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MEMORIE STORICHE 1995

Page 1

STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORICO

Autori vari

STUDI STORICO-MILITARI

1995

ROMA 1998


PROPRIETÀ I.F.TIERAR II\ Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche pa rziale senza autorizza7.io nc. © C.opyrighl by Staio Maggiore dell' F.scrcito

Ufficio Storico - Ro ma 1998

Stampato nello

STABILIMENTO G HAFl<.:O MILITARE - GAl<:TA -


SOMMARIO

Ferruccio BOTTI

Note biografiche e bibliografiche s ugli scrittori militari e navali della prima metà del secolo XlX

Riccardo TREPPICCIONE li hrigantaggiu nei documenti dell'Ufficio Storico ( 1860-1870) Alessandro G ION FRIDA

Maurizio RUfFO

Sergio FIORENTINO

Patrizio TOCCI

Lui g i Emilio LONGO

Massimo TACOPI

Francesco DUCA

J03

T,e fonti dell' Ufficio Storico relative alla campagna del I 895 - 1896 in Eritrea

139

L'Italia nella Triplice Alleanza: studi sulle operazioni militari allafrontieraN.0.1913

193

La Prima Guerra Mondiale (191419 18): il fronte francese , motivi del fallimento dei piani iniziali francese e tedesco e conseguenti evoluzioni delle dottrine, deg li ordinamenti e degli equipaggiamenti

255

1 marescialli d' Italia e i maresc ialli dell'Impero

315

Scuola paracadutisti di Tarquinia: contributo documentale ( 19401942)

343

T decorati a l valore della città di Assisi

389

Le fortificazioni anticorsare della penisola amalfitana - Itinerario ricognitivo

439


FERRUCCIO ROTTI

NOTE BIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE SUGLI SCRITTORI MILITARI E NAVALI DELLA PRIMA METÀ DEL SECOLO XIX Premessa Nel suo recen te libro Sucerdnti di Marte edit o dal! ' Ufficio Storico nel 1993, il (ìcn. Oreste Bovio - già apprezzato capo pe r diversi anni del predetto Uffic io - h;i ril evato in pn:messa c he '·nelln s1oriografin militare ita linn a si registra una pressoché totale mancan za di biog rafie" . A maggior ragione ciò vale per la Restaurai.ione (periodo più a torto c he a ragione consideralo da taluni oscuro c insignificante) e pe r g li scrittori milirnri , sia pur con qual c he rilevante eccezione come il Blanch. il l3ianco , il Cl::iuscwilz e il Pisacane; va a nc he nggiunto c he il poco o molto che in passato si è scritto sui va ri a utori ogg i è stato del tutto dimenti cato. Le presenti Note inte ndono perciò contribuire a u na loro miglior conosce nza, fo nde nd o insieme notizie sulla vita, indic azioni sulle principali opere e sulla loro importan za e collocazione, un breve giudi zio riassunti vo e una succinta bihliografia sull ' auto re. Questi da ti - tutt i ugualmente indispensabi li - qu as i sempre si trovano in studi d iversi, di epoche e d i a uto ri dive rsi e pe r di più di difficil e reperi bilità. In vece l' opera di un autore non dovre bbe mai essere scissa d alle vicende della sua vita e dal contesto politico e militare - anc he c uropeo - nel quale matura il suo pensiero. L' autore è pri ma di tutto uomo del suo te mpo; qu otidian ità e le tte ratura. lette ratura militare e non militai:e, amiei1.ic e inimi cizie pe rsonali. lette rar ie o politiche, pen sie ro e azio ne non possono essere separat i. Pe r q ues te ragioni abbiamo incluso tra gli sc rittori mililari coloro che come ad ese mpio il Cattaneo, il Cantù , il Gioberti e tan ti altri hanno scritto anche cose di diretto interesse militare, pernltro finora ignorate, trasc ura le o mal note; e visto l' influsso di ta luni scrittori stranie ri e di autori italiani


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dl'I ' l'l 1>111 \ V 111 , iii 11 m l I o 1w 11s icro 111ilitarc d e l secolo XIX e XX , ahhi a11111 111 1·11111 11 d11 1l·111"1 l·11 :1rli . In pro pos ito ri c hi a miamo l' attenz io ne s ulla 1•1,1111 h 111q1111l.111 1,1 d1 .l u 111111i c di Hoslc, principa li es ponenti di corren ti di 1•1 11 11 111 1111111.il i' ll', 1:11.in n:tli ste e dog ma tiche c he hanno avuto - negli Sta11 1111111 , 1111w 111 l1:il1:1 :i ss ai m agg iori seg uac i di que lle spirituali stic he fa ,, 11 11 1 ·'I'" .1 ( ' l:i11 ~l·w i1 1. o C le rk . I ,1d "' 111 1 i1111c Ira sc rittori mi lita ri ( c ioè terrestri) e navali in senso stre t'" ,· 1111p1u pri:1. Essa prende però atto c he per l' intero secolo XIX s i è usalo d " '"' !' lll'l'L' appunto tra problema tica teori ca militare e navale ; inoltre, an1 11<· 11t·I ~l·n,lo XX e fino ai nos tri te mpi troppo spesso p er arte e strateg ia 111d 11:m.: s i è inteso so lo quella terrestre (o in preva lenza quella terrestre) . Abli 1:i 1110 pe rc iò vo luto sacrificare alla chi arezza del lin g uagg io la s ua o rtod11,~ia . al te mpo s tesso ri c hiamando l'atte nz io ne s ul fa tto che non s i pu ò sep:11:uc cun !agli nclli - come fin ora sovente si è fa tto - il pe n s iero terrestre è na vale. Co n ques ta fisionomia , le Note che o ra prese nti:imo intt".ndono esse re un · i ntegrazionc utile e an z i indi s pen sabile al l'esa me da noi g ià condollo ne l Vol. I ( I 789- I 848) dell ' opera// pensiero militare e na vale italiano dalla Hivuluzione Francese alla Prima Guerra Mrmdiale (edita dall ' Uffi c io Storico SME ne l 1995), a lla quale rimandiamo per una più co mpl e ta v is ione del pens iero dei vari autori , s pesso s tudialo per la prima vo lta. Abbi a mo tentato di rimediare - nei limiti del poss ibil e - a imprec is ioni . o mi ssioni e e rrori non rari ne lle fon li biog rafi c he co ns ultat e, c he troppe vo lte non indic ano nemmeno un e le me nto indi s pens abi le qua le è la data de lle ope re . I I modello seg uito è stato que ll o de l he n noto Dizionario Biografico r!Pgli Italiani edito dal l' Istituto d ella Enciclopedia Ira lia11a , pe ra ltro tutto ra Jarga rn c nlc inco mpl eto e - more so/ilo - assa i lac uno so s ug li autori mili tari e s ulla parie militare d e lle o pe re de i pers o nag gi o scrittori po li ti c i. Pe r ragioni di spazio, non tutt i g li a utori militari esam in a ti nel Vo i. I d e lla nostra ope ra s ul pensiero mili-rare e navale so no 4ui ri cordati ; sempre pe r le s ll:ssc rag ioni o p er manca nza di dati hiografi c i certi s iamo s lati costre tti a trascurare parecchi autori min ori. Infine, ahhiamo rite nuto di g rande utilitù - per g li o pportuni confro nti e ri ferime nti - fo rni re al lettore s intetic i d ati s u v ita e pe ns ie ro de i prin c ipa li aut o ri s trani e ri del periodo, a comin c iare da Clausew itz , Jomi ni , l' Arcidu ca Ca rl o , Hos te e C lerk.


Noti' viogrc1/iche e bibliogmfir:he .wgli .1·cri11ori militari e navali.. .

3

ELENCO DEGLI AUTORI I. Mi che le Napol eone ALLEMANl)I

30. Enri co GJUSTINIANI

2. Lui gi ANGELONI

3 1. Giu seppe GRASSI

3. Arcid uca CAl{LO D 'AUSTRIA

32. Paul HOSTE

4.

Felice ARNÒ

33. A nl oine I lenry .I OMINI

5. Cesare BALBO

34. A nto ni o LISSONI

6. Euse bio UA V A

35. G iacomo LOMBROSO

7 . Carlo HIANCO DI SAINT JORJOZ

36. Francesco LO MONACO

8. J ,ui g i BLAN CH

37. A ug usto Fede rico MARMONT

9. Carlo BOTTA

38. Angelo MORELLI DI POPOLO

I O. Cesare CANTÙ

:W. Hcnry PA IXHANS

11. Gregori o CA l{HONE

40. Lazzaro PAPI

12. Lazzaro CA RNOT

41. Guglielmo PE PE

13. Carlo CATTANl<:O

42. Carlo PISACAN E

14. Ricca rd o CERONI

43 . G iuse ppe POUGNI (;(JJLLET

15. Karl VON CLAUSEWITZ

4 4. Carl o l'H.OMIS

I 6. John CLERK

45. Zenone Luig i QUAGLIA

17. Pietro C OLLKl'TA

46. Pao lo RA CCHIA

18. Emili o UA N DOLO

47. Ercole RI COTTI

19. Mariano D' A YALA

48 . Cì iuli o ROCCO

20. Carl u DE C RI STOFOIUS

49. Lu ig i SCA RAMBONE

2 1. f'e~art: DE LA UGIER

50. Fra ncesco SPONZILU

22. A lessa ndro DI SALUZZO

51. Si mo ne STl{ATICO

23. /\ nni ba lc DI SALUZZO

52. Anton io ULLOA

24. Cesare DI SA LUZZO

53. G iro lamo ULLOA

25. Cì iaco mo DURA N DO

54. Pietro ULLOA

26. (ìaetano FILANGIERI

55. C arni Ilo VACANI

27. Ugo F OSCOLO

56. Sebasti a no VASSALLI

28 . Alessa ndro GIFFLENGA

57. Andrea ZAMBELLI

29. Vince nzo GIOBERTI


Ferruccio Bolli

I. ALLEMANDI, Michele Napoleone (1807- 185 8) Pa1riota. cos piratore e generale piemontese, nato da famiglia di Sai uzzo. Partec ipa con il padre - Benedetto Cesare - al tentati vo mazziniano d ' in va:sione del la Savoia nel 1834. Costretto all' esilio acquisla sul campo. co me altri patrioti, una buona es peri e nza militare; s i arruola dapprima nell' eserc ito belga, poi comhaltc in Spag na e infine partecipa con l'esercito svizzero alla guerra del Sonderbund agli ordini del generale Dufour, otte nendo nel 1847 la nomi na a colonnello federale (massi mo grado). Dopo lo scoppio della rivoluzione del 1848 in Lomhardia, si presenta a quel governo provvi sorio ed il I O aprile con il grado di generale di brigala ollicnc il comando dei corpi volontari incaricati di condurre la guetTa sulle montagne lombarde puntando verso il Tirolo. La sua azione di cornan<lo in lalc incarico incontra un complelO fallimento , dovuto ad una serie di ragioni: la diffidenza - per la veri là non in giustificata - dei generali piemo ntesi per il suo co nclamato rnazzinianesimo e per i suoi attacch i alla slratcgia de lla guerra tra eserciti e a lla guerra regia; l'incertezza della sua condotta operativa; la carenza cli rifornimenti e <li armi ; l'insufficiente adclestramcnlo, l ' accentuata indi sciplina e il pessimo inquadrame nto dei volontari ai suoi ordini, dei quali non riesce a conquistarsi la stima e la fiducia. li 19 aprile 1848 rassegna pertanto le dimi ss io ni e ritorna in Svizzera. Oltre c he da coloro che mi lilarono per tutto il periodo a i suoi ·ordini come vo lontari - come il Dc Cristoforis, il Dandolo e l' Anfossi il suo operato nel l' aprile 1848 è stato duram e nte c riticato a11chc da Carlo Pi sacane, Gerolamo Ulloa, Carlo Cattaneo e Ferdinando Pinclli , che getta ombr e anc he sull a s ua figura. Secondo il Rota, dopo l ' infelice es perienza de lla guer ra in Lombar<l ia egli non intende p iù comandare truppe volontarie e lame nta J" asse nDt ne lle sue fil e d e i docili campagnoli , che non s i erano vo luti arruolare ; e per la s ua condotta operaliva se mpre assai prudente. viene tacciato di lradimento. Ne l 1850 dù a lle stampe a Losann a un ' opera assai app rezzata da Carlo Cattaneo e dag li altri col laboratori del Politecnico fautori de lla nazione armata , // soldato cittadirw, ossia il sistema militare svizzero applicato al popolo italiano, nella quale, sotto l'e vidente influsso de lle s ue negali ve esperien ze di com a ndo in Lombar<lia, sostiene la necessità di un buon addcslrame nto e di un a forte disciplina an c he per le mili zie volon tari e o improvvi sate, indicando ne l sistema <li reclutame nto e ne l cod ice mii ilare sv izzeri un modello a suo avviso pienamente appl icabile anche ali ' Italia. I ,' opera viene favorevolmcnlc citata dal La Masa a sostegno dell a tesi che per mantenere le sue conquislc, l'insurrezione va fin dall'inizio organizzata


Note hinimfiche e bibliugn(/iche sugli sc rittori militari e navali...

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e disciplinata senza lasciare spazio allo spon ta ne is mo c he non ne è la forza (come sostengono alcu ni), ma la debolezza. In vece i hiografi de l I' Allemandi non la ci tano nem meno, accennando solo ad a ltri due scritti minori (l'opuscolo autobiografico del 1849 / volonlari nel Tiro lo l'aprile 1848 e il Rapporl sur !es operations militaires de tous les corps des volontaires peda,lf le mois d'avril 1848 a cura dell ' Ufficio Storico Esercito). In ques ti scritti I' Allemandi sostiene «una picc ola guerra di battaglioni , alle lu ng he e alla spicciolata», con l'appogg io della popolazione. Nel so/da/o ci/ladino, comunque, dimostra una vi sio ne de l tutto idilliaca dello spirito e del comportamento dei volontari italiani del 1848, negando d'altro canto che - data la scarsa di sciplina e lo sca rso addestramento - queste truppe avrebbero potuto reggere a lungo contro un esercito regolare. Esalta invece Io spirito militare degli svizzeri , che l"in da bambini cominciano gli esercizi militari , scn1,a chiedersi se questo sia anche il te mpe ramento degli italiani , da secoli tenuti lontani da qualsiasi pratica militare. Nella successiva opera del 1851 (mai citata da alcuno) Pro~etto di legge p er l'organizzazione militare - cittadina della Repubblica /?omana , I' Allc mandi al di lì1 del principio "ogni cittadino, un soldato" delinea un'organi zza z ione ne lla quale non mancano quadri ed istrullori permanenti , mentre l' a rmata attiva (cioè la parte di pronto impiego formata dagli uomini più giovani ) è co mposta da una quota fissa solo tli 3 uomini su I 00 abitanti, quindi è in sostanza una formazione d'élite. Inoltre vi si ammettono esenzioni dal servizio e vi si prevede laripartizione de i non esentati tra quelli che portano le armi e quelli che sono invece impiegati ne lle professioni e nell ' amminislruione militare.

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F.

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275 c 264.

Militare del Piemonle, l 'o rino, l)i:; GIORGIS 1855, Voi. III pp. 273-


(,

Fcrrucciu Bolli

2. t\N(;E LONI. Lui g i ( 1759 - 1842) PalriPla L' sc rillon.: pu ri sta di Frosinone, autodidatra di vasta cult ura. Ricui CP llllll L' rc ia111l: fi110 a c irca quarant ' a nni , poi cospi ra to re ed esule per vo-

c,11io11L'. Il s uo i111peg no politico ha ini z io nel feh hraio 1798, qu and o i fru, 111.111 lo i11 v i,1110 a Roma per portare la loro adesione alla Re pubblica ro111.1 11a . /\ II a cad ula di qu cst ' ulli rna nel 1799 ripara prima in Co rsica e poi in h ;111c ia. Da al lora in poi svolge in tensa alliv ilà di cospiratore e sc rittore. È k 1\ ,do so s tenitore dell ' indipendenza dell'Italia, intransigente repuhhlica 1H1 a vve rs o a ll a tirannide napo leonica, forte critico della politica estera egoi , 1,ca in g lese e acerrimo nemico dei Capi di Stato e uom ini politici europei c he ne l 1815 avevano concluso il tratta lo della Santa Alleanza, da lui ac n";1ti di tradimento per non avere manten uto la promessa di concedere l'in dipe nd e n za a ll ' Italia. Per l'Ita li a propugna una suh11.iune cunfcueralc e repubblicana, sul mode llo sv izzero e soprattu tto degl i Stati Uniti . Kiconosce, tuttavia, la neces s ità assolu ta di un elevato s pirito nazionale, dandone lui s tesso l'ese mpio quanuo nel 1815 co llahora attivamente - r ifiutando og ni compenso - al rec upero delle opere d ' arte trafu ga le da Napoleone I a Roma e a Fire nze. Dive nta ben presto figura dominante dell'emigrazione po litica italiana a Parig i. Ins tancabile settario , ader isce prima alla sella dei Phi/adf'lphes e poi a que lla deg li Ade(f'i. Già coin vo lto in vari e cong iure co ntro Napol eone, soffre anche il carcere cd è costan temente sorvegliato dalla polizia francese , re spingendo se mpre sdeg nosamente i tentati vi di " ammansirlo" . Nel 18 19 prende c ontatto, senza ri s ultati , a nc he con Carlo Alberto e nel 1823 viene espulso dalla Fra nc ia e costretto a ri parare a Londra. Dopo i I 1824 la s ua influen za politica d iminuisce sempre più e d eg li muore a Londra nella più comp le la indi genza e solitud ine, a nc he a ca us a del pess imo caratte re. A mi co di Filippo Rona rroti , no n ne cond iv id e le tes i comu n is te . Non co ndi v ide ne mm e no le idee d e l M azzini , c he tuttavia ne fa il necrolog io lodandone l' amore per la Patria e la fede ne i suo i des tini . Dopo un pcrioclo di a mic izia con ambedu e, po le mi zza vivaceme nte a nche con il Fos colo e il Botta. Purista accanito, attacca anche il Monti co lpe vo le di ave r c r iticato la Crusca (eppure , e ra amico de l Grassi ... ). La s o luz ione confede ra le v ie ne da lui sosl.en uta in un opusco lo intito lato Sopra /'ordinamento che aver dehhono i (;overni rl ' Italia , pubb lica to a Parig i ne l 18 14 in v is ta de ll a prospetti va dell ' ind ipende nza promessa a gli italiani da Lord B e tnick e da l N ugent. La s ua opera maggiore è Dell' Italia uscente il settembre 18 18 , RaRiOnwnenri IV dedicati all 'Italica Na zione ( 1818), dove espone a nc he i ri s vo lti


Nnl<' hingmfìclw e biblio1vafic/1e sugli scri110ri mi/ilari e navali. ..

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militari de ll a sua vis io ne politica, esa ltando il modello di ese rcito di mil izia america no e c riti cando aspra me nte g li eserciti perma nenti europei. Riconosce tutta via necessaria la prese nza di un buon nerbo di istru ttori e specialisti anche in te mpo di pace, sì c he so tto questo aspetto puù essere definito piuttosto il primo sos teni to re ita li a no cli un esercito " lancia e sc udo". BIBUOGR/\FIA Dizionario flio g mjirn degli Italiani. Voi. lii, pp. 242-249 (a cura di R. Dli /Ji;:io11a rio del Risorgimento Nazionale , Voi. Il. p. 74 (a cura di G.

FELICE).

GALL AV RFS1).

E11ciclopn/i(I flaliww. Vo i. 111. p. 304 (a cura di A. I .0 001 .I N l ) .

3. Arciduca CARLO D'AUSTRIA (1 77 1- 1847)

Pro veni e nte dal Casato di Lore na, ge ne ra le, M inistro della g uerra au striaco. sc rittore militare. È stato uno dei princi pali antagonisti di Napoleone. H a a vuto come primo maestro di doLLrinc 111ilitari il conte Enrico di Kel legarde ( 1755 -1 83 1). Ne ll 'a prile 1796, a soli 25 anni , assume il comando del l'ese rc ito austri aco s uccedendo al ge nera le Conte di Clairfait. /\ capo de ll" ese rc ito au striaco conduce nello stesso anno in Germania Ja vittoriosa prim a c ampag na del Reno contro i ge nerali fra nces i Jourd a n e Morcau. Battuto da Napoleone in Italia nel 1797, in segui to agli sfavorevoli avve nimen ti dell a c ampagna svi1.zcra del 1799 lasc ia il comando dell 'esercito. Dopo la pace d i Lu nevi Ile ( 180 I ) vie ne nom inato Ministro della g uerra. S i oppone all a d ec is ione di muovere g ue rra a Napoleone ne l 180.5 . In q uesta g ue rra c he pur ved e l' A ustria sco nfitta , egl i conduce la v illoriosa campagna d' Ita lia contro Masse na battendolo a Caldiero, ma nel 1809 a s ua volta è battuto da Napo leone a Ekmiihl. Essl ing e Wagram. Fcrilo in q uest ' ultima battagl ia, si riti ra de fi ni tivame nte dal coma nd o e si dedica a g li s tudi strategici . Dei suoi scr itti va nn o ricordati i Principi della parte sublime d ell'arte della guerra ( 1806 e 1808), che preludono a l la sua opera fo nda me ntale, i Principi di stra legia applicali alla s/oria della campagna del 1796 in Germani a ( 18 14). A queste due opere fa seg uito la Storia della campagna del 1799 in (;ermania e in Svi-;;,_r ra ( IX/9) . Molto apprezzate da Jomini e da gran parte deg li scrittori italian i de l secolo X IX, le sue opere lo q ua lificano come mass imo espone nte - ins ie me co n lo ste sso Jom in i - di qu eHa c he il comanda nte Mordacq ne l suo libro La stra léxie ( 18 12) c hiama "scuola dei dottrinari", diam e tralme nte opposta alla "sc uo la deg li ideolo gi" (capeggiata da C lau sewit z) perc hé considera la


Fe rruccio Botti

X

guerra come scienza più che arlc, u>mc tal e hasata su leggi e principi immutabili che rispondono a u na co ncezio ne geome trica e materialisla <lclla strategia, nella quale acquista massi mo rilievo l'exemplum historicum. L' uffi ciale napoletano Giuseppe Sponzil li (vds. biografia), suo sviscerato ammiratore fino all'adulazione, ne lra<lucc e comrncnla nel 1844 i Principi della parte sublime dell'arte della guerra , esaltandolo e a lui richiamandosi continuamente anche nelle altre s ue opere Sunto di alquante lezioni di strategia o sia prospetto di un corso di strategia ( 1837) e Della lingua militare d" Italia ( 1846). Carlo Corsi gli allribuiscc il me ri Lo certamen te non trascurabile - di aver ispirato la nuova regolamentazione tattica austriaca del 1807, che prcscri ve un reali stico a<lallamcnlo <lcllc formazioni al terreno, semplifica le evolu zioni e le stesse formazioni e introduce )"'ordine sparso" (considerato fino a qu e l momento un·eccezionc all'or<linc in linea e serrato) come schi eramento alte rnativo p er la fanteria , da adotta re specialmente in terreni accidentati . Può esse re definito un comprimario di Jomini , c he è <li slalura assai maggiore e meno <li lui attaccato a un a concezione geometrica dell ' arte della guerra . Co me lo stesso Jomini , ha a v uto grande influenza sugli scrillori mi litari ita liani della Rcslaurazione, anche perché membro della Casa d ' Austria allora dominante nella penisola. BIBLIOGRAFIA E . B A STICO , / , 'F:vo/11 zionf~ddl 'a rtr,

della gue rra, Fi renze, Casa Ed. Mii. lt., Vo i. [,

pp. 158- 1.'i<J.

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ronj,, rni ze d'arte militare, Milano 1866, pp. 35-36.

t ·11ciclo11edia Mi/ilare, Vol. Il , p. 7 10.

4. ARNÒ, F elice ( 1801-.... ) Sotlotenenlc <li artiglieria nel! ' Esercito pie montese nel J819. Direttore delle officine di costruzi oni di Torino. Oirctlorc delle officine di riparazioni e Ispettore delle Sale d ' armi d i Genova. Colonnello nel 1848, ass ume l' incarico <li Dircltore <lell' Arsenal e di costruzioni di Torino, c he mantie ne fino al 1862. Collocalo a riposo nel 1863 con il grado <li Maggi or Gen erale. Nel 1835, da capitano, pubblica con l'allro capi tano d ' arti glieria Gregorio


Note biog rafiche e hihlioKrt!/iche sugli scrillori m ili/uri e navali ...

9

Carbone (vds. hiografia) il Dizionario di artiglieria , dove si di mostra modera to p uri sta e seguace fi n c he possi bile del Grassi (vd s. hiografia), integra ndo i l d iziona ri o d i quest' ullimo con le voci tecnic he più mod erne re lative all ' artig lieria, al genio c ai trasporti. BIIlLIO GR /\ FIA r::,widopedia Militare , Voi. I, p. 7 13.

5. BA LHO, Cesare ( 1789- 1853) Ufficiale, scrittorc e uomo politico piemontese d i parte modcrata e filogue lfa. Figlio d i Prospero Ralho, di plo ma ti co p iemon tese, lo seg ue a Parig i, a Ba rcellona e a Fire nze e nel J 802 torna a Torin o ded icandosi a stu di matema ti ci . Aderisce ali ' t\ ceadcmia d ei Concordi, c hc propug na una resislcnza c ulturale contro l' ass im ilazione de l Pic 111o nle da parte della Francia. Nel 1808 vic ne nominato Segre ta rio generale de l govcrnatore francese della Toscana generale Menou e rima ne funzio nario napolconico fino al 1813. Cadu to Napoleone, torna al se rvizio del Re di Sardegna co me te ne nte di Stato Maggio re . Durante i Cento G iorn i di Napo leone fa parte dell' avanguar d ia delle tru ppe piemo ntesi c he occ upano Grenoblc. Dimissionario dall 'eserc ito nel 18 15 su bito do po la concl usione del la pace, nel 18 16 segue il padre Prospero no minato /\ mhaseia tore d el Regno d i Sardegna a Madrid. Rim ane in Spagna l"ino al 18 19, compiendovi approfonditi studi mi litari anch e sul terre no e sc ri vendov i nel 18 17- 1818 g li St udi mila g uerra di Indipendenza di Spa1J 11a P Portogallo scritti da un ufficia le italiano (la sua opera milita re principale) e La storia della guerra d'indipendenza di Spagna e Portogatlo (tu ttora ined ila). In ta li opere il R. g uarda alla guerra spagnola del 1808-18 13 come a lla principale fonte di espe rie nze p er la rulura guerra nazionalc italia na, ma i tc mpi no n sono a ncora maturi, e g li Studi sulla guerru d ' indipendenza non sono pe r il mo mento pubblicati. Al rito rno da lla Spagna ri e ntra nell'eserc ito p ie montese co n il grad o di magg iore e vie ne in viato a prestare servizio a Ge nova. Per il suo atteggiame nto conci liante in occasionc dci moti del 182 J - ai 4uali pe raltro non aderi sce - è cos tretto a d ime ttersi d all'eserci to e subisce l' esi li o e il co nfi no . Nel 1824 ollicne di ritornare in Pic monte, ma rimane confi nato nelle sue terre di Came ra no per altri due a nn i. C ostretto all ' inazione, pubblica di ver se opere tra 1c quali ha notevo le ril ie vo (anc he geopolitico , milita re e navalc) Le speranze d' Italia (p ubblicata in risposta al Primato mo rale e civile degli Ita liani del Gioberti), la cui prima cdizione esce a Parig i ne l I 844, segui ta


IO

Ferruccio Rolli

da 111ulle a ltre con num erose aggiunte. Di lui lo Slicca c ita anche un f'ano ro111a militare delle Alpi. Ne l 1847, mutato il c lima politico, pu hhlica finalme nte - aggi ungendovi signil"ica ti ve note "attua li zzan ti " - gli Studi sulla guerra di Indipendenza di Spagna e Portogallo del 18 17, che dedi ca al !"am ico, prolellore e mae stro di sc ie nze militari ge neral e ( ì iJTlcng a (vds. biog rafia ). A ll ' inizio del 1848 puhblica articoli ove tratta il prohlc ma della costituzio ne di forti eserciti regolari ne l I' lta li a centrale, auspicando una Con federazione che as sicuri al Piemonte l' egemon ia militare e poli tica in Ita lia e giungendo a definire "di vino" l'esercito piemontese (d im ostra , in vece, scarsa fiducia nel la capacità ope rativa dell' ese rc ito napoletano).

L' 8 marzo 1848 Carlo Alberto lo nomina Pres idente ciel Consig lio e Ministro della g uerra e marina nel primo Go verno co stitu z ionale del Piemonte, che ha vita effimera e tra vagliata. Il R. è c osì co stretto a dimettersi il 2 8 lug lio de llo stesso anno , se nza aver potu to e serc itare - nonostante la sua com petenza militare - alcuna appre zzabile inlluc nza sulla c ond otta de lla gue rra e senza essere riu scilo a comporre il dissid io fra interessi sabaudi e interessi nazionali, fra ragion di Sta to e g ue rra di popolo, fra indipe ndenza imposta dal Piemonte e indipenden za conyuislala dagli Itali a ni . Da allora il B. resta in Parlame nto come de putato, e dopo a ver declinalo ne l 1852 l' in carico di costituire un nuo vo Governo, muore nel J 853 . Dal punto d i vi sta strategico, p ur c itando molto favorevo lme nte Jomini "gram mati co di Napoleon e", ritie ne non adatto per le esigenze de lla gue rra d' indipe nd e nza italiana il mode llo di gue rra " napo leo ni ca" e "centro e uropea" a lla base degli sc ritti sia di .lomin i c he di Cl ausew itz e d esa lta il contrapposto model lo strateg ic o in g lese dife nsi vo -controffe nsivo adottato d a We llington in Spagna e basato s ull ' integrazio ne lkg li s l"orzi Ira forze mobili regolari , c it tà fort ifi cale e g uerrig lia nelle ca mpag ne. 8 ino lt re portatore di una vis ione geopoli t ica pre tt ame nte italiana e medite rrane a, do ve a cquistano grande rilie vo le fo rze marittime e le caratte rist iche d e l te rreno de lla pe ni sola, c he conse nte anche a un esercito più deho le di a ver ragione de lle forze austriac he. BI BLIO(ìRAFTA C.

B ALBO,

Sc ritti militari (a cura di r,: _P ASSAMONTI ), Roma . Ed. Roma 1936.

lJUcm . Bio gr. de gli li. , Vul. V pp. 395-405 (a cura di E. P . PI ERI ,

P AS SERI N J) ' E NTR EVES).

Gue rra e polilica (I cd . 1955 ). Mi Iano, Mo ndaduri 1975, pp. 185- 186.

G. STICCA. Cli seri/lori mi/ilari ilalia ni, Turino, Cassone 19 12, pp. 186- 187.


NntP hiogra/frl,e e bibliografid1f' .rngli .vcri11uri militari e 11rl\10/i ...

II

6. BA V A , Eusebi o ( 1790- 1854) Ge ne rale piemonlcse. Entrato a ll a Scuola Mi lilare di Saint Cyr nel 1802 (quando il Pie monte era un dipartim e nlo della Franc ia), ne l 1806 è nominato sottuffi c iale furi ere de ll 'esercito fran cese. Pa rtecipa alle c ampagne I 806J 808 in Prussia e I 808- 18 13 in Spagna e Po rtogallo. Nel 191 O cade prigioni e ro e v ie ne riportato in In ghilterra, ma riesce a evadere e torna a combatte re in Spag na. Capitano ne l 19 1 I. dopo la caduta di Napoleone ne l 1814 torna in Pi e mo nte con la compagnia a l comple to c d e ntra mante ne ndo tal e g rado ne l l' A rmata Sarda. Ourante i cento giorni nel 18 15 combatte contro g li a ntic hi commilitoni fra ncesi partecipando all ' assedio d i Grcnoble ag li ordi ni de l generale Giffl e nga, che lo decora con la Croce di S . Mauriz io. La sua carriera è rapida e sicura; maggiore cli fanteri a ne l 1820, colonnell o ne l 1830, maggiore generale co mandante di brigala ne l 1832, ten ente ge ne rale e comandante di di visione ne l 1840. Comandante il I° Corpo cl' Armata piemontese all'inizio della g uerra de l 1848, balle due volte gli austriac i a Goito e il 7 g iug no viene per qu esto promosso generale d 'armata. 11 presti gio e la stima di c ui gode ne ll 'esercito rim ango no intatti anc he nelle sfortunate ope raz io n i de l luglio-agos to 1848, ne lle q uali è costre tto a tradurre in allo decisio ni stra tegic he c he no n condi v ide; tutta via v iene ugualmente accusato da alcuni g iornali di e sse re tra i princ ipali responsa bili della sco111'i11a, almeno in qu an to autorevole e asco ltato consigliere de l Re. C hi ede allora un' inchiesta ne i s uoi rigua rdi , ma la ric hi esta non è acco lta dal Ministro de ll a g uerra. Le ing iuste accuse amaregg iano profondamente il Bava, c he nel s uo rapporto sug li avvcni rnc nti de ll a c amp agna (ri c hi es to il I O sette mbre dal Ministro a tutti i comanda nti e Ca pi di stato magg io re) a nc he per questo c alca la ma no, no n ri sparmiando dure e aperte critiche alla lr adership poli tico- mi litare, a parecc hi ge ne ra li suoi co lleg hi, a ll 'orga n izzazione log isti ca, a ll ' ad dest ram e nto ed al recl utame nto de lle unitii. Il 12 nllohre il Bava spe di sce la relaz io ne a l Mini stro annunc iando il suo intento di re nd e rla pubblica, ma pe r il mome nto il Mi ni stro Da Bormida ri esce a d iss uade rlo. Eppure il llava è in buona J'e dc e ha inteso fa re c ri ti ca costrutti va, visto c he precisa d i " aver de tto la vcritù. per provare che so lo a l coragg io ed al buo n vo le re degli ufficiali e de i generali sard i (che la stampa de magog ica accusava di trad imento e di im beci ll ità) e rano dov uti i s uccessi brilla nti o tte nuti du ra nte la c ampagna" . I co nte nuti della re la z ione non piacciono all" establishn1rnt poli tico-mili tare piemontese de l momen to ; ma essendo ne l frattem po ra ll ita la rice rca d i un generale fra ncese di buon nome da mettere a ll a testa d c li ' A rm ata Sarda in vista de lla ripresa delle ope raz io ni contro l' A ustria, in data 22 ottob re 1848 il Bava vie ne ugua lmente nominato "gene rale in capo" e si melle subito alac re me nte al lavoro pe r attuare le rifo rme c he da te mpo ha in me nte.


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Ferrnccio Rnui

Nel frattempo termina i suoi lavori la commissione incaricata di esam inare le relazioni pervenute al Mini stro e di ste ndere le considerazioni con clusive sulle operazioni del I 848. Ne è inll uente segretario Carlo Promis. uomo ritenuto devoto a Carlo Alberto e definito nel 191 O dal l' Uffi cio Storico dell'Esercito " non ahhastan za competente, né sempre sereno cd imparziale". Forse per salvare nei limiti del possibile il presti g io del monarca, la com missione giudica severame nte anche l' operato d el Rava. Data la sua natura orgogl iosa e se nsibile, quest' ultimo rimane assai amareggiato s ia per questi giudizi che per la rice rca precede nte di un gene rale francese, da lui vista come un torto fatto indirettamente ai suoi chiari meriti , c he ne avrebbero dovuto fare subi to il naturale capo del l' esercì to. Pe rtanto, ai primi di dicembre 1848 pubblica a parte le sue considerazioni sulla ca mpag na fino a quel mo mento rimaste ri servate, con il titol o Rela-:,i<me delle operazioni militari dire/le dal Generale Rava comandante il / ° Corpo d"Armata in Lombardia. li Pinell i, che ne criti ca alcuni punti, afferma c he la relazione è stata scrilta <<di mio ordine da un medico». Il Re. il Presidente del Consiglio Massimo d'Azeglio , il Cavour, il Ministro de lla gue rra generale A lfonso La Marmara (nel frattempo subentrato al Da Bo rmida) giudicano molto severame nte la pubblicazione del docume ntt•. c he è causa dell 'all ontanamento del 13ava dalla carica di gener:ile in ca po e de ll a s u:i malaccorta sostituzione - proprio alla vigi lia <lcll a ripresa delle operazioni - con il generale polacco Ch rzanowsky, uo mo del Re ma da lui se mpre visto di malocchio e ri tenuto - a rag ione - non adatto all ' incarico, anc he perc hé non conosceva lo strumento ed il terreno. Nom inato pe r consolazione Ispcllorc genera le dell'esercito, il Bava non approva i I piano di gue rra offensivo dello Chrzanowsky e sostiene in vano la necessità di un atteggiamen to difensivo; la definiti va sconfi tta di Novara gli dà rag io ne. il 7 se ttembre 1849 sem bra ritornare in auge come M ini stro del la g uerra e mari na, ma il 2 nove mbre 1849 è in pratica costretto a lle dim issioni per non aver concordato con g li altri Ministri taluni provvedime nti sgraditi (riduzione dei hcrsag lieri, della g ua rdia di palazzo e tc .) da lui adottati per l'esercito ; conserva, tullavia, la carica di preside nte del congresso cons ulti vo permanen te della gue rra e que ll a di Ispe ttore generale dell' esercito. Senatore <lai 1849, fino alla morte ne i numerosi cd apprezzati interventi parla men tari dà prova di g rande cu Itura, esperienza e co mpe tenza militare . La pubblicazione da parte de l Bava della rela zione è stata certamente un errore e una cosa in utile e dannosa, visto c he al momento egli già rivestiva la più alta carica dell'esercito e in qu ella situazione più che recriminare, si doveva fare e dare l' esempio di fare.


Note biograjìche e bibliografiche .mxli ,çrrittori militari e navali...

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Secondo Cavour, p ubblicando per ragioni di orgoglio pe rso nale la relazione e " mette ndo in pie na luce con critica talvolta in g iusta e sempre severa le piaghe del nostro csereilo, ri sve g liando con inc onsulte parole le accuse, le rccriminaLio ni, le discordie che divisero i suo i capi , il generale B ava in volontari ame nte ha reso al maresciallo Rad et z ky un servizio, di cui ditli c ilmenle s i polrchhe esagerare l ' imporlanza". Ciò non toglie, però, c he ancor più grave e nociva appare la decisione di coloro c he, solo per un peccato d i opinione, hanno privato l'ese rcito pi e montese e proprio in una fase cruc iale, ne lla 4uale non si cambiano i cavalli - de l suo uomo più valido ed esperto; ta le infatti era certamente Bava . Benché Carlo Pi sacan e lo ritenga un huon tattico, ma non adatto alle fu z ioni di generale in capo, è difficile sostenere c he a vrebbe fatto peggio di Chrzanows ky . Dal punto di vista storico-militare, la re laz io ne Bava riman e un docume nto fo ndame nt a le, c itato favorevolmente da mo lt i e ma i co ntrastato da alc uno ne lle sue linee fo ndamentali e ne ll e co ncl us ioni . Fatto significativo, a nche g li scri ttori militari coevi ani.i -pie montesi di lllos tra110 s tima per le sue d oli morali e per il suo ac unie strategi co e non solo tatti co, c itando fre quen te me nte il suo rapporto. Lo stesso Giobe rti - c he pure da Presidente del Consigli o a veva confer mato la destituzione de l Bava - ne fa la base della sua critica a lla guerra de l 1848- 18 49 ne l Rinnnva111f'11/o d ' Ita lia. Il D ' Ayala ne scrive così: ··ru tradolla in tedesco in Svizzera ne l 1849. Quantunque no n ci sia ricerca di idee strategiche, né viva de scri z io ne tatti ca, è la sc rittura mil itare che più dimostra sensi italiani" . A parte la sua pubblicazio ne, lo scritto del Hava rimane un raro e se mp io cl i stile e costum e militare, che consiste proprio in qu e lla franc he zza e lea ltù de i giud izi, a torto allora rimproveratagli e giudicala " eccessiva" (men tre o è tale o non lo è ) . BIBLIOGRAFIA O . B0v1o . Sace rdoti di Marte, Roma - SME Uffic io Storico, I<)93 , pp. 77- 104. L.

Il Risorgime11to Italiano Biovafie storico-politiche di illustri Italiani Co111e111pora 11e i. Milano. Vallard i 1886, Vo i. I V. pp. 596-618 (a c ura di T.

CAR l' I ,

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Voi. III.

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D EL BONO) .

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Ferruccio Rotti

7. BIANCO DI SAINT JOIUOZ. Conte Carlo (1795 - 1843)

Nato a Harge (C uneo) da nob ile e ag iata ramig li a , intraprende dapprima g li studi di g iurisprudcn1.a e poi , dopo la Res taura zio ne, viene avv ialo a ll a carrie ra mii ilare. Sottotenente ne l reggimento de i Dragoni del Re di stan7.a ad A lessa ndria ne l 18 15, nd 18 17 vie ne promosso te ne nte. Aderi sce be n presto alla Carbone ria e s tringe amici z ia c on Santorre di Santarosa. Ne l 1820 i ri voluz ionari piemo ntesi lo inviano a Pari gi per prende re accordi col Comi/o/o Direttorf' dell a Carboneri a. A l ritorno da Pari g i, s i adope ra in tutti i modi per conqui s tare il s uo reggimento alla ca usa d e ll a ri volu1.ionc. La s ua a zione di proseliti s mo ha un ce rto s uccesso, perché è ufficiale d i e lc u c 4ualilà mil itari e molto be n vo luto. A ll o scoppio dei moti militari pie montesi del 182 1 vien e nom inato colo nn e ll o e p rende il c omando dd s uo reggime nto che aderisce per la maggior pa rte alrinsu1TeLione, peraltro " la sciando a parte 26 ufficia li e lullo lo Stato Maggiore" (così rife ri sce lo stesso Bi anco). A lla tes ta di c irca 300 uomini si batte va lorosame nte contro k truppe reg ie leg ittimiste de l generale La T o ur, e alla hallaglia della 13i cocca presso Novara, dove le t ruppe co s tituziona li sono sco nfitte, coma nda la retroguardia c he consente a l resto deg li insort i di passa re il fiume Scsia e rifu g iarsi a Verce lli . Dopo il fa 11 i me nto dc li" ins urrez io ne riesce a sfuggire al la cattura e a imbarcarsi a (ìc nova, s fugge ndo al la cond a nna a morte per impiccagione pronunc iata eia un tribunal e militare il 19 lu g lio 182 1; la condanna vie ne com unqu e eseg uil a in effige. e g li sono confi scali lutti i beni. Sbarcalo a Barcell ona , vie ne e letto dagli e migrati ita li a ni co mandante del Reggi111e11to dei /,ancieri Italiani co mposto pe r la ma gg ior parie di uffic ial i fu oriu sci ti , c he ne l 1822- 1823 s i batte in Catalogna ne ll e file de i cos ti tu Liona l isti spag no li contro le bande reazion arie deg li " a posto Iic i", poi appogg iale dal corpo d i s pedi z ione francese de l Duca cl ' An go ul é me. Combatte va lorosam e nte, d ist ing uendos i in part icolar modo ne ll a hallag li a d i Ma tarò; ancora umi volta, pe rò, la c a usa per la qual e è sceso in ca mpo ha la peggio. Cadu to prig io niero a Malaga, dopo essere sfu gg ito per tre volle ai te ntativ i di linciagg io de ll a "turb a briaca e fo rse nnata dei re ali st i capitanata da rrati e preti" (L. CARPI), riesce a evadere e a ragg iungere G ibilterra tra ves tito da mo1.zo di marina. A G ibil terra si rifug ia per tre mesi a bo rdo di u na nave malrid olla dalle tempes te comandala da un ca pitano ge novese, ma per il v itto scarso e malsano co ntrae il tifo e lo scorhulo c he lo riducono in fin cli v ita . Si reca successiva me nte in Grecia, ma non r ie sce a combatte re per l' indipe ndenza di q ue l


Nolf'

biografiche e bibliograJfrlie ,rngli seri/lori militari e ,,a va/i. ..

I5

Paese. Pa ssa allora a Malta, dove rimane dal 1824 fino al 1830 apprendendo, tra l'altro, di essere stato condannalo a morte sia in Pie monte che in Spagna. A Ma lta s i dedica a studi militari e scri ve la sua ope ra magg iore, n ella g uerra na zionale d 'insurrezione p e r bande applicata al ' Italia Trattato dedicato ai buoni italiani da un amico del Paese, Italia 1830 (ultimato nel 1829), c he vie ne pubblicato in Francia e non -co me scrivono taluni - a Mal ta. Nello stesso anno 1830 il Rianco si lrasl'criscc in Francia, prima a Parig i e poi a Marsiglia. Subisce l'influsso delle teorie di Filippo Buonarroti e di venta capo de lla se tta degli !\pofasimeni ("pronli a lutlo" ), che ha strul.lura ri gidamc nlc militare e i c ui aderenti s i dichiarano " militi" pronti a eseguire qual sias i ordine se nza c hiedern e la ra gio ne. Nell a prima vera del 1831 si reca a Lione do ve si sta pre parando una s pedi z ione - poi non cffclluala - c he do vrebbe soccorre re i ri vo lu z ionar i de l I' lta l ia Centrale. ln questa occasione, 110 11 c ondivide nd o talune idee de i suoi Capi c he no n s i pronunciano chiaramente pe r la Rcp uhhlica, c hi ed e di essere arruolato come sold ato se mpli ce. A Li o ne conosce Giuseppe M azz ini , c he il 20 aprile 183 1 aderisce anc h'egli agli Apofasi111e11i. Quando, pt:rù, il Mau i11 i lù11da a Mars iglia la Gio vane Italia, be n presto vi confluisce con tutti g li J\pofasime11i ( 1832) e di venta membro della Co11grega Centrale quale es pe rto militare. Su in vito del Mazz ini c he sosta11z ialrne nle recepi sce le sue idee s ulla g uerrigli a, ne l 1833 pubb lica il Ma1111ale pratico dd rivoluz.irmario italiano desunto dal trattato sulla g ue rra d 'i11surrezio11e pe r bande, che ha a ppunto la veste e le finalità di vulgati ve e pratic he tipiche cli un ' istru z ione, dalla qual e è e liminata quella c he il M azzi ni c hi ama " la parte moral e e teori ca " de l prcccdcnlc trallalo. Ne l 1834 è tra i più arde nti fa uto ri de lla spediz ione di fuoriu sciti in Savo ia cap itanata da l ge neral e Ramorino , della quale è comandante in seconda , Capo d i Stato Magg iore e cass ie re. Quando il Ramorino la abbandona , g li vie ne offerto di ass um ere il comando ma rifiuta ritene ndola ormai falli la , e soltoscri vc l'acc usa di tradimento a l ge ne ral e for mulata dalla Cong re ga Ce ntral e. Ne llo stesso a nn o, ri parato in Svizzera sottosc rive con Mazz ini a B e rna il patto de ll :.i Giovane Europa ( 1834) . In S v iucra scri ve anche l' opusco lo Due parole ai mi/ilari ilaliani. Cacciato d a lla Svizzera , ripara a Bru xe ll es, d ove an che per soccorrere gli altri fuoru sci ti pol itic i italiani si indehita senza rimedio. Tcnla a llora alcune iniz ia ti ve industrial i, che pe rò fa lli scono tulle. Senza a mic i, se nza s pe ranze, in un a s ituazione economic a priva cli vie d ' uscita, nel g iu g no 1843 si s uicida gettandosi in un canale. Come dim ostrano alcune lette re citate da I ,eo ne Carpi , dal 1816 in poi lenta di rien trare in possesso dei s uoi beni , e a ta l fine sc ri ve parecchie lettere all ' abate Pietro Mucci e manda a Torino il fig lio A lessandro, che intrapre nde


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Ferruccio Bolli

anch'egli con ottimi risultati la carriera militare nell'armata sarda. Nel 1839 Carlo Alberto accoglie le istanze de l figli o concedendogli di rientrare in possesso di una piccola parte dei beni, e - sotto tutela e solo dopo la morte del padre - di tutto l'ingente patrimonio. Grazie a queste disponibilità, il figlio ri esce a pagare una parte dei dehiti del padre. Del pari infondata è la tesi , accreditata dal Badi i, di dissapori tra il Hianco e il figlio, che lo avrebbe abbandonato e avrebbe scelto di servire in armi proprio quel Re, del quale il padre - re pubblicano fervente - era sempre sta to nemico. Lo dimostra una lettera ca lda di affetto che egli indirizza alfi gl io in data 4 novcmhrc 1842, ne lla quale. tra l'altro, gl i raccomanda: "continua a regolarti bene nel reggimento, a fart i amare e stimare, pensa che una carriera è necessaria e che in questo mondo hi sogna far qualcosa". Dal canto suo il figlio gli dedi c a una affettuosa hiografia. Nel trattato del 18 30 e nel Mmuuile de l 1833 , dove presenta il ricorso al la guerriglia come l'unica strategia possibile pe r cacciare l'esercito austriaco dcli' Itali a scm,a aiuto straniero e sen i.a la partecipazione di forze regolari , il llianco risente J' influsso del La Mi è rc e si richiama sopra ttutto al I' espericm,a della guerra di Spagna contro le truppe napoleon iche (1808-1813) e della guerra d 'indipendenza degli Stati Unili contro l'Inghilterra (1775-1783), c he studia avvalendosi delle opere de l Vacani e del Bolla (quest'ultimo, come osserva anche il Liberti, è da lui più volle c italo). Nonostante taluni aspetti militaristi ed elitari te nd enti a spingere al l' a ssoluto la g ue rra per handc , gli scrilli del Bianco rimangono i doc ume nti militari di riferimento della Giovane Italia cd esercitano un certo influsso - no n sempre benefico- anc he s ugli eventi de l 1848- 1849 e s ulle s fortunate imprese (come que lle dei Fratelli Bandiera) c he li precedono. Pu1 e ssen do sosta nzi al mente fa vo rc v1>k a una g uarn di popolo che non escluda apriori sticamente l'apporto di for ze regolari, e pur non condi vid endo la tes i de l Bia nco c he l ' azione d e lle bande d eve precedere e innescare l' insurrezione genera le, il Mazzi ni no n pole mizza ma i con lui, anche se prete nde di compi lare eg li stesso i capito li de l Manuale del 1833 per poi farli ri ved ere dal Bianco (cosa c he non scmhra sia a vvenuta). Ne l necrologio sull' Apostolato Popolare del 3 1 agosto 1843, anz i, riconosce che llianco " riesa minò e mig liorò i suoi lavori sull a g uerra per hande, lavori importa nti che additano la sola v ia per la qual e l' in s urrezione italiana può prepararsi un a villoria in fallibi le".

La sua opera è stata poco o nulla studiata e c itata d agli scrittori politici e militari coevi e successivi; ma nel 1833 Metternich significativamente chiede due copie della Guerra per bande ( Pe rti c i, p. 187).


Noie biografiche e bibliog rafiche sugli scrittori milita ri e navali. . .

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Al di là di limiti de ri vanti dalle spccirichc e con ti ngenti finalità anc he propaga ndisti c he e morali c he persegue, l'ope n.i de l Bianco è il contraltare italiano de lle imperanti teorie dell a guerra tra eserciti, quindi non merita di essere ig no rata dai milita ri storici , né di essere ripresa a fini strume ntali e di parte. Ci assoc ia mo, pe rc iò, a qua nto scrive Leone Carpi : "questo eroi co e illustre qu a nto modesto e illibato fi glio della nobile e forte Torino (sic), non ha an cora nella sua ciuà nativa una lapide che ne ri cord i le virtù, le gesta fa mose e le sante as pirazioni e lo additi alla venerazione dei futuri , .né una vi a onorata del s uo nome, quando tante cele brità equi voc he e co ntesta bili , ha nno battezzato col loro nome sbiadito molte vie d ella pa triollica cillà''. BIBLI OG RAFIA ALESSAN ORO n1 /\NCO [)1 SA INT .loROI'.,

Le storil' della caserma o vvero ci11quecento

w1eddo1i 111i/i1ari. T or ino 1854.

L.

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8. BLANCH, Luig i ( 1874-1 872) Uffic iale d i fante ria napoletano, massi mo espo ne nte del polo c ultural e militare me ridi onale ne lla prima mclà del secolo X I X . Secondo un suo biografo (il maggiore - poi genera le - d el genio Enrico Rocchi ), gli scrilli d el Bla nch - con quelli d el Palmie ri e ciel Marselli, a nc h ' essi me ridionali - " costitui sco no le vere colo nne miliari d ella scie n za dell a gue rra" . Pur non n spa rmiand ogli c ritic he, Be ned etto Croce gli dedica pregnanti pagine. Ne l 1793 entra ali ' Accade mia Militare della N unziatella, ma nel 1799 qua nd o i Francesi occupano Napoli e vi instaurano la Repubbli ca parte nopea ritorna a Lucera in famig lia. Dopo il rito rno de i Borboni, nel luglio 180 1 viene acco llo nei Granatieri Reali de lla Guardia come "solda to pri vileg iato" .


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Fe rruccio Borri

Promosso secondo te ne nte ne l 1804, partecipa al la campagna del 1806 contro i fran ce s i e v iene fa tto prig ion iero. Ritornato in patria ne l 1807 , entra ne ll'ese rci to <lei nuovo Re Giuseppe Bonaparte e poi ser ve sotto Mural. N e l 1808 partec ipa alla repressione <lei moto filoborbonico nelle Cal abrie e ne l 18 1O a l fall ito te ntativo di tog li ere la Sic i Iia ag li anglo -borbonici. Capitano a fine I 9 1 I, partecipa alle ca mpag ne napoleonic he del 18 12 e 18 13 in Ru ssia e Germani a. Ritorn ato in lla lia, ne l 18 15 prende parte alla breve e sfortun ata ca mpa gna antiau stri aca de l Mural. Dopo la c aduta di quest ' ultimo contin ua a prestare servizio nell ' esercito de lla resta urata monarchi a borbo nica. Dal 18 15 al 1820 s i dedi ca soprattutto a studi e viagg i, dimostrandos i di orientamento liberale moderato e contra ri o alla ca rho ne ria e all e agitazion i democra tiche. Alla vigi lia <lella ri volu zio ne napo le ta na de l 1820 presenta al Minis tro M edici una memori a non presa in considerazione - do ve sol lecita moderate riform e onde scongiurare il pe ri colo ri volu zion ario. Scoppiata la ri vo luz ione aderisce a l nuovo Governo costituz io nal e e v ie ne inviato in mi ss ione all 'este ro. Al s uo ri e ntro , vie ne nominato magg iore ed en tra a rar parte de llo S tato Maggiore d e l gene ra le Carascosa. A ll ' avv icinarsi de ll 'ese rc ito a ustria co a i confini del Reg no caldeggia in vano la nece ss ità di trattare co n l'Aus tri a per ev itare la sconfitta delle forze napoletane, delle 4ual i ev iden te men te be n co no sce la sca rsa e fficie nza. Dopo l'in g resso delle tru ppe a ustriache vittoriose in Napo li nel g iu g no 182 1, lasc ia definiti va me nte - a domanda - la ca rri e ra mi litare e svo lge <la allora in poi un ' inte nsa att iv ità pubblic is ti ca , che corri s ponde a lla sua vera vocazione . Es iliato da Na po li nell'aprile 1823 in seguito a ll ' accusa di propag are sc ritti sovversiv i, vi ritorna dc f"ini ti varnc ntc ne l nove mbre 1825. In 4uesto pe riodo il 1:31. ha modo di approfondi re e ribadire il s uo o ri e nta mento politico mode rato e il s uo g radu a lismo e sasperato, c he - co me osserva il Cortese - ri cerca la coll abo ra z io ne dei Sovrani , non va oltre i I ri l'orrnis rno sel\e ce nlesco e d è sordo agli infl uss i de i nuov i ide ali di Jibe rrà e d i Naz ione. Comme ntando la Sto ria d 'Ita lia dal 1789 al / 8 14 del Ilotta, il B I. cons tata la decade nza della nobiltà come classe diri ge nte rna è fa utore di una monarc hi a costituzional e borghese co n un e le ttora to fondato sul censo, c he s i rich iama a l mode llo francese di Lui g i F ili ppo. Per l' Itali a indica un ' unica monarc hia rappresentati va, ma solo come ob iclli vo lo nta no da ragg iungere no n ex abrupto e con ri voluzioni loca li e de mocratiche ma con un processo di gradual e e limin az io ne deg li Stati minori , agevo lato anche da fa vorevoli contingc n1,c politiche europee.


Noie biografiche e bibliog rafiche sug li seri/tori militari e na va li ...

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Come stori co il RI. scnlc l' inl"lucnza del Mach iave lli e d e l Vico e rilicnc c he, poic hé la natura umana è immutabile, lo storico è spinto alla ri costru 1.io ne del passalo da l fallo c he, a distanza di secoli . i popoli pur in circosta nze di verse ritornano ad affron tare gli stessi proble mi. Peraltro de l pen siero d i Vi co eg li non tie ne gran c he co nto nella sua ope ra p.iù fa mosa e pi ù celehrala, Della scienza milita re con siderala n ei suoi rapporti culle a ltre scienze e col sistema sociale - Nove discorsi, pubblicata a puntale sul Progre.fso delle .1-cienze. delle lettere e d elle arti d i Napo li dal 1832 in poi, e in unico vo lume nel 1834. La voro mo llo celebralo, ùi vasta influenza e di grand e respiro, fa vorevolmen te c itato da Jomini. Ques t' ultimo nella Notice sur la théorie ac/uelle de la guerre che apre il suo l'récis de l'art de la guerre d e l 1837 scri ve : " il capitano Bl anch, ufficia le napo le ta no, ha fallo un'analisi inte ressante de i differe nti periodi de ll' arte sc ri tta e de ll ' arte praticata". L ·opera vie ne elogiata a nche dal ge nera le Oudi not e dal capita no francese de I ,a Rarre Dupar4, e tradotta in francese ra m m •is - ùa l capitano Hacha ( 1854). A nc he gli autori ita lia ni coev i e successiv i, fino ai nostri giorni , la c itano fn.:q ue nlc mc nle e fa vorevolmente. In essa il 131. mostra di vol e r raccog lie re a nz itutto l'eredità del Fosco lo , da lui la rg am e nte citalo, che auspica va un a sto ri a ge ne rale de ll' arte de ll a gue rra in pa rall e lo co n la storia d ' Ita li a. Pera ltro. nei f) isco rsi intende fornirne solo una prima intelai atura, c he guarda soprattutto oltr' Alpe; in tal modo il legame tra istituzioni militari , società na1, io na le e prog resso de lle sc ie nze (già intrav isto dal Fosco lo e da a ltri) è riù e nunc iato e ricordalo c he sv iluppa lo a fondo , suscitando le c ritic he impietose de l Croce c he giudi c a il lavoro de l RI. " rovero e generico" , quando in ve ce è so lo un te ntat ivo d ichiaratame nte propede utic o , con una trama c osmopo litica che abhraccia un pe riodo troppo vas to per ri sultare esau sti va. L·o u ica de l 131., in questa occasione non è. né può essere, naz iona le; qu ando si arri va a l r c riodo rost-napo lconico egli ome tte totalme nte di me tlnc a l ce ntro d e lla sua tratta z io ne - come a vrebbe vo luto il Fosco lo - il proble ma po litico e m ilitare dc ll"ltalia. Né la sua vas ta ind ag ine lo po rta a riflession i o ri g in ali in te ma di strategia e tatt ica, argome nt i c he rimangono ai marg ini de i Nuve d iscorsi e ne i quali co munque-come tutt i g li autori ita li ani coev i - si a lline a se n1,a ori gina lità all e te orie di Jo mi ni e de l l' Arc iduca Carl o. Da una parte riconosce - come .Jo m ini l' e si sten za, ne l modo di co ndurre la g ue rra, di princ ipi imma ne nti va li di in ogni te mpo e quindi non soggetti ad evol uz ione , ma d al l' altra si sforza di di mo strare esattame nte il co ntrario, p arlando di una scienza della g uerra che si modiri ca, trasfo rma, e vo i ve e progredi sce in relazione al progresso de lle al tre scie nze e secondo ben prec ise leggi c he gove rncrchhero la storia e le trasfor maz ioni de lla società.


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Ferruccio Bolli

l n ta l modo i Nove discorsi - a l di là di mo lte loro parti di grande interesse e acume - sono il primo, ragg uardevole esempio di delerrnini smo slorico in campo militare, ne l qual e l' autore cele hra le mag nifiche sorti e progress ive de ll'arte, an z i del la scienza militare, ne l c ui progresso secondo leggi lineari non si nolano i corsi e ricorsi storici de l Vico. Quella del lll. è dunque opera sostanzialmente a nti clauscwitz iana e materiali sta; vi si parla <li una "scienza della guerra" c he pur essendo " approssimativa" è non di me no partc <li un sis tema scicnLifico c soggetla a leggi di svi luppo ben indi v id uahili. In tali leggi il progresso lcc ni co e i ma teriali hanno sempre gran parte e i fattori spiri tuali hanno parte tutto somm ato subordinata, visto che per RI. non sono quanti fica bili, so no inna ti e prevalgono ai li velli inferiori , c ioè a l li vello tattico. Da l 1835 ini z.ia la c ollahoraz ionc con numerosi saggi e recensioni all' An tologia Mili1are d i Napoli . Durante la rivolu z ione de l 1848 rie ntra p er bre ve tempo c con scarsa forluna e influe nza ne lla vila politica, sen za peraltro mai rinunciare ai suo i vecc hi ideali moderati . In t1·e arti coli sull 'Omnibus di apri le-maggio 1848, <limoslran<lo ancora una volla il suo debole spirito nazionale e unitario, sconsiglia - e la sua tes i è accertata - di non mandare le truppe napoletane oltre l'Adige per a ffi ancars i ai piemontesi e di sc hi erarle piuttosto in modo ùa proteggere l' llalia Meridionale contro eventuali ten ta ti vi d ' in vasione austriaci. Eletto d e putato il 30 aprile 1~48, si dimc llc ne l genn a io I 849 dimostrandosi in questo periodo c ruciale piuttosto sordo alle is tanzc <li unilà e indipe nd e nza dcll ' llal ia . In pole mic a c on le accuse de l O ladstonc arri va anzi a gi ustificare la condotta de l Gov erno napolclano dopo il 1848-1 849, presentand o i provvedime nti di poliz.ia co me necessari per di fe ndere l'ord ine socia le turba to d alla rivo lu z io ne. In qu esto pe ri od o a uspica il riLorno a un <li spoLismo illuminaLo <l i Lipo rnuratli a no, e parla add iri ttura di occ upazione del Regno di Napol i da parte di " na zioni più c ivi li " co me la Francia, l' Ing hil terra e l' Austri a (sic). Non si capisce, perciò, in base a quali e le me nti il Croce lo de fini sca "caldo di spiriti palrioLtiei ", quando la v isuale <lei BI. spa1.ia cos tanlc mcnlc <lai Regno di Napoli all' Europa. Patriota italiano non fu certa mente; ma allrcltan to certa me nte fu fecond issimo scrittore e g rande inte lle ttuale militare, promolorc e suscilatorc di cullura e di idee, brillante rece nsore, con una produ zione in buona parte ancora ine dita. E si deve ammettere che il grande, ambiz ioso diseg no da lui abbozzato nei Nove discorsi ancora attende di essere compi ulo in Italia come a ll'e s tero, il c he toglie molto smalto alle fac ili c riti c he crocia ne e giustifi ca le lodi di tutti gli scri ttori mililari.


Noie biografiche e bibliofva_Jiclu: :.ui{ii seri/lori militari e navali...

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Nessuno , peraltro, ha finora sottoposto a un' indag ine c ritica comp leta e comparativa la sua opera, sulla quale abbondano solo lodi generiche e analisi affrettate. Il Croce ha curato nel 1945 (Laterza ) un 'edizio ne in tre volumi dei suo i scritti storici. con un 'ampia introduzione e analisi critica e pre1.iosc e complete note hiografiche e bibliografiche.

Bll3LIO<iRAFIA L.

BLANCH ,

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Roma, Ed. Ro-

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G.

STi l'C A.

Scri11ori 111iliwri iwliani - note" profili, " Ri vista Miliiare Ttaliana'· 1904,

Voi. I V. pp. 1997-2024.

9. ROTTA , Carlo ( 1766- 1837) Medi co militare. sc rittore. storico (anc he militare) e uomo politico piemontese. Laureato in legge all'Uni versità di Torino nel 1786, ne l maggio 1794 è arrestato per i suoi se ntime nti antisabaudi . l'ilofranccsi e rcpuhhlicani. Dopo la scarcerazion e (sctlemhre 1795) ripara in Svi zzera. Nel g iug no l 796 vie ne no min ato medico m ilitare dell'armata francese delle Alpi. La sua nuo va condiz ione lo riempie di soddi sfazione, fin o a fargli scrivere all'amico Rigo le tti : "sarebbe bella ch'avess i a vedere il tuo dolce amico andare attorno come capo di hatlaglio nc. Sig norsì , capo di hattaglione: c he tanto importa la qu alità di medi co militare. Sono gli stessi diri tti, lo stesso salario, g li stessi onori ". Come medico militare si sposta prima a Susa, poi a Mi lano e Pavia e dà ini zio alla sua attività letteraria e di proposta politica pe r i nuovi ordinamenti dcli ' Italia sollo l' egid a de lla Rivoluzione francese. Nel 1797 partecipa, sempre co me medico militare, a una spedizione in viata da Napoleo ne a Corfù .


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Fe1-r11<Tio Botti

Nel dicembre 1798 entra a far parte de l Governo provv isorio fi lofran ccsc costituitosi in Piemonte dopo la sconfitta dell 'ese rc ito austro-p ie montese co ntro l'armala di Napoleone. A l r itorno de i Savoia in Pie monte ripara a Parig i, riprendendo serv iz io come medico militare nell'Eserc ito francese. Nel lu g lio 1799 è il primo firmatari o di un a pe ti 7.ione a l Consig lio dei ci nquecento per una solu z ione unitaria per l'Italia . Nel mese successivo , tro vandosi a G renoble sempre come medico mil itare, v ie ne c hiam ato a far parie di una commi ssione c he di s tribui sce i soccorsi a g li esuli p iemontes i, m a non accella. Va collocato in questo periodo il ripensa me nto del Uotta - e di tanti altr i inte ll ettuali italiani de l tempo a cominciare dal Poscolo - sulla Ri volu z ione fran cese e Napoleone, con il passaggio da una incond izionata , e ntu siastica e quasi in genua ades ione ag li ideali del 1789 al la realis tica constatazione che la Ri volu zione serve p rima di lutto g li interessi della Franc ia e che troppo spesso il Pie monte - e l' It alia - so no co nside rati solo dei Paesi occupali dall ' Armée. Trasferito ad Aix in Savoia, con il ritorno dei frances i in Pie mo nte occ upa importanti caric he politi che. Ne l 1802 e ntra nel corpo leg islati vo francese e v i rimane c irca du e lu stri. Do po la caduta di Napoleo ne ne l 18 15 s i r itira dalla vira puhhli ca, ma con il ritorno d i ques t'ultimo durante i "Cento g iorni"' viene nominalo rcllorc dcli" Uni versità di Nancy. No nostante la sconfitta di Waterlo o rimane in auge e proseg ue il suo cursus honorum: da l 18 17 al I 822 è rcllorc dc li ' Università di Roue n, viene ri ammesso ali ' Accade mia de ll e Scienze francese e ne l 1833 v iene ins ignito de lla L eg io n d ' Onore.

È ne l period o di pe rm ane nza in Fran cia, dall' ini z io de l seco lo XIX rino a ll a morte. c he il Botta dà alla lu ce il meg lio del la s ua opera, e in particola re la Storia della f!.u erra d'indipe11de11za dei /i Stati Uniti d'America ( 1809). de ll a qual e la pr ima ri sta mpa ita liana non è quella milanese (come a ffe rm a il Talamo) ma q ue ll a pa rm ense ( R L ANC HO N, 18 17- 18 19). La voru, qu es t ' ultimo , impo rtante sia co me m ani fe stazionc dcli ' approccio sto ri ografico del Botta, sia da l punto di vis ta de ll a s toria milit are e nava le , s ia da l punto di vista li ngui sti co mil itare . Rasandosi su una vasi.a docurn c nlazio ne cartografica e s ull a mi g li ore pubhlic islica inglese e rrancese, in ta le opera (div isa in tre parti per compl ess ivi 14 lihri) il Botta contrappone l' e s pe ri e nza de ll a rivo lu z io ne americana a que l la francese, c he a s uo g iudi z io avrebbe inte rrotto un prome tte nte processo di r ifo rm e g ià avv ia to ne i vari Stati ita l iani ne ll a seconda me tà de l secolo X V lll , pe r sostituirvi un modello po i itico na to o ltr' a lpe - que l lo d e lla Ri vo lu z io ne Francese - non adatto all e pecu liarità e a ll e reali cs ige nLe ita li ane e imposto da lle anni napo leo ni che con l' appoggio deg li "utopis ti" ita lia ni fi lo fra nces i.


Note hiografic he e hihliograj iche .mg/i .HTillori militari e navali ...

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Il Botta si ispira a un mod e ll o morali stico e tacitiano di sto ri a, il cui princ ipale move nte dovre bbe e ssere qu ello di " muovere g li afferri o verso il bene o c ontro il ma le" . Di qu i la sua pole mi ca cont ro g li "spillatori d ' archivi " c con tro l' aucggiamcnto astrallo c individuali stico degli utopi sti , che " hcnvo le nti e ines pe rti di pass ioni umane, credevan d ' esser nati in un 'era nove lla, e pre parars i un secol d ' oro" . In contra pposiz io ne a qu e ll a d i Napo leo ne esa lta fi g ure di "eroi positi v i" e virtuosi co me Giorg io W ashin gton e Pasq uale Pao li , a mmira g li ordi n:ime nti politi c i sc:ituriri da lla ri vo lu 7.ione ameri cana, ma condanna Napoleone e il suo a more pe r la gloria fine a sé stessa. Seco ndo il Croce le stori e de l Uotta. pur esse ndo un te nta ti vo cli restauraz io ne dell'a nti co co ntro i secoli XVIII e XI X, han no in comune co n g li altri scrittori italia ni cli qu est' ultimo secolo l'ispirazione pa triottica, e "anc he rispondono, a modo loro, ag li all.egg iamcnti lellerari del ri sveglialo sentimento nazionale: i qua li prese ro in Italia due l'orme, l' una p iù cos pic ua e addirittura grandiosa. che fu il roman ti c ismo, l'altra, assai pii:1 angusta, il purismo". E purista perc hé a ntifra ncese ( no n v iceversa) fu il Botta ... Nonos ta nte la sua polemic a con tro gli sto rici "naturali o posit ivi " come Machiave ll i e Gui cc ia rdini , (c he " descrivo no colla medesi ma fre ddezza un a tto atroce con un atto bene fico" e pre mia no -come Clausewitz - solo il successo), i l Bo tta in ca mpo militare è assai rea lista e positivista, d ii poca im porta nza ai se ntime nti e s i dimo stra molto alle nto al peso dei !'allori tec ni c i, perc hé " le g uerre no n s i vinc ono co n gl' irnpeti pop o la ri, ma coll e buone a rmi , co i buo ni ordini e coll 'o bbedi e nza". La s ua a mmiraz ione fin a nco ec cessiva pe r le virtù c iv ic he e le istitu z ioni degli a meric ani non gli im pedi sce di rilevare i negati vi rifl essi militari c he all ' a tto p ratico hanno avuto nell a loro g uerra contro l' Ing hil te rra il fed eralismo e g li eserc it i di mili z ia improv visati . In parti colare cond a nna il sistema e lettivo degli uffic ia li co me gra ve me nte nocivo pe r la di sc ip li na. mette in rili evo la manca nza ne l Coma nd o ame rica no di un ' fn re nde nte incarica to di provvedere a pag he e rifo rnime nti (come avven iva da secoli negli eserc iti e uro pei) e inollrc o sse rva che "un altro vii.io de ll ' ese rc ito am ericano que ll o vi e ra, c he c iasc una c o lo ni a, no n il congresso genera le, pagav a, ves ti va e vett ovagliava le sue genti ; il c he e ra cagio ne di una disc re pa nza pregiudi z ia le mo lto de ll ' ordine e de lla di sciplina". Per il Bolla Washin gton è stato grande , prop rio in lanlo in quanto ha saputo superare queste diffico ltà e s iz ia li e avv ici na rsi a l tradi z ionale mode llo mil itare e ordin ati vo e uro pe o . La sua vittoria è stata fac il itata s ia da lla lo ntanan za de lle colonie cie li ' Ing hilterra c he da lle ca ra tte ristiche del terre no e dall ' aiuto franco-spagnol o, con pa rt ico lare riguardo a l ca mpo navale.


Fermccio Bolli

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A tal proposito il Botta descrive anc he la guerra sul mare, i suoi riflessi e il grande rendimento della guerra di corsa degli america ni contro le na vi che ri fornivano il corpo di spedizione inglese. Soprattutto per questa rag ione, noi non concordiamo con il Baldacchini (M.B.), che sul Voi. XXXV (settemhre-ottohrc 1837) del Prog resso di Napoli muove al Botta l' addebito di aver trascurato "l ' alta imporran 7.a scien tifi ca della storia per quell a parte c he d ipende dai principi me tafisici " , considerandola invece "solo come una lezione pratica d ' immediata utilità nella conduzione della vita; donde il suo s_degno san t iss imo contro al vi zio, il suo grande e sviscerato amore per la virtù" .

li B lanch pur sostan zialmente concordando con il Bolla a proposito dei limiti delle guerre di popolo e d egli eserciti cli milizia, diversamente da lui va luta positi vame nte i riflessi della Rivoluzione Prancese in Italia e la fi g ura anche po litica di Napoleone. Dal punto di vista del linguaggio militare, il Grassi (vds . biog rafia ) conside ra il suo li ng uagg io come esempio di stile puri sta mondo da inf'lussi francesi ; ma per la pa rte navale il Parrilli (vcls. biografia) , pur essendo anc h' eg li te nde nzialmc nl c purista, ne ll ' introduzione al suo di ziona rio considera il suo " un ese mpio strano" perc hé avrehhe creato ·' un nuovo linguaggio, dei tullo di verso da quello che s i parla in qual sia si marineria d ' Italia, e da qu ello eh' è stato scritto d a vcrun patrio a utore" . Anc he il Mazzi ni e il Baiho sono stati mo lto severi con lui ; e pur essendosi e gli dimostrato a vverso al rom ant ic ismo perché movimento no n nazionale e non italia no, il Picco li lo cons idera roma ntico istintivo, puro e vero, il che ci pare smentito dagli aspclli mi litari J e t suo pe nsiero. Non c' è dubbio , comu nqu e, c he il suo purismo - come que llo cie l Grassi - ha radici 111o rali, pe rché va vislo an zitu lto come reazione a ll' eccess ivo influsso strani ero e ric hiamo all ' ant ic hità c lassica e agli autori italiani de l Medioe vo e Rinascime nto come unica fonte di leg ittimaz io ne na zionale. UII3LIOGRAFIA L. B LANCH. Scritti storici (a cura ùi B . C ROCE), Ilari, Lat er7.a 1945, pp. 298-299 e 30 1-302. Diziona rio BioR rafico de Rii Italiani, Voi. XIII, pp. 364-371 (a cura di (ì . T i\t.A M O). Enciclopedia Italiana, Voi. VII, pp. 573-574 (a cura di

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Noie biogrt!/tcl1e e bibliogrl!/ic/1e sugli seri/lori 111i/i1ari e rwl'ali ...

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JO. CANTÙ, Cesare ( 1804-1895) Intelle ttuale, insegnante e scrittore lombardo di ispiraz ione clerico-conservatri ce. A causa de ll a sua modesta estraz ione sociale (o, secondo altri, per rag io ni pol itiche) gli viene prec lusa la v ia degli studi universitari e si d edica all'in segnamento nelle scuole gin nasi al i. In giustamente accusato di appartenenza alla Giovane Italia, sco nta quas i un a nn o di carcere dal 1833 al 1834. Nel 18 36 il governo a ustriaco dispone la sua radiazione dall 'insegnamento perché sospetto di liberalismo. Da allora in poi svolge intensa attività di stori co e scrillore politico, nella quale si ri vela costantemente antipicmon tese, contrario sia alle co ngiure dei democratici che ali' accentramento autoritario in un solo Stato italiano e sostenitore del l' autonomismo municipale lombardo; quindi , mai scrittore autenticamente naziona le e italiano. Il Ba re ngo lo definisce piì:i un tenace polemista c he uno storico e afferma c he «in tutti i suoi scritti il C. aveva riconosc iuto in sé il letterato che, contro la volontà dei polenli , parla a nome di lulla la nazione: che era attegg iamento volto sì in senso clericale e reaz ionario, ma di s icura dcrivazi.onc alfieriana e liberale». All'inizio d e l 1848 per sfu ggi re a ll 'arresto fugge a Torino, ma ri e ntra in occas iom: delle cinque giornale di Milano svolgendo in tensa atti v ità pubblicistica, senza peraltro "schi era rsi". Ri e ntrato a M ilano dopo un breve esilio in Svizzera e in Piemonte, diventa sospcllo di collaborazionismo con gli austriaci. Deputato del nuovo R egno d'Italia dal 1860 al 1867, rappresenta in Parlamento l' opposizione clericale e conservatrice. Nel 1873 viene nominato direttore del!' Archivio di Stato di Milano. La s ua o pe ra maggiore - e più criticata - è la Storia univenmle (18381846) in 18 volu mi , del la quale fanno parte i due suoi lavori di maggiore in teresse mi li tare, La guerra e la Geogrcifia politica. Pur con tutti i limi ti d e l ro/lage di opere itali ane e straniere e a l di là della scarsa ori'ginalità di mol ti concetti ripresi da l Blanc h, dall o Zambe lli ecc., La g uerra è uti le opera do tta che l"orni sec un quadro atl.endihile e equilibrato sia della storia militare c he de l proble ma mil itare europeo del momento ( non e scluso qu e llo marillimo), v isto come risultato dell ' evol uzione de ll ' arte de lla guerra nei secoli. Esalta il ru olo della coscriz ione obbligatoria e il s istema di mili z ia con il 4ualc g li Stati Unili hanno con~uistato l'indipc ndc. nza; non gli sf"uggc l'influ sso ci1e potranno ave re nuovi ritrovati tec ni c i come il pallone, il telegrafo, la propuls ione a vapore in campo marittimo. Ne l volu me da lu i dedicato al la geografia polit ica (u no dei primi di questa mate ria ne l seco/o XIX) si trovano interessanti dati stati stici sulle forze di terra e di mare de lle principali Nazioni , ins ie me con altri e lementi c he config urano la fisionomia politicosocialc, econom ica e geografi ca di ciascuna Nazione.


Ferruccio Botti

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Per altro verso, il Cantù no n è propriamente sc rittore nazionale; poco o nulla vi si tro va dalla s pinta a ll ' unità naz ionale e/o di s pecific i problem i polit ico-militari italiani d el mome nto. Benede tto Croce c riti ca aspramente i suo i scritti e i I s uo c arattere, accusandolo di scarsa originalità e di essere sempre contro i fatti c he narra. UI13LIOGRAFI/\ B. CROCE, Storia della storiogmjra italiww nel secolo XIX, Bari, T,al.er/.a, 1921. Voi. L pp . 204-2 14.

/)i~ionario Biografico degli italiani, Voi. X VI IL pp. 336-344 (a c ura di M. B AR ENc;o). Enciclopedia italiana. Vo i. VIII . pp. 809-8 10 (a cu ra di (ì.

Mi\l'.ZONI).

I I. CARBONE, Gregorio ( 1801 -.... ) Uffic iale d'artiglieria piemunlese. Direttore della bibl io teca militare di Torino, dircllore ciel laboratorio metall urgico 1nilita re ( 1835) della stessa città, comandante del parco di ani g l ieri a dc li ' Esercito d i Piacenza, membro del Com italo di art ig li eria. Pre nde parte ai 111oti del 182 1 e per questo viene cancdlato <lai ru o li; ri a mmesso in servizio per amnistia , partecipa alla c am pagna del 1848-1849. Nel 1835, da capitano, pubblica con l'allro capitano d' artig lieria Felice Arnò (vds. hiograjia ) un Dizionario d'/\rtifilieria, dove pur tratta nd o cli una di scip lin a particolarme nte soggetta a l progresso tecnico si d imostra moderato pu rista seguace rin c he possi bi le de l co nt erra neo G iuseppe Grassi (vds. hiog rafia). Nel 1863 - ques ta vo lta da so lo - pubblica un Dizionario militare, c he è sosta nz ia lme nte una ri stampa a mpliata - ma pur se mpre rivo lta all e " Armi <lolle'' - ue l precedente Oi1.ionario d' Ar ma, e nonostante o maggi formali a l p uri smo s i rifà amp iame nte al di zionario de l generale fra ncese Bard in ( 1849). BIB UOGRAFIA li11cic/opedia Militare, Voi. li , p. (190.

12 . CARNOT, Lazzaro (1753-1823)

Ufficia le francese de l genio , mate matico e uo mo po liti co de ll a Rivo luz ione Prancese. Uscito dalla scuola d e l genio di Mézières ne l 1777, ne ll 'agosto 1793 entra a far parte di Comitato di Salute Pubbli ca , dove a ssume incaric hi


Note biografic he e bibliogmjtd,r, .,·ugli scrittori 111ili1ari e navali .

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eq ui valenti a que lli di Ministro della guerra e Capo d i Stato Maggiore, diventando l' a nima rn ilitare de lla ri volu z ione. Dà gra nd e importanza ai mezzi tecni ci (introduce, ad esempio, l' impiego dei palloni frenati), alla logisti ca, ai trasporti calle fo rtezze; crea l' Arma de l genio co n fisionomia propri a, istituisce la famosa scuola pol itecni ca francese, fa insomm a de lla guerra un fatto tec ni co e organi zzativo. È stato Ministro della guerra e dell ' in terno di Napo leone. Autore d i numerose opere tra le q uali un Floiin di Vauhan ( 1783) e un Trattato sulla d~fesa delle piazzeforti ( 18 11 ), con il suo Sistema generale di operazioni della ca111pai 11a dr/ 1794 dimostra un chia ro int ui to strategico, fornendo un primo ese mpio di direlli va strategica e di strategia istintiva e reale, be nc hé non ancora teori zzala e riconosciuta come tale. BIBLTOGRAFTA L 'evoluzione dell'arte della guerra. Voi. I, p. 111 .

E.

8 AST1co.

E.

CAN E VARI - (ì. PREZZOI.INI,

G.

CIIALA N D,

A.

CORVISIER,

J\1110/ogia Mili/11 11:, Voi. li. pp. 353-356.

A111holo1:ie mo11diale d e la strntégie, pp. 759-777. Dictimmarie d'ari et tl 'histoirf' 111ilitoirt·s . p. 141.

11. CATTANRO, Carlo ( 1801 - 1869)

Grande inte llettuale lomba rd o dagli inte re ssi e nc iclopedici , che si autodefini sce soprattutto eco nom ista e filosofo. È slalo prnlagonisla del Risorg ime nto fino alJ'unitù d ' Italia ne l 186 1. Pens iero e azione - non a lie ni da contraddizioni - sono in lui do minati da quattro moti vi sa li e nti , dai quali di scende anc he il suo atte gg ia me nto in campo mi l ita re: il r ifiuto di og ni metafisica; la fede ne l progresso ; la tend enza a valutare e approfondire l'aspet to econo mi co e sociale delle questioni ; un amore tuttav ia fin troppo fide isti co e ingenuo spesso acrilico - per i "mode lli'" sv izze ro e a merica no, s ia sollo l' aspello politico-soc ia le c he militare. Soste ni to re de ll'eserc ito di mili zia e ne mi co degli eserc iti permanenti anc he pe r il loro peso economi co, non mette hcnc a co n fronto quesle sue idee co n l' ellelli va reall~t militare e geopo litica dell' Ita lia e de ll 'Europa di allora, e non osta nte il suo spreg io per la metafi sica no n s i pone il problema di una forza d i pronto inte rve nto a nc he in pace, rite ne ndo c he l' entusiasmo (pera ltro proble matico) delle milizie improvvisate possa in ogni caso supp li re alle carc n7.c d i addestrame nto e di sciplina e a lle incer te dipe nde nze (dai Governi reg ionali ? ) del le mili z ie. li s uo sc ritto militare più ricorda to, Della milizia antirn e moderna ( 1839) non scioglie qu esti nodi e r isulta assai poco


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originale, pe rché non è che un commento a un libro di Andrea Zambelli ( vds. bio~rafia) sulla guerra. Più interessanti e original i le considerazioni di carattere m il itare che si trovano s parse nelle sue opere e in particolare nel " Politecnico" (ricordiamo in particolare lo scritto Di alcuni Stati moderni) . È nemico delle colonit.: L: delle fortezze, so stenitore del l ' importanza militare delle ferrov it.:, fautore - a l di là della formula della nazione armala della diffu s ione della c ultura militare tra tutti i c ittadini e dell ' inseg namento mil itare nelle sc uole, quale premessa necessaria d i una partecipazione popolare alla dil'esa nazionale. Tuttavia, nonostante la s ua lodevole abitudi ne di allargare anche per le cose militari la prospettiva a quanto avviene oltre confine e oltre Oceano, non commenta mai un fenomeno di grande portala mondiak c militare come la guerra di :-.t.:ccssione americana 1861 - 1865. Un even to che palesemente non conforta la sua visione federalista, l' imm::igine convenzionai men le pri va di ombre c he egli dà dcgl i Stati Uniti e la sua fede taumaturgica nell e milizie improvv isate, il cui impiego sart.:hhe a suo dire se mplificato - e non reso più complesso - dalle armi da fuoco e in partico lare dalle minori esigen ze morali, fisiche, addestrative che comporterebbe l' impiego del rucile rispetto a que llo de lle armi bianche. Più lungimirante la visione del problema della guerra marittima, nella quale intuisce la rivoluzion e operat:1 cbll'in trodu zione del vapore e dall e nuove e più potenti artiglierit.: a granata scoppian te proposte da l ge nerale francese Paixkans (vds. biografia). Pe r quanto fi ne econo mi sta e sostenitore della raziona li zzazione dell e spese dello Stato, non t.:onsidera mai le ricadute industriali de ll a gueira di masse e i risvo lti fina nziari dell ' impiego su vasta scala dei mezzi lt.:rn icì , dì c ui è con vin to fautore. Costante men te a vverso a l Pie mon te , è prima scri tto re europeo - o meg li o mittel euro peo-e lombardo, poi italiano. Fino a l 1848 a lme no le as pirazioni all' unità nazional e rima ngono estranee a lla s ua opera, e anche in campo mi i ilare i s uoi orizzonti non vanno al di lù d el ruolo de l Lombardo-Veneto ne ll ' Impero au striaco. Ne l marzo 1848, e solo dopo c he il Governo austriaco pe r imposizio ne popolare aveva concesso la lihertù di sta mpa, sost iene non giù l'unità italia na ma "Armi e libertà per tutte le naz ioni de ll ' Impero ra ustriaco], og nuno e.ntro i s uoi co nfini , e i so ldati ital iani al serv izio deg li ita li ani" Idunque: nt.: ss una orga nizzazione unitaria e centrali zzata del Comando mi litare N.d.a.]. Con q ueste idee non precorre e prepara certo l' ins urrez ione de l 1848, ma ne viene sorpreso. C h iamato a far parte de l Comita to di g uerra lo mbardo , vi eserc ita tuttavia un ruo lo positivo e a ssai a llivo, per far preva le re un concello più moderno di g uerra anche di fronte al conservat orismo dei mi li tari pie mo ntesi.


Nule biogrq/iche e bi/Jliogrt!/iche sugli .HTillori 111ili1ari e navali ...

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Come ben mene in evidenza il Brunello, dopo il 1848 il suo attegg iamen to c ambia. non crede più in una grad uale e volu zione verso forme lihe ru li e federali ste del militarismo austriaco e pur rimanendo se mpre avverso al Piemonte. vagheggia un ' Ita lia federale. La sua adesione a lle fo rmula della " naz ione armala", che espone in particolar modo ne l saggio sul Politec11ico del 186 1 dal titolo Questioni del giorno - L 'Jtalia annata ri ceve nuovo a li me nto dalla critica alla condotla operati va del] ' esercito pi e montese del 1848- 1849. e al suo ordinaniento nel la guerra del 1859. Avverso costituzionalmente a ogni forma di naL.iunalismo, in scrilli come I,' i11surrf'zi rmf' di Milano del 1848 ( 1849) e L'antico Esercito italiano ( 1860) rivela l'animo del s incero patriota italiano e mostra di riporre fiducia anc he eccessiva nella capacità di riscossa de l nostro popolo contro l o s traniero, accusando di tradimento Carl o A lberto e il suo entourage piemontese . Non hanno quindi alcu n rondamento gli scritti di taluni (Montandli , 8raca lrni ) che oggi vo rrebbe ro prese ntarl o co me contrario all' unità d'llalia: è in vece slalo contrario, sempre, alla sem plice " l"usione" co n il Piemonte, che è a llra cosa. Sostanzialmente avverso - et pour cause - a uom ini come il Gioberti , il Balbo e il Mazz ini. è malvisto da Cavour. Vede di rn alocL· hio la lihera1.ionc della Lombardia per opera delle baionette dell'Eserci to piemontese ne l 1859, senza parteci paz ione popolare e se nza convinta e totale partec ipazione degli s tessi lombardi. Segue con sim pali a la spedi zione dei Mil le ne l 1860, ma in vitato a Napoli da Garibaldi , rito rna dopo solo un mese a l suo romitaggio di Castagnol a, di sgustalo dall a lolla di fa zioni c he si co mbatte intorno a que l Go verno pro vv isorio e dal la di sorgani zzazione militare de lla quale fan no le s pese i vo lontari. Dopo il 1860 viene ele llo deputalo ai Parlamenti di Torino e Fire nze ma non partecipa a ll ' attività politic a , ritenendo a ssai più util e la sua atti v ità pubblic isti ca. la c ui parte militare spesso non deriva - come avvie ne per lanli al tri - dall e islan 1,e di unilà e indipendenza na7.ion a le, ma piuttosto dal lega me tra Isti tu zioni militari, so c ietà e econo mia. BIBLIOGRAFI A 13.

H RIJNE I.I .O,

Il 1w11sie ro di Carlo Cartaneo, Turi no , Gubçlli , 19 25.

( ì. CON TI , Il mito d e lla Na z ione Armata,

"S luria Cunle mpurança " Anno XXI ,

n.6 - d ic. 1')1)0 , pp. 1159-1 16 7. 11 . CROC'E. S1oria rif,1/o s toriografia italiana nel secolo XIX , Bari , Latc rza 19 2 1,

Vo i. Il. pp. 9- 18. Di~ionario Riog mfirn d egli Italiani, Vul. XXII, pp. 422-439 (a cura di E.

SESTAN).

f)i zionario d el Risorgimenro Nazionale, Voi. II. pp. 606-608 (a cura di E. MICHEL).


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Ferru<"rio !Jotti

V.P. CAS TALDI, Carlo C'allaneo, (i n AA .VV ., / pe rsonaggi della storia del Risorgimen1r, a cura di R . RAIN ERO, Milano. Marzorati 197 6, pp. 69-131 ). A. M A RIO, Carlo Callaneo , (in 1/ Riso11~ime11to Italiano - Bioirqfie storico-110/itiche, Milano, Vallardi 1884 a c ura di I,. CARPI, Voi. I , pp. 2:,2-242). E. R OT A, Del contributo de i /,omhurdi alla iuerra del 1848: Il problema del volonta rismo, .. Nuova Ri visla Storica" J\11110 Xli - rase .] , gennaio - febbra io 1928, pp. 1-5 2.

14. CERONI , Ricc ardo ( 1806- 1875) Ufficiale e letterato milanese. Dopo la morte de l padre - capo battag lione del l'esercito del Regno Ital ico - nel combattimento di Governolo ( 18 l 3), e ntra nel colleg io degli orfani militari di Milano fondato dal generale Te ulié . Cadetto nel 43" reggime nto di fante ria a ustriaco, nel 1832 ril'iuta il grado di ufficiale per non partec ipare alla re pression e de i moti dcli ' Italia Centrale e nel 1833 , sospetto di ma7.7.inia111::s i111u, è costrclto all 'es ilio (Mazzini lo indica tra g li appartenenti alla Giovane Italia). Rientrato a Milano nel 1838, ne l marzo 1848 è promotore e me mbro de l Comitato di gue rra delle c inque g iornate. Im piegato presso il Ministe ro de lla guerra lombardo, a fine lug lio c hi ede e ottiene di co mbattere come maggiore di Stato Maggiore aiutante de l generale D'A pice, comandante d e ll e truppe volontarie in Valcamonica e Valtellina. Es ule a Torino dopo l' a rmi sti z io di Sa lasco, vorre bbe rimanere ne l I 'eserc ito pie 111 on tesc, ma è costretto a rinunc iare per gra v i acc use - da lui giu di cate ca lunnie - di mal versaz io n i nell ' ullimo periodo de lla campag na de l 1849. Partecipa alla ca mpag na 1859- 1860 ne l le file gari b,dJin c. Nel 186 1 entra nell ' esercito regolare con il grado di " magg iore di Stato Maggiore de lle piazze" . Collo c ato a riposo nel 1868, si de di ca a g li studi lette rari. I suoi scritti militari hanno come sfondo le vice nde della g uerra de l I 8481849. Nel lo stes so 1849 compila un pregevo le Progetto per costituire in stato di d!f'esa permanente le città del {,o,nbardo-Veneto e dei ducati che s i conquisteranno sull'invasore austriaco, sugger itogli dalla di sorga nizzazione e d incompete nza c he caratte ri zzano la difesa di Mila no nel 1848- 1849, s ubito dopo le cinque g iornate. li progello è giud icato '' utili ssimo a conoscersi dagli abi tanti delle c ittà d ' Italia" dal La Masa, c he lo inserisce in appendi ce al suo volume Della guerra in Italia tendellfe a conquistare la nazionalità ( 1856).


NorP biog rafiche e bibliografiche sugli seri/fori militari e navali...

'.l I

Nello stesso anno 1856 pubblica sulla Ri vista Militare lo studio Intorno

ad alcuni manoscrilfi milita ri degli Austriaci. La sua opera più inleressanlc - anche se da sempre poco nota e oggi di me nti cata - è tuttavia la tra du zione dal tedesco e il com rnc nlo <lei libro La campa~na d'Italia del 1848 de l generale prussian o- Crugliclmo De Will isen , con il qua le polemizza aspramente accusandolo di insultare la causa d ' Italia. Nelle numerose annotazioni Ri ccardo Ceroni , dimostrando no n comu ne acu me strateg ico e notevole c ultura sto ri ca, geografica e rnililare , da una pa rie rintuzza i poco favorevo li apprezzamen ti del De Willisen speci e a proposito dell'efficacia dell'insurrezione in Lomhardia e del valore degli insorti , dall ' altra si oppone a lle eccessi ve lodi <le i genera le prussiano per la condotta di gue rra austri aca ed a mo lte sue va lu taz ioni stra teg iche. Per co nlro non risparmia criliche né al l'eserc ito pie mo ntese né ai corpi vo lo nta ri (a mbedue impreparali , male a<l<lcsLrat i e ma le o rga nizzati) e ri conosce c he il gene rale De Willi sen, oltre a dimos trare una grande dottrina fino a fa rl o ritene re superiore a Jornini, "ha messo pur nondimeno il ferro in qualcu na de lle nostre p iaghe ''. BI B LIOGR /\FI /\

G.

D E W I LLISEN , La

n11rt/lll):ilW

d'fwlia del ff/4R (appendi ci).

Di~io,u,rio tf p/ Risu rgime11ro Na zionale, Voi. Il, pp. 658-659 (a cura di D. MoNTIN I). G. L A M AS A. Della Ruerra i11.mrrez iona le i11 l lalia IPndn1IP a co11q11istare la nazio11ali1à, Torino 1856. pp. I e 15 1- 209.

15. C LAlJSRW ITZ (VON), Karl ( 1780- 183 1) Ge ne ra le pruss iano protago nista del le g ue rre co ntro Napoleone, ricordato in Italia - co n visione parz ia le e spesso dis torta soprattutto per la sua opera princ ipale Von Krief!.e (D ella guerra) e perché avrebhe ind iv idu ato e anal izzalo quel rapporto tra guerra e politica, c he in vece è sta to patrimo nio co mun e degli sc rillori fra ncesi coevi a com inc iare dal suo avversa rio Jomini - e a ntecede nt i la Ri vo lu z io ne. Nato ne l 1870 a Ru rg , a 70 Km da Berl ino, eia fam ig lia borghese, a dodi ci a nni e ntra ne ll ' esercito prussiano co me allievo uffic iale portabandiera in un reggimento di fa nteria. Ne l 1793 parlccipa a ll ' assedi o di Mago nza e riceve il battesimo de l fu oco. Nominato ufficiale nel 1794, dopo un periodo <li c inque anni trascors i in una piccola g uarnig ione di prov incia (<lo ve a nche


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Ferruccio Botti

gra 7.ie a l suo colon ne ll o ha modo di approfondire la sua cu ltura e la s ua esperi e nza militare), ne l 1901 viene a mmesso alla scuola militare di Berlino, nel la q ua le si disting ue tra i migliori allievi. Direttore della sc uola è il generale Scharnhorst, ispiratore e organi zza tore del nuovo esercito pru ssiano permeato di s pirito patriottico e destinato a sco nfiggere Napoleone vendicando le precedenti guerre pe rdu te. Scharnhorst nota le sue gra ndi doti, incoraggia e gu ida i s uoi interessi cu lturali e i suoi studi e lo prend e sotto la s ua protezione, fino ad essere conside rato dal brillante allievo "suo padre s pirituale" . Si tratta di un periodo fondamenta le per la fo rmaz ione di C lausewitz, nel quale. come scrive Peter Parct, " nessu no avrebbe potuto essere un mig liore insegnante pL:r Clauscwitz di questo militare studioso che incoraggiù g li interess i teorici del giovane c d a llo stesso te mpo rin forzò la sua insoddisra1.ione per il tradizionali smo dell'esercito prussiano". Grazie agli eccellenti risultati otte nuti alla scuola militare, ne l 1804 viene no minato aiutant e del prin L: ipc Augusto di Pruss ia. Nello stesso anno 1804 mette mano a un saggio s ulla strategia (intitolato appunto S1ra1egia del 1804, da lui rielaborato nel 1808- 1809 e rim asto inedito anche in Germania fino al 1937) nel quale anticipa molti dei contenuti csscn 7.iali de l Von Kriege. Scharnhorst lo raccomanda al direltorc della piì:1 importante rivista militare de l te mpo, la Neue Bellona, dove nel 1805 pubblica il suo primo articolo, ne l quale co11tl.'.sla (come del res to fa lo stesso Jomi ni ) le IL:oriL: geometri c he e dog matic he s u li 'arte della guerra e la strategia appe na pubbli cate d al Von Ri.ilow ne l li bro Lo spirito dr! sistema di guerra mode rno ( 1799), che ha largo seg uito in Prussia. A fianco del Principe Augusto parlcc1pa a ll a ca mpag na del 1806- 1807 contro Napoleone, c onclu sas i co n l'annientamento dell 'ese rc ito prussiano . Dopo la sco nfitta di A Lkrstadt ha a nc he una bre ve ma frulli fera espe ri e nza di co mandante di di staccamento partigiani , c he g li dà modo di conqui starsi una certa notorie tà. Caduto pri gion iero dei fra ncesi, venne lihL:rato ne ll ' au tunno 1807 e da a llora in poi co ll abora va lidamente co n il s uo protcltore e mentore SL:harn horst all a rifo nd az ione dcll' esercito prussiano, basata s ull a leva militare ohhligatoria e te nde nte a farne l' espressione a utent ica de l popolo in armi , a pri vilegiare il me rito e non il grado di nobi ltù nell'avanzame nto d e i Quadri , a introdurre insom ma anche ne ll'organ izzaz ione ormai scleroti ca e tradiz ionalista dc li ' esercito pru ssia no poco d egno crede di Fede rico Il , g li stessi criteri grazie ai qu al i le arm ate fran ces i avevano tri o nfato sui campi di battag li a di tutta E uropa .


Note biograf'iche e biblioirq/ic/Je sui /i scrillori mi/ilari e 1w vali.

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Nel I 8 I O diventa precettore militare de l Princ ipe ereditario, viene nominato in segnante alla Scuola di guerra di Berlino cd en tra a far parte della c ommi ssione che ha il compito di compilare una nuova regolame ntaz ione operati va e tattica per la fanteria e cavall eria. /\ Il a scuola di guerra prussiana tiene, tra l'altro, un co rso di lezioni su lla guerrig li a. Dopo lo scoppio della g uerra fra Franc ia e /\ustria chiede di recarsi a co mbattere co n l'esercito austriaco, e solo l' armistizio che fa seguito alla sconfitta austriaca di Wagram lo trattiene in Prussia. A fine 1811 ritiene umilianti le rich ieste di Napoleone a ll a Prussia in vista delle esigenze del la guerra contro la Russia e non condivide !"alle anz a con la Francia; perciò dimostrando piena coerenza con le idee soslcnulc nei suoi scritti lascia l'eserc ito pru ssiano e ne l 191 2 passa al servizio della Ru ssia. ri coprendo vari incarichi di Stato Magg iore nella guerra contro la Franci a. /\Ila fine della riti rata francese dalla Russia viene inviato collie parla111c ntarc presso il comandante del contingent e prussiano c he combatte co n Napoleo ne (generale York) e Io convince a passa re dalla parte della Ru ssia , per quanto la Prussia sia a nc ora formalmente alleata della Franc ia. Ritorna co n York ne lla Pruss ia orientale. dove red ige un piano per arruolare '20 .000 uomini ne ll a mili z ia provinciale, se nza c he vi sia ancora il pe rmesso cie l Re. Quando, a ll ' ini z io dd 191 3, la Pruss ia entra in guerra contro la Francia, il Re Fede ri co Guglielmo Hl no n dime ntica l' anti conform ismo e lo s pirito d ' in<lipcn<lcn1.a <li C lauscwitz e res pinge la s ua Joman<la di ri e ntrare ne l l'eserc ito pruss iano. Partecipa tuttav ia ug ualme nt e, in unifor me russa. a lla g ue rra nazionale contro la Francia qual e assistente cli Scharnhorst, fino a ll a morte di quest' ult imo ne ll a battag li a di Grossgùrsc hc n. Riammesso ne l 191 4 ne l l' eserc ito prussiano, nel corso delle ope razio ni conn esse con la ballag li a <l ccis iva di Wat e rloo ( 181.'i) è Capo di S ta to Ma gg iore de l co rpo d'armata c he fer ma le truppe de l generale Grou c hy. impede nd ogli di portare soccorso a Napolcont: e scgnan<lo così la de finiti va sconfitta francese. Dopo la pace cie l 18 15 vede s pesso le sue a s piraz io ni a incarichi cli rilie vo fru strate dall ' ostil ità Jegli ambienti conservatori dell 'ese rcito e della Corte, c he lo rite ngono troppo innovatore e politicamente inaffidabile. È comunque nominato Capo di Stato Ma ggiore de l maresciallo Gneisenau in Renan ia, e ne l I 8 I 8 gli venne o fferta la <lirczionc dcirAl/gemeine Krieg.w:hule di Be rlino. dove ha modo di de di cars i ai suo i stu d i. Ne l I 819 inizia la stes ura <le i Von Kriege, che è ancora in corso nel 18}0, quando viene chiamato da Gneisenau presso cli sé qu a le Capo cli Stato Maggiore de lle forze prussiane mobilitate con funzioni di osservazione al confine orientale, in seguito ali' insurrezio ne polacca contro la Russia. Come Io ste sso Cinc iscnau, Clauscwit.z


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Ferruccio Ho/li

vie ne colpito dal colera e muore a fine 183 1 senza aver potuto ultimare, ri vedere e dare alla luce le sue opere. Quest' ultime vengono p ub blicale postume dal J832 al 1837 dall 'editore Diimrnler di Berlino, a cura della moglie, con il titolo di Hinterlassene werke des Generals K. Von Clausewitz iiher Krie~ und Krieg-fiihrung (Opere postwne ciel generale Karl Von Clausewitz sulla guerra e la strategia). Si lraLta di una raccolta di dicci volumi , de lla quale solo i primi tre sono de dicati al lrallalo sulla guerra e i rima nenti sette ri guard ano le guerre napoleonic he dal I 796 al 18 15 (campagne d e l 1796, 1799 , 18 I 2, 18 13, 1814 e I 815) e le campagne de i principali condollieri e urope i dei seco li precede nti (Gustavo Ado lfo, Ture nne, Federico il Grande ccc.). T,a prima traduz ione francese d i D ella Guerra compare in tre volumi ne l 1849- 1851 , a cura d e l magg iore d ' arti gle ri a Neue ns. Da l 1899 al 1906 sono inoltre tradolli in fran cese i vo lumi dedicali rispettivamente a lle campag ne de l 1799 , del 1812, 1813, 1814 e 18 15.

ln ltalia - dove almeno fino a l 1940 prevale un approcc io fondamenta lme nte fran cese e jontiniano a lla storia, a lla c ultura, alla strategia e alla rego lame ntazione militare - Clausewitz per tulio il secolo XIX e fino alla g uerra 191 4-1918 vie ne assai poco le tto e rarame nte citalo. Comincia ad essere st udi a to e sia pur parz ialmente tradotto nel 1922, quando IJorncnico Gue rrini pubbl ica l' Introdu zione allo studio della storia ,ni/itare critica nd o - più che esal ta re - le sue teori e. Seguon o, ne l 1930, le Pagine sr-eltc del libro Della Guerra tradotte d a A. IlERIA e W . M 0 1,LER, con Prefazione e commento - non se mpre cc11trali del colon ne llo Oete Blallo. Ne llo stesso anno 1930 Emilio C anevari dà a lla luce un a traduzione a nc h'essa parziale di Della Guerra con il s uo li hro Cla usewitz e la guerra odierna, d edica nd og li inoltre un capitolo ne lla successiva opera Lo Statu Maggiore germanico da Federico il Grande a Hitler ( 194 1). Ne l 1942 c ompare la prima tradu zione integrale de l Vun K riege edita d all ' Ufficio Stori co S ME, a c ura d el gen. Ambrogio Roll a ti e di Emilio Canevari. Paradossalmente la fortu na di C lausewitz in Italia ha iniz io solo dopo la second a gue rra mondiale, quando ve ngono pubblic ale parecchie nuove edizioni dell a sua opera V e /La Guerra e g li sono ded icali innumerevo li articoli e sagg i, lulli però eccessivame nte laudati vi e incentrati sul Von Kriege come unic a e d esclusiva J'onte pe r un ' a na lis i criti ca, che dunqu e oggi non può ancora essere esau stiva. Devono ancora csscre tradotte e studi a te in Italia le riman enti o pere pubh licate da Diimmler, e in particolare l' art icolo sul Neue Bellona del 1805. la


Nu le biugn!fiche e bibliogrci/iche sugli scrittori mi/ila ri e navali...

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Strateg ia de l 1804 e la sua ricca c orrispondenza. Manca anche una bibliografia esa ustiva, alla quale in qu esta occasione noi abbiamo tentato di dare qualch e co nlrihulo. Troppo e nfati z1.alc dalla crilica posluma le idee s ulle relazioni tra g uerra e politica, a dctrimcnlo di allri conlcnuli de l suo pe ns iero che lo contrappo ngo no a Jornini e ne segnano l'ide ntilà reale e insieme i limiti. Cararreri zza no, in vece, le sue teorie la prevale nza in g uerra di fallori mora li e s piri t ua li mai esa ttamente q uantificabil i, e l' im portanza che ass umono le doti del Capo. Pe r Clausewit7. la gue rra non è una scicn1.a esalta, né vi si avvic ina: di qui un d eciso antidogmatismo e un concetto sostanzialme nte ridulli vo dell'exemplurn historicum, c he è diverso ri spe tto a quello di Jomi ni perché del I' exemplum - e dei princip i e de l le regole c he ne possono de rivare - C lau sewitz fa non una g uida pe rmanente e immutabi le co me Jomini , ma scmpliccmcnlc un ulilc dato di esperie nza, una fonte di meditazione, un· occasione pe r gi nn asticarc le menti. Di qui an che la s ua scarsa considerazione per il materi ale, la logistica, la geografia e l'amm in islrazionc. Infine la nella prcl"crc nza per la hallaglia dec isiva, l'impo rt a nza da lu i data a l piano di gue rra, la s ua pre tesa che la slralcgia ri esca a legare insieme i vari combattimenti in re lazione allo scopo della guerra e nonos lanlc g li opposti di seg ni de ll ' avversario, non sono armoni7.7.ate con il contes to teorico generale e s i sono prestate a distorte inte rpre ra zioni dei suo i a llievi germanici dopo il 1870. Be n a ragion e il co mandante Mordacq ne l suo lihro [,a stratégie del 191 2 lo indi ca come capo-sc uo la d egli " ideologi", de i " filosofi del la guerra" c he " hann o av uto buon gioco di fro nte ai dottrin ari " rappresenta ti da Jomini, e c he si o ppongo no - pur te nde ndo all ' astrazio ne - al dogmatismo e sc he rrna tis mo illumi ni sti co de lla sc uo la fra ncese. Profonda me nte pru ssiano ne l carallcrc, ne llo spiri lo e nel la c ultu ra fino a rappre sentare tuttora l' a nima mi1itarc della sua Naz ione, C la uscw ilz paradossalme nte rimane il mi g li or interprete <le i suo g rande, mortal e ne mico Napo leone. Pi i:1 di Jomini e d eg li scri ttori fran cesi de l secolo XIX , in falli , ha saputo coglie re lo spirito e il geni o irripe tibili c he hann o ispirato le vittorie e le nuove dim ensioni de lle g uerre de ll a R ivo luz ione, dive rsarne ntt? d a Jornini giudic ando le una svolta irre versibi le verso la gue rra totale . Il miglior interpre te italiano di C lausewitz, c hi megl io di tutti ne ha colto i caratteri , le linee portanti d el pensiero, è staLo lk nede tt o Croce negli a nni T re nta. RJRUOGR/\FI/\ R.

AR O

E.

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Fernffcin Hotti

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L ibro Primo pp . 57-93 .

16 . CLERK, John of Ridi n ( 1728- 18 12)

Urande scrillore di lallica navale ing lese, nato a Pcrricuik (Edimburgo). Con le sue idee innovatrici ha is pi rato Nelson s pec ie ncllt.: hattag lie di Capo San Vinccn.w ( 1797) e di Trafalgar ( 1805) . È stato propugnatore di una tal• li ca m1v a le audace e agg ressiva. basa ta s ull ' iniziativa dei comandanti in sottordine, sull ' antidogrnatisrno e sull a rottura della linea di fila, quindi anti tetica ri s petto a que lla - l'orrnali sta e legata a schemi evoluti vi rigidi del francese Padre H oste e delle stesse Fighting /nsrruninns ing les i ancora in vigo re a fine secolo XVIII. I .'Enciclopedia l talia11a lo ri corda solo c ome incisore non prol"css ion isla di acqueforti a soggcllo scozzese tra le più importanti. dove l'aulorc dimostra un sentim ento de l paesagg io ne tta me nl1.: romantico. I ,e sue op1.: rc so no: An inquiry in to naval ta c/ics (Indagine sulla fallica navale), prima parte de l futuro Essay stampata pri valarnc nte a Edimburgo ne l 1782; A11 essay 011 naval llll:lics systematical ami historica/ with expluratory plates, infour parts (Saggiu sistenuair.n e storico s ulla tattica navale con tavole e.~plir.ative, in quattro parli) pubblicala in du e vo lumi a Londra (Edito re T. CA DELL) nel 17 90. Di qu est' ultima ope ra es iste un a tradu z ione francese (a c ura di D . LESCALLIER. 1791 ). una tradu zione s pag nola ( 180 I) e un a tradu zione ru ssa ( I 803) ; non ne e s iste una tradu zio ne ita liana. Se ne ded uce c he, a Trafalgar, franc es i e s pa g noli conoscevano le opere di C lcrk , e volendo ad esse avrebbero potuto isp irarsi. Secondo I' Amrn. Castex, 1.:gli si è a sua vo lta is pi rato alle ge sta del l'ammirag li o francese Suffre n.


Noie biogrc1/icl1e e bibliogrt!/iche sugli .H:riltori milirari e nam/i ...

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BIBLIOGRAFIA CASTEL

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A. S ANTON I, V a Lepanto ad Hamplon Roads ( I 990), pp. 132- 144.

NOT A: il Fincati c hiama Clerk "C la rke" e indica come <lata di puhhli caz ion c dc li ' r.'ssay il 178 1; il Depeyre non parla dell ' lnquiry del 1782; tutti e tre gli autori prede tti no n ind ica no la diffe re nza di data e di contenuti tra l' fo quiry ( 1782) e I' Ps.rni ( 1790), che noi abb iamo dedouo dal catalogo della British Uhrary.

17. COLLETTA, Pie tro ( 1775- I 83 I ) Gene ral e, uo mo politico, ingeg ne re, arc hite tto, sc rillorc e storico napoletano. Usc ito dall ' Accade mia Militare de lla Nun ziatella nel 1796, è assegna to a l reggime nto '·R egina" di artig lieria. Partecipa con il grado di tene nte al la breve campagna cuntru i Francesi del no vcmhrc-di ccmhre 1798. Ri entrato a Napoli all ' ini zio de l 1799 aderi sce alla Re pubblica napo letana. Dopo il ritorno de i Borbo ni chi ede un incarico nel l' eserc ito ma non viene riam messo e resta anzi in carcere per c inque mesi. Liberato nel 1800, si dedi ca alla professione di arc hite tto e ingeg ne re svolgendo incaric hi anc he per conto de l governo borbonico. Ne l 1806, al ritorno d ei Francesi , aderisce subito al nuovo governo e vie ne re integrato ne l grado di tenente, percorre ndo una rapida carri e ra s ia sotto Re G iuseppe Bonaparte si a so llo Mural, che lo li cnc in alta co nsiderazione e lo promuo ve maresc iall o di campo il 27 giugno 19 13. Sotto M ural si di stin gue in vari incaric hi di Stato Magg iore e a mministrativi. Dopo la sua caduta passa ne ll ' esercito borbo ni co co me g li altri gene ra li e s uperando un ini ziale periodo di di sgrazia raggi unge di nu ovo cariche importan ti , che mantiene a nche con il regime costitu zionale del lug lio 1920. Quando qu est' ultimo ne l 182 1 in seguito a l!' inlcrvcnlo dell ' esercito austri aco a sua volta si di ssolve, viene in viato in esilio in Austri a, dove viene però ri cev uto da M e tterni ch e otti ene a nche sussidi da parte del nuo vo go verno borbo ni co. Ne l 1823 gli è concesso di stabi lirsi in Toscana, sempre con sussidi de l g overno di Napoli . In Toscana atte nd e alla stesura e elaborazione stilistica della sua principale ope ra di interesse militare, la Storia del Re ame di Napoli dal 1754 al 1820, ini ziata ne l 1821 e pubblicata postuma


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FPl"rnccio Bolli

ne l 1834 in dieci lihri . È amico di Mariano D ' Aya la (vds . biografia), il quale di lu i compila una fin troppo laudati va biogra fia, ma odiato e criticato da molti per il suo opportunis mo politico e ca rri e ri s mo e per le inesattezze. lacune e partigianerie della s ua Storia del Reame di Napuli. Ispira parecchie defini z ioni mii ilari d e l dizionario del s uo am ico Grassi (2" Ed. 1833), e il suo concetto di arte militare, strategia e tattica ri sente dell'inrlu sso di Jomini. Di part icolare interesse mi i ilare la s ua co rrispondenza con il Grassi (Cfr.

Opere inedite o rare di Pietro Colletta , Napoli, Stamp. Rea le 186 1). nell a quale ollimisticamente affl:rma c he " una teoria nuova , col nome <li strategia e formu le semplici ssime (sic) ris olve ormai g l ' intricali prohle mi degli eserc iti ; pe r essa so n brevi le g uerre, men dis umane le battag l ie, poco impo rta nti le fortezze; in aiuto di le i è slala perfezionata la topografia mi li tare 1--- 1Cosicché s trateg ia , topografia e tattica sono le parti s ublimi del mesti ere delle a rmi ''. E s uggerisce c he "qualch e uffic iale dc ' mi g li ori dovrebbe tradurre in italiano un 'opera de l Jomini. qu alc he altro a ltr'o pcra dell ' Officio Topografico di Franc ia o de ll a Scuola Politec nica, sotto la direzion e, per la lingua. del Professor Grass i. E posc ia il di z ionari o trarrebbe eia cotesti libri g li ese m pi necessari all e voc i nuo ve". Poic hé , a l momento, manca no a l Cìrass i tali voci. c i pensa lui stesso a fabbricare g li exempla necessari e a inviargli e li ... Lo Za mhe ll i (vcls. hiografin) ne ll a sua o pera su ll a g uerra cita una su:i :ifferma z ione peral tro antitetica alle teorie d i Jo mini e del Lutto d iscutibile , sec ondo la qual e " g li anti chi non co no bbero le teor iche della s trategia : se fossero s tate note ad Annibale, s i compi va no i g iorni fatali di Roma , e se i capitani romani ne avessero fatto s tudi o, era forza a l Cartagin ese di s frattar da ll ' lla lia o di lasciarla ingomhra dei cadaveri dc' s uoi". li Balbo (vds. hiogra.fia) ironizz,1 su ll e sue "dissertazi oni s trateg ic he s u que ll e difese d e l 1799, del I 8 15 e de l 182 l Idei napoletani contro g li au striaci - N .d.a. I, dove non fu un ese rc ito, non una di v is ion e, non un corpo grosso c he s i difendesse rca lmcnlc" (p. 96 degli Studi) e lo acc usa di " aver vo luto co11 parlicolari , con s piegazioni minute, di struggere il gra n fatto dell a non res is te nza de ll ' eserc ito na po letano !ne l 18 15, 1821 e 1848 s ul Po], ed essersi pe rduto in pa rti colari s trateg ic i, troppo inuti li e quas i ridi co li" (pp. 234-235 degli Studi) . Il Colletta è slalo letterato e militare dotto e versatile, di rara e brillante intellige nza, ma di carattere m a lfer mo e d i v ita di s involta. Acla llo s oprattutto a inca ri c hi tecnici e cli Stato Maggiore, non ha mai m esso in luce particolari doli di comandante e uomo d ' azione. Lo Sticca g li dedica un insolito spaz io e di lui di ce c he " cliscovrì hc n presto quale fosse la ga ng rena che rodeva que lla milizia I la Napoletana - N.d.al , italiana di nome, austriaca per te nden ze , pe r ordinamenti e per co m and a nti; c d , ambiz ioso e conscio cli sé,


Noie bio!{ra/ìclu: e hihliogm fiche sugli scrittori militari e navali ...

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sdeg nò la parte di sempli ce comparsa in que lla hoz7.a di faccendi eri, e m irò a p er venire". Sempre lo Stie ca loda la purezza di li ng ua della sua Sto ria d el Reame di Napuli, anc he se essa è de fin ita dal B one ll i un romanzo slorico, e allri la ritengono " un 'auto d ifesa de lla rnutahi lità dell ' autore". 13 1B LIOCìR /\ FJ /\ M. D ' A YALA. Vita del generale f>i P-lm Colletta, in ''Antol ogi a ftali ana" d i Tori no, 1833.

Dizionario Biogrujirn degli Italiani, Voi. XXVI, pp. 27-34 (a c ura di A. SCIROCCO).

Dizionorio del Rimriimenlo Nazionale, Voi. Il, pp. 72 1-722. Enciclopedia Italiana, Voi. X, pp. 747-748 (a cura di N. CORTESE) . G.

STI CCA,

G/i seri/lori mi/ilari ilaliani ( 19 12), pp. 194- 199.

18. DANDOLO, Emilio ( 1810-1 859) Nato da ri cca fa mi glia varesin a, ancora studente liceale prende parte al le c inque g io rn ate d i M il a no de l 1848 e dopo la cacciata degli A ustri ac i seg ue Luciano Ma nara che con il suo battag lio ne di volon ta ri esce da lla città pe r co nd urre la guerra sulle montagne lo mbarde ve rso il Trcnlino. Partecipa a turre le vice nd e de lla guerra 1848- 1849 nelle quali è coin vo lto il ba llag lionc Manara : combattimenti di Caste lnuovo, Ponte Caffaro, Monte S ue! lo, Gavardo; sciogli men lo de l barragli o ne e sua ricostituzione col nu ovo no me cli 6° b:itt;ig lio ne d e ll 'esercito piemo ntese; imbarco per R oma e arri vo ne lla C ittà Ete rna per partecipare ;ill;i sua d ifesa il 29 a prile 1849, con il no me d i batt;ig lio ne bersag lieri lombardi . TI D andolo s i batte con valore in lulli i principali episod i de lla d ifesa de lla citlà, nella q ua le cadono da eroi i suoi adorati a mici Luciano Manara ed Emilio M orosini cd il fratello Enrico . C adu ta Roma, appa re malato, sta nco e sfiduciato e si ritira, dedi cand osi all 'agri colt ura cd ai viagg i. Ma nt ie ne tuttavia re lazion i con noti liberal i tra i qua li il Cavo ur, e si adope ra per accrescere in Lo mbard ia le simpati e per il Pie mo nte. Q uando si profi la a ll 'orizzonte la g uerra d i C ri mea del 1855-1 856 da M ila no accorre a Torino, ottie ne l;i restituz ione de l suo grado di te nente d ei be rsag lie ri e pa rie se nz ' a ltro per l' Orie nte p recede nd o le truppe p iemo ntesi. Dopo q u;ilche te mpo, però, in se guilo alle protes te au striache presso il governo piemontese è co stre tto a lasciare la C rimea ed a tornare in Lomha rdia, dove la po lizia a ustri aca lo rel ega ad A ndro . Muo re a 29 an ni , d ue mesi prima de ll ' inizio de lla gue rra del 1859 . I s uoi fun erali a Milano e Torino s i tras fo rman o in un a manifestazione patriotti ca.


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Ferruf' f'ÌO Botti

Il Dandolo non ha alcuna simpatia per MaZ7.in i ed i suoi mclodi ed è fautore dell'unit~ d'Italia sollo i Savoia. Le sue idee sono rispecchiate dalle memorie di g uerra (/ volontari ed i hersaglieri lombardi annotazioni storiche), pubblicate a Torino nel 1849 e definite dal prefatore (Achille Mauri?) '·un libro di tri sti verità e miserie e di mirabili e confortanti ese mpi I... I una schi e tta e semplice confessione d i quanto c i fu di bene e di male in quegli avvenimenti". Si tratta di una testimonianza veriti era di grande valore anche oggi per giudi care serenamente l'e ffettivo e possibile apporto d e i vo lontari ne lla g ue rra del 1848- 1849. Il Dandolo guarda alfa verità e rifugge dall ' agiografia, ri cordando l' eroismo e la purezza d ' intenti del Manara e di altri, ma anche dcse ri vendo crudamente i numerosi, troppi episodi dai quali - specie in Lombardia nel 1848 - ri saltano la radi cata indi sciplina dei volontari , la loro idiosincrasia per un severo e me to dico adde stramento. i troppi uffic ial i e la loro freque nte, scarsa attitudine a l comando cd impreparaz ione tecnica, gli e rrori e le incertezze dc li ' A I le man dì , e tc .. In quanto al reclulamento, basti ri cordare la sua affermaz ione che i corpi franchi "erano composti dal fiore e dalla fecc ia della società", con molli , troppi elementi che "attiraro no da ogn i parte lamenti e disonore sull e intere legioni volontarie, indisposero le popolazioni contro una redenzione c he a veva per aposto li questa razza di g ue rri e ri e favorirono con la loro tumultuosa indisposiz ione l'indisciplina e il di sordine" . I ,a conc lusione del Dandolo è c he "dopo a ver co nosciuto a fondo le doti ed i difetti d ' una truppa di vo lontari , io sono e ntrato ne l fe rmi ssimo proponimento di non impacciarmi mai più co n s imil genere di armati come que llo, c he assai di rado può efficaceme nte a iutare il Paese" . Di consegue nza, riti e ne che sare bbe stato assai più utile la pronta incorporaz ione de ll e truppe lom barde ne ll ' esercito regola re piemontese. Solu zione, questa , che a v vici na assai le s ue idee a quella de l Pi sa cane, <le i de Cristoforis e del Ri cci.

BlRLIOGRAFIA Biografia di E.D . all'in iz io d e l s uo libro / m/011/ari ed i bersaulieri lombardi w111.otazioni storiche, Mi lano, Brigo la, 1860. G. CAPASSO, Dandolo, Morosini, Marwru e il primo battag lione dei bersau lieri lombardi nel /848-1849, Milano, 1914.

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Note biografie/te e bibliografiche .l'ugli sf'rillori mi/ilari e navali. ..

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19. D'AYA LA, Mariano (1808- 1877) S ici liano, magg ior ge nerale prove nien te dall' esercito napoleta no. Un o de i pi ù colt i ufficiali itali ani d 'og ni tem po, esp one nte d i punta di quel polo cu lturale meridionale che t anto h a dato al Ri sorgi mt:nto e a l nuovo esercito ita lia no. Nato a Mess ina da padre co lon nell o , freq uenta il Collegio Mili tare de lla Nuru.iatcl la, nella qua le dal suo maestro Gaetano Dc Sanctis assorhc que lla nobil e Idea naz io nale e liberale, c he lo accom pagnerà pe r tutta la vita e c he ispirerà anche la sua opera. Da l l' insegna me nto del Dc Sancti s deriva il suo concetto di stori a militare come d isc iplina d a trallarc co ntestualme nte alla lette ratura ital iana, senza harric rc. Nomi nato alfie re di artiglieria dell'esercito napoleta no nel 1829, si dist ing ue subito per la professionalità e la profonda competenza tecnica. legandosi al murattiano gene rale Carl o Fi la ngieri e man ifes ta ndo bcn presto idee liberali che lo re ndono semp re più in viso alla monarc h ia e ai conservatori. Apprezzato in seg nante di ha listica e d i geometria descritt iva a lla N un:r.iate lla, ha tra i suo i allievi uom in i come Enrico Coscnz, Carl o Pisaca ne e Gerolamo Ullo a. Ncl 1841 pubblica il Dizionario militare Ji"a1u:ese ~ iral ia110, ne l quale manifesta un moderato purismo e reditato d al De Sanctis e dal Puoti (cd è per questo attaccato dal suo coetaneo e conterraneo Francesco SPONZILLI , anch' e gli uffic iale di artig lieria (vds. hioirafia). Nel 1843. da primo te nente, in seguito alla pu hhl icazione di un suo a rti colo che in neggia a (ìioacchino Murat come prec ursore de ll ' indi pe nd enza c de ll a li bertà d' Itali a, viene trasferito allo sta b ilimento dell a Mo ng iana (Cosenza) e poi costrclto a dimette rs i. Lo tro viamo significativame nte assente da un ' iniziativa culturale di grande ri lievo ma ufficiosa, come l'Antologia Militare na poleta na. Dal 184 3 al 1848 vive a Napo li guadagna ndo si la vita con la s ua attivi tà di scritto re, e suhc nd o ne l 1844 anche il carcere per le sue frequentazioni liberali . Nel 1845 pubb li ca un ' Anto log ia intitolata l ,etfura del soldato italiano, opera c lassica c he mcrila di pi ù de l suo titolo d ivu lgati vo. Nel breve pe riodo cos titu zionale del 1848, no minato lntend c nlc del l' Aq ui la, lascia subito dopo l' incar ico per sottrarsi alla repress ione regia, e ripara prima a Fircn:r.c (fi no al 1852) c poi a Torino (d al 1852 al 1860). Ne l periodo fio renti no ricopre incarichi di alta respo nsabilità ne ll ' org anizzare le trupp e toscane destinate a partecipa re alla scconda fase della prima g uerra d ' indipcndcn za e dà a ll a luce l'importa nte opusco lo V egli eserciti nazionali ( 1850), ne l qu ale d efini sce la posizio ne degli ese rc iti negli S tat i cos titu ziona li e so stie ne - assai in ant icipo sui te mpi - la necess ità di no n soffocare nel soldato il c ittadino e d i abbatte re le ba rrie re tra esercito e società, introducendo nuo vi princ ipi di sciplina ri c he non pri vino il m ili ta re de i d iritti po litici e della


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FPrmcci o Bolli

libertà di pensie ro , e al te mpo stesso impediscano l'impiego de lla forza mili tare.: ne lle contese interne. Il peri odo torinese successivo è il più fecondo e il più ri cco di soddi sfazioni , anch e perché ha modo d i dedicarsi esc lus ivam e nte a ll'attività lette raria. Ne l 1853 esce il suo Dizionario delle voci guaste e 11110w', c he riprende con nu ovi esempi e rin novato vi gore purista l' impostai.ione de l Di zionario 184 1. L' anno dopo ( 1854) vede la Iuce i I uo capolavoro: la /Jihliovafia militare antica e moderna, ne ll a quale trasfonde tutto il suo im pegno, la sua dottrin a e la sua esperien:1.a. Opera non di pu ra e rudi zione e non selettiva, tutt ora valid iss ima e insuperata, che non trascura la parte marillim a né quella c he no i oggi ch iamiamo logistica e am mini strazione..:. È corredata da preziosi ancorché sinte tici commenti sulle opere più sig nifi cative, e da an cor più prt:ziose indicazioni sulle biblioteche dove - allora - potevano essere re periti libri e manosc ritti. Il messaggio di questo lavoro è quello di tutti g li scritti del I) ' /\yala: "SL:nza fretta e se ni.a posa rov ista hibliotcchc, fruga arc hi vi privati, rice rca e spolvera manoscritti c cod ici attinent i a cose guern:sche, coll'intc nl o di far co11o~cere agl' italiani . incorreggibi li esaltato ri dell' esoti co, i tesori e la eccelle nza della lo ro lcllcra tura milita re" (G. STICC/\ ). Alla h ib liografia fann o seguito nume rose altre opere, tra le qua li la Vita del Re di Napoli ( 1856), interessa nte per l' impi etosa ri<.:ostruzione dell'ambie nte politico e militare di que l Regno , c he ne causa il di sfacime nt o. Nel 1858 vie ne no minalo insegnante di storia e geografi a a l Collegio nazionale. L' a nn o suc<.:cssivo diventa pe r pochi mesi direttore d e ll a Rivista Militare (sulla quale pubblica numerosi e pregevo li studi) e ino ltre d ella Gazzetta Militare. Nel J 859 il go verno provvisorio To scano lo c hiama a coprire catted ra di storia e a rte militare all' Istituto Superi ore di liircnze, dove pronuncia una cclchre prolusione in augurai<.: puhblicata dall a Rivista Militare, da l s ign ifi cativo titolo /,a Milizia e la Ci viltà. Ne llo stesso anno pubblica i Rirn rdi della xuerra d 'indipendenza d 'Italia del IR59 ne lla Rivista um1empom11ea. fa ritorno a Napo li dopo la s ua liherazione ne l 1860 e da a ll ora vi rimane quando g lie lo conse nton o i suoi impegni po li tic i e mi litari . Eletto de putato per due legislature wnsecut ive nel nuovo Parlame nto italiano, nel 1862 viene richiamato in servizio co n il g rad o di magg ior gene rale. Partec ipa come generale a ll a gue rra de l 1866, e nel 1867 ottiene a doma nd a il congedo asso luto. È slato scrittore estre mamente recando: g li so no attrib uite hen 54 opere, de lle quali sei tuttora ( 1996) ined ite. I suoi scritti , pur cu:edendo talv olta nella retorica e ne l linguagg io ri cercalo, traboccano d i ital ia nil~t e anc he le sue indagini storiche e lingui sli<.:he hanno cos tanteme nte a l centro il riscatto


Note biograjìchc e bibliof?rt!/tdu: .rngli seri/lori mi/ilari P 11avali ...

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nazio na le. Per qucslo le fre dde questioni teoric he e tec ni c he di straleg ia e tatti ca rim angon o ai marg ini della sua opera, do ve rirulgono sopra ttutto le qua lità e il cuore de l dotto e d e l patriota. Suo a cerrimo ne mi co è stato l ' ufficiale napo letano filo-borbonico Francesco Sponz illi. che lo attacca duramente per il suo puris mo linguistico che lo rende seg uace de l Grassi. Bll3LIOGRAFIA nizionorio del Risorg imento Naz ionale. Voi. II. pp. 806-809 (a cura di G. DE M AYO). 1:.·11cic/011t>dia Militare, Voi. III, p. 392. /\. G t::NNARO ,

Vita P O/H're del maggior generale Ma riano U 'Ayala, in " Studi Stori-

co- Mi I itari"' 1977, Roma , SME- Uff. Storico 1988. pp. 429-4(i l. G.

STl<TA.

Mari(lfw D'A yola - nel centenario della sua nascita. "Ri vista Mili tare

italiana" Disp. V I - 16 gennaio 1908, pp. 1223 -1 230 .

20. DE CRISTOFORIS, Carlo ( 1824- 1859)

Pa triota , studi oso e scr ittore militare, na to a Mi lano da nobi le fa mi glia . Idea i ista e di carattere esuberante, ne l 1842 e ntra a l collegio Ghislieri di Pavia pe r frequentare nella loc a le uni versità i corsi di g iuri sprudenza. TI pe riodo d e ll'u nivers ità è d ecisivo per C.D.C., c he per reazio ne alla cultura pe d a nte sca e cattedratica e al rorma li smo relig io so, s i dedica al la lettura appassionata di un ' infinità di opere italiane e francesi a nc he proibite, che lo avv ic inano a l mauini a ncs imo e sv iluppano in lui que ll'a vvers ione a l d ominio stran iero e que ll ' amore pe r la libe rtà e pe r la Pat ria oppressa c he è retaggio comune dell ' ambie nte uni ve rsita ri o de l te mpo. Laure ato in legge ne l nove mbre I 847, nonostante una recente malattia e.l a i 18 al 2 2 marw I 848 s i di sting ue, con i frate lli , tra le " poche centin a ia di pazzi. c he muniti di fu cili da c accia e d i qualche carabina, osarono mi surarsi per le contrade di Milano con una g uarni g ione di 16.000 a ustri aci co n IO pcLLi d ' artiglieria" (G utti e rrez). 11 23 ma rzo 1848. dopo la ritirata delle tru ppe au str ia c he da Mil ano , lo trov ia mo ne ll a Legione di 400 vo lontari di Luc ia no Ma nara c he pu nta sul Trentin o pe r tagliare la princ ipale linea di comunicaz ione de lle truppe au striac he co n l' Austria. l volo ntari procedendo verso il Lago di Garda accrescono il loro num e ro, ma sono ma l guidati dal ge ne ral e A llcma ndi (s ucceduto a l M anara - vd s. biografia) , che secon do C. D.C. c recte cti coma ndare co n la pe nna, non si fa mai vedere dai suoi uo mini e fe rma la loro marc ia verso Tre nto, d ando loro ordine di retrocedere per concorrere a ll ' attacco de lle truppe pie montesi a lla fo rtezza di Peschiera. 1 vo lontari sono pri v i d i ri fo rnimenti, costrin gend o il Manara (di famiglia assa i


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Ff'ITLKcio B olli

ri cca) e g li ufficia li a provvedere di Lasca propria per evitare requi siz ioni alle povere popolai.ioni. Ripiegano assai provali, lace ri e se nza scarpe: c iononostante Luciano Manara c hiede di riprende re l'offensiva. Ma " il governo ri spose colla fatale pa rola orxani:-:.rr:,ione. c he chhe l'aspe llo di provvedime nto paterno, ma che corri spose in pratica ad ina zio ne completa dei corpi volontari 1... ] li generale (ìiacomo Durando, c hiama to a succedere ad Alle mandi organi zzò fiaccamente in ba llag lioni i volontari, i quai ebbero i tamburi in testa e gli uffic iali con le spall ine: ma stettero µ erò tutta la campagna inerti 1... ] L 'organizzazione non cbhe altro risultato che quello 11rgativo di condurli ne ll 'agosto con regolar<' ritirata di là dal Ticino. dove appena gi unti furono sciolti" (Gu llic rre z) . Questi avvenimenti incidono profondamen te e in modo indelebile sull 'ani mo di C .D.C., tanto <la indurlo a ritirarsi a Gavirate rimanendo spettatore sccllico degli avve nimenti del 1849, e occ upando il suo te mpo in inte ns i studi anche mili Lari c he già aveva ini z iato da volont ario. nei peri odi di 0 1.io f'orzalO durante la in fe lice campag na <lei 1848 . Ritornato a Milano si ded ica all'inseg namento privato di dirillo. però inscgnundo ai g iovani allievi a nc he '"g li cserc iLi militari con le pedine degli scacchi" (Campolic li ). Matura in qu esto periodo l' idea del libro Che cosa sia la guerra. sua unica opera c he nasce da una veemente reazione ag li avvenimenti de l I 848- 1849 <lei quali era stato testimone, e in particolare alla c atti va c ondotta strategica de lla c ampugna. all'indisciplina, alla incompete nza militare, al la scarsa istruz ione e preparai.ione de lle truppe volo ntarie, alla di sunione degli italiani. Il li bro. perciò, è " ideato a inseg namento rapido de i suoi coetanei" e per diec i a nni , fino alla vig ili a de lla morte, viene continuumente rivisto e perfez ionato dall'a utore, in base a lle sue esperie nze e a i suoi studi . Dalle sue pagine rraspure e l'avversione per le in surrezioni, per la "guerra per bande" di ma rca mazz inia na, e per i "soldati improvvisati", quuli sono i volontari . Gli slu<li militari non esa uri scono l' urrività e g li interess i c ulturali di C .D.C., che abbozza parecch i lavori di vario genere dundone a lle stampe uno solo, Il credito hancario e contadini ( 1851 ). Ne llo stesso 1851 prese nt a ad un concorso poi v into da S. Jacini una Mrmoria sulle condizioni dei r·nn tadi11i in /,0111bardia. Va precisato ch e questi studi de nota no la suu sensibilità soci.ile e la molteplicità de i suoi interessi, ma non hanno alcuna influe nza sulle sue idee piuttosto eliturie in campo militare, segnale più c he mai dall' esperienza di cospiratore ma zz iniano eoruggioso e desideroso d ' az ione ma sempre meno conv into della risponde nza pratica delle teorie mazzini ane. Ne l 1850, comu nque, aderis<.:e al Comitato mu:1.7.iniano dell ' Olona e nel 1853 partecipa - pur non approvandola - all a fallita insurrezione mila nese del 6 febbraio, che lo cosLringe a riparare prima in Piemo nte, poi in Svizzera e infine


Note biogrq/iclte e f,ibliogmfidrf' sugli scrittori militari e 11av11li . ..

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a Parigi , dove g iunge nel lu gli o I 853 dopo essere stato inizialmente confinato da l Governo francese a Montpellier. In Francia riesce a realizzare un sogno, che corri sponde anche a una necessità asso luta da lui riscontrata ne lla sua breve espcrien1,a militare: compiere studi militari regolari . Pertanto in via al Ministro de lla g uerra francese un a le tt era, nella quale chiede di seg uire come udi tore esterno i corsi d e lla Scuola di Applicazione di Stato Maggiore, va ntand o - per sostenere la ri chiesta precedenti militari poco veritieri, come quelli di aver servito nell' esercito pie montese nel I 848 e anche nel 1849 e di aver compiuto a Tori no d egli st udi militari. In realtà a fine 1851 - ini zio 1852 ri sulta essere stato per poc hi mesi in Piemonte e anche a Torino, dove incontra ufficiali piemontesi suoi amic i (e in particolare il capitano di S.M. Girolamo Casati, morto nel la campagna di Crimea , al qual e dedica Che cosa s ia la g uerra) con loro discute nd o anche di cose militari . Non risponde q ui ndi a verità che - come scri ve il colonne llo Boccaccia s ul!' E11cidopedio ltolimw - eg li abbia compiuto studi militari a Torino. Grazie alle raccomandazioni e a ll e conosce n,,;c parigine (tra le quali il Pe pe, il Manin, l' Ulloa, il Sirtori) il 15 novembre 1853 riesce ad essere am messo a lla scuola, cosa assa i diffici le pe r uno stra nie ro; intanto il 24 luglio 1854 un tribunale aus triaco lo condanna a 12 anni e all a perdita della nohi ltà. Te rmina con profitto g li studi alla scuola nel marzo 1855, g uadagnandosi il doc ume ntato appreaamento degli inseg nant i. Siamo alla vigilia della g ue rra d i Crimea; c iononostante, quando chiede di a vere un grado nella Legione S trani e ra o nell ' esercito francese per pa rtecipare al la campagna non viene acconte ntato. Ritorna allora in Piemonte p e nsando cli arruolarsi almcno come so ldato sem plice; riesce pe rò a ottenere, grazie al suo diploma , un grado di te ne nte islrullorc ne lla I ,egione italiana allora organizzala in Pi emonte dall' Inghilte rra e poi trasferita a Malta, do ve rimane fino al termine ù clla gue rra di Crimea ( 1856) senza essere impiegata. Dal 1856 al 1859 C. D.C.. di voralo dalla smania di ag ire, vede naufrag are i più di sparati progetti: pen sa di andare in Algeria, nella Legione Strani era, in India, in Abissinia, s i dedica a studi di mecca ni ca, si precipita misteriosame nte in Italia da Parig i per partecipare a un a spedizione che i "costituzionali" progettano per sollevare l'Italia Me ridi ona le, e che rimane ncll' aria perché antic ipata dall ' infe lice tentati vo del " repubblicano" Carl o Pisacane. Nel 1857 , dopo aver chiesto invano di rie ntrare a Mi lano fruendo dell' amnisti a concessa da l Governo auslriaco ai colpevoli di reati politici, si reca a Londra e pe r superare le ristrettezze economic he, con scarso successo si ded ica a studi di meccanica pii:, o meno fanta siosi e a progetti commerciali .


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Fermcciu Bulli

Anche in lnghi Iterra co ntinua ad essere tormentai.o dalla smania de ll ' azione e della vocazione militare insoddisfatta. A fine 1857 vede tramonta re pe r l' e nnesima volta la possibilità di arruolarsi in una nuova fantomatica Legione anglo-italiana, che "era decisa un mese fa , e mi si clava un a Commi ssione di capitano, la I° compagnia e l' a nzianità. In un anno ero magg iore! Che ira!" (Campolieti). Finalmente, al i' ini zio d el 1858 trova un impi ego a lui congeniale e anche redditizio: professore supple nte di fortificazione al Collegio Militare di Sunbury v ic ino a Londra, con " 8 mila franchi l'anno, 4 mesi d i vacanza". IJopo tre mesi a Sunbury, gli vie ne offerto un incarico più van taggioso in un 'altra succ ursale d ello stesso Collegio in Londra, qu ale , professore di fortificazione , topografia e matematica. Inta nto co ntinua a dedi carsi al la s ua opera militare, e ne ll'aprile J 858 sc ri ve a l Uullicrrcz: " il libro è finito e se ne fa rà una edizione in ing lese; ma per l'italiana ci penserai tu". Seco ndo il Campo lieti molto probabilmente in questo periodo abbozza a nche un trattalo di fortificazione rimasto inedito, c he po i vie ne smarrilo con le sue ca rte. Il suo cuore è pe rò sempre ri vo lto a l' Italia, e spia ansioso i prodromi de lla gue rra de l 1859. Fin dal magg io 1858 scri ve al Guttierrez "credo ne lla g uerra", e lo tempesta di lettere per essere informato dell ' evolversi de ll a situaz ione. E aggiunge: " La mia prefere nza sarebbe di mi li Lare con <larib:.ildi perc hé sarei sicuro di battermi presto (qu ale di vinazione!), ma ad un a condizione: c he i/ curpu sia costituito su esatta disciplina". In vista della g ue rra, facendos i forlc dei s uoi studi militari offre i s uoi servig i al Cìovcrno piemo ntese e sollecira raccomandaz io ni in qu esto senso, ma il g'ene ral e La M a rm ora rifiuta. Giunto a Torino il I O april e 1859, c hi ede inva no di olte ncrc un incarico di capitano di Stato Magg iore ag li ordini di Garibaldi ; si rivolge an che, senza ri sultati , a l gene ral e Gi ro lamo lJlloa comandante de i "Cacciatori deg li Appe nnini ". Vol ontario per l'orza ma non pe r vocazione, accetta a llora l' incarico di comandante di compag nia ne i "Caccialori de lle Alp i" di Garibaldi. Combatte co n va lo re d isting ue ndosi in alcuni fatti d ' arme, ma il 27 magg io 1859 a San Fermo (Corno) trova la morte ne ll ' attacco a un ne mico ben prolcllo, co ndotto lungo una strada stretta c he non conscnlc al c un ordi na to s piega me nto seco ndo le sue teorie. Pe r iron ia d el destino, il ne mico era g iunto su que ll a posizione proprio in seguito a info rmazio ni fornit e ag li au striaci da queg li stessi doganieri, ai quali alc uni mazziniani avrebbe ro voluto affi dare il compito di dare ini zio alla guerra nazionale per bande. Le circostanze nelle qu ali si svo lge l' attacco, coragg ioso ma a vventato, da nno luogo a polemiche. In politica C. IJ.C. è opportunista, e ciò che veramente g li importa, è l' unità deg li i tal i ani per la conqui sta d e ll' indipend e nza naz io nal e.Tiepido repubblicano, si dichiara di sposto a colla borare per il be ne de lla Patria an c he la


Note hiogmfiche e bibliogn!fiche sugli scriflori mili/uri e navali...

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Monarchia, e pochi come lui sono stati soste ni lori convinti ed esclu sivi de l primato degli eserciti perrnanenti di coscritti a lunga rerma, con una visione sotto di versi aspetti fin troppo conservatrice. Il libro Che cosa sia fa guerra v ie ne pubblicalo postumo nel 1860 dall ' amico Guttierrez, non senza alcu ni "aggiustamenti" specie a proposito de lle cri tic he di C.D.C. ai volonta ri e agli eserciti di milizia. Si tratta di un 'opera scrilla sotto l'influsso del Jornini e soprattutto de l Marmonl c he -al di là dei suoi pregi -risente della limitata espe rien za pratica e dell'incomple ta c ultura mili Lare dell' autore (che s i hasa qu as i esclusivamente su testi francesi). I s uoi contenu ti -come spesso capita - so no stati più esaltati che studiali , e anche il Pie ri non si sottrae a ques ta linea di te nden za. Infondata, perciò, la recente affermazione del Roc hat - ripresa anche dal Monsagrati - c he il lib ro sarebbe addirittura " la più importan te opera apparsa in Italia sulla g ue rra nel secolo scorso" . Il Rastico, senza dare peso al la scarsa originalità e al semplicis mo con cui C.D.C. riconduce tutta l'arte della guerra al principio della massa , lo gi udica uno dei po c hi c he abbia sap ulu capire l'arte napo leo ni ca (co me rai e, non soggclla a principì e regole) e indica nelle sue teorie un possibile fondamento per la rutura dottrin a militare italiana, cosa ma ni fes tamente esagerata. Anc he il Corv isic r include C.D.C., con Pi sacane e Marsclli , tra " i primi scrittori militari dell' Italia mod erna", ma non appare c hiaro che cosa intende per " primi " : in ordine di te mpo, o di merito? Nonostante la ri stampa del suo li bro nel 1925 - con com mento elogiativo-a c ura del l' Ufficio Storico del I' Esercito. neg li anni Tre nta il Dizionario del Risurgimenro Nazionale a cura di Mi che le Ros i stran ame nte lo ignora, ci tando in vece il frate llo Malac hi a, celchre medi co capu della masso neri a indipe nden te , che ha partecipato alle campag ne garibaldine de l 1859 e 1860 e alla g uerra de l 1866. L' J::nciclopedia Mi/ilare, pur define nd olo " maestro" , dà noti zie inesatte sulla sua vita. Seco nd o la lcsl imonian za de l colo nnello Missori (Ca mpolie ti), prima dell ' az ione di San l•e rrno il De Cristoforis in ade ren za alle sue teorie, si mostrò con vi nto che g li austriaci , an c he se be ne apposta ti, non a vre bbero rcllo a un attacco alla baio netta e sarehhero fu gg it i. C io nonostanre, sul De Cristoforis ufficiale va condi viso il giudi zio di Gar ibaldi c he "se gli lralian i potessero se mpre essere_ comandati da ufficiali come lui, le a rmi nostre sarebbero temute e rispettate dai nostri ne mic i" . RIBL10GRAFIA C. Arn M a 11 ,.Scri11i vari ( 1901 ), pp. 2 75- 279.

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2 1. DE LAlJG IER , Cesare (1789-187 1) Generale e scrittore militare tosca no, nato a Portoferra io dal conte belga (coma ndante di quella piazza) Leo po ldo di Ilellecour. Fin da fa nciullo di mostra carallerc bellicoso , imp uls ivo e r ibelle. A J 7 a nn i lascia g li stu di ed e ntra co me cade tto in un regg ime nto di fa nte ria tosca no, dove, per aver ucciso in duello un co mm ili tone più anziano c he lo provoca va, vie ne co ndan nato a tre a nn i di esilio. (ì raziato, respi nge la gra zia e si arruola ne ll ' esercito del Reg no Italico. N el 1807 p arte con la di vis ione de l ge nera le Giuse ppe I.ec hi per la Spagna , dove si d isting ue sal vando, tra l' a ltro, la vi ta all o s tesso generale. Promosso sergen te per merito di g uerra nel 1809 e rim patri ato per malattia ne l 18 I O, all a fine d e llo stesso a nn o rice ve la nomi na a sottotene nte. Te ne nte dopo pochi mes i, parte pe r la Ru ssia co n la Divisione Pino e ne l 19 13 vie ne promosso capita no pe r merito d i g uerra. Do po la caduta del Reg no Italico nel 181 4 , ril'iula l' arru olame nto ne ll 'esercito a ustriaco . A ve ndo il govern o tosca no rifiutato a sua vo lta i suo i servigi, passa co me cap itano istruttore nell ' ese rcito napo le tano di Mu rat, d ove vie ne promosso capo battaglio ne. Caduto Mu ral è ratto prigionie ro; c hiede all o ra agli ing lesi di entrare nel loro eserc ito delle Indie, ma l' o ffe rta non vie ne accolla. Li beralo dalla prigioni a, rie ntra in Tosca na e nel 1817 viene a mmesso co n il grado di capitano nell'ese rc ito grandu cal e, dove nel 1835 è promo sso maggiore e nel l 847 colonnello .


Noie biografichP e bibliog rafic he sugli seri/lori 111ili1ari e: 11uvali . ..

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Nei tre nt' anni di pace che vanno dal 181 7 al 1848 pubblica scritti di vario genere, che intendono in particolare ricordare il valore ed il contributo ital iano nelle guerre napo leoniche:

Osservllzioni sull'arte della guerra pubblicate dal capitano Carlo Camhiagi ( 1817); Lettere di un u.[ficiale italiano agli autori delle effemeridi di militari di Francia ( /8/9) ; (;ti Italiani in Russia - m emorie di un ujficillle italiano ( I 826- / 827; 4 voi.); Fasti e vicende degli Italiani dal I 80 I a{ I815 e memorie di un ufficillle per servire alla storia italiana ( 1829-1838; 13 lumi); Documenti storici inforno ad alcuni.fai ti d'onne degli ltalillni in M rm tevideo - Lep,ione Garibaldi ( 1846); J'eoria ch e potrehhe essere idonea per la guardill civica italiana ( 1847); In segnamenti m ilitari per il maneggio del .fiu:ile a percussione; Addizione alla teoria p er la guardia civica italiana ( 1847 ). Nella campagna del I 848 co mand a le truppe toscane che, benché con recl utamento e teroge neo. male armate e poco di sc iplinate. il 29 magg io si battono con riconosciuto valore a Curtatone e Mo ntana ra contro superiori forze austriache. Dopo l'armistizio Salasco (9 ag osto 1848) rientra con le sue truppe al co mpleto in Toscana, do ve per i fatti d i Curtatone e Montanara r iceve alte decorazioni s ia da Carlo Albe rto c he dal Granduca. Nella ri voluzione scoppiata ne l febbraio 1849 partegg ia pe r quest' ultimo e si oppone al g overno provvisorio toscano; per q uesto vie ne acc usato dai sostenitori del CJucrra7.z i di essere un traditore, impude nte me ntit ore, fomentatore d ella g ue rra civ ile e di di visioni nel l'esercito (c he tutta via passa agli ordini de l gove rno provv isorio). /\ I termine della campagna del 1849 rie ntra in Toscana e viene no minato dal Granduca maggior gene ral e e Mi ni stro de lla g uerra. Ne llo stesso a nno 1849 in difesa del buon nome dell e armi to scane pubblica Le milizie toscane nella guerra di Lombardia del /848 ed i I Racconto storico della g iurna tll cllmpale pugnata il 29 ma1;1;io 1848 a M ontanara e Curta tone, polemi zza ndo con il ge nerale 13 ava (vds. biografia) che nella sua Relazione sulle operazioni militari in Lombardia aveva crit icato la sua condotta del le opcra7.ion i e la ca pacità co mbatti va de l le truppe toscane.

Dopo la nomina a M inistro i l Dc Laugicr prese nta un progetto di r iforme m ili tari c he pc rù no n vengono accolte; per questo ne l 185 1 si dimeltc. Nella primavera de l 1859 il governo toscano gli offre di nuovo l' incarico di Mi nistro, ma egli pone come condizione l'ado zione da parte de l Granduca di una politica di guerra ali ' A ustria e così l'offe rta vie ne lasciala cadere. Ne llo stesso anno 185 9 pubblica una Replica al S ig. E. L e1;ouvé, ne lla qua le esalta i meri t i e le aspirazioni pat ri ottiche dei veterani ita li an i che hanno


Ferruccio Bolfi

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combattuto sotto Napoleone I, dichiarandosi lieto di vedere rinnovata con l' intervento in Italia di Napoleo ne lii l'anlica l"ratel lanza d'armi in nome dell' Italia Unita. Dal 1859 in poi v ive in disparlc, 4uasi dimenticato. Oltre che il suo comportamento ne lla rivo luzione del 1849, non g li° si perdonano il s uo carallcrc "risentito e soldatescamente arroga nte" ed i suoi atteggiamenti da mile.1· gloriosus. Il D ' Ayala loda specialmen te i suo i Fasti e vicende, ma degli scritti su Curtatone e Montanara dice che " cerca di rihallcrc il Rava , ma non so con 4uanta ragione", aggiungendo che "sarebbe stato un buon soldato se stalo fosse miglior cittadino" . Secondo il suo maggior biografo, Pompilio Schiarin i, i suoi scrilli, hcnché sovente retorici e a volte "culturalmente discuti bili" . meritano di essere ricordati s ia pe rc hé pervas i da uno spirito alta me nte patriottico, s ia perché ad essi hanno largamcnl.c attinto coloro c he successivame nte hanno illustrato le gesta degli italiani nelle g uerre napoleoni c he (come il Lombroso, il Yaca ni e lo Zanoli). KIKLlOGRAFlA E.

Cesare De Laugie r e le armi toscane alla prima guerra d'irulit1Fnde11::,a , Roma. Voghera I 895.

11 A RR A RICH ,

M. D' A YAl A llihliogmfia Militare fra liana, pp. 35 e

294.

niziu11ariu del Risorgimento Na zionale. Voi. II, pp. 879-882

(a

cura di P. Sc111ARI-

Nt).

Erwiclopnlia Miliwre, Voi. III, p. 4 12. G. L OMBROSO, Vite dei primari generali e ufficiali che si disti11sero nellt: g uerre

,w-

poleonic he, Milano, Horroni e Scolli , 1843. (ì. STIC,A ,

I no.1·1ri .~crittori militari

,w te e profili, " Ri vista Mi Iitare ltali,111~" , 1904,

Voi. IV.

22. DI SALlJZZO, Al essandro ( 1775-185 1) Nobile, generale, uomo politico e storico piemontese. Entrato nell 'esercito, combatte co ntro Napoleone fino al 1896 e - dopo l' armistizio di C hcrasco con tro l'A ustria - con l ' armata napoleonica d ' Ital ia, della qu ale e ntra a far parte anche l'esercito p iemo ntese. Capitano d i Stato Maggior e, dopo la battag lia di Mare ngo (1800) a bbandona i l servizio per completare con nuove indagini la sua htoire militaire du Piemont, che ini z ia a sc rivere fin da giovane tto ed è premiata ne l 18 1O ad un concorso indetto dalla Imperia! Accademia di Torino pe r una monografia s ull e g uL:rrc piemon tesi. L' opera


Note biogrc1(iche e bibliografiche sugli .w:rillori militari e navali. ..

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v ie ne trado tta in italiano e pubb licata in 5 vo lum i ne l 1818, con il titolo Sto -

ria Militare del l'iemonte. Sia pur con o ttica pie montese e non italiana, il Sai uzzo esamina le campagne svoltesi in Piemonte dal 1536 fi no a l trattato di Aquisgrana (1741), ded ica ndo ad og nuna con grande s pirito di osservaz io ne ed analisi "nuove pag ine per s viscerare le condizio ni , lo s tato dell ' arte militare, di og ni ramo di cose g ue rresche in c iasc un periodo" (Sticca). Alessa ndro Di Saluzzo ha ricoperto anc he a lte cari c he civi li e milita ri. Sotto Napo leone è stato Provveditore de l Liceo d i Torino ( 18 13), tutore di Carlo A lberto e membro ci e l consi glio d i reggenza durante l' esilio di Vittorio Emanue le I. Dopo il I 8 I 5 di ve nta comanda nte dei carahinic ri , maggiore genera le , Ministro della g ue rra e marina di Vittorio Eman ue le I , Ministro plenipo te nz iario in Ru ssia, presidente del l' accademia di Torino, Ministro deg li in tern i di Carlo Alberto, sen atore nel 1848. 13113LTOGRAF IA Dizionario del Risorgimenlo Na zionale, Voi. I V. p. 183 (a cura di A. V/I LLF).

Enciclopedia Mi/ilare, Vo i. VI , p. 754. G. STICCA. / nos!ri seri/lo ri militari Voi. IV .

note e profili. ·'Ri vista Milit are Italiana", 1904.

23. DI SALUZZO, Anniba le ( 1776- ... ) Generale piemontese , frate llo di Al essa ndro e Cesare , inspiegabilme nte trasc urato dal Dizionario del Risorgimento Na zionale. Colo nne llo poco dopo la R esta uraz io ne . te ne nte genera le nel 18 30 . qu arti e r mas tro ge ne rale cl e ll ' eserc ito e capo dello Stato Maggiore ne l 183 1, nel 18 36 viene promosso gene ra le d ' arma ta. Senatore ne l 1848 , è co ll o cato a ri poso ne l 185 1. Da qua rti e r mas tro generale co nce pi sce l' opera Le Alpi che cingono l'Ita lia con -

siderata 111ilitannente così n e /l'antica come nella loro presente condizione, c he av rebbe dovuto comprend ere ci nq ue volu mi più ca rte e piani , raccogliere molli de i ri s ul tati deg li stud i geostratcgiei compiuti da lui stesso e dall o Stato Maggiore s ull a difesa deJl.e frontiere ed e ssere d csli nala a ll ' e ducaz io ne de i g iovani . Ne viene pubb li cato a Torino nel 1845 il primo volu me, rig ua rd a nte so lo la geog rafia fis ica cie li ' llal ia. La g ue rra del 1848 e la morte di Alessand ro D i Saluzzo interrompon o l ' opera, della 4ualc nel 1860 il s uo collaboratore Col. Lui g i dc 13arto lome is c ura la pubblic azi one di una second a parte mil itare manoscritta, f prnpugnacoli dell 'Alta Italia, a vvalen dos i di una memor ia con lo stesso tito lo da lui lasc iata e di a ltri st udi da lui compiut i .


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Ferruccio Bolli

In qucs t' ullimo lavoro Annihalc Di Sal uzzo considera non l'Italia intera. ma un unico Regno del I' J\lta Italia fin o ag li Appenn ini (compresi il Nizzardo, il Canto n Ticino e una parte di qu ello dei Grigioni, il Tirolo Italiano e l'Istria). Esso è interessante per tre moti vi: perché forni sce un uti le tennine d i confronlo e un frequenl e ri fe rimento per i successivi studi s ull a difesa d ' Italia ; perché s upe ra ampiame nte i lim iti della geografia militare per sconfi nare ne lla geostrategia e perc hé - come osse rva lo stesso c uratore - Anni bale Di Saluzzo considera un eccessivo numero di punti da forti ficare, di fetto anche di altri stud i successivi . BIBLIOGRAFIA f:11ciclopedia Mi/ilare, Voi. V I , p. 754.

A. L1ssoN1, Elogio slorico del cav. Annibale Di Sa/uzzo, Friburgo, 1894. (ì. STICCA,

G.

Gli scrillori mi/ilari iwlirmi ( 19 12), p. 2 13.

LJi(esa delle 1\ /pi Oc:cide111ali secondo gli s1udi di 1\n11ilw/e Di Sa/uzzo, "Rivista Militare Italiana" 1883, Voi li.

Z A vA nARI,

24. DI SALUZZO, Cesare ( 1777-1853) Nobile, ge nerale e sturirn piemontese. Eccelle negl i s tudi di diritto e lettere fino ad essere nominalo ancor mo lto giovane memhro e segretario perpetuo dcli ' Accadem ia delle Scicn;,.e di Torino per le lettere. Sotto Napoleone è Ispettore degli studi per l'Uni versi tà di Torino. Dopo il 18 15 è segretario di un a commissione (de ll a quale fa parte a nche Pros pero Balbo) inca ri cata di redigere un progetto per la riforma della Reale Accadem ia Militare, nel quale la storia militare di venta un o de i pri nci pa li rami d ' insegnam ento, suddi viso e trattato in due branche: una riguardante la parte teorica de ll'arte de lla gue rra e l ' altra te nde nte a far co noscere le princ ipali doti e virtù dell' uomo di g uerra , attraverso g li ese mpi stori ci. A queste esigenze d idattiche corrispondono le du e ope re che lo hanno reso famoso: Souvenirs militaires e Miroir Militaire ou notices sur /es plus célébres f:Uerriers anciens et rnodernes (stampato in tre vol umi a uso inte rn o del l'Accadem ia e tratto in massima parte da lle biografie de l prof. Cha ntreau). Redatti inizialmente in francese perché tale era la lingua uffic iale de l te mpo, i due libri sono stati poi tradotti quando la lingua ita lia na ridi venta lingua ufficial e del Piemonte, con i titoli di Ricordi militari degli sta/i sardi estratti da parecchie opere sia stampate che manoscritte ( 1854 - 2° edizione I 858) e di Specchio mi/ilare e notizie sui più ..:elebri guerrieri antichi e moderni( ... ).


Note biografiche e bi/,/iografiche sugli scrilfori mi/ilari e navali...

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Appassionato bibliofilo, raccog lie ne lla biblio teca di Pala7.7o Carignano una seri e di preziosi manoscritti italiani e strani e ri di carattere militare specie sul periodo dal XIII al XVII secolo, alle quali attinge largamente anche il Prorni s (c he lo loda assai per queste sue ri cerc he). Inoltre fornisce al (ìrassi (vds. biografia) parecc hie schede sf"uggitc ai lcssicog rari, che questi inserisce ne l suo dizionario militare. /\ ]l 'atti vità di educatore delle giovani gene razioni e di promoto re di studi è, in e ffe tti , legata gran parte della sua vita; è prima direttore degli studi ( 18 15- 1828), poi anc he comandante in 2° (1 8 I 8- 1828) e infine comandante pe r di versi anni dcli ' Accademia Mili tare di Torino ( 1828- 1838). Col o nne llo nel 1828, magg ior generale nel 183 1, tene nte generale nel 183 6, precettore dei fi gli di Carlo Alberto, nel 1838 è nominato Gran Maestro dell ' artiglieria.

ì suoi sc ritti intendono fornire alla gioventù piemontese un'educazione militare e nazionale. Come egli stesso scrive nell ' introduzione ai Rirnrdi militari, i 11 u11'qJUca dominala ualla giuria delle armi francesi e napolcouichc a lle quali ave vano pur dato un così notevole con tributo gli stessi pi emontesi , ·'sa rehhe profi cuo conoscere avvenimenti, i quali servirebbero a far ge rm ogliare ed a mantenere vivo ne ll e loro anime il sentimento di nazionalità, che per sì lungo lasso d ' armi aveva formalo la fdicilù e la gloria dei lo ro padri; e che. sospeso per un istante, non pote va non risveg liarsi all'epoca de lla ri scossa e servir loro di g uida sul cam mi no dell 'onore e della virtù, che gli av i loro percorsero". Secondo lo Sticca, Cesare D i Sai uzzo è stato " un ta ntino misco nosciuto e retri vo" e riti e ne poco omogenei e bi sognosi di ritocc hi i suoi sc ritti. Perta nto più c he come sc ritlorc, egli a ndrchhc ricordato come "aposlolo degli sllldi mil ita ri .. e hihliofilo. C iò non toglie c he la sua visione de l ruoio deila storia militare è tuttora, a pare r nostro, pienamente va lida. B113LIOGRAF IA Di: ionario del Risor1:i111e11to Na z ionale , Vo i. IV , pp. 183- 184 (a cura di E. P1m.10NE).

t:nc ic/opedia Milita re, Vo i. VI, p. 754. C.

PROMIS,

Necrologia di Cesare Vi Sa/u zzo , "Archi vio Storico Italiano". Firenze ,

1853. P. L . R OG I ER, La R. A ccademia M ilitare di Torino - no te storiche 18 / 6 -1 860, T orin o. Cande lelti , 1895. (ì. STl (T,\, /

Voi. IV.

,w slri .w:ritlori mi/ilari - nolf: f' projili, " Ri v ista M il ilare Itali ana", I <)()4,


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FPrruccio Bolli

25. DURANOO, Ciiacorno ( 1807-1 894) Generale, uomo politico, scrittore piemontese (da non conf'omkre con il fratello Giovanni, anch'egli generale e protagonista de lle guerre d'indipendenza nazionale). Laureatosi in legge all'llnivcrsilà <li Torino nel 1829, nel 183 1 è costretto a prendere la via <lei l'esilio per aver indirizzato a Carlo A lberto un appello, nel quale a uspica un rinnovamento anche moral e dello Stato e <lcll' esercito, rite nendoli ridotti in precarie condi zio ni morali dalla catti va e miope amministrazione, dag li sprechi e dai favoritismi. Si arruola come semplice volontario ne lla Legione Straniera helga, nella quale viene nominalo ufficiale. In seguito allo scioglime nto della Legione ne l 1832 passa in Portogallo al servizio de i costitu zionalisti di don Ped ro e nel I 8:n viene promosso capitano nel 2° reggimento leggero della R egi na. IJal 1835 al 1843 comhatte Ira i costitu zionalisti spag noli nei cacciatori di Oporlo, guadagnandosi decorazioni e promozioni . Promosso tenente colon nello nel 1818, durante l'assedio di Mare lla diventa colonnello. Passato in Francia, vi si ri ve la pubblicista e dà alle stampe Ue fa réunion de la peninsufe ibérique pa r un 'al/ian ce enlre !es Dynas ties d 'F.spagne et de Portuga/ ( 1844) e soprattutto De lla Nazio11alirà Italiana (edito a Losanna e a Parigi nel 1846). In quest' ultimo libro - imme rit.itamente trascuralo - dà per la prima vo lta nel mondo una dcl'ini zione di geos /rategia e espo ne un piano pe r la conqui sta dell ' indipe nde nza na zional e mediante la guerra contro l'Austria, con una strategia difen siva - controffens iva che sfrutta le caratteristi che de l terreno italia no pe r ne utralizza re la superiorità ini z iale dell ' esercito a ustria co e pres upp one l' alla rga me nto d e ll a base di reclutamen to degli eserciti degli Stati italian i. Come il Balbo e il G ioberti è fautore di una so lu zione politica federali sta o meglio confederale, ma av ve rso al primato <lei Papa perché considera la prese nza ùc l Papato a Roma il principale ostaco lo storico per l'unità nazio nale. Di versamente dal Balbo, pe ra ltro, considera la co ncessione delle l ibertà costitu ziona li come premessa indi spe nsabile per coinvolgere la rghi strati di cittadi ni ne lla g uerra di co nquista de ll ' indipendenza nazionale. Tornato in Pie mo nte, ne l 1847 fonda l' Opinione e con Cavour, P. di San tarosa e Broffe rio è tra coloro che c hiedono a Carl o Alhcrto la costitu zione. Nel 1848 , alla vigili a de lla g uerra , rie ntra ne ll 'esercito pie montese mantenendo il grado di colonnello. Passato a disposizione del (io verno lo mbard o, viene promosso ma gg ior gene rale e messo a capo de i corpi volontari lombardi incaricali di puntare sul Tre ntino. La sua azione di comando in questa occasione è stata assai criticata dal Guttierrc1. nel suo libro Carlo D e Crisrofnris, da Carlo Pisaca ne, dal generale


Noie

biografiche e bibliog rajkhe sugli sr-rittori 111ili1ari e 11avali. ..

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Eusehio Bava, da Carlo Callaneo e da Perdinando Pinelli, che lo defi nisce «più paro laio che uom o di g uerra, buono a l più a co mandare una brigala». Nel magg io 1848 batte comunque gli au striac i al Caffaro e si dislin gue successivamente alla battaglia di Novara ne l marzo 1849, dove è aiulanlc di campo di Carl o Alberto. L'ultima sua opera è Sul trattato d'alleanza con l ' Inghilterra e la Francia (1855). Oalos i alla politica, dive nta senatore e appoggia Cavour e la sua polilica di in tcrvcn lo in Crimea. Ministro de lla g uerra ne l 1855, tenente genera le e Ambasciatore a Costant inopoli ne l 1856, Ministro degli Esteri da l marzo a l diccmhrc 1862, dcpulato ne ll e prime cinq ue legi slature del Regno, Presidente d e l Senato da l 1884 a l 1887. Il suo libro V elia Nazionalità italiana è una p ietra mi liare nel cam po d ella geografia pura. della geografia politica e de lla geostrategia. BIHLIOGRAPIA F. Bon 1. Il cu11cef/o di ieoslrateiia e la sua applica::.ione alla 1wzirnwli1tì ilaliana nelle 1eorie del generale Ciaconw Durando, '·Informazioni della Difesa" n. 3/ 1994, pp. 5 1- 62. F. Borri, /,<' génlml Durando ir11wnleur du cotlcepl de géos /ratégìe, «Stratégiquc» Il.

58 -

Il.

2/ 1995.

F. PI NELLI . Sloria mi/ilare del Piemonte, Turi 110, E. D 1 S A MBUY,

[)r. (ì IOR<ò!S

I 855, Voi. I 11 , p. 527.

Un ;,pi.rndio della giovinezza di <ì. JJ .. ··Nuova Antologia" 1° mar-

zo 1814.

Dizionario del Risorg im.enlo Na zionale ( 1930) , Voi. Il , pp. 966-% 7 (a cura d i G . GI ACC'I II ) .

Encic:lopedia Biografica e Bibliografica lta/ia11a ( 194 I), Serie X LII , Vul. II, p. 68. ·'Rivista Militare Italiana", 1894 - Voi. III (necrologio). Enc iclopedia Mi/ilare , Voi. III, p. 548.

26. F ILANGIER I , (iactano ( 17 52- 1788) Principe di Arianie llu. Milita re napo le tano, avvocato, scrittore. /\ !fie re del reggi me n lo del Sanni o ne l 1766, nel 1769 lo lascia pe r dedicarsi a gli stu di. Avvocato, nel 1774 lasc ia successi va me nte anch e la v ita fo rense. Nello stesso anno comincia a lavorare alla sua opera più impegnativa, più famosa e anche mi Iitarme nte più sig nifi cati va, la Scienza della legislazione ispirata ai princ ipi di un astratto razionalismo e a lulli 1:,li a ltri caratteri de ll'i llu mini smo de l sec. XV III. Ne deri va un approcc io a l prohlcrna legis lativo assai lo nt a no dall a realtà , c he co n s id e ra l'uomo n o n quale è ma solo 4ualc


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Ferruccio Botti

dovrebbe o potrebbe essere. Il Filang ic ri. in parlicolan.:, vagheggia una " rivoluz ion e pacifica " compiuta e sclusiva me nte dai troni , con legg i " illumi nat e" i c ui e ffetti sare bbe ro sutli c icnli a inslaurarc ne l mondo il reg no de lla l'c li c ilà, di pe r sé derivante dall' a pplicazio ne degli a stratti concetti de l raz ionali smo alle leggi. Nomin ato nel 1777 magg iordomo di settimana e gentiluo mo di c am era de l Re Fe rdinando IV e quas i conte mporaneamente uffic iale de l real Corpo dei vo lontari di Marina. il Filangieri co ntinu a anche con questi impeg ni a la vorare all ' ope ra , c he vede la luce in selle lihri dal 17 80 al 1785, ha g rande s ucce sso a nc he a ll 'estero ma di'I luogo a c riti che de i contemporanei perché sca l7.a dive rs i a nni prima de ll a Ri voluz ione l'"rancese molli capisaldi (anc he milita ri) de l pote re asso luto de i Re e i res idui pri vi legi fe ud ali de lla no biltà. C iononoslan lc ne l 1787, un anno prima dell a sua mo rte, il Fi langie ri vie ne nominato d al Re al Su pre mo Consig lio de lle Finanze. Ne l ca mpo militare (si veda in pa rti colare il Li bro II de ll a Scienza della leg isla::: ,ione) in ade re nza al s uo o tri mi smo sull ' um a na natura, pe r rag ioni econom iche e de mografiche il 1-iil ang ic ri si dimostra acerri mo ne mi co degli eserc iti perma nen ti e merce nari (cioè d e l sistema mili tare d e l mo mc nlo, co nsiderato pun te ll o delle monarchie) e il pri mo e ntu siasta sos te nitore <lc lla " nai'.Ìo nc arma la" in Ita lia. È però fa utore di un a forte Marina, e profetizza la con qui sta da pa rte degl i Stati Un iti - de i cui ordinament i po li tici cd economi ci è na lu ralmcnlc gnrnde a mm irato re - d el ru olo d i Superpot e nza mondia le al posto del l' Europa . Ness uno dei s uo i b iografi e stud iosi ne mette in lu ce le teorie in campo militare e nava le, che pu re merita no un ampio esame. UIULIOGRAFIA f)i~io11ario del l?isorgi11ren lo Na zionale ( 1930). Voi. Ili, pp. 89-90 (a cura d i P. PIERI).

Enc iclopedia Italiana , Voi. XV , pp. 258- 259 (a cura d i F. N 1co L1NI). J.:,"il cic/opedia Militare, Voi. Ill. p. 73 1.

27. FOSCOLO, Ugo ( 1778- 1827) Scritto re, poeta, patri ota, uffic ia le , con la sua poes ia c ome con i s uoi scrit ti politi c o-m ilitari tra i primi indica a gli imme mo ri italia ni la via de l ri scatto nazionale, c he passa attrave rso il recupero de lla me moria sto ri ca e de lle antiche virtù mil itari. Nato a Zante da padre veneziano e da madre g reca, ne l 179 2 si trasfe risce a Vene7.ia . Q uando ne l 1796 Napo leone passa le Alp i, il F. abbracc ia e ntusi a sticame nte le idee d e lla Ri vo luz io ne francese e ini z ialme nte vede in lui l'artefice d e ll'unità nazionale e d e lla libe rtà ita lia na. Ne l 1797, a Bologna,


Note biog mfic lte e bibliug n !/iclte .m g/i .HTittorì militari e 1w1,a/i .. .

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sc ri ve l"'O J c a Bo naparle lihe ratore" (peraltro de di cata a Reggio Emilia) e s i arru o la vo lontari o per breve te mpo in un hauagl io ne d i cacciatori a c avallo, ri ce ve ndo poi la nomina a te ne nte onora ri o de lla Leg ione Cispadana. Qua ndo a Venezia ing loriosamente cade l' a nti ca Re pubblica, rimane forte me nte de luso da lla po litica napo le onica che tratta la sua città come terra di conqu ista e poi la cede a l!' Austria. Da a ll ora in poi , anc he se non cessa di servire in arm i la causa francese i suo iscritti assumo no di frequenti toni an tin apo le o nic i. Nel novembre 1797 s ul Monitore Italiano c ritica aspramente l'opportun ismo politico di molti sedicenti patrio ti ita liani e la prevale nza degl i interessi fra ncesi nell a pers iste nte di visione de ll ' Ita lia. Sospeso il Moni to re, c ontinua la sua battag lia sul Genio de111ocrntico di Uo logna, do ve g ià en unc ia il mot ivo traente di lulla la sua ope ra e de ll a sua opera mil itare in part icolar modo: "quando il popolo lasciò le armi . e non si Ji l'csc da sé me desimo . d ivenne vi le, vizioso, povero e schiavo . L' indipendenza no n si rice ve in d o no, bensì la si acqui sta pe r determi na ta vo lontà universale; uni ca sa lvez za è la fu sione d i lulli g li ital iani , l' accordo de i cuori, forze autono me e v igorose, e la completa separa z io ne dallo straniero" . Rich iamato :.i l le armi ne i primi mesi del 1798, nel I 709 co mhallc val orosame nte contro le lruppc a uslriachc a Pon te Urba no e a Cento, dove v iene l"cri1 0. Non è certa In su;i pa rtecipa1.io ne a lla ballagl ia d i Novi ( 15 agmto 1799); subito dopo, comunqu e, s i reca a Genova assediata dag li austrac i, dove si d isting ue e vie ne a ncora fe r ito. Da questa ci llà indiri zza a l genera le fran cese C h ampionnct un a ppello , ne l qua le lo esorta invano a fa rsi campio ne de ll' un ità e indipende nza ita lia na. Dopo la v itto ria napoleonic a di Ma rengo ( 14 g iug no 1800) c he ri stab ilisce il domin io fra ncese sull'lta li a, ritorn a a M il a no dove a domanda vie ne riamm esso ne ll 'eserc ito c isa lp ino, con il g rado e lo stipe ndio cl i capi ta no . Con t:i lc g rado seg ue i! gene ra le P ino ne lle operaz ion i in Ro magna e in Tc sca na, senza pera lt ro ma i ricevere il relativo hrevetto . Ne l I 80 2 vie ne incaricato d i scrivere un'·'oraz ione a Napoleone'' per i Comi z i di Lione, ne lla q ua le ins¼ri scc aperte acc use a i dilapida tori e ai " ladri proc Hnso li " che lo rendono inviso ali' establishment ita liano filo-fnmccsc. Se gue un pe riodo assa i tri ste ne l 4ualc cade gra ve me nte a mma lato e vana me nte po lem izza con il Mini ste ro d e lla g uerra pe r q uestio ni di siipendi e prorno1.ioni ; sorpreso ne l 1802 in un a casa da g ioco, r isc hia anc he di perdere il grado. Ncll'cs lalc del 1803 c hi ede di fa r parte co n il grado di c apo- battag lione de lle truppe ita liane d el gene ral e Pino (suo a mi co) in vi ate s ull e coste della Ma ni ca in p revisione de llo sbnrco in Ing hilte rra , ma - conside rato un " pian ta gra ne'' - so lo il 26 maggio 1804 ri ceve l ' ordi ne di pa rtire p er la Fran c ia se mpre come capitano di fanteria. G iunto a Parig i ne l g iug no, vie ne confi na to a Va le nc ie nnes a l c oma nd o dei de posit i.


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Ferruccio Hotti

Nel nuovo incarico il Foscolo - come tes timoniano le s ue lettere - si di mostra un buon amm ini stratore, dotato di se nso pratico e mollo sensibile alle reali esigenze logistiche della truppa; di questo periodo è anche la sua arringa in difesa del sergente Arm a ni , c he ha assassinato il suo capitano. Peraltro, sentendos i sacrifi cato in siffatti impieghi , inonda il Ministero de lla guerra di dom a nde, senza null a ottenere. C hiede allora un conged o di quallro mes i che g li viene accordalo, e il 19 marzo 1806 è a Milano. li congedo g li viene più volte prorogalo, e così nel 1806 chiude il suo se rvizio militare attivo. Protetto dal Ministro general e Caffarclli , rimane però a disposizione del Ministero della guerra de l Regno Italico di Milano e co nti nua a percepire lo stipe ndi o di capitano, svo lgendo parecc hi incarichi più militari che civili.

li periodo dal 1806 al 1809 è il più feco ndo p er il Foscolo, che oltre ai S'epolc ri si dedica alla traduzione in itali ano del co mme ntario de ll a battaglia di Marengo scrillo dal generale l:krthier. e soprattullo nel l 807 dà inizio a una nuova edi zione con acuto co mm ento del le opere dd Montcc uccol i, in du e volu mi, pubblicata ne l 1808- 1809. Ad essa aggi unge le Considerazioni sulla battaglia di San Gotta rdo e le Cons iderazioni sulla disciplina, da lu i concluse con l'affe rmazione (ripresa dal Lloyd) c he "il c uore umano è la sorgente da cui s' hanno sempre a de rivare argomenti per persuadere o dissuade re i so ldati". Nel 1808 gli vie ne affidata la cattedra di e loquenza a Pa via, poi soppressa. Celebre la sua pro lu sio ne di a pertura d el corso, nella quale esorta g li italiani a lle sto rie, perché " niun popo lo più di voi può mostra re né più calami tà da comp iangere, ué più e rrori d a ev ita re, né più v irtù c he s i facciano ri spe ttare" . Pur ricevendo anco ra lo stipe ndio militare, rima ne so lo spetta tore critico delle vicende europee e itali ane dal 1809 a l 18 13, c he vedono le sorti dell e a rmi fra ncesi volgere al pegg io. Dopo la sconl"itta na poleonica d i Li ps ia ( 19 otto bre 18 13) c hi ed e p erò di rientrare in se r v izio atti vo, per difend ere da gli au stria ci il pericolante Regno d ' ltal ia. Deci sionc, ques ta, coere nte co n la sua oppos izione a li ' in vio di g iovani italiani a comba tte re per inte ressi stranieri in te rre lontane, e co n il des ide ri o di prestare il suo braccio e la s ua spada solo per la ca usa italiana. Do po i tumulti milanesi c he seg uo no l' abdicaz io ne di Napo leo ne (6 aprile 191 4) , nei quali ce rca di difende re in va no il Mini stro Prina e i s uo i seg uaci , prese nta le dimi ss ioni dall ' esercito, c he g li ve ngono negate promuovendo lo pe rò capo-hattag lione. TI :rn aprile, pregato dai comandanti della Guardia C ivica di Milano, scri ve a nome di essa un altro inascoltato appe llo alle grand i Potenze perc hé concedano all ' Iralia " J' indi pe ndenza, la possibile integrità e la monarc hia costituzionale" .


Note biograjìche e hibliograjìche sugli sffiffori militari e navali.. .

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Dopo il ritorno degli Austriaci a Mil ano v ie ne allettato dal nuovo Governo co n l'offe rta di diri gere un nuovo periodi c o cd i co ntinuare a prestare servi7. io - prev io giuramento - ne ll 'esercito au stri aco, ma nonostante le pressa nt i difficoltà economiche rifiuta co n nobili parole e prende la via dell' esilio prima in Svi7.7.c ra c poi in Ing hilte rra , dove muore nel 1827. Ufficiale d ' occasione più che di vocazio ne e assa i poco di sciplinato, il Y.o scolo è s pinto alle armi da un genuino des iderio di hallcrsi per gli ideali di na7.ionalità e libe rtà, ma - ben presto disillu so - conserva, per conve nienza, il suo status militare , co n attegg iamenti non sempre coerenti e vi La priva la di sordinala. Tutla via la sua opera di interesse militare - e in particolare il comme nto a Montecuccoli e il progetto, ma i realizzato, di una storia militare ita liana - ri spondono ad alte l"inalità morali, di pie na attualità. Co me scrive il Tosti , " la costitu7. ione - purtroppo e ffime ra - di un Reg no Tta li co, la c reaz io ne d i miliz ie nazionali e la partecipazio ne no n ing loriosa di esse alle gesta napoleoniche ridestarono ne l c uore generoso del P oeta la g rand e s peran za di un ' !tal ia indipe ndente e unifi cata, sorretta dalle anni dei suoi cilladini ; pe rciò eg li volle essere ufficial e, andò res uscitando scritti e memorie di g randi condottieri nostri , inc itò la g ioventù a ri cerca re ne lla storia le testim o nian ze più insig ni de l nostro passato , pe nsò di r iunire egli stesso le s pa rse fila di una storia delle armi ita liane". Nel c omme nto a Montecuccoli si ripromette di rinnovare la me mo ri a e ri ve ndic are la gloria " de l più do tto fra' capita ni nat i in lla li a dopo il ri sorg ime nto dall a barbarie" e d'indurre i gio vani italiani "ad o norare i domesti c i ero i, a meditare i loro precetti , e ad e mul arne g li esempi". Nonostan te queste a lle fi nali tà, g li italia ni de l tempo poco appreu.ano la sua opera militare princ ipale, che dal punto di vista edito ri a le è un falli me nto e poco è stata c itata e co nside rata fin o a ogg i. Il 13asti co è tra i poc hi a coglierne l' importanz a, a llribue ndo a l Foscolo il merito di a ver rial lacciato il pe nsiero milita re itali a no alle s ue antic he tradiz io ni , e di averg li d ato qu e ll'impronta s pirituali stica c he poi sarà anche di Clausewilz. BlBLlOGRAFI A E.

8 ASTICO.

L 'Evoluzio11e del/ 'arte della guerra, Voi. 11. pp. 165 - 166.

R. CORSELLI . Un prec ursore d e lla nuovo Italia: Ugo Foscolo , "Ra ssegna di C ultura Militah:" n . 5/ 1939, pp. 405-4 20 .

Di::.ionario d el Risorgimenlo Na zionale, Voi. 111, pp. 120-1 22 (a cura di G . M

ANA -

CO RDA).

Enciclop ed ia Italiana, Vol. XV, pp. 76 2~76 7 (a c ura di T.

A.

G ENNARO.

SANES I ).

Ugo Foscolo soldato e /' età che fu sua. '"Ri vista Militare", 11.3/ 1978.

pp. 12 1-13 1.

A.

T OST I ,

Ugo Foscolo - pagine militari, Roma, E<.I. Ro ma 1935, pp. 7-25 .


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Ferruccio Bolli

28. GIF FLENGA DE REGE, Alessa ndro ( 1774- 1847)

(ìcnerale piemontese, nato a Ve rcell i da nobile famiglia. Oopo essersi laureato in legge abbandona la carriera fore n se per d ed icarsi a lla mil izia. Combatte dal 1792 a l 1796 con tro i fra ncesi e success iva men te passa ali' armala <l ' iLalia di Napoleone come capitano di cavalleria. Dopo la riconquista austro-russa del la pian ura padana (prima vera 1799) si mclle agli ord ini del generale Suvornff. Nel 1800, quando Napoleone inizia la riconquista dell'Italia, si arruola di nuovo nell'esercito francese. Con il grado di colonnello è aiutante di campo del viceré Euge nio; successivamente prende parte, di stinguendosi, alle principali hallagl ic e campagne napoleoniche. Oopo la caduta <li Napoleone nel 1814 passa all'esercito piemontese e nel 1815 conquista la piazza di Grenoble. Ufficiale pluridecorato, è stato mentore di Cesare Balbo, che gli dedica i suoi studi sulla guerra di Spagna. All'assedio di Crrcnohlc, ollrc al Ralho ha i suoi ordini - e decora - il futuro generale Eusebio Bnva. Per il suo contegno oscillante durante i moti del 1821 in Piemonte, viene messo a riposo. Mazzini non ne parla bene per la sua ambiguil11. Ha puhhlicato va ri opuscoli di tattica militare e la Guida dell 'Ufficiale ( 1816) dedicata a Cesare Di Sai uzzo, <lcl"inita dal O' /\yala "opera piuttosto abbondante corredala <li 14 rami" e della Sticca " non d' altro ricca che di buone intenzioni". BIBLIOGRAFIA LJi::.imwrio del Ri.wri;imenlo No zionale. Voi. III. p. 221 (a cura di E.

MI CHEL).

Enciclopedia Militare. Voi. IV . p. 10:5. G. STJCCJ\, I nostri scrittori militari - noie I' 1m~/ili. " Rivi sta Militare Ital iana", I ~04.

Vo i. IV .

29. GIOBERTI, Vincenzo (1801 - 1852) Sacerdote, uo mo poli tico e scrillorc pie montese, tra i protagonisti de lla prima g uerra d ' ind ipendenza del 1848- 1849 e del periodo che la prepara. Nel 1823 dive nta dollore in teologia e ne l 1825 viene ordinato sacerdote. Nemico <lei ( icsuiti , è hen presto sottoposto a sorveglianza da lla poliz ia per le sue idee liherali gg ian ti , f ilo- re pu bblicane e filo -mazzi niane. Nel 1833, costretto a dimettersi da teologo d i Corte. è arresta lo e poi coslrc llo a ll'esilio prima a Parig i e poi a Bruxelles, dove rimane fi no al 194.'i , qu ando passa in Svizzera fi n o a l 1848 .


Nule biogn!fiche e hihliogmjiche sugli seri/lori 111ilitari e 1w vali .

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Liherale moderato e neo-g uelfo, nel 1843 puhhl ica a Bruxelles la sua opera net primato morale e civile degli italiani, ne lla quale sostiene una Confederazio ne di Stat i Italiani sollo la prcsiden1.a del P apa e la rinascita morale, econo mi ca, mili tare e ma rittima de lla Nazione Ita liana. Con appropriale considerazion i di carallcrc geopoliti co e storico dim ostra la neccssil~t che i vari Stati uni scano le loro forze fin o a fare de lll ltalia una gra ndL: potenza economi ca e militare terrestre e navale, in grado d i dominare i l Mediterraneo. Ved e nell' eserc ito piemontese l'unico ba lu ardo de lla inevilahile g uerra per l' indipL:ndenza, escludendo che le insurre zioni popolari e le in vasioni di fuoriu sciti possano a vere successo; ritie ne, infine, c he g li Italian i debbano fa re da sé. Nel I 848, dopo la concessio ne de ll a cos tituzione da parte di Carlo.Al hcrto, rito rna in Pie mo nte e pe rcorre I' llalia, dove viene acc olto con bene vole n1.a e lodi anche da Pio IX. Elcllo de puta to, il 29 luglio 1848 - dopo la sconfitta di Custoza - entra a far parte de l Mini ste ro Casati , e spera invano nell ' a iuto de l Pontefice, a l 4ualc in via il Ros mi ni in missione diplomatica. li 15 agosto. quand o il (io verno Casa ri si dim ette in seguito a ll'armisti 1.io Salascu. passa all'oppos i7.io ne ed è fa utore intransige nte della ripresa de lla guerra. A metà 1.lil;embrc 1848 di venta Pre sidente del Cons iglio, ma il 20 fe bbraio 1849 è costre tto a dim e tte rsi senza pote r attuare il s uo programma. Do po la scon fitta dcriniti va di Novara (23 marzo 1849) viene in viato a Pari g i come Ministro senza portafog lio e plenipote nz iario sardo; ma nel magg io 1949 si ritira defini tiva mente a vita pri vata. Nel 185 1 pu hh lica l ' ultima ope ra sig nificati va, il rinno vamento ci vile d'Italia , ne l 4uale a ll ' idea le federal e e neo-g uc l ro sos titu isce qu ello unitari o e la ico, con il Piemonte ful cro de ll'unità na1.ionale, Roma centro d e llo Sta to unitario e il Papato ri dotto a lla sua dimens ione spirituale. Con il Balho, il Du rando e il Pepe (vds. biog rafie) puù essere cons ide rato uno de i fo ndatori dell a sc uo la geopolitica itali ana e me di terra nea, c he precorre q uella nocd-e uropea. UIBLIOGR AFIA l?iz iO/wrio d el Rirnrg i111ento N a zionale, Vo i. lii , pp. 227-230 (a c ura di P. PtcRt). En ciclopedia lta /ia11a, Vo i. XV ll , pp. 152- 154 ( a cura di G. SAJTTA).

30 . CIUSTINIANI , Enrico ( 1806-1 859) Ge ne ral e, marchese, sc ritto re milita re pie mo ntese . En trato nell'armata sa rda ne l 1825, presta ser vizio in fanteria. N el periodo 1825-1 827 t; Prefetto a li ' Accade mia Militare di Torino. Da l 1840 al 184 8 pubblica a Parigi, in


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FPrruccio Botli

francese, tre opere: Saf?f?iO sulla tattica delle tre J\ ,mi isolate e riunite ( 184 1),

Memoria sulla guerra di montagnll ( 1844 ), Considerazioni sulle ritirate ( 1846), più una serie di sagg i pubblicati pe r la magg ior part!l da llo Specll1teur Militaire di Parigi da l 1844 al 1851. Nel 1848 passa a l Corpo di Stato Magg iore piemontese ed e ntra in campo contro l' Austri a come Capo di Stato Maggiore de lla L" di vis ione, meritandosi una medag lia d'argento nel combattimento di Go ito. La Commissio ne d' Inchiesta, inoltre , si esp rime in termini lusin ghie ri sul suo o perato e sulle rare doti da lui dimostrate. Nel 1849 è ferito ne ll a hattag lin di Custoza e pubblica, sempre a P arigi e in francese, la Statisti('a 111ili1ore def?li Stati Sllrdi. Dal 1850 al 1855 insegn;i ali' Accademia Milirnre di Torino mte de lla g uerra e storia militare. Ne l 185 1 pubb li ca la sua uni ca opera in italiano, un lihretto intitolato No zioni elemen.lllri di slm t<•g ia <·001·di11ate ad uso dell'insegnamento, che rivela l'influsso d i Jornini e Marmon1. Ne ll o stesso an no esce a Parigi , in frnncese, un 'altra opera , S1a1is1in1 militare e ricerche sull 'orxanizzaz.ione e sulle istituzion i militari rl<'gli <'Sl'l'Cili stranieri, Stllli sardi, Paesi Rassi e Relgio. Pro11wsso colonnello nel 185 5, parteci pa alla g uerra di Crimea come co11ta11danle di reggimento e poi di bri gata, meritandos i la Croce di Cavalie re de ll ' Ordine Milirnre di Savoia. L' espcricnw di questa ca mpagna v iene da lui dcsc rina ne ll ' ultima opera, i Commentari sulle operazioni militari in Cri11,ea ( 1857 - in francese). Scri ttore mi litare prolil"ico, e rudito, dili ge nte e ta lvolta interessa nte, ma poco ori g ina le. Con palese esagerazione, il D ' Ayala lo ha collocato " frn i primi sc ritt ori di strategia". Secondo lo Sticca, "colon ne llo d i Stato Maggiore fo rn ito di vasta cultura, I nella g uerra del 1848- 1849) godeu e la s lima del ge n. De lla Rocca e dcll ' Escrci10 intero". RI RU OGRAFIA SI udiamo la nostra dorrrina di i uerra , " Riv ista Mil il are"' I') 14, Vo i. Il , pp. 88 1-')05.

N.

BR ANCACCIO,

M.

D ' AYALA , Della lelleratura mi/ila re in f' iemonte, "Ri vista M ili tare" 1859. Voi. I. pp. 56-62.

Hnciclopedia Miliwre, Voi. IV, 134. F. L. R ()(.IFR , La R . Accademia di "l'orino - no te sluric he 1816-1860, Torino. CANDEL ETTI

G.

STICCA ,

1895.

Scritturi m ili/ari italiani ( 19 12). p. 2 14.


Nule biol{rq(iche e bihliog rafù:h e sugli seri/lori militari e navali ...

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3 1. GRASSI, Giuseppe ( 1779-183 1) Le rte rato e linguista pie montese, " nutrito di class ica letteratura" e massimo espo nente del purismo dell a Crusca negli studi s ul lingua ggio militare c he fiori scono inlcnsarncnle nella prima me tà de l secolo XIX, alimentati dalle nuove ista nze nazionali. Oi povera famig lia, e ntra nel Seminario di Torin o non a vendo altra via pe r proseguire g li studi. Costretto ad abbandona re il Seminario a causa dell ' invasione delle truppe napo leonic he, pe r v ivere si ada lla prima a fare il g arzone di libraio e poi a ri coprire varie e modes tissime cariche nella pubblica amminist razio ne de l Pi emonte, sia sollo la mo narchia c he sotto l'occupazione francese. Nel 1812 esce la sua prim a opera, un E logio Storico del Conte S a/uzzo , che - a de tta del lo stesso Grassi - va apprezzalo "per una ccrla sua indole, che sotto strani era domin azione ri trae u n no n so c he di generoso e di fra nco". L'anno dopo, in q uanto "avvezzo per dovere ali" idioma fra'ncese" [lingua uffic ia le de l te mpo in Picmontc - N.d.a. J p ubbl ica in q uella lingua un A h bozza Statistico dell'Antico Piemonte, c he a suo di re è hcn accolto a Pari g i. Secondo iI Bastico, g li eve nti de l 18 14- 18 15 geli ano un ' o mbra ambigua su Ila sua vita. Perduto l' impiego presso la Prefettura d i Torino, a fine 18 14 si reca a Napoli ivi c hi armuo dal s uo amico ge nera le Ro ssetti, che vorre bbe fa rlo no minare storiografo di Corte di Re Mura t e all' ini zio del 1815 g li affida una delicata e ambi gua missio ne po litica negl i altri slali itali ani, mirante uffi cialme nte a sonda re i se ntime nti degli italiani nei ri g uardi dell a politica del Re di Napoli, alla qu ale lo stesso Rossetti è con tra rio. Il G rassi parte, ma 110 11 si fa più vivo co l Rosselli ; probabil mente, co me lo stesso Rossetti e il Murat era carbonaro. Ne l 181 6 viene ele tto so cio ordinario nella R. Accade mia dc ll t: Scienze di Torino. Ne l !817 compare la prima edi zione de l suo Dizionario militare italiano , ope ra pionieri stica e meritoria c he inte nde at·francare i I I i nguagg io militare i tal iano dal! ' influsso fra ncese. Con un eccessivo ric h ia mo all e voc i de ll' anti chità classica e ag li scrittori italiani del seco lo X III- XIV. vi si trascurano, pc rù g li a utori militari italia ni più mode rn i e la nu ova terminolog ia tecni ca relativa specialmentt; a ll ' a rtig lieria e al genio : pe r ques te ragio ni l' ope ra è assai criticata dag li a ntipuristi. Il Grassi stesso ne ri conosce i limiti e subito dopo la sua pub blicazio ne ini zia il la voro pre paratorio per una seconda edi zio ne, ne lla qua le la l'cdcllà ai precetti restrittiv i dell a Cru sca è assai a nn acquala. Dop o a ver coll aborato con il suo a mico Vincenzo Monti a un Parallelo de i tre vocabolari ita liano, inglese e spagnolo, nel J820 dà alle stampe il suo Dizionario d ei Sinonimi ~ nel 182 1, con un suo comme nto , gli Aforism i


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Ferruccio Bulli

militari d el Montecuccoli "guasti dal Foscolo" (gli studi sul Montecuccoli duravano peri'> da anni , e, in merito, g ià nel 1919 il Grassi aveva presentato ali' Accademia de ll e Scienze di To rino uno studio filologico con il titolo Notizia intorno a un 'operetta inedita del Principe Raimondo Montecuccoli). Nel 1822 succede al Barone Vernazza in nella carica di Segretario del!' Accadem ia delle Scienze di Torino per la classe di scienze morali , storiche e filologiche. Intanto proseg ue le ri cerche e gli studi per la sospirata seconda edizione del suo dizionario, ma l'eccessivo impegno letterario abbinato alla normale attività giornaliera (è fun zionario dell 'amministrazione piemontese) g li logora definitivamente la salute. Ne l 1823 p erde la vista e contrae una grave infermità di nervi, ma contin ua a lavorare alla nuova edizione del di zionario avvalendosi - non senza inconvenienti ed errori di amanuens i. Confermato nella carica di Segretario de ll ' Accad emia anche dopo I~ sua cecità, nel 1828 viene nominato Socio corri spondente de l l' Accademia de ll a Crusca cd e ntra a far parte a nche detr Arcad ia di Roma. Ne ll o stesso anno 1828 prese nta sull'Antologia di Firenze il nuovo Dizionario del quale dà come imminente l' uscila, anti c ipandone finalità e conte nuti e pol em izzando con talu ni ufficiali suoi avversari che gli addebitano, tra l'altro, la s ua incompe tenza e ines peri e nza militare. Muore nel gennaio 193 1 senza il conforto di vedere pubblicata l' opera, all a quale aveva dedi cato pe r una vita intera le più riposte e ne rg ie. Grande piemontese e grande italiano, c he in te mpi a ncora oscuri e incerti per l:i ca usa dell'indipendenza ha operato con fede - al di là di e rrori , ambiguità e lac une - per l'affermazione di un ling uaggio militare na zionale e unita ri o, affrancato il più possibile da influ ssi strani eri e me more d ella passata grandezza e cultura militare. 1,a nuova edizione dd ~uo Dizionario viene pu hhl icata postum a ne l 1833 a cura degli Accademici delle Scie nze di Torino, c he ne utili zzano le schedule (forse apportandovi del le modifiche per ra gioni di o pportunità). Pur allargando le fo nti ad a utori italiani più recenti, essa presen ta ancora lac une riferibili soprattutto a lle voci tec ni c he di artig lie ria , genio e forti fi ca zione p iù recenti . Ne l 18 32, a cura del Marie tti , vie ne pubblicata postuma a Torino an c he un a racco lta (in due volumi ) delle opere mino ri , della quale fanno parte due saggi di inte resse mili tare (Uicerche storiche sopra a lcune antiche armature scoperte in Sardeina e Descrizione delle battag lie di San Quintino e Guastalla). È immeritatam cnlc non citata ne l Dizionario del Hisurgimento Na zionale.


No/e bioxrqfiche e hihliografiche sugli seri/lori militari e ,rava/i...

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BIBLIOGRAFIA G. B us-r1c o . <iiu.H'fJ/Je Gra.ui istoriografo di Gioacclti110 Mural, « Rassegna Storica del Ri sorgimento» I 942, pp. 307-326. Cenni biografi ci c bibliografici riportati ne ll 'edi zione 1833 del Dizionario. F.nciclopedia Militare. Voi. IV , p. 197.

o , Saggio intorno ai sinonimi della ling ua italiana di (i. Gra.1·si premessivi cenn i s toriri su la vira e le opere de/l'a11/ore ( 1855. Firenze), pp. 7-23.

(ì. M i\N

G.

M A N NO.

Biogrujie degli italiani illustri, Venezia Tip. Al visopoli 1835, Voi. 11,

pp. 402-4 12.

32. HOSTE, Paul ( 1652- 1700) Ges uita francese e insig ne matematico, co nsiderato il fondatore de lla scuola francese di lallica 11avalt: ben viva anche ne l secolo XIX. Grazie ali ' intercess ione del Duca di Monternart, generale d e lle galere del Re, diventa Cappel la no imbarcato su lll: navi della Marin a Re a le francese, prima ag li ordini de l Man:sciallo d'Estreés, poi del Mare sc ia llo de Tourvi lle. Ha così tem po e modo di studiare dal vivo le man ovre, cod i ri c arlc e sperimentare miovi metodi per far ca mbi are o mantenere a una na ve la sua posizione ne ll'am bito della squadra. In seguito diventa professore ne l Seminari o di Tolone , dove muore ne l 1700.

È a utore di numerosi scritti, nei qu ali applica le s ue vaste conoscenze ma te matic he a ll ' arte de lla navi gaz ione, fino ad essere accusato - a ragione - di ridurre a nc he la tatti ca a un rig ido sistema geometri co. È fervido soste nitore de l man te nime nto ad ogni costo della linea di fila in co mbattimento. Tra di esse c itiamo il Trrtflatn d elle evoluzioni ttal'<tli (non pubblicato - l 69 1), i l Trattato dei segnali e delle evoluzioni navali (no n puhhli cato - 1796), L 'arte d elle annate navali o tra/lato delle evoluzioni ( 1697) e La teoria della costruzione dei vascelli ( 1697). Se condo I' Amm. Castex, "i l Padre Hos te, c he ha te nta to, nel 1696, di abbordare lo studio de lla g ue rra sul mare con i_l suo cclchre Trattato d elle evoluzioni navali. non s i è a ffatto elevato al di sÒpra de lla tattica, e pe r di più di un ce rlo tipo di tattica, che è piu ttosto c ine mati c a c he militare. Non ha de l'o una parola de lla condotta generale della g uerra. e i s uoi con sig li re lati vi a ll e az io ni da svolgere e a ll 'offen siva non hanno co nte nuti particolarme nte strategici. Ino ltre, g li è sfu ggita l' importan za della di struzione delle forze organizzale" . È il princ ipa le responsabile della co nfu sione tra !altic a e evoluzioni na va li, che pe rdura anc he in Italia per tutto il secolo X IX e ne ll ' età del vapore. Le sue teorie sono l' antitesi di quelle dell ' in glese C lerk (vds. biografia ).


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Ferrucciu Bulli

BIBLIOGRAFIA CASTEX (AMIRAI.),

Th éories stratégiques ( 1929), Voi. I, p. 29.

t:nciclopedia Militare, Voi. IV, p . 297. M. DEPEY R E, Le Pére Paul Coste Fonrlatntrde la pen.ffl navale nwderne _(in L 'F,v,1c /u/Ùm de la pense,; navale, Paris, Fedn 1990).

33. JOMINI, A ntoine He nry (1779- 1869) Ge ne ral e, barone, scrittore militare nato in Svizzera da famiglia di orig ine italiana ne l Canto ne fra ncofono di Yaud ma di ispirazione e forma zione francese, fino ad essere definito "grammat ico di Napol eo ne", de ll e c ui campagne è slalo a llo stesso tempo spettatore e protagoni sta in incarichi di Stato Ma gg iore. Non essere francese; non aver compiuto stud i militari regola ri ; non essere propriame nte un uffi c iale di carriera; sono 4ues ti g li handicap c he segna no la sua v ita e la sua opera, ne fann o un esperto militar<.·. "este rno" e co ndizionano negali vamente i I suo se mpre di llic il e rappo rto con la grand<' !\rmér, i ge nerali francesi e lo slcsso Napoleone. Fin da fanciu llo dimostra una precoce vocaz ione militare, c he dala la situaz ione politico-militare de lla Sv izzera de l momento no n lrova alcun sbocco. S i impi ega allora in una casa di comme rc io, e ne l 1796 e mi gra a Parig i gettandos i in ard ite speculaz ioni di banca e di borsa. Dimostra fin dall'adole sce nza un caratte re irasc ibile , ne rvoso, suscettibile, ardito, intrapre nde nte, mobile, co n a lta cosc ie nza di sé. È subito affasc inato d a lle vittorie d i Napoleone e raccog lie doc ume nti sulle sue vittorie pe rc hé torme nt ato da l deside rio irrca li zwbilc di e mul a rlo e di ca rpirg li il segre to de l successo, inesiste nte perché riposto nel suo genio. Nel 1798 ritorna in Sv izzera quale aiuta nte di campo del Ministro de ll a guerra de l nuo vo governo ri voluz io nario svizzero e vie ne nominato capitano. Capo di battaglione ne l 1799, lavora a lac re me nte al ri ordinamento d e ll ' apparato militare e lvetico e d è di molto aiuto a l Masse na durante la sua ca mpagna in Sv izzera. Dopo la pace di Lunéville ( 180 1) torna a occupa rsi di commerc io a Pari gi. Nel l 803 scrive una prima vers ione del suo Traité des vwides operations miililaires, intitolata 'J'raité de grande tactique, ne ll a quale già sostiene il clou d i tutta la sua opera: la rapida concentraz io ne de lla magg io r parte dell e for ze ne l punto decisivo, ne lla quale - a suo avv iso - consisterebbe il segreto delle viltoric napol eoniche. Presenta il manosc ritto de ll a sua prima opera a nzitutto aJ Segretari o d e lla legaz ione russa, "che ne ride, si strin ge


Note biog rafiche e bibliografiche sugli scrillnri milirnri e navali ...

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nelle spalle e l' accornrniata" . Gli va meglio con il maresc iallo Ney, c he fin:rn zia la puhhlica1.ionc del lihro e lo arnmelle ne l s uo Stato Maggiore a 13oulogne come volontario, promcllcndogli la nomina a ai ulanle di campo. Jomini rimane con Ncy fino al 1806, partecipando al le principali battag lie , di stin g ue ndosi in parecchie occasioni per le sue intuizioni ma face ndosi an che mo lti nemici. Dopo la hallag lia di Auslcrliz ( 1805) Ney invia a Napoleone la nuova edizione de l Tmité drs grandes operations militaire,v conlenanl I 'hisloire critique des campagn.es de Fréderic Il compareés a celles de f 'Empereur Napoleon (in due vo lumi) uscita appunto in quell ' anno, nella qu ale a de tta dello stesso Jomini sono indicati - specie nel capitolo X IV sull e linee d'operazioni - i nuovi principi della scienza strateg ica. Napoleone rima ne e ntusiasta del libro, e promuove Jo mini a colonnello primo aiutante di campo di Ney. Nel 1806- 1807 en tra nello stesso Stato Maggio re di Napoleone, p:irtecipand o al la nuo va campagna ma guad agnandosi a ntipatie per la franchezza de ll'e loqui o e la pretesa di dare a ll 'Imperatore a nc he suggerimenti politici . A 13erlino lavora al 3° e 4 ° vo lume d el Troité e sc rive un ultimo capitolo da aggi un gere all 'opera, riguardante i principi ge ne rai i dell ' arte del la gue rra. Uopo la pace di 'J'ilsitl ( 1807) s i reca a Parig i e c hi ede d i ripass:ire al servi Lio di Ney come Capo di Stato Maggiore, ma d eve cede re il posto a un protcllo de l Capo di Stato Maggiore di Napo leo ne ge nerale Berthier. Non accetta quella che riti e ne un ' ingiustizia, e così c rea le premesse pe r la futura rottura, inimicandosi lo slesso Bcrthie r e alienandos i a nche l' affetto del suo antico protcllorc Ncy. Partecipa tultavi a con Ney alla gue rra di Spag na nel 1809 , ma il maresci allo ne llo stesso a nno lo estromette dal suo Stato M:igg io re . G li vie ne assegnalo un incarico umili a nte ne llo S tato Magg iore di Berthier, perciò nel 18 1O accetta l'ollcrla dello Zar Alessandro di Ru ssia di passare a l suo servizio. Ma nel 18 12 da allealo della Francia lo Zar di ve nta ben presto suo ne mi co : Jomini dovrchhe perciò comhallerc i generali frances i per i q uali ha la vorato fino a poco te mpo prima. Cerca di sotlrarsi a questo ing rato impegno , e :i fine 19 12 ricompare a l fian co di Napoleone al passagg io de lla Beresina . Ancora una volta Napoleone apprezza la collahorazione d i Jomini e nel 18 13 lo impone al maresciallo Ney come suo Capo di Stalo Maggiore. Jomini si di stin g ue anco ra ne l nu ovo incari co e a Baiitzen co nsiglia al suo generale una manov ra, che non dà tutti i r isultati c he a vrebbe dovuto dare so lo pe r le esitazioni d ello stesso Ney. Quest' ultimo apprezza comunqu e l'apporlo di .! o mini , propo ne nd olo pe r la promozione a gene rale di


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Fernu:cio Botti

di visione; la proposta è però cancellata dal suo nemico Rerthicr, c he Lro va anche il modo di metterlo ag li a rresti . È la rottura defi ni tiva: nell'agosto . 18 13, durante l'armisti zio, Jomini - per questo tacciato di tradim ento dai gene rali di Napoleone e poi accus~to a torto di rivelare all 'esercito ne mi co i piani francesi - abband ona definiti vamen te l'J\.rmée e ripassa a l serviz io de lla Russia, con il grado di ge nera le d i divisione a iutante di ca mpo e c on siglie re dello Zar. Acco mpagna lo Zar ai Co ngressi di Vienna, Aix - La Chapelle e Veron a e diventa precettore del Princ ipe e reditari o, co nquistandosi anche in Russia vasta influe nza. Dal 1911 a l 19 16 pubblica a Parig i l' edi7.ione de finiti va de l Traité des grandes uperalions militaires in 8 volumi, co n una " raccolta dei principi generali del l'arte de ll a g ue rra" ( un 'altra edi z ione, in 15 volumi , uscirà ne l 1820- 1824). Nel 1827 pubblica anche una Vie politique et militaire de Napoléon (in 4 vol umi ). Pa rtecipa al la ca mpagna de l 1828 co ntro la Turchia, l'avorendone il posi ti vo esito. li Traité v ie ne tradotto anche in russo. e nel 18:10 esce il 'J'ableau analytique des principales combinaisons de la guerre e/ de leurs rapports avec la politique des Etats, inLroduzione teori ca e completa me nto del Traité do ve egli esamina i rapporti tra politi ca, guerra e strategia , indicando per la prima vo lta i contenuti del nuo vo tcn11i11e /ogistil'o , peraltro non a ncora conside rato quale parte dcll'arlc de lla g uerra. Nello stesso anno riorganizza l'Accademia Militare russa. Nel 1838 pubblica in pol e mi ca con Clauscwilz la sua opera più significativa, i I f'récis de l'a rt de la iuerre ou nouveau rahleau analytique des principales combinaisons de la stratégie, de la grande tactique et de la politique militaire in due vo lumi , do ve riass um e e confe rm a i co nten uti teoric i delle opere precedenti con qualche concessione all ' ant idog ,na tismo c la usewitziano, e per la prima volta indica la logislica come hranca autonoma dell'arte d e ll a gue rra. Nel 1839 vede la lu ce l' ultimo suo libro sig ni ficati vo. il I'récis politique et militaire de la rampogne de IX/ 5, a l qu a le si agg iunge l' anno dopo l 'Histoire des i uerres de la Rrvolution. Ne l 1848 si ritira in Be lg io, ma lo Z ar lo rich iama in Ru ssia ne l 18551856 in occasio ne de lla g ue rra di C rimea. Rientrato in F ranc ia , suggerisce a Napoleone 111 il niano d ' opcrazioni per la guerra de l 1859 in Itali a. Tra g li ultimi scritti ricordiamo un a le ttera de l 24 ottohrc 1866 a M . d i Forvi Ile, ne lla qua le prevede c he le ferrovi e re nde ranno impossibili le sorprese in g uerra, vincoleran no le operazioni su dire tt ive obbligate e non re nderanno più realizza bi Ii le ardite mano vre s trategiche di Napo leo ne, basate solo su Il e ga mbe d e i soldati prev isio ne c h e, se alla parol a "ferrov ia" s i so stitui sce


Noie biograjìche e ·bibliografiche sugli seri/lori mi/ilari e navali...

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"trasporti " o meglio a ncora " logistica", so no assai meno retrograde di quan Lo possa se mbrare e intravedono una diminutio capiti.\· della strategia a fa vore de lla logistica. Jo mini - come afferma no i suoi nemici - aveva l'animo del mercenario del professionista della guerra svjzzero attento prima di tutto sé stesso , ai suoi inLeressi? Lasciamo il g iudi zio al lettore. Cerio, egli oltre ad avere molti ne mici nell ' A rmée non era di nazionalità francese e quin di da lui non si polcya pretendere un amore esclusivo - e superiore a qualsi voglia altro sentime nto - per la Patria francese. Ma al di là dei dubbi sul Jomini uomo e dei suoi controversi atteggiamenti , ness uno meglio di lui fino ai nostri g iorni - ha meglio interpretato e reso nelle sue opere l'esprit militai re francese, cartesiano, illuminista, aman te delle formule e degli schemi, razionalizzante fino all'eccesso, e tale da far apparire Napoleone pur ri ferime nto costante del pensierojominiano un gen io italiano quale egli è, ma non un genio francese. A ragione il comandante Mordacq nella sua o pe ra La stratégie (1912) presenta Jomini come capo llella scuola de i "dottrinari" (opposta a quella deg li " ideologi" che si ri chi ama a C lausewitz). i quali "erano g iunti a questa singolare conclusione, che l'arte dell a g uerra no n era più , in qualche misura, pcrfe llibile, e che si trovavano tutti i s uo i c kn1enti nelle ca mpagne all ' inizio del XIX secolo. Essi avrebbero vo luto ridurre la guerra in equazioni ... ". In effe tti .lomini - come l' Arciduca Carlo (vùs. biografia), non casualme nte da lui citato in termini molto lu sing hieri - sac rifica troppo alla Dea Rag ione, dimenticando c he la massima razionalità dell' operare è prerogativa esclusiva del genio e c he la ragione ammette dei principì e cri teri, ma non quei capisald i immutabili, quei dogmi e sche mi geometrici per i quali dim ost ra soverchio amore. in sie me con l'eccessiva cura per i dettag li e le minute prescrizion i che poi si ritrova nel pen siero mi litare e nella rego lame nta z ione piemo ntese della Res taurazione , influe nzando larg amente l a me ntalità e le dottrin e dell ' eserci to ilali ano fino ai nostri giorni. Il carattere d iffici le dell'uomo si ri llcllc nella sua opera, dominata dalla pres un zione di aver scop erto - unico fra tutti - il segreto d elle vittorie napoleonic he, e soprallutto di aver estratto dag li exempla historica, reso accessibili e reso per tulli applicabili i fondame nti della moderna strategia, peraltro da lui attribuiti a Federico 11 prima a ncor c he a Napoleone. Non può tullavia esserg li contestato il grande meri to di avere pe r primo introdotto nel pensiero militare in forma organica la strategia e la logistica, dando loro conten uti e sig nificali concreti e moderni; peraltro dal punto di vista cronologico Clausewitz e l'Arciduca Carlo sono da lui di staccati solo di qualche lunghezza.


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Ferruccio Bolli

Con la s ua sia pur esasperata tende nza all ' anal is i e con la grande importanza da lui attribuita alla logis tica, ali ' amminis traz ione e al materiale, al I' organ izzaz ione e prepara7.io ne in so mma, eg li s i dimostra pensatore moderno e attuale e richiama la complessità di un fenomeno c he - quale la guerra di oggi - in quanto fi g lio della politic a no n può essere dominato sempre e solo dalla virtù de l Capo e da fattori s pirituali , come avrebbe vo luto C lauscwitz; per contro, rifiuta e non vuol capire la gue rra totale, da C lausew itz rite nuta inev itab il e. L ' importan1.a e la necess ità di un me todo e del lavoro di Stato Magg io re , il ruolo d e terminante che ass e g na a ll a geog rafia fi no a fare della s ua strateg ia una geostrategia, sp iegano il vasto influsso che ha avuto in Francia, Ita li a e S tati Uniti fino a l secolo XX. _L ' operato dello Stato Magg iore fra ncese dal 1939 a l 1940 - is pirato a una condotta della guerra metodi ca e prude nt e, ne ll a quale l' imprev is to non tro va s pazio - dimos tra che anche .!omini , co m e C la usewitz, ha av uto ca tti vi a lliev i che hanno spesso applicato i I peggio e non i I meglio del le s ue idee. Nonostante la sua vasta e quas i esclus i va inrlucm•.a s ul pen siero militare - e anco r più s ulla regolame ntaz io ne - ita liana fin o al 1940, delle opere di J o1ni ni s i conoscono solo due ultracente nari e pur sempre ritardate - tradu 7ion i italiane del f'réc is d e l 1838 (Risl re((u dell 'orle d e lla guerra ussio 1111m •o quadro ana litico delle principali c omhina zirmi dr/la slmleKiri, d ella )?r<lll loltico e della politica mi/ilare del gene rale /Jurone Jumini -prima lra du;io11r' dal ji"ancese - volume unico , I .i vorno , T ip. G. Fabbreschi 1855 ; Tra((a/o dell 'arte della r;uerra - 2 Voi., Acire a le, IJo nzus o 1864). No n va , infine, dimenticato l' infl usso del s uo pe ns ie ro in ca mpo na vale : è stato i I princ ipale ispiratore de l pe ns ie ro de te rmini sti co e d e i co ncett i geos trategic i di A. T . Mahan , m e ntre la tradi z ionale scuola di I.atti ca nava le fran cese - geo me trica e legata a sc he mi rig idi c he ta rpan o le a li a li' ini z iati va de i co mandanti in man.: - ha trovalo ne i s uoi s tilemi un ' ulteriore fonl.c di legittimaz io ne, influ e nza ndo a nc he i princ ipì pe r la cond otta de lla g ue rra navale italiana fino al 1943. l31BLIOGR A FIA E.

CANEVARI

G.

PR ~ZZOLI NI.

Marte - linciclopedia Milit are ( 192(,),Vol. Il , pp.

259-26 I. '/'. Mafwn: lo slorico na vale (i n AA. VV., G uerra e stmlegia n ell'età contemporanea, (ìe no va 19')2, pp. 155- 186).

l'. A . C i(OW L, A.

N.

M AR SEl.1.1 , Un dialog o sulla strategia, ;< Ri vis ta Militare" 1869 - Voi. II, pp. 44-81 e Il generale }omini, " Riv ista M ilitare " 1869 - Voi. 11, pp . 392-437.


Note hio1sni/iche e bibliog ra.fich e sugli scriffori militnri <' navali...

CoMM A N U ANT M O RD ACQ,

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La stratég ie - historique. é volution , l'aris, Fournicr 191 2,

Vo i. I, pp. 2 7-28. P.

PIE R I ,

G ue rra e politica ( 1955), M il ano, Mondadori 1975, pp. 143-145 .

.I. S11 v, ./om ini ( in AA. VV. , Guerra e strategia n ell ' f' tà contemJJo ra nea, Genova, Marie ui 1992, pp. 6 1- 100). ·.

34. LISSONI, Antonio Palriola e sc rittore militare milanese, già ca pitano dei dragoni nell ' esercito del Regno Itali co. Nel 1837 pubblica a Mila no una Difesa dell 'onore delle armi italiane oltraRxiate dal Sivwr di Bal-;,lu· e confutazione di molti erro ri della sto ria militare xuerra di Spagna fa tta da x li italiani, libro molto apprezzato e più volle ristampalo. Seguo no il Compendio della storia milita re italiana dal 1792 al 1815 (1844), i Fatti storicu-1nilitari d ell 'età noslra ( 1817) e (ì/i Italiani nelle guerre napoleoniche (ristampato nel 19 39). Partecipa all a g ue rra I 848- 1849 dapprima come comandante della guardia civ ica nelle cin4uc giornate d i Mi lano e me mbro del comi tal.o di guerra, come maggiore agg regato al quartie r gene ra le de ll a d ivis ione lombarda e g iudice del consig li o di g ue rra pe rmane nte d ella stessa di visio ne. A questo periodo s ono legati altri suoi scritti, come le Nonne di militare servizio p ro pos te a i valorosi delle due legioni lombarde, V eli 'ese rcito piemontese e della Kuardia nazionale, il polemico Contro le ing i11sti-;.ie, l ' illeKalità e l'incostituziona lità della commissione straordinaria di scrutinio piemontese per gli ufficiali lombardi, Il Ministero della Kuerra r il gr nerale Ferretti, e la Supplica a Sua Maestà Vittorio F,manuele Il. Di lui si conosce anc he un Elo gio sto rico di S. E. il ra v. Annibale Di Saluzw ( J 894). RIRLIOCiRAFlA G.

Gli scrittori miliwri ita liani - note e prof,li, " Ri v ista Mil itare Itali ana" , 1904 . Voi. I V.

S TIC C A .

15. LOMllROSO, Gi acomo Pa tri ota, sc rittore e storico manlovano, autore di nume rose opere militari (da non confondere con Ciiacorno Lo mbroso, arc hitetto e miglior biograt"o d el Promis e con il fi glio di quest' ultimo A lberto, anch ' egli apprezzato storico mili tare). La sua fa ma è legata soprattutto alle huonc biog rafi e dei protagonisti mil ita r i - italia ni e stranieri - delle g ue rre de l la Ri voluzion e Francese e


Ferruccio Botti

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dell ' Impero. Cosa rara, lali hiog rafi e comprendono sia i comandanti di terra che quel li di mare. Ricordiamo: Galleria militare, Vite dei marescialli, generali ed ammiragli francesi, italiani, inglesi, polacchi, tedeschi, russi, prussiani e .\pagnoli che hanno comandato in capo gli eserciti e le flotte dal 1794 al 1815 (1841 ; 2" edizione 1848); Vita del Principe Eugenio di Savoia e dei primari generali e marescialli di tulle le nazioni europee che ehhero parte n ella guerra accaduta ai tempi di Luigi XIV, dal i 659 al i 779 ( 1846) ; Vite dei primari generali e ufficiali italiani che s i distinsero nelle guerre napoleoniche dal 1796 al i 815 (1843) . Altri sc ritti , da considerare di caratte re secondario, sòno : Complicazioni promosse dall 'Austria dal Congresso di Viennafino al 'esaltazion e di Pio IX per conservare la Lombardia ( 1848); Confronto dei cenni inforno alla ritirata dalla linea dell 'Adda a Piacenza della l" divi.çione piemontese ( 1850 - in pole mica con il genera le Di Bric he ras io), estratto da una edi zione comme ntala cd amp liata a cura dello slcsso Criaco mo Lomhrnso dell e Memorie ed osservaz ioni sulla guerra d'indipendenza d' Italia del Promis; Dal Volturno ad A spromonte (1869), Sto ria degli avvenimenti politico militari d e gli anni 1859-/860 (senza d ata - 2 vo lumi ). BII3LIOGRArIA G.

I nostri scrittori militari Voi. I V.

STICCA,

n ote e profili , '"Ri vista Militare Italiana", 1904,

36. LO MONACO, Francesco ( 1772-1 8 10) Nato a M ontalba no Io ni co in Bas ilicata, sludia legge e med icina a Napoli c partecipa a lla rivoluzione d el 1799, collaborand o al Monitore Napo letano con articoli viole nteme nte anti c lericali . Cadu ta la Rcp uhhli ca Parlcnopca, è coslrclto all' esilio in Francia e Svizzera, ove pubblica il Rapporto al Cilladino Carnai sulla cataslrofe napoletana n el 1799, la me ntando l' a bbandono in c ui era stala lasciata dalla Francia la Repu bblica, accusa ndo il clero d i aver sobillato il popolo e favorito i briganti e indicando come unico rimedio per i mali d ' Ital ia la sua unità. Dopo la vittori a napoleoni ca di Mare ngo si stabil isce in Lomhard ia e viene nominato insegna nte di stori a ne lla Sc uol a Politecnica Militare di Pavia. Nel 1802 p ubblica le Vite degli eccellenti italiani e nel 1804 l'opera più nota, Le vile de' famosi capitani d ' Italia in tre vo lumi , giudicale dal Picri "retoriche e di scarso va lore storico", ma rite nute dallo S ti cca "appre zzahili , no n però a l punto di paragonarle , co me si volle , a qu e ll e di Pluta rco".


Noti: biografiche e hihliogra.ficht: sugli scritto ri militari e navali...

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Nel J807 compare il suo ultimo libro, Della virtù militare, che secondo lo Sticca è un "vivido mosaico di se nte nze e precetti" e viene e logiato <la Vincenzo Monti. A 33 ann i muore s uic ida - per amore o manìa di persecuzione - dopo il sequ estro <la parte della poli zia dei s uoi Discorsi lei/erari e filo sofici , rite nuti blasfemi e corruttori della giove ntù.

Uil3LIOGRA FI /\ Dizionario del Risorg imento Na zionale, Voi. 111, pp. 388-390 (a cura di P. l'I ERI). G. STICCA, / nostri .,· cri/lori militari

note e profili. " Ri vista Mi litare", Vul. IV,

1904.

37. MARMONT, Augusto Federico Lui g i ( 1774- 1852) Maresciallo <li Francia e Duca <li Ragusa. Allievo del g rande Laplace alle sc uole militari <li Chalons e Digione, è no 111inato sottotenente <li artiglieria ne l 1792. Nel 1793 partecipa all ' assedio <li Tolone con Napoleone, che aveva c onosciuto a Digione. Da allora la s ua rapida carri era si svolge ali' ombra del grande Còrso. Eminente artigliere, rifo rma con efficacia l' artiglieria napol eonica . Partecipa a tutte le campagne d e lla Gra11dr Armeé distinguendosi pe r c oraggio e capacità tecnica ma dimo strando an c he doli assai negative, come l'invidia per i colleghi, la smodata ambi z ione e la scarsa onestà e corre ttezza a mministrativa. Sempre perdon ato dal s uo amico Napoleone, ne l 1809 dopo essers i distinto a Wagram di venta Maresciallo. Comandante di corpo d'armala ne lla ca mpa gna d el 181 3 si c o mpo rta valorosamente, ma l ' anno successivo cede alle lusin ghe <li Tallcyrand , tradi sce Napoleone e passa al servizio <le i Borbone. Nominato <la Lui g i XV!ll Pari <li Francia e c omandante della Guard ia Reale, durante i moti de l 18 30 viene ancora sospettato di tradi mento da parte de lrambie nl c <li Corte e arres tato. Rimesso in libe rtà s i riti ra in Austria dove pubblic a lihri di viagg i e il s uo capolavoro, Dello spirito delle istituzioni militari ( 1845). Nel 1857 escono postume le sue Memorie, lihro vivo e interessante ma pie no di accuse e calunnie per perso naggi ancora viventi. Mal g iudicato dal Bastico, il suo libro nello spirito delle istituzioni militari ri sente senza dubbio <lei non benefico influsso dcli' Arc idu ca Carlo, ma è pieno di osservazioni acute e interessanti dettate dalla sua forre intelligenza e capac ità tecnica e da una rara esperienza. È il primo d el s uo te mpo a considerare l'Amministrazione (cioè l' attuale logistica) parte de ll ' arte del la g uerra e a trattarne con competenza. Precorritric i le sue pagine s ull ' importanza d ei razzi e sull e artiglicrit: na vali . Tradotto in italiano una prima m lta nel 1866 (Torino) e poi nel 1939, il libro Dello spirito delle istituz ioni militari ha nondime no esercitato notevole


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Ferruccio BrJ/li

influe nza sugli scrittori italiani della second a metà del secolo XIX, a cominciare da Carlo De Cristoforis (che lo definisce " il mig lior libro di g ue rra dopo le me morie di Napoleone") e da Agostino Ricci. Andrè Corvoisier nel suo recentissimo Dictionnaire d 'art et d 'histoire m.ilitaire (1988) non lo cita. BIBLIOGRAFIA Enciclopedia Militare, Voi. I V, p. 860.

E.

R ASTICO,

E.

CAN EV A RI -

[,'evoluzione defl 'arre de/fa guerra, Voi. I , pp. 179- 180.

Cì.

CA RBON I ,

G.

PREZZOI.I NI,

Marte - Antolog ia m ilitare, p. 25 1.

Prefaz. a Ed. 1939, Oello spirito delle Istituzioni militari (pp. V-XVI) , Ro ma, Ed. Roma.

38. MORELLI DI POPOLO, Angelo (1813- 1887) Conte piemontese, uffici ale di cava lleria e poi generale dei Carahinieri. Nel 1840 puhhlica un ' opera c he può essere definita di geostrategia, Dei diversi passaggi delle Alpi tra il S. Renzardo e gli Appennini. In essa il Morelli di Popolo, con ampio ri corso a "exe mpla hi storica" (anali si di 66 passaggi d elle Alpi dall ' anti chilà rom ana in poi) inte nde co ntrastare l::t tesi c he esse sono sempre state attra versate da chi lo avesse voluto, dimostrando invece che "se furono sì spesso attraversate, non all'abilità de ' nost ri av versari , non alla preponderante numerica loro for za, non a circos tanze di te rreno loro più favorevoli , ma be nsì ad a niuna difesa, ad a difetto di ac co ncia difesa debbasi il più d elle volle tale risultato allrihuire" . In tal modo il libro de l Morelli di Popolo, o ltre a in4uadrarsi ncll ' indirizw an tifra ncese de l tempo, precorre l'animato dibattito sul va lore impediti vo de ll e A lpi, c he si svilu ppa in Italia spec ie dopo il 186 1 ne ll ' ambito de i pro vvedime nti da adottare pe r la difesa de llo Stato. Va ri cordato, infine, c he secondo il Morelli di Popolo Carlo Eman uele I anti cipa i co ncetti strategici di Federico II e Napoleone, tene ndosi in misura di attuare un a manovra da posil".ionc centrale nella difesa delle Alpi contro il ge nerale fran cese D 'Usselles. Lo Sticca g iudi ca giu stame nte l' opera del Morelli di Popolo " lavoro d a erudito, piuttosto arido , ma in ce rto modo profetico, poiché 4ucl concetto dove va poi ven ire riconosciuto ed app li cato" . lllBLlOGRAFIA Enciclopedia Militare, Voi. V, p. 335.

G . SnccA, I nostri scrittori militari-note e profili, "Rivista Mi li tare Italiana", 1904, Voi. I V.


Note biografiche e hihliografiche s11gl_i seri/fori militari e navali.. .

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39. PAIXHANS, Henry (1783- 1854) Ge ne rale francese proveniente dall'artigl ieria. Partecipa alle campag ne napoleoniche. Promosso generale di di vis ione ne l 1848, è per I 8 ann i deputato della Mosella. Nelle sue due opere più sig nificati ve, Nouvelleforce ma.ritime et artillerie ( 1822) e t.:xperien.cesfaites pour la marinefra.ncaise sur un 'a rme nouvelle ( 1825), sostiene l'efficacia d el "cannone a bomba" c he da lui ha preso il nome, cioè cli un cannone capace di lanciare a forte veloci tà ini ziale e co n traiclloria molto tesa delle grana te scoppianti, da utilizzare sia sulle na vi, sia sulla difesa costiera e nella g ue rra terrestre. Egli a ragione prevede che, se abbinato a navi corazzate a vapore monocalihre, tale cannone avrebbe surclassato i grandi vascelli a vel a. È dunque riduttivo limitare il suo pen s ie ro alla progettazione di una nu ova e pi ù efficace artiglieria: in rea ltà il Pa ixhan s è stato precursore della na ve co razzata nella formula costrutti va ovunque prevalsa all'inizio del seco lo XX e inoltre ha progettalo un tipo assai moderno di fu cile. Il gen era le Magg iorotti s ul I' En.ciclop<·dia /1aliw1a è l' unico autore italiano - e tra i pochissimi europei - a mcllc rc in rili evo che "eg li si occupò a nche, tra i primi, della protezione del le na v i c ontro le artiglierie", ma descri ve i I s uo "cannone a bomba" in modo e rrato, come ··un cannone - obice c he lam;ia va una bomba incendiaria (sic), for m:ito co me un antico petriere 111a più lun go, e destinato a eseguire tiri area ti ''.

BIBT ,IOCiRAFIA 1::11 ciclopedia ltalù11w . Voi. XXV , p. 936 (a cura uel gen. A. M AGGIOROTTI) .

F:11ciclopedia Mili tare, Voi. V, p. 749.

40. PAPI, Lazzaro (1763- 1834) Sc ritto re e letterato lucchese. A vviato dai genitori al sacerdozio, abhan clona be n presto gli studi eccle siast ic i per ded icarsi a lla med ici na ed a gli studi le tterari. Emi gra s uccessivamente ne ll e Indie Orie ntali, dove dopo e ssersi dedi calo per parecc hi anni a ll ' esercizio della medic ina, si arruola ne ll'eserc ito ing lese delle Indie e si di s ting ue nella campagna contro Tippo Sahi b fino a me ritarsi il grado di colonnello. Rimpatriato nel 180 1, e ntra al ser vizio prima de i Bacciocchi - Ronaparte e poi de i Rorhonc. [)ai primi viene nominato , Ira l'altro, te nente colonne llo de lle mili zie del princ ipato; i Rorhoni le nominano censore de l collegio,


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F crrucrio Bolli

direttore della hihli oteca lm:ale e istruttore <le i princi pe e reditario. Ne l fra tte mpo si dedica inte nsame nte agli studi letterari , pubbli ca ndo le Letlere sulle Indie Orientali e la traduz ione de l Paradiso Perduto di Mii to n. La s ua fa ma le llc raria è però legata ai Commentari della Rivoluzione Franrese ( 1830). in sei volumi . L' opera è stata d efinita dallo Sticca " la sola storia c lass ica c he possegga l' Italia sull 'argomento, [nella qua le il Pa pi] rivela a mpi e cogn izioni militari: spassionato e veridico, scriven do in purissima lingua, espone e g iudica con compe tenza i fatti e le condi zio ni militari di que l periodo" . In quest'opera, p ur essendo " un conservatore aù occ hi ape rti" (Rosi) dimostra sentime nti liberali , mettendo in evide nza i be nefic i ed i progressi apportati da lla Ri voluzione. I3113L10G RAI •IA Biofi rafic tù gli Italiani Illu stri, Vene7ia , Tipog rafia A lv isopo li 1837 , Voi. V , pp. 4 11-41 8 (a c ura d i A. V ANNUC"C:1). Dizionurio d el Riso rfiilnt-1110 Na::.icJ1wlt-, Voi. lii, p. 77l) (a c ura di M. Rosi). (ì. STICCA, /

1ws1ri scrittori militari - note e pmfìli, ··Ri vista Militare", 1904, Vo i.

IV .

Enciclopedia Militore, Voi. V, p. 796 .

4 1. PEPE, G uglielmo ( 1783- 1855) Irrequieta e vivace fig ura me ridiona le di gene ra le, uomo d ' azione, patri ota, cospira tore e scrittore militare. In ogni mo me nto s i dimostra ama nte in pari mi sura della Patria e de lla libertà. Di nobil e fami g lia calab rese di Squill acc, fin dall'ado lesce nza ri vela un caratte re fie ro e irrequi eto e una precoce vocazione pe r il mesti e re delle armi. Allievo del!' Accade mi a Militare della N unzi atelia a lle dipende nze de l tene nt e Pie tro Colle tta, ne l 1799 aderisce alla Repuhblica parte nopea, arruolandosi nella Guardia Nazional e e corn ballc nùo co ntro le hande de l Cardinal e Ru ffo. Caduta la Repuhblica e restaurata la Monarchia borbonica , è costretto all' esilio in Francia, do ve aderi sce alla Legio ne italica e comba tte so llo Napoleo ne. Dopo lo sciog lime nto del la Le g io ne, tenta in va no di arruola rsi ne ll' esercito francese d ' Egi tto. Ritornato nel Regno delle due Sic ilie, cong iura co ntro il Borbone e viene imprig ionato. Dopo l' avvento al trono di Napoli di Giuseppe Ronapartc ( 1806) viene liberato, incorporato ne ll 'esercito con il grado di te nente colonne llo e s ubi to in v ialo in Calabri a a combatte rvi la sedizio ne filo-borbo nica. Dopo


Note biografiche e bibliografiche sugli wTirtori mifiwri;, navali. . .

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aver trascorso un hrcvc pniodo a Corfù con il generale Berthie r, è nominato uffi ciale d'ordinanza del nuovo re di Napoli Gioacchin o Murat. Promosso colo nnello, ne l 181 I dietro sua richiesta pa rte pe r la Spagna al co mando d el1' 8° reggimento di fanteri a napo letano. In q ue lle diffici li contingenze s i di sting ue per la difesa intransigente de l presti g io dell'ese rcito napoletano e per un governo di sciplinare delle truppe ai suoi ordini improntato a moderni criteri di umanità, g iusta severità, onestà , fa ttivo inte ressame nto pe r i hi sogni de l soldato. Ritornato a Napoli nel 1813 , vi e ne no minato da Mural maresciallo di campo. Carbonaro convinto, ved e nel Re Mural e nell 'esercito napoletano e non nella Monarchia e nell ' e sercito de l Piemonte - lo strumento principale per raggiungere l' unità nazionale e si batte in vano perché qucsli conceda la Costituzione. Impri gionalo sotto l'accusa d i co ngi urare contro il Re , viene libe rato dallo stesso Murat. Partecipa come te ne nte generale alla infe lice cam pagna de l 18 15 condotta da quest' ultimo contro g li austriaci in nome de ll ' indipende nza italiana, tro vando modo di di stin guersi. Ma dopo la sconfitta di Tolentino e il ritorno d e i Borbo ne en tra al loro servizio con lo stesso grado e a fine 18 18 viene no minato coma ndante di divisi one territoriale. Di ve nta un o de i capi della Carhoneria, particolarmente diffusa nell 'esercito ; ne l 1820 aderisce, perciò, a ll ' in surrezio ne militare ed entra in Napoli alla testa delle sue truppe. Il R e, costretto a concede re la cos titu zione, lo nomina comand ante de ll 'esercito. Dopo aver tentato in vano di rafforzare co n sav i provvedimenti le nuo ve forze mil itari costitu zionali , alla hattaglia d ecisiva di Rie ti (l 7 marzo 182 1) contro g li a ustriaci coma nda (dando però luogo a un pernicioso dualismo col Carrasco sa) l'esercito napoletano, c he vie ne sconfitto a causa de i tradime nti. delle ri valità tra ge ne rali e de lla cattiva organi zzazione logistica ; il suo operato in questa occas io ne vi e ne severamente g iudicato dal I' An gcloni , c he lo acco muna agli altri generali n apole tani . A fi ne marzo riprende la via de ll ' esilio, che dura fino al I 848.

In questo pe riodo, a Pari gi, sc ri ve le sue opere maggiori , che so no il frutto di una forzata inatti vità e r isentono delle s ue personali esperienze (Memo ria sui mezzi che menano all 'Ita liana indipenden za - 1833; L 'Jtalia Militare 1836; L 'ltalie politique et ses rapports avec la Fran ce et l 'i\nglelerre - I 839; Sul!' esercito delle Due Sicilie e s ulla guerra italica di sollevazione - 1849 ; Mem o rie della giovinezza. Opera d el generale Guxlielmo Pepe ... - I 846). Il motivo centrale di questi scritti - ne i quali rivela un concetto geostrategico diametralmente opposto a que llo de l Gio berti, del B albo e del Durando - è l'assegnazione all'esercito de l R egno d elle due Si cilie e


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all ' Italia Peninsu lare - e non all' cscrci lo pie montese e a lla pianura padana - del ruo lo di primi protagoni sti de lla guerra co ntro l' Au stria , con la Calabria e le sue l"ic rc popol azioni c he ha nno fu n zione di "santuario". Nel marzo 1848 ritorna a Napoli e riceve il comando dell e truppe napoletane in viale nel Nord contro l' Austria . Nel maggio dello stesso anno rifiuta, pe rì>, di eseguire l'online di Re Fe rdinando li di riportare l'ese rci to a Napoli e vorrebbe proseg uire la guerra , ma le sue truppe s i a mmutinano e in gran parte non lo seguo no. li 13 g iugno 1848 e ntra con pochi segua ci a Ve nezia e vi ene nominato co ma ndante in capo dell ' esercito c he la difende contro le trup pe d ' assedio austriache. La sua condotta ne ll a di resa della cillà viene aspramente criticala, e dopo la caduta de lla piazza (23 agosto J 849) riprende la via de ll 'esilio. A Parig i sc ri ve l'ullima s ua opera, la Storia de{{e Rivoluzioni e delle guerre d 'l!alia nel 1847- 1848- 1849 ( 1850). Ritornalo in llalia nel 1852. muore a Torino nel 1855. TI M urat lo ha c hiamato " tes ta di fe rro e selvagg io tribuno". Cesare Ralho lo ha definito " un soldato non capitano (l'aveva pro vato testé da ll ' Oder a li ' Elba)", che ne l 1848 avendo voluto condurre " a una mala impresa sua , non nap olel an::i" l ' ese rr. ito n::ipol et:ino sul Po, "fece perdere a questo il poco no me acqui stato" ( p. 234 d egli Studi). No i agg iun giamo solo c he 4uc lla sul Po ne l 1848 no n è stata mala impresa perso nale, ma impresa italiana, e che egl i - Capo militare di sc usso è staio sc11La di sc ussione scritture, patriota e generale profondame nte itali ano, tra i magg iori della Resta urazione. 1 numerosi det rattori cl elle sue qua1ità di gene rale dovrebbero, comunque, meditare su quanto di lui ha sc ri llo la Cìauctla Mi litare a ustri aca il 25 agosto 1855, dopo la sua morre: " il gene rale Pepe fu uno dei più illustri personaggi de lla storia d e lle gue rre italiane; innegabi le la sua capacità; i I suo carattere nohi le più che quel lo di mo lti suoi co lleghi" (Carrano). Per il resto , egli può essere considerato uno dei fonda tori della geostratcgia e geografi a mili tare naziona le. Così lo giudica, cl'all ' a lto della sua ;wtori tà, :i nc he il Marsell i; e il gene rale Carlo Mczzacapo, che lo co nosce bene. acca nto ai d ife tt i gli riconosce <<emine nti virtù ». Rcncdcllo Croce cita fa vore vo lme nte le Memorie in/orno alla sua vita e ai recenli casi d 'llalia (1847), le quali " ri traggono con molla na turalezza'" i vari cam bia me nti di sc hi erame nto politico t ipic i de l Pepe e di molti u1Ticiali del te mpo, prima gallofili poi ga llofobi e a l servi zio dei monarchi de lla Restaura zione, poi aderenti alle socie tà segre te e co rnhalle nti pe r l'unità e indipe nde nza nazionale. Sempre il Croce apprezza quest'opera, come esempio di difesa del valor militare napole tano e co me dimostrazione de!Ja necessità di far rinascere l'Italia non con sempli ci riforme t.le lle istituzioni politic he esiste nti, ma con una g ue rra d ' ind ipendenza che abbia gli italiani stessi come protago ni sti.


Note /Jiovafiche e bibliorv<!fìche sugli scrittori militari e navali ...

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S. STA l' l Jl'l'O Z AN< a 11 ,

biografie stori-

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42. PISACANE, Carlo ( 1818- 1857) Ufficiale, patriota, scrittore politico e militare. Irrequieto martire dell'uni Là, libe rtà e indi penden za nazionale. Nato a Napoli da nobile famiglia per tradizione fed ele alla Corte, rimane a otto a nn i orfano d el padre (Gennaro, dei Duc hi di San Giovanni ) e come il fratello magg iore F ili ppo (ri masto sempre ufficiale borbonico e fedele ai Borboni a nche dopo la fine d el Reg no di Napoli) v ie ne a vv iato al la carri era militare. Entralo dapprima alla Scuola militare per sottufficiali di San Giovan ni a Carbonara, ne l maggio 1832 viene a mmesso al Collegio Militare della Nunziatella, dove è allievo di Mariano D ' Ayala ed è co mpagno di studi e amico d i Enrico Cosenz, Francesco Carrano, Criuseppc Salvatore Pianell, Luig i e Carlo Mezzacapo: nomi celebri, c he accede ranno ai più alti gradi d el nuovo esercito italiano nato dopo il 186 1. A lla Nunziatella eccelle ne l ballo, nella sc herma, nella ginnastica e nel le matematiche. Agli esa mi di li cenza (ottohre 1838) si classil"ica settimo su quindici candidati. Dopo sei mesi di servizio come soldato semplice, il 1° marzo 1839 viene nominato alfiere nel corpo del genio e adihito alla costruzi one della strada ferrata Napoli-Caserta. A cau sa di di ssapori con il suo capitano, a fine 184 1 vie ne trasferito alla fortezza di fronti era di C i vitella d el Tronto negli Abruzzi. In questa cittadina, in seguito a una tresca amorosa con


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la moglie di un bettoliere, nel febbraio 1843 viene aggredito nolletempo ma riesce a fuggire, mentre la donna viene gravemente ferita dal marito geloso. r,a vicenda ha strascichi penali anche per il Pisaca ne, che viene messo agli a rresti e sconta un breve periodo di dete nzione in carcere. Prosc·iolto e uscito dal carcere, compila una Memvria :;u//afrontiera Nord-Orientale del Regno di Napoli, dedicata al generale Carlo Filangieri. In questo primo scrillo il giovane ufficiale dimostra notevole capacità di ragionamento e attitudine alla trattazione della problematica strategica, ma il suo bagaglio teorico rimane di osservanza sos tanzialmente jominiana: vi mette in rilievo che le sue considerazion i non sono che l'applicazione dei principi della sc ienza della guerra, c he lo studio della strategia ha come suo fondamento la storia militare, ccc .. Sul piano generale, con la sua affermazione che la storia è soggetta a leggi progressive e che le nazioni raggiungono il loro apogeo per poi tramontare e risorgere, C. P. già vi rivela le radici illuministiche e vichiane del suo pensiero, insieme con il raccordo tra progresso delle scienze, società e arte milirare che è tipico dc..:l Blanch. Richiamato a Napo li a fine 1843, viene promosso primo tenente e adib ito alla proge ttazione e realiz 1.az ionc di una nuova strada sul Yomero . Nel 1846 compie un gesto politica me nte non ortodosso, aderendo con a ltri ufficiali borbonici alla sottoscrizione dei maainiani per offrire una sciabola <l 'onore a (ìarihaldi, in segno di apprezzamento per le sue gesta nell' America del Sud. In una notte de l!' ottobre 1846 viene di nuovo aggredito e ferito, fo rse pe r rapina o forse per ragioni legate alla vecchia relazione o al la nuova con Enri<.;hclla l)e Lorenzo coniugata Lazzari , che nel frattcmpo ha intrecciato co n grande scandalo dell a società napol etana e dell a Corte. Nel febbraio 1847 diserta e si imbarca sotto fa lso nome co n la De Lorenzo per l' Italia seltentrionale. Dopo questa rottura traumatica incomincia pe r C. P., perseguitato dalla poli zia borbonica e in eterne ristrettezze economiche, un amaro pelleg rinaggio all 'estero che non manca di avere conseguenze a nc he sulle sue idee, acccntuandonc l' esterofobia e il rad icalismo e alimen t ando il suo odio per le monarc hie e gli eserciti di nasti ci, cons ideral i sentina di og ni male. I d ue fuggitivi si rirugiano a Londra dove giungo no il 4 marzo. Costretti a lasciare Londra, a metà aprile 1947 sono a Parigi, dove vengono anche incarcerati per un breve periodo. A Parigi C. P. frequenta la casa di Guglie lmo Pepe e prende contallo con l' inte llettualità francese, ma oppresso dalle diffi col tà economiche, si arruola nella Legione S traniera con il grado di sottotene nte (21 ottohrc 1847) e parte per l'Algeria. fnco mincia un periodo di " ozio com pleto sotto una tenda", che lo stesso C. P. defini sce " un martirio" ma che ha


Noie biograjiche e bibliografir-lie sugli seri/lori mi/ilari e navali...

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ben presto termin e, perché av uta no tizia dei mot i e uropei e italian i, il 7 marzo 1848 chiede un congedo temporaneo e ri e ntra in Italia. Giu nto a Milano il 14 aprile, si presenta a Carlo Calla neo e vie ne su bito arruolato co me ca,pitano nel 22° reggimen to rante ri a lo mbardo, chi amato " reggime nto de ll a morte" (unità asprame nt e c riticata dal Dandolo e da mo lti altri per la sua indisciplina). Prima di partire per il fronte compi la, su invito de llo stesso Cattaneo, una Memoria sul momentaneo ordinamento dell 'esercito lombardo in aprile IX48 c he è il suo secondo scritto militare importante. In questa occasione, il Pisacane espone ta luni criteri c he po i ispireranno costantemente la sua teoria e la sua p rassi mil itare, come la necessità di riunire e organi zzare in masse co mpatte sollo un solo saldo comando le varie l'orrnazioni di vo lo ntari e la necess ità di rimedi are alla scarsità di ufficia li evitando troppe sud div isio ni d ella massa. Come il Ue Cristoforis partecipa, di sti nguendosi, alle operazioni dei corpi volontari del genera le Cì iacorno Duran<lo ne l Nord della Lombard ia (Legione Rorra) e in via se nza alcu n esito proposte allo stesso Uurando per un loro mig liore impiego. Ferito a un braccio il 2'/ giugno 1848, il I· agosto 1848 si presen ta ancor convalescente al Comi tato d i Uifesa d i Mila no e ancora una vo lta senza essere ascoltato, gl i espo ne un piano che rive la un ' al tra costante del suo pensiero: non lasciarsi ingabbiare ne lla difesa <le lla città ma usci re i n forze per attaccare g li austri ac i a Pesç hiera e Venezia. Dopo l'armistizio di Salasco si rifu gia in Svizzera. A metà di cem bre 1848, spe rando in un 'energ ica ri presa della guerra contro l' A ustria, si reca in Piemonte e rientra al suo reggime nto ormai inquadrato ne ll'eserc ito pie montese. Ma qua ndo si accorge c he " la politica guerri e ra (del Piemonte] incomincia a vaci llare·· e che rischia di battersi "per conto di un ind ividuo contro un popolo", ch iede il congedo (26 l'e bbraio 1849) dal regg imento e 1' 8 marzo g iunge a Ro ma, dove la Repubblica si accinge ad affrontare l' intervento militare francese. Prima di parti re, inv ia al Capo di Stato Maggiore dell'eserc ito piemontese, generale Eusebio fi ava, un progetto di guerra contro l' Austri a dove "il di sastro accad uto nella battaglia d i Novara era positivamente preveduto", ma c he non viene preso in considerazio ne, perc hé ritenuto " troppo ardito". Aspro c ri ti co della "guerra regia" pie montese del 1848-1849, ne mmeno alla difes a di Rom a - dove pure diventa la men te mil ita re della Repubblica - C. P. trova modo di app licare le sue idee. Me mbro della Commissione di gue rra, maggiore e poi te ne nte colo nnello di Sta to Maggiore sostituto del Mini stro dell a guerra A vezzana e p oi Capo d i S tato Maggiore dell 'arma ta della Repu bblica alle dipe nde n ze de l nuovo M i nistro generale Roselli, si trova schiaccia to tra le due pe rsonalità pi ù fo rti del mo me nto, Mazzini per la


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parte politica e Garibaldi per la parte militare. Vorrebbe uscire da Roma con l' esercito e affrontare le truppe francesi in campo aperto, perché la difesa dell'abitato - con un perimetro troppo esteso e deboli fortificazioni - è militarmente senza prospettive. Ma zzini si oppone sia per l ' importanza politi ca della città eterna, sia perché - no n senza ragione - ha poca fiducia nella reale capacità di manovra de lle poco salde e organizzate truppe della Repubblica. A sua volLa Garibaldi non accetta ordini da nessuno né tanto meno da C. P ., e malgrado i tentati vi di ques t' ultimo di sciog liere i corpi speciali non solo ma nti ene con ordinamenti , regole e paga speciali la sua Legione, ma incoraggia le di serzioni dal resto dell'esercito per arruolarsi tra i suoi volontari. Dopo l'ent rata delle truppe fran cesi in Roma (3 lu glio 1849) è incarcerato dai frances i. Liberalo, s i reca prima a Marsiglia e poi in Svizzera, dove è ospi te <lei Mazzini e collabora al suo foglio L ' Italia del popolo, pubblicandovi importanti studi come La gurrrn italiana (settembre 1849), Sulla scienza della gu('rra (settembre-ottobre 1849), l<ela.,ione storica delle opera:;,io ni 111ili1ari eseguite dalla Nepubblica Romana (novembre-d icembre 1849). Costretto a lasciare anc he la Svizzera, il 14 no ve mbre 1849 giunge a I ,ondra. dove rimane fino a metà 1850. Questo periodo, pur difficile a causa dell e difficoltà economi c he e della cri si dei rapporti con la Di Lorcnw, è fondamentale per la sua opera politica e militare. Nei Pensieri su1;li eserciti pe r111a11c11ti (marzo 1850) condanna duramente gli eserciti a lunga ferma del tempo, puntelli del pote re dispoti co, e propone qual e alternativa un esercito tipo nazione armata. Al tempo stesso incomincia la s tesura della Gue rra combalfufa in. Italia nel IX4X- I X49 e acce ntu a il suo radica lis mo sociale, favorito dal contatto con molti es po ne nti della s inistra europea e dalla constatazion e de visu delle mise rrime condizioni de l proletariato londinese. Nel g iug no 1850 lascia Londra e dopo un periodo a Lu ga no, il 3 nove mbre 1850 si riuni sce a Genova a lla D e Lorenzo. Rim a ne a Genova fino alla partenza per l'impresa di Sapri ne l 1857, e nel 185 1 v i pubblica fin alme nte l ,a guerra cornballuta in ilalia ne l I X4X -49, c he susci ta aspre polemiche per le forti critiche ri vo i Le all ' operato dei princ ipali protagoni sti. Dal 185 1 al 1856 s i dedi ca alla compilazione di quattro Sagg i storici-politici militari su/l' Italia, dove dà veste organica e definitiva all e sue idee in campo pol itico e militare. Nei Saggi la me ta uni ca è la rivolu zione nazio nale e l' esercito regolare costituito con nuovi c riteri è il mezzo. La rivoluzione nazionale deve essere anche sociale per fornire all'eser,;ito masse di uomini capaci di battersi spontaneame nte e con entusiasmo per la causa nazional e, facendola loro. Tullo è basato sul fattore tempo; secondo C. P., infatti , le insurrezioni spontanee specie al Sud possono essere in un secondo tempo rapidamente


Note biografiche e bibliof:r,1/iche sugli scrittori militari e navali ...

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org anizzate, pe r costitui re un esercito nazionale ricco d 'entusiasmo, c he se ben guidalo potrebbe battere l 'esercito austriaco in ca mpo a perto (di qui la sua ostilità all a gue rra per handc ). L' indagine storica che C. P. compie serve a dimostrare qu esto asserto, e in particolare il primato militare itali ano e meridio nale e la superiorità degli eserciti di cittadini su quelli di professionisti. Le strutture o rdinative da lui proposte riprendono co munque largamente qu elle di Gug lielmo Pepe e di Gae tano Filangieri , ii'lumini sta napoletano e primo teorico italiano d ell a nazione armata. Più in generale, le sue teori e s i inquadra no ne lla geostrategia " me ridion alista" dell e quali è ragg uardevole esponente lo stesso Pepe. L'exemplwn historù:um da lui più c ita to è comunque quello-eminenteme nte naz ionale - della Repubblica Roma na: non è quindi vero c he, come ha di recente affermalo il Conti, egli ripre nde - co me altri italiani - le teorie del genera le de ll 'esercito sv i1,;,,cro Mic he le A llcrnandi. Né ha ragiooe il Picri, quando rileva che egli trascura il modello di naz ione armata de ll a Ri voluz io ne Francese; quest'ultimo in vece è il ric hiamo storico più recente, he nc hé accolto et pour cause - senza mo lla e nfas i.

ln pie na coere nza con le sue . idee, nel 1857 C. P. dec ide di innescare la rivo lu zio ne nell ' Italia me ridi o nale , dove ritie ne ;i 1or10 c he nell ' esercito e ne l popolo stia maturando la rivolta co ntro i Horbone. Il 25 gi ug no parte eia Ge nova sul piroscafo Ca~fiari con so li 24 co mpagni , si impadronisce de ll a nave, rafforza le sue esig ue schiere co n i detenuti comuni di Ponza, e il 28 g iugno sba rca a Sapri , tro van do pcrìi solo indiffere nza e ostilità. Ciononosta nte. anziché iniziare sull e !11ontag ne una ·'g uerra per ba nde" punta a for ze riunite sui centri abita ti e non evita lo sco ntro con le truppe borbonic he ne l fratte mpo accorse, c he (lung i dal rihcl larsi come egli spera) fanno strage dei suo i uomini fino a quando a Sanza, il 2 lug lio 1857, tutti i superstiti della spedizione e Io stesso C. P. (che se mbra s i sia suicidato) perdo no la vita, a nc he pe r mano deg li stessi contadini c he vo levano red ime re. Una fine c he dimostra, di per sè, il fallime nto di tutti gli arch itra vi d elle sue teori e anche in campo militare. Ma al di là di forzature ed ele me nti caduc hi. di verse sue idee con lui non sono scomparse . La sua opera ri chiama l' importanza di com uni ideali e forti lega mi tra fo rze armate e soci età e forni sce preziosi materiali per un pensiero militare e una sto ria militare aute nticame nte nazio nali, co me ta li in grado di unire g li italiani intorno a valori da tutti condi vis i. I quattro Saiii, sua opera fondamentale, l'urono pubblicati postumi nel 18581860. L 'edizione fu affidata in un primo tempo ai compagni della Nun1.iatclla Fra nces co Carrano , Enrico Coseni., Carlo Mezzacapo, ch e con pu bbli ca


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dichiarazione del 5 settembre 1857 rinunciarono ali' incarico. Ad essi subentrò l'avv. Enri co Rosm ini, c he ne curò la pubblicazione definiti va. La migliore biografia di sponibile è que lla di Luciano Russi ( 1982), per la semplice ragione che è la più ampia e docu me ntata; nelle altre, non so no infreq uenti errori e o mi ssioni. Le numerose ristampe dei suoi scritti dopo il 1945 ne hanno lcn ulo in ombra l'aspcllo naz io nale c mili lare che in vece ne è la chiave per mettere l'accento sui soli contenuti socia li . RTBUOGRAFIA (ì. CAFORIO, J\1,punli

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43. POUGNI (O POlJGNY)-GUILLET, Giuseppe (1760-1834) I3arone di Montho ux. Generale piemontese, nato a Ginevra. Ini zia la carriera militare nella " legione degli acca mpame nti" dcli' Armata sa rda e da Ufficiale superiore partecipa alle guerre di fine secolo X V Ili. Magg ior generale comandante il Corpo di Stato Maggiore nel 18 I 7 e tenente generale nel I 830, nel 1831 viene collocato a riposo e nel 1832 pubblica a Torino in francese (al momento lingua ufficiale de l Pie monte) gli Elementi di slrutegiu e di tattica secondo i principi moderni, sviluppati con dei/i esempi applicativi sia in Italia che in PiemnntP P in altre parti. Si lratla di un lavoro senza originaliti:t, ne l quale il Pougni da una parte rende eccessivo e piallo omaggio alla concezione " geometrica" della g uerra tipi ca di Jomini e ancor più del l' Arciduca Carlo e, dall'altra, si sforza con ri su ltati contradd ittori - di svalutare la stra tegia offensiva e di masse ti pica de lla Rivoluzione Francese e di Napo leone . BlHLlOGRAF IA t.:nciclopedia Militare. Voi. fV. p. 256. P. I .. Roc;ir.R, / .11 R. Au·ademia Mili1,1n· di Torùw -1101e s10ric/1e /8/6- /860, To-

rino , Candcktti 1895.

44. PROMIS. Carl o (1808- I 873) Archeologo, architetto civile e militare, s torico e scri tlorc militare tori nese. La ureatosi in arc hite ttura civile nel 182 8 , nel 1843 oÙienc la catlcdra di tale di sciplina a ll ' Uni vers ità di Torino, c he ma ntie ne fino al 1869. Nominalo membro dcli' Accad e mia de lle Scienze. ne l 1849 rifiuta di diventare deputato , ma per tre vo lte accetta la carica di consigliere com una le di Tori no. In tal e veste fornisce gratuitamente al com une la sua collahorazionc su questi oni urba nisti che ed architettoniche, sostene ndo, tra I' allro, la necessi tà di dare co n idonei lavori alla cinta daziaria de lla cillà una l'unzione di dil'csa mili tare. Compila anche un piano cl ' ingrand ime nto della cittadella d i Torino, ma - co me scri ve egli stesso nel 1863 - " lo trova i presentato alla san zione reale, forn ito, a mi a insaputa, d e lla sottoscrizio ne non mia, ma di un altro" . Patriota pie montese più che italiano, dopo la spedi zione militare del 182 1 manifesta sentime nti anli -gcsuiti ci e de mocrati ci , ma be n presto di venta m ollo devoto alla monarchia e in pa rti colare a Carlo Alberto, delle c ui capacità, tuttavia, ha scarsa stima. Giudica nobi lissima la professione dell ' uffi c iale ,


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ma come scrive Lomhroso <<dil eggia amarame nte i volontari sciolti nel 1848, i quali avevano usurpato il detto dei Crociati " Dio lo vuole" ». Ha scarsa considerai.ione a nche per il valore comhalli vo delle lruppc toscane e per la G uardia Nazionale, che ritiene e le me nto di divis ione interna e istitu zione militare inutile di fronte ad eserciti di sciplinati ed agg ue rriti . Ne ll'agosto 1848 fonda a Torino con l' ami co conte Baudi di Vesme il gio rnal e poli tico-mi litare mod e rato e fi lo-monarchi co La Nazione, che rimane in vila fino al marzo 1849. Nello slcsso mese di agoslo 1848 Carlo Alhe rto, c he oltre ad av ere in lui molta fiducia lo giudi ca uomo di alto ingeg no e di grand e compete nza militare, g li dà l' incari co di tradurre in ital iano, ri vedere, correggere e se necessario ampl iare le numerose note au todifcnsivc da lui g iornalm e nte scritte in fran cese negli av venim e nti politi co-mili tari della ca mpag na de l 1848. Vede così la luce a cura della stamperia reale, nello stesso anno, un ' opera anon ima dal ti tolo Memorie ed osservazioni sulla guerra d' /11di11<:11denw d' Ita lia raccolte da un 14Jìc iale piem on.lese. nella qu ale viene di kso l'operalo del Re. A causa de i successivi ripensamenti di Ca rlo A lbe rt o e de ll ' opposizione del M ini stro dell a g uerra Da Bormida alla sua d iffus io ne, il libro rimane pressoc hé ignorato, o alme no noto a pochiss ime pe rsone. Ne l 1849 ne compare una seconda edit.ione (Torino, G. Fanti ni e co mp.) riferita an c he alla seconda fase de lla g uerra , con l' agg iunta al titolo de ll a frase "cui fan seguito qu e lle del 1849 (con note stori c he e pol iti c he)"', c urala - sembra - dal capilano di ca valleria Fcrrcro. Ne ll 'ollobre 1848 il Promi s è nominato "segretario re latore" de lla commi ss ione istituita pe r r iferire sui rapporti s ull a camp agna de l 184 8, c he in data IO selle rnbre il Mini stro de lla g uerra a veva ch ies to ai principali comandanti ed ai capi di stato mag giore. Ne de ri va il Rapporto al Ministro del la guerra cav. Da /Jormida (in da ta 24 ottobre 1848), c he ne ll a prima pa rte comprende una sintesi dei rapporti "con la esposizione dei diversi gradi del loro me rito" e ne lla seconda parre es pone le ca use de lle sco nfitte (cercando però di sa lvare la Mo narchia e d i di re nde re Ca rl o Alberto) e i rim edi necessari pe r el iminarle. Nel 1849 il Promis è no min ato segretario a nc he de ll a Commissione d 'inchiesta sui f alli della campagna del 1849, incarico che accella mal vole nlieri ponendo tre cond izioni: di no n riceve re alcun compe nso , di non ri cevere nessun a o norifi cenza e d i dimette rs i qu ando voleva. Cosa c he fa be n presto dopo a ver di viso causlicamc nle i me mhri della commi ssione in " gru lli , pu sill animi e fa zios i". Nello stesso anno 1849 accetta l' in v ito de l Govern o a contestare sul la stampa le accllsc di tradim enlo pe r il Re e i generali legg ittimi sti diffuse da


Noie biogn(fìche e bibliogrl!(iche sugli seri li ori mi/ilari e navali...

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taluni, e a tal fine pubblica s ulla Gazzetta Piemontese (la Gazzetta Ufficiale del tem po) e sul Risorgimento una serie di Considerazioni sugli avvenimenti militari del IH49 (poi raccolti in un volume puhhlicato a Torino da Faval e). Tra g li studi ed articoli del Promis rife riti al periodo citiamo Delle operazioni e della .situazione presente ali ' esercito ligure-piemontese ( 1848) , Condizioni militari dello Stato Pontificio e della Toscana ( 1849), Osservazioni sopra alcuni documenti militari dello Stato Maggiore austriaco ( 1849), La guerra dei popoli e la gue rra dei principi in Italia ( 1849). La parte militare della sua vita e del suo pens iero non si restringe certo agli eserciti del 1848- 1849. Vorrebbe compilare una Storia del ' ingegneria militare , ma la morte tronca il suo di segno; ciononostante, su tale argomento ha lasciato una serie di lavori parziali e di monografie di grande interesse, a co minciare dal Trattato di architettura civile e militare di Francesco di Giorgio Marlini, arc:hilelto senese del secolo XV, con disser/a zioni e note JU!r se rvire alla slnria militare italian(I ( 1841 ~ in due vo lumi ed un atlante), con allegate quattro memorie ne lle qua li so no riassunti i suoi studi sulle origini d elrarchitettura militare mod erna. Altre opere: Gli ingegneri e gli seri/lori mi/ilari bolognesi del XV e XVI secolo ( 1863 ), Gli ingegneri mili/(lri della Marra d 'Ancona dall'anno MD C al/"(111110 MDCI, ( 1865), Cli in gegneri 111ili1ari in Piemo111e dall 'anno MCCC a// "unno MDCL ( 1872), Biografie d' i11geg11eri mili lari italiani dal secolo XVI a l XVIII ( 1874. pubblicato postumo). L ' Ufficio Storico dell 'Esercito pubblicando nel l 9 l O le relazioni ed i rappo rti s ull a campagna del 1848 ha definito il Promis, este nsore materiale d el rapporto conclusivo, " non abhastanza competente, né sempre sereno cd im parziale". Pe r contro nel l 875 il La Marmora lo ha c hiamato "ottimo scrittore militare" . aggiungend o c he ha commentato meglio de l Pinelli la campagna del 1849, specialmente per quanto riguarda la parte polilica e strateg ica; me no pregevol i in vece ri s ultano - sempre per il La Marmora - le sue cons ide razioni di caratte re tatti co, visto che " non è mai stato militare". A parte la soggcllività d elle conclusioni sulle cause della sconfitta del 1848 , il g iudiz io de l La Marmora appare tutt' altro che infondato: ad esempio nel citato op uscolo sulla situazio ne dell ' ese rci to pie montese nell'aprile 1848 il Promis co nduce con occhio s icuro un interessante esame gcoslratcgico del teatro d ' operazioni lombardo, ben sottolineando l' importanza del T irolo e il ruolo de l quadrilate ro. E nella breve di sgressione teorica che compie verso la fin e, rintu zzando in anticipo l ' accusa di pretendere di discutere di strategia senza una specifica preparazione in campo militare, dimostra - cosa non frequente al suo te mpo - di avere un concetto cla usewitziano della strategia stessa , sostene ndo che es sa è frutto soprattutto di intuizione, quindi non è


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possibile apprenderla solo con lunghi studi teorici. Anche le sue considerazioni sul ruolo di Fede rico Il , Napoleo ne, l' Arciduca Carlo e Jomini sono condivis ibili. Unanimarne nte favore voli e m o lto lusinghieri i giudizi s ulla sua atti vità d i storico de ll' architettura mii ilare. Secondo l'Enciclopedia Militare , "segue ndo il metodo sperimentale ed a vvale ndosi dei numerosi docume nti inediti dei secoli XIV e XV ed anche d e i trattati edili , ma poco noti, che poté consultare, g iun se ad imprime re ag li studi di fortificazione il caratte re che doveva re nde rli kcondi di risultat i fin o allora mai conseguiti 1... 1 G li scrit ti del Prornis, condotti con que l profondo possesso della materia che ness un altro poté mai raggiungere, e co n ri gore scie ntifi co c he val se a sottrarre le conclusio ni a c ui pre ve nne ai co lpi d ella moderna c riti ca, non furono accol ti dai tecni ci con l' interesse c he meritavano [ ... ] ed i ri s ultali delle indag ini de l dello scritto re non e ntrarono, come avrchhcro dovuto, a far pa rte del materiale stori co che costituisce la h asc dc li' insegna me nto de lla fo1tificazionc" . L ' Angelucci lo ha de fini to ne l 1866 '"l' uni co fra i mod e rni c he, se nz'essere mili ra re, si sia occupalo di tratta re se ria me nte e con ampio corredo <li scien7.a e d i e rudi zione molti argo me nti che ri guardano la fortifi cazio ne e le a rtig lie ri e. speci alm e nte dei secoli X IV e XV , ricercand o ne l:è'. o ri g ini ed es pone ndone i progressi co n doc ume nt i preziosissimi " . I3IIlLIOGRAFIA Ricordi e docw11e111i di uomini e di trovali ira/ioni da servire a/Ili s/oria militare, " Ri vista Milit are llaliana··. 186(>. Voi. lii.

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45. QUAGLIA, Zenon e Luigi ( 1788-1 860) Generale, deputato e scrittore mii ilare piemo ntese. La ureatosi in legge nel 1808, si arru o la successivamente ne ll ' esercito napoleonico e nel 1810 e ntra nel hallaglionc Ve liti della Gu ardia Imperial e. T ras ferito nell'artiglieria, pa rtec ipa alla campag na del 18 13 co mbattendo nelle battagl ie di Rrfurl, Uitzc n. Ha utzen e Lipsia. Nel 18 14 cade pri.gionicro degli Austri ac i; li berato dopo la


Note biografichP

f'

hihliografù:he sugli seri/lori m ilitari e navali...

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caduta di Napoleone, nello stes so anno passa a l nuovo esercito monarchico piemontese come tenente d' artiglieria e ne l 181 5 -con Gifflenga, Ralho , Rava (vd s. biografie) - partecipa al vittorioso assedio di Grenoble. Direttore del lahoratorio di artiglieria (artificieri) dell ' arsenale di Tori no nel 1826, nel 18'.B è nominalo colonnello comandante dell'artigl ieria di Genova e nel 1819 è promosso maggior generale, con alle dipend e nze la c itrà, la provincia cd i forti circostan ti. Col locato a riposo nel 1848 , viene e letto deputato di Chieri dalla Il alla VII le g is latura e s i dedica da allora ag li studi militari , con particolare ri gua rdo ai problemi o rdinati vi e normati vi. T suoi due lavori più importanti sono la Proposta di un piano di formazione della milizia nazionale italiana (Ge no va 1848) e Lo Slalulo dell'Esercito ovvero pensieri e proposte ,ml/a fo rza pubblica militare deRli stati d el Re di Sard egna ( 1849). In essi il Quagl ia, pu r non nega nd o ed anz i anali zza ndo i " grav issimi <lifclli" dell'organi zzazione militare piemontese che la guerra de l 1848- 1849 mcllc a nu do, sostiene con proposte migli orative la formula dell'esercito permanente sul 111ollt:llo fiance~e contro i fautori della nazione armata. Ha inoltre pubblicato dei codici di leggi e regolamenti s ia per l'ufficiale piemontese s ia - dopo il 186 1 - pe r que llo italiano, e m:muali <li studi in materia artiglieresca. 13IIlLTOGRAFIA Enciclopedia Miliwre , Voi. VI , p. 357 .

46. RACCHIA , Paolo ( 1789-184 9) Nato a Bene. Tene nte de lle truppe di mare de lla Rcpuhhl ica di Genova, vie ne poi trasferito ne lle truppe cli terra. Frequenta la sc uola politecnica, passa a lle costruz ioni navali e s i trova ad Anver sa assediata d agli Alleati. Tenente del geni o de ll ' eserc ito sardo ne l 18 14 , vie ne promosso colonnello ne l 1833 . M e mbro del Co nsiglio d e l Genio ne l 1816 , ne l 1838 viene nomin ato Presidente cie l predetto Co nsiglio e nel 1839 promosso maggior gene rale. È stato a nc he qeputato di Alba. La sua pubbl icazione più importante è il Précis Analytique de l 'a rt de la f!.Uerre ( 1832), di chiara ispirazione jorninia na anc he ne l titolo, tradotta in italiano dagli uffi c iali napoletani Torre bruna e Rui z ne l 1837. Da rico rd are anche le sue C',.nnsiderazioni militari sugli sfati di terraferma di S.M. e sulla di;fesa d el Ducato di Savoia. Di lui il O' Ayal a dice: " morì gene ra le ne l 1849, a ll 'età di 53 anni , rimpianto <la lulli perché ita lianissimo. Serbo io una sua lettera autografa, in cui mi parla de l suo diseg no d i g ue rra prima di rompere la treg ua ldc l 1848- 1849 - N .d.a] " . Lo Slicca lo c ita ins ie me co n pochi altri "che meri tano appena di essere


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ricordati, eclissali e schiacciati come sono dal Hlanch". E sul suo Pré<:i.v analitique riferisce che " lo Sponzi lli (vds. biografia) - disse esser troppo proli sso pe' profani e scarso pei dotti , ma è tuttav ia dollo e ponderoso". Non va conl'uso con l' ufficiale della Marina sarda (e poi italiana) Racchia Carlo ;\ lhe rlo.

BTR I.IO(iRAFIA F,w:iclopedia Militare , Voi. VI, p. 373. M. D' AYAT.A, Ri/Jliografia Militare ltaliww ( 1854), p. 53. (ì. S T!CCA,

Se ri/lori Miliwri /Ja/iani (191 2), p. 2 15.

47. RICOTTI , Ercole ( 18 16-1883) Palriota, storico e uomo politico piemontese nato a Voghera. Laureatosi ne l 1836 in in geg neria idraulica all'Università di Torino. e ntra nel Gen io Civile. Ne l 1937 , a so li ventun a nni , presenta a li ' Accademia delle Scienze di Torino - in ri sposta a un tema proposto da lla s tessa Accademia una memoria dal titolo Sloria delle compagnie di ventura in Italia (riferita ai secoli XIV e XV). c he vie ne pre miala nel 1838. Impiega i sci anni seguenti arivedere e so prattutto ampliare tale memoria. c he - estesa fino al secolo XV1II - rinJanc la sua opera più celehrala, graz ie a lla quale acq ui sla grandi ss ima fama (C fr. l'edi z ione definitiva in 4 vo lumi , Torino, Pomha 1844- 1845). In essa Luigi Blanch vede la co nferma de lla strclla unione tra miliz ia e ci viltà da lui sempre sos te nuta, insie me co n l' ammonimento c he " ad og ni ones to c ittadino spetta l'ohhli go ed il d iritto di cooperare allivame nte alla di fesa cd a l l'incremento della propria pat ria" . Dal canto suo , Benedetto Croce g iudica qu e llo de l Ri cotti " uno de i mig liori libri di storia c he a llo ra fossero co mpost i", sia per forma, il meto do e l' ac ume c ritico, sia pe rc hé in esso storia c ivile e storia del le is titu zioni militari v i sono as sai ben fuse, vede ndo vi ino ltre be n illustrata la te si che i popoli " salvo casi spec ialissimi , sono quali la mili z ia loro, vale a dire tanto più libe ri e preparati al la libe rtà quanto più partecipi de ll 'eserc iz io dell e armi ". Dopo la pubblic azione de lla Storia delle compagn ie di ventura, il Ricotti si dedi ca ad un intensa attività letteraria , con molti studi sto ric i di carattere od interesse militare, tra i quali va nn o ricordati : Sull 'uso delle milizie mercenarie in Jtaliafino alla pace di Costanza: cenni storici ( 1839) , Sulla milizia de ' Comuni italiani nel Medioevo: cenni storici ( 1841 ), Degli e ffet ti delle polvere da guerra sull 'incivilimento europeo, T)el valore storico d el la battaglia di Legnano, Storia d ella monarchia piemontese 1560-1675, in sei vo lumi ( 1861-1865), Il gen erale Giovanni Cavalli. Brevi Ricordi ( I 87 9).


Noie biogn!fich e e bib liogmf1 che rngli seri/fori militari e navali...

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Nume ros i i riconosc imenti e le cari che che ri ceve g raz ie ai suoi scrilli: a vva le nd osi an che d e ll ' appo ggio de l Balbo e de l Man no di ve nta membro dc li' Ac cade mia delle Scienze di T orino ( 1840 ), e ntra a fa r parte della deputaz io ne di Storia Patria , è nominato tene nte ne ll 'Arma d el genio e ca va li ere <lcll ' on.Jine c ivile di Savoia (1844 ). Ne l 1846 è infine chiamato a coprire la cattedra <li storia italiana (all'inizio chiamala <li sto ria militare italiana ) presso l' Uni vers ità di Torino, mantene ndola fino a l 188 1 e este nd e nd o gratui tam ente l'insegnam e nto alla gcog rari a c<l a lla stati stica, di scipline c he prima no n e rano insegnate. Prend e parte alla g uerra 184 8- 1849 c ome capita no de l ge ni o, cade ndo però prigi oniero deg li austriaci. Lasc iato il servizio co n il grado di magg iore, collahora al gi ornale Il Risorgimento, e d è ele tto de pu tato del Parlamento subalpin o. Dopo l'unità d' Ita lia è no min ato senatore e re ttore dell ' Uni versità di Torino ( 1862). S uccessivame nte so stitui sce il conte Sclopis ne lla presidenza della R egia Deputazi one di Storia P atria e di ven ta anche presidente dcli ' Accade mi a de lle Scie nze. BIBLIOG RAFIA B . C ROCE. S 1oria della sturio grnjù, italiww ud secolo X IX. Bai i Lall:1 La 192 1. Vo i. Il. pp. 39 e 50 -53.

Diz.io11ario del Risorgimento na zionale. Voi. I V. pp. 73-74 (a cura d i E. M ICHEL). lincidofJedia Mi/il are, Voi. VI, p. 5 17.

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note e pro.fili. " R iv ista Mi litare Italiana" , 1904 ,

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48. ROCCO , G iulio ( 1775- 1827) Il più gra nde scrittore nava le italia no de lla prima me tà de l secolo X I X . Di no bile fa mig lia cli Le ttere (C aste lla mm are di Stab ia), v ie ne edu cato col frate ll o maggiore Miche le nel C oll egio Mil itare de lla Nun z iatclla e s uccessiva me nte ne l Collegio di marin a cli Spag na, co me a llora si usava fare p er i rampo lli de ll' aristocraz ia napol etana. Milita ne lla marina spagnola dove raggiunge il grad o di capitano cli fregata ; durante la ri vo luz ione del 1799 si trova così lonta no eia Napo li. N e l 18 13, do po la morte cie l fratello, rito rn a in pa tria pe r esigenze fa miliari e viene impi egato ne lle Regie Militari (cioè ne ll 'ammini straz ione militare) cie l Reg no di Napoli allora retto da Murat, con il grado <li capo di 1n m ) (cioè capo uffi cio). A fine 18 13 è aggregato a l Ministero de lla Marina, dove n el 18 14 è promosso ufficiale di ripartimento (massimo grado de lla gerarc hia ammin is trati va).


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Ferm ccio Ho fli

Nello stesso anno 1814 pubblica a Napoli l'opera che lo ha reso famoso, Le Riflessioni sul potere maritJimo , dove più che gli aspetti meramente teorici riguardanti la geopo litica, la geostrategia e la tattica, si esaminano i concreti provvedimenti da adottare nei vari settori per un completo riordinamento della Marina napoletana mirante a sviluppare armonicamente sia il commercio marittimo che la Marina <la guerra (ivi compresi g li aspetti logistici e amministrativi , per i qua li indic a rimedi onde evitare malversa z ioni). Rimane in serv izio anche dopo la caduta di Murate il ritorno dei Borbone, e nel 1816 pubblica una Memoria sulla scelta e istruzione deRli allievi di Marina che lo rende benemerito anche nel campo dell'istruzione degli ufficiali <li marina, che allora avveniva presso l'Accademia di Marina fondala a Napoli nel 1715 da Re Carlo di B orbo ne, la più antica d ' Italia. Allo scoppio della ri voluzione carbonara del 1820 a Napoli, riceve l'incarico di tradurre in italiano la costituzione spagnola, che doveva essere ado ttata dnl gove rno cosliluzionnle. Do po tre anni si ritira dal servizio per rag ioni di sa lut e dedicandosi agli studi e all'educazione del nipote Emanuele, c he sar~1 u11u dc·i seguaci di Basilio Puoti , purista napole tano che ha infu so sentimenti di italianità in un' e letta schi era di giovani trn i q,,ali Francesco de Sanctis e Lui gi Settembrini. Muore a Napoli nel dicembre 1927. L · t :11ciclopedio Italiana e l'Enciclopedia Mi/ilare lo ignorano. li O' Ayala del"i11isn; 111 0) 10 a proposito le sue Riflessioni sul po/ere marittimo come ''un libro nssai importante e ricco di sapienti nozioni , massime sulla mari neria di guerra, ch'egl i giusta men te fa dipendere dal co mmercio e dall'indu stria na7.ionalc" . Lo Zirnolo lo ritie ne "prec urso re de ll e teorie moderne di Maha n e Ca lwe ll " e lamen ta che "l'opera fu presto dime ntica ta, e però le teorie di Mahan e Calwel l poterono apparire tanto più tard i come cosa nuova". Noi lame ntiamo, come lo Zimolo, che la sua opera sia stata impro vv isamente dime nticata in Italia per lasciare cnmpo troppo libero ed esclusivo a teori e come qu e ll a del M ahan - dime nsionale per altre realtà geopolitic he e pe r le esige nze di fr,adership di una grande potenza marittima e oceanica mondiale. qua le non poteva e non a vrebbe ma i potuto essere una pote nza continentale e mediterranen come è l' Italia. Aggiungiamo, però, che più c he un teorico puro de l potere marittimo precursore del Ma han (de l Calwe ll, proprio no), egli è stato il primo in Italia a indi care nelle grandi linee un concreto e realistico programma di pote nz iamento delle forze marittime adatlo a una medin pote nza mediterra nea, come tale protesa verso Orie nte. Il suo inevitabile limi te è stato di riferirsi ancora a u na marina a vela ; il s uo handicap di appartenere a una Marina perdente e di scrivere all'inizio dell 'età del vapore. Ciò non toglie che parte ragguardevole de lla sua opera


Noie biografiche e bibliografiche sugli ,çrriflori militari e navali.. .

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sia a ncor viva e alluale, anc he per i sani criteri amministrativi da lui suggerili . La Marina italiana del secolo XIX e Domenico Bonamico lo ha nno ingiustamente dime nticalo.

BIBLIOGRAFIA o, // potere marittimo e uno scrittore 11apolela110 del 1814, " La Lega navale" I V , 190 I , pp. 23-26.

C.

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C.

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Introdu zione alla ristampa /911 delle " Riflessioni sul potere marittimo", pp. IX-XIX.

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Dizionario del Risorgimento Nazionale, Voi. IV, p. 90 (a cura di (ì. Z1Mot.o).

49. SCARAMBONE, Luigi ( 1794-1856) Ufficiale e scrittore mili tare napoletano, nato a Lecce. Allievo della Scuola Politecnica di Napoli nel 1812 e sottotenente del genio nel 1815, percorre una rapida carriera. Disegnatore di carte mi litari, arc hitetto di fo1tifica1.ion i, in segnante di rnalernaliche, viene nominalo Prc~ide nte dell 'Accademia Pontoniana. Deputato ne l 1848, è tra i firmatari della protesta conlro lo scioglime nto della Camera imposto dal Rorhon e e pe r questo vie ne allontanato da Na poli. Collaboratore dell 'Antulugia Militare, trad uce e comme nta il Corso di fortifica zione del Savarl (migliorato dall ' A ugoyat), aggi ungendovi un 'f'raltato sul d ejilamento ( 1835). Ne l 1934 scrive il Ragguag lio sul simulacro d 'assedio e difesa della piazza di Capua e nel 1839 il lrallato Intorno ai ponti lev,,tui delle piazze di xuerra. Il D ' Ayala dice di lui: "è stato fra i più dotti ufficia li napoleta ni e, quel c he è meglio , fra cittad ini più illustri. Buon matematico, ha vo luto vestire le sue opere di pulita e loc uzione". BIBLIOGRAflA M.

D'AY ALA,

Biografia militare italiana, p. 12 1.

Dizionario del Risorgimento Na zionale, Voi. IV, p. 239 (a c ura di E. M 1c11 E1.). G.

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Ferruccio Bolli

50. SPONZILLI, Fra ncesco ( 1796- 1864) Uffi ciale de l geni o de ll 'eserc ito napo leta no nato a Barle tta. Uscilo da lla Nu nz iate lla (al te mpo deno min ata scuola politecnica) di ve nta hen presto a rc h itetto militare di grande rinoma nza. Colonne ll o e d ire ttore de ll ' a rsena le mi litare di Caste llammare ne l 1859, magg ior ge nerale nel 1860. Con ta le grad o passa nel 186 1 ne ll 'esen .:ilo ita liano e ne l 1863 vie ne c ollocalo ariposo (seco ndo a ltre ronli , si ritira dal servizio a ll a caduta de i Borbone). Insegnante di slralegia a ll a Nun z iatella e memhro del «Co nsiglio de lle FortificaLioni » del Reg no di Napoli, è a utore di numerose opere milita ri , ne lle 4ual i s i dimostra sperti calo ammi ratore, anz i adulatore de ll ' Arciduca Carlo. È il piì:1 acerrimo avve rsa ri o d e l p uri smo mi litare lingu isti co ita lia no coevo, de l s uo porta-ba ndiera Giuseppe Grassi e del seguace di quest' ultimo (e uffici a le suo conterraneo) Maria no O ' Aya la, ai quali indirizza conti nui stra li e g rossolane offese. Gi udica il Dizionario d'artiilieria di Carbone -Arnò (vd:s. hiugra/11!) come espress ione d i c ampanilismo piemontese. La sua opera lin g ui stica magg iore, Della lingua mi/ilare d ' l!ulia ongrne e p rogresso ( 1846- 1850). è piena cl i ve le no si attacchi conlro i suo i avversari e lo q ualirica come ne mico dell a lingua toscan a (il cui primato è sostenu to da l Grassi) e fauto re de lla va lidità e lcg itt imilà dei va ri dia le tti mil itari in uso ne ll e c;1sern1e deg li Stati pre-un itari. Compila an che uno st ud io sul Vucabul ario 111ili111r<' pubblicato sull 'Antologia Militare napolclana, ma in questa e ne ll 'allra o pe ra linguisti ca s i li mita a ind icare come dov rebbe esse re un vocaho la ri o e a c riticare quell i già pubblicati, se nza mai compil arne un o suo. Le a ll re opere princ ipali , i Commenti ai Principi di s tralef!,ia de/l 'Arciduca Carlo ( 1836), il Sunto d i alquante lezioni o sia prospetto di u,1 corso di strateg ia ( 1837) e la- tradu z io ne da l tedesco con note ( 1844) de i Principi della pa rte sublime dell'arte d ella f!,Uerra dell ' Arciduca Carl o ( 1806- 1808), sono dimostraz ione d ell ' influen za di Jorni ni e di u n' in g iusti ficata a mmira zio ne de l l ' a utore - c he si a vv ic ina al servilis mo - per l' A rc iduca Carl o , probabil me nte da lui conosciuto ne lla visita c he q uest' ultimo fece a Napo li ne l 1840. Ha pubblica to anch e Ga eta considerata strategicamente ( 186 1), La guerra nei tempi presenti dipendentemente dal prog resso delle a n ni da fuoco ( 1864), Considerazioni sull'Arma del genio ( 1876), Studi sulla costruzione di un ospedale a Roma (1 876), Telegrafi ottici militari ( 1877), La.fortifica zione e suo scarso p rof!, resso in F.uropa. Lo Sticca loda q uest' ultimo sc ritto, che " lo pone fra i precursori d i idee mod erne" , e ri cord a che "ami c issimo de l Rlanch e cie li ' U lloa, possedè vastissima c ult ura e ru un a de lle colon ne de lla Antologia M ilitare napoletana".


Note biografiche e bibliogmfirhe su!ili scrittori 111ilitari e navuli ...

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Se mpre secondo lo Sticca, nel 1860 dopo la caduta dd Regno di Napoli lasciò il ser vizio, "rna permise, anzi volle che i suo i due fig li , già allievi d e lla N un ziate lla, entrassero nell 'esercito <ldl ' Italia nuova". Ciù depone a suo onore; depongono, in vece, assai di meno a suo onore le inutili animosità personali nei co nfronti del Grassi e de l D ' Ayala, e l'assenza ne i suoi scritti - pur dolli , acuti, interessan ti e originali - di qualsiasi afflato nazionale. Fu dunque scrittore militare va li do, ma poco italiano. Nelle sue Memorie militari del mezzoi iorno , il Jierrare lli stranamente non lo cita tra g li sc rittori militari usciti dalla Nun ziate lla. Il Croce, invece, lo cita fa vo revolmente pe rché sul Prog resso di Napol i <le i 1839 difende il va lore militare napoletano contro le ingiuriose censure di mo lli sc rittori stranieri. 13JBLIOGRAFIA f) i::,ionario del Risorgimento Na zionale Voi. IV. p. 335 (a cnra d i E.

MICHEL) .

1:.·11ciclopedia Mi/ilare . Voi. VI . p . 10fi6. S. L OFFREDO, Storia dd/a città di BarLelta-Trc111i, Ed . V. Vecc hi 1893, pp. 221 -223.

G.

S T ICCA .

Gli seri fiori 111ilitari italiani ( I 91 2), p. 329 .

5 1. STRATICO,S imonc ( 1733- 1824)

Scrittore, scienziato e inseg na nte uni versitario ec le tti co e <li vasta c ultu ra inte rdi scipl inare, nato a Zara in Dalmazia . Pu r essend o privo di qualsiasi es perie nza maritlima e militare, si occupa anche di arie nautica , in ciò favorito dag li incarichi svolti per conto della Re pubhli ca Ve ne ta e dalla s ua nasci ta in una città e.li mare. Laureato in medi cina e fil osofia all' Uni versità di Padova, a 24 anni di venta inseg nante di medicina teori ca nello ste sso Ate neo. Nel 1761 fa p a rte de ll 'a mbasc iata che Ve nezia in via al nuovo R e d ' Ing hilte rra Giorgio lii pe r co ng rat ula rsi della sua ass unzione al trono. Su incari co del governo vene lo, si ferma tre a nni in Inghilterra pe r studiarvi le locali istituzioni navali g ià al lora all ' avang uardia. Rilornato a Pado va ne l 1764 vie ne nominato sostituto de l Marchese Poleni ne lla calledra di mate matica e naviga zione, che poi assume insie me a que lla di fisica sperime ntale ( 1777) . Di ve nta anche memhro de lla Socie tà Reale e.li Lo ndra ed esperto anche di idraulica. Nel I 80 1 viene c hiamato dal Governo di Mil a no a far parle de lla Commi ssione di idraulica e a inse g nare nautica all ' univ ersità di Pavia, o ve so stituisce spesso il Volta ne l corso di fi sica. Dopo aver lasciato l'insegname nto ne l I 804, è nomin alo


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Ferruccio Bolli

membro della Giun ta d ' istruzio ne pubblica, Pres idente de lla G iunta per i lavori idraulici de l D uca to di Modena e infine Ispettore generale de lle acque e st rade de l R eg no d ' Itali a. ( ,i uhila to nel 1809, viene no minato Senatore e professore emer ito de lle Univers ità di Padova e Pavia, e da allora si ded ica a te mpo p ie no ag li studi . Gli sono a ttribuiti hcn 25 tra opuscoli e opere di disp arata materi a; secondo I' Ademollo, il più grande suo lavoro è un commen tario su Yitru vio. Il D' Ayala, nella sua bibliografi a, ne c ita solo le opere di i nteresse maritti mo , e afferm a che " la fis ica e l 'arc hite ttura navale furo no pi ù vivamente le opere ricord ate da lu i" . Ai fi ni mi litari, interessano soprattutto il s uo Voca holario di Marina in tre lingue (ital iano, francese e inglese - M il ano 1813) e la Bibliog rli{ia di Marina n elle varie liniue d 'Europa (Mi lano 1823). Da ricordare anche la traduzion e dal francese in ital iano ( 1776) del libro di Leonardo Eulero Teorica compiuta d e/In costru z.ionc e manovra dei bastimenti c itato an c he dal Parrilli, e quella - sempre dal francese in italiano - de l lihro de llo spagnolo Giorg io Juan Esame marittimo teorico e pratico (pubblicato a MaJriJ nel 177 1, trad otto in francese nel 1783 e tradotto in itali ano da l lo Stratico nel 1820). li suo vocabolario è fin troppo severamente giudicato dal D' Ayala, perc hé non è 111an il"cstazione di puri smo ling ui stico . Anche il Parri lli nell'introdu zio ne al suo Vocabolario militare di marineria lo critica severame nte, pe rché a umenta la con fusione reg istrando tutte le voc i e i modi d i d ire apparte ne nti ai diver si dialelli d ' Itali a, e in particolare alle marine rie veneta e sarda ; pii:1 eq ui lihrato il g iudi zio dello St icca. A l d i là dei suoi lim iti, l'opera ling uisti ca de ll o Strati co è ri masta una pietra mi liare fino al secolo XX. Va ricordata anche l' est.re ma utili tà della sua Bibliografia di marina con respiro europeo, u nica de l suo gene re. BIBLIOGRAPIA /\. ADEMOl.1.0 ,

Simone Stratico ( 1893).

M. D' AYA I.A, Rihliografia Militare Italiana ( 1854), p. 179. Diz io nario del Risorgimento Na z io nale (a cura di E. M1c 11 E1.), Voi. IV , pp . ]56-357. ~ncù:lopedia Militare, Voi. VI, p . 1107.

RossETTI, D ella vita e delle opere di Simone Stratico (" Me morie T o rno XIX , pp. 36 1 e scgg.). G. S T ICCA , Scrittori militari italiani ( 19 I2), p. 180.

1st. Vent::lo",


Note biografiche e hihliotsrafiche sugli scrittori militari e navali...

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52 . ULLOA, Antonio ( 1807-1889) Ge ne rale napoletano, figlio di Giovan Batti sta duca d i Lauria e fratello di Girolamo e Pietro (vds. hiogrufie). A llievo d e lla Nunziatclla, nel 1827 è nominato alfiere d 'artiglieria. Nel 1883 vie ne inca rce rato e processato sollo l' accusa di aver fatto parte di un complolto per uccidere il re, ma - anche pe r le in siste nze del padre - è assolto, scarceralo e riammesso nell'esercito delle du e Sici lie, ove percorre tutti i gradi della gerarch ia rimanendo sempre fedele ai Borbone, anche dopo la loro cad uta. Nel 1835 fonda con il fratello Girolamo la Antoloiia Militare napoletana (prima rivi sta militare in Italia), mante nendone la direzione fino alla sua soppressione nel 1845, dopo averne puhhlicato ve nti volumi. Dal 1846 al 1850 dà alle stampe una serie di pregevoli manuali - c he non trovano riscontro nell'esercito piemontese - per sottufficiali e soldati delle varie Armi, del reggime nto Real Marina c del battaglione treno. Nel 1852 puhhlica lo scritto ag iografico Fatti di iuerra dei soldati napoletani, e nel 1856 una dì tesa de l valore co mbattivo dcli ' esercito napoletano contro le velenose critiche d e l Muming Post. Colonnello addetto alla dire7.ione di arti g lic ri a ne l 1860. nel settembre dello stesso anno riesce a sottrarre la ri serva d ' armi c ustodita nello stabilimento militare di Scafati all'esercito garibaldino a van zante c nel novembre vie ne inv iato dal governo borbonico a Marsiglia pe r acquistare armi e muni zioni . Promosso generale durante l'assedio di Gae ta, segue i Borboni in esilio a Roma. Ne l 1870, tornato a Napoli , vive osc urame nte fino alla morte. 13IBL10GRAFIA D iz ionario ciel Risorg imento Naz ionale, Vo i. IV, p. 595 (a cura di G . PALADINO).

53. ULLOA, Girolamo ( 18 10- 1891 ) Ge ne rale, patriota e scrittore militarc napol etano di lucido ingegno ma, come il Colletta, dalla vita discussa e dalle troppo mu tevoli scelte. Entrato all a Scuola militare per sottufficiali di S. Giovan ni a Carbo nara di Napo li, vi si distingue ed è - come il compagno di studi Pisacane - tra i pochi allievi de lla sc uola ad essere ammesso al Collegio Militare della Nunziatella. Nel 183 l è nominato alfiere d'artiglieria, e nel 1833 aderisce alla cong iura mi litare contro Ferdinando li; arrestato e processato, vie ne assolto dopo sei mesi di c arcere.


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Ferruccio Bolli

Nel I 835 fonda a Napoli col frate llo Antonio l'J\ntolop,ia Militare, primo periodico italiano del genere al quale collaborano (con qualche rilevante ccce1,ione, come il O' Ayala e il Pepe) i più e letti ingegni militari napoletani, Nel 1838 pubblica la s ua pr ima opera di rilievo, il Sunto della tattica de lle tre Armi, lavoro nel complesso poco originale. Nel 1847 pubblica le Istru zioni sul tiro delle artiglierie. Nel marzo 1848, da capitano d 'a rti g li eria , promuove una protesta tra g li uffi c iali del suo reggimento, che in vi ta a non rar ruoco sul popolo "se n on a sostegno della libertà sanc ita dalla Costituzione" e per questo viene in vitato a lasciare l'eserc ito con sci mes i di congedo. Nell'aprile 1848 con il grado di maggiore ass ume il coma nd o di un battaglione di volontari napol e tani c he si reca a combattere in l ,ombardia , ed è tra i pochi a seguire Gug lie lmo Pepe a Vene1.ia quando il Re di Napoli o rdina il rienlro a Napoli d e ll'ese rc ito. Durante la difesa di Venez ia contro l'assedio austriaco è Capo di Stato Magg iore d e l Pe pe e poi comandante de l forte di Marghera, si di s.ting ue in vari falli d'arme e s i guadag na il grado di generale. Dopo la cad uta di Venc1.ia ne l 1849, segue Daniele Manin in es ilio a Parig i, dove - salvo un breve soggio rno a Genova e Torino - rimane pe r di eci anni. Nel 185 1 puhhlica a Torino, in du e volumi , Oetl'arle della guerra , opera notevole soprattutto pe r un ' impostazione c lausewitziana de lla probl e mati ca strateg ica e per un ' esatta definiz ione del rapporto t ra strateg ia e ferrovie. nella quale si di c hia ra peraltro accesa me nt e contrario alle truppe volo ntarie e alle milizie impro vv isa te. Ne l 1857, sempre a 'l'o rino, e sco no i B revi cenni sulla s pedizione d el corpo d 'esercito napoletano nel ' ultima guerra d ' Italia , ne i qu ali di fende l' operalo de l Pepe contro le accu se di Pier S il vestro Leopa rdi. Ne l 1859 esce a Parigi la sua Guerre d 'indipende n ce italiewie en / 848- 1849 (tradotta in itali ano dal Tanzi), de finita dal Ferrarclli " ope ra pre ziosa per se nn o po liti co e militare, pe r luc idezza e sobri e tà" e dal M oscati la più importa nte de lle s ue opere. Il 1859 p er l'Ulloa è l' anno c he imprime una svo lta de fin iti va a ll a s ua vi ta: in o ccasione dell a g uerra c ontro l' Au stria , il 25 apri le co n il grado di magg ior generale a ss ume il comando de i "Cacciatori deg li Appe nnini" e ri ceve per hreve te mpo l'incarico di organizzare l' eserc ito tosca no, ma v ie ne presto costretto a dime tte rsi, pe rc hé sos pettato secondo taluni di fa vorire le aspirazioni del princ ipe Girolamo Napoleone a l trono di Toscana in sostituz ione de l (iranduca, e secondo altri di voler prom uovere una Restaurazio ne murattian a ne l M eridione . Inoltre eg li non gode le s impatie de l Ricasoli e de l Parini , che nel comando della Lega Militare de ll ' Italia Ce ntra le g li preferiscono prima Garibaldi e poi M a nfredo Fanti .


Noie biografiche e hihliogrq/1chc sugli seri/lori mi/i/ari e 11avali .. .

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Disg ustato e pie no di rancore contro il governo e i ge nerali piemontesi, ritorna a Napoli e nell'agosto 1860 si riavvicina ai B o rhon e da lui fin o a que l mo me nto osteggiati , partecip:mdo ag li ultimi Cons ig li di guerra de ll'ago ni zza nte Regno. Dopo l'anness ione di Napo Ii ali' ILai ia viene espulso dalla città dal generale C ialdini , e s i reca in esilio a Rom a dove continua a servire fede lme nte i Rorhoni di c ui suo fratell o Pietro è Ministro. In occas io ne dclla gue rra conlro l' Austri a del 1866 sollecita il suo ri c hiamo nell'esercito ital iano, c he non g li viene concesso; in compenso g li viene pe rò assegnala una pe ns ione. Stabi litosi a Firenze, s i dedica da allora agli studi mii ilari con num erose opere, tra le qua li L'esercito italiano e la battaglia di Cusluza ( 1866). Gli eserciti r la politica italiana (2 vo lumi - 1869) e alcu ni comme nti alla g uerra franco-pru ssiana e a ll a strategia prussiana, tra i quali Nuova slrategia e 1111011a lattica prussiana ( 1870) e Dr/ ('arai/ere bellicoso dei francesi<' delle cause dep,li ultimi disastri ( 1872). Notevoli anche i s uo i sc ritt i s ull a Rivista Milita re e s ulla difesa dcl lo Stato. tra i quali vann o r icordati Napoli e il suo porlo militare ( 1870) e / due .,iste111i di difesa d' /Jalia presrntati alla Camera ( 187 2). Cusloza e I' F.sercilo lla lianu - Risposta al gio rn ale L'Esercito, e nu111erosi articoli pubblicati ne i g iornali// Dirilto e Le Finan :e. Emble mati ca figura di patriota e inte llige nt e e colto ufficiale e scrill.ore, c he ha pagato duramente l'errore di aver ante posto. in un mo me nto diffi cile d e ll a sua vi ta, le pnssioni pe rso na li, il li vore anlip iemo ntese e il desiderio di riva i a a ll ' inte resse supre mo de lla Patria com une di tuni g li italiani, pe r la q unle peraltro s i era ba ttuto con coere nza e co n va lore senza dime nticare la sua anima na pole tnna. Lo Sticca lo defin isce " irrequie to, man eggione politico " e gli attribuisce e rroneame nte un ' o pera sul " Diritto" c he ì; invece d e l frate llo Pie tro, anc h 'egli ufficiale dimessosi dopo la d isfatta di Rieti , e da a llora giurista e feco nd o sc rittore fed ele fino a ll ' ultim o ai Borbo ni . Con u na b iogra fi a appassionata il Ferrarelli lo esalta come ca mpione de i valo ri militari e de lla tradi zione napo le tana conc ulcali da un ' affrettata un ità poco ri spellosa de lle pec uliari là loca li : l' Enciclopedia Militare ne ignora le poco felic i v icende person ali dopo il 1959. Garibaldi negli SaiJti politici e militari ne parla co n stima. Girol a mo Ulloa non va confuso - oltre c he con Pie tro Ulloa - con l' allro fratello A ntonio, a nch 'egli uffi ciale e scrittore m ilita re c he fu co n lui fondatore dcll ' Antolo~ia Militare e come lui fu coin volto ne lla congiu ra del 1833, ma, riammesso in servizio, rimase da allora se mpre fedele ai Borbone.


Ferruccio Botti

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BIBLIOGRAFIA L. BLANCH, Scritti storici, Bari, Latcrza 1945, Voi. II , pp. 373- 379. L.

Girolamo Ulloa, in Il Risorgimento Italiano - bio1vafie storico-politiche, Milano, Vallardi 1886, Voi. Il , pp. 121-122.

CARPI,

Dizionario del Risoriimento Nazionale , Voi. [V , pp. 505-506. (a c ura di E.

P1c;1.10NE).

F.nciclopedia Italiana , Voi. XXXIV, p. 634 (a cura di R. MOSCATI). Eru:ic!O(ledia Militare, Voi. Vl , p. 1336. G . F ERRARELLJ , Memorie Militari del Mezzogiorno d'Italia ( 191 l ), pp. 87 e 279-28 1. G . STJCCA , Gli scrittori militari italiani ( 19 12). pp. 239 -240.

54. ULLOA, Pietro ( 1802 -187 9) Fratello maggiore di Antonio e Girolamo, scrillore e giurista. Intrapren de inizialmente, come i fratelli , la carri era delle armi , ma dopo i moti del 1820-182 1 la ahhandona deluso per dedicarsi prima alla carriera forense e successivamente ai predilelli s tudi di letteratura e al giornalismo. Collahora all'Antologia Militare fondala dai fratelli. Svolge alte funzioni nella mag istratura. Nel 1854 puhhlica nèfatti dell'ultima rivoluzione del reame di Napoli. Dopo lo sbarco di Garibaldi ne l 1860 segue il Borbone come M inistro dell'interno a Gaeta , tentano in va no di indurlo ad una politica costituzionale, e success ivamente a Ro ma. Dopo il 1870 si ritira a Napoli , <love muore. Durante l'esilio romano e dopo il ritorno a Napoli puhhlica numeros i scritti politico-militari tra i 4uali : Lettres napolitaines ( 1863); L 'abdicatiun, La partage et lafederation de L 'ltalie ( 1868); /, 'union et non pas l 'unité d ' ltalie ( 1867) ; Les previsions de Caete et /es promesses d 'Ancone ( 1869); n ella sollevazione delle Calabrie contro i Francesi ( 187 1). Ha ino ltre lasciato una critica alla Storia del Reame di Napoli del Colletta. L ' Enciclopedia M ilitare lo ignora. BIBLIOGR A FIA Dizionario del Risorf?Ìmento Nazionale, Voi. IV, p. 597 (a cura di E . 1'1GLJONE) .

55. VACANl, Cami llo (1784- 1862) Maresciallo dell 'esercito austriaco e scrittore militare milanese. Ufficialc de l genio d el Reg no Itali co, pa rtecipa alla g uerra di Spagn a I 808-18 13 distinguendosi all a presa di Forte Olivo. Ne l 1820 passa nell ' eserci to au striaco. Ne l 1833 diventa preceltorc dei fi gli dell ' Arciduca Carlo. Nel 1839


Noie bioMnifiche e biblio1v<1fiche sugli scrittori militari e navali...

I OI

è promosso maggior generale e nel 1844 è nominato ple nipotenziario dell' Austria nei negoziati sulla successione di Maria Luisa a Parma che si concludo no con il trattato di Firenze, guadagnandosi fama di fine diplomatico ericevendo per questo il titolo di Barone di Forte Oli vo. Nominato presidente dcli ' Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, lascia tale carica al Manzoni dopo la guerra del 1859 e la consegue nte unione della Lomhardia al Piemonte.

I .a sua opera più famosa è la Storia d elle campavi.e e der,li assedi Ita liani in Spavw dal 1808 al 18/3, pubblicala nel 1823 in tre volumi (Milano, I.R. Stamperia), con successive edizioni d el I 827 (Firenze) e 1845 (Milano). Lo Sticca la giudica "prolissa, superficiale e povera di critica", perciò tal e da " non reggere ad un analisi critica severa" . Secondo il Monti si tralta, invece, di " un contributo fondamentale alla storia del valore italiano nelle campagne napoleoniche" . Altre opere sono: Bior, rafia del col. A. Car.cianino ( 184 1); Cenni Storici del memorando I X48 (i nediti); La battaille du Mincio ( 1857 - traduz. italiana 1867); Voti municipali di un veterano cittadino milanese del secolo XVJJJ (1857). BIBLIOGRAFIA Enciclopedia Italiana. Voi. XXXI V , p. 870 (a cura di A . E.

PA<; /\N I .

M ONTI) .

lln illustre milanese a torto dimenticato: il barone Camillo Vacarti (in

" La Lombardia nel Risorgimento Italiano", gennaio 1928). Cì . STICC/\, / nostri scrittori militari - note e profili, " Ri visla Mi Iilare Ila liana" I 904, Voi. IV.

56. VASSALLI , Sehastiano ( 1785 -... ) Ufficiale piemontese. Dedica l' intera sua vi ta ali ' insegnamento nell' Accademi a Militare di Torino. Professore straordinario nel 18 18, viene poi nomi na to " ripetitore" e dal luglio 1818 all ' april e 1850 regge la cattedra <li mate matica, abbinandola con quella di direttore degli studi (maggio 1842 - apri le 1850) e con l' insegnamento di fortificazione. Le sue opere sono legate all 'attività didattica e rappresentano anzi tulto la sintesi delle sue lezioni. Nel 1840 pubblica un trattato di geometria e nel I 84 7 le Le zioni d'arte militare ad uso della Sr.unla di Applicazione, calorosamente approvate dal Ministero della Guerra. In tale testo ad uso scolastico il Vassalli ~ male interpretato dal Brancaccio - pur rise nte ndo dell ' influenza di Jomini e pur non conoscendo C lausewitz, si av vicina notevolmente alle


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Ferruccio Botti

teor ie di quest'ullimo e dà la dovu ta im portanza anc he all 'arnministrazinne (la logistica del Lernpo) indicandola come una delle tre parti componenti l'arte della guerra. BIBLIOGRAFIA

r.

L. R OGtER, La Reale Accademia Militare di Torino - nulf: sloriche 1816-1860, Tori no. Can<lclclli J 8 1)5.

N. l:lRANCACCIO, Studiamo la nostra dottrina di guerra. " Ri vista Militare Italian a" 19 15 , Voi. Il e lii.

57. ZAMUELLI, Andrea (1794- 186 1) Nato a Lonalo (Ilresc ia). Dopo la laurea in legge s i a pplica allo s Lud io del le sc ienze politiche e sociali. Ne l 18 15 pubblica un saggio su lla tratta de i negri. Olliene una cattedra ne l liceo di Santa Caterina in Venezia, e ne l 1825 dapprima qut:lla di s toria uni ve rsale, poi que lla di "sc ienze e legg i politiche" nell'Uni versità di Pavia. La s ua opera principa le, Delle differenze politiche lrn i popoli antichi f' moderni, r imane incompiuta: ne pubblica due sole pa rti, Sulla g uerra ( 1839) e Sulle religioni ( 1846 ). Collabora anche al Politecnico e a ll a Rivista europea. Per la parte militare della s ua opera aderisce senza riserve alle teori e "scientifiche" di Jornini e dcli ' Arcid uca Carlo e assegna un ruolo esagerato aH' artiglicria come motore delle trasformai.ioni de lI" arte della g uerra, anche in ca mpo nava le. Nell'opera s ulla g ue rra, in po lem ica col F il ang ieri - forse per opportuni s mo - dife nde g li esercit i per mane nt i e non accen na a l problema italiano; per contro , comm en tando sul Politecnico Machiavelli sposa le sue tes i su lla necessità d i un forte potere naz ionale centrale capace di g uid are il ri scatto del! ' Italia e basalo s u mili z ie c ittad ine . Queste contraddiz ioni sono fors e do vute a l fatto c he eg li (E. MIC HEL) " per soverch ia brama d i pace 11011 professi'> aperta me nte le idee liberali c he manifestava nei fidati ritro vi de ll' a mi c izia" . 131ULIOGRAFI/\ Dizionario-del Ri.r nrgimenlo Naz ionale. Voi. IV, p. 620 (a cura di G. ZIMOLO).


RICCARDO TREPPICCIO E

IL BRIGANTAGGIO N El DOCUMENTI DELL'UFFICIO STORICO (1860 - 1870) Riflessioni e proposte Gli studi sul brigantaggio hanno ricorrenze " c ic liche" . E sistono, infalti , numerose pubblicazioni in materia, dalle o pe re stori c he e storiograf'iche, al le me mo rie, ai saggi, alle testimonian ze che pe riod icame nte si incremen tano di altri contrihuti. l ,eggcnùo tali ope re, non se mpre si tro va ri scontro tra le tesi sostenute e gu a nto e me rge dai documenti custoditi nell 'arc hiv io de ll ' Ufficio Storico; al co ntrari o , ralvolta, tesi consolid ate sul bri ga ntagg io vengono messe in disc ussione dai docu menti d'archivio. Ciò in mass ima parte è dovuto al fatto c he sino ag li a nni sessanta tali doc um e nti no n era no consultahili. L' apertura de l fo nd o archi v istico del hri ga ntaggio consente oggi un esame approfondito de l fe nome no legato ali' unità naz ionale c he, sotto alcuni aspelli potrebbe meglio spiegare le radici degli odi erni mali de l Suù. La disponibilità de i docume nti consente, in fa lli , di studiare il briganta gg io evide nziandone g li aspetti militari , c he cos tituisco no la parte più eclata nte di una lunga gue rra di repressione, ma anc he le implicazioni cù i risvol ti politici, diplomatici e sociali che vi e bbe ro parte. L ' Ufficio S tori co ha di rece nte dato incari co ad alcuni specialisti d ella materia di studiare le carte del brigantagg io, al fine di tradurle in una pubhlicazione c he possa dare precise ri sposte aù alcuni interrogativi. ln attesa che tale evento si conc reti zzi, il presente studio vuole essere un "assaggio" di quanto potrà essere offerto ag li stud iosi dall ' analisi di alcuni doc um e nti d ' archivio.

La situa zione nelle Provincie Meridionali C on la caduta di Gae ta (1 3 febbraio 186 1) , di Messina ( 12 marzo) e di Ci vite lla del Tronto (2 1 ma rzo), si avviava ufficialmente a co mpletamento


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l ' unità d ' Italia e terminava la guerra nel Sud, pur mancando i territori di Roma e Vene zia.

In appena sei mesi (maggio-ottobre 1860) era scomparso uno Staro c he, soltanto qualche anno prima, era stato individuato co me uno dei due possibili poli di un ' Italia unita, o almeno confederata. Guerra, rivoluzioni e di sordi ni distrussero ogni istituzione, politica, mili tare, economica, amministrativa, sociale al punto tale che, per decenni, l ' aggettivazione "borbonico" diventò sinonimo di un marchio dispregiativo. Quale fos se stata realmente la situazione nel Regno delle Due Sicilie (che il 1860 trasformò in Provincie Meridionali ), inco minciò a trasparire, con oggelti vità e ri gorosità scientifica, ce nto anni dopo 1• Con il regno, si dissolveva un esen;ito forte di circa 100.000 uomini, i cui resti (934 ufficiali e 12.000 soldati) s i e rano ritrovati nella fortezza di Gaeta per salvare l'onore delle armi 2 . Le pe rdite globali subite nei pochi mesi d el 1860, 2. 700 morti e quasi 20.000 fra feriti e dispersi 3, restano a testimonianza del valore e a smentita di ogni ilare commento. Tra le altre decine di migliaia di superstiti. molti si sba ndarono pe r le campagne e/o rientrarono in famiglia. Le migliaia di prigionieri, catturati durante la campagna dall'A rmata Sarda, furono in maggioranza avviati ai depositi del Nord-Ita lia. Restrittive furono le disposizioni verso g li cx- ufficiali horhonici , "giubilati ", ovvero inviati a casa, sottoposti a discriminazioni , trattati con di sprezzo - tranne che in rarissime eccezioni - e ridotti aHa fam e. TI Comando Generale in Napoli , I' 11 g iug no, evide nziava tale situaz ione al Ministero della Gue rra me ttendo in luce c he erano necessari provvedimenti pe r gli ufficiali congedati da Gaeta, i yuali ven i vano arrestati in molli, poiché incorre vano in reati contro il patrimonio: "sen z 'alcun sussidio non hanno me~lio per vivere" 4, avvertiva l'estensore del docunì ento. 1 Vedasi in proposito AA . VV ., Nuove questioni di storia del Riso rgimento e dell'Unità d 'Italia. Milano 1961. 2

C. Cì ARNIER (a cura di), Ciomale de ll 'assedio di Caeta , Napo li 197 1. 3 G. BOERI-P. CROCIANI, L 't,'sercito Borbonico dal 1789 al 1815, SME-Ufficio Storico, Roma 1989 e M. FIORENTINO-G . BOERI. L 'Esercito delle Due Sicilie 1856- 1859, SMERivi sta Mi li tare, Roma 1987. 4 Archivio dcli ' Ufficio Storico dello Stato Maggiore dcli ' Esercito (d" ora in po i AUSSME), fondo Campagna 1860-6 1, hus la 9.


li llrigantaggio nei documenti dell 'Ufficio Storirn ( I 860 · 1870)

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Di verso , invece fu il trattamento riservalo ai sollu fficiali, graduati e soldati ed alle loro famiglie. Pu disposto infatti , con successive ci rcolari , il loro mante nimento ed il sostentamento de lle mogli e dei figli mediante l' assegnazione di una razione viveri g iornaliera per ciascuno e fu riconosciuto il grado ri coperto nell'esercito napoletano a quanti della hassa forza lo chiedessero, purché potessero provarlo 5 . Quanti avevano adempiuto agli obblig hi di leva - in relazione alla classe di appartenenza - furono rimandati alle " loro patrie" in licenza illimitata anche se non potevano comprovare di aver adempiuto agli obblighi stessi; mentre le classi "obbligate a marciare" per le leve degli anni I 857- 18581859- 1860, furono trattenute alle armi per completare il servizio militare nell'Armata Sarda. Nonostante il severo giudi z io del Panti , che aveva definito inaffidabili i soldati napoletani, con Legge 26 maggio 1861 fu autorizzata una leva di 1o.OOO uomini nelle Pro vincie Napoletane. Ma se una parte de i prigionieri espressero il loro desiderio di servire nell'Armata 6 , molti altri, shandali o chiamati al le armi, diedero il via al preocc upante fenomeno della renitenza e della di serzione. Tale fenome no fu particolarmente sentito in Sicilia, reg ione c he con i Borboni aveva goduto del particolare privilegio dell 'esenzione dalla leva ohhligaloria. La causa principale fu certamente il fatto che. per motivi di ovvia opportunità, g li uomini chiamali alle armi dovevano essere tulli avviali nelle provincie setlentrionali e quindi di fatto allontanali dalle loro famiglie 7 . A sbandati, disertori e renitenti borbonic i si andava no aggiungendo, nel frattempo , cx-garibaldini provenienti dalle file dell ' Esercito Meridionale, e vo lontari delle formazioni nate sulle spinte ideal i, democratiche e liberali , ma sc io lte alla fine del 1860 senza o ttenere alcun compen so per i sacrifici fatti. Ai problemi di orig ine militare si assommarono qu elli di natura squisitame nte eco nomica, politica e sociale. Il mezzogiorno d'Italia era certamente arretrato: la piaga dell'analfabeti smo, la prevalenza agricola dcll 'economia a ncorata al latifondo, le poche indu strie, la rete stradale insuffi ciente, il distacco tra aristocrazia e massa, non ne avevano fatto uno Stato modello e moderno. 5

Vedasi, a tilolo di esempio, AUSSME, fondo Campagna 1860-61 , husta 55.

6 A USSME, fondo Campagna 1860-6 1, busta 43 . 7 AUSSME, fondo Campagna 1860-6 1, busta 24.


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Ad un ' allenta anali si, però , il Regno de lle Due Sici lie no n era né mi g liore né pegg iore degli altri Sta ti prc- uni tari. Al S ud persisteva il latifondo, no nostante l' abolizio ne de lla feudal ità proclamata ne l 18 13 (cui fecero seg uito re iterati decreti ne l 1825 e nel 184 1), ma a danneggiare mag giormente ag ricolt ura e contadi ni ins iste vano cause naturali, quali i poc hi corsi d ' acqua pe re nne e la scarsa p iovosità, associate alla mancan za di efficaci siste mi di inte rvento (irrigaz ioni artifi ciali e ca nali zzazione delle acq ue ). Le indu strie era no poc he, ma que ll a side ru rg ica, setie ra e cotoni e ra erano all ' a vang ua rd ia e reddit izie; le acc iaie rie d i Torre Annun zia ta e il setificio di S. Le ucio e ra no impianti fa mos i in tutto il mondo . Qua nto al commercio , in que llo inte rnazionale de i va ri Sta ti d ' llal ia, Napoli e ra al seco nd o posto, dopo Torino. Se infalli le vie di comu nicazio ne te rrestri e rano poche e mal ridotte, resta il fallo c he Napo li era al primo posto ne i traffic i 1mirittimi pe r fl otta e ton ne llagg io. Il dchito pu hhli co portato dal Reg no d i Napoli all ' Uni tà rud i gran lu nga inl"criorc a que llo deg li altri S tati (c irca 26 milioni cont ro i 64 degli Stati Sardi , co me ri sulta dalle tabe lle a ll egat e alla Legge 4 agosto 186 1 pe r l' uni fi cazio ne dei debiti pubblic i dei cessa ti Governi, ed i successivi 148 de l Ve ne to e 727 cli Ro ma). Del de naro c ircola nte (circa 6 56 m ilio n i) in Italia a ll ' uni fica zione, il 65% proveni va da lle Due Sicili e. In realtà, nel Me ridion e la m assa viveva un perico loso e precari o eq uilibrio . fa tto di lotte q uotidiane p er sopra vv ivere, ma aiutato in ciò d a alcu ne provv ide nze, ora a ppare ntemen te insignifica nti (ma importanti ) come g li usi civici, cioè il diritto al " leg na ti co" e al pasco lo , alla se mina e a lla spigo latura grava nti sui lati fondi privati e su i de mani un iversal i, che integra vano il misero red d ito d i contadini e pastori; ora de te rmina nti, qua li la qu asi inesisten za del le tasse. Né man ca vano in ter ve nti attrave rso istituti sociali , co me !"'Albe rgo d ei poveri" a Napoli e il convitto pe r o rfa ne ad A ve rsa. L' unità cl' Italia ruppe ques to eq uili brio, po ic hé le nu ove leggi in trod ussero lasse insopportabi li pe r g li strati più de bo li de lle popola zioni , su c ui , fra l' altro , m agg iorme nte g rav arono; e li mi na ro no i piccoli pri v ilegi d i contadin i e pastori e favo ri ro no paradossalme nte il lat ifo ndo , accrescendo la mise ri a nelle campag ne. Da lla rottu ra de l precario eq uili brio di un a forma di econo m ia così povera, do veva nascere la "q uestio ne meridi onale" 8 . 8 Pe r chi volesse approfon dire tali as pe tti rimandia mo a lla ricchissima hihl iografia de i saggi conte nuti in Nuove questioni di Storia del Risorgimento e dell 'Unità 11'/talia, op. cit ..


li Brigantaggio net documenti de/l'Ufficio Storirn ( I 860 · 1870)

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L ' analis i dell'ins ie me di tutte le problema tic he appena esposte re nde evide nte quale situa7.ione esplosiva ven ne a determinars i nel Meridione in un brevissimo arco di te mpo. Poté così accadere che, in un territorio travag liato dalla miseria e squassato da g ue rre e ri voluzioni , città e paesi inalbe rassero e a lternassero, a distan za di pochi giorni , il nu ovo tricolore o il vecchio vessillo borbonico, accettando o rifiuta ndo l'uno e l'altro simbolo esclusi vamente in fo rza di una realtà co ntingente ed estre mamente mute vo le. Gli strati più deboli della gente d el Sud, ovvero la quasi totalità de lla popolazione, furono di sillusi per le promesse non mante nute (come la mancata di stribu zione di terre), ancora più affamati dalla guerra e dai tributi , violen ta ti e terror izzati da volontari , truppe rego lari e bande di briganti che si avv icenda va no in " occupazioni" e " libe razioni" di paes i e villaggi, vessando. spogl ia ndo ed ucci dendo. Au me ntò a di smis ura e dive ntò incolmab ile il di stacco fra classi pove re e classi dirige nti e/o ari st.ocra1.ia (queste ultime spesso si identificavano), c ui si a ppoggiava la nu ova autorità gove rnati va. per la protervia ed il profi tto con c ui esse gestirono la cosa pubbli ca. Venne a mancare, inoltre, o g ni e qualsias i a1ionc politica tesa ad un mi nim o di equità sociale ch e potesse sol.lrarrc ma teria esplosiva alla carica che s i anda va innescando: a l contrario, la dura po lit ica repressiva messa in opera soprallullo attraverso gli inte rventi militari (c he fini rono per ridurre I' eserc ito a fo rza di polil.ia e la Gu a rdia Nazionale a odiato strume nto armato, perché troppo spesso al servizio d el capriccio d i si ngoli indi vidui), no n fece altro c he alimenta re que l doloroso fenomeno definito briganta gg io.

La nascila del hrigantaggio Sorgeva no così, ne l mese di settembre 1860, le prime bande me ntre i garibaldini avanzavan o da l S ud, i reparti regolari cieli ' Armala Sarda scend eva no dal Nord e molte formazioni di volontari 9 , costituite da liberali e democ rati c i, concorrevano ad aprire le vie del Reg no delle Due Sicilie. Da Gaeta fu Pie tro U lloa , ministro della po lizia, a dettare le istru zioni pe r le '"colo nne d ei volontari supe riorme nte appro vate" e tese a ripri stinare il governo di Francesco II. 9

Per le formazioni volontari e ved asi

1870 . Ro ma 192 1.

CESARE CESA RI .

Corpi Volontari dal 1848 al


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Le ba nde, infatti , nacqu ero come fo rmazio ni armate con il compito di operare in parallelo con le unità regola ri e co n lo sco po esclusivo di resta uran: s ul trono il legittimo sovrano , di sollevare le masse, di combatte re li herali, de mocratici e la Guardia Nazionale, in fie rendo 4uanto me no possih ile sulla popolazione. Le colonne (o handc), agli st rctti o rdini del lo ro comanda nte, do vevano: procede re al di sarmo della Guardia Nazio nal e pe r procacciarsi armi da di stribuire an che a qua nti s i aggrega vano ; impadronirsi d el de naro pubblico d a inviare a Gaeta o ai ricevitori dei capoluoghi di di stretto; imporre tasse (so lo se necessario) e tene rne il rendiconto o, in alternati va, esigere l' equivale nte in cereali; arrestare opposi to ri ; te ne re co ntatti con i sostenitori della causa borbonica, conserv are l' o rdi ne e il rispe tto della Religione; essere cauti in promesse politiche per il futu ro 10. L' antesignano fu il te ne nte colonnello Francesco Saverio Luvera che, qua ndo l 'eserc ito napoletano si ritirò d ietro il Ciarigli ano, chiese cd ollcnnc di coma nda re un corpo di volo nta ri per azioni d i disturho all e spalle de i pi emontesi. Successivamente, nel gennaio del 186 1, partì da Roma per gli Abruzzi e occupi'> Carsoli e Tagliaco zzo , ma fu poi costre tto a ritirarsi a Orticol i e a rie ntrare a Roma dopo la presa di G ae ta 11 . Delle prime hande fecero parte soprattutto shandati , militari horhonic i provenienti da Gaeta o rie ntrati dal te rritorio Pontifi cio, dove si erano rifu giati 12 . Nume rose furono le segnalazioni di g ruppi di ce ntinaia di indi vidui c he, dal co nfine pontific io, e ntrava no in Prov incia di Te rra di La voro, trovando rifu gio durante il trag ittò in co muni tà relig iose, co me l' Abbaz ia d i Casamari e que lla di Trisulti . Alle bande si uni rono presto contadini , arti g iani, popo lani: ovvero, le co mpo ne nti della classe più povera. No n ma ncarono, tra essi, alcun i delinque nti comuni . I "volontari" (o hri ganti - ma a ncora non avevano ques ta denominazione - ) e bbero il loro ba u esirno de l fuoco già al Macerone; nel combauime nto del 26 ottohre, le colo nne del generale napoletano Lui gi Scotti - Doug las furono affiancate nell'azione da un nutrito gruppo di contadini (terrazzani armati, li definì l' Enciclopedia Militare) ag li ordini di Teodoro Salzillo, molisano 13 . 10 MIC HELANGELO SCHIPA,

Un d oc um ento ined ito dell'ulti m o Ministero di F rancesco

Il di Borbone, in Rasser:na S/orica d el Risorr:imenlo, Ro ma 19 16. 11 ROBERTO M. SELVAG<òl, Nomi e volti d i un esercilo d im enlicu/o , Napo li 1990. 12 AUSS ME, fondo Campagna 1860 -61 , husta 58. 13

R OB ERTO

M. SEL VAGGI, op. cit..


li Brigan tagg io nei documenti

del ' Uffi cio

Sto rico ( 1860 - 1870)

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Le handc, pcrallro, nel mese di scllcrnbre-otlobre a ve vano condotto con s uccesso le loro battag lie, ri conqu istando Po ntecor vo, Teano, Sora, Venafro, P iedi mo nte d ' Alife e Isernia. Fu proprio I sernia a di ventare l' epicentro della lotta. In essa f anti proclamò uno dei primi e più severi ba ndi contro il brigantagg io (23 ottobre 1860) , ordinando la convocazio ne dei tribunali militari straordinari contro quanti avessero commesso alli di hri ganlaggio 14. Allra banda di notevoli dimensioni, che o pe rò nei primi tempi , fu qu ella di Teodoro Klitsche De La Grange, ufficiale pon tificio che av eva offerto i suoi se rvizi a Francesco Il , a c ui si affia ncù come aiuta nte il fig lio Adolfo, u ffici a le bo rboni co, do po av er comba ttuto al Vol turno 15 . Klitsche spaz iò per circa un mese negli Abi-uzz i, al co ma ndo di battag lioni composti in ma ggioran za di sbandati borbonici , co mha ttc ndo co n successo anche in campo apcrlo e minacciando irnporlanti centri co me A vezzano e L ' Aquila. Ai primi di no ve mbre fu comunque co stretto a rie nt ra re in territorio Pontificio . Intanto più al Nord, nelle Marc he, il ge neral e Fe rdinan do Pinclli, al coma nd o del la Brigata "Bologna" , del 9 ° battag li one be rsag li eri e di uno squadro ne di cavalleria, iniziava un ' azio ne di rastrell ame nto nella zona di Fermo ed Ascoli pe r ri gcllarc le handc legit timi ste o ltre i co nfini dello Stato Po ntificio ; ma proprio da questi confini doveva co ntinuare l'inarrestabile afflu sso di soldati borbonici sbandati, che ri e ntra va no ne lla lo ro " patria" pe r alime ntare le formazioni in lolla con !'" in vaso re'', o per costituirne di nuove. Ques ta primissima fase del brigantagg io è de te rmina nte per co mpre nd erne le o ri gini : il brigantagg io nacque indub bia me nte co me guerra di b ande, parallela alla " guerra ufficiale" 16 che le forze regola ri stavano conducendo a Gaeta e nelle altre cittadelle assedi ate. Nelle inte nzioni la lotta doveva serv ire a resta ura re "l'ordine turhato" dalla spedi zione garihaldina e dall ' intervento dcli ' Arma ta Sarda, te ntando di sollevare le masse in a rmi . Inte nzio ni leg itt imi ste, quindi, con risvolti anti-unitari . L' org ani zzazione di tali hanòc fu militare - a di mostrazione de lla loro na tura - e inizialme nte note vole fu la loro cons iste nza (centinaia di armati). Queste caratte ristic he furono de te rminan ti neg li ini ziali sconlri con le unità rego lari sarde. 14 /\USSME. fo ndo Minonzi, busta 3/9. 15 R OBERTO M . S ELVAGGI, op. cit. .

16 Sul piano formale, ricordiamo che non vi fu mai dichiarazione di g uerra tra il Re-

gno di Sardegna e quello delle Due Sicilie.


Riccardo Treppi ccione

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Ma, successivamente, ne furono anche la causa che ne de terminò la sconfilla. Nel I 86 I , infatti, quando le unità regolari dell'Esercito. ormai i tal i ano, furono forlcmcnlc incrernenlale, le grosse bande non ressero al confronlo nume ri co. Nel corso dell'anno, furono progressivamente in viati ne l Sud 4 reggi me nti granatieri, 30 reggimenti di fanteria, J9 battaglioni bersaglieri , 4 reggimenti di cavalleria; la Guardia Nazionale fu rinforzata, i reparti dei Carabinieri a umentarono cd ebbero un a organizzazione capi llare sul territorio 17 . Conlcmporanearnenle, a fianco dell e fo rmazioni regolari , operarono quelle volontarie, come la Legione Un gherese, di tris(e fama. Le notevoli forze impiegate portarono a s uccessi ini:1.iali tali da dare a politici e militari l'impressione c he fosse stata impressa una svolta decisi va ne lla lotta a lle bande e nel la re press ione del brig antagg io. Tanto da far sc rivere a l generale La Marmora a Torino, nel marzo 1862 18 " li brigantagg io non è certamente l'inito, ma credo dilli c ilc si sv iluppi so pra una gran scala. Se crederò rinforzi necessari non esiterò a domandarli". Fu un errore di va lutazione g ra vissi mo, poiché ness uno si rese conto che la forma di lotta si andava trasformando, e non solo militarmente. Il successo otten uto negl i scontri conffo alcune grosse forma7.ioni non fece comprendere, infatti , che esse - non completamente distrull e - s iandava no fra z ionando in unità più pi ccole, e quindi più difficili da combattere; tccnicamcnle, la forma di lolla anda va ass um endo carallcrisli chc di vera guerri g lia, c ui l'eserc ito itali ano no n e ra prepa rato ad affrontare. Ma, fatto ancora più grave, nessun pro vvedimento politico e social e seguì i primi successi militari, determinando così una saldatura fra riscossa legittimista-reazionaria de lle ba nd e e insorge nza sociale de lle masse. C iò ebbe. come dolorosa conseg ue nza, l'alime ntazione continua della lolla graz ie a lla larga adesione degli slrati più poveri cd emarginali - e 4uindi più deboli - delle ge nti del Sud. Stati sticamente, c iò s ign ifica va partecipazione diretta di molti e ades ione indiretta de ll a quas i tota lità delle masse, poiché nel S ud oltre il 90% della popolaz ione era povera ed em arginata. Fu, così , co nsegue nz iale c he la lotta al bri gantaggio fu tutta ince ntrata sug li intervent i militari e sulla e manaz io ne di prov vedi me nti re pressiv i, qual i furon o le leggi specia li degli a nni successivi. 17 A fin e '61 ern no di slocati nel Su d c irca 5.000 Carabinieri. 18

J\USSME. fondo Brigantaggio. busta 15/1 5 .


li B rixanlaxxio nei documenti

del 'Uffici o

S torico ( 11:360 - l/:370)

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/\ partire dalla fin e del 1861 , il territorio ven ne s uddiviso in Zone e Sottozone Militari 19 e fu proclamato dovunque lo stato d ' assedio; contemporaneamente si impose l' impiego di maggiori conting<.:n ti: i reggimenti granatieri furono portati a 6, quelli di fanteria a 52, 4uclli di cavalleria a 5. Se all a fin e del 1860 e rano prese nti 30.000 militari dell ' Armata Sarda, dal 1861 al 1863 , anno di forza massima, furono impiegati progressivamente dai 90.000 ai 120.000 uomini dell'Esercito italiano; di pari passo aumentarono le forze di poli zia 20 . Le bande, in prese nza di forze così pre po ndera nti , si frazionarono ulteriormente; aumentando di num ero e d iminue nd o di co nsistenza, fu difficile combatterle per le tecniche di gue rriglia che impiegarono e perché dettero la sensazione di occupare tutto il territorio , a nc he grazie alla loro mohilità. Il 1863 fu 1' anno di maggior s forw ne lla lotta condotta d all'Esercito; affiancato, nell'opera di repressione dai provved ime nti legislativi eccezionali , ovve ro dalla cosiddetta legge " Pica" e dalle g ià me nzionate leggi speciali. Il 1864 fu l'anno che segnò una nu ova svolta: il "grande hrig antaggio" fu stretto all e corde, tanto che le forze d estinale al la repressione furono ri dollc (8 reggime nti gra nati eri , 8 di cava lle ria, J4 regginn: nti di f"anl.eria con il so lo IV hattaglione, 13 battag lioni bersaglieri) ed operarono principal mente ne i terri tori sedi di g uarnig ioni, con un s iste ma di posti fi ssi e colonne mobili. Cambiò anche la " 4ualità" delle bande: s i spe nse, infatti , in esse, o gni ri vendi cazione legittimi sta, ven ne a cadere la spinta sociale e finì con il pn:vale re la compone nte dclin4ucn;,,ìal c. Neg li anni successivi , e fino al 1870 , le fo rze de ll ' Esercito diminuirono progressivame nte e gli scontri , più che essere ope ra7.ioni militari , assun sero le c aratteristi che di ope razioni di polizia, con un impiego se mpre magg iore di carabinieri , di g uardie nazionali e di forma zioni volontarie. Quanto allo sviluppo sul territorio, ricordi a mo c he inizialmente si ebbe soprattutto un brigantaggio di frontiera, ovvero di grosse formazio ni operanti 19

Per l' ordim1111e nto delle Zone e Sottozone vedasi L UIGI T ucc: ARI, Memoria sui prin-

r·ipali aspe lii tecnico -operativi della lolla al hriga111aggio dopo l'Unità ( 1861-1870) , in Studi Storico-Militari, SME - Ufficio Storico, Roma 1989.

20 Solta nto nel 186 1 furon o e ma nali tre Regi Dec reli , in da ta 4 agosto, 29 sette mbre e 22 di cembre, c he in pratica raddoppiaron o le guardie del Corpo di Pubbli ca Sicurezza ne lle Provincie Napole tane.


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Riccardo Treppir:cione

nelle provincie di confi ne con lo Stato Pontificio. Progressivamente, esso si diffuse a macchia di leopardo e focolai di ribellione si accesero in Lullo il territorio napoletano; succedeva così che in una stessa provincia convivessero città e paesi immuni dalle bande con altri che ne erano infestali. Con la massiccia presenza delle unità dell'Esercito, il brigantaggio tese a scomparire dai paesi, restringendosi prima alla campagna, e poi al la montagna o nelle zone impervie, come nel Matese o in Sila. Un ' involuzione ti pica di quella particolare forma di lotta che è la guerriglia: inizialmente essa tende ad invadere, ad occupare tutto il terreno dello scontro, con basi di partenza in territori amici; successivamente, con l'aumento numerico delle forze avverse in campo, si restringe in zone di difficile accesso e facilmen te difendibili perché naturalmente fortificate, come le montagne, che diventano le nuove basi per rapide puntate offensive. Ciò spiega anche come esso persistetre nelle provincie abruzzes i, molisane, calabresi e in quelle interne della Campan ia. E come il tratto della dorsale appenninica, che lungo il Fortore consentiva lo sbocco in Capitanata, diventasse la "via dei briganti".

Aspetti militari della lotta Ri sulta difficile comprendere come "bande di straccioni" abbiano tenuto in scacco reparti così numerosi, se non si analizzano le modalità e gli aspetti milit:iri de ll:i lotta, condotta dalle unità regolari e dai briganti. Appare q uasi assurdo, infa tti , che poche decine di mig liaia di "briganti" - 20/30 mi la? - siano stati in grado di far fronte a forze di mo lto superiori 21• ,Prima ancora delle val utazioni tecnico- militari occorre peraltro considerare che, u dispetto delle vessazion i, delle espoliaz io ni e de lle fuci laz ioni , brigunti, puesani e fami liari, per due-tre anni furono "combattenti" motivati, do vendo in praticu lottare per la propria sopravvivenza. Non a ltrettanto motivati erano i militari , inviati a combattere una guerra che non capivano, contro gente che in linea teorica, e per quanto era stato detto loro, avrebbero do vuto accoglierli a braccia aperte poiché erano "fratelli liberati" . 21 Sul numero dei briganti esistono solo s tatistiche parziali , desumibili dai documenti e dalla bibli ografia. Né è possibile, al momento, separare il numero di quelli che effettivame nte portarono le armi, ovvero combatterono, da quanti furono soltanto fiancheggiatori delle bande o addirittura soltanto sospettati di brigantaggio t: cumt: tali etichettati . Altrctlanto approssimativi. per quanto possa sembrare strano, sono i dati relati vi alle forze impiegate dall ' Esercito: coloro che fino ra hanno provato a ca lcolarle, forniscono dati che osci llano fra le 90.000 e le 120.000 unità.


li lJrigantaggio nei documenti dell' l/ffi<:io Storico ( I 860 - I 870)

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Essi in vece si trovarono ad agire in un ambien te ostile, contro altri italiani c he si ostinavano ad appellarli "piemontesi", quasi a sottolineare la loro diversità e quindi la loro estraneità. Né furono sufficienti le spiegazioni delle autorità che, faGcm1o di tutta l'erba un fascio, etichettavano i briganti come volgari delinquenti: i soldati lombardi, piemontes i, toscani e romagnoli erano artigiani e contadini come g li abruzzesi, i campani , i calabresi, i molisani ed i pugliesi che si trovavano di fronte e che combattevano. L' ostilità della gente trovava riscontro poi in parametri strettamente militari quando si traduceva in ostilità geografica dei luoghi: inviati in territori sco nosciuti, sprovvisti di carte topogra fic he , affidati a guide indigene o a guardie nazionali di non provata lealtà, i militari si muovevano su di un terreno ostile oltre che per natura - bosc hi , mo nti , dirupi - anche per le modalità d ' approccio con cui veniva affrontato. Ed il terreno, ovvero l'area geografica dove si svol gono le operazioni , ha avuto sempre una influenza determina nte sulle vicende belliche 22 . Fattori determinanti sulla lolla furono quindi . ancor prima dello scontro, la di versa psicolog ia (o motivazione) dei comhatlc nli cd il terreno su cui essi si scontrarono. Sct:m.len<lu pui nei particolari tecni co-ope rai iv i, è ancora più comprensibile come la guerra tra esercito e bande si s ia potuta protrarre per anni. L' impiego delle unità nel 1860 era, infatti, ri g idame nte legato ali' osservanza di regolamenti e istruzioni. Capi e soldati e rano addestrati a combatte re in form azioni e schieramenti altrellanto ri g idi. I reggi me nti si muovevano art icolati in battaglioni , compagnie, plotoni c squadre, secondo schemi do ve ogni unità, ogni uomo aveva la sua precisa e infl essi bile collocazione sia in movimento, in attacco o in ritirata, s ia in stazionamento, in sosta o in difesa. Si andava in battaglia come in parata, con di spositivi accentrati su una massa - in genere il battaglione - che non ammettevano imprevisti e cambiamenti. Negli stessi addestramenti individuali al combattimen to, al soldato veni vano in seg nati determinati movimenti con le armi in d otazione, che prevedevano un addestramento ed un armamento simile in mano all'avversario. 22 FL AVIO Russo, Dai Sunniti all'Esercito italiano. La Regione Fortificata del Male se, S MF.-Uffi c.: io Storico, Roma 199 1. L'opera d i F L AV IO Russo è preziosa per comprendere quale sia l'incidenza de l terreno sulla lo tta; importanza c.:he l' autore dimos tra esaminando tre "guerre" avvenute in epoche storiche diverse ma combattute negli stessi luoghi: le guerre sannitiche, il brigantaggio, la seconda guerra mondiale.


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Riccardo T reppiccione

Per c ui il solda to era ahiliss imo a sparare disposto " in fila" e a tirare di scherma co n la baionetta: ma come si d ovesse muovere tra le rocce o nei bosc hi, o comhallcrc in un ahilalo, come dovesse affro ntare un avversario a rm ato di roncola o di coltellacci, o ppure c he g li sparava ali' im provviso e a " mitraglia", e ra per lui una fo rma di lolla ignota e poco congeniale. Gli uni ci idonei a lottare co n mobilità e i niziativa, e quindi più te muti da i briganti, s i ri ve larono i reparti bersag lieri addestrali come "cacciato ri " c he e ra la term inolog ia allora in uso. Analogo immobilismo si riscontrava in Comandi e Capi . In un primo te mpo il Comando de lle truppe, 6° Gran Comando, fu uni co e posto a Napoli. Ogni mov ime nto di ciascuna unità d oveva essere ordin ato o autori zzato d a esso, con prevedibili riflessi su di una forma di lolla che richiedeva decisioni immed iate e adeguate alle ci rcostan ze, specialme nte quando le unità, impiegate come co lo nn e mobili , avrebbero dovuto agire non solo in base ag li ordini ri cev uti , ma a nche sugli sv iluppi di situazioni impreviste. I co mandanti d i C orpo e cli Unità, pertanto, erano spesso in sta llo perché non potevano. o non vo le va no, o non sapevano, "trasgredire" agli ordini rice vuti : dovevano. pri111a di decidere e agire, Lclcgrafarc e ch iede re tutte le autori zzaz io ni , c he pe r l' inderogabile ri spe tto del la scala gerarc hica s i moltiplicavano vc rtiginosamentc. La necessità di re ndere più c lastico un di spositivo così ri gi do e acce ntrato fu ri co nosciuta co n l'artico lazione dei Comandi in Zone Militari e Sottozonc ( l' ultimo Comando fu costituito a Salerno nel 1868, con la de nomin:17.io ne "Comando Ge ne ra le d elle Truppe per la repressione del brigan lagg io n e lle provincie di Te rra di La voro, Aquila, Molise, Benevento, Sal r r110, ;\ l'elli110 e Ras ilicata" ). Resta va , comunqu e, l' impossibilità di o perare fuori da ll a zona di compe tenza, me ntre le bande non a ve vano circoscrizio ni terri toriali da ri spettare e si sposta va no con facilità da una zona a ll' altra. Merav ig lia, pe rallro, co me mo lli capi c he avevano malu ralo esperie nze non indifferenti in fatto di guerrig lia (Cialdin i, ad esemp io, nella gue rra tra carl isti e c ri st isti in Spagna) non a bbiano messo a fr utto g li ammaestrame nti ricev uti . L ' un ità di mass ima impiegata ne ll a lotta co ntro le bande era il battaglio ne, anc he se le ri chicslc di aiuto e di soccorso provenienti dai più piccoli centri coslrin gevano spesso a fra zionarlo in compa gnie e p lo toni, c he si estenu av ano in fat icose marce e ricerche a vuoto, in inutili cacce e pericolos i inscguimcnli.


Il Briga111aggio 11l'i documenli del/· Ufficio Storico ( J 860 - 1870)

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U na massa, il ha ttaglione, poco ma novriera per i terreni su c ui d oveva operare, se si co nsidera che co n l'ordina me nto Fanti un battaglione era s u 6 co mpagnie di 150 uomini 23 , che richi edeva inoltre un sostegno logistico impeg nati vo, visto che s i doveva provvedere a fa r vivere, mu overe e comb attere 900 uomini circa in pos ti dove le risorse locali erano scarse e i rifornimenti di ffi c i Ii per la precarie tà de lla rete strada le. Le condi zioni di vi ta non erano migliori: i so lda t i dei di staccamenti dormiva no sulla pag lia, la razione v iveri era in s u fficie nte e le condi1,ioni sanitarie pess ime. S i pensi a t a l propos ito che la Brigata " Re" fu autorizza ta a prelevare le coperte solo ne l mese <li novemhre <le i 186 1 24, c he la razione vi veri fu aumentata ne l!' agosto del 186 125 e c he il co mandante del 36° regg imen to fanter ia, colonne llo Mazè, scriveva da Campobasso il 29 agosto 186 1 c he la co mpagnia distaccata a Santa Croce di Magl iano aveva tanti am ma lati da non po ter fornire alcun servizio 26 . A ncora altri motivi infic ia vano l'operatività dei repa rti: il soldato era vestilo con una lunga tunica di panno, d 'estate e d"in ve rno: portava pesanti cal1.atu re non ortopediche (la destra e la sinis tra erano forme sco nosciute ne l 1860, le scarpe e rano ug uali per e ntramb i i pied i e si mode ll avano a furi a <li essere c ali.ate); era affarde ll ato da pesanti .i:ai ni ( in media aventi un peso di c irca 30 Kg.): aveva co me armamento di mass ima un in gomhrantc ruc ilc rnod. I 844 modificato - che , se nza baionetta, era lun go oltre 141 cm. e produ ceva uno scarso vo lum e di fu oco 27 .

È fac ile immaginare qua le be nessere, qua le ag il ità ne l mov ime nto e quale mohilità nel comhattime nlo proc urassero un ta le eyuipagg iamento ed arma me nto , s pecialme nte s ulle mo ntagn e e ne i boschi. A l contrario le bande, be nc hé consistenti , a veva no da lla loro parte una estrema mobilità tattica. lnizia lme nte, q ua ndo esse era no organizza te mi litarmente e compos te in ma ssima parte di militari , s bandali dell 'esercito borbonico, s ubirono d eg li 23 Con l'ord inamento PF.TITTI elc i 1862 la forza del ha1taglione ru ridou.a a 4 compagnie. Per la storia degli ordiname nti s i rimanda a FILIPPO STEI-'ANI, La storia della dollri11a e degli ordi11ume111i dell'Esercito i1a/iano, SME - Uffic io Storico, 3 voli. , Roma 1984 -89. 24 AUSSME, fondo Brigantaggio , busl.a 8/987. 25 AlJSSME. fondo Bri gantaggio, busta 8/918. 26 AUSSME, fondo Brigantagg io , busta 8/954. 27 G IANROOOl.ro ROTASSO - M AI JRIZIO Rurro , L 'umw men/o individuale de/L'Esercilo italiano dal 186/ al /943. SME - Ufficio Storico, Roma I 995.


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Riccardo Treppirr.i011e

smacc hi rinché adottavano l a stessa manovra e le slesse formazioni dei reparti regolari. Quando però esse incominciarono a frazionarsi e ad applicare tecniche di guerriglia, dive ntò assai più arduo il poterle battere. II loro impiego era impronlalo soprattutto sull'attacco a sorpresa dove più debole era il <lispositi vo avversario, sulla rapidità dell ' azione condotta sempre con viole nza, spregi udicalezza e determinazione. Le bande agivano, inoltre, in condi zioni di sicurezza, con appoggio e cope rtura sempre garanti te dalla perfella conoscenza del terreno e dalla conni venza di una l'illa rete di informatori e favo reggiatori. Le modalilà <l' attacco delle bande si affinarono a ncor più nel tempo: veloce riunione degli uomini e aggualo, su segnalazione degli inforrnalori , in posli slahiliti ; concentrazione de l fuoco s u un fianco del reparto militare pe r gettare scompiglio nella forma1,ione e per distogliere l'attenzione dall'attacco principale, mosso se mpre in un punlo da cui e ra possibile una ve loce ritirata; pronla dispersion e per anticipare la reazione <ldle unità; ripi egamento su itinerari prestabilili e inacccssibili in caso di insuccesso; ri con giungime nto in posti di radu nala il più delle volte in violabili. A differenza delle unità regolari, le bande erano meglio equipaggiate ed armate per tali scontri : vestivano co muni abiti più adatti alle varie slag ioni e meno ingombranti; calzavano in ge nere le "ciocie", ovvero le classic he calzature di contadini, pastori , boscaioli , più idonee al movimenlo su lerreni di versi; erano arma ti di armi corte, spesso caricale a mitraglia, ovvero di carabine, di fucili da caccia, di revol ver, più maneggevoli e con un magg ior vo lume di fuoco, e più adalle alla lolla in boschi , terre ni e montagne. Le bande, inoltre, non disdegna va no di ri correre a " trucchi" per allaccare pres idi e paesi; il 30 settembre 186 1 una han<la di circa 25 uomini si avvicinò al paese di Feli gnano facendo marciare per primi alc uni briganti vesti ti co n cappotti de ll 'Esercilo, ingannando così i militari della Guardia Nazionale che caddero nel tranello e furono sopraffalli 28 . Quanto all ' organizzazi one logislica, anche se essa no n e ra indi spe nsabile all a forma di lo tta c he le bande co nducevano, e ra effi cace, benc hé appena abbozzata e superfi ciale. Libera in falli da pastoie burocratic he - se nza decreti a mmini strativi da osservare, moduli da ri empire, aulorizzazion i da c hiede re , ecc. - l'alimenlazione delle bande avve niva attraverso i conlrihuli in soldi provenienti dalla corte borbonica in Roma e dai Comitati legittim isti, o dalle rapi ne. 28 AlJSSME, fondo Brigantagg io, busta 8/185.


li Briga11tag)?io net documenti dell 'Ufficio Storico ( I 860 - 1870)

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Durante le scorrerie si rifornivano a discapito delle truppe regolari e dei paesi, che depredavano e spogliavano . Possedevano poi alcune "basi logistiche", in territori nascosti (boschi, monti , caverne) e organizzati a caposaldo, come nel Matese, dove potevano allingcrc armi e rifornimenti che precedente mente avevano accumulato e nascosto o presso luoghi inaccessibili, quali grotte e caverne, o inviolabili co me i con ven ti di Casamari e Trisulti. Ogni con siderazione e confronto sulle modalità della lolla, a questo punto, appaiono superflui . La tattica del " mordi e fuggi", che ha avuto anche in tempi alluali la conferma della sua eterna validità, pur non essendo idonea da sola a portare a termine vittoriosamente il connilto, è stata comunque capace di infliggere dolorose pe rdite e protraITe gli scontri a lungo, influe ndo negati vamcntc an che sulla psicologia del combattente avversario.

li dibattito politico e la Commissione d 'inrhiesta I gravi avvenimenti che dilaniarono iI Mcz7.0giorno a partire dal 1860 fu rono oggetto di continue, prolungate, discuss ioni in sede parlamentare. I minis teri che si succedettero nel decennio dal 186 1 al 1870, furono ben dodici 29 e molto peso ebbero, sulla loro durata c composizione, il brigantagg io e la "questione meridionale" spesso decn:landone la caduta. Nel biennio 1861 - 1862 due terzi ci rca del Parlam-:nto era com posta da moderati, o "governativi" , il restante terzo da militari 30 c da democratici, c he agg regavano anche indipendenti, " non governativi ". I militari , gene ralmente sc hi erati con il Governo, detennero, fino al 1890, quasi esclusivamente il Mini stero della Guerra e qu e llo degli Affari Esteri e, ve rso la fine del sessanta, anche la Presidenza de l Consiglio dei Mini stri . Anche se essi 11 011 costitu irono mai un "partito militare", per il ruolo di " tec nici" che svolsero ed il loro atteggiamento fi logovernativo, ebbero certamente un peso determinante nella repressione operata nel Sud. L 'articolazione schematica accennata in "governativi" e "non" è peraltro puramente conve nzion ale. Gli sch ieramenti non furono mai netti; tra i 29

Per la compos izione e la durala <lei Governi rimandiamo all'opera di

MARIO M1s -

Governi, Alte cariche dello Stato, Alti Magistmti e Prefetti del Reuno d 'Italia , Arc hi vio Central e dello Stato, Roma 1989.

SOR1 .

30 I militari in Parlamento nel 1861 furono 29, 25 generali e 4 ammiragli (VINCENZO GALLINAKI , / mi/ilari nel I'arlamenro Italiano 1861 - I 922, in Rivislll Militar~ n. 22/ 1977).


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Riccardo Treppiccione

governativi, vi era no deputati del M ezzogiorno insofferenti per la situazione venutasi a creare nelle loro te rre di origine e in aperto contrasto con le decis ioni del Governo. Tra i non governativi, non pochi de mocratici erano d'accordo con il duro atteggiamento assu nto da l Governo nei confronti del brigantaggio. I deputati della si nistra, ad esempio, furono irritati nei confronti dei d eputali meridionali, pure all'opposi zione, poiché le con tinu e interpellan ze di questi sulla situazione nelle provincie meridionali ostacolavano i lavori per i dibattili sulla Questione Romana, che stava a loro molto più a c uore. Tra i militari , alcuni parlamentari erano di estrazione garibaldina, e quindi de mocratici; altri fortemente fi logovernati vi, allri ancora, pur essendo governati vi , auspicavano interventi più politico-sociali che militari nella lotta al hri gantagg io 31 . Su l tulio g ra va va l' alleggiamcnto ottuso di alcuni politici che si ostinava no a negare l'es istenza di una vera e propria guerra o g uerriglia in allo nel Sud, liquid a ndo il brigantaggio come esclus ivo fenomeno delinquenziale. Sucn:d cva così spesso - a llora come oggi - che in sede di votazione, i " num e ri·· , ov vero i risuhali, non ri specchiavano 11é g li sc hieramenti costituiti né nanll il riscon tro del grande dibattilo parlamentare.

I rappresentanti della Nazione finirono allora con il dividersi in due sc hierame nti: da una parte, stettero quanti ebbero timori che provvedimenti dinaturn soc iale ed economica ne l Mezzog iorno potessero innescare e dare il via ad una ri vo lu zione senza ritorno, all ' opposto, vi furono coloro che s i ballero no pe rc hé il Mezzogiorno vedesse ri conosciuti i suoi diritti di territorio face nte parte i nt cg rantc dello Stato Irnlian o, e non terra soltanto annessa o conqui stata. I primi reclamarono così so lo interventi militari e re pressivi, mentre i seco ndi ric hi ed evano provvedime nti politici e sociali ed anc he so stan ziali inte rve nti eco no mi c i. Ese mplare, in proposito, fu i l comportame nto di Liborio Romano , che in terpe llando il Gove rn o sug li affari de l Me ridi o ne, ril evò co me il Govern o stesso a vesse letteralmente sabotato l' asseg nazione di co mpl essivi 35 mi lioni a favore <lei Com uni meridionali, poiché dalla relazio ne di Costantino 3 1 Per quanti volessero approfondire il dibatt ito poli t ico, la po litica adottata dai Uove rni della Deslra e le posi i.ioni assun te <lalla sin istra democ ratica, l' uni ca font e - poco esplorata - c redibi le e "viva" è quella parlame ntare (A11i del Parlamento Italiano, Vili e

IX ù:g i.1-futura).


li Bri1?a11/aggù, nei do cumenti dell'Ufficio S1orico ( 1860 - 1870)

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Ni gra , presentata nel maggio 1861 , ri sultava che e rano stati spesi per opere pubblic he nel Sud soltanto L. 390.625, conlro la somma promessa 32 . Fu in tale acceso clima politico che, dal dice mbre 186 1, si incominciò a chiede re da più parli l' istituzione di una Commissione d'inchiesta, che facesse fin a lmente luce sulle reali condizioni delle prov inc ie meridionali e sul brig antagg io. Una rich iesta che, fra dibattiti , opposizion i, votaz ioni e cadute di governo , si protrasse fino al 22 dicembre 1862 data in cui fu approvata la costituzione de lla commi ssione e ne furon o eletti i co mponenti. /\Il a fine, la commissione ri sullù così costi tuita : Au re lio Saffi e Stefano Romeo , della sinistra democratica; - Achille Argentino, indipende nte cli s ini stra ; Do nato More lli , Antonio Ciccone e Giuseppe Massa ri, moderati e governat iv i; Giu se ppe Sirlori e Nino Rix io, generali dell"Esercito ma garibaldini di e straz ione; Stefa no Castagnola, rnttazz iano . Una co mposizio ne politica che certarncnlc non assic urnva a l Governo una d oci le e fac il e manovrabilità; nonostan te ci ò e no nos ta nte che l'inc hiesta della Commissione s i fosse rive lata un impo rta nte strum e nto d'indagi ne ne ll 'es plorare le cause politiche e sociali che avevano portalo i I Mezzogiorno d ' Ita lia su posiz io ni a nti-unitari c, ri vo luzio nar ie e verso la di sgrega z ione, essa non sortì gli effe tti d esiderali. L'efficacia de i ri sultati fu infatti inficia ta da ostru z ioni s mi e da d iffide nze, me ssi in allo di continuo dal Governo, da l potere esecuti vo, dai militari; si a rri vò pe rfino ali ' artala sco mpa rsa di relazioni e di docu me nti ancor prima che fosse presa la travag liata d ecisione di pubblicare le relazioni " Massari Castagnola", sul ri sultato de ll e indag ini de ll a Commissione d' inchies ta. Le relazi oni furono le tte preventi vame nte in comitato segreto alla Camera d e i de putali il 3-4 maggio 1863 , e pubblicale il 19 agosto negli Atti Ufficia li del Parlamento Italiano. La di vu lgazione avve nne cioè soltanto d opo l' approvazione de ll a cosiddetta legge Pic a 33 , 15 agosto I 863 , quando invece 32 Inte rvento alla Camera de i Deputati del 12 lug li c 186 1. 33 Legge 15 agosto 1863. a tti del Governo n. 1409.


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e ssa avrebbe dovuto essere la hasc per la discu ssione parlamentare del provvedimento legislativo. La legge fu fatta presentare di proposito dal Governo al deput ato Giu seppe Pica e solloscrivere da 41 rappresenlanti parlame ntari, dopo che la più articolata legge, presenlala dal Massari come natu rale conc lu sione delle indag ini della Commi ssione il I O giugno, aveva dato il via ad un l'ocoso, pole mico e d interminahilc dibaltito parlame ntare, c he stava prendendo una piega pericolosa. La relazione, co munqu e, deluse un po' tulti poiché, pur avendo individuato molte oggettive verità, e ssa fu vi ziata in origine per accondiscenza ve rso il Gove rn o. Omise infatti episodi noti, e sclu se "connivenze diplomatiche" per rive re nz iali limori verso la Franc ia, acuì le responsabilità del clero legittim ista. d isconobbe i moti vi soc iali ed economic i che avevano spinto ]e ma sse a lla reazione ed al brigantaggio e minimizzò le responsabilità di politici e militari 34 . Quanto fos se viz iata lo dimostrano le tesi di fondo che espresse s ul brigantaggio, le c ui origin i furono altrihuitt.: esc lusiva me nte al ma lgoverno bo rbonic o , alla dc lin4ue nzia lità innata, ali' ig noran 1.a cd a ncora ad una ge nes i e ndemica e storica n e l Sud sul brigantaggio, sempre ahi Ime nte sfruttala e ulili zzala, per la restaura zione, dalla corle borbonica.

Il diritto e le leRR i speciali Qua ndo si affrontano gli aspetti g iuridic i rclalivi a l brigantaggio, in genere, si foca li zza l'attenzione sulla legge " Pica" e sulle successive leggi "speciali" 35 . Ancora più genericamente, si attribui sce all'entrala in vi gore ditale legi slaz io ne ogni eccesso e viole nza perpetrati su briganti e popolaz io ni durante la repressione. In effe tti, il "diritto" operò sotto a ltre form e ancor prima c he quelle leggi l'ossero promanate. Con legge I O ottobre 1859 e ra stato, infatti, approvato il nu ovo Codice Penale Militare, c he abrogava il precede nte de l 1840. 14 ToM ASO P EDIO, Inchiesta .ml hrix an1a1111io. Relazioni Massari - Caslllgnola. Lel tere e scrilfi di Aurelio Sq1fi. Osservazioni di Pietro R amno. Cririca della Civiltà Catto lica , Manduria 1983. 35 Citata Legge 15 agosto 1863, n . 1409, su lla re pressione del hri gantaggio ; R. D. 20 agosto 1863, n. 14 10, circa le prov incie cui è appl icala la legge; legge 7 fe bbrai o 1864, n. 66 1. che rimuove e modifica Ja precede nte 1409/1863 ; R . D. 11 febbraio 1864 , n. 1662 , circa le provincie cui è applicala la legge; R. D. 11 febbraio 1864 , n. 1663, sulla fo rmazione di s4uadre per la re pressione del brigantaggio, con annesso regolamento ; R. D . J I fe hhraio 1864. n. 1664, che modifica l'elenco delle provincie; R. D. 11 fe bbraio 1864, n. 1665, che approva il regolamento rel ati vo al domicilio coatto ; legge 11 fehhraio 1864, 11. 1670, portante modifi che al Codice Pen ale Mi litare.


Il Brigantaggio 11ei d ocumenti de/l' (!Jficin Storico ( 1860 - 11:/70)

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Scrive Arturo Marc hcggiano 36 che il Regno di S ardegna si pone va, con tale strume nto, all ' avang uardia de lle Naz ioni ne lla tute la dd diritto de lle genti . Esso difatti sanciva no n soltanto la dig nità de l m ilitare e del combatte nte, ma a nche qu ella degli av versari e delle popo la zioni civili , prevedendo la pun ibi lità di quanti a vessero commesso illeciti e vio le nze, in pace cd in g ue rra, c hiunque essi fossero.

È d a no lare pe rò c he iI codice 37 sanciva c he le leggi rel a ti ve allo stato di g ue rra, e quindi l' applica zione del codice stesso , e ntravano in vigore con la di c hi a ra zio ne dello stato di guerra, di sposto con Decre to Real e, ma co nte mpora nea me nte dav a facollà ai Comandanti delle truppe stanziale in un territori o - fino al li vello di fortezza o posto militare - di di chiarare lo stato d i g ue rra ne l territorio di compe tenza a seg uito di minaccia o di invasione di trup pe ne mi c he . A ncora disp oneva c he il co ma nda nte di un Co rpo dell ' Ese rc ito o di una fo rtezza poteva ema na re band i mili tari che avrebbero a vuto forza d i legge nella " pe riferia" de l propri o Comando, ovvero nel territori o di co mpete nza. Nei luoghi dic hi a rali in stato di guerra, cessava così la giurisdizione dei Tri b un ali Mili tari Te rritori ali e subentrava qu e lla de i Tribunali Militari in te mpo di gue rra nominati nel numero rite nuto necessari o in fu nzione de lle circo sta nze 38 e con tro le c ui sentenze non era ammesso ricorso. I Tri bunali di guerra erano nominati dal ge nera le coma nd a nte in capo e , " in d ife tto" di questo , dai comandanti delle d ivis io ni o delle "frazioni d i truppe s/accate e poste in condizioni eccezionali ... dal comandante di una p iazza o forte zza". Ess i a veva no co mpete111.a a g iud icare i mili ta ri , i c ivili impiegati a qualsiasi tito lo dall' amministrazione militare, chiunq ue si trovasse al seg uilo de lle tru ppe , tutti coloro c he si rendevano colpe vo li di reati di tradime nto, d i spionaggio, subordi nazrone ed arru o la me nti e lutti coloro c he oppo neva no res iste nza od offesa o da nn o o rifiuto d ' o bbedi e nza all ' Esercit.o, ali ' Au to- · rità Militare ed allo S taio od alle sue propri età, con un fa tto qualunque. 36

A 1n u1<0 M ARC HEGG IANO , Dirillo uman itario e sua introduzione nella reioiamenJa zio ne dell ' F:.1·pn:ito italiano, 2 vo li. , S M E - Ufficio S torico. Roma 199 1.

37 Codice Penale M ilitare, Libro II , Dis flosi zion i relative al tempo di guerra, Capo I, a rt. 223 e s egg .. 38 r:odice Penale Mi litare, Libro Il, D ella 11roced11 ra p e nale in te mpo d i g ue r ra, Ca po I, art. 5 15 e segg ..


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Riccardo Treppiccione

In tem po di gue rra, inolt re, potevano esse re isliluili Tribunali Militari Straordina ri, qu alora uno dei coma ndanti precede nte me nte indicat i a vesse rite nuto opportu no dare un "pronto ese mpio di m ilita re g iuslizia", c he poteva no co mminare la pe na di morte immedi atame nte e sul posto (a rt . 5 34 e segg. de l codice).

È age vole, a questo pu nto, co m pre ndere co me con lo stato di gue rra la fo rw de l diritto cedesse il passo all ' arb itrio ed alla d iscrezionalità d ell'uomo attra verso l' appli cai.ione de l cod ice. Un arbi tri o c he es isteva ed era costu me ahhasla nza di ffu so ta nto c he il 18 se tte mbre 1860, il Comando Militare di Napo li avven iva la necessità di scrive re a l Co mandante de lla Brigata " Bo log na", ope ra nte negli Abru zzi, che i T ribun ali Milita ri Straord inari (impro pri a me nte c hi a mati co ns ig l i d i g ue rra) "che sorgono come conseguenza dello stato (di guerra o ) d 'assedio" dovevano limitarsi a g iudicare quegli indi vidui c he fossero sorpresi con le armi alla m a no e/o nei casi di llagra11,1:a stabiliti da lla legge. La lette ra sotto lineava come d ovessero, q uind i, vc ri f"ica rsi la du plice condiz io ne de llo stato d ' assed io , o d i guerra, e de lla flagra nza, pe rché q uei Tribuna li mil itari avessero potestà pe r operare, me ntre doveva esse re lasciata al g iud ice ordì nari o (al Proc urato re Ge ne rale presso la (ìr,111 Co rte C riminale) la co g ni zione di tutti g li a ltri rea ti 39 . Fa nti, il :n ottohn: de llo stesso a nno , p11 hh licava da Isern ia, i l duriss imo bando -H>. già cilato, con il qua le sa nciva c he fosse ro sottoposti al giudi zio dei T ri bun ali Mil itari S traordinar i i " preve nut i" di bri ga ntaggio , sacc hegg io , ince ndi , fe rirne nli , ucc isio ni e co loro che opponeva no res is te n 7.a e te nev an o a rm i se nza a pparte ne re al "Gove rn o d i Gae ta" o alla (ì ua rd ia Nazionale . Ne l fe bbra io cie l 186 1 e ra il Segre tari o Ge ne ra le de l Mini ste ro de ll a G ue rra a ri badire c he soltan lo i bri ga nli pre!>i t:on le a rmi a ll a 111a110 dovevano essere g iudi cat i secondo le leggi mil itari, e c he tu tti g li altri doveva no esse re in vece denu nciati ai Tribunali o rdi na ri '11 . Il Cod ice Pe nale M il itare ino ltr e, c he rego la va il fun zio na mento dei Tri b unali M il ita ri Permane nti , era vige nte ma no n o perante nell e pro vi ncie meridionali. I ,o stesso Fanti rileva va, nell' april e de l 186 1, c he tali tr ibuna li ancora mancava no: ciò signifi ca c he alme no fi no ad allora - aveva no fun zio nato di fatto esclusivame nte i T rib unali cli G ue rra e 4ue lli Straord inari . 39 AUSS ME. fo ndo Campag na 1860 - 1861 , busta 58/75. 40 AUSS ME, carteggio rnn fi<le n,.iale del Ministro. fo ndo M ino nzi, cil. . 41 A USS MF., fond o Campag na 1860 - 186 1, busta 58/326.


Il BriJ.ialllaggio nei tlocumenti dell'Ufficio Storico (1860 - 1870)

12'.\

La situazione no n mi g li orò mo lto n0 con l'estensione ufficiale de l codice ne l le provinc ie meridionali 42 né co n I' istituL ionc progress iva di Tribunal i Mi li tari Pe rma nen ti 43 ne lla c ircosc rizione dei capo lu oghi delle Divi sioni Mi litari Territoriali (Napo li, Palermo e s uccessiva me nte Chi eti , Ilari, Salerno, Catanzaro, Messina).

Ma eccessi ed illeciti conti nuaro no ad essere c om messi, no nostante le ripetiti ve d isposizio ni tanto che ne! m arzo de l 1862 il Mini stero della G ue rra era ancora costretto a sti gmatizzare gli abus i di potere, richiamando l'atte nzione s u di un caso di fuc ilaz ione di un brigante: qu es ti no n era stato fucilato immedi atamente sul posto, mal' esec uzione era stata eseguita quattro giorni dopo la callu ra 44 . La burocratica ed asettica pignoleria de l docume nto arrestava come l'esistc n1,a di norme e proced ure, g ià di per sé molto dure , era ancor più aggravata da soprusi e vio lazioni. No n è a rduo, allora, rib adire che le leggi specia li servirono soltanto a "consolidare·· disposti e a busi di potere vigen t i e di fallo operanti; al contrario, e pe r a ss urd o. impreved ibi lmente cd in opi natam e nte, introdussero corretti vi a l"avore de i re i. La legge P ica, infatti , non fece altro c he co nfer mare qua nto già richiedeva il codi ce pe nale militare , c ioè c he ogn i co mandanlc di !ruppe poteva convocare un tribunale militare straordinario, quand o nel luogo dove ven iva arresta to un brigante non esisteva un tribuna le di g ue rra ; regolava, inoltre , l' istitu to del do mi cili o coatto - per un tempo massimo di un an no - pe r g li oziosi. i vagabondi , i so spetti , i ca morristi e d i fiancheggiatori e d introduceva sconti e d iminu z io ne di pena per co loro che si era no e si sare bbe ro cos tituiti volontariamente. Le s ucce ssive leggi s peciali furono a ncora più ·'garanti ste". Con legge 7 fchhra io 1864 fu rono a mmessi a ll a difesa degli acc usati anche patroc inanti no n militari (art. 2), e fu istituito il ricorso presso il Tribuna le di Guerra (art. 4) , o rga no g iudi z iario supe ri ore, competen te a giudicare in a ppe ll o Je sente nze d e i tribun ali militari . Per l' esec uzione de l domicilio coatto (art. 10) fu e manato un apposito regolamento che prevedeva a ll oggio, vesti ario e v itto gratuito per gl i indi genti 42 R. D . 8 g iug no 186 1. 43 R. D . 17 marzo 186 1 e R. D. 18 agosto 1861 . 44 AUSSME, fo ndo Bri gantagg io, nusla 15/1 5 .


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Riccardo Treppir:l'ione

sottoposti alla misura di sicurezza. Altro regolamento fu pubblicato per ·rcgolariaarc la formazione delle Squadre di vo lontari per la repressione d el brigantagg io, conte mplate dalla legge (art. 6). Con legge 11 fehhraio 1864, n. 1670, furon o apportate inoltre, modifi che al Codice Penale Milita re. E sse tocca vano quattro punli esse nziali : la composizi o ne de i Tribunali Militari Territoriali ; il principio della sorveglianza sui giudici militari e la possibilità di ammonirli o censurarli ; l'introduzione del beneficio della libertà provvisoria alle persone estranee al le milizie per i reati di diserzione e grado minimo (4ucllo di capitano e l'età di venticinque anni ) pe r gli Ufficiali che a vre bbero dovuto sede re nei tribunali . Non lanlo le leggi furono "speciali", qu indi , se si considera il conlesto storico in c ui furono e manate e la progressiva preocc upazione del legislatore di definire e prec isare limiti di de litti e pene, pe rché il concetto di g iuslizia fosse preservalo: "speciale" fu l ' uso che gli uomini fece ro di esse.

Gli srudi su l brigan taggio Si è g ià accennato c he esistono molti studi , relazioni , saggi ed ope re sul brigantaggio c he ha nn o indagato ogni aspe tto del rc nomcno sia esso politico che di plo matico , sociale, milit a re, ccc .. Gli studi si interruppero qu asi fra le due gue rre mondiali di qucslo periodo so no da seg nalare i contributi di Cesari e di Croce - per riprendere nell'immediato secondo dopog ue rra. L' a llernanza di interessi pe r il brigantaggio non è casuale. L'eccessiva produzio ne del secolo scorso tornava uti le sia a quanti miravano a miti zzare il Ri sorgime nto e l' Unità d ' lla lla, sia a qu a nt i - pe r contro - te nde vano a dimostrare g li irre parabili danni prodotti al S ud proprio dall ' Unità. Entrn mbi presentavano, 4uindi , les i te nde nzialme nte strumentali ; poc hi a utori scrissero del brigantaggio co n se re nità ed ogge ttività. Le opere coeve ag li avvenime nti ebbero, co munque, oggetti vi limili scicnlifici. Redatte in mome nti troppo vici ni agli avvenime nti e quindi non an cora stori ci;,.zati, ollre c he strumentali e/o passionali furono eccess i vamcn lc cronacistic he, con tutte le insufficie nze me todolo gic he e critiche, de ri vanti dall ' indisponibilità - al momc nlo - de lle fonti d ocume ntali . No n mancarono, ovviamcnle, co ntributi di valore ancora oggi degni di attenzione . La carenza di studi durante il fasc is mo è altrcllanlo co mpre nsibile. li Reg ime stese un ve lo c ulturale mistifi cante su alcuni fatti del Ri sorgime nto ,


l i Briga11 taggiu nei dorn111n1ti de/l'Ufficio Storico ( 1860 - 1870)

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contrastando ogni tipo di pubbli ca zione che polcsse ri c hiamare alla memori a eventi stori ci disgreganti dell a salda - a nc he se al eatoria - compattezza della Nazione. Ed il briga ntaggio in nessun senso p oteva essere lcllo come mo men to coag ulante de lle masse. Il secondo dopoguerra ha falto riesplode re, a l ivello politico e sociale, la qu estio ne o il prohl e ma del Me zzog iorno; di ri llcsso, in campo storiografico, si sono riaccesi gli studi cd i dihattiti sug li eventi e sui fenomeni che ne sono all e rad ici, incluso il brig antaggio, verso c ui g li studiosi hanno dirnoslralo un rinnovato interesse. La possibilità , inoltre, di po ter consultare cospicue fonti a rchi v isti che dive rse, prima indi sponihili , ha stimolato le n èerchc. Po iché lo scopo di qu esto stu d io è mi ralo a evide nziare le carte archivisti c he de ll 'Uffic io Sto rico, ci s i limi terà all' a nali:;,i di tre o pe re che, pur tratta ndo l' aspcllo me ramente militare de l brigant aggio , ha nn o in comune il fatto re - dete rm ina ntt: pe r no i - c he gli au tori hanno consull :ito e util izzato in pa rte i docu menti dell 'U fficio Storico stesso. Es ~e sono le o pt:rc di Cesari , d e l M o l l'ese e de l Tuccari. La prima, del 1920 , è de l Colo nne llo Cesare Cesari -15, c he e ra LIII prolifico scrittore d i storia milita re ri sorgimen tale e, all'epoca in c ui si occ upò del bri gantaggio, ricopri va l' inca ri co di Capo dell' Ufficio Storico. Ebbe, quin d i, mod o di consultare la cospicua doc ume ntazione del l'archi vio militare. A lle felici pre messe non fecero seg uito, però, medesim i risultali . poiché la sua opera è un ' occasione man cata pe r po rre una pie tra a ngolare in ma teria. Co ncettu alme nte il Cesari , pone ndos i ne l fi lone storiog rafi co che do veva ad og ni costo salvaguardare il mito del Ri sorgi me nto e de ll ' Unità tl ' llalia , omi se d i dedurre tlai doc ume nti ve ri tà o ggelli vc o tli cog lie rvi as pe tti con trastanti . È possibile. peraltro, scoprire a tratti la :.ua o nc ~tà inlcllettuale . Egli , ne ll ' an ali zza re il fe no me no cercand o di individu are le cause del brigantaggio, ricad e in una lcllura ste reotipa e in in terpre tazioni ricorrenti in q ua nto indi vidua il briga ntagg io come esclus iva rea zio ne legittimista su cui si innesta, fino alla completa sostitu zio ne dell ' ini.lialc rev ansc ismo, la compo ne nte de linque nziale. Scrisse infatti: " Pa rla ndo però di b rigan taggio fa d ' uo po di s tin g uere due s pecie di ta le fenom eno. una di carattere essen, ia lrn enlc pol itica che fu la prima a manifestars i, cd un a d i d e linquenza ordinaria, c he prese il sopra vvento all a reaz io ne dopo che q ue sla 45

C ESAK E CESARI ,

Ro ma 1920 .

Il hrigm11agg io e l'opera del/ ' E.l'ercito italiano dal 1860 al 1870 ,


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Ni ffa rdo Trcppiccione

com inciò a lang uire. Il brigantagg io po li tico scoppiò s ub ilo nt:I I 860, durante il periodo in c ui la Corte borbo nic a i::ra c hiu sa in Gaeta t: perdurò fin o a lla fin i:: de l 1863; quello di d clinqui::nza ordinari a ebbe un 111ome nto di conte mpora ne ità a l precedente. tra il 1862 e il 1863. poi s i protra sse pe r a lcuni anni fin o a scompari re. coll ' un ifi caz io ne d ' Italia , ni::I 1870. /\I d i sopra di entrambe queste fo rme, imperò inoltre un ' altra is tituzio ne assai tri sti::, la ca morra, c he ebbe maestri e discepo li in a llo e in basso , sottrae nd o s pesso i suo i membri ,tll a g iusti zia e in flu e ndo tal volta s u talune auloril ~t che pe r timo re di pegg io , dovettero s ubirla nelle lo ro d ecis io ni''. M a all o s tesso tempo, eg li no n pu ì> fare a m e no di annotaz io ni co lpevo lizza nti pe r il (ìo verno e per la t:alli va condu z ione pol itic a d e ll ' affare, t:h e la sc iano intra ved e re una lc llu ra so c ia le d e l fe n om e no : ..... La poca fo ri.a mandata in principi o, g li o rdini non sempre chi ari e adall i a lle ci rcostan 7.e che veni vano sped iti d a To rino. la rm111canza d i c.onoscenza intima J ei mal i e de i re lati vi rimedi per parte d e l governo. permi sero c he la rea 7. ione imbaldanz i:-.~e maggiormente e prendesse que l pied e che du rò poi tanta fa ti ca a sradi ca re. Uffi ci ali e soldati furo no invero di un 'abnegazione s upe riore ad o gn r c log10, 111a a ru.: h 'essi 11011 poterono espl ica re altra az io ne che que lla d i dar la cacc ia all e handc. ~c n1:a corrobora re l'a7.io ne p reventiva e repressiva con mis ure larg he. e più vult..: ri..:hi..:~ lt:, per aiuta re g li indi genti , per aprire le sc uo le, per sorreggere il clero. co rn ple tare lavori pubhlic i di immed iata utilit ì1. tutte c.osc c he avrebbe ro subit o concorso ad e levare il nuovo governo, ve rso il q uale si s nrehhero fac ilmente rivolte le po polazioni , per natura generose ma troppo a lu ngo compresse, ma nte nut e ne ll ' ig noranza, in gannate co lle fa lsità. I ha nd i e i p roclami libe ral i de lle a utorità c ivil i e militari o no n erano infatt i tenuti ahha sta nza in con to o e rano inte rpretati come bl andiz ie per nasconde re nuove uppress io ni. Cu~ì 11..:l trapasso fra il governo borbo n ico e q uell o it ;rli ~1no s i trovarono di fronte c i11 contraddi tto rio due e leme nti d i fa llo: una con suetud ine v io lentemente turbata ne i s uoi i111t::ressi e una se rie d i i11nova7.io ni malamen te p reparata a ricostrui re c iò c he e ra stato di strutto ... ". C e s ari, in o ltre , pecca di corretta impos tazione m e todo lo g ic a passand o d a una n a rra z io ne sc ientifi ca d eg li a vv en im e nt i , a d escri z ion i c he sc adono nell 'a nedottic a (come qua ndo s i so ffe rma a d escri vere i segn i c he ide ntifit:avano i hriganti: a ne lli con pa rt icolari s imbo li c he nasco ndo no il g rado d e i bri g anti , nas tri rosso e hlu t:on fi g ure di serpe nti , immagin i re li g iose, tutte co n valo re o ra sac ro ora scaram a nt ic o), form e le tterarie di s apore d eami c is iano. ( ... A ll ora que i pove ri agenti del l'ordine, martiri dime ntica ti , affron ta vano co raggiosament e i brig anti ma un cui po di pisto la tirat o a bru c iape lo ne atter rava uno , mentre l'altro spala nca ndo le bracc ia cad evn con un a pa ll a in fronte in


Il Briga1Ztaggio nei documenti dell'Ufficio Storico ( 1860 - 1870)

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mezzo alla st rada arsa dal sole e affondata nel polverone. Spi cca nti di lontano res ta vano inerti qu ei du e valorosi , colla croce bi anca che il cuo io dt:lla sc iabola e la cinghia dt:l la giberna di segnavano sul petto! ... ) o da romanzo dell ' orrore, (nel descrivere la morte del tenente Bracci del 36° fa nteria a Pontelandoll"o, co sì si es primeva: " ... ehhe da una donna schiacciata la testa fra due pietre ... due giorni dopo ... il tenente co lonnell o Negri trovò questa testa orribilmente contusa infilata sopra una croce in ferro in una chiesa di Punteland olfo!. .. )". Di s to rce, infi ne, i ri s ultali dell a prima comm iss ione d ' inchiesta istituita ne l se tte mbre 1861 dal C ialdini nel bcnc vc nlan o , per far luce sulle lame ntele seg uite alla feroce repressione operala dal le truppe, d opo i fatti d i Pontelando lfo e Casa ldun i 46 . Il vo lume del Cesar i, co munque, è il prin1u ad a llro nlare g li a spett i mii ilari del h rigantagg io e, in questi lim iti , resta opera va lidi ss im a, s ia nell ' indi v idua re le carenze de ll ' Esercito ne l condurre la lotta, sia ne l d escrivere le modalità tecni co -operative impiegate dai conte nde nti , s ia ne l fi ssare le tr e s uccessive fas i in cu i la g ue rra d i repressione si sv ilu ppa: una / 0 fw·e ( 1860-6 J ) , in c ui la loUa ha un carattere esse nzi al me nte militare e s i manifesta cornt: lolla a latere e ad appe nd ice :il l;i c;1m pag na; una 2°fase ( 1862-66). in c ui la lolla a ssum e ca ratt e ri s ti che di g ue rrig li a vera e propria e g li interventi repressivi so n o im prontati al l' utili zzaz io ne de ll 'Ese rc ito co me gendar meria in comp ili d i puhblic a s ic urezza ; una 3°.fase (1 866- 70), co n le stesse carattt:ri s ti ch c , d ove però la cl irez ionc non è più affidata all 'Eserc ito be nsì all ' aut o rit à po liti c a. Per conc lude re, sembra equo affermare c he il vo lum e costitui sce il pri mo val id o a pproccio pe r la co noscenza de l feno m e no , li mi latamen le agl i a spclli m ilitar i. Pe r avere un contributo di notevo le s pessore, forse il più va lido esis te nte, bis ognerà a ttendere che Mo lfese pubblichi, ne l 1964, la sua opera 47 . Lo studi o di M o lfcsc è. nolcv o le , poi c hé indaga o g ni as petto de l brigantaggio da l s u o s o rgere a ll a s ua d e finiti va sconfitta e n e scruta i ri s vo lti politici, diplomatic i, sociali , econo mici e militari. Prez ios issima la nota bibli ografica rag io nata c he pone a lla fine de l vo lum e , pe rc hé essa non è so lo tal e, m a una 46 l'er tali fatti e le indagin i della co111111i ss ione ve<lasi AlJSSMF., fondo Brigantaggio, busta 8. '

17

r RANCO MoLFESE.

Storia del llrigrmtaggio dopo l ' Unità, Milano J 964; per questo

studio è stata uti liuala la 3' edi zione, del I 979.


Riccardo Treppiccione

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vera e proprja g uida a lle fonti c he com ple la le ri cc hi ssime e d esauri e nti note a corre do de i capitoli . Mo lfese è anche il secondo au tore che con su lta i docume nti dell 'arc hivio de ll 'Uffic io S tori co 4 8 : anche egli gode, quindi , d i un a pos iz ione privileg iata , anco ra più dc l Cesari, poiché c onsulta a ltre fo nti archi vistiche, di cui alcun e indispo nibili all'epoca d e l C esari 49 . Egli , però, in centra il suo studi o su una tesi partigia na di fond o, specchio di un a ltro filon e storiografico: il brigantagg io, sostie ne, fu princ ipa lme nte una ri volta soc iale de lla campagna contro la borghesia liberale. Finché vengo no esa minate s ingolarme nte le ca use c he l"ccero esplodere la ri vo lta, i l Mo Ifese effettua a na li si luci de e degne d i rispc lto, evide nz ia, inratti , la politica in giusta, il (ìoverno incapace, le in terfe renze dipl omat ic he e gli inte ressati sostegni este rni da pa rte del Vati cano e de lla Francia, l'uso strumentale dei ri sulla ti de lla Co mmi ssio ne parla mentare d' inc hi esta e la repressione affidata esclusivamente a lle l'orze rnilitari e alle legg i speciali. Anche ne l t rattare gli aspetti m ilitari egli sa coglie re le dcl"icie n.le d imostrate su l campo d a ll 'apparato mili tare ne lla conduzione della lotta. A llo stesso modo, pone in luce i grav issimi e rrori co mmessi ne ll o scioglimento de ll ' Esercii o horhonico e di que llo gariha ldi no, provved imen ti che rinirono per pesa re in d iverso mod o sul hriga ntaggio. L' accurata ana li si de l c omple sso mosaico de ll a storia del briga ntaggio ri nisce pe rò con l' a uto-in va lid arsi q uando perv iene a rapprese ntare l' uni ca ed esc lu siva tesi che eg li persegue. Un so lo ese mpi o: nella d escr i1. io ne che c on trappo ne le bande dei " briganli" a q ue lle de i " volo ntari uni tari" . de fini sce le un e di "cafoni ", e le altre di "galantuomini" li hcràli ; come se le prime fossero co mposte solt anto da contadi ni e pastori e le seconde da borghesi ed arlig ia ni . R iesce ard uo accettare, ac riti cam ente, una tale suddi visione, non supporta ta da un a ricerca stati sti ca sull a composizione de ll e bande e tenendo presente c he la q uasi totalità de lla gente de l me ridione , hrigan li o vo lo nta ri c he fossero, e ra fatta d i contadi ni e pasto ri . La motivazione di fondo , poi , c he il brigantagg io ru un a ri volta socia le che sarebbe comunque esplosa anche senza le ca use a ccide nta li (spediz ione di ( ìaribaldi, intervento de i Savoia, d is fatta dei Rorhoni) so no tutte da dimo strare. 48 I ,e ci ta1/.io ni dei documenti co ns u llati sono ripo rtate nel le noie ai capitoli de l l ibro. 49 Ad esempio. l' /\rch ivio Borbone, a c4uis ito e ordinato da l l' Archi vio d i S ta to di Napo li ncgl i an ni sessanta .


Il Briga11/aggio net docum enti dell 'Uffirio Sto rico ( 18 60 - 1870)

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Il peccato d 'origine de l Mo lfese si rie sc e c o munq ue a miti gare con un a lcllu ra c ritic a dell a sua ope ra c he resta, be ninte so, la mig li ore di sponihile fra tu lle q ue lle finora pubblic ate . Ve nt ' a nni dopo Molfese è T uccar i a consulta re i doc ume nti dcll ' U llic io Storico cd a pubblicare due contributi in cui affronta princ ipalmente gli aspetti militar i e la co ndotta tecnic o-operativa de lla lotta 50 . Tuc cari, ne ll ' articol are magg iorme nte la s udd iv isione in fas i del fe nome no , ind ivid ua: una 1°.fase ( 1860-6 1), in c ui si sviluppa una g ue rri glia pe r grosse ba nde co n a tt acco a g rossi ce ntri a bita ti e scontri c onsiste nl i con i re parti re golari e c on la G ua rdi a Na zionale. In 4ues ta fase s i ha la sa ld atura fra riscossa leg itti mista e insorgenza sociale, con nivenza del le popola zioni con le bande, infiltraz ione d i e lement i de li nq uenzia li: una 2" fa se ( 1862-64) , in c ui si svi luppa un a ve ra g ue rri g lia, con azioni rram me ntarie e m in ute, attacchi a picc o li ce ntri a hi tali e ad unilù di scarsa co nsistenza. Le bande sono med io-pi ccole, fraz ionate, con una ta tti ca mobi Iissi ma che c rea seri proble mi all e uni t:1 regolari . Si sald ano g li as petti poli t ic i, sociali e de linq uen zial i de l hriga ntagg io e dim inu isce, fino a sparire, la connive nza colle tt iva cd ind ividua le : un a 3"fa se ( l 865-70), in c ui le bande so no orma i rido tte nume rica me nte a l min imo e terri tori a lmen te c ircosc ri tle e la lolla è caratt e ri n ata sopra ttutto d a attacchi a case iso late, a c orrieri , a pri va t i ed a piccoli di staccame nti . Ne lle bande pre vale l' e le me nto de linque nL. ialc, o ne è add iri llu ra 4uc l lo escl usivo . Tuccari , ne ll'esami nare g li aspetti mi litari e tec n i..:o-operativi g ià individ ua li dal Cesari in modo frammentario, ut ilizza i d oc ume nti in mod o encom ia bile ma pe rviene a considerazi on i c he vann o riv isi ta te sotto ta lu ni aspe tt i e co mpletate sotto altri _ Egli, ad esempio, attrib ui sce il merito della d istru'zione de l brigantagg io a i pro vved ime nti studi a ti e messi in a tto dal gene ral e Pa ll avic in i 5 1. Ma n on fu pro prio così. SO I ,LJI GI T uccARI, M emoria sui p rincipali .... , op . cit. e Il hrigantaggio nelle p m vinrif' mnidionali dopo l' Unirà d 'l!a lia ( 186/ -1870), Leçce 1982. 51 PALLA VICIN I em anò di verse circolari per la re pressione del hrigantaggio, la più or-

ganica è de l 1868, /sJm ziu11e /eorica ad U M J dd le truppP rfps tinale alla repressione del brigwtlagg iu nelle Provincie di Terra di I .avo ro, Aquila, M olise e Benevenlo, Caserta 186 8.


IJO

Riccardo Treppiccio11e

I militari e la lotta al brigantaggio Ri a llacciandoci a quanlo scritto dal Tuccari , ri co rdiamo che mo lti aulori , ne ll'affronlarc il tema de lla lotta a l brigantagg io ne i s uoi a spclli pre ventiv i (provvedimenti politici ) e repressivi (i nte rventi mililari), concorda no ne ll 'affermare che il briga ntagg io fu comballuto , a l s uo insorgere , se nza a lc una pianific az io ne o programm az ione , se nza adeg uata preparaz ione e senza dottrina né istru 7.io ni c he forni ssero - s ul campo - strume nti ido ne i alla c ondu7.ion c de lla lo tta. Q uas i tutti indicano il generale Pall av ic ini come colui che fu capace di o rgani 7.7.arc e di rigere la lotta , ma da un primo approccio ai documcnli dell 'Uffic io Storico, si pu ò par7.ialme nte ri vedere ta le giudi z io . Già ne ll ' otto bre 1860, in fa tti , i I ge ne rale Pine lli, co ma nd a nte de ll a C o lo nna Mobile negli /\bru1.z i e nel Tera mano, diram ù un a sua istru zione pe r la re pressio ne de l brigantaggio 5 2 . In quallo rdic i s inte tic i pun ti , egli fi ssò le d irettive per debellare i l rc nornc no , soprattutto ne i s uo i aspetti militari: Secondo il Pine ll i era necessa ri o a llronlare le bande con fo ri.e se mp re numeri ca mente s uperi ori per esse re ce rti d ei ri s ultati degli sco ntri ; d irigere le colonne mo bili nei ce ntri de te ntori de lle principa li ri so rse de l territorio e sciogliervi o gni organizzaz ion e rca1.ionaria pe r sottrarre qualsiasi a lime ntazio ne, in uo mini e mezz i, a lle ba nde; censire i g iova ni ne i comuni , indi viduare quelli datis i a l bri ga nta gg io e perseguirli ; obbli gare t utti a risiede re ne i pro pri borg hi e vi llagg i, pune ndo severamente quan ti e ludessero la di s posizione per a derire a l briga ntaggio; conside rare de di t i a l briga ntagg io i fo restie ri sorpresi senza g iustific alo mo ti vo in prov inc ie di verse da q ue lle di nasc ita; pag are lau ta me nte s pie che dessero indicazio ni s ui co nni venti , s ui de positi di ar mi e viveri dei brig anli , per togliere og n i ri sorsa ad essi ed ogni fo nte di al ime ntazio ne de ll a lotta; colpire con g ra vi impos iz io ni pecuniari e i familia ri d ei bri ga nti, pe r re ndere diffic ile il ma nte nim ento de lle ba nde e rimborsare le casse dello S lato ; prendere o staggi mi nacciando ritors ioni , per tag li a re colle ga me nti e a iuti ai briganti ; obbligare i Comuni a segna la re la presenza o l ' approssimars i di bande ne l pro prio territorio ; no n ade rire alle ri c hi este di truppe d a pa rte de i Munic ipi , per no n fra z io nare le c olo nne mo bi li , le unit à pi ù ido nee alla lotta ; stabili re un siste ma d i comunicazio ni , a me7.7.0 teleg rafo e segnali , su tutto il te rritorio per individ uare immedia tame nte le band e e concentrare s u cli esse le truppe dis po nib ili ; prend ere o g ni preca uzio ne per arfam a re i briganti e d ev ita re o g n i lo ro so st e n tam e nto d a par te de i fia nc heggi atori . Ed , infine, evitare d iretti ve e o perazioni in contra sto tra loro, 52 AUSS ME, rondo Campagna 1860-1 86 1, husta 62.


Il Hrigantaggio nei docurnenri del/ 'U.lficio Srorico (/860 - 1870)

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e, sopraltutlo, affidare ad una unica direzione, munita di mezz i e cli poteri straordinari , la lo tta al brigantaggio. In pratica, l' istruzione de l Pinelli ben c hiari va e a nti c ipava quali do ve va no esse re i c riteri informatori de lla lotta: impiego di forze consistenti , sic urezza , obiettiv i mirati, terra brucia la intorno al le ha ncle, azioni combinate, co mando uni co con poteri eccezionali . La validi tà dell ' asserto del Pinelli è d imostrata dagli in iziali successi che egli oltenne con la colonna mobi le da lui c omandata negli Abru zz i e nell'Umbria. Pur co n qu alche ecce sso, inollrc, qu a le la facce nda deg li ostagg i, le sue istru z io ni si sarebbero dimostrate lun gim iranti , poiché solo quando fu rono mess i in a n o i procedime nti in esse conte nut i ru possi bile comhaltcre e sopraffare hande e briganti. Le s uccessive is tru zioni del Pallav ic ini furo no so lta nt o di sposiz ioni particolareggiale, alcune dedotte da si tu azioni loc ali o cl:1 s 1H:cessive espe ri e nze, co munque ispirare ai principi genera li de lla lolla indi vid uati da l Pine lli , c he il Pa llavicini dovette conoscere pe r a ve r partccip,110 a ll a repress ione del brigan taggio con la colonna mobile ne gli Abruz1.i. Do po le istru zio ni del Pinclli, allri doc ume nti att estan o c he, man ma no che si acquis iva no esperienze operative, si pc r kziona vano espedienti tatt ic i più ido ne i a condurre il parti colare ti po di lo tta richiesto come qu e ll o adottato i I 14 di cembre 186 l dal sottotene nte l{o mag 11ol i c he . con 20 soldati e 11 militi de lla (ìuardi a Na z io n a le travestiti da cqfo11i aveva te so un agg uato , presso l' Abbaz ia di Me lani ca, ad una banda cli b riga nti che era so lita rifu g ia rsi in que l luog o 53 . Una proposta po litico-militare al Ministero de lla Cì uc rra, sinte ti ca ma lun g imirante, ve nn e nel marzo ciel 1862 da l gene ra le Gi useppe Avczzana, c he a veva maturato es perie nze non indiffe re nti in g ue rre e ri vo luzioni , non so ltanto in Italia, ma anch e al l' estero. Avezzana in vitava a d are immediate di s posizio ni a La Ma rrn o ra perché s i po nesse fine all e fu cilazio ni , indi v idua nd o ne ll a de po rtaz ione dei bri ganti una m isura c he meglio "concilia(va) l 'interesse delle auuali con diz ioni di cose n el Napoletano, ed i diritti e risp etti umanitari" 54 . 53 J\USSME, fon<lo Bri gantaggio, busta 8/99 1. 54 AUSSME, ron<lo Bri ga nlaggio , busta I 5/ 15.


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J<irr ardo Treppiccio11P

In secondo luogo, raccomandava al Ministero de lla Guerra un trattamento p iù equa n ime ve rso g li ufri ciali de ll 'ex eserci to me ridional e, pe r riparare a l ·' torto loro fallo" . Sollecitava, infine, la c osti tuz ione delle 4 Divisioni di volontari, previste d a un decreto no n a ncora opera nte. Non ingan ni l'a pparente ed es trema sin tetic ità dell'arti colato proposto da Avezzana, egli toccava alcune delle mot ivazioni pro l"onde c he fome ntavano l'adesione della gente de l S ud a l hrigantaggio. Le fuc ilazion i, in fatti, molte vo lte indiscrim inate, fu rono cause scatenanti di ri se ntimenti e vendellc d 1e spinsero a lla rivolta; l' a ffre ttato sciogli mento dell ' esercito meridionale. tale non solo di no me ma a nc he di fatto, provocò lo shandamento di mig liaia di volo ntari. facendo ne degli "ex solda ti'' \C li/a arte né parte; la costituzione del le Di visioni volontarie avrebbe potuto reintegrare molti di essi res tit ue ndo loro una d igni tì, perduta. Le proposte di Avezzana furono però messe da parte a fa vore de lle pii:, energiche m isure sancite dalla proclamazione de llo stato d ' assedio ne lle provi nc ie infestate da l briga111<1ggio. Esse da sole non a vrebbero ri so lto il pro ble ma ne lla s ua g lobali tà, ma sieuramcnte avrebbero ridotto lo s pazio vi tale. alme no ne lla parte in cui s i rivelava terre no fertile per al ime ntare il fenomeno. La doc umen tai.ione de ll 'Ufficio Storico, se da un lato pone sollo nuova luce le c apac ità de i mi litari, in altri casi ne confe rma l'i mpre parazione che fu spesso causa d i do lorose pe rd ite. Il 26 lu g lio 186 1 Cadorna, ad esempio, st:g mali.aava come un uffi c ia le ed un sottu ffic iale de l 36° reggime nto fan teria fossero stati barbarame nte uc c isi dai briganti perché, imprude nte me nte, erano stati invia ti in servi z io isolato in cer ca di al loggi 5 5, diven tando l'acile pred a di una banda di briganti . Il I 5 ag osto successivo, un rapporto sui falli di Pontelandol ro e Casa ld uni dove perirono 4 0 uomini d e llo stesso 36° reggime nto , mise in evidenza l '"inspie~abi/e <·ompurlamento" de l te nente Rracc i c he a veva ricev uto ordi ni di bloccare eve ntua li fugg iasch i (d i un rastre lla me nto in corso) a S. Giuli ano ; ma l'uffic iale cred ette "di potere udi dover proKredirP he n oltre verso Pontela11do/fo", cade ndo in ma no a i briganti. Att accato, in vece d i ri piega re verso S. G iuliano (" sua linra naturale di riti ra ta''), il d rappel lo te ntò cli aprirs i un varco verso Casa lduni . rite nuto paese ami co; assalilo da og ni parte, no nosta nte una dispe rata d ifesa, il reparto fu ste rm inato 56 . 55 AUSSMF.. fo ndo Brigantaggio, husta 8/905. 56 AUSS M E, fondo l:lriganlaggio , b usta 8/9:ì2.


Il Br i1:a111aggio 11ei documenli del! ' Uffi<"io Storico ( I 860 - I 870)

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An cora il 22 ollohrc, caùde nelle man i dei briganti un drappello dei Cavalleggeri di Montebello, per "non aver preso tutte le precauzioni" 57 . li 17 marzo 1862 furono un a o ttantina di fanti dell'X reggi me nto di linea a cadere pc1 mano dei briganti nei press i di Castelnuovo: questa volta una d e nuncia anonima l'ecc ricad ere la respo nsa bilità s ul ge,.l erale Dodda, poi eso ne rato dal co mando, c he non inte rvenne in soccorso degli uomini, hcnch6 fosse in condi zio ni di farlo 58 . 0

Il rallor comune di questi dol orosi avve nime nti si ritrova in e rrori di valutazione - do vuti a incapacità o impreparazione - che ebbero con seguen ze di sastrose . li di scri mine esiste nte fra le capacità teoric he ed incapacità talli chc, per qua nt o esposto, va dunque approfondito e non liquidato, pe r meg lio comprende re le cause d el la iniziale inefficaci a de lla re pressione, per meglio prec isa re i limiti delle responsabilità stre n ame nte mil itari , al fin e d egli opportu ni " di stin guo" da be n altre cause c he impe dirono alle forze in campo di stroncare il brigantaggio in te mpi ri strelti .

I Documenti - Riflessioni e proposte I fil o ni di ricerca percorrihili nei ùocumcnti ùcll' Ufficio Storico potre bhero essere molteplici e diverse, quindi, le proposte e le ri llcssioni possibi li ; ma, poich6 uno stuùio approfond ito richiede necessariamen te approcc i successiv i alla corposa doc um en tazione, s i indica no ulte riori spunti d i rifl essio ne sug li aspetti tranati. La p iì:1 ingo mbra nte di sputa storiografi ca c he g rava s ul hri gantag gi o è quella re lativa all e respon sab ilità ; su questo te ma è possibile avviare un app rofondimento, attraverso i nostri doc ume nti. e s pecu lare sugli "attegg iame nti" d i tutti : governanti , militari , horhonic i, civili , bri ga nti. Tre so no i live ll i di res ponsabilità c he s i evide nziano: quelle politiche del Governo, quelle <lei capi militar i, quelle dei gregari e, pe r contro, quelle de i legittimisti, dei hriganti e delle popolazioni dell 'ex reg no borbonico. S ull e responsabilità d el Governo si è g ià dello, anche quanto è ri scontrabil e nei doc umenti militar i. 57 AUSSME. fondo Brigantaggio, bu sta 8/200. 58 AUSSMR, fondo Rriganlaggio, husta 15/1 5 .


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/?i cc ardo Treppicciom:

l capi militari certame nte e bbe ro proprie responsabilità nella condotta de lla lolla, ma esse non sono an co ra d e l tutto quantificabili in questa sed e. 11 perché è spiegabile con esempi. Se. infatti , da un lato , dopo l' eccidio di Pontclandolfo, furono dati ordini p ositi vi di dare una severa lezione, ovvero di fare terra bruciala 59, è pur vero che numerose disposizioni furono emesse a tute la dei meridionali. 11 comandante de l 5 ° Corpo d ' Armala, tanto per citare una circolare, ordinò all e truppe, fin dal 1860, di rispellarc la proprietà privata 60 ; sempre ascoltate, ancora, furono le pe tizioni de i sindaci direlle ai Comandi , in cui si chiede va giu stizia per i soprusi subiti. Soltanto una ri cerca completa porrà dirc i se i capi militari furono più c4ui o più iniqui degli uo mini di Governo poiché solo da un ril e vamento statisti co compl e to è possibile " pesare" il loro ope rato . Più ev ide nti le responsabilità di coma nd anti di unità minori e de ll e truppe ma tak as pcllo ri entra ne l campo de lle responsabilità soggettive, indi viduali . in c ui il g iudi zio deve tene r co nto c he i comportamenti , innegabilme nte da co ndann are, furono frutto di azio ni perso na li e soprattutto cli stati e moti vi. pass ionali e di eccitaz ione de ri vati dalla crudezza della lotta (nea nche i b riga nti furono te neri co n i soldati ). Nume ros i g li e pisodi : procediam o ancora pe r ca mpioni. Diffusa l' imposizione d i " tasse di gue rra" nei paes i so spetti di co1rnive111.a co11 i briganti, che grava vano in genere sui possidenti (tra le carte vi sono spesso g li elench i di 4uanti s borsa vano i so ld i). Riprovevole il comporta me nto de lle truppe nei paesi; il sindaco di Pie traroja - è uno dei ta nti docume nti esistenti - chiedeva ne ll' agosto de l 1861 g iustizia al coma nd ante de lle tru ppe in Cusan o: poiché, " co11 grande sgo mem o, taluni bersag lieri si erano permess i d i derubare parecchie fa111 iglie .. ." 61.

Eppure, nonos tante ciò, il comanda nte de lla 13rigata " Re" sc riveva ne l novembre 1861 in un rapporto: "devo osser vare c he i bri gan ti si presentano preferibilmente all ' autorità mili tare in cu i hann o più fidu cia" 62 .

59 AlJSSME, rondo 13riganlaggio, bu sta 8/93 1. 60 AlJSS ME, fondo Campagna 1860-6 1. b usta 4 3/49. 61 AUSSM E, fondo Br igantaggio, busta 8/639.

r,2 i\USSM E, fo ndo Brigantaggio, busta 8/1 69.


li Bril{anlaggio nei do cumenti del/' Ujjìc io S1orico ( /860 - /870)

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Fortemente contraddittori sono i docume nti d ' archi vio s ull ' atteggiame nto de lle popolazioni verso i briganti. In un primo te mpo, a ll ' ingresso delle truppe e a ll a presa di possesso de lle nuove autorità governa tive, essi scmhrarono doc ume ntare che la gente fu in massima acqui esce nte verso il nuovo stato d i cose. Probabi lme nte, pe r i larg hissimi strati molto poveri de l popolo, non face va differe nza se lo scettro del Reg no fosse te nuto da un Borbone o da un Savoia . Ma, altrettanto improvv isa mente e senz a apparente s piegaz ione, le carte c i di cono c he in c illà e paes i rispuntava no bandiere e insegne borhon ic he, e consenso per le bande. Da ciò, la generalizzata connivenza a ttribuita a ll a gente de l Sud ne i confronti de l briga ntaggio . Molle allre carte servono allo studio di altri aspclli. Ad esempio, p er dete rmin are quale reale inllucnza chhe la non troppo celata partecipazione di Stati europe i come la Franc ia, la Spagna, il Vaticano, ecc., su tutta la vicend a 61 . Sareb be oltre modo interessante pote r determ inare il loro peso cd il loro inte rvento su di un fenomeno c he appare esploso più per mot ivazion i interne c he non per appogg i esterni . All o stesso modo potrebbe essere ev ide nz ia to se i Comitati legi ttimisti eserc itaro no pressio ni su Francesco 11 e p e r quali inte ressi. Esaminando, inf'atti , un doc um e nto re lativo a ll' alleggiamc nto d el re in esilio di fronte al brigantaggio , un informatore militare scriveva il 23 di cembre 1862 da Roma: "Fin dal p. p. ottobre ond e ev itare novelle vessazioni , per p:irte dell'Imperatore de i Francesi cd a consig li o de l Santo Padre, Francesco Il si era determin ato aritirare i suoi soccorsi al brigantaggio. Saputasi questa ri sol u7.io11e a Napoli, si creò un a deputazione la qua le veni sse a dolersi .:on esso-l ui e lo rimuovesse da sì strano proponiment o ... ". Il doc umen to prosegue affermando che il re "s i conv in se" . Nell o stesso docume nto vie ne avanzata la composizione e l' arti colazione di comitati d ' inte rvento, d ipendenti tutti da un Comitato cen trale in Napo li. Mollo poi è stato sc ritto sui briganti e su11e bande, in molte ch iavi rapprese ntative e desc ritti ve, che va nno da lla c ronaca n era a ll a letteratura roma nti ca. O g ni c ittad ino de l S ud , di qualsiasi ceto, in un modo o in un altro, pe r un mo ti vo od un a ltro, era un poten ziale brigante s ia c he fosse un sog nante leg ittimista , un effe rato de linquente , un avi do intrallazzatore, un ex so ldato bo rbonico, un re nitente e di sertore , un contad ino vilipeso e oltraggia to , un volontario garibaldino de luso o un a g uard ia nazio nale corrotta. 61

Di recente, Tuccari ha pubblicato una sintetica ricerca sull'apporlo Jato al hri gant..tggio dalle potenze europee, concludenJo .:he esso contribuì a favorirne la sopravvivenza nel Mezzogiorno dal 1860 al 1870, tesi che non condi vidi amo per quanto ri guarda I' epilogo Jel fenomeno ( L UIGI TUCCAKI, li lef!itlirni.1-mo e uropeo a so stegno della reaz ione nel NatHJl eta110, in S1udi S lo rico Militar i 199 1, SME - Ufficio Storico, Roma 1993).


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Riccardo Treppiccione

Ma non è ancora dclcrrn inato in che misura e in che rapporto ciascuno di essi entrò a far parlc e a pesare sull a composizione delle bande. Un altro interrogativo, queslo, a cui ri spondere, per sapere fino in fondo chi furono i briganti e , di conseguenza, cosa fu veramenle il brig an taggio. Un altro nodo che polrebbe esse re sciolto - al di là di og ni interpre tazione o deduzione slrume nla le - con l' aiuto dei documenli dell'Uffic io Storico. Molli , infatti , sono g li elenc hi dei bri ganli in essi contenuti ; mo lti , inollrc, ne indicano il meslie re o la professione; se pre ndiamo a c~so due ele nc hi , essi danno questa s ituazione: in uno, compilato il 27 agosto 1861 . compaio no J 5 ca rbo nai , 8 co nlad ini, I ve nditore di tabacc hi, 1 sarto, I muratore; nell'a ltro, del 13 ottobre, sono elencati 13 soldati sbandali e 5 ind iv idui definiti tout co url briganti 64 . Ancora altri filoni è poss ibile es plorare; come quello g ià accennato d el diritto, face ndo slati stiche sull ' attività giudi1,iaria dei tribunali mili tari pe r valutare il lo ro operato, in quanto i dati di c ui di sponiamo sono parziali ; poss ia mo solo ind icare, per il momento, c he dal 15 agoslo 1863 al dicembre 1865 (durata delle leggi speciali) furono denunciale ollre I 0.000 persone, di cu i ci rca 7 .000 furono asso lte, 2.000 furono condannate e o ltre 1.000 rimesse alla mag islralura ordinaria. L' alta perce ntuale di denu nciati , nei co nfronli dei condannati , dà già un ' interpre taz ione di versa da qu ella comune mente accettata; e cioè. che in fo ndo i tribunal i militari non agirono con supe rficialità; al contra rio, i loro giudizi sembrano equilibrati , al meno numericamente. Mo lto me no si sa dei g iudi zi e messi dai tribunali special i; Tucca ri forni sce alcun e c ifre ( 1.765 fuc ilati s u 4 .496 arrestali e 3.038 prese ntatis i spontaneamenle). Ma egli stesso defini sce i dati come parz ia li ; approfondimenti polrc hhc ro, a ncora una volta , essere falli ne ll'arc hi v io dell ' Uffi cio Storico, specialme nte pe r il periodo fin e 1860 - iniz io 1863, epoea in c ui sulle re lazio ni de lle unità generalme nte sono segnalate le fu eilazioni de i brig anti decise da i " con sig li di g uerra''. Altri esempi potrebbe ro essere fatti ed altri fil oni d ' ind ag ine potre b bero essere indical i. S i ritie ne però più opporluno segnalare di seguito le eartc esislenti presso l' arc hi vio dell ' Uffi cio Sto rico .

li corpo principale è rapprese nta to dal "fo ndo Brigantaggio" costituito . da 144 vo lumi ril ega ti contene nti ce ntinaia di migliaia di fog li prodotti dai Coma ndanti e dai Comandi delle uni tà impiegate nonch é d a autorità politiche e mili tari. 64 AUSS ME, fo ndo Rrigantagg io, busta 8/762 e 8/409.


li Brigwilaggio nei documenti

del 'Uffic io

S/orico ( 1860 - / f/70)

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Esso copre i1 decennio 1860-1870 ed è ricco di relazioni , <li <lati stati stic i, <li descrizioni , di situazioni , di paesi , di attegg ia me nti tenuti <la amministratori locali e <lalla Guardia Nazionale, di lctLc rc cd esposti di sindaci e citLa<lini e riportano, di riflesso, annotaz ioni po li tiche, sociali e diplomatiche. Altro fondo d'interesse è quello relati vo al la '·Campagna 1860- '61 " costituita da 80 volumi dove, tra gli altri, è possibile trovare i documenti prodotti da ll a Colonna Mohilc <lei general e Pine lli operante in Abruzzo e nel Teramano. Vi è poi il "Carteggio Confidenz iale <lei Ministro de lla Guerra" limilalame nte ai vo lumi dal 1860 a l 1870 che raccolgono. tra l'altro, corrispondenze sul brigantagg io tra vertici politi ci e mili ta ri co n l' autorità <li Cioverno.

Vi sono poi repertori che potrehhcro sembrare marg inali ma tra cu i è possi bile rinvenire carte <l ' interesse sul briga ntagg io qual i le "Carte Cialdini ", i " Dipartimenti Militari", la " (iuardia Naziona le'·. la "Co lonn a Militare del l'U mhria" e fondi di minore rilevanza tra cui !'"" Asp romo nte" e le " Memorie Storico Militari"_ Infine ne ll ' archivio suss iste il fondo " SI udi Particolari"" ove è possihilc tro vare carte d'interesse quali " il giornale de l Capo de llo Stato Magg iore d ' Eserc ito in Sicilia" redatto dal tcncnlc colo1111ellu Vinccni'.o Polizzy - ufficiale borbonico - c he desc rive g iornalme nte g li avve nim enti dal 4 aprile a l 17 gi ug no 1860 narrando g li avvenime nti visli dall'altra parie. Si tratta in mass ima parte <li documenti ve rgat i co n grafie <li difficile dec ifraz ione e con inc hiostri s pesso evanesce nti tant o da cos trin gere lo stu dioso ad un lun go cd oneroso lavoro di inte rpretaz ione.


ALESSANDRO G lONFR ID/\

LE FONTJ DELL' U FFICTO STORICO RELATIVE ALLA CAMPAGNA DEL 1895-1896 IN ERITREA Il I O marzo 1996 ricorre il centenari o dell a battaglia di Adua che co nc lud e trag icamente la prim a esperienza coloniale del giovane Regno <l ' llalia. Questi cento a nni sono stati segnati da un a vasla produzione storiografica, non solo italiana, sulla prima campagna d 'A frica 1• T ale produzione inizia da ll a memorialist ica deg li stessi protagonisti e testimon i di quell e vicende 2 1 Cfr. N. LA13ANCA, In marcia verso Adua, Torin o 1993. pagg.. 3-33. Nel primo capi tolo l' autore dii un quadro sinlctico ma completo dcll:1 ~,oriog rafia italiana, europea cd africana dalla fine dell ' ottocento ai g io rni nost ri. relati va appunto al primo colo ni a l ismo itnliano. Pe r una ampia hihl iografi a si veda L. GUGLIA e F. GRA:;:;1, li co/011ia/ismo italiano da Adua al/'/111p ero, Rari 1993, pagg. 427-4.14 ( so no riportate le principali bibliogra fi e. i congressi colon iali italiani e le opere); ri cord iamo a nche: 1-1. (ì . MARCllS, The mod em historv <~{ Ethiopia and t/1c Horn ofJ\.ji·ica. /\ sclccr (lll{/ a1111otatrd hihliography, Stran fo rcl 1972; Ministe ro degli Affari Esteri - Direzione C e ntrale A Ilari Colonial i, Rar·colte di p11bblica~io11i coloniali italiane. Primo indice /Ji/Jliogra(icu. Roma 19 1 I ; M . M OZZATO, L ·q/i-ica11is1110 italiano dal '400 ai giorni /lostri , Isti tut o <.li Storia ed Is tituzioni dei Paesi Afroasiatic i dell"Uni ver si tà di Pavia , Pav ia 1979. 1983, 1989; D. VARl.1:Y, Ahihling mphv of italian coloni.rntion in Africa with a secrion 0 11 Abissi11 ia , Folkcs tonc - I ,ondon 1970; S . 7.ANun ·o , Rihliografia etiopica. !'rimo co11tributo. Rom a 1929 e de llo stesso autore. L 'Africa Italiana nelle 1wbhlirnziofli dell 'A111111inistrazio11e coloniale 1882/93 7. a c ura dell'Ufficio St udi de l Mini stero dcli' A fr ica Ita li ana , 2 voi., Roma 1938- 1940. 2 crr. O. I3ARATIERt , Memorie d 'A.fi-ica ( 1892 -1896 ). Torino 1898 e F. CR ISPt , / ,<.j p rig11erra d "Afrir a. Documenli e memorie dell 'archivio Crispi, M ila no 19 14 . Tra i no n numeros i s tudi prodolli dal 1896 al la Grande Guerra ricordiamo: A . l:ltZLON I, L 'Jiritrea 11el passato e nel presente. Ricerche, impre.uimzi, delusioni di un giornalista , Milano 1897 ; A. BRlJNt ALTt . Le colonie dei/i italiani, T orino 1897; R. MF.1.1.1, /,a w/onia Eri/rea dalle sue origini f iflo al / 0 marzo /899, Parma 1899. Su ll a pubblic istica di que l periodo c fr. N. L ARANC-A, op. c iL, pagg. 28- 34. Ri guardo alla pubbl ici stica a ntico lonialis ta pro/11(/

dotta da sc rittori d i te ndenze de mocrat.iche come A n tonio Ghisleri, di tende nze li be rali come R uffi llo Peri ni o di tendenze soc ia li ste come Turati . dr. R. RAtN!iRO, L 'anlicoloniali.rnw da A.vsah ad /\dua , M il ano 19 7 1; dello s tesso au tore , L 'an1icolo11ialis1110 italiano tra po/iJica e cultura pagg. 1248-58, in Fmlli e pro/Jlemi della politica coloniale italiana. Atti d e l Convegno Tao rmina - Mess ina, 23-29 ollobre 1989. Mini stero Be ni culturali e ambientali Uffic io Centrale per i Beni archi vis ti c i. Roma 1997 C R. MoNTELEONE,

/,'a11ticoloniali.rnw socialista

ÌII

Italia Ira lajìne defl 'ottoce1110 e l 'inizio del 11ovece11Jo,

in A. D EL ROCA, Ad1.1a, l"lari 1997.


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AfPs.m11dro Cimrfrida

e, attraverso il risveglio d egli studi sul l'Eritrea e l' Abi ssinia del peri o do fasc ista 3, la perdita cieli' Africa orientale nel J 94 J, i I processo di deco loni zzazione del secondo dopoguerra, 4 giu nge fino a noi. Tragitto lungo, nel 3 Il fasc ismo innuì direltarnenle sugli studi colon ia l i anche co n la costituzione dell ' lsti11110 coloniale fascista , divenuto poi l still.llo fascisTa riel/ ' Africa ilaliana, che fun ,.ionc'i esse nz ia l mente come centro di propagand a del regime, soprattutto durante la li guerra italo-etiopica, c fr. G. Ci\LCI II NoVi\TI , S1adi e polilica ai convegni coloniali del primo e del secondo dopoguerra (pagg. 166- 195) e C. F11 .Es1, / ,'istituto coloniale italiano (pagg . 4644 76) , in F on ti e problemi della politica co/011iale, c ii. Furo no pa rticolarmcnle s111dia1i i viaggiato ri ed es ploratori degli albori de l colo n ia lismo ita liano e fu rivalutata la figura cl i Crispi , visto come un precursore de lla po liti ca d i Mussolin i in /\ fri ca . De l resto in quegl i anni anche GIOAC'C'HINO YOLPF. in Italia ili cammino e RF.NF.DETTO CROCE in Storia d'Italia, anc he se su posizioni d iversissi me, diede ro un g iudiz io sostanzia lmente positivo su lla pri ma campagna d ' /\frica, considerata come un segno di risvegl io nal ionale. Nella nume rosa p rodu~.io ne de l vente nn io ricordiamo soprattutto C. CONTI ROSSINI, L'/Ja/ia e l' Htiopia dal J'ratta to d'Uccialli alla ballaglia di Adua, Roma 1935 ; R. CI ASC'A , Storia colun iale de/l 'Italia co11te111pora11ea. Da Assab all 'impero, Milano 1938 e la relaz ione uf fi ci al e puhhlicata nel 1935-36 da l I' al Iora Ufficio S1orico del Comando del Cotpo di Sili /o Magg iore in dm; volumi (vo lume I, Sfuria Mi/ilare della Colu11ia Eriln:a, 1869- 1894 e vol ume 11 , / ,11 ('(lmpagna rlPI IR95-IR96 con un Ier i.o volume <li carie e schizz i). Sulla storiografia d e l periodo fascista cfr. N. L ABANC'A. op. c it. pagg. 22-28. 4 Sulla storiografia dal 1945 ad oggi c fr . C. U1uuu. Gli strrdi storici italiani relati1·i all'Africa dal /945 al / 967. in La storiografia ifllliwra g li ul1imi ver!I 'w111i. Alli del primo crm g re.1·.1·0 nazionale di scienze s loric/re ( Perugia. 9-13 ottohre 1967), voi. Il, Mil a no I 970; g li inte rventi di R . RAINERO e di G. RoC'HAT i n Atti de l co nvegno: Gli Srudi africa 11is1ici in l wlia dagli anni '60 ad Of!f!i ( Roma 25-27 g iug no 1985), Istituto italo-afri cano. Roma 1986; T PII.ES!, / , 'Africa, in La storiografia italiana negli ultimi 20 anni. a cu ra d i L. D E ROSA , voi. 111, Età contemporane a, Ro ma-Rari 1989, p agg. 287-320 ; P. PASTORELLI, Gli studi sulla politica coloniale italia11a dalle origini alla d ecolonizzazione ( pagg. 3 1-44) e/\. TRI ULZI. S!oria del co/011ialis1110 e storia de /1 'Aji"ica (pagg. 156- 165). in Fo111i e prohlPmi della polilirn rnloniale italiana c it. ; N . Li\ 131\NC'i\ , op. c it. pagg. I 1-22. Ri mangono fo ndame nta li g li ~tud i di R . R ATTAGI IA, l ,11 prima gun-ra d 'Afrirn, Torino 1958 e/\. DEL 13ocA, Gli Italiani in Africa or ientale - da/l'unità alla marcia su Roma , 13 ari 1976 . Ricordiamo anche i quarantadue vol um i pub bl icati da l Co111ita10 per la D0rn111e11ta zio11e dell' opera d ell ' Italia in Africa , creato con un d ecreto inte rministe ri ale de ll ' 11 gennaio I 952 dal settim o governo D c Gaspc ri al mome nto de llo sc iog lime nto del Ministe ro dell ' Africa ita liana. li Comitato. costitui to essenz ialme nte eia cx fun zionari de l l'amm i nis traz ione colonial e , a vrehbe do vuto pre s iedere a ll a stes ura di p iù volu mi , basati sull ' Archiv io S torico de l Min istero d el l' Africa ila liana (versato a ll ' Archi vio S torico - Dip lomatico de l Mini stero deg li Affari Es teri), dal qua le sare bbe ro dovuti risa ltare sopral tuttç, g li aspetti positivi de lla dominaz io ne coloni ale italiana; a qu esto propos ito s i veda R. RAINERO in Alti del con vegno : Gli .1·1udi afrirnni.1·tici in Italia dagli anni '60 ad oggi, c it.. pagg. 98-99 ; G. ROC'HAT, Colo11ialismo, in Storia d 'Italia , voi. I, Fire nze 1978, pag. 109; U . 13. NA ITZA, Il colonialismo nella storia d 'I talia, Fire nze 1975, pag. 150 ; L. CìOGLIA e .-.·. GRASSI. op. c it. , pag. 426. li g iud iz io di tutti questi storici è, con diverse sfum atu re, sosl.an,.i alme nle neg a li vo ; i volum i d e lla collana Italiani in Africa, soprall ullo la seri e storic o-m ilita re, sono v isti com e u n la voro compilati vo e d i scarsa scienti fic it11. Infine


I .e fonti dell'U.fJiciu Storico relative alla n11111mg1w del 1895 -1896. ..

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quale ac4uisisce, più o meno in tutte le sue correnti, u na visione sicuramente più critica, capace, cioé, di inserire la politica coloniale itali ana nel con testo internazionale dell'età del l' imperi a li smo di fine ottocento 5 . Uno dei dati acquisiti da tutta la storiografia del seco ndo dopoguerra è il ruolo centrale che ebbero le forze armale de lle principali potenze coloniali e. in particolare, i loro eserciti nel l'espansione africana di fine ottocento 6 . Un contributo certamente diverso da Stato a Stato, s ia nelle relazioni tra a utorità ci vi i i e mii itari sia ncll ' impiego delle forze 7 . In Gran Bretagna, i nfatt i, l' Esercito diede un apporto fonda mentale a lla difesa del suo vasto impero africano, ma il principale fine di quei possedimenti era essenzialmente econom ico e commerciale; i mi litari erano lo strumento per attuarlo. I ,a politica coloniale di sua maestà era sal damente tenuta in mano dalle autorità politiche 8 . Ben diverso, in vece, fu il ruolo delle truppt: di Marina e dell'Esercito francese ne lla conqu ista e nella s uccessi va a111111ini stra1.ionc dei territori afri ca ni de ll a Tcr1.a Repubbli ca. I milita ri , comc ad esempio ne l Sudan occidentale 9 , seguirono una loro politica e m ise ro in mnv imcnto le prop rie non va dime nticalo il contributo degli storici africani. uall"opera tradi 1.ionalc di AFF.WORK GAHRE IY AS IJS. Vita di M enelik Il (test o a marico edito ua F. G AI.LI NA, Koma 190 I, traduz ione di L. F1 1SEI.I .A. in " Rassegna d i Studi etiopici" , voi. X V 11 . X V II I ), agli studi più recenti di T. NEGASH , No medicine.fi,r the bite of a whilP .rnoke: 110/c.1· 1111 11111io11alism a11d rcsistence i11 1-:rilrea / 890- 1940. Upps a la 1896 e del lo stesso autore:. /111/iwt coloniali.rn, in Eritrea 1882 -1940: policies. praxis and impact, Uppsa la 1987.

S Cfr. E. J . HOl3SBAWM , f.'erà d egli imperi /875- 191-1. Rari 1987; D. Il. FILUI-IUU:;E, Polit irn ed economia <lei colo11ialismo / 870- 1945. Bari 1980; R. I .IIRM.1 11, Ascesa e tramonto del colo11ialis1110 . Torino 1964. In p articola re pe r !"Italia c fr. J. L. MtÉGE, L'Impe rialismo c:oloniale iJaliano dal 1870 ai giorni nostri , Milano 1976 e C. ZAGII I, L 'A.{i-irn 1wllo 1·o scie11za europea e /"imperialismo italiano. Na pol i 1973. I più imporlanli s t udios i dc li ' impe ri al is mo (Hobson , Schu mpcter, Le n in) giudic avano d i scars iss ima importan za il colo nial is mo ital:ano. solo K. MICHEI.S in l.'lmpe rill!i.rntu italia110 . Studi politico-de111og rafici ( Milano 19 14) s i occu pò del problema, mot i vando la conquis ta italiana dell'Eritrea e de lla Libia con rag ioni esse nz ialme nte de mog rafiche: l"Ita lia, secondo questo autore, a veva b isogno di te rra dove in viare la s ua popola/.ione in sov rannumero; su t1111i 4ues li s tu d i c fr. N. LABANCA , o p. c it., pagg. 6- 1O. 6 Cfr. U . i'ESENTi, I.e guerre coloniali, Bol ogna 1947 e N. LABANCA, op. ei t., p agg. 37-47. 7 '' Il d iretto apporto dell ' eserci to a ll ' espans io ne o ltre mare negli anni d e llo scramble era s tato impostato in manie ra evi d e nlernellle diversa da lle varie polen,.e coloni ali: import a nte m a aus iliario pe r Londra, d ecisi vo per Parig i, necessar io ma conte nuto p e r B e rlino" , N. L AllANCA. op . c it.. pag. 44 . 8 C.fr. G .S .J . I3ARCLAY, The Empire is marching. A study of the 1nilitary t'ffnrf of the British empire /800- 1945, Lo ndra 1976. 9 Cfr. A. S . K ANYA-roRSTNER, Th e conquest of the We.,·1em Sudan. A study in French military imperia/ism, Cambridge 1969.


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Alessandro Gio11/rida

forze espansiun isli chc, che li portarono be n al di là de i lim iti loro previ sti dal governo centrale nell a madre patri a 10 . Anche nella prima espansione colo ni a le italiana ru fondamentale il ruolo dell ' Eserc ito. La c lasse dirigente ita li ana, sia i gruppi politici libera li in parla mento e al governo s ia i vari g ruppi ind us triali e finan ziari, era, a l s uo interno, di v isa s ull' opportunit à d i un' espansione in Africa orientale. I vari gabinetti , in carica dal 1869 al 1896, dovevano te ne r co nto di ques ta fo rte opposiz ione nella stessa maggioranza li berale c he, con a lterne vicende, impedì la pianificazione e l'attua zio ne d i una decisa politica es pansio ni s tica ne l Mar Rosso. Questa, infatti , rimase s ubordinata a ll e v icende parla mentari e fu cond o tta co n scarsi mezz i; di consegue nza , '·l'Esercito. cui fu affidata la responsahil ità della penetrazione in Africa orient ale, dovet te perciò muo versi sull a base di obbiettivi vaghi, ma comunque grandi ( ... ) e di sollec itazioni atti vistiche dipendenti da lle lolle polit ic he naziona li , senza poter quasi mai di sporre deg li uomini, dei mezzi, del tempo e de ll a libertà di movimento necessari per un 'effi ciente po li 1ica coloniale" 11. Dal lo s barco a Massaua ne l 1885 a Il a pace di Add is A be ba ne l 1896, e in mi s ura di vt:rsa anche in seg uito , le fo rze armate e soprattutto l' Eserc ito furono g li uni c i strument i cie li ' It a lia li berale in g rad o di ga rantire la conqu is ta e l' amministrazione di te rrito r i in Africa o ri e ntal e, confi nanti ad o ri ente con il pole nte impero etiop ico e a sette ntri o ne con i Derv isci, bellicose popo laz ioni de l S udan o rie nta le 12. L e q uest ion i a frica ne erano co mprese ne lla sfera d i co mpe te nza del Mi11is tc ro deg li A ffa ri Es te ri , ma il pare re de l Ministero de lla G uerra, dopo lo sha rco de lle nostre truppe a Massaua , fu se mpre vincol ante per l' importa nza c he e bbero, fi n da ll ' ini 1.io, i prohl emi militari nati dalla po li tica di anness ione d i ampi territori verso l'a ltopiano et iop ico. In oltre d a l 1887, dopo il rauo di Doga li, al 1890, le truppe di s locate in Africa furono con siderate s ul piede di gue rra: a l co manda nte s uperiore in Africa, che all ora ve nne a dipend ere esc lusivamente dal mini s tro de lla G ue rra , furono conreriti tutti i poteri re la ti vi a ll a zo na occ upata. S uccess iva me nte IO C fr. /\.

CL AYTON,

France. .wldi e rs r111d Africa, Londra 1968.

11 G. R oCI I ATe G. MASSOB Rl0, B revestoriadell ' Eserci1Uitaliwwdal /fl,61 al 1943, Torino 1978 , pag. 116. 12 N . L AtiAN CA, o p . c il. , p a gg. 9 9- 140; P. I,. R F.RTINARJA, Dottrina, Stratef!ia. Ta llie log istica nelle mmpagne coloniali, (pagg. I 063-1075 ), in Fon ti e problemi della politica coloniale italiana, c it.

Cli


Le f on/i de/l'U.llfrio S!orico relalive alla campag na dPI IR95 -l 896...

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a nc he durante la ca mpa gn a d e l 1895-96, la maggior parie de lle 4ucslioni re lat i ve a ll ' Eri trea fu di nuo vo Lras fcrila al Mini stero della Gu e rra 13 • 1nfin e non solo i comandanti su pe rio ri in Africa dal 1885 a l 1890, ma anc he success ivame nte i governa tori d ella colonia Eritrea dipendeva no, per le questi on i mi li tari , esclusivamente dal Ministero de lla Guerra e, fino al 1896, furo no tutti militari. Quas i tutta la docume ntaz io ne re lati va a ll a coloni a Eritrea, pro<lotla <lai vari urtìci del Ministero della G uerra, dai comand i supe riori e repaiti dell ' Esercito in coloni a e, in generale, dagli c nli mii ilari com petenti per l'Africa orientale, è attu a lmente conservata presso l' Arc hi vio dc li' lJffirio Storico dello Stato MaP,P,iore dell'Esercilo (A. U.S.S.M.J.:: .). Nel presente lavo ro , dopo una bre ve sintesi s ui princ ipal i avven imenti politico-mili tari della prima g uerra d 'Africa di caral le re i 111rodut1ivo e co mp le me nta re alla successi va d escri z ione della doc11111c111:i1.ionc, s i inte nd e fornire un q uadro general e e, a lmeno nelle inten.Lioni , co111plclo de lle fon ti re la ti ve al la campagna del 1895 96, conservate pres~n l' Uffic io Sluricu 14 .

I . Dal/ 'acquislo della ha se di As.rnh alla rivol ta di lfotha !\gos ( I 869 - 1894) Nel 1857 il governo de l Reg no di Sardegna, sollo la guida di Cavour e la prudente egida di Cristoforo Nevi, capo de ll a Direzio ne pe r i c onsolal i e per il commercio del Minis tero degli Esteri sa rdo, ini z iò a mos trare inte resse pe r una possibile apertura di una base co mme rc iale in Afri ca orienta le, dove e si ste va no vasti terr itori no n ancora assogge tl at i alle a ltre polc n1.c e uropee 15. Del resto , d opo l'inizio dei lavori pe r il tag li o de l ca na le di Suez, 13 M i n iste ro d eg li Affari Este ri-Co mi tato pe r la d ocume ntaz io ne i n A fri ca, L 'l1a lia i11 Afric a , serie g iuridico arn mini sl raliva - vo lume I , ( 1869- 195 5 ), li Gove rno dei terrilori d· ol!remare pa rte I, Gli orf! ani cenlrali. testo di C. MARI NlJCCI, Roma 1963, pagg. 6 - 18.

14 N e lla Guida delle f onti per la S!oria ,te/l 'Africa del Sud del Sahara e.~istenli in Italia a c ura di C. Cì1rn.10 e E. LODOI.INI, 7.ug 19 72 (Cons ig lio internazionale deg li archivi) , so no stati d escritti tre fo ndi archivistic i, conse r vati ne ll ' Uffic io Storico dello Staio Mag giore de ll' Ese rc ito , i n c ui si trova parte della d ocumen taz ione, ma no n tulta, relati va a lla campagna de l 1895-96 in Afri ca orie ntale, dr. E. I ,ODOI.I NI, /,e fon.li sulla politica c oloniale italiana 11Pgli archivi di stato italiano, (pagg. 57-7 6 ), in Fon/i e problemi della po/ifica coloniale i1alia11a, c it. 15 A. D EL l:IOCA, Gli italiani in AJi·ica orienlale. op. c il, pagg. 12 - 18.


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Alessandro Gionfrida

tutte le coste africane <lei Mar Rosso avevano assu nto una nuova importa nza strategica: la Francia, infalli, s i insed iò a G ibuti e la Gran Brelag na, invece, a Zeila e B erbera, costituendo, in seguito, la Somalia britannica. Ne l I 8fl8 il governo italia no, riconosc iuta l ' importanza delle coste <le i Mar Rosso. riprese i progetti d e l Negri e inv iò ne lle isole n ahalach, di fronte a Massaua, una mi ssione comandata dal c apitano di fregata Rertel/i pe r esplorare le coste della l)ancalia e pre ndere i primi contatti con i piccoli principati islamici del posto, i quali erano ancora formalmente vassalli de lla S ublime Porta e ne lla sfera di influenza dell' Eg itto 16 . li Bertelli fu richiamato senza aver raggiunto al cun accordo, ma. poco te mpo dopo, nac que il primo insed ia me nto coloni ale italiano, grazie a ll ' azione dell 'ex mi ssionario lazzari sta Giuseppe Sapeto e <le i l'armato re genovese Raffaele Rubattino. Nell' ottobre de l 1869 il Sapeto, dopo c he il suo progetto di acqu isto di una hase nel Mar Rosso era sta to favorevolmente acco lto dal prcsi<lcnlc <lei Consiglio Menabrca, partì in missione accom pagnalo dall ' ammirag lio Acton, pn localiZ7.are ed eventualmen te acquistare ne lla zo na dello slre llo <li Bab el-Mandeb un sil o adallo alla costituzione di una stazione marittimoc ommerciale. Per evitare complicazioni inte rn azio nali egli agiva per conto de lla Socie tà <li navi gazione italia na J<affaele Ruhattino e c., la qu a le aveva costituito una linea di navigazione Genova -India 17 . TI 15 no vc mhrc 1869 conc luse con i sultani lhmhim e H asson llen Ahmad un contratto per l' acqui sto de lla haia di i\ssab al prezzo di 6.000 tall e ri di Maria Teresa. Otte nne, inoltre dai sultani Danakili la cessione cli Byja e dal sul tan o di Raheita l' isola di Darmakié. Le somme di de naro furono fornite dal governo ita liano, ma forma lmente l' acquisto ve nne fatto in nome d e lla società Ruhaltino c he effett uò il pagam ento I' 11 marzo 1870 18 . Nel 1879 il go verno Cairoli d ecise la riocc upaz ione dell a base di Assab, abbando nata a se stessa pe r dicci anni e a l centro cli una cont estazione con l' Eg itto, il qua le rivendi cava la sua so vranità s u tutte le cos te afri ca ne de l Mar Ro sso. Nel novembre de ll o stesso anno fu inv iata una sped iz ione s ul la na ve Esploratore, al comando <lai capita no di vasce ll o Carlo d e Ameza,:a. De ll a sp edizione faceva p arte anche il Sapeto che riuscì ad acqui stare un ' ulteriore stri scia di territorio e tulle le isole della baia dai sulta ni locali 19 . 16 Jvip;ig .21 .

17 Iv i, pagg. 36-43. 18 (ì_ Ror.HAT, Il colonialismo i1a/ia110, T orino 1973, pag. 3 1 (d ocumento I : conven zio ne tra i sultani di Assah e Sapeto). 19 /\. DEL 13or.A, op. cit., pagg. 101 - 125.


L<: fonti dell'U.f/Iciu Storico relative alla campagna del 1895- 1896...

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Intan to con ordinanza ministeriale del 24 di ce mbre 1880 ve nne anche stabililo l ' asscllo giuridico della base di Assab, retta da un com;nissario civile dipendente da l Ministero degli Affari Esteri 20 . In seguito, il I O marzo 18 82, fu firma ta la convenz ione ufficiale tra il ministro degli Esteri Mancini e un rappresentante della Ruhallino pe r la definitiva cessione di quel territorio al govern o italiano 2 1. La nascila ufficiale del pri mo p ossedimento co loniale italian o nella zona strateg ica de l Mar Rosso fu an c he, sopratlutlo, consegue nza de l l'accordo raggiunto il 16 fehhraio 1882 con l 'I nghilterra, c he controllav a ormai il go verno del Cairo e che rico nobbe ufficialmente la nos~ra stazione , nonostante le rimostranze della Suhlime Porta 22 . Nel 1884 il mini stro degli Esteri del ga hine tto Depretis, Stanislao Mancini , pre parò, in gran segreto e dopo lun ghe trattati ve diplomatiche con la Gran Bretagna, la spedizione di Massaua, c he di ede ini zio alla nostra vera e propria espansione colo nial e nel la futu ra Eritrea 23 . La decisione di consultare l' In g hilterra scaturi va dal ruolo di g rande potenza imperiale di quest' ultima, c he aveva il controllo del Medite rraneo ori e ntale, del Canale di Suez e indirettame nte del governo egiziano, il qual e a sua volta, rive ndicava la so vranità sulle coste africane del Mar Rosso. Ino ltre la Triplice Alleanza non prevedeva, nel suo primo tratt:!to, alcun appoggio a lle a mbi zioni mediterranee e coloniali dell'Ttalia . 11 govern o di Su.t Macstù, invece, ern prope nso ad un insediamento italiano a Massa ua, pe rc hé hloccava l'espansione ZO Ordinanza ministeriale 24 dicem bre 1880 : /Issei/o giurid ico provvisorio della base di A s sab. in A. M OR I. Manuale di leg islnziont' d t'llo Co/011ia Eritrrn, voi. I, (24 d ice mbre 1880 -22 nove mhre 1889), Roma 19 14, pagg. 1-5. C fr. a nc he Ministero deg li Affari Este ri - Comit ato pe r la doc ume ntazione in A frica, !, ·1talia in Africa, op. cit. , pagg. 3- 6. li pr imo commissario, nominat o il I" gennaio 188 1, fu il console G. Branc hi , e, dopo di lui , l'incarico passò a G. Pestolaz1/.a. Essi riuscirono a creare un corpo di polizia e un ser vizio sanitario. progellando anc he l'ingrandime nto d el porto e l' avvio di alcuni te nt ai ivi d i rapporti commerciali ; cfr. A. DEL I3ocA , op. cit.. , pagg. 163-1 69 . 21

R . R oc11AT, op. cii. , pag. 32 (doc ume nto n. 2: testo originale della converu.ion e l.ra il governo itali ano e la Rubattino ). La convenzione fu successivame nte ratificata dal parlame nto con legge del 5 luglio 1882. 22

R. B ATTAGLIA, op. cii., pag . 145.

23 Cfr. C. (ì 1rn .10 , !,'Impresa di Ma ssaua ( 1884-85), Roma 1955; M. J ,F.NCI , Fritrea e Yeme n. Ten.sio11i italo-turche nel Mar Ros.rn ( /885- 19 I I) , Milano l lJlJO ; C. ZAvH I , P.S. Man cini, l'll.frica e il prohlema del M editerraneo 1884-/885, Roma 1955; T. f' 11.r.s1, /,' Italia e la conferen za di Be rlino (/882 - / 885), Roma 1985 ; A. D EL BocA, op. cit. , pagg. 17 1-229.


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Alessandro Cior(/rida

fra ncese in quella zona e, secondari ame nte, poteva portare ad una eventuale colla borazione militare contro i Der visci 24 .

JI 3 gennai o 1885, con la moti vazione ufficiale di volere vendicare l' ecci dio della spedizione di Guslavo Bianc hi nell ' Aussa 25, ru costituito un pi ccolo corpo di spedizione, destinato a ll 'occupazione di Massaua, sotto il coma ndo supremo de l contrammiraglio , capo delle forze navali nel Mar Rosso, l'ielru Caimi. Comandante de lle truppe da sbarco era il colonne llo Tan creti Saletta 26 . Il corpo di spediz ione era costimito da un comando locale, uno stato maggiore di ballaglione bersag lie ri , q uallro compagn ie be rsaglieri , una compagnia di artig lie ria da fortezza, un plotone geni o ed un drappe llo di cara binieri reali , di s:inità e di sussistenza, in tutto 802 uomini di truppa e 3 8 uffi c iali. li 5 l'ehhraio avven ne lo sbarco. Saletta ebbe anche le fun zioni di comanda nte militare della coloni a, me ntre l' amministrazione civile era sempre di com petenza ciel com mi ssario residente ad Assab, dipendente dal Ministero degli Esteri. Il 24 febbraio ru sba rcalo, sempre a Massa ua, un secondo continge nte al com:rnclo del ten ente colon nello Leitiniz, formato da alcuni battaglioni appa rt e nenti al 4°, al 4l u a l 54° e a l 91 ° regg imento fanteria, un a co mpagni a artig lieri a da fortezza, un plotone geni o e servizi vari. li 7 marzo fu in v ialo un ter zo scag lio ne , com pos to di due battag lio ni fa nteria, un a co mp ag nia geni o e una sezio ne artig lieri a da fortezza. Tutta l'operaz ione co mportò un grosso sfor zo logistico, causato anche dalle diffi coltà per 24

Cfr. N. L /111/\ NCA, li genrrnle Ce.1·arf' Ricotti e la politica militare italiana dal 1884 al J 887, Stato Maggiore Esercito Ufficio S torico, Ro ma I 986, pagg. 289-294 C. SETONW ATSO N, La /Jolitica inglese nei conji·onti della colo11i zzaz io11 e italiana in Ajì-ica orie11 tale ( l lìfW-1 1:>96). in/\. DEI. no,A, Adua, op. c it. S u una possib ile c o llabora/.ione mi litare co111ro i De rvisc i, c fr. L .TIJC.C./\RI, L 'Impresa di Mas.1·aua cento an11 i dopo . Staio Mag g iore Eserci io - Uffic io Storico, Roma 1985. pagg . I l.'i- I 41 .

25 26

/\. D EL no,11, Oli italiani in Af rirn orientale. op. c ii. , pa gg. 17 1-1 84 .

Nacq ue a Torino ne l 1840. F u sottotenente <li artigl ie ria ne l 1859. parteci pò a ll a seconda e terza Guerra d ' Tn<lipe ndcnza, me ritando per g li assed i di /\ncona e Gae ta due me nz ioni onorevoli . Tras fe rii.o nel Corpo di Stato Maggiore, fu no m i11ato capo di stato maggi ore de ll a Di vis ione d i Fire nze ne l I 877. Promosso colon ne l lo ne l 1880, comandò il 17° Reggime nto fan teria e poi fu capo di staio maggiore de l X li Corpo <l ' Armata. Nel 1885 ven ne incaricato, come ahhi amo d e tto sopra. <le i comando de ll e truppe <la sbarco a Massaua. A l suo rito rno ehhe una mi ssio ne nelle Indie. Promosso maggiore generale nel 1887, comand ò la Brigata Basili cata. D opo Doga li, come vedre mo, ritornò in Afric a . Nel 1888, rimpatr iato, ebbe il comando della Scuola di Applicazio ni d i /\rtig lieria e G e nio. Promosso te ne nte gene ra le nel 1892 , com andò la Di visi one di Firenze e in seguito q ue lla d i Genova. Ne l 1895 ebbe i I coma ndo in seconda de l Comando del Cor po di Sta io Maggiore de ll ' Ese rcito. Nel 1896 di venne capo di S tato Magg iore dc li' Esercito. Sena I.o re de l Regno nel 1900, andò in posi/.ione aus iliari a nel I 908. Morì a Roma ne l I 909.


Le fo nti rfpl/ 'Ufficio S!orico relative alla campagna del l l:iY5- ll:iY6...

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l' a pprovvig iona me nto idrico (la c ui importanza e ra csallala dal clima torri do a c ui le noslrc lruppc non erano assolutame nte abituate e ch e cau sò mo lti decessi) e dall a man can za assoluta di infrastrutture ne l ce ntro di Massa ua, che era poco più che un v illagg io. Nei primi te mpi, o llre tutlo, il nostro corpo di spedi zione d ovette affrontare la difficile con vivenza con la g uarni gione egiziana. Nei mesi di aprile, maggio e giug no il colonne llo Sale tta iniziò il reclutame nto di irregolari, che erano nella maggior parte dei casi ex miliziani ind igeni delle g uarni gio ni eg iz ia ne, cercò di a vviare tratta ti ve con luite le tri bù locali e, co n il conco rs o della R. Marin a. occ upò Arafali , Archi co e Am ba, allora pres idiale da unità egizia ne, proc la ma ndo, infine, il protcltoralo su lle isole Dah alach e sulla costa da ncala da Mn ssa ua ad Assab 27 . L' espa ns io ne italia na si indirizzò anc he verso i te rritori dell'i mpero a bissino 28 . Infatti , dopo l' ab ba nd ono eia parte de l presidi o egiziano , venne occ upato, co n tru ppe irregolari indige ne al servizio dc li' Ila]ia, a nche il rortc di Saal i, posto d i confine e ti opi co. Quest'azio ne suscitò le rimostra nze n el negus, con fortato d al trattato di H ewett 29 , e le minacce del gove rn atore del le terre a bissine confi nanti co n la fasc ia costiera di Massa ua, ras Alula 30 ; né sc mhrò c he ottenesse pa rti cola ri risultati la missio ne dip lo mati ca italiana guid ata d a Vin cenzo Ferra ri e Cesare Nera zz ini. in viata ne ll' aprile 1885 presso i I ca mpo de l negus Giova nn i 3 1. La diffi ci le situai.ione militare dei territo ri d a poco conq 11i s1ati e l' attegg ia me nto ostile dei ca pi abi ss ini indussero il go vern o De pre ti s ad un ifica re il comand o e le responsabilità in Africa, sostitue ndo il colon nell o Saletta con 27 C fr . M iniste ro de lla U ue rra - Co mando de l Corpo d i Staio Maggiore - UITic io Sto rico , Storia Mili tare della Colo nia Eri /rea ( l 86Y- f 8Y4). vo i. I, Ro ma 1935, pagg . 69-90; N. LAl:IANCA, li ge11ernle Cesare Rieolli e la politic a mi/ilare ilaliana. op. c ii., pagg. 335395: A . BIANCIII NI, Tann-eti Sale /la a M assaua , SI.al.o Maggiore Ese rc ito - Uffic io Storico, Ro ma 1987 . 28 Pe r un quadro storico de ll' Impe ro e liupirn. cfr. 11.G. MARClJS , The /ife ami time.,·

of Mn1 Plik Il. Fthiopia I R44- l 9 / 3, O x ford 1975; 8 . Zcwu i,., A h islory of modem Ethio pia. Lo ndra I 99 I. 29 Q uesto traltato tra Ing hilte rra, Eg illo ed Etio pia, firm ato ad Adua il 3 g iugno 1884 dal contra mm iraglio W. IIEWETr . co ma ndante de ll a n o u a de ll ' Oce a no Indi ano e rapp re senta nte de l gove rno britan ni co , sta biliva il libero transito attraverso Massaua, pe r tulle le me rc i, comprese le armi, dirc ltc o pro ven ie nti da ll' Eti o p ia e la restituzione d e ll a re gio ne d i C he rc n, a llora occupata da ll'Eg itto. 3o C fr. Mini stero delle G uerra , S toria Militare de lla Colonia J<,"ritrea voi. I, op. c it. , pagg. 90 -97 . 31 C fr. A. D r:1. n or.A , op. c it. , pagg. 195-20 0 F.. IACONA, Cesare Ne razzini, un ufficiale medico al ser vizio della diploma zia italia na in Africa ( 18l:i.J- l l:il:i7), pagg . 88- 1 I 3, in Fonti e problemi della politica coloniale ila liana. c it.


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Ale.uwulro Cionfrida

un genera le c he avre bbe assunto i l co mando m ilitare e la direzio ne superiore di tutti i se rviz i nel Mar Rosso, dipendend o se mpre per i singo li serviz i dai rispetti vi minislni (A ffari Esteri, Guerra e Marin a). 11 6 settembre 1885 il generale Carlo Gené 32 fu no minato comandante s upe riore d 'A frica e con il dec reto de l 5 nove mbre 1885 fu rono fissate le norme relative al Coma ndo superi ore in Al"rica e d el Co ma ndo Mil itare di Assa b 33 . Il 12 novem bre il generale Gcné arrivù a Massaua e venti g iorni d opo, il 2 d icembre, la g uarni gione e tutt i i fun zio na ri eg iziani abbandonarono defi ni tivame nte l a c ittà, pone ndo te rmine a lla d iffic ile c on viven7.a italo-egiLiana 34 . Intan to i rapporti ital o-e tio pici a ndava no peggiorando, da parte e ti o pica per la contrari età de l neg us Ciio va nni d i fronte all e ini ziati ve diplo ma ti c he de l con te Pietro Anton elli ve rso il re de llo Sc ioa, M enelik, e pe r l' invio de ll a m issio ne del conte A ugusto Salimheni presso il re de l G ogg ia m, Tecla H amainòt 3 5; d a parte ita lia na , in vece, pe r l'eccidio d ella spedi z io ne de l con te Pietro Po rro 36 . La s ituazione sfoc iù in un a pe rto conflitto do po c he ras Alul a ne ll 'agoslo d el 1886 e ffe ttuù varie ra z7.ie contro le tribù del Dehed , c he erano sol.lo la pro tez ione ital ia na e d opo c he il generale Gené, ne l nove mbre dello stesso a nno, fece occupare dalle sue truppe le località di 32 Nacque a Tori no nel 1836. Fu nomi nato sottote nente del gen io nel 1856 e partecipò alla Seconda e Terza Guerra d ' Indip e nde nza. Nomi nato co lo nncl1o ne l 1876. e bbe il co mando del 6 ° Reggi me nt o hc rsag lic ri e in seguito fu comandante d ella Brigata Kcgina . Fu dirett ore de ll'I stituto Geografi c o M ili tare e ne l 1883, durante que ll'incarico, venne promosso magg iore generale. Dall'ottobre 1885 all' a prile 1887 e bbe l ' incarico di comanda nte s upe riore de i territori italia ni in Africa. T ornato i n Italia fu , pe r breve tempo, coma ndante de ll a Hri gata Basili cata e sem p re ne l 1887 rito rnò in Eri t rea a l co mando d i una bri g ata ne lla s pedi zione de l gene rale Alessandro Asi nari d i San Marz ano. P romosso te ne nte genera le ne l 1888, ebbe il comando d e ll a d ivis ione di Mess ina. Morì a Stresa nel 1890. :U R . Decreto che fissa le attribuz.iv11i del cvmandanle .rnJJeriure in Ajì"ica. 5 novembre I 88'i, in A . MOR I, voi I, o p . c it., pagg. 143-1 45 . C fr. anche Min is te ro de ll a G ue rra, Storia Militare d ella Colonia F ritrea. voi. I, op. c ii., pagg. 99- 102. Ved i a nc he più avanti § 3°. 34 A. DEL 13oci\ , op. c it. , pagg. 2 13-214. 35 Mi n is te ro de lla U ue rra, Storia M ilitare della Co/011ia Eritrea , voi. I. op. ci t. , pagg.

104- 109. 36 Il conte U ian Pie tro Porro, na to a Como ne l 1849 , e x uffic ia le di ca va lle ria, a veva com p iuto n umerosi viaggi ne l Gra n C haco. Incaricato da lla R. S oc ietà U eog rafica d i t rovare allrave rso la regione de ll ' Harra r u n a via d i pe ne lrnzionc in E tiopia, partì d a Napol i il 26 gennaio 1886. Po rro e tulla la s ua s pe diz ione rurono massac rati rra Artù e Cìi ldessa d urante la n o tte fra il 5 e il 6 aprile 1886. Le prote ste d ip lomat iche italia ne non e bbero a lc una soddi s ra~.io ne. C rr. A. Dm . n oci\, o p. c ii., p agg. 224 -225; s ulle esplorazio ni ita li ane in Africa , cfr. /\. KEMEN Y M ILANINI. Società di es,,lorazione coloniale in Africa e la politica coloniale ( 1879-1914) , F i re nze 1973 e F. SuRUICH, L'esplorazione italiana in Africa , Mil a no 1982.


L e ./<mli de/l"Ufficio Storico relative alla rnmpag,w del l!:JY5 - /896...

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Zula ( l settembre) e Uaà (23 novemhre) 37 . Tra il 22 e il 25 gen naio 1887 si svolse il comhallirnenlo intorno al presidio di Saati, Ira etiopici di ras Alula ed italian i. TI presidio italiano res istette decisamente s uhcndo la perdila di 5 morti, tra c ui il tenente Cuomo. li confl itto con il ras abissino ehhc un tragico epi logo con il co mbattimento di Doga li. 11 26 gennaio 1887 il generale Cicné in viò in aiuto del presidio di Saali una colonna di ci rca 500 na zionali , 50 c rilrci, 2 mitrag liatrici , c he mosse direttamente da Mokullo. La colonna era al co mando del colonnello Tommaso ne Cristoforis 38 ed era costi tuita da alcune com pagnie del 6 °, 7°, 15 °, 20°, 35°, 37°, 41 ° e 48° reggimento fanteria. Le truppe italiane caddero in un' imbcscata nella zona di Dogali e , c ircondate da preponderanti forze e tiopi c he (più di 5000 armali), furono rnassacrate. Caddero 413 uomini di truppa e 22 ufficiali , tra cui il comandante 39 . Dopo Dogali il generale Gené, a causa della scarsezza di forze disponibili , decise l' immediato riti ro de i di stacca menti di Saati , Uaàed Arafali. Anche ras Alula si ritirava con le sue truppe all'As mara e riprendeva le trattative con i comandi italiani a Massaua, inviando il 2 febbraio alcuni messaggi pacificatori tramite il magg iore Pia no, c he , co n il conte Salimhen i e il tenente Savoiroux, ern tenuto in ostaggio 4°. Come pri mo provved im e nto il governo Depretis il 17 fehbraio 1887 dichiara va sul piede di guerra le truppe destinale in Africa e il 23 april e so slilui va il generale Ge né con il Salelra, da poco promosso gene rale 41 . O

37 Cfr. A. [) r.1. Ro,A, op. cit.. pagg. 2 13-22 1 e N. L ARAN,A, // ge1H·mle Ce.rnrc Ricr>fli e In politirn militare i1aliwu1, op. c ii.. pa gg. 398-43 1. 38 Nac4ue a Casale Monfe rrato ne l 184 1. Uffic iale <li fan te r ia in serviz io pcrmanc nle

e ffelli vo p rese parie con il grado di le ne nte a lla seconda gue rra d"i ndipc ndc11?a, pa rl ecipando alle opc ra7ioni conlro le !ruppe pun1iricie ne lle Marc he e ne l I' lJmhria. Promosso le ne nie colo n nello ne l 1886, ru inviato in Africa dove morì ne llo sconlro <l i Dogali il 26 gennaio 1887. Per4ueslo ratto d ' armi ebbe la medag lia d "oro alla memoria a l valor militare. 39 Sul! ' episodio <li Dogali c fr . Mini slero della G ue rra. Sfuria Mi/ila re della Colon ia Eritrea . op . c ii. , pagg . 109- 11 5 ; A. [) r,:1. 13ocA. op. cit.. pagg. 239-276 ; F.. SC'A I.A, Storia d elle fan terie co/011ir1/i. voi. IV. Le.ft1r11erie iwliane ne lle conquisu, co/011/ali, S lalo Maggiore F.~ercilo - lspelto ralo dell"Arma di fan teria, Rom a 19.52, pagg. 24-32: T. 13EYENI': T. T AMR AT - R. PAN KII URST (a c ura di), :rhe ce111nwry of Dog ali. l'roccedigings of inter11(1fio11al Sy111pu.1·i11111. Addis Abeba - As mara. Jmwary 24 - 25, / '}8 7, Add is Abeba 1988. Per un ' ampia bibliog rafia sull'argornenlo dr. G. C . S TELLA. V ogali (26 ge1111aio 1887) Bibliograjìn - nocumenti - Personaggi , Roma 1987 . 4 0 S alirnheni e i suo i due compag ni e rano stai i presi in o staggio da ras Alu la me ntre ri e nlravano dalla loro mi ss ione presso il re de l Cìoggiam Tecla Haima inò l, poic hé c ome ex uffi c iali dell" escrc ito italiano, e rano considerali d elle poss ibili spie . Successivamente Alula li mandò separatame nte presso il generale G e né co n ric hieste di armi e pe r la con seg na di a lc u n i capi indigeni proietti dalrltali a. Salimbeni e Piano furono liberali ne l marzo, Sa voirou x nel l' ago slo 1887. 4 1 C:fr. Ministero de lla Uuc rra, Storia Militare della Colonia Eritrea, voi. I, op. cit., pagg. I 16- 124.


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Alessandro Gio11frida

Il nu ovo comandante s uperio re de lle truppe d ' Africa, che, per efferro del decreto del 17 febbraio, dipe nd eva ora esc lusivamente dal Ministe ro della Gu erra , prese immediate ed energic he misure per migliorare la difesa dell a colo ni a. Il I" maggio notificò il blocco de lle coste allo scopo cli impedire il contrabbando di armi in Abissinia. I ,e truppe a s ua di sposizio ne riunite ne l Corpo Speciale d'Africa 4 2 , allora appo si tamente costituito , ammontavano a 5000 uo mini , fra cui 240 ufficiali . Le unità indi gene raggiungevano la fo rza di c irca 2000 uomini , divisi in tre orde (in te rna, esterna e mobile). Saletta diede anc he parti colari diretti ve per il rafforza me nto del campo trincerato di Massaua, fortificando i pres idi esterni : J\rchico, Otumlo e Monc ullo, ed interni: /\bde l Kader, Gherar e Ta u Iud . Raggiunse a nche accordi con a lcuni capi indi geni, osti li al negus. l)i fronte a questa situaz ione di pe rmanente te nsione l ' In ghilterra, preoccupata di vedere im pegnala l' Etiopia contro gli italiani e no n con tro i Derv isci, offrì la s ua mediaz ione affinché Italia e l' Abissinia raggi ungessero un accordo dipl omatico. Il I O otto bre I 887 fu inviata a M assaua una miss ione dire tta da si r Portai e dal maggiore Beech c he prese contatto anche con le au torità e tiopic he senza raggiungere pe rò il s uo obic lli vo 4 3. Il nuovo presiden te de l Consig lio C ri spi e il ministro de ll a (ìuerra Be rtoléV ia le g iudicava no necessario conservare il posse sso di Massa ua e, dopo Ooga li . ristabilire il presti gio militare di fro nte agli abi ssini , senza però affrontare u11a ve ra e propri a guerra generale contro l' impero etiopico. Fu perciò de c iso di cos tituire un corpo di s pediz ione c he doveva lim itars i a riconqui stare i presi di d i Saati e Uaà. li corpo di s pedi zione, al c omando del te ne nte generale Alessandro Asinari di San Marzano 4 /4, era formato da quattro brig ate, di c ui Ire s u d ue reggimenti di fante ria di linea e cacciato ri ed un a di hersaglie ri e alpini , dotate c iasc una di una ba tteria e di un re parto di irregolari. 42

R. D . 14 l11g lio 1887. in A.

M ORI ,

op . c it. , voi. I. pagg . 5 1 1-529.

43

C fr. M in iste ro de ll a Guerra , Storia Militare della Colonia Eriln:a. voi. I, o p. ci t. . pagg. 125- 143. 44

N a c4ue :1 Tori no nel 183 0. Sollo tcncntc di cavalle ria ne l 184 8, partecipò a lla Prima G uerra d ' Indipe nde nza. a lla G uerra d i C rimea ne l 1855 -59 e a ll a Seco nd a G uerra d ' Ind i penden za. durante la quale, ne l fallo d ' a rmi d i Castel fidanJo fu promosso maggiore per me riti <li g 11c rra. Ne l 1863 ru promosso te ne nte co lonnello e partecipò ne l 1866 al la T erz a Gue rra d ' I ndipe nde nza . Pro mosso colo nnel lo , fu capo d i s tato maggio re di u na di vi sio ne d urant e la presa di Roma nel 1870. Nel 1877 raggiu nse il g ra do d i maggiore genera le cd ebbe il coman do della 7 ° e de lla 5° Tlrigata di cavalle ria. In seguito fu comandante della D ivis io ne mi litare d i A lessandria. P romosso te ne nl e gene rale fu capo del corpo d i spe d izione in Afr ica orienl a le da ll'ottobre 1887 a ll' aprile 1888. Successivamen te fu capo del IX Corpo d ' Armata. Fu ministro del la G uerra dal 189 7 a l 1899 e de putato a l P a rla 111e n10 per il col legio di Ni n a e Monfe rra to ne lla X l e X li leg is la tura. Di venne sena to re ne l 1894. Morì a Roma ne l 190 6.


Le fonti de/1 ' /Jjficio Storico relative alla ca111pa1:na del /895 - 1896...

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La prima brigata su du e reggime nti caccia tori, una ba tteria da monta gna e un ' orda di irregolari e ra co mandala dal general e Gcné; la seconda, forma la dal I " e dal 4 " reggimento fanteria , e ra co ma ndata dal generale Cav1i; la terza, forma la dal I O regg i men lo be rsaglieri, dal I O ballaglione alpini, da un a batteria da montag na e da trupp e irregolari indigene, era comandata dal generale Raldissera, c he rilrovercmo in seguilo; la quarla cd ullirn a brigala, costituita da l 2" e 3" reggime nto fa nteria, era comandata dal generale Lanza. Il corpo di spedi 1,ìone, comprese le allre un i là di cava lleria, del gen io e de i serviz i, raggiungeva la forza di 8 14 uffic iali, 17.740 uomini di truppa, 48 pezzi d ' a rtiglieria , 28 rnilraglialri c i, 300 cavalli, 2000 muli e 1800 c am me ll i 45 . A queste fo rze si aggiungevano g li uomini e le artigliere di Marina e alc une bande irregolari indigene al nos tro servizio. Fu avviata a nche la costru zio ne di una linea ferroviaria da Mas sa ua al vill agg io di Saati, c he fu ri occupala, senza co rnbaltirncnti , i l 1° febbraio 1888. Intanto il neg us Giovanni , raccolto un num eroso eserc ito pe r fro nteggiare il corpo di spedizio ne ita li ano, si sc hie ri', con le sue lruppe non lo11 ta110 dall a 1.ona di Saati . I due ese rc iti dopo una lunga attesa, fatta d i picco li sco ntri e scambi di lettere tra G iova nn i e il San Marza no, no n s i affrontaro no in una battag lia ca mpale, poi ché il 1 apri le il neg us , preoccupalo dai grav iss i111i problemi logis ti ci che as s ill avano il suo ese rc ito e dall ' atteggiame nt o ostile de i Dervisci lungo le frontie re se ttentrionali del suo impe ro, ini z iò indi s turbat o il ripiegamento di tutte le sue fo rze, me ntre il corpo di spedi z ione italiano rim aneva sull e sue posiz io ni . Il ge nerale Asinar i di San Marzano fu ricl1ia 111alo c il 17 apri le fu sost ituito d a l genera le Antonio Baldissera 46 • no minat o co mandante superiore in Afri ca. La spedi z ione di San Marzano, o ll re a ll a riconqui sta de l presidio di Saati e Uaà, e bbe co me m agra conseguenza l'este nsione dell a nostra 45 crr. Mini stero <lella G ue rra . Storia Milita re della Co/0/1ia Eritrrn. voi. I. o p. c ii.. pagg. 145 - 172. in particolare sulla for za e ffettiva del corpo di s pediz io ne, pag. 149 e pag g. 154 - 155. 4 (, Nacq ue a Padova ne l 1838 . h1 nominato sollotc nc ntc di fant e ria ne l 1857, prese

pa rte , ne lle fil e de ll" ese rc ito austro-ung arico, combatte ndo contro le for ze italiane, a ll a Sernn<la e Terza Guerra d ' Indipe nde nza. Nel 1866 entrò con il grado d i capitano nell ' Eserc ito italiano e poco <lo po ne l 1879 fu prn111osso colo11 11dlu riL:even<lu l' incarico di comandare il 10 ° Reggirne nl o fa nte ria e , in segu ito, il 7° Reggime nto bersag lie ri. Promosso magg iore ge ne rale ne l 1887 , comandi\ come ahhiamo vis to , una brigala <le i corpo <li spediz io ne in Afri ca de l generale San Marza no nel 1887 - 1888. Nel 1888-89 fu comandante supe r iore in Africa. P romosso te ne nte generale ne l 1892, fu nominato comanda nte delle d iv is ioni m ili tari di Catanzaro e di Novara. Nel 1896 fu , ancora una volta , i nviato in Africa. c o me governatore c iv ile e m ilitare con amp i ~,oteri pe r fro nteggiare la diffi c ile situaL io ne c reatasi do po Adua. A l suo rie ntro in Ita lia ne l 1897 fu nominato comandante de ll ' VI 11 C:orpo d ' Armala e nel 1904 di venne se natore del Reg no.


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Afpssa11dro

Gio11frida

influ e nza s ul bassopiano oriental e e occ ide ntale , poiché alcune tribù ric hie sero la nos tra protezione; non s i a ddi venne comunqu e a d una pace definitiva con l'Abiss inia 47 . Il generale Bafdissera, c oadiu vato dal tenente co lonnello Federico Piano , s uo capo di stato maggiore, diede iniz io ad una se rie di mig lioram e nti ne l funzionamento d e lla co lonia: dal punto di vista milita re, aumentando g li effetti vi del Corpo speciale d ' At'ri c a, costitue ndo i primi battag li o ni indi geni rego lari e facendo costruire fortificaz io ni e caserme ; dal punto di v ista civile, con la costru z ion e di strade, o spedali e dando v ita all'organizzazione di un prim o serv iz io dog anale e san itario. Ma la s ituazione dei possedim e nti italiani era tutt 'a ltro che tra nquill a. TI capo etiopico Deheh, dopo esser slalo al ser v iz io dell'Italia e ne l 1887, al te m po della s pedizione del ge nera le San Marzano, essers i ribellalo pe r co mbattere al fianco d e l negus Giova nni , conduceva azioni di g ue rri g lia ne l te rritori o di Saat.i co n continue razz ie a i danni delle (JOpolazio11i indigene ch e a veva no c hiesto la protez ion e italiana. Baldisse ra diede ini zio ad una se rie di operaz ioni c he c ulminarono , il 7-8 agosto 1888. m: I s an gui noso co mba tti mento di Sa~aneiti, durante il qu a le fallì il te nta tivo italiano <.li debe lla re le bande di qu el cap o abi ss in o. Lo scontro s i ri so lse l·nn la 111o rtc di tulli e 5 gl i uffi c ia li bi a n chi , di 13 sottu ffic ia li indigeni e 250 uor11i11i di truppa. L ' epi so<.l io contribuì ad inas prire l'op pos iz io ne a nt iafri ca ni sta in parlamento e indu sse Haldisscra a ri c hi edere il rim p atrio, c he non fu accolto da l gove rno ~8 • La si tu az ione tra l' It a lia e l' impero e ti o pico rim a ne va sempre tesa perc hé , probab ilrn e nt L:. la gue rri g lia anlitali a na <.li De be b a ve va avuto il s o steg no del neg us G iova nni , né uffic ia lme nte poteva dirs i te rminalo lo stato di o stilità , ini z iato ne l 1887. Ma c on la morte di quest' ultim o, i rappo rti tra Ita li a ed Abi ssinia presero un a ltro ind irizzo, almeno in ar parenza . L' 11 marzo 1889 il negus G iovan ni m orì a Mete rnrna co mbattendo con tro i De rv isc i; il re de llo sc ioa Mn1e/ik, grazi e a nc he al sosteg no d e l governo itali ano, sa lì al trono imperiale. Il 2 magg io 1889 fu firmato d a l successore di G iovanni il trattato di pace di Uccialli, c he determinù la l'inc d e llo s ta to di ostilità tra Italia ed E tiopia , ma c he fu a nc he causa di una serie di equivoci lra i due racsi, equi voc i c he portarono allo sco ntro di Adu a. Com e è no to, il punto d e l trattato c he creò, in seguito , magg ior allrito fu il fami gerato arti colo 17, in c ui , in ver ità in m odo di scordante tra le due ver sioni italiana cd amarica, s i 47 Cl'r. A. DEI. 110CA, op. ci i. , pagg. 277-296. 48 Cl'r. Mi ni stero della Guerra, Storia Militare della Colonia eritrea, voi. I. op. cit.. pagg. 173-1 87 e A. DEL B OCA op. cii. , pagg. 299-30 3.


/,e fonti dell'U.IJicio Storico relmive alla campagna del /8Y5 - l8Y6.. .

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parlava di un protettorato italiano sull'impero etiopico, inte rpretalo dal!' An tonelli e dal Cri spi come definitivo e vincolante pe r l' Etiopia e l' 11 ottobre notificato a lle a ltre potenze europee. In rea ltà Me ne lik intendeva, nel lesto in a ma ri co , una semplice intesa di amicizia, in c ui l' Etiopia avrebbe trattato, co n prefere nza, ma non in modo esclusivo, con le altre potenze tramite l' lral ia; quando conside rò qu es to vinco lo troppo perico loso per l' indipe nde nza de l suo paese denunc iò il Lralla lo (27 febbraio 1893) 49 . Frattanto ne ll ' estate del 1889 il generale Raldi sscra diL:de il via ad una le nta ma dec isa penetrazione militarL: itali ana verso i confini con il Sudan anglo-egi zi ano. Il 6 giu gno 1889 fu occupata Cheren e il 3 agosto fu presa J'Asm(lra ; i duL: centri furono immediata me nte rorti ficati, di venendo de lle impo rtanti basi militari. Baldissera arrivù ad e stendere l' influenza italiana ne lle regioni dcl i' Acchdé Guzai, e nel Seraé e s u vasti territori tra Cassala e C hL:rcn 50 . L' incarico di Baldissera in 1\l'ri ca e bbe termine il 24 d icembre 1889, quando, a causa dei suoi contrasti con C ri ~pi 5 1, fu ric hiamato e sostitui to da l nuovo govnna tore civile e milita re, il gene rale Alessandro Bal dassarre Orero 52 . Il gL: ncrak Orero, sostenuto da Crispi. ini :1.iù quas i s ub ito una seri e di opL:razioni militari. Infatti , approfillando ddl ' ince rta s itua/.ione ne lla re g ione de l Tigré, dovL: si rrontcggiavano i tre capi e t inpici Mm1rascià, Sejum e S<'hllf, cercò di e stend e re i c onfini dell a colo ni a t.:ritrea , c he, c on il regio dec re to de l I O ge nnaio 1890 , ebbe la sua siste m azione definiti va tornando a 49 C fr. C. G10uo. L 'articolo XVII d el lrnttato di Uccialli. Como 19(,7 ; A. DEI. fi orA, o p. c it., pagg. 343-357. SO C fr . Ministero de ll a G ue rra, Storia Mililll re della Cu/011ia eritrea. vo i. I, op. c it., pagg. 188- 199. 5 1 C fr . A. DEL l3o,A. op. e it. , pagg. 337-338.

52 N ipote de ll 'ex mi nistro Cesa re Ricotti, nacq ue a Novara nel 184 1. Partec ipò a ll a Second a e a lla Terza G ue rra d ' lndipenderu.a ( 1866 ) e a ll a presa di Roma ( 1870). Pro mosso c olonnello, coma ndò il 2 l " Regg imento fa nteria dal 1880 a l 1882 . Ne l 1887 promosso maggiore generale, fu il co manda nte della Brigata Ca labr ia da l 1887 a l 1889. In viato in Afri ca. tenne il comando supe riore ne l 1889-1 890 . R ie ntrato in Italia, fu coman da nte del la 13riga ta Pa rma dal l lNO al 1892 , della Di visione milita re di Brescia dal 1892 a l 1 895 e di que lla di Roma. Raggiunse il grado d i te nente generale e fu nominato comandante del lX Corpo d ' Armala nel 1898. Du rante il congresso di Be rlino nel I878 l'u rnmmissar io italiano per la de limitazione dei confi ni fra gli stati balcanici. Morì a Novara ne l 1914. Tra i suoi scrilli ricordiamo i Ricordi d 'Afrirn. Pe r un profil o biogra fi co approfondito c fr .. .t\.f.M. B1AGINI, Alessandro [/a/das.m rre Orero, in " Me morie Storico-militari", 1982, Sta io M aggiore Ese rc ito, Roma l 983, pagg . 27 1-298.


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Alessandro (ìionfrida

dipenlkre dai Ministeri degli Affari Esteri, de lla Guerra e d ella Marin a ripetti varnenle pe r gli affari c ivili , mi litari o marillimi 53 . Pe r prima cosa Orero mobilitò un corpo di spedi z ione fo rmato da 89 u fficial i, 1360 milita ri nazio na li , 948 militari indi ge ni regolari e 2700 irregolari , 8 ca nn oni e 5 17 qu adruped i. Il 26 gen na io 1890 il corpo di s pedi z io ne avanzò in terri torio a hi ssi no e nt rando, se nza atte nde re l" aulorizzaz io ne del governo, ad Adua, che ru tenuta per tre g iorni . La spettacolare ed incruenta marc ia s u Adua c hhe come co n seguen za l'es te ns ione d e l c onf ine de lla c o lon ia fin o a lla linea Mareb- Belesa-Muna e sa nz ionò di fallo il posse sso de i te rritori de l Scraé e dc li ' Acche lé Guza i. Assai più impegnali vi furono g li sc ontri co ntro i Dervisci c he, inso rt i contro la do min azio ne ing lese ne l S udan a ng lo-egiz ia no 54, cominc iarono a co mp iere inc ursio ni per aprirs i uno s bocco al mare e razziare i I hesti ame de ll e Lrihù a lleate a ll ' lla li a , stan ziate nel nord de l] ' E ritrea. Il 27 g iug no ad l'l r Mudal le truppe italiane. na1.ional i e indigene, a l comand o de l capitano (;us/11 110 Fara , in llissero una dura sco nfitta a lle bande de rvi sce c he impe r versavan o ne ll a zo na 55 . A ll a fi11e de l giu g no 1890 il generale Ore ro venne ric hi a malo in pa tria e sos1 i111i1 0 dal ge ne ra le e de putato de lla si ni stra Anluni o (;ando(fi 5<,, g ià 5·1 l<cg.10 Dec re to I O C.ennaio 1890 11. 6292. in A. Mo1< 1. vo i. 11, op cit.. pagg. 5-9. Il dc.:nc.:10 mira va a faci litare il rito rno alla legge comune e a sostit uire l' ammin is tra1.rone nv rlc con quell a rnili1arc, a nc he se. a causa d e lla di ffic il e situazione con !" Etiopia , il p,ovc.:rna lore era sempre un 111ili1arc. coadiuvato da Ire consig lieri c i vili , c he in pratica potevano ben poco. li governatore d ipendeva sempre d ai tre M ini ste ri eompetenl i. Esteri. Guerra e Marina. a nc he se il primo a ssu nse una particolare pre pondcranza. La coloni a Eritrea aveva r:rggi unto a llo ra l'estensio ne di 110 mila kmq e c irc a 200 111ila ahitanti . tra tui 16 m ila a Mas~m,a. 5-i C'fr. G. l'cSliN'l't. o p. c it. , pagg. 27 -58. 55 C'f"r. Min istero della C.11crra, S1ori11 Milif,ir,, de/111 Cu/011i11 Eritl'f'r1. voi. I, op. c it.. pagg. 2 1J -226. 56 Nacque a Carpi nel 1835. Cadetto ne lla R. Accademia esten se ne l 1853. di venne ~ollo tc ncnte nel gen io mode nese e parm e nse ne l 1859, dopo ave r preso la laurea i11 ingeg neria. Entrato nel 1860 ne ll'eserc ito sard o. combatté ne ll a campag na de l 1860- 186 1. di sti nguendosi ne lle o peraz io ne per la presa d i Ci vite lla cie l T ro nto . Passato ne l Corpo di Stato Magg io re. prese parie a lla T erza U ue rra d ' Ind ipe nde nza e alle operazioni pe r la presa di Roma ne l 1870. Promosso co lonne ll o. nel 1880 fu comanda nte de l '.1° Reggime nto fanteria. Nel 1887 ebbe l' incari co d i comandare la Rri g ata Pa rma e ne l 1888 fu p ro mosso magg io re generale. Dal 1890 a l 1892 fu governato re dell a coloni a Eritrea . Rientrato in patria. comandò la flri gata 1-'riuli nel 1892 e, succcssi va me nle. prom osso te ne nte gene rale ne l 1895. comandò la [)i visione <li Genova e poi d i 13o log na. Nel 1898 e bbe il com an do d e l X II Corpo d ' A rmata e ne l 1899 d e l V I Corpo d ' Armata. Fu e le tto deput ato di Carpi ne ll a X li - X lll - X IV leg isla tura e di Modena ne lla XV - X V I - XV II leg islatu ra . Nel 190 1 fu a nc he no m inato senatore. Morl a Bo logna ne l 1902. Tra le sue pubblicaz io ni ri cordiamo Ricordi di 1111 Pxf1111zio11ario d e lla Colonia t :rilrea.


Le fon ti del/' Ufjfrio Storico relative alla cwnpux na

rfp/

1895-1896. ..

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in sedia lo in Eritrea da l 4 g iu g no. Insieme a l nu ovo governatore c ivile e militare g iunse ro in colo ni a il c olonnell o Oreste JJaratieri 57 , con l'incari co di v ice-govern ato re , il d eputa to Leopoldo Franchetti 58 , inv iato dal go verno pe r in iz iare la colo ni zzazione ag ri cola d i que i territori , i commi ssari civ ili , onorevo li Piccolo, Cupan i, e Carnei/i, qua li cons ig li e ri d e l govern atore pe r gli affari am min is trativ i e g iudi z iari. Ciando lfi in iz iò u na serie di importa nti ri for me a m min istrati ve in Eri trea, ch e dovevano esse re, ne lle in te nz ioni , l'att uuio nc de l R. D. de l I O genn a io 1890, ma che, per le grandi diffi coltà dov ute a ll o s tato di co nflittu alità con I' !\ bissinia e per il s uo auto rita ris m o c he gli causò sco ntri con i s uo i con siglieri c ivil i (in particolare co n il Pranchell i), non raggiunsero l'effe tlo voluto. Il nuo vo governatore riunì i di versi ra mi de ll 'a m min is trazione in un uni co o rga nis mo, de nominato Consiglio di Govemo e s udd iv ise il territo rio in due zone, q ue lla d i A s mara e quell a di C hcrc n e in d ue so ttozone , Arc hico e Massa ua , a mm inis trale d a comm issari. A nc he l' ordi namento m ilitare, g razie al l'opera di Rarat ieri , fu riforma to. Furono in l'a lt i unificati in u n solo corpo le truppe naziona li con que lle in d igene e deno minate Nexie Truppe d'Africa, co n una forza complessiva di 7000 uom ini , di c ui un terzo ita liani , il res to ind ige ni 59 . In tanlo il Franche tt i, capo de/l 'Ufficio colrmiale per l 'agricoltura, c on l' a iuto d i alcuni co ntadi ni 57

N acque a C ondino ne l 1841. /\ Poco meno di vent' a nn i si a rruolò volo n tario con Ga ri ba ldi ne lla s pediz io ne dei M ill e e , promosso sottote ne nte, s i di s t inse in modo IJart irnlare nel combattimento di Capua. Nel 1866 partecipò con il grado di capitano a ll a T er za Guerra d ' Ind ipe nden za , d is ting uendosi anche duranl e questa ca mpag na, in particolare ne lla battag lia di Cus to/.a. P romo sso co lo nne llo nel 1885, ehhe il co ma ndo de l 4 " Regg in1ento b ersag lie ri. Come è noto, le s ua carriera rnil itll rc è legata a ll a stori a de lla pri ma guerra d · /\ frica e alla sconfill a di Adua. Pa rte c ipò alle c ampag ne cl ' Afri c a de l 1887, 1890 e 189 1, prima come comandante di hall a g i io ne , poi co me coma nd an te in seconda d e l Cor po d i s pe d izione e coma ndante d e l la pia zza di Massa n:.1 e Chc rcn e, in f ine, come comandante in capo de lle Regie T ru ppe d ' Afric a. Rientrato in Ita lia nel di cem bre 1891, dopo qualche mese, nom inlllo governatore della Colonia F.ritrcll. ri e nt rò a Massaua e ammi n i O strò la c o lo nia fi no al I marni 1896. F u processato da l tr ibunal e dc li ' Asmara e prosciolto per l' ines is tenza di reato . Sempre nel 1896 fu co llocato a riposo s u s ua richiesta. Su lla s ua espe rie111:a in Afri ca scrisse M emorie d 'Aj i·irn e Tffdici anni in E ritrea. Fu a nc he Lii rettore de lla Ril'i:.ta militari' . Mo rì a S tc rzin g (A lto /\dige) nel 190 I . 58 I .ivorncsc, di fami g lia ricca e d aristocrat ica , fe ce i s uo i s t udi a P isa e a Pari gi e sogg iornèi pe r lung o tempo in Ing h ilte rra e German ia per s tudiarvi il fu n1/.ionamenlo dei loro com pless i s is te mi ammi nis trat i vi. Ne l 187'.l si occupò d e ll a q ues tione lllerid iona le dando a lle s tampe u n c rudo rapporto s u ll e co ndi zioni sociali d e l S ud . Ne l 1876 fu in Sici lia con Sonnino pe r s volgere un ' a ltra inc hie s ta s ulle cond izi oni economico-social i de ll 'iso la. Nel 1882 fu e let to a ll a Carnera come deputato de lla c illi1 d i Caste llo, sostene ndo le ri form e dell a S inis t ra. cfr. A. DEL B ocA, op. c it .. pag 385. 59 Cfr. Mini s te ro della Guerra, Storia Milita re d ella Colonia t ,'ritrea, voi. l, o p. c it. , pagg. 227-228 .


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Alesswulro Gio1{/rida

provenienti dall ' Ttali a, impiantava tre poderi sperimentali su ll 'altopiano, con l' inten z ione di avviare un grande proge tto di co lo ni zzazione di que ll e terre, che avrchhc dirottato, ne ll e sue intenzioni , parte dell'emigrazione italiana in Africa e avrebbe portato alla forma z ione di un celo di piccoli e mcdi proprietari terrieri. Questo grandioso qu anto fan tastico progetto non trovò mai realizzazione a causa de lle diffi c oltà a mbi entali e climatiche, dello stato di confli ll ua lità con l' Etiopia ma so prattutto per i forti dissidi tra Fra nch e tti e i governatori Gandolfi e Baratieri , c he ostacolarono tutta l' az ione 60_ Sollo il governo coloniale de l Ciandol fi furono anche riprese le trattative diplomatic he co n Menelik per dirimere i con trasti sorti sull'interpretaz ione del l'arti colo 17 del trattato di Uccialli, relati ve al protettorato ital iano su Il ' Etiopia. Queste furono condotte maldestramente dall ' Antonelli. invialo a ppositamente da Crispi alla corte del negus, e no n raggiunsero alcun accord o . poic hé. dopo la firma di un nuo vo lrallato che conteneva la cancel lazio ne dell'artico lo 17, lo stesso Antonelli se ntendosi ingannalo, lasciò Addi s Abcb1 I' 11 febbraio 189 1 61 . Frattanto. ricev ute le direttive dal nuovo go ve rno presieduto dal marche se Di Rudinì , Gandolfi aveva iniziato una -;e ric cli trat tative co n ras Mangascià. il quale e ra in rolla con Mcnclik per non essere stato riconosciuto dal neg us come c apo del Tigré e perché asp irava. pe r la sua discendenza, anche alla corona imperiale. Ganclolfi e Mangascià fi ssarono un incontro; fra il 6 e 1"8 diccmhre 1891 ehbe luogo i I conveg no de l Mareb, a nc he co n la parteci pazione cli ras Alula; qui non fu ragg iunto un vero accordo, al di là di un semplice scambi o di lettere con ungenerico impegno a mante nere lo status quo ed a combattere i nemic i comuni, nonos ta nte la soddi sfazione di (ìandolfi 62 . Durante il governo Di RudirÌì scoppiò an c he lo sca nd a lo relativo agli eccidi di M assaua, co mmessi nel periodo di governo colo niale di Bald issera ed Orero, in c ui furono scoperti g li spietati metodi usati dalla polizia per otte ne re le co nfess io ni dagli indiz iati, le esec uzioni som ma ri e perpetrale contro i so spetti, anch e per impossessarsi dei be ni degli assassinati . Fu costituita un ' appo sita comm issione reale di inc hi esra , presieduta dal senatore Borgnini , c he ne l lu g lio 189 1, dopo una (,O " Se il contrasto tra Franche tti e Gandol fi era moti vato in gran parie dal di verso moclo cl i concepire la re ali zzazione d e ll a colon ia agrico la , l'urto fra Baratie ri e Franche tti e splode sopra llu lto pe r una 4 uestione d i c ompete nze, per il rifiuto de l gene ra le a rinunc iare anc he ad una m inima parte de l suo po te re. Pe r cop rire 4 uesla sua s fren ai.a amhi zi one , egli si fa pa ladino , come il Gand o lfi , de ll' im presa pri vata, de llo sfrutt ame nto capitalista . cornhall e ndo con o g ni m eZ7o la colo n izzazio ne prole taria di Fra nc hc tti ( ... ) ... A . D1;1., BocA, op. ci t., pag. 5 16 e pa gg. 47 6-480 . S i ved a anche R. RAtNF.RO, / primi ten tativi di colonizzazione agricola e di popola111e1110 del ' Erit rea ( / 1:N0-18 95 ), Milano 1960 . 61 Cfr. A . DEL BOCA, op. ci t ., pagg. 389-410. 62

lvi, pa gg. 468-450.


Le fonti de/l'U.ffir-io Storico relative olla rn11111ag11a del JR95- l896. ..

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per ma ne nza di tre mes i in c olo nia, te rmi nò la s ua re laz io ne_ Ne l me se di no vembre fu anche ce le brato il proce sso a Massa ua de i princi pali imputa ti , il tene nte de i carab inieri Dario Livraghi e il fu nz io nario c ivi le Eteo r /P. Ca~1wss i, i qua li, co me aveva g iù a nticipa to la ccimmissione d' inch iesta, fu rono assolt i; tutta la colpa ru da ta ad alc uni uffic ia li i ndigeni de lla poli z ia 61 .

li 28 febbraio 1892 il co lo nn ell o Raralicri sost ituì il Gando lfi , ass ume ndo il govern o del la colonia e il 17 lug lio 1893 fu promosso magg iore gene ra le. Il nu ovo governa tore otte nn e d al govern o centrale anc he un bila ncio autonom o. che, con l 'a umento dei tributi local i, g li diede la poss ibili tà di al ~ tua re vaste rifo rm e, tra c ui la s uddi vis ione di tulla l'am mini stra zione c o loniale i n di versi ram i di c ui erano com petenti cinque uffic i: un o politico- militare. co n a capo il capi tano Salsa , uno cen tral e amminist ra tivo, uno pe r g li affar i civil i, uno per il de man io e infin e uno per le co nsulenze legali. Il a ratieri riorga niui>, di consegue nza, i comrnissa ri de lle 7,onc e de lle so ttozone e stab ilì tal une n.:side nze a i confini affidando le ad ufficiali ita li a ni . li Corpo specinfr d 'Ajì-ica fu riordi na lo su I battaglione c acc iatori , 4 batrag li oni ind igeni , 2 sq uadroni di cavalle ria e 2 batte ri e sempre indige ne. o ltreché da uni tà de i servizi_ Raratieri, dopo q ueste riforme, died e in iz io ad u11.1 seri e di ope raz ioni co ntro i Derv isci. che aveva no ripreso a sconfinare <lai S udan in Eritrea , razzia ndo i te rritori ita li ani e terrorizza ndo le pl>pnla1.io11i a noi fede li. 11 16 gi ugno 1892 alc une unità delle truppe colo ni~lli ital ia ne. co111a11dalc dal ca pitano Hi da lgo. infli sse ro, presso la local ità di Serohcl i, una dura seon l'illa a ll e bande de r visce. 11 2 1 dicembre 1893 que lle stesse ba nde l'urono sco nfi tte la seconda vo lta presso t\gorda l dalle t ruppe ita liane. comandate dal colonne llo Giuseppe Arimondi 64 . S ubi to dopo Uarat ie ri organizzò un corpo d i s pe d i z io ne con il co mpito d i co nd urre un a vera e propria ca mpa g na di g ue rra contro i D e r visc i. La forza effe l.ti va de l corpo co n ta va 56 uffic ia li. 4 1 g radu a li e mi litari d i tru ppa nazio na li, 2526 ascari. 2 pezzi da mon tagna. 183 ca mme ll i e 248 mu li. Gl i ita liani i l 17 lu glio 1894 conqui staron o Cassa la, hasc 63 lv i, pagg. 43 5-450. 64 Nacque a Sav igl iano ne l 1846. Allievo u ffic ia k de lla Scuo la m ili la re J i Mod e na, fu no m inato sottote nen le de i bersag lie ri ne l l 865. prende ndo parte a ll a Tera Guerra d ' ln d ipc nde n;,a ( 1866) e a ll a presa d i Ro m a nel l 870. F u trasferito ne l C orpo d i S tat o Mag giore , in cu i f'u promo sso capit a no e po i magg iore. Fu in v ialo in Africa pe r la prima vo il a nel l 887, come adde tto al corpo d i s ped iz io ne del generale San Marza no. Ri m pa t riò nel 1890 col grado d i colonne llo e rito rnò in F.ri lrea ne l 1892. Ne l 1893, graz ie alla v ittoria di Agord al de l 2 1 dicembre. fu promosso maggiore genera le per me riti J i guerra . Nel 1894 d opo la par le nza d i Barat icri pe r Rorna e bbe le fu nzioni d i vicegove rna to re. Nel 1895 si O d is 1in se ne i combatti ment i d i A di lJgri. Coa it e Senafè. Morì in co m battimenl o il I m ar-

w 1896. durante la ba 11ag lia J i A dua .


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Alessandro Gionfi·ida

di parlenza di tutte le inc ursioni dei Dervisci in Erilrea, infliggend o gravi perdite e mcllcndo in fu ga il nemico 65. Frattanto ali' inlcrno deJla colonia la dura politica di indeman i azione, che a veva portato ali' esproprio di 19.020 ettari nel 1893, a 280.039 nel 1894 e a 113.833 nel L895, spingeva ine vitabilme nte gl i abilanli d e ll ' Eritrea alla ribellione contro le autorità italiane, essendo stati privali del be ne più prezioso in una sociclà agricola: la terra. Colui c he si fece interprete del grave malconte nto fu il capo abi ssino del I' Acche lé (ruzai, Batha Agos, prima allea to dcli ' !tal ia 66 . li 14 dicembre 1894 imprig ionò il residente di Sagneili, lenente Sanguinetti; lan c iò poi un appel lo a rutti gl i abilanli dell'Eritrea perc hé prendessero le armi contro gli ilaliani e in v iò corrieri a Mangascià e ad a ltri capi tigrini per inl"ormarli che era cominciata la ribellione. l{as Manga scià si spostò co n tulle le sue !"orze verso il confi ne italo-etiopico, ma non accorse a sostegno de i rivoltosi , mentre Rararieri , senza indugio, organizzava la re pressione de lla rivolta. Il 18 dicembre Ratha Agos, dopo aver attaccato il pres idio di Sagancil i, fu sconfitto e morì in combattimento a Ha/ai, grazie anc he a ll'intervç nlo del maggiore Pietro Tose/li 67 . Il focola io di ribellion e pote va dirsi tkbe llato, ma 13aralieri organi zzò un corpo di s pedizione p er condurre un 'azione dimostrativa nel Tigré, allo scopo di punire ras Mangasciiì cie l suo atteggia me nlo favorevole verso i ribe lli. Dal 28 dicembre 1894 al I O gennaio 1895 fu occupala per la seco nd a volta, a scopo dimostrativo, Adua 68 .

2. /,a Campagna del 1895- 1896 11 nuovo g ove rno Crispi, in cari ca dal 15 di cembre 1894, diçdc il ma ss imo appoggio a Bararieri c he, dopo l' occupazione dimostrativa di Adua, intraprese, contro Man gascià, un a seçie di ope raz ioni ne i te rri tori del Ti g ré. TI ras e tiopico, insieme a ras A gò s d e ll o Scirè, mo bilitò circa 12.000 fu c ilie ri e 700 armati di la ncia, con l ' inte n z ione di varcare con qu e lle truppe il confine del Be lesa pe r e ntrare nc ll ' Acche lè Gu z ai. llaralicri , per fro ntegg iare 65

Cfr. Mi ni stero de lla Guerra. Srorin Militare della Colon ia f':ritrea, voi. I. o p. c ii..

pagg. 239-267 . 66 Cfr. /\. DEI. 67

f!O CA,

op. c ii., pagg. 52 1-529.

NaC<.JIJC a Peve rag no ne l 1856. Fu suba lte rno ne ll' arm a d ' Ari ig licria, dopo aver frequentato i corsi del la Sc uola d i g uerra passì, nel Corpo di .Stato Magg iort:. Dal 1888 a l 1890 prestò servizio per la prima volta in Eritrea. Tornì, in colo ni a nel 1894, destinato a l coma ndo del 4 ° flatta g lion c indigeno. ParLec ipù a I la campag na de l 1895 contro l' Eti opi a e morì in combattime nto il 7 dicembre ne lla battagl ia ddl ' Amba A la g i. 68 Cfr. Mini slt:ru de lla Guerra. S1oria Militare della Co/011ia Eritrea, voi. 1, op. c it.. pagg. 269-273 .


Le fo nti del/'Uflicio Storico relative alla campagna del l f!95-IR96 ...

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l'eventua le invasione, organ i1,;r.ù un corpo di operazioni di 3900 uomini, di cu i 65 uffi c iali e 105 militari di truppe nazionali e con questi affrontò e sconfisse Man gasc ià e le s ue truppe il 13 gennaio 1895 a Coatit e il 15 a Senafé. Gli ita li a ni persero 3 ufficiali, 2 militari naz ion al i, e 90 indigeni. L'entusiasmo anche in Italia fu gra nd e perché si diffuse la convinzione che tulle k forze di Mangasc ià fossero state debellate; in rea ltà il ras aveva impiegalo solo parte delle s ue truppe e grazie all 'aiuto di M e ne lik e di altri capi etiopici era riu scito g ià nel marzo a riunire nu ove fo rze. Baratie ri, di fronte a q ueste nuove minacce, riprese le operazion i e i I 25 marzo occupò a ncora una vo lta Adigrar e i I I O aprile per la terza volta Ad ua 69 .

li 27 lu glio J895 Raratieri giunse a Roma, ri ceve nd o un ' accog li e nza trion fale per le vittorie ottenute, e nei successivi co lloqui a vuti con il presidente del Cons ig lio Crispi, con il generale Moce nni. minis tro della Guerra. e l'o norevole 131anc, mini stro degli Affari Este ri , o lt e nm: Ire 111ilio11i di in cre mento nell'assegnaz ione di bilancio, che g li pe rmi sero di iniziare il recl utamento di indigeni e l' acq ui s to di quadrupedi in cn lnni;i In 1111 ~11ccl' ss ivo e ve lo ce inco ntro, avve nuto il 3 settembre a Napol i, q uandn Baraticr i si s ta va imbarcando per Massaua , C ri spi ribadì la s ua fidu c ia al go ve rnatore, senza però concretizzare alcuna di s posizione pe r l' in vio di a iuto e ri11for1.i necessari ad allrontarc la difficile situaz ione militare crea i as i in Er ilre a 70 . lnranro i rapporti con l'Impero etiopico d ivl· 11i v<1 110 sl· 111p1 c pii', les i . Ras Maconnen , governatore clell ' Harrar, a veva esp11b1> g li i1al iani co l~, res identi , co mpreso il rappresentante ilaliano Felle r. Mc neliJ.. . soste nendo apertame nte ras Man ga scià , comin c iava a radunare l'ese rc it o sc ioano a l campo di Uorram ll ì'1 e faceva incetta di armi da fuoco g raz ie a ll e fo rniture di merca nti au striac i. be lg i, in g les i, e soprattutto fr ances i. i quali . con la copertu ra d e l gove rnatore di Gibuti / ,eon /,agarde , allravc rso lo sc a lo cl i Oboc k, rifornivano c ontinuamente di fucili. mitrag liatric i e muniz io ni l' eserc ito etiopico 7 1. Ras Mangascià, infine, aveva riunito circa 5.000 uom ini . avv ic inandosi al con fine del l' Eritre a. Ilaratie ri , rie ntrato il 26 sette mbre in co lonia, deci se, pred is pone nd o l'avan zata su tre colonne co n la forz a e ffe ttiv a di 11 6 uffi c iali , 672 s nidali nazionali e 8.065 indi ge ni , cli mu ove re immediatam c nle co ntro M an gasc ià e il 9 ottobre 189."i , a D ehra Ailà . si sc ontrò con le 69 C fr . Ministero della Guerra - Comando del Corpo di S1a10 Maggion: - Uffi cio Storico, Storia Militare della Colonia f:.,"ritrea, Roma 1936, voi. Il, La rnmpaKna del 18'}5! 8'}6. pagg. 17-40. 70 crr. A. D EL

BocA, op. cit .. pagg. 552-557.

7 1 C fr. C. ZAc;111. / russi in Eliopia, Napoli 1972, voi. 11, Menelik e la hallaglia di A dua, pagg . 5-54.


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Alessandro Gion/i·itla

s ue re trog uardie, disperd endole com ple rame nte , ma se nza riuscire a sgominare il grosso de l s uo esercito, riti ratosi velocemen te. Molti capi etiopic i, tra c ui ras Sebat e il degg iac Alì fecero opera di sottomi ss io ne al governatore c he, con queste operaz ioni , era riuscilo ad estend ere l' influenza ita liana ne l Tigré e d ad allontanare Man gasc ià dai confini 72 . Poco dopo il general e J\rimondi , co n una forza a di sposizio ne di c irca 7 .000 uomini , fu nominato coma nd a nte de l Tigré e dell ' Agamé, con parti colari istru;r,ioni pe r la difesa della colon ia, avend o com e avamposti avanzati Ma callé e J\d igrar. Eg li , sta bilito il s uo coma ndo ad Adigrat, prov vide ad o rgani zza re de ll e colo nn e mo bil i, per far sentire la presenza italiana e comhattere la g uerrig lia c he infes tava la zona. A nc he il maggiore Tosell i, av uto il permesso dal generale Arimon d i, partì il 24 no vcmhre, a va nza ndo a sud di Maca ll é, verso le regioni d i Seloà, Borà ed Enda Moe ni , per in cora gg ia re le popo laz ioni anc ora fe de li all ' I tal ia e soprattutto per raccogli ere informa z io ni s ulla reale consis te nza de lle fon.e etiopiche. T oselli . avuto notizia c he nume rosi a rmati avanzavano verso il lago A sc ian ghi. si diresse a Be lagò, unendos i a lle for,r.e del c ap itano Persico. L e truppe a di s posizione de l T ose lli e rano il 4° Ra rtag lione indige no, la compag nia de l capi ta no Persico, una cen turia de l 6 ° Battaglione (ll: nc ntc Pa>:ella) , una ball eria da montag na (capitano !\n>:herà), le bande di ras Seb hat e di deggiac Alì: in tota le circa 2.000 uomini e 4 ca nno n i. l i 30 novembre Tosell i ricevetl e le di rettive ri c hi este per via te legrafica il 29 al general e Arimondi, i l qual e, riass um e ndo g li ordi ni di Ilarati c ri in un co ntroverso te leg ra mma, g li dava la possibi lità di tenersi s ull e pos iz io n i di Be la gò oppure di ripiegare s ul !' Am ha J\ lagi ed o ltre 71 . G iunto a c ontatto con un a g rande massa ne mic a e aggrava nd os i la pressione a vversa ri a , Toselli , con le s ue truppe, decise d i a bba nd o nare Ue lagi', ripiegando il 3 dicem bre ad Atza/à e il 4 sull ' Amba A/ag i , ne ll' a t!csa di rinforz i, che, pe r un a se ri e <l i equ ivoci , no n g iunsero mai. 72

C'fr. Mini stero dell a Guerra, Storia Militare della Colonia l':ritrNt, voi. Il , op. c ii.. pagg. 4 1-47. 73 Pe r il testo de l telegramma: Mini stero de lt a Guerra , Sto ria Milita re della Colo11ill 1:ritrea. voi. Il , o p. c ìt.. pag. 52. " S uggerisce acquisto v iveri in paese. C:om unic hcrò mo vimenti truppe appe na eseguiti, inl.an lo lasc io in facoltà S. V. mante ne rsi a ncora a He lagò o ripiegare su ll'Amba Alagi , o secondo circos1a11~c. 11iù indietro ancora". ()uest' ultima parte è stata c o ntestata nell e dichiarazio n i di Baratie ri , né si t rova nel testo presenta to a ll ' uffi c io postale d i Adigral. e an c he la re lazione dell'U ffic io S torico dice, a pag. 54. c he " li certo è c he il Tosell i deve aver ricevuto il te leg ra r111rrn ne ll a di z ione indicata dal Ilaratieri, pe rc hé so lo co sì può sp iegars i c he eg li s ia rirnaslo a li ' Am ba Alag i co nvinto d i resistere là( ... )" .


Le fo 11t i

del 'Ufficio

Storico relative alla rnmpag,ra del I lì<J5- /896...

161

Frattanto continua vano le proposte di pace del capo dell 'avanguardia dell' eserc ito impe riale, ras Maconnen 74 , c he mentre avanzava si mantene va in rapporti epistolari con Baratieri e lo stesso Toselli ; proposte c he furono lasciale cadere dal governatore. Nel campo itali ano i rapporti tra Baratieri ed Ari mond i erano divenuti particolarmente tesi, tanto da convi ncere /\rimondi a c hiedere per ben due volte il rimpatrio; questa situa z ione, inoltre, aveva anc he dei riflessi negativi su ll 'effic ienza de i com andi . Raratieri infatti, al contrario del suo vice, no n voleva assolutame nte disperdere le fori.e e solo su forti pressioni dell'Ari mondi decise di in viare i rinforzi che g iunsero nel pome ri ggio de l 7 dice mbre, quando il comhall imc nlo e ra g ià avvenuto. All'alba de l 7 gli italiani, ormai persi i collegamenti da più giorni con i comandi ad Adigrat e schierati su un fronte di oltre IO c hilome tri , venivano violentemente attaccati al centro, riuscendo ini1,ia l111c nte a respingere g li abiss ini . Subito dopo ini z iù la mano vra di aggirame nto co ndotta ei a ras Oliè c he si diresse verso il passo di ralagà, costringe ndo le bande indigene al servizio degli italiani , sch ierate sul fianco sinistro, a rip iegare verso il centro. Alle 12.40, vista l' impossibilità di resistere all ' assal to co ntinu o di quas i 20.000 armati abissini a l comand o dei capi e tiopi Maconnc n . Mangasciù, Alula e Oliè, Tose lli die de l'ordine per la ritirata attrave rso il coll e Togori:t, ma solo un esig uo num e ro cli uo mini riu scì a sca mpare all'assa lto avversari o. Caddero sul ca mpo , con il maggiore Tose lli , 18 de i suoi 22 uffi c iali. 7 sottufficiali , tre graduati di truppa cd oltre 1.000 tra soldat i cd ascari 7 '. La rolla dcli ' Alag i, che aveva rin vigorito l ' opposiz io ne antiafricanista e anticolonialista, rapprese ntata allora in pa rl amento soprattu tto da Andrea Cos ta 76 , costrinse Baratieri a concentrare il g rosso de lle forze ad Edagù Harnus, sulla strada de l forte cli Macallè, men tre co m inc ia vano a sbarc are i pri mi ri n fo rz i da ll a madrepatria c on c ui furono cos tituir e 3 nuove bri gate, di c ui una indige na. La loca lità d i Mac:allè no n fu abbanùonata , ma vi ru lasciato un presid io, al coma ndo del maggiore Giusepp<' Calliano 77 , costituito 74 S ulla fig ura di queslo generale ahi ss ino, crr. ras Mak o1111e11. fJl"i11ce d"Hthiopie, Parigi 1963 .

P.

S.

P ETRI D ES.

Le Heros d 'Ado11a

75 Cfr. Ministero della G ue rra , Sto ria Militari' rlf,lfa 10/011 ia l':ritrea, voi. Il , op. cii. , pagg. 49-64. 76 C fr . A. DEL BocA, o p. c it., pagg. 599-602. 77 acq ue a Vicoforte d i Mondovì nel 1846. Provenie nte dai soli ufficiali, ollenne la nomi na da uf"fic iale di fant e ria. prendendo parte. subito do po, nel 1866 a l la Terza G ue rra d ' lndipenden~.a. Dal grado di tenente passò agli a l pini. ma in seguito, promosso capitano, r itornò alla fanler ia . Nel 188 7 f"u tra sfe rito in Eritrea. dove rimase. sa lvo un pe riodo di c irca due anni in Italia, fino alla morie. Si d istinse nei combattime nti di Adigrat, Coatit e Macallè, per il qua le fu promosso da maggiore a le nente co lo nnello pe r me riti di g uerra , e infine ad Adua dove il I marzo 1896 trovò la mo rte . O


162

Alessa ndro Gion frida

da l 3° Uattag lione indi geno, la 2" c ompag nia dell '8° Battag lio ne indi geno, la I" batte ria indigena, tre se z ioni geni o, una sezione tappa , una di sanità e un nu c leo di carabini eri ; la forz a total e amm o ntava a 2 1 uffic iali , 176 militari naz ionali e 11 50 indigeni . Suhito dopo la battagli a de ll'Amba Alag i. l'armata abiss in a, con le unità imperiali <li Mc nclik , prese d ' assedio Maca ll è, il c ui pre s idio res is tette d al 7 dicembre 1895 al 20 ge nna io 1896, arre nde nd osi de fi niti vame nte il 22 gennaio. I s upers titi , semp re a l comando de l magg iore Ga lli a no , e bbero la possibilità <l i ragg iungere le linee italiane il 24 ge nna io ad A g ul à , scortate d ag li uo m ini di ras M aconne n 78 . Ne l fe bbra io 1896 M ene lik rinnovava le richi este <li pace che non fu rono acco lte da l gove rn o italiano. Crispi co municava le s ue d eci sioni al gene ra le Ra rati e ri , c o n il telegramma de ll ' 8 fe bbraio, de ttando dell e condi z ioni possesso de finiti vo per l' Italia dei te rrito ri del T ig rè (linea Adi g rat- Adua), occ upa ti ne ll ' agosto 1895 , non modifi ca de l trattalo d e ll ' Uc cialli che Me nc li k no n a vre bbe sic uramente accetto. Que llo del capo del g overno itali ano J'u un e rrore cli sottovalutazione d e ll e fo rze de l negus, che era , in vece, riusc it o a mo bi I i tare tutta l'Etiopia contro l' Ita lia. Le tratta tive e bbero te r mine il 12 fe bbrai o 1896, senza c he s i fosse ragg iun to un accordo 79 . Ormai le e si,l! lle fur Lc ue l la colo nia Er itrea, nono stante i rinfo t7.i inv iati d alla mad re pa tr ia, a vev a no di fronte le arma te <l i lutto l' im pero e tiopi co c he lotta va p e r la propr ia ind ipe nd enza, ma né il go ve rnatore a Massa s ua né il gove rn o a Ro ma se mb ra va no capire la g ravità d e ll a situaz ione. Fra tl a nto ne l ge nn a io 1896, d a Ro ma, lullo il g o ve rno l"aeeva pressio ne s u Ba rat ic ri affin c hé portasse av a nti una decisa az io ne co ntro le fo rze e tio pic he . 11 7 ge nn a io , il mini s tro d e ll a G ue rra M uc.:enni te leg rafa va a Ba ra i ie r i, i ne i lando lo ad agire e nerg ic a me nte . Lo s te sso facev a i I pre siden te uc l Co ns ig li o C ris p i. Rarati e ri , ini z ia lme nte, acc o nse ntì a ll' idea <li avv ia re un' a z io ne o l"fc nsiva , ma il 2 1 fe bbraio, visto il d iffo nd e rsi dell a ri vo lta fra la po po la,.io nc indi ge na e l ' im poss ibi lità d i ragg iun gere un accordo co n M e ne li k, co111uni ca va al go ve rn o la s ua p ropo sta d i riti rars i s u po sizioni pi ù fac ilme nte <lil"e ndihil i, a d A d ì Ca ié. L o stat ist a sic ili a no g ià d a q uas i d ue me s i. s u co nsig lio di Mocc nni , ave va deciso di so stituire il ge nerale Uaratie ri c o n il gene rale Ha ldi ssc ra ne l go ve rno civile e militare de lla c o lo ni a. D i ta le provvedime nto il g o verno no n di ede no ti zia a B a ratie ri , no nosta nte 78 C fr . Mi nistero della G uerra, ::itoria Militan• della Colu11i11 E ritrea, voi. II, op. ciL,

pagg. 79-90. 79 C fr . /\. DEL i30CA , o p. c ii. , pagg . 630-63 1.


Le fo11ti de/1'/ /ffù:io Storico relative a /In campag na del l 8Y5 -1896...

16'.ì

co nt inuassero le pressioni per indurlo ad agi re e nerg ica mcnlc contro g li abi ssini 80 .

In Afri ca, intanto, il neg us M e nclik , te rmina ta la mobilitazione del suo impe ro, sc hierò la sua armata lungo la via di Adi Uvi , la più facile e dire tla per un a invas ione della colonia. I I 13 fe bbraio 1896 le bande di ras Sebhat e di A.i:os Tafarì , in lullo c irca 600 fucili, dcl'czionarono passando dalla parte di Menclik, attaccando anch e alcune nost re un ità. li 14 e il 15 l'chbraio i nos lri pre sidi di Seetà e /\lequà , non ostante l' invio di rin forzi, furono co nquistati dai ribelli. Il 17 le posizio ni furo no ri conqui stale dal 7° Battag lione indi geni e da due compagnie d e l 6 ° e il 25 una colo nn a a l co mando del co lonnello Stevani ( I e 2° Battag lione be rsag lie ri e I 7° Battaglione l'anleria) assalì il campo ne mi co di Sebath e Agos 'fo/ crrì. ne i pressi di Mai Mare/, sotlo l'altu ra di Debra M atz.ò, infligge ndo a l ne mico gravi perdite. L a situaz ione de lle retro vie, no nostante qu esta vii tor ia, rim a neva se mpre diffi c ile, perc hé co ntinuava a p ers iste re la gue rri glia a 11 1i1alia na . Essa re nde va in si c ura la via alle carova ne del vettovagliame nto c he dall ' Erilrca erano destinate alle nostre unità nel Tigré. ln que i g iorni a vve nne ro anche imporla nti sposta me nti di truppe da ambo le parli : le !ruppe impe ria li eti opiche si spostarono ad Adua, me ntre le unità italiane .i va nz:1 ro no fra la conca di /:,'rilisciò e quel la di Adua , di sponendosi nella zona di Sn11rirì il I '.ì. La 2" Brigat a si di spo se a deslra (co lle Zalà), la 1• al cenl ro (Ad ì l)ic hé ), la Bri ga ta ind igeni (Sa uri à) e la 3" Ilrigata in riserva (ad csl di Adi Dic hé). Raralicri, ne l timo re di un a manovra di aggiramento per il Ma re b, pred ispose l' intendenza e le sa lme ri e per un a ritirala. li 24 febb ra io venn e condolla un a d imo straz io ne offensiva verso Gund apta c on la partec ipa z io ne di 14 battag li o ni e 6 batterie 8 1. O

80 " Co i ne rvi ormai a peni, proprio ora c he è stnto r imosso da ll'incaric o, riceve telegrammi c he lo so11opongono ad una d occ ia scoz zese , che fi ni scono pe r disoric nl a rlo, c he lo sp ingono incv i1 ahil me11lc a c o mpie re que l colpo d i lesta paventato dal Haldissera " . Il 24 , Mocc n ni g li comun ica c he so no in partenza d a I apoli a ltri 12 battaglioni con arlllame nto 1891 , 4 bat1crie e mill e muli. e con vera ipo c risia lo prega di te le grafargli se g li occorre al tro . L ' indo mani è la volta di provoc arlo , c o l nolo td egramma, ambiguo, irritante. inconcepibi le se si pensa c he è d irc t10 ad un co man<lanle già esone rato: " Codesta è wta tesi militare, non una g uerra : p iccole scara11uu 'Ce, nelle qua li ci trovianw sempre it1/eriori di nume ro dinan zi al nemico; sciupo di e ro ismo sen za s uccesso. Non ho c onsigli da da re perché 11 0 11 sono sul hw[! O, ma c on.stato che la campaf(rta è senza un pre(.'(mc ello ,, vorrei fo sse stabilito. Siamo p ronti a qua/1111que .w c rific io pe r salvare l'onore d e/1'1:..sercito e della monarchia" . in A. D EL Ro, A, op. c it., pag. 639.

81 C fr. Minislero <le lla Gue rra, Sto ria M ilitarP della Colonia E ritrea , voi. Il , op. c it. , pagg. 9 1- 107.


Alessandro (ìio11frida

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Alla data del 29 le forze italiane era no costituite dalla I a Brigata na zionale, comandala dal generale Arirnon<li , dalla 2• Brigala del generale Vittorio Dabormida 82 , dalla 3° Brigata de l generale Giuseppe E/lena 83 e dalla Brigala Indige ni, comandala dal generale Matteo Albertone 84; comples siva mente 17 hattaglioni nazionali e 6 indigen i, ammontanti a 14.519 uomi ni con 56 cannoni 8-'i_ 82 Nacque a T o rino nel 1842. Uffi c ia le d" a rtiglieria e poi di Stato Maggiore, da uffi cia le superiore insegnò per mo lli anni slori a mililare presso la Sc uola cli Guerra . Promosso m aggiore generale ne l marzo 1895, fu dest inato al comando della Hri gata Cagliari. Com anclanle della 2" 13ri ga la , morì nella hallaglia di Ad ua il I O 111arm 1896. Sc risse u11 lib ro. intitolato Vi11ce11zo Gioberti e il ge11erale Giuseppe Oabo rmida. 83 Nacque a Salun:o nel 18'.19. Nom i nal o sollolenente d'arti g lieria nel 1859. fu in seg nante ne ll a S c uola d ' Applicazione d'Artig lie ria e Genio. Promosso co lonnell o nel 1884. fu co111a11da11 le in seconda dc li ' Accadernia Mi l itare ed in segui to ebbe il comando del 7" artiglieri a. Nomi nalo maggiore generale nel 1893, ebbe l'incarico d i di rettore generale d "Arliglieria e Genio e nel 1896, a l comando del la~· 13rigala parlec ipù a lla ballagli a d i J\dua rimanendo ferito su l campo. Pubblicò alcun i s tudi d"artiglicria (No::Jo11i .1"11! materia/., d ' artiglieria, Nozioni .l"ulle polvf'ri, Lf' coraz~e di (ìhi.rn indurile). Morì a Pirenzc nel 1918. 84 Nacque ad Ai cssandria nel 1840. Con il grado di sottotenente d e i bersagli eri parlecipù alla repressione del brigantaggio nel 1862-64. Pro111os~o le nente nel 1866. partec ipò alla T erza Guerra d ' Indipendenza e alla presa di Roma ( 1870). Promosso capitano nel 187'.I e ntrc'i ne l Corpo di Staio Maggiore svo lgendo. J"i 110 a lla promozione di colonnello nel 1888, importanti incari chi presso lo qcsso Comando del C orpo e presso la S c uola di Guerra , come inseg nante. Sempre da colon nello partecipò a lla c ampagna cl' A J"rica de l 1888-1 889. come comandante del I O Reggi mento Caccia to ri e, in segui to, comandante i11 seconda de l corpo di spedi/.ione e della pia/./.a di Massaua. Promosso maggiore genera le, a l comando de lla Hrigata indigeni. partec ipò a ll a battag l ia d i A d ua, dove fu preso prigion iero. Ritornalo da lla prig ion ia nel 1897 . ebbe per breve te m po il comando della Rrigata R e, dopo di cu i, nello s tesso a nno , fu collocalo nella posizione ausiliaria. Nel 1909 fu promosso tene nte g enerale de l la r iserva. Morì a Roma ne l 1919. Scrisse Gli app11111i di logislica ne l 1880 .

85 La Brigata indi geni era formata dal I. IV. V II. V III Battaglio ni i nd igeni. dalle bande dc ll 'Acchc lc Guzai, da ll a I' Rri g ata artigl ie ria indi gena e d a ll a 3" e 4" Rall erie n:11:ionali da m o ntagna, in totale 4076 uomini e 14 can noni. La I" B rigata fant eria naziona le era fo rmata dal I Reggimento (1 e Il ballag lionc bersaglieri), dal 2° Reggimento fant eria ( Il. IV, IX h,1t1aglioni fanleria ), dalla I" compa gni a del V ballaglione indi geni , da ll'8" hatleria da montagna e dal!' 11 " balleri a da mo nt agna. in tota le 2493 uo mi ni e 12 c annoni. La 2' Rriga la fa nteria naz iona le era costi tu ila da l 3 ° Reggi me ni o fanl c ria ( V, VI, X, X l i i ba itaglion i fa nte ria), 6 ° reggi mento fante ri a (I li , X III. X IV baltag lioni fan te ri a). dal b attag lio ne indigeni di mi liz ia mobil e, dall a compagn ia del chitct dc li' A s mara e da lla 2• 8rig a1a di a rlig lieria da m<mlagna , in lo ia le .1800 uomini e 18 cannoni. La '.I' 13rigata d i l'ante ria nazio nale. costituita dal 4" Reggi m ento fa nteria (V II. VIII , IX battagl ioni fant eria). dal 5° regg imenlo fanl eria (ba llag lion e a lpini, XV, XV I ha11ag lione J"ante ria), dal lii haitaglione indigeni . dalla I" e 2' batte ria a tiro rapido e da 1/2 compagnia del genio. in to ta le 4 150 uom ini e 12 can no ni. C fr. Min is tero della G ue rra. Stnria Militare della Colo11ia Frilrea, voi. 11, op. cii. , pagg. 11 8 -1 19. O


f ,f' fonti del/'U./Jicio Storico relative alla campagna del /8Y5 - J896...

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Le forze e tiopiche con t.rapposle, benché le di verse testimonian ze non furono complclarnenle concordi 86 , era no prohabilrnente di circa 110.000 123.000 uomi ni armati , comprese quell e del negus, della regina e degli a ltri ras (Maconnen, Micael, Mangascià, t\lula, ccc.) 87 . Il 28 fehhraio 1896 Baratieri convocò tutti i comandanti di brigata per un consiglio di guerra in cui si dov eva decidere se avanzare o ritirarsi 88 . Tutti i comandanli, con diversa intensità, si pronunc iarono a favore dell 'attacco.

li 29 febbraio questi ricevettero dal g overnatore l'ord ine scritto n. 87 89 con le relative istruzioni , accompagnale da uno schi zzo, rivelatosi poi inesatto, per c ui lo svolgimento de l piano ope ra t ivo di Baratieri ven ne impostato s u u na rappresenta7.ion c del terre no non pie name nte ri spondente a lla realtà. Vari e rano g li e rrori ne llo schizzo relati vi a nomi e pos izioni di località: il colle di Guildam, de ll 'itinerario de ll a c o lonna di destra , era in vece quell o a sseg nato alla colonna centrale ; e rrala era l'ubi ca z ione de ll ' altura di Ad i C herres nell'itinerario della colo nn a di s inis tra , me ntre era a s ud d e lla colo nn a centrale; e così le posizioni indicale, co me qu e l la del coll e C hidanc Mercl, che era invece colle Erarà. Ino ltre la di s t;111l'.;1 da Sauriù a ll e posizioni des ig na te era, ali ' incirca, di 15 chil ometri. 11 negus. g razie al s uo e ffici e ntissimo servizio informazioni, ehhc lullo il te mpo. durant e la marc ia d e lle unità 86 Cfr. /\. DEL BUCA, op. cit., pag. 6.S2. 87 Cfr. Minis te ro de ll a Guerra, Storia Militare d ello Co lm,ifl l·:rit/'l'O. voi. 11. op. c ii., pag . 122. R . PANKlJRST, L ·esercito etiopico in A. D EL fl ocA. i\d11a. op. ,· il .. Ricordiamo c he l ' eserc ito etiopico era dotato di armi da fuoco m o de rne.

88 S u lla hatt agli a di /\dua e sis te un 'ampia lc ll e ralu ra s pec ifica, ricordiamo, tra i tant i, dai prim i testi coevi ag li avvenimenti ad oggi: C. CoRTICtu .1. l11chies1a tffnico -mili/are rnl r n111ha11i111f'nln del I O marzo /8Y6. Roma 1896: G. BOIIREI.I .Y, La batlaglia di Abba Garima, Roma 190 I ; PETENIN, La batail/e cf'Adoua, 1-'arig ì 190 I : /\ . l'OLLERA, La ba/taglia di i\dua del l" marz.o, ~ircn7.c I928 ; E. 13ELLAV ITA. La hattoglio di Adua. Genova 193 1; R . M AZ7.UCCON I, [,a gioma/a di Adua ( / 896) , M i lano 19'.l.s: A. BRONLUULI , Adrw, Roma 19'.l.s ; C. CONTI - ROSSIN I, L(I battaglia di Adua. C01!/ere11za , Roma 1939 ; E. Sc:A1.A, La storia del/e.fanterie ilaliane, voi. IV. Lefwlle rie nelle conquiste coloniali , Roma 1952; R . l'ANKURST, The hall/e ofi\dowa, in " t::tiopian O b se rver'' , I ( 1957); /\. S. B ELI.ASSAI, Da i\s.rnb ad Adua. pagg. 185-2 18, in f ,' Esercii o italiano dall 'unità allo Grande g uerra ( /861 - 1918), U ffi c io Storico dello Stato Magg iore de ll ' Esercito, Roma 1980. infine i pi ù vo lte c itati Mini stero della G uerra , Storia Mi/ilare della Colonia Eritrea, vol. 11, op. c il. , pagg. 109- 165; A . D EL BOCA , Adua, e d e llo s tesso au tore, G li italiani in Africa orientale, pagg. 651 -690; N. I ,AllANCA, In marcia 1•erso Adua, op. cil., pagg. 34 1- 360 . Per un ' ampia hihliograria s ull ' argome nto: G . STF.1.1.A, La /,attaglia di Adua del / 0 ,narzo /896 - bibliograJia generale, Ravenna 1989. 89 l'c r il testo d i questo ordine. cfr. Minis te ro della Gue rra , Storia M i/ilare della Co-

lonia Eritrea. voi. Il , op. cii .. pagg. 11 2-11 3.


166

Alessandro (;ionfrida

italiane, di avere noti1.ic dei nos tri mo vimenti , prima ancora che giungessero le avanguardie del generale J\l hertone; anche perché, come si scoprì in seguito, alcune delle guide indigene al nostro servizio erano in rea ltà informatori di Menelik. La prima a muoversi, second o le direttive di Baratieri, fu la Uri gata Albertone alle 2 1, 15 del 29 febbraio, che g iunse dopo una sosta di un ' ora, verso le cinque de l mattino, sulla linea Adi l3ecci-Moni xe ito, supera ndo di oltre 5 chilome tri la pos izione formala dai colli Chidane Merel e Rebbi Arienn i, che invece avrchhc do vu to occupare, secondo l' ordine n. 87. L'ava nguardia, costituita dal I O Battag li one indigen i del magg iore Turillo, o ltrepassò te merariamente di olt re due c hilometri il luogo di arresto del la 13rigata Albertone, e ntrando qua s i s ubito in contatto con le masse etiopiche. Le forze abi ssine erano molto s uperio ri numericamente e il Battaglione Tu ritto resistette ali ' attacco per più di un ' ora, fino a quando , per salvarsi dall ' ac ccrchiarncnlo, ripicgi\ pressalo dai nemic i e sempre combatte ndo, ve rso il resto della Brigata. Il fuoco della fuc ileria e dell ' artiglieria costrinse gl i assalitori ne mici a fermarsi, ma poi riprese con pie no vigore, fino a quando lo stesso A lhcrlonc, perduta ogni speranza nel) ' arrivo dei rinforzi , decise I' immediata ritirata. Fratta nto le hattcrie naz ionali, secondo g li espliciti ordini de l generale Albertone, coprirono la ritirata s ube ndo grav issime perdite di uomini e mezzi 90 . Il generale Albe rtone, caduto a terra poiché colpito il suo mulo, venne fatto prigionie ro 9 1. Fin dalle prime ore de l mattino lo sc hi e ramento delle truppe italiane non ris pondeva più alle direttive cl i Baratier i, perché la Brigata indige ni si era sposta ta più avanti di circa sette chilo metri e, persi i collegamenti con il resto de l corpo di spedizione, era stata an ni e ntata combattendo isola tamente. I nlanlo sempre verso le 5 la Brigata l)abormida g iun geva al coll e Rehb i J\rienni e lo occupava seni .a incon trare nem ic i; seg ui va la Brig ata Arirnondi e , al piano di Gundapta , la Brigata del generale E l le na. 13aratie ri , pe r copri re la disordinata ritirata dei resti della Bri gata indigeni , fece s postare in ava nti la colo nna Dabormida. Questa , d es ti nata ad affiancare a destra qu ella d e ll ' Albettone, s i diresse e rroneamente per il vallone di Mariarn Sciavitù verso le ore 7 , me ntre avre bbe do vuto occupare Erar-Relah o Erar-Diriam. La Rri gala Dahormida di scese tutto il vall one fino a scontrarsi co n g li ahi ssini all'altc1.1.a del Diriarn e , dopo una serie di sang uinosissimi attacc hi e contrattac chi in c ui fu quas i co mpl etamente a nnie ntata, verso il tramonto, i superstiti iniz iarono la ritirata finale dura nte la 90 E. Co1mELLA, L 'artiglieria d ella Brigata Albertone ad Adua (I O marzo IR 9fi), in

'' Ri vista dell e colo nie italiane··, 1930. 9 1 C fr. A. Po1.1.l'RA, op. ci i. , pagg . .'iJ-6] .


Le fo nti del/· Ufficio Storico r elative alla c w11pa~11a del I 8Y5- l 8Y6...

I 67

quale scomparve lo stesso Dabormida 92 . Frattanlo, riccv uli gli ordini, la Brigala Arimondi lasciò il Rebbi Arienni e dirigendosi a sinistra si sc hi erò fra monlc Raio e Zeban Darò; la Brigata Elle na seguì per un hreve lrallo il movime nto della Brigata Arimondi e s i dispose nella conca nord del Raio, nella locali là denominata Sicomoro 93 . Il generale Rarati e ri , con quesli sposlamenti, cercava di avere un allineamento Erar - Belah - Zeban Daroè - Raio, con la Bri gata Ellcna in seconda schiera. Quest'allin eamento fu vanifi calo dal mancato appoggio dalla colonna Dabormida che pe rmi se alle numerose masse ne miche di aggirare le posizioni italiane, trasforma ndo tutto in una sanguinosa e disordi nala mischia, fatta di feroci combattimenti in c ui furono coin volti isolatamente i diversi plotoni e compag ni e 9•1.

li generale Arimondi, il colonnel lo Airag hi e il te ne nl e colonnello Galliano morirono sul campo. Al tramo nt o ue l l " mar10 co min c ièl la ritirata , per tre vie d iverse, verso /\di Caich e Adi Ugri. dl'lk nostrl' u11iti1 superstiti, braccate dai predoni e dalla cavalleria g alla, e i l 111att i11u dl' I 1 Barati e ri diede a l gove rn o la notizia della disfatta. Le nostre pcnlilc furono gravissime. S ul le c ifre c i sono anc ora ddlc discord a nze; secondo l' esposizione in parlame nto de l 20 ma gg io 1897, !'alla dal genera le Dal Verme, caddero 265 uffic iali e 4050 soldali na:t.ionali 9 5; secondo Bronzuoli caddero 265 ufficiali (46% ) e 3772 soldali na ,.ionali (ol tre il 38%) 96 ; seco ndo la relazione de ll' Ufficio S tnri c n morirono il 50% 92 C fr. V.

C.HJAI.A,

Il gene rale Daborm ida 11c:lla giornata del I" 11111r~o Ui96 , Roma

1897. 91 Cfr. A.

l'O LLERA,

op . c it. , pll gg . 65-99.

94 La re lazio ne de ll'Uffi c io Sto rico sintetina e ffi cacc mrnt c d a l punll> di vista ta tti c olo svo lge rsi dell ' azione: "Ne ll a sua linea sc he mati ca la battaglia di Ad ua è dunque questa : dec iso uno sch ie rame nto s u lla linea dei due colli F.ra61 (d ello C.h idanc Me ret) e Rebbi Aric nni, ru ppe l' unit/1 d e llo schie rame nto stesso la Briga ta Albertonc sposta ndos i a van i i; fu di sposto allora pe rché ava nza sse e si affiancasse a ll a sua d estra la Br igata Dabormida; ma meni.re questa muoveva, la Brigala A lhe rlone , isolata, ve ni va sopraffa lla, cd i suo i inseguitori anda va no ad investire sulla linea dei due c o lli le Rri gat e Ari mondi e d Ellena, c he ven ivano esse pure travolte ; infine la Brigata l)abormida, attaccata prima da forze trovate ne l proprio settore di sposlamen lo e poi oppressa da quelle c he g ià avevano combattu to conlro le al tre brigate , fu anc h'essa disfattll", Mini stero della Gue rra , S!oria Mi/ilare della Colonia Eritrea. vo i. Il, op. c it. , pag. 146. 95

G.

96 A .

PESENTI ,

o p. c it., pag. 225.

RRON7.IJO J.J ,

op. ci l. , pag . 67 .


168

Alessandro Cimrfrida

degl i uffi ciali e il 40% della truppa 9 7; Oe l Boca p arl a di 289 ufficiali , 4.600 soldati nazionali e circa 1.000 asca ri mo rt i. I prigio nie ri furono circa 1. 900 nazionali e 800 indi ge ni, fra cui più di 406 assoggettati al suppli zio deltaglio de ll a ma no destra e de l piede sinistro. Anc he le pe rdite d a parte e tiopica, benché non esista no cifre uffi c iali, fu rono mo lto alte, probabilme nte circa 6.000 uo mi ni. Dopo i tragici av venim enti di Adua, cadde il govern o C ri spi e il re Umberto I di ede l' incari co d i forma re un nuovo govern o all'unurevule Rudinì. Tra gli obie tti vi d el nuovo govern o c' era anche 4 ue llo di ottenere una pace decorosa, con il ritorno all a situazio ne del 1893, cioè a l co nfin e Mareb-I3elesa-Mun a. Il 4 marzo il gene rale Bald issera assunse il coma ndo d e lla colonia, ave ndo alle sue di pendenze 565 uffi c ial i e 23.352 uomini di truppa 98 . La s ituazione e ra parti cola rme nte d iffic ile a ca usa de lla ri nnovata minacc ia dei Dervisci al confine s ud anese e d ell ' atteggiamento ostil e dell 'armata di M e nelik, che aveva di nu ovo circo nda to il presid io d i Adi g rat. Contro i Der visci ru in viata un a colonna al coma ndo d el colonne llo Stevani, c he il 4 a prile 1896 inflisse loro una dura scon fitta. libe ra ndo Cassala, s uccessivame nte ceduta ag li inglesi. Contro g li ab issini fu costitu ito un corpo di spedi zio ne su d ue div ision i: la prima al co mando del te ne nte ge nerale D el Mayn o, la seconda al co ma ndo de l te ne nte generale /Jeusch , e a ltre unili:t pe r il totale d i 1.30 I ufficiali e 4 1.545 uomini di truppa. Il corpo s i mosse il 4 aprile e il 5 mag gio liber ò dall ' assedi o il presid io di Adi gra t, evac ua ndo così i fe riti. C on il regio decreto de l 18 giug no 1896 cessù lo stato di guerra ne lla colo ni a Eri trea e il 28 ottobre venne firmata la pace di Add is A be ba 99 . Le tratta ti ve fu rono affidate al maggiore med ico de lla Ma rin a Cesare Ne razzini . Ne l tra ttato veni vano conser vali g li a nti c hi conrini della colonia Rritrea e l'Itali a ri conobbe la sovraniti:t de ll' Eti opi a. Fu st ipulata a nc he una convenzio ne ad di zionale per il rimpatri o d e i pri g ionie ri d i g ue rra: in numero di 1.600 rag giunsero I' Harrar e proseg uirono per l' Ita li a a scag lioni , dal dicembre 1896 al marzo 1897. 97 Mi n iste ro dell a Guerra, Storia M ilitare della Colonia Eritrea. voi. Il. op. cit., pag. 147. Secondo un documento conservalo presso l' archi vio dell 'Uffi cio Storico (A.U.S.S.M. E., fondo L-3, busta 25 1, fa scicolo 7). le perd ite riportate dalle forze armale nella prima g uerra <l' Afri ca ( 1887-1 896) furono di 948 3 uo mini. 9 8 A. H ALIJISSEKA, Relazione sulle opera zioni militari nel .l'ee<m do periodo della campagna d 'Africa IR95 -96, Roma 1896 e Ministero della G uerra, Storia Militare della Colonia Eritrea, voi. li, op. cit., pagg. 149- 165. 99 A. D E L H OCA, Gli italiani in Africa orientale. op. cit., pagg. 729-732.


I ,e fonti del/' U.flicio Storico rela1ive alla c w 11pt1RIW del 1895- IR96...

I 69

L' ul t imo strascico d ell a sco nfitta di Adua fu rappresen tato dal processo a l generale Baratieri. Nel g iug no 1896 egli fu gi udicalo da un tribunale spec iale d i guerra, convocato ad Asmara e presieduto dal tenente generale Lu chino de Maya. L' accusa era incentrata su due punti. Il primo riguardava la dec is ione presa da llaratieri di dare hattag lia a ll'armata di Mc ncli k: il general e ru acc usato di aver deciso il I O marzo 1896, per motivi inescusabi li, un a ttacco contro un esercito nemico in condi z ioni tali da rendere inev itabile la sco nfitta. Il secondo punto riguarda va i I pres unto abban dono cie l comando dall e ore 12.30 del I O a l le ore 9 ciel 3 ma rzo. 11processo ebhe ini z io il 5 giug no e si chiuse il 14 . La richi esta dell'a vv ocato milirare rudi dieci an ni di reclusione; il tri bunale assolse in vece il I3arat ie ri "per in.esistenza di reato" , ho llanclolo però con un a condanna mora le. come e le mento "ul di sotto delle esigenze della siwazione" 100 .

3. / ,e fonti do,umentarie conservate presso I· U.fficio Storico L' attuale Ufficio Storico d ello Stato Magg iore de ll 'Esercito prende orig ine cla ll ' UITicio Militare ciel Corpo Rcak: ddlo S tato Ma gg iore de l Regno di Sardegna, costituito dal comandante del Co rpo . il gl'1wr:11L' Enrico Morozzo de lla Rocca, con l' ordine d el giorno n. 7 12. in d.ila 16 lu g lio 1853 101 . T ra i principali compiti di quest'uffic io vi e ra la raccolta c il riordi no de i "docu menti e le notizie atte a presentare una co11os1 ·1·11 ~a esa//a e n1111p/Na dello stato dell 'J\nnata e delle isliluzioni militari dl'I regno" 1° 2 : co mpito che tutl ' ogg i, so stanzia lmen te, rappresenta una dcll c princ ipa li a tti vitil istitu z ionali del I' lJ fficio Stori co stesso . /\nchc gran parte de l la doc ume ntaz ione re lativa IOO lvi , pagg. 7 16-7 18. IOJ Sull'Ufficio Storico c fr . C. CF.SA RI, /.' (Uficio Storico ce1111i monogn!/fri, Ministero d e lla U ucrra - Conrnndo del Corpo di Stato Mag g iore - lJ f'fi c io Storico, Ro ma 1930; O. l:!OVIO, L 'Uffi<"io Sto rirn dell 'Esercito - 1111 W!<·olo di storiogr,!/fo militare , S1.ato Mag giore d e ll ' Eserci to - Uffic io S torico, Roma 1987 : /\. 8 RUG IONI - M. SAPORITI , Manuale delle ricerche ne/l'Ufficio S torico dello Sia/o Mag g iore del/ ' f:serci lu. Stato M aggiore de ll' E serc ito - lJfficio S torico, Roma I989; E. LODOLI NI. OrR<Wizzazione e legislaz ione an:hivistica i1alia11a, Bologna 1989, pa gg. 155- 156; S ulle fonti pe r la storia co lo n iale conservate presso l'Uffi c io Storico cfr. anc he N. DELLA VOLPE e F. FRATl"OLINO, Mire espa11sio11istic lze P progelli colvniali italiani nei dornmenli de/l 'Ufficio Storico S. M.H. (pagg. 1181- 1192), in Fon ti e problemi della polilica coloniale italiana,ci t.

102 P . RERTI NARIA , L ' U.flt cio Storico dello S taio MaRR iore del/ ' ii,serc:ito , pagg. 3:ì-16 , i n Le funi i per la storia milita re in età cun1e111pora11ea, A tt i d el TTT se minario , Ro ma, 16- 17 dicembre 1988, Mini ste ro dei Beni c ulturali e amhie ntali - Uffic io Centrale per i Beni arc hivistici, C:ittà di Castello 1993 , pag . Tì .


170

Alt::..mndro Gio11Ji·it/a

alla colonia Eritrea e, in particolare, alla campa gna del l 89 5- 1896, prodotta da l Ministe ro de lla G uerra , dai comand i, corpi e re parti de l Reg io Ese rcito Italiano, è stata ve rsata all ' archiv io d ell ' Uffi c io Sto r ico. Ne l dare un qu adro ge nerale di qu este fo nti, pur avend o come riferime nto esplicito la campagna de l 1895 - 1896 , faremo cenno a tutto l' ins ie me dei d oc um enti relativi a lla colonia Eritrea 103 . Questa documentazione può esse re suddi visa, secondo le di versità del ti po di fon te (in senso propriamente d iplomatico e arc hi visti co), in 3 g rupp i principali. Il primo gruppo è cos tituito da raccol te, l'orma te artifi cialme nte dallo stesso Ufficio Storico, nell ' arco della sua atti vità di stu dio, e non da fond i archi vistici, nati quali sedime nta zione naturale di un 'attività pratica, amministrati va, gi uridica di comand i ed e nti milita ri , i quali versavano gli atti, dopo le operazioni di sca rto, allo stesso Ufficio S torico per la con servazione co me bene c ulturale 104. Sono raccolte di particolari tip i di docume nti , come le carte topografiche, le mo nog rafie geografi che (pubbli cazion i ri ser vate per uso d'ufficio) e biografie, ricavale dai doc ume nt i matricolari d ei più importanti uffi cia li . Tali raccollc rapprese nt a no una fonte di primaria importanza per la storia mili tare d el l' Eritrea pe r ricostruire, nel caso, per esempio, de lle carte topog rafi che, il reale svolgers i delle ope ra zioni sul te rre no. Ri g uardo alla cartografia, D-8 " Carto?,rqfia italiana ed estera dal XVIII secolo ad Of!.f!.i" , sono co nserva te a lc un e carte de ll a fine de ll '800 su Etiopia, Eritrea e Somalia (carta dimostrati va de l 18.50 , carta tedesca dcli' Ahissinia a l : 1.000.000 del 1867, carta con anche la zona di Massa ua a I :500.000 de l 188.5 , carta del go lfo di Ade n de l 1885 , carta co mprende nte anc he Gondar a I :7 .000.000 de l 1886, ca rta co n i possedime nti e prote ttora ti italia ni in Africa a I :2.000.000 del 1886, ecc .), sull ' Africa centrale e ori enta le (ca rta a I :5.000.000 del 1850, carta tedesca a I :8 .000.000 de l 1887, carta fis icopoli tica a I :2.000.000 del 1935, ecc.), sull ' Africa in gene rale (carta ted esca del 1850, carta francese del 1866, mappa del 1885 , del 1890 a I :3 .500.000, de l 1899 a I : I 0.000.000, ccc.), sul S udan a ng lo-egiziano (carta d i Ka rtum e di FashmJa del 1885 , ccc. , cari.a de l teatro di operazioni nel Sud an orie ntale IOJ Nell 'elencare i fondi a rc hiv istic i de ll ' Ufficio Storico sono state uli li zzale le de nomi na zioni in uso ne ll'opu scolo c itato d i /\ . BRUG ION I e M. SAPO RITI. Ma nuale delle ricerche 11e/l' U.!ficio Storico dello Staio M agg iore d plf ' f:sercito , op. ci L, pagg . 27- 35.

io4

S u ques li c o ncetli genera li d e!J ' a re hi vistica , cfr. A. Principi e problemi, Mi la no 1990.

L oDOLIN I ,

Arch ivisJic a.


Le fo nti dl'i/'llfficio S1orico rela tive alla campag na del / 8 Y5 - / 8Y6...

17 1

a I: 15.000.000 del 1885). Ne ll a raccolla so no c ompre se anche 2 huslc con una ricc a cartografia dell ' /\ fri ca orientale deg li a nn i ' 30 e' 40, con cartine topog rafic he re lati ve all a zona di Ad ua . Ricordiamo infine c he nel fondo L-7 "Eritrea IR37- 1930", che ved remo in particolare più avanti , è conse rvata una bus ta (n . 161) con carte Lopog raric he del la zona di t\dua del 1896. Un ' altra importante fonte , sempre de l primo g ruppo , è costiluita dalle raccolte di s tudi geog rafic o-militari relati vi a ll a colo nia Er itrea e a ll ' Africa o rie nta le. Ne lla racco lta E-10 "M onografie stati esteri 1900-1943" sono c on servate a lcune monog rafie geog rafi che a s ta mpa , c ompilate dall'Tstitulo Ge og rafi co Militare tra le due gue rre , s u ll 'Et iopia (bus te 23-25), sull ' Eritrea (bus te 29-34), sulla Somalia (buste 7 1-72 ), s ul Suda n (busta 73 bis). Ricordiamo, sempre del la racco lta E- I O. a nche uno s tudio a s tampa , di 176 pag ine , de ll a Sc uola d i Guerra nel 1899, intito la to "A ppunti per uno studio gf'og raf ico militare sulla Colonia Erit reo ·· (bus ta 34 ). Importante è anche la raccolta E-1 3 "Monov(4ie geovafich e IX72- / 944 " c he comprende a lc u ne mo nogral'ic a stampa , corredate di c arlim: e sc lti u .i. compilnte dal Corpo di S!a/U Maggiore neg li anni 1885- 1900 ( vu lu rn e (,/1 Da Massaua ad ;\dua e da Zulla ad Anlalo, Roma 1885; volume 6/3 eufonia Rrilrea ed Aussa. Itinerari del maggiore Agostino Re velli e del 1e11e 111e Carlo Giannini, Roma 190 I ; volume 6/6 ilinerario da A ssah 11/l '!\ 11s.w i11 I O {(Jg /i e quadro di union e: 1111i1i alla monog rafia d e lla roln11io ffrilrea ed A 11sso ; vo lume 6/7 schizz i iline rari e logistica della colonia Erilrt'11: ccc.). A ltre trnnto importan te è la raccolta dell e bi og ra fi e . dove sono co nserva te copie, sinte si, eslralli dello Stato di Se rvizio di alcu11i i111po rtan li uffic iali o b rev i stud i compilati , ne l tempo , da l pe rsona le dc li' Uffi c io Sto rico. Tra ques ti rico rdi amo i fasc icoli s ul gene ral e A lbe rione (bus ta 91 ), Ari mondi (bus ta 6 ). A sinari d i San Marzano (husla 7), llalclisse ra (bu sta 12) , Bara/ieri ( hu sla 12), Dabormida (bu sta 20), Ellena (bu sta 9 1) e Sa fen a (husla 85 ), i fasci col i dei Lenenti co lonnelli De Cristoforis ( busta 35) e Ca lliano (h usta 33), da l maggiore Tose/li (bus ta 33).

In ultimo, del primo gruppo , ricord iamo la raccolta M-8 "Documentazione antica " , in c ui , appunto , so no s tati c olloc ali, se nza a lc un legame arc hi v is tico, vari doc umenti e s tratt i da altri fondi o di varia provenienz a , rn a r ite nuti di particolare rarità e quindi riuniti in un ' unica qua nto anti arc hi vislica col lezio ne. Qui sono conserva te tre le tte re originali , in amaric o (con la Lraduz io n e a llegata ), indiri1.zatc ne l 1888 d a l negus Giovan ni a l ge nerale Asi na ri di San M arz ano e la le ttera di C esar e Ne razzini , in data 17 ottobre 1895 , da Zc ila (bus ta 4 ).


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Alessandro <ìio11{rida

Il secondo gruppo è costit uito da veri e propri fondi archi visti ci 10 5, s i tratta c ioé di alcune serie degli arc hi vi prodotti da gli o rgani centra li delle forze annate di terra , in particolare dai vari uffi ci del M inislero della Guerra e del Comando del Corpo di Sia/o Maggiore, versale successivamente all'Ufficio Stori co. Tra le carte prodotte dal Mini stero de lla (iucrra ricordiamo il fondo G13 "Carteggio confidenziale del ministro ( 1860- 1887)", dove è conservato un fascicolo personale de l generale Baratie ri (b usta 69). Tra le carte prodotte da l Corpo di Stato Maggiore (co mand o e vari uffic i) ri cordiamo il fondo F -4 " Studi. car/eggio e circolari dell'Ujjicio Ordinamento e Mobilita zioni ( J898-1963) ", con promemoria ri guardante la corrisponde nza dal 1897 al 1907, fra il Comando d el Corpo di Stato Maggiore e il Ministero della Guerra, relat iva al l' Etiopia (bu sta 15); il fondo G-24 ··corrispondenza del Corpo di Stato Maggiore ( 1816-/923)" dove sono conservati rapporti informati vi su l I ' Ilarrar e Scioa del I 888 (h usla 33 ), le carte del Lenente colonnello Gil etta re lat ive alle cose d'Africa (busta 35), il carteggio dell ' Ufficio Colonial e (bus te 38 e 39). un progello per l' invio di scaglioni di rinforzo in Africa nel 1908 (busta 39) e documenta zione re lat iva alla mobilitazione in Africa del 1886 (huste 43). Impo rta nte è an che il fondo G-33 " Carteggio Stato Maggiore Reg io F.serrito - Reparto Operazioni Scacchiere Meridionale - Ufficio Coloniale 1876-1924'', tra le c ui carte sono co nservati alcuni inte ressa nti ssi mi opuscol i a stampa, al lora riservat i, compilati da uffic iali informatori in se rvizio di stato magg iore (husta 4 7, fascicoli 6- 11 ). Ricordiamo la serie degli opuscoli con le no tizie sull a colonia Eritrea, con varie informazion i sui De rvisci e sull e operazio ni co loni ali ne lla zona di C hcrcn , Cassala, e M assaua da l nove mbre 1894 al ge nn aio 1895 , corredate di schi zzi e cartine (fase. 6), sull e po po lazio ni del T igrè e su lle operazio ni nell'Agame nel ma rzo-a prile 1895 (fase . 7), sull e operazioni de l Baratieri contro ras Mangascià ne ll ' agosto-otlohrc 1895 (fase. 8). Inte ressa ntissimi sono a nche i due op uscoli conte nen ti la relaz ione del viagg io de l colon nello di Stato Magg iore Pitta luga da l J 2 ottobre al 6 nove mbre I 895, che seg uì il generale Rarati eri (fase. 10 e 11 ). Infin e ricordiamo il fo ndo D-J "Somalia (1889-1939)", fo rmato dalle se ri e de ll ' arc hi vio <lc ll ' Ujjicio Colonia/e de l Comando del Corpo di Staio Maggiore e de ll ' Ufficio Africa della Divisione di Stato Magg iore del Ministero cte lla Guerra , relative appun to 1OS Per la defin izione di "fon do" . efr. P. CARUCCI, Lef<mli archivi.1·ti<:he: ordinamento

e conservazione. Roma 1983, pag. 20 I .


Le fo 11t i dell 'Uffic io Storico re lative alla ca111paf(11a d el / l:J95- l l:J96...

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a ll a So malia, con alcuni documenti sull'Eritrea, c ome le copie a stampa di lette re de l Ministero Affari Esteri a l Mini ste ro della Guerra dal 189 1 a l 1896 (husta 2, fa scicolo 10), varie pubblicazioni re lati ve a l Mar ros so del l 888 (busla 2 , fasc icolo 19), gli alti parlamentari "Documenti sulle cose d'Africa presentati al parlarn.en.to italiano dal presùlenle del Consiglio Crispi di con certo col ministro d er;li Affari Esteri Blanc e con il minis lro della Guerra Mocenni dal 2 dic. lti95 al 4 marz.o /X96 ", con la corrispondenza tra Barati e ri e M ocenni e in particolare con il telegramma de l 3 marzo 1896 in cui il ge ne ra le e spose il grave episodio di Adua (busta 4 , fascicolo 9a), opuscoli a stampa de l Ministero Affari Esteri circa i lrallali re lati vi alle colonie dal 1843 al 1904 (busta 15), cenni storici dei Reg ie Co rpi Truppe Coloniali della Somalia e d Eritrea dal 1885 a l 1925 (bu sta 18 ). Ne l se co ndo gruppo di fonti merilanu un di scorso a parte, per la loro im porta nza, i fondi denominati D -4 e L- 7, i quali o ri g ina ria mente erano un uni co complesso. Il D-4 , inl"atti , non è altro c he la se ri e dei volumi rilegati , apparte ne nti al fondo L -7, i quali nel sec ondo do pog uerra sono stati separali da quesl ' ultim o fondo nella convinzione di agevo lare la consultazione. An che il c o m plesso doc ume ntario L-7, costituito da di versi ve rsamenti , scagl ionati ne l te mpo, ha subito dei successivi in ter ve nt i c he ne hanno modificalo l'ordine originale, pur Lullavia è an cora possibile rintracc iare alcune de lle serie 106 de gl i archi vi dei diversi enti produll ori del le carte. Questi erano e ssenz ialme nte due uffici central i, l' U.flicio !\.frica cie l M inistero della Gue rra e l'Ufficio Coloniale d e l Comando d e l C orpo di S tato Maggiore e alc uni importanti enti pe ri feric i della co lo nia Eritrea, il Comando Superiore Africa, poi Governatorato de lla Colonia, il C o111rrndo Rer;ie Truppe Coloniali, il Deposi/o centrale per le /ruppe coloniali e di altri enti militari. Con il R.D. de l 2 maggio 1860 fo riordinato il Mini ste ro de lla Gu erra cie l Reg no di Sardegna, organi u ato s u un segretariato e tre direz ioni genera li 107 . Dopo l'Unità, con il R.D. 18 ag osto 186 1, l' organ izzazione de l Mini ste ro de lla Guerra rimase sos tanzialme nte invariata ; fu agg iunta la Direzione Ge ne ra le dell a Leva, Basse l •orze e Matricola. Ne l 1875 , con il decreto mi ni ste riale de l 4 di cembre 1875 , fu riorganizzato il Segretariato Gene ra le, c he era cos liluilo a sua volta da ll ' Ufficio (iahinetlo del ministro, dalla Divisione I 06

Per il concctlo di ·'serie archi vistica", cfr. P. CARUCCI, Le fonti archivistiche. Or-

d iname1110 e co11n :rva zioru:, Roma 1983, pag. 22R. 107 S ul M inistero della Guerra, c fr. Ministero de i Ben i C ul turali e Ambie ntali - !Jrfi c io C entrale per i Beni archiv isti ci , Guida generale d e1-:li Archivi di S taio, Roma 1981 , voi. I, pagg . I 19- 122.


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/\lessandro Gio nfrida

Giusti z ia e Personali Vari, dalla Divisione (iiuhilazione e Servizio interno, dalla Ragioneria serv izi di vers i e dalla Di vis ione di Stato Maggiore (due sezioni) , la 4uale aveva compete nza sulle più importanti questioni militari (ordinamento dell'Esercito, istruzione ed addestramento, mobilitazione, movimenti di truppa ed operazioni militari ). Con lo sbarco a Massaua, a causa delle nuove ed imponenti competenze spettanti al Mini stero de lla Guerra per la pian i ficazione e la realizzazione di quel l' ope razione militare, e con i I successivo permanere del corpo di spedizione in Eritrea, fu costituito un apposito uffic io dipendente dalla Di v isione di Stato Maggiore del Segretari ato Generale che doveva occuparsi , appunto, del le truppe naz ionali e d indigene in Africa e dei vari problemi di natura militare relativi ai territori italiani nel Mar Ro sso. Inoltre dal 17 fe bbraio 1887 a l I O gennaio 1890 e durante la campagna del 1895- 1896 4uasi tutte le competen ze s ull ' Eritrea passarono esclusivamente al Ministero della Guerra 108 . Con il decreto ministeriale del 4 luglio 1891 venne stabilita ufficialmente la compe tenza d e lla terza sezione del la Di visione di Stato Maggiore del Segreta riato Ge nerale sulle truppe d ' Africa 109 , che venne ribadita con il successivo decreto del 15 magg io 1895 11 0 . Il decre to ministeriale del 9 dice mbre 1898 spostò le competenze dalla 3• alla I" sezione d ella Divis ione di Stato Magg iore del Segretariato Generale 111 . Ne l 1906, con il decreto ministeriale del 26 apri le 112 che ri strutturava nuovamente l' organi zzazio,u; interna del Mini ste ro de lla Guerra , le competenze sulle truppe d ' Africa passarono alla 1° sezione della Divisione (iahinetto militare, se mpre del Segreta ri ato Generale; e, ne l 1908, con il decreto del 2 lug lio 11 3, 108 Mini s tero degli Affari Es teri - Comitato per la docurne nla/. ione de ll'ope ra d e ll ' Ita l ia i n A fri ca - serie g iuridico amm in is trati va , // govem o dei te rriJo ri d 'oltremare, op . c it.. vol. I ( 1869 - 1955 ), pagg. 8-9, 15 - 16. 109 Gio male militare 11ffrcia/e 189 1. n. 136 - Amminis tra1: io ne centrale - Sco111f)llrli111e1110 del M ini.1·1nn in rami di servizio. di1•isio11i. sezio11i ed 1.! fjici - Relutive a/trib11zio 11i, 4 lug lio 1891 , pagg. 374-385. I IO Giornale mi/ilare 11/jicia/e /N95, n. 100- Ammini s trazi o ne centrale - Sco111parti111e1110 del Min.isle m in mmi di servizio. dirisio11i. sezioni, cd t(/fici - Re/aJive a1trib1.1::.io11i, 15 maggio 1895 , pagg. 246 - 255. 111 Gio rnale militare ufficiai<' / 8 98 , n . 15 - Amministrazione ce ntrale ed im piegati c ivi li - Sr:0111partimen10 del Ministero in rami di ser1·izio, divis ioni. sezioni, ed ujjici - RPlalive allribuziimi, 18 ge nn aio 1898, pagg. 37- 49. 11 2 Giornale mi/ilare ufficiale ! 90fi, n . 106 - Ammini s trazione c entrale ed impiega li c ivi li - Scmnparlimento del Mi11is1 ero in rami di servizio, di visioni, se,.ioni Pd uffir-i Rela1ive ullribuzioni, 26 april e 1906, pagg. 237-2 52. 113 Giornale militare uffir:iale / 908, n . 251 - Riparlo del Minis tero in rami di sNvi~io, di vi.vioni, sezioni ed ujjic i - Relalive a11rib11zio11i, 2 lug lio 1908 , pagg. 587-603.


/ ,p fo111i dell'Ujjicio Slorico re/ulive alla ca111pag11a del !8Y5 -I8Y6...

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fu c reato un gabinetto militare alle dire tre dipe nde nze del solloscgrclario di Stato, la c ui t• sezione si occ upava delle truppe coloni ali . Con il decreto mini steriale del 18 marzo 1911 11 4 venne ricostituita nu ovamente la Divi sione di Stato Maggiore del Segretariato Ge ne ral e e la I• sezione di questa stessa divisione e bbe la competenza sulle truppe d 'Africa. Dalle carte del fondo L -7 risulta c he le sezioni de lla Divisione di Stato Maggiore c he, dal 1884 ai pri mi de l 1900, si occupavano dell e truppe d 'Africa, avevano dato origi ne ad un vero ufficio interno denomin ato appunto Ufficio Africa, con personal e ne ll a magg ior parte prove ni e nte o in seg ui lo dest inalo al servizio, in Eritrea. Compilo principale di ques t' uffi cio era di istruire le decisioni del mini stro della Guerra relative ai proble mi militari della colonia e in pratica, vis to il ru olo fon dame ntal e dcli ' Esercito nel primo periodo coloni ale, su tutta l'a mm inistraz io ne colo nial e, pe r lo me no fino al 1896 115 . L'Ufficio Africa e, di consegue nza, le carte da qu es to prodotte, so no una fonte di primaria importanza pe r lo stud io de l primo peri odo colo ni al e ( 1884- 1896). Un altro ufficio che ha prodotto im portantissima docu mentazione sull ' Eritrea è I' U.ffìcio Colon iale de l C omando de l Corpo di Stato Maggiore 116 • li Corpo di S ta to Maggiore prese origi ne da ll 'antico Corpo Reale di Stato Magg iore piemo ntese, g ià esi ste nte dal 1655. Ne l 186 1 con il potcn1.iamc nlo de ll' Esercito de l nasce nte nu ovo Reg no d ' Ital ia il Corpo di Stato Maggiore, in v irtù del K. D. de 111 24 gennaio fu ampliato co n la cos tituzione d i un Urficio supe ri ore, c he ehhe alle sue d ipendenze la Segrete ri a, l'U fficio tecnico-topografico, quello militare e la direzione de lle scuo le. Con il R. D. dell' l l marzo 1867 il Corpo fu riorganizza to su un Comando generale, un Uffi cio per g li stud i scie nlifi co-mililari, un Uffi cio tec ni co. un Uffi c io d i contabi lità e la Scuola superiore di Guerra. Con il R. D. de l 30 scll.c mhrc 1873 fu costituito un Comitato di Stato Maggiore genera le , come o rga no co nsul t ivo de l governo sull e più impo rta nt i questi oni militari, fo rmato dai generali e am m irag li co n g li incari chi più importanti. Con lo stesso decreto fu riorganizzato. se parandolo co mpl e tame nte da l Co mitato , il Com and o de l Corpo d i S tato Magg iore. Esso era formato dal Comando del Corpo, dal l'Ufficio del r.apo d i Stato Ma ggiore e da due reparti, il primo inca ricato degli studi 11 4 Ciom ale militare ufjìciale J 9 1 I , n. 11 O - Amm inislrazione centrale e<l impi egali c ivili - S comparlime,uo del/'ammini strazionP- cP-11tmlP ridia CuP.1Ta in rami e servi zi. di vi sioni. sezioni ed uffici· Relative a/lribuzioni, I 8 marz o 191 I , pagg. 299- 3 17. 115 Cfr. N . I .i\ Ri\Nf:i\ , In marcia vP-rso Adtw, op. c ii. , pag. 133. 11 6 Per una hreve sintesi sulla sto ria del Corpo d i Stato Maggio re, cfr., Mi ni stero de lla G uerra . Comando <le i Corpo di Stato M agg iore - Ufficio S torico.Annuario Uftìciale d ellP-forzP- armale dd regno d'/Jalia anno /938 · l " Regio Esercilo. Roma 1938, pagg. 12- I 5.


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AIPssandm Gionfrida

rig uardanti i vari scacchieri (occidentale, oricnlalc e meridionale), il secon do ri g uardante invece l'intendenza, l' Uffic io Slorico e gl i archivi. Q ua si sic uramente dall'Ufficio Scacchiel'e Meridionale, che si occupava degli stu di , osservazioni e informazioni rclalivc ag li stati del Mediterraneo, compres i a nc he gli slali balcanici, l' Algeria francese, l' Egitto e g li altri territori de l Nord Africa, nacque l'Ufficio Coloniale . In izialmente era una sezione interna allo Scacchiere Meridionale. Questa se zione, nel corso degli anni , ass un se sempre più im po rtan za , c ome co nseguen za d ella cresce nte compete nza del capo di Stato Maggiore dell ' Esercito sulle question i coloniali , dovute ad alcu ne i mporlanti trasformazioni istituzionali. Nel 1882, infatti , con il R. D. del 29 luglio 11 7 il capo di Stato Maggiore d ell'Esercito ass un se la responsabi lità morale e tecnica di fro nte al parlamento e al paese de lla preparazione all a g uerra. La responsabilità rea le, come in tutti g li slali costiluzionali a regime parlamentare, rimase se mp re a l governo 118 • Ma fu co n il R. D. del 4 marzo 1906 119 che fu attribuito uffi cialmente al capo di Slato Maggiore la trattazione di tutte le questioni relati ve alle lruppe coloniali , compete nza po i ribadita anche nel R. D. del 5 marzo 1908 120. Qucslo processo istitu 7.ionale, che portò ad una costante concentrazione nel Comand o del Corpo di Stato Maggi ore di alcune delle competenze re lative ali' organ izzazione mii itare dell'Eritrea , è sinteticam e nte ed efficace mente illustrato in un promemoria del 1907, redatto dallo stesso Uffi cio Coloniale. Ne l prome moria 12 1 11 7 (;iorna/p mi/itarP uffidn lP 1882, n. 162 - Ordiname nto Reg io Eesercito Regio Decreto che stabilisce le attribuzioni del Capo d i Sia /o Ma}?giore dell 'E.l'ercilo, del rn111w 1da11/ e ili seconda del Corpo di Sia /o Maggiore e del maggio rP gen n ale adrf Piio , 29 luglio 1882, pagg. 58 1-583. 11 8 C fr. F. STEl'AN I, La sloria della do/I rina l' d Pgli ordinam.Pnti de/l't,"sercito ilalia 110, S1;1to Maggi ore Ese rcit o - Uffi cio Storico, Roma 1984, vo i. I, pagg. 3 10-3 14.

I l'J (j iornale m.ilitare uff iciale I Y06, n. 75 Regio Dec relo 11. 77 c he ,lelermina le llllribuzioni del Capo di Staio Maggiorl' d l'll ' Esucilo del coma11da111e in .1·el'onda del Corpo di Sia/o Ma}?}?Ìore e d ell '14/icia/e g e nerale addello , 4 marw 1906, pagg. 139- 144 ; in particolare capo I 0 , articolo 12 , punlo c), pag. 142. 120 G iornale mi/ilare ufficiale 1908, n . 103 - Reg io L>ecre/o n . 77 che delerm ina le a11ribuzio11i del Caf)O di Sfa to Maggiore d ell 'Esercilo, del comandw11e in seconda llf'I Corf)o di S ia /o Maggiore e de// '1dfù:ie1/e gene rale addello , 5 ma rw 190 8, pagg. 24S-250 ; in partico la re capo I ", a rtico lo 9. p unto e), pag. 24 8. 121 Prome moria ùel Comando del Corpo di Stato Maggiore - Riparto Operazion i Ufficio Colo niale, n. 904 di prot. riserva to , in data 28 sette mbre 1907, ogg: Corrispond enza s voltasi nell 't.tllim.o decennio rela1ivame11/e all 'Eritrea fra questo Comando ed i M inisle ri della Guerra e de}?li Es/eri, in Arc hivio ùd l' lJfficio Storico dello Stato Mag g iore dell'Esercito (ùa adesso in poi A.U.S.S.M.E.), fondo L-7 J<;ritrea: ministe riale, co111a11di, relazioni, memorie storic he, busta 2, fascico lo 40.


le fo11 /i dell 'U.IJicio S !o rico relarive alla c w11pagna del / 895 - /896. ..

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si evidenz iava l'impegno del Comando nella pre parazione della difesa de ll'Eri-' Lrea - non ostante la diminu z ione degli stanzia me nti ne ll a pa rte militare de l bila nc io de lla coloni a - parte nd o dall' a nali si de lla corri spo nd enza de ll ' ultimo decennio fra lo stesso Co mando de l Corpo di Stato Maggiore e i Ministe ri de lla Guerra e dcgl i Affa ri Esteri . Nel 1906, sec o ndo i I promemori a, i I Mini stero de lla Gue rra a utori zzava, per alc uni argome nti , la corri spo ndc n7.a dire tta tra Coma ndo de l Corpo di Stato Maggiore e il Comando d e l C orpo de lle R. Tru ppe Colo niali ; affida va a l primo , inoltre, la diretta pre pa razio ne di u n progetto pe r eve ntua li spediz ioni d i rinforzo. L' opera de l Coma ndo de l Corpo per organi zzare un ' e ffic ie nte difesa de ll ' Eritrea poteva riass ume rs i, se mpre secondo il pro me moria, in tre pun ti p rincipali: l 0 ) pre paraz io ne strategica- logistica a di resa del te rrito rio; 2 '-' ) orga ni z za z ione e conservaz ione di un corpo colonia le c apace di respingere una piccola in vasione o di a rres tarn e una più grande in attesa di ri nforz i dalla madre patr ia; 3°) pre parazione di un co mpleto progcllo pe r l' in vio di rin l"orzi in Eritrea. Pe r il p rimo pu nt o, fi n d al 1897, i l C o ma ndo d e l Co rpo a veva l'atto no tare le catti ve co ndi z io ni de ll a rete d i viabilità de ll' Eritre a e , dopo le ripetute sollecita z ioni a l Ministero della Gu e rra e a q ue llo deg li A ffa ri Esteri , ne l 1902 ve ni va va rato un vero programm a di co stru z io ne '> tra da le c he tene va c o nto del le nece ssità militari de ll a di l'csa della colo ni a. ln o l1re ne l 1907 il d e le gato milita re ne l C ons ig li o coloniale ottenne, ne ll a seduta de l 25 l'c bbraio, c he fosse inc luso uno stanz iame nto pa rti c ola re de ll a Ba nca d ' Italia per il materia le necessario ag li scopi militari de lle lince fe rrovia ri e d e ll a colo nia. V eni va a nc he ricordato l'impeg no de l Com and o de l Corpo d i Staio Magg io re nel la form az ione di una racco lta quasi c omple ta deg li e le me nti ca rtog rafici necessa ri a lle truppe coloniali . Ri guardo al se co ndo pu nto, ne ll o stesso prome moria, s i critica va aspra me nte la politica attu ata ne i te rritori de ll ' A fri ca o ri e ntal e, c he, contro la volontà de l Coma nd o d e l Corpo cli S tato Magg io re, porta va a lla de mo li z ione deg li o rdiname nti militari in Eri trea per se mplic i rag io ni economi c he. li prome mori a termina va affronta ndo i I te rzo p unto , ri c orda ndo come ne l 1906 fosse star.o direttame n te a ffidato a l Coma ndo de l Corpo lo stud io per e ve ntuali spedi z ioni. C iò portò a lla rea li zzazione di un piano c o mple to , re lati vo all ' in vio di un co rpo d ' arma ta (X li Corpo d ' A rmata), di numerosi rinforzi e de l rinc alzo de l corpo colonia le. C onte mpora ne am e nte, g ià ne l 1903 , il gene rale Sale tta, capo di St ato M a ggiore, co n l' o rdine d e l g iorn o n. 6 de l 2 8 m arzo , uffic iali zzava l' esist e nza d e ll ' Uffic io Co loniale 122 . Il Repart o Operaz ion i, infatti , ve ni va 122 U ffi c io del capo di Stato Magg iore dell' Esercito , O rdine del giorno 28 marzo 190 3 6, o ggd lo: Ripartizione degli uffici d el Comando in A .U.S.S .M.E., fo ndo L- 3 S tu<li parlicolari, busta ] () I , fa scicolo I " Ord ini del giorno del capo di S tato Maggiore dal 14 g en naio / 8 99 al / 6 ago.1·10 1906", voi. TT. 11.


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Alessandro Giv,!/i-ida

costituito da tre uffi ci: l'Ufficio Scacchiere Occidentale, l'Ufficio Scacchiere Orientale e I 'U.[ficio Colonia le (cx Uffic io Scacchie re meridiona le), comandato da un colonnello, c he a veva a lle sue dipende nze un le ne nte colo nnell o e tre capitani. Come ahhiamo visto an che nel prome moria de l 1907, in virtù dell e compete nze asse gnate al Co ma ndo de l C orpo di Stato Magg io re, nell'ordin e de l giorno del 16 ago sto 1906, re lativo ai corpi di spedi zione, veniva des ignato l' Ufficio Coloni ale quale respo nsabil e ( uffi cio pilota) della preparazi one di e ventu ali spediz ioni ol tremare 123 . Quest' ufficio, infatti, stud iava il teatro di operazio ni, le p res umib ili forze dell 'avversario e la loro organizza zione, a vvale ndosi de lla coll aborazio ne degli uffi ci Scacc hie ri Occidental e e Orie ntale e calco lando le fo rze necessarie pe r conseguire gli obb ietti vi prescritti , la proporz ione fra le varie a rmi e la costituzio ne dei repart i combatte nti. In se guito, do po essersi coordinato con il Reparto Intende nza, d oveva stabilire la compos izione orga nica de i servi1,i e de ll e dotai.io ni necessari e al supporto log isti co del corpo di spedi zione. Lo studio completo doveva essere appro valo dal capo d i Stato Maggiore dell' Esercito, per essere p oi tradotto in un pi ano di cara tte re esecu ti vo il 4ualc, a sua volta, veniva trasmesso al Re parto Inte ndenza, che ne c urava la pre parazione e l'esecuzione de i trasporti 124 . In altre pa role, nc ll ' Uffi cio Colo ni ale veni vano concepiti tutti i piani per eventu ali operai.i oni in Eritrea. Ne l 191 O po i, con l' ord ine de l g io rno n. 25 de l 4 novembre, vennero definite le di sposizioni per il servizio inf'orma zioni c he co111petevano ag li Scacchieri e allo stesso Uffic io Colo ni ale 125 . Questi uffic i doveva no studi are l' organi zzaz ione militare degli Stati esteri, dovevano aggiorna rsi s ui mezzi finan zia ri d isque i paesi, su i lavori di fortifi cazione, sui me zzi di comun icazione, sui progressi tec nic i delle armi e sull e tattic he di co mbattime nto. Sulla base di queste info rm azioni , e di que lle fornite dall' Uffic io In fo rmazion i, doveva no co mpila re un holl ettino settim anal e e un rappo rto period ico, himestra le o trimestra le, d a d iramare ai vari uf'fici de llo Stato Maggiore e ai co ma ndanti designati d ' arma ta. Co me g iù de tto, ne l fo ndo L-7 è po~s ibilc rintracc ia re a lc un e se rie d eg li arc hi vi de l C oma ndo Superio re in Africa, de l R. Corpo truppe colo ni a li , del deposito ce ntrale pe r le truppe d ' Africa e altri en ti. 123

Ord ine del giorno 15 novembre 190 3, n. 2 1, oggetto: modi per la costit11zio11e di l'orpi per even tuali spedizioni oltremare, in A.U.S.S.M .E., L- 3 Studi parlicofari, busta 30 I, f a~cicolo 2, cii. , voi. 11. 124 125

lhidem.

Uffi cio del C:apo di Stato Maggiore dell ' Eserci to, Ord ine de l g iorno del 4 novembre 19 1On. 25 , in A.U.S.S.M .1:i. , L-3 S!udi parlicolari, busta 303, fa sc icolo I , " Ordini riserva ti e comunica zioni riservate de/I ·U.JJiciv di S.E. il capo di Sfato Ma1rniore del/' Esercito dal/ '8 ottohre 1909 al 4 novembre /C)/ 0" .


Le j ollfi rfpf/ 'Ufjicio Storico re/uli ve alla ca111pag11u rfp/ lf/95-1896...

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Con il R. n. del 5 novembre 1885 126 veniva costituito il Comando Superirne in Africa. /\I comandante veniva attribuito il comando de lle forze di terra e d i mare dislocate ne l Mar Rosso, pe r il c ui impieg o dipend eva, rispetti va mc ntc, dal Mini stero della Guerra per le forze terrestri e da quello della M arin a per le forzL: navali. Questi assumeva anche la superiore direzione di tutti i servizi della colonia, a qual sias i amministraz ione co mpe tessero, per i quali , in vece, dipende va d a i rispettivi ministe ri a c ui quei servizi faceva no ca po. Il coman dante s uperiorL: dipendeva da l Ministero degli Esteri ed ave va alle sue dirette dipe nd e nze il co mmissario civile di Massaua, per tutte le questioni d ' ordine generale c he potessero influire sulla condotta politica. Per le questioni più importan ti poteva corri spondere dire ttamente con i vari ministeri. Ne l caso di malattia o prolungata assen za, poteva L:sscrc sosti t uito interinalmente dall ' ufficiale ddl'Ese rc ito e della Marina più e levato in grado o più anz iano, res idente a Massaua. Dal punto di vista disciplinare , il comandante superio re aveva le stesse pre roga t ive di un gene ral e di corpo d ' armala. per gl i ufficiali d e l Reg io Eserc ito. di comandante di dipartimento marittimo per qu elli della Regia Ma rina c. pertanto, poteva ;ipplicare sanzion i di sciplinari anche ag li impiega ti ci vili. In altri te rmini. il comandante superiore rapprese ntava sia l' autorit à c i vi le c he qu e ll a mi li tare. Con il R. D. de l 17 febbraio 1887 127 , le truppe dis tacca tL: in /\fri c;i vennero cons iderate sul piede di guerra e , con un succ essivo dec reto de l 17 aprile 18 87 12x, fu rono specificale le relati ve attribuzioni del coman<lan tc superi o re . Di fatto, a l ge nerale dell 'Escreito comandante supe ri o re d ' Afri ca veni vano confermate tutte le attribuzioni che che gli competevano secondo il R. D. del 5 nove mbre 1885 a nc he se dipendeva ora esc lus ivame nte dal Minis tero della Guerra e della Marina, dai guaii ri ce vev a g li ordin i ed ai quali faceva ri fe rime nto per qualsiasi cosa. Ne l 1890 con il R. D. del I O ge nna io 12 'J 1~6 Giornale militare 1!/ficiale /885, n. 172 - di spo sizioni va rie R. decreto cfu:.fis.rn IP rt1Jrihu :io11i del coma,ulwt1e supe riore in Africa. 5 no vembre I 885, pagg. 339 -340. 127 Re gio Decre to 17 febbraio 1887 che dichiara sul p inlP di g ue rra le truppe destinale in Af rirn, in A. M OR I, o p. e it., vo i. I . pagg. 353-354. 128 Regio Dec re lo 17 :1prile 1887 rela tivo alle u11rih11::.io11i del Co111a11do superiore a Mas.rnua ed ullu Jralfazione delle cose d"Ajì·ica. in/\. Mc>RI. o p. ci i. , voi. I, pagg. 367-370. 129 Re gio Decreto I" gen naio 1890, n. 6592, relativo alla costitu zione della Colonia

t:ritrea , in A. MU RI, op. c ii.. voi. 11 , pagg. 5-9. Con la success iva c ircolare 11. 1437 del :i maggio I 890 (ivi, pagg. 6 1-62). lo slesso governatore co stitu iva il Segretari ato per gli Affari co loniali e il Seg retaria to pe r g li Affari indigeni. Con un altro decreto del 23 lug lio 1890 (i vi, pagg. I 20- 124 ), il governatore de ll a colonia stahi liva il fun zionamento de i tre uffici de i cons ig lieri coloniali , l' Uffic io pe r g li Affari Intern i, l' Uffi c io pe r le Finanze e i Lavo ri puhhlici e l' Uffi cio pe r l' Agricoltura e il Com mercio e is1i1uiva l'Agenzia pe r le tribù, c he dipe ndeva da ll ' Uffic io per l'Agricoltura e il Conunercio. Il 15 sette mbr e 1890 il governalore con il decreto n. 8 si allribuiva direllame llle le re laz ioni con gli indigeni e i loro capi.


Alessandro Gionji·ida

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il comando generale e l' amministrazione de ll'Eritrea furono affidati ad un governatore, civile o militare, il qua le aveva il comando di tutte le forze di terra e di mare ne l Mar Rosso. Pe r l'impiego e l'ammini strazione dell e forze di terra questi dipendeva dal Ministero de lla Guerra; per le fori.e di r_narc , invece, dipendeva da qu e llo de lla Marina. Per tutto cii'> che riguardava l'ammini straz ione civile d ella coloni a il go ve rnatore dipendeva dal Mini stero degli Affari Esteri e ncll ' esercizio delle sue fun zioni era coad iu valo da tre consigli eri civili, uno per l' interno, un o per le finan1.c cd i lavori pubbli ci ed uno per l' agricoltura ed il commercio. I co nsiglieri, equiparati ai prefetti de l Regno, erano di nomina governati va e riuniti insieme, sotto la direzione del governatore, costituivano il co nsigli o di governo 130. Con un successivo R. D. del 29 settembre Ll I de llo stesso anno furon o attribuite al governatore civile e militare de ll ' Eritrea le relazio ni con g li indigeni e i loro capi. Nel 189 I. con il R. D. del I O otlobre e le re lative norme i:n, le J"unzioni civili e militari affidate precedente mente al governatore potevano essere attribuite a due funzionari di stinti; quell e civili al fun zionario civile e quelle militari al comandante delle regie truppe . JI servizio maritlimo restava affidato al comando locale di Marina. La direzio ne de lla politica era attrihuzionc esclusiva del governatore civile, c he, pe r qu esto, corrispondeva esclusi vamente con il Mini ste ro degli Affari Este ri. Il coma ndante delle RR . Truppe dipendeva dal governatore, per l' impiego delle forze di te rra a scopo politico, ma la condotta delle operazioni era di sua e.sclus iva competenza; per questo, per l' istruzione, la disc iplina e p er i servizi tecnici amministrativi di tutte le unità in Africa prendeva istruzioni dire ttame nte dal Mini stero d ell a Gue rra. 11 coman dante de lle RR. Truppe e ra a nche equiparato ai comandanti di divi sione in patria e, in caso di gue rra, ave va tulle le attribuzion i e le facoltà conferi tegli in simili casi dal codi ce pe nale pe r l' Esercito. La dis locazione de lle truppe e delle handc era stabil ita in pie no accordo dal gove rn atore e d al comandante de ll e truppe. Ve ni va anche cos tituito un u ffi cio informazioni uni co nella colonia, che dipe ndeva esclus ivame nte dal governatore. Le

°

13 Con il Regio Decreto del 25 sette mbre 189 1, n. 573, fu aho lito il Consiglio di Go verno dell ' Eritrea e soppressa la car ica di co nsigliere c ivile, in A . MORI, op . c it. , voi. Il , pagg. 357-358. 131 Regio Decreto de l 29 set ternhre 1890. n. 7 160. che a ttribuisce direttam<wte al go vernatore le relazioni con. gli indigeni<' i loro capi, in A. Moto , op. ci t. , vol. 11, pagg.

165- 167. 132 Reg io Decreto del I ottobre 1891 , n. 583, sull 'attribuzioneft1coltativa de /fefun O

:.io11i civili e militari distintamente al go vernatore civile <!dal comandante d elle reg ie trappe, in A. MORI , op . cit., voi. Il , pagg. 359-363.


L,,

fonti dell'Ufficio Storico relative alla ca111pag11a del 1895-1896...

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altrihuzioni del govcrnalorc civile della colo ni a e le sue rc laziDni con il comandan lc delle RR. Truppe veni va no ulteriormente definite con il R. D. del I O marzo 1892 133, secondo il quale il governatore rappresentava ne ll a colonia il governo centrale con i vari dicasteri e da qu esti aveva delegate le relati ve facoltà, secondo le istru zioni emanate dai singoli ministeri, di concerto co n il Ministero degli Affari Esteri . Nel caso po i che il governatore c ivile fosse un genera le o ufficiale superiore dell'Esercito, cosa che di fatto si verificò sempre fino al I 896, d oveva sorveglia re la disciplina, l'istruzione e l'amministrazione de ll e truppe. li comandante delle truppe aveva la facoltà di corrispondere su un ca na le prefcrenLialc co n il Mini stero della Guerra, sempre pcrù tramite il governatore. Il 2 1 aprile 1892 n-1 lo stesso gove rnatore Rarati eri emanù le istruzioni per il fun zionamento degli uffici civili del la coloni a, hasando l'amministrazione coloniale s ui scgucnli organi: un Gabinetto del governatore, che trattava le questioni più importanli ; un Ufficio Politico-Militare, da c ui dipendeva la politica in te rna c d es tc r:1 ; il Servizio Informazioni, per l'impiego delle forze armate di terra e di mare; un Uffici o J\ffari Interni, competente per ordine pubblico, istru zio ne, s:111it i1, c ulto ed ed ili z ia ; l'Uffi c io delle Finanze, che si occupava del hil.in c io colon iale e del l'appl icazione e riscossione delle ta sse; l'U fficio di Ragioneria e, in ul timo, l'Ufficio Tecnico, competente per i lavo ri affidati al gove rnatore. Nel 1894, con il R. D. del 18 febb ra io n5. furono ulte riorme nte ri o rgani zzati i serviz i civili e militari della colonia Eritrea. La ~pesa di que :-. ti se rvi z i passò a carico del bi lancio speciale de lla colonia stessa e la loro gcs tio11c fu arridata a l governatore, il quak era alle dircllc dipende nze del Ministero degli Affari Esteri . Veniva allrcsì conl'crmata la diretta diprndcn1.a delle truppe d ' Africa dal governatore (per c iù che riguardava l'impiego a scopo politico) e la loro dislocazione, non ché la competenza deci sionale de l gove rnatore su chi doveva dirigere le operazioni e la guerra, a llorquando l:i c:iri ca fosse ricoperta da un militare effett ivo, co n grado appropriato. I .' amministrazion e colon ia le veniva riordinata con la costitu zione cli una serie di ulteriori uffic i: l' Ufficio de l Governato re, c he trattava di rettamente g li affari ge nerai i 133 Reg io Dee re l o del I O marzo 1892 , n. 87 , r-hl' fissa Il' attri/mzioni del govNnatore civile e 11e determina le rela zioni con il comandante delle regie truppe, in A. M OR I, op. cit.. voi. 11. pagg. 452-453. 134 Istruz io ni governatoriali del 2 1 aprile 1892, µe/ Ji/ll::.ium11ne nto degli U./fici Civili del gol'erno della colonia, in/\. MORI . op. cii. , voi. li, pagg. 467-469. 135

Ciomale militare ufficiale 1894. atlu

11.

49. Reg io Decreto del 18 febbraio 1894.

n. 68 sul/ ·nrdi11a111e11ro dei st'rviz.i civili e militari 11l'lla Colonia F.riTrn1 , pagg. 136-258.


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Alessandro Gio r(/rida

e quelli c he lo stesso governatore decideva di avoca re a sé per la loro im portanza; l'Ufficio Politico-militare, co mpe te nte pe r le questioni politiche ge nerali e centro de l servizio inform azio ni ; l' Ufficio Ce ntral e Amministrativo, c he si occupava del progetto di bilancio di previsione e de ll a gestione am min istrati vo-contabile della colonia; l' Uffic io Affa ri Civi li compete nte per il servii.io <lcg li uffici <loganalc, portuale, sa nitario marillimo, postale e te legrafi co, di stato civil e, ig ie ne e sanità, c ulto, istru zione pubblica e a mministrazione c;irceraria; l'Ufficio del De nrn nio, co n il compito di aggiornare il catasto e di portare avanti il piano di colonizzazione; l 'Ufficio de l Cons ul e nte Lega le, c he coad iu vava il govern ato re nell o studio del le qu estioni re lative all'ordina mento d e lla g iustizia. Questa orga ni zzazio ne bu rocratica e i precedenti regi decreti re lati vi al governatora to della colonia regolarono la vita dell 'Eritrea fino alla vigil ia della Prima (iucrra Mondiale. Con il R. D. del 14 luglio 1887 Ll 6 fu costituito il Corpo Speciale drllr Truppe d'i\fi·ica, quale parte integrante de ll 'Esercito. Era formato da un comando, uno stato maggiore (con servizi an nessi), da due reggime nti di fa nte ria (cacciatori) di 3 battag li oni s u 4 compagn ie, uno squadrone di caval leria , un a brigata di q uattro compa g ni e ca nnonieri , una co mpa gn ia genio, un a com pagn ia sanità, una co mpag nia sussistenza e un a co mpagnia tre no. Gli ufficial i di ogni grado, scelti da ll ' Esercito a domanda, e i milit;iri di truppa del Corpo d 'Africa dovevano essere cittad ini italiani . Per l' am mini strazione delle tru ppL: in Africa veni va istituito un deposito spec iale co n sede a Napo li. Il 16 ottobre 137 dell o stesso a nno venivano in vece stab ilite le attribuzioni de l generale dcll 'Escrc it<? comandan te in capo d e lle truppe d' Africa, c he in pratica aveva le st esse a ttri buzioni de i coman da nti in ca po stabi lite dal servizio di g uerra de l 26 novembre de l 1882 e q ue ll e d el coman dan te superi ore in Africa. Con du e successiv i reg i decret i. de l 20 gi ug no 1889 138 e del 28 agosto 1890 139 , venne modi fica to l ' ord ina men to de l Corpo Speciale I l (, Regio l)e.c reto de l 14 lug li o 1887. 11 . 4 783 che costitu isce il Corpo Speciale del/p Truppe rJ"Africa, in A. MORI , op. c ii. , voi. I, pagg. 5 11-527.

137 Regio Dec rc10 de l 16 onobrc 1887 che slabilisce le allribuz ioni riel generale dell'Esercito comandante in capo delle Re,?ie Truppe d 'A./i-ica. in/\. M oio , op. cii. , voi. I. pag. 548. Il 23 01.lohre , con un decreto 111i11i.1"1Pria/p furono slahilite le i.1·truzioni ammi11istrative per il Co,po Speciale d 'Africa ( l vi , pagg. 553-575). 138 Regio Decreto de l 20 gi ug no 1889 chl' m ud!fica la cuslituz iunl' del Curpu SpC'-

c iale d'Africa, in A. M ORI, op. ci i. , vo i. l , pagg. 745-746.

/JO

139 Regio Decreto de l 28 agosto 1890, n. 7097, ch e modifica la costituzione del CorSp eciale d'Africa , in/\. MORI. op. cì t. . voi. II, pagg 135- 136.


l .f' fon /i de/l' Uffi cio S1orico rela1i ve alla campagna d el 18 95 -1896. ..

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de ll e RR . Truppe d ' Africa e con un altro R. D. de l 30 g iug no 1889 140 ve nne is titu ito per i presidi d ' Al'ri ca un Corpo di Truppe indigene , a nc h'esso parte inte g rante dell'Eserc ito. Il corpo indi ge no e ra cos tituito da un regg ime nto d i fa nteri a su 4 battag li o ni , uno squ adrone d i ca va ll e ri a , una batte ri a da mo ntag na , due bu luk d i Z apitiè e una scorta d i 2 o più compag ni e . Ne l 1891, c o n il R. D. de l 11 g iug no 14 1, il C o rpo Spe c ia le delle RR. T ruppe d ' Afric a e il Corpo d i Truppe indigen e si fu se ro in un ' un ica enlilà, c he ass un se la de nom inazio ne di Regie Truppe d 'Af rica , se m pre integ rate n e l R. Eserc ito. E sse erano c ostituite da: un co ma ndo Reg ie T ruppe, un comando locale d ' artig lieria. un co ma ndo lo ca le de l gen io, un a direzio ne dei serviz i d i sa nità dell ' o speda le milita re , un a di rez io ne de i serviz i d i co mmi ssariato mili tare, un trihun a le militare , una compagn ia cara binie ri real i, un ba ttag li o ne cacciatori su se i compag nie, qua ll ru ballag l io n i fa nte ria ind ige ni s u qu attro c ompag ni e, du e sq uad roni cavall eria indi ge na , ctue ba tte rie da mo ntag na in d igene s u quallro pezzi, una com pag ni a ca nn o ni e ri ed ope rai <.l' arti g li e ria, un a co mpagnia z.appa tori de l ge ni o. un a c o 11 1pagni a s pec ia lis t i de l gen i o , u na sezi o ne sanità, una sez ione su ssi stc 11,:a , una co m p ag ni a treno (parz ia lmen te autoctona) e un deposito ce ntra le tru ppe a Napo li. (ì li uffic ia li ita lia n i di og ni grado era no tratti da l R eg io Ese rc ito ; qu e lli indi geni , invece, e rano sc e lt i da i lo ro sottufficiali. I m ilitari d i tru ppa iia lia ni e rano rec lutati parte d a persona le di le va g ià in se rviz io , pa rte con a rr11 o la 111e 11to vo lon ta r io , a ll a pari d i q ue lli ind ige ni . Con il s ucce ss ivo R. D. dc li' 11 dicemhre 189 2 142 le Regie T ru ppe d'A fri ca vennero riorJi11a tc a seg uilo de lla c os titu 7.ione d i du e co ma nd i di zona (As ma ra e C he rc n) e di un g ruppo d i inte rpre ti d i a rabo e a mari co in più. Nel 1894, con il sop rac it ato R. O. de l 18 fe bbraio , ve n ne mo d ifi ca lo d i nu ovo l' ordin am e nto . pe r co m p re nde r vi co mp le ss ivame nte un coma ndo de lle tru ppe, I co mpag n ia c a ra bi nieri, 4 c o mpa g nie cacc iatori ( na zio na li ), 4 batta g li oni ind ige ni. 2 squadro ni di cava lle ria indi gena , 2 batte ri e da monta g na indigene , I c ompag nia ca nn o n ie ri mis ta (5 uffic ia li, 100 mil itari d i tru ppa na1.io nal i, 109 m ili tari indi geni), I co mpa gni a z a ppa to ri de l geni o mi s ta (5 uffic ial i, 91 m il itari di tr up pa naz io nal i, 4 2 mi litari indi geni ), J com pag ni a s pec ialisti d e l genio m is ta (5 uffic ia li, 130 mi litari d i truppa na z io nali, 33 mi litari ind ige ni ), I co mpagnia cos tie ra 140 Reg io Decre to del 30 giug no 1889, 11. 62 15. c he istilui.w-P che le !ruppe indigene p er i 1Jresidi d 'J\Ji-ica , in A. Mori, op. c ii., voi. I , pagg. 749-750. 14 1 Reg io Decre to dcli' I I giug no 1891 . n. 268, c he stahili.1·ce ch e le Truppe d'Africa fac c ia110 parie i111exn 111te del Regio Esercito, cos titue11dole in base alle a11nesse labe lle graduali e m 1111eriche d i formazione , in A. M ORI , ::i p. c it.. voi. Il, pagg . 256-262 . 142 Reg io Decreto de l I' 11 dicembre 1892. n. 707, p er il riord i11a111en to delle RR. Trup pe cf";\.fi-ica, in A . M ORI, op . cii. , voi. II, pagg. 554-592 .


J\lesswulro (jionfi-ido

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indigena, I compagni a tre no mi sta (6 uffi c iali, 59 militari di lruppa naz ionali , 146 militari indigeni ), serviz i di san ità, ve terinario, trasporli, il tribunale militare e il Deposito centrale d i Napol i. Dal fch hraio al nove mbre 1895 furo no c ostitui ti altri quattro battaglioni indi geni , già previsti nell'organico proposto dal general e Baldi ssera. Durante la ca mpagna del 189 5- 1896 le tru ppe indigene ammon tavano a c irca 9.000 uomini, di cui 2.000 di mili z ia mobi le. Oltre alle truppe regolari veni va no arruolate le bande, in cui gli indi geni restavano alle d ipe nde nze dei capi naturali , i quali pre ndevano ordini da uffi c iali italiani. I .e hande avevano una maggiore indipendenza nei con fronti dei rep arti indigeni regolari e non e rano sottoposte ad una ri gida di sc iplina formale. Dopo Adu a il reclutamento de lle bande suhì un ra lle ntamento, esse furono utilizzate alle dire tte dipe ndenze de i commi ssa ri di g ove rno per il ma nten imento dell 'ordine presso le popolazioni indi ge ne. Nel 1902 con il R. D. del 30 marzo l'inte ro corpo delle truppe d' Afri ca prese la denominazione di l<egio Corpo T ruppe Coloniali, sube ndo anche dei c amb iamenti <l ' organico 143. Abbiamo già visto che i decreti re lativi all ' ordin amento tielle truppe d ' Afri c a si occupava no a nch e del loro deposito ceni ra ie. 11 lJepusito centrale per le Truppe d'!\frica fu istitu ito con sede a Napoli ne l 1886 con R. D. del 7 giugno 144 per ammi ni strare il pe rsonale (uffic iali , impiega ti e militari d i truppa) di staccat o ne i territori del Mar Rosso. ed i mate riali per la truppa, in sostan za per dare un assetto pi ù regolare a i serviz i amrninistrativi e c ontabili . Riuni va infa tti in un solo uffi c io le spese per rendere più spe dite le proced ure co ntabi li dei corpi de ll ' Eserc ito c he a lime nta vano la truppa coloniale. Il Deposito era comand ato da un colon ne llo , c he a veva a lle sue cli pe nde nze 9 uffi c ia li e 29 t ra sottufficiali e uo mi ni di truppa. Con il decreto ministe riale de l 15 g iug no 145 furono approvate anche le no rme re lative al fun z ionamento de l Deposito, c he pe r il serviz io amministrativo dipendeva dire ttame nte da l Mini stero della G uerra e dal X Corpo cl ' Armala, sollo l' aspetto di sciplinare. Con il R. D . de l 18 ott obre 1889 146 (e gli altri re lativi all' ordin a me nto de lle regie truppe 143 Mini stero della Guerra - Com a ndo del Corpo di Sialo Maggiore - Uffic io S1ori co, Annuario U.lfìciale delle foru ' armate del Regno d ' Italia fl/1/IO 1938. I - Regio t,·sercilo, Roma 19 38, pagg. 602-603. 144 Regio Decre to del 7 g iugno 1886, f'he istiluisce un d eposito cenlmle JJe r le l/'/1(' M OR I, op. cit.. voi. I, pagg. 188- 189. 145 Decreto ministe r iale de l 15 g iug no 1886 e/r e u1.11,ro vu le norme di .~ervizio e d "am111i11is1m zion e per 1t,, Truppe in Africa , A. MOR I, op . c it. , voi. J, pa gg. 2 62-267.

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d"A.fì'ica , in A.

146 Regio Decre to del 18 oll ohre 1889 c he modifico lo co mpo sizirme del Deposito Cf,111mle per le Truppe d"Afi"ica , in A. MO RI , op. eil. , voi. l , pag. 7 83 .


Le }<mli de/1 ' /~[ficio S rorù:o rl'lative alla campagna del !8Y5- /8Y6...

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d ' Afri ca) fu modifi cata la co mposizione de l De posi lo e nel 191 I l'ente mutò la s ua de nominazione in quella di n eposito centrale per le truppe coloniali, :.iss umendo per la Somalia le ana log he attribuzioni che aveva per l'Eritrea. L e c arte prodotte nel 1895-1896 da questi e nti centrai i (Ufficio Africa e Ufficio Coloniale) e periferici (Comando Supe ri o re Africa, poi Governatorato dell ' Eritrea, Comando RR. Truppe d'Africa) vennero versa te all'Uffi c io Storico, in momenti di ve rsi , dalla fin e de l! ' ottocento al la vigi I ia della prima g uerra mondiale. TI 28 gennaio 1897, infatti , il generale Salctla, ca po di Stato Magg iore cie li 'Esercito , in una letlera 147 indiri 1.Zata al ministro della Guerra, segnalava come per una seri e di ci rcos tan ze quas i fortuite erano venuti a riunirs i, presso l'arc hivio dell'Uffic io Storic o , numerosi documen ti rig uardanti le g ue rre e g li avvenimenti militari de l R. Ese rc ito Italiano e, in particolare, le carie riguardanti l'occupazione mi litare dei territori del Mar Rosso. Quest ' ultima d oc umentazione era cos tit uita dalle memorie dei comandi e de i distaccamenti in Africa dal 1885, dalla corri ~po ndc111.a del Corpo di S ta to Magg iore re lativa all ' Eritrea, cbi dia, i ,101 ici delle o pt:razio11i avven u te ne lla ca mpag na de l 1895-96, dalle re lazion i a s ta111pa . nonché da opusco li e telegrammi . li materiale, che aveva r iccv1110 1111:i prima s i~tc ma z ionc a ll a fine del 1896, fu ritenuto eia Saletta id oneo a cornprc11derc, presso l' Uffic io Storico, anc he g li atti prodoui dal Ministero della Guerra. Il I 0 febbraio il mini s tro della (iuc rra Pe llou x ri s pondeva affermativamente a ll a ri c hi esta di Saletta, acconsente ndo c o sì a l tras fe rì mento di tale carteggio 148 . li 18 m a rzo 1902 il capo cli S tato Magg iore d c li ' Esercito . in un· altra le ttera, dopo aver ricordalo i versamenti <le ll ' apri le l 897 e del di ce mbre 190 I g ià avv e nuti , ri g ua rd ant i la ma ss im a p arte de lla co rri s p o nde nza relativa a lla colo ni a Eritrea dal 1885 al 1896, rinno va va la richiesta al mini s tro de ll a G ue rra Lcn<lcn lc ad ottenere tutte le carte ancora co nservate in que l di cas tero 149 . 147 l.ell era n. 43, in data 28 gennaio 1897. del capo di Staio Maggiore dell ' Esercilo al ministro della Guerra, oggello: dor:uml'nti relativi alle opera : ioni militari ed ai .fàlli tl'armi a v1·enllfi 11el 1e rri1orio del/ ' Erilrea . i11 A.U .S .S.M.E., fo ndo 0-4 volumi t,·rilrea dia ri d el Min i.,·fl'ro (iu N m l' del Comandante Superiore in Africa ! 8Y6- / 897, busta 48 praliche rig11arda11Ji la .Yloria della colonia f;ritrea .

148 I .e11er:1n. 589 , in data I febbraio 1897. del ministro dell a Guerra al capo di Stato Maggiore dell' Esercito , oggello: docum e111i relativi alle opera::.ioni militari ed ai.fàlli d 'armi a v1·e1111ti nel territo rio dell'Erilrt·a, in A.U.S.S.M.E .. fond o 0-4 cit., busta ,18 cit. 149 Lettera n. 9, i11 data 18 marzo 1902, del capo di Stato Maggiore dell'Esercito al O

Ministro dell a Guerra, oggetto: Docume111i cmu:emenli la c olonia F:rirrea, in A.U.S.S.M. E., fondo 0-4 cit., busta 48 cit ..


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AIPS.\'(.1/ll/ro Gio nfrida

11 ministro de lla Cìuerra acconsenti va, di sponend one la compl eta cessione 150 . È proba hile c he il c omplesso doc umentario L-7 s i venne a costituire con queg li stessi versame nti ric ordati sopra e co n a ltri e ffc lluati s uccess ivamen te ( pe r il tramite del governo de lla colonia e de l Min iste ro degli Affari Es teri) a ll ' Uffic io Storic o d a l Comando Truppe Coloniali d 'Eri trea il 9 e il 28 aprile 19 13 151. Il carteggi o de ll 'Uffi c io Coloniale, come que ll o d i tutti g li a ltri uffici de l Comando del Corpo di Stato Magg iore, veni va pe riodica me nte versato a li ' lJ ffi c io Storico seco ndo le di sposizio ni del 12 apri le 19 10, date dal lo stesso capo di Stato Maggiore, ge nera le Poli io 152 . Di qu este carte, infatti, si trova g ià traccia ne l 1895- 1897 in alc une re lazioni ri g uardanti i la vori di riord in o e ffc lluati ne ll ' a rc hi vio de llo ste sso Uffic io Stori co l:'D_ Ecco come si presentano allu a lme nte i fo ndi D-4 e L- 7. TI primo, inti tolato "volumi Eritrea - diario del Ministem <:uerra e co111a11dnntc superivr<' in Afrirn " è formalo da 54 vol umi ri legati (form ato c m . 3,7 x 24 x 34) c he coprono il periodo dal 1885 a l 1899. T ra ttas i in sintesi di docu me ntazione rilega ta, quasi t ulla manoscritt u, co mpre nde nte: i diari c d all egati de l regio commissa rio c ivile di Assab e cie l presidio del mar Rosso, in viali al Ministero de ll a Guerra; i diari de l Coma ndo Superiore in Afric a ( 188.5- 1887) ; la re lazi one cie l generale Saletta ( 1887) e de l ge nera le San Marzano ( 1888); le relaz io ni s ul lu battag lia d i Adua e sull e operaz ioni mi litari cli Amha /\ la g i, 150 Le ttera n. 6666, in Jata 20 apri le 1902, de l Ministro de lla Gue rra al capo d i Sta lo M agg io re dc ll'Eserc il o , oggett o: do c11111P11ti ('011ceme11ti la co/0 11ia l~rilrea . in A. ll.S .S. M.E .. fondo LJ-4 c ii., hu sta 48 c ii. Si veda no a nc he le le ttere n. 1202 dc ll '8 gen naio e n. I del 14 aprile e i re lativi e le nc hi. sempre ne lla busta 48. 15 1 Le ttera 11 . 348 prol. ri servato. in d ar a .'i apri le 19 13. del Co mando R. Corpo d i

Truppe Colo nial i d 'Eritrea a l Comando del Corpo Ji S tato Maggio re dell' Esercito - Ufficio Storico. oggc110: dorn111e11ti a1•1•e11i111P11ti d'Afrirn e Le11e ra n . 348 prot. riservato. in data 28 aprile 19 13, del Coma ndo de l K. Corpo Truppe Colo niali d ' Eritre a al Cor po d i Stato Magg iore de ll ' Esercito - Uffic io Storico, oggello: doc11111e11ti avw,11i111e111i d'Afrirn mmo / 8 97. in A.U.S.S. M.E .. D-4 ci t. . busta 48. 152 Co mando de l Corpo J i Stat o Magg iore - lJflicio de l C apo di Stato Maggiore dell ' E serc ito, ordine elci giorno de l 12 giugno 191 O. n. 2 .. in A.U.S .S .M.E .. /,-3 .1·11u/i par ticolari. bus ta 30 1, fasc icolo 3. IYì C fr. A. U.S.S. M.E. , L-J e it. , bu sta 30.'i his. rascico lo 15. Pe r ese111pio ne l promemoria de l 29 gennaio 1897 si parla dei docu me nri relati vi a ll'Eritrea '·(. .. ) in pa rte a vuti dal M inis te ro, in parte dai di versi uffic i del Comando. fu rono ne l decorso anno o rdinati e class ific ati in un c ata logo appos itame nte ini :1ia10. A questo for ma appe ndice un e le nco generale d i tutte le pratiche re lati ve a ll a co loni a che si trovano sp:rrse ne lla corr ispo nde n:,,a o rd inaria e ri servala Jet Repa rto O perazion i dal 1885 al 1892, il quale Jovrà te ners i annual1 11e nte in corre nte".


Le Ju111i de/1'/Jfficio Storico rl'ialive alla campagna dl' I / 8 95- l8Y6...

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Mac a ll è , Mai Maret, colle Ale4 uà e Amba Salama ( I 895-96), redatte dai comanda nti de lle brigate e dagli ufficiali c he partec iparono ai combattimenti ( I 896) ; i tes ti e i te legrammi spediti da l mini stro della Guerra e dal comandante s upe riore in Africa ( 1887-1896); il ru o lo degli ufficiali ( 1885- 1899); i docume nti originali del M ini slcro della Gue rra , deg li Affari Este ri e del Coma ndo S uperiore in Africa sulla prima sped iz io ne ne l mar Ro sso ( 1885). Ri g uardo al le fonti relative a ll a campag na de l 189 5- 1896 ricordiamo in partic olare il vo lume 23, che comprende il registro con i lcsli dei telegrammi in viati in Africa da l Ministero d e ll a Gu e rra , da l 6 ge nnaio 1891 all ' 11 f'c bbrai o 1896; il vo lume 24 con il ruol o uffi c ia li (esc lusi 4uc lli de i battag lioni d ' A frica) del 1895- 1896; il vo lume 27 co n il ruolo deg li ufficia li e impiega ti in Africa ( 1887- 1896 ); il volume 29 co n il ruol o deg li uffic iali d e i battag li o ni di fanteria d ' Africa ( 1895- 1896); il vo lume 34 co11 il ruolo deg li uffi ciali de l Corpo Coloniale ( 1896- 1898) e i I vo lu ml' 49. con la rn rri s ponde nza tra M in istero della Cruerra e Mini stero degli Affa ri Este ri ri g uardan te gli uffi c iali e l' agcn1.ia Stefani de l 1896- 1897. IJi gra ndl' imporl;in z:i ri sulta no anche i volumi 50, 5 1, 52 e 53 , che consta no ri s pc tt iva 11H:111c di: ( voL 50 ) carte relative alle o peraz ioni milita ri dc li ' Amh.i A t,g i. Macall è. Mai Marct, le ope ra z ioni de lla Colonna Amcglio da l 2.'l. kbh r;1io al 9 111arw 1896, del colle A lequ à e Amba Sala ma nel 1895 - 189(, (c11111pkssiv;1111rn1c 467 pa gine); (vo L 5 1) doc umenti quali lcllcrc e te legrammi tr;, i vari c o111andi dei ballag l io ni e regg ime nti e il comando bri gata , tra tul le qu csll' u11ilù , il coma ndo de l co rpo d ' operazioni e il vi ce-gove rn a to re a M;1ssaua (Ira questi 111Lirni due e il Min iste ro de ll a O uc rra) , appunti . sc hi L.z i. ck11c hi nominati vi co n le proposte di decorazio ne (con caduti , fe riti e supe rsliti ). le rc la1. ioni e i rapporti deg li uffi c ia li s uperiori e s ubalte rni , co mand an ti i re parti c he c ostituiva no la Brigata de l ge nera le Dahormida e la Brigata de l gc11c ral c F. lle na (d i que st' ultimo so no conservate anc he a lc une re laz ioni ). i vari doc ume nti rillc ttcnt i l' a ttività svolta dalle sa lmerie e in ge ne ra le da l se r vizio log isti co ne ll a battaglia (re laz io ne de l magg iore Ange ll o lli ), la re luio 11c Lic i g enerale Lamberti, vice governatore d ' A f'ri ca, al M ini ste ro de ll a G ue rra s ug li a vvenime nti de l I O marzo, dallo schierame nto de lle truppe ita liane alla sera ciel 29 J'chhraio alla ritirata e ag li a vvenim e nti svolti si ne lle re trovie (28 pag ine circa con a llegati 4 sc hizz i, Ira c ui 4uel lo d imost rat ivo de ll a regione fra F.n Liscià ed Ad ua, di stribuito agli uffi c iali alla vig ili a) ed infine le rei ai.ion i sanitarie sulla ca mpag na d' Al"rica del 1895-96 (co n a lcuni a llegali ri g uardan t i i mili tari c he subirono amputazioni dopo la cattura da parie degli abi ssini ), per un tota le di 535 pagine ; (v oi. 52) i doc ume nt i de l Comando in capo, tra c ui i rappo rti del ge nerale Barai.ieri, in da ta 7 marzo (c on ann esso l ' ordine de l


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Alessandro (ÌÌ<n!/i·ida

giorno n. 87 del 29 fe bbraio e due sc hi zzi dim ostrativi) e in data I I marzo 1896, indiri 1.wti , ri spe ttivam e nte, a l co ma ndo in capo alla Asmara e al v ice-governa tore a Massaua , l'ampia re lazione del capitano Dc Lutti , le relaz ioni e i rapporti <lcgli uffi ciali d e lle Bri gate A lhcrtone e Arirnondi , tra cui la relazione sul combattime nto de l I O marzo a l colle Chid:rne e Me re t de llo stesso Albertone e la relazione de ll 'a ll ora colon ne llo Brusati, comand ante il 2° Reggi mento fante ria cl ' Africa della Brigala Ari mondi. re la tiva ai com battimenti di Re bbi -Aricnni, per un totale di 424 pagine; (voi. 53) i te legrammi dal I O april e al giugno 1896 scambi a li tra il Ministero de ll a Guerra e il governa to re di Asmara.

li secondo fondo , intitolato (L-7) "l:.rilrea: minislerial<', comandi. rela -;,ioni, m emo rif' storiche ( 1837- 1934) ", costitui sce probahi Iment e una fon le primaria per qualsiasi ricostru zio ne ~cientifica degli avvenimenti de l I 8951896. Tutta la documentaz ione è conservala in 186 hu ste ed è stata o rdina ta eco ndo una specie tli titol ario. diviso in un certo nume ro di voci. dove. purrroppo, 110 11 se mbra c he sia stato rispettato l' ordine originale con il q1 rnle le carte erano state disposte ne ll' archivio di provenienza. La prima voce ri g uarda il "Carteggio ministeri:ilc e tlei vari co mandi mi li tari"; ricon.liamo i tlispacci de ll o Stato Maggiore, i documenti su l rimp:i trio di Rarati cri del lug li o 1895 e le ~ue le tlerc, le letl e re d i Ualdissera a Mocenni de l 1895, i te legrammi di Crispi a Barai ieri del 189.'i , le carte relative a lla proposta di azi one di Baratieri ne l 1895, a ll ' in vio di truppe in Africa. al generale Cosen1., a lla de lega <li poteri a l ge nera le Lamberti , alle a ttribu z ioni di vice-governatore in Eritrea. a ll a situaz io ne interna, al I' asselto d e l la colon ia e la serie de lla lette re ri servate (busta 2). Sollo la voce " Bollettini ufficiali . ordin i de l giorn o e ordini permanenti", rieortliam o g li ortlini de l g iorno de l Co mand o in c apo de lle Truppe Afri ca de l 1895-96 (busta 5). M o lto import:intc poi è l:i voce c he compre nd e le " Re laL.ion i", del le qu ali ricordiamo quell e di Barati e ri d e l 1895, rela tive ag li e pi sodi di Oc hrà A ila, a ll a situazio ne cie li ' Abi ssini a, dell' Aga mè e de l Tigrè, del S ud an. al le operazio ni contro Ma ng ascià e Alula, no nc h é la re lazione dcli ' Ari mondi su ll ' Amba Alag i (bu sta 12). De lle re la7.ioni ri gua rdanti i fatti tlc l 1896 c itiamo: q ue lle tle i generali Salsa, Baratie ri , Lambe rti e Balclissera; l' inc hi es ta su ll a battaglia di Adua del Corti celi i, le a ltre re laz ioni sulle operazio ni de lla colonna Roeeard e sulle questioni mi litnri per la difesa della colon ia ( bu stn 13).


I,<' fo11li del/· U.ffir:io Storicu relmive alla rn111pag11a d el I f/95-1896 ...

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Solto la voce "Telegrammi minislniali e d e i vari co ma ndi", si vedano in pa rticolare i te legrammi di Hara ti eri e l\rimondi, tutta la co rrispon de nza lc lcgra fi ca nel 1895 (busta 26), i lclcgrammi del Corpo di o perazioni d el 1895- 1896 (hu ste 26, 28 e 29), la se ri e dei te legrammi origina li s pedit i e ricev uli d a ll'Eritrea ne l 1896 ( buste 3(}, 3 1, 32. 33, 34, 35), 4ue l Ii re lati vi a i fatti di Macallè e ag li avvenim e nti c he precede llcro Adua, alle lrallative con Me nelik s u Adi g rat e Macallè e i te legrammi tra Baralicri e Mocenni nel 1896 ( bu ta 36). Sotto la voce ri guardante gli " Organici e i reparti", parti colare interesse rivestono le carte de l J 895, re lative a li' impiego delle truppe bianc he e a li ' invio di rin for7. i; per il 1896, in vece, le carte rig uarda nti la costitu 7.io.nc de l 2° e del 3 ° Battag li o ne indige no, la co mmissione per il rio rdina111e nt o orga ni co, la costi tuzione. forma7.io nc, sc ioglime nto e rim pat ri o di vari e uni tà in Africa (busta 4 1). Ri g uardo all a voce "Co111a ndo-comandan li <.: co111111iss:1ri ", si veda no le carie de ll 'archi vio Haratieri (sul processo co nl ro d i lu i ). l'opuscolo del gen<.:rale C hia la , i diari e doc um e nli vari versa r, da Ba dogl io rc lali vi a lla ca mpag na d 'A frica de l 1895 - 1896 ( busta 44 ). Sotto la voce ..Comand o-di spos izioni div<.: rsc... tro viamo la docume nt az ione relat iva a ll a di vers io ne da t\ssab ad I la rrar, il bo ll e ttino del l'lJITic io politi co. la s ituazione ddl ' inte nde n7.a, lullo de l 1896 (busta 45). Sollo lavoce "depo ili ", risulta no interessanti le carte de l dcpm, ito ce nlralc e del la colo nia a Napoli ne l 1895 -96 (busta 50). Sotto la voce "Ope raz io ni militari", ri cordiam o 1:-i docu111c11laz ione s u Amba Ambarah~1, s ulle ope raz io ni ne l Te mbien de l 1895 e s ull a ricog niz ione di Dc bra Ma rzò elc i 1896 (bu sta 5 1). Una voc<.: mo lto impo rlanlc è q ue ll a relativa ai .. Fall i d ' arm<.:" dove sono conserva te le carlc re lati ve a ll ' Amba A lag i e all ' occupazione di Coail e Senafè, a ll a battaglia di Adu a, in particolar<.: a ll a Brigata Dahormida, a i co mbattimen t i di monte Macron e Tue ru f. a l racconto del S.Ten. Cu nihcrti, a l 4 ° Rallag li o ne indigeno (husta 54), alla morie de ll o stesso Dabormida, a lla cotitu7.ionc di re part i per la hallagli a, al di ario de l te ne nte colonnello Ga lli ano e alla s ua morte in comba ttim<.:nto, ai s upe rstiti tra gli uffic ia li e la truppa , informaz ion i da i redu ci, sc hi zzi e c arl<.: lopografiche (hu sta 55). Rig uardo all a voce "R e laz ioni va rie", si ved a la re lazione s ulla ricog nizio ne de l Dembalas del 1895, s ui serviz i d ' inte nde nza ne lla ca mpagna d ' Africa ne l 1895- J896 e que lla s ulle o pera7.ion i ad A du a de l colonnello Pagan ini (busta 56).


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Alessandro Ciionfrida

Rig uardo alla voce " Studi e me morie", si vedano quelli del colonnello dc Roccard , del tenente generale Corsi, di Zo li, dell'allora colonnello Bru sati , la me moria sulle batterie siciliane e altre sempre su Adua (busta 60). Sotto la voce "Situa7.ione militare", ri s ulta no <li particolare interesse la doc umenta zione del 1895-96, relati va alle di slocazioni e la situazione nu merica delle unità in colonia, alla mobilitai.ione del 2° Battag lione d ' Afri ca, ai ruolini uffici al i del Corpo di o pe razioni (buste 64 e 65), gli specc hi vari e le tabelle con la forza, le di sloca zioni dei vari comandi e reparti , la situazione del 16° Battaglione d ' Africa (bus ta 66) . Sotto la voce "Servizio informazi oni", ri cordiamo i fascicoli del 18951896 relativi alla situazione dell ' Etiopia e del Tigrè, ag li effetti delle vittorie di Coait e Scnafè, alla s pediz ione di armi da Trieste, ai cifrari (busta 74), all e notizie da Ad Agamus, con la lettera di Mangascià alla regina Vittoria, le carte del 1896 su Ras Macomen , sull ' azione politica d ell'Italia in Etiopia, sull e informazioni dal fronte sud ed o vest. sui prigionie ri , sui russi in Abissinia (busta 7 5). Sotto la voce " Lavori topografic i" è conservata la cartografia del 189596 (husta 7 7), sotto la voce "Anni e muni zioni", in vece, il fascicolo del 1896, re lativo alle spedizioni di materiale be llico in Africa (bu sta 80). Rig uardo all a voce "Reclutamento e truppa" seg naliamo i fascicoli del 1895 -96 relati vi alle truppe spedite in Africa, ai soltufficiali d a inviars i, al rimpatrio del la truppa, alla costituzione d el 2 ° e del 3 ° Battaglione cacciatori (bu sta 82). Interessanti sono sic urame nte la voce "Artig lieria", con le carte del 18951896 sui quadrupedi e sulle nuove ba tterie (husla 83), la voce "Ge nio" , con i fa scicoli relati vi alle forti fi cazioni in Eritrea nel 1895-96 e all' attività del colonnello P1ttaluga ad Assab (busta 84), la voce "Sanità", con la documentazione del 1895-96 relativa al colera sui piroscafi pe r Massaua e la relazione sull 'organizzazione e il runzioname nto sanita rio (busta 86), la voce "Irregolari e truppe indigene", in particolare nel 1896, con carteggio sul progcllo e l' organ izzazione delle truppe di co lore, sull'ordinamento della milizia mobile, sul 7° Battaglione indigeno, sul riordinamento dello s4uadrone di cavalleria, sulla suddivisione per regioni e Lribù del pe rsonale indigeno (busta 90). Ri cordiamo a ncora l'importantissima voce " Pe rdite" nel 1895- 1896 (morli , feriti , dispers i e prig ionieri ), in particolare, qu elle relati ve alla disfatta di Adua: i l fascicolo sul numero d ei morti e feriti (ufficiali e truppa), sulla scope rta della tomba di Dahormida, sulla sepoltura dei morti di A<lua , sull a morte <li (ìalliano, sui prig ionie ri libe rati , sul lavoro d el generale Gahha re lativo al calcolo esatto delle pe rdite (busta 91) , il ru olino de i militari d elle


Le fo111i del/'U.fficiu Siuricu re/(lfive alla camJJa,?na del l8Y5- !8Y6.. .

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RR. Truppe c he presero pa rte alla battaglia di J\d ua da ri tene rs i morti, di spersi o prig ionieri (busta 94) , e ancora al tre carte re lative se mpre ai prig ioni e ri (buste 94-95) , alle fu cilazioni di questi ul timi (husta 95). Ri cord ia mo, inoltre, la voce "Onorificen ze e ricompense", co n i fasci coli relati vi alle decoraz io ni proposte per i co mbatte nti e i caduti negli scontri di Saganciti , Alai , Coatit, Senafè, Mai Mareb, Sabderat, Agrà, Macallè, Adua, de lla brigata J\lhertonc e Arimondi ( bus ta 96). Sotto la voce "Personale uffic iali" sono di particola re interesse i fascicoli de l 1895- 1896 sug li uffi c iali rimpatri a ti e parti li per I' Af"rica di varie armi e d e i servizi (busta 104). Sotto la voce "Amministraz ione", ri cord ia mo le carte del 1895 relative al b ila nc io spese straordinarie di nuovi 3 batt agl io ni , al bilancio militare coloni ale , all a direzione generale servii. i a mmin istrati vi, a lle maggiori sp ese pe r le ope razioni contro Batha Agos; ri cord iamo, in vece, le carte del 1896 relati ve a l bilanc io per le truppe in Africa e ai mate ria li spediti (busta 11 5). Sotto la voce "Vettovag liame nto" , ri cordi amo i fasc icoli del 1896 sui depositi di foraggi e sui forn i di campagna (busta 11 7) e sotto la voce "G iusti zia", ricordiamo le carte del 1895-96 re lat ive a lle se nte nze sul commer cio dell e a rmi sull ' ordina mcnlo gi udi zia ri o co lon iale ( busta 119). Ri g uardo alla voce "Affari diplo matici". ri cord iamo i fascicoli de l 18951896 sul colon ne llo Sartorie s ui conf"ini ita lo -egizia ni , per il I 896 i rasc ico li s ul trattato italo-etiopico, sulla dichi araz ione di g ue rra e la cessai.ione dello sta to di g uerra de l la colo ni a Eritrea, su Ila c roce rossa ru ssa ne llo Scioa ( busta 122); riguardo a ll a voce "Affari ind ige ni ". seg na lia mo, in vece, i fascicoli de l 1895-% re lati vi alla ri volta d i Ha ta Agos e di ras Ma ngascià (bus ta

125).

Ri g uardo alla voce " Commerc io armi", ri cordiamo la docu mc nta1, ione de l 1896 re lativa al traffico di armi per l' Abissinia , ai furti di a rmi a Saganeiti ; ri g uardo la voce "M iss io ni po liti che", r icordi a mo i fa scicoli del J 89596 re lativi ali ' Agenzia Slcfa ni ai prig ioni e ri e al tratlato di pace, a lla corri sp ondenza di Nerazzini e alla sua missione presso Mc nc lik, alla mi ssione del maggiore Salsa (busta 130). Vanno ri corda te anche la voce "Sta mpa", con i fascicoli de l 1895-96, c he conserva no i ritag li d i g iornali d 'epoca e, in particolare, quello (fa scicolo 5) relati vo all e lettere di Carducci ( busta 136); la voce " Piroscafi " , con t utte le carte de l 1895-% re lative ai lrasporti de lle tru ppe in Eritrea (bu ste 148, 149, 150); la voce " Docume nti diplomatici", con re lative carte de l 1895-96 (buste 155- I 56); la voce " Pubblicazioni", con mo nografie ed iti nerari a stam pa


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J\fessa11dr o Gio11/i·ida

de lla zona di Adua (bu sta 160); la voce "Carte topografi che", con tulla la cartografia riguardante le zone di operazioni della campagna del 1895 -96 (busta 161 ). L' ultima voce è quella relati va all e " Memorie storiche" , che raggruppa le relazioni annuali, c hiamate appunto memorie storiche, dei vari comandi , corpi ed unità, di sta nza in Eritrea, inviate periodicamente all ' Ufficio Stori co. Ri cordiamo le memorie del 1895-96 del Comando truppe dell' Eritrea (busta 162), della Divisione fanteria d ' Afri ca, della Rrigata fante ria d ' Afri ca, dei regg imenti alpini , del I 0 , 2°, 3° battaglione cacciatori, dei re parti bersaglie ri (tulle nella bu sta 163), dei baltaglioni fanterie d'Africa e di altre unità di fan teria (busta 164), de ll e varie unità d ' artiglieria (husta 165 ), del la Direzione del servizio veterinario e di Sanità, del Comando genio (bu sta 167), del I 2°, 3°, 4 °, 5°, 6°, 7" Ballagl ione indigeno (buste 168- 169), della milizia mobile eritrea e del Comando gruppo indige no (b usta 171 ), dcll 'ar~· tiglieria indigena, de lla cavalle r ia e del le band e eritree (busta 172). O

,

Per conc ludere l' elenco de lla d ocu me nt azione del second o g ruppo, ricordiamo il fo ndo 11-5 "Sfato Magg io re J<egio t.:sercilo - classificato RR. ", dove sono co nse rvati due volumi rilegali con g li alli del 1896-1 897 relati vi alla sostitu z io ne del generale Baldissera e del generale Rarati eri, al processo a qucst' ulli mo e ali ' inc hi esta sulle responsabilità, nella battag lia di Ad ua, de i generali J\lhertonc, Ellcna e colonnello Valcn Lano (buste 36 e 36 bi s). Il te rzo gruppo riguarda le ca rte pri vate di importanti personalità militari, conse rvate nel complesso d ocume ntari o L-13 "Documentazione acquis ita dal /9Mì - fondi ( 1R70 - 1973) " . Di particolare intcr.c ssc per la cam pagna del 1895-96 in Eritrea so no le carte e g li appu nti manoscritti (busta 11 5) del generale Rnrico Cosenz. ( I R201X9R) , che dal 1882 al 1893 resse, per primo, il Coma nd o d el Corpo di Stato Maggiore, e le carte (bu sta I 19), sempre manosc ri tte, con allegali alcuni articoli di g iornali, del generale D omenico Primerano ( IR29- l 91 / ),che ru il secondo cap o del Corpo di Stato Maggiore dal J 893 al 1896.


MJ\U RIZlO RIJffO

L' ITALIA NE LLA TRIPLICE ALLEAN ZA: STUDI SULLE OPE RAZIONI M ILI TA RI ALLA FRO NTIERA N. O. 19 13 I . Gli antefatti Dopo il Cong resso di Rc rli no d e l 1878 , la ricerca di intese diploma ti c he c he pc rme llessero a ll ' Italia d i svolge re un· atti va politic a di presenza in E uropa ru condizio nata dalle iniz iarjve de lla Corona c he, adoperandosi per fa vorire>: l' :ille:im.a con gli Imperi Centrali propo:-ta dal canccllic re tedesco Risrna rc k, poneva un netto ostacolo ad un avvicina111c11tu tra l' ll a l ia e la rrancia. Mentre, infalti , la Franc ia repubb licana appariv.i come ce ntro propulsore de ll' eversione democrat ica, g li l mpe ri C e ntrali !>c111hrnva110 offrire un sostegno inte rnazionale ritenuto necessario pe r la ~a lvag uardia, in Ita lia, dell'istituto mona rc hico e de l!' ordine soc iale. Le rag ion i d i un tratta lo, in fun z ione antifra ncese, furono soste nu te princ ipalme nte da Francesco Crispi, m inistro de l gove rn o Ocpret is, c he, acceso a mm iratore della prassi au to ritaria di governo e de lla politi ca di pote nza perseguile da l B ismarc k, inte nd eva raggiungere du e scopi he n de fini t i: portare il paese s u pos izioni di presti g io ne i rapporti in1 ern a1.iona li e dirottare i ferme nti de l na ziona lismo itali a no verso una politica di presenza italiana nel Mediterraneo e di espansio ne in Afri ca. Il T rattato, nolo come Triplice Alleanza , venne firmalo il 20 maggio 1882, no n senza s uscitare in Itali a un ' o ndata d i proLcste contro il governo la c ui politica este ra appariva come rinu nc iataria verso la I iberazio ne da l domi nio austriaco de l Trentino e d i T ri e ste. Il Trallato co nteneva un a c lau sola c he prevedeva a lla scade nza, su base q ui nquen na le, una rev isione conco rdala Lra i co ntraenti. In occasione dell a prim a scade nza , ne l 1887, c o n m in ist ro deg li es teri ne ll ' ul Limo governo Depreti s il conte Di Robillant, l'Italia olte nne l' agg iunta di due protocolli : il pri mo c o nte mp lava fra l' llal ia e l'Austria la necessità


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Maurizio R1if/<J

di accordi preventivi per quanto ri g uardava la zona balcanica, fi ssa ndo un co mpenso rec iproco per ogni va ntaggio te rritoriale acquisito rispetto a li' a ttuale status quo; il secondo prevedeva che la (ìermania non avrebbe posto nessun ostacolo nel caso in c ui I' llal ia, per difendere i propri inte ressi nel Mediterraneo a vesse agito nei territori dei paes i nordafricani cd avesse chiesto gara nzie territoriali alla Francia pe r sal vaguardare le frontiere del Reg no e la sua posizione marittima . Venne quindi rinnova to nel I 891 , 1902 e, p er l'ultima volta, nel L912 q uando venn e riconosciuta dalle altre due Pote nze alleate la conquista italia na della Libia. li rinnovo del Trattato ed il peggioramento de lla situazione internazionale, di venuta particolarme nte tesa e piena di pericoli pe r la pace in Europa con il di va mpare della g uerra balcan ica 1, indu ssero lo Stato Magg iore de ll ' Esercito a meditare sulla concreta possibilità di un conflitto europeo e s ul modo più conve niente di far vi prendere parte l'esercito. Questa partecipazione e ra , peraltro, condizionata dalla s ituazio ne in c ui versava l' esercito in conseg ue nza de lla g ue rra libi ca 2 , e dall a necess ità di te ne re pronto un Corpo pe r un 'eventuale spedizione sull'altra spo nda dell' Adriatico. TI Ten. Gen. Poli io, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, attivò, pertanto, g li uffici dipendenti per intensificare La lnrn opera di studio, di appresta mento dei documenti, di allestimento di proietti per il caso di mobilitazione 1

G ue rra Ralc:rn ic a: il 17 ottobre 19 12, la Qua druplice Bal canica (Serbia, Rulgaria, Grec ia c Montenegro), con il so stegno del la Russia c he da le mpo as pirava ad au111 e ntare la propria influ e nza ne i Balcani, mosse g ue rra a lla Turchia co strin gendola a ll a resa im mcdiatn nll' Ita li a e infli ggendole una seri e di sconfitte c he ne prnvocnrono il tracollo. Dissollo si l' Impero o ttomano, l' A ustria indu sse la Rulgar ia a muovere gue rra a lle cx al leate pe r dife nde re i propri di ri ui ne lla spnrtiz ione cie li ' l111pe ro turco e pe r contrastare, su l piano polit ico, l' influenza russa ne ll'are a ed il sorgere de l pe rico lo Se roia. Tutla via la sconfi tta bulg ara vanif"ici'>4 uesl.o progetto costringendo I' Auslria-Ung hcrin a ll' an nessione de lla Bosnia-Er1/.ego vina fi no allo ra sotto prote ll<iral o asburg ico. 2 L a c ampag na di Lioia impeg nò forze c he variarono dai 35. 000 ini ziali de l Corpo d "A rmata specia le dc li ' I I ottobre del I <J I I ai I 00.000 de l maggio I <J I 2 con un conti nu o logorio di pe rsonale e mezzi c he , nonostante la legge 698/2 7 g iu g no 19 I 2 c he prevedeva un incremen to organi co de lle unità d e ll 'eserci to me tropolita no, si faceva sentire a ncora nel d ice mbre de l I 9 13 causando un 'effetti va diminuz io ne del la fo rza d cli ' eserc ito pur con un suo a mrnodernamcnto generale in virtù del reintegro de i materia li che fa vo rì l'introd uzione di nuovi e più effic ienti.


L ·Italia nella Triplice Alleanza: studi sulle opendoni militari alla frontiera..

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alla fru nliera N.0. 1, come si legge nella lettera di accompagnamento del docume nto, c he aveva vi sto la luce nel marzo 1913, e con la quale il Pollio so ttoponeva ai Comandanti d 'Armata ed agli Is pettori Generali le conclusioni, pe r avere da loro un motivato parere ed even tua li suggerim enti in merito.

2. TI documento li doc umento, alla c ui stesura concorsero tutt i g li uffi ci dello Stato Magg iore, venne curato ed edito a c ura de ll 'U ffi c io Scacchi e re Occidentale ed era suddi v iso in due pa rti: la prima ri guarda va le o pe raz ion i militari nel periodo de ll a mohilitazionc e della radunala. la seco nda le opcra1,ioni nel periodo s uccessivo alla radunala stessa. La prima parte, più interessa nte ed ogge tt o di qu es ta a nali si. pa rte ndo d allo scopo de llo studio e da con siderazion i di n rdine grn e rnk , esamina nei de ttagl i le prohabili azioni offe nsive fran ces i nei primi quindici g iorni di mobil itazion e suddi vide ndole ne i vari setto ri o pe rativi. pe r g iunge re. a ttrav e rso le considerazioni finali , alle consegue nti proposte o pe rai ivc; la seconda pa rte, in vece, an ali zza l'offensiva stra tegica. sia l"rnncL'SL' L'11 e i1alia11a. nelk suc carallc ri slic hc fondamcnlali c negli ohiclliv i c he i11 1cndc co nseg uire, i mezz i necessari per l'a ttuazione e le consegue nze dc ll;1 dil c1tos;1 circosc ri zio ne territo ria le 4 che vede nell a stessa valle, incolo nn ate una di etro l' altra, unità dipe nd enti da Corpi d 'Armata diversi me ntre le Di v isioni de ll a stessa Gra nde Unità o perano in va llate parallele e, tal vo i la. scollcgale trn d i loro.

li Piano, dunque, poggiava sul'J' ipotes i di una g ue rr;1 ne l la qual e la Fran cia e ra impeg nata co nte mporanea me nte, pe r le al lea nze in alt o, sull a fro ntie ra Nord -orie ntale e su qu ella sud -orie ntale. Ques ta tesi portava a rite ne re c he l'Arma ta fran cese. destinata ad ope rare sull a frontiera alpina, avesse, il primo g iorn o di mobilitaz io ne, un a fo rza di circa 16.000 uo mini e 58 pezzi di a rtig lie ri a pe r ra ggiun ge re i 172.000 uomini e 300 bocche da fu oco verso il 10° g io rn o e, so lo dopo il 25°-30° g iorno , potesse contare sull ' eventuale appoggio d i un ' Armée d e Reserve di circa 65 -70.000 uomini. 1 Cfr. Documento n. I . A.U.S.S.M.E ., "Studi sulle operazion i militari allajìw1tiera N.0. " 11. 553 di prot. RI SE RVAT ISS IMO, 17 aprile 191 3. Uffic io de l Capo di Stato Mag g iore dell'Eserci to: Fondo H 6. bu sta I . 4 Cfr. Docume nto n. 2, "Studi_ sulle operazioni militari alla fro ntiera N.(). ", Parte II

" Le opera~ioni nel periodo successi vo alla radunata'·: f ondo H 6 , busta I.


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Maurizio Ruffo

In tali condizio ni un 'offensiva francese condolla a fondo era da esclu dere, anche in considerazione che I' llal ia poteva contrapporre una forza di c irca 200.000 uom ini e 416 pezzi d 'artig lie ria ne ll o stesso periodo di a pprontamento. Esclusa, pertanto, un 'offens iva a fondo le operazioni francesi nelJo scacc hie re a lpino avrebbero assunto, ve rosi milme nte, la caratteristi ca di una serie di par:,,.i ali , e nerg ici atti di un ' offensiva tattica 'i che si riprorncllcva di ac qui sire il contJOll o dei valichi e de lle posizioni di co nfine per poi assic ura rsi, ove possibile, il possesso delle testate de lle valli. Ciò mirava da una parte a rendere le nta, difficile ed o nerosa per l'Italia un ' offensiva strategica, dall 'altra di attuare il concetto strategico de llo Staro Maggiore francese che preved eva una: organizzazione ed azione alla frontiera alpina tali da richiedere la minore possibile quantità di truppe per poter contrapporre la massa delle forze alle forze tedesche sulla frontiera Nordorientale, dove si decideranno le sorti della guerra 6. Tn pratica invischian; le for,-;c italiane in una lunga ed este nuante offensiva pri ma contro le posizioni di conl"inc, poi , a ll ' interno de lla cate na al pina, alle prese con le fortificazioni per mane nti , costruite con ab bonda n:,,.a di meni in duplice e talv o lta tripli ce ordine (Schizzo n. I ), f"ino a quando il sopraggiungere de lla calli va stagione ne paralizzasse le ope razioni costitui va, per la Franc ia, l' ohiclli vo che permetteva cli impiega re tutta o una grossa parte dcll'!\rmée des Alpes sull a fronti era tedesca.

Ques to e ra in pratica l' inte ndim e nto dello Stato Magg iore francese, co nfermato sia dal tipo di preparazione mili tare adottato dalla Francia, sia d al]' esame de i docume nti di varia natura svolto da ll ' Uffic io Scacch ie re Occidentale dal 1893 al 19 12. Per ottenere lo scopo prefissalo , la mohil itazione si sarebbe svolta all'unisono con l' afflue nza nei siti di radunata cie l le unità; questa e ra suddi visa, per facilità di studio ed ana lisi, in tre pe ri odi success ivi: a . nel prùno, che va dal I O al 5° giorno di ,nohilitaz. irme, era previsto I 'cif-

flusso in prossimità del confine e la dislocazione Lunf?O la .frontiera, dal Monte Bianco al mare, delle t ruppe di copertura 7 costituite da: 5 T termin i rauico e strategico no n vengono usati nel sig ni fi cato allual e lega lo , Ira !"altro, a l live llo organico, ma agli scop i che si prefiggono di raggiungere. 6 A.U .S.S .M.E, "Studi sulle operazioni militari allafrontiera N.O ." Parte I "Le operazioni militari nel periodo della m ohilita zio11e e radunata", pag. 2; Fondo H 6, busta I. 7

lhide m : pag. 6.


l 'Italia nella Triplice Alleanza: studi sulle opera:ioni militari alla frontiera... 197

- 13 gruppi alpini; 12 battag lioni regionali ; 8 batteri e montate; 16 ba ttag lioni detti premiers à marcher; alcuni squadroni di ca valle ria; 4 g rupp i di ba tterie montate desti nate ad armare po sizioni speciali ; h. nel secondo, che va èlul 5° al 9°-10° gio rno, l 'arrivo di:

- 8 Brigate atti ve con formazione speciale adatta alle operazioni in montagna; 13 battaglioni cacciatori alpini d i riser va ; 7 battaglioni alpini territoriali ; 4 Brigate mobili pe r la difesa atti va d ell e pi azze di I" linea; c. nel te rzo ch e va da.I Y 0 -10° a.I 15 ° 1-:iorno, l 'afflu s so sui siti di radunata

delle Divisioni di riserva ed il completamenw della mohilitazio11e dei Servizi (Sc hizzo n. 2). Pe r ultimo si rite ne va che la complessità delr orografia c he delimi tava, ne l senso de lla profondità, lo schieramento de lle unità nei var i setto ri in c ui era di viso (Tarantasi a, Moriana, Bri ançonese, ecc.) non conse ntisse un fa c ile tra vaso di forze da un setto re all ' altro co ndi zio nan done, di conseg ue nza, le ca pacità operati ve di ciasc un o. Sull a base di queste considerazioni la fro nti e ra italo-fran cese venne suddi visa ne i segue nti cinque se ttori : I O S F.TIORF.: dal Monte Bianco a l Colle cl ' Iseran. O pe raz ioni dirette dalla

T arantasia in Val d ' Aosta attrave rso il Colle della Seigne, del Piccolo S. Be rn ardo e du M ont;

2° SETTORE: dal Colle d ' Is eran al Colle d e ll e T raverscttc. Operazioni co ndotte: 1. dall a Moriana contro la C onca del Monce ni sio; 2. dall a Moriana e dal Bria nçonese contro la Conca di Bardonecchia; 3 . dal Bri arn,;onese contro la Co nca di Cesa na; 4. d al Quei ra s contro la regione dell' Albergian e de i tredici laghi ; 3° SETl'ORE: dal Colle delle Traver sette all a Colla Lunga. Operazioni dirette dal Delfinato in V alle Stura o in Val V araita, Maira e Po ;


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Maurizio l<ujfo

- 4 ° St.ffTURE: dalla Colla Lunga al Sabbio ne. Ope razioni condo tte d alle Va lli di Tinea e Vesubia in Valle d el Gesso; 5° SETI'ORE: dal Colle de l Sabbione al Ponte di S. Luigi s ull a rota bi le della Cornice. Operazioni dirette d al Nizzardo verso Te nda, l' alto T ana ro o verso la ri viera Ligure; te ne ndo presente che le operazi oni si sarebbero svolte , in linea di mass ima, nell a stagi one più idonea pe r condurre operazioni in montagna, c ioè nel periodo maggio-giugno o scttcmbre-ottobre, e, in un secoudo te mpo, considera ndo la p ossibilità di ope rare nella stag io ne in vern ale con tutti i condizioname nti d a qu esta imposti . Fatte queste considerazio ni generali nel documento si prende in esame ogni singolo setto re analizza nd olo nei suoi aspetti fondamentali quali: il terreno, i poss ibili obiettivi, i rap porti di fo rza ed infi ne la possibile condolla fra ncese. 0 /

St.rt0R1:.·:

d al Monte Bia nco al Colle d' lseran (Schi zzo n. 3).

Q uesto particolare settore è inte ressato da un a sola rotabile che attraversa il confine, quella del Piccolo S. Bern ardo sussidiata a nord dalla mu lattiera del Col de la Seigne ed a s ud da quella del Col du Mont. 1 valic hi di confine quali il Passo Gali sia ed il Col N i volet sono, invece, per loro natu ra es tremame nte diffi c iIi da attraversare ed il loro accesso è conse nti lo solo a pochi ele men ti a piedi .

G li obie tti vi tatti ci francesi erano perta nto da ri cerca rs i lungo le tre vie di fac ilitazio ne, su indicate, in qu anto il contro llo de l Piccolo S. Be rn ardo presentava il dupli ce vantagg io di ritardare una possibile o ffensiva italian a in Savoia e di favorire una pe ne trazione in profond ità in Valle d' Aosta; il Col de la Seig ne ass umeva in vece note vo le impor ta nza in ca mp o ta tti co nell ' ipotesi di un'offensiva ita lia n a c he non poteva s vilu pp arsi se nza l' occ upa7.ione de lla Conca di Beau fort. I pri mi a tti tatli ci francesi a vrc bbero, d i consegue nza, a vuto lo scopo di impossessarsi dei vali chi suddclli e, successivame nte, lungo la linea del Col de la Seig ne de lla po sizione d i Chavanncs-Mont Fortin, lungo la linea del Piccolo S. Be rna rdo delle posizion i del Belved ere , d ei Trincerame nti de l Principe Tommaso, della Pierre T ai ll èe cd in fine lungo la lin ea del Col d u Mo nt, delle posizioni di C ha mpig ny, della Pa rrocchia di Val Grisanc he, di Cl uzaz-Baule n e d i C hateau M. Maje ur.


L 'flulia 11ella Triplice J\1/eanza: s/udi sulle operazioni mi/i,ari alla jì-onliera... 199

I rapporti di forza iniziali (Grafico n. l a- lh) erano a fa vore della Fran cia tanto c he, si n al primo giorno di mobilitazione, era ipotizzabile l' occupazione da parte delle l'or1,e l'rancesi delle posizioni italiane di Mont Fortin, del Be lvedere e del Col du Mont. Dal terzo giorno di mobilitazione e fino a tutto l'ottavo, la s ituazione si in vertiva a vantagg io italiano tanto da far supporre c he i Francesi sarebbero stati costretti ad abbandonare le posizioni conquistate il primo giorno ed a ripiegare entro il loro te rritorio, lasciando in mano italiana il Col de la Seigne ed il Col du Mont; di versa si prese ntava la situaz ione per il Piccolo S. Bernardo i n quant o dire tt a me nte dipendente dal! ' esito dello scontro tra le artiglierie del l' opera fran cese delle Traversette e quelle da montagna italiane.


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Mauriz.io N.11fjè1

RAPPORT I DI FORZA

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/.'Italia nella Triplice Alleanza: s tudi sulle upera~io11i m i/ilari alla frontie ra ... 20 1

In ultima analisi non si rilcncva che, in questo settore, un ' offensiva francese nei primi 4uindici gi orni di mobilitazione avrebbe approdalo ad alcun risullalo positivo, me ntre l'occupazione avanzala avrebbe permesso all ' Ttalia di man te nere le posizioni di confine lungo la linea del Pi ccolo S. Bernardo, guardata dall' opera delle Traverscllc, e la possibilità di affacciarsi al territori o fra ncese in direzione dcgl i shocchi del Col d e la Seigne e del Col clu Monl. Nel periodo in vernale, invece, la possibilità di cond urre operazioni militari era da rilcnersi pressoché nulla perché le condi zioni cli praticabilità de lla zona s i riducevano al solo Piccolo S . Bernardo, da percorrere a piedi, e la poss ibilità per poc hi reparti di accedere co n diffi coltà solo al Col de la Seigne ed a l Col du Mo nl. Tutti g li altri passaggi erano da conside rarsi completa mente c hiusi ed invalicabili.

2° Stn TORt:: dal Colle d ' lseran al Colle delle Tra vcrselle (Sc hi zzo n. 4). 11 se ttore è caratterizzato dalla presenLa d i du e olli mc rotahi li c he, sussidiate d a nu me rose vie di co rnuni caz11->nc si.:cond.iric, allrave rsa no il confine in corri spondenza, rispettivamente, d e l Colle de l Monce nis io e de l Monginevro 8 , mcnlrc la linea ferroviaria dalla reg io ne francese della Moriana, allravcrso il trafori del Frejus, sbocca nella conca di Bardonecchia.

Q ui un ' offensiva tattica francese c he avesse colllc scopo e.li ri tardare, lun g o tali dire ttrici, un ' offe nsiva strategica italiana tcndcrebhe al possesso de lle conch e d el Moncenisio, di Ha nJon ccchi a e di Cesana -Ulzio e, in sottordine , a lle tesiate delle va lli del Pcllice e della G ermanasca pe r impedire infiltrazioni italiane nell'alta va ll e del Guil. L' analisi della situazio ne de l settore, estre mame nte importa nte e delicato perché in teressava la princ ipal e via di facililaz io ne verso Torino e la Pi anura Padana, induceva, per uno studio più approfondito ed esa uriente, a sud divide rlo in quattro sollosellori c he prenderanno nome dalle operazio ni condotte rispe tli vame nle conlro l'altopia no del M oncenisio, la co nca di llard onecchia, la conca di Cesana- Ulzio e contro l' A lbe rgian-Piz-Tredici laghi. È, ino llre, importan te sottolineare come da parte dello SLalo Maggiore s i tendesse a conside ra re og ni minimo particolare che potesse inflnire, in 8 Mong inev rn: 11 1::I tes to viene usata la di zio ne a ttua le in sostituzione della di /. ione Mong inev ra in uso all 'e poca.


Maurizio R11[/u

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qua lsiasi maniera, all o svi luppo delle operazioni stesse; più specificatamente la determi nazione approssimativa della quantità di materiale d'assedio di c ùi i rrancesi potessero disporre, in ques to delicato settore, e del te mpo necessario perc hé questo materiale potesse essere utili zzato contro le opere di rc nsivc italiane disseminate lu ngo il confin e. Infatti in uno studio sull' Armèe d es A lpes, come riportato dal documen to in esame 9 , era stato rilevato c he: L'J.::QUJPAGCJO D 'ASSJ:.,"JJ/0, sul quale può certamente .fare assegnamento /'Armèe des Alpes, semhra si trovi a /,ione e sia costituito da I 52 hocch e da jiwco ripartite in 38 batterie di 4 pezzi, con un munizionamento che varia dai 1.000 ai 2.000 colpi per pezzo. Una prima sezione dell'equipaggio, delta PARCO L/:X.iCJ.::RO, sarebbe interamente carregg iata e pronta a seguire le truppe in campagna. Essa comprenderebbe 6 batterie (24 pezzi) di cannoni da 155 mm. corti, con un munizionamento immediato di 200 colpi p er pezza. F, da ritenersi che un piccolo parco d'artiglieria d'assedio, composto, a quanto sembra, di 2 batterie da 120 mm. (8 p ezzi), esista nella piazza d i Modane. /,a notizia è stata data dal g iornale "Le Temps" del 5 agosto IR97. l!n corrispondente dPL giornale che seguiva le manovre n elle Alpi ha accennato all'impiego di detto parco in una delle fa zioni eseguil e nei pressi di Modane". Pur te nendo presente c he, verosimi lmente, solo parte di questi materiali cd in particolare quelli denominati PARCO LECì(ìERO sarchhcro stati uti lizzati, tutta via si era vo luto calcolare , come ipotesi pegg iore l' impiego dell ' intero parco depositato a L ion e. Il prohlema più ri levante consi ste va ora nel determinare i tempi necessari all ' impiego di q ueste a rtiglierie contro le fo rtificazio ni ital iane di I " linea. Pur non di sponendo di dati ufficiali sulla mobilitazio ne de i parchi d ' assedio fran cesi, tuttavia lo SM sulla base di un doc ume nto riservatiss imo de l 1897 , che indicava nel I 0°- 11 ° giorno di mobilitazione la possibilità per l'arti glieria pesante J ' Armata <li muo ve re verso le zone <li concentramento, supponeva c he il PARCO LEGG ERO si mobil itasse con g li stessi te mpi.

In qu est 'ottica, considerando i tempi necessari per caricare i pezz i sui tre ni , il loro trasporto e scari co e la successiva di slocazione sulla frontiera alpina per l'impiego, si era <lei parere che il material e dell ' equipaggio d ' assedio, depositato a Lione, non av re bbe potuto esercitare alcuna inllucnza sul le o perazioni offensive francesi nelle prime due settimane di mobilitazione. 9 Ib id em : pag. 17.


L'Italia nella Trip/ire Allnmza: studi sulle opera~ioni militari alla Jru11tiern... 203

RAPPORTI DI FORZA 100

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Grafico 2a

RAPPORTI DI FORZA

GraJìco 2b


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Tuttavia anche in questa condizione il rapporto di l'orze tra Itali ani e Francesi (Grafico n. 2a-2b) nel settore era sempre a lutto svantaggio dei primi lasciando immaginare la concreta possibilità di un ' azione offensiva francese sin nei primi giorni di mobilitazione. Fatta questa doverosa considerazione lo studio, anche sulla base della pericolosità intrinseca del settore, era suddi viso, come già accennalo, in quattro sottosettori per del'inire sin nei più pi ccoli de ttag li le diverse possibi lità ed opzioni. Offensiva tatticafruncese verso l'altopiano del Moncenisio La s istemazione della 7.ona per qu a nto riguarda le ope re italiane era stata, inizialmente concepita in senso offensivo co n la costruzione e l' armame nto di opere che, dominando i pa ssi della frontiera. era no in grado di appoggiare l' azione dell e truppe; tuttavia la limitata gittata dei pezzi ed il disarmo e la so spensione dei lavori di costruzione di alcune opere ne avevano ridallo la pote nzialità. Pe r fronteggiare la situazione de fi citaria era stata però pianif"ieata tutta una serie d i lavori che, con l'ultimazio ne di quatlro insta lla zioni corazzate alla Courte e la costru zione di opere pre viste sul M. Lamet e sul Costone d ella Ciarma avre bbe ridato al so tloscttore un a buona capac ità offensiva . Da parte francese invece la s istemazione delle opere per la difesa avanzata della Moriana, anche in virtù de lla presenza di strade di accesso, apposta me nti e ricoveri nei pressi della frontiera, presentava carallcristi che ta li da far p ensare ad un ' offensiva tattica francese te nde nte, inizialmente, ad impedire un ' irruzione italiana nella Valle dcli' Are e, success ivamente, a soprallare le opere ital ia ne per assicurarsi i I controll o dell ' intero al topiano del Mo nce nis io. Da ll'esa me di q uesti fattori e de lle forze contrapposte (Grafico n. 3a 3b) se ne deduceva c he non e ra possibi le nessuno sco nfinamento dell e forze italiane; c he le forze f"rancesi si sarebbero pol ule, sin dai primi gi orn i di mobilitazione, te nere tutt' intorno all'allopiano del Moncenisio al limitt: della zona battuta dall' artiglieria italiana; che la capacità difensiva dell a piazza del Moncenisio era in grado d i contrastare efficacemente i Francesi alme no fino all ' arrivo di tutto il parco leggero di s locato a Lione; infine, che le forze mobili italiane, di slocale s ulla linea Malamont-La Frasere, defilata al tiro delle batterie avversari e e d omina nte tutto l'allopiano, ed appogg iate alle batterie della piazza, erano sufficie nti per contrastare effi cacemente I' avversari o, te nendolo oltre il confin e.


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CìlOl{NI 15

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M a uriz io Ruffo

.Tn sintesi se ne Lracva che nei primi 4uindici giorni di mobilitazione i Francesi non avrebbero potuto far alLro che limilarsi a parziali atti offensivi tattici miranti al danneggiamento di 4ualche op_e ra senza, pcrallro, riuscire ad occ upare l' altopiano ed a dedicarsi al miglioramento della viabilità apremessa indisp ensabile per disporre sul terreno un convcnicnlc parco d ' assedio idoneo alla conquista della piazza stessa. Nella stagione invernale, poi, l' incanalame nto che avrebbero assunto le operazioni lungo la rotabile del Gran Colle, la mancanza di accantonamento da parte francese e le cattive condizioni di viabilità che av:rebbero ritardato il movimento delle truppe avrchhc fa vorito il difensore che con poche truppe s i sarebbe potuto opporre con successo a forze anche numericamente superiori .

Offensi va tattica.francese contro la conca di Bardonecchia Le opere in territorio itali ano, pe r quanto riguarda la conca di Bardonecchia , avevano carattere pre vale nteme nte difen sivo e si basavano principalmente su due pos izioni inte rne principali ; la prima , del Gasparre-ScllctLa, era costituita dallo sperone di Punta Gas parre e de l contrafforte Mulattera-Sellctta Colomion, la seconda era rappresentata dallo Jafferau-Vin Vert. Il concetto hasc dello SM italiano nel particolare settore era c he, presentando la displuviale intorno alla conca numerosi ssimi valichi, più o meno di fe ndibili, il cui controllo a vr ebbe comportato l' impiego di num e rose forze che, allo stato attual e de ll a situazione e pe r il parti colare tipo di mobilitazione alluabile in que l mome nto IO non era possibile avere a disp osizione, fosse più oppo rluno conce ntrare la difesa sulle due posizioni oggetti vame nte più forti. Me ntre la prima presentava ridotte capacità dil'cnsi vc a causa della sua di slocazione , esposta al fuoco concentrico delle posizioni di cresta francesi, schierale lungo il contorno della cresta della conca d al Frejus al Col des Ai guilles, la seconda: il Jafferau-Vin Verl, mode rna e situata in una posizione intrinsecamente forte, pcrmelleva di balle re efficacemente le provenie nze dai colli della Peluose, d el Frejus e della Rho, consentiva di impedire gli aggiramenti per il va llo ne du Fond ed i colli Fourneaux e Galamha su IO L a mobil itazion e in vigore, cond izionata dalle necessità dell a gue rra ilalo-Lurca e dal l'ocrnpa~.ione dei lerrilori lihici appe na conqu isla ti e non a ncora comple tame nte pacificati , prevedeva c he numerosi reggimenti si mo bilitassero su due soli ballag lioni.


L 'l1a/ia nella Triplice Alleanza: .fludi ml/e operazioni mi/if(lri alla jì-ontiera .. . 20 7

Exilles e hallcrc lo shocco di Va11e Stretta, le provenienze del Col della Scala e lo sperone Mula rtera-Colomion, pcrmelle va di battere la zona di Madonna <li Cololivier e la conca di Ulzio e, infine, <li dominare la rotabile Ilardonecc hia-Ulzio. Per eliminare questa posizione, armata da una batteria di otto pezzi da 149 G, i Francesi avrebbero dovuto impegnarvi mezzi considerevol i e molto tempo mentre le forze italiane sarebbero sempre state in grado di operare con notevole libe11à d ' azione per condurre un'efficace controffensiva. Sul versante francese erano stati effcltuati importanti lavori di viabilità per facilitare l'accesso al Col Frejus, al Col de la Rho, al Col dc Thurres ed al Colle della Scala ollre a vari spianamenti per favorire lo schieramcnlo di numerosi pezzi d ' artiglieria tra cui quelli d'assedio. Tuttavia la sistemazione del territorio dalla parle della Moriana appariva, come per il Moncenisio, concepita con caratteristic he idonee ad una di fensiva strategica e ad un'offensi va talli ca e solo dal lato della Valle Clairée prese11lava il carattere di offens iva decisa in direz ione delle pos izioni itali ane di Monte Gasparre. ln ollrc il rapporlo di forze (Grafico n. 4a-4h) evidenziava un vantaggio di fu cili da parte francese, mcnlre in termini di bocche da fuoco il valore si in verte potendo le forze italiane conlarc anche sull'appoggio d elle artiglieri e della piazza_.


Mau r izio R11ffo

208

RAPPORTL DI f'ORZA 35 30

25 20

15

IWFFI \ lTALIS]

Grafico 4a

16

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RAPPORTI DI FORZA 160

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Ai Grafico 4b


L ·11atia nella J"ripliCP All~anza: s!11di .rnl/e operazioni mili/ari alla frontiera... 209

Sulla hasc <li 4uesti elementi lo SM riteneva c he in un primo periodo, dal I al 5° giorno di mob ilitazione, i Francesi avrebbero potuto assicurarsi il con troll o dei colli principali sul contorno della conca, man te nendos i pe rèi al coperto dal fuoco dei pezzi dello .laffcrau e del roens, in un secondo, dal 6° ali' 1. 1°, effe ttuare un intenso ruoco d ' artiglieria per ridurre al silenzio le batterie italiane eventualmente schierate sul Monte Gasparrc, ne l terzo periodo, dal 12° g iorno in avanti, i frances i avrebbero prohahilmcnle proceduto all'occupazione dell a Valle Stretta, del passo della Mulatlera e della Selletta, non c hé ai necessari approntamenti per procedere ali' attacco dello Jafferau. O

La durata di questa azione francese avrebbe potuto anche aumentare considerevolmente se, da parte italiana, ci fosse stata la possihi lilà di rafforzars i e di mantenere più a lungo le pos izioni del contrafforte Mulalle ra-Se lle tta-Colom ion. Anche i n questo sottosettore, in caso <li operazion i in verna li la difesa sarebbe stata avva ntaggiata in 4uanlo, per l'abbondante innevamento, i passi diventerebbero pressoché inlransitabili ad eccezio ne dei colli della Scala e di Valle Strclla percorribili , pe rò, solo da piccoli nuclei di truppe appieda le cd esperte c he diverrebbero facilm e nte vulnerabili alle offese dei difensori.

Offensiva tattica francese lungo la lin ea del Monginevro In te rritorio francese le opere fortil'icate lungo la linea del Mong incvro avevano, o ri ginariame nte, carallere pre mine nte me nte difensivo in 4uanto e ra specifico co mpito <le i campo trincerato di Rriançon sbarrare ad un ' invasione ital iana le vie di facilitazione della Durancc e della Guisane, pur funge ndo <la centro d ' irradiame nto e di supporlo all e operazion i de lle truppe mohili operanti sull a linea del Mongincvro ; lutlav ia le opere di M on t Janus e del Gondran, costrnite per modernizzare la p iazzaforte di Rriançon , av evano fornito a questa un carallcrc offensivo che inizialme nte non possedeva. In Italia le opere forlificate erano state concepite con intenti offe nsiv i, tuttavia l' insufficienza delle opere stesse in parlicolar modo le più avan zate come quella del Colle Chaberton-Champlas, l' insufficien te protezione rispe tto alle opere in cavern a francesi nonché l'inferiorità del materiale d ' arti glieria ita liano non soddisfa vano ai requisiti ri c hiesti, tanto c he la I" linea di fe nsiva, rappresentata dallo Chaberton-Mont Courbio n, non rappresentava un o stacolo di g rande e ntità ne l caso di un ' offe nsi va lattica francese, ma a vrebbe costretto le truppe ita liane a ripiegare a ca vallo de lla rotab ile del M o ng incvro sull e retrostant i posizioni del Fraitcve e de l!' Assietta.


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Mauri zio Ruffo

Sulla base di questa situazione si era rilenuto opportuno ritirare i pezzi da 149 G delle opere del Janus-Gondran, di scarso valore difensivo, per armare le opere di Cima del Bosco e del Fraitcvc; inoltre ven ne eretta sul Monle Chaberton un 'opera armala, inizialme nte, con qualtro cannoni da 149 A in c upo le di tipo speciale, con un settore di Liro di 360° ed un a g ittata ulilc di 14 km. in grado di battere efficacemente l'abitato di Briançon e la sua co nca, nonché la rotabile del Monginevro e gli accessi ai colli di Gimont, di Bousson e di Chabaut 11 . Lo Chaberton, con la costruzione di altre q uattro torri, diventava il perno fo ndamentale sia della difesa della conca di Bardonecchia che di opcraLioni offensive verso la Prancia. Le forze francesi, in caso di un' offensiva lattica, avrebbero dovu to inoltre supcrarc le difficoltà rapprese ntale da una seconda linea rappresentata dal forte Champlas e dai pezzi postj a Cima del Bosco per un totale cli dic iotto bocche da fuoco. A queste posizioni bisognava aggiungere il Fraiteve c he, per la sua di slocazione dominante gli sbocchi di C esana e di llousson ed il felice collega mento con le retrostanti posizioni dcli ' Assietta, presentava eccellenti possibi li tà di resisten za e di manovrabilità ed era da considerarsi il p erno di manov ra su cui basare la difesa mobile. Da queste considerazioni e dal confronto fra i rapporti di forza ((ìrafi co n. 5a-5b) lo SM era pervenuto al convinci mento che la Francia avesse una supe riorità in termini di fuc ili e di bocche da fuoco di circa 2 a I, lullavia tale supe ri orità si sare bbe realizzala solo verso il 12° giorno di mobilita zio ne con l' e ntrata in linea dell a 77• Di v isione di riserva. A rieq u il ihrare i rapporti di forza, con un ' influe nza indiretta, potrebbero concorrere le unità italiane di slocate nella contigua zona deJJ' alta valle del Pellice e dell a Germagnasca le quali svolgendo una decisa azione offen si va verso Abriés costringerebbero il Coma ndo francese a ri chiamare dei ri nforzi dal briançonese sottraendoli all ' azione diretta ve rso il Monginevro; in caso contrario le truppe eccedenti in que l settore sarebbero potute essere impiegate a concorso con le forze impiegate verso la conca di Cesana. 11

Porle Chabcrton , l'opera fortificala rimane attiva fino alla 2' GM 4uan<lo partecipa attivame nte a ll e operazioni de l 1940 s ul Pronle Occidentale vene ndo co lpila <la una batteria di mo rtai Schnei<ler da 280 mm del 145" régirne nl <l' art i llc ric dc posizion schie rata nella zona de ll ' lnferne l, c irca tre km . ad est di Bria nç on , il 2 1 g iugno e ridotta al s ile n/.io il 23 . Cfr. Le Operazioni del Giugno 1940 sulle Alpi Occidentali, VtNCENZO UALLI NAR t, (U .S.S .M.E.), Roma, I' ri stampa 1994.


L 'l wlia nella Triplice AIIP.a11zo: sludi sulle operazio11i militari alla fro111iera ... 2 11

RJ\ PPORTI DI FORZA 60 50

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Grafico 5a

RAPPORTI D l l •ORZA 400

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Crajico 5b


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Maurizio RuJlcJ

In ultima analisi risultava che in questo settore, nonostante la superiorità numerica delle truppe mobili francesi, l' o ttima sistemazione dil'cnsiva de l te rreno, potenziata con la nuova opera dello Chaberton, non avrebbe con: sentito ad una offen siva tattica fran cese, nel periodo consideralo, di raggiungere risultati apprezzabili in quanto per raggiungere gli obiettivi minimi rappresentati dall ' occupazione dei Colli di (iimont, Rousson, Chabaud e Chaberton e, in un secondo tempo, il Gran Colle e la linea Mont Corbion-P. Rascià sarebbe stato necessario ridurre al silenzio la batteria del fo rte Chaberton ch e era in grado di battere tutti i colli. La distruzione di q uesto fo rte avrebbe, da parte sua, comportato la ne cessità di schierare in una posizione idonea, che si riteneva fosse la Rocca del Lago, dei grossi pezzi d'assedio implicando l 'atta mento delle vie d'accesso e lo spianamento delle zone idonee per g li schieramenti; tutte operazioni che avrehbero richiesto tempi lunghi tanto da far supporre che per i primi quindici g iorni di mobilitazione i Francesi si sarebbero limitati ad un'azione di cannoneggiamento nei confronti delle truppe mobili italiane. La stagione- inve rnale, inoltre, non avrehhe portato sostanziali modificazioni alla situazione generale del sor.rosettore, nella consi derazione che la Lona presentava ampie possibilità di ricovero per k truppe, e che la diret trice d'attacco principale, costituita dalla rotabile del Monginevro, era sempre efficacemente battuta dalle artig lie ri e delle opere fortificate.

()jfensivafrancese verso le Valli del Pellice e Germagnasca In questo tratto di frontiera, compreso fra il Col di Turras ed il Colle d ella Croce, non erano state approntate opere fortificate permanenti nè da parle italiana nè da pa rte francese a ca usa della mancanza di strade rotabi li che limitav:mo l' impiego a solo poche truppe leggere e di forza limi tata. Tu ttavia il sottosettore assume va importanza se messo in relazione al conti guo be n più importante del Mong inevro pe r la correlazione esisten te tra questo ed i Colli di Turras, di Abriès e della Croce. L' esame delle forze contrapposte (Gral'ico n. 6a-6b) evidenziava, inoltre, una sostanziale parità iniz iale che sarebbe poi volta a favore italiana con il procedere della mobilitazione.


L ·1talia nella Triplice Al/eawza: Mudi rnl/e opera: ioni 111ili1ari alla frontiera. .. 211

RAPPORTI DI FORZ A

Grajì.co 6a

RAPPORTI DI FORZA

Grafico 6b


2 14

Maurizio Rujfo

Questa situazione induceva la SM a ritenere che in questa zona, nei primi cinque giorni, i due contende nti non otterrebbero alcun vantaggio mentre, nei giorni seguenti, la superiorità di forze avrebbe consentito agli Italiani di impadronirsi delle posizioni di confine costringendo i Francesi a ritirarsi su Abriès; e attraverso il Colle di Turras, di minacciare sul fianco le truppe francesi operanti su Cesana. Una tale azione avrnhhc costrcllo l' avversario a ri c hiamare verso t\hriès una parte della riserva orie ntata a favore dell'offensiva verso Cesana quindi , ottenuto questo risultato, le truppe itali ane, allestatesi sulla linea di cresta, avrebbero potuto i nviarc vcr~o Cesana la parte delle proprie forze ritenuta superflua per la difesa delle posizioni acquisite. Nel la stagione invernal e l'impraticabilità della zona escl udeva ogni possibilità di condotta di operazioni significati ve ta nto da suggerire di lasciare solo un piccolo presidio e destinare la maggior parte delle forze per sostenere le operazion i verso il Mong inevro. 3 ° S1--:1TORF:: dal Colle delle Trave rsette al la Colla I ,unga (Schizzo n. 5). Le caratte ristiche del terreno del settore che va dal Coll e delle Traversette alla Colla Lunga si possono così ri assume re: dall a parte francese: la valle del Guil si presen ta, nella s ua parte supe riore, come un a gra nde conca su cui con vergono vie di comunicazione. Oltre que lle ch e vanno dal Col di Turras al Co l de ll a Croce, an che quelle dei Co lli delle Traverselle, di Vallau te, de ll ' Agnello e di S. Vc ran. Le testate d ell e· va lli del l ' Ubaye e dell ' Uhaycllc forman o un a sp ec ie di tenaglia c he ahbraccia la fronti e ra italiana, raccoglie ndo t utte le com unicazioni d al Colle Longct a qu ell o dell ' Arge ntera. In mezzo si interpong ono due eleme nti separatori rappresentati da due contrafforti che fiancheggiano, sulla loro destra, ri spettivamente l' alto Ubaye ed il rio C ristillan une ndosi a Tele dc Longcl. La va lle del Tinea è, infine, come un profondo solco p arallelo e ravv icinato alla fronti era che, nel settore d ' inte resse, raccoglie tutte le comuni cazioni secondarie provenienti dalla Val Stura fra J ' Arge ntera e la Colla Lunga. Questo quadro a mbientale perm ette una note vo le faci li tà di co ncentramento di forze nei pressi dei nodi stradali di C hateau Queyras, Ceillac e Tournoux , nonché notevole facilità e libe rtà d i spostamento di truppe verso la frontiera. Il versante italiano presenla, al contrario, caratte ri stiche be n diverse con contrafforti parall eli fra di loro, aspri e serrati, che non consen tono il passaggio da una valle all 'altra tenendo separate le for:r,e e rcmlendo difficile la


/,'Italia nella Triplice Alleanza: .~111di s11/le operazio11i mi/ilari alla Jìm, tiera... 2 15

libertà di movimento delle riserve compromettendo inollre la rapidità d ' inLcrvcnto e d 'azione verso i valichi di frontiera . Da un punto di vista tattico la Francia, poi , avrebbe avuto minori diffi coltà nell ' occupare e maggiore facilità nel presidiare i valichi di confine perché, sul suo versante, il punto in c ui le strade di accesso terminano di essere rotabili o carrarecce è molto più vicino al valico c he non l' omologo italiano. Per quanto riguardava le fortificazi oni c'è da osservare che in territorio francese s i trovavano le du e piazzaforti di C hateau Qucy ras-Sommet du Ru c her e di Tournoux-Tete de Viraysse in grado di arres tare un 'offe ns iva italiana e di costituire punto d ' appoggio per una a naloga contro l' Italia. Da parte italiana solo la Val di Stura, lungo la quale s i snoda la rotahile dcli' Argentera, e quella della Varaita erano sbarrate da opere fortifi cat e: la prima dalla piazza di Vinadio a circa 15 km. dall a fronti era, la seco nda con lo sbarramento di Sampeyre a circa 20 km. da l confine: la Val Maira e la Valle del Po, essend o invece totalmente pri ve di sharrame nti . costitui va no una importante via di fa<.:ilitazione nel tratto della fronti e ra in <.: ui il 111uss i<.:cio alpino presenta la minore profondità. In questo sellorc assumeva grande importanza il Nodo dd Mulo. posizione molto forre dal punto difensivo, per le possibilità di tra vasi di forze che esso offriva. La situazione favorevole del te rreno permetteva p erta nto ai l;ranccsi u11 mig lior impiego delle for ze potendo sfruttare i vantaggi tattic i lici pa ss i di fro nti era, la vicinanza a lla stessa de lle piazzaforti quali appoggio sic uro ed ostacolo ad un ' invasione ed infine la confi gurazione del te rritorio da in vade re; ciò g li avrchhc permesso o di sferrare un attacco a font.lo o di aspettare, senza alcun rischio, il mome nto più opportuno. Pe r quanto ri guarda l'anali si tielle forze ed il loro rapporto (Gra fi co n. 7a-7b), lo SM considera va anche la Di visio ne di riserva conce ntrata nella zona di ( i ap c che già e ra stata co nside rata fra le truppe opcranli verso la co nca di Cesana; questo computo si basava sul concetto c he tal e unità sarebbe stata in grado di accorrere tanto verso il Briançonese c he verso I' Argentera a seconda se fosse ri sultata esuberante o meno al bisogno lungo la linea d el Monginevro.


2 16

Muuriziu

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RAPPORTI DI FO RZA

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RA PPORT I l)I FORZA 300

Grafico 7b


L 'h alia 11ella TriplicP Af/panw: s tudi sulle operazioni mi litari alla f ro111iera ... 2 17

Da l raffronto de lle fo rze si poteva trarre una costa nte superiori tà italiana in te rmini di fuci li e di arti glie rie che, con il passare dei g iorni di mobi litazio ne , si sarebbe ri dolla se, co me già accen nato , s i fosse c alcol ata la Divisione di riserva la cui influ en za a vrebbe inizialo a mani festarsi a partire da l 12°- 13° g iorno. In si ntesi lo S M rite neva ch e se, per quanto a tti e ne il campo topografico de lla zona cd all ' assetto difensivo de ll a stessa, il vantaggio era france se, da parte italiana vi era un a superiorità -in te rmini di uomini in grado di fronteggiare e ffi caceme nte qu a lsiasi concentrame nto di forze fra ncesi verso le testate de ll a Valle Stura, M ai ra e Varaita.

In ta li c o ndizioni s i era del parere che ne i p ri mi qu indic i giorni di mobilitazio ne i fra nce si si sarc hhe ro limitati a ten tare di impadronirsi dei va lichi d i fro ntiera, a riallarc le stra de che vi a dduc ono in vista d i una successiva offensi va c d a mantene re il co nt rollo de i passi conqu istati per prevenire possi bili tentativi italia ni di riprenderl i. Ne ll a stagione in ve rnal e le possibili tà di acc a nto namento de lle truppe e rano buone cd in posiz ioni suffice nte mente vici ne al co nfi ne, tuttav ia il fatto che d a lla fine di novembre ai pri mi di apri le. ad eccez ione d i que ll o dell ' Argen te ra, t ut ti i va lic hi so no chiu si, limi tava e norme m e nte la possib il il~t d i condurre o pe raz ioni , re legandole a li vell o di picc-ole inc urs ioni lungo il confine , pern lt ro ins ig ni fica nti da la l' impo ssib ili tà d i soggiornare sull e posizioni ncqu is ite. 4 ° Sé"JT O RE: dalla Colla Lunga al Colle Sabbione (Sc h izzo n. 6). La Valle de l Gesso è la princ ipale via d i tra ns ito e raccoglie tutte le c omunic a z io ni c he scavalca no la cnte na a lpina d a lla Bai ssa d e l Druo s al passo de l Sahhionc. Q ueste strade, tutte mul attiere o sentieri, erano tutte indifese a d eccezione d i qu ella de l Sa bbione p rote tta dall ' a zione delle batte rie de l ri a nco de stro de llo sba rra me nto di Tenda. Il confine poli tico ino ltre non seg ui va la displu vi.ile a lpina, ma lasciava in territorio italiano le testa te d e i valloni che danno o rigine alla Ves ubia e, quas i inte rame nte, i due valloni del C iastiglione e di Mo lliè res che immetto no sull a T inea e, con essi, i due massicci di Mo nte P a upc rin e di San Sal vado re . Da lla par ie francese all a vall e de l Gesso c orri sp ondono due val li, quella della Ves ubi a e q ue lla de lla Tinea, entrambe percorse da ca rreggiabili fino al co nfine cd idonee a p erme tte re il concentrame nto d i numerose fo rze nei va lloni d i testnta qua li que llo de l C iast iglione e que llo di Mo llières.


2 18

Maurizio Nujjo

Tuttavia, a causa dell'asprezza del terre no e delle difficoltà delle comunicazio ni lo SM ritene va che eventuali operai.ioni in questo settore sarebbero slalc le nte, né si sa re bbe potuto spingerle in profondità, trascorsi i pri mi quindici giorni di mobilitazione, quando la superi o rità di forze lo avesse conse ntito, per l' impossibilità di impiega re l'arti glieria se non dopo aver sistemalo opportunamente le vie .d 'accesso. Il rapporto delle fo rze (Grafico n. 8a-8 b) quanto a fucili era ncllamente a favore dei Francesi con punte di 4 a I tra il 5'' e 6° giorno, mentre in fallo di artiglierie il rapporto era di 3 a 2 dal 4° giorno a favore dell ' Italia.


/,'Italia 11ella Tri11lice Alleo11z11: studi sulle operazio11i mi/illiri allo frrmtirra ... 2 19

RAPPORTI DI FORZA

Graficu 8a

RAPPORTI DI F ORZA

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Gra fico 8b


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Maurizio Nuffo

Sulla base dei dati <li fo rza e delle condiz ion i topografiche del settore, lo SM era de l parere c he i FrancL:si nei primi ."i-6 giorni avrehhero potuto oL:-

c upare i massicci del Paupe rin e di San Salvadore ed i vall o ni di Ciastiglionc L: di M o lière, dal 6 ° al J0° giorno, proce<lerL: alla s istemazione delle strade della .lOna co nquistata per assicurarsi la pos izione di accede re a posizioni più adatte per batte re con l'artig lie ri a i valichi e, infine, dati' 11 ° al 15 ° te ntare <li impadronirsi de i colli di cresta. In inverno l'asprezza del te rre no e le diffi coltà delle co muni cazio ni erano tali da escludere che si potessero co ndurre, in zona, operazioni di una qualche importanza. 5 ° S1:..rroRF.: dal Colle Sahhione al Mare (Schi zzo n. 7). In qu esto sellorL: la base di ope razio ni per la Francia era costituita da una regione for tificata fino al confine, solcata da un 'ottima rete di rotahil i che l'alita versano in ogni direzione e d otata di ottim1.: poss ibilità di riforn imento in termini di uomini , viveri, munizioni e mate riali . Le direttri ci d'attacco che s i presentavano ai Francesi nella zona era no due: quel la della Cornice, in sistema con la rotabile de lla val Roja, e quella de l Tenda. Tuttavia le due direttric i, esse nd o di verge nti , non consent ivano c he operazio ni distaccate cd indipe nde nti fra di loro. I .a dire ttri ce de l Tenda, c he si appogg ia alla regione fortifi cata <li confine costituita dalle ope re del Barbonne t, di Cima del Bosco L: delJ' Arbo in e dall e posizioni di Colla Uossa, Rreg lio e Saorgio, appe na in te rritorio italiano è subito soggetta al raggio d 'azione dello sbarrame nto del Te nd a che, benché antiquato, è sufficie nte mente fo rte e non aggirabile, se non da piccoli re parti <li truppe leggere, pe r la natura estre ma me nte accidentata de l terreno circostante. Lungo la seconda dirL:llrice, qu ell a della Corni ce e della rotabile di Val Roj a, le truppe ope ranti offensivame nte non incontre re bbero fortificazioni di sorta, ma una serie <li posizioni successive rapprese ntate dai contraffort i che sce ndono verso il ma re con andamento Nord-Sud. Di queste solo le più avan zate, come il Gra mmondo e qu ell a del contrafforte fra Roja e Nervia, possono fornire una certa utilità difensiva, me ntre quella inte rmedia di Monte Mag liocca rappresenta solo un a ppig lio lallico.


/,'/Ja/ia 11ellu Triplice Alleanza: .~tudi sulle operazioni militari alla frontiera ... 221

Un 'azione offensiva condotta in tale direzione sarebbe tuttavia esposta, sul fianco si nistro, ad un ' azione controffen siva condotta dalla Marta e dal Saccarello ; tale minaccia costringerebbe l' allaccante ad assicurarsi, per procede re, il controllo delle conche di Pigna_e di Triora, anche se tale minaccia non a vrebbe grossa influenza sugli esili di un 'offe nsiva qualora l'avversario disponesse della superiorità numerica. Da queste considerazioni lo SM era del parere che in un 'offensiva tatti ca circoscritta ai primi quindici giorni di mobilitazione i Francesi, ai quali importava avere subito dei risultati apprezzabili, avrebbero tralascialo l a direttrice del Tenda, in cui avrebbero dovuto impegnare numerose forzo supportale da un conveniente parco d ' assedio e le operazioni si sarebbero sviluppate con lentezza, per concentrare tulli gli sforzi lungo le linee della bassa Roja e della Cornice limitandosi a controllare il fianco sinistro co n opportuni di staccamenti. Sforzi offensivi anche di limitata portata lungo questa direltriL:e avrebbero infatti permesso alla Francia di occupare in breve tempo l'abitato di Ventimiglia c, in caso di ritirata di operare di stru zioni lungo la ·ferrovia, la rotabile de lla Cornice e quella della Val Roja ta li da rendere le nta ed onerosa una controffens iva italiana. Dall'esame delle forze contrapposte (Cirafico n. 9a-9b) s i rilevava che in termini di fucili la superiorità era francese con un rapporto di 3 a 2; le hocche d a fuoco, fatta eccezione di un paio di g iorni in c ui le forze sarebbe ro state pari o con superiorità italiana, nella magg ior parte del periodo in esame era sempre a vantaggio francese.


Ma11ri: io R11ffn

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RAPPORTl l)J FORZA

Grafiw 9a

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Grafico 9b


l '/1ali11 nella Trifllice l\llea11za: .1·111di .ml/e Ofiera~ioni militari alla fm111iera ... 22'.l

Era rutra via da precisare che in realtà, per quanto riguardava la Francia, q ues ta aveva le proprie forze a ridosso del confin e e gravitavano o erano in grado di gravitare in maniera preponderante su lla direttrice Cornice-Valle Roja. Lo SM riteneva, quindi , che le ·rorze france si cd ita liane si sarchhc ro tastate reciprocamente nei prim i cinqu e g iorni , dal 6° al I 0° i Francesi, sfru tta ndo la s uperiorità numerica e concentrando le loro forze sull a parte Sud d el settore, sarebbero stati in grado di impadronirsi della posizione del <irammondo, infine, dal 11 ° al 15° giorno avrebbero potuto, co n buona possibilità d i s uccesso, procedere all'attacco del contrafforte fra la Roja e la Nervia. Sul Tenda, con molta probabilità, i hancesi si sarebbero lirÌ1itati a mante nersi lungo il confine. Nel la stagione invernale c'è da sottolineare che, a differenza di q uan to avviene in altri settori, le cond izioni climatiche non comportano grosse limitazioni alla viabilità lungo la direttrice della Cornice, mentre le lim ita sui colli laterali alla dird tricc del Tenda; in cunscgucnza·sc ne ricava c he. I' u f'fc nsiva lattica francese si polrchhc svolgere con le stesse modali tà previste per la buona stagione con un grosso concentramento di forzl: c hiamale a <l operare lungo la direllrice rappresentata dalle due rotabili della 13assa Roja e <lclla Corni ce. Completato l' esame particolareggiato de l terreno e dei rappo rti di forze che si verrehhero a creare nei vari settori, il doc ume nto sintet izza i ri s ultat i dello s tudio, ottenuti sulla base dc lk s upposizioni poste a l'on<lamcn lo de llo stesso , per giungere alle co nclu sion i finali tradotte in proposte cl i carattere operati vo tendenti ad ottenere g li scopi prefissati. Tale s intesi, sulla fa lsa riga d ell'intero stud io, è suddivisa settore per settore per meglio evidenziare le diverse situazioni e p eculiarità territoriali.

1° S ET!Ota.· Le di sposiLioni in atto, per quanto ri g uardava gli Italiani , era no tali da permettere, verso la fine del pe riodo d i mobi litaz ione in esame, di acq uis ire il possesso delle posizion i di confi ne e, forse, anche d i qualche lembo d i territorio francese. Tuttavia queste direttive avrebbero potuto esporre le forze ital iane, ne i primi ssimi giorni, alla perdi ta di posizioni importanti quali Mont Forlin, Belvedere e Col du Mont la cui riconq uista sarebbe stata necessaria oltre che onerosa nei giorni successivi, inoltre operazioni cond otte a cavaliere della v ia


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Maurizio Ruffo

di facilitazione del Piccolo San Bernardo presentavano I' i ncogn-ita dei possibil i e ffelli del fuoco dell'opera dell e T raversette dominante il va lico e la rotabile a l quale s i poteva opporre i pochi pezzi in dotazione alle truppe mobili.

2° SI-.TIONt; Nel particolare settore le di sposizioni italiane p~r un ' occupazione avanzata, coordinate con la situazione Lallica locale e con l' organizzazione del terreno, rapportate con un ' offensiva tatti ca fra ncese condotta nelle prime due selli mane avrehbe potuto, pres umi bilme nte, sortire i seguenti risultati : nella conca del Monceni sio , sfrullando il fuucu delle opere fortificate, peraltro alcune ancora in via di realizzazione o allo stato di progetto, s\. sarebbe stati in grado di impedire lo scavalcamento della linea dei Colli di confine ad opera delle forze fran cesi; - ne ll a conca di 13ardoneechia, prohabilmc nle, le for7.e italiane ivi impiegate, per effetto del la loro inferiorità numerica, non sarebbero stale in grado di im pedire l'occupazione della Va lle Stretta , d ella Mul attera, d ella Selle lla-Colomion e l'apprestamento dei lavori di preparazione p er l'attacco della posizione di Monte Jafferau-V in Yerl sulla qua le verrebbe impe rniata la difesa a partire dal 15 ° giorno di mobilitazione; nella conca di Cesana-U lzio la buona preparazione del te rreno era in grado di neutralizzare la superiorità delle forze fra ncesi e di sostenere lu sforzo delle forze italiane tenden ti, in caso di difficoltà, ad impedi re l'allestimento delle batterie d 'assedio destin ale a ballere il forte Chaberto n; nelle Alte Valli del Pellice e G e rma nasca, la supe riorità numerica d ell e forze ita liane sarebbe slala in grado, verosimilme nte, di perme ttere l'occ upazione delle posizioni di c resta c di te ntare, volendolo, parziali atti offensivi oltre confine.

3° SI-.TIOIW Nel se ttore l a ri le vante supe riorità delle for ze italiane, ne utrali zzata però in g ran parte dalla situazione ambi e ntale e,dall ' assetto difen sivo d ella zona fa vorevole ai Francesi, era tale da impedire un' azione offensi va dell ' avversario pur senza escludere la perdita di alcune posizioni lungo la linea di confine.


L 'Italia nella Triplice Alleanza: s/udi sulle operazioni militari alla frontie ra... 225

4 " S F-:TTORF.

In questo settore .la superiorità francese, in termini s ia <li truppe mobili c he di o rganizzazione del terre no , e ra tale c he avrebbero potuto impadronirsi <le i massicci del Pauperi n e de l San Salvatore in te rritorio italiano, preparare strade di accesso ai valic hi di confi ne, impadronirsi degli stessi. 5 ° SEJTORE Nel 5° settore i Francesi, notevolme nte superiori in quanto a forze lungo il confine e protclli sul rianco sini stro dal]' Authi on sarebbero in grado di sposta re agevo lmente la maggior p arte delle forze mobi li nel la parte sud e, causa l' inferiorità numerica e l' assenza di ogni o rgan izzazi one difensiva italiana, di impadronirsi de l Grammondo e preparare l'attacco del contrafforte fra la Roja e la Nerv ia. Da questa sintesi lo SM ne tra eva c he, tranne nel 3° Settore (Col Traversette-Collalunga), i Francesi, nei primissimi g iorni di mobilitazione, sa rcbbcro stati in grado d i occ upare le princ ipali posizioni di confine pur co n la possibilità, da parte italiana, di riconqui sta rle, n el pe riodo imm ediatamente successivo, ad eccezion e de lla Conca di Bard o necchia dove la difesa italiana s i sare bbe dovuta arroccare sulla pos izione Jaffe rau-Vin Vert e nel 5° Settore dove era da rite nersi pressoché certa la pe rdita <lei Grammondo. Queste conside razioni non te nevano conto di altri fattori , come qu ello morale,-e la consiste nza organica delle unità nei vari giorni di mobi litazione. I due fattori erano, infatti, ulteriori ele me nti peggiorativi della s itu az io ne, in qua nto per quel c he rig uarda l' aspcllo morale la notizia di insuccessi, seppure parziali e mo mentanei, avrebbe ingenerato, te ne ndo presen te il tem perame nto italiano, sentimenti di sconforto e sfiducia, per l'altro aspetto la consiste nza organica era se mpre a vantaggio francese con conseg ue nze c he avre bbero potu to essere be n più gravi di quelle ipoti zzate. Dal con fronto dei rapporti num erici si evinceva c he una compagn ia di fante ria italiana aveva circa 50 uo mini, 120 un a alpina, me ntre <lallo Stud io sull 'A rmée des Alpes risultava ch e l'equivale nti un ità francesi conta vano rispe ttivame nte su 100 e 125 uomini ; inoltre mentre in te mpo di pace l' e ntità di una compagnia alpini era ben al di sotto de ll a cifra indicata, quella d ei cacciatori 12 e ra di 160 uo mini. 12 Cacciatori , con questo termine sono chiamale le truppe alpine francesi (Clws.reurs des Alpes).


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Maurizio Nuffo

Per dare al problema una solu zione che permellesse di fronteggiare , in maniera adeguata, la crisi dei primi quindici giorni di mobilitazione senza ri correre ad esped ie nti , quali que llo di rinforzare i presidi attingendo ad un numero elevato di reparti ad organici incompleti che si troverehhero nella difficilissima condizione di dover fronteggiare le forze francesi con il processo di completamento in atto in località spesso molto lontane dai norm ali centri di mobilitazione, s i e ra pe nsato di modificare opportunamente l e di sposizioni dell'occupazione avanzata in vigore all'epoca. La variante si basava, in analog ia a quanto già in atto presso alcuni eserciti stranieri, sui seguenti concetti : destinare in occupazione avan za ta un ' aliquota relativamente piccola di truppe normalmente dislocate in prossimità della frontiera con effetti vi che in tempo di pace fossero il più vicino possibile a quelfi di guerra; studi a re ed attuare, per g li elementi dell' occupazione avanzata, una mobilitazione ed una radunata speciale, di stinta da quella delle altre truppe e che fosse se mplice, agile e rapidi ss ima pe r poter, fin dall e prime ore segu enti alla dichiara zione di gue rra , essere in grado di occupare quelle posizioni , ritenute fondame ntali , come prohahile ohicllivo dell ' avversario. L 'applicazione di questi principi, secondo lo SM, avrebbe dovuto dare luogo ai segue nti provvedime nti: invertire la proporzione fra le un i là destinate all'occupazione avanzala e le rim a nenti : 1/3 dei battag lio ni , in vece degli attuali 3/4 , in occ upazione ava nzata e 2/3, contro g li attuali 1/4, indietro ; inoltre erano da aggiungere, ovviamente, le truppe alpine; portare le compagnie di queste unità a 160 effettivi sin dal te mpo di pace; applicare il med esimo criterio anc he alle batterie d ' artiglieria sia da m o ntagna c he da campag na; valers i, per l' occ upazione avanzata, nella misura più larga possibi le del concorso dei reparti della Regia G4ardia di finan za nella considerazio ne che qu este unità, per il loro sp eciale servizio d ' istituto, sono alle nate e pronte per assol vere quelli che saranno i compili loro affidali in g uerra e, hen I O hallaglioni, potrebbero essere disponibili tra il I O ed il 3° gi orno di mobilitazione. L ' applicazione di questi provvedim e nti avrehhe portato le truppe in occ upazione avanzata ad essere cosliluilc da tulle le unità alpine (23 ba ttag li oni aLLi vi più formazioni di Milizia Mobile e Milizia Territoriale), IO battaglioni


l ' flalia nella Triplice Alleanza: .~ludi sulle operazioni militari alla .fro11Jiera... 227

della R . Guardia di Finanza, da 15 battaglioni bersaglieri dislocati nel territorio dei Corpi d' Armata I, II, III, IV e IX ed infine dalle batterie da montag na e da un numero, da definirsi, di batt:erie da campag na. Per ultimo lo SM riteneva indi spensabile che qu este unità eseguissero annu almente le escursioni e le manovre nelle località d' impiego e, analogamente, gl i Ufficiali svolgessero una esercitazione con i Quadri am bientata in que llo scenario operativo. Per qu anto concerne le operazioni nella stagione invernale, come era stato evidenziato da un allegato al documento 13 , si ri teneva che non fossero possibili sull a frontiera N.O., se non lungo le direttrici operative della Cornice e del Col di Tenda. Negli altri settori le operazioni avrebbero ass unto il carattere epi sodi co caratteri stico di operazioni limitate sia nell a durata che nello svo lgi mento.

li documento dello SM , infine, esamina in maniera peraltro sommaria il fun zio namento dei servizi durante la mobilitazione e la radunata ricava nd one la convinzione che: la dislocazione, l'entità e l' organi zzazio ne de i servizi fossero pienamente rispondenti alle necessità; non apparisse opportuno uno spostamento de i ser vizi verso la frontiera in q uanto, oltre a non rendere più agevole e spedito il flusso dei rifornime nti, avrebbe prodotto, con l'ingombro cui darebbe luogo, intralci ai movi me nti delle truppe; la poca profondità del massiccio alpino sul versante italiano, la direzio ne delle valli che convergono nel loro sbocco in un a zona pianeggiante relativame nte ristretta e nella quale sorgono centri abitati ricchi di risorse, la prese nza di tre linee ferroviarie che dalla pianura si irradiano a ventag lio ino ltrandosi nelle valli maggiori favore ndo i ri fo rnimenti e gli sgomberi favorissero il buon fu nzionamento del sostegno logistico.

3. Conclusioni Il documento testé esaminato, che in termini moderni potremmo definire Memoria Operati va, rappresentava lo sforzo dello SM di studi are, per quanto possibile nei minimi particolari, le condizioni sia ambientali che qu elle 13 Cfr. Parte I, le operazioni ni.ilitari nel periodo delle mobilitazioni e della radunata, "Alle~ato n. 12" - La praticahi lil.à <lel massiccio alpino verso Francia e Svin.era durante la

stagione invernale per rapporto ad eventuali operazioni militari . Fondo Il 6, busta I.


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Maurizio Ruffo

dov ute ai rapporti di forza che l'Esercito italiano avrebbe dovuto affrontare nell ' ipotesi, allora molto probabile, di un conflitto contro la Francia . È qui importante, tra l'altro, sottolineare come nell 'elahorare questo studio fosse se mpre stata tenuta presente, sal vaguardati i primari interessi nazionali, quella che potremmo definire: solidarietà da al leanza. Infatti g ià nel 1913 era ben radi cata ne ll ' animo dei vertici dell'Esercito il concetto c he una guerra tra coali zioni , quale era quella che si anda va de lineando, richiedesse, tra gli alleali, il massimo sforzo ed impegno nel darsi reciproco aiuto sia diretto, come l'invio di truppe a sostegno, sia indiretto come· l'impegnare conside revoli forze a vversarie in altri teatri operati vi. Ne l particolare ali ' Itali a e ra affidato il co mpito di bloccare le for ze

dell'Armée des Alpes sul fronte Sud-orientale francese per impedirne l'intervento su quello Nord-ori e ntale a sostegno delle forze impegnate ad argi nare l' offe nsiva tedesca diretta verso il c uore della Francia stessa 14. Oltre a questi aspetti di carattere politico-strategico è interessante notare che le co.nclusioni a cui p erve ni va lo SM, settore per settore, ev ide nziavano i problemi a cui fare fronte pe r dare alla Nazione un adeguato strumento che, oltre alla depaupera zione di ri sorse dov uta alla guerra italo-turca, doveva ammodernarsi e potenziarsi in ogni sellore e c he, inoltre, doveva rivedere la propria sistemazione te rritoriale e tutta l' organizzazione posta a base del la mobi litazione e della radunata. I.' analisi , pur se in un teatro operati vo di verso co me conseg uenza diretta del Patto di Londra del 1915, porterà i suo i frutti al momento dell a mohilitazione e della radunata p er la g ue rra co ntro l' Austria- Un gheria.

14 Il pia no ri specchiava quanto già previsto ne lle convenzioni milil a ri c he completavano il secondo trattato della Triplice del 1887.


L 'Italia nella Triplice Alleanza: studi sulle operazioni militari allei fro111iera... 229

DOC UMENTO

N. I

COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE UFFICIO DEL CAPO DI STATO MAGGIOR E D EL L'ESE RC IT O

N. 553 di p ro tocoll o: RI SERVATI SS IMO

OGGETTO :

Studi sulle operazioni militari alla frontiera N.O.

Annessi N. Una ca rte ll a conte ne nte 2 fasc icoli stampati a macchin a e 2 fascicoli allegati . L'anticipato rinnovame nto della triplice alleanza e la situazio ne in ternazionale di ven uta eccezionalme nte tesa e irta d i pericoli per la pace europea in seg uito al di vam pare della g ue rra halca ni ca, mi ha nno portato a meditare fin dallo scorso autu nno su l proble ma dello scoppio di un conflitto europeo e sul modo più conveni ente di far vi partecipar e il nostro esercito, tenuto conto del le speciali condizioni nelle quali esso è venuto a trovarsi in con segue n7.a· dell a guerra libica, e della necessità di tener pron to un corpo di truppa per un e vent uale spedizione sull ' altra sponda dell ' Ad riatico. I vari uffici di questo Coma ndo , sulle basi di mie speciali diretti ve, inte nsificarono pertan to la l oro opera di studio , d i apprestame nto di docu menti , di alle stimento di progetti per i l caso di mobilitazio ne alla front iera N.O .. Uno di tali STUDJ è quello c he si u ni sce alla presente, nel qua le il capo de ll ' ufficio scacchiere occide ntale ha preso ad esaminare il probabi le andame nto e i presumibili risultati de ll e operazio ni milirari alla frontiera occide ntale, s ia dura nte il periodo d ella no stra mobilitazio ne e radunata, ch e in q uello s uccessivo, orie ntandosi sui concetti di un a nostra o ffensiva ge nerale, g ià d a mc vcrhalmcn te acce nna ti alle LL. EE. i Signori generali Comandanti di Armata. Le CONCLUSJONJ de ll o stud io in parola e le esplicite PJW POSTt: formula te dall ' ufficio scacchiere occidentale in vestono importanti questioni relati ve all a nostra preparazione alla gue rra , qua li : il riordinamento della occ upaz ione ava nzata, la costituzio ne de i parc h i d 'assedio, l' ordiname nto di taluni servizi a salm a.


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Maurizio Ruffo

Sopra tali questioni slimo oppo rtuno c he le LL. EE. i Sigg. Comandanti di Armata ed Ispettori Generali p.orlino la loro vigile atten zio ne valendos i - ove occorra - del concorso dei dipe ndenti Comandi e dei me zzi che riterrann o meglio idonei allo scopo. A studi o compiuto e sopra le varie ques ti oni mi sarà grato di conoscere i ri sulta ti e g li apprezzamenti delle prefate Eccellenze, per averne sussidio d ' illuminati pareri ed opportuna norma nette solu zioni da adottare.

IL TENENTE CìENERALF. CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

Polli o


L 'Italia nella Triplice Alleanza: s/udi sulle operazioni militari alla frontiaa... 231

D0c1 JMRNTO

.

COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE .

SCACCHIERE OCC ID E NTALE

STUDI SULLE OPERAZIONI MILITARI ALLA FRONTIERA N.O.

PARTE II - Le operazioni militari nel periodo successivo alla radunata

Roma, marzo 1913

N. 2


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Ma1u-izio Ruffo

I. L'offensiva strategica: sue caratteristichefondamentali La Francia attra versa la più te rribile delle c risi che possa funestare una grande nazione: quella de llo spopolamen to, g li e ffetti de le teri della qua le dal campo demografico si riperc uoto no anno per an no - infl essibili- nel l' organismo militare, impoverendo il contingente, c he ne è il sangue vivificatore. È cri si di anemia, e più che cris i è male costituziona le: d ura da oltre vent ' a nni e progredi sce inesorabile. Il male ri esce ·tanto più grave e d esasperante per la Francia in quanto presso la sua ete rna ri vale, la Germ ania, va verificandosi il l'enom eno co ntrari o: la popola.zione attin ge ad un rilevante coefficiente annuo d 'accrescimen to, utili zzato, co n perseverante legis laz ione, a vantaggio del!' organismo militare, il qual e perc iò cresce costanteme nte di me mbratura e diventa sempre più saldo. Lo squilibrio fra le forze militari francesi e tedesche, p er tanti an ni conte nuto in li mit i tolJerabili, a prezzo dei più duri sacrifi ci, si è da un certo te m po in qua accentuato in modo impressionante. Tutti i mcz:1.i so no stati escogitati per attenuarlo: aboliz ione d e l limite minimo di statura, incorporamento di tutti i fisicamente idone i, ist itu zione del servizio a usilia ri o, reclutamento obbligalorio per gli indigeni d 'Algeria, abolizione de ll e music he d ' artigl ie ria, a umento degli organic i dei sottuffic iali raffermati, rio rganizzazione del le truppe d 'amministrazione, passaggio al se rvizio attivo degli uomini d el ser vizio ausi Li a rio irrobustitisi dopo un a nno, diminu zione d e lle musiche de lla fanteria, riorgani zzazione d elle truppe del tre no, aumento di vantaggi a i vo lontari e raffermali , min or c ontrihuto de l con tingente di terra a lla leva di mare, ecc .. M a tutto o s i appalesa inutile o ri vela l a me diocre utilità dei pali iat i vi. Per effetto de lle ultim e leggi mi litari la German ia viene a superare g li effettivi di pace de ll ' avversaria del 35%; la J--irancia, ril evato il capo indole nz ito per il gran colpo, ha risposto progettando MEZZO MILIARDO di nuove spese mil itari. Ciù g ioverà indubbiamente a perfeziona re i mezzi gue rreschi , ma g li effettivi di pace no n a vranno un reale accrescime nto se no n col ritorno a lla ferma trie nnale, duro sacrificio, già ric hiesto da Governo ed al qua le, ad on ta dell e o pposiz ioni dei so cialisti, il patriottismo francese saprà sottostare. Ma, ci ò ottenuto, - (e sarà indubb ia me nte un gran risul tato) -non per questo aume nteranno n el co mp lesso le l'orze militari de lla Franci a; esse continueranno anzi a decrescere col progressi vo inaridirsi d ell a fecondità nazionale. Esaurito og ni altro me zzo , la Franc ia ha pe nsato a ll a possibilità di aume ntare l e sue fo rze a lla frontie ra tedesca in caso di g uerra fra dupli ce


L 'Italia nella Triplice Alleanza: sludi sulle opera~ioni militari alla fro nliera. .. 233

e triplice, spostandovi la magg iore qu antità possibile di quelle destinate ad operare sull a fro ntiera i la i iana. Questo concetto, non nuovo , ha ri ce vuto in qu esti ultimi lempi nuo vi inc re me nti di atti vità, e potrà av erne a ncora di più precis i e determinati in seguito. Crite rio informatore di tutta qu anta l ' organi zza zione militare de lla Franc ia do po i rovesci de l 70 (deJle forze mo bili non me no c he del territori o), è stato di cons iderare scacchiere principalissimo de lle op erazioni que llo Nordorie ntale, dove si decideranno le sorti della g ue rra: ivi, pertanlo, è I' acc umul o de lla maggior somma di mezzi, ivi l a raccolta della massa princ ipale de lle for ze, sull a frontiera alpina, in con segue nza, la mino r qu anlilà possibile di forze, ed una speciale organizzazione d e l territo rio, tutta intesa a conse nlirc l' impiego limitato delle truppe mobili . Co m ' è nolo, e come è stato dimostrato ne lla l a parte di questo lavoro, le condi zio ni climati che del massiccio alpino alla nostra frontiera Nord-ovest limitano le operazio ni militari a 4 -5 mesi d eJl' anno. C iò posto, la Franc ia, sfruttando giudizio samente le ca ratteri sti c he d e l terre no, ha creato dove de lle estes issime regioni fortificate, come nel Nizzardo , e dove un dupli ce otri plice ordi ne di forti o gruppi di forti , capaci <li dete rminare , lungo ciascuna delle grandi lince rotabili di pe ne trazione, successive resiste nze ric hiede nti, pe r esse re superate, il reiterato impiego di regolari parc hi d'assedio. Q uesta organizzazione mi ra, da un lato ad econo mizzare al massimo grado le for ze mobili, d all' altro a rall e ntare di tanto le no stre ope razioni che il sopravvenire della cattiva stag ione colga le nostre fo rze entro il massiccio a lp ino, ancora alle prese colle fo rt ificazioni . E d al mig lior conseguime nto dc li ' inten to i Francesi fa ranno concorrere pa rz ial i e nerg ici a tti di un ' offc nsi va lattica, durante i I p eriodo d ella nos tra mob ilitaz ione e raduna ta, intesi, secondo quanto abbi am o già de tto nella I• p arte, ad impadronirsi di que lle po sizioni di confine, la riconquista de lle qu ali ci im po nga sacrifizi di fo rze e pe rdita di te mpo, prima ancora di varcare la frontie ra. Con questi inte nti la Francia ci ha contrapposto un ' Armala, de tta de lle Alpi , l' organi zzazione de lla quale risulta approssimativame nte dallo apposilo STUDIO, in di stribuzione alle principali a utorità militari . Più di un a volta è sorto il dubbio, convalidato da indisc rezioni della stam pa, e he, in date e vent ualità (p e r ese mpio d i fron te ad una no stra eventuale a z ione poco energ ica o intrapresa con mezzi inade g ua ti ), la Francia potesse trasp ortare sul teatro princi pale de ll' a zio ne , alla fro ntie ra tedesca,


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Maurizio Ruffo

una parlc ùcllc forze ùcll'Armée des Alpes, che gl i eventi ùimostrassero esuberanti contro di noi. Ora, mentre da un lato, l'organizzazione del territorio francese verso I' Itali a, in più di 20 anni di assiduo ed inte nso lavoro, è stata completata ren dendo com patibile la coesistenza di una minore quantità di truppe, dall'altro ]alo il c resciuto squilibrio oltre ogni limite Lollcrahilc ùclle forze fran cesi per rispetto a quell e tedesche s ull a frontiera N .E., spinge la Francia ad approfittare di tutti i mezzi capaci di migliorare una tale ùisperala situazione. In queste conùizioni il dubbio sopra accennato tende a diventare certezza e può quindi ritenersi molto probabile c he la Francia, combinando l'azione delle sue numerose fo rtificazioni con quella di una limitata quanti tà di truppe mobili, miri ad arrestarci entro il massiccio alpino fino al sopravvenire della catti va stagione, cd a spostare sulla frontiera tedesca la maggiore e la migliore parte delle truppe attive dell'Armée des Alpes. Data l'attendibilità di ques ta premessa, se ne dovrebbe logicamen te de-

dutTe che ogni nostra azione militare alla frontiera N.O. sarebbe pri va di scopo quando non si proponesse per obietti vo specifico di neutrali zzare completamente i disegni dello Stato Maggiore francese, impedendo, ad una parte, sia pure minima, delle forze ùcll ' Armée des Alpes, di accorrere sul Reno. Solo a qu esto modo coopereremo colle forze tedesche sulla frontiera Nord -orientale, sottraendo loro il peso delle forze c he riuscissimo a immobili zzare di fronte a noi . Quale, ciò posto, può essere il modo della nostra azione militare? Non una d ife nsiva, si a pure attiva, che farebbe comple tamente il gioco dell'avversario (a me no di non dare in questo caso aiuto diretto agli alleati tedeschi, in viando sul loro teatro d'operazione forze adeguate); non l'offcnsi va in una sola direzione, alla quale l ' avversario potrehbe far arg ine raccoglie ndo le truppe di sl ocate ne i vari setto ri , senza per qu esto desiste re dall'in viare una parte delle forze dell ' Armée des Alpes sul Reno. Nè sembra possibile fare irruzione con grandi forze in un a sola direzione, sia pure l a più opportuna, data la scarsa potenzialità logistica delle strade in montagna; e perciò, dunque , s ' impone l'ojfesiva generale lungo tutte le linee di pene/ra zione imposta dalla necessità di incatenare entro il massiccio alpino lutte le forze dell'Armée des Alpes, l'offensiva italiana sulla front iera N.O. do vrebbe esse re generale ed avere p er caratteristiche fondamentali: il vigore, la prontezza, la contemporaneità.


L '/udia nrlla Triplice Alleanza: .l'tudi sulle operazioni milirari alla .fi-ontiera ... 235

li: l mezzi indispensabili per l'attuazione dell'offensiva strategica Affinc hé risul li possibile l ' attuazione dell' offens iva slrategica quale or ora è stata sommariamente delineata e possano essere mantenute in tegre le sue caratteristiche fondarnc nlali È INDISPENSABII ,E che al concctlo informatore dell'azione corrispondano MEZZI adeguati. Senza di ciò fallirebbe irrimediabilme nte lo scopo e meglio varrebbe adottare un concetto diverso. Pra i mci'.zi indispensabili all'attuazione dell' o!Tcnsi va generale così in tesa, sono da considerare in primissima linea: i PARCHI D ' ASSEDIO e la ORGANIZZAZIONE DET SERVIZI. Poic hé l' offensiva dovrebbe manifestarsi contemporanea lungo le varie li nce di pe netrazione e poiché c iascuna di queste trovasi sbarrata da gruppi di fortificazioni successivi, c he importa successivamente spazzare per aprirsi il cammino, risulta evidente la necessità di avere pronle ad agire, appena completala la radu nata, tante distinte sezioni di parco d'assedio quante sono le lince d ' operazione. Ciascuna sezione, inoltre de ve presentare ne lla sua composizione la speciale fisionomia che si adatt i ai tipi e alle entità delle l"ortificazioni da allaccare. Poiché, d'altra parte, si tratta di operare in una zona montana assai aspra e difficile, nella quale ordinariamente non potranno avanzare lungo le rotabili d el fondo valle (ge neralmente una so la per ogni va ll ata) se 110n una parte delle truppe ed i parchi d ' as sed io, mentre le altre truppe saranno obb ligate, anc he per necessità di manovra, ad avanzare pe r i monti , superando colli generalmente molto elevali e mantene ndosi nell e loro o perazion i ahhaslan za lontane dalle comunicazioni rotabi li , ne deriva I' indec linahi le necessità di servizi someggiati capaci di corri sponde re, per 4uantità e qu alità, ai bisogni de ll e medesime truppe. C iò premesso, si esaminano ne i due capitoli seguenti le du e importanti 4uestio ni : dei PARC HI D ' ASSEDIO e della ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZ I. a)

L a questione dei parchi d'assedio nello s ludio dell ' offensiva stralegica su ll a frontiera N.O. li presente studio si propone in manca nza dei progetti di attacco delle piaz-

ze d ' oltre frontiera che trovans i presso i Comandi di Corpo ù ' Armata interessati, per essere ricompilati e messi al corrente a norma delle prescrizioni della nuova Istru zione sulla loro compil azione di stabilire, per ciascuna


Maurizio Ruffo

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vallata o regione fortificata francese, quale dovrebbe essere il numero stre ttamente indispensabile di bocche da fu oco d ' assedio occorre nti per aver ragio ne delle fortificazioni in ogni vallata o regione esistenti. Prima d ' esporre i crite ri che serv iranno di base alla compilazione dello studio, si ritiene utile riassumere b revemente le caratteri sti c he delle fortifi cazioni erette dalla Francia nella su a frontiera S ud-est. Le fortificazioni francesi sulla n ostra fro ntiera possono raggrupparsi ne l seguente modo: 1° )- OPERE DEL PRIMO PERIODO DELL ' EPOCA MODERNA. Corrispondono al periodo delle arti glierie l iscie, anteriore al 1860; sono caratteri zzate da ingenti masse di muratura ordinaria od in pietrame nelle quali sono ricavate tanto la casamattc a tti ve, quanto quelle per il ricovero degli uomini e dei materiali.

Appartengo no a questo tipo: Il forte di Barraux, i forti V. Emanuele, M. Cristina e M. Teresa della piazza di L ' Esseillon (Moriana) , il nu cleo centra le della piazza di Grenoble, i forti Trois Tetes, Randouillct, Da uphin , D ' A nj ou , E nlon , la ridotta di Sallettes ed il corpo di pi azza di Driançon, Chateau Queiras, M. Dauphin, le opere de l nucleo centrale di Tournou x, il forte princ ipal e della piazza di S. Vince nt, Colmars, Entrevaux. 2°}- OPERE DEL SECONDO PERIODO DELL'EPOCA MODERNA. Corri spo nd ono al periodo posteriore all'adozione delle arti g li erie rigale a retrocarica ed ante riore al prevalere del tiro c urvo con proietti carichi di potenti esplosivi ( 1860-1885). Questo pe riodo, per la struttura intrinseca d ei forti , è contraddi stinto da opere am pie, ad ordinamento scoperto, in sola terra e muratura, a ramparo semplice od a cavaliere, aventi forma di pentagono o di trapezio, con alte traverse, fossi ristretti, muri di scarpa defilati, casamatle ri servate qu asi unicame nte ag li organi fiancheggi anti. Quanto alla postazione dei fo rti montani , questo pe riodo è contraddisti nto dal sistema dei FORTI MULTIPLI che induceva all a ricerca deJJ e pos izio ni dominanti e c he, d i posizione in posizio ne, trascinava d a alla rgare indefinitivamente il ragg io d ' azione degli sbarrame nti 15 . 15 Ese mpio caratteristico di 4ueslo Lipo è il nostro sbarramento di Tenda .


L'Italia nella Triplice Alleanza: s111di s11/Je operazioni militari alla frontiera ... 237

Appartengono a questo tipo: Il campo trincerato di Lione, le opere di Rourg S. Maurice, il campo trincerato di Albcrtville, tutte le opere della Moriana tra nne 4ucl le enumerate al comma precedente ed i forti Petite Turra e Replaton di cui si parlerà in seguito, i forti staccati della piazza di Grenoble, le opere di Briançon tranne le p oche g ià acce nnale cd alcune batterie del Janus e fo rse qualcuna del forte Rocher des Olives, i forli staccati di Tournoux e S. Vincent, ed infine le ope re del Nizzardo, tranne quelle enumerate a l paragrafo susseguente. 3°) - OPERE DEL TERZO PERIODO DELL' EPOCA MODERNA. Corrispondenti al generali zzarsi del tiro curvo e dei proietti carichi di potente esplosivo (dal 1885 ad oggi). Questo periodo è caratterizzato dall'impiego nella fortificazione dei materiali cementizi e metallici e dal ritorno, nella difesa delle zone montuose, al sano principio di non di sseminare troppo le difese, limitandosi a piccole potenti opere d ' interdi zione sulle arterie del passo principale ed eccezionalmente a qualche opera staccata prote trn . In questo periodo si tenta pure di trasformare g li c lementi difensivi dei vecchi forti coll'aggiunta di torri metalliche e di g ittate di calcestrn zzo, a protezione del materiale e del personale. Di opere di qu esto tipo la Francia ne ha pochissime, sia perché essa aveva g ià ultimato quasi le sue fortificazioni alpine, quand o si fecero strada le nuo ve idee, sia perché in qu esti ultimi anni erano mutate le relazioni politi che fra le due nazi oni. A<l og ni modo possono classificarsi fra le opere mode rne le seg uenti: L' opera della Petite Turra, in caverna (Monceni sio); li forte Replaton , robu sta costruzione in calcestruzzo (Modane); 3 batterie del Janus, un a in roccia e calcestru zzo e 2 in cavern a (Briançon); - Forse qualche batte ria <lei forte Rocher des Oli ves c he dicasi t rasformala in caverna (Briançon); - La ba tte ria bassa del Tournoux , scavala nella roccia (U baye); - 2 batte rie in calcestruzzo che diconsi leslè cos truite in regione Cougoule ed a C ima di Rau s (Au thion- Niaar<lo); - 2 batte ri e in caverna a M . /\gel (Nizzardo) ; - 2 torri corazzate di ghisa indurita per 2 ca nnoni da 15 ciasc una al forte Barbonnet (Nizzardo); I casamatta corazzata nel forte Tele ùc C hie n (N izzardo); - 2 batterie scavate nella roccia, ma in barhclta a M. Gros (Nizzardo).


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Maurizio Ruf/ò

Ciò premes so i criteri che ser virono di g uida nella compilazione dello studio furono i seguenti: 0

) Proporzi.onarc le artig lierie dell ' allacco all'efficienza delle opere d ' attaccare cd alla possibile e probabile zona di postazione delle batterie attaccanti, dando preponderanza ai calibri maggiori , giacché in montagna la magg io r potenza deve sopperire al riumero realtivamente limitato delle artiglierie che po.v.rnno agire.

I

2°) - Impiegare di massima: I cannoni da 149 A ed eccezionalmente da 149 G pcl Liro di demo li zione diretto; - i mortai da 21 O e gli obici da 210 pei tiri di sfondo e di demo li zione indiretto; - g li obici pesanti ca mpali da 149 pel tiro contro le opere di carattere semipermanente in terra o in terra e muratura, arm ate con le bocche da fuoco fran cesi di minore potenza. _3°) - Tener presen te :

che i cannoni da 149 /\ hanno grande efficac ia contro bersagli verticali di calcestruzzo e scarsa contro le corazzature metalliche pesanti; che i mortai da 210, con la granata carica di polente esplosivo, hanno gran de efficacia contro le masse di calcestruzzo e pressoché nulla contro le robuste corazzature d ' acciaio; c he a mbo le bocche da fuoco hanno, come lo dimostrano i tiri contro il Variscllo , grandissima efficaci a contro le costruzioni murari e dei periodi anteced e nti al 1885, ai quali a ppartie ne la qu asi totalità delle fortificazioni alpine francesi; c he i cannoni da 149 G, oltre ad essere balisticamcnlc mo lto inferiori ai cannoni da 149 A, non lanciano proietti carichi di potenti esplosivi cd hanno quindi effelli molto limitati co ntro le robuste murature cd i grossi parapetti delle fortificazioni del secondo pe riodo e nulli contro i materiali cementi zi e metallici di quelle del te rzo periodo; - c he gli obici da 2 1O hanno una g ittata ed efficacia minore del mortaio di pari calibro. 4 °) - Assegnare all' attacco di og ni piazza un numero di bocc he da fuoco equi valenti all' incirca, in potenza, a quelle della difesa aumentato di un quarto, trasc urando q uasi sempre le bocche da fuoco di piccolo cali bro, c ui potra nno contrapporsi le artiglierie campali. Questo criterio, ispirato ai principi


L'Italia nella TriJJlice Alleanza: studi sulle operazioni mi/ilari alla frnnliera ... 239

della più stretta economia, conduce a ri sultali certame nte inferiori a quelli com unemen te ammess i, c he fi ssano il rapporro fra attacc<\nte e difen sore in I 1/2-2 ad 1, ma ad esso c i s i è attenuti per non arrivare ad un totale soverchiame nte impressionan te e per la conside razione che un certo numero di bocche da fuoco dei vari rorti è destinato a l fianc heggiamento, anzic hé al la difesa dire tta dell ' opera 16. 5°) - Calcolare pe r og ni vallata il numero d i bocche da fuoco occorren te per es pug nare i successiv i sbarrame nti , sta b i!e ndo co me sezione di parco occorre nte per la vallata que lla che occorre pe r es pug nare lo sbarramento d i maggior potenza. /\nc he questo c riterio. ispirato ai princ ipi e nume rati a l co111ma precede nte porla a conclusioni alquanto inl'c riori ai bisog ni . g iacché pe l logori o c he produrranno i successivi atlacc hi hisngncrc hhc au111 l'. 11tarc c iasc111rn sezione di parco de l 2 0-25(,Y,,_ TI\ R /\ NT/\S I /\

Gl i sbarramenti l'.sis1rn1i 11cll';ill;1 v;illc dc li ' lsèrc sono: quelli di Bourg S. Maurice e di A lbcrtv il k . l\ .:r J'al1;1ccu da sud e da es t di quest"ullima piazza che per este nsione cd armam e nto è l;i più importante della vallata si è calcolato occorrano 6 batterie di ea11111>11i da 149 A, 7 batterie di mortai d a 2 10 e 4 batterie di obic i pesanti ca 111 pali da 149. La sezione da parco occorre nte per questa va llata dovrebbe quindi avere alme no il numero di batte rie su indicate ed un muni z io name nt o a ll ' inc irca d oppio de l normale, che può ritenersi vari da I 000 a 1500 colpi per pezzo, trattandosi di espug nare su ccessiva me m e i due sbarra me nti . M O R IANA

G li s barramen ti successivi a lla zona sono: le opere della T urra, d i E sseillon, di Modane, di S. Michael di Chamousset e, dopo la confluenza de l!' Are ne ll' Isère, l' an tica piazza di Rarraux. 16

Q ua lora si dovessero sostituire i cannon i da 149 Gai cannoni da 149 A, la proporzione s u indicata di I 1/4 ad 1, basata sul criterio di contrapporre al difen sore poche ma potenti e moderne bocche da fu oco, dovrebbe essere pi ù che raddoppiata, mentre per la sostituzione degli obici da 210, ai m ortai d i pari calibro, basterebbe un aum ento mo lto minore. Una tale sostituzione deve però rappresentare un temporaneo ri piego imposto dalle reali condizioni nostre attuali, dall e q uali occorre assolutamente uscire al p iù presto , affrettando la costituzione di un parco .


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M aurizio R11ffo

Lo sbarramento maggiormente armato è quello di Chamousset p el cu i attacco si calcolarono strettamente indi spensabili 7 batterie di cannoni da 149 A, 6 di mortai da 210 e 6 obici pesanti campali da 149. La sezione di parco per la Moriana dovrebbe quindi essere composta almeno con tale numero di batterie munite di munizionamento adeguato al consumo che richie derebbe l'espugnazione di quattro successi vi sbarramenti. Non si è tenuto conto nei calcoli fatti della piazza di Grenoble, giacché all 'espugnazione di essa potrebbero - qualora fosse giudicato necessario il procedervi - provvedere le sezioni di parco della Tarantasia e della Moriana, dopo superate le resistenze dei ri spetti vi sbarramenti.

BRIANçON

L' attacco di questa piazza può essere condotto nei seguenti modi : I

0 )

-

Intraprendendo da nord, base la cuuca di Bardonecchia e svolgen-

do le operaz;ioni contro il forte Rochcr dcs Olives, le opere dell ' Enlon , gli appostamenti della Crete dc Peyrolle e le batterie dei Bois Noir e del Rocher du Raisin; 2 °)-lntraprendendo da est, base la conca di Cesana cd ini ziando le operazioni CO[ltro la linea del Janus-Gondran , contro il forte [nfernet e le batterie della Lane, du Loup e del C lot; 3°) - Intraprende ndo contemporaneamen te da est e da nord. Dato lo scopo da raggi ungersi , c he è quello di aprirsi in varco per la grande rotabile del Mongincvra, quand ' anc he s i intraprendessero le operazioni so lta nto da nord , espugnalo i I Rocher des Olives e posi i.ioni connesse, si dovrebbe sempre scendere necessari amente verso s ud contro il nu cleo centrale e più form idabi le. È ben vero c he scendendo da nord si verrebbe a cadere sul fianco de lla linea Janus-Gondran, ma nel tempo occorrente ad aver ragione dei forti de l fronte nord i France si, non attaccati a fondo da est, avrebbero tutto l 'ag io di apprestarsi a res istere fortemente all ' attacco proveniente da Val C lairée che del re sto è già battuta d ' infilata d a alcune batteri e del Janus e del forte lnfcrnet. L' attacco da e st si ren de quindi in ogni c aso indispensabile. In ultima anali si è lungo questa direttrice che si svol ge l' uni ca rotabile di cu i possa valers i l'offen siva italiana; importa quindi re nderla libe ra al più presto.


L '/Ja/ia nella Tri11lice Alleanza: ,\'ludi s11/le operazioni mililari alla fronliera ... 241

Resterebbe a vedere se basti l'attacco da est o sia necessario sussidiarlo co n l'attacco contemporaneo da nord. Gli studi fatti in passato, specie in occasione di viaggi di stato maggiore degli a nni 1895-97, hanno riconosciuta la convcnic n;,.a, se non l'assoluta necessità dell'attacco contemporaneo. È quindi sembrato imprudente, nel calcolo dei mezzi per l' a ttacco di Hriançon, fare astrazione dell 'attacco da nord, però i calcoli, sono stati fatti per le due fronti , affi nc hé nel caso s' intendesse eseguire il solo attacco da est si possa ridurre la sezio ne da parco, assegnata alla espugnazione di Briançon, da 16 batterie da 149, 17 di mortai da 2 1O e I I di obici pesanti campali da 149, a I O batterie di cannoni da 149, I O mortai da 21 O e 5 batterie di obici pesanti campali.

VALLE DEL GUIL I colli c he me ttono capo a detta vallata sono tutti mul atti eri. La vallata è difesa dalle due vecchie piazze di C hateau Queiras e M. Dauphin per l' espugnazione successiva delle quali si sono ritenute sufficienti 4 ba tterie da 149, 4 di mortai da 210 e 4 batterie di obici pesa nti ca mpali da J49. VALLE OELL'U HA YE È difesa dal campo trincerato di Tournou x e dalla p iaz7.a di S. Vince nr. Il campo trinceralo di Tournoux consta di una prima linea fo rmala dai forti Tete de Viraysse, forte e batteria la Croix, batteria Malle mo rt e fo rte C ug uret, che sbarrano l'alta valle d ell ' Ubayette e le pro veni e nze da l!' Argente ra e di un a seconda linea costituita dall e o pere de l nucleo ce ntrale poste al pun to di conflue nza de ll ' Ubayette ne ll ' Ubaye.

Non s i è tenuto conto dell'opera del Yallo n C la us che sbarra l' alta valle dcll ' Ubayc giacché essa non mette capo c he a colli mul a ttieri. Il parco ritenuto indispen sabile p er la vallata è quello necessario per espugnare le opere di seconda linea, più numerose e più potentemente armate di quelle in prima linea e consta di 5 batterie di cannoni da 149 A, 5 di mortai da 2 10 e 5 di obici pesanti campali. Non si è tenuto conto dello sbarramento di S. Vincent, vecchio e di valore molto inferiore a quello di Tournoux. Fra le rotabili che menano in Francia si ritiene c he questa sia la meno difesa.


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M aurizio Ru}]<J

N I ZZ ARDO

li Nizzardo è sbarrato d a un triplice sistema <li dil'csa e cioè: a) da zone organiz zate per truppe mobili preparate con strade, rico veri ed appostamenti: Serre des J--iourc hcs-M. Mounni er-Tournairet-Authionm. Ours-M . A gel 17 ; b) - da sharramcnti posti a materiale inte rdi zio ne de lle princi pali linee d ' in vasione c he sono: - per l'alto Varo: Entrevaux; alla confluenza Varo-Tinca: Picciarvet-Rarre Noire; in va l Vesubia : S. Jean de la Ri v iè re; - contro provcnicn1,c dalla Roja- Revera : Barbonne t; contro provenienze dalla Cornice: Tele dc C hi cn; c)- posizioni fortificale di resistenza a cavallo delle principali linee d ' invas ione; esse sono: Co lo mars-M. Chauve Lra Varo e Paglione di S. André; M. Macaron tra Paglione di S . André e quello d i Contes; M. Gros-Turbie fra il Paglione-Laghel e la cosla. L' attacco <li questa regione si è c reduto necessario s tudiarlo sia da nor<l che da est e ciò nella conside ra zione c he 1' attacco meno d ifficile, c ioè qu ello da nord procedente per le valli de ll ' alta Tinca e dell a Vesubi a, ove per ora meno importanti sono le opere di fortificazione, potrà riuscire solo quando si sia forte me nte impegnato il nemi co a·nche da est, al fine di impedirg li di trasporta re i mezzi e le truppe colà impegnale a rincal zo del fron te nord. Si è pertanto cons iderato di a tt accare co n tem po ran ea me nte da est: I' Au thio n, il Ilarbonnet, M. Agel e Tele dc Chien e sul fronte nord : Picciarvet-Barre N oire e S . Jean d e la Rivière. La sci.ione del parco stre ttame nte indispe nsabile per tale attacco è risultata di 1O batterie di cannoni da 149 A, 11 di mortai d a 21 O e 8 di obici p esanti campali d a 149. 3 batte ri e di cannoni da 149 A dovrebbero possihilme ntc essere so stituite da altrettante batterie di mortai di grosso calibro che potessero a vere più presto rag ione delle due torr i di g hisa indurita del forte Barbonnel. 17 Vi sono anche hallerie per pezzi d i medio calibro.


L 'Italia nella Triplice A lleanza: studi sulle operazioni militari alla .fronliera ... 243

Conclusione Se, in caso di guerra fra la triplice alleanza e la triplice intesa, l' ltalia si propone: a) - di non farsi tenere a bada da poche forze fra ncesi appogg iate al le numerose fortificazioni scaglionate entro iI mass iccio a lpino; h) - d ' impedire che i francesi di straggano la maggior parte delle truppe dell ' Armée des Alpes, per inviarle neg li allri teatri d ' operazione, ove, con tutta probabilità, s i decid eranno più rap idamente le sorti di tutta la campag na, sernbrerebhe necessario procedere sin dall ' inizio, e su tutto iI fronte, ad una vigorosa offensiva che si proponesse, secondo i concetti già espressi da S.E. il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, di spingere inna n7.i il più presto possibile le sue ali; la destra per la Tarantasia e per la Mori ana, la s inistra per l ' alto e basso Nizzardo c ui fortificazioni sarebhero attaccate fron·talmente da est e da nord-est; a cavallo della rotabi le del Tenda, ed aggirate da nord e da o vest procedendo dalle alte valli dell a Stura e del Gesso verso Vesubi a e verso Tinea (M. Mounnicr-Tournairet-Authion).

le

Tale offensiva subirà naturalmente un arresto più lungo al centro, o ve maggiori sono le res istenze opposte dal campo trincerato di Hriançon ed ove si trovan o valli secondarie (G uil, l:Jbaye ed Ubayette) che menano ad ohictLivi di non molta importanza, ma anche qui do vrebbe pur sempre essere condotta vigorosamente, per impegnare le truppe destinate alla difesa di quell e valli ed impedir loro di accorrere in aiuto degli altri settori . Ora pe r effettuare tale offensiva generale, c he do vre bbe avere pe r le s ue caratteri sti c he la prontezza e la conte mporane ità dell 'azione nelle varie di rettrici, sarebbe indispe nsabile c he l'Italia di sponesse d i un parco d' assedio co stituito almeno dalle batterie indicate ne ll'allegato 11 ° ?(o mi ssis) e cioè di : 3 batterie di mortai di grosso calibro; - 45 batterie d i cannoni da 149 t\ ; 50 batterie di mortai da 2 10; un centinaio dunque di batterie di medio calibro, coadiuvate d a una quarantina di batterie di obici pesanti campali. Il parco dovrebbe essere divi so in sezioni assegnate a ciasc una regi one o vallata ed avente ciascuna, all ' ingrosso, la costituzione indicata ne ll' a llegato stesso. Qualora si volesse rinunciare all'attacco da nord di Rriançon cd all ' attacco pe r la valle del Gui l, il parco potrebbe essere rid otto a: - 3 batterie di mortai di grosso calibro ;


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Ma urizio Ruffo

26 ba tte rie di cannoni da 149 A; 30 batte rie di mortai da 2 1O; coadiuvate d a lle 2 8 e siste nti hallcri e di obici pesanti campali

18

A l di sotto di qu este cifre no n sembra possibile sc e nde re g iacché g li assedi in corso di Adrianopoli , di Janina e di Scutari addimostrano che i forti non si c on4uistano colle !Jaione tte, q ua lunque sia il valore delle truppe assedi anti e confermano quanto sc riveva Napoleone a l Lcfchvre, comandante l'assedi o di Danzica nel 1807 : !,a poitrine des vos grunadiers ne renverse-

ra pas des murailles. Qual ora la p ote nz ialità economic a de l paese o altre rag ioni d ' indo le fi nanz iaria impedi ssero la costituz io ne di un parco d ' assediò come qu e llo indicato, potrchhe forse essere soluz ione con venie nte que lla di c oncentrare tutti i mezzi esiste nti lungo du e sole linee d ' invasione dc là, con schiacciante superiorità di m ezzi, procedere ad un ' offensiva, pi ù c he vigorosa, viole nta. Le vallate c he meglio si presterebbero a 4ucsto scopo, per la min or forza de lle loro difese, sono quella de ll'Ubayette -Ubayc e que lla de ll ' lsè re (T arantasia). Nella I• c on·un parco c omposto da 2 ba tte ri e di mortai da 260, I O ba tte rie di mortai d a 21 O, 8 di c annoni da 149 A e I O di obi c i pesanti campali si potre bbe essere 4uasi sicuri di riuscire abbastanza c e lermente a sboccare in pia no per vo lgers i di là o verso sud alle spalle d el Ni zzardo, o verso nord contro G re no ble, campo trinc erato di non grande valore. Nella 2• co n il rim ane nte d e l nostro parco (4 batterie di morta i da 2 60 , I O di morta i d a 2 10 , 12 di canno ni da 149 A) e con le restan ti 18 batterie di obici pesa nti ca mpali si potre bbe q uas i certamen te a ver pr esto rag ione delle piazze d i Bourg S. Ma uric e e di A lbert vi llc per proce d ere po i ver so sud contro G re no bl e o ve rso o vest in direz ione di C ha mbery , c ontro b atte nd o 18 Da notizie assunte al Mini ste ro, risulle rehbe c he attualme nte l' Italia dispone d i: - I O batle rie <l i cannoni da 149 A su affusto rigido; 12 batte rie di mortai da 2 1O, a pia ttaforma;

cd ha g ià i disponihili ronùi pe r: - IO batter ie d i cannoni da 149 A, s u affus to a deformazio ne ; - 8 batte rie di mortai da 2 1O; - 6 hatte rie di morta i da 260 . Si avrebbe ro ciot:, fra breve, di sponi bi li 46 batte rie in vece de ll e 59 su indicate; la diffe re nza potre bbe essere colmata con un a q uind icina di m ilioni.


/,'Italia 11ella Tri{Jlice Allean za: studi .rnlle operazioni m ilitari alla frontie ra..

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in og ni caso il ve tusto forte di Aiton e le adiacenti hattcric in terra dello sbarra mento di Chamo ussct, al rinc di non vio la re la ne utralità dell' A lta Savoia. Che se questa si ritenesse di poter violare, dopo A lbe rtville, non s' incontrere bbero, verso ovest e verso nord fortifi cazioni di so rta. Negli altri se ttori bi sognere hhc allora tenersi s ull a difen siva, a ppoggia ndosi alle fortificazioni esistenti ed a que lle che s i trovasse necessari o d i a gg iungervi, per ottenere lo scopo d ' impedire ai Fra ncesi d i pe ne trare ne l nostro territorio.

h) Organizzazione dei Servi z i La regione alpina, entro la qua le è destin ala a svo lgersi l' offe nsiva strategica Italiana in Francia attra ve rso la rro11li c ra N. O .. è re g io ne impe rvia di alta mo ntagna: le linee rotabi li di pc nelra1.ione (un a pcr ogni vallata) seguono il fondo delle valli, generalme nt e ri slre llc e fian c hcggiale da allre pare ti monta ne, sca valcate da co111unicazioni mul al lic rc e da se ntie ri ad alt e zze variabili fra i 2 e i 3 mila metri. Lungo le rotabili a vanzera nn o i parchi d ' assed io e 11 na parie delle I ru ppe (generalmente la minor parte): la ri111,111c11lc pa rt e è des tinala ad ope rare attra verso i monti , sen1..a il sussidio di com11nica1.io 11i rotabili . e spesso costrette ad al lontanarsi di q11;ilche tappa d;ii :-.c rv i1.i carregg iali prnccdc11li pe r la rotabile di fo ndo vall e. Conside riamo, ad ese mpi o , la linea d ' o pe ra z io ne de l Picco lo S. Be rnardo, la di c ui capacità logisti ca è di un Co rpo d ' Armala a tre di visioni . L'offensiva lungo la medesima deve for1.alamcnle ini ziars i coll ' a ttacco delle fortifi ca zion i di Bourg Saint Maurice, cadute le q ual i, procede rà natu ralmen te per la g rande rotabil e, e - ins ie me - pe r le mulattiere del Col de la Seignc e del Col du Mont. Ma è evide nte c he non si può asso luta me nte procedere lungo la rotahilc dcll ' lsè re verso Mo uti ers e lo sbocco di Albe rt ville, senza prima assicurarsi il posses so della Conca di Bcaufort e se nza g uardarsi il fianco sinistro contro le min acce prove nienti dalla Moriana, operando per l' alto (Colli d i lseran, de l.la Vanoise , di C laviè re, ecc.) . Ora, se per qu est' ultima al.ione possono forse bastare colonne leggere di truppe alpine, per as si curarsi l' indispe nsabi le possesso della Conca di Beauforl, vero nido d ' aquila, dal qual e si co ma nda a tutta la Tarantasia (e che pe rciò stesso sarà lcnaccmc nle contrastalo) occorreranno inge nti forze: forse quelle di due div isioni , certamente però sarebbero insufficienti qu e lle di una sola. E una tale ri levante qua ntità di truppa rim arrà, per te mpo non breve, di stante dalla rotabile al ime ntatrice di Va lle d ' I sère di due o tre tappe.


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M aurizio Ruffo

Quello c he è stato qui acce nn ato per la Tarantasia si potrebbe presso a poco ripetere per la Moriana e p e r 4uas i tutti g li altri se ttori. Se ne deduce c he forse i 2/3, ma certo la me tà delle truppe assegnate ad ognuna delle linee d ' operazione, dovranno opera re sui monti, lo ntane - in media - un paio di tappe dalla rotabi le. Rsse de vono, in conseg uenza essere dotate di congrui mezzi per collegarsi aila rotabile onde trarre i necessari rifornimenti e per effettuare gli sgombri occorrenti. Ciò premesso , l ' organi zzazione delle nostre truppe in 8 dei Corpi d 'Armata, consente ad ognuno dei reggi me nti fanteria - mediante l' assegnazio ne di un piccolo nucleo di muli - di allontanarsi dalla rotahile (e cioè dai servi zi caJTeggiati ) di mezza tappa. E ciò vuol dire che (riunendo opportunamente i mezzi ripartiti fra tutti i reggimenti), si potrebbero dotare di salmerie cap aci di consentire l'allontanamento di due tappe, due reggimenti su 8, ossia meno di 1/4 delle truppe di sola fanteria di un Corpo d 'Armata a due di visioni . Questi mezzi sono assolutamente inadeguati all'attuazione del concetto di un ' offensiva generale in una zo na alpestre così rude e impervia com 'è quella di c ui ci occu piamo. Anchc'ripartendo le scarse salmerie degli 8 Corpi d'Armala soprn 6 soli Corpi d'Armala (a 2 o a 3 divi ~ioni) le co ndi zioni rimarrebbero di poco mi gliorate. Senza pretendere di arri vare a co nsen tire aj 2/3 della fanteria di ogni Corpo d ' Armata di allontanarsi per due tappe dalla linea rotabil e di alime ntazione, si dovrebbe arrivare a consentirlo -almeno a me tà delle truppe. Ciò è indispensabile per 4uanto di so pra è stato accenn ato. E p e r o ttene rlo occorrcrehhe - come minimo - raddoppiare l 'entità de lle attual i sa lmerie. Studi p arti colareggiati e approfonditi , non già astratti ma messi sempre a riscontro coi progetti concreti delle operazioni da compiersi, p ortera nno ad una de terminazi one più esatta e precisa. Qui importava solo di mettere in evide nza questa manchevolezza d ell ' organi zzazion e d ei nostri ser vizi , hcninte~o conside rati in rapporto col concetto dell'offensiva generale e che, naturalmente, cesserebbe di essere tale se rapportata ad un di verso concetto informa tore delle operazioni .

III. La difettosa circuscrizione territoriale e le sue conseguenze Come è noto attestano all a frontiera N. O. i territori del I, II e IV Corpo d ' Armata. A differe nza degli a ltri due il I° Corpo ù ' Armata ha, per rispetto alla frontiera, i territo ri d e ll e dipe nd e nti divisioni (Torino-Novara)


f.'ltnfia 11ella friplice i\ 1/eanza: studi .ml/e nperaz.io11i militari alla .fi-011tiera ... 247

di sposti uno a fianco dell'altro per modo che, grossolanamente, il territorio della Divisione di Torino va ad attestarsi alla frontiera risalendo la Valle della Dora Riparia ed estendendosi nelle conche del Cenisio, di 13ardonecc hia e Cesana-Oulx, e quello della Divisione di Novara, va ad attestarsi alla fronti era risalendo la Dora Baltca cd estendendosi in Val d'Aosta. Questo fallo, comhinato coll'altro che in ognuna delle maggiori vallate alpine veng ono spinte attualmente in occupazione avanzata le truppe quasi al completo di una Divisione, conduce - nel caso speciale - ad avere in Val d' Aosta le truppe della Divisione di Novara ed in Va lle di Dora Riparia le truppe dell a Divisione di Torino. Ciò premesso, nel passare alle operazioni offensive, non essendo più possi hi le spostare indietro le truppe già inoltrate verso la fronti e ra, ne consegue che marceranno a rincalzo d elle truppe della Di visione di Novara in T a rantasia altre truppe (di M.M. o di altro Corpo d ' Armata) e lo stesso avverri1 pe r rispetto alle truppe delJa Divisione di Torino, nella loro a vanzata dal la Le stata di Val Dori a Riparia in Moriana e verso i.I Briançoncsc. Quindi, in conclusione, le due divisioni di uno stesso Corpo <l 'Armata (il I) agiranno indipendentemente una dall 'altra, in 2 campi d ' azione separati, mentre avranno a rincal zo truppe di altra provenienza. È ques to un e vidente e non lieve incon veniente organico, dipe ndente g iova ripeterlo - dalla difettosa circoscrizione territoriale ed insieme dalla difellosa organizzazione della difesa avanzala, la quale, così com'è attualme nte, sp inge intere divisioni a completarsi e ntro il massiccio alpino a co ntallo o quas i con l'avversario alla frontiera.

Pe r ev itare l'inconveniente hi sognerebbe : o modificare la circoscrizione territoriale o pure organi zzare differentemente la difesa avanzata. Il primo rimedio non è di impossibile attuaz io ne, ma è certo diffi cile a

tradursi in atto e, richi edendo spostamen ti <li molteplici circoscrizioni terri toriali d ' ordine diverso , il problema si complicherebhe e la soluzione ne sarebbe differita chi sa per quanto tempo ancora. Il secondo e rimedio di più pronta ed agevole attuazione ed è ric hiesto, indipe nde ntemente dal fallo che qui si conside ra, dalle imprescindibili necessi tà delle quali si è rag ionato a lungo nella t • parte cli qu esto lavoro.

Noma, 2 1 Fehhraio 1913

il TENENTE COLONNELLO G. Sermella


248

Maurizio Rufio

Furte Traversette e del Roc Noirjàrografato dalla l'uni" Rousse - dista,1te km. J,5

Forte l'oinLejl1fugrafato dal Monte Valai.wm - distante km. / 3


T,'/talia 11el/a Triplice Alleanza: studi s,ul/e uperazio11i mi/ilari alla frontiera ... 249

Forte du ·rnw ji,1ogm}t110 do/ff, 1wndif"i di SW della Bella Vaflefla

Forte Vulmisfutografato dal Monte Belvedere

distante km. 12,5

distante km. 14


250

Maurizio Ruffo ,'

Breil, Valée de la Rovo

LiRne. du sud de la France, Valle de'" Vesuhie


L'Italia 11el/11 Triplice Allean~a: studi .ml/e u11era~in11i militari alla frontiera... 25 1

Saw d,,s Fm11cais a Uurmnus, Valée e/e la Vl'.rnbie

Valée de la Ti11ce - (;orges dc Clan.v Il' Rancairos


252

Maurizio Ruf(o

Bardonn:dtia - Opera 32 - Al Colomion

Por/1: Viraysse


L'Italia nella Triplirt' A/fr,r111za: studi su//p opera~im,i mi/ilari alla fro111iera ..

' ~-..;;/-}4A /."orte Virnrsse

/'{lrficolare del For/e Tra versel/e

253


254

Maurizio Ruffn

l'ar1icolare del Forte Traversel/e

Particolare del Forte Tra verselle


SERGIO FIORENTINO

LA PRIMA GUERRA MONDIALE (1914 - 1918): IL FRONTE FRANCESE, MOTIVI DEL FALLIMENTO DEI PIANI INIZIALI FRANCESE E TEDESCO E CONSEGUENTI EVOLUZIONI DELLE DOTIRINE, DEGLI ORDINAMENTI E DEGLI EQUIPAGGIAMENTI Introdu zione Nella 1• Guerra Mondiale sul fronte franco-tedesco le operazioni belliche da parte degli opposti eserciti iniziarono secondo piani hasati esse nzialmente sull'offensiva. In quel tempo la mentalità dei capi e g li indirizzi delle sc uok militari erano orientali soprattutto verso la guerra manovrata, in campo aperto, ritenuta la sola forma di guerra che potesse condurre ad una vittoria rapida e completa per annientare l'avversario. Pe r un compl esso di ragioni mediate ed immediate, in vece, le offe ns ive iniziali , lanciale con vigore cd entusiasmo, hc n presto si esaurirono e gli eserciti contrapposti dovettero far ricorso alla di fc nsi va. Le operazioni di consegue nza stagnarono in una g ue rra di po sizione c he costrinse le opposte forze ad una lç,tta logorante c he s i protrasse per quattro a nni . S i cercò da a mbo le parti di usci re dalla si tuazione di stasi e ridare vita alla gue rra di movimento; ma a nulla va lsero il ricorso a lattic he nuo ve e particolari di attacco, l' impiego sul ca mpo di battag lia di nuove armi e nuovi mezzi da combattime nto, I~ massicce offensive l anciate dag li esercit i contrapposti per infrangere le harriere difen sive. In sintesi, dopo so lo pochi mesi dall'ini zio delle operazioni al fronte franco-tedesco la strateg ia d el logoramento sos tituì i_n pieno quella dell ' annientamento in base alla quale si erano formulati i piani di g uerra iniziali. Nel quadro generale anzi delineato, nel corso del presente la voro saranno esaminali i seg uenti argomenti particolari : - i piani di guerra iniziali dell ' Esercito Tedesco e di quello Francese; - i possi bili motivi del loro fallimento ; - gli clcmcnli che caratterizzarono la guerra di posizione; - i te ntativi falli per ridare vita alla g uerra di movimento.


256

Sergio Fiore111i,10

CAl'ITOI.O

I

PIANI DI GUERRA INIZIALT A. Piano di guerra tedesco Il gen. Moltke (i l vecchio), Capo di Stato Maggiore dell 'Esercito Tedesco , prevedendo fin dal 1871 l'eventualità c he la Germania dovesse sostenere contemporaneamente la guerra sul fronte francese e su quello russo, aveva pensato di agire offensi vamcnlc sia ad ovest ch e ad est. Successivamente, a causa del continuo accrescersi delle forze francesi e ru sse, aveva ritenuto c he fosse più conveniente attaccare prima s ul fronte russo ove, co n il concorso delle forze austriache, si proponeva di ottenere una rapida vittoria; dopo, le forze tedesche I avrebbero potuto attaccare la Francia. Tale progetto fu mantenuto dal successore di Moltke, il gen. Walde rsee al quale nel 1895 successe il ge n. Schlicffcn. Discepolo del Clausewitz e assertore delle sue dottri ne strategiche, secondo le 4uali per poter distruggere il nemico e non per sconfiggerlo sollanto bisognava attaccarlo sulla fronte e sui fi anchi e, se possibile , anche da tergo, lo Schlicffen spinse questo co ncetto a concl usioni pratic he per la difesa de lla Germania. Egli vedeva la Germania circondata da nemici da tutte le parti e qu es ti nemici riuniti erano più potenti della Germania. Lo Schlieffen, perciò, intuì che la sola possibilità per non soccombere e ra quella di attaccare un o dei nemici con superiorità di forze , infligge ndogli una deci siva sconfitta, e, quindi , facendo ricorso ad una manovra per linee interne, resa possibile da una be n sviluppata rete di trasporti ferroviari, attaccare l'altro nemico contro i I q ua le inizialme nte si sarehhc do vuto mantenere atteggiamento dife nsivo. In quel tempo la Germania g uardava co n particolare attenzione ad occidente, alla Francia. Frontiere e fortifi cazioni francesi ven ivano Studiate attentamente e le sedi diplomatiche tedesche in Francia raccoglievano informazioni di ogni genere sull ' organizzazione militare francese. Nel 1898 lo Schlieffen , disponendo di tutte le informazioni possibi li , cominciò ad elaborare il p iano di attacco alla Francia. Egli non si faceva illusioni sul futuro della Germania: era sicuro che l' Imperatore, prosegue ndo nell e sue aspirazio ni espansionisti che, avrebbe attirato s ull a Germania l'ost.ilità di tutte le maggiori potenze europee. Perciò il piano considerava non solo l'attacco 1 Vds.

!\/legalo J\.


La Prima Guerra Mondiale (19/4 -19/8): il Fronle Francese...

257

co nte mporaneo della Francia e-del la Russia alla Germania, ma anche I' intervento della Gran Bretagna. Questa, padrona dei mari , sarebbe·stata in grado di alimentare per tempo inde terminato la resiste nza economica propria e d ei suoi alleati e di provvedere al rifornimento dei mezzi necessari per la lotta in te rra e in mare. La Germania, quindi, dovev a p er necessità scartare l'idea di una g uerra lunga e logorante e seg uire, invece, pena la sua immancabile rovina, una strategia di anni entamento.

11 piano de llo Schli cffcn prevedeva per primo l' annientamento della Franc ia e dei suoi alleati Inglesi e Bel gi per d edicare poi gli sforzi necessari contro la Russia. Ciò pe rc hé si rite neva ch e la mobilitazione ru ssa sarebbe stala tro ppo le nta per consentire alle forze ru sse di cost ituire una seria minacc ia ne ll e settima ne iniziali della guerra. Quest.l supposizione avrebbe potuto suggeri re di dare un colpo decisi vo a l I:, Rus:-. ia prima c he essa fosse pronta; l'azione pe rò era da scartare pe rché era ug ua lme nt e probabil e che la Ru ssia potesse concentrare le sue forze princ ip:d i molto indie tro rispe tto al confine per poter essere raggiunte dal colpo 1111 1 i:, k lnksco. Di qui l'opportunità di una ra pida offensiva contro la Frann :1 1,·1w111lo :1 h:u l:1 I' l•:sn c ilo Russo con poc he forze. Il p1:i11t 1d1 ;111 :1ccu all :1 l,. ra11 cia si basava s u alcuni cleme nti essenziali c he a111 11, ;11 111 da ll'c,: u11 c de ll a s itu:1 1.io m: geog rafi ca de lla frontie ra fra nco -ted1· , v;i ()1 1l·, 1a , 1~v ilupp:1va fra k du e N:1zio ni pe r soli 250 Km : spazio tropi"' 1·,11•11 11 per 111a11o vran: le 111:i ssc di truppe c he la Ge rmania poteva im pie1•:111· p1·1 ~l'1 1iacL· iare l' a vve rsari o al primn urt o . A s ud la frontie ra s i co lle1·:i va a qul'lla sv i1.1.e r:1 e a nord a quella lusse mburghese e belg a attra verso k Arde nne. w na acc ide nt ata e di diffic ile prat icabi lità. Le direttrici naturali d i pe ne t razione verso la Fra nc ia e rano nella zona di B elfort e Vcrdun ch e e ra fo rt e me nte presid iata dai h ·ancesi con un poderoso sistema di fortezze. L' uni co va rco praticabi le poteva essere la zona fra To ul ed Epinal, nota co11H.: C he min dcs Charmcs. Questa era praticabile e volutamente sg uarnita dai I ,. ra nces i per essere sfrullata come una trappola strate gica; se i Tedeschi fossero penetrati in quella zona potevano esse re schiacciati con una controffe ns iva su uno o su tutti e du e i fia nchi della penetrazione. ,1

Da qu este constatazioni scaturì ne l 1905 il piano di guerra de ll o Schli cffe n: una manovra avvolgente con l 'ala destra delle forze tedesche sc hierala al co nfine franco-be lg a per avviluppare le forL.e fra ncesi contrapposte. In partic olare. per d are spazio a questa ma no vra si previde il passag gio delle


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La Prima (;u e rm Mondiale (1 9 /4 - 1918): il r'ronte Francese .. .

259

forze tedesche attraverso il Belgio, violando ne la nculral ilà; l'ala aggirante avrebbe dovuto compi ere un 'ampia conversione porlandosi gradu a lmcnlc verso sud, passare ad est di Parig i, attraversare la Senna, attaccare le forze franc esi sc hi erate sul fronte de lla Alsazia-Lorena e o bbli garle a combattere a fronlc rovescialo per annientarle. Secondo tale piano l 'ala a ggirante sarebbe dovuta essere mollo forlc (circa 53 Oi v isioni ) e avrebbe dovuto fare perno, nella sua azione, s ull ' arca forlificala METZ-THTONVILLE per agg irare le posiz ioni francesi; l'ala sinistra dello schieramento tedesco, in vece, doveva solo fronteggiare con poche forze (8 Divisioni) in Alsazia-Lorena lo schi eramento francese contrapposto, attaccandolo eventualmente se ne presenta va l' occasione favorevole. L'azione de ll ' a la s in istra era un rischio c alcolato c he però polcva tradursi anche in un gra nde vantaggio: infatti , se i 1:ran ccsi, approfillando del debole schi erame nto tedesco, si fossero lanciati ve rso il Re no. sarebbe sta lo per loro ancora più diffic ile conte nere l'attacco :1 No rd . Il piano tedesco, quindi , nel suo complesso avrebbe do vuto funzio11:in: c ome " una porla g irevol e" c ioè avrebbe consentito di c olpire alle spa lle c hi a vesse s pinlo " il haUc nte" per e ntrare in Germania. L:1 preoccu p.iz io ne de llo Sc hlicffcn fu 4uclla di concentrare la maggio1l' q 11 a 11 111 :1d 1 fo u .c pe r I' ;11tacco al la Franc ia, valu lando di pulcr fronteggiare 1 1<11 ,~i l

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~11k I O l) ivi~ioni . La magg ior parte de lle fo rze destinate a l fron-

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l'n l ' afflu sso de ll e fo r7.C lc d csc hc al fro nte occide nta le nelle 4uanlilà e

11c i lc rnpi prcv isli e ra slato dato un forte inc re me nto al s istema ferroviario <la e ve rso la frontiera. Nel 19 14 tredici Iinee a doppio binario conse ntirono d i po ri are a l fronte occidcnlalc enormi 4uantitativ i di uomini e m ateriali; dal 6 al 17 agosto 19 14 undicimila lrcni portarono alla fro nti era occidentale oli re 3 mili o ni di sold at i co n materiali, munizioni , carriaggi e cavalli ; in qual c he c a so , come nell 'attrave rsame nto del ponte ferroviario s ul Re no a Colo ni a. s i reg istrò il passa ggio di un treno ci rca o g ni 10 minuti. Ne l 19 I 3 il gen. Moltke (i l giovane) divenne Capo di Stato Magg iore d e ll ' Eserc ito T edesco s ucced endo all o Schlie ffe n . Come dice il Liddlc Hart "sfortunatamente per la Germania ma fortunatamente per il mondo, il M oltke non aveva né il coraggio morale dello Schlicffcn


260

Sergio Fiore111i110

e nemme no la c hiara comp ren s ione del principio della conce ntrazione degli s l'orzi" 2 . Egli, infatti , adottò il piano c he lo Schlieffen g li aveva trasmesso, ma lo depauperò dell ' idea esse nziale; infatti , alte rò il ra pporto d i forze tra fronte occidentale e fronte orie nta le (a favore di qu esto) e, per le forze de l fronte occidentale, tra l'ala aggirante e l'ala s inistra (a favore di questa) . Mentre lo Sch lieffen si proponeva di tratte ne re i fra ncesi col mini mo delle forze in Alsazi a-Lore na per dare la massima pote nza all ' ala aggirante, il Moltke, preocc upato dei progetti offensivi francesi verso la Saar, pur senza rinunciare al grand e agg iramento per il Belg io vi destinò forze infe ri ori a que ll e calcolate per avere un rapido successo. S i a ndarono così a mano a mano rafforzando il centro e la si ni stra dello schiera mento tedesco col proposito di trattenere l' offe nsiva francese per il tempo necessari o a sviluppare la man ovra aggirante e poi prendere l' offen siva anc he in Alsazia- Lorena per aggirare la destra francese. All' aggirame nto d'ala previsto dallo Schlic ffc n si sostirnì così un attanag liamento. Il rapporto di forze pn: visto dallo Schlieffen di circa 7: 1 a favore d ell ' ala destra, divenuto-po i di circa 3: I co n la deci sione del Moltke.

B. P iuno di xuerra francese Dopo l' esito negativo de ll a campagna del 1870 , lo Stato Maggiore Francese, per un a eventuale g uerra co ntro la Germania, aveva dovuto prevede re una dife nsiva iniziale appogg ia ta ad un sistema di fortificaz ioni perman e nti alla fro ntiera con la Germania in A lsazia-Lorena. Alla dife nsiva iniziale avrebbe potuto fa r seguito un 'eventuale controffe nsiva. A tal l'inc fu creato un grosso siste ma di fortezze, lascia ndo fra esse dei varc hi pe r ca nalizzare l' eventuale invasione tedesca c rendere possibile la contromano vra francese. Ma, dal 1887 incominciò a farsi s trada ne llo Stato M agg io re Prancese una nu ova scuola di pensiero la quale soste neva c he al carattere e alla tradizione milita re francese si .addiceva meglio l' o ffen s iva, c he il possesso del mobile e preciso cannone da 75 re ndeva possibile questa offe nsiva e c he questa era strategicamente possibile per l' alleanza della Francia con Russia e Gran Bretagna. Ispirandosi a tali criteri, nel 1887 fu preparato il primo piano offe nsivo francese contro la Germania; in esso, e nelle successive varianli, non 2

LID LJLE H ART,

Slo ria della !" Cue rra Mondiale.


La Prima Guerra M ondiale (/91 4- 19 / 8 ): il l-"ro11te France .1·e .. .

26 1

si te nne alcun co nto dell'eventualità che i Tedeschi potessero vio lare la neutra lità del Be lg io e si stabilì c he la decisio ne de lla g uerra fosse da ri cercare attaccando in A lsazia-Lore na s ull a direttrice della Saar. Dimentichi de ll'in successo del 1870, una parte dello Stato Magg iore F rancese ripre ndeva così dal 1887 una vecchi a filosofia di g uerra fra ncese basata s ulla concezione a stratta della superiorità dei valori morali separati da quelli materiali. Il detto d i Napoleone secondo il quale " il morale sta al fi sico come 1 a I" aveva a vuto molta influenza s u questo modo di pens are . Co n la nomina del gc n . .Joffre a Ca po di Stato Maggiore dell ' Eserc ito Francese i sosteni tori dell ' offensiva a d oltra nz a , incoraggiati dallo stesso Joffrc, c hhero decisamente il sopravvento e nacque il nuovo piano di attac c o ,ill a G e rmania, denominato come " PLA N XVTT" 3 . Esso considerava l'ipotes i c he l' Eserc ito Tedesco, pur violando la ne utralità belga, non a vre bbe s upe rato c ol suo sc hi eramento la Mosa e av rebbe segu ito la direttrice dell e Ard e nn e correndo il risc hi o di veder tagliate le s ue vie di comuni cazione. () uindi , conce ntrate le forze l"ra Relfort e Meziers, i Francesi prevedevano di pre nd e re al ri ì1 presto un ' offensiva ge nerale s u du e direzioni: a sud di '1'0 111, Ira i Vosg i e la Mose lla, e a nord della linea Yerdun-Metz. S1ill:i pri111a dirci.ione lo s for zo dove va essere portato verso la Saar e fu ;ti fid a111 a d,w /\ 1111;11l' ( la I " e la 2") . Sull a se conda direz ione avrebbero upcr:1 111 :i llll· d1 11: t\ 1111a le (la .""1" e la 'i") le quali dovevano attaccare Ira Mctz e

T l111111\ il k o pp11 rl·, ~t· i T l· dc~c hi fosse ro passat i att ra ve rso il Lussemburgo l'd il lld r 111. t·o lp11 c 11 l"i;111n l 1k i '!\·desc hi in di rez ione nord . Un ' a ltra Ar111.11 :1 ( I:, I"' ) do vl·v:1 e~~ne in ri sn va slra tq!ic a a l ce ntro dL:l lo sc hicrame n111 I )11l· f ' 11 ppi di d iv i~io11i di ri snv isli, dc i qu a li i h ·,111ccs i 11 011 valuta van o 111111111 la e:i p:1c i1;1opn ali va. sarc hhn o st,,t i di sloc ali a !e rgo de lle due ali d e lIP , t·lii l·1;1111c 1110 c un 1111 compit o di prolcz io ne no n meglio dcl"inito. Infine, 1111 Io n i.: c orpo di ca va llc ria, a di s rosiz io ne de l C omando S upre mo, si sare hhc dov uto te ne re in mi s ura di appoggiare l' a1.ione de lle du e Armate del Nord oppu re pc nclrare in territorio be lga , in c aso di violazione di esso , c o n lo scopo di pre nde re contatto co n i Te deschi e occ upare i ponti sulla Mosa da Namur all a front iera fra ncese. In sostan za , secondo il P ia no XVII , la massa de lle fo rze fran cesi 4, c irca mctù de i Corpi di Arma ta mobilitati ( IO s u 2 I ) era de sti nata ali' offensi va ne lla parte meridionale d ell o schie ramento, il qua le a nord no n g iungeva 3

La de nom inazione de ri va dal follo che il piano e ra il di c iassellcsimo de i p ian i o perat ivi fra nc esi fatti dopo il 1870 ne ll'e ve nlu a lità di una seconda g ue rra con la Germani a . 4

Vd s . A llegato C.


262

Sergio Fioren/Ìlw

che alle Arden ne, lasc iand o. de l tutto scoperta la zo na sette ntrional e de l la frontiera col Belg io. La partecipazione delle forze britannic he a ll' az io ne de l piano francese non fu definita in hase a valulaz ioni precise e, di conseguenza, la Gran Bretagna si trovò a dover accettare, in base ad un a "Appendice al Pia no XVII ", di agire a li ' estremità sini stra dello schieramento francese. Ciò face ndo non si tenne conto e non si valori zzÌ> la possib ili tà di sfruttare la mobilità delle forze ing lesi consentita dal dominio del mare da parte della Gran Bre tagna. Allo scoppio delle ostilità vi fu rono autorevoli voci fra i componenti del Consiglio di Guerra Imperiale Brita nnico che suggerirono di inviare il Corpo di Spedizio ne Britannico 5 in Be lgio ove si sarebbe potuto unire alle fo rze h c lg he 6 e contribuire a rafforzare la resistenza belga e costituire una potenziale minaccia sul ri anco dcslro di un 'ev e ntu a le penetrazione ted esca nel Be lgio. Il suggerimento non fu acco lto perché lo Stato Maggiore Generale Inglese si era gi à impegnato ad operare in stretta cooperazione con i Francesi. I n realtà, il concorso delle l'orze hritanni c he e belghe al le operazioni delle forze fr ancesi non fu definito ne i particolari in sede di pianificaz ione e non fu coordinato in sede di condotta de lle operazioni . Queste carenze portarono a no n pochi malintesi fra gli Alleati, soprarLulto nella fase iniziale della guerra.

5 Vds. Alleiato D. 6 Vùs. Alleg ato r,;,


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263


Sergio Fiorentino

264

C APITOLO 11

I POSSIBILI MOTIVI DEL FALLIMENTO DEI PIANI Dl GUERRA lNlZlALl I motivi c he determinarono il fallimento dei piani di g uerra ini z ial i dell'Esercito Tedesco e di quello Francese - piani che rappresenta va no il frullo di anni di studio e di accurata preparazione - furono molti e di vario genere. Ciascuno di essi per la sua specifica importanza può aver avuto un ' influenza più o meno decisiva sull 'esito delle operazioni. Di seguito si cercherà di porre in evidenza quelli che si rite ngono possano essere stati i fattori principali che influirono negativamente sull'esito del Piano Schlieffe n e del Piano XVII.

A. Piano Schlieffen 1. lndipcndcnlcmcntc dalle cause contingenti c he compromisero l'esito del piano nel suo svi luppo, si ritie ne c he ali ' origine del fallimento ci sia una valutazione non corretta del momento politico militare in cui il piano veniva attuato. Dal 1905 , epoca in cui il piano Schlicffen fu concepito, al 1914 trascorsero 9 anni di vita politica ag itata durante i quali l 'Europa si dibatté tra crisi diplomatiche sempre più grav i c he mi sero in pericolo la pace del mondo; l'annessione della Bosnia e dell'Erzegovina da parte dell ' Austria- Ungheria, le due guerre balcaniche, la g uerra libica furono tappe verso la guerra europea. La Russia, sanate le ferite d ella guerra con il Giappone, aiutata con la rghezza d alla Fr ancia, proced ette con rapidità alla riorganizzazione e a ll 'accrescimento delle sue forze militari 7 . Un complesso di di sposizioni organ ic he avrebbero consenti lo nel I 9 I 4 ali ' Es c rei to Ru sso una rapida mobilitazione, una pronta radunata: esso, perciò, poteva e ntrare in azione qu asi nello stesso tempo degli altri eserciti europei. Il vantaggio di tempo sulla mobilitazione ru ssa che la Germania sperava di s fruttare a favore dell e operazioni al fronte occidentale era quasi completamente scomparso: l a viol azione da parte russa della frontiera orie ntale tedesca era possibile fin dal primo momento della guerra. Ne l campo delle alleanze la Ru ssia aveva ottenuto tramite la Francia a nc he l'appoggio della Gran Bretag na; g li Stati Magg iori 7 Vds. Allegato F.


La Prima Guerra Mondiale ( /914-19 I R): il Fronte Fra11cese .. .

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francese, Russo e In glese con i rispettivi Ammiragliali la vorava no intensamente a preparare l'azione com un e in terra e in mare. In sinlcsi, la situazione rec iproca delle opposte coali z ioni era diversa da quella in base alla quale lo Schli e ffen aveva preparato il suo piano di guerra. Questo sarebbe dovulo necessari amente essere modificalo e adattato al l a nu ova situazione creata dall'aumcnlo delle forze ne miche e alla prevedibile poss ihilità c he le operazioni iniziasse ro ad est e a ovest conte mporaneamente, o quasi. Il generale von Moltke o non s i senlì all'altezza di concepire ex novo un a ltro piano oppure non o sò farlo per un se nso di rispcllo verso " il maestro" Schlieffen. Egli apportò modifiche al piano iniziale ma queste non va lsero a renderlo idoneo alla situazione nella qual e fu applicato, anzi ne resero ancora più critico lo sviluppo. 2. Le possihi lità di s uccesso del piano, come lo Schlieffen aveva sostenuto fin o al giorno della sua morte, pres upponevano una d ecisa superiorità di forze e di mezzi al fronte occidentale rispe tto a quello russo e, al fronte occid e ntale. l' ala destra dello schieramento doveva essere molto più forte di que ll a s in istra. Nella illustraz ione fatta in precede nza del piano si è vis lo ch e il Moltke aveva, in vece, fin dall'inizio della g uerra , alterato ampiamente il pres upposto base de l piano Schlieffen. La s uperiori Là di forze dell'ala destra au s pic ata dall ' idea tore del piano non era ritenuta necessaria solo per avere rag ione de l ne mi co il più rap id amente possihile, ma anc he perché qualunque e rro re od c q11 i voco c i fosse stat o da parte de i comandanti delle grandi u11i1a dc ll' ;tl a \k slra 11e lla co 11do 11a de ll e ope raz io ni rimanesse sempre alta la " 'Jll"I i111ila dc lk rrn ,e ledcsc he ri s petto a que lle fran ces i: in vece, ru rono p11 1p1111 k /\r111at L· 1h-ll'ala destra ad esse re i11dcboli1 1.:. ln falli , quando s i de nw di I i11'111 i .ire il fro11t l: ori e ntale, il Moltkc sottrassL: due Corpi cl ' Arma la .ill" ;il;1 do l1a , i11 vL:cL: di tog lie rli al centro o all"ala s ini stra de llo schicra111e 11 to. o ve la de ns it ù di fo rze ri s petto agli scopi da rag giun gere era anche cn·cssiva. Ma c i furono ullcriori sottra zioni d i forze all'a la destra: si può ricordare. ad ese mpi o , l' impiego di sette di visioni de ll ' e sercito allivo per sorveg li a re il ca mpo trince rato di A nversa ove i Relgi , ritenendo di non poler co nt a n.: s ull'aiuto dell e forze francesi ed ingle si impegnate in altre direzioni si e rano ri tirati quas i al completo per minacc iare le vie di comunicazione tedesche . Pe r tale compito lo Sch lieffcn aveva previsto di impiegare grandi unil~t de ll a Landwher o di Ersatz. Se la riuscita del ripiegamento delle forze be lg he s u Anversa fu g ià di per sé stessa un ins uccesso nel quadro della manovra te desca, l ' invio delle selle divi sioni atti ve rese ancora più difficile la mano vra avvolgente. Si potrebbe ancora ricordare la decisione del Moltke di in viare il 25 agosto 19 14, c ioè quando la manovra dell'ala destra tedesca


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era in p ieno svolgime nto, quattro divisioni al fronte orientale per controllare l'avanzata russa nella Prussia o rientale: anche queste forze furono lolle all'ala destra, in particolare :tlle forze che assed iavano Namur. Lo stesso gen. Moltke ebbe a scri vere in proposito "ritengo che questo fu un errore che si pagò poi sulla Marna". Infine, si è del parere che sottraendo forze all'ala destra a vantaggio delle forze operanti in Lorena e man lenendo inalterata l'ampiezza della conversione l 'eleme nto sicurezza, con siderato importante nel piano dello Schlieffen, veniva a perdere molto del suo valore. Lo spazio diveniva troppo ampio rispetto agli effettivi in mov imento e diveniva sempre più difficile fronteggiare eventual i azioni d elle forze alleate dirette a tergo e su l fianco dello schieramento tedesco assottigliatos i notevolmente. A mano a mano che la co nversione procedeva e il fronte di avanzata penetrava nel cuore della Francia, il pericolo di una sorpresa sul fianco esterno diveniva sempre più possibile e temibile e, alla fine, ci si sarebbe trovati di fronte alla minaccia della piazza di Parigi. Nel piano primitivo dello Schlieffen questa minaccia era slala prevista e si era previsto anche con quali forze fronteggiarla. Quando essa si verifi cò le forze per fronteggiarla non erano più disponibili. 3. Anc he altri avvenimenti concorsero ad indeholire l'azione dell'ala destra tedesca. I francesi, attaccando in Alsazia-Lorena dall'8 al 20 agosto 1914, non o tte nnero risultali positivi, ma influirono con la loro az ione negativamente sulla manovra tedesca. Il Moltke, come si è visto in precedenza, aveva quasi raddoppiato la forza dell ' ala sini stra rispetto a quanto previsto dallo Schlieffen per la difesa da attuare s ul fronte meridional e nonostante il rinfo rzo ricevuto l'ala sinistra tedesca non aveva forza sufficiente per una controffe nsiva decisa. Quando i francesi attaccarono, il Moltke ritenne che essi volessero abbandonare la zona fortifi cata e pen sò d i ritardare lo sforzo dell 'ala destra per ri cercare, in vece, un a solu zione decisiva in Alsazia-Lore na. Questo impulso lo portò a dirottare all ' ala si ni stra sei divisioni di riserve Ersatz di nuova costituzione che, invece, avrebbero dovuto rinforzare l' ala destra. Il Mollke aveva appena concepito questa variante al piano iniziale c he la abbandonò suhito, ri tornando al piano della "porta g irevole" dello Schli cffcn. Ma i Comandanti della 6° e 7• Armata sul fronte del!' A lsazia- Lore na non rinunciarono ad approfittare dell ' opportunità di acq ui sire gloria personale: infatti, invece di continuar e l'arretramento verso il Reno per attirare


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i Francesi verso Est, fermarono il movime nto retrog rado e si prepararono ad attaccare il 20 agosto 19 I 4, infatti , attaccarono i rrance si che, presi di sorpresa , rip iegarono verso la zona fortificata. L 'attacco non e bbe risultati positi vi pe r i Tedesc hi, ai quali manca va la supe ri orità di for ze necessaria pe r o tte ne re una decisione della lotta, e invece de lle modo ai Francesi di riordinarsi a l riparo de lla zona fortificata, di rafforzare l'or ganizzazione di fcn siva, di in viare for ze al nord contro l'ala destra. Così , la ma ncan za di quella c he il gen. Foch de finiva " la di sciplina delle inte lligenze" costituì anc h'essa un fattore negati vo per lo sviluppo de lla manovra tedesca. 4 . Ne ll ' azion e d elle Armate Te desche vi fu manc an za di di sposi z ioni precise, categoriche e coordinatri c i da p arte d e l Co ma ndo Su premo Tede sco. C iò dipese dalle idee personali de l ge n. Moltkc il quale, pe r il suo caratte re e a nc he pe r i c rite ri e gli indirizzi del te mpo d i pace, ritenne d i dove r lasciare a i Comandanti delle Armate auto no mia e respon sahili ti1, conv into c he essi, più vic ino a l ne mico, potessero g iudicare le situai. ioni locali me glio di qu a nto non a vrebbe p otuto fare il Comando Supremo di slocato a Coblenza. Da un punto di vista gen erale questo può conside rars i un accetta bi le princ ipio d i comando; tuttavia , per a vere risulta ti validi , si è de l pa re re c he pe r l' a pplicazione pratica di esso occorreva c he fossero sal vi alcuni pres upposti. Prima di tutto ch e lra Comando Supre mo e Co mandi pe riferic i c i fosse un a hc n radicata disciplina inte llettuale: e gli avven imenti in A lsa1.ia e Lorena a nzi citati dimostrarono c he questa in realtà no n c'e ra o, qua ntome no , non c'era dovunque. Ino ltre, s i può ri cordare c he l' Eserc ito T edesco era g uidato da uno S tato Maggio re Generale c he, per il rigore de lla selezione, pe r l ' addestra me nto professiona le e pe r la capac ità tecn ica de i s uo i compone nti non aveva rivali. Pe rò nc ll ' Eserc ito T edesco vi e ra a nche un a spic cala te nde nza ad un s iste ma di "Staff contro!" c he, i n pratica, lasciava il pote re decisionale ne lle mani degli Ufficiali d i S tato Maggiore di grado e le vato d e i Co ma ndi periferici , in part icolare de i C api di Stato Magg io re d e lle Arm ate e de i C orpi di Arma ta . Questi spesso presero, ne lle op eraz ioni a l fronte occidentale, dec isioni importanti, con i niz iati ve tal volta sbag liate, sen za c onsultare il Comando Supremo, talvolta ne anch e i propri comandanti e sen za consultars i fra loro in operazioni ch e esigevano un reciproco coordiname nto. Ciò co stituì una grave carenza nell'az ione di comando generale e de termini'> mancanza di c oordiname nto nello svilupp o de ll 'azione gene rale. Quando a c iò si agg iun ga, come si verific ò più volte, mancanza o dife ttoso fun z iona me nto dei collegame nti tra C o ma ndo Supre mo e c omandi periferic i , il coordinam ento dell ' a zione ge ne rale di vcntù diffi c ile se non impossibile.


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5. Il piano Schlicffcn pote va con side rarsi a udace e geniale, ma a veva anc he un notevole grado di ri g idità perché non teneva abbastanza conto di quanto, prevedibilmente o no, avrebbe potuto fare il ne mi co. L ' avanzata tedesca in Francia era prevista come un movimento metodico il cui ritmo non sarebbe dovuto essere interrotto da pause imprev iste. In realtà le pause c i furono con conseg ue nze non trascurab ili per lo sviluppo de lla man ovra nel suo In S ICITIC.

A comprova si possono ricordare due episod i. All ' atlo dell ' in vasione del He lgio, a seguilo della resistenza bdga, fu invialo un gruppo di fori.e a tenere sgomhcro un passaggio nella pianura h elga a nord de lle Ardenne dove sarebbe ro do vute transitare le principa li forze tedesche concentrate dietro la fro ntiera. Una c intu ra di dodici forti sbarrava questo passaggio intorno a Liegi. D opo una prima necessaria pa usa iniziale pe r orga nizzare l' attacco a Liegi, la città fu attaccata e conquistata con un 'azione condotta dall'allora colo nnel lo Lude ndorff. Ma i forti continuarono a offrire solida res istenza e obbligarono i Tedeschi ad atte nd ere l' arrivo degli obici pesanti da 420 la c ui potenza distrutti va poté avere ragione della resiste nza dei fort i. Però, l'inattesa sosta di circa diec i giorni a Liegi dette te mpo ai Francesi di unirsi ai Helgi e rese necessario un riordinamento delle forze tedesche. Ne ll a " battag li a delle frontiere" anch e la resistenza in glese a Le Calcau rallentò l'avan zala dell'ala destra tedesca. I combatti men ti ini ziali in detta località fu rono valutati con mo lta superficial ità cial \.Oma ncio ciella T Armata Tedesca che g iudicò di poter facilme nte elim inare le forze inglesi. In realtà, queste manovrarono be ne e resistettero accanitame nte o bbligando i Tedesc hi a co m battere durame nte dal 25 al 28 agosto 19 14. 6. Le care nze nell 'organizzazione e nel fun zioname nto dei collegame nti costituiron o anc he esse fattore negati vo nella manovra tedesca. Il Coma ndo S upremo T edesco non dette molto peso alla necessi tà di buoni collega me nti : si può ricordare in proposito c he il Capo dei Telegrafi da campo non ru consultato sulla di slocazione del Comando S upre mo a Coblcnza. Non ru fallo alcu n tentativo di utilizzare i molti e hen addestrati operatori di sponibili de l serviz io telegrafico e telefo nico ci vile. La trasmissione degli ordini du rante la prima fase d ell e operazio ni fu molto difficoltosa: g li ordini vennero trasmessi quasi esclusivamente per telegrafo. Po ic hé il Comando Supremo Tedesco aveva un a sola stazio ne radiotelegrafi ca, basta vano a nc he brevi alterazioni dell' a mbiente meteo p er re nd ere


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i messaggi indecifrabili e richi edere la ripetizione di essi più volte con conseguente perdita di tempo. Il se rvi zio funzionava a sbalzi tanto che i Co-

mandi dei vari li velli non potevano sperare di avere ri sposta ad un telegramma prima di 24 ore. li Comando Supremo non aveva presso i Comandi d ' Armala uffi ciali di collegamento; nemmeno tra le Armate vi era collegamento a mezzo di uffic iali. Il von Moltke non visitò mai alcun comando pcril'crico (dimen ticando che un ahhoccarnento personale e il vedere con i propri occhi vale mo lte volte di più di un rapporto molto particolareggialo) e mantenne sempre il s uo comando molto lonta no dal fronte. 7. Anche un l'allore di natura log istica g iocò un ruolo negativo importante nell' azione tedesca.

La marcia dell'ala destra tedesca, nonostante i molti imprevisti, fu compiuta con notevole veloci tà: le unità, infatti, percorsero in media circa 30 km al giorno. Perù da ciù conseguì che né i grossi cannoni campali , né le munizioni , né gran parte del carreggio pesante poterono seguire le colonne marcianti. Inoltre, perché la marcia potesse essere spedita, in molte unità le cuc ine da campo furono lasciate indietro e non vi fu distrihu1.ionc di pane per molti g iorni. Le truppe si sarebbero dovute rifornire di viveri attingendo alle ri sorse locali: ci<> in un territorio in cui i Francesi ritirandosi avevano di strutto tutto. Le truppe tedesche g iunsero alla Marna slìnitc cd esauste e con scarse di sponibilità di muni zio ni per arti glierie. Quando i Francesi contrattaccarono la sorpresa l'u enorme e la delusione morale, aggravata dall o sfinimento fisi co delle truppe, segnò l'inizio del crollo delle spe ran ze di successo.

B. Piano XV!l 1. L ' aver trasc urato tota! mente l' ipotesi di un ' offensiva tedesca attraverso il Belgio si ritiene c he crei una pesante responsabilità a carico dello Stato Maggiore francese . Il principio informatore della manovra tedesca era più o meno noto a tutti. Fin dal 1882 il generale be lga Brialmont aveva previsto c he in una prossima guerra la neutralità hcl ga sarebbe stata vi olata e , in questo convincime nto, c hiese ed ottenne dal suo governo di creare le opere l'orli l'icatc di Liegi e di Namur. N el 1905 il generale belga Dejardin di mostrò in una dettagliata rcla1.ionc allo Stato Magg iore Ilelga c he qualunque piano di op erazione tedesco al fronte ovest avrchhc previsto il passagg io de lle truppe tedesc he attraverso il Belgio per raggiungere in Francia la 7.ona sette ntrionale indifesa de ll ' Oise. Vi erano poi sintomi importanti come la cos truzione di num erose fe rrovie a doppio hinario nella regione ad


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ovest de ll a Mosella e del Reno: molti capi militari francesi ne avevano co mpreso lo scopo. li generale francese Mai trot, nel L911 , in un suo libro "Nos fronti è res dell'Est e du Nord", aveva delineato con molta c hiarovegge nza la situazione sviluppatasi nella realtà durante le prime settimane dell a g ue rra del 1914 al fronte occidentale 8 . . Non si comprende, quindi , perché lo Stato Maggiore Francese ahhia trascurato la possibilità d ella minaccia c he incombe va dal Relgio, decidendo in conseguenza una poco convincente ampiezza ed e lasticità dello schierame nto ini ziale d ell e forze france si.

2. Una prima grande sorpresa della guerra al fronte occidentale che in fluì negativamente sull 'esito del Pi ano XVll fu determ inata dall 'impiego dei riservi sti fatto dai Tedeschi. Su l!' impiego dei riservisti il pun to di vista dei due S tati Maggiori, Tedesco e Francese, era assolutamente opposto. I Tedesch i, grazie ali' acc uratezza e ali ' organiZLazione dell'addestramento delle proprie forze, con sideravano i propri ri servisti come truppe qualitativa mente ottime, utilizzabili al fronte fin dal primo giorno di gu erra. I Francesi , invece, co11sideravano i propri ri servisti come truppe di dubbia qualità, utili zzabili solo per serv izi ausi liari o di guarnigio ne 9 . Questo modo di pensare portò lo Stato Maggio re Francese ad attribuire ai Ted eschi il suo stesso convincime nto . Così facendo fu commesso un primo grave errore. Infatt i, data per buona la possibilità.che i Tedeschi non potessero impiegare fin dall'ini zio le g randi unità di riservisti, la forza del l'Esercito Tedesco ali' oves t fu valutata ad un massimo di 68 divisioni : i Tedeschi , in vece, schie rarono l'equi vale nte di 84 di visioni (attive, di la ndwher, di ersatz). Ma il convincime nto francese non si modificò neanche dura nte i g iorni c ruc iali dell ' inizio della guerra quando le fori.e tedesche si concentrarono e si portarono avanti : il Servizio In formazioni Francese con tin uò a te ne r conto nelle sue stime delle fo rze ted esche solo delle divis ioni atti ve. Da ciò emerge un a ltro errore insito nel Piano XV II. Anche se le di visioni tedesch e fossero state 68 e no n 84, i Francesi a vrebbe ro lanciato un ' offensiva fron tale con forze pari a qu elle del nemico che, oltretutto, avrebbe avuto a nche il sostegno di un a zona fortificata di frontiera ; cioè avrebbe op erato contrav vene ndo ad un elementare p rincipio dell ' impi ego delle for ze in campo strategico e in campo tattico: concentrazio ne dell e fo rze e degli sforzi nel punto in c ui si ricerca la decisione de lla lo tta. 8 Y ds . Allegalo G ._ 9 Yd s . Appendice I all ' /\llegato A.


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3. Le operazioni previste dal Comando Francese sul tratlo centrale e meri dionale del fronte logorarono g ran parte delle forze impegnate senza ottenere ri sultati utili. Ciò può atlribuirsi a due cause. La prima è c he le du e offe nsive previste dal Piano XVH si dovevano svolgere in te rreni che favorivano la difesa: le Ardenne e le zone sconvolte da scavi minerari. A chi osservasse ch e nel 1940 l' attacco tedesco attraverso quei terreni riuscì, si può obiettare c he la battaglia fu ingaggiata al di là di essi, dopo a verli attraversati. La seconda causa può essere quella che il di spositi vo francese non attribuiva alcuna gravitazione consistente di forze ad alcuna parte dello schierame n to: ciò comportava l'impossibilità di eseguire uno sforzo principale. Oltre alle cause indicate vi fu anche un impiego difettoso della cavalleria che contribuì a tenere i Prancesi allo sc uro dei movimenti ted eschi: eppure la Cavalleria Francese disponeva di circa centomila uomini. Ma questa massa notevole di potenziale informativo non scoprì nulla o quasi sull ' avanzata tedesca nel Belgio e le Armate Francesi furo no quasi sempre colte di sorpresa dalle azioni dei Tedeschi . I ,a mancanza d ' informazioni portò o ad agire a lla cieca contro punti forti tedeschi oppure a spostare forze in zone ove la loro presenza era inutile. 4. Nell ' ambito degli Alleati, all'ini zio dell e operazioni al fronte occid e ntal e, mancò l' unità di comando o, quantomeno , mancarono intese preve nti ve precise. Ciò determin ò difetti di condotta e di esecuzione. Molte volle ava ng ua rdie impeg naron o combattime nti se nza appogg io di a rti g lie ri a; talvo lta g randi uni1 ~1 s i es pose ro al massiccio fuoco d ell e artig lie ri e avvers;1ric in fo rm azio ni serrat e; mo lte vo lte le fant e rie fu rono lanc iate a ll ' atlacco a d istanza ril evan te dagli ohielli v i. Ino ltre mancò spesso il coordina me nto ne l mo vime nl o di Grand i Unità c he operavano s ull e stesse direttric i. (ìli e rrori di condotta vennero riconosciuti dall o stesso gen. Joffre il qu ale ne l primo mese di guerra esonerò dal comando circa sessanta comanda nti di grandi unità. 5. L ' attacco tedesco a Li egi fece compre nde re a l Comando Supremo Francese che realme nte i Tedeschi a van zavano nel Belg io ; esso però non si rese conto dell' ampi ezza de ll' aggiramento. L a te nace resistenza di Liegi, ino ltre, indusse il Comando Supre mo Francese a credere ch e l' ala destra ted esca sare bbe passata a sud de ll a città , tra la Mosa e le A rdenne. Il Piano XVII aveva previsto tale movime nto e aveva previsto anche una con tromanovra sul fian co tedesco ; insegue ndo un desiderio piuttosto che valutare a fo ndo una realtà, il Co mando Supremo Francese ritenne di poter trasformare la contromanovra in un "colpo di grazia" da dare ai Tedeschi. Perc iò fu


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Sngio hore11ti110

dec iso di s làrare un attacco co n due Armale (la 3" e la 4" co n 23 di visioni) attraverso le Ardenne co nlro que ll a c he s i ritene va fosse la coda dell' Esercito Tedesco che avanzava nel Belg io; conlcmporaneame nte un ' altra Armata (la 5"), appoggiata da forze ing lesi, av re bbe dovuto attaccare a nord de ll a Mosa que llo c he si supponeva fosse il grosso dell e for ze tedesche. ln sintesi, si intendeva con questa az ione attanag liare le forze tedesche. In realtà le cose andarono di versamente: l'attacco attraverso le Ardenne urtò contro 2 Armate tedesc he (la 4" e la 5", con 20 divisioni ) e non e bbe esito positivo; a nal ogo insuccesso chhe l' azione d ella 5" Armata e de ll e forze ingles i perché s i sviluppò contro la massa de lle forze tedesche della l" e 2" Armata. Alla fine di questi combattim e nti il ge n. Joffre capì che il Pi ano XVII era fallito. L a rap idità di decisione era una delle s ue doti principali e, perciò, con gra nde freddezza e lucidità preparù un nuovo pia no: arretrare il centro e la sinistra dello schi eramento francese face nd o perno su Verdun; ritirare forze dalla destra d ello schie ram e nto e forma re un a nuova riserva sull a sinislra pe r dar modo alle forze c he si ritira vano di ritornare appena possibil e all'offensiva . Queste decisioni dettero i loro ri sultati pos itivi sulla Marna.


La !'rima Cuerra Mondiale ( /9/4-1918): il Fro11te Frmu-ese ...

CAPITOLO

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TI1

LA GUERRA DI POSIZIONE 1. Il g iorno 9 settembre 1914 la battag lia della Marna poteva conside-

rarsi pe rduta per i Tedeschi. Il g iorno I O settembre il Comando Supremo Tedesco dette l'ordine di ritirata generale. Constatato c iò il gcn. Joffre dette gl i ordi ni per l' inseg uim ento. I Tedesc hi , superato il fiume Aisne, si stabi lirono su un gruppo di a lture che s i e leva subito a nord del fiume, e c he è attraversato longi tudina lmente dallo Chemin dcs Darnes , vero fortilizio naturale, e v i scavarono le prime trincee. Nonos tante c he per quattro g iorni le fanterie fran cesi ed inglesi attaccassero con accanime nto, i Tedeschi co nservarono quel bastione. Con la hallaglia dell' Aisne si pui'i dire sia iniziata la guerra di posizione. 2. TI 14 settembre 1914 il gen. Falkenayn sostituì il gen. Moltk2. Esaminata la situazione, egli ritenne di pote r riprendere il concetto dell'aggiramento dell ' ala sinistra francese cd emanò diretti ve in tal senso a lle Armate Tedesche de lla destra dello schi eramento. A sua vo lla il Comando Supremo Fr:111cese si propose cli avvo lge re l' ala destra tedesca. Qu esti tentati vi parai Idi di reciproco avvol g imento, svo lt isi dal se tte mbre al no ve mbre 19 14, fecero sì c he la linea di co mbattime nto si a llungasse g radualme nte verso mm.I in 1111a serie di h;1 tlag li c c he va sollo il nom e di '"co rsa al mare", ma c he no n d,h~· ;1ffatt11 pe r obic tt ivo il ragg iun g ime nt o de l ma re pe r cercarvi un sic uro app11gg i1> d ' a l;1 e t;1ntomc no lo s ta hi li111 c11to di una linea dil'c nsiva da Ve rdu11 a l 111 arc. Nel periodo i11 c ui si svo lse la co rsa al 111arc le operazio ni si sus:--eguirnno inintc rrulla11 1e 11te e on una se rie <li mano vre e comhallimcn ti c he si posso no ragg ruppare nei no mi co mpre nsiv i di Battag lia di Picardia, Rattag li a d c li ' Artoi s, Battagli a de lle Fian<lrc. In esse furono di fronte due volontà decise a cond urre guerra m anovrata: i Te deschi sollo l' assillo d ella rapida solu zione ad occidente pe r poter trasferire forze al fronte orientale, i Francesi in base alla loro dottrina di guerra. Ma le battaglie indicate no n e b -

be ro esito positivo e il fronte si stabilizzò. Ciò fu dete rminato più che da ogni altra causa: dall'esaurimento d e lle oppos te for ze nonostante o g ni deci sa vol on t à dei due opposti Comandi ; da Il' esaurì mento delle e nergie delle truppe sottoposte a conti nuo cd enorme logoramento; dall ' esaurime nto de i mezzi e dei materiali il cui co nsumo nei primi mesi di g uerra fu superiore ad ogni pre visione.


Sergio Fiorentino

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La Prima Guerra Mondiale (/91 4- 1918): il Fronte Francese. ..

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Con la stabilizzazione del fronte la trincea incomin c ii"> a <lellarc la sua legge. Per ottocento chilometri, dal confine svizzero alla Manica, gli opposti eserciti scavarono trincee e vi stesero avanti siepi di reticolati. Dal 1914 al 191 8 le trincee si estesero sempre più in profondi Là per rafforzare gli schieramenti; l' espressione " fronte occidentale" divenne sinonimo di " un nuovo modo di vi vere per milioni di uomini in uniforme" . La g uerra sul fronte occidentale prese così l' aspetto di una gigantesca operazione di assedio in cui la fortifi cazione campale, imperniala sul trinomio mitrag liatrice-trincea-reticolato, si dimostrò più efficace della fortificazione pe rmane nte perché 4uesta non resisteva ali' azione distrugg itri ce dei grossi calihri e l' allra, invece, anche quando di strutta, poteva essere presto ricostruita nello stesso o in altro posto. Tuttavia, pm essendo radicalmente camhialo l'aspetto <lei conflitto, pochi si ras seg narono al disagio fi sico e morale de lla guerra di posizione. Da una parle e <lall ' allra si sperò tenacemente c he questa forma di guerra costitui sse un a fase transi toria, una pausa di riposo dopo la quale tornare alla guerra di mov imento, una stasi necessaria a causa dei disagi de lla stagione inverna le incalzante, una sosta per riprendere fiato in un momento di deholc1.za_ Ma le s pe ra nze andarono tutte deluse_ 3. La sc ie nza militare prima dell a 1• Gue rra Mondiale dava una premi1H~11 1,;1 qua:si ;1s:so luta al fuoco cli fucileria de lla fante ria considerala elcmcntn tkc i:sivo nd co111h:1 tti111c 11t o. Si rite neva a llora c he il fuoco di a rti g lieria :i vc:s:sc qu:i:si :so lo lo sco po di dcp ri111cre la resiste nLa ne rvosa cle ll ' a vve rsa11 0 : ,ca 1:s;1 impo rt;1111.a c r;1 dat ;1 all'uso de ll ' a rma bianca; la riducia nc l fuoco ddk mitr:1 g li;1lrici era piì1 c he altro !co ri ca. Dopo il 1866, il fu cile, c he pri111:1 c r:i :i re trocarica, di ve nnc aulo 111atico e ad esso s i aggiunse la mitrag li ;1tricc. C iononostan te s i co ntinu ò a rite ne re ele me nto di for za di un esercil n la q uan tit;1di fa nte ria per la 4uantità <li fuoco da essa esprimibile col fucil e. Così , nel 1914, ness un esercito aveva pienamente compreso c he le milragl iatri ci erano " l'esse nza concentrata della fa nte ri a" e, quindi, nessuno aveva sviluppato adeguatamente questa risorsa di pote nza di fuoco. Eppure ne lla g ue rra russo -giapponese del 1905 erano già e me rse alcune delle poss i bil ilà d elle mitrag liatrici. Solo i tedeschi avevano considerato il proble m a piì:1 a fondo e poterono perciò sfruttare la p otenza delle mitragl iatrici più presto e meglio degli altri eserciti. Basterà ri cordare che alle 5000 mitrag li atrici <lcll'Esercilo Tedesco si opponevano le 500 dell'Esercito Francese. Quando dopo sei settimane di combattimenti al fronte occide ntale la g uerra pe rse " lo smalto d ell' offe nsiva napoleonica" e gli eserciti conlrapposli


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Sn·g in FiorC'11ti11"

si trovaro no in una s ituaz io ne senza via <l ' usc ita in lun ghi e profondi sistemi di trincee, si impose la necessità di ri vedere la tatti ca della fanteria e de ll'imp iego de lle moderne armi da ruoco, ivi compreso que llo delle mitrag liatric i. Ne lla g uerra di pos iz ion e la mit rag liatriee un po' alla vo lta soppiantò il fu ci le; all'ini zio della guerra vi era, in media, una mit ragliatrice ogn i 400 uomini; ta le rapporto s i modifi cò rapidame nte e ne l 19 18 ve ne fu una ogni 12 uomini . Per proteggere la mitrag liatri1.:c da l fuoco dell ' arti glie ri a si passò dalle postazioni in barhetta a postazioni in calcestruzzo, w pertc, in m odo da poter a gire più c ffi 1.:aceme nte c ontro le fante ri e atla<.:1.:anti . Inoltre, g iocò un ruolo favore vole a ll ' impiego delle mitrag liatrici il fatto che queste, poste in posizioni ripara le e defilate, permettevano a l personale che le serviva di operare con maggiore tra nquillità e a rag ion veduta, e v itando così anche eccessivi consumi di muni zioni . Anche ne l ca mpo ordi nativo si riesa minò il prohle ma de ll ' impiego delle mitrag liatrici. Oltre ad aum e nta re la do tazione di armi a livello 1.:ornpagnia, per poter avere un a co n1.:entrazione mag g iore di fuoco a lme no ne i punti più nevralgic i del fronte, s i for maro no specia li reparli mitra glia tri c i oppure i riuni rono e s i ampli arono re parli mit ragliatri 1.:i già esiste nti 10 • 4. Di fro nte al la potenza del fuoco di artigl ie ri a e delle mitragliat ri c i si dové provvedere alla sic urezza pe rsonale e colle tti va. Alla prima si provv ide 1.:011 e lmetti e alcuni ripari cora zzat i, me nt re alla d ifesa 1.:olletti va se rvì la trin1.:ea. Questa si di mostrò il modo mig liore pe r sfrullare la ,rntura le capa1.:ità protettiva de l terreno: abbastanza duro e tenace per riparare da proielli li e schegge e abbas tanza te nero pe r essere scavato cd adattato a riparo. La trin cea subl nel tempo un a evoluz ione costrutti va per aumentarne il va lore prote tti vo. Spariron o a p oco a po1.:o le trincee lineari , facili da individuare e si e bbero Lrin1.:ee a linea speaata, irregolari , plasmate sul te rre no e nelle sue pieghe, su lince successive <.:omun ica nti fra loro eon camminamenti perpe ndicola ri a l fronte. Nella forma a 7.ig-zag de lla trincea e ra la princ ipale difesa di chi la occ upava perc hé in caso d i irru z ione de l ne mico questi poteva sparare solo per un a lung hezza di pochi metri . I <.:amminamenti erano le vie di rifornimento e attraver o essi passava no i rinforz i o i ca mbi de lle truppe; ino ltre, dal punto di vista tallirn, i ca mmin amenti consentivano di sposta re truppe da un settore all ' a ltro de l fro nte per <.:rcare punti forti , o di sottrarre il grosso de lle forze aJJ ' azione di fuoco ne mi1.:a <.:he si a bbatteva su un tratto di trincea, oppure di spo sta re in profondità lo s forzo di fensivo. IO Yds. A ppendice 2 dc ll ' A/frga/u /\ .


La l'ril//a Guerra Mondiale ( /9/4-19/8): il Fronte Fronceu ...

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Ali ' ini z io della g uerra di posiz ione l'organizzazione dife nsiva basata sulle trincee si estendeva per c irca I km di profondità su 4 linee di trincee pa ralle le 11 • In genere, la I" l inca era de tta "deg li avamposti" ed era presidiata con poche forze ; le due lince successive costitui vano ne ll' insieme " la linea principa le di resiste nza" e la quarta linea era " la linea de lle riserve". Dietro qu esto siste ma era schi erata l'arti g lieria. Scopo di questa di fesa in profondità e ra di evi tare ch e il nemi co attaccando superasse la 3" linea. Dupu m ulti mesi di guerra g li eserciti contra pposti .idottarono nuo ve idee pe r la difesa. La " linea Hindenburg" 12 , a tergo del siste ma regolare di trin cee dianzi descritto, fu il contributo tedesco alla "difesa in profondità" o "difesa elastica" che supe rava concc llualmcnte la difesa rigida iniziale. S u qu esta line.i i Tedeschi ini z iarono a ripi egare nel marzo del 19 17 sv ilupp.indo il Piano A lberico, c ioè l' operazione di sgo mbero de l s.ilie nte di Noyon al duplice scopo di e liminare la parte p iù esposta del fronte e di recuperare rorzc per az ion i controffe ns ive 11 . La nuova linea fu cos truita secondo concett i tatti ci indi cati dal gen. Lu dendorff; essa consisteva in una serie di tre sistemi di fensivi (Erslcstellung, Zwci tc rstcllung, Dritre nstellung) disposti in profondità e costituiti, c iascuno di essi, da tre lince successi ve di di resa: prima linea, linea dei rincalz i. linea delle riserve. Queste linee compre ndevano a nc he capisaldi (costituiti da villagg i, hoschi , rovine organi zzate, altu re co n caverne , e tc.) che facevano sistema con il resto de lle fortifi cazio ni . Nelle istru zioni del Lude nd o rff la fun zione di ciasc una linea e ra hc n spec ifica ta. La l " linea do veva essere te nuta da poche fo rze e soste nuta da mitrag liatrici. Le l'orze dovevano essere in qua ntità suffic ie nti pe r respin gere un a ttacco; le mitragli atric i, numerose, dovevano pote r eseguire tiri fia ncheggianti. / ,a 2" linea doveva essere occ upa ta da truppe di rincalzo. U na parte di esse doveva difendere la linea st essa e, in particolare, g li accessi ai ca mmin a me nti ; l'altra parte doveva essere cost ituita da specia listi ( la nc iatori di bom be) pronti a gettarsi avanti a so stegno de ll a 1• linea. 11 f'cr particolari costruttivi delle trincee tedesche vds . AlleMalo Il. 12 Q uesta linea difensiva. c hi amata Ilindenhurg da g li Alleati , fu c hiamala dai te de schi con nom i di eroi nihe lungici : S ig frid , Votan , e tc. 13 Allegato " I" .


CARTA DIMOSTRATIVA DI UN SISTEMA DI PRIMA LI NEA

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BB Seconde linee di rincalzo. CC DD Camminamenti ridotti per elementi fiancheggianti. E Caposaldo

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Prima Guerra Mondia le ( 1914-1918): il Fronte Francese ...

279

La 3 a linea doveva essere presidiala di norma dalla riserva del sellorc reggimentale; le truppe di detta riserva talvolta dove vano sostituire le tru ppe di rincalzo nella 2" linea qualora g ià impegnate.

C' e rano poi trin cee di riserv a ove fa r stazionare la riserva divisionale.

li Ludendorff in lese così sosliluirc alle difese conlinuc di lrincee e reticolati le difese isolate e nucleiformi; non pi ù serie successive di trincee, ma centri d i resistenza distanziati di qualche ch il ometro , dislocati possibilmente su punti naturalmente forti, mimetizzati na t uralmente o artificialmente. Tra l'uno e l' altro di questi gangli difensivi restava terreno vuoto, in appare nza abbandonalo e, in vece, dominalo d al fuoco di arli gli eria e di rnilragliatric i in ricoveri blindati: questi spazi vuoti e dom inati dal fuoco costiluivano "zone di maltanza" di!Ticilmentc superabil i. Si so stitui va in tal mo do alla difesa rigida la "difesa elastica" che non poteva non costituire sorpresa per un attacco preparato ad affrontare sistemi dire nsi vi de l tipo rigido. Ad un a difesa del tipo e laslico, conceltualrne nte simile a quella dei Tedeschi , g iunse ro anche i Francesi. Infatti, il gen. Foch, nella ricerca di tattic he che consenli sse ro sia di economi zzare forze che di sostenere il morale dei combatte nti . diram ò nel dice mbre 191 7 la Direttiva n. 4 per un metodo di dif"csa clastica in profond ità. Questo prevedeva di assorbire il primo urto dell ' attacco nemico su una pri ma linea leggerme nte presidia ta e po i d i aspe ttare l' attaccante su una forte pos izio ne in profond ità ove il ne mico fo sse g ià o ltre la gittata de lla massa de l! ' art ig lie ri a di supporto. A q ueslo metodo si opposero inizialmente g li alti comand i dipe nde nti; esso pe rò de tte grandi risultati positi vi ne lla 2" Ballaglia de lla Marna nel lug lio 191 8. 5. La guerra di posizione, se costituì un' attività lo gorante del fisico e d el morale di milioni di co mbattenti e de terminò un consum o ingente di ri cc hezze, e bbe anche qualche aspe llo positi vo. li primo fu quello di determinare un inc remento dell ' impiego dell ' A viazione Mi litare. Quello c he gli Eserciti avevano perso di mobi lità sulla supe rfi cie de l suolo, cercarono di riguadagnarlo ne ll ' aria. Senza l'aiuto dell ' Aviazione, ad esempio , sa re bbe stato d ifficil e durare a lungo nella guerra di trincea che impediva a ciascun contendente di vedere e conoscere cosa si facesse dalla parte opposta. Per polcr scopri re ·le inte rizio ni _e le mosse del nemico era necessario uscire dalle tri ncee; ciò s i


280

Sergio Fiorcnli fl o

poteva fare solo in misura ridotta e per distanze brevi con azioni di pattuglie o con osservatori sopraele vati. L 'aeroplano, invece, poteva addentrarsi in lcrrilorio avversario e dare informazioni sul nemico. Progressivamente l' aereo diventò anche una valida arma di offesa per colpire con bombe e altri ordigni il nemico in movimento o no, vicino o lontano dal fronte. In sintesi, la guerra di posizione portò ad intuire le poss ibilità di impiego moderno del l'Aviazione. Un a ltro aspetto positivo fu quello di spingere i belligeranti s ulla via dell ' emulazione tecnico-scientifica per la scoperta e la produzione di anni, mezzi ed equipaggiamenti sempre più per fezionati e in quantità sempre maggiori per fronteggiare consumi ed esigenze di una guerra lunga e logorante. A concl usione dell'argomento, la situazione creata dalla guerra di posizione - situazione nuova rispetto ai piani operati vi iniziali e nuova anche nell a storia della guerra - può essere così sintetizzala: " ... li periodo che va dalla metà del no ve mbre 1914 al 191 8 in Francia rap-

presenta: come forma di guerra, il periodo della pura guerra di trin cea; - come forma di battaglia, il ripetersi di vari te ntati vi di sfondam ento del fron te avversario; - tecni camente, la ricerca di me todi e mezzi idonei a produrre la rottura onde ricerc are lo spazio libero ; - organicament e, il logoramento de lle disponibili"tà di uomini .. ." 14 .

14

Col. P AOLO TlERi\RDI

franco- tedes co".

"Gli avvenimenti militari della guerra mondiale - li fronte


Lo Prima Guerra M ondiale ( 1914 - 19 / 8 ): il Fronte France se. ..

CAPITOLO

28 1

IV

TENTATIVI P ER RIDARE VITA ALLA GUERRA DI MOVIMENTO 1. Per superare la situa zione di stasi della guerra di posizione si fecero va ri te ntativi. Si increme ntò il nume ro del le artig lie rie impiegate nelle offen sive, facend o svolgere preparazioni lun ghe, con mi gliaia d i bocche da fuoco. Non si ottennero ri sullali apprc1.1.ah ili pe rché s i fi ni va col rendere impraticabi le il teJTe no ove doveva poi operare la fan teria e gli cffclli sui rclico la ti e sull e tri ncee, anche se ne otteneva lo scon volgime nto, erano modesti e il pote re impeditivo delle org anizzazioni difens ive rimane va pressoché int egro. S i ce rcò. nelle offensive, di alimcnlarc lo s forzo in profondità impiegando 1111 11,1111 11: nt l' poc he forLe (tattica di infiltrazione) a c ui segui vano rincal1.i e ri~n vl' 11111 11l' rosc. I .a difesa in profondità dell ' avversario assorbiva l'urto i111 pl'dl' 11tlo il ragg iung ime nto di risultali decisivi e provocando nell'attacc; 111tl' 1w rdi1 l· 11 1111 tr.1 sc 11ra hili di uomini . S i kcc ri l·m,;" a ll ' i111 p ie gu di agg ressivi c h imici pe r c reare negli schierame nti di l"c nsivi dl'lk hrccn : c he co nsentisse ro d i s upe rare le prime linee speditame nte. I primi impieg hi di qu esta nuova a rm a de He ro qua lche ri su ltalo apprezza bi le; s uccessi va111 c ntc essa fu ne ut ra I i1.1.a ta da Il ' impiego ge neral izza to de lla masc he ra a nti gas c he o staco la va 11 0 11 poco le truppe alt.accanli e non creava proble mi alle truppe c he si dife ndeva no ne ll e trin cee. Nonos lanlc che questi te ntati vi fa ll isse ro ne l ra gg iung ime nt o de ll o scopo, si continuò nell a ricerca di qualcosa di nuo vo o di di verso. Si e bbe co sì la co mparsa e la sperime ntazione sul campo di ballagli a del carro arma to. 2. TI 15 sette mbre 1916 nella zona della Somme il carro armato e bbe i I battesimo del fuoco . Questo nuov o mezzo doveva ca mbiare l'aspetto della guerra "soslilucndo la forza motri ce di un motore a quella delle gambe dell'uomo come mezzo di mov imento, face ndo tornare in a uge l' impiego della corazza pe r protezione dell ' uomo invece di ricoJTere allo scavo ne lla teJTa. Fino alla comparsa del carro arm ato, un so ldato no n poteva sparare in combattime nto se doveva muovere e non poteva muovere se doveva sparare. Il 15 scllc mbrc I 9 I 6 si chh e per la prima volta la combinazione simulta nea de l movime nto , del fuoco e de lla protezione, possibi lità fino ad allora riservata solo a qu e lli che comba ttevano sul mare".


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Serxio Fiorenlino

L ' idea della creazione del carro fu quella di fornire un antidoto alla mitragliatrice che aveva porrato la guerra al ristagno e la strategia al l ogoramento. Il rimedio a questa situazione fu suggerito da un inglese, mal' origine sia della mitragliatrice che dell'antidoto per questa fu americano. La situazione di sta11o della guerra di posizione fu dovuta soprattutto all'in venzione dell'americano Hiram Maxim: con la creazione della mitragliatrice che da lui prese il nome (e di cui furono armate le fanterie tedesche, inglesi e russe) si era paralizzata la forza dell 'attacco. Tutti gli sforzi fatti per eliminare la potenza difensiva della milraglialricc, incrementala dall 'i mpiego della trincea e del reticolato, furono vani. Cercando di trovare il modo di risolvere 4ucsta situazione, si fece ricorso all ' invenzione di un altro americano, Bcnjamin Holt: il carro armato, inJ'a tti, fu l'evoluzione del trattore agricolo cingolato Holt. 3. Durante gli anni immediatamente precedenti la 1" Guerra Mondiale i tattici delle maggiori potenze c he sarebbero poi state coinvolte nel conflitto dimostrarono poca fiducia nelle possihilità operative dei veicoli armati e corazzati che dal 1902 si producevano in Francia, Gran Rretagna e Germania. Nel 1913 e 1914 ci furono, però, il tenente Fleicz dell'Esercito Francese e il capitano Fuller dell'Esercito Rritannico i 4uali , prevedendo che lo sv iluppo nell'impiego delle mitragliatri ci av rchhc portato a ll a guerra statica di trincea, suggerirono di considerare con più attenzione i mezzi che avrchhcro potuto aiutare a superare tale situai.ione e Lra essi il carro armalo. Ma la validità di questo suggerimento fu ri conosciu to solo dopo la l'inc del 191 4, 4uando la g uerra di posizione era di venuta una realtà de l campo di battaglia ove dominavano le mitragliatrici. La concezi one orig inale de l carro come mezzo per superare la para li si della g uerra di posizione fu del colo nnello inglese Swinton. Egli aveva avuto modo di analizzare a fondo le possibilità di impiego del le mitrag li atric i e dedurne il valore potenziale difens ivo in un pe riod o d i inte nso studio de lla Storia Ufficiale Britann ica de lla guerra ru sso-g iapponese. Inoltre, nell ' ottobre 1914 il col. Swinton ebbe modo di assistere in Francia ag li esperime nti fatti per utilizzare il trattore cingolato Ho lt di fabbricazione americana come trattore per artiglierie. Questi due elementi si integrarono nella sua mente e nacque così la proposta ch e l'Ufficiale fece al Comitato di Difesa Impe riale d ella Gran Bretagna: sviluppare la costruzione di una macchina cingolata a prova di proiettili di armi portatili , capace di s uperare trincee e di struggere mitragliatrici e reti co lati , armata con uno o più can noni di piccolo calibro a tiro rapido. Furono indi cati anche in due punti essenziali quelli


!,a Prima Guerra Mondiale ( IY/ 4-IY/8): il Fronte Fra ncese ...

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che sare bbero dovuti essere i criteri di impiego di questa macchina, cioè del carro armato: essere arma ausiliaria della fanteria con Io scopo preciso di aprirle varchi attraverso g li ostacoli attivi e passivi che si opponevano alla sua avam,ata; esso non doveva sostituirsi alla fanteria ma ne doveva a lleggerire il compito per ri solvere il grave problema tattico che era quello di uscire dalla g uerra stabilizzata e riprendere quella di movimento; esso poteva fare ciò grazie a lle sue caratteristiche essenziali: protezione e mobilità. La proposta del col. Swinton non fu accolta dal Ministero della Guerra Ing lese e , anzi, nel 191 5 ru archiv iata del tutto. Di essa, però, si appropriò l'Ammirag liato Inglese, allora guidato da Mr. Churchill , c he, sulla base del le indicazioni in essa contenute, mise allo studio la costru z ione di mezzi cingolati protetti per le unità anfib ie denominati " navi te rrestri " 15 . Ve rso la fine del 1915, sempre ad opera di Mr. Churc hill, diventato Mini stro della Guerra, la proposta del col. Swinton fu ripresa in co nsiderazione e nel fcbbraio 1915 fu sperimentato il primo esemplare di carro. Parallelame nte e indipendentemente anche i Francesi condussero i loro esperimenti di carri armati. A differenza degli Inglesi, essi, invece di consi derare il carro come mezzo da impiegare soprattutto per aver ragione delle mitragliatrici nemiche, lo considerarono, almeno inizialmente, come mezzo da usare solo per abbattere i reticolati 16 • 4 . l carri fecero il loro debutto in combattime nto sulla Somme ne l settembre 1916 impiegati dag li Inglesi. I Tedeschi furono sorpresi in p ie no dal l'impiego di questo nuovo mezzo, ma la sorpresa fu vanificata dal fatto che i carri furo no impieg ati in numero molto li mirato e molti di essi non erano ancora a punto meccanicamente e quindi rimasero fe rmi per avari e. Si pregiudicò in tal modo la loro futura utili zzazione e si perse la possibilità di sorprende re il nemico in modo decisivo perché impreparato ad ogn i controm isu ra. Un s uccesso di notevoli dimen sioni si ebbe, invece, circa un anno dopo, ne l novembre 1917, con l'attacco inglese a Cambrai. In quell'azione furono impiegati circa 400 carri seguiti da forze di fanteria: il piano di attacco dei 15 Da ciò der iverà, poi , la denominazione di molte pani d ei mezzi corazzati con tecnologia m arinara: scafo, torre ua, porteli<\, compartimento , sovrastrutture, etc. 16

Vds. Alle,:ato M .


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Sergio Fiore111i110

carri fu studialo con grande cura: s i doveva realizzare la sorpresa, allraversa re il largo e profondo ostaco lo de ll a linea Hindenhurg e assicurare la coo pe razione lra l'anleria e carri pe r la reciproca sicurezza. Per realizzare la sorpresa si d ecise di non e ffelluare la preparazione di artig lieria: la mancan7.a di quesla indusse i Tedesc hi a cred ere che l' attacco inglese, di cui avevano avulo qualche se ntore, no n fos se immine nte. Le difficoltà della linea Hindenbu rg s i previde di superarle usando fascine mollo grosse di tronc hi di albero da trasportare sulla prua di c iascun carro e bullare nelle trincee appena i carri g iungevano sull ' orlo di queste: la vora ndo con sezioni di tre c nrri s i a veva la possibilità di superare tre successi ve linee di ostncolo 17 . Ln coopern7.ione tra carri e fanleria per la reciproca sicurezza venne rea1izzntn : dni carri, aprendo la slrada a lla fanterin nttrnverso le profonde cinture di r eticolato e conlrollando il fuoco de lle mitragliatrici nemiche ; dalla fante ria, e liminando le insidie contro i carri tenendosi pronle ad inlcrvenire contro i ca nnoni n corta g ittala. L' attncco dei carri reali zzò in poco più di un g iorno una pe nclrazionc ne l di spositivo tedesco di ollre olto chi lo metri. I Tedesc hi furono su l punto di e ffettuare una ritirata generale c he avrebbe potuto avere conseguenze dec is ive sul corsù della guerra: nrn gli Ing lesi non avevano una ri serva di carri da impiegare per lo sfrutrnmento de l successo. Si rese così poss ibile il c on trallacco ted esco che ri stnbilì la situai.ione ini z iale. Contro il pnrere degli espe rti il piano di attacco in glese a veva previsto di atta cca re con i carri su tutto il fronte in vece che contro seltori selezio nnti : c iò de terminò la mancan zn di una ri serva di carri da impiega re al mome nto deci sivo. 5. I ri sultati otte nu ti ne ll n battaglia di Camhrai con l' impiego de i c arri furono dec isame nte supe riori a que lli olle nuti s ulla Somme c irca un an no prima. Non vi fu il successo completo c he si era spe rato , così come non vi furono successi c omple ti ne lle allrc ballag lie combattute co n i carri sul fronte occide ntnle degli eserciti conlrapposli fino a l 19 18. P erò, fin dalla haltaglia di Camhrai, apparve chiaro c he la sorpresa ed il carro coslilui vano la combinazione più efficace pe r ro mpere la barri era delle lrinccc e rid are vita alla g ue rra di mo vimento. Anche se è vero che a nulla va lgono i "se", sembra però lcc ilo supporre c he qunlora la proposta falla nel 191 4 dal col. Swinto n a l Comit ato di Difesa Imperiale de lla Gran Bre tag na pe r la costruz ione 17 Pe r i pa rl.i colari ri gua rdan ti la tec nica d ' allacco d ei carri

vds. Allegato N.


La Prilfla Guerra Mondiale ( /9/4 - /9/X): il Fronte Francese .. .

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dei carri armati fosse stata adeguatamente valutata e approfondita subito, forse Cambrai avrebbe potuto costituire la svolta decisiva della guerra al fronte occidentale perché ci ~arebbe stato tempo per perfezionare la tattica di impiego dei carri . Cambra i, comunque, segna l'inizio della ascesa di quello che sarebbe stail protagonista delle battag li e terrestri della 2• Guerra Mondiale, il carro 11rma10 . In qu esta g uerra il binom io fanteria-carro della J3 Guerra Mondiale di vc11 h.:ri\ il trin omio ranlcria-carro-acrco che determinerà molte, anche in~·rl.•dihili , :-.orprcsc in , umpo strateg ico e tattico e la g uerra sarà dominata sop,1111111111 d nl mo vi111c n10. lo


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Serxio FiorP11ti110

CONCLUSIONE S i riti e ne che dagli argomenti esaminati ne l corso de l la voro svolto si possa trarre qu alc he breve conside razione co nclusiva di ca ra ttere generale. Non se mbra c he nella storia generale de lla 1• Guerra Mondiale le operaz ioni sul rronte occidenlal c ahb iano avuto un carattere de c isivo per l'esito de l co nflillo. Altri avve nime nti , qu a li ad ese mpio l'azione de lla Ru ssia e del l ' Italia, il blocco marittimo con il con segue nte assedio degli Impe ri Centrali, l' inte rvento in guerra degli Stati Unili d ' Ameri ca, se mbra possano considerars i più determin anti per l' e s ito della guerra. Si potrebbe, a l limite, dire che non fu rono tanto le g ra ndi ballaglie del fronte occidentale ad influire ull ' andamento de lla guerra quanto q uesto ad influire sulle ballaglie de l fronte occide ntale; c ii') in quanto la g ue rra sul fron te rran co-te de sco subì direttame nte e indirellamente g li e ffe lli di qu anto avve nne nel resto de l mo ndo. Affermando c iò non si inte nde sminui re l' importa nza delle operaz io ni al fro nte occide ntale nel periodo 1914-1 918. Queste ebbero una loro i111porta11za: no n tanto pe r il rapporto diretto con le operai.ioni che s i svolsero ne l resto de l mondo, quanto, piuttosto. perché sul fronte occidentale s i avv iò. e si attuò in parte, l' evoluz ione de lla guerra verso forme più moderne, si fecero espcrie nLc di tattiche nuove. di armi e mezzi nuo vi e si evide nz iò l'importanza delle capacità intuiti ve, decisionali e reali zzatric i dei grandi capi militari . Inol tre , la prese nza su quel fro nte di due ne mi c i tradi z ionali , France si e Tedeschi , diede a ll ' urto un va lore e motivo particola re c he nascose a ll 'o pinione pubblica t.:uropea e mondi ale c ii') c he era rea lmt.:nlc alla base cie l conflillo: c ioè che il di ssidio franco- tedesco e ra solo un e lemento seco ndario ne lla più importante lotta per il d o mini o mondiale fra le c resce nti amhi z ioni ege mo nic he te desche e le co nsolidate trad iz ioni egemoni che ing lesi.

È o pinione diffu sa che i Ted esc hi avrebbe ro potuto non perdere la gue rra, e for e non si sa rebbero nemm e no impeg nati a fa rl a, se avessero previslo che essa, appunlo per il contrasto di fondo co n gli interess i ing les i, avrt.:bbe ass unto le dim e ns ioni di un co nflilto mondial e e, in particolare, di un assedi o de ll a (ìcrmania. Pre parali pe r un o forL.o e uropeo, i Tedeschi non a veva no ne l resto del mo ndo un impia nto strategico pt.:r affrontare una lotta simile: non avevano hasi na va li, militari , dipl oma ti c he t.: nrn1111e no fonti di carattere eco nomi co finan z iario c he potessero sostene re il loro sforzo da ll ' este rno. Se pt.:r slrategia si devt.: inte nde re la concezion e globale e sinte tica d e lla condotta della guerra, la Germania dimostrò di non a vere suffi c ie nte senso strategico. Un rapid o confro nto c on la Gra n l3rclag na può


La !'rima Guerra Mondiale ( I 9 /4- / 9 I 8): il Fronte Fran cese . ..

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avvalorare tale afferma zio ne . La Gran Bretagna aveva combinazioni diplomatic he in tutto il mondo; un ' efficiente organizzazion e propagandistica a ll ' inte rn o e all'estero pe r far credere ad una g uerra di g iustiz ia e di moralit;i ; un impero colon iale con enormi ri serve di ricchezze materiali e grande di s po ni bi lità di uomini. Essa, inollre, fu molto abile a nascondere al mondo i dann i de l blocco marittimo alla Germania e ne ll' esagerare qu elli della g uerra s ubacquea de i Tedeschi . Tutto c iò dimostra c he ne lle sfere direttive ing les i v i era una preparazione strategica qu a le si può acquisire solo in secoli di vita naz ionale. Di fronte a tutto c iò i Tedeschi po tevano contrapporre poco: a ve vano una buona marina da g ue rra e un possente eserci to che pote vano ,11H.: hc cons iderars i validi per sostenere a lungo, come in realtà avvenne, la pressione di una forte coali z ione di nemic i ma no n erano s uffi c ienti per r:1gg i1111 gcrc fini strateg ic i cli va lore mo ndi a le. (..)u :il u 1110 ha :1ffc r111ato c he "al limite, la strategia tedesca nella l" Guer1;1 Mt111d i:1h: poln: bbc cons iderarsi una strategia sui c ida: una guerra co ndo t1.1 l t111 :-.prn :o di ri sorse int e ll ettua li , mo ra li e fisic he se nza una visione chia1:1,k1• l1 ,copi da r:1 gg i1111 gc rc··.


ALLEGATI


•


La Prima (luerra Mondiale ( IY/4 - IYll:J): il Fronte France.ve ...

291

ALLEGATO

A

ELEMENTI SU RECLUTAMENTO E ORDINAMENTO DELL'ESERCITO TEDESCO ALL' INIZIO DELLA GUERRA 1. L ' Esercito Tedesco del l 9 l 4, nato ne ll 'epoca delle guerre napoleo niche, a veva raggiunto la s ua maturità ne l 1870 quando uscì vittorioso dal la prova contro l ' Eserc ito Prancese a lunga fe rma. Ciasc un ciUadino tedesco fi sicamente abile doveva prestare il serv iz io milit are; lo Stato c hiamava alle armi gli uomini di c ui aveva bi sogno. li addes tra va per u11 breve periodo di se rv izio a tempo pieno e poi li restitui va alla vita c iv ile. L' ohiettivo di que sto s iste ma era la formazione di rise rve nu111 e rose e <l i pronto impi ego per il loro e le vato li ve llo di addestramento cun le qua li i11g ra11<lire l'eserc ito atti vo in caso di g uerra. Sull'argomento ved as i a11c ilc Appe11di ce I.

li c ittadino tedesco chiamato alle armi a 2 0 anni se rviva 2

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a nni a te m

po pieno nel l' eserc ito attivo , a seconda cieli ' A rnrn e d e lla s pec ialil i'1 a c ui e ru

asseg nato, e s uccessivamente serviva 5 -4 anni ne lle ri se rve regolari fin o a l 25 ° a nno cli etLl. Poi per 12 anni passava nella La ncl w hc r e. q uindi , a 40 a nni , tran sitava nella Landstunn. Vi erano poi unità cli ri se rve cosidcllc Ersatz: queste erano costituite da coloro c he, ch ia ma ti a lle a rmi , non prL"s la vano serv iz io in reparti operativi perché in soprannumero p e r g li organici di d elli repa rti o per s pecia li ra gioni di famiglia. T a li unità era no pe rò an c he esse bene addestrate. 2. In tc rn po di pace la Cìerman ia a veva sotto le armi c irca 800 .000 uomini inqua<lrati in 25 Corpi d ' Armala ciascuno s u 2 11i visioni .

La Fanteria era inq ua<lrala in 186 Brigate con un totale di 2 17 Reggime nti e 18 Battag lioni Cacciatori : compless ivamente 669 Ratt:1gl ioni . C' en1no , inoltre, 237 Compagnie mitrag li atrici, 11 Reparti m itrag liat ric i (compag ni e do tale di mezzi di tras porlo per seg uire le Di visioni <li Ca va lleria ). L ' armamento era cosliluilo <lai fucile MA USER (cal. 7 ,9) e <l a lla mitragli atrice MAXIM. Le mitragliatri c i erano c irc a 5000: c ii'i conferi va al la Fante ria Tedesca una grand e s upe riorità nella pote nza <li fu oco csprimihil c in co mbattime nto. Su ulteriori particolari s ull ' o rdin amento <l c lla Fanteria vedas i Appe ndi ce 2.

Lll Cavlllleria compre ndeva 55 Brigale di 2 Reggi me nti c iasc una; i Regg ime nti avevano c iasc uno 4 squadroni. L 'Artiglieria da campag na era costi lui la da I()() Reggime nti ciascuno co n 2 g ruppi <li 3 hallerie, in tutto 600 hatterie. Le hatteri e tedesche erano su 6


292

Sergio Fio re11ti110

pezzi. Il cannone da campag na tipo Krupp (77 mm) era inferiore 4ualitali va rncntc a quello francese e a quello russo. Di ottima qualità, invece, il mate riale pesante campa le e d'assedio: obici da l 05 e 149, mortai da 2 1O, 280. 305 e 420 prodotti anc he nelle fabbric he S KODA della Boemia a ustriaca. Vi erano 24 Reggimenti di Artigl ieria pesante con 187 batterie. Per la formazione delle Divisioni di Fanteria e Cavalleria vedasi Appendice 2. Le formazioni indicate subirono ne l tempo modifiche organiche anche notevoli. Per poter disporre delle Grandi Unità occorrenti per fronteggiare le esigenze del fro nte occidental e e di quello orientale, al principio del 19 15 lo Stato Maggiore Tedesco prese la decis ione di riordin are le Divisioni di Fan teria riducendo a 3 i reggimenti di fa nteria della maggior parte delle Divis ioni attive e di riserva. Con i reggiment i di fanteria recuperat i e con l' assegnazio ne di unità di art iglieria e servizi fra i l marzo e l 'agosto 1915 furono cosliluilc 25 nuove divisioni. Altre modifiche ven nero apportate nel 1916 alle Divisioni di Cavalleria: a qu este vennero sottratti i Battaglion i di Cacciatori e con queste l'orze J'urono costituite 4 Di visioni di Cacciatori che furono impiegate sui Carpazi. 3. Per la guerra furono costituite 8 Armate comprendenti 26 Corp i cl ' Armata alli vi e 13 de ll a ri:serva. Le 8 Armale e rano comandale: la] " dal gen. Kluck: - la 2" dal gen. Bulow ; - la 3" dal gen . Hausen; - la 4" dal Duca del Wuttenberg; la 5" dal Kronprinz Im periale; - la 6" dal Kronprinz di Ua viera; - la 7" dal gen. Heeringe n: - la 8" dal gen. Prillwilz. Delle otto Armate 7 furono impiegate al fronte occidentale e I (la 8") al fronte orientale. Il Co mando S upre mo dell 'Eserc ito fu te n uto dall'Imperatore Gug lie lmo c he ebbe come Capo d i Stato Maggiore il ge n. Mollke. 4. G li effettivi di g ue rra a radunala co mpiuta ammon taron o a circa 4 mi lio ni di uomi ni. Le unità cost ituite furono : 2 143 battag lioni di fan teria, 406 compagnie o reparti mitrag liatrici, 806 squadroni d i cavalleria, 1860 batterie di artig lieri a; vi e rano poi reparti geni o, di aviazione, aerosti eri.


La Prima Cìue rra Mondiaft, ( /91 4-19 / 8): il Fronte F rancese ...

293

Appe ndice I a li ' ALLE<;ATO A

CAUSE DELLA SUPERIORITÀ DELLE RISERVE TEDESCHE 1. L ' Esercito T ed esc o ali ' ini z io della guerra tr iplicò i s uoi cffdti vi ; con un terz o di questi s i costitu iron o unità di nuo va forma z ione d1e, impieg ate dopo poc he sertimane, dimo strarono una s o lidità paragonabile a quella delle uni tà g ià es istenti in pace. Ciò s i oltcnnc anzitutto perché le classi c he form avano le unità di ri serva e rano costituite da e leme nti scelti dal l' intero contingente di leva; erano uomini d a i 25 ai 30 anni che avev ano pres tato ser v iz io s otto le armi prima dc ll"aumc ntode l conting ente di leva stabilito ne l 1913 : quindi più ri s trett o e ra i I co ntin gente e migliore ne e ra la qua lità. Uomini , dunque , scelti he ne e he nc is truiti sotto le armi. V i e rano poi c leme nti di ordine moral e . Il regg imento di riserva ted esco e ra u11 ' 11niti1 che s i co s titui va all'atto della mobil itaz ione, ma non improvvisa ta . L · L:scrci lo T edesco a veva un s iste ma di reclu ta m e nto e di compl etame n to s trettame nt e tc rritori:il e. Quind i i co ngedati no n pe rdevano di vis ta il regg ime nto nel qu;il c ;1vcvano se rv it o . O g ni bri gala d c lr cscrc ito allivo ror111ava ug11 i d ue ,11111i per 1-1 g io rni 1111 regg ime nt o di ri se rva c he in gene re parll' L·ip:I\ :1 :tl k 111:11111 vrc im pcri;tli . l>11 1:i 11tc q uo to tl· 1111H1 i rii.: hia111a ti ricos titui v,11H1 in pratic a il reggime nto d tL' :1vn •:1 110 l:isc ia lo q11:1lch c :1111111 pr ima . Piì, c he un ' unit i, nu ova , quindi . n; 1 il Vct'c hi o n.:gg inH: nto c he . col l"U\1tarc d e ll e cla ss i. di ve nta va , rima1110 110 co 111patto . il rcgg i111 c nl o d i ri se rva . C iò c o stitui va un vin colo 111ora lc mo ll o po te nt e ; il reggime nt o di ri ser va es istev a an che in pace: tutti ~i co no scevano fr a lo ro . llL" 11do

A nal og o procedime nto e ra s tato seg uito ne l secolo XVIII dall 'Eserc ito Pie m o n tese i c ui raggruppamenti prov inc ia li e rano co s tituiti su llo s tesso princ ipi o di s tretta te rrito ri a li tà . S ull'argomento dcli ' cfficicn1.a d ell e ri serve sembra utile riportare quanto di ce il gene rale fran cese Buat in merito a lle ri serve dell ' E sercito Francese: '·A ll'ini zio de lla ca mpagna le divisioni di riserva , che poi si sono notevolmente agg ue rrile, hanno sfi gurato molto nei confro nti de lla maggior parte delle divi sio ni atti ve . Non era colpa loro. Per mancanza di coes ione ne i rapporti tra capi


294

Ser~io Fiore11ti11u

e sold11 1i esse erano poco idonee a l combat time nto, spec ie a qu ello offensivo; per mancanza di addestrame nto esse im piegavano sotto il fuoco ne mico formazioni incompat ibili con la polem:a de ll e armi rnmlcrne; ... In sintesi le di vis ion i di riser va e i reparti c he le componevano, ali" in izio del la g ue rra, e rano agglomerati di q uad ri e soldati e no n unit à, ne l sen so etimo.log ico della parola" 18.

18 Cìen .

RUAT,

" T,'Armée Allemande pendant la guerre de 14 -18".


La !'rima Cuerm Mondiale (1914-1918): il Fron te Fran cese...

Appe ndi ce 2

295

all ' ALLEGATO A

ORDINAMENTO DELLA FANTERIA TEDESCA 1. Ali ' ini zio del la guerra i reggimenti di fanteri a e ntrarono in campag na con 3 hatlaglioni, su 4 compag nie di 260 uomini, e<l una compag nia mitragliatrice di 6 armi. Un qu arto dei reggimenti <li riserva non a veva compag ni e mitrag liatri ci. La necessità di aume ntare il nume ro de lle mitra gl iatri ci fece sì c he fino al sette mbre 1916 fossero costituiti 922 ploto ni mitrag li atri ci e 200 plotoni <li mitraglie ri scelti da impiegare solo per compi ti specia li. Nell ' agosto de l 19 16 venn e d ato un assetto org ani co alle unità di mi trag li atri c i stabile nd o c he og ni battaglione dei regg imenti a vesse una co mpag ni a mi trag liatri ci e i batt ag lioni cacciatori e d ' assalto ne avessero, di mass irna, due. I plotoni di mitra glieri scelti furono riuniti in 83 co mpag nie rngg r11 ppate a lre a lrc in reparti alle dipende nze dei coma ndi d i Armala . Alla fine di lu glio de l 1916 furono costituiti, per es pe ri me nt o , 11 I pl oto ni di mitrag liatrici leggere; poi se ne a um e ntò il nume ro asseg na ndo un ploto ne cli tre armi leggere a ciascuna co mpagni a. Nel sette mbre 191 7 lc armi furon o porta te a 6 e q ue lle del le c o111 pag nic mitrag liatrici di battaglione furono porta te a 12. Ogni reggime nto di sponeva così di 72 a rmi leggere e di 36 pesa nti : in total e LOS armi, pi ù de l doppi o di quanto ne cont asse al l' inizio de lla g ue rra un corpo d ' a rmata. Il principio dell a fu sione o rgan ica delle m it rag liatri ci con i 111i11o ri re parti venne appli cato , ma è solo alla fine de lla g ue rra c he di venne esplicito il co ncetto c he l' arma pre ponde rante della fanteri a <lovcva essere la mitrag liatrice. P er le di visioni da montag na venne ro costituit i 48 repa rti di mitrag li atr ici da montagna dotali ci ascuno di 6 armi . O g ni Armala a veva un a sc uol a mitraglieri ed un 'offic ina per riparazioni .

2. Ne l mar1,o 191 8 la fante ria contava 692 reggimenti. La formazione <le i reggimenti indi visio nati nel marzo 19 I 8 e ra: comando di R eggimento co n plotone co mand o; tre battag lioni , c iasc uno con 4 compagnie fucilieri , I co mpagnia mitragliatrici pesanti con 12 a rmi e 1 ploto ne collega me nti. Og ni compagnia fucilie ri aveva 6 mitrag lia trici leggere riunite in un plotone. Inoltre, il reggime nto aveva 1 co mpagnia bombarde co n 6 armi.


DIVISIO~E DI FANTERIA TEDESCA ( 15.000 uomini, 36 b.d.f, 24 111itragliatrici)

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DIVISIONAL HEADQUARTERS

Infantry Brigade

Field Artillery

IField Arcillery ~

irnent I .rury

Support Units

Brigade

Logistic Units

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Dìvisìons formed a Corps whir:h also included: Heavy Howilzer Banalion (four 4-gun btry); \V ireless Detachment: Artillery Ammunirion Train; Bridging Train; Air Derachmenr: Searchl ighl Secrion:

T\\.:o

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-

Telegraph Detachmem: S ignals Dctachment: Field Bakeries: Telephon ::>erachmem.

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DIV ISIONE DI CAVALLERIA TEDESCA (5.200 uomini, 12 b.d.f e circa 5.600 cavalli)

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DIYlSIONAL HEADQUARTERS

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Ca~ Brigade

Cavalry Brigade

Cavalry Brigade

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Horse Arty Brigade

I

I

Support Units

I

I

JAGER Battalion

I

I

:::

Pioneer Detachment

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§: Cavalry rgt. cav. sqdn.)

Ca,·alry rgt.

Cavalry rgt. (4 cav. sqdn. )

I

(4 cav. sqdn.)

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Cavalry rgt. (4 cav. sqdn.)

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Mounted

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l'\'1G. btry

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Cavalry rgt. (4 cm·. sqdn. )

Each cavalry rgt. had its own te/egraph detachment

Division Supply Train

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(4 guns)

Wireless Detachment

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298

Sergio Fiorentino

ALl ,F-GATO

B

ELEMENTI SU RECLUTAM ENTO E ORDINAMENTO DELL'ESERCITO FRANCESE ALL' INIZIO DELLA G UERRA 1. La Francia avendo c irca il 50% del pore nziale umano della Germani a era pratica me nte o bbligata a c hiam are al le anni lulli i c illadini fi sic am ente abi li . TI c ittadino veni va c hi a mato a lle armi a 20 a nni , faceva 1 anni di servizio a lcmpo pi e no ne ll ' Eserc ito attivo, quind i ne faceva 11 ne lla ri serva fino a l 34 ° a nno di età.

Al lcrmin e di questo pe ri odo di servizio svolgeva an co ra 7 anni di attivi tà ne ll 'esercito Terrilori a le e po i a llri 7 nella Ri serva T erritori ale fi no a l 48° anno d i e rà. Con qu esto siste ma la rranc ia al l' inizi o de lla guerra poté di sporre di <.: in;a 4 milio ni di uo mini pari a que lli de lla ri va le Ge rma ni a, ma, co nlrariame nle a quanto avveni va nell' E se rc ito Tedesco, i Francesi facevano poco affida mento sulla capac ità operati va de i ri servisti. Lo Slato Magg iore Fra ncese faceva affidame nto solo s ull e forze semi profess io na li di I" linea (c irc a I mili one e mc1.1.o di unità) pe r la breve e de<.: isiva gue rra che si pe nsava di d over com batte re. In caso di g ue rra prolungata i Prancesi, a caus a della minore po po lazione risp etto alla Germ ani a, no n aveva no m olte poss ibilità di in grandire l' Esercilo. A c oloro i quali, all ' ini zio, propo nevan o di ulili n are le r isorse umane dell ' Impero Coloni a le, fo rmando un eserc ito di colore, il Govern o op pose un ne tto rifiuto.

2. La Francia all ' ini zio de ll a guerra m obilitò 2 1 Co rpi d 'A rma la ciascuno su 2 divisio ni ; vi e rano ino ltre I O Di visio ni di Cavalleria e 27 Comandi di Gruppi di Piazzeforti . Subiro dopo l'inizio de lle ostilità fu mobilitato un Corpo d ' Ar mata Colo ni ale su 3 Di visioni . La Fan teria comprendeva 173 R eggimenti, 3 1 B attag li oni di Cac<.:ialuri, 13 Battaglioni di A lpini , 1O Gruppi di C iclisti, 16 Reggime nti Coloniali e un numero imprecisato di battaglio n i e co mpagni e della Legio ne Strani era. L ' arrnam enlo e ra cosliluilo da l fuci le LEREL (cal. 8 a ripetiz io ne) e da mitrag liatric i SAIN T ETIEN NE (2-3 sezioni per Reggime nto ; in Lullo c irca 500 armi ).

La Cavalleria co mprendeva 33 Brigale c iasc un a su 2 Regg ime nti.


/,a Prima Guerra Mondiale ( /':)/4 - 19 / 8): il Fronte Francese...

299

L 'A rtiglieria da campagna era cosrituita da c irca 50 Regg imenti , c ia scu no s u 16 pezzi; era armara d e l ca nnon e da 75 !TlOlJ. 1897 a deformazione che per le s ue caratteristiche di precisio ne e di celerirà di riro e ra il migliore materi ale esis tente all'epoca. T,' Artiglieria d e ll e Armale era raggruppata in Reggi menti di 4-5 gruppi ciascuno: in tutto 58 balle ri c da 120 e 155; mancavano bocche da fuoco a tiro c urvo e tulle le arti g li e ri e disponibili avevano gi ttate limitale. Per la l'ormazione delle Divisioni di f<a nteria e di Cavalleria vedasi Appendice I. 3. Per la g ue rra furono costituite 5 Armate comanda te: 0

- la ) dal gen. Dubail ; la 2" d a l gcn. dc Castelnau; - la 1• dal gen. Ruffey; la 4" d a l gen. de Lang lc; la 5" dal gc n. dc Lanrezac.

V i era anche un ' Armala dell e Alpi s u 6 Divisioni, co mandata dal gcn. incaricati di sorvegli are la fro ntiera italiana e , poi, graz ie alla neu tralità italiana fu impiegata sulla Marna.

l) ' A made;

Il Co mandante in capo delle forze frances i a ll ' ini z io de lla g uerra fu il ge n. Joffre di e tà avan1.ata (72 anni).


w

DIVISIONE DI FANTERIA FRANCESE

§

( 15.000 uomini. 36 b.df, 24 mitragliatrici) DJV!S!ONAL HEADQUARTERS

lnfantry Brigade

I

Infantry Brigade

Infantry rgt. 3 i11f b11.)

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Infanti")' rgl.

(11. 3 i11j. b11. )

Fleid Anillery

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I

Cavalry Sqdn.

Enginee r Company

Di visionai Supply Train

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lnfantry rgt.

Jnfantry rgt. In. 3 i11f. b11.J

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Normally, two divisions forrned a Corps (in 1914. VI Corps and Colonia) Corps had three). A Corps also includcd: - Reserve lnfantry Brigade (two regi rnents):

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- Artillery (four groups ofthree 4-gun btry): - Cava:ry Regiment (four squadrons):

(11. 3 i11f bn.)

Stretcher bearer group

- n. 4 Engineer Compames: - Tele2raph Deiachrnent: - Searchlights Section: - Corps Supply Train:

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- Anillery Supply Train; - Infantry Supply Train; - n. 8 Field Hospitals ; - n. 6 Hospitals Sections; Automobile Medicai Section: Corps Stremcher Bearer Section.

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DIVISIONE DI CAVALLERIA FRANCESE (4.000 uomini, 8 b.d..f, 6 mirragliatrici e circa 4.000 cm·allì) DJVISIONAL HEADQUARTERS

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Caval ry Brigade

Cavalry B rigade

Cavalry Brigade

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Logistic U nits

H orse Arty Brigade

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Cavalry rgt.

Cavalry rgt.

Cavalry rgt.

(n. 4 sqdn. )

111. 4 sqdn.)

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4 sqdn.)

Horse btry 14-gtms)

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Divisional Supply Train

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Cavai~

Cavalry rgt.

Cavalr} rgt.

Hor,c btry

( n. 4 sqd11.)

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Divisional Field Ambulance

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302

Serf? iu Fiore11ti110

ALLEGATO

C

ELEMENTI SULL' ORDTNAMENTO OELL' ESERCTTO INGLESE ALL' INTZIO DELLA GUERRA I. Le forze ing lesi, in te mpo di pace tutte volonta rie, e rano ripartite ne l REG ULAR J\RMY e SPEC IAL RES ERV E di costitu zione varia : in totale ci rca 700.000 uomin i. Ques to esercito vo lontari o , specialme nte preparato pe r le guerre coloni ali , con carallere spiccata me nte profess ionale sia nei capi che ne i solda ti , costitui va uno trume nto di g uerra ecce llente nel suo genere ma c he avre bbe potu to avere. come e bbe ali' ini 1.io della guerra, di fficoltà di impiego in un conflitto europeo dove veni va a tro va rsi a fianco di eserc iti di di versa natura. Comunque, presto l'ordina me nto dell ' Esercito Inglese s i trasformò sotto l' influe nza del contatto con g li eserciti contine ntali e. infine, fu radicalme nte ca mbi a to con l' adoLione de l se rv izio mi litare obbligato rio. 2. Lll Fa nteria, costituit a da c irca 70 Reggime nti raggruppati in B rigate, era armata con fucile LEE ENFI ELD (cal. 7.75) e mitragli atri ce MAXIM .

La Ca vullerill compre ndeva 3 Reggiment i. L 'Arti!{lierill e ra costitu ita da 172 hatte rie di c ui circa la me tà era nelle colo nie; aveva cann oni da 76.2 c 83.8 e obici da 152.

3. Per la partecipazione all a gue rra fu costituito un C orpo di Spedi zione, al co mando de l ge n. Frc nc h, u 2 Corpi cl' A rm ata, ciascuno su 2 Di visioni e I Di v isione di Cava lleria. Al la fine de l 1914 fu costituito un te rzo Corpo d' A rmala. C iascuna Di visione a ve va 3 Brig ate, ciascun a di 4 Hallag li oni . La Divisione di spo neva di 76 pezzi d i a rti g lie ria e 24 mitrag liatri ci.

4. Il Comando in capo de lle forze britanni c he e ra eserc itato da un Co nsig lio Imperiale d i D ifesa assistito da un Capo d i Sta to Magg iore gene rale che aveva faco ltà cli dare ordi ni ai C omanda nti d e lle s ing o le Forze Arma te .


La P rima Guerra Mondia le ( 19 14 -1918): il Fronte Francese.. .

303

ALLECATO I)

ELEMENTT SULL' ORDINAMENTO DELL' ESERCITO BELGA ALL' INIZIO DELLA GUERRA 1. Esercito di un paese neutrale non e ra pn;parato a subire l' urto d e lla g ue rra mondiale. Co mpre ndeva 14 Reggimenti di Fante ri a, 3 di Caccia tori, I di Granatien , I di C arabi nieri, 8 di Cavall e ria , 4 Brigate di Artig li e ri a da c ampag na e 17 Brigate di Arti glie ria da Fo rtezza.

La Fanteria era arm ata di fucile MA USER e d i mitrag liatri c i MAXTM; queste e rano molto poc he: 120 in tutto. L 'Artiglieria da campag na aveva il canno ne KRUPP rno d. 1905 a de formazione (77 mm); scarso il muniz ion ame nto. Lo Cavalleria rappresentava i I megli o dc li ' Eserc ito: ben addestrata e be n comandata: mancava pe rò di anni a utoma ti c he.

2. Per la gue rra il Belgio cost ituì 6 Di vis ioni di 1:antcria c I di Cavalleri a (in tutto 117.000 uo mini ): vi e ra1w poi k g uarn igioni de lle fortezze a mmo ntanti a c irca 80.000 uo mini . C iasc una Oi visione era cos tit u ita da 1 o 4 Regg i me ni i d i h 111tc ria, I Regg ime nto d i Cavalle ria e I di Arti g lie ria.

3. li Comando S upre mo de ll ' Eserc ito fu ass unto da l re Albert o.


304

Sergio F iore111i11u

ALLEGATO E

ELEMENTI SULL' ORDINAMENTO DELL' ESERCITO RUSSO ALL' INIZIO DE LLA G UE RRA 1. L ' Esercito Ru sso e ra ripartito, in te mpo di pace, in 12 C ircos<..:ri z ioni Mii ilari , 37 Corpi d ' Armala, 70 Di vis io ni di Fante ria e 24 Di visioni di Cavalleria . La Fa nteria c ompre nd eva: I Reggime nto di Guardia d e l Corpo, 12 Regg ime nti de ll a Gu a rdia, 4 di Caccia tori de lla (iuardia, 16 di G ranati e ri , 20 8 di Fante ria di Line a, 106 di Cacc iatori : complessiva me nte 347 Regg ime nti. L'arma me nto era co stituito , pe r la Fanteria, di fuc ili MOSSINE, a ripe ti z ione, e di mitrag liatric i MAX IM (un re parto di 4 mitrag liatric i per ogni regg i me nto; a ll ' iniz io d e ll a g uerra le a rmi furono p ortate a 8). / ,a Cavalleria era dotata anc he di fuc il i mitrag liatori M ADSEN (2 pe r c iasc un reggimento) oltre c he del ruc ile e mitrag liatrice MAXJM . Vi e rano 83 Reggimenti rego lari e 54 di Cosacchi .

L' A rtig lie ria e ra in4uadrata in 50 Brigale di Art iglieria da campagna, I Briga ta di Arti g lieria a c a vallo dell a Guardia, 12 Brig ate di Artiglieria a c ava llo , 11 Hri gate di Arti glieria d a monta gna, 36 gruppi di obic i campa li (72 balleri e ), 14 batte ri e pesanti campa li, 16 ba tte ri e di Artig lie ria a cavallo c osacca. L ' armamento per l' Artiglie ri a da campag na e ra di cannoni di vario ti po: pre do minava il ca nnone da 76.2 a deformaL ione. Vi e ran o poi obit: i campali Krupp da 122, c annoni t:ampa li da !06, ohi t:i pesa nti campa li da 152.4 e t:ann o ni d a mo ntagna. 2. All ' atto de lla mobilitazio ne rurono costituite 9 Armate comand ate da ge ne rali che a vevano quas i lutti ra tta buona prova ne lla g ue rra ru sso-g iappo nese (gen. lvanof, gen . Rc nne nka mpf, gen . Sam so noff, gcn . Bruss ilof). 3. Il Co mando in t:apo fu affida to a l Granduc a Nico la Ni colaievi c, zio de llo Za r.


La f'rima Cue rra Mondiale (1914-191 8): il Fronte Fra11n:se ...

105

' ALLEGATO

F

IL PIANO TEDESCO DI ATTACCO AL BELGIO COME PR EVISTO DAL GEN. MATTROT Il generale francese Maitrot in un s uo volume 19 puhh li calo a Parigi nel 19 11 ave va delineato nettame nte la s ituazione che si sv iluppù durante lep ri me selli mane <le i 1914 al fronte franco-tedesco: ''Uscendo dalla fantasia ci proponi amo di esporre, basandoci su dati e su informazioni irrefutab ili , in quali condizioni s i svi lupperà q uasi certamente l' attacco ted esco allraverso il Belg io. Se l' even1uali1;1 di questo allacco non è stata presa in considerazione in Franc ia che mollo lardivamenle, non è accaduta la stessa cosa presso i nostri v icini , i Belg i. J ,' inlt:resse che ess i se ntono. l'atte nzi one appassionata c he ess i danno a questa qut: slione sono ben naturali, pe rché i I loro te rritorio serv ire bbe da campo d1 iuso ai loro possenti vicini ne l momento in cui l' ipotesi intra veduta dovesse rea li zzarsi. Nel Belg io dicci anni dopo la guerra d el 1870 l'e venlualil i1 dell'attacco tedesco era g iit l'argomento d i tutti g li studi militari e, l"in da quel tempo i belg i non mettevano affatto in dubbio che la questione della v iol azione del lorn terri tori o non fu sse il tema d i un piano p repa rato d a lu ngo te 111pu da l Grandl! S taio Magg iore Germa ni co .... Fino <lai 1882 il gcn. be lga l:hia lmo nl c,dcola va c he l' a11 n1l! nl o de ll e g uarni g io ni frn nccsi sull a front e Vcrdun- To ul- Hpi nal - Bclforl , d 1l! il ri11for·1:a111cn10 accresc iuto senza tregua di ques te piazze, che il mi g lior,1111l!11lo <ll! l!a re te fc rrov iaria mellc ntc capo ad esse, a vrebbe ro dato a tale fronl e così grande potenza d ifensi va c he i tedeschi do vevano ce rtamente aver preso in consi derazione la possibilità <li aggi rarla mediante un attacco che, parten do da Nord , si diri gerebbe verso la bassa Mosa. Men tre le forze principali mant.errebbero il grosso d ell e forze francesi s ul fro nte Verdun-Toul- 1:klfort, un esercito tedesco fortl! di 3 o 4 Corpi , con una o d ue Di visioni di cava lle ri a, pari irebbe da Aq ui sgrana, passerebbe la Mosa tra Liegi e Maestric ht e pene trerebbe in Pranc ia per la vall ata della Sambra. Tale eserc ito sarebbe co ll egato con le forze princ ipa li ddl' csl d a un Corpo che attraverso le Ardenne He lg he e il Lussemburgo, marcerebbe s ulla Mosa mediana che raggiungerebbe tra Mezie rs e Sedari.. . . Quando il gen. Hria lmo nt emi se q ue sta sua opin io ne ne l 1882 il sistema difensivo del Belgio , del quale eg li è il ce leberrimo autore, non era ancora stato eseguito; 19 "Nos frontiè res de l'Est et du Nord ".


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Sergio Fiore111ilw

Li egi e Na rnur non esistevano affa tto come fortezze. Sedici anni pi t1 tardi ne l J 898 qu este due c ittà era no diventate dei camp i trincerati dotali di tutti i progress i dell a fortifical.ione moderna e, con tutto ciò, il generale Brialmont manteneva, nei riguardi dell'offensiva tedesca, la s ua soluzione form ul ata nel 1882. Un attacco attraverso le Ardenne cd il Lu ssemburgo è inammissi bil e. pensa va eg li , avuto riguardo alle difficoltà consi derevo li del terreno , all a povertà e mancanza di risorse della zona e allo sparpagliamento delle co lonne militari che ne sarebbe la conseguenza. L'Eserci to Tedesco passerà la Musa non a Liegi ma più a Nord verso Yisè e si diri gerà verso Maube uge non più ri sale ndo il fium e per Nam ur ma per Tongrcs. Le piazze cli Namu r e Lieg i sa reb bero mascherate da un co rpo di osservazione". Dopo IL: c itazioni fatte s i può osservare che be n trentadue an ni prima era s taio previsto qu ello c he sarebbe accaduto: infatti, i te d eschi ne l 1914 furono costre tti a risa lire la Mosa verso Nord , verso V isè, raggiu ngendo Tongrcs.


u1 /-'rima Guerra Mondiale ( /9/4-19/8): il

Fro11 /e Fra11ct.'.~e .. .

ALLEG ATO

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G

l LAVORI DI TRINCEA DEI TEDESCIII "Dalla g uerra ru sso-giappo nese in poi i l'a nti di tutti i paesi del mo nd o so no stati addestrati a lavorare di vanghe tta e p iccozzino. Ma i tedeschi alla se mplice trincea d i battaglia, costiruita da un a so la linea di ruoco, hanno so stituito in questa gue rra un sistema assa i più compl icalo e co mpleto, congegnalo per la difesa e l' offensi va. Appe na v'è la prospetti va di co mb attere, la linea tedesca si nasconde, e appena comba tte p revede la ritirata su p o sizioni più fort i che permetto no il rannodamento , la di:fensiva ad oltranza e finalme nte il contrassalto. In armoni a con questi principi è o rgani zzato il si stema de lle trincee tedesche il cui tipo , pur adattando si ne l traccia to all e varie contingen1.e, varia assai poco. Si tratta in sostanza di una, due o tre linee parallele di trincee di hattag lia pt:r Lirn lu ri i11 µi edi a st:Lioue r eUan gola re, la rghe d a .50 a 60 cm, profonde m 1,50. A q uesta profond ità va aggiu nta l' altezza (0 ,20) <lei rilievo cioè della massa di terra scavata e pigiata sulla fronte de ll a trincea. In q uesto fo sso prol'on<lo m 1,70 i fa nti tedesc hi , c urva ndo un p o ' il dorso pe r appoggia rsi me nlrt: sparauu, sco mpa io no co mple tame nte. Questa posizio ne è ravort:vule anc he pe rc hé lo zaino e l' elmo del soldato vengono a formare un a specie di protei.ione, assai relati va a di re i l vero, contro le p.il lette degli shrapnel e le schegge <l i granata. Il tracciato non è rettilineo: a inte rv.i ll i esso forma dei rie ntra nti mo lto pron unciati per riparare i ti ratori da l fuoco di in fi lata e d i scorc io (ohli 4uo). I vari ordini di trincee so no collcg.iti tra loro da trincee d i comun icazio ne, tracciate a zig zag per essere prote tte da l ti ro fro ntale e di inf'i lala, pru l'unde me tr i 1,70. Special i ricoveri (buc he da tiratori) sono costrui ti per i sottufficiali dietro la trincea dei so ldati: e di etro il centro di og ni ploto ne o co mpag ni a si h a un ricovero pe r l' ufficiale co ma nd ante, coperto con u n te ttuccio di legna rne e d i terra, in modo da lasciarg li s pirag li intorno, e collegato con la trincea d i co mun icazione. L' ult ima tri ncea di batt.ig lia è collega ta ad un a trincea rafforzata assai più cla horata della trincea di battag lia. Si tratta in sosta nza di un a trincea per tiratori in piedi con camminame nto intern o. L.i trincea è profonda metri 1,90 da l livello del suo lo, compresi 4 0 cm di profond ità del camminamento cioè


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Sergio Fiorn1ti110

di una slradicciola larga 30 cm sca vata sul fondo della lrincca in manie ra da lasc iare il tiratore su una s pecie d i gradino, la banchina. Il rilievo ante riore è alto 2 5 c m e una serie di ceppi o di mattoni o di pietre squadrate posalc vi sopra a bre vi inlervalli forma con questi le feritoie per i fuci li. Su 4ucsti cep pi o malloni poggia iI tetto dell a trincea inclina to ali' indietro formato da picco Ii tronchi o travi cell i ben co nnessi ri cope rti da uno strato di 30-40 cm di terra pi g iata coperto da zolle erbose. Nell a parete anteriore della trincea sono pra ticale due cavità, l'una superi ore per le munizioni , l' altra inferiore pe r i viveri. Blockhouses per le mitrag liatrici e posti di osservazione completano codes ta trincea rafforzata: in corrisponde nza co n i posti di osservazione s'apre, in fondo a<l un corridoio cope rto, una came ra di riposo, pure coperta, o ve i soldati possono pre nde re un efficace risloro .... La trincea rafforzala, come serve di ultimo ridotto nella difensi va, serve di base p er l' offensiva e la controffe nsiva ... " 20

20 Tràtlo da " /,11 r.uerra delle Nazioni··.


L,1

Prima Gue rra Mnnrliale ( 1914-1918): il Fronte Francese...

LA GUERRA DELLE NAZIONI

/)i.,·posi~io11e delle tri11n't' tNl,,sche.

_________

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XJIJÌ' ''·" ""'

Le tri11.cee tnlesche. - f'arlicolari della copertura e e/e ffe escavazioni.

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Sergio Fio re11ti110

LA LJNEA TEDESCA PRIMA E DOPO IL RIPIEGAMENTO

@leCateélll


/,a Prima Guerra Mondiale ( / 9 14-1 9 /8): il Fronte France,ff .. .

3 11

ALLEGATO

I

ELEMENTI SULT .'ORDINAMENTO DEI REPARTI CARRI INGLESI-FRANCESI E TEDESCHI INGHILTE RN.A

Gli Inglesi, inizialrncnlc, assegnarnno i carri al C orpo Milraglieri e la prima unità c arri venne chiamata Sezione Pes ante del Corpo Mitragliatrici. Essa compre ndeva 6 compagnie di 25 carri c iasc una. Successivame nte, ne l 1917, si costituì il Royal Tank Corps su 9 battag lio ni , c iascun o su 3 compagni e di 24 carri ciascuna. Alla fine del 19 I7, con l'aumentara dis po nibililà di carri, le compagnie disponevano di 36 carri pesanti o 48 medi. 1 battag lioni vennero raggruppati in brigate: alla fine del scllcmhre 19 18 esistevano 6 brigate carri ciascuna di 3 battag lioni. In realtà le hri gare erano solo unità addcslrati vc e amministrati ve pe rc hé i carri comhatteva no sempre al livello compagnia e battag lio ne e veni vano assegnati alle unità di fante ri a per I' i111piegu. FRANCIA

I .'ordina me nto de i carri suhì nel tempo molte modifiche. Le prime unità carri nel 1916, nate come "arlig licrie d 'assalto", furono i g ruppi di 4 batteri e di 4 c arr i ciasc una.L ' uni là maggiore fu il raggrupp am ento di 3 o 4 gruppi . A nc he se le diLioni raggruppamenti e g ruppo restarono in vigore fin o al 19 18, i I numero di halterie e carri ca mbi ò mo llo spesso. [ carri pesa nti fu rono ordinati in 8 grnppi ciasc uno de i quali aveva 12 carri del tipo Schne ider o Saint Chaumo nd .

I carri leggeri , in vece, vennero ordinati in ballaglioni : se ne costituiron o 27, ciasc uno su 3 compagnie, og nuna di 3 plotoni di 5 carri. D e i 5 carri 3 erano a rma ti di cannonc ino d a 37 e 2 mitraglialrici. A ll a fi ne de lla g uerra i battag lioni carri furono raggruppati a 3 a 3 pe r fo rma re i R eggi me nti. G RRMA N IA

In G e rma nia l' impiego dei carri non fu va lu ta to ne l s uo valore real e e perc iò mol to tardi si sv iluppù la costruzione d e i carri. In lotalc vennero costituiti 9 rep arti di carri , ciascuno di 5 carri, é lc uni ar mali con cannon e d a 57 mm, altri con milrag lialrici. Alcuni di eletti carri erano slati catturati ag li Inglesi. I T edeschi non impiegarono ca rri armali di Lipo leggero.


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Sergio Fior('11/i110

ALLEGATO

L

TECNICA D ' ATTACCO DEI CARRI ARMATI NELLA BATTAGLIA DI CAMBRA! " ... C'era una novità che rig uarda va soprattutto l'impieg o. L'intero fronte di attacco venne divi so in tanti settori ciasc uno dei quali era c ircondalo da t rincee, o ss ia comprendeva trin cee sulla fronte e sul tergo, mentre ai lati correvano camminamenti . Esse ndovi tre lince di trincee da sorpassare, venne assègnata a ciascun settore una sezione <li 3 carri muniti ciascuno <li una fascina <li legni compressi mi sti a calce <le i peso <li una tonnellata e mezza. Tali fascine dove vano essere gettate nell e trincee pe r costruire punti <li appogg io ai ca rri e impedire c he si incagliassero. Og ni sezio ne di carri era seguita da tre di stinti reparti di fanteria i quali avevano lo scopo, il primo, <li bloccare la trincea nel punto allravc rsato <lai carro <li testa; il secondo, appoggiato <la un carro, <li spingere il presidio della trincea contro il punto che sare bbe stato bloccato sulla sinistra; ed infine il te rzo nuc leo di presidiare la trincea occupata e di fun zionare co me riserva. L 'azio n e de i ca rri si svi luppava nel modo seg ue nte: il carro di. testa (n° I), senza essere seguito dalla fanteri a, si apriva il varco fra i reticolat i e, lasc iata cadere la fascina, superava la t rincea e s i spingeva nel centro del settore vene nd o a costituire una specie di avanguardia. I du e carri successiv i ( 11° 2 e 3) attraversa vano la trin cea o ve il carro guida aveva lanciato la fasc ina. li carro 3 con il suo re parto di fa nte ria procedeva poi dirella rn ente, me ntre il 2 piegava a sinistra. Alla seco nda tri ncea toccava a l carro n" 3 di lascia re la fascina e infine alla te rza provvedeva il

11°

2 (veda si Appendice /).

Come si vede tal e procedime nto era eccessivamen te melodico, eppu re ve nne realizzato appi e no costitue ndo una vera sorpresa per l'avversario . I carri furono trasportali nella zona <l i raccolta <la 36 lrcni che in due nolli successive fecero la spola tra i depositi e le immediate retrov ie <lei fronte . Ve nne posta molta c ura nel mascherame nto dei mezzi e tutti i movime nti diurni vennero ridotti all' indispensabile. Si arrivò perfino a mandare in volo d egli aeropla ni perché coprissero con il loro rumore qu ell o de i ca rri quando e ra necessario portare più avanti i re parti ... ".


Lu !'rima Guerra Mondiale ( 1914-1911:J): il Fronte Francese ...

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A ppe ndice l all ' ALLECATO L

TECNICA D ' ATTACCO ATTUATA

NELLA BATTAGLIA or CAMBRA!

3' TRINCEA.

/

C:AMMINAMElfTO

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2' TRINCEA

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CAMMIN~MENTO

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60-,00 m.

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Il CARRO N'1

GEnA UI FASClti4

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1

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I /L.~,~. =--~ •• •• ••• • • • •• •• ••


31 4

S e rg i o Pio re11ti110

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA /\. VALORI - La g uerra sul fronte fra nco-belga 1914- 1918. A. VALORI - La g uerra italo-austriaca 1915-1918. B.JJ . LIDDLE HART - Storia de ll a I" G uerra Mondiale. A. TOSTI - Storia d ella I" Guerra Mondiale. E. SCALA

Storia delle Fanterie Italiane.

C. MONTÙ - Storia del! ' Artig lieria Italiana. E. LUDENDORFF - I miei ricordi <li g uerra. HINDENBURG - Della mi a vita. E. MUSCO - La dottrina ra rti ca prima, durante e dopo la Guerra Mondiale l 914- 19 I 8. Ge n. BUAT - L' Armée /\llemande pe nda nt la g uerre du 1914. E. von F/\LKRNHAIN - Il Comand o S upremo Tede sco dal 19 14 a l 191 8 nelle sue decisioni più importanti . P. MARA VIGNA - Studi critici s ulla gue rra mondiale. COMANDO DEL CORPO

m

STATO MAGG IORE, UFPICIO STORICO:

- La mohilitazion e e l o sv ilu ppo de ll 'ese rc ito t ed esco durant e la gue rra mondiale 19 14-1 918. - La Gu e rra Mondial e 19 14-18 , co mpi la ta dall ' Archi vio di S tato Cìe rmani co (voi. I e VI) . STORIA DEI MEZZI CORAZZA TI - Prale lli Fabbri. LI\ GUERRA DELLE NAZION I - Fratelli Treves . ENC YC LOPAEDIA BRITANNICA. T IIE AMERl CAN PEOPLE ENC YC I.OPAEDIA. GRANDE DIZION ARIO ENCIC LOPEDICO UTET. LE GRANDI SV OLTE DELLA STORIA - Voi. Il. P. RF.NOUVIN - La pre mière g ue rre mondiale.


PATRIZ IO TOCCI

I MARESCIALLI D ' ITALIA E I MARESCIALLI DELL' IMPERO Il g rad o d i Ma rescia ll o d ' Ita li a, il pi ù e lev ato d e lla scala gerarc h ica dc li' Rsercito, fu istituito i I 4 nove mbre 1924 sesto ann iversari o de l la villoria del la 1• g uerra mo ndial e con il Reg io Dec re to 1907 de l 4 .X I. 1924 pu bbli cato s ull a Gazze tta Uffi cial e d el 2.X II . I 924. Varie furono le moti vazio ni che indussero l' allora capo ucl gov1:rno Mu ssoli ni a dare un riconoscime nto pa rtico lare a lle forze armale. con lo s lesso decreto fu is titu ito anche il grad o d i ( irandc Ammiraglio pe r la Mari11a: la va lorizzazione delle fo rze arma le, de l co mbattentis mo e della vittoria; la ri cerc a d i co nsensi dopo il dc lilto Matteotti che aveva pro voca to sgomcnlo cd a ll arme in tulli g li strali sociali . E con la ri val utazione ui Cadorna c he fu promosso a ta le a lta cari ca, legare a sé il movi mento po litico de i naz io nal ist i. Tra il 1924 cd il 194 3 fu rono p ro mossi mare scia ll i d ' Itali a dodici generali . li so v rano Vittori o Emanue le III istituz ionalme nte ass un se la carica più alta de ll a sc al a gera rc hi ca mili tare .

N el 1933 per equi parare l'Ae ro nauti ca a lle a ltre l'orze armate fu ist itui to il g rado d i Maresci all o de l l' Ari a. Con Decreto L egge pu b blicato il 18.1.1 947 ru abolito il grado di ma resciall o d ' Itali a e gli uffi c iali che a ncora aveva no tale carica, solo tre e rano i s upers titi ed uno di ess i Basti co e ra rn orn cnlane amente sospeso da l servizio perc hé e p urato, furono co ll ocali nell a ri serva e c o nser va rono il g rado "a d perso nam " . Il grado di Primo Maresciallo dcli' Impero fu istitu ito pe r de li bera de l Parla me nto a fi ne marzo de l 1938 ; fu co nferito a V ittorio Eman uele lii , c he is tit uz io na lmen te ne aveva diri tt o , e a Benito M ussolini. La legge is tituti va e l' acclama nte approvaz io ne dell a Carnera e de l Senato fu rono un mezzo utili zzati dall ' allo ra cap o del governo per a ss ic urarsi lega i me n le il co man do d ell e fo rze a rmate.


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Patri~io Tocci

li grado pii:, elevato della gerarchia Mil itare italiana scomparve per gli avven ime nti del 1943-1945 .

I Marescialli di Savoia li maresciallo o governatore de lle scuderie reali 1: dal franco "marhskalk''. alto grado militare e dig nità dello s tato. fu creato in Francia nell ' XI secolo . Re Enrico I nel 1047 nominò a t ale carica un certo Gui. Come insegna di comando aveva il bastone, simbolo dcli ' imperium c he esercitava : l' obbedienza c he g li e ra dov uta e la di sciplina che doveva mantenere s ul ca mpo; idealmente si richiamava al bastone di vite utilizzato nelle legioni di Roma dai centurion i "primipili". In Francia questa gerarchia militare è in vigore ancora ogg i: ullimo ad essern e insignito è stato il Gen . Pierre Jose ph Koenig deceduto nel 1970 e promosso alla memoria maresciallo di Franc ia nel 1984 . In pratica tutte le nazio ni e uropee adottarono il grado di maresciallo. In Italia, nel XIII sec. Carlo d'Ang iò co nqui stando il Reg no di Sicilia introdusse numerosi usi frances i, fra ques ti il g rado di maresciallo. E Giovanni Lii Urayselve maresciallo tlcl sovrano angioino pagi'> con la vita la s ua a lta carica e la fedeltà a l re; catt urato dai Ghibel lin i al seguito di Corradino di Svevia in Toscana, la mattin a del 23 agosto 1268 nel contado di Ta g liacozzo, nella pia na de i Pa le ntini, poco prima c he g li eserciti svevo e an g ioino si scontrassero , fu decapitato pe r ordine di Corradino con un atto contrario a lle norme di g ue rra de ll ' epoca c he voll e sig nificare la rredda dete rminaz ione cli co ndu rre un a lotta sp ietata. E nell ' Ita li a meridionale rima se l'uso del g rado cli maresciall o: ne ll 'ese rc ito de l Regno delle Due Sici lie il " Maresciallo di Campo" era un ul't'icial e ge ne rale a c ui era affidato il co mando di una di visione; nel la scala gerarc hi ca seg uiv a il brigad iere e precedeva il te ne nt e generale. Nell a contea di Savoia c he da ll a c ontigua Francia mutuava lin g ua e d usi, ne l 1363 Amedeo VI, il Conte Verde, is tituì la carica di maresciallo di Savoia c he ne lla gerarchi a de llo s tato ricopriva la seconda di gnità seg uendo il Gran Ca ncellie re di Savoia. 1 l i maresciallo era solloposlo al Conestabi le o Contesta bi le da Comes Stabuli: sovrai nle nde nl e de lle scuderie re ali. Il Conestabile fu ne l regno di Franc ia e in que ll o di Napo li la più alla cari ca de ll ' impero.


I Ma rescialli d' Italia e i Marescialli dell' Impero

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Ne furono insigni ti Etienne della Baurne e G as pare di Montmayeur e furo no due perché il conte non volle dare a uto rità così am pia ad un solo uomo in un piccolo stalo feudale dove il pote re central e e ra necessariamente limitato. E il grado di maresciallo, pur perdendo la di zione "di Savoia", rimase in uso nello stato sabaudo sino al 1858 4uando decedette Vittorio Amedeo Sallier de la Tour di Condon c he ne era stato insig nito nel 1838 al termine del suo lungo inca rico di ministro degli affari esteri del ducato. Il haslo nc di comando dei Marescialli di Savoia aveva for ma cilindrica ed una lunghezza approssimativa di 50 cm; era foderato di velluto rosso 2 caricalo da alcune croci di Savoia in argento poste a scacchiera: la croce sabauda di forma quadrata è comu nemente conosc iuta come "croce greca".

I Marescialli d 'lralia della Prima Guerra Mondiale Le forze armate del regno d"Italia , costituito il 17 mar.w 186 1, previdero i gradi più e levati di tenente generale per l'eserc ito e di ammiraglio per la marina. Neg li anni successivi fu contemplata anc he la possihililà di concedere il grado di ( ìcncralc d ' Ese rci to a qu e i generali che a vessero co mandato un ' armata in g uerra. E Ca rl o Ca neva co man da nt e d el co rpo di s ped izione in I .ihia, nel 191 2 fu promosso ge ne ral e d 'csncilo. Il 4 novembre 19 18 Armanuu l)iaz i I capo di stato magg iore c he aveva condotto le arm i itali a ne a lla vittoria di Vittorio Veneto, ru promosso per me riti di g uerra Genera le d ' Esercito ·1. Nc ll' estate del 19 19 allo sci og li men i o de ll a 3" a rm ata, i I suo comanda nte Emanuele Fi liberto di Savoia duca d ' Aosta e bbe anc he lui il grado di Gene rale d ' Esercito. E il 2 1 novembre dello stesso an no alcuni al tri generali che 2 I .'Enciclopedi a Militare all a voce '·maresciallo '' r iporla c he il bastone dei marescialli <li Savoia era ricope rto di vel luto an.urro. Deve illlende rs i come un bana le e rrore d i stampa giacché il Gen. Braneaccio , autore del la voce. nel s uo libro "dai marescialli d i Savoia ai marescialli d 'I talia" . basandosi su incquivocahi li fonti iconog rafic he scri ve che i I bastone era fodera lo di velluto rosso . 3 Il disti ntivo di grado che cont raddisting ueva il Generale d ' Esercito crn composto da un rel tangolo in argento. profilat o di rosso, caricalo <la tre ste llette a cinque punte d' oro. Con la di visa scura in uso pri ma della 1° guerra mondiale: greca d ' argento sovrastante altre due grec he di minore larghezza.


3 18

Pa1rizio Tru·r·i

si erano particolarme nte di stinti ne l coma ndo di armate nel conflitto mondial e ottennero per merito di guerra lo stesso grado. Furono: Guglielmo Pecori Giraldi, Gaeta no Giardino, Pietro Badog lio ed Enrico Caviglia 4 . TI 4 .XJ.1924 il c npo de l governo Mu ssolini volle dnre alle forze armale un ri conoscimento particolare e istituì i gradi di Maresc iallo d ' Italia e di Grande Ammiraglio. 11 R. Decreto 1907 d el 4 .Xl.1 924 istituiva i grndi più e levali della sca la gerarc hica delle forze armale e li co nferi va a: Armando Uiaz, Luigi Cadorna e Paolo Thaon di Revcl 5. Vittorio Emanuele lll comand ante supre mo de ll'esercito e della armala 6 dive nne pe r autom ntismo istitu7.ionale Maresciallo di Italia. La nomina di Luigi Cadorna a tale allo grado oltre che un ri conosc ime nto a lla sua azione di comando esp le tata dal 1914 al 1917, vo lle nnche essere un siste ma per ammansire i nazionalisti e legnrli definitivamen te al capo de l governo ed al suo movim ento politico. Cadorna dopo la sconfi n a di Capo re llo era stato rimosso dal Comando S upre mo e inviato a Parigi come rappresen tante dell ' Ita lia ne l Com itato di guerra interallento . Dopo un breve periodo di tempo era s lalo fatto ri e ntrare in ltalia e passato in ausiliaria. Successivamente fu solloposto a lla commissione d ' inchiesta per g li avvenim e nti di Capore tto e questa avev a formulato sulla s ua azione di comando de i g iudi z i non sempre henevoli . li 2.XI.1919 4 Dalla promozio ne; Genera le d ' E sercito furono esclus i alcuni generali d i vasta cspe -

rie111.a profess io na le c he avevano most ralo al comando di armale in g ue rra : co111e Mari o Nicolis di Ro bilan l che dal 1915 a l 191 9 aveva g uidato le armate: 4". 5' ed 8'. Pie tro Ba d oglio no n a veva comandalo armale in g uerra ma il 23 . Vl. 191 8 cm sl:rln promosso per meriln di guerra al ra11go di Comandante <l ' anrnlla . 5 Pao lo Cami llo Thaon di Rcve l appartene nte ad antica fami g l ia da lungo te mpo a l servizio dei Savoia , d ivenne Gua rdiamarina ne l 1873; ne l 191 3 fu 110111i11alo capo di SM de lla R. Marina carica che resse si no al 19 15 quando fu lras ferilo a lla guida de l Dipartime nto Navale di Ve 11e1.ia. Ne l 19 17 fu <li nuovo ca po di S M della R . Marina e comandan te in ca po delle rorze Nava li Mobili late.

Nel 19 17 fu nom inal o senatore de l regno . Collare dc li' Annunz iata, <lai 1922 a l 1925 fu mi nis tro d e lla Marina; ne l 1923 il sovrano g li conecs e il titolo cli duca del Mare; per molli ann i r icoprì la carica di prim o segrela rio d eg li ordi11 i <li S. Mauriz io e La1.zaro e del la Corona d ' Ita lia . Morì ad 89 a nni il 24 marzo 1949 e fu sep ol to in Roma ne lla c hi esa di S . Maria deg li Angel i. La d ivi sa, le dccorazio11 i e le onorificenze del Grande Ammiraglio sorw conservale nel museo stori co nava le <li Ve nezia. 6 Così era de llo il complesso delle:: varie Squadre Nava li .


I Marescialli d'Italia e

Mare scia lli dell ' Impero

319

era passato ne lla riserva come Tenente Generale. Per concederg li la promozio ne a Maresciallo d'Italia con il R. Decreto I099 del 4 .XI.1924 venn e ric hiamato in servizio con il grado di Ge nerale d ' Esercito e considerato in soprannumero ri spetto all'apposita tabella . Lo Stato Maggiore Centrale 7 , in quell 'epoca re tto d al Tcn. Gcn. Giuseppe Francesco Fcrrari, per celebn.rre degname nte qu esto avvenimento eccezionale per le forze armate italiane, stabilì di ricordarlo con uno studio stor ico sull ' argome nto e ne de tte incarico ali' Ufficio S torico. Questo ufficio, allora diretto dal Col. fra ncc sco Zingales, scelse per compi lari o il Gen. hr. Nicola Brancaccio, l'ele mento più qualificato per trattare tale a rgo mento. li principe Brancaccio da ca pita no e ra stato all e.dipendenze dell ' Ufficio Storico e come " ufficiale corrispondente" dal 1906 aveva lavoralo a lun go presso l' archivio di stato di Torino per reperire i numerosi ed inte ressanti carteggi di carattere militare lì conservati. Tra il 1909 e il 1910 a veva co llahorato alle "Memorie Storic he Militari" con vari studi, e tra il 1922 cd il 1925 l ' Ufficio Storico aveva puhhlicato una sn:1 opern di vasto respiro: " L'ese rci to de l vecch io Pi emonte d al 1560 al 1859" in tre volumi. 11 R ra ncaccio consultando un a vas ta documcnta1,ionc redasse con rigore ,c ic ntifi co uno studio c he fu pubblicato pe r i tipi dell ' Ufficio Storico nel 11>1 'i d , il I i lo lo .. l)a i 111an:scia ll i di Savoia ai maresc ialli d ' Jralia. Cenno ~11,rin, .. F ig. I. I

11

, t ud io n ;1 ;1rl ico la tu:

1111:i 111 i111:i pa rt e in c ui c r;1nn pn:se in esa me le fo nti e<l e ra tracc ialo un proI il o , 11 111n i dclrallo g rado 111 ilitarc c su quant i lo ri coprirono nel Duca to di S .1\0 1:i dal X I V a l X I X scc .. s ~·g ui vano poi il tcsto del R. Dccn;to del 4. Xl.1 924 c he istitui va i g radi d i Man:sc ia llo d ' Ita li a e di Gra nde Amm irag lio e indicava chi vi era pro1110:-.so : vi e ra po i il R. Decreto con il qual e Luigi C adorna era rich iamato in !'.crvizio ed infine le di sposizio ni sull ' un iforme dei Marescialli d ' Italia. Lo studio con tinuava con due cronolog ie, con i profi li biografici dei Marcscinlli di Sa voia e infine l o stato di ser vizio dei due Marescialli d ' Italia. li Ge n. Brancaccio in quest' ultima parte basa nd osi su quanto era sta to previsto c he fosse pubblicato sul! ' Annuario Militare sia per anzianità di servii.io c he per età, dopo un breve cenno al sovrano, antepose C adorna a Diaz. 7 Ne l 1920 fu soppresso il corpo di Stato Maggiore e soslitu ilo con il Servizio di S talo Maggiore; nel 1923 questo mutò dizione in Stato Maggiore Centrale.


320

Patri~io Toffi

MINISTERO DELLA GUERRA STATO MAG GIOR E CENT RALE -

UFF IC IO ST ORICO

Generalo N ICO LA BRAN CACCIO

DAI MA~ESCIALLI 01 SA~OIA Al MA~ESClALLI O' IlALIA CENNO STORICO

HO.MA Ll BRt!;RIA

D E LLO

1925

Fig. I

STATO


1 Marescialli d 'Italia

f'

i Mare .1-cialli dell'lmJJero

321

TIR . Decreto 1907, come si è detto, sta bili va invece ch e Diaz precedes-

se Cado rna. Fu un in fo rtunio dello Stato Magg io re e dell ' Ufficio Storico. Fra Cadorna e Diaz no n vi e rano rapporti di alc un gene re né cordiali né catti vi: Diaz non si soffermava sull 'ope rato de l suo pred ecessore mentre Cadoma aveva de l suo successore un a mediocre considerazio ne e lo rite neva un suo avversari o; ma no n aveva modo di ma nifestare 4ucsti suoi gi udi z i se non in pri vato . Diaz accettò la prornO?.ione a Maresciallo d ' Ita lia assieme a Cadorna con vena polemica; non ri te neva equo che ne ll ' alto grado fosse stato accomunato a l suo predecessore e ri vend icava alla sua opera l 'aver portalo le armi ital ia ne d a Caporetto a Vittorio Veneto; e la concessione " 1110/u proprio" del re ne l dicembre 1921 de l titolo ducale con il predicato "della Vittor ia" ne era c h iara con fe rma. Frappose de lle d ifficoltà per la stampa de ll' Annuario Militare non accell ancl o di essere posposto a Cadorn a e pokmicarnenlc, rite ne ndo c he l'alto grado g li fosse stato concesso per merito di gue rra agg iun se alle sue decorazioni un' a ltra coroncina d ' oro. Il Ministero della Guerra, era allora ministro il (ìcn. C.A. Antonino l)i <ìiorg io , e lo Stato Maggiore ri mediarono con un siste ma opinabi le c he non acconte ntò alcu no: sul l'Annuario Militare de l reg no d'Ita li a a nn o 1926 i no mi di Cadorn a e Uiaz furono stampati su di una sola ri g a: Diaz a sini stra e Cadorna a destra Fif!,. 2. La p ubblicazione del Gen. Rr;inc:iccio <l i c ui era no state di stribuite a ncora solo poche copi e, fu ritirata e sco mpar ve pe r sempre cassata dai ca talog hi de lla produzione dell 'Uffi cio Storico e da quel li de ll a Biblioteca Militare Centrale e delle Biblio tec he Nazionali di Roma e Firenze 8 . Le p u bblicazioni dell' Uffi cio Storico d el 1930 : " l' Uffi cio Sto ri co; ce nni monografici" e de l 1987: Oreste Bovio " l' Ufficio Srorico dell ' Eserc ito: un secolo di storiografi a militare" non lo riportano né ne fo rni scono un qual c he cenno. T di stinti vi di grado previs ti ne l 1924 pe r i Ma resciall i d ' Italia fu rono: sull e manopole: 4 stelle a 5 pu nte d 'oro all ineate s u un gallone rella ngolare d ' argento. S u l berretto: greca e 4 fi letti in argento. 8 La c opia presa in esame, Fig. 1, e ra di propri età de l Ge n. Marino Valletti 13org nini autore de ll' annotazione a ma tita s ull a cope rti na.


322

f'atri zio Tocci

STA.TO MAGGIORE GENERALE DEL REGIO ESERCITO tOJIA>DAXTE SUPRE.\10 D ELL'ESBRCI'r O E DELL'AR.\IA'l'A S. M. VITTORIO EMANUELE lii, RE D"ITALIA

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pagina :X ..

Fig. 2

Id.


I Marescialli d' Italia e

MnrPsr·ialli dPll ' fm.pe ro

323

P er la grande uniforme: 4 stelle tte a 5 punte d'oro sull e spallim: d 'argenlo . Quando con il regolamenlo del 193 1 e le s uccessi ve aggiunte e varianti, l' uniforme del R. Esercito ebbe un nuovo modell o, i Marescialli d ' llalia come anche i (icnerali d'Armata, ottennero la facoltà di indossare a vita l'anti ca uniforme di guerra con il collo chiuso. Per le nuove divi se i distinti vi di g rad o fu ro no: sulle ma nopole: greca sovrastala da 4 galloni con 4uello superiore ad occhi e llo, o "giro di bitta", in a rgento. S u l be rretto: greca e quattro file tti in a rge nto. Sul berretto da campagna: 4 sle llette d ' oro su rc ll an go lo in arge nto.

I M aresciall i d ' Italia e il Gra nde Amm irag lio c hL" cra110 sL"111pre in serv izio pe rm anente, furono collocati nel 3° grado dc ll'Ordina111cnlo Gerarchico del lo Staio ed e,a duv ulu luru il litulu di ''t:n;t:l le 111.a" ' 1• Quando compivano vis ile od ispezioni in for ma uffi c iale e ra dovuta loro una scorta formata da un sottufficiale e due ca rabini eri a cava ll o. (ì li ono ri dovuti erano tre squilli di tromba e qu a ndo le circos ta11 1.c lo ri c hi cth:vano una salva di arli glieria di 19 colpi . Ne ll ' ordine del le pn·ccdt· n1.c a cnrlc e ne lle fun z ion i pubbliche erano ascritt i a lla calt:gori a 11 al Y' poslo: segui va no i Sottosegretari di stato e precedevano il p residc 11tc de ll a Rc ak: Accade mia d ' Ita lia. Fra di loro la precedenza e ra data dall'ordi ne d "isc riz ionc a ll' A nnuario Militare, il Gran de A mmiraglio segui va i Maresc ia lli d ' Itali a e a sua vo lla e ra seguito dal Maresciallo d e l I' /\ri a il grado p iù e levato cie li ' Aerorrnutica istituito ne l 1933. Per i Marescialli d' Ita li a f4 adotlalo un di slintivo navale c he veni va a lzato su i battelli dove s'i mbarcava no; era co mposto da 4 ste lle rosse a sci punte, d isposte in lin ea tra sversale in c ampo bia nco. Il d istin tivo navale pe r il Grande Ammiraglio era c ompos lo da 4 ste lle rosse a 5 punte s u c ampo azzurro. Pe r g li onori funehri era previsto il tras porto su affusto di art iglie ria e l' interve nto de ll ' intero presidi o con bandie re e musiche. 9 Il tito lo di Eccellenza che Garibald i aveva abo li tQ all ' atto dell a conq uista de l regno de lle Due Sici lie, fu nell "uso ufficiale del regno d ' Ital ia s ino al 1946 . Nella scala gerarchica dell 'esercito era dovulo dal generale di corpo d ' armata in su.


324

I'alrizio Tocci

Ai Marescialli d ' Italia era conferi to il bastone di comando non co me effetti va in segna di grado, e infarti nessuno di essi lo utili zzò mai pubblicamente, ma come dignità onorifi ca. Ini zialme nte l'omaggio d el basto ne a mostrare la ri co noscenza de lla pat ri a , avven iva da parte di provin cie, c ittà, associai.ioni. Il baslonc aveva una lunghezza di 39 cm cd un diarnclro di 4,5 cm; era composlo da un· a nima di legno ricoperta d a ve lluto ro sso e decorato da 22 c roci d i Savoia in arge nto di sposte su 4 file nel se nso d e lla lunghezza: d ue da 5 e a ltrettante da 6 . Era c hiu so alle estre mità da due ca psul e d ' oro IO o rnate ed incise. Quella superi ore a veva la fascia co n in rili e vo fro nd e di alloro con frutti d i rubini ; sul pia tto di questa capsula vi e rano riportate in avorio, decorate da brillantini , quattro figure di vittoria e al centro una piccola La capsula in l'criorc aveva la l'ascia ornata <la fronde di quercia con bacc he di smeraldi ; il piallo era concavo e porlava inciso o smaltalo lo stemma de l maresciallo d' Italia a c ui era d estinato. Trattandosi di oggetti c he non doveva no essere usati pubblica me nte, fu remo curati in maniera parti colare gl i astucci c he li con te ne vano ; ri sultarono essere oggetti di gran pregi o a rtis tico. Que lli dei baston i di Diaz e Cadorna e rano decorati d a smalli opera di Sezanne. Il I 5.7. 1925 a Padova furono co nseg nati a Diaz e Cadorn a i bastoni d a Maresciallo d ' Italia, donati da numerose pro vinc ie e città italiane. Il Maresc iallo d ' Italia Di az morì a Roma nei primi gi orni del marzo 19 28 ; fu sepolto a Roma nella c hi esa di S. Maria degl i Angeli. Ne llo stesso an no deccdelle Cadorna, a Bordig hera il 2 1 dicembre. Nel 1932 la sue spogl ie furono tras la te a Palla nza in un ma uso leo s ul lung olago, o rn alo da nume rose statue di soldat i a me mo ri a delle offensive sulrisonzo. Nel 1926, ottavo annive rsar io della vittoria, i c inque Gene rali d 'Esercito furono promossi Marescialli d ' Italia. IU Il melal lo de lle caps ul e va riù a seconda del la silmu.ione econom ica de l paese. Il bastone da Maresciallo d' ltalia di Em ilio Dc Bono, donatogli durante le "sanzion i", ha le due capsule in argento dorato.

L' esame de i baston i del Maresc iallo d ' Italia Oc Hono, conservati presso il Mu sco dei Be rsagl ie ri. è s tato poss ibile per la cortes ia del Col. Umberto Gi ordano e del M. ll o Luigi Sta.1:i.


I Ma rescialli d ' Italia e i M arescialli de/l'Impero

]25

Emanue le Fil iberto di Savoia du ca d 'Ao sta era cugino del sovrano perché fi g li o di Amedeo fratello del n.: Umberto I. Nato a Torino nd 1869 di venn e uffic iale d ' artiglieria il 3 lu glio l 887. 11 26 ma gg io 1915 assunse il comando de ll a 3" armala che condusse con d ecis ione prima su l Carso e poi s ul Piave. Nel dopoguerra divenn e l'e mbl e ma del combatte nti s mo e d e ll a villoria; dcccdcllc a Torino il 4.V ll.1931 c f"u decorato di medag lia d ' oro al vm a ll a memoria: fu se polto nell'Ossario di Redip uglia dove sono raccolti centomila caduti della I" guerra mondial e.

li conte Gu glie lmo Pecori Giraldi, patri z io di Fire nze , era nato ne l 1859 ; a 20 anni di venne sottotenente d ' arti gli eria ; prese parte a lla campagn a d ' Eritrea e a ll a g uerra di Libia; nel 191 2 fu pos to a riposo con il g rado di T e ne nte G e ne ral e. Ri c hiamato in servizio a sua domanda pe r il 1° co nflitto mondi ale: al la g uida della I• armata fece fronte ne l 19 16 a li" nffc ns i va a us triac a ne l Tre ntino: al termine della gue rra fu gove rn atore d i Trento. 11opo il co nflitto fu a lungo pres idente de l consiglio dell ' Ordine Mi lit.ire di Savoia. Nel cons iglio dei ministri d el 4 gennaio 1941 quando le sorti dc llc armi it;il ia nc nel la 2• guerra mondiale stav a no vo lge ndo al pegg in. pre nde ndo s punto da alcuni Lclcgrammi del Maresciallo d ' Italia ( ìraz ian i che proprio in qu e i g iorni vedeva sfaldarsi la 10• a rmata sotto la prima ntTe ns iv;1 i11 g l,·~,· in A fri c 1 Settentrionale, Mussolini giudicò con se vc rit t1 tutt i i IVlarcsc ialli d ' Itali a ad eccezio ne de ll 'a nziano Pecori Giraldi per il qual e e bhc allc n11;1,-_ioni di ri spe tto. Morì a Firenze il 15. 11 . 1941. Gaetano Giardino nato a Mantemag no ne l 1864 . ne l sc tt c 111hrc de l 1892 fu nomin ato Sottotenente di fanteria ; part ec ipù alla campag na d ' J\ l'ri ca e re dasse l' is truzione per le fante ri e indi ge ne: partec ipò po i ;ill;i g ue rra di Libia. Nella I" g uerra mondiale comandù la 48" di vis ione cd il XX IV corpo d ' armata; ne l mini stero l3osel li fu Mini stro <lella Guerra <la 111dù g iug no a ll ' ot tobre 19 17; successivamente ebbe il comando cie l la 4" armala che res isle tte al ne mico sul Grappa con grande determinaz ione. Fu a lun go . e vi si de dicò c on molta abnegazione , presidente de ll ' Opera Na z iona le pe r l' ass is te nza ag li orfani di g uerra ano rmali psichici; <lecedd te s ul finire deg li anni ' JO. Pietro Badoglio fu il Maresc iallo d'Ita lia c he maggiorme nt e influì co n il s uo operato neg li avvenimen ti italia ni. Nacq ue ne l 187 1 a Grazza no M on J"crrato c he dal 1916, dopo la conquista de ll ' Etiopia, mut ò no me in Grazzano Ba dog lio; lo mantien e ancora oggi. Come ufficia le s uhallc rn o d ' arti g lieria fu in Eri trea e nel 191 l in L ibi a dove me ritò un a medag lia di bronzo a l vm e la promozio ne a Magg iore per merito di g ue rra . La , , gue rra mo ndiale dette un ' accelera zione straordinaria a lla s ua carrie ra : ini z iatala co me Tenente Colonnello, ne l ' 18 era T enente Ge ne ral e con rango di comandante


)26

I'alrizio To r:f"i

d ' Armala per merito di guerra, sottocapo di SM dell ' esercito. Il suo operato ne l confliuo con l'Austria Ungheria fu un allernarsi di momenti limpidi co n al tri scni'.'altrn o sc uri; ad esempio la conquista del Sabotino, e ne l 1928 ne fu ricompensato con la concessione del titolo nobiliare di marchese del Sabotino, alla rotta di Caporetto dove il XXVII corpo d ' armata da lui coma ndalo ru travolto con facilità dall'offe nsiva nemica. Uscì comunque inde nne, qual siasi siano i motivi , dalla Commissione d'inchiesta su Caporelto i cui risultati sul suo operato e s ull e s ue responsa bilità non vennero re si pubblici. Fu uno dei militari italiani c he ollennc il maggio r numero di onorifi cenze, decorazioni, rico mpen se e caric he di ogn-i genere: col lare della SS Annun/.iata , senatore del regno , ambasciatore plenipotenziario in Brasile, governatore d ella Tripolitania e dell a Cirenaica, viceré dell ' Africa Orientale Italiana; capo di SM dell ' e sercito dal 4.V. 1925 al l 0 .Il.1927 e capo dello Stato Maggiore Generale dal 4. V .1925 al 4 .XII . 1940. Comandante Superiore in A.O . per la ca mpagna di conqui sta dell ' Etiopia, con la vittoria ottenne l' in vestitura a duca di Addis Ahcha. Si dimise dalla ca rica di capo dello SM Gene rale agli ini z i de l dice mbre ' 40 qu ando la campagna contro la G rec ia volge va al peggio per le armi italiane. La causa apparente fu un attacco sulla stampa portatogli da Fa rin acc i; non si sentì sufficientemente tutel ato d a Mussolini e scelse di ritirars i. TI 2 5 lug lio 1943 il re lo nominò capo del governo in luogo di Mussolini e c ome tal e nonostante la dichiarazione " ... la guerra continua" trattò l'armistizio con g li Alleati ; durante il reg no del s ud fu prossimo ad ass ume re la Regge nza de l reg no d ' halia nel caso di abdicaz ione di Vittorio E ma nue le 111 e de ll a rinuncia al trono di Umberto di Savoia. 116 g iugno 1944 a Salerno dette le dimi ssioni da ca po del govern o poic hé i partiti politici avevano dato incari co a Bonomi p er la formazione de lla nu ova compagine gove rnativa; rinunciù all ' inca rico datog li dal Luogotene nte del regno Umberto di Savoia e si ritirù a vita privata. Non e bbe più al c un ri lievo nella vira italiana e visse in riscrho. Personaggio di scusso , co mplesso , sul s uo operato s i accesero di spute ro venti . Morì il 1° .XI.1956 ne l suo paese natal e e lì fu sepolto con g li o nori dov utigli. Qualche settimana prima di morire volle c he fosse redatto il s uo te stame nto spirituale ai soldati d ' Italia. Il messa ggio pur se in maniera conten uta, es primeva c oncetti superati ; cadde nel vuoto sia pe r il mo lto di scusso ope rato di Badog lio e sia perché le rorze arma te italiane erano inte nte ad una fa tico sa ri costruzione. Enrico Cavigl ia nato in Lig uria nel 1862, divenne sottote nente di artiglieria nel 1883. Partecipò alla ca mpag na d ' Africa; ru poi addetto militare a Tokio durante la campagna de lla Manc iuria c he se g uì da vicino. Prese parte a lla guerra di Lihia; durante la I• g uerra mondia le, ini7.iata con il g rado


I Marescialli d 'Italia e

Marescialli dell 'Impero

'J27

di Colo nnello, si comportò con lu cida determin azione a l Ilosco Lancia, s ull 'altopia no di Asiago , s ull'Isonzo e sul Pi ave s in o alla ba ttagli a di Vittorio Ve ne to di c ui , come re cita la moti va zio ne a cavali e re di g ran croce dell ' OMS: " fu uno d e i maggiori artefi c i d e lla vitto ri a" . In un rimpasto de l go verno Orlando fu minis tro della Gu e rra dal ge nn aio a l g iug no 1919, con ris olutezza ri so lse ne l n a tale del 192 1 l' occ upazione da n n un z ia na di Fiume. El e mento di grande civiltà e ra tutta via molto compre so d a l g rad o ragg iunto e dall e p re rogati ve e dag li ono ri ine renti 11: c o lti vava vas ti interes si culturali fra cui la mus ic a e l' arte; co llezionava sc ulture e dipinti e durante il 1° conflitto m o nd ial e nonos ta nte i g ravo si impe gni continu ò a c urar li ; fra l ' a ltro acquis tò il " Vecc hi o " di Ge mito. Comandante dell ' VIII corpo d ' arma ta con la sede a Merle ng o volle tentare il recupe ro, ne ll a vic ina Nervesa, di un a figura d egli affresc hi de ll e Allegori e de l Tiepol o c he d ecorava no la v ill a Berli, di s trutta da l Li ro d elle artig lie rie. L ' 8.IX. 194 3 cerc ò di ass ume r e una qualche dire z io ne d el la co sa pubb lica in Ro m a abba ndonala d al sovran o e d al go ve rn o, 111a ru s uperato dagli eventi. M o rì nella sua te rra n a tale ne l 194 5; lasc iò, e fu pubblic a to 7 a nni dopo , u n di a rio c h e va d al 1925 a l 1945 dove regis trò con u na critic a pu ngente e non sempre sere na falli , a vve nim e nti e alcune cons ide raz ion i s u lla I " gut:rra m o ndia le. I M.irc~c ia ll i d ' It a lia e bbL-ro come loro sed e i l palazz o Baracc hini , in Roma . s ull ;1 v i.i XX Scllc m h rc p ross imo a l m in is tero d e ll a Guerra. Q ui e b be ro i lorn ··g ahi11L·t1i .. c \l 111 pos li d a un uffic ia le ad dc n o e da una segrc lc r ia ; e q ui l"u is1i111i 1a 11 11a g;tl kri.i d'o nore e o ni ri tra il i ;1d o lio di t11ll i i Ma resc ialli d ' ltali;1. NL· g li anni 11JìX/_ì <) la sede l"u l ra s l"e rila in pi ana In d ipe nde nza in un pah t t ll appo~i1,11 uc 111 c e os lruil o e c li c p rese il no m e di " pa la;.,.1,0 de i ni.1re:-.c ia ll i": lo c onse r va a ncora o gg i c he è di ve11ulo la sed e d e l Co ns ig lio S u p e1 iorc dc Il a Mag istra t ura. È un a seve ra co st ru z io ne a Ire p ia ni in tra verli no t: pic t ra s pe ront: , con un inte rno di s o le nn e gran d ios ità. D opo il 1945 i mare sc ia li i cl · Ita lia s upe rs titi torn a ro no con i lo ro uffi c i ri dotti ali' essen z ial e a pa lan o Ba racchin i.

Il Maresciallo dell'Aria Co n R. Dec re to 998 de l I 3. VI 11 . 1933 fu prom o s so Ma resci allo d ell ' A ria Ita lo B a lbo quadrinm v iro de l fascis mo, gen e ral e d i sq uadra ae rea di co mp le me n to e minis tro dc li' Aeron auti ca. 11

" / ,u cangelo Bracci Te.1·1a nel rico rdo de f? li amici e nel suo diario di f? uerra"

Mila no, 1957. cd. fc, pag . 179.


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Patrizio Tocci

In Lai modo M ussolini sanz io na va e ri conosce va l' opera di Balbo ne ll' organ iz zare la R eg ia Aeronautica. Ne l dicc mhrc di quell ' a nno la c ittà di Ferrara , con un'imponente manifestaz ione gli donò il baston e da maresciallo. I distintivi previsti per il grado più e levato dell ' arm a aerea furono: s ulle manopole greca e quattro galloni con que llo supe riore co n l'a nello sa gomato a rombo in oro. Sul berrcllo greca e 4 filetti in oro. Guidone aereo e navale: 4 stelle a sei p unte rosse in campo bianco ; succe ssivame nte il colore de l campo fu mutato in grigio azzurro; il g uidone ve ni va dipinlu sulla carlinga de ll' aereo utilizzalo dal Maresc ia llo de ll ' A ri a. Italo Balbo era na to nella provinc ia di Ferrara nel 1896; nel 19 15 era stato a rruo lato come vo lontario dapprima ne l Corpo Volontari C icli sti e success ivamente negli Alpini ; prestò serv izio nei battaglioni " val Fella", " Ante lao" e " Cadore". Congedato nel 1920 c ome tenente, d ecorato di una medag lia d ' arg cnlo ed una di bron zo al vm, passò alla politica e fu qu adriumviro de l fasc ismo: nel 1928 dopo e sse rsi bre vettato pi Iota fu tra sferito nei ruoli deg li utliciali dell a R. Aerona utica con il g rado di Generale di Squadra Aerea di comple mento. Fu a ll a g uida de l! ' Aerona utica si n <lai la cost ituzione del mini stero dapprima come sottoseg retario. co n ministro Musso lini , e poi come ministro. Volle e prese parte all e croc iere d e l Mediterra ne o occ identale e a que lla atlantica che furono un mezzo per mostrare alle altre naLio ni il g rad o di pre parazione dell 'avia z ione italiana. Il 6.X T.1933 fu so stituito ne lla carica mini ste ria le e in v iato in Libia come Gov ernatore e C omanda nte Superiore. Ele mento spregiudicato , portato ad u sare la viole nza. e a lui s i fa ri salire la responsabilità de ll' omicidio di don Minzoni, con il trascorre re degli anni d ive nne mod e rato Lanlo da non c ondivide re nume ro se scelte po lit iche di Mu ssolini. Il Go verna torato d e lla Libia fu senz' a ltro un mezzo p er accantonarl o da lla vita politica atti va; fu co ntrario all' ing resso de ll ' Italia ne lla 2" guerra mondiale a fia nco de lla Germania; comu nque ne i primi g iorni de l conflitto fu atti vo per rinsa ldare il morale d e lle truppe schi erate verso l'Egitto, scosso da modeste ma bru c ianti punta te o ffensi ve bri tannic he. Morì nel pomeriggio del 28 giugno 1940 ne l ciclo di Tohruch, quando l' ae re o c he pilotava fu ahhattuto dall a contrae re a di q ue lla piazza pe r un a serie di tragici eq ui voci e per lo scarso addestra mento del personale. Fu d ecorato di me daglia d ' oro a l vm a lla me moria. Ne l periodo I 9'.B - 1935 da parte della stampa si te ntò di utili zzare il te rmine " maresciallo d ' esercito" pe r dist ing ue rlo da quello "dell' aria"; ma dopo q ualc he appari7.ione in alcune crona che il te ntativo non e bbe seg uito né tanto meno e ntrò ne lla terminolog ia uffi cia le.


I Marescialfi d'flalia e i Marescialli df'II 'Impero

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I Marescialli d' Italia de ll'Africa Orientale A fine novembre del 1935 il (ìcn . Emi lio De Bono cessò dal la carica di J\ lto Com missario e Comandante Superiore dcli ' A fri ca O rie nta le e fu sostitu ito da Badoglio. M usso lin i a ri conoscimento del suo operato ne lla pre paraz ione e ne ll e prime ope razioni de lla campag na co ntro l'Ab issinia e pe rc hé l' avv icendamento d i Dc Bono non fosse ritenuto un atto di s fiducia nei suoi confronti , pur con vari tente nn amenti gli concesse il grado di Maresciallo d' Italia. D ' a ltra parte testimonia il Lessona che De 130110 a veva acccllato se nza opporre diffi coltà di essere sostituito d a B adoglio so lo dopo aver avuto la promessa de lla promozione a ll' a lto grad o 12. A Dc 80110 al suo rientro in Ita lia fu conseg nalo i I baston e da Maresciall o d ' Ital ia c he fu eg uale a qu ello g ià in possesso de i s uoi parigrado. Era conte nuto i n un cofano di legno decoralo ne ll a parte an te ri ore d:, uno smal to ra ffig urante l'a lleeoria rle lle a rm ate it:ili:mc av:111Lanti ver-.; n la vittoria. Ne lle a ltri parti è fregiato da incisio ni dell ' Eliopia, ste mmi e crnc i sabaude. G li ufficiali delle forze armate de ll ' A.O .. c he aveva no llli lital o ai suoi ordini vol lero pcrù donarg li un a ltro bastone ··d 'o nore .. . Questa inseg na ha un a fa stos ità c he sco nfina co n un g usto g rossolano , poco p iacevole artisticamente a ca usa delle proporz ioni c1T.1lc. L, lun g he,. za tota le è di 35 c m c d è composto : da un corpo ce ntrale c ilindri co in a vo rio lun go 17 c m con incassata una piccola la rg a ovale in me tal lo che port a la de dica e alc une fronde all egori ch e. Ali ' e strem ità superi ore su di un a h asc quadran golare s i e rge un ' aquil a imperiale poggiante su di un fascio lit torio, il tuli o è in hronw i.:d ha 1111a lu ng hezza complessiva di 8 c m. A ll ' a ltra estre mità sem pre su di una bast: quadrango lare, vi è un a miniatura c he raffi g ura il va lo re hc llico: un g ue rrie ro anti co privo di vesti co n e lmo, spada e sc udo ; è in bronzo, a ll o, co mpresa la base, IO c m. A l contrario l' astu ccio è mollo sobrio: in legno c h iaro decora to solo da piccoli l'asci littori in metallo posti a i lati in basso. E mi lio De Bo no nacqu e ne l 1866 a Cassan o d ' Adda: Sottote ne nt e dei bersaglieri ne l 1884, e lo spirito bersaglieresco lo accompagnò per tutta la sua lunga carriera, partec ipò nel 1887 a lla ca mpag na d ' A fri ca inquadralo nel

IZ ALESSANDRO L t:SSONA

"Memorie. !\J governo t:011 M11.\"so/i11i" Roma 1963, pag. 228.


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I'alrizio Tocci

TTT battag lione bersaglieri e a que lla d i Libia dove meritò la croce di cavaliere de ll'Ordine Militare di Savo ia; iniziò la I" g uerra mondial e co me Colonnello comandante de l 1° bis, po i 15°, reggi mento bersaglieri per te rmi narla , dopo aver condotto la brigata "Trapani " e in Albania la "Savona", da Tenente Generale alla gu ida d e l IX corpo d 'armala e decorato di tre medaglie d ' arge nto al vm. Nel 1920 lasci<> il com ando del Corpo d ' /\rmata di Verona per la posi7.ione aus iliaria; fu indotto e d al malco nle nlo che in quegli anni p er le vicende politi che affliggeva la c lasse militare e per cercare negli affari una s ituazione economica mi g liore a quanto polcva avere dallo stato. Nel lug lio 1922 aderì al fascis mo, dive nendone uno de i 4uadrium viri ; re dasse il regolamento militare del movimento e all ' interno de l fascismo fu sempre difen sore dell'esercito. Richiam ato in servizio con il grado di Generale di Corpo d 'Armata fu capo d ell a Pubbl ica Sicurezza e durante la sua gestione avvenn e il de litto Matteolli. Senatore del regno e primo Coma ndante Gene ral e dd la MVSN. Il 6 .XH. 1924 <iiuseppe Donati, direUorc del "11 Popo lo" prese ntò al senato una denun c ia contro De Bono articolata s u 16

capi d'imputazione che anda van o da lla coslilu 7.ione di una polizia segreta fascista ad interess i privali in atti di ufficio, da spccula7.ioni a conni venze in aggressioni sino ad essere indicalo fra i responsabili dell'omicidio de ll 'on . Giacomo Matlcolli. La Co mmis~ iuue Permane nte d'Istru z ione del senato, presieduta dal Gen. Z uppclli, eseguì un ' inc hiesta minu7.iosa, particolarmenlc a llo fu il numero de i testi asco ltati , e co ncl use con un non luogo a procedere. Nel 1925 fu governatore de ll a Tripolit ia na dove dove tlc hallcrsi no n solo contro i ri be lli ma anche contro uno sparuto bi lanc io. Rimpatriò ne l 1929 e fu al mini stero delle colonie per 9 mesi co me soUoscgretario e per 5 a nni co me minislro. li 18.I. 1935 ass un se la cari ca di A lto Commi ssario del! ' A.O. e i l Co ma ndo Superiore di q ue lle forze armate; lo resse sino al novembre 1935 quand o fu sostituilo da Badoglio. Preparò la guerra a ll 'Etio pia e condusse le prime operazioni sino a lla co nquista , incrue nla, di Adu a. Promosso Marescia llo d ' Ital ia di venne preside nte della Commissione per l'ordinamento de lle nuove for1,e col onial i: successivam e nte fu Ispettore de lle rortifizioni a lpine e Ispettore de lle for7,e o ltremare, incarico c he assolse sino a l 1942. Il 7 giu gno 1940 fu nominato c omandante de l G ruppo Armate Sud con sede in Frascali ; fu un comando effimero sia per le unità a ll e dipen<lc n1,c c he per la durata giacché fu sciol to dopo 32 giorni d ' atli vità. M embro di dirillo del Gran C on siglio de l Fascismo nella seduta de l 25.V 11.1943 votò per I 'ord ine del giorno Cirandi che s ig nifi cò la caduta de l fasc ismo e la f"ine come capo del governo di Mussolini . L '8 setle mhre ' 4 3 affiancò il parig rado


1 Ma rescialli d ' Italia e i Marescialli dell ' Impero

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Cavig li a nel lcnlativo di trovare un compromesso con i tedeschi per il vuoto <li pote re prodottosi a Roma per la fu ga del re e di Badoglio. Dc Bono senza alcun prohlc ma continuò a freque ntare il s uo ufficio al Palazzo dei Marescialli sino al 4.X.1943 quando fu arres tato poic hé il nuovo governo fasc ista a ve va s rnbilito di sottoporre a giudiz io tutti i componenti del Gran Con siglio che a ve vano votato contro Mu ssolini . Il processo, solo sei degli incriminati e rano detenuli , si svolse a Ve rona davanti al Tribunale Speciale Straordinario presieduto dall ' a v v. Al<lo Vecchini ; l'impulazione era di tradimento e aiuto al nemico. Furono riconosciuli tutti colpevo li e condannati alla pe na di rno rlc tranne uno condannato al c arcere 13 . Pe r il Maresciallo d ' llalia De Bo no non furono d ' au sili o né l'ope ra a su o fav ore espletata in consig li o dal g iudice Renzo Montagna né le s ue nume rose be ne me re nze rnililari. L ' li gennaio I 944 alle ore 9 ,20 nel poli go no di ti ro de l fo rte San Proc olo di Ve ron a fu fuc ilato alle spalle me ntre g ridav a "v iv a l'Ita lia". L ' impegno di Dc Rono ne l fascismo e le c aric he e g li onori c he ne tra sse e bbero l' effetto di isolarlo. L' a mbi ente militare lo accettava con diffi de nza pe rc hé alto gerarca fascista; s uccess ivamente quando fu promosso M arcsci al lo d ' Ita li a ta le so s petto dive nne acr imo ni a , pettego lezzo basa lo s ull a s ua senili tà psicofi sica. Il fascismo lo trattava con altretta nta diffid c 11 1.a no n dandogli c ompleta fidu cia pe r il s uo attacca me nto all a mon arc hi a e a lle forze armate. Mussolini infine pur accetta ndone le num erose ri c hieste, tal vo lla falle in ma nie ra bi zzosa , lo cons iderava un g ra nde seccatore. U n s uo lihro " Nell' eserc ito nos tro prima de ll a g ue rra'' edit o ne l 193 1 offre un a p rec isa immag ine de l mo nd o mii ilare ila li a no s ino a l 191 4 . li 9 maggio 1936 a ri conoscime nto de ll a s ua o pera di co mando s ul fronte s ud de lla g uerra italo-e tiopic a , il ( ie n. C.A. Rodo lfo ( i raz iani e bbe la promoz ione a M aresciallo d' Italia; s uccessivame nte fu no m inato viceré d ' Etiopia; ri e ntrò in Itali a ne l fchhraio 1938. A Ro ma, s ul Ca mpi dog li o, il Oovernatore de lla c ittà Pietro Colonna g li c onsegnò il bas tone dono dei c ornbaltenti de lla di visione 'Teve re" de lla MVSN che aveva mililato ai suo i o rdini sul fro nte so malo. E ra un " hastone d 'onore", di fogg ia imperi a le , o pera de lla g ioie lle ria Rovasco di M ilano, più proporz io nalo ri spetto a qu e ll o do nalo a De Bono. 13

T ull io Cianctli membro J e l G ran Consiglio d el Past:is mo perché min istro de lle Corpo razion i fu condan nato a 30 anni di carcere g iacché dopo aver votato la sera d e l 25.V ll .1943 l' ordine del giorno Grandi, il mattino successivo snissc a Mussol ini riti rando il voto.


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Patrizio Tacci

Lun go all'inc irc a 4 0 c m e ra co mpo sto da un corpo centrale in a vorio con in cassata una targa oval e porta nte la ded ica. lnfL:riorme nte, dopo un a ne ll o, continuava con un segme nto di minore c irconfe re nza terminante con un pu nta le con porno. L a parte supe ri o re e ra c o mpos ta da un capite Ilo re ggente un' aquila impe rial e co n fascio Ii llori o tra g li arti g li : aquila , il ca pite llo, l' anell o, la Larga e il puntale e ra no in me ta ll o, deve riteners i argento do rato , de corato di bri Ilantini e a ltre pietre.

r

L a carri e ra militare di G raziani è la con rerma de l d etto napo le oni co " o g ni soldato porta ne l suo zain o il bas to ne da mare sc ia ll o". Nel 1902 alli evo uffic iale d i c ompl e me nto, ne l 1936 M a resc iallo d ' I talia . L a c hiave d e l s uc cesso de lla vita militare di ( ìraz ia ni fu senz' a ltro il lun go servizio pre s ta to ne ll e coloni e dove cond usse brilla nlc mc nte ca mpag ne di g uerra e c ic li d i o perazio ni di po li zia scn1.a bada re ai mezz i utili a ali che spesso furono atroci. E ne o tte nne promozioni per rncrilo di gue rra e speci ali , decora1.ion i, o nori fi cenze, cari che e il titolo d i marc he se di Ncghc lli . Con s ua grande d isde lLa no n fu ma i nomina to senatore de l regno. La s ua o pe ra g li d ette grand e popolarità c he g li fu mostrala dag li Tta li ani a l s uo ri torno da ll ' t\frica Orie nta le acco gli e ndolo con un acceso e ntusias mo : pe r il popo lo era il ge nerale c he avev a dato le colo ni e all ' Ita li a. La c ap pe lle r ia Radiconc ini di Ro ma pose in co mme rc io il casco colo nia le " mod ello G ra zia ni" . Per le s ue fo rtun ate o perazio ni contro i cosidetti rihe lli libic i s ' iniz iò a c hiamarl o, a d ope ra di a lc uni g iorn a li sti , "G raz iani l'Afric ano" parago na nd o lo a Publio Co rne li o Sc ipio ne . Ed una cope rtina del "T e m po ll luslralo" d ell ' e s tate ' 40 mo llo s ug ges ti va per l' epoc a, lo raffig uri', a cava ll o con il basto ne d a Mare sc iallo d ' Itali a ne ll a de s tra, men tre muo veva a lla tes ta de i soldat i italia ni contro g li Ing le si; lo sovrastava la fig ura eq ue stre di Sc ipio ne l' A fricano che indi c and ogli la s trada esclamava " Vi acco m pag no maresciallo: io c o nosco la s trada " . Nel sette m bre 1939 fu nominato co ma ndante de l G ruppo t\rmare Es t: poi ne l no ve mb re s uccessivo e sin o a l ma rzo 194 1 fu capo di SM cie l R. Ese rc ito ma in effe tt i resse e ffe tti vame nte tale inc arico sino al 30 g iug no ' 40 qu ando fu invialo in sostitu z io ne di B a lbo in Libia. Si dimi se co me Governatore de ll a Li bia e co rna ndanle s uperi o re di qu e ll e forze a rmate il 24 m arzo '4 1 do po la catas trofe militare provocata da lla prima offe ns iva ing lese, che no n riu scì a fe rmare e che co mportò la perd ita de lla Cire nai ca e la dis tru z io ne de lla I O" ar mata. Musso lini lo solloposc ad una com miss io ne d ' inc hi esta presie d uta da l Grande A mmi ragli o T haon di Rc vcl; il ris ulraro a c ui perve nne q uesta co mm issio ne , c he fu sfa vo revole a Graz ia ni , no n fu reso noto e rimase cope rto da l seg reto . Dop o 1' 8 .IX. J 943 a de rì a ll a Repubb lica Socia le Ita li a na e ne di ve nne mini stro de lla Difesa Nazio nale e capo di S M Generale ; da l diccmhre 1944 ebbe anc he il comando de l Gruppo Armate " Lig uria" co mposto


I Muresciulli d'fw/ia e

Marescialli d p/f ' /111p Prn

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da grandi unità italiane e tedesche. A fine april e ' 45 firmò !'allo di resa agli All eati de lle forze armate repubblicane; sca mpando fortunosamente all ' ordine impartito da Sandro Pertini di fuc ila rl o. fu prig ioniero deg li Alleati. Successi vamente conseg nato alle autorità itali a ne fu incarcerato perché colpito da mandato di c attura. Fu processa to dalla Corte cl ' Ass ise Spec iale, preside nte Luig i Marantonio, c on l'imputazione: " ... collaborazion ismo militare per avere d opo 1'8. I X.1943 e fino al maggio '45 in Ro ma e nei terri tori de lla It a lia del no rd commesso delitti contro la fedeltà e la di fe sa mil itare de llo stato collaborando con il ted esco in vasore ... ".

li processo iniziato I' l I .X.1948, il 4.111.1949 fu rinviato ai gi udic i militari per competenza. Il Supremo Tri bu nale Militare presieduto da l Cìcn.C.A. Emanue le Be raud o cli Pralormo, med ag lia d ' oro al vm , il 2 m:i gg io ' 49 ri conoscendolo colpevole di "collaborazionism o con il tedesco" lo co nd a nnò a 19 a nni di reclus io ne, co ncedendo le atlcnu:inli per le gravi les ioni riporta te in g uerra e g li alti di valore compiuti. Gi à rimosso dal grado di Maresciallo J ' Italia fu poi per Jccrc lo dell' a llo ra mini stro della Difesa Ran dolfo Pacc i:irdi privato d ella facoltà di fregiarsi delle me d ag lie al vall,rc e de l distinti vo cli mutilato di g ue r ra. Dopo la scarcerazione a vve nuta il 20.Vlll.1950 si ritirù a vi ta pri vata , tras fe re ndosi ad Affi le; uomo si 111holo d e lla d es tra , a de rì al MSI di ve nendo n e presidente: 111o rì a Roma J' l 1.I.1955; i suoi funerali furono im pon e nti ; vi partecipò un a folla c he fu valutata tra le 100 e 200 mil a pe rso ne; pe r l' e poca s i trattù di u11 avve ni me nto cli g ra nd e ri so na nza.

I Marescialli d'Italia della 2" Guerra Mondiale Il l O lug lio 1942 il capo di S M General e Ugo Cavallero J"u promosso Mare~c ia llo d ' Italia; poco dopo anche Ettore Rasri co coman da nte superio re de lle forze armare in A Se Governatore de lla Libia ebbe la promoz ione allo stesso grado. Pe r Cavallero fu un riconoscimento al suo ope rato ne lla co ndu z ion e d e lla guerra e in quel periodo la fo rtun ata offe nsiva ita lo-tedesca avev a portato le forze cieli' Asse in Egitto ad c l Al amc in. Fu voluta, assie me a qu e lla cli Basti co , d a Mussolini an che per non lasciare i coma ndanti italia ni in posizione subordin ata ne i confronti cli Erwin Ro mme l che Hitler dopo la vittoriosa avanzata in terra egiziana e la conq ui sta di Tobruch il 22.Yl. I 942 aveva nom inato Feldmarschall.


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Palri~itJ To ff i

Badog lio mos lrando un acrimo n ioso ego ismo e scars o se nso de lla rea ltà comme ntò con l' a mbie nte che lo c ircondava le nuove nom ine a Maresciall o d ' ltalia come un tentativo di inflaz io na re la dignità de ll ' a lto grado mil itare M .. Ugo Cavallero nato a Casale Monferrato fu nom in a to s ottotenente di fanteria nel 1900; aveva un ingeg no b r i Il ante ed una profonda c ultura: ne l 19 1 I fu primo c la ss ificato a lla Sc uol a d i G uerra di Torin o. Partec ipò, al comando di un a c ompag nia, alla g uerra di Libia me ri tand o una medag lia di bronzo a l v m. All'in iz io dell a I " g ue rra mond iale fu uffi c ia le di SM in serv izio presso il Comando Supre m o; fu promosso Co lo nn e ll o per m erito di g uer ra e brigadie re generale pe r "scelta ecceziona le": fu ins ig n ito de ll ' Ordine Militare d i Savoia. Nel Comando Supre mo re tto da Oia1. fu c apo dell ' U ITicio Operazion i e proge lt() il piano operati vo per la battag lia di Vittori o Veneto. Te rminala la guerra passù nella riserva e s ino al 1925 fu a ll a direzione di grandi indus trie; ne ll' aprile di que ll'ann o venne ri chi amato in servizio e no minato sottosegretari o al Minis tero de ll a g uerra retto d a Mussolini : mantenne tale incarico s ino al novem bre 1928. Ne l 1926 fu nomina to senatore de l Regno ; nuovamen te in co ngedo continuò la s ua opera a capo di gruppi industriali . Nel 1938 fu d i nuovo in servi zio e venne in vialo in coloni a come Comandante S upe riore dd le forze armate dc li ' AOI : e ra V iceré Amedeo di Savo ia Aosta: promosso generale d 'armata lasc iìi nu ovamente il se rvizio atti vo. Cavall e ro per questo s uo a lternare in caric hi militari di ri li evo ad impegni ne ll ' industria na.Giona le legata a lle forniture de lle forze armate s i rese in v iso a parte de ll a c lasse milita re che ritenevn un s imile co mportamento comprometten te pe r la cred ib ili tà d e l s uo celo. TI 4.Xfl.1 940 Musso lini lo nomin ò capo di SM Ge ne ra lc•i n luo go di Badoglio. Ere ditava una s itu azione m il itare parti colarmente compromessn: la flolla italiana duramen te colpita a T ara nto, in Alba nia le t ruppe italia ne o rm a i es:1us te non o tante i cont inui rinforz i non riusc ivano a fe rmare l' offens iva greca c he ormai se mbra va dilagare in tutto il territorio a lba nese. Trasl"eritos i s ul fronte g reco co n la ro rmul a " fa re 111uro" sa lvò prima e ri soll e vò po i la situ azione; pur a ve ndo idee ben c hiare s u quale dovesse essere la conùott a ita li a na de ll a g ue rra s i ad eg uìi ai piani opera ti v i germani c i, conscio che l' uni c a poss ibilità d e ll ' ltali a di uscir e v ittoriosa d a l conflitto e ra di seguire e appoggiare lo s forz o be lli co d e ll a Germania. Fu di messo d a ll a ca rica il 3 1. 1.1943 e lo sostituì il gen . A mbros io. Subi to dopo il 25 luglio ' 4 3 , prima che rosse diffusa la notizia de l ca mbi o d e l capo di governo, fu arresta to su ordine di Rad oglio. L ' inte r ve nto de l sovrano lo fece rime tte re in libe rtà poco d o po. In agosto pe r u n s upposto co lpo di

J.j V ANNA VA ILATI '' {fodoglio ri.1po11dP", Mila no. 1958. pag . 2 11 .


I Mares cialli d' //alia e i Marescialli rlf'll'lm.pero

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stato fasc ista, il Maresciallo d ' Jtalia Badoglio lo fece arrestare di nuovo. Il Grande Ammiraglio T haon di Revcl, presidente del Senato, chiese che fosse tenuto in prigionia nello stesso Senato ma Badog li o non accettò tale proposta e fece trasferire Cavallero ne l carcere militare di Forte Boccea. Fu un a dete112ione dura; il reparto ufficiali dove erano s tate rinchiuse personalità militari e fasciste aveva delle cell e piccol e che a causa del sovraffollamento dovcllcro os pitare numerosi detenuti: quando le hrande erano distese non ri maneva s pai.io per muoversi. li vitto era di infima qualità; la disciplina molto rig ida era tenuta da severi sollufficiali e piantoni sgarbati. A tutto questo si uni va no le "voci" incontrollate che si accava ll ava no di una probabile imminente l'ucilazione di tutti i detenuti po litic i. Il Marescial lo d'Italia Cavallero soffri mollo, soprattutto psicologica mente, de ll a situai.ione in c ui si trovava. Durante la carcerazione ru sottoposto a stringente interrogatorio da parte de l G e n. Carboni reggente del SlM; s u richi esta di questo compil ò a suo discarico una memoria in c ui affermava che vis to l ' andamento cata strofi co della g ue rra era s ua intenzione operare perc hé il Comando Supremo de l le forze armate tornasse al sovrano e di s taccare l'Itali a dal l' allean za con la lìe rmania. Questo fascicolo , che fu d etto " memoriale Cavallero" all ' arto del la fu ga cie l governo da Roma fu lasciato al Viminale e venne in possesso d e i T e deschi . A mezzogiorno del 12.lX.1943 un reparto di paracadutisti tedeschi. che aveva no come g uida dei fasci sti muniti delle piante topog rafi che de l Forte Boccea, liberarono i detenuti e li condu ssero a villa Wolkonsc ky. sede dell ' ambasciata tedesca in Rom a. Cavallero, c he a veva affermalo più voll e c he no n avrebbe accettato di esse re liberalo dai tedesc hi , appari va fraslornato. A ll ' ambasciata germani ca tutti i li be rali , cu 111 pn.:so quindi il Maresc iallo d'Italia, e bbero una pi sto la Bcretta cal 9 e a bbo ndanti mu11i1,io11i. Poi l'urono trasferiti a Frascati dov'era il comando di Kesse rlin g ; Cava ll e ro e bbe vari coll oqui con R ahn, ambasc iatore de lla Gc nn a nia , e co n il Maresc ia ll o le desco. Fu accompagnato a Roma a visitare la moglie ricoverala in una casa di c ura ; a l magistrato Giovanni Pro vera c he lo ria cco m pag nava a ll ' auto espresse i s uoi fort i t imori c he i T e de sc hi vo lessero fucilarlo. Ne l viagg io di ritorno a Frascati fu preso da tale sconforto che il Gcn. l Jha ldo Soddu 15 c he 15 Ubaldo Soddu Generale d i Corp o d' Armarn fu sottosegretario di stato pe r la gue rra dall'ottobre 1939 al nove mbre 1940. Dall ' II. V l.1 9 40 alla fin e de l novembre successivo fu Sottocapo di SM Generale. TI TV novemhre d e l ' 40 fu incaricato delle fu nz io ni d i Genera le de sig nato d'Armata (coma nda nte d i un g ruppo d ' arma te o perativo). li 9.X l.1 940 so sli Luì V isconti Prasca ne l Comando S upe riore delle Forze Armate di Albania, Il 30 di 4uel mese gl i fu conferito il g rado di Gene ra le d ' Annata . Non esse nd o riuscilo ad arre stare l'o ffens iva greca e ad organi zzare una va lida resisle nza ila liana ma adombrando una soluz ione politica del conflitto fu rimosso dall' incarico e sos tiruito da Cavallero.


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Patri;:.io Tocci

lo accompag nava , era st at o de te nu to assie me a lui , riuscì a s te nto a tranqu illi zzarl o. I T edeschi giostrando fra ri catti di vari o genere e promesse c hiedevano al M are sciallo d ' Ita lia di assumere il comando de lle for i.e armate pe r no n aver le ostili e pote rl e disarm a re o impiegare come r itenevano più opportuno. Le sera del 13 sette mbre C avallero ass ie me a Soddu furono ospiti per la cena di Kesse rling; s uccessiva me nte ri e ntrarono a ll ' albergo Re lvedere dove e ran o alloggiati tutti coloro che e ran o stari liberati da ~orte Roccea in a ttesa di essere trasfe riti in G e rma ni a. Si ritirù nell a s ua s tanza poco d opo le 23 . A ll e sei de lla mattin a s uccess iva me ntre i parte nti stavano pre parandos i Ca vall ero non fu tro vato ne ll 'albe rgo : lo rin ve nne il G en. Soddu nel g iardino, seduto s u di una poltrona d i vimini , mo rto. Il s uo corpo e ra tutto s pos ta to s ulla parte des tra; il braccio destro pe nz olava e ne ll a ma no s trin geva la 13ere tta a vura all'ambasc ia ta tede sca. A lla tempia destra un foro d'entrata di una pallottola ben nello a terra un a c hi azza di sang ue. Si disse po i che era s ta to "sui c idato" d ai T e deschi ma la tes ti moni anza deg li altri Ita li ani presenti in alhe rgo, accetta ta a nc he da ll a fa mi glia, affe rmò c he si e ra tolto la vita in un mo mento di gra nde scon fo rto e d ' a ngosc ia pe r il dil e mm a pro vocatogli da l le ric hi este germ a nic he. Ehbc esequi e re li g iose e un re parto germa nico in armi g li rese gli o nor i. Ettore Bastico bo lognese di nascita. ne l 1896 a venti anni fu nominato Sotto te nente de i be rsaglieri ; l'reque ntata la Scuola di G uerra fu trasl'crito ne l corpo d i Stato Maggiore; nella g ue rra d i L ibia f'u osservato re s u diri g ibili ; ne lla I " guerra mo ndiale ricoprì vari incari chi all o Stato Magg io re tanto al Minis tero che in gra ndi unità. Fu decorato d i medag li a d ' argento e di bron zo al vm ; nel dopogue rra fu insegnante di storia militare presso l' Accade mia de lla R. Marina e da que s to s uo impeg no trasse il materi ale per comp ilare un o s tudio , pubblicato ne l I 925 in tre volumi . dal titolo " L 'e voluzio ne dcli ' a rte de l la g uerra". Ne l 1925 prom osso colo nne ll o c omand ò il 9 ° reggim e nto be rsag lie ri ; dall'aprile 1915 , data de ll a costitu zione, al novembre s uccessivo coma ndò in Ita li a e in A frica Orie nta le la di visione "23 Marzo" la prim a g rande unità c ostituita dalla MVSN. D ove tte lavorare inte nsa me nte pe r p o rta rl a ad un hu on li ve llo di di sciplina e di addes trame nto e per risan are i re p arti dai molti e leme nti inidon ei c he vi e rano confluiti . Fu po i c h ia ma to dal M aresc iallo d ' Itali a Badog li o al comando del III co rpo d 'armala c he per il mo do come op erò du rante la ca mpag na etiopic a fu d e finito dall o s tesso coma ndante s uperi o re " f'crreo" . S ucce ss ivamente co mandò il corpo d ' arm ata di Alessandria sin o a ll' a prile d e l J 937 quando fu trasferito in S pagna a lla g uida del C orpo Truppe Volo nta rie. Prese il comando d opo c he il corpo italiano era uscito sconfitto d a ll e o perazioni di Gu ad a laj a ra, ne c urò il rio rdinam ento e lo g uidù


I M arescialli d ' Italia e i M arPscinlli <fplf 'Jmpero

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ne lle o pe raz ioni v ittoriose che culminarono c on la conqui sta di Sanlande r. In Spag na a veva as s unto il cog nome della rnadn.:: Roisccco Doria. Nel s ette mbre d e l 1937 fu rimosso dall'in cari co s u ri c hi es ta d e l G e nerale Franc o s ia pe rc h é avev a in stauralo con il comando s pag no lo un rapporto corre tto m a intrans ig ente sulle modalità d ' impieg o d e i re parti italiani m a soprattutto pe rc hé ave va lrallalo direttam e nte la resa con le auto r ità basc he fac endo così a ss umere a di verse mi g liaia di baschi arresis i lo s tatus di pri g io ni eri di gue rra, s al va ndo li quindi dalle s ang uinos e e puraz io ni fra nc h istc . Generale des ig nalo d ' Armata dal 193 8 comandò l' armata d e l P o. la V I; se natore d e l regno. fl 5.XII.1940 fu in viato in E geo come G ov e rna to re e C oma ndante Sup e riore di que lle fo rze arma te; con l 'entrata dc li' Ita li a ne l conrlitto mondi a le il D ode c anneso era rimas to isolato per il blocco acreon ava le ne mi co : s i e ra in attesa d i un probabile allacco ing lese a cui no n s i pote va o ppo rre un a d ife s a adeg uata. Nel lug lio del 1941 ru tras fe rito in Afr ica S e tte ntri o nal e c o me C oma nda nte Supe riore delle Forze Arm ate e G o verna to re de lla L ib ia . li compilo c he do vette affrontare fu a ss ai di ffic il e, irto di pro ble mi d i og 11i g L~ne re: dal la v ita c ivile d a riorg ani zzare do po g li scon vol g im e nti ca us.iti da un a nno di g ue rra allo scabroso problema de i rifornim e nti e s oprall ullo le opcraLioni be lli c he da c o ndurre. I ,a g uida di que s te e ra s tata a ss unta da Rom me l c he e ra un allea to diffi c il e c he ma l s i ad a tta va a i v in co li ge ra rc h ic i e no n te nev a s e mpre conto de ll ' inadegua tezza de lla m acchin;1 mi litare it;d ia11a . Bas li co fece fron te a tal e ma s sa di d iffi c o ltà in part e re age ndo co 11 c 11c rg ia. e pe r ta le m o tivo s i g u ad ag nò d a pa rte d i Ro mm e l l'appe ll a ti vo di " Bo mha sti co ", in parte medi a nd o e infine a ccc ll a nd o s ubo nl i11a ta 111c nt c qua nt o g li ve niva impo sto da Mu sso lini e Cava ll e ro. Las c iò il Co111a nd o S upe riore de lle Forze A rm ate d e ll a Libia il 5 .11.1 943 quando l'u di scio lt o pe r le vice nd e be lli c he: T ri poli fu occ upata d ag li ing les i il 23 .1.1 943 . 11 9. IV . 1945 la Co mmi ssio n e per l' Epurazio ne stabilì di s os pe nde rlo d a l grad o: prese ntò ri co rso e ne l 194 7 r ite nute g iu s te e d e bitame nte te s timoni a te le s ue o ppo s iz io ni all ' e purazi one ru reinteg ralo nel grad o di Mare sc iallo d ' Ita li a c he g li fu lasc ialo " ad pcrsonam" pe r effetto de l DL de l 18 .1.1947 . Pa rtic o la rme nte longe vo morì a Roma nel 197 1 a 96 a nni di e tà. ultimo s upe rstite de i Maresc ialli d ' llal ia. 11 2 8.X. 1942 fu promosso Maresciallo d' Italia U mberto di S a voia , princ ipe di Piemonte ed erede del trono d ' Itali a. Fu s a nz io nato così il s uo e ffetti vo coma ndo di Gruppo d ' Armale: il Gruppo d ' A rmate O vest impi egato nella campag na di Franc ia, che avev a retto dal I 939 allo sc iog lime nto; il Gruppo Arma te a Dis po sizio ne , L: volu z ionc organica de ll ' O vest, c he fu discio lto a fin e ottobre 1940; il Gruppo Armate Sud ricostituito il 15. IV .1942 c he resse s ino


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Patrizio Tucci

allo sciog li mento avvenuto 1'8.IX. '43 pe r gli avvenimenli succedutisi ali ' armi stizio. Unico figlio ma schio del re Yillorio Emanuele Ili e di Elena di Montenegro nacque a Racconigg i nel 1904: allievo del Collegio Mii ilare di Roma all'età di 18 anni fu nominato sottotene nle di fanteria. Come si conveniva per i principi ereditari compì una rapida carriera mililarc: nel l 934 era di g ià Generale di Di vision e. 115 giugno 1944 con atto di Villorio Emanuele TTI fu nominato Luogote nente Generale del regno; fu re d ' Italia il 9 maggio 1946 dopo l'abdicazione d el padre; il referendum istituzionale del 2 giug no s uccess ivo lo costrinse al l 'esilio. Il 13 giugno 1946 lasciò defini tivame nte l'Italia. Le sanzioni contro g li ex re di casa Savoia , sa ncite poi nella X I I I di sposizione transitoria della Costitu zione, lo privarono anche del grado di Maresciallo d'Italia. Morì in esi lio nel 1983 dopo che, in verità in modo molto discreto, aveva tentato inutilmenlc di ottenere il permesso di lornarc in I tali a p er conci ude re la sua v ita terrena. Quando ormai la difesa italo-tedesca della Tunisia era s ul punlo di dover cessare, il comanda nlc dell a 1a armata Gen. (iiovanni Messe, r icevellc alle h 19,30 del 12.V.1943 un telegramma cifralo da Mussolini: " Cessate il combattimento siete nominato Maresciallo d 'Italia. Onore a voi e a i vostri prodi". Il re non era d'accordo nel ricompensare Messe con la promozione all 'alto grado, obiella va che non gli sembrava opportuno che gli Inglesi calturassero, dopo un principe di casa reale 16 anche un Maresciallo d'Italia; prevalse però il parere di Mussolini .

Giovanni Messe e ntrato nel R. Esercito co me soldato era poi di ve nuto ufficial e; durante la 1• gue rra mon diale, comandò il IX Reparto Arditi c he addes trr, con molta capac ità e condusse in battag lia co n risolutezza inc isiva; ne l giugno del 191 8 il re parto a Col Moschin s ' im pegn ò con lalc determinazione da me rilarc la meda glia d ' argento a l vm ; al suo co mandanlc ru concesso l'Ordine Milita re di Savoia. Era tale il suo prestigio fra i dipe nde nti che g li ardi ti muovevano all'assalto gridando "Messe" in luogo d el regolamentare "Savoia" . Partecipò a ll a cam pagna di Etiopia comandando la di visione "Cosseria"; nel 1939 come vicecomandan te della sp edizione e alla guida dell a colon na principale c he muoveva da Durazzo, prese parte all'Operazione OMT: O ltremare Tirana per l' occ upa1.ione dell ' Albania. Parlccipù poi all a g uerra italo-greca; nel lu glio ' 4 1 g li fu affidato il CSIR: Corpo di Spedi zi one Italiano in Ru ss ia, poi XXXV corpo d ' armata e dimostrò 16 Amedeo di Savoi a duca d ' Aosta Gcn . di Sq. Aerea e Viceré dcH' AOI fatto pri g ioniero dagli fn glesi s ul l'Amba Alagi il 20.V. ' 41e decorato di medag lia d' oro al vm; d eceduto per malattia in prig ion ia , nel Kcn ia, il 3.111. 1942.


I MarPsr·ialli d' Italia e i Marescialli dell' fm()ero

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ampiamente le sue buone qualità militari. Rimpatria lo nel l'autunno de l '42; ag li iniz i de ll' anno successivo fu in via to in Tunisia al coman do della 1° armata costituitasi per trasformazione de l Comando Superiore delle forze armate della Libia e de ll'Anna ta Corazzala italo- tedesca. Cattu rato c agl i Inglesi fu condotto in (iran Bretagna ne l Buckin gh amshire: il 18.Xl.1 94 3 fu rimpatriato per assumere la cari ca di capo di SM Generale de l regno d ' Italia c he resse, nel periodo de lla cobelligeranza con g li All eati co ntro la Germania sino al I O magg io 1945. Sul fini re degli anni ' 40 si de dicò alla po litica e fu e le rto senatore nelle file della DC ; success iva mente fu deputato al parl ame nto per il PLI e infine d e l Parti to Mon a rc hico Italiano . Co n molta e ne rgia affro ntò il doloroso problema dei prig ionieri italiani in Russia; a nc he per questo suo impegno fu ferocemente attaccato dal PCI che riso lse però co n vittorie giudiziarie. I Ru ssi nella "Storia della grande g uerra patriottica dcli ' Unione Sovietica 1941 - 1945" lo definirono criminale di guerra; ma non fu mai indagato e questa acc usa s i ri velò e ssere inconsiste nte. Contesti'> fermamente le dichiarazioni sovietiche sui massac ri di militari italiani ad opera de i T edeschi avven uti in Leo poli, dimostrando la nessun a va lidità dell e fonti indicale. Morì a Roma il 18 dicembre J 965 .

I primi Marescialli dell'Impero L ' istituzione del grado di Primo Marescia ll o cie li ' Impero fu vo luto da Musso lini c he in questo modo otte nne il modo legale pe r avere l' effetti vo co mand o de lle fo rze armate , come g ià s i è accenna lo. Furono scavalcate le prerogative sovrane e Y illorio Emanuele lii , suo malgrado , fu coslrello ad accettare il fatto co mpiu to. La mani e ra in c ui si giunse all ' istituz ione de ll 'alto g rado mi Iitare fu una sorta di rappre se ntaz ione accuratamente preparata. li 30 mari.o 193 8 verso le 19 Mussolini t erminò un suo app la udito interven to al Senato d ove aveva illustrato il li vello di pre parazione raggiunto d all e forze a rma te e a veva affermato che in caso di g uerra ne sarebbe slato a ll a g uida agl i ordini de l re . Il Presiden te d e ll' asscmh lea c omunicù allora di aver ricevuto dalla presidenza d e ll a Came ra dei Fasci e de lle Corporazioni, così aveva mutato il no me la Camera de i Deputat i, un di segno d i legge approvato per acclamaz ione riguardante l'istituzione del g rado di Primo Maresciallo dell'Impero e del suo conferimento a Vittorio Emanue le III e a Benito Mussolini . S ubito fu riunita una com missione speciale, re latore il se n. Rome i Longhena, c he dopo pochi minuti di di sc ussio ne fo rmulò la proposta, che i senatori accettarono, che data la rapida vittoria su li ' Etiopia e lo staro raggiunto dal le fo rze a rm ate appe na illustralo da l capo del governo l ' asse mbl ea vo lasse per acc lamaz ione il decreto legge.


Patri: io J'occi

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I di stinti v i di grado d e l Primo Maresci allo de ll'Impero furon o de finiti 1' 8.IV.19 38:

con l 'unifo rme grigio verde: sull e manopole doppi a g reca con occhie llo in argento ; ne l ccnlro, sovrapposlo all c du e greche : a4uila imperiale in oro su fo ndo rosso . Sul be rretto ri gido: do ppia greca in argento; fregio da ge nerale in oro . Sul be rrello da campa na: aquila impe ri ale in oro su fond o rosso posta sul !alo sinistro; fregio da g ene ral e in oro. Sulle contro spalline : aquila impe riale sormo ntala da corona in o ro su fond o rosso; con l'un(forme n era e hinnca esri va : sul he rre tto ri g ido: coine per l ' uniforme grig ioverde sull a fe luca: aquil a impe ria le in oro su fond o rosso sull a falda sini stra . Sulle co nlrospalline: come per l'uniforme g rig iove rde. Sulle spalline: una g reca con torti glione come per g li ufficiali ge ne rali : al cenlro del lo sc udo aqui la impe riale in oro; frang ia co me pe r g li uffic iali generali . L' Associazione Naz ionale fra i Mutilat i ed Inva lidi di g uerra, presieduta a llora d a Carlo De lcroi x. vo llc dona re a Musso lini il hasto ne da Primo Ma-

resciall o dell'Impe ro. S ull'onda de ll'esaltazione impe ri ale che si vi veva in Italia in 4ucgli anni fu e lahora to un oggcllo al limite de l grou esco riscatta to solo dall ' acc urata la vora zione arti gianale e da i ma te ri ali preziosi in cui fu eseg uito: oro, hrilla nli, pie tre dure e smalli. Fu ope rn d e lla gio ie lle ria di Milano di Alfredo Rovasco a utore, co me si è g ià detto , del hastonc pe r Graz iani . Aveva la l'orma della colonna " rostrata'' rom ana: la lung hezza complessi va si agg ira va su i 60 c m: il co rpo cilindri co era in malac hire con riporti orname nta li in oro. In alto su du e la Li vi e ra no pe r c iast:una part e tre prue rostrate in oro di na vi romane, decresce nti ne lla g randezza e ne lla lun ghezza da l hasso in alto. li corpo de l basto ne te rminava co n un anello in o ro co mpleta me nte la vorato a moti vi florea li ; segui va po i un hasa me nto a pi ù lati in smallo so vrastato da un grosso ane llo cunvcsso in o ro co n la pane ce nt ra le a piani squadra ti dccorati , in ma ni e ra geo me trica, d a pietre dure; serviva da supporto ad un g rosso ed e la bora to po mo d ' oro decorato da numerose allegori e rifinite da pietre preziose fra c ui alcuni piccoli bril lanti ; alla so mmità d i que ·to un capite llo ionico se rviva da piedi stallo un 'aquila ad ali spiegate. contornata da un a corona c hiusa da fronde di lauro e di quercia e poggiante g li artigli su un l"aste llo affuso lato di frond e: il lutlo in oro. Il corpo di ma lachite te rminava in basso con un a ne ll o in oro tot alme nte la vorato eg ual e a qu e llo superiore. Segui va una parte a più facce s4uadrate in s malto portanti al cenlro de i fasc i littori in oro. Vi e ra poi un altro anell o e guale a que lli supe riori ed infine un pomo lo a pig na sempre in o ro decorato alla base da pietre.

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I Mare.1Tialli d ' Italia <' i Marescialli de/l'fmJJero

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LU IGI EMII.IO LONGO

SCUOLA PARACADUTTSTI DI TARQUINIA: CONTRIBUTO DOCUM ENTALE ( 1940-1942) Ne ll 'amb ito de lla ricerca storica, l' acqui s iz io ne d i nuo vi e le me nti su ha se documentale riveste sempre un imporlanle va lore conosc iti vo, a nc he se la loro immi ssione ne l patrimonio informativo rt:lati vo a de te rminat i avve nime nti o situazioni, se nza assume re ignili cato di "ri ve lai.ione", possa li mi ta rs i ad un contributo a live ll o di integrazione. In ade re nza :, ta le ass un to , si è rite nuto opportuno rendere noli alcuni docume nti concerne nti la Scuo la Pa racadut isti di Ta rquinia riferenti si a l periodo 1940- 1942. l',u.:c nl i parie di un carteggio apparte nulo al col. pii. della Re gi a Ae rona uti ca G iu se p pe Baudo in de G il lcue, all' epoca comandante della prede tta Sc uo la, fo rnit o a llo cri ve nte da u n fami liare de l medesimo. La documentazione in questione alti e ne a dive rsi aspe tti de ll a vi ta udla Scuola, di carattere te c nico, o rdinati vo, addcstra ti vo. opera tivo ed amb ie ntale, inte ndendo co mprendere in quest' ultimo termine tu tt i quegli as petti non rientranti s pec ifica men te in un a delle a llrc catego ri e ma più inere nti a ll a Ji nami ca d ei rapporti inte rpe rsona li e d allo spirito a legg ia nte in loco. Tratta ndos i quindi di co mpone nti diverse, e per la magg ior pa rte no n co llegale fra loro, si è ritenuto convenie nte espo rle secondo un c rite rio crono log ico. È noto co me la Scuola Paracaduti sti di Tarqui nia sia stata la prima <lita li strutture addeslrati ve creata sul territorio nazionale. L a s ua data di nasci ta ufficiale è il 15 o ttoh re 1939, e se in assoluto e sul piano strettame nte temporale la primogenitu ra spella a l Campo Scuola Parac ad uti sti de lla Libi a, con sede sul l' aeroporto di Caste l l:kn ilo (Tripoli ), costituita il 20 111arzo 1938, que lla di Tarquinia è g iustame nte considerata la c asa madre de l parac aduti smo milita re italiano, sia pe r gli o llrc 13.000 bre vetta li c he pe r lu lla una se ri e di ragioni di ord ine spiritua le, affe ttivo cd ambienta le 1• 1 Pe r no tiz ie sulla vi la del la Sc uo la e dali statistic i 5til la sua alli vitiì , c fr . /\R EN A N., " Il 50n di Tarquinia" (R oma. S1 ilg rafica, 1989) e I .ONGt L. E .. " Le .'Ì<"uole JJaracad111i.1·1i dl'i/'t\ero11a 111ica" (Ri vista Aeronuti ca , 6/ 19~ I ) e " I R Scu ole del p aral'ad111is1110 111ililllre ita liano ·' ( Ri vista S to ri ca, 8/1994).


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Luigi Emilio Longo

La Scuo la di Tarquinia dipe nd eva dallo S tato Magg iore dcli ' Ae ronautica (I Re pa rto Ordiname nto e Add estrame nto ) per la parte tec nica, dal C o mand o G e nerale dell e Scuole de l l' Ae rona uti ca e dalla 3" Z. A.T. (Zona Aerea Territorial e) pe r la parte territoriale, di sc i pi in are ed a mministrati va e dallo Stato Maggiore Esercito (Reparto Addestrame nto) per l' addestramento terrestre indi v iduale e di repa rto e pe r l' im piego tattico (sotto la dala de l I 5 g iugno J 940, la Scuola sarchhc passata alle d ipe ndenze di Escrcitavia - il C omando Superion; Aviazione per il Regio Esercito pe r la parte tecni co-professio nale ed ispe ttiva). Al comando e ra destinalo un colonnello de l ruol o naviganti dcli' Ae ronautica, me ntre ad un lene nte colonnello dell' Esercito co n 4ualifica di Osservatore Ae reo compe teva l'incarico di vice-comandante. Il 28 marzo 1940 giung e vano a Ta rqui nia i primi 57 a llievi istruttori , 22 ufficia li e 35 sottufficiali dell ' e sercito tutti volo ntari. Lo specc hio in J\1/ef:O lo 1 ri produ ce la riparti zione deg li a llievi in relazione all a categori a ed al l' Arma o Corpo di provenie nza. 11 progra mma di addes trame nto per il corso ri servato agli uffici ali e sottu fficiali de ll ' Esercito istrutto ri 2 era adere nte alle direttive conte nute nella pu bblicazione intermi niste ri ale" Addestra111c nlo cd impiego de i re parti pa racad utisti ". Particolare cura e ra ri se rvata a lla pre parazio ne fi sica, sia 4uell a ge neral e pre paratoria alla presa di contatto con il te rre no successiva al lancio con il paracadute, s ia quella specifica re lativa alle rnodalitù di uscita dal veli volo ed a que lle connesse con il corretto assetto durante la di scesa, fasi qu este ultime per le 4uali trova va no largo impiego le " fal se carling he" e le attrezzat ure racc nli parte de ll a to rre per l' addestrame nto pre- la ncistico 3. Un' altra compone nte de lla preparazione fi sica era qu e ll a pe rtinente al parti colare impie go be llico de l personale paracaduti sta, tale da rende rlo ido neo ad operare in te rritori o ne mico a vval endosi a nc he de i vari rnc1.1.i reperibili in loco. In essa ri entravano 4uindi la sche rma di pug nale, il pugilato e la lotta giapponese, le vari e tecniche di di sarmo , la ma rcia ve loce diurna e notturn a s u 2 Annesso a l Coglio del lo Stato Magg io re Aerona utica, I Repa rto-Di visione Adde strame nto, n° 2040 5 de l 2.2. 1940, a Coma ndo Scuola Pa rac aduti st i, f.l o gen. Santoro. 3 Si trattava d i una strullura me ta llica gia appa rte ne nte al Genio Militare dal qua le il col. Baudo in e ra riu scito ad ottenerla d o po averl a adocchiata ne l parco di Vi ll a Glo ri a Ro ma. Era a lta una sessan tina di me tri , mun ita di base zavo rrata pe r res istere alle solle c il a zioni de i venti marini, artico lata su 18 pi ani d i 3 mt. c iascuno raggiungibili co n sea lelle esterne e, successivamente, co n ascensore. Dispo neva a q . 52 di una piattaforma sul la qua le, da u na parte, era siste malo un moto re ad e li ca per d iscesa a paracadute gonfiato c. dal l'altra, un hraccio me ta llico spo rgente pe r e ffe lluare lanc i con paracadute fre na lo.


Scuola Paracadutist i di Tarqu inia: Contributo n nc11111e11ta/e ( /940-1942 ) 345

te rre ni di difforme config urazione, il nuoto e la voga, la condotta dei divers i ti pi di mezzi meccanici , ecc .. Da rilevare, in pa1ti colare , la prima introduz ione d e ll e a rti marziali ne lla pratica add estrati va de ll ' Ese rc ito ita liano. lJn seco ndo a spelto de ll'addestram e nto e ra que ll o di carattere tecnico, compre nde nte eserc itaz ioni di Li ro con divers i tipi di armi (in c luso il lan ciafiamme individuale ), l' impi ego di esplosiv i, la raccolta e la tras missione cli notiz ie s ul ne mico (compresi c leme nti d i inte rcettaz ione te legrafi ca e telefo nica, d i crittografia ed uso de l c ifrario ), l'or ie ntam en to e la sopravvivenza ne ll e varie si tuazioni a mbi e ntal i, il maschera me nto si ngolo e colle tti vo co n mezzi di circostanza, la protezio ne dagl i aggress iv i chimici , nozioni di pro nto soccorso. lJna te rza parte infi ne aveva u n' impronta squi s ita me nte tatti c a , comporta ndo il razional e carica me nto di uo mini e mate riali s ui ve li vo li, lanc i ind ividuali e colle tti vi sia diurni c he notturni, lo svolgi me nto de ll ' azione terrestre a massa tanto o ffe ns iva c he dife ns iva, tecniche cli col pi di mano e di g uerriglia, ccc .. T1 I co rso istrultori , previ st o i11i Lial111e 11tc in (1 me s i cli frequ enza. sarchbe s tato ridotto di c irca la metà a segu iro de ll 'ent rat ;i in g uerra de ll'Ita li a nel successivo mese di g iugno. Sui .'57 alli ev i, 36 riusc iv:1111) :1 cn nseg uire l'.1bi li tazione alle man sio ni cl i istrutlorc. Non e rano tulle rose, a Tarquinia. L 'ambi e nte e ra tutt':iltrn che raei le. e non av re bbe potuto essere a ltri menti . A li vell o catena di co m:111do, la coes is te nza di du e fo rze armale diverse, con un a riparti z io ne di compiti abba s ta nz a c hiarame nte prevista sull a c arta ma di d i ffi c ile app li ca1.io11 c ne lla rea ltà in rapporto proprio a l ti po di a tti vità cong iun ta , rapprese nta va forsc i I mo ti vo maggiore di tens io ni e s usccltibi lità. Co me m u lto s pesso a vv ie ne, la piani fi cazio ne è un qualcosa che, per quan to a cc urata e lun g imira nt e, è in larga mi s ura s ubordinata all a per sonali tà di coloro c he so no poi c hiamati , quali protagonisti, a reali zzarne i pres uppos ti ne ll a p rati ca , proict lando ne l loro mo do d 'essere psicolog ico e co mporta me nta le tutta la ga mm;i ùi co nnotaz io ni c o ngen ite ed acq ui site. A Tarquinia, ed i n part icolar modo fra gli uffi c ial i, le perso na lità fo rti c ben c aratte ri zzale no n manca vano di certo. I ,a prove nie nza era varia e cl i fforme , c iasc un o portando con sé i condizionamen ti, pos iti vi e negativ i, re lati vi a lla fo rz a an nata cd a ll a sp ecialità di apparte ne nz a ed a lla propria posiz ione di s tato. G li uffi c iali in s.p.e. era no in ne tta min ora nza ri s pclto a quel li di complemento o ri chi amati : da un appunto redatto da l col. Baudoin in data I O ma rzo 1942 ris ulta come s u 4.'5 7 uffi c ia li a l mome nto presenti so lo 111 fossero di carriera. Il che è abbastanza spiegabile laddo ve si tenga conto de ll e


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/,uigi F:milin /,ongo

re more che, a parte i più g iova ni subalterni, la maggior parte degli ufficiali in s .p.e. poteva nutrire verso una speciali là induhhiamcnte stimolante ma così " nuova" e diversa da quelle più lradizionali nelle quali ciascuno era o rmai inserito, con tutlo ciò che di affclli vo , di consolidato e, perché no, anc he di co modo e di cristallizzalo ciò comportava. R poi , per chi aveva fatto della carriera militare la propria permanente att ività professionale, non andavano probabilmente di sgiu nte anche le perplessità per il futuro di una spe cialità le cu i sorli, a g uerra finita, non sarebbero state forse così ben delineate come que lle dcli ' Arma di apparte nenza.

È c hiaro, di conseguenza, che co loro fra gli ufficiali in s.p.e. che, specie se già ufficiali supe ri ori, lasciavano quest' ultima per andare a costi tuire il Corpo dei paracadutisti, dovevano essere estremamente moti vati e dotati di una personalità fuori de l comune , o quanto meno di un carattere e di un lcmpcramento i c ui e lementi costitu ti vi non erano certo improntali a mall eahilità, intesa soprattutto nel senso della di sposizione a rinunciare alla propria individualità, e portati , per contro, a personaliuarc in maniera incisiva la propria azione di comando. Ciò coslitui va induhhi amente un fatto importa nte e necessario per le specifiche caratteristi c he della nuova specialità, ma certo non ne venivano agevolali i rapporti interpersonali, spec ie qu e lli intercurrt:uti tra ufficiali di diversa forza armata e con diverso li ve llo gerarchico. Il col. Raudoin era una figura d e l tutto particolare, idenlil'icanlesi in forma piena ed assoluta con la struttura da lui crea la e dirctla al punto tal e da d ivenire l'uno espressione total e de ll' altra e v iceversa. " Fi glio d ' arlc", - il padre, medaglia d' oro al v .m., era caduto ad Adua ne l 1896, lo slesso an no de lla sua nascita, al la testa de l reggime nto di cu i e ra il comandante - discendeva da un ' an ti ca e nobile fa mig lia niz zarda votata da secoli al servizio dello Stato, con l'uni for me del soldato o con la loga del mag istrato. Allorc hé arri vò quarantatreenne a Tarquinia, ave va al suo attivo oltre 20 anni d i carri e ra militare, con esperie111,c di guerra e di ambiente colo niale inte nsamente viss ute c he ne avevano sempre p iù plasmato la pe rs o nalità. Transitato dall ' Esercito nell'Aeronautica ne l 1924, aveva prestato se rvizio in quasi tutte le specialità della nuova forza armata, ricopre nd o a nc he diversi incaric hi di stato magg iore. Nel 1927 aveva effe ttuato il primo lancio con paracad ute, acquisendo poi anche in questo settore un 'esperienza ed una rinomanza degne di rilievo, culminate nel 1930 con il lancio d i tutto il personale navigante dell ' intera 25" Squ adriglia da ricog nizione con alla testa il suo comandante cap . Baudoin, che proprio que l g iorno festeggia va così il suo compleanno.


Scuola l'ararad111is1i di Tarquinia : Co111rib1110 Don1111e11wle ( 1940-1942) 347

A llorc hé venne destin ato a ll a S c uo la Paracadut is ti , il c o l. B audo in s i trovava a Cer veteri, a l co m and o della Scuola di O sservazione Aerea. Arrivato a Tarquinia e s uperato rap id amente l' impatto d e ll a p r ima impressione (c'era solo un ' aviorimessa me tall ica ahbastanza ristretta , un a maniL'.a a vento , una rudi mentale "T " p er le segna lazioni di atterraggio ed una picco la palaaina in muratura) , com inc iò a d arsi a lacre m e nte da fare co n caparhia determ in azione ed ini 1.ia tiv a, evitando d i rapprese nta re o ltre m is ura a "chi d i do vere" esigenze e necessità. Oltre 20 anni di serv iz io lo avevano infatli s uffi c ie ntem e nte sma liziato e reso edotto de l! ' inu ti li tà di ce rte is tanze , s pec ie quando ad ino ltrarle è un organ ismo appen a nato e pe r g iun ta nu ovo, a l qual e s i g u arda con la scon tata, ini zia le do se di scetti c is m o e sopporta z ione e so p rattu tto se, com e ne l c a so dell a S c uola Paracadutisti. due divers i Stati M aggiori era no chi a mati all a gesti o ne in co mune. ·· pre vi' o pportun i accordi ". Un u o m o di ral fatta no n poteva no n scontrarsi s ubi to co n 1111 pn~onagg io di a ltre ttan ta spiccala pe rs o ,rn lit à, il tcn. col. di l"a11 tcria Ca 111illo lk 11,-.i, com a ndante del li battaglione paracaduti sti , uffi c ia le d o tal o di parti c olare car ism a c h e avev a im prontato la propria azione di coma ndo a lla 111a ss im:1 a utonomia non pe rdendo occasione di r iaffermarla a più r ipn:~c cd a vario tit o lo , in termi ni tali da portarlo inev itabi lme nte in ro lla di colli:..innc con il comanda nte de ll a Scuola. ( ì li e le m e nti del co ntenzioso

rra i due sono rappre se ntati piut1os10 de ll a-

g liatame ntc in un questionario pre pa rato dal co l. Raudui11 . pcrve11 11 10 a c hi scrive ne l!" ori g inari a " minuta" m a no sc rill a. per c,~e rc , 011opo~h1 ,il tcn . co l. Ilen z i p e rc h é lo compilasse a i fini . pres umi bi lm e nt e. di 1111't1ggclli va rappresentazione de i fa tti in v is ta di quel c hi ari men to in ~cdc ùi ~c iplina rc c he sembrav a orma i indi fferibile: I ) Allo rché prima rlell a vostra asseg nazione a T arquinia vi recaste alla 5" Se-

/ ionc dcll'Uffi c,io Addestramento rlel Corpo di Stato Maggiorc. aveste la sensat:ione che fra tale Ufficio ed il Comando della Scuo la Paracaduti sli erano in corso scambi di vedute su questioni rille ltcnti g li organ ici dei ball ag li oni paracadutisti ? 2) È vero che appena g iunto alla Scuola eccepiste sulla consis1enz;1 11umc ri ca del personal e inqu adrato ne ll e u11i 1;1 paracaduti ste? 3) A vcte subito dopo presentato al Comando de ll a Scuola una memoria tendente ad ottenere che i battaglioni paracadutisti venissero ri nforzati di uomini e mezzi. con la incl usione di una 4• compagnia armi d ' accompagnament o'!


Luig i t:milio Longo

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4 ) Avete , ad insaputa del Comando Scuo la. fallo perveni re alla predetta Sezione 5" copia d ella memoria di cu i trattasi "' 5) È vero che avete ripelutarn e nt e insistil o presso il Comand ante del la Scuola pe rché eg li si associasse alle vost re idee concernenti i prede lli o rga ni c i, sogg iun gendo che ove necessario avre s te scav alcalo le normal i v ie per otte nere quanto desi dera vate? 6)

r,, vero che vi dichiaraste di sposto ad avv icinare privatamente l' Eccell enza il Sottocapo di Stato Maggiore d e ll' Ese rc ito per rappresentare a v iva voce le vostre vedute al riguardo?

7) Avete con qualche frequenza palesat a la vostra dele rminazione di non comandare un ' unit1t che secondo le vos tre vedu te aveva caratteristiche semplice mente difensive? 8) /\l lo rché vi ven nero fatti conoscere i nuovi organi c i dei battaglioni paracaduti s ti , è vero che indirizzaste al Comando Scuola una le\lera ne lla qual e facevate presen te che d,1 la la cons is1en1.a della Squadra non sarebbe stato po ss ibi lc combatte re in quanto il muni zionamento era rnarcalamente inad eguato alle necessità del reparto? 9) Avete ripclulamen le lamenl;1lo l"as!'>enza di assal tatori nei battagl ioni ') I O) Ricordate che poco do po che a ss umesi e il co mando di battag li one il Comandante della Sc uo la si recò presso la vo slrn mensa e che nt>I corso de lla co lazione un pl otone irruppe con g ri d a in composte ne l la mensa siessa di sponendos i poi ad effettuare canti cora li? I I) Il Co mand ant e de lla Scuola v i palesò la sua disapprovazione per tale co mporlamen to dell a truppa? 12) È vero che di l"runl e a Jr ev ide nza de i fatti voi stesso co nveni ste co l Comand ante de lla Scuo la che e ra consigl iabil e che si mili epi sodi non più si verificassero in avvenire? 13) È vero che convinto di ciò ne avete fa tto me nzio ne co n i vostri uffi ciali espri llle ndo il des iderio che s i d e siste sse da tali incomposte manifestazion i? 14)

r,, vero che in presenza dell' ele me nto fe mm inile freq uentatore della spiag g ia di Porlo C le men1 ino g li ufficia li a llle nsa sog lio no into nare ripetutamente canzo ni alq uan to licen,.inse?

15 ) È vero che a me nsa gl i uffic iali insis ten te me nte g iativo d ella v ita fi sica, ma che eccess iva me nt e creazione di atleg giamenti sca rsamente aderenti c he deve caratterizzare i g iovani entus iasti d e ll a

intonano un canto di sp reos tentato pu1'i portare al la al s ano spirito com batt ivo vita?

16) V i ris ulta c he tale canto v ie ne ripetu to da i militari di truppa nell 'abitato di Tarq uinia, ove più di una persona ha eccepito in merito?


Scuola ParacaduJisli di Tarquii1ia: Contri/Ju/o Docu111e,11ale ( /940-/942) 349

17) S ie le a conoscen za d e l folto che, per accertare la res isle nza d ei s ingol i, ufficial i de l vostro battag lione abbiano ingerito abbondanti q uantità di alcooli c i o di mi sce le di hirra e g rappa o simili ? 18) È vero che autori zzaste la truppa ai vostri o rdini a recars i in libera usc ita n ella ci ttà d i Tarquinia indossando una d ivisa composta da scarpe, pantalonc ini corti da ginnastica , g iubba grigio-verde e berretto, su scitando al riguardo sfavorevoli commenti fra la p opolazione? 19) V i ri sull a ch e ufli c iali d e l voslro ball ag li o n e hanno di sera frequentalo il " Caffè Sport" in Ta rqu in ia indossando sti valoni , panlalon c ini corti d a g in nasti ca, g iubba g ri g io-verde e berretto, att irando la c uriosi1à de i prese nti ? 20 ) È vero c he il Comandante de lla Scuola è d ovuto intervenire p resso di voi af finché tali fatti non avessero a ripeters i? 2 1) ~: vero c he avete ripetulame nte del lo al Comandanl e dell.1 Srnola c he v i è sempre te mpo p er frenare la eccessiva esuhc ran1.a de i soldali . 111c1 1tn; è ass ai pi ù d iffi ci le sp inger! i a i g randi entu siasmi ? 22) È vero che avete con qualche fre4uen1.a pa lesa Il> i I dcsi dc rio c li c i I vl>s t rn battaglione possa essere rapidamente approntato, a nche in un lcmpn minore di quello previsto dalle competen ti autori tà. e che a lale riguardo è vcr balmcntc intervenuto in se nso moderatore il Comandante de ll a Srno la in \ >L' casione d i u11' ispe1.ione rece11le111 e11le e ffettuala da ufficia li gene rali? 23) È vero c he allorché il Comandante del la Scuola v i rappresenti, che i 111ili1;1r i del vostro battag lione, diffo rmem ente da quanto pra licalo in prcccdcnlc corso. si lanciavano dall'ae reo g ridando "viva il Rc 1" vo i r is pondcs lc che c iò r iscuoleva la vostra a pprov azione? 24) Qual e opini o ne ha il Coma nda nte de lla Scuola s ul vos lrn h.i t1ag lione? 25) H a il Comandante de lla Sc uol a qu alche vo lta ostaco lato i vostri des id er i rifere nti si a lla o rga nizzazio ne cd all ' addestram en to de l vos tro ba tlag lione? 2 6) Si è qualche vol ta il Coma nda nt e d ell a Scuola intromesso ne ll e questioni inte rne di hatt.ag li o ne'! 27) A vete r icevuto dal Comand ante della Scuola nei var i ca mpi 1·ass is1e nzn che in quali1à di comandante di batlaglionc v i era dov ula ? 28 ) È vero che il Coma nda nt e de ll a Scuola incari cò il vos lro ai111ant e 111 aggio re , te nente Viola, casualme nte prese nte al Co man do, d i riferi rvi che un uffi ciale d e l vostro battag lione a veva soll ecitato la t ipografia !)acri affi nché venisse preparata un a cartolina a soggetto paracadut ist ico che r isultava scarsam en le app ropriata in quant o piuttoslo macabra e quindi non ido nea ad essere inviata a persone semplici qu al i i l'a rn il iari de i so ldali ? Vi risulta ch e


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luii::i Emilio hmgo

dopo ciò il tenente Cecchi del vostro battaglione si presentò al Comandante della Scuola tentando di o ttenere che questi non si opponesse alla pubblicazione di tale cartolina? 29) Nelle stesse circostanze ebbe il Comandante della Scuola ad informarv i che ufficiali del battaglione avevano commissionato alla Ditta Johnson di creare degli speciali distintivi da portarsi s ull ' uniforme'! 30) È vero che rispondeste per iscritto al Comandante della Scuola che trattavasi di iniziative da voi di massima concretate in accordo con i vostri ufficiali vertenti su questioni esulanti dalla competenza del Comando della Scuola e da quelle del Comando S uperiore Aviazione? 3 I) È vero che nella stessa lettera dicevate cli essere deciso a creare un bel battaglione "contro tutto e contro tutti " ? 32) È vero che il Comandante della Scuola vi inviò subito un biglietto esprimen1.e il suo disappunto per I' at.teggiamc nto da voi preso ne l trattare tale questione? 33) È vero che ne llo stesso biglietto il Comandante della Scuola vi pregava di volervi adoperare affinché non venisse a crearsi uno stato di disagio fra il Comandante della Scuola medesimo ed i vostri ufficiali ? 34) È stato spiegato a voi ed ai vostri ufficiali c he l'unico distintivo il c ui porto è ammesso sull'uniforme è quello stabilito dal Ministero della Guerra, attualmente in via di approntamento? 35) È vero che vi fregiate e permettete c he i vostri dipendenti si fregino dell ' anz idetto arbitrario distintivo? 36) Vi ri sulta c he in seguito a ciò personale paracadutista anche non in forza al vostro reparto si fregi di tale distintivo ? 3 7) È vero che disponeste che il H battaglione venisse con traddi stinto usando il vostro cognome? 38) È vero che il Comandante della Scuola vi comuni cò che ciò non riscuoteva la sua approvazione e che dopo alcun tempo egli fu costretto a diramare in proposito precisi ordini scritti? 3 9) È vero che su tabelle, segnalazioni e simili il batt aglione da voi comandato è tutt'ora caratterizzato con il vostro cognome? 40) È vero che dopo la diramazione di ta le ordine, in occasione di visite ef-

fettuate dal Comandante della Scuola alla vostra mensa, i commensali sogliono emettere in sua presenza grida di evviva all ' indirizzo del battaglione "Benzi"?


Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Contributo Documentale ( 1940-/942) 351

41) È vero che durante una cena offorta in occasione della vostra promozione vi s iete, in un di scorso, espresso con qualche ironia nei riguardi del Comandante de lla Scuola talché egli ri spondendo dimostrò disappunto per non essere stato sufficienteme nte compreso da uffi ciali dell'Esercito in seno al qu ale aveva avuto la fortu na e l'onore di servire e combattere'! 42) È vero che il Comandanle della Scuola ha ritenuto necessario chiarire per iscritto quanto a lui competeva in materia di amministrazione della disciplina, particolarmente per ciò che concerne natura ed entità di punizioni e concessione di li cenze? 43) Avete inflitto punizioni, ed al di fuori delle competenze del comandante di battagl ione, stabilito direttamente nalura ed entilà di qu este? 44) In caso affermativo, ne avete dato comunicazione al Comando della Scuola? 45) È vero che dopo aver ri cev uto gli ordini scritti di cui sopra, accompagnato dai maggiori Bersanetti e Luserna, avete conferito con il Comandante della Scuola chiedendo che quest'ultimo recedesse dall'online impartito? 46) È vero che in tali circostanze avete negato che il Comandante della Scuola avesse competenza in merito, esprimendovi nella seguente maniera: "Non si è mai sentito che queste racollà siano demandate ad ufficiali di altra forza armata"? 47) Vi ha il Comandante della Scuola espresso il suo rammarico per il fatto che avevate qualche dubbio al riguardo, al che avete risposto che in materia non avevate alcun dubbio di sorta? 48) È vero che avete ri volto al Comandante della Scuola la seguente frase: "Ma, comandante, ci mancherebbe altro che un giorno veniste a dirmi che una mia squadra non manovra correttamente"? 49) È vero che il Co mandante della Scuola informò che non poteva recedere dall 'ordine impartito e, per porre fine alla discu ssione, di sse che altro non avrehhe potuto fare che souoporre vos tre even tuali obiezioni ai superiori dai quali dipende? 50) È vero che avete in sisti to al riguardo pregando il Comandante della Scuola di non porvi in condizione di redigere un rapporto nel quale sareste stato cos tretto a rappre_senlare con molta diplomazia la fondatezza delle vostre argomentazioni? 5 1) È vero che, difform emenle da quanto praticato dagli altri battaglioni, mai avete inviato per conoscenza a l Comando della Scuola copi e di ordini particolari da voi impartiti al vostro battaglione?


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L11igi Emiliu Longo

52) È vero che abitualmente no n intrat tene te il Comandante della Scuol a s ulle

questi oni relative al l' addestrame nt o del vostro battaglione, ment re in vece ma i o meltele di sollecitarl o per quanto concerne le vostre necessità di accasermamento , logistid1c cd ammini strat ive? 53) Per quanto concerne l'addestramento cd il personale pe rmanente, è ve ro che allorché g iungeste a Tarquinia vi pre muraste di ripe tere frequ e nte mente che p resso la Scuol a non esistevano istrull o ri ma semplicemente persone c he tutt ' al più avevano effclluato qua lche lanc io'! 54) È vero che vi siete o pposto a ffinc hé al vostro battag li on e fo sse assegnata la

prescritla al iquota di istrutlori in siste ndo che , se mai , tali istruttori , e non in de tta capacit à, venissero immes si ne ll'unità da voi comand ata sempli ceme nte in qualità di gregari a ve nt i le fun zio ni prop rie de l gra do da c iascun o rive stito? 55 ) Vi risulta che ta le atteggia mento lrn pro voc ato una dannosa reaz ione ne llo

spirito degli istruttori della Scuo la. e che comunque così facendo avete posto in scri o imbarazzo il Coma ndante d i q uesta ?

56) Avete al cunché da eccepire sul trattame nto usatov i dal Com andante dell a Scuo la ') 57) Vi ri sulta essere corri spond ente a veri tà il fat to c he, voi assente, eg li abbia piì1 vol te espresso ne i vostri ri g uardi s tima no nc hé ammirazione per il vostro valoroso passato d i g uerra '!

58) È vero che tra voi cd il Comandante de ll a Scuola inte rcorre vano rapporti di cordial e came rnt ismo, talché ad una vostra richi es ta di permettere che vostra fi glia potesse partec ipare ad un volo il Co mandante della Scuola. non pote ndo ciò autori zzare , s i dic hiarò a vostra d isposizione per effc lluarc qu alche vo lo, essendon e eg li abi lita to. con ap parecchi o c ivile su aeroporto aperto al traffico aereo? 59) È vero che avete pnrncsso che a Po rto C le me ntino vostra fi g lia eseg ui sse l' eserci zio de l lancio ne l te lo ne d i caduta? 60) Prima dei lan ci il C o mand a nte de lla Scuola s i è ado peni to affinché g li alli evi indossassero corre1t amen lc il paracadute ·) <, I ) Si è eg li preo cc upato di verifica re o fa r verificare che le imbracature fosse-

ro g iustamente assestate? 62) S i è eg li adoperato affinché veni sse fa tto a lutti compre ndere che, parti colarmente nell ' ul t ima rase de lla di scesa. il paracadul ista doveva prende re terra cercando per quanto possibile di ma nteners i con le spalle al ve nto? 6 3) In caso affe rmati vo, a vete voi co llaborato a tale o pera''


Scuola Paracadutisti di Tarqu inia: Contri/J1110 Documentule ( /940- 1942) 353

I 4ues ili che seguono erano specificamente riferiti agli incidenti le tali avven uti tra il 25 ed i l 26 luglio 1940, allorché decedevano il len. Adolfo Angeloni c<l i paracadutisti Aristid e Montag nani e Pasquale Caimi, tutti a ppartenenti al Il battaglione (un 4uarlo decesso s i verif"icava sempre il 26 a seguilo <li un a cad uta dalla torre di lancio del carabiniere Alice Yerrico del

I battaglione) 4 . I ,' i nei dente del ten. Angeloni era avve nuto alla presenza dello stesso col. Baudoin. che era anch 'egli a bordo e che a veva impartito personalmente all'uffi ciale l' ordine di lancio; la fuoriu scita dall ' aereo sarebbe però avvenuta in maniera non corrella, comporlan<lo l'attorc igliamento della c..i lotta in torno al corpo del paracadutista con conseguente impossibilità al completo dispiegamenlo <li essa 5. In reallà, gli entus iasmi e le necessità del mome nto avevano fatto sì che a Tarquinia tutto avvenisse un po ' troppo in frdta , sen:r.a ten ere adeguatamente conto della corretra osser vanza di norme e prrn.:e<lure connesse con l' uso del paracadute e dell ' ae reo da trasporto in tipi di la nci sens ibilmente diversi da quelli <li emergenza. Non e rano ancora state messe a punto , in falli, tull e le modifiche ed innovazioni necessarie e, suµrallul to, ma ncava nel personale <li terra e <li hor<lo la necessa ria esperi enza. Il prosieguo del questionario, come s'è de tt o. atte neva s pecificun c nt e .ii

predelli incidenti: 4 Inizi a lme nte, i primi 1.700 alli evi con fl uili alla Scuola Parac aduti sti e rano s tali sud d ivi s i in tre hallaglioni , contraddi stinli numericamenle come I (lc n. co l. fanl. C'ami Il o lkn zi), li (composto da carabinie ri , al coma ndo <le i ten. col. RR . C:C 11 rulo Rixio Re rsan ctti) e 111 (te n. col. Cav. Vale rio Pi gnate lli di Cerchiara). Una pregiud iziak di caralle re formale posta successivame nte dal Comando Ucnc ra le de l l' Arma av rebbe comportato l'attri huzionc dell 'ordina le l al btg. carabinie ri e de l Il a ll ' ex I, me ntre il lii ma nte neva invariato il proprio. 5 Il paracadute " Sa lvalor D19", ver sione mi gliorata ciel precedente modc l_l o D 37 gii1 in uso presso la Sc uola Paracaduti sti Libi ci, era pur sempre un paracadu te di sal vataggio pe r il personale acronavigantc c quindi non progettato s pec ificamente per le av iotruppe. I .a re lativa freq ue nza della sua rovinosa caduta "a fi amma" e ra quasi certame nte dovuta al paracaduti no pil ota c he, a causa del proprio mollo ne, si intrecc iava ne l fasc io funi colare che a s ua volla aveva la tenderu.a ad e ntrare in tensione con ritardo. Nei primi mesi del 194 1 sare bbe stato definiti vame nte di s messo e sostitu ito <la un parac adute tedesco c he, opportuna me nte adattato e perfez ionato. avrebbe assunto la de nominai.ione <li Tr4 I- SP ( Im brac atura Fa nteria mode llo 194 1 Scuola Paracaduti sti ).


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Lui{?i Emilio Longo

64) Al verificarsi di incidenli mortali, siete stato sempre vo i il primo a giungere su l luogo dell'infortunio ? 65) È vero che gi unto sul luogo prima del Comandante della Scuola siete stato voi ad informarlo delle circoslanze che provocarono due incidenti (trattenuta da parte del paracadutista del fascio funicolare ; avvolgimento del paracadutino pilota attorno al braccio della persona)? 66) Nel caso del compianto ten. Angeloni avete assistito personalmente agli accertamenti tecnici eseguiti dal Comandante della Scuola? 67) Vi fu mostrato il motivo per cui la calolta non poteva aprirsi? 68) Conslataste che in occasione di avarie al materiale del proprio paracadute, gli uomini effettuarono discese pri ve di inconvenienti fisici ? 69) È vero che, il giorno dopo i funerali di 3 vostri dipendenti, ad insaputa del Comandante della Scuola organizzasle una cerimonia a lla quale intervenne l'Eccellenza il Vescovo di Tarquinia? 70) Fu in tale circostanza prati cai.a la r.omunione Generale? 7 1) Rievocaste i Caduti procedendo al loro appello? 72) La cerimonia di tale appello era stata precedentemente effettuata sul campo di aviazione cd al termine dei funerali ? 73) È vero che il Comandante della Scuola vi aveva ripetutam ente pregato di contenere le manifestazioni di cordoglio allo scopo di non impressionare i giovani soldati? 74) Cosa vi indusse a non far cenno della cerimoni a al Comandante de lla Scuola all orché egli si trovava con voi al cimitero di Tarquinia uve con i sacerdoti presenti risulta prendeste accordi circa lo svolgimento della cerimonia stessa? 75) Vi s iete reso conto che l'organizzazione di simil e cerimonia svoltasi nell'ambito della Sc uo.la non poteva te nersi celata al Comandante di questa? 76) Vi siete reso conto del fatto c he al Comandante della Scuola, prima autorità mi li tare locale, incombeva l'obbligo di ricevere l 'Eccellenza il Vescovo, pri ma autorità ccclesiatica del luogo? 77) È vero che dopo la cerimonia ufficiali , sottufficia li e truppa consumarono un ranc io in comune dalla partecipazione al quale fu escluso il Comandante della Scuola la cu i presenza fra gli allievi , specialmente dopo il verificars i di luttuosi incidenti, era opportuna e doverosa? 78) È vero che durante la cerimonia gli allievi vennero fregiati del noto distintivo co mmi ssionato alla Ditta Johnson?


Scuola I'aracadu1is1i di Tarquinia: Colllriburo TJocumenrale (1940-1942 ) 355

79) È vero che nelJa giornata in cui ebbe luogo la cerimonia il Comandante della Scuola venne da voi soll ecitato solo per fornire gli automezzi occorrenti per trasportare un ' aliquota del battaglione a diporto a Civitavecchia? 80) Siete a conoscenza del fatto che nel vostro battaglione è diffusa l'idea che avendo il personale eseguito un lancio dal) ' aereo ed avendo così mostrato il suo valore più non conviene svolgere aui vità paracadutistica se non in presenza del nemico? 8 I) Avete compilalo, <lalandulo 27 lugli o 1940, un me moriale contraddistinto col n° 7 R.P. che avete fatto pervenire al Comandante della Scuola nel pomeriggio del giorno 28, chiedendo c he esso veni sse po rtalo a conoscenza · della superiore autorità; cosa vi ha indotto il g iorno segue nte ad esprimere l' o pinione che una copia di detto memo ria le e ra forse a quell' ora già in posse sso del Duce?

Il me moriale del quale si faceva cenno ne ll ' ullima domand a de l qu esti onario conteneva certamente esplicite affermazio ni accusatorie c irca il materiale di lancio e, indirettamente, nei confronti de l C omando de lla Scuola (il riferimento alla persona di Mussolini alludeva veros imilme11ll: al rapporto personale di vecchia data intercorrente fra questi e Bauu o in . ud quale s i a vrà una conferma in appresso). Ne fa fede la ri sposta de llo stesso Raud oin , redatta nel medesimo giorno della ricezione: " In questo momento ho ricevuto l'odierna tua le tte ra 11° 7 R. P.; la presente no n è una risposta ad essa ma semplicemente una prim a parola de tta dal came rata che ha impegnato l'anima ed il cuore, come assie me abbi amo fatt o in questi ultimi giorni , pe r mantenere saldo il murale degli uo m ini c he c i so no affidati .

Ho troppa stima di te per dubitare che tu pe r un solo istante no n possa re nde rti conto di quanto io comprenda il tuo dolore; ti prego però di voler compiere ancora uno sforzo: cerca di far sì che in tutti sube ntri a l più presto ogni ca lma, tene ndo presente che l' esperien za dimostra che per qua lche giorno dopo il primo lancio (e spesso non solo dopo il primo) - anc he se non si verificano incidenti un certo nervosismo si impadronisce degli uomini ; non pro ibire - sia chiaro che non chiedo questo - ma, ti prego, adoperati affinché s i parli il meno possibi le del mate riale. Tu sa i che non cesso dall ' indagare e che ho chi esto indagini e verifiche buon nume ro delle quali sono già in corso. Diamo qui odi ai tecnic i il tempo necessario per un corretto responso; per il momento è bene c he s ia ri servato ogni giudizio e ripeto ancora: è bene che per ora se ne di ca il meno possibile perché parlarne è indubbiamente deprimente per lo spirito. Come da tuo desiderio porterò a conoscenza dei superiori la lettera che mi hai in viata" .


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luigi Emilio f ,011go

La risposta del tc n. col. Benzi, inviata il giorno successivo e qui riprodotta in orig inale, non ri sultava improntata allo stesso tono moderato e concil iante, ma anzi costitui va un ' ulteriore affer mazione di ostentato di stacco e di polemica autostima .

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S cuola Paracadutisti di Tarquinia: Contributo Oocume11tale ( 1940-1942) 357

I q uattro morti di lug lio avevano determin ato vivo all arm ismo negli alti comand i, con conseguente ord ine perentorio di sospendere temporaneamente l' attività d i lancio. Non erano comunque solo gli aspett i tec nici a dar luogo a preoccupazioni, ma anche e soprattutto quelli p sicologici e comportamentali, come attes tato dalla comunica1.ionc di Escrc itav ia al Comando dell a Scuola, così formulata : /\ I fi ne di p redisporre mora lme nte e fis icamente g li a lli ev i paracaduti st i, per la ripr esa ddl'attiviti1 addestrativa è necessario svolgere att iva opera di prep arazione: pe rciò pri ma d i r ipre nde re i lanc i, d ovrà essere c hiaramente e pacata me nte s piegato agli all ievi l'orig ine dei not i inciden ti mortali , dovu ti a mov ime nti scomposti contrari alle istru zioni ricevute , tal i da fa vorire o da causa re la m ancata apertu ra de l paracadute. Codesto Comando terri1 fra l 'altro presente c he o ccorrl' : ev itare di riprendere i lanci, finc hé g li alli ev i no n s ia1l\l assol utamente padron i d egli esercizi prelim inari e della tecnica del lanc io. c lu; 1.k ve esse re 1al111c111<.., assorbita, da d iventa re is tint iva; perfezionare, anch e come d urata. tutti g li esercii i prl' paratori al lanc io: sarit. in pratica, tem po g u ad ag nato rispetto ali un aJJestra 1m:11t o alT1 .:ttato. /\ ques to scopo dovrà essere ad ottalo un r itmo addes lrati vo ad .:gualo alle necess i1 ;1 reali. che avrà come basi il lancio dall'appa recc hi o a terra con di ca in

111010.

la d iscesa frenala con paracadut e dal la torre di lan c io e infine il lanc io indi vidu ale dall ' aereo . Q u an to sopra non esclu de c he. in armonia con l'and amento de ll a sc uo la. s i ide ino e s i attuino tutte le varianti ch e appai o no con ve nie nti (come prog ra1 11111a, metodi . a ttrezzature) dandone preven tiva comunicazione a questo comando: mantenere nei re parti allie v i un ' atmosfera di ca lma e d i rifl ess ione . Manife, si azio ni ed abitudi ni d el ge nere di que lle degli an tichi " batta g lioni di assa lt o" non vanno d ' accordo con la fredda ca lma e padrona nza di sé che occorrono ai paracaduti sti , e debbono se nz ' altro essere band ite, con la magg iore e nerg ia ; - accertars i c he g li alli evi abbiano fiduc ia ne l mater iale ; infin e, in caso d i inc identi , non si faccia assolutame nte luogo a ma ni festaz ioni cnllell ive e spell acolari, come quell e avvenute ul1i rna111 enle.

In una scuol a come codesta , com e d el resto press o i reparti di aviazione e presso i re parti di qual s ias i forza armata in tempo d i g ue rra, la perdita di co mmil itoni deve essere co ns id erala co m e circostanza ine lultabil e, da no n sultolineare co n cerim o nie straordinarie, ch e, mentre sembrano onorare i cad uti , deprimono il m ora le dei viventi.


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Luigi Emilio Longo

Allorché sarà stato raggiun to il grado di addestramt:nto necessario, siano ripresi i lanc i individuali, iniziando con g li allievi paracadutis ti già sottoposti a visita psiw fi siologica, e riconosciuti idonei al servizio 6 .

Gli incidenti (in settembre, alla ripresa dell'attività aviolancistica, se ne erano verificati altri due sempre mo rtali), la risoluzione dei problemi tecnici e le avverse condizioni atmosferi che autunnali avevano ritardato il definiti vo avv io dell ' addestramento che poteva avere luogo solo nel mese di novembre. Ma il periodo di maggior fervore e più foriero di risultati sarebbe stato quello che avrebbe av uto inizio nella primavera del 1941 per protrars i poi sino all'autunno del 1942. All ' inizio del 1941 , presso la Scuola, c'erano 3 battaglioni paracadutisti pronti al l'impiego ed un quarto in addestramento, oltre a "reparti speciali" de lle vari e Forze Armate. Era in approntamento una prima Di visione (sarchhe divenuta, nel maggio 1942, la Folgore) e si creavano le premesse per l'allestimento di una seconda, la Nembo. Nel quadro della riorgani zzazione dell'atti vità paraca clntistica, il 5 marzo 194 1 il Comando Supremo eman ava una serie di direttive che dovevano costituire i criteri informatori per l' ordinamento dell a Scuola e dei reparti. In calce al foglio di trasmissione con il quale Esercita via inviava al Comando della Scuola Paracadutisti uno stralcio de lle suddette dire tti ve, fi gurava una postilla del col. Baudoin : " In visione al Duce"; il documento, una volta visionato dal destinatario, era stato restituito corredato di alcune sottolineature e di segni interpuntivi (nell' originale, in matita rossa) e contrassegnato a pie' di pagina dalla caratteristica s igla mussoliniana ( /\Llef?alo 2). Una procedura indubbi amente in solita, questo tramite diretto fra il comandante della Scuola ed il Capo del Governo che scavalca va tutte le altre dipendenze gerarchiche; esso era consentito all'ufficiale da un particolare rapporto di dimestichezza risalente nel tempo, del quale si era più di una volta giovato per sopperire alle tante e tante necessità che altrimenti sarebbero rimaste insoddisfatte. Non si può comunque non rilevare come, a prescindere dall'onestà delle intenzioni comune ad entrambi , sul piano dell ' ortodossia disciplinare il comportamento del col. Baudoin non fosse meno censurabile di quello del ten. col. Benzi. Un altro interessante documento presente nel carteggio Baudoin concerne il programma addestrativo per ufficiali e sottuffic iali dei battaglioni 6 Stato Maggiore Esercito, Escrcitavia - Ufficio OPR, prot. 4/ 11 48 del 25.8. 1940, a Comando Scuole Paracadutisti, f.to gcn. Del Lupo.


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paracadutisti 7 . Previsto s u un ciclo di 45 giorni, era suddiviso in IO fasi , del le quali le prime due erano d eputate alla preparazione psicofisica generale ed a lla preparazione fisiotecnica ai lanci , le s uccessive quattro riguardavano il fun z ionamento e la manutenzione del paracadute IF41 e degli aerorifornitori, voli di familiarizzazione e lanc i individuali e di squadra, mentre le altre quattro erano relative all'utilizzazio ne delle carte topografiche e del le aerofotografie, alla conoscenza ed alla pratica dcli ' al faheto Morse, ali' impiego delle anni in dotazione alla specialità (pis tola, bombe a mano, moschetto, fucile mitragliatore, mitragliatrice Bred a 37, mortaio d ' assalto, mortaio da 8 1, cannone anticarro da 4 7/32, lanciafiamme), ag li ·aspetti ordinativi, organizzativi e tattici dei reparti paracaduti sti . Uno specifico progamma; articolato su 11 paragrafi , era riservato all 'addestramento alle marce, inteso nelle sue va ri e compone nti fi siche. tattiche e psicoreattive: " I O Le marce costitui scono parte important issima de l l' addestra me n lo p;1racad utistico. Si considerino non solo qua le eserc iz io fi s ico ma quale mczw di ad destramento morale ed al co mbattimento. 2° Si devono variare gradua lmente le di stanze d a percorre re e le condiz io n i a mbi e ntali entro le quali far eseguire la marcia. A q 11cs1' 11lli1110 fine s i co mpiano marce sia di giorno che di notte ed in al c une c ircostan1/.l" in co11di1/, ioni atmosferiche a vverse (ven to-piogg ia- nebbia). L ' avere superato uno sforzo fi sico in pessime cond izioni atmosfe ric he ha notevo le influenza sull a preparazione morale pe rc hé d i, fidu c ia a ciascuno s ul le proprie forze e sulla propri a capac it à di s upe rare fa li«.:hc senza ri sentirne da nnose conseguenze. 3° Nella scelta degli itinerari si di a sempre la prefere nza a ll e strn di.: seçondaric e quando è poss ibil e ai percorsi in terre no vario . I reparti . qualunq ue s ia la loro entità, devono abituars i ad ev itare g li abitati a nc he se questi s i trovan o sul loro itinerario di marc ia; questo, d 'iniziativa, dovrà sempre essere modificato in modo da sottrarsi all ' o sse rvazio ne d ell ' abitato stesso. 4° O g ni marcia in terreno vario d eve costituire un alto de ll ' addestramento allo s fruttam ento d el terreno per l'occultamento. A ta l fin e l'indicazio ne de ll ' itinerario d a seguire sarà sempre sommaria; fra i punt i indicat i ogn i comandant e 7 Fog lio non datalo ma presumibilmente riferib ile anch' esso a lla prima vera del 194 1 essendo collocato, nel carteggio, ins ieme ad altro materiale inerente allo stesso perio do; inoltre, la parte finale fa riferimento all'addestramento in alto del IV hl g. (magg. Alberto Bcchi Lu serna), in corso proprio in quei mesi ini zia li dell ' anno.


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deve pot er sceg li ere la strada c he megli o risponde al le necessità d' occ ultamento dai punti che possono essere ritenuti possibili osservatori de ll 'avversario. I comandanti che organi zza no l'istruzione devono disporre qu alche e le mento - non conosciut o da chi eseg ue la marcia - per osservare come il reparto c ura l'occu ltamento. Sul posto stesso si faccia no le osservazioni e si diano i cons igli più opportuni per ev itare il ripetersi degl i errori rilevati. 5° Si ricorra spesso ad azioni di s orpresa su l re parto che marc ia. Tali azioni di sorpresa attivano l'istruzione, servono a controllare le misure di sicure na, ma soprattutto con sentono di rilevare la capac ità di reazione, il sangue freddo, la rapidi tì1 di o rientamento e d 'adeguamento alla situazione e l'ini ziativa de i comandanti e dei singoli uomi ni. Le sorprese abbiano sempre il carattere d' imboscata. Essendo questo un modo di combatte re che de ve essere abituale ne i paracaduti sti, si realizza così un dupli ce scopo di addestrame nto . 6° Il combattimento di imboscata s i propone sempre la di stru zione dell ' avversario, richiede perciò scelta accurata del terreno ove eseguire l'imboscata stessa; q ualche volta conviene dare la preferenza a terre ni scoperti , nascondendosi in bu che, in piccol i fossati, ecc. perchè é proprio in questi te rreni che il nemico ridu ce la s ua attenz io ne. L · azione di fuoco, quando no n convie ne ricorrere senz ' altro ali' arma bianca, deve essere violentissima ed ini ziata alle più brev i di stan 7.e. 7 ° I reparti paracadutisti in marc ia devono sempre procedere con adeguate mi-

sure di sicurezza. Per questo, fermi restando i concetti generali relati vi alle m isure di s icure,-,,-,a stabiliti dall 'addestrame nto dell a fa nteria, si devono adottare di spositi vi snelli , limi tat i in profondi tà cd in nu mero di uomi ni impegnati nel serv iz io. Res i.a basilare il concetto ehe t.ult i concorrono a dare s ic urena, perché og nuno deve vig ilare con la vista e con l'udilo. Qua ndo si muove in terreni cope rti , l"uori da ll e strade, la mig li ore sicurezza è data da quell a formazione di marc ia che potre mo chi amare a losanga: og ni elemento deve provvedere all a propria s icurezza ed al coll egamento con gli altr i e leme nli della losanga il collegame nto è essenziale ; in tutti i casi rapida e tempestiva è l'entrata in azione con appoggio reci proco l"ra gli clementi della losanga. 8° I ,e marce devono sempre avere uno scopo e un obietti vo da raggiu ngere. Chi o rganizza le marce controlli sempre come il reparl o adempie all o scopo e s' impadroni sce dc li ' obiettivo. 9° I reparti devo no sempre marc iare con le armi in pos iz ione che possa rendere rapid issimo il loro uso: niente fucili mitraR liatori nelle cuffie.


Scuola Paracad11tisti di Tarquinia: Co111rib1110 D 0cu111e11tale ( l <J4U- l<J42) 36 1

I 0 ° Si uliliui 11 0 le marce per eserciz i di ori e ntamento, di lettura delle carte topografi c he e delle fotografie aeree. I I O Non si consid erino mai le marce un modo comodo di occupare il tempo tenendo la tru ppa fuori dalle camerate per qu alche ora : o g ni marcia o ffre campo alle più svariate e utili forme di addestrame nto . Bi sogna però che siano sempre <HRanizzate dai coma ndanti d i compagnia o di battaglione, no n lasc iando niente al caso e all ' impro vv isazione" 8.

Sempre ne lla primavera del 1941, il 30 a prile, una compagnia di paraca duti sti del 11 btg (magg. Mario Zanninov ic h, s ube ntrato al ren. col. Benzi) era sta ta la nc iata sull ' isola di C e falonia per occ upa rla ins ieme alle contigue Zante ed Itaca. L 'operazione si ri so lveva in m odo inc rue nto , co ntribu e ndo a consolidare l' occupazione dell'intero a rci pe lago ionico. A Lecce, a ll ' atto dell ' imbarco sugli SM82, il col. Baudoin a vev a provv<.:dulo di pe rsona a mu nire il reparto di alcune bandiere nazion a li . I tclcgra111111i e la lellcra che sono riportati neg li /\lleiati 3-4-5-6 , inviali al co mandante de lla Scuo la dal magg. Zanninovich c he aveva anch 'egli partec ipato all'a1.io11 e, tes timoni ano de l ca ri sma di Baudoin e di quanto lo "spirito di Ta rqui nia" rosse v ivo negli uomini c he vi erano slali formali alla nu ova spcc ialit it. Il 1942 fu l'anno cruciale per la Scuola Parac adutisti di Tarquin ia, que llo che la v ide compie re il massimo sforzo in campo organi1.1.at ivo c d addcstrnlivo. J ,' impegno maggiore fu rappresentato dal la pre paraz ione per le ror1.e occorrenti all' Operazione C3 (occupa zione di Malta ), pe r la qua le e ra previsto l'impiego de lla Folgore, in corso di costitu zione, e de ll a 7a Di visione Paracadutisti tedesca co n la Divis ione di fa nte ria av io tra!-.porlabi lc IA t S1w :.ia quale ri serva, i l tutto inquadrato in un Corpo d ' A rma ta A viotrasportalo a l co mando de l generale Kurt Stude nt. Ad un altro genera le tedesco de i par;1caduti sti , Be rnard Ramc kc (comandante de lla 7" Oi visione), era affidala la supervis ione di lulla la pre paraz ione lattica, così come suggeril o dall'espc ric n1.a che i nostri alleati avevano maturato in tale settore durante le campagne di Norvegia, de i Paes i Rassi e di Creta. In uno de i primi contalli fra i vertic i della Folg ore cd il gen . Ramcke era stato possibile acq ui sire e leme nti informali vi dirclli in merito all ' addestramento ed all ' ordinamento delle av iotruppe tedesche, una sintesi dei qu ali fa anch 'essa parte de l carteggio esaminato 9 . In essa veniva evidenziata soprattutto la presenza di un Corpo Aereo al le dirette dipende nze del Comand o Supremo della Luftwaffe comprende nte 8 Programma addestrati vo n" 3 " Addestramento alle marce'', intestato " R. Scuola Paracadutisti - Ufficio Addestramento", senza indicazioni di prolocollo e di dala, f.to il vice-comandante len. col. R.E. Aug usto Saltalamacchia. 9 Datata 2 marzo 1942.


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T,uigi /:,'milio L u /1!,iO

una d ivisione paracaduti sti , una di visione av io trasporlahile di assegnazio ne evenluale e temporanea Lratla dall'esercito (di solito la 22° alpina, pi ù adatta all'aviotrasporto stante la d otazio ne di materiali frazionahili per il someggio e pertanto più leggera), un reggimento d' assallo su 4 battaglioni addestralo sia per l'aviolancio che per il trasporto s u ali anti , reparti aviolrasportahili di Corpo d' Armata (un btg. collegamento, un btg. pionieri, du e gruppi d' artiglieria) , un reparto rifornitori . La sintes i in questione riportava anche la composizione della di vis ione paracadutisti s u tre reggime nti , un btg. ar mi pesanti , un gruppo arti g lieria, un reparlo co ntrocarri ed uno contraerei , un btg. telefoni sti e radio te legrafisti, un reparto sanità; di particolare interesse il fatto che la divisione disponesse in proprio di automezzi, e relati vi conducenti an ch'essi paracaduti sti , per poter compi ere rapidi e lung hi spostamenti segreti . Molla importanza era comunque attribuita agli aliantisti del reparto d'assalto, in grado d i pervenire vicino ali ' obietti vo con gli uomini riun iti pronti ad aprire il fuoco. Nonostante l'alacrità e l' impegno d i tu tto il personale della Scuola, comunque , i problemi continuavan o ad essert: moltepl ici. Del carteggio Raudoin fanno parte, al riguardo, due documenti ahbastanza significativi . Il primo è una circolare di Esercitavi a de l g iugno 19 42, firmata dal Capo di Stato Magg iore de ll 'Esercito gen. A m brosia , centrata sull 'i nsuffi ciente aspelto qu alitativo dei volontar i paracadutisti , che metteva in evidenza anche l' azione di sincentivante da parte dell 'ambiente mililarc ne i confronti degli aspiranti alla nuova specialità (AlleRato 7). La frase di Mussolini citala dal Capo di Stato Magg iore dell ' Esercito, che defini va i paracadutisti "arditi de l cielo e della terra", era stata pronunciala dal Capo del Govern o il 14 aprile dello stesso anno ne l corso di una visita all a Scuo la. Il col. Baudoin, d opo aver accompagnato il Duce sull a torre di lancio, aveva simulato, con la complicità del suo aiutanlc tcn. Zarotti , un 'avaria a ll 'ascensore ed il conseg uente hlocco, il che gli aveva consentilo di intrattenersi a lungo da solo con il s uo interloc uto re mcllcndolo al corrente de lle Lanlc diffi coltà frapposte all' ottimale attiv ità de lla Scuola da parte dell' ine ffi cienza dei vari enli e comandi. Al col104uio sarebbe seguila una lunga relaz io ne nella quale, elencando le numerose carenze (tecniche , logistiche, infrastrutturali, psicologiche, ecc.) da colmare, erano implicitamente denunciate anche tulle le mo lteplici negligenze, inade mpienze, omi ssioni, intra lci e bo icottaggi. L' inte rvento di Baudoin avrebbe sortito non pochi effe lli mi gliorat ivi, ma avrebbe an cor più diminuito il suo li vello di grad imento presso gli alti comandi che, nel successivo mese d i novembre, lo avrebbero destinato al comando dell ' Aeronautica della Corsica, incarico indu bbiame nte superiore s ul


Scuola Paracadutisti di Tarquinia : Conlrib1110 Documenlule (/940- 1942) 363

piano ordinativo ma corrispondente in effetti ad un vero e proprio siluram e nto. Il trasferimento sarebbe stato attuato in te rmini di riservata immediatezza, tali da evitare, come già in altre occas io ni era s uccesso, preventi vi inte r venti riparatori da parte di Mu ssolini c h e, informato direttamente dall'inte ressato il giorno successivo al provvedimento, non poté che prendere atto se pur a malinc uore del fatto compiuto.

Il doc umento che segue rappresenta un a tracc ia degli argomenti che Baudoin s i prefiggeva di trattare co·n Mussolin i durante uno dei rapporti, scritti o verbali , che aveva occasione di presen targ li: PARA CADUTISMO MILITARE ITALIANO

12.6. 1942

QUESTIONI DA SOTTOPORRE ALL'ATTENZIONE DEL DUCE 1° Chiarire che le fonti di reclutamento vanno inaride ndosi. Occorre ora, data l' urgenza, prescindere dal volontari smo, trasformando in pararndu tisti i I numero necessario di Reggimenti Bersagli eri .

2° Proporre che per l'av venire siano prevalenteme nte ammess i nell a s pecialità clementi già provati al fuoco. 3° Informare che non sono ancora state istituite le Scuole alli cv i uffi ciali cd allievi sottufficiali paracadutisti. Solo con questo provveclimcn10 sarà poss ibile ottenere per l' avvenire quadri inferiori spiritualmenl e, 111oral111enlc e professionalmente adeguali alle necessitì1della speciali1i1. 4° Riferire che la preparazione delle attuali unità paracaduti ste è troppo affrettata ; ciò va a detrimento dei fattori qualitativi . 5° Riferire che le qualità di sciplinari degli att uali paracadut is ti non so no sempre soddisfacenti. Occorre avere un corpo so lido di sottu ffic ia li ed uffi ciali inferiori che sentano reli g iosamente la loro missio ne. Int anto va temperata la corresponsione deg li emolume nti ; sulla somma corri sposta a lil olu di indennità paracaduti sta (800 lire mensili) non più di 300 lire dovran no essere corrisposte ai militari di truppa, 400 lire ai sottufficiali e 500 lire agli ufficia li. Il resto dovrà essere accantonato e corrisposto agli aventi diritto solo a gue rra ultimata. 6° Riferire sulla questione de i direttori di lancio. 7° Riferire sulla vis ita del gen. Stucle nt. 8° Ri fe rire sull e dipendenze e sull ' organi nazione della Scuola 9° Riferire sull 'organi zzazione pre-paracadutis ti ; sull a mancata presa di contatto col Battaglione GIL di Aurelia (Ci vita vecchia) ; sul campeggio degli Accademisti della GIL.


364

Luig i t :111iliu Lo11go

I0° Informarsi su lla convenien za o meno acc hé, se vi è lempo, una co mpag nia tratta dai Rattaglioni volontari della GIL sia trasforma la in re parto paracadut isti da impiegarsi nella prima azione bellica che verri1 effettuata . I I O Rife rire sull a preparazione paracaduti sta dell' aliq uola del Battaglione Arditi . 12° Poiché è lerminalo l' addestramento al lancio dell a prima Divis ione paraca-

duti sti , chi edere se il Duce vuol e premia re g li is lrullori della Scuola ri cevendoli a Palazzo Venezia. Come ri cordato in preceden za , la prima metà d el 1942 aveva visto fervere i p re parativi per l' Operazione C3 in eren te a ll 'occupa zione di M a lta. Nell' a mbilo di quanto connesso con l' e ntrala in az io ne dell a Di vis ione Paracaduti sti Folgore e di altr i re part i spec ia li ( Btg. NP della Marina, 1 Ulg . Paracadu tis ti e Btg. Riattalori Loreto dell ' Aeronauti ca), un problema prior itario e ra que ll o rapp resentato dai d i retto ri di la nc io pe r un a formazio ne aerea di 220 veli vo li , d ell a quale pe r og ni aereo capo- l"ormazio ne il direttore di lancio d oveva essere a nche qu a lificalo "osservatore per truppe paracad uti ste", in g rado cioè di condurre la diffici le nav igiu.ione a quo ta m inima, di decidere la rotta di avv icina mento in !"un zione del ve nto , de ll a ve locità e de lla quota, e di in di viduare senza e s itazioni la zona d i la nc io. L ' impossibilità materia le di soddisfare l' esigenza in termi ni accettabili aveva determinato la necessilà cli addestrare frcllo lo sn m e nte a lla bisog na tutt i g li is lruttori de lla Scuola, p e na lizza ndo ne notevo lmente il pros ieguo d e ll ' atliv ità, integrali da o ltre un centinaio fra uffic ia li osservatori d ' aeropla no de ll' Eserci to cd ufficiali e sottuffi ciali del ruo lo na v iga nte dcll ' Aero na utica idon e i a l vo lo ma no n più a l pi lotaggio. La doc ume ntazione c he seg ue , pur ne lla s ua in comple tezza, è ahhas rnnLa s ig nifi c ati va a l riguardo. U n primo docume nto è un p rom e moria ind iri zzato d al c u i. Baudo in a l gen. Enri co Frattini , comandante d e lla Folgorr, nel quale veni va no c hi ari li g li as pe tti o perati vi c o nn ess i a lle fun zioni di ''dire ttori di lanc io" e di "osservatori paracadu tis ti ' ': Aeroporto n" 365 l'osta Militare 3300, 30 marw 1942 XX. S ig nor Generale. il perso nale i11caricato de l lancio d i paracaduti sti dagl i aere i in volo si div ide in due categorie di specialisti intimamente connesse fra di loro e formale da "osservatori para cad uti sti " (la voce de finiti va probahi Imente 11011 sarà quesla poiché essa potrebbe, credo , urtare la s uscett ibilità degli osse rvatori dall 'aert::o) e da "d irett ori di lancio" (gli uffi cial i osservatori addelli ai Comandi di Di visione e


Scuola Parurndutisti di Tarquinia: Co11trihuto Dorume11tale ( 1940-/942) 165

d i Reggi mento servono per la "p reparazione" dell'azione paracadutistica e, }<,r.w', per porsi in testa al le g randi forma zioni aeree da tra sporto). Per necessità aeronautiche e paracadutistiche rotta di attacco, difesa, sottrazione all ' offesa terrestre, ev ilare accavallamenti di unità paracad uti ste a terra - le uni1;1 aeree da trasporto g iungeranno sulle zone di lancio nella formazio ne di pattuglia a cuneo (3 veli voli) e queste si susseguiranno nelle formazioni di colonna di pattuglie o pal.luglie in ala destra od in ala sinis tra; ne deriva q uindi la necessità che sul velivolo di punta di ogni pal.luglia si trovi in fu nzione di direllurc di lanc io una persona abi litata all'osservazione paracadutistica e c ioè che sappia: a) riconoscere alla necessaria distanza la zona d i lancio; b) rendersi conto della direzione ed intensi là de ll 'eventuale vento; c) determinare il preciso ista nte di lancio; d) manovrare i congegni di sgancio deg li aerorifurnilori . È pe rora previslo che i velivol i laterali e tTeltueranno il lancio per imila1/.io11 e, rimanendo, quindi , al direttore di lancio trovan tes i su tali apparecc hi le sule incomben ze della emanaz ione delle disposi zioni relative allo spus lamenlo deg li uomini in fu soliera e degli ord ini di " pronti per il lancio" e "'lancio". nD11 clié la manovra dei congegni di sgancio degli aerurifornitori .

li pe rsonale di cui trattasi ritornerà alla base e sarà reimpiegalo per success1v1 trasporli e per acrorifornimenti. Le mansion i di cui sopra non possono essere di simpegnate dai cu111a 1ulanli o vice comandanti di plotone e ciò per Ire motivi:

1° uno dei due ufficiali non potre bbe lanciars i a me no c he il veli volo 11011 lornasse nuovamente sulla zona . il che non è possibil e pe r la e ffclluazionc de l lanc io di una perso na iso lala la qual e. inoltre , e co n molta probabilità, cad rebbe in zona diversa da quell a occupata dal proprio re parlu; 2° ne lle successive a1/.ioni di lanc io non potrebbe esse re sfruttata l'es perie ,w.a acq uisita nel corso della prima mi ssione, e ciò sare bbe molto grave;

1 ° pe r rende re le pe rsone id onee alle funzioni di semplice " direttore di lanc io" occorre un lungo tirocinio di volo ed una ragguardevo le prati ca di lancio in volo; soprattutto occorre costante allename nto. Debbo a questo pun to c hi arire che il personal e naviganle de ll ' Aeronauti ca è, ne lla quas i totalità, dig iuno in materia di lancio di pa racaduti sti e sarebbe so mnrnmcnte rischioso affidare ad esso solo la effeU.ua:.i:ionc de ll e operazioni i nere nli al lancio propriamente detto. Personale della Di visione potrebbe essere abilitato a lle fun zioni in queslione (una persona per ogni velivolo da traspo rto; li] quali " osservatori paracadutisti" e, 2/3 quali "dire llori di lancio") tale personale dovrebbe però essere lenuto in costante allenamento di volo e di lanc io di persone e mate riali e qui ndi, allo stato attuale


366

Luigi Emilio Longo

delle cose e tenuto conto de lla qua n1i1ì1di velivoli di spo nibili, esso personale non poln::bbc che permanere presso la Scuo la; ciò signific here bbe costituire due pesi morti , uno pe r la Di visione, l'alt ro per la Scuo la. Po ic hé senza alcun du bbio il prohl e ma va risolto subi to ed integralmente, ho proposto al Comando supe riore aviazio ne de l R.E. c he: I" g li uffic iali istruttori (e, forse, taluno de i migli ori sottuffic ia li istruuo ri ) att raverso un corso d a effe ttuarsi in parte presso la Scuola osservazio ne aerea ed in pa rte q ui, siano abilitat i a ll e funzioni d i "osservatori paracaduti sti"; 2° i rima ne nti sottufficia li istru ttori e graduati di truppa sottoistruttori, no nc hé il persona le de l reparto paracadutistico sperimentale della Scuo la sia no abilitati all e funzioni di "di retto re d i lancio". Così fa ce ndo il personale non ozie reb be, verrebbe te nuto in costante alle namento, non s i veri ficherebbe sottrazio ne d i e lementi dal complesso di vi sionale e , adeguando il numero alle necessità, si rinsanguerebbe il corpo insegnante de ll a Scuola, ora talme nte ridotto da non poter seri a me nte fronteggiare le necessitì1 de i reparti q ui in istru zione (e di que ll i c he, certamente, vi affluiranno in avven ire). Naturalme nte a i comandanti e vice comandant i di plotone rim ane ancora e dovrà necessari ame nte rimanere l'obbl igo di aprire g li sporte lli in volo, impe rniare le maniglie bve q ueste sono mobili e comp iere tulle quelle altre o perazio ni c he non possono essere c urate dag li osservatori paracaduti sti e dire tto ri di lanc io; de l pari è necess ario che gli uo mini effettuino il lancio senza particolare assistenza , pena il raddo ppiame nto del persona le specialista (ponendo c ioè a ltri d irellori di lancio in prossim ità delle porte) il che è per no i, impossibile; grande atte nzione and rà quind i posta ne ll a corretta impug natu ra e sullo scorrimento dei moschettoni delle funi di vincolo c. come avete constatato a llo rché foste in volo a Viterbo, sull a necessità di porre rap ida me nte in dispa rte e le me nti che a ll'ultimo momento per manca menti od altro impedissero l'uscila de i rima nenti uo mini . A ta le propos ito rimane , salvo mio errore , da stabil ire pei vari ti pi di veli voli l' ordi ne di successione dei lanci fra i compo nenti le squadre o pl oto ni traspo rtati ; a l rig ua rdo mi permetto suggerire che una perso na ido nea s ia prim a del lancio collocata fra le porte (lanciandosi pe r ult ima) a l fi ne di pro vvede re a que ll e operazaz ioni d i dettaglio cui ho accennato. Vog liate accogliere, signor Generale, l' espressione dell a mi a devozione .

Generale Comm. Enrico Frattini Comandante /Jivisione Paracadutisti Posta Mi /ilare 9

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Sl'11nla Paracaduti.l'ti di Tarquinia: Co111rib11tu D0l't1111e11talc ( /940- /942) 367

Il secondo ed il terzo documento sono due comunicazioni inviate da Esercitavia al Co mando Supremo a breve distanza l' una dall'altra, fornenti elementi di situazione e proposte atte a risolvere il problema. Si affermava, in effetti , come fosse da ritenere assolutamente non fattibile l'addestramento ex novo, tenendo conto del breve tempo disponibile, dei 75 ufficiali osservatori per paracadutisti e dei 145 direttori di lancio necessari al conti ngen te aereo di 220 velivoli navi ganti in formazione di tre . Poiché però risultava che i velivoli tedeschi Ju 52 sarebbero stati eve ntualmente messi a disposizione con i relativi direttori di lancio, poteva ri sultare sufficiente formare ta li e lementi per circa 60 velivoli S82 o, più precisamente, addestrare sia pure sommariamente un a settantina di c leme nti che fossero in grado anche di condurre una pattuglia di tre apparecc hi sull e zo ne cli lancio. A qu esto scopo, si sarebbero potuti utilizzare tutti gl i uffi ciali e sottuffi ciali istruttori d ella Scuola Paracadutisti integrati da 30 uffi c iai i del l'Eserc ito osservatori d'aeroplano, già in affl uenza a Tarquin ia per e ffettu are il relati vo addestramento in tempi accelerati 10. Ma nel documento successivo si poneva in rilievo come l' utili zza1.ione di tutti gl i istruttori paracadutisti come direttori di la nc io per l'ron lcggiare le note necessità avrebbe posto in cris i la Scuola di Tarquinia. impedendole il norm ale fun zionamento. Da quì la propos ta di r icorrere a l persona le na vi gante de lla Regia Aeronautica non più abilitato al pilotaggio ma tuttora ido neo al volo 11. La Folgore, intanto, era stata dislocata sin da maggio ne lle Pug li c dove proseguiva nell'addestramento tattico in un terre no c he richiama va per n10lti aspetti qu ello dell ' isola di Malta. L' occupazione di qu esta fu pera ltro di lazionata, come è noto, a seguito della decis ione di dare rriorit i°, al proseg uimento dell'avan7.ata in Egitto, per cui anche l'impiego dell a Di vis io ne Paracadutisti venne o rientato verso quello scacc hiere ove snrehbc g iunta alla fine di luglio. Nel corso dello stesso mese, comu nqu e, il problema de lla preparazione dei direttori di lancio era ancora in fase criti ca. aggrava to dal I' indi sponibilità dei velivoli S82 tutti assegnati alle esige nze dei trasporli verso il fronte africano. Del cartegg io Baudoin fan no parte una serie di doc umenti che rappresentano a suffic ienza le va.rie difficoltà del mo mento. I ,a man cata utilizzazione IO Fogli o n° 17496 de l 19.4. 1942, da Esercitavia a Coma ndo S upremo, f.to il Capo <li Staio Maggiore <lei l'Esercito. 11 Foglio n" 17737 del 2 1.4. 1942, da Escrcitavia a Coma ndo Supremo, f. to il Capo di Stato Maggiore dell ' Esercito.


368

Luigi Emilio /,ongo

dei du e S 82 assegnali all a Sc uola comportava l'impossibilità per i direttori di la.ncio, in corso di addestramento, di pre nd ere fami li arità co n il la ncio dei mani c hini in vo lo dal vettore aereo specificame nte prepos to all ' operazione su Malta 12 . Mal ' Aeronautica ri badi va come le pre minenti necessità deg li a viotrasporti pe r I' /\frica Se ttentrionale non consentivano di di stog liere per scopi addes trati vi "alcun velivo lo S 82 o di altro tipo utilizzabile negli a viotraspo rti stessi" 13. D ' altra parte, il rinv io dell ' Operazione C3 ed il trasferime nto in Africa Setten trional e della Fol gor e determinavano la deci sione di rin viare i direttori di lancio ai repart i di prove nie nza, v in colando li a ragg iungere e ntro 24 ore da ll ' ordine un ae roporto d ' imbarco 14 . Una soluzio ne teorica, estremamente improbabile ne lla s ua realizza zione pratica, che rappresen tava il definitivo suggello rinunciatario al problema Malta. L ' ult imo documento del cartegg io Baudo in è la relazione redatta al te rmine del corso per direttori di la ncio effe ttuato presso la Scuola di Osservai.ione Aerea. Riportata in Alleg ato X, si è ritenu to opportu no, per ragio ni di do verosa correttezza nei confro nti deg li interessati, non riprodurre di essa solo q ue lla parte c he allicnc alla classifica nominativa di me rito, fi gurandovi anche l' ele nco di co loro g iudicati " insuffi c ienti" . Un contribu to docum e ntale, questo Lrallo da l carteggio appartenuto al col. Uaudoin, che aggiunge q ualche lassdlo in più alla storia della Scuo la Paracadutis ti di Tarquinia, un pa lcosceni co di indubbio inte resse p er g li aspe tti tec ni ci ma a ncor più , forse , pe r qu elli umani e per le conn otazioni di ordine ambie ntale c he ne deri vano.

12

Fogli o n° 30742 del 14 .7 . 1942, d a Esercitavia a Stato Magg iore R .A. , f.to gen. Del Lupo; foglio n° 1475 del 5.7 .194 2 da Stato Magg iore R. E. a Comando Supremo, f.to gen. Yecchiarelli . 13 Pog lio n° 672 del 20 .7. 194 2 . d a S tato Magg iore R. A . a Co m ando Suprem o, f.l o grn. San toro ; fo g lio n° 31(, I O del 2 1.7. 194 2, da Comando Supremo a Stato Maggiore R.E .. f.to gen . Magli. 14

cito,

roglio n° 33896 de l 3 I. 7 . I 942, da Eserc itavi a a Sottocapo Stato Maggiore Esergcn. Del Lu po.

r.1 0


ALLEGAT I


Scuola I'uracad1aisti di Tarquinia: Contribu/o Ducumenlale (I 940-1942) 37 1

I

ALLE(;ATO

R. SCUOLA PARACADUTISTI UFFICIO COMAN DO

SPECCHIO NUMERICO SUDDIVISO PER SPECIALITÀ DEGLI ALLIEVI ISTRUTTORI DEI BATTAGLIONI PARACADUTISTI FREQUENTATORI DEL 1° CORSO Fanteria ................. ..... ......................................... .. Fanteria guardia alla frontiera ..................... . Bersaglieri ....... .................................... .. ............ . TOTALE

UFFICIALI

Alpini .... ................................................. .. ............ . Cavalleria .............................. .............................. . Artiglieria ........... .........:.......................... ............. Artiglieria guardia alla frontiera .................. . Genio Sanità .................................................................... Fanteria ... ................................ .......... ............ ........ Fanteria g uardia alla frontiera ............... .. ..... Bersaglieri ................................................. .. .. .... . Alpini ..................... .......................... ............... . .. Cavalleria ........................ ................ .. ............ .. Artiglieria .......................... ... ... ................. .... .. ..... Artiglieria guardia alla fronti e ra .................. . Genio .................................................................... . Sanità ....................................................................

Fanteria ................................................................. Fanteria g uardia alla frontiera ...................... Bersaglieri .... .............. ................ .......... ............... Alpini .... ............... .. .. .................... .......... .............. . SOTTUFFICIALI Cavalleria ..................... ................ ...................... .. Arti glieria ............................................... ............ . Artiglieria guardia alla frontie ra ....... ............ Genio Sanità

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372

Luig i é'milio Lunxo

ALI.F:GATO

2

STRALC IO del foglio 6946 in data 5.3.4 1 del Comando Supremo

I O Ordinamento e addestramento a) O ccorre scinde re nettame nte l' addestramento al co mbattimento a terra, c he spella all'Esercito, da ll ' addestrame nto al lancio, che s pe tta ali ' Aeronautica. Ciascun ramo d ell'addestram e nto deve essere a ffidato all ' organo competente. L' attu ale o rgani zzazione (scuola comandata da un Colonnello della R. Aeronautica, dal quale dipendono, anche per l 'addestra men/o a ferra, i battaKlioni) deve pe rciò essere modificata. h) Co me da proposta di Supe rcsercito si dovra nn o cos tituire reggimen ti paracadutisti (comple ti di deposito e servizi ), indipe nden ti dall a sc uola e in sede propria (per ora un primo regg ime nto) . e) 11 reiRimenlo (Ente del R.E.) sarà centro di forma zione de i ha tta glioni , pe r quanto ha tratto alla scelta del pe rsona le, alla costituz ione dei r eparti, al loro addestrame nto tattico, e mobilitazione. Avrà un apposito uffi cio addestrame nto, e prov vederà anche alla preparai.ione g innico-sporti va de l perso nale. d ) La sc uo la paracaduti sti (Ente de lla R. Aeronautica ) avrà il com pito de ll'addes tram ento tecni co speciale (esercitazi oni di volo e d i la ncio; esercizi con pa rticola ri attrezz i, per la preparazione ai lanci). Funzionerà anche da centro di studio e esperienze per i materiali speciali in dota zione ai repart i paracadu ti sti. e) Tba ttaglio ni de i reggime nti artlui rann o, a turno, alla sc uola per il periodo necessario per l' addes trame nto speciale (4-6 settimane). f) Reggime nti e scuola dovranno essere reci proca me nte collegati, con

e le me nti ido nei ad assic urare armoni co coordinamen to dell e attività. S upcrescrcito proporrà g li o rga nici per il reggimento p aracad utisti.


Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Co11tributo D0c:u111e11talP ( /940-1942 ) 373

2° Sede h) Po iché le circo stanze del momen to non consentono disponibilità di altri campi idonei e attrezzati, la scuola continuerà, provvisoriame nte, a funzionare a Tarquinia, col sussidi o del cam po di Cerveteri, s ul quale verrà dislocato un velivo lo S.82 per le esercitazioni di lancio di squadre e plotoni . È necessari o però che l'Aeronautica esamini in quale modo la sc uola da lei dipendente possa essere fo rn ita di tutti g li aerei necessari per co mpletare l'addes trame nto almeno fino al la ncio di compag nia.

cl) Data la separazione fra l' addestramento a terra e addes trame nto ai vo li, affidati a organi diversi, non è necessari a la coesistenza de l reg-

g imento paracadutisti e della scuola nella stessa località. Le sedi dei reggimenti non debbono esse re vincolate a C ivitavecc hia dal fatto che la scuola riman e per ora a Ta rquinia. Potranno essere a nche di stan ti.

IL SOT T OCA PO DI ST ATO M ACiCì lO RI' (il'.N t-:IU\ 1.1'

F.to A. G uzzo ni '

A v i:1Yionc. Uff. orR, prol. 19080 de l 23.5. J 94 J a Comando Scno ln l'nrncadu ti sti e Co mand o 1• Rg l. Paracadu tis ti . f .10 gc n. De l l.upo .

* An nesso al fo glio S.M .R .E. - Comando S uperiore


374

Luigi Emilio Lon,:o

ALLEGATO

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Scuola l'uracadutisti di Tarquinia: Contributo Documentale (/940-1942) 375

ALLEGATO

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Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Co11trihuto Onet1111e11tale ( 1940-/')42) 177

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Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Contributo Documentale ( /940 -/942) 379

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Luigi Emilio Longo

380

ALLEGATO

6

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MEDIANTE. P05TAG,tRt') t'iONO FC.1::GUITI SCNZ4 LIMITAZtONE 0 1 S0N'M,... EO I .... l!SfiNZIONf.: OA 01.JAt 5tA.St TASSA


Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Crmtrih1110 Docume ntale ( 1940-/()42) 38 1

ALLEGATO

Posta Militare 3330 , giugno 1942- XX

KISEKVATO

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STATO MAGGIORE R. ESERCITO COMANDO SUPERIORE AVIA/JONE

7

Ai Comandi di Corpo d 'Armata (esclusi quelli in/\ . S. e Russia)

Ai Comandi di Oife.w T erritoriale e, per conoscenza: Al Ministero della G uerra - Gabinello Allo Stato Maggiore R. Est'l'l'Ìlo - Reparti ed Uffici All 'Jspellorato de/1 'J\mw d i Fanteria All'Jspetlamtu de /1'/\rma di J\ rJig lieria All'/spef/orafo dell 'A rma d el

N. 25000 di prol.

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A/1 '/spellorato ddle Tntf'I"' Al11i111• A/1'/ spelfomlo delle Tmt'I"' M","' i, .,.11/1' ,, C,1111 _,,_11/1· Al Ministno rJ,,/la <iuerra - /.)i,-,.~. S II/J/'r. l',·r.1·1111. Uflìciali AL Mi11.. o dPl/a Guerra - Uire~. Gc11. u.·1•11 .'>fllf11J/: ,. 'f'm111w Al Co111r111do (iruppo Armale Sud Al Comando Superiore For~c J\mwtc A. S. Al Comando Superiore For:e Arma r,• C ri•,·i11 A l Co111a11do Superiore Forze Armar,• Alln111i11 Al Co111a11doS11periore Forze Armale S f,, ,•e11i11 -/)11/11111: io /\I Comando Superiore Fu r: e Arm ule F.ge" Ai Co mandi di Armaltl Al Co mando Tmppe del Monf('lwgro

(diramazione estesa fino ai Comandi di Batta:.;lionc)

O(i(iETl'O: Volontari paracadutisti.

I - Il gellito dei vo lontari paracadutisti, fin ora s uffici e nte nel numero, non è altrettanto soddis facente nella qualità. 2 - Sorprende soprattutto l'estrema dejìr.ienz.a di ufficiali in S.P. , di quegl i u ITiciali cioè che, eredi de lle tradizioni di coraggio e ùi va lore de ll' Esercito, hanno sempre dimostrato e dimos trano , sui campi ùi haltag lia, Lii essere all ' avanguardia Lii og ni ardime nto.

I re pa rti paracadutisti hanno compiti d ' eccezione ; dehhono perciò essere inquadrati da clementi di prim'ordine, dotati di solida preparazione professio nale.


382

L11i1<i Emi/in longo

Per un ufficiale in S. P. r.onscio della sua missione, diventare paracadutista deve essere un orROF?lio e una aspirazione delle più sentite. Non posso credere che i volonlari siano così pochi. Mi ri sulta c he, in talune unità, non si fa la propaga nda necessari a. Si passa no sotto sile nzio le di sposizioni in materia, quando addiriLLura non s i diss uadon o g li aspiranti, invocando ta lora c ritic he condiz ioni dei quadri , o Lradizioni d 'arm a, o spirito di corpo e a ttaccame nto alla spec ialità, ccc. 3 - L' altra defici enza qualitativa ri guarda la tru ppa. Dei volontari avviati all a Sc uo la Paracadutisti, quasi il 50% viene scar-

tato nella p rima selezione. M o lti prescnLano defic ie nze fi sic he o malattie in a tto, che non avrchhero dov uto sfuggi re ai m edici de i corpi . Pa recchi arre trano davanti alle più semplici prove di accertame nto. Alcuni , addirittura , si so no rifiutati di salire s u un aeroplano!

A Itri pretestano sopragg iunte situazioni di fam iglia c chiedono di essere rinv iat i ai corpi . Qualcuno ha confessalo candi damente che spe rava in maggiori henefi ci economic i. Tutto ciò sta a dimostrare:

- insufficiente r.ura nella scelta degli aspiranti paracadutisti , specialmente ne ll'acce rtame nto del loro vero spirito volontaristico; insujfir.iente propaganda; ins11:fficiente controllo. E tutto ciò si ri solve in perdite di tempo, spese per l'Erario, intralcio al funzio na mento della Scuo la Paracadutisti, ecc. Eppure, gli elementi buoni non mancano nei r.orpi. Ma, a nche per la truppa, vi sono ostacoli per l' allon tan amento dei migliori. In certi casi sono state fatte pressioni per far ritirare domande, per far dichiarare inabili e lementi cosidde tti insost ituibili, ccc. Vi è - per lo me no - tepore di propaganda. Lo d imostra il seguente fatto : in un corpo d'armata che aveva messo a d isposizione 150 volontari, fu invi ato un ufficiale paracadutista, per far vi propagand a e per preseleziona rc g li aspi ranti.

i i 50 volontari divennero di colpo 700.


Scuola Paracaduristi di Ta rl/uinia: Conlrihuto n or11111e111a/e ( /940-/ 942) 383

4 - Tutto ciò de ve cessare. Accertando il ripe tersi di ralli del gene re, prende re i provvedimenti di rigore.

r repa rti paracadutisti dchhono essere in crem entati in forte misura, nel numero e nella qualità. E a questo scopo, occorre avere a disposizio ne volontari numerosi e ottimi sotto ogni aspetto, per trarne qu egli e le me nti sceltissimi che il DUCE ha recente me nte definito «arditi del cielo e d ella terra ». I comandanti di og ni g rado debbono co mpe ne trarsi di questa necessità superiore e svolgere una propaga nda alli va, vera me nte e ffi cace pe r forma e capillarità.

I m ig liori elementi debbono essere.favori/i e facifi1a1i, a,r::.ir·hé frenati. N on s i de bbono avanzare ostacoli di situazio ni o rga nic he de fi citari e, di sofferenza dei reparti , ccc. Uni c he eccezioni, quelle prev iste dal n. 3 de lla c ircolare 10000 di 411esto Stato Magg iore. 5 - T,a propaganda illustri opportun a me nt e la par1ico l;1 1T hc ll c11.a de i brilla nti compiti dei paracadutisti , truppe d e ll ' avve n ire; le ful g ide imprese

co mpiu te in 4ucsta gue rra dai paracaduti sti de l l' Asse; la pèrt'c 1.io11c lcc 11 ica ragg iunta dai me zzi e dalle armi dei paracaduti st i. Farò di stribuire, al più presto, rnalcrialc ad atto pe r fac ilil an: l' o pe ra di vulgati va.

Intanto, confido nella collaborazione di tutti i Coma11da111i cli Reparto, affinché gli scopi cui ho accennato siano ragg iunti con la prnntezza e la pienezza necessarie nelle circostanze attuali. IL CAPO D I STATO MAGGIORE

AMBROSIO


384

L11igi Emilio Longo

ALLEGATO 8

SCUOLA DI OSSERVAZIONE AEREA Corso Direttori di Lanc io 8 Agosto 42 P.M. 3300

Al Comando Su pe riore Av iazione R.E.

OGC,ETTO: Rdazionc finale sul corso per Direttori di Lancio. Il corso per Direttori di Lancio, iniziato si presso l' Aeroporto di Cerveteri il 25 maggio 1942 si è conc lu so 1' 8 agos to 1942. A<l esso hanno partecipato: n ° 82 Ufficiali O sservatori R.E.; n° 26 Ufficiali Piloti R.J\. ; 11 ° 26 SotLuJT Piloti R.A .. Alc uni <li essi furono persi di fo rza durante lo svolgimento del Corso per ragioni varie, specialme nte di salute . Al te rmine <lei Corso il num ero deg li alliev i presenti è il segue nte: n° 7?, Uffi ciali Osservatori R .E. ; n° 20 Uffic iali Piloti R.A.; n° 2 1 Sortuff. Piloti R.A ..

Programma di Addestramento Secondo il programma il Corso av rebbe dov uto consiste re ne lle seg ue nti esercitaLioni : n° 12 voli di ambie nta mento e orie ntame nto a hassa quota su velivoli da turi smo (q uota m. 2 00-J00-50); n° 6 lanci di manic hini su zo na fi ssata; 11 ° 6 la nci di manichini su zona <l a ricercare con vo lo a bassa quota ; n° 6 esercitaz io ni di caricame nto uom ini e mate ri ale su S82; n° 6 voli di ambie nta mento su S82; 11 °

12 lanci di allie vi paracaduti sti dal Ca 13 3;

11 °

6 la nci di al lievi paracadutisti da S82.


Scuola Paracadutisti di Tarquinia: Contributo Documentale ( IY40- IY4 2) 385

In più.g li ufficiali e sollulli c iali piloli do vevano seg uire un corso teori co s ull e scg uc nli materie: na v1gaz10ne aerea; topog rafia; cenni sull' impi ego <lei reparti paraca<luli s ti; calcolo del comportame nto <l ei paracad ut e in volo. Di 4u cste d ue ultim e materie un congru o nume ro di lez ioni fu pure tenuto agli uffic iali osservalori. Per un seg uilo di contin genze svariale ( 111 ..111c ..111/.a ui apparecchi , penuria di carbu rante, indi sponibilità deg li S82) il prog ra111111a ne ll a s ua e llcttuaz ionc dovc llc essere mollo ridollo. Tuili g li allievi c ffc lluarono i 12 voli di a 11 1hi c 111a11H:1110 e Dri c 111a111c nl o a bassa 4u ota con ve li vo lo da turis mo . I sc i lanci di manichino su zona fi ssa la fu rono pure ese g uiti da tutti g li a lliev i . Tutti g li allievi (eccettuati al c uni am malat is i) es eg11 i rono d11t· l:11ll' i di ma nichin o s u zona da ricercars i con vo lo a ba:-.sa q uot a . Pure turti g li a lli ev i eseg uiron o q11 a ll ro esc rc ita /.ioni di ca rica 111e 11ll1 di uomini e materiali su S82.

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la nc i di a lli evi paracadu ti s ti dal Ca fu rono e:-.cg ui ti d a tutti g li uffi c ia li osse rvatori (eccettuata un a sez io ne) nel la m edia d :1 3 ;1 <, lanc i per o g nuno. G li uffi c iali e sottuffi c iali pil oti non eseg uiron o ncs s1111 lanc io di ta l gene re. Soltanto un es ig uo numero ui uffi ciali osser vato ri e ffe ttu i'> u11 vo lo su S82. Ness uno eseguì lanci <li 4uals ias i sorta da S82. Le lezioni teoriche ai piloti furono tulle rcgol an11c 11 tc eseg uite. Com p lessiva me nte furono co mpiute le segt1e nti es erc it az ioni prati c h e:

J 395

v o li d ' orie ntamento a bassa qu ota con apparecc hio da turis mo:

11 °

lan c io manichini da Ca I :n

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lan cio all ievi p aracaduti s ti da Ca 133

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- eserc itazio ni di caricam ento s u S82

110

456

- vo li di orientame nto s u S82

n"

23


386

Luif?i Em ilio Longo

Giudizio complessivo sugli allie vi Nonostante tale forzata ridu zione di programma, il sottoscritto reputa che un a buona percentuale deg li allievi direttori di la ncio possa essere g iudicata suffi cientemente addestrata per un impiego bellico, previo un breve ambientame nto sull'apparecchio per conoscerne le varie differenze costruttive. È opinione del sottoscritto e degli istruttori che collaborarono all' addestramento dei direttori di lancio che la maggioranza degli allievi riusciti insufficientemente addestrati non lo furono, nel loro complesso, per incapacità, ma per mancanza di volontà. Questa mancanza di volontà ne lla magg ioranza degli allievi fu un ostacolo che si aggiunse noci vamente ai molti intoppi materiali che già resero difficoltoso il buon compimento del corso. Tale deficienza di volontà si manifestò negli uffici a li e sottufficiali piloti con una specie di apatia ed indolenza (c he, per la verità, sparì dalla maggioranza degli uffi ciali con l' avanzar~ del corso) che li rendeva tardi ed abulici nel la esecuzione delle prove. Negli Ufficiali Osservatori, invece, la resistenza si espresse in forma più attiva, che assunse talvolta caratteri poco confacenti alla qualità di milita ri e di ospiti in un aeroporto ben organizzato. Alcuni di questi (in numero di 6 o 7) svolsero anche un ' opera che può essere defi nita di costante disfatti smo, che fu nociva al buon andamen to del corso per il nervos ismo che generava negli allievi e per l'intral cio che frapponeva al buon compimento dell'addestramento. La parte nza del capoeorso, cap. A ie llo promosso maggiore, mal sostituito dal successo re, cap. Be n ven uti , coope rò ad aume ntare in mo lti il se nso di di sag io e di malcontento nocivo al rego lare and amento del corso. P~rò, nonostante le suelc ncatc pecc he , è opinione del sottoscri llo che l' esito del corso, anche in con side razione delle molte diffico ltà incontrate, debba g iudica rsi soddisfacente.

Giudizio particolare suf?li allievi Pe r fi ssare una graduatoria fra gli allievi, fu stabilito di classsificarli secondo il seguente puntegg io: ollimo; buono; mediocre; insuffic iente.


Scuolu I'ararndulisti di Tarquinia: Conlrihulo Documentale ( /940-1942) '.l87

Fra gli osservatori 7 furono giudicati ottimi e 6 insuffi c ienti . Fra i piloti (uffi ciali e sottufficiali) furono classificati 4 ottimi ed altrettanti ins uffi c ienti.

(OM ISS IS)

Materiale di volo G li ap parecchi d a turis mo si dimostra rono pm.:o adatti per il co mpil o di addestramento all ' orientamento, sia per k qualit à tld ve li vo lo , s ia pe r l' im possibili tà di portare a bo rdo un is1ru 11 ore. D e tti apparecchi po tranno a sso lve re be nt: il co111pitn di p1 i111i ss i1110 ad destra me nto quando si tratti <li persona le asso lu1 a 111c 11 1l: 111h1v,1 ad og ni atti vità volati va. li Ca 111 può essere impiegalo per le esc rc ilaz ioni di lan c io di manic hi ni sulla zona fis sata.

Il Ca 133 ri sponde be ne a tutti g li scopi addcslr:11ivi .

IL l)IIU ~TT OR I: 1)1 : 1, CO RS O

(Caµ . /\ .1\ . M.0 1,(> 1\ 1: 1, T R /\ MO)


MASSIMO JACOPI

DECORATI AL VALORE DELLA CITTÀ DI ASSISI 1. Premessa Mi s ono sempre domandato s in dall'ini zio d e lla mi a c arrie ra se, co m e c illadi no di Assisi - città di S. Francesco e de l la Pace pe r ;111tn11omas ia - es istesse ve r ame nte una qual c he contraddi z io ne co n la lllia prol'css io nc di mi lita re. Mo lte delle mie letture storic he s u Ass is i e s ul " l'o vL: n.: ll o'' s ono s ta te guid ate , o ltre che dalla volontà di non se ntirm i 10 111 ;111,1 d ,illa 111ia lè JTa , a nc he dall'intenzion e di voler appag are qu es to mio de, idcrio di d;1rL: 1111a risposta co nv ince nte a d una appa re nte d ieotom ia dico- i111l'lk ll 11ak. S i trntlava infatti di indi vidu are falli o dati che mi pe rm e ll essl' m di a11;ili 1.1.an.: scrcmuncnl e la " p retes a" incomp at ibilità della 111i a pos i1iu nl" di 111 ili1;1rl' di c arriera ne i ri g uardi di Frate Francesco - il 1w o vo S nk d .111 1,·s,·,1,. cnta111l' ntL· il c ittadino più grande , più famoso e più segui to ll l' I 1111)1 1do

l', più in ge ne -

rale, ne i rig uardi del tess uto soc iale d a l q ua le pro vl' ng o . L ' e s am e della vita di S. Fra nces co, induhh iam e nll.' pl.' r, 011;1gg io cs ln:ma m e ntc cd eccezion a lme nte e m ble ma tico della 11 o s lra gc n k , s pec ie dall a le ttura d e l Sabatier 1, mi l'c ce s u bito scop r i re un a p r i lll a a ffi 11i1 i1 d c li i va c ome a ss is a no: lo spirito romanti co de l "pa ladin o··. il ro rl l' dl's iLkr io di g iu s ti z ia, il senso d e l se rviz io e la di sponihilità in se ns o la to ve rso il pross illl o. in somm a il "Ca vali e re m e dioevale" o il " Crocia lo'· . La v ita di Fral c Fran cesco , infat ti , da qualunque parte la si osse rv i - e non man ca no a ta l propo s ito le c hi avi di interp retazione più dis pa rate, dal mi s t ico (.lorgcnsc n) al lai co - evidenz ia sempre questi caratteri o ri g inari c he. in mi s ura più o m e no g rande , sono presenti a nc he ne l carallcrc de ll a nos tra gen te. La d iffere nz a fra l' uomo comune ed il santo s tà ne l fatto c he qucs l' ullimo è riusc il o a po rtare qu es te caratteri s ti che di ba se alle "estre m e co nscg uc 111.c" in te rmini di "sce lte " e di " m ode lli di vita" . 1 P AU L S A l:! ATI ER. " Vie de S. Frmu :o is d e Assise ... t::d . Librai rie Fi schhach er 193 1; tradu,.ione: Mondadori Milano, 197 8.


390

Ma.u imo lacopi

Nella vi La di Francesco mi pare di aver individualo ncllamcnle tre tempi storici, tutti sottesi dai predetLi d e nominatori e c ioè l'età d ell'ardore: " giovanile" e delle passioni (momento dell'azione anche violcnla, de ll a ri voluzione dei minores tanto per intenderci, per un a maggiore giu sti zia sociale nella sua ci tLà); " romanti co" (il periodo in cu i, deluso dall 'azione dirctla, parte per Spoleto p er diventare "Crociato" al servizio delle grandi idealità); " mistico e rnaLuro" o dell a "ragione pura" (d opo la definiti va scelta del mode llo di vita da adottare). Ebbene come si può conslalarc Francesco raggiunge la " pertezione" a ttraverso l e fasi predette e quella d el " militare al servizio degli altri", quella del "crociato in se nso lato" per inte nd erci, è stata proprio il preludio alla scelta dcfiniLi va. Quante persone nella vita di oggi sono sulla strada di Spoleto ne lla ricerca di se stessi e delle proprie idealità! Se è così non è certamente un di sdoro per un ass isano sentirsi un "Crociato" sulla st rada di Spoleto, che, schhcnc non abbia ancora raggiunta la meta de lla "con vers ione totale", come Francesco è animato da "spirito romantico, di ser vizio e di g iustizia"! La lettura invece della storia medi oevale assisana mi aveva fatto scopri re, al di là di ogni più rosea attesa, c he i conc ittadini di Frate Francesco, quasi del tutlo dime nti c hi degli insegnamenti de l " Poverello", avevano passato circa tre secoli a darsele di sa nta ragione, mette ndo in hella mostra - n elle vari e scaramucce esterne cd inte rne (molto simili alle faide calabresi) - un carattere d eciso, de termin ato, faz io so, intrigante, a volle fe roce ed in possesso di un vasto repertorio di as tuz ie, diversioni, tradime nti, imboscate c he - al di là di interpretazioni più o me no ma nic hee - evide nziavano, senza ombra alcuna, una popo lazione "grintosa", du ra, provata dalla vita ed ad usa al mesti ere d elle armi . Una le ttura successiva (seconda metà del 1500), que ll a di Cipriano Piccolpasso 2 , di poco posteriore al periodo suddetto, mi fece sorgere non poc hi duhhi sull a reale natura degli ass isani. Leggiamo infatti , dall a su a rela zione in v iata al Papa, di un a città apparentemente in ordin e per quanto atLi e nc alle strutture murari e, ma sosta nzialmen te " fa tiscente" per ciò c he 2 " Le piante e/ i Rii ralli delle Ci11à e terre dell 'Umbria sottoposti al Governo di l'e-

rng ia" Uocumento presso la Bi blioteca Com una le d i Assisi .


i decorati al valore della ci11à di A ssi.l"i

39 1

concerne l' organi zza1.ionc difensiva ed in particolare la Rocca (quattro vecc hi cannoni con poche munizioni , se nza polvere, con de lle armi d' asta "ca tti ve e marce", il tulto curato da un solo uomo per di più senza " provvigione") m a, soprattutto, si riceve la sensazio ne di una c ittà - a differenza della vic ina Polig no, atti va c bellicosa - co me " narcotizzata" dove " Gli huomeni sonno più prest 'otiozi che no dediti alle anni et a lle cose di guerru". Sono con vinto che anche Frate Francesco, come ass isan o, pur nelJa sua grande to lleranza, sare bbe rim as to turbato da una ta le le ttu ra! M a a llora qua li sono i veri ass isa ni, quelli de l Medi oevo (a lte ri , o rgogliosi , duri e prodi guerrieri) o quelli de l Picco lpasso (abuli c i cd ozios i)? Ma forse , p er dirla con la saggezza deg li antic hi romani , la ve rit i't sta se mpre ne l mezzo, essendo probabilmente en tram be le sudde tt e mani k sta1.io ni due as pe tti estremi ed apparenteme nte antite ti ci di una stessa perso n:ilit :1! Non c'è dubbio c he i l Piccolpas so e bbe la sve ntu ra di v is itare 11na c illà red uce da più di trecento anni d i faid e, g ue rre e da d ue 111i c idi ,di sacc heggi, di c ui uno non lontano ne l tempo (qu e ll o de ll a fin i.: dd 1, 1()() del Borg ia) e quindi que lla che e bbe di fronte doveva necessa ri.1111 e11 te esse re u11a c ittù "sta nc a", logora psicologicame nte e fi sica me nte. do vi.: I.i ).:.l'llt l' (c li i.: aveva sic urame nte in ogni casa un lu tto da pian ge re pe r g ue rre n l e pid1.: 111i1.:) vi vt:va ormai raccolta in sé stessa, esau sta e satu ra o rma i di og ni "v iu lc11za". A c iò si aggiunga che la "soporifer;i p;i x pontific ia'· - has.ita sul u 111tro llo indiretto de l territorio altravcrso la nohilt i1 lat ifllndi sta o togata ··!'l'tklt: do au domes ticata" - cominc iava a dare i suo i be nefic i e ffe tti in te rm ini di pace e tranquill ità socia le e tutto questo alla gente, ormai s fid uc iai.i dai r..ill ime ntari risult ati de ll ' autogoverno, bastava pe r rinu1K i.11.l· ,dlc .inti c he e ge lose libe rtà individuali e comunali. N e i secoli successi vi il reg ime tcocralico c he im pe rav;i su Assisi non ha l;isciato molto spazio al libero esprimersi de i propri c itt ad ini ne l cam po d e lle arti ma rziali :I, ad eccezione delle seppur raffin ate eserc itaz ioni lette rnrie accade mi c he dove personaggi , a nche di un certo spessore c ult ura le preva lentem e nte um ani stico, davano libero sfogo in versi alla fanta s i;i de Jl;i loro e rud iz ione, ben atte nti - ne lle loro " intellc tlual i costru z ioni ;i llegori c he" a non incorrere ne lle ire della sempre a tte nta Inqu is iz ione . 3 Al tempo dello Stato della Chiesa il servizio mi lita re 11011 e ra obbligatorio ed era svo lto s u ba se volontari a sotto l'egida di mercenari stranieri assoldati .


392

M assimo lacopi

Ma anc he in questo periodo non sono mancati fra gli assisani spiriti romantici o puramente avventurosi e non pochi rampolli delle "famiglie bene" 4 intrapresero, con le dovute e necessa ri e " raccomandazio ni " ( lellera di presentazione ad un "patronu s" !), de lle di scre te can-i ere militari presso le Corti dell'epoca. Per questi la scelta della vita militare rappresentava un ' occasione per evad ere da una strada " se gnata" dalla sorte o da una " routine" per certi aspetti opprimente. Per dare una risposta definiti va al prohl ema della natura degli assisani m i rimaneva di dare uno sg uardo al loro comportame nto dopo l'U nità Na1.i<malc, pe r verificare se, usciti da l le targo del potere te mporale, fossero rimasti ne ll o s pirito del Piccolpasso, oppure avessero riscoperto "in cor l' anti ca fiamma". Questa è dunque l'ori gine ed il moti vo de l mi o lavoro sui decorali di Assisi! La sorte di aver ricoperto, dal 1990 al 1993 , la carica di Coma nd ante d el Distretto Militare di Perugia (secondo assisano dopo il Colonnello Vittorio Emanuele Ualducci ad avere questo pri vilegio) mi ha finalm ente consentito di condurre una specifi ca ricerca negli arc hivi di Perugia e di Roma, orientata a scoprire quanti assisani ha nn o av uto l' onore di ollcnere un a decorazione al valor militare e dai risultali trarre, se possihile, una considera zione definitiva s ulla loro personalità in ques to campo. De vo dire che il compito c he mi sono prefi sso non è sta to semplice per alme no due ragioni. In primo luogo pe rc hé le be nemerite Associazioni Combatte nti e R educi a lutti i livelli , sal vo lodevo li eccezioni - indubbiame nte più preocc upale dei loro associati v ivi e presenti - hanno praticamente dime nti cato nei fatti la me moria d e i " morti". specie que lli decorati al va lore. In secondo luogo pe rc hé i llo lle ttini Ufficiali dello Stato, solo a partire dal 1905, hanno posto accanto al nom e de l decorato il luogo di o ri gine e q ui ndi 4 Vincenzo e Marcantonio /\ lui g i pe r il Papa e<l il Re <li Napoli , Iacopo Ama tucci c o n il Gene ra le Farncsc al se r vizi o de l Re di Spagna. Vittorio e Cesare Antoniacci in Portoga llo il primo e quindi co l Farncse a l servizio de l Re di Spag na nelle r ian<lrc e d al se rvizio de l Grn ndu ca di T oscana, Alessandro Be ni gni in Sassonia co n i I Reggime nto " Pall avicini " al serviz io de ll ' Austria, Ferrante Bonacqu isti a l serviLio <lei Re <li Napoli , Filip po Egi<li a l se rvizio de l Papa, Francesco Donati a l ser vizio de l Re di Spag na, Nico lt>Dra gon i-Conri<lati al ser vizi o del Papa , L o renzo Falci nc lli -/\nton iace i, Capitano di ca vall eria a l scrviz.io dcli ' Austria , Carlo e Cesare Fiumi al serv izio del Papa e di Ca rlo V Sperc llo Spe relli al servizio de l Papa, ccc ..


I decorali al valore della città di Auisi

393

ris ulta vcramcnlc lavoro assai arduo pote r ri s a lire ai decorali di Assisi antecedenti a l 1905. Pertanto i dali che verranno presentati , inquadrati nel più vasto a rnhilo della Reg ion e Umbria, ri sulta no necessariamcnlc incompl eti, p eccando per difetto in terniini numeri c i pe r le ragioni s uddette e ne lla pratica no n te ngono conlo d e lle even tuali decoraz ioni ricevute da a ssisani nel le g ue rre risorg imentali dal 186 1 a l 1870 e di qu e ll e d ' Africa della fin e dell'800, ollrc a quelle che possono pe r e rro re essere s fu ggite anc he ad una attenra ricerca ne lle centinaia di mi g liaia di deco rati a live ll o naz ional e. Prima però di presentare i dali raccol ti c he , ad ono r d e l ve ro. so no ri su llati veramente s orpre ndenti qu a lit ativamen te e quantitalivamcn lc , se mbra opportuno s pendere due parole su ll ' argome n to d ecora z io ni al va lore.

2. Le Decorazioni al Valore Si n dall e più antich e c iv iltù, il coraggiu ru n ggc ltu di r is pl' ll o. a111 111i ra z io nc cd onori anche conc reti . Giù le civiltù eg iziana, etru sca. g reca, c im:sc. 1rih111 :,v:111u 11nor i e be ne merenze a co loro che se ne e rano re s i d eg ni in co mha111111L·11to: seg ni d e l ri conosc ime nto erano fra i più sva r iati ed ap pari sce nti . Una vera e propria rcgo lamc nlaz ionc ve nn e codiri c at :1 11L' ll ' o 1dinam c nto militare di Roma, ch e preved eva ri co m pe nse di vario g e ne re: n irn 11c di al loro, co l la ri , falere , bracc iai i o a rmi I le. c 11rn ic 11 le ( e iondol i d:1 :1ppc nLh.:re all'el mo ), premi in danaro , c ari c he ono rific hL'. s ino alla 111a ss i111a al lo ra in vigore, il " tri o nfo" . Nel medioevo sorgono con il patroc ini o d e ll a C hi esa i pri111i "Ordi ni Cavallereschi", c he a l cli là deg li sco pi clire lli per c ui e rano s tati ro nd at i, s i ri p ro m ettevano a nche <li prem iare con le propri e inseg ne que lli c he s i e ran o di stinti ne lla difesa de ll a relig ione o de lla T e rra S anta. Di q uesti i più no ti erano: l' Ordine <lei Santo Sepolcro, i C ava lie ri d i M a lt a. i Te mpla ri. l'Ordi ne Teutonico, quello di Alcant ara, di Ca la tra va. <li Santiago di Compo ste la per parlare dei più noti e q uasi lulli ancora es iste nti . Al 1693, con Lui g i 14° di F ran c ia, ri sa le pe rò il p rilll o ve ro Ordine s pec ificatamente nato con la finalità ùi premiare il valore militare e s ull a sc ia de i Frances i molle altre nazioni n el cors o de l 18° seco lo istituirono allri Ordini Militari . Tra questi . fra il 1802 cd il 18 15 , venn e ro costitui ti : la Legion d ' On o re di Francia, la Croce di Ferro Te desca, la Vi c to ria Cross Ing lese,


394

Massimo Iacopi

l' Ordine di S. Leopoldo d'Austri a, la Cruz Laureada di S. Ferdinando di Spagna e l' Ordine Militare di Savoia, per citare i più noti . Ques to fervore di iniziati ve coin volge a nche i vari stati italiani preunitari c he a loro volta - Stato p ontifi cio compreso - istitui scono specifici ordin i per la ricompensa al valore militare. L ' Italia nel campo de lle ricompe nse al valore fonda le sue tradizioni nazionali sulla legislazione eredita ta dal Regno di Sardegna: in particolare, il primo provvedimento specifi co ri sale al 1793 a firma dell 'allora Re Vittorio Amedeo 3° e fu d etermina to da un atto di valore di un marinaio. Infatti nella notte fra il 23 ed il 24 febbraio 1793 il Nocc hiero della Reg ia Marina Sarda Domenico Milleli n:, grazie al suo grande coraggio, perizia ed ardime nto, contrihuisce in man iera decisiva a re spingere con gravi perdite un a formazione navale fra ncese nell' arc ipelago de ll a Maddalena in Sard egna. In co nseg uenza di qu est'atto, in un mo mento particolarmente d eli cato della storia del Regno di Sardegna, Vittorio Amedeo 3° decreta attraver so Regie Patenti l' istituzione della Medaglia d'Oro al Valor Mililare o, in s uhordine della MedaKlia d'Argento al Va/or Militare da d estin arsi a "bass' uffi zial i" o "so ldati" di stinti si 5 in comb attime nto. La prima M edaglia d ' Oro al valor militare itali ana - inseg na metallica soste nuta da un nastro di seta tu rchino -celeste, da c ui l'attuale "Nastro Azzurro" - ve nne così appuntata sul pe tto ("gi ustac uore") del nocchiero Milleli re. Tali decorazioni, ini zialmente esclusivamente indi viduali, nel 17 96 dive nnero a nc he "colletti ve" (a seg uito della necessità di pre miare il va lo re dei " Dragoni del Re" - oggi n c nova Cavalleria - nel combattimento del Rricchelto) e su tale decreto si basa la g iurisprudenza in vigore per la concessione d i decorazioni a l va lore a Reparti e C ittà. Ne l 18 15 Vittorio Emanu ele 1° nell ' istituirc l'Ordine Militare di Savoia (la più alta o norificenza militare itali ana) abrogò tutta la precedente leg is lazione s ul le Medaglie al valo re de l Re Vi ttorio Amedeo 3°. L ' Ord ine 5 La concessione di queste Medag lie era molto oculata ed atl e ntamente selezionata e ne fanno fede i mi nuzio si s uggerimenti indical i nell ' allegato al Reg io Vig li etto de l 26 mar zo 1833. 1n parti colare la concessio ne definiti va di un a decorazione al valore veni va vag liata e san ziona ta da una Commi ss ione apposi tame nte nominata e retta da un Ge nerale in ser vizio.


I decorati al valoff della ciuà di Ax.,·isi

395

doveva pre miare chi si fosse "distinto in battaRlia... con qualche azione valorosa, prudente (sic!forse: previdenle), segnalata, personale, evidenle e tale che poteva omettersi senza man care al proprio dovere cd onore". L ' Ordine, Lu ttora suddiviso in 5 Classi: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore 6 , Grand'Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce, dal 1947 - all'avvento del la Repubb lica - ha assunto la denominazione di Ordine Militare d'Italia, viene concesso per sancire un valoroso com portame nto nell'azione di comando. Esclude quindi la necessità di a tti d i valore ind ividuali ma sa ncisce il valore d i un ' azione di comando coraggiosa in situa z io n i di grandi difficoltà. Il Re di Sardegna Carlo Alberto, con " Regio Yig l icllo" 26 marzo 1833, accanto a ll' Ordine Militare di Savoia (che e ra co ncesso ai soli uffi c iali ) ri pristin a l ' Ordine delle Medaglie al Yalor Mii ila re e le re lati ve pensioni vi tali z ie o soprassoldo , stabilendo a La i fine i seg ue nti g radi : Oro, Arge nto e la Menzione Onorevole al valore. Quest' ulti111 a ne l 1887 con un Regio Decreto di Umberto I O viene nella pratica trasfo rmata ne ll ;1Mf'd(lgfi(I di H ro11 : o al Valor Militare, 7 ricompensa che senza ave re g.11 estrc 111i ri c hiesti pe r le preccdenli recita il decre to - premia "alti di coraggio e fc rn10.1.a". Un Memoriale di Regolamenti, in uso presso la Regia Accadc111 ia Milit;1rc di Torino nel 191 5 all'inizio della 1• Guerra Mondial e, ci conse nt e di riq)l loga rc le ri compense militari allora in vigore. Infarti ne l Libro 2° d e l Rego lame nt o cli Disciplina Militare - Ri compense - dopo aver ricordato a li' ;1rt. I 16, ne lle generalità, c he "la maggior soddisfa zio ne morale pe r il 111ili1arc dcv\.'. essere qu e lla c he proviene dal sentime nto di a ver ade mpito il proprio doveri.'. ... " prosegue sentenz iando che" ... Non sa re bbe buon 111ilita re q ue g li pe r il qu a le la s peranza de lle ricompense fosse unico movente de ll' ope ra re ... " arH.:he se " .. .I' uso opportuno de lle ricompen se costituisce pe r il s upe riore un pole nte mezzo pe r elevare lo spirito militare, infondere la giusra e mu laz io ne ... " all'art. 11 7 c i fornisce l'elenco aggiornato de lle ricompe nse allora in vig ore: - a l Valor Militare:

Ordine Militare di Savoia; M e dag lia d ' Oro, d ' Argenlo e di Rronzo; Avanzamento a scelta pe r me rito d i guerra ;

6 Dal grado di Commendatore l'insegna, retta da un Nastro azz urro - rosso - a zzurro, smaltata di bianco a croce pisana, recante al centro un di sco rosso caricato de lle cifre RI (Re pubb lica Itali ana ) e circondato da una corona d ' all oro. vie ne portata al collo. 7

L ' insegna metalli ca delle Medaglie al valor mil itare prese ntava sul dri tto lo ste mma sa baudo, oggi sostituito da quello dell a Repubhlica Itali a na con la dicitura " al Valor Militare" e s ul verso una coronci na di alloro con uno spazio libero per inciderv i il no me del decoralo e la data del fatto d'armi.


396

l' Enco mi o Solenn e

Massim o Jacopi

8

e Semplice;

le Ricompense per "meriti sp eciali" (avanzamcnlo a scelta in tempo d i pace, concessione di Ordini Equ estri quali l' Ordine della Corona d ' Itali a e de i SS . Maurizio e Lazzaro) o per a nzia nità di se rvizio. Ne l 1922, poco dopo la fine della l" G uerra Mondiale , viene istitui ta anche la Croce di Guerra al Valor Militare 9 , per "onorare specificamente atti di valore compiuti in cornhallimento" per i quali era stato concesso !' " Encom io Solenne" e la nuova decoraz ione vie ne a collocarsi, per ordi ne d i importanza dopo la Medaglia di Bron zo. Nel 1935 vennero dec retate quali ricom pense a l valor militare anche la " Pronw z.ione per merito di guerra e l 'i\ vanzamento p er merito di guerra 10 . Con queste si intendeva premiare oltre che un importante allo di valore, una parti colare capacità operativa in un ciclo di operai.ioni belliche; ad esempi o l ' ave r ricoperto in operazioni responsab ilità di li vello superio re . Le decorazion i, infine, si di ffcrcnziano anc he pe r " tipolog ia" di concessio ne. Esse possono essere asseg nate: in "via ordinaria", quand o le proposte di concessione di decorazioni al valore seguono l' iter normale att ra ve rso il vaglio di un'apposita "Comm issione pe r la co ncessione di ri co mpe nse al valor militare" presso il Ministe ro della Oil'csa (per la con cess ione di decorazio ni ai partigiani è stata istitui ta cd è tuttora attiva u na speciale Comm issione ad hoc chi amata telegrafi camente RICOMPARTIG IAN !) retta da un Gene ral e, nominato pe r delega dal M inistro. Queste comm issioni vagliano, negan o o sanciscono tutte le proposte di ricompense al valore, fi ssandone il ti po e la moti vazio ne dcl'initi va ; 8 Riguardo l' Enco mi o Sol e nne l'art. 11 8 recita essere " 1111a lod e - da ta per iscri tto e.la i superiore per un fallo speciale c he la me rit i o per una partic o la re dili genza o inte lli genza a do perala ne ll 'adempi me nto de i p ropri dove r i o nell 'eseCL11:ìone di ordin i - e.1·e111plr1rm r>11te p ubblic ata a/J"O rdi111: del Giorno rfp/J"f:.ç ercito o dei comandi .firw al li vello reggiment o, a seconda de ll ' aulorìlà c he lo tribu ta··. 9

La C roce di G ue rra a l V .M., di b ronzo. presenta sul hracc io ori zzontale de l dritto la dicitura '"a l Valor M ilitare" acco sta la dalla c ifra Rl e da una daga romana. IO La pro mm.ione pe r me rito dì g ue r ra contraddistinta e.la due dag he incroc iate cd una coronc ina di a ll oro - sanc iva una promozio ne a l grado superiore pe r att i d i valo re in co rnball irnento, mentre I' Ava n/.ame nt o per meri to d i gue rra - indic ato due daghe incroc iate - sanc iva lo spostamento in a vanti nel ruo lo ll ' a va n/.amc nto de ll'ì111crcssato ed equiva leva nella pratica ad una a hhrevìazione del pe riodo previsto ne l g rado ri vestito.


l decorati al valore de/In riflrì di A ssisi

397

"alla memoria", c ioè co ncesse con lo stesso iter preced ente a sanzion e e ricordo di un atto di particolare valore di un soggetto cad uto, o in co mhaltime nto, o in consegue nza delle ferite riportate in com battimento ovvero in prigionia; "sul campo", cioè assegnate direttamente sul ca mpo cl i battaglia dalla più alla autorità rcsponsahilc del teatro d 'ope ra zion i per sottolineare e san z io na re un com portamen to esempl a re c d cccczio nalmcn le meritorio m combatt ime nto.

A conclusione di 4ueslo hrcvc escu rsus storico sull e decorai.ion i a l valore pare opportuno ricapitolare tutto quel lo c he la leg is laz ione vigen te prevede a ttualme nte nel campo delle ri co mpe nse al valore: Ordine Militare d'Italia (già di Savoia) 11dlc ci11q uc Classi pn.:dc tll:; M edaglia d 'Oro al V.M. ; M f'dag/;n d'llrgf'nto al V.M.;

Meda glia di Brurt't,U al V.M . ( giù Me11 à u11e ( )11ou· 1·0/c 11/ V.M . ): Croce di Guerra al V.M. 11 ;

l'romozione/Avanzwnenlu per merito di gue rra: F.ncomio Solenne;

t .'ncomio Semplice.

3. I Decorati di Assisi Come ho accennato in precedenza i dati scaturiti da lla ri cerca sug li ass isani decorali al valor m il itare han no presenta to ri s11l1a1i ce rtamen te in.ill esi sollo l ' aspello qua ntitati vo cd acldirillura so rprc ndc 11ti da l pu11to di vista q ualitativo. Dal loro esame analitico, da quell o comparalo con i dati relati v i all ' l Jm bri a, da qu e llo qualitativo in generale e da qu e llo riferito all' estraz ione soc iale, cercherò di trarre alcune conside raz ioni e de du z ioni conclu sive c irca la soluzi one del 4uesito c he mi sono posto in prccc<len1.a. 11 La C roce di Gue rra al V .M. no n va confusa con la Croce al Merito di Guerra c he è simile alla precedente con la scritta "A l Merito d i Gue rra .. cd è so ste nuta da un nastri no a c inque stri sce alternate di azzurro e bian co. Quest"ultima è in vece una di stinzione c he non rig uarda uno spec ifico atto di va lore ma pre mia - fino ad un nume ro massi mo di Ire -chi ha servit o pe r almeno c inque mes i in ~.ona di o perazion i, c hi è st:110 ferito in azione o chi - c aso de ll a 2a Guerra Mondia le - è stato inte rnato in Ge rmania .


398

M a.vsimn lacopi

In nanz itutto il quadro complessivo della ri cerca. Dal 1905 al 1970 risultano assegnate a cittadini assisani 165 decorazioni al valore per un totale di 116 indi vidui , così suddi visi per categoria di decoraz10111 : Ordine Militare di Savo ia Medag lie d ' Oro al Y.M.

2

Medaglie d ' Argento al V.M.

45

Medagli e di Bronzo al Y.M.

54

Croci di Guerra al V.M.

47

Encomi Solenni

10

Encomi semplici

6

TOTALE

165

o ltre a 7 Promozioni/Avanzame nto per me rito di g uerra 12. In parti colare la ripartii.ione d e lle Medaglie per s ingoli decorati ri sulta la seg uente: N . Deco ra7.in ni

I Ordine Militare di Savoia

Decorati

pe r indi vidui

2 Med ag lie d ' Oro al V .M.

2

45 Med aglie d ' Argento al V.M . "

36

54 Medaglie di Bronzo al V .M. "

49

47 Croci di Guerra al V.M.

39

10 Encomi Solen ni

6

6 Encomi Se mplici

165

4

TOTALI

13

117

12

Nel prosieguo ddla trattazio ne tali decorazioni non verra nno pi ù considerate in quanto ininflue nti sulle cons iderazioni <l i carattere gene rale <la l.rarre . Ciò perché tali riconosci me nti , numericamente esigu i cd incompleli . vengono prevalente me nte assegnali a personale di ca rri era e perché i dati relativi al complesso dei decorai.i dell ' Umbria ris ultano largamen te inatte ndi bili .

n Non confonda il numero comp lessivo dei decorati che r ima ne sempre 11 6. Il dato di 117 de ri va dal fa tto che uno stesso indi viduo pl uridecorato si trova e lencato in pi ù calegoric d i ricompe nse.


I decorali ul valore della cillà di A.vsisi

399

lJn primo esa me dei dati sin qui riportati evidenzia c hi aramente che i cittadini di Assisi (vedasi elenco ri e pil ogativo in Af/egato A) hanno ottenuto, anche se in misura diversa, tutte le decora zioni previste dalla normativa e che la differenza fra i l numero delle decoraz io ni ed il numero dei decorati indica inoltre l'esiste nza di molti assisani pluridecorati , come ri sulta dallo specchi o seguente: N. Decoraz ioni

Decorati

7 6

2

s

4

3

3

11

2

PL URmRCORATI

11 .

23

COGNOME

NOME

(ìALL/\ROTTl

Edgardo

ROSCI NI VITALI

li.a lo

STIR AT I

Giovanni

C/\N INI

Ade lmo

(ìER/\RD I

Aug usto

M INC IOTTI

Da niclè

C H RU .I

Rina ldo

RI ZZO U

Tullio

TANTINI

/\ncln:a

RI ZZOLI

l:dua rdo

TO M/\RRLI .I

/\u rdi u

PELICI AN I

Pc rnan do

ARCANGELET l'I

l:rm:sto

BELLINI

Mario

CALOCC I

Gi useppe

COMPAROZZI

Emidio

CANONICI IEITI

Mario

FIUMI

G uido

GAM B INI

Ferdinando

MASI

Lui g i

PAG LI ACC I

13runo

PAGLI /\CC I

Ulderico

ROSS IG NO LI

Adalhe rto


400

Ma ssimo lacopi

11 totale appe na individua to ci perm ette di valu ta re nel 19.8% la percentuale d ei pluridecorati _ri spe tto al to tal e degli indi vidui in esame, dato sic u-

ra me nte ragg uardevole e certame nte superiore a qu anto era lecito atte nd ersi, tratta nd osi di personaggi "fuori de lla norma" . Questo fatto evidenzia chi ara me nte c he ci troviamo in presen za di un ca mpi o ne qualita tivam ente ril eva nte, for mato da un con si ste nte nume ro di soggetti di ele vato valore intri nseco. Ma vale però la pena soffe rmarsi su alc uni di questi personagg i pe r un breve commento. L'assi sa no in possesso de l maggio r numero di d ecorazioni ri sulta un ufficiale di carriera (S PE), il Ge neral e Ed~ardo Gallarolli (classe 1896 morto nel 1970 a Goriz ia), con quattro medaglie cd un Encomio nella 1° Gue rra Mondiale e du e nella 2"; lo seguono co n 6 decorazioni il maresciallo pilot a, asso dell ' A e ronautica de l Gruppo Buscagli a, Ita lo Ro -

scini Vitali , classe I 919 da Santa M aria degli An ge li , con 2 medaglie d ' arge nto, I medaglia cli bronzo, 2 croci di gue rra ed una promozione pe r merito cli guerra ad Aiutante di Battag lia, ottenute nei cie li d el Mediterraneo ed in S icilia durante la 2• Gue rra Mo ndiale cd il Ge nera le Giovanni Stirati (uffi c iale di carriera classe 189 0, morto a Fire nze nel 1979), combattente del la I " e 2• ( i ucrra Mondiale con due decorazioni, t re enco mi e la pro mozione a gene rnle per merito di g uerra nel 1943 . Co n 5 decorazioni al valore tro viam~: un uffi ciale de ll ' aerona uti ca, cad uto in ma re nel 1942, il Sottote ne nte pilota A delmo Canini da Torc hi ag ina, classe 191 O, con 3 medaglie d ' argen to (d i c ui una in Spagna), una c roce di g ue rra e la pro11107,ìone ad uff iciale pe r me rito di guerra; un sottu fficia le di ma ri na, pionie re dell' aviaz ione, p ilo ta d i id rovolanti , il 2° Capo radi otelegrafi sta Daniele Minciotti d a Pe trignano, con tre Medag lie e du e Enco mi nel la 1• G uerra Mo ndiale cd il Tene nte in SPE d e i Carabini eri liu~us to Gerardi, c lasse 1889, co n una med agl ia ed un e ncomio ne lla G uerra di Li bia cd un e nco mi o e due medaglie nella I• G uerra Mondiale, di c ui una o tte nuta ne l 191 8 sul fronte francese. Di notevole interesse fra que lli che hanno otte nuto 4 d ecorazio ni ris ulta no le fi gure de l Ge nerale Rinaldo Chel/i, nato ad Ass isi il 29 a prile 1890, c he ha co llezionato sui fro nti della I " Ciuerra Mondi ale be n 4 decorazioni, di cui due ne l 19 18 in te rra di Francia ne l 2° Corpo d ' Armata de l Generale Al-

bricci; de l Te nente di Fante ri a di compleme nto Tullio Rizzo/i, nato ad Assisi I' 11 marzo 1893, con 1 decorazio ni ne lla I " Ciue rra M ondi ale e del Tene nte di Fante ria di compl e me nto And rea Tantini, classe I 9 11 , decorato de ll a 2" in Africa Selle ntrional e.


1 decorati al valore della città d i Assisi

401

Con tre decorazioni tro viamo in vece il Magg iore di Fanteria SPR Hdoardo

Rizzoli, classe 1895, fratello del prcccdcnlc, con due decora7.ioni nel la I " Gue rra Mondiale ed una in Africa Orientale nel 194 1, l'Aiutante di Rattag li a Aurelio 'f'onwrelli da Ri votorto d ' A ssisi , classe 1893, con due decorazioni al valore ed una promozione per merito di g uerra nella I" Guerra Mondiale, del Te nen te Colon nello di Fanteria Fernando Feliciani, classe 1912, decorato due vo lte in Somalia nel 1936 ed in Albania nel 1940. Fra i pe rsonaggi con due decorazioni è doveroso ricordare, per l' e levati ssimo valo re intrinseco dei riconosc imen ti otten uti , il Genera le Luigi Ma -

si da Pctrignano (Allegato R), il rrimo decorato umhro, il conquisla tore di Orvieto nel I 859, il primo Comandante de lla Di visione di Perug ia, c he da solo a ssomma le due più a lte decoraz ioni al va lore e più precisamc nlL: l ' Ordin e Milita re di Savoia e la Medagli a d ' Oro. È oppo rtuno c itare , Ira g li al tri, le fi g ure de l Cappellano cieli' Aerona utica Padre Ferdi11wHlo Cìo111 l,i11i. classe 1909 da Santa Maria degli Ange li , decora to ne l l'ae ro porln di C umi so nel 1942 e ne l 1943, del Tenente degli Alpini /Jnwo Pagliacci . classt.: 19 17 , decora to in A lba nia nel 1941 e d .in Ju go slav ia ne l 1942. dell ' uffi c iale de ll a Milizia Giuseppe Calocci, decorato ne l 1937 e 1938 in Sp;1g na. d e l Tenente degli Alp ini Mario Canonich<'lli, con una promozio ne pe r me ri lo di g uerra in Grec ia nel 1941 cd una dccoraz io11c a l va lore "a lla 111e111oria" in Ru ssia ne l 1942, del Tenente del G e nio , Conte Guido h11111i. co11 du e decora zioni in A lbania ne l 1943 e ne l Mo nte neg ro ne l I 1)44--1 5 cd infine que lla de ll ' av vocato Ma rio Bellini (rn orlo ad Assisi ne l 1988). dccor;1ll>, mulil;ilo e reduce del la campagna di Russ ia. Pui'> essere inl crcssa nl c ri lcv.irc c he de ll e 165 decoraz io ni concesse ben 17 sono state asst.:gna lc " a l la me moria " . Questo ci dice che 17 assisani deco rati so no morti in co mba llime nt o o pe r le fe rite riporlatc o in rri g ioni a. Di qucsli 7 e ran o uffi ciali (i l Capil ano Con/e Vi/Iorio /im.anuele Fiumi, morto ne l 19 16 . quale Comandanlc di un battag li o ne del 152° Fanteria " Sa ssa ri " a Monte Ze bi o s ul fronte de ll' a lt ipiano ve neto trentino, il Sottote ne nte di Fante ria Emilio Truffi ne l 19 16 ne lla Co nca di Plezzo, il Sottote ne nte di l •anteri a Adalberto Rossigno/i ne l 19 18 ne l Ven e to, il Capitano di Fa nte ria Gio vanni Renzi (Allegotu C), medag lia d ' oro al val or militare caduto ne l 1942 in Croa7.ia , il Sottote nente pilota Adelmo Canini morto nel M editerraneo nel 1942 cd i frate lli , ufficiali deg li A lpini , ;\Leandro e Mario Canonichetti, morti ne l 1943 in prig ionia in Russia), I Soltuflìc ialc (Sergente Magg iore di Fan teria Giuseppe Biondi nel 19 18 sul fronte del T re ntino) e 9 G raduali e Mi li tari di Truppa ( il fante Adelmo Piz.zardi,


402

Massimo lncopi

morto nel g iugno 19 13 ne ll ' Osped ale Mil itare di Napo li in se guito a lle fe ri te riportate a Sidi <Jarhai'J in Libia il mese precedenlc; il caporale del 12 9° fa nt eria Giuseppe /,eone/li , morto ne l 19 15 a Luc i nico ne i pressi di Goriz ia: il fa nte de l 146° Fanleria Na tale Ba/listini morto nell ' Ospedale Militare di La Spezia il 9 agos lo 19 16 in seguilo all e fe rite riporlatc in combattime nto; i I eaporal maggiore dei bersaglieri Guido Sorignani mo rto nel 1917 a M o nte Colhricon; il I O aviere motoris ta Vittorio La nfaluni, morto nel 1940 nel Ci clo dell a Manica ; il caporalmaggiore AUC Leone Maccheroni morto nel 1943 a Mig nano Monte lungo; i I caporale di fante ria Mariano Antonini, morto a Pe tcano ne l Ve nelo nel 1915 ; il caporale d ei dirig ihi listi Angelo Carlof orti, mo rto a Ncrvesa sul Pia ve ne l 19 18 ed il partig iano Vi/Iorio Flamini, fu cilato nel 1944 nel Friuli). Altro particolare inte ressante è che ben 24 d ecorati al valo re sono s tati fe riti in combattime nto e fra questi I I U ffic iali. 4 Sottufficiali e 9 (ìradu ati e Militari di Truppa . L 'esame a nali tico dei dati di stri buiti secondo l' importan za delle decora7.ioni rice vute t: i pe rmette di t:ostruire un a "pcrl"e tta" Curva di (ìAUSS (più nota co me c urva "a ca mpa na" Fi1:. 1) l -1 il che ci indica c he il t:ampio ne dei decorati assisani, casualm ente, ri spo nde ad una normal e di stribu1.ione di dati e quind i se mbrcrchbe rie ntrare in una no rma matemati ca dei fenome ni .

60

Mli V~ ).__

50

MJ\VM

40 30 20

IO

MOVM I

o

I

I

.,.-

~\CGV M

I

\

·-

\ \

ESOI , -1

OM I I

2

3

4

5

6

ES

7

DECOR A7.ION1 ASSIS I

Fig. I

14 C ont rariame nte a quanlo veri ficato, sarehhe s 1a10 lec ito attc n<lers i, da que ll o dei decorati , un fe no111e no di propo rz io na l i là in versa fra l'i111por1 a n za d e lle. decorazion i e n umero de i decorati e quin<li un a c urva c re.sccnte a l di m in u i re d e ll ' im porta nza delle <lecorazio n i.


i decorati al valore della c:i11ù di Assisi

403

Oi fatto considerala la Medag lia di Rronzo (valore intermedi o nel campo delle decorazioni ) al ccnlro d ell e de viazion i sta ndard d ei dati dei decorati, ved ia mo che la massa degli slcssi si ùi strihuisce a cavallo del centro secondo una simmetricamenle perfetta cd allungata " Normale Gaussiana", con poc hissimi decorati al piede della curva e q ues to ci conscnlc di poter effettuare un a prima con siderazione e pidermica e cioè c he la popolazione assi sana s i presenta omogeneamente compatta su valori medi, con picchi esterni di de viaz ione quali tati vamente significativi, ma quantitativamente esi gui . L' esame degli stessi dati , inqu adrali nel più vasto contesto dei decorati dell' Um bri a, ci permette di ottene re ulte ri ori deduzioni c he, confermando alcune linee di te ndenza generali appe na evide nziale, ci consentono soprattutto d i pe rfezionarne altre .

Dal 1905 al 1970 sono infatti state co ncesse 4995 decoraz ioni a cittadi ni um bri per un lolalc di 3786 decorati come ri su lta da Ilo sc hema seg ue nte: DECOR AZIONE

- Ordi ne Militare di Savoia Medaglia d'Oro al V.M.

N. D ECOR AZI O N I

6

48

Medaglia d 'Arge nto al V.M.

11 49

- Medagli a di Rron zo al V .M.

1951

Croce di Guerra al V.M. Encomi Sole nni - Encomi Semplici

1563 272 51

4995 Prima di procedere alla loro anali si è opportuno ricordare c he i dati nel loro co mp lesso comprendono anc he i decorati della Pro vincia di Rieti tino al 1927, in quanto fino a quella data (riorga nizzazione ammi nistrali vo-te rrito rialc di Mussolini e c reazione d elle Regio ni) il C irco nd ario di Rie ti (la Sabina) face va parte della Pro vincia dell'Umbria 15 . 15 Peraltro un resto di tale preced e nte organ izzazione la si pu ò ancor ogg i vedere nel Col legio elelloral e c he, per q uanto ci ri gua rda, contempla a ncor a la di zione Umbrosabino.


404

Massimo lacopi

Il grafico coslruilo con i dali d e i decorati de ll'U mbria ci ripropone ancora una curva di GAUSS molto a ll ungata (Fig. 2), come quella dei decorati di Assis i ma, a differenza di qucsl' ultima, c on una minore simme tria e con un va lore medio a valle del punto apicale.

2000

MBYM)

1800 1600

1400 1200

'--

/

MAVMl

1000

/

~

/

~ I\CGVM

\ \

I

800

600 400

I

200

MOVM

o

UMI

I

I

\

I

\ \ \ _ESOL

V

~

2

4

:)

5

6

HS

7

DECORAZ I ON I UMBRIA

Tcnulo conto del farro che i dati umbri contengono mediame nte un trequattroce nto decorati de ll a Provinc ia di Ricli ( fin o a l 1927) e ch e il rapporto fra la popolazione di Assisi c d il resto cte ll ' Umbria è stata se mpre intorno ad I /30, ne conse gue c he, confrontando i d at i c omplessi vi e verificando l'esistenza di tale rapporto fra le decorazioni Assisi/lJ mhria c oncesse, potre mo conseg ue nle rncnlc ri ca varn e inte ressa nti e le me nti d i va lutaz io ne a conferma di quanto g ià si può ev incere da un a prima lettura de i gra fi c i. D ECORAZ I ONE

TOTALE

ASSIS I

UMBRIA

RAPPORTO

VALUTA ZIONE

165

4995

1/30.27

= 1/30

Il rapporto che scaturisce dal predetto confronto (c irca 1/30) ri sultere bbe leggerme nte supe riore ma com unque omogeneo co n qu e llo delle popolazioni ( I /30 ) e, ne ll a pratica, te ne nd o conto de ll a diminuz ione da apportare alle decorazioni dell' Umbria pe r i d ecorali dell a Sahi na, ne consegue ch e il rapporto glo bale decorai.ioni Ass isi/ Um bria è decisa me nte a favore di Ass is i. In tal e con testo appare g iu stificato e plaus ibile procedere ad un confronto fra i va lori parz ia li (Fig. 3 ).


405

I decorali al valore tiella CÌIIÙ di i\ .u isi

IWCORAZIONE

ASSISI

UMBRIA

8

OMI

RAPPORTO

VALUTAZIONE

l/8

>>> 1/30

1/24

>> 1/10

MOYM

2

48

MAYM

45

11 49

I /25 .55

>> 1/30

MRVM

54

1951

I /36.13

« 1/30

CGVM

47

1563

1/33.25

< 1/30

E Sol

10

272

1/27 .2

ESem

6

51

» 1/30 »> 1/30

1/8.5

40 MI3VM ,a...

35 30

25

/ MOV M; r

20

15

10 5

I

/

--, ~VM

UMBR IA / ASS ISI

ES00

\

MAVM

I

I 1 OM I

- --

\

--

\

1~ ES

o 2

3

4

5

6

7

')

DECORAZIONI UMBR1J\/J\SS1S I Fig. 3

Questi dati , d al canto loro, co nfe rmano le prime impress io11i g iù ricava le dalla le ttura de i g rafici e cioè c he le decorazioni ollcn ute tlag li a ssisani sono sostanz ia lmente omogenee con 4 ue lle deg li Umbri pe r quanto atti e ne a ll a loro ripartizione e tlistrib uzione generale ma, ri spetto a queste. presen tano un coeffi ciente q ua litativo lcggerrnente superiore. Ciù l'. provalo dal l'avorc volc rapporto g lobale fra i dati complessi vi de i decorali e dai rapporti parziali , decisamen te ancora più fa vorevoli, ne lle decorai.ioni di magg iore pregio, 4uali Ordine Militare di Savoia, Medag lia d ' Oro e d ' Arge nto. Quan to appe na dedotto non fa a ltro che c onfermare ciù che era indirettamente emerso 4ualitalivame nte dalla valutazione della consiste nza num erica d e i pi uri decorati.


406

Ma.uimo lacopi

Un esa me approfondito sul ca mpione dei decorati assisani sotto l' aspetto qualita tivo ci pcrme tre di inferire ino ltre ulteriori interessanti considerazioni di carattere generale.

È, sorprendente infatti notare co me gli assisani , o ltre ad avere ottenuto tutte le decora zioni al valore previste dalla normativa in vigore, appaiano praticamen te rappresentati vi di tutte le categorie d ei militari, di quasi tutte le Forze Armate cd i Corpi Armati dello Stato e risultino sistem aticamente presenti, sebbene in misura diversa, su quasi rutti i fronti dell e g uerre nazionali. Per quanto attiene alle categorie dei militari il campione dei decorati assi sani presenta le seguenti perce ntuali (Fig. 4): Ufficiali

n.

45

Sottufficiali

Il.

21

Graduati

Il.

24

Trup pa

11 .

26

pari al ''

} 50

"

pari al

I 16

38.79 % 18. 10 % 43. 11 % 100 %

DECORATI

TRUPPA

43%

SOlT UFFlCIJ\LI 18% Fig. 1

che ev idenzia un a seppur leggera prevalenza dei decorati soldati sulle altre categorie.


I def"orali al valore de lla cillà d i A s.1·is i

407

Il campione suddiviso per Forze Arma le e Corpi Armati dello Stato mostra la segue nte ripartizione (Fig. 5): AERON AUTICA ESERCITO

MARINA GdF

7

101

5

5.98

86.32

4.27

l

16

0.85

MVSN

3

2.56

ALTR I TOTALE

o

11 7

16

100%

con una schiacciante presenza dell ' Escrcilo su tutte le rimanenti Forze Armate, dovuta anche alla particolare posizione geog rafica della regione.

AERO NAUTICA

6'k

Fig. 5

L ' ulteriore ripartizionl'. nelle Armi dell ' Ese rcito c i forni scl'. le scg11 c111i indicazioni ( Fig. 6): CARAilIN IER I S ERVIZI 7%

7</o

71%

Fif!,. 6

16

11 Generale Stirati ha iniziato la sua c arrie ra <:ome llfficia lc de l la Regia Guard ia di l' inanza e solo ne l 1919 è transitalo nell ' Arma di Fanteria de ll'Eserc ito. U11 ufficiale <:appellano, due uffi ciali, un sottuffic iale e guatlro graduati ri suliano apparte nere a ll'Arma Aeronautica; due uffic ia li ed un sortufficiale facevano parte delle Camicie Nere (M ilizia Volontar ia di Sicurezza Nazionale); un uf"ficiale, Ire soltu ffic ial i cd un ca poral e sono 111ari11ai.


408

Massimo lacopi

F/\NTER I /\

A RTICìL.

CA RAB.

GE IO

CAYALL.

SERVIZI

TOTALE

2

o

3

40

o

16

4

45

7

101

li

31

3

SU:

11

2

2

Tr:

30

4

3

4

o o

72

9

6

7

()

Dati c he con fermano, come e ra lecito attendersi, così come per l'Esercito ne i con fron ti delle altre Forze Armate, una netrissima prevalenza della Fanteria sull e altre armi. In particolare il rapporto complessivo fra le varie categorie nell 'ambito dell ' Esercito, favorevole ai militari di truppa (44.6% contro il 39 .6% degli ufficiali ed il 15.8% dei sottufficia li (Fig. 7) , diviene neU' Arma di Fanteria a favore degli ufficiali (4 3. 1% contro il 4 l.7% dei mil itari di truppa ed il 15 ,3% dei sottufficiali - (F ig. 8). FANTERIA

SOTrl Jf'l'IC'l i\l .I 16%

ESERCITO

SUl"l"U M'l<:li\LI l'i%

Fii. 8

Ne lle altre armi si nota una leggera p revale nza del l'artiglieria sul le rimanenti e questo può essere spiega to co n la rela ti va vicinan1.a ed intluenza della presenza storica a Fo ligno e Perugia dei repa rti de l l O Regg ime nto Arti g lieri a "Cacciatori delle Alpi" c he , in sieme al 7 ° pesante campa le di Terni e s uccessivamente alla Scuo la di Arti g lie ria di Fo ligno, sono stati da sempre la base dell a tradizione dell ' Arma di Artiglieria nell 'Umbria. Fra il personale decorato d ei serv izi merita una particolare citai.ione il Tene nte Colonnello m edico Carlo A lberto Crispotti, dire ttore cli un Ospedale da Campo sul fronte gr eco nel 1940- 194 1 cd il Co lonnello medi co Do galino Maimone , Direttore di Sanità del1 ' 8° Corpo d ' Armata in Grecia.


I decorati al valure della cillà di Assisi

409

Un discorso a parte merita, prima di parlare dei vari Lcatri di guerra che hanno v isto le gesla eroiche di assi sani, la prima decorazione a l valore allri buita ad un ci ttadino di Assisi e ad un urnhro. Si trana dell ' Ordine Mili lare d ' Italia (g ià di Savoia) concesso nel 1859 - al termine de lla Campagna per la conqui sta dell e Marche e dell'Umbria al!' allora Colonnello di Fan teria /,uiii Masi (Alle~ato B) da Petrignano per la sua vittoriosa azione alla guida de l Corpo Volontario dei "Cacciatori del Tevere" nella conquista di Orv ie to 17 , Montefiascone, Viterbo, Toscanella (oggi Tuscania) c Corneto (ogg i Tarquinia). Sempre al Masi, personaggio di primo piano ne lla storia regionale del risorgime nto e pressoché sconosciuto per la magg ioran za degli assisa ni, spetta inoltre i I meri to di aver oltenuto ne l l'agosto de l 1866 - ne lla repressione dei moti di Palermo, al termine della ca mpagna del la 3" Guerra d ' Indipendenza - la prima medag lia d'Oro al va lor Mii ilare de ll' Umbria. Come già detto in precedenza non si hann o e lcmc 11li probanti c irca il numero e d il nome di eventuali decorati assi san i ne lle C amp;1gnc del I 866. del 1870 e del l 887 - 1896 in terra d 'Afri ca, ma i dati racrnll i a pari ire dal 1905 sono comunque sufficienli a configurare un quad ru abhaslan za comple to della presenza degli assisani sui vari campi di hallaglia de lle g ue rre 11a1.ionali (vedasi el en co riepilogativo in Alle~ato A). La Guerra di Libia del 191 l-1912 e le s uccessive operazioni di t:sle11sione <lclla conqui sta verso i territori dell'interno vedo no Ire lkcoral i assisani : il Tene nte Gerardi nel 19 11 e nel l 912, il fante Pizza rdi morto ne l 191 3 i11 seguito alle ferite riportate in cornhallim ento e l'auti ere Santini ne l 19 1."i. Durante le operazioni della I " Gue rra Mondi a le gli assi san i raccolgo no be n 93 decorazioni a l va lore (il 56.71 % di tulle q ue lle o tte nu te) per 7 1 indi vi dui , così ripartite ne l corso deg li a nni di g uerra:

19 15:

Il .

13;

19 16:

11.

18;

19 17 :

n. 2."i;

1918:

Il.

TOTA L E 17

36; 93

c o sì ripartile:

Si deve infatti al Masi se Orvieto , storicamente legata alla T uscia Romana cd al Pa trimo11io <li S. Pie tro, dal 1859 è e ntrata slahilmentc a far pa rte dell'U111bria. In fatti , in conscgucnz.a degl i accordi in le rnazionali sig lati a seguilo.dell a co nqui sta del Regno di Napoli e dcli" ltalia Centrale, il Regno di Sardegna si im pegnò a restit uire al Papa le città di Montefiascone, Viterbo, Tuscania e Tar4uin ia in cambio del possesso della ci1t.i1 di Orvieto che. per fi nilimilii geografica, fu consegue11 lerne n1e aggrega ta da allora all' lJrnhria.


Massimo lacupi

410

Medag lie d' Arge nro

Il.

26;

Medagl ie di Bronzo

11 .

40;

-

Croci di Guerra

Il.

15;

-

Encomi Solenni

11 .

9;

Encom i Sempli ci

Il.

3;

delle quali 9 "alla memoria" (52.94% del tarale dei decorati caduti in guerra) e 19 a feri ti (79.17% del totale in questo settore). Gl i stessi dati ripartiti per fro nti ci danno la seguente s uddivisione:

-

43;

fronte G iulio

I l.

fronte T re nti no

n. 32;

fronte Francese

n.

4;

fronte Piave

11 .

14.

I risultati nel loro complesso ci confermano che anche g li assisani come il resto dcli' Umbri a e degli itali ani hanno pagalo un considerevole tributo di sangue nella Gra nde Guerra. Troviamo poi ben 7 decorati assisani nella guerra per la conquista dell ' Etiopia nel 1935-36 e nelle successive operazioni di Grande Polizia Colonia le e 4 nella q uasi con temporanea G uerra di Spagna de l 1936-39. Q ueste due g uerre si differenziano dalle precedenti per la presenza di una forte carica ideo logica a base d elle motivazioni, nella prima il mi to fasc ista de lla ricostituzione de ll ' Impero d i Roma e ne lla seconda " l' aiuto fraterno" ag li spagnol i ne lla lotta co ntro il comu ni smo internazio nale. In tale contesto appare naturale anc he per Assisi la concessione di decorazioni a suoi cittadini inquadrati ne lle Camicie Nere. Fra q uesti i I Capo manipolo (equiparato ad uffi ciale) Rodolfo Ciammarughi, decorato nel 1937 ad Albucò in Etiopia, il Capo manipolo Giuseppe Calucci con due decorazioni ne l 1937 e 1938 in Spagna cd il capo squadra (eq ui paralo a Sergente) Spartaco Marchetti, ferito e decorato nel 1938 ad Alcaniz, sempre in Spagna. La seconda guerra mondiale, seppure potenzialmente più distru ttiva in termini di poten za di fuoco e di sistem i d ' arma, ha complessivamente r ichiesto un minor tri buto di sang ue da parte degli assisani , che sui vari fronti in cui sono stati impegnati ha nno ottenuto 53 decorazioni al valore per 38


I dernrati al valore della c:itlà di Assisi

411

indiv idui (dei quali 4 feriti e 2 mutilati) così riparli te: Medaglia d ' Oro

n.

l;

Medag lia d' Argento

11.

16;

Medaglia ùi Bronzo

n . 10;

Croce di Ouerra

n. 25;

Encomio Semplice

n.

TOTAT,E

n. 53, delle q uali 7 " alla memoria ".

La ripartizione per i vari fronti di guerra ri sulta la seg uente: greco-a Ibanese

Il.

14;

italia meridionale

n.

6;

africa orientale

n.

1.,

africa settentrionale

11 .

15;

russo

11.

5:

balca no

11.

5;

guerra di liberazione

Il.

6·,

fronte aereo inglese

n.

TOTAl,E

Il.

53

L ' e same dei dati de lla 2" Guerra Mondi a le c i <l ~, u11 quadro deg li ass i sani impeg nati su pratic ame nte tutti i fronti di g ue rra , uall' /\ lbania all'Eti opia, dalle steppe della Ru ssia al d eserto di E l A lamc i11 in /\fri ca Sett e ntrionale, dal Cielo de lla Manic a a lla torme ntata geografia ùcl la cx Ju gos la v ia, dove ha trovato la morte i l Capita no Giovanni Re11zi , Meda g lia d ' O ro al valor militare 18. Fra gli assisani d ecorati de lla second a g ue rra mo ndiale mi 18

Cons iglio vivamente di leggere attentamente in allegato Ce di meditare la rnol ivazion c d ella medaglia d' oro al valore concessa al Capitano Renzi, perché appare estremamente ill uminante dello sto icismo e dell 'eroismo de l nostro concillad ino ma anche e sopraltutto della ferocia e - mi s ia concesso - della " barbarie'" che grosse fran ge del le po polazio ni slave mostrano, ancor oggi di possedere in notevole quantità ad o lire cinquant'anni da quei fatti. La decorazione concessa nel 1948 (6 ann i dopo l'episodio), dall ' allora Mini stro della Difesa dell a Re pubblica ltaliana Randolfo l'acciardi , ad un pro babile fasc ista - sicuramente idealista ed in buona fed e cd assolutamente per vaso da un senso dell ' onore della dig nità e del dovere di un "martire cri stiano" - c i garantisce e ci assicura sul! 'assoluta imparzialità e valore intrinseco del riconoscimento e soprallulto sollolinea, in tempi certamente non sospelli , una brutalità ed una ferocia (un esempio coevo certamente non dimenticalo quello delle fo ibe del Carso), ancora attuali , che nessun pacifismo ha ancora minim amente scalfito e mai esecrato abbastanza.


Massim o /acopi

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piace ricordare, tra gli altri, la figura di due Cappellani , i francescani Padre Gambini c Padre Bocchini, qucst' ullimo decorato per la sua azionc generosa a sostegno dei s uoi commilitoni ne lla prigionia in Ru ss ia. Un ricordo, anche se personale, mi s ia conscntito pcr mio zio il caporale di fanteria Alberto Bandinelli, valoroso decorato nel 1940 a Bilishti n ella g uerra di Grecia.

T: esame qualitativo delle d ecorazioni s in qui condotto ci consente di rie pilogare alcune considerazioni conclusive sullo specifico settore: una presen1.a costante degli assi sani in tutti i fronti di g ue rra con una pre valenza netta nella l" Guerra Mondiale; una presenza anchc sc in misura diversa in tutte le Forze Armate, segno di apertura mentale e di spirito di novità e di avventura; una prcscn1.a qualil'icata e <li s picco in diversi scllori del campo militare tes timoniata da: I" Medag lia d'Oro e l O Ordine Militare d ' Italia dell'Umbria; molti ufficiali e sottufficiali di carriera; fra i primi pionieri del volo (i l pilota di idrovolanti Minciotti ed il diri g ihilista Carloforti, il pi lota di aerosiluranti Rosein i Vitali e l' aerosiluranti sta Vaccai); fra i primi carristi nella g uerra di Spagna (il Tenente ca rrista Gualtiero Timi decorato nel l 939) ed' Albania (il Sergente Antonio Piselli decorato nel L940 ed il carri sta Antonio Venturini decorato ne l 194 1); una presenza qualifi cata e sig nificativa ne lla guerra di Liberazio ne con 6 decorati , due morti (i l caporal maggiore Leone Maccheroni nei press i di Mig nano Monte lun go ne l 1943 ne l Co rpo d i Liberazione d el ri costituito Escrc ito Itali ano, il parti g iano Vittorio Flan1in i nel 1944 in Friuli ed un mutilato (Cap itano di Fanteria Luigi Rumili Comandante di Ilrigata Parti giana , con un hraccio amputato in Vall e Varai La in Piemonte nel 1943). Un approccio sociolog ico, infine, alla distribuz ion e d e i dati fra le varie catcgoric militari dccorali ci J'orni scc qualche altra considerazione in ordine a l coinvolgime nto compless ivo de i vari strati sociali di Assisi al fenomeno dei decorati. Abbiamo infatti vis to c he il ca mpione in esame c i ind ica nel 43. 11 % la percentuale dei Mi litari di Truppa ri s petto a l 38.79 % degli Ufficiali cd al 18.1 % dei Sottufficiali. Tenuto conto che, perlomen o fino al I 945, g li ufficiali erano di norma estratti dalle famig lie nobili, dal ceto abb ie nte e comunque da que llo con un


I decorati al valore della cirrà di A ssisi

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maggior livello culturale e di scolarità 19 e che i sottufficiali proveni vano di norma dal ceto intermedio, ne consegue che la ci ttà di Assisi è straonJinariamente ed equamente rappresentata in tutti i s uoi aspetti sociali.

Fra g li ufficiali infatti troviamo i degni eredi di un a delle fami glie storic he più antiche quali i conti Vittorio F.manue/e e Guido Fiumi, rispettivamente padre e figlio, oltre a memhri di molte famiglie horghesi o togate. La ridotta percentuale dei sottufficiali conferma sostanzia lmente il quadro soc iale della città, nella quale il ceto intermedio era nu meri camente s ubal terno ri s petto alle allrc due classi cilladine e la prevalenza in termini percentuali de i militari di truppa nei decorati risulta fac ilmente spiegabi le con la sua maggiore consistenza numerica rispetto alle riman e nti. Anche la parte popolare è equamente di stri bui ta in senso geografico. risultando proporzionalmente di stribuita ndl'amhito del capoluogo e del le sue principali fraz ioni (Castelli ). Di no1cvolc interesse può risultare il fatto della prcs;e11,a llL'i decorati di ben tre Camicie Nere della Milizia Fascista, m a questo part1cn la re, se mc~ so in relazione con la presenza in Assisi d i un s ig,ni fic.: al i vo c,pon c nle dc I re gime fascista (il Ministro delle Corporazioni T11llro Cw11c111 (Allt'/.:a10 IJ) . 19 Significalive indagi ni sociolt,gicl11.:cffdlual.: ,11lla c;1lcgrni.1 degli 11lficiali ,bll ' LJ11i l;i d "ltalia ad oggi hanno messo bene in cv idcnta il mularc dcl i:, compn,111ll11,' <.' tk ll'c,t ra z io ne sociale degli uffi c ia li col pa,,are dq!li ann i. Di fallo l"url"i<.-iali1 i1 ,dia 1.·o,1i 1u1i11 ne del Regno d' Italia - era costituila essc111.ial111c11 Lc dai r,/! li " ( 'adc1ti" del celo drn11ina111c ( nobi ltà latifon<li sla, g uerriera o Logala e dall'..ill a hoq,d1e,i:,) e da elc1 11c111i c he nel corso delle varie guerre avevano :1v111 0 la po,s ihi li1:1 d, mc llc r, i in e, idc111:1 pL'r IL· loro vi rt11 g ue rr ie re. Non esisteva pertanto alc una dicotom ia fra il ceto al polt"rl' ,. la diri gl·111a dell ' Esercito. pe rc hé entr:unbi erano alimentati dalla , te,,a clas,c S(>ciak. Con la I" Gucr ra Mondia le, l'avvento del l' industrializzazione e 4uin<li con l'inlro<luziolll: dd 111otorc e del la 111eccani1.,:azio ne ne ll' Eserci to, una grande parte del la vecchia 11obilli1 lalifomli sta e g uerrie ra - lega1:1 a ll 'epopea del cavallo o rma i in decl in o - ahha ndona la vii a mii ilare. Viene rimpiazzala dai figli '·Cadetti" della borghesia med io-alla c he vedono ne lla carriera delle armi una promozio ne soc iale ed una posizione di prestigio. In sos1anza fi no alla 2' Guerra Mondiale l'Ufficial ità <lell ' Esercilo Italiano era pratica111enle co,11pos1a da : parle tiella vecchi a nobiltà e <li yue lla di tradizioni guerrie re , ele111enli dell'alta borghes ia, personale disti ntosi per va lore nel corso delle varie campagne di g ucrr:1, media borghes ia cd c lc mcnli provenie nti da l ceto impiegatizio elevato . Un radica le cambiamento d e ll a composizione degli Ufficia li a vverrà a parti re dalla fin e della 2' Guerra Mondiale quan do, per la sconfina subita, per il diminuito pres ti gio socia le de ll a profe~sio ne e per larido ll a remunerativ i Là economica, la categoria sarà prevale nle menl e cmnposla da elementi de lla borghesia medio-bassa e dal ceto impiegatizio medio-a lto, da '"figli d 'arte", oltre al perma ne re di r idotti segmenti dei vecchi strati social i in iz ialmente 1nedo minanti.


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Massimo lacopi

Capitano, artigliere da montagna e decorato in Albania nel 1941) assume tutto sommato una dimensione decisamente più logica e comprensibile, eviden ziando comunque per gli assisani, come già avvenuto per il passato, la tendenza "diciamo romantica" ad infervorarsi per le idee, se non più semplicemente la riscoperta dell' innato spirito di fazione medioevale che da sempre li anima.

4. Conclusioni L'esame approfondito sin 4ui condotto sul campione dei decorati al valore della c ittà di Assisi ci ha consentito di raccogliere una vasta messe di considerazioni generali e particolari , s icuramente suffi cienti a configurare una risposta esauriente al quesito posto a base dello studio. Insomma gli assisani sono quelli visti dal Piccolpasso o altro? L'esame analitico dei dati scaturiti dalla ricerca ci indica chiaramente che siamo in presenza nel campo militare di una popolazione complessivamente omogc::rn:a su valori medio-alti, ma con picchi qualitativi esigui di e levato valore intrinseco. 11 con fronto con i decorati dell'Umbria, oltre ad una conferma generale, ci evidenzia che il valore medio assisano si colloca in una posizione di preminenza nell'ambito della Regione ed esalta particolarmente le punte di qualità. L'esame qualitativo degli stessi dati, nel ribadire gli elementi predetti, sottolinea la presenza dei decorati assisani in tutte le Forze Armate e su tutti i fronti di g uerra ed in particolare lo spirito aperto, "romantico e pionieristico", nonché innovativo dei suoi figli migliori : la prima Medaglia d' Oro ed il I Ordine Militare d' Italia dell'Umbria; fra i primi pionieri de l volo e della specialità carrista, oltre ad una presenza di spicco nel movimen to fascista che, seppur deprecabile col senno di po i, in ogni caso sottolinea per g li assi sani o una predisposizione storica allo spirito di fazione o una "tendenziale adesione alle idealità". O

L 'esame delle singo le moti vazioni - non condo tto in qu esta sede - ci avrebbe inoltre mostrato in modo nitido e perentorio come i decorati di Assisi hanno messo in evidenza ardore, slancio, generosità fino all'estremo sacrific io, fedeltà e senso dell 'onore, caratteristiche queste che S. Francesco ha sublimato con la sua esistenza. L' esame infine degli stessi dati in fun zione sociale ci ha mostrato sostanzialmente un'equa ripartizione ed una coralità partecipativa al fe nomeno, sia in termini di c lassi sociali , sia in funzione della distribuzione geografica sul territorio assisano.


I decorali al valore della città di Assisi

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In conclusione il campione dei decorati assisani ci forni sce una interessante chiave interpretativa del tessuto sociale della città e ci sottolinea indirettamente la compattezza, l'omogeneità, la qualità, il sentire ideale ed anche lo spirito di "appartenenza" che permea complessivamente la sua popolazione. I mili tari di carriera e non, sebbene ing iustamente posti nel l'oblio per posizioni "manichee di comodo" o puramente " ideologiche", sono un segmento significativo della città, non sono in contraddizione con la sua storia ed il suo modo di essere e rappresentano a huon d iritto un espressione qualitativamente rilevante del suo tessuto sociale. Il militare di per se stesso, con le sue ideali tà e per la sua disponibilità al sacrificio a favore della comunità, no n è in contradd iz io ne, né con lo spirito di Frate Francesco, né con gl i insegnamenti de l Vangelo 20 . Pertanto i militari, per quanto possa ad alcuni apparire conlraddittorio, sono i difensori della pace e come gli altri la cercan o e la des idera no perché co noscono da vicino le miserie che una g uerra porta con sé: ma vo le re la pace non significa necessariamente disarmarsi (specie unilatera lmente !) c no n sig nifica accettare comunque una "pace qualsias i" a "qualsias i prcZ7 n". perché no n c'è vera pace senza lihcrtà, senza di gnità e senza giusti z ia. Se rnrnai . a giud icare dai risultati della ricerca, si può afferm ar<..: senza poss ihi lit i1 di smcnlit;i che gli assisani, quando chiamati dallo Stat o a fa re iI lo ro dovere. lo hann o fatto sempre al meglio della loro possibilità , con s lam:io. dis ponibi lità e generosità. Infine, tenendo conto delle caratteristiche dcgl i assisani appena evidenziate (compattezza cd omogeneità in un quadro di val o ri mcdi posili vi). si potrebbe anche affermare con buona approssimazione che. sia S. Fra ncesco, sia il Generale Masi nel s uo ca111po, so no due g randi ss ime eccezioni , ma pur sempre delle eccezioni . Ne consegue pertanto che i cittadini di Ascesi, lungi dall' essere q uelli visti dal Piccolpasso, non sono neanche quelli del medioevo, essendo i due periodi appena citati due momenti estremi in termini soci;ili della storia della città. 20 Recita il Vangdo - Luca XI-2 1/2 2 - "Quando un uomo fo11 c e ben armato fa la guardia alla sua casa, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arri va uno più forte di lui e lo vi nce, g li strappa via le armi nelle quali confidava e ne distribuisce il boll ino" . Dal c he s i deduce: l " : chele armi e la di resa sono una necessiti• cd una realtà in elu ttabile <lei la società; 2°: che le armi non sono la soluzione definiti va ed assoluta dei problemi socia li e 3°: che ri manere indi resi non è comunque conveniente. perché il mondo è purtroppo composto anche da "prepotenti" , oltre che da "sog natori" che non leggono la storia. D ' altronde Gesù Cristo, nel ri ferirs i al militare d i carriera. di sse al centur ione romano che ciò che lo aveva salvato non era la sua proressione ma la profonda fede che lo animava, nell'ottica cristiana che non è il mestiere che condizi ona la salvezza de ll'uom o ma la fed e e lo spirito con cui opera.


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Massimo lacopi

Jn realtà gli assisani, come d"alLronde la maggior parte degli Umbri, sono persone schive, pacifiche che, quando chiamate o costrette ad esprimersi, fanno emergere tutte le loro qual ità intrinseche, diventando persi no degli --esLrc misti" (mistici o attivi), nel senso di manifestazione netta e deterrninata di una forlc vo lontà e personalità. Proiettando il problema nella luce del mondo di oggi, tormentato da egoismi sfrenati , da false ideologie in declino, dalla mancanza di veri ideali e dalla ricerca affannosa cli una soluzione morale sodd isfacente, il sacriricio de i nosLri decorati - espressione nobil e del compimento del proprio dovere, vero atto <l ' amore in termini sociali - ass ume contorni più nitidi e comprensibili , ponendosi all'atte nz ione di noi tutti come possibile riferimento etico-comportamentale per la v ita di tutti i giorni . Ma la constatazione c he la magg ior parte dei concittadini de l " Poverello" non ha conservato il ricordo di c hi ha sacrificato la sua vita o la propria g ioventù per la comunità e che appare invece frastornata da tamburegg ianti rimbo mbi cli scenici e l"umos i vaniloqui e da im probabil i c rociate "ecum eniche" contro tutlo e contro Lutti. non può dimcnLicarc certo un insegname nto principe di Frate Francesco che, se è pur stato l' uom o d elle grandi idee, è stato anche e soprattutto l'alfiere de lle cose se mplici e delle cose umili. Questo sig nifica che prima di parlare agli altri bisognerebbe cmii·ertire noi stessi e trovure dentro di noi ed inronw a noi le radici dei vulori veri della giustizia, della tolleranza e della pcu)fira ronvivenza, in somma i valori della " perfetta letizia". In tale contesto mi sembra giusto additare alle g iovani generazioni - nel contesto e nello spirito dell'articolo 52 della nostra Costituzione 2 1 - il sacrificio de i nostri predecessori. ricorda ndo lo ro c he solo dalla conoscenza dell e nostre rad ici e della nostra sto ria si puù Lrarre un sano stimolo per il futuro. Chi ha paura della propria storia, c hi ne cancel la o ne dime nti ca volutamente una parlc o c hi la reinterp reta o la riscrive surretti z iamente pe r le propri e csige nz.:.: .:.~ des tina to inevitabilme nte a perdere la propria identità e quindi a non avere futuro. Basta solo guardarsi intorno per avere una riprova tangibile 21 L·articolo 52 della Co stil111.ionc della Repubbl ica Ital iana recita appunlo c he "La difesa della Patria è sacro dove re del cittadino"' . Questo assioma purtroppo non ancora pie namente recepi to dalla rnsc ic m:a civica degli italiani sa ncisce due fa tti incontestabil me nte fondamentali e c ioè che: la difesa della Pa tria è un dovere di tulfi i cilfadini e 1w11 specifico ed esclusivo elci mil itari: la nostra Nazione, se costretta, usa la forza per una giusta causa e cioè per dife ndere i propri diri tti e yuindi per legittima d!fi:~a. Quale pi ù nohile moti vazione poteva essere posta a fondamento de l servizio milita re di una Na1.io nc?


I decorati al valure della c:illà di Assisi

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della va lidità <li ques to assioma! Un cumul o di rovine fumanti , in termini morali e di intossicazione intellettuale, mostrano inequivocabi lmente la fine di una interpretazione " alternati va", storiografica ed etica, della vi ta. Ora, dato che ad Assisi non manca la Storia quella vera, con le sue grandezze e le sue miseri e, appare dove roso non dimenticarla c trarne, se possibile, deg li insegname nti. Allora i nostri a mmini stratori quand o dovranno dare un nome a ll e nuove vie o piazze de l territorio, non perdano almeno l'occasione di riparare ad alcu ne omissioni , perché almeno 43 medaglie d'argento al valore e persi no una medaglia d'oro assisa ne aspe ttano da o ltre cinquant' an ni di essere add itati al ricordo ed al rispetto dei p ropri concitt.:1dini in un giusto e doveroso riconoscimento.


I decorali al valore della ci/là di A.ui.1·i

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ALLEGATO

ELENCO GENERALE DEGLI ASSISANI DECORATI AISA Antonio Medaglia di Bronza 1941 ALBANIA Encomio Semplice 1938 ITALJA Encomio Semplice /930 !TAL/A ALESSANDRETTI Gaspare Encomio Solenne 1915 TTALIA AMICI Germano Croce di Guerra 1936 ETIOPIA ANTONINI Mariano Medaxlia di Bronzo 19/5 ITALJA ARCANGELETTI Ernesto Encomio Solenne 19/6 ITJ\LJA Rncomio Solenne 1917 /TAL/A BAGLIONI Giuseppe Medap,lia di Bronw /9/X ITALI!\ BANDINELLI Albeno Croce di Guerra 1940 ALBANI;\ BARTOLUCCI Antonio M ed aglia di Bronw 1918 !TAL/A BATTISTINI Natale Meda glia d 'Argento 19/6 ITALJA BELLINI Mario Medaglia d 'Argento 1942 RUSSIA Medap,lia di Bronw 1942 RUSSIA BELLINI Vincenzo Meda?,liadi Bronw 19/8 /TALIA BERNARDI Galliano M eda glia di Bronza 19/6 ITALIA

A


Massimo lacopi

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BERNARDINI Domenico

Croce di Guerra 1917 J'J'ALIA BIANCHI Antonio

Medaglia d 'Argento 1915 JTALJA BIONDI Giuseppe

Medaglia d 'Argento /9/X ! TAL/A "a lla memoria"

BRIZZI Luigi Medaglia d 'Argento /917 !TALIA

BOCCHINI Enrico Medaglia di Bronz.o /946 R USS IA

BRANCHINELLI Ottavio Croce di Guerra 1941 ALBANIA BUCCILLI Antonio

Medaglia di Bronz.o 1945 JUGOS!A VIA

BUONAMENTE o BONAM ENTE Sante Medaglia di Bronzo /9/6 !TAUA

BUSTI Tito Medaglia d'Argento 1916 JTJ\LJJ\

CALDERINI Gennaro Medaglia di Bronzo / 918 !TALIA

CALOCCI Giuseppe Croce di Guerra 1937 SPA GNA Croce di Guerra /'JJX ,','?AGNA

CALZONI Antonio Croce di Guerra 19/X ITA U A

CANINI Ade lmo Passaggio in SPF, per Merito di Guerra 1937 S PAGNA Medag lia d'Argento / 937 SPAGNA Medag lia d'Argento 1940 LIBIA Croce di Guerra 1942 MRDITRRRA NRO Promozione per merito di Guerra 1942 JTALJA Medaglia d'Argento "alla m emoria" 1942 MEDITERRANEO


I decora,i ul vu/or,: della cilllÌ di Assisi

CANONICHETTI Aleandro Me da g lia d 'Argento 1943 RUSSIA

CANONICIIETTI Mario Medag lia d 'Argento 1943 RUSSIA PrnmozionP prr M<•riro di (;uerra 1940 GRECIA CARLOFORTI t\ngelo

Medaglia di Bronw 1918 JTALI/\

CARLONI Mario Croce di Guerra 1942 JUGOSL/\ VII\

CECCOTTI Ponziano Croc e di Guerra /917 /1Al/J\ CHELLI Rinaldo Medag lia d 'Argento /915 JTJ\l/;\ Medag lia d 'Argento /<)/61'/Al/A Croc e di Guerra 19/X FRANrtA Croce di Guerra 1918 FRANCIA

CIAMMARUGHI Rodolfo Croce di Guerra 1937 ET/01'/J\

CIANETTI Tullio Meda g lia d 'Argenlo 1941 ALIJA NIA CIPOLLONI Edoardo Me dag lia di Rr011 z.o 191 8 /TALIA C ITTADINI Arnaldo

M edag lia di Bron za 191 7 /T/\U/\

COLETTI Baldassare Medag lia d 'Argento 1915 I TALIA.

COMPAROZZI Em idio Croce di Guerra 1916 f'JALJA Medag lia di Bronzo 191 7 /TA L/A CKESCIMBENI (iahriclc Enc omio Sole nne 19 16 /TAUA

42 1


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M assimo fo cu11i

CRISPOLTI Carlo Alberto

Crorr di Guerra 1940 ALR!\N/;\ C RISTOFONI (iiuscppe

M edaglia d'!\rgerilu 19 18 /TALIA FA BRIZI Luigi

Croce di Guerra 1918 ltalia FELIC IANI Fernando

Medag lia d 'Argento "sul campo" / 936 SOMA U ;\ Meda glia di Rronzo 1936 SOMA U A Croce di Guerra 1940 G RECIA FERRACCI Naa.arc no

Croce di Guerra ! 9 17 17 A LIA FIOR ETTI Nazare no Mnlo>; lia cl 'Argenw / 9 13 LIBIA

FIUM I Guido

Medaglia d 'A rgento / 945 MONTENt..'( jRU Medax lia di Bronzo 1943 MONTENEC RO FIUMI Vitto ri o Emanuele

Medag lia d'Arge1110 /9/6 /T;\L/A FLAMINI Villorio

Medaglia d 'Argento 1944 ITA U !\ FRAPPI CINI Giuseppe

M edaglia di Rro11za 19 15 f/ AL/A CALLA ROTTI Edga rdo

Medaglia di Uronm / 9 / 6 ITA LIA I::ncomio Semplice 19 16 / TALIA Medaglia di /Jrunw / 9 / 7 IT!\L/A M edaglia d 'A rgrnto 19 18 /1'A LIA Medag lia d'Argento "su l rampo" 19 18 f/ A LIA M edaglia d 'Argento 194 1 GRt:C IA Medaglia d'Argenlv 194 1 ALRANIA GALLINELLA Giuseppe

Meda glia di Rronzo 19/ 6 /TALIA


I decorali al valore della città di A ssisi

GAMBINI Padre Ferdinando Croce d i Guerra 1941 S IC ILIA Croce di Guerra 1942 S IC ILIA GRRARDI Augus lo M edag lia di Rronzo 19 I I LIBIA Encomio Solenne 1912 URIA Medag lia d 'Argento 1917 ITALI/\ Medaglia di B ronzo I 918 FRA NCI A F,ncomio Solenne / 9/8 FRA NCIA GIOV AGNOLI Lui gi Croce di Guerra 1917 ITALIA

G IZZI Emili o Maria Croce di Guerra 1940 LIBIA

GORl Gino Croce di Guerra 1941 ALRANIA

GRAZIANI Pietro M edaglia di LJronzo 1917 J'/ '.4 LIA

LANFALONI Villoria Medaglia di Bronza "alla 111e111orio " 19./0 IN(; /1/l ,T/:'IW;\ LAZZARI Giuseppe M edaglia di Rronza 19/X /TA L/A

LEONELLI Fil ippo Medaglia d 'A rgento 1918 !TAL/A

LEONELLI Giuseppe Medag lia di Bronzo 191 5 / TA L/A

LIPPl Bruno Medag lia di Bronza 1942 M EDITERRANEO LUNGHI Aure lio Medag lia d'Argento 1917 /TA L/A

MACCHERONI Leone M edag lia d'Argento 1943 TTA U A "alla memoria,.

42'.l


M assimo l acufJi

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MADAMI Undec imo Medailia di llronw / 9 15 /TA L/A

MAIMONE Doga lino Encomio Semplice / 942 G REC IA

MAMMOLI Um berto Meda,:lia di llron zn /91 7 ITALIA

MARTEL LI NI Pietro C roce di Gue rra 19/ X /TAL/A

MARCHETTI Spartaco M edaxlia di Bron za 1 936 S PA GNA

MASI L ui g i Medax lia d'Oro 1866 S ICILIA Ordine Militare di Savoia 186U UMJJRIA

M ECCOLI Lorenzo Medag lia di Bron zu 19 16 /TA U A

MERCURELLI SALARI Francesco Medt.1glia d 'A,.,~entu Jl.) / 1:i /TA U !\

MINCIOTTI O,rni c le Me daglia d'Argento / 9 / 6 ADRIATICO Me dag lia di Bm 11 zu 19 16 ITA LIA F.ncomio Solenne / 91 6 ADRIATIC O Hncomin Sole nne 1916 ADRIATICO Medag lia di Bron zo 1917 J'/'A LIA

MOSCATE l ,Ll Francesco Medag lia d 'Argento 19 18 /'/'A LIA

ONESTI Giuseppe Croce di Gue rra 194 2 MEIJITE RRANF.O

ORFEI Rinaldo Cruce di CìuPrra 1943 S OMALIA

l'A<;LIACCI Bruno Cruce di Cun ra 194 1 ALJJANIA Croce di Gue rra 1942 JUGOSLAVIA


I decorati al valore della ciuà d i Assisi

PAGLIACCI Ulderico Medaglia di Bronzo 1917 /TAL/A Meda glia di Rronzo 19 17 J'J'ALIA

PASTORELLI Alvicro Croce di Guerra /944 MEn!TERRANEO

PICCARDI Virgilio M edaglia di Rronzo 191 811'ALIA

PIOTTOLI Eugenio Medaglia di Bronzo 19/R IT/\U/\

PISELLI Antonio Promozione per Merito di Guerra /939 S P!\C,'N!\ M eda glia di Rronzo 1940 ALI/A N/A

PIZZARDI Adelmo Medaglia di Rronzo 1913 LIJJlA

POETA Gino Croce di Guerra 1936 ETIOPI!\

PUCCI Reniamino Croce di Guerra 1917 !TAL/A

RANOCCHIA Gino Medaglia di Bronzo 19/R JTAU/\

RASPA Decio Croce di Guerra 1942 ALBANIA

RASPA Francesco M edaglia di /Jron w /91 5 JTAU/\

RENZI Giova nni Medag lia d 'Oro 1942 JUGOSLAVIA

RIZZOLI Edoardo M edaglia d'Argento 19 / 8 JTAUA Croce di Guerra 191 8 J'J'ALIA Medaglia d'A1gento 1941 SOMALIA

42.'i


426

Ma .1·simo lacopi

RIZZOLI Tullio

Medaglia di Bronzo 1915 ITALJA Medaglia di Bronzo 1917 ITAUA Encomio Solenne 1917 /TAL/A Croce di Guerra 19/8 l'J'ALIA ROMITI Luigi

Medaglia d'Argenw 1945 !TAL/A SE1TEN'J'RJUNALE

RONDONI Gi useppe Medaglia di Bronzo 1915 IJALJA Encomio Solenne 1916 ITALIA

ROSCINI VITALI llalo Medaglia di JJron.zo / 94/ MEDITERRJ\ NF,O "sul campo" Croce di Guerra 1942 MJ:,DJTERRANEO Croce di Guerra 1942 Mt:Vfft:RRA NEO Medaglia d 'Argento /943 MF,D/TF,RRJ\NEO Medaf(lia d 'Argento /943 SICILIA J\ vanzamento per Merito di Guerra / 943 ITJ\UJ\

ROSSI Angelo Medaglia di JJronzo 19/li /TAU/\

ROSSIGNOLI Giovanni Medaglia d 'Argento 19 18 /'J ALJA

ROSSIGNOLI Adalhcrto Medaglia di JJrunw /9/X /TAL/A Medaglia d 'Argento 1918 ITALIA

RUSCA Virg ilio detto " Gino" Croce di Guerra 1937 MF,D/TERRA NEO Croce di Guerra /940 MED/TF,RRA NEO SANTARRLLI Ugo lino

Croce di Guerra 1936 ETJOl'IA

SANTINI G uido Encomio Solenne 1915 LIBIA SANTUCCI Giuseppe

Medaglia di Rronw 191 7 ITALIA


I decorati al vulore della r·ittrì di A ssisi

SILVESTRI Adamo

Enc.:umio Solenne 1916 ITALIA SORlGNANI Guido

Medai lia d'Argento /917 ITAUJ\

SPADINI Rino Croce di Guerra 1942 Mt:DITERRANF:O STIRATI Giovan ni

Encom.iu Semplice 1917 ITJ\LIA /:,"ncomio Semplice 1917 /'/'ALIA Croce di Guerra 1918 ITAUA Encomio Semplice 1936 ETIOPIA Meda glia d 'Argento 194! ALBANIA l'romozione p<'r Mrriro di Guerra 1942 MON TF:NEGRO

TANCI Luigi Medag lia d'Argento 191 7 J'f'ALIA TANTINI Andrea

Croce <li <Juerra Croce di Guerra Croce di Guerra Croce di Guerra

194/ 1942 /942 1942

URIA LIBIA URIA EGIT TO

TARDIOLI Lu igi Meda glia di Bronzo 1918 JTAUA

TARPANI Ernesto Medaglia d 'Argento 1918 ITALIA

TIMI Guallieri Medaf!J ia d'Argento 1939 SPAGNA

TOMARELLI Aurelio Medaglia d 'Argento 1917 /'J ALJA Promozione per Merito di Guerra 1918 /'J A LJA Croce di Guerra / 9/8 !TAL/A TRIBOLATI Sesto

Croce di Guerra 1945 ITAUA SETTENTRIONA LE

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Ma ssimo lacopi

TRUFFI Emilio

Medaglia di Rronzo 1916 J'JAL/A "alla memoria" VACCAI Silla MedaFt,lia di Bronza 194/ MF:n/TERRA NEO

VENTURINI Anlonio

Croce di Guerra 1941 ALJJANI A VISSANI Vittorio

Meda?,fia di JJronw 1917 JTAU!\ Encomio Semplir.e 1923 UMBRIA Encomio Solenne 1938 MARCHE ZANONI Gerardo

Medaglia d'Argento 191 8 JTALJA

DECORAZIONI CONCESSE IL CUI ITER È ANCORA DA Pt'RFEZ/ONA RE MARAN I Carlo

En comio Sem1>fice 1943 /TAL/A MOROSI Aldo

Medaglia di Bronz.o 1944 ITALIA CJ:,'N'J'RALE "sul campo"


I decorati al valore della cillà di Assisi

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MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D'ORO AL V.M. AL GEN. MASI Luigi Generale, Deputato, nato a Pctrig nano d ' Assisi (PG) i I 24 ottobre 1814. Laureato in Medicina presso l'U nive rs ità di Roma con Diploma del 13 feh hraio 1840. Il 22 agosto 1847 viene nominato dal Governo Ponlil'icio Capitano della Guardia Civica della Città di Roma ed il 22 marw 1848, al lo scoppio della I• Guerra d' Tndipe nde nza Nazionale, parlc vo lonlario pe r il fronte , di ve nendo Aiutante di Campo del Generale Fcrrari ed il 22 magg io 1848 e d il 22 giug no successivo consegue ri spe tti vame nte la promoz io ne a l grado d i Ma~~iore e Tenente Colonnello. A seg uito degli eventi sfavorevoli delle ope razi oni s i ritira con k forzo.: della D iv isione verso VeneLia du ve il Comandante in Capo, Ge ne ral e Gu gl ie lmo Pepe, il 3 agosto 1848, lo promuove al grado di Colonne ll o eg li afJ'ida il comando del I O Reggimento Leggero V e nero . Passato nello Stato Pontificio partecipa, con il g rado di Colonucllo. s u I Coll e Vatic:ano alla difesa di Roma cd il 3 lu g li o 18 49 cessa da l servii.io al tivo a seguito del Governo Pontifi c io. Ritorna in serv izio allivo il 29 g iu g no 1859 presso le Truppe de lla Romag na, vene ndo nominato - clall:i Gi unl:i Pro vv isoria di que l Go verno - Colonnello Comandante del 1° Re~~imen to delle Colonne Mohili delle Romagne. li 2 1 scllcmh re 1859 pa ssa a far parle con tuli o il Reggim ento - c he nel frattempo ass ume l'ordinativo numeric o di 25° Fanteria de lle Truppe della Lega. O

Il I gennaio 1860 il proprio Reggimcnlo ass ume l ' o rdinati vo di 47° Fanteria inquadrnto ne ll a Brigala " Ferrara" ed il 2 5 m:i rzo 1860 transita con lut to il Corpo e con lo stesso g rado ne l Re gio E serc ito Sardo . TI 24 ma gg io 1860, a seguilo di moti scoppiati ne ll a Briga la "Ferrara" cd in particolare. a seguilo di ammutiname nti avve nuti ne i due Regg ime nt i di pe nde nti (47° e 48° Fanleria) i due Coma ndanti di Regg imento (Lui gi Masi e Raffaele Pasi) e quindi lo stesso Masi, ve ngono posti in di s ponib ilità pe r non aver saputo controll are la r: ituazione. L ' 8 settembre dello stesso anno , s u s ugge rime nto del nrnrc hese Guallc rio di Orvieto e per re gistrazione del Conte di Cavour, vie ne ric hi a malo in


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Massimo laropi

servizio att ivo dal Minislcro della Guerra Sardo ed incaricato della organiaazionc e del comando dei volontari tosca ni ed umbri inquadrati nella Colon na mobile dei "C;1cciatori del Tevere". Partecipa, in qualità di Comandante del Reggimento Volontari "Cacciatori del Tevere", alle operazioni della Campagna delle Marche e dcli' Umbria, conquistando in successione le c itrà di Orvieto, Montefiascone, Viterbo, Tosca nella (Tuscania), Corneto (Tarquinia) ed Orte e meritando, pe r il co mplesso <lei suoi brillanti successi in operazioni, la Croce nell 'Ordine Militare di Savoia (oggi cl ' lla lia). Dopo un ciclo operativo - dall a fine del 1860 agli ini zi del 1861 - con i '"Cacciatori del Te vere" nella Sahina per la repressione del banditis mo locale, I' 11 aprile seguente viene nominato Comandante Generale della Sottodivisione Militare Territoriale di Perugia ed il 26 diccmhre dello stesso anno consegue la promozione al g rado di Maggior Generale, venendo confermato nel predetto incarico. li 12 giugno 1862 passa a disposizion~ rl~I Comandante del 5° Dipartimento Militare ed il 3 giugno 1863 viene no minato Comandante della Brigata "Umbria" (53° e 54° Fanteria). Alla guida de lla Brigata " Umbria" partecipa, nel 1866, alle operazioni de lla 3" Guerra d 'I ndipendenza ed al te rmin e del conflitto è in v ialo, nel settembre I 866, con la Rri ga ta, a Palermo per la repressione di moli scoppiali in que lla città. Sbarcato nel porto di Palermo il 21 settembre, risolve con dec is ione e rapidam e nte la s itu az ione cd i l giorn o s uccessivo tog lie l'assedio dei ri voltos i a l Pa lazzo Reale, merita ndo la massima decorazione al va lo,;e. Rimasto a Palermo con la B rig ata, nel 1867 e nel 1868 si di sting ue particolarmen te nelle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dall'epidemia di colera e 1'8 gi ugno 1868 vie ne incaricato provvisori a me nte delle fun zioni di Comandante della Divisione Militare Territoriale di Palermo, ottenendo in tale veste un a decorazio ne al valor civile pe r la sua opera filantropica in occasione delle epidemi e di colera nel pale rmilano. Nom inalo per d ecreto d el 4 dice mbre 1870 Comandante Generale della Divisione Militare di Palermo, il 12 febbraio 187 l consegue la promozione al g rado di Luogotenente Generale. Eletto Deputato al Parlamento Nazionale nel Collegio della Sabina, per l' I I• Legislatura, muore in servi zio a Palermo il 24 maggio 1872.

Laureato in medicina all'U ni versi tà di Roma ( 1840), Deputato al Parlame nto Nazionale per l'I 1• Legislatura (5 dicembre 1870-20 sellcmhre


1 decorati al valore della ci/là di AY.1-isi

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1874) ne l Collegio <li Poggio Mi rteto, è decorato della Croce di Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia (oggi d'Italia) (Per l'intelligenza e<l il valore col quale alla testa dei Cacciatori Volontari del Tevere prese ed occupò Orvieto e Yilcrho scacciandone il ne mi co a viva forza. Decreto 3 pttobre 1860), di una Medaglia d'Oro al V.M. (Per aver con intelligenza e bravura , a lla testa di quattro battaglioni, aperlo le inlcrrotlc comunicazioni fra la Marina c<l il Pa laa.o Reale, conqui stando col fuoco e la baionetta le barricate nella repressione dei disordini in Palermo dal 2 1 al 22 sellemhrc 1866. Decreto 31 gennaio 1867), della Medaglia d'Argento per i Benemeriti della Salute Pubblica (Per essersi di sti nto durante l' invasione epide mi ca del 1867 e 1868 a Palermo), della Medaglia Commemorativa delle Guerre rnm ballute p er l'Indipendenza e l'Unità d' Italia con 5 Campagne ( 1848, 1849, I 859, 1860-61 , 1866), de lla Medaglia Commemorativa de/fa LJ!(e.w di Noma (co ncessa dal Governo dell' Etruria, 1860), nonché della Croce degli Ordini della Corona d'Italia ( 1870) e dei SS. Mauri zio e I ,azzam ( 186 7). e ntrambi nel grado di Cìrand'Ufficiale.


I decorati a l va lore df'ila cillà di A ssisi

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MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLI A D ' O RO AL V.M . "ALLA MEMORIA" AL CA P. RENZI Giovanni Capita no , nato ad Assi si (PG ) il 12 a prile 1879 (da A lfo nso e da r,ucia Vitalo ni). So ld ato di leva di 3" catego ria de l Di stre tto M ilitare (DM ) di Spo leto, d iplo matosi presso l'Istituto Magislrale (Licenza Nor ma le) e portatosi in p rovincia di Campobasso pe r l'eserc iz io de l] ' inseg name nto e s posatosi con h.1 signorina G iuseppina Lc mho, il 15 magg io 19 16 v ie ne c hi amato a ll e ar mi pe r mobilitazio ne (}C D. 22 aprile 191 5) dal DM d i Campobasso cd i I 20 lug lio de llo ste sso anno è asseg na to al 147° Rattag lio ne di M ili zia Terri toriale. Nom inalo da 14 sette mbre 19 16 Sottotenente di l<'a nle ria della Milizia Territoriale, il 25 de ll o slcsso mese si riprese nta al DM di C'ampohasso per il se rv iz io d i I" nomi na, venendo assegnato a l 149° Batt ag lione di Mi li1.ia Territoriale ed il 22 o ttobre de llo stesso a nno è lrast"crito al l(l7" Bat tag lio ne , qua le Comandante d<'I Plotone cusfi ero di Ca1111w11wri1111. O

T rasferito dal I novembre 19 16 a l Repart o Pri 0 ionil'ri di (ì11nr:1 cli Fnn te cl ' Amo re di Sulmona, il 25 di cclll brc seguen le è de stinato al IS7" Ralla glione d i M il izia Territoriale cd il 14 novembre 191 7 vie ne a s~cg n:110 ;il I k posilo del 2 8° Fanteria per il ] 0 Reggime nto d i Ma rc ia. In viato cfal 25 dicembre 19 17 a l fro nte ne l Battag lio ne en1111Jlc n1 c11 ti del la Briga ra f. " Ravenna" , il 28 ge nna io 1918 è a sseg nato a l 37" h 11 1tcri a " Raven na " ne lle cui fi le conc lu de le openu-Ìoni de ll a I" G uc rra Mondiale cd i I 30 febbraio 19 19 consegue la promozio ne a l g rado di T<.'nenlt' dt>lla Milizia T<.'rritoriale (anz ianità: I 7 marzo 191 8). Rim as lo in Zona d ' Armi sli 1.io con il proprio reggi me nto e tratte nuto in serviz io dal 9 febbraio 1919 per qu attro me si ( in app li ca zione de ll ' art. 3 d e lla C ircolare Mi ni slcriale n. 200 de l 27 gennaio 19 19), il 26 marw seg ue nte viene trasferito al DM d i Campo basso cd il I O g iug no de ll o stesso a nno è inviato in liccn1.a te mporanea in allcsa di congedo. Conge dato dal 25 giug no I 9 I 9 (per effetto de ll a C ircolare Mi niste ri a le n . 2588 de l 24 dicembre 19 18) nella forza del DM di C ampobasso, il 3 1 uiccrnhre 1925 vie ne iscritto a do man da ne l Ruolo degli Ufficiali di complemento

dell'Arma di Fanteria (a i sen si d el R.D. del d icembre 19 23, n. 2997) ed il 10 dicembre 1933 si presenta all a c hi a mata di controll o ( inde tta con C ircolare n . 243 1 del 2 1 ottobre I 933) ne l Comune di Vcna f"ro (C B).


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M assimo lacopi

Collocato dal 12 aprile 1934 nella riserva di complcrncnlo per età, nel mese di maggio 1935 consegue la promozione al grado di Capitano di Complemento, e, rimasto vedovo, il 16 scllemhre 1938 - con la sua nuova compagna Francesca Accordino da Casa Calende (CB) s i trasferisce per motivi d ' insegnamento ne l Comune di Castel S. Lore nzo, in Provincia di Salerno. Rid1iamalo alle anni dal 23 maggio 1940 (sulla base della C ircolare 21/4623 del l 3 maggio 1940 del Comando Difesa Te rritoriale di Bari), dall a stessa daLa è asseg nato alla 220• Comm issione Requisizione Quadrupedi ed il 30 gi ug no dello stesso anno viene trasferito all ' Ufficio Censura Postale di Campobasso. Trasferito dall' 11 lug lio 1940 a ll ' Ufficio di Censura Postale di Chieti e quindi a quello d i Macerata, il 6 agosto viene ricollocalo in congedo n ella forza del DM di Campohasso ed il 2 9 marzo 1941 transita per moti vi di reside nza ne lla forza in congedo del DM di Salerno. Destinato a domanda nel corso d el 194 1, insi eme alla consorte, in Balcania pe r t:oncorrere all'insegnamento del le locali popolazioni italiane, il 14 g iugno J942 vie ne seq uestralo in Dalmazia da una banda cli milizi ani serbi dai quali , dopo essere stato costretto ad assistere alle sevizie e morte, inflitte alla compagna, è successivame nte to1turato e fucilato il 17 dello stesso mese, ricevendo dalla Repubblica Italia na, nel 1948, per questo eroico com por tam ento, la massima decorazione al va lore "alla memoria". È decorato di una Medaglia d'Oro al V.M. "alla memoria" (Ufficiale di comple menlo in congedo e maestro di una località di occ upazione, durante un a fase operati va delle nostre truppe, catturato con la co nsorte e trascinalo verso un acca mpamento ne mico, do veva, lungo i I percorso, assistere all'ucc is ione della co mpa gna da parte di alcuni bandi Li c he, dopo averla pug nal ala, ne gellavano la salm a in un burrone. Rim asto p e r due g iorn i prig ioniero, su bi va sere na me nte og ni sorla di sevizie e d i tort.ure, rifiutand o sempre di fornire alcuna informazione al ne mico. Condan nato a morte, ragg iungeva il plolone di esecuzione canta ndo gli inni alla Patria. Chi edeva poi che g li venissero slegale le mani e, aperta la cami cia, offriva il nudo pcllo al piomho ne mico. Cade va inneggiando all'I tal ia.

Ful gido esempio di patriottismo. Podh urn Crni Vrh, Slovenia, 14-17 g iug no 1942. Decreto Presidenziale 7 ag oslo 1948. B . U . 1948, Disp. 25, pag. 2639), della Medartlia Commemorativa Nazionale della Guerra 19 15 -1918 con tre a nni di campagna ( 1916, 19 17, 19 18), della Medaglia Interalleata della Vittoria ( 1920) nonché della Medartlia a ricordo dell 'Unità d 'Italia ( 1922).


I decorali a l valore della cilltì di Assisi

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CIANETTI Tullio Maggiore. Mini slro Segretario di Staro, nato ad Assisi (PG) il 20 lug lio 1899 (da Francesco e da Mati lde Falche tti). Soldato d i leva del Distre ll o Militare (DM) di Spolc lo, chia mato a llearmi i I 15 g iu gno 19 I 7 per mohilirazionc. il 25 de llo s tesso mese giunge a l De posito del 3 ° /\ rtig lie ria d a Fortezza e dal 5 fehhraio 19 18 è assegnato a li ' Accademia Mili tare di Artig lieri a e Ge nio d i Tori no pe r la frequen za de l Corso Allievi U ffi ciali di comp lemento. Nomi nato dal 2 luglio 19 18 Aspi rante Ufficiale di compkmcnto, il 3 agosto J 9 18 è assegnato al 1n da campa gna mohilital o a l fronl l' ed il I O scltem hre dell o stesso a nno consegue la prumo.1:ionc a S olloll'lll'll k di com plcmculo nell'Arma di Artiglieria, venendo conlcrm.110 ne ll o :-.ll':,.so rl'g.g i me nto, nel c ui ambito conclude le o pe ra.1:ioni de ll a 1·· ti ul'1Ta Mondi.ile. Rimasto a l termine del conflitLo in Zona d' Anni:,.t i/.io. il Il/ khhr.i i1, 111I 'I ri e ntra in guarni gione a Foligno presso il De posilo de l 1° da ca 111p:1r 11.i ,·d il 30 marzo seg ue nte ritorn a in Zona d ' Armistizio ad Ud ine pre-.:-.o il Coman do de lla 2• Arma ta. Cessato dal 2 sette rnhre 19 J9 lo sta to di emergenza (Circ. 485 (ìM I ') 19). il 28 fe bbraio 1920 è destinaLO a l 18° da campag na ed il I " mari.o 11)'.W consegue la promozione a l grado di Ten ente di complem e1110. Trasferito dal 18 lu glio 1920 a l 3 1° da campagna, il 2 5 luglio seg11c n1 e i.· destinato a l 9° pesa nte campa le cd il I O agoslo de llo stesso an no vie ne assegnato a l 14 ° da campagna di I·errara . Ricoll ocato in c()ngedo da l 7 apri le 192 1 ne lla fort.a del DM di SpolclO, il 9 dicembre 1923 transit:.i ne lla forza in congedo de l OM di Orvie to ed il 27 maggio 1926 passa in quell a del DM d i Massa pe r motivi di residenza. dopo essere t ransilato dal 28 fcbhraio precede nte nc lla 'forza de l DM d i Siracusa. Tras fe rito dal J 3 lugli o 1929 ne ll a forza in congedo del DM di Trev iso per ca mbio di reside nza, il 16 oLLobre 1934 co nsegue la promu1.io ne al g rado di Capitano di complemento nell'Arma di Artiglieria "per eminenti servizi resi allo Stato" (art. 13 de lla Legge n. 899 de l 7 g iug no 1934) cd iI 28 april e 1935 passa ne lla forza in congedo de l DM di Roma 1°.


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Massimo Ictu,,,i

T ransitalo dal 31 diccmhre 1936 nella forza in congedo del DM di Roma 2°, dal! ' 11 al 3 1 agosto 1935 viene ric hi amato in servizio per istruzione presso il 6° da campagna di v isionale del ''Carnaro" ed il 29 scllcmhrc 1931 risponde ad unn chinnrnrn di controllo presso il Comune di Palermo. Richiamalo alle armi dal 15 gennaio 1941 per mobilirnzione presso il 3° da montagna " Julia", dalla stessa data parlc in aereo da Brindisi per l'Albnnia, giun gendo nella stessa giornata a Tirana cd, assegnato dal 4 fehhraio seguente in qualità di Cornandante di IJa/leria al Gruppo "Conegliano" del 3 ° da montagna " .lulia", partecipa in raie veste nlle operazioni sulla frontiera greco-albanese, oucncndo nel marzo de llo stesso anno una decorazione al valore nei co mbattimenti sulla Voiussa. Rcimharcatosi il JO mnggio 1941 a Tirana, g iunge nella stessa giornata

in aereo a Roma e dallo stesso g iorno viene ricollocato in congedo nella forza del DM di Roma. Promosso dal 12 sette mbre 1942 al grado di Maggiore di rnmplemento, il 12 novembre seguente tran si ta nella for7.a in congedo del Comando Zona Militare di Roma e nel corso dello stesso anno nominato Ministro delle Corporazioni dal Capo del Governo, Mussolini - di viene anche Membro del (;ran Consiglio del Fascismo. Pirmatario, con disting uo, il 25 luglio 1943 dell'Ordine del Giorno "Grandi" c he segna la fine del regime fascista, aderisce alla Repuhhlica Sociale Italiana (RSI) dalla quale vie ne a rrestato e processato per allo tradim en to a Verona, risultando poi l'unico degli imputati ad essere condannato al c arcere a vita, anziché alla fucila1.ion c. T ransitato nuovame nte dal 15 fe bbraio 1948 nella forza in congedo del DM di Roma , e migra s uccessivamente in Arge ntina e quindi si stabili sce in una fattoria in Mozamhico e muore a Maputo il 6 agosto 1976.

Ministro delle Corporazioni del Governo Fascista ( 1942- l 943), Membro del Gran Consiglio del Fascismo ( 12 nove mbre 1942 - 25 luglio 1943) , promosso al graclo di Capitano di complemento per "eminenti servizi resi allo Stato" ( Regio Decreto 16 ottobre 1934 per effetto della legge n. 899 de l 7 g iugno 1934), è decoralo di una Medaglia d ' Argento al V.M. (Comandante cli batteria alpina, ne l corso di a spri comhattimcnti , dava prova di perizia e di valore nel dirigere il fuoco dei suoi pezzi sottoposti a violenta azione di conlrohattcria e di mortai. Nei momenti più c riti c i, porta ndo si di persona fra gli uomini cd i mezzi c olpiti , era di esempio ai s uoi di calm a,


I decorati al valore della città di A ssisi

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tenacia e fiero ardimento, otlcncndo col suo ascendente, continuo ed efficace re ndimento dalla batteria. Voiussa-Dragoli, fronte albanese, 1- 19 marzo 194 1), di una Croce al Merito di Guerra (6° Corpo d'Armala, 7 giugno 19 L9), della Medaglia Commemorativa Nazionale della Guerra 1915/91 8 con un anno di campagna (1918), délla Medaglia Interalleata della Vittoria ( I 920), della MedaRlia a ricordo de/i' Unità d ·/tal ia ( 1922), del nistintivo del periodo bellico /')40- /')43 con un a nno di ca mpagna ( 1941).


FRANCESCO DUCA

LE FORTIFICAZIONI ANTICORSARE DELLA PENISOLA AMALFITANA ITINERARIO RICOGNITIVO Un singo lare interesse storico, arch itetton ic o e milita re ri vesto no le fortifi ca zioni anticorsarc ancora presenti lungo la cost iera ama lfit an a. Cns ti tuisco no infatti la testimonianza di quasi un mille nni o di lotta co nlro g l' insulti corsari , pe r lo più di e tnia nord-africana e d i fede is lamica . l'c r l' eccezionale va lore ambientale in genere la maggiora nza de lle ope re è so prav vissuta alle di stru1.ioni radical i che altrove h an no decimalo s i llat to patri monio, conse ntendo perta nto l'attuaz ione di itine rari spec ific i di tipo c ro nolog ico. Al fine di integrare ta le frui z io ne co n dati di 11al11rn tcrnin>- 111 i li tare te nta di ri sponde re la segue nte ri cerca, rin via ndosi per piì1 approffo11 dite prec isa1.ioni alla collana monog rafi ca e dita da ll ' Ullic 10 Stori co ddlo Stato Magg iore de ll ' Esercito sulla difesa costi e ra de i dive rs i st;1ti pn: unita ri, tra il XVI ed il XIX secolo. Essendo la ricog ni z ione inerente a lle torri , e più in ge ncr;ilc ;illc fortifi cazio ni anti corsare, presenti ne l la peni sola ;1111a l fi tana-sorrc nt i na. ric11 Iran li ne l più generale contesto della difesa cos tiera. l'iti11e r;1rin s i s11ode rù ne cessariamente lungo il perime tro de lla stessa, ov vero l1111 gn la SS 16~. Tuttavia poiché a ll ' unifo rmità e continuità di slocat iva 110 11 fa ri sco ntro un a pari vicenda crono logica, sa rà indi spe nsabi le , pe r e vitare confu s ioni . operare alcune bas ilari distinzioni da ll e quali de ri veranno Ire di ve rsi segmenti propositi vi.

È necessario infatti , pe r cogliere sul te rrito rio un pun tu ale ri scontro a quanto s inte ticamente esposto, distin gue re, e quindi evide nz iare pe r quanto possibi le, le premesse medievali, p er lo più a ng ioine e aragonesi, da lle strut ture vice reali cd infine dall e es treme realizzazio ni borboni che. S ia le prime c he le ultime possono riguardarsi a llà stregua di una sorta d i dopp ia parentesi di limitazione, all ' interno de lle quali si coll oca no le torri an ti co rsarc propria me nte dette, di epoca v icere a le. Esse venne ro e rette, almeno lu ngo la Costa, ne lla stragrand e maggiora nl'.a dei casi tra il I 563 cd


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Fran cesco Duca

il 1569, particolare che le connota n on solo di coeva ispirazione progettuale. ma soprattutto come ri sultanti d i un omogeneo impianto murario cdi idcntic he risorse tecno logiche, altrettante esplicite con fermc dclla pondcrala e programmata calibrazione del le di vcrsc classi tipologiche.

Rforse proprio in questa ricchezza formale, affatto casua le, c he si coglie la principale carattcrislica dcll o schie ramen to delle torri d ella Costa. Co nsiste, in definitiva, nel riproporre, a scansione ravvic inata, l'intera gamma tipologica elaborata dal prog ram ma vicereale, di c ui ogni vari anlc di caposaldo armalo cra dcstin ala ad inscdiars i, secondo le particolari esigenze, lun go g li oltre 2000 chilometri di litorali dcl Rcg no di Napoli. I )esame di questa sezione costiera della frontiera marittima napoletana ci conscn tc di potcr d i fatto comprende re e conoscere l' intera articolazio ne, arc hitettoni ca e tattica del piano, dalle sue premesse allc suc conclusion i. l ,a nostra ricognizione si scomp one dunque in altrettanti itinerari precipui , non p iu concordanti con l'andamen to de lla menzionata statale ma co n l'evolversi dei tempi e con il variarc dcllc tipolog ie dalle più semplici alle più complesse. A ta lc crilcrio ci allcrrcmo, con un a sola eccezione, per le mura di Sorrento, le qual i pur non rientrando nel la categoria dcllc torri ne furono con la loro vio lazione il drammatico ultimo stimolo.

LE PREMESSE li co nce tto di torrc pcr av vistamento costi ero, come a suo tempo evide nziato, affond a la sua defini zio ne progettu ale ne lla più remota antichità, csscndo la minaccia d~ mare altre ttanto arcaica e diffusa. Tuttavia, per motivazioni conncssc con la frag ilità d i tali man ufa tti specie in relazione al contesto fruitivo tutt ' altro c he slalico in c ui furon o rcal izzalc, csposte per di più alle offese d el mare, risulta già prodig ioso se la loro conservaziunc, s ia pure mo llo lim itala, puù spingersi si no alle opere medievali. Lungo la Costa costituisce un magnifico ese mpio di quanto affcrmato :

Torre ASSIOLI\ presso Praiano, la c ui presen za è storica me nte certificata sin dal 1269-70. La locali tà in cui ru in nal zata viene ricordata già in un docume nto del I 202 come Scio la, toponimo pe rtaltro ancora attualme nte vigcntc. Vi è comunque d a o sservare c h e la torre svettante presso Praiano non è dc l lullo in tegra rispetto all a su a orig ina ria confi guraz ione .


Le f ort!f1cazioni a11ticor.1·aff della pen isola ama (/1/ww ...

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/ , ,,.,., . A1.1in/11

L a parte sommitalc presenta una v istosa altc ra1.ionc , a causa dcll ;i se ns ibile dec urtazio ne d ' alrezza, impo sta dall'esigenza di re nde rl a me no vul ncrahil e ed alla men peggio co mpatihil e con la linea vicereale. Venn e ro inol tre ricavate delle troniere in controsca rpa per consentire l' impiego cl i artig lierie dil'cnsive . Sul suo terrazzo di copertura si rintracc ian o an cora i n:sli della g a ritta per la se ntinella. I .a torre in qu estione è di tipo a base circolare con al Lai o lronco co ni co: in or ig ine si deve pres umere che su questo s i innestasse un corpo cilindrico di note vole altezza, interponendosi fra le due sezioni un ri salt o torico. Due ambienti sovrastanti, cope rti con volle a calotta esegui te a gelto . la scandisccrno a l presente, tes timoni della prim iti va imposta z io ne. Lo sr,essore murario alla base raggi unge quasi i 3 m rastremandosi r,rog rcssivame nte f ino ai 2 de lla sommità . Il mate ri a le impiega to è la pie tra cal ca rea locale i n


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Francesco Ducu

piccoli conci irregolari . Al l 'interno del muro a monte fu ricavala la scala che collegava i diversi ambienti fino alla cope rtura. Pur essendo facilmente atlrihuihili alla dinastia angioi na, sia la descritta che le sue consimili scomparse non scmhre rehbero potersi ritenere desti nate alla vig ilanza ed alla segnalazione contro le incurs ioni saracene - ed in un secondo momento alla Guerra del Vespro - che di certo funestavano la costa, ma ad una più pressante e remunerativa esigenza. Non si spiegherebbe altrimenti la loro singolare altezza, bastando per conseg uire un maggior campo v isivo una collocazione amhientale più elevala visto che la parete rocciosa so vrastante consenti va tale impianto. Ovvio perciò che la dimensione verticale della torre fosse scelta per la sorveglianza non ce,to verso un più lontano orizzonte quanto piullosto verso una più vicina hasc. Con l'incrementare la quota della terrazza, tornava faltihi le scorgere, in tutta sicurezza e nitidezza, i I piede della parete rocciosa battuto dal mare, tene ndo sotto controllo ogni suo più minuto anfratto o circonvoluzione. Riusciva possibi le altresì intervenire, proprio per non trovarsi la lurn: impiantata più a monte, con le armi da lancio quali le balestre da posta o gli arc hi, in maniera d iss uasiva ed efficace , al riparo per ovvi motivi , da un eventuale controtiro. Ma che poteva esservi di tanto interessante, oltre ad improhahili agguati corsari e meno che mai sbarchi data la natura insidiosissima dei paraggi costieri da giustificare sia la cos truzione che la gestione di siffatte torri , ogg i alquanto numerose in Sicilia? Un ' ipotesi convincente scmhrerebbe indi viduarsi in una particolariss ima attiv ità marittima, all 'epoca a ncora abbastan1.a praticata appunto in alcuni tratti d ella C osta, ovvero lo s fruttamento de i banc hi di 'oro rosso '.

È antica memoria che l 'estrazione de l corallo si svolgesse co n profilli consiste nti nel corso del X 111 secolo prop ri o lungo le scogl icre, caratteri stica che istig ava la frequenta zione di innumerevoli hattelli con altrettanti equipaggi necessari pe r la rudim e nta le, ma re mune rati va pesca.

In virtù della forte reddi ti v ità de l prodotto tutti i sovrani del Regno di Napoli, in particolare appunto g li angioini . e quindi g li arag onesi, svolsero un ruolo propulsivo pe r g arantire que llo s fruttame nto forie ro di ingenti introiti fiscali . Ma il pescato, Je barche e gli s tessi corallari si config uravano a loro volta qu ali ottime e facili prede pe r i corsari , e pertanto la loro atti vità , sia allora lungo la Costa s ia nei secoli successi vi lungo le marine sarde poté avve nire soltanto sollo una diuturna sorveglianza arm ata, unica di spe nsatrice della necessaria tranquillità pe r un la voro tanto ri schioso e faticoso .


I .e fortifica zioni anti<:orsare della penisola amalfitana ...

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È lecito, allora, attribuire alla logica propositiva della torre anche una siffatta fin alità, certamente non l'unica ma forse la precipua. Subentrò poi la guerra del Vespro, dopo il 1282, ed il Regno sentendosi minacciato dalle razzie e dalle incursioni provenienti dalla Sicilia, miranti a scardinarne non solo i l commercio sul mare ma finanche l ' integrità territoriale , adottò un sistema di vigilanza a vasta copertura litoranea, impostato su torri. Esse furono moltiplicate sull'identico schema architettonico dc li' Assiola, tanto che di analoghe possono ancora rintracciamene s ia in Ca labria che in Puglia. Oovette trattarsi in definitiva di un dispositi vo di alle rlamcnto più o meno continuo, esteso cioè a buona parte del perimetro costi ero meridionale, o per lo meno ad ampie Lraltc ritenute a rischi o: ancora ne l scdi ccsi1110 secolo assolveva la s ua insostituibile funzione in ambit o zonal e. La torre Assiola si trovò impeg nata nella vitale i nco mbe n,.a, è c rni cssa anche alcune fortificazioni costiere che conte mplavano 1• i mpi cgo di cori i11c e di torri intorno all'abitalo. Queste ultime a loro volta appa 11l:m:va110 alla tipologia della primél con lievi adattamenti , la11L 'i.; c he iso lat e dall l' 111L1ra mostrano in pieno l'asserita identità.

Torre Trasita


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Francesco Duca

È il caso della:

Torre TRASTTA ubicala su I costone di roccia prospiciente la spiagg ia grande di Positano e la spiaggia di Fornillo. Ha suhìto in epoca recente il rifacimento dei solai.

È il caso ancora della:

Torre SPOND/i. c he si incontra appena al di fuori del centro ahi Lato di Positano, ben visihi le o ltre il parapetto della litoranea. In essa sono osservabili le ultime permanen7.e del co ronamento in controscarpa di epoca vicereale, di identica genesi de lla Assiola.

Torre S['onda


Le fortifimzioni antico rsarc della ·pe11isnln a malfitana ...

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Sempre all a stessa Lipn lo gia architetton ica e all o stesso pe riodo od al le s ue immedi a te adiacenze può ri c ondursi il :

Torrion e dello 'LIRO c he do mina dall 'alto A ma lfi. È raggiun gibi le da Ravello e di lì pe r Po nto ne c on un pe rcorso di avv iciname nto solo a pie di. Faceva parte delle fort iricazioni de l fronte a lèrra di A malfi , pe r l 'esa ttezza della Rocca di San Felice, di cui restano a ll ' into rn o testi mo ni a nze d i mu ra me rlate . C irca·· la sua vicenda storica se mbra accertato c he poss,1 ,tllri buirsi a l 1278, appunto al contesto del!' Assi ola. S ubì resta uri ad o pe ra d e lla cillà ne l 1292 ed a ncora ne l 1305, nel 1355, ne l 1440, co nse rv ando tulla via fino a l presente la sua configuraz ione orig ina ri a a lme no per g r;111di li ne('. An aloga me nte alle torri coslicre non presenta vano d i acn:sso a ll ,t qttnta di ca mpagna lasciando pres umere l' impiego d i una scala vo lant e. ldL'llt iL·,1sc 111 pre al le prime la scansio ne c on basa me nto scarpa lo. coro namen to to ri co c d alzato c ilindrico. Un' e qui va le nte genesi e conno taz io ne è in fi ne rin tr;1n:i,1h ik a11cl11.: pe r i I:

Torrione di S. FRANC F.SCO o di CAPO D 'ATRANI a diacente a ll a cittiì ci i Ama lfi . Non inte rvene ndo ne l pe ri odo success ivo v is tose mnd ific hc 11clk pron:d ure ossidiona li né ne lla tec no log ia m ilitan.:. tali opere pc n 11a sc ro i11 ,illc ra le in serviz io , tanto più c he le o ffese degli inc ursori da mare si caratt c riuarono sempre per una minor vi o len za ri spetto ag li in vesl imc 11ti terres tri. Ed a ll e stesse no n si lesinarono, come a ppena a cc e nnato , i ntcrvc nt i restaurat o ri. Stupisce perc iò la e stre ma inconsistenza lim itata ag li ese mpi e le nca ti , di torri de l gene re, pe rs ino a livello di minimo rude re. U n solo moti vo può allora spiegare la singolarità de l fe no me no, confortalo da lle fo nti archi vistiche: molle di e sse ve nnero a bballute pe r f:t r posto alle nuove vicereali, de ll a fine de l '500, poiché occupa van o pos iz ioni de l tulio imprescindibi li pe r la nuova catena di difesa costie ra antinc urs iva. A nz i, in a lc uni cas i, la fretta o l'es igenza di ma ntene re, fi no a li ' a vvicend a me nto fu nz io na le de lla moderna, la loro vita le pres tazione ind usse a co struire le nuove tozze torri quadri late re into rno a ll e vecchi e sne lle c ilind riche, in globando le.


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Frwu:eS('O nuca

Torre Ca1,o d'Atrani

Presso Castellabate è infatli possihi le, e non si tratta di un caso isolato, osservare una medievale torre a ng ioina-arago nese ruoriuseire dalla terrazza di una torre vicereale, osten tando ancora immutato il suo coroname nto a rcaico ad archetti e beccatelli. L 'eccezion ale è insito, appunto, nella in spiegabile mancata successiva demo lizione della ingomhrante preesistenza, così hcn caretterizzata.

È probabile, per concludere, c he in epoca a ragonese, a cau sa d ella mai sopita esigenza della vigilanza fora nea si sia proceduto oltre che all a cimazione delle torri angioine, a suo te mpo accennato, anc he ad un loro irrobustimento tramite inc re mento del la scarpatura, ed ad una mi g liore defini zione dc li ' apparato a sporgere . Ma l' ipotesi per l'affe rmata d istruzione delle torri non pul> trovare un 'incontrovertibile conferma.


Le .fonij,cazioni anti<:orsare della penisola amalfitana ...

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Di certo intorno alla metà del X V I secolo moltissime d i quelle antiche torri ang ioine-aragonesi, magari ammalorate e fati scenti , continuavano a fornire la loro protezione, ma con caratteristiche tatliche-operative puramente zonali. Non si trattava in altre parole di un sis tema peri metrale continuo, esteso all'intero sviluppo costiero del Regno, senza soluzione di continuità - l' un ico in pratiéa degno di crc<lihilità - ma di se mpl ici episodi di vigilanza in fun zione dei soli abitati limitrofi od adiacenti . Elu so , così, il raggio visivo di una di tali torri nessun ostacolo si frapponeva alle efferate iniziative corsare, e la procedura s i confe rmava di g iorno in giorno semplicissima. Le conseguenze, dopo l'esplodere delJa corsa ba rbaresca. ass urla ad econom ia portante di intere compagini statal-i nord -afri ca ne, 11 0 11 si fecero attendere, confermando quanto la realizzazione di una cat e na ininte rrolta di torri armate.fosse ormai indispensabile per la s icurezza de lle popobzioni ri vierasche e per la continuità della navigazione. Ma. come la c ronaca de i nostri giorni ci ha infinite volte riconfermato, occorreva, per supe rare IL: ulti me reticenze al varo del piano, un tragico stimolo c he puntualme nt e a vve 11 -ne sulla nostra penisola.

SORRENTO 1558 Il 3 g iugno 1558, dopo uno sbarco all a marina <li Ca ntone seguit o dal ra pido va lico del promontorio, Massa e Sorren to fu ro no con vio lc n1.:1 al I accate d a te rra. Da mare a sua volta il resto dell a flotta ottomana, dopD I" agg ira mento di Punta della Campanella , effettu ò un secondo sharco in fo rza. c hiudendo in un a micidiale tenaglia le due sventurate c ittad ine. l,a spiaggia dove prese terra il primo contingente è que lla s ituata proprio al di so tto <li Nerano, ch e costituisce pe raltro l' uni co tratto sabbioso, quasi 750 mdi arenile, presente lungo l'intera Costa. Lo splendido requis ito per la nostra me ntal ità balneare, costituiva invece all 'ep oca qu a nto di più fun esto si potesse incontrare lungo una costa, trasformandola in idea le base d ' attacco per un ' operazione inc ursiva anfihia di ampi a po rt ala. In qu ella in esame ve nn ero infatti impiegate hcn un centinaio d i ga le re , imp lica nti una forza militare pari alme no a 10.000 uo min i. Oggi ancora vig ila no quella trag ica spiaggia una torre vicereale de l ti po di med ia grandez1,a, de tta d el Ca ntone, duplicala a hrevissima di sta nza, me no di un chil ometro, da una seconda, de tta di M onta lto, entrambe frutto de l se nno di poi.


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Frwwesco Duca

Per tornare al la funesta notte del giugno del 1558, la torma di fanati c i raa.iatori , superata la striscia di sabbia si a vvcnlù lun go il ripido pendìo, ri salendo il promontorio a llo c irca 300 m. Appena una m:mciata di chilometri di marc ia, cd a i loro occhi apparvero le bianche costruzioni dei due paesctri rivieraschi, placidamente - e forse incoscientemente - immersi nel sonno. L' im patto fu micid ia le: attaccare Massa e dilagare fino a Sorrento ri c hiese pochi ssimi frene tic i minuti . Il congiungersi poi con il secondo grupp o prove niente da l seco ndo sbarco, anni e ntò ogni residuo, e per la verità marg inale, ten tativo di resiste nza. Secondo le cronache coeve, tendenti quasi a g iusti fi care la inconcepibile inerzia difensiva, non vi fu alcun investimento ossidional e contro le mura, recentissime, di Sorrento. T predoni infatti si sare bbero avvalsi dell ' a iuto di un loro conterraneo schiavo della fam ig lia Correale, c he ne consentì l' accesso, aprendo le porte urbiche add irittu ra. L'in tera azione però lascia presumere, non solo per la perfclla co nosce nza dei luog hi , ma per le altrimenti insp iegabi li circostanze, u na ben più consistente "qu inta colonna" di rinnegati loc:i li, fenome no peraltro abbastanza frequente in tali operazioni . La c ittadina, come già affermato, ri sulta all 'epoca munita di mura bastionate, di coeva concc1.ione, e quindi idonee - se solo pres idiale di respingere un simile attacco. Il dettaglio c he non fossero ultimate non modifica la loro valid ità. Le relazioni, di pochi mesi posteriori a ll ' accaduto, rihadiscono a l riguard o la necess ità di completarle, sen za pcrù eccedere dal l' ambito di opere difensive finalizzate a soste nere affro nti corsari, ovvero di tipo leggero - conferma che nemmeno allora s i rite nnero deboli , od insufficienti in rapporto alla rece ntissima e sper ie nza. Al presente è possibile osservare di quella stessa ce rch ia una intera sez ione, forse quella più esposta, pe rc hé priva dei profondissimi fossati che prote gg ono Sorrento a pone nte cd a levante. Con sta di un ' a lta muragli a scarpata con cordo ne rea li z zata con conc i di tufo squadrati e munita di tre bastion i di c ui uno, all'ang olo ini ziale <li via deg li Aranci, può rig uardarsi come il princ ipale e meglio config urato men tre i ri manenti ri sultano di dimensioni minori. U n particolare interesse prese nta quello adiace nte alla porta - Porta <li Terra - munito di due cannoni e re casamaltate di tipo "traditore" b inate.

È una disposizione inso lita che lascia inruire la vo lon tà di increme ntare il vo lu m e e la cadenza di fuo co presso que l punto debolissimo. A lrri resti della cerchia rinasc imentale si possono scorgere, ma da una certa distanza, anc he da l la vicina piazza Tasso : so no a picco sul vallone, ovviame nte sollo il profilo archite ttonico di estrema mode stia graz ie a ll' in superabile di fesa fo rni ta d a l ve rtiginoso impia nto.


Le fortifica zio11i w1tù:or.rnre della p e n isola n111a lfita11a . ..

Scorcio mura vi cereali di

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S /1111·1110

L' incursione contro Massa e Sorre nto. o lt re ad u11 111gL' ll tÌ S\ lt1H1 lllllllL'l'O di morti , c omportò la cattura di qua si 4.000 abi tanti c hl'. soltanto in 111 i11 i111a pa rte dopo mesc hine e co mplessi: trall ivc e l' i:sho r,;o di ri sc:tlli esorhilanti . pote rono tornare ai loro cari. Pe r c ontro l'jmpressione deslala d,ill'avvc niml'. nt n . amp lil'ic,1t;1 dall e uni versali collclle finali1,zate a l ri scatto de i poveri sc hi avi. ru t,tl c c he riuscì a scuolcrc il go verno dall a sua proverbiale le ntez,rn. a11i va11do l'i11al1 11c 11 lc la costruzion e delle torri costiere lun go l'inte ro pe rim e tro d e l Reg no.

LE TORRI VICEREALI ANTI NCURS I Y E Pe r quanto in precedenza affermalo, le lorri vicereali si e re sse ro in stre tta inlerdipenden1,a dall ' armamento destinatog li , fun z ione a sua vo lta de i luog hi da pro teggere. Data l' amp iezza inusi tata d e l siste ma s i dovc llc optare . secondo criteri di sorprendente mod ernità pe r la standardi zzaz ione del caposald o, c he tuttavia pe r la procedura accenna la irnp licù ne ll'arnhito della co ncezione unita ri a un di scre to numero di var iah ili a rc hitetton ic he, p er


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Francesco Duca

meglio adattarsi alle specifiche esigenze locali. Si chbero pertanto 9 c lassi di appartenenza, con strette affin ità formai i. Sotto il profilo identificativo, la più facile caratteristica che co nno ta la classe di ciascuna torre, e quindi la s ua ri levanza militare, è riconducibile al numero delle troniere in controscarpa di un singolo lato, qu ella sorta cioè di pittoresc he aperture praticate nel coronament o sommitale, dalla forma di spatola. Il nostro iter ricognitivo, g razie proprio alla si ngolare circostanza della prcscn7.a di tutta l' intera gamma tipologica dell e torri vicerea li lungo la Costa è mirato a consentire la visione più suggesti va e valida di ciascu na classe prem iando le uhica 7.ioni meglio raggiu ngihili .

TORRI SENZA TRONIERE È la catego ri a poco rappresentata, essendo senza dubbio la meno onerosa ma anche la meno efficace a difendersi. Al riguardo va osservato che è diffi cile stabil ire con certezza assoluta se molte di esse vennero in origi ne costruite in tale config urazione o no n furono piuttosto il ri sultato di successi ve scmpl i ficuioni restauratori e. Un esempio mollo probnnte dell ' asserto s i può cogliere nella caletta <li Seiano, porticciolo sottostnnte Vico Equense, in pross imità della foce del Ri vo. piccolo to rrente che scend e <lai Lattari. Qui all 'estre mità del l'esig uo areni le s i innalzn maestosa e possente una torre vicereale perfettamen te tron co-pirnmidale, <letta appunto:

Torre di CA PO RIVO e per errore attribuita da una iscriz ione locale al Vll secolo. I ,a torre, dalla indi scutihile cert ifica1.ione archi vistica vicereale, è totnlmente priva di troni ere, su Lutti i quatlro lati, né la trama de ll a sua muratura tradisce eloquenti tracce del la loro event uale remota presenza. Scmhrerebbe potersi con certc7.7.a ascrivere alla prima tipologia, ma una piccola protuberanza prese nte sullo spigolo volto a Napo li, a circa 3 metri più in basso del parapetlo, costiluisce l'estremo retaggio dell'ammorsatura dell a conlroscarpa, rorn endoci così una e mblematica riprova. La torre in ottimo stato <li conservai.ione serviva non solo ad interdire l'approdo al la spiaggetta cd al porticciolo adiacente, ma soprattullo il prelievo dell'acqua dal menzionalo torrentello, che sbocca proprio presso il suo piede.


Le fortificazio11 i anlicur.w re d ella pen isola amaljitana ...

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J'o rre di Cupo Rii ,o

TORRI AD UNA TRONIERA Pur se non abbiamo rintracc ialo in asso lt110 1111a vc r;1 1orrc di qucs1:1 rarissima classe, ese mp lifi ca ta so h a nto in alcu ne torri pug lies i, s i puù im mag inarn e la orig inaria impostaz io ne o sse rva ndo il la10 a 1110111 c d i:

Torre PA RA DISO a Mino ri, adiacente a ll a strada costi era che si snoda al di sollo di que lla s ua uni ca tronie ra posta a difesa dell a porta. Sebbe ne s ia più corrcllo co nsiderarla una so rta di medieva le ber tesca, trova ndos i inseri ta in una 1orre v icereale rinasc i menta le, all a luce de lla log ica de ll e s ue co ns i mi Ii possia mo rica va rne u na pe rfetta cogni zione tipo logica.

È da rilevare c he l a stessa t orre sembre re b be o r ig ina ria me nte essere sta ta d e ll a classe a doppia alte zza, c he in seg uito meg lio desc rive re mo , e so ltan to i n un second o te mpo mo d ifi cata fo rse pe r sop ravve nuti da nni st ruttura li.


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FrancPsco Uuca

Torre Paradiso

È per g iunta in buona parte ing lohata nella vicina cdili 1.ia reside nziale, dettaglio c he ne rend e difficile la lettura esatta . Un ulte riore esempio potrebbe ravvisarsi, ma sempr e generalo da una successiva semplificazione in:

Torre !,A Cl\ VITELLA presso Vettica Maggiore, c he ostenta una sola tron ie ra in sommità del suo vano d i accesso, ripropone ndo ancora u na vo lta la tipolog ia minore. La torre in questione <''.)pare modificata e sna turata: ben poco oltre al menzionalo de ttaglio - c h e peral tro l'accredita p er appartene nte al sistema del Ribera è possibile identificare con ccrlc1.za.


Le .for1ifimzin11i anlicorsare della penisola a111a/jì1ana. ..

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TORRI A TRE TRONIERE Costitui vano in un certo se nso l'ossatura portante di lullo il sistema, ovvero il caposa ldo torriero più numeroso in assoluto. Lo dimostra tra l' allro il fallo che in questa tipologia possono addirillura indi vid uarsi delle sottoc lassi - piccola. media e gra nde - ferma restando la loro dcfini7.ione di fortificazione destinata alla diss uas ione. Se ne incontrano mollissime anche lungo la Costa . ln o ssequ io ai crit eri informatori della ricognizione, innanzi t:sposti, ci piace s uggerire per la categoria la visione di :

Torre di CAPO CONCA presso Conca dei Marini e di:

Torre del ('ANTONJ::,' o di NERA NO occasione quest'ultima per vis itare al contempo la spiarg ia dl'I In ~harn• dd le fo rze di Plialì Pascià, che spopolarono Massa e Sorrento.

Torre di Capo Conca


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Fran r·esco Ouca

La prima, s i innalza su di un selvaggio quanto stupendo sperone di roccia, proteso nel mare per circa 300 m, ed alto sull a sua superficie una c in qua ntina. Il piccolo promontorio, tornava ideale pe r la perfetta riuscita di funesti agg uati corsari al cahotaggio c he dovettero senza dubbio avv icen darsi con esasperante frequenza. Dall a SS 163 la s i può ammirare, da brevissima distanza, in prossimità de lla verticale sulla Grotta dello Smeraldo , non lontano da Conca de i Marini. Mag ist ralme nte incava lcata sulla schiena c alcarea spicca la men zion ata torre, se n za dubbio tra le più basse del l' intero schieramento, fun gendo la roccia sottostante da forti ssimo basamento. Il corpo troncopiramidalc della torre è quasi una semplice pi allal"orma d ' impianto per l'apparato a sporgere in controscarpa, necessario in qu esto contesto, più che per l ' autodifesa del caposaldo per ottimi zzare il brandeggio e la depressione dei pezzi contro eve ntuali razziatori appiattati alla base de lla rocc ia. F. i ncl11hbio che la csatla comprensione dell ' in seri mento ambie ntale di questa l orre chiari sce con eloquenza la log ica del piano del Ri bera per la salvaguardia della n avigazione costiera. Ri sulta, in ottimo stato di conservazione, ad ibi ta ad abitazione stagionale, senza de turpanti alterazioni architettonic he, pe r lo meno di epoca recente. Quanto a qu ella di Nerano, o più esattame nte del Cantone, la si ragg iunge tramite la strada c he scende verso la marin a da S. Agata sui due Go lfi , rea li zzata intorno al 1850 dai sovrani napol etani ed inaug urata, nel 1853 , dallo stesso Ferdinando H. Le sue condizioni appa iono di screte, sebbene alcune tras formazioni sul la terrazza ne alterino l'ori ginale profi lo sommitalc. Conserva il suo caratteri sti co apparato a sporgere, la profilatura sfuggente de l parapetto-profilo balistico des tinalo a devi are neuu·ali zza ndole ipotetic he palle nemi che - nonché l'ingresso sopraelevato a monte attualme nte ser vito da una scala a sbalzo in cemento armato, - in sostitu zione di qu e lla vola nte re trattile. Le aperture laterali , in origine quasi de lle so ttili feritoie, sono oggi ampliate, in ossequio alle esigenze fruitive s uccessive. Dopo secoli di g uardia, ai nostri g iorni assol ve il ruolo mond ano di locale di ritro vo estivo del camping in cui è inclusa.

Sempre alla medes ima classe va ascrilla la:


Le jéJrlificazio11i a111ico r .w r <' df'lla /Je11i.w /(I a111a lji 1u11a...

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Torre di M EZZACAPO presso Maiori , a picco sull a c urva precede nte l 'abiLato pe r chi prov iene da Amalfi sull a SS 163. La torre ha s uhìto purtroppo devastanti interventi ad attativi con stravol gime nto arc hite ttoni co. A c arico de l corpo di fabbrica ha same nta le, si o sservano gli eno rmi vani arcuati in contrasto c on la c hiusa na tura de ll ' ope ra. Peggio a ncora l'agg iunta di posticci me rli di medi cvak re minisce nz a e di anacro ni sti c o impianto che deturpa il coroname nto sommita le : ma tant' è. Sopravv ive ancora nonostante tutto , cd è a w,pic ah ile in futuro un seri o interven to riqualificatore.

TORRI A QUATTRO TRON IERE Di poco maggiore de lla prec ed e nte la classe- a 4 tn>11iac d :1alqua nti e se mpi sull a Costa , sebbe ne non siano in asso lut o nu111ero:-. i lun go l' i111na l ' .tll'na, per lo più sostituiti dalla classe pre ce de nt e magg iorata . In de ttag lio il no stro itine rario può cont are ~u tn.: c~c 111pl :111 di o tti111a struttura. Purtroppo proprio per essere il loro corpo u i l'a bbric:1 più ..:api e nte questa torre si è meg li o presta ta a ll a tras fo nn ai" io nc 111 ahit a, inn c pe rman e nte c on le conseg uenzt: immag inabili . È in particolare ~ulla loro so 111mità c he s i o sservano le princ ipali alt t:ra7io ni a rc h it e ttoni c he 1i l.'. 0 11d11..: ibili a sopraelevazioni poco integrat e con il basa111 c nt o . In dc fi11it iv:1 ri s ulta no an cora leggibi li . La prima di e sse:

Torre CRt.,'STAREU..A si trova a Yi e Lri, a l di so tto di una pia zzola-pa rc heggio de ll a ~o lit a strati.i SS 163. Posta a cavali ere di un magnifo.:o sc oglio prott:so ne l mare, riu sciva a dominare co n le s ue arti glie rie tanlO la spi aggia d i Yie tri 4ua nt o c nt ramh i i versanti de l promonto rio <l ' impianto, l'uno arenil e adatti ss imo ag li s barcl,i , l'altro spe rone calcareo perfetto pe r g li agguati . C o mt: accennato spi cca sulla s ua copertura o rig ina ri a una vera e propria cast:Ua, c on te tto a do ppia fa lda, t:he occupa per inte ro la s ua piazza d ' armi, lascia ndo intatto il coron a me nto in c ontrosc arpa.


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Francesco Duca

Torre Crestarella

Segue la:

Torre di ERCHIE presso Maiori, allrellan lo hen vis ih ile dalla strada . Me no al terata della precedente, prese nta pe rò a nch 'essa una surerfdazione sommitale limi tata per fortuna ad una metà della piazza d ' armi, utili zzando la resta nte come mag ni fica terrazza sul mare. Modificate appaiono le aperture de l corro di fahb rica, ad attate a ston ate fi nes tre i n stile, con archegg iature gratuite e ricercatezze d ' effetti romantici di cattiva reminiscenza e prete nziosità. Stesse ripro vev oli carallc ri sti c he mostra l'ampio sca lo ne di accesso . d egno di una residenza principesca p iutto sto c he di un a rude torre costiera. Peccati imputa b il i spesso ad un eccesso d ' amore!


Le fo rtiflcazio11i anticor.rnre d ella pe nisola amalfitana ...

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Il suo stato cli conservazione complessivo è soddisfacente, recuperabile in og ni momento senza troppi interventi. In virtù <li cii'> è giu sto riguardarla come ottima rappresentante <li tale classe intermedia, ben inserita nella splen<li<la cornice naturale. Il terzo esempio prescelto è:

Torre CAPO della VITE presso Amalfi, in mediocri condizioni di co nservazione, sc hhc ne modificata in epoca passata in Sommità e priva di uno s pigolo verso i I mare. Una ape rtura pos ticc ia è stata praticata pe r g iunta in una de ll :1 s uc troniere, a lato costa, ser vita da una passerella in ceme nto armato c hl'. ne dc111rpa purlroppo l' integrità architettonica. Meri tere hhe anch ' e ssa 1111 pi ì1alt L"llln rcst;1uro, seb bene di minore rilevanza del la prccclle11te .

È di s icuro la meno alterata dell e Ire. e si pot1 c hhL· Lk l'i11irc q11a si i11lcg ra se non fosse per un curioso sopral zo alquant o s tre tt o 111a U ll l id c 111i c hc finalità dei precedenti di ben diverse dime nsi o ni .

Torre Ca/HJ della Vite


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Franresco Duca

Pur in condizioni meno brillanti <lcllc consimili, appare forse più recuperahile g ra zie alla minore e marginale arbitrarietà deg li inte rventi restaurati vi. Circa la mancanza di uno spigo lo in Iato costa, è al ri guardo interessante precisare che dovrchhe essere con molta probabilità quello sopportante la polveri era, crollato, come previs to dal progetto in caso di esplosione accidentale, in modo da evitare la distru zione dell ' intera torre.

TORRI A CINQUE TRONIERE Costitui vano lungo tutta la catena litoranea le torri più grandi in assoluto, tranne che sulla Costa, do ve esi stevano almeno altre due classi - di cas i, singoli pe rò - ad esse superiori . Rappresenta va no ad ogni huon co nto qu elle dissuasive, o di fe nsive per antonomas ia, annate con i cannoni <li maggior calibro e servite da un maggior numero di uomini. Uno dei mi gliori esempi pervenutic i c he fornisce la riprova delle sud delle affe rmazioni si puÌ> osservare da vicino a Vietri su l Mare, scendendo sulla sua spiaggia e superando il ponticello c he scava lca il piccolo corso d 'acqua che vi sfocia. È:

Torre VITO BIANCHI afflitta anch'essa da una orre nda sopraelevazione, ind ispensahi le per il riuso e in ultima anal isi ragione delle ottime condi zioni statiche -strutturali . Tutta rintonacata, ripitturata e costantemente solloposta a manuten zione ordinaria e straordinaria, funge da casermetta pcr la Guar dia di Finanza. È sotto questo profilo l ' unica dcli' intera Costa a conservare a ncora una funzione in qualche modo militarc connessa con il mare e con i suoi reati specifici . Verso ponente la sua originaria feritoia si è tas formata in una sorta di monumentale halconata su piedistallo ad arco, che non intacca la legg ibilità formale della torre, faci lmente riconducibi le alla sua preci pua connotazionc di progetto. La ragion d' essere che istigava la sua impone nza va ricen.:ata nella ri schiosissima - e quindi funesti ssima per l'epoca - prcscnza di una spiaggella, ottima per sharchi razziatori e di un corso d ' acqua - all'e poca potahi Ie - nonché infine di un grosso centro abitato sovrasta nte tutti clementi che costituivano a nc he singolarmente presi un irresistibile richiamo per i corsari .


Le fortifica zion i t11t1ic or.wrP tiella pcnisula amalfltana ...

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/'01, ,. \'ito U1,111, lti

TORRI A DOPP[A ALTEZZA È una c lasse precipua della Costa, frutto cli un ,H..latta111c n10 an:hit e lto11i co della torre vicerea le-tipo a lla particola ri ssi ma cd impe rvia co111'orn1a!'.ione geomorfologica della pe ni sola, laddove le sue pendic i rocc iose sce ndono a forte pe nde nza nel mare. Jn simi li condi z ioni l'impianto di una norma le torre avrebbe. a d ispe llo di quals ias i sua pussihil e a ltezza, e sposto i di fe nsori i1npegnati ~ulla piaa a a faci lissi mi tiri provenienti dal lato a monte, comunq ue ad essa sovrastante. Per g iunta per la l'illissima vegeluione g li insidio, i incursori sa re bbero ri sultati in vulnerabili . Sarchhe stato poss ibile pertanto e limi nare i torrieri


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Fran cesco Duca

con solo pochi uomini appostati alle sue spalle, in procinto di manovrare i pezzi, esponendosi inermi alle archibug iate ne miche. Sensata fu allora la soluzione di rialzare tutta la semi torre d el lato a monte in modo da trasformarla in una sorta di cortina difensiva, una vera e propria schermatura massiccia cd im penetrabile della piazza, defilandola così dalla neutralizzante deficienza. Ne scaturiva però una drastica limitazione funzionale della torre stessa in quanto la dec urtazione dell'ampiezza della piazza consentiva il maneggio ottimale dell e artiglierie esclusivamente nelle du e direzioni laterali, ovvero costa-costa, e non verso il largo mancando il necessario spazio di rin culo. Il penalizzante dettaglio, non sempre compatibile con gli scopi difensivi primari, spiega p erché la particolare c lasse no n incontrò altrove un analogo favore restando l imitata - quasi prototipo sperime ntale - alla sola Costa, dove presenta almeno tre esempi sig nificati vi. Il primo di essi tra i più visibili è la:

Torre di CETARA di maestosa imponenza, che domin a con la sua seconda altezza la strada costiera. Si e rge in stretta aderenza con una torretta circolare di più vecchia ori gine, ad essa ammorsata sul lato mare. Riguardo a quest' ultima potrebbe trattarsi di un estremo resto di torre angioina concordando in ciò alcune pecu liarità de lla tipologia quale ad ese mpio il cordo ne torico tra la parte basamentale scarpata e quella sommi tal e cilindrica, comunque mozzata. Sarebbe in tal caso una conferma del val ore irrinunciabile di posizione per l' impianto delle torri rinascimentali. Tornando alla fortificazione modern a, al pari delle consimi li la sua sdoppia ta piazza di copertura offre una maggio re ampiezza alla quota minore, tant 'è che lateralmente la contraddisting uono solo tre tronie re contro le cinque frontali . Due in vece sono quelle della sezione superiore, sovrastante la prima di circa un 3 m., e sempre cinque sono qu elle del lato a monte dove si apre l' ingresso . È evidente anc he sollo l'aspetto dime nsionale lo sdoppiamento sommitale di una normale torre a cinque troniere imposto dalle ricordate esige nze di autodifesa de l personale. Nel caso in esame la lettura della to rre è co mplicata ùa un ' eccezionale mole di sopraelevazio ni realizzale in più fa si e di pessimo g usto, non prive tra l' altro degli i1runancahi li falsi merli . Prese nti pure finestre ri cavate nell e


/,e fortificazio11i a11ticorsure della p enisola amalfitana ...

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l i111,· ili ( '{'/(//"(/

troni e re e d a lteraz ioni volumc lrichc in udc rc nza fro ntale . T utta via, a11cora una volta, la torre può defin irsi in virtù dell e sue c omrlc~s ivc co ndi z ioni sialiche-arc hitetto nic he in di screte condii.ioni di conse rva z ione e rcc upnab ik alla sua o ri g ina ri a c onfigurazione. Di scorso analogo per: forre d 'ALBORI

presso Vi e tri deturpata da un pesantissimo res tauro in st il e c on ampi fin e stron i a lato mare ri cavati ne lla sua sezione rial zala stra volta sia ne lla forma che ne l vo lume con orrendi finti merli, finte to1Tett e- c i111i11ie re, e bruttiss imi va ni lat e rali . An a lo g he considera zioni s i fann o a c ari c o de lle f'incs tre


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France.w-o nuca

lato mare della sezione basamentale , anch ' esse ri cavate per sfondam ento del le troniere in assoluto spregio de lla struttura. Unica constatazione positi va è il fallo che la torre nonostante rutto sopravvive in ottime condi zioni struttura li cd è sempre possihi le un recupero.

È la volt.a della: .

1orre SCARPARIELLO in territori o di Ravello, o per meglio d ire sull a sua sezione lungo la litoranea alla base della pittoresca cilladina. È indubbiamente delle tre la meno stravolta, ma purtroppo anche la men o facilmente osservabile per la sua pittoresca ubi caziont:. Ad eccezione di qualche apertura laterale, ottenuta slargando le originarie feritoie, peraltro non imbrullitc per architettura o struttura, la torre appare integra e hen conservala perfettamente recuperabil e, con poca spesa, alla sua antica connota.lione.

TORRI MAGGIORATE Della classe, tra le molte centinaia di torri a suo tempo elencale, ci so no pervenuti soltanto due esempi e forse anche all'epoca contava un ristrettissimo numero. Di questi uno è la cosidctta:

Torre NORMANNA antistante Maiori . Ad un 'attenta osservazione appare costituita dall' intim a compenetrazione tra una torre a doppia alleaa, a sua volta di dimensioni maggiorale nella sez ione più bassa, ed una torre c ilindrica pL:rfcttamente ammorsata in corrispondenza del suo diametro, e posta prospiciente il mare. 1,e fa mose troniere in controscarpa corrono lungo l'intero perimetro del corpo così costi tuito, sia nella quota inferiore che in quella superi ore, certificandone la genesi, se non integralmente costruttiva, almeno assemblativa di epoca vicereale.

È diffi cile oggi valu tare quale logica funzionale nell ' amhito dell ' intero sistema fosse assegnata a siffatta opera, da va lutarsi più come una fortezza propriamente detta a sé stante che un a vera torre costiera. È altresì improbo sta bi lire con certezza la scansione cronologica delle sue arti colate strutture s upponendo le no n contemporanee. Sotto il profi lo fruitivo è interessante


Le .fortifit-aziu11i w,ticor.m re della ,,eni.w la amaljìlll11a ...

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Torre Normmma

ricordare che la sua consimi le, in 4uanto maggiorat a ma di vL· rsa arc hitettonicame nte, è ubicala alcune centinaia di c hilometri più a s uu cd è nnt:i l·n 111c Torre Imperatrice, dall 'altrettanlo oscura moli vazio ne proposi I i va . Potre bbe essere stato un posto di comando zonale con g iurisdi 1io11c estesa su molte lorri sia a sud che a nord, le qua li a loro volta vi face vano couvergere le seg nalazioni di avvistamt:nlo e di soccorso: allo staio attual e d elle rice rche non è possibile sciogliere l'enigma. Resta tutta via evide nte c he la singolare fortificazione oggi adib ita a ristorante cd in di screto stato d i conservazione, rappresentava 4ualcosa di notevolme nte più complesso e pesant e delle coeve e imparentate torri costiere.

TORRT COMPOSTTE Quest a tipologia è affine a ll a prec~dentc cd anc h 'essa non dì, alc un ulteriore riscontro al di fuori del la Costa, dove pe raltro è espressa da un uni co ese mpio:


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Fran ces co nuca

Torre GRADO presso Vettica Maggiore. In prima approssimazione può considerarsi ri sultante da una torre quadrata vicereale classica ammorsala a nteriormente, verso il mare, con un torrione semicircolare e corpo troncoconico, con alzati tra le due componenti volumetriche s fal sati, come nelle torri a doppia altezza. In pratica la quadrata sovrasta la semicircolare, che funge pertanto da piazza hassa. Tradisce l' appartenenza al sistema la ben nota scansione delle troniere a spatola disposte lungo la sezione inferiore, un tempo forse presenti anche su ll a superiore, ma eliminate in interventi restauratori successivi. È prohahi le che fosse una classe sperime ntale,_destinata a proteggere in maniera isoti-opa un settore di circa 270° con ampio ricorso alle artig lierie: per la sua ubicazione poco eccedente il li vello del mare implicava la protezione a monte per i menzionali motivi di defilamento. Non esistono altre conferme. Quella in esame ci è pervenuta in ottime condizioni di conservazione,

Torre Grado


Le forlificazioni amir·orsare d ella f)eni.m la nmalftta11a ...

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frutto di un intelligente restauro, sebbene priva, come rilevalo , forse da secoli , del coronamenlo del corpo superiore. Qualche alteraz ione si coglie nel vano di accesso, con s calone fisso, ed a carico di alcune finestre che scevre da pretese s tilisLichc non deturpano affallo la torre in incantevole posizione.

TORRl A PIANTA CIRCOLARE Se bbe ne non se ne incontrino lungo la Costa co me d<:I res to lungo l' inLero perime tro del Regno , di sicura attribu1,io nc c inqu cce nt esl·,1e a bre ve di stan za da YicLri, ovvero limitrofe alla roce de l Scie. a s ud di Sal e rno ne vc 11 nero ere tte be n selle di fila. La lo ro rag io ne pnt re hhe i11di viduars i uc lla retros tante pa lude che rendeva la lratl:i :icl in, ig ni fic. u1 tc ri,chi o in c u1 , ivo . i111 pon e ndos i tutlavia l' es igenz a di 111anle nc re la co nt 111111 1;1 ddl :i l":tl c 11a ,cmaforic a . Un caposaldo pe rc iò co n co111pili esc lusi, i di 11lT lra s111 iss io11c de i seg nali , e con un minimo upparnto murario per l'au1od i!'l·,.i lk l r•i.: 1:-.l)11;il c.

Torre Paestum


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Fran cesco /)u(·a

Un oltirno ese mplare è:

'f orre I'AESTUM d, c si inn alza in prossimità delle mura dell ' o monima antica cittì1, ad un centina io di me tri dalla spiagg ia al ce n tro di un a squallida piazzetta. Ad eccezione del vano in breccia ape rto ne l s uo basame nto, la piccola torre appare sostanzialmente integ ra e pri va <li corpi agg iunti laterali e sommitali. Ben e vide nti le so lite troniere <lil'c nsive in controscarpa cost ituendo pur se mpre i suoi torrie ri una preda di un qualc he inte resse. Te rmin a, così , il nostro itine rari o de lle torri v ice reali antinc ursive e de lle loro mo lte plici tipolog ie a ncora spl endida me nte svettanti lun go la Costa, ma non te rmina affallo la loro storia.

LE CONCLUSIONI Trasco rsero ualla costruzione dell e torri circa du e secoli se nza c he la loro esigenza ve nisse meno. Intorno a lla metà de l XVITI secolo, perdurando app unto la insost ituibile necess ità, s i procede llc, sotto la nu ova dinasti a borhonica, ad un loro generale resta uro. fn virt ù poi de ll ' accresciuta va li<li ti1 de lle arti g li erie fu programmato un pote nziame nto a ca ri co de lle torri ubicate in pos izioni tatticamente s ignificat ive, ric lahorando le in altre ttanti fo rtini auto no mi con armam ento di g rosso ca libro, ov viamente postato su apposite. piazzole esterne al corpo d e ll 'anti ca o pera costiera. La riqualifica zio ne si re ndeva indispe nsa bile perc hé a minacciare il cahotagg io, vera arteri a comme rciale de ll'eco no mia rcg nicola, no n erano ormai solta nto i corsari harharesc hi con i loro insidiosi quanto l'ragili fuste e brigantini ma i pesanti v ascelli da battag lia de lle vari e po te nzi! europee, vere fortezze galleggianti , ridondanti di ca nnoni . Sorsero allora i nuo vi caposaldi costieri , finali zzati a rintu zzare i paventati insulti hali stici di tali unità, e si d otarono <li posse nti pezzi navali , spesso obici , accessoriati di elaborati impianti pe r il tiro a palle inca ndescenti , di mi cidi ale di struzione. Anche di que ll 'estrema realtà di fe nsiva, frullo de lle modifiche intraprese tra la me tà e la l'ine de l ' 700, cd in parte a nc he nel decennio murattiano, trov iamo qualche esempio signifi cativo, lun go la p e nisola sorre ntino- a malfita na, c he ci consente di conclude re definiti vame nte il nostro viagg io spa7Ìo-te mporalc.


Le f or1ijirn~io11i anticorsare della pPnisola ama/jilllna ...

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Fortino d i ROVIGLJANU /\ ffaccia ndosi dalla terrazza di Vico Eque n se, ed anrnr meglio dai tornan li c he salgono su monte Faito dall a slL:ssa c ittadina o da Caslcllamma re, è poss ibile scorgere un grosso swglio, proprio innan zi la foce del fiu mL: Sarno, l'a nt ica Pidra di Ercole. S u di L:sso si di stin guono le strutture supe rsli li di una vecc hi a torre vicereale, della dasse a tre tro ni e re, c ircond ata da alqu anLL: pia ttaforme ed articola zioni dife nsive va rie. So no i rud eri del Fortin o di Rov ig lia no e re tt o ndl ' ultim o scorcio de l vice reg no s pagnolo ins ie me con altri cinque co ns imili nel go l fo di Na poli , a salvaguardia de lla capitale in prev isione de ll a s ua i111111ine nt c conqui sta au striaca. Sono altresì le pre messe teore ti c he de ll a nuu va logica d ei capo s a ldi co sti e ri c he un a quarantina di a nni d o p o tro vc r:1 nu111 L: ro sc riproposiz io ni . La torre vicereale s i tras form ìl a llora in mass iccio rid utto pct la batte ria fort ifi cata di moderna conce zione, arm ata a l suo int o rn o c nn g1o~s i ca li hri , in ri le vante numero come ci confermano i gra fi c i di ri lie vo coe vo. Il co mplesso realizzato compre ndeva, oltre alle pia,u ,olc d ' a r1 ig li c1ia va1i a 111c 11tc di slocate e se mpre molto basse sull' acqua, in modo da po lèr d fc tt11a rc tiri rade nti inc rociali di de vastante e fficac ia, pu re un forn o a ri vnhl· rn pe r ar rovcntare le palle, una piccola darsena per il scrvi1.io de l pe rsonale , e finan che una cappella, oltre ai deposili di munizioni e viveri pe r la g uarni g ione . Ad un a a nalog a impostazione, sebbe ne pos te riore di q uasi un se ttant e nnio ed in te rraferma - può ricondursi anc he il :

Fortino d ella Torre di CAPO CORVO sull 'omo nim o capo, presso Massa Luhre nse. La torre vicereale - cli c lasse a doppia altezza - a ncora perfettamente conservata ed a bitala, s i ing lobò in un a opera dirc nsiva alquanto ampia, servita da una balle ria di tre grossi obici ad affu sto girevole (di c ui so no ben e videnti le guide di ro to la me nto) e destin ati al t iro di palle incandescenti , rese tali da ll ' ormai immanca bile forno a riverbero. Sehhe ne il sito nun s ia affatto agevole da vis ita re, è tutt av ia possibile co n un po' di buo na vo lontà individuare ed avvicinars i tanto a ll a me nzio nata lorre c he ag)i scarni resti ddl ' inte ro ca posaldo, ri cava nd o ne se 110n altro una confe rma d e lla logica di fe nsiva ollocentesca e de i suo i c rite ri ispiratori .


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Frn11cesco D11ca

Più e loquente forse il rilievo oltocentesco che accludiamo e che può favorire l'individuazione dei resti del!' opera, che proprio per la sua vasta este ns ione no n si prestava, come le anol oghe, ad una successiva inalterata conservazione. Fu qu e lla comunque I ' eslremo servizio d elle torri vicerea I i della Cosla in particolare e de l Reg no di Napoli in generale. Caduta Algeri nel 1830, cessalo irreversibilmente il turpe fenomeno de lla corsa harbaresca, le torri sopravv isse ro stentatamente ne i decenni successi vi, finc hé ali ' indomani de ll'Un ità d'Italia. ne l 18 66 vennero drasticamente vendute all 'asta dal nu ovo governo.

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·narteria di Capo Corvo _(SI\)


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