazioni tra il Comando Superiore e l'Abissinia non erano totalmente interrotte, poiché il 22 marzo l il Comandante Superiore aveva inviato una lettera a Ras Alula, in cui lo invitava a liberare Savoiroux, ed il 6 di aprile altro piego era inviato con lettere per Barambaras Tessamma e per Ras Alula. b. Blocco della costa. Il blocco della costa era stato deciso e prescritto in massima dal Governo 2 ed era stato argomento di comunicazione tra il Comando Superiore ed il Ministero degli Affari Esteri il quale però con telegramma 4 aprile così si esprimeva in questo argomento: e< Quant au moment de la notification ( du blocus) nous pensons qu'au point de vue de l' efjet qui elle pourrait produire sur l'esprit d'Alula il y a avantage à la /aire coincider avec la prise de possession du commandement par Saletta, dont ce serait premier act envers Abissinie >> . c. Rioccupazione di Sahati. Il Ministero degli Esteri chiedeva 1'8 marzo s al Comandante Superiore se, secondo il suo modo di vedere, la rioccupazione di Sahati avrebbe per conseguenza, pressoché inevitabile, il massacro per parte degli Abissini di Salimbeni e suoi compagni. Il 12 marzo' rispondeva il Comandante Superiore che la rioccupazione di Sahati sarebbe molto disastrosa per i prigionieri, ed essere indispensabile attendere il risultato delle trattative in corso, anche per vedere se le intenzioni dell'Abissinia erano più per un accomodamento che per la guerra. Il Ministero degli Esteri con telegramma 14 marzo 5 dichiarava di concordare nell'avviso che la rioccupazione di Sahati sarebbe potuta costare la vita ai prigionieri; ma 1
V. V. 1 V. ' V. 5 V.
1
rapporto al Ministero degli Esteri, 26 marzo 1887, n. 978, S.P. telegramma del Ministero degli Esteri, 8 marzo 1887, ore 4,50 p.m. (76<)/22). telegramma del Ministero degli Esteri, 8 marzo 1887, ore 4,45, p.m. (715/22). telegramma del Comando, 12 marzo 1887, n. 68 (540/22). telegramma del Ministero degli Esteri, 14 marzo 1887, ore 7,10, p.m. (7(i(,/22).
372 che d'altronde il sangue versato a Dogali domandava una riparazione imposta dall'onore dell'Italia. Affermava che non si poteva pensare ad un aggiustamento amichevole che dopo aver preso una rivincita.
2. VICE CoNSOLATO DI F RANCIA.
Il Coma'ndante Superiore aveva gravi e fondati sospetti che il Signor Soumagne ordisse intrighi' a nostro danno in Abissinia specialmente per mezzo del Missionario P. Coulbeaux, e ne aveva riferito con successivi rapporti al Ministero degli Esteri, il quale con dispaccio 16 febbraio ultimo n. 720/61 Serie politica scriveva: « Quando si potesse provare che questi due Signori, o qualunque altro, cittadino estero, mantenga a nostro danno intelligenze col campo abissino, Ella non dovrebbe esitare a far uso di quella illimitata pienezza di poteri che, salvo sempre l'osservanza delle forme, spetta a Lei, comandante di una piazzaforte in tempo di guerra». A questo dispaccio rispondeva 6 il Comandante Superiore che: « Se la loro condotta ( di Soumagne e Coulbeaux) è tale da permettere che in noi entri la convinzione di intelligenze coll'Abissinia· non in nostro favore, non saprei però se essa abbia fornito prove sufficienti per autorizzare da parte mia misure gravi a loro riguardo ». Il Ministero degli Esteri stesso, con dispaccio 7 giunto a questo Comando sul finire di marzo comunicava notizie giuntegli indirettamente sulla condotta del V. Console francese in Massaua e conchiudeva: « Queste notizie che Le comunico confermano i molti sospetti contro il Signor Soumagne. Sarebbe molto desiderabile che Ella potesse trarne qualche conclusione concreta ». Il 2 aprile il Signor Soumagne diceva al Comandante Superiore 8 di avere ricevuto dal Negus Giovanni l'incarico di trasmettere due lettere sue, una al Presidente della Repubblica Francese, e l'altra alla Regina d'Inghilterra, nelle quali si esponevano, a modo suo, gli ultimi conflitti avvenuti cogli Italiani. Queste lettere erano accompagnate dalla loro traduzione fatta dal P. Coulbeaux. Il 3 aprile il Signor Soumagne 9 partiva in congedo per la Francia e fino dal 21 marzo aveva assunto la reggenza del V. Consolato francese in Massaua il Signor Alessandro Mercinier, primo commesso di cancelleria al Consolato di Francia in Alessandria d'Egitto. Le informazioni avute sul conto di questo reggente 10 erano che egli avesse soltanto l'incarico di conservare l'archivio del Consolato in Massaua, e veniva generalmente giudicato inetto a prendere qualsiasi iniziativa personale contraria agli interessi italiani in Massaua e molto meno poi a favorire gli Abissini.
3·
MISSIONE FRANCESE DEl LAZZARISTI.
Il Comando Superiore aveva con varii rapporti 11 informato il Ministero della condotta poco amichevole per noi del Missionario P. Coulbeaux e dei suoi intrighi in
6
V. rapporto II marzo 1887, n. 955, S.P. V. dispaccio del Ministero degli Esteri, 6 marzo 1887, n. 741 / 70, S.P. (629/ 24). 8 V . rapporto del Comando, 2 aprile 1887, n. 9B3, S.P. 9 V. rapporto del Comando, 9 aprile 1887, n. 994, S.P. (761 /24). 10 V. lettera dell'agente diplomatico d' Italia al Cairo, 23 marzo 1887, n. 21 (7u/24). 11 V . sopra: V . Consolato francese. V . rapporti del Comando, 29 gennaio 1887, n. 875, S.P.; 4 febbraio 1887, n. 879, S.P.; I7 febbraio 1887, n. 914, S.P.; 23 febbraio 1887, n. 923, S.P. ; 24 febbraio 1887, n. 927, S.P. 7
373 Abissinia a danno nostro sotto l'ispirazione del Console Soumagne, e contrariamente alle istruzioni del suo superiore immediato, il Vescovo Touvier. L'8 aprile perveniva al Comando una lettera del Missionario Paillard 12 in cui, a nome del Vescovo Touvier, trasmetteva copia di lettera del Cardinale Simeoni al Superiore dei Lazzaristi a Parigi contenente rimostranze per la condotta poco benevola verso di noi sia delle suore francesi, che del P. Coulbeaux. Il Comandante Superiore 13 credette di dover rispondere lo stesso giorno che nulla eravi a rimproverare alle suore francesi 14, e che in quanto al P. Coulbeaux: « Ses agisements ne pouvaient que donner lieu à des mauvaises suppositions dans une ville qui se trovait en grand' em()i ». Il capo della Missione francese in Massaua, Monsignor Touvier, tenne sempre una condotta 15 corretta a nostro riguardo, sia per maggiore speranza di aiuto da noi, che occupiamo Ma~saua, che non dalla Francia lontana, sia per la sua animosità contro il Console Soumagne ed il P. Coulbeaux, il quale ultimo pare tenti di soppiantarlo nel suo vescovato. 4. CosTA AL NoRD
01
MASSAUA.
Il 14 dicembre 1886 il Ministero degli Esteri telegrafava 16 al Comando Superiore circa alla questione sempre in corso della delimitazione della costa al Nord di Massaua e che Sir Bering aveva fatto a questo riguardo le seguenti proposte: - non sollevare la questione dell'estensione del nostro territorio; - considerare sottoposti alla g iurisdizione egiziana tutti i porti aperti al Nord di Massaua; - libero accesso ai porti aperti; - venuta a Massaua del Maggiore Kitchener, Governatore di Suakin per discutere sull'apertura dei porti e sulle condizioni della loro apertura. Il Comandante Superiore prima' con telegramma 17 , e poi con rapporto, giudicava inaccettabili le proposte di Sir Bering, eh.e comprendevano un riconoscimento per parte nostra della giurisdizione egiziana su una cosa indispensabile a Massaua, e preferibile di lasciare, se occorresse cadere per ora la questione.
5.
CoNTE
m SAVOlllOUX.
Il 15 marzo i componenti la spedizione del Conte Salimbeni 18, in seguito alla consegna fatta a Ras Alula di 800 fucili e 5 Assaortini 19, erano lasciati in libertà da] sud-
V. lettera del P. Paillard, 8 aprile 1887 (765/5). V . foglio del Comando, 8 aprile 1887, n. 757/5. a V. rapporto al Ministero degli Esteri, 15 aprile 1887, n. 1008, S.P. 1 s V. rapporto del Comando, :24 febbraio 1887, n. 9:26, S.P. 18 V. telegramma del Ministero degli Esteri, 14 dicembre 1886, ore 4,40, p.m. (4026/11). 17 V. telegramma del Comando, :25 dicembre 1886, n. 5:2 e rapporto :20 stesso mese, n. 817, S.P. 18 V. telegramma del Comando, 18 marzo 1887, n. 69 e rapporto 19 marzo 1887, n. gSS, S.P. . 19 V. telegramma del Comando, 16 marzo 1887, n. 67 e rapporto stesso giorno, n. 9'56, S.P. IJ
13
374
detto Ras, ad eccezione del Conte di Savoiroux, e se ne riferiva al Ministero degli Esteri. A suo avviso il Conte Salimbeni rimetteva al Comandante Superiore 20 una lettera di Ras Alula in data 14 marzo in cui diceva di tenere un prigioniero sino a che non avrà ricevuto altre persone (Barambaras Kafel ed altri da lui chiesti) e diverse armi. A questa lettera il Comandante Superiore 21 rispondeva il 21 stesso mese invitando Ras Alula a liberare secondo la sua promessa il prigioniero che ancora tratteneva. 6.
MAMHER UALDA SAMAIIT.
Il 15 febbraio il Ministero degli Esteri telegrafava 2'l al Comando Superiore che, se fossero giunti in Massaua da qualunque parte notabili abissini, vi fossero trattenuti in attesa di istruzioni dal Governo. Il 30 marzo successivo lo stesso Ministero nuovamente telegrafava 23 che se il Superiore del Convento abissino in Gerusalemme fosse prossimamente giunto in Massaua, diretto al suo paese, fosse trattenuto con tutti i riguardi personali sino a nuovo ordine. . Essendo Mamher Ualda Samaiit, Superiore del suddetto convento 2\ arrivato in Massaua il 2 aprile, se ne dava avviso telegrafico al Ministero, avvertendo pure avere egli dichiarato di essere qui venuto 25 delegato dai suoi monaci per esporre la loro situazione pecuniaria difficile a cagione dell'inimicizia dell'Abissinia con l'Italia. Si soggiungeva pure come egli si volesse recare dal Negus per esporre tale condizione di cose e spingerlo a pacificarsi, come egli temesse di avere avversario Ras Alula; e come, qui trattenuto, desiderasse scrivere al Negus per consigliare la pace con noi nell'interesse del suo convento. Il giorno 4 aprile il Ministero autorizzava 26 di permettere al monaco di scrivere a Ras Alula una lettera per fargli comprendere che, se Savoiroux non fosse liberato, egli si troverebbe nella impossibilità di recarsi presso al Negus per intrattenerlo di affari temporali e spirituali della più alta importanza. Era pure permesso al monaco 27 di scrivere una lettera nello stesso senso al Negus Giovanni. Il 6 corrente tali lettere erano pronte, ed il Comandante Superiore 28 le trasmetteva a Barambaras Tessamma a Ghinda, affinché fossero inoltrate a loro destino. Il 13 aprile giungeva la risposta di Ras Alula~ al monaco, in cui si respingeva il suo intervento, del c.he si dava avviso telegrafico 30 al Governo nello stesso giorno. Il giorno successivo il Comando Superiore telegrafava 31 nuovamente al Ministero
20
V. V. 22 V. 23 V. a. V. 2r. V. 25 V. 17 V. ll8 V. 19 V. 90 V. 31 V. 21
rapporto del Comando, 19 marzo 1887, n. ~8, S.P. rapporto del Comando, 26 marzo 1887, n. 978, S.P. telegramma del Ministero degli Esteri, 15 febbraio 1887, ore 5,25, p.m. telegramma del Ministero degli Esteri, 30 marzo 1887, ore 11,30, a.m. telegramma del Comando, 3 aprile 1887, n. 79. · telegramma del Comando, 3 aprile 1887, n. 8o telegramma del Ministero degli Esteri, 4 aprile 1887, ore 6, a.m. telegramma del Ministero degli Esteri, 4 aprile 1887, ore 8,30, p.m. rapporto del Comando, 8 aprile 1887, n. 990, S.P. lettera di Ras Alula, 11 aprile 1887 (8o8/22). telegramma del Comando, 13 aprile 1887, n. 92. telegramma del Comando, 14 aprile 1887, n. 93.
(394/22). (675 / 22).
(729/22). (733/22).
375
che Mamher Ualda Samaiit, temendo ,che la sua lettera al Negus fosse intercettata da Ras Alula, proponeva di mandarne un'altra, per mezzo di un suo servo chierico, e di spedirne una per la via di Assab al Re Menelik. In seguito ad autorizzazione del Ministero 32 il monaco inviava una lettera al Negus per mezzo del proprio servo, il quale, giunto ad Asmara, veniva ricacciato a Massaua da Ras Alula, che si era fatto consegnare la missiva. Su proposta di questo Comando 33 il Governo disponeva 3' che la lettera del monaco al Re Menelik fosse inviata al Conte Antonelli 3S lasciando questi giudice dell'opportunità di fame la consegna al destinatario. E ciò era eseguito dal Comandante Superiore il 18 aprile 36• 7.
HAMED KANTIBAY DEGLI HABAB.
I preliminari di alleanza con Hamed Kantibay stati preparati nei 1885 non ebbero più alcun seguito in via ufficiale. A diverse riprese egli scrisse al Comando per dare assicurazioni d1:lla sua fedeltà, e chiedere soccorsi, e gli venne sempre risposto in modo non impegnativo. Egli però si dimostrò sempre amico nostro, ed agevolò notevolmente i traffici tra Massaua, il suo paese ed il Sudan. Sul principio di febbraio di quest'anno il Comando ha informato che le autorità di Suakin, per mezzo del Sajed Morgain colà dimorante, avevano fatto appello alle tribù dei Beni Amer e degli Habab di mettersi alla loro dipendenza. Se ne riferiva al Ministero 37 avvertendo il grave danno che ne verrebbe a Massaua se tale fatto avvenisse. Una lettera di Kantibay, del 19 marzo, avverte che non avendo a Taklay i soccorsi statigli promessi, si nttra nell'interno del suo .paese. Annunzia in pari tempo l'arrivo in Massaua dello Sceik di Al-Sciaraf che ha deciso a sottomettersi al nostro Governo. 8.
FITAURARI DoBÒB UoLED RAS RAJA.
Le trattative con Dobob incominciate sul finire del 1886, e non riuscite forse per equivoco, furono interrotte dalla scaramuccia avvenuta in Zula coi nostri irregolari. Ciò malgrado, dopo i nostri combattimenti contro l'Abissinia, egli il 3 e 14 febbraio scriveva al Comando offrendo i suoi servizi incondizionati, al che si rispondeva lasciasse egli tranquille le popolazioni a noi sottomesse, e che poi si sarebbe visto. Il 27 marzo altro scontro succedeva tra la banda di Dobob ed i nostri irregolari presso al Ghedam, ed il successivo 28 altra scaramuccia coi bersaglieri. Nullameno il 13 aprile giungeva al Comando una lettera dì Dobob con cui si dimostrava sempre nostro amico; prometteva di non molestare le tribù a noi soggette e restituiva il bestiame stato preso dai suoi ad abitanti di Arkiko poco tempo prima.
• V. telegramma del Ministero degli Esteri del 14 aprile 1887, ore 9,45, p.m. (222/22 bis). 33 V. telegramma del Comando, 17 aprile 1887, n. 98. " V. telegramma del Ministero degli Esteri, 17 aprile 1887, ore 11,45, p.m. (853/22). 15 V. lettera del Comando al Conte Antonelli, 18 aprile 1887, n. 863/22. • V. rapporto del Comando, 18 aprile 1887, n. 1007. 17 V. rapporto del Comando, 7 febbraio 1887, n. 885, S.P.
376
9·
BAR.AMBAAAS
WEL.
Gi~ a diverse riprese questo profugo abissino, dimorante cogli Habab, aveva scritto al Comando Superiore per offrire i suoi servizi, e gli si era risposto né accettando, né rifiutando. In seguito però alle complicazioni del principio di quest'anno coll'Abissinia era stato autorizzato a venire presso Massaua, ed il 21 gennaio erasi attendato colla sua famiglia e coi suoi seguaci vicino e fuori Otumlo. Verso la metà di febbraio però, in seguito all'insistenza con cui Ras Alula chiedeva la consegna di Barambaras Kafel, e nel timore che la sua presenza ad Otumlo potesse essere d'impedimento alla liberazione della spedizione Salimbeni, era dal Comando mandato sul Vakiro, assegnandogli mille talleri al mese ,pel pagamento della sua gente. Dopo il ritorno in Massaua della spedizione Salimbeni, il Maggiore Piano, in compagnia del corrispondente di giornali Signor Franzoi, partì per recarsi da Barambaras Kafel, non si sa se per pregarlo di desistere da ogni atto ostile all'Abissinia, o per tentare di ucciderlo, come ne corse voce. Il Comandante Superiore 88 , per impedire l'esecuzione di un progetto così inconsueto, inviò alla loro ricerca la R. Nave Calatafimi che li ricondusse in Massaua, il 28 marzo.
10. RELAZIONI
COLLO
Sc10A.
Il Comando Superiore, con foglio 26 marzo ultimo, n. 656 / 1129, metteva il Conte Antonelli, che si trovava allo ·Scioa, al corrente delle nostre ultime complicazioni con l'Abissinia, affinché egli potesse spiegare un'azione a noi favorevole presso il Re Menelik. Nel timore però che egli fosse in via per venire ad Assab, chieste e ricevute istruzioni dal Ministero, il Comandante Superiore, il 6 aprile, telegrafava 39 al R. Commissario Civile in Assab di pregare il Conte Antonelli di ritornare, se già fosse in viaggio, allo Scioo per eseguire gli ordini del Governo.
II. T!ltBÙ
AssAoRTA.
In dicembre dell'anno scorso parecchi capi delle tribù Assaorta '° avevano chiesto di essere presentati al Comandante Superiore per ottenere la nostra protezione, e qualche conferenza aveva avuto luogo con essi in proposito, senza che però si fosse mai venuto ad alcuna conclusione ben stabilita. Il 22 aprile di quest'anno il Comando Superiore fu informato u che Ras Alula aveva fatto larghe proposte di pace alle tribù Assaorta, che erano state rifiutate da quella Silise, la quale si dichiarò a noi sottomessa, ed accettate da quelle di Assalessan ed Assakm, che avevano mandato ad Asmara messi per trattare col Ras.
18
V. V. '° V. u V.
19
rapporto del Comando, 2 aprile 1887, n. ~2, S.P. telegramma del Comando, 6 aprile 1887, ore 9,30, a.m. (728/29). rapporti del Segretariato per gli Affari Indigeni, 17 e 27 dicembre 1887. rapporto, 22 aprile 1887, di Mohammed Adam (878/11).
377 B. SITUAZIONE INTERNA I. STATO DEGLI ANIMI.
La battaglia di Dogali aveva profondamente impressionato tutti gli animi ed accresciuto vivamente negli Italiani e negli indigeni l'odio contro gli Abissini. Viva animosità esisteva pure contro il Consolato francese, la Missione Lazzarista e specialmente contro il P. Coulbeaux per la loro nota connivenza coll'Abissinia, ed anche contro la Colonia greca per la poca benevolenza sempre dimostrata agli Italiani, e per le loro relazioni ben conosciute con i nostri nemici. Il Comandante Superiore~ aveva creduto conveniente di tentare la giustificazione dei principali individui che erano oggetto dell'ostilità pubblica con una circolare spiegativa del loro operato. Per tale stato degli animi mentre in tutti era vivissimo il desiderio che l'Italia, con energica risoluzione, prendesse rivincita sull'Abissinia, e si sortisse infine dalla condizione precaria in cui esisteva questa Colonia, aveva pur fatto in ognuno nascere il proposito di sopportare con fermezza i sacrifici che le condizioni anormali del paese potevano imporre.
2. CoNCORSO DELLE POPOLAZIONI.
Conosciuto l'avvicinarsi degli Abissini a Massaua tutta la Colonia europea e gli indigeni 43 chiesero di essere armati e si· posero a disposizione delle autorità. Furono distribuiti fucili in Massaua agli Italiani ed ai Greci, che vennero posti sotto il Comando dei Carabinieri, come pure furono date armi agli abitanti di Arkiko, Moncullo ed Otumlo, sotto la responsabiiltà dei Naib. Il 23 aprile le armi si trovavano tuttora in mano dei privati.
3·
M1suRE DI PRECAUZIONE.
Appena le complicazioni coll'Abissinia presero un carattere di gravità, quando, cioè si ebbe a temere un attacco contro Sahati e Uaà, il Segretariato per gli Affari Indigeni, d'accordo coi Carabinieri Reali, fece una specie di censimento degli Abissini dimoranti in Massaua, sui quali si esercitò speciale sorveglianza. Quelli che trovarono garanti in persone rispettabili non furono appunto molestati; gli altri furono costretti a prendere tutti assieme dimora in Ras Mudur, dove più facilmente potevano i Carabinieri sorvegliarli. Fu pure stabilito un posto di guardia all'ingresso della città, di prospetto al fronte di Taulud, con incàrico di perquisire i passanti, e specialmente le persone sconosciute o sospette. Quantunque tali precauzioni fossero eseguite con molti riguardi, bastarono nullameno per far acquistare la prova che esistono continue comunicazioni tra Massaua e l'Abissinia e che questo porto« serviva anche di passaggio, con missive per gente di-
" V. circolare del Comando, 4 marzo 1887; v. .rapporto del Comando, 8 marzo 1887,
n: 950. u V. rapporto del Comando, 9 febbraio 1"887, n. 888, S.P. « V. rapporto del Comando, 7 febbraio 1887, n. 88s, S.P.
378 morante nel campo di Ras Alula. Per mezzo del suddetto posto di guardia vennero operati alcuni arresti di persone, che furono trattenute provvisoriamente in prigione senza iniziare alcun procedimento. Essendo però molte e varie le vie di comunicazione tra Massaua e l'interno, e poco severa la sorveglianza agli avamposti anche a . cagione del limitato· numero di truppa, è a supporsi che non siano mai mancate all'Abissinia informazioni di quanto avveniva in Massaua. Malgrado queste misure di precauzìone, gli abitanti contin43rono ad essere assai sospettosi e preoccupati per l'esistenza di un numero considerevole di Abissini in Massaua, e generalmente giudicarono non abbastanza· radicali le misure state adottate dalle Autorità. 4·
MOHAMED
BEY.
Mohamed Bey, della famiglia dei Naib di Arkiko, la cui condotta non era mai stata perfettamente leale, né sotto la dominazione egiziana, né sotto la nostra, crasi recato per assai tempo a dimorare presso a Ras Alula. Ritornato egli in Massaua, sul finire del novembre 1886, il Comandante Superiore, sia per utilizzare la sua influenza e conoscenza del paese •5, sia per fare cosa gradita a Ras Alula, il quale lo aveva vivamente raccomandato, lo nominò ispettore delle vie, con un assegno mensile di 100 talleri. Alla metà di gennaio ultimo 46 fu mandato dal Comandante Superiore da Ras Alula per assicurarlo non essere nostra intenzione muovergli guerra, ma desiderare invece di conservare amichevoli relazioni con lui. Il modo con cui era stata eseguita tale missione già aveva fatto nascere gravi dubbi sulla sua lealtà. Rivelazioni poi fatte al Conte Salimbeni •1 durante uno dei suoi viaggi a Massaua dall'Asmara, ed una lettera di Ras Alula, diedero la convinzione morale che Mohamed Bey faceva doppio giuoco e ci tradiva. Fu pertanto tratto in carcere in attesa di ulteriori provvedimenti. Questa misura non eccitò alcun malumore nella popolazione indigena, né presso i numerosi suoi parenti ed aderenti essendovi nella coscienza di tutti la persuasione della sua colpevolezza, conforme d'altronde alla sua natura ed ai suoi precedenti.
-s V. rapporto del Comando, 11 febbraio 1887, n. 109, S.P. " V. rapporto del Comando, 15 gennaio 1887, n. 86o, S.P. " V. rapporto del Comando, 11 febbraio 1887, n. 905, S.P.
379 ALLEGATO N.
3
OCCUPAZIONE E SGOMBERO DI UAÀ, SAHATI ED ARAFALI
1. OccuPAZIONE.
Uaà. Il 7 gennaio ultimo scorso partirono da Zula i basci-buzuk che si tenevano colà in seguito alla scaramuccia avvenuta con Debeb, per recarsi ad Uaà, dove si unirono ad altri irregolari che da circa due mesi vi facevano dimora per scortare le carovane provenienti dall'Okulé - Kuzai. Il giorno 9 dello stesso mese si trovarono ad Uaà 150 basci-buzuk, comandati dal Bimbasci Omar Soleiman, ed avevano costruita una zeriba di difesa 1 . Il 14 stesso mese andarono a presidiare Uaà due compagnie di truppe regolari, comandate dal Capitano Giraud, del presidio di Arkiko, con 4 cannoni da montagna ed un distaccamento d'artiglieria 2 • Sahati. Il 14 gennaio, in rinforzo di circa 300 irregolari già stabiliti in Sahati, era colà spedito il Maggiore Boretti con parte del suo Battaglione di stanza a Moncullo 3• Aveva a sua disposizione 3 cannoni da montagna cd un distaccamento d'artiglieria. Tali rinforzi ad Uaà e Sahati erano stati mandati in seguito all'intimazione fatta da Ras Alula, con lettera del 12 gennaio, che le nostre truppe dovessero sgombrare Uaà prima del 21 dello stesso mese e Zula entro il 26 febbraio seguente.
2. SGOM.BEilO.
In seguito al combattimento di Dogali il Comando Superiore trovandosi sprovvisto di truppe per tenere libere le comunicazioni con Sahati e con Uaà e per difendere Massaua • e nel timore che i due primi presidi sprovvisti di munizioni e di viveri cadessero in mano del nemico, decise di richiamarli, come pure quello d'Arafali la cui occup;zione datava dal 1885.
1
V. V. 1 V. ' V.
1
lettere del Bimbasci Omar Soleiman, 8 e 9 genanio 1887. rapporto del Comando, 15 gennaio 1887, n. 86o, S.P. rapporto precedente. rapporto del Comando, 28 giugno 1887, n. 874, S.P.
380 La guarnigione di Sabati se ne partì la sera del 27 gennaio e percorrendo una via al nord ddl'usuale, giunse a Moncullo con le artiglierie .e tutte le munizioni prima de). l'alba del 28. Alla sera del 26 partirono da Massaua · due piroscafi per la baia di Adulis. Uno si fermò di fronte a Zula e l'altro andò ad imbarcare la compagnia di presidio ad Arafali. La guarnigione di Uaà giunse tutta a Zula nella giornata del 27 e prese imbarco. Aveva però dovuto abbandonare, sotterrandoli, i cannoni ad Uaà che furono poi recuperati più tardi. Le truppe dei presidi di Uaà cd Arafali giunsero a Massaua sui piroscafi, nella notte dal 27 al 28 gennaio.
ALLEGATO
N,
4
ARMAMENTO DEI FORTI AL 22 APRILE 1887 "':'
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382
GEN
SPECCHIO DIMOSTRANTE I LAVORI DIPENDEr
Località
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
ARSENALE MARITTIMO
Penisola di Abd-elKader
Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
ARSENALE MARITTIMO
Adattate parte delle baracche Furono costruite altre due scuderie per poter alloggi della Marina per alloggiamento l'intero squadrone di cavalleria, nonché baracche per di 5 compagnie di fanteria, con fermeria cavalli e muletti e la mascalcia. cucine e latrina per truppa, Fu eseguito un adattamento della tettoia in muratu mensa, cucina e latrina per uf- destinata a fucina macchine ad uso magazzino provvi ficiali, ed altri servizi accessori. di munizioni da guerra. Adattate tettoie ad uso scuCollocativi due parafulmini e costruito uno steccato derie per metà dei cavalli dello l'ingiro per sicurezza. Venne posta ad appalto la cost squadrone cavalleria che stava zione in muratura al molo Arsenale marittimo e dal per giungere. lancio della Marina venne in seguito posta a carico Costruito tronco di ferrovia quello della Guerra. I lavori condotti dall'impresa e Decauville, dall'Arsenale al for- grande lentezza vennero assunti direttamente dall'Ami te, per il trasporto di 2 cannoni nistrazione Militare alla metà di ottobre, e vennero, dc da 16 della R. Marina, diretta- di allora, spinti colla massima alacrità. mente diramandolo dal già esiFu prolungato di ~ m. il ponte del macello, per pote stente tronco che conduce al approdare colle medie imbarcazioni in qualunque con macello. zione di marea. Al macello: raddoppiata la Venne costruita di fronte al detto ponte una gra11 tettoia, divenuta insufficiente baracca per magazzino foraggio delle sussistenze. Veni per i servizi dell'aumentato pre- ro iniziati fin dal principio di ottobre, i lavori per la , sidio. struzione di due magazzini da polvere da cento tonn late ciascuno sulla spiaggia a nord della penisola, con lativo muro di cinta. Venne costruito un altro ramo Decauville che condt alla nuova polveriera, per trasporto materiali occorre11 diramato da quello del macello, in prossimità della n desima. Sul sito del lavoro vennero costruite baracche per rie vero degli operai, per deposito materiali e strumenti . lavoro, nonché pel ricovero del personale addetto ai vori. Venne costruita una baracca ad uso infermeria ca1 mclii nel centro della penisola e venne impiantato e, tanche un deposito di 40 tonnellate d'acqua pel servizio e campo « C » preparato nella parte orientale della peniso Venne impiantata una stazione telegrafica presso il fori Venne costruito sulla spiaggia a _nord un corpo di g~ dia pel galleggiante contenente la dinamite.
383 ALLEGATO N.
O MI LIT ARE
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DALL'AMMINISTRAZIONE DELLA GUERRA
(22 APRILE - 9 NOVEMBRE 1887)
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Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Anno t a z i oni
ARSENALE MARITTIMO
Le costruzioni fatte lo rendono capace di alloggiare uno squadrone di cavalleria o una batteria di artiglieria senza detrimento dei servizi della R. Marina. Il molo in costruzione, al quale manca poco più della testata, permette di approdare colle navi e di effettuare direttamente a terra le operazioni di carico e scarico. Dei magazzini da polvere è quasi completata la muratura del magazzino a ponente, eseguite le fondazioni di quello a levante ed iniziate quelle del muro di cinta. I magazzini ed il panificio oltre che a provvedere al servizio del presidio del forte permettono di fare pure quello dei diversi campi, ed in seguito del Corpo di Spedizione.
Il molo da sbarco all'Arsenale mantt1mo potrà essere ultimato per la fine dell'anno, e fra tre mesi saranno compiuti i magazzini da polvere. I lavori riguardanti l'ampliamento del magazzino sussistenze, l'impianto del panificio, il grande deposito di acqua, la sistemazione della cisterna esistente nell'interno del forte e la costruzione della cammelliera per il Commissariato, vennero eseguiti per far fronte ai bisogni dell'azione che si sta preparando.
5
384
Località
Situazione delle costruzionj al 22 aprile 1887
FORTE ABD - EL - KADER
Penisola di Abd-elKader
22
aprile al 9 novembre 1887
FORTE ABD - EL - l<ADER
Presso il forte erano incominVennero compiuti tutti i baraccamenti per !'allo~ ciati i la.vori per l'alloggiamen- di due battaglioni di fanteria e un distaccamento di ~ to di 2 battaglioni di fanteria glieria con relativi servizi inerenti nonché una grande e un distaccamento di arti- racca per uso infermeria truppa e la grande baracca glieria. piani pel Comando del Forte. Trovavansi ultimate 3 grandi Venne impiantata pure presso il forte un'altra stazi baracche, lunghe 84 larghe 5,60 telegrafica. Presso il forte venne costruita una grande alte 8,15 con ampie verande, racca per magazzino delle sussistenze, nonché un pa1 capaci ciascuna di una com- cio Rossi ed una grande tettoia pei cammelli addetti al pagnia. vizio di Commissariato. A destra del forte fu riordi11 Pure ultimate due baracche il trinceramento per fucileria sostituendovi in parte 1 per alloggio di r3 ufficiali ed batteria per pezzi da campagna con parapetto di m1 altra per comando e maggiori- tura ed un piccolo fosso. tà di un battaglione; in corso Furono completate le difese accessorie all'esterno di la\<Oro le rimanenti. forte. Nell'interno del medesimo fu accorciato e moc Costruita una piccola batteria cato il ricovero ad un ridotto per potere convenientem per 2 cannoni da 12 Retr. a si- te ampliare e sistemare le piazzuole. Furono inoltre si nistra del forte. Sistemate le mati i magazzini per le munizioni e collocatovi un p: piazzuole del forte, ed in corso fulmine. le difese accessorie ali' esterno Venne sistemata la cisterna esistente nell'interno del medesimo. forte per potervi tenere un deposito d'acqua per gli e, tuali bisogni, costruendo altresì un piccolo tronco Dee ville che mette nell'interno del forte diramato dalla li che parte dall'Arsenale marittimo.
CAMPO GHERAR
Campo Gherar
Lavori eseguiti dal
baraccamenti esistenti erano occupati da 3 compagnie di fanteria, 2 del genio, r d'artiglieria, un distaccamento della sussistenza, nonché dai magazzini del genio e delle sussistenze, compiuta la riparazione del terrazzo comprendente il grande magazzino delle sussistenze.
CAMPO GHERAR
Si è eseguita la completa ricostruzione di tutti i bai camenti per truppa ed ufficiali in modo da ottenere ar ed igienici alloggiamenti per tutti.
385 Segue:
ALLEGATO N .
Situaz ione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Ann ot a z i o n i
FORTE ABD - EL - KAnER
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Nei baraccamenti presso il forte possono essere i- alloggiati due battaglioni di fanteria e una coma- pagnia d'artiglieria coi servizi accessori. 2 Il forte nonché due batterie laterali sono completi.
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CAMPO GHERAR
CAMPO GHERAR
Le costruzioni fatte rendono gli alloggiamenti del campo capaci di 3 compagnie di fanteria, 2 del genio, una compagnia e 1/2 compagnia d 'artiglieria, una delle sussistenze e ¼ squadrone di cavalleria nonché degli uffici e comandi relativi. . Ampliati sufficientemente i magazzini delle sussistenze di Abd - el - Kader che devono formare il centro principale di vettovagliamento del Corpo di Spedizione e dei presidi Abd - el - Kader,. Otumlo e Moncullo ed ultimato il molo da sbarco all'Ar-
I magazzini del genio vennero ampliati in seguito al grande aumento di materiali da costruzione ed attrezzi che dovettero conser varvisi, ed i locali del Comando locale stesso vennero pure ampliati per l'aumentato personale.
5
386
I
Località
Campo Gherar
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
In corso di costruzione il panificio in muratura con 2 forni della capacità complessiva di 800 razioni. Era iniziata la costruzione delle scuderie e della baracca per alloggio truppa, mezzo squadrone di cavalleria e di altra baracca per alloggio di uffi. ciali dello stesso squadrone, compiuto il cantiere per riparazione di galleggianti. In costruzione il fabbricato in muratura per uso del Comando del Campo : erano appena compiute le murature cfel piano terreno. Erano in corso i lavori di mina davanti alla linea degli avamposti per diminuire gli angoli morti e riavere pietrame da costruzione; compiute le difese accessorie.
Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
I
Ven11e ultimato il panificio e costruita una grande racca per uffic'\ ed alloggi degli ufficiali di Commissari
Venne compiuta la costruzione della scuderia ed alle per ,½ squadrone e convenientemente ampliata in segi per renderla capace di tutti i quadrupedi dei vari rep del campo, compiuta pure la baracca per 5 ufficiali d squadrone di cavalleria. /
Venne completata la costruzione del fabbricato m ratura pel Comando del Campo.
Vennero ampliati i magazzini del genio, nonché i cali del Comando locale del Genio. Vennero demolite le infermerie cammelli, cavai. muli e le scuderie d 'artiglieria che recavano ingon alla libera azione del forte Gherar. Nell'interno del f vennero sistemate le piazzuole e collocate piccole td al riparo dei pezzi come pure sulla linea degli avam1 del campo. Venne pure sistemato il magazzino a polvere e coli tovi un parafulmine. Alle testate dei due moli del genio e delle sussisto vennero poste in opera due gru a vapore. Venne sistemata ed ampliata l'infermeria costrui altresì un andito coperto che mette alla latrina. Venne iniziata la costruzione di un ponte attraver, braccio di mare che separa la penisola Gherar da q• Abd - cl - Kader; il passaggio dall'una all'altra penisc possibile anche oggidì per mezzo di una passerella ( visoria che congiunge le estremità dei due tratti di p già compiuti.
387 Segue:
Situazione ddlc costruzioni al 9 novembre 1887
a- senale mantumo sul quale verranno impiantate alo. tre due gru a vapore che permetteranno il rifornimento regolare dei magazzini stessi, quelli di Gherar convenientemente sistemati a seconda del gi piano regolatore già determinato, alla succursale o di queJJi già piantati o che si stanno stabilendo, ili in Massaua ed a Taulud saranno sufficienti pcl lo disimpegno del servizio di vettovagliamento dei rimanenti presidi. II trinceramento degli avamposti trovasi in completo assetto.
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Ann otaz i o ni
ALLEGATO N.
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388
Località
Siruazione dell e costruzionj al 22 aprile 1887
Lavuri eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
J
0sPEDALE DA CAMPO Ras
Mudur
Trovavasi costruita una piccola nuova infermeria come iniziamento del completo ordinamento dell'ospedale, già in massima stato stabilito, viste le deplorevoli condizioni di tutti i baraccamenti, della capacità complessiva di circa 120 ammalati che allora lo componevano.
CASERMA CARABINIERI
Compiuta la sistemazione della caserma ed iniziata la costruzione di una grande baraçca scuderia per 50 cavalli.
TAULUD
Tau/ud
Trovavasi ultimata la costruzione del 1° magazzino da polvere per 100 tonnellate, a sud del forte, ed era già occupato malgrado vi mancassero tutte le chiusure di porte e finestre cd il muro del tamburo.
ÙSPEDALE DA CAMPO
Stabilito un piano generale pc! riordinamento dcll'O! date da campo, la piccola infermeria costruita di cui e tro venne usufruita per alloggio delle compagnie di nità e si procedette alla costruzione di due grandi ba che-infermeria, capaci ognuna di 100 letti in via nom ed in caso di bisogno di 200 letti, occupando anche ampie verande che la circondano da ogni parte. Fu struita una baracca per farmacia e relativi magazzini alloggio farmacisti, come pure un'altra grande bar, per la direzione degli uffici di sanità, mensa ufficiali dici, cd è in corso una costruzione di una terza consi1 baracca per il medico di guardia, ricevimento amm ' e magazzino deposito vestiario ed armi dei degenti l'ospedale. Furono costruite, sulle casermette alla gola del fc delle baracche per alloggio di 10 ufficiali medici.
C ASERMA CARABINIERI
Completata la costruzione della baracca scuderia, < struita una baracca per le sedute della Commissione e chiesta del Tribunale. Nel forte Ras Mudur fu colle un nuovo parafulmine in difesa del magazzino da vere, in sostituzione di un altro inservibile e mal c cato. Per misura di sicurezza furono chiuse con roc im poste tutte le ampie cannoniere esistenti. Venne raddoppiata l'ampiezza della colombaia m re, divenuta insufficiente.
T AULUD
"Proseg uiti i lavori di finimento del 1° magazzino. locate a posto diverse chiusure di porte e finestre. ( compiute nel magazzino le rimanenti ch iusure; ' nuata e condotta a termine la muratura del 2 ° mag no; quasi compiuta la copertura e poste in opera le t
389 Segue:
I
Situazione delle costruzi oni al 9 novembre 1887
Ann o tazi on i
0sPEDALE DA CAMPO
0sPEDALE DA CAMPO
Allo stato attuale è convenientemente provvedu· to al ricovero di circa 500 ammalati, al servizio I· della Direzione e della farmacia, nonché agli al:: !oggi di tutti gli ufficiali medici addetti all'ospedale.
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ALLEGATO N .
Rimane a provvedere per gli ufficiali ammalati, essendo l'attuale baracca, adibita a tale uso, insufficiente ed in condizioni poco soddisfacenti, ed alla costruzione di un'altra grande infermeria per reparti chirurgici. Il grande ampliamento dell'ospedale fu preparato in vista degli eventuali maggiori bisogni che si potevano verificare nel periodo prossimo.
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CA·SERMA CARABI NIERI
La compagnia Carabinieri ha alloggio sufficiente in- per uomini e cavalli.
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TAULUD
TAULUD
:cl· Il forte di Taulud è in completo assetto. Scoppiato e distrutto anche il 2 ° magazzino, la asi I. baraccamenti del 3° battaglione e della compa- sera de..ll'u luglio anno corrente. I baraccamenti del-
iti- gnta del 19° artiglieria sono pure al completo. l'ex presidio per la compagnia del 3° reggimento la costruzione quasi compiuta del Comando lo- genio sono quasi compiuti.
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va- cale di artiglieria permette di ricoverarvi il materiale occorrente per l'azione che si sta preparando.
Sono invece assolutamente insufficienti quelli del plotone misto per il quale fu già stabilita la costru-
5
390
Località
Tau/ud
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Era iniziata la costruzione del 2 ° magazzino di cui la muratura aveva raggiunto circa 2 m. dissopra del pavimento rialzato un metro da terra. Erano incominciate le fondazioni del muro del tamburo. Erano incominciate le fondazioni per la costruzione di una casermetta in muratura per una compagnia presso il forte. Era compiuta la costruzione della ferrov.ia Decauville dalla metà della diga di Massaua fino ai magazzini da polvere. In costruzione una diramazione ad una cava di pietra appositamente posta in attività lungo la spiaggia a ponente dell'isola Taulud. Nell'interno del forte erano sistemate le piazzuole, rifatto in gran parte il parapetto in muratura e costruiti il ponte e i quattro salienti e le baracche per alloggiamento di ¼ compagnia del 15° artiglieria e per gli ufficiali. Si stavano sistemando i fossi dell'opera; nei baraccamenti stavasi compiendo il rialzamento della copertura di due baracche per 2 compagnie fanteria e la ricostruzione delle verande. Era t ompiuta una baracca per alloggio ufficiali e 'iniziata la costruzione di una seconda. Per lo stesso uso, erano compiute la nuova infer~eria e la ricostruzione delle cucine e delle latrine ; era iniziato, mediante la costruzione di un nuovo recinto, l'ampliamento del la-
Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
ture di sostegno del pavimento. Compiuto, per uno luppo di circa 100 m., il muro di cinta. Il lavoro trovavasi a questo punto quando avvenni scoppio che distrusse per intero il r" magazzino e ro· quasi completamente il 2 ° e il muro di cinta.
Alla casermetta in muratura vennero compiute le rature fino all'imposta degli archi delle finestre sia corpo centrale che dei corpi laterali. Lo scoppio della veriera sopracitata avendo distrutto buona parte del 1 ro eseguito, il medesimo venne sospeso.
Furono completati i lavori nell'interno del forte, ri le coperture dei magazzini da polvere, collocato in o un parafulmine in sostituzione di altro reso inservibi mal situato. Furono demolite le baracche ufficiali poste salienti nord-ovest-sud-est perché ingombranti la libera : ne dell'artiglieria. Furono costruite altre due baracche ficiali. Un'ampia baracca per la mensa del battaglione, baracca per maggiorità del battaglione, una scuderia e seguito il riordinamento dei baraccamenti per render! pac·i di 3 compagnie e provvisoriamente per il ricover tutto il battaglione in attesa del compimento della c metta in muratura. Avvenuto lo scoppio furono interamente distrutt maggior parte delle baracchette e fortemente dannegi anche quella più lontana della polveriera. Si dovette qt procedere alla ricostruzione quasi totale di tutte le bara le quali ora trovansi compiute. Fra le baracche distrutte compresa l'infermeria la quale transitoriamente venne bilita in una delle baracche del 3° genio. Venne alternata la costruzione del padiglione uff sul terrazzo prospicente la strada del palazzo dell'ex vernatore. Venne ampliato notevolmente il recinto del mando locale d'artiglieria e condotte parte a terxni:
391 Segue:
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
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ALLEGATO N.
Annotazioni
zione di una grande baracca di fronte a guelle del Commissariato e trasportato sopraluogo il materiale occorrente. La grande scuderia per guadrupedi, gli alloggi per ufficiali e l'ampliamento dei magazzini ed alloggi del Commissariato e della direzione d 'artiglieria vennero eseguiti in vista dei maggiori bisogni relativi all'azione che si sta preparando.
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392
Località
Tau/ud
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Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Lavori eseguiti dal
boratorio del Comando locale di artiglieria; terminate, sul palazzo dell'ex governatore, la sistemazione di locali e la costruzione di tettoie per uffici e magazzini del Commissariato Militare e del Comando locale di artiglieria. Allo stesso palazzo si è quasi condotta a termine la costru· zione di un padiglione per alloggi ufficiali, sopra il terrazzo prospiciente la strada. Erano iniziati i lavori di riparazione e di adattamento del fabbricato a sud del forte Taulud, già abitato dal Sangiak, per ricavarvi alloggi di ufficiali superiori.
aprile al 9 novembre 1887
parte quasi ultimate tettoie e baracche ad uso magaz ed alloggiamenti. Nello spazio fra il Comando locale d'artiglieria e1 forte venne iniziata la costruzione di due grandi bara< per magazzini delle sussistenze, una delle quali è q· compiuta. Furono compiuti i lavori di riparazione e adattan to, nel fabbricato, a nord del forte Taulud, già abitato Sangiak e vi venne costruita una baracca su parte del razzo per alloggio di ufficiali superiori e ufficio del mando degli irregolari. Venne costruita una baracca ed iniziata la costru ne di una seconda; costruita una grande scuderia pci covero di 2 0 o 30 quadrupedi del Comando Superio1 nord di Massaua. Costruita una grande baracca per al gi ufficiali a sud della fontana. In corso di costruzi sul terrazzo del fabbricato sede del Tribunale mili· una tettoia ad uso mensa degli ufficiali del Comm riato. Venne costruito un corpo di guardia con o vatorio, all'estrema punta dell'isola Taulud, per la se glianza del deposito galleggiante dinamite.
PALAZZO DEL COMANDO Isola del Serraglio
22
PALAZZO DE!L CoMANDO
Occupato dagli uffici cd alVennero rifatti alcuni pavimenti del pian terreno; loggi del Comando Superiore struita sul terrazzo una baracca per stazione di telcg ed erano da poco compiuti i la- ottica. vori di sistemazione per collo- I care l'ufficio telegrafico del caVO sotto.m arino al pian terreno I del medesimo. j Nel piazzale dell'isola ·esiste· vano 4 baracche per alloggio ufficiali del Comando, magazzino e scuderie.
I
Nel fabbricato al!' ingresso dell' isola oltre al bcciolo militare cd agli uffici de\la cassa eranvi, al pian terreno, alloggi del personale dipendente del Comando Superiore.
Vennero demolite le quattro baracche esistenti nel zale dell'isola ; vennero sistemati gli uffici civili diper ti dal Comando al pian terreno del fabbricato all'ing dell'isola, e furono costruite baracche per alloggi uff sul terrazzo del fabbricato stesso. ·
393 Segue:
ALLEGATO N .
5
-L---------------------,------------------------: Situazione delle costru zioni al 9 novembre 1887
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Annot a z i o ni
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PALAZZO DEL CoMANDO
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Si sono stabiliti tutti gli uffici ed in parte gli · al-
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Capo.
PALAZZO DEIL CoMANDO
La costruzione di alloggi ufficiali venne preparata per i bisogni che ora si manifestano.
394
Località
01umlo
Situaziooc delle comuzioni al 22 aprile 1887
Lavori csegujti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
Era appena ultimato il riorFurono completati tutti i lavori di sistemazione dinamento generale delle barac- forte. Vennero demolite le baracche ufficiali che in! che per la truppa costituita da bravano parte della linea di fuoco e venne costruit, 1 compagnia ed un distaccal'esterno del forte una nuova baracca per alloggio di mento di artiglieria con acces- fici civili e relativa mensa. Sistemati all'esterno del sori servizi, nonché la sistema- tutti i baraccamenti per la truppa. zione di un tratto di 200 m Presso Otumlo furono eseguiti gli occorrenti lavo; di fosso che venne approfondi- gran ~erbatoio della vecchia conduttura egiziana per to fino a m 2,8o e allargato terne comodamente estrarre acqua. Vennero anche SI alla bocca fino a 4 m di lar- ti due pozzi a valle de!Ja Missione Svedese in uno ghezza, col conseguente riordi- quali la muratura ed il rivestimento sono quasi com namento della scarpa e contro e nell'altro sono ancora in corso. scarpa, nonché del parapetto. Venne impiantata una nuova stazione telegrafie Compiute pure le difese ac- campo A. cessorie con uno sviluppo di 900 m di zeriba e di 650 m di reticolato a 3 ordini di paletti. Era quasi ultimato il rinnovamento generale del rivestimento in sacchi da terra della scarpa interna del parapetto, la costruzione di nuovo piazzale munito con fossetti fatti con sacchi di terra e la completa costruzione con sacchi da terra della parte bassa del ridotto centrale. Costruiti pure due cavalli di frisia per chiudere l'ingresso del forte. FORTE (( PRINCIPE VITTORIO EMANUE'LE ))
Forte <<Principe Vittorio Eman uele»
I
I lavori pure preparatori per la costruzione del cominciarono nella prima qui ndicina di maggio ed i se successivo erano compiuti: lo spianamento occor la strada di accesso dalla pianura, le baracche per all deH'ufficiale e soldati addetti al lavoro, ed iniziate I< rature. I lavori vennero poi proseguiti nella massim crità malgrado le molte difficoltà che si dovettero su1 per il trasporto di tutti i materiali.
395 Segue:
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
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Il forte trovasi in completo assetto ed i baraccamenti sono capaci di una compagnia di fanteria e aJ. un distaccamento d 'artiglieria con tutti i servizi acllf. cesson.
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ALLEGATO N.
Annotazioni
I lavori per la presa e distribuzione dell'acqua nonché della stazione telegrafica vennero eseguiti pel disimpegno dei servizi relativi agli accampamenti da impiantarsi in prossimità del villaggio di Otumlo.
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La costruzione dell'opera venne determinata per raffozare l'azione frontale del forte di Otumlo e Monkullo; nonché per proteggere efficacemente, di fianco e di rovescio, i due forti suddetti.
FORTE (( PRINCIPE VITTORIO EMANUELE ))
,rtc. Oggidì l'opera è compiuta, meno i lavori di fini-
lllento e si sta armando. L'opera consta di 3 facce, n~ le quali possono essere armate ciascuna con 8 pezzi ;gll' ~ campagna. Una di qùeste facce, rivolta verso rnit al.t u~ retrostante, è munita di doppio ordine di I ai,. ;uo,e e terminata da due torrioni armati ciascuno raJC U due mitragliere per battere gli accessi al forte. lato di gola è formato a tanaglia e munito esso i>Ure di doppio ordine di fuochi di ~ucilcria.
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Località
Situazione delle costruzioni al u aprile 1887
I Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
Pone «Principe Vittorio Emanuele>>
MoNKULLO
Monkullo
Era appena terminata la costruzione di una grande baracca per alloggio di due compagnie e, in relazione a1la stabilita rinnovazione generale dei baraccamenti, iniziata la baracca a due piani per l'ufficio cd alloggio del Sig. Comandante il presidio; erano in corso di lavori per approfondire il fosso del trinceramento che recingeva il baraccamento e completare la costruzione di un dente alla gola del forte e quello delle difese accessorie · all'esterno del medesimo e lungo tutto il trinceramento. Nell'interno del forte stavano compiendosi i lavori di riordinamento del parapetto e delle piazzuole, nonché le tettoie . per copertura di tutte le artiglierie del forte e del trinceramento.
MoNKULLO
Considerato l'eccessivo sviluppo del trinceramento racchiude i baraccamenti venne stabilito di modifo il tracciato in modo da diminuirne di circa 1 / 3 lo sv po. Il lavoro venne compiutamente eseguito complet anche la parte dell'antico trinceramento chiudendo numerosi accessi che vi esistevano. La parte nuov, trinceramento venne munita di ampie piazzuolc pci locarvi numerose artiglierie. Venne altresì troncato il te alla gola del forte con un ampio taglio netto per , nuirc lo sviluppo della linea di fuoco. Venne com la baracca per alloggio del Comandante, demolite le baracche rimaste all'esterno del trinceramento. Co ta una grande baracca per due ufficiali e una per compagnia. Venne sistemata la rimanente parte dc raccamenti e costruite altresì nuove baracche per ~ zione Carabinieri Reali, per scuderie di un mezzo drone di cavalleria ed ampliate le scuderie esistenti. Venne adattato per magazzino delle sussistenze dotto esagonale irl muratura esistente nel forte; sistc il magazzino delle sussistenze all'interno del forte. \ impiantato cd attivato un forno modello Rossi eS1 mente al trinceramento. Per l'artiglìeria si è costruii magazzino a polvere nel trinceramento. Furono si
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397 Segue:
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
ALLEGATO N.
5
Annotazioni
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L'opera fu circondata da fosso con controscarpa io muratu ra e da scarpa, ad altezza non minore d i 4 metri. Nell'inte rno dell'opera si è costruita una cisterna munita di filtro per raccogliere le acque piovane cadenti sul terrazzo che copre i magazzini per le munizioni e i viveri. li presidio è ricoverato sotto una tettoia munito di veranda. L 'opera è perfettamente defilata dalla prossima altura alquanto d imi nante,
MoNKULLO
MoNKUILLO
Le costruzioni attuali permettono di alloggiare 7 com pagnie di fanteria, 1 compagnia artiglieria, 1 squadrone di cavalleria e servizi accessori, compreso un d istaccamento delle sussistenze e d ue infermerie.
Secondo il piano stabilito per i baraccamenti di Moncullo, potranno trovarvi alloggio 6 battaglioni di fanteria, oltre ad una compagnia d 'artiglieria e distacca mento sussistenza.
398
• Località
Monkullo
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Esistevano g1a nell' interno del forte panifici e magazzini delle sussistenze. La capacità dei baraccamenti era scarsamente sufficiente per un battaglione e mezzo di fanteria con distaccamento di artiglieria e sussistenze. Venne inoltre costruita una baracca per alloggio degli irregolari.
La_vori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 188j
tre pozzi di cui due nei fossi del forte ed uno adiace1 al trinceramento. Uno di tali pozzi dà buona acqua abbondante.
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ARKIKO
Era compiuta una delle grandi baracche per una compagnia al nord del forte, iniziata la costruzione di una seconda con servizio accessorio, nonché una baracca per ¼ compagnia alla gola del forte; ultimato il trinceramento per chiudere le dette baracche, erano compiuti pure: l'adattamento · della vecchia baracca Carabinieri Reali ad uso alloggio di 7 Ufficiali e la costruzione di una nuova baracca sulle casermette alla gola del forte per alloggio di ufficiali e l'adattamento di una grande baracca a 2 piani, già di proprietà privata, ad uso alloggi e mense ufficiali, nonché una ·tettoia ed annesso magazzino ad uso panificio. Nel forte era compiuta la sistemazione e la costruzione di . una grande piazzuola per 4 pezzi addossata al muro di fronte del forte ed erano pure iniziate difese accessorie.
ARKIKO
Ultimata la seconda grande baracca a nord del fo1 venne adattata, ad uso infermeria con alloggio per e medici ed altri servizi, la baracca per ¼ compagr alla gola del forte, successivamente ampliata. Fu costi ta una tettoia ad uso lavanderia, fu impiantato un condo forno modello Rossi contiguo a quello già esist te, costruendo una tettoia ed un piccolo magazzino uno ad uso panificio. Si costruì una terza grande baracca per truppa a rn del forte, una baracca per alloggio del distaccarne: d'artiglieria, ed altre per gli ufficiali. Reso così possil lo sgombero delle vecchie baracche nell'interno del I te, vennero demolite completamente, all'esterno del fo1 tutti i baraccamenti occorrenti per l'alloggio del battag ne bersaglieri, con tutti i servizi accessori. Fu riattat: completata, lungo tutto il perimetro del forte, la banc na per fuochi di fucileria, ed · agli angoli nord-0ves1 sud-ovest vennero costruite due ampie piazzuole, l'ulti delle quali ancora in corso, per 4 pezzi ognuna, senza minuire la capacità del forte. Sotto alle piazzuole venn ricavate due nuove caponiere pel fiancheggiamento forte. Fu proseguita ed ultimata la rinnovazione della pertura delle casematte di gola ed adattamento a mag zino per munizioni, munendole di parafulmine. Venne completato il trinceramento che recinge il ca.a a nord ed a levante del forte anche con zeribe che racch dono completamente tutto il campo: Nel campo ste
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399 Segue:
ALLEGATO N.
Situazione delle cosm, zioni al 9 novembre 1887
Ann ota zioni
ARKIKO
ARKIKO
Le costruzioni eseguite permettono di alloggiare ad Arkiko, comodamente, 2 battaglioni di fanteria con tutti i servizi accessori, circa una compagnia d'artiglieria da fortezza, i.Jn distaccamento e magazzini delle sussistenze, un distaccamento carabinieri e irregolari.
Le piazzuole aggiunte al forte ebbero per iscopo di rafforzare l'azione frontale, di fiancheggiare la ridotta a sud, di avere azione efficace nella direzione di nord.
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400
Località
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
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Rete della ferrovia Decauville
Era già iniziata la rinnovazione della copertura delle casematte alla gola. Nel trinceramento a sud del villaggio era interamente compiuta una grande baracca per due compagnie ed era iniziata la costruzione di un pozzo e di una grande baracca a due piani per alloggio mense ufficiali. I baraccamenti erano capaci di un battaglione di fanteria con annessi servizi accessori e relativi a un distaccamento di artiglieria e sussistenze.
furono costruite tettoie per scuderie, nonché per gli irre golari, ed è in corso la costruzione di una grande baraca per magazzino delle sussistenze. Il trinceramento a sud fu completato chiudendolo cor parapetto e fosso anche alla gola, in modo da formarne una ridotta munita di numerose artiglierie, di tettoie ; protezione dei pezzi e di un magazzino da polvere non ché di difese accessorie all'interno. Nell'interno dell'opera venne costruita una second: grande baracca per alloggio di due compagnie ed un'altr: per alloggio di ufficiali, ed una terza per il distaccamcnt, di artiglieria, collocando all'esterno le mine, la scuderi. cd altri servizi accessori. Fu costruito un tronco di ferrovia Decauville che d~ forte conduce al mare e si protende per circa 300 m. n< mare per facilitare gli approdi; altro tronco venne costru to per collegare il forte alla ridotta; furono in parte sa vati e in parte riattivati, 7 pozzi che dànno acqua esubi rante ai bisogni dell'intero presidio. Sul torrione sud est del forte venne costruita una lx racca a 3 piani nell'inferiore dei quali fu stabilita la sist, mazionc: telegrafica elettrica e nei due superiori quell ottica.
RETE FERROVIA DECAUV.
RETE FERROVIA DECAUVILLE
Ad Abd - e/ - Kader oltre alla rete costruita pc! servizio dell'Arsenale marittimo con binari protesi fino all'estremità dei due moli Abd-cl-Kader ed Arsenale marittimo, esisteva un tronco fino al macello cd un altro tronco fino alla batteria da 12 a sud del forte Abd - cl Kader. A Ghcrar esisteva una rete per i servizi dei magazzini del genio e delle sussistenze estesa con doppi binari sino alla testa-
Ad Abd-el-Kader venne: costruita una diramazione d tronco dal macello ai nuovi magazzini di polvere in c struzione, prolungata fino alle case che forniscono il m tc:riale per dette costruzioni. Un'altra diramazione fu ei guita dalla linea che dall'arsenale mette al forte per giu gcre fino alla testata del molo del macello. Altre diram zioni della stessa linea vennero eseguite per· il serviz magazzini della sussistenza nei baraccamenti presso forte e pel servizio dell'acqua aJla cisterna del forte. Dal rete dell'Arsenale e vennero distaccate varie diramazio alle cave che forniscono il materiale per la costruzio. del molo da sbarco Arsenale marittimo. Dal tronco e conduce al forte venne distaccato un ramo che condu dal forte di Abd-el-Kadcr a quello di Gherar.
401 Segue:
I
I
ALLEGATO N.
5
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Anno tazio ni
RETE FERROVIA DECAUVILLE
RETE FERROVIA DECAUVILLE
L'attuale rete della ferrovia Decauville congiunge fra di loro i diversi campi e li pone in diretta comunicazione coi moli da sbarco esistenti nel porto.
Il servizio della rete di ferrovia Decauville potrà soddisfare pienamente ad ogni bisogno quando sia giunto il chiesto materiale mobile e di trazione e quello fisso occorrente per moltiplicare convenientemente i binari di servizio. Il tronco distaccato dalla linea di Arkiko e che giunge fino all'accampamento « A >l venne costruito per assicurare il servizio dell'acqua in detto accampamento.
402
Località
Rete della ferrovia
Decauville
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
ta dei due moli del genio e delle sussistenze. A Taulud si aveva una linea che da metà della diga di Massaua si estendeva, lungo tutta l'isola, fino alla nuova polveriera allora in costruzione, con una diramazione alla cava di pietra ed altre diramazioni al baraccamento dell'ex presidio per il servizio del Comando locale di Artiglieria, e del materiale del genio. Ad Arkiko esisteva il tronco che collega il forte alla ridotta, nonché l'altro che dal forte conduce al mare.
RETE TELEGRAFICA
Rete telegrafica
Collega il Comando Superiore coi campi Gherar, Otumlo ed Arkiko.
RETE TELEFONICA
Rete telefonica
Esiste.va la linea di collegamento fra il Comando Superiore e la Direzione di .Sanità Militare con una stazione intermedia alla caserma della Compagnia Reali Carabinieri.
Lavori eseguiti dal
22
aprile al 9 novembre 1887
Da Gherar venne diramata la linea che passando forte di Otumlo conduce direttamente all'ingresso forte di Moncullo. Da questa linea fu diramata, in F simità degli avamposti di Gherar, l'altra che conduc campo di Arkiko, ove fu collegata alla rete ivi già bilita. Dalla linea di Arkiko venne diramato un tre eh~ conduce fino all'accampamento « A » .
,)
RETE TELEGRAFI CA
Venne collegata l'esistente rete al forte Abd-el-K e all'Arsenale marittimo impiantandovi le opportune zioni. Venne da ultimo impiantata una stazione nel Ca «A », collegandola con la linea telegrafica di Monc
RETE TELEFONICA
Vennero rese indipendenti le due linee che colle, il Comando Superiore alla Direzione di Sanità Mii e i Carabinieri Reali e costruita una nuova linea di e gamento fra il Comando Superiore ed il forte di Tat
403 Segue:
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Annotazioni
RETE TELEGRAFICA
RETE TELEGRAFICA
ALLEGATO N.
~
lei
)S-
ai :a-
ro
la
ta·
Attualmente la rete telegrafica permette la cornunicazione fra di loro di tutti i presidi quivi stabiliti.
stesso, dei depositi sussistenze ivi presso stabiliti per l'azione avvenire.
Po
lo.
RETE TELEFONICA
no li Comando Superiore è collegato attualmente in ue tnodo indipendente alla Direzione di Sanità, ai Ca-
~e,
1d,
La stazione ultimamente impiantata nel campo « A » serve esclusivamente pel servizio del Campo
rabinieri Reali ed al forte di Taulud.
5
404
Località
Ferrovia ordinaria a scartamento ridotto
Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Lavori esegu iti dal
22
apr ile al 9 novembre 1887
RETE FERROVIA ORDINARIA
Dall'Arsenale marittimo, d 'onde spingeva i suoi I fino al molo da sbarco in costruzione, sono in corso vori fino nei pressi di Monkullo.
.I
405 Segue:
Situazione delle cosrruziooj al 9 novembre 1887
A LLEGATO N.
5
Ann o tazioni
- 1---- -- -- -- - - - - - - - - ----1-- - - - - - - - - - -- -- - - - -·-- RETE FERROV IA ORDINARIA
ilari
La linea è compiuta fino ad Otumlo salvo i la-
i. ,•ori di finimento e sono inoltrati i lavori di terra fino verso Mookullo.
RETE FERROVIA ORD INARIA
li Comando locale del genio non ebbe alcuna ingerenza nel tracciato e nella esecuzione dei lavori. E peraltro incaricamento dalla Direzione del Genio Militare di Napoli, la massima parte del materiale fisso, e tutto il materiale mobile ed ebbe a fornire il materiale da costruzione per baraccamento degli operai e magazzini.
Massaua, addì 23 novembre 1887
Il Maggiore Comandante locale G JUSSANI
ANNESSO ALL'AI.,LEGATO N.
SPECCHIO LAVORI DIPENDENTI AMMINISTRAZIONE REGIA MARINA (22 APRILE - 9 NOVEMBRE 1887) Situazione delle costruzioni al 22 aprile 1887
Località
Arsenale Marittimo
•
Le diverse costruzioni del!' Arsenale marittimo erano compiute. Restava solo da completare la tettoia in muratura destinata ad officina macchine, per la quale attendevansi le macchine da collocare.
22
Lavori eseguiti aprile al 9 novembre 1887
Furono eseguite frequenti riparazioni e restauri principalmente al distillatore ed ai moli da sbarco. In seguito alla occupazione, per servizi delle truppe, d'una parte dell'Arsenale marittimo furono eseguiti alcuni lavori d'adattametno in diverse delle tettoie esistenti.
Situazione delle costruzioni al 9 novembre 1887
Annotazioni
In parte è ancora occupato per servizio delle truppe ed infermerie degli operai italiani.
Vennero eseguite molte nparazioni e rinnovati alcuni corpi di sostegno.
Condutture alle cisterne di Gherar, Taulud e Ras Mudur Campo Gherar
dal
Distillatore
Molo Abd - e/ - Kader
Massaua, addì 23 novembre 1887
Venne affidato l'impianto ad impresa privata ed i lavori sono in corso. Appaltato nel mese di maggio ed iniziati i lavori venne portato a carico del Bilancio della Guerra con Dispaccio del Ministero in data IO settembre, n. 3421.
' Il Maggiore Comandante locale G1USSANl
5 ~
407 ALLEGATO N.
6
MANI FESTO Considerato lo stato di guerra esistente di fatto verso l'Abissinia; in virtù della facoltà datami dall'art. 2° del R. Decreto . 17 febbraio i887 ed in conformità del disposto dell'art. 246 del Codice penale per il regio esercito italiano; dichiaro Massaua e dipen. denze in istato di guera. Epperciò: 1 ° E ' interrotta ogni relazione coll'Abissinia; resta quindi vietato ogni commercio o traffico fra i due Stati belligeranti ; e per conseguenza le merci importate od esportate saranno soggette a confisca; 2 ° Qualunque corrispondenza o intelligenza coli' Abissinia, o con tribù dichiarate alleate della medesima, che comprometta la sicurezza dello Stato, è considerata tradimento; chi se ne renderà colpevole sarà punito colla morte o coi lavori forzati a vita, secondo le circostanze. Parimenti soggiacerà alle stesse pene, chiunque scientemente: a) avrà dato o fatto dare ricovero a spie o ad agenti del nemico, spediti a scopo di esplorazione; b) si sarà introdotto clandestinamente nella piazza di Massaua o forti circostanti, accampamenti o posto militare qualunque, onde procurarsi notizie o documenti in favore del nemico; o che in qualsiasi modo ottenutili li comunicherà al nemico stesso; e) avrà con un fatto od omissione qualunque esposto l'esercito italiano od una parte di esso a qualche pericolo, od avrà impedito il buon esito di una operazione militare; d) avrà somministrato al nemico soccorsi di uomini, di denaro, di viveri, d'armi o d imunizioni da guerra.
3° Gli stranieri, le persone sospette, non provviste di sufficienti mezzi di sussistenza, possono essere sfrattati a termine del § <f/5 del Regolamento di servizio in guerra; 4° Sarà a chiunque vietato di eleggere contemporaneamente domicilio nel territorio occupato dalle truppe italiane ed in quello del nemico, e quindi chiunque abbia domicilio nei due paesi dovrà nel termine di giorni otto fare apposita dichiarazione di domicilio; 5° Tutti gli Abissini e gli individui non appartenti a tribù dichiarate alleate, sia che si trovino da tempo stabiliti nel tcrritoro occupato dalle truppe italiane, sia che per qualunque motivo vengano in potere delle forze italiane, saranno considerati quali prigionieri di guerra, qualora non abbiano ottenuta regolare autorizzazione di residenza da questo Comando superiore o da chi per esso; 6° Gli individui appartenenti alle tr·ibù dichiarate alleate dal Comando superiore potranno, mediante personale salvacondotto, introdursi, transitare e soggiornare nel territorio occupato dalle truppe italiane. Nondimeno per godere di tale beneficio, ogni tribù . dovrà eleggere e tenere in questo territorio due suoi agenti, riconosciuti ed accettati da
408 questo Comando superiore, i quali sotto la loro 'personale responsabilità dovranno rendersi garanti dell'operato dei componenti le singole tribù affinché nessuna somministrazione per loro mezzo possa pervenire al nemKo; 7° Gli stranieri di neutra nazionalità, per risiedere in questo territorio dovranno ottenere regolare autorizzazione di permanenza, da rilasciarsi da questo Comando superiore nel termine di giorni otto, tra.scorso il quale potranno essere espulsi, qualora senza giusti motivi non abbiano ottemperato a questa disposizione. · Le autorità militari e civili dipendenti da questo Comando superiore, e in special modo l'arma dei reali carabinieri, sono autorizzate dell'esecuzione delle presenti dispos1z1om.
li Maggior Generale Comandante Superiore SALETTA ./
Annesso ALL'ALLEGATO
N.
6
COMANDO SUPERIORE DELLE TRUPPE IN AFRICA A schiarimento del manifesto con cui si dichiara Massaua e dipendenze in istato di guerra, rimane inteso : a) Che le regolari autorizzazioni di residenza di cui al N . 5 saranno rilasciate dal Comandante la Sezione Carabinieri coll'autorizzazione di questo Comando Superiore pei residenti in Massaua; dai Comandanti le Stazioni dei Carabinieri Reali di Arkiko e di Monkullo - Otmulo con l'autorizzazione del Comandante la linea dei forti esterni pei residenti in queste ultime località. Il Segretariato degli Affari indigeni ed i Naib delle località suindicate forniranno ai Comandanti l'arma dei Carabinieri Reali le informazioni e dichiarazioni necessarie sulle persone che •richiedono il documento sopraindicato; b) Dei privilegi fatti alle persone appartenenti alle tribù alletate dal N. 6, le tribù stesse non potranno godere fino a ·che non ne saranno pubblicati i nomi. Massaua,
2
maggio 1887 li Maggior Generale
E. SALETTA
409 ALLE.GATO N.
7
RIORGANIZZAZIONE DEGLI IRREGOLARI 1. - Epurazùme. Il Corpo irregolari comprendeva individui ·assunti in serv1z10 senza essere stati sottoposti a visita medica e non arruolati regolarmente perché non erano stabilite norme per l'arruolamento, né obblighi di servizio che gl'irregolari dovessero assumere per entrare in servizio. Furono perciò compilate apposite norme per arruolamento, in base alle quali gl'irregolari già in servizio dovettero sottoporsi alla visita medica perché ne venisse constata la idoneità al servizio e firmassero un atto contenente gli obblighi che dovevano assumere per rimanere in servizio.
2. - Arruolamento. Con ordine del nata una commissione di assoldamento, la cui pose termine il giorno 16 giugno, ed il sione si scioglieva avendo portato la forza 2.000 uomini.
giorno n. 252 del 18 maggio veniva nomiquale iniziò senz'altro le sue operazioni a giorno stesso con ordine n. 3o6 la Commisdel Corpo irregolari a quella prestabilita di
- Formazione delle unità . - Man mano che venivano assoldati irregolari venivano incorporati nelle unità esistenti per completarne l'organico quindi in unità, buluk, fino ad ottenere ad operazioni compiute, la forza che venne comual Ministero col foglio n. 3891 del r6 giugno cioè: 2 sangiak, 2 bimbasci, 14 ius-basci, 6J bululçbasci, 1981 basci-buzuk, 9 scrivani, ordinata in due orde. L 'interna composta di 68 buluk, dei quali 12 cost1tu1scono la squadra agli ordini di Adam Aga che dipende direttamente dal Comando, e gli altri 56, agli ordini del Comandante il Corpo irregolari, vennero ordinati in orde, tabur ed halai a seconda di quan.t o comunicavasi al Ministero col foglio N. 3891 succitato, come rilevasi dall'ordine del giorno n. 435 dell'n settembre. Per ripianare i vuoti che man mano si andavano facendo per morti, espulsioni, riforme, ecc. si riunì altre due volte, cogli ordini n. 394 e 453 del 7 agosto e del 19 settembre, la Commissione di asso1damento della quale più sopra è cenno. 3. questi nuove nicata
4. - Amministrazione. - Con ordine del giorno n. 326 del 27 giugno venivano date norme per la compilazione dei fogli paga. 5. - Dislocazù:me. - Meno qualche lieve variante dovuta ad eventuali esigenze, la dislocazione delle unità del Corpo irregolari (orda esterna) è quella risultante dall'ordine del giorno n. 435 dianzi citato, vale a dire: 6 buluk ad Arkiko, 12 buluk a Monkullo, 4 buluk ad Otumlo, 1 buluk ad Emberemi, 32 buluk cd · l 1 buluk trombe 5 a Taulud,
410 a cui devonsi aggiungere 12 buluk della squadra di Adam Aga, dislocata in Arkiko, ed 1 buluk agli ordini del Naib di Zula dislocato in quel villaggio. Non occore tener conto dei cinque buluk dell'orda interna i quali trovansi tutti in Massaua, Taulud, Campo Gherar ed Abd-el-Kader adibiti in servizio di piantoni presso i vari comandi, direzioni ed uffici. 6. - Suddivisione dei buluk per nazionalità. - Per il conveniente impiego degli irregolari apparve l'opportunità di costituire ciascun buluk della stessa nazionalità o paese. Venne pertanto ordinato al Comando degli irregolari di procedere a tale nuovo riparto degli irregolari fra i vari buluk e ad operazione compiuta ne risultarono per l'orda esterna : 7 buluk costituiti da abissini; 9 buluk costituiti da sudanesi; 3 buluk costituiti da elementi del Senait; 18 buluk da individui degli Habab; 7 costituiti da individui di Arkiko e adiacenze; ,, 5 buluk costituiti da individui di Massaua e adiacenze; 2 buluk misti compresi il buluk trombe. Per procedere a tale rimaneggiamento dei buluk ognuno di essi venne riportato alla forza organica impiantando i vuoti prodotti dalla espulsione, riforme, ecc. avvenuti in questi ultimi mesi per cui il numero complessivo dei buluk risulta sensibilmente diminuito e cioè da 56 venne ridotto a 51. Queste unità sono attualmente dislocate come segue in: - Taulud: 7 buluk di abissini; 8 buluk di sudanesi; 3 buluk del Senait; 3 buluk di gente di Arkiko ed adiacenze; 5 buluk di gente di Massaua ed adiacenze; 1 buluk misto; 1 buluk trombettieri. - Arkiko: 6 buluk di gente degli Habab (Monkullo); 11 buluk di gente degli Habab. - Otumlo: 1 buluk di gente degli Habab e 4 buluk di gente di Arkiko. . - Emberemi: 1 buluk di Sudanesi. 7. - Modo d'impiego degli irregolari. - Gli irregolari sono indispensabili alla Colonia durante la stagione estiva, siccome i soli che in tale stagione possono essere impiegati in servizi esterni in qualunque ora del giorno. Essi hanno le qualità caratteristiche: 1° di camminare molto e rapidamente anche. col caldo, e di resistere alle fatiche e privazioni inerenti alla natura di questi paesi; 2 ° di conoscere la lingue, le strade e le persone del paese; 3° di aver pochi bisogni e necessi~re, in conseguenza, di pochissimo bagaglio che si portano da sé; 4° di essere più adatti al disimpegno dei servizi isolati perché meno in vista e più pratici delJe località, degli usi e dei costumi. Sono da ritenersi preferibili COIDe esploratori, in servizio anche distante di riconoscimento o collegamento, come portatori di ordini, scorte, guide, servizio di notte. Ogni colonna dovrebbe quindi avere un nucleo d'irregolari pel servizio di espl<Xazione sul fronte e sui fianchi, di collegamento, di sicurezza e scorta a tergo, di guida interpreti e portatori di ordini nelle colonne. · L'eccedente può essere ténuto come riserva e l'impiego di singoli buluk nelle colonne dipendere dal paese che si attraversa, dal nemico di fronte, ecc.
411 ALLEGATO N.
Su.v1z10 m
A1tTIGL1E1t1A
SPECCHIO DEI LAVORI, ESPERIMENTI, ECC. ESEGUITI DA APRILE A NOVEMBRE 1887
8
412
La v
Me se T au lud
Maggio
Gherar
Ab<l-cl-Kadcr
Agli avamposti Costruzione di baInizio lavori riparacca per la truppa Riattamento del pa- razione. Costruzione del 15° Artigl. Ripa- rapetto. delle piazzuole, liCostruzione di ri- vellamento del terrarazione del parapetto del forte. Costru- postiglio per muni- pieno. zione di una rampa zioni, e di piazzuole. .., Al campo - Cointerna in murastruzione di baractura. ca per la truppa del 17" Artiglieria.
Otumlo
Ricostruzione < Costi parapetto. zione di riposti per mu01z1001. l largamento ed : profondimento e fosso. Costruzione piazzuole. Inizio costruzic baracca per la tn pa del distaccam, to del 13" Artigl. di una tettoia per paro del materiai,
------ --- -------1----- -- - - - - - -- - -- - 1--- - - - -Giugno
Si continuò la riparazione del parapetto e la costruzione delle baracche.
A gli avamposti Si continuò la costruzione delle piazzuole. Costruzione di piccole tettoie per coprire i pezzi. Al campo - Completamento della baracca per la truppa. Costruzione di una bar~cca per ufficiali e di una per operai.
Continuarono i lavori del forte e se ne compì l'armamento.
Ultimazione d ripostigli e d e 1 piazzuole e collo mento dei pezzi batteria. Sono c, dotte a termine tettoia pel materi e la baracca per truppa.
Luglio
Si continuano i lavori già iniziati.
Agli avamposti Riattamento d e 11 e piazzuole e del parapetto. Costruzione di ripostigli per munizioni. Al campo - Continua la costruzione delle baracche uffì. ciali ed opera].
Continuarono le modificazioni e riparazioni nel forte m cui s1 rialzarono le banchine.
Costruzione di postigli per proic Si iniziò la cost zione della bara per gli ufficiali distaccamento.
.
413 Segue:
ALLEGATO N.
8
------ - ---------------- ------ --,--------- - --,-------,
r 1 seg u i ti
-
Esperimenti esegui ti Arkiko
Monkullo
- ·--------Riparaz ione alle baracche della Compagnia del 13° Artiglieria e loro sistemazione.
I
I1- - --
Comando loca le
- - -- - - - --- - - - -- - -- - -1---- - Costruzione di 1 p i c c o l a baracca provvisoria per ufficiali e per tru ppa del Distaccamento del 15" Artiglieria. Costruzione di un magazzino. Costruzione di piazzuole e paiuoli per due trinceramenti e di un dente di chiusura alla gola del tr inceramento sud (ridotta Garibaldi).
Costruzione di 1 baracca per magazzino. Fabbricazione e riparazione d i oggetti vari e di armi. Abbrunitura di 300 armi diverse.
- - - - - 1- - - -- - -- - - 1- - - - - - - --
Riparazione paraSi iniziò la coe struzione di una petti trinceramenti. 1- 1' polveriera nell'inter- Costruzione piazzuo~ no del forte. Costru- le e relativi paiuoi- i zione di un dente li. Cominciasi costrua I di gola nel forte zione magazzino in e , I stesso. Si iniziò la muratura per munia costruzione di una zioni ç baracche ufbatteria nel trincera- ficiali e truppa. I mento. 1
Costruzione di 1 baracca per magazzino di materiale. Si comincia quella di una baracca per ufficiali. Oltre agli altri lavori correnti, si abbrunano 350 armi diverse.
- - - - - - -- - -
I·
Continua la costruzione della polI• veriera. a Vienè ultimata la :1 batteria al trinceramento esterno e s1 inizia quella di altre
1.
i "'""'' ,i "lionti,
Annotazioni
Si compiono le baracche già iniziate. Continuano i lavori al magazzino in muratura.
Si injzia la costruzione di tettoie per ricovero del materiale.
Continua la costruzione della baracca ufficiali. Si inizia quella di una sala d'armi e di baracche per uso magazzini. Gli operai oltre i soliti lavori compiono l'abbrunitura di no armi diverse.
Someggio di forni Rossi con camelli. Inizio esperimenti comparativi sull'impiego di basti per camelli (1 basto mod. della Comp. del 17° Artigl.). Basto costruito dal!'Arsenale di Napoli - basti egiziani.
- -- - -- - - -
1- - - -- -1
Colle selle semplici e doppie per camelli. Con basti porta feriti per camelli. Colle reti vegetali per caricare i camelli.
- -- - -- - -- -1 - - - - - -1
Someggio d e 11 e cassette da armaiuolo (tipo ridotto) con camelli. Si iniziano gli esperimenti di traino e someggio con buoi.
414
La v
Mese
Agosto
Taulud
Ghcrar
Continua la riparazione del parapetto. Si costruiscono delle rampe d 'accesso e muri a secco per allargare il terrapieno e sostenere la terra. Costruzione di un magazzino per il materiale. Si inizia quella di una baracca per ufficiali.
Si compie la costruzione dei ripostigli per proietti e delle tettoie per riparare i pezzi sia agli avamposti che nel forte. Costruzione di una baracca nel forte per riparare il materiale. Continua la costruzione delle baracche ufficiali ed operai.
Abd-el-Kader
Otumlo
Si continuano lavori iniziati.
i
Costruzione due tettoie ai salic per riparo dei pe, di una piazzuola cannoni da 85R (e ziani) con relat tettoia.
.,,
Settembre
Continuano i laSi completa la covori iniziati. Demo- struzione delle balizione di una barac- racche. ca. Disfacimento dei Costruzione di caspaiuoli d'assedio per se per i ripostigli cannoni da 12 GRC per proietti per la (ret.) ed 1mz10 di batteria da 12 GRC quelli di difesa. al forte Abd - el Kader.
Costruzione delle piazzuole e dei paiuoli (di assedio prima, indi cambiati con altri da difesa) nella batteria da 12 GRC (ret.). Arsenale manttlmo. Chiusura con tavole e copertura.
Vengono ultim le costruzioni i ziate.
Ottobre
Si compie· la costruzione dei paiuoli da difesa e si collocano a sito i cannon i da p GRC (ret.). Viene condotta a termine la baracca ufficiali.
Si completa la batteria da 12 GRC (ret.). Sistemazione della batteria Principe Tommaso. Arsenale marittimo. Si inizia la costruzione di uno steccato attorno al magazzino per munizioni.
Riparazione ~ piazzuole ed al I rapetto. Costruzione di tettoia attorno .a polveriera per n vero degli avantfl dei pezzi.
Abbattimento della vecchia scuderia.
415 Segue:
Esperimenti eseguiti Monkullo
r
Viene ultimata la costruzione d e 11 a " , polveriera. Si comr , piono e si armano ' le batterie ai saa licnti.
p
_I
I=
Comando locale
Continua la coContinua la costruzione delle tet- struzione dei ma· toie per materiale, gazzini, della sala delle piazzuole e re- d"armi e della barac· ca ufficiali. lativi paiuoli. Comincia ' quella Viene ultimata la costruzione del ma· di una baracca selgazzino m muratu· leria. ra per munizioni. Gli operai atten· dono ai soliti lavori ed all'abbrunimento di 140 armi diverse.
Continuano le esperienze di traino e someggio con buoi. Si esperimenta un basto per muletti sul tipo di quelli egiziani.
'- - -- - - - --1----- -- - -1- - -- - -
Si comincia la costruzione di un n · postiglio per arma· i menti e munizioni I in prossimità della polveriera. Costruzione di 1 piazzuola per cannoni egiziani a Por· ta Noria.
l·
Arkiko
Vengono ultimati i lavori in corso. Costruzione e collocamento di rotaie in legname per il trasporto dei pezzi.
Continua la costruzione delle baracche già iniziate. Gli operai oltre i soliti lavori compiono l'abbrunitura di 270 armi diverse.
N.N.
Si compiono i la· von incominciati.
Continuano i lavori per l'ampliamento dei magazzini e del laboratorio. Gli operai oltre ai soliti lavori compiono la costruzione di ferri per le lance dello Squadrone Cavalleria iniziata nel mese di agosto ed abbrunano 28o armi diverse.
N.N.
- I I
e
t
r
a
IvoriSi già compiono i la· iniziati. Si fanno lavori ac· cessori alla poi ve· riera.
A LLEGATO N.
Annotazioni
8
416
La , Mc se
Novembre 1• decade
Taulud
Ghcrar
Abd -d- K:idcr
Otumlo
Si dà l'ultima mano ai lavori per l'allargamento del terrapieno e s1 sgombra il terrapieno dai materiali di disfacimento.
N.N.
Si compie la sistemazione della batteria Principe Tommaso. Lavori di rinforzo aJ pavimento del ridono centrale per renderlo capace di sopportare una maggior quantità di munizioni.
N.N.
417 Segue:
ALLEGATO N .
-
>r
-
-
,se gui ti Esperimenti eseguiti Monkullo
N .N.
Arkiko
Comando locale
'
Si costruiscono Continuano i larampe di accèsso al- vori per l'ampliale piazzuole. mento dei magazzini. Gli operai compiono i soliti lavori.
N .N.
Annotazioni
8
418 ALLEGATO N.
9
DIREZIONE DEI SERVIZI SANITARI
PROMEMORIA J. SULLE
CONDIZIONI
OTTOBRE
SANl'fAIUE
IN QUESTI PRESIDI, MESE
PEll MESE,
DALL'APlllLE A TUTIO
1887.
a) Mese di aprile La morbilità nell'aprile ha superato alquanto quella del precedente mese. Il lieve aumento fu dovuto in parte all'aumentata temperatura, ed in parte ai disturbi cagionati dal clima sul battaglione alpini arrivato in Massaua il 17 marzo e che ben presto ha fornito un largo contingente all'ospedale. Predominarono le malattie di natura reumatico - catarrale dell'apparato gastro - enterico, del respiratorio, dell'articolare o legamentoso: ebbero decorso benigno e cedettero con facilità all'opportuna cura. Nulla d'interessante circa le malattie chirurgiche, oftalmiche e veneree. Entrarono nell'ospedale n. 8 ufficiali; 6 uscirono guariti e 2 vennero fatti rimpatriare. Si ebbero n. 3 decessi: 2 per febbre tifoidea e 1 per esaurimento organico, in seguito a ferita riportata a Dogali. Rimpatriarono per malattia n. 12 individui di truppa. Rimpatriò il tenente medico Pascale sig. Alberto e un sergente di sanità egualmente per malattia.
b) Mese di maggio In questo mese lo stato sanitario delle truppe si è di poco discostato da quello del mese _precedente. La differenza avuta in più è dovuta alle molte truppe venute nel maggio, le quali hanno risentito l'influenza del nuovo clima ed anche all'aumentata temperatura. Si ebbero dei frequenti casi di morbillo nelle truppe ultime arrivate, specialmente in quelle appartenenti al 7" battaglione fanteria Africa. Fu però, per quanto complicato, d'indole benigna e senza gravi complicanze, ebbe decorso regolare e si risolvette completamente senza reliquati. Si ebbero molti ufficiali ammalati, parte dei quali furono curati nelle proprie camere, parte alla « Garibaldi » e parte in_ questo ospedale militare. Fortunatamente le malattie di cui erano affetti non presentavano alcuna gravità per cui non si ebbe a lamentare alcuna perdita e poterono ben presto riprendere il loro servizio. Nell'ospedale si sono avuti n. 6 decessi dei quali: 2 in seguito a febbre tifoidea, 1 ad emottisi da tubercolosi polmonare acuta, 1 a dissenteria, r ad epatite e l'ultimo ad esaurimento organico per ferita riportata a D ogali. Rimpatriarono n. 13 individui di truppa. Gli alpini hanno dato il maggior contingente all'ospedale.
c) Mese di giugno In questo mese si è avuto un sensibile aumento di malati all'ospedale ed alJe varie infermerie, dipendenti dall'elevata temperatura esterna che raggiunse di frequente i -41 e 4-2 gradi alJ'ombra ed a cui seguirono notti umide ed afose, dai servizi speciali
419
che molti reparti di truppa prestarono come p.e., i distaccamenti di Arkiko e Mon• kullo per i piccoli posti avanzati, le compagnie del genio per i lavori di baraccamenti che in tutti i presidi procedevano con alacrità. Predominarono le febbri climatiche, le malattie dell'apparato digerente e respiratorio e le febbrì tifoidee. Tra gli indigeni continua qualche caso di vaiuolo. Si ebbe un grave traumatismo per ferita d 'arma da fuoco (mancato suicidio) al terzo inferiore del braccio sinistro con frattura dell'omero. Guarì conservando l'arto. Si verificarono, durante il mese, n. 5 morti all'ospedale dei quali 4 di truppa: di questi 1 morì per febbre tifoidea, r per febbre perniciosa, 1 per enterite acuta cd 1 per insolazione (entrato cadavere); il quinto decesso si verificò in persona del tenente Sartorio sig. Emilio del 25° fanteria (7'' battaglione fanteria alpini) morto per febbre tifoidea. Diminuiscono i casi di vaiuolo tra gli indigeni. G li alpini, come al solito, diedero il maggior contingente all'ospedale. Rimpatriarono in detto mese per malattia n. 18 individui di truppa.
d) Mese di luglio Nel suddetto mese la morbilità delle truppe fu maggiore di tutti gli altri mesi. Di ciò fu causa: primo, l'eccessiva elevazione di temperatura oltre i 41 gradi, cui si aggiunse la mancanza di ventilazione senza compenso di sensibile diversità tra la temperatura del giorno e quella della notte; secondo, lo scoppio della polveriera a Taulud. Per la temperatura si ebbero molti casi d 'insolazione, dei quali molti gravi e seguiti da morte nelle 24 ore; per la polveriera si ebbero n. 65 feriti tra gravi e leggeri e n . 7 morti. Predominarono inoltre le malattie mediche e specialmente le gastro - enteriche acute febbrili, le febbri climatiche e le febbri tifoidee, le quali fecero molte vittime. Le febbri climatiche col loro frequente recidivarc spossano gli individui e determinano in essi uno stato di deperimento organico e di oligoemia, a vincere il quale il solo rimpatrio è giovevole. Il numero dei morti all'ospedale fu di 14, cioè: 2 per insolazione, 5 per ileo -tifo, 3 per ferita d'arma da. fuoco, 3 per meningite ed I per perniciosa. Il numero dei morti nei vari presidi fu di dieci, la maggior parte per insolazione, per ferite in seguito allo scoppio della polveriera a Taul1,1d. Morì a bordo della nave u Cillà di Genova l>, per ileo - tifo, il tcn. Pennazzi sig. Gustavo del 1° reggimento fanteria, 3° battaglione fanteria alpina. Continua il oattaglione alpini, in proporzione, a dare il maggior contingente all'ospedale. ln q uesto mese la morbilità ha segnato la massima curva ascendente (•).
e) Mese di agosto La morbilità, in questo mese, se quantitativamente è di poco inferiore a quella dello scorso luglio, qualitativamente invece è stata marcatamente migliore non essendosi in esso verificati tanto numerosi i gravi fatti morbosi che mieterono tante vittime. Infatti nel mese di agosto si lamentò un solo decesso per insolazione, cd uno solo per meningite acuta. Questo è dovuto al diminuito grado di temperatura: fu anche l'agosto caldo, ma si sono avuti i giorni piQ ventilati, e si è pur cominciato ad avvcr-
(•) Vedansi gli annessi specchio « A » e specchio (<E ».
420 tirc una più marcata differenza tra la temperatura del giorno e quella della notte. In questo mese predominarono i catarri delle vie digerenti, le febbri climatiche, i reumatismi ed i catarri bronchiali. Queste aff~ioni non hanno assunto forma grave ed in generale cedettero all'opportuna cura. Nelle malattie chirurgiche, nelle oftalmiche e nelle veneree non si rimarcò nulla d'essenziale. Durante il mese si sono avuti 16 o 15 decessi dei quali 4 per febbri climatiche, 3 per febbri tifoidee, 1 per piemia, in seguito a grave ferita del ginocchio destro (•), 1 per dissenteria, 1 per catarro gastro - enterico, 1 per tubercolosi polmonare, 1 per bronchite capillare, 1 per grave sinoca gastrica, 1 per meningite acuta ed 1, infine, per insolazione: quest'ultimo morì nell'infermeria di Arkiko. Relativamente gli alpini diedero il maggior contingente all'ospedale. In questo mese rimpatriarono n. 79 individui di truppa.
f) Mese di settembre Lo stato sanitario delle truppe in questo mese fu molto soddisfacente; come rilevasi dagli specchi << A » ed « E ,, la morbilità ha segnato, in questo mese, la minor curva ascendente riguardo ad ospedalità. Contribuirono a sì lodevole risultato : 1) il rimpatrio dei convalescenti, saggio provvedimento di questo Superiore Comando; 2) il completo ed assoluto riposo in cui furono lasciate le truppe, specialmente nelle ore più calde del giorno; 3) la più rigorosa attuazione di quanto ha tratto all'igiene dei climi tropicali in genere ed a quella del Regio Esercito in specie; 4) il sensibile miglioramento nelle condizioni climatiche, dovuto più specialmente all'abbassamento di temperatura la cui massima raggiunse nelle ore dd giorno i 37° mentre nella nooe si ebbe un minimo di 30°. I giorni furono più ventilati, e durante la notte si ebbe una più marcata differenza tra la temperatura del giorno e quella della notte, dovuta a correnti d'aria fresca spiranti dal Nord. Predominarono nei vari presidi e nell'ospedale i catarri gastro - enterici, le sinoche, le febbri climatiche, ed il reumatismo. Le tifoidee furono poco numerose, ma piuttosto gravi. Si ebbero un caso d 'insolazione ed uno di meningite acuta che terminarono colla morte. Si sviluppò con genio epidemico gravissimo il vaiuolo in queste carceri, tra i detenuti indigeni. Le attive cd energiche misure igieniche proposte, e da questo Comando Superiore attuate, valsero come per incanto a soffocare prontamente il morbo che in dette carceri minacciava spaventevole e terribile diffusione. Di detta malattia (vaiuolo) se ne presentava anche qualch e caso tra gli indigeni ed i basci - buzuk : questi furono rivaccinati, ma senza utile risultato. Nessun caso di vaiuolo si ebbe nelle truppe. Nell'ospedale si ebbero n. 4 decessi, 1 per endocardite ulcerosa, 3 per ileo- tifo; uno di questi si verificò in persona del capitano sig. Ferri, ufficiale istruttore presso questo Tribunale Militare. A bordo della « Garibaldi » morirono il maggiore cavalier Cecconi, Comandante il Battaglione Alpini d'Africa, per ileo - tifo ed il tenente Bertolini, aiutante maggiore del 9° Battaglione Fanteria d'Africa, per affezione cardiaca.
(•) Era entrato nel mese di luglio: fu uno dei feriti gravi, in segu ito allo scoppio della polvcricna a Taulud.
421
Nei vari presidi morirono tre individui di truppa, uno all'infermeria di Taulud
per meninginte acuta, e due all'infermeria di Arkiko, uno dei quali per insolazione ed il secondo per ileo - tifo. Gli alpini, come sempre, diedero, . relativamente agli altri battaglioni di fanteria, il maggior contingente all'ospedale. Rimpatriarono nel mese n. 92 individui di truppa.
g) Mese di ot,tobre Le condizioni sanitarie delle truppe .nel mese di ottobre furono soddisfacenti : infatti il numero dei ricoverati all'ospedale non sorpassò di molto quello del mese antecedente; e ciò si deve principalmente alle migliorate condizioni di temperatura, giacché la massima raggiunse solo i 32° e la minima i 27°. , Prevalsero le affezioni d 'indole reumatica, quindi i catarri gastro - intestinali, le sinoche reumatiche, le affezioni reumatalgiche e le febbri climatiche. Diminuiscono sempre più i casi di vaiuolo negli indigeni e nei basci - buzuk. Si ebbero nel mese n. 4 morti, dei quali : 3 all'ospedale per ileo - tifo, dissenteria, e mesenteria, il 4° morì all'infermeria di Arkiko per febbre tifoidea. In proporz ione gli alpini diedero il maggior contingente all'ospedale. Nel mese rimpatriarono n. 52 individui di truppa.
2. SULLE LIEVI VARIANTI CHE NELL' ANDAMENTO DEL SERVIZIO fUJlONO FATI'E IN QUEL PERIODO,
Le varianti che nell'andamento del servizio furono fatte nel periodo aprile - ottobre sono le seguenti: destinazìone dei nuovi medici arrivati col « Polcevera » per sostituire i rimpatriandi, destinazione dei tenenti medici a direttori d'Infermeria (Ordine del giorno del Comando Superiore 9 giugno 1887, n. 294). Il maggiore medico Pisano cav. Giovanni, direttore dei Servizi Sanitari, già affetto da febbre climatica recidiva, 1'8 luglio .partiva per Assab, in licenza di convalescenza di giorni 20, in seguito ad ordine verbale del signor Generale Comandante Superiore delle Truppe d'Africa. Il Pisano veniva sostituito nella direzione dei Servizi Sanitari dal capitano medico Barbatelli dott. Ettore. Partirono ugualmente in licenza di convalescenza di giorni 15 per Assab: il capitano medico Piceni, il tenente medico Grolli, il tenente medico sig. Cocola, il farmacista di 2 • classe sig. Marini, come da autorizzazione di questo Superiore Comando comunicata a questa Direzione: con foglio in data 15 luglio 1887, n. 499 di protocollo; con foglio in data 2 agosto 1887, n. 646 di protocollo; e con foglio in data 23 settembre 1887, n. 869 di protocollo. In tale contingenza, per quanto il servìzio fosse gravoso, pure stante l'attività, l'abnegazione ed il buon volere di tutti gli ufficiali medici, il servizio sanitario militare e civile procedé regolarmente e gli ammalati tutti, militari ed indigeni, furono egualmente assistiti con intelligente sollecitudine. Stante la promozione dei sottotenenti medici a tenente avvennero le seguenti variazioni nel personale sanitario: il tenente medico Cocola dott. Vincenzo che prestava servizio come assistente a quest'ospedale civile ed ai Carabinieri Reali è destinato a direttore dell'Infermeria per gli operai borghesi, istituita presso l'Arsenale marittimo, ed è sostituito nel servizio dei Carabinieri Reali dal tenente medico Dettori dott. Angelo (ottobre 1887). Il sottotenente medico Schizzi dott. Pietro viene comandato in accompagnamento di convalescenti rimpatriandi ed è sostituito nel servizio al plotone misto e nella direzione di quella Infermeria dal tenente medico Gagliano dott. Francesco (ottobre 1887).
422 Il tenente medico Fulloni dott. Adeodato (nuovo promosso) rientra al suo battaglione in Monkullo e vi dirige quell'Infermeria. Il tenente medico De Cesare dott. Eduardo rientra a questa Direzione e presta servizio quale assistente al Reparto Indigeni (Ospedale civile). Il sottotenente Rossi dott. Cesare, da Monkullo passa a fare servizio al forte di Otumlo (ottobre 1887). Onde meglio assicurare un regolare ed esatto servizio sanitario presso il Corpo degl'Irregolari, veniva, dietro proposta di questa Direzione, destinato all'uopo il sottotenente medico di complemento Cesad dott. Eligio (Ordine del Comando Supçriore del 25 ottobre, n. 504).
3· Su1
1
PROVVEDIMENTI PRESI ( COLL INDICAZIONE DEL GIORNO) PER MIGLIORARE LE CONDIZI ONI
SANITARIE.
Stante l'arrivo della nave ghiacciaia « Oceano >>, venne aumentata la quantità di ghiaccio all'ospedale. Prima di quest'epoca il ghiaccio veniva da Aden e spesse volte non era sufficiente ai bisogni dell'ospedale (Ordine del Comando Superiore, 3 aprile, n. 166). Fu ripartito fra i vari battaglioni ed assegnato ai vari posti il materiale da trasporto per feriti ed ammalati, ecc. (Ordine del Comando Superiore, II aprile, n. 177). Distribuzione alle truppe del liquore preservativo in sostituzione del rhum (Ordine del Comando Superiore, 20 aprile 1887). Viene aumentato di 150 chilogrammi il ghiaccio per l'ospedale (Ordine del giorno del Comando Superiore, 27 aprile, n. 203). Onde meglio provvedere al ricovero degli ufficiali ammalati fu prescritto di avvertire ventiquattr'ore prima questa Direzione quando un ufficiale malato deve entrare all'ospedale (Ordine Comando Superiore, 27 aprile, n. 203). Furono prese le seguenti precauzioni per la ·stagione estiva: 1) non sottoporre il soldato a troppo gravi fatiche; 2) istruzioni nelle ore meJlO calde del mattino e della sera; 3) salvo urgenze, non comandare soldati a rimanere esposti al sole nelle ore comprese tra le 9 ant. e le 3 pom. In massima far uso di indigeni per i lavori di corvè faticosi (Ordine Comando Superiore, 28 aprile, n. 209). Dal mese di giugno fu adottato il provvedimento di inviare in piccola licenza di convalescenza ad Assab i signori ufficiali che ne abbisognassero. Questo saggio provvedimento diede ottimi risultati. Per misura igienica si prescrive che per nessun motivo i signori ufficiali mandino in giro soldati nelle ore calde (Ordine Comando Superiore, 4 luglio, n. 330). Si prescrive che i piantoni per gli ammalati siano presi in sussistenza dalla Sezione di Sanità, onde evitare corvè durante le ore calde (Ordine Comando Superiore, 6 lu· glio, n. 333). Autorizzazione di provvedere vitto speciale a quelli tra i ricoverati nelle varie infermerie che ne avessero il bisogno (Ordine del Comando Superiore, 21 agosto, n. 406).
4· Sucu
ESPERIMENl"I FATI! PEL TRASPORTO
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MALATI E FERITI.
Nei mesi di settembre ed ottobre si fecero gli esperimenti sul traspo~o malati e feriti colla sedia - lettiga e col sostegno Guida, caricati su mulçtti . . Talè.. tj:asporto, in terreno montuoso o m olto accidentato, riuscì e riuscirà molto · incomodo aì malati per
423
eccessivo movimento di beccheggio. Come mezzo poi di trasporto, mentre ha molto dell'ingegnoso, si è però constatato avere poca solidità, specialmente per essere i vari nottolini, che trovansi nella sedia - lettiga e nel sostegno di detto modello, troppo delicati per la poca solidità e poca resistenza che essi hanno. Nella circostanza si notò che la bardella di nuovo modello si presta bene tanto al carico della de_tta sedia - lettiga. e sostegno modello Guida, come a poter caricare· su detta bardella delle cassette, barili e simili.
ll Trorote Col011nello Medico Direttore CASu
Annesso «A» ALL'ALLEGATO
SPECCHIO « A >i : INDICANTE IL MOVIMENTO DEGLI AMMALATI GIORNALIERI PRESSO I VARI REPARTI DI TRUPPA DALL'APRILE 1887 A TUTTO OTTOBRE p. p. Decisione del medico ~
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Giugno
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Luglio
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Settembre
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Ottobre
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4563
185
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481
834
244
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2026
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Totale
Annotazioni
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SPECCHIO « C »: MOVIMENTI AVVENUTI NELLE VARIE INFERMERIE DAL 1° APRILE A TUTTO OTTOBRE 1887
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Giugno
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Luglio
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Agosto
72
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482
320
34
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355
127
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Settembre
127
368
495
329
22
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354
141
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Ottobre
141
475
616
389
63
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453
163
5153
490
2026
2516
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219
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1884
632
18890
Totale
Annotazioni
9
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Annesso « D » ALL'ALLEGATO
N.
9
SPECCHIO « D » : DISTINZIONE DELLE MALATTIE CURATE ALL'OSPEDALE ED ALLE INFERMERIE IN GRUPPI NOSOLOGICI
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398
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Settembre
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Settembre
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4
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Totale
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428 Annesso «E» ALL'ALLEGATO
N.
9
SPECCHIO ((E»: CURVA GRAFICA DELLA MORBILITA' DALL'APRILÉ A TUTTO OTTOBRE 1887
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Annotazioni
429 ALLEGATO N. IO
TRIB UNALE MILITARE DI
MASSA UA
PROSPETTO NUMERICO DEI PROCESSI DEFINITI E DEGLI INDIVIDUI GIUDICA TI DAL TRIBUNALE SUDDETTO DAL 22 APRILE ALL' 8 NOVEMBRE 1887
430
Re a ti
N. dei
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processi
imputati
Rinviati al tribunale ordinario per competenza
Dichiarato Dichiara non farsi non far: luogo luogo a proc.to a proccd< con ordinanza con sente fiscale del tribun
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I
I
Attentato al pudore
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3
Diserzione
l
Disobbedienza Ferimento
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3
Furto semplice
7
7
-
Furto qualificato
2
2
-
I
Insubordinazione
9
9
-
Prevaricazione
2
2
Reato in servizio
2
3
-
-
32
35
-
4
Abbandono di posto Calunnia
l
l
-
-
I
31
Diserzione
2
2
-
-
Danno dato
l
18
3
5
Furto
l
l
Insubordinazione
2
2
Ribellione
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I
Reato in servizio
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Violata consegna
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Totale
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63
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Disobbedienza
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Alienazione di effetti
T otale
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431
Segue:
ALLEGATO N. IO
Esito de! gi udizi o
I
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Condannati Assolti con sentenza del tribunale
Alla fucilazione
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All a reclusione ord inaria
Ai bvori forzati
Alla reclusione militare
Al carcere militare
Al ca rcere ordinario
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2
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432
Re a ti
N . dei
N . degli
processi
imputati
Rinvja1i al tribunale ordinar io per competenza
D ichiarato non farsi Assolti luogo con sente a p roc.to del tribur con ordinanza fisca le
INDIGENI
1
-
-
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Corruzione
l
Furto semplice
8
12
l
2
14
15
3
8
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Guasto alla ferrovia
1
16
-
16
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Ingiuria pubblica
l
l
-
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Oltraggio
l
l
-
-
-
Ribellione
2
6
-
-
-
Ritenzione mUnJZIOnJ
l
l
Spionaggio
12
26
Tradimento
I
4
-
Tratta di schiavi
3
8
-
3
45
91
4
42
Furto qualificato
Totale
5
13
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-
-
R
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I
Commessi da militari
32
35
-
4
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Commessi da irregolari
14
63
-
31
-
Commessi da indigeni e persone estraqee alla milizia
45
91
4
42
i
91
189
4
77
9
1:otale generale
433 Segue:
A L LEGATO N .
Esit o del g i udizio
Dichiarato non farsi luogo a procedere ron sentenza del tribunale
,
a e
I
Condannati
Alla fucilazione
Ai lavori forzati
Alla reclusione ordinaria
Alla reclusione militare
Al carcere m1lttare
Al carcere ord inario
-,
I
PE RS O NE
ESTRANEE
I
5
11
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-
ALLA
MILIZIA
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2
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12
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7
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12
2
16
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14
4
19 14
14
15
33
Massaua, 28 novembre 1887
L'Avvocato Fiscale G. GAMBAROTTA
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Annesso « A »
ALL'Au.EGATO N. 10
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TRIBUNALE MILITARE DI MASSAUA
ELENCO DEGLI INDIVIDUI GIUDICA T I DAL TRIBUNALE SUDDETTO DAL 1° MAGGIO A TUTTO OTTOBRE 1887 Militari giudicati
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6
Giugno
4
o
6 3
7
3
Luglio
31
19
Agosto
5
5
Settembre
5
5
Ottobre
7
7
9
31
32
Totali
27
4
8
8
3
8
8
31
:n
12
33
7
6
13
23
3
26
68
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89
19 I
31
9
2
4
6
63
3
4
7
2
2
N .B. • Non sono compresi nel presente specchio gli individui (indigeni) rinviati con requ1S1torie fiscali a giudizio del locale Tribunale Correzionale per essersi correzionato il reato, o per rimostranze scusanti od attenuanti; non s~no del pari compresi i processi contro ignoti che si mandano ad archiviarsi con motivate ordinanze fiscali.
435 ALLEGATO N. I I
BANDO MILITARE
Il Comandante Superiore delle Truppe Italiane in Africa Visto il R. Decreto 17 febbraio 1887 che dà facoltà al Comandante Superiore di dichiarare in stato di guerra la piazza di Massaua e dipendenze. Visto il Manifesto 2 maggio 1887 di questo Comando Superiore. col quale st dichiara Massaua e dipendenze in stato di guerra .. In virtù delle speciali facoltà concessegli dall'articolo l'Esercito :
251
del Codice penale per
Determina
1°
E' vietato ai cittadini italiani e stranieri appartenenti a nazionalità neutre residenti in Massaua e dipendenze, il porto d 'armi da fuoco e relative munizioni, senza speciale permesso da rilasciarsi dall'Arma dei R.R. Carabinieri, in seguito al nulla osta di questo Comando Superiore.
2°
E' vietato agli indigeni non militari, o non altrimenti adibiti a servizio governativo, il porto o la ritenzione d'armi da fuoco e relative munizioni salvo le eccezioni che l'Autorità competente crederà di fare, nel quale caso dovranno essere provvisti di speciale autorizzazione da rilasciarsi dal Comandante dei R.R. Carabinieri col nulla osta del Segretario degli Affari Indigeni.
3° Tutti gli interessati muniti o no di porto d'armi, si pre~enteranno nel termine di giorni dieci dalla data del presente al Segretariato degli Affari Indigeni per dichiararvi le armi e munizioni che posseggono e per tutte quelle altre disposizioni che saranno del caso. 4° I contravventori alle presenti prescrizioni incorreranno nella pena del Carcere Militare, estensibile ad un anno, giusta l'Articolo 249 del Codice Penale per l'Esercito. Le Autorità tutte Militari e civili e specialmente l'Arma dei Reali Carabinieri, sono incaricate dell'esecuzione del presente bando.
Massaua, lì 16 Luglio 1887 li Maggior Generale
T.
SALE1TA
Att'EGATO N. 12
ARMAMENTO DEI FORTI AL PRINCIPIO DI NOVEMBRE
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171.000
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304.000
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Dente di coda
Otumlo
Comando locale Artiglieria
4
8
500
3
6
Trinceramento
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1 97,6oo
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Trinceramento Nord Forte
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Munizionamento
Mitragliatrici
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4
500
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2
4
575.000
(1)
198.000
500
32.000 17.515.000
(2) N. B. - Oltre alle suindicate bocche da fuoco la batteria da montagna ha i suoi 6 cannoni da 7 da montagna muniti ciascuno di 500 colpi e la batteria del 17° Artiglieria ha n. 8 cannoni da 7 BR ret. col relativo munizionamento. (1) 500 colpi pei cannoni da 7 e da 9 e 300 pei cannoni da 8 . (2) Delle quali cartucce 400.000 per Remington e r .000.000 Mod. 1870 rivestite di rame per le mitragliatrici a due canne. Ve ne sono poi in corso di spedizione circa 2.'5 00.000 per armi Mod. 1870.
ELENCO GENERALE CRONOLOGICO DELLE LEGGI, DECRETI, REGOLAMENTI, DISPOSIZIONI E CIRCOLARI MINISTERIALI RELATIVI ALLE TRUPPE COLONIALI ED ALLE CAMPAGNE D'AFRICA, IVI COMPRESA L'AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA DELLA SOMALIA DESUNTI DAL GIORNALE MILITARE UFFICIALE (1885 - 1956)
NOTA
Lo scopo di questo elenco è di riportare m ordine cronologico tutte le leggi, decreti, regolamenti, disposizioni e circolari ministeriali relativi alle truppe coloniali italiane ed alle campagne d'Africa ( ivi compresa l'Amministrazione Fiduciaria della Somalia) desunti dal Giornale Militare Ufficiale ( G.M.U.) dal I 885 al 1956. Nell'elenco sono indicati la data, il numero del regio decreto o· della legge, il numero della circolare del G.M.U. e la pagina nella quale sono riportati. Un indice alfabetico - analitico precede l'elenco; il numero riportato accanto alla voce rimanda al provvedimento. Ha compilato l'Elenco e l'Indice analitico il Colonnello Rodolfo Puletti.
439
INDICE A LFABETICO -AN ALITICO Accadem ie Milita ri Ae ronaut ica Africa Orientale (A.O. oppure A.O. I. )
706,
7 13,
716,
730,
740,
763
801,
820.
354, 1035.
447,
518,
651 ,
745,
779,
850,
868,
857, 859, 890, 896 910, 9 13, 925, 927, 949, 950, 966, 969, 995, 996,
862, 899, 9 14, 928, 951, 972, 997,
662, 889, 909, 923, 948, 963, 994,
866, 867, 868, 902, 903, 904, 915, 916, 917, 930, 931, 932, 952, 953, 954, 981, 982, 983, 1001 , 1039, 1040,
Ammin istrazione e contabilità
28, 9, 77, 78, 159, 173, 319, 322, 498, 512, 658, 673 , 1084
Ammin istrazione Fiduciaria Italiana de lla Somalia (A.F.I.S.)
I l93, 1197, 1200, 1201, 1202, 1203, 1205.
Artiglieria Assegni, stipend i, inden nità
Avanzamen to e promozioni
49, 52, 63, 79, 89, 97, 179, 224, 226, 326, 342, 386, 516, 521, 550, 686, 687, 739,
976, 1034,
869, 870, 887, 905, 906, 908, 9 18, 9 19, 922, 945, 946, 947, 957, 960, 961, 99 1, 992, 993, 1041 , 1042, 1094.
64, · 71, 74, 76, 75, 98, 103, 11 6, 123, 155, 227, 255, 312, 314, 317, 394, 411, 424, 479, 492, 551 , 557, 586, 587, 627, 764, 923, 986, 1022, 1058,
19, 883.
44,
72,
81,
96,
135,
317,
377,
591,
723,
],
5, 65 , 160, 293, 378, 446, 513, 540, 646, 864, 906, 941, 972, 995, 1017, 1050, 1120, 1220.
8, 68, 183, 295, 390, 448, 515, 553, 647, 865, 907, 944, 973, 1001, 1020, 1055, 1136,
11, 70, 184, · 303, 397, 449, 517, 575, 650, 875, 911, 947, 974, 1002, 1021, 1056, I 140,
16, 73, 185, 320, 400, 452, 519, 589, 65 1, 876, 9 15 , 949, 975, 1003, 1023, 1065, 1141,
17, 81, 187, 329, 402, 481 , 525, 596, 685, 884, 9 17, 957, 978, 1004, 1026, 1066, l 144,
18, 86, 192, 337, 414, 483, 530, 599, 737, 885, 919, 963, 980, 1008, 1027, 1067, 1162,
22, 87, 193, 343, 429, 496, 534, 628, 8 11, 887, 920, 964, 982, 1009, 1030, 1068, 1164,
32, 102, 206, 344, 434, 500, 536, 634, 814, 892, 922, 966, 990, 1012, 1032, 1075, 1168,
37, 104, 245, 367, 435, 503, 537, 637, 815, 896, 925·, 968, 992, 1013, 1044, 1083, 1203,
44, 135, 249, 372, 443, 508, 538, 642, 843, 898, 938, 971, 993, 1014, 1045 , 1089, 1219,
265, 276, 281, 289, 361, 392, 395, 456, 654, 666, 690, 700, 792, 801 , 822, 828, 855, 860, 870, 889, 951 , 953, 954, 960, 1007, 1016, 1024, 1037, 1106, 1107, 1111, 1112,
306, 328, 331, 604, 605, 606, 701, 725, 727, 832, 835, 838, 89 1, 904, 905, 96 1, 967, 984, 104 1, 1046, 1049, 1131, 1195, 1223.
35 1, 356, 359, 644, 649, 652, 732, 733, 750, 84 1, 845, 849, 909, 929, 93 1, 985, 988, 998, 1054, 1070, 1090,
440 Bandiere, stendard i vessilli
38, 437, 1092, 1104.
464,
41, 51, 94, 96, 114, 129, 59, 190, 264, 268, 270, 285, 305, 314, 406, 419, 427, 436, 439, 470, 487, 689, 786, 878, 902, 908, 914, 916, 997, 1029, 1109, 1176, 1193, 1197 .
Bilancio e spese
10, 177, 338, 495, 928,
29, 183, 366, 658, 950,
40, 188, 383, 662, 98 1,
Caduti
187, 416,
200, 900,
201, 204, 942 , 117 1.
Campagne di guerra, stati d i guerra, cicli operativi
315 ,
322,
327,
342,
545, 924,
548, 55 1, 572, 664, 927, 1113, I 195 , 1223.
775,
191,
203,
2 14,
343,
448,
472,
492,
919.
304, 31 7, 334, 369, 431, 502, 568, 623, 701, 800,
307, 318, 338, 370, 432, 524, 586, 624, 704, 816.
308, 321, 341 , 374, 436, 526, 600, 627, 731,
309, 324, 345, 380, 453, 529, 60 1, 636, 735,
310, 325, 351 , 383, 465, 532, 607, 63 8, 739,
312, 327, 358, 407, 470, 550, 608, 660, 764,
3 13, 328, 363, 410, 487, 552, 609, 662, 781 ,
314, 330, 364, 4 11, 494, 553, 611, 680, 784,
3 15, 332, 365, 419, 498, 554, 614, 699, 791,
109, 162, 193, 227, 244, 255, 284, 50 1, 714,
126, 163, 196, 228, 245, 256, 291, 5 14, 777,
138, 164, 214, 230, 246, 257, 292, 520, 78 1,
139, 168, 216, 232, 247, 258, 371, 525, 786,
142, 171 , 221 , 233, 248, 260, 376, 555, 823,
154, 172, 222, 236, 249, 262, 386, 558, 876,
155, 173, 223, 238, 250, 264, 413, 560, 926,
156, 186, 224, 239, 251 , 271 , 451, 576, 955,
157, 19 1, 225, 240, 252, 277, 460, 658, 956.
454, 827,
482, 863,
Cavalle ria
58,
453,
465.
Cavalli ed equin i
68,
73,
3,
128.
Cirenaica
302, 31 6, 333, 366, 426, 500, 566, 622, 700, 798,
Colonia Eritrea
3, 158, 192, 226, 242, 253, 278, 473, 712,
Comando Superiore Forze Armate in A.O.I.
248,
537, 903,
373, 826,
Comando Superiore Forze Arm ate Africa Settentrionale
207,
598,
80, 85, 113, 13 I , 140, 14 1, 168, 17 1, 182, 31 , 186, 194, 196, 202, 213, 216, 23 1, 262, 273, 302, 430, 443, 467, 565 , 566, 567, 568, 614, 660, 679, 690, 699, 704, 727, 73 1, 749, 769, 774, 784, 800, 804, 816, 831, 1053, 1060, 1074, 1076, 1099, 1105, 1116, 1127, l 132, 1135, 1143, 1146, ll51.
Carabinieri
Circoscrizion i Territoriali
597,
694, 1040, 1057, 1061,
463,
1010, 1173.
882, 1064, 1129.
44 1 Comando Superiore Truppe d'Africa Consigli e com missioni Corpo di sicu rezza de lla Somalia
21,
33,
61 ,
10 1,
103,
142,
665,
667,
770,
779.
126
1194, 1195, 1196, 11 98.
Corpo speciale d'Africa
42, 91, 123,
47, 93, 125,
48, 97, 384.
52, 99,
53, 106,
55, 107,
56, 108,
58, 109,
7 1, 115,
Co rpo Volontari Italian i in Libia
391,
397,
402,
41 5,
420,
426,
438,
444,
645.
Deposito t rupp e d'Africa e coloniali
26,
105,
298,
428,
473,
824,
847,
880,
912, 1185.
Docum e ntazione ca ratte ris tica
290,
359,
392,
395,
445,
456.
Etiopia
934,
935,
936,
937, 1046.
Fanteria
16 1, 767,
275, 768,
280, 857,
561, 859,
584, 869,
719, 883,
720, 893,
72 1, 959.
722,
766,
Fondazioni
393, 724,
461, 766,
507, 767,
712, 768.
718,
719,
720,
721,
722,
723,
83,
87,
102,
135,
163,
164,
724.
G enio e fo rtificazion i Governo civile e mili ta re ne lle colonie
Istituto coloniale od orientale
126, 133, 138, 139, 142, 143, 149, 215, 238, 244, 291, 296, 365, 370, 473, 532, 680, 714, 735, 739, 746, 764, 823, 853, 914, 934, 935, 936, 937, 945, 982, 1025, 1036, 1072, 1086, 11 26, 1128, 1186, 1187, 1188, 11 89, 1190, 1222. 594, 698, 702, 715, 726, 748, 793, 807, 813, 825, 842, 846, 979, 1035, 1038, 1063, 1071, 1103.
752, 851,
773, 877,
999, 1122.
36,
39,
43,
50,
161.
Legislazione co loniale e trattati
117,
260,
30 1,
307,
334,
340,
375,
Leva
254,
747,
758,
781 ,
787,
817,
844
Libia
3 19, 322, 344, '346, 368, 372, 395, 396, 406, 408, 423 , 424, 439, 440, 472, 474, 485, 493,
323, 347, 375, 397, 409, 425, 444, 475, 495,
329, 349, 377, 398, 4 14, 426, 448, 477, 496,
335, 353, 378, 399, 4 15, 427, 45 1, 478, 497,
336, 354, 38 1, 400, 4 17, 433, 455, 479, 503,
337, 340, 355, 356, 390, 391 , 40 1, 402, 418, 420, 434, 435, 462, 463, 480, 48 1, 504, 505,
Istruzioni ed esercita zio ni
88, 122,
776, 899,
342, 357, 392, 403, 42 1, 437, 464, 482, 508,
789, 970,
343, 367, 393, 404, 422, 438, 469, 484, 517,
442 segue Libia
518, 542, 650, 944,
528, 543, 652, 948.
530, 579, 655,
531, 596, 656,
534, 603, 749,
536, 630, 853,
538, 640, 920,
539, 642, 933,
540, 645, 943,
Licenze
66, 551,
92, 557,
11 1, 559,
130, 656,
135, 673,
239, 529, 541, 886, 1102, 1110.
546,
547,
Marina Militare
145,
523,
866.
Matricola
80, 464, 668,
151, 478, 671,
172, 493, 687,
178, 196, 216, 543, 555, 563, 785, 104 7, 1048.
310, 567,
346, 568,
426, 569,
44 l, 613,
M.V.S.N .• CC.NN.
618, 755, 969,
630, 648, 653, 656, 664, 756, 812, 843, 871, 897, 990, 1006, 1028, 1088, 1094.
682, 907,
687, 911,
751 , 920,
753, 943,
Ministero delle Colonie e dell'Africa Ita liana Norme di servizio
352, 360, 741, 762, 1214, 1218.
431, 449, 450, 473, 506, 674, 687, 738, 874, 1204, 1206, 1208, 1209, 121 l, 1212, 1213,
5,
7,
39,
Ordinamento civile e amministrativo
45, 299,
157, 371 ,
233, 514,
Ordinamento militare
134, 146, 240, 246, 304, 350, 562, 572, 927, 956,
Ordini del giorno
30,
153,
537, 631, 871,
630. 240, 246, 714, 1042.
294,
297,
147, l57, 222, 225, 228, 230, 233, 250, 257, 263, 266, 269, 279, 283, 385, 4 10, 432, 460, 465, 5 10, 524, 6 19, 631, 659, 670, 782, 795, 796, 977, 10 10, 1011, 1028, 1042, 1059, 1094.
235, 300, 552, 848,
156,
255,
256,
286,
162.
Pensioni
94, 118, 168, 200, 201, 533, 556, 1120, 114 1, l 172, 1181, 119 1, 1192, 12 17.
Personale civile
47, 119, 120, 157, 245, 249, 277, 278, 309, 354, 380, 400, 442, 494, 518, 530, 534, 538, 546, 547, 599, 615, 626, 634, 646, 669, 674, 709, 734, 874, 932, 987, 1004, 1044, 1101 , 1102, 1121, 11 30, 1149, 1150, 1157, I I 62, 1167.
Presidi d'Afr ica
4, 95,
11, 119,
Prigionieri di guerra
193,
542.
Reclutamento, arruolamento per le colonie e congedamentq
13, 115, 531, 617, 790,
Regie Truppe d'Africa
R.C.T.C. della Ci renaica
12 124,
14, 154,
17, 155.
18,
20, 125, 552, 620, 791,
24, 137, 554, 625, 794,
25, 144, 570, 645, 798,
48, 148, 571, 655, 808,
5, 62, 139, 235,
6, 64, 142, 236,
7, 66, 144, 237,
9, 69, 146, 239.
426, 579, 643,
431, 583, 670,
502, 588, 782,
554, 597, 791,
3 I,
608,
32,
612,
942,
76,
79,
69, 172, 573, 661, 8 18,
97, 98, 99, 335, 336, 390, 574, 583, 587, 663, 677, 683, 856, 1169, 1183.
107, 468, 601, 759,
27, 84, 148,
28, 101, 150,
36, 129, 151,
50, 134, 210,
60, 136, 229,
61, 137, 232,
561, 601, 794,
563, 617, 798,
570, 620, 808,
571, 625, 881.
573, 629,
577, 637,
443 R.C.T.C. dell'Eritrea
239, 272, 460, 785,
24 1, 274, 525, 796,
242, 275, 531, 814,
R.C.T.C. della Libia
438, 814,
508, 88 1,
531, 547, 574, 944, 1008, 1059.
R.C.T.C. de lla Somalia
468, 91 l,
R.C.T.C. della Tripolitania Rego lamenti e istru zioni Ricompense a l V.M. e ono rificenze
Ri mpairi Serv izio automob ilisti co e tras porti
243, 279, 547, 858,
247, 280, 549, 864,
253, 282,
261, 288, 629, 942.
266, 300, 668,
'l.67, 413, 718,
886,
257, 283, 597, 911,
628,
645,
661,
663,
677,
510, 942.
555, 598, 629, 668,
686,
694,
785,
879,
426, 577, 637,
431 , 579, 643,
441, 583, 670,
502, 588, 782,
554, 597, 79 1,
561, 601, 794,
563, 570, 617, 620, 795, 798,
571, 625, 808,
573, 629, 88 1.
27, 241, 413.
28, 242,
49, 243,
152, 247,
160, 253,
161, 274,
172, 275,
236, 282,
237, 386,
555,
173, 280,
35, 165, 167, 169, 170, 174, 175, 176, 197, 198, 199, 205, 217, 218, 219, 220, 234, 259, 389, 40 1, 404, 409, 4 18, 421, 423, 425, 433, 455, 464, 466, 469, 474, 476, 478, 480, 485, 489, 490, 491, 499, 522, 535, 593, 607, 614, 623, 636, 678, 684, 697, 704, 707, 738, 74 .1, 742, 743, 744, 760, 761, 771, 788, 798, 801, 805, 810, 83 I, 921, 930, 952, 962, 983, 986, 996, 1000, 1006, 10 15, 1018, 1019, 1021, 1052, 1069, 1092, 1115, 11 17, 1119, 1153, 1156, 1160, 116 1, 1175, 1198. 74, 333,
75 , 341,
77, 387,
78, 403,
89, 516,
106, 541,
121, 947,
195, 321, 330, 993, 1023, 1178.
132, 212, 311, 312, 316, 324, 364, 374, 495, 511, 564, 585, 587, 635, 641, 672, 829, 873, 939, 955, 1043, 1062, 1081, 1082, 1087, 1100, 1118, 1125, 1133, 1137, 1165, 1166, 1182; 1196.
Servizio di commissariato e sussistenza
100,
323,
347,
394,
484,
Servizio d i sanità
100, 440,
180, 484,
189, 696,
258, 778,
299, 309, 312, 839, 1051, 1083.
316,
344,
349,
Servizio inform azion i mi litari e t utela del seg reto
458,
47 1.
Servizio postale e telegrafico, ca rteggio, co rrispondenza
2, 376, 622.
34, 405,
67, 408,
18 1, 4 12,
308, 475,
325, 50 1,
332, 505,
345, 519,
353, 558,
355, 576,
57,
166,
434.
264, 297, 558, 714,
269, 299, 576, 781,
270, 376, 580, 786,
284, 446, 582, 823,
285, 45 1, 590, 826,
286, 468, 646, 876,
287, 29 1, 501, 510, 684, 690, 941, 1073.
293, 520, 697,
294, 555, 699,
Serviz io topografico e cartografico Somalia Italiana, Benadi r
657.
444 Sottufficiali
48, 76, 79, 82, 592, 637, 643, 674, 820, 836, 840, 856, 1047, 1048, 1077, 1094.
357, 705, 924,
561, 706, 972,
569, 736, 973,
572, 740, 980,
579, 780, 988,
Tribunali, giustizia militare e civile
6, 8, 14, 23, 129, 252, 271, 287, 292, 348, 369, 457, 523, 526, 676, 703, 757, 894, 933, 991, 1033, 1039, 1095 , 1097, 1123, 1124, 1139, 1154, 1155, 1158, 1159, 1170, 1174, 1177, 1179, 1180, 1184.
581, 801, 990,
Tripolitania
301, 312, 326, 351 , 380, 436, 476, 532, 600, 657, 731,
302, 313, 327, 358, 383, 441, 487, 545, 606, 660, 735,
303, 314, 328, 363 , 407, 443, 494, 552, 609, 662, 739,
304, 3 15, 330, 364, 410, 445, 498, 554, 61 1, 680, 750,
305, 316, 332, 365 , 412, 449, 500, 561 , 614, 699, 764,
307, 3 17, 333, 366, 41 9, 454, 502, 562, 622, 700, 774,
308, 318, 334, 369, 426, 456, 522, 565, 623, 70 1, 78 1,
309, 321, 338, 370, 430, 465, 524, 567, 627, 703, 827.
3 10, 324, 341, 373, 431 , 467, 526, 586, 636, 704,
3 I I, 325, 345, 374, 432, 470, 529, 591, 638, 708,
Truppe indigene
95, 274, 444, 589,
98, 275, 45 1, 707,
124, 280, 453, 717,
125, 382, 465, 922,
152, 386, 488, 956,
160, 390, 489, 959,
161, 415, 490, 977,
207, 420, 533, 978,
241, 426, 552, 992.
25 1, 432, 556,
Ufficiali
47, 214, 341 , 632, 726, 809,
65, 239, 362, 633, 728, 819,
68, 245, 381 , 649, 729, 820,
70, 249, 422, 691, 733, 833 ,
73, 272, 459, 692, 748, 834,
84, 92, 276, 289, 560, 562, 698, 702, 770, 773, 979, 1080.
119, 3 19, 580, 710, 766,
189, 320, 621 , 715, 789,
211, 339, 629, 7 16, 803,
Ufficiali éolon iali
157,
645.
Uniforme, armamento, e quipaggiam e nto
12, 208, 399, 691 , 840,
46, 209, 413, 693, 865,
53, 221 , 420, 705 , 872,
60, 88, 54, 55 , 58, 229, 243 , 261, 267, 347, 444, 482, 488, 497, 504, 7 11 , 717, 783, 815, 833, 887, 1078, 1079, 1147, 1194.
150, 379, 602, 834,
154, 384, 676, 836,
U.nione Militare
695, 1138.
445
ANNO 1885 N.
d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Ci rcoPagg. o lare Legge G.M.U.
Ogg ett o
1
11.1.1885 (I)
5
6
R.D. che stabilisce gli assegn i speciali pe r le truppe de l presidio di Assab.
2
4.2.1885 (Il)
16
67
Com unicazioni postali coi presidi del Mar Rosso.
3
15.2.1885 (I)
26
41
R.D. che stabilisce la circoscrizione giurisdizionale nella quale è compreso il territorio de lla colonia italia na di Assab.
4
23.2.1885 (li )
22
82
Presidi d'Africa. (O rd inamento tre btg. f. e uno b.).
5
19.4.1885 (I)
51
72
Norme speciali di se rvizio pe r le tr uppe in Afr ica. (Ca rte personali • Licenze, assegni).
6
21.5.1885 (I)
74
160
Istituzione T rib unale Militare presso il C.do Superio re Truppe Italiane in Africa.
7
5.6.1885 (I)
78
150
Norm e speciali di servizio e di am mi nistrazione per le tru ppe in Africa.
8
14 .6.1885 (I)
122
217
R.D. che stab ilisce una inden ni tà eve ntua le per l'Ufficiale sostituto istruttore aggiunto per il Tribunale Militare in Africa (L. 300 annue).
9
1.7.1885 (I)
96
177
Modificazion i alle istruzioni amministrative speciali per le truppe in Africa.
10
2.7.1885 (I)
100
184
Legge che autorizza la spesa d i 2 mil ioni pei distaccamenti militari del Mar Rosso nell'esercizio fìnanziario 1885-86.
3224
,
11
24.7. 1885 (I)
158
325
Soprassoldi per se rvizi speciali a uom ini di truppa dei presidi d'Africa.
12
31.7. 1885 (I)
125
220
Uniformi Regio Esercito pe i presidi d' Africa. (Ufficiali e tru ppa).
13
14 .8.1885 (li )
97
361
Congedamento dei militari della classe 1862 e 1863 con obbligo di due an ni d i servizio sotto le arm i, provenien ti da i distaccamenti d'Africa.
14
25 8 1885 (I)
139
299
R.D . relativo al tratta me nto del pe rsonale della giustizia mili ta re ne i presid i d'Africa.
15
10.9.1885 (I)
142
305
Posti di 1• classe agli Ufficiali inferiori ed agl i impiegati assim ila ti di rango nei viaggi da ll' Italia al Mar Rosso e viceversa.
16
10.9.1885 (I)
145
311
R.D. che stabilisce il trattamento agli Uffi ciali inferiori nei viaggi da ll'Italia al Mar Rosso.
17
30.9.1885 (I)
159
327
Indennità speciale a l Comandante supremo, ai Coma nda nti di presid io e d a i capi servizio presso le truppe dei presidi d'Africa.
446 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D .
Circola re Pagg. Legge G.M.U.
o
Oggetto
I8
30.9.1885 (I)
160
328
Inde nn ità di viaggio agli Ufficiali e uom ini di truppa dei presidi d'Africa nei trasferimenti all'estero.
19
7.10.1885 (I)
154
320
Formazione di un comando locale d'artiglie ri a a Massaua. (Dall' l.111885).
20
20. 10.1 885 (II)
I31
539
Passaggio effettivo alle com pagnie distaccate in Africa degli individ ui di truppa dello stesso corpo aggregati a lle medesime.
21
5.11.1 885
172
339
R.D. che fissa le attribuzioni del Comandante supremo in Africa.
178
352
Ritenute straordinarie a favore de lle masse individual i degli uom ini di truppa reduci dall'Africa.
(I)
22 24.Jl.1885 (I)
ANNO 1886 23
18.2.1886
30
53
R.D. relativo al tratta mento del pe rsonale della gi ustizia militare.
38
109
Congedamento anticipato dei mili tari provenie nti dai distaccamenti d'Africa.
52
91
Computo de l tempo trascorso in servizio nei presidi del la costa del Mar Rosso.
(J)
24
16.3. 1886 (II)
25
18.4.1886 (I)
26
7.6.1886 (I)
81
127
Istituzione Deposito Centrale per le truppe d'Africa ia Napoli .
27
15.6.1886 (I)
84
131
Ist ruzione per le trup pe d'Africa.
3814
ANNO 1887 28
30.1.1887 (I)
29
6.2.1887 (I)
30
16.2.1887 (l)
31
17.2.1887 (I) •
32
23
96
Varianti alla Ist ruzione Speciale sull'amministrazione delle truppe d'Africa.
30
104
Legge che auto ri zza la spesa straordinaria di 5 milioni per spedizione di rin forzi nel Mar Rosso.
107
Ord ine del Giorno all'Esercito per i combattimenti del 25 e 26 gennaio 1887 in Africa.
36
108
R.D. col qua le sono conside rate sul piede di guerra le truppe del Regio Esercito distaccate in Africa. (Dal 20. I. I 887).
17.2.1887 (I)
44
136
Norme per l'applicazione degli assegni di guerra a lle trupp e dei presidi d'Africa.
33
17.2. 1887 (I)
76
179
34
20.2.1887 (II)
19
60
Re lazione e R.D. relativi alle attribuzioni del Comando superiore a Massaua ed alla trattazione delle cose d'Africa: Servizio postale de i presidi del Mar Rosso.
4315
447 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D. Circoo la re Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
35
24.2. 1887 (I)
42
114
Relazione e R.D. per la concessione di ricompense a l V.M. per i combattimenti del 25 e 26 gennaio 1887 in Africa.
36
25.4.1887 (I)
82
21 1
Modificazione a l paragrafo 34 dell'Istruzione per le · tru ppe in Africa.
37
28.4.1887 (I)
85
2 16
R.D. che stabilisce gl i assegna menti da corrispo nde -
38
7.6.1 887 (I)
109
39
30.6.J 887 (I)
40
10.7.1887
re al colonnello ed al tenen te colonnello a disposizione del Comando superiore in Africa pe r il comando di più battaglioni. 248
Isc rizion i su i ga mbi delle bandiere dei reggimenti che ebbero repa rti ai co mbatti menti di Saati e di Dogali. Ist ruzio ne speciale sul servizio e sull'amministrazione per le t ruppe d'Africa.
4714
155
5 11
Autorizzazione credi to L. 20.000.000 per spese milita ri d'Afr ica.
168
564
R.D. che autorizza un primo prelevamento di Lire 5.000.000 per spese mi litari in Africa sul cred ito a pp rovato con legge 10.7.1887, n. 4714 (serie 33 ) .
173
575
Costitu zione Corpo Speciale d 'Africa.
(I)
41
14.7.1887 (I)
42
14.7.1887 (I)
43
20.7.1887 (I)
163
557
Istruzione speciale su l servizio e sull'amministrazione per le t ru ppe d'A frica.
44
20.7.1887
170
569
R.D. che stabilisce una inden nità speciale a l Direttore dei servizi d i artiglieria presso il Comando su pe ri ore in Africa (L. 600 an nu e dall'l.7. 1887).
230
749
R.D. che istituisce un ufficio di Stato Civile in Assa b (dal!' 1.9.1 887). D ivisa de l Corpo Speciale d'Africa.
4783
(!)
45
7.8.1 887 (I)
46
9.8.1887 (I)
177
602
47
10.8.1887 (II)
99
3 15
Ammissione degli Ufficiali e degl i impiega ti civili nel Corpo Speciale d'Africa.
48
10.8. 1887 (Il)
100
320
Noqpe pe r il recl utamento dei sottu fficia li, capo rali e soldati per il Corpo Speciale d 'Africa.
49
178.1887
146
652
R.D. che app rova il Regola mento per l'amministrazione e la contabilità delle spese mil ita ri in Africa. Variante alla Istruzione Speciale per le truppe d' Afr ica del 30.6.1887.
4858
4900
(I)
50
17.8. 1887 (I)
I 88
629
51
21.8.1887 (I)
197
654
R. D. che au torizza un secondo prelevamento di Lire 6.000.000 per spese mili tari in Africa sul credito approvato con legge 10.7.1887, n . 4714 (3° se rie).
52
24.8.1887 (li)
120
447
Disposizioni am min istrative pe r la costituzio ne de l Corpo Speciale d' Africa.
53
5.9 1887 (li)
125
485
Arma mento de i mi litari d i truppa del Corpo Speciale d'Africa.
448 N. d'ordine
Data (
) Vo i.
RD . Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogg e tt o
54
5.9.1887 (I)
192
637
Disti ntivi di grado pe r Uillciali e T ru ppa desti nati in Africa.
55
18.9.1887 (Il)
132
513
Divisa per il Co rpo Speciale d' Africa.
56
2.10.1887 (Il)
140
539
Norme per la riunione del Co rp o Speciale d' Africa.
57
3.1 0.1887 (II)
142
548
Pubblicazione di u na carta d imostrativa della regione com presa fra Massaua, Ke ren, Aksu m e Adigrat alla scala 1/250.000 e 1/400.000.
58
3.10.1 887 (I)
2 12
695
Adozione di gambali d i te la per gli uomini d i cavalleria e del t reno del Corpo Speciale d' Africa.
59
7.10. 1887 (I)
231
750
R.D. che au torizza un terzo prelevamento di Lire 8.000.000 pe r spese mi li tari in Africa sul credito approvato con legge I 0.7. I 887, n. 4714 (3" se ri e).
60
10.10.1 887 (II)
150
562
Sciabola degli Ufficia li addetti alle trupp e d'Africa.
61
16.10.1887 (I)
i 19
703
R.D . che stab ilisce le attrib uzioni del Generale dell'Esercito Comandante in capo delle Regie Truppe in Africa.
62
18.10.1887 (l)
220
704
Decreto ministeriale che approva le annesse prescrizioni re lative ai co rrispondenti dei giornali e agenzie telegrafiche presso le Regie Tru ppe io Africa.
63
21.10.1 887 (I)
229
748
Istruzioni amministrati ve pe r il Corpo Speciale d'Africa.
64
23.10.1887 (I)
233
753
Norme ammi nistrative complementari per le truppe d'Africa.
65
13.11.1887 (I)
259
799
R.D. che stab ilisce inden nità d i en trata io campagna pe r gli Uflì ciali desti na ti in Africa.
66
27 . I 1.1887 (Il)
175
663
Sospensione delle licenze e dell'invio in co ngedo dei militari destinati alle trupp e d'Africa.
67
9.12. 1887 (II)
184
672
Servizio postale tra l' Ita lia ed i possedimenti italiani de l Mar Rosso.
68
25. 12.1887 (I)
5
4 del 1888
R.D. relativo alla indenn ità dovuta agli Uflìciali in Africa pe r la perd ita d i cavall i per causa d i servizio.
69
26.12 .1887 (Il)
195
686
D isposizioni rela tive all' invio dei militari di truppa in Africa.
ANNO 1888 16.1.1888 1 (Il)
I I Il
16 1 Liquidazio ne delle partite rela tive a con ti particolari degli Ufficiali d'Africa . .
449 N.
d'ordine
Data (
) Voi.
R.0.
Circolare Pagg. Legge G.M.U.
Oggett o
o
71
16.1.1888
12
18
Norme amministrative per gli uomini che cessano di apparten e re al Corpo Speciale d' Africa.
72
1.3. 1888 (I)
46
93
Istituzio ne Direzione Te rritoriale di Artigl ie ri a in Massaua.
73
4.3.1888 (I)
40
78
Indennità dovuta agli Ufficiali in Africa per la perdita di cavalli a causa d i malattie in fettive.
74
16.4.1888 (l)
69
143
Norme relative ai militari di truppa del Corpo Speciale d' Africa che rimpatriano per motivi di salute.
75
19.4.1888
54
199
orme amministrative per ·1e truppe che ritornano dall' Africa.
<n
(ID 76
25.4. 1888 (Il)
57
209
Sottul1iciali dei presidi d'Africa chiamati ag li esa mi orali per l'ammissione straordinaria al corso di contabilità.
77
1.5.1 888 (II)
60
212
Norme amm inis trative per le tr uppe che rito rnano dall' Africa.
78
25.5. 1888 (II)
72
26 1
Norme amminist rati ve per le truppe che rito rn ano dall'A frica.
79
8.6.1888 (II)
79
276
Sottufficiali dei presidi d'Africa ammessi al corso di contab ilità presso la scuola normale di fanteria.
80
15.6.1888 (I)
112
268
Computo della cam pagna d'Africa 1887 e 1888. Iscrizione a matricola.
81
25.6. 1888 (li )
103
392
Asseg ni per le spese di ufficio a lla Direzione TerriO toriale d'Artiglieria di Massaua dal I luglio 1888 al 30.6.1889.
82
23.8.1888 (11)
130
498
Sottul1iciali de i presidi d ' Africa chiamati agli esam i orali per l'am missione alla scuola dei Sottufficiali.
83
11.10.1888 (I)
216
508
IstituLione Direzione Territoriale del Genio in Massaua.
84
30. 10.1888
226
544
Domande di Ufficiali per destinazione all e truppe d' Africa.
234
580
Schia rimento sul compu to dell e campagne d 'Africa.
4714
(I )
85
8.1 1.1888 (I)
ANNO 1889 86
30. 1.1 889 (I)
43
107
Soprnssoldi per a lcuni se rvizi speciali ai quali devono attendere gli uomini di truppa dei distaccamenti d'Africa.
87
24.2 1889 ( [)
49
121
R.D. che stabilisce una inden n ità speciale per il D ire ttore dei servizi del Genio in Africa. (L. 600 annue dall' l.1.1889).
450 N. d' ordine
Data (
) Voi.
R.D.
Circo-
o lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogg e tt o
88
25.2.1889 (I)
42
71
89
3.4.1889 (li)
62
193
Liquidazione de lle masse individuali de i rimpatria ti d'Afriga.
90
115.1889 (I)
95
189
Pubb licazione delle decision i di massi ma sul giornale militare - pa rte 1•. (A rt.. 46, pagg. 207).
91
12.5. 1889 (1)
96
213
Costit.uzi one Corpo Speciale d'Africa. Modilìca al R.D. del 14.7.1887, n. 4783.
92
24.5.1889 (II)
81
269
Licenza agl i Ufficiali e d uomini di truppa reduci dall'Africa.
93
20.6.1889 (I)
6132
132
30 1
R.D. che modifica la costi tuzione del Corpo Speciale d' Africa del 14.7.1887. n. 4783.
94
29 6.1889 (I)
6141
95
30.6.1889
6215
6086
D ivisa del Corpo Speciale d' Africa.
Approvazione sta to previsio ne spesa pe r il Min istero della Guerra. (Spesa per il di staccamento d' Africa - Pensioni). 143
329
Istituzione pe r i presidi d ' Africa di truppe indige ne.
(])
96
1.7.1889 (II)
103
363
Assegno pe r le spese di uflìcio alla Direzione Territoriale d 'A rtiglieria di M ass aua pe r l'anno 1889-90 (L. 200.000).
97
10.7.1889 (II)
100
309
Recluta me nto e norme amm inistrative per il Corpo Speciale. Invio in Africa di militari arruol ati.
98
16.7. 1889
146
339
Istruzione provviso ria per recl u tame nto, ordiname nto e am m inis trazione de lle truppe indigene d'Africa.
(I)
99
18.7.1889 (II)
105
364
Inv io in congedo dei m ilita ri di truppa del Corpo Specia le d'Africa, i quali han no chiesto di rescindere la ferma dopo 2 anni d i servizio.
100
28.7.1889 (I)
157
385
Istituzione Direzione dei Servizi di Sanità militare e Direzione di servizio di Co mmissariato m ili tare in Massaua.
101
1.8.1889 (I)
184
47 1
Approvazione tabelle gradua li e num eriche di formazione de l Comando Superio re delle truppe d 'Africa.
102
3.8. I 889
l 77
457
Soprassoldo ag li uomini di tru ppa della Compagnia Specialisti del G enio de l Corpo Speciale d'Africa adde tti alla ferrovia Massa ua-Saati.
(Il 103
4 .9.1889 (I)
194
503
Ordinamento de l Regio Esercito. Sezione contab ile presso il Comando Su periore in Afri ca.
104
3.10. 1889
223
627
Soprassoldo ai conducenti e mi litari di truppa presso il Comando di truppa di Ghinda.
225
629
Modifica alla istituzione Deposito Centrale per le trupp e d'Africa in Na poli del 7.6.1886.
(I)
105
18.10.1889 (I)
451 N. d'ordine
106
(
Data ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
28.10.1889
Ogget t o
233
649
orme relative ai m ilita ri di truppa del Co rpo Speciale d'Africa che rim patria no per mo ti vi di salute.
(I )
107
22.J 1.1889 (I)
256
679
Reclu tam ento d i m ili tari di tru ppa pe r il Co rpo Speciale d'Africa.
108
12.12.1889 (li )
177
641
Modello di atto di ammissione volontaria al Corpo S peciale d' Africa.
ANNO 1890 109
1.1.1890
6592
7
35
Costi tuzione dei possedi m e nti ital ian i del Ma r Rosso in Colo n ia E ritrea.
( I)
110
2.1.1890 (I I)
7
12
Richiesta di atti di ammissione nel Corpo Speciale d ' Africa.
11 1
30.1.1890
21
47
Licenza agli Ufficiali cd agli uomini di t ruppa reduci dall'Africa.
.30
73
Compu to delle campagne d'Africa.
34
78
Iscrizio ne a ma tri cola de lle ca m pagne d' Afr ica.
51
135
Legge che autori zza la s pesa d i L. 3.000.000 in au mento al capito lo 38 dell'esercizio finanziario 1889-90, "Spese per il distaccamento d'Africa".
54
136
Reclu tamen to di milita ri di truppa per il Corpo Speciale d'Africa.
86
181
Cassafo rte per le truppe d ' Africa.
7003
152
281
Legge che dà facoltà al Governo del Re d i em a nare alcu ne leggi nell'Eritrea.
7004
153
283
Legge che !issa le norme per il computo del servizio prestato nei possedi me nti del Ma r Rosso per la liqui dazione de lla pensio ne.
133
248
154
285
Ufficiali ed impiegati civili dipenden t i dall'Ammini strazione della Gue rra destinati ai presidi d' Africa. Legge che stabi lisce un 'indennità di equipaggiamento e di missione per gli impiegati civili delle va rie a m m inistrazio ni del Regno des ti nat i sul Mar Rosso pe r i se rvizi della colo n ia e dei presidi.
157
288
~orme relative ai militari di truppa che ritornano dall'Afr ica per m ot iv i d i salu te .
169
311
M odifica alla costituzione del Corpo Speciale d'Africa secondo le annesse tabelle organiche di formazione. (Si aggancia al R.D. 20.6.1889, n. 6132 e precede nt i).
(11)
112
24.2. 1890 (I)
113
5.3. 1890 (II)
114
30.3.1890
6754
(I )
115
3.4. 1890 (I )
116
30.4.1890 (I)
117
1.7.1890 ( I)
118
1.7.1890 (I)
119
3.7.1890 (I)
120
10.7.1890
6997
(I )
121
14.8.1890 (I)
122
28.8.1 890 (I )
7097
452 N. d'ordi ne
Data (
) Voi.
123
31.8. I 890 (I)
124
3 .9 .1 890 (!)
125
24.9. 1890
R.D. Circo-
7 100
163
307
Mod ifi cazione a lle istru zion i amm in istra tive per il Corpo Speciale d'Africa.
170
325
Modifica alla istituzione de i pres id i d 'Africa d i trup pe indigene d el R.D. 30.6.1889, n . 6215.
175
335
Reclu tamen to di mil itari d i truppa pe r il Co rpo Spec iale e per le truppe ind ige ne d'Africa.
197
377
R.0. relativo alle attribuzio n i de l Governa tore civ ile e milita re dell'Eritrea.
(I) 126
29.9. I 890
Ogg e tto
lare Pagg. o Legge GMU.
7 160
(I) 127
2.10.1890 (I)
179
353
M od ifica a ll 'approvazione tabelle g radu a li e numeriche di fo rm azione del Comando Superiore delle tru ppe d'Africa de l I' 1.8. 1889. (E ritrea).
128
2 . 10 .1890
175 180
364
R.0. ch e s tab ilisce l'inden n ità di carica a i colon n e ll i comandanti di zo na ne lla colonia E ritrea.
216
413
R .D . che stabi lisce g li assegni s pese d'u fficio per il com a ndo d e lle Regie Truppe in Africa, pe r le d irezioni dipendenti e pe r il tribun a le m ilita re.
(I) 129
10. 11.1 890 ( I)
ANN O 1891 L ice n za ag li Ufficiali ed agli uo m in i di truppa re d uc i d all'Africa.
130
3 11891 (II)
6
12
13 I
25 11891 ( I)
11
148
Compu to delle ca m pagne d'Africa.
132
11.2.1891
18
159
Norm e e _condizioni relative a i trasporti militari s u lle li n ee Napoli-Massa ua-Assab -Aden.
51
197
R.D. relativo a ll ' insegna ed agl i onori da rende rs i da ll e n avi a l Governato re della co lo n ia Eritrea.
10 1
251
Riordiname n to delle tru ppe d'Afr ica.
(I) 133
26.2.1891 ( I)
134
11.6. 189 1
268
(I) 135
11.6.1891 (1)
109
291
R.D . ch e istitu isce un con sigl io d'amminis trazione presso i co ma nd i local i l'Artiglieria e Genio in Massaua.
136
14.6.189 I ( I)
110
292
Norm e per l'esecu z io ne d e l R.D. 11.6.1891, n. 268, relativo a l riord inamen to delle truppe d'Afr ica. (Assegni e licenze).
137
14.6 1891
111
298
Rec lu tame nto di m ilitari per le trupp e d 'Africa.
11 s
323
I nca rico delle funzioni d i Governatori c ivili e m il itari della colo n ia Eritrea du rante l'assenza temporanea d e l Governato re tito lare. (Bara tie ri Vice Ga ndolfi T itolare).
200
544
Gove rn o co lo nia Eritrea e n orme per regolare le re·!azion i fra i funzion ari ad esso p re posti ed i Comandanti d e lle R egie Truppe.
(I) 138
21.6. 189 1
(I)
139
1.10. 1891 (I)
583
453 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D . C ircoo
lare
P,igg .
Ogg e tt o
Legge GMU
140
20. 12.189 1 (I)
236
598
O rd ina m en to de l Regio Eserci to. - R.D. col quale le truppe d'Afr ica cessa no d i esse re considerate sul piede di g uer ra alla data del 1° gennaio 1892.
141
23.1 2.189 1 (I)
237
598
Cessazione de llo stato di gue rra nell'E ritrea e conseguen te cessazione de l co m puto delle cam pagne d'Africa.
ANNO 1892 142
22 .1.1892 (I de l 1893)
744
7
10
R.D. col quale è de legata a l Governa tore civile della colonia Eritrea la facoltà di decide re in ordine alle delibe ra zioni delle commissioni di disciplina a carico dei Sottu fficia li de lle Regie Truppe dislocati ne i presid i della colo nia.
143
10.3. 1892 (I)
87
48
67
Attrib uzion i de l Governa tore civile dell'Eritrea (e di quel lo m ilita re).
144
13.3.1892 (I)
70
186
Reclu tamen to di mi li tari pe r le tru ppe d'Afr ica.
145
8.12. 1892 ( 1)
702
239
589
R.D. col quale è soppresso il Co mando locale d i m arina a Massaua ed è costi tui ta una stazione navale nel Ma r Rosso.
146
11.12. 1892 (I)
707
234
52 1
R iordinamento de lle Regie Trup pe d'Africa.
147
14.12. 1892 (I)
235
559
No rme per l'esecuzione del R.D. 11. 12. 1892, n . 707
148
14.12.1892 (I)
236
568
Reclu tamento di m ilita ri per le trup pe d ' Africa.
149
30.12.1892 (1)
20
33 del 1893
769
R.D. che determ ina il posto spettan te al Govern atore civile de ll'Eritrea ne ll' ordine delle precedenze a co rte e ne lle fu nzio ni pubbliche.
ANNO 1893
150
1.4.1 893 (I)
52
110
Mod ificazion i alle giubbe d i tela colo r bronzo chia ro pe r le truppe d'Africa.
151
6.4.1893 (Il)
38
107
Com unicazion i delle va ri az ion i matricolari° pe r le trupp e d'Africa.
152
20.111893 (I)
182
386
Regolamento di d isci plina pe r le tru ppe indige ne d' Afr ica. Regola mento d'escrcizi per la fan te ria ind igena d'Africa con annessa istru zione su l tiro.
153
25.12.1 893 (I)
197
409
Ordine del Giorno all'Ese rcito per la vittoria di Agoda rt.
454 N. d'ordine
(
Data ) Voi
R.D
Ci rcolare Pagg. Legge G.M .U.
o
Ogge tt o
ANNO 1894 154
1.11 894 (I)
3
2
Colonia Er itrea. D ivisa s pec ia le .per gl i U fficiali d e i pres idi d ' Africa.
l 55
l.l .1894 (l )
5
6
Colonia Eritrea. No rm e conta bili per i mate ri ali ne i pres id i d 'A frica ( ma t. se rv. gen. · addeb iti - v iveri).
156
l.2.1894 (I)
17
45
Colo n ia E ritrea. Ordine del Gio rno pe r la v itto ria di Agodart.
157
18.2. 1894 (1)
67
48
127
Colo n ia Eritrea. R.D. c he istitu isce alle d ipende n ze d el M in istero Affari Esteri u n corpo d i Uffici ali e commessi co loniali.
158
18 2.1894 (I)
68
49
136
Colonia Eritrea. Ordinamento dei serv izi civil i e m ili tari (Ammin.ne).
159
8.6. 1894 (I)
74
175
Passaggio d al l'attuale a l nuovo ord inamen to amm in istrativo d elle trupp e d'Africa. (mal. - stato di consistenza).
160
16.7.1894
133
424
Varian ti al Regolam e nto d i d isciplina pe r le trup pe indigene d ' Africa (paga).
(I) 161
16.7. 1894 (1)
134
425
Istru zion i e d esercitazio ni m il ita ri. Mod ificazio ne a l Rego lame n to d'ese rcizi pe r la fan te ria ind igena d 'Africa.
162
23.7.1 894 (!)
138
437
Colon ia E ritrea. Ordine d e l Gio rno pe r l'occu pazione di Kassa la. (Encom io pe r Baratier i e trupp e).
163
1.10.1894 (1)
190
557
Colon ia Eritrea. D enominazion e di ope re di fortificazione nella colonia. (Fo rt e Ba ratie ri, anziché Kassala) .
164
25 .10.1 894
220
791
Colo n ia E ritrea. R .D. po rtante la s osti tuzione d elle 4 tabelle a nnesse a l R .D . 18 .2.1894, n. 6 8 per la formazi one d e ll e Co m pag n ie d el Gen io d'Africa.
208
597
R.D . che is titu isce una me d agli a rico rd o delle cam pag ne d'Afr ica.
(I) 463
165
3.ll.1894 (I)
166
24.1 11 894 -( I)
161
439
Ca rta dimostrativa l: 1.000.000.
167
28.12. 1894 (1)
225
800
Istru zion e per l'esecu zio ne del R.D . 3.11.1894, n. 46 3. (M e da glia ricordo d 'Africa).
d ell'E tio pia
alla
scala
di
ANNO 1895 168
6.1.1895 (!)
691
23
52
Pe nsioni. R.D. col quale vie ne cons ide rata in s tato d i gue rra una parte de l territorio d ella colon ia Eritrea, e conside rat i su l pie d e di guerra i m ilita ri che nel detto ter rito rio presero parte a d operazion i m ili tari.
455 N. d'ord ine
R.D.
C ircolare Pagg. Legge G.M.U.
Data (
o
) Voi
Ogg etto
169
11.2. 1895 (Il)
29
72
D ist ribu zio ne della medagl ia a rico rdo delle ca m pagn e d'Afri ca per gli uom in i sotto le arm i.
170
15.2.1895 ( I)
42
74
Onorificen ze. Medaglie d' Africa. (L. 0,95 ogni me daglia con nast ro - L. 0,60 ogni fascetta d'arge nto).
171
7.3 .1895 (I)
56
99
Colo n ia Eritrea. Com pu to di una campagna di gue rra pe r i m ilitari che presero pa rte ad ope razioni mi litari ne l te rritorio de lla zona d i Che ren nel 1893 e per la presa di Kass ala nel 1894.
172
4 .4. 1895 (I)
67
147
C olo n ia E ritrea. Ist ruzio ni relative a lle truppe coloniali. (A m m iss.ne truppe colo nia li - in vio - varie reclu tamen to - promozioni - pu nizion i - matricola).
173
10.4.1895 (I)
78
205
Colonia E ritrea. Istruzio n i comple m en tari a l regolame nto o rgan ico e d ammin istrati vo per la colo nia E ritrea del 18.2. 1894, n. 68. (Atto 49 del 1894 - pagament i e liquidazioni).
174
20 6 1895
138
33 I
Ono ri fice nze. R.D. che is tituisce d ue nuove fascette pe r la medaglia ricordo per la cam pag na d 'Africa.
374
( 1)
175
2.7.1895 ( I)
139
332
O norificenze. Istruzion i pe r l'esecuzio ne del R.D. del 20.6.1895, n . 374. (Vds. atto 225 de l 28.12.1894) .
176
28 . l 1.1895
228
76 I
Onorifice nze. Modificazioni alle is truzio ni per l'esecuzione del R.D. 3.1 1.1894, n. 463 che isti tuì la medag lia d'Afr ica. (Do ma nda al Com andante del Distretto o Corpo).
9
Legge che au torizza la m aggio re assegnazione nella spesa de ll'ese rcizio finan ziario 1895-96 di Lire 20.000.000 per le magg iori spese d ' Africa.
(I )
177
178
26. 12.1 895 (I) 27.12.1 895 (U)
71 1
7
del 1896 161
511
I
Variazion i da iscriversi sulla matri cola de i m ilitari partenti per l' Africa.
ANNO 1896 179
10.11896 (Il)
7
15
No rme ammin istrative per le t ruppe di rinforzo in Africa.
180
23.1.1896 (Il)
15
28
Conteggio de i materiali per se rvizio sanita rio cedu ti a l deposito della colonia E ritrea .
181
23.1. 1896 (II)
33
63
Franchigia postale per le corrispondenze dei mi li tari nella colon ia Eritrea.
182
26.1.1 896 (I)
37
54
R.D. col q uale l'Eritrea ed i terr itori che ne dipendono so no d ich iarati in stato d i guerra.
183
31.1.1 896 (Il)
21
40
Spese di viagg io per le trup pe di rinfo rzo ed inv io di materiali in Africa.
456 N. d'ordine
Da ta (
) Voi
R D Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
184
16.2.1896 (li)
37
69
Assegni per le truppe d'Africa.
185
1.3.1896 (Il)
42
79
Assegni per le truppe des ti na te in Africa.
186
15.3. 1896 (I)
59
99
R.D. col q uale sono considerati sul piede di guerra i militari che presero parte a l fatto d'arme di Oeb ra Ailà e i m ilita ri che trovansi ne lla colonia Eritrea dal 7.12.1895 . (Pens ion i).
187
19.3. 1896 (I)
91
145
Decreto Min isteriale che nomina una commissione pe r la ripartizione delle somme ela rgite a favore de i m ili tari feriti e del le fa miglie pove re dei militari italia ni ed indigen i morti ne i combattimenti d'Africa. ·
188
26.3.1896 (l)
72
l 19
Legge che au tori zza un credito d i L. 140 mi lioni per le spese di guerra ne lla colo nia E ritrea.
189
3.4.1896 (Il)
55
95
Ufficia li fer iti in Africa ricoverati in ospedali militari de l Regno.
190
5.4 .1896 (II)
63
119
Ri partizione nello stato di previsio ne della s pesa del Ministero della Guerra per l'ese rcizio fìna nzia rio 1895-96 della somma di L. 94.500.000 per le spese di guerra ne lla colo nia Er itrea.
19 1
9.4.1896
79
125
Colonia Eritrea. Razioni foraggio per cavalli degli Ufficiali in Africa, lasciati in Italia.
76
( ()
192
4.6.1896 (I)
98
15 1
Colo nia .Eritrea. R.D. che stab ilisce gli assegni per a lcune cariche e posizion i non previste nel regolamen to o rga nico per la colonia Eritrea.
193
12.6.1896
105
163
Colon ia Eritrea. Assegn i alle famiglie di prigionieri di guerra in Africa.
108
165
R.O. col qua le l'E ritrea ed i territori che ne dipen-
(I)
194
18.6.1896 (I)
210
dono cessano dall'essere considerati in stato d i guerra. (18.6.1896).
195
18.6.1896 (Il)
89
189
Preavv isi di passaggio per i reduci dall'Africa.
196
21.6 1896
115
175
Colo nia Eritrea. Isc rizione a matri cola de lle campagne d'Africa in applicazione dei RR.OD. 15 marzo e 18 giugno de l 1896 .
116
175
Onorifìcenze. R.D. che istituisce una nuova fascetta per la medaglia a ricordo delle cam pagne d' Africa.
( !)
23 1
197
21.6.1896 (I)
198
25 .6.1896 (I)
119
178
Norme per la concessione della medaglia d'Africa.
199
25.6.1896 (Il)
94
20 I
Concessione de lla medaglia d'Afr ica ai militari che già ne han no diritto.
200
2.7. 1896 (I)
131
212
Legge sulle pe nsion i per le fam iglie dei presunti morti nella guerra d'Africa.
256
457 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. C ircoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogg e tto
20 1
8.7. 1896 (I)
134
215
Pensioni. D ichiarazione d i irreperib ilità per i m ili tari presunti m o rt i in Africa, stabilita dalla legge del 2.7.1896, n. 256.
202
7.8. 1896 (II)
108
223
Disposizioni varie in conseg uenza della cessazione dello stato di guerra ne lla colo nia Eri trea.
203
20.8. 1896 (II)
114
266
Mu li tenuti per co nto de lla colo nia E ritrea.
204
10.9.1896 (Il)
12 1
279
Posti gratu iti e sem igra tuiti, istitu iti presso convi tti fem m in il i, a favore d i orfa ni di Ufficiali e Sottuflìciali morti nel le campagne d'Africa.
205
1.10.1 896 (II)
134
296
Concessio ne della medaglia d'Africa ai militar i aventi diritto.
206
2.10.1896 (11)
136
297
Riten u ta straordinaria de l 15 e 25% sospesa per gl i Ufficiali ed impiegati che si trovano nel la colo ni a E ritrea.
207
7. 11.1896 (I)
215
485
Decreto M in isteriale pe r la sos ti tuzione di un me mbro della com m iss io ne pe r la rip artizione delle som m e elargite a favore dei m ili tar i ferit i e delle fam iglie pove re dei m il itari italiani e d ind ige ni m o rti nei combattimenti d'Africa.
ANNO 1897 208
20. I. I 897 (I)
22
111
Eq uipaggiam ento. Modifi cazione ai conti dei distintivi di gra do e di an zianità de lle Regie Truppe d'Africa. (Istru zio ne col gallone e trecci uo la d i ma rca rossa usati in Italia).
209
24.2.1897 (I)
39
131
Eq uipaggiamento. Mod ific he ad alcuni conti di cost ruzio ne di robe di tela per le truppe d'Afr ica. (Gambali, botto ni, gi ubbe, uosa).
210
1.4 .1897 (II)
47
129
Militari di truppa che ri nu nc iarono ad u n grado o ad una carica per far pa rte dell e truppe d 'Africa.
2Jl
2.4. 1897 (Il)
49
130
Sistemazione de i conti degli U ffi ciali destinati in Africa.
2 12
12.4 1897 (Il)
51
133
Allestim ento dei colli pe r i materiali che dall'Ita lia sono spediti alla colon ia E ritrea e viceversa.
2 13
12 .5. 1897 (I)
11 3
321
R.D. col quale l'Eritrea, i territori che ne dipendono ed i m ilita ri che ivi si trovano sono considerati sul piede di gue rra da l 15 ge nna io a l 15 febbraio 1897.
214
208.1 897 (1)
168
476
Colonia Eritrea. Liqu idazione de lle som me ricavate dal la ve ndita dei cavall i lasc iati in Italia dagli Ufficiali presu nt i mo rti in Africa.
224
458 N. d'or-
dine
215
(
Data ) Voi.
27.10.1897
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
488
Oggetto
262
677
Relazione di S. E. il Minist ro del Tesoro a S.M. il Re e R. D. che is tituisce un a teso reria a Massa ua.
246
642
Colonia Eritrea. Iscrizione a matricola della ca mpagna d ' Africa 1897, in applicazio ne al R.D. 12.5.1897.
157
556
Concessione della medaglia d'Africa ai militari che hanno preso parte alla campagna 1897.
( I)
216
12.l l.1897 ( I)
217
12.11.1897 (li )
A
O 1898
218
14.3 . 1898 (li )
50
11 5
Distribu zione de lle medaglie d'Afr ica ai rich iamati della classe 1874.
219
19.5.1898 (li )
101
262
D istrib u .done delle medaglie d' Africa ai richiamati dal co ngedo.
220
30.6.1898 (li)
129
315
Distribuzione delle medaglie d'Africa ai richiamati dal congedo.
ANNO 1899 221
30.3. 1899
59
253
Colonia Eritrea. Ist ruzion i relative alle truppe coloniali. (Capi d i co rredo).
132
599
R.D. che approva il Decreto del Regio Commissario civile straord inario per l'E ritrea in data 26.2.1899 e le anness e tabelle che stabiliscono gli organici dei Comand i, degli Uffici e dei Reparti militari della colonia Eri trea.
88
381
Colo nia Eritrea. Istruzioni rela ti ve alle truppe coloniali. (Trasmissione specchio num erico).
103
329
Operazioni di rimborso con la colonia Eritrea.
169
667
R.D. che appro va il Dec reto de l Regio Co mmissario civile straordinario per l'Eritrea in data 8.6. 1899 e l'a nn essa tabella della compagnia costiera, in sostitu1ione d i quella portante il n. 14 annessa al R.D. 27 .4.1899, n. 224.
190
737
Opera.doni di rimborso con la colonia Eri trea.
(I )
222
27.4.1899
224
(I)
223
10.5.1899 (! )
224
6.7.1899 (li )
225
23 7. I 899
243
(I)
226
26.10. 1899 (I)
ANNO 1900 2271
8.2) ~00 1
I I
I6 1
571 Operazio ni d .i rimborso co n la colonia Eritrea.
459 N. d'ordine
228
Data (
) Voi
I 1.2.1900 (!)
R.D. Circoo la re Pagg.
Ogg e tt o
Legge G.M.U.
48
52
65
Ordinamen to organico de lla colo n ia E ritrea.
ANNO 1901 229
11.7.190 1 (I)
230
30.7.1901 (I)
23 I
419
16 1
343
Modificazi oni alla divisa degli Uffi ciali de lle truppe d'Afr ica. (A bo li to con atto n. 43 del 1904)
244
699
R.D. che porta modifi cazion i all'a rticolo 3 (2° e 3° comma) dell'ordinamen to organico de lla colon ia Eritrea.
17 .91901 (I)
219
573
Computo delle campagne d'Africa.
ANNO l902 7
8
142
4 17
Ordinamento colonia Eri trea.
2.10. 1902 (I)
240
742
No rm e per la concessione della m edaglia d' Africa.
235
14. 11.1902 (I)
277
839
N uova deno m inaz ione delle Regie Truppe d'Africa.
236
26.1 1. 1902 ( I)
286
867
Istruzio n i rela t ive al Reg io Corpo d i Truppe in Africa.
237
25 12.1902 (I)
33 l
1008
Colo n ia Eritrea. Varian ti da appo rtarsi all'a ito 7 del corrente anno, "Istruzi oni rela tive a lle Regie Tru ppe d' Africa".
232
15.1. 1902 (I)
233
30.3. I 902 (I)
234
J 68
Colonia Eri trea. Istruzio n i relative alle Regie T ruppe d 'Africa.
ANN O 1903 238
19.3.1903 (I)
239
12 5. 1903 (I)
240
24.5.1903 (I)
24 1
2!. 10.1903 (I )
126
205
242
639
Colonia Eritrea. R.D. che stabilisce l'ord ine delle precedenze nelle fun zioni pub bliche de ll a colo nia Eritrea.
139
4 35
Colon ia E ritrea. M odo d i compu tare i b ie nni per la concessio ne d i lice nza o rdin aria agli Ufficiali e militari de l Regio Corpo d i Tru ppe Colon iali.
169
499
Legge n. 205 che app rova l'o rdinamento della colonia Eritrea.
299
836
Regolam ento di disci plina per gli in digen i de l Regio Corpo di Truppe Coloniali. (Pubbl icazione).
460 R.D.
C ircolare P.igg. Legge G.M.U.
N. d'ordine
Ogg e tto
o
AN O 1904 242
2
2
Colonia Eritrea. Istru zione relativa al Regio Corpo d i Truppe Coloniali.
43
128
Discipli na militare. Istruzione su lla d ivisa e sulla un iforme del Regio Corpo di Truppe Coloniali. ( uova pubblicazione).
200
100
369
Colon ia Eritrea. R.D. che stabilisce l'ord ine di preceden1a nelle funzioni pubbliche della colonia.
292
158
724
Colo nia Eritrea. Legge che conferisce un' indennità d'ent rata in campagna agli Ufficiali ed agli impiegati civili che si trovarono in Africa durante lo stato d i guerra.
411
174
771
Colonia Eritrea. R.D. che app rova il regolamento per l'esecuzione della legge 24.5. 1903, n. 205 sull'ordinamento della colonia.
126
448
Colonia Eritrea. Istruzioni relative al Regio Corpo Tru ppe Coloniali. (Compilazione elenco 3).
349
157
72 1
Colonia Eritrea. Legge riflettente la successione dei militari scomparsi in Africa.
441
159
726
Colo nia Eritrea. R.D. che approva le norme per il pagamento delle indennità di en trata in campagna agli Ufficiali ed impiegati civili che si trovarono in Africa durante lo stato di gue rra.
528
19 1
796
Colonia Eritrea. R.D. che apporta modilìca7ioni alle tabelle organiche 9 e 14 annesse al R.D. 30.3. 1902, n. 168.
492
192
797
Colonia Eritrea. Relazione a S.M. il Re e R.D. che concede piena amnistia e per il quale cessano gli c!Tctti penali delle condanne per q ualsiasi reato commesso dai sudditi e ritrei a nte riormen te ali' 1.1.1897.
592
224
949
Colonia Eritrea. R.D. che dà facoltà a l Governatore della colonia Eritrea di nominare, in caso di mancanza o assenza dell'Ufficiale Istruttore presso il tribuna le militare, un Ufficiale del Regio Corpo d i Truppe Colonial i.
200
843
Colonia Eritrea. Modificazioni alle istru zio ni relati ve a l Regio Corpo di Truppe Coloniali. (Atto 2 del 1904).
1.1.1904 ( I)
243
27.2. 1904 (I)
244
24.4. 1904 ( I)
245
26.6. ! 904 ( I)
246
26.6. 1904 ( I)
247
5.7.1 904 ( I)
248
11.7. l 904 (I)
249
4.8. 1904 (I )
250
18.8.1904 (I)
251
16.9.1904 (I)
252
16.10.1904 (I}
253
27.10.1904 (I)
461 N. d'ord ine
Data (
) Voi
R D • CircoOgg etto
Pagg. lare o Legge G .MU.
ANNO 1905 254
26.4.1905
57
126
Elenco dell e Regie Autorità d iplomatiche e consolari alle quali è affida to il servizio de lla leva al l'estero e ri spettiva circoscrizione te rrito ria le.
2 14
453 del 1906
Ordina men to am m in istrativo della colonia E ritrea.
(I) 255
22.9.1905 (I)
507
ANNO 1906 256
26.4 1906
172
222
525
Colon ia E ritrea. R.D . c he appor ta un'agg iu nta ag li art. 143 e 145 dell'ord inamento ammin istrativo pe r la colonia.
46 1
2 15
508
Colonia Eritrea. R.D . c he approva le tabelle organ iche de l Regio Corpo d i Tru ppe Coloniali.
147
503
Servizio Sanitario nella colonia E ritrea. (D islocazione Ufficia le Med ico permanente ad Agordat).
257
659
Onorificenze. - R.D. col q ua le sono arrecate mod ificazioni al R.D . n. 463 in data 3.1 1.1894 che istitu ìva una medag lia a ricordo delle ca m pagne d ' Africa.
(I) 257
22.7. 1906 (I)
258
4.10. 1906 (II)
259
5.10.1906 (I)
562
ANNO 1907 Colonia Eritrea. Legge che ap prova il trattato di commercio e d i a m icizia fra l'Italia e l'Etiopia. (Da ll'8.l l .1906). Varianti a lle ist ruzio ni sulla divisa e s ull'u nifo rme del Regio Corpo Truppe Colonia li. (Pub blicazione AA.YV . e no menclatura).
92
319
30.4.1907 (li)
109
245
16.5.1 907
99
351
Colonia E ritrea. Com puto delle campagne d' Arrica.
479
132
499
Mod ificazioni al testo unico delle leggi di o rdi nam ento del Regio Esercito e dei Servizi dipendcn ti. (Se rviz i tecnico-log istici).
14 l
523
Legge relativa a ll' impianto ed ese rcizio di stazioni ra d io te leg ralì che ne l Benadir e ne lla colonia Er itrea. (Spese strao rdinarie). Avanzame nto nel Reg io Eserci to (pa r. 150).
195
689
Approvazione tabelle organic he de l Regio Co rpo di T ru ppe Colonia l;.
260
4.4 1907 (I)
26 1
262
188
C'' 1 263
14.7. 1907 ( I)
264
14.7.1907 (I)
505
265
21.7. 1907 (I)
629
266
2.9.1907 (])
684
462 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D. CircoOgg e tto
lare Pagg. o Legge G.M .U.
A 267
5.4.1908
1908
88
222
Varianti alle istruzioni sulla divisa e sull'uniforme del Regio Corpo di Trupp e Coloniali. (Comunicazione).
138
141
321
Legge che approva i provvedimenti per i bilanci delle colonie italiane d'Africa e per il contributo dello Stato nelle spese delle colonie stesse. Legge riguardante l' ordinamen to della Somalia.
9.3. 1908 ( I)
268
o
(I)
269
5.4.1908 ( 1)
161
160
349
270
29.6.1908
307
244
566
Legge che approva lo stato di previsione dell'en tra ta e della spesa della Somalia italiana per l'esercizio finanziario 1908-1909.
325
255
61 0
R.O. rigua rd ante il riordinamento giudiziario della colon ia Eritrea.
( I)
271
2.7.1908 (I )
272
16.7.1908 (I)
290
728
Sistema,ione dei conti degli Ufficiali trasferit i nel Regio Corpo delle Tru ppe Coloniali.
273
23.7. 1908
291
728
Computo delle cam pagne d'Africa.
394
1027
Regolamento di disciplina per i militari indigen i del Regio Corpo di Truppe Coloniali d'Eritrea. (Pubblica1ione).
395
1028
Regolamento di esercizi per la fan teria indigena del Regio Corpo di Truppe Coloniali d'E ritrea. (Pubblicazione).
424
11 12
Comm issione di avanzamento di grado superiore per gli Ufficiali delle colonie cd all'estero.
( I)
274
29.9.1908 ( I)
275
29.9.1908 (I)
276
29.1 0. 1908 (I )
ANNO 1909 277
19.2.1909
838
48
165 del 19 10
R.O. che approva l'ordinamento organico del personale col oniale dell'Eritrea. (Fun1ionari).
839
49
171 del 191 0
R.D . che approva il ruolo organico dei funzionari coloniali dell'Eritrea.
786
158
486 del 1910
Approvazione tabelle organiche del Regio Corpo di Trupp e Colon iali dell'Eritrea.
455
1443
Varianti al regolamento di esercizi per la fanteria indigena del Regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea. (Pubblicazione).
( I)
278
19.2.1909 (I )
279
2.9. 1909 (1)
280
8.11.1909 (I)
463 N. d'ordine
28 1
Data ) Voi (
reo.
Circolare Pagg. o Legge 0.MU.
Ogg e tto
463
Com missione d'avanzamento di grado superiore per gli Ufficia li delle colonie ed all'estero.
12.11.1909 (I)
1449
ANNO 1910 29
95
Istruzioni rela tive al Regio Corpo di Tru ppe Colon iali dell'Eritrea. (Va ri e disposizioni).
175
159
496
R.D. che modifica la tabe lla organica n. 6 de l Regio Corpo di Tru ppe Colon ial i dell'Eritrea.
20.3 .19 10 ( I)
129
160
497
Legge n. 129 recante provvedime nti per la colo nia Eritrea e pe r la Somalia italiana.
285
23.6.1 910 (I)
349
253
783
Legge concernente magg iore sta nziamen to per l'esercizio de lle stazioni rad iotelegrafiche colon iali e pe r l' im pianto di nuove stazioni nel Benadir.
286
4.7. 1910 (I)
562
355
1006
R.D. che approva l'o rd iname nto am m inistrativo per la Somal ia ital iana. (Compenso personale militare).
287
7.7.19 10 (I)
708
45 1 1356
R.D. che ap prova l'annesso regola mento per l'ammi nistrazione della giustizia nella Somalia italiana. (Norme procedurali).
288
16.8.19 10 (I)
347
996
Istruzioni relative al Regio Corpo di Truppe Coloniali dell ' Eritrea. (Aggiunta).
289
7.9.1910 ( I)
392
1175
Commissione d'avanzamento di grado superiore per gli Uffic iali delle colo nie ed all'es tero.
290
8. 10.1910 (I)
29 1
15. 12.19 10 (!)
282
25.11910 (I)
283
10.3.1910 (l)
284
Approvazione regolamento per le note caratteris tiche. 903
27
118 del 191 l
R.D. che stabilisce in quale categoria sono classificali, per le precedenze a corte e nelle pubbl iche funzioni, i Governatori dell'Eritrea e della Somalia ital iana. (Nella IV categoria).
ANNO 1911 292
5.1.1911 (!)
293
10.1.1911
18
68
185
R.D. che rimette all'autorità giudizia ria del Regno la cogni zione dei delitti connessi nella colo nia Eritrea da funz ionari de llo Stato.
17
43
Inden nità suppl e mentare di viagg io dall' Italia al Benadir.
(1)
294
13.4 191 I (I)
4 17
249
786
R.D. che apporta modificazioni al l'ordinamen to amminist rativo della Somalia italiana. (Aggiunta).
295
23.4.191 I (I)
404
250
786
R.D. che modifica la disposizione transitoria contenuta nell'articolo 16 del R.D. 19 .2.1909, n. 838 sul personale della colon ia Eritrea. (Stipendio) .
464 N. d'ord ine
Data ) Voi. (
R.0 . Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogget t o
296
15.6.1911 (l)
857
44 1 1408
R.D. che istituisce una teso reria a Mogadiscio.
297
6.7.1911 (T)
764
385 1258
Legge che apporta m odifica zio ni alla legge sull'ordìnam e nto della Soma lia ita liana. (Mutui).
298
6.7.1911
903
457
1424
R. D. che cambia la d enominazion e al deposi to de ll a colonia E rit rea in Na poli. ( De posi to ce ntral e per le trupp e coloniali in Napoli).
(T) 299
6.7. 1911 (I)
904
458
1425
R.D. che apporta un 'aggiunta a ll'a rti colo 91 dell'ordinamcnto am m inistrativo per la Somalia italiana. (Uffi cia li medici e veterinari).
300
2.10.1911 (I)
11 36
597
1786
R .D. col quale sono approva te le nuove tabelle organich e del Regio Corpo di Truppe Coloniali de ll'Eritrea.
301
3.10.191 I ( ()
1106
571
1708
R.D. che stab il isce le norm e pe r le provvis te, lavo razioni e trasporti di generi è materiali, occorre nti per la spedilio ne in Tripoli tania .
302
6.10. 191 1 (l)
11 12
538
1629
R. D. che di chia ra s ul piede di guerra il personale della Regia Marina e dell e trupp e del Regio Esercito des tinate a co m piere operazioni attinen ti a lla occupazione della Tripolitania e Cirenaica. (Dal 29.9.1911).
303
6.10.1911 (I)
1107
557
1675
R .D. che stabili sce. le indennità per le truppe des tinate alla sped izione in Tripolitania.
304
8.10.19 I I (l)
l 128
562
1697
Ordinamento del G overno della Tripolitania e Cirenaica. (A ttrib uzioni dei Comandanti del Corpo di spedi zione).
305
I 3.10. 191 1 (I)
52 1
1602
Amministrazion e e Contab ilità. S pese per la spedizione in Tripolitania.
306
16. 10.1911 (I)
526
1614
Co mmissione di avanza mento di grado supe riore per gl i Ufficia li de lle colonie cd all'es te ro.
307
5.111911 (1)
308
8. 11.1911 (I)
576
1712
Corri sponde nla con i Comandi m obilitati in Tripolitania e Cire naica.
309
15. 11.1911 (I)
587 1729
Visi te mediche per l'acccrt.amento degli infortuni deg li operai italia ni in Tripolita ni a e Cirenaica.
310
16. 11.1911 (I)
588 1729
Iscri zione a m atricol a del servizio pres tat o dalle Regie T rupp e in Tripolitania e Cire naica.
311
17.11.1911 (I)
591
T rasporto di materi ali destinati in T ripolitania.
312
30.11.1911 ( I)
623 1829
Dis posizion i sa nitari e pe r il tra s porto del bes tia m e in Tripolitan ia e C irenaica.
313
30.11.1911 (I)
624
1829
Amministra zione e Contabilità. D ispos ition i per le truppe in Tripolitania e Cire na ica.
Proposte acch é Tripolitania e Cirenaica ve nga no poste sotto la sovranità de l Regno d'Italia.
1247
1732
465 N. d'or-
dine
Darn (
) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogg e tt o
314
5.12.19 11 (I)
633
1840
Amministrazi one e Conta bilità. Spese per la Tripolita n ia e Cirenaica. rela tiva registrazione. com pi!azione dei re ndiconti.
315
5. 12.191 I ( I)
635
1886
Comuni cazione delle perdite d i militari facenti parte del Co rpo d i spedi zi one in Tripolitania e Cirenaica.
3 16
7.1 2. 19 1 I (I)
640
1893
Dis posizioni sa n itarie pe r il traspo rto de l bestiam e in Tripo litania e Cirenaica.
31 7
11.12.19 11 (I)
649
1917
Amministra zi one e Contab il ità. Gestione dei m ateria li d'Artigli eria del gruppo C spediti in Tripolitania e Cirena ica.
3 18
18.12.19 1 l (I)
674
2028
Discipl ina militare. Attribuzioni dei Com andi di deposito e dei Comandi di di stacca m ento dei co rpi stanziati in Tripolitania ed in Cirenaica.
319
18.12.191 I (I)
675
2028
Amministrazione e Contabilità. orme da osservarsi per gl i Ufficiali desti na ti al Corpo di sped izione in Libia.
320
21.12.19 1 I (I)
686
2034
Inde nn ità d i viagg io ag li Uffi ciali che eleggono domi cilio nelle colonie.
321
22.12.19 1 I ( I)
688
2036
Des tinazio ne dei m ilitari d i truppa reduc i dalla Tripolita nia e Cirenaica.
322
23.12.19 11 ( I)
696
2072
Ammin is trazio ne e Contabilità. Successione dei mili tari del Corpo di spedizione nella Libia, defunti.
323
28.12.19 11 (I)
698
2079
Servizio Com m issa riato. Ricos titu zione e co mµ le tam ento delle dotazioni impiegate per la formazione del co rpo di occupazio ne della Lib ia.
324
28.12 .191 I (I)
20
42 del 1912
R.D. col quale la D irezione G e neral e delle ferrovie dello Stato vi ene au torizza ta a provvedere per l' im pianto e l'esercizio delle linee ferrovia rie in T ripoli tania e Ci renaica.
325
29.12.1 9 11 ( I)
705
2085
Servizio dei vagl ia postali a bordo de lle Regie navi in Tripolitaoia e Cirenaica.
1376
ANNO 1912 326
9.1.1912 ( I)
9
19
Amministrazione e Contabilità. Prove nti ri feribi li al Corpo di s pedi zione in Tr ipoli tania.
327
11.1.1912 (I)
14
22
Offe rte di posti gratuiti in istituti d i educazione, d i borse di st ud io e s pecial i s ussidi a i figl i de i militari morti o resi ina bili al lavoro nella attuale campagna di gue rra in Tripolitania e C irenaica.
328
11.1. 1912 (1)
30
58
Avanzamento. R.D. rela tivo alla nom ina ad Ufficiale effettivo di Sottotenenti di complem e nto e di Sottufficiali de l Co rp o di spedizione in Tripolitania e Cirenaica.
2
466 N. d'ordine
329
Data (
) Voi.
l l.1.1912
R.D. C ircolare Pagg. o Legge G.M .U.
Oggetto
138
242
Sti pendi, assegni e d inde nn ità. R.D. contene nte d isposizioni varie per Ufficiali ed altro personale de l corpo di occupazione della Libia.
185
(I)
330
19.1.1912 (I)
29
54
Rim patrio dei m il ita ri d i truppa da lla Tr ipoli tan ia e Cire na ica.
331
23.1.1912
31
59
Avanzamento. Disposizioni esecu tive per la n o mina ad Ufficiale effettivo d i So ttotenenti di co m piemen to e di Sottufficiali del Corpo di s ped izione.
( 1)
332
20.2.1 912 (l)
76
120
Corrispondenza coi Comandi mobilitati in Tripo litania e Ci re naica.
333
22.2.19 12 (l)
77
121
R im patrio degli Uflì cia li da ll a T rip olitania e Cirenaica.
334
25.2.1912 (I)
335
8.3.1912 (I)
99
144
Ufficia li in congedo - Mili tar i di truppa. Rinvio in congedo illimita to de i m ili tar i di 1• categoria de lla classe 1888 richia mati alle arm i con R.O. 23.9.19 11 e di alti mi lita ri del co rpo di occupazione in Lib ia che han no comp iu to la ferma o che hanno ottenuto l'assegnazio ne o il passaggio a ll a 2' o 3• categoria. (Quelli in Ital ia: 20.3 .1912 - q uelli in Lib ia : 1.4.191 2).
336
15.3 .19 12 ( I)
110
164
Norme a m m in istrative per il co ngedamento dei m ilita ri di 1• categoria 1888 richiamati e di altri militari del corpo d i occupazione de lla Libia.
337
20.3.19 12 (I)
302
1.65
322
R.D. col q uale viene assegnata una indennità speciale d i eq u ipaggia me nto ag li Ufficiali del corpo d i occupazione della Lib ia. (L. 200).
338
28 .3 .19 12 (T)
232
153
302
Legge con la quale vengono auto rizzate le spese dipendenti dalla spedizione in Tripoli tan ia e C irenaica.
. 339
2.4.1912 ( I)
139
246
Concorsi an nua li a prem io per gl i Ufficiali appartene nti a i Reg i Corpi delle Truppe Coloniali.
340
4.4.1912 (I)
187
379
Legge che converte in legge il R.D. 3.10. 19 11, n. 1106 che stabilisce le norme pe r le provviste, lavorazioni, traspo rti di gene ri e m ateriali occo rre nti per la s pedizione in Libia.
34 1
5.4. I 9Ì2 (I)
150
299
R im pa tr io degli Ufficiali dalla T ripolitania e Cirenaica.
342
15.4.1 912 (I)
168
329
Amm in istrazione e Con tab il ità. Successione de i m ilitari de l Corpo di occupazione de lla Libia, defu nti.
343
19.4. 1912 (T)
182
354
Pagamen to delle indenn ità per la perdita dei cavalli e del bagaglio agli Ufficiali de l Co rp o di occupazione de lla Libia.
Legge 83. Conversione in legge acché T ripolitania e C irenaica vengano pos te sotto la sovranità de l Regno d'Italia. (Pro posta R.D. 5.1 1.1911, n. 1247).
83
306
467 N. d'ordine
Dala (
) Voi.
R.O. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogg e llO
344
25.4.1912 ( I)
189
381
Pagamen to del soprassold o giornaliero di guerra ai militari del corpo di occupazione della Libia ricoverati negli sta bilimemi sa n itari.
345
30.4. 191 2 (I)
196
392
Corrisponden za con i Co ma nd i mobilitati in Tripolitania e Cirenaica.
346
1.5.1912 (()
198
393
M atricola. Ru olo speciale pe r i militari de l corpo di occ u pazio ne de ll a Libia.
347
16.5.191 2 ( I)
220
472
R ifornimento di piccoli oggetti di corredo per le truppe operanti in Libia.
348
3 1.5 .19 12
439
1312
R.D. col q uale vengono m o d ificati alcuni ar ti co li dell'ordinamento giudiziario dell'Eritrea.
257
536
R icovero gratuito negli stabilimenti sanitari del personale de l Corpo d i occup azio ne della Libia.
781
(I)
349
3.6. 1912 (I)
350
27.6.1912 (I)
698
297
885
Modifica alle tabelle organiche di forma1ione del Regio E sercito.
351
27.6. 1912 (I)
699
311
943
Legge c he converte in legge il R. D . 11.1.1912, n. 2 rela tivo alla nomina ad Ufficiale effettivo di Sottotenenti di com ple m en to e Sottufficiali del Corpo di sped izione in Tripolitania e Cirenaica.
352
6.7.1912 (I)
749
353
8.7.191 2 (I)
354
25.7.1912 (I)
355
5.8. 19 12
873
Autorizzazione all'istituLione del Minis te ro delle Colonie. 3 15
947
Franc hig ia pos tale per i co m battenti in Libia e nell'Egeo.
392
1200
Amministrazione centrale ed impiegati civili. Ordiname nto del Regio Eserci to. R.D. che conce rne la sostituzione nei corrispondenti ruoli organici dcgli impiega ti civili dipendenti dall'Amministrazio ne m il itare inv iati in Lib ia; no nché l'a umento alle tabelle organiche del personale civi le tecnici di artiglieria e genio, occorrenti al servi1io della A e ro na u tica Militare.
368
1076
Carteggio d'ufficio col corpo di occupuione della Libia.
370
1078
Promozione ne i va ri grad i de i Sottufficiali del co rpo di occupazione della Libia.
382
1094
Sottufficiali chiama ti agli esami orali per l'ammissio nc al corso speciale acce le rato presso la scuoln mil itare e Sottu tlìcia li del corpo d 'occupazion e della Lib ia ammessi, senza esami, al corso stesso.
4 12
1272
R.D . col quale sono nominati il Comandan te de l Corpo d'occupazione in T ripo litan ia ed il Comandante del Corpo di occup a1ione in Cirenaica.
466
I 374
Autorizzazione del M inis tero della Guerra ad emana rc speciali dis posizioni re lative alle note caratteristiche e proposte di avanzam ento per l'anno 1912.
(I)
356
6.8.1912
(l) 357
14.8.1912 (I)
358
2.9.1912 (I)
359
3.10.19 12 (I)
955
468 N. d'ordine
Data (
) Voi.
360 20.l l.1912
R.D. Circo-
Pagg.
Ogge tt o
I 542
Norme relative a lla costituzione del Min is te ro delle Colonie .
53 1 I 534
Com missione d i avanzame nto di grado su pe riore per gli Uffic ial i de lle colonie ed a ll'estero.
587
1634
Sistemazione dei conti degli Ufficiali trasfer iti ne i Regi Co rpi di tru ppe coloniali.
1352
23
97 del 19 13
Legge che a utorizza l'e missione d i Buoni del Tesoro per le Ferrovie in Tripolitan ia e C irenai ca.
1357
24
99 de l 1913
Legge che autorizza spese d ipende nti dalla sped izione in Tripoli tan ia e Ci renaica.
o
lare
Legge G .M .U.
1205
535
(I)
361
22.11.1912 ( I)
362
26.1 2.19 12 (I)
363
29. 12.19 12 (I)
364 29.12.19 12 (l)
ANNO 1913 365
9.1.1913
39
65
185
O rdi namen to Gove rno in T ripolitania e Ci renaica.
(I)
366
12 l.1 913 (1)
12
66
189
Iscrizione in b ilancio di spese in dipenden za della spedizione in Tripolitania e Cirenaica.
367
12.1.1913
204
122
328
R.D. che stabil~scc indennità s pecial i per alcu ni personali del co rp o di occupazione de lla Lib ia.
45
155
M odal ità per il co nce nt ramento in Napoli de lle me rci destinate in Libia.
69
68
19 J
R.D. col quale viene regola ta l'am minis trazione de lla giusti zia nelle zone di governo civile in Tri polita nia e Cire na ica.
86
170
430
R.D. col q ua le ven gono stabi li te le norme pe r il servizio dello stato civile io Tripolitania e Cirenaica.
390
225
540
R.D. col quale vengono appo rtate modificazioni alle pa rti 2" e 3• de ll'ordina men to amministrativo della colonia Eritrea, approvato con R.D. 22.9.1905, n. 507. (Assegni - viveri).
358
188
462
R.D. riguardante la co ntin uazione de l so prassol do di guerra ai m ilitari del co rpo di occupazione della Lib ia che torna no in llalia per licenza s peciale, fe rite, mala tti e, licenze di convalescenza.
(I)
368
31.1.1913 (])
369
6.2.1913 (I )
370
6.2.1913 ( 1)
371
6.3.1913 ( 1)
372
27.3.19 13 ( 1)
373
27.3.1,913 (1)
402
207
497
Istitu zione in Tripoli tan ia di un Comando di legione dei Regi Carab inieri.
374
3.4.19 13
392
249
744
Legge che converte in legge il R.D. 28.12.1911, n. l3 76 col quale la Direzione G enerale delle FF.SS. vie ne au to rizza ta a p rovvedere per l'impianto e l'esercizio de lle li nce fe ~roviarie in Tripolitania e C irenaica.
3 15
171
432
R.O . che regola i rapport i di sudditanza degli indigeni della Libia.
(1)
375
6.4 .1913 (I)
469 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Ci rcolare Pagg. o Legge 0 .M.U.
Ogg etto
376
174.1913 (I)
142
369
Corris pondenza ufficia le con le Autorità colon ia li de ll ' E ritrea e Somali a.
377
1.5 . 1913 (I)
179
439
Se rvi zio A rtigl ie ria. Sistemaz ione dei mate ri ali d e l gruppo C inviati da i corp i in Libia .
37 8
23.5. 1913 (I)
2 12
504
Pagame nto d e ll e compete n ze d i via ggio ai mi li tar i che s i recano in Libia o torna no in lla li a.
379
29 .5. 1913 (I)
2 17
518
Adoz ione d i un copri-volto-zan zariera pe r truppe colonial i.
380
5.6. 1913 (I)
3 15
900
R .D. co l qua le ve ngono d isciplina te le norme pe r la s ce lta d e g li im piega ti c ivili d i ruo lo d a d es tina rsi in Tr ipolita n ia e Ci re naica e pe r il cor re la lì vo tra tla me nto economico .
38 1
20.6. 1913 (I )
246
7 39
Dipe nd e nza d e gl i U ffi cia li in co nge do reside n ti in Lib ia. (Come q ue lli a ll'es te ro).
382
22.6.1913 (I)
844
328
1004
383
26.6 .1 9 13
77 2
293
858
798
(I)
O rdina me nto T ru ppe Indige ne d 'Africa. Le gge che a u torizza l' ape rtu ra d i un c re d ito s traordinario per sos te ne re fino a l 31.12 .1913 le spese d ipe nde nti dall'occupa zion e d e lla Tripol itan ia e C ire na ica.
' 384
217 19 13 (I)
Divisa d e l Corpo Spe c iale d ' Africa.
385
15 .8.19 13 (I)
1055
386
1155
Modifi che alle dispos izi o n i transito rie conte n u te ne l R .D. 22.6. 1913, n . 844, rig uard an te l' Ordina me nto Truppe Indige ne in Lib ia.
386
15 .8 .1 913 (])
l 16 I
51
77 d el 1914
R.D. co l quale è appro vato il Re go lam en to pe r la ge slio ne a mm in is trativa e con tabi le d e lla colo n ia E rit re a.
387
26.8. 19 13 (I)
354
1097
Da ta d e l rim pa trio d e fin itivo d e i m ilita ri da lla Lib ia. (Matr ico la).
388
26.8. 191 3 (J)
357
1099
Passa po rto pe r la Libia.
389
6.9. 19 13 (!)
11 44
41 7
1209
Onorifice n ze e ricompe nse R D . col q ual e sono autorizza ti alc u n i pe rso nali d el Re gio Esercito e d ella Re gia Ma rina a fregiars i d e ll a meda gli a co m mcm ora tiva c reata col R.D . 2 1.1 1.19 12, n. 134 2, po rta nte pe rò ne l ve rso il molto : " Libia".
390
6.9 . 1913
117 3
439
1245
N orme re la tive ag li o bb li g h i d i serv izi o d e l personale d es tinato a i re pa rti m ili tari indige ni pe r la Libia e g li assegni e le ind e nn ità d a co rri spo nde re al pe rsonale ita liano add e tto vi.
1174
440
1252
Co rpo Vol onta ri Itali an i in Li bia.
12 7
(I)
39 1
I 1.9.19 13 ( I)
470 N. d'ord ine
Data (
) Voi.
392
25.9.1913 (I)
393
25 .9. 1913
R.D. Circoo
Pagg.
Oggetto
441
1263
Autorizzazione del Ministe ro del la Guerra ad emanare speciali disposizioni relative alle note caratte ris ti che ed alle proposte d' avanza me nto per l'an no 1913 e fino a quand o du re rà lo stato di gu erra in Libia.
I
2 del 19 14
R.D. che costituisce in Ente morale l'o pera nazionale "Emanuele Filiberto d i Savoia" per socco rsi agli orfani dei mi litari morti nelle ca m pag ne per l'occupazione della Libia e ne approva lo statuto organico.
lare
Legge G.M .U.
1181
(I)
394
8. 10.19 13 (I )
418
1210
Operazi oni di conto corrente con le Direzioni di co mm issariato d i Tripoli e Be ngasi.
395
22 10.1913 (I)
442
1264
Speciali norme per la fo rm azione delle note caratteristiche e propos te d'avan zamento pe r l'a nno 1913 e fino a q uando durerà lo stato di gue rra in Libia.
396
26. 10.1913 (I)
464
1365
D is posizio ni re lative a l recl utamento ed a l trattamento de l pe rsonale ital iano des tinato ai re pa rti indigen i dell a Libia.
397
ll.lll913 (I)
465
1375
Disposizio ni relati ve al reclu tamento ed a l trattamento de l pe rsonale da destinarsi al Co rp o di Volontari Italian i in Li bia.
398
I I.I 1.1913 (l)
399
2111. 19 13 (I)
484
1426
Oggetti d i co rredo da ritirare ai mil itari provenien ti dalla Lib ia all'atto del congedamento.
400
29.1 J.1913 (I)
504
1522
Trattamento econo mi co spettante ag li impiegati civili dipendenti dall 'am min istrazione m ilitare in Libia.
40 1
2. 12. 19 13 (I)
506
1523
Onorificenze e ricompense. No rme per la concessione della medaglia commem orativa istituita co n R.D. 21.ll.1912, n. 1342, reca nte però nel verso il motto: "Libia".
402
11.12. 19 13 (I )
20
37 del 1914
R.D. col quale ve ngono rimborsate le spese di viaggio ai cittadin i italiani che ve rran no arruolati ne l Corpo Vo lon tar i Italiani in Libia.
403
12.121913 (I)
528
1549
Data de l rimpatrio definitivo dei mi litari dalla Libia. (Matricola).
404
21.1 2.191-3
540
1572
Concessione di ricom pense al V.M. e di encom i solenni ai corpi e reparti che più si d istinse ro nella guerra in Libia. Re lazione a S.M. il Re e R.D . relativo.
14 12
141 2 ·
Concessione rim borso spese d i viagg io a ci ttad ini italia ni che si recano a contrarre l' arruola men to nel Corpo Volonta ri in Libia.
( I)
405
23 .12 19 13 (I)
543
1576
Co rris pondenza con i Comandi in Tripolitan ia e Cirena ica.
406
24.1 2.1913
547
1593
Spese per la spedizione ed occupazione della Lib ia.
(I)
471 N. d'ordine
407
(
Data ) Vo i.
29.12.1913
R.D.
C ircolare Pagg. Legge G.M.U.
o
Ogge tt o
1352
Emissione Buoni del Teso ro per Tripolitania e Ci renaica.
ANNO 1914 408
9.1.1914 (I)
15
32
Sospens ione dell'Intendenza della Lib.i a e riuovo ind irizzo della relativa corrisponden za. (Dal 15.1. 191 4).
409
17 .1.1914
27
42
Distri buzione de lle ricompense al V.M. conseg uite in Libia.
2 15
543
Ord inamento m ilitare della Tripolita nia e Ci renaica.
(I)
410
22.1.19 14 (I)
411
25. 1.1 914 (I)
36
51
Operazion i d i conto co rren te coi depositi delle tru ppe della Tripolitania e C irenaica.
412
28.l.l914 (I)
46
62
Corrispondenza coi Co.ma nd i in Tripolitania.
413
5.2.19 14 (I)
59
2 14
Ist ruzione sulla div isa e su ll'u niforme del Regio Co rpo delle Truppe Colo niali in Eritrea. (Pub blicazion e in sostituzione di quel la del 27.2.1904).
414
19.2.1914 (1)
86
289
Asseg ni di viaggio ai congedanti che si reca no in Libia.
415
27.2.1914 (I)
98
304
Milita ri assegnati a i reparti ind igeni ed al Corpo Volonta ri Italiani della Lib ia.
416
18 .3.19 14
132
375
Dichiarazione di reperibilità per i militari presu nti morti nella gue rra italo-tu rca.
147
( I)
417
17.4.19 14 (I)
162
423
Imballaggio delle merci che s i inviano in Libia.
418
17.4.19 14 (I)
170
450
D istribuzione delle ricompense al V.M. consegu ite in Libia.
419
16.4.1914 (I)
186
491
Legge che approva spese determinate dall'occupazione della Tripolitania e Cirenaica.
420
20.5.1914 (I)
213
54 1
Equipaggiamen to ed armamento d i militari da inviare al Corpo de i Volontari Ita liani ed ai repa rti indigeni della Libia.
421
25.5.1914
221
657
Re lazione a S.M . il Re e R.D. col quale è d ichiarata sciolta la Comm issio ne speciale pe r l'esame delle proposte d i rico mpense relative a lla campagna di guerra in Libia e le proposte di ricompense sono ulteriormente deferite all'esame degli ord inari corpi consultivi.
237
712
Limite di permanenza degli Uflìciali ai reparti metropoli tani in Li bia. (Min im o: da IO a 12 mesi).
275
( I)
422
2.6. 191 4 (I)
472 N. d'ord ine
Data (
) Voi
R.D. C ircolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogge t to
423
4.6.1914 (I)
232
708
Concessione di ricompense a l V.M. ai Co rpi e Reparti che più si distinsero nella guerra di Li bia. Re lazione a S. M. il Re e R.D. re lativo.
424
11.6.19 14 ( I)
253
74 1
Somministrazioni di fondi ai Repa rti Met ropolitani in Libia.
425
18.6.1914 (1)
267
780
Dis tri bu zione delle medaglie co mme morative col mot to "Lib ia" e de i relativi b revetti.
426
20.6.191 4 (I)
292
956
D isposizioni matricolari per i m ilita ri am messi nel Regio Corpo T ru ppe Colon ial i della Tripolitania e Cire na ica. (Volontari Italian i e Reparti I nd ige ni della Lib ia).
427
8.7.19 14 ( I)
3 13
986
Spese per la Li bia.
428
9.7.1914 (I)
3 16
994
M ilita ri dei Corpi italia ni aggregat i al Deposito Ce ntrale per le T ruppe Coloniali e mil itar i de l Regio Corpo d i Truppe Colonia li agg rega t i ai Corpi d'Italia.
429
15.7 1914
430
18.7 1914 (1)
634
321
101 4
R.D. col quale le trupp e de l Regio Ese rci to che si trovano in Tripolitania, escluso il Fezzan ed il pe rsonale addetto alle medesime, cessano d i essere considerate sul piede d i guer ra. (Dall' l.7.1914).
431
29.7.1 9 14 (I)
872
410
1254
Determ inazione nu mero degli Ufficiali del Regio Co rpo di Truppe Colo niali per la Tripolitan ia e la Cire na ica, posti a d isposizione del M inis tero delle Colonie .
432
2.8.1914
865
4 11
1256
Mod ifica al l'Ordinamen to della T ripolita nia e Cirenaica cd au torizzazione alla cos ti tuzione di bande irregola ri della Cirenaica.
No rme per le inden nità di residenza d isagia ta .
( I)
433
2.8.1914 (I)
1030
466
132 1
R.D . co ncerne nte le fascette da a pporsi su l nastro della medag lia commemorativa col mo tto "Lib ia".
434
2.8.1914 (I)
1223
25
60 del 19 15
R.D. concern ente il trattamento spettan te agli Ufficiali d ipe nde nti da ll' Istituto Ge ogra fico Militare, in caricati di rilievi to pografici in Libia, ne i casi di m issioni e traspo rti.
435
17.8. 19 14 ( I)
385
1163
Località di disagia ta residenza e relativa inde nn ità in Libia.
436
19.8.19 14 (I)
390
1170
R.D. da conve rtirsi in legge, col quale è istituito nel b ilancio della spesa del M inistero del.la G uerra per l'ese rcizio fin anziario 1914-15 "per memoria" il capitolo 100 bis "spese per le truppe me tropolitane distaccate in Tripolitan ia e Cirenaica".
394
1188
Iscrizione da apporre al gambo della freccia della Band iera dei Co rpi che han no p reso parte alla guerra in Li bia.
437 . 22.8 1914 (I)
824
473 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. C ircoPagg. lare o Legge G.M.U.
Oggetto
438
28.8.1914 (1)
408
1245
Amm issione ne l Regio Co rpo di Truppe Coloniali della Libia (Reparto Volontari Italiani ) dei cittadini rimpatriati dal l'estero.
439
11.9.1914 (I)
435
1279
Imputazione di spese per gli a ttual i avveni menti internazionali e per la Libia.
440
11.9.1914 ([)
436
1281
Somministrazione d i materiali ai reparti di truppe co lon ia li in Libia e conteggio della retta per i ricove rati in quegli stabili ment i sani tari milita ri.
441
16.9. 1914 (I)
444
1290
Disposizioni matricolari relative ai militari delle trup pe metropolitane, a quelli del Regio Corpo di Truppe Coloniali del la Tripolitania ed al personale civile addettovi, che prestano servizio nel Fezzan.
442
27.9.1914 (I)
1090
496
1394
R.D. da conve rtirsi in legge, 'relativo al collocamento fuori ruolo di funzionari delle am m inistrazioni centrali e dip endenti della Guerra e della Regia Marina inviati nelle colonie o luoghi militarme nte occupati da ll'Italia.
443
1.10.1914 (1)
117 1
530
148 1
RD. col quale vie ne stabilito il trattamento de l pe rsonale mi litare che si trova in Tripolitania, passata sul piede di pace dall' 1.7.1914, escluso il Fezzan.
444
6.10.1914 (I)
479
1351
Equ ipaggiamento e disposizioni da osservarsi per l'in vio di militari al Corpo Volontari Italia ni ed ai reparti indigeni de lla Libia.
445
14.10. 1914 (I)
488
1356
Compilazione delle note caratteristiche e custodia dei documenti caratteristici degli Ufficiali de lla Tripolitania. Commissione di avanzamento di grado superiore.
446
2.12.19 14 (I)
608
1689
Indennità supplementare d i viaggio dall'llalia a lla Somalia.
447
22.12. 1914 (I)
655
1762
Intimazione di atte rraggio da farsi ad aeronavi in navigazione non autorizzata su q ua lunque punto del territorio dello Stato, de lle Colonie e Mare territoriale.
448
22.12.1914 (l)
662
1773
Pagamento dell' indennità per la perd ita d i cavalli e del bagaglio ag li Ufficiali delle tru ppe metropolitane del Co rpo d'occupazione della Li b ia.
ANNO 1915 449
1.1. 1915 ([)
55
149
Decreto de l Ministro delle Colonie relativo alla concessione di alcune inde nnità eventuali ad Ufficiali m etropolitani in Tripolitania, a senso dell'articolo 6 del R.D. 1.10.1914, n . 1171.
450
18. 1.1915 (1)
46
129
Norme amministrative per i trasferimenti degli Ufficiali messi a disposizione del Ministero delle Colonie.
474 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D. Ci rcoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogg etto
451
2.2.1915 (I)
82
234
Militari dei battaglioni eri trei e somali io Libia che tornano in Eritrea o in Somalia dopo l'uscita dagli ospeda li d' Italia.
452
22.2.1915 (I)
I 21
328.
Soprassoldi e indennità speciali spettanti a lle truppe metropolitane della Tripolitania.
453
1.3.1915 (I)
449
1117
Costituzione di bande irregolari a cavallo in Cirenaica. Decreto m inisteriale che dete rmin a la costituzione di n. 7 bande arma\e, irregolari in Cirenaica.
454
4.3. 1915 (I)
329
249
619
R.D. che sopprime il Comando di legione di Carabinieri Reali in Tripolitania ed autorizza il Ministro delle Colonie a rid urre il numero di division i di Carabinieri Reali io Tripolitania.
455
7.3.1915 (I)
376
236
598
R.D. relativo alla fascelta col molto "Fezzan" da apporsi sul nast ro della medaglia commemorativa della campagna di Libia. Disposizioni esecutive.
456
19.3.1915
182
500
Compilazione delle note ca ratteristiche e custodia dei documenti caratteristici degli Ufficiali della Tripolitania. Commissione d'avanzamento di grado su periore.
314
215
572
R.D . che estende alle colonie le disposi zioni concernenti le penalità comminate per le infra1ioni alla legge sulla difesa economica e militare dello Stato.
( I)
457
28.3.1915 ( 1)
458
28.3.1915 (I)
315
216
574
R.D. che estende alle colon ie le disposizio ni del decreto col quale s i vieta la pub blicazione di notizie conce rne nti mate rie militari.
459
28.3.1915
359
223
586
R. D., da conve rt irsi in legge, col quale è prorogato il te rmin e per il servizio in Libia necessario ai Sottotenenti di complemento aspiranti alla nomina ad effettivo.
(1)
460
28.3.1915 (I)
648
41 3
1057
R.D . col quale sono approvale le nuove tabelle organiche del Regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea.
461
1.4.1915
462
296
702
Legge co nte ne nte provved imenti a favore dell'opera nazionale "Emanuele Filiberto di Savoia" per soccorso agli orfani dei militari morti nella campagna della Libia.
523
450
1121
R.D. concernen te i deposi ti di rifornimento dei mate riali per le truppe m etropo litane della Libia. D isposizioni esecutive.
())
462
1.4. 1915 (I)
463
15.4.1915 (I)
264
636
Iscrizione da apporsi sul gambo della freccia della Bandiera dei corpi che hanno preso parte alla guerra in Libia.
464
15.4.1915
265
640
Onorificenze e ricompense. Matricola. Elenco dei fatti d'arme avvenuti in Libia ed iscrizione di essi sui gambi delle frecce delle Bandiere.
(I)
475 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
465
22.4.1 915
466
3.5.1915
R.D. C ircolare Pagg. o Legge GMU
Costituzione di bande fì sse e mob ili in Tripolitania e Cirenaica.
609 328
749
Onorificenze e ricompense. Ricompense su ppletive per la campagna libica. (Avviso).
438
1096
R.D. col quale il territorio della Tripoli tania vie ne considerato in stato di guerra. (Dal 15.5.1915).
(1)
467
14.5.1915
777
Oggetto
(I)
468
2.6.191 5 (I)
513
1378
Forza in congedo del Regio Corpo d i Tru ppe Colonia li della Somalia Italiana.
469
4 .7.1915 (1)
577
1551
Onorifice nze e ri com pense. Decreto luogotene nziale che istituisce una com missione speciale incar icata d i esprimere il suo pare re su lle proposte di concessione di ricom pense a l V.M . dell'Esercito e del!' Armata per atti compiu ti durante l'attuale campagna d i guerra ed in Lib ia.
4 70
8.7 .1915
1068
578
1553
Decreto luogote nenziale col quale lo stanz iamento del cap itolo 101 b is dello stato di previsione del Min istero d ella Gue rra pe r l'esercizio fi na nziario 1915-16 viene aumentato di 16 milioni d i li re pe r spese per le truppe metropolitane distaccate in Cirenaica e Trip olitan ia.
1118
61 l
1606
Decreto luogotenenziale col quale viene esteso alle coIonie il decreto luogo tenenziale 27.6.1915, n. 986 che proroga al 31 .1 2.1915 le disposizioni vietanti la pubblicazione di no tizie militari.
531
1466
Cavalli di carica per Ufficiali destinati in Lib ia.
645
1695
D ecreto luogotenenziale relativo al passaggio de l Governo dell'E ritrea alla dipendenza del Ministero delle Colonie, de l depos ito ce ntrale per le truppe coloniali.
( I)
471
8.7.1915 (I)
472
9.7. 1915 (I)
473
15.7.19 15 (I)
1171
474
2 1.7. 1915 (I)
583
1561
Ricompense supp letive per la campagna libica. (Avviso).
475
23 .7.1 915
595
1580
Corrispondenza tra en t i metropolitan i e la colonia lib ica.
644
1692
Corrispondenza con i Comandi ed Uffici in Tripolitania.
709
1842
Decreto luogotenenziale col quale si deferisce a due dis ti nte comm ission i speciali il pare re in merito alle concessioni di ri co mpense per atti di valore co mpiu ti in Lib ia.
())
476
13.8.1915 (I)
477
12.9.19 15 (I)
478
13 .9.19 15 (1)
704
1832
Matricola. Computo ed iscri zio ne di campagne in conseguenza della guerra "italo-turca" 1911-12. An notazioni concernen ti le fascette istituite per la medag lia commemorati va col moito "Libia".
479
26.11. 1915 (I)
867
2235
Conteggio delle ritenute da operarsi sul soprassoldo di guerra degli uomini puniti di prigione di rigore in Libia.
13 74
476 N. d'ordine
Data (
) Voi.
Circolare Pagg. o Legge G.MU. R.0 .
Ogg etto
ANNO 1916 480
2. 1.1916 (I)
481
30. 1.1 916 (I)
482
17.3. 1916 (I)
483
30.3.1916
178
448
7
12
Decreto luogotenenziale col quale vengono sostituiti alcuni componenti delle comm issioni incaricate di esamina re le proposte di ricompense per d istinti se rvizi resi o per atti d i valore compiuti in Libia.
263
626
Decreto luogotenenziale relativo a lle indennità speciali per le truppe met ropol itane in Libia.
165
356
Oggetti da lasciare in distribuzione ai Carabinieri Reali destinali in Libia.
264
630
Decreto luogotenenziale che applica per la Cirenaica le d isposizioni dell'art icolo 5 dell'altro decreto luogotenenziale 30.1.1916, n. 178 relativo alle indennità speciali per i mi li tari io Tripolitania.
(I)
484
16.6.1 916 (I)
365
9 14
Scarico delle coperte da ca mpo e dei pacchetti di medicazione distribuiti alle truppe mobilitate ed ai reparti in Libia.
485
22.6.1916 (J)
396
1139
Onorificenze e ricompense. Decreto luogotenenziale col quale vengono arrecate varianti alla composizione delle commissioni incaricate di esa minare le proposte per distinti servizi resi o per atti di valore compiuti in Li.bia e dei relativi reclami.
486
14.7. 1916 (I)
443
1221
Va riante alla circolare 726 del G.M.· 1915 ed istituzione di un co rso A.U.C. nelle colonie o territori ove esiste lo stato di guerra.
487
27.8.1916 (I)
659
1741
Decre to luogotenenzia le col quale viene provved u to perché la somma residuale di L. 610 mi lioni da restituire a l Teso ro per le spese di occu pazione della Tripolitania e Cirenaica sia isc ritta per l'esercìzio finan zia rio 1916-17, pe r L. 526.384.502,08 nello stato di previsio ne de l Min istero della Guerra, pe r L. 82.990.019,77 in quello del Min istero della Marina e per L. 625.478,15 in qu ello del Min istero degli Affari Esteri.
488
22.9.1916
564
151 4
Equipaggiamento. Adozione della "sacca reggi-carico per basti" per salmerie dei battaglioni indigen i.
1128
(I)
489
2.10.1 916 (I)
593
1582
Onorificenze e ricompense. Concessione di rico mpensa a1 V.M . al 3° battaglione indigeni eritrei. Relazione a S.M. il Re e relativo decreto.
490
2.10.1916 (I)
594
1584
Onorificenze e ricompense. Concessione di ricompensa al V.M. al 1° battaglione indigeni del Benadir. Relazione a S.M. il Re e re lativo decreto.
477 N. d'ordine
(
Da ta ) Vo i.
49 1
14.12.19 16 (I)
492
29.1 2. 19 16 (I)
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
1795
19
79 del 1917
796 2075
Oggetto
D ecreto luogotenenziale col quale viene soppressa la · commissione s peciale incaricata del l'esame delle proposte di ricompe nse per att i di va lore in Lib ia. Rimborso dazi doganali per cavall i di servizio degli Ufficiali.
ANNO 1917 194
45 1
Tenu ta della matricola presso i corpi e reparti m etropolitan i stanziati in Lib ia.
386
945
Decreto luogotenenziale riguardante l'inapplicabili tà de l decreto luogotene nziale 23.4.1917, n. 630 ai funzi onari ed agenti destinati a prestare se rvizio in T ripolitania e C irenaica.
4 15
995
D ecreto del Min istero delle Colonie emesso d'accordo con quell o della G uerra, r iguardante le spese per i trasporti mil itari in Libia.
365
8 .12
D ecreto luogotenenziale col quale sono estese alle truppe metropolitane distacca te in Libia alcune disposizioni in vigore per l'Esercito mobilitato in patria. (Assegnj).
15.6.1917 (I)
410
987
Scarico degl i elmetti m etallici distribuiti alle truppe m obilita.t e ed ai reparti in Libia.
498
26.6.19 17 ([)
432
10 11
D ecreto ministeriale relativo alla costituzione in Tripoli e Bengas i di consigli d'amm ini st razione per la gestione dei servizi e l'amministrazione dei reparti m etropo!itani in T ripolitania e C irena ica.
499
24 7.1917 (l )
1221
553
1294
Dis tinti vo d'onore dei mutilati.
500
2.8. 1917 (I)
1356
671
1453
Decreto luogotenenziale concernente il trattamento economico degli Ufficiali del Regio Esercito e de lla Regia Marina adib iti a fun zioni civili e politiche nella Tripolitania e Cirenaica.
501
30.8.19 17 (I)
567
1310
Corrispondenza uffi ciale con le Autorità coloniali dell'Eritrea e Somal ia.
502
810. 1917 (1)
664
1444
Liqu idazione dei debiti degli Ufficiali che cessano di ap partenere a i Regi Corp i di Tru ppe Colo ni a li della T ripo lita nia e Cire na ica.
503
14.10. 19 17 (I)
766
1590
D ecreto luogoteneziale riguardante gl i assegni al personale militare e civile prigioniero o di sperso in Libia e le anticipazioni alle fam iglie. Norme per l'ap plicazione.
504
15.1 1.1 9 17 (I)
736
1539
Rifornimento di piccoli oggetti di cordo per le trup pe in Libia.
493
15 .3. 191 7 (I)
494
29.4.1917 (I)
495
30.4. 19 17 (I)
496
6.5 .1 917 (I)
497
819
818
1870
478 N. d'ordin e
Data (
) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Oggetto
ANNO 1918 261
463
Invio di documenti ai consigli d'amministrazione dei servizi e reparti metropolitani in Libia.
505
14.4.1918 (I)
506
15.4.1918
507
9.5.1918 (I)
787
441
822
Decreto luogotenenziale che costituisce in ente moraie la fondazione " Mario Alberti" a favore del 3° battaglione eritreo e dell'8° reggimento fanteria e ne approva lo Statuto organico.
508
19.5.1918
710
416
798
Decreto luogotenenziale concernen te le riten ute sugli assegni dei militari dei Regi Corpi di Truppe Coloniali che prestano servizio in Libia, puniti o responsabili di guasti al materiale del lo Stato.
Ministero n. 3-4.
(I)
Colonie.
B.U.
marzo - aprile
1918,
509
19.5. I 918 (I)
769
417
800
Decreto luogotenenziale che estende a tutti la concessione di speciali polizze gratuite di ass icurazione.
510
19.5.1918 (I)
776
572
1014
Approvazio ne tabel le organiche del Regio Corpo delle Truppe Coloniali della Somalia Italiana.
511
30.5.1918 (T)
494
896
D ecreto ministeriale col quale è tolta alle direzioni dei trasporti e tappe in Libia la gestione del materiale speciale marinaresco per gli imbarchi e sbarchi.
512
3.6.1918 (I)
352
584
Ritenute per cessione del quinto dello stipendio da effe ttuarsi agli Ufficia li in servizio fuori del Regno.
513
3.6.1918 (I)
353
585
Pagamento d'indennità di rafferma e di premi a favore dei militari che prestarono servizio parte fra le tru ppe coloniali e parte tra quelle metropolitane.
514
13 .6.1918 (I)
479
878
D ecreto luogotenenziale che apporta modificazioni all'ordinamento amministrativo della colonia Eritrea, approvato con R.D. 22.9.1905, n. 507.
5 15
22.6. 1918 (I)
480
880
Decreto ministeriale col quale viene stabilita )'indennità di rapp resentanza per gli addetti mil itari al Cairo. (L. 500 mensili).
516
5.8.1918 (I)
498
906
Documenti di viaggio degli Ufficiali coloniali rimpatria ti.
517
29.8.1918 (I)
542
965
Località di disagiata residenza e relativa indennità in Libia.
51 8
14.9.1918 (I)
669
1175
Disposizione del Commissario Generale per l'Aeronautica, riguardante la costituzione per i servizi acronautici della Libia.
519
6.10.1918 (I)
645 1149
Decreto luogotenenziale che estende alle colonie le disposizioni relative agli aumenti delle paghe e salari ai militari ed operai di slocati nelle colonie stesse.
908
1560
479 N. d'ordine
Data ( ) Voi.
R. 0.
Circo-
o
lare
Pagg.
Oggetto
Legge G.M.U.
520
5.12.1918 (1)
70 1
1211
Uso de i telegra m m i fra le amministrazioni metro politane cd i Gove rni dell'Eritrea e Somalia.
521
12.12.1918 (I)
712
1232
Addebiti per danni e per cessioni di oggetti di corredo per truppe coloniali.
522
16. 12.19 18 (I)
2028
51 del 1919
R.D. col q uale si autorizza il Governatore della T ripolitania a concedere sul campo medaglie di argento e bronzo al V.M.
523
22.12.19 18 (1)
207 1
91
92 del 1919
D ecreto luogotene nziale che estende la giu risd izione dei tribuna li m ilitari d i Valona e Tripoli a tu tti i militari e militarizzati della Regia Marina.
524
22.12.1918 (I)
2100
146
168 de l 1919
Colonie. Ord inamento del Reg io Esercito. Decreto luogotenen ziale n. 2100 che modifica il R.O. 22.1.1914, n. 147, concernente l'ordinamento militare della T ripolitania e Cirenaica.
525
28.12.1918 (I)
14
13 de l 1919
Pagamento e co nteggio d i assegn i spe ttanti ad Ufficiali trasferiti ne l Regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea.
50
ANNO 1919 14 7
175
D ecreto luogotenenziale che estende alla Tripolitania e Cirenaica le disposizioni del decreto luogotenenziale 19.10.1916, n. 1417, relativo a penalità per simulazione di malattie e mutilazioni volontarie.
5.3.1919 ( I)
132
I5 I
Norme da seguirsi per il licenziamento di Ufficiali all'estero.
528
24.4.1919 (1)
238
306
Distribuzione delle polizze di assicura1ione gratuite ai militari combaneoti reduci dalla Libia.
529
25 .4.1919
240
308
Licenze agl i Uffic iali, Sottufficia li e m il itari d i trup pa dei reparti metropolitani dis locati in Tripolitania e Cirenaica.
241
309
Concessione di una speciale inden nità caro viveri ag li operai borg hesi p rovvisti d' inde nni tà di gue rra o facenti parte delle truppe metropolitane in Libia.
275
349
Disposizioni rela tive al reclutamen to del personale per il Regio Corpo di Truppe Colon iali dell'Eritrea e Libia.
526
2.2.1919 (I)
527
200
(I )
530
25.4.1919 (I)
531
14.5.19 19 (I)
532
17.5.1919
886
533
18.5.1919
1003
534
15.6.1919 (I)
1130
Costituzione dei Governi della Tripolitania e Cirenaica. Trattamen to pensio ni mi litari indigeni. 390
497
Decreto luogotenenziale concernente l'estensione dell 'indennità caro viveri ad alcune categorie di Ufficia li e d i impiegati civili che prestano servizio in Libia.
480 N. d'ordio c
Data (
) Voi.
Circoo lare Pagg. Legge G.M.U. R.0.
Oggetto
535
18.6. 19 19 (I)
331
441
Disti ntivo d'onore per i militari dei Regi Corpi di Truppe Coloniali feriti in combattimento.
536
3.7.1919
448
562
Decreto luogotenenziale relativo al trattamento di trasferimento e di missione del personale militare in Libia.
1800
545
708
R.D. relativo al tratta mento eco nom ico de i Sottu fficiali e militari di truppa dei Carabinieri Reali che pres ta no se rvizio in Li biu.
1801
547
720
R.D. relativo all'aumento de i salari e paghe agli operai, Sottu fficiali e m ilita ri di truppa che prestano servizio in Libia.
2090
668
985
R.D. - legge che applica agli oggetti raccolti e recuperati durante la guerra, in mare e lungo il litorale del Regno e delle colonie, le norme degli articoli 125 e seguenti del codice della marina mercantile, presumendoli prove nienti da si nistro in mare.
2244
684
1007
R.D. che modifica il decreto luogote nenziale 15.6.1919, n. 1130 relativo alla concessione dell'indennità caro viveri ad alcune categorie di militari in Lib ia.
610
822
Sottufficiali e militari di truppa dei corpi dislocati oltremare che rimpa tri ano pe r licen za.
45
60 del 1920
R.D. che estende ai prigionieri fatti dai ribelli in Libia le disposizioni emanate col decreto luogotenenziale 8.6.1919, n. 923 a favore dei prigionieri faui dal ne mico nel la recen te guerra.
10
9 del 1920
Matricola. Tenuta della matricola dei mi litari di sussistenza in Libia.
(I)
537
11.9 .19 19 (I )
538
21.9.1919 (!)
539
2.10.19 19 (I)
540
6. ll.1919 (I)
541
20.11.1919 (I)
542
22. l l.1919
2392
(I)
543
31.12.1919 (I)
ANNO 1920 544
8.1.1920
23
22
Visita dei m ilitari des ti nat i ai Regi Corpi d i Truppe Coloniali.
37
41
Ordinamento Regio Esercito - Arma Carabinieri. Stra!cio di decreto ministeriale emanato dal Ministero de lle Colonie, riguardante la riduzione della divisione dei Carabinieri Reali in Tripolitania.
132
153
orme per far valere i titoli per il computo agli effctti della pensione del servizio presta to in Libia da funzionari civili.
160
189
Reclutame nto del oerso nale civile per il Regio Corpo di Truppe Coloniali dell' Eritrea e Libia.
(I)
545
14. l.1 920 (I)
546
4.3.1920 ( I)
547
12.3 .1920 (I)
481 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circoo
Pagg.
Oggett o
432
673
R.D. relativo all'estensione ai Sottufficiali e milita ri di truppa de i Carabinieri Reali, che prestano servizio in Eritrea, delle disposizioni relative al trattame nto economico contenute nei dec reti luogotene nziali n. 494 e 495 e ne l R.D. 1802 de l 1919.
lare
Legge GM.U.
548
2.5.1920 (I)
549
19.5.1920 (I)
31 7
455
Pagame nto e con teggio d i assegni spellanti ad U fficiali trasferiti nel Regio Corpo di Tr up pe Coloniali dell'Eritrea.
550
30.5.1920 (I)
334
491
Liquidazione dei conti interessanti i soppressi consigli di am ministrazione già istituiti per la gestione de i se rvizi e per l'amministrazione dei reparti metropolitani in Cirenaica.
551
10.6.1 920 (I)
892
41 6
652
R.D. relativo al trattam ento economico dei Sottufficiali e militari di truppa dei Carabinieri Reali che prestano servizio io Libia.
552
22.6. 1920 (I)
900
457
703
R.D. che apporta modifi cazioni all'ordinamento militare per la Tripolitania e Cirenaica, relativamente alle condizioni di arruolamento e di trattamento dei militari italiani ed indigeni. (S tipendi).
553
8.7.1920 (I)
418
654
Doman de di assegni e indenn ità varie riguardanti i mil itari che fecero pa rte delle truppe metropoli tane in C irenaica.
554
28.7.1920 (I)
458
717
Arruolamento nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitan ia e Ci renai ca.
555
29.7.1920 (1)
453
697
Matricola dei Sottufficiali e m ili ta ri d i truppa trasferiti nelle Regie Truppe Colon iali dell'Eritrea e Somal ia.
556
8.8.1920
1270
557
3.9.1920 (I)
1332
558
27.10.1920
669
Tratta mento pensioni militari indigeni. 582
886
T rattame nto eco nom ico pe rsonale metro politano in servizio in Libia.
61 2
936
Corrisponden za uffi ciale con le Au torità colo niali dell'Eritrea e Somalia.
733
1114
Decreto del Ministro delle Colonie relativo all'ammontare del deposito da richiedersi a colo ro che intendano munirsi del passaporto pe r la Libia.
80
96 del 1921
R.D. che riduce te mporaneamente il periodo minimo di effettivo servizio in Italia per gli Ufficiali del Regio Esercito che facciano domanda di essere nuovamente destinati in Eritrea. (Da 4 anni ad I anno).
(I)
559
18.11.1920 (l)
560
16.12.1920 (I)
1851
ANNO 1921 561
6.1.192 1 (I)
9
7 Sospensione delle ammissioni dei Sottufficiali di fanteria nei Regi Corpi di Tru ppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
482 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
562
17.1.1921 (I)
563
R.D. o
Circolare Pagg.
Oggetto
Legge G.M.U. 139
171
R.D. che modifica l'articolo 10 dell'ordinamento militare per la Tripolitania e Cirenaica, approvato con R.D. 22.1 .1914, n. 147. (Trasferimenti degli Ufficiali dal Regio Esercito nel Corpo Truppe Coloniali).
3.2.1921 (I)
67
82
Disposizioni matricolari per i militari ammessi ne l Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
564
16.2.1921 (I)
100
114
Soppressione del Comando di tappa di Taranto. (Dall' 1.3.1921).
565
10.3.1921 (I)
316
222
283
R.D. relativo alla cessazione dello stato di guerra nel territorio de lla Tripolitania. (24.11.1920).
566
10.3.1921 (I)
502
280
336
R.D. che fa cessare per ogni effetto d'i legge lo stato di guerra in Cirenaica. (10.3.1921).
567
11.4. 1921 (I)
230
288
Matricola. Cessazione dello stato di guerra in Tripolitania.
568
12.5.1921 (I)
285
340
Matricola. Cessazione dello stato di guerra in Cirenaica.
569
30.6.1921
365
525
Sistemazione matricolare de i Sottufficiali e mi litari di truppa che prestano servizio fuori del Regno.
76
(I)
570
28.9.1921 (I)
498
802
Varianti alle circolari 457 e 458 del G .M. 1920 relative agli arruolamenti volontari nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
571
28.10.1921 (I)
553
902
Arruolamenti vo lontari ne l Regio Corpo di Trup pe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
572
3.11.1921 (I)
15
20 del 1922
R.D. che apporta modificazioni all'ordinamento militare per la T ripolitania e Ci renaica relativamente al tratlamento economico dei Sottufficiali e militari di truppa dei Carabinieri Reali in servizio in quelle regioni.
573
22.12.1921 (I)
644
1009
Arruolamenti nel Regio Corpo di Truppe Colonial i della Tripolitania e Ci renaica.
1849
ANNO 1922 574
5.1.1922 (I)
146
575
5. l.l922'
1770
576
1.2.1922 (I)
61
129
Corrispondenza ufficiale con le Autorità coloniali dell' Eritrea e Somalia.
577
10.2.1922 (I)
106
207
Oggetti di corredo per gli arruolati nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
578
23.2.1922 (I)
85
134
Invio dei militari in missione all'estero.
99
200
R.D. riguardante la dispensa dalle chiamate per istruzione dei militari già arruolati volontari ne l Regio Corpo di Truppe Coloniali in Libia. Indennità di operazioni in Libia.
483 N.
d'ordine
(
Data ) Voi.
579
23.2.1922 (I)
580
16.3 .1922 (I)
581
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
86
184
Sospensione della accettazione delle domande dei Sottufficiali per ammissione nei Regi Corpi di Truppe ColoniaU della Tripolitania e Cirenaica.
215
395
R.D. contenente disposizioni per la destinazione nella Somalia di Ufficiali del Regio Esercito.
23.3.1922 (I)
129
255
Sistemazione matricolare de i Sottufficiali e m ili tari di truppa che prestano se rvi zio fuori da l Regno.
582
23.3.1922 (I)
130
257
Denominazione del battaglione presidiario di Tripoli. (1.4.1922).
583
11.5.1922 (I)
206
385
Arruolamento volontari nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania e Ci rena ica.
584
25.5.1922
239
425
Scioglimento del VI battaglione del 241° fanteria. (1.5.1922).
453
983
R.D. concernente il passaggio del Comando di tappa di Siracusa dalla dipendenza del Ministe ro della Guerra a que lla del Ministero delle Colonie. (1.7.1922).
490
(1)
585
24.7. 1922 (I)
586
24.8.1922 (I)
407
875
Norme amministrativo-contabi li riguardanti le cessioni di materie e materiali ai Governi della T ripolitania e Cirenaica.
587
24.8. 1922 (I)
408
876
Passaggio del Comando di tappa di. Siracusa dal Ministero della Guerra al Ministero delle Colonie. Norme amministrativo-contabili relative ai rimborsi di spesa per gli arruolati e trasfe riti nei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
588
24.8.1922 (I)
409
879
Reclute che chiedono di essere am messe nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitan ia e Cirenaica.
1140
589
2.10.1922
590
19.10.1922 (I)
48 1 1150
Scioglimento del battaglione presidiario d i Tripoli. (31.8.1922).
591
29.10.1922 (l)
503
1176
Denominazione dei repar ti di Artiglieria in Tripolitania.
592
9.11.1922 (I)
517
1188
Sottufficiali e m ilitari di truppa che prestano servizio fuori da l Regno.
593
16. 11.1922
594
16.11.1922 (I)
595
19. 11.1922
1590
Ammissione di Ufficiali in s.a.p. al 1° corso dell'Istituto Coloniale di Roma e di Napoli per l'anno scolastico 1922-1923. Impiego di militari in opere pub bliche civili.
596
3. 12.1922
1770
Indennità di operazioni in Libia.
1389
Caro-viveri ai m ili tari indigeni.
1769
Concessione del distintivo d'onore dei mutilati e feriti in guerra, della croce al merito di guerra e della medaglia commemorativa col motto "Libia" ai militari nazionali che presero parte a speciali operazioni militari di grande polizia coloniale in Tripolitania a decorrere dall' 1.1.1922. 529 530
1204 1205
484 N. d'ordine
(
Data ) Vol.
R.D . CircoPagg. o lare Legge G.M.U.
Ogg etto
ANNO 1923 597
4.1.1923 (I)
1
5
8
Concessione dell'uso della Bandiera Nazionale ai Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea, Tripolitania e Cirenaica.
598
4.1.1923 (I)
2
5
9
Concessione dell'uso della Bandiera Nazionale ai Regi Corpi di Truppe Coloniali della Somalia.
599
14. 1.1923 (I)
317
135
395
R.D. che determina il modo di calcolare te indennità a favore degli impiegati civili e militari destinati in servizio nelle colonie.
600
18.1.1923 (I)
318
136
396
Colonie. Ufficiali e Truppe all'estero. Mod ificazioni all'articolo 10 de l R.D. 22.l.1914, n. 147 relativa mente all'aliquota di Ufficiali delle categorie in congedo da assegnare alle truppe coloniali della Tripolitania e Cirenai ca.
601
13 .1923
112
353
Arruolamento volontari, amm issioni e riam missioni in servizio nel Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
127
388
Uniforme per i militari coloniali in Italia.
142
400
Passaporti pe r la Libia.
(! )
602
8.3.1923 (! )
603
15.3.1923 (I)
604
18.3.1923 (I)
621
177
467
Applicazione nelle colonie, durante i periodi di operazioni militari di grande polizia coloniale, da determinarsi, delle norme per promozioni per merito di guerra e per il passaggio nel ruolo d i s.p.e ..
605
18.3.1923 (I)
622
178
469
Delim itazione di alcuni periodi di tempo in cui sono applicabili le norme del R.D. 18.3.1923, n. 621. (1.1.1922 - 31.3.1923).
606
3.4.1923 (I)
179
469
R.D. col quale viene nom inata una commissione con l'incarico di dar parere sulle proposte di avanzamento per le promozioni per merito di guerra alle truppe operanti in Tri politani a. (l.l.1922 - 31.3.1923).
607
22.4.1923 (I)
996
293
693
Estensione de i benefici previsti dal R.D. 16. l l.l922, n. 1769 ai mil itari nazionali impegnati in operazioni di grande polizia coloniale in Ci renaica a decorrere da l1' 1.3.1923. (Medaglia col motto "Lib ia").
608
22.4.1923
1160
340
781
R.D. concernente l'applicazione alle truppe italiane combattenti in Cirenaica delle norme per la pensione privilegiata di guerra. (Dall' 1.3.1923).
262
662
Chiarimenti ci rca il R.D. n. 150 che ap prova te norme e le tariffe relative alla tassa sugli affari per la Tripolitania e Ci renaica, pubblicato nella G.U . n. 100 de l 28.4.1923.
(I)
609
10.5.1923 (I)
485 N. d' ordine
610
(
Data ) Voi
R.D.
C ircoPagg. lare Legge G.M.U.
Oggetto
o
24.5.1923
311
724
Mil itari in congedo residen ti nelle colonie.
398
946
Norme amministrativo-contabili riguardant i le cessioni di de rrate e materiati ai Governi della Tripolitan ia e Cirenaica a decorrere dall' l.7.1923.
475
1104
Art. 4. Attribuzione pensione, assegno o indennità di gue rra ai militari, o loro fa miglie, d i truppe operanti nelle colonie.
47 1
1095
Va riazion i matri colari co ncernenti il servizio presta10 ne lle colon ie ital iane .
(!)
6 11
5.7.1923 (I)
6 12
12.7.1923 (I)
613
3.8 .1923 (I)
614
27.8.1923 (I)
2371
690
1559
R.D. contenente norme per il confe rimento della medaglia col motto "Libia" dopo la cessazione de llo stato di guerra in Tripolitania e Ci renaica.
615
31.10.1923
2504
1
2 del 1924
Trattame nto econo mico del perso nale civile di ruolo coloniale . Avverte nze.
2505
2
10 del 1924
Norme per l'estensione ed applicazione del trattamento economico al personale m ilitare d islocato ne lle colonie. Avvertenze.
705
1569
Riapertura degli arruolamenti di militari di truppa nel Regio Corpo di Truppe Coloni ali della Tripoli tania e Cirenaica. (Dal 6.12.1923).
3110
158
645 del 1924
R.D. -legge. Istituzione, presso i reparti della Milizia Volontaria Sicu rezza Nazionale, d islocati nelle coIon ie, del grado d i Vice Capo Squadra.
1491
(1)
616
3 1.10.1923 (I)
617
6. 12.1923 (!)
618
13.12.1923 (I)
619
23.12.1923 (I)
3092
178
706 del 1924
R.D. relativo al nuovo ordinamento del deposi to centrale per le tru ppe coloniali in Napoli.
620
30.12.1923 (I)
3129
119
523 del 1924
R.D. relativo alla sospensione temporanea dei congedamenti Volontari Italiani appartenenti ai Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitan ia e Cirenaica. (30.12.1923 - 30.6.1924).
AN NO 1924 621
25.1.1924 (I)
84
34 1
Trasfe rimenti di Ufficiali nelle colo nie.
622
28.1.1924 (I)
85
343
Norme pel funzionamento del servizio radiote legrafico del Regio Esercito in Tripolitania e Cirenaica.
623
3.2. 1924
153
634
Onorificenze e ricompense. R.D . che autorizza i Governatori della Tripolitania e Cirenaica a concedere sul campo la medaglia d'a rgento e di bronzo e croci di guerra al V.M. (Dall'l.2.1924).
(!)
189
486 N. d'ordine
624
Data (
) Voi.
3.2.1924
R.D. o
Circolare Pagg.
190
152
633
235
9l!9
(I)
625
27.3 1924 (I)
626
418 1681
2.4.1924 (I)
627
276 1084
17.4.1924 (I)
628
27.4.1924
839
404 1643
983
424 1695
1166
581 2388
(I)
629
1.5.1924 (I)
630
1.5.1924 ())
631
3.6.1924
Ogg e tto
Legge G.M.U.
1137
Delimitazione di alcuni periodi di tempo in cui sono applicabili le norme del R.D. 18.3.1923, n. 621 - Operazioni in Cirenaica. (I° mano - 5 settembre 1923). Assegnazione di reclute della classe 1904 ai Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica. Decreto del Ministro delle Colonie riguardante il trattamento economico al personale civile e militare inviato in missione nelle colonie. Norme amministrativo-contabili riguardanti le cessioni di derrate e materiali ai Governi della Tripolitania e Cirenaica. RD. concernente modificazioni alla paga e indennità coloniali spettanti ai volontari nei Regi Corpi di Truppe Coloniali in Libia aventi grado di soldato, caporale e caporal maggiore, durante il primo biennio di ferma ed ai metropolitani dello stesso grado in servizio in Libia. RD. concernente disposizioni circa l'aumento dell'aliquota degli Ufficiali di complemento nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica e per l'impiego di essi nei Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea e Somalia. Costituzione di due legioni libiche M. V.S. . e le successive varianti al decreto stesso. Norme esecutive. Ordinamento della giustizia militare in Libia.
(I)
632
24.7.1924
461
1787
(I)
633 30.10.1924
623 2561
Permanenza massima degli Ufficiali nelle colonie. (6 anni). Idoneità fisica degli Ufficiali per le colonie.
( ))
634
13.1 1.1924
643 2634
(I)
635 28.1 1.1924
688 2826
(I)
636
11.12.1924
686 282 1
(I)
Indennità coloniale al personale civile e militare delle colonie. Giustificazione delle spese per il trasporto del bagaglio. Colonie. Onorificenze e ricompense. Norme per la concessione del brevetto che autorizza a fregiarsi della medaglia commemorativa col motto "Libia" dopo la cessazione dello stato di guerra in Tripolitania e Cirenaica.
ANNO 1925 637
26.2.1925 (I)
541
237
973
R.D. che sostituisce la tabella "A" delle indennità per servizi e posizioni speciali dei Sottufficiali e militari di truppa dei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica di cui al R.D. 22.6.1920, n. 900. (DaU' 1.2.1925).
487 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
Ci rcolare Pagg. Legge G.MU. R.D . o
1097
R.D.-legge riguardante l'estensione alla Tripolitania e Cirenaica delle disposizioni del tempo di gu erra, concementi il rilascio delle dichiarazioni di irre peribilità relative a mil itari e civili, nazionali, risu ltati dispersi dopo fatti d'arme.
638
26.2.1925 (I)
665
639
17.4.1925
1160
640
2.7.1925 (1)
319
1319
Militari m etropolitani des tinati d'autorità in Libia.
641
9.7.1925 (I)
332
1358
Spedizioni di m ateriali alle colonie.
642
10.7.1925 (I)
423
1626
R.D .. Aumento della paga giornaliera e del soprassoldo giornaliero coloniale dei caporal maggiori, ca porali e soldati che prestano servi1io in Libia durante il primo biennio.
643
23.7.1925 (I)
359
1416
Amm issione dei Sottufficiali nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
644
13.8.1925 (I)
405
1526
Commissione d'avanzamento di grado superiore per Ufficiali delle colonie e comandati all'estero.
645
27.8.1925 (I)
424
1627
Arruolamento volontario nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Libia.
646
30.8.1925 (I)
616 2172
R.D .. Aum e nto de ll ' inde nnità spettante al personale di ruolo civile e militare, in servizio nella Somal ia Ital iana.
647
29.10.1925 (I)
562
2028
Sospensione d i pagamen ti a carico della "Socie tà anonim a maritti m a coloniale".
648
29.11.1925 (I)
17 1
599 del 1926
R.D.-legge. Istitu zi one de ll ' Ispettorato ge nerale dei re parti coloniali della M.V.S.N ..
649
3.12.1 925 (I)
627 2188
Commissione d'avanzame nto di grado superiore per gli Ufficiali delle colonie e comandati all'estero.
1437
189 1
2145
253
O gg e tt o
Conversione in legge n. 473 del R.D. 22.4.1923, n. 996.
ANNO 1926 650
3.1.1926 (I)
124
651
14.1.1926 (I)
212
652
24.1.1926 (I)
228
653
654
129
436
R.D .. Cessazione del beneficio dell'assicurazione gratu ita ai combattenti della Libia. (Dal 31.8.1919). Benefici del R.D. 18.3.1921, n. 621 estesi al personale Arma Aeronautica d islocata nelle coloni e.
173
602
R.D.-legge. Avan za mento normale del personale appartene nte a lle legioni libiche della M .V.S.N ..
27.1.1926
172
60 1
Decreto di S.E. il Ministro delJe Colonie riguardante l' invio temporan eo in colonia dell' Ispettore Generale dei reparti coloniali della M.V.S.N..
4.2.1926 (I)
75
274
Commissione d'ava nzamento di grado superiore per gli Ufficiali delle colonie e comand ati all'estero.
cn
488 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
655
4.2.1926 (I)
249
I32
440
R.D. circa il ritardato congedamento di taluni militari della classe 1904 stanziati in Li bia.
656
7.2.1926 (I)
227
175
615
R.D.-legge. Modificazioni al R.D. 1.5.1924, n. 1166 relativamente alla concessione di licenze al pe rsonale de lle legioni libiche permanenti di M.V.S.N ..
657
11.2.1926 (I)
363
190
653
R.D .. Norme per la concessione di passaporti per la Tripolitan ia.
658
4.3.1 926 (I)
405
191
655
R.D. concernente maggiori assegnazioni e diminuzioni di stanziamenti per l'esercizio finanziario 1925-26. Concessione mutuo per opere ferroviarie in Eritrea.
659
11.3 .1926 (I)
396 397
3 35
Supplemento n. l al G .M .U. - Roma, 9 aprile 1926. Ordinamento del Regio Esercito.
660
11.3.1926 (I)
500
208
753
Delimitazione di alcuni periodi di tempo in cui sono applicabili le norme del R.D.18.3.1923, n. 62 1. (Tripolitan ia : 1.5.1923 - 24.11.1924) (Cirenaica: 15.3.1924 18.4.1925).
661
18.3. 1926 (I)
185
634
Arruolamento volonta rio nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Libia.
662
3.4.1926 (I)
223
810
R.D.-legge concernente maggiori assegnazioni e diminuzioni per l'esercizio finanziario 1925-26. Autorizza. zione di spese per le colonie de lla Cirenaica, Tripoli tania e Africa Orientale.
663
10.6.1926 (I)
3 10
1129
Arruolamento volontario nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Libia.
664
15.6.1926 (I)
33 1 1230
Re lazioni di servizio fra gli appartenenti alle legioni li biche della M.Y.S.N., i Comandi di distretto ed i Carabinieri Reali.
665
22.6.1926 (I)
391
1460
R.D. che approva il regolamento per l'ordinamento e la procedura dei consigli di disciplina per gli Ufficiali in servizio nelle colonie.
666
9.7.1926 (I)
386
1439
R.D. col quale viene nominata una commissione con l'incarico di dar parere sulle proposte di avanzame nto per le promozioni per merito di gue rra alle truppe operanti in Tripolitanià (1.5.1923 - 24. 11.1924) ed in Cirenaica (15.3.1924 - 18.4.1925).
667
9.7.1926 (I)
5
9 del 1927
R.D .. Ordiname nto dei consigli di disciplina pe r gli Ufficiali in servizio ne lle colonie.
668
22.7.1926 (l)
414
1535
Tenuta della mat ricola e dei documenti personali dei militari italiani che prestano servizio nei Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea e Somalia.
669
16.8.1926 (I)
1387
473
1753
Divieto ass un zione di nuovo personale nell'Ammin istrazione dello Stato e norme per il rio rdi namento dei servizi.
670
3.9.1926 (I)
1608
6 12 2219
Nuovo ordinamento militare per i Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitani a e Cirenaica.
557
1145
2185
489 d'ordine
67 1
R.O. Circo-
Data ) Voi. (
la re Pagg. o Legge G.M.U.
4.10.1926
604 2199
Tenuta della matricola dei radiotelegrafisti trasferiti nei Regi Co rpi di Truppe Coloniali.
656 2411
Viaggi a riduzione sui piroscafi da e per le colonie.
667 2429
Rimborso spese di viaggio dei militari di truppa che ottenne ro la licenza precoloni ale prima di partire per la Libia Quali complementi.
(I)
672 25.11.1926
Oggetto
(1)
673
2.12.1926 (I)
ANNO 1927 674
10.3.1927
427
1343
R.D .. Norme per l'assegnazione di personale di altre amministrazioni presso il Ministero delle Colonie.
203
619
Sottufficiali - Militari di truppa. Riammissioni nei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
214
637
Unifo rmi pe r i magistrati militari dei tribunali speciali della Libia.
16.4. I 927
25 1
788
(I)
bis
Arruolamento vo lon tario ne i Regi Corpi d i Truppe Coloniali della Libia.
340 1149
Onorificenze e ricompense. Decreto min isteriale relativo alla deli mitazione del tempo entro cui possono essere concessi, ai nazionali combattenti in Libia, i benefici di cui ai decreti 1769 e 1784 del 1922. (Tripolitania : 1.1.1922 · 31.3.1923 · 1.5.1923 · 24.11.1924) (CiJenaica: 1.3.1923 - 5.6.1923 - 15.3.1924 - 18.4.1925).
1304
480
15 12
Delimitazioni di alcuni periodi di tempo in cui sono applicabili le norme del R. D. 18.3.1923, n. 621. (8 settembrc 1925 - 2 dicembre 1926).
1013
400
1284
Legge organica per l'amministrazione della Tripolitania e Cirenaica. (O rganizzazione . Diritti ...).
1584
680 2163
Art. 4. - Modifiche al R.0. I maggio 1924, n. 1166 relativo alla costituzione ed al trattamento delle legioni libiche M.V.S.N ..
444
1418
Ammissione ai Regi Corpi di Truppe Coloniali della Libia dei militari alle armi.
1437 1898
681
2167
Art. 2. - Istituzione speciale fascetta ricordativa del ciclo di operazioni militari di grande polizia coloniale svoltesi nella Somalia settentrionale dal 23.9.1925 al 27.2.1927. (Oltre G iuba).
1889
698 2209
1890
682 2170
R.D .. Indennità di colonia e di rappresentanza al generale di divisione addetto al comando truppe delle colonie. (Dal 4 luglio 1926). R.D .. Sanzione delle disposizioni seguite nella organizzazione del Regio Corpo di Truppe Coloniali provvisoria dell'Oltre Giuba. (Trattamento economico).
1149
(I)
675
26.3.1927 (I)
676
31.3. 1927 (I)
677 678
6.5.1927 (I)
679
23.6.1927 (I)
680
26.6.1927 (I)
68 1
30.6.1927 (I)
682
26.7.1927 (I)
683 684
5.8.1927 12.8.1927
Leggi sul reclutamento del Regio Esercito.
(I)
685
12.8. 1927 (I)
686
19.8. 1927 (I)
490 N.
d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Ogge tt o
687
8.9. 1927 (I)
564
1868
Documenti matricolari ed amministrativi del personale trasferito nelle colonie.
688
!8 .10.1927
776
2469
Decreto del Ministero delle Colonie relativo alla sistemazione dei quadri delle legioni libiche di M.V.S.N .. (Capiman ipolo - Ufficiali superiori e Centurioni).
(I)
689
23.10. 1927 (I)
2036
743
2346
R.D.-!egge. Variazioni ai bilanci anno 1927-28 per i servizi telefonici della colonia Eritrea.
690
23 .10.1927 (I)
2087
745
2349
Delimitazione di alcuni periodi di tempo in cui sono applicabili le norme del R.D. 18.3.1923, n. 621. (Promozioni per merito di guerra in operazioni della Somalia). (23.9.1925 - 27.2.1927).
691
17.11.1927 (l)
739
2300
Modific he alla divisa degli Ufficiali. (Con 8 tavole di disegno).
692
4.12.1927
4
34 del 1928
R.D.-legge. Passaggio in servizio permanente effettivo di Ufficiali di complemento in servizio nelle colonie, attraverso le scuole di reclutamento.
801
2530
Tipo di stoffa per le nuove divise coloniali.
57
192 del 1928 G.U. n. 15
Concessione dell'uso della Bandiera Nazionale al Regio Corpo di Truppe Coloniali della Somalia.
2455
0) 693
22.12.1927 (I)
694
29.12.1927· (I)
2626
ANNO 1928 Apertura di un credito straordinario agli Ufficiali del Regio Esercito appartenenti o trasferiti ai Regi Corpi di Truppe Coloniali, soci o non soci dell'Unione Militare.
695
26.1.1928 (I)
65
200
696
26.1.1928 (I)
66
201
Militari dei Regi Corpi di Truppe Coloniali che compiono in Italia il periodo di convalescenza o sono ricoverati in ospedali metropolitani.
697
16.2.1928 (I)
11 6
305
Onorificenze e ricomp ense. Norme per l'applicazione del R.D. n. 1898 del 12.8.1927 - anno V, riguardante la facoltà di fregiarsi della medagl ia commemorativa col motto "Campagne d'Africa" concessa al personale che ha preso parte all'occupazione effettiva dell'Oltre G iuba ed alle operazioni militari per l'occupazione del territorio de lla Somalia Italiana.
698
23.2.1928 (I)
134
349
Ammissione di 50 Ufficiali in s.p.e. al corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale di Roma. (3 mesi dal 7.3.1928).
-
491 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D.
Circo-
o lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
236
661
Decreto ministeriale. Determinazione di vari cicli d i operazioni militari di grande polizia svoltisi nelle colonie dall'J.1.1922 al 27.2.1927. (Tripolitania: 1.1.1922 · 31.3.1923 -1.5.1923 - 24.11.1924) (Cirenaica: 1.3.1923 -5.9.1923 -15.3.1924 - 18.4.1925- 8.9.1925 - 2.12.1926) (Somalia: 23.9.1925 - 27.2.1927).
180
531
RD .. Estensione dei limiti di tempo per le promozioni per merito di guerra per fatti d'arme compiuti in Cirenaica ed in Tripolitania. (Cirenaica : 2.1.1927 30.6.1928) (Tripolitania: 1.12.1927 · 30.6.1928).
699
25.2.1928 (I)
700
26.2.1928 (I)
701
1.3.1928 (I)
526
1637
R.D. col quale viene nom inala una Commissione con l' incarico di dar pare re sulle proposte di avanzamento per le promozioni per merito di guerra alle truppe operanti in Cirenaica (2 gennaio 1927 30 giugno 1928) e Tripolitania (I dicembre 1927 30 giugno 1928).
702
22.3. 1928 (I)
191
562
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. ammessi al corso di cu ltura coloniale presso l'Istituto Coloniale di Roma.
703
11.4.1928 (I)
253
7 12
R D .. Amnistia e condono di pene in Tripolitania.
704
31.5.1928
447
736
630 2322
Onorificenze e ricompense. Decreto del Ministero delle Colonie. Determinazione dei cicli di operazioni di grande polizia coloniale agli effetti delle ricompense militari. (Tripolitania: 1.12.1927 - 30.6.1928) (Cirenaica : 2.1.1927 - 30.6.1928).
(I)
705
7.6.1928 (I)
384
1160
Modificazione alla divisa dei Sottufficiali dei Regi Corpi di Truppe Coloniali. (Con 11 tavole di disegno).
706
7.6.1928
393
1203
Ammissione di Marescialli Ordinari e di Ufficiali subal terni di complemento in servizio nelle colonie al 1° corso (5.10.1922 - 22.12.1922) di abilitazione alla nomina a Sottotenenti in s.p.e. presso la Regia Accademia a Modena.
647
2374
R.D. relativo alla concessione delle croci di guerra pe r titoli com u ni ag li indigeni delle colonie.
464
1457
Funzione del Comando trupp e in Tripolitania.
541
1865
R.D .. Disposizioni per la destinazione nelle varie colonie del personale civile e militare non appartenenti a ruol i coloniali.
(I)
707
7.6.1928 (I)
708
11.6.1928 (I)
709
14.6.1928 (I)
710
21.6.1928 (I)
425
I 30 I
Destinazione degli Ufficiali nelle colonie.
711
21.6.1928 (I)
434
1317
Modificazione alla divisa dell e truppe coloniali dei Regi Corpi di Truppe Coloniali. (Con 9 tavole di disegno).
1570
180 1
492 N. d'ord ine
Data (
) Voi.
712
21.6.1928 (I)
713
12.7.1928 (I)
7 14
28.7.1928 (I)
7 15
2.8.1928 (I)
71 6
3.8.1928 (I)
717
23.8. 1928 (I)
7 18
6.9.1928 (I)
719
720
R.D. CircoPagg. o lare Legge G.M .U.
25 10
Oggetto
807
2780
R.D. col qua le la "Fonda zione Magg iore Suarez", costituita con il capitale nomi nale di L. 25.000 e_desti nata a favore de i militari de l 5° battaglione indigeni d'Eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
480
15 11
Proroga per la presentazione delle domande al 1° Corso presso la Regia Accademia di Modena da parte degli Ufficiali subalterni di com plemento in servizio presso le colonie dell' A.O .. (Fino al 31.8.1928).
4622
Ordinamento amm inistrativo-contabile per Eritrea e Somalia Italiana in forza dell'articolo 32 del R.D. 28.6.1928, n . 1646. 1591
Ammissione di 50 Ufficiali in s.p.e. al co rso di cultura coloniale presso l'Is tituto Coloniale di Roma. (5 mesi dal 6.11.1928).
576 2 114
R.D.-legge. Passaggio in s.p.e. nel Regio Esercito, altraverso le accademie di reclutamento di Ufficiali di complemento in servizio nelle colonie.
19 16
M odificazione alla d ivisa de lla truppa indigena. (Con 11 tavole di disegn o).
251]
808 2784
R.D. col quale la " Fondazione generale Baldissera" - capitale nominale di L. 6.500 e destina ta a favore dei militari eritrei appartenenti a vari re parti del Regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
6.9.1928 (I)
2512
809 2787
R.D. col quale la "Fondazione maggiore Turitto" con capitale nominale di L. 25.000 a favore dei militari del 1° battaglione indigeni dell'Eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
6.9.1928
2513
810
279 1
R.D. col quale la "Fondazione maggiore Hidalgo" con capitale nominale di L. 10.000 a favore dei milita ri del 2° battaglione indigeni dell' Eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è app rovato lo Statuto.
515
192 1
565
(1)
721
6.9.1928 (I)
251.4
811
2795
R.D. col quale la "Fondazione tenente colonnello Ga lliano" con capitale nominale di L. 8.000 a favore de i militari del 3° battaglione indigeni dell'E ritrea, vie ne eretta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
722
6.9.1928 (1)
2515
8 12 2799
R.D. col quale la "Fondazione maggiore Toselli" con cap itale nominale di L. 25.000 a favore dei militari del 4° battaglione indigeni deJJ 'Eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è app rovato lo Statuto.
723
6.9.1928 (I)
25 16
813
R.D. col quale la "Fondazione maggi ore De Rosa" con capitale nominale di L. 10.000 a favore dei militari indigeni del)' Artiglieria eritrea, viene eretta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
2803
493 N.
d'ordine
Data (
) Voi
R.D.
Circolare Pagg. Legge G.M.U. o
Ogg e tt o
724
6.9.1928 (I)
2517
8 14
2807
R.D. col q ua le la "Fondazione maggiore F iore", con capitale nominale di L. 4.000 a favore de i mil itari indigeni de l geni o mili tare dell'Eritrea, viene e re tta in Ente Morale e ne è approvato lo Statuto.
725
4. 10.1928 (I)
2326
723
2540
R.0. -legge. Modifiche a l R.D. 18.3.1923, n. 621 relativo alle prom ozioni pe r meriti di gu erra degli appartenenti alle truppe operanti nelle colonie.
726
25. 10 .1928 (I)
70 I
2475
Elenco degli U fficiali in s.p.e. ammessi al corso di cultura colon iale presso l'Istituto Coloniale di Rom a.
727
8 .1 1.1928 ( I)
2561
7 96
2733
R .D. - Estensione de i limiti di tem po per le promozioni e d i passaggi di ruolo per merito di guerra per fatti d'arme in Tripolitania e Cirenaica. (1.7.1928 31.8 .1928).
728
13. 11.1 928 (I)
2499
777
2690
Legge. Con ve rsione in legge d el R.D. -Iegge 4 dicembre 1927, n. 2455, concernente il passaggio in se rv izio permane nte effettivo di U fficiali di co m plemento in se rv izio ne lle colonie, attraverso le scuole di reclutamento.
729
22. J 1.1928
76 2
2624
Istru zio ne e trasmissione d elle domande d i destinazione in co lonia degli Ufficiali.
(I) 730
22. 11.1928 (l)
765
2628
Ammissione di Marescialli Ordinari ed Ufficiali subaltern i di comple me nto in servizio nelle colonie al 1° corso di a bilitazione per la nomina a Sottotenenti in s.p.e. presso la Regia Accademia di Modena.
731
2.12. 1928 (I)
198
641 d el 1929
Prolungamento dei te rmini dei cicli di ope razio ni m il itari di grande polizia co lo n ia le in Tripol itania e C irena ica. (Fatto d 'arme di Bi r Tars in - Tripoli 26.5 .1925). (Tripo li tania 1.12.1927 - 31.8.1928) (Cirena ica : 2.l.1927 - 31.8.1928).
732
6.12.1 928 (I)
2942
29
58 del 1929
Legge. Con ve rsione in legge del R .D.-legge 4.10.1928, n. 2326 che modifi ca il R.D. 18.3.1923, n. 621 re la tivo all'avanzame nto pe r merito di guerra degli appartenenti alle truppe che svolgo no o pe razioni militari importanti ne lle co lonie.
7 33
20. 12.1928 (I)
3243
94
306 de l 1929
Legge. Conversione in legge de l R.D .-legge 3.8.1928, n. 1921, concernente il passaggio in servizio perma ne nte effettivo ne l Regio Esercito, attrave rso le Accad em ie d i reclutamento, di Ufficiali s ubalte rni di complemento in servizio nelle colonie.
734
20.l 2.1928 (1)
33 15
135
414 d el 1929
Conve rsione in legge de l R.0.-legge 14,6.1928, n. 1801,. reca nte disposizion i per la destinazione nelle va rie colonie de l personale civil e e m ilita re non ap partene nte ai ruoli normali.
494 N.
d' ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Oggetto
ANNO 1929 735
24.1.1929 (I)
736
7.2.1929 (I)
737
18.3.1929 (I)
738
105
327
Legge. Istituzione del Governo Unico della Tripolitania e Cirenaica.
109
334
Ammissione dei Sottufficiali nei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
394
212
656
Modifiche alle indennità di marcia e di tramutamento per il personale militare del Regio Esercito.
25.3 .1929 (I)
676
286
1057
R.D .. Avocazione al Ministero delle Colonie de lle pro-
739
8.4. 1929 (I)
1201
740
7.5. 1929 (I)
741
9.5.1929 (I)
742
743
99
poste di ricompense a l V.M. per militari nazionali combattenti nelle colonie.
448
1897
R.D.-legge. Modifica all'art. IO della legge organica per l'amministrazione della Tripolitania e Cirenaica.
282
972
Ammissione dei Marescialli Ordinari e Ufficiali suba!terni di complemento in servizio nelle colonie ai corsi di abilitazione alla nomina a Sottotenente in s.p.e. presso la Regia Accademia di Modena.
323
1203
Onorificenze e ricompense. R.D .. Competenza del Ministro pe r le Colonie circa la concessione delle croci di guerra ai mi litari nazionali combattenti ne lle colonie.
10.5.1929 (I)
449
1898
Onorificenze e ricompense. Decreto ministeriale. Riconoscimento dei fatti d'arme di Agheila ex Serghia (Cirenaica - 1.10.1928) e Guerat el-Afie (Tripolitania - 31.10.1928) a tutti gli effetti di operazioni militari di grande polizia coloniale.
8.6.1929
368 1411
Onorificenze e ricompense. Decreto del Ministero delle Colonie col quale viene costituita la commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V .M. per fatti d'arme avvenuti ne lle colonie.
818
(I)
744
3.7.1929 (I)
418
1740
Onorificenze e ricompense. Decreto del Ministero delle Colonie col quale è sostituito un membro della commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'arme avvenuti nelle coIonie.
745
5.7.1929 (I)
498 2 110
Libretto di volo per gli Ufficiali e militari di truppa appartenenti ai Regi Corpi di Truppe Coloniali.
746
11.7.1929 (I)
453
1907
Legge. Conversione in legge del R.D.-legge 24.1.1929, n. 99 riguardante l'istituzione del Governo Unico della Tripolitania e Cirenaica.
747
8.8.1929 (I)
488
2089
Iscrizione sulle liste di leva dei giovani nati o residenti nelle colonie italiane.
1231
495 N. d'o rdine
748
Data ( ) Voi
R.D . C ircoPagg. lare o Legge G.M.U.
21.8.1929
552 2352
Ammissione di 50 Ufficiali in s.p.e. al corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale di Roma.
652 2610
Decreto ministeriale relativo al riconoscimento di alcuni fatti d'arme svoltisi in Libia quali cicli di operazioni di grande polizia coloniale.
(I)
749
25.9.1929
Oggetto
(I)
750
3 10.1929 (I)
1944
713 2748
R.D .. Estensione dei limiti di tempo per le promozioni per merito di gue rra per fatti compiuti in Cirenaica e Tripolitania.
751
3.10.1929 (l)
1955
714 2752
Ordinamento delle legioni libiche permanenti di M.V.S.N ..
752
17.10. 1929
636 2555
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. ammessi al corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
761
R.D.-legge. Disposizioni relative al trasferimento di Sottufficiali delle legioni libiche della M.V.S.N. nei corpi e reparti del Regio Esercito.
(I)
753
17.10.1929 (I)
2057
754 2 l.l l.l 929
2962
702 2701
Lasciapassare per le colonie.
(I)
755
22. l l.1929 (I)
52
168 del 1930
Decreto del Ministero delle Colonie. Norme per l'applicazione del R.D. 3.10.1929, n.1955 circa l'ordinamento delle legioni libiche permanenti di M.V.S.N ..
756
22.ll.1929 (I)
127
373 del 1930
Decreto ministeriale. Norme per l'applicazione del R.D. 3.10.1929, n. 1955, riguardanti la costituzione, il funzionamento ed il trattamento delle due legioni libiche permanenti di M.V.S.N ..
757
23.12.1929 (I)
104
308 del 1930
Estensione alle colonie del Codice Penale per l'Esercito e del Codice Penale militare maritti mo ed approvazione dell'ordinamento giudiziario militare per le coIonie.
2377
ANNO 1930 758
16.1.1930 (I)
30
114
Iscritti di leva che intendono recarsi nelle colonie.
759
23 .1.1930
47
153
Arruolamento volontario, ammissioni e riammissioni in servizio nei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
189
698
Decreto del Ministero delle Colonie col quale si apportano varianti alla composizione della commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'arme avvenuti nelle colonie.
190
699
Uguale a l p recedente.
235
802
Legge. Modifica al numero del personale militare addetto al Ministero delle Colonie.
(I)
760
5.3.1930 (I)
761
5.3.1930 (1)
762
24.3. 1930 (I)
321
496 N. d'ordine
763
Data (
) Voi.
R.D. o
Circolare Pagg.
183
608
Ammissione di Ma rescialli Ordinari e Ufficiali subaltcrni di complemento in servizio nelle colonie alla nomina di Sottotenente in s.p.e. presso la Regia Accademia di Modena.
310
1034
Legge. Modificazione all'articolo 60 delJa legge organica per l'amministrazione della Tripolitania e Cirenaica in data 26.6.1927, n . 1013.
628 2112
Decreto ministeria.le che istituisce il posto di addetto militare presso la legazione di S.M. il Re d'Italia in Addis Abeba.
761
415
1325
R.D. col quale viene modificato l'articolo 3 dello Statulo della "Fondazione maggiore Turittu" avente il capitale nominale di L. 25.000, la cui rendita annua è destinata a favore dei militari del l battaglione indigeni dell'Eritrea.
27.3.1930
<n 764
17.4. 1930
506
<n 765
15.5.1930 (Il)
766
19.5.1930
Oggetto
Legge G.M.U.
(Il)
767
19.5.1930 (Il)
762
416
1327
R.D. col quale viene modificato l'a rticolo 3 dello Statuto de lla "Fondazione maggiore Toselli" con capitale nominale di L. 25.000, a favore del IV battaglione indigeni dell'Eritrea.
768
19.5.1930 (Il)
763
417
1329
R.D. col quale viene modificato l'articolo 3 dello Statuto della "Fondazione maggiore Suarez" avente il capitale nominale di L. 25.000, a favore del V battaglione indigeni dell'Eritrea.
769
3.7.1930 (Il)
1079
517
1722
Legge. Unificazione dei provvedimenti legislativi per il riconoscimento dei cicli di operazioni militari di grande polizia coloniale, utili al conseguimento di provvidenze di carattere morale ed economico.
770
10.7.1930
1052
498
1575
R.D .. Approvazione del Regolamento per l'ordinamento e la procedura dei consigli di disciplina per gli Ufficiali nelle colonie.
484 1539
Decreto del Ministero delle Colonie col quale è sostituito un membro della commissione mista per l'esame de lle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'arm e avvenuti nelle colonie.
(U)
771
16.7.1930 (Il)
772
22.9.1930
773
4.10.1930 (Il)
774
23.10.1930 (II)
1571
775
6.11.1930 (I)
1778
1926
Facoltà dei Governi coloniali di acquistare mobili per l'arredamento degli alloggi non considerati di servizio per il personale militare e civile. 605 2069
Ammissione di 25 Ufficiali in s.p.e. al corso di cuitura coloniale presso l' Istituto Coloniale fascista di Roma.
718 2393
Riconoscimento delle operazioni per la riconquista del Fezzan, quali operazioni d i grande polizia coloniale. (T ripolitania: 28.11.1929 · 15.3.1930).
44
126 del 1931
Istituzione di una compagn ia di Carabinieri Reali nell' Eritrea.
497 N. d'ordine
Data (
) Voi.
776
13.11.1930 (I)
777
15. l l.l930 (I)
R.D. CircoPagg. lare o Legge G.M.U.
667 2253
79
196 del 1931
Oggetto
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. ammess i al corso di cultu ra coloniale presso l'Is tituto Coloniale fascista di Roma. Decreto del Ministe ro delle Colonie. Modifica alle tabelle di formazione del depos ito centrale coloniale in Napoli.
ANNO 1931 778
1.1.1931 (I)
779
13.1.1931 (I)
780
2.4.1931 (I)
781
11.5.1931 (1)
782
18.5. 193 I
3
6
Visite mediche ai militari da avviarsi alle colonie.
166
570
R.D .. Approvazione del Regolamento per l'ordinamento e la procedura dei consigH di disciplina per gli Ufficiali della Regia Aeronautica nelle colonie.
179
588
Ammissione di Sottufficiali nei Regi Corpi di T ruppe Coloniali.
686
384
1603
Istituzione nelle colonie italiane della Tripolitania, Cirenaica, Eritrea e Somalia del servizio di leva per tutti i cittadini dello Stato, nati, domiciliati o residenti ne l territorio di dette colonie.
901
387
1637
Ordinamento militare per Regi Corpi di Truppe CoIonia li della Tripolitania e Cirenaica. Modifica divisa paghe - indennità del R.D. 3.9.1926, n. 1608.
266
1107
Uso del "burnus" da parte degli Ufficiali e Sottufficiali delle trupp e sahariane in licenza in Italia.
355
1431
Ri conoscimento, qua li operazioni di grande polizia coloniale, delle operazioni svolte in Cirenaica dal1'8.11.1929 al 31.1.1931.
370
1539
Matricola dei militari facenti parte de i Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea e Somalia.
434
1884
R.D .. Variazioni allo stato di previsione dell'entrata e spesa e bilanci della Somalia ed Eritrea, esercizio finanziario 1931 -32. Norme per l'applicazione del R.D. 11.5.1931, n. 686 che istituisce il servizio della leva militare nelle colonie italiane. Decreto del Ministero delle Colonie col quale sono sostituiti il presidente ed alcuni membri della commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'arme avvenuti nelle colonie.
222
(I)
783
28.5.1931 (I)
784
18.6.1931 (I)
785
23.7 .1931 (I)
786
24.7.1931 (I)
787
27.7.1931 (I)
385
1607
788
28.7.1931 (I)
401
1785
789
25.8. 1931 (1)
449
1902
790
28.8.193 1 (I)
432
1881
876
955
Ammissione di 25 Ufficiali in s. p.e. al corso di cuitura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma. Norme riguardanti i militari congedanti che sono avviati all'estero, ovvero in coloni a.
498 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Oggecto
Arruolamento vo lontario nei Regi C orpi di Truppe Colonia li della Tripolitania e Cirenaica.
79 1
24.9.1931 (I)
499
2122
792
24.9.1931 (I)
508
2159- R.D. che nomina una commissione per il parere sulle proposte di avanzamento per merito di guerra ai gradi di UfficiaJe, fino a quello di maggiore, di appartenenti alle truppe operanti nelle colonie.
793
5.11.1931 (I)
570 2518
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. am messi a l corso di cultura co lon ia ie presso l' Istituto Coloniale fascista di Ro ma.
794
10.12. 1931 (I)
640 2844
Arruolamento volontario nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della T ripolitania e Ci renaica.
795
10.12.193 I
1762
796
17.12.1931 (I)
1786
99
345 del 1932
Approvazione ordinamento m ilitare per il Regio Corpo d i Truppe Colonia li de ll'Eritrea. (Paghe-viveri).
797
23.12.1 93 1 (I)
1737
54
121 del 1932
R.D .. Estensione dei benefici di cui all'articolo 5 del R.D.-legge 18.12.1922, n. 1637, al personale civile e mi litare che presta servizio oltre i confini delle colonie italiane.
Approvazione tabe lle organiche del Regio Corpo di Truppe Coloniali della Tripolitania.
ANNO 1932 798
25.1.1932 (I)
84
247
Decreto del Ministe ro delle Colonie col quale è sosti tu ito il segretario senza voto della commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'acme avvenuti nelle colonie.
799
31.3.1932
177
578
Arruolamento volontario n ei Regi Corpi di Truppe · Coloniali della Tripolitania e Cirenaica.
392
15 I 1
R.D .. Riconoscimento delle operazioni militari svoltesi in Cirenaica dall' l.2.193 1 al 24.1.1932, quali operazioni di grande polizia coloniale.
(I)
800
31.3.1932 (I)
867
801
13.4.1932 (I)
211
727
D ecreto del M iniste ro delle Colonie col quale è sostituito un membro della commissione mista per l'esame delle proposte d i ricompense al V.M . per fatti d' arme avvenuti nelle colonie.
802
12.5.1932. (I)
258
1058
R.D. che nomina alcuni memb ri della commissione pe r il parere sulle proposte di avan zamento per merito di guerra, fino al grado di magg io re, di appa rte nenti alle truppe operanti nelle colonie.
803
16.5.1932 (I)
244
863
Ammissione di Marescialli Ordinari ed Ufficiali suba!terni di complemento in servizio nelle colonie ai corsi di abilitazione alla nomina a Sottotenente in s.p.e. presso la Regia Accademia di Modena.
499 N.
d'ordine
Data (
) Voi.
804
23.6.1932 (I)
805
Circolare Pagg. o Legge G.M.U. R.D.
Oggetto
496
1829
R.D .. Riconoscimento delle operazioni svoltesi in Somalia dal 1° al 30 aprile 1924, quali operazioni di grande polizia coloniale.
11.7.1932 (I)
372
1379
Onorificenze e ricompense. Decreto del Ministe ro delle Colonie col quale è sostituito un membro della commissione mista per l'esame delle proposte di ricompense al V.M. per fatti d'arme avvenuti nelle colonie.
806
28.7. 1932 {I)
380
1437
Concorso a premio per un lavoro di carattere coloniale per gli Ufficiali inferiori in s.p.e.
807
23.8.1932 (I)
449
1697
Ammissione d i 20 Ufficia li io s.p.e. al corso di cuitura colon iale presso l' Istituto Coloni ale fascista di Roma.
808
25.8.1932 (I)
431
1628
Arruolamento volontario nei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolita nia e Ci renaica.
809
25.8.1932 (I)
436
1631
Facilitazioni di viaggio agli Ufficiali in s.p.e. da e per le colonie.
810
8.9.1932 (I)
480
1772
Termine utile per l'inoltro delle proposte e per l'accettazione delle domande relative alla concessione della croce al merito di guerra per benemerenze acquistate nelle colonie. (31.3.1933: per le colonie e Regno; 30.6.1933: per residenti all'estero).
81 1
22.9. 1932
1342
812
22.9.1932 {I)
1415
813
26.10.1932 (I)
814
3.11.1932 (I)
815
17.11.1932 (I)
816
17 .11.1932 (I)
1755
40
163 del 1933
R.D .. Spostame nto della data di inizio di un c.iclo di operazioni militari in Cirenaica. (13.8.1925).
817
17.1 1.1932 (I)
1840
53
179 del 1933
R .D .. Estension e alle colonie della legge 29.12.1930, n. 1759 sulla obbligatorietà della istruzione premilitare.
1138
1585
Estensione ai Regi Corpi di Truppe Coloniali di talune disposizioni previste nel R.D. 18.3.1929, n. 394. 83
329 del 1933
R.D .. Varianti all'ordinamento delle legioni lib iche permanenti della M.V.S.N ..
557
2062
Elen co degli Ufficiali in s.p.e. ammessi a frequentare il corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
651
2347
Varianti all'ordinamento dei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Libia e a quello del Regio Corpo dell'Eritrea. (Indennità).
580 2169
Indennità di equ ipaggiamen to per gli Ufficiali ridestinati in colon ia.
· ANNO 1933 818 1 2.3.1933 (I)
I I
120
nto volontario nei I 431 I Arruolame Coloniali.
R egi Corpi d i Truppe
500 N. d'o rdine
(
Data ) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogget t o
819
233. 1933 (I)
162
518
Facilitazioni di viaggio ag li Ufficiali in s.p.e . da e per le colonie.
820
29.3 .1933 (l)
182
644
Ammissione di Ma rescialli Ordina ri e Ufficiali subalternidi complemento in se rvizio nelle colonie ai corsi di abilitazione alla nomina a Sottotenente in s. p.e. presso la Regia Accadem ia di Mode na.
821
8.4.1933 (l)
188
729
Mobilio degl i Ufficiali, Sottufficiali e mili tari di truppa trasferiti in coloni a ed autorizzati a condurvi la famiglia.
822
6.7. 1933 (I)
375
1402
R.D. che nomina una commissione per il pa rere sulle proposte di avanzamento per merito di guerra ai gradi di Ufficiale, fi no a maggiore, di appartenen ti alle truppe operanti nelle colonie.
823
6.7 .1933 (I)
470
173 1
Ord inamen to organico per l' E ri trea e la Soma lia. (Governativo-lega le-ti nan zia rio).
824
29.7.1933 (I)
4 13
1545
Decreto del Ministero delle Colonie col quale è approvata l'istruzione sulle attribuzioni del deposito centrale per le tru ppe colo niaU in Napoli e sue relazioni coi corpi e servizi del Regio Esercito.
825
9.8.1933 (I)
420
1581
Ammissione di 20 Ufficiali in s.p.e. a l corso di cu itura coloniale presso l' Isti tuto Coloniale fascista di Roma.
826
11.8.1933 (1)
1297
569
2081
O rd inamento dell' Arma dei Carabin ieri Reali ne lla Somalia Italiana. (Una compagn ia).
827
28.9.1933 (I)
1490
649 2383
Approvazione degli organici della Divisione Carab inieri Reali del la Tripolitania.
828
12.10.1933 (I)
659
2405
R.D. che sostituisce un membro della commissione per il parere sulle proposte di avanzamento per merito di guerra ai gradi di Ufficiale, fino a maggiore, di appartenenti alle tru ppe operanti nelle colonie.
829
19.10.1933 (I)
9
57 de l 1934
R.D .. Viaggi per mare dei m ilita ri di truppa in servizio isolato da e per le colonie e da una colonia a ll'altra.
830
25.10.1933 (I)
580 2107
Elenco degli Ufficiali in s .p.e. am messi a frequen tare il corso di cu ltura coloniale presso l'Istituto Coloniale fasc ista di Roma.
831
511.1933 (I)
619 2264
Fissazione di un termine perento rio per l'inolt ro, in casi eccezionali, delle domande di concessione de.Ila eroce al merito di guerra per benemerenze acquisite in colonia in periodi di "cicli operativi di grande polizia coloniale". (30.6.1934).
832
9. 11.1933 (I)
662
2410
R.D. che sostituisce il presidente della commissione per il parere sulle proposte di avanzamento per merito di guerra ai gradi di Ufficiale, fino a maggiore, di appartenenti alle truppe coloniali.
833
14 .12.1933 (I)
692
2517
Divisa degli Ufficiali dei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
999
1769
501 N. d'ordine
Data (
) Voi.
Circolare Pagg. o Legge G.M.U. R.D.
Oggetto
ANNO 1934 834
1.2.1934 (I)
73
253
D ivisa degli Uffi ciali dei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
835
5.2.1934 (1)
150
499
R.D . col quale sono determinati i comandi di truppe sia dell'Ese rcito metropo li ta no che coloniale validi agli effetti cli cui alla legge 22:1.1934, n. 85 che tratta di nuovi requisiti per l'avanzamento di talune categorie di Ufficiali dell'Esercito e per il loro trasferimento nel Corpo di Stato Maggiore.
836
15.2.1934 (1)
11 1
347
D ivisa degli Aiutanii di Battaglia e Marescialli de i Regi Co rpi di T ruppe Coloniali.
837
18.4.1934 (I)
855
909
3883
Modifica al R.D. 22.9.1930, n . 1926. (Mobilio dei tra sferi ti in colon ia co n le fam iglie).
838
7.6.1934 (I)
899
437
1575
Avanzamento degli Ufficiali del Regio Esercito, quale risulta modificato dall'articolo 76 del R.D.-legge 16.6.1934, n. 944. (S upplemento ordinario G. U. n . 141 del 16.6.1934).
839
14.6.1934 (1)
422
1517
Servizio Sanitario. Modificazioni alla "Tariffa med ici nali ...." ed alle norme di cessione di tali mate riali ai corpi del Regio Ese rcito e forze colonia li.
840
5.7. 1934 (I)
496
2095
Divisa de i Se rgenti Maggiori, Sergenti e militari di truppa dei Regi Corpi di Truppe Coloniali.
841
5.7. 1934 (I)
599
2790
R.D. che sostituisce un membro de lla commissione per il parere sulle proposte di avanza mento per merito di guerra ai gradi di Ufficiale, lino a maggiore, di appartenenti alle truppe coloniali.
842
12.7.1 934 (I)
524
2336
Am m issione d i 16 U fficial i in s. p.e . al 2° corso de ll' Istituto Orienta le in Napoli per l'an no accademiCO 1934-35.
843
12.7. 1934 (I)
1389
720 2509 de l 1935
R.D .. Inde nn ità di Centurione, e Capo-man ipolo per gli Ufficiali d i M.Y.S. N ..
844
20.7.1934 ( I)
1500
756 3339
Istituzione dei distretti militari di Tripoli e Bengasi.
845
26.7 .1934 (I)
567
2542
Avanzamento. Periodi di operazioni belliche e di grande polizia in Libia e Somalia da valutare agli effetti dell'assegnazione dei punti nella classifica dei capitani, maggiori e tenenti colonne lli da prendere in esame per l'avanzamento.
846
5.8.1934 (I)
612
2826
Amm issione di 20 Ufficiali in s.p.e. al co rso di cuitura coloniale presso l' Istituto Colo niale fascista d i Roma.
502 N. d'ordine
Data (
) Voi.
847
4.10.1934 (I)
848
11.10.1934
849
16.10.1934 (I)
850
16.10.1934 (l)
851
25.10.1934
cn
R.D. o
Circolare Pagg. Legge G.M.U.
760
1723
1894
3351
AA.W. all' "lstru zione sulle attribuzioni del deposito centrale per le truppe coloniali in apoli e sue relazioni con i corpi e servizi del Regio Esercito".
867 3765
Aggiornamento delle disposizioni concernenti l'ordinamento del Regio Esercito, convertito nella legge 17.12.1934, n. 2110.
848 3603
R.D. che nomina la commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e di avanzamento straordinari o per meriti ·eccezionali, relative agli Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni militari importanti ne lle colonie.
933 3933
Istituzione del Comando di Aeronauti ca della Tripolitania e Cirenaica.
847 3602
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. amm essi a frequentare il corso di cul tura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
910 3887
Norme per l'applicazione del R.D. 18.4.1934, n. 855 circa il mobilio degli Uffi ciali, Sottufficiali e militari di truppa trasferiti nelle colonie ed autorizzati a cond urvi le famiglie.
(1)
852
29. l l.1934 (1)
853
3. 12.1934
Ogge tt o
Ordinamento organico per l' Amministrazione della Libia, convertito in legge 11.4.1935, n. 675 .
2012
ANNO 1935 854
17. 1.1935
42
855
28.2.1935 (1)
226
225
721
R.D.-legge. Norme per l'avanzamento degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio nelle colonie dell' A.O. o assegnati a truppe o se rvi zi mobilitati da inviarsi nelle suddette colonie.
856
18.3. 1935 (I)
442
303
993
Norme per l'arru olamento di Sottufficiali e militari di truppa in congedo nei Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea e Somalia.
857
18.3.1935 (I)
347
264
875
Costitu zione temporanea di due Divisio ni di fanteria per l' A.O ..
858
18.3. 1935 (I)
496
321
1099
Modifiche all'ordiname nto de l Regio Co rp o di Truppe Coloniali dell'Eritrea. (Pensioni).
859
8.4. 1935 ( I)
572
352
1147
Costituzione temp oranea di u na Divisione di fa nteria per l'A .0 ..
860
11.4.1935
650
389
1327
R.D .. Comandi di truppe coloniali validi agli effetti del l'articolo 32 della legge 7.6.1934, o. 899 sull'avanzamento degli Ufficiali del Regio Esercito.
(1)
861
11.4.1935
675
Istitu zione dell' Alto Commissa ri o per I' A.O ..
Legge 675. Conversione in legge del R.D. 3.12.1934, n. 2012.
503 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D.
Circolare Pagg. Legge G.M.U . o
Oggetto
Istituzione Alto Commissario per le Colon ie dell'A.0.1 ..
862
11.4.1935
783
863
18.4.1935
789
421
1401
R.D .. Trasformazione della compagn ia Carabinieri Reali della Somalia in Divisione Carabinieri Reali.
864
18.4.1935 (I)
814
459
1533
R.D .. Aumento dell'indenni tà giornaliera viveri ai mi litari indigeni del Regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea.
865
18.4.1935
1085
519
1781
R.D .. Indennità di equi paggiame nto ai generali di brigata destinati in colonia.
<n
(I)
Istituzione Comand o Superiore di Marina per l'A.0 ..
866
29.4.1935
877
867
23.5.1935 (I)
948
868
30.5.1935
823
869
3.6.1935 (I)
1055
495
1727
Costituzione temporan ea di due Divisioni di fanteria per I' A.O ..
870
13.6.1935 (I)
1133
527
1799
Legge. Conversione in legge del R.D.-legge 28.2.1935 XIII, n. 226, recante norme per l'avanzamento degli Ufficiali del Regio Esercito in se rvi zio nelle colonie dell'A.0..
87 1
13.6.1935 (I)
1372
604 2 149
lstituziòne di un Gru ppo di legioni di M.V.S.N. de lla Libia.
872
27.6.1935 (I)
479
1667
Conto di costru zione delle fasce gambie re per truppe coloniali.
873
27.6.1935 (I)
489
1680
Ridu zione tarifTe per trasporto merci per l'Eritrea.
874
11.7.1935 (I)
674
2351
R.D .. Modifiche al R.D. 10.3.1927, n . 1149 relativo all'assegnazione de l personale di altre amministrazioni presso il Ministero delle Colonie. (Dal 28.3.1935).
875
20.7.1935 (I)
804 2851
Decreto del Ministero delle Coloni e che fissa il corrispettivo in contanti della razione viveri spettante ai Sergenti Maggiori, Sergenti, caporali e soldati del Regio Corpo di Truppe Coloniali della Eritrea. (Dall' 1.6. 1935: L. 4,35; L. 3,50 per viveri; L. 0,80 per pane).
876
26.7.1935 (I)
735 2551
R.D .. Aumento dell a indennità coloniale al personale di ruolo civile e militare in servizio in Eritrea e Somalia.
877
22.8.1935 (I)
654 2285
Ammissione di 20 Ufficia li in s.p.e. al co rso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
1489
1603
585
2039
Facoltà al Governo del Re di emanare disposizioni per la difesa delle coloni e dcli' A.O .. Istituzione Comando di Aeronautica dell' A.O ..
504 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D . Ci rcoPagg. lare o Legge G.M.U.
Ogg et to
878
23.8.1935 (I)
1683
770 2761
R.D .. Ordinamento per le spese in dipendenza delle esigenze straordinarie delle colonie de ll' A.O ..
879
23.8.1935 (I)
1778
8 18 29.1 3
Ordinamento militare per il Regio Corpo di Truppe Coloniali della Somalia. (Licenze-paghe-trattamento economico).
880
5.9 .1935 (I)
805
2853
Decreto interministeriale che disciplina i compiti del deposito centrale per le truppe coloniali e della base principale di Napoli
881
12.9 .1935
20 16
933
31.64
Fusione dei Regi Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e Cirenaica in Regio Corpo di Truppe Coloniali in Libia.
(I)
882
19.9.1935 (I)
1735
857 3060
Istituzione Comando Superiore A.O ..
883
19.9.1935 (I)
l853
858 3062
Costituzione temporanea di due Comandi di Corpo di Armata, di una Divisione di fanteria e di un reggimento di artiglieria di Corpo d'Armata.
884
25.9.1935 (l)
912
3138
Decreto del Ministro per le Colonie riguardante l'aumento dell'indennità giornaliera al personale civile e mi litare inviato in missione nelle colonie.
885
25.9. 1935 (I)
137
227 de l 1936
Decreto del Ministro per le Colonie riguardante il trattamento economico del personale civile e militare inviato in missione nelle colonie.
886
26.9.1935
1933
893
3096
R.D .. Variante alle norme sulle licenze ordinarie al persanale del Regio Corpo di Truppe ColoniaLi de ll'Eritrea.
1970
913
3139
R.D .. Indennità di equ ipaggiamento agli Ufficiali e Sottufficiali destinati in A.O ..
(I)
887
4.10.1935 (I)
888
4.10.1935 (I)
2058
956 3 188
R.D .. Deroga all'ordinamento delle truppe coloniali della Libia per quanto riguarda il matrimonio di graduati e camicie nere.
889
10. 10. 1935 (I)
1953
915
3141
R.D .. Esami per l'avanzamento anticipato ed a scelta speciale e per l'ammissione alla Scuola di Guerra degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio nelle colonie dell' A.O ..
890
16.10.1935 (I)
8 17 2907
Rimborso spese di trasporto mob ilio ai Sergenti Maggiori, Sergenti e militari di truppa raffermati con fami_glia, mobilitati per le colonie dell' A.O..
891
17.10. 1935 (I)
829 3023
R.D. che nomina la commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e avanzamento straordinario per meriti eccezionali, relative agli Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni militari importanti nelle colonie.
892
17.10.1935 (I)
936
R.D .. Fissazione della paga giornaliera coloniale ai militari di truppa in servizio in A.O ..
201 8
3169
505 N. d'ordine
(
Data ) Vo i.
893 21.10.1935
R.D. Circolare o Pagg. Legge G .M.U.
2202
23
(1)
49 del
Oggetto
Costituzione temporanea di una D ivisione di fanteria. (1.10.1935).
1936 894 24.10.1935
1893
879 3078
R.D.-legge. Norme temporanee per concil.iare leesigenze della giustizia penale e dell'amministrazione fi. nanziaria del Regno con quelle militari, durante le operazioni militari in A.O ..
2074
138
R.D.-legge. Disposizio ni relative al matrimon io pe r procura del personale in servizio nel le colonie.
(I)
895
24.10.1935 (I)
227 del
1936 896 31.10.1935
2201
21
(I)
42 del
1936 897
14.11.1935
2 199
22
(I)
47 de l
1936 898
25. 11.1935
11 2
(I)
189 de l
1936
899
2711.1935 2.12.1935
2111
5.12.1935
2268
978 3223
R.D.-legge. Estensione agli invalidi ed orfani e congiunti di caduti per la difesa deJle colonie dell' A.O. delle disposizioni a favore degli invalidi di guerra e degli orfani e congiunti di caduti in guerra.
64
R.D .. Modificazioni del R.D.-Jegge 17.1.1935, n. 42 sulla istituzione dell'Alto Commissario per l' A.O.
36
(I)
del
902
9.12.1935 (T)
2112
903
9.12.1935
2354
(I)
1936 980 3227
57
96 del
1936 904
11.12. 1935
11.12 .1935 (I)
R.D .. Maggiori assegnazioni per le colon ie nell'anno finanziario 1935-36 per le esigenze straordinarie dell' A.O .. R.D.-legge. Norme eccezionali per il matrimonio dei brigadieri dei CC. Reali destinati ne lle colon ie dell' A.O ..
946 3176
Nomina della commissione esaminatrice per l'avanzamento a scelta speciale ed anticipata degli Ufficiali delle varie armi, corpi e servizi in servizio nelle colonie dell' A.O ..
947 3177
Nomina della c.o mmissione esaminatrice per l'avanzamento a scelta speciale ed anticipata degli Ufficiali delle varie armi, corpi e servizi in servizio ne lle colonie dell' A.O ..
(I)
905
Decreto ministeriale recante norme per l'ap provazione de l RD.-legge 31.10.1935-XIV, n . 2201, relativo al trattamento economico del personale mobilitato de lle FF.AA. de llo Stato dislocato neJle colonie delI' A.O., durante il periodo delle operazioni nelle dette colonie. Ufficiali ammessi al corso coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
(I)
901
R.D.-legge. Istituzione di grandi unità della M.V.S.N. ed equiparazione de l servizio prestato dalle camicie nere nei reparti mobilitati per le esigenze delle colonie dell'A.0., convertito in legge 6.4.1936, n. 733 .
902 3102
(I)
900
R.D.-legge. Tratta mento economico del personale mobi litato delle FF.AA. dislocato nelle colonie delI' A.O., durante le operazioni nelle dette colonie.
506 N. d'ordine
Data (
) Voi.
906
11.12.1935 (I)
907
23.12.1935
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
954 3182 2334
62
(I)
101 del 1936
Ogg e tto
Compensi ai maniscalchi addetti a reparti cammellati dell' A.O .. Legge. Conversione in legge del R.D.-legge 16.5.1935 XIII, n. 918, concernente la decorrenza del soprassoldo giornaliero coloniale per i militi e graduati della Divisione camicie nere .
ANNO 1936 908
6.1.1936 (I)
I
43
75
R.D .. Maggiori assegnazioni agl i stati di previsione spesa di taluni ministe ri per le esigenze straordinarie dell'A.0 ..
909
6.1.1936 (I)
99
95
157
Legge. Conversione in legge del R.D.-legge 10.10.1935 XIII, n. 1953, concernente gli esami per l'avanzamento anticipato ed a scelta speciale e per l'ammissione alla Scuola di Guerra degli Ufficiali del Regio Esercito io servizio ne lle colonie dell' A.O ..
9 10
9.1.1936 (I)
32
524
938
R.D.-legge. Sospensione delle prescrizioni e dei termini perentori per i militari che partecipano alle operazioni nell'A.0. (Durante il periodo di permanenza oel1'A.0.).
911
23.1. 1936 (I)
457
270
450
R. D.. Trattamento economico del personale dei reparti di M.V.S.N. assegnati ai Regi Corp i di Truppe Coloniali dell'Erit rea e Somalia.
912
30.1.1936 (I)
147
244
Decreto ministeriale che disciplina i compiti del deposito centrale pe r le truppe coloniali e della base principale di Napoli.
913
31.1.1936 (I)
100
70
239
Ordinamento e Amminist razione dell' A.O.I..
914
6.2.1936 (I)
181
150
246
R.D .. Maggiori assegnazioni agli stati di previsione spesa per le esigenze straordinarie de ll' A.O ..
915
4.3.1936 (I)
18 1
285
Pagamen to d i assegni fatti per delega alle famiglie dei personali mobilitati in A.O ..
916
9.3. 1936
409
254
426
R.D .. Maggiori assegnazioni agl i stati di previsione di spesa pe r le esigenze straordinarie dell' A.O ..
(I)
917
9.3.1936 (I)
~ 588
333
594
R.D.-legge. Trattamento economico del Maresciallo d'Ital ia, Comandan te sup eriore A.O ..
918
16.3.1936 (I)
578
334
596
Legge. Conversione in legge del R.D .-legge 24.10.1935, n. 2074, concernente disposizioni relative al matrimonio per procura del personale militare e civile al seguito delle FF.AA. dello Stato, in servizio nelle colonie dell'A.0 ..
507 N. d'o rdine
Data (
) Voi.
919
18.3. 1936 (I)
920
19.3 1936 (I)
921
24.3.1936
R.D. Circoo la re Pagg. Legge G.M.U.
Ogg etto
224
364
Stipendi, assegni ed indennità. Cavalli - Servizio della ferratura e della tosatura dei quadrupedi in A. O ..
683
356
618
R. D.-legge. Decorrenza delle corresponsioni del soprassoldo giornaliero coloniale per i militari e graduati delle unità CC.NN. destinate in Li bia. (1.2.1936).
923
436
742
Onorificenze e ricom pense. R.D. - Att ribu zione al Comandante superiore in A.O. ed al Comandante delle FF.AA. in Somalia della facoltà di concedere sul campo ricompense al V.M ..
( I)
922
30.3.1 936 (I)
925
438
744
R.D .. Inde nnità di carica agli Ufficiali aven ti comando di trupp a indigena in A .O ..
923
6.4.1936 (I)
648
358
6 19
R.D .. Contabilità dei materiali mi li tari relativi ai servizi delle trup pe di te rra operanti nelle colonie dell'A.0 ..
924
6.4. 1936
744
374
635
Legge. Con versione in legge del R.D.-legge 27.l.1936, n. 303, concernente modifiche alle vigenti disposizioni sulle rafferme dei Sottufficiali e mi litari di truppa dei Carabinieri Reali.
(I)
925
6.4.1936 (I)
7 16
380
638
Legge .. Conversione in legge del R.D.-legge 31.10.1935, n. 2201, relativa al trattamento economico del personale mobilitato delle FF. AA. dello Stato, dislocate nelle coloni e dell'A.0 ., du rante il periodo delle operazioni nelle dette colonie.
926
6.4.1936 (I)
927
439
745
R.D.. Nuove denominazioni delle unità indigene dell'Eritrea. (Corpo d'Armata Eritreo).
927
10.4. l 936 (I)
758
396
655
Conversione in legge del R.D.-legge 9.12.1935, n. 2354 recante norme eccezionali per il matrimonio dei brigadieri dei CC. Reali destinati nelle colonie del1' A.0 ..
928
16.4.1936 (I)
593
335
596
R.D .. Maggiori assegnazioni sugli stati di previsio• ne spese 1935-36, per le esigen ze straord inarie dell'A.0 ..
929
16.4.1936
420
720
R.D. che sostituisce il segretario della commissione per avanzamento per meriti eccezionali, relativa agli U fficiali inferiori che partecipano ad operazioni militari importanti ne lle colonie.
(I)
930
27.4.1936 (I)
1150
739
1371
R.D .. Concessione della medaglia commemorativa delle operazioni mili tari in A.O. I. (Con una tavola di disegno).
93 1
4.5.1936 (I)
1045
483
866
R.D.-legge. Validità del servizio prestato ii:i A.O. dagli Uffi ciali del Regio Esercito ai fini dell'avanzamento e del trasferimento nello Stato Maggiore. (Dal 3.10.1935 e fino che dura la speciale situazione dell' A.O.).
932
4.5.1936 (I)
1498
506
1442 del 1937
R.D .. Gestione dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, i casi di malattie trop icali ed i rischi di guerra per la mano d' opera impiegata in lavori in A. O..
508 N. d'ordi ne
933
Data (
) Voi.
7.5.1936
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggecto
1504
682
1261
R.D .. Ordi namento della giustizia militare in Libia.
754
367
631
Dichiarazione sovranità sull' Etiopia e assunzione titolo di Imperatore d'Etiopia.
755
368
632
R.D.-tegge. Nomina del Maresciallo d' Italia Pietro Badoglio a Governatore generale dell'Etiopia col titolo di Vice Re. (9.5.1936).
(I)
934
9.5 1936 (I)
935
9.5.1936 (I)
936
18.5.1936 (I)
867
442
749
Conversione in legge 867 de l R.D. 9.5.1936, n. 754. Dichiarazione di sovranità sull'Etiopia e assunzione titolo di "Imperatore".
937
18.5.1936
868
443
750
Conversione in legge del R.D.-legge 9.5.1936, n. 755 col titolo: "Nomina del Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio a Governatore generale dell'Etiopia col titolo di Vice Re".
1405
599
109 1
R.D .. Aumento dell'indennità di operazioni ai militari indigeni in servizio in Eritrea e Somalia. (Dall' l.1.1936)
412
695
Riduzion e della tariffa per il trasporto di merci per l'Eritrea.
567
I O18
Decreto interministeriale. Esportazione e reintroduzione di biglietti italiani di Stato e di banca in Italia, nelle colonie italiane.
(I)
938
18.5.1936 (I)
939
20.5.1936 (I)
940
25.5.1936 (I)
94 1
25.5.1936 (I)
1311
568
1020
R.D .. Trattamento econom ico dei Governatori e Segretari generali di colonia. (Soma lia: da l1'1 .5.1936).
942
25.5.1936
1406
600
109 1
Pensioni; R.D .. Estensione temporanea di disposizioni degli ordinamenti per i Regi Corpi di Truppe Coloniali dell'Eritrea e Somalia in materia di pensioni ed indennità ai militari indigeni riformati e di sussidi alle famiglie di quelli morti.
(I)
943
28.5.1936 (I)
1244
552
1003
Conversione in legge del R.D.-legge 19.3.1936, n. 683 che fissa la deco rrenza delle corresponsioni del soprassoldo giornaliero coloniale per militi e graduati delle unità CC.NN. destinate in Libia.
944
28.5.1936 (I)
1366
585
1039
R.D.-legge. Aumento delle indennità coloniali agli Ufficiali e Marescialli dei comandi, reparti e servizi metropolitani dislocati in Libia nonché'ai pari grado del R.C.T.C. in Libia. (Dall'l.11.1935).
945
1.6.1936 (I)
1019
475
828
Richiama il R.D. 9.5.1936, n. 754 e la legge 18.5.1936, n. 867. Ordinamento e Amministrazione del!' A.O.I., convertito in legge 11.1.1937, n. 285.
946
2.6.1936 (I)
1172
512
905
R.D.-legge. Estensione a coloro che hanno partecipato alle operazioni militari in A.O. delle provvidenze emanate a favore degli ex combattenti 1915-18. (3.10.1935 - 5.5.1936).
509 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D.
Circolare Pagg. Legge G.M.U.
o
Ogge110
446
75 1
Pagamento di assegni arretrati spettanti ai mili tari r impatriati dall' A.O. e dalla Libia.
I 188
525
939
R.D.-legge. Estensione del R.0.-legge 9.1.1936, n. 32 relativo alla sospensione delle prescrizioni e dei term ini pere ntori ai mil itari mobi litati per le esigenze dell' A.O. e dislocati in Libia.
4.6.1936 (I)
1132
534
956
Legge. Conversione in legge del R.D.-legge 9.3.1936, n. 588, relativo al trattam ento economico del Maresciallo d'Italia, Comandante superiore in A.O ..
950
8.6.1936 (I)
1180
536
958
RD .. Maggiori assegnazioni agli stati di previsione di spesa esercizio finanziario 1936-37 per esigenze straordinarie in A.O ..
951
24.6.1936 (I)
491
877
Nomina della commissione per l'avanzamento a scelta speciale ed anticipato degli Ufficiali delle varie armi, corpi e servizi d islocati nelle colonie dell'A.0 ..
952
2.7. 1936 (I)
773
140 l
R.D .. Este nsione dell'applicazione delle norme riguardanti la concessione della croce al merito di guerra e dei distintivi d'onore per mutilati e feri ti di guerra al personale che dal 3. I0.1935 abbia preso parte ad operazioni militari in A.O ..
953
15.7.1936 ( I)
557 1008
Esami per l'avanzamento a scelta speciale degli Ufficiali in servizio nell e colonie dell' A.0 ..
954
15.7. 1936 (I)
558
1008
Capitani dei ru oli di comando in servizi o- nell e colonie dcli' A.O. a mmessi agli esami per l'avanzamento anticipato.
955
15.7. 1936 ( ))
565 10 14
Riduzione di tariffa pei viaggi dei mi li tari de lle FF.AA. per l'Eritrea.
956
16.7.1936
1554
725
1348
R.D .. Ab rogazione dei RR.DD. 19.9.1935, n. 1735 e 6.4.1936, n. 927 relativi alla istituzione dei comandi in A.O. cd alle denom inazioni delle unità indigene dell'Eritrea. (1.7.1936).
947
3.6.1 936 (I)
948
3.6.1936 (I)
949
( I)
. 957
16.7.1936 (I)
I 635
742
1375
R .D .. Norme sulla indenn ità coloniale a l personale in servizio nell' A.O .. ( Dal I' 1.7.1936).
958
16.7.1936 (I)
1730
793
1437
R.D.-legge. Estensione al personale militare e civile, al seguito delle FF.AA. in servizio in Libia, delle norme del R.D.-legge 24. I0.1935, n. 2074, re lativo al matrimonio per procura del personale in A.O ..
959
16.7.1936
1786
81 4
1472
Costituzione temporanea di unità di varie armi del Regio Esercito e di unità della M.Y.S.N. (7 3 Divisione fanteria - un reggime nto alpini - 111 e IV e.A. - C.A. Libico).
577
1029
Commissione per l'avanzamento a scelta speciale ed anticipato degli Ufficiali delle varie armi, corpi e se rvizi dislocati ne lle colonie dell'A.0 ..
( I)
960
22.7.1936 (I)
510 N. d'ordine
(
Data ) Voi .
961
22.7.1936 (I)
962
23.7.1936 (I)
963
R.D. Ci rcoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
622
1146
Decreto ministeriale che proroga, per gli Ufficiali di complemento in servizio in A.O., il termine per la presentazione delle domande di amm issione al concorso per titoli ed esami per la nomina a Sottotenente in s.p.e. delle arm i d i fanteria, cavalleria, artiglieria e genio. (Fino al 31.7.1936).
1584
740
1373
R.D.-legge. Concessione della medaglia commemorati· va delle operazioni militari in A.O.I . . Modificazioni al R.D. 27.4.1936, n. 11.50.
24.7. 1936 (I)
1578
716
1327
R.D.-legge. Trattamento al personale im barcato in A.0 ..(1.7.1935 · 30.9.1936).
964
24.7.1936 (I)
173 1
794
1438
R.D.-legge. Proroga al 30.9.1936 dell'efficacia del R.D .. legge 28.5.1936, n. 1366 concernente l'aumento delle indennita coloniali agli Ufficiali e Marescialli metropolitani, nonché a quelli dislocati in Libia e R.C.T.C ..
965
29.7.1936 (I)
593
1049
Offerta di soggiorno gratuito nell'albergo Gudrun di Colle Isarco ad Ufficiali reduci dall'A.0 ..
966
7.8. 1936 (I)
766
1396
R.D.-legge. Concessione a titolo di riconoscimento nazionale, al Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, della corresponsione a vita del trattamento economico da lui goduto quale Comandante superiore in A.O ..
967
12.8. I 936 (I)
625
1147
Capitani di ruoli di comando in servizio nelle colonie dell' A.O., ammessi agli esami per l'avanzamento anticipato.
968
18.8.1936 (1)
918
1651
Decreto del Ministero per le Colonie rigu ardante l'aumento delle indennità giornaliere di soggiorno al personale militare e civile inviato in missione nelle colo· nie.
969
26.81936 (I)
692
1273
Norme per l'applicazione del R.D.-legge 2.6.1936, n. ll72 sull'estensione, a coloro che hanno partecipato alle operazioni mi litari in A.O., delle provvidenze emanate a favore degl i ex combattenti nella guerra 1915-18.
970
2.9. 1936
708
1310
Ammissione di Ufficiali in s.p.e. al corso di cultura coloniale presso 1'1$tituto Coloniale fasc ista di Roma.
919
1652
R.D.-legge. No rme temporanee sul trattamento economico del personale militare nazionale ed indi· geno in servizio nell' A. O.I ..
736
1361
Speciali indennità ai Sottufficiali e militari di truppa riformati ed al le famiglie dei Sottufficiali e m ilitari di truppa decedut i per ferite, lesioni od infermità riportate o contratte in A.O. per ca use di servizio.
1693
(I)
971
3.9.1936 (I)
972
16.9.1936 (I)
2017
511 N. d'ordine
973
(
Data ) Voi.
1.10.1936
R.0. Circola re Pagg. o Legge G .M.U.
Ogg ett o
2067
964
17 12
R.D.-legge. Concessione di un premio di smobilitazione ai Sottufficiali e milita ri di trup pa delle FF.AA. mobilitati pe r le esigenze dell' A.O., all'atto del loro rimpatrio.
2251
56
194 del 1937
R.D.-legge. Concessione di indennità di smobilitazione agli Ufficiali delle FF.AA. ed ai personali militarizzati od ass imilati in A.O., in Libia, all'a tto de l loro rimpatrio. (Dal 3.10.1935 e sino al 30.9.1936).
269
741 del 1937
Decreto de l Ministero per le Colonie riguardante l'aumento della indennità giornaliera di soggiorno al personate militare e civile inviato in missione nelle coIonie. (Fino al 31.12.1936).
(1)
974
1.10.1936 (I)
975
20.10.1936 (I)
976
29.10.1936
2323
977
29.10.1936 (I)
2339
99
274 del 1937
R.D .. Istituzione di nuove qualifiche per i militari graduati indigeni del Regio Corpo di Truppe Coloniali della Libia. (Buluc-basci capo e Scium-basci capo, dall' l.l.1936).
978
29.10.1936 (l)
2465
181
504 del 1937
R.D .. Proroga di disposizioni temporanee sul trattamento economico del personale militare nazionate ed indigeno io servizio ne ll'A.0.L (Fino al 31.12.1936).
979
4.11.1936 (I)
852
1534
Elenco degli Uflìciali in s.p.e. ammessi a frequentare il corso di cultu ra coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
980
4.11.1936 (I)
924
1662
Tempestivo versamento delle quote cessione stipendio dovute da Ufficiali e Marescialli in servizio in A.O ..
981
12.11.1936 (I)
2137
57
197 de l 1937
R.D .. Determinazione del periodo di validità del R.D. legge 23.8.1935, n. 1683 e del R.D.-legge 6.4.1936, n. 648, relat ivi a ordinamenti di spese e contabilità di materiali in dipendenza delle esige nze straordinarie delle colonie dell'A.0.1..
982
12.11.1936 (I)
2468
182
507 de l 1937
R.D .. Proroga delle disposizioni dell'artico lo 1 del R.D. 16.7.1936, n. 1635 sulla indennità coloniale al personate in servizio nell' A.O.. (31.12. 1936).
983
19. 11.1936 (I)
2375
100
276 de l 1937
R.D .. Attribuzione al Governatore generale dell' A.O.I. della facoltà di concedere sul campo ricompense al V.M .. (Dall'l.7.1936).
984
20.11.1936 (I)
925
1663
Commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria pe r merito d i gue rra e di avanzamento straordinario per meriti eccezionali, re lative agli Ufficiali i~eriori che partecipano ad operazioni militari importanti nelle colonie.
Ordinamento de lle Forze Ae ree della Libia, convertito in legge 25.6.1937, n. 1498.
512 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
985
30.1 1.1936 (I)
986
3.12.1936 (I)
987
15.12.1936 (I)
988
16.12.1936 (I)
989
26.12.1936 (I)
990
30.12.1936 (I)
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M .U.
2253
2260
2439
Oggetto
59
202 del 1937
R.D .. Modificazioni al R.D. 24.2.1936, n. 396 che determina i c-0mandi di tru ppe coloniali e metropolitane validi agli effetti dell'articolo 32 della legge sull'avanzamento degli Ufficiali del Regi o Ese rcito.
912
1645
Norme esplicative del R.D. 1712, che ha esteso il confe.rimento della croce al merito di guerra e dei distintivi d'onore per i mutilati e feriti di guerra al personale che dal 3.10.1935 ab bia preso parte ad operazioni militari in A.O ..
60
203 del 1937
R.D .. Trattamento spettante agli impiegati delle amministrazioni dello Stato in servizio nelle colonie, che si recano nel Regno per partecipare ad esami di promozione nel ruolo cui appartengono.
961
1704
Tabelle di avanza mento per i Sottufficiali e militari di truppa dell'Arma dei Carabinieri dell'A.0 ..
145
383 del 1937
982
1733
Conversione in legge del R.D.-legge 2.6.1936, n . 1172, riguardante l'estensione a coloro che hanno partecipato alle operazioni mil itari in A.O. delle provvidenze a favore degli ex combattenti della guerra 1915-18. Pagamento anticipato degli assegni ai Sottufficiali, caporali e soldati e gradi corrispondenti de Ua M.V.S.N. reduci dall'A.0 . in licenza per motivi di salute.
ANNO 1937 991
4.1.1937 (I)
74
134
350
Legge. Norme relative al l'amministrazione della giustizia penale ed ai procedimenti per violazioni finanziarie nei riguardi di coloro che abbia no prestato servizio nell' A.O. per ragioni militari, e di impegno di lavoro.
992
11. 1.l 937 (I)
270
33)
833
Conversione in legge del R.D.-legge 3.9.1936, n. 2017 contenente norme temporanee sul trattamento economico del personale militare nazionale ed indigeno in servizio ne lI' A.O.I..
993
13.1.1937 (I)
28
84
Indennità di entrata in campagna per militari rimpatriati d'autorità dall'A.0. prima di un an no di servizio in colonia.
994
18.1.1937 (I)
67
135
353
Conversione in legge del R.D.-legge 4.6.1936, n . 1188 concernente l'estensione del R.D.-legge 9.1.1936, n. 32, re lativo alla sospensione delle prescrizioni e dei termini perentori ai militari mobilitati per le esigenze dell' A.O. e dislocati in Libia.
995
18.1.1937 (I)
528
332
834
R.D.-legge. Proroga fino al 30.6.1937 delle disposizioni sul tratta mento economico del personale mili tare in servizio nell' A.O ..
513 N. d'ordine
Onta (
) Voi.
996
4.2. 1937 (I)
997
10.2. 1937 ( ()
998
999
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M .U.
Oggetto
137
355
R.D. concernente la validità del servizio prestato in A.O . dagli Uffi ciali richiamati in servizio dalla posizione ausiliaria o ri se rva agli effetti del co nferimento de lla M edaglia Mauri zia na per m erito mili tare di dieci lustri.
21 O
209
553
R.D .-legge. Norme dirette ad agevolare i finanziame nti occorren ti agli assuntori di forniture e lavori che interessano la difesa nazionale nonché agli assuntori di opere pubbliche in A.O. I..
10.2 .1937 (I)
325
252
66 l
Conversione in legge del R.D. 4.5.1936, n. 1045 rel ativo alla validità del se rvizio prestato in A.O. dagl i Ufficiali del Regio Esercito ai fini dell'avanzame nto e del trasferimento nell o Stato Maggiore.
10.2.1937
503
317
811
Conversione in legge del R.D .-legge 16.7.1936, n. 1730 che es te nde al personale mili tare e civile, al seguito delle FF.AA., in servizio in L ibia, le norme del R.D.legge 24.10.1935, n. 2074, relat ive al matrimonio per procura del personale in A.O ..
(1)
1000
10.2. 1937 {I)
504
3 18
812
Conversione in legge del R.D.-legge 23.7.1936, n. 1584 c he fi ssa dei limiti alla concessione della medaglia comm e morativa delle ope razioni in A.O ..
1001
10.2.1937 (I)
493
320
8 14
Conversione io legge del R.D.-legge 7.8.1936, n. 1693 che concede, a titolo d i riconoscimento nazionale, al Ma re.sciallo d' lialia Pietro Badoglio, la corresponsione a vita del trattamento econom ico, da lui goduto quale Comandante superiore in A.O ..
100'2
10.2. 1937 {I)
539
333
836
Conversione in legge del R.D.-legge 28.5.1936, n. 1366 concern ente l'a um ento dell'indennità coloniale per gli Ufficiali e Marescialli delle divisioni me tropolitane mobilitate e di slocate in Libia, no nché pei pari grado dei reparti mobilitati del R.C.T.C. in Libia.
1003
10.2 .1937 (I)
546
334
837
Conversione in legge de l R.D.-Jegge 24.7.1936, n. 1731 che proroga fino al 30.9.1936 l'efficacia del R.D .-legge 28.5.1936, n . 1366, concernente l'aumento dell'inde nnità coloniale.
I004
22.2. I 93 7 ( ()
818
419. 1061
R.D .-legge. T rattamento degli operai dello Stato, coma ndati in località disag iate dell' A.O. I..
1005
24.2.1937 ( ()
1047
507
1447
R.D.-legge. Norm e per l'a pplicazione del R.D. -legge 4.5.1936, n. 1498 re lativo alla gestione dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, malattie tropicali e i rischi di guerra per la mano d'ope ra impiegata in lavori in A.O ..
1006
1.3 .1937 (I)
756
388
987
R.D .. Ri conosci mento, ai fini del conferimento della medagl ia al me rito di lungo comando, dei periodi di comando ai reparti delle legioni libiche della M.V.S.N ..
514 N. d'ordine
1007
(
Data ) Voi.
R.D . Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
3.3.1937
Ogg e tt o
157
404
Commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito d.i guerra e di avanzamento straordinario per meriti eccezionali, relative agli Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni militari importanti nelle colonie.
(1)
1008
12.4.1937 (I)
897
459
130 l
R. O . Indennità di carica speciale agli Ufficiali del Regio Corpo di Truppe Coloniali della Libia. (1.4.1935).
1009
12.4.1937 (I)
907
460
1303
R.D .. Ulteriore proroga di disposizioni sulla indennità coloniale al personale in servizio nell' A.O .. (A l 30.6.1937).
1010
12.4.1937 (I)
976
476
1330
R.D.. Istituzione de l Comando superiore . de lle FF.AA. dell'Africa Settentr ionale.
1011
12.4.1937 (I)
994
477
1332
R.D .. Scioglimento di unità costituite te mp oraneamente per le speciali esigenze delle colonie de ll' A.O ..
1012
12.4.1937 (I)
1059
508
1450
Indennità al personale milita re im piegato nel1' A.O. I. in operazio ni di polizia coloniale.
1013
19.4.1937 (I)
1553
745
2328
Conversione in legge del R.D.-legge 1.10.1936, n. 2067 relativo alla concessione di un premio di smobilitazione ai Sottufficiali e militari di truppa, mobilitati per le esigenze de ll' A.O., alJ'alto del loro rientro in patria.
1014
19.4.1937 (l)
1566
746 2329
Conversione in legge del R.0 .-legge 1.10.1936, n. 2251 riguardante la concessione di una indennità di smobilitazione agl i Ufficiali, personale militarizzato e assimilati in A.O. e Libia, all'atto del loro rimpatrio.
1015
28.4.1937
1118
547
1550
Estensione dell'applicazione delle norme riguardanti la concessione de lla croce al merito di guerra e de i distintivi d'onore per mutilati e feriti di guerra al personale che dopo il 5.5.1936 abbia preso parte in A.O. a cicli di operazioni di grande polizia coloniale.
643
2066
Com missioni esaminatrici per l'avanzame nto a scelta ordina ria ed anticipato dei Cap itani delle varie armi in A.O.I ..
(I)
1016
1.5.1937 (I)
1017
6.5.1937 (I)
1193
548
1552
R.D .. Proroga de lle disposizioni relative alle indennità al personale militare impiegato in A.O.I. in operazioni di polizia coloniale. (Sino al 28.2.1937).
1018
6.5.1937 (I)
1269
631
1951
R.D .. Cessazione dell'ese rcizio de lla facoltà del Governatore generale del!' A.O.I. di concede re sul ca m po ricompe nse al V.M .. (Dal 31.3.1937).
10 19
10.5.1937 (I)
2463
150
364 del 1938
R.D .. Aggiornamento de i RR.00. 27.4.1936, n. 1150 e 23.7.1936, n. 1584, riguardanti la concessione della medaglia commemorativa delle operazioni militari in A.O.I..
1020
13.5.1937 (1)
1691
778
2385
R.0. -legge. Modificazioni al RD.-legge 26.3.1936, n. 708 concernente il pagamento dei premi di assicurazione sulla vita, da parte dei militari in A.O.I., mediante delega sugli stipendi e sui salari.
515 N. d'ordine
Data (
) Voi.
1021
26.5.1937 (I)
1022
29.5.1937 (1)
1023
2.6. 1937 (I)
1024
106.1937 (I)
1025
10.6.1937
RD. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogg e t to
377
954
Istituzione del distin tivo ricordo del la marcia su Ad dis Abeba (con una tavo la di disegno). Norm e per la d istrib u zio ne.
691
2218
R.D.-legge. Norme specia li pe r la revisione de lle contabilità rese dalle truppe mob ilitate nell' A.O.I..
385
966
Trattamento economico del personale in servizio nei nuovi territori de ll' A.O.I. che viene rim patriato per ferite, lesioni od inferm ità provenienti da cause di servizio.
1066
513
1462
R.D.. Composizione delte commissioni esa minatrici per gli esami e l'avanza mento degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio in A.O.I..
1211
552
1557
R.D .. Regolamento organico de l corpo della polizia colon iale.
1507
( I)
1026
10.6.1937 (I)
1217
752
2336
Conve rsione in legge del R.D.-legge 29.10.1936, n. 2465 riguardante la proroga di di sposizioni temporanee sul trat tamento economico del personale militare nazionale ed indigeno in servizio in A.O ..
1027
10.6. l 937 (I)
1220
753
2337
Conversione in legge del R.D.-legge 18.1.1937, n. 528 re lativo alla pro roga fino al 30.6.1937 delle disposizioni sul trattamento economico del personale militare in servizio oell'A.0.L
1028
17.6.1937 (I)
1372
667
2 171
Costituzione temporanea di u nità di varie armi de l Regio Esercito e di unità de lla M.V.S.N ..
1029
24.6.1937 (I)
1079
530
1507
R.D.-Iegge. Ordinamento dei se rvizi della Corte dei Co nti nell'Africa Italiana.
1030
25.6.1937 (I)
1740
792 24 12
R. D.-legge. Trattamento assicurativo da co rrisponders i ag li aventi di ritto dei lavoratori assicurat i contro gli infortuni sul lavo ro, dichiarati scom pars i nell' A.O.I. o duran te la navigazione.
1031
147. 1937 (!)
1560
728
2308
R.D.-legge. Autori zzazione all'Istituto naziona le per le case degli impiegati de llo Stato a costruire case per gli Ufficiali e Sottufficial i de l Regio Esercito in Libia per l' importo di L. 10.000.000.
1032
28.7.1937 (I)
546
1543
Norme per l'applicazione al personale militare del R.D .-legge 2.6.1936, n. 1172 sull'estensione, a coloro che han no partecipato alle ope razioni m ilitari in A.O., delle provvidenze emanate a favore degli ex combattenti 1915-18. (Da l 3.I0.1935 al 5.5.1936).
1033
29.7.1937 (I)
807
2445
R.D .. Estensione alla Libia d i alcune disposizioni del R.D.-legge 24.10.1935, n. 1893 con tene nte norme per co nciliare le esige nze della giustizia penale e dell'amm inist razione fi nanziaria de l Regno con que lle mi litari du ran te le operazioni mil itari ncll'A. 0 ..
1737
516 N.
d'ordine
Daca (
) Voi.
1034
6.8.1937 (I)
1035
8.9.1937 (1)
1036
16.9.1937 (I)
1037
7.10. 1937 (I)
1038
27. 10. 1937 (! )
1039
27 10. 1937 (I)
1040
8. I 1.l937
1041
15.11. 1937 (I)
1042
151 1.1 937 (I)
1043
22.12. 1937 (I)
Circolare Pagg. o Legge G.M.U. R.D.
Ogg e tto
780 2393
R.D.-legge. Concessione dell ' indennizzo privilegiato ae ronautico per gli incidenti di volo verificatisi in A.O. durante le operazioni militari dal 3.10.1935 al 5.5.1936.
2184
Ammissione di Uffic iali in s.p.e. al co rso di cultura colonia le presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
796 2421
R.D .. Arruola m ento di age_nt i naziona li nel Corpo di polizia coloniale.
8 11
2465
Commissione per il parere sull e proposte di promozione straordinar ia per merito di guerra e avanzamento straordinario per meri ti eccezionali, re lative a Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni militari importanti nelle colonie.
786
2402
E lenco degli Ufficiali in s.p.e. ammessi al corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
903
2793
R.D.-legge. Abrogazione delle norme temporanee intese a conciliare le es igenze della giustizia penale e dell'a mm inistrazione finan ziaria del Regno con quelle m ilitari durante le operazioni mil itari nell' A.O.I..
867
2619
Iscrizioni da apporre sui gambi delle frecce delle Bandiere e Stendardi e sulle targhe dei labari dei corpi che hanno preso parte alla guerra in A.O ..
2243
43
88 del 1938
R.D.-legge. Vantaggi di carriera agli Ufficiali di compiemento che hanno partecipato alle operazioni militari in A.O. dal 3.I0.1935 al 5.5.1936.
2708
339
1183 de l 1938
Ordina m ento po li tico, am m inistrativo e mi li tare pe r l'A.0.1.. (G.U. n. 202 del 5.9.1938).
919 2804
A pplicabil ità de i regolamenti per i trasporti militari a l corpo di poli zia coloniale.
1667
674
1698
1992
cn
ANNO 1938 1044
7.2.1938 (! )
281
277
843
R.D .. Trattamento economico e di licenza del personale civile delle FF.AA. in servizio io A.O ..
1045
14 .3.1938 (I)
504
340
1245
Riscossione dell'imposta sui celibi a carico degli Ufficiali e Sottufficiali residenti nell' A.O ..
1046
16.3. 1938 (I)
188
439
Vantaggi di carriera agli Ufficiali di complem ento che hanno prestato servizio presso reparti o comandi mobil itati in A.O. dal 3.10.1935 al 5.5.1936.
1047
21.3.1938 (I)
216
529
Sistemazione matricolare dei Sottufficiali e m ilitari di truppa residenti nel territorio dell'Im pe ro dell' Etio pia.
517 N. d'ordine
Data ( ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge GM.U.
1048
23.3.1938 (I)
209
507
Sistemazione matricolare dei Sottufficiali e militari di trup pa arruol ati nel corpo della polizia coloni ale.
1049
4.4. I 938 (I)
246
709
Commissione per il pare re sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e avanzamento straordinario per me riti eccezionali, relative agli Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni importanti nelle colonie.
1050
13.4.1938 (I)
322
1027
Decreto del Minis tero per l'Africa Italiana riguardante la determinazione dell'indennità di disagiata residenza pe r il personale militare e civile in se rvizio in A.O.I ..
1051
14.4.1938 (I)
406
1495
Decreto del Ministero per l'Africa Italiana che determina le malattie comuni delle regioni tropicali africane per le quali rimangono a carico dell'amm inistrazione le spese d i mantenimento e cura del personale mil itare e civile de ll' A.O.I., ricoverato negli stabilimenti sanitari coloniali o del Regno.
1052
5 5.1938
290
948
No rme pe r l'applicazione del R.D. 27.4.1936, n. 1150, del R.D. 23.7.1936, n. 1584 e del R.D. J0.5.1937, n. 2463, riguardanti l'isti tuzione e la concessione della medaglia commemorativa delle operazioni militari in A.O ..
{I)
Oggetto
1053
10.5.1938 (I)
627
375
1392
Operazioni di grande polizia colon iale in A.O., dal 6.5.1936 a l 31.12.1937.
1054
17.5. 1938 (I)
898
457
1758
Conve rsione in legge de l R.D.-legge 15.1.1937, n . 2243 che concede vantaggi di carr iera agli Uffi ciali di complemento che hanno partecipato ad operazioni militari in A.O. dal 3.10.1935 al 5.5.1936.
1055
19.5 1938 (I)
I 185
588
2165
R.D .. Aumento del premio di smobilitazione ai Sottufficiali e militari di truppa de lle FF.AA. rimasti in se rvizio in A O.I. dopo il 5.5.1936.
1056
7 6.1938 (I)
1095
551
2013
Concessione, a titolo di riconoscenza nazionale, alle LL.EE. i Marescialli d'Italia Emilio De Bono e Rodolfo Graziani, della corresponsione a vita del trattamento economico da essi goduto quali Comandanti superiori in A.O ..
1057
7.6.1938 (I)
589 2 167
Concessione uso dell a Bandiera formato ridotto, in sostituzione del Labaro, ai reggiment i bersaglieri, alp ini e genio.
1058
7.6. 1938 (I)
1300
80 I 2763
R.D.-legge. App rovazione de lle norme ammin istrativocontabili per le trup pe mobilitate in A.O ..
1059
1.7.1938 (I)
1327
635 2256
Ordinamento delle trupp e li bic he.
1060
1.7.1938 (I)
1496
716 2487
R.D .. Riconoscimento della campagna a favore di coloro che hanno partecipato al le operazioni militari in A.O. dal 3.J0.1935 al 5.5.1936.
518 N.
Data ) Voi.
d' ordine
(
1061
6.7.1938 (f)
1062
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M U.
636
2262
Concessione dell'uso della Bandiera Nazionale ai comandi delle truppe dei Governi dell'Amara, dell'Harar, dei Galla e Sidama,ai Reggimenti 10° e 11° Granatieri di Savoia ed al Reggimento genio specìale d' Africa e concessione dell'uso dello Stendardo al 60° Reggimento Artiglieria Granatieri di Savoia.
20.7.1938 (I)
468
178 l
Rifornimento pa rti di ricambio e gomme per autoveicoli, motocicli e biciclette da parte degli e nti del Regio Ese rcito nel Regno e da quelli metropolitani dislocati in Libia.
1063
10.8 1938 ([)
558
2054
Ammissione di Ufficia li in s.p.e. al corso di cultu ra coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
1064
17.8.1938 (I)
1856
883
3208
R.D. -legge . Istituzione de l Comando Supe riore delle FF.AA. de l!' A.O.I. (Dal 12.1. 1938) .
1065
25.8.1938 (I)
1677
804 2901
R.D .. Proroga di disposizioni temporanee sul trattamen to economico del personale mili tare in servizio ne l!' A.O.I.. (Fino al 31.12.1938).
1066
5.9.1938 ([)
167 1
806
2904
R.D .. Liquidazione de i capita li assicurati agli avent i diritto de i militari o ass imilati dispersi in A.O.I..
1067
5.9.1938 (I )
2203
187
939 de l 1939
R.D .. Estensione ali' A.O. dell e norme vigent i ne l Regno in materia di previden za sociale.
1068
20.9 1938 (I)
724
2523
Avviso di rettifica al R.D. 7.6.1938, n. 1095 pubblicato nella circolare n. 551 G.M. 1938, riguardante la concessione, a titolo di riconoscenza nazionale, alle LL.EE. i Marescialli d'Italia Emilio De Bono e Rodolfo Graziani. (l.7 .1938).
1069
28.9. 1938 (I)
76 1 2589
Onorificenze e ricomp ense. Decreto del Duce relativo alla estensione dei distintiv i d' onore per orfani di guerra, del diploma d'onore alla memoria-dei Caduti e della medaglia di gratitudine nazionale alle madri dei Caduti, agli orfani ed ai congiunti dei Caduti in A.O.I.. (Dal 3.10.1935).
1070
18.10. 1938 (I)
793
2627
Commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e avanzamento straordinario per meriti eccezionali, relative agli Ufficiali infe riori che partecipano ad operazioni militari importanti nelle colonie.
1071
26.10.1938 (I)
764
2592
Elenco degli Ufficiali in s.p.e. ammessi al corso di cultura coloniale presso l'Istituto Coloniale fascista di Roma.
1072
11.11.1938 (I)
888
3226
R.D. -legge. Istitu zione de l Gove rno de llo Scioa.
1073
23.11.1938
82 l
2995
Pubblicazioni milita ri "Somalia · Voi. I : Dalle origini al 1914" · "La conquista del Passo della Sentinella" · " La conq uista della Regione dei Laghi Equatoriali".
(I)
133 I
Oggetto
1857
519 N. d 'ordine
1074
Data (
) Voi.
R D.
Circo-
Oggetto
o lare Pagg. Legge G.M.U.
28. l l.1938 (I)
1991
1075
28. l l.1938 (I)
2178
20 1
1076
28.11.1938 (I)
199 1
37
37
77 del
Operazioni di grande po lizia colon iale in A.b.L dall ' 1. 1.1938 al 30.6.1938.
1939 639 de l 1939
R.D .. Aggiornam e n to degli o rd iname nti m ilitari colon ia li dell ' A.O.I. nei rigua rd i de lle fe rme e raffe rme coloniali de i Sottufficiali e mi lit~r i di truppa e de l lrallamento econo m ico de i m ili tari a u to mob ilis ti.
77
R.D .. D ete rm inazione dei cicl i di o pe razio ni di grande polizia coloniale nei territori de ll' A.O.I. pe r il pe riodo d icembre 1937 - luglio 1938.
del
1939 1077
29.11.1938 (I)
183
582 del 1939
D ecreto ministeriale che determina il nu mero dei Sottufficiali fuori quadro per l'anno 1938, pe rché assegnati alle FF.AA. terrestri dell ' A.0.1. e a l R.C.T.C. Lib ia. (Marescialli: 600; Sergenti raffermali e Se rgenti M agg iori : 1100).
1078
30 11.1938 (II)
830 3013
Pubblicazione m il ita re. Tariffe delle riparazioni agli oggetti di vestiario e cope rt e da cam po dei Sottufficiali e militari di truppa dei corpi de l XX e XXI Corpo d'A rmala in Lib ia. E d. 1938-XVI.
1079
30.11. 1938 (II)
831
Pubblicazione m ilita re.·Tariffe delle ripa razion i alle calzature e oggetti d i cuoio od aven ti parti d i c uoio che fanno parte dell 'eq uipaggiamento dei Sottufficiali e m ilita ri di truppa dei Corpi d'Armata XX e XXI della L ib ia. E d. 1938-XVJ.
1080
30.11. 1938 (II)
833 3014
Corsi
108 1 30.11.193 8 (li)
835 30 19
Riforni mento de i lubrificanti agli e nti metropolitani dislocati in Libia, durante l'esercizio finanzia rio
30 13
A.O.e. ordi na ri da svolgersi in A.O.I.. (15.1.1939 - 30.6.1939).
1.7.1938 - 30.6.1939. I 082
30. 11.1938 (Il)
1083
8.12. 1938 (I)
1084
1085
836 3030
Norme da osservarsi dagli e nti del Regio Esercito e da que lli me tropo litani dislocati in Lib ia per la provvista di parti di ri cambio per autovetture Alfa Romeo 6 C 1750 Te 6 C 2300 T, per l'esercizio finanziario 1938-39.
2183
202
645 del 1939
R.D .. Trattamento econom ico agli Ufficia li Med ici in se rvi zio ncll'A.0.1..
22. 12.1938 (I)
2 145
129
353 del 1939
Legge. Conversione in legge de l R.D.-legge 7.6.1938, n. 1300 contenente norme am minis trativo-contabili per le truppe mobilitate in A.O. I..
22.12. 1938 (l)
2230
267
891 de l 1939
Conversione in legge del R.D.-legge 5.9.1938, n. 1671 riguardante la liquidazione dei capitali assicurati agli aventi diritto dei militari o ass imilati disp e rsi in A.O.I..
520 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
ANN O 1939 1086
9.1.1939 (I)
1087
1.2 .1939
70
108
250
R.D. -legge. Agg regazio ne delle 4 provincie lib iche al territorio del Regno d' Italia e concessione ai libici e musulmani di un a cittadi nanza italiana speciale con Statuto pe rsonale e successorio musulmano.
85
200
Riforn iment i dei lub rificanti agli en ti metropoli tani de l Regio Ese rcito dislocati in Libia, d u rante l'esercizio fina nziario 1.7.1938 · 30.6. 1939.
314
221
718
R.D.-legge. Equ iparazione del servizio prestato nei reparti della M.V.S.N. mobilita ti per le esigenze dell' A.O.I. al se rvi zio prestato nel Regio Eserci to.
327
223
732
R.D.-legge. Trattamento economico de l pe rsonale militare dei Corpi d'A rmata del Regio Esercito metropolitano dislocati perm anentem ente in Libia.
385
1323
Commissione per il parere sulle proposte di pro m ozione straordinaria per m erito di gue rra e avanzam ento straordinario per meriti eccezionali, relative agli Ufficiali infe riori che partecipano ad operazioni m ilitari importanti nelle colonie.
439
1459
R.D .. Estensione alla Lib ia delle no rme vige nti ne l Regno per l'assicu razione obbligatoria degli operai contro gli infortuni sul lavoro e le m alattie professionali.
(I)
1088
16.2.1939 (I)
1089
16.2. 1939 (I)
1090
30.3 .1939 (I)
109 1
12.4.1939 (I)
2243
de l
1940 1092
17.5.1939 (I)
1093
1.6.1939 (I)
22 17
380
1303
Onorificenze e ricompense. Iscrizioni da ap po rre sui gambi delle frecce delle Band iere e Stendardi e sulle targhe dei labari dei corpi che hanno partecipato alla guerra in A.O ..
228
617
R.D .. Modificazioni alle norme vigenti in Lib ia s ull'ass icura zione contro la tubercolosi.
del
1940 I 094
6.6. I 939 (1)
1020
701
2370
Costituzion e e sciogli mento di uni tà delle varie arm i del Regio Esercito e di unità di M.V.S.N ., costituite per esigenze delle colonie dell'A.0.1..
1095
30.6.1939 (I)
957
511
1856
Legge. Proroga al 31.12.1939 delle. d isposizioni concernenti l'assegnaz ione, con fu nzioni giudizia rie o di cancel le ria, di Ufficiali in congedo del Regio Esercito ai tribunali militari metropolita n i e coloniali.
1096
1.7. 1939
619 2088
D ecreto ministe riale che determina il numero dei Sottufficiali fuori quadro pe r l'a nno 1939, perché appa rtene nti al le FF.AA. terrestri dell' A.O.I. ed al Regio Corpo d i Truppe C oloniali' in Libia. (Maresciall i: 700; Sergenti raffermati e Sergenti M aggiori : 1200).
(I)
521 N. d'ordine
Data ( ) Voi.
R.D. Circoo lare Pagg. Legge GMU.
Oggetto
1097
6.7.1939 (I)
131 7
44
92 del 1940
R.D .. O rdi name nto giud izia rio militare pe r !'A.O.I..
1098
13.7.1939 (I)
1427
758
2478
Legge. Estensione agli aventi di ritto dei militari e assi milati dispersi in servizio non isolato all'estero delle norme del R.D.-legge 5.9.1938, n. 1671, concernente la liquidazione di capitali assicurati agli ave nti diritto dei militari e assimilati dispersi in A.O ..
1099
28.7.1939 (I)
1370
759
2479
Determinazione de i cicli di operazioni di grande polizia colon iale nei territori dell' A.O.I. dal]' 1.7.1938 al 31.12.1938.
1100
2.8 .1939 (I)
55 1
1918
Norme da osservarsi dagli enti metropolitani del Regio Esercito dislocati in Libia (Tripolitania - Cirenaica) per la provvis ta di parti di ricam bio per autovetture Alfa Rom eo 6 C 1750 Te 6 C 2300 T per l'esercizio finanziario 1939-40.
110 1
4.8.1939 (I)
1478
45
114 del 1940
R.D .. No rme per la fornitura delle uniformi a l personale civile in servizio ne ll'Africa Italiana.
1102
11.8.1939 (I)
1340
743
2450
R.D .. Cumul o delle licenze al personale militare e civile tratten uto in servizio ne ll' A. O.I..
1103
23.8.1939 (l)
629 2 101
Ammissione di Ufficia li in s.p.e. al corso di cultura colon iale presso l'Istit uto Colonia le fascista di Roma.
1104
3 1.8.1939 (I)
290
786 de l 1940
Determ inazione della foggia dello Stemma Imperiale dell' A.O.I.
1105
l.10.1939 (I)
761
2483
Matricola. Norme per l'esecuzione del R.D. 1.7.1938, n. 1496, concernente il riconoscimento de lla campagna di guerra a favore di coloro che hanno partecipato alle operazioni mi litari in A.O.I. nel periodo 3.10. 1935 - 5.5.1936.
1106
26.10.1939 (I)
49
133 del 1940
Commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e avanzamento anticipato per meriti eccezionali, relative agli Uflìciali inferiori che partecipano ad operazioni mil itari impo rtanti nelle colonie.
1107
9 .11.1939 (I)
8
13 del 1940
Co mm issione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria per merito di guerra e avanzamento anticipato per meriti eccezionali, relative agli Ufficia li inferiori che partecipano ad operazioni mil itari importanti ne lle coloni e.
1108
23.l l.1939
54
143 del 1940
Legge. Abrogazione de l R.D.-legge -9.1.1936, n . 32, riguardante la sospensione delle prescrizioni e de i . termini perentori per i mil itari pa rtecipanti alle operazioni nell' A.O ..
(I)
2225
1801
522 N.
d'ordine 1109
1110
Data (
) Voi
R.D. Circoo lare
Oggetto
Pagg.
Legge G.M.U.
4. 12. 1939 (I)
1844
4.12.1939
2206
3
5 del 1940
R.D .. Maggiore assegnazione allo stato di previsione spesa del M inistero della Guerra pe r l'attuale situazio ne internazionale e pro roga al 30.6.1941 della fa. coltà al Governo di emettere dispos izioni legislative per la difesa ed il rio rdinamento de i te rritori de lI' A O.I. (L. 1.000.000.000).
137
360 de l 1940
R.D .. Disposizioni trans ito rie sulle licenze o rdinarie coloniali del pe rsonale militare.
( I)
1111
7.12. 1939 (I)
33
75 del 1940
Com m issione per il pare re sulle proposte di promozione straordin aria per merito di g uerra e avanzamento anticipato per meriti ecce zionali, relative agli Ufficiali inferiori che pa rtecipano ad operazio ni mil itari impo rtanti nelle colonie.
11 12
14.12.1939 (I)
56
145 de l 1940
Commissione per il parere sulle proposte di promozione straordinaria pe r m erito di guerra e avanzamento anticipato per me riti eccezionali, relative agli Ufficiali inferiori che partecipano ad operazioni m il itari importanti nelle colonie.
ll 13
29.12.1939 (I)
70
174 de l 1940
R.D.-legge. Aumento degli organici dell'Arma dei Carab in ie ri Reali.
2083
ANNO 1940 1114
24. 1.1940
41
85
( I)
P ubblicazione militare. "La campagna 1935-36 in A.O. Voi. I: La preparazione militare". Esercito anno
XVII. 111 5
21.2.1940
94
271
Norm e per l'applicazione del R.D. 2]63 datato 26. 10.1939 che estende ai volontari della campagna dell' A.O. 1935-36 la concessio ne della me daglia di benemerenza pe r i volonta ri di gue rra.
380
l 279
D eterminazione dei cicli di ope razioni di gran de polizia coloniale dall'l.1.1939 al 30.6.1939.
( I)
478
11 16
7 .3.1 940 (I)
1117
20.3 .1940 (I)
183
438
Disposizione che fissa un nuovo te rmine utile per la presentazione delle dom ande di concessione del distintivo di mut ilato di guerra ai reduci delle operazioni mi litari in A.O .. (Fino al 31.12.1940).
1118
3.4.1 940 (I)
2 14
536
Rifornimen to di lu brifican ti agli enti met ropoli tan i d islocati in Libia, d urante l'esercizio fi nanzia rio 1.7.1939 - 30.6.1940.
1119
2.5.1940 (T)
968
612
2004
R.D .. Aggio rn a me nto alle disposizion i rig uard an ti la co ncessione della medagl ia co m memorati va delle operazioni m ilitari in A.O.I..
1120
6.5.1940 (I)
874
569
1848
R.D .. Pensioni, gratificazio ni e sussidi a i m il itari nativi dell' A.O.I ..
523 N. d'ordine
Data (
) Voi.
R.D.
Ci rco-
o
lare
Pagg.
O gge tt o
Legge G.M.U.
1121
6.5.1940 (I)
1985
160
502 del 1941
R.D .. Conferimento alle a m ministrazio ni mili tari della facoltà di assume re impiegati civili a contratto tipo ed a tempo indetermi nato ne ll'Africa Ital iana.
1122
13.5.1940 (])
822
135
445 del 1941
Legge. Norme rela tive a i meticci.
1123
21.5. I 940 (I)
1053
663
2109
R.D .. Co ncessio ne d i am n istia e d i ind u lto nell'A.0.1.. (24.2.1940).
1124
23.5.1940 (I)
1054
664 21 13
R.D .. Concessione d i amnistia e d i ind u lto nell'A.0.I ..
1125
29.5. 1940 (I)
353
1148
Rifornimento fino al 31.121940 di vernice grigio-verde opaca della ditta l.S.V.A. di Torino agli enti mili tari me tropol ita ni d is locati in Lib ia.
1126
6.6.1 940 (I)
754
687
2187
R.D.. Regolam e ntazio ne ge ne rale del co rpo di polizia del!' A.O ..
11 27
10.6.1940 (I)
7 14
5 12
1664
R.D .. Dichiarazione dello stato di gue rra dei te rritori della Lib ia, dell' A.O.I. e dei Possedimenti. (Dalle ore 24,00 del l0.6.1940).
1128
19.6.1940 (I)
1085
666 2 122
RD .. Applicazione nell' Africa Ital iana della legge s ull'organizzazione della Nazione per la guerra e della legge sulla disciplina dei cittadi ni in tempo d i guerra.
1129
2 1.6.1 940 (I)
887
576
1930
Legge. Soppressione del C{)m ando Su perio re de lle FF.AA. dell'A O L (16.4.1939).
I 130
29.6. 1940 (I)
1029
631
2041
Legge. Costituzione, inquadra mento e trattam ento econom ico del "Raggruppamento lavora tori del la Libia". (Da ll ' 1.10.1939, d ipendente dal Comando del XX C .A.).
1131
6.7.1940
694
2339
Com missio ne pe r il parere sulle proposte di promozione strao rdina ria per me rito di guerra e di avanzamento anticipato per meriti eccezio nal i, rela tive agli Ufficiali infe riori che pa rtecipano a operazioni m ilitari importanti.
3
Bando del Duce, Primo Maresc iallo dell'Impero, Coma ndante de ll e truppe ope ra nti s u tutti i fronti. Territori io stato di guerra dell'A .0.I. e Possed imenti dichiarati zona delle operazioni. (Dalle 24,00 de l
(I)
1132
16.7.1940 (I)
l
del
194 1
10.6.1940). I I 33
I 7. 7. 1940 (I)
I 134
27.7. 1940 (I)
17 14
Concessioni e fac il itazio n i d i viaggio s ull e FF.SS. a favore de i congiunti di m il ita ri ricoverati in luoghi di cura del Regno per fe rite riportate nella guerra in corso ed in quella dell'A.0.1. od in seguito decedu ti.
7 15 2403
R.D .. Nomina del G e nera le di Corpo d'Armata Cla udio Trezza ni a Capo di Stato Maggiore del Gove rno G e nerale dell' A.O.I .. (15.5.1940).
529
1.239
524 N. d'ordin e
1135
Data (
) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge GMU.
2
28.7.1940 (I)
1136
25 8. 1940
4 de l 194 1
1640
28 .8.1940 (1)
1138
13.9.1940 (I)
1874
l 139
16.9.1940 (I)
1140
16.9.1940
Legge. Rim borso delle spese di viaggio ai m ilitari appartenenti a fam iglie coloniche inviate in Libia a cura dello Stato.
68 1 2160
Ri forn imento part i d i ricambio e gomme per au toveicoli, motocicli e biciclette ag li en ti metropolitan i dislocati oltremare du rante gli esercizi fi na nzia ri 1940-41 e 1941-42.
364 de l 1941
R.D .. Norme pe r l'aggravamento delle pene pe r i de litti co mmessi in Lib ia e nell'A.0.I. profittando del le circostanze dipendenti da llo stato di guerra.
1421
825 2792
R.D.. Agevolaz ioni tributa rie a favore dell'en te au tonomo "Unione M ilitare" per atti stipulati ne l1'Africa I taliana.
1450
933
328 1
Legge . Trattame nto del personale dipendente dalla amministrazione del!' Afr ica Italiana trattenu to ne l Regno a causa dello stato di guerra.
1620
934 3285
R.D .. Pensioni, gratificazioni e sussidi ai militar i nativi della Libia.
870 3126
Decreto ministe ri ale ri gua rda nte la d elega a l Go vernatore Generale della Lib ia a lla nom ina, durante lo stato di gue rra , del perito che dovrà ass istere il magistrato per le es propriazioni nella determinazione legale de i co m pensi non accettati, nell'i nteresse e per conto del!' Am min istrazione della Guerra.
95
(I)
1141
17.9.1940 (I )
1142
18.9.1940 (I)
' 11 43
14.10.1940
Ba ndo de l Duce, Primo Maresciallo dell'Impero, Comandan te delle truppe operanti su tu tti i fronti. Modificazioni a i limiti de i te rr itori dell'Africa Italiana e dei Possedime nti dich iarati zona delle operazioni. (Cirenaica (Libia) e A.O.I. 21.7.1940).
954 3315
(I)
l 137
Oggetto
1709
15
88 del 1941
Dete rminazione di cicli di operazioni di grande polizia coloniale dall' 1.7.1939 al 31.12.1939.
(I)
1144
30.10.1940 (I)
1995
208
639 del 1941
R.D .. Provvedimento eco nom ico per il personale militare in servizio ne ll' A.O ..
ll45
16. 11.1940
1952
161
507 del 1941
R.D .. Estensione, con modificazioni, alla Libia ed ali' A.OT. del R.D.-legge 13.6.1940, n. 901, sulla revisione dei prezzi nei contratti di pubbliche forniture.
19
96 del 1941
Bando del Duce, Primo Maresciallo dell'Impero, Comandante delle truppe operanti su tutti i fronti. Determinazione di zona de lle operazioni di tutto il territorio de lla Libia. (Oltre la Cirenaica, i rimanenti territori della Libia).
(I)
1146
28.11.1940 (I)
525 N. d 'ordine
(
D ata ) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogg etto
ANNO 1941 1147
29.1.1941 (l)
79
350
Raccolta dei conti di cos tru zio ne degli oggetti di corredo e di equipaggiamento generale, pa rte 2', oggetti pe r le truppe d'Africa Italiana.
1148
12.2.1941 (I)
134
440
Concession i e faci litazioni di viaggio su lle Ff.SS. a favo re dei cong iunti de i militari ricoverati in luoghi di cura de l Regno pe r ferite riportate nella gue rra dell'A.O.I. o in seguito deced uti.
11 49
5.3.1941 (I)
249
771
Decreto ministeria le co ncernente la m ilita rizzazione del personale civi le e salariato dell' Amministrazione della Guerra d ipenden te da comandi, reparti, enti o uffici m ili tari del Regio Esercito di s tan za o dislocati ne i territori dell'Africa setten!riona le. (Dall' IJ.6.1940).
1150
5.3.1 941 (I)
787
2461
Decreto de l Duce de l Fascismo, Capo del Governo, Ministro della Guerra. Equiparazione di rango a grado militare dei salariati libici m ili tarizzati in base alla legge 25.8.1940, o. 1304.
.1 15 l
15.5.194 1 (I)
6 14
192 1
De terminazione d i cicli di operazioni di grande polizia coloniale dall' .l. l.1940 a l 10.6.1940.
1152
2 1.5.1 94 1 (I)
447
1337
Concessioni e facilitazioni di viaggio sulle FF.SS. a favore de i congiunti dei m il ita ri ricove rati in luoghi di cura del Regno pe r fe rite riportate ne lla gue rra de ll' A.0 .1. o in seguito decedu ti, nonché ai congiu nti dei militari ricoverati io luoghi di cura del Reg no per gra ve ma lattia comunque contratta o in seguito deced uti.
1153
25.5.194 1 (l)
607
1896
Bando del Duce del Fascismo, Primo Maresciallo de ll' Impe ro, Comandante del.le truppe operanti su tutti i fronti. Facoltà del Comandante s upe riore del le FF.AA. dell'A.0.1. di concedere deco razio ni al V.M. su l campo. (Dal 19.5.1941 : Medaglia d 'argento, di bronzo e cro ce di guerra).
1154
14.6.1941 (l)
85 7
693
2144
R.D .. Modifìcaziooe de ll'a rticolo 9 dell'o rd ina me nto giudiziario m ilita re per la Libia.
1155
14.6.1941 (1)
1086
834
2649
R.D .. Modifìcaziooi all'ordinamento giudiziario m ili tare per l' A.O.I..
1156
31.7.1941 (I)
70 1 2176
Bando del Duce, Primo Maresciallo dell'Impero, Comandante de lle trupp e opera nti su tutti i fronti. Conferimento al Comandante de llo scacchiere ovest dell ' A.O.I. de lle facoltà di concedere decorazioni a l V.M. sul campo. (Dal 4.7.194 1: Medaglia d'argento, di bronzo e croce di gue rra).
720
526 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R.D. Circolare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogg e t t o
1157
22.8.1941 (1)
702
2178
Bando del Duce, Primo Ma resciallo dell'Impero, Comandante de lle truppe operanti su tutti i fronti . Mil itarizzazione del personale civile in Libia.
1158
10.9.1941 (I)
735
2281
Decreto ministeriale. Disposizioni concernenti il servizio del Casellario gi ud iziale nel Regno e nelle Colonie.
1159
14.9.1941 (I)
757
2374
Bando del Duce, Primo M aresciallo dell'Impe ro, Co mandante delle truppe operanti su tutti i fronti. Sospensione de i procedimenti a carico di militari appa rtenenti a reparti di pendenti dal Comando Superiore delle FF.AA. dell'Africa Se ttentrionale.
1160
20.9.1941
758
2375
Bando de l Duce, Primo Maresciallo dell ' Im pero, Coma nda nte del le truppe operanti su tutti i fron ti. Validità di concession i di deco razio ni a l V.M. fatte dal Comandan te dello scacch iere ovest dell' A.O.I.. (Validità anche anteriormen te al 4.7 .1941).
59
137 del 1942
R.D.. C roce per anzianità di servizio ne l corpo di polizia de ll'Afri ca Italiana. (Con I tavola di disegno).
824
2634
Bando de l Duce, Primo Maresciallo dell ' Impe ro, Comançlante delle truppe operanti s u tutti i fronti. Isti tuzio ne d i un assegno speciale per il persona le m ilitare o militarizzato dislocato nel territorio dell'Africa Settentrionale . (Da ll' l.7 .194 1).
(1)
1161
1010. 1941
1457
(I)
1162
24.10.1941 ())
11 63
5.11.1941 (I)
813
2554
Concessioni e fac ilitazioni d i viaggio sulle FF.SS. a favo re dei congiu nti dei militari ricoverati in luoghi di cura del Regno pe r ferite riportate nel la guerra dell' A.O.I. o in seguito deceduti, nonché ai co ngiunti di mi litari ricoverati in luogh i d i cu ra del Regno per grave ma lattia com unque contratta, o in seguito deceduti.
1164
30.11.1941 (1)
2
5 de l 1942
Bando del D uce, Prim o Maresciallo de ll'Impero, Comandante delle trupp e operanti su tutti i fron ti. D isposizioni in tegrative del bando 24.10.I941, conce rne nte l'istituzione d i un assegno speciale pe r il pe rsonale mi li tare o militarizzato d islocato nel te rrito rio dell'Africa Settentrionale.
ANNO 1942 1165
5.1.1942 (I)
27
78
Riforn imento a quantità indeterminata di radiatori e loro parti di ricambio agl i e nt i del Regio Esercito metropolitano d islocato o ltremare. (Libia).
527 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
1166
14.1. 1942 (I)
1167
12.2.1942 (I)
1168
27 .2. I 942 (1)
1169
24.3.1942
R.D.
Circolare Pagg. Legge G.M.U.
o
131
428
38
94
263
794
243
765
Bando de l Duce, Primo Maresciallo dell'Impero, Comandante delle truppe operanti su tutti i fronti. Corresponsio ne dell'assegno speciale preveduto da i bandi 30.9.1941 e 24.101941.
381
I 154
Legge . Arruolame nto volontario nel le FF.AA . nazionali dislocate in Africa Italia na d i stranie ri alleati o neutrali.
649 2142
R.D. col quale il maggiore generale della Polizia dell'Africa Italiana Cattardi Raffae le, è nominato Giudice del tribunale su premo militare, nei riguardi delle reintegrazioni nel grado perd u to dagli Ufficiali, Sottufficiali e grad uati delle FF.AA. dello Stato, in seguito a procedimento disciplinare.
415
1369
Visite dei congiunti alle tombe dei m ilita ri caduti, tumu lati in Africa Sette ntrionale.
(I)
1170
1.6.1942
91
(I)
117 1
3.6.1942
Ogge t to
(I)
Rifornimen to fino al 31.12.1942 di vernice grigio-verde opaca, da parte della di tta S.A.Y.l.D. di Cernobb io, agli enti milita ri me tro politan i dis locati in Libia. R.D .. Cum ulo, in di pendenza de llo stato di guerra, de i conged i ordi nar i coloniali spettanti al personale civile in servizio nel!' Africa Italiana.
l172
4.8.1942 (I)
969
653 2152
Legge. Norme provviso ri e pe r il pagamento nel Regno, duran te lo stato di guerra, delle pensioni inscritte presso gli uffici del tesoro del I' A.O.I., nonché per il pagamento de lle pensioni inscritte presso gli uffici del tesoro del Regno, i cui titolar i si trovino nel!' A.O.I..
1173
24.8 1942
1215
83 1 2743
R.D.-legge. Mod ificazioni al R.D.-legge 12.4.1937, n. 976 su ll'istituzione de l Comando Superiore delle FF.AA. del!' Africa Settentrionale. (Dal 16 .8 .1942 modifica la propria denominazione in quella di "Comando Superiore delle FF.AA. della Libia").
1276
798 2669
R.D .. Disposizioni pe na li pe r la durata dello stato di guerra in Libia.
735 2440
Bando del Duce, Primo Maresciallo dell'Im pe ro, Comandante delle truppe operanti su tutti i fronti. Facoltà de l Comanda nte Superiore delle FF.AA. de lla Libia di concedere decorazioni al V.M. su l campo. (Dal 12.8.1942 : Medaglia d 'argento, di bronzo, croce di guerra).
(I)
1174
29.8 .1942 (I)
1175
29.91942 (1)
1176
9.10.1942 (I)
1359
847 3020
Legge. Pagamenti per lavori e forniture in A.O.I. su commesse delle ammin istrazioni militari metropolitane.
1177
27.10.1942
1.205
834 2748
R.D .. Concessione d' amn istia e di condono nel1' Afr ica Italiana.
(I)
528 N. d 'ordine
Data (
) Voi.
1178
14.11.1942 (I)
1179
23.11.1942 (I)
ll80
ll81
R.D. Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
806 2684
Ordinanza mi n isteriale. Sessio ne straord inaria di esami nelle scuole degli ord ini medie e superiori per milita ri e per rimpatriati dall' A.O.I..
163
226
676 del 1943
R.D. med ian te il quale il magg ior genera le de lla Polizia dell'Afr ica Italiana Raffae le Cattardi è nom inato G iudice del tribuna le mi litare su premo a tutti gli effetti .
14.12. 1942 (I)
1781
156
365 de l 1943
Legge. Norme relative ad atti e p rocedimenti concernenti le persone residenti o domiciliate ne l!' A .O.I..
2112.1942 (!)
1701
182
455 de l 1943
Legge. Norme da applicarsi fino a 6 mesi dopo la cessazione dello stato di guerra per i pagamenti in Francia, Tunisia, Algeria, Marocco fran cese e Tangeri delle pensioni e degli altri assegni fissi personali ai cittadini italiani colà resident i.
ANNO 1943 ll82
13. l.1943 (l)
32
90
Rifornimenti fino al 30.6.1943 di vernice grigio-verde opaca agli enti metro politani dislocat i in Libia.
ll83
21.1.1943 (l)
44
109
Ch iamata, rich ia mo a lle armi e arruo lamento volontario di cittadini italian i residenti in Tunisia .
1184
13.3.1 943 (I)
212
568
Decreto minis teriale. Disposizioni concernenti il servizio de l Casellario giudiziale nelle Colonie.
ANNO 1945 ll85
5.1.1945 (I)
1186
14.6.1 945 (I)
1187
21.8.1945 (I)
11 88
8.9.1945 (!)
25
87
Cambio di de nominazione de l de posito centrale di trupp e coloniali in Napoli. ("Deposito Misto Speciale di Napoli", dall' 1.1.1945).
509
358
125
555
390
1536
358
1425
Decreto legislativo luogo tenenziale. Norme pe r l'assistenza ed il collocamento dei profug hi della Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia e de.Ile famiglie dei co nnazionali ivi residenti. Decreto legislativo luogotenenziale. Proroga del termine previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 15.2.1945, n. 43 per il passaggio nell' Amministrazione de lla Pubblica Sicurezza o per il deferimento al giudizio d i epu razione degli appartenenti al soppresso Co rpo di Polizia dell'Africa Italiana. (7. I0.1945). Decreto legislativo luogotenenziale 14.6.1945, n . 509. Norme per l'assistenza ed il collocamento dei profughi della Libia, Eritrea, Somalia, E tiopia e delle famiglie de i connazionali ivi residenti.
529 d'ordine
(
Data ) Voi.
Circolare Pagg. o Legge GMU.
1189
22.9. 1945
390 1536
N.
R.D.
(I)
Ogg e tt o Decreto legislativo luogotenenziale 21.8.1945, n. 555 . Proroga del termine previs to dall'art icolo 4 de l decreto legislativo luogotenenziale 15.2.1945, n. 43 per il passaggio nell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza o per il deferimento al giudizio di epurazione degli appa rtenenti al sopp resso Corpo di Polizia dell' Africa Italia na.
ANNO 1948 1190
26.2. I 948
104
150
404
D ec reto legislativo. Estensione ai profoghi dell' Afri ca Italiana di bene fi ci previsti pe r i red uci.
769
325
924
D ec reto legis lativo. Norme riguardanti il paga mento delle pe nsioni statali già iscri tte presso gli uffici del Tesoro dei Governatorati de ll'A.0.l., de lle provincie lib iche e delle provincie d i confine i cui te rritori so no stati sottoposti ad altra sovran ità.
658
304
874
Decreto legislativo. Sospensione del decorso dei term inidi prescrizione nei riguardi del pagamento delle rate di pensione e di altre spese fisse, i cui beneficiari siano stati residenti nell'Africa Italiana.
(I)
1191
3.5.1948 (I)
1192
7.5.1948 (I)
ANNO 1950 ll93
8.2. 1950
1194
12
91
271
Provvedimenti per l'assunzione de ll'amministrazione fiduciaria tn Somalia. (Spesa di L. 6.000.000.000).
25.4 .1950
232
704
Adozione del distintivo in seta e rajon per il Co rpo di Sicurezza della Somalia. (Con I tavola di disegno).
1195
29 .7.1950
300
900
Autorità incaricate di esp rime re i giud izi di avanzame nto e di ammissioni a rafferme dei Sottufficiali e militari di truppa del!' Arma dei Carabinieri appartenenti al Corpo di Sicurezza de lla Somalia.
ll96
15.9. 1950
342
1004
Sostitu zione di libretti di viaggio di vecchio tipo e rilascio e x novo di quelli di nuovo tipo ai personali militari e civil i appa rtenenti al Corpo di Sicurez.za de lla Somalia ed alle loro famiglie.
1197
17.11.1950
10
Autorizzazione della spesa di L. 4.380.000.000 per il funzionamento dell'Amminis trazi one Fiduciaria de lla Somalia.
921
8
de l
1951
ANNO 1951 1198
20.1.195 1
71
15 1
Concessione della croce al merito di guerra 1940-45 a l pe rsona le facen te parte del Corpo di Sicurezza della Somalia.
530 N. d'ordine
(
Data ) Voi.
R D . Circoo lare Pagg. Legge G.M.U.
Oggetto
ANN O 1952 1199
22.3. 1952
199
754
Pubblicazione m ilitare . " La guerra in A.O. (giugno 1940 - novembre 1941)", S.M.E. - U.S. - Roma.
1200
18.1 1.1 952
4480
117
241 del 1953
D ecreto del Presidente de lla Repub blica. Cos tituzione p resso il M inistero degli Affari Esteri della Direzione Genera le pe r l'Am min istrazione Fiducia ri a Italiana della Somalia. (A.F.J.S.).
1201
9.12.1952
2357
8
11 del 1953
Decreto del Presidente della Re pu bb 1ica. Attribuzi oni dell'ammin is tratore e deg li a ltri o rga ni fon da men tal i de ll' Amministrazione Fiduc iaria Italiana della Somalia.
1202
9.12. 1952
2358
9
14 de l 1953
Decreto de l Presiden te della Repub b I ica. Ordinamento am ministrativo conta bile dell' Ammin istrazione Fidu cia ria de lla Somalia.
1203
9.12.1952
2359
10
23 de l 1953
Decreto del Presi den te della Repu bblica. O rdinamen to de l pe rsonale dello Stato Italiano in se rvizio presso l'Amministrazione Fiduciaria de lla Soma I ia . (Assegni-t rattamento econom ico-indenn ità).
ANNO 195 3 1204
29.4.1953
430
331
840
Soppressione del Min istero dell'Africa Italiana. (Istituito con R.D. 20. 11.1912, n . 1205 e modificato con R.D. 8.4.1937, n. 43 I).
ANNO 1954 1205
30.6.1954
677
423
12 19
Appro vazione ed esecuzione dell'accordo tra il Governo Italiano ed il Governo del Regno Unito della G ran Bretagna e d'Irlanda del No rd su lle disposizioni di carattere fin an zia rio ed economico rifere ntesi alla consegna della Somalia a ll' Italia e consegue nte a lla risolu zione de ll'assem blea genera le delle Nazioni Unite co n la quale l'I talia è stata in vitata ad accettare l'Amm inistrazione Fid uciar ia della Somalia, concluso a Londra, mediante scambio di note, il 20 marzo 1950.
1206
9.7.1954
431
355
1035
N orme integrative e mo difica tive della legge 29.4.1953, n. 430, concernente la so ppressione de l Ministe ro de ll' Africa Italiana. {li Mi nistero resterà in funzione fino al 31.12.1954).
531 N.
Data
d'ordi1Je
(
1207
6.8.1954
1208
20.10.1954
1209
1210
) Voi.
R.D.
o
Circolare Pagg.
Oggetto
Legge G.M.U.
424
1234
Intestazion i d i ordini di spesa a favo re della Società per Azion i " Im presa Bonifiche e Colonizzazioni I.B.C." con sede in Bologna.
1090
603
1770
Pe nsioni. Dec reto del Presiden te della Rep ubblica. Tratta mento di q uiescenza del personale del soppresso Ministero dell'Africa Italiana che abbia optato pe r la co nservazio ne del rappo rto d' im piego a contratto tipo a i sensi dell 'articolo 7 de lla legge 9.7.1954, n. 43 1.
30.J 1.1954
1496
143
420 del 1955
Decreto de l Presidente della Repubb lica. Norme concernenti la dis ci plina e l'attuazione del trasferimento de l personale de i ruoli o rga nici del soppresso Ministero dell' Africa Italiana all e d ipendenze d i altre Amminis trazioni dello Stato, comprese que lle con ordinamen to au tono mo.
30.111954
1451
146
482 del 1955
Decreto de l Presidente della Repubblica. Esodo volontario e sistemazione del perso nale anche sanitari o degli e nti dipendenti dai cessati Governi de i territori già in sov ranità italiana in Africa.
121 1 30.11.1954
1466
157
555 del 1955
Decre to de l Presidente della Rep ubbl ica. A pplicazione dell 'articolo 4 de lla legge 29.4. 1953, n. 430, relativa alla soppressione del Ministero de ll'Africa Italiana e de ll'articolo 2 della legge 9.7.1954, n . 43 1_recan te no rme in teg rative e mod ificative della legge 29.4.1953, n. 430, conce rnen te la soppressione del Min istero de ll'Africa Ital iana.
545
2120 del 1955
Decreto del Presidente della Repubblica. Corrispondenza tra le categorie, gradi e classi di classificazione degli impiegat i a contratto tipo già dip endenti da l soppresso Ministero dell'Africa Italiana e gruppi e gradi di classificazione degli impiegati civili di ruolo de llo Stato.
134
389 del 1955
Decreto del Presidente della Re pubblica. Trasferimento delle attribuzioni dell'ufficio per gli affari del soppresso Min istero' dell'Africa Italiana. (Al Ministe ro Affari Esteri - al Ministero del Tesoro - alle singole Amm inistrazioni interessate).
12 12
21.12 .1954
12 13
30.12 .1954
14 14
ANNO 1955 12 14
12.2.1955
12 15
15 3 1955
40
136
392
Decreto del Presi dente della Re pubblica. Proroga del termine di durata dell'ufficio per gli affari del soppresso Ministero dell'Africa Italiana di cui all'arti colo 3, primo co mma, della legge 9.7.1954, n. 431. (Fino al 30.6.1955).
14 1
416
Ditte au totrasporti in Africa Settentri onale C.A.R. e Concari. Fermo am mi nistrativo.
532 N.
Da ta
d'ordine
(
12 16
4.5.1955
1217
16.9.1955
1218
2.11.1955
) Voi.
ltD. Circo-
lare Pagg. o Legge G.M.U.
Ogg e tto
223
849
Pubblicazione m il itare. " In Africa Settentrionale. La preparazione al connitto - L'avan zata su Sid i e l Barrani (ottobre 1935 - settemb re 1940)".
1304
29
169 del 1956
Decreto del Preside nte de lla Repubblica. Rettifica delle tab elle " A", "B" e "C", a llegale al decreto 30.11.1954, n. 1496 concernente la d isciplina e l'altuazione de l trasferimento del pe rsonale dei ruoli organ ici de l soppresso Min is te ro dcli' Africa Italiana alle dipendenze di altre amm inistrazioni.
11 17
574
2327
Pagamen to de lle pensioni e degl i a ltr i trattamenti di qu iescenza a l personale m ilitare e ci vi le lib ico ed eritreo, già dipendente dalle cessate Ammin istrazioni Italiane della Libia cd Eritrea.
ANNO 1956 1219
11.1.1956
Il 2 11/ 8
56
Dec reto del Preside nte de lla Re pu bblica. Conglobamento parziale de l trattam e nto econo mico de l pe rsonale straordinario già apparten ente alle amministrazioni m un icipali dell' Africa Italiana ed iscritto in appositi q uadri.
1220
11.1.1956
13 211/ 10
60
Dec re to del Preside nte della Repubblica. Conglo bamento parzia le del trattame nto economico del personale a contratto dell'ex Commissariato per l'em ig razione e la colo nizzazione.
122 1
15.3. 1956
160
475
Ditte au lolrasporli in Africa Settentri onale A.B.A.S. • CORSI · I.T.A.L. · S.A.l.C.A. - SGALLA - TITANO. Fermo am m inistrativo.
1222
16.5.1956
279
1384
Trattame nto giu ri dico ed econom ico del personale civile dello Stato rimasto nei territori delle e x coIonie italiane d urante la guerra e successivamen-
1223
8.8.1956
363
167 1
Autorità in ca ricale di esprimere i giudizi d i avanzamento e di am m issione a raffe rma de i Sottufficiali e m ili tari di truppa dell'Arma de i Carab inieri appartene nli al Comando Forze d i Polizia de lla Somalia.
496
te.
I
CF-11Pq,&L1°i~ kJU t'._6~n