STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORICO
Autori Vari
STUDI STORICO-MILITARI
2008
ROMA2010
PROPIF.TÀ I .F.TTERAR I A
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(!:' SME - Uffic io Storico - Roma 20 IO
SOMMARIO
Ciro PAOLETII
Niccolò CAPPONI
Paolo PALUMBO
Pilippo CAPPELLANO
De bello inler ecclesiasticos et Duccm Parmae
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5
Bande e potere militare nella Toscana del X VIl secolo
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39
Truppe liguri dell'Impero napoleonico: il 32° Reggimento di Fanteria leggèra
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97
La Brigata di Fanteria " Bologna" a monte Ragogna (30 ottobre - I novembre 1917)
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125
La Piazzaforte di Tobruch (giugno 1940gennaio 194 1)
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161
Il Ministero della Difesa: un ' analisi diacronica delle funzioni
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325
Un paracadutista: Luigi Fabbri
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357
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401
)>
435
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465
O
Tiz iana FURLAN
Ful vio BARBARINI
Manuela PABBRI
Pier Paolo RAMOTNO Un esempio di collaborazione interforze: la Divi s ione Navale Speciale m sostegno alla fro nte terrestre ne l primo conflitto mondiale Michela ADAMI
Giuseppe PAVONE
L' Eserc ito Italia no e l' interrogatorio dei prigionieri nell a Grande Guerra li 14° Battaglione Cacciatori di Linea dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie
CIRO PAOLETn
DE I3ELLO INTER ECCLESIASTICOS ET DUCEM PARMAE
La Prima Guerra di Castro
"Brevissime recensendum quidproxime procedente anno exorta controversia inter Summum Pontijìcem, et Odoardum Farnesium Parmae, et Placenliae nucem, contra bune Pontifìcius iussu peditum, equitumque co/Jias viderat Orhis instructas, Castri Civitatem, aliaq. lJucatus Castrensis Terra e:xf,uf!.nala, et eundem Farnesium excommunicationes vincu/o innovatum ut fusius fàct i serie, ex impressi.., folijs perleges." ' '
La questione dei feudi d i Castro e l{o nciglio ne fu un tipico esempio di que l c he s uccede qua ndo si ha un esercito grande e lo s i vuo le adop<.:r<1re a tutti i costi; ma , a l d i là d i considera :lioni di o rdine didascalico, è anche uno d e i numerosi co nflitti dime nticati , c h e sono cons ide ra ti me no cli quanto meritino e vengono ricordati poco e m ale grai'.ie all'errata valutazio ne data ne da a uto ti este ri, c he d i essi nu lla sanno e di cui fa rebbero meglio a non parlare. Nel caso specifìco, siamo ancora sotto l'dk:llo delle sarcastich e parole con cui Voltaire la bo llò nel suo /Yrécis du siècle de Louis XIV, " de fine ndola non seria e c hiaman dola spre:r.7.anteme nte "celle des Barberins " - que lla dei 11a rhe rini. In realtà si trattò d 'un co n.llillo <.li tullo rispetto, c he inte ressò l'Italia Centrnle e Centrosettentrionale per tre anni, influì sull'andamento della c;ue n-a de i Trent'Anni , non fosse che pe r il richia mo in Italia di Raimondo Monteccuoli, e vide coinvo lti eserciti di dime nsioni pa ri, e a volte superiori, a que lli allora in campo in Gennania. Infine, sotto il profilo politico, segnò l'ultimo, perc hé fa llime ntare, tentativo espansionistico del Papato. Veniamo a i fatti. O d o ardo Farnese, duca d i Parma e Piacen za, e ra feudatario elci Papa, gonfalo nie re ere ditario di Santa Roma na Chiesa e m o lto a m b izioso. Inseri tosi ne lla contesa francospagno la in corso in Italia in margine a lla G ue rra d ei Tre nt'Anni, aveva messo gli occhi sul Ducato di Milano, del qua le ' I lna rmduzio nc m o lto sciolw è [;i seguente: "È hrevissimamcnle da commentare che, insorta ne/lv scorso anno una controversia p-a il Sommo l'onlcjicc e Odoardo Farncsc, Duca di l'arma e l'iacen.z a, contro di lui, per ordine pontifìcio, il MuruJu aveva visto organizzate truppe d i jànll e cavalten, espugnata la Città d i Gast ro e le allrc del lerrilorio del Uucalu di Castro e lv slessu Farne.,-e colpilo dal 1.tinco/0 delle scomunicbc; leggilo dai fortli stampali."
Ciro Paoletti
s pe rava d'impadronirsi coll 'appoggio francese. 11 progetto, rapidame nte sfu111ato, aveva visto una cetta contrarietà de i parenti del Papa, I Jrbano VITI Barberini, e ciò aveva indotto il Duca a ritene rli s uoi nemici. Che i ilarberini avessero de lle grandi ambizioni non era un miste ro p er nessuno; ma Odoardo non ne aveva di meno. Aveva appena finito cli p e nsare a Milano, che si era messo ad architettare un piano per toglie re alla Spagna il Reame di Napoli, stavolta d 'accord o col Papa. La lingua lunga cli un monaco agostiniano consentì agli Spagn oli di scoprire la macchinazione; e il Duca di Parma si salvò facendo ricadere la colpa s ui ilarbe rini . Nonostante <-juesti alti e bassi, i rapporti fra Parma e Roma continuavano ad essere formalmente buoni. Roma aveva consolidato il proprio confine sul Po coll'acquisizion e d i Ferrara , al te mpo di Clemente Vlll, e s i e ra poi impadronita di Urbino, sotto l'attuale po ntefice Urbano. La costruzione dell'imponente Forte Urbano a 11e rra ra, l'acquisto d 'Urbino, la creazione cli un compallo ins ieme territorial e dal Po a l Regno di Na poli , e ra stata vista con preoccupazione da tutti gli Stati vic ini , Toscana , Spagna , Venezia , Parma stessa e Modena, il cui Duca aveva risposto a lla minacciosa presenza papale costruendo una cittadella a protezione delle propria capitale. Il duca di Parma aveva pe rò un ottimo motivo pe r rimanere in buoni rapporti con Roma: non aveva denaro; ed il Papa gli aveva concesso di lanciare due prestiti sul mercato Hna nzia,io capito lino, garantendoli colle rendite di due feudi di Casa Farnese nel Patrimonio di San Pietro: Castro e Ronciglione.
n principio dei guai. I primi screzi si verificarono quando , a lla fin e del 1639, Odoa rdo an dò a Ro ma in visita al Papa e pe r trattare sia le questioni ine re nti al prestito s ia la concessione d el cardinalato a suo fratello Francesco Maria Farncse. I 11arberini gli offrirono di comprare i due feudi ; ma e bbero un diniego. Fecero sapere a l Duca che uno di loro av re bbe a nch e potuto prendere in moglie una delle sue figlie se a vesse portato in dote il Ducato di Castro , ma Odoardo rifiu tò e non tralas ciò nessuna o ccasio ne pe r far capir loro che li rite neva cli rango infinitamente inferio re a l suo . Allora i Barbe rini gli ostacolarono ogni affare che aveva a Ro ma e fecero di tutto pe r non fa rg li concedere dalla corte po ntific ia gli onori dovuti . Re nde ndosi conto che no n e ra con1unque il caso di fidars i, s ulla via del ritorno, nel gennaio 1640, Odoa rdo si fermò a Castro e d o rdinò di metterlo, com e a nche Ro nciglion e , in stato di difesa. ,~, cosa no n sfuggì al Papa , ma no n esisteva un pretesto pe r impedirlo e tulio rimase a pparente mente tran<-juillo fino a quando la co,te po ntificia no n victù l:t tratta d ei grani provenienti da Castro e Ronciglione, che era la maggior fonte di re ddito del Ducato e quindi q uasi l'unica garanzia pe r i crecli-
De bello illl<'r ecc/esiasticos et D11ce111 1-'a rm ae
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tori dei Farnese. L'ovvia conseguenza fu che non si porerono più pagare gli interessi del prestito - i frurri d i m onte, come si diceva allora - e i creditori romani d el Duca c hiesero di essere soddisfani. JI dc hiro farnesiano ammo ntava o rmai ad un milione e mezzo di scudi romani q uando il Pontdìce, dopo mo lte incerte7.ze ed altrettanre pressio ni eia patte ddh1 Curi a, si decise ad intimare al Duca il pagamento di quanto doveva ed il disarmo dell'imponente almeno per le dimensio ni dei due feudi - presidio di Castro e Ronciglione. Odoardo rispose o rdin,indo di rinfo r7.are le g uarn igio ni con altri 500 u o mini; e Urban o controhatré v ietandogli di contraITC ulreriori prestiti ed eliminando sia la libera esp01tazionc del grano da Castro nello Staro Pontific io, si,1 la concessione di Paolo IIl per cui la strada , e quindi i l traffico con1111erciale, da Roma alla Toscana passava p er Monterosi e l{onciglionc ;in7.ic hé, co111c in preceden za, per Sutri . Pinan ziariamcnre per O doardo fu un colpo te rrib ile al quale il Papa in ,1gosto ne aggiunse un altro, em anando il 20 agosto 1641 un mo nito rio con c ui g li in ti111ava cli demo lire le forti fica zioni e congedme i so ld ati entro il 2/i setteml>rc, an:ordandogli poi t1ru breve proroga fino ;11 2(>. Il Duca non rispose e intensificò i preparativi be llici. U rbano allora convocò una Congregazione p arricolarc 1 ,dia quale comunicò quanto accadeva, sofferman dosi in particolare sui debiti e sull'mmamento d ei feudi. Ma, contro il suo parere, che era q uello cli impadronirsi dei feud i acqt 1ist,111do l 'ipotcc;1 c he su di essi g rav ava, la Congregazione decise p er la guerra. E nun con solo un corpo di 800 soldati c o rsi , com e si era pcnsaro in un pri1110 tc>mpo; ma mcrtendo a disposizio n e cli Taddeo Barberini 12.000 ·' fan ti , 3.000 cava lieri, · un p arco cli cinciue pea.i d 'artiglie ria e un con voglio di 40 carri, che fu rono con cen trati a V iterb o agli o rdini del marchese Lu igi Antici-Mattei, m asrro di campo genera le d el papa. r Feudi c rnno relativa111c nte h en armati . A Roma si s;1pcva c he vi si trovava no 300 moschen i, ', distrihuiri tra Castro e Montalto, mig liaia di libbre cli pio m bo. sia grezzo che lavornro , circa 260 soldati " e ch e il Duca stav;1
' u.· n,ngl\').r.1/joni p:11tin,l:1ri (•1:1110 ddk n,mmissioni l<mnate di ,·olt:1 in voh:1 d:il P;1p;1 per esa111i11a re une, o più s1x·cilìci argonwnti e co1111x,:,.te di solito da LIII m inimo di Il\' a un 111:1,,imo di sci Girdu,ali. i qu:i li dovevano !< >mire un p:1rere con, ultivn ,. non v incol:ulle, in ha"'· al qual<: il l'ont, -fin• deddev:1. ' In un prilllo tempo n:i stal:l ordi11;1t;1 la 1110 1,ilitazione di 20.000 fonti ddk milizie' locali. Com unqul' sia, la ra;;.,<:gn:1 pass:lla il 15 ~nemhr,· 164 1 dal 'l 'enl'lll<' G,·nerak 111ardll'S<' l.uigi Antid Mattt'i <' dal Cem:1~de d ella rnvalleria Cornelio Malvasia, died e un in~i,•me di 6.000 l;1n1i ccl 800 c l\ alie1i. 'Secondo Muralori. ci,e i:· in contrasto con k fnnli :ird 1i vi~ticht' romane da c ui vengono I,• cifre qui cit:ite, I,· !ruppe po111ilìcil' :1 Vitt·rl,o s:m:hhl'rn consistile i11 6.000 ta ni i e 500 c , va liçri. ·, Qu,·s1c infonua/.ioni, n,m,• llllle le :;eguenti rcb tivc alk forzt'. alle am 1i ~ I allo svolgimcnlo d<dl<: opt·r.1zioni, S<>II<> tr.lttt' tllll<' c .,olta1110 dalhl pagine 4 e 5 ddla Scn1,·n1..1 dd l .'> germaio 1642 (c.'St.rellli alle noie lii e IV), 1~1gin n per ('lii non vi sarn nno uh<·riori 11ott' 1x-r indic:1re la fonte cll'li<' v:irie notizie e cl:ni . '' I.e noli1.ie relative all'anu:u1 u.:nto ponrifìcio e l:1rne.,i:1110, inclusa questa. 1ipor1ar,· dal Da Mosto sono ta lvolta in ap1xirt'lllt' con1 r.1ddiziont' lnn (]ll:tnlo e111erge da alcuni c.kx:ulllc nti dt'I 1<'111fXJ. In p:uticolart', per <Jllanlo riguarda la guarnigiom: dei k11di farncsb 11i, non i· chiaro se a1111110111:1 ,;,<;<> a 260 unil:Ì pl'r 1;1 sola ci11,, di Cas1n, o per tulio il l'elido. Da10 p<->r<> "'"' le guarnigioni"'""'" parecchi<->,/_• pml »1hil<-' ,·hc 260 fossero i soldati .st:111~ja1i nd c 1poluogo e un altro mezzo 111igliaio fosse spcacttato nei presidi 111i1101i.
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Ciro Paoletti
incrementando l'artiglieria presidia ria ed ammassando provviste e foraggi: ''.frumento, ordeo (orzo), vino, caseo (formaggio), carne salsa (.salata). " 111 Era chiaro che si allendeva l'attacco, poiché aveva a n che ordinato ai soldati cli non d o rrnire fuori dalle loro abitazioni per n essun motivo, pe na la morte e la confisca dei beni, e di essere sempre pronti con armi, cavalli e vestiario. L' interposizione diplomatica m odenese, toscana, france.se, ven e ta e del viceré cli Napoli indusse la Santa Sede a concedere 30 g iorni di tempo p er tra ttare e durante i quali i Farnese potevano disarmare. Poi se n e aggiunsero altri 15, ma a Roma li si cons ideravano solo utili a finire di preparar l'invasio ne.
I.e prime operazioni: l'occupazione dei feudi. Scaduti i termini , il 27 settembre 1641 la preponderante armata cli Nostro Sig nore avanzò contro la baronia di Montalto. I 50 militari duca li c he la presidiavano scapparono a Castro con la loro roba, lasciando soli i sette commilitoni de lla Torre di Montalto, detta anche To rre della Marina . Ques ti ultimi, rifiutata la resa a lla p ri ma intimazione, l'accettarono a lla seconda, consegna ndo la to rre con tutta l'artiglieria, grande e piccola, che vi .si trovava. Il 29 .settembre a Ponte dell 'Abbadia vi fu una lieve resistenza a fuoco di c irca 40 fanti ducali e qualch e cavaliere contro i Pontifici in arrivo; m a, colpiti dal tiro di quattro grossi cannoni, .si riti rarono lasciando un morto .sul te rre no. Pe r una settiman a le terre e le piccole fortezze farnesia nc si a rresero e sottomisero ma n mano che le truppe papali v i s i presentavano , mentre le gu arnigioni ripie ga vano per concentrarsi a Castro, d ove pare fossero s tati concentra ti 400 fanti regolari e 1.000 militi locali , al comando d i De lfino Angclie ri. Po i il 6 o ttobre i Ducali tesero un agguato alla cavalleria papa le, cau sa ndole un mo rto e quattro feriti impiegan do artiglie ria leggera. Due giorni d opo vi fu un due llo d 'artiglie ria a Ca va , fuori Castro. ru lo scontro cli m aggior rilievo d e ll a campagna: i Pontilìci n e u scirono indenni e costrinsero i Ducali a ritirarsi lascia ndo nove morti s ul te rreno. Da l 10 a tutto il 13 l'Esercito Santissimo continuò a sotto mettere i villaggi intorno aJ capoluogo del Feudo e il 14 ottobre 161 1, poste le a rtig lie rie in posi?.ione domina nte , intimata la resa minacciando in ca.so contrario la distruzione della citlà, prese anche Castro, la cui capito lazio ne, valida pure per le poche truppe ducali no n presenti , lasciò in mano a Mattc i circa 680 prigionieri. Così a Ro ma .s.i sente nziò c he le te rre di Castro "eidern Reverende Ca mere Apostolicae applicamus, & inwrpuramus, & pro applicatis, &
TJe bello inter ecclesiaslicos et Ducem Parmae
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incorporatis, haheri volumus & mandamus;" iv ma queslo non indusse il duca di Panna a più mili consigli. Il 26 novembre gli furono sequestrali tutti i beni, mobili ed immobili, n e llo Stalo Romano e furono messi all 'asta. "D 'ordine dell'T?minentissimo, e Reverendissimo Sig. Cardinale Antonio Harherini della S. Romana Chiesa Camerlengo di voto dell'Jllustrissime Congreµ,ationi de Monti, e Baroni Giudici Comissarij, Si subhastano gl'infrascritti Città di Castro, castelli, luoghi & altri beni 7 spettanti al serenissimo Odoardo _Farnese Duca di J>arma,e Piacenza, de' quali è stato preso il possesso ad instanza H della Reverenda Camera Apostolica, e suo Commissario generale à commodo del/i Montisti del Monte Farnese Prima h'rettione al quale si è poi aderito dal medemo Commi•;sario per commodo del/i Montisti del detto Monte ....."; v e infine gli fu intentato un processo. Tn pratica Odoardo Farnese fu chiamato in causa <lalla Keverenda Camera Apostolica che, nella pe rsona del proprio Procuratore Fiscale Generale (a ttore e promo lore) Fausto Gallucci, lo citò per inadempie nze nei confronti propri e de i montisti - cioè i creditori - del Monte Farnese e <li quello del Piano dell'Abbadia. 11 procedimento terminò il 13 gennaio 1642 e il I )uca: "Christi Nomine invocato. Pro tribunali, sedentes, & solum Deum prae oculis habentes. Per hanc nostram sententiam quam de Juris p eritomm consilio f erimus in bis scriplis in causa, & causL'> nohìs à Sanctissimo D. N. Papa commissis .. ." vi fu giudicato colpevole, com minandogli la scomunica e la decadenza da tulli i diritti feudali. E se Roma si fosse fermata <.(Lii avrebbe vinlo la pa,tita; ma poiché il cardina l Francesco n arbe rini aveva un grande esercito e moriva dalla voglia di adoperarlo, convinse sia il Papa che la Con gregazione a muovere contro Parma stessa, sicuro c he nessuno Stalo italiano sarebbe intervenuto. Non fu così. Allarmati dalle precedenti acquis izioni teJTitoriali s ul Po, l(Uando seppero c he l'esercito ponLificio si stava concentrando verso Nord, gli Stati ita liani rcagiro no. Dapprima versarono a iuli fin anziari al Duca 40.000 scudi Vene:lia, 30.000 Firenze e, addirillura , 30.000 al mese il Cardinal de Richelieu - poi , s pave ntati dalla richiesta di passaggio presenlala al duca di Mode na da Taddeo JJarberini, al cui comando slavano circa 7.000 fanti , 500 g uast.atori, 1.500 cavalieri e 18 cannoni, strinsero una lega difensiva. Il 31 agosto 1642 la Sere nissima Repubblica di Venezia, il L'elenco d ei hcn i e riportato su du<' colonne sulla medesima facciata. In quella di sinistra , per clii legge, sono ripurtalt:C le terre componenti il fe udo di ,.astro e in quell:, di destra quelle di l{onciglion<'; in fondu a quest.i seconda colonna sono dcncati Lutti i beni immohiliari farnesiani c·sistenti in Roma. • Dico qui "una tantum" che Lulli gli errori c d i refusi u rtogralìci eh<' si troveranno nei tcs1i dt·I 1c mpo sono que lli coevi, ai quali non è staio :ipposlo ace.m io il solito "sic" - "sic c~t", a significare che non è u11 refuso o un errore d,·ll 'aumrc auuale, m :-1 du- ''rosì è-" l'originale - per non ar,r,csantire ulterio rmcnl<' la lettura .
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Oro 1-'aoletti
Sere nissimo Duca cli Modena ed il Serenissimo Duca di Toscana firmarono l'al leanza alla quale, com'era espressamente stabilito, poteva accedere anche il Serenissimo Odoardo Farnese duca cli Parma. I contraenti s i im peg navano a costituire un esercito di almeno 12.000 fanti e 1.800 cavalieri, metà forn iti eia Venezia , un terzo da Fi..rcn:te ed un sesto da Mode na. Per Ro ma comincia vano i guai.
La reazione farnesiana e la prima campagna dell'Etnilia e dell'Umbria. Il Duca di Parma vendé tutto quello che poté, inclusi i g ioielli della consorte, cd armò un esercito d i 100 fanti e 4.000 cavalie ri muovendolo il 10 settembre 1642 contro il territorio della Chiesa, incurante di essere inferiore cli for:te al ne mico per uno a tre. Il 12 settembre "il forte Urbano non lo traltenne, i 18.000 uomini delle !ruppe papali si dispersero wme pula;
invano i comandanti in sottordine a Taddeo TJarherini, i marchesi Mattei e .Malvasia, cercarono colle .\pade sguainate di costringere i.fugp,enti a f ermarsi." '"' Restati con soli 1.500 u omini , non pote rono fare altro che rientrare a 13ologna, accolti dalle belle e dai fischi del popolo, ricevendo poi ordine da Taddeo Barherini di anelare a presidiare l'Olte Urbano. Prese e saccheggiate 1-'iuma:ao e Bazzano, l'indomani, il 13 settembre, Odoardo arrivò davanti a Bologna e s piegò al Cardi na l Legato cd al Senato c he faceva la guerra a i Barbcrini, non al Papa o a lla Ch iesa. Non gli si clicclc molta retta. Le porte vennero murate tutte, me no quelle di San Fe lice e Maggiore, e g uardate d alla 111ili:tia, d ai genti luom ini e eia cittadini armali . l.':1rtig lie ria fu portata su lle mu ra e cominciò a sparare per te ne r lontani i Parmensi, poiché i fossati della città e rano sen 7.'acqua. L'arrivo di 600 cora:ae guidate dal marchese Mallei e l'invio di un convoglio di 20 carri di lllunizioni da Fotte Urbano, fecero teme re a l Duca cli poter essere preso Ira due fuochi e l'indussero a lascia re Bologna, g irandole attorno pe r anelare a llllob il giorno dopo. Marc iando , si trovò 1111 reparto di fanteria e 200 cavalieri pontifici sulla sinistra all'improvviso; ma bastò la carica d e lla s ua cava lle ria pe r disperderli e catturarne una decina. Temendo il saccheggio, Imo la aprì le po1te e il passaggio dei Ducali a vvenne nel l'ordine più assoluto, cosa rarissima a q ue i te mpi. Lo stesso capitò a Castel San Pietro; anche i Faenti ni , dopo un accenno di res istenza , si lasciarono convincere dall'e sempio di Imola; e Forlì, guarnita d a soli 300 cavalieri, cedette non appe na si sentì m inacciare d 'incendio . Dopo un g iorno di sosta il piccolo esercito parmense valicù l'Appennino, passò per Arczi'.o, territorio alleato perché del Duca di Toscana, e alla fo1c di settembre era nuovamen te negli Stati Pontilìci, s ul Trasimeno. Occupate Castig lion del Lago e c:itt;1 della Pieve marciò verso Castro.
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A Rom a reg nava il panico. L'esercito era tullo al nord e la Capitale, dove il Papa aveva ordinalo di co mple tare in fre tta le mura , e ra pressoché indife sa, tanto c he bisognò mobilitare in rretta e furia la milizia cittadina e requis ire 400 cava lli de lle carrozze private pe r montare un minimo di cavall eria. L'unico baluardo che s i opponeva all 'av;:i nzata parmense e ra Orvie to. Odoardo arrivò il 3 o llobrc sotto quel l'imponente e minacciosa c ittà , :1rroccata s u un impe rvio e verticale massiccio tufaceo e procedé secondo iI solito sche ma: "/ )irà Enrigo A nglè, Trombetta di S. A. al Governatore e Deputali della Cillà d '01vieto, che volendo l'Altezza Sua passare per d etta Città si prep,a ad april:r,!,li le porte, e lasciarlo liheramente passare, come hanno fatto tu tte le altre Città dello Stato /:'c clesiaslico, riconoscendolo come Ministro della S. Sede, 9 e diuotissimo semi/ore di Su a Santità, senz a ricercar da loro altro, che i semplici viveri per il suo passaggio, che in tal caso l 'Altezza sua li trattarù come amici buoni, e f edeli. Ma se detti Sig.ri di Oroieto g li n eP,aranno le provisioni, li tra ttarà come adh erenti a suoi nemici, et i11Jèdeli alla S. Sede. et a N. S(~ .re. e p erò li dichiara S. A . di a hhrugiare, e dare il guasto a tutta la catnjJagna, uillapJ!,i e Casine, lttnto cli detto territorio, quanto anch(> di quelli delle militie, e soldati, che sono dentro detta Cillà. Farà istanz a il Trombe/la d 'esser ::,p edito suhitu . .t: risoluendo li d el/i Si[!. .ri di compiacer S. A. mandarannu con detto Trombetta dui Deputati de pri11c1pa li d 'Orvieto per apgi11sta re il tu /lo.'' "111 Ma stavolta il trucco non fun zionò. Orvil'to ris pose ironicame nte che "Sua Aflezza è troppo gran su/dato p er nun conoscere che JJiaz za sia questa d 'Oroieto, et è troppo in}<>rmala, p er non sapere, che genti, e munitioni vi sia no d<>nlro per seruitio della Città e della Campagna. Si che hasta ri::,p onderli che fa remo il dehito u ostro sino alla morte, se la11tu bisognarà." ix Era un bel guaio per il D uca. Cent'anni prima O rvie to ,weva resislito a Carlo V, che aveva molti più mc z'.l.i; l'inverno s i avvicinava , mancavano le vettovaglie e c'e ra se mpre il rischio c he una so sta prolu11g,1ta inde bo lisse la compagine del piccolo esercito p armense. l )avanti a ciò il cardina le Anto nio 11arberini confe rì il comando delle truppe, 12.000 fanti, 3.000 cava ll i e 22 canno ni concentrati a Viterbo, al comme ndato re e.li Malta AchiJle c.l'Etampes-Va len,;iy, il quale avanzò e costrinse i Farnesiani a ripie gare rapidamente. Odoardo si diresse ad Acquape ndente e la sacch eggiò per impedire che il nemico po tesse approvvigionarvisi; ma ciò no n risolse la situazio ne e d ovette riprendere la via di Parma, inseguito eia 2.000 fanti e 600 cava lie ri comandati dal gene ra le Cesare d egli Oc.Idi. Passato in Toscana , p e r Pontece ntino , Monte pulciano , Pistoia e Castagna no raggiunse il 31 ottobre il te rritorio mode nese con l'ombra dell'e' In q uanto, cu111e g iio d c110 , d e 1e 11e va cr<'di1aria1111.:11te h1 carica d i (junfaloni<'rc d i Sa nta Rorrwna C hiesa .
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Ciro l'aoletti
sercito che aveva avuto in luglio: a l passaggio de ll'Arno aveva ancora circa 2.100 uomini , quasi tutti cavalieri; a ll 'arrivo a Modena, il 9 novembre, si er,rno ridotti ad app e na 1.156, con schelet,iche compagnie di otto o dicci teste. Era il mo m e nto giusto pe r i negoziati; e infatti in ottobre Odoardo sembrò aderire ad un accomodame nto diplomatico secondo il quale avrebbe depositato Castro e Ronciglione in mano al Duca di Modena fìno alla soddisfazio ne de i cre ditori. Ma tutto c ro llò quando s'impuntò nell'esigere c he il Papa g li rimborsasse le spese di g ue rra soste nute fin'allora. Urhano Vlll, pur avendo s mobilitato le milizie, manteneva sempre un ragguardevole esercito di non meno d i 10.000 uomini, cli c ui circa 3.000 a cavallo, a presidio della costa tra Roma e la Toscan a e elci feudi occupati. Non aveva torto, perché in febbraio il Duca di Parma decise di provare a riprende rli arrivandoci p e r mare. Fatte improvvisamente passare le Apuane a circa 3.000 fanti , li imbarcò a Sarzana su una decina di ta1tanc per a ndare verso Montalto di Castro. Ma una te mpesta sbandò il convoglio c he s i rifug iò in parte a Genova e in parte a Po,tovcne re. Non ci furono p e rdite; ma i soldati s i erano talmente spaventati c he si ammutinarono chiedendo di non e ssere più fatti salire s u una nave e si sbandarono. Solo 800 rientrarono a Parma. Allo sb arco nd Lazio avrebbe dovuto fare eco un attacco sul Po con 1.680 fanti , 1.150 cavalie ri e 6 cannoni; ma, fallito il primo, il secondo non e bbe luogo. Né s i poté te ntare di nuovo, p erché Firenze non lo permise.
L'allargamento del conflitto e la campagna del 1643 in Emilia. L'atteggiame nto del Gra nduca cambiò presto, perché le trattative s i erano arenate e i Barberini stavano armando: in aprile l'ese rcito ecclesiastico schierava, tra Roma e le Legazioni, quasi 24.000 uomini. 10 Tutti si annarono e richia marono dai fronti te deschi i loro migliori uomini d 'armc; così, mentre a Fire nze rie ntrava il principe Mattias de ' Mcdic i, il 17 aprile Modena accog lieva trionfalmente il Sergente Generale d i battaglia dell'esercito imperia le conte Ra imo ndo Montecuccoli, tornato p er dife ndere il suo Duca come Mastro di campo dell'esercito este nse. 11 E la guerra riprese alla fìne di maggio del 1643. U 10 g iug no 1613, me rcoledì, il duca Fede rico Savelli fu nomina to Genera lissimo di Santa Chiesa pe r la g ue rra in corso; ma si seppe pure che Venezia , Modena e la Toscana si e rano mosse contro il Papa p er impedire l'eve ntua le espug nazio ne di Parma e Piacenza, concentrando al confi-
10 17.47.~ fonti , /4. 552 cavalie ri, 32 bombardieri e 1.749 rniliziotri. " Nell 'esercito este nse il co lo nnello commc:nrbtnr V,•11,·.-sbo Panzctti comandava i dr;igoni, i quali, come è noto, erano fanteria montata ; il colo nnello Carlo Sittoni la cavalleria vera e p ropria .
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ne delle Legazioni un esercito cli o ltre 8.000 fanti e 2.000 cavalie ri, 12 die lro i quali stavano a ltri 13.000 fanti e 1.650 cava lie ri veneziani. 1-1 Quello ch e a Homa non si sapeva era l'intem~ione a lleata cli agire conte mporaneamente lungo due diverse e distanti dire ttrici d 'atlacco: la prima , spettante a Veneti , Toscani, Parm e nsi e Mode nesi, da nord verso il Fe rrarese e le Legazioni in genere p e r fissarvi i Pontifici ; la seconda , dei soli Tosca ni, contro l' LJmbria, la Tuscia e il Patrimonio di San Pietro, cioè l'attuale Lazio Sellentrionale, per tagliare le comunicazio ni e l'afflusso dei rinforzi da lla Capitale a l fronte padano . Se il piano fosse riuscilo, le truppe papali sul Po sarebbero rimaste p rive e.li rifo rnime nti e rimpiazzi e av rebbero pe rso la guerra. Per fortuna d el Papa, il Duca di Parma no n accettò di fa r parte della Lega né di coordinare le proprie forze a quelle alleate e costrinse i Tosco-VenetoModenesi ad agi re separatame nte s ul basso corso del Po , mentre lui entrava in azione da solo. li 30 si seppe a Roma che "Ilisce diebus deferens nuncius ad Urbem Odoardum Fanwsium peditum equitumque numern nun exiguo iternm contra Summum Font!/ìcem, Dominium ecclesiae occupandi proeli1tm sumpsisse; Bondeni, et appeliatae Luca injèrrariensis J,egatione uccupasse: Antonium Cardinale !Jarberini, et Achillem de EstanJ!,eS (Monsù de Valensé ,nmcu.patum) in illum arma admovisse, certamina.que nonnulla inter ipsos .~esta fuisse f elici Ecclesia,;J.icornm eventu." M x lnfalli il 22 maggio Odoardo si e ra mosso verso il confine con p oco me no di 3.000 uo mini e due <.:alliloni '\ il 25 aveva g ittato un µ onte di barche sulla Secchia a lla Concorc.Ua e aveva raggiunto poi il Ferrarese, mentre lo stesso giorno il Provveditore gene ra le veneziano Pesaro aveva fatto la stessa cosa dopo aver occupato le rive del Canal Bianco, stabile ndo una testa di po nte sulla riva opposta. Il 26 se ra il Duca <li Parma ave va assalita e presa Bondeno, catturandovi 100 milizio tti . 16 " In r>arti<.:olare i Veneziani avevano messo a ùis1xisizionc clc-ll"alle-,111za il Provvedito re generale Pesaro e il C:,valic-r Angelo Correr ,i lla lcsl a ùi 2.938 fonl i <' 3 14 cavalieri, ,,i q ua li si cr:.u10 aggiunli sul Panaro 2.000 fan1i e 200 c;1valieri 1oscani e 3.200 rami <· 1.422 cava lieri mO<l<'nC'si. " Ai primi cli m aggio le forz<' veneziane assommavano a 15.695 fonti (i1aliani, greci, o hrc marini, corsi, o lan<l<'si, o hremontani e francesi) 1.%4 cavalieri 1r:i corazze, c.1ppcll<'lli e cavalleggeri e 12 rezzi d 'artiglieria . Di questi: 11.62/4 fanli e 1.530 c 1v;ilieri erano nel Venero Oominio d i Terrnferma, 2.662 fanli e 327 cavalieri a Mod ena e 1.409 fan1i <' 107 cavalieri a Ma nlova. '' In qul'i f!.ìorni LIII messa.f.iJ.:ero riportò ( lc tt. " un messaggero rif)Ortante") a Roma che Odoardo
Farnese con 111111/lnu>ro mm esif!.110 di fanti e ca valieri a1K•ssr dato halla{!,lia conlro il sommo Poritajìcr, /wr occu/J(ln' il dominio della G'hiesa; che a vesse occupato Ro11de110 e i luoghi chiamali (chiamali dovreuoc vok-r dire in queslu c aso: "i luoghi a cui aveva intimalo la n..-sa, allo c he veni va defini10 nel linguaggio militare dell'epoc;1 "in1imare' cu111e u ggi, o f)iù rarn111e11te "ch iamare" la resa. ;onche se di so li10 chi "batl eva la chiamata" rer la resa era l'assed ialo qu ando l'offriva all'assediante) nella
l<.'{!,azimie di Ferrarti: cbr Antonio cardinalr Rarheri11i ed Achillr d'F.tam1xs (chiamato Mons1ì de Valrnsé) avessero mosso lr armi contro di lui, <' che n es:mna ba/taglia f ra di loro /ossr stata di 1~71/ta lo fauxirel)()le a{!,li Ecclrsiastici. ' " Per la precisio n e: ?00 fo111i, 700 drago ni e 1.:wo cavalieri. '" Ch<' v<·nnero spogliali di 111u.o e rimandali ai Po n1ifìci nudi e ;1 cl11c rcr volta.
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Contro cli lui era uscito cl.,1 Ferrara ne lla notte dal 25 al 26 Vale nçay con parecchie forze. Il 27 11na d ecina di cavalie ri parme nsi in ricogni7.ione aveva preso contatto alla Schiavona con un corpo di cava lle ria po ntitìcio di circa 1.000 uomini. Prontamente avvertito, il Duca ave va sp edito contro di loro 500 dei suoi, la cui carica e ra stata talmente veeme nte da respingere i ne mici fino al lo ro campo, catturandone 80. Valençay, che vi si era trovato , era scampato a s te nto alla callura. Sfrutt.a nclo il successo, Odoardo aveva mandato il giorno dopo 300 fanti e 150 corazzieri a pre ndere la Stellata. Difesa da tre ufficiali e 150 rniliziotti con alcuni pezzi d 'artiglieria, la torre che d o minava quel bo rgo era star.a presa in due ore e i difensori disarma ti e manda ti a casa. Conte mporaneame nte, un distaccamento di 300 cavalie ri papali e ra stato assalito e battuto da una se:Lione di cava lle ria parme nse ed un'aliquota cli Croati veneti. Con questo e rano state aperte ai Collegati le vie di FetTara e Bologna e chiuse ai Pontifici quelle di Modena e Parma. Veneti e Modenesi ne avevano approfittato pc:r avanzare e collegars i ai loro d istaccamenti presemi nel Polesine, circa 7.000 uo mini tr;1 fanteria e cavalle ria, i- mentre il Granduca, visto il buon andame nto de lle operazioni, pre feriva richiam,u-e i su oi Toscani, al comando del gene rale Ugolini , per re impiegarli contro l'Umbria. Conte mporaneamente Pesaro aveva ricev11to dal Senato l'ordine d 'attaccare cd a veva s pedito il Cavalier de la Valette a pre nde re Figarolo, il colo nne llo Caruzzi a Mcllara e il conte Giovan l~allista Po1to a Lagoscu ro. Sakb1rn:nte attestatosi sulla riva destra del Po, coadiuvato da lla fl otta del Ca pita no in Colfo Francesco Ci us tinian e dall 'azio ne del Provveditore ai Confini Niccolò Dolfin ne lle va lli di Comacchio, Pesa ro proseguì fino a l .~ g iugno occupando Trecenta e spostando il g rosso a l"igarolo, mentre lasci:1v:1 quattro compag nie d i E1 ntc ria ita lian;i ;i g ua rdi a del ponte e del p:trco d ·a rt iglieri:1 L' 11 w1dava a va nti la cava lle ria del conte l'orlo. M:1 s ulla s u:1 dl'str:1 i Collvg:1ti :-.i tn,vanm<> da vanti il cardinale Antonio Barbc rini , con I 2. 000 ranli e .1-·1.000 cava lie ri , raccolti a Cento, non lo ntanissimo d :1 Bo logn:1, rr:1 il 20 m:1ggio ed il 'i g iug no. Non ritennero o pportuno passa re il P:111:1ro senz:1 po nti cd in ra cci:1 ad un nemico tanto forte e s i limita ro no :1 111anda re in :1v:111scopcrl:1 piccoli re parti di cavalle ria che s i impegnarono in sc1r:1mu<Tl'. li Duca di Mode 11:1 soliL·c it<> l' invio di m:1ggio ri forze veneziane; cd il Senato o rdinò :1 Pes:1ro di dist:1n :arvi k· sue, cosicchc'~ il Cavalie r dc la Vale tte fu fatto :1va nzarc d :d Po verso il Modenese con 6.000 fanri, l.000 c_1valieri, artiglieria , sa lirn.:ric e guastatori, me ntre ne ll a zona di Figarolo rimanevano a ppena 3.800 f:1nti e ":>00 cava lieri veneti. Fortunatame nte p e r
" 3.000 fanti, 400 d 1~1gu11i e 'iOO cav:1lie1i 111odenl'si, 2.GOO fanti e 300 rav,ilieri venezian i r 11n m igliaio di fan1i e circa 500 c 1v:1licri pan11ensi.
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lo ro, i Veneziani poterono adoperare la flotta p e r impe gnare il nem ico, d fettuando puntate e incursioni a Rimini e su tutta la costa fino ad Ancona. li 6 giugno il conte Montecuccoli fu spe dito dal Duca cli Modena in ricognizione verso il campo pontificio con 500 cavalieri e ne tornò , dopo un breve e fortunato scontro, con qualche prig io nie ro. Il giorno dopo il Provveditore Angd o Corre r, comandante del contingente veneziano, mandò avanti il Cavalier de la Valette ch e , seguito da 3.000 uomini , s i presentò a Ce nto assalendov i i militari pontifici . La cavalleria papale u scì in massa da l campo pe r affro ntarlo , sostenuta eia 1. 500 moschettieri. Lo senni ro fu vio lento. La Valette ava nzò fino al campo ne mico respingendone la cavalle ria; ma questa si riorganizzò e lo caricò me ntre e ra sotto il Liro dei fanti e dei dragoni appostati lungo le siepi e ne i foss i. Riuscì a disimpe gnarsi g razie all'intervento cli 200 mosche ttieri veneziani e poté ritirarsi senza ulte riori p erdite. In tota le ci furono circa 200 mo rti e parecchi p rig ionieri e, si disse a Renna, i Collegati vennero respinti e un ponte crollò sollo la loro cavalle ria in ritirata (giusta punizio ne divina) aumentando lo sco mpiglio e le pe rdile. rn Ma sci g io rni do ro i Collegati riprovarono. Ndla notte fra il 13 ed il 11 passaro no il fiume, che no n erano riuscili a va rca re in que lla fra 1' 11 e il 12, e occuraro n o Secco , a circa sei c hilome tri da Cento, pre venendo il Ma rchese Ma tte i che slava marciando contro cli loro con 2.500 fanti e 2.000 G1valic ri . Il Cavalie r dc la Valette, o che avesse avuto meno perdite d i q uanto si suppo neva , o c he fosse un lcslardo , marcit':> co n 2.000 fant i, l.000 cava lieri 1'1 e due cannoni pe r scorre re il te rritorio fino a Bolog na, .,., saccheggia ndo le ca mpagne per far uscire il ne mico da l campo di Cen to e, in mancanza di m eglio, espugn are Crevalco re . Posto l'assedio a lla cittadina, dopo cinque ore cli combattime nto gli arrivò una forte colo nna di truppe. ~, Dal Duca d i Mode na, immo bile coi suoi '" Ovviamente i dati divergono anche in q u esto caso. Sl'condo Da Mosto, Correr scri sse c h e i l'onli fici avevano a, utn 50 mrn1i e IO prigiun il'ri men trl' i Venezi ani avevano perso solo 11n 11 fficiale e ire o quattro ~olda1i fcrii i. Ma d alla cro11;1c;1 C,11t ari r i s11llano invece al11u.:110 200 moni di amho le parli e un irnpn.:cis,llu nunwm d i feriti e prigionie ri . D;1t;1 l"cnlil~l - :$.000 cavalieri pn rxirtc e un totale cli l.7 00 l:inti t' la d11r:11a dello scrn11 ro. sembra moll o pi ù verosimile che ahhia ragio n e Cartari , an che pcrch é scriVL'V" sulla base delle.: inlùrmazinni dei Pontifici clic, essendo rim,1s1i padroni dcl terreno, :tvev ano n,no il te111po e "1 comodi!,ì cli contare i lllorli. ''' Secondo Da Mosw erano invece 1.000 fan ti c .3.000 ca v:tlieri. -" Montecuccoli aveva proposto di far salt:in: l e chius<' di Casalecchio, lcvando così l \ 1cq11a a Hologna ed obbligando i l'o n1 ific i a sgombrarne il territorio; ma la consulta di guerra non ;1vcva acceLlalo il piano. D a p:11tt' l o ro i Holognesi , p reocc upatissimi, avevano 111a11dato un'amh;1scc ria al Papa p cr impl orarlo di forl' la pace; ma si eran o sentit i risp ondere solo che "Il si~110 1· d11ca (di Modena) ,t{itwca 1111 pocu piri gag liardo de,~li altri. 111ll ri111a11dere1110 la puliti. S1ù111o. i hnlog11esi. come Noi allegn, d11/Jiti110."' C;1rt,1ri dice. irnprobab ilmenlL", c he si sarebbero mossi ;1ddir in11ra
11/L'flf(', (' Jl()/1
"
il Cardi11al Barhn ini e
Valen çay, il che coin c iderebhe con q 11anto Correr sostenne, ci,x· che la colonna sarel,be sta t;, fonc di 12.000 uomini ; 11w111n.. Hrnsoni I:, limitava a 800 cavalieri e _') .00<) fanti colllandati dal colo nnello Radctti.
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davanti a l proprio campo, La Valette ricevé invece d egli attesi aiuti l'orc.line scritto di ritirarsi, cosa c he fece abbandonando armi e bagagli , un canno ne, 70 mo rti e 200 prigionie ri . Coi soldati d emora lizlati che disertavano - e Correr per dare un esempio ne fece impiccare tre dava nti alle truppe - e ama reggiati dallo scaricabarile ue lla respons,1bilità de lla sconfitta, i Collegati si ritirarono il 15 giugno a Bo mporto, in un'ottima pos izio ne, c hiesero ai Parme ns i di unirs i a loro e spedirono fuori aliquote di cavalle ria in pe rlus trazione, ingaggiand o qualche scaramuccia. Ma intanto il marchese Matte i era entrato ne l Ducato di Modena, assale ndo e saccheggiando Spilambe ,to , Vignola e Santa Caterina. Le trupp e estensi persero o ltre 100 motti e vennero respinte fino a lla capitale. li Duca a llora s i mosse da Bo mporto con 800 fanti e 500 cava lieri suo i e 2.000 fanti veneti , raggiunse Castelnuovo il 23 e s i pre parò a riceve re b attaglia. Ma non la ebbe, pe rché~ Ma ttei fu costretto a rie ntrare, ed anzi ad accorrere verso Sud, quando seppe c he, conte mporaneamente , e rano e ntra ti in campagna i Toscan i, i quali, al comando de l colonneUo Miniati, avevano assediala e presa Città de lla Pieve. Restava però in ca mpo il cardinal Antonio IJarbe rini, che g ià prima aveva occu pato Castelfranco con 10.000 fanti e 2.000 cavalie ri, distaccando Malle i a Bazzano con 4.000 fanti e 1.500 cava lieri, mandando cons istenti aliquote cli miliziotti a p e rlustrare le mo ntagne del bolognese e lasciando be n presidiale Ce nto , Crevalcore e Castel San Giovanni . Ora, do po la partenza di Mattei per l'Um bria, il Cardinale aveva rallentato le operazio ni - vi furono solo un'imboscata ai danni di due compagnie di cavalle ria pontificia il 25 giugno ne i pressi di Nonanto la, ad o p era di 50 corazze e parecchi mosche ttie ri ve neziani, e qua lc he scaramuccia fra Ve ne ti e Pontifici nella zona di Lagoscuro - ma non era intenlionato a starsene tranquillo troppo a lungo. Ta nt'è vero che tra il 29 giugno ed il 1° lug lio l'attività militare non s i era mai a rresta ta . Il barone Mallei aveva rinfoo.alo le difese di Fe rra ra con una Spianata Reale , facendovi lavorare 700 prigionie ri di g ue rra parme nsi nell'arco di o tto g iorni; ma l'allenzio ne elc i Pon tific i s i e ra spostata sulla costa. Infatti il 5 g iug no Giuslinian si era impossessato de lla to rre di Primaro ed aveva inte rron o le comunica:lioni via fiume con Ferrara, che no n poteva più essere rifornita . Così- il 21 i Pa pali s i fecero sollo e riconquis tarono la torre e la bruciarono. Giustinia n levò le a ncore e compì un 'inc ursione a Cesenatico, dove all 'alba del 26 fece sbarcare 180 cappelletti !! sostenuti da i pezzi d e lle gale re. TI presidio ecclesiastico di 700 uom ini fu sbaragliato cd ebbe 100 morti, contro soli due veneti. La c illadina venne saccheggiala risparmiando solo le chiese, in " Solcl:iti cli h1n1,·ri:.1 , i111piCAahili l:anl o :.1 ll.·rra che a hordo, arn1olati in Oaln wzia e così pe r via del loro car.1IIC'ristico copricapo.
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hia11 1ali
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cui s i era rifug iata la popolazione in preda al panico, e, sopratullo, vennero incendiate tutte le ba rche di rifornimenti pronte p e r andare a Ferrara e tulle le torri verso terra. Poi Giu.stini a n volse le prore a nord e il 2 lug lio con un'azione a nfibia riprese Primaro. I Ro mani .stavan o preparando la controffe n siva ne l ferrare.se e per loro e ra fonda mentale l'afflu.s.so dei rifornimenti a Ferrara, quindi mand arono verso Primaro ben 3.000 fanti e 300 cavalieri per ripre nderla. Preparato un campo trincerato a due chilometri e mezzo dall 'obiettivo, il 4 fecero p e rlu strare la zona a lle pattugli e di cavalleria e il 5 allaccarono. Le artiglie rie navali venete aprirono imme d iatamente il fuoco contro di loro e, soste nu ti da esse, i fanti veneziani respinsero facilme nte i Pontific i fino al campo, che non presero solo perché troppo inferiori di fo rze. Nel frattempo il 1 il Provve ditore Dotrin aveva attaccato di sorpresa Codigoro con due cannoni e un mig liaio tra fa nti , cavalieri e guasta tori , dis truggendo la g ua rnig ione di 1.400 pontific i e il paese. Ma presto s i sparse la voce di movime nti romani verso il Finale; e già il 27 Cnm~r ritenne o pportuno spedirvi un primo contingente d i 1.000 fanti, seguito da lui stesso con un'altra colonn a il (i luglio, s postare truppe in soccorso dei d uchi di Modena e Parma. Agli occhi d el nemico .si trattava di una ritirata , q uindi di deholezi'.a, dunq11t> c>r;.1 il caso di ava nzare e<l a ttaccare .si:i Vignola e Modena, sia il medesimo campo veneziano. Po ich é le co.se no n stava no come i Papali pensavano, i ris ul tati furono fallimentari. Vale nçay attaccò il campo veneto alle p rime luc i dell'8 lug lio con 3 4.000 fanti e 1.000 cavalie ri ; ma , nonostante l'accuratezza dei preparativi, no n s i e ra calcolato bene il tempo necessario a g uadare il fiume. I Veneziani e ra no all'erta e accolsero il ne mico con lunghe e nutrite scaric he della fanteria. La cavalleria ecclesiastica venne fatta avanzare, prima pe r sostene re, subito dopo p e r proteggere la fante ria, che a s ua volta cominciò a ritirarsi. Quando le lruppe mo ntate pontificie cominciarono a ripiegare, la cavalleria ven eta le attaccò, .scompig liò e inseguì fino a Crevalco re, infliggendo però perdite tollerabilme nte basse. Né e ra a ndata meg lio a Vignola, perché g li Este nsi, g uidati dal conte Montecuccoli, avevano attaccato per p rimi e res pinto le colonne papali avan'.la nti . Ma se s ul campo i Ponlifici aveva no perso, i risultati furono proprio ciuclli d a loro cercati, perché Correr, giudicandosi in cattiva posizione a Camposanto, fece s postare indietro i s uo i e si s labilì nel Finale il 10 luglio. I Veneziani furono costre tti ad abbandonare Cesena e tutto il resto d e lla Romagna dopo averla d evastata e sacche ggiata, me ntre il Conte di C}1sl rovillano faceva una puntata in tcITitorio toscano fino a San Casciano, prendendo prigionieri e raaia ndo il bestiame.
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Questo no n impedì a l Duca di Panna di avan zare l'l l contro San Pietro in Glsale con 400 corazzie ri e 150 dragoni, cacciandone le orto compagnie di G1valle1ia e i 200 fanti pontifici del presidio e scontrandos i ancora col ne mico il 13. i..i Fu seguilo dal P,incipe Farncsc, comandante generale della cavallc ,i a rxumc nse , con 1.000 uomini, mentre lfaimondo Montccuccoli faceva una scon c ria fino a San Cesareo. Il Signor dc Vale nçay fu assalito dal nemico "in loco dicto d e Lambc1tini" ma riuscì a cavarsela senza troppe perdite, reingaggiando e batte ndo il nemico a Crevalcore, catturandovi mo lti prigionie ri. Po i ava nzarono 1.200 cavalie ri rnoclcncsi con mo lta fante ria in direzion e cli Fo rte Urbano, ma il pronto intervento di Mattei e de l cardina l Anto nio Barbe rini li mise in ritirala e, secondo i Pontifici , vi furono mo lti disertori de lla Lega che chiesero d 'arruo larsi fra le truppe papali. Toccava ai Pontifici attaffa re. Approfitrn ndo d e lla partenza d e lla squadra veneta da Primaro e de ll'arrivo e.li altre loro truppe il 16 pote rono impadronirsi d ella contcsissima to rre; a nc he perché la squadra del Provveditore Straordinario cl' Armata Antonio Cappe llo, pur arrivata prontame nte, disponeva di soli ::$00 fanti da sbarco, ins ufficienti a ma nte ne re la posizione, ch e fu distrulla p rima d 'essere abbandonata. Lo stesso g iorno i Pontifici saccheggia ro no il te rrito rio di Bomporto; e la notte seguente i Veneziani li ricambiarono devasta ndo qu e llo cli Crevalcore. Si tra ttava p e rò solo di piccole azioni, perchl; Valenç;ay slava pe r muovere con pili di li.000 fant i e 2 canno ni contro Nonantola , difesa da 600 fanti veneziani al coma ndo d el venturie re ! i francese Saint-Martin.
L'assedio e la battaglia di Nonantola. Soste nuti a c.l islanz:1 d:1 1111 d is tacc1111cnto comandato cl,1 Matte i, il 20 luglio i Pontifici allaccaron<> l' p resero Rav:1rino, te rra de i marchesi Rangoni, catturando il feudatario , l(iO b uo i, vario lx·sti:1mc e 'SO carri di fmme nto. Poi si presenta rono soll o N<>n:1111ob, c hiave str:1tcg ica de lla regio ne e cardine della difesa di Modena , in1im:1ndolc la rcs: 1. Subito si mossero il Duca di Modena e Raimo ndo Monlccuccoli per impedirne la caduta, me ntre i Veneziani e rano costre tti ad :1hlx1ndonare b to rre di Primaro, su] Po. Valcnçay aveva siste mai<> due av:1111 post i a copertura lontana de ll'a_ssedio: il primo a Fossalla; il s<.·condo, forte e.li ,f compagnie e.li cavalle ria al "' I.e truppe pa nncnsi erano compo~ll: m g r:1n p.1ne <l.1 rr.1nce~i, Svizzeri e T ede:;,.:hi c ht' no n andavano per il sott ile nci r.1pporli culla popol:iz io nv . Er., no l anlo tKliati per il loro cumportanl<'nlo che gli Emiliani non p<'rdcvano occa~iune per ripagarli con p;m it-1<>ci:o se ri11sciva11u a callurarnc: .~i ha i11fa1 li 11u1i,,ia <li rnilirari parmensi crocifissi, scannali. o 111and;11i g iù per i corsi d 'acqua k gari a tronchi tl'al lx:ro dopo aver avuto le orecchie e il naso tagliali e gli ,x·chi c 1vati. ' ' I ·vcnn1ricri erano genl iluomini volonlan dic si :1rr11olavano in un esercito senza fame ,-er.irnenle pa,te. Ernno <'<]llipa1: lli agli ufficia li . di solito serv ivano St'n7:i paga e, se si comporrnvano l>ent:. p<>le, ano esst:rl' ammessi nei r:mghi come 11ffìci.1li a luni g li dTerti, paga in cl usa. 0 •
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comando di Cesare degli Oddi, a l p o nte su l fium e avicello pe r interdire l'accesso a onantola ad eventuali soccorsi estensi. Fidando ne lla sorpresa, Mo ntccu ccoli mandò il comandante dei dragoni estensi, colo n nello Panzetti con una sola compagnia di dragarti ad attaccue le quattro di degli Ockli, mentre lui con alt.re cinque tra corazze e dr.1g011i assaliva il contingente avversaiio cli Fossalta. llattutolo, accorse a sostenere Panzetti, che all'alba del 2 1 luglio 1613 aveva sconfitto i n emici e lo stava :1ttenclendo al ponte. Appoggiato d a alcuni piccoli pezzi cl'aitiglieria e seguito a distanza dal duca Francesco col grosso e l'artiglieria pesante, Montecuccoli ava nzò rapidamente contro Vale nç-1y, intento a bomlx mJare la p iazza , e lo costrinse a ritirarsi nel campo di Castelfranco. Subito ne uscì il g rosso dei Pontifici, 7.000 uomini g uida ti dal Marchese Mattei e dall'erninenlissin10 Antonio Barberini, che tentarono di accerchiare la retroguardia nemica al Navicello. La proporzione era adesso di 5 a 1 a sfavore dei Modenesi; ma i dragoni estensi batterono la cavalleria avversaria, mentre la fanteria pontificia finiva sotto il Liro dei cannoni m odenesi. Barberini fu respinto e, anzi, volto in roua il suo continge nte, m entre i soldati scappavano disseminando la campagna d i arnù ed equipaggiamenti, fu costretto a fuggire e sopravvisse a stento a una pericolosa caduta dentro un fosso con tutto il cavallo. Così i Mode nesi a vevano sbloccato Nonantola al pre zzo e.li soli 25 caduti. I Pontif"ici invece lasciarono s ul terreno ben 800 mo rti - fra i q uali il mastro d i ca mpo Vincenzo Gonzaga ed il sergente maggiore Fre nfanelli 200 prigionieri cd e bbero numerosi feriti , compreso il commissario genera le d e lla ca valle ria Cesare degli Oddi: un vero d isastro . Riunitis i il 23 a Spilambe rto, i Collegati d ecisero ch e l'occasione era troppo buona per lasciarsela sfuggire e marciarono verso Bologna perché, scrisse Montecuccoli : "Si è risoluto hoP,P,i d 'o perare unitamente e senz a per-
der minuto di tempo, d'andare ad accamparsi rispetto al nemiw per stringerlo a ballap,fia, o togliendoli i viveri dalla parte di Bologna .forzarlo a levare il campo et aprirci qualche huuna wngiuntura per batterlu ..... e .. . far vedere a ' Preti che nun si cunvien luru il far guerra." xi Il 25 le avanguardie entrarono a Piumazzo, la fortificarono e s pinsero punte di cavalleria veneta a rico noscere Bazzano il 27. Visto il perdurare de lla situazione fa vorevole, il 29 il grosso d ell'esercito d e lla Lega si concentrò a Piumazzo e per poi investire Bazzano e d aprirs i completamente la via di Bologna, in modo da no n corre re neanche il minimo rischio d 'intercettaz ione dei rifornime nti. T Veneziani del colo nne llo Pietro Maria Ornano s i presentarono sotto Razza no il 31 con due cannoni. Appena li misero in hatteria i 300 miliz iotti scelti di Bo logna che costituivano il presid io si arresero. H " EbbC'ro buo ni patti di resa ; nu poich(· il luogote ne nte che li comandava cercò d'imp:idronirs.i di a lcune valigie d i po lvere da s paro, fu rono fatti uscire colle micce s pe nte, le a rmi a ruota prive cli pic lra IOCaia.
lt: spade legate rH.:i fOderi , l'inst:gna arroto lata
L'
sc n 1/__a 1nuniziu ni.
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Ciro Pa o/etti
Ma Bologn a n on d ormiva. Le a uto rità avevano c hia mato a presidiarla u n regg imento di fante ria romagno lo e mobilitato 7.000 cittadini; e l'imp resa non s i presentava tanto fa cile. Para lle la me nte la Santa Sede increme ntò le s ue truppe al fronte; e il 24 luglio il cava lie r Grig lio ni las ciò l' Urbe a lla testa d i parecchi soldati veterani, a i quali e ra no stati aggregati d e i nobil i, giu nti da Av ig non e a Roma il 18 lug lio pe r p a rtecipare a lla g ue rra .
Le operazioni per Pontelagoscuro
Inta nto i Ve neti e rano in difficoltà pe rc hé, d o po una ricogni zio ne fatta d inanzi alla Pavio la da l marc hese Rossetti tra vestilo da m ugna io , ne lla no lle fra il 30 e il 3 1 Vale nçay aveva passa to il Po a Po ntclagoscu ro con 6.000 fanti e 16 co mpagnie di cava lle ria e s i e ra impadronito d e l lo cale forte veneziano, catturand ovi 40 cava lieri ne mici e me llend o in fuga gl i a ltri 400 fant i del prc.:s idio t· lt· lre n,mpagn ie di ca ppelletti che stavano accorre ndo a rinfùo.o . Pesaro aveva re agil o mandando s ubilo a ltri 500 fanti co rsi e tutta la cavalle ri a a l coma ndo di Ma rcanto n io Bra ncaccio ; ma i Po ntifici avevano av,111'.l.alo d i c irca c inque cl1i lo lllc tri ed e ra no più forti p e r cu i, dopo due ore d i comlx 11tinw nt o a lla Chia vcga, i Vene ti ave vano dovuto ripiegare . 1~1 s itua'.l.io nt· e ra a nd ata peggio ra ndo d i mo mento in mo me nto . Pesa ro :-1vc.:v:1 l:1sci:110 l.t"o na rd o Mocenigo con 500 fa nti e 7 canno ni a Figarolo e si e r;1 mosso con t1 1ttc le a ltre tru ppe contro il n e mico avanzante; m a, riscl1i:110 l':icccrch iamc nto, aveva d ovuto fe rmars i s ulla Chiavega. Staccata una com pagnia d i corazze e 200 fanti a te ne rg li sgo mbre le spa lle a lla Canda, ;ivcv;i ord inalo di presidiare Rovigo co n 1.000 uo mini de lla Cern ie.le e c hi:1ma10 rinforzi da tutte le parti. Cosiccl1(' inaspettata me nte Co rre r dovette inte rro m pe re l'avan '.l.ata su Bo logn:1 pe r a iutare Pcsaro, me ntre accorre vano anche i Veneziani p re senti nel Fin:ile , :1 Ma ntova e a Legnago. u, Lascialo solo da i due contingenti veneziani, uno di 500 fanti, a s ua diretta disposizio ne, e l'.i hro cli 1.200, ne l Fina le, il Duca d i Mo de na non poteva soste ne re l'assa ho a Bologna e pre fe rì to rnare indie tro e d a rroccarsi n ei s uo i Stati. Non solo , Pesa ro chiese aiuto anche a lu i, ma n on po té averne, perché gli Este ns i e ra no stati hattnti d ai Po ntifici p erde ndo 200 m orti. Il D uca d i Mode na infa tli, do po aver abban do nato Piumazzo p e rché 1a ritira ta vene ziana l'aveva lascialo scoperto su lla sinistra, si era trovato p ressato d al Marchese Matte i che, co n 1.000 fanti e 500 cava lie ri, aveva preso Sa n Cesareo e si era a vvicinalo a Mod e na stessa. Pesaro a llo ra chiese soccorso d,
Da Mantova partirono 300 fonti e d 11e compagnie d i car.1hine, alLri
:wo
l'a111i da Legnago.
lJe bello inter ecclesiasticos et Ducem Parmae
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:1nc he a l Ouca d i Parma; ma Mattei si volse contro i rinfo rzi farnesiani in arrivo a Pontelagoscuro in aiuto ai Veneziani e li sconfisse, catturandone una cinquantina ed uccidendone altrettanti. Come se non bastasse, le popolazioni pontificie delle zone ancora <>ccupate cominciarono a ribellarsi ai Veneziani, le c ui truppe diedero segno di demoralizzazione e indisciplina crescenti. Pesaro, perseguitalo da lla sfo,tuna, perse molti mate riali in un incendio sviluppatosi nel campo e d ecise di ricorrere alle manie re forti: fece fucilare quattro albanesi come l 'scmpio e destinò nove compagnie di corazze e 120 m oschettieri al manle nimento dell'ordine pubblico. Considerando che aveva altri 3.300 fanti e i compagnie di cavalleria , ma che le necessità dei presidi e le malallie gli :1vcvano ridotto la massa di manovra della fanteria a soli 1.800 uomini, 11 1cntre Valençay ne aveva .3.000 a piedi e 1.500 a cavallo, fu un vero colpo di fortuna che non fosse assalito prima dell 'arrivo d ei rinforzi. Questi :dfluivano rapidamente, ma non in quantità tale da indurlo a muoversi, :1nche perché nel frattempo pure Vale nçay ne aveva ricevuti in gran numen >, tanto che a fronteggiare i Modenesi era rimasto il solo Mattei con 4.000 ranti e 2.000 cavalieri. Finalmente Pesaro, raggiunto da Correr, ritenne di essere abbastanza I"< >1tc e , scartata l'idea del Duca di Parma di entrare nel Ferrarese, decise e li attacca re il nemico per costringe rlo a ripassare il Po, batterlo e tornare s ulla riva destra. Per un giorno o due sembrò che Valençay lo antic ipasse, poiché si sparse la voce cli un'offensiva papale, ma tutto rimase tranquillo e, all'alba ddl'8 agosto, 7.000 fanti, 9 cannoni e circa 900 cavalieri veneziani avanzarono articola li su tre colo nne . Passarono il canale d ella Chiavega e il 9, controllati a distanza da un mig li aio di cavalieri nemici, raggiunsero la zona di Poazzo e vi si accamparono. Ponte lagoscuro distava un paio di c hilome tri ed e ra stato fortificato be ne, ragio n per c ui Pesaro d ecise di attendere l'arrivo dell'artiglieria p esante - 1 pezzi da 50 libbre e altrettanti da 20 - e limitarsi ad una ricogniz io ne in forze , effettuata il 10 agosto. I ris ultati furono poco incoraggianti: e ra difficile immaginare un pronto recupero di Pontelagoscuro, a nche perché nei giorni precede nti vi erano arrivati 2.000 fanti e 600 cavalieri papali e fervevano i lavori di fortifica;done. Vi e rano addetti 3.000 operai sotto la s upervisione di Valençay e Griglioni. La fortificazione cons isteva: "in dui baluardi reali, e dui mezi baluardi, con dui denti, altrettante meze lune più la fossa attorno, l'h ahitationi, che vi si jàcevano di tavole per mille persone e 36 cannoni, che vi si conducevano, trovandovisi da dodici mila combattenti ecc.(lesiasti) ci da avanzarsi in quella parte del paese nemico che fosse f!,iudicato meglio. All'incontro li Veneti per rimediare, havevano tagliato il Canale bianco per inondare il paese; e volevano smantellare la Massa, e dui altri fuochi per molestia, e f!,eiosia, che dalli habitanti armati veniva/i data." xu
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Ciro Paole/.li
Le truppe romane intanto a ume ntava no , perché il March ese Mallei, fa lla una finta verso Cento con un mig lia io d i fa nti e 6 compag nie di cavalle ria, cm venuto a rinfo rzare la testa di po nte; e Pesaro non e b be il coraggio di allaccarc, limitandosi a far eseguire a lla cavalle ria un costa nte servizio d 'avanscoperta e pattugliamento. La sua inattività infuriò il Senato, che lo sostituì col Procuratore Marco G iustinian a p aitire dal 2 1 agosto. li 29 G iustinia n lasci<'> la sola Cemide a guardia d d campo e attaccò, a rticolando su due colonne le 200 com pagnie di fante ria e cavalleria e i 19 canno ni a sua d isp osiz ion e . Sotto una pioggia batte nte, i Veneziani impiegarono d u e gio rni a impad ronirsi d i tulle le postazio ni e le opere esterne del forte d i Po nte lagoscuro, in un incessante sca mbio di colpi d i m oschetto e d i c:anno ne c:ol ne mico. La n o tte dal 30 al 31 vide l'apertura dc Ue trincee e l'impia nto de lle batte rie , contro le quali i Pontifici tragh ettarono 300 mosche ttie ri. T Veneti respinsero l'atta cco, p resero 80 prigio nie ri e prosegui rono i lavori d 'assed io. Il 31 agosto il fuoco s'inte ns ificò da entra mbe le p a1t i; e il 1° settembre s i tramutò in un vero e proprio due llo d 'artiglieria, con alme no 500 colpi - ma pochi da nni - sp arati dagli Ecclesiastic:i. Giustinia n ribatt('. colpo s u colpo e fece compie re a suoi una fruttuosa incursione sulla ri va o ppost:1 de l fiu me, m;i le cose no n andavano bene. I lavo ri non procedevano per il tempo catti vo e la diserzio ne de i g uastatori , i viveri sca rseggiava no per le d iffico lt,ì. clcll 'approvvigio name nto via fi ume , distu rba to e spesso im pedito dalle co nti n ue spa ratorie e scorrerie di bare lle arma le delle due p:1rti . Inoltre l'artiglieria ne mica era più importuna del p rev isto, ta nt o da dover c lt icdcrc :-1 Verona a ltri sci canno ni grossi per risponde re e ffic 1ce mcn te s ia a quel li del forte c he a ll e batte rie ne m ic he piazzale s ul la riva destra. Se i Vt:nel i p ia ngeva no i Roman i non ridevan o e an zi, dann eggiati dal continuo hom hardarne nlo, d ecisero d i sba razzarsen e con un 'azio ne di sorpresa. Ncl l~1 nollc l"ra il 2 e il 3 settembre fecero traversare il Po a l.600 fanti e :360 cava lie ri n e la matti na li lanciarono contro le posizioni avversarie. Prese ro i prim i trince ramenti , m a invece d ' insegu ire il nemic:o s i d ispersero a bottina re; furono contrattaccati, battuti e respinti e persero pa recch i motti ed un' o ttantina di prig io nie ri. Un centina io di Venezia ni resta ro no su l terreno. Nessuno dei d ue contendenti riusciva a preva le re. l Po ntifici stavano per abbando na re il fo rte, si diceva ; erano in vece i Vene ti in procinto di piantare l'assed io, s i riba tteva. Nella rickla delle voci e per la crescente .scars ità d i viveri, il consiglio di guerra veneziano sca rtò l'assalto gen era le cd optò p er la ritira ta . ,- Secondo ;1kunr fo n1i sa re b bero s1a1i 2.000 fanti e ~00 carabinieri.
ne hel/o inter ecclesiasticos et n ucem f-'armae
l Romani non si mossero - al nemico che fugge po nti d'oro - e rimasero tranquillame nte a guardare . Quando anc he l'ultimo soldato nemico fu scon1parso, si rimisero all'o pera intorno a lla forte zza e, visto che erano in ta nti - 1 l.000 fanti e o ltre 2.000 cavalieri - cominciarono a progettare pure un 'invasione del Veneto meridionale. Non sarebbe stat_a un'impresa difficile. Il massimo disordine regnava ne ll'esercito de lla Re pubblica, sia fra i capi sempre in contras to che fra i soldati, tanto da indurre Giustinian a scrivere al Senato che per rimettere ordine avrebbe d ovuto far impiccare per indisciplina e insubordinazione metà de lla truppa. In più le febbri impazzavano, favorite dalla pioggia e dall'umidità del te rreno, e bisognava mandare di nuovo soccorsi al Duca di Modena, timoroso d 'un'invas ione nc1nica. Alla prima difficolt::ì s i provvide trasferendo il ca mpo prima a .Fiesso, U 15 settembre, e infine alla Pincara; alla seconda, come al solito , mandando il Cavalier de la Valette con 2.500 fanti e 300 cavalieri al Duca e il Provveditore Sebastiano Venier con 500 fanti , 100 cavalieri e quattro can noni a presidiare il Finale; così l'esercito veneto era ridotto a due terzi e non poteva riù agire offens ivamente. Il ris ultato? Di lì a p oco i Pontifici e ntrarono ne l Po lesine, saccheggia ro no Fratta e Polesella e g iunsero fino a Rovigo. E di nu ovo, secondo i Parali, nunwrosi disertori d ella Lega chiesero d'arruo larsi nell 'Esercito Santiss imo. Contempo raneamente il cardinal IJichi lasciò Roma diretto a Bologna pe r cominciare i contalli diplomatic i colla Lega. Ma i collegati no n semhravano inte nzionati a posare le armi.
La campagna dei Toscani in Umbria: la presa di Città della Pieve e i combattimenti sotto Orvieto, giugno - ottobre 1643.
Nel frattempo si e ra combattuto anche più a sud . Infatti tra la fine di magg io ed i primi cli giugno del 164.~ le truppe toscane s i e rano concentrate alle Chia ne. Al comand o del rrincipe Mattias de 'Medici, ma in realtà sotto gli ordini de ll'abilissimo marchese Alessandro dal Bo rro , erano poco più di 7.000 uo mini, con un parco d 'att ig lie ria d i 30 pezzi "' e 144 carri, 2') ai (]uali si d oveva aggiungere un continge nte vene to in a1rivo di 1.600 uo mini: 1.000 cavalieri, 2 compagnie di corazze, 3 cli cappellelli ed alcune compagnie di fanti francesi pagati da Venezia, tutti agli ordini dd provveditore Be,tucci Valier. Contro di loro la Santa Sede poteva schie rare 6.000 fanti , 12 cannoni e poco p iù cli 1.500 cavalie ri , dragon i inclus i, s ollo il comando no mina le di ~ 1 pezzi d i ca libro maggiore erano 1rai11ali da 24 pa ia di b 11o i; q uelli minori da cava lli. " Oei quali: 4 per il trns po no di petardi; 100 pe r 111a 1eriali va ri , il c ui conte nuto <:ra indicato dal colore del l <"lo 11c , lO per le barche da ponte; 20 ,,.., I<" tL·11de. p iù 200 111uli. 111e tù carichi di ,100 i );1rili di polvere e n1<'ti1 con micce ed a ltro mate riale leggero rl'a niglicria .
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Ciro Paoletti
Taddeo Barberini ccl e ffe llivo del duca Federico Savell i e d el tenente generale d ella cavalleria Cornelio Malvas ia. Yarc.ato il passo cli Butteronna sotto una forte pioggia, i Toscani si presentarono da vanti a Città della Pieve, misero in posizione i cannoni e intimarono la resa , che ebbero il 19 giugno dopo pochi colpi cli cannone: La truppa uscì, anche pe rché non sapeva che il Duca Savelli stava m arciando verso nord con 5.000 uomini, circa 1.800 cavalieri e 1 cannoni, e si spostò verso Orvieto. Intanto Dal Borro andò in ricognizione proprio sotto Orvieto con 2.000 fanti e 800 cavalieri e ci arrivò prima del nemico - sia delle truppe in ritirata da Città della Pieve, sia della colonna <li Savelli e Malvasia - che giunse il 20. Ne seguì una breve scaramuccia fra una compagnia <li cavalleria toscana e i papa li ; po i i granducali il 22 puntarono su Monteleone per chiedervi contribuzioni in viveri e foraggi. Avutone un rifiuto, vi mandarono 500 soldati, che furono respinti dalla piccola guarnigio ne, senza che Malvasia, accampato a Montcrubiaglio, muovesse in loro aiuto. La mattina del 23 giugno s i fecero nuovamente avanti, ma con d ue cannoni fatti veni re la notte, cd ottennero la resa, impadronendosi di vino, grano e foraggio in gran quantità e mettendo una compagnia di caval leria e due di fanteria a presidiare il caste llo. l Granducali puntarono su Castiglio n del Lago per bombardarla, mentre il duca Federico Savelli te ntava di coprirla. Non ci riuscì. I Toscani apriro no la trincea e pre pararono rapidame nte le batterie cominciando suhito a bombardarla. Quando gli approcci giunsero a tiro di moschetto dalle mura e Dal ilorro cominciò a predis porre l'assalto generale, i 2.400 uo mini e 12 cannoni del du ca Fulvio della Cornia si a rresero. Lo stesso gio rno, troppo tardi , comparve l'avang uardia d ei 6.000 fanti e 1.000 cavalie ri <li Savelli che, poco allenati, non ave vano po tuto ma rciare più in fretta. La caduta d i Castiglio n del Lago indusse Matteo Barbe rini a muovare da Bologna verso l'lJmhria. Intanto i Pontifici s i accamparono in vista <lel n emico; e il princ ipe Mattias cercò in tutti i modi di indurli a lla ba ttaglia , sen za riuscirvi. Savelli non voleva rischia re lo scontro in campo a pe rto perché conscio dell 'impreparazione e de ll 'ina ffida bilità elc i s uoi uomini, parecchi de i qua li già stavano diserta ndo Mattias spinse le su e provocazioni fino ad assalire e pre ndere Passignano, me tte ndoci poi un presidio di 200 fanti ; ma non ottenne nulla e decise d i a llo ntanarsi verso Pe rugia . Non appe na lo ebbe fatto, Savelli assalì Passig na n o e vi catturò tutti i nemici che non u ccise. Mattias spedì indietro i dragoni; ma no n giunsero in tempo e la presenza grandu cale sul Trasi me no rimase a ffidata alle barche armate ch e vi stazionavano.
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bello inter ecclesiaslicos el TJucem 1-'armae
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Il 20 luglio i Pontifici compirono un'incursione verso 1c trincee toscane e s'impadronirono di buoi, muli e cavalli del tre no d 'artiglieria, pe rdendo una dozzina d 'uomini contro la ventina degli avversari.
Gli scontri in Umbria Inta nto Federico Savelli si e ra ammalato cd era stato trasferito dal campo a Perugia per essere curato. Nonostante la sua assenza, il 23 Malvasia avan7.ò verso Città della Pieve per ripre nderla, portandos i dietro 1.000 moschettieri , 200 dragoni, 150 cavalieri, quattro petardi, cioè delle caric he esplosive da a pplicare alle p o 1te cd a11c mura per farle salta re, e due petardicri. Ad un chilo me tro e mezzo dall'obbiettivo mandò avanti 100 cavalieri e altrettanti dragoni per tagliare la s trada ad eventuali rinforzi nemic i, poi o rdinò alla fanteria di attaccare la città da tre parti ; ma la sorpresa fallì, lui perse una c inquantina di soldati e dové rientrare al campo di partenza. Tentò di riprendere Monteleone, ma non gli riuscì neanche quello. A loro volta i Toscani si erano fatti sotto per occupare Pacciano, preso e saccheggiato, Fabro, Cite rna e Castro; ma erano s tati res pinti. TI 12 agosto Savelli e ra tornato al campo ma, mentre Malvasia i1 31 compiva una puntata , prendendo Montecchio, ripo 1tanclon e 60 capi di bestiame, facendone riti rare i 300 uomini del presidio cd apre ndosi la via della Toscana a l costo di mezza dozzin a di dragoni morti, i Granducali ampliavano 1a zona occupata nei pressi di Perugia, prende ndo Passignano dopo un du ro bombardamento, Magione e Mo nte Colognolo , la cui g uarnig ione cli 500 uomini s i arrese rapidamente, m a non riuscendo ad impadronirsi cli Citerna, salva ta d all'intervento del marchese Tobia Pallavicini. Vi si erano presentati 3.000 fanti e 300 cavalieri del Granduca, i q ua li avevano bombardato la c ittadina per sette giorni, inducendo la alla capitola7.ione se non avesse ricevu to rinforzi e ntro le 13 del 12 agosto. Ma alle 9 dell' l 1 era arrivato da Tiferno Pallavicini , alla testa cli 1.200 fanti e 300 cavalieri. 10 Colti d i sorpresa, i Toscani, serrati fra due fu ochi, avevano p e rso d ue cannoni, tutti i carriaggi, 300 mo,ti , parecchi prigionieri e s i e ra no dovuti ritirare . Tentarono poi di prendere Trevi , ma fallirono, mentre il nemico assaliva e sacchegg iava San Casciano. Hiuscirono poi i1 22 a impadronirsi del castello cli Carniola, o Carnaiolo (poi ribattezzata Fabro Scalo) e, anche se lo tennero per poco tempo, ne ebbero abbastanza p e r devastarne le fortificazioni e rompere il muro di scarico de Ue acque de lle Chiane d ell'Arno che serviva ad impedire l'eccessivo ingrossan1ento del Tevere ai danni de lla Campagna Romana e dell'Urbe stessa. Poi presero San Giustino, v ici-
"' Secondo Da Mosto Pallavicini uisponeva di
1.341 tra
fonti e cavalieri .
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Ciro Paofetti
no a Perugia , senza oppos1z1one da parte del nume ricamente inferiore contingente pontificio di 1.000 fami e 260 cavalieri di milizia di Pallavicini. Conte mporaneamente mandarono le loro galere su l litoral e romano, obbligando il Papa a spedire sulla cosla un certo numero di fanti e cavalieri. Ma , persi un brigantino ed un basLime nto carico di materiale miliLare, Urbano dové chiedere aiuto all'Ordine di Malta , d a l quale ne lla prima decade di settembre ebbe sei galere ben annate. <)uesto provocò l'ira de i collegali e li indusse a sequestrare all'Ordine tutte le commende esistenti nei loro te rritori, trattene ndone gli introiti.
I.a battaglia di Mongiovino
Davanti ai recenti sfavorevoli ris ultati , Savelli uscì da Perugia diretto a Bagnoregio e , per rendere del tutto sicura la strada da Homa a Perugia , ordinò a Malvasia di riprende re Monteleone, cosa che permise ai Pontific i di catturare 192 prigionieri. Adesso sare bbe toccato a Città della Pieve e vi si diressero eia Corciano 2.000 fanti , /i canno ni e 500 cavalieri romani agli o rdini del napoletano Vincen zo de lla Ma rra e di Cornel io Malvas ia, il quale aveva ord ine di arrivare intanto a Mongiovino cd attendervi Taddeo Barberini col grosso. Ma i Cranduca li furono più veloci e il li settembre lo assa lirono. Com inciarono dis pe rdendogli una cornpagnia di cavalleria coll'avanguard ia e, non appena De lla Marra e bbe occupato la zona , com1xuvc il loro grosso g uicbto cb Mattias e Dal Bo rro. Della Marra prese posizio ne su un colle s itu:tto tra il p aese e l'oste ria dietro la chiesa d e lla Mado nna, pia zzò i cannoni e ;1prì il fu oco, s pe rando di poter regge re fin o a ll 'arri vo di Taddeo 13:irlx·rini . Dal Bo rro a s ua volt,1 schierò due reggimenti di fanteria , 111e1:·1 d e lla c 1va lle ria e buo na parte dei cannoni sul colle opposto, risponde ndo a I ruoco con efficacia tale da scompiglia re le o rclina nze pontificie. Poi articolò 1.200 fanti e 200 cavalieri su due colo nne e li mandò all 'allacco. Della Marra ordinò a Malvas ia di assalirli di fianco colla cava lleria ; 111a questi non eseguì l'o rdine . I fanti papali vennero respinti d o po una breve resisten za e ripiega rono verso la cresta, riord inandosi davanti a i loro cannoni; rn a furono nuovam ente assaliti e , battuti, fuggirono abbandonando i pc7.7.i , me ntre Malvasia lasc iava il campo con 200 cavalie ri e Della Marra si chiudeva con 200 uomini nel castel lo di Mongiovino , dove fu cosLrc tto ad arre nde rs i poche o re do po . l Pontifi ci persero 200 prigio nie ri e parecchi morti , almeno du e cannoni 11 e tutte le salmerie, contro appe na una ventina d i morti dei Toscani, che poi riconquistaro no Mo nteleone, Pan icalc , Picgaro e Pacciano, te ntarono nuova" La relazione Cartari p:,rb di d u e carn1oni e 111ttc le salmerie. Considerando che sen za s:tl mcrie e traini. tutti presi cb i Toscani , i cannoni n o 11 potevano essere prn1:1T1 v i a, se ne dovrebbe d edurre che D ella Mam, r, Mongiovi no avesse solo due dei quattro JJL'Ui con cui era partito da Corcian o.
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me nte d i impadron irs i di Citerna e infine avanzarono s u Perugia, dove appa ,vero il 12 ottobre.
La diplomazia all'opera. Il colpo e ra g rave per la Santa Sede. L'alteggiamento politico pontificio aveva seguito molto da vicino l'and amento delle operazioni. Quando le cose erano sembrale volgere al meglio, il 20 giugno 1643 era stato affisso in Roma il breve di scomunica di Odoardo Farnese: "S. Mi. TJ. N. TJ. Urhani n ivina JJrouidentia papae VII/. Declaratio. Quod Odoardus Farnesius olim Dux JJarmae, et Placentiae, aiijque ei auxilium & c. praestantes incurrerint in li.xcommunicatione maiorem aliasque censuras, 0 poenas, cum appusitione interdicli;" xiu ma come si è accennato prima, già in lug lio, d i fronte all' ingresso dei Toscani in Umbria e a lla non favorevo lissima situazio ne in Emilia , il Papa aveva ordinato a l cardinal Bichi cli lasciare la nunziatura di Parigi e rientrare in Ita lia p e r prende re contatti col nemico. Il 26 agosto Bichi era arrivato a Pirenze ed aveva incominciato i colloqui col Granduca, l'avversa rio p iù vicino e qu indi più pericoloso; ma in ottobre non s i vedeva ancora nessuna concreta possibilità. La s ituazio ne bellica era di sostanziale pareggio fra Po ntifici e Lega, quindi no n p e rrnetleva di concludere la guerra e ris ultava estre mamente costosa, sp ecie p e r Rom a. Pe r q uesto il Papa non voleva abband o nare l' idea della trattati va; ma non poleva neanche cessare le ostilità. Si pensò a llora d i operare una pressione m ilitare sul Granduca, pe r re nderlo più ma lleabile e fa r pe ndere la bila ncia dei negozia ti d alla p atte d i Roma. Così a i primi d'oltobre Valençay u scì d a Bologna con 3.000 fanti e 1.000 cavalie ri I! dire llo al passo de lla Porre tta per cala re su Pistoia , in modo da costringere il Granduca a richiamare le truppe dall 'Tlrnhria pe r coprire Firenze. Ma i Pontifici vennero avvistati 111 te mpo p e r consentire al senatore Piero Capponi, comandante de lla Piazza, di mobil ita re la mili zia, armare i cittadini, raccogliere viveri e chiedere aiuto a Firenze. Il G randuca cominciò a chiamare a raccolta le proprie truppe. Mise insieme 1.000 fanti, 700 cavalie ri e 400 bande di o rdina n ze, richia mò dall' l Jmbria il principe Mattias, ma non le truppe, e intanto spedì subito a Pistoia un treno d 'artiglie ria di 12 pezzi, quattro dei qu ali furo no però catturati d ai Papa li. Vale nçay anivò sotto la c ittà e l'assalì durante la notte. Riuscì a far salta re una p<)lta , ma dopo due o re d i combattime nto si rese conto che la -" Seco11uo altre 1'011ti. i11 particolare Niccolù
C.,Nc:1-:1.1.1rn1
nella sua Relaz io11e deli 'assalln t' della hat-
la[!.lill dell'esercito dei /Jarberini cu11/ru fu dllù di Pisloiu, a cura di Piero IIKA<:Au , Pistoia, 1896, i fant i l'onritici sarebbero s tat i 4.000, ma i'. cb prcnd('r si con l.irgo lxndìcio d 'inventario e la cifra gius ta
dovrebbe essere appunto 3.000.
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é.iro Paolelli
resistenza e ra troppo dura pe r essere sopraffatta prima dell'arrivo d e i rinfoni ne mic i e pre ferì ritirars i a lla Po rretta d o po aver fatto devastare le camp agne dalla sua cavalle ria . Ma an che qu e lla no n era una posizio ne sicura , perché troppo vicina a Mode na; e le truppe este nsi g li stavano già vene ndo addosso. Lasciò a llora 300 uomini nel castello di Sam buco, che venne espug nato dal ne mico pochi g iorni do po, e si ritirò a ncora inseguito d a lle truppe toscane e mod en esi riunite agli ordini d i lfa irno ndo Montecuccoli.
La battaglia di Perugia
La manovra su Pisto ia aveva reso ancor p iù evidente quanto già si sapeva, cioè ch e pe r rea lizza re il pia no strategico della Lega - il taglio delle comunicazio ni tra Ro ma e le Lega1/.ion i in Umbria - occorreva la d istruzio n e almen o d e ll 'esercito ecclesiastico in Umbria. Pe r riuscirci Da l Borro aveva bisogno d i u na batt aglia ca m pale , in cui era probabile che il poco ad destrame nto e la scarsa disciplina <le i Pontifici ne avre bbero de te rminalo il collasso. Ma no n ri11sc iv:1 :1d :1ttir~1rl i fuo ri d ai lo ro campi trincerati e, non avendo a lt re solu i'.ioni , dec ise d'attacca re il lo ro princip a le accampamen to, s postato d:1 Corci:1110 soli<> Pe rug ia: "Onde lasciato il suo posto
della ,Sì1ina s 'a11anz <>oclocemente verso S. Snste Castello due miglia distante dalla Ci/là oerso <>ccidenle, e quivi piantate due n a tterie contro il nostro Campo, di là non ;,iTì lontano d '1tn q1tarto di miglio; il sig. Cardinale Padru,1e, & il S(~ - l'rincij)e, f.1er esser questo di sito, e di numero, inferiore, con molla prudenz a giudicarono ritirarlo un 'altro quarto di miglio verso la Cillà à Monte Morcirw"x,v_ La mali ina de l 13 Da I Borro decise di a llargars i fin o ad alcune a lture d o minanti la va lle dd Tevere pe r avere mig lior vis uale ".H sotto il.fàvore di una Batteria di 12 Cannoni, piantata in uno dei colli del suddetto luogo, .fece a vanz are 1 ma parte de 'suoi, li quali attaccati da ' Nostri, che p er ordine del Si,(!,. Cardinale l'adrone e del Sig . Principe li p revennero furono necessitati ritirarsi danne,11,J!,iati anche dal nostro Cannone, fàtto colà avanz are con molta velocità dai SiR . Commendatore di Va/f;,nsè Generale del/ 'A rt(l!, lieria. La notte gili i Nostri à riconoscere l'Inimico, li uccisero due Sentinelle. Et la mattina seguente dopo alcuni tiri di Cannone avanzatisi da più hande, comhattuto coraggiosam ente per tre hore continue à viva forza lo necessitarono à cedere, e salvarsi sollo la d(fesa d 'una Batteria, ritirandosi poi a S. Enea, Castello tre m i,v,lia lontano di S. Fortunato, .fin dove }il da questi per due miglia incalz ato " xv d al terzo d el Mastro di Cam po conte G iro lamo c-;.abrie lli, da d ue compagnie <li fanteria Corsa e una d i Monferrini, s palleggiati d a un'ali<..juota di Cavalle ria.
I Je bello inter ecclesiasticos et Ducem Parmae
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E: "Il numero preciso de'nemici morti non può avvisarsi per bora, perché tuttavia si scopre maggiore ritrovandosene in diversi luoghi sepolti". xv,
Subito Matteo Rarbe rini mandò avanti una colo nna di 1 .500 fanti e 200 ca valie ri verso San (~iustino, c he fu preso il 15 o tto bre facendovi 7 1 prig ionie ri; e il g io rno segu e nte la colonna s'impadronì di Colle, callurando vi altri 304 nemici. La sera de l 17 g iunse il marchese Mattei; e "Seguì a/li 18. una picciola fattione ne i controni di S. Martino in Campo Castello
vicino al tevere, dove i Nostri, sotto la condotta del Commissario Generale della Cavalleria Masi, 5·1 ji,rono tirati da un'Avim giunto all'Armata, che i Villani, benche in poco numero, postisi alla difesa del Castello, havevano dalla muraglia ucciso alcuni Nemici colà in molte truppe concorsi, come .fù in effetto. S'incontrarono là giù con essi e dopo una scaramuccia.fatta dalla Cavalleria, sino all'uso dell'arme bianca, ritirandosi i Nostri per la inferiorità del numero e delle armi, che i Nemici havevano dffensive di µetto, e schiena, sopraggiunsero per ordine del Generale Malvagia, che assisteva con summa diligenz a, alcuni Moschettieri dell'imhoscate, da ' quali.furono quelli pus/i in fuga, con la morte d 'alcuni altri. De' Nostri doi soli ne restoruno morti, & alcuni altri pochi feriti ." xvn Non sentendosi in g rado di re ggere ancora, a n che a causa de lla presen za di colo nne n e mic he in To scana , lo scontro provocò un'ulte riore ritirata del conlingen le p rinc ipale di Dal Uorru d alle vicinanze di Pe rug ia verso il confine, infatti:
".. l'Inimico si ritirò dal posto di S. l{nea, all'a ntico suo della Spina, e S. Biagio, di dove hoggi (20 ottobre ) s'intende che marciava alla volta del lago " pe rde ndo , gr:nic a ll'a tti vità p a ,tig ia na d ei contadini in armi, ".50. carriaggi di viveri che venivano p er servitio del suo Campo. Et ogni giorno si .fà da ' Villani qualche altro bottino, giungono prigioni catturati da essi, & in buon numero vengono i ji,1ggiti." xvrn
L'assedio di Monterchi Poi i Romani pe ne lrarono nell'Aretino e presero Monte rc hi : " Per relalione di chi viene dal Campu nostro, che si trova à danni del territorio del horgo, s 'intende la resa seguita di Monterchio, JJiazza stimata da nostri di molta consideratione, per le.fortijìcationi nuovamente aggiunte da Nemici, e per la natural/ortezza di essa ; Che il Commandante del luogo si sia difeso coraggiosamente quattro giorni con soli 200. Soldati, e gli habitatori; che i patti della resa siano stati la libertà della vita à Soldati, e la sicurezz a delle vite, facoltà & honore à Paesani. Che pun tualmente siano stati questi osservali; Che il Sig . Tuhia Pallavicina à cui è commesso il commando di quell'Armi, operando, con il solito valore e vigilanz a, dopo detta " Evangelista Mas i, marchig iano , capitano de i cavalli e comandante la cavalle ria rerrarese del Papa .
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Ciro Paoletli
espufvtatiune habbia scacciata t1nimicu da un posto vicino A nghiari, che haueva occupato, e dupu si sia accampato in un luogo tra la detta Piazza d'Anµ,hiari, e l'altra; E che si sia demolito un horgo di Case fuori di Monterchio, affine di renderne all1nimico più d(fficile la ricuperatione." x,x
L'assedio e la battaglia di Pitigliano Intanto a nc he un altro contingente di 4.000 fanti, 6 canno ni e 800 cavalie ri pontifici era e ntrato in Toscana: "na Viterbo s 'aooisa che il Sig. Cesare degli Oddi Perugino, avanzatosi sotto Pittigliano à tiro di Pistola lo batta con sei Cannoni, 34 sperandone ogni giorno la caduta, e che ha jìn 'bora preso S. giooanni, e Castel !,attieri." xx La città si difese coraggiosame nte, atte nde ndo fiduciosa la colo nna di soccorso di 2.000 fanti e 700 cavalieri comandata dal sergente generale di battaglia Strozzi, che arrivò il 22 ottobre. Strozzi decise di costringere i nemici a ritira rsi tagliando l'afflusso de i loro rifornimenti e, il 23, s 'impad ro nì del palazzetto chiamato "il Casone", situato s ulla strada da Pitigliano a Valentano , prende ndovi prigio ni e ri 150 pontifici . Tale mossa costtinse degli Oddi a manda1vi 200 moschettieri che ripresero la posizio ne q ue lla stessa no tte ; nu ciò no n impedì ;1i 'l'o sc;mi di c 1ttt1rnre una compagnia di dragoni pa pali ed un convoglio viveri il gio rno dopo. Vista a ncora valida la minaccia alle sue retrovie, a l sedicesimo g iorno d 'assedio degli Oddi cercò la soluzio ne campale. Schie rò al centro la cavall eria e due cann o ni , un reggime nto di fante ria su e ntra mbe le a li e lasciò il resto dell a fante ria e gli a ltri ,i pezzi a coprirgli le spalle. Strozzi concentrò la fante ria in seconda linea e in prima la cavalle ria, facendo la caricare e coglie ndo una be lla vittoria. Caddero /iOO pontilki e 680 venne ro catturati, ins ie me a tutta la loro attiglie ria, bandie re , salme rie, munizioni e 500 anima li da traino e da sella. Subito do po, il 25 ottobre , i Tosca ni a vanzarono verso Todi. Disturbati dalla cavalle ria cli Malvasia e sorvegliati a dis tan za d a l g rosso pontilkio p osto a San Fortunato, si fermaron o a Taverncllc il 27, mentre il nemico si accampava a Monteco rno. l',
Le operazioni tardoautunnali.
Nel frattempo il Duca di Modena aveva fa tto proseguire l'a zione incominciata contro Va le nr,; ay sull 'Appe nnin o intorno a Porretla. " I n sedici gio rni d'assedio vennero sp:1 rnrc- d:ii l'onrifìc-i p oc-o me no d ì ,1.000 can non;itc ;, p;d h1 non11ale e ::1 bo n1b::1.
" Comprende nte sei canno ni. tre pe ta rdi ed u na petrie ra cb bombe.
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Fliminati i P o ntifici dall e montagne , i collegati e ra no scesi a va lle per riprende re le pos izioni p e rdute. Già prima Ra imondo Montecuccoli si vra avvic inato a Ponte lagoscuro con 600 cavalieri; rna era s tato respinl<> da lle pre po nderanti forze nemi che fino a Bo n deno, p erde ndo 200 uomini . O ra g li Es tens i, ricev uti i rinforzi , il 21 o ttobre si presentarono con 3.000 fanti , a lcun i cannoni e 1.000 cavalie ri sollo il castello di lbaa no. I 60 dragoni e 150 miliziotti pontific i c he lo presidiavano ress ero per ben c inque o re, p o i, feri to il capitano comandante, morti tutti i dragoni e rimasti solo un'o ttantina di miliziotti in g rado di combatte re , : 1lzarono b a ndie ra b ianca. Mentre in novembre la g uerra proseguiva stancamente n ell'Ita li a Centrale con piccole e non risolutive azioni, pe ra ltro tutte fallite, come la puntata toscana su Fratta , soccorsa prontame nte da Malvasia con 480 fanti l' 370 cavalieri ; o gli inutili te nta tivi po nrifici contro Sorano, Vig in i, Montecolognolo , San Martino e Pitigliano, ne ll a pianura padana tutto rimaneva fermo . Solo il 7 dicernbre il colo nne ll o Panzetti occupò e saccheggiò <:rcvalcore con 300 fanti e 200 cavalie ri , po i n e uscì con pa recc hi no m ini per scorre re le campagne ma no n dispose nessun servizio d 'avamposti. li risu ltato fu che i Po ntific i di Coudré g li arrivarono add osso a11 'improvviso l' recupe rarono la cittadina , facendo pa recchi p rig ionieri s ia l:1 che fra le sq uadre ne ll e camp:1g nc. Negli stessi g io rni i Veneziani eseguirono qrn1lche ricognizione s ul l'opposta spo nda del Po, riportandone bo ttino e prig ionieri; ma il 9 dicembre s i stabilirono d efinitivamente nei quartie ri d ' inverno. «,
La breve campagna del 1644 e la pace.
L'inverno passò in re lativa tra nq uillit,ì . Venne progettata per il 5 genna io un'azione anfibia combinata fra Ciustin ian e Venier rer occupa re le posiz io n i ne mic he di Francolino e della 1/.occa cd il forte s ulla ri va destra del Po, in modo da d istrugge re i mulini e bloccare i rifornimenti per FetTara; ma no n riuscì. Mentre la notte del 1.3 i Po ntifici sorprendevano un posto di 12 d ragoni veneziani a Fiesso, prendendo nove prigionie ri e 12 cavalli , C-iustinian rei mpostava p e r il 28 l'azione fa ll ita il 5; ma andò male di nuovo. l.' 11 l'cbllraio i Vene'.Liani, tenaci, decisero d i riprovarci, alme n o contro 1/.occa , con 150 mosch ettie ri e 50 cavalieri. I.e due compag nie pontificie di presidio, una d i dragoni e l'altra di carabine di mili'.Lia, pe rsero 15 mo rti , 10 prigionieri e l,1 pos tazione.
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Ciro Paoletti
Poi pm niente fino a metà m arzo quando, ricevuti copiosi rinforzi, i Po ntifici mandarono 100 cavalie ri e 200 moschettieri ad impossessarsi de lla posizione veneta della Stienta. (~iustinia n ribatté il 17 facendo passare il Po a metà delle sue forze, coma ndate dal sergente generale di battag lia (~il d' l las. Questi sloggiò i 200 fanti e 200 cavalieri che presidiavano la 7.occa, cd occup ò Fra ncolino, volgendo in fuga due reggime nti papali, che si sba ndarono rapidamente e gli lasciaro no 50 prigionieri in ma no, altretta nti morti s ul terreno e via libera fino a Fcmua, nei c ui pressi poterono g iungere sen'.1.a difficoltà le pattuglie d e lla ca vallcria veneta . Giustinian si tenne sull'altra riva , ma seguì Gil d 'Has fino alla Paviola. Contemporaneamente Contaiini eseguì un'incurs io ne con 500 fanti oltremarini e 70 cavalieri verso Copparo e Coccanilc; e Gradcnigo e La Valletta marc iarono <lai Mo<lcncsc contro Ponlelagoscuro e prepararono un'imboscata al ne mico. Ebbero successo e poterono ucci<lc re 200 e callurarc 150 <lei 400 pontifici venuti loro ad<losso, mancand o <li pochissimo la cattura del cardinale Antonio Barbe rini ch e si trovava insieme a quel conlingenlc . L'operazione veneziana s ul Po era sta ta spontanea; non era no stati approntati rifornimenti sufficienti per combattimenti prolungati e i magazzini erano g i,ì semicsauriti d,11la lunga stas i invernale. Fu quindi necessario limitars i ai pochi obiettivi raggiunti e , per mancan:t.a di viveri e foraggi, rientrare nel Finale cd alla Polesella . Nel frallcrnpo, fin da dicembre , il cardinal Bichi era giunto a Venezia cd aveva portalo avanti i negoziati di pace. Do p o m olte ostinate discuss io ni , il 31 marzo si arri vù alla firma del lrallalo. li Papa perdonò il duca Odoardo Farnese e gli restituì Castro, dopo averne <lis lrullc le f"o rlilkazioni. I be lligeranti s'impegnarono a ristabilire lo s latu quo a nte, smante lland o le opere c.liknsivc e resliluc ndo i lcrrilo ri occupali, le artiglie rie prese e, ne l caso <le i collegali , le rendile e le comme n<le sequestrale a ll'O r<linc <li Malta. La gue rra era finita.
Valutazione delle fori:e in campo e ipotesi sulle perdite. Traiamo qualche conclus ione. Che conflitto fu , grande o piccolo? Rilevante o no? Intanto non è facile avere un'idea chiara delle forze complessivamente in campo pe r vari motivi: in primo luogo per l'abitu dine dei capitani di gonfiare i ruoli per ricevere più de naro del d ovuto per pagare le tispe ttive compagnie; in secondo luogo per il frequ e nte ricorso alle milizie locali, specie da patte pontificia e toscana, quando no n addirittura all'armame nto d e i cittadini, come a Bo logna e P isto ia . Pre messo questo, s i può notare che le forze po ntificie siano quasi sempre state a lme no p ari a que lle ne miche sul te rreno , anda ndo da un minimo di 10.000 uomini (inverno 1642 - 43) ad un massimo di circa 29.000
Ue bello inter ecclesiasticos et Ducem Parrnae
~:S.806 in Emilia , almeno a ltri 2.000 sp arsi nelle g uarnigio ni umbre e marlligiane e 5.000 circa tra Roma e Lazio) ncll 'eslale 1643. Le truppe della Lega, includendovi Panna , non scesero mai al di sotto di I S.000 u omini (gennaio 1613, dopo il fallirnenlo del tentativo farnesialH> di riprende re Castro via mare) e d ovre bbero aver s uperato i 30.000 nell'l·Statc del 16'i3. I Parme nsi rimasero in media s ui 4.000, andando da un minimo di un p.1io di migliaia (settembre 1642) ad un massimo di 5.800 (gennaio 1643) I Modenesi si tennero fra un minimo di 2.000 e un massimo di poco supe1 ime ai 3.000 uom ini; i Veneziani Lra i 6.900 (agosto 1642) e i 13.800 I 1.000 della prima vera - cslale 1643. Più complesso il discorso pe r i Toscani, la cui forza può p e rò essere , .durata s u u na media di 5.500 uomini, con un massimo mobilitato di o ltre 11.000 nell'autun no 1643. Er:mo tanli o erano pochi? Ovviame nte vanno presi in cons iderazio ne i p. 1r:1melri dell'e poca e , in base ad essi, si può affermare che e rano tanti, •,pccialrnenle perché messi in campo da Stati piuttosto piccoli . Il termine di p. 1r:1gone non può essere che uno: la c--;.ue rra dei Trent'Armi, che in 4uel pcriodo stava volgendo al lerrnine . E se si pensa che a l{ocroy, ne l 1642, la 1:r:1ncia aveva pululu dare al Gran Condè 22.000 uomi ni contro circa 28.000 , p:1gnoli, che a Nord lingen nel 1635 gli eserciti asbu rg ici congiu nti (cli \ p:1g na e d 'Austria) sommavano a 33.000 uomini, ai quali si o ppo nevano i ~"i.000 protestanti degli esercili riuniti, si può tra nquillamente affe rmare d1e, rispello a 4u e lli dei maggiori Stati Europei - Impero, Spagna, Francia e d ella coalizione protestante, gli eserciti della Lega e del Papa fossero: p:1ri a q uelli maggiori pe r equipaggia me nto, cli pochissimo inferiori quanto .1 d imensioni e decisamente m eno addestrati a combattere. I costi furono alti e, pe r molti a.spetti, equiparabili a quelli del le campagne della Guerra dei Tre nt'Anni. Basti p ensare c he la sola Santa Sede in ~5 mesi di conflitto, d al settembre 1642 al 31 lug lio del 1611, sborsò b e n <l. 105.517 scudi per le s pese militari. Non me no impressionante l'entità delle perdite pe r una guerra c he è sempre stata d e finita p iccola e poco crue nta: i motti in combattimento s icurame nte accertati de lle due pa rli Iurono come minimo 7.000 e no n me no di 3.200 i prigionieri presi nell':1reo di meno di 19 me.si cli g uerra (dal settembre 1612 al marzo 1644). Ma le cifre peccano molto pe r d ifetto. Infatti le rcla:Lioni della quasi totalitù degli scontri si limita.no a d ire c he vi furono molli rnorli , ferili e prig ionieri, senza .sp ecificare ulteriormente, o p pure c.brnno uno sbrigativo lolale di_motti e prigionieri insie me , per cli più arrotondato al centinaio. l'oi bi.sogna cons idera re le perdite dovute agli sconlri di palluglie, a lle con.-.cgue nze del le ferite ccl a lla g uerriglia contad ina in Emilia e Umbria, che di solito colpiva uomini isolati e piccoli reparti. é è possibile ricostruire l:1 s ituazione dalle catte d 'amministrazio ne, per le g i,1 citate altera'.Lioni con<
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(7iro Paoletti
tabili apporta te d ai comandanti. Infi ne occorre ricordare che le malattie fecero strage negli opposti accamp amenti, in alcun i casi co n punte fino a 50 o 60 motti a l giorno. In linea di massima si pu ò q uindi tranquillamente supporre che le perdite di ogni belligerante s ia no a rrivate al doppio di quanto s ic uramente accettato, il che significa oltre H.000 mott i de lle due patti. Se poi si considera che il p erio do in c ui si svolsero le operazio ni fu di due mesi (settembre e o ttobre) nel 1642, sette scarsi (fine maggio inizio dicembre 1643) e , a voler essere larghi, altri tre nel 1611 , si hanno 12 mesi di guerra guerreggiata su 23 di conflillo, con una media sicuramente accertata di 590 morti al mese, ed una m edia probabile di almeno 1.200. Pre ndendo p e r bu ona la cifra d i 7.057 mo rti, ch e sernbra essere la più realistica, si avre bbe una perd ita pari al 12% de lle forze al massimo assoluto dei loro effettivi (que llo de ll'estate del 1643) e corrispondente a circa il 15% delle forze mediamente in cam po, med ia che è già alta. Se poi si prende per buona la cifra ipote tica di circa 14.000 morti, la proporzione sale a uno spaventoso 22% de lla forza massima, pari a circa il 25% di que lla media: un p rc:a.o a ltissimo per una g uerra di sempre cons iderata di poca o n ess una rilevanza.
BIBLIOGRAFIA Premesso che l 'u n ico lavoro inerente alle opera7.ion i terrestri della g uerra cli Castro scritto negli ulti mi cent'anni - quello del D a Mosto - è di per sé sufficiente a dare u n ' idc:1 chiara del conflitto (pu r non an dando esente da parecchi errori cronologici e fattuali, specie per le opcr:1;,.ioni di Mattei r.ontrn Castro e Ro n ciglio ne e di D al I301To sollo Perugia) e che l'unico recente è un m io articolo sulla " Riv ista mar ittim a" , rel;Hivo per<'> solo alle opern;,.ioni nava li , la bibl iogr afia adope rata è.: la seguente: ANONIMO, Lei/era da Orvieto del 23 ~ht-!{1tu 1643, in ASR, Effe m e rid i Ca1tari Febe i . To mmaso, Armi ed eserciti del Rinascimeulo italiano, lioma , Ne wton Compton,
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UitHANO
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per i.I Crignani Con licenza de· Superiori. l G/43, rag. 4 .
N fCCOLÒ CAPPONI
BANDE E POTERE MlLl'l'Allli NELLA TOSCANA DEL XVIl SECOLO 1. La sto riografi a recente sull o svilup po de lle forze arm ate e urop ee prima d e lla Rivoluzione Francese ha p osto un sostanzioso accento sui soldati di mestie re , s pesso ignora ndo il ruo lo delle nu merose milizie esis tenli in Europa p recedente l'avvento della leva cli massa. 1 Peraltro, i pochi studiosi che han no esaminato i milizio tti ne ll'Italia della prima età mo de rna hanno segu ito più che altro uno sche ma po litico-sociolo gico, dando sca rso rilievo agli aspetti o pe rativi insiti in qualsiasi u nità preposta al combattimento. 2 G li aspetti più tecnic i relativi alle mili zie , quali l'addestramento, gli equipaggia me nti , la logistica e la capacità d i svolgere il lavoro c ui erano p reposte, non si ritrovan o n eanche ne lle note a piè di p agi na. <)11e llo c he emerge è un quad ro incompleto, per non d ire fuo rvia nte , sul1·cffett ivo valore bellico d e lle milizie, e nfatizzando invece gli aspe tti negativi di queste istituzioni - q uasi che i governi de ll 'epoca si dile uassero con masoch istica ostinazio ne a baloccarsi con delle strutture inutili, pe r non di re costose. Tale atteggia me nto sto riogra fico è an che il risultato di una certa avversio ne ideologica, sviluppatasi dopo il secondo conflitto m ond iale, verso tutto c iò che rig uarda il militare, ed in patt icolare nei confronti della coscrizione obbligato ria. Attraverso l'esame del caso Toscano del XVTT secolo , q uesto saggio cercherà di d are una ris posta più articolata ad un p roblema complesso. Abbreviazioni: A BSMF: Archi v io dei l luon uo111i11i di S. M a11ino. Firen ze: ACRF: Affhivio C 1pponi dell<' 1/ovin;ol c , Firen ze; / I/). Acquisii e D o ni; A HFF: Archi vio Hicasoli Firid" lfi , FirL·n~., ·; ASF: Arch ivio di Stato d i Firen ze; B LYUN I I : llei11eck e l.ib rar y, Y"le Univer.sity , H ;iv<'n ; BMrF: Bihl io tcca
,·w
Moreni a11a. Firen ze, BN CF: Biblio tec;1 Na ziona le Centra le·, Firenze; c. : cana ; C<:: Covon i-C:irolumi; D. Scu di; d.: demri ; 1)/J/: I hz iu11ario Biow-uJico dl'g li ltalia11i; nr;A, /)eJx,sileria C:e11erale, Pur/e Anlica; rase.: fasci colo ; lld: lù lder: CC'S(la): G11iccia rdini-C<ll,i-Sa/f)iati. lilni d "t1mmi11islruz ium:; i11s.: inseito;
.L lire; MIJ (g): M agistralr, (/('/Il' Rand(', g i11sli/ìcaz ioni; MM: Misccllu11ca Medicea; Ml-': Mediceo del l'rincipato-. 11.: n umL·ro; NC: None Gm., r>matori d ella gi11risdiz iu11e e dd du111i11io.fìore11li110; nn.: non num crnta; PC f'ala li110, Capjx!lti; r: recto; reg.: registro; RC: Rossi Cassigoli; Ricasoli (paj): Ricasoli,
l'a rte Anlica, Hlze-, s.: soldi; s.d.: senza data; S/F· Scrilloio dl'il<' For1<'Z Z<' e Fahhri<:/w, s.n.: sen za n ome; SS: SoJ,rassi 11daci e Si11duci; v: verso. 1 C fr. G. DONATI, IJ. H. KllO ENEll (a cu ra di), Militari (' SOCi<'là ci/Ji/(' ne/lH111n/)tl delletd moderna (secoli XVI-XVIII), Bolo g na, Il Mulino, 2007. C . l' AllKE!l , I.a 1i1~1/uzio11e mililtlr e. Le inn ovaz ion i miliImi e il sorgere tlel/'Occid<'llt<' ( titolo o rig inale: The Mililmy Rel}()/11tio11 Mililwy i,mouation and Lhe risi' 11f" 1be \V,•sl, 1500- 1800, Camhridg<', C 1mhridge l l niversity l'ress, 1')88) Bologn a, il Mulino, 1990. C. l{ODGERS (;i cur:1 di ) 71?(' Militmy Nevo/uJùm /Jehale. Readin,~s un tbc Militmy Tmn~formafio n of r.a r~y tllodern H11 roj)<', Bo 11ldc r, San Fr-.rncisco e Oxford. Wei;t vi cw l'rcss, 1995 ' (:fr. I.. Pi-:zzo1.o (::i cura di), Istituz io ni militari in ltalia ji-a Medioevo ed Htà Moderna, ,C.hc i ron,, !.!., l')')')_ E. D A I.I,\ l{OSA, Le Mrlizt(' d<'I s eu:ento nello Staio di Milt1110, Mila n o, Univcrsil!1 Cattoli ca d el Sacro C uore, 1991.
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Niccolò Capponi
Come tutti i sovrani dell'antico regime degni di tale nome, i granduch i di Toscana di casa Medici possedevan o un esercito permanente fatto d i so ldati professionisti , che giustamente cons ideravano la spina dorsale ciel loro s istema difensivo. ·1 Pe raltro, i "Serenissimi Signori" avevano nelle ilancle una forza armata autenticamente "nazion ale", la cui origine risaliva ai tempi della repubblica fiorentina. 4 Era stato il duca Alessandro de' Medicia riorganizzare per primo le milizie d ello stato di Firenze dopo l'assedio del 1530, cd il su o successore aveva provveduto a dar loro una struttura adeguata ai tempi cd alle necessità difensive ed offensive dei suoi domini. ', In pratica, Cosimo l aveva ideato una forma d i se1v izio militare semi obbligatorio , basato s u di un sistema di privilegi fi scali per i "descritti", che tra alli e bassi sarebbe durato 1ìno alle guerre napoleoniche. 6 Al tempo di Ferdinando I, la milizia contava o ltre 11.000 uomini a piedi e quasi 1.400 a cavallo , 1a fanteria divisa in quarantadue Lmità di dimensio ni variabili , e la cavalleria in una quindicina cli compagnie disomogenee per consistenza. 7 Q u esti numeri sarebbero rimasti più o meno gli stessi durante il regno del quinto granduca, nonostante le due nuove Bande cli Pistoia e Pontremoli, anc he se la cavalle ria conobbe un certo incremento elci propti organici . 8 La maggioranza dei "desctitti" se,v iva nelle Bande a piedi, che, più della flotta o delle truppe di professione, rappre<;entavano la spina dorsale de!Je forLe annate toscane, coinvolgendo tutta la popolazio ne dei Serenissimi Stati: '> esdu' Si veda a questo proposito: N. CA 1°1°uN1, Si<..11r<'LZ1.1 ,, ,iuu1Ù. l!/.Jìdali, soldati,, carrier" milih 1ri 11ell11 J'uscana del secolo XVI!, in Studi Storico-Mi/ilari 2000, Rom,1, S1;110 Maggiore dell'Esercito -Ufficio Storico, 2002 12005 1, pp . 119-523. • Per le o rigini repubblicane delle Ra nde, vedi: /)()cwnent i pe r servire alla s/uria della milizia italiana dal XIII secolo al XVI, a c ura di C.. l.A\1Fsrn1N1, -Archivio Storko Italiano•, l 'i, 1851 , pp. 326-341. Cfr. N. MM:11111vE1.1.1 , Arte della guerra e scritti politici minori, a curn di S. IJET<l"E1.1.1, Milano, Fe ltrinelli, 1% 1. Per l'evoluzione della milizia lìorentina lìno a l "1530, dr. S. B ,WLEY, 1Var and Socie~,, in llenaissance Horeuce, Toronto, Toronto Univer~ity Press. 1961. ' J. FrnKElTt, L'u1;i;aniz.z,.1z io11c militare in Toscana durante il gooerno di Alt'Ssandrn e <:osimo I de' Medici, •Rivista Storica degli Archivi Tusca ni•, 1, 1929, pp. 2'18-275. '' Su quest'argomento, cfr. A. D'AonARIO, l •C.rtf>iln/i della militia, e laJi>rmazione di un celo di p,ioilegiati alla perij"c>ria del principato mediceo ji"{,J XVI e XVI/ secolo, in: Studi ù1 u1tun· di /,eopoldo Sandri, Ro ma 198.'\ rr ..~47-380. • RNC.F, Stmzziane, Cl. XIX, n. 76, ''Sunto di tulle le IJa1Jde di l;111tcric e t c,1vallerie di S.A.S. l...l ( 1606). FE1Hw 1T1 , l.'01ga n izza z ione militare i11 'Jusut11ll, c ii. , 2, 1') 30, p . 52. Notare che ,1 U'cpoca le Bande cr.ino 36, ma quelle più nu111erose ven ivano divise in ·'rassegne" per facilitarne l',1cldesrramC'nto e la 111ob ilitazio11e . ' ASF, Ml~ 2331 , ·'Su nto de' Roli de lla Banca cli S.A.S ebro d'ord ine d ,illa Mcd. Aud. Cosimo del Sera, dì 27 G iug no 1633", e.e. 322v-32/iv.. Grossomodo la forza delle !lande sollo Fe rdinando Il s i aggirò intorno a i '10-15.000 uo mini , ma sC'rnhra che a l tempo di Cosimo 111 il rn1111ero dei rniliziotti abbia subito un ca lo d i u na cc11,1 con.sistenza: nel 17 18, il totale delle llande a pie di era di 34.643 uomi ni , c he forsC' :1rrivavano a qualcosa di pi ù di :$5.000 aggiungendo i re parti a cavallo. Cfr. ASF, Ml'. 2360a, " Ristrc uo dc' Presidi, Fortezze, C0111pag11ie di Cavall i, B,rnde e lo ro Uffizia li degli Stati di S.A. Reale di Toscana. Messo insieme da Antonio Torchiani l'anno 17 18. ", c. 2/iOv . ., Va soltolineato elle foto al 1737 no n esiste tte lormalmente un "Gra nd11cMo d i Toscana'·. 1c i documenti ufficiali medin:i s i i;, riferime nto in vece allo '·St;ito Vecchio" ( Fi renze), e lo "Stato Nuovo· (Sic n:1). <:fr. M. YEl!CA , na c /ltadini a 1whili. Lo/111 polilica e r[fun11u delle istituz itmi nl'il1J 'Ju,,<..u11ll di Francf'scn Stefano, Milano, Ciuffrè, 1990. p p. 91-92.
Rande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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se alcune città, no n vi era comunità che fosse priva di miliziotti; cd anche quesw situazione mutò dopo la gucna di Castro, quando l'espansione delle Rande ~·o involsc anche de lle aree urbane fino a quel mo me nto rimaste escluse. In totale, la milizia tigu arclava circa il 5% della popolazione , una cifra che si triplic.ava 10 11d caso degli uo mini, arrivando a !orse il 30-4(Wo de i maschi abili. Nel 16/40, Massa Marittima co ntava 2.340 abitanti, ma dodici a nni prima il suo conttibuto :dle Bande era stato cli 361 uo mini, vale a dire il 15,4% del to tale; la stessa cosa vale per Barga, che poteva forniva alla milizia circa un sesto della sua popolai.ione; inlìne, nel 1628 la città di Corton a aveva circa 4.000 abilanli, cd una Banda di 596 uomini (14,9%). 11 Tullavia, sarebbe sbagliato credere che sia possibile fare delle st.atistiche esatte del rapporto tra la popolazione ed i rni.liziotti d i un certo luogo: ne l 1640 Grosseto e zone limitrofe contavano 1.919 person e , 111a nel 1628 la Banda locale aveva 878 uomini, quasi il 48% del totale, il che presupporrebbe d 1c nella milizia fossero slali arruolati tutti g li abitanti di sesso maschi.le, irldusi gli infanti! 12 Più proba bile è il caso del Piviere cli Tre ppio, nella Mo ntagna di Pistoia, che nel 1643 poteva mettere irl c.ampo 185 mosche llieri, g mssom<xlo il 13,2% dei circa 1.400 abitanti maschi del distretto, e questo quanti<> la minaccia d 'irlvasionc da patte de i ponlifìci aveva prntato ad una mobilil:ti.io ne generale in lulla la zona . Nel 1628, risu ltavano sotto le anni circa 116.000 uo mini, divis i in quar:tntacinquc unità di forza variabile, che anela va dai 198 di Castiglio n d ella l'cscaia, fino ai 2.761 di Pisa . 14 Ma qu este cifre erano so lo teoriche, non c·ssendo altro che la fotografia della s ituazio ne che s i e ra no lasciali alle s palle i Corrunissari delle Bande, dopo che quest'ultimi avevano provve d uto a rimping uare i rang hi de lle vari.e unità , "cassando" g li inabili, verif'ic~tndo i mo rti, e sostitue ndo li con pe rsone che ritenevano adatte al servii.io del grand uca , 15 i vari privilegi cli cui godevano i "descritti" servendo lj
'" Cfr. L. DEL PA,'ITA. Una traccia di storia d em ogn !fìca ddh, Toscana n ei St'Cnli XVI-X\!//, Fire nze I l11iversit:'.1 degli St udi, Dipani11wn10 S1,11 is1ico-Mate111atico, ·1974 . p. 32. wb. /i . I~ rcrccntuali sono pe r lo piu speculative.:. visto che la 111:,ncanza d i docume nU 11011 pennette cli stabilir<' con csallezza il rappo ito 111:,schi a bili/mìliz ion i; ninavia, pur con lutti i caveat imposti <L11 !":'ISO, rite ngo credil>ili q ueste cifre. " Cfr. ASF, MM, '>97, ins. l , "Vis ita de lle Rande cli Mar<'mma , e t altre Ua11de fana l'Anno ·1628 da l , .o mmissario Giova nni Bo ni comi11ci;i1a a 25 d 'Aprile:, e fi n ita a 26 di Maggio ". (.B;,nda di Massa •), , 11 .11. ASF, Mf'. 2;556, reg. 11. 5 ·'Visita delle 13;,ndc del Sc r.1110 G ran Ouca pe r la parte cli sono cornin' 1:11:1 a dì 29 <fAgos lo 1627 d a Pr,1to , e fin ita a Empo li a dì 27 d i Sette mbre prossimo" (.Banda d i 11.,rga )•, c.n.n. ASF, M.M, liGi , ins. 56, ( l.is1a de lle Bande, 1628). e.e. n .n . DFJ. P ANT A , lfna tn1ccia di sturi" d e11wgn 1/ìca tiC'l/a Tosca na, r. 45, Lah. 7. E. KEPE'rll, Diz ionario gengrajico, /isiw . slurico della li,su m a, 'i volumi, Fir<'n7.<', presso l'Autore e l' Edito re , 1833- 1&13, vo i. 3, p . 169. ,. Cfr. ASF, MM, 597, ins. 1, "Visila delle l3a ntle di M"rt' Jllllla", cii. (•!landa di Grosseto •), c.n.n . l{1·l'E'IT1 , Diz ioJ1ario geografico, /isicu. sturico della Toscana , c it. , vo i. l. , p . 5'>::\. Si può ipotizzare c hc 'luesta cifra così a lw s ia dovula ai 111olti h1 vorntnrì s1;ig io nali c he venivano in M:ire nun;i ch1II<' ;ill r<' r:11t i d, ·11;1 T<-lscana. " ASF, ;HP, l.;560. 11 . 43, ··nuo lo nuovo d e i desn illi della I.land a d i Montag na " ( 164.1), c .n .n. '' Cfr. ASI'. M M. "i97, ins. 1. '·Visita del le Ba nde di Maremrna··. cit. , e.e. n .n. ASF, 1H/~ 2356, reg. 11. , ··v is ita de lle L\andc ciel Ser.mo C r:1n Duca··, cii. , e.e. 11.11. ASI'. M M , i G/4 , ins . 56, (Lista d elle l.k111d e, 1h28 ). cii., e.e. 11. 11. ASF, M l '. 2.157. ( No ta s ulle Uandc d i Romagn a [1 628 1), c .n.n. " (:fr. ASF, MM, 475, ins. 2, ·'Autorit:ì , Cl obblig hi dc Commessa rii tielle Bande'· ( 16 18), e.e. n .n.
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Niccolò C'apporti
come compenso per ciò che, in fondo, no n e ra altro c he un arruo lamenro coatto:
•l. ..J ogni tre o quauro ann i l. .. J li Commessarii ordinano uno luogo dove vogliono fare la desc rizione, e c he a un o giorno d e te rmin;:iro vi sie no tuni li soldati di quel colonne llo a far la rassegna; e di più vi sono coman d ali tutti li giovani di quel paese n o n clescriLLi nelle Bande. Li Commessa rii sono sul luogo, e fatta la rassegna cle lli di già descriui , oda no qu elli ch e cercan o cli uscire dalle Bande, e t havendo cagione legittima l 'accettano e lo cassano. Di roi vegga no huomo p er huo1110 Lu tti li nuovi, e q uelli ch e g iudicano a rrorosito li descrivan o nel rolo rer nuovi solc!Mi, clancloli , se è rersona alta a rrnta rlo, un corsaletto di ferro, un a cela ta e una picca; ma non essendo a tto a questo, una celata e uno a rcohuso; e cli p iù a tutti una paLenLe, clic fa fede come essi sono d i questa honorata mili zia, acciò c he godino le immunità e esenzioni ch e dà questo o rdine,. 11• Proprio per essere sicuri c he IE' Bande possedessero un minimo d i dlicien za, n e i primi anni del regno di Ferdinando II le visite alle varie unità della nliliz ia furono fre que nti, e questo zelo e ra g ius tificato: prendend o un campio ne di diciassette Bande visitate tra il 1627 e iJ 1628, si pu<> n otare un discre to calo elci n ume ro degli uomini presenti alle rassegne risp e tto a ll' ispezio ne del 1624, passati da 17.419 a 11 .81i5, che e4uivaleva ad una perdita secca del 32%; 1.622 miliziotti e rano morti nel periodo compreso fra le due visite, m entl"c gli altri assenti fu rono «scusati leg ittimamente, o appuntati•, cioè multati, cd alla fine delle v is ite , tra cassati e rirnessi, ventinove Ba nde d i cui possediamo dei dati abbastanza precis i totalizzavan o 32.285 uomini, una diminuzione di quasi il 5% rispetto a i 33.943 effettivi rilevati ne ll 'ispezio n e p recedente. 17 In effetti, s i ha !"imp ressione ch e durante il regno cli Ferd inando Il .sia avvenuto un calo del numero pe rcentuale de i d escritti, anc.hc se la fo rza compkssiva delle Bande rilllase più o me no la stessa: nel 1666 Empoli poteva mette re in c.am po 1.385 solda ti, con tro i 1.41 3 del I 624 ed i 1.112 elci 1628; ma Livorno n'aveva 168, rispetto ai 1.057 e 855 di trcnt'otto e quarantadue anni prima ; in totale, alla me tà de lla settima d ecad e d e l secolo le Bande deJ Pisano c.ontavano 13.445 m embri, una c.ifra inferiore del 17,5% se confro ntata con i c irca 16.300 uo mini cie l 1628, e del 2 1% d egli o ltre 17. 000 del 1624. iR (Appc ndici 1-12). Tuttavia , com e al sempre, sa re bbe rischioso pre nde re queste cifre come dei valori assoluti, dato che rispetto al 1612, ne l 1666 la Banda di Pescia " ' BIBLI OTECA MoRENIANA, FmEN,.E, f'alagi, 2/46, "Sommario J e· rnagislrati d i Firc'nZC' secondo eh<: si trm·ano questo anno 1562'" (di s<:r Ciovan ni M 11ri.a CecchD. c. 21 v.
,- Cfr. ASF, .MM. 597, i u s. 1, '"Visila c.lelle Band e' cli Maremma ", cit., e.e. n.n . ASF, Ml', 2.~56, reg. n. 5 '·Visit:1 dC'IIC' Bande ciel St:r.rno Gran Duca·· , cir., e.e. n.n. '' Cfr. ASF, Ml', 23'>5, reg. n. 7, (l{,.1ssegna delle Bande dd Pisano, IH,(1(11), e.e. n.n. ASF. M l', 23'>6. reg. n . 5 ··visita c.lelle !lane.le del SC'r.mo Gran Duc:i"'. cit., cc. n.n.
Bande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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lT:1 cresciuta d a 2./ilil a 2.703 e ffe ttivi, avendo n e 2.880 nel 1624. '9 11 rohabilmente , la maggiore, o mino re, presenza di soldati in una singola 11 11i tà era legata a diversi fattori, e mo lto spesso al lavoro stagionale: nel I(J28 , la Banda della Montagna di Pistoia e ra composta di «bella e buona gl'nte, e che maneggia bene l'armi no n ostante l'anda re , e stare spesso luori, et in Mare mma , che però n e comparisce assai me no a lle rassegne»; 20 11d 1643, il Maestro di Campo ' l'ommaso del Maestro, rilevava che d i Lu lli gli assenti del suo "Te rzo", formato da soldati del Casentino, del Vaklarno l' de ll'Aretino , almeno 105 erano anda ti in Ma re mma , a lcuni con lice nza ed .litri no, adducendo come scusa «di non potersi mante ne re» nel loro p aese d 'origine. 2 1 Purtroppo, la quasi completa d istrnzione dell'archivio del IVLtgistrato delle Bande no n permette che delle ricostruzio ni frammentarie l'd incomple te d ella forza de lla milizia medicea nel XV II secolo, ma forse 11< >n è sbagliato affermare che si s ia aggirala into rno ad una media di -15.000 ll l>mini, con uno scan o in più o in m eno del 5-6%, mettendo da parte i fan1:1siosi 80.000 e ffettivi citali dal G ualdo Priorato . .!.l Ma tra la forza teorica e quella reale c'e ra un abisso. Sempre nel 1628, 11 ndici 11ande che sulla ca11a avrebbero dovuto mellere in campo 17.097 sold:1t i, in realtà ne schieravano soltanto 6. 159, una differenza del 64%>! 2·1 ( Appendice 3) Può dars i che queste cifre indichino solo i "comandati ", ma è iltre ttanto probabile che b s piegazione sia un 'a ltra : scconclo 1m clocllmento .,nonimo de l 1642, be nché i miliz iotli descritti nei ruoli fossero all'incirca S0.000, in caso d i mobilita:done ne sarebbero mancati sempre 10-1 2.000, «fra l'Senti, morti doppo le visite, occupati ne presidi delle fortezze , et altri se1v iti i cli S.A.»; d i ce1to, sare bbe stato possibile mettere insieme 36.000 uomin i, rn:1 questo no n e ra consigliabile al di fuori di una guerra difensiva, per non :-.guarnire troppo le frontiere toscane; perciò sare bbe sta to mo lto se s i fosse , iusciti a schie rare 24.000 soldati, ma probabilmente ne sarebbero mancati .tlt"ri 8.000, «che per essere capi di Bolle ghe, et di farrùglie , che vivono gio r11almente con i loro esercitii , e con le loro fatic he•, non avrebbero p otuto ., tare lo nta no p e r due o tre settimane da casa, «se non con la rovina delle loro r:,miglie , et con una vio le nza di quelle, che sono pe ricolose in tempi turboil'nti à così gra n numero». Tn tre o quattro mesi, il numero dei miliziotti si sa rebbe ridotto a 16-1 7.000. ma in quest'inte1vallo sarebbe ro stato possibile rl'clutare dei p rofessio nisti, rimandando gradualmente i "descritti" alle loro ,., ASI', ,11/Jl,J. 475, i11s. .:I, '" !{agguaglio della v isita delle f\;inck' fana dal Commissario Medici nel 16 12'", <
.Jk mda di Pescia•). e.e. n.n . ·" !1,SF, 111.P, 2356, reg. n. 5 " \/isira d elle Bande del Ser.m o G ran l)uca'", c ii. (•Banda tlt:lla M ontagna
d , l'isto ia-), c.n.n. " ASF, M P, 2360, '·Jnhahili del Terzo del Maestro'" 0 64.:1). c.11.n. l vi, "N uova inclusa dc Dcscrilt i ,wlle B,inde d el Terzo del Maestro di Campo del Maestro " (s.d ., ma 161.:1), c .n.n. " C.. C11A 1.1 x i P KIOKATO, Nela tioue d ella Ciltà d i Fiorenz a e d el Gra11ducal o d i ·roscana Snltn il R g 11,111te Grandu ca F <'rrli11a n do Il, C:o lo ni:i, Picrro dc la Piace, 1668, p. 82. " Cfr. ASF, MM, /46,i, ins. 56, (List:1 del l e Bande, 1628), cit. , e.e. n .11.
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Niccolò Capponi
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abitazioni fino al momento d e l bisogno. T ullo questo e ra mo lto diverso rispello a ciò che era successo d urante la g uerra di Sie na, ma all'epoca di Cosimo I la gente era più be llicosa, per questo nel caso di una guell."a offensiva era consig liabile utilizzare 14.000 rniliziotti per un massimo di 3--1 mesi, purché non si facessero allontanare troppo dai confini toscani, p erché l'esperienza aveva insegnato quanti fossero i rischi di una cosa del gene re. 21 Questi discorsi non e rano nuovi, visto che un ventennio prima era stato fallo notare che la maggioranza dei membri delle Bande e ra no ,o poveri, o volli immersi ne lla cura della famiglia , o loro exercitio», pe r cui il mestiere delle armi finiva p e r essere l' ultimo d ei loro pensieri, e quindi la gente si arru olava solo per godere di «extcntioni, e t privilegi». 25 2. La maggiore o minore, qualità degli uo mini della milizia variava a seconda delle va,i e Bande: si andava dai poveracci malissimo addestrati di Sovana,
una cittadina definita «totalmente desolata pie na di mine e d'erba , le genti squallide e poche,,, iìno ai più che eccellenti soldati di Barga , visto che la maggioranza di loro era «stata fuora, e ne' presidii, e nelle Galere», oltre al fatto che i harghigiani possedevano una solida tradizione nlilitare e quindi si anuolavano non ta nto per i privilegi ma «principalmente pe r andar a soldato il che h anno per assegname nto di sostentar la vita•. 21• Tuttavia, anche se l'addestramento di molte Bande 1isultava soddisfacente , per le autoritì g rand ucali questo no n ba<;tava dato che quando c'era bisogno di gente «per mandar sopra le galere, et rinforzar presidi», era difficile trovare chi ci volesse ,mdare volontariamente e quindi bisognava JòrLare le persone a pa,tire, «onde p oi passa il nome di gente poco bellicosa, e quello ch e più impotta è che in tutte l'occasioni no n sono aggravati se non li poveri, et li ricchi, no n senza lor conto, restano a casa•. 27 Trovare un adeguato nume ro d i pe rsone che fossero disposte a prestare servizio lontano da casa era u n proble ma annoso, e nel 1620 il collaterale Antonio Simoni propose senza mezii termini di fare le rassegne tutti g li armi, per sapere quanti fossero i «d iscoli» e g li «sca poli» da p ote r spedire a prestare servizio a Livorno e sulle ga lere, con i loro ufficiali e le loro armi, e «gastiga rli severamente» in caso di riJiuto; in tal modo, no n solo si sarebbe risparmiato il de naro usato per pagare de i professio nisti , ma inoltre si sarebbero ridotte «a più pro nta obbedie nza,, le Bande, «in buo na parte poco disciplinate d a Capitani», una proposta che il g randuca Cosimo TI n on esitò a solloscrivere. 2R La decisio ne dovette avere qualche e ffetto, dato che " ASI~ MP, 3712, lns. IV, n . 77, ·'Che capitale di soltlatesca effettiva possa fa rsi nello Stato di S.A.s."· (1612), e.e. 1 r-3r. ,.,, ASF, MM, 370, ins. 4 1, "Relazione dclb Milizi;1 di S.A.S." (c. 1621), c. lr. "' ASF, MM, 597, ins. 1, "Visita delle Bande di Marc nuna", c it. , (•Banda di Sovana,), e.e . n. n. ASF, M l', 2356, reg. n. 5 "Visita delle Uande del Ser.mo C.mn Duca ". cit. , (•Ra nda di Uarga,) , e.e. n .n. " ASF, MM, 370, ins. 11 , "Relazione della Milizia d i S.A.S .", cil. , c . lr. "' ASI·; MM, 370, ins. 40, segn. 46, "Ragguaglio della s pesa della Banca al tcmro d e l Gmn Duca Francesco. Gr,111 Duca Ferdinando, e del C.mn Duca Cosimo" (1620), e .e. n.n.
JJande e /H1lere militare nella 'J'oscana del XVll secolo
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nel 1647 sedici s u 282 uomini di Seravezza avevano prestato serv1z10 a Livorno o con la flotta, mentre altri quarantacinque p o tevano vantare una militanza o no revole con le forze granducali, da Mantova (1614) fino alla g uerra d i Castro. z:., Ancora al tempo dell'ascesa a l trono di Ferdinando 11 , partecipare alle imprese d e lle galere e ra conside rato fondamentale per la preparazio ne militare de i membri delle Bande, ritene ndo c he per ternpc r:i rli alle fatich e della gu e rra si dovessero sp e di re in ma re ad intervalli regolari, o ltre a im piegarli ne i presidi e sottop o rli continuamente ad eserc izi e manovre , «acciocché o ccorrendo vede re li nemici non resti la ge nte s1upida com 'è solito di soldati novitii». ;o In quanto al servizio d el granduca , i miliziolli potevano essere "ca p pa! i", per tutta una serie di servizi: la scorta cli cose o p e rsone, l'ordine publ>lico, la gu ardia alle forte zze, fino al combattimento vero e proprio. La rnohilitazio ne d e i milizio tti e ra favorita dal fatto che le singole Rande facev: 1no riferimento a delle precise circoscrizio ni, e spesso il governatore d i una fortezza e ra anch e il capitano d e lla locale milizia. 11 cl settembre 1629, il governatore d i Pitigliano Ald cra no Ma laspina , s u o rdine di Mattias d e' Medici d istaccò venticinque soldati pe r raffo rzare una squadra di bin-i che . ., ,~1vano trans ilando p e r il suo territorio assicn1c a d un prigionie ro, ·" me nI re nell'ago sto del 16/i!f , durante la sm obilita zio ne p arziale de ll'ese rc ito loscano, le Bande di Mo ntevarc hi e di Cascina furono messe in stato di :1lle1t a p e r opporsi «alli soldati licenz iati che volessero resta re ad infe stare il p:1ese•. 33 La possibililà di una Randa di essere "coma ndata" dipe ndeva da f:1trori precis i, come ad esempio la v icinanza di una fo1tczza: ne l se tte mbre 1Ci!f3, de i 1.188 uo mini de lla Ba nda cli Grosseto n'eran o stati "comandati" 5:38, di cui ven ti destinati al pres idio d e lla fortezza e d altri duecento a disp< ,sizio ne d ella stessa g uarnigione. 34 Inutile dire ch e la g uardia alle piazze na oneroso per chi aveva da bad a re al lavoro o alla farnjglia, e nel genna io 1649 fu p e rmesso al Governatore di Grosseto di a m.10lare «soldati dello Stato di S.A.S.• dando lo ro un g iulio il gio rno , «e q uesto p e r no n d efatiga re le Rande di de llo luogo , e de circumvicini•; ~~ per lo slesso motivo nel " ASF, Ml'. 2359, ins . "Primo rnolello . Prim a Dome nica . Scm vcn11 con li Comuni della Cap pella" e I647), e.e. n.n . '' ASF, MM, 370, ins . 41, ·'Relazio ne de lla Milizia di S.A.S.", cit., c. lr. " Cfr. ASF, MM, 597, ins. 1, reg. intito hno "Ruolo d i lutti i Capita ni delle Ba nde, etc." (cirrn 1624),
1•. W. " ASF, MP, 54 11 , (Alder.mo Ma las p ina :1 Martias de' Medici , 27 sette mbre 1629, da Pitigliano). c. '\ I r.
'' ASF, M l~ 5-105, (A.lcss;i ndro dal Borro a Ma llias de' Medici, 9 ;1gosto 1644), c. 2:$6rv. "·ASI\ lv/P, 5100, (G iov:inni Nacci a Mallias d e' Medici, 5 scrte m hre 1643, da Grosseto ), c. 1 l li r. Ne l ma rzo 1613, ven nero "comandali" trentasei s o ldati cle lb Randa d i Sansepolcro, visto che le numerose diserzioni avven11tc nella co111pag11 ia d i professio nis ti del capitano Niccolò Strozzi avevano reso 1111possibile la difesa delle rnura d lladine . ASF, Ml'. 2422, (Niccolò Slrozzi ad Alessandro Nom i, 18 ,narzo 16/43), c.n.n. '' ASJ;, MM, 49, ins. 5, (S.n. del 21 gennaio 1649, da Pis a), c. 7r.
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Nicco/() (/4/fJ/)()ni
giugno 1643 fo concessa a dei m iliziotti dell a Th nda cli Chiusi l'esenzione dalle gu a rd ie, pe r perrne llere loro d i badare a i p ropri campi, ma a condizione che stessero pronti «ad ogni occorre nza». ·16 A volte il servizio ne lle fottezze poteva essere una puniz ione. Nell'agosto del 1655, Tommaso del Maestro propose al Segretario Ferd inando JJardi d i rimanda re a casa il «solda to discolo» Vincenzo Arcangeli , p a ren dogli che «la mo rtifi cazione fin ho ra ricevuta• fosse sufficiente, ed in s ua vece man da re Giovan Maria lkchi , de lla Banda di Prato, in seguito alla s upplica di suo p adre che «per li suo i mali portame nti c i ha fatto istan za levarlo da casa p e r mortifica rlo•. ;7 Nel sette mbre 161 5, Alessand ro dal Bo rro scrisse al colonnello Miniato Miniati che d e i settanta soldati delle Ba nde neJ presidio d i Livorno, b isognava rimandare a casa tu tti fuorch ( «i più n egligenti a comparire», i re nite nti e chi fosse a ndato in licenza pe r un certo p e ri odo, o ltre a coloro che avessero lascia to 1c armi a casa «p e rché fumo comandati con armi, e panni d ecenti a l sctvi zio , e forse credevano facendo così d 'esser rimand ati•; ai licen ziati s i doveva rilasciare u n attestato di setvizio per evitare che «fossero molestati altra volta con le com andate, et anco per assicuramento della cattura, ch e contro alli disubbidi enti è uscita fuma•. -'" Eran o intenzioni o ttime , che spesso però si scontravano con una realtà di corruzione e di soprus i. Nel dicembre 1642, il Principe Mattias dc' Medici, all ora com anda nte in cap o delle fo rze d i te rra toscane contro i 11arbcrini, ricevette una lette ra a nonima da Corto n a in cui l'estensore si d ich iarava «gra ndeme nte sdegn ato in ved e r and are a spasso per questa Città molli, e molti, qua li senza loro incommodo nessuno, ne d i ramiglia , ne d 'im presa potevano a ndar a servir S.J\. ... , m entre mo lti p overacci e rano stati spediti con l'esercito «p er malignità» dei sottufficia li e degli ufficiali incaricali della selezio ne . Non c he i "co mandali" fossero ma l d isposti a servire il g randuca, ma faceva piangere il cuore vedere gli esenti ch e si burlavano d ei loro più sfortunati collegh i, i q uali «sara nn o necessita ti a ndar mendicando, e pe r la ma la strad a per che chi lassia g ià famig lia , chi avviamenti, chi il Pad re, e Madre vecch i, e alcun i stroppia ti senza sovvcnirnenli d i sorte alcuna». Co n consumala perfid ia, l'estensore della lettera concludeva Ja s ua filipp ica con una lista dettagliata degli imboscati che potevano partire p er il fronte «sen za d anno e senza incommo do nessuno». 39 La situ azio ne no n era miglio rata un an no d op o , Alessand ro dal Borro notando che «i soldati a piedi ancora delle ba nde ogni giorno se ne fuggon o a schi e re d isp e rati», e per cercare d i trattene rli n on snviva alcun tipo "' ASF, MM, 55, ins. 1, (Domenico l'an<lolfini al Capirnno d e lla Banda di Chiusi, 22 giugno 164.'~). e ;$4rv.
·' ASI~ MP, 2362, ( To mma so del Maestro a Ferdinan<lo Bardi , i/4 ag osto 1655), c. 11.n. ·"' ASF, Jl,fJ~ 2357, ( A lessandro dal Bn m , al Colonnello Miniat i , 22 settembre I<i45), c.n.11. ''' ASF, MP, 5100, ( Lettera a11oni1na a Matrias d <' medici, 22 dicembre 1642, da Cor1on:1), c . 2.~rv.
Bande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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, l' incentivo o di punizio ne, l'un ica soluz ion e essendo quell a di mandare il lt 1rgcll o di Campagna a radunarli, a ltrime nti invece di un esercito nume1,>s<> «allo strig ne re ci troveremo le mani pien e d i vento»; il dal Bo rro si l.11 11cntò che e ra diventalo quas i i1npossibile trovare i 150 uo mini necessa, i per ogni compagnia , n o nostante le mig lia ia di descritti esiste nti s ulla , .1rt:1, perché e rano stati esentati «gli scap o li, e le casale intere, e forzati .'> <>brncnte g li a ltri Capi di Casa, e inabili al servizio», e se nel p assato si I< >ssc punito ad eguatamente «qualche Cancel lie re , o Capitano p e r le por10 < lic rie usate•, n o n si sare bbe a rrivati a questo punto . In effetti, i ruoli , ll'llc comp agnie form ate da "descritti" dimostra no che il dal Borro aveva 11 111c le ragio ni pe r adirars i: quella del Maestro cli Campo Niccolò l~ra ndolini aveva 39 «inabili» su 167, cli cui uno e ra cieco, un altro capofa111 iglia ; ma p e r be n tre ntacinque "l'inabilità " e ra d ata dalla povertà estre111:1, 11 e forse per loro servire nell'esercito del g randuca avrebbe potuto , ·ssc re un vantaggio se la situazione de i riJo rni menti fosse stata migliore , I K·r cui i soldati affe rmavano che tanto valeva «mo rir di fame quanto d 'ar' llihugiate». •! Ancora p iù s ig niJicativa della scarsa q ualità elci "coma ndati" è la lista < Il ·g li «aggravati• di Massa Marittima , lo spaccato d i una triste realtà socion ·o nomi-ca : «Mic he lagnolo di Matteo Duscare ll i ha la madre c ic ca, ha una ·., >rl.'lla matta cd un fratello archibusicre che va a lla guerra, ad un lavoro d , <)() saccate 60 bufali e una reigoria sarebbe di danno»; oppure: «Battista d i Marco nuo l1a nie nle al mondo e la u1nglie g ravida e 5 figli , sarebbe d i <!:i nno con 4 figlio li•. A volte, "l'aggravio" assu meva un carattere picaresco: ,S:tndro di Cammillo ho prigione per aver usato con una vedova sotto n,lore di pigliarla per moglie e p e r de bito de lla comunità d i Volterra di lire 1(>0 per de bito di suo pad re». Tuttavia , a volte "l'incap acità" di un uo m o poteva essere mo tivo d i soddisfa zio ne: «li Sig. (-;-iovan Battista Donnoli, mio Te ne n te, è tanto abil e c he all'occasione sarebbe atto a reggere una \ :o mpagnia•. 11 Ma quest;1 e ra una ben mag ra consolazio ne per un ufficiak- c he tulli i gio rni doveva p ensare a fare la g uerra con p ochi soldati, e pl'r di più n e lla maggiora nza d e i casi ridotti a mal pa1tito. 3. La carenza di uo mini fu solo uno de i problemi delle Ba nde ch e la g uerra di Castro portò alla luce. Tn teoria, le compagnie di fanti, sia prokss ionali che d i m ilizio tti , e ra no composte pe r c irca un q ua rto da picchie ri l' pe r tre quarti da tiratori, d iv is i fin o agli anni Tre nta d e l seco lo in arch iI >usie ri e mosche ttie ri, la prima d i q uest'ultime specialità scomparendo
cl,,
"' ASF, Mf'. 5405, ( Alessandro dal Bo rro a M ,11tias de'. Med ici, 4 febbraio l Gli/4 , Are zzo), c. 6 2rv. '' ASF, Ml', 2,'360, " Lista dei suklari imibiLi c d assenti della Compagnia clell'Jll. M,lC'stro d i Cam po lli:1ndolini " ( 1643), c .n.n. " ASF, Ml~ 5/405, (Alessandro dal Bo rro a Mattias de' Medici , cit.), c . 63r. " i\SF, MI'. 2360, ''T.is1a degli Aggravati cli Massa fM~ri11imal'" ( 164:S), c. n.n.
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Niccol<> Capponi
d o po quella data. '' Per quando rigu a rda le Bande, nel 1624 gli arch ibus ie ri e rano ancora i Lre quinti circa di tutti i m embri delle unilà di cui d ispo nia mo dei dali precisi, 4 ' (Appe ndice /f) e la sosliluzione d e lle a rm i avvenne in modo graduale : do p o la v is ita del 1628, il Capilano Alfonso Saracini della Banda di Montepulcia no chiese al Magislrato delle Ba nd e l'invio di cento moschetti , visto c he la m aggioranza dei .334 "rimessi" d o veva esercitars i con tale arma . ..,., In rea ltà , la g raduale eliminazione d egli a rc hibus ie ri avvenne per selezione naturale, i Commissari delle Ra nd e n o ta ndo la decrescente qualità in quasi tutli i reparti di questo tipo di soldati , in quanto «de mig liori a rchibus ie ri si cavano e si scie lgono per m osch e ttieri, e pe rò in questa sorre di soldatesca c 'è eia far principa lmente Ca pitale». •7 Di certo, da l 1628 il n um e ro di mosch e tti in mano alla m ilizia aumentò in modo drammatico (Appe ndice 5) , e p e r il 1632 gli arc hib ug i erano quasi scomparsi: ,tt nell'otto bre stesso anno la Banda di JJa rga e ra formata soprattutto da m osd1ellieri, con «poc hi» pi cchie ri e d a rchib usie ri, tant'è che avanzavano dodic i p icc he , o tto morioni e tre arc hibugi «a bracia». "') Tuttav ia ciua ndo nell'a p rile preced e nte Fe rdina ndo Il s i e ra recato in v is ita nel Valda rno , aveva po tuto ispe z io nare e d assistere alle esercitazio ni d elle Bande cli Mu11tevard1i e d i PonLass ie ve , r e r un quarro composte da picchie ri e pe r tre qua rti da mosche ttie ri , nessun archihus ie re essendo n1e n z ionato. '" Purtroppo per il granduca , tale perfetta propo rz ione tra "arma ti" e tiraLo ri era solo un imbroglio, organizzalo ad arte dal Commissario Ciovanni Bo ni e dal Sergente Maggiore Francesco Barbolani cli Montauto, capitano delle milizie del Valdarno: nel 16 16, la Banda di Po ntassieve aveva 1.110 uomini , di c ui i picchieri erano poco più d e l 16,5%; d odici anni più ta rd i d ei 401 "coma ndati " di Montevarc hi gli "a rmati" e rano me no elci 18%, e questo conside ra ndo che era più probabile pe r i picchie ri essere scelti, a diffe re n za di quello che s ucce de va con i più a hho ncla nti tirato ri . " Ma que"Aci <'S<'mpio , nd
J.G.~5, ,li
tempo ddla spedizi one a M i bno , l:1 com p ;1gni;i di A ntonio f}a l>bi avreb-
b e dovu lo avere i n tf'o r ia: /40 mosch enic ri , 40 picchieri e 10 '> arc hi h 11sicri ; m ;1 sei anni do p o. al tempo
tlell:.i gu erra di C:asl ro, 1'11niti1 al coman do d i Vinccnzio Cap 1x>n i non aveva piì1 ,rl cu n ;irchibu siere. Cl'r. I\SF. MP, 2j'>9 , "C:ond i 7.io ni , con l e q ua l i il Sig. c:ipitano A n tonio llahbi si i· ohhl ig:110 a levare una Com pagnia di Fanter ia nell o Swo d i Mi l:1110 1.. .1". (25 Ottobre 16:S'>), c. n. n. AC:RF, V I ( A ), Capitano Vi11a•nz io (,..app oni, 11. 4, ·'Ruo lo del Sig. Ca pirano Vi nc enzio Capponi " cii., c.11.n. " Cfr. ASF, MM, 597, ins. 1. "Visita de lle llanclc <li M;1rc' n1ma ", cìt., e .e. n .11. ASF, Mf'. 2j'56 , reg. n.
5 ''V isirn d el le Ba n de d el Ser.1110 Gran Duca", cii., e .e . n.n. •• ASF, MR (g), 31, n . 78, (l\lfo nso Sara cini al M agi st r:tto cklk- l k 1mle, 2/4 m ;iggio 1628, d.a Montcpuk i;1no), c.n .n . ' ASF, MM. '> 9 7, in s. I, "Visita d elle Bande di Mare1111tta", ci i., (.! l anda d i L11cig n:1no,), e.e. n .n. " Cfr. ASF, MlJ (.i;) . .35, n . 274 , (lkgisto de i m osch etti co11segHali alle varie Bande, rb l 1598 al e.e. 11 . 11 . I\SF, MJJ ( t!), ,36, n. '1 96, ( Bastian o Corsìni a Ferdinan do ll, '5 tttaggio 1645), c.n .n.
1636),
" /\SI~ MIJ (J.!). .34, n. 25.3, (Altè>nso G nassci al Magi.;trato delle Ran de, 26 o llohre 1652, da l k1rga), c.n.n. ' ' ASF, MM. 1 1, Viario d i Cesa re Ting hi, lii, c. 279r " ASF, Ml'. 628, '·S11nl <> delle dette Uande al n etto com e restano d i pn:~,·111 ,·", c . ~7, . A SF, l vtJl;f , 464. i11s. 56, (Lista delle !lande I I 6 281, cit.), e.e. n.n .
Bande e potere m ilita re nella 'J'osca na del X VI I secolo
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cifre no n rifle uon o che parzialme nte il problema de lla scarsità del 11t1rnero d egli "armati", visto che nd 1642 la Banda d i Montepulcia no .1,·cva solo 16 picchieri contro 381 moschettie ri , un ra ppo rto di 1 a 18 , ed .ill:1 stessa d ata un ruolo della milizia d ella Mo ntagna d i Pisto ia dimo stre 1t·hhe che e ra co mposta esclusivamente di tirato ri. 52 Qu esto è spiega bile t·< m il fatto c he i mo nti de l Pistoiese e rano una zo n a p overa , dove scarse t'l': 111 0 le persone con i soldi necessari pe r po tersi permette re un 'armatura t <>mpleta da fante , e d, in e ffe tti, nel 1624 i picchieri d eJla Banda non a rri, ,1vano a l 5% dei 1830 e ffettivi totali. '~ Ma Monte pulciano n on si p oteva 1 k- l'inirc un luogo econo micame nte disagiato , do ve un aristocratico d e l p<>slo no n e ra rilutta nte «come in altre parti di farsi descrivere solda to ». 54 <,>ua l era, a llo ra , l'orig ine de lla scarsità di "armati "? Le rag io ni p oteva no essere molte plici, ma la princ ipale rimaneva quc ll. 1 d i «no n e ssere astretti a l pagamento» d a parte de i p icchie ri ddl'armatu1,1 da fante. " Di questa situazione, l'amministrazio n e medicea non p o teva 111co lpare altri al di fuo ri di se stessa , avendo p ermesso dalla fine dd secoli> XVI in p o i una costante e ros io ne de i privileg i fiscali d e i "descritti", a , :1ntaggio d i ch i non c m segnato ne i m o li de ll e Ra nde : l'esenzione to tale, , , pa r7.ia lc , dalle imposte o rdinarie e straordinarie de lle cornunit,l , a seu mt 1:1 che si trattasse di "armati " o tiratori, goduta da i rniliziotti secondo i rt:golamenti del 15ii8, ',(, e ra g ià stata e liminata q ua tt ro anni do p o q uan do 111 decre tato ch e i ,ne mbri delle Rande dovessero pagare la decima d el ( :o nrado , p o iché no n e ra un 'e manazio ne d elle comunità «ma da q uesta I)ucal città di Fio rc n7.a•. ' 7 Il preced ente era s ta to stabilito, e dal q uel 111omento in poi avvenne una costante e rosio ne dei privilegi fiscali elci "dcscriui", e per il 16:$2 i mili 7.iotti e rano co stre tti a contribuire alle spese per gli •accon ci.mi d i strad e e po nti» e dare il loro contributo pe r tull'una se rie d ' imposte centra li o locali, e questo a ca us a del «grand'aggra vio ch e hanno li no n d escritti•. 'il< Naturalme nte, questo no n sig nificò la to tale abolizion e d ei pri vileg i de i membri delle 11ande ; tuttavia disincentivò ce rte categorie d i persone d all'entrare ne lla milizia come "corsale tti", g iacché i ·,lL'
" ASF, M l~ L:$60, " Lista d ella Uanda cli Monte Pulici;mo, not;1t;1 conforme all 'ordine di S.A.S. l. .. J" (ge1111.1io 164}), e.e. 11.11. l v i, ··J(uolo nuovo dei descritti della lìanda d i Montagna" ( 164}). c.n .n e.e. n .n. '' ASI', Ml'. L.:S5(>. reg. n. 5 "Visit,1 d elle Bande del Ser.mo Gran Duca". cii., (•Uanda dd la Mo nt<1gn,1 di Pi stoia•), e.e. 11.11. ' ' ASF, 111M. 597. ins. I , ''Visil:t d elle I land e d i Marenuna", cii.. (•Band a d i M o ntepulci,1 no•), e.e. n .n. « A SF, M l '. 2:B I , ins."Ncgozio dell'Arrnalure e Mmd 1etli": ·sunto dell'infr<1scrino Nego zio ' ( novcrnh , e J 652), c. I I 88r. '' Cfr l.egis!az io11e /osct111a rttccolta l ' illuslrala da Lorenz o C:'r.111/ini, 32 volum i, Firen ze, Stam peria A lhizziniana da S. Maria in Cam po, .1800 1808 , voi. Il , p . 20. " ASF. Miscdft111c·a Nep11bblicana, 88, I, (Supplì,a dei ''descritti" d ì San M in ialo , con nola di Iacopo
mv.
Po lverini I I ";";21). e.e. J ]7v J • A SF. NC.~ 175";. (Decreto d ì Ferdinando Il , 12 agosto 16:$2), c. J66r v. l'er u11'am tlisi dettagliata d ell't·n >sio ne dei priv ileg i dei ''descritti", cfr L. M ANNOl{J , Il !;Ollrur,o /11/r uv J.>/11ra.li, rn n i..;litu 7.inn a le f' 1.u :rr>-n lra mett/0 t1111mi11istraliw 11el µ riucipato dei fl,f etlici (Secc. XVI -XVIII), Mìhno, C. iuffrè, 1994, pp. 572-:$74.
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Niccolò Capponi
benefici che ne traevano non e ra no una compensazione adeguala per gli aggravi derivanti da l se,vizio armato . In ultima analisi, il calo del numero di picchieri nelle singole Bande fu causato proprio dalla diminu7.ione dei loro privilegi fiscali. Secondo i primi statuti della milizia granducale i soldati erano obbligali a comprarsi le proprie anni , 59 un onere di p oco conlo in confronlo ai benefici che si traevano da ll 'essere "descritti"; ma con il calo de lle esenzioni contributive, divenne necessario trovare una qualche forma di compensazio ne per agevolare i miliziotti piC1 poveri, e così nel 1588, forse anche per incentivare la nuova categoria dei mosch e llieri, fu deciso da Fe rdinando T di no n far pagare i moschclti ai soklali, c he dovevano solo proc urarsi due mallevadori , garanti della solvibilil::ì del mililare nel caso in cui l'arma risultasse rotta o danneggiala, w l' unico onere cui erano te nuti i moschettie ri e ra l'acquisto di fiasch e, fia schine, forcine e bandoliere. "' T risultati d i questo si erano visti s ub ilo, e nel 1606 su 44.189 iscritti ai ruoli delle Rande i picchieri e rano 6.572 (15%), mentre i moschettieri avevano già raggiunto la cifra di 7.386 (17%) , gli altri "d escritti " essendo tutti archibusieri , ma venlicinque anni prima gli "armati" e rano un quinto della forza to tale. 01 T11 te mpo di pace questa situazione poteva essere tollerata, ma con lo scoppio d e lla guerra cli Caslro fu necessaria una riorganizzazio ne radicale della fanteria della milizia. Nel 1643 le compagnie tratte dalle Rande e rano per un quarlo/ un quinlo composte di picchieri e pe r il restante cli moscheUieri; 61 questo fu possibile trasformando un certo numero di tiratori in "armati", ma il provvedimento non ma ncò di provocare proble mi a g uerra finila: ne l 1648, Iaco po Anselmi da Vell ano, in Val di Nievole , s i rivolse alle a ulorilà in quanto «mo lestato• dal Dep osita rio de lla 11a nda cli Pescia, ch e pre lend eva la restituzio ne del moschetto del d eceduto Giovanni Anselrni, fralello del postulante, il qua le p e rò no n sapeva a che sanlo volarsi vislo che l'arma no n si ritrovava più da qllando il defunto era slalo lrasferilo lra i picchieri. 1" Chiaramente era necessario trovare una soluzio ne d i qua lche tipo a l prob lema degli "armati", e già ne l 1645 si tentò di favorirli dando loro tre anni " FEHHETr1 , !.' organizza zione mi/ilare in Tosca11a. cit .. 2, pp. 69 70. "' ASl \ .MI~ 233 1, ins." egozio dell'Armatur<· <' Moschc 11i" , (Mcmoriak di Annibale Cecchi a Ferdinando li, 9 novembre 16'i2), c . l 195r. "' ASI', MIJ (~), 37, 11. 45, (Alessandro Jacopi a Ferdinando 11, I O :iprilc 1649, -d:11 fisco-), c.n .n . Cfr. A SF, SFF. 1931, ins. 4W , n. 410, (Paolo de' Medici e Tommaso del Maestro a Fcrdin;i ndo 11 , I novembre J 652), c.n.n. "' FEHH~Tn, ! .'organizza zione militare i11 'J'osu,11a, cit., !. , p . 66. ' ' ASF, MP, 2.360, (R11o li di varie comp:1g nie. maggio giugno 1643) , e.e. 11.11. H.ispello al succitato ruolo, ora le due co111p:1gnic d i Monrc pulci,1110 l·onta va no un totale di 228 tiratori e 84 ·\ muati " . (.)uando nel 1643 venne crc:11a la n11ov:1 R:1 nd:1 di Pisto i;1, -di mille persone delle pi,, habili et più scapole,. si prov vide ad armarla per il 25% con la picca e J)<'r il rcstnntc con il moschetto. ASF, SFF, 1928, ins . .B , n. :~78 , (O,·dine del Segretario AJe,~;a ndro o mi , 19 gennaio 1644), c.n.n . .... ASF, MP, 2324, ins. 2, (lxo po di Iacopo Anselmi a Do m enico Pandolfini, datala 1648), c. 458r.
Hande e potere militare nella 'lbscana del XVTT secolo
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per pagarsi l'equipaggiame nto, valuta ndo le armatu re soltanto D. 3; ,,,; ma < 1uesto non ris ultò suffìcicntc , e ne l 1652 la sproporzio ne tra i tirato ri e gli .litri soldati aveva raggiunto un ta le livello, che i Sergenti Generali e rano o bbligati ad usare le 1ninaccc «pe rc hé la <~ente s i descriva ne lle Bande che pig lino il Corsaletto». 66 Era una s ituazio ne inc.anc re nit_a, tant'è che quando fu 11c cessario rio rganizzare la 13ancla cli Pontremoli, fino a q ue l mome nto quasi 1u ua cli tirato ri, secondo gli stan dard toscani , si 1itenne sufficie nte inviare so lo 250 picche contro 1.300 mosch etti , no n crede ndo d i p oter contare su di un numero superio re cli "armati". 61 Dato che l'espe1i e nza della gue rra d i <:as tro aveva dimostra lo il bisogno di a umentare il numero degli "armati" in 111odo da po te r formare dei reggimenti cli fanteria , e visto che non ci si po te\': t limitare ai ben estanti de lle «Terre e Città , com e si faceva prima», diventav;1 necessario arruo lare contadini e pagare loro l'equipaggiamento. Come p:1rziale com pensazione, si propose che tutti i memb,i delle llande acqui.-. 1~1ssero le proprie le armi, compresi i moschetti, che però anelavan o ripaga! i in dieci anni, e non più in nove m esi, stabile ndo lo stesso p rezzo p er l'ar1mme ntario dei picchieri come quello d ei tiratori: 1- 21 (D. 3) . 08 In re altà, questa concessio ne era m eno onerosa per le casse del g ra nd u1·:1 di qua nlo no n potre bbe appari.re. Tanro pe r inco mi nciare , no n solo era d iminuito il costo de lle armature e del resto clell'equipaggia rm:nto, ma da l I ()41 in poi si e ra no distrib uite ai sole.lati una no tevole q uantità d 'anni senza però dare lo ro akun 'istruzio ne rigua rdo ad e ventuali pagam enti. <" Ed a nche se tutta q uesta roba era o rmai usurata, erano i Deposit,ui delle varie Ba nde :1 doverne ris po ndere finanziariamente, per c ui il potere centrale non si trovava cosu-e tto a rimpiazzare tutte le armi de lle milizie . Così, un po' p erch é ormai i g iochi erano fatti, un po' per la n ecessità d i a ve re un adeguato n um e ro di picchieri, alla fin e nel dice mbre 1652 fu de ciso che da q uel momento in poi sia gli '·armati" che i mosche ttie ri fo ssero ese nti dall'acq uisto delle amli, rimane ndo pe r i so ldati so lo l'o bbligo di trovare un mallevadore e ripagare l'eq uipaggia me nto usurato , il che vale va anche per i milizio lli cassati e per g li e redi d i q ue lli defunti . 70 Gli effe tti di questa de cisione no n tarda ron o a farsi se ntire: g ià ne l 1648, su 19.752 soldati di tru ppa de i tre "Te rLi'' di Pistoia , Mare mma e Va ld ichia na , le picche erano 4.933, il 25% del to tale; 7 1 parimenti, nel 166(, le Rande del Pisano era no in grado d i m ette re in campo un to ta''' ASF, SFF. 19 28 . ins. 33. n. /40(, , (Ordine d i D o mc nìco l'ando lfì ni, 18 l11glio 1645), c.n.n. ,~ A SF, MI', 233 1. ins. inlito l;,10 : " Negozio d r ll 'Armat11rr r M oschc t1i", (M emoria <lei novemi>re I (,52), c. I 1.87r. "' ASF, M l', 2718, ( Rclazio nr d i N iccolc', Strozzi su lla m ilizi a d i Pontrerno li, 12 novem l>re 16'i0). ,·. n.n. ! fii, (Niccolò Strozzi a Do111en ico Pam lo lfini, 10 <licemb re 16'i0), c .n .n. ,., ASF, MP. 2 jjl , ins. i111ilola10:"Negozio ddl 'Annature e M oschetti " . ( Mem o riale d i Annihak Cccchi I 16'i2], cii.), c. 119'iv. A SF, SN •; ] ')::I l , ins. 410. n. /410, (Pao lo d e' Medici e To mmaso Lkl M aL·stro ; 1 Ferd in ando li l16'i21, cii.). c. n .n . "' ASI'. MIJ (f.:). 57, n. /45, ( AlessanclroJacopi a Fndi.nando Il [ 16/49 1. cii. ), r. n .n . -,, ASF, SPF, 1931, ins. 4'10, n. ] 4 S, ( Hc~critto di Fe rdi n an do 11. 16 d icembre 16 52), c. n.n. -, ASF, MP, 2550, (Ristretto dei Te1zi di Pistoia, M an.:nuna e Vald ichiana, maggio giug no 16/48), e.e. n .n .
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Niccol,"i Capponi
le di 12.863 .soldati .semplici, di cui 3.232 "armati", un quatto del numero com ple.s.sivo. 71 La proporzion e di un picchie re ogni tre moschettieti sembrerebbe es.sere .stata la norma da quel momento in p o i, nonostante che le disposizioni ufficiali contemplasse ro invece un rappo1to di uno a due. 73 Ma Lullo considerato, era meglio acconte ntarsi d i ciò che s i era già ri usc iti ad ottenere in mate ria di "a1111ati", senza cercare di forzare troppo la situazione, considerando che in ogni caso il granduca aveva un esercito ragionevolmente efficiente e ad un costo relativame nte contenuto Il conflitto contro i Barbe rini e le cris i su ccessive rappresentano un punto di svolta nella storia d e ll e milizie tosca ne, e la loro mo bilitazion e quasi d ecennale portò alla luce p roble mi , difetti e necessità fino a quel mome nto sopite . Tanto pe r incominciare, una pe rcentuale n ote vole d ella p op o lazion e maschile tosc,ana s i ritrovò sotto le anni, una lista incompleta de l 1642-1643 d egli scap oli d ai 18 ai 25 anni dello Stato Vecchio porla ndo ad un tota le di 8.066 uomini , fo rse il 25% cli tutti i maschi di quella fascia d 'età, d i cui a lmeno 600 furono mo bilitati s ubito. 7' Parime nti, alla fine del l &i l fu deciso cli «cavare» 6.000 fanti dalle quattordici Bande più vicine alla c ittà cli Siena. r, La fiducia che i gove rnanti lo.semi avevano n ella milizia, unita ad una sapiente scelta d egli ufficiali prep osti a comandarne le compagnie, 71' risultò in un massiccio impiego de lle 11anclc nelle op erazioni di guerra: durante la campagna d i Mongio vino , una buona mct8 degli otto "Te rzi" di fante ria e e d un te rzo delle q uattordici compagnie mo nta le dell'ese rcito di Mattias d e ' Medici p rovenivano dalla milizia, sen za co ntare i repatti professio nisti composti in maggioran7.a , o comandati, d a toscani. 77 C:ome si vedrà in seguito , la gu c m1. di Castro p ortò alla ril'o rma d elle Rande, che se non risolse elci tutto i problemi d ella milizia toscana per lo me no la rese più funzio nale da l punto di vista operativo. 7u Be n ché anche prima le n a nde, nel loro comp lesso, fossero d a rite nersi una fo rza militare p iù che accetta bile per effic ienza be llica , dife ttava tuttavia di umoge 'ASI·; MP, 2355, reg . n. 7, (!lande del Pisano, I t6661cir.), e.e. n .n . ' ASF, Stro.z:zia ne, 1:1, IX, n. 3, "In questa forma s i d escrivano a R1 1o li i Soldati de lla Milizia I l" (1674), c. 7l r. " ASI', Ml-', 2359, (Varie Lis te d i sca po li, 1642- 164:5), c.n.n. Ad ese mpio, ne lla comun ità d i Greve figurava no 262 sca po li su di una p upulaziu n e <li circa 5.000 abitanti; d i q ues ti, le <lonne e rano più o meno la mc r~, cd un terzo c irca i masch i min o renni. Tuna via , probabilme nte un altro terzo degli uu111.ini c m o supe riore a i 25 a nn i, oppure i11 q ue lla fascia d'età ma con moglie . Cfr R El'ffll , Uiz ionario Rlo'Ografico,fiçìco, simico d ella Toscana, c ii. , voi. 2, p . 51 J. Bisogna i,nch e aggiungere che u n ce n o nume ro di sposati e rét g ià presente ne i ruo li d e lle Ra nrlc, vis to che i "descritti" della Podesteria d i Monteva rchi, da rn i d ipendeva C re ve, er:rno 2.222, di c11i gli sca poli c mno 6/45. Cfr. ASF, M f', 2.%0, "P0<.lesteria d i Montevarchi ", (1 643), e.e. n.n . 7 ' ASF, MF: 5399 , (Alessandro Nomi a Mallias de' Medici [164 1], <.:it.), c. 384v. "' l tti, e.e. 381v 385r. " ASF, MI', 3712, ins. IV, n. 77, c. 138, "Nota delli Feriti. Abbruciati M01ti n ella Ilalt;1glia di Mo111,,>iovino cblb nosr,,1 parte", c. J38r. Ivi, (Lista degli eftenivi dell'armata de l Princ ipe Mattias, sette mbre-oltobre 1643), c. 120r. TI tor;i lr è: d i 8.20 1 no mini, d i r 11i 8.031 considPMti comh>1ttPnti " t11t1i gl i p fl è,11i -,, ASF, Slrozzia ne, l ", !X, ins. 3, "!11 q uesta fo nna si descrivano [.. .)", <.:il. , c. 70r.
Bande e potere militare n ella 'f oscana del XVTT secolo
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llL'ità pe r ciò che con cerneva l'addestra me nto dei vari reparti. I rapporti dei <:o mrrùssari de lle Ba nde nel biennio 1627-28 sono c hi ari a questo propo:-.ito. Certe Bande erano sì mal ammaestrate , p e r assenza d e l loro coman da nte o pe rché q uesti ris ultava poco e ntusiasta ne l fare il s uo lavoro; m a in altri ca si i soldati risultavano disc iplinati e pratichi de l mestie re. Più che .tltro, il quad ro che emerge è quello cli una m ancan za d 'unità ne ll 'adde:-.lra mento , dovuto a lle diverse scuole militari segu ite da i vari capita ni , :-. pcsso dei veterani non di primo pelo . Pe r o ne stà va anche aggiunto che 1 co mandanti si dovevano adattare al materiale uman o a loro disp osizione: se i picchieri non erano in numero adegua to , sfruttavano al meglio i 1i r:1to ri ante pon e ndo la pratica alla teoria. 79 Data la situazione, fu una fortuna che allo s coppio d e lla gu e rra di <::1stro la Toscana p otesse contare s u un pool di ufficiali reduci dalle gu c rw d i c-;.e rma nia . Questo permise già nel 1641 di m ette re da patte co loro c he fin o a que l mome nto avevano comandato le unità territoriali, rite nuti po co adatti a se rvire in gue rra: «f. .. l et fin ho ra s i pe nsa che li miliziotti] .:-.i:i no co ndotti da Capitani d e lle proprie Bande , che se ne rito rneranno alla I< >r reside n za, e t sube ntrera nno ne l comando i Capitani scelti da S.A. dalla nota che mandai hie ri all'A.V. l. .. J... HIJ Ma i ris ul tati no n a rrivarono sub ito , t·cl anco ra nel m arzo 1643 l'unica compagnia e fficiente del 'l'e rzo d e l Maestro d i Ca mpo Tommaso del Maestro, compos to d ' uomini delle 11ande, l ·r ;1 q ue lla cli C:astiglion Fiorentino, comandata e d addestrata dal capitano lc desco Rute r. 8 1 Tra l'altro, a ques to punto e ra stato imposto un siste ma 11 niforme pe r esercita re i soldati, Hz un vantaggio no n da p oco nel caso in cui ci fosse stato eia mette re insieme in breve te m po un esercito a tto al co mbattime nto, cosa che no n e ra p ossibile se le p rocedure e rano diverse pe r og ni com a nda nte di Banda, libe ro di s pe rime ntare tutte le «bi7.7.arri e militari• c he più lo aggraclavano. 8 ·1
1. La dis tin zio ne tra i "descritti" e d i profe ssio nis ti in a pparenza e ra d1 iara: i primi e rano miliziotti , che prestavano se rvizio occasio nalmente in ca mbio di cert i privilegi, me ntre i secondi servivan o a te mpo pie no in ca mbio cli uno stipendio fisso. TI proble ma e ra ch e in certi casi non esis teva una chiara linea d ivisoria tra la milizia e d i so ldati di profession e , n el se nso che l'a rruola mento in certi corpi avveniva attraverso la "d escrizio ne ", come per tutti i co mpo ne nti de lle Ba nde, ma i soldati in que stion e ve niyano poi considerati degli stipe ndiati in tutto e p e r tutto . Il caso tip ico e ra quello della cavalleria "dello stato ". Nomina lme nte questa faceva -., ASF, M f', 2356, rC'g . n. 5 "Visita delle Band e de l Se r.mo ( ~ran l)uca", cit. ASl·, MM, 597, ins . 1, ··v isirn delle Ba nclC' d i Marc mm:1", cit. 00 ASF, M f', 5399, ( Alessa ndro Nom i a Mallias de ' Medici 1164 1), cil.), c. 385r. " ASF, M f', 2422, ( Filippo Pando lfìni ad Ale ssandro Nomi. 18 m,u-Lo I 6/i3), c.n .n. " CJ'r. ASF, AD, 25/i , '·Comandi Bre viss imi" ( 164.~), c. n.n. "·' ASF. 1111W, 597, i_ns. I , "Visita de lle Ba nde d i Mare mma ", cil. (•llanda di Chius i,), c.i1.11.
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Niccol,} Caf>JJ<mi
pa lte della milizia, ma fin dal tempo di Cosimo T le corazze e rano state sotto il controllo della Banc a Militare, mentre le carabine, considerate "cavalle rie non pagale" era no continuate a dipendere dai Commissari delle ~ande. Rì La differenza tra le due s pecialità e ra di carattere amministrativo e t~1 ttico, la cavalleria pesante n ecessitando d 'equipaggiarnenti e cavall i più costosi ris petto alle altre truppe montate, pe r cui era necessario che ricevessero un minimo d 'aiuto dalle auto rità centra li , 85 a parte il fatto che i soldati delle corazze finivano p e r essere e quipa rate agli altri militari stipendiati in quanto mobilitate praticame nte a tempo pieno. Questa tendenza nel corso del secolo XVTT avrebbe coinvolto sempre di più anche le carabine, o archibusieri a cava llo , dato che i loro uilkiali erano dei salariati fissi della Banca. R/, Tutto ciò sare bbe durato i'ino alla g uerra di Castro, sebbene i criteri di pagamento rimasero immutati anche dopo ch e la Banca ebbe pe rso il controllo de lla cavalleria pesante. Un'altra ragione p er cui le corazze s i trovavano eq uiparate agli altri professionisti, e ra la loro derivazio ne daUe unità di "Gen d 'Arme", dette anche "lande", o "cavalli ", che sopravvivevano ancora all 'inizio del regno d e l quinto grandu ca in varie zone della Toscana, 87 anche se la specialità era considerala «inutile e s uperflua» e che p er quanto riguarda il reparto di stanza a Siena produceva un aggravio per le casse granducali cli D . 5.656. "" Ma in q uesto caso la compagnia di cavalli ~1vcva un va lore politico, in quanto serviva ad impiegare una pa,te dell'aristocrazia senese , e quando nel 1626 ci fu la quali totale abolizio ne delle "lancie", i membri elci reparto di Siena continuarono ad essere stipe ndiati pe r il resto della vita , "" com'era già successo con gli "avvantaggiati" di Pitigliano, cldìniti nel 1624 «[.. .] be ne meriti quando s'ottenne la detta Contea, che vanno mancando a poco a poco di tren ta o più che erano, senza c rescerne di nuovo alcuno». ')() Q uesto era dovuto non solo al fatto che le "lancie " avevano p e rso la loro impottanza militare, ma anche pe rché i repa1ti di "Ge n d 'Armi" rappresentavano un one re fina nziario no n indifferente per l'amministrazione granducale, che nel caso degli uomini d 'arme senesi gra vava in modo pesante sulla città: nel 1638, i Quattro Conseroatori di Siena e rano ancora de bitori di D. 1.833, ,f, 2, s. 6, d. 8, ricevuti nel 162 1 dalla D eposite ria Gen erale di Fire nze p er il paga"' ASF, MM. .170, ins. 10, segn. 51 , (Lista dei rescrilli circa la cavalle ria , s.d. , ma 162 1), c. n.n . "' Cfr. Frn~FT1·1 , !.'orga nizzaz ione militare i11 'J'oscu11a, cit. 2, p. 148. ~. Cfr. Capitoli ,, T'riuilr!gii della Miliz ia Et/lll'Sfre. r[forrnuli µer ordine del Serenis. Ferdi11a11do ll, Gmn Duca di 'foscana. l'anno 7632, Firenze. ne lla s tamperia de' Senaarte lli, 1632, pp. 7-24. ' ASI', MM. 597, ins. I, rcg. "Ruo lo d i ru rti i C;, pitani", cit., p . 31. "' ASF, Ml-', 1820, (No la <lei pagamenti <le i Collatera li, s.d. , ma 162 1- 1621), c.n.n. Cfr. ASF, 11-'/111, 370. ins. 10. segn. 53, (Memoriale di Antonio Simoni, e Fil ippo Pandolfin i f 16211,), c.n.n. "' ASF, ll1I', 2331, ·'No ta de Privilegi che fu mo d ichiar-.iti rcst:1rc al le Coranc licen ziate. come per rcscrilto del ·19 Luglio 1626", c. 490r. l ui, ( .Motuproprio di Ferd inando ll , 19 lug lio 16/41, circa i privi lcgi <i<'i soldati a c;1v;illo), c. 1061,v . Cfr. ASF, ~~ 56-72. •· ASI', M_M, 597, i1ts. 1, reg. "Ruolo di tutti i C1p1tan , ·, c ,1. , p. L/4. All'e poca , gli "avvantaggiati" in qut'stione erano rirnasti in nove.
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111L·nto della cavalleria cittadina . l funzio nari senesisperavan o di rote r rip ag: 1re in rate d i /J. 182, J, 1 l'anno, e di fro nte al rifiuto dei Sindaci si appel1. ,rono al g randuca ottenend o di versare un acconto d i 500 scu di. "1 r1 costo necessario per l'equipaggiame nto e la monta (circa 60 scudi, st· n:t.a contare le spese necessarie per il suo ma n ten imento), ·n aveva limi1. 11< > la militanza nei gendarmi alle pe rson e con delle discrete dispo nihili 1.1 finan '.l.iarie; rna anche la s pesa necessaria per se1vire come corazza non 1'l':1 da p oco, solo le persone più abbienti d i una ce1ta comunità p ote ndosvi< > penneltere, e comprensibilme nte il granduca cercava per q ua nto p ossil >i le cli sfruttare le risorse d elle persone abbie nti che decidevano di p rcs1:1re servizio nel la cava lleria pesante delle bande. In u na lista del 16'15, 1ig uarda n l<.: potenziali corazze p roven ie nti da varie località della l\ brcrnrna , sono ann otate in d ettaglio le p ossibi lità econo miche d i vcnti11<ive uom ini, d a i diciotto a i trenta due anni , che andava no da un massimo 1li 50.000 scudi ad un minimo di 5.000. 9·1 Che questo non fosse semp lice11K· nte un atteggiamento occasio na le è d imostrato dal fatto che q uando nel I ( l i5 d ue corazze d i Pistoia furono d ichiarate inabili a l servizio per ma lati ie cron iche , uno dei soldati fu definito come •poco abile al buo n servitio» .1111..- hc p erché «meschino, e povero di persona , e di roba». 9 ' ll11a sto ria , i1 11ilc riguardò nel 1669 la compagnia di corazze di Moltalcino, mo lti dei suoi rne rnb ri così poveri che avevano d ifficoltà •a poter te ne re u n g ri llo 11 rn1 che un cavallo atto al servitio», p e r cui si p ropose d i sostitui rli con 111 J111i ni de lla locale Banda «attivi alla Cavalle ria eL che possan() te nc n: due 1 ·;1valli». 'n Un alteggiamento del gene re , p e r quanto d u ro ci possa app arire, aveva 1111a sua g iustificazion e pratica. Le corazze delle Bande in teoria dovevano 1 ·ssere dotate di un'armatura completa, più la s pada e le pisto le , e, come le cara bine, tene re anche un a ltro cavallo , o «ronzino buono», con sella e fini111enti per po1tare, «bisognando», un soldato di fanteria , o ltre a l garzone che .1vevano al seguito. 'l<, La sp esa pe r tutto ciò p o teva aggirarsi into rno ai cento .sl·udi, considerando che ne l 1(>43 un cavallo d iscreto da corazza poteva 1·ostarne una trenti na, ed uno me no buo no da n . 18 fino a D. 21; 97 ino ltre, 1111'armatura cli mu nizio ne comple ta aveva un prezzo di circa 16 scudi, 111entre le pistole arrivavano a n. 15, J,. :5 il paio, anche se dopo la gu erra "' ASI', .5.)~ 6 1 ,
11.
485, (Supplica <lei ()uallro Conserva1ori J i Siena a Fe rd inando Il , .~O luglio 1638).
, n.n .
"' ASF, SS, 60, n. 211. (Supplica di O limpio Cenni e Francesco Tinosi, 26 novembre 1635), c .n.n.
'" 13NCF. re.; 207, 'Giov ani che sono in Man:1111na di Siena, 4uali possono tenere per Corazza scn 7.a 111,·o mmodo'' ( 1645), c. 25rv. Li stessa lista si trova anche in : ASF. Ml-'. 5715, c. 592r. .., ASF, MP, 2330, (Copia di lcrr<'ra ai 1.oll:11erali, 28 maggio 1G·i5), c. 28r. '" ASF, Ml~ 2368, (Carlo Cecclwtri a Ferdinando Bardi , 26 m:tggio t.GG9, da Momalcino). t'.tl . n. ·•· Cfr. Ca/}iloli e Prillilegii della Miliz ia Fquestre, c it. , pp. 7- 15, 17- 18 . ., ASF, cc;, 726, (Nota <li prezzi <lei cavalli, 14 dicembre 164.'3), c.n .n. In questo c:tsn molti (ki cav,d 11 e.Tano di l,a:,,;."i;1 q11;ili1,ì , v isto clic di n1t'c.lia, incluse le .~elle ed i foraggi, cost:iv..1110 in ,nedi.1 [J. 22. .I. 2, s i. 3.
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Niccolò Ca/J/Hmi
di Castro la riduzione d'alcuni pezzi e l'accorciamento delle canne dei "te rzaro li " fece calare il prezzo a D . 12 e 14, rispettivamente. 98 Infine, qualche altra spesa era n ecessaria per l'equipaggiame n-to d e l cavallo, con 1c briglie e le staffe che costavano circa uno scudo; ?? ma va sottolineato che tutto questo non era che il costo minimo per poters i equipaggiare, i manufalli cd i ca valli di qualità superiore alla norma avendo costi ben più elevati, e non accessibili per chi avesse avuto come soldi solo la provvisio ne <.li D . 3 il mese che la Banca Militare pagava alle corazze. 100 Co nside ralo ciò, era naturale che le p e rsone di un certo celo optassero pe r la cavalleria pesante, cons ide rata più prestigiosa delle carabine, per non parlare della fanteria: nel 1645, il cap ita no Matte o Ghirlandi si lamentò che la co mpagnia di archibusie ri de lla Maremma era ridotta a mal partito rispetto a sedici anni prima, quando e ra •fortissima di soldati be nestanti, e be ne nati, mediante che havevano gl'Uftìciali della medes ima qualità•; la causa, secondo il Ghirlandi , era un te ne nte , •pe rson a vilissima e di cattive maniere•, che aveva provocato l'allo ntaname nto degli deme nti migliori, per cui ne p ropon eva di cassarlo e promuovere invece la cornetta, che provene ndo da Massa Marittima poteva avere presa sui suo i concittadini per eventua li arruolamenti futuri. 10 1 La risp osta de lle a uLoriLà ce ntrali fu ch e «no n essendo state le Compag nie non pagate rie carahinel sotto la cura della Banca •, in manca nza de i ruoli non e ra possibile da r<:' giudi7.i s ulla stoffa d ei soldati, o degli ufficiali, o del tene nte : poteva a nc he darsi che la qualità degli uomini fosse calata, ma questo e ra da imputa rs i soprattutto alla nuova compagn ia di Corazze de lla Maremma, c he aveva assorbito gli ele menti locali migliori. Tirando una stoccata a l Ghirla ndi , l'autore de lla ris posta sente nziò che s iccom e non vi era rep arto che non avesse le sue «difficultà» e «disordini• spesso le relazioni de i Capitani e rano solo il frullo di «private passioni». 102 Il Ghirlandi , e vidente me nte , s i sentiva un pe rseguitato, visto c he tre anni do p o si rese protagonist,1 di un litigio pubblico con il dep ositario della sua compagnia, da lui accusalo di s ubo rnare i soldati della Banda d i Sansepo lcro p e rché rifiutassero di passare lra gli archibusie ri a cavall o. '0 -' Ma è cen o che veniva data più importa nza alla cavalleria pesante c he non a q u e lla leggera, se non altro pe r la difficoltà di trovare le pe rsone con sufficienti m ezzi p er poters i p e nne lte re l'equipaggiame nto e le armi . Dato che Sansep o lcro e ra una città di una certa prosperità e con un proprio ceto "" ASF,
~l'l·;
1951, i ns. 410, n. 402, (C.iov:1nn i de· Ml'did a Dom enic o l'andullìui, 12 m aggio 1646).
c.n.n.
'" /\SF, ALJ, 25 /4, ( Nola di spesa e della forza della eomp:1gn ia del <.ardin:d C 1rln de' Medici. s .d . m:1 16{3), c.n .n. ••• /\SF, Ml'. 233 1, "Sunto de' Roli della 13:mca di S.A.s'' (1635), cii., c. 323rv. "'' ASF, Ml', 2357, (Considl'razio ni del Capitano Ghirlandi, fehb1~1io 1645), c.11 . 11. "" lvi, (Rispost!I , d i Filippo Pandolfini. alla precedente. 10 febbraio 164'i), c.n.n. "" llNCE P(.; 206, (C irobmo C11:1nc,·si ,id Alt"ss,rndrn ,hl rlorm , 'i f,-.1,l,r:,io ]648, d:i S:insepolcro). e .e . .355rv L' 358r.
Bande e potere militare nella Toscana del XVJJ secolo
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110l>iliare, pe r il Ghirlandi era g ià difficile con vincere i cittadini abbie nti ad vnlrare nelle cuabinc, q uando c'eran o a dis posizione le più prestigiose t·o razze di Arez'.l.o o Monta lc ino, e l'ultima cosa di cui aveva bisogno e ra 1111 de positario che gli mettesse i bastoni tra le ruote . La "nuova compagnia" di corazze de lla Maremma s uppliva alla carenza d i truppe montate nello Stato Nuovo, conseguenza dell'estinzione elci corpo de i "G en d 'Armi" di Sie na; ma nel corso d el secolo XVII ci fu comu nque un aume nto del nume ro de lle unità di cavalleria in Toscana. All'ini zio del regno di Ferdinando 11, eran o nove i reparti montati gestiti interamenlv dalla Banca Militare, inclusa la guardia granducale, mentre nel 1633 si vrano ridotti ad otto, più sette compag nie d i carabine d ella milizia. "}i ·1·uttavia , in seguito alle crisi politico-milita ri che sconvolsero l'Italia d al I <>25 in p oi, ci fu un graduale a umento del numero delle compagnie e d elle 1n 1ppe equestri; ad esempio, nel 1639 si attivò il primo dei re parti di coraz1.L' della Maremma, forte di sessanta uomini «be n m o ntati», mentre nel ma rzo successivo si ordin ò di aumentare a cento g li e ffe ttivi delle a ltre 1 ·< > mpagnie dello stesso tipo. Dopo un primo scioglime nto di breve dura1. 1, il re pa rt o fu ricostituito nel 1645, anche se inizialmente ci furono dei proble mi per trovare gli uomini sufficie11ti. Secon do il ca pitano Francesco M:tria Fo1teguerri il g randuca aveva p roibito d i "descrivere" «dollori, né'. stu<ll·nti , né cittadini», un argomento c he Alessandro da l Borro no n esitò a d('fi nire specioso, conside rato che anche le unità di carabine reclutavano 1r:1 le p e rsone benestanti delle città , «seni.a scrupo lo veruno , si ch e mi pare ('he tanto più possano descri vere per corazza, e rnassime in Maremma». w<'> J(r,
5. Ourante la prima fase del regno cli Fe rdina ndo TT la forza de lla cavalil"ria suhì un au mento consiste nte rispetto all 'epoca cli suo padre, passando dai 529 uo m ini divisi in nove compagnie del 1611 , a i dai circa 1.300 effettivi e dodic i compagnie del 1633, 107 l' incremento dovuto soprattutto dalla s< istituzio ne de lle un ità di "lance" con re parti di curan.e, no nché dalla creai.ione di nuovi repa1ti di archibusie ri montati. 100 Con lo scoppio della guerr:1 d i Castro c i fu un impe nnala della quantità elc i soldati a cavallo, con un 1nassimo assoluto di o ltre 3.800 n el 1644, 109 nonché un costante a umento "" ASF, MM. 570, ins. 40, M:gn . 50. '· Ruolo cki J'rovvis ionari della Banca", cii. , e .e. lr-2v. /\S F, MP, .!.H l , "Sumo <le' H.oli della !3anca di S.A.S" ( 1633), e it. , e .e. 3 16 r-326r. "' /\SF. SN ·: 1928, ins. /40, n. 79 , (Gregorio r agni n i :1d Antonio Simoni , !1•i, ins. 269, 11. 192. (Ordine di Anto nio Sim oni, 3 marzo 1640), c.11.n.
n
d icembre 1639), c.n .n.
"'· ASI·; MP, 5/405, (Alessandro dal Borro a Mallias <le' Medici. 12 febbrai o 16/45), c. 5 15r. "" ASF. M.M, 370, ins. 40, segn. 52, "Ris trello della Llanca fa tto ,11 p rimo d iccmhre 16 1 I'', e. e. n .n . /\SF. MP, 233 1, "S11nto d<•' Roli della Ua nca " (1633), cit., e.e. 322v-32-iv. C.fr. /\SF, !Ncaso/i (JJt4i, 'i l , Liscio IV, fasectlo I, n. 22 "Liste di forze annate form anti le v;iric compagnie del Cranducato d i losca11:1 ncl secolo XVW (l6j0-164J), e.e. n.n. "" Cfr. ASF, MP, 2551, (Hescrillo di Fe rdinando Il , s.d. ma 1629 . I.a conlrofinna è d i Lorenzo I !~imbardi), e.e. 11 51-- I 14r. "" ASF. Mf'. 2.'B I , "Nola delle spese della l kuJCa'' ( 164/i), e.e. 309r-3 10v.
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Niccol<ì Gapponi
del numero delle unità equestri: nel luglio 1643 .l'armata g randucale nel sud della Toscana poteva contare su 24 compagnie, di cui la metà proveniente dalle Bande. 11 0 L'anno s uccessivo i re parti di cavalle ria della milizia e rano saliti a ventiquattro, le compagnie di corazze contando in teoria cento effettivi ciascuna, e quelle di carabine hcn duecento; in più c'erano i cinquantasei soldati degli archibusieri a cavallo di Livorno e cli Hosignano, il tutto p er un costo me nsile cli 2.919 scudi. 111 L'aumento d ei repa,ti equestri continuò anche dopo la !ìrrna della pace ne lla primavera del 16/i/i, visto che nel settembre successivo si comandò cli formare «altre Compagnie d'Archihusieri a Cavallo, e t d'accrescersi il nume ro dc soldati di quelle che già sono in piedi•, equipaggiando tutti gli uomini c on «petto, schie na e borgognotta•; la distribuzione di armature ed armi riguardò anche la nuova compagnia di corazze di Pistoia, «come ancora per li soldati ch e s i aggiungeranno a ll 'a ltre già erette». 11 2 11 ris ultato fu che nel 1645 c'erano ancora ben 37 compagnie montate sul libro paga del granduca, di cui sedici toscane, ollo italiane, c inque tedesche e otto di dragoni di na:.,:ionalità mista, per un totale di 1.61 5 u omini; e questo dopo quasi tre anni di campagne ccl il licenziamento di gran pa1te elci soldati per la fine della guerra. "' A causa dei costi elevati, non appena fu possil iile s i proced e tte ad una radica le riorganiaazione de i reparti equestri: o ltre a licen:.,:iare le unit;ì straniere, ventisei compagn ie toscane delle varie specialit::ì furono aggregate fra loro in modo da rica varne cinque di coran.e. 11 1 Allo stesso tempo si progettò di sciogliere l'unità cli cava lleria pesank: della Maremma e clistrihuire i s uoi uomini tra le locali compagnie di carabine , non solo pe r la mancanza in loco di cavalli adatti per le corazze, ma anche pe rc hé la com pagnia era «dis persa in ta nti parti che con difficoltà s i può mette re insieme•. 115 (Appendice 6). Quest:1 s ituazione durò poco, in quanto le nuove eme rgenze che segui rono la g ue rra di Castro costrinsero le autorità toscane ad una nuova espans ione de lla cavalle ria clcllc Bande: nel 16-18 solo ne llo Stato Nuovo si contavano sei re parti montali , uno di corazze e cinque di arch ibu sieri, p er un to tale, tra ufficiali e s o ldati, di 552 uo mini. 116 0 " HI.YUNH , Gen. Mss. 109, .SjJine/li, 3 11 , fld. 'i60'i, .. Rist rc-11 0 di tuttu l'esercito a pag:1 intera il mese" (24 l11g lin J6i3), c.1 1.11. "' ASF, Ml'. 2:131, ·'Nola delle spese' <klla Banca", cil., (]644), e .e-. .309r-310v, 31Lr. " ' ASI~ SFh~ 1928, ins. 32, (Ord ine d e l Scgrc-rnrio Ales.sandro Nomi, 7 sc11c mhrt' 16'1 4), c.n.n. "-' BNCJ·: P C; 207, (Varie lis te dei reparti d i cavalkrb 116/i'iJ), e.e. 240r-283r. i rqxuti "na zionali··, sia d'archibusieri che d i conJ ZZe, avevano una forza di qui1ranta uu1nini ciasnino contro i cenlu lt><>rici delle altre unil:1. Considc r:indo che la forza ipote tica di tutta la cavalle ria sarchhc- dovuta ammo nta re- a 2.710 e ffe llivi, i rcpa1ti mo ntati al servizio d el gr-~ nd uca avevano a ,u.:ora il 59'¼, degli effe ttivi, un totale non dìsprezzabik .. 1
"' BNC:F, f'C: 207. (Alessandro ct,,1 c:lorro a Ferdinando 11 , 27 giugno ·164'i), c. 367rv. //>i, (Prug1:11nma d i riorganizzazione della c:1v:1llcri.i , 116'1 5 16461, cii. ), e .e . 369r-1I1r. " ' ASF, Ml', 2355, ·'Motu Proprio d i S.A .S." ( 16'11), c. 98r. ASI\ M l', 2357. "Note su Corazze", (s.d . ma 1644), c.n .n. "'· ASI', Ml: 2330, ·' Ris tretto I .. J d dk- T, uppe deUa C:1vallcri:1 d i M:ircmma di Sie na e di Monta lcmo, e Sinalunga , 1'~11110 1648", c.n.n.
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Rande e potere militare nella Toscana del XVII secolo -
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Ma con il progredire del secolo d iminuirono le unità a cava llo inte ramenstipendia te dalla Banca Milita re, me ntre il numero totale dei re p a rti cquestri rimase p ili o m eno lo stesso rispetto all'ini:ào d el regno cli 1:erdinando II, ta nt'è che nel 1684, le compagnie di corazze erano solta n10 quattro, contro undici d i carabine. 11 7 La cosa è s piegab ile con il progressivo abbandono dell'armatura da parte della cavalleria pesante, cosa che non gius tifica va pili la sp esa pe r il s uo man tenimento, tant'è che all 'inizio del secolo XVIII erano scomparse le unità "n azionali " pagate, pur riman endo s ulla carta la distinzione tra corazze ed a rchibusieri. 118 Ciò de tto, è anche vero che il governo gra nduca le p restava attenzion e a ll 'evoluzione che stava avvenendo al livello europeo nel campo delle tru ppe montate . Segue ndo l'esempio d i altri eserciti e uropei dell'e poca , tra le varie co mpagnie equestri arruo late d urante la guerra di Castro figuravano ancl1e alcune di dragoni, che s i resero utili in più occasioni dura nte il conflitto, dimostrand o di possed ere un indubbio valore dal punto cli vista tatti co, 11 9 e d alla fine de lla g ue rra cc n 'erano otto compagnie, organizzate in un reggime nto ad huc, p e r la maggio r p a n e comandate da s tranieri, tra cui un capitano inglese. 110 Non c'è dubbio che le unità di fanteria montata o ltramontane fossero cons iderate le mig liori, tant't: che quando la Toscana fu costretta ad e ffettuare una nuova mobilitazione al tempo della cris i de llo Stato d ei Pres idi, s'incaricò il colo nnello te desco Mesne r cli reclutare due compagnie di d ragoni di cento uomini l'una. 12 1 Benc hé i dragoni fossero una sp ecialità d 'orig ine o ltramo ntana , l'idea di mettere dei fa nti a cavallo non era nuova in Toscana , essendo la cosa già prevista ne i regolame nti de lla milizia montata prima de lla guerra d i Castro, w e d anche d opo quest'ultimo conflillo i ranghi dei dragoni furono sp esso colmali col trasfe rime nto d i uomini da unità delle 13ande : ne l 1648 u·edici soldati di stanza a Prato fu rono smistati tra i reparti di corazze o d i fanteria montata «secondo che saranno giudicati abili». w Che i clr,1goni fossero 1ite nuti più affile
117 Cfr. ASF, MP, 2356, reg. n. 2, "Ruolo di rurti gli ufficiali in piedi", ciL. Le 4uattro compag n ie di corazze c r,mo Pisa, Pisto ia, Montalcino e M,1re mma. 11' ASF, MP, 2360-<1, "Ristretto de' Presid i, Fo rtezze, Compag nie <li Cavalli, Bande", cit .. 11'> Cfr. a d esem p io: ASF, MM, 124, ins. 14, "T storia <le lla Guerrn Barberina" (1641), cit., e.e. 3v, 7r,
Hr.
,., BNCF, PC, 207, (Specchio dei fuggitivi delle compagnie di dragoni [16451), e .e. 240r-241r. Cfr. ASF, Manoscritti, n. 135, S1-:1T1MANN1, Viario, lX, c. 422v. "' ASF, MP, 166, (C.iovan Uattista Gondi a l Colonne llo Mesner, 20 aprile 1647), c. 58r. Tuuavia non bisogna pensare c he questo volesse dire che fossero una specialità esclusivamente forestiera: nel 1645, l'un itiì. del c.-apitano Montagnia contava 22 uomini, esclusi g li ufficiali, di c ui 15 (68%) provenivano dal g randuca to, ed i rimanenti da tutta l'Eu ropa, dalla Corsica fino alla Polo nia; a ltri ventiquattro sudditi del "Serenissimo" avevano dise rtato. RNCF, Pr,; 207, "Soldati eflenivi in Monte Pu lciano della Co mpa gnia del Capitano Montagnia", c. 220rv. "' Cfr. Capitoli e I'rivilegii della Miliz ia &juestre, ciL. , p. 13. "-' ASF, MP, 2330, (To mmaso Sf)inelli a Domenico Pando lfini, 13 fe bbraio 1648), c. 77vv. Cfr. AClli', VI ( A). Capilarw Vincenz io Capponi, n. 4, "Ruo lo del Sig. Ca pitan o Vince nzio Cappo ni" cit., c.n. n. ,Capornle Benedetto d 'Andrea di Francesco da C:astelfr<1nco, p assato Dragone a 13 giugno 1643•.
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Niccol<> Capponi
ni alle truppe a piedi che non a que lle a cavallo , è confe rmato dal fatto che durante la guerra cli Castro 4uelli tosc.ani reclutati dai ranghi della milizia ticevettero «Santambarchi , Calzeroni, et scarpe, come si è fallo a lli Te r7.i d'Tnfante ria•. 111 De l resto, il loro ruo lo tc'lttico era mo lto simile a que llo delle truppe appie date, con la differe nza , he pote vano conta re su di una mobilità cd una concentra7.ione di fuoco più elevala; 12' questo permetteva di ulilizzarli per compiti di avanscope rta, un ruolo che li aveva ponati a lla ribalta durante il conflitto dei Trent'Anni e che avrebbe giocato un una patte importa nte anche durante le operazion i militari de lla guerra contro i Barbe rini. 1.'6 l re pa1ti di i fanti a cavallo scomparvero dopo la seconda crisi d i Castro (1619), e non è chiara la ragio ne pe r c ui no n divennero pa1te de ll 'ordiname nto militare toscano, no nosta nte la lo ro comprovata utilità. È p ossibile si rite nesse più con venie nte creare de lle unità di tale tipo solo quando necessario, utilizzando il cavall o di scorta de lle carabine, che in questo senso avevano i medesimi o bblighi d e lle corazze. w Ma in tempo di gue rra ciò poteva avere de gli effetti negativi sulla ca pacità o pe rativa degli ard1ibusie ri: nel ge nnaio 1(,lili, fu necessario rimo ntarne mo lti , d ato che aveva no dato il loro cava llo •pe r servitio dc Dragoni•. i.lll A ciuesto proposito , il Duca di Rohan, che di queste cose se ne inte ndeva, non avrebbe esitato ad affe rmare che il dragon i •rovina va no la ra nteria, d ato che ogni uo mo d esiderava avere un cavallo per p ote r rubare e saccheggia re meglio•, e pe r questo motivo •i moschettie ri a cavallo, o dragoni », e rano stati •in un certo modo• messi d a parte. ii-i Nel caso toscano, no n è ..1zzarcl.c1to ipotizzare che presen7.a dei rcp~uti d i carabine abbia fatto venire meno la necessità de i fanti mo nta li, che g ià ne l 1625 erano definiti «i s uccessori d e ll a cavalle ria leggera •; ' ~' invece, nell 'esercito g rand ucale avvenne l'inverso, le carabine assumendo sempre di più il ruo lo de i drago ni, ' " ASF, MP, 2330. (Co r ia di ord ine dd Segrc 1:1rio Ak,,,,andro Nomi, IO gcnm1iu 1644). c. 186v. '" Cfr. N. H11RT, Mili/arie /11strttc tio11s, ur /be Souldi<'r lrietl, .far /be 1,se, o.f the nraf!.OII, bei11g a pa,1 of Cal'alrie, .for jìe ri11µ,s, u n borshack, as tbe I larq11eb11siP1; (",. m 1fuole, us h t.fa1111y , ne1y neu·ssary Jor su cb ,.,s desier lo fi<' s/11dio11s in tbe 111a;'<' nf /be Ari MiliWrie, ,,te., Londun ., s.e., 1644. ,., ASF, MM, 124 , ins. 1/4, " Istori a d<'lla Gucn: 1 Barlierina", ci1., c. 7 r. •S.t\ . lii princ i[X' M ,1ttiasJ rL....:e :iv:inzare 300 DrJgon i sono il comando del colonnello t\da111i pe r :111:icca re Pa~signano I. .. J•• l'cr quanto riguarda l'i u 1piego tall icn dei drngoni nelle gue1Te di Germa nia, cfr. ad es1;111pio: W. WAT ~ , 77J<' Sul('disb ll'llelli;.:c:1n:e1: <:0111pl<'al: a/1 4 parls wilb tbl' nisciplilll'. Conlai11i n[!. tb,, bisto rie oftbal 11iclo rio11s king: from /be ti111e of bisf ìr~, la11di11g in Germa11ie, 1111/il/ tbe day~( b is dealh , nl /be Jilmuu s hanIP of Lu/ze n , etc., l.ondon, For ath . H11nc r & N. Bu urne, 16}4, voi. I, p. 103; voi. lii, p. 83. ' " Cfr. <:apitoli e Privifegii della Milizia E,1m·stre, cii., r r . I .~ 1/4 . •~ ASF, M/>, 2355, (Nota della Scgr<'ICri,t d i Guemr, gennaio 161/4), c. Tl.r. ' '' 11. 1)1 e Il~: RoHAN, 11H: Com/1/e/e <:aptai11, 01: un /lhhridgl'm<'III Qf Cesars 111an·i'5, 111ith obsenl{./tiom 11/x 111 tbe m : togetbe r 111itb a cullect io n ,if th(' o rd<'I" r:.! ( tbe Militia nf the Aucù:nls; a nd a pa1tic 11far '/i"erttis,• u/ lll(Jdl·rn wm· .. . Hnglisbed by }fohn /. r./cniso} ( ti tolo original e': le Pm:fuit Capitai11e, !';iris 1656), C:1 111hridg<:, Roger D an id, 16/40, p. 110. In C'ffcni, dopo l 'assed i o dC' u, RocheUe i dragoni vcn nero .1boli1i P<'' un ce1to numC'ro di ,11111i, riappar<'ndo solo nel 1635. Cfr. N. O ANSKIN, '/1Je Frencb Army i11 tbe '/11it~J1 l ,•,11:-. \11/m; To nh ridgc, Pike & Shol Socicty, 1995, p. 41. Per (lllantn riguarda il D uca di Roh:111 , cfr. J. A. Ci.AllKE, H 11gue110/ Warrior: 711<' Lifi' all{/ Hmes o/ Hi'n r i de Nobu11, 1579- /(,38, TI1e H:1g11l', M . N i jho ff, 1966.
Hande e potere militare nella Toscana del X Vii secolo
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anche perché finirono per avere lo stesso equipaggia mento cli quest'ullimi. '5 ' l fanti a cavallo sarebbero ricomparsi solo durante il regno di Cosimo I ll, il corpo di s pedizion e toscano inviato in Morea negli anni 1681-1687 avendo in forza un reggimento di d ragoni professionisti. 151 6. Come si è già visto, la maggiora nza della cavalleria toscana in tempo di pace era composta da compagnie d 'archihusieri, le quali, come per le coraz1.e, era previsto che dovessero essere fatte d i «persone commode a tener buon Cavallo». i,1:1 Tuttavia, non dovevano essere molti gli individui del genere, cons iderata la scarsa percentuale delle trnppe montate della milizia, il 31% circa , rispello ai fanti; ma come sempre, questi numeri n on hanno un valore assoluto, dato che la presenza cli carabine poteva essere maggiore o minore in una determinata Banda, a seconda della zona di reclutamento: nel 1645 i descritti della podesteria di Montevarchi erano in tutto 2.222, di cui 2.032 a piedi e 190 a cavallo (8,5%), 114 spiegabile con la relativa prospetità goduta dai popoli del Valda rno superiore. Comunque, e ra pur sempre vero c he per trovare un nume ro sufficiente di uomini con abbastanza denari p er servire nelle truppe montate erano necessarie delle circoscrizioni di reclutamento piullosto ampie, e la podeste,ia del Valdarno comprendeva anche le /egbedi Cintoia , della Val di (-;reve e del Chianti. 11' l 204 uomini che dal 1629 :ti 1636 transitarono nei ruoli delle Carabine cli Vald ichiana provenivano da q uallordici località diverse, incluse Arezzo, Cortona , Castiglio ne, Lucigna no, Sinalunga, e Turrita di Siena. ,3(, Infine, nel 1621 lc compagnie di carabine di l{osignano, Volterra e Massa Marittima conta vano 427 uomini, ma le loro aree d i leva includevano quelle di diciassette Bande to talizzanti 14.781 soldati a piedi, cioè un rappo,to di circa 31,5 fanti per ciascun cavaliere. '37 In te oria l'equipaggiamento degli archibusieri secondo i regolame nti del 1632 sarebbe dovuto cons iste re in «buona sella , briglia e staffe di ferro, e '"' C. MAKKIIAM, The souldiers accidence. Or An inlro<iucliu11 inlu mililtlry discipline, conlaining tlll'firsl µrinciples u11d 11ecexmry knowledge me,?le jòr captaines, 111usrer-rru.t.ster,, u11d ali young souldiers of the i11(u11lric. ur.fuule bandes. A/so, the caual/arie orformes of traynin{!, è!! bun;e-troopes ... ,
r-
1,.,ndo n, I. D. for Julrn 13dlarnie, 162'i, 42 111 Cfr. a questo proposito: K WAIID, Animud11ersions o(wan-e; m; a mili/arie rr,a{!,az ine oftbe tmesi m les, and ab/es/ ù 1stm ctiom~ for ibe muntt,t1,i-ng 'lf' wan-e, etc., l.o ndo n, _John flawson, 1639, p . 295 . 1 :l"rvase Markham soste nev;1 che l'e quipaggiamento dei drago ni doveva consis te re in: ,un elm etto .q>l'1to con g uanciali, c d una buona g iacca di pelle dalle falde ampie-. MAKKIIAM, The souldie rs acci,lc11w, cit. , p. 42. "' Cfr. IlNCF, 1<c; 199, c. 20 1. '-" i\SF, 51ruzzùute, la , IX, n. 3, "Tn q uesta form a s i descrivano a l{uoli i Soldati della Miliz ia del 'wr. 1110 Granduca di Tosc:m a" (1674), c. 71v. '" ASF, MI', 2360, "Podesteria di Montevarch i" ( 1643), e.e. n.n. '" 1-lNC.F, f'C, 207 , "Lista d e luoghi, a dove s i estende la Co mpag nia ckll'A rc hibusieri a Ca vallu del \,,ldarno di Sop r.1 ' (marzo .1615), c. 35h. Le leghe erano de lle su ddivisioni g iuridico-:1111111inis trative cld contado del lo Stato Vecchio, risalenti all'epoc a della l{epuhblica Fio rentina. "' i\SF, Ricuso/i (paj), 5 1, fascio IV, fascetto T, n. "I "Copia del ruolo de gli Archibusic ri " Cavallo .lvlb Compag ni,1 cli Val cli Chiana" (1629-1636), e.e. n.n. "" ASF, MM. 597, ins . l , "Visita de lle Ilande di Maremma', cit., e .e. n .n.
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Niccolò Ca/J/J<mi
altri Arnesi bene in punto», oltre ad un •Archihuso à Ruota, o à fo cilc d ella Cali bra, e lunghezza già ordim1ta nell'Arme ria di S.A., con sue fiasche, fiaschini, palle e polvere»; curiosame nte , ne lle istruzioni non si faceva alcuna me n 7.ione di armature , l'unica prescrizio ne in materia essendo limitala a una «Casacca de l colore della s ua Cornetta», cd a «altre sorte d 'armi, che a lla giornata saranno giudicale, prop orzionate a d e tta Cavalleria», l j/l un cambia mento non da poco ris p e tto alle prescrizioni di un quindicennio prima, quando agli archibus ie ri a cavallo della Romagna e ra stato espressamente ordinato fornirsi di una «Celatina alla Borgognotta». 159 Co nside rati i costi di un completo d 'acciaio, s i può p resumere c he in un mo mento di strettezza e conomica do vuto alla peste degli anni precede nti si preferisse da re ai volontari libc1tiì in materia d 'equipaggiamento, contentandosi che avessero le a rmi e le monte. Ma idealmente un arc hibu siere doveva essere fornito di «p etto, schiena, Cara bina e caschetta », 110 mentre la s pad a era u n'arma talme nte ovvia da essere rara me nte me nz io n ata. Co ll'anda re d el tern po questa dotazione divenne quella standard p e r le carabine, essendo confermata d e finitivamente con i regolamenti de l 1673. 1 11 Naturalme nte l'eq uipaggia mento completo si ritrovava più ne lla te oria che ne lla pratica, ma in tempo di gue rra venivano fatti sfo rzi p e r fornire agli archihu sie ri un armame nto conforme alle usanze vigenti, s pesso utili zzando a questo scop o le scorte delle armerie gra nducali. ',, Comunque, a nche se non d oveva fornirsi d 'armatura, chi s i arruo lava tra le file d e lle carabine doveva essere un uo mo di qua lche mezzo pe r p ote rsi perme ttere il cavallo ed il resto , considerato c he solo la canna d ell'arma individua le costa va due scu d i, compreso il prezzo del traspo 110 dal luogo di fabbrica zione . 113 Questo creò dei p roble mi d o po la gue tTa d i Castro, visto che l'impo-verime nto della Toscana a causa d ella crisi economica rese più difficile trovare p e rsone di qualità disposte a spe nde re p er entrare tra g li a rchibusie ri, quando invece la fante ria delle Bande riceveva gratuita mente le armi e la do tazio ne necessarie, costringendo quind i le auto rità a d accollarsi l'onere di equipaggiare a spese del granduca le unit::ì di cavalle ria leggera. 111 Ciò s ig nificava che i soliti privilegi cli una volta non bastavano più per incentivare le p e rsone ad e ntra re nelle file de lle carabine, qu ando invece nel 1625 e ra no stati sufficie nti p e r la nuova compagnia ' " Gupitoli e l'rivil<'g ii della Miliz ia Hques/r(', cii., p p . 1'5-16. '" Capitoli e l'rivileRi concessi alla nuo11a mili/fa eq11l'slre. o alti Arr.hibusieri a Cauallo della l'mflincia di Romag na dr.I Sc•r.1110 Grun Duca di Toscana , l 'irt:nze, nella Srnmperia cldle rede di Fr:,ncl"sco Tosi, 161!;). '" ASF, MI', 5399, (Luigi dclb To rrL' a Mattias de· Medici, 28 settem bre 1641), c. 3 10r. ''' Cfr. fl1s/m.zzio11e per li deposi/a,·; delle miliz ie delle Rar1de, In Firt:n ze, nella S1:11np. d i S.A.S.. l h75. •·· ASF, Sl-'F, 19 28, ins. 32, (Ordine di Alessandro
'o rni, cil.), c .n .n.
•·• ASF. M8 (g), 33, n . 454, (Nota dei pag:1. 111enti per diverse armi, I lug lio 1626), c.n.n. •·· I\SF, .\Ft·: l ').'l l , ins. 4 10 , n. l')L , (Tommaso d el Maestro e Paolo de· Medici a Ferdinando 11. ge11n:1 io l (,S.1), c.11. 11.
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Rande e potere militare nella Toscana del X Vll secolo
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d i archi bus ieri della Maremma, che reclutava a Massa Marittima, Ci-rosseto l ' Sova na , l'o b bligo di mante nere un «cavallo ronzino» ritenuto vantaggio'>( > per «li faccendieri , persone honorate, originarii, et habitatori del luogo•, in cambio d el diritto di portare p e r tutto lo Stato di Sie na, comprese le cil là, «l'Arc hibuso luongo a ruota, et il te rzaruolo». 105 Questo privilegio e ra t:ilmcnte appe tito, che nel 1628 la compagnia s uddetta era già forte di 151 uomini, me ntre ne lla Banda d i Caste l del Piano stava «serpe n do un disord inc, che molti s i farebbono Archibusieri a Cavallo contro gl'ordini che 146 11011 permettono che vi stiano». Venticinque anni p iù tardi la situazione \' l':l cambiata , n ecessitando non solo cli dare alle carabine il diritto a ll'ard 1ihugio, ma anche fornirglielo a spese dello stato assieme al resto dell'e<1u i paggiamento. Ciò era inevitabile, in q uanto , almeno a questa da ta , gli archibusieri rL·<:l utavano sia ne lle aree urbane che ne lle zone rurali della Toscana, a diflnenza delle corazze che invece potevano contare sui ceti abbienti de lle t·itt:ì: quelle di P istoia recl uta vano anch e a Prato , Pescia e Fucecchio , 117 tulle comunit,ì prospere, e, nel caso delle prime due, con un'agiata aristol razia locale. Ma nonostante tulle le agevolazioni del caso, i1 numero delle t·: 1rabine rimase basso, anche perché rimaneva pur sempre i1 problema del rm ntenimento del cava llo: nel 1666, le Uande del Pisano contavano 13.622 11rn11ini, ma le due compagnie di cavalleria, una di corazze cd un 'altra di t·:ir.i bine, rne llevano insie me solo 177 e ffelti vi, appe na ]'1,3% del to tale, i>cnché i loro ranghi fossero completi all'88,5%. 118 Tullo c iò, in barba al ( ;u aldo Priorato c he d ue anni dopo avrebbe s timato in 6.600 uom ini la rorza d ella cava lleria toscana , contando ventid ue compagnie di corazze e c:1rabine, ognuna di trecento uomini! 11'1 Come sempre succedeva nel caso d ella milizia , la qualità degli archil>usie ri a cavallo varia va secondo chi li comanda va. Nel 1628, Giovanni l~oni così ebbe a conm1entare a proposito d elle due compagnie, •una turd 1ina e t una rossa» (dal colore delle casacche), di Ros ignano e di Volterra: ,[le compagnie] d ovevano essere cli n ° 316 solda ti, ma per essere molti malati, e 51 dc morti ne comparirno solam ente 197, e fumo esercitati prima con spara re a solo a solo e poi in truppa caracollando, et appresso con far ' '' ASF, MM, 474, ins. 19, "O rdi n i e rego l:1menri per la C.ompagni:1 d egli Arc hih11sicri :1 C.:1v:lilo di ~l.1remma" (febbra io 1625), cn .n. ' ~ ASI', MM, '597, ins . 1, "Visita delle !lande di Ma remma", cil, (,!landa d i Massa, e ,!landa di Castel , k l Piano•), cc, n.rL ' '' BNCF, P C.~ 207 . (Lista d elle compagnie cli Corazze, marzo 164'5), e, 363r. Nel 1643, tra g li unì , i:oli d elle Corazze di C01tona solo il capitano, Luigi della Stufa, e d il cavalle,iz7.o, G iorgio Solori da '>H'na , erano d e i pro tè::ss.io nisti: tutti gli altri ven ivano d a Co1tona o Castiglione, il ten ente della comp.1gnia essendo l'~ristocrntico ,orto nese N iccolò L;1parc!l i. ASF, GCS (la), 980, (Huolo clelk Cor,i zzc di ( .orton:1, 1643), e .e . n.n, •~ ASF, MP, 2355. reg. 11 , 7. ( Rassegna ddk Ba11de del Pisano, [1 666)), e,e, li. li. ' ,., G UAI.DO P RIO RATO , Re/atio11e della Cillà di l'ioren:z:a , ciL. pp, 84 8'5
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Nic;w/ò Capponi
loro metter mano albi sp ad a e se q ueste Compagnie fussero ben m onl ate, come hanno liuo mini sufficicnl i si potrian o lo dare. Il Capitano si porta hc ne, ma il cancellie re è ta le, ch e b isogn a star scco con gl'occhi ap erti: se ne contrassegnarono 19 per cassare , e 7 per csicnla re, ht nota dc' quali si mand a a V.A. come di quelli d a rimettersi•. ''"
Più disastrosa a nco ra sare bbe risulta la ne l 1611 la compagnia d i C:arnbine di Sovana del car,ita no Pagnini, ridotta a settanta e ffettivi, «ch e i 20 c h e ci restano così huo mini, come cavalli son in habili r,e r essere i primi inJerrni, e g li altii impote nti•. "' Tuttavia, no n sempre era possibile pre te nde re un'efficie nza al cento pe r cento da r a rte de lla cavalle ria leggera, da to che m o lto s r,esso g li uomin i dovevan o p e nsare al proprio mestiere, pe r cui ,ivcvan o p oco tempo r,e r ac.lc.lestrars i, cosa , tra l'altro, non favorita da l fatto ch e i soldati era no dispers i tra m o lte località distanti tra loro. Nel 1619, i Sergenti Ge n e rali d i llallaglia rife rirono che per quest'ultimo m o tivo g li a rc hi h usie ri a cavallo e rano divisi in tante sezio ni , ch e a volte n o n arriva vano a dicci uo mini, per c ui e ra no sta ti scelti d ei luoghi a prositi per pe rme tte re a i clescrilli di effettuare le riviste e tornarsene a casa la sera; ino ltre, m e ntre in preced e n za e ra slalo u so fa re sci rassegn e l'a n no, adesso invece si facev,1nu Lutti i mesi, il ch e •no n solo cag io na disastro, e s pesa alli solda ti , ma alli u fficiali a ncora c he tutto l'anno son o in viaggio •. '" O sservazio ni simili fu rono falle ne ll'a prile dd 1644 eia c; iovanni Bo mba rdieri circa una no n meglio specificata compagnia di cara bine , c he no n aveva potuto e ffe ttu,u e la rassegna in m o d o adegu ato a ca usa d e l catti vo te mpo, o ltre al fatto c he m o lti uomini usavano la scusa elci loro lavoro d i «p o linaio, cama rling h i, b eccaio e h oste• p e r evita re di venire. D e i p resenti era stata fatta una scelta di novanta n ove uo mini , il capitano deside rando ne ] 1O, an ch e se il Bo mba rdie ri rite ne va c he sare bbe stato nece ssario un numero più c he dor,pio , •c he sempre ne more•, sen za conta re i diciotto •poveri uo m ini che no n possono comr,ra re• arrivali senza cav,il lu ; il capitano aveva o rdinato a i •co mo d i» cli fornirs i di m o nta e n tro quind ici g io rni , e si c hied eva d i prepa ra re le pate nti r,e r i d escrilli , «acciò li p overi soldati n o n ne pa tischi no, e siano mo les tati da lli famig li di G iustiz ia •. " 1 Nonostante che in gene re le carahinc no n fossero p aga te in te mpo cli pace, n o n c 'e ra dubbio ch e per alcune di lo ro l'apparte ne n za alla m ili zia costiruisse un lavo ro quasi a tempo pie n o, tant'è c he ne i ruo li d e lle varie Bande il m estie re di certi è semplicem e nte d ato co1n e: •archi busie re a ASI·; MM. 'i97, ins. I, "\li~ita d e lle 1-bnck di Mare11u11a", cii. (. n,1ncla d i Volterra•), c.n.n. "' ASF, Ml ~ 'i:$99, (Agnolo Maria de lla Snifo a Mallias de" Medici, 11 0 1101,re 164 I , cb Sovana ), <.:. 0
'
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4Yff.
''' ASF, Mt-; 2.$57, (Informativa d<"i Sergenti G.:ner.ili di lia1t,1glia, s.d. 111a 1649), c.n.n. ' " fSNCF, /J(.; 206, (Gio va,mi Bombardieri a Ale:;sandro dal Rom,. 6 aprile 1644), c. I 10r.
Bande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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, .,v:dlo•. ,;., Questo cm parlicolarme nte vero pe r le unit,1 come le Carabine d1 l{osig nano , ch e aveva no il compito di pattugliare il Lra Livorno e \, ,ltcrra, oppure quelle «de lla Scope rta» della città labronica e di Grosseto, 1 I Il' invece dovcv,mo sorvegliare le coste vicine ai loro presidi; in tutti que·.11 c:1si, e almeno fino alla riforma d e l 16/i5, le com pagnie pre poste a ta le ·,, 1 >()<> e rano regola rme nle stipe ndia te dalla llanca Mii ilare. '' ' Nei capito li .!( ·Il:t cavalle ria del 1632 era espressame nte prcvislo che gli archibusieri , I, >Vl'Ssero essere a disposizione d e i «Kettori cli G ius tiz ia• pe r la «p ersecu111 >Ile elci banditi•, e proprio pe r garantire la «comodità e la sicurezza.. dq~li a bita nti d ella Romagna granducale, si e ra proweduto ne l 161 9 a , 1l·:1re la locale compagnia di truppe mo ntate. "7 Ind ubbiame nte , la mag1•.11 >re mobilità d elle Lruppe a cavallo le re ndeva maggiormente adatte ad .1111t:1re i llargelli nei compiti di pubblica sicurezza. ic.i< l'",(,
7. Per tullo il regno di l•erdina ndo Il uno degli sforz i principa li in , .1111po amministrativo fu quello di portare sollo un'unica tute la l'ammini·.t1.11.ione militare, processo che lino al 1650 coincise con il tentativo di 1\ ·11tralizzare il controllo di tutti gli aspelli difens ivi della Toscana. Ciò e ra 1111 1tivato soprattutto da ragioni di e ffic ie nza opcra liva, ma ra ppresentava .11 ,che una risposta alle spinte centri fog he delle comunità soggette, dive' 111te t1 ppare nti durante il regno di Ferdina ndo I; a lo ro volta queste spin 1, · n:mo una rea zione a l riemergere elci vecchi ceti dirige nti fi o re ntini, che 1,, 111ai aveva no assimilato le famiglie "provinciali " portate a Pire nzc da i 111im i granduchi allo scopo di creare un siste ma e d un ceto amministrati,, > dipende nte esclusivame nte dalle loro persone , te ntando di c reare un , , >ntro altare al potere o nnicomprensivo d ella domina nte. ,w Le esigenze d1 ·Ile comunità soggette e rano state in diverse occasio ni riconosciute dai 1:1,1nduchi , portando ne l corso degli anni ad un d ecentramento burocra ti'<,. e d i consegue n za a lle nta to il controllo di Firenze s ulla p e riferia , sernprL' più nelle mani delle amministrazioni locali. "'" Dato che una grossa I u rte d el s istema d ife nsivo medi ceo dipe ndeva, di fatto, d alle comunità , '·• ASF, Ml~ 2:S'ì') , ins. " Primo n,olc110. Prima I >rnrn: 11ica. Seravezza··, cit. e .e. n .n. Ad esempiu, a ',1 1. 1vt·'l.%;1 c 'era un an.:hibusiere a cava llo, cd a C:c... 1Te t,-1 n e figurava n o allri due.
''' Cfr. ASF, Mr; 233 1, ··su11tu de· Roli della Banrn di S.A.s'' ( 1(,3.~). c it., t·.c. 318v-319v, .122v-323v. " Norn dclk spese c.lell:t lla11u·· (1644), cii , c. 3 IOr. ASF, MM. 370. in,. 40, seg , 'iO, " Ruolo dc 1•,.,vv isionmi dcll:1 Banc1 " ( 1620), cil .. e.e. 1r-2v.
1,,
"' Capitoli e f'ril,jlc>gii della Miliz ia liqueslre, cit., p. 16. '· Ca/Jitoli e Priflilt'Ri m11cessi / .. ./ uili Arcbibusieri a Cauallo della Provincia di Romagna, cii. •~ Cfr. i\Sl'. Ml~ 2:S'i'i, rcg. n. 6, "C.ompcndio d eg li Ordi11i " , cit. , n . 609, ( Bando dc.I .~O maggio 1668, 11111Hwante quello del 16 12 rcla1ivo :ill ':1ssis1cn1.;i d e lle Bande per compili di poliz ia), c. n.n . '" Cfr. R. GA1.1.1 1zz1. / sfuria del g randuca/o di 'l 'oscana sollo il J.iUUenru della casa Medici, 5 volumi, ~ld.,no, Cis;ilpino Goliardica (Ristampa an:1static:1, in origine: Firenze , R. del Vivo, 178 1), 197,i, voi. Il ';, p . 11 8. "" Cl"r l'. l)1AZ. // g randucato dì "f'nsama. I M ,,tJic i. Turino. UTET, 1987', pp ..105-.1 16. /11/o re. cil., pp. 162- 167.
,.,,•1u 1w
MANNOm,
Il
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Niccolò Gàpponi
incluse le forLezze e le bande, la s icurezza de lla 'l'oscana imponeva di cercare una soluzione capace di ga rantire il contro llo dell'apparato milita re da parte delle autorità centrali ; questa no n fu pe nsata a tavolino, ris ulta ndo piultosto da una se rie di circostanze e di pratiche amministrative consolidatesi nell'arco di me zzo se co lo . Il proce sso di accentrame nto anu ninistrativo può essere faLto risalire alla creazione da patte di Cosimo I di un gruppo di persone a lui fedeli cui aveva affidato a lcuni se tto ri dell 'amministra zione, i "Segretari" forman do una sorte di consiglio ristre tto del principe che si rivolgeva a loro per aiutarlo nel disbrigo degli affari di p olitica inte rna e d estera. La pratica del po tere da patte di questi indiv idui inevitabilmente provocò un accrescimento de lle loro mansioni , ed al tempo cli Cosimo II i Segrelari e rano a capo di dicasteri ve ri e propri, anche se o rmai e ra la Con sulta, istituita da Fe rdinando I, a sbrigare gran parte de l la voro politico, le segre te rie occupandosi più che altro de lle faccende amministrative. 1" 1 Il colpo finale a l p ote re dei Segre ta ri fu data d al governo "famigliare" di Fe rdina ndo TT, basato sulla suddivis io ne clcllc compete nze ai propri frate lli: Matti as occupandosi della parte militare, Giovan Carlo d elle finanze , e Le opo ldo della politica estera. •<,, Tuttavia, ta li su ddiv isioni non erano monolitiche, i vari person aggi di casa Medici occupandosi di una mo lteplic it::ì di affari, ed in pratica il potere nelle mani di p e rson e cli fiducia dei princii,i , r ersone come Vincenzo Salviati , Cosimo del Sera , Luca d e gli Albizzi ed altri compon e nti d e l Consiglio cli Stato, o rgano ch e o nm1i aveva preso il p osto della Consulta . 11>3 Questa struttura di governo non sare bbe sopravvissuta a lla mo rte cli Perd ina ndo 11 e elci s uo i fra telli , lasciando co sì Cosimo III a gestire un vu o to di potere che fu co lmato da i me mbri di una ristre tta o ligarchia amministrativa, composta soprattutto da me rnbri de lla vecchia aristocrazia fio re ntina . •M Ta le processo toccò anche la Segre leria di Gue rra, ma le e m ergenze militari c he la Toscana d ovette affron lare sollo .Fe rdinando IT fecero sì c he le sue funzioni non fossero assorbite da l circolo d e i i,rincipi medicei. Q ue lla d i Cuc rra era stata l'ultima Segre te ria in ordine di te mpo ad essere creata, l'atto ufficiale de lla s ua 1stlluzione risale nte a l 23 fe bbraio 1637 qu ando al p osto d el d efunlo Segretario di guerra de facto Lo renzo "'' F. ANG10 1.1 N1, /Ja i segreJuri alla -segreU>ril'>; uomini ('c/ apparati di govl'rno uella 'foscw1t1 medicea (metà XVJ sewlo-melù XVJJ sewlo), -Società e Storia•, 58, 1992, rr- 707-715. '"-' .J. R. ll ALE, Firenze e i Medici. Storia di 1111a città e di una famiglia (Tito lo originale: l'lore11ce and thl'Medici: 77:w Pattern '-llControl, Lo ndon 1977), Milano, Murs ia, 1980r. 230. ,., F. A'Jc 101.1 N 1, l'r'incipl', uomini di gouerno e direz ione µotitica nella Ji>sccma seicentesca, in: Ricerche di Storia Mod,,rna, IV. in onorl' di M. Mirri,a cura di G. 13IAG1ou , Pisa, Ospedaletto , 1995. , rr478-48 1. (; _ l'ANSINI , I.e segreterie! nd principato 11/l'dic:eo, in: Carte~io 1tniuersale di Cosi mo I de Medici. l11ve11tario I ( 1536- 154/), a c 11m d i A. R1-:uJ~A7ZJ, C. L v.noN1, Firen ze, G iunta Regionale Toscana. La Nuova llalia, 1')82, pp. x 1.1-x1.11 , e nr. 14.~. ,,,, cr,. b:. l'ASANO U u A1uN1 , Lu Stato di Cosimo 111, ili: La 'luscu,1a u ell"etù di Co.,·11110 lit, a c11m di F. A~c;101.11\ 1, V. HEC:AC I.I , M. VF.RGA , FiJ·enze, Eclihr, 1993, pp. 127-]28.
Rande e potere m ilitare nella Toscana del XVll secolo
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Usimbardi fu nominato Anto nio Simo ni, ch e già a veva rivestito per 4 uasi trent'anni la carica di collateral e d e lla Banca Militare. 165 Ma il vero arleficc d el nuovo dicasle ro e ra stato proprio 1'Usimbardi, che approfittando di una serie di inca richi amministrativi accumula li nel corso degli anni aveva finito pe r avere sotto il proprio controllo la geslione d egli a ffari relativi alla difesa; J6l, tra i s udde tti uffici il più impo1tante era l'ufficio del "segretario cli cam era ", istituito da Fe rdina ndo I nel 1587, che aveva giurisdizione .su 4uasi tutti gli sti pendiali granducali , militari inclus i, con l'eccezio ne dei capitani de lle Ra nde a piedi. '67 11 frate ll o de ll'Usimbardi, Pie ro, fu il p rim o dele ntorc de lla carica e Lorenzo la o ccupò p er circa un quatt o di secolo, ' 68 continua ndo p e rò a rilagliarsi una più sp ecifica nicchia di p ote re fino ad arrivare a p o ,tare sotto il proprio controllo le forlezzc del Pistoiese, gli affari di Livorno, la Sanità, e le cancellerie stata li. Sopra ttutto quest'ultimo incarico gli p e rm ise di conLrollare eiJìcaceme nte le nomine relative a ll a difesa, aiutato in questo d all'ampliame nto da lu i effe llualo in preced enza de lle competc n 7.e della Banca Militare, in caricata d i tulli i pagame nti dei soklali di prof'cssio ne nonché di alcune unità della milizia. '"9 Bench é il potere d ell'lJsimbardi fo.s.sc esteso ed a1ticolalo, 4ucsto no n vuo l dire che fosse assolulo , e dopo la mo ,te di Co.simo II la su a influen za fu mo lto ridime ns io nata dalla prescn 7.a d egli uomini legati alle reggenti Maria Mad dalena d 'Auslria e Cristina di t o rena, in particolare Orso Pannochieschi d 'Elci ed il Primo Se gretario Andrea Cioli. Soprattutto il primo riuscì pe r quasi un 4uincliccnnio a cond iziona re in modo detenn inante la po litica toscana, compresa que lla militare , e con tutta probabilità fu lui l'ispiratore ed il soste nilo re d ella po litica d 'es pan sione navale degli anni Tre nta del seco lo. "0 Q uesto gli pe rmise d i otten e re l'appoggio d e l po te nte c d influe nte p altilo de i "soldati di mare", cioè l'Ordine di S. Stefan o , d el q uale il Cioli, un protetto del Pannochie.schi, divenne il Cancellie re nel 1628. '7 ' Pe ttanto, il d 'Elci cd il Cio li furono in grado di esercita re la loro influe nza sulla p iù impo rtante for7.a armata me dicea , non solo attrave rso la scelta de i suo i com andanti, ma anc he cond izio nandone le sce l"·' A SF, 1H/~ I 16H:i, (Bozza d i motupropri o, 23 gennaio 16::\7). c. n .n . ""' l'c-r CJllanto riguarda l ' Usimlxudi, cfr. D . A. BA~Dt, Uralio J11neralis in ohitu illust ris du111ini f a w·r,11/i l /~imbardi se11a/o,is, habila pro rostr i.,· Sena/11 et populo co/1,•n.çi, Firenze 1637 . M. Jo'ANTONl, La crl11e del grall{/11ca. l'orma e simholi del potere mediceo ji-a Cinq11<' l' Seicenlo, Roma, Bulzoni, 199/4, pp. 140-1 46. !'il 1'>5 , 159- I GR "'1 ASI', UC7A , 589, n . 5, ( Motuproprio d i Ferdinando I , novem bre 1587), c.11.n. Legis/az io 1 w tosca-
na, c il. , voi. XII, pp. 10-1 2. "" f A,:-roN1, f.a cm1e del gmnd11ca, cit., p . 1/4/4 . "" Cfr. ASF, Indice della Sef!.rel<'ria VC'cchia, -,-_ 6, "Serie dei Segretari di r.,_w rrn ", c. 10::\rv. l'ANSINI, /.(' segre/t'rie nel principato mediceo., c ir. , pp. xxx,, XXXVlll-XXXIX. "" Cfr. BMrF. JJigazzi, 16/4, (O rso d ' F.lci a (;i ovanbauisra Santi, 8 maggio 1629), c. 26'). A NGIOLINI , T'ri11cipe, uomini di f!.Ol~'mo. cit. , pp. 471 -474. ,-i ASF, Ml ~ 5080 1 (Orso (fEld a l ·'Cu111111l ·11 d a1 ou: di Sorano ~ [Prance:,co c.Jj G iovanni dc' Mcdicil, l giugno 1632), c. 649r. PANSlNI, Le Sef!,T'elmie n el principa to mediceo.. cit., p . XJJ, n . 140.
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Niccolò C'apporti
te strategiche e lalliche: no n p e r nulla , in lutto e p e r tutto il rekre nle dell'ammiraglio sle faniano Ludovico da Verrazzano ris ulta essere s tato non l'Usimbardi, ma bensì il Cio li. 17z Comum-1ue, già prima che quest'ultimo arrivasse ai vertici de ll'Ordine rossocrocialo , all'Usimha rdi e ra sta to affiancato Alessandro Nomi , uo mo d i Cristina di Lo re na, ufficialmen te come aiuto ma in rea ltà per controllare l'o p e rato del vecc hio segret;uio. 111 f,: indubb io che d a parte de l Pannocchkschi e de i suoi ci sia slalo il te ntativo di erodere il p otere dcll' Usimbardi, ce rcando di esp andere e portare sotto il proprio controllo certi se llori della difesa no n cli cornpe lenza di quest'ultimo. In questo rie ntrò an che il piano di d otare i Serenissimi Stati di una flotta cli navi alto bordo, che ess endo ufficialme nte pro prie tà privala d e l g randuca rientravano sotto la com pete nza del Deposita rio Gene rale , con l'esclusione delle soldatesche imbarcale. 11• La s itu azio ne po litica e d e co nomica dell'Europa decretò il sosta nziale fallimento di ta le o perazio ne , che fu co munque ridimensio nata in ma niera sostanziale quando nel novembre del 1633 la guida de lla De positeria Generale fu assunta da Cosimo De l Sera, uno dei pe rsonaggi che il cl'Elci aveva deciso d i coinvolgere nel suo g ioco cli potere, in modo da divide re con a ltri i 1ischi e le difficoltà de l governo della Toscana: m se nel maggio elci 1633 la De r osite ria stava ancora progettando l'acquisto di vascelli da guerra ad Amsterdam , q uest'iniziativa fu se rre llita da l Del Sera, che invece preferì: incaricare l'Arsena le di Pisa della costruzio ne de i necessari velieri milita ri , più piccoli e r iù costosi d i quelli olandesi, ma buo ni per far lavorare i cantieri meclice i. 176 Anche se la po litica d'espansio ne navale sare bb e durata tìno a lla m orte del Pan noc hieschi , il Del Sera cercò di limitarne i danni regolando i costi della flotta e d esercitmd o un controllo su lle s ue stru tture logistiche di Pisa e Livo rno; questo lo p o rtò in rotta d i co llisione con Lo ren zo l Jsimbardi, che g iustamente pretendeva che cose tipo armi e munizioni rientrassero so tto la rropria giurisdi1.io ne , un conflitto c he iJ Cioli, con tipico spirito di divide et impera, risolse a favore del De l Sera. m La morte del D'Elci e de ll' Usimbardi ne l 1636 se mplificò in qua lche modo la situ azio ne politica toscana, pe rme tte ndo a l granduca d i istitu ire ,-, Cfr. " questo proposito: ASF, Ml; 1136. J/437, 2077 Le Sl'f!, r et erie ,iel principatn mediceo, cit., p p . xxxix, xu v e n. 152. " ' Cfr. C.fr. ASF, DGA, 655, 11. 1164, ( Alessandro Caccini a Fe rd i11a ndo 11, 22 .~erre rnhre L630), c.11.11. OLYUNI I, (,'en. M~s. I 09, Spinelli, 507, fl d. 55 11 , "Rico rdo d i dana ri pagali pe r S.A.S. "', cir. , c . 9r. ASF, SS, 53, n. 2L5 (Nota dei Simbci, 8 o tto bre 1623), c.n. n. '" Nelt1z ioni in edite di ainbascialori lu cchesi alle cmti d i Firen ze, Genova, M ilm w , Mode na, l'arma e Torino, a c urn d i A . PE1.1.Ec:~1N1, Lu cca , March i, 1')01, p. 182. A N<:JOLJNl, Prin cipe, uomi ni di f!,O/Jer no, cir. , p . /475. "' P ANSJN J,
17 • ASF, DGA, 659, 11. 1318, (Ord ine cli Alcss.111dro Caccini, 13 maggio I 633, cit. ), c .n .n. ASI', s~; 420, registro p rimo , 16:13 1638, 11. 12 (Ordine elci 11 maggio 1634), c. 5r. ,.,, ASF, MM, /48, ins. 13 (Audrea Cioli a Pie ro del Rosso , 17 m ano 1636), c. 12r. Del resto. il Cioli a veva a nche fa tto dei tentativi d i esercitare il proprio contro llo sulle ilande gra nd11cal i, c vide nteme 111e ;1pp ro fìlla ndo d e l fatto che nel 1c~la 111c nlo di Cosimo li gli e ra .sla ta arrìd ;it;i b g e~lione d egli affa ri inte rni !OSCani. Cfr. ASI', MM, 370, ins. 2, (Nota di Andrea Cioli, 11 gc nn~io 1627 ), c. 86r.J
Bande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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ufficialme nte la Segreteria cli Gue rra l'anno successivo, ch e pe rmise d i mettere in ordine l'amministrai.ione de lla difesa medicea visto che a l Segretario d i G uerra era affidata:
.f. ..l la soprintendenza dei n egozi delle fortezze e presid i di tu tti gli Sta ti di S.A., delle cose di Livorno e delle galere, d ell'Arsenale e Offizio dei Fossi d i Pisa e d i Portoferraio con i medesimi honori, privilegi e prerogative e p esi c he haveva il senatore messer Lo re nzo Osimi>ardi L..l. Vole ndo anchora S.A. che sia suo il carico d i negoziare g li offìzii di dentro alla città cli Firenze el. i cornrnessariati et re tto rie d i fuo ri 1...1, e c he però tutt'i suddetti negozii passino sollo la sua segnatura, senza la quale non sia valida alcuna sp ed izione c he se ne faccia•. 11"
In tal modo i poteri del Segre tario di G uerra diventavano chiari, ma allo stesso tempo il capo de l d icastero della difesa agiva più come un coordinato re dei vari u ffici militari, che continuavan o a mante nere la propria auto no mia per quanto rigu ardava le loro competenze specifich e: lo Scrittuiu delle Fortezze e Fahhriche occupandosi del mante nime nto de lle fott ificazion i, lo Scrittuiu delle Galere p rovved endo a i b isogni de lle medesim e, me ntre l'Arsenale di Pisa agiva in ma n iera autono ma per quanto rig uardava la costruzio ne dei n avigli. ' 19 Tuttavia, l'autorità e d i contatti accumulati negli a nni da Anto nio Simo ni facevano a ume ntare no tevolmen te il potere della Segretaria di G uem1, che attraverso la Banca Militare e d il suo d iritto d i •negoziare gli offizii• era in g rado di controllare anch e le Bande, benché q uest'ultime n on erano fossero incl use nel d ecreto di nomina , rimanendo teo ricame n te sotto la giuri sdizio ne d ei loro Commissari . Tu tto questo potere dev'essere parso eccessivo, ed alla morte del Simoni, nel 1610 il successo re Alessand ro Norni si vide togliere la proposizione delle nomine alla magistrature d entro e fu ori Firen ze, mentre il suo dicaste ro fu trasformato in un con siglio di guerra d i cui facevano parte i «March esi Collo redo, Santo Angelo e Salviati, il depositario gene rale e l'audito re Staccoli•, incaricati d i tratta re •i negotii m ilitari, quelli d i Livorno , de lle galere, de U'arsenalc, di Port oferra io e t di tutti gli altri che stavano a carico del Cava lier Simoni•. li decreto in questio n e fu stilato una settima na p rima che il Nomi ricevesse uffi cialmente la carica d i Segretario d i Guerra, 181 in q uesto modo evitando d i umiliarlo con la rid uzione post jàctum delle s ue incombenze; ma in tutto e pe r tutto il provved imento rappresentava u n I><)
"" ASF, Mu.~istrulu Supremo, /4338, (Dcl ibcr:nione del 23 gennaio 1637), c . 77r. m ASF, MM, 4 13, "Teatro di Grazia e d i g ius tizia ovvero formulario de l{escritti a tutte le- caric he che conferisce il Ser. Gran Duca di Toscana ", ( Di Niccolè> Arrighi, ili data 1 novembre 1695 ), suh voce. ,m ASI;, Ml~ I 168a, ( Decreto di Ferdinando Il, 28 nove mbre 1640), c.n.n. '" ASF, Mag istrato Supre mo, 4338, ( Delib erazione dd 4 dicembre 1640), c. 134r.
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ritorno al passato, dato che Paolo dc' Medici, Ma rchese di Sant'Angelo, era il provveditore alle forte zze, e Raffaello Staccoli !'Auditore de lle JJande , cioè incarica lo di tutti i procedime nh giudiziari relativi a i miliziotti . m, D egli altri compo nenti d el dica stero, il Salviati ed il Collo redo avevan o una notevole esp erie nza in campo inte rnazio nale, 18:1 il Nomi dife ttando di quest'ultima , mentre la r,resenza d el Depositario Gen era le e ra un mo do pe r controllare le spese militari. nulcis in f undo, al Nomi fu tolta la facoltà di pre n dere decisioni autonome, pote ndo solo «pror,otTe di ma no in mano a S.A. tutto quel che occorra p er eletti negotii alla presenza de i s uddetti d e putati•. Questa situazione indebolì n o n poco il controllo civile sulle forze armate, riducendo il Segretario di G ue rra ad una sp ecie di p rirnus inter pares con poca capacità decis io nale, un vuo to di pote re d i cui approf'illarono i vettici militari dura nte la gue rra di Castro, l'aniministrazion e effettiva d e ll'esercito fine ndo ne lle mani del principe Mattias dc' Medici e soprattutto in quelle del s uo abile luogote ne nte Alessandro dal Bo rro. Ciò ebbe come conseguen za la virtuale militarizzazio n e della Toscana durante e do po la guerra di Castro, e p er correggere questa situazio ne alla m o rte del Nomi ne l 16115 al suo p osto fu nominato Dom e nico Pandolfini, un esperto diplo matico cd amministratore cli soldati, con l'incarico di occuparsi delle •cose militari, dei negozii di Livorno, delle galere, de ll'arsena le, di Po ,tofcrraio ed a ltri annessi•, in pratica g li stessi pote ri god uti da l Sim oni ; '"' q uesti furono con feriti nel 1655 an che al successore del Pa ndolflni 11c rdinanclo Bardi, 18' che nel q uarto di secol o in cui de te nne la carica ampliò d i nuovo il po te re ed il prestigio d e ll a Segreteria di Guerra. Data la complcssit,ì d ell'organizzazio ne militare toscana era diventato necessario avere persona in grad o d i coord inarne le varie branche, risolvendo p roble mi e conflitti amministrativi. Nel 1656 Ve ntura Bravie ri informò il Segreta rio di G uerra ch e il Provveditore di Livorno aveva preso l'abitudine di pre levare dal magazzino la polvere da s paro dei me rcanti locali per i bisogni d elle gale re e della fortezza, con la scusa che celte cose andavan o decise a l momento e che no n c·era tempo p er as pettare gli o rdini dall'alto; p e rciò, il llravie ri chiese a l Segretario di dare le dis posizio ni necessarie, «con q uell'ampliezza ch e p iù li paresse». ,i,., l problemi di giurisdizione p otevano essere molte plici, tipo se i comandanti d elle galere avessero diritto d i punire i soldati di stanza a l Ragno delle me desime, anche nel caso in cui le navi fossero state in disarmo du rante la stagion e inverna le; s iccome il governatore rnililare di Livorno pretendeva il contrario, la cosa passò nelle ma ni del JJardi ch e decise a favore della Marina. 187 Un a ltro caso, avvenu,., ASF, 111M. 413, 'T eatro di (;raz i:1 e cli g iustizia'', cit., p . 218. '" PANSINI, Le sc'Rrclerie nel principato medicro,, cit. , pp. xxxv11 11ula 122, x1.111 , nota 146. '"' ASF, Magistrato Supremo, 4339, (l)elihcrazionc dC'! 15 novem bre 1644), c. 5 r. '"' ASF, Ml', 11 68a, (Mot uproJJriu di Ferdinando TI , 21 g iugno 1655), c.iu1. •~· ASF, MP, 2363, (Ven tu ra R, a vi,·,i a t'udi11a11ùu Bardi, 7 agosto Hi56), c .n .n . M ARFF, 155, f'asc 7, (Achille Scrgardi a Mattias Ricasuli, 17 dkemhre 1668, eia SiC'na). c.n.n.
Bande e JJotere militare nella Toscana del XVTT secolu
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Lo nel 1615, riguardò un cerlo capilano di attiglie ria Emanuele Bernardino Canini da Trni no, che si rivolse alle aulorità per ottenere la parte dei «metalli che si presero secondo le leggi di g uerra• durante il conflitto di Caslro, che invece il comanda nte del traino, Giovan l 1rancesco Mattelli, non voleva mollare «sotto p retesto di alcune pretensio ni che d ice d 'havere dello Colonnello•, ,.., una faccenda delicata sicco111e il Ma1telli sosteneva le sue ragioni invoca ndo le usanze militari, ed ino ltre era me mbro di una delle più illustri fa 111iglic fio renti ne . Ma pe r gestire tutti i casi suddetti, ci voleva comunque Latto cd abilità gestionale, perché se il p o te re dei militari era stato ridime nsionato do po la g ue rra di CasLro le for7.e ann ate avevano acquisito una prop ria autonomia, per n on rne n:liona re la quasi militarizzazione della società civile in seguito alla riforma della rnili7.ia. ' f\')
8. La Banca Mil itare era llT1 a ltr' istituzione ch e e ra cresciuta ne l tempo: istituita da Cosimo 1 p e r agevolare il pagamento delle su e truppe, nel corso degli anni aveva assunto sempre più potere approfitta ndo del fatto che a ll 'inizio non vi erano «istru7.ion i uni versali per le mostre, ò paghe alle soldatesche tanto appiede ché à cavallo•, atTivando per con s uetudine a lla forma di pagamento «che si usa oggi•, una pratica confermata «in più e divers i te mp i, ò per via di moti propri, ò d i rescritti, ò di approvazioni à negozi•. ''" TI fatto ch e la Banca avesse una qu alche giurisdi7.ione sulle "soldatesche pagate" signiJicò anche un suo magg io re coinvolg ime nto ne lla gestione di tulle le facce nde che avessero a che fare con i militari stipen diati , tant 'è che a ll 'ini7.io del secolo XVII, g ra zie anche a Loren zo Osimbardi, i collaLerali della 11a nca esercitavano il lo ro controllo s ui reparti di cavalleria della milizia che pe r una serie di rnolivi, percepivano un soldo regola re, nonché sulla scelta d e i capitani ddlc unità di fante ria d elle Bande. 1<> 1 In quest'evolu7.ion e giocò la capacità giuridica de ll ' l Jsimbardi, dottore in giurisprude nza nello Studio Pisano, e di Antonio Simo ni , studente cli legge in Germania, 1Y2 e ntra mbi personaggi capaci cli utili7.7.are a p roprio uso e consumo il s iste ma legale toscano. Questo fu fin Lroppo e vide nte a Raffaello de' Med ic i, fino al 1628 uno elci due commissari de lle llande che dal te mpo del duca Alessandro esercitavano il controllo s ulle mili 7.ie toscane. 1'15 Il Medici, uomo d 'a7.io ne e funzionario di vecchio stampo, no n e ra tipo da misurare le paro•~ ASI', Mmtdli, 376, ins. 20, (Supplica di Ellla11ude Bernardino Canini a Ferdinando 11, s.d . " "' 164"i), c. 55 lr. '"' ASF, Mf'. 2/426, (G iovanfran cesco Martdli a D omenico l'andolfìni, 4 febbraio 164"i), c. n .n. <?, ASF, MP, 2:$5 I, (Me111uriak di Giulio Rica.soli s11i sistemi di p aga111ento della Banca Mili1:m ·. Marzo 1645), c. ljlrv. ''" Cfr. ASF, MM. 47\ ins. 3, (Not;, di An tonio Si mon i a Cosimo Il. s .d . ma 1620), c .n.n. lni. '" Nola delle Bande Appuntale da V.A. e t posrc :ti n ello, in conformitJ del su o ordine con k considc1~11io ni <lcdolte" (16:W). c.n.n. 1 " ' ASF, M1 H. 597, ins. 1, "La fam iglia de' Si m o ni C'tc."", c.n.n. ,.,, F~.1rn1-:.-n, L"orµ,unizzu z imu' mi/ilare in Tn.w:a 11a, cit., 1, pp. 2"i0- 251 .
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le e in un lungo memoriale al g ra nduca d e nunziò ciò che rileneva essere una s ituazione gravissima. Co minciando ah ovo, il Medici tracciò la .storia del Magis trato de lle IJande, l'organo pre posto al controllo d e lle me desime, enfatizzando co me i primi g ra nduc hi in nome della sic urezza avessero voluto che la milizia non fosse so ggetta ad altra auto rità •che quella del Principe ste s so , e q uella dc Commissarii de lle Ba nde , con fare elezione cli due genLilhuo mini , c he con tito lo e forma d i Mag istrali, n e havessero il comando, e t a mministrassero il governo•, escludendone i militari stipendiati. Detto questo, il Medici passò a ll 'attacco dell'Usimbardi, il quale non p o te ndo •mane ggiare il Magis tra to intero de Commissa ri a modo s uo, con indurlo a tenere ma no a l s uo inte ressato modo di fare•, si era •volta to con li rescritti il più ch e h a po tulo a Collate rali s uoi confede rati , indirin andoli buona pa ,te cli quelle co mmissioni , che s i solevano inv ia re a Commissarii•, esauto randoli così dalle loro mansioni ; il ris ultato di c iò e ra che la milizia era in •confusio ne•, e d inoltre i collale rali a vevano •ardito di disputa re il comando della Cavall e ria con i Commissarii dell e Bande contro gl'ordini di La nli Granduc hi». li Medici Lermin ò ricord ando i s uoi meriti , le sue fatiche pe r una paga misera di 900 scudi l'anno, •che se ne spende la me tà n elle visite•, profe tizzando che a lungo a nda re la miliz ia s arebbe finita come que lla di «Mantua, o Modona•, ma riserva ndo la s ua stoccata fin a le p e r Anlo nio Simoni, che s'arroga va il diritto «di chiamare li Capita ni d elle 13ande di Fa nte ri a e Cavalleria, e tratta re con lo ro di farli rimuta re, e t accomodare•, concludendo che c hi lo cono sceva «si maravig lia, e si ride della presunz ione s ua•, no n vole ndo però che chi c onoscesse Ra ffaello d e ' Medici ridesse di lui «se s ta nte tutte ques te cose, io, o miei fig li ci impaccia ssimo in cose n e lle quali si vanta d ' introme tte rs i, e sop rintende re un p a ri del dotto r Simo ni•. 1?-1 Il Medic i no n e ra nuovo a questo tipo d 'uscite, avenclo gi,ì in precede nza, assie me al s uo collega J acopo Corsi, asserito c he il governo d e lla cavalleria d e lla milizia a pparte neva esclusivamen te al Magistra to de lle Ba nde ; l'occasion e di ciò e ra sta ta data da l'affidame nto a i commissari d i alcuni casi arnministra livi rigu a rda nti dei soldali a cavallo, c d in questo il Medici e d il Co rs i vedevano la ria ffermazio ne de lla lo ro auto rità .sulle Lru ppe mo ntate, che sosle nevano essere stata devoluta a i collate ra li della Banca ne l 16 10 e nel 1611 solo p er un te mpo limita to, mentre o ra i cancellie ri delle varie unità, con la complicità de lla Ba nca Militare, facevan o il he llo ed il calli vo Lempo pe r qua nto rig uardava le p a te nti dei solda li. I d ue commissari concludevano la le tte ra con un 'ennesima stoccata all 'indirizzo del Simoni, e, indirettame nte, a Lo renzo Usimba rd i: ••• ASF. MP. :ne;,;, "Rd:1zionc' soprn l ' l n1 rndu ~io ne d e l Ma gis trato d elle B,rnde'· (e 16 22), e.e. 128 r
U6v.
Rande e potere militare nella Toscana del XVI! secolo
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•Oltre a c he qu a ndo non ci fossero per la parte nostra tante, e tante sopra allegate ragioni haverebbe a bastare questa sola che l'officio cli esercitare supe riorità e comando di SoklaLi cl l'officio cli Collaterale sono stati sempre in umi i secoli, in tutti i luoghi, considerati incompatibilissimi, e t se be ne q uesto, c he confida con la sua reLLorica dare ad intendere questa dottrina nuova è Oo uo re, non crediamo in ogni modo , ch e la sua Eccellenza in tutti i s uo i lihri habbia trovato chi in tullo l'universo mo ndo da che fu creato in q u a sia stato altro Collaterale ch'ha bbia bavuto una così a rdita, ne altro Segreta rio , c he l'habbia pro posta, o consigliata•. 19'
Le citazioni storiche non erano il forte del Medici e del Corsi, e sarebbe bastata una rapida a Ve nezia p e r capire quanto in realtà contassero i collaterali. 196 Ma il loro ragioname nto partiva comunque da dei presL1p posti erronei, ch e il Simo ni, forte della sua «retto rica•, non ebbe alcuna difficoltà a dimostrare , producendo una s erie di rescritti risale nti al 1562 (l'epoca d'oro cli Cosi mo I nell'ollica cli Ra ffaello d e ' Medici), da cui si evinceva che la Banca Militare aveva da a llora in poi «maneggiato, et governato liberamente tutte le cavallerie p agate (senza impe dir li SS. Comrnissarii ne lle non pagate)•, ed inoltre i con1111bsari d e lle Bande non avevano ma i posseduto lulla quell'a utorità s ulla Ua nca che pretendevano di gode re. 197 f) 'a ltro canto è anche vero che o rmai i Collaterali godevano di un maggior potere per quanto rigu a rdava l'assegname nto de i comandi delle Bande ris petto a quello esercitato in passa lo dai Commissari, limitati nella loro auto rità dalla presenza fattiva dei primi gra nduc hi: i numerosi trasferime nti d i comando che il Capitano Cammillo Martelli subì dal 161 O a l 1620 furono in pratica decisi dal Simoni, il principe limitandos i ad approvare la scelta firmando le varie p atenti. 198 In un certo senso la pe rdila di pote re d ei Commissari delle Bande era inevita bile vista la trasformazione della struttura amministrativa toscana . Il loro ufficio e ra nato al te mpo del duca Alessandro e rillctteva quindi un atteggiamento tip icame nte fiorentino verso le facce nde milita ri, basato sul teorema che i soldati di professio ne fossero un male necessario ; I'>') inoltre , no n vi e ra molta differenza tra i Cornm issari della Firenze repubblicana e que lli me dicei, e scluso il fatto che l'incarico di quest' ultimi e ra pe rman ente e no n tempo raneo: p e r il resto , il lo ro compito principale era garantire ' 9 ' J\SF, Ml; 1002, ( Raffaello de' Medic i <". Jacopo Co~i a Fe rdinando n, Hl maggio 1621), e .e. 5r-6v. '"· Cfr. J. R. H A1.1-:, l 'orµ,a riizzazione militare di Ven ezia nel '500, Ro ma, Jo uve n<:e, 1990, pp. 93-94. 1" ' ASF, MM, 370, ins. 10, scgn . 4 1, (Inserto con copie cli rl'.scrilli , s.d., m a 162]), c.c.n.n. '"" J\SF, M a rielli, 238. ins ..~7 (Cariche del Ca pitano Cammillo Martelli), c. 259r. ASF, MM, 47'>, i11s. 3, "Nola delle Uande ;ippunrnrc da V.A " (1620) , c .n .n . l lna d elle rngio ni di tu tti g li s posla me11li d e l Marte lli ern, a q uanto p,1rl'., la s ua litigiosità, rnnt'è c he nel 1620 e ra s tato d eciso di trn.,fe rirlo dalla Ba nda d i E111po li a q uella di CasLel d el Piano, dove'. la gente e ra cons ideraw più tr.rnquilla. ,w Cfr. ACRF, XXXVI (ll), NoNz te <7eneah~t1,icbe ddlu ri.,miglia <:apponi, "Ricordi di <;ino di Nc..:ri Ca pponi", cil., c.n.1 1. G ino C:ippo ni avrebbe d e finito •pecore'.• i soldati di professione.
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Niccolò Cct/J/)()ni
la subordinazione dell 'apparato rniliLare a l p o te re politico fiore ntino . zoo Ma già a ll 'inizio del secolo XVll qu eslo sistema non c m più ade guato, in q uanto le Hande non erano che un ele mento de l complesso ingra naggio b ellico toscan o, compre nde nte fortezze, forze d i terra e di mare, c he pe r forza d i cose a veva bisogno d i un unico punto di rffcrimenlo amministrativo e gestio na le; prima d e lla creazio n e ufficia le de lla Segrete ria d i Cucrra di fatto la sola istituzione in grado fare ciò e ra la ilan ca Milita re, che t1·a l'altro cserciLava un 'utile funzio ne di controllo n o n solo sulle 11a nde, ma anche s ulle tn.ippe p cnnane nli, visto c he di (i-cqu enle, e p er motiv i cl.i economia, le autorità toscan e preferivano lasciare vacanti in te mpo cl.i pa ce i generalati della cavall eria e de lla fan teria. m, Si potre bbe argomentare ch e una parte elci risentime nto del Me dic i e del Corsi n e i confro nti de ll'Usimha rd i e del Simoni d e rivasse cl.alla s pocchia fio re ntin a verso de i provinc ia li di s uccesso; 202 in realtà rie ntrava p iù nell'ambito de llo scontro gen erazionale tra chi e ra cresciuto al tem po del regime più p e rsonalistico dei primi granduc hi, risp e tto agli uo mini che incarnavano il nuovo corso b urocratico dd b Toscana medicea. Del resto, lungi da l'esse re un ricettacolo d i provinciali inurbate, la Banca Militare aveva sempre cn11t.e11utu individui provenie nri da famiglie fio rc nbne illustri, com e Prospero Mannelli , Simo ne C~oncli, Pie tro Cocchi, 11rancesco ed Alessandro Co rsini , Vincenzio Anti no ri e Pand o lfo Pa ndolfini . !"' Coll'a ndare del tempo la Banca d iven ne una sorte di fe udo p er cerLe famig lie, il colla te ra le Filippo Pando lfin i venendo sostituito d al su o congiu nto Ballista, me ntre l'ufficio dei "p agatori " fu diviso esclus ivamente tra gli Antino ri ed i La nfredini. 101 Questo non sig nificò il mo no po lio esclusivo de lle suddette schiatte, i legami d i sang ue essendo importanti m a no n necessariame nte dctcrmina nli ne lla scelta dei funzion ari milita ri, ai qua li s i chie d eva sopra ttl1tto compe te n za cd es pe rie n za. Ciuli o Ricasol i, Collate ra le dal 16:57 al 1646, o ltre ad ave re un fra te llo vete rano della gu e rra dei Tre nt'Anni nell 'esercito g ra nducale, proveniva da una lunga carriera di incarichi p ubblici , oltre ad ammi nistrare i p ropri feu di, impe riali e perlanto virtualme nte indipe nde nti , nel Va ldarno supe rio re . -"'' Il s uo sue' "Peri co1111nissari in L'poca repubblicana, cfr. M. 1\1.Au Err, '/be Mililmy 01;qcmizatiOll ofNure11w 111 a11d V<'11ice i 11 lhe 1 '> Cenlury, in: Clii aspelli ecu11umici della g 11en1:1 in h11ru/x1 (secoli XTV-XVT[J)_ XVI scllinuna di studi ddl'lslilulo ln1crn:1zionale di S1oria Economic,1 "France.sco Dalini'", l'ra10, '1-9 mag g io 1984 .. ''' Cfr. T{,-,faziu11i i11cdiiedi amhascia/ori l11ccbesi. cii., p. 163. Cl i stipend i de i due iucarichi ammo ntavano a D. 1.000 l'anno caLbuno. .,, L'Usirnilardi vcniv:1 da Colle Vakldsa, mentre il Simoni da Pes cia. Cfr. l'ANSll'<I, le Se[!,relerie 11el pri11cipa1u 111ediceo, cir., pp. xxxi , xuv. "' ASI·; MM, 370, ins. 40, SL'g n . 55. "Noie d ":1kuni chr se1virono per Aiu ti nella Banca dì S.A .S. al te m po ciel G ran l>uca F1~1ncrsco, Fe rdinando e Cosimo Srcondo". c.n.n . -'" ASF, 111M, 415. 'T ealro d i Grnzia e di giustizia··, cii. , pp. 209-2 12. Anche il Simoni era '·figlio d 'ar le-, essendo arrivaf"n ;il collateralato dopola
111o r tc:
di ~uo zio D o n1e nico.
, ., Cfr. L. l'11'-,rn1.~1, <7(•nealugia e siuria della famiglia Rica.mli. Fire nze, M. Crilini, J8(ÌJ. p.
:w'5.
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cessore, Tommaso Spinelli, prima di p assare ne i rang hi de ll'amministra 7.ione d ella difesa, lavorò per circa sedici anni ne lla ban ca dei s uoi 7.ii materni; tuttavia la sua entrata nei ranghi d ella Banca Militare dipese Lanto dalla sua espe ricm:a ne l maneggiare denari, quanto d alle numerose amici7.ie influe nti, un fattore non secondario vista la s ua burrascosa uscita dalla banca di famiglia. i<•, Il feno men o della tendenziale crcclita,ietà delle cariche amministrative, riscontrabile anche in altri settori dell'apparato burocratico mediceo sotto Ferdinando II, 1.07 nel caso della Banca Militare avre bbe portato ad un legame più stre tto tra la professione militare e l'amministrazione c ivile: diversi memb,i de lle famiglie Antinori e Pandolfìni poterono iniziare la carriera delle armi grazie al potere dei loro parenti , i Pandolfini riceve ndo un aiuto ulteriore dalla no mina di uno dei loro, Domenico, a Segre tario di Guerra, 200 e della m edesima situazione beneficiò Alessandro Mormorai, nipote del Segretario Anto nio Simoni. La stretta connessione tra l'apparato burocratico e le carriere militari interessò anche altri setto ri de ll'arruninistrazione statale medicea: q ue lli della famiglia Cellesi di Pistoia c he iniziarono la loro carriera milit,u·e ne lla prima metà del secolo XVll poterono contare sui ap poggio del lo ro congiunto, il potente ed influe nte Seb astia no . 210 Tuttavia, sarebbe sbaglia to concludere che queste forme di clientela famigliare andassero a scapito del l'efficie nza bellica, e durante il regno di Ferdinando Il quasi tutti gli incarichi militari di prestigio furono affidati a persone pratiche del mestiere delle armi, s pesso con anni cli guerra alle spa lle . lff)
9. Le ma novre de ll'Us imba rdi e del Simo ni avevano a tutti gli effetti minato l'autorità del Magistrato de lle Bande, un feno me no che si accentu ò dopo la mo rte, nel 1628, di Kaffae llo dc' Medic i, q ua ndo l'amministrazion e della milizia finì quasi inte rame nte s ulle sp a lle di G iovanni Roni, ch e pur essendo un esperto diplomatico difetta va de lle do ti g iuste per esercitare con e ffi cacia l'ufficio di commissario, anche perché occupato da a ltre mansioni a ll'interno del governo granducale; '" inoltre, il suo collega ""' Tra le couoscenze del lo Spine lli Jìgurava no Lorenzo Cappo ni, Jacopo Guicciardi11i, Ca mm.illo degli All>izzi. ed il m archese Ciulio Vitelli; cfr. Bf.YTJNH, C:e11. Mss. 109, Spinelli, 608, Ilei. 8738 n . 35 •Questo Libro è de Tommaso Spinelli, e lhl.1 d a scrivere per ricordo di diverse partile com e app re sso si vede c he Dio guardi,, e.e. n.n. Tonu11aso aveva dovuto lasci.a re la hanca degli zii per un prelievo non a utorizzato di 4.500 scudi. BLYUNH, C:en. Mss. 109, Spinelli, 84, lld. 1569, (Memori:1 presentata da Bo nsignore Spinelli nel processo Srinelli-Castelli. s .d., ma 1694), e.e. 11.11. "" Cfr. ASF, M M , 7, i11s. 1, ·'Ord ine c he si teneva per la spedizione delle Carich e a' tempo della Ser.ma Cas;1 de ' Medici" (s.d., ma dopo 1737), e.e. ~v-10r. R. J3u~~ l.rn:11rmw, 'J be Emergm1ce ofa lJureuuumy. T/?r> Fiorentine t~alricians, 1530-179(), Princeton, Princeton Univers ity Prcss, 1986, passim. -"' Cfr. ASF, J\1I', 2356, reg. n. 2, "Ruolo di nitri gli ufficiali in piedi, c he tira n o soldo dall:1 l\;inca Militare d i S.A.S. con le no te de loro servizi, e dove presentem e nte servono, e c011 quale p rovvis ione" ( 1684). "" Cfr. ASF, MP. 2362, (Alessandro Mormorai a Ferdinando Rardi, 14 ge1uiaio 1656), c .n .n. ,W/~ 2360, (T o n1 111a:")O del M aestro ad AJ csGandru N< uni , "l S n1ag_q,io 164:l, <.bi C:o,tona) , c. n.n.
" " Cfr. l'ANS11'1. Le segreterie nel princ ipato mediceo, cii. , p . x 1., nota 136.
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Lo renzo de' Medici sembra non essersi interessato troppo al proprio ufficio, a nche perché sobbarcato d a a ltri incarichi. 212 Inoltre, grazie alle m a novre di Lorenzo lJsimbardi no n appena Raffaello de' Me dici mo rì la Banca Militare riuscì ad ottenere la supe ,v isione amministrativo di lulte le un ità mo ntale, o ttene ndo copie de i ruo lini dei reparti di a rc hibugie ri. 213 TI risultalo fu che una sempre maggiore erosion e de l pote re del principa le organo di controllo delle Bande, e con la nomina ne l 1636 di Ollaviano Ricasoli a Commissario Generale d e lle truppe a cavallo questa situazio ne divenne definitiva, visto che era previsto che da lui dipendessero il Gene ra le della Cavalle ria ed i «ca pi di guerra». 2 1• Inoltre, il controllo d e lla Banca Militare s ulle unità equestri fu facilitato dal fatto ch e Ottaviano Ricasoli era il fratello del Collaterale Giulio, nonostante ch e legalrnentc il primo dipendesse d al secondo soltanto p e r la riscossione d e l proprio stipe ndio. 215 Questo non vuol dire che i Commissari delle Bande accettasse ro p assivame nte l'erosione del proprio p o tere, e ne ll'ottobre 1637, con la scusa che e ra vacante il posto di Genera le de lla Cavalleria , riuscirono ad avocare a se il comando d e lle truppe equestri, incluse le «pagate•. 211• Perta nto , si può considerare la nomina il m ese di Oon Piero de' Medici a com andante di tutta la cavalleria toscana una contromossa de lla Banca Militare: m da quel m o me nto in poi le patenti elci comanda nti delle unità montate recarono la firma del Medici , 2 1" che dipend eva come s i è: visto da Ottaviano Ricasoli, me ntre i Commissari delle Bande continuarono ad occuparsi delle •cose toccanti la G iustizia e la cognilione de lle cause criminali, e miste•. ' 19 Q uesti sviluppi significarono la crescila dell 'in-flucnza della Ba nca, ccl al conte mpo un'ulteriore e rosio ne del potere del Boni, sotto lineata dall'ingresso dell'Audilore de lle 11and e nella Segreteria di Gue rra a l tempo di Alessandro Nomi, be nché in teoria )'Auditore dovesse occuparsi di tutelare i d iritti dei descritti senza curarsi d ella loro organizzazio ne militare. In realtà le due cose e rano s lre llamente collega le. Ciò a pparve evidente a l te mpo della guerra di Castro quando fu necessario trovare una soluzione pe r gestire i numeros i rniliziotti inquadrati in unità o perative. Il pro"' ANG 1Q 1.1N1,
Principe, unmini di ~overnu, cit. , pp. 475-'176. Pe r il lloni, cfr: 081, sub wce •lloni,
G iovanni. m F.. GRASSELI.INI, A. F HACASSINI , f'rojìli Medicei: Orig ine, Sviluppo, Decadenza d ella Fami~ilia Medici, Firen7.e, SP/41, 1982, p. 11 9. D. M. MANN1, li Senato fiorentino o sia notiz ia de' Senatori fio renlini dal suo princioio./ìno al µresente, Fire n ze, Stecchi e Pagani , 177 1, p. 77. ' " ASF, MP, 233 1, (Rescritto di Ferdinando 11, c it.) , e.e. 113r-l 14r. ASF, Nicasoli (pf1/), 51, fasc io IV,
fr,sceno I , n. 22 " Liste di forze a rmate", cit., e.e. n .n . '" "' "' 1637),
ASF, Ricuso/i (paf), 22·1, n . /49 (Leuera patente d i Ferclinan<lo 11, 25 g iug no 1636), c.11.n. C:fr. la corris punden7.a tm i due fra telli in: ASF, !Ucasoli (pa/J, 53, 54, 57. ASF, MP, 2331, "Ordine c irrn il Governo <lelle Cavalle rie, pagate com e non p:1g Me " (3 ottobre c. I 15r.
" ' ASF, Manoscritti, Il. 135, S1•:ITIM ANNI , Diario, IX, c. 23 1r. (4 nove mbre 1637) . .,. Cfr. ASF, Mf', 235/4, n:g. Vllf (Pate nti di Don Piero de' Medic i, dal 29 giugno 1638 al .'3 0 marzo 1639), cc lr /4r. "' ASF, MP, 2331, (lkscrilto di Ferdinando 11, cit), c. 11 4 r.
Rande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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blema e ra c he i capito li del 1556 prevedevano che i reati commessi dagli uomini della milizia al cli fuori d e ll'ambito strettamente militare potessero essere g iudicati solo secondo le leggi ordinarie, 220 una p rerogativa riconfermata in altre occasioni e che a ll 'inizio del conflitto fu ribadita dalla autorità g randucali intenzionate a limitare così il potere dei «Capi di Gu e rra». 221 Q uesto da un la to non favoriva la disciplina e quindi l'efficie nza de i miliziolti , me ntre dall'altro i comandanti militari mal sopportavano le restrizio ni imposte loro, cercando di ig norarle 4uando possibile e provocando così le irate reazio ni delle autorità civili. 222 I comandanti, ch e si trovavano con le rnani legate, ribattevano c he «la giustizia militare be n che spedita è assai rigorosa, et utile a soldati pe r no n haver quelli spese in processi , ò a ltre cose s imili•, m a parte che i magistrali civili pretendevano comunque d i avere g iurisdizione sui miliziotti a nche durante le «rassegne», in p alese vio lazione d ei capitoli delle Bande. 221 In questo braccio di ferro chi ci a ndava di mezzo era la disciplina, se no n altro perché i giusdicenti locali , attaccati alle loro prerogative cd a l loro potere, avevano l'abitudine di chiudere tutt'e due gli occhi 4u,mdo i reati commessi dai descrilli rientravano nella sfera più propriamente militare, •havendo solo in consideratione un abbicrro interesse, e no11 il servizio del Principe». "' Q uesto «interesse• aveva anche degli altri risvolti, tra cui l' invio a l fonte di chi non possedeva i g iusti contatti politici all'inte rno delle comunità, senza cons ide rare che i favorit ismi e le clientele locali non garantivano l'efficienza d egli ufficiali subalte rni . Nel l(i43, la compagnia tratta dalla Banda di Cortona era priva del suo capita no, finito sollo processo, aveva un alfiere «impedito d 'infe rmità•; un luogote ne nte «di poco c redito•, e d inoltre l'u nità e ra •ripiena d i Contadini, e a ltra gente male in ordine e di mala presenza•; per correggere 4uesti dife tti si suggeriva di trovare «almeno un Capitano che la governasse, o d 'altri ufficiali• e rimanda re a casa la maggior parte dei soldati p e r sostituirli con altri. 216 La poca qualità de i m iliziotti "comand.-1ti", nonché i loro problemi famigliari, fu all'origine di numerose diserz io ni , Alessandro da l Borro commentando che «ogni hora» c 'erano uomini che scappava no «disp erati• pe r ca use c he lui non era in g rado di prevedere, ed i vari coma ndanti perdevano tempo per ritrovare "' CajJituli, ordini e privilegi, .falli, stabiliti e concessi dal Serenissimo r.ran Duca di 'foscr.ma alle Miliz ie e .LJa11de de loro Felicissimi :::.'tali/. ../. Firenze, nella stamperia d c' I.andini, aUa CondolW , 1637 (Risla111pa dellécli7.ionc del 1'558), pp. 10- 13. "' ASF, Ml~ 5399, (Hanucdo Sirigalli, ;1 Mattias de' Medici, 27 novembre 1642, da Arczw), c. 633r. Cfr. ASF. Ml', .~155, (Decrelo di Ferdinando 11 , 25 agosto 1625), c. n.n. w ASF, Ml~ 5400, ( Aless;inclro Nomi a Mauias d e' Meclici, 4 dicembre 161 2), e. 31v. "' ASF, MP, 5399, (Tommaso del Maestro, a M;inias dc' Medid, 26 novembre 1642, da Arezzo), c. 626v.
"' lvi, (Luigi lmoga lli PI a Malli as de' Medici, /4 onohre 1641), c. 2871v. "' ASF, Mt-: 5100, (Tommaso del Maestro 11 Mauias de' Medici, 12 dicembre 1642, da A.rc?.Zn), c .
171v. "" ASF, MP, 2422, ( Filippo Pandolfìni ad Alessandro Nomi, 18 mar.w 1613), c. n.n.
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•questo, e quel povero soldato, che in un subito non sa dire se é carne , o pesce»; la conclusione ciel d a l Borro fu di «tirare innanzi, e qu e llo resla addietro•. zz7 Tullavia, il dal Bo rro , Maestro di Campo Gene rale, poleva conta re sulla propria esperiem:a accumulata sui carnpi di battaglia tedeschi , e s i dovclle a lui ed al principe Mattias se, nonostante tutto, i miliziotti dettero buona prova di sé duran te la gu e rra di Castro . .i," La neccssit;.ì di me tte re un po' d 'ordine ne lla giustizia militare coslrinse il granduca a prende re d ei provvedimenti più incisivi, ed alla fine del 1642 si cercò di trasferire le cau se concernenti i mili:.òolli agli Auditori elc i "Terzi" delle Bande, un ordine che p er m o tivi di opportunilà venne annullalo quasi subito, ribadendo inoltre che k pene dovevano essere applicate «conforme li statuti ordinari», visto ch e i membri delle [3ande non e rano degli s lipendiati e perciò era ingiusto che fossero •sottoposli a maggiore rigore», e per questo si provvide anche a licen ziare gli Auclitori de i "Te rzi". Sconsolato, Mattias de' Medici si 1ivobe al granduca chie de ndo ch e s i anivasse ad una qualche soluzione, visto che a cau sa della ridda di ordini e contrordi ni i comanc.lanli militari non sapevano più cosa fare «pe r tene re i soldali in disciplina•; rn m a sei mesi dopo la s ituazione era la stessa, con i miliziotti che si rif"i ut.avan o di obbedire agli o rdini de i urn 1anda nli militari, e le auLorità locali che cercavano in tutti i modi possib ili di irnpe dire dw i loro soldati passassero sollo la g iurisdi:lione di altti rifiutandosi di invia rli presso l'armata del p rincipe Mattias. ' 11 Questi proble mi non si presentava no nel caso de i milita ri cli p rofessione , e nel novembre del 1642 il boia lavorò a lacre m ente impiccando divers i re i cli diserzione e rapina, e fru stando pubblicamente una mere trice «per essere andala ruhhando Polli in compagnia di soldati•. 2-i 2 Ma questo compo rtamcn lo rigoroso con i professio nisti contrastava con quello accomodante tenuLo n e i confronti dei miliziotti : per moLivi politici era necessario non e sasperare le comunità soggette, già vessate dai contrib uti in natura che avevano d ovuto fornire per le esigenze di g ue rra. , u Non era un buon modo per m an tenere la disciplin a , anche perché i soldati delk Bande n e l rifiut:msi di andare a servire in g ue rra non inco rrevano in nessuna sanzioL,:.}
,,.. ASF, Mt; 540\ (A lessandro dal Borro a Mallias dc' Medici, 4 fd,i>ra io 1643, d,1 Arezzo). e 58iv. ''" Per q u.,nto riguarda Alessandro dal Borro. cfr. Dlll , sub 11oce, •Borro (dal), Ak'.ssandro•. ··• ASF, Ml', 5100. (Ottaviano Ric1s0Ii a Mallias de' Medici, U dice111i>re 1642, dalla , illa dell'Arnl>rogian:1). c. 18rv. li "Terzo"', 1x1roht di rnigi11e spagnola, era l'eq uivalente di un reggimento. e composlo di .x C'0111pagnie o più, sotto a un Maestro di C:arnpo, colo11nello , etc•. 13NCF. Mar)iabechiano, c:I. XIX, n. 118: LJ. CAnrn-r,, Vi:m· Tern1i11i et Altre Nntizie Militari, (1628), e. 1 1r. llingr,izio il professor Piero Del Negro per ques111 scgnalaziune. '"" ASF, MP, 53')6, ( MatTias dc' Medici a Ferdinanclo Il , 12 dicembre 1642), <'. •l 15r. " ' ASF. M.f', 5/iOO, (Francesco da St1Klillo a Mallias de' Medici, 11 maggio 164.'$, da Badia S. Salvalore), c. 57r. r,,;, Francesco 13aldelli, al medesim o, "16 maggio 164.\ da Massa Marillirna), c. 43r. lvi. "·" ASF, MP, 37 10, (Nola d i M:1rio Vaggi, Auditore Gencr.1lc dell 'Armala, 4 dicembre 1612), c. lj6r. ''-' Cfr. ASF, Al/I; 23:~o, (Supplica a Ferdinando Il per l'approvvigionamc1110 delle truppe 1edcscl1t·, s.n ., s.J., aprik !>I 1644), c . 2%rv.
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ne specifica, come fece presente Alessandro dal Bon-o in una lunga lette ra sull 'argomento indiri zzata a Giovan Carlo e.le' Medici, nella quale oltre a far presente c he il poco rigore giovava poco al buon runzioname nlo delle esercito, fece richiesta di un bando ch e o hhligasse i m ili ziotti a rientrare nei ranghi entro un certo numero di giorni ; in caso contrario avrebbero d ov uto essere «gasligati sen za re missione•. 2:1-1 È possibile che il granduca stesso si fosse reso conto d i questi problemi durante la lunga visita al fro nte ne ll'agosto del 1643; 215 ma finché fu vivo Giovanni Roni no n fu possibile prendere elci provvedimenti se1i, il suddetto cornnùssa1io usane.lo l'a utorità che ancora gli rima neva per proteggere le prerogative del suo ufficio cd i di1itti d ei miliziotti, w, in questo aiutato dalla presenza de llo Staccoli nella Segreteria di Gue rra; tra l'altro, nei primi mesi cli g uerra le d iserzioni nelle Bande furono piuttosto limitale n on giustificane.lo quine.li l'uso di misure re pressive. 237 Ma nell'autunno del 1643 il no ni ven ne a mancare, mentre il suo collega Loren zo dc' Medici già da] 16-/40 era stato spostato ad altro incarico. ,w Siccome n o n fu n ominato nessuno al loro posto, la fazione "milita1ista", cioè i veterani della guem1 dei Tre nt'Anni vicini a l principe Mallias, ehhe mano libera, potend o and1e contare sullo spavento provocato dall'incursione delle truppe p o ntificie contro Pistoia nell 'ottobre dello stesso anno: già nel gennaio del 1644 furono e manate disposizio ni contro i renitenti alle "comandate", ,.w e conte mpo raneame nte si provvide a pubblicare gli Ordini d i Giustizia M ilitare, che imponevano obbliglù e p ene a chiunque militasse suno k: insegne granducali, inclusi coloro avessero «ptivilegio, pree mincnza, o alu-o«, un rife rimento preciso ai membri delle Bande, anch e perché era previsto che in caso di m ancato rie ntro do po una licenza, i colpevoli potessero essere puniti «ad arbitrio». 210 Tuttavia, non e ra prevista alcuna sanzio ne pe r la renitenza, ed a questo si ovviò accomunandola alla diserzione, dichia ra ndo entrambi i reati uguali alla lesa maestà e dando ai re i quindici giorni cli te mpo per giustificars i e.li fronte al Magistrato delle Bande. 24 1 In questo modo i miliziolli e rano in tutto e per tutto sottoposti alla discrezione " ' ASI'. 1\1JH. 125. ins. I, (Alessandro dal l.lorro :1 Ciovan Carlo dc' Medici , 23 o uohre 16/43), e .e. 108r- 109r. "" ASI'. MM, J I, /)iario di Cesare TiH!{hi, 111, e.e. 403v-409r. ·•· Cfr. ASF, 1';//~ 5399, (Alessandro Nom i a MaLLias d e' Medici , 19 ollobre J64l), c. 357rv. ASF, Ml~ 371.:\, (Now d i C.iovarn1i Boni. s.d ., rn:1 ottobre 164 L), e.e. 1093r- l 094r. "' Cfr. RI.Yl J 11. (jen. Mss. 109, Spinelli, 311. Ilei. 5592, "Nola e.li sole.lati delle B:tnde fuggili dal servizio" [s.d. rna metà J6/4.3J, c. n.n. In questa lista son o segnali i nomi di .38 disertori, dal dicernbre J6/4 I al gennaio 164:5. "" C:fr. P. Lilla . L.
l',\SSE~l 'J I, / Medici cli Firenze, Torino, E Giusti , 1854., lav. XVII. CiHASSl·:11.1r-.1, l·'rojìli 11wdicei, cil., )). 119. '·''' J\SF, MI', 2.:Bo, (Ordine di Alessa ndro Nomi, 18 gennaio 1644), c. 188rv. '"' ASF, Legg i e Rcwdi, 37, n. 86. "Ordini di 0iustizia Militar<'. Da osserv:1rsi dalle Solcblesclie del Serenissimo C..D. di Toscana., (16/43), cc. 270r, 272v. ' '' ASF, /Hf', 2:555, (Decreto di Ferdinando Il , s .cl. , 111;1 gcnnaio-fehl>raiu J6/41), <'. 86rv. Cfr. ASI', /\//~ 2357. (Ncc;sandro d;,I Bni,·o al Gmnduc:1, r,,l,hraio 16/45), c.n.n . 11 ,bi Rnrm richiedeva la contl:inn;o alla galera per i rcniremi, •subilo esegu ita senza altra l"orma d i processo•. FKACAS.', INI,
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de i t1ibunali militari, secondo un regime cli legge mat7.ialc, e furono diversi i me mbri de lle Rande ad essere giustiLiati pe r d iserzione, o per •be nigno rcscrilto» condannati a remare sulle ga lere del grand uca, quando invece in te mpi normali se la sa rebbero cavata con una semplice •appuntatura•. m L'a ppuntatura era il metodo privilegiato pe r punire i miliziotti re nite nti, provvedime nto c he, in teoria, no n doveva essere ap plicato pe r più di tre volte, dovendosi alla Le rza rnancan;,.a espelle re il co lpevo le dalla milizia, con l'aggiunta de lla pe rdita de i privilegi . Q uesto poteva andare be ne in tempo di p ace, ma in caso d i guerra si rivelava inutile perché il va lo re d i poc hi sold i non e qui vale va a q uello d ella vita; ragio n pe r cui, dal Le mpo de i fatti d i Castro in poi dive nn e più freque nte l'incarcera7.ione d egli "appuntati" dopo la te rza ma ncanza, per intimorire gli a ltri mi liz iotti. m Del n.:sto, e ra sempre sta to d iffic ile riscuo tere i so ldi delle a ppuntature, tant'è che ne l 162/i la Banda di Livorno va ntava dagli appuntati crediti risale n ti al 1596, e che arrivavano alla ragguardevole cifra di D . 2.320 ci.rea. !H JI prohle ma raggiunse propo r7.ioni enormi ne l decennio tra il 1641 ed il 1650, q uanclu le Bande furono in uno sta to cli m obilitaz io ne q uas i pennanente, cd il fenomeno de lla renitenza si fece acuto. Nel 16ii9, il Segretario Dome nico J>a n<lolfin i chiese a l Mag istra to delle Ba nd e di trova re 11rn1 l(Ualchc soluz io ne per «pote re conseguire l'o bbe d ie nza a lle rassegne , e levare lo s pavento alla gente•, daro c he molti appuntati e ra no fuggiti all'estero •astretti dalle necessità di no n pote r pagare, e dal dubbio d 'essere catturali•, il che no n solo era di danno a lle loro famiglie cd a l gra nduca , non solo per l'as petto militare, ma anc he •p er que l che tocca a lle contribuzion i ord inarie, c he vanno così via diminue ndo•. i.; Forse p e r questo motivo, no nosta nte le dure no rme contro i re nite nti contenute ne i Capito li del 16/i6, u , in gene re ru applicata la linea rno rbida con i colpevoli, prefe re ndo, invece de lla ga le ra , infl igge re loro una pubblica mortificazione «pe r leva r lo scrupolo ai so ldati•; m de l resto, assieme alle nuove rl:gole pe r le r\ande, il granduca e manò un denclo di amnistia a favore di coloro ch e non e rano compars i a lle ra ssegne, ordinando loro solo di paga re le appuntature ai De positari delle Bande, cosa c he valeva anche per c:hi era stato catturato come renite nte. i,x Indubbiame nte, p er alcuni essere appunrati poteva ris ultare dirompente da l punto di vista eco-
''' Cfr. ASF, M l ~ 2524, ins. .\ pa,,i111. ''' 1.fr. ASF. /11/~ 2557, (Pietro Giili,11i a Doml'nico l'andoll'ir1i, 18 dicembre· l (,,18), <.:.11.n . ... ASF, MB (fl). 53, n. 475, (Nota d i ic uletto icolctti, Depos itario d e lla Banda d i Livorno, I hre 1624), c. n .n. '" ASF, Ml', 2.~57, ( Do 111c 11ico l'andollìni al Magislrato delle Bande, 28 gennaio 1619), c .n.11.
0110-
"' Capiloli, ordini e pri11ilep,i,le Milizie 7'oscm,e /X!deslri ,, <'<Jll<'Slri, Swhilili ,, cu11cessi dal S,·n·n~,;simu Ferdinando Il. Gran U11ca di Tnsa111a. Firenze, nelhl St:imperia di S.A.S. :1lla Condotta.
l (l'I(,. p ..\5. ,,- ASF. Mf'. 2 -157. "Per i solrh11i d,·lle L\andc, 13 Nmw,111,re 1644". c. n .n . " ASF, Ml', 2.~55, (Nola della S<·gr<'tcria di Guerra; g('nnaio 1616), c. 80r.
Rande e potere militare nella Toscana del X Vii secolo
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nomico, la multa per ogni s ingola assem'.a calcolata .t. 1 1/ 2, di cui d ue soldi andavano al De positario della Banda , quattro a l s uo Capitano, nove per l'acquisto di po lvere da s paro per gli altri mili;,.iotti ed il restante al fisco. M Inutile dire che questo sistema si presta va ad abusi di ogni genere: ne l 1650 , Galeazzo Dei, Aiutante della Banda cli Chiusi, fu licenziato perché sessante nne e con quarantadue anni di servizio alle spalle, solo per ritrovars i nuovamente arruolato come moschelliere dai Sergenti Generali d i 11attaglia , i quali ordinarono al Capitano dell'unità «che non comparendo alle l{assegne lo faccino appuntare e pagare•. ,-,o Per una persona o nesta , certe angherie re ndevano dubbiosi i vantaggi ch e derivare dall'essere <lescritti ne lla milizia. La proibizione di portare armi in mezzo agli assembramenti era più che g iustificata , visto che ne lle Bande potevano finirci le pe rsone miti quanto quelle vio lente , in un secolo c he non a caso è stato definito "di ferro", costellato cli episodi come in seguente, avvenuto il 21 dicembre I 65 1 e laconicamente riportato dal diarista fiorentino Settimanni: •Morì il Sergente Maggiore i>ietro Porligiani , fratello di Carlo, p er aver toccato llna fe rita in una 4uislione fatta ne l precedenre Lunedì sono le logge del Mercato Nt1ovo col Cavaliere di Malta Fra Amerigo da Verrazzano Gcntilhuomo Fiorentino, e la causa fu pcrché il Partigiani gli aveva detto in bu rla che aveva il viso di Gambero cotto , perché era sempre rosso fu or di modo•. "' Questi ra tti di sangue no n e rano limitati alle persone di rango, cd i rniliziotti e rano spesso protagonisti di episod i simili, anche pe rché avevano facile a ccesso a lle armi. lJn caso del ge ne re vide come protagonisti Pie rsante e Ag nolo l{assinosi, rispe ttivamente sergente ed alfiere della Banda del Casentino, che venne ro a lle mani pe r questioni di preced e n za duranle una rassegna , Piersante beccandosi anc he una pugnalata «di poco momento• d al fig lio d i Agnolo , accorso in d ifesa del padre. Il sergente finì sollo processo cli fro nte a ll 'Auditore delle Bande pe r rivolta ed o ltraggio all'insegna , ma la senten7.a non f11 cosa facile da d eciders i, dato che !'Auditore e ra favorevole ad una pena mite «pe rc hé a ncora s i tratta fra frate lli», ma an che perché, in e ffetti, la q uestione de lle pre cede nze non era del tutto chia ra , per cui propose di privare il colpevole del grado e ma n"' ASI', Ml~ 2550, (Ordine di Ferdinando TI sul le forme chi u sare per certi pagamenti, s.d. rna ]646), c . 227rv.
"" ASF, Ml'. 2357 , ( Donwn ico P:indolfini ai Sergenti Generali <li L\allaglia, 1.3 ottobre 1650), c.n .n. '" ASF, M a ,ww:rilli, n. 136, S 1-:1T1MAN N1, Oiario, X, c. 277v. A volte le liti erano risolte con in, ·:,.zi p ii, pad tìci . Nd l (v12, C. iacinIO Patrini e (~iulio Rosali, e;:ntralllbi soldati nella lònezz., d i S. Giovann i di Fircn 7.e, fecero pace d i fro nte al notaio, ind udt:n do i loro p arenti •p er linea n1;isculin:1 fi no al quarto grado inclusive second o la legge cmrn1i ca•, pag and o una cauzione di .I:. 500. ASF, N M (f,). 16216, ( 17 ~cttc mbre 16/42), c.n .n .
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darlo a servire pe r tre a nni s ulle galere se nza stipendio, dandogli tre mes i per c hiedere la g ra7.ia al granduca ; viceversa , ci furono altri che sostenne ro la g ravità dell 'atto, e quindi era troppo mite la pena proposta dall'Auditore , argomentando altresì che la forca fosse da considera rs i eccessiva solo perché non si era in guerra e si tra ttava di soldati «no n pagati•. su ggerendo invece cli spedi re il sergente in galera p e r cinq ue a nni . Ma secondo un teo.o parere, la galera era da conside ra rsi eccessiva, e bisog nava inve ce mandare il colpevo le pe r quattro anni a Livorno, dopo ave rlo rimosso dal grado. ,.,, La sentenza cli questo process o non ci è pervenuta, ma il caso sudde tto è ri velatore di un certo tipo d i procedura e di fil osofi a giuridica , c he , a lme no ne i primi anni del regno di Ferdinando II, te ndeva a conside rare i mili7.iotti come un'e ntit::ì legale separata da l re sto del la socie tà . Casi simili non erano infrequenti negli stati de ll 'antico regime, ed il granduca Cosimo I a veva avuto a mente proprio l'auto no mia della mili zia quando inizialmente aveva creato il Tribunale de lle Ba nde, che pe rò era stato abolito quasi subito. 2',; Tuttavia , i "descritti " rimase ro sotto l'a utorità ultima d e i Co rrunissari e dell'Auditore delle Bande, quest'ultimo incaricato di pres ie dere i processi civili e crimfr1ali in cui erano implicati i mili ziotti, che p e r altro rimanevano soggetti alle leggi generali e locali. i,., Tn realtà, esiste va lilla doppia giurisdizio ne, in q uanto i Commissari e ra no i «Cognitori, et Giudici cli tutti li delitti proprii, che li descritti comme ttesse ro in g uerra , e ne lle lfasscgnc, c l in ogni altro e s ercitio militare•, con la faco ltà d i •punirli e castigarli cli fatto , second o la qualità de l caso, o m essa og ni solcnità, et o rdine cli processo s ino alla morte inclus ive•; i Conimi ssari potevano derogare a q uesta norma solo se fosse o pportuno «et parendoli di proced e re maturamcntc , e con esamine possino osservare in altro tempo , e luogo la cognitione di tal cause, et con cons iglio de ll 'Aud itore de lle Bande decide re et senle nliarle». 2" Quando cessò l'ufficio de i Co,rnnissari, queste incombenze furono trasferite ai Serge nti Gene ra li d i Battaglia , N, un provvedime nto clic rese quasi del tutto "militarizzata" l'amir1inistrazione ordinaria
'• ' ASF, M l~ 18 17, (R<'bzio n<', .~.I., s.n., s.d . le. 16251), e.e. JSr l 9v. cii. , 2, p. 111 1/45 "-' Cfr. ASF, MM, 413, "'Teatro di Grazia e di giust izia", cit., p . 2 18. '" ASF, 1l1M, 175, ins. 2, "Auto rità, e t obblig h i de Co mmcssarii dcl i<' I-lande", c it. , c. n.n. •Li d elin i proprii dc quali so no cognitori li Commessarii sono que lli, che com mettessero li descritti nclle Rassegne, ncl l;, g ul'rra , e t in og ni altro atto militare, come il partirs i d i campo, et da lla g11errn scn7.;1 licenza , t111ffa rc la paga , slx 111clo n;u-e il luogo, cime ak uno fo sse posto per sentine lla , o per altro inanz i al tern1x>, e t senza licenza, t~1s fe rirs i al li ne mici, c d oventare transfuga, revelan: loro i s egreti, li bisogni <lei cau1po, p restare lo ro a iuto , et favo r<', d is uhidirc al s uo C 1p ita no ne lle cose della Mililia, et al suo Luogo le u eule , Alfiere, Serge nte, et a ltri gmd11ari della su ;, band a, no n anelare a lla guerra, o d ove la sua banda s arà comamlata, ve nde re o im pegna re l'a rm<', e q ualu nq ue a ltra s imile tra ns gressio ne. Ha nn o autorità cli Gts ligare chi servisse alla banca per passato rio ta nto d c:scrilto, come non d escrin o , '" l'ERRETn, L' organizzaz ione 111ililare in Toscm,a,
che vi è pena la forca».
"' ASF, MP. 23">7, ( llozza di motuproprio , s.d . m;i dicTmhre 1618), c. n.n.
Rande e J><>tere militare nella Tosca na del X VII secolo
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delle n ande, o ltre a mettere in chiaro chi avesse o me no giurisdizione penale sui m iliziotti, cosa che la guerra di Castro ed i Capitoli del 1646 a ve vano lasciato piuttosto ne l vago. m J O. Le circostanze e la debolezza d ella Segrete ria di Guerra erano alla base di questo strap otere dei militari , e come fu firmata la pace con il Papa si cercò di po1v i un freno ed a llo stesso tem po mettere un po' d 'ordine nelle faccende delle Rande, che la guerra appe na finita aveva dimostrato bis ognose cli una riforma . Pertanto, ne lla riunio ne del Consiglio di Stato del 12 novembre 1611 si decise di affida re nuovamente ai commissari la giustizia ordinaria , lasciando a l "gene rale ", cioè Alessandro dal Borro, quella militare; ma il regime di mobilitazione in cui si trovava la Toscana rendeva inutile que sta dis tinzione, il che era implicitamente rico nosciuto nel po tere del generale di «comandare gente dell e Rande• a sua discre zione mentre i commissari erano solo tenuti ad essere infom1ati. 2;/\ Queste risoluzioni avevano il sapore della beffa, dato ch e no n c'era no più i vecchi responsabili della milizia e d il <.bi Bo rro riuscì ad evitare che il suo pote re venisse messo in discussione ottenendo qualche mese più tardi «l'istessa auto1ità, che havevano li Co mmissarii , e di valers i de ll'Auditore, e Cancelliere soliti delle sudde tte llande». 259 Quando, ne l 1646, furono pubblicati i nuovi capitoli della milizia , s i stabilì che i de litti in campagna do vessero essere puniti secondo gli Ord ini dd 16'i3, ma a nc he quelli commessi in tempi normali fosse ro comunque di co mpete nza dei cco ma ndanti militari, benché si riservasse ai giusclicenti locali il di ritto s u quei c1imini •che non son propri d e i so ldati». ~60 Purtroppo, non era se mpre facile fare cette distinzioni, soprattu tto di fronte alla pretesa cli ce1ti com andanti c he i miliziotti erano in se rvizio anche quando si trovavano «alle Case loro». 2<,, Non conte nto di ciò, il dal Ro rro riuscì a scippare a i Collate rali il co n trollo s u tutta la cava lleria. Le prime avvisag lie cli ciò si e rano avute già nel 1642, quando il g randuca aveva avvocato a sé la faco ltà di firmare direttam ente le patenti degli ufficiali cli cavalle ria, ed a nche di «rime ttere e cassa re pe r l'ord ina rio li Soldati cli detta Militia», be nché ne i casi d i «mera giustizia e t pena» prefe risse affidare la «iurisclitio ne d e te rmini d i G iustitia che si da a Commessari d elle Bande non ostante». 262 Era evide nte che la Banca Militare stesse pe rde ndo la s ua pres a sulle un ità equestri, ma visti i tempi di gue rra c'e ra poco che potesse fare per impedirlo, in qu anto la cavall e ria , •. Capitoli, ordi11i e µri/Jile!!,i (]646), c ii. , pp.15 16. ' " ASF, MP, 2357 . ·'Consu ll:I de l 12 novembre 1644"', c .n.n. rN fui , (Motuproprio d i Ferdina ndo TI , 26 ma rzo 1645), c.n.n. <:fr. ASI~ Mi '. 2354, reg. VII , c. U<'lr, per la prun a p,llcnic con b s11a firm a . "" Capilo/i, nrdini e pril'ilegi,le ( 1646), ciL., p. 15. 1 •· Cfr. ASF, MP, 5400, (Alessandro No mi a Mallias de' Medici, 4 dicembre 16/42). c. 3r. ~, ASI', lvfP, 2.·UO, ( Resnillu d i Fl ·1di11,111d" Il , 4 g <:11na in HÌ42), e 142r. Le :sottoline,llure sono ne l
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era in tutto e p e r tutto sotto il controllo de i comandanti militari . Ciò no nostante , ne l 1611 la llanca stilò un memoriale riaffe rmando c he le trnppe mo n tate con p aga e ran o sem pre state so tto la sua giurisdizio ne , anche se e ra •be n vero, che pe r il ca po d e lla iustitia, vi hanno hav uta la ma no an cora i Commessari per punirli, e condennarli secondo le trasgressio ni po ste ne i capitoli», ma allo stesso te mpo ribade ndo che i s uddetti avevano s empre prete so di controllare in ogni modo 1a cavalle ria, e p er questo avevano anche o ttenuto ttualche rescritto a loro favore , •ma in fatti, e p ochissimi, o non osservati». ' 6j Ma ormai qu esti discors i e ra no stati superati da lla realtà degli a vvenimenti, e come se ciò no n basta sse la Banca Militare dovette anche subire l'onta di d ove r re nde re conto di venti anni di sp e se ad una conunissione d 'inchiesta governati va. 2"" Con comprensibile amare zza il pagato re Lorenzo Antino ri se la p rese co n il da l 13orro, accusand olo di ave r appoggiato il Magistrato delle Ba nde per m otivi cli po te re personale, nonostante tutte le sue dic hiarazio ni a l contrario, lo scopo elc i comm issa ri essendo sempre stato q ue llo di o tte ne re i m o li d elle cavalle rie pagale pe r «haver con questo le ma ni , ne i negozi dell a 13anca». ' 6' L'Antinori no n ave va tutti a to rti sosp ettare d e l Maestro di Campo Ge ne rale: nel 1647, con la scusa che era vacante il posto di comanda nte in capo d ella cavalleria e sulla base d e l rescritlo del 1642, fu decretato che d a que l mome nto in p o i tutte le truppe montate de lla milizia, sia q ue lle stipe ndiate che le altre , dovessero passare a tutti gli effetti so tto il controll o de i commissari delle Hanclc, cioè di Alessandro dal Borro . 2<•, Esisteva una logica nell'affida re ad un solo uo mo il comando di tulle le for:te di te rra med icee , se no n altro pe r lo stato c:aotico in c ui si trovava la m ili:tia dopo la guerra di Castro, e so prattutto p e rc hé d o po la mo rte del suo ultimo commissario no n e ra p iù chiaro c:hi avesse l'auto rità cli dirig e rla nel s uo complesso . M Ma il Maestro di Campo Ge nerale dimostrò a nche d i essere un vero innovato re , qua lità c:he g li e ra s tata riconosc iuta già prima che g li fosse affidato il ruo lo c he e ra stato de i co mmissari J e lle lland e . Nel gennaio del 1645 il d a l Bo rro rife rì a Ma ttias dc' Medic i che il g randuca lo aveva incaricato di o p e rare «un certo ravviame nto d e lle s ue Milizie•, chie d endo pe r que sto d i po te rsi avvalere dell'aiuto di certe pe rsone , tra cui il colo nne ll i Pria s, il Se rgen te Maggio re del Reggime nto Ale manno, e !'Audito re Ge ne rale <i iuseppe Casoli, ma s ig nificativamen te no n m enzio n ando !'Audito re delle Ba nde. ,6>, li 26 ma r:to s uccessivo il dal ·~ lvi, ( M emoria le di Lorenzo An1 inori a Fcrdù1,111do Il, IO gennaio 1644), e.e. 14l rv, 144r. ' " t.SF, s~; 56, n. 311, (O rdine d i ( ;iova n Bauisla Gond i ai Sindaci , 10 d i cemb re 1644) , c. 11.11. "·' ASF, Ml-'. 2357, (Lo renzo h nlinori a ignoto IAlcs.~andro dn l Ro rrol , 23 d i cembre 16/4/4), c.n .n. ""' ASF, MP, 2331, "Ordine circa il Governo delle Cavallerie, pagate co m e n on p;igate" (3 otto b re
I M7), c. 115r. "·' C.fr. ASF, MI', 5100, ( Belisario O : llesi a M allias de· Medici , 26 settembre 1643, cb Radicofan i), c.
66rv. "~ ASF, Ml-'. 2357, (A l essand ro dal Borro a Manias dc' Med ic i, 20 genn,1io Hi/45), c.n .n .
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Bo rro o llennc dal granduca il controllo completo della milizia, 2m e forte di questa s ua a utorità poté mettersi a l lavoro a iutato dal suo consiglio ristretto. Il problema principale da risolvere fu quello del reclutamento dei soldati: la ragione principale ch e spingeva le p e rsone ad arruolarsi n e lle Bande e ra legata ai p rivilegi che qucst' ultime concedevano, tra cui quello del porto d 'armi; tullavia, negli anni prima de lla guerra di Castro erano stati rilasciati molti permessi, parecchi , a quanto pare, ad istanza cli Lorenzo Poltri, figlio adollivo del Primo Segretario Cioli . Con l'ene rgia che g li era tipica, il dal Borro o tte nne dal granduca la revoca di tutte le licenze cli porto d 'armi riconducibili al Po ltri , così da costringere gli spossessati ad arrnolarsi nella milizia per rio tte nere l'appetito privilegio. 270 Inoltre, s i decise che ogni comunità dovesse fornire delle determinate quote di miliziotti, i maggiorenti locali dovendo fornire , in collaborazio ne con i cancellie ri delle Bande, la lista d egli scelti di e tà compresa tra i 16 e i 25 a nni , presupponendo che chi si volesse arruolare passata tale età avesse •a ltro interesse che della prontezza al servizio di V.A. S.ma•; inoltre, bisognava informarsi quali soldati fossero "comodi" e se per caso un soldato avesse qualche parente arruo lato, •per non mettere l'armi in ma no a tutta una famiglia•; infine, si ordinava, per quanto possibile, di non reclutare contadini , in quanto troppo legati alle necessità del loro lavoro, e difficili da mandare in guerra. Comunque, nel caso di eventuali spedizioni militari s i pe rmetteva di estendere il reclutame nto fino ai quarantenni, cd ai sessantenni p e r la difesa interna. m Q uesta riforma significò u n più razio nale s istema cli re clutamento dei soldati rispetto a prima, nei ruoli vene ndo segnati i dati anagrafici e sociali dei "descrilli, •che in occas ione di valersene si p ossa sapere le qualità di ciascuno, e servirsi dc miglioti e p iù ahili•, m a llo s tesso tempo imponendo severe sanzioni a chi si rifiutasse d i ohhedire alle comandate, inclusa la condanna alla galera da eseguirsi «senza a ltra forma di processo•. m L'abilità dei m iliziotti non coincideva necessaria mente con la loro efficienza militare, essendo più ch e altro indicativa de l dan no economico ch e l'assenza di un individuo poteva provocare ad u na famiglia oppure ad una comunità : •Principie rà la Comanda ta di ciaschcdun quarto fino alli due freghi [nota: ne lla lista ci sono delle lince <.li separazione), e trovand osen e dell'impediti farà notare la cagione, soLL'i nomi loro, avverten do ch e s'inte ndono impediti qu elli ch e have ranno radrc, o fratelli Comandati, tanto a Piedi, quanto
~-, ASF, Ml', 2557, "Consulta de l 12 novembre 1611", cit., c. n.n . "" ilMrF, M oreui, 155, (Alessandro dal Ilorro ,1 Fe rdinando Il, 4 maggio 1645). C.c. 26r-27r. "' ABSM F, Gian/ì~liazzi, 1. G. 3. O. 3 "Ordini militari d el Marchese Alessandro dal Borro d al J64j a l 1648", (Alessandro dal Borro a Fc rdin,indo Il, 4 maggio 1645), cc. 7rv. i 11. ASF, Strozziane, 1'\ IX, ins. 3, 'Tn questa fo rm~ -1 si descri v~1nu 1. .. 1", di., c. 69r. "' ASF, MP, 2557, (Alessandro d al Borro a Fe rdinando Il, s.d ., ma fe bbraio 1646), c .n.n. 1
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Niccolò Ca/1/J<mi
a Caval lo; se però in casa non fussero almeno quauro, perché in tal caso potranno anda re due, non essendo Contadini d i al tri , e sieno divisi, in maniera c he signo uno per Casa non li Comandarà. Se fino alli due freghi no n trova compita la Comandata dovd pigliare di quelli che sono sotto li detti freghi, di ciaschedun Quarto la parte che li tocc he rà, cioè se manca anca dei due per quarLo, e t li altri du e de lli quarti più numeros i, sempre com manderà il p rimo della nota. Compita la Comandata, consegnerà la Comi,agnia a l Capitano, Tenente, Alfie re , con una insegna, Sergente et altri officiali tutti con !'arme l. ..J•. m
11 dal Borro procedette anche alla riorgani zzazione della struttura d elle Rande, in cominciando a dividere ognuna d i loro in quattro "quarti" «e t a ciascheduno quarto ordinati li Uffizia li come se fussero Compagnie» pe r un totale d i 37 Bande e 148 quatti. 27' Di pe r sé questa non era una novità, visto che già al tempo della guerra di Castro per ragioni amministrative si era provveduto a dividere alcune unità della m ilizia, c..iuella del Casentino ad esempio venendo scissa ne lle due «bandiere• di Po ppi e Bibbiena, ognuna con circa 600 uomini , 271' per facilitare le rassegne dei miJiziotti. Questo p ro!Jle, 11a si era presentato fin dall'inizio del regno di Ferdinando Il, tant'è che nel 162 1 Antonio Simo ni aveva proposto di dare due capitani alle Bande de lla Homagna , numerose e mal addestrate a causa cldlc pessime condizioni delle strade durante il pe riodo inverna le ; m nel 1628 Raffae llo d e ' Medici aveva stilalo un lungo memoriale in propos ito , suggerend o di divide re in due la Banda di Rocca S. Casciano rafforzando la "rassegna" di Galeata, che essendo s ul confine aveva maggiore necessitì di poter disporre di un p roprio com anc.bnte, non solo per p roteggere una delle principali vie d i accesso ai Serenissinù Stati ma anche per motivi cli ordine pubblico, il vicino Stato Pontificio funge ndo da rifugio p e r i banditi . mi Il discorso delle •rassegne• dimostra che l'ide a di avere delle unità della milizia più piccole e ra g ià stata applicala assai prima che ci pe nsasse il dal Borro, che in questo senso s i limitò ad riordinare una situ azio ne p reesisrente. Per comple tare il tu tto , il Maestro di Campo Gen erale suddi vise la Toscana in otto distretti militari , denominati "Terzi" (Appendice 7) , 279 com p rend enli un certo numero d i Band e e comandati d a un Maestro d i Ca,np o
' · ASF, MP, 2.'$3 1, (1.C'vn della Compagnia del Valtlarno [1650)), c . 787r. ' · ASF, MP, 2.'$57, (Tnforrnn1iva dei Sergt'nti Generali tli llaL~1glia a Ferdinando Il , s.d. ma p roba biln1e n le 164')), c.n.n. n ASI', Ml-'. 2360, '·Ruolo dei descritti d 'ordine- dd Sig. Marchese S. Agnolo Medici nella Ilanda d i C.asentino, sono il primo agosto 164.'$"', e .e. n.n. "' ASF, MM, 171, ins. 3, (Nola di Antonio Simoni, s.d. ma 162J), c .n.n. _...,, ASF, MM, 370, ins. 10, segn . 53, (Memoriale <li Raffaello dC' Medici, s ullo stato dt'lk: Ba nde della Ro magna 11 6281), e.e. n .n. ,., , Al.lSMI', Gic111/~Q,lia:z.:z.i, 4. (Ì. } . O. .'3 "Ou li11i 111ili ta1i d e l Mard,ese Alessandro dal Borro··, c iL., ( l.isrn dei Terzi t' delle Bande, 4 maggio 1645), c . 4v-5r.
Bande e potere rnilitare nella 'J'oscana del XVJJ secolo
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con giurisdizione su «quel territorio o provincia [. . .] più comoda e adeguata p er un numero s ufficie nte di soldatcscha»; ll<U i 'T e rzi", come i "Qua1ti", e rano unità amm inistrative pe r il re cluta mento e la ge stio ne ordinaria d e lle milizie, in modo che fossero addestrate a dovere e per p oter d isporre in breve te mpo d i un n ume ro adeguato di uo mini in caso di necessità, e pe r questo , com 'era già successo ne lla g ue rra di Castro, il com an do delle soldatesche in campagna avre bbe ro d ovuto essere affidato a dei p rofessio ni sti piuttosto che agli ufficiali d ei "Quarti ", spesso solo de i maggiore nti locali . ix , Anc he per questo motivo il s is tema del dal J3orro si rivelò subito e ffic ie nte: ne l 1648, al tempo della seconda c ris i d i Castro, i Teo.i di Pisa/ Pistoia , Maremm a e Val di Chiana furono in grad o di mette re in campo 22. 162 uo mini a piedi ed a ca vall o . .!8! Più ch e altro di verrne p ossibile gestire p iù agevolme nte le "comandate" di milizio tti , in maniera che le s ingole Ba nde co ntribuissero la lo ro quo ta di uo m ini senza che l'e co nomia d i una s ingola comunità ris ultasse compro rnessa. Così, quan do n el 1616 agli otto Te rzi fu ordinato di mo bilitare 4.000 milizio tti, nessuna IJanda do vette co ntribuirne più di 500 e certe molti di me no: Chiusi, co n una p up ola z.ionc di 2.000 abita nti , no n dovette inviarne che cinquanta. ,w, Tuttavia , il lavoro riorganizzazio ne de lla milizia non fu d ei più semplici. (~ià ne l se tte mbre del 1645 fu evide nte che il rig ido siste ma ideato dal Ma estro di Ca mpo Ge ne rale a ndava ri visto, e pe rta nto nel sette mbre de l 16/i5 lo stesso d a l Bo rro propose una revision e della riforma: mantenen do fe rmo il princ ip io de lla rassegna gen e rale annuale per tutte le Ba nd e (e me ns ile pe r Livo rno), s i sta biliva che i Q uarti del Sasso di Simone e Jiivinano fossero escluse dalle riviste invernali, me ntre le compa gnie d i Monta lcino fossero esenti da que lle estive; ino ltre , la Banda di Castiglion d e lla Pescaia non doveva più far parte di un Te rzo, in q uanto troppo pi ccola . '"' Come se ciò no n bastasse, si scoprì c he l'ultima visita complct:,1 delle [3andc risa liva al 1640 , che i ruo li e rano in uno stato di confu sione assoluta, e che p e r rimettere le cose a posto andavano ass unti a lme no sci scriva ni , «pe rsone be n nate, che havesse ro un poco d 'ingeg no , e b uona mano d i scrivere, e che fu ssero obbligati a stare assid ui a li ufficio», da to che c'era d a s mistare una quantità e no rme di lavo ro a rre trato , tra ruo li e corrispo nde n ze , anche se e ra diffi cile trova re perso ne ch e fossero dis poste a lavora re per me no d i sei scudi al me se. Un altro problem a fu que llo "" ASF, Stroz z ia11e, 1" , IX, ins. 3, "l n que~la ru rma si d escrivano a Ruoli i Soldati cklh1 Mili zia cll' I Sc r.mo Cranduca di T osc:m a" ( 1674). c. 68v. ~, ASI', /'vii-', l.3';7, "Ordini pa1t icohiri da d istende rsi pc' r il govc-rn o del le M i li zie, e registrali nella Ca ncelleri a delle Bande .. ( 1615), c. n .n . l vi , ( lnformMi va dei Sergenti Cenera li <li lk 1Llaglia, cil. 1164<)1), c.n .n. "" ASF, MI', 2330 , ( Huo li dc-i Te rzi s11dd ctri [ I 648]), e .e. n.n. ·'·' ASF, M l '. 2.:B I , (Co mandata d i 4.000 so ldati (1646]), e.e. 5Z8r-',l.9r. ~- ABSM F. Git,11.fi~ lit1zzi, ,;_ 6 . 3. O. 3 --o ,di 11i 111ili1,11 i d d Ma u 11<·,,, · A lr:, ,a nd,u d al llurn ," , cit. ,
( A lessandro dal Bo rro a Ferdin;i ndo T.l, 27 sc llc mhrc- 1645), e .e . 18 r-3 1r.
Niccolò Capponi
di ottenere dai cancellieri de lle Bande delle note dettagliate sui miliziotti, inclusa la loro situazione anagrafica e se fossero stati trasferiti a qualche altro reparto; ma, inevitabilmente, per te ne re aggiornati trentasei ruoli si previde che sarebbero stati necessari altri quattro scrivani . Le liste d ei "descritti" erano confuse anche per colpa del Colonnello Prias, che nel fare i "Quarti" aveva «voluto levare, e mutare Squadre, e Comuni d 'una banda, et aggregarli ad altra•, oltre a sceglie re cli fare le rassegne nei luoghi sbagliati •per non vi esser s ito, ne d ove ricoverarsi in occasione di pioggia•, a parte il fatto che erano difficili da raggiungere per via delle strade impervie per cui tanti miliziotti non erano comparsi; tutto ciò aveva creato ta li inconvenienti, che si rendeva urgente procedere ad una nuova riorganizzazione dei "Quarti ". 2RS Ma non e rano solo questi i grattacapi di Ferdinando II, che era anc he costretto ad affrontare la crescente ostilità degli ambienti politici e d e lla società toscana verso quello che era conside rato lo strapotere dei militari. Questo fu spiegato fin troppo bene in un documento anonimo de l 16/i6: la riforma d e lle Bande era dannosa perché aveva dato ad altri il pote re dei commissari; s i arruolavano i nullatenenti e non i ricc hi, dato che i capitani facevano commercio delle esenzioni oltre ad essere spesso assenti ; l'aumento del nume ro degli ufficia li, con la scusa della disciplina, e ra dannoso perché avrebbe imposto «un continuo balzello a ' popoli , et una vessaLione intollerabile•, a parte il fatto che la paga per detti ufficiali sare bbe stata insufficiente; le continue rassegne non potevano che danneggiare l'economia, ma soprattutto i sudditi elci granduca erano sottop osti •all 'arbitrio di pe rsone totalme nte militari, e non punto versati in governi civili , e in qualche peggior cosa parte cli loro esperime ntati•; per conclude re, la riforma era un aggravio pe r le casse dello s tato, dannosa p e r la legalità , e rischiosa per la sicurezza delle istituzioni, pe r cui era be ne c he •il Consiglio di Stato e que llo d i Giustizia• pre ndessero provvedimenti con la massim,1 urgenza. 2"" Indubbia me nte il documento esagerava nel dipingere il quadro d e lle milizia con tinte così fosche , ma a llo stesso tempo l'ano nimo autore aveva ragio ni da vende re. l capitoli <lei 1646 avevano lasciato piuttosto nel vago i p ote ri reali dei comandanti rrùlitari de lle Bande, che in pratica non erano sottoposti ad a lcun controllo fuorché quello d e l Maestro di Campo Genera le, che p erò era tenuto solo in teoria a re nde re conto al granduca, una situa7.io nc che si prestava ad abusi di ogni gene re. ,m Nel 1648, i sol"" ASF, Ml~ 2357, ( Pielro Guerrini a D o m enico P:i ndo lfini , J settembre 1646), c.11.11. Cfr. ASF, MP. 2331 , "Nota di Tutti i Capitani Je (.)uarli che J i presente si ritrovano al se1vizio, qu esto preseute ,umo 1652", e.e. I I 57r-1159v. .,.. ASF, Ml'. 2330, "Inco nvenienti, al>Usi, e novità introdoni, o prorosti nelle Bande pregiudiciali allo stato" (1646), e.e. n.n.
"" Cfr. Capitoli, urdilli e privilegi ( 1646), cit. , rr. 15- 16 .
Rande e potere militare nella 'J'oscana del XVII secolo
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dati d e lla Ba nda di Montepulciano de nunciarono i1 Maestro di Campo Puteanus pe r aver bastonalo a morte uno dei loro, affermando inoltre ch e «questo Te descho ha compartito le Rassegne a cento so ldati pe r festa , o poco più, g li tiene fin al tramo nto del sole , po i indigesto di vino li b astona»; ma il Maestro di Campo aveva anche il viz io, di •com andare che si porti presenti, legna, fien o, paglia , che si lavori d u e Ville prese in affitto», utilizzando il suo aiutante per impartire questi ordini, e rovinando così la Uanda. Forse pe r questi motivi Alessandro dal llo rro p e rse il favore del gran duca, chiedendo a lla fine del 1648 di poter lascia re il servizio toscan o , «sebben e fu creduto universalmente, che il detto Sig. Generale non ave sse di.mandato tal licenza p e rchè gli fosse concordata, ma per miglio rare le sue pre tenzion i ch e aveva, e mai n o n avevale potute o tte ne re»; ]jl<) tuttavia, è chiaro che già prima del 7 dicembre, data d elle dimissio ni del dal Borro, si pensasse ad un ,ambio d e lla gu a rdia ::11 vertice delle Rande, il giorno cinque Vincenzo Salviati comunicando a Domenico Pandolfini c he esisteva l'idea di affidare pro tempore l'amministra-zione della milizia a due Sergenti Generali cli Battaglia ne lle persone di Piero Grifoni e Tommaso del Maestro, c he tino a nuovo ordine d ovevano osservare •i me desimi riti , cl ordini introdotti fino a ques to giorno nel Ministe rio delle Bande», ma per il resto fare lo s tesso de i commissari, con «la medesima divis ione di Governo infra d i loro». 29() Il d ecreto relativo ru emanato due giorni d o po, moti vando lo co n •l'assenza» del dal Borro, q uasi fosse una cosa temporan ea, ma con una variante di non poco conto ris petto a lle gestione preced e nte , i due nuovi amminis tratori d elle Bande dove ndo sempre rife rire al granduca pe r gli affari non inclusi n egli ordini e messi fino ad a llora. 2'.) I In questo modo , la milita ri zzazione d e lla Toscana fu rido tta a dei limiti tolle rabili, il primato della po litica granducale to rnando a i civ ili , me ntre i militari si trova ro no ridotti ad un ruolo importa nte ma s ubordinato. C:on ciò avvenne anche il superame nto del vecchio modello controllo dei soldati, basalo s u dei fun zio na ri civili quali i commissari, a favore di uno basato più pre ttamente dinastico e toscano fondato s ulla professiona lità militare, i Se rgenti Generali di Battagli a essendo e manazio ne diretta del p otere granducale : dopo aver devoluto a lle comunità soggette mo lte responsabilità in mate ria cli difesa , era necessario per Ferdina ndo 11 evitare d i d are a i ceti dirigenti pe riferici l'impressio ne di esse re soggetti a quelli della dominante. Tuttavia , era anche vero c he i fiore ntini controllava no la Segreteria di Gue rra e la Banca Militare , ma la prima agiva soprattutto come un ccn-
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""' IINCF, PG; 211 , ( Denuncia dei sold,11 i dd la Banda di Monl epulcia11u, 9 marzo 1618), c. 1/ir. "'' C fr. ASF, M a n oscritti, n. 136, Sun MANNI, Diario, X, c. 151v. Cfr. ASF, M P. 5137, (Alcss,indro da l Borro a Mallias de' Medici , dic<'mhr<' 1648), e.e. 702r-703r. M ASF, Ml~ 2357, (Vincenzo Sal viati a U omc n,co l'andoltìni, 5 dicemlm: 1648), c. n.n. "' ASF, MP, 2355, (Ordini d i Dom enico J'andol fin i, 7 d icembre 1648), e.e. 102r, 101r.
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tro cli coordinamento tra le vari e branche del sislema difensi vo, mentre il potere d e lla seconda era stato molto . ridimensionato dopo la g uerra di Castro. La parlenza del Maestro di Campo Generale coinc ise con unna ulteriore riforrna delle Bande: i 'l'e o.i furono ridotti a tre e fatti coincidere con delle ben precise regio ni militari , ~) ! ed allo stesso tempo i "Quarli" e le llande con pochi soldati vennero accorpati, riducendo così il numero deg li ufficiali stipendiati e re ndendo p iù facile la gestione dei miliziolli. m In questo mod o si venne a creare una struttura militare che sarebbe durata ben oltre il regno d i Cosimo III, basata su 34 Bande cd 8 1 Quarti, i cui comandanti e rano spesso scelti lra i vari maggiorenti locali . "'9 ' Q uesto permise al granduca di poter conlare s u di una forza militare numerosa e con una discreta capacit,ì opcraliva , mettendo la Toscana in grad o di affrontare le cris i inte rne cd internazio n ali. Detto c iò, è a nche vero ch e la riforma del dal Borro non risolse tulli i proble mi della difesa dei Serl'.n issimi Stati, e la virtuale devoluzione del potere mi litare a i ceti dirige nli provinciali ebbe anche dei riflessi negativi: s pesso s t1ccedcva che ad essere "comandati'' erano quei miliziotti con mino r peso a ll' interno de lle comunità, p er cui poteva accadere che diversi membri di una stessa famiglia potessero speri mentare in conte mporanea le gioie del serv izio attivo. ! \>) Ma nonostante tutto la riforma del dal Borro ristrutturò in modo radicale l'apparato difensivo mediceo, pe rmette ndo al granduca d i poter contare su forze d i terra relativame nte afl idahili , e la razio nalizzazione d e lle "comandate" rese possibile mo bilitare in breve lempo un nume ro sufTicicnll'. di soldati per quals iasi evenienza; cli conseguenza , le Bande Unirono di frequente per essere utili zzate co me una rise1va da cui attingere anche nel caso di spedizioni a ll 'estero, un cerlo nu mero di m iliziotti ven e ndo invia lo a combattere in Da lma zia cd a Camlia, in q uest'ul ti ma occasione portandosi p iù che accettabilmente. !% Non a caso ne lla stessa g uerra e ra morto il generale Alessan d ro d al Bo rro, ch e con le sue riforme aveva pe rmesso che ciò fosse possibi le .
"' ASF, Stmzzian<', ra. IX, i11s. 3, ·'Jn questa fonn:1 s i d escrivano L... J", cil. , c. 68r. •,, ASF, Mf', 2357. (Informativa dei Sergenti (;encrali di R,111aglia a Fe rdinando ll, cit.), c.n.n . •,. Cfr. ASF, MP, 23.1 I, "Nota di 'l'uni i Capitani dc ()u:11ti che cli presente si ritrovano al servizio, questo presente anno 1652", e.e. l l 57r ll 59 v. L. VtVtANt Dtit.t.A Ro1m1A , (-:O·mpendio Cioife. fa:unumù;o e Militare de/fu Juscmut ( 1 734), in <7/i nrd/Jwmenti del Gm11d1.1ca10 di lhscana in 11n testo settecentesco di f.11igi Viviani, a cura di S. 1)1 Noro, Milano. Gìuffrè. 1984. pp. 253-255.
" ' Cfr. ASF, MP, 2433, (Supp lica di Bernardino cli Ltzzaro Vestitellì, maggio 1669), c .n.n. li Vcstitelli, comandato nd 1666 ,1cl andare in Dalmazia , aveva due fratelli a Ca11dia. ' "' ASF, MP, 2:155. reg. n . 6 "Colllpendio deg li Ordini". c it .. numeri 5'.'18-559, (Istruzioni al Scrgcn1e M;1ggiore Borghesi, 27 aprile 1666J, c.n.n . ASF. lV/P. 2.568, (Filippo PcstaloZ7.i :1 Ferd ina ndo Bardi , Vi o ttob re 1668, da Candia), c.n .n .
Bande e /Jo/ere militare nella 'J'oscana del XVTTsl!Colo
Appendici
1. Forza di alcune Bande 1624, 1628 Banda: Prato: Momagna Pistoiese: Pescia: Rarga: Fivizzano: Terra Rossa: Pietra santa: Pisa: T.ivorno: Cascina: Peccioli: Empoli: Valdclsa: Volterra: Casole: Massa (Matittima): Cast. della Pescaia: Grosseto: Scanzano: Sovana:
Pitigliano e Sorano: Castel del Piano: Montalcino: Radicofani: Chiusi: Montepulciano: T,ucignano: Monte S. Savino*: Montevarchi: Totale:
1624 1.175 1.830 2.880 917 1.563 915 1.389 2.724 1.057 1.623 1.676 1.413 607 1.407 607 672 153 952 333 390 637 950 1.188 703 954 1.259 1.475 963 1.531 33.94.1
1628 1.1 98 1.873 2.544 938 1.669 906 1.312 2.761 855 1.613 1.619 U1 2 510 1.356 587 361 198 878 280 341 576 980 1.197 690 889 1.409 1.558 489 1.586 32.285
Scarto
+23 +43 -336 + 21 + 133 -9 -77 +37 -202 -10 -57 -301 -97 -51 -20 -311 +45 -74 -53 -49 -61
+ 30 +9 -13 -65 + 150 + 83 -474 +55 -1.658
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2. Diminuzione della fona di alcune Bande tra il 1624 e il 1628
Banda: Prato: Empoli: Valdelsa: Volterra: Casole: Massa (Marittima): Cast. della Pescaia: Grosseto: Scansano: Sovana: Pitigliano e Sorano: Castel del Piano: Montalcino: Radicofani: Chiusi: Montepulciano: Lucignano: Monte S. Savino: Montevarchi:
Totale
1624 1.225 1.413 607 1.407 607 672 153 952 333 390 637 950 1.1 88 703 954 1.259 1.475 963 1.531 17.419
1628
• (¾)
902 1.032 430 750 425 300 81 356 170 200 485 717 764 515 730 986 1.11 7 700 1.1 85 11 .845
26,4 27,0 29,2 46,7 30,0 56,4 47,l 62,7 49,0 t18,8 33,9 24,6 35,7 26,8 23,5 21,7 24,3 27,4 22,6 32,0
3. Forza teorica e reale di alcune Bande (1628).:m
Banda: Barga: Cascina: E mpoli: Pivizzano Montepulciano: Mont. cli Pistoia: Pisa: Pescia: Pietrasanta: Volterra: Valdelsa: Totale:
1628 (a) 938 1.613 1.11 2 1.669 1.409 1.873 2.761 2.544 1.312 1.356 510 17.097
1628 (b) 322 585 638 807 238 725 1.032 572 481 518 241 6.159
. (%)
75,8 63,8 42,7 51,7 83,1 61,3 62,7 78,6 63,4 61,8 51,8 64,0
,r I.a colo nna (a) s i rife risce agli effettivi; la (b) proba bilmente indica solta nto i "com,indati".
9 '.>
Bande e potere militare nella Toscana del XVJJ secolo - -
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4. Potenziale bellico di alcune Bande secondo la rassegna d el 1624.
Banda: Prato: Montagna <li Pistoia: Pescia:
Armati:
Moschettieri:
Arcbibus ieri:
Totale:
331 91 377
443 924
96
242 223 250 652 530 260 257 291 430 332 245 332 206 34 258
401 815 1.613 579 1.226 662 597 1.971 707 1.203 1.240 710
1.175 1.830 2.880 917 1.563 915 1.389 2.724 1.057 1.623 1.676 1.4 13 607 1.407 607 672 153 942 333 23.883
Barga:
890
114 3 140 223 90 163 145 273 161 211 161 82
Fivizzano: Te rra Rossa: Picr_casanca: Pisa: Livorno: Cascina: Peccioli: Empoli: Val<ld sa: Volterra: Casolc: Massa (Marittima): Cast. della Pescaia: Grosseto:
u 56 24 2.74'1
S c an sa n o:
Totale:
114
951 114 384 119 628 242 14.276
57
6.856
5. i\[oschm i distribuiti alle Bande, 1621-1635.298
I
-
l I !
303
i 1e21
1822
1623
1624'
162S
1626
-
>M
1627
1628
1629
1630
1631
1&32
1633
t 834
163S
Moschetti
T cbti per il 16j l sono specu lativi. Nd µri m o seme~tre del 16.'~6 fu rono d i sLrih uiLi 402 an ni.
Niccolò Capp oni
<)4
6. Riorganizzazione della cavalleria dopo la g uerra di Castro
Corazze di Marem m a (fo mmaso del MaesLro) Corazze di Monrnlcino (Capitano La Pierrc) Corazze di Arezzo Oacop o G uicciardini) Corazze di Pistoia Oacopo Adami)
Corazze di Pisa (Fram:esco Lo di)
{ { {
{
{
Carabint di Massa Carabine d i Grosseto Carahine di Soana Carabine di Radicofani Corazze d i Cortona Carabine di VaJdichiana Carabine di Sinalunea Carabine dd Valdarno di Sopra Carabine del Casentino Carabine di Pieve S. Stefano Carabine della Valdinievole Carnbiut della Montagna di Pisroia Carabint di Firenzuola Carabine di Rosign ano Carabine di Campiglia Carabine di Volterra Carabine di Peccioli
Bande e potere militare nella Toscana del XVII secolo
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7. I Terzi e le Bande secondo la riforma del 1645.
Terzo <li Pisa
{
·1·en,o di Pistoia
{
Terzo di Volterra
{
Terzo del \'aldarno di Sopra
Tcn,o di Rom agna
Terzo <li Arezzo
Terzo <li Valdichiana
{ {
{ {
Banda di Pisa Banda di Pie1rasanta Banda di Fivizzano Banda di Pistoia Banda della Mo ntagna di Pistoia Banda di Pescia Banda di Barga Banda di Prato Banda d i Volterra Banda di T,ivorno Randa di Cascina Randa di Peccioli Banda di E mpo li Banda cli Poiwibonsi Banda di Pistoia Randa della Montagna di Pistoia Banda di Pescia Banda di Barea Banda di Casrocaro fhncla. di Rocca San Casciano Ibn da dd Sasso di Simo ne Banda di San Martino Banda di Arezzo Banda di Bo rgo San Sepo lcro Banda di Castel Fiorentino Banda di Cortona Banda <li Lucignano Banda <li Montepulciano Bahda di Chiusi Banda di Montalcino Banda di Kallieofani
{ Terzo d ella i\laremma di Siena
lh"d" li Ca,rel dd Pi,"o Banda di Pitigliano Banda di Grosseto Banda di Mas~a Marittima Banda di Casule Banda di Casriglion della P escaia
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PAOLO PALUMllO
TRUPPE LIGURT DELL'IMPERO NAPOLEONICO: 11 32° REGGIMENTO 1)I FANTERIA LEGGERA a Guido G'allinotti La riorganizzazione interna del 26 gennaio 1805
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TI 28 germinale anno IX de lla Repubbli ca rrancese (18 aprile 1801) un decreto consolare stabilì in Liguria la creazio ne de lla 28a divisione militare 2 • Questo fu il primo passo tangibile verso l'unificazio ne dell'ormai ma landata Repubblica Ligure alla Francia napo leonica ·1. D o po quallro ;inni e d o po l'ultima riforma a vvenuta nel 180 1, il 26 gennaio 1805, un decreto d e l M:1gistrato Supremo p rocedette alla ri forma dell 'inte ro apparato militare ligure. Tutti i reparti presenti s ul territo rio furono riorganiz zali ne lla m aniera segue nte: una g ua rdia del governo, un corpo di gend a rme ria, due ballaglio ni di fanteria, uno d 'artig lie ria, uno del genio, un corpo d ' inva lidi e vete ra ni , due compagnie au siliarie e di d e posito e uno stato maggio re di piazza.
' Per quanto rigua rda b slori:1 m .ili1:11·e d e i battag lion i di fan te ria ligure durante la Repubb lica si veda l'. l'AUJMBO, Al .Jianco della h"ancia. I hallaglioni di .fànteria ligure 1797-11:JOS. Ventimiglia , l'hilo l>il>lo n edizioni , 2007. In parti colare sulla riforma d.el 1805 rimando ili I X rnpitolo ( pp. 206 - 22 1) . Per u n quadro gen e rale sugli ordioa 111e 111i mi lita ri liguri in t~poca n apoleonica R. DELLEJ'JANE, l'. GIACOMONE PIANA, Militariu rn . Fonti arcbioisl icbe e hihliograji'a per la storia mi/ilare della Rep11hhlica di Genova (1528 1 79 7) , dellu Nefmhhlica Li.g11re ( 1 797- I SOS) e della f.iR11ria 11apoleonica (180S 1811), Genova, 200.). Sugli avvenimenti mil it:1ri e su llt' vicendt> ch e hanno v isto coinvolti i liguri V . ILARI, P. Cnocli\NI, C. l'AOLI Tl'I , Storia militare dell'ftalia giacobina ( 1 796- 1802), Ro m a, USSM E. 2001 . ' A ll 'atto della <.-rcazione d e lla 28·· div isione m ilitare il governo ligure non se111l >1ù rare troppe opposizioni poid1€- sperava così di c ircoscrivere la sfera di cotl1pele111.;1 d elle a utoritiì francesi al solo ;u n ito m ilitare. Il d ecret o ciel 18 aprile spccificava in ·12 articol i le nuove disposizioni p er la di fesa della Repubblica. La nuova divisione dovev:-1 essere sottop osta al coma ndo di un gen erale, il quale avrelJ!Jc risposi <> d irettamente al ministro della Gu erra di Parig i. Il te rritorio fu suddiv iso in d iverse ;1ree di competenza: due demi-b11gades, al com ando di d u e ge nerali, furono invia le rispe tri v:1111ente ad A lb e nga e La Spezia con l'incarico di sorvegliare le due riviere 111enrre una te rza demi-hrigade doveva fornir e la gu;1rn igio n e al fo11c d i Gavi e Savona. L'a rticolo più imp or tante, l'undicesimo, stabili v:1 il pi eno potere del nùnislro d e lla Gu erra francese cl i disporre d i vivcri, slnillLu-e e d i 111110 il n ecessario per il 111;111te nimento delle truppe fran cesi sul su o lo lig u re. A ca po della nuova cl ivi sil>ne 111ili1;-ire ru posto il gen era le Roch ambcau , coad iuvalo. com e d a d ecr eto, dai ge nera li D;irr1:111d e l.apisse (P. PAUJMLIO, Al.fìanco della Fm.ncia, c it. , p. l (i8). ; S11lle vice n d e politiche della Repubblica tig ure negl i anni antecenclenti all'un itkazion c vedi G. Assuwro, !,a seconda Nl7mhhlica Ligure 1800 180S, Milano, Selene ed izioni , 2000.
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TI primo re p arto ad essere riformato fu la guardia di governo che rapp resentava un simbo lo di prestig io , probabilmente l'ultimo, visto il d e stino che g li sarebbe toccato. La g uardia d a 160 uo mini, fu aumentata a 220 e sudd ivisa in due compagnie da 109 uo mini ciascuna. Il comando di questa piccola unità fu assegnato a Francesco Gaulis resp o nsabile della guard ia del Se nato e del servizio di sorvegliaf\Za cli Palazzo Nazio na le ". U secondo corvo a dover s ub ire ca mbiamenti fu la ge ndarme ria 5 • La ge ndarme ria aveva a cquis ito nel corso degli anni moltissima impo rta nza , soprattutto a causa del dilagante feno me no d e l brigantaggio d iretta co nseg uen za delle diserzioni. I compiti svo lti d a i genda rmi e rano mo lteplici a fronte cli un organico sempre tro ppo esig uo : questa riforma riorgani zzò il corp o in un unico battaglion e di sei co mpa gnie tutte dirette d al ca p o battaglione Francesco Caimi ''. La parte più importante però rig uardava i battaglion i di fante ria che a veva no g ià subito differenti riforme: l'ultima, (]Ue ll a de l 1801 , aveva rido tto d rasticamente l'effettivo porta ndo d a quattro a due i reggimenti cli li nea. e l 1805 dei due battaglio ni di fanteria ne rimane va in servizio atti vo soltanto uno, il 2° co mandato da Ciiacinto Hufl ini '. Al mome nto de lla nuova ' T~1 g uardia d i governo, secondo la rifo rma d e l 1805, doveva essere compo sra d ;1 u n co lonne llo d i Pa lau .o. dello d irella m e nte dal Doge. un aiutanle q uartiermastro, due capitani de lle g uard ie tuo il grad o , la pag a e il rango d i capo battaglio ne , q uattro capita n i tene nti, quattro tenenti, quallro se rgent i rn;1ggiori, otto se rgenti, sed ic i capo ra li, q u:.ittro tamb uri e centoseuantotto granatie ri ( P. PAUJMl10 , /Il.fia n co della Francia, cii. , p . 217) . 5 Su lla gen darmeria lig u re ved i P. PAw ~mo , Pmh!Pmatich e relative all'ordine Jm bblico i11 Genova d u ran te il periodo napoleon ico: la genda rmeria (1 79 7- 1R05), in L. ANroNJELU - C. DoN,rn (a cu ra d i), Corpi armati e ordin e p u hhlico in ltalia (XVI-X I X sec.), So veria Mannell i. Rui>e llino, 2003 , pp. 141 - 180. " Francesco C:a imi ent rò nel corpo d 'a rtiglie ria d e lla He p ubb lica di Ge nova ne l 1793 d ove formò u na compag nia a s ue s pese. d 1799 fu no minato co mandante cli d ue se7.ioni d 'artig lie ria d e lla Re pu bblica l.ig 11re . TI I O 111a rzo 1804 d iventò pro fr:ssore d i tecnica d'artiglie ria teorico partica e il 2(i genn aio I805 fu nomina to co mandan te dd copro d i gcnd a rmcira riformato (S.H.A.T. Se rvice Historique de l'Armée d e Te n-e Xl 25·', 'J'rou pes gén oises 011 l,~ uriermes). ' Giac in to Ruffini, nato a Ovada il 16 ag osto 1771; s posato a Maria Rosa f. lisa i>ella Ema n ue la Paoh1 Cord iglia il 12 magg io 1807. Entrato in se rvizio in q ualità cli te nente nel reggimento Sarz:m a a l soldo d e lla Repubblica il 2/i maggio 1790, fu nominato te ne nte dei granatie ri il 24 novembre ·1792, :1iu tante maggiore il 18 se tte mbre 1793 e capitano il 4 ago sto sempre dello stesso reggime nto. O ivenne c;1po ba lla glione del 2" reggime nto lig u re il J./4 luglio 1797, se rvì in Ita lia agli o rd in i del ge ne rale Mio llis nel "1799 e po i fu al blo cco di Ge nova nel 18 00. f u incorpo rato con il suo grado ne l reggime nto fr;m cese com posto da lig u ri divenu ti 3 2" reg g imen to d i fa nte ria legge ra pe r d ecre to d e l 4 lug lio ·1805. T'ece !;1 campag rw d 'Italia nd 1805 e po i, d o po essere stato prom o sso co lo nne llo de l medesimo re ggimento il 9 ma rzo 1806 a ll 'et;ì di :H a nni, servì nell'Armata d i Na po li ne l 1806 e ·1807 . F11 i11 Spag na e in C:atalo gna t b l 1808 ;il 1811 . l'artccipò a ll'assedio d i Rosas ne l 1808 e a q ue llo di Ge ro na ne l corso del qua le fu rerito alla tcst;1 il 19 sc llc mbrc 1809; infine a quello cli Fig ueras ne l 1811 . Morì a Perp ig nan nei Pirenei O rientali, in ruc d cs Amad icrs il 3 lug lio 1811; fu inumato l'indo mani ne lla parrocchia di No t1·e-D;1me-d e -la-Real. Hiccvctte nel corso della su a ca rrie rn b Legio ne d 'Onore il 4 ge nna io ] 807 ( D. & 13. ()rnNTIN, J)iction n a i r e d<•s cofmie/s de Napoléon, P;iris , Kronos, 1996, p p . 776 - 777).
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riforma il battag lione di Leopoldo Vaccà" s i trovava a Geno va in altesa d 'istruzi o ni. TI capito lo 4 delle nuove direttive impa rtite d a Parigi imponeva un nuovo radicale cambiame nto sia per quanto concerneva l'effe ttivo, s ia per alcune m o difiche nelle ge rarchie di coma ndo. Ciascun baltaglione doveva essere composto da uno stato maggio re, una compagnia di granatieri e otto d i fuc ilie ri. La sua forza complessiva fu sta bilita sul piede dei 9 11 u o mini così ripattiti: 1 capo battaglione, 1 a iutante m agg iore, 1 sotto aiutante, 1 ciua 1tiermastro, 1 tamburo maggio re, 9 capita ni , 9 te nenti, 9 so llo tene nti , 9 sergenti maggiori, 36 sergenti, 12 cap o ra li , 436 granatieri e fuci lieri, 18 ta mburini e infine 8 ottavini 'J_ Questo ridime nsionam e nto e ra dov uto p rincipa lme nte allo scarso afflusso cli volo n ta ri ne lle file de i re parti: questo co strinse la fante ria ligure a mante ne rsi su un basso profilo e, c ome sempre accadeva, vi e rano più uffic ia li ch e "comuni ". L'organizza zio n e p rescritta dal decreto del 26 gennaio, peraltro, la possiamo co ns ide rare solo a livello te orico perché, com e ve dre mo, non ebbe il tempo di e ssere tradotta in pratica. I battaglio ni di fan teria rimasero dunque essen zialme nte q uelli d e l 1801, e l'unica m odifica apportata fu l'aume nto de ll'effe tti vo pe r com pagnia. N ulla s i fece, infine, per migliorare la condizione e il p restig io de i comandanti di repa1to, i q u a li da te mpo ch ied evano la revis io ne de l lo ro grado. Il parag rafo 5 d iede nuovo assetto al corpo d 'artig lieria: fu struttura to su cinqu e comp agnie - ciuattro di cannonie ri e una di o p e ra i - più u no s tato maggiore, p e r u n tota le di 452 uo mini . Al com ando del corpo fu confermato il veterano, colo nne llo Agostino Me nici w
" Leopoldo V;1cc:'1 nato a Pisa il 28 agosto 1770. L'anno V I I ru nominato cap o bal taglio n e di un regginw nto toscano; l' l l messid o ro anno Xl ricevette la nomina a comandan te del 1 ° b attaglion e di fanteria ligu re. li 26 gennaio 1805 ru p er h reve tempo co mandante del 2° l>all:1 gl ion e di fanteria ligure per poi essere no111i11at<> ufficiale nel 32° reggimento d i fa nteria leggera. Combatté n el 1807 e 1808 con l';1rmata del Po ,toga llo. li 28 novembre 1808 fu congedato. (S.H.A .T. Service I fis1oricp1e d e l 'Armée dc Terre 2Yl::l 633 32eme ré~irnenl
d'infanterie lé~fjre). " Nel dcllaglio la co111pagni:1 gr:matieri era formata da u n capit;1no, un ten ente, un sottotenen lc, un sergente maggiore, qu attro sergenti, olio caporali , ott anta gran atieri e due tamburini. La co mpagn ia fucilieri era leggermente diversa e contava : 1111 capitano, un tenente, un solloten ente, un sergente maggiore, quallro sergenti, otto caporali, n ovantadue fucilieri, d ue tam burini e un ottavino (l'. Pi\LUMHO, Al_jì"anco della Francia, cit., p. 217). '" Lo stato m aggiore del battaglione di artig lieria era com p osto da: u n capo ba ltaglione , un aiutante maggio re col grado d i c i p itann , u n sottoaiutan te col grado d i lenen te, un porl:1 bandiera , u n ch iru rgo, un 111edico, 1111 quartiermastro, un tamburo maggiore. Un a comp :.1gnia cli artiglieri era così orga nii'.i'.at:1: un ca pitano, un tenente, un sollo tenenle, 1111 serg ente m aggiore, tre sergenti in seconda, qu attro caporali , q uallro sono ca p orali, u n lamhuro e sessanta c1 nnonieri aumentabil i a centoventi in tempo di g uerra. La compagnia op erai fu suggella :1110 stesso regolam ento imposto dalh1 ri l'on na l.ap o yp e del 1799 ovvero esse si s;ll"ehhero formate solo in caso d i campagna 111ilit;n e. G li uffic ia li della compagni:I - un capitan o, un tenente, un sotto tenente e i du e sergen ti maggio ri si sar ebbero occurx 11i in tem po di pace dell'esecu7.ione, d istrib u zion e cd economia dei l;1vnri p 11hh li ci di l ullo lo Sta to , relativa mente all 'Arsenale e alla Fonderia (ibidem, p. 2·1s).
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11 corpo elci genio era invece composto solarne nte d a un colonnello, Giacomo Brusco, 1 capo battaglio ne, 4 capitani e 1 tenenti. Brusco, coadiu va to dal validissimo Fran cesco Pezzi, fu ino ltre incaricato della d irezio n e gen e ra le di tulli i lavori , civili e militari ,•ne lla Re pubblica; fu inoltre nomim1to responsabile de lla cu stodia de lle carte to pografiche, p iani, disegni, memo rie civili e milita ri con servate a l deposito generale. l soldati d 'ogni grado che p e r motivi d 'invalidità, vecchiaia o ferite di g ue rra no n e rano più in g ra do d i servire attivamen te ne i re pa rti di linea furono inqu adrati ne lle compagn ie d' Invalidi e Vete rani . I vete ran i, in particolare , erano tutti que i militari c he, nonostan te l'età o i traum i subiti, avevano a ncora la forza p e r servire lo stato e quindi essere impiegali in servizi leggeri o d 'appoggio . Eran o d ivisi in sci compagnie comand a le d a un colo nne llo o u n capo battaglio ne il quale era coadiuvalo d a un a iutante q uartierm astro 11 • Furon o poi pre disposte d u e compagnie a us iliarie o di de posito . Le compagnie cli d eposito e rano il p unto d i raccolta di tutti i ragazzi d 'er:ì. superiore a i sette anni che cominciavano il loro servizio milita re e cli tutte le recl ute che no n e ran o ammesse immediatam en te ai battaglio ni. Le rechite avrebb ero qui ricevuto i p rimi rudimenti del mestie re d elle a rmi, i primi addestramenti e le prime istruzioni d iscip linari in attesa di essere d efi nitiva mente inq u ad rati in un o dei due battaglioni di linea i;. Il decreto de l 26 genna io d istl"ibuì anche i vari in carichi e le resp o nsal>ilità nelle p rincipali piazze milita ri . La composizio ne d e llo sta to maggiore di piazza variava a seconda d e lla grandezza e d e ll'im portanza de lla c ittà . Del coma ndo della piazza cli Genova fu incaricato un maggio re assistito d a quattro capitani "di po1ta" destina li al controllo d e i principa li ing ressi cittadin i (Lanterna, San Tommaso, Molo e Pila). Altre piazze militari rilevan ti e ra no que lle di Savona, il forte di Gavi, forte Santa Ma ria e il G o lfo d i La Spezia la quali e ran o dirette da un solo com anda nte, un ai utante e uno scrivano furie re. Un a novità importa nte fu l'a bo lizione delle singole casse di ba ttaglio ne a favore cli un unico d irettorio a mministrativo militare. Q uesto nuovo ufficio si sare bbe d ovuto occupare di Lulli i dettagli re lativ i a ll'amministrazio ne delle truppe e particolarmente alla distribuzio ne di p aghe e vestiario; inoltre avre bbe dovuto vigilare s ulla regolare gestio n e del denaro e su lla qua lità dei materiali che i reparti compravan o o affittavano presso i privati. Il d irettorio am ministrativo si sarebbe infine riuni to una volta p e r setti-
" Comandante il capo battagl ione Stefano Pacciol:i, quarlit'rmastro Frnnccsco 8ussolini (ASGc - Archivio di Stato cli Ge nova, Guerra e Marina, 5 16). " Le compagnie e rano composte da due capitani, due tenenti, due sollolencnti, d ue scrgenri maggiori, o tto capora li, un caporale tamburo e q uattro tamhmini . Crnnandanli di queste due compagnie furono nominati i c;1pita11i Gerolamo dc Ilrisis e Venturino Cristoffari ( l'. l'ALUM110, Al fianco della Francia, c ir., p . 2·18).
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mana nell'ufficio del Presidente di Guc m1 e Ma rina o nde po ter disbrigare, in tempi ragio n evoli, tulle le questio ni finanziarie sollevando co sì i coma ndanti dei corpi dalle innumerevoli incomben ze burocratiche fina nziarie . Erano gli ultim i giorni in cui il governo ligure avrebb e p otuto e manare leggi e de cidere pe r proprio conto alme no s ulle piccole questioni. T.a Re pubblica Ligure cominciava a dive ntare un p eso e un ostacolo ai gra ndi proge tti che l'imperatore Napo leone aveva rig uard o l' Italia .
Il decreto del 15 messidoro anno XIII (4 luglio 1805) Quando la Liguria divenne ufficialme nte parte d e ll 'Impero francese, tra i primi p rovvedin1enti presi d a Napoleone ci fu la d ivisio ne amministrativa di tutto il te rritorio in tre dipartime nti: Gen ova , Montenotte (capoluogo Savona) e Appe nnini (centro a Chiavai{) 1:I_ Tra le urgenze d el l'imperatore vi e ra ce,tame nte la riorganizzazione de lle truppe liguri. Il 15 messidoro (4 luglio), Napoleone e manò un d ecre to che prescriveva nuove regole per tutti i militari liguri p resenti sul te rrito rio . All'atto d e ll'annessione, tra le varie assicurazioni concesse alla Lig uria figura va an che una coscrizio ne milita re mo lto bla nda che avre bbe interessato solame nte la "gente di ma re ". Il d ecreto del 4 luglio riguardava soprallu llo le forze di te rra cd era rivo lto soprattutto a mette re ordine fra le file dei militari , eliminando i "pesi mo ,ti". Il decreto imperiale, a ll'articolo 1, dis poneva ch e « il y a ura dans chacun des dèpa ,tement"> de <~enes, de Mo nte notte e t d es Appen nins, un g6néral dc brigad e , ou un o ffi cer supé rieur commandant le départe me nt» 1\ Nella piana milita re d i <~enova doveva essere presente un comandante di prima classe assistito da (Juattro a iuta nti di piazza, me ntre nella cittade lla di Sa vona e nelle fo,tezze di <~avi e T.a Spezia d ovevano esse1v i un solo comandante cli q uarta classe e un a iuta nte di piazza. L'articolo 3 conte neva istruzioni p a,t icolari per la difesa de i forti di Gen ova: il !"orte Spero ne d oveva essere presidiato da una compagnia di vete rani i qu ali avre bbero dovuto fornire a nche gli uomini necessari alla difesa del fo rte D iamante. Uno deg li a iutanti di piazza d estinati a Genova fu o bbligato ad alloggiare presso il forte Sperone che , considerato postazio ne di p rimaria importanza , doveva essere sen1pre rifornito di munizioni e viveri s ufficie nti pe r affrontare un evenrua le assedio . All 'interno de lle mura del ca po luogo lig ure rimasero operative solo (Ju attro compagnie di ve te rani, a Savona e Gavi altre due e solo due compagnie d i canno nieri ve te rani a La Spezia e Po rto MaurLò o .
"G. Assrnt·To . la seconda Reµuhhlica, cil. , p. "186. " I'. l'ALUMBU, A!Jìancu dr,f/a Francia, c it., p .2·10.
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Le compagnie veterani che svolgevano servizio in Liguria e rano principalmente composte eia soldati fran ces i provenienti dalla 7 ' (CTeno ble) e 8" (Marsiglia) div isione militare. T veterani nati vi di Genova - secondo quanto prescritto dall'articolo 2 cie l decreto -;- avrebbero dovuto recars i ad Antibes per esse re rio rga nizzati in due compagnie conforme me nte a l modello fran cese. Le uni che compagnie form ate da liguri mante nute in servizio erano le quattro dei canno nieri gu a rdacoste: un d ecre to impe riale d e l 1° te rmidoro a nno X lii aveva dis posto che a ll 'interno della 28" div isio ne militare militassero quattro compagnie di questa specialità. Furono formate la 101 ", 102", 103" e 101" compag nia g uardacoste, capo di s tato maggiore fu nominato il capo battaglione Luigi Nadal '5. I I reggime nto di a1tiglicria ligure fu il secondo a ricevere l'ordine di p artenza per la Francia dove, una volta arri vato a Tolone, gli artiglieri avrebbero formato il 5° battaglio ne del 2° reggimento d 'artiglieria di Ma rina francese 16 • Successivamente all'artiglieria Napoleone volle sistema re, in modo definitivo , i battaglioni cli fanteria di linea. Il secondo battaglio ne di Giacinto Rullini composto di nove compagnie , sare bbe rimasto ancora nel Regno di Napoli a disposizione del generale Gouvion Saint-Cyr, mentre il primo battaglione di Leopoldo Vaccà da Cenova avrebbe dovuto recarsi a c;.re no ble, centro della 7" divisione militare 11 • Tra i militari che an cora p rc" T~i 10 l ' ru ;1lfabt;1 ;ti com:mdo del c1pitano l'r.nKesco Piacentino, la 102·' al c1pitano Michele Okloini, la 103"' a l capir~mo Giusep pe Paiteno p eo ed ìnlì ne la ·104·· al capita no Vince nzo Chicxlo. I comandi furono po i cambiati con un successivo decreto del :', fì11ttidoro anno Xl IT: alla 101' fu nominato Fran cesco Piacentin o , alla 102a Giuseppe Parten o peo, 105' Vince nzo Chiod o e 10/4·' Mich ele Okloini. La 101" comp agnia avrebbe servito nel clipa1tirnento degli Ap pennini. la l Ol· in quello degli Appennini e di Gen ova, la 105' in que Uo d i Genova e Montenotte infm e la '1 04·· so lo nel t lipartùnerllo di MontcnotK·. Una compagnia avrdil.K· dovuto 1~1ggiungn c un d kttivn di 119 11nmìni più uno sl;llo 111;1ggiore v;iri;1liile in ci:1scuna co111p;1gni;1 (S.TT.A.T. , X·' ·122, Ca1wrmie1~ g aide-ciìle~. Oirec/ion et comj)ag 11ie d e (7mcW; c:enes e/ l.ùx 111nw. 1'1 n Xl- 7R J 5). 11 ' Nel 180(, g li a11ig licri mandati a Tolone 1ice vetre1 n un cospicuo rinfor,.o d i 150 11o minì pro venie nti dall'ex-ge ndarme 1ia ligure . TI .':I l mal7.o 180(, l'ispettore capo a lla 1ivista snisse una missiva la Ministro della Marina e delle Co lonie mette ndolo al corrente d el provved ùnenro ùnperiale: • Nei mesi scorsi era stata formala a Geno va. con uo mini dell'ex genda rme ria ligure, una com pagnia provvisoria di ctcciato ri ausiliari. Dorx> b s ua o rganizz:1zione la compagnia ha ricevuto l'ad d~ 1r.1mcnto :rlb manov1~1 con i rx·zzi d ';11tiglie1ia, una prqx11~1zione che ha reso gli uo mini assa i abili nell'esei-cizio con i c m noni. T.'i111per.1Lorc ha pe1tanto detiso, il ·12 di questo mese, che q uesta compagnia venga sciolta e che circa ·150 uo mini che si tro va no in attivit,ì in questo 111<>1 11en10 , siano ù1c01vo rati nell'a1tiglierìa dì ma1ina•. La validità de l provved imento è confe1mata da una succes.~iva lette ra del 2.':I aprile 1806 scritta claU'ammiJ-aglio Decrès a Napoleone : ,Il ministro d ella guerra mi ha avve1tito ch e Vostra Maestà ha d eciso il mese scorso ch e 150 militari provenie nti dalla gendarme ria lih'lll'C e inquadrati successivamente in una compagnia d i cacciatori ausiliari sian o inco rp<Jl~lli nell'a rtiglieria di marina. Ho l'onore d i p roJX)ffC ;1 Vostr:a Macst:ì di riunire q u esti solcbti ai canno11ie1i lig u1i clie a1tual111enle ronnano i.I 5° l>allag lione tli questo corpo tli stan za a To lo ne. Q uesto provvedimento ha come scopo p1incipale quello di 1i11lì Wl'.:tre il 5° I r.1t1;1glio11e che è comprn,to, a llo stato attuale , da soli 335 11nminì, e dì l'a r t1asferire g li a,tìg lieri lig11rì a Tolone per addestrarli più facilmente a l sc1vi7.io a cui saranno chi::1111ati sui va'icelli, e alb disciplina delle rn1p pe francesi• (A.N. - Archives Nationales - Sé1ie CC' 1070 A1'1ilferie de Mmine- An XTT- 18 13). ,- Su ll:1 missione d elle I ruppe ligu ri nel Reg no di Napo li tfr. P. PALOM BO, Aljìancv della Francia , cii. pp. ·1m - ·199 ,
Truppe liguri dell'lm/Jero napoleonico
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stavan o se rvizio attivo in città v i e rano i grana tieri dell'ex g ua rdia d i gove rno . Q uesti uo mi n i - secondo i de tta mi della legge fra ncese elci 2/i floreale anno XIII (14 maggio 1805) dovevano essere nuo vamente arruolati ne lle co mpagnie d ella 28" legio ne de lle g ua rdie dirx 1rlimenlal i 18 • L'incorporazio n e nell'esercito fran cese toccò ind istinta me nte tutti gli ufficia li , in patticolar mo do que lli d e ll 'artiglie ria, dei genio , i g uarda magazzini e i commissa ri di g ue rra. Essa destò qualche pe rplessità tra g li ufficia li liguri ; in molli si do m andarono se, una volta raggiunta Grenoblc, avre bbe ro conservato i lo ro privilegi come il g rado e la paga . Pe r rassicurarli il governo france se garantì a tutti i graduati il me d esimo trattamen to e prestigio ricevuti dal preced ente governo. Il co rpo d e lla ge nd armeria s ubì d e i rigorosi c ambiamenti: 150 gendarmi sare bbe ro stati incorpo rali nella gendarme ria d e ll a Legio ne e i rimanenti j OO sa re bbero stati suddivisi a tre p er co m pag nia ne lla gendarme ria francese '9 • Alla pub blicazio ne del decre to seguì l'az io ne sul ca mpo del cons igliere d i stato gene ra le Je a n-Gérard Lac uée 20 il q u a le , fu no minalo e secutore del provve dime nto imperiale e il 14 frimaio a nno XIV (5 dicemb re 18 0 5) stese u n rapporto s ui provve dime nti da lui presi. Dopo aver comuni cato a Pa rig i la stima gene ra le cli t11tti i s o ldati presenti in Lig uria, il gene rale Lac uée r rocede lle all 'is p e1/.ionc d e i s ingoli reparti comin '" All'articolo d t1e del d ecreto em esso a M ilan o il 14 111:iggio 180'i fun mu specifi cati i com p ili del le compag n ie di gua rd i e dipa11imentali . T.e co mpag n ie d ovevano p ro vveder e ali;, g u ;irdia ddla p refen ura , agli archiv i d ip:1rl i111e11t;1li e alla sorv egl ian za delle prigio ni d i p o l izia e criminali . Le compag nie si d ividevano in sei classi , secondo il numero degli urn11ini c he le com ponevano : prima classe 2·10 11o mi ni, second a classe 160, terza classe ·120, quarta classe 100, q uinta cb ss<: 60 <~ sesta classe 36. L'l g u ardia dip arti m en1ale di Gen ova fu q u alitìcata d i ··pri111:1 classe" ( A. Pt<i EARD, L Armée naµuléu n ù:'m te, Parig i , Curander a , 199 3, p. 121). 11 • li tcr111 ine legione, riferito ~ 11la g enda rme ria , fu introdollo a seg uito del d ecreto consola rl' del 12 le n 11idoro an no IX (31 l uglio 18 01) quando la gend armeria na zio n ale fu o rganizz:il:1 in 2(1 legioni p er u n effettivo totale d i 15.3.% 11om ini, ufficial i compresi. li 6 g iu gn o 1805 fu creata ap punto la 28·' leg ione d i gen danncria riparti ta tra i dipartimenti di G en ova , Appennino, Marengo e Mo nl enoll e. T.a 28·· leg ione si aggi un se a lla 27' co111pos1:1 da i di parti me nti del l'o, del la D o ra , Sesi;1 e Stura. Le su ccessi ve legioni d i g end armeria ad esser e formate in Ital ia fu rono l:1 29" fo rm ata il 24 maggi o I808 nei d ip:111in1enti del Taro, Arno, M e dite rra neo e 0 1nliro ne e la 30' creata il 17 feb braio 1810 nei di p artim enti di Roma e Trasim eno ( Thidem, pp. 434 135). '" Je;m-Géra rcl Lacuée, nato a Lam assas. co nn111e d i I lautefage (Lo t -et-Ga ro nne ) i l 4 novem b re 1752, m o 1to a Parig i il 14 gi ug n o 184 "1. Dal 3 al (1 ottobre 1792 ricop rì l'inca rico d i m in istro d e lla g u erra al posto di Serv;rn . Ft1 n o min ato n uovam en te ministro dcli:, guerra n e l 1800 a p osto d i Carno l e successi va m e n te ricop rì l"i..nca rico di p residen te de lla sezio n e d ella guerra del Consiglio d i Stat o . Fu governato re d ell 'Ecolc Po l y1ec hn iq 11e il 2 1 lu g lio 180/4 e nel febbraio ·1305 fu no m inato gen erale d i div isio n e. Il 3·1 luglio 180(i ricevellc l:1 n o m ina a dirello 1·e gent"ralc d el le riviste e d ella coscrizione e i l ·15 novembre 1807 diven ne ministro d i stato . Negli u lti m i anni dell 'impero d ivenne m inistro d e ll 'am m in istrazione d ella g u erra e durame i Cento Gio rn i pro clamò la sua feddtà a i B orboni. Nel 18j .l d iven ne Pari d i Francia (G . S1x, nictio mzair e htogr aph-tque des généruux D u.mi m 11xji"u 11<,ui., dl' la Réuolu tion e/ de /Empire 1792- fR / 4, Paris, Georgcs Saffroy cd. , ·1934, voi. 2, p . Hi).
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ciando dall'artiglieria. L'esecutore francese verificò attentame nte le condizioni d egli uomini c he, a breve, sarebbero dovuti partire per Tolone e , nel corso d e ll'ispezione, licen;,.iù 32 uomini inabili a l servizio d 'artiglieri inviandoli in a ltri re parti riduce ndo così l'effetti vo del reggimento da 403 a 371 e leme nti. Al momento di esaminare le condizioni d elle truppe di linea e delle compagnie di deposito, il generale Lacuée si trovò di fronte a u na s itua zione ancora più grave. Nel rapporto inviato al ministero de lla guerra egli descrisse i soldati come un «ramassis des hommes, des tout àge, de toute tail le, de toutc structure, presque tous mariés, un g ra ncl nombre faisant !es fonct io ns dc valei d es fonctionnaires p uhli c:s et le reste un ramassis de déserteurs cles lo utes !es p uissance» 21 • Anc he in questo caso la selezione fu molto dura e una volta termi na ta fu ro no dichiarati inadatti al servizio 197 solda ti. Inviando la re lazio ne a l m inistero parigino, Lacuée aggiunse una postilla dire tta agli ispettori della 7' d iv is ione militare che, di lì a pochi g iorni, avrebbe dovuto accoglie re i so ldati lig uri. Una volta a rrivati a Grcnoble - secondo qu anto s uggerito dal generale francese - i soldati cli Vaccà avrebbero dov uto necessariamente s ubire un'ulteriore valutaziu11e puid1(:, 11onost,mle la s ua selezione fosse stata già severa, sarebhero stati ancora m olti i m ilitari a no n essere iclorwi a l servizio in fa nteria. Per assicurare velocemente la sorveg lianza ad alcuni punti c hia ve della città, prime fra tulle le carceri, il gene ra le Lacuéc confidò a l genera le b a rone cli Montc hoisy l'organizzazio n e dell a guardia d ipartimenta le nella quale, second o d ecre to, sarebbe ro dovuti confluire tutti g li appartenenti all'ex g uardia di governo . Al momento di app urare la qualità degli uomini, Lacuée, n otò che i soldati e rano per la maggio r parte ex d iserto ri provenie nti da i lu og hi più dispa rati . Pe r questo motivo e per ev id e nti mo tiv i preca uzi o nali fu presa la d ecis ione di incorporarli n e i reggime nti di li nea francesi o cli creare qualche re p a rto irregolare. L'unico re parto a godere di ottima re puta 7.ionc - il solo al quale Lacuéc riservò parole di lode - era l'esig ua compagnia de i guardacoste genovesi ove prestavano solame nte lf9 uomini , tutti considerati mo lto e fficienti. Conclude ndo la sua re lazio n e, il generale Lac uée affrontò i problemi relativi all 'età avanzata di alcuni m ilit;ui ancora in servizio, giacché tra i militari lig uri ch e militavano ne i reparti operativi ve n 'erano mo lti c he ancora percepivano Io stipe ndio pie no pur avendo o ltrepassato da qualche te mpo i limiti di età prescritti dalle riforme. L'amministrazione france11
S.H.A.T. Serv ice TTi slotiquc dc l 'Arméc dc Terre Xl 2';", Tmupes alliées 3hwi.,·es
l iM1trien 11e.
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se, non potendo permette rs i il mantenime nto in serv1z10 di personale superfluo, d ecise di avviare le pratiche cli pensionamento per p arecchi ufficiali. Coloro ch e, in seguito al provvedimento transalpino, furono riformati ricevettero la pensio ne regolata secondo la legge imperiale, m entre per coloro che percepivano g ià lo stipe ndio questo sarebbe rimasto u guale ai cano ni fissati d a l precedente governo.
Il 32° reggimento di fanteria leggera La f"ormazionc dei due battagli oni d el 32° reggimento di fante ria leggera avvenne in due momcntj d ifferenti 22 . La p rima fase riguardò il 2° battaglione il quale , in esecuzione del decre to imperia le del 15 messidoro anno X.111 (/i lugl io 1805), fu organi zzato a Grenoble presso la 7" divisione militare. li battaglione guidalo d al toscano Leopoldo Vaccà arrivò nella cittadina francese tra il 27 e il 28 te rmidoro anno XIV ( 15 e 16 agosto 1805) e, al loro ,uTivo i soldati liguri divennero a tutti gli effetti soldati frances i. Il nuovo contingente, "battezzato" 2° battaglione del 32° reggimento di fa nte ri a leggera seguì la numerazione card ina le dei reggimenti di fanteria leggera frances i i:1 _ 11 1° v e nde mmiaio anno XIV (23 settembre 1805) il generale comandanlc la 7" di vis io ne m ilitare l{obert Motte e l'is pettore Seyssd proccdettero ,1Ila configurazione d el nuovo reparto: pa ssarono in rassegna gli uo mini , is pezionarono il materiale e le condizioni dell 'a bbigliamcnto, verificarono tutte le presenze e constatarono e ve ntu a li mancanze o assenzc ing ius tificate. Alla fine dell a verifica , il generale Motte riunì il consiglio d 'a m m inistrazione dd reggimento, facendo notare che per raggiungcre l'e ffetti vo desid e ra to m ancavano all'appello un a iutante chirur' ' L1 com po sizione di u11 reggimento di fanleri;1 legger:i francese fu n..:go la1a ria 1111 decreto d el :w ven d enu11i;1in anno XJ (12 setllelllbre ·1802). R'>So prevedeva che fosse formato da tre hallaglioni. lln battaglio ne avrebbe compreso: uan comp;1gn ia di carabinieri (granatieri ndla linea ), 7 compagnie di cacciatori (fu cilieri nella line;1, ma sovente il tennine fu cilieri venne impiegato anche per la fa nteria leggera) e una com p:.1gnia cli volteggiatori creale s1iccessivam ente ad un p rovvedimento elci 22 ventoso e 23 termidoro anno XTT (1 3 mar,.<> e i.) agosto 1804). Le com pagnie cli carabinieri , c icc iatnri o volteggiatori comprendevano: l capitano, 1 tenente, I sottotenente, ·1 sergente maggiore, li sergenti, ·1 fì ll"ie re, 8 cap orali, 2 tamburi (cnrni per i volteggiato ri), 56 carabinieri (61 in tempo di gu erra), 49 cacciatori (104 in tempn di guerra), 104 volteggiarmi. li 28 flo rea le anno X li (18 mag g io 1801) i reggim e11ti furono p ortati a 4 bat1 ;1glioni. Vedendo il rego];11nento risulta evid ente che il 32° reggimento f u ano rna lo p< >iché nacque e rimase pe1· molto tempo sol lo l 'effettivo previsto d all 'orga nizzazione 111ilitare francese (A. P t<~ EARn, !. '/lnnée napoléo11i<:'11ne, cil. , p. 497). '-' TI battaglio ne cli Vaccì aveva perso o rmai da qu alcl1e tempo la sua numerazione o rigin;1 le e a (,reno ble o ttenne i l rango di 2° b attaglione. Quell o c he precedente111l'nte ( in tendo sotto il governo d dl;i Rep11hhl ica Ligure) era staio il 2° battaglione di HulTi11i di vcnlù nel 1804 1° b attaglione di fanteria leggera lig u re e, dal momento della for111:1zion e d el :t-'0 , mantenne questa numerazio ne.
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Paolo Palumbo
go, due m astri operai, quallro tamburini e 190 soldati e gli enfants de troupe 2• . Riguardo a lla mancanza d 'uo mini il genera le Motte fu mo lto critico; egli appu rò che tra i soldati in pe rmesso molli non avevano fatto ritorno a l reparto. Tra questi, alcuni s i aggiravano impunemente a ll 'inte rno d e lla 28" divisione militare , sen7a che nessuna autorità pre ndesse provvedimenti. Di conseguen7a il genernk francese decise che tutti gli uomini c he non si fossero presentati a l reparto entro tre mesi dall 'in corpornione del ballaglione a ll' a rmata francese sarebbero stati dichiarati dise1to ri. Gli ispettori , verificando la qualit?i del materiale in dota7ione ai battaglione, si accorsero che le buffetterie e le calzature erano deteriorale e ne lla medesima condizione fu rono trovale le armi d ei soldati: su 1 19 fu cili solo 68 erano in buono stato, 157 furono mandati in ripara:lionc e 194 dichiarati fuori uso. Il 1° ballagiionc di Ciiacinto Ruffini fu ufficialmente organizzalo nei Regn o di Napoli, precisame nte a Te rl izzi ne lle Puglie, il 12 vendemmiaio anno XTV (4 ottobre 1805). li sou s-insµecteur à la revue Louis Emme1y insie me ai responsabile principa le alie operazion i, generale Monlrichard , ispezionò i liguri. ln totale e rano presenti sul campo 607 LJ()JJ1i11i s uddivis i in otto compagnie fucilieri (o cacciatori), una di volteggiatori e una cli carabinieri !,_ Come pe r il 2° battaglione anche il re parto di Ruffini subì una minu ziosa verifica del vestiario e d e ll 'equi paggiamento individuale e dell e armi utili e inse rvibili La missione nel Regno di Napo li non era s lala una passeggiata per i 111ililari lig uri i quali , pe r la prima volta , s i trovarono lonta ni dall a loro terra e in grosse difficoltà riguardo la fornitu ra del cibo , clcllc buffc lle rie, ma ancora peggio d e lla paga. L'in vio dei soldati ne lle Puglie fu preso molto a lla leggera dall 'ex-gove rno lig ure il quale, per compiacere l'alleato fra ncese , aveva organizzato in .!(, _
'' Un decr eto del 7 termidr>l"o anno V lll (:2.6 luglio 1800) ammise in ciascuna com pagn ia dell'esercito due e11fan/s dc troupe al soldo milita re. Essi doveva no aver raggiu n to almeno il dodicesi1110 anno di età, dovevano essere lìglio di un matrimonio legittimo Ira un u omo e una donna ;1ggrt:ga1a ad un co rpo militare (o l;1vamlaia o vivandiera), o di un mili1are in serv izio o morto in azione. Erano posti sotto la diretw sorveglianza di un ufficiale del coqio nominato direttam ente dal colo nnello com andante e coadiu vato da due sottufficiali e <p1a1lro caporali o brigadieri. Quando i ragazzi avevano raggi11r1tn il ·16 anno di età p o te vano essere ammessi n el reparto e ricevert: l'in gaggio dei volo nt~tri. A quel punto cessava la loro qu;ililka di e11fants de trouj)e ( P. N. Q1111..1..ET , f<Jol actue/ dc la tégislatinn sur l 'admi11istratio11 d es lro1 /f.X.' S, l'aris, M egimel, 181 I, tomo ·1, pp. 65 ~ 68). SulJ'argomento d r. S. l'u u·:N(;1 11, Fallciulli soldati. la militari.zz a z ione dell"h!f"t111z ia abbando nata nell't :·umpa moderna. Rom a, Caroffi , 1993; N. T ACIION, Enfants d e lmupe dans le réJ-!imenls 1788- 1888, P;1r i.s, L'esprit clu livre ed., 2006. '' Compagnie fucil ieri: l' compagnia, capitano Serra; 3·' cutup . cap. Moreno ; 4" comp. cap . Corvetto; 5" comp. cip . Casavecchia ; 6' comp. cap. /\rdinno; 7-' comp. cap. Cava lloni ; 8' comp. cap. Vaccare7.za . C0111pagnia volteggiatori: cap. Lavagn;1. Compagnia carabin ieri: cip. Duce (S .1-1 .A.T. , X b 621, 32'""' ré!:J i ment d 'infa11teric> léf!,èrc).
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'fr11ppe liguri dell'i mpero naJ,oleonico
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l"retta e furia i reparti no n curandosi troppo dell'o rgani:n.azio ne del viaggio e d e lla permanen1/.a dei suoi solda ti in te rra s traniera: d i conseguenza s ia l{uffini, sia Vaccà, inviarono u na serie di missive con rapporti cata strofic i circa diserzioni, malnutrizione , soldati vestiti d i stracci, evide nz iando come i reparti liguri stessero diventando la vergogn a dell'inte ra s pe dizione. Il giorno dell'ispezio ne di Emme ,y fu rono contati un totale d i 597 uniformi di cui solo 292 erano in buono stato , 280 d a ,nandare dal sarto e 25 inutilizzabili; infine i fucili a disp osizione erano in tota le 576 provenienti da vari arsena li e tutti in pessimo stato D _ Successivame nte il gene rale Montric hard formò il consiglio d 'amministrazione del ba ttaglio ne ne lla speranza che i nuovi responsabili avrebbero provveduto al più presto ad un risanamento gene ra le d el repa rto .!.fl _ Ino ltre l'ufficiale francese prescrisse a l consiglio d 'amministrazione del 1° battaglion e d 'informare cele rme nte il consigl io elci 2° battaglione a C-renoble della su a operatività , in mo do da avv iare una regolare corri spondenza riguardo tutti g li oggetti cli conta bilità generale ciel corpo ">.
La campagna del 1805 e l'a-.sedio di Gaeta del 1806
Per gli uomini del 1° battagli o ne, che dal 1803 s i trovavano in serviz io nel Regno cli Napoli, l'incorporazione ddinitiva ne ll'annata fra ncese rappresentò un s icuro miglioramento. Lo stesso Ruffini fu pro mosso a colonnello , l'unico nell 'armata francese a disporre cli un solo misero battaglione! Il battesimo de l fuoco dd 1° b a ttaglione avv e nne ne l 1805 qnanclo , unito a l res to dell'Arma ta cli Nap o li d e l gen era le Sa inL-Cy r fu chi amato n e ll 'llalia settentrionale per p a rtecipare a ll a nuova g uerra contro l' Austria . Il 23 ve n de mmiaio anno XIV 05 o ttobre 1805) il battag lio ne partì da Ba rle tta agg regato a lla bri gata di cavalleria ciel generale Bron ; i lig uri avrebbero dovuto raggiunge re n el più breve tempo possibile il Ven e to per s c hi e ra rsi con il resto dell'Arma ta d 'Tta lia . La marc ia fu lunga e d estenuante e il 30 vendemmiaio (22 o tto bre 1805) il reparto 7 '
.fhidPl'/1.
"" TI consiglio cli anu11i11isrra7.ione fu composto, secondo r<.:golau1enro , dal ca po battaglione facen te fuunzioni di presidente, tre capi r:mi e un sottu ffici;de; inoltre il quartier111:1stro C:osta , tenente presso la S·' compagnia , ru designato com e urficiale pagatore. l hidl:'111. " " On en tcnd p;11· comptabilit<\ cn générnl, les formcs ('.talilies par le Gou vcrnemc nt pour la garantie du trésor dc l 'Élal. I. .. l 1.es troup<.:s sont d i visées en régim cnts. escadruns, hataillons ou cnmpag nies, Chaque cnrps e un nomlm.: d 'hnmmes, qui varie suiv:mt le p icd dc paix, celu i d e guerre, Ics co11gés, les clisértio ns, les maladies o u la mori: l'État ne do it paycr que les h ommcs dkctil"s; i l conv ient e.Ione de s'assurer à tous !es insrants dc lcur nomlire, PI c'est pou r y rx('.venir que sont établis les états dc mutations, les contrò lcs, le feu illes crappcl e1 le rev ue~ d 'cffcctif ' (P. N. Ql ' ILLET, Etat actllel dc la lògislalion , cii. , T. TI , pp. 1-3) .
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Paolo Pulumbo
arrivò a Lan c ia no. Il 15 brumaio an no Xl V (6 novembre 1805) il 1° baLlaglio n e d e l 32° fu aggregato alla brigata del generale Ottav i, d el la divisione d e l generale conte Rey nie r ;o con la quale proseguì la s ua lunga marcia verso Imola dove g iun se il 30 brumaio (2 1 no vembre 1805) 3 ' . Il 11 frimaio (6 dicemb re 1805) gli uomini di Ruffini, unilamente alla divis ione del gene rale LeclJi o llre passarono l' Adige a Po nte San Nicolò, n ei press i di Padova, con un e ffe uivo di 528 uomini, ufficiali compresi. TI 32° reggimento non e ra des tinato a prendere p a rte aUa ba ttaglia d i Austerlitz, poiché Napoleone decise di schie ra re il corpo d 'a rmala de l generale SainL-Cyr n e i pressi di Pad ova in rinforzo dell 'Annata d 'Italia impegnata conlro le truppe au s triache dell'arciduca Carlo e del giovane arci duca Giovanni. Saint-Cyr do veva Lenere sotto controllo gli a pprodi di Chioggia e Brondolo in modo da fro nteggiare ogni possibile te ntativo cli sbarco anglo-russo su lle cosle dell'Adriatico. A tal fine il gene ra le Saint-Cyr ricevette di rincal;,.o la legione corsa, la divis io ne Verdie r e il 2° reggirne nlo italiano . 11 nono b ollettino della Crandc Arrnée, e messo dal quartier ge nerale di Goriz ia il 5 frim a io a nno XIV (26 n ovembre 1805) descrisse alcune azioni cui il corpo d 'armata di Saint-Cyr a veva preso parte 12 • Si distinsero in particolare le div is ioni Heynic r, Lech i e Verdicr le quali ollenn ero un a brillanle villoria nei pressi cli Caste lfranco Veneto conlro g li austriac.i ciel principe Rhoan. 1~: molto probabile anc he se non docume nta to - che nel c orso d e ll a ba ltag lia di Castelfranco abbia svolto un ruo lo importante a nche il haltaglio ne cl i '" Reynie r (Tean-1.rn,is-EIJén<'.·zcr conte di) nato :i Los;mna il 1/4 febbraio 177 1 e morto a P:1rigi il '27 fe bbraio 1814. La sua prim a esperie n za come 11ffic ia k nel regno cli Napoli risaliva al 5 o ttobre 1801 quando 1"11 i111piegato nella '2" d iv isione d e l corpo d 'osservazione di Napo li con Gouvion Sa int Cyr. Seguì sempre il genera le Saint-C:yr nel ·1° corpo di osser vazione nell 'arnwta di Na po li ne ll'o tto brt> del 1805 qua ndo fu inv ia to ndle Venezie. Fu il protagonista d e lla villo ria d i Castelfranco s iti principe di Rhoan fatto prig ioniero con tutto il s uo coq)o d 'arm:11:1 il 24 novembre 1805. Nel gt"nna io 1806 fu posto al comando dell'ala destra dell'armata d i N:1poli agli ordini di Massena insie11K· a lla divisione del gener:1le Verdicr. li l'2 febbraio pose l'assedio davanti Gaeta. TI 27 febbrai o fu trasfe rito a l 2° crnvo d 'armata di Napoli con l'incarico d i conquista re la C:alabri;1. :ru il glorioso vinc itore della battaglia di Campo Tenese il 9 marzo e il 1 maggio 1806 ricevette la Leg io ne d 'Onore. P;u-t<..:cipò e fu sconfitto d agl i anglo-sicilia ni a Sant'Eufemia e il 12 genna io 1807 sostituì il ma resci:i llo Massena a l comando dell ':urnata francese in Ca labria. Dopo varie battaglie dive nne il 3"1 lu glio 1808 ministro d e lla G ue rra e d e lla Marina nel Regno di apoli al posto di Jourdan. Nel 1809 fu inviato in Sp:i g na e in l'ortogallo . Nel I 8"12 partecipò alla campagna di Russia fino a lla ritirata in Crennania e il 18 ottobre conseguente ;illa battaglia d i Lipsia fu ahb;mdonalo dalle truppe sassoni clic voltarono le s pal le su l campo di battaglia ai francesi. 1"11 c:llluralo a Lipsia il giorno dopo e pot( rie ntrare in Francia solo nel febb raio d e l 18 14 ove m orì pochi giorni d o po (G . S,x, Dictiunnaire hiographique, cit. T. Il, p p. %1-365). " S.H.A.T, C' 46 É'tat de situation de l'llrmée de Neaples 1805-1806. " Campagnes de Naµuléun /Jonaparte depuL~ la bata.ille d'Austerlitz jusqu 'a tu µremic!re uhrli<:ution, paris, chez les Marcha nds dt' Nouvca utés, 182 1, ·1. I, p . 90. T1~1Ltasi della raccolta compl eta dei bolle ttini dell a Grande Arm<'.·c.
'Jhtpj><' li.1iuri dell'Impero napoleo11ico
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Ruffini p o ic hé esso cosrituiva il reparto d i punta della b rigata del generale Scveroli (divisione I.echi) ,u . Do po la rovino sa sconfitta austro-russa di Aus terliti'. il 2 dicembre , il corpo d'armata d el genera le Saint-Cyr ricevette l'o rdine di to rnare verso il Regno di ap oli per porre fine, una volra per tulle, a ll'ambiguo comportame nto dell a corte Borbo nica. L'armata francese forte di 10.000 uomini , al comando di Giuseppe Bonaparte, passò il c;.arigliano 1'8 f'c hhraio 1806 scaglionata in rre corp i ''. 11 primo, q ue llo di destra , al comando del generale Reynier fu incaricalo cli porre il blocco a C·aeta .i\ quello di centro con il maresciallo Massena , no minato comanchmte in capo, marciò su Capua ; il te r:Lo, la s inistra de ll'armata a l comando d i Saint-Cyr si <liresse verso la Puglia , gli Abruzzi, e il Golfo di Taranto 11' . Il 24 febbraio 1806, il 1° battaglione <li Huffini , aggregato alla d ivisione del gene rale Reynie r e precisame nte alla brigata di Montbrun, e ntrò a Capua con un e ffettivo di 385 .u TI 1° bauagliont:' del 32° leggero t:'r.1 inquadrato nella 2' divisione del gt·ner.ile I.echi il qu,tle comandav:1 la brigata ()tLavi (2° e 4° reggimenlo di linea italiani) e la brigata Severoli (5° rt·ggimPnto di linea ilaliano e 1° bauaglione dd 32° leggero). Dall 'ordi ne di battaglia rn111pilato in data 11 dict:'mhre 1805 il reggi 111enro ligure cont;1va 544 uomini e 6 c 1v:1lli ( 1Hé111oires d 'llwt,v Massé11a due di! t<ivo/J prince d'Esslillf!,, 111arécbat d'EmµiTP, r(:dif!,PS d 'après !es d oc11 me111s qu 'il a laissfs et sur ce11x d11 dfpot lfp la p,1wrre et du dépot des fmtificatio11s rl!c1willl's par le g,é11fral Kocb, Paris, Jca n de Ro nnot, 1966, T. V, p. 39 1). ' ' li 12 gennaio 180(1, da Monaco di B:wiera, Napoleont· informe'> i l fr.1l<"llo Giuserrc dell'imminic111e g11e1Ta nel sud Tlalia cbndogli in fonna:,.ioni precise circa i suoi compiti e l 'esercito i n p anenza: "Je n:\·ois vot 1e lc..:llrL' du 7. Vous etcs parti le 9; vous devcz C::tre aujourd 'l111i :·1 Clumbery, vrn 1s serez le 15 ou le I (> dans le voisinage de Ro me. Je vous ai envoyé le gén<'.:ral Du111;1s; le maréchal Masséna doit se trouvcr :ì l':mnée. Je compie q11 'apn?-s quelqucs jour dt· r<"pos, vous uurez près de 40 m ille h o 111111es que vous p ourreY. p ar1:1ger en 3 corps: l e maréchal M assen;1 aura le plus fon, k- g{-n éral Sl. Cyr un ;1utre et le général Hcynier lt' p lus pe tit formanl nne clivisio n dc six mille hommes dc honnt's troupes" (V. H AEGLE (a rnra di), Napoléo11 l!IJoseph Bonaparll!. t:orrespo11dance i11téP,rale 1781-1818, l'aris, Tallarnlit'r, 2007, p. 14·1, n. 25 1). '' .11 ·1° battaglio n e del 32° leggero continu<'> :i rimanere al corn:mdo ciel genernle Heynier, rt'~pom,abik ddl':ila destra dcll 'annat;1, insieme al 1° regginwnto cli fanteri a legge1~1, 6° e 42° reggimenlo di fanteria cli line:1, 4° battaglione dd 1° n •ggimento svizzero, (> 0 reggimento di caccial<>ri a cavallo e t-· compagnia zapp alori. Nell 'ordin e di hallaglia data to 1° febbrnio 1806 i l battaglione del 32° contava un totale d i 5 18 uomi11i (Mémoir·es d'A11dré MttSSl'llll, cit., T. V, p. 396). •• II marescia llo Masscna sos1i1uì al comando dell 'annata e.li apol i il geni>rale Sain t-Cyr nel gennaio 180(1. La notizia non f11 presa m o llo l>ene dal gen erale d1t:' per molto tempo avev;1 se1vi10 all'armala di Napoli e questi indirizzò, il 9 gennaio 1806, un'accorata l etlt:'r:1 al 111inisrro d ella gucrr;1 11erthier: " Sperando sem pre che mi si presentasse un'occasione e.li provare a Sua Maesl:ì che io m erito la su;1 fiducia, fino a questo m omento ho sopportato pa zientemente l ullo il disgusto provocatomi eia questa m ission e - riportò SainH -:yr rife renclosi al lungo impegno nel sud llalia - poi questa <.x:casione finalmente è.~ arrivata e Sua Maestà mi ha nominato gener:ik- i11 cap o clell'armat;1 che deve marciare su l Ri>gno cli Napo li p er cacciare il nemico. li corpo armato alle frontiere di q u esto Hegno 110 11 atten deva elle un segnale dell 'Imperatore per dare avvio alle operazioni; poi ricevo una lettera dal maresciallo Masscna. datala 1° gennaio, che m i anrn1nciava ch e l'lrnpemrnre stava per confidargl i il coman do di questa annata. l o ignoro assolutamente quali possano essere sta ri i m otivi che 111i hanno fatto perdere la riJucia cli Su a Mae.~tà!" (S.11.A.T. , C' .?, Annéo de
Naples. GùrrPSponda11ceJa1111ier:i11ù1 1806).
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Paolo Palumho
uomini e 24 uftìciali ·17 • Il hattag lione era evide ntemente in sotto numero poiché framm entalo in dive rs i distaccamenti tra c ui un re p arto di 128 uomini (con 8 ufficiali) lasciati a Cre mona per m otivi n on he n conosciuti. Il 1° marzo il battaglione di l~u(Tini passò a l 1° corpo d 'armata del ma resciallo Massena ( 4' brigata del generale Vale ntin) con il qua le arri vò a Sale rno. f1i versi uomini furono p oi separati dal reparto e inv iati a Eboli, Lagonegro, Castellu ccio, e inoltre fu organi zzata una "colo nna m o b ile" contro ba nditi e disertori c he richiese ben 188 uomini e 13 ufficiali apparte ne nti a l 32° 18 • Una piccola sezione di soli 50 soldati più un uffic iale fu inv iata a lla fortezza di (""i-acta che si trovava, dal febbraio dello stesso anno, assediata dalle truppe fran cesi. Solo 1'8 g iungo 1806 l'intero 1° ballaglio ne g iunse a raffo rzare le posizioni d 'assedio tenute dalle truppe del generale Gardan ne w_ Dopo l'entrata dell e truppe francesi nel Regno di N apoli furono poche le piandoni a resistere e, in poco tem po, posizioni importanti come Teano, Capua e Pescara caddero sotto i colpi d ell'a1tig li e ria francese. Tra questi fo rtiliz i solo la citt,ì di Gaeta o ppose un'ina ttesa resistenza, g razie soprattutto alla sua p osizione strategica e alla d eterminazione del govern aten e della piazza , il principe Louis d 'J-Iesse-Philippstal il q u a le ricevette un inv ito particolare da Maria Carolina a n o n capitolare per nessun motivo. Le intimidazio ni francesi non serv iro no a nulla e quando l'aiutante di campo del gene rale Reyn ier fu invialo a c hiede re la resa d e lla piaz7.alù rte fu accolto da una scarica d i fucile clie lo uccise s ul colpo •0 . Il principe d 'Hesse di venne celebre quando, dopo l'ennesimo te ntativo francese di v iolare le d ifese della città, inviò un portavoce s ulle mura del forte il quale urlò in direzio n e d e l ne mico «Ga éte n 'est pas Ulm, Hesse n 'est pas Mack!• allu de ndo al fatto c he non si sare bbe più ve rificato un J- Secondo l'ordine cli battag lia pubblicato il 21 f<:bbra io 180(i il ·1° liattaglione d i Ruffini risultava essere inquadrato nella division e G arda1111c insieme al J O h:11t;1glione corso, a l 4° cacciatori ;1 cavallo, agl i 7.app;1turi e un corpo di 111:mo polacc hi . Il suo elTt"llivo e ra di 409 uomini ( Mémuires d'An.dré Massénu, cil. , T. V, p. 40 I ). Secondo quan to rip01w10 da l!" 1;-1a1 dell'Armata d i N;1poli il 21 fe bbra io il 32° era sotto il comando del gene ral e Montlirun e un dicttivo in leggero decremento (S.11. A.T. C 17, Eta/ de situuliun de l'Armée de Naples
7806).
"" Ibidem. -"' Per ciò c he co ncerne i repani di fante ria e cava lle ria che assecli;1vano Gaeta questi e rano: il 1° battaglione d e l 32° reggime nto di fanteria leggera , il (i 0 , "J0°, 62°, 101° reggime nti di fanteria d i linea , un distaccame nto della g 11arnigionc di Napo li, la t egionc corsa e il Battaglione nero. La ca valleria constava in un disraccuncnto ciel 4° cacci;Hori ;1 cava i lo, po i il 14° e il 25° cacciatori , il 44° ( u n d istaccamento), i.I 28° e 36° dragoni . In quanto ;1i reggime n ti e.l i f:m1eria straniera vi e ra il ·1° reggime nto di fa nr eria leggera napolet:1110 con il 2° e 3" di line a ita lia ni (Mémoires d'Alldré Masséna. cit. , T. V, p . 419). "' Dcll\1ccis io ne dell ';1iutantc di lteynier riferiva , il J8 fe bbra io "1806, G iuseppe a l fratello Napoleone: "Le prince dc Hesse, gouverneur dc G aètc a re fusé d 'olitcmpérc r à l'ordn... d e la Régence. L'a id e de camp du gén é ral Rey nier qui ponoit l'ordre de rcndrc la piace a é té n.1é ù cfoé d11 je unc Tasche1 que j'av;lis cnvoyé a u général Reynicr avec la cap1tulation "' (V HA1·c;u-:, Napolénn et juseph Honaparte, cii. , p. 1 '58, n. 279).
Tru/J/Je lip,uri dell'impero napoleonico
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e pisodio vergognoso, simile alla capito lazio n e del generale auslriaco Mack a Ulm " . Durante l'assedio, Gaeta fu regolarmente rifornita via mare dalle navi inglesi, mentre le trnppe assedianti non ricevettero con a ltrettanta regolarità viveri e muni7.ioni. Oltre a dover controllare la fortC7.7.a, i francesi e rano continuamente sottoposti agli attacchi dei briganli cli Frà Oiavolo il quale, proprio e.la Gaeta organizzava sc>1tite e azioni di d isturb o 42 . Dopo mesi e lunghi sforzi, il 18 luglio 1806 l'artiglieria francese riuscì ad a prire alcune brecce ne lle mura della fortezza , permettendo ai comandanti della fanteria cli organizzare il primo assalto. Il generale Gardanne, in accordo con Campredon comandante dcll 'attiglieria e con il generale IJulauloy d el genio, ordinò al generale François Valentin (il 1° battaglione di Huffini faceva parte di questa brigata il) e Donze lot di assalire i dife nsori attraverso i passaggi aperti dalle palle cli cannone. Dopo furiosi scontri la capitolazione fu firmata il 18 luglio a lle undici di sera e le truppe entrarono in città a lle 5 del mattino del giorno successivo 11 . " ffJidem, p. 169, n . 290. " Un rapporto consegnalo a G iuseppe Ronaparle il 7 marzo 180<-i dal generale del gen io
Pascal-VaUongue spiega la difficile siluai'.ione in cui versavano gli assedianti di Gac:.:ta, facendo riti..·ri.Jnento in particolare alle azioni di guerrig lia intraprese dai fedeli di Frù Di;Nolo: «Tlo l'onore di informare Sua Altl·z·1~1 Tmperiale c he ieri, 6 co1Tente, buona parte de lla fanteria impiegata davanti a Gaeta è:· st;d a obbl igata a formare un distaccamento per 111e1tersi all'inseg11irnento di un c::tpo popolo [Frà Diavolo] che er:1 uscito dalla piazzaforte con qua lche brigante per andare a sollevare le popolazioni vicine•. Della stessa s ituazione e bbe a lamenta rsi il generale C1111pwdon , coma ndante dell 'a1tigl ieria, il quale il 13 aptìle scrisse a Berlhier lam entando c he l'e ffe ttivo di truppe dav;rnti alla città cm troppo scarso e questo a causa del continuo impiego ne i paesi vicini per sedare le rivolte e contrastare le scorrerie di l'rà Diavo lo. Ahm punto dolente c m la scarsa presen za dell'art ig lieria d'assedio e a ljUella data erano disponibili solamente 20 cannoni e 8 morta i 111ontati su affusti di pessima qua lità . li generale consigliava l'illlpiego di almeno il ljUadruplo dei pezzi per arrivare a qualc he risu ltato. Camperdon c hiuse la sua missiva suggerendo al ministro la mcss;t in campo immediato di almeno liO cannoni da 24 e eia 16 pollici montati su affusti decenti e 20 mortai o o bici con un buon approvvigionamento minino di 1000 copli per i cannoni e 500 per g li o bici. Con l'arrivo di nuove truppe e questi accorgimenti la pia z:t~1 - a sua ele tta - avrebbe capitolato in soli venti giorni (S. H.A.T., C' 3, !lrmée de Nap/e:,; CorresJxmdanceJanvier-fuin JRO(J} ,.1 TI giorno in cu i terminò 1';1ssedio la s ituazione del 32° leggero e ra la seguent e: 27 ufficiali , 44 1 uomini, distacca li a Capua c'eran o 2 uflki;11i e 14 uomini, a Mantov;1 risultavano se111pre 2 uffic iali e 25 soldati. Tn ospedale s i trovavano 55 soldati e 1 uffi ciale (S.H.A.T. C'
47 /)at de siluatiuu de l 'J lrmée de Naples 1806). ,., li 19 luglio 180(i, Giuseppe scriveva a l fratello Napoleone compiacendosi della buon;1 riuscita dell'assedio e la caduta di Gaeta: •Sire, Voici la capitulatinn d e Gaètc. Lcs Angl;1is débarqu.C·s ;ì Amaltì o nt été ohligo:'.:s de se rembarqucr celle nuit. V.M. recevra la capit ul:ition dc G;1ète cles mains du gfa1éral Campredon; l'a rme du Génie a scivi d'une m:mi(~re bien dislinguée. Cc s iège lui ernprnte un général prfrieux , le général Vallongue; depuis s:i mori le général Camprcdon n'a pas quitté Ics ouvr;iges. TI lesa conduits ;ì !;1 perfection. lls rnéritent d 'étrc vus par une aussi grand mai:tre q ue Y.M. Du moins, le généra l Ca mprcdon est bien e n o:'.'tal de répondre à tou tes !es q1 iestions quc Y.M. daig nerait lui fa ire .I... I. l.'a1tille rie a aussi très hien servi; Jcs grenadiers, voltige urs c l le reste de l'armée au si<:gc o nt é té impaticnts de la capitubrion q ui à prévenu l'ass:1111. (V. Tl Alir.1.F, Napoléun el,/ose/1b Bonaparte, c it., p. 263, n. 450).
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Puolo 1-'a lumbo
Nel corso dell 'azion e s i distinsero nel 1 ° ballaglione de l 32° leggero il colonnello Ruffini , il capitano Stefano Duce, l'aiuta nte so ttufficiale Innocenzo Poesio e il volteggiatore Antonio Berutin i quali, il 20 novemb re 1806, furo no propos ti per la Legione d 'Onore 4' . Termin ato il duro assedio il 1° battaglio ne fu assegna to, nell'agosto del 1806, alla d iv isione d ella Terra d i La voro, doi,odic: h è sostò per un lu ngo periodo a Salerno lungo la costa Amalfitana 4<• _
Riunione del reggimento a Tolone e guerra di Spagna (1807 - 1808). Dopo un breve period o di p e rman enza a Nap o li , il 10 maggio 1807 il battaglione cli Ruffini ricevete l'ordine di ritorna re a l depos ito generale del reggime nto di Tolone p e r essere riorganizzato e riunito al 2° battaglione di Leopoldo Vaccà. La c risi d iplomatica tra Fra ncia e Po11ogallo peggio rò e tra i ptimi reparti a pa tti.re per la penisola Iberica vi fu il 2° battaglione del 32° leggero, ch e p e r lungo tempo e ra rimasto in addestra me nto nella caserma d i C-rc noble. Durante l'agosto del 1807 fu riunita a Bayonnc un'armata di 25.000 uo mini, d e nominata 1° Corpo d 'Osservazio n e d e lla Gironda. Il corpo fu fo rma to con truppe rimaste a lungo in Fran cia e g li u omini erano in m agg io ranza nuove re clute o gua rdacoste della Bre tagna e della Normandia •'. Il Corps d 'observation de la (,'ironde - dell'armata del Portogallo - s i di v ideva in tre cuvisioni di fa nte ria : la prima e ra com:rndata dal gene rale Dela ho rde (brigate Av ril e 11renn ier), la seconda dal generale Lo ison (brigate Ch arlo t e Tho miè res) e infine la terza d iv isione - que ll a d ove s i trovava il 2° ballag lio n e di Vaccà - dal genera le 'l'ravol (brigate Graindo rge e Fus ie r) 4R_ L'inte ro contingente fu posto agli o rdini d e l gene ra le Junot il
,; S.H .A.T. , C' 4, llrmée de Naple~~ Corresponda11ce j1tilte1-déce1nhre 7R06. "' TI 2 sellembre 180(> il b:1tt;1gl ione è_, segn alato con la d ivisione del generale Espagne (Salerno 29 ufl. -i-i6 solei.) ; il 18 sellernlm: con quella dd gen<.:ra le Girarclon (S:dPrno 29 uff. 40 1 sold.); il 27 ottobre con i l gen erale di brigata Lam:1rq11e (; 1 Salerno 18 uff. 142 sold . - Am alfi 11 uff. 229 sold.); il 6 no vem lll"e co n l:t brigata del gen erale Valentin (Salerno IO uff. - 87 so ld. Costiera amalfitana 19 u ff. 276 sold.); il 1° dicembre con il gen era le Louis Compè'rc (Costier;_i ;_im;ilOt:ma 29 uff. 370 sokl.); il 9 dicembre con il generai<.: Lou is Camus (Cost iera amalfitana 2·1 ufT. 364 sold. Vierri <-' Sa lerno 8 uff. 3-i sokl.). questi dati vanno o vviamente presi con b eneficio d 'inven tario, la fonre è contempora nea e d1111quc gli erroii si i! computo dei soldati t:'rano più c h e possibili (S. Tl.A.'J'. C' -i7 f::tat de sit1wliu11 de
l'llrmée de Naples 1806). ,- M.S. f'nY, 1-Jisloi re de la s uerre d e la J>f 11i11s11/e sous Napoléon, l'aris, 13audouin, ·18 27,
p. :H8. ""' Nell'ordine d i li:lltaglia pubblicato da Charks Oman la 3-' d ivisione di Travot com prendeva anc he il :)·1° reggimento di fanreria leggera, il 26°, 6(>0 e 82° reggimento d i fanteria di linea, Léginn du Midi, e la Legio ne 11:m overiana. J'er q uanto rig11arda il 32" leggero, 0111: 111 r irorta erronea!llen lc 3" h::itt:iglio n e (C. Ù M AN, A History C!.l tbc Pcninsula r wat; London, G reenliill books, 200/4, voi. ·1, p . 612).
Truppe liguri dell 'i mpero naj)()/eonico
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ciuale e bbe come ca po di stato maggiore il generale di b rigata Thiébault. Nel fratte mpo il 1° battaglione si stava riorganizzando, in attesa di una prossima missio ne "spagnola ". Il li agosto 1807 fu no minato nu ovo comandante de l 1° battaglione il ca pitano Carlo Pico e, il 29 gennaio 1808, fu promosso maggiore del reggimento il francese Morice de La Rue, futuro colonnello , comandante del 32° leggero 49 • Fu così che nel mese di luglio dd 1808 le prime q uattro compagnie del 1° battag lio ne fu ro no schie rate unitamente all a forza g uidata dal gene rale Reille incaricato d i forzare il blocco di Barce ll o na e liberare il gen erale Duhesme so_ Il 3 lug lio, il continge nte militare d i soccorso inviato d a Na poleo ne agli o rdini ciel gene rale Re ille , arrivò a J>crpig nan ; il giorno successivo stabilì il s uo quatt ier generale a llellegarde e il 5 pose l'assedio alla cittadina fortifi cata di Fig uières. Il l settembre arrivò a Figuières anche il colonne llo Kuffini il quale, dopo aver vis itato le compagnie d e l capitano Pico, in viò un rappotto al Ministero d ella Cuerra. Ruffini si lagn ò con il ministro dell 'eccessivo frazion ame nto cui era stato sottop osto il s uo reggimento, chie de ndo ne una pronta riunio ne : O
".) 'a i d e m:rndé dans le Lcmps à Son Altcsse Se re nissime d 'y réunir Ics carahinie rs et voltigeurs Ju l '' ba taillo n et une cent;ciine d'hommcs dispo nibles qui sont e ntre N icc, Tou lo n cl Ics Isles d 'llières. Jose vo11s c 11 adrcsscr ma prière rés ig néi:-: au son de me trouve r attac h é à b p lus fa iblc fracLion clu régimen t d ivisé e ntrc Saragossc, Tou lon, I lières, ice e tic i 11 011 co111pris un ,., Morice de la Rue (Victoire Anloinc) 11ato a Mayenne il 22 aprile 177:,. Entrnto nell 'esercito eone capitano del 1° baw1 glione delle riserve il 6 settembre 1792, fece la c 1111pagna con l 'A r mata del Nord d:rl "1792 :11 179(J. Impiegato all'Armat~1 d i Saml>re-et-Me11se dal 1796 al 1797, di Germani;1 e n:11:rva dal 1798 al 1799. Fu no minato capo l>;11taglinne del 60° reg gimento di linl~t il 14 marzo 1800 e servì n ell'Armata d 'llalia nel 1800, in T irolo 1801 e nel 1805; d:tl 1806 :ti 1808 fu impegn ato in Illiria e D;ilm;1:d;1. Maggiore del 32° reggimen to di fanteria legge1~1 il 29 gennaio 1808, poi d ivenne colo11nelln d el m edesimo reggimento il 23 :1gosto 18 11 all 'et:ì d i j8 anni e dopo ·19 a11ni di serv i7.io. Se1v ì n ell'Armata d i Ca t:rlogn;1 d al 18 11 al 18U p er p o i p rendere pane ;dia campagn a di S:1ssonia, d ove fu cattur;rlo :·t Lipsia il 19 o ttobre 181:S. Rientrò d:tll:t p rigionia i l 17 m arzo 1811 e fu messo al seguito del 9° leggero il 1° agosto 1814 e poi del "14° leggero il 9 novembre dello stesso ;111110. Colonnello del 68° di linea il 19 aprile 18 15, rinominato in segu ito 76° di line:1 in h ase al decreto del 25 aprile ·1815, non raggiunse m ai l'A rm ata del Nord. Messo in non attiv ità il 1° gennaio 1816, si rilirù per ordinanza del 18 settembre 1822. Morì a Lavai il 26 novem bre 183/i ; i l gio rno sPgu ente fu inumato nel cimitero di M :1yenne. ru d ecorato cavaliere della Lcgio11e d'O nore il 24 settem bre 180:S, poi uffici;1le della medesima d ecorazio ne il Jli giu gno 1804 , f11 inoltre n ominato cava liere dell 'Ordine di San l.11igi il 1° n ovembre 18 lli ( D. & U. Q1 11N'l'I N, Dicliom1aire des co/u11els, cit. , p. Ci.J2). Y> li 10 febbraio 1808 le trnppe fran cesi e italiane guida te dal gcner:tl e D11hesme entr:1 rono i n Catalogna. A met:ì del m ese si assic uraron o una ddle p rincipali frntezze spagno le su l Med i tcJTaneo, r ig 11eras. Con il p assare del tempo pe rò le cose cambiarono. D uhesme era certo di polPr control lare la situazione ma correva seri p ericoli p o iché l'esiguo mumero di i;oldati a s u a d isp osi zio n e non avrebb e rcLLo il confro nto contro un 'cvcnt11 alc insu rrezion e degli spagnoli.
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JJaolo Fa lu.mbo
fo11 détachemcnL incorporé au 6""~ de ligne a Co rfù ayanL Lo ujo urs fa it pa rtir les hommcs plus cn ét:at de fa ire la gue rre excepté, dans ccli.e de rn iè re circonstancc, 4u 'un o rclre très pressé à exécute r dans le jo ur n'a pas permis de rclcvcr ccux qu i sont détachés et de comprc ndrc Ics compag nies d'élite s ur Ics qucllcs o n m'a opposé qu'il n'y avait pas d 'orclre positi~~ " . Il 1° battaglio ne, n e l novembre 1808, raggiunse la J • divisio n e del 7° Corpo dell 'Arma ta di Catalogn a elci generale Saint-Cyr con il q u ale affrontò un nuovo assedio alla c ittà di Ro sas ,;i. Dopo ripe tuti attacchi, la piazzaforte di Rosas cadde il !f d icembre 1808, pe rmetten do così ai rrancesi di ripristina re la lo ro linea d i co m unicazione con il gen e ra le Du hesm e a Ba rcellona. Ma c he fin e aveva fatto il 2° b a ttaglio n e d e ll 'arma ta del P o rtogallo ? T g ravi d ifetti cli comunicazione tra il battaglio ne e il d eposito di Tolone aveva no fatto p e rdere ogni traccia d e gli uo mini del 32° . Da una le lle ra del 3 marzo 1809, scritta eia Ruffini a l min istro Cla r ke si deduce c he i fanti d el 1 ° batta g lio n e furono aggregati ad un regg ime nto provvisorio in P o 1to ga llo , e p recisam e nte il 115° reggim e nto di fa nte ria di linea abba nd o nand o te mpora neam e nte la lo ro d e n o mi n azio ne o ri g ina le: •La corrcspo nda nce mal suivie e ntravc l'éLablisscmcnt: de la comptabilité, Ics événe me nts de l'Esp agne cou pcront c ntiè rc111ent toute espèce de cu mmunicatio n. l Jne circula irc dc Son Exccllcncc le Ministre notiflée e n mon ahscncc a11 dép6 t dc To ulo n annonçait 4uc Ics troupes d u régiment provisoirc do nt le 2' "' bata illo n faisait panie cn Po nugal ava ie nt formé le 115"'"' régime nt de tigne• '5. TI segu ito d e lla lettera da un'id e a de lla fra mmc nta7.io n e s ub ita da Lu tto il reggime nto: -Les de ux compag nies d 'élite son t cmp lo yécs da ns la V;:111dée, quatre sont d irigées en Es pag ne, le scul capitainc q ui les suiv;:1it, mo nsieur Scarzo li re ste ~ Bayonne p our la confcctio n dc l' hah ille ment clo nt les fo ncls sont p ré levés de la masse dc lingc e t chaussu re. Ces compagn ics avant dc recevoir l'h abi lle mcnl fon t d'abo rd pa rtie du Corps cl'Arm ée ;i la po urs ui" Lettera del 1° settembre rnos da Ru ffini al ministro della guerra c:larke (S.T I.A.'1'., x•· 621 , 32",.. régiment d 'infanterie léiere). ;, Il 7° corpo del generale Saint-Cyr era composto da 6 divisioni e da un corpo di cavalleria. TI 32° leggero era nella 3" divisione del genera le Reilk insieme al 16°, '>6° e 11;3° di linea, il reggi,uenlo provvisorio di Perpignan, la 5a Legione di Riserva, i fa mosi Chasse11rs des Montai nes e il hatlaglione del Vallese (C O MAN, /I ffis/urv '-!/ the l'eninsular wa1: London, Greenhi ll hoo ks, 2004, voi. 1, p. 612). '' Lettera da Figuiéres del 3 m ;1rzo 1R09 d ;1 lluffin i a Cbrke ment d 'ir!/ànterie légàe) .
(SJ LA .T., X'' 621, 3-2.,,.. régi-
Tru/J/Je lip,uri dell 'lm/Jero napoleonico
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I.e dcs Anglais dans La Corognc; j'ignore ce qu'elles sont clevenu s après. Trois comragnics, longtcmps égarés avcc Ics cffcts clu corps sont encore déha rquécs à Qu il>cron cl jc ne rcçois qu 'inclirectement ces renseignemenl.'i [... I. ]'ai scpl cornpagnics clu 1,·, bataillon au 7"""" corps d'armée duquel nous fa isons panie, ccs cornpagnit:s ayanl infinimcnt souffert ne sonr plus que des sque leltcs; sur l'cffccLif dc 730 ltommcs nous n'avons présc nts quc /498 au nomhrc dc qucls bcaucoup d'cstropiés• " .
La riorganizzazione in Spagna del 1809
L'ultima lettera di Huffini aveva p alesato delle gravi carenze non solo a livello cli comu nicazione, ma sop rattutto di tipo o rganizzativo: le compagnie del reggirm.:nto erano sparse s u tutto il territorio spagno lo e gli uomini che seguivano il 7° corpo di Saint-Cyr e ra no stati paragona ti a squelettes, d egli schele tri. li minis tro della guerra, m ostrando sens ibilità all a rimostra nze di Ruffini, decise di porre rimedio a questa situa'.l.ion c che non riguardava solo il .32° reggimento. Il 10 luglio 1809, una lettera del comandante della IV divisone d el ministero della gue rra (Bureau de l'inspection) indirizzata al generale Tabarié , comandante della 11 divisio ne del medesimo, comunicava che in seguito ad un decreto imperiale dcll' l 1 giug no '': «le 32,.,, •. régime nt d 'infantcric légèrc sera organisé a 3 bataillon dc 6 compagnies chacun, dont une dc carabiniers, une cle voltigeur et /4 de fu siliers» "'. Usando come punto cli parten7.a i quadri già esiste nti d e lle 18 compag nie in serviz io nel 32° reggimento, furo no o rganizzati tre nuovi battaglioni. Le prime sci compagnie del 1° battaglio ne - impegnate in Cata logna - non s ubirono alcun cambiame nto e rimasero il 1° battaglione del 32° leggero; stessa cosa accadde per gli appa1te ne nti alle prime sei compagn ie de l 2° ballagliunc a La Coruòa . Le tre compagnie del 2° battaglione (4·', fr' e 8· in Catalogna al se g uito di Ruffini), le compagnie in ecces1
' ' Thidem. " Q 11esta decisione fu presa in segu ito al la riforma d e i reggime nti cli fanteria d i linea e fa nteria leggera avvenuta il 18 febbraio 1808. L'anicolo 1° del decreto stabiliva ch e i n:gg imenti d i linea e di fanteria leggera fossero composti da uno stato maggio re e da cinque battaglioni. I primi quallro p o 11avano la deno mina zione di balltt~liuni da ~uerra e il q11i nto di balla~liun<! di d<!fJusilu. All'articolo 8 veni v;1 invece spec iric u a la fnnna:,.inne cli ci;:iscu n reggim e nto com posto d;1 uno st;Jto 111;1ggiore d i 50 persone e qnattro battaglio n i da g ue rra. Ogn i ballag lione incoqiorav:1 84 0 11o mini, s11clclivisi rra quattro compagnie di fuci lieri, una di gi~ matieri o carabini eri e nna di volreggiatori. lJna singola compagnia d oveva avere 1111 effetti vo di 140 uomini : l ca pitano, 1 ten ente, 1 sottotene nte, 1 sergente magg iore, 4 sergenti, l capo rale furiere, 8 caporali, 121 granatieri , volteggiatori o fucilieri , e 2 ta111buri . Il battaglione di deposito comprendeva solo ,j compagnie: di fuc ilieri per un totale di '>60 u o mini. Al d eposito fu o rgan izzato an ch e uno stato m aggiore di deposito e un ·'p iccolo" stato maggio re (A . 1'1c1òAJ<u, L'Armée napulc,unienrw, cil. , pp. 499 - 500). ~. Le ttera del comandante d e lla IV cl ivisio n e ciel m ini stero della g ue rra al capo della II ciel IO lugl io 1809 (S.H. A.T , X" 621, J2'""' régiment d 'infanterie légère).
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Paolo Palumhu
so del 1° battaglione e le due compagnie acca ntonate a To lone (la 7" e 1'8a che divennero 3" e 4") ' 1 costituirono il 3° battaglio ne del 32° leggero 5X _ La necessità cli rirnellere in o rdine le cose fu avvertita dagli stessi ufficiali elci vari battaglioni, poiché l'eccessiva dis p ersione delle compagnie e degli uo mini comprometteva il regolare svolgime nto d e lle funzioni amministrative e operative. Il consiglio d 'amministrazion e d el 2° ba ttaglio ne - impegnato a lla 3"' divisio ne del 2° corpo del maresciallo Sou lt - in una lette ra eia Moralcja (un villaggio nella provincia dell 'Estrema<jura) scritta il 29 agosto 1809, s i scusò con il ministro d ella g uerra p e r la le nte zza dell'invio degli sta ti nominativi. I consiglieri imputarono questi ritardi a i frequ e nti spostamenti sostenu ti d al battaglio ne , ino ltre chiesero istruzioni circa i nuovi provvedimenti decisi riguardo la formazione d i un nuovo battaglio ne: •Le cléfaut dc conununicalions et Ics m arches continu elles d u corps d 'a1111ée, o nt sculs pu nous crnp0d1cr d'exécu te r ponctuelle m ent les ordres e.le Votre Excdlcncc f.. .l Nous s upplions Votre Excellence de considérer 4ue notn: bata illo n se Lrouvc composé de 9 compag nies clont trois sont e n ce m ornent ré unics a u l" bata ilJon, ce qui récluil le nolrc à s ix cornpagnies seule m e nt. l.'impossibilité de pouvoir communiqucr avcc ccs Lrois cornpagnies, qui sont séparés clu lx1t:i illo n c.le puis le 19 scplcmbrc "1808, (:poque de l'emlx 1rquemcnt ;~ Lisbo1me, et la p robabiliLé dc lcur im:orporalion dans le l " bat:1illon que le colo ne! lui me m e conunancle, nous cléLcnninc a pric r Votrc Exccl le nce d e nous autoriser à no us fonncr cn six cornpagnics s uivan L le mcxle de la d e rniè re formatio n .. "'.
La richiestra del consig lio d 'amministra zion e del 2° bauaglione no n rimase inascoltata e ne lla stessa Moralcja il l settembre 1809, al cospetto d el generale H eudelet de 11ie rre, fu de finiti vamente riorga nizzato e passaO
,- Le d ue c0111pagnic di deposito furono o rga nizzate a To lo ne il 29 luglio 1809. Coma ndante fu nominato il maggiore Mo1ice dc La Huc e quartiermanstro il capitano Tommaso Traverso. La 7' compagn ia (poi J• del 3° lxllt;1glione) era comandata da il ca pitano Matteo Crosetti coadiuvato da il tene nte Gae1a110 Ciaccaldi e il sottotenente Francesco D uce. L'8' compagnia (4" del .3° battaglio ne) era dire tta d;1 I capitano Giacomo Grilli e il lenente Zuccardli , il posto da sottote nente fu lasciato vacante . Procès verbal de.Jurmatiu11 des com{JaMrties du déµ6t (ibidem). '"•Les cadres de 18 cornpagnies exista nt déjà au corps il n'en sera p oint étahli de 11011veaux, et il a été décidé que le si.x prcrnicrès compagnics d u 1cr bata illon, les s ix du 2"" q ui sont a La C:orogne le second, les trois d u dcrnier qu i o nt rcjoint le l 'T en Catalogne, celle q ui va se trouvcr d 'excédent au 1··· b;u aillon et les dcux q ui cxist<:nl au dépòt à Toulo n le: lro isil-me. D'ou il suit que le 1,·, hataillo n, les compagnies de grenadiers Cl dc vohigcurs cl Ics deux p rc mières compagnies de fusiliers d11 3''"r hataillnn seront org;mis6cs en Ca talogne cl quc· le 2 en cnticr le sera à La Corogne et que les de 11x compagnies du dép ot deviendronl Ics 3.,,. Cl 4c.,•· compagnies du y ••· bata illo n,. Lettera de l comandantP della TV divisione del 111inistcro della guem1 al capo della 11 ciel 10 luglio 1809 (ihidern) . "' Lettera da Moraleja ciel 29 agosto 1809, 11 cnns1glin d ';1111min istr;1zionc dd 2" battag lione al ministro della guerra (ibidem).
Truppe liguri dell 'lmpero napoleonico
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to in n v1sta l'interno reparto. Dall'isp ezio ne risultò un effettivo di 19 ufficial i, 350 tra souufficiali e !::ioldati s uddivisi in li compagnie di fucilieri , una di volteggiato ri e una di carabineri. TI 16 ottobre 1809, a Sa ria , fu riorganizzato l'intero 1° battaglione e le prime quattro compagnie del 3°. L'aiutante com a nda n te Beurmann, incari cato dal gene rale d i divisione Verdie r, procedette all 'ispezione e alla riorganizzazio n e delle nuove compagnie: •il a c nsuilc fait choix [lleurmannJ des h o nm1es les plus prorrcs au x scrvices d e caral>inicrs c l voltigeurs, a form er les cadres de ces de1 1x cornpagnies p o ur le premier bataillo n et d es deux pour le troisièrnc; rassanl e ns11ii-e à celle du ccmre il a aussi formé les ca clres des quatre rour le rrcmier bataillon et cd lcs n° 1 et 2 pour le troisièm e. Cette o p ération 1errnin ée il
a fa il ré11nir Ics six compagnies fonnant le premier bataillon et les
qua tre du troisièrnc l>aLaillon qui clevra le compléter des deux existanl au clé p 6 t du régirncnl à Tou lon (lcsquelles prendront conséque ntement les nomhres 3 e t 4) el a procéclé cl'après l 'état qui lui a été remis• '"'.
<~rande assente d urante Lulle queste o pe razioni fu proprio il colonnello Hl1ffini il quale, nel corso del lungo assedio cli Gerona , fu gravemente 1.'crito all a te-sta. L'assedio di Gerona è slato uno d egli episodi più importanti c he ha nno v isto coinvolto il reggimenlo di Ruffini nel 1809. li 32° leggero e ra inquadrato ne lla divisione del genera le Vcrd ier che, già ne l mese di maggio, aveva cominciato le rrime operazioni militari p e r assicurasi il controllo del la c ittà 1•1 . TI compito no n e ra facile poich é la città cata lana era !Jen difesa , soprattutto g razie a i forti ch e la circondavano e alle ridotte fatte costruire dal governatore Alvarez. Tra i falli d 'arrne p iù drammatici di tutto l'assedio ci fu l'assalto fra ncese al castelle llo di Monl-.Jo ui dove mo lti u fficia li rimasero uccisi e fe riti, tra questi anche il povero colonnello Huffin i. Il 10 dicembre 1809, dopo furi osi scontri, la cillà fu costretla a capito la re.
Dal 1810 al 1812: ancora l'inferno spagnolo
Nel gennaio del 18 10 il 32° reggime nto di fante ria leggera militava ancora ne ll'a rma ta cli Spagna. li 1 ° ba ttaglio ne e le quallro compagnie del "" l'rucès oerbal d 'o'Ranisatinn du I" Bataillon et de -1 compag nies du 3erne du 32'""' Regimenl d'h1/a11/erie Légère (ibidem) . '" I.e fooe francesi al comando del generale Verdier er,ino le seg11enti : un battaglione riel 32° leggero , il 2°, 16° e 56° di linea, la brigal;1 ledesca con due battaglioni d el Wii r7.burg. il 1° e 2° reggimento del Grami Duca to di n erg. Seg 11ivano la divisio ne Morio e la divisione Lechi con i Veliti della Guardi;, llaliana, il 5° di linea italiano, e il 1° e 2° reggimento napoletano (C. OMAN, A Histo1y of the l'en insular wa,; London , (~reenhill hooks , 2004, voi. 3, p. 525).
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Paolo 1-'alumbo
3° rimasero a l 7° corpo in Cata logna 6 2 al comando d el maresciallo Macdona ld 65, menlre il 2° battaglione <.. prestava servizio nella 2" brigata (generale Ferey) della 3" divis io ne (gene rale I ,oison) del 6° corpo (m aresciallo Ney) con l'armata del Po,togallo agli o rdini del marescia llo Masscna . el luglio del 1810 il 2° battaglio ne prese pane all'importante assedio di Ciudad-Rodrigo '·\ Furono proprio i fanti cli Manine! che, il 9 lug lio, assalirono per primi le mura della città: a lle 4 d e l mallino le bocc he da fuoco francesi cominc iarono a vomitare proiellili s ui bastioni di CiudadRodrigo mentre la fanteria di Ney 'si preparava a sfruttare ogni spazio lascialo aperto dalla gua rnig ione spagnola. Il genio francese riuscì a forzare le difese p e rme tte ndo così a i volteggialori e granatieri della 3' division e de l generale Loison di fare breccia in cillà e pre nde re possesso d e lla piazzaforte. Dopo li S giorni di assedio, il 10 luglio, Ciudad-Roclrigo cadde in mano di Massena: fu rono recuperati 105 pezzi d 'artiglie ria di cui 83 in perfetto stato e altrettanti fucili, munizioni, cartucce e granate a ma no '"". Il 24 luglio, il 2° b attag lione d el 32° leggero prese parte alla violenta battaglia Slll fiume Coa , ne i pressi de lla fortezza di Almcida, pross imo o bie ttivo del maresciallo Massc na: qui la colonna del generale Ferey, formala dal 32° leggero, 66° e 82° di linea , allaccò il fianco s inistro dello schie ramento britan nico costringen do i fucilieri di Cra ufurd a lla ritirata 67 . Il 22 settembre 1810 il m aresciallo Ney condusse il s uo 6° corpo contro le linee inglesi di Wellingto n con l'intenzione di oltrepassare il fiu me Mondego e la Sierra cl' Alcoba. Tra i villaggi di Barri!, Villanova, Mo,tagoa e Val de la Niete le truppe del generale Loison s i scontrarono con la fan,.,, Lo stato maggiore era ronnalo da l colonnello Ruffini e dal comandante del 1° l>;lltaglione Carlo Pico; la compagnia cara b inieri era comandata d al ca pitano Gi11seppe Scalahrino coadiuvato da Tommaso Olivini e Giuseppe Giraldi; la l " compag n ia dal capitano Ciaca ldi, la 2" dal capitano i\ndrc;1 Sp inola. la 3· da Ferdinando Kall, la 4" vacante, i volteggiato ri dal capitan o Stefano Scasso. Il 3° l>attaglione non aveva ancora comandante, la l ·' comp; ignie era diretta dal capitan o Giacomo G rill, la 2·· cl: 1 T'r.m cesco Casavecchia e i volteggiatori dal ci pilano Carlo Costa ( lita/ 110111inati( j)ctr hatui/lons f', comtwgnies des offi-
ciers du. dii régirnent.Jésant parlie d11 l'",.. corps darmée d'/:'.'ij)agne à l'epoque du l''' junuier uno, S.J--1.i\.T. , X" 62 1, 32"" rigiment tl"i11fà111erie légère) . "' La nomina de l m arescia llo ;1rrivù il 24 .iprile 181() (MAU)ONAW, Souve11irs du marl'chal Macdonald, l\ tris, Plon, 1892, p. 175 ). "' Il 2° battaglione era com andato d a Alh:m Manincl coadiu vato dall'a iutante maggiore G ian.m io I3udo; la compagnia carabinieri d al capitano Antonio Avio, la l' compagnia Luois Dernontiers, la 2·' compagnia da Piero Picca rdi, la 3-' comp:1g11 i:1 d:1 Pdlagro Spinola. la 1' compagnia dal tenente 'l'o rretti e i volteggia1ori da Angelo Sallicetli (S. JJ.A.T. , X" 621, 32"·· ré,qiment d"infanterie /P.gère). "' La persem:a del 2° hanaglione di Martind a Ciudad Rodrigo è confermata dall'invio, proprio durante l'assedio, di diversi sta ti nominativi ch e cominicavano le varia1.io ni all 'interno del re pano ( i/Jidem). "' Mémoires d'André Mas.sé11a, cit. , r. VTT, p. 103 . ,.- R. C11A 1fl'1<AN1> - c:rnmu·:u,E, Bussaco 1810. \Vçl/in,i.;tu/1. dé:Jeuls Nupuleu1t\ Mursbals. Lo nclon, Osprey, 200 1, pp. 37-40.
Tnt/J/Je l(v,u ri dell 'Impero napoleonico
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te ria leggera del gene rale Robert Cra ufurd . Il com battim e nto si svo lse sul la m ontagna d i Ame nora occupata d agli inglesi i quali fu rono costretti a ritirarsi dop o un pesante bo mba rdame nto d 'artiglieria ; a q uel p unto il 2° b attaglion e del 32° leggero , seguito d alla Lé,gion du Midi, fu mandato in rico g nizion e per scop rire se i passaggi verso la Sierra d 'Alco b a e rano praticab ili d a i treni d 'artig lie ria e, in secondo luogo, per s aggiare le difese britannich e '"'. Do po questa azio ne il 6 ° corpo ricevette l'o rdine di dirigersi verso Bussaco: il 27 sette mbre , il ba ttaglio ne di Man ine! fu nu ovam en te coinvolto in uno scon tro a fu oco contro la 6" brigata po rtoghese del generale Cole ma n d a vanti al p ae s ino di Su la dove subì nu merose pe rdile 69 . Ciudad Rodrigo, la battaglia de l fiume Coa e Bussaco furo no i tre principali e pisod i c he videro coinvo lto il 2° battaglio ne di Manine! nel 1810: alla fine d ello ste sso a nno un'imprntante novità p rod usse mutam enti sull'e ffellivo d ell'intero reggimento , snaturando lo dalla sua identità prettam e nte ligure. Il 10 d ice mb re 1810 a Fig uié'.res in Catalo g na il sous-inspecteurChen ie r e il colonne llo Ruffini ricevette ro l'ordine d al gene ra le Baragu ay d 'Hilliers , colo nne llo gene rale d e i dragoni com anda nte le trnppe stazio nate nell'alta Catalog na , di proced ere all 'incorpo ra zione n elle compag nie cie l 32° d i un dis tacca me n to dei Tiruitluurs du Po. Questi, secondo le d isposizioni origim di, avrebbe ro dovuto esse re assorbiti dal 18° reggimento d i fante ria legge ra, ma , ca us a la man cam·.,1 di a d eg uate comu n icazio ni, fu ron o di rolla li verso il 32° -.,_ L'e ffcllivo d el distacca m e nto - 13 caporali, 126 cacciato ri e 1 tam b uri no - fu sud di viso, il 12 dicembre , tra le sei co mpagnie d e l 1" ba ttaglio ne e le qu allro dd 3°. H g io rno segue nte g iunse a nc he un distaccame nto de i Tirailluers Corses, anc h'essi inizia lme nte d estinati al 18° leggero. Il nu mero d e i co rsi e ra inferio re , e ssi fu rono isp ezio nati e incorporati in due d ate d iffe re nti , il p rimo distaccame nto il 13 d icembre (35 soldati e 2 tam buri), m e ntre il secondo (32 soldati e 2 tamburi ) il 18 dicembre 7 1• Nel ge nna io d e l 18 11 la collocazio ne elci battag lio ni d e l 32° non su bì varia zio ni d i rilie vo . Il l O battaglio ne e la C[ltattru compagnie d el 3° resta rono al 7° corpo d e l rna resciallo Macdona ld d el l'armata d 'Aragon a e Cata log na co m a ndata da Suchcl, m e ntre il 2° battag lio ne rimase alla 3" d ivisio ne de l 6° corpo (ma rescia llo Ncy), an na ta cie l Portog a ll o 72 co m a nrn
,Le ."12· et b Lé gion d u Midi se jctl·rcnl a lo rs dans un b uis cou vr:mt la hcrgc opposée
à cel le q u'ils che rc haicnt {1 gravir, c l Ics sa lu i:~renl ;ì k l ll" passage par u ne fus illacle q ui
t'ouche par terre une cinqua nta inc d 'h01m1K~s e t en fi t tn mher autant e n no tre po u voi r« (M émoires dAndr[, Massc'na. c it. , t. VII , pp. ·185-"186). '" li "27 settembre 18]0 fu co11 1i>:1tt u ta la hatrag lia di Hussaco: nell"azio nc davanti a Sul:1 il 32" perse 15 uo 111ini e ne r11ron o fe riti 98 (ibidem, t. VII . p. 573). 7" P rucés 11 1.'rbal d"incorpomtimz del 12 d icembre 1810 (S. H.A .T, X" 621, 3:;zenw r f~i111elll d 'il!/rm lerie léRère). " Procés uerhal d'illcotporation ciel 13 d icemb re 1810 ( ibidf.'rn).
" Sempre ne lla divisione del genera le Lo ison , !>riga la l7e1Tey insiPmP al 2ù0 , (l>0 e 8 2° cli linea , la Lé>RiOII d11 Midi e la /,(,gion Hanovrienne. La 3-' divisione no n 1x11tecipe r;1 :ilb !Jauaglia d i rue nle s d 'O ,ìoro ( Mémoires d "André Masséna. cit.. l. VII , p. 580).
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Paolo f'alumbo
data da Massena poi .sostituito dal maresciallo Marmont 7~ . Il 28 agosto 1811 le quattro compagnie d el 3° battaglione lasciarono l'armata di Catalogna per trasferirsi, guidate da l capitano Hoccn Cesari Colonna (promosso maggiore nel 181 3), a Tolone dove avrebbero trovato il 2° battaglione 7' . A 'l'alone il 2° e .3° battaglione ricevettero le nuove reclute provenienti in maggioranza dai dipa1time nti di Roma e Trasimeno. Con il passare d egli anni il numero di soldati "liguri " diminuì in modo rilevante e fu così che il 20 maggio 1812 il 2° battaglione incorporò ne lle sue file 198 .soldati appartenenti al 4° battaglione del 2° reggimento de l Mediterraneo 7s (con base alle isole Hières e Porquerolle), composto in prevalcm·.a da refrattari e disertori provenienti da ogni angolo dell'impero 71' . Al 32° reggimento fu risp armiata la dolorosa esp e riem:a de lla cam p agna di Russia e , alla fine del 1812, solo il 1° battaglione continuava a combattere in Spagna, mentre, come abbiamo visto, il 2° e ::$ battaglione e rano a Tolone per riorganizzarsi 11 • 0
-., Nei volumi pubblicati da Clurlcs Om;m sulla guerra di Spagna ad 1111 ceri o pun to il
i2° reg.gimen l o di f"anl<'rh1 lcp,ger:i scompare. !egli ordini di h:i tt:iglia riprntati in appendice al Vll volume (vedi cdi7.ione del 2004) il 32° no n figura in n essuna annata. Trattasi d i 1111 eJTorc p o iché sugli stati nomin ativi dd reggimento, eonse1v ati agli ;1rd1ivi della guerra d i Vincennes, il 1 °, 2° e 3° baltaglione risull;mo sempre impegnati in C:ata logna e con !"arm ata del Portogallo. Un'altra prova a cnnle nna ddl"imp cgn o ciel 2° battaglione (6° corp o / } ' div isione dell':mnala del l'ortogallo), son o gli ordini di battaglia l rascritti in appendice ai l o mi delle memorie dd maresciallo Massena. Secondo i v o lumi che riportano l'J,:mplacem ent des troupes de !'Empire Françai.s à l'epoque du . .. , il 1° gennaio 1811 il 1° b attaglio ne è in Catalogna, il 2° battagl io ne con l 'armata del Porl og;11lo e il 3° battag lion e di viso con due compag nie di fucilieri, i ca rabineri e i volteggiatori in C:1lalogna e le restanti due com p agnie fucilieri in deposito ;1 Tolo ne. '• Na/ nominat((par bataillon et com/)aRnies des uJficiers all'epoca ciel I O sellc111l.ire. A questo stato 110111ina1ivo è stata aggiun ta una postilla la quale sp ecificava che •les olTiciers du .Y batai llon solli parli avec M. le commandan1 Colonna Cesari le 28 aout 18 11 p ou,· se rcnd re au dépot d11 régimcnl par décre t impérial• (S.TT.A.T. , X" 621 , :J2'"" règ ime11L d "i11.fanterie légèr e). ' , li reggimento ciel Mediterraneo era composto da refrattari, d :1 coloro ch e una volta i ncorp o r;lli n o n sic erano reacti al reparto o pc rchl· in ritardo o pe rché fuggili. l reggimenti composli tb questa tipol ogia di snidati era no q uelli del M editerra 1wo, di \Vald1ercn, di B elle-Ile e dell'Isola di Hé. li 2° reggiment o dd M ed iterran eo fu creato 1··1"I 111; ir:w 18 11 , composto da 4 i>:Hlaglioni di 6 compag nie c iascuno . Lo stato maggiore di questo reggim ento fu destinal o a B;1s1ia e un battaglio ne da g uerra ru inviato in distaccamento ::d l'Tsol:1 d 'Elba. li 1° 0. 215 nomini) e il 2° (1 .260 u o mini) battaglione rurono invece stan ziati allt' Isole di l'orquerolle. O ltre :1 fù rnirc gli uo mini pe r il 2° hanaglionc del 32" leggero, il 2° battaglio ne dd M editerraneo inviò ;mc he 560 soldati al 5° banag lione del 102° di linea (A. Pmr.r\RD, iRs rég iments de réfraclairps 1810-1 8 71. Méditerranée, Wialcberen , JJelle-lle, Ré, sta in •Tr:1di1 ion», n . 167, m ai 2001, pp. ·14-18). -.. S.J J.i\.T., X'' 621, 32 """ régiment d 'in.jànterie léM(!re . - Per quanto con cerne il 2° e 3° battaglio ne la situazione, a giugno del I 8"I 2, er;1 la segu en te: i\lban Marlinel fu promosso m aggiore e perdellc il com ando ciel battaglione, ;ti su o posto fu nominato Colonna Cesari , al 3° battaglio ne fu invece n omi.nato G iuseppe Scalab rino . Le compagnie del 2° battaglion e eran o coma11d;1te: i carab inieri dal capitano Anto nio i\viu , la l ' com pagnia eia Luois De111onti cr, la 2' da Al essandro (-;;ist;tl di, la 3'
Truppe liguri dell'lm/Jero napoleonico
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Il 1813: la formazione del 4° e 5° battaglione e la battaglia di Lipsia Il 1 ° febbraio 1813, secondo le prescrizioni d e ttale da un decreto imperiale de l 6 genna io , i battaglioni de l 32° reggimento furono aumentati d a tre a c inque . Q u esto provve dimento fu ad ottato al fine cli equiparare l'efkttivo de l re p a rto ligure a quello di tutti i reggime nti de ll 'esercito fran cese c he, in base al decreto del 18 febbraio 1808, e ra di cinque battaglio ni. 11 gene ra le di divisio ne Dumu y, comandante d ella 7' divisio ne milita re , ricevette l'inc.arico de lla nuova organizzazio ne con la sovrintendenza d e l maggiore Martine l, l'ufficiale più altro in g rad o ciel 32° a To lo ne. l soldati che no n avevano a ncora trovalo una s iste mazio ne fissa nei ranghi del 2° e 3° b attaglio ne , formarono il nucle o principa le d e lle sei nuove compagnie del 1° battaglio ne che , secondo una disp os izio ne del gennaio 1813, non doveva ave re le compagnie di é lite 78 • Gli a lt1i uo mini in eccede n za che si trovava no a To lo ne , i soldati non in g rado di com batte re e gli ul timi coscritti de stinati a l d ep osito furono d estinati a l 5° battaglione che, per il momento , era co mposto di sole 4 compagnie. Pur non a ven do preso pa n e alla ritirata cli l{ussia , il 2° e _') 0 ballaglione ruron o chiamati in Germa nia per unirs i a citì che ri1naneva della Grande Arrn(T e , il li aprile 181.), i due battaglio ni de l 32° fu rono destinati al 2° corpo d 'o sse,v az io ne dell'armala del Re no 79 • Nonostante Na po leone avesse ric hiamato la magg io r parte de i suoi regg ime nti impeg nati in Spagna , il 1° b auag lione nu n riceve tte a lcun o rd in e
Do me n ico Scarsoli, la 4' d:1 Antoine Montagné, i volte ggia to ri da Angelo Sa liceti. li J'' ba ttaglio ne : la comp:1g nia carahincri d al ca p ita nto Matteo C:rosetti , la l ' com pagnia G io v;1n Ballista Li vagna, la 2·' d a Francesco Casavccchi:1, la 3' da G ia n Battista Sa ng uindl.i, la 4·· d a Giusep pe Ga lli ni, i volteggiato ri da l capiwno G iacomo Grillis. Tra tu lli a lcuni ufficia li, il tenente Matteo Ma1tini e il sotto te nen te Giust'ppe Ode ro della S' compag ni:1 2° battag lione) e il tene nte Francesco l'c dc ric i, il so ttotene nte Francesco Ko md e il tenente Gae ta no V:1cc:iren:a (de l 3° battaglio ne) e il ca pitano Ca rlo Costa risultavano in missione pe r condurre un d istaccame n to :il IO battag lio ne in Spagna. Nello stesso mese di giug no la s ituazio ne d el 1° ba ttaglione in servi;,:io presso l'armata di Cata logna e ra la seguente: capo b attaglio ne Carlo P ico, co mpagnia cara binc ri capita no To mmaso Tvald i, l " compagnia va c:1.11tc, :l· compag nia Stefa no Scasso, 3" compagnia Gia n Battista C:rovetto, 1" compag nia v:1c:m tc, voheggi:1t<>ri ca pitano Giacomo Ch ip poni ( ihidem). 7" Il provvedime nto era tc m po t~ineo po ic hè a l generale Du muy fu co11Hmq 11e o rdi nato d 'inse rire nella l ' compagnia «Ics hommes susce ptiblcs d c dcvcnir c:1rah ine rs et à la fr"·· ceux q ui o nt Ics qualit(·s dc deveni r voltige u rs .. (ibidem). 7 '' j 'a i l'ho nnc u r d 'adrcsser :ì Votre Excellencc l' État dc messie urs les o fficie rs cles 2·· et 3' bata illo n d u 32•· ll·gère désig nés po ur fa irc parti<.· d u 2 corps d 'o hservatio n d c l'arml'<: d u Rh in. D'a près cet é rat e lle verra q u'il m anq uc d:ms ces deux hata illo ns une piace de d 1iru rgicn-a ide-m ajnr, u ne de sous-aidc, dcux d es c:ipitaines , d e ux d"acljutant- majo rs , sepl d,· licu tl'.n:mts et q11atre de sous-lic utcnants. J'ose la s upplier cl"avoir ('gard aux 111é 111o in ·s de p rop ositi on q ue j'ai e u l'honnc ur dc lui :1d r·e sser de To ulo n lo rs d c la fonn;llio n dvs 4· d 5,- l>alaill o ns, car le m anquc d 'o ffi cie rs prn 1rrait devenir très nu isiilk au servic~ a u mo ment o u no us d l'.vons e 111n~r en ca111pagnc". Lctt<.'J<t da Spira del 4 aprile 18 13 del m.iggio rc Ma rt ind a l ministro della g ue rra a Parig i (ibidem).
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Paolo Palumbo
di rie ntro e il capitano Pico rimase in Catalogna per tutta la dura ta d ella campagna d i Germania. Il 25 ap rile 1813 il 32° fu assegna lo alla 2" brigata del g e n e rale J o ube rt face nte parte d ella 20' d iv is ione di Compa ns (6° corpo del mare scia ll o Ma rmont) mentre il 4° lx1ttaglione fu spedito a WC1rzbourg presso l'a rma ta d 'osservazio n e della ila viera "0 • Il ] 5 agosto d ell o stesso a nno i due b attaglioni del 32° rimasero al 6° corpo del m arescia llo Ma rmo nt m a fu ron o inquadrati n e ll a l " brigata del gen e rale Pe lleport (20'' di v ision e Compa ns) "1• Il 4° b a ttaglione continuò la sua perman e n za ne l 9° corpo d 'o sservazione de ll a Bav ie ra del ma resciallo Augerau (51 " div is io ne del gen erale Turreau d c Garambo u v ill e ne ll a l" briga ta del gen era le Laga rde) "l. li reggimento pa1tecipò a tulle le p rincipa li battaglie combattute s ul su o lo sassone: n el corso della battaglia di Lipisa ui, il 16 ottobre, venne u cciso il comandante di battaglione G iuseppe Scalabrino 81 • In seguito alle gravi perdile su b ite, i superstiti d el 2° battaglione , il 9 novembre 18 13, fu rono incorporati nel 3° battaglio n e ";_
Epilogo Dopo la prima a bdica7.ion e dell'imperato re Napoleone, il 15 lug lio 1814, il 32° reggime nto Ji fanteria leggera fu d iscio lto. Ultimo com a ndante del reparto fu il colo nne llo Pie rre Baudo in "'' nominato il 15 m a rzo 1814 »• S. lìown EN, Nupoleon 's Grand Anm-;e o/ lt:Jl. 1, Chicago, The F111rcror's Press, 1990, p. 217. " lbide1n, p. 256. "' Ibidem, p. 2(,2. "' li 32° reggimento di f;mteria leggera si comportò molto bene alla battaglia di Li psia, i l suo valore è confermato in una lettera scritta dal 111;1 n:scia llo Marmo nt a lìcrtl 1icr il 19 orrolire 18 13: •Mon signore, l;i p:1rte che prese il sesto corpo alla battaglia com battul a innanzi a Lipsia nei giorni 16 e 18 o ttobre, essendo stata tede da m erit:irsi l 'atten zion e di Sua Maestà, credo del>ito m io indirizzarne :i Vostra Altezza un regolare r;1ppo rlo : I. .. J li 32° leggero fece an ch 'egli prod igi .. (MARMONT , Me/1/orie del /Juca di Ragusa dal .I 792 sino al 184 1, Milano, San v ito edilOrc, 1858, voi. Ili , p. H\5). ' ' D. SM ITH, NajJoleon ~- J<e~ime11ts. Battle I listories <.!/ the Ne,gimcnts o/ tbe French An11y, 7 792-181 5, London, Cì reenhifl books , 2000, p. 20(>. "' TI processo verba le d'incorpot~tzione in S.H.A.T. , )(" 621, 32""' régiment d 'i11/anterie fégère. TI 3° e il '°1° battaglione fu rono riuniti. nel novembre '1813, al 6° corp o del m:m,·seiallo M:m nont, ne lla 20' d ivision e, 2·' brigata del generale Joul>erl. li 3° b attaglione avev;-1 un effettivo di 23 u fficiali e 272 solda1 i , 1nentrc il /i 0 battagl ion e contava 17 ufficial i e 272 soldati (S . Bo wnEN , Nupoleon s Grane/ A rmée (!/ 1813, c it. , p . .335). "'' Baucloin Piene nato ad Amines (Somm t>) il 27 marzo 1770. Fu promosso all'età d i 14 :mni e il 15 m ar7.o 18"1 4, doro 26 anni di m eri1a10 servizio fu posto al co111:mdo dd 52°
reggimento d i fan teria leggera. D opo la n omina a com:mdantc del reggimenrn p ;1ssù nuovamente al 92° cli linea , reggimen to con cui avev a fallo la campagn a di Sp agna . T.'11 sette mbre 1814 cessò ogni attiv ità e m orì ad Amic n:; il 12 aprile ùdlo stesso anno ( D. & R. Q t,1.\TtN, Dictiormaire des colonels, cit., p p. 77-78).
7i-uppe liguri dell 'hn/Jero napoleon ico
1-;.,. ·,)
al posto di Jean Antoine Gheneser x7 _ Con i soldati sopravvissuli all'avvcnLura napoleonica furono formati due nuovi reggimenti di fanteria leggera: il 1° e 2° battag lione del 32° e il 1 ° e il 4° del 36° formarono il 9° rcggimenlo di fanteria leggera di stanza a Longwy, mcnt1·c il 3°, 4° e 5° batta glione del 32° e il 2° e 3° del 36° andarono a costituire il 14° leggero acqua rlierato in Corsica KH _
,r, Ghcncser Je:111-Antoine , nato a Riga il 12 senembre 1766. Fu nominato maggiore in seconda del 3 2° reggime nto di fan teria leggera il 28 gennaio 18'1 :\ raggiunse la Grande Armée in Germania e fu promosso maggiore dello stesso ,·eggimento il 7 luglio ·18 13 . ru ferito d:1v:111ti a Dre sd a il 27 :1gosto 1813 e fu nuova111enre fe rito alla gamli:1 dt->sl r:1 ,t Dipetiwalda, ne i pre.ssi d i Dresda, il 50 agosto 1813. Fu promosso colo nnello il 14 settcm l>re ·18'1.) all'età d i -/47 anni e , il 9 nove mbre 181 3, lù confermato ne lla ca rica di colon nello ti1olare d e l 32° reggimento. Morì a Ne uf-Brisach ( Alto Reno ) il 2/i sctlemlire 185 1 (ihidem , p . 375-376).
'°' S.T T.A.T !implacemenl dl.'s troupe.,· de l'Hmpire Français a l'epoque de l /:f14.
YI LTPPO
CAPPELLANO
LA BRIGATA DI FANTERIA "BOLOGNA " A MONTE RAGOGNA (30 ottobre - 1° novembre 1917) Il monte Ragogna è un rilievo del f'riuli collina re s ulla sp o nda s inistra del medio Tagl iamento, divenuto famoso per la ballaglia che v i si svolse nell'aulunno 1917 tra g li ilaliani e gli austro-tedeschi nel corso d e ll a ritirala di Caporetto. L' importanza della p osizione nell'ambito di una eventuale difesa della line a del Tagliame nto era g ià stata riconosciuta prima del conflitto m o ndiale, tanto che tra il 1909 c d il 1912 vi erano sta te edificate opere di fortiiìcazio ne campali e permanenti. l 'o biettivo finale era stato quello di costituire una tesla di ponte a protezione dei p assaggi sul Tagliamento di Pinzano e di Comino, dominati dall'alto dalle scoscese pendici del m o n te !{agogna, la c ui qu o ta massima supe ra va di poco i 500 m 1 • In prossimità d ella vetta del m o nte erano state a lleslile due batterie permanenti pe r attig lie rie da fortezza di medio calibro cd un triplice ordine di lrinceram e nti pe r la difesa vicina de lle opere. In appoggio alla posizione di monte Ragogna fu creala s ulb riva destra un 'a ltra batteria d 'artig lie ria protetta su lla cime di Col Cola t, poco sopra l'abitato di Pinzano . Opere minori fu rono appronlale anche su Colle Pio n e s ulle testate del ponle di Pinza no. Al mo menlo de ll'inte ,vento d e ll'Italia in g ue rra la testa di ponle d i Ragogna compre ndeva tre batte rie d i cannon i ad affusto rig ido in poslazione a llo scope rto in barbetta da 149G dotale di ampi ricoveri prole tli per i se,venti, il pos lo comando e le riservelle munizio ni. Nel corso del conflitto e ra stato comple tato lo scavo delle lrincec, dei ricove ri e di alcune casem atte c he dovevano assicura re la protezio ne alle opere pe rmanenti d agli attacchi di fanle ria . Si era pensato a nch e al rimboscame n to d e lle pendic i del mo nte pe r elevarne le possibililà difensive, m e ntre in vicinan za del po nte d i Pinzano, in zona Po nta iba , fu costruita una passe re lla in legn o allo scop o di inc re menta re le p ossibilil::ì di transito a truppe a pie di da una sponda all 'altra del fium e. e l settembre 1916 lo stesso Ca po di Stato Maggiore dell'Ese rcito , genera le luigi Cadoma , ispezio nò la linea del Tagliame nto e le postazioni dei d intorni di P inzano 2 • A
' TI p onte d i Pinzano, uno dei più agili p er forme e dei più arditi per concezio ne 1ecnica che si avesse in Jt;il ia, era stato eretto tra il 1903 ed il 1906. ' M. Pascol i, La Cnlllde Guerra nel Friuli col/irtr,ffe. I.e vicen de del l'rim.o cor!/lillu J/'IIJ/t diale /. ra NUMOMrtU, Forp,aria nel Friuli e San Daniele del Fr·i11li, Menini, Spili111hergo (PN), 2007, pp. 38-40, 44. D ello stesso auto re si veda anche La hanaglia. del Monte !?agogna e lo sfondamento del Taglia.mentu u Cornino (a cura d i), G ;ispa r i, l Jdine, 200 1 e l luof!.bi della <7rande Guerra nel Friuli collinare. Fotoalbum, Moro, To lm e7.7.0 (lJD) , 2008.
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Filippo Cappellan o
compromette re la capacità difensiva della testa di p onte era intervenuta, pe rò, nel 1915 la d ecisio ne cli disarmare le opere e cli ritirare tutte le bocche da fuoco d 'artiglie ria ed il relativo munizionamento per l'impiego s ulla linea elci fronte. Questa decisione ebbe gravi ripercussioni nel corso d el ripiegamento dall'Isonzo al Piave imredendo al Comando Supre mo di imbasti re una e ffi cace difesa sulla linea del Tagliamento, le cui principa li opere di difesa avevano seguito la stessa sorte di <..juelle del monte H.agogna 5. Altre cau se di ine ffic ienza delle posi:,.ioni d ella testa cli ponte erano date d a l mancato stendimento dell 'ostacolo passivo di filo spinato , dalla scarsa profondità dello scavo d e lle trincee, in molli tratti solo abbo:L:Lare, e dal d ep aupe ramento dei d epos iti 1nunizioni. In conseguenza della d odicesima battaglia dell'Isonzo e dell o sfonda mento ne mico a Caporetlo , la pos izione d i monte Ragogna, da lontana retrovia della /".ona Carnia e d ella 2;1 Annata , di venn e improvvisamente te atro di battaglia. Già al secondo giorno dell'offensiva au stro-te desca - il 26 ottobre 1917 - la linea del Tagliamento tornò agli onori dei piani di guerra del Coniando Su premo, c he ne ordinò l'imme diata riattiva :Lione. A difesa d e l settore del Medio Tagli amento il Comando Supremo vi destinò una grande unità complessa costituita s ul mome nto ricorrendo a due divisioni (20~ e 33'1) d i riserva d ella 3" Armata. Al com a ndo di questa nuova grande unità , denominata Corro d 'Armata Specia le e costituita proprio il 26 ollohre, fu destinato uno d ei miglio ri comandanti dell'Esercito , il generale Antonino Oi C iorgio, stimalo da Cadorna come uomo di grande l"or:La d 'animo, decisione cd a uto revolezza ·•. Fu questa una decisio ne che si ri ve lò quanto m a i o ppo rtuna , come que lla cli ricorrere ad unit;ì della 3" Armata, che non erano state c o involte nel disastro dello sfond ame nto de ll'Isonzo e che mantene vano a n cora un b uon livello di e ffi cienza e d i com battività, per la protezione d e l ripiegame nto dei repa,ti supers titi e d ormai quas i completamente d isgre gati della 2" Armata. TI compito inizia le assegnato a l Corpo d 'Armata Spe c iale , inq uadrato ne l Settore cli s inistra d ella 2"- Armata elci generale Oo nato Etna , fu quel lo della difesa del Tagliamento dalla stre lla di Trasagh is esclusa a Pin zan o inclu so. Alla 33a ' li fo,te di Monte Festa , una delle poclw o pe re de l Tagliame nto c he non <~1~mo state disam1ate, fu di notevole intr;1kio al dilagare de lle tnippe ne1niche nell'alto Friuli. ' Anto nino Di Giorg io , nato a S. Frate llo (Me ) ne l ·1867, proveniente d a ll 'Arma di r anteria , panecipò alla campagna d 'Eritrea del 1895-1 89(>, 111e 1·i1a ndosi due Medaglit' di Rronzo a l Valo r Militare, di cui 1111;1 ad Ad ua. Fu po i coniandante di trup p e co lo niali in Somalia e coma ndante cli lx m aglione in T.il>ia trn il 191 1 e d il 19 12, < >!lenendo una Me dag lia d "Argento e l'Ordine Milita re di Savoia . Nel 1913 fu detto d e putato in Pa rla m ento. Colo nne llo a llo scoppio della G ra nde G u e ,n , co111;md(> nel 1916 la Brigati "nisagno " e nel 1917 la 51" Divis ione e dopo Caporctto il Corpo d'Anna ta Spec ia le. Finì la gue rra ;il contand o del XXVll Corpo d'Annata sul Grappa ed a Vi11 01i o V<;neto, vene ndo decoralo de lla co11111K·nda e della Croce di Grand "Ufficia le dell'O rdine Militare di Savoia . Ministro dell;1 <., uc rra ne l 1924 -1 ')25, fu po i comandante del Co rpo d 'Armata d i Firc n7.e e della Sic ilia . Nel 1928 fu co llocato in posizio ne ausiliaria. Mo rì ne ll 'aprile 1952.
La Brigata di Fanteria "13ologna" a monte Ragogna
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Oivisione, in particolare, era assegnata la p os1z1o ne <li monte Ragogna sulla sinistra <lel Tagliamento c d il tratto di riva destra compreso tra il ponte di Pinzano incluso e la conll uen za della Pontaiba. Fortuna volle che tutti i fiumi del Triveneto fossero in quel mo me nto in piena per le forti piogge a utu nnali e tali da renderli inguadabili. Anche il Tagliamento, altrime nti facilmente attraversabile a piedi in quasi tutti i tratti di pianura e di montagna, era diventato così un ostacolo insormontabile al di fuori di ponti e passerelle. Alla Lesta della 33" Divisone e ra stato chiamalo il generale Carlo Sanna ', anch'egli valoroso e pluridecorato coma ndante, con alle dipende nze le Brigate di Fanteria "Bologn a" e "r~arletta", oltre a re parti di rin f"orzo costituti eia compagnie milraglialrici e repa1ti di a1tiglieria. Ins ie me al le prime disposizioni per la difesa della linea del Tagliamento, il generale Di Giorgio emanò ordini pa,ticolarmente severi per la tenuta disciplinare sia de lle forze a s ua diretta dipendenza, sia per gli sbandati della 2~ Armata ch e cercavano di evitare la cattura in un caotico e mal o rgan izzato ripiegamento. Le dis posizioni tradivano la mancata conoscenza della po,tata effettiva del disastro subito dall'Armata del generale Luca Montuori , le cui truppe e rano ormai in gran parte sfuggite d i m a no a i p ropri comandanti a forma re una fium a na inerte priva cli qualsiasi parven za di reparto militare. "J comandanti di divisione provvederanno alla polizia stradale, proponendovi uffic iali e d rappe lli di truppa , rinforzati da carabinieri , ne i vari traili d e lle strade più importanti. Gl i sbandati disarmati .saranno riuniti in drappelli , avviati tutti a Pinzano, consegnati all' ufficiale incaricato de lla loro g ua rdia. Coloro c he accenn assero a qualsiasi tentativo di ribellione o tentassero cli fuggire, saranno passati immediatamente per le a rmi. Gli ufficiali e i graduati a ciò designati ch e non eseguissero scrupolosamente l'incarico cli cui sopra, siano defe riti al tribunale straordinario p er rifiuto di obbedienza in presenza del ne mico. I coma ndanti cli divisione riuniscano quando occorre il tribunale straordinario senza istruttorie p reventive e richieste di avvocati mi litari. f accio appello alla provata energia dei
' Carlo Sanna. nato a Senorbì (C:A) nel 1859, proveniva dall"Arma di Fanteria. Raggi1mto
il g rado di colonnello nel ·19·14, comandò il 13" Reggimen to Fanteria col quale entrò in guerra contro l' Austria. A Selz meritò la M edaglia d'Argento al Valor Militare. Maggio r generale comandante la Brigata "Catanzaro" nello sl<.:sso 19"15 ehhe s11l Magnaboschi l a secon da Merlaglia d'Argento e per le azioni su l San Mich ele ed a Nova Vas la Croce di Cavaliere dell 'Or<line Miliure di Savoia. Com:mdanlc l;1 l 6a Divisione n el 1916 a Monfalcone e nel 19 17 a Fiondar, guadagnò la Croce d 'UfTiciale dell 'O rdine M ilitare di Savoia. Al comando della 33" Divisione, diverme Le11erlle gen erale per merito cli guerra cd ebb<:> la cornmenda dell'Ordine Mil itare di Savoia per essersi distinto nel ripiega m en to dall'Ison'/,o al Piave, con quistando poi i 111onti Valhella, C:ol del Rosso e Col d"Echdc. Nel ·19·19 comandò la Divisione di Torino e nel 1920 quella d i Ancona. Nominato nel ·1923 Presidente del Tribunale Supremo di Guerra, fu collocato in posizione ausili;iria nel ·192(i. Nel 1924 fu eletto deputato al Parla m ento e ne l 1927 assunse la presidenza del tribuna le Specia le per la Difesa dello Stato. Morì nd luglio 1928.
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Fi/i/J/Jo Cappellano
comandanti d e lle due divisio ni p e r la integra le e fedele esecuzione di q ues te direttive. 6 " Solo col passare delle o re e con la visione diretta del tragico spettacolo costituito dalla massa degli sbandati, privi di ogni vincolo organico, senza armi ed inneggianti alla r ace ed al nemico, il generale Di Giorgio si rese conto de lla gravità del mom ento e del compito che attendeva lui e le proprie truppe. Lo sbandamento della 2a Am1ata, la più potente e numerosa delle grandi unità dell'Esercito, r oteva facilmente contagiare le frn~Le contermini, getta re ne llo scoramento gli animi anche quelli dei p iù forti e fa r presagire lo sfacelo completo dell'intera compagine della ForLa. Armata. A Di Giorgio non rimaneva altro che fare un accorato appello ai propri ulnciali ed al loro senso del dovere per cercare di salvare la situazio ne e p on-e almeno un argine al nemico dilagante. "Nelle estre me difficoltì cli comu nicare per telefono, e perfino ta lvolta r er mezzo di messi, è necessario che ogni ufficiale, riportandosi alla situazio ne, agisca di sua ini1.iativa e si assuma coraggiosame nte ogn i più grave responsabilità. Ogni ul1ìcialc si consideri in questo sole nne momento come depositario dell 'onore dell'Esercito, già così g ravemente comprrnnesso, e s i ispiri unicamente al dovere. Il racchiuders i grettamente coi criteri dei tempi ordinari nei limiti del proprio compito, il pensare a mettere in salv() la pr()pria responsabilità sarebbe un atto ide ntico a quello del soldato che abbandona il su o posto. Il nostro posto , il posto di ciascuno di noi , è al posto elci sacrificio. Chi se ne discosta è un disertore, un traditore della patria. Questo mio appello d ev'essere crnnunica to c.:' conunl.:'ntato a tulti gli ufficiali . .,,, Le posizioni di 1nonte Ra gogna furono affidate dal comandante la :53" Divisione di fante ria alla Brigata "Bologna" col concorso di un battaglione della "Barletta" e cli alcune compagnie mitragliatrici. T re pa1ti della "Bologna" furono fatti affluire in freua e fu ria via treno dai propri acquartieramenti ddb zona di Latisana alla stazione di Pinzano. A causa de ll 'intasamento della linea fennviaria i battaglioni giunsero alla spiccio lata e con gravi 1itardi sulla tabella di movimento. l reparti, privi d el proprio c:aniaggiu, si schierarono nel nuovo settore cli impiego senza il munizio na mento ed i viveri di 1iserva. La zona da presidiare risultava mollo vasta e di estensione superiore alla Jor-La disponibile, tan to da costringere a rinunciare ad una difesa lineare cd a ricorrere ad uno scbierarnento a caposaldi. Le p ossibilitì dilcnsivc erano inficiate, oltre che clalla scarsit,ì di munizioname nto e da lla ma nc:an1.a dei re ticolati ", '· AUSSME, lòndo B-1, diario sto1ico del C:rnpo d 'Armata Speci:ile, busta 120/ S-l , toglio n. 26 in dara 28 oltulirc 1917 a tìrma del generale Di G iorgio ed indi1izzato ;ti cumandi dipendenti. - AlJSSME, lì melo n-·1, diario storico ciel Corpo d 'Armata Special e, l>11s1a 120/ S-1 , fonogramma s.cl . a firma del generale Di Giorgio cd indirizzato al comando della 20• O ivisio ne, al generale Cicconetti ed ai colonn e lli Guidoni e Gua la. " Uno d ei primissimi messaggi t:>111anali dal costituendo comando del Crnpo d'J\rmar;i Speciale fu quello de l 27 ottobre di richiesla urgente di materiali pe r il rafforzame nto di monte Ragogn:1, attesi invano da due giorni. Si t1~1rtava di 16 ;1111oc:1rri carichi di fìlo spinMo e cli 10 mila paletti (ATJSSMr., fondo B-1, busta 120/ S-1. diario storico del Corpo d 'Arma1;1 Speciale).
La Brigata di Fanteria "Hologna " a monte Ragogna
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dal ridotto supporto che le a1tiglie 1ie schierale sull'altra riva del fiume potevano garantire, sempre a causa della penuria di munizionamento. I repa,ti di fanteria ne mici c he stavano affluendo verso la testa di ponte erano composti, inoltre, d a formazioni scelte tedesche della 12a Divisione slcsiana, reduce dallo sfondamento di Tolmino, cd austro-unga1iche della 50" e l:f' Divisio ne, appoggiate da i propri reparti cli a1tiglie ria da campagna e <la montagna. Le o pe razio ni della Brigata "Hologna" a monte Ragogna tra il '27 ottobre e d il 1° novembre 1917 sono ben s intetizzate n e lla re lazione del generale Sanna, c he e bbe il proprio posto comando a Pinzano. "Ll 26 ottobre la 33"- Divisione di Fanteria, già inquadrata nel XXV Corpo d 'Annata della 3"- Armala , passa a lle dipendenze del Corpo d'Armata Specia le della 2a Armala, iniziando il trasfe rimento d a Latisana a Pinzano. A ca usa del la con gestione <lei trasporti ferroviari tra il 27 e <l il 30 ottobre giungono a destinazione solame nte le segu e n ti unità: comando di Divisione, Brigata "Bologna", comando e (]uattro battaglioni di fanteria della J3rigata "11arletta". Il 27 o uobre viene d eciso d i dislocare la Brigata "Bolog na " s ulla s inistra del Tagliamento nel la zona di San Pietro <li Ragogna , me ntre i reparti della "Barlella" van no sulla riva destra tra Lcstans, Pin za no e Flagogna. Sul m o nte Ragogna sono in corso al cuni lavori di trincera menti, i quali sia perc hé appe n a abbozzati , s ia perc h(: privi cli quals ias i traccia di reticolato, non offrono la possibilit::ì di alcuna serie resiste n za . A sera cominciano ad a ffo llarsi sul ponte di Pinzano carriaggi e trnppe della 2!! Armala che, p e rduto ogni v incolo organico, frammischiati a profug hi , sollo una pioggia torre nzia le, ingombrano la strada San Da nie le d e l l'riuli-San Pietro di Ragogna- Pin za n o , p e r la quale essi tentano di raggiungere la d estra <lei Tag liamento. Non essendo ancora giunti i cara binie ri della Divisione, si improvvisa un prirno serv izio di polizia stradale con g li uo mini della 56" Compag nia p rcsid ia ria di stanza a Pinza no. Il cornancbrnte d e lla 3Y Divisione arriva a Pinza n o il m attino del 28 o llo bre e, in seguito ad un o rdine <lei comanda nte del Corpo d 'Armala Speciale, disp o n e per la sorveglianza , coi primi repatt i d ella Brigata "Bologna " g iunti ne lla notte, <le i tre p onti (Comino, Po ntaiha, Pinza no) ch e si trovano nel tratto del Tagliame nto la c ui difesa è affida ta al Cor po d 'Armata Speciale, in attesa c he la 20" Divisone, la quale è a ncora in m arcia, s i schieri a nord d e lla 3.Ja e d assuma la sorveglia nza d e i ponti di Comino e Ponta iba 9 • Fissati dal comando dd Corpo d ' Armata Sp eciale i limiti e<l i compiti delle due divisioni dipe nde nti, si provvede ad imbastì-
., Si dispose che il ponte di Pinzano venisse protcllo e v igilato da un adeguato corpo di guard ia contro tentativi di emissari o di palluglit' nem iche c he fossero riuscite ad inriltrarsi allra verso le nostre linee, n on ché' contro l>o111hardam c nti aerei n em ici , destinando allo scopo 11n ploto n e d el 11/ U7'' Fanteria p er il servizio di p rotezion e al ponte e p er l;i sistemazione di un posto di f11cilieria coull o auoplani (AUSSM F , fondo B- 1, i>usla 120/ Sl , diario storico dd C:orpu d ' Armala Spec iale).
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re una prima difesa della testa di p o nte di Ragogna coi primi quallro battaglioni giunti nel frauempo (tre d e lla "Bologna" cd uno della "Barlelta"), affidandone il comando al comandante de lla Brigata "Bologna ", pure giunto nella notle s ul 29 e si promuovo no dalle superiori a uto rità le pre disposi:lioni per il brillamento dei ponti, compreso quello mililare d ella Po nta iba . In seguito al rapido precipitare degli avvenirnenli ed al ripiegamento elci VII Corpo d 'Armata d a lla linea del Torre, a prevenire che qualche palluglia nemica possa infiltra rsi e d e ffettuare colpi di mano contro i ponti, impede ndone il hrillame n to, se n e rinforza la guardia e si dispone perché venga più severamente disciplinato il trans ito sulle strade . Nelle prime ore del mattino, giunge ordine ch e affida al generale Sanna a nche il comando delle tmppe dislocate nella zona di San Daniele, in particolare la 161! Divisione ed una brigata del XXVlll Corpo d 'Armata, c he dovrebbe schie rarsi s ulle colline tra San Daniele e Ragogna. Tali truppe, a ppogg iale da due gmppi di a,tiglie ria di medio calibro ed uno da campagna, ricevono il compito di proteggere con una difesa ad oltranza, fino a ll 'ultim o uo mo ed all 'ultima cartuccia , il passaggio del Tagliamento di tutti g li elementi in ritirata. Il generale Sanna tenla invano di prende re contatto con le truppe che si trovano s ulla s inistra del Tagliamento, le quali alla fine comunicano che non sono in g rado di schierars i s ulle posizioni previste. Il generale Sanna, vedendo c he non può contare c he sulle lmppe direttamenle dipendenti, rinforza la linea difensiva di monle Ragogna coi rimane nli bauaglioni della Brigata " Bo logna" a mano a mano ch e arrivano da Lalisana. Provvede inoltre a l caricamento cd appreslamento de lle mine del ponle di Pinzano, fa trasportare esplosivi e personale del gen io minatori rimasti hloccati sulle strade oltre San Daniele, al ponte di Comino di cui la 201! Divisione ancora non ha ass unto le difese, e invia una compagn ia milragliatrici a rinforzare la difesa cli dello ponle . Il 30 ottohre giungono intanto a ltri b attaglio ni della Divis ione tra cui due del 40° "Bo logna ", s icché sulla s inistra d e l 'l'ag liamento la Brigala "Bologna" è ormai con cinque battaglio ni o ltre a un battaglione d ella "Barle u a". Alle 13 g iunge al com ando di Divisione il Capo d i stato maggiore del IV Corpo d 'Armata che ragguaglia s ulla confusa situazion e d e i reparli che si trovano a ncora sull a sinistra del Tagliam ento e elc i quali il generale Sanna avrebbe dovuto assume re il coma ndo. Alle 13.00 il cornandanle della 331! Divis io ne ordina allora a lla Brigata "Bo logn a" cli invia re palluglie com andate da uffic ia li verso San Danie le e verso s ud allo scopo di pre ndere contatto con gli clementi esterni a l proprio perime tro dife n sivo e notificarne la loro esatta dislocazione. L'afflusso a Pinzano del comandante della 16" Divis io ne, che comunica che la sua grande unil::ì è in rotta, e di reparti di cavalle ria della 2a Div is io ne, fanno com prendere a Sanna c he no n può in a lcun modo ga rantire la clilc:sa d ella zona di San Daniele , ormai in procinto di essere sgomberata dalle truppe ita liane. Verso elci 14 .30, reduce da San Danie le , arri-
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va a Pinzano anche il comandante del IV Corpo d 'Armata, al quale Sanna chie de se, dopo aver assolto a l compilo di proteggere il ripiegame nto dei fuggiaschi de lla 2" Armata dal ponle di Pinzano, può disporre di far ritirare da Ragogna le truppe della "Bologna" per schie rarle a difesa della sponda d estra del Tagliame nto. TI generale Sanna ha per risp osta il seguente ordine scritto: "Q uando sia segnalato che al di là della linea di Ragogna non vi siano a ltre nostre truppe, dala la situazione compromessa della posizione di San Daniele, ritengo necessario che Y.S. salv i le truppe della difesa di Ragogn a ripiegando le sulla destra del Tagliamento e facendo die tro di esse saltare il ponte di Pinza no. 10 " A sera la Brigata "Bologna" h a le prime awisaglie col nemico ed al mattino successivo è sola a difendere le pos iz ioni di monle Ragogna. Alle ore 02.00 del 3 1 ottobre giunge dal comando de l IV Corpo d 'Armata una comunicazione che annulla l'ordine di far ripiegare sulla deslra del ' l'agliamento le Lruppc non appe na esse abbiano assolto il compito assegna to: "Comando 2" Armata comunica essere in nostro inte resse prolungare qua nto più è possibile resistenza su posizion i oggi raggiunle e ciò a costo di qualunque sacrifizio, contrattaccando se occorre. È suo Lassalivo volere che in ques lo compito di prolungata resiste nza la 2• Armata s i distingua così da cancel lare le p arziali colpe che ci ha nno porlalo ne lla situazione attu ale. Generale Gando lfo. 11" Nelle prime ore del mauino il nemico, con re parti preceduti da cani, attacca il battaglione d e lla Brigata "Bologna" c he s i trova asserragliato in Ragogna, cercando di tagliarlo fuori. Il battaglione si difende contrattaccando, mentre la 11rigata vie ne rinfo rzata con l'ultimo bauaglio n c de l 40° Fanteria, g iunto ne l fratte mpo, e con una compagnia mitraglialrici. La lotta continua lutta la mattinata, e il ne mico attacca po i a nche il nord-est e da sud con l'evide nte inte nzione di infiltrarsi tra il mo nte Ragogna ccl il fiume, p er distaccare la 11rigata "Bologna" dal p o nte. Poco concorso possono dare alla 10 In effetti, l'o rdine di rilirala sulla sponda destra del T;1g lia111ento, da e ffettuars i a comando, venne compilalo ne i dettagli e d irama lo <lai comandante della Brigata "Hologna ". Esso , d el quale dovevano rimanerne informati solamente i comandanti d i reggime nto, d i battaglione e di compagnia mitragliatrici, prevedeva il rip icgarn<.:nto ;1 scag lio ni attrav<.:rso il ponte d i Pinzano (la passere lla s ulla Pontaiba e ra già stata incendiata); gli ultimi a transitare sarebbero stati il ballaglione del 1.37° "llarletta" c d il comando di b rigata (AlJSSME, fondo 8 -1, bus ta 132/ 0 - 409, d iario storico della Origatll "Rologna"). 11 Sulla base de ll 'ordin<.: di resiste n7.a ad o ltranza cd all 'ultimo uo mo ricevuto dal genera le Sanna , il comandante della Brigata "llo logna", co lo nne llo brigadie re Carlo Rocca emanò a lle proprie trnppe il segue nte o rd ine del gio rno d el 30 ottobre 1917: "La Briga ta Holog na ha il com pito d 'onore di tratte ne re il ne mico pt'r dar tempo a lle truppe eh<.: rip iegano d i sfilare per il ponte e a truppe frt:sche di arrivare e batte re il nemico. Sta a l suo fianco il m Battag lione de l 137° Fanteria della Brigata Ha rle tta, già frate llo delle nostre a7.ioni sul Carso, e le va lorose compagni<.: mitrag liatrici. I mie i va le nti cornandanti ed ufficiali, i bravi sottufficiali e militari tutti sapr.mnn - ne sono certo - compiere con calma esem pla re e con valore, come scmpr<.:, il loro dove re di soldati e di italiani; la nostra resiste n za può risollevare le sorti della patria ador.tta" (ALISSME, fondo B 1, busca 132/D-409, dia1·io storico della Brigata "Ho logna ").
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difesa le scarse batte rie d 'artiglieria sia dell a Divis ion e sia del Corpo d 'Armata, sicché la Brigata "Bologna" no n può contare che s ulle proprie fo rze ' 2 . Un battaglione che si trovava asserragliato in Muris viene q uasi tagliato fu01i e la s ituazio ne d ella Brigata d iventa semp re più p recaria. Il comanda nte della Divisone si reca presso il comand o d ella Brigata "Bologna " a San Pietro cli Ragogna per re n de rs i conto de lla situazio ne e rinnovare verbalme nte l'o rdine g iù invia to p e r iscritto di resistere fino all'ultimo uomo .sulla posizion e, contrattaccando. La Brigata , conscia d e ll'estre mo .sacrificio che le si chied e, ris ponde generosamente al richiam o, e la sera .scende mentre sulle ri ve del Tagliamento e .sul ponte di Pinzano, orma i .sbatTato e chiuso dietro la Brigata , echeggia il grido di Savoia de i re parti de ll'a la d estra la nciati al contrattacco. TI gene ra le Sanna, a c ui è stato affidato l'incarico e la responsabilità di far .saltare il p onte, come mis ura precauzio nale, invia nel pomeriggio un ufficiale d e l .su o stato maggiore a l po nte, con l'incarico di far b rillare le caric he ne l caso , per il precipitare d egli avve nimenti, il nemico s tesse pe r porvi pie de , e l'ordine d i accensio ne , a causa di u n incidente qualsiasi, no n arrivasse in tempo. L'alba de l 1 ° novembre trova la Hrigara "Bologna" s ulle sue p osizioni d i monte Ragogna , ove resiste a i re iterati attacchi nemici sferrati con forze prep o ndera nti e appoggiati d a inte nso fuoco cl.i artiglieria . Alle o re 05.00 il comando di Settore d i sinistra d'Annata o rdina di comunicare a lle truppe dipe nde nti , p er .soll evarle cli morale, ch e la crisi del rip iegam e nto p uò dirs i p ressoch é superata, la m assima parte d elle truppe .sono defluite sulla sponda de.stra de l fiu me , i comandi ricostituiti, lo schie ra mento saldo, s i è in a ttesa d i rinforzi fra ncesi e brita nnici che presto giungeranno al fian co d elle forze ita lia ne 'l. Il nemico, do po aver occupato Muris, vi ammassa numerose for7.e con le q uali ve rso le o re 09.00 sfe rra un poderoso attacco risale ndo le pendici cli monte Ragogna . Alcuni rep a rti nemic i mun iti di mitragliatrici riescono ad infiltra rs i pe r poco ne ll 'abitato di San Pie tro e a cattura re (p are) iJ comando ciel 40° Fante ria . Le nostre tr uppe ricacciano però con un contrattacco i reparti ne mici dall'abitato; riuscendo a mantenere per tutta la mattinata lo sbocco orie n tale del p aese, dopo fie ri combattimenti a lla baio netta e nu merosi corpo a corp o ne lle vie e ne lJe case. L'artig lie ria nemica , mo lto in a umento, e sussidiata da bombard e, batte continuame nte tutto il costone d i monte Ragogna ed i suo i rovesci. I re parti ne mici, ingrossati cl.i nu mero, tendono ad attornia re completame nte i dife nsoti d i mo nte Ragog na , i quali
" L'a1t ig lieria nemica fu i n vece attiva anche contro l'abitato di Pin z;m o, col pito pure il giorno su ccessivo d a gra nal e diro mpenti cd a caricamen to a g as e da ho111l>ardamcnti aerei. Le vittime ciel g io rno 3 1 furono una quindicina ( AUSSME, fondo H- 1, h11sta ·120/ S- l , diario storico del Corpo d 'Armata Specia le). '-' Si Lrau.ava evid entemente d ella JJi u p alazio11e t.li 1101izie f;tl~l' al solo scopo cli dare nuove sp eran7.e ed indurre ad una maggiore combattività le tnippe impegnate in azion e.
La, Brigata di
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contrastano te nacemente tutti i te ntativi avversari. Verso le 10.00 il ne mico riesce a sfonda re il centro d ello schieramento de lla ilrigata "Rologna" e ad occupare le prime case d i San Pietro e Borgo di Mc:r.1/.o. La Brigata, che dopo tutte queste azio ni è o rmai stremata di effe llivi, combatte accanitamente su tutto il fronte , e difende a lla baionetta , in aspro combattimento, le case e le vie di San Pietro. Verso le 10. 30 il ne mico inco mincia a battere la testata occkle ntalc ciel ponte con artiglierie e mitrag liatrici , minacciando cli compromettere il funzionamento delle mine. Re parti nemici, essendo riusciti a staccare dal fiume le ali della difesa stanno per giungere sul p onte talché si rende necessario ed improrogabile farlo saltare, ciò che viene ordinato ed eseguito alle ore 11.25 ' 4 • La Rrigat.a "Bologn a" che a ve va per circa tre g iorni combattuto tenacemente cd e roicame nte, attaccata continuamente da tutte le parti da forze preponderanti, battuta intensamente da numerose mitrag liatrici e dall'artiglieria nemica, avendo la visone del sacrilkio che la Patria e l'onore d elle armi richiedevano da le i, mantenne così fino all'e stremo il compito affidatole, destando l'ammirazione dello stesso nemico, che nella s tampa ne riconobbe l'eroico valo re '5 . Un altro resoconto dettagliato della battaglia di Ragogna, scritto da chi operò sempre s ulla s inistra del Tagliamento a direuo contatto co11 la li11ea di fuoco, viene dalla relazione presentata dal colo nnello brigadiere Ca rlo Rocca '6, com a ndante la Brigata "Bologna" e c he fu catturalo illeso il 1 ° no vembre 191 7 a San Pietro di Ragogna: "rl 20 ottobre 1917 la ilrigata "Uologna", a riposo fra Porpetto, Fauglis e Bagnaria Arsa , passò (.lalla 28;i Divis io ne a far parte della 20" ccl il 25 della 33a_ Il 25 stesso si mise in marcia verso Prepotto, ma improvvisamente venne fatta retrocedere su Latisana d a cui , il mattino del 27, in ferrovia, p e r scaglioni, fu inviata a Pin'.l.ano. 11 coma nda nte di Brigata, i due co ma ndanti di reggimento e le '' TI po nte e ra stato preso di mi1~1 dall 'a1tig lie ria nemica c he aveva lerilo l'ufficiale d el geniu inca ricato del i>rilla111en1<.> e messo in pe ricolo la rete di fili di collega me nto alle cari che eia demoliz io ne . " Kelazione d el genera le Ca rlo Sanna s ulla hallag lia d i Ragogna (AlJSSME, fondo 13-4, busta 9370, c 1r1eggio sussidiario del comando 33" Di visione). Fonti di reduci riferiscono ch t.: i tedeschi vollero conced e re l'onore delk armi a i p rigio nieri della "tlo logna" riuniti in piazz;1 Vittorio Emanuele 11 a San Daniele d e l Friuli . li generale Rocca ne lle sue memo rie h;i riferito "la g ra nde soddisfaz io nt.: di sentirsi ripe tere d a tre ge ne rali ll:tkschi - il comandante d e lla b rigata di fanwria ;1 Ragog na, il comandante d e lla 12• D ivisione (von Le quis) a San Daniele del Friuli l: il comandante di corpo d 'armata (von Stein) a Fagagna - che le mie truppe avevano l>ene dis impegnato il loro compilo , opposta foi tc resisten za e c he nulla avevano da rimproverarsi. " (M. Pascoli , La Grande Guerra nel Friuli collinare, op. c it. , pp. 98-99). "· Ca rl o Rocca, nato a Onc g lia (IM) nel "1868, provenie n te dalla Spec ialità Bt.:rsag lieri , part e cipò a lla campagna d 'Eritrea del 1895-1896 ed a lla guerra di Libia. Comaml;111te di hattag liont.: nel 1915, resse nel 1916 il ·16° Reggime nto Be rsaglie ri e nell'anno s ucn,ssivo la Brig ata d i Fanteria "Bo logna ". Cauurato a Ragogna , ottcnnt.: la Croce cli Cavalie re d e ll 'Ordine Militare di Savoia. Brigad ier generale nel 1918, comandò la Brig ata "Sa le rno" e nel 1920 cessò il se1v izio arrivo. Prestò servizio presso l'l Jfficiu Stu1 icu e fu co llaho ratore dell'Enc iclopedia Militare .
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Filippo Ca/1/1el/.ano
compagnie mitragliatric i di brigata 26611 e 725\ a rrivarono a Pinzano alle o re 17 del 28. Poco prima era a rrivato il l/39° e p a re anche (da a ltre deposizioni) il 11/39°; ne lla sera arrivò il 11 1/39°. La l3rigata ebbe s ubito o rdine d i occupare le posizioni di Mu ris, Susans, San Tommaso, Ragogna, San Pietro. Più tardi (ore 20) il generale Oi G iorgio s tabiliva: che l'occupazione s i limitasse al monte Ragogna ed a l villaggio di Ragogna con le a li appoggiate al Tagliame nto; c he la strada Pin 7.an o -Ragogna fosse tenuta sgombra; che lo sbocco controffensivo di Pinzano fosse difeso ad o ltran za. Il colonnello brigadiere d ice che al mattino del 29 arrivò a San Pietro il 1/ 40° e che alla Brigata furono assegnale a n ch e sei compagnie del 137° Fanteria "Barle tta", con la 1370" compagnia mitragliatrici divisionale. La dislocazione assunta il giorno 29 dalle truppe arrivate fu la segu ente: tre compag nie d e l 137° con la 761a compagnia mitragliatrici (del 39°) s ulle pe ndici nord-est di monte Ragogna, fronte a Colle Lungo; il 1/39° e il III/39° con frapposte le compagnie mitragliatrici 745;i e 266" di brigata e 137011 divisionale e una compag nia del 137° su monte Ragogna, agli ordini del colonnello Mameli del 39°; il II/ 39° a San Pietro ed il I/ 40° al villaggio d i Kagogn a con una compagnia a Muris, agli orcli11i dd colonne llo Calvi del 40°. Non risu lta chiaro se il comandante del '10° avesse a dis posizione una compagnia del 137° ( pare fosse di riserva). 11 colonnello brigadiere Rocca s i stabilì alla s ta zione telefonica permanente di monte Ragogna, e p rovvide s ubito per rafforzare i poco solidi trinceramenti esistenti, e creare riserve cli munizioni. Davanti alla brigata, presso San Daniele, e rano reparti della I6a Divisione con cavalleria e ciclisti. La sera del 29 (altre de posizioni dicono nel pomeriggio del 30) arrivò in posizione il II/40° c he sostituì il II/ 39° d estinato in riserva di brigala, ma nella n otte sul 30 fu definitivame nte rimandato a disposizione del 40° Reggimento. La sera stessa del 29 la Brigata ehhe ordine di ritirarsi appen a sfilati ne lla notte i reparti della 16" D iv isione; ma a lle ore 03.00 del 30, finito lo sfil am ento, altro ordine stabiliva che rimanesse s ulle posizio ni e le difendesse ad oltranza. In quella notte la compagnia di Muris (I/ 40°) è attaccata e sopraffalla; una compagnia del 137°, inviata dal com a ndante del '10°, contra ttacca e riprende Muris. I.a g iornata del 30 passa in continui combattime nti; il comandante del 1/ 10° chiede insistentemente rinforzi, m a il brigadie re deve limitarsi ad un mig lior collegamento fra la prima e la seconda linea. Il 31 la s ituazio ne del 1/40° s i fa critica; la 266" compagnia mitragliatrici, tolta da m o nte Kagogna cd inviata in rinforzo tra Muris ccl il villaggio di Ragogna, viene attaccala durante il movimento ed è respinta con forti perdite. Poco dopo le o re 12.00 g iunge n o tizia che l'estrema sinistra (compagnie d e l 137°) ced e , ma rinforzi prontame nte inviali ris tabiliscono la s ituazione. Alle o re 14.00 si sa c he le tmppc al villaggio di Ragogna stanno per essere sopraffatte ; il brigadiere Rocca ordina che ripieghino su San Pietro; m a troppo tardi, solo
La Hrigata di Fanteria "llologna " a monte Ra,l{ogna
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il maggio re D 'Onofrio e d un'ollantina di uo mini riescono a ritirarsi. Alle o re 16.00, concesso da l comandante cli Divisione, c he lo aveva sino allora le nulo a Pinzano a su a dis pos izio ne, arriva a San Pietro il III/ 10° cd è inviato a rinforzo sull'ala d estra, me n o una compagnia tenuta in rise,va di brigala. Alle ore 2 1.00 il colonnello Calvi viene catturato di sorpresa da un re parto penetrato ne lla notte oltre la linea, ed il m aggiore Principe (II/ 40° lo sostituisce) . li brigadiere Rocca calcola a 1.100 le pe rdite soffe tte sino a l 29. L'alba del 1° nove mbre si a nnunc ia con vivo fu oco cli artiglie ria nemica; sopraggiunta fraltanto la 1116;! compag nia mitragliatrici del 137° Fanlcria viene anch'essa inviala a rinforzo de lla destra. Alle ore 07.00 il fuoco di artiglieria si intensifica sul centro de lla linea cli monte Ragogna , e alle 08.00 le compagnie mitragliatrici 745"- e 1370a sono qu asi distrutte , e pcl vuoto fatto , p e n e tra la fanteria ne mica separando così i battaglioni I e lll elci 39°, che si vedono minacciati di aggiramento. TI b rigadiere Rocca o rdina a llora al 39° cli ripiegare a San Pietro (caste llo e chiesa) ove egli pure s i reca intende n do con centrare colà la difesa. TI p assaggio di Po ntaiba (chiamato passerella dal brigadiere Rocca) e ra già stato distru uo (risulte rebbe fin d a l mattino del 3 1 ottobre) e tra le o re 11 .00 e le 11 .:SO salta il po nte cli Pinzano 17 ; la Brigata continua a combatte re, ma si manifestano alti cli scoraggiame nto. Il brigadie re Rocca per re ndersi conto della s itu azio ne d ecide d i recarsi sulla linea di fuoco oltre San Pie tro, sulla strada di Ragogna, ma ad una svolta, dice, s i imbatte in una barricata occupata dal ne mico e fu fatto prigioniero col su o aiutante di campo capitano Oe l Giudice (ore 13.00 circa). 18 " Al termine della battaglia si salvarono dalla cattura solo 600 militari che andarono a costituire un battaglio ne di forma zio ne che venne aggregato ai resti della 33" D ivisio ne, seguendone il ripiega me nto fino al Piave. Le perdite subite dalla Brigata "Bologna" nel corso del ciclo o perativo della battaglia dall'Isonzo al Piave (21 otto bre - 5 novembre 1917), tratte dalla pubblicazio ne dell 'Ufficio Sto rico Riassunti storici dei corpi e dei comandi nella guerra 19 15-1918. Brigate di fanteria volume Il, furono le segue nti: il 39° Reggimento ebbe 67 ufficiali dis pe rs i dei quali 58 catturati e 2.302 militari cli truppa dispersi; il 40° Reggime nto lame ntò 2 ufficia li mo,ti e 69 dispersi dei quali 53 catturati e 2.565 soldati considerati dispe rsi.
11 Così è stata c.k:scritl;1 d a testimo ni oculari la d istruzione del po nte: "Spaventoso speltacolo, reso più orribile dal fatto che numerosi soldali - chi afferma italiani, chi germanici - i quali si trovavano su lla massicciata stradale del ponte a l momento della ddlagr;1zin ne , furono lanciati in a ,ia e si videro ricadere e d ibatte rsi i dilaniati corpi nelle limacciose acque del Tag liame nto , e si sentirono urla di te rrore e invocazioni di aiuto. Finché tutti quegli infelicissim i disparve ro tutti travolti dalla corre nte, sinistram e nte impetuosa in que lla ru pesire stretto ia" (Giuseppe Del Diancn , CaJ>oreuo. La battaglia d 'arresto al Tagliamento e la ritirata al Piave, voi. 4°, La RU.erra in Friuli, Del Bianco editore, 1958). '" Rapµorto personale de lla Commissione Interrogatrice de i Prigionieri Rimpatriati sul gcncr.1le Carlo Rocca (AUSSME, fomlo r-- ·1l , busta 98).
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T coma ndi italiani elogiarono l'azione de lla Brigata "nologn a", che nel s uo compl esso, pur con qualch e sbavatura 19 , aveva be n assolto il compito di ritardare l'avanzata ne mica. Il generale Di C~io rgio volle, comunque , accertars i del comportamento d ei superstiti che, a n7.iché resistere sul posto, si erano p osti in salvo sulla sponda destra del fiume , cui fece seguito un ordine di esecuzione somma,ia tra g li sbandati privi dell'armamento individuale. "Apprendo col più vivo compiacimento le notjzie sul contegno d ella nrigata Bologna , confermate da i ptigionieri tedeschi, cd invio ai s upe rstiti il mio riconoscente saluto. Prego codesto comando di comunicarmi d ' urgen 7.a: 1) quali re parti sono riusciti a ripassare il fiume e loro forza comp lessiva, se il comandante de lla brigata è fra i s uperstiti passati al di qua; 2) se vi sono sbandati inermi , e qua nti e quali mis ure furono prese d a codesto comando in esecuzione agli ordini da mc dati . '"" "Degli s bandati della brigata Bo logna devono essere fatti due nuclei: gli armati e i disarmati . Dei primi sarà formato un re parto c he V.S. aggregherà a uno d ei dipende nti ba ttaglioni. Dei disarmati se ne cstrammno a sorte 10 e si fucileranno. T restanti saranno sgombrati secondo gli o rdini vigenti. L'operazione sarà compiuta entro oggi. 21 " Tra il 1918 e d il 19 19, il tragico epilogo dei comballirnenti di Monte Ragogna fu oggetto di indagine esperite sia in sed e di interrogatorio dei protagonisti da parte della Commissione d 'Inchiesta s u Caporetto, s ia d a parte della Commission e Interrogatrice dei Prigionieri Rimpatriati. Nell'inte rrogatorio de l gene rale Di Giorgio, la Commissione d 'Inc hiesta s u Caporello non rivolse ques iti re lativi alla difesa della testa di p o nte di Ragogna. Nelle sue risp oste, comunque, il generale entrò ne ll 'argome nto per lod~ue il comportame nto dell a !~rigata "Bologna ": "Il 1° novembre al comando dell'a la sinistra telegra favo che la Brigata "Bologna", sfondata ne l centro della su a linea, aggirata a i fianchi, opponeva tuttora be lla resistcn,., Nel corso d ei comharrimen li si erano verificati, infatti , alcuni tentativi d i ripieg:1111e11to non autorizzati : " Completamen to noti zie gi;ì comunicate circa d ifesa monte Ragogna, genera le Sa nna conferma c he harrag lione ·137° estrema sinistra ced ette dopo breve resistcnz:1 (sto p) Nemico avvolg e già posi7.io ne nord-est da Colle Lungo et da sud (stop ) Ore ·15 mentre mi trovavo Pinzan o fu segnalata nostra colonna in fuga verso p onte (stop) Ordinai c he 111it1·;1gliat rici aprissero fuoco sbam1mento (stop) Episodio non scrnbr:i aver compromesso sorte co1J1plessiva dif<:sa (stop) Ordinai ch e difesa sia improntata maggiore aggressiv ità et siano eseguiti a sinistra verso Colle Lungo, contrattacchi, a deslra contro Ragogna per stabilire com1111 ic::1zioni con l'in z;mo donde son o avviati rinforzi (stop)" (AUSSME, fondo 13 1, busta 120/s-·1, diario storico del Corpo d ' Armata Speciale, tè:mogr:unma in data 31 ottobre 1917 ore 18.00 inviato al comando Setlor c di sinistra della 2" A rmata ). " Fonogramma in data 1° novembre 1917, ore ·14 ,20 a firma d el generale Di Gio rgio inviato al comando 3J' Div isione (AlJSSME, fondo 11-·1, husta 120/ S-1, diario storico ciel C.orpo d ' An n;tta Speciale). " Fnnngr:1111rn:1 in data 2 novembre 19 17 a firma del gen erale Di Giorgio indirizzato al comandame della 33" Divisione (Al JSSM I·:, fondo L\-l , l)Usta 120/ S- I, diario storico del Corpo d 'Armata Sp eciale).
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za. De l be l comportame nto de lla stessa Brigata ebbi conferma a combattime nto finito da prigionie ri te deschi . Essa resiste tte o ltre li8 ore, isolata, sen 7a lavori difensivi, in pos izione tattica svantaggiosa, a fòr7e mo lto superio ri. Hicordo d 'aver letto, no n so dove, che l'e pisodio cli m o nte Ragogna fu citato a tito lo d 'onore ne i comunicati ne mici, nei quali e ra pure così ferocemente sprezza nte il ling uaggio a nostro rig uardo. l. .. ] Ancora oggi alla distanza di quindici mesi, io mi conunuovo e mi esalto al ricordo d i quelle truppe alle qua li pure no n ero legato da alcun vincolo precedente, e n o n comanda i che per breve tempo, come no n m i commuovo a nessun altro ricordo della mia vita militare; ch é nessun altro eroismo a me pare che eguagli l'eroismo di coloro che stettero fermi a l loro posto di dovere e di dispe ra7ione , me ntre attorno defluiva, come o rrenda cloaca, la folla di 200 mila sba ndati senz'armi . l battaglio ni della 11rigata "Bologna" dovettero aprirsi il passo a viva fooa. Marciando contro corre nte, fra codesta folla ributta nte , d a lla quale p a rtirono perfino al loro indirizzo - a tal punto e ra giunta l'o rre nda follia! - imprecazio ni e grida di "traditori!" Li vidi sfilare sollo la p ioggia battente dalle 20 fin quas i a lla mezzano lle al ponte di Pinzano , e lo spettacolo di quei modesti eroi del dove re , che giganteggiavano fra la vile folla degli i111he lli , era la sola cosa p er cui e ra consentito in quel mome nto di non disp e rare. Per la litigata "Bo logna", il su o contegno trova larga spiegazione ne lla preparazio ne fattane e nell 'azio ne di comando del suo coma ndante , c he qui cito a tito lo d 'onore: brigadiere generale Carlo Rocca. U " Nell'inte tTo ga torio di Sanna, la Commissione d'Inc hiesta s u Caporetto rivolse al genera le se tte quesiti re lativi alla battag lia p e r la testa di po nte di Ragog na cd a i successivi combattimenti del novembre 1917 ch e coinvolsero la 33;! Divisio ne fino al raggiungimento della linea del Piave. Il primo si riferiva ai rappo rti avuti con i comandi in fase di ripiegame nto s ulla sinistra ciel Tag liamenlo cd a i continui cambi d i dipendenza subiti dalla 33" D ivisione. TI secondo ques ito riguarda v,1 le disp osizioni e le circostanze che po1t ano a lla distruz io ne de i punti di Pinzano e del la Po ntaiba. Nella risposta, il generale Sanna sollolineò le reiterale dispo sizio ni ricevule dalle superio ri a utorità (N Corpo d 'Annata, Corpo d 'Armata Speciale, Sellorc sinistro de lla 2" Armata) per condurre una resiste nza ad o ltranza de lle posizioni a sinistra del Tagliame nto . 11 gene ra le Sanna fece riferime nto anc he ad una richiesta verba le falla a l gene ra le Di Giorgio alle ore 14.00 del 3 1 otto bre pe r ave re l'autorizzazione a far ripie gare i superstiti della Brigata "llolog na", ch e però no n ve nne acco lta. Sanna citò a nche l'ordine iniziale del gene rale Gandolfo , che gli d ava faco ltà di far ripiegare la "Bo logna " prima di far sa ltare il ponte , e po i revocato da s uccessivo
" lnw rroga lorio ciel gcncmlc Di G io rg io da pa rte d e lla Conun issione d ' Inc hiesta ( ALISSMF, rondo H 1).
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messaggio, che intimava a lla 3Y Divisione di non abbandonare le posizioni di Ragogna per nessuna ragione. Nella descrizione degli eventi Sanna accennò al ripiegamento attraverso il ponte di Pinzano di alcuni elementi della 11rigata "Bologna", accaduto poco prima l'esecuzione elci brillamento: "Ormai la pressione eserc itata dal nemico si faceva sempre più poderosa, tanto che gruppi nostri affluivano al ponte nella speranza <li passarlo, ed alcuni nuclei vi transitarono." Così il generale Sanna motivò il suo ordine di far saltare il ponte: "Ho ritenuto che non fosse prudente ritardare più oltre l'ordine della interruzione. La possibilit,:ì che gli organi della interruzione fossero distrutti o compromessi sul loro funzionamento dal tiro dell'artiglieria e che per una causa qualsiasi il ponte non saltasse, mi consigliava di guadagnare almeno quel tanto d i tempo necessario perché la difesa di riva destra da me organizzata non entrasse in azione contro una folla inevitabi le, in tal caso, <li nostri e nemici af11uili al ponte, sulla quale avrei concentrato tutti i mezzi di offesa di cui disponevo specie di mitragliatrici all'uopo opportunamente dislocate. Se avessi atteso l' irruzione sul ponte dei nostri premuti dal nemico, poteva per questo fatto solo essere compromesso il brillamento per interruzione praticata (volonta1·ia111c nle o non) da quelli stessi che vi transitavano. Dichiaro anche che non avrei esitalo a dar l'ordine del brillamento nel caso che sul ponte fossero aHluiti in massa s banda ti della "Bologna". Il caso di estrema necessità per la distruzione del ponte, invocalo dal comando d 'Armala, si era verificato sin <lai momento che l'azione elci nemico (specie fuoco <l'artiglieria) poteva compromettere il fun zionamento degli organi predisposti per il brillamento dell'interruzione." Il sesto quesito della Commissione fece riferime nto esplicito ai te ntativi fatti dal generale Sanna per ottenere il permesso a ripiegare la Brigata "Bologna" da Hagogna al termine del passaggio dal ponte di Pinzano di tulli gli sbandati. Nella risposta il generale Sanna citò nuovamente l'o rdine che imponeva alla Brigata "11ologna" una res iste nza ad o ltranza anche per soddisfare esige nze di o rdi ne morale, in modo da lavare a lmeno in parte l'onta della grave sconfitta subita dalla za Armata. Sanna affermò che s i sarebbe alleso almeno la citazione della "Bologna" per il s uo eroico comportamento s ul bol lettino cli guerra del Comando Supremo. "Se o ltre le necessità della resistenza a<l oltranza, le autorità s uperiori domandavano alla Brigata il sacrificio per una ragione morale, avendo essa col suo eroismo soddisfatto generosamente a qua nto le si richiedeva, mi aspettavo che il suo contegno tenace ed eroico da me segnalato alle ore 12 del 1° novembre fosse portalo a conoscen za d ell'Ese rcito e del Paese. 25"
" lnte n-ogatorio <lei generale Sa nna da parte <lella Commissione d 'Inchic:sla (AlJSSME, fondo TT-4).
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Dalle re lazioni sulla battaglia di Ragogna degli ufficiali delle Brigate "Bologna" e "Barletta" pre.sentate davanti alla Commissio ne Jnterrogatrice dei Prigionie ri Rimpa triati e me rge meglio la descrizione minuta dei combattime nti , così come lo stato d'animo elci quadri inferiori e della truppa nelle varie fasi d e llo scontro. Si traggono ino ltre denunce di casi di vigliaccheria, atti di eroismo, giudizi su ll 'operato di s ingoli comandanti e sugli o rdini e ma nati dai comandi superiori, eleme nti di valutazione sulla .situazione logistica della Brigata "Bologna", s ull'adde.stramento e sulla capacità tattica elci reparti, sull'apprestamento delle posizio ni difen sive, ccc. In queste relazioni di g regari e s uba lterni si entra in pratica nel "vivo" della hattagJia fino alla descrizione della cattma ed all 'internamento nei campi di prigionia. Si inizia con la descrizione della presa di posizio n e ne lla testa cli ponte di Ragogna da parte dei fanti della "Bologna" che incrociavano le colonne di fuggiaschi . "La marcia fu 4uanto mai difficile; i soldati d ovevano aprirsi il varco fra i veicoli che ostruivano completamente la strada e tra la folla dei militari in ritirata. Posso assicurare c he il mora le dei .soldati s i conse rvò e levatissimo e degno della fiducia <lei .signor gencraJe per quanto lo sp ettacolo fosse t1iste e reso ancor più te tro dalla pioggia battente e dall'oscurità . Intes i più volte inveire contro i fuggiaschi d e i reparti in ritirata con le parole: "filo ni", "vigliacchi", "traditori", "ci vuole la Brigata "Bologna" p er fermare i tcde.schi" 24 • "La sera del 29 o ttobre la 11rigata "Bolog na " tran.sitava ordinata .sul ponte <li Pinzano contro corre nte degli sbandati; ad un dato mome nto .si intese un mo rmo rio fra gli sba ndati, poi una voce, eppoi altre che g ridavano a noi: "Cmmiri , vigliacchi, buttate le armi, la gu e rra è finita!" A questa aberrazione s i e ra giunti. "'" "G: ormai mattino fatto, quando la testa del hattaglionc è in vista di Pinzano. Incontriamo solda ti senza il numero del reggime nto sul cappe llo e con le mo.strine strappate dal havero della giuhha. Al nostro g iungere, que i forsennati gridano al no.stro indirizzo: "La g ue rra è finita . Abbasso la guerra! Viva la pace! Viva I' Au.stria! 26" Anche sulle posizio ni rnggiuntc il mo rale della truppa e ra rite nuto elevato e tale si mante nne ne l complesso per tutta la battaglia e fino al brilhuncnto de l ponte: "Il morale de lla truppa era huono. I soldati, pur intuendo le diftìcoltà della posi:t.ione da difendere, senza avere una linea di ritirata e di ultctiore difesa a lle spalle, perché il Taglia mento corre irrunediatamente a tergo di monte Ragogna, mo nte che era unito alla riva destra del fiume solo per
24 Re lazio ne del capitano Giovanni Del Giudice, a iu tante di campo del comandante la Brigata "Bologna" a lla Commissio ne Tntermgatrice dei Prig ion ieri Rimpatriati (Al JSSM E, fondo F-11 , busti 2 1). " !{dazione del sergente Anniba le C:alde ralc della 266,1 C:ompagnia mitrag li;flri ci , aggregata al lii I3attaglion e del 137° Fanteria (AUSSME, rond a F-11). .,,, Relazione del tenente Simone Vescovi d e l 40° Fanteria (AUSSME, fondo F-11 , l>usta 2 1).
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mezzo del ponte di Pinzano in muratura, di una debole passerella, oltre il ponte della fe rrovia molto a nord, i soldati, ripeto, s i mantenevano calmissimi, sereni e ben disposti a una efficace difesa. r. .. l A parere del sottoscritto la truppa kce per parecchi giorni sulle posizioni di monte Ragogna tutto que llo che e ra umaname nte p ossibile. Nonostante lo spettacolo dei fuggiaschi , delle truppe e dei can"iaggi che venivano riti rati in disordine, no nostmte l'esiguità de lle forze messe a difendere una posizione troppo vasta come quella cU monte Ragogna, nonos tanle la man canza cli munizio ni, e, specialmente, ne ll'ultimo giorno venisse m e no ogn i speran za di salvezza e la p ossibilità di postarci a ll'altra riva del fiume e apprestare una difesa più cflìcace, il morale de lle truppe si mantenne alto finn all'ultimo mo me nto ." l. .. J H o detto ripetutamente che in quei g io rni la condotta di tutti del reggimento , uflìciali e truppa, fu ammirevole; invece dopo saltato il ponte no ta i il propagarsi dello sconfn,to e dello scoraggiamento. Ufficiali e soldati , provali in tanti a ltri combattimenti, li vidi in quel momento sconfortati e colle laui me agli occhi. Capii ch e ormai tutto e ra finito, e c he il reggime nto in tre g iorni cli dis pe rata lotta aveva dato tutto quello ch e po teva dare. ' 7 " Per te n e re alto il mo rale d e i propri combattenti, anche da parte del com.anelo brigata, si escogitarono stratagemmi com e que llo di propa la re notizie no n vere: "Quas i p e r ricompe nsa a lla resiste n za opp osta a l nemico nelle g iornate del 30 e 3 1, il s ig n or generale e manava un proclama a lle truppe per incita rle a perseverare ne lla lotta e fece spargere la voce c he noi dovevano resiste re perché fotti riserve di esercito dovevano a vere quale sbocco p e r la controffensiva la testa cli ponte da noi difesa. T ale voce si s parse e servì a far aumentare lo spirito combattivo e valuta re ancor più l'impo rtanza d el compito. "'" Sono ripo1tati anche g iudizi d i o rdine tallico sullo schieramento m esso in a tto dalla Brigata e com menti s ulle capacità professionali d egli ufficiali infe riori di compleme nto: "Viene rilevata la difficile situazione del battaglione ch e occupava la linea di Ragogna a ca usa de lla e ccessiva .sproporzione fra il fronte da ten ere e la forza impiegata; il te rreno insidio.so e coperto c h e s i estendeva attorno a lla posizione; l'insuffic ie nza cli capacità in genere degli ufficia li subalte rni e della loro incap acità a m a novra re i loro reparti come il caso ric hie d eva. Si accenna a llo stato morale de lla tru ppa n o n d epresso ma ch e dava sintomi di risentire l'impressio n e d e l disastroso s p ettacolo al quale aveva per p iù giorni assistito e che abituata alla trincea cd al conlalto di gomiti, nel te rreno libero non sapeva reagire all'impressione di essere aggira ta , a ttaccata da ogni parte, s taccata d agli altri re pa rti e di consegue n za m a n ovrare oppo 1tuna m e nle in o pposizio ne alla ma nov ra nemica. 2')" .r Rd;1zione <.Id colo nnel lo Gnff1·edo Mameli (AlJSSME, fondo F-11 , busta 9(>). "' Relazione <lei capita n o Giovanni Del C iud ice Ccit.) . "' Relazione d e l co lo nnello Guido Calvi (AlJSSME, fo ndo F-11 , busta 96).
La HriJ!.ala di Fanteria "Rol<>J!.na " a monte Rap,op,na
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La s itua:lione logistica dava pure forti preoccu pazioni soprattutto per quanto atteneva il rifornime nto de lle munizio ni e la distribuzione del rancio. I reparti della "Bologna" si d ovettero a rrang ia re sottraendo il m unizionamento ai fuggiaschi o raccoglie ndo lo s ui carriaggi abbando nati lungo le strade d e lla ritirata. "Il g iorno 29 ottobre fu un a lacre lavoro di zappa e d i sgombero regolando il passaggio d egli sbandati sulle strad e, tanto c h e verso sera il d e flusso fu regolare e si poté costituire un deposi to munizioni pe r fu c ile tog lie ndole ai militari ch e ritiran dosi passavano il 'J'aglia me nto " (capita no Giovanni Del (-;iudice). "Trascorsa la tragica n otte del 31 ottobre passata in ininterrotti fa tti d'a rme sempre favorevoli al 10°, a ll'alba ciel 1° novembre, le trnppe, n o nostante fossero sen za rancio dal 27 ottohre, eran o di morale e levato, coscienti d ella necessità di dover resiste re fino al l'ultimo uomo. j/)" Non ma ncaron o casi cli cosidde tto "fooco amico", col tiro corto delle artiglie rie italiane appostate sulla riva destra ciel Tagliamento che colpirono per errore le tru ppe de lla Brigata "llologna ": "Una forte detonazio n e ccl una nuvola di fumo ci avvolse sollo una pioggia di rovine. Oileguata la nu vola e miracolosamente incolume vidi il ponte salta to, cercai fra i fe riti cd i m o ni giacen li sul terreno in seguito allo scoppio della mina . Ciò avve niva verso le 11 .jO, me ntre la nostra a rtiglie ria da più di un giorno silenziosa apriva il fuoco sul p o nte e nei p ressi di San Pietro colpendo parecchi n ostri solda ti . w• Si a ppre ndono particolari m o lto inte ressanti anche sul m odo di combatte re de l nemico, che n on esitò a ricon-c re siste mi banditi dalle convenzioni internaz ionali come l'impiego di militari conoscitori della lingua italiana, travestiti d a horghesi o da ufficiali del .Regio Esercito, per gettare lo scompiglio ne lle re trovie ne miche attraverso azio ni di s pio naggio, l'e manazione d i ordini fa lsi, l'a ttuazione d i sabotaggi, l'a lterazione della segn aletica stradale, ccc.: "Mi reco spesso a Muris a piedi a prende re le novità e a corm,nicare o rdini alla 3" Compagnia ivi dislocata. Si comincia ad essere diffide nti. Tedeschi vestili cnn a hiti bo rg hesi, app rofitta ndo de lla fuga, s'infil trano n e l paese per sp iare le n ostre m osse. Oue vengono fuci lati nel centro del paese di Ragogna. Con l'inoltrarsi della no tte, questa comincia ad essere mov ime ntata. Un soldato camuffato con ahiti borgh esi è da m e riconosciuto. Alla su a rilunan'.l.a g li punto la rivoltella contro e gli ordino cli pre cede rmi fino al comando di battaglione. So dopo che viene fuci lato. w• Le relazioni degli ufficiali si soffermano in modo partico lare sulla m odalità d ella propria cattura e p iù in generale sulla resa della Brigata che cessò di combatte re definitivamente verso le 14.00 del 1° nove mbre, o ltre due o re '" l{cla:,.inne d e l maggiore Carlo Felice Principe (Al JSSME, fond o f-11 , busta 2 1 ). " Relazione d e l capitano G iovanni Del Giudice (cir. ). " Rdazio ne d e l sottownente Raffae le Cavallo (AUSSMF., fo ndo r-·1·1, busta 21). Si veda anche M. l'ascoli , op. c it. , p. 86.
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dopo il briJlamento del ponte. "Verso le 11.00 era rimasto c he qualche caricatore a qualche mitragliatrice, tutti e rano con la baionetta inastata pronti a far pagare cara la vita per il santo nome della patria; le truppe nerrùche stringevano sempre più il loro cerchio. Alcuni reparti vistisi accerchiati da forze preponderanti tentarono invano di raggiungere il fiume per g uadarlo. l. . .] Data un 'occhiata in giro vidi dappertutto tedeschi , vidi molti ufficia li e soldati piangere per il dispetto dell'impotenza ne lla quale si venivano a trovare . 33 " "l reparti della Brigata furono fatti prigionieri combattendo, ne<;suno ordinò la resa. Fui condotto a !{agogna dove il mio generale conferì col comandante di brigata tedesco. Ricordo che il mio generale uscito dal comando, vedendo i prigionieri d e lla Brigata raccolti nel piazzale parlò loro elogiandoli per la valorosa difesa cd esortò a mantenere severo contegno e disciplina in modo da pretendere dal nemico rispetto. A San Daniele c i imbatte mmo in un generale tedesco (comandante di divisone) che fermò il mio generale per chiedere non so che cosa . Avvicinandomi sentii dire dal generale tedesco: Vous aver l'honneur des armes. 34 La relazio ne finale della Commissione d 'Inc hiesta s u Caporetto s i dil ungò sulla battaglia di Ragogna, in particolare sulla distruzio ne del po nte di Pinzano e sul sacrificio della Brigata "Bo logna". Nessun addebito venne mosso contro il generale Sanna circa l'opportunità e la tempistica del brillamento del ponte, me ntre fu stig matizzato l'abbandono della Brigata "Bologna" ·15 • "All 'interruzione del ponte di Pinzano si connette la perdita d e lla Brigata "Bologna ", la quale incaricata della difesa di monte Ragogna, rimase tagliata fuori , mentre, second o alcune informazioni, avrebbe potuto essere te mpes tivamente fatta ripiegare. È stato affermato infatti c he fin dal gio rno 3 1 sulla sinistra del Tag liame nto, nelJa zona di Pinzano, non vi e ra che la Brigata "Bologna" e c he il comando della 33;! Divisione aveva chiesto più volte di ritirarla: ma l'a utorizzazione a l ripieg ame nto, già concessa il gio rno 30, fu poi to lta il 3 1. Il comandante della suddetta Divis ione, accennando a lle conside ra7.ioni che poterono indurre le autorità supe rio ri ad esigere il s acrificio della arigata "Bologna", ha riferito che in un ordine pe rvenutogli, il comando della 2" Armata metteva in rilievo "essere nostro interesse prolungare quanto più possibile la resistenza" accennando anche a un fatto morale e c ioè "che in questo compito di prolungata resistenza la 2;! Armata si distingua così da cancella re colpe che ci hanno portato alla situazione attuale ." La Comnùssione, inve ro, deve riconoscere qualche " Re laz ione del maggiore Carlo Felice Principe (cit.). " Rela7.ione del capitano Giovann i Del Giudice (cit.). " Il sa crific io della "J3ologna" è stato g iudicato inutile da vari storici, tr.i cui il gene rale Enrico Ca vig lia (in la dodicesima battaglia, Mondadori , Mila no, 1933), Pao lo Gaspari ( in La battaglia del Tagliamento, Gaspari, Udine, 1998), Ma rio Silvestri (in Capvrettv, Una battaglia ed un eniRma, J3UR, Milano, 2003). I toni u sali <la quest'ultimo per ccm;urare l'operato d i Cadorna sono esagerati e poco o biettivi.
La Rrigata di Fanteria "Rolop,na" a monte Ragop,na
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valore a tali considerazio ni, come non potrebbe escludere che la prolungata resistenza d e lla Brigala "Bolog na" s u monte Ragogna abbia agevolato lo schieramento delle truppe e la prima embrio nale sistema:.,.io ne d ella difesa della destra del Tagliamento. La perdita tuttavia d ella Brigata, sotto gli occhi d ei dife nsori della riva destra, appare sacrifizio di gravità sproporzionata a l probabile vantaggio ottenuto; e se si aggiunge che le consegu e nze dell'ottimistica fid ucia in un simile prolungamento <.Li resiste nza furono ancor più gravi - com e si disse - per Ja 36,1 e 63-1 Divisione, la Commissione n on può approvare i crite ri al rig uardo seguiti dal gene ra le Montuori. Comunq ue, data la situazio ne locale, l'interruzione del ponte d i Pinzano non avrebbe p otuto essere protratta. 36" Alla decisio n e d i sacrificare la Brigata "Bologna" contribuì, comunque, in modo dete rminante a nche il genera le Cadorna , come rileva la stessa relazione della Commissione d 'Inchiesta ne l volume I Omno schematico deg li avvenimenti, dove è ripo rta to uno stralcio <lei messaggio n. 5186 G.M. del Com a ndo Supre mo da tato 31 ottobre: "Sia a qualunque costo continuata resiste nza sulla sinistra dd fiume e disposta quella s ulla destra. L.. J Ad ogni modo confermo che punti ancora efficienti non debbano essere fatti salta re clic i11 caso essi corr,.mo estremo pericolo ." Come rileva g iustame nte Tullio De Rizzoli ne l su o volume s ul Corpo d 'Armata Speciale, "la funzione della testa di ponte non consisteva solo nel compito di proteggere il ripiegame nto degli cleme nti in ritirala, ma si a llargava anc he a quello - insilo in ogni testa di ponte - di assicurare uno sbocco offensivo s ulla riva sinistra a lle nostre forz.e schie ra le sulla riva d estra. È logico, du nque, supporre c he, in un momento in cui fo rse era ancora accarezzala la speranza di fe rmare l'invasione sulla linea d e l Tagliame nto, si volesse assicurare a lla difesa de lla linea il grande vant_aggio de lla testa di ponte d i monte Ragogna. E che il Com ando Supremo non d ebba essere staio estrane o all'o rdine d i resiste nza ad o ltranza, si deve indurre da l fa tto che il 2 novembre, anche dopo c he la testa di ponte e ra ca duta, il generale Cadnrna affermò n e lle dire ttive per le future o perazioni ch e la sosta a l Tagliamento doveva essere prolungata il più possibile, salvo trasformarla in sosta definitiva, se le circostanze lo avessero permesso. ·17" A mio awiso, però, vi sono a ltre motivazio ni di carattere non solo morale, ma a nche <li ordine tattico, che possono aver influito sulla decisio ne cli protrarre a tempo inde te rminato la difesa d e l monte Ragogna. E cioè occorre va: ritardare a tutti i costi l'avan zata austro-tedesca imponendo una battuta d 'arresto per dare alle forze italiane il te mpo di ritirarsi e di organizza"' Relazione c.ldl:1 C:ommissionc c.l'l ncliiesta, Dall'Json z o al Piave, volume Il , I.e ca11s,• <' te respunsahilitù ùe,~li u uuenime11ti, pp. 2'1 3-245. 1 T. Oe Ri7.zoli, Il Corpo d 'A rmata Speciale, T.attes, Torino, 1933.
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re una prima difesa elci Tagliame nto e d elle posizioni ancora più relroslanti. La progressio ne ne m ica, infatti, s pecialme nte sull'a la s inistra dello schie ramento iLaliano rischiava di agganciare il grosso delle tru ppe d e lla 2i! Armata in rilirata; infliggere pe rdite al nemico p er indebo lirne la s pinta offensiva , c he fino a quel momento non aveva a ncora conosciuto un attimo di sosta; mostrare a l ne mico che vi erano ancora truppe ita lia ne che inte ndevan o battersi e tenere alto l'ono re delle armi. Andava mostralo s ul campo che la depressione m o ral e non aveva toccato l'intera compag ine del Regio Esercito, ma solo alcuni corpi d ella 2" Armata; ciò anche pe r indurre il nemico ad agire con minore baldanza e s icurezza e d avanzare con maggio re prude nza e circospezion e. Va riconosciulo che la p osizione di Ragogna rivesti va effettivamente una notevole importanza tattica . Il monte copriva dircllarnente il ponte di Pinzano cd il ponte milita re della Pontaiba, e indircllame nte, col dominarne l'accesso orientale, a nche il ponte della ferrovia di Comi no. Ergendosi is olalo, da 500 metri s ulla circostante pianura, ne d om inava le comunicazioni che la intersecavano in tutti i sensi. Sulla sommità elci l{agogna cd a Pinzano esistevano opere di fortificazio 11e permane nte c he, sebbene private d e lle loro att ig licric originarie, p otevano essere di valido ai uto a lla difesa e costituivano ottimi posti di osserva7.ione. Va eviden zialo, inoltre, c he la resistenza opposta dalla Brigata "Bologna" aUirò verso Ragogna forti contingenti ne mici pari circa a tre divisioni austro-Ledesche che altrimenti avre bbero potuto essere impiegati a ltrove per proseguire l'inseguime nto. Il sacrificio della "Bo logna" trattenne per due giorni il ne mico, che proprio lungo la clire llrice r edemo ntana esercitava la massima spinta verso occidente e dove sfonderà tra il 2 ed il 3 novembre la linea del Tagliamento all'a ltezza d i Comino. È p rohahilc che l'eventuale imp iego della "Bologna " s ulla destra del fiume, stante le scarse forze disponibili , la vastità del fronte e le inesiste nti difese passive, no n avrebbe ritardato il ne mico come quanto avvenne nella battag lia di Ragogna. Lo sganciamento della Brigata, a ncora possib ile ne ll a notte ciel 31 ottobre, avrebbe avuto scarse possibi lità di riuscila s lante lo s tre tto contatto delle unità nemiche e la diffico ltà di trovare ne ll'oscurità della none il mome nto propizio p e r dare l'o rdine di hrilla1nenlo del ponte. ln quei momenti così clrarnmalici, quando ormai lutto sembrava perduto e la vittoria definitiva a portata di mano elci nemico, il sacrificio di una brigata poteva apparire non solo no n vano, ma addirittura vantaggioso, se ciò avesse avuto come risultato quello di arginare almeno tcmporaneamenle la progressione a ustro-tedesca. ln quei giorni e ra fo1tissimo il timore tra i comandi ch e il fenomeno dello suandame nto dilagasse dai re parti della 2i! Armala ai resta nti corpi dell'Esercito, tanto da far teme re pe r la te nuta discipli nare dell'inte ra cornpagi11c. Le disposizioni in materia
I.a Rrip,ata di Fanteria "Bolop,na " a monte Ragogna
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di g iustizia militare del generale Di Giorgio furono senza precedenti, su perando in severità e spietatezza anche quelle di Cadorna ccl arrivando fino al punto cli prevedere la fucilazione senza processo, su ordine di un generale , degli ufficia li che s i fossero rifiutati di inlervenire e nergicam ente contro gli sbandati. "Ora che i carriaggi sono tutti sfil ati, che gli s bandali d egli altri corpi sono ripiegati , inte ndo che intorno alle valorose truppe d e lle due divisioni sia stabilita una zona pe rfettame nte risanata. G li sciagurali che per av vcnlura andassero ancora tra le truppe d evono essere s pielalamenle soppressi prima che facciano divampare la spaventosa infezione. ORDINO PERTANTO IN MODO PElrnNTOKIO che tutti i milita ri dei corpi dipe ndenli che abbiano abbandonato il proprio re p atto siano immediatamenle passali per le armi in presenza del rcpa1to più vicino raccolto in armi. L'ordine può essere dato senza procedimento di so1ta da quals iasi ufficiale superiore in seguilo alla evidenza del fi1tto constatata da un ufficiale. Di fronte al più piccolo accenno di rcsistcm~a ogni g raduato ha il dove re di fare uso delle armi. Si disponga che paltuglioni comandati da ufficiali e ne rgici accompag nati da carabinieri perlustrino continuamente la zona compresa fra il fronte e la linea Travesio-Valeriano. I comandanti di divisione dispongano altresì che un ufficiale supe riore ispezioni e controlli il servizio dei pattuglioni. Agli uffic iali colpevoli d i negligenza in questo serv izio sia inflillo il rimprovero sole nne , gli ufficial i sorpresi a contraddi re patentemenLe gli ordini ricevuti, siano deferiti a un tribunale straordinario pe r rifiuto di obbedienza e codardia. li rinculare di fronte al compime nto di un dovere così lrag ico e doloroso è codardia non minore cli quella che fa rinculare di fronte a l pericolo pe rsonale. L'ufficiale - se uno ve ne fosse - che in modo evidente opponesse con la sua ap atia una resistenza passiva al presente ordine e fosse oggello d i scandalo, deve essere passato per le armi senza procedimento. Tale ordine non può essere dato che eia u n ufficia le generale. Cogli s bandati sen z'a rmi non s i esiti ad adoperare anche il bastone . Essi con l'aver geuato via l'arma che la Parria aveva loro affi dato p e r la sua difesa, si sono spogliati da sé della veste di soldato, s i sono messi da sé fuo ri di legge. Sappiano lulli i componenti delle due valorose d ivis io ni che la salvezza della patria e del re, l'onore della n azione e dell'esercito, è ne lle loro ma ni. Sarà loro gloria l'averli salvati. A nessuna truppa è ma i toccato l'onore, la fottuna , di bauersi con un compito così g ra nde come que llo che incombe a NOI in questo momento. Mostriamocene degni. 38" Questi ordin i, che oggi possono apparire eccessivamente severi e s pietati, devono essere rapporLali a lla gravilà elci momenro sto rico in c ui furono e manati ed a ll 'impressione generala dalla visione della massa dei fuggiaschi, che mai prima di allora e ra slala osservata s ui cam p i cli battag lia '" AUSSME. fondo L\-1 , i>ust:1 120/ S- l , fi>g lio 11. 7 i11 tlata 31 uuulm; 19 17 del Cu rpu d 'Armata Speciale.
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d ell'Esercito Italiano: Così è stata d escritta da un testimone la calca imman e che si era creata sulla strada che da San Daniele portava a Pinzano: " [. .. J migliaia e migliaia <li veicoli <li ogni genere e di ogni forma, cannoni d i ogni calibro, trattrici, macchine, buoi dispersi, morti distesi attraverso la strada. I fossi ai lati erano pieni di vetture rovesciate e di cavalli ancora attaccati che si contorcevano inutilmente e dis pe ratamente. [. .. ] I veicoli giungevano gli uni sugli altri, tentavano di sorpassarsi, si urtavano, si scontravano si rovesciavano, sbarravano la strada sì che più non passavano neppure gli uomini. Le lunghe colonne paralJele andavano le ntamente. Si fe rmavano a lungo, poi muovevano per alcuni passi, poi ristavano, poi ripre ndevano. Appena si face va un breve vuoto, dieci veicoli vi si precipitavano in velocità per sorpassare i pigri carri dei buoi e le carrette trab allanti dei profughi e tutti s i incastravano nel vano e non riusciva no più a proseguire. f.. .l Per passare scostavo con le braccia le groppe e con i piedi calciavo le gambe dei buoi per aprirmi un varco. Spesso avveniva c he si stringessero invece i corpi caldi e gravi per le spinte esterne e più forti tra di loro e intorno a me e contro di me sì c he mi pareva di soffoc.are. f. ..l S'e ra fatta una g ra n ressa tumultuosa alla testata del p o nte , ove vedevo pochi uomini tentare inutilmente di tratte ne re que i folli. Tutti volevano passare, tutti spingevano, tutti urlavano, tutti a gomitate tentavano di guadagnare terreno. Erano fra mmis ti u omini e d o nne, soldati e borg hesi in una sola mandra irrequieta, urla nte. s)" I1 valoroso comportamento d e lla Brigata "Bologna" è caduto ne ll 'oblio, come molti altri drammatici eventi, quasi sempre sfavorevoli per le a rmi italiane, che si svolsero ne l corso della ritirata di Caporetto. TI sacrificio dei fanti del 39° e 40° Reggimento a Ragogna è stato presto dime nticato ed eliminato dalla me moria storica dell'Eserc ito, tanto c he non si p ensò sul momento ad una citazione sul Bo llettino di guerra giorna liero del Comando Supremo, né in seguito ad una proposta di concessio ne d i ricompensa a l valor milita re p e r le ba ndie re di gu e rra dei Heggime nti. Meglio hanno fatto i protagonisti d el fro nte avverso, ch e hanno tributa to ne lle loro memorie e nei resoconti del do pogue rra un doveroso riconoscimento a ll a resistenza della "11o logna" a Hagogna, come il comanda nte ed il capo di sta to maggiore della 1/i;i_ Annata, gene ra li Otto von 13clow e Konrad Kra fft von Dellmensingen •0 e la re lazio ne ufficiale au striaca.
" Walframo di Spilimbergo, Brigata errante, citato da Giuseppe Del manco in Caporel/o. La battaglia d 'arresto a l 'J'ag liamento e la ritirata al l'iave, op. cit. ""' K. Krafft v on Dellmensingen , 19 17, lo sfondamento dell'Isonz o, Mursia, Milano, 1981 e F. Fadini , Diario di von Below, in Valle cch i , Firenze, 1974.
r.a Rrigata di Fanteria
"RoloP,na " a monle Rap,ogna
r.arto/ine militari del 39 ° e 40° Reggime nto Panteria "Bologna " (AlISSMT:)
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li Munte Ra~o~na occupalo daµ,li austro-ungarici. (Da M. l'asco/i, "La Grande Guerra nel
Friu li Cùl/inare ", Menini, Spilimbergo (l'N) , 2 00 7, p. 117, archivio F Gerometla).
nocumenlo dell'A USSMF
La Brigata di Fanteria "Hologna " a monte Ra,~ogna
On. Antunino D i é,iorgio - Comandante del Corpo d'Armata Speciale. (AUSSMh)
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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA.
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S1AB1LlllEN'iC r OLIGU.FlOO PER L'ilUUKIS'l'KAZIONE DELLA GUERkA
MCM X.IX Frunte~piz iu della Relaz ione della Gè1mmissùme d 'inchiesta su <7apnretto.
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Fili/J/Jo <-:U/J/Jellano
Furtijìcaziuni permanenti italiane di Munte RaRORna.
TI TaRliamentu visto dalla su.a sporula siuistra.
La Hrigata di Fanteria "Rolop,na " a monte Ragogna
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Il ponte di Pi nzano nel novembre 191 7 (supra) e nel 7978 (snlto). (Da M. !'asco/i, "/ luughi della Grande Guerra nel Friuli collinare", Moro, Tolmezzo ( UU), 2008, archivia P. Geromella)
l'rigionieri italiani a San J Jr.miele. ( I )a M . f'ascoli, ··t luoghi della Grande Guer ra 11el Friuli collinare ". Menini, Spilimhetw> (PN). 200 7, p. 21. a rchiuio L. C'ossa)
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Fasi del ,,p,:egamento della 2" e 3" A rmata sul 'J'agHamento.
Mustrina bianco-rossa della /Jrigata "Hutu~na " (39° e '10° Reggimento di Fanteria)
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Documento tmtto dell'AUSSME
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Fili/J/J<> Ca/J/Jel/a no
Foto ritratto del (;enerale Rucca Gàrlo. ( A USSMJ{)
La Brip,ata di Fanteria "Bologna " a monte Ragogna
Sunna Gt""rlu con i ;vadi da Generale di nivisione. ( A[J.SSMEJ
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Il cor.m del Ta~liamento visto da Monte Ragogna.
Foto panoramiche tratte dal testo d ella relaz ione della Commissione d 'inchiesta su <7aporello.
La B rigata di Fanteria "Bologna " a m onte Ragog na
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. rel,i,:u per nn1~tli9m,a d.Ue opera zion i ,, eaval/4 d,I
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Toj)o<c;rafia dei luog hi delta baua,1.)ia.
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LA PIAZZAFORTE DT TOBRUCH (giugno 1940 - gennaio 1941) 1. La posizione strategica di Tobruch Nel corso de lla seconda guerra mondia le la città costiera cli Tohrnch in Cirenaica a 144 km. dal confine egiziano, fu più vo lte campo di battaglia tra le forze dell 'Asse e quelle brilanniche. Tobmch rivestiva grande importanza ne l sistema strategico a eronavale elci Mediterraneo o rientale. O ltre ad essere uno dei migliori porli della Libia e a disporre di impia nti idrici, e ra in condizioni cli inte rferire come base aeronavale s u Alessandria e su Creta. Maggiore centro abitato della Marrnarica italiana, Tobruch e ra anche crocevia di impo rtanti vie di comunicazio ne come la Ualbia, la grande strada liloranca che dal confine tunisino portava a quello egiziano, e di itinerari auto mo bilis tici e carova nie re che raggiu11geva110 lutte le principali lo ca lità ed oasi d ell'interno de lla C irenaica come <~iarabub, Bir e l Gobi, El Mechili , Bir TTac he im. La citt::ì, aspramente contesa e passar.a tre volte di mano tra i contendenti, fu quasi cornplcramcntc d istrutta dai combattime nti e be rsaglio fin dal giugno 1940 di continue o ffese aeree, navali e terrestri. ' l'ra il genna io 1941 e d il giugno 1942 Tobruch fu e picentro d i cinque importanti battaglie: la prima lra ilaliani ccl inglesi che conquistarono la città , la secon da tra gli ita lo-tedeschi che posero inutilmente l'assedio ed i difensori a us tra liani , la terza col le nlalivo inglese di fnr:1.are l'assedio, la quarta che vide le truppe di Rommel ricon4uis tare il centro abitato e l'u ltima in cui gli ita liani respinsero un colpo d i mano anfibio e te rrestre britannico. li 13 n ove mbre 1942 le forze d e ll'8' Armala inglese e ntrarono de finiti vame nte in p ossesso de lla citlà. li porto di To hruch era considerato il più bello della Libia, largo 1,5 km , lu ngo 4 e profondo d a 5 a 20 m. Una massiccia pe nisola, occupata da rilievi e divisa longitudinalme nte in due p a tti dalla vallecola di c:..:-Zighcn, proleggeva il p orto verso nord e terminava con le punle chiama le Mengàr-e lMé rcheb e Punta Tobruch. T rilievi c he occupavano la penisola di 'l'obruch, segu ivano verso occidente formando una specie d i cate na parallela alla cosla, che po rtava il nome di Gehel Abd Rabha h. La q uo ta massima era cli 52 m. sul mare. Da lla pa rte opposta del porlo , la cosla e ra frastagliata e presenlava alle spalle una serie di gradini rocciosi ch e salivano sino a 110 m . s ul mare. Tobruch disponeva d i un ottimo campo d 'aviazione, consi' Sì ringrazia per b collaborazione prestala dal ten. col. Filippo O , ppclla no.
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'f faiana Furlan
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Pianta tiella baia tli Tobruch
dcrato aeroporto di tappa e sede di una Sc.iuadriglia di Aviazione da ricog nizio n e. Esistevano, ino ltre, numerosi d epositi e magazzini d ell'inte nde nza dell'eserc ito e de i servizi logistici de lla Regia Marina. Le risorse idriche era no scarse ; la piazza disponeva di pochi pozzi d 'acc.iua situali fuo ri d ella cinta. L'acqua, che veniva lrasporla la nell'abitalo allrave rso un impian to idrico e ra lcggcnnenle salmastra e quindi non gradevole per cui si rese necessario il trasporlo provenie nte da De rna a m ezzo di navi cisterna. TI centro abitato o ccupava il versa nte meridionale di un rilievo alto una ventina di metri e scendeva sino in riva al mare. Alle vecchie e piuttosto misere costruzio ni esistenti prima d e ll'occupazione italiana, si sono aggiunti , nel corso degli anni '20 e '30, numerosi edifici mod e rni. La po p o lazione, che, secondo il censimento del 1931 anunontava a 1660 abitanti, a ll'epoca della seconda Gue rra Mondiale e ra sostan zialme nte aumentata . TI terreno lullo into rno alla città e ra pianeggiante e d esertico, tra nsitabile an che fuori pista sia da mezzi cingolati c he ruotati. Il gebe l libico, infatti, e ra un deserto roccioso che non presentava eccessive limitazio ni a lla mo bilità di veicoli a motore e sul quale s i avevano ampi campi di vista e d i tiro. La fascia di territorio a ridosso del confine libico-egiziano e fin o a ll 'oasi di (-.;.iarabub s i presentava quindi come un campo ideale cli ma novra per masse d i carri armati , autobli ndo, carnio ne ue e colonne di a utoveicoli logistici.
La Piazzaforte di Tohruch
Vcdurc :icrcc di Tobruch del 1938.
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Tiziana Furla n
2. Le difese della piazzaforte Una relazione sull'organizzazione militare de lla Cirenaica risalente all'agosto del 1926, così riferiva sugli apprestamenti difensivi della piazza di Tobruch: consta della penisoletta la quale, e stendendosi parallelamente all'andamento della costa , racchiude la baia omonima e d è se parata e difesa, dove si congiunge alla costa stessa , da un muro bastionalo e da fascia di reticolato. La difesa è munita di mitragliatrici in postazion e fissa e da quattro pezzi da 77 pure in postazione. La piazza di Tobrnch è altresì cinta da una catena cli fo1t ini che si appoggiano al mare ad una distanza me dia cli 3 km. d al muro di cinta . Questi fortini, per la sopravvenuta situazione po litico-militare, ad eccezio ne di uno sito ad ovest e che serve di gu ardia all'impia nto d e i mo tori per il sollevame nto de ll'acqua p e r i bisogni della piazza e di a ltri due intermedi ancora conservati efficienti come posti avanzati d e lla difesa verso sud e verso ovest ma non presidiati, sono ora in disarmo e disfacime nto . Come è stato accennato nella pre messa, To bruch riveste patticolare impo 1t.anza dal lato militare -navale costituendo la sua baia il solo ancoraggio verame nte idoneo a ricoverare marina da gu e rra e a d ivenire una base navale sulle coste della Cirenaica. Per tale conside razione son o già stati da tempo inizia ti i lavori ed i rilievi pe r la installazio ne di due batterie da 152A e due d a 76/ 45 della R. Marina per la difesa fronte a mare 11 • Fino al 1934 nessun provvedime nto concreto e ra stato attuato p e r la difesa della Tripolitania e Cire naica in caso di conflitto contro gli eserciti francese ed inglese. Fu solo con la gu erra d'Etio pia e l'insorgere de l contrasto italo-inglese nello scacchie re me dite1nneo ed af1icano, c he le forze armate italiane d ecisero di prestare maggiore attenzio ne alle fro ntie re libiche , iniziando i primi impo1tanti lavori d i fo1t ificazio ne dell e piazze aeronavali di Bare.Ha e To bruck. L'organizzazio ne d ifensiva, studiata e p rogettata d al gen . Pietro Pinto r nel 1935 e realizzata ne l corso del 1936, rispondeva a l co ncetto d i garantire il possesso de lle impo1tanti basi sottraendole a ll'azio ne dei piccoli e medi calibri sia da l fro nte d i tetTa che dal mare, dando sicu ro app oggio a ll e unità di manovra. Nel defini re le caratte ristiche fo,tifi catoric e rano state tenute presenti le incurs ioni da parte di unit;ì meccani zzate. L'ubicazio ne di ciascun ridotto e ra stata dete rminata sfruttando iJ p iù p ossibile il tetTeno sul fronte est ed ovest, segnati da due p rofo nd i solchi dell'uadi Zeitun , me ntre e ra qu asi irrilevante lu ngo il fronte sud, ove il teTTcno era piatto e nudo. La cintura fort.ifìcata, approntata durante la guem1 italo-etiop ica ne l timo re di confro nto con la Gran Bretagna, era formata da un complesso d i o pe re disposte su d i una circonferenza, avente raggio di 15 km., con centro nel po1io, e raccordante l'uacLi 1/.entun ( verso .13ardia) all'uadi Sahcl (verso Derna). Le opere era no disp oste in d ue ordini, il secondo a rre tralo cli " AUSSME. fondo L 8, busta 188, Relaz ione sulla o rf!,a11izza z io11e d i/òtsiva della Cire11aic" , Comando Truppe dd la Cirenaica ~ Stato M,1ggìon:', 13 agosto 1926.
La JJiazzaforte di Tohruch
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500 rn. rispetto al primo e con le casematte in corrispondenza degli intervalli del primo . Le opere erano di due tipi: primo tipo nel tratto pianeggiante con 2 o 3 postazioni i.n barbetta pe r mitragliatrici ed una postazione sempre in barl>ella per cannone controcaJTo, con scavo rivestito in calcestruzzo, raccordale da carruninamcnti a ciclo scope,to e munite di ticovero alla prova dei piccoli calibri con lendine antigas. Ogn i postazione aveva delle nicchie di ricovero per uomini, munizioni e rise1ve d 'acqua , oltre ad una latrina. Il tutto era circondato da fosso antiG1n-o a pareti ve,ticali profondo circa 3 m ., largo 4 e rivestilo in calcestruzzo; secondo tipo neg li uadi in caverna con protezio ne a seconda degli spessori di roccia dai piccoli ai n1edi calibti . Ogni opera aveva da una a tre mitragliatrici e ricoveri p er il presidio. Non esisteva in questo caso fosso anticarro date le 1ip ide pareti degli uadi. Tn alcune opere, sia de lla linea esterna che dell'interna, erano stati ticavati ricoveri di maggioti dimensioni per la sistemazione di personale e per raccogliere gli o rgani comando di settore e di sollosellore. In zona an-etrata l'organizzazione era completata da postazioni allo scoperto per numerose batterie d'a1tiglieria campale con annessi ricoveri e rise1velle munizioni. 11 progetto prevedeva che il fronte delle opere del primo ordine fosse 111unilo di reticolato del tipo a siepe trapezoidale di m. 7,5 e di fosso anticaJTo cominuo a sezione u·apezoidale largo 6 m. e profondo al massimo 3,5 m. Nel corso di una ispezione condolla in Libia nella primavera del 1937 il Capo di Stato Maggiore Generale, maresciallo d' Italia Pie tro Radoglio, g iudicò positivamente la sistema zione difensiva a ll a frontiera orientale, in pa tticolare quella delle piazzeforti di JJarclia e cli Tobruch. "L'impressione c he ne ho ripottata è o ttima . A mio avviso le due organizzazio ni sono b e n concep ite ne lle linee gene rali, e gli eleme nti clilcnsivi ben studiati e ben adattati al terreno" 111 • Gli unici rilievi mossi d a Uadoglio rigu ardarono la ma ncanza di sufficie nti risorse idriche, che costringeva no il rifornime nto d 'acqua con navi cisterna dal porlo di Derna e la necessità di m eglio mascherare la batteria d 'artiglie ria Danduiu da 149 de lla Regia Marina. Balbo s i impegnò a migliorare il servizio idrico con l'impianto, in aggiunta ai distillatori mobili, di du e distillatori fissi e l'ampliamento dell 'acquedotto provenie nte dai pozzi de llo u adi Sahel che a limentava tre cisterne. 13a lbo rife rì a nc he di trivell azio ni in corso di un pozzo artesiano e dello studio d i un nuovo acqu e dotto provenie nte da De rna, ritenuto però mo lto o neroso dal punto cli vista economico ed eccessivamente vulnera bile in caso d i guerra ,v_ Nell 'ottobre 1938 Balbo propose la costituzione di un apposito coma ndo d i piazzafotte retto da un generale d i brigala e
111 Al JSSMF., fondo L-8, husla 188, prume;:111oria d el 3 maggio 1937 dd marcsci~llo d"ll:ili:1 l'ictro l\adoglio al governalore ge;:ne;:ralt: ddla Libia, maresciallo dell'aria Italo Balbo. "i\USSME , fondo L-8, busta 188, foglio n. 2(Ì3 in data 18 m;1ggìo 19.~7. Sistemaz i011e difi,11sit•a d eHe Jinntier<' t'SI f'd ot·est della l.thta, Coverno della Lil>ia - Gabù1<c:t10 militare cli S.E. il (jovernatorc C.c11<'rnl<'.
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ll confmc hbico-cg,z,ano con le pia:,z.1 fo t11 et, T ob rnc h e l~arct,a c cl ,t rc 11co lato 11:11,ano eia C 1arah11h a SoHu rn.
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Piazza.forte di Tobruch
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L1 baia di Tohrnc h.
posto a lle d irette dipende nze del XXI Corpo d 'Armaci schierato in Cirenaica. I compiti, a caratterizzazio ne inte rforze, c he a vrebbero dovuto essere affidali a l nuovo co mando e rano i seguenti: "difesa della piazza, compresa que lla costiera e que lla controaerea, ed impiego di tutte le forze del presidio, terrestri , marittime ed aeree, con esclusio ne di quel le mobili , d estina le ad operazion i fu ori la cinta fo1tifica la " v_ La proposta non fu inizialm ente accellata dai vertic i milita ri di Ro ma che acconsentirono soltanto l'impiego di un ufficia le genera le inca ricato d e llo studio delle predisposizio n i pe r migliorare l'effic ie nza d ifens iva della piazzaforte di To bruch v,_ Nell 'aprile 1939 Balbo ric hiese cons is te nti fondi econo mici per irrobustire l'organizzazione difensiva e poten ziare i re parti de lla G uardia alla f'ronti e ra d e lla front ie ra libica oriental e. Nel giug no del 1939 la difesa controaera e costie ra della piazza d i ' l'obruc h , a ffidate e ntrambe alla Regia Marina, po teva conta re s u 3 b atterie di canno ni a ntinave da 149/47, /i batterie di canno ni da 102/35 e 1 di pezzi da 76/ 40 (me tà d ei quali a doppio impiego), un'arma pe r il tiro illumina nte da 120/ 40, oltre a 27
' AUSSME, fo ndo N 1/11 , busta 1022, fogl io n. 730, in data 1/4 ouobre 1938, Gonumdi di piazza -
jcme e di base, Com ando Supe rior<' Fo rze Armate Africa SellenLrionale - Stato Maggiore. "AUSSME, loglio in data 3 marzo 19.~9 del Sottosegretario di Stato al Ministero de lla G ucrm inviato a l maresciallo de ll'aria ilalbu. li gene rale Pa rian i ritìutò la rich icst;1 di materiale di canceUeria e di macchine da scrivere pe r i ·costituendi comandi di piaZ?~1fortc e di base".
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Tiziana Furlan
mitragliere controaeree di vario calibro. Pur ritenute sufficienti tali difese, la Regia Marina aveva l'inte nzione di potenziare lo schieramento de lle artigl ierie con una ulte riore ba tteria da 76/40 e d una d a 305/ 42 \1 1• Nell 'immine n za d e llo scoppio del conflitto mo ndiale, Badoglio, reduce d a un col loquio con Mussolini c he prevedeva l'invasione tedesca de lla Polon ia a breve scadenza, informò i capi di stato maggiore di forza armata delle sue preoccupazio ni sull 'efficienza d e lle difese in Libia d ove " il nostro apprestamento militare è in notevole ritardo me ntre p roprio in detto scacchiere che da tutte le in formazion i ri su lte re bbe che s i produca il più viole nto sforzo avve rsario. Il Ouce ha convenuto in ciò ed ha definito la situazio ne in Libi a veramente precaria" v rn _ Nel settembre 1939 nadoglio svolse così un nuovo g iro d 'isp ezione in Libia pe r s incerarsi dell'organizzazione difensiva della colonia. Così si espresse riguardo la c inta fortificata di Tobruch: Le opere di Tobruch hanno uno sviluppo p e rime trico di circa 50 km . e la loro clisloca'.lion e s ul terreno è stata studiata in modo da proteggere la rada ddl'a '.lione dei mcdi calib ri. La cinta fortificata è: costituita da una duplice serie di piccoli ridotti , le cui dista nze, in senso periferico e in senso radiale, sono tali da assicurare fra le a nni automatiche , incroci e sovrappos izio ni cli fuoco. La duplice serie dei ridotti delimita una fascia profonda oltre liOO metri . Le opere (circa 121) sono di due tipi (uno per terreno piano e l'altro per terreno in pendenza con postazioni in caverna). Mancano le armi anticarro ve re e pro prie, pe r o ra sostituite con armi va rie. La difesa costiera e controacrea è a ffidata a lla K. Marina che vera me nte ha costruito lavori poderosi (batterie in caverna, deposi ti , ricoveri vari , ecc.). Le batterie a terra della Marina sono integrate da qu e lle della San Giorgio ancorata in rada. Le risorse idrich e natura li della piazza sono scarse e rap presentate da qL1cllc fornite dall'u adi Sahcl. Esse vengono ora utilizzate me diante un impianto che h a la capacità di circa 75 mc. giornalieri che sarà pe rò a umentata con miglio ramenti dell'acquedo tto e con serbatoi cli attingimento. Esistono però impianti cli distilla:,:ione (dei quali uno in fun'.lione) in modo da portare la dis p o nibilità gio rnaliera a 775 m c. : q uantitativo s ufficie nte ai b isogni d elle truppe che potranno essere radunate nella piazza per necessità operative. l. .. J Nel complesso anche le d ifese d e lla piaaa di Tobruch sono gi::ì in grad o cli permettere una seria difesa e sono in via di pe rfe'.lionamento sia p e r quanto rigua rda la loro d licien'.la difensiva vera e propria sia per quanto concerne i servi'.li LX_ "' AUSSME, fondu li-1 , uus la 4, Aspe/li pitì imµurltmli della EJ/{icienz a bellica dell 'A frica Sel/enlriunale, in dala 9 giugno 1939, Governo Ge11erale della Libia - Comando Superiore Fori.e Annate Africa Sellenlrio nale. "" AUSSME, fondo N 1/ 11, busta 1160, tog lio n. 1625 in data 17 agosto 1939, Dimtti/Je di camltere ope mti//0 in dipende11z a della situaziune internaz ionale, Ufficio di S.E. il 0 1po di St,llo M,1ggiorc Gcncr;1lc. " AlJSSME, fondo N-1/ 11, busta U37, promemoria per il D uce, l'reµaraz iurtl" mili/are e culu11izz az iu11e in Libi", 25 selle n1bre 1939, Minis tero dell"Africa Jl; diam1.
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La Piazzajòtte di Tohntcb - - - -- -- - - -- - - -- - -
PIAZZA di TOBRUK !1,1f'tl
l•i.f..HrL'i 1erm "'
a,,/r~le /~l,fonic<1
lrnpianti idrici dC'lla riazza di Tobruch.
PIAZZ_.::. di TOBRUK lml!!anti idrici
SCALA
Rete telefon ica permanente ddb piaz7,Ld i Tol>ruch
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'ftziana Furlan
A fine 1939 furono progettati dal Comando Supe riore Forze Armate Africa Selle ntrionale nuo vi lavori difensivi alla frontie ra libica o rientale . L'inte ndime nto e ra que ll o d i aggio rna re le fortifi ca zio ni di Bardia e d i Tol>ru ch c h e erano costitui te d a una linea continua ed unifo rm e di opere in scavo, con le postazio ni de lle a rmi io massima parte a ll o s coperto. I lavori prevedevano di "conferire profondità e resiste nza proporzio na te a lle pro b abili o ffese avversa rie a ttra verso a pposta m enti prote tti pe r ra ffittire a lcuni tra tti delle cinte esiste nti e confe rire a d esse maggiore robus tezza". I p roge tti defi nitivi, ch e prevedevano l'a pprofondime nto d e ll a fascia difens iva e la blinda tura d e ll e o pe re, fu rono a pprova ti n e ll 'aprile 19/iO e n el g iug no s u ccessivo s i iniz i<> il pi cch ettamento e d il tracciame nto elci lavori x_ I piani conte mpl ava no la costruz io n e di casem atte p e r a rmi a utomatiche e cann o ni controcarro p rote tte a n c he supe rio rme nte pe r resiste re agli attacchi ae re i cd al tiro d 'artiglie ria con g rana te a s h ra pnel e la creazio n e di tre capisald i arretrati . Tn a ttesa di iniz iare qu esti lavori a caratte re p e rma ne nte, s i cercò d i da re sviluppo ai lavo ri di fo rtificazio n e campa le, quali lo s tendime nto d i re ticola ti e di linee telefoni che , lo scavo di altre postazioni per m itraglia tri ce e la reali zzazione d i sbarra m e nti s trad a li . Anc he i lavori campali a comple ta m ento dell 'o rganizzazio n e d e lla fortifi ca7.io n e perma n e nte andava no a rilento no n tanto pe r m a ncanza d i ma n o c.lopera qua nto p e r scarsità <li a llre zza ture. In lug li o i lavo ri dovettero essere a ddiri ttura s o spes i p e r indis ponibilità di m a te ri a li qua li c e m ento, cord a spinosa, cora;,.zaturc , legna me, ecc . n o n giunti d a ll a ma clrc r a tria. Solo con mo lto ritard o fu iniziato lo scavo di tratti d i fossa to a nticarro, che insiem e alle m in e, costituiva il princ ipa le o stacolo a ll 'avan zata di carri a nna li pesa nti. Alla vigilia d e ll 'o ffe ns iva n e mica dd dicembre 19/i O le sis te ma zio ni d ife n sive d e ll a Libi a o rie nta le p oteva no q u in d i cons ide ra rs i cli ca ra lle re roco più c he campa le. U Coma ndo Supe rio re f orze Armale Africa Sette n trion a le ril evò, in p a rticola re, la ma ncan7.a cli un ostacolo a ntica rro con tinu o e la d e fi c ic n'.1.a d e ll'a rmame nto controcarro d e i re p arti della Gu a rd ia a lla l 1 ro ntiera x, . Ciò sebbe ne Ba d oglio a vesse espressam ente o rd in ato a Ba lbo il 19 g iugno 19110 "est indis pe nsabile ch e To bruc h sia o rgani 7.:t.ato com e ca m po trincerato et costituisca tua base s ic ura. Provvedi c on p relevam e nti d i materia le s ul resto colo nia. Ma rip e to, Tob ru c h d ev e essere assolutame nte garantito" xu_ ' AlJSSME, fon d o H-·1, bus ta IO, foglio n . 0 1/ 200870 in <lala 27 maggio 1940, Sistemaz ione difen siva. della. Lihin orientale, Gove rno Gcner:ale d ella Libia - Comando Su periore Forze Armare Africa Scue nlrionale. " AUSSME, fond o H- 1, lm~W IO, Organizza z ione difensiv<J dell'A .S., 1° giugno 1940, Comando Superiore ForLe Arma le Africa Sellcntrionalc . ' " /\TJSSMI-:, f'o11do N 1/ 11, bu:;ta 11 60, d is paccio trasm ess o il ·19 g iugno 1940 <.bi Capo di Stato Maggiore Ccncralc, m:1rcscia llo d 'Italia Badoglio dircuu al m aresciallo dell 'Aria Balbo.
La Piazzaforte di 'J'obruch -
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3. La preparazione alla vigilia della controffensiva britannica A fine 1910 le strutture difensive di Tohruck, approntate dal genio militare sollo la direzio ne cie l gen. Ugo lluo ncompagni, comprendevano un fronte a te rra , un fronte a mare e la difesa controaere i. Le ultime due erano affidate alla Marina, che vi provvedeva con 7 b atterie costiere (Be/lotti e Grasso - 4 pe:r.1.i Skoda da 149/47, Tortora e /Jejad - 6 pezzi da 102/ 35, Topo e Tonno - 6 p ezzi da 76/40, Dandolo - 1 p ezzi da 149/ 47) e la RN. San GiurRiO utili:a.ata quale b atteria galleggiante (con 4 cannoni da 254/ 45, 8 d a 190/45, 10 cannoni da 100/ 47) xi". Alcune batterie costiere concorrevano alla d ifesa controaerei, o ltre che con l'armamento secon dario costituito da 2 m itragliere da 40/ 39, 3 binate nreda da 37/ 54, 18 da 20/65, 8 da 13,2 mm s ingole e binate e 24 fucili m itragliatori, anche con i pezzi principali da 149/17, 102/ 35 e 76/ 40. Il fro nte a terra e ra o rganizzato su una zona di dilc:sa p erime trale ed una zona cli schieramento delle a rtig lie rie. La prima si svolgeva, pressoché a semicerchio, attorno alla base navale , d a llo uadi Zeilun, ad est, a ll 'uadi es Sahcl, ad ovest. La fascia perimetra le si este ndeva per circa 50 km. , e, ad eccezione delle due estremità che s i appoggiavano per circa 3-4 km agl i uadi predetti, si sviluppava completamente in terre no pianeggiante e scoperto, senza appigli lattici di sorta. Era costituita da una doppia linea di postazioni inte rvallate di 500600 m ., disposte a scacchie re, per appoggiarsi reciprocamente con fuoco incrociato; la <listanl.a tra le due linee e ra di circa 500 m. Le opere erano di due tipi fondamentali : con due postazio ni (in caverna e allo scope rto) pe r mitragliatrici Schwarzlose, oppure con una o due p ostazio ni per mitragliatrice Schwarzlosc cd una postazione per cannone controca rri (anche queste in caverna o allo scope ,to) . Delle 144 opere dell' inte ra cinta fortifi cata solo una venti na avevano le postazioni per le armi in caverna ed e ra no localizzate lungo gli uadi Zeitu n e d es Sahcl. lnoltre, solo una quarantina di opere di prima linea erano munite di arma controcarri. Le postazio ni allo scoperto per mitragliatric i erano in pozzo, a livello del te rre no; q ue lle , pure allo scoperto, p e r p ezzo controca rri erano a ffondate nel terreno solo pe r qualche d ecina d i centimetri. Il se ttore di tiro pe r le armi allo scope,to era d i 360°, quello delle armi in caverna da 60° a 120°. Nell'interno di ogn i opera esisteva un ricovero con accesso in p ozzo, prote tto contro il tiro di artiglieria d i medio calibro; ricovero e postazioni eran o uniti da un camminamento in patte protetto da una leggera soletta di calcestruzzo. Tutte le opere di prima linea della zona pianeggiante erano c ircondate d a un fosso anticarro , continuo ad ellisse, largo circa 3 m. e profondo circa 1,5 rn . con pareti e fondo in calcestruzzo, posto a circa 25-30 m. dalle postazioni delle armi. Tale ostacolo era diretto princ ipal"'" Pc.r l' impiego a Tobruch d el "San Giorg io ' v<ls. l{ivista Storia M ilitare n .63, pagg.18-27.
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'/'iziana 1:urlan
mente contro l'azione di schiacciamen ro de i carri armati. Le o p ere e rano collegate tra loro e con i comandi retrostanti da una fitta re te te le fonica aerea s u palificazio ne a carattere permanente e da varie camionabili e piste di comunicaz ion e. Le opere erano numerate: da R.1 a R.79 dal Kas cl Meda uuar alla camionabile per Uardia; - d a Z.78 a Z .101 dalla camio n abile predetta alla foce d e llo 1/.eitun: - da S. 1 a S.43 dal Ras e l Mcdauuar alla foce del Sabei. I numeri dispari individuavano le opere di prima linea c d i numeri pari que ll e di seconda linea. Le opere in numero vario, d a 6 a 12, e rano raggruppate in 16 capisa ldi : raggrup pame nto ris po nde nte, sp ecie nella zona pianeggiante, pil'1 ad una necessità o rganico -tattica ch e a d una individualità to pografica e fortificat o ria. L'intero fro nte e ra suddiviso in due settori : orie ntale ed occidentale, da una linea immaginaria che partendo poco ad occide nte dal bivio per El Adem, passava tra le opere R.34 e R.36 di seconda linea e le opere R.35 ed R.37 di prima linea. 11 settore orientale , pe1tanto, veni va ad abbracciare le principali comunicazio ni d a est e da sud, e , cioè , da nardia e da Bir el Gobi. La zona d i schieramento de lle artiglierie comprendeva una serie di postazioni in barbetta per batterie di piccolo e medio calibro, con ricoveri rer i .serventi, e riservette munizioni leggermente blindate, oltre ad una fitta rete di osservatori, lungo l' intera fronte, rialzati .sul terreno del tipo a coffa, su pali di legno o di ferro. Comrletava l'organi zzazione d el fronte a terra un articolato impianto idrico costituito d a 2 sorgenti con s tazione di pompaggio, 2 distillatori , 12 serbatoi interrati , 7 impia nti di distribuzione ed una vasta rele di ,tc4uec.lotti. Mentre le difese a mare erano rite nute di efficienza adeguata all'impo rlanza della base navale x,v, il fro nte a terra presentava diverse lac une: mancanza di po.stazioni di tiro p rotette per mitragliatrici e cannoni a prova di schegge e fuoco di armi leggere; assenza di una .seconda linea difens iva arretrata; ma ncanza di ricoveri protetti per le .sedi dei comandi, le trup pe di rincalzo ed i principali de positi (fatta eccezion e dei 2 depositi munizioni in caverna di Sidi Mahrnuc.l e d ell'ex Forte Solaro); mancanza di un reticolato e di un fosso anticarro con tinuo lungo l'inte ro arco de lla cinta fortificata (progettato e tracciato in g ran r atte, era in corso di costruz ione soltanto lungo i tratti a cavallo delle rrincipali provenie n ze da est e d a s ud); e.strema vulnerabilità delle linee di comunica7.ione a filo . A fine aprile 1940 aveva avuto il via un progetto di rafforzamento delle difese passive d elle basi d i 'J'obruch e di Barc.lia, con il ricorso ad uno stan:.darnento di 280 milion i, che preved eva : la recin zione del pe rimetro e di ciascun capo.sa ldo con un d oppio ordine di re ticolati ; la costrn zione di un fosso a nticarro continuo e di grado ni in roccia in corrispondenza dei tra tti estremi a ppog'"' Un'azione navale, t:llelluata dal nemico nei primiss.imi g iorni de lle ustilil,ì, venne rintu zzata ,, r<'spinrn senza che l a piazzafrn1e subisse né perdile né' danni . Altro attacco nava le, svolto dagli inglesi ne lla notte che precedette l'invP~ili111enlo lerre :;tre ad una distan za di circa 18 k,11 clal1 ~1 balleria
"Bellotti", riuscì anch'esso del
11 1ml
inc ffic:1cc.
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giati agli uadi Zeitun e Sahel; allestimento di una sL:concla linea difen siva ; ampliame nto delle opere pili importa nti e ricorso a cupole corazzate per armi automatiche xv_ Di tutto questo complesso, tu tta via, a lla data d ell'inizio delle o sti lità, p e r deficie nza cli manodopera, macchinari e materiali, non aveva avuto inizio che soltanto lo scavo del fosso anticarro continuo avanti la fascia perimetrale di difesa e la costruzione del primo reticolato avanti la stessa, limitatamente però al settore orientale. Inoltre, la difesa controae re i concentrata a protezione della base navale, lasciava indifesi m olti obiettivi te rrestri come la zona di schieramento delle aitiglierie e quella d e i servizi. Nella piazzaforte erano ubicate inizialmente 2 strisce d 'atterraggio , salite a 4 nel corso delle o pe razioni (T.2, T.2 bis, 'l'.S, El Adem). Nel giugno 1940 comandava la piazzaforte il generale della Guardia alla Frontiera Omherto Barbc ris >-'VI _ Le sue attrib uzioni e rano però limitate all 'organizzazione e difesa del fronte a terra , mentre fro nte a te rra e difesa controaerea fa cevano cap o a ll 'ammiraglio comanda nte la base navale. Le unità aeronautiche , di
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Siluazio11e diknsiva scmip<'rma ncnle di Touruc h.
" Vari e decin e dì ('11po lc melallid1e µcr mitragli:i tri('i Schwarzliise era110 già state insrn llatc nelle fortifica zio ni 1x-rm ;1ne n1i di Tripoli e Zuara . "' li genera le l lmhcrto llarberis, nato il 20 novembre 188'5, no111i11ato u!Hci,ile ne-I 1907, ha preso µa,te alb grnn<l<' guerra, alla con4uista d ell 'Et iopi:1 cd al secondo conllitto mondìal<'. E' staio insignito d elle seguenti o n orificenze e ricompense: medaglia d'arge1110 al valore miJitarc, 2 medaglie di I non zo al valun: 111ilita1c, ufficiale di g ran c roce dell'ordint' d<:i sa nti Ma uriz io e
di gran croce dell'ord ine della Coro11a d ' Italia.
Lazzaro, c<..H1111H·rHl:iture
174
Tiziana Furlan
Scicchiere libico egiziano. Situazione delle forze italiane a lla sera del 30 settembre 1940.
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q ualsiasi s p e cie, dipend evano u nicame nte dal comandante aeronautico della Libia orientale. La caccia, tuttavia, partecipava alla difesa a ttiva del cielo di Tobruch per iniziativa dei comandi aeron a utici in posto ed in base ad intese e d accordi d i massima con gli a ltri comandi te rrestri e navali della pi azzaforte. I re pa rti del Regio Esercito dislocati era no rappresenta ti dal XXXT e XXXII settore G.A.F., dal 3 1° e 32° Reggimento Artiglieria G .A.F. con 7 gruppi d a 77/ 28, 105/ 28 , 149/ 35, 120/ 25 xv" e dal XXXI Reparto Misto del Genio G.A..F. Il personale era costituito da ric hiamati da l con gedo affluiti in Libia nel maggio 1940. Mancavano com ple tamente i cannon i controcarri, me ntre per la scarsità di forze di fanteria da ad ibire a riserva mo bile , il comando della 10" Armata fu costretto a distaccare a To bruch 3 13attaglioni Camice Nere. Il 16 g iug no 1940, in seguito a ll a intraprendente capacit;,ì offen s iva ma nifestata dai re p arti motocorazzati inglesi, il coma ndo della 10a Armata ordinò a lla d ivisione di fanteria Catanzaro di passare a lle dirette dipende nze del comandante della pi a7.7aforte per rinforzare la guarnig io n e p osta a difesa cli Tobruch . Fino ad agosto l'attivit~ì dei re parti dislocati n e lla pia:r.;,.aforte fu ca ratterin.ata eia continui stati di allarme per la p ossibilit;'i di inc urs ioni cli elemen ti motori1.:r.ali 11c 111ici clic coslrinsero ad impiegare g ran parre del persona le in com p iti di presid io delle opere fortificate e d in pattugliamenti fuori dal perimetro della base. I lavori di miglio rame nto e rafforzamento dell e p osizioni difensi ve e della zona dei serviz i no n poterono così prog re dire di multo, a n che per iJ trasferime nto della q uasi to talità delle imprese civ ili e de i reparti lavoratori dipe nde nti dal coma ndo genio te rritoriale di .13engasi nella zona Capuzzo - So llum - Sidi c l Barrnni per costruzioni s tradali cd im pianti id rici, in previsio ne d ella progettata offensiva verso Marsa Matrul 1. Rimasero a disposizio ne della pi an.aforte come 1nano d opera specializzata per la costruz io ne di appresta menti difensiv i le comp agnie artie ri e trasmissioni della di vis io ne Catanzaro, il re pa rto del genio G .A.F. , oltre a re p~uti di fa nte ri a e d artig lieria, c he a tu rno veni va n o impiegati per lavori di fatica, compa tibilmente con le pre mine nti esigenze di difesa e d addestra m e nto . J<urono messi in o p era tutti i materiali accantonati pe r il completamento della difesa d e lla piazzaforte: cuncerlina per la costru zione di reticolati , qu alche centina io di mine anticarro B2 e ma teriali di collegamento com e cavi e telefoni campa li. ln conseguenza dell'avanzata itali ana in te rritorio egiziano, ne ll'agosto -sette mbre 1940 il presidi o di Tohruch a ndò man mano assottigliandos i, con la partenza in s uccessione dei battaglioni CC.N., d e lla divisione Cutunz uru ridislocata in zona Gamhut - Marsa Lucch e d i buona parte delle unità d ella G.A.F. adi bito al pres idio di capisa ldi d i confine , atto rno a Sic.li el Barrani, Bug-Bug e Giarabub. Q uando il 30 sette m bre 11 ~ "'
I1 prin10 e ra un cn1rnn 1c di I un.la I ,clliu 1 auMro u11gari<.:a ùella grande guerra., menrrc gli ulri111i d ue erano pezzi ad affusto rigido.
La Piaz.za:forte di Tobruch
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1940 il comando della piazzaforte era tornato nuovam e nte nelle mani del gen. Rarhe ris, ceduto dal gen. Enrico Pilassi Mannella xv,., comandante del XXlT Corpo d 'Armata , ogni attività lavora tiva difensiva era praticame nte cessata, sia per d eficienza di materiale che di manodope ra . A que ll 'e poca i lavori di potenziamento concre tati ris ultav,100: lo stendime nto di una fascia di reticolato profonda 7-8 m. ch e contornava l'intera cin ta forLificata; la posa di alcuni campi minali in corrispondc n7.a dei tratti più impo 1tanti del p e rimetro e privi di fosso anticarro; il completamento d e lla rete dei collegamenti; lo schierame nto di gran pa rte d e i pezzi di piccolo calibro (65, 75 e 77 mm.) n elle opere avam'.ale con fLm1.ione controcarri, provvedendo all 'adattamento d e lle piazzuolc e sistenti ccl alla costru7.ione di a ltre; il riordinamento dello schieramento d elle rimane nti artig lie rie con l'in serime nto di nuovi gruppi affluiti nel fratte mpo dalla 'l'ripolitania; l'organizzazio ne d e i fuochi della fanteria e dell'artiglieria, ins<.:rc ndo queste operazioni in un organico programma di addestrame nto e cli tiri; il completamento d e lla re te di osservazione, raffitte ndo e approfondendo ciuella esiste nte; l'integrazione della difesa controae re i della Marina con rc p ~uti de l Regio Esercito giunti dall'Italia e dalla Tripo lira nia. A seguito d e ll'offensiva inglese, il 10 dicembre 19-1 0 la pia1.1/.af"orte di To bruch passò nu ovamente a l comando del XX.il Co rpo d 'Annata ; la divisione di fanteria Sirte, comandata dal gcn. Vinccn1.o De lla Mura "", venne incaricata di rinforzarne il pres idio, rnantendcnclosi però in misura d i svolgere azioni controffensive fuori dalla b ase. Il giorno segue nte il coma ndante del XXII Corpo d 'Armala gen. Pitassi Mannella ricevette l'o rdin e di ass umere di persona il comando de lla piazzaforte , alla quale veniva a ffidato il compito di "resisten za ad oltranza ", potendo fa re affidamento su tutte le unità M.V.S.N. e dell 'Esercito al mo me nto presenti a 'l'obruch e a d a ltre in corso di afflusso. Il co nce tto ""' Il gen erale di Corpo d 'Arm,Ha l'rriro Pirnssi Mannella , nalo a Cerignola (Foggia) il 31 maggi o 1882, nomi nalo sortolrnrnte di artiglieria il 7 sellemh re 1903, b a panecipato alle campagne it,dc.Hurca ( 19 11 - 19 12), it:ilo -a11st riac 1 (19 Vi-19l8), alla campagna i11 Afri ca Orientale 0935 1936) e alla Scconcb Gur rr:i Mon diale. Ha ricevulo le seguenli rico mpense al valo re m i litare: una mccl:1g lia d'argento, due medaglie di bron zo e inoltre h a otteu uto un ,1van zamen to straordinario per meriti crcczionali nel gr.ido <li colonnello. E" slato assegnato alla missione militare i1ali:in,1 d i istruzione p resso la Rcpuhh l ica dell"Equador ed ha insegnato presso le scu o le ccnrrali milirar i. Ha ri coperto ino ltre i seguen ti incarichi : coman dante d el I Cenlm con traerei , romandanl e della scuola <li Liro di arliglieria, c01 11an dante d el
3° lkggimento Aniglicria d:i ra rnrx1 gna, comandan te d'aniglieria del Il Corpo d "Annat,1 Sp ech1 le Africa 01ientalc, addc110 all'lsprnorato dell 'Arma di a1tiglieria, com ,111tb111e ddla Divisio ne di Fanteria '"Gavinana". H a inohre :1ss11nro funzioni di com andante <lei XXll Co1po d 'Armata in Africa settent rionale d ove, in Tobruch , è stato fallo prigio niero il ll gennaio 1911; è stato rimpatri;ito il 7 luglio 19/44. D al ;$ 1 m aggio 1')45 è stato collocato n ella rise1va . E' decedu10 ;'I Napoli il 29 luglio 1945. '" li generale Vi11cenzo D ella Mura , nato il ·16 g iugn o 1888, n o m i nato ufficiale nel 1909, h a parl ecipal o alla guerni di Lib ia, al primo con tli110 m o ndial<', ,il l;i con<Juisu dell' Etiopia e d alla Seco11tb Guerra Mon d iale. I l a o ttenuto le seguenti o n orificen ze e ricompense: medaglia d "argenlo al val ore: 111i li1,1n°. croci> d i g ,wrr~ ,il val o r rnilirnre, ufficiale di gr.in cr<x:e dell'o rdine dei santi M auri~.io e Lazzaro, commendatore di gran croce dell 'ordin e clell,1 Corona d ' lwlia, disti ntivo per krila i n serv izio .
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O sraco lì rassivì a rrolezìone di po~lazionc pe r a rm ,1 contr<x.1rro: rcticolmo a tranello e fossato anlicarru.
d 'azione idea to dal gen. Pitassi Ma nne lla e ra condi zionato d alla inido neità d e lle forze a dis posizio ne a condurre azioni ma n ovrate, pe r mancanza di m ezzi corazzati cd a utocarri da trasp o rto trupp e e da l ridotto tempo a disposizione pe r l'organi Z7.azio ne del la d ifesa, in q uanto no n a ppa ri va improbabile un improvviso attacco a lla pi azzaforte anche sen za un precedente investim ento ing lese cli Barclia. Il piano s i hasava essenz ia lmente su d i una difesa s ta tica imperniata su ll a capac ità di resis te n za a ternpo inde terminato d elle fort ifica%ion i p e rma ne nti app oggiate da concentrame nti di fuoco d 'artiglie ria e dall 'a ttivazio ne degli ostacoli attiv i e passivi. Data l'esiguità e lo scarso po tere offens ivo delle unità mobili d i riserva, poca fiducia veniva riposta nell 'effe ttuazio ne d i con trattacc hi d ina n1ici. Tn caso di assedio prolungato, le un ità della p iazza dovevano ma nten e re un atteggiamento aggressivo, disturbando il più p ossibile i prepa rativi ne mici con improvvise sortite. Venne deciso di adottare uno schierame nto avanzato delle a rtig lierie quasi a ri dosso de i carisa ldi avanzati, in parte pe r compensare la ridotta gittata, in pa1te pe r sviluppare il massimo volume di fuoco sul davanti della c inta forti ficata . Indipendente me nte dai piani di fu oco concordati con i comandi d e lle unità di fante ria, venne lasciata a i coma ndanti di artiglie ria la più ampia
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libe rlà di inte rvenlo, in considerazione d e lla limitata disp onibilità cli apparali radio. Al fine di ottenere il massimo rendime nto dalle azio ni di fuoco , nessuna limilazio ne venne imposta al Liro ddlc anni della fanteria , che po tevano svolgers i libe rame nte in ogni direzio ne , senza eco no mie di muniz io ni e senza timore di colpire un ità contermini o nos tri elementi già fa tti prigionieri. Ogni reparlo di second a linea dei servizi logistici, a rtig lie ria e coma ndi doveva provvedere in proprio all'autodifesa con armi automaliche, ricoveri, lrinceramenli e oslacoli, in modo da realizzare a te rgo della cinla forlificala una rele di piccoli capisaldi che riuscissero ad imbrigliare e rita rdare il più possibile la progression e avversaria all'inte rno d ella piazzafo11e. Fu imbastita una seconda posizione di resistenza a te rgo de lla zon a di schieramento delle arliglierie, lungo l'allinea me nto uad i Bejad - bivio El Ade m - q.1 44 - Pilastrino c;abr e l Ahd , avente uno sviluppo di circa 25 km, o rganizzata a capisaldi piuttosto radi, tali eia funge re eia pe rni cli m an ovra p er lo svolgim ento cli contrattacchi e per il contenimento ed isolamento di puntate avversarie che eventua lme nte fossero riuscite a penetrare nel cu ore della piazza. Utili zzando i sette carri a rm ati Ml 1/ 39 rimessi in e ffi cie nza del 4° lleggimen to Carri e le pochissime armi controaeree e controca rri (2 p lotoni canno ni da 47/ 32 e 2 batterie di mitraglie re d a 20/ 65), che s i p oteremo sottra rre all'orga nizzazione dife nsiva fissa , fu costituila una piccola unità cele re di riserva gene rale dell a piazza, e quipaggiata con 34 autocarri, alla quale era riservato il compito d e llo svolgimento di reazioni dinamic he xx . Altri provvedimenti vennero attuati per completare e mig li orare lo s tato di approntame nto d e lla p iazzafo11e: inte nsificazio ne d e lla difesa costie ra p e r pre venire eventua li o p e razioni cli sbarco in concomitan za d e ll 'attacco da pane di terra con il ricorso al XXXI Battaglione costiero libico e ad un battaglio ne cli comple me nti rinforzati con mitrag liatric i Colt eia marina; sbarrame nto degli accessi al l'abita to di To hruc h allo s co po d i p rotegge re il coma ndo della base navale eia improvvise inc ursio ni ; raffittimento e scaglio na me nto in profond ità degli osservatori , con la costruzio ne d i p osti cli osservazio ne protetti e predisp osizione di osservatori mo bili ; pe rfe zioname nto dell 'o rgani zzazio ne dei co llegamenti basata s u te lefoni , stazioni radio, staffe tte a pie di e su mo tocicl i, cani da gu e rra porta-ordin i, pis to le da segna lazio ne e razzi Camonc ini ; pote n zia me nto de ll e d ifese controaere i con l'assegn azio ne d i un grupp o di mode rni canno ni eia 75/ li6 e di batte ri e da 20/ 65 posti a protezio ne de lla l'.ona d i schieram e nto delle artiglierie; creazione di campi m inati davanti a i rratti d e ll a cinta fo ,tific ata sprovvisti di fossato anti carro, con il ricorso a 16.000 mine a pressione n2 ccl a c irca 7.000 mine Rii antiuo " L , rise1v a m o to rizz;ua d e lla pia zza , comandata dal col. Cascino e d is locaw nei pressi del c;,posald o d i El Ade m e ra composta a nche da 2 c p. be rs aglie ri m otociclisti, 2 c p. fu cilie ri del 69° Reggimento, "!. plo to ni a rtliti e 2 plotoni u1itrnglicri.
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m o a strapp o. Data la sproporzione tra sviluppo del fronte da sbarrare e quantità cli mine tipo B2 dis ponibili, si costruirono campi di una sola linea di mine in corris ponde nza dei tratti meno impo rtanti, di più linee in corrisponde n za de i tratti più importanti. Tutti i campi avevano a ll'e s tre mo una fila di mine B4 per segnalare qua lsiasi tentativo nemico di avvicinarsi ai campi stessi e ciò pe rché questi ultimi, a llestiti a ll 'estre mo dell 'unica fascia di re ticolato che s i svolgeva davanti a lle opere di p rima linea, non avevano protezione di sorta dalla parte rivolta a l n em ico. Davanti alla seconda posizione di resistenza, a cura del coma ndo del 4° Reggimento Carristi che presidiava il caposaldo di El Ade m , furon o collocate, interra te, numerose bombe d 'aereo della Regia Aeronautica, previa trasformazio ne d el funzioname nto a pressione della sp o letta xx,_ Altre predis posizio ni dife ns ive riguardarono: l'illun1inazione del terreno a nti stante la cinta fortificata con la messa in fun z io ne d i /i stazioni foto elettriche da 120 e 90 mm. de l ba ttaglione misto del genio della Div is ione Sirte xxt,; p rogettazione e predispos izio ne delle intenuzioni stradali e del bri ll amento di mine p e r l'inutilizzazio nc degli impianti idrici , infrastrutture po rtua li, depositi e magazzini; utilizza7.ione delle a rmi efficienti e riparabili esis te nti nella frazio ne magazzino di artig lie ria di To bruch p e r aumentare la disponibilità di pezzi controcarri in linea , sostituire p a rte d e lle mitragliatrici Schwarzlc)se d e lle o pe re con le riat-35 munite di munizionamento pe rforante , accrescere la d otazio ne di mitragliatri ci d e i gruppi di a rtiglieria e d e i capisaldi della seconda linea xxrn _ In questo modo fu possibile dotare di un p ezzo in fun zio n e controcarri tutte le o pere de lla cinta fortificata , con l'esclus ione dei capisaldi e stre mi appogg iati agli uadi Zeitun ed es Sahel intrans itabili a i ca rri a rmati, e quasi tutte le opere di seconda linea ( 43 canno ni da 47/ 3 2, 13 da 65/ 17, 11 da 75/27 mod.06, 10 da 77/28 , 29 da 37/40 dei carri Ml 1/ 39 interrati , 10 mitra g liere d a 20/ 6 5, 2 fuci lo ni Solothurn da 20 mm ., o ltre ad un pcz.1/.o da 76/ 40 d a marina). Dagli aere i ine ffi c ie nti a bba ndonati dalla Regia Aeronautica ne i campi di El Ade m e d i To hruc h venne ro recuperate una cinq uantina c irca di mitragli atrici 11reda-Safat calibro 7 ,7 e 12,7 nun. , utilizzate su a ffus ti di circostanza. I.a l{egia Mari na poté recuperare d ai magazzini di ' l'obruch ,/4 pezzi da 20 mm., 3 da 76/ 30 (batteria Vittoria), 2 comple ssi binati da 120/,/45, o ltre ad alcu ni cannoni da 76/ 40. ""' Furono m esse in o pe ra, s u un fro nte d i c irca 3 km., 2.200 s pezzoni d a 12 kg. ed 800 bombe da
'15 kg. lasciate, u nita me nte ad alt re bombe di vario tipo, nel d eposito munizio ni ne i pressi di 1':I Ade1 11 dai re pa rti di volo de lla Regia Ae ronautica all 'Mto de llo sgombero de lla pista pe r de ficie n za cli meZ%i di t raspo rto . ''" Mo lto sentita e rn la mancanza d i r.icchcLte illuminant i c he durnnte b g11e rm d el 19 15- 18 resero grnnde servigio. " "' Furono recupe rali in to tale: 30 fucili m itragliato ri, 254 mitrag liatrici Fiat-35, 4 1 mo rta i d :1 45 n 1n1. , 12 111ort_;.1 i <L1 8 1 111111. 22 <"<11111oni <..bi '17/ j l., un canno ne d.a 65/17 , 3 da 75/ 2.7, 1 da 77/ 2B, :', da 149/ 35, 6 obici da 100/ 17 cd uno da 149/ 12. 1
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Contribuivano alla difesa del caposaldo della seconda linea di El Adem 32 carri a rmati Ml 1/ 39 e 32 carri L3 resis i ineffic ie nti nella meccanica e per questo interrati a costituire cen tri di fuoco . Il rendimento dell'azione di fuoco dei carri in postazione fissa era condizio nato dal limitalo sellore di tiro dell'armamento principale (30° pe r il p ezzo da 37/ 40). Su ccessivamente 3 carri medi , riparati a lla meglio e messi in condizione di compiere brevi percorsi, andarono a costituire l'elemento di manovra del caposaldo pe r la conduzione di contrassalti a carattere locale. Grande attenzione venne ripos ta sull'organ izzazione del tiro d 'arliglieria e sulla manovra d e lle traie ttorie, in conside razione che gran parte delle sp e ranze di vittoria s i basavano sulla cap acità di erogazione di un n o tevole volume di fuoco. La piazza disponeva infatti di un con s iderevole numero di artiglierie a tiro curvo a nc he se per la quasi lolalità antiquate e di scarsa gillata C48 cannoni da 75/ 27 , 2 cannoni Skoda da 77/ 28, 63 o bici Skoda da 100/ 17, 16 cannoni Ansaldo/ Schneider da 105/ 28, 12 canno ni di provenienza francese de Range da 120/25 a d affusto rigido, 48 o bic i Skoda da 149/ 13, 1 obi ce ita lia no da 149/12, 11 cannoni da 149/ 35 ad a ffus lo rigido, 12 canno ni controaerei Ansaldo da 75/46, o ltre 3 cann oni ùa 76/ 30 e 1 da 120/ 45 ceduti dalla Marina). Sul davanti della cinta fortificata vennero determinati 17 tra tti di sbarramento , alla cui a zione di fuoco doveva no concorrere le artig lierie divisionali e di Corpo d 'Armata (75/27, 100/ 17, 105/28 e 149/ 13) ed il XV Gruppo Controaerei da 75/ 46. I principali Lratli su c ui indirizzare i tiri d i sbarramento vennero individ uati sul da vanti dei campi minati in corrisponde n za d ei capisaldi privi della protezione del fossato anticarro. Rench é il terreno attorno a lla piazzaforte fosse ovunque percorribile fu ori dalle strad e anche a mezzi motori'.l.'.l.ati e m eccanizzati (eccetto che in corrispondenza degli uadi), fu rono scelti ug ualme nte obiettiv i d ' inte rdi zio ne ( una trentina di ovuli) a cavallo delle principali linee d i comuni cazione con vergenti verso la cinta fortificala. Al fuoco d 'interdizio ne dovevano partecipare tutte le a rtig lie rie d ella piazzaforte, comprese varie batterie costiere e d i canno ni de ll 'incrocialo re San Gior,g io. Ciascun g ruppo, in relazio n e al s uo ragg io d 'azione, aveva un obiettivo come a2.ione normale e d uno o due o bie ttiv i eventuali o di concorso . All 'interdizione lontana dovevano provvedere solo le artiglie rie a lunga gittata della sezione Bu:ffolotti da 149/ 35, la h atle ria Nembo da 120/40 dell a Regia Marina , e la nave San Giorgio (4 pezzi da 190 mm. e 4 da 25-/4 nun. , gli allri e ra no inefficienti). Ta le azio ne di fu oco era però infi ciata dalla mancanza assoluta di osservazio ne aerea e dalla aleatorietà di quella te rrestre, dati i ridotti campi di vista e osservazione su te rre no pianeggiante. Tra 1'8 e d il 18 gennaio 1941 venne ro individuate 55 p ostazio ni nemiche d 'arliglieria, delle qua li pe rò 18, dopo una breve attività ini ziale, vennero abbandonate . In o ltre, molte balle rie a vversa rie, sfruttando appi eno la superiorità di g iLLa ta, rimasero schie ra-
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te fu ori d a lla portata c.le lle artiglie rie d ella pia zzaforte o a l limite di essa, re nde ndo spesso vana l'a zione di fuoco italian a. AJla controba tte ri a venne ro c.lestina te una batteria pe r ciascun gruppo di a ttig lieria divisiona le e di Corpo d 'Armala, o llre alle batte rie d ella G.A.F. d a 120/25 e 149/ 35, le balle rie Nembo e Be/lutti de lla Re gia Marina. D ata la difficoltà di individuare e localizzare esattame nte g li o biettivi, a nc he p e r le nu bi d i p o lvere generate dallo scoppio d e lle g ran ate, da l tiro de ll e armi e dai mc7.7.i in m ov ime n to, la contropre parazione fu organi zzata col c rite rio di ri volgere anzitu tto il tiro su o bie ttivi accertati, qua li, in o rdine d i prio rità , pos tazioni di a tt ig lieria, strade e pi ste rite nute d irettri ci p iù prob abili delle colo nne d 'attacco ne mic he, avvalla me nti più immediati alle difese este rne de lla p iazza, ido ne i ad essere sfruttati come zone d i raccolta de lle fante rie e de i carri ne mici. Al tiro d i contropre p a razio ne dire tto contro 101 o bie ttivi d oveva no p artecipa re tutte le a rtig lie rie d e ll a p ia7.7.a cli q ua lsiasi specie e ca libro. Era previsLO il concorso d elle artiglie rie di ciascu n settore a favore ciel
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La piazzafone di Tohn,ch disponeva anche cli cani <la guerr.1 per il servizio di cnll,~gamentn e di ,1lla1111c.
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Ca111111inamento nclb cinta difensiva cli Tubruch con truppe italiane.
la Piazzaforte di 'J'o bruch
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Pu.slaziout: i11 c;,tlceslruz:tu per anna auto1natica collegata ad un tratto di trincea.
V<:duta aerea cli un capo~alclo italiano. Si notano i reticob ti , i c;1111min;imcn1i
<' tr:ini <li
fossaro anticarro .
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Tiz iana Ft.trlan
settore conlermine. Nessun limite fu imposto all'azio n e d 'inizia liva dei comandanli di reparlo qua lora durante l'esecuzione d e lla contropreparazione si fossero presentati obiettivi più minacciosi. L'azione di concorso delle ballerie Le rrestri d e lla Regia Ma rina nella difesa del fronle a terra aveva fortissime limilazio ni d ovute: a llo scarso e p oco adatto munizio namento scoppianle a<l e ffetto sch egge per tiri terrestri; a llo scarso munizionamenlo perforante (1 50-200 colp i pe r batteria); a lla sistemazione dei pezzi in piazzuole circolari infossate, con g inocchie llo a livello del terreno e d orienlale prevalentemente verso la b aia di To bruch ; al te rreno adiacente alle batterie, in genere degrad ante verso il m are. Le possibilità di tiro a punlamenlo <lirello in fun:lionc c ontroc.arri d e lle b a tterie costiere erano pe rciò limilale . Il servizio sanitario de lla piazzaforte p o teva contare su: 8 o spe dali d a campo con una disponibilità di circa 1.000 posti letto, 12 autoambulanze, u na sezione di sanità, una frazione di magazzino sanitario e vari pos li di m edicazione (2 p e r ciascun sotto settore della cinta fortificata ed uno per ciascun g ruppo di a rtig lieria e caposaldo del la seconda posizione). Il servizio <li commissariato dis poneva di 2 sezion i di sussis tenza, 2 sezio ni panellieri e frazioni di magazzini viveri , vestiario, fieno , paglia e legno. li sc,v izio di artiglieria aveva dis tribuito 3 unfoc per Lulle le armi portatili e d i reparto, 10-12 bo mbe a m ano per u o mo, 1.500 colpi pe rforanti per o gni mitragli atrice Fia t rnod.35 calibro 8 mm. (oltre al munizionamento ordinario) , 800-1.000 colpi per cannone in funzione conlroca rri (da 20 , 17, 65, 75 e 77 m m) , 4 unfoc per tutte le batterie di arLiglie ria (men o quell e da 149/13 c he d isponevano di 3 unfoc). Le rimanenli m unizio ni erano ripa1tite in 8 depositi e a bordo di 16 autocarri alle dire lle dipe ndenze del coma ndo artiglie ria della piazzaforte pe r rifornime nti urgenti di colpi 75, 100, 105 e 1/49 mm . TI p arco a uto mezzi presenle a Tobruc h faceva affidame nto su un auto g ruppo del XXII Corpo d 'Armala s u 3 a uto reparti per un totale di 260 auto m ezzi (88 a utocarri p esanti, 142 leggeri e m cdi, 6 a uto ca rrcttc, 21 a uto mezzi s peciali). Altri aulomezzi e rano in dotazione a ll 'autosezione mis ta d e lla divisio ne Sirte xxiv _ Il servizio d e i trasporti dis p oneva an che d i una offic ina a uto mo bilistica Lipo B e vari de positi carb u ranti e lubrificanti. A me tà d icembre, avvenuto lo sgombero d egli aerodromi di t•:I Adem e Tobruc h e del comando Aeronautica d e lla Libia orie ntale, rimasero n e lla pi azzaforte, a diretta disposizio ne del com a nda nlc di questa: un comando b ase aerea, la 33" Squad ra del LXVU Gruppo O.A. (su 8 app arecchi CA-310 Libeccio), 5 caccia CR-42, resti del XV G ruppo d 'Assalto (3 CR-32 e 3 BA-65), 3 R0-37 bis da ricogni,oov
G li aurom r.zzi r.rano cosi ripartili: 2 auloseziuni, ognuna di 20 au tocarri, assegnate ciascu na ai
2 coma ndi <li sc,ttorc d el fron te <li Lerrn ; 34 m ezzi alla riserva celere della pia zz.1, 16 mezzi al comando artiAlicria per trasporto munizioni, 14 mezzi " d isposi,.ione del com:Jndo base navale, 30 mezzi :ti co mando Aen io, 2 autosezion i di risr.iva a disposizio ne <lei comando piazza.
La Piazzaforte di Tobrnch
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zionc. Da l 16 dicemhre al 7 gennaio anelarono perduti in azione due CA-31 O cd un C:R-42. Verso il 7 gennaio tutti gli apparecchi lasciarono la piazza. In seguito, s u richies ta del gen. Pilassi, vennero rinviati due R0-37 bis già della piazza; uno di questi, al ritorno dall'aver trasportato a Bengasi il gen. Rergonzoli xxv, venne abbattuto e sostituito da un CA-310.
4. La descrizione della battaglia dalla relazione ufficiale britannica Dopo aver facilmente sgominato i due corpi d 'armata italiani comandati dai generali Gallina e Spatocco, intorno a Sidi el Barrani nel dicembre 1940 e respinto l'invasione italia na dell'Egitto, gli inglesi intesero sfruttare il grande s uccesso ccl avanzare in territorio libico. La situazione era tulla a loro favore. La 5,! Squadra Aerea italiana era ridoua a mal partito con solo 116 velivoli efficie nti ai primi di dicembre del 1940, scesi a 80 all'inizio di gennaio. La RAF aveva conquistato la piena s upremazia aerea s ul campi di bauaglia libico-egiziano e poteva così supportare eflicacemenre con missioni di ricognizione e di appoggio al suolo le coloTlne motorizzate britanniche. Sui m ari la Marina italiana appariva completamente rinunciataria e no n inte ndeva sostenere l'azione delle forze terrestri lungo la costa. All 'opposto la Royal Navy era padrona dei mari, ben decisa ad appoggiare col tiro dei grossi calibri le truppe britanniche che avanzavano lungo la litoranea costiera. Grande affidamento era riposto sull'intervento delle artiglierie navali contro le basi italiane di Barclia e cli Tohruch per fiaccare la resistenza dei presidi cli terra e d infliggere gravi danni alle infrastrutture portuali ed a lle fortificazioni che difendevano le piazzeforti. Sul fronte terrestre g li ing lesi , grazie alle proprie forze completame nte m o torizzate , avevano avuto buon g ioco nel sopraffare uno do po l'altro i capisa ldi tenuti dalle divisioni italiane, tanto radi e dispersi nel dese rto da non potersi offrire reciproco sostegno. Gli italiani avevano lasciato l'iniziativa completamente nelle mani del n emico e, quasi privi di ricognizione aerea e terrestre a largo raggio, e rano stati sorpres i "' li genera le i\nnil>ak Be rgonzo li, nato a C;rnno hìo (Novara) nel 1884 è entralo nella S<:uola mili lare nel 1904 e nel 1906 è stato nomin,,to sotro rc nc nle d ì fan teria. Nel 1911-1912 ha pa,tecipato a lla g uerra italo-turca con il grado di te nente . Nel 1914 è sla lo nominalo capita no ed ha part ecipato a lla guerra ita lo a us tri a ca con il 18° Fante ria . È stllo lr-asferilo nel Corpo di Sla lO Maggio re nel 1917 e l':in110 successivo è s tato pro mosso m:1ggìo re. Ha assunto il grado di tenente colonnello qua le c a po d i S.M. dì una d ivis ione d'assalto nel 1919 quando è s lalu mu!Jilitatu in Tripolitania . !la partecipato ino ltre alb ca mpagna italo-etiopica crn, il grado cli ge nerale di brigata rnc nrrc nel 19.'$7 è~ s lalo pro111osso gcncr-,1le di divisione in occasio ne della g ue rra d i Spag M . Fino allo scoppio della Seconda G uerra Mondiale ha ricoperto vari incarichi sia presso il Ministero della C.11crra c he presso il coma ndo dì g ran d ì unilà. Nel 1940 ha a~unlo il coma ndo di un Corpo d 'Armata in Africa Seuenlrionale ed è stato l;1t10 prigioniero d:ig li inglesi ne l ·19,1 1. È stato rimpatriato ne l 1946. In seguito è st:-110 <"olloc1to ne lb riserva e s11cccs.~ivam e nte in congedo assoluto. È d eceduto a Ca,rnobio il .~ I lnglìo 1974.
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Tiziana Furlan
Fo to a<.:rea inglese dcli;, hJia di Tobruch.
dalla grande mobilità e velocità dei re parti britannici. Questi aveva no saputo sfruttare sapientemente i p ropri mezzi corazzati pesanti a ppoggiati da pre cisi inte rventi d 'artig li eria per a nnientare le posi7.ioni difensive italia ne che non disponevano di e ffi caci armi controcarro. Lo scarso addestrame nto de i reparti ita lia ni a fronteggiare l'attacco di masse d i me7.zi corazzati fece il resto. Ciò e bbe un grave impallo s ul mora le delle truppe italia ne ch e cominciarono a rite ne re quasi invulnerabili i mezz i corazzati n emici, quando invece, fatta eccezione per i carri da fanteria Matilda, e rano prote tti da corazzature di scarso spessore e facilmente perforabi li dal fuoco d 'artiglieria. on m ancarono resiste nze anche accanite , ma le divisioni libiche, di camicie nere e di fanteria no n seppero infliggere a l ne mico che lievi perdite , fine ndo in gran parte catturate ,xv,_ Gli ing lesi, così, con le proprie forze a ncora largam e nte efficienti e fidando sulla v icina base logistica di Marsa Matruh , sfruttarono l'occas ione cd " "' Ndl:i battaglia d i Sidi el ilarn111i del dice mbre 19/40 andarono perdute la 111 e la 211 Div is ione libica, la Divisione c ,m,c,c ne re 3 gen naio, la Divisio ne "Catanzaro", oltre al Kaggruppa111e 11to libi<.:o "Male ni" e re pa11i d i supprnio del XXI Corpo <lAn11ata.
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La Piazzaforte di 'J bbruch - - - -- - - -- - - -- - --
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... Serbatoio di carhur.rnle <lo1xi l'in<.:ell<lio
mlZlarono a d ilagare in Cire naica. Il primo o bie llivo fu Uardia difesa da ben quattro divisioni di fanteria italiana o ltre a va rie unità di supporto xxv". In tre gio rni di combattime nti la 7a Divisione Corazzata inglese e la 6" di fanteria au stralia na e bbero la meglio sui difensori. Il facile s uccesso galvani7.ZÒ a ncor più i britannici che ormai e rano padroni del campo di battaglia e li spinse ad osare a ncor più. Il servizio informazioni inglese, infatti, sapeva che a disposizione del gene rale Grazia ni in Cirenaica non e rano rimaste c he p oche forze: una brigata corazzata nella zona di El Mechili, la divisio ne "Sirte" a Tobruch" e la divisione "Sa bratha " ancora più ad ovest. Il coma nda nte inglese, generale Wavell, d ecise, quindi, di procedere immediatamente su To bruch prima an cora ch e venisse u ltimato il rastre llame nto di Ila rdia . I britannici no n volevano evidentemente dare respiro al nemico, decisi ad a pprofittare dell'occasione favorevole che li s i p resenta va per batte re definitivame nte le residu e forze italiane della 10a Armata. Perciò il mattino del 5 gennaio la 7a Brigata xxvii
Si tratta va delle divisioni ''Marn1arica , "Cirene", "23 rnarLo", '"28 ollol>n:", u llre a re p~11ti dcll.:1
Guardia all;i Frnnti('ra
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superstiti della Divisione "Catanzaro".
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'Pizia na Furlan
Fossato anticarro antistante l'opcr:1 f!5.
Pmr11gli:1 inglese isrcziona un tratto di fossato :111tic1rro.
T,u Piuzzuji!rle di Tohmch
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Corazzata si mise in movime nto e d il giorno s uccessivo bloccò Tobruch da ovest. TI 7 dicembre a rriva rono le altre brigate della 73 Divisione Corazzata e della 6'1 Australiana. TI cerc hio s i e ra così stre tto into rno a Tobruc h e la .sorte del presidio segnata. Com e e ra infatti p e nsabile c he una sola divis ione rinforzata potesse fe rmare le stesse forze ne mi che c he p ochi giorni addietro avevano sconfitto in analoghe circosta nze b e n quattro divisioni? TI comando supe riore italia no appariva poi come paralizzato, incapace d i riave rsi dall a .sorp resa generata da una serie così ra pida c d inaspettata d i sconfitte. Il serv i7.io informa7.ioni italia no aveva completamente fallito la stim a delle forze ne mic he a disposizione degli ing lesi, o ltre a no n in fo rma re i repa rti schie rati in Africa settentrio nale della minaccia costitu ita dai nuo vi carri da fanteria britannici tipo Matilda e dai carri incrociatori, ch e avevano avuto il b,1ttesimo del fuoco già alc uni mesi prima sul fronte francese contro i tedeschi. Sia il Sl M che l' U1Iicio informa,-.ioni della 10~ Annata avevano largamente sovrastimato le forze nemiche , che in rea ltà erano costituite da un solo corpo d'armata. Graziani, che già poteva co ntare s u forze orrna i es ig ue, fu ind otto, così, a no n ma nd a re reparti in aiuto all a g u a rnig ione di Tohrnch. TI presidio h1 lasciato a ll a me rcé degli ing lesi che e bbero tutto il te mpo d i studiare il pia no d 'attacco ritenuto più ido n eo. Senza essere impens ie rito né dall'aria, n é dal mare, né da te rra , il com ando b ritannico poté concentrare tutte le proprie forze contro le difese d i ·robruch . Il 9 genn a io Cra z iani di r,1mò le diretti ve p e r la cond uz io n e d i una b attaglia d 'arresto s ulla linea Derna -ilerta - El Mechili , implicitamente dando p er perduta anche Tobruch , c ui rimane va solo il compito di g uadagnare q ualc he te rn po. li 10 genna io il gen. Pitassi Mannella, con siderata l'imposs ibil ità cli ricevere qua ls iasi aiuto da te rra , fece sa ltare i ponti di Sicli Da ud s ulla s t rada per ilardia e s ull 'uadi es Sahcl s ulla stra da per D e rm1. Le forze britannich e impegnate ncll'allacco a Tobruc h eran o incentrate su l X III Corpo d 'Armata struttu rato s u : 7·' Divisione Corazzata (11 ° Reggime nto '·Ussari", IV Brigata Corazzala, VII Brigata Corazzata, gruppo d i sostegno, unità di visiona li e di rinfo rzo); su lla 6- Di vis ione di Fa nte ria Au s traliana (XVI Brigata Fante ria , XVI I B rigala Fanteria, IXX Brigala Fante ria , 6° Reggimento Cavalleria , 1°, 2°, 3° Reggimento Ar tiglie ria Ca mpale, unità minori divisionali, I Btg. Royal Nurlhumberland Fusiliers, I 13tg. Cheshire Re~imenl, 7° Reggimento Carri, 104° Artiglieria a cavallo, 51 ° Artiglieria Campale, 64° e 7° Artiglieria Pesante Camp ale, unità minori di rinforzo); suppotti di Corpo d 'Armata (qu asi tutti decentrati); contingente R.A .F per cooperazione con l'esercito (Lre squadriglie). 1
1_%
'J'iziunu Fur!an
La seguente descrizione della hattaglia di Tobruch è tratta dalla relazione ufficiale britannica.
l. ..] Non si perse tempo nel dare attuazione alle decisioni dei comandanti in capo secondo le quali , dopo l'occupazione di lsardia , si doveva continuare l'avanzata verso Tobruc h. Al mattino del 5 gennaio, prima che la resistenza delle truppe di Bardia fosse completam e nte cessata, la Vll Brigat-1 Corazzata era in movimento ad ovest di El Adem e il giorno s uccessivo conduceva un'operazione per isolare Tobruch. La XTX Brigata australiana lasciò Rare.Ha la sera del 6 dicemhre e durante la mattinata del giorno s uccessivo entrò in contatto col settore orientale de ll 'organizzazione difensiva di Tobruch. La XVI Brigata avanzava alla sua s inistra; la IV Brigata Corazzata ampliò l'investimento delle difese ad occidente, mentre il Su.ppurt Grou.p bloccava le vie di ripiegamento ad ovest. Nel contempo, la VII Brigata Corazzata avanzava an cora più ad occidente. I sopraddetti movimenti non incontraro no quas i nessuna opposizione. L'offe nsiva condotta dalle forze aeree e l'avanzata d e lle forze terrestri avevano quasi completame nte disorganizzato le forze aeree italiane. Molti aerei erano stati distrutti, i princ ipali aeroporti e le officine di riparazioni in Cirenaica e ra no stati occupati e gli italiani incontravano grandi difficolt.:.ì nel conduJTc operazioni coi restanti apparecchi. Secondo il Generale Graziani, la 5" Squadra Ae rea il 5 gennaio disponeva solo di 11 9 aerei, la metà dei quali e ra costituita da caccia. Ma subito dopo l'investimento di Tobruch, g li italia ni abbandonarono l'aeroporto di Derna e conseguentemente i loro caccia furono costre tti ad avvalers i dell'aeroporto di Marana , a 170 miglia invece di 90 e non potevano perciò rispondere a lle molte richieste di appoggio aereo d elle truppe di Tobruch. Intanto il comando dello Stormo n. 202 s i era spostato a Sollurn, i gruppi di bo mba rdieri e <li caccia erano nella zona di Bardia-Sollum , cosicché si trovavano in buo na posizione pe r continuare l'offensiva. Nel contesto cli questa situazione favorevole devono essere esaminate le ric hieste d e lla campagna greca, l'effetto dell e q ua li s ulla Forza Aerea del deserto occidentale fu cli sottrarre ad essa un g ruppo <li Gladiator e uno di nlenheim. Tenuto conto della d ebolezza dell e forze aeree italiane, questi trasferimenti erano s piacevoli ma non disastrosi; essi però e rano un po' preoccupanti in quel m o mento p oich é era ormai cetto ch e la Lujiwajfe si stesse organizzando in Sicilia e ci si poteva aspettare che avrebbe aiutato gli ita liani in Libia in breve te mpo. La forza degli italiani a Tobruc h era ormai conosciuta con una cert-1 p recisio ne . La guarnigione era comandata dal gene ra le Pitassi Manne lla , comandante del XXII Corpo d ' Armata e consisteva dell a 61 • Divisio ne Sirte e cli un certo numero di GUTi medi e leggeri, ragg,uppati in due batt-1g lio ni. In totale, si trattava complessivamente di 25.000 uomini e p iù di 200
la Piazzaforte di Tohruch ~ - - --
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cannoni. Non c'erano altre for7.c p iù vicine di quelle di Derna , dove la 60" f)ivisione Sahratha era arrivata da Tripoli e una brigala corazzata, cli qualità non no ta , e ra dislocata vicino a Mec:hili. Sembrava c he Graziani non si aspettasse dalle forze di Tobruch più cli un certo guadagno di tempo per organizzare la resistenza s u un fronte fra f)e rna e Mechili e per attendere l'arrivo di a ltre forze, specie di artiglieria, c he dovevano arrivare da Tripoli. La Divisione Corazzata Ariete e la Div is ione m otorizzata Trento si stavano preparando in Italia per essere inviate a Tripoli ma non potevano arrivare in tempo pe r essere impiegate ne i combattime nti in corso. La 7" Divisione Corazzata e la 6' Divisione Austra liana, dislocate nella zona d i Tobmch, data la distanza, non poterono più appoggiarsi a i loro depos iti cam pa li dis locati, ris pettivamente a lla ridotta Capuzzo ed a Sollum. Di conseguenza, s i stavano o rganizzando due nuovi depositi campali , uno per ogni divisione (n. 10 e 11), a circa 35 miglia ad est di Tobruch . Questa volta il problema era cli far fronte ai bisogni giornalieri d elle s uddette divisioni, di ammassare i materiali di vari o gene re necessari per l'attacco e costituire riserve s ufficienti per far fronte a lle richieste fino al momento in c ui il porto di Tobruch po tesse funzionare a pieno. Ciò sig nificava un a ltro periodo di intenso lavoro per i convogli stradali nd qua le gli autocarri catturali svolgevano una parte importante. Cio no nostante, i trasporti passarono da una crisi locale a ll'a ltra. Un giorno si trattava cli carburante pe r l'aviazio ne, un altro, di razioni viveri. Le p eggio ri preoccupazio ni e rano d ovute alle tempeste di sabbia che sconvolgevano ogni calcolo ; un convoglio stradale che traspo11,ava cinque giorni di rifornimenti a lla 7a f)ivis ione Corazzata , si perse in una tempesta di sabbia per quattro gio rni. T rifornimenti idrici, come sempre, costituivano un g rave proble m a e l'acqua, al principio, dovette essere trasportata daJJa rido tta Capu7.7.0 per rie mpire le cisterne a Gambut; ancora una volta la raz ione d 'acqua dovette essere ridotta a mezzo gallone al giorno. Lo scavalcamento dei depositi campa li in modo tale che una d iv is io ne ne avesse uno a portata dei propri mezzi di trasporto aveva risposto alle aspettative. I d epositi campali s i trasformarono success ivamente in un o rganismo assai più complesso denominato "Centro Logistico Campa le " (Field Maintenance Centre) che e ra pra tica me nte una p iccola base avanzat,a ove si trovavano razion i v iveri, carburante , acqua e muni zio ni materia li dell'Ordnance, dei pionieri , del servizio di sanità e elci quali faceva parte un campo d i transito, un ufficio p oste militare e un campo raccolta per i prig ionieri di guerra. Questa o rganizzazio ne , nel gennaio del 19./41 , e ra a ncora ben lontana dall'essere costituita; per il momento si trattava d i vivere alla gio rna ta . A quel tempo, la principale difficoltà era quella di mettere in rcla7.ionc l'ino ltro di grandi quantità cli materiali , che in questo caso erano inviati via mare da Aless andria , co n le circostan ze sempre m utevoli della situaz ione
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Tizia/la Furlan
tallica. Finché non ci fosse stata una riserva dalla quale p oter trarre rifornimenti di piccola entità (corrispondente a una organizzazione di vendile al minuto ne l commercio civile del tempo di pace), e ra impossibile far fronte ad improvvise richieste. Una nave carica di munizioni no n serviva a nulla di fronte a rich ieste improvvise di carburante o di razioni viveri; quella nave era stata caricata a seguito di p revisioni fatte alcuni g iorni prima e non tutte le navi era no adatte per ogni specie di carico. Anche quando arrivava una nave con carico misto, alcuni repaiti potevano ab bisognare che certi articoli fossero scaricati con precedenza su a ltri, senza considerare quale e ffetto ciò potesse avere sulla utilizzazione più razionale delle navi disponibili . A Sollum, la parte dell'esercito nel fun zionamento del porto era svolta da un d istaccamento avanzato del comando del generale Wilson, principalme nte con lo scopo d i alleggerire il compito del generale O 'Connor e del suo Xl ii Corpo d 'Armata (com e venne chiamata la forza del deserto occid e nta le dopo il 19 genn a io). Però l'espe rienza dimostrò che in una situazio ne in rapida evoluzione era un inconvenie nte c he il XIII Corpo d 'Armata non avesse il controllo logistico elci porto di scarico dei rifornimen ti. Di conseguenza fu stabilito ch e quando Tobrnch fosse stata occupata il X l i i Corpo d'Armata sare bbe sta to responsabile del funziona lllento del porto al me no finché non fossero st;1ti scaricati rifornime nti suffic ie nt i per fa r fronte a nc he ad improvv ise richieste. I.e complesse relazioni fra i tre coma ndi fì1rono riesaminate e il gene rale Wavell decise di toglie re al gene rale Wi lson il controllo operativo del Xli I Corpo d 'Armata che allora p assò dire ttamente alle sue dipendcn:,,,e.
1; 1
hartc ria galleggianle "San G iorgio" dupu il sahowggio da parte ita liana.
La Piazzaf011e di 'fohruch
t•01ogr:1tb a,'.rea di Tobruch il giorno della collqui,, ta illgk~l-
Vista d el litorale della ,~rda di Tohruch dalle h;,nchin<' dd ro r1 0 .
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TI porto di Bardia no n aggiun se quasi niente a lla capacità delle "linee delle comun icazioni" ed e ra principalmente usato pe r inviare piccole navi da carico in Grecia. Sollum restava, per ogni scopo pratico, l'unico p o rto per l'alimentazione logistica delle forze brita nniche operanti in quella zona e pe rciò s i fecero sforzi notevoli per au me ntare la sua cap acità. A metà gennaio era possibile trattare circa 350 tonnellate a l giorno e alla fine del mese più d i 500. Inoltre, da questo porto partivano c irca 3.000 prigion ieri di guerra al g io rno. Ciononostante, fu necessario inviare autocolonne fino alla lontana Matruh; solo in questo modo fu possibile avere 120.000 galloni di carburante e 16.000 razio ni cli viveri per fa r fro nte acl una situazione di emergenza. 11 5 gennaio le na vi impiegate al largo della costa nordafri cana, che fino al 15 d icembre d ipendevano dal capitano cli vascello H .N.L. Walzer, fu rono ordinate in l nshore Squadron a l comando del capitano di vascello H. Hickling. Le na vi erano le segue nti : Terrur, le cannoniere Aphis, G'nat e Labybird. Tre spazzamine, quattro rimo rchi an ti-sornm, varie piccole irnlxm:azio ni , alcune delle quali di preda bellica, numerose chialle e navi per rifornime nto britanniche ed egiziane. Il capitano di vascello H. Hickling aveva un comando mobile a terra e fungeva da collegamento con l'esercito e la N.A .h: 'l'obruch aveva molh aspetti militari in comune con ilarclia. C'era lo stesso s uolo desertico pianeggiante e duro che scen deva verso la costa con una serie cli terrazze le quali, vicine alla stessa, erano profondamente intagliale da crepacci. L'organizzazione difens iva formava un grossolano semicerchio distante 8-9 miglia dalla città e dal porto con un perimetro di più d i 30 miglia. Essa consisteva in un doppio anello di centri di resistenza in cemento arrnalo, dietro un reticolalo, i quali d isponevano di o llimi campi di tiro; vi era poi un fosso anticarro, non del tutto completo, lungo il perime tro esterno. Più vicine alla città , specialme nte intorno al bivio de lle strade pe r Bar<.lia e d El Adem e pe r una certa d istanza ve rso Forte Pilastrino e Forte Solaro, vi erano altre fortificazioni che costituivano le difese inte rne. In confro nto con Bardia, Tobruch dis pone va d i me tà degli uomini pe r dife nde re un fro nte doppio, perciò si sperava che la sua occupazio ne n on dovesse presentare difficoltà. Erc1 in1portante non sprecare tempo poiché la dis ponibilità del porto di Tobruch era necessaria dal punto di vista logistico. Pe rò, a llo scopo di occupare il porto e le altre installazioni intatte, era necessario che l'attacco, una volta iniziato, venisse svilu ppato con la massima rapidità; vennero quindi portate avanti 1.000 to nne llate d i munizio ni d 'artiglieria, la maggior parte de lle quali venne trasportata via mare a Soll um. Sfortunatamente, non c'erano soluzioni alternative all'attacco sistem aticame nte organizzato perché la divisione corazzata , per quanto fosse a rrivata per prima sulla scena, non p o teva aprirs i la s trada attraverso difese ben organizzate. Lanciare la s udde tta di visione, prema turame nte, contro di esse avrebbe avuto una trascurabile probabilità Ji s uccesso ma avrebbe
La Piazza/orte di Tobrnch
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fortemente diminuito le su e possibilità come s trumento cli inseguimento. La forza oscillante d ella 7" Divisione Corazzata, c he dis poneva in quel mome nto solo di 69 carri medi e 126 carri leggeri, era già una causa di preoccupaz io ne . Due reggimenti (l' 8 ° KinP, 's Roya/ Jris h Hussar-s ccl il 6 ° Royal Tank Re,giment) furono pe rciò ritirati e i loro carri vennero imp iegati pe r integrare la forza dei restanti quattro reggin1enti. Così ricostituita, la divisione si pre parava ad avanzare fino a Dermi e a Mechili , non appena Tobruc h fosse caduta. Un'altra divisione cora zzata (la 2") era arrivata in Eg itto dall 'Tnghilterra, a nche questa composta di solo quattro reggimenti . I suoi due reggimenti di carri m edi vennero inviati in Cirenaica nei primi g iorni di febbraio per quanto essi non fossero in buone condizioni <lai punto di vista meccanico. La condotta d ell'attacco fu affidata al gene rale Mackay e il p ia no d'attacco, come in precedenti occasioni , era basato sulla necessità di a ppoggia re i carri armati pesanti tipo "T" a ffinché essi p o tessero a ttraversare la ci ntura anticarro. lJna p a rte del pe rime tro, circa 3 miglia ad est dcHa strada per El Ade m , fu scelta com e fro nte ristre tto del quale un battaglione della XVI Rrigata Fa nte ria Austra lian a doveva occupare i centri cli resistenza interni cd estern i prima dell 'alba. Attraverso questo corrido io d oveva passare il resto de lla Brigata ed il 7° Reggimento Corazzato, volgere ad est e ad ovest lungo il pe rimetro e penetrare verso 'lbbruch p e r d a re profondità a lla testa di ponte. La XVII Brigata e il Suppurt Group d ovevano effettua re azioni dimostra tive sul fronte o rientale ed occid e nta le d e l p e rimetro. l Jn importante aspetto di questo piano era la cura posta nell'indiv idu are le batterie n emiche p e r neutralizzarle durante l'attacco. Dura nte il periodo pre p a ra torio, le forze aeree furono ostacolate da tempeste di sabbia; queg li a ttacchi che poterono essere e ffettuati furono s uddivisi fra le d ifese inte rne di ' l'obruch e g li aeroporti di Be nina e di Ucrk, dove i bombardie ri ita lia ni a vevano le loro basi. Dalle ore .3.00 alle 6.00 ciel 2 1 gennaio, gli aerei Wellington dei g ruppi n. 37 e 38 bombardaro no la zona cli Tobruch copre ndo il rumore dei carri a rmati c he si riunivano e elci rep a rti di a rtig lie ria. D alla mezzan o tte a lle due del mattino il 7'error, con due cannonie re cd uno spazzamine bo mba rdarono le difese inte rne , mentre alcuni cacciatorpedinie re stavan o pronti ad intercettare l' incrociatore San Giorgio qualora avesse te nta to di u scire in ma re ap erto. Alle ore 5.40 del 2 1 genna io, il secondo b a ttaglio n e, e fficacemente appogg ia to <la ll'artiglieria, attraversò la linea di pa rtenza e iniziò l'attacco. I pionieri, ch e aveva no disattivato le trappole esplos ive ne lle prime o re de lla n o tte , tolsero le mine e aprirono dei passaggi attraverso il re ticolato e sopra i fossi anticarro. Entro un'ora, la XV I Brigata con d iciotto carri pesanti "I" e ra riuscila a pe netrare nc ll'organiZL.a7.io n c difensiva su un fronte di un miglio e pe r una profondità d i un mig lio , vincendo resistenze dw variavan o da trascurabili a ostinate. Alle o re 8.40, mentre la XV I Brigata effe ttuava azioni di rastre lla m e nto, iniziò l'avanzata verso no rd c he incon-
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trò un intenso fuoco di sbarramenlo. La principale opposizione proveniva da sinistra, dal caposaldo del b ivio delle slrade Bard ia-El Adem ed il II IJatraglione incom rava fon i resistenze da carri seminte rra ti e da m itragliatrici. 11 genera le d i brigala Roberlson decise di applicare il suo piano e alle o re 14 .00 la s ua brigala riprese l'avanzata. Ancora una volta s i incontrò debole o p posizione s ulla d estra e al centro mentre il battaglio ne sulla sinistra inconlrò una forle resislenza. Inizialmente detta u nità fu sottoposta ad un fone allacco d i selle carri medi accompagnati d a fa nte ria; il contrattacco fu arresla lo dagli auslraliani a p roggiati da d ue canno ni contro carro e da d ue carri pesanti ''I". Poi si incontrò una resisten za tenace da un altro caposa ldo vicino a Pilastrino che non poté essere d o mata fin o a ll e ore 21.30. In tanto la zona d i Solaro era stata occupata e d il comanda nte della forlezza, il gene rale Pitassi Manne lla, fu fatto prig io nie ro. Così ebbe term ine una giornata in cui si eran o real izzati notevoli su ccessi ma a prc7.1/.o di svariate r e rd ite. Il II Battaglione aveva forse incontrato le maggiori difficoltà; d alle ore 4.00 aveva ma rciato per venti mig lia supera ndo cinq ue miglia a seguito di aspri combattime nti e sube ndo una p e rdita d i 100 morti e un g ra n nume ro di feriti. l•ra l"alba cd il ti·am o nto i Blenbeim e.lei g rup pi n. 55 e 103 avevano e ffe ttuato cinq uantasei sortite contro p osizioni n e miche della d ifesa di Tobruch mentre i CJ!adiato r de l te rzo g ruppo e gli Hurricane dei g rup pi n. 73 e 274 avevano e ffettuato azio ni d i path1g lic offensive ad occide nte di To hruc h. Al cala re della notte, quasi metà della zona d ifesa e ra stata occupata ed era ormai chiaro c he la battaglia e ra stata vinta. Le colonne di fumo e d il ru more delle esplosio ni facevano cap ire che gli italiani avevano iniziato la loro opera d i d istru zione. Pe rciò , d urante la notte, il gene ra le Mackay o rdinò che al mattino su ccessivo fosse ripresa l'avanzata gen erale. Essa fu seguita da l collasso degli italiani . All 'alba il generale Della Mura, coma ndante della 61a Divis ione Sii'te, s i arrese con rarecchie migliaia d i uffi ciali e soldati al secondo ba ttaglione. li generale cli brigata Rohertson c he aveva seguito una pattuglia del 6° Reggim ento di Cavalleria Australiana fino a To h ruch , ricevette la resa clc ll 'ammiraglio Vietina e dell a g ua rnig io ne n avale. Alle ore 15.15 l'ultimo caposaldo si arrese. Nel corso dell 'ope razio ne p e r J"occupa;,.ion c di To hruch furon o l"alli circa 25.000 prigio nieri (inclusi duemila marinai) e catturati 208 canno ni da can1pagna e p esanti campa li , no nc ht~ 87 carri armati. IL to tale de lle p erdite ciel XTTT Corpo d ' Armata fu di poco s uperiore a 100, cli cui 355 e rano australiani . Era no state impartite disposi'.lioni per impossessarsi delle inslallazio ni del p 01t o il pili rapidam e nte possibile e ru un g ran sollievo constatare che le d emolizio ni e ra no quas i esclusivamente limitate ai cannon i ed a lle munizioni. Nel porto la San Giorgio era are nala e bruc iava e c 'erano molti altri rottami. Un impianto per rifornime nto carb urante alle n avi era stato distrutto. Le ba nchine e rano da nneggia le m a utilizzabili. La centrale termoele ttrica no n aveva subito danni e d isponeva di 1.000 to nnclla-
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te di carbone. Un impianto di re frigerazio ne n on aveva s ubito danni. lJn de posito di 10.000 m.c. di acqua potahile fu trovato in o ttime condizio ni e l'acqua non era staia inquinata . Lo lnshore Sq11adrun cominciò subito a svolgere il s uo compito di elimin are mine e tra ppo le esplosive e a l mattino del 24 gennaio il porto e ra pronto a ricevere navi xxv,,,_
5. Raccolta di testimonianze italiane sulla battaglia Azione svolta dalla riserva della Piazzaforte di Tobruch TI 69° Regg. Fant. della Sirte durante l'assedio di Tobruch e ra dislocato ne l modo segu ente: II e III Btg. costituivano capisaldi a rre trati del settore o rientale comandato dal gen . di div. ilarberis. Il n Btg . tra la strada d i El Adem e quella di Bardia, quest' ultima strada esclu sa; il III Btg. sbarrava la predetta strada e si estend eva verso il ma re occupando il ciglione di Sidi Mahmud. Il loro compito era di difesa ad oltranza . Sia il II che il III Btg. avevan o ava nti al loro fronte eleme nti della G.A. I•. che occupavano ca pisaldi avanzati e la cui azione e ra integ rata da gruppi di medio e grosso calibro dis locati in tutto il settore orienta le . Tl T Btg . e d il comando di regg., costituivano il nucleo princ ipale della riserva della piazza di Tobruch rinforzata d a due plotoni ardi ti, due compagnie be rsaglie ri mo tociclisti, due batterie da 20 mm. , due plotoni da /i7 e sette ca rri armati M. 11 a l m io comando . L'impiego della riserva era previsto , a seconda delle necessità, o tutta riunita o suddivisa. Pronunciatosi l'attacco, sare bbe dovuta accorre re a sostegno d i uno de i due settori, orie nta le od occid e ntale, secondo gli ordini de l comandante della piaZ'.l.a S.E. il gen. Pitassi Manne lla da cui dipendeva d irettame nte, oppu re d 'ini7.iativa. In base a questi ordini, o ltre a provvedere, med iante ricognizio ne, alla conoscenza da parte d egli ufficiali componenti la riserva, di tutto il terreno occupato ne i due settori, giornalme n te i re p~ut i svolgevano esercita'.l.in ni d 'ins ieme allo scopo di ama lgamarli e di fonderli in unico spirito pronto ad assolvere degname nte la deli cata funzio ne affidata. Il primo impiego non sme ntì tale proponime nto. Infatti , verso la me tà del m ese di gennaio, la riserva veniva impie ga ta per attaccare e le menti di esp lorazione nemici catturando tre au toblinde e vari prigio nie ri. Ottimo era il mo rale della truppa e d egli ufficiali pur difettando l'eciui paggiamento in genere , nonché pa,te del materia le be llico che appariva insufficie nte per la lo tta ch e si atte ndeva contro tru ppe nemiche ben corazzate. Te nu to conlo della particolare compos iz ione de lla riserva che d ispo neva, s ia pure in scala ridotta, d i re parti aventi ca rat-
'""' The Mediterram:an and Middle East. Volum<' r. Thc Early Successes ag;1i11s1 11:ol y (Io M;oy l <),1 I , l I kr l\fajl'sty's S1;1rioncoy Office, Londra l ')'i4.
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te ristiche be n definite e ben diverse, pre parai <lue progetti. Il primo p er l'impiego in campo aperto: formazio ne a cuneo capace di fronteggia re l' urto nemico pone ndo al vertice <ld c uneo stesso i sene carri armati intervallati dai cannoni anticarro, mentre a lle ali dis ponevo di re parti del T Rtg ., tenendo in rincalzo le due compag nie be rsaglieri. Il secondo progetto contemplava l'impiego g raduale o parziale delJa riserva e gli itinera ri d a segu ire verso l'uno o l'altro dei due settori. Lo sviluppo degli avvenimenti che seguirono p e rmise l'applicazione <lel primo progetto .
Combattimento del 21 gennaio 1941 L'attacco avversario era preannunciato p e r il 12 gennaio, pe1ta nto la riserva da quel giorno si tenne sempre pronta a pote r inte1venire sia a sostegno di uno dei settori (orie nta le od occide nta le), sia ad uscire dalle lince avanzate per svolge re azione di manovra. Dal 12 al :w gennaio quasi tutti i giorni l'artiglieria nemica, coadiuvata dalla propria aviazion e, eseguì tiri <l'inquadrame nto comple tati d a intens i bo mbardame nti da parte d egli aerei che, specialme nte di notte, integravano l'a:r.ione del fuoco. Tali azioni , di gio rno in giorno, di venivano sempre più cons istenti tanto d a far ritenere inunine nte il vero attacco. AlJe o re 3.30 de l 21 gennaio l'a,tiglie ria e l'aviazione nemiche iniziarono la loro op e ra con pa rticola re intensità sul fro nte sud <lelJa piazza . Verso le o re 7.00 no n vi e ra alcu n dubbio nel ritenere inizialo l'atlacco. Infatti i concentramenti avversari ed i bombardamenti s i s postavano sempre più a nord p e r dare la possibilità all e truppe attacca nti di procede re verso il tra tto del s istema difensivo prescelto. 11 collegamento con i comandanti d e l TI e TTI ntg. (rnagg. Maceri e tcn. col. Malecore) e ra in perfe tta efficie n za, per cui e bbi la p ossibilità di te ne rmi informa lo di quanto avveniva ne i loro capisaldi dista nti in media 2 km. dal posto di radunata della riserva s ituato 500 m . a nord-overst del bivio <li El Adem a ridosso d el primo g radone d i ' l'obruch . li ten. col. Malccore, verso le o re 5.00 di quel giorno, mi telefonava e mi riferiva che alcuni colpi di artiglieria ne mica raggiungevano il suo posto di comando sen za a rrecare danno; u gu ali comunicazio ni seguivano a brevi intervalJi <li tempo sino alJe ore 8 .30. Poco d o po, improvvisamente, mi comunicava che la situazio ne era divenuta critica. Sorpreso da questo rapido precipitare della situazio ne, g li chiesi più dettagl ia te noti7.ie; il prede tto cornan<lante affermava di esser quasi c ircondato d a fort:e preponde ranti pe rché i capisaldi avanzati, presidiati da repa1ti della G.A.F. avevano d ovuto cadere. Pur non essendo, come ho de tto, il 111 Btg. a lle mie dipe nde n ze, decisi senz'altro d i inviargli in aiuto una compagnia fucilie ri rinforzata <la una ba tte ria da 20 a l com ando del cap . Lepri. Intanto l'aviazio ne avversaria aveva individuato la 7.0na di attesa delJa riserva e cominciava a bombardarla causando perdile di pe rsonale e di a uro me7.7.i. Resosi conto della situazione,
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senza attendere o rdini, in armonia a lle direttive ricevute, d ecisi di ragg iungere, con i reparli rimanenti, un varco fra i due settori da cui avrei potuto svolgere in campo aperto la mia azio ne s ia sul fronte sia s ul fia nco nemico. Erano le 9.00 e la riserva si affacciava a q. 144 do minanle un largo tratto di terreno s uffic ie nle per rende rs i conto di ciò che avveniva in ciascu no dei due settori. Al momento in c ui g iungevo sulla quota anzidetta, un ufficiale mi consegnava un o rd ine del gen. Rarberis, comand ante del settore orientale, con cui mi annunciava che pe r ordine della piazzafo,te , la riserva passava alle s ue dipe ndenze e pertanto mi ordinava di inviargli subito una compagnia bersaglieri, mentre il rimanente delle forze doveva puntare sul fianco sinistro n emico partendo da (J. 144, ove già mi trovavo, direzione Bir um Haleiga . Inviai il cap. Graverini coi su o i bersaglieri al bivio di El Adem ove trovavasi il predetto generale, mentre avanzando provvidi a completare lo schieramenlo della riserva seguendo la direzione indicatami. Preso contatto con l'avversario mi conv insi c he i capisaldi di prima linea d el settore orienlale erano tuW caduti , mentre quelli cli seconda linea, presidiati dal II e III Blg. del mio regg. , resistevano ancora. li rinforzo del cap . Lepri, precedenlerne ntc inviato a l 111 Btg., aveva fatto in te mpo a rilardare l'a van zala dd 11c111ico 111entre la compagnia bersaglieri del cap. Graverini s i sosteneva da sola a l bivio di El Adem svolgendo aspro combattimenlo. Il grosso dell'avversario , protetto efficacemente dalle proprie artiglierie, procedeva con carri armati e con truppe a piedi contro la riserva già spiegala sull'ampia pia nu ra ad oriente d i q. 111.. Sette carri armati M. 11 dis posli a cuneo, una batteria da 20 a larghi intervalli fra i carri stessi, due compagnie f ucilicri, due plotoni arditi alle ali a loro volta rinforzati da due plotoni da 47 e d una compagnia bersaglie ri d i rincalzo su un fronte di circa 1500 m ., ini1.iarono il combattimento decisi a no n cedere a ll'urto nemico. Q ueslo primo incontro s i svolse sino alle ore 13.00 con lus inghieri ris ultali da pa rle nostra malg rado le sensibili perdite subite sp ecia lme nte nei quadri ufficiali. l due plotoni a rditi, benché decimanti , procedettero al conlrallacco ca lluranclo una ventina di prigionieri australiani con armi e munizioni. Tre carri armati nemici sostenuli <la una quarantina di !3ren gun carrien; e <la lruppc a piedi, vennero respinli con gravi perdite. Inutilizzati i carri armali che spintisi a circa 200 m. costituirono facile be rsaglio a lle nostre lru ppe : <lue <li essi bruc iarono con lullo l'equipaggio. Intanto a lcuni capisaldi del II e <lei lll Iltg. , d is locali come ho eletto nel settore orientale, venivano aulornalicarnentc a sostituire il prolungamento arretrato della rise rva garantendone l'estrema sin islra : siluazio n e che mi permise di riavere alle mie dipende nze lullu il mio regg. Alle o re 14.00 il comandante della piazzaforte mi chiamava al telefono, apposilarnente collocato ne i pressi di quota 144, per chie de rmi notiz ie riguardanli il sellore orientale cd i pa,ticola ri del combatlimenlo in cui mi sapeva impegnato. Lo informa.i d ella sorle d e i presidi avanzati <li q uel
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seLLore e pe r conto d e lla rise rva, cli avere arrestato il primo u1to ne mico co n i risultati di cui sopra, nonché delle perdite inflittegli e di que lle subite. Approvò elogiando l'ope rato della riserva ed aggiungeva che sensibili rinforzi avversari era no diretti p artico larme nte sul mio fronte. Questa notizia mi veniva confern1ata d al tcn. Bosio, spinlo in un osservatorio avanzato . Mi resi conto dello sforzo che allendeva la mie truppe ta nto più che no n s i poteva conta re né s ui soccorsi, né sulle artiglierie d ella piazza che fin dall 'inizio d el combattimento non avevano potuto agevolare la mia azione. Si provvide al rifornime nto delle munizioni. Poco dopo il coll oquio te lefonico svoltosi con S.E. Pilassi, mi telefonava il comandante del settore occidenta le gcn. Della Mura pe r comunicarmi che passavo a lle sue dipende nze e p c1t anto provvedessi a s postare la mia a la sinistra in maniera da fro nteggiare le provenienze dal nord facendo perno su q. 111. D opo averlo sommariamente informato sul combattime nto, provvidi in consegue nz.a a modificare lo schieramento compatibilmente a i men.i cd a lla situazione elci momento. Alle o re 14.30 l'attacco ne mico riprende: i rinforzi sopraggiunti fanno senlire il loro peso. Tre batterie con centran o il loro intenso fuoco sui miei reparti ch e già d a cinque o re combatto no in campo scoperlu. Dei Sl'. Ue carri arm ati c he dis pone vo, cinque in breve re m po sono resi in e ffi cienti. Jl comandante cap. La Rosa due volte fe rito cd i s uoi suba lterni , tenenti Toccafondi e Cedola, an ch 'essi fe riti. Due coma ndanti di compagnia: cap. Carli e len. SLOri caduti con tre suba lte rni ; una decina di altri ufficiali f"crili. Sensil>ili le perdile nella truppa. Accorciate le distanze a 350 m . circa dal nemico. Alle o re 15.00 l'ala destra è minacciata di avvolgimento, me ntre la sinislra resiste contrattaccando specia lmente ad op era di un caposaldo del III Btg. comandato da l cap. Simini il quale , alla testa dei s uoi uomini, in ripetuti con trattacchi , è ferito pe r be n tre volrc cd allo rché i s uoi mezzi e le sue forze vennero a mancare, preferì togliersi la vita piuttosto che cade re prigioniero. Il ne n1ico, resosi conto della forza relativamente esig ua che lo fro nteggiava , regolando il fuoco delle s ue l>aLtcrie 4uasi indislurl.Jalo, riesce nella manovra di acccrchiarncnro m e rcè infiltrazioni effe ttuale dalla parte d e l mare ove il te rre no g li era particolarme nte favorevole. Impie go il rinca lzo e c hiudo il cerchio del mio schie ramento. Orma i non esiste che una sola linea o ve turti si sono fus i animali da un solo proposito: resistere. L'arida pianura pie trosa non con sente ripa ri : s i comba tte d 'arnl>o le parti allo scope rto. Gli australiani che accompagna no i lo ro mezzi corazzali procedono a piedi e sono facil e be rsa glio, ma la loro ava n zala non si arresta. Le d is tanze s i a ccorciano sempre più e l'azione del fu oco sul fronte e sulla c.leslra è sostituita da assalti e contrassalti che ben presto a nnullano la poss ibiliL::ì d 'impie go de ll e poche a rmi automatiche ancora efficienti. Alle ore 16.00 intervie ne indisturbatamente l'avia zio n e ne mica ch e a bassa quo ta 11li1rag lia e bombarda . La divisio n e corazzata c he mi fronteggia preme con
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tutto il suo peso riuscendo a sonunergcrc i capisaldi a rretrati c he avevano validamente gara nlilo la sinistra della risc1va o ramai ridotta ad un cerchio il cui lato verso il mare è completame nte scoperto. Le munizioni sono esaurite ; gli ufficiali comandanti cli reparto, in maggioranza caduti o fe riti al loro posto di comballime nto, condividono la sorte dei loro gregari ; i s upe rstiti non perdono né la calma, né la fermezza a resistere dinanzi alla schiacciante azione avversaria. A circa un ch ilo n1etm a lle spa lle dello schie ramento, si trovava un plotone del genio lavoratori comandato da un sottotenente che avevo incontrato al rnallino passando p e r raggiungere la posizione . Eseguiva a quell'ora alcuni lavori cli rinforzo p er conto d ella piazzaforte. Invio un sergente con l'o rdine di raggiungere s ubito la rise1va e di occupare un tratto del fronte scoperto s ulla destra. Il sottote n e nte fng ino Umberto della 127a Cp. Anieri, comanda nte elci plotone, pur non dispone ndo di mezzi sufficienti, accorre con una quarantina di genieri. Non fa a te mpo a raggiungere il posto assegnatogli che ca de ferito g raveme nte, alla testa dei suoi uomini di cui una buona parte è messa subito fuori combattimento. La lotta si protrae ancora per c irca due ore a brevissilna distan za. Tutti danno prova di estre m a dedizio n e al dovere pur essendo consci della sorle che li aliene.le; resbtunu si110 a quamlo tulle le energie sono esaurite. Si comballe da 10 ore isolati in una piana pietrosa senza possibilità di aiuti né di rifornime nti; nessuno pensa ad a rrendersi. f supe rstiti cadono g radualmente ed a caro prezzo nelle mani dell'avversario che è costretto a fermarsi ed a riconoscere apertamente, p e r bocca del s uo comandante, lo sfortunato valore dei vinti xx,x_ PERDffE: Forza della rise1va Forza del 69° Fanl. delJa Sirte.
mo rti: feriti:
ufficiali 8 ufficiali 18
ufficiali 51
truppa 850
ufficiali 95
truppa 2/i 50
Truppa 110 truppa 280
La Divisione Sirte nella battaglia di Tobruch La difesa d e lla piazza fu ripa1t ita in due settori: sellore occidentale comandato dal gcn. De ll a Mura, settore orie n tale comandalo d al gcn. Barbcris; Truppe impegnate nella d ifesa della piazzaforte: divisione Sirte (69° e 70° Flr. , 43° Art.), 700 u o mini della (~uardia alla Frontiera, un ballag lionc
=, 6<)0 Rcggimcnro Fanteria della Sirte, / lz io11 e svvlia dalla rise,n.1 dellu pia:zzafi,rle di '/i,hmch. 7 agosto 1947. rebzione ciel col. Angelo C~scino (A l lSSMF., Fondo Nl/ 11 . bus ta I 160/C, J':oscicolo 10).
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Tiziana J<ìtrlan
Camice Nere volonta ri de lla Libia ; 2 compagnie Camice Nere della 28 uttubre, 17 g ruppi di a,tiglieria ; Perimetro d e lla piazzaforte: km. 54; fascia dife ns iva este rna costituita d a ric.lo ttini avanzati e arre trati con postazio ni de lle a nni allo scope rto; re ticolato este rno completo ma cos tituito da fil o s p ianto con pale tti; fosso anticarro incompleto e largo solo m. 2,50; La divisio ne e bbe ordine di occupare la pia:r.za il g iorno 11 d icembre 1940; La prima linea cli resistenza fu costituita d alle o p e re che furono tutte armate e presidia le; le o pere avanzate e atTetrate furono munite d i peni anticarro da -/47, da 65 e da 20 o 75 e d i mitragliatrici di Schwarzlose; La seconda linea fu costituita da llo schie ramento d elle artiglie rie con negli inte,valli re parti di fanteria con mitragliatric i; La te r:r.a linea dal Forte Pilastrino , per il b ivio di El Adem , raggiungeva il mare; Ingenti lavori di raffo rzame nto fu rono costruiti dal gio rno dell 'occupazio ne d ella piazza ; La piazza fu completame nte circonda il pomeriggio de l 5 genna io 1941 e continue ondate offensive su lla pe1ile 1ia furuHo ese g uile fino all'attacco finale c he iniziato il giorno 21 genna io 19/i l a lle o re 7.30, e bbe te rmine il g io rno 2/i genna io 1941. La vig ilanza fu continua, rea zio ne p ronta e viole nta . a) La difesa del setto re occide ntale d e lla piaz.zaforte e.l i To bruch affidata al gene rale Della Mura fu ripa rtita in tre setto ri di b attaglione: T/70° Ftr., 111/ 70° e Ba ttaglione Camice Nere volontari ; b ) La linea di resiste nza avanzata (costituita dalle due linee di capisaldi) fu affidata al btg. Camice Nere d e lla Libia , a 4 cp . mtrp. (4° e 12° cie l 70° Ftr. e due compagnie de l Btg. Mtrp . Sirte), rinforzate da mo lte mitrag lia trici, due ba tterie d a (>5/ 17 e molte a rmi anticarro; e) I.a seconda line a di resiste n :r.a fu costituita da o tto gruppi di a ,t. assegnati al setto re, collegati fra lo ro dalle com pagnie fu cilie ri cie l I e 11 l C3tg. del 70° Flr. ; cl) La linea di resisten za aJTe trata di c ui faceva pa rte il ridotto de l Pilastrino , fu costitui ta a capisaldi da l I.Xl lllg. c pl. Sirte, d a una compagnia ciel lltg . Mtrp. Sirte, da l TT/70° Ftr. e d~d CXL Btg. Cam ice Nere con una compagnia mista costituita da cle me nti c.lelle altre divis io ni. La no tte del 21 gennaio 19/i l la Marina inglese m a rte llò i capisaldi d e l settore centrale dal Sa he l a Ras cl Me da uar; seguì vio le nto bombardamento c.lella R.A.F durante tutta la n o tte ; Giorno 21 a lle ore 7.30 l'inte nso bo m barda me nto ne mico s ulle o pere, incomin ciato alle o re 6.00 um ca ra LLcrc di ve ra pre pa razio ne , si affievoli-
La Piazzaforte di Tohrucb
Diario storico della 6 1· Divisiom: u i l'anleria Sirte d el 1940.
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Tiziana Fur!art
Oiario srorico del Comando C.a.F. Piazzarorle di Tobruch dal J giugno 19/iO al 30 luglio 19/40.
La Piazzajòrte di Tobrucb -
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sce e ripre nde su ll'arliglierie, sui comandi m entre chiarame nte s i delinea un attacco in massa con tre bl occhi d i carri fra Ras el Medauar e Sidi Cheiralla. l Jn violento fuoco di tutte le armi automatiche, dei me7.:d anticarro e delle artiglierie del settore arrestò da prima i carri costringendoli di poi a ritirarsi: due carri ne mi ci (uno pesante e uno medio) rimangono sul terreno; Ore 10.30: dopo breve ma vio le nta pre parazio ne di artig lieria , una densa massa di carri punta su Kas cl Medauar, ma ancora una volta una intensa a:lione anticarro dei m ezzi delle opere e d e lle a,tig lierie del settore hanno di nuovo ragione sul n emico; Ore 10.00: d al comando piazza appre ndo la dolorosa no ti:da che mezzi corazzati nemici hanno sfondato il settore orientale; Ore 13.00: il comandante del 10° ca posaldo nel c hiedermi l'interven to delle artiglierie mi comunicava che il nemico dopo avere occupalo il caposaldo dell'estrema destra del settore orientale, iniziava l'avanzala contro il mio 10° caposaldo. Disponevo per un viole nto tiro d i repressione e seguivo l'azione fino a quando il comandante del caposaldo e l'osse1vatorio divisionale mi assicuravano che l'attacco e ra stato respinto; Ore I11.00: a conoscenza c he i capisaldi d e l settore orientale della piazza e ra no sta ti tra volti e che il ne mico e ra già al quadrivio di El Adem, dietro mio ord ine, le a1tiglie rie d e l settore eseguivano frequenti concentram e nti con i gruppi non impegnati s ul fronte, sui m ezzi e sui reparti n emici fe rmi o in movimento a sud del qu adrivio di El Adem; Ore 16.00: caduto il caposaldo Aresca e o tte nuto dal comando della piazzaforte di disporre di quanto rimaneva d e l 69° Ftr. fortemente provato nel settore orie ntale, pe r chiude re la falla apertasi fra il CXL Btg. CC.NN. e To bruch , o rdinai al coma ndante il 69° Ftr. di occupare con i re parti rimastigli il lrallo fra il 140° CC:.NN. e il Forte Airenti , con compilo protettivo dell'ala s inistra d e l settore occide ntale; in questo rratto la reazione offerta dalla rise1va della piazza costiluila dal I Btg. col comando del 69° Ftr. da sette ca rri armati in parre dTicienli e da due compagnie motociclisti, fu s uperio re ad ogni e logio; ma iJ ne m ico, per la schiacciante superiorità in carri armati ed a1tiglie ria, ebbe ragione di questo pug no di valorosi e dopo a verlo travolto puntò s ul rovescio del settore occid e ntale d ella d ifesa , prima s ul Fotte Airenti e poi sul Forte Pilastrino; O re 16.00: dopo breve preparazione di artiglie ria il nemico te nta ancora una volta attaccare con fante ria protetta d a carri Sic.li Che iralla , m a il pronto inte 1vento d e lle armi automatiche, dei mezzi anticarro e delle artig lie rie del settore, hanno a ncora ragione del nemico e d ei s uo i meni cora zzati; Ore 17.00: ultima comu nicazion e radio nli perveniva dall'Ecc. com;111dante la piazza, ordinandomi di tenere ad ogni costo ; O re 17 .00: mezzi corazzati nemici seguiti da fa nteria :1llaccano il fronte
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est del ridollo Pilastrino e malgrado violenta reazione delle armi del ridotto e delle artiglierie del settore, riescono a travolgere il saliente nord-orientale del ridollo; la situazione viene però ristabilita avendo io ordinato un tempestivo contrassalto alla unica riserva rimastami, la Cp. Arditi del 70° Ftr.: a rinforzo di fuoco su tale fronte orientale ordinai il rapido spostamento del 1/ 43° Art. che seguì impeccabile cambio di posizione e violenta azione di fuoco; al cadere della sera il nemico serrò i reparti avvolgendo il ridotto Pilastrino per preparare l'attacco per l'indomani con la 6a Oivisione Australiana. Ore 23,30: in risposta alla comunicazione circolare: "Vi elogio tutti pel valoroso contegno della giornata" inviata ai comandanti dei capisaldi e in modo particolare al ten. Cassina, comandante il 10° caposaldo per il combattimento delle ore 13.00, mi ebbi in risposta il fonogramma seguente: "ore 23.30 da comando Emma a comando Sora. Sensibile vostro e n comio, ufficiali e truppe 10° caposaldo vi confermano di difendere ad oltranza caposaldo stesso e di rendersi degni d ella vostra fiducia. Comunico velivoli abbattuti n. 2, secondo è caduto oggi 21 corrente alle 16.li5 a 1.500 metri avanti 1{_33 ten. Cassina; scheletrici e categorici ordini impartivo ai comandanti di settore e al comando di artiglie ria pe r la sicurezza e la tempestiva reazione da alluare sia per la notte ch e per il giorno successivo. Giorno 22 gennaio ore 7.30: proceduto da violenta azione di artiglieria e da spezzonamento a bassa quota, ha inizio l'attacco del ridotto Pilastrino, le c ui armi insieme alle artiglierie reagirono con indomabile violenza. Ore 10.30: dopo intenso sviluppo dell'azione iniziata alle 7.30, una ondata della 6a Divisione Australiana irrompe nel ridotto Pilastrino e s i precipita sul Comando della Divis ione Sirte, ferendo graveme nte per ultimi un cara biniere di sentinella. A un capitano australiano sopraggiunto chiedevo conferire col comandante le sue truppe e inviavo insie me a lui il mio capo di S.M. per gli accordi da prende re. Il comandante della divisione austra liana mi inviava un suo maggiore e mi consentiva la raccolta d egli ufficia li del comando, prima di proseguire, a iutandomi an che ad inviare all 'ospedale il colonne llo Maltese (comando il 70° Ftr.) e i militari del comando feriti. Nelle giornate del 21 e 22 gennaio 1941 , numerosi apparecchi nemici sorvolavano le op e re dei capisaldi e le posizioni delle artiglierie e dei comandi devasta ndole con i proiettili più svariati. Nelle prime due g iornate dalla battaglia di Tobruch, fanti , artiglieri e genie ri del settore occide ntale si comportarono valorosamente tutti e per non pochi cli essi il contegno tenuto può definirsi eroico; né deve essere considerata meno eroica l'azione svolta dai componenti tutti il settore fino al pomeriggio del 21 gennaio, g iorno in cui esausti per l'aspra battaglia comballuta s ul fronte e a tergo, ve nivano schiacciati dalla superio rità del nemico.
La Piazzaforte di Tohruch
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Diario storico dd Comando C. .a.F. Vice Comando piazzaforte dal I agosto al 30 sell,·mhrc 19/40.
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Veduta del porlo di Tohrud1. In primo piano il relitto di un Lr:Jttorc it aliano OC!.
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La Piuzzu/i111e di 'Jbbruch
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Tiziana Furlan
Durante la hattaglia di To hruc h, sostenu ta da lle truppe ita lia ne ne l gennaio 1941, i gene rali e gli ammiragli de lla piazzaforte furono catturati come segue: giorno 21 gennaio: gene ra le d i divisio ne Rarbe ris; ore 13.00; generale d i Cd' A. Pit.assi (comandante la piazza, gen. d i brigata n e t eone (comandante artiglie ria de lla piazza) o re 17.30. g iorno 22 genna io : ammiraglio Yietina (coma ndante b ase 'l'o hruch) ore 10.00; gene ra le d i div isio ne n e lla Mura (coma ndante la Div isio ne Sirte) ore 11.00 xxx_ Il 4° Reggimento Carrista alla Difesa di Tobruch dal 14 dicembre
1940 al 21 gennaio 1941 Il 16 dicembre 1940 il 4° Reggime nto Carrista p assò alle dipende n ze tattich e del comando d ella piazzaforte cli Tobruch che disp ose che il rgt. si sdlierassc coi carri armati mc cli e leggeri in p ostazio n e fissa a cavallo del bivio cli El Adc m , all'altezza del km. 1, fro nlc a s ud. Lo schie ramento elci carri arma li in p ostazio ne fissa a cavallo del bivio di El Ade rn cosliluiva la linea più a rre trata di nuova creazione della d ifesa d e lla piazzaforte , esclusa quella d ell a difesa v ic ina del p o rto, a ffi data a lla I{ _ Ma rina. Era u na d ifesa esclusivam ente frontale, faci lme nte aggirabile e senza alcuna possibilit,à cli manovra. Per tale ragione il coman do de lla pia7.zaJorte p ose alle dipe ndenze tattic he del col. Aresca il 111 /69° Fa nteria con l'ordi ne d i schierarlo sulla sinistra, fronte ad ovest (provenien:,,.a d a Bardia). Il comando della piazzaforte dispose altresì che l'organizzazion e dilcns iva del bivio cli El Adcm assumesse il nominativo cli caposaldo "Aresca" e che rutti gli a utoveicoli e fficie nti del 1° Rgt. Carrista p assassero agli ordini d iretti del comando della p iazzaforte stessa. Il 25 dicembre il comando dd la 10" Armala comandò al 4° Rgl. Ca rris la di invia re d 'urgenza a Ben gasi il perso nale per cosliluire un Blg. Ml 13 il c ui rna le riale e ra in arrivo dall'Italia. Tale ordine to lse al rgl. una b uo na m clà de lla s ua forza, a umcnlando così le d ifficoltà in c ui s i diballeva per la creazione e l'orga nizzazion e degli appresta menli d ife ns ivi. Tulli gli uomin i, ufficiali e lru ppa , pur essendo le ue ralmenle stremati, lavoravano s pasmodicamente per la costruzio ne di lrincee e di poslazioni per armi automatich e pe r interrare i carri armali, pe r cosliluire ostacoli anticarro, per la formazione di deposili di munizioni, viveri, acq ua, per gli impianti d i collegamento , per la riparazione di qu alche carro armato M/1 1 onde rendere possibile la manovra ne ll'ambito almeno del caposaldo. Poiché la R. Aeron autica abbandonò un'inge n te q uan tità di bombe per aereo nei campi di aviazione e ne lle riservette d e i propri d epositi munizioni nonché molti aeroplani in avaria, u.x
Hdc1ziu11c del gn1. d i divi~i<n1c Vi 11 l·t·111.u
Tohnu:h, (ATJSSMF, Fondo N l / 11 , busta I 160R),
Delhi Mur a, l.u l>ivk.ivne ._\ 'ùte nella huuagliu.
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La Piaz zaforte di Tofrruch
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Prima della r<~<;a g li ita liani d istrussero part e d ei 111;1gazzin.i e dei cleix,siti carburante .
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~~~ Fo lo del centro di "l<>hruch nel 1942.
ma con le armi automatiche in p e rfclla e ffic ie nza, il comando del caposald o organizzò il recupero e l'impiego di lali armi per la costruzio ne d i centri di fuoco arretrati e per la cre azio ne di un campo minato da impia ntare attorno a l caposaldo, previa lrasformazio ne d e lle bo mbe d 'aviazio ne in mine e bo mbe anticarro; lavoro gigantesco e p e ricolosissimo a l quale
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concorsero tutti g li uomini cldlc officine, civili e militari , scrillu rali , portaordini ecc. Contemporanea111enle le officine riuscivano a riparare sette carri armati medi, con i quali il colonnello comandante costituì una compagnia di manovra che p erò g li venne tolta, assieme alla balleria da 20 nun. , dal comando della p iazzaforte per assegnarla ad una colom1a mobile di manovra a lle dirette dipendenze del comando della piazzafo1te stessa . Un ufficiale cd un militare di truppa trovarono morte eroica nel lavoro di collegamento delle mine; lale lavoro non ebbe sosta neppure di notte anzi esso veniva esegu ilo in prevalenza di notte per sfuggire alla sorveglianza aerea nemica che incrociava in pe rmanenza su l cielo di Tobruc h. Vennero così trasformate e collocate in sito come mine anlicarro, circa 4.000 bombe per aereo e trasformate in bombe anticarro ollre 10.000 spezzoni. La continua sollrazione di carri armati, di autoveicoli e di personale per la costituzione di nuovi re pa1ti carri armali ecc. ridusse il 1° Reggime nto Carrista a poch e centinaia di uomini, splendidi combattenti e lavoratori ins ieme, ma invero troppo pochi in propo rzione a lla massa dei lavori e ai compili affidati a l caposaldo. li comando d e lla piazzaforte assegnò perciò al 4° Rgt. Carrista una compagn ia di lavoratori a usilia ri , disarmata completamente e mollo demoralizzata che però sollo la spinta energica del comandante del caposaldo divenne un reparto di buon re ndimento soprattutto nella coslru zione cli robustissimi muri anlicarro c he vennero elevati nei tralli più facilmente p e rcorribili dai carri armati e più deboli del cap osaldo, nonché altorno a lle batterie da 120, da 102 d e lla R. Marina e da 119/ 35, dis locale nell' interno del caposaldo e poste alle dipendenze tattiche del comando de l caposa ldo. Il 10 gennaio il comando de ll a pia7.7.aforte assegnò al 4° Rgt. C:arrista quattro mortai eia 8 1 1rn11. con un a fotte dotai'.ione di munizioni. TI colonnello comandante, non avendo più ridotto gli equipaggi dei carri a rmati fissi a s oli due uomini, costituì un plotone inorlai col personale civ ile delle officine senza pe rò arrestare il lavoro di trasformazio ne delle bo mbe d 'aereo in mine e bombe anticarro. Il lavoro divenne fre netico. C:on un radio a ulolrasportata il comando del caposaldo svolgeva un 'atti va cd efficacissima opera incitatrice in opposizio n e alla propaganda nemica ch e seminava il terre no, ogni nolle, di m a nifestini incita nti alla resa; il m ora le nel caposa ldo era e levatissimo, come quando il meraviglioso 4° Rg l. Carrista e ra in piena efficienza o com e q uando rientra va dalL1ver inflitto dure lezio ni a i tracolanli carristi ing lesi. Non un uomo m:ioso, non un malato, non un fcrilo a risposo , tutti volontari al lavoro, httti compresi de lla grande missione affidala a ciascuno di essi dalla patria; lulli con gli occhi appassionati volli al tricolore che sventola va , da ll 'alba al tramo nto, sull 'alto di una gigantesca a nten na osscrvalorio, come se da essa si irradiasse la parola incitatrice e grata della gra nde madre Ita lia. Solo chi poté seguire da vicino quanlo seppero fare i carri -
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s ti del 4° Rgl. comprese qual i meravig liosi com batten ti essi fossero e no n e bbe dubbi sul lo ro valore e su lla loro volo nt,ì d i vendicare i compagni caduti ne ll'impari lo tta; il ne mi co pe rò li conosceva, li spiava con spec iale altenzione con i suo i aerei e li ma rto riava con i continui bombard am enti e mitragliamenti. Il 16 genna io 1941 il comando d e l settore o rientale, trasferitosi n ell'interno del ca posaldo "Aresca", mise agli ordini del colonnello comandante anche il tratto d i fronte c he, dalla testata dell'uadi lkjad, s i sviluppava per circa 8 km. fino a lla costa, pres idiato solo da una compagnia e due plotoni d el 164° Btg . Comple me nti , da un reparto di 120 CC.NN. profughi d i Bardia e da un plotone di mrnta i da 15 nun. costituito con una trentina d i attificie ri di artiglie ria tolti d al d ep osito munizioni R. E. impiegati fino allora come lavoratori. 'l'ali repatti ernno di re ndime nto bellico quasi nullo. TI nuovo fro nte assegnato al caposaldo era particolarmente delicato in corrispondenza del deposito munizioni R.E. perché da esso e ra fa cile aggirare il caposaldo stesso. Il colonnello comandante dedicò a llora tutta la sua attività pe r d are a l nuovo tratto una buo na strullu ra difensiva e p e r studiare e predisporre il brillamento del de posito munizio ni q u a lora fosse necessario ed indipe ndente me nte da quanto fosse stato g i::ì predisposto dal diretto re d e l deposito stesso . Il colonnello comandante e ra riuscito, in me no di un mese e con scarsi mezzi, a creare un poderoso caposaldo sfruttando abilme nte le caratterisUche del te rreno e delle costruzioni permane nti del deposito munizioni d e lla R.A.; sarebbe ce rtamente riuscito a re nde re proibitivo il tra nsito attraverso il depos ito munizioni R.E. e d ello u adi Rejad se ne avessero avuto il te mpo. Ques to gli man cò e ci<> fu esiziale per la resistcm.a della nuova linea pe rc hé il n emico aggirò il caposald o ·'Aresca" passando per la testa dello uad i e cioè per il d e posito munizio ni R.E. ed a ttaccò il caposaldo d al rovescio , in concomitan za agli a ltri attacchi fro ntali e laterali. A vvetlimenli del 21 getltlaio 1941
La notte sul 2 1 gennaio 1941, carallerizzata da pe rsistente azion e aerea ne mica, da un formidabile bombardamento della squad ra navale inglese e da u n più v ivace duello delle o pposte artiglierie, si e bbe la ne tta sensazio ne dell 'imminenza di un a llacco in grand e stile contro la piazzaforte. O re 1.00: inizio di pole nte a zione di artiglieria contro il margine orientale e s ud-o rientale d ella piazzaforte e d i un ennesimo bombardamento aereo contro il caposa ldo "J\ resca ". Ore 1.30: benché: il comando del caposa ldo non riuscisse a sapere che cosa stesse avvenendo nelle prime linee, ordina lo stato di all;irmc ; in conseguenza del tale Lutti gli uomin i raggi ungono immediatamente i rispellivi posti d i combattimento, riforniti cli viveri per tullo il resto d e lla g iornata.
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Dalle ore 6.00 alle 6.15: periodo di re lativa calma. 11 comando del cap osa ldo te nta di sape re dai comandi in linea e da quelli s uperiori c he cosa sta realme nte avvenendo; il comando del settore orienta le comunica c he è stato respinto un attacco ne mico e che la situazione s i è n ormalizzata. Dalle ore 6.15 alle 8.00: inte n so bombardamento aereo contro i re p a rt i della colo nna celere dislocati sul rovescio del caposaldo "Aresca". L'artiglieria ripre nde la s ua azione ma rtellante, concentrando però il fuoco contro il caposaldo "Arese:!'' ch e p er effetto del bombardamento s i copre di un denso nu volo ne di polvere rossa e fumo ch e riduce la visibilità a me no d i 100 metri. Tulli, dal com a ndante del capos aldo ai comanda nti d ei centri di fuoco, compre ndo n o che l'allungamento del fu oco di a rt iglie ria sul caposaldo "Aresca" significa c he le prime linee sono crolla te, c he le a rtig lierie nemiche hanno compiuto un rapido sbalzo in avanti e c he non tarderà l'attacco <lei carri armati e delle fanterie nemiche. Tutti attendono con calma gli avvenimenti, be nch é il non sa pere che cosa sia verame nte avvenuto s ul fro nte delle prime lince s ia quanto mai torme ntoso. Ore 9.00: il comando de l T 11tg. Ca rri Armali segn a la la prcsen7.a cli carri armati e <li fanteria sul fro nte del battaglio ne; poco dopo comunica che autoveicoli e carri armati leggeri sono salrati s ulle nostre mine, poste sul fro nte della 1 a Compagnia e s uccessivamente comunica che il ne mico avanza preceduto <la torme di prigionieri s u lutlo il fronte de l battaglio ne e c hied e come <leve regolarsi. L'o rd ine del comando è chiaro, inequivocabile , categorico: fuoco e respingere il nemico ad ogni costo. TI fro nte del battaglione si copre d i una cortina di fuoco insupe ra bile. li ne mico desiste <lai suo o rgoglioso ccl insidioso a llacco e ripre nde a m artella re la linea del battaglio ne con tutte le.: a rtiglie rie, comprese quelle d e i carri armati mcdi. Anch e il coma ndo del III Btg. 69° Fanteria, posto s ulla sinistra del l Blg. Carrista, comunica che carri armati leggeri avanzanti a cavallo della strada Bardia-To bruc h son o saltati sulle nostre mine. Non ha notiz ie dei re parti posti s ulla su a s inistra. La batteria 149/35 e q ue lla da 120 della I{. M. in posizione nell'inte rno del caposaldo e protette d al l Utg. del 4° ~gt. Carrista s parano a zero. Ore 9. 10: il comando del lii 13tg 69" Fanteria comunica di avere il ne mico n e ll'inte rno del btg. che è.: stato aggirato sulla su a s inistra per la testa dello uadi Bejad, che avre bbe dovuto essere difeso dai rep arti elci 164° 111:g . Comple m enti e da re part i della colo nna cele re a disp osizio ne del comando del settore. Ore 9.45: il comando della balle ria da 102 della H.M. dislocala sul rovescio dd III Btg. 69° Fanteria, comunica che carri a rmati mcdi nemici hanno raggiunto la batte ria provenendo da tergo. Ore 10.00: il ne mico ha e lim inato tutta l'organizzazio ne difens iva p osta a n ord-est della s trada Tobruch-Bardia ne i p ressi del km. 1,500, cioè i reparti del 164° Htg . Compleme nti d ai quali no n si ebbe ma i alcu-
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na notizia, la batteria da 102 d e lla R.M., il 69° Fanteria, i centri di fu oco apprestati n e i pressi del bivio El Ade m, i reparti della colonna celere a d isposizione del comando del settore e concentra la sua azione sui battaglioni carri armati e c ui centri di fuoco arretrati del comando del 4° Rg t. Carrista. O re 10.30: entrambi i com a ndi d i b tg. carri armati comunicano, u ltima comunicazione, che sono impegnati su tutti i fronti, che il combattimento è violentissimo e crne ntissimo e c hiedono l'appoggio dei centri d i fuoco arre trati poich é il plotone carri armati di m anovra del I Btg. 4° Rgt. Carrista s i è a utosacrificato caricando i carri armati nernici e che i resti dei nostri tre ca rri armati ardono avving hiati a tre p o tentissimi carri armati inglesi. G lo ria agli eroi! Le vicende del combattime n to vengono seguite orami soltanto a vista d a ll 'osservatorio del com ando del 4° Rgt. Carrista, ove sventola la nostra g lo riosa ba ndiera. Essa esprime l'ordine del comandante del reggimento "Savoia! Lotta ad o ltranza!". Tulli i nostri carri armati mcdi hanno inalbe rato le bandierine da combattime n to: le bandie rine tricolore ch e sig nifica no anch'esse Savoia! Lolla ad o ltranza ! Ore 10.45: il comando del 4° Rgt. Carrista ordina a i centri di fuoco arretrati e alla batteria mortai da 8 1 mm . di agire s ui ne mici ch e, infiltrandosi tra i nostri carri armati, tenta no d i catturarli, attaccandoli e.la direzioni sulle qua li le armi d e i carri non p ossono ,1girc. TI fu oco regolato dall 'osse,vatorio del comand o di reggime nto riesce mic idia lissimo, crea sorpresa e confus io ne tra le trnppe nem ic he che cercan o sca mpo pe rfino sotto il ventre de i nostri carri arm ati che alla loro volta seminano la morte su c hiunqu e si presenti sotto il loro tiro. Questi eroi del combattime nto manovrato si rivelano a ncor più g ra ndi in questa lo lla n ella quale sono inchiodati al suo lo e nulla possono fa re contro l'inferocito e d inumano nemico, che cerca e trova salvezza a l riparo elci s uo cingoli ine rti. Il combattimento h a assunto ora uno sviluppo ccl una to nalità caotica ed indescrivibile. Il nemico ma rte lla i nostri carri armati con tulle le sue armi a nticarro; i nostri carri armati sem inano la mo rte tsa le fante rie ne miche e nessuno d i essi accenna a desistere d a l combattimento m e ntre il fuoco arretrato del comando cli reggime nto inte rdisce ogni movime nto sul tergo e tra gli intervalli d ei nostri carri arm ati. Le nostre balle rie mortai da 81 mm . te mpestan o con tiro pre ciso i carri armati e le armi anticarro inglesi appostate d ietro i muri anticarro; le a rt ig lierie n emiche a loro volta martellano la zona del comando di reggimento e gli aerei ne mici sorvolano a quota bassissima il campo d e lla lotta con esito negati vo perch é i densi nuvolosi di polvere e fumo c he sovrastano rendono la visibilità nulla e d 'a ltra p a rte non è possibile colpire g li eroici difensori sen za offendere i p ropri compagni. Forse è pe r questo che gli aerei inglesi mitraglia no con pe rsistenza l'osservato rio d e l li 0 Hgt carrista s ul quale svento la sempre , come sfida alla sfortuna, il nostro immorta le ed immacolato tricolo re .
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Ore 11.30: fanterie ne miche provenienti dai vallo ncelli d egli idranli, cioè dal tergo, appoggiale da numerosi catTi armati mcdi schierali lungo 1a rotabile all'altezza della blr. da 102, attaccano i centri di fuoco del com ando di rgt. che, per difendersi dalla minaccia d iretta, debbono ridurre il fuoco a favo re degli antislanli carri armati fissi. Su ordine del cornando la btr. mortai da 81 mm. esegue concentramenti di fuoco sui ne mici avanzanti pe r i vallo ncelli. Il comandanle d ella htr. comunica ch e ha orma i un quantitativo scarsissimo cli cariche supple mentari e che perciò presto non potrà concentrare il fuoco s u bersagli a distanza superiore ai 500 rn. dalla batte 1ia. Ore 12.00: la situazione divie ne criticissima e disperala. I centri di fu oco del coma ndo di rgl. sono stre tti d a vicino da forze preponderanti c he, in fi ltratesi per i valloncelli, hanno g ià catturato il comando del settore, il comando di arliglie ria e genio di settore, i resti di una compagnia d i bersaglieri di settore, i carri armati; sen za il concorso del fuoco manovrato dei centri d fuoco e senza la protezione dei mo rlai da 8 1mm. sono costretti a difendersi com e cinghia li fe riti attorniali da feroci mastini. La btr. mo rtai concentra il suo fuoco o rmai solo a lle brevi dis tan ze; tutto il personale <.ld l'osse1vatorio è stato messo fuo ri cornbatlimento e no n è pi1'1 in grad o di compiere il proprio compito. Si combatte ovunque, una lotta corpo a corpo non più con la s pe ra nza d i una vittoria o comunque di una salvezza ma per l'o nore de lle armi, pe r l'onore cldla pa lria espressa in quella bandiera benedicente i suoi fig li mi nori. Ore 13.00: il nemico procede o ra a lla ca ttura d ei carri armati fissi con estrema p rudenza, n on osa avvic ina rsi anche se tacciono; sa che il carrist_a del 4° Rgl. non piega le g inocchia. Gli a ustraliani si valgono ancora d e i prig io nie ri italiani p e r appressarsi e poi tentano di schiavardare g li s porte ll i; cattura in un primo tempo solo quei G1ITi i cui e quipaggi sono caduti ne lle armi fedeli. La resistenza no n viene meno in que i carri i cui equipaggi dispongono an cora di munizio ni , s ia pure di sole bombe a mano. Il ne mico s i serve ancora dei prig io nieri per convincere i carristi che ogni resistenza è inutile e per assicurare che con la resa avranno salva la vita; invece p o i passa pe r le armi quegl i equipaggi che si sono battuti più tenaceme nte e che hanno dato fuoco al carro prima di abbandona rlo. Ogni focolare cli resislenza della linea dei carri armati si esLingue ve rso le ore 13.30. Tutti i centri d i fuoco arre trati , esclu so quello del comando rgt., della batteria e dell'osse1vatorio, sono caduti in m ano nemica che passa pe r le a nni i più lenaci difensori . L'attacco nemico converge i suoi sforz i sui superstiti del 4° Rgt. Carrista ridotti a poche decine di uo mini d i cui m o lti feriti. Ore 14.00: il colonnello comandante ordina che s ia no distrutti col fuoco le officine , i docume nti e la cassa. G li ordini vengo eseguiti sotto una te mpesta di fuoco. Tutto il caposaldo è in fiamme: ardono i carri armati, a rde il parco automobilistico del 4° Rgt Carrista dato alle fi amme da i suo i auLis ti, ardono le officine, arde patte dei depositi . Il n em ico ha vinto, ma non
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doma il 4° Rgt. Ca rristi i c ui resti alle ore 11. 15 sono sull 'atte nti mentre vie ne amma inata la martoriata , gloriosa bandiera , per restituirla, fatta fiamma , alle anime degli eroi c he si son o battuti e s i sono immo lati per la s ua grand ezza e la sua pureaa. Ore 14.30: si distru ggono tutte le a nn i. Qualche minuto dopo sopraggiunge il ne mico che, individuato il colonndlo com a nda nte, per ben due volte te nta di assassinarlo, così come ha fatto per i suoi mig lio ri carristi e non vi riesce solo perché i fe de li carristi fanno scudo, col pro prio corpo, a que llo del comandante e con lui vengon o fe riti. Gloria a l li 0 Reggimento Carrista ch e è stato d istrutto in grandezza e purezza sul campo dell 'onore dopo sette m esi di lo tta durissima sostenuta contro un n emico aggue rrito , ardito , volitivo e sempre superiore per po te n za e quantità di armi xxxi _
La Divisione Sirte nella battaglia di Tobruch del gennaio 1941 Quando l' 11 giugn o del '19-10 assunsi il comando della division e di fanteria motorizzata Sirte, l'unità si trovava g ià da alcuni g iorni schierala alla fron tie ra tunis ina e d islocala in zona villaggio G iord~,ni quale divisione cli seconda schie ra de l XX C.A. che aveva il compito della difesa ad o ltranza del caposaldo fortificato di Zavia. La di visio ne che d urante il periodo di non belligeranza aveva per ben due volte in me no di dieci mesi ricevuti, istruiti e congedati i complementi alli a porta rla su l piede di g ue rra , aveva ricevuto all'ultimo mo me nto e pe r la terza volta g li ultimi richiam a ti con i q uali doveva poi affrontare la campagna ch e, fin dagli inizi, si presentava dura e difficile essenzia lme nte per la stragrande sproporzione di mezzi nei confronti dei due belligeranti avversari, francesi e brita nn ici. O ltre a ciò, per inspiegabili e quanto mai poco opportune disposizio ni , le erano state cambiate, all'ultimo momento, le mitragliatrici Schwarz lose in Fiat 35. E' vero che le Sch warzlose in dotazione e rano talmente logore da dare assai poco affidame nto di funzio n ame nto ma. in quell'ultimo momento, meglio assai le malfunzio n anti Schwarzlose ben con osciute c he non le nuove recen ti Fiat comple tame nte sconosciute cfai fanti e solo in parte conosciute dagli uflkia li . Si Lrattava p e rta nto di affrontare il proble ma dell'addestramento dei reparti e tale p roblema doveva essere risolto subito da te le gravi circostanze di g uerra e le incogn ite de ll'atteggiame nto c he avrebbero assunto le truppe m etropolitane e colonia li francesi dislocate in ' l'unisia. Mi mis i s ubito all'opera e coadiuvato d all'opera fa ttiva e instancabile dei quadri tutti de lla divisio ne, si riuscì in mcm 1 cli un mese, in mezzo a d ifficolt::ì d avvero sensibili, a dare alla grande 11nitiì forma e sostanza sia dal punto di vista morale sia da quello addestr;itivo. ''"" Rc l:lzionc ~ui fatti d"anne ai qua li partecipò il 4° Reggimento C.a rrista tbl suo sbarco in C:in--'n:,ic:t alla s u:1 totale distrnzior,e (7.7.1940 - 21.l.191i 0 del generale Mario Bc11i Armata , 15 maggio 1'>48 (Al JSSME, Fondo N l / ll, busta I 160/ D, fas,icolo 9).
com.ind:1111, ·
IO"
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Fortuna volle che gli eventi della guerra, con la Francia ne l settore principale europeo, svolgessero in modo così catastrofico pe r quest'ultima che le truppe J ella Tunisia, pur essendo ben preparate, aggue nite e dotate <li mezzi corazzati e blindati atti a muovere in terreno desettico, sabbioso, decisero d i evit:a re qualsiasi urto ne l settore tripolitano. Il fare delle previsioni, pur "a posteriori" in proposito è diftìcile e azzardato, ma mi pare logico pensare che, in caso di conflitto nella zona, le nostre armi, in st.a to di assoluta, netta , stragrande inferiorità, avrebbero avuto un compito difensivo assai duro e forse doloroso. La Divisione Motorizzata Sirte era stata così chiama ta perché aveva in sé i mezzi di movime nto per autotrasportare il rgt. di a1t. (escluse le munizioni) e a ltresì i mezzi necessari per autotrasportare gli clementi de i servizi (vive ri e muni zio ni) dei rgt. di fant. e btg. mtrp. nonché le batterie 65/ 17 degli stessi rgt. L'ordine di battaglia della divisione e ra il seguente: Comando Divisione Sirte
69° Rgt. Flr. su 3 btg.
70° rgl. Flr. su 3 htg.
43° rgt. Art. su 3 gruppi
LX I I1tg. Mit.r. s u 3 cp. LXI Hlg. Cornpl. giunto dall'Ita lia q uando la div. e ra già in zona di radunata LXl lltg. Misto Genio 61· Cp. Anticarro d a 47
com.te: gen. cliv. D e lla Mura Vincenzo Capo S.M.: len. col. S.M. Ancerchi Aldo com.te: col. Cascino Angelo I Btg.: magg. Mauge ri Giuseppe n ntg.: ten .col. Malccore Angelo lll Blg.: cap. Abbo ndanti Artu ro com.te : col. Maltese Gaetano T Btg.: magg. Quintiliani Oscar 11 Iltg.: ten. col. Savoia III Btg.: cap. Coletti com.te: col. Ronfanti Gildo I 100/ 17: magg. Ruggeri II 75/ 27: rnagg. Cod e i III 75/ 27: cap. Saladino n. 2 btr. ca. d a :w com.le : magg. Sorgalo Antonio com.te: magg. Petrucci
com.le: cap. Montanaro Antonio com.te:
61" Cp. 13ers. Motocid.
com.te: cap. Mircoli
6!3 Sz. sanità
magg. Ciampolillo
61· Sz. sussistenza 61" Autose7.. Mista u ffi cio posr_ale div/le
len. lrnpelluso cap. assimila to Tripepi
-
f,a T'iaz-zqforte di 1bbntch - - - -- - -- - ~ - - - -- - -- -- -
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Dopo p ochi g iorni, fattosi sufficientemente chiaro e m anifesto quale sarebbe stato il contegno delle truppe franco-tunisine, in segu ito ad o rdini supe riori, cominciò la spoliazione della divis io ne per q uanto si rife risce ai suoi mezzi di traspo1to tenuti sempre in pe rfetta efficienza e considerati giustamente dai rep a rt i non solo mezzi di tras po1to ma anche e soprattutto mezzi di combattime nto. Ci si diceva ch e , in caso di impiego, alla d ivisione sare bbero stati assegnati a ltri mezzi, ma che p e r il mo,nento, per necessità di o rdine superiore, i mezzi a utomobilistici della divisione, con rela tivi conduttori, bisognava assolutamente inviarli sul fronte cirenaicoegizia no ove occon-evano in modo imperativo. Questa sp olia zione che fu quasi totale , (venne ro lasciati soltanto i mezzi per provvedere alla spesa viveri) c ulminò con il tras ferimento su altro fronte de lle due batterie da 65/17 dei due reggime nti di fanteria e di una delle du e btr. controaeree da 20. Tutto ciò ridusse notevolmente la cap acità combattiva della grande unità che, altro è possedere mezzi in proprio curati dai reparti come proprie creature , a ltro l'assegnazio ne al mo me nto del bisogno di mezzi il più d elle volte poco efficienti e 4uas i sempre insufficienti con personale sconosc iuto, no n a ffiatato, che rende sempre assai meno della propria truppa amorosa mente curata, addestrata, a ttaccata al p ro prio reparto per q ue llo spirito di cor po presente in ogni so lda to e giustarnente portato al massimo diapason dai comandanti va ri. Ritengo che su ciucsto punto occorra portare l'attenzione dei futuri o rganizzato ri. In logistica l'accentramento dei m ezzi è una gran b ella cosa ma deve accentrarsi solo quello c he è accenrrabile. I mezzi d ei reparti, 4uel minimo di me7.Zi che è loro assegn ato per vivere e combattere, devon o essere cons iderati veri e propri m ezzi di cornbattimcnto e pertanto d a no n esser assolutamente d isto lti dalle loro no rmali funzioni. Intanto la divisione, pe r l'impulso da mc impresso e per la fatica degli ufficiali tutti, veniva sempre più assumendo forma concre ta cli unità solida , addestrata, a ffinata nel fi s ico e nel mo rale. In tutti e ra il desiderio vivo di pote r essere d estinati su altro rronle, hì dove l'unità avrebbe polulo fa r valere le sue d oti combattive e finalmente, dalle supre me autorit,ì m ilitari, esse, fra tutte le di visioni del fronte tunis ino, a i primi cli lug lio , veniva prescelta pe r essere inviata in Cirenaica. Il trasferime nto effettuatosi per via di terra ( 43° A1t. e comando div.) e per via mare (rgt. ftr. , htg. genio , d e me nti serviz i) s i concludeva, verso la fine di luglio, con la riunione della divisione in zon,1 di Barce ove rimaneva a dis posizione del Comando Supe riore A.S. , s ino alla fin e di agosto . Quivi la grande unità, sem p re priva di mezzi automobilistic i, pe r il trasferimento le e ra n o stati assegnali te mporanea me nte a utocarri delle piC1 disparate forme e d e lla più disparata efficienza c he a vc v: 1no reso il trasporlo via terra quanto mai difficile, continuava ne l s11<> ;1ddcstramento sia nell'attacco s ia nella diksa. Pe r 4uesl'ultima fo rm:1 di co11 1battimento , t.enu\e p resenti le notizie che g iungevano dal fronte e cl ic
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assegnava no all'avversario una grande s uperioril::ì in mezzi autoblindati e corazzati , ven iva sp ecialmente curala la difesa anticarro con la costituzione di capisaldi che comprendessero fanteria e a rtiglieria, quest'ultima da impiegarsi essen7.ialmente come antica rro dala la scarsissima disp o nihilità (quattro pezzi da 17) di allri meai adaui allo scopo. Durante la pe rmanenza in zona cli Baro.: la divis ione riceveva due htr. eia 65/ 17 (una della Divisio ne J>avia, una della Di visione Brescia) in sostituzione delle due batte rie organiche dei reggirnenli di fanleria già inviate, come ho detto, su l fro nte cirenaico. Alla fine di agosto si riceveva improvvisame nte l'ordine d al Comando s uperiore di trasferirsi pe r via ordinaria in zona d i Bcda Littoria (125 km. di percorso). Mezzi assegnati per il movi mento : nessuno. Era assolutamenle impossibile effettuare il movimento stesso. Oopo im mediate richieste dal Comando supe riore, intervento pe rsonale di S. t·:., il generale Garibokli, contatti con l'Intendenza A.S. , s i riusciva ad o ttenere l'assegnazione, sempre in via te mporanea, di un limitato numero di autoca rri (anch'essi sempre di scarsa efficienza) con i ciuali, a prezzo di grandi sacrifici da parte delle truppe e di acrobazie logistiche da parte del m io comando, si poté effettuare il trasferimento motori zzato per il 43° Art. e que llo della massa della division e , per via ordinaria, in quattro tappe <li circa 30 km. per ciascuna lappa. Il movime nto fu e ffe ttuato assai be ne, d andomi, o llre lullo, modo di saggiare la resistenza fisica de i mie i fanti e la loro efficienza disciplinare. A Beda la divisione, rimanendo sempre a disposizione del Comando Superiore A.S. sostò fino a ll a fine di ottobre cd io sempre insislelli nel marcare sempre più l'addestrame nto, basa ndo lo sia s u temi semplici di attacco contro posizio ni semi-fo,tificatc (a tal u o po ero riuscito a farmi assegnare per l'addestramento un btg . carri leggeri), sia e soprattutto curando le siste mazioni difensive atti a resistere, con azioni combinale di fante ria e e.li artiglie ria, ai me zzi corazzati che si diceva i brilannici avessero in abbonda nza. A ta l uo po e ro riuscito anche a farmi assegnare o tto fuc ilo ni Solothurn e c reai per ciascun reggimento cli fante ria un plotone degli stessi, il che veniva suffic ienteme nte ad aume ntare il potere difensivo della divis ione contro carri armati , affidato sino allora ad una sola cp. anticarro da 47 o ltre c he a l proble matico tiro anticarro de lle arl. organiche divis io nali. Tn mancanza di altri mezzi idone i, m a soprallullo per rinfrancare lo spirito del soldato che a nch'egli riceveva , non si sa come , le cosiddette notizie del fronte, tutti i militari della divison e furono addeslrati a l lancio delle bombe a mano con bottiglie cli benzina (un complesso mo lto ingeg noso creato da un uflìcialc della divis ione) che si diceva mezzo sufficientemente idoneo per il cornballime nto ravvicinato contro mezzi corazzati e specialmente contro le autoblinde. E poiché infine si diceva che ne lla prossima azione offensiva che avre bbe dovuto condurre le nostre armi alla conquista di Marsa Malruh, la Sirte avrebbe avuto un posto cli primaria importanza. Mi preoccupa i <li potere cre are qualche cosa
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ch e desse la possibilità di traspo rtare celermen te tutti i mezzi anticarro ed ag li stessi d i potere eseguire il tiro dagli s tessi m e zzi di traspo rto senza essere costretti a scaricarli pe r s iste ma rli in posizione a te rra; opera zione quest'ultima che contro truppe m otocorazzate e auto blindate e q uindi mo bilissime , n on avrebbe potuto avere altro che scarsissime proba bilità di su ccesso. 11 13° Rg t. A1t. , con la s ua effic ientissima offi cina, riuscì allo scop o c reando per le quattro mitragliere da 20 a .a . per g li o tto fuciloni Solo thurn e p er i quattro p ezzi d a 17 un com plesso au tocarro-arma ch e dette o ttime prove ne i mo lte plic i e riuscitissimi espe rimenti di tiro d a fe rmo cd anc he in marcia. fra tanto fervore di ope re, di a ddestramen to, il tempo intanto trascorreva ed in tutti i milita ri d e lla divisio ne, orm ai vera me nte comple tame nte ad destra ta , nasceva e si irrobustiva sempre più uno spirito combattivo gagliardo e il deside rio vivo di e ssere fina lme nte c hiamati alla prova per saggiare il proprio valo re . Non vuo le esser retorica questa , bensì la rappresentazione de lla più assoluta verità dello stato d 'anim o d i tutti, dai g re gari ai comandanti e qu ando ai primi d i novembre la di vision e ricevette ordine d i spostarsi in 7.on a fra To bruch e Bardia pe r 1il1 e riore s uccessiva asse gnazio ne per compiti o ffe ns iv i, la no tizia fu accolta con vero giu bilo da pa rte di tutti. Si trattava, a nch e questa volta , di un trasferime nto per via o rd ina ri a ma assai p iù lungo dd preceden te circa 300 km. Ancora le solite lotte p e r o ttenere un minimo di a uto mezzi c he con sentisse di effettuare il movimento col minimo sacrificio da patte de lle truppe, te nuto anche presente c he per q uasi tutte le tap p e occorreva p rovvedere al servizio de ll'acqua q uasi completame nte man canle ne lla zona. Otte nuto, dopo un'infinità cli d iscussio ni, di proposte e controproposte, il mi nimo di a utocarri indispensabili (circa 40 autocarri p esanti in tutto e 3 auto bo tti) con le solite acroba zie logistiche da parte del mio coma ndo per pote re supe rare la d ifficilissima prova, il movimento fu ottimame nte organizzato e a ltre ttanto ottima men te compi uto. Dodici lappe di circa 25 km . ciascuna (me no il reggimento a rliglieria che venne autotras po 1tato in u na sola tappa) con soli quattro g io rn i di riposo, ad inte rvalli per il rimane nte 170, compiute sempre d i notte, s ia pe r ma nte ne re il più possibil e il movimento segreto, sia per sfuggire a lle azio ni di mitragliame nto da parte di aere i avversari, sia infine , per evita re le o re calde, ch e in que lla zona d esertica e senza un filo d 'ombra , a nche il sole cli novembre è assai scottante. Fu una prov;r brillante compiuta dalla divis io ne, una marcia p e rfetta, o rdinata, senza lasciare mai indie tro nepp ure un fante . Esempio veramente ottim o di disciplina e di add estram e nto . Ai p rimi di dice mbre la divisio ne, passata a lle dipende nze d e l XXTI C. A. (gene rale Pitassi Ma nne lla) , trovavasi dis loc:1r,r in 1/.011: 1 di Gamhut (liO km. circa ad est di To bruch ) lungo la litora nea su una profondità di circa 15 km. Qui mi venne de tto in vi~, confide nziale cbl cor n :rnd ante del C.A. che la Sirte avre bbe dovuto completa re il suo add estr;r-
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mento agendo in cooperazione con la divisone corazzata in via di costituzione e dislocata un po' più verso o riente, pe r poi costituire con la stessa il complesso corazzato-motorizzato (XXTT Corpo) che avrebbe d ov uto in breve tempo agire contro la pi azzaforte brita nnica di Marsa Matruh. Ma il 9 dicembre le truppe inglesi attaccaro no le n ostre posizioni cli Sidi Barra ni con i disastrosi risultati a tutti n oti . Il 1O mattina alla divis ione venne invialo preavviso di movimento da e ffettuars i o verso Bardia o verso Tobruch ; sarebbero stati messi a disp osizio ne dell 'unità gli autocarri necessari per l'intero auto traspo1to. Il 1O p ome riggio venne precisato che la divis ione avre bbe dovuto sposta rsi entro la p iazza cli Tobruch ; il movimento avrebbe dovuto e ffettuarsi ne l più b reve temp o p ossibile in relazione alla possi bilità di ricevere gli autocarri an cora in gran parte impegnali. Ed il m oviffiento stesso, fra mille e mille clifficollà di o rdine logistico, venne ancora u na volta compiuto nel più perfe llo o rd ine lra il pom e riggio de ll'll e l' inte ra notte tra 1'11 cd il 12 dicembre. Nel pome riggio di quest'ultimo g io rno la Sirte s i trovava o rma i tu tta riun ita entro la cinta di Tolxuch in allesa di ulteriori ordini. Questi mi p e rvennero nel pome riggio del gio rno seguente, 13 dice mbre. La di vis ione doveva schie rarsi a difesa della p arte occidentale d e lla piazzaforte della rotabile di El Adem (esclusa) sino al mare.
La piazzaforte di Tobruch (settore occidentale) Pe rimetro intero della piazza: 54 km . Tra tto assegnalo alla Sirte entro i limiti soprai11dicati: :52 km. circa. Si trattava di una semplice linea di fotti ni scavati nella roccia con rido tlini avanzali e arretrati nei quali però al cope rto , a lla prova di piccoli calibri, erano sollanlo i ricoveri per il pe rsonale non impiegato direttamente al funzio namento de lle varie armi mentre le postazio ni per le armi stesse con relativo persona le era n o allo scop e tto. Ogni postazione comprendeva uno o più (sino a tre) piazzole p e r mtrp. Schwarzlbsc e una o due piazzole per pezzi a nticarro (pezzi d a 47). Tra un ridottino e l'altro, compresi gli arre trali, vi e ra in gen e re una d istanza di 500600 me tri. Antista nte il perimetro della piazza correva il fosso anticarro ma anche questo incompleto . Infatti s i può calcolare c he soltanto p e r 15 km . tale fosso avesse sviluppo e q uesti 15 km. coprivano in gra ndissima p arte il settore o rie ntale e poco o nulla il settore occidenta le. D'altronde la larghezza del fosso di soli m . 2.50 n o n e ra idonea a fe rmare i carri leggeri. Le opere, poi, a loro volta, erano a n ch'esse circondate in pa rte d a fosso anticarro p ure de lla larghezza di m . 2.50. Esisteva, sempre lungo il perimetro della piazza, un reticolato completo come sviluppo ma p oco fitto, costruito solo con paletti di legno ma le infissi ne l terreno e in alcuni tratti, sp ecie nel settore occide nta le, ta le reticolar.o era composto soltanto d a pochissimi fili di fìlo spinato. Fu mia c ura di fare rafforzare il reticolato stesso il più
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Balleria cli cannon i anlinav<' della clilcsa costiera.
possibile, s in da i primiss imi giorni di occupazione. Il fosso antican o poi, o ve esisteva p e r econo mia e conseguente risp armio d i sviluppo, non seguiva l'andame nlo del reticolato ma ne congiungeva i ve1tici così che non e ra n( osservato né battulo . Il te rre no antis Lante a lle o p ere (me no c he nel b reve tratto dalla rotabile To hruch-De rna al ma re - uadi Sabei) era ovunque assai facilme nte pe rcorribile eia carri e d a autoblinde , d a cons idera rs i una vera e p ro pria piazza d 'armi co n leggere ondulazioni che me ntre permettevano all'avve rsario e.li serrare sino alle mi nime disLanze, no n visto, ostacolavano invece fotte me nte l'osservazio ne e il tiro della difesa . Mentre infatti le possibilità di osse1va:,,.io ne per alcuni tra tti del fro nte p ote vano al m assimo este nde rsi sino al chilo metro e men.o, in altri tratti , invece, Lali possihilit_à s i riducevan o anc he a 300-500 metri . Nel tra lto re lativo, invece, al già c itato uadi Sahel, d ifficile e in qualche tratto impossibile sa re bbe slato l'agire elci carri armati p oiché le profonde frastagliaLure de llo uadi non n e consentiva no che assai difficilmente il movime nto . Nel complesso quind i, ne l settore occidentale , 1O km. c irca di fro nte al s ic uro o quasi d a atla cchi in mare d a p a n e di me zzi cora zzali; ne i rima ne nti 22 km . di fro nte circa i carri avvers ari, invece, non tro vavano in propos ito alcuna difficoltà e p otevano presentarsi in massa su qua lunque tr alto della fro nte stessa . Ma il primo e più g rave dife tto d ella posizio ne da difende re , c he salta s ubito agli occhi anche di un profano , e ra (oltre l'e norme sviluppo in relazione alle limit,1tissirne forze a disposizione) la assoluta e compier.a mancanza di profondit,ì della po sizio ne di resiste nza. Trattatasi, come ho de tto , di una sottile linea di pseudo-fn1tini, forzata la quale in un punto qu alsiasi, l'avve rsario no n avre hbe più trovalo alcun ostacolo e faci le gli sarebbe stato fo r cad ere LuLti g li a ltri clementi de lla pia zza con attacchi su ccessivi s ui fia nc hi e s ul tergo d i ciascun rido no . La pia7.zaforte po i ma ncava cli seco nda li nea ; no n esiste va alcuna bre te lla di compa ttimcntazio ne , no n es isteva ridotto
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centrale. Quando, come ho detto, ne l pome riggio d e l 13 dicembre, 1icevetti sonunari ordini per la difesa del settore occide nta le della piazza, vuoi in relazione alle direttive man mano impa,tite dal Comando XXII Corpo, vuoi cli iniziativa , mi preoccupai subito sia di migliorare la e fficienza difens iva della fronte fortificata , tenuta particolarmente in considerazione l'azio ne anticarro, s ia di dare profondità all::1 posizione cli resistcn:c'.a e alla inte ra posizione difensiva con la creazione di una seconda e possibilmente di una terLa linea cli difesa, sia infine cli migliorare le possibilitJ di ossc,vazione con la crealione di osservatori sopra elevati.
Lavori per migliorare l'efficienza dife,isiva Ogni lavoro di scavo, per lo meno di scavo di una certa e ntià (quale quello di approfondire e specialmente allargare i fossi anticarro esistenti o la creazione di nuovi) fu dovuto scartare data la natura del te rreno. Sotto uno strato di sabbia di almeno una quarantina di cm. affiorava la roccia dura. Sarebbe stato necessario un lavoro ingente di mine e per ques to non s i avevano assolutamente i mezzi e ce11amente, avendo anche i mezzi, sarebbe venuto a mancare il tempo necessario. Tutto il lavoro fu dovuto fare quindi in rilievo approfittando della grande quantità cli sassi quasi ovunque abbondantissimi. Il lavoro però risullò ugualmente ingente e massacrante dato il grande sviluppo della fronte da difendere. Con ques ti lavori naturalmente non si poteva intendere di creare elci veri e propri ostacoli anticarro nel senso di e ssere insormontabili dai carri stessi ma soprattutto di creare ostacoli alla rapida avanzata degli stessi, crear lo ro quasi dei tempi di arresto così da favorire l'azione de ll'artiglie ria e d e lle armi anticarro per la conseguente minore velocit::ì che i mezzi corazzati avrebbero potuto sviluppare . Tali ostacoli furono soprattutto creali intorno alle batterie, intorno alle opere e specialmente sul tergo di esse e attorno ai nuovi capisaldi deg li e le me nti di seconda e terza linea. I fanti e gli artiglieri della divisione, sotto la direzione dei loro instancabili ufficiali, si prodigarono tutti ne lla esecuzio ne anche quando ad essa opponevan o fo,te ostacolo il tiro delle a11ig lie rie nemica e dell 'aviazione . Altro lavoro importante che col precedente procedette di pari passo fu quello del collocame nto delle mine sulla fro nte non munita di fosso. Dalla cp. artieri divisiona le furono col locate circa 10.000 mine a pressione e qualche migliaio a strappo. Fu ini ziata poi , ma non p otuta condurre a termine, la costmzione d i una bretella d i compartin1e ntazio ne.
Costituzione di una seconda e di una terz a linea di difesa La seconda linea di dilcsa fu costituita dallo schiera mento delle a ,tiglie rie con , negli inte1valli, repatti di fanteria con mitragliatrici, provvedendo, come
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h o già detto , a rafforzare nel miglior modo, con imponenti lavori in rilievo,
il te rre no p e r s mo rzare il p iC-1 possibile il m ovimento dei mezzi mo lo -corazzali awer.sari . Questa seconda linea correva ad un dipresso parallela alla prima, d istante da quest'ultima da un minimo di 1 km. ad un massimo d i km. 2 e mezzo. Fina lmente fu imbaslila una terza linea c he d1l caposaldo di Forte Pilastrino per q. 111, si congiungeva al .settore orie ntale della p iazza immed iatamente ad ovest del bivio di El Adem. Questa linea però non aveva molta consisten za per la mancanza di artiglierie e di m ezzi a nticarro; solo il caposaldo di q. 111 poteva ricevere valido aiuto dalla b atteria conlroaerea del Pilastrino ch e poteva, distratta dal suo compito principale e in caso d i n ecessità, svolgere ottimarnenle a zion e anticarro.
Miglioramento possibilità di osservazione L'unica località che dava possibilità di osservazio ne alq uanto in p rofondità era il caposaldo di Ras Menader. Per tutto il reslo della fronte, terre no piallo con leggere o ndulazio ni ch e , com e accennalo, favoriva no l'avversario e oslacolava no invece sia il n ostro Liro sia l'osservazio ne . Si dovettero pe rc iò , con la vori ingegn osissimi da pa rte dell'officina del 43° Art. , c reare degli osservatori elevati (circa otto m etri dal s u olo) si da aumentare l'ampiezza di o rizzonle. E poic hé e ra da p resumers i c h e lali osse rvatori sare bbero sta ti assai facilme n te oggetto del tiro da parie del n e m ico, si costrui rono in mod o da pote r.si facil me nte rapida mente spostare. Tn sosta nza , u n palo a scaletta con un sedi le in cima per l'osse1vatore e una tavola p er spiegarvi la carta topografi ca e la carta per il tiro.
Forza a disJ,osiz ione Te nuto p resente che il com a ndo della piazzaforte avesse sottratto alla divisio n e:
il 69° Rg t. Hr.:
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TI TT C-r. 75/27 43° Art. : 1 b tr. e.aerea d a 20 Un pi. Solo thurn 6 1" Cp. Bers. Motoc. 1 b tr. 65/ 17 69° Ftr.
T nucleo 61" scz. suss.za l re p a rto sez. sanit,ì
2 btg assegnati poi al setto re o rie ntale c d un btg. te n uto dal corr!.le piazza p e r la costitu zione di una riserv a fflohile di C.d'A. --+- assegna to al setto re o rie ntale; Per costituire, con g li a uto mezzi già organizzati dalla divisione la suddetta riserva mobile di C.d'A. u nitamente al citato htg. d e l (19 ° 11rr. Per i serv iz i del sello re orie nta lL'
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e che alla divisione erano stati invece assegnati: in primo tempo: il Rtg. CC. N N. della Libia s u 3 cp . fucilieri; un gruppo 100/ 17 dd 55° Art. (l/55); un gruppo 100/ 17 del 22° Art. (l/22); un g ruppo 100/ 17 del 10° Art. e.a. (IIl/ 10); un gruppo 105/28 del 10° Art. C.d'A. (XVII/ 10); circa 100 uomini della G .a.F. con un certo n. di mitragliatrici Schwarzlose e quattro pezzi da 47; in secondo tempo: com.te 10° art cli C.d'A. (col. Pirisi, 20 dicembre); com.te 55° Art. (col. Tramontin) con Il Gr. 75/ 27 stesso rgt. (20 dicembre); due cp. fu cilie ri CC.NN. della Div . 28 Ottohre (28 dicembre); un ospedaletto da campo (29 dicembre); le forze a disposizione del settore occidentale vennero a risulta re come segue : Comando Divisione Sirte 70° Rgt. Ftr. Sirte LXJ I3tg . Compl. Sirte Btg. CC.NN. volontari della Libia 2 Cp. CC.NN. d ella Div. 28 Ottobre 61a Cp. Anticarro Sirte com.te 43° Art. con i gruppi I e III (100/ 17 e 75/ 27) com.te 55° Art. con i gruppi l e III ( 100/ 17 e 75/27) l Gr. 100/ 17 del 22° Alt. III G r. 100/17 del 10° Art. di Cd'A. XVII Gr. 105/ 28 del 10° Art. di C.d'A. LXI Btg. Misto Genio Sirte Elementi d e i servizi Sitte e un ospedaletto da campo.
Concetto dffensivo Te ne re ad oltranza la p osizione di resiste n za costituita d alle opere sernipe rmane nti; addensare le magg iori fo rze cd i maggiori mezzi di fuoco nel tratto più pe ricoloso d e l settore , d alla ro ta bile di El Adcm (esclu sa) a lla rotabile Tobruch-Oe rna (compresa); sfe rra re rapida ccl intensa azio ne contro i mezzi corazzati ne mici in fase di attacco e tempestivi contrassalti con le riserve di settore contro i re p a rti attaccanti che fossero riusciti ad infiltrars i tra i ridottini della p osiz io ne d i resistenza.
Ripartizione della forza 11 settore occide ntale venne ripa rtito in d ue settori:
La Piazzt1:fi>rte di 7'obruch
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Settore 70° Fanteria: (com.le ten. col. Maltese)
con due btg. del 70°, I e III più la 4" Cp. mtr. del II Blg.; 2 cp. del LXl 11tg. mlr. Sirte; 61" Cp. pezzi da '17; dalla rotabile di El Adem (esclusa) alla ro tabile Tobruch-Derna (esclusa) - - - - - -- -- - +- -- ~ _ _ _ __ ___, Settore Btg. CC.NN. Libia: dalla rotabile Tobruch- Dcrna (com.te Seniore Cianchetli) (compresa al mare) Tutte le artiglierie a disposiz ione schierate nel settore del 70° Ftr. con un gruppo 100/ 17 avente possibilità cli a:Lione anche nel settore ntg. CC. NN. dell a Libia. Ill Btg. 70° Flr. (meno 4" Cp.) Per la costituzione di capisaldi atti 2 Cp. CC.NN. 28 Ottohre a costituire una terza linea di difesa 1 Cp. LXT 11tg. Mtr. col II Btg. del 70° 11anteria in LXl Btg. Compi. Sirte posizione tale da agire come riseiva ai miei o rdini almeno con la sua 1" Cp. Arditi (Cp. Arditi del 70°) da tenersi sempre in poten;,:a e alla mano.
Organizzazione di difesa a) posizione di resistenza La posizione di resisten7~ fu costituit1 dalle opere semi-permanenti che vennero tulle armate e presidiate. I.a maggior patte, tanto avanzate che aJTetrate, furono munite di pezzi anticaJTo o da 47 o da 20 (fuciloni Solothurn e mitragliere) o da 65/ 17. L'annamento delle opere (e soltanto per qualcuna di esse poiché man mano nei mesi precedenti le opere stesse e rano state disannate) e ra costituito da mtr. Schwa rzlose che, come è noto, n on avevano proietto perforante. Prow idi pe,tanto a sostituirle e ad integrarle sia con le mtr. Fiat del 70° Ftr. e delle due cp. del LXI Utg. Mtr., sia con altre mtr. Fiat trovate nel magazzino art. di Tohmch. Dallo stesso magaaino, per potere fornire ogni opcrn , o quasi, di almeno un peZ7.o anticarro furono tratti alcuni pezzi eia 65/ 17, cb 47 e mitragliere da 20. Vennero tratte anche, allo stesso scopo, dai campi d 'aviazio ne abbandonatj, alcune mitragliere da 12.7. Tutte queste anni erano in uno stato d i conse,vazionc compassionevole; si dovette ripulirle e rimetterle in ertìcienza. Si dovette altresì improvvisare il personale con speciali corsi accelerali, tiri, ecc. E' da notare, inlìnc , ch e le armi d'aviazione da 12.7 poco si preslavano per il tiro a tem1 a causa della forte cele1ità di tiro e della loro facilità di inceppame nto. Jn ogni sottosettore, cp. e plot. fucilieri dei due lltg. del 70° e del Rtg. CC.NN. volont1ri della Libia, che a presidio delle opere non trovavano impiego, vennero opp011unamente appostate, con sistema:Lione a Gtposaldo, nell'intervallo d elle opere stesse per agi re sia con azione di fuoco sia di contrassalto contro le fantc,ie nemiche che fossero riuscite ad infiltrarsi.
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b) seconda linea di difesa La seconda linea di difesa, con1e già accennalo, fu cost1Lu1La con lo schieramento dei sette g ruppi di a rt. a disposizione, anch'essi sistemati a capi.saldi, i,rovvedendo, come g ià indicato, a rafforzare nel miglior modo il terreno intorno a lle batte rie e aumentand o le rntrp. in distribuzio ne a lle batterie e ai g ruppi. Negli inte rvalli tra i vari capisaldi, erano stati inoltre sistemati plotoni di fanteria (tratti anch'essi dalle cp. fucilieri de l 70° Ftr.) con mtrp. , essenzia lmente per azione di contrassalto. c) terza linea di difesa Venne finahne ntc imbastita questa linea costituita da tre capisaldi: uno (Btg . Compi. Sirte) situato i.J.nmcdiatarnenle ad est di Fo1te Solaro; uno (Il Btg. 70°) in zona di Forte Pilas trino ed infine il terzo a q. 144 con le due Cp. CC.NN. 28 Ottobre. Tra il Pilastrino e la q . 144, essendo la dista n7a tra i due capisaldi molto forte , venne impiegata la restante cp. del LXI ntg. Mtr. Sirte con caposaldo di collegamento di ci,. E qui ritengo di dover c hiarire che le dominazioni di "Forte Pil astrino" , "l. ortc Solaro" ccc. non rispondono affatto alle realtà d e lle cose. Si trattava cli vecchie u,s1.ruziu11i assai. modeste, <lue o tre piccole camerette con soffitto in la mie ra, circondate da un muro per la difesa vicina , co struite durante la prima occupazio ne di Tobruch nella gue rra libica p e r la difesa dei nostri re parti. contro i ribelli arabi .
Ordinamento dell'artiglieria Com.te a tt. di settore: col. Uonfanti com.Le del 43° Art. Sirt e Ragg ruppamento est col. Tramontin con i gruppi: lll/10° schieralo nei pressi di Sidi Che iral la Settore d el II/ 55° schierato ad ovest di Sidi Chciralla l Utg. 70° Ftr. XVTT/ 10° schierato in zona di Bir Segerad Raggruppame nto ovest (col. Ronfanti) con i g ruppi:
III/ 43° schierato a 2 km. a s ud del Pilastrino 1/13° schierato a 4 km. a sud ovest de l Pilastrino I/ 22° .schie ralo in zona di G iandia I/ 55° schierato in zona ad est di Giandia
Scllo re del 3° Btg. 70° Ftr. ed il I Rtg. del 55° con a:l.ionc anche ne l setto re (parte est) del Btg . CC.NN. Libia, specie a cavallo cld la rotabile Tobruch-Derna. Il colo nne llo Pirisi col suo cornando (10° Art. di C.d'A.) venne da me incaricalo della sorveglianza, d e ll'add estrame nto, della ubica7.ionc e del
!1,t
Piuzzt~/rnte di 'f'obruch
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masche ramento dei pezzi anticarro delle opere. Questo provvedimento si mos trò quanto mai re dditizio anche in considera7.ione del fatto che la maggior parte di tali pezzi erano serviti da p ersonale improvvisato. d) organizzazione della osserva7.ione e dei collegamenti Per l'organizzazione dell a osse1vazione così necessaria in quella zona che non offriva ch e limitatissimo campo di osserva zione naturale data l'enorme ampiezza della fronte da difendere e l'assoluta mancanza di osservazione aerea, furono costituiti quattro osservatori divisionali e ventotto posti di osservazione d'artiglieria (tra veri e propri osservatori ed osservatori di circostanza scarsamente dotati di mezzi) ch e assorbirono molto personale e richiesero allo stesso un lavoro d i turno davvero massacrante che venne, d 'a ltra pa,te, compiuto con altissimo senso del dovere, con zelo, disciplina e massima efficacia. Per qu anto si riferisce ai collegamenti , tutto quanto ho detto circa l'ampie7.Za del setto re dà una idea dell'enorme lavoro da compie re per assicurare che i collegamenti divisionali potessero funzionare a nche e soprattutto durante lo svolgersi dell'azione nemica . ta cp. collegamenti del LXI Btg. genio Sirte compì dei veri e propri miracoli . I comandi di settore, gli osse,vatori d ivisionali e tutti i capisaldi vennero collegati fra di loro e col comando della divisione con due e anche tre linee telefonic he a diverso pe rcorso; i capisaldi della posizione di resistenza vennero anch 'essi collegati telefonicamente con le varie opere costituenti i capisaldi stessi. Per far ciò, oltre all'impiego di tutto il materiale in dotazione, s i dovette ricorrere al ripiegamento di molte linee permanenti della piazza non necessarie e di quelle dei campi d 'aviazione abbandonati. Un lavoro e no rme compiuto anch e questo con instancabile fervore d e i genieri della divis ione. Collegamenti radio vennero stabiliti con i comandi di s ettore e con tutti i capisaldi della posizione di resistenza. Ciò natura lmente o ltre tutti i collegamenti radio telefonici di artiglieria anch 'essi, questi ultimi , a duplice, triplice linea. e) organi7.Za7.ione dei servizi Hitengo s uperfluo scendere ne i d e uagli circa lo schie ramento ed il funzionamento dei limitati se rvizi divisionali. Problema particola rmente difficile d a risolvere dato i pochissimi mezzi di trasporto a disposizione fu il rifornimento dell 'acqua che dalla zona di Tobruch e Pilastrino (ove esistevano impianti idrici permanenti) occorreva trasportare sino a repa1ti schierati in così ampia fronte. Tutto fu organizzato in modo esemplare e i re p arti furono sempre riforniti regolarmente . E poiché e ra d a prevede rs i che in casi di attacco e per l'intensificarsi de lla sempre presente azion e aerea e per l'azione de lle artiglierie avversarie, sarebbe stato difficile, spcci~ilmc nle di giorno, provve dere a l funzionamento dei servi7.i più essenziali cd anche per assicurare ad ogni re parto la possibilità di vita per qua lc he g ior-
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Tiziana Furlan
no in caso che per azione nemica fosse rirnaslo isolato, e ra stato provveduto ch e tutti avessero quattro unilà di fuoco, quattro giornate di viveri a secco e quattro di acqua. Tutte le nolli inoltre, si re integravano le munizioni sparate nella giornata precedenle. Parlicolare preoccupazione destava il rifornimento lubrificanti e g rassi per le armi automatiche e p e r le artiglierie. La cosa era aggravala dal ghibli che per ben due volte e per la durata ogni volta di tre giorni, imperversò n e l periodo immediatamente precedente all'attacco. Ma anche ques to si poté soppe rire sia con le scorte esistenti n e l magazzino arliglieria di Tobruc h sia con qualche fu slo di o lio di ricino rinvenuto abbandonato ne i can1pi di aviazione. f) posto di comando TI comando tattico della divisio ne (col comando art. cli settore) s i dislocò 1 km. circa a nord di Fo1te Pilastrino in un piccolo uadi c nlro il caposaldo di terza linea costiluilo dalle tre cp. fucilieri del Il lltg. de l 70°.
In ddiniliva lullo quanto era stato possibile fare per l'organizzazio ne della difesa aumenlando l'efficienza del settore era slalo fatto e ciò in mezzo a difficoltà di ogni sorta , con continui necessari ripieghi, con la voii enormi che avevano messo a dura prova tutti i re p arti dipendenti. Ed iJ tutto, compiuto in una almosfera febbrile di lavoro sen 7.a soste e di enlus iasrno aveva altrcsì dimostrato a ncora una volta, se pur necessario , che la Divisione Sirte era unilà di grande rendimento, di fe rrea disciplina , di addestramento complelo s ulla quale si poteva fare s icuro cd assoluto affid ame nto anche per .la prossim a grande prova cui si doveva andare incontro. Ad o nta di Lulle le difficoltà incontrate, ad onta dd fallo che, specie dopo il completamento de ll'a ccerc hiamento d e ll a piazza da parle de ll'avversario, tutti sa pevano ch e non era possibil e contare s u aiuli di sorla , tu tti, ufficiali, fanti, arliglie ri e genie ri d e lla Sirte si dimostrarono assai fiduciosi e conservarono morale elevatissimo. Nelle numeros issime ispezioni diurne personali ed in qu elle altrettanto nume rose fatte eseguire di giorno e di notte da ufficiali del mio coma ndo , risultò sempre che Lulli si prodigavano con fede e con e ntusiasmo, sopporta vano con grande sere nità ogni disagio e si auguravano c he l'attacco nemico si sferrasse contro le p osi:lioni de lla Sirte ormai ben presidiata e ben munita in relazione ai mezzi a disposizione. Per quanto quindi il nemico circondasse Tobruc h , fosse di g ran lunga più numeroso, per quanto da tutti si sapesse che era munito di mezzi assai potenti , molto più potenti di que lli della difesa, per quan to all'assenza totale del la nostra aviazione fa cessero riscontro un'intensa, conLinua e d esasp erante azione di quella ne mica , Lulle le truppe ciel mio setlore erano permeate de lla convinzione ch e l'avversario aveva di fro nte a sé un osso m o lto duro d a rodere . Nella mente di tutti i coma ndi e di tutte le tn1ppc dipendenti vennero be n radicati i seguc nli crileri:
la Piazzaforte di Tobntcb
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che elc i mezzi cli attacco avve rsari i più pericolosi dovevano sempre essere con siderati quelli corazzati; che non esisteva aggirame nto; che nessuno e per nessun motivo doveva muoversi dal suo posto e perciò resistere sino a ll'ultimo; che non esistevano direzioni pericolose e pe rciò ogni mitraglia trice, ogni pezzo anticarro, ogni batte ria doveva p ote re sparare sui 360°; che pe r l'art. n o n doveva esistere nessuna preoccupaz ione a ll 'infuori di quella di battere i carri nemici ovunque si presentassero; che in caso di mancanza di ordini per inte rruzio ne d i collegamento ognuno doveva sopp erire di iniziativa te nendo presente sempre l'obiettivo principale rappresentato dai carri; ch e in attesa, purtroppo vana, di una ricomparsa della nostra aviazione, occorreva reagire contro la sempre presente aviazione nemica solo quando essa si fosse presentata con azion i a volo radente contro le nostre posizioni; le mitragliere antiaeree da 20 dovevano q uindi a nch'esse svolgere prevalenteme nte azio ne anticarro. E tutti, p e r lo spirito combattivo da cu i e rano animati, per il fatto che s i intuiva che Tobruch ra pprese ntava l'ultimo efficace baluardo all 'ulteriore avanzata nemica su tutta la Libia, pe r la difesa del buon nome delle arm i italiane , tutti, ripeto, indistinta m e nte i militari della Sirte, i giorni della prova , compirono magnificamente il loro dovere e se il nemico riuscì nel suo inte nto lo dovette soltanto a lla s ua stragra nde, schiacciante superiorità di mezzi. [... ] Azione nemica dal 5 al 19 gennaio 194 1 Durante l'azio ne ne mica p e r l'avvolgime nto e l'attacco della piazza cli Bardia, periodo che può calcola rsi "grosso modo" come avvenuto dal 20 dicembre 1940 a l 5 gennaio 19/i l , l'azione avversaria , solo con mezzi a utoblindati, fu sporad ica e saltua ria. Soltanto alcune a utoblinde facevano d i tanto in ta nto la loro compa rsa tene ndosi sempre a rispettosa dista nza dal p e rimetro del le nostre difese. Quando possibile e in relazion e alla gittata dell'a ,t iglieria esse furono battute e qualcuna colpita e distrutta. Una di esse, a nzi , spintasi incautamente e forse inconsciame nte sin negli imm edia ti press i d e lle nostre difese fu d apprima colpita, immobilizzata e qu indi catturata con tutto il personale. An che la colonna mobile di C.A. (composta di truppe e mezzi della Sirte) cattu rava con brillante azione tre a utoblinde e vari prigionieri. L'aviazione nemica comple tamente padrona de l ciclo , continua intanto la sua azio ne di martellamento. Subito doro la caduta di Uardia , cioè sin dal 6 ge nnaio 1941 , venne da parte de l ne mico com piuto inte rame nte l'accerchiamento de lla piazza di Tobruc h co nto rnando la p iazza stessa con propri reparti e s pingendo e le me nti motocorazzati su lla rotabile 'l'obmch-Dcrna sino a circa 30 km. verso o ccid c n-
Tizia11a Furla n
te. E le puntate nemiche con mezzi mo to-co razzati a tte a saggia re la consiste nza d elle nostre difese si moltiplicarono sempre più giorno e notte iniziando inoltre il ma,te llarnenlo delle nostre organizzazioni oltre che con la sempre presente avia zione anche con le a rtiglierie . Queste punta te di mezzi corazzati ne mici e q uesle azioni d 'a ,t. che, ripeto, o a scopo d i ricognizion e e p e r des tare allarme o per studiare la reazione dei nostri m ezzi di offesa o di d ifesa il nemico compiva sempre più , col passare d e i gio rni venivano effettu ate con mezzi maggiori e sempre trovarono le nostre tn1 ppe vigila nti e la reazione sempre pronta, vivace, rigorosa, sempre con perfetta coopera zione tra la ftr. e l'art. con vigore, tempestivame nte si scatenò la nostra reazione conlro gli e lementi corazzati e le art. avversarie con le quali ultime vennero impegnate lunghe e pesanti azioni di controballe ria nonostante le artiglierie avversarie fossero di magg iore gittata e potenza e di duelli avvenissero in p a ra lle lo a lle azioni dell'aviazione avversaria dominante incontrastata ne l cie lo. Fra le tante azioni svolte dall'avversario in questo periodo merita particolare me nzione quell a d el 17 genn aio. All'imbrunire di Lale giorno infatti l'avversario sferrò un forte allacco con fante ria, appoggiato da mezzi corazzati, principalme nte contro le posizio ni tenute dal I Btg. del 70° Flr. e contro la zona cli Ras Medaner. Tale attacco che, se avesse colto di sorpresa le nostre difese, avre bbe forse a nc he po tuto trasformars i in risolu tivo, venne pronta me nte seg na lato dalle posizioni di prima linea e dagli osservatori. Su di esso s i scate nò, pronta, violenta, la reazione clell 'arLiglieria e dei mezzi a nticarro e dopo circa mezz'ora venne arrestalo e respinto. TI Comando Supe rio re A.S. , intercettali comunicazioni radio britanniche d e nuncianti lo scacco subito e lamentate le co nsiderevoli pe rdite soste nute , in viò al coma ndo de lla p iazza il suo elogio . Di ta le elog io feci pattecipe tutti i re parti d e l settore occide ntale che trassero così rnoLivo di forza d i coraggio per le prossime , immancabili d ure prove. Azione nemica del 20-21-22 gennaio T) Preavvisi del probabile imminente allacco d ecisivo furono vari :
a) nella g io rnata d e l 20 e p e r tu tta la giornata fu no tato dagli osservatori un più sostan zioso m ovime nLo, mo vimento piLì che altro reso vis ibile d alle colo nne di polvere sollevate dagli a uto mezzi in m ovime nto. Solo dagli osservatori, ripeto, p o iché non so per quale motivo il comando de ll a p iazza aveva vietato n e l modo più assolu to che venissero inviate p attuglie esterne che più vo lte, dal 6 gennaio in poi, avevo richiesto cli potere effettua re. Più particolarme nte nel pomeriggio de ll o stesso 20 gennaio , g li osservatori della di vis io ne d islocati in zona di Ras Me daner, notarono una grossa colo nna , valu-
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lala di o ltre 200 auto mezzi , dirella ad Acron1a e da qui s ulla litoranea Tobruch-Oe rna; L>) l'a1tiglie ria avversaria ru , nella giornata del 20, assai più attiva che nelle g iornate precedenti. Eseguì parecchi e nutriti concenlramenti s u tutto il fro nte delle opere e d elle batte rie e p iL1 parlicolarmente su g li osse,vatori; c) più attiva del solito, se pur possibile, l'aviazio ne con numerose azioni di bombardamento s ulle opere e s ulle batterie (87 incurs io n i); d) più inte nso traffico radio nemico, assai maggiore che no n nei giorn i precede nti, di radio cifrati. II) Tutto quanto ho sopra indicato dava c hia ra sensazione che l'attacco
decisivo potesse an che essere immine nte. Ed in concorda nza con le previsioni la notte s ul 21 fu p a rtico larmen te alliva. L'aviazion e nem..ica accrebbe s pasmodicamente la propria atti vità con un continuo carosello d i apparecchi sul cielo della piazzafo rte e l'a rliglieria avversaria, sem pre vivacemente controbattuta dalla nostra , fu anche essa attiv issima. Circa alle o re 1.30 della notte del 2 1 gennaio, incrociatori ne mici dallo s p ecchio d 'acqua ad ovest de lla rada di Tobruch a prirono il fuoco OH1 tro le p osizioni del sellore occide ntale con l'intento io ritengo, di incide re essen zialmente s ul morale d e i dife nsori, p o iché un tale tiro notturno, ma n cante di osservazione, no n poteva far s perare di provocare g ravi danni. li tjro slesso, effettuato con p roielli da 381, si prolungò pe r circa un'o ra e mezza senza possibili tà da p arte noslra di alcuna reazione p oiché l'unica balleria costie ra c he p er g ittala idonea avrebbe potuto agire non aveva , per cau se varie, potuto inte rvenire . Alle ore 6.00 del mattino , infine, il liro de ll'art. ne mica ass unse vero e proprio carattere di pre pa razione. Tale liro e ra rivolto esclusiva rnenle sulle opere della p osizio ne di resisle nza e sulle artig lierie; l'a vversario, evidentemen te, no n s i preoccupava di effettuare varchi n e llo sparuto reticolato riservando il compilo d ella s ua distruzione ai carri.
21 gennaio, ore 7.30 L'intenso bombardame nto ne mico sulle opere e s ulle a ,t. poco prima delle 7.30 si affievolì sulle o pe re di prima linea pe r con centrarsi invece maggiormente su lle artig lie rie e sui cornandi. Alle 7 .30 subito a vvis lalo dagli osse rvalo ri si de lineò un attacco in massa con m ezzi cora'.lzati su lre d irezioni fra Ras Me da ne r e Sidi Cheira lla . Il più fotte degli altaccl1i s lessi e ra diretlo s u Ras Medaner. Subito si scate nò il tiro d i sbarramenlo de lle nostre a,tiglicrie, pre c iso e vio le nlo. Altrettanto precisa e vio lenla la re az io ne di tutte le truppe in vestite con mitragliatrici e p ezzi a nticarro. L'attacco fu n e ttame1 1te <11Tcst,110 e
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quindi i carri armali avversari furono costre tti a ritirarsi: alcu ni di essi rimasero sul terreno colpili o distrutti. Alle o re 8.30 circa sul fronte del settore occidentale tutto, ne l complesso, era rientrato nella normalità, tra nne, si intende, l'azione dcll'avia:lione e dell'artiglieria n emiche sempre vio lente. De ll e azio ni svolte sino a qud momento detti notizia al comandante della piazza. Ore 10.00~ il comandante della piazzafo,te mi comunicava la dolorosa notizia che mezzi corazzati nemici erano riusciti a sfondare le nostre difese nel settore o rienta le nella zona di 11ir c l Juncs tra le opere 55 e 61 e cioè quasi alla saldatura tra i due settori o rientale e occidentale e che un violento cannoneggiamento era tuttora ivi impegnalo. Conseguentemente ordinai a l coma ndante dell'art. divisionale, previa osservazion e, d i effettuare concentramenti in quella zona ed avvertii tulli i comandi dipe ndenti e patticolannentc il 1/70° e il raggruppamento est di a1tiglieria d i prepararsi a far fronte ad eventuali attacchi del nemico con provenienza da oriente pur mante nendosi pronti ad agire nei seltori normali loro affidati. I miei ordini vennero prontamente e fedelmente eseguiti. Ore 10.30: dopo breve ma violenta azione di art. una d ensa massa di mezzi corazzati avversari puntavano s ulle nostre pos izioni di Ras Medaner. Ancora una volta l'intensa azione anticarro dei mezzi cldlc opere e delle art. de l settore avevano ragio ne del nemico che ripiega va disordinatamente dopo ave r subito perdite. Ore 1,'.).00: il tenente Cassina del 1/70°, comandante del 10° ca posaldo (di giunzione con il settore orientale) mi dava comunicazione che il nemico, dopo avere occupato il caposaldo di estrema d estra del settore orientale, iniziava l'avan:r.ata contro le s ue posizioni. La s tessa comunicazione ricevetti dal col. Maltese, comandante del sello re d el 70° e d al m aggiore Quintil iani , comandante del Utg. Ordinai al comandante dell'artiglieria di visionale di agire a sostegno dd trailo minacciato e seguii l'azione fino a quando dai vari comandanti interessali e dall'osse rvatorio divisionale dislocato in quella :r.ona mi venne assicuralo che l'attacco era stato respinto. Ore H.00 - ore 16.00: le no tizie che intanto, man mano, il coma ndante della piazza mi comun icava e rano tutt'altro che confortevoli. L'avversario, sfondalo il sellore orientale nella zona de lla rotabile di El Adem, aveva aggira lo e travolto i vari capisaldi e si era spinto s ino al quadrivio di El Adern. Qu ivi era s tato fermato temporaneamente per l'azione d Ecace e valorosa svolta dalla riserva della piazza (col. Cascino comand ante del 69° Rgl. Flr. Sirte) ch e eseguì il contrattacco ordinatogli molto valorosamente. Successivamente però tale riserva (ridotta orma i a poch i clementi) era costre lla a ripiegare occupando la posizio ne pe r essa stabilita ne i pressi del caposaldo di terza linea di q. 144. Contro le truppe nemiche dapprima in sosta in zona del quadrivio di F.I Adem e quindi in attacco contro il caposaldo cli terza linea e di cstrc-
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ma destra del settore orientale agivano, a mio ordine, i gruppi del raggruppame nto est del settore occidentale . In seguito l'attaccante, continuando ne lla sua a vanzata , riusciva a travolgere an c he (JUe st'ultim o caposaldo. Pe r c hiarire la situazione ed a scopo di o ttenere informazioni poic hé i collegame nti erano venuti a mancare, inviai il maggiore Franzorini del mio stato maggiore presso il caposa ldo d i (J. H /i . L'ufficiale, in mezzo ad una vera te mpesta di fuoco e sotto un infe rnale b ombardamento d 'aviazione, riuscì con molto valore ad asso lvere il su o compito. Rientrò poco prima de lle 16.00 confermandomi le dolo rose no ti7.ie relative ormai all'inte ra caduta del settore orientale ; l'avversario e ra in stretto contatto con una impo ne nte massa di carri e di fante ria, col cap osa ldo di q. 144 e sembrava si apprestasse, scivolando verso nord, a punta re s u Forte Solaro e qu indi verso la :wna di ubicazione del comando d e lla piazzaforte. Ore 16.00: do po una breve preparazio ne d 'artig lieria il nemico te ntava ancora una volta di attaccare con le fante rie protette da carri la zona d i Sidi Che iralla ma il pronto interve nto delle a rmi automatiche, d e i mezzi anticarro e d elle artiglierie del se tto re a vevano ancora ragio ne del nemico e de i s uo i mezzi corazzati. Caduto il g i,ì citato ulLimo caposaldo di te rza linea del s ettore orientale chiesi e d ottenni J a l coma ndo della piazzafort e di pote r disporre di quanto rimaneva della riserva mobile (col. Ca.scino), 69° Ftr. g ià forte me nte provato nelle azio ni di contrattacco sul bivio d i El Ade m , p e r chiude re la falla prodottas i tra il cap o saldo di q. 144 e Tobrnch. Ordina i così al comandante de l 69° Ftr. cli occupare con i reparti rimastig li il tratto tra il caposaldo di q. 144 ( I1tg. CC.NN. 28 Ottobre) e il Forte Aire nti co n il compito protettivo d e ll 'ala sinistra del settore o ccide n tale. Le artiglie rie d el mio settore nel frattempo non cessarono un solo istan te dal far fuo co s ia con azio ne n el settore, sia concorrendo con quelle che vi aveva no azio ne a lla difesa de l settore orie nta le e in ultimo contrastando , con precis i concentrame nti , successivi te ntativi a vversari di dilagare ve rso il Solaro e ve rso il Pilastrino . O re 17.00 - ore 19 .00: ricevetti l'uhi..rna comunicazio n e tele foni ca d el gene rale Pilassi Manne ll a , comandante della piazza . In essa , m e ntre mi confe rmava tassativo l'ordine cli resistere ad o ltran za dopo avermi esp osta la situazio n e del suo com ando ormai prossi mo a lla fine, mi comun icava g li o rd ini d a lui impartiti pe r le distruzioni varie d ate a l comando navale d ella piazza, al delegato di intendenza , al ca po d ell'officina mo bile au tom obilistica e a qua nti altri ave vano mate riale in consegna. Inta nto i mc z:,".i corazzat i ne mici, seguiti da fante ria , d o po aver s uperato il capo saldo d i q. 144 attaccavano il fronte orientale del rido tto Pilastrino e malg rad() 1:-t vio le nta re azio ne de lle armi del rido tto d elle alt. del setto re e d e lla h:1 1t c ria antiaerea d e lla l{ _M_ di Pilastrino, riuscivan o a travolgere il s,ilie nt c nordo rie nta le del ridotto stesso. Riuscivo però a ristabilire la s itu:1zio 11c con un pro nto, deciso contrattacco condotto da lla compi. arditi del 70° F1 r. ,
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Tizia na Furlan
appoggiato dalla efficace azione d e l 1/ 43° c he, all'uopo, sotto la vio lenta a7.io ne dell'artiglieria e dell'aviaz ione ne mica, dovette, per eseguire il s uo compito, effe ttuare un impeccabi le cambio di posizione. Cadeva inta nto la sera. Procede vano nel fratte mpo le distrnzio ni ordinate dal comando piazza con rumori di scoppi assordante e col c ic lo che era tulio un bagliore di fia mme. Il nemico approfittava de ll 'oscurità della notte per serrare i re parti e per avvolgere il ridotto Pilastrino pre parando così l'allacco che svolse poi il rnallino seguente con la divisione australiana appoggiala da impone nti mezzi corazzati. Ore 23.30: in risposta alla mia comunicazio ne circolare inviata ai repa tti dipendenti nella quale e logiavo tutti p er l'eroico contengo te nuto nella g io rnata ed in particolare modo il te ne nte Cassina, comandante del 10° cap osaldo, per il suo compo,tame nto nel combattirnenlo delle ore 13.00, ebbi da quest'ultimo in risposta il seguente fonogramma : "ore 23.30, da comando Emma (nominativo 10° caposaldo) a comando Sora (nominativo comando settore} sens ibile vostro encomio ufficiali e truppa 10° caposaldo vi confe rmano di difende re ad oltranza caposaldo stesso e di re ndersi deg ni d ella vostra fidu cia. Comunico velivoli ab battuti 2; il secondo è caduto oggi 21 coffentc alle 16.15, 1.500 m. , a venti op e ra n. 33 firmato te n. Cassina". Impartivo sche letrici e categoric i o rdini ai comandanti di settore ed al co mando di artiglieria, sia pe r la resisten za ad oltranza in posto, s ia p e r la sicurezza e la tempestiva reazione d a attuare pe r la notte e pe r il gio rno successivo. D avo anc he o rdini p e rché nel caso s i fosse stati costre tti a cedere si provvedesse alle necessarie distruzioni.
Giorno 22 gennaio - ore 7.30 Il caposaldo d e l Pila.strino e ntro il quale, con sis temazione campa le , e ra situato , com e ho già detto, in uno uadi a sud del Pilastrino stesso, il mio co ma ndo e ra stato completame nte avvo lto e d isolato . Alle 7 .30, pre ced uto da vio le nta azione di artiglie ria e da spezzon amento aere o a bassa quo ta , aveva inizio l'attacco ne mico condo uo con mezzi di fante ria e corazzati pre ponderanti. Le esig ue forze d e lla difesa senza armi a nticarro impegnavano combattime nto e ro ico ma purtroppo asso lutamente ineguale ed alle 10.30, dopo strenua difesa con dotta con indomabile vio le n za , una o ndata della 6a Divisio ne Au slraliana irrompeva s ul coma ndo d ella Oivisio ne 5·irte ferendo a pochi passi da me e grave m e nte , un carabinie re e d un piantone armato. Era , pu1troppo , la fine; anc he ogni resistenza indiv idua le e ra assolutame nte impossibile. Ad un capita no australiano sopragg iunto chiede vo di co nfe rire col comanda nte de lle su e truppe e invia vo a ssie me a lui il mio capo di S.M. pe r g li accordi da prendere . Il comandante della Division e Australia na , a mezzo d i un mag giore , mi consen tiva la racco lta <legli ufficiali del coma n do e l' invio all'osp e dale d el co l. Ma ltese
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(comand ante del 70° fante ria) a mma lato e i militari del coman do feriti. In tutta la battaglia di Tobruch , dal 6 a l 22 gennaio, fanti, artiglieri e genieri del settore occide ntale s i comportavano tutti bravam e nte e per non pochi d i essi il contegno tenuto può qualificarsi eroico. Cli ufliciali si d istinsero in pa,ticolar modo; non sapre i proprio a chi attribuire maggior m e tilo. Dal mio comando, instancabil e, p ronto, duttile, in me7.Zo alle continue d ifficoltà, ai ripieghi più impensati per risolvere situa7.io ni talvolta quasi insolubili; a l colonndlo Bonfanti, comanda ne d 'alt. d i eccezio ne; al colo nnello Cascina (comandante 69° fant.) che cond usse l'a7.ione di contra ttacco della rise,va del comando piana in modo encomiabile e con grande valore; al colonnello Maltese (com .te 70° Ftr.) c he n egli ultimi giorni, ammalato, con fehhre alta, non volle lascia re il suo posto di comando; al capitano Montanaro, infine, com.te del genio di visiona le che non ebbe pari per p e tizia e tecnica. Vorrei nomina rli tutti gli ufficiali della mia bella e sfo,tunata divisione alla quale avevo dedicato tulla la mia energia, tulla la mia anima. Né d eve considerarsi m e no eroica l'azione svolta da i compo nenti dei vari capisaldi del settore ne i gio rni 23-24. Questi , violati, circondati, battuti d a ogni parte, resistettero bravamente sino al lirnile delle possibilit:cì umane e si no a quando ebbero esaurite munizio ni e viveri. Le perdite su bite d alla Divisione Sirte n e lla battaglia di Tobruch furono gravi. Non mi è possibile fornire dati precisi, ma da un compito sonunario ottenuto da quanto ricordo e per inte rrogatori ri volti ai vari elementi rientrati finora d alla prigionia, esse, su una for7.a a pprossimativa della divisione d i 350 ufficia li e 7.000 uomini di truppa si posson o così calcolare: mo ,t i - ufficiali: 18 - tmppa: 300 feriti - ufficiali: 30 - truppa: 900 xxxH_
Comando Guardia alla frontiera - piazza di Tobruch - J>iario Storico dal 1 O giugno 1940 al settembre 1940
(Vengonu ripurtati gli eventi più signijìcativi che interessarono fa piaz zajorte di Tubruch, in particolare i homhardamenti aerei. l i diario storico purtroppo si interrompe al 30 settembre 1940, in quanto il carteggio successivo è andato disperso per cause helliche). 2 GIUGNO Continuan o le opera;;,.ioni pe r la evacua7.ione della pop o lazione c ivile del centro abitato di 'l'obruch .
'·"" Relazio ne del Ccncmlc di d ivisio ne Vincenzo D ella Mura . comand anle la l)ivisi,>11L· di ,.-,11,1c..-ia 1160/ /C. fascicolo I O).
Sirt<' (AUSSME, Fo ndo N 1/ 11 , busta
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'J'iz iana Furlan
3 GlUGNO Continua lo sgombero della popolazione Usufruiscon o dei noleggiati cli ritorno in patria.
civile
di Tobruch.
10 GIUGNO È completa lo lo sgombero della popolazione civile e araba. Ore 20: il Comando d ella 10a Armata comunica inizio ostilità per le ore 24.00. 11 GIUGNO Prima incursione aerea da parte inglese contro il campo d 'aviazione di El Adem. Lievi danni. Un aereo sorvolando il XXXI/1 Gruppo Artiglieria e l'accampam ento di q. 131 lascia cadere alcune bombe e spezzoni e mitrag lia g li accampame nti senza arrecare alcun danno. 12 GIUGNO Verso le ore 3.45 del mattino Tobruch viene attaccata da tre squ adriglie cli bombardieri inglesi e da navi a largo della baia. Le nostre aniglierie costiere e le batterie conLroaeree, con le m itragliere, reagiscono viole n temenle all'attacco. Anche le artiglierie della Nave S. Giurgiu, ancorata nella baia, entrano in azione. Le batterie controaeree no n colpiscono nessun apparecchio nemico, però il loro fuoco è s ufficientemente intenso per mantenere gli aerei ne mici ad alta quota. In conseguenza, le bombe lanciate non colpiscono gli obiettivi scelti e causano solo lievi danni. Una bomba cade sulla casetta che ospita l'Ufficio Tappa. Il maggiore capo ufficio vie ne ferito . Una seconda bomba colpisce la banchina ferendo alcuni marinai. Un incrociatore inglese da 10.000 tonnellate viene dapptim a colpito d alla batte tia costie ra Dandolo e dalle att iglierie d e lla S. Giorgio-, viene poi si lurato ed affondato d a un nostro somme rgibile . Una nostra vedetta, vicina a ll 'entrata d e l p o rto, viene colpita dalle artig lierie navali nemiche ed affonda con i ventisette uomini di equipaggio. L'attacco aereo navale dura circa un'ora . 16 (-;HJCiNO Ore 6 .00: incursio ne aerea in Tobruch. n o mbarda m e nto del campo d i avia7.ione ' l'.2 e del deposito .m unizio ni in baracche. Nessun danno per il deposito. Per il campo di aviazione, un sottufficiale ferito . Ore 20.00: allarme aereo. Efficace sbarra me nto antiaereo effettuato d alla btr. d ella H.M.
20 GI UGNO Mattino: durante le prime ore sussegue nti l'a lba , aere i ing lesi hanno
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effettuato incursioni bombardando princ ipa lmente campo aviazione '1'2: pochissimi danni. 2 1 G IUGNO Questa mattina, alle o re 2.00, aere i ingles i hanno attaccato il campo d 'avia7.ione T2 lanciando, fra l'altro, b ombe incendiarie. Poco dopo, gli stess i aerei hanno allaccato il nostro comando e il vicino d e posito n1uni 7.ioni. Sono state lanciate cinque bombe e una cinquantina di bombe incendiarie e sp ezzoni ch e ha nn o irrorato il terreno circostante a l comando e a distanza di pochi metri d alle ca taste di casse di muni zio ni . Molte d elle incend iarie son o state spente da squadre tempestivamente organizzate. Nessun danno. Più tardi , a lle o re 1.30 circa , altri ae re i han no ripetuto le incursioni. La nostra caccia sollevatasi ha abbattuto tre appa recchi. Situ azion e d e lle tru ppe inunutata. Si inizia la messa in sito di mine an ticarro "B2" ne lle seguenti 7.one del sello re Ras e l Medauar: tra 1c opere R. - Sl - S3, tra le opere l{.1 3 - R. 11 e tra le o p ere R. 21 - H. 19 - R 17. 28 GIUGNO Improvvisa incurs ione aerea inglese. Nove a pparecchi da bombardam ento bombardano aeroporto '1'2 darrneggiando due appa recchi. Reazione co ntroae re a che non cessa all'alza rs i dei nostri caccia. Due apparecchi da bombardame nto ita lia ni rientrano nel fratte mpo a l campo; uno di questi precipita in fiamme a nord del campo T2. Tale apparecchio era condollo d all'Eccellenza il Maresciallo dell 'Aria Balbo che p e risce insieme agli altri compon enti l'equipaggio.
29 GIUGNO Ore 6.30: nove bon1bardieri inglesi sorvola no con rotta sud-est a nordovest e bo m bardano il campo T2. Con rotta in senso inverso effettuano nuovamente, sullo stesso campo, un secondo lancio di bombe. Reazione controaerea interrotta per l'alza rs i dei caccia. c--;.iungc comunica zion e che qu attro degli apparecchi inglesi sono stati a bbattuti: due a ma re, uno ne ll a zon a Sceghe liff e uno a Marsa Lucch . Lascia la pia7.zaforte per schierars i fuori di essa (El Ade m) il 1°/ 100/ 17 del 22° Raggruppamento. Si schiera fuori de lla pia;,.zaforte a Bir e1 Azazi (otto km. a sud di Sidi Mahmud) il IIT Battag lio ne del 141° Fante ria in sostituzione del 11 / 158 fante ria. 30 GH JG NO Inte nsa attività aerea n emica a ll'alba fino alle o re 9.00. Vie ne ho m h: 1rdato il campo di aviazio ne di El Ade m. ln duello aereo, l'aviazione ri esce ad abba ttere a lle ore 8.1 5 un n ostro apparecchio d a caccia ed un() d :1 ri cognizio ne .
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3 U JCUO Ore 12.00: viene segn alato che giuppi autoblinde di non forte e ntità vengono a contatto e respinte a sud-est nir e l (~obi con autocolonna della 1" Divisione Libica. Intervento della nostra aviazione da bombardamento e da caccia. Tardo pomeriggio a llarme aereo e relativo bombardamento. Ore 18.00: colpito un quadrimotore avve rsario d a lla nostra caccia. Ore 17.50: otto apparecchi nemici hanno bombardato J3ir cl Gobi causando perdite. 5 LUGLIO intensa attività aerea nemica per tutta la giornata. Ore 3.30: due aere i inglesi transitano s u Tobruch. Nessun lancio di bombe. Reazione controaerea: evidente scopo di ricognizione. Ore 17 .40: improvvisa inc ursione aerea di sq uadrig lie. Totale: undici apparecchi che bombardano il campo d 'aviazione T2 e si allontanano vanamente inseguiti dalla reazio ne controaerea. Ore 18.40: nuovo allarme aereo. Ore 20.00: aerei inglesi bombardieri e biplani siluranti fa voriti d al crepuscolo con s uccessive ondate effettuano il lancio cli bombe, mine e s iluri sorvolando la baia a bassa quota . Vengono colpiti il caccia Z<=;Uìro (che affonda), il cacciatorpediniere Euro (squarciato a prua), iJ pirosca fo Manzoni (che affoncla), il piroscafo Liguria, che colpilo a poppa riesce ad arenarsi. Tre siluri diretti alla Regia N . S. Giorgio sorpassano lo sbarramento e vanno alla deriva . Forte reazion e controaerea: due abbattuti e a ltri tre non accertati. 7 LUGLIO Incursioni ae ree finite sen za danni (pomeriggio). 10 LUGLIO O re 14.00 circa, aerei ne mici hanno bombardato con bo mbe di grosso calibro e con bombe ince ndiarie il campo d 'aviazione Tobruch n. 2, la zona di bivio El Adem, batte rie d e lla R.M. , d eposito munizio ni aeronautica, 344, Batteria G.a.F., il Gruppo d el 12° Alt. df. , senza procurare d anni né al p e rsonale né a i mate riali. 12 LUGLIO Alcuni aere i inglesi hanno la nciato bombe nella zona tra El Ade m e Tohruc h senza ottenere nessun risultato. Ore 21.30: bo mba rda me nti d ella rada e base nava le da parte di a e re i ing les i con p e rs iste nza. Fo rte reazione controaerea. Nessun dan no.
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13 LUGLIO Dalle 21.30 alle ore 1.30 si sono susseguiti tredici a ttacchi aerei sulla base navale: obiettivo principale la R.N. 5. Giorgio. Sono sr.ate lanciate più di cinquanta b ombe di grosso calibro senza arrecare nessun datmo. Ugualmente senza danni sono stati bombardati: campo d 'aviazione d i El Aclern e T2. 11 LUGLIO
Dalle ore 21.00 alle ore 1.00: incursio ni aeree ad ondate su lla base di Tobruch con lievi danni e nessuna perdita.
15 LUGLIO Dalle 21.00 alle ore 2.00: ripetuti atr.acchi aerei inglesi contro la base navale di To brnch con la n cio di nun1erosc bombe che hanno prodotto lievi danni e sch egge ai piroscafi in rada cd alcune interruzioni telefoniche.
16 LUGLIO Dalle 20.30 alle ore 3.00: ripetute incursioni aeree sul cielo di Tobruch intervallate con lancio cli numerose b ombe anche di grosso calibro. Nessun danno né agli uomini , né alle cose. 17 LUGLIO Dalle ore 21.30 a lle ore 4.00: incursioni aeree a ondate su Tobruch. Forte e costante reazione controae rea evitano danni.
18 LUGLIO Dalle ore 21.00 fino a ll'alba ciel giorno 19: inc ursioni aeree su Tobruch: lievi danni.
19 LUGLIO Ore 17 .00: al la rme aereo. Compaiono s ul cielo in for mazione cinque aerei inglesi c he e ffettuano bombardamento di Tobruch. Obiettivi: dis tillatori, nuovo deposito carbura nti, navi alla fonda. Qualche danno a lle navi. Forte re a zione controacrca. Un idrosilurante inglese, colpito dalla nostra a rtig lieria controae rea, cade in mare: l'eq uipaggio viene fatto prigioniero. Sembra che l'altro aereo sia stato colpilO e cad uto in mare.
20 u Jc-;.uo Da lle o re 20.00 in poi fino a lle 9.30 del 21: incursioni aeree su 'l'ohruc h: lievi danni a qualche nave eia ca rico. 21 LUGLIO
Dalle ore 21.00 e per tulla la notte: a ripetute o ndate, incursioni aeree sulla rada; lancio di b01nbe, mine e bombe incendiarie sen za danni.
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6 AGOS'l'O Nel pomeriggio un quadrimo tore idros ilura nte inglese vie ne colpito dai nostri e.a ccia all'altezza di Scheghif e costretto ad ammarare. Al sopraggiungere del rimorchiatore d ella K. M., inviatovi p er il rec upero, l'equipaggio ha affondato l'idrovolante. Ì•: stato fatto prigioniero l'intero e quipaggio composto da otto persone (cli cui un mo rto e tre fe riti} fra essi tre u fficiali: un maggiore, un capitano e un tene nte della Royal Air Force. 8 AGOSTO Ore 17.50: allarme a ereo . Cinque bo mbardie ri ingles i avvistati p assano s ul mare al largo di Tobruch. La nostra caccia subito levatasi li inseg ue . Sembra che lutti e cinque gli appa recchi siano stati abbattuti. 9 AGOSTO Ore 17.45: bombardieri inglesi ( venticinque), s uddivisi in squadrig lie , con attacco di sorpresa hanno b o mbardato Tobruch. Numerose b o mbe ne lla rada sulla sponda sud zona dis lillato ri e batteria d ella KM. 'J 'opo. Alcune bombe sulla strada nei pressi dell'edificio scolastico e ddl'inJermeria . Alc une bombe nella zona d el centro tele foni co che hanno inve ce colpilo l'abilazione del generale vice comandante d e lla piazzaforte e il viciniore deposilo civile forniture automezzi e carburanti Casa dell'Auto con principio di incendio. Numerose bo mbe s ulla Uase Navale di cui u na ha colpilo nella sliva la Nave ciste rna Camp a n ella provocando la morte d i un sottufficiale ed alcuni marinai feriti. Reazio ne co ntroaerea tarda, nessuno dei nostri caccia in vo lo. 12 AGO STO O re 15.30: all'erta. O re 17.10: nove apparecchi inglesi d a b o mbarda mento sorvolano la rada d'infilata d a est a ovest e ffe ttuando bombard ame nto della stessa da più di 4 .500 me tri di quota. Due linee di bo mbe : una s ulla spo nda su d d e lla rada inizia ndo dalla Batteria Tupu della R.M. s ino ai distillatori d el R. E. e un 'a ltra nel centro de lla rada. Keazio ne controaere a p oco e fficace: due caccia si alzavano in volo tentando inseguime nto d e i ho mhardieri. Danni: ne lla zona de i distillato ri, lie vi dann i ad un fabbricato in costruzio ne e alla pista d 'a ccesso. Alc une b o mbe sen za risultati nel p rosieguo de lla rotta sono state ge ttate presso l'ex Fone Penunc e presso gli impia nti idrici dell 'Anela. 13 AGOS' l'O O re 21.00 : allarme ae reo se n za esito. Ore 22.00: n uovo allarme a e reo protattosi fi no a lle ore 2.30 del m attino. Reazio ne co ntroaerea.
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14 AG O STO Ore 17. 20: allarme aereo senza esito. Ore 22.00: allarme ae reo protrattosi fino alle 2 .00. Reazione controaerea , nessun lancio di b o mbe . 15 AG O STO 14.15: allarme aereo senza esito. 19.42: a llarme ae reo protrattosi fino alle 2.45 del mattino . Forte re a zione controae rea a varie riprese. AJle 0.40 circa: bombardamento. Alc une bombe sono state lanciate ne lla zona de Jla base n avale (banchine d 'approdo): lanc io infruttuoso.
16 AGOSTO Ore 0.1O: b ombardamento aereo. Viene segnalato il lancio di una sessantina di b o mbe nella zona della base navale: lancio però infruttuoso. Ore 2.-/45: cessato a ll arme. Ore 19.35: allarme aereo protra ttosi p er tutta la notte. Nessun lancio d i b ombe. 20 AGOSTO Ancora in a llarme aereo. Ore 2. 15: aere i ingles i effettuano bo mbardame nto n eHa zona periferie:, di Fo,te Pe rro ne, Porta Oerna, Fotte Aire nti, Batteria de lla R. Marina 'J'ortora.
Contempo raneame nte è stato bombardato an che il campo di aviazio ne El Ade m . Nessun danno mate ria le. So lo a lla p olverie ra di Forte Aire nti, dove sono state lanciate n. 8 bo mbe, è stato colpito il soldato di sentinella .13uscclli Giuseppe LXIV 11tg. Comple me nti. Traspo ttato a l 252° Osped a le da campo vi è deceduto alle ore 3.00. Ore I. 15: incursio ni aere i. So no state lanc iate sulla base navale un buon numero di bo mbe senza arrecare d anni. Situazion e immutata. Ore 14.25: allarme aereo. Forze aeree nemic he d a ricogni zione sorvolan o To bruc h a d altissima q uo ta. Reazione controaerea. Si alzano dal campo nostri caccia. Aerei nemici in fuga. O n.: 14.45: cessato allarme. O re 19.00: a ll 'erta. 21 AGOSTO O re 1.15: a lla rme aereo. Reazio ne controaerea. O re 4.45: cessato alla rme. O re 22.00: allarme aereo sen za esito. Ore 22.30: cessato a lla rn1e .
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Tiziana Furlan
Notizie av ute: Mallino: bombardamento aereo navale di Bardia. Bo mbardamento di Dema (il p o rto). Bombardamento di Ain cl Gazala ndla cui rada s i trova vano un piroscafo, un cacciatorpediniere e un sommergibile. Pomeriggio: idro.siluranti inglesi hanno attaccato nuovamente Ain el Gaza la .silura ndo il piroscafo ed il .sommergibile; il caccia si è sottratto dirigendo.si al largo. 23 AGOSTO Ore 0.20: allarme aereo. Reazione intensa della difesa controaerea protrattasi fino alle 5.05, ora in cui è cessato l'allarme. Ore 0.48: aerei nemici hanno bombardato il campo di aviazione di El Adem e la zona di Bir el Seschiff (20 km. circa a levante di El Adem) in entrambe le località, senza arrecare danni. 24 AC;OSTO Ore 0.15: a lIarme aereo. Ore 2.55: incursioni aerei s u Tobruch con lanci dì bombe incendiarie e dirompenti nella zona di campo Dermi. Diverse bombe incendiarie sono cadute in zona campo De rna provocando qualche incendio prontamente domato dalla compagnia antince ndi. Una te nda forno Weiss bruciata, un sottufficiale della llfr1 Compagnia che la presidiava e tre CC.NN. gruppi controaerei feriti. Ore 3.20: nuova incursione con lancio di bombe senza danni. Ore 3.35: nuova incursione con lancio di bombe senza danni. Ore 5.45: cessato allarme.
25 AGOSTO Ore 0.45: al l'e1ta, a ll'e rta . Ore 0.50: allarme aereo. Fo1te reazione controaerea. Ore 5.45: cessato a llarme. Nessun danno è .segna lato. 27 A(-;-()S' J'O r1ombardamento piro.scafo da pa,te di aerei inglesi in .serata.
31 AGOS' J'O Ore 7.00: allarme aereo. Bombardamento del campo d 'avia7.ione ·1·5 con lievi d a nni. Ore 12.10: incursione aerea. 13ombardamento del campo cl'avia7.ione '1'5, zona depos iti munizioni e accampamento del XXXI Reparto Misto Genio. Lancio di numerose bombe senza però alcun danno né al personale né al materiale.
J,a Piazza:fi!rle di Tohruch
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Ore 13 .20: nuova ondata con bombardamento del campo di aviazione T2 , d ella batteria del K Marina Toro, del campo d 'aviazione '1'5. AJl'ospeclale da campo 562 sono stati trasportati un morto, tre feriti appartenenti al 43° Alt. , un aviere d e lla 53a Squadriglia e d un carabiniere feriti. Ore 15 .40: cessalo allarme. Ore 16.30: allarme aereo. La n cio di bo mbe n elle zon e sopraddette, n essun danno. Ore 17.30: cessalo allarme. 1 SETTEMBRE Ore 16 .00: allarme a e reo. Nostri caccia s ubito levatosi in volo mettono in fuga aere i nemici. Ore 16 .20: cessato allarme.
4 SETfEMBRE Ore 7.45: a lla rme aereo. Ore 8.00: bombardamento con reazio ne controacrea. TI bombardamento da parte di aerei ne mici ad a lta quota si è e ffe ttuato nella zona o vest e sud-ovest d e lla piazzaforte. Alcune b o mbe sono sta te lanciale oltocento metri ad ovest del Forte Pilastrino, altre presso la 22a sezione paneltie ri ove si sono avuti due feriti ricoverati all'ospedale d a campo 562. Ore 9. 15: cessalo allarme. Ore 10.05 : allarme aereo. Ore 10.30: cessato allarme. Ore 13.00: alla rme aereo. Ore 13 .25: cessalo allarme . 7 SETTEMRE Ore 17 .30: aere i di nazionalità sconosciuta , da qu ota e levata, h anno mitragliato o p e re 70 e 73 e relativo posto cu cina d e l cap osaldo Suesi. Data l'alta quota, tiro ine fficace. Ness un ferito.
9 SETl'EM111-rn Situazione immutata. Ore 13. 15: g iunge comunicazione che De rna è sotto il bo mbardamento aereo nemico. O re 14. 15: senza a lla rme e con tarda ed ine fficace reazio n e controaerea . Aerei n e mici e ffettuano improvvisa inc urs ione s u Tohruc h con obietti vo princ ipale l'abitato e l'osp edale producendo i seguenti danni: - Ospedale da campo 562: n e l re cinto son o caduti numeros issi mi spezzoni incendia ri di cui a lcuni sui m agazzini e sul padiglione rep,11to med icina.
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Tiziana Furlan
- Danni limitati alle cose per pronto intervento personale ospedale e della compag nia antincendio. Ustionati lievi fra il personale. Giunti dall'esterno, undici feriti , di cui tre g ravissimi, d eceduti subito dopo e quattro salme di cui due d e lla 1a Compagnia Artieri d 'arresto, una 200a Sezione CC.R~ . e un marinaio della Btr. 'tortora. Feriti e salme non ancora identificati provengono dalle immediate vicinanze di Tobruc h. All'ospedale è ricoverato anche il tenente n1edico MarinelJi d e lla 22a sezione panettieri con principio d 'asfissia. Ufficio milita re imbarchi e sbarc hi : dlle feriti gravi dei quali un carabiniere e un marittimo del motoveliero lù :ilda Croce. Lievi danni pontile piazzale . Commissariato militare: bombe incendiarie su de positi farina e galletta hanno determinato focolaio d 'incendio estesisi a poche casse d i galletta e un centinaio di sacchi da farina. lmmediatarne nte intervenivano ufficiali del Comando G.a.F. fra cui particolarmente distintosi Le ne nte Culmanni e truppa sono valsi a d omare incendio riducendo il danno. Oue militari ustionati. Ospeda le civile: cadute una trentina di bombe ince ndia rie fu ori recinLO. Nessun danno. Accampam e nto gruppo b tr. da 20 campo Derna: lancio di spezzoni incendiari. Fe riti leggermen te a iutante n1aggiore del gruppo e un legio nario. Aeroporto Capuzzo: sono cadute bombe esplosive e incendi arie , ness un danno. Base Navale: bombe cadute su ca.sennette sommergibili hanno causato un mo,to e un numero imprecisato d i ferit i. Presso la batteria 'tortora della R. Marina, durante l'effettuazione dell a reazione controae rea, è avvenuto lo scoppio di un pezzo d ella batteria. Cause non ancora note. Lo scoppio ha causato sette morti e sette feriti . Abitato di Tobruch: lancio di bombe e spezzoni in varie localit::ì dell'abitato. Tre bombe dirompenti ha n no causato lievi d a nni ne i pressi d ella caserma dei ca rabinieri. Altre bombe incendiarie sono cadute in via Tripoli , nessun danno. Una bo mba esplosiva caduta n e lle vicinanze di un posto cli blocco, bivio Bardia, ha prodo tto danno a lla sede stradale . Subito riattivato. Ore 15.30: cessato a ll arme. Ore 16.00: a llarme aereo. Ore 16. 15: cessato a lla rme . Ore 18.00: allarme aereo. Ore 18.15: cessato a lla rme. O re 19.00: incursio ne aerea. Bombardamento: Forte Aircnli, campi aviazione T.1 e T.5. Ene rg ica e forte reazione controaerea protrattasi fino alle ore 20.30.
l,a Piazza/ òrte di 'J'obruch
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Ore 20.30: cessato allarme. Ore 21.00: idrovolante inglese colpito dalla reazione controaerea in combattimento è ammarato in punto imprecisato della costa ad e st di Tobruch. L'equipaggio, due ufficia li Avia zione Marina ed un graduato, fatti prigionieri dalla l)ivisione Catanzaro, sono stati trasportati questa sera all'ospedale 562 dove sono stati ricoverati, affelli da forte esaurimento. 10 SETfEMRRE Ore 18.00: preallarme. Ore 18.1 O: allarme senza esito. Ore 18.25: cessato aJl arme. Ore 18.45: allarme aereo contemporaneo ad iniziare bombardamento d a pa rte di aerei inglesi. Moltissime bombe ince ndiarie e diverse dirompenti sono gettate su zona carnpo Derna, ospedale 562, campo aviazione Capuzzo. O sp edale da campo 562: due automezzi carichi di ammalati e feriti pro venienti da Hardia , sofferrnati ingresso ospedale, sono colpiti da bombe dirompenti durante accellazione ammalati s tesso ospedale. Lo scoppio delle bombe provoca la motte di un nazionale e di un libico. Inoltre, ci sono stati sei fe riti. Altre bombe provocano lievi danni all'immobilità de ll 'ospedale. Altre due bombe hanno colpito anche il 1 ° padiglione chirurgia provocando rottura d i vetri e muri che hanno ferito alcuni ricoverati, due nazional i e un n1edico. Ca mpo Dcma e campo aviazione Capuzzo: n essun danno. Ospedale 562: sono stati trasportati due fe riti , di cui uno gravissimo , e ntrambi appattenenti alla 23a sezione pane ttieri: contemporaneam ente al b ombardamento di Tobruch è s tato effettuato, d a pa rte di aere i inglesi, anche il bombardamento s u campo di aviazione Zl (A in e l Gazala) dove vengono segnalati alcuni danni. Continua allarme aereo intramezzato da p e riodi d i reazione controaerca (tiro cli s barramento).
11 SETrEMBRE Ore 0.40: cessa lo allarme. Ore 14.00: vengono traspottati all'ospeda le d a campo 562, tre salme avieri appartenenti aeroporto Zl (Ain el (~azala), vittime del bom bardame nto di cui alla sera precedente. Ore 18.00: allarme ae reo. O re 18.25: cessato allarme. Ore 19.00: a llarme aereo. Reazione controaerca intramezzata da lunghe pause. Ore 23.50: cessato allarme.
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'J'iz iana Furlan
ella serata sono d eceduti a ll 'ospedale 562 altri due feriti del bomba rcl1rnento di ieri sera. 12 SETIEMBRE Ore 1.20: aHarme aereo. Aerei nemici tentano bombardamento sulla base navale contrastati d alla rea'.lione controaerea. Ore 2.30 circa: alcune bombe incendiarie ed esplosive sono lanciate n e i pressi della zona del cimitero recinto della R. Marina. Ore 6.00 : cessato allarme. Ore 10.45: a lla rme aereo segu ito da forte reazione controaerea ch e contrasta bomba rdame nto e ffettuato da parte di aerei ne mici del campo aviaz io ne T.5 senza arrecare danni. Ore 11.40: cessato allarme. Ore 18.00 circa: nostro aereo da caccia è costretto a !"orzato atterraggio per guasto motore '.lona un chilo m e tro circa av anti opera R. 45. Pilota incolume, materiale recuperabile. Ore 19.1 5: a llarme aereo.
13 SETIEMBRE Ancora in allarme aereo. Ore 2.15 : cessato allarme. Ore 18.30 circa; apparecchio italiano proveniente Bengasi effettua atterraggio di fortuna presso Hagfet e l Camusa (XX.Xl/4 Grupi,o Art. G.a .F.) Velivo lo ed e quipaggio incolumi. Ore 19.15 a llarme a ereo. Reazione controaerea protrattasi a lungh i intervalli con tiro di sbarramen to. Continu a l'a llarme ae reo. 15 SETIEMBHE Ancora in a llarm e ae reo. Ore 4.li5: cessato allarme Ore 19.li5: a llarme aereo che s i p rotrae per tutta la notte intervallato da periodi d i tiro cli sbarramento. 17 S l-:'I T.EMBRE
Allarme aereo (ore 19.45) c he si protrae neHa notte con periodi d i inte nsa reazione controaerea . Ore 22.00: ae rei nemici sorvola no le relative zon e di c ui a ppresso rice rcando gli obie ttivi a mezzo a rtifizi illuminanti: campo aviazione El Adem , campi a via zione T.3 e T.5 la rada e Base Navale , pa rticolarme nte la R. Nave S. Giorgio.
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!,a Piazzaforte di Tobntch
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18 SETTEMBRE Continua l'allarme aereo. Ore 6.00: cessato allarme. Ore 9.05: allarme aereo. Aerei nemici alta quota contrastati dalla rea:Lione controae rea sorvolano ' lbbruch bombardando solo zona pressi bivio El Ad em. Ore 11.03: allam1e aereo. r~ornbardamento d ei campi di aviazione T 2 e T5. Alcune bombe (circa una ventina) sono cadute presso il comando p ia:L:Laforte e accampamento XXXI Reparto Misto Genio. Danni: solo interruzioni telefonic he linea permanente XXXII Settore Ras cl Medauar. Forte reazione controaerea. l )i versi proiettili inesplos i delle b atterie controa e ree sono caduti s ull a linea fortilìcata nei pressi delle opere sen:La arrecare danni. Stessi ae re i ne n'lici, allontanandosi d alla piazza, ha rmo scaricato le loro b ombe ne i pressi del comando caposaldo Sidi Daud (200 metri est d el posto fisso n. /i). O re 11. 50: cessato allarme. Ore 15.00: allarrne aereo senza esito. Ore 15.25: cessai.o a llarme. Ore 16.35: allarme aereo sen:La esito. Ore 17.00: cessato allarme. Ore 18.25: a llarme aereo scn:La e sito. Ore 19.05: cessato allarme. Ore 20.20: a llarme aereo. Ore 20.55: cessato allarme. Ore 21.1 5: allarme aere o. Ore 22 .30: cessato allarme. 19 SETT'EM13RE Ore 2.20: allarme ae reo. Ore 3. 15: cessato allarme. Ore 21.35: allarme aereo. Forte reazio ne controaerea. Ore 23. 50: cessato allarme.
20 SE' ITEMBRE Ore 0.20: allarme aereo. Fotte reazio ne controacrea. Ore 3.00: cessato allarme. Ore 2 1.45: allarme aereo protrattosi per tutta la notte e intramezzato (b I i r i cli sbarrame nto. 21 SETTEMBRE Anco ra in allarme aereo. Ore 1.00: ce ssato a llarme.
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Ore 1.15: allarme aereo seguito s ubito dopo da bombardamento. Lancio di bom be di rompenti sull 'aeroporto 'l'l (Capuzzo) sen za arrecare danni. Lan cio di bombe di grosso calibro a 600 metri dalla batte ria Dandolo d ella R. Marina. Reazione controae rca. Cessato a lla rme: ore li.liO. Allarme aereo o re 5.30: senza esito. Cessato a llarme: ore 6.20. Ore ·11.45: a lla rme aereo. Ore 12.05: cessato allarme. Ore H .35: a llarme aereo. O re 15.1 O: cessato a.Il arme. Ore 22.li5: allarme aereo c he s i protrae per tutta la no tte con pe riodo di tiri cli sbarramento controaere o.
22 SETL'EMilRE Ancora in allarm e aereo. Ore 3.50: aerei ne mici con volo basso pur contrastati dalla reazione conlroacrea riescono a ge ttare bo mbe dirompenti ne lle vic inan ze del seniaforo. Sono tutte scoppiate s ui roccioni senza a rrecare alcun danno . Ore 5. 55: cessato a llarme. Ore H.50: allarme aereo. Ore 15. 15: cessato allarme. Ore 19.00: a llarme aereo. Ore 19.25: cessato allarme. 23 SE'ITEMBRE Ore 1. 15: a llarme aereo sen za esilo. Ore 2.20: cessalo a llarme. O re 3.40: a llarme ae reo. Forte e violenta reazione controae rea. Ore 6.15: cessa lo a llarme. Ore 13.05: allarme ae reo. Ore 13.25: cessalo allarme. O re:: 14.00: improvvisa incu rsione aerea pre m editatame nte voluta, s1:1.1diala e alluala con obiettivi ospe d ali e a bitato di To bruch. Il l>ornlx m.lamenlo è durato pochi primi. Tarda e inefficace e ntrata in azione d ella difesa controae rea. Nessun inte1ven to dell a nostra caccia. Danni rilevanti come a ppresso indicato: quind ici morti di cui due civili e una donna. Fe riti circa settanta d i cui parecchi gravi e in pericolo di vita. Due muli mo,ti di cui uno appa,tcne nte al cleposilo G.a.F, altri due fe riti e un cane da gue rra mo,to. Sono stati colpiti: Osped ale da campo 562 con c irca tre nta b ombe fra dirompenti e incendiarie. Danni rileva nti ai due p adiglioni e la va nderia, ospedale ci vile con
La Piazz aforte di Tohrnch
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quattro bombe dirompen ti e numero imprecisato incendiarie. Danni a padiglio ne radiologico. Caserma Mussolini (sed e del Coma ndo C~.a.F. e del comando presidio) con quattro bombe dirompenti. Danni rilevanti a locali e materiali circolo uflìciali. Tre baracche campo Tromby danneggiate. Caserm e tta deposito unico misto G.a.F. danneggiata lievemente. Magan.ino viveri colpilo da una bomba con d an no deposito v ino. Due case tolleranza colpite e danneggiale gravemente. Lievi danni a c hiesa e fabbricati adiacenti. Strade interno abitato colpite e danneggiate in vari punti. Rete telefonica ed eleltrica considerevolmente da nneggiata. Interno Uasc Navale: cadu te numero imprecisato cli bombe con distru 7.ione di tre padiglioni contenenti materiali vari che è stato in p a ,te d istrutto e in p arte danneggialo. Piroscafo Erice colpito a prua e danneggiato gravemente. Nelle operazioni di rastrellamento e raccolta, consecutivo tras porto negli ospedali dei morti e dei numerosi fe riti. 'l'urto il personale elci comandi residenti nel presidio e tra i quali pa,ticola rmente questo, siano essi uffic ia li che souufficiali e truppa, si sono prodigati con a bnegazione e sereno spirito di comprensione dando prova di elevato sentimento dd d overe. Il rilevante numero dei morti e dei feriti è dovuto al tipo d i bombe impiegate, oltre al forte numero di bombe disseminate in larga zona su tutto l'abitato. Si tratta di bombe, mine ad a lto esplosivo. Ore 15.00: cessalo allarm e. Ore 15.15: allarme aereo. Ore 15.47: cessalo allarme. Ore 17.40: allarme aereo. Ore 18.04: cessato allarme. 25 SETTEMBRE: Ore 8.30: allarme aereo. Ore 9.30: cessato a llarme. Sono d eceduti a ll 'ospedale da campo 562 in seguilo a ferile riportate ne l bombardamento d i c ui a l gio rno 23: ca pitano di fanteria Alfieri Adolfo del 112° Fanteria e c inqu e rnililari di 1rurpa fra i quali un cara binie re della 200a Sezio ne CC.RR. Numero totale dei motti re lativi a l bombardamento del giorno è c..iuindi di 24: un ufficiale, 19 militari di truppa, 1 civil e nazionale, 1 civile arabo e 2 donne arabe . Ore 9.32: a llarme aereo. Ore 10.15: cessato a llarme. Ore 13.15: squad,iglic aerei ncrnichc (alme no 27 apparecchi) effettuano irnprovvisa incursio ne aerea con bombardamento nuovamenLe con obicllivi quali l'abitato d i Tobruch. Il bombardamento è stalo effettuato con lanc io di hombe d iro rnpcntj , mine ad alto esplosivo di medio e piccolo ca libro. Colpite e gravemente danneggiale diverse palazzine adibite ad a lloggio cornandi e ufficiali.
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Due di esse, demaniali, quasi distrutte. Non meno gravemente sono sta te colpile la palazzina mensa ufficiali del l'Aeronautica ccl altre selle di nuova costruzione. La re te te lefonica ed e le ttrica nuovamente e g ravemente danneggiata. Alcune bombe sono state gettate ancora nell 'interno dell'ospedale 562 rrovocando lievi danni. Molte bombe inesplose: si è provveduto r e r il loro isolame nto e su ccessivo brillamento. Perdite e fe riti accertati: morti 2 ufficiali, 2 militari di truppa, 1 civile naziona le , 1 civile rnusulrnano. Totale : 6. Feriti: 1 ufficiale, 5 militari d i truppa nazionale, 2 milita ri di tru ppa libici, 3 civili musulmani , 1 donna nazionale. Totale: 12. Questo secondo micidiale hombardamcnlo fa risorgere il problema non risolto a suo tempo circa la prev idente costruzione dei ricoveri nell'abitato di Tohrnch. Costruzione non p otuta attuarsi in pace per le alte s pese di costo de i ricoveri stessi a causa della na tura del te rreno fortemente roccioso. 26 SElTEMBR I•: Esodo e fuga dall 'abitato di Tobruch degli ultimi civili nazionali e musulmani che erano rima sti e allon tanamento di iniziativa da pa rte di comandi ufficiali. 27 SETfEMBRE
Ore 2.48: allarme aereo. Hca:t.ione conlroaerea c he viene an cora ripetuta inten siva alle ore 4.00. Ore 6.00: cessato a llarme. Ore 11.20: allarme aereo. Fotte azione controacrca di tiro in caccia per contrastare aerei ing lesi in rico g nizione. Ore 11. 50: cessato allarme. Ore 12.20: allarme aereo. Ore 13 .05: cessato allarme. 28 SE1TEMl1HE Ore 4.05: a lla rme aereo. 11o mbardame nto ciel cam po T 5 contrastato d a reazione controacrca. Nessun danno. Ore 6.1 O: cessato allarme . Ore 7. 15: all'erta. Ore 7. 18 : allarme ae reo sen za esito. Ore 8.00: cessato alla rme. Ore 11.20: allarme aere o. Ore 15.00: cessalo a llarme xxx111 • 111 ""
Cornando Guardia alla Prontic ra , p iazza di ·r obrud1, diario sten ico dal 10 g iugr1t> 19 '10 al 30
scnc mhr<' 19/iO (AUSSM E, fondo N1/ J l , busta 164).
La Piazzujèirte di 'J'obruch
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Comando XXII Corpo d'Armata La p iaz:t.aforte di Tobruch Le operc non finite mancavano tutte di copertura. I rnilraglieri ed i serventi elci pezzo anticarro rimanevano quasi completamente alJo scoperto, a d eccezione di alcu ne o pe re in caverna al Sahel ed allo Zeitun. Posso anticarro poco meno di 15 km. non tutto però completo come lung hezza e profondità. Perimetro della piazza km. 54; tolti i 15 km. di fosso ed a ltri 15 rappresentali da due uadi (Zcitun e Sahcl), rimanevano 24 km. circa scnza fosso ed in terreno p e rfettamente cd anche agevolmente percorribile d ai carri. Reticolato compl eto ma fatto in gran parte da soldati e con paletli di legno faci lmente rompibili dai carri medi e forse anche leggeri. Si era cercato di rafforzarlo il pili possib ile. Il fosso a nticarro, pe r economia e risparmio di sviluppo, n on segui va l'andamento del reticolato ma congiungeva il vertice dei salienti. Non era quindi né visto né battuto. Mancava completamente la seconda linea, mancava il ridotto centra le. Non c'erano bretel le di compa1timentazione. Le opere erano cinund,ite da un fosso anticarro ma della larghezza di soli m. 2. 50. Andava bene per auloh lindc ma non per i carri. Quando 1'11 dicembre 19/iO ebbi orclinc dal maresciallo di occupare con la Divisione Sirte la piazza e di assumere il comando, per prima cosa 111i preoccupa i di migliorare la e fficienza difensiva della fronte fortificata te nuto partico larmente in considera:t.ione l'azione anticarro. Ogni lavoro di scavo, per lo meno di scavo di una certa e ntit~1, fu dovuto scartare d ata la natura del te rreno. Sotto uno strato di sabbia di almeno una quarantina di centime tri affiorava la roccia dura. Sa rebbe stato necessario un lavoro di 111ine ingente e per questo non si avevano assolutamente i n-1ezzi . ·rutto il lavoro quindi fu dovuto fa re in rilievo approfittando dell a gran q uantità di sassi quas i d ovunque abbonda ntissima. Il lavoro però risultò lo stesso inge nte dato il g rande sviluppo d e lla cinta da difendere. Con questi lavori non si p o teva inte ndere di cre are de i veri e propri ostacoli anticarro ncl se nso di essere insormontabili dai carri stessi, ma soprattutto di creare ostacoli a lla rapida marcia de i carri e favori re quindi l'azione dell'a rtig lieria pe r la conseguente minore velocità che i mezzi coranati avrebbero potuto sviluppare nella :t.ona in c ui questi ostacoli furo no creati. Tali zone l"u rono soprattutto create intorno alle batterie, into rno alle opere, specialme nte sul tergo di essc. Fui in qu esto lavoro ottimamente secondato dai comandanti d i settore e dal comandante del genio di C.cl'A. Il personale lulto si prodigò nella esccuzione, an che quando ad essa opponcv:1no l"one osuco lo il tiro dell'artiglie ria n emica e l'attività dell 'aviai'.ionc. /\ lt ro lavoro irnprntante, ch e con q uesto procede di pari passo, fu qucllo dc! collocarn(.'nto delle mine sulla fronte non munita cli fosso. Furono collocate I (dJOO mine a pressione e qualche migliaio a strappo . Data pe re'> l'csten-
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s ione della fro nte non fu possibile mettere che una sola fila di mine d istanziate fra loro circa un me tro. Fu iniziata poi , ma non potuto condurre a te rmine la costruzione cli due bretelle di compartimentazione. Concetto difensivo. La prima linea di resiste nza fu costituita dalle o pere che vennero tutte armate e presidiate. La maggior parte, per lo me no quelle situate in settori più delicati e tanto avanzate ch e arretrate furono munite di pezzi anticarro o da 47 o da 20 o da 75 o infine da 77. Poiché l'armamento de lle op e re e ra costituito da mitragliatrici Schwarzlose, che come è noto non avevano p roietto perforante, provvidi a po1tarvi anche una mitragliera 35, delle quali nel maga;tLino artiglieria di To bruch vi era una ce1ta dis po nibilità. In ogni settore poi, o pportunamente appostati nell'intervallo de lle opere, vi erano piccoli reparti di fanteria muniti di mtrp. per l'azione di contrattacco locale. La seconda linea difensiva la costituii con lo schierame nto dell'a11iglieria, provvedendo, com e ho detto, a rafforzare nel miglior modo il tetTeno into rno alle batterie stesse e rafforzando le mitragliatrici in dist1ibuzione alle batterie cd ai gruppi e facendo appostare, dove era stato possibile fra l'inte1vallo elci gruppi, piccoli nucle i di fonte ria con mitragliatrici. Finalmente fu imbastita una terza linea che dal caposaldo del Pilastrino per il bivio di El Adem andava al mare. Questa linea però, ad eccezione de l ca posaldo del bivio di El Adem, non aveva molta consistenza per la mancanza cli attiglieria e di pezzi anticaITo. Si appoggiava però a q uelle batterie antiaeree de lla R.M. che per l'appostazione dei pezzi perm e ttevano cli svolgere azione terrestre. Queste batterie, per l'azione terrestre, erano state riunite in un unico comando e tutto era stato predisposto p er q ua nto 1iguardava l'osse1vazio ne, i collegame nti cd il rafforzamento delle postazioni dei pezzi. Il caposaldo del bivio di El Adem era l'unico che su questa linea rappresentava un ostacolo di entità. Era formato da circa 30 carri M. 11 disposti circolarme nte. I carri però e ra no in postazio ne fissa perché tutti incap aci cli movime nto per avarie di varia namra. Il caposaldo poi e ra stato a nc he rafforzato da campi minati. Pe r q uesti , in mancanza di mine B/ 2 (que lle disponibili era no state tutte adoperate per la prima linea) e rano state impiegate bombe recuperate dai nostri carnpi di aviazione evacuati e genia lme nte modific.a tc per servire allo scopo. Finalmente fu creato un cap osaldo a q. 7 1 sulla litoranea essen zia lme nte con fronte ad ovest e fu a pprestato a nche a d ife.sa l'abitato, usufruendo per questo di una compagnia del fitg. Comple me nti Cirene che era rimasta a disposizione della R.M. Q uesta compagnia non disp o neva che di q ualche mitragliatrice calibro 7,7 dell 'aviazio ne. In definitiva, tutto quanto era stato possibile per a umentare l'efficie nza de lla p iazza era stato fatto e si era curato per q uanto possil>ile di s fruttare tutte le armi che era stato pos sib ile racimolare al magazzino d i artiglieria e q uelle che s i e rano p otute recupe rare dai campi cli aviazione. È da notare
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che per pa recchie di queste anrn s1 era anche d ovuto improvvisare il personale e ch e la maggior pa1tc di quelle di aviazione poco si prestava no per il Liro a te rra a causa della forte cclerilà di Liro e d alla faci lit.à di inceppamento. Per le armi da 12,7 munite di sincronizzatore , no n si poté: togliere a tutte il s incronizzatore e sostituirlo con apposita piastra, pe rché l'aereo che da Bengasi po,tava queste piastre fu abbattuto. Ad o nta di questa difficoltà, ad onta d e l fatto c he ora1nai tutti sapevano ch e non e ra possibile co ntare s u aiuti di soita, tutto il personale, ufficiali e truppa, si dimostrnva assa i fiducioso e conse,vava morale elevalissimo. Si era avuto c ura di is< >l:1re completame nte il pe rsonale scampalo da Bardia e da Sidi lk1rra ni. Un ufficiale superiore del Comando di Corpo d 'Armata , il ten. col. M;1resca di Serracap,iola (consig liere nazionale), fu incaticato d e lla pro p aga nda . Queslo uffic iale d e tte g randissimo rendimento. Tutti i g iorn i percorreva b linea portando alla truppa sigarelle e generi cli confo,to, spiegando bene a Lu lli la missio ne che la patria affidava ai difensori di Tobmch e dicendo anc h e delle p ietose m e n zogne per sollevare il morale di tutti. Sia da questo ufficia le , sia dai comandanti di sellore, sia per constatazione personale, nessun indizio di abbattime nto fu mai nota to. La truppa h1tt,1 si prodigava con fede ed e ntusiasmo, soppo,tava con gra nde serenità ogni disagio e poteva dirsi anche completam e nte addestrata e d allenata al rischio , perc hé dal 6 al 21 gennaio, g io rno e no tte, sempre in conlinui allarmi fu sottoposta quanto piC1 , q uanto me no alle o ffese nemiche sia da te rra c he dal ciclo. Per quanto quindi il ne mico c he c ircondava la piazza fosse assai più m1mc roso, per quanto da tutti s i sapesse che e ra munito di mezzi assai più potenti dei nostri, per q u anto alla assenza de lla nostra aviazione facesse riscontro una inte nsa continua ccl esaspera nte azione d e ll 'aviazione nemica , tulle le truppe e rano conv inte che il n e mico, anche se v itto rioso, a vrebbe pagato a caro prezzo la sua vitto1ia. Da queslo ho fondato mo tivo di ritenere che tulli indistintamente il giorno de lla prova fecero il loro dovere e ch e se il nemico riuscì nel suo intento lo d eve alla sua stragrande supc1i orità di mezzi di ogni genere e non a mancanza di spirito combattivo delle truppe della difesa. l.'a,tiglieria in panicolare s i prodigò in ogni modo e cli queslo ne ha fatto fede lo stesso n e mico scrivendo : "Si apprende che la gu arnigione d i Tobruch ha opposto la più risoluta resistenza e ch e sia ancora stata incont r;1ta nel d eserlo occidentale. Tutte le a rmi italiane , dall'arliglieria alla fanteria , hanno combattuto con spirito e nel settore occide nlale ie ri (23 genna io) le truppe italiane resistevano ancora. Durante la breve battaglia l'a1tiglicria italiana dimostrò una grande bravura". Forze a disp osizione : I) Divis io n e Sirte (69° e 70° Fanteria e 43° Art.); 2) G .a.F. ridotta per i distaccamenti inviati a vanti precedentemente a c m:a 700 uomini fanteria e artiglieria;
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3) 11tg. lavoratori al campo di av iazione di Bu Amud. Artiglieria: raggruppamento Piris i, due gruppi d a 105 e quattro da 100. Di que.sli uno da 105 e uno da 100 furon o mandati a Bardi::1. Raggruppame nto Dc Angclis, quattro gr. da 149/ 13. 22° Raggruppame nto di Corpo d 'Armala , un gruppo da 100 e una batteria da 105. I due gruppi da 105 (42° e 43°) erano stati mandati a Sidi 11arrani con i libici; un gruppo da 149/ 35 G.a ..F. , un gruppo da 120/ 25 G .a .F. , un g rùppo misto (una balle ria da 120/25 cd una d a 105/ 28), 43° A11iglieria, un gruppo 100/ 17 e d ue da 75/27 mod. 906, due gruppi d a 75/ 27 rnod. 906 col. Tramontin. Avuti c.lalla Marina e messi in batteria tre gruppi da 76/ 40 e due complessi binati da 120/ 10. A questi vanno aggiunti i pezzi a nticarro d a 77/28, da 75/ 906, da 47, da 65, d a 20. Un totale di gr. 17. Criterio di schie rame nto di artiglic1ie Crite rio principale qu e llo di far fronte n e l miglior modo p ossibile ad un attacco in ma ssa di mezzi c orazzati . Il terreno e ra p e rco rribile ovunque dai carri. Il fo.sso anticarro si svolgeva tutto n e l settore o rien ta le , e ra pe rciò d a prevedere ch e le dire llrici più p ossibili di attacco d e i ca rri dovessero essere que lle che schivavano il fosso. È p erciò primo crite rio quello cli addensa re le a rtiglie ri e più ido nee a ll 'azione anticarro e cioè que lle di piccolo calibro n e l setto re occide ntale. Secondo crite rio quello di addensare le artiglie rie secondo le d ire ttrici di attacco nemico più possibili perch é p e r lui più redditi zie . Queste ri sultarono principalmente qu e lle di Ra s cl Medaua r-Pilastrin o e l'a ltra Sidi Cheira llaPilastrino. Il te rre no fra q ueste due dire ttric i s i prestava quanto mai per un attacco di carri offre ndo a n che una ottima b ase di pa rte n za ad una dis tanza di c irca du e chilo m e tri dalla linea e completa me nte defi lata all'osservaz ione te rrestre della pia zza . 'f er zo crite rio : soppe rire con lo schie rame nto de lle a rtiglie rie a lla mancanza di una seconda lin ea d i difesa. E p e rciò ogni gr. e ne l gru ppo ogni btr. dovevan o costituire caposaldo e lo schie rame nto disposto in modo da p erme tte re il fianch eggiame nto reciproco. D ove e ra s tato possibile l'inte rvallo fra i grupp i era stato rie mpito da ele m e nti di fante ria con mtrp. e fu raddoppi ato il numero d e lle mitrag liatrici in d is tribuzione alle btr. e d a i g r. per permettere ai re parti di artiglie ri a possibilità cli difesa contro l'azione rade nte d egli aerei e rinforzare l'a zio ne contro fanterie a ll e min o ri distanze. Crite rio principale d 'impiego: azio n e a m assa prevalenteme nte d iretta contro i carri finché possibile, quindi azione e pisodica di difesa q uando l'attacco fosse arrivato alle minori dis tanze. Per q uesto e rano stati d a ti ordi ni c hi ari, precisi, ineq uivocabili c h e : a ) in ogni caso l'obiettivo da cons ide rarsi sempre il p iù minaccio.so doveva essere rappresentato dai ca rri ne mic i; h) c he no n esisteva aggirame nto , c he nessuno e p e r n essun motivo do veva m uovers i dal s u o posto e pe rciò resi -
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stere fino a ll'ultimo; c) che non c 'e rano di rezioni pericolose e che perciò ogni batteria d oveva potere sp ara re s u i 360 gradi. Nessuna preocc upazion e all'infuori d i que lle di ba ttere i carri dov unque si presentassero; cl) che in caso di m ancanza d i ordini per interru zioni d i collega me nto ognu n o doveva sop p e rire d'iniziativa tenendo sempre presente l'obietti vo p rincipale rappresentalo da i ca rri . Ordinamento ddle artiglie rie Per iJ comando di Corpo d 'Annata un comando art. d i C. d 'A. Per ogni comando di settore un comando d i art. di sellore con alle d ipenden ze uno o più comandi di ragg. Presso ogn i setto re un ufficia le s uperiore di art. (nel settore occid entale un colonne llo) e ra s tato inca ricato della sorveglianza , dell'addestram e nto , d ella postazione e del mascheramento dei pezzi anticarro delJe opere. Qu est'ultima misura si mostrò quan to mai redditizia an che in considerazion e d el fatto che la maggior parte di tali pezzi e rano serviti d a personale improvvisato. In definitiva esistevano: un comando di att. d i settore (col. Pasquali), nel settore o rie ntale d ue comandi d i ragg. (col. Baggin i e col. De Angelis). Nel setto re occidental e : un comando cli art. cli settore (col. Bonfa nti), un com ando di ragg . Col. Tramontin. Il ragg. De Angelis (gr. da 149/ 13) era schie rato in modo da potere avere azione sia sul setto re occide nta le che s u q uello orientale. Ogni cura e ra stata po i posta per assicurare s u tutto il fron te de lla piazza il servizio di osservazione e collegamento. Tu tti i mezzi te lefonici e radio disponibili erano stati giudiziosamente impiegati. Rifornimenti Poiché era da prevedersi ch e in caso di attacco sare bbe stato molto difficile, specialm ente di gio rno, provvedere al servizio rifornimento munizio ni, vive ri ed acqua ed anche assicurare a ogni reparto la possibilità di vita , pe r qualche gio rno, in caso fosse stato circondato, e ra stato d isposto c he tutti avessero in posto q uattro unità di fuoco, quattro giornate di viveri a secco e quattro di acqua. Quest'ul tima fu poi po11ata a sei giornate. ·1·utte le notti s i completavano le munizioni sparate nel la giornata p recedente. Particolare p reoccupazio ne dava il riforni mento lu brificante e grass i pe r le armi automatic he ed a rtiglie rie e ciò aggravato dal ghibli che per due volte ed ogni volta per la d urata d i tre giorni imperversò ne l pe riodo irnrnediar.a mente precedente a ll'attacco. Ma anche a questo si poté sopperire s ia con le sco11e esistenti ne l magazzi no a11. d i Tobruch , sia con qua lchl' fusto cli o lio d i ricino rinvenuto, abbandonato nei cam p i d i aviazio ne . Il te n. col. Glori capo della sezio ne staccata di art. d i Tobruc h m ise ogni impegno e s i prodigò in tutti i modi per ripa rare gu ast i a lle a rmi e p e r ri ar1.1rl' quanto più era possib ile qu e llo che d i g ià deteriorato p e r pre cedenti :1i'.io ni era ne i magazzini .
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Note: 1) Ordine ricevuto alla data d e l 9 gennaio 1940. A mezzogio rno una comunicazione diretta d e l ma resciallo: 2) Fo rze a disposizio ne : fante ria e a1tiglie ria (colonna formata d al 69° poi in p arte rie ntrata) . 3) Ripartizio n e della forza: grado di efficie nza dei re p a tti Sirte, G.a.F. , artiglie ria, Raggruppamento Pirisi (10°di C. d 'A); 4) Crite rio di schierame nto dell e a rtiglierie e costituzione d ei raggru ppame nti, preponderanza d i piccoli c.alihri a l setto re occide ntale e motivo di tale pre ponderanza, direzio ne redditizia di El Ade m , manca nza d i fosso anticarro; 5) Pezzi a nticano; 6) Utilizzazione delle btr. controaeree della Ma rina e in specie d i que lle ido nee all'a zione a nticarro, comand o affidato al tc n . col. Nobili ; 7) Lavori di rafforzamento, posa mine , bo mbe di aviazione; 8) Utilizzazione di armi e cli m ezzi cli circosta nza , obice da 149 mo d . 16 riattato al Sabei; 9) Ordini di massima rig ua rda nti la difesa, indicazio ni indubbie sul cnmpo rtan1e nto di ognuno: muni zio namento , acqua e viveri di riserva; 10) Servizio informazioni, osse1vazio ne aerea, avve rtime nti d o po il 5 genna io, co municazio ne telefoni ca con il gene ra le Ciiuliani sulla d istruzion e d el ponte, risposta av uta ; 11) Lancio di manifestini, risp o ste, o rdine del giorno a tutti ; 12)Avvertirne nti della notte s ul 21 e della gio rnata d e l 21; 13) Alle o re 17 .30 ultima comunicazion e con il gene ra le De lla Mura; ore 17.45 ultima radio all'a rmata. Giorn o 6 gennaio : accerchiam e nto compiuto. Telegramm a del m aresciallo: "Mi morde l'animo di no n po te rti a iutare come fratern ame nte vorre i. Ho la netta impressione che gli inglesi rite ngano di avere ava nti un osso du ro. Ammiro la tua decisio ne e la tua capacità. Pen so ch e se resiste ra i a l p ri mo urto l'a zio ne p u ò trasforma rs i in una fulgida vittoria. Riversa tutta la massa del fuoco dove vedi il peri colo. c-;uardati d a l Sahel. S. Ba rbara ti aiuti e con fermi in te il p rimo att igl icre d'Italia. Ti abbraccio fratername nte . Graziani". Ricev uto me'.l.'.I.O radio il 18 genna io 1941.
Azione del 21 gennaio Preavvisi dell 'imminente attacco furono vari: 1) ne lla g iornata del 20 fu notato dagli osservatori te rrestri e s u tu tto il fronte insolito movime nto, più che altro reso visibile agli osse rvatori stessi dalle colorrne di po lve re sollevate dagli a ut omezzi in rnovime n
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to. Pili particolarmente nel p o meriggio fu osservata una grossa colo nna valutata di oltre 200 automezzi d iretti ad Acroma e da qui sulla litoran ea. D i quest'ultima ne e bbi a nche con ferma dall'osservazion e aerea. L'artiglieria fu , nella giornata d e l 20, assai p ili a lli va che ne lle g iornate precedenti. Eseguì parecc hi e nutriti concentramenti su tutto il fronte delle o pe re e d elle batterie e più particolarmente s ugli osservatori. Anche più attiva de l solito, p e r ()Uanto sernpre molto attiva, l'aviazione con n umerose azio ni di bombardamento sulle opere e sulle batterie (87 incursio ni). La caccia avversaria sempre presente ne l cielo della piazza e pronta a rintuzzare qualsiasi te ntativo di osservazione da part e nostra . Il telegramma de ll'annata del p omeriggio del 20 che comunicava la notizia avuta da llo S.M. Ge nerale rig uardante una p ossibile azione della flotta avversaria nelle prossime 24 ore. Il più intenso tra ffi co radio nemico con numero assai maggiore ch e nei giorni precedenti di radio cifrali. E pertanto ne l tardo p ome riggio del gio rno 20 s i e bbe n etta la sensazione che qualche cosa di grosso stava matura ndo. Conseguente mente furono avvertiti i comandanti cli settore e d 'a1tiglieria di spiegare nella n o tte la massima vigila nza specialrne nle all'alba . È da no r.are che la pili assidua vigilanza no n fu mai trascurata fin dal gio rno dell a caduta di Bardia , vigilan za che d'altro nde contribuiva a tene rc i sempre desti con continue azioni di pattuglie, s pesso appoggiate da mezzi corazzati che a scopo di ricogni zione o per d estare a lla rme o pe r s tudiare la reazione dei nostri mezzi d i offesa e di difesa o a nche infine al solo scopo di farci consumare munizioni, tutte le no tti e freq uentemente più vol te ne lla stessa notte, tentavan o avvicinarsi a i nostri reticolati s parando con mtrp. e cannoni e provocando d i conseguenza la reazione delle a rmi a utomatiche e elci cannoni anticarro de lle ope re e l'inle rvento del le batterie. Queste continue schermaglie ch e col passare dei giorni e ra no fatte con forze e mezzi sempre maggiori, se da un alto erano redditizie specie per l'addestrame nto delle artiglierie (che ne aveva no bisogno) dall 'altro nocevano e non poco alla resistenza fisica della truppa che finiva col riposare poco e male. Ciononostan te pe r mia constatai'.ionc personale, sempre cnnl"crmat.a dagli ufficiali del comando c he continuam ente di notte e di giorno mandavo in giro d 'ispezione, il morale della tru p1x 1 era ottimo, la vigilanza sempre continua, la reazione sempre pronta e vivace, il grado di addestramento notevole ed in tutto sodd isf~1ce nle. I n concordanza con le p revisioni la notte del 2 1 fu p,11tico]anncnlc :111iva. l.';1via zionc nemica attivissima specia lmente a l sorgere della luna (si e ra nel secondo giorno dell'ultimo quarto) cd ug ualmente alliv issima fu l'artiglieria nemica sempre vivacemente controballula dalla nos tra. Due inuociatori nemici dallo specchio d'acqua ad ovesr del la r,1da , apriro-
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no il fuoco s ulle nostre posizioni del Sahel e spararono p e r o ltre un'ora senza però arrecare nessun danno. Po iché tanto a Sid i Barrani che a Bardia, la notte precedente dell'attacco era inte 1venuta la Marina, prese maggiore conferma l' ipo tesi di un attacco imminente e generale. Alle o re 6 .00 del mattino infatti il tiro dell'artiglieria nemica assume vero e proprio carattere d i preparazione. Ness una preoccupazione da parte dell'avversario vi fu per l'aperlura dei va rc hi ne l reticolato. Era evidenle che tale a7.ione e ra rise1vata ai carri . D 'altsonde il re ticolato non e ra granché consistente specialme nte pe rché fatto con p a letti di legno. In conseguenza fu attuato il piano di contropreparazione g ià concretalo in Lutti i particola ri , con speciale riguardo alla co ntrobatteria, dato che le batterie ne miche, mo lto allive, arrecavano sens ibili danni. Alle ore 7.30 si sferrò un attacco nel sello re occidentale in corrispondenza del caposaldo cli Kas Medauar: vi parleciparono una trentina di carri, fra cui alcuni g randi. L'attacco fu respinto dal pro nto ed intenso inteivenlo de ll'artig lie ria. 11urono immobilizzati due carri (uno g rande e uno piccolo), g li altri s i ritiraron o precipilosarne nte. Alle ore 7.15 il tiro dell'a11iglieria ne mica cominciù a diminuire di inlensità fino a cessare quasi del tutto. All e ore 8.00 infalli g li osservatori comun icavano: "Tiro nemico quasi dovunque cessalo , me no qualche colpo isolato e sparso nel settore occidentale: nessun movimento in v is ta" (la visibilità d ata l'ora poteva con side rarsi buona). Alle o re 8.15 p a rla i con i due comandanti di setto re : gen. Della Mura (sellore occide ntale) mi confe rme'> l'atlacco respinto nel suo settore sviluppatosi alle 7.30 in tre di re zio ni diverse (la più forte nel settore di Ras Medauar) e aggiu nse: "situazio ne pe r ora calma". 11 gene rale Barbe ris mi disse: "la situa7.ione può rite n e rsi Lomala norma le. I lo ordinato all'arliglieria d i so sp e nd e re il fu oco, tiro nemico ovunque cessato". Tn base a Lali notizie mandai il radio dell e novità all'arma ta a seg uito d i quello delle ore 6.00, redatto in conformità delle n ovilà av ute e cioè: "s ituazio ne pe r il momento tornata normale", con l'aggiunta di indicazio ni più particolareggia te relati ve a lle azio ni svoile e d alle perdite subite e fino a quel mo mento constatate. Fra le 8.35 e le 8.40 fui avve rti to che l'a niglieria n e mica aveva in i7.iato un vio le nto con cenlramento n e lla zona del bivio della strada cli El Adem , più parlicolarrne nte diretto contro il gruppo 149/ 35 cd i due complessi da 120 de lla R.M. 6) Alle ore 8 / i5 mi misi in comunicazione col generale Barbe ris pe r chiedere informazioni : ebbi conferma del concentra m e nto in atlo e d ebbi la p rima notizia che il n em ico e ra e ntrato ne ll a linea con carri e fanterie in corrispondenza del sellore d i Bir El Junes ne l tratto fra le opere 55 e 61, che un viole nto cannoneggia mento era ivi impegnato e ch e la visibilità era molto d ifficile a causa della gran polvere solle vata dai carri armati n emici ch e a fo rle vd ocit~ scorazzavano in ogni senso e d a llo
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scopp io di proiettili. Intanto le comunica7.io ni telefoniche già in p atte riattate d o p o le interruzioni subite p e r i tiri della nolle e della m attina, e ra no state nuovamente interrotte. Anche m ale funzionavano a lcuni co lleg ame nti radio. Per meglio chiarire la situazione inviai un u fficia le del C.d'A. , il ten. col. Maresca, presso il com a ndo del gen. Ba rbe ris . Questo ufficiale non giunse al comando del gen . Barberis, né fece più rito rno al Comando di C.d ' A. È d a presume re sia rnorto: le rice rche c he di lu i feci fare non approdarono a nulla. Inta nto il col. De Angelis, co ma ndante il raggruppame nto centrale e ch e (n on s i sa perc hé) dal s uo p osto di com ando si e ra recato a que llo del settore per po,tare la prima no tizia d ella infiltrazione ne mica , nel rito rnare al suo p osto era stato colpito a morte e venne perciò a mancare in quel momento o ltre che u na fonte di informa zioni an che una p reziosa azione co o rdin a trice d e ll'azio ne dell 'a,tiglieria in quel sello re. Vi soppe rì il comando ait iglie ria d e l settore e que llo del C.d 'A. Il comanda nte d e l settore o rie ntale , gen. Barhe ris, mi avve11ì intanto che e ran o state la nciate a l contrallacco le rise1ve locali, p ochissima fante ria , sen za me zzi idonei per oppo rs i a ll 'azio ne dei carri armati. Ordinai intanto a ll 'unica risc-'. rv:~ mo bile a mia disposizione di te ne rsi pronta a muovere ed informa i personalme nte il com andante di d etta riserva , co l. Cas cino, su lla situazione de l mom e nto e s ull 'eventuale azione c he avrebbe dovuto svolgere. Non die di l'o rdine imme diato di inte rvenire trattandosi del l'11nico elem e nto m obile a mia disposizione e p o ich é no n ancora e ro sicuro dell'e ntità della infiltrazio ne. Misi pe r intanto a dis r osizione d el gen. Ba rbe ris la c r. be rsaglie ri motociclisti , c p . ch e faceva parte de lla colon na m o bile . Qu ando verso le 9.1 '5 ebbi la sicurezza c he non s i trattava d i infiltrazio ne ma di vera e prop1ia ro ttura d el fro nte decisi l'impiego d ella colo nna m obile e preavvisai d ella cosa il gen. Ba rhe ris col quale gh1 il col. Cascino aveva preso g li oppo rtuni accordi. È d a notare intanto ch e già nei g io rni precedenti e rano stati presi tutti g li accordi col col. Cascino circa il suo eventuale impiego: luogo di radunata de ll a colonna in caso di attacco e probabili dire llrici su cui p o teva essere chiam ato ad ag ire , sia ne l settore occ ide ntale, sia in q u e llo o rie ntale, il col. Cascino aveva coscienziosame nte eseguito con i suoi ufficiali le opportune ricogni zio ni soprattutto p e r quanto rigu a rdava le vie di s bocco e gli itine ra ri da seguire pe r no n incapra re ne i campi minati e nelle ostruzio ni che quasi ovunqu e e rano state eseguite . Era infine stata ind icata la localit,ì dove la colonna avre bbe d ovuto spicg,1rsi p e r r:ilforz:1re , se n ecessario, la line a Pilastrino , cap osaldo Aresca. b1 co lo n na Cascino eseguì molto valorosame nte il s uo compito; nel cont rat tacco esegu ito riuscì ad impadronirsi di un carro a rn1ato ne mico e fc.:ce anc he venti prig ionie ri, ma success ivame nte pre muta d a m,1ssc' n e 111icli e se m pre r iù numerose fu costretta a ripiegare e d occupò la posi7.io nc p er
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essa stabilita, saldando così l'estre ma destra del caposaldo Aresca con l'estrerm1 sin istra del caposaldo di q. 140 (tenuto da due Cp . CC.N . de lla 28 Ottobre): un 'aliquo ta d i detta colo nna e cioè tre anni da 20 e due pezzi da 17, dietro mi o ordi ne fu messa a rinforzo d el caposaldo Aresca . Intanto le trup p e n e miche che aveva no forzato la linea , sempre p rote tte dall'artiglieria e da numerosi carri armati, si accanivano contro le batterie. L'azio ne d i q ueste e ra però forteme nte ostacolata d alla gran po lvere ch e veniva sollevata da carri armati leggeri che a grande velocità si sp ostavan o in tutti i sens i. L'aviazione ne m ica, sempre presente, concorreva , in p e rfetto co llegam e nto con le forze te rrestri, in azio ni di s pezzon amento, mitraglia me nto e d osservazio ne del ti ro di aniglieria . L'azio ne d el tiro controaereo fu m o lto limitata pe rché gran parte delle b atte rie controaeree dell a Marina fu impiegata per il tiro a te rra, s pe cia lme nte contro i carri. Questa azio ne e ra g ià stata precede nte m ente con cord ata e prevista. Avevo in cari cato del coordinamento d e ll 'azion e di q ueste b atterie il ten. col. No bile, comandante del XV G ruppo controaereo. Il te n . col. Nobile assolse mo lto be ne il suo comp ito. Le batterie d e lla M:1rim1 s i compo rta ro n o eg regia me nte e la loro a zione fu e fficacissima; e rano d 'a ltra pa rte tutte artiglie rie s u affusto a candelie re che po tevan o quindi con tutta faci lità svolgere a zione a nticarro e assai meglio che non le artig lie rie dell 'esercito per le q uali riusciva laborioso e lento lo spostamento in direzio ne; pe r q ue ll e di calibro m aggiore q uasi impossibile. La necessaria le nte zza d elle operazio ni di pun tamen to riusciva tanto p iù dannosa in q uanto i carri ne mici s i muovevano continuamente e in tutte le direzio ni. Contro le batterie più che i canno n i riusciva mic icfo1lc il mitraglia me nto che d i co ntinuo e d a tulle le d irezioni si abbatteva sulle battetie. Tutti si comportarono egregiamente, in parecchi casi a nche eroicame nte, m a le uni tà veniva no man mano sopraffatte cla11c ing e nti masse d i mezzi corazzati n emici. In q ualche caso i c uri sono addirittura a rrivati sui pezzi rovescia ndo li e rend e n doli inservibili . Bo mbe a ma no, bottiglie d i ben zina e moschetti a veva no effetto assoluta me nte nullo . La massa ne mi ca intanto le ntame nte e d a prezzo di gra vi perdite continuava l'avanzata . rortissimo ostacolo trovò ne lla zona del bivio di l ·:I Adem dove cozzò contro il caposaldo Aresca , forma to d a una tre ntina cli carri M. 11 che erano pe rò tu tti in posizione fissa perch é incap aci d i movimento per g uasto a l mo tore o ad altri organi vitali. Fin quasi a lle o re 14.00 il ne mico no n poté avanzare o ltre il b ivio di El Adcm dove il comb attimento fu accanitissimo. Ad esso concors ero tutte le batte rie ch e in q u alunqu e mod o vi avevano azioni. Inta nto alle ore 12. 30 circa il posto comando d el settore orienta le ch e già e ra circondato e ch e si e ra difeso strenu amente col concorso de ll:-1 comp~•z nia b e rsaglieri n1otocid isti veniva sopraffatto : il gen. Barberis catturato con tutto il suo
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S.M. L'ultimo radio ricevu to e ra delle ore 12.55. Precedentem ente erano stali catturati il coma ndo del raggr uppamento artiglieria orientale prima ed il comando di a1tig lie ria di settore poi. Alle ore 14.00 quasi tutta l'artiglieria orienta le e ra stata ridotta al s ilenzio dopo essersi strenuamente difesa, a nche qu e lla di medio calibro che e ra quella meno ad alla al combattimento ravvicinato cont ro i carri. Tutta la rete di osservazione e di collegamento e ra and ata man mano perduta. An che le comunicazioni radio con quel settore cessavano completamente per essere state le stazio ni o danneggiate o callurate. Alle 16.00 era informato che un attacco nemico s i era pronunziato in forze contro il settore occidentale in direzione di Sidi Cheiralla. l•:ra però nettamente respinto. Le notizie si avevano da qualche osse,vatorio del settore occidentale, dall'osservatorio più arretrato del coma ndo di artiglieria di C.d'A. e da qualche ufficiale inviato in ricognizione. Poco dopo le ore 14 .00 il setto re o rienta le poteva considera rs i complet.a mcntc sommerso. Non rimaneva c he qualche caposaldo dei più an-etrati, appoggiato da una batteria con troaerea della Marina, ma in definitiva di scarsa consistenza per la m ancan za di artiglierie e d i mezzi idonei all'azione antica tTo. Le truppe e le artiglierie del settore occidentale potevano intanto considerarsi ancora in piena efficienza. Le artiglierie di questo settore non cessarono un momento dal far tìioco sia per azioni nel proprio settore, specie contro hauerie, sia concorrendo, qu elle ch e vi avevano azione, alla d ifesa del settore orientale. TI nemico aveva o rmai aperta la strada sull 'abitato di Tobruch ma per quanto continuamente alime ntato non osò spingersi o ltre il ciglione domina nte la piana e spinse solamente una colonna in direzione di Foite Solaro, con l'evidente inte nzione di cattura re il comando del C.d 'A. Era a s u a perfetta conosce nza il posto d el comando della p iazza. Il Le n. col. Nobile che dall'osservatorio di Fo tte Solaro d irigeva l'azio ne terrestre delle batterie d ella Ma rina, poté seguire passo passo q uesto movimento ostacolandolo in tutti i modi ma senza ri usci re ad arrestarlo. Alle ore 16.00 il posto di comando del C.d'A. era investito d a fanteria prolella da carri. Intorno vi erano però quattro postazioni con mtrp. da 12,7 d ella l{.A., re cuperate dagli apparecchi guasti lasciati al campo cli El Adem e dai rucili m itragliatori messi p iù che per offrire vera e propria resis te nza, per po te re ave re il te mpo d i dis truggere il cifra rio e qualche documento d e i più impo1tanti conservali fino all'ultimo . Queste mitragliatrici fecero egreg iamente il loro compilo e riuscirono a tenere in rispetto il n e mico rer o ltre un 'ora e me:tz,1. Alle o re 16.30 misi in libe1tà i d ue aviatori e i due :1pparecchi esistenti nella piazza, con l'obbligo, potendo, d i raggiu ngere I>crna seguendo la via del mare. Alle o re 17.00 visto ormai clic la s ituai.ione era in modo assoluto compromessa, mandai avviso al comando della base navale cd al delegalo d 'lnten denza di procede re ;i lle d istruz io-
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Tiziana ·F urlan
ni. Lo stesso avviso fu mandato al capo dell'offici na mobil e automobilistica ed a quanti altri avevano materiali in consegna . Fra le 17.30 e le 17.40 feci l'ultimo radio all'armata com unicando la situ azio ne e aggiungendo che bruciavo il cifrario e distruggevo la radio. Ebbi un 'ultima comurlicazione telefonica col comandante del setto re occidentale. Cli ripetei ancora una volta l'o rdine ai propri dipe nde nti. Gli esposi chiaramente la situa zione e gli ordini dati per le distruzioni ; gli rappresentai che ormai il mio comando era completamente accerchiato e che ne prevedevo prossima la caduta. Intanto il cerchio ne mico s i stringeva sempre più. Già due poslazioni di armi erano cadute , una terza ave va l'arma inceppata. Una parle del comando era stata già catturata, il centralino telefonico in mano al nem ico. Poco prima de lle 18.00 l'intero comando cli C.d 'A. era Gtlturalo xxxiv _
Cenni sull'auivilà svolta dal Comando Artiglieria del XXII Corpo d 'A rmata nella Seconda Guerra Mondiale in Libia L'artiglieria della piazzaforle di Tobruch alla vigilia JeH'attacco ne mico Non appena si ebbe notizia della gravità deHa situazione delineatasi in seguito ai rovesci del El Nibeu a, Sidi 11arrani e nug nug, il comando arliglieria diede nel modo più alacre la sua opera per tradurre in alto le direttive superiori , intese a creare, nel n1inor tempo, uno slrurncnto adatlo per far front.e, il più seriamente possibile, all'attacco nemico. Non poteva esse,vi dubbio che il n e mico stava allora inveslendo Hardia. 1•:liminata quella piazzaforte avrebbe proscguilo nella s ua fac ile marcia verso potente cd avrebbe p ronuncialo il suo allacco contro la piazzafo ,te di 'l'obruch, per averne ragione e vedere eliminala una perico losa s pina a te rgo de lle proprie colonne operanti. Con l'apporlo di unità di nuova assegnazione, tra cui, o ltre il 25° Raggruppame nto di C.d 'A (1 1 dicembre) si ebbero: il 13° Rgt. Art. Div. Sirte (12 dice mbre), il XV Grnppo C.A. da 75/ 16 (14 dicembre) e il 55° Rgt. Art. Div. Brescia (27 dice mhre), il coniando di art. poté: avviare il proprio lavoro organizzativo e de finitivo perfettamente conscio della propria responsabilità. In un'atmosfe ra di fe hbrilc attivit::ì diurna e nollurna , di serena fiducia e di fattiva collahorazionc da parte dei comandi dipende nti, venne minuziosamente predisposto l'ultimo schieramento, non e sclusi i pezzi anticarro, la cui massa (in tot. 101 dei vari lipi, compresi i pezzi di artiglieria in funzione a nticarro ma sprovvisti di munizionamento perforante) era stata oppottunamente articolata e messa alle dipende nze di due ufficiali sup e riori (colo nne lli) uno per ciascun setlore, con compiti is pettivi e tecnic i. Quotidianame nte , in base ad un preciso programma di lavoro con cordato con i comandanti di """ Re lazione d e l C:om:1ndo XX II C:orro d'ArmM,i , " tìnn,i dt>I 1.'/·n<>r;iJ,. Fn-icn Pit;i.s.si M,mnP lh . sPl-
tem bre 1911 (AUSSME, fondo N'l/ 11 , b usta 116o/ lJ).
La Piazzq/òrte di Tohruch
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art. di setto re, tutti i g ruppi e le batterie si avvicendarono ne i liri di aggiustamento , inquadramenlo e controllo, sempre eseguiti ,illa presenza del comandante l'a ,tiglieria della pia zza forte mentre di pari passo si andavano perfezionando gli schemi rela tivi dalle azioni di fuoco più complesse. Da pa rte loro le baLLerie, appena libe re d ai compiti più slrettamentc tecnici, s i affrettavano in un intenso e celere lavoro cli s istemazione delle ris pettive posta;,.ioni che compre ndevano la creazione di determi nati clementi difens ivi ordinati dal com ando d ella p iazza, come fossi antibl indo, briglie di protezione, ostacoli anticarro, ecc. destinati a rafforzare l'intera posizione di schieramento d ei gruppi. Affluivano fra ttanto ai re p arti dell'arma le previste 4 unfoc, i viveri cli riserva, la dotazione di acqua cd ogni altro rifornimento slabilito. Tale pre parazione non andò disgiunta da parlicolari cure nel campo assistenzia le e soprattutto morale, giacché in tulli e ra l'intimo convincim ento ch e la prova avrebbe richiesto uno sforzo s upremo da patte di tu tti, capi e gregari , p e r rcsisle re ad un nemico già orgoglioso per Ja vitto ria e strapotente d i mezzi. A questo riguardo, la relazione inviala d al m aresciallo Graziani a l Capo di Governo sulla prima fase dell'offensiva britannica (9/ 22 dic. 1910), pubblicata dalla stampa e giunta a l presidio di Tobruc h il gio rno d i Natale, non lasciava alcun dubbio; risuo navano, dense di s ig nificalo e d i monito, Jc gravi, severe p arole del marescia lln , il quale con brutale e profetica verit;ì scolpiva la situazione di fatto, dando g li e le menti fonda mentali del s uccesso nemico che d oveva ritrovarsi "ne ll'impiego a m assa dei suo i mezzi corazzati c he avan1.avano invu lne rabili contro la pred a sicura ". Alla vigilia dell'attacco nemico, l'artiglie ria della piazzaforte si prcsenlava così schierata e d artico lata: Comando di A,tiglie ria de l XXTI C.cl'A. e della piazzaforte -
-
- --
Comandi di artiglieria dipende nti : Comando artiglieria setto re o rie n ta le:
<:<>mando artiglieria setlo re occidentale:
+---
(p osto tattico alle caverne d el Solaro, sede del comando dell a piazza) ge n. Dc Leone , col. Seghetti, cap. Galbo, ten. PJasso, s.ten. Cametti, s.c.m. Tripepi
(col. Pasquali) (posto tattico alle caverne sottostanti il ciglione del bivio di El Adcm, già dep. - - - ---+-<._el_ll 'Avi azione) (col. Uonfanti) posto tatt ico alle caverne s ituate alla leslata dell 'uadi ad ovesl del F. Pilastrino
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Tiziana Furlan
A1tiglieria del settore orientale: a) raggruppamento orientale
Osservatorio a q. 124 Gruppi dipendenti:
(col. Baggini posto tattico alla testa uadi FI Cheteita)
-
l/26 d a 100/ 17 (cap. (-;-ialanella) L/25 da 149/ 13 (cap . Joppo lo)~ CXXX/25 da 149/13 (Leo .col. Crisafu ll i) XXXI/ 5 G.a.F. da 105/28 e 120/25 (magg. Verdirame) 2·' Btr. d el XV CA . (ten . Verna) Totale pezzi raggruppamento orie ntale n. 44 (posto tattico alla testata de ll'uadi b) raggruppamento centra le 13ejad) (col. De Ar:igelis) Osse1vato rio al caposaldo di Dahar e1 Azazi Gruppi dipcnclcnti: CV/ 25 da 149/ 13 (ten.col. Pinto) TT/ 43 da 75/ 27 (m agg. Cad ei) J11/ 55 da 75/ 27 (magg. rlores) CXI.YIIl/25 da 149/ 13 (ten. col. D 'Antona) XXXI/ <-;-.a .r da 120/ 25 (magg. Pinci) XXXI/7 G .a.F. da 149/ 35 (te n. col. Stradell i) una scz. da 119/35 (ten. De Simon e) 1' ntr. del XV C.A. (ten. Polese) Totale pezzi raggrupparnenlo cenl.rale n. 75 Totale pezzi settore orientale piazzaforte n. 119 Artiglie ria settore occidenta le: (col. I3onfanti) posto tattico alle c) raggruppamento occidentale caverne s ituale alla tesla dell'uadi ad ovest del Forte Piastrino Osservatorio al F. Pilastrino Gruppi dipe ndenti: III/43 d a 75/ 27 (cap. Saladino) 1/ 22 d a 100/ 17 (cap. Pe rsichilli) 1/ 55 da 100/ 17 (ten. col. Camhria) 1/43 d a 100/ 17 (magg. Ruggero)____ 2' Btr. da 105/ 28 d el 22° l<.aggru ppamenlo Arl. -
/,a Piazzajèn1e di 'J'obruch
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2ii3" ntr. G.a.Ji. da 77/ 28 e H 9/ 12 (ten. Gioii) Btr. Vittorio R.M. da 76/ 30 (te n. Di Arenosto) 3" Btr. del XV C,A. eia 75/ 46 (ca p. Beria) Totale p ezzi raggruppamento occidentale n. 69 cl) sottoraggruppamcnto occidcnalc (col. 'l'ramontin) ( posto tatti co a 350 metri sud caposaldo Piave, q. 144). Osse1vatorio al posto tattico del XVTT (-;ruppo Gruppi dipendenti: Il/55 da 75/27 (magg. Cortese) _ VII/ 10 da 100/ 17 (ten. col. Locarno) XYll/10 da 105/28 (magg. Morin i) Totale pezzi solloraggruppamento occid. n. 32 Total e pezzi settore occidentale n. 101 TOTA LE PE1/.1/.I S1•: T l'01{1 (W IEN'l'ALI•: l•:D OCC:11)1·:N' IALE N. 220 e) artiglierie t.at.t.icamente dipe nden ti dal comando art. della pi:v:z~1fort c per ragioni del loro eccezionale impiego in tiri di concorso: Artiglierie navali della R.N . .\an Giorgio (due complessi binati da 190; due complessi binali da 254) (cap. fr. Pugliese) Btr. R.M. Nemho da 120/ 40 (ten. Bruni) f) Artiglierie tatticamente dipe nde nti dal comandante il XV Gruppo C.A. per con corso tiro terrestre (anticarro compreso) Btr. R.M. Pilastrino da 102/ 35 (ten. Passerini) Btr. R.M. Sic.li Mahmud da 102/ 35 Btr. R.M. Turdo da 76/ 40
Dispositivo della rete d 'osse1vazione del comando a1t. della piazzafo1te Alle dirette dipendenze del comando a11. della piazzaforte era stato posto il X Repa1to Specialisti di Cd'A. il cui personale ( ufficiali e trup rx1 ) assicurava il funzionamento d ei segue nti osservatori: Prin cipali --
Sussidiari
Ausiliari
3 Mcntcxa, presso op. 70 Junes or. Ras e1 Medauuar n. 3 Suesi Bir cl G iase CheiraHa n. 1 q . 121 Il.
sctt. or. sctt. or. se ll. o n :. sett or. scii . <>CC. Scu . occ. Sctt. o r.
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Tiziana Furlan
Stazioni di rilcvarnenlo vampa n. 3 - - - -- - -- -- Cenlrale rilevamento vampa : al posto tattico d el com.te arL. alle caverne del Solaro (tcn. Plasso) Dispositivo della rete d 'att. per i co llcgamcnli del comando a rt. pia7.7.afortc Lo schema della rele d 'art. (filo e radio) venne predisposto a cura della 55" Cp. trasmellilori, coadiuvata dalla Cp. Genio G.a.F. e dai trasmettitori del X Reparlo Specialisti d e l C.d'A. Esso p revedeva: a) linee permanenti filo h) lince volanti filo c) linee di riserva filo per il collega,ncnto di Lulli i comandi dipendenti colla ce ntra le tclcL del com.te di Art. Sviluppo delle lince: 175 km.
h) stazioni radio di varia po ten za per il collegamento: coi c. di art. di settore con g li osservatori principali con il com.le Setlore Marittimo e Base Navale colla R. N. San Giorgio (cenlrale del tiro e comando de lla nave)
L'organizzazione de l fuoco cli artiglieria d ella piazzaforte Coronamento e s intesi di tutto il prccedenle, pazie nte lavoro compiulo dal comando att. per organizzare le azioni di fuoco d c ll'a1tiglic ria de lla difesa fu l' ultimo dispositivo predisposto durante la prima mc t,'ì del gennaio 1941 e con il quale venne , il giorno 21 , affrontata la prova. li complesso lavoro fu man mano reso no to in tutti i s uoi cle menti (tabelle , GHte pe r i rispettivi tiri, e le nchi degli obie ttivi ccc.) al comando della piazzafotte e eia questo volta in volta sanzio na to. ] . Suarrame nto: vi concorTev,m o tulle le a1tiglie rie divisionali e cli Corpo l'Armata; erano escluse le a11iglie rie dei Raggr. C.a.F. ad affuslo rigido e perciò inad atte. Obiettivi: 17 lralli, suddivisi ciascuno in tre sollolralli, corrisponde nti all 'inte ra fascia antistante la cinta difensiva della p iazza. li solo Lrallo n. 5 s ul fronte del caposaldo di Dar e l Azazi, era stalo suddiviso in cinque sottotratti, a llo scopo di farvi concorre re un maggio r numero di gruppi (tre del raggr. centrale, uno del raggr. o rientale) lc nulo conto de lla pa11icola re circostarl7a che s u tale fronte s i saldavano i due solloseLLo ri A e B d el settore orientale cd i due raggr. orientale e centrale (fu quello prescelto dal ne mico per l'irruzione dei can-i; e ra sprovvisto di fosso anticarro). Nonostante le cure più m eticolose avute nella pre parazione dello s lxmamento cd in nume rosi controll i eseguiti , rimaneva sempre la pregiudiziale della scarsa de nsiLà del fuoco, dovuto alla scarsa massa. 2. Interdizio ne: vi concorrevano tutte le artig lierie . (Una particolare azione d 'interdizio ne lontana e ra rise1vata alla Blr. Nembo da 120/ 40 dell a R.M. e d a lle artiglie rie n avali d e lla K N. San (,'iorgio).
ht Piazzajbrte di Tohruch
:-3
li .
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6.
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Obiettivi: 88 ovuli scelti in corrispondenza dei punti più sensibili del fronte d 'attacco. Controbatteria: vi concorrevano 17 ballerie con un totale di 70 pen i; massa rilevante per l'att. della difesa, ma e sigua per il compito, se si conside ri che le btr. avversatie ammontavano ad un centinaio per un tot. cli circa 600 pe zzi e che solo 55 btr. (o sezioni) erano state individuate dalle stazio ni K. V. o dagli ufficiali osservatori. Il mallino del 21 gennaio tra le 6.00 e le 10.00 ant. ben 23 pezzi delle nostre ballerie del solo settore 01ientalc, venne ro colpite in pieno dal tiro di c.b. avversario (pari al 20%). Contropreparazio ne: vi concorrevano tutte le artiglierie della piazza secondo il piano di C.P. prestabilito in acco rdo col comando della piazza , che in data 9 gennaio aveva impattito disposizioni al riguardo. Tale azione cli fuoco prevedeva un tor.aie di 102 obiettivi che però assorbivano in buona parte i princ ipali obie ttivi di interdiz ione e c.b. interess anti la zona cli schiera me nto de lle batterie nemiche. L'ordine di C.P. era riservato a l comando di art. della piazza ma e ra stato anche ordinato che i comandi di art. di settore, cli raggr. cd a nc he il gruppo agissero d 'iniziativa, al primo concreto indi1/.io di attacco avversario. A7.io ne "98": trattatasi di una contropreparazione limitata nel tempo e nello sp azio , predisposta contro speciali obie ttivi scelti sul rovescio di Ras Meclauar e di Dar e l Azazi, in conisponde nza delle due depressioni cli Sghifct cl <)ue r a pone nte e di Sghifet El Adem ad oriente, zone cli raccolta del nemi co, in p a rte defilate alla vista d e i nostri osservatori. Vi con correvano alcuni gruppi del raggruppamento centrale , la Btr. Nernbo, la sezione avamata d a 149/ 35 e il Gruppo XVII/ 10 del ragg ruppam e nto occidentale. Azione " G " : ai.ione cli interd izione lo ntana 1ise1vata esclusivamente alle artiglierie rui vali della KN . San Giorg io p er battere n. 7 obiettivi, ritenuti più impo rtanti o cli obbligato passaggio in deterniinati punti delle d ue rotabili di Barc.lia e cli El Aclem. Per la d irezio ne controllo del tiro della nave funzionava lo speciale servizio di osse,vazione e collegamento radio, a c ura del comando artiglieria , il cui colo nne llo capo-ufficio aveva assu nto la dire lla responsabilità cli tale ecce7.iona lc a7.io ne d i concorso.
I prodromi dell'attacco nemico alla p ia7.7.afo,te. Verso la fine di dice mbre, me ntre già l'armata inglese del Nilo stava c ingendo d 'assedio la piazzaforte di Barclia , si ebbero sul fronte cle ll,1 p i:1n~1l"orte le prime avvisaglie dell'attività ne mica . In particolare si notò: l' intensificazione, nel numero cli apparecchi e nella frcqut:"11 1/.,.1, delle incursioni aeree sull'abiLato di Tolxuch , s ui comandi, magan.ini , str:1de , postazio ni di ait. ed elementi difen sivi in genere; l'apparii'.ionc del raggio d 'osse1v azione della piazzaforle di squadriglie di a uto blinde (tre o quallro) inviale s ul nostro fronte col duplice scopo : esplorativo ed
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'J'iz iana Furlan
informativo, nonché di controllo della rotabile di Bardia , per isolare da p o ne nte la piazzaforte inve stita ; l'inte ns ificazione de lla rico gnizione aerea che divenne quas i pe nnanente sul cic lo della piazzaforte. Il comando art. della piazza , me ntre o ppo neva una più vigile e aggu erri ta difesa controaerea con l'apporlo delle nuove batte rie del XV Gruppo e di va rie batte rie da 20 a11luile ne lla piazzaforte, dava la sua o pera per integrare la difesa d ella seconda posizio ne di res istenza che il comando della piazzaforte aveva deciso di costituire. La linea marginale di tale p osizione aveva il s uo fulcro al caposaldo "bivio di El Adem ", pres idiato dal /4° Rgt. Carristi, il cui comando ne lla materiale impossibilità di de fluire verso Be ngasi per ave re la quasi to talità d ei propri carri ine fficie nti , aveva ricevuto ordine di rimanere a presid io nella piazzaforte di To bruch e dispoITe i carri (circa 70 tra legge ri ed M/ 11) com e posti-scog lio sul fro nte s ud del caposaldo. Di qui la line a segue ndo il cig lione di ponente si collegava alla linea dei capisaldi qui d i seguito: Piave, q. 144 ( Pe1tica), Pilastrino, Gabr el Abd, q . 7 1, Anda , mare. Ad o rie nte si collegava con la linea de ll'u adi 11eja d , scendeva a l pianoro <.li Sidi Mahmud e allravers atolo con direttrice N E, g iungeva a l mare all 'alte7.za d e lla batte ria Be ja d da 102 de lla R.M. Per l'arma me nto de lla seconda p osizio ne di resiste n za il com anda nte de ll'att. aveva p roposto di costituire una massa di artiglie rie leggere, traendola da i gruppi di visio nali d i canno ni ( una btr. pe r gruppo) ma il gen erale comanda nte la piazzaforte n on ritenne di aderire per evitare una possibile crisi de i collegarne nri e p er no n indebolire la m assa art. de i due setto ri. Si provvide ad ogni modo a porre a dis posizione dei ca pisaldi della p osizio ne di resistenza le seguenti unità (od aliquo te) d ell'arma: A d ifesa del caposaldo bivio cli El Ade rn a difesa d el caposaldo "Piave"
1 btr. del XXXI/7 da 149/ 35 1 sez. da 75/27
A d ifesa d e l caposaldo "Pertica" (q. 144) A difesa d el caposaldo "Pilas trino "
A d ifesa del caposaldo di Gabr el Ab d A difesa de lla sede del com .te p iazza su lle p osi7.ioni del Solaro A difesa del caposaldo di q. 7 1 A d ifesa de lle p osizio ni dell ' An da
1 se:L . da 77/ 28 La già esiste nte btr. da 102 de lla R.M. con comp ito an che anticarro; 6 centri di fuoco (cann. da 20 e mitr.) 6 centri di fuoco 1 btr. da 77/ 28
6 centri cli fu oco
La 1-'i a zza/<>rle di Tobrucb
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l•rattanto il comando della piazza andava d ispone ndo la sortita di nostre a rdite colonne celeri per m eglio controllare e ne l caso, neu tralizzare l'attività nemica s ul nostro fro nte . Costitui te cli massima da reparti motociclisti, reparti motoriaati e qualche p ezzo antic-1ffo, queste colonne, tra il 20 dicen1hre ed i primi cli genna io affrontarono varie unirà meccanizzaLc: avversarie riuscendo a catturarne a lc une ( in tot. quattro o cinque) ed a p relevare dei prigionieri, da taluno d e i quali s i ebbe più chiaro indizio o d utili informazioni sul nemico. 11 g io rno 31 dicembre unità corazzate britannich e avevano soprava nzata da sud la piazza e provenienti certamente dal Trig Capu zzo si e rano spinte ne lla zona di Acroma, a pone nte di Tobruch e co n veloci puntate intercettava no la strac.b di D erna. TI 6 gennaio, giorno successivo alla caduta di Ba rdia , il n e mico g ià o ccupava il campo di aviazio ne di El Adem. Il 7 , il com.te d e lla piazza , tenu to conto della s ituazion e generale e della presenza d i unità nemiche ad occide nte della pia zza, ordinava la distruzione dei po nti e passerelle in opera per l'attraversamento del fosso antica rro, in corrisp ondenza degli imbocch i della s trad a litoranea da Bardia e da Derna. La piazza, chius a nel suo reticolato e nelk sue difese, e ra così tag liala fuori da ogni comunicazione te rrc:strc. Cominciava l'assedio. Il g io rno 8 gennaio s i ebbe, tra le 22.00 e le 23.00, il primo attacco nemico contro il caposaldo di Sidi Daud poco a nord dello s b a rrame nto slradak; fu stroncato dall'immediato inte rvento d el 1/ 26, XXXl/ 5 e L/25. Tali attacchi-sonda vennero ripetuti poi quasi giornalm c:nte, di solito all'imbrunire. Ma ogni tentativo avversario fu sempre nettamc:nrc respi nto dalla pronta cd impetuosa reazione di fuoco della nostra artiglieria , il cui pe rsonale seppe conquistars i presso il n em ico e ne fanno fede nume rose testimonianzc: fama di "capace, distinlo e valoroso". Dal 9 gennaio l'artiglieria n e mica, attivissima , iniziò i suoi tiri cli controbatteria ch e s'abbatté vio lenta s ulle nostre batterie più esposte. Il duello così iniziato non cessò più e alla data del 20 gennaio, vigilia d ell 'attacco nemico, g ià 55 mo,ti e 98 fe riti c.ki nostri a rtig lie ri stavano a d imostrare il primo contributo cli sacrificio e di sangue offerto dall'arma nell'adempimento del dovere. In testa a i caduti: il ten . col. Lentini, com.te il XXXI/ 5 e com .te int. del 32° Raggruppamc:nro Att. G.a.F., colpito a motte m entre da ll'alto dell'osservatorio dirigeva il tiro delle s ue batterie. TI giorno 11 gennaio il Comando Supremo del le FF.AA. preannunciò un setio attacco nemico per l'indomani, all'alb:1. h1 ordinato lo stato d'allarrne d alle ore 4.00 del 12 ma l'azione nc:111 ic:1 non e bbe luogo. Il giorno 16, tra le 19.00 e le 20.00, altro attacco allo slx1rr:1me nto di De rna , nel quale pattecipa no anche re pa,ti di li beri l"ra nccsi, appoggiata da q ualche unità meccanizzala e corazzata. L'attacco s i cs:1urì contro la viole nta reazione di fuoco de lla c.W·esa e fruttò, tra a ltri , b c 11tura cli un ufficiale col sequestro ciel cifrario nemico, in ano, ri nvc.:nutogli in tasca . Ma l'attacco in forze più serio , tale che , se fosse riuscilo , ;i vre b-
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be aperto all'avversario la via più breve al Pilastrino, cuore della difesa della piazzaforte, fu quello del 17 sera. Verso le 19.15 carri arma ti in appoggio a rcpaiti australiani e a carri ricognitori , si la nciarono contro il salie nte di Ras Medauar. TI fuoco tambureggiante dei gruppi più occidentali del settore (1/55, T/22, Ill/.13; 1 btr. da ·105 del 22° Raggr.) scattò immediato e violento, obbligando gli attaccanti , che certo contavano sulla sorpresa e sul favore d e lle tenebre, a ripiegare in disordine, inseguiti dal nostro fuoco. Nuovamente tentato a sera ino ltrata e rinnovato verso le ore 22.00 venne ancora res pinto finch é il nemico si vide costretto a desistere. Tale nostro piccolo successo se meritò al comando della piazza il riconoscimento dei comandi superiori, servì ollimamente per rianimare lo spirito dei dife nsori ed in specie de gli artiglieri e ad infondere in tutti una maggior tìducia nell'effici e nza di.fcnsiva della piazzaforte che, si diceva allora, sarebbe stata un osso duro da rodere. Si giunse così al 19 gennaio. TI progra mma della g iornata segnava pe r il comando a1tiglieria il seguente lavoro: primi tiri d 'inquadramento della 243a Btr. dalle posizioni dell ' uadi El Magrum su obiettivi oltre la linea de l Sahcl, in corrispondem.a d e lle posizioni tenute da un btg. di liberi francesi (i tiri ebbero lu ogo tra le 8.00 e le 10.00; la btr. fu violentemente controbattuta ). Tiri di prova della Btr. della R.M. Nemho da 120/ 10 s ul campo d 'a viazione d i El Adem, con osservazione aerea. Tiri d e lla San Giorgio su obiettivi del fro nte a te rra, scelti sulle due rot,1bili nardia-El Adem. Tiri di controllo per il setto re orientale . Oa parte sua il nemico era sta to attivissim o con tiri di contro batteria e bomba rdando la R.N . San Giorgio. Alle ore 11 .00 l'apparecc hio ne mico Lysander che aveva osse1vato i tiri sulla San Giorgio, lasciava cadere s ulla città e s ulle posizio ni d ella difesa migliaia di foglietti volanti c he contenevano la prima subdola intimazione di resa a lla g ua rnigione d e lla pia zza. IL testo del proclama era rivolto ai soldati e non già al comando , e ra datato 19.1 . 1941, dall'uadi Ka lifa. Esso incitava la truppa a de porre le armi e ad abbando nare la lotta, orma i inutile ed a preferire la tranquilla vita , a l di fuori di ogni pe ricolo e con buo n trattamento, come era stata già assicurata ai 42 .000 prigionie ri di g uerra caduti in mani britanniche ne lle offe nsive cli Sidi BatTani e di llardia . A tale spregevole forma di slealtà militare e cli fronte all'assurda richiesta , S.E. il com.te il XXII C.d 'A. e della piazzaforte , ris pondeva con un brevissimo storico radio trasm esso s u lungh ezza d 'o nda delle stazioni radio britanniche cd in chiaro, ne l quale respingend o la resa così vilmente o fferta, terminava colla nota, s ig nificati va frase di Carnbronne, a testimoniare l'alto spi rito combattivo dei difenso ri e la consapevole volo ntà cli lo tta che, se impari nei m ezzi, costituiva sempre il supremo dovere di soldati verso la patria lo ntana. Da quel mome nto i pre-
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parativi, sospinti e coordinati d al com.te l'art. divcrmero a ncor più fe b brili. In tutti appariva un senso di serena attesa , determinata dalla coscienza di aver fallo 4uanto e ra u ma name nte possibile per essere all 'altezza della prova d a affrontare. La sera del 20 alle ore 20 S. E. il generale Pitassi riuniv a al suo comando tattico d e l Solaro: il gen erale com.te il settore or. (gen. Ba rbe ris) il gen erale coni.le il settore o ccide ntale (gen. Della Mura) il generale com.te l'artiglie ria della piazzaforte (gen. Dc Leone) il colonnello capo uff. del com ando artiglie ria (col. Segh etti) il colonne llo com.le il genio d e ll a piazzaforte (col. Gambizza) il colonnello com. le il 1° Hgt. di l'lr. Carrista (col. Aresc,1) il colonnello com .te la colo nna cele re , riserva de lla piai'.7.a ( col. Cascino) l•: saminata la situaz ione nostra c d avversaria , S.E. dava le ultime direttive e precisava i compili della piccola rise1va a su a disposizio ne. D irama va subito a ppresso la circ./riservata "}{esiste re" c he conteneva l'ultima con seg n a m orale ed il compito affidalo all'ono re dei dife nsori. La stessa sera del 20, verso le 2j.j 0 il ne mico, a confe rma del le previs ioni ed anzi quasi a prearmuncio d e ll'attacco gen e rale alla p iaz:cafo1tc, iniziava, con un incrociatore leggero cd un mo nitore po1tante btr. di grosso calib ro, il bo mbardamento contro le d ifese del Sahe l. Forse si pensò, per colpire i principali impianli idrici che alime ntavano la città ed il presidio d ella pia7.za . Ta le bombardame nto, cessato a l sorgere d ella luna verso le ore 2.00 a ntime ridia ne m entre n on conseguì alcun risu ltato a pprezzabile, essendosi il tiro (300 granate da 152 e d a 381) mantermto p revale ntemente oltre la nostra linea, se1v ì ottimamente, se pur ve n 'era bisogn o, a dare alla piaaafortc il segnale d 'allarme e per annuncia re che in poche ore si sarebbe scate n ata l'off"cnsiva britannica contro le difese della p iazzaf01te . Dura nte la mia p rig ionia in lndia il capita no inglese Mr. Pouncl che pa1tccipò come tene nte del Co rpo Reale Corazzato all'attacco della piaz'.l.afrnte di To hruc h, in un colloquio av uto col colonne llo Tramonlin (già com. il sottoraggruppame nto ecc.) nell'ospedale di Rareilly, e bbe a dichiarare che il b o mba rda m e nto navale contro il Sabei fu predisposto e ord ina to per coprire il frastuo no de lla m assa cura'.l.i'.ata ch e d al settore occ. ov'ern concentra ta , si spostava su l fronte del sella re o rie nta le pe r p o ttarsi ne lla zona prescelta per l'im.1zio ne d ei carri. Tale 111ovitncnto , compiutosi prima d el sorgere d ella luna , cessò verso le 2.00 a nt. e so lo allora cessò anc he il tiro navale.
L'attacco nemico del 21 ge,maio Il 21 gennaio , alle ore 5.40, imme dia tamente dopo l'ultimo conccn lra111enlo effettuato d al CV G ruppo (ore 5.30) il ne mico in iziava il s uo p iù
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pode roso attacco contro le difese del settore orientale della piazzaforte con un furioso e tambureggiante tiro di preparazione. Quasi conte mporaneamente un attacco in forze ven iva lanciato in corrisponden za de l capo.saldo di Ras Medauar, nel setto re occidentale. All'azio ne, pre parata a detta de llo stesso n emico con minuziosa cura, in ogni particolare e con im p one nte larghezza di mezzi, erano s tate a.s.segnatc le segu e nti forze dell'armata britannica del Nilo: la 7" Divisione Australiana la 4, Divisione Neozelandese il Corpo Reale Corazzato, com p rendente: 4 reggimenti carri armati (esplo ratori, incrociato ri) la 7' Brigata Corazzata e pa rte d e ll a 4a, unità corazzate di concorso, tra c ui il battaglio ne carri armati p e.santi, s u nuovo mod. Mark/ 11 (l.H/ T). In complesso, circa 600 unità d ei tipi prevalenti: ricog nitori, esploratori da 4,7, 11 t. , incrociatori d a 15, 16, 17 l.; pesanti da ftr. d a 25,26 t. 11 ° Reggimento Ussari s u autoblinde (circa 500); Due brigate d 'artiglieria mo torizzata e g ruppi di a rt. cingolata e corazzata ; in complesso circa 500 p ezzi dei calibri da11 '83,8 (no n 88) al 127 mm . Un g ruppo "sostegno" costituito da truppe australiane mo torizzate, un btg. cli "liberi fran cesi" appoggiati da a liquota di unità meccanizza te e corazza te. Pochi istanti dopo le 5.40 i ragg ruppamenti di art. entravano in settori che avevan o vigilato l'intera n o tte molestando il nemico con nutriti concentramenti e che dalle ore 4 ant. , ora fissata dal coma ndo della piazza come inizio de llo stato d 'allarme; attendevano colle .squadre ai pezzi, pronti a ll 'azio ne, sferra vano il loro ti ro di contropre p a razionc. Mentre l'a rtiglie ria de l setto re occidentale stroncava con tale s uo intervento l'attacco contro le difese d i Ras Medauar, l'artiglie ria elci settore o rientale, pur vigorosame nte fronteggiando viole n za d i quella avve rsaria s ubiva .sen .sihili perdite, insieme a ll 'interruzio ne comple ta elci collegame nti. Verso le 6.jO la cris i de lle com unicazioni già .si rnanik:stava preoccupan te, dando la mis ura d ell'e.stre ma viole n za del ti ro di preparaz ione nemica e de ll 'enìcacia di e.s.so .sul complesso d e ll'o rganizzazione dife n .siva del .settore orientale de lla piazzaforte. Soprattutto l'acceca men to e la distruzione d egli osse rvatori, quasi tulli installati .su castelli di leg no, pa li a coffa , tralicci ccc. costituirono il primo e più faci le dei s uccessi a vver.sari, a neutrali 7.7.are il quale no n valsero i ripieghi c he le circostanze de l momento consen tirono di adottare. Q uasi tutti gli specializzati trasmettitori delle varie squadre inviate con automezzi a ripara re le linee de lla rete d 'art. trovarono la mo rte ne ll'ad e m pimen to de l lo ro d overe. Frattanto le tenebre, eravamo in genna io e in regime di o ra lega le e più tardi la d ensa cort ina cli fumo e po lvere sollevata dai colpi in arrivo e partenza .stagnante a breve a ltezza sul cielo della haltag lia, non perm isero agli ufficiali capi-
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pattug lia osse1vazione e col locame nto ed agli a ltri e le menti di vigila nza s ulla linea di rilevare e tanto meno valuta re l'e ntità d e lla breccia che una prima ondata di carri armati nemici era 1iuscita a praticare verso le ore 7.00, in coITispondenza del tratto della cinta difensiva antistante alle o p e re di prima linea 55/57/59 del settore orientale, sprovvisto di fosso anti carro. Per colmo cli fatalità e cli disav ventura , l'infernale fra stuono provocato dagli opposti tiri e dall'incessante rombo d elle incursio ni aeree, ostacolò anche la stessa percezione del rombo, d ei caITi armati "in movimento" sul fronte di attacco. Dal varco, che dovette essere di ampiezza non inferiore ai 2.000 rn. , le forze corazzale britanniche dilagarono nell'interno de lla piazzaforte , a ventaglio, su tre colonne: una centrale , direttrice a nord, puntò verso la zona di schieramento delle artiglierie, andando ad urtare contro la 10a Btr. (la più a vanzata) d el CV Gruppo da 149/13 (ten. col. Pinto); una di destra , con direttrice est, puntò ve rso le opere de i ca pisaldi Junes, Suesi, Sidi Daud, per eliminarle da tergo; una di sinistra, con direttrice ovest, puntò verso le o pere dei ca pisaldi Dar e l Azazi, giungendo fino al fianco orie nta le del caposaldo di Bir um Ilale iga. la colonna centrale, ne utralizzalo il CV Gruppo, s i suddi vise anco ra ccl i va ri scaglio ni di mezzi corazzati proseguirono celermente nel processo cli atlacco e di eliminazione d e lle unità di artig lieria dd settore attaccalo, poste ad o rie nte e ad occidente della dirett. di attacco: punlo di saldatura Suesi-Dar e l Azazi - bivio di El Ade rn. Le batte rie del CV, sorprese all'apparizione d i c arri arma li nemici, dal Liro di s barramento ancora in atto, passarono all'istante al tiro anticarro e continuarono a far fu oco fin quando i ca rri ne mici , che avanzavano sen za accusare i colpi loro dire lli, fino alle più brevi distanze perché invulne rabili, no n irruppero n e lle postazioni. Solo allora il com. te del g ruppo, ad evitare ulterio ri pe rdite, (aveva già avuto 14 morti, fra c ui un com.te di batte ria, l'ufficiale m edico del com an do di gruppo e d odici tra serventi e s p ecialisti , o ltre a venti feriti g ravi e nume rosi altri leggeri) d iede ord ine di cessare ogni resis te n za e si vide costretto ad acce tta re la resa. Erano le 7.30. A partire eia q uest'ora il processo di ne utralizzazione e di e liminazione dei g ruppi , favorito dalla superiorità dei mezzi dell'avversa rio e da lla tragica ine fficacia ciel nostro munizioname nto , si ri peté a cate na, pur fra episodi di fulg ido valore (degne di me nzione: l'eroica d ifesa d e lla 2/ XV C.A .; il valo roso compo 1tame nto d e l comando raggr. Orie ntale; la glo riosa fine del com. il 25 Raggr. Centa le ed a ltre azion i s ingole in corso di acce rtamento), pon e ndo il nemico ingordo di este nde re ra pidamen l'e l'occupai. i< mc d e ll'intera zona compresa tra le su e ror_a bili di Rardia e di l·:I Adem . /\d accelerare tale azione con corse una secon da o n da ta di mezzi corazza-
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ti che m ossasi alle 8.00, puntando d irettamente a n o rd, alle ore 9.00 g ià investi va il fia nco s inistro dd ca posaldo del bivio, presidiato dal 4° Carristi, prendendo posizione s ulle postazioni de l XXXI/7 da 149/35, esterne al caposa ldo s tesso. La notiz ia de ll' irruzio ne nemica nell'interno de lla cinta fortificala venne trasmessa d al com .le del CV Gru ppo, a mezzo rno tociclisla , al com .le del raggru p pa m e nto centrale, il quale immediatame nte do po , erano circa le o re 8.00, pe rman endo l'interru zione dei collegame nti , s i portava alla sede del proprio co mando di artig lieria di settore, situato n e lle caverne dell'aviazione sottostanti al bivio di El Adem e n e informava il com .te col. Pasq uali (com.te de ll'a1tiglieria d el settore). Q uivi conveniva pure pochi is tanti do po il colo nnello capo-ufficio del comando artiglieria de lla pia zza , il quale, pe rsiste ndo l'isolamento del proprio com ando si era m osso dal Solaro per recarsi presso i coma nd i avanzati e raccogliere sul posto più precisi elementi sulla situazio n e e riferirne al proprio com .te ed al com.te la p iazzafotte al qu ale incombeva l'obbligo di disp o rre sul mo mento i provved ime n ti più a datti p er fro nteggiare le g ravi consegue nze prevedibili della seria infiltrazio ne ne mica ne ll 'interno d e lla piazza. 1. rattanto , presso il comando art. d el settore o rie ntale veniva decisa, con corde m ente, d i ordinare al raggr. o rientale (col. Baggini) il Liro per concentramenti di tutti i grup pi sulla zona di rottura d e lla quale , sia pure in via a pprossimata , si indicavano i limiti corrispondenti agli intervalli interposti tra le o pere 55/ 57/ 59 cd alle opere stesse; lo stesso ordine veniva trasmesso da l com.te il raggr. centrale (col. De Angelis) ai pro pri gruppi superstiti a mezzo motociclisti. Non è compito d i q uesta breve memoria d i seg uire ne i suo i d ettagli lo .svilupp o dell 'a ttacco ed il proce.s.so di eliminazio n e de i singoli gru ppi. Ba.sta ricordare che tra le 7.30 e le 10.30 tutta l'attig lie ria d e l settore orie ntale, salvo poche unità, poteva d ir.si .sopraffatta e travolta . Appe na noti al coma ndo a1t ig lie ria g li estre mi d e lla .situazio ne, previ accordi col com ando della piazza, venne o rd inato (ore 9.00 circa): a l com ando artigli eria de l .settore orie ntale: di impiegare i g ruppi su pe rstiti dei due raggruppa menti pe r conte nere con tiri d i interdi zio ne e sh a rra n1cnto le formazio ni ne miche a .su d d e lla rotabil e d i 11ard ia; a l com ando a rtiglieria del se ttore occ.idcnta le : d i ordinare a i g ruppi del ra ggruppame nto e sotto ragg ruppame nto in grado d i inte rvenire , una conversione di 90° e fatta così fro nte ad o riente, tenere sotto tiro d 'inte rd izio ne la strada d i l •:I Adem ed agire con azione di sbarrame nto ove il n emico tentasse di attraversarla p e r fare irruzione nel settore occidentale. Allo stesso comando si ordina va altresì di b attere un fo rte co ncentramen to di mezz i meccanizzati nemici
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segnalato a Bir Jasirn; a lla R.N. San Giru?,io e d alla Utr. KM. Nembo di concorrere con tiri di interd izione a battere la zon a di rottura in corrispondenza delle opere già citate; al com .te il XV Gruppo C.A., com.te tattico delle tre htr. R.M. TordoPilastrino-Sid i Mahamud, di dislogliere le elette b tr. da ogni altro compito e di riservarle per zone anticarro, non appena mezzi corazzati nemici fossero avvistati nel rispettivo raggio di azio ne (il munizioname nto di dette htr. era in pane perforanle). ' l'ali disposizioni, la provvidenziale rip resa , sia pure parziale e saltuaria, delle comunicazioni, la violenla azione serrata dall'art. del settore occidentale ed infine la vigorosa resislenza opposla dal caposaldo biv io di El Adem, obbligarono il nemico non solo a segnare il passo ma a richiedere anzi reparti di rinforzo per un p iù celere proseguimenlo d ell'a zione. infatti , (ore 13.30) una nuova colonna molorizzata e cora7.7.ata proveniente dal ca mpo di El Adem e ra segnalala dagli osservatori del caposaldo di Uir um Hale iga e poco appresso il caposaldo slesso veniva violcnlernente attaccato. Dopo vivace lotta durante la quale ebbe a dis tinguersi la htr. da 47 del 22° Raggruppamento (ten. Tosti) non solo per il suo magnifico compottamento, ma anche per il danno e le perdite inflitte all'::ivvcrsario, il nemico riusciva a sopra ffare le difese e a d ilagare nella fascia più orientale del settore occidenlale. Mentre pertanto a nord continu ava la pressione contro il caposaldo del bivio, la nuova colonna, puntando sulla zona di schieramento d elle a1tiglierie, mosse a ll 'attacco del CXLVIII Gruppo da 149/ 13, il quale nell e azioni cli controbatteria già svolte fino a quell'ora, aveva già perduto quattro delle sue b atterie colpite in pieno d al Liro avversario. Alle ore H.00 le btr. del gruppo venivano sopraffatte. La colonna nemica proseguendo ne lla s ua ra pida corsa a ponente dell a strada cli El Aclem in di rezione no rd, d opo avere eliminalo alcune btr. e gru ppi del settore occidentale (quelli più orienlali), si andava a congiungere con le foo.e che s i attardavano dalle ore 9.00 contro il caposald o elci bivio che per quanto aggirato sul rovescio e sottoposlo ad inlenso fuoco, resisleva b ravamente. Con l'appo1to della sopraggiunla colonna il caposaldo venne investito a nche d a l fronte sud e fatto segno a nuovo e più violenlo allacco. La resistenza del pres idio (col. Aresca) che aveva già s ubito forti perdile (76 morti fra cui d u e coma ndanti di battaglione carri, rnagg. Rossi e cap. Appie rto, 10 ufficiali carristi, non ché numerosi ferili) venne alla fine spezzala alle l 5.10. Il ne mico, ormai libero di procedere verso il cuore del sellore occidentale, mtò p oco appresso colle sue forze riunite contro la colonna celere "riserva elci com . la piazzaforte " che atten deva sul fronte dei capisaldi della posiz ione d i resistenza, tra il caposaldo Piave e q. 144, per contrastare il passo a l ne mico.
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Ta le colonna , costituita d a 2 c p . motociclisti , 7 carri a rmati M/ 11 , 1 htg. del 69° Ftr. Sirte, due btr. da 20 ed una btr. da 47, m ossasi con p reciso slancio pe r affrontare coi suo scarsi mezzi il p o te nte avversario, fu rapidame nte tra volta n on appena i 7 M/ 11 furono messi fu o ri combattime nto. Era così libera all'invasore la via de l Foite Pilastrino. Era no le o re 16. 15. Da q uesto m om e nto il compito assegnato a ll'a rt ig lie ri a del settore occidentale, il c ui com ando erasi mante nuto costanteme n te in collegame nto telefonico e radio col comando a rt. della piazza, fu qu el lo di te nere sotto il tiro dei pro pri g ruppi le colonne ne mic he che p roced evan o verso il Pilastrino e con q u alche btr. batte re ed inseguire mezzi isolati e carri annali che stavano esegu e nd o un vero carosello ai m arg ini della zon a cli schieram ento delle a rt ig lie rie . Alle 16 .30, dop o eroica resistenza e quand o i mezzi corazzati nem ici e rano a 20 m . dall a postazione, la btr. da 102 Pilastrino della R.M. d 'o rdine del com.te ( te n . Passerini) veniva falla sa ltare. Poco ap p resso il caposaldo si a rre ndeva. Quasi alla stessa ora, u na colo nna ne mica che erasi in tempo staccata da que lla principale dev ia ndo verso destra (nord ), scendeva alle p osiz.ioni cld Solaro esl e dopo b reve scontro, callurava il personale cld Q. G. cld C. d'A .. Indi investiva il fian co orientale de lla difesa predisposta a protezione della sede del comando d e lla p iazza e del XX.li C.d'A. Fino a lle 18.00 l'azio ne ritardatrice elci sci centri cli fuoco della d if<.:sa permise d i resistere a lla v io lenta pressione avversaria ma q uando il nemico iniziò il la ncio d i bom be negli sfiatatoi delle caverne provocando nell'interno gas irrespira bili e dall 'esterno i carri a rma ti g ià bloccavano gli ingressi delle gallerie , S.I·:. il gen e rale com.te, ad evitare in utili perd ile di vite umane, d iede o rdine d i cessare ogni resistenza (era già caduta una camicia ne ra (' l'ill i) c d e ra no rim asti ferit i: un uffic ia le, due carabinie ri e q uattro C:C.NN). L'ordine stesso venne trasmesso al generale com.le l'artig lieria dal cap o d i S.M. col. Rostagno (ore 18.30). Pochi islanli appresso il comando artig lie ri a, seguend o la stessa avversa sorte d el proprio comando di C.d ' A. , si arrendeva al ne mico. Alla sera del 2 1 gennaio, dopo l'avven uta resa del com ando de lla piazza , la situazione e ra la seguente: settore o rie ntale: in mano n e mica , me no la fascia costie ra a n ord d e lla rotabile d i Dardia, con le Blr. Be-jad e Grasso della R.M. e me n o altresì talune posizio ni tenute d al comando sollosettore "A", immedia ta mente a no rd della stessa rotabile, a lla leslala d el l'uadi Delia; - settore occidentale: il nemico occupava la fascia più orie n tale prospiciente la strada cli El Ade rn, pe r una profondità di 300/ 500 metti fi no a lla linea elci capisaldi della second a posizione d i resisten za. Di qui, con un pronunciato salie nte si spingeva a ponente, fino ad inserire nel suo s istema le posizio ni d el Pilastrino e del Solaro. Dal Solaro la linea d i occupazione nemica , seguend o il ciglione, risaliva a l bivio d i El Adem. Le unità d ell'artiglieria della piazzafotte a ncora attive alla sera elci 2 1 gennaio e ra no le seguenti:
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raggruppamento occidentale: lll/if3 - T/43 - I/22 I/55 - 243" iltr. G.a.F. - 1 htr. da 105/ 28 del 22° Raggr. , 1 btr. da 76/ 30 R.M. - 3"/ XV C.A.; sottoraggruppamento occidentale: 11/ 55 - VII/10° del colo nnello 'l'ra montin. Altiglierie R. Marina: tulle le btr. costie re da 102/ 35, da 149/4 5 e da 149/ 47, le a ,tiglierie navali della San Giorgio. Artiglie rie dei capisaldi (anticarro escluse): 1 sez. da 77/28 a difesa del caposaldo di q. 71 . Tale complesso di unità d e ll'arma la sera stessa d el 21 gennaio passaro no alle dipendenze tattiche e disciplinari del com.te l'att. del sellore occidentale (col. Bo nfanti) il cui comando tattico posto in caverna alla Lesta dell'uadi ad ovest del Pilastrino era rimasto immune dagli allacchi nemici. Era pure in azione il com ando del sottoraggrnppamento occidentale (col. Tramontin) 300 m. a sud di q. 144.
Avvenimenti occorsi dopo la resa del comando della piazzaforte Non è compito cli questa succinta relazione narrare le vicende success ive alla resa del comando piazzaforte e del comando artiglieria. Basterà solo accennare a puro titolo cronis torico che ne lla notte sul 22, dopo dlicaci tiri del lJ l/ if3 contro le pos izioni del Pilastrino e del Solaro occupale dal n e mico, ininterrotti furono gli o pposti tiri cli molestia e tiri in caccia delle nostre batterie canno ni contro carri armati, auto mezzi vari, camionelle ecc. che liberame nte scorazzavano nell'interno del settore. Nella nolle stessa , d 'ordine d e l com.te la divis ione Sirte che e ra subentrato nel comando della pia7.za al gene ra le Pitassi Mannella , venivano predis p oste tulle le dis lrul.ioni dei mate ria li e munizioni, allo scopo di impedire ch e cadessero in mano ne mica, in condizioni di efficien za. ' l'ali distruzioni venne ro alluate più tardi , a mome nto opportuno , d opo che, come avvenn e per molle baltcric, erano state in vestite dai mezzi corazzati dell 'avversario le superstiti unit,ì clell 'arma . Alle 3.00 circa elci m attino saltava in aria la R.N. San Giorgio. AJle ore 7.00 del 22 gennaio il ne mico , su tre colonne, rip rese la marc ia pe r completare l'occupazione della rimanente zona della p iazza forte: una colonna provenie nte da lle posizioni del Solaro p untò sul T/S, dond e al caposaldo di q. 7 1 e a ll'Auda; una colonna proveniente dal campo d 'aviazione T/ 2 si diresse su lle batterie costie re della R.M . .Hejad e c:rasso che vennero eliminate trn le ore 8.00 e le ore 9.00 e infine s ulla b ase navale ch e venne occupata da l nemico alle 10.10 d opo breve scontro allo sbarrame nto di Tohruch città; una colonna proveniente dalle posizioni del Fo tte P ilastrino punt<> su i capisaldi del scllorc uu:iJe11ta le, suddivisa in più scaglion i, p roccckn-
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do indi all'eliminazione dei s upe rstiti g ruppi di artiglieria del raggrup pam e nto e sottoraggruppamento o ccidental e . L'ullimo dei g ruppi, il 1/ 55, s i arrese sulle posii'.ioni d e lla "Macchia Bianca " alle ore 12.00 . Ll ma ttino del 23 ge nnaio il nemico e fu la su a ultima azione, investiva la s upe rstite batte ria costiera de lla R.M. d a 1'19/15 "Ue llotti", ch e g ià esaurite le munizioni e priva dal 21 mattina di ogni rifornimento, alle ore 10.30 si arre nde va.
Conclusione - Qualche considerazione - Dati statistici vari I. L'attacco nemico non giunse di sorpresa. A parte il preavviso dato d al comando supe riore delle FF.AA. del ma ncato attacco d el g io rno 12 gennaio esso era stato incerto m o do preannuncialo da troppo chiari indizi fra cui più importanti: La ric hie sta cli resa del 19 m a ttina; Il hornha rclame nlo navale de l 20 n o tte; L'eccezionale increme nto d ell 'attività ae rea e de ll 'art. ne mica n egli stessi g iorni. Infine, p e r le disrosizio ni d a te d al co111,rnda11Le la piazzaforte, la sera d el 20 tutte le truppe d e lla difesa e ra n o in sta to d 'allarme da lle o re 1 .00 d el 21 e p e rciò da tale o ra si trovavano pronte a.i ris p ettiv i p osti d i comb attime nto . Al comando a1tig lie ria s i vegliò l'inte ra notte pe r co ntroll i, ric hiesta di notii'.ic agli osservato ri , o rdini impartiti ai coma ndi dipend e nti e per seguire l'atti vità d e i g ruppi desig nati per i predis posti concentramenti notturni . Alle ore 4.00 precise lo s tesso com .te l'art. gen erale De Le one, risponde ndo a lla chiamata telefonica d i S.E. il gen. Pitassi d ava al prefato superio re le nnvit;ì d e lla notte e la conferma che in e ntrambi i settori l'artiglie ria e ra pronta. II. Su b ito dopo l'iniz io de lla "pre p arazione" avve rsaria il settore o rientale sfe rrava d 'iniziativa la "co n tropre pa raz io n e" seguita a breve inte rvall o (ore 5.50) d a q u e lla d e l sell o re occide nta le, su ordine del com.te l'a rt. della piazza in seguito a p e rs onale ri c hiesta di S.E. il gen. Pitassi. III. Se sorpresa vi fu , questa può ricercars i in altri e le menti q uali le eccezio n ali favorevoli circosta n ze c he accompagna rono all 'inizio l'attacco ne mico e cioè : a) l'attestame nto de lla massa corazzata n e lla zona imme dia tam ente a ntista nle a que lla di ro ttura , compiutosi col favore d elle ten e bre e "coperto" dal furioso hnmba n.larne nlo n avale e d a ereo. h) L'irru zio ne dei carri a ttraverso il varco pres celto, compiutasi a nch'e ssa co l favo re d elle te ne bre e "cop e 1ta" dal vio le nto tiro d i preparazione d a l rombo assordan te e delle ininte rro tte inc urs io n i aeree.
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La difesa fu così posta in condizioni d i non percepire lo scatto a massa dei carri armati nemici e la loro veloce corsa attraverso i varchi p restab iliti. Le fitte tenebre potevano essere vinte solo se i1 terreno antistante al la cinta di fensiva fosse stato spazzato dai potenti fasci d e i proi ettori; solo in tal caso i movimenti dei ca rri nemici e de lle truppe d 'attacco sarebbero stati individuati e l'irruzione prevenuta e quanto me no seriamente ostacolata. A dimostra1·e la tragica impotenza che caratte rizzò all'inizio l'azione della difesa bastcr::ì accennare che alle ore 4.30 l'ufficia le del genio capopattuglia per il quotidiano controllo delle mine , si recò come d i consueto al lavoro s ul fronte del caposaldo di Dar el Azazi-Junes, nulla rilevando di anormale. Assolto il proprio compito verso le 5.30, l'ufficiale prese la via del 1itorno ma giunto che fu ne i pressi dell'opera 57 fu so,preso eia un così violento bombardamento che si vide costretto a ripararsi nell'inte rno dell'opera. Era il tiro di preparazione nemica che si st:1va scatenando. lV. L'artiglieria , come ha riconosciuto il comando del XXI I Corpo d 'Armala e del la piazzaforte ne lla sua relazione ufficiale, agì con immediato estremo vigore combattivo, spesso inte ,vcncndo d 'iniziativa, dando il 111assi111u cuntril>uto a lla res istenza ed alla difesa ed infliggendo danni non lie vi all'avversario. O ltre sessanta citazioni, raccolte dal compilatore d i queste note sulla stampa nemica (corrispondenze di guerra, pubblicazioni di a lti ufficiali dell'esercito operante brit:mnico, memorie varie cd articoli inseriti in riviste e giornali ecc.) stanno a d imostrare in quale altissimo concetto è stata te nuta d a ll 'avversario l'artiglieria della piazzaforte di Tobruch. Tale documentario raccolto negli anni di prigio nia in India, insiem e ad a ltro copioso materiale, trovasi anco ra in m ani l>rilanniche, ma ne è stata preannuncita la restituzione tramite gli organi compe te nti del nostro governo . V. Circa i danni inflitti dalla nostra a ,tiglieria all 'avversa rio si precisa che, sulla base di notizie avute dai comandami all'uopo interpellati e dal capitano inglese del Corpo Reale Corazzato Mr. Pound che partecipò all'allacco contro le difese della piazzafo,te di 'l'obruch , molli mezzi meccanizzati, automezzi vari, camio nette ccc. vennero danneggiati, immobilizzati, incendiati e d istrntti dal tiro della nos tra artiglieria ; un certo numero di ca rri arma ti leggeri venne ro dcc ingolati cd immobilizzati ma no n risulta c he unità corazzate britanniche siano state comunque perforate, massimame nte quelle elci tipo pesante. Il capitano Pound rife rì con precisio ne d i partjcolari che p iù volte il proprio ca rro (tipo "I", Mark/ IT) venne colpito d all e nostre bancrie; la viole nza d ' urto frenava un istante la ma rc ia del carro; si notava a ll' inte rno u na riecola zona incandescente e questo era tutto . Poi il mezzo corazzato rrosegui va tranquillo cd inesorabile la sua corsa verso la rrec.b. Fu q uesta invulne rabilità che pese) in modo schiacciante sull 'csiru del la lolla.
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VI.Circa le perdite subite dalle truppe della pia7.7.afo,te non s i han no tuttora dati esaurienti su molti dei reparti non avendo avuto la p ossibilità di effettuare i necessari contro lli. Tuttavia, attraverso fonti varie (nemico compreso) e in base ai dati trasmessi dai coma nda nti che e bbero modo di riferire a riguardo, si possono fare le seguenti deduzioni e tentare il segu e nte computo: a) feriti sgomberati sugli ospeda li d i Marsa Matruh, Alessandria e Cairo ne lle giornate del 21 e 22 gennaio a me:ao di autoambulan ze nem iche o via mare n. 2000 (segnalazione della stampa n emica e del Comando Supremo Italiano) ; b) fe riti spedalizzati a Tobruch , perché gravi ed intrasportabili (segnalazio ni del nemico e dei n ostri cappe llani , rimasti in servizio in Tobruch, presso g li ospedali d a campo) n. 700; c) feriti dei re pa rti di artiglieria tra il 10 e il 20 gennaio durante i tiri cli controbatte ria, n. 98. 'forale feriti n. 2798 d ) Cach1ti segnalati dai repatti o comandi di o p ere e capisaldi o altrim enti accertati e segnalati: ( rise,va di ulteriore conferma o variante) -
Divisione Sirte 4° CatTisti iltr. della l{M Reparti G.a.F. - Art. dei due settori dal 10 al 20/ 1 Att. de i due settori nei gg. 21/ 22 Riserva della piazza Concenlr. P.d.G. di El Adem
90 76 24 (dipend. tatt. dal com.Le XV C.A. -17
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:WO (da bo mba rdamento aereo)
Totale (appross.) mo tti n . 665 Tota le perdite pia7.7.aforte n. 3555 n . 700, di cui 520 feriti e 180 m o rti Totale perdite a,tig lie ria
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l... J Ad ogni modo si reag isce alla meglio, ma la cessazio ne del fu oco avversario, alcune volte ottenute, devesi ascrivere piuttosto a ll 'esaurimento del prograrnrn~1 d ei tiri, per quell'ora stabi lito , c he a ll 'efficacia della nostra controba tteria , resa impossib ile, mo lto probabilmente, a nche dalla deficienza di g ittata . xx"'· C~nni su ll"a11ività svolta <lai Comando Artiglieria <lei XXJI Corpo d "Annata nella Seconda Gue rrn Mondiale in Libia (AUSSME, fondo Nl/ :1 I , busw 11 60/B).
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Nel me ntre si ostacola la organizzazio ne del ti ro di artiglieria, tutti i movimenti attorno alla piazza , con1unq ue rilevati, p urc hé a dista nza utile, sono p resi di m ira dal n ostro fuoco. Autocarri , au toblindo e ca rri a rmati son o di fre que nte immobili7.7.ati cd alle volte incend iati. Di massi ma, le ore diurne sono impiegate dal nemico csclusivan1e nte p e r la o rga nizzazione del suo Liro di a rtiglieria ; que lle notturne vengono, invece, impiegate per saggia re, con pattuglie e colpi cli ma no la cons istenza d e lle nostre di fese esterne. Nessu n tentati vo sfugge a lla nostra vigilan za ed alL1 nostra reaz io ne. Mitragliatrici, pezzi anticarro, aitiglicric, intc,vcngono al mini mo in iz io, frus tando e stroncando qualsiasi assaggio . Si elencano , qui di segu ito, alcuni d ei principa li e pisodi del genere : gio rno 8 genn aio: verso le ore 22.00, tenrativo di fante ria ne mica di accosta rs i a ll'intervallo tra le ope re Z.83 - Z.85 (Cap osaldo di Sidi Oaud). Inte1vento dei gruppi di artiglie ria 1/26 e CL/29. Al mattino vengono raccolti sul posto la salma di un sollufficiale, un pa io di fucili mitragliato ri , attrezzi da zappatore, buffe tte rie con munizio ni. 10 genna io: verso le ore 19.00, tentativo d i colpo di mano tra Sid i Che iralla e Bir e l Me d auuar. Lnterven to de i g ruppi di artiglie ria Vll/ 16 , JT/ 55, TTT//i3. Tra le o re 23.00 e le 24.00: mezzi mccc1ni'.l.i'.ati cercano di avv1cmars i :dia fro nte delle opere R. 47, R.49 , R.51 (Capisaldi llir um Halc iga - Dahar L'I Azazi). Inte1vento dei gruppi di artiglie ria CXXX/25, CV /25, lll/55, I l/ li3. 11 gennaio: tra le ore 23.00 e le 24.00, s tesso te ntati vo in corrispondenza delle o pere R.65, R69 (ca pisaldi di llir Juncs e di Su csi). Tnte1vento dei Gr. di Art. CXXX/25, CV/ 25 , Ill/ 55 e d ella l batteria d el XV C.d 'A. 15 gennaio: alla stessa o ra d e lla sera precede nte e s ulla stessa rro ntc, vengono rip etuti analoghi te ntativi. 16 gennaio: verso le o re 21.00, tentati vo in corrisponde nza de llo s barrame nto stradale cie l Sahe l. Intervento del 1/55. Al mallino vie n e recuperata la s a lma di un Te nente (britannico) sul la q ua le viene rinvenuto un piccolo codice tempora ne o pe r la segn alazione dei nu mi di località (codice che il nemico si affre ttò ad a brogare e sostituire nella gio rnata del 17, com e da radio d a no i inte rcettato , a p pen a venuto a conosccnza della morte de ll'ufficiale e del recupero d e lla sua salma d a parte: nostra). giorni d iversi, prima de l 17 genna io: a notte alta ripetuti te ntativi d i accostarsi al cap osaldo d e l Me da uar, sempre respinti dalla reazione d el le opere e dei g ruppi di att iglie ria 1/ 43, 1/22 e I/ 55. li giorno 17 gennaio, verso le ore 18.00, il ne m ico effettua un attacco contro il saliente del Med au ar, impiegando numerosi ca rri :1rma li e non 111eno di o tto batterie . La viva reazio ne de lle o p e re e di tu tte le artiglie rie dv i raggruppamento a tt iglierie occide ntale, in grado di agire e 1Ticacc 111e11-
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te, non g li consente di supe rare nean che la ,::ona minata. Cio non osta nte , esso rinnova più v olte il te ntativo, ma sempre infrulluosamente, fino a ch e, ve rso le ore 22.00, cessa da ulte rio re azio n e . Da comunicazioni radio, più tardi intercettate, si apprese po i, che il ne ,nico aveva desistito dall'attacco a causa delle forti perdite subite .
Notizie sul nemico Nel mentre si svolgeva e si intensificava la pre parazio ne ne m ica, contrastata con tutti i nostri mezzi o pezzi di fuoco capaci di infliggerle de i danni, si sviluppava ininte rrotta ed attiva da p atte di tutti gli organi interessati e ne i limiti delle possibilità co nsentite , la rice rca e la raccolta de lle informazioni. Si riusciva , co sì, non solo ad indiv iduare cinquantac inque posla:Lioni di artiglieria ma anche a form a rsi un 'idea abbastanza ap prossim ala ddle forze nemiche dislocate atto rno a lla piazza. Mo lto p roba bilmente n o n si trattava di tutte le forze destinate all 'attacco. Comunque, il loro schierame nto no n e ra, né poteva 1ite ne rs i que llo pe r l'attacco, tanto più che la gravitazione d e lle forze corazzate, sul fronte sud de lla p ia :L:Lafone, forze estremame nte mo b ili e q uindi in g rado di sposta rsi rapiJam cnte, n o n po teva dare alcuna indicazion e sulle più p roba bili d irettrici d i attacco che il ne mico avrebbe po tu to presce glie re . Te nuto p erciò conto d i ciò e te nuto conto anch e d ella vastità de l fronte attaccabile , ma i il Coma ndo d ella piazzaforte si lasciò avvincere dal preconcetto c he il nem ico av rebbe attaccalo in corris po ndenza di questo o quel tratto di fronre ed o rientò le proprie dis posizio ni in mod o da p ote re, nei limiti del possibile, contrastare gli attacchi n emici, da qualunque pa rte essi provenissero . La vigilia dell'attacco A m e tà ge nnaio era viva la se nsaz io ne c he il n e mico av rebbe attaccato da un m o me nto all'altro. Pe rc iò fu pre sc ritto che tutti i giorni , a partire dalle o re 4 ..30, la piazzaforte d ove va te ne rsi in stato d 'allarme. Tu tti gli uom ini, cio è, d ovevano essere sveg li ed a l loro p osto di combattimento . La riserva p ronta a muovere a l p rimo cenno. Solta nto dop o le ore 7 .30, a sole b en alto , e ra consentito riposa re , ancora pe r qua lche o ra , a turno. La mattina d e l 19 gennaio , aeroplani avve rsa ri , bombardavano e mitragliavano , con inte nsità d 'o ra in o ra crescente, lanciando manifestini invita nti alla resa . Al nemico s i risp o ndeva a dovere; alla g uarnigio ne de lla piazza veniva illustrato immediatame nte la g ravità della dis ono rante prop osta . Ne l p o m e riggio d e l 20 genna io, si n otano , a lla larga , m o vimenti di meni me ccanizzati da occide nte verso o riente. La d epressio ne di Bir el Azazi se mbra la me ta . Vien e richiesto perciò il b o mbardamento ae reo pe r la mattina ciel 21.
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Al quadro consuetudinario, sboccante all'attacco, non manca che l'a:t.io ne navale e questa è attesa per le successive 24 ore (tale attesa era conl"c rmata dall'intenso traffico r.t. Lra Alessandria d 'Egitto e Creta, segna lato dal Comando 10a Armata nel pomeriggio del giorno precedente). L'attesa è sere na e fiduciosa.
L'allacco decisivo alla piazzaforte e la sua caduta <2 1-23 G ennaio 19/41) Pre liminari Negli ultimi giorni che precedettero l'attacco decis ivo il nemico si p ropose due scopi: frantumare la compagine m orale dell a guarnigione e distogliere l'attenzione del Comando della piazzaforte e di que lli in sottordine dal tratto prescelto per l'attacco decisivo richiama ndola, invece, su altro punto della fronte, di per sé molto importante per indurre gli stessi comandi a s poslarvi forze e mezzi. Verso la mezzanotte dd 20, unità navali nemiche, ( un monilore tipo 'Tcrror'' e molto probabilmente un incrociaLOre leggero) aprono il fu oco s u lle difese del fronte de l Sahe l, da una posizione a nord-nord-ovest della h:iueria "He llotti" cd a circa lii km. da questa. Il tiro, non osservato, ris ul1:1 inefficace; i colpi cadono tutti un centinaio di metri avanti il margine L'Ste rno occidentale della linea p erimetrale di difesa della piazzaforte. Tale ine fficacia congiunta alla distanza dal la quale le unità navali nemiche si lcnevano dalla batteria costiera suddetta, consiglia al Comando della Hase na vale a non controbattere le due unità navali ne miche. Quesle, al sorgere della luna e cioè verso le ore 1.30 del 21 , sospe ndono l'azione e scom paiono alla v ista. L1 giornata del 21 ge nnaio L:1 piazzaforte in stato d 'allarme L'a zione n avale che forse nelle intenzio ni ne miche doveva dare il colpo di grazia al morale dei difensori di Tobruch , e bbe solo il risultato di avveri ire i Comandi e Re parti che l'attacco nemico e ra imminente. Pe rciò, con un anticipo rispetto all 'ora stabilita, tutti s i posero sul "c lii \' ive" occupando ciascuno il proprio posto di combattimento, me ntre le p:1t1ug lie di v igilanza , lungo la fascia del reticolato este rno pe rimetrale, t·<rn l'inuavano ne lla loro vigilanza senza per altro rilevare nulla cli a norm~1k. lJn piccolo repa1to di genie ri, del XXXI Reparto misto del C-e nio C .a.F. , .1g li ordini de l S. Ten. Cocozza, uscì ug ualmente alla piazza pe r i norm~ili l.1vmi d i ma nute nzione della linea di mine e s i p ose a l lavoro in corri:-.ponclenza de lle opere R.61 , R.63 sen za rilevare anch'esso, né sul mo men1< >. né in prosieguo, rnovimcnti o rumori sosp e tti.
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L'azione delle opposte artiglierie prima dell 'inizio della prepara2.ione dell'attacco da parte elci nemico Prima cli ini1.iare la preparazione dell'attacco, l'artiglieria nemica fu particolarmente a ttiva s ulla fronte del settore occide nta le, ins istendo con magg iore intensità e violenza sulla organizzazione difensiva ciel Mcclauar. La nostra artiglie ria reagì con pari violenza con azioni cli controbatteria e di inte rdi1.ione. Sulla fronte del settore o rientale invece l'artig lieria nemica mantenne una attività al di sotto del normale; dal loro canto le n ostre batterie eseguirono consueti tiri di disturho secondo il progrnnuna prestabilito la sera innan;d. G li ultimi concentramenti e rano previsti per le o re 5.30 e 5.45 e furono e ffe ttuati senza riscontri di so1ta. La preparazione de ll'attacco: preliminare azion e di mezzi meccanizzati nemici Poco dopo le 5.30, il repa,to genio, avanti m e nzionato, avend o ultimalo i lavori previsti p e r quell a n otte, intraprese la via del ritorno, ma giunto nei pressi de ll'o pe ra K.58 (caposaldo di Bir Junes) fu sorpreso da intensissimo fuoco di artiglieria che lo costrinse a riparare all'interno dell'opera stessa. Era la preparazione nemica che s i stava scaten ando. Il tiro nemico abbracciò subito quasi l'intero fronte ciel setto re o rientale, da l caposaldo di Sic.li Daud a quello di Oa ha r e l Azazi e si estese alla fronte dei salienti di Sic.li Che ralla e Medauar, del settore occidentale. Si abbatté s ulle opere della cinta fortificata, sugli osse,vatori e sulle batterie, mentre ondate di aerei, con bombardamento e rnitragliamento, inte n sificavano l'azione delle artiglierie sulle o rganizzazio ni avanzate e la estendevan o in profondità s ulle organizzazioni arretrate. Le artiglierie del sello re orientale, avuta la sensazione di essere di fronte ad u n fuoco di preparazione, passan o senz'altro e svolgono, con vio le n za pari a q ue lla n emica, i previsti titi di contropre parazione. Il Comando del settore o rie ntale dà s ubito comunicazion e di quanto stava avven endo ne l suo settore al Comando de lla piazzaforte che approva le azioni intraprese da quelle artiglie rie e d ordina a l Com an do d i Artiglieria della piazzafo1te di farvi concorre re i gruppi del settore occidentale, in misura di inte1vcnirc e che gli avvenimenti particolari di quel settore avessero consentito di distrarre. L'azione delle o pposte a,tig lie ric contin ua violenta per o ltre un'ora. Un denso polverone, provocato dai colpi in a rrivo cd in partenza , avvolge la cinta fottificata e la zona delle hatterie come un banco di nebbia artificiale , impedendo l'osse,vazionc già diffici le per il buio della notte . Verso l'alba il nemico lenta , con mezzi meccani zzati leggeri e fanteria , un'azio ne contro il Me dauar, ma viene senz 'a ltro respinto. Sulla fronte di alcune opere del settore orientale sono percepiti rumori di carri armati in
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lflovimento; vengono eseguiti n e l buio raffiche di sbarramento con l'artiglieria e tiri con i pezzi anticarro e le mitragliatrici, ma il nemico non d à lflaggio ri segni di attività. Anzi , ad un certo punto cessa di fa r sentire quei rumori ch e in precedenza avevano destato un certo allarme. Nel complesso le notizie che alle prime luci d e ll 'alba pe1vengono al Comando d ella piazzaforte sono rassic uranti: nel settore orientale, sola azione di artiglieria che, da intensa che era a ll 'ini zio, va d imi nu endo e disperdendosi (un fotogramma d el settore orientale, redatto a lle ore 7.30 segnalava il ritorno della situazione allo stato normale); n el settore occidentale, un tentativo di attacco, con modeste forze , facilmente respinto. Sulla base di tali segnalazio ni, il Comando della piazzaforte comunica a l Comando d ella 10a t\ rmata (già precedentemente informato dall 'azione navale) la violenta ~1zione d 'artiglieria ed aerea intrapresa dal nemico e l'avvenuto fallimento di un suo primo tentativo di irrompere con mez;,.i m eccanizzati su lle nostre d ifese esterne. L'apertu ra della breccia Ma il rallentamento del fuoco di artiglie ria , apparente più che effettivo, non rappresentava in realtà, nel setto re o rie ntale, ch e uno spostam ento del I iro, dalla zona prescelta per l'apertura della breccia nella ci nta fortificata , gi~ì abbastanza martellata, alle zone limitrofe , allo scop o d i formare attorno a q ue lla prima zona di irru zio ne una cortina di protezione. Difatti, quasi nello stesso tempo, il nemico scatta a ll'attacco, aprendo rapidamente una breccia nella cinta fortificata in corrispondenza delle opere R.55 , R.57, l{.S9. Non sono precisabili le forze con cui il nemico ebbe ad operare tale prima breccia, ma non devono essere state molto cospicu e. L'estensione del la zona di rottura misura c irca Km. 2 di fronte e mt. 500-600 di prolDnclità. Vi s i oppon evano le opere R.55, R.57, .R.59, di prima linea e le ()pere K. 52, K.54, R.56, di seconda linea, con un totale di: 1 pen.i da li7, un pezzo eia 75/ 27 (II/43). Sicché si può pensare che la massa d i rottu ra .-.i:1 stata costituita da poche unità organiche di carri armati dei tipi più pesanti (ciu ali il Mark TT - 25 tonn.) e da reparti di genieri per la p reventi,·:1 ricognizione, segna lazio ne e sgombro della mine (sul tratto di fronte in questione non vi era fosso anticarro ma soltanto un campo minato pnchis.-.imo profondo (una o due linee di mine ad intervallo). I.a velocità d i attacco, la luce ancora crepuscolare, il permanere su ll:t 1.<>na delle opere, degli osservatoti e delle batterie, d el de nso polven >ne gi:·1 men7.ionato, la improvvisa cris i prodottasi nel fratte mpo nella qu:1si 10 1:tlit:ì dei nostri collegamenti a filo, furono per il n emico altre ttanto r:111mi d i s uccesso. Le opere, intuito l'attacco nemico, aprirono il fuoco , :tll:t ciL·c1, nella nube di polvere. c;-li osservatori, a nch'essi accecati , ben poco d>lw ro a vedere, comunque nulla poterono comunicare <1 i rispctlivi grup-
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pi a causa della rottura d e i collegamenti , com e gi,1 d etto, in gran parte a filo. I numerosi razzi lanciati d a lle opere interessate e da quelle dei tratti contigui non furono visti dalle btr. , ciascuna delle quali conlinuò la propria azione, già intrapresa di iniziativa, sui tratti normali, ma sen za potere svolgere quella manovra di fuoco che con tanta cura era stala predisp osta. In lai modo il ne mico passò; passò quasi sen za un tempo d 'arresto e senza subire perdite corrisponde nti all 'importante s uccesso ottenuto. L'irruzione Ad immediato seguito dei carri incaricati della rottura, irruppero ne lla piazza numerose forze costituite da altri carri e da fanterie in camionette ed a piedi, che unitamente a q uelle d i ro ttura si possono considerare una s lessa e prima ondata di attacco. Una volta penetrato nell'inte rno dcJla cinta fortificata, questa prima o ndala si irradiò in tre colonne, ciascuna costituita di un vario numero di gruppi <li assalto, a loro volta formati da fante ria (a piedi o in camionette) e da carri armati di vario tipo , le une e gli a ltri dive rsamente dotati a seconda dell'obiettivo da raggiungere (n atura, cons iste nza, lontananza). Delle tre colonne: una si diresse verso orie nte p er espugnare i singoli capisaldi del troncon e o rientale della cinta fortificata ; un'a ltra s i diresse verso o ccidente con compito analogo; la terza puntò dire tta mente sul centro dello schieramento delle a rtiglierie pe r aprire una breccia e s uccessivamente dilagare lateralmente. Non appena le due colonne g uacl1gnarono lo spazio necessario, e la colonna centrale ebbe ragione del grnppo di artiglie ria, schie rato irt co1Tispondenza della breccia aperta ne lla cinla fortificata, una seconda o ndata, costituita da truppe rnotomeccanizzale irrnppe a sua volta ne lla piazza, o ltrepassò la zona d i schicramc nlo de lle nostre artiglierie e puntò decisivam ente verso il bivio di El Aclcm, posizio ne chiave de l sistem a difensivo arretrato. Questi avvenimenti si producevano poco prima del levar d el sole e cioè in regime d i ora legale , verso le 7.30 circa . Si è già fatto cenno alla profonda crisi verificar.asi ne i colle gamenli. Prima a ncora che il ne mico scattasse a ll'attacco, i comandi elci ca pisaldi della cinta fortificata: Suesi, Bir Junes, Dahar e l Azazi più non comunicavano a mezzo telefono, né con le opere dipendenti , né con i ris pellivi com andi di sollo sellore. Il caposaldo d i Oa ha r e l Aza zi, il solo dei lre sopra nominali, collegato anc he a mezzo radio col proprio com ando di sottoscttore, dopo le ore 6.40 m ai più potè ottene re risposta alle s ue ininterrotte chiamate, dalla slazion e corrispondente. Gli osscrvalori di artiglieria della zona d 'irruzione e elc i tralli adiacenti, hanno anch'essi le comunicazio ni con i rispettivi gruppi, lolalmen te interrotte; i gruppi ven gon o a trovarsi ne lle ide ntiche condizioni risp e tto ai
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com andi di raggruppamento. Numerosi guardafili inviati da ogni comando interessato a ripassare le linee, trovan o queste frantumante; si sforzano d i ripristinarle, ma vengono sorpresi e sommersi dal precipitare degli avvenimenti. La stessa so1te su bisce il person ale inviato con stazioni radio a ristabil ire qua lc he co llegamento più importante. I portaordini a piedi sono catturati appena fuori dalle op e re e degli osservatori. Sicché la prima notizia dell'avvenuto sfondamento della cinta fortifica1·a e della p e netrazione nemica nella piazzafo1te fu portata da un m otociclista de l Comando del Raggruppamento centrale, inviato a recare un ordine a l Gruppo CV/ 25. Il col. D e Angelis, Comanda nte d el predetto raggruppamento ne dà immediata comunica zione tele fonica al Comando di attiglieria d el settore orientale; quindi si reca d a quest'ultimo pe r avve,tirlo che , stante la situai'. ione e l'interruzione dell e comun icazioni tele foni che con i suoi gruppi ; q~li si recava ne lla zona di schie ra me nto d i questi per prenderne alla 111:ino almeno qualcuno e svolgere quell 'azione che le circosta nze avessem richiesto. Purtroppo tale tentativo doveva restare infruttuoso, g iacché il pre fatu colonnello, uscito appena dal Cap osaldo del biv io di l•:I Adem, veniva ferito a rno,te e deced eva qualche gio rno dopo. li comandante d i Artiglie ri a del settore (col. Pasqu a li) riferi va immediata mente al comandante del setto re (gen. 11a rhe ris) le notizie fornite dal col. De Angelis ed l'ntrambi ne d a nno comunicazione te le foni ca a l Comandante di Attiglie ria del la p iazzaforte (gen. De Le one) e a S.li. il Comanda nte della p iazzaforte (ore 8.30 - 8.li5). Poco dop o g iunge a lla sede del Comando della piazz:d"orte, il col. Seghetti , Cap o Ufficio de l Comando di Artig lieria della piazza forte (il quale, a seguito della crisi n ei coll egame nti verificatesi anche tra Comando d e lla p iazzaforte e Coma ndo del setto re orientale , s i era recato presso q uest'ultimo per avere più pre cisi e più recenti ele menti sull o sviluppo della s ituazione) e riferisce i patticolari della segna lazione fatta dal co l. Dc Angclis: infiltrazione nemica grave tra le opere K. 53 e K. 57; caduto Gruppo CV/25 cd investimento in corso del Cr. CXXX/25. S.E . il Co mandante della piazza.fotte, nel me ntre dispone che, con ogn i 111l'zzo, s i ricerch ino e si precisino i conromi della penetrazione nemica e .,L' ne seguano gli svilu ppi, ordina che tutte le artiglierie an cora alla mano n l in mis ura d 'intervenire , con centrino il loro fuoco sul la 7.ona d 'irruz ione per il momento nota . In particolare : le attiglie rie del raggruppamento occide ntale debbono contr:1st:1rc il nemico ogni suo ulteriore progresso verso la rotabile di El Aclc rn , im pedendogli in ogni caso, l' uso e l'oltre passame nto di de tta rotabile; le artiglie rie del raggruppamen to orientale, dovevano battere la zon:1 in c ui è stata praticata la breccia e soprallulto dovevano contras ta re a l ne mico ogni progresso verso la rotabile di Uarclia;
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i gruppi superstiti del raggruppamento centrale dovevano concentrare il loro fuoco sulla zona d 'irTuzione, contrasta ndo al ne mico ogni progresso verso la zona del biv io di El Ade m; le batterie dell a R.M. e que lle della K.N. S. Giorgio, dovev,mo svolgere tiri d 'interdizione davanti a lla c inta fo,tificata, in corrispondenza del tratto sfondato, per contrastare l'alimentazione delle forze già penetrate nella piazza. e l m entre si concretavano e si diramavano tali serie cli disposizioni, alcune delle quali giù in corso d 'attuazione per iniziativa del Comando in sottordine, si informa dell'accaduto il Comando della 10' Armata (ore 9.00 circa). Un nostro aereo da ricognizione riuscito appena a risolleva rs i ad alcune centina ia cli metri s ul campo cli aviazione, viene immediatamente obbligato ad atterrare dalla caccia nemica , oramai padrona incontrastata del ciclo della piazzaforte l'osservatore, perciò, nulla può scorgere, all'infuori cli una estesa nube di polvere nella parte centrale del settore orientale. Ma le no tizie, ne i particolari più allarmanti, non lardano a pervenire da fonti diverse. Il nemico già premeva sulla difesa del bivio di El Adem . Ma prima di parlare della lotta che sta per accendersi attorno alle difese predette e lungo l'intero sis tema difensivo arretrato, è d 'uopo narrare brevemente gli avvenimenti sulla cinta fortificata e nella :.mna di schieramento delle artiglierie e cioè lo sv iluppo dell'azione svolta da quel complesso di forze penetrate per prima nella piazzaforte e che abbiamo considerate "prima o ndata d i allacco" (poiché queste forze, nel conseguimento elci rispcllivi obie tlivi, rimasero impegnale fin oltre le ore 10.00 e le prime avvisaglie attorno al b ivio di El Adern si ebbero all'incirca verso le ore 9.00, si è f orrnulata l'ipotesi che ad una prirna ondata, incaricala di condurre la lotta tra le rotabili di Bardia e di El Adern per l'espugnazione della c inta fortificata e de lle artiglierie in corris ponden za schie rate, abbia fatto seguito una seconda ondata con obiettivo il bivio di El Adem e forse, con compito iniziale di proteggere il fianco e d il te rgo delle colonne della prima ondata, operanti in senso parallelo a ll'andamento d ella difesa della piazzaforte. Tale ipotesi de lle due ondate, o ltre che suggerita dallo sviluppo degli avvenime nti, trova riscontro in alcune narrazioni di corrispondenti di g ue rra ne mici e nel volume "From Dunkerque to Be ngasi"). La lotta lungo la cinta fortificata Una d e lle tre colonne, nelle q uali la predetta prima ondata si suddivise, no n appena superata la breccia praticata n e ll a c inta fortificata , p iegò, come a bbiamo già detto, verso oriente e d o perando a cavallo della pista, che si sviluppava tra g li allineame nti delle o p ere di prima e seconda linea, precedette a ll 'espug nazio ne d e lle varie o p e re e capisaldi . 'l'ra le ore 8.00 e le 9.30 i capisaldi di Bir Junes, di Suesi e di Sidi Daud erano espugnati;
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quindi la colonna cli attacco, g iunta a lla rotabile per Barclia , piegò ad occide nte dirigendosi verso il bivio di El Adem. Il nemico prese cli assalto le o pere e gruppi di tre o quattro alla volta, mantenendo sollo il fuoco di a1tig lieria q ue lle contigue per il mome nto non attaccale. Era così impedita ogni cooperazione tra o pera cd o p e ra. T pochi reparti fucilie ri , che erano dislocati a tergo dei capisaldi p er l'azione di contrassalto, furono attaccati in posto, contemporaneamente a l gruppo di opere nelle cui adia ccn'.I.C si trovavano e non poterono svolgere alcuna azione di movirnenln (a prescindere dalla efficacia di lalc azione da patte di uomini a piedi cC>ntro macchine veloci e coraZzale). I.a colonna della stessa prima ondata, che piegò verso occidenle, open'> :1nalogamente nel sommergere il caposaldo di Oahar el Azazi, 1m1 giunta :tlle ore 8.30 sul caposald o di Bir um H aleiga, si trovò di fronte a la lc re a1/.ione da pa1te delle opere e della nostra artigl ie ria, che fu costretta a dirigersi verso nord ; il n emico ripe té, contro il cap osaldo in parola , nuovo Lcntatjvo di attacco, con forze provenienti da l·:I Adem, ma il risu ltalo fu sempre vano : le migliorate condizioni di visibilit,ì, i collega menti fra fa nlcria ccl artig li e ria rimasti intatti in quel lralto cli fronte, consentivano una s1n.::1ta azione coordinata, p er supera re la quale il nemico, dopo mezzog iorno, fu costretto ad impiegare un forte gruppo di forze, sollraendoln in g r:111 p a1te, come vedremo in appresso, d alla lotta in svolgimenlo sulla fronte della seconda posizione di rcsistcn7.a. L, lotta ne lla zona di schieramento dcll'aitiglie ria Mentre le due colonne gi~) citate operavano lungo la cinta fortificala per 1..' li111inarc i tro nconi lateralmenle a lla breccia aperta, una terza colonna pu1 1lù dirett.ame nte sul centro dello schieram ento di artiglieria del settore .1tt:iccato, som mergendo , nel breve giro di un quarto d 'ora il Gruppo <:v /25 autoblindate e carri giunsero s ulla batteria, p iù avanzata, del gruppo (la lOa) pressoché a ll 'improvviso; il migliaio di metri c he la separava d :illa ci nta lòrtificata e ra stato supe rato dai veloci mezzi meccanizzati 11L·111ici in un baleno. TI gruppo cercò di reagire, oltreché con le armi della difesa vicina, anche con i pezzi, ma senza naturalmente nessuna efficacia 1r:1tlandosi cli obici da 149/ 13. Calluratu il Gruppo CV.25, una parte de lle foo.c nemiche p roce d ette ,·nso o riente. Attaccò e cattun'j il Gruppo CXXX/25, anch 'esso da 149/ B , 1r:1 le ore 8.15 e le 9.30. L'attacco si sviluppò da ovest e da sud-o vest ; il 1k·nso polverone al quale si è già accennato, favorì il suo app rossimars i. l.; 1 difesa vicina entrò immediata me nte in az io ne , rilardanclC> ma non irnpc1k·ndo la fine del gruppo. Contemporan eame nte all'attacco cont ro il grup1>< , CXXX/25, il nemico procedette contro il Gruppo CL/25 , ;1 n>mi nci:1rc d :tlla batteria più occidentale (la 3a). t 'a ltra batteria del gruppo, l:1 l 1, ( il g rnppo era s u uue litr. avendo ceduta la la btr. a l gr. CXLV lll / 2S ), .-;chi c-
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rata ad occidente della precedente , accortasi di quanto sta va a vvenendo nel campo della .f1 J3tr. aprì di sua iniziativa il tiro di repressione, ma dopo poco fu attaccata anch'essa e travolta. Il nemico continuò la sua azione verso N.E., attaccò i gruppi 1/ 26 e misto e dopo averli sopraffatti, nonostante la loro resistenza (anche nell'interno del gruppo misto, la btr. da 120, vedendosi sopraffalla, chiese la repressione della btr. da 105/ 28) piegò verso occidente lungo la rotabile Bardia-Tobruch. Nella sua marcia incontrò il Comando di Raggruppamento occidentale che soverchiò solo dopo accanito combattimento; in pari tempo urtò contro la za Btr. del XV Gr. di C.A., la quale, sebbene premuta da ogni lato, sfruttando i requisiti positivi dei suoi pezzi da 75/ 46, più con proietto affatto idoneo, obbligò l'allaccante a segnare il passo. Ma dopo una quarantina di minuti an che questa eroica batteria è costretta a cedere. E così, tra le 10.30 e le 11.00, tutte queste forze n emiche possono unirsi alle altre che, fin dal le ore 9.00, stavano premendo contro le difese del bivio di El Adem. L'altra pare delle forze nemic he dalle colonna centrale, dopo catturato il Gr. CV/ 25 si diresse verso ponente, incontrò nel suo cammino il Cruppo IT/ 43 da 75/27. Questo g111ppo vistosi in procinto di essere sopraffatto, chiese la repressione del lll/ 55, ma alle ore 8.00 più non esisteva. Le medesime forze allaccanti, proced endo m e todicamente, obiettivo per obiellivo, con perfetta conoscenza della ubicazione, natura e consistenza di ciascuno, dal Gruppo II/ 43 passarono ad attaccare il TTT/55; quindi la batteria del XXXI/ 6 schierata ad oriente della rotabile di El Adem, impedite dal fuoco delle artiglie rie del raggruppamento o ccidentale e da quello delle batterie superstiti de l raggruppamento centrale (G·r. CXLVTTT/ 25; , a Btr. d el XV Gr. di CA.; una btr. cie l XXXT/ 6) di o ltrepassare la rotabile d i El Adem (verso le 10.00 cinque carri armati riusc irono ad oltrepassare la rotabile in questione irrompendo s ulle btr. più orientali del gr. CXT,Vlll/25 ed infliggendo loro gravi perdite, ma ben presto furon o obbligati a piegare verso il bivio di El Adem). Anc he queste forze, piegando a nord, si diressero verso il bivio dove la rotabile in parola si distaccava da quella che menava a Bardia. Così, dall e 7.30 alle 10.30 il ne mico e ra riuscito a conficcare un possente cuneo nel settore orientale della piazzafrnte; cuneo che aveva per base il tratto di cinta fortificata compre nde nte i capisaldi di SicH 1),md, Suesi , Bir Junes, Oahar cl Azazi , per ve,tice il bivio di El Adcm e per lati, le due camion abili per lhrcli a e per El Adem. La lotta sulla seconda posizione di resistcn7.a . L'a7.ione della riserva Gli avven imenti dalle ore 9.00 a lle ore B.00 Mentl'C la prima ondata operava nella maniera innam:i descrilla , contrastata , o ltreché dalla rca:tione dei singoli ele menti direllamente allaccati, anche dal fuoco di tutte le batterie este rne alla zona investita cd in g rado
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di intc,venire, la seconda ondata nemica, spintasi direttamente s ul bivio di l·'. I Adcm, aveva, fin dalle ore 9.00, iniziata, previa una intensa preparazione d i artig lie ria ed aerea, l'espugnazione delle difese tra Sicli Mahmul e la rotabile per 11ardia, presidiate dal III Btg. elci 69° rtr. Dopo un primo assaggio contro i centri di resistenza che sbarravano la rotabile per J3ardia, il nemico accentua la sua pressione a nord de lla rotabile predetta e p recisamente in corrisponclen7.a del deposito munizioni in caverna cli Sidi Mahmut, là dove la fronte occupata dal TTT/ 69 si saldava alla t lilesa del Hejat. Sfondata l'ala sinistra di questo battaglio ne, il nemico diJaga s ul rovescio , soverchia il plotone CCNN. che, quale rincalzo di btg. era dis1< >calo in corrispondenza di quell'ala e cerca di spingersi sulla ca,nio nabile per Tobruch, a nord del bivio p er El Adem. Il movime nto dell 'osservatorio dell'ex Forte Solaro, viene scotto dal Comandante del XV Gr. d i CA. , incaric:1Lo dell'impiego terrestre delle htr. della R.M. di S. Mahmut, Pilastri no e ·1·o rdo, il quale vi dirige imme diatamente il fuoco cli q uest'u ltima btr. che e ra in migliori condizioni per inte,venirvi. Il ne mico rimontato a llo ra verso sud, p re nde d 'assalto e cattura la batteria di Sidi Mahmut, quindi cessa cli preme1v da questo lato. Difatti, il centro di gravità della sua pressione si è o ra spo'>l:llo a sud della rota bile p er Bardia, in corrisponden za del punto di giun1.ionc del lll/69 col I Rtg. Carri M/11. Sfondato q uesto punto, anche l'ala dl·stra del ri petuto lU/ 69 è avvolta e travolta; poco dopo subisce la med esi11ia sorte il tratto cli fronte centrale: il cap. Simini, Comandante della 10a Cp. ,.·,nconLra gloriosa mo,te. Sono circa le 9.45. In quell'ora giunge a l bivio di El Adem il te n. col. Giovanni Maresca inviato dal Comando della piazzaforte presso q ue llo del settore orie ntale ( '<,n compito di collegamento (compito al q uale s i era volontariamente < ,Il'erto) e si scontra con re parti australiani avanzanti da est. Cerca di supe1.1 rl i per raggiungere la sua destinazione ma , ferito più volte, è alfine 11n rno b ilizzato e catturato. Sopraffatto il III/ 69, il nemico concentra la sua .11.ione contro le difese presidiate dal 4° Carristi. Allo scopo di raffo rzare l.1 difesa imme diata del Com a ndo di settore, ormai minacciato così da vic i1H >, il Comando della piazzaforte mette a disposizione del gcn. Ba rhe ris la .!.!: 1 Cp. Bersaglie ri motociclisti facente p atte d ella riserva . Così pure, per 111lpedire al n e mico di progredire e di scendere al bivio di El Adem verso il porto e l'a bitato d i Tobruch, dispo ne c he una delle due colo nne celeri dl'll:1 rise,v a (in effetti furono invia ti 1 htr. da 20 (6 p .) e d 1 pi. eia li7 (2 p . J :1g li o rdini de l cap. Lepri; i reparti mitraglieri, facenti parle ddb s tl'SS:1 , n lo nna , pe r un equivoco rirnascro col resto della riserva e ne sl'gu imn<> l.1 sorte) , s ia inviata a sbarrare la cami o nabile , pressappoco all'altl'zza d dl:1 li1r. de lla R.M. di Sic.li Mahm ut. Ma il ne mico preme pressoché contempo ra n eame nte cont ro: l:1 colonna celere avanti citata , non appena q u esta giunta in posto l'd è· 111 procinto di schie rarsi;
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l'ala sinistra del btg. M/ 11 (3" Cp .); il centro del btg. carri leggeri. Avuta ragione della colonna celere e superata la eroica resistenza degli equipaggi dei carri inefficienti impiegati da fermo come centri di fuoco (entrambi i comandanti di battaglio ne , magg. Rossi e cap. Appie1to v i trovano la morte) esso passa all 'attacco delle a ltre d ifese scaglionate in profondità. La lolla infuria in tutta la zona , ma nonost,a.nte l'affluire d i nuove forze e mezzi (a mano a mano c he le une e g li a ltri s i re ndono disp onibili d alle operazioni già descritte) i britannici sono costre tti a duri scontri e ad aprirsi la strada passo a passo. Alla resistenza d egli e le menti del 1° Carristi, si somma l'azione efficace delle batterie del sottoraggmppamento Trarnontini e di quelle de ll a R.M. , agli ordini del Comandante del XV Gr. di C.A. La situazio ne alle ore 13 TI nemico è profondame nte p enetrato nelle difese del bivio di El Adem. Fin dalle ore 12.30, superata la vivace resistenza de lla 22a Cp. bersaglieri , ha catturato il Comando del settore o rie ntale e qu ello di artiglieria dipendenti. Il contrassalto te ntato dai tre catTi semi-e ffic ienti , costituenti rincalzo del caposaldo , si conclude con la loro dis tn1zione. La s ituazione è, p e1t,a.nto, graviss ima! È ben vero che le estre me difese del bivio cli l·:1 Adem ancora reggono; che la res iste n za de l caposaldo di 11ir I la le iga e la rea zione delle artiglierie superstiti del raggruppame nto centrale e del solloraggruppamento Tra mo ntini hanno fin ora impedito al nemico di progredire ad occidente della rotabile d i IJ Adem; che a naloga reazione delle btr. della R.M . gi,ì citata, ha nno impedito al ne mico di calare dalla scarpata d i Sidi Mahmut su ll'ahit,a.to d i Tobruch; ma è altresì vero che il ne mico ha ormai raccolto ne lla zona del bivio cli .El Adem tu tta la s ua massa di allacco, n e h a riordinato il d is p ositivo, ha fatto serrare sotto le s ue a rtig lie rie, h a inte nsificato la sua a zio ne aerea. La battaglia , q uindi, s ta pe r e ntra re nella fase risolutiva , a fronteggiare la quale il Comand o de lla piazzaforte n on ha , come elemento cli manovra , che la piccola riserva, già decurtata d ei due re p a1t i più avanti rnen7.ionati. Sono in totale: una cp. be rsaglieri; du e plotoni arditi; due cp. fu c ilie ri; due pezzi d a 47; sci pe zzi da 20; sette carri M/11. Il tutto agli ordini del col. Cascino , Comandante d el 69° Ftr. e g ià schierato, fin dalle ore 10.00, nell'intervallo esiste nte tra i capisaldi "Piave" e di q. 144 (il trasferimento della riserva ne ll'inte rvallo in parola ch e e ra uno d egli shocchi offens ivi previsti dal piano di difesa aveva avu to luogo di iniz iativa d e l col. Cascino, s tante i bombardamenti ae rei ch e subiva ne l sito de ll a dislo cazio ne iniziale e sanzionato poi dal com andante ddla p iazzaforte), pronto a con trat-
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Laccare il fianco sinistro del ne mi co o perante contro le difese del bivio cli El Ad ern. Il Comando della piazzaforte perc iò , m entre si prepara a soste nere l'urlo decisivo, rapprese nta la situazione al Comando della 10a Armata, pur non potendo sp erare in a iuti di sorta. Gli avvenime nti tra le o re n e le ore 16 In questa nuova fase il ne mico si propo ne di raggiungere la zona F. Solaro - F. Airenti e cioè la zona della sede d e l Coma ndo piazzafone che sembra costituire l'obiettivo ultimo d ella gio rnata. Ma p er raggiungere tale obiettivo è n ecessario: s uperare le ultime difese dd bivio cli El Adem e liminare la serie di capisaldi ("Piave; q. 1 /44; Pi lastrino) c he s i a llineano lungo la scarpata che incombe d alla piana c he deve essere di necessità p ercorsa d alle forze incaricale di occupare la 7.ona F. Sola ro - F. Ai renti, g ià me nzionata; co nquistare il caposaldo di Bir um Halciga , della cinta fo11ificara c he a ncora impediva la libera dis ponibilità d ell'intera camio nabile cli El Adem. Eliminare le artiglierie già dd rnggruppa111e11Lo ce11lra le (la Btr. d el XV G r.di C.A. ; 230• Btr. del Gr. XXXl/ 6 della C~. a .F. , C:XLVTTI/ 25 Gr.) e del so ttoraggruppamento Trarnonlini (gruppi V I 1/1O; XVTT/ 10 e II/ 35) che più da vicin o contrastano o possono contrastare le o p e razioni contro la seconda linea e.li resiste nza, dal bivio di El Adem al Pilastrino. Pe ,ta nto : una colo nna continua le operazioni contro le difese del bivio di El Adem ; lln'altra colo nna contro il caposa ldo "Piave" e g li a ltri capisaldi più ad occidente; una te rza colo nna, in cooperazione con a ltre forz.e provenie nti da El Ade m è diretta a lla conq uista del caposaldo di Bir um Hakiga e delle batte rie s upe rstiti del raggruppame nto ce ntrale schie rate in quella zona; una qua,ta colonna vie ne diretta alla e liminazione delle batte rie del sotto raggmppame nto "Tramontini". Cons egu entemente , la battaglia si riaccende su p iù ampia fronte e prolondità obbligando le p oche forze e i pochi me zzi d ella difesa a disper<lc n..· nuovam e nte il loro sforzo in azioni episodiche , nelle quali la supcrimil:ì qualitativa e quantitativa dell'armame nto del nemico non potcv: 1 1H >n prevalere. Poco dopo le 13.00 s i delinea la pression e contro il caposa ldo "Pi ;i vl'" p rl'sidiato d a una compagnia di formazio ne. G li eleme nti avanzati ne mic i, , n rp rcs i <lai fu oco a breve d istan za, arre trano temporane ame nte 111:1 poco 1 I<>po rilorna no all'attacco sostenuti da carri cercando e.li aprirs i la strada <.b 11o rd e cioè al tergo della posizio n e. Menlre mitra gliatrici e 111m 1ai tc 11go-
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no il nemico sotto nutrito fuoco, il p lotone fucili eri ed elementi d e lla 129a Cp. artieri, dislocati in quei pressi per lavoro, tentano un contrassalto. I.a pression e n e mica subisce nuovam ente un rallentamento, ma poco do p o la superiorità dei mezzi dell 'attaccanrc finisce per avere ragione di ogni resistenza. Infuria inta nto l'm:ionc attorno al caposaldo "Piave". La riserva , che, com e già detto, fin dalle o re 10.00 si era schierata ne ll 'intervallo esistente tra il predetto caposaldo "Piave " e quello di q. 144, p assa a l contrattacco, il q uale brillanteme n te sostenuto d a lla Compagnia Carri (M.1 1/ 39) obbliga il nemico (truppe a piedi, appoggiate da una ventina cli Bren carrie rs e d a cinque carri pesanti) a ripiegare te mpo raneamente, lasciando ne lle nostre mani ventidue prigionieri e sul terre no numerosi motti e due carri in iìamrnc. Ma poco dopo il ne mico torna all 'attacco con forze rilevanti ccl estende la s ua azione dal bivio di l•:I Adem al caposaldo di q. H1. La riserva è perciò costretta a tenersi sull a d ifensiva, sforzandosi di impedire a l nemico di aprirsi la strada tra il caposa ldo "Piave" e quello di q. H.1, per sccnde re su F. Solaro. La sua resiste nza è vivacissima , ma dopo le 13.30, cadulO il ca posaldo "Piave" e rimasta scoperta la s ua sinistra, la s ua s itu azione si fa critica. Alle 14.00 il nemico accentua la s ua pre ss irme, so st.e11uto dall 'inlcnso fuoco d i almeno tre batterie. Le pe rdite dell'esigua riserva crescono cli mo me nto in mom ento. Dei sette catTi d ella Cp. M.1 1, cinque sono ormai inservibili; il cap. La Rosa, Comandante d ella cp. ed il sott.tc n. Toccafondi , s uo s ubalte rno, sono fe riti. f,: pure ferito morlalmente il capitano Carli, comandante de lla cp. fu cilie ri dell 'ala destra; cinque subalterni sono caduti uccisi, un'altra decina fe riti; sensibili perdite s i contano an che n clla tru ppa. La pressione si accentua a nche d a ovest e con maggiore pericolo. Alle ore 15.00 il col. Casci no impiega la cp. b ersaglieri che aveva lcnuto in rincalzo per rinforzare l'ala destra, scalzata e minacciata anch 'essa di aggiramento; imp iega pure un plotone d ella 127a Cp. Attieri, dislocato in que i pressi p e r lavori. Ma la pressione ne mica è una marca crcscenle e d alle 15.30 le poche forze rimaste, accerchiale da ogni lato , sono coslrelle a ced ere. Pressoch é alla stessa ora sono e liminate le resiste nze rcsidue del 4° Carristi al b ivio di El Adem e vie ne occupato il caposaldo q. 144. Q u es to caposaldo (presidiato dal CXL Rtg. C:C.NN., ridotto però a due sole compagnic) e ra stato attaccato p oco dopo le 13. Alle 15.30, avvolto dal lato no rd, cessava a sua volta di esistere. Mentre si svolgeva no , sulla fronte della seconda posizione di resistenza, gli avvenime nti finora n arrati, a dominare i quali il Comandante della p iazzaforte si e ra sforzato di fare interve nire tutte le batterie in misura d i farlo, colonne nemich e agivano verso sud. Tra le ore 13.00 e le 15.00, il caposaldo di Bir um H ale iga, previa inte ns issima preparazio ne di artiglieria , è attaccato da est e da no rd e d è e liminato. Alle 14.00 è catturata la l a Blr. del XV0 Gr. di C.A. Alle 14.30 è soverchiato il Gruppo CXLVTTT/ 25 , d opo una vivacissima
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lotta ravvicinata accesasi verso le 13.30. Carri arma ti ed autoblinde infestano la 7.ona di schie ra me nto del sottoraggruppame nto "Tramonlini". A nuclei cli tre o quattro, a grandissima velocità, scorazzano per ogni dove, mitragliando in ogni dire 7.ione . Sono questi mezzi che, serrando sempre più il loro carosello, fini scono, prima di sera, di e liminare i gruppi VII/ 10 e XVJI/10. Gli aw enin1e nti do po le ore 16 - La caduta elci Com ando della pianaforte TI nemico , superate le difese del bivio e.li El Ade m , occupati i capisaldi "Piave" e di q.144, soverchiata la riserva , eliminate le batterie che maggiorme nte si o pponevano al suo progredire, muove all'attacco del caposaldo di Pilastrino e quando le operazio ni contro q uesto sono bene avviate, distacca una colonna pe r occ upare il caposaldo di Gabr cl Abel e così isolare, da occidente, la sede del Comando d e lla piazzaforte Nel conte mpo, scende in forze dalla zona del b ivio di El Adcm, elimina la batte ria d e lla R.M. "Tordo", prosegue sui rude ri dell'ex F. Solaro che ritiene armato, quindi punta decisame nte sulla sede di Comando predella. Al delinears i d ella minaccia contro la sua sed e , il Comando della p iazzaforte ordina che una o due batterie e.Id setto re occidentale, non dirett ame nte impegn a te e in condizioni di farlo, rovescino la fro nte o si spostino adeguatam e nte per battere le colonne nemich e in movimento verso ovest, lungo la p iana a nord della scarpata <lei Pilastrino: analogam e nte ordina al caposaldo di q. 71 di balle re, con i s uo i due pe:ai da 77 gli acce ssi, da est, alla sede del Comando . La s ituazio ne si presenta gravissima: si procede a lla distruzio ne di n1tto il carteggio avente o me no grad o di riservatezza, fatta ecce zione , pe r i1 mom ento, de i cifrari in uso. Si ord ina a i due ricognitori a dis posizione d ella piazza di cercare di raggiungere una d e lle nostre basi più vicine. Alle 16.30 il nemico già pre m e sulla sede d el Comando, dapprima da est (colonna provenie nte dalla Btr. Tord o) ; quindi da s ud (colonna proveniente d al Pilastrino); infine da o gni lato (le forze che procede ue ro all'attacco diretto furono valutate un btg . col proprio nucleo di carri d a combattimento c d una compagnia di carri armati. Queste forze attaccaron o da s ud, da est e da nord me ntre eia ovest a ltre forze si limitarono a ten ere precl usa que lla via d i ritirata). Entra in funzione la difesa vicina. Nel contempo si svolge tale difesa : Si dà comunicazione al Coma ndo di Armata della s in1azione gene ra le e di quella insostenibile e sen za v ia di uscita ciel Comando d e lla p iazzaforte; d egli o rdini impartiti al gcn . Della Mura pe r la continuazio ne della resistenza a d oltranza da parte degli clem enti su perstiti ; del la distruzio ne della radio e dei cifrari a trasmissione ultimala.
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Si informa il gen. Della Mura , comandante del Setto re occidentale, della stessa s ituazione di cui sopra e gli s i confermano gli ordini pe r la resistenza ad o ltranza da pane d egli e leme nti del settore ancora attivo. Comunicazioni analoghe vengono fatte all 'ammiraglio coma ndan te della base navale, che durante tutta la g io rnata e ra stato te nuto al corrente dello sviluppo degli avvenimenti. Il combattimento nelle immediate adiacenze del Comando s i svolge con accanimento crescente. Delle quattro mitragliatrici calibro 12,7 che durante tutta la giornata erano state impeg nate ne l tiro e.a, be n presto due si inceppan o e diventano inutilizzabili. Le mitragliatrici cal. 7,7 e l'unica Fiat/14 delle postazioni più vicine fanno fu oco fino ad esaurimento delle munizioni in posto e di quelle fatte a ffluire lo ro ne l corso dell'a zione. 11 nemico, stringendo g radualmente il suo cerchio, accompagnato dal tiro di pezzi antican-o, dei mo1tai da trincea, delle anni elci mezzi blindati; sostenuto d alla prop,ia artiglieria che prende d i mira principalmente le nostre batterie che o stacolano l'azione, s'itnpadronisce, verso le 17.00, delle due postazio ni più a lte; quindi di quella a mezza costa verso oriente; infine della postazione immediatamente a nord dell'ingresso della galle ria in cui e rano allogati l'ufficio di S.E. e gli Uffici dello S.M. de l Comando. La difesa si riduce agli ingressi della galle ria , ma ben presto no n è più p ossibile p ermanere die tro a i tambuti di sacchetti a terra sul davanti degli ingressi medesimi, p e rché il ne mico, p adrone d e ll 'alto, li batte cli rovescio, specialme nte con bombe a ma no. La difesa arre tra, perciò nel primo braccio d elle gallerie; ma il fu cile mitragliatore posto a d ifesa di tale braccio, per il s urriscaldarsi delle canne, l'esaurirsi d ell'o lio , l'accumularsi di fecce nei congegni, comincia ad avere irregolare fun:,:ionmncnto; s ubisce inceppame nti conlinui che provocano freque nti e sempre p iù larg he pause nel tiro. Il ne mico pe rciò può affaccia rsi ad uno degli ingressi della galle ria principale (sfruttando anche il ta mburo d i sacchc tb a temi che lo conto rnava, per quanto semide molito) e far l'uoco all'interno, mentre, già padrone d egli sfiatato i s uperiori, lancia attraverso questi bombe a mano nei corridoi. C as irrespirabili si diffondono dappertutto, la difesa è così ridotta agli estremi e cede di lì a poco. Sono le 18.32, la resisten za era durata due o re. Alla stessa ora il caposaldo di Gabr el Abd era g ià stato catturato ed il caposa ldo del Pilastrino era stato in gran parte somme rso (nma la patte orientale, fino alla camio nabile : Forte Airenti, Forte Pilastrino, com p resa). La lo tta s ul caposaldo d el Pilastrino si svolse con estremo accanimento e s i deve a tale accanimento se il nemico no n riuscì a completarne la conquista la stessa sera del 21 gennaio. G li avvenimenti della Fronte del settore occide nta le Abbiamo già narrato che la prima azione di fante ria il ne n1ico la sviluppò a ll 'alba , sulla fronte del scn ore occide ntale. Ma evidenle m ente non
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trattatasi c he di un diversivo sia per distog liere dal vero settore di attacco l'atte nzione del Coma ndo della piazzaforte , sia per richiamare eventua lme nte su quel Lratto lontano, forze e mezzi ddla <.Ufesa . 11 tentativo fu fac ilmente re spin to. Ourante il resto della giornata , nel m entre si svolgevano g li avve nime nti esposti, ai nume ri precedenti, il nemico tornò ad impegnare più vo lte sia il fro nte de l Medauar, sia quello del Sabei , sem:a altro risultato c he quello di impedire a lle n ostre a1tiglie ric aventi azione su qu esti tratti di fronte, di spostarsi e, comunque , di dirigere g ittate, pcnncttendolo, il loro fuoco sulle zone più rigorosam e nle minacciate. Verso mcz;,.o g io rno , sci nostri aerei b o mbardavano la zona d i Acroma, ma una ta le azione non ebbe alcu na ripercussione s ull'andam ento gene rale della battaglia. La situazio ne alla sera del 2 1 genna io AJla sera del primo g iorno di attacco il nemico era in possesso dd terreno della piazzaforte limitato: ad est e a sud, dal tratto di cint:1 fo rtificata co mpre nde nte i capisaldi di Sic.li Daud , Suesi, Bir Junes , Da har c l Azazi , Bir um TTale iga; a nord dal campo di aviazione T.2 (compreso) e dal g radino: Btr. Tordo - Forte Solaro - Cabr e l Abd; ad ovest, d alla cong iungente: Gabr e l Abd - Pilastrino - limite occid e ntale d el caposaldo d i 11ir l Jm TTaleiga, con una grossa gobba ve rso sud-oves t, abbraccia nte la zona di schie ram ento del Gruppo VIl/ 10. Tra le 19.00 e le 22.00 una punta di mezzi m eccanizzati si spinse verso la Macchia Bianca. Tale ris ultato non lasciava a lcun du bbio s ull 'esito della lotta che si sarebbe riaccesa l'indoman i; pe rta nto , durante la notte, si posero in attuazio ne i proge tti di distru zio ne: dalla R. N. S.Giorgio, ai distillatori; dagli automezzi, a i de positi di carburante ; d ai d e positi di munizioni a quelli di d e rrate, a tutto ci<\ in altri termini, c he poteva tornare utile al nemico e che no n trovava e no n poteva più trovare impiego, nel proseguime nto della battaglia. La gio rnata del 22 Ge nna io
La m attina del 22 ge nnaio , il n emico ripre nd e l'azio ne pe r rovescia re le d ifese ciel settore occide ntale g ià per altro forte m e nte intaccate da tergo e d dimina re le re siste n ze residue del settore orientale lungo la costa. Nel co nll·mpo, le forze rimaste all'este rno d e lla p iazza, per fia nc hegg ia re b zona d ' irruzio ne , procedon o alla eliminazione del caposa ld o l.eitun d a u na p:1rte e d e l caposaldo di Hagfet urn Halciga , dall 'altra , le forze penetrate nl·I cuore della piazza forte si irradiano in più direzioni . Una co lonn a , da l campo di aviazione T.2 , scende s ull a costa ed e limi,u le batte rie d e lla R.M. Grasse e J3ejad, c he fin d all 'a lba , ave va no ape rto
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il fuoco s ulla rotabile di nardia, a ll 'a ltezza de llo sbarramento stradale di Sidi Daud ostacolandone il transito. Una seconda colonna, dallo stesso campo T2 procede a cavallo della via Balbia, s upe ra le difese all'ing resso dell 'abitato di Tobruch ed occupa la base navale; successivamente un distaccamento occupa la batte ria "r)ando lo". Sono circa le ore 10.00. Le forze che avevano occupato la sede del Com ando della piazza ccl il caposa ldo di Gabr el Abd, continuano la ma rcia verso nord, conquis ta no dopo vivace combattimento, durato fino a mezzodì, il caposaldo di q . 71, quindi e liminano le difese dell'Anela . Le forze raccoltesi nella zona elci Pilastrino sopraffanno le resis te nze residue di questo caposaldo, catturano il Coma ndo della Divisione Sirte . Si irradiano quindi verso n ord-ovest, verso ovest, verso sud-ovest e verso sud, procedendo metodicamente all 'eliminazione delle hatte1ie e de i rimane nti capisaldi della cinta fortificata. Il combattime nto s i rompe in minute a7.ioni e pi sodiche, diramandosi in ogni clire:t.ione, senza possibilità da parte d e i dife nsori cli realizzare la minima cooperazio ne e con ogni agevole:t.:t.a da patte del nemico di far sentire pe r ogni dove il peso schiacc iante delle sue forze rneccani:t.:t.ate e corazzate. La giornata d e l 23 Gennaio In questa giornata il nemico completa il rastrel la me nto degli ultimi centri attivi della piazzaforte, tra i quali la batteria Be llotti. Elementi isolati, c he te ntano di aprirsi uno scampo verso De rna sono intercettati dalle truppe "libe ri fra ncesi" d e l gruppo di sostegno, le quali , fin dal giorno avanti, avevano già occupata la fronte del Sabe i. Le perdite Allo stato d e lle informazioni fino ra raccolte, non è possibile add ivenire ad un computo, sia pure approssimativo, delle perdite (morti e fe riti) s ubite dalla gua rnigi one di Tobru ch . Le stesse c ifre, fornite da alcuni Coma ndanti di reparto, non sono definitive. Tenuto conto: del numero dei morti ; d ella notiz ia fornita d al bollettino nemico d el 23 g ermaio che a que lla data e rano già stati sgombe rati c irca due mila fe riti; che secondo altre testimonianze attendibili, ne i nostri ospedali da campo cli Tobruch, lasciati impiantati dal n e mico, rimasero p e r lungo tempo oltre seicento fe riti intrasportabili; s i può concludere ch e le pe rdite subite dalla g uarnigione di Tobruch s uperano le tremila e , cioè, il 20% degli effettivi delle unità combattcntj e che il numero de i mo rti rappresenta il 25% delle p e rdite glo bali.
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Nume rosi g li episodi di accanita res iste nza e di va lore collettivo ed individuale. L'opera 51, ad esempio subì quindici morti e tre feriti s u un presidio d i ventidue, ventitre uomini. L'opera 62 subì sei morti e se tte feriti. 11 1° Carristi al bivio di El Ade m resiste tte pe r o ltre c inque ore, p e rde ndo tra motti e fe riti , il 70% dei su oi quadri e il 50% dei s uoi carristi . I reparti della rise,va subirono anch'essi alte pe rcentuali di p erdite. (;ruppi e batterie , ved e ndosi sopra ffatte d a l nemico chiesero alle batterie limitro fe il ti ro di repressio ne sulla loro zona di schie ramento. La 2' Btr. del XV Gr. di C.A. circondata da ogni lato, non cedette se non q uando le sue a rmi e rano ormai dive ntate inservibili. Il serg. Guzzo Luigi, d ella 8" compagnia 11/ 1O cadde col cranio s paccato sul s uo mortaio per non aver ceduto all'intima7.ione ne mica di cessare il fuoco. Un g rad uato del III PI. della stessa cp. , affrontò un carro armato con bombe e bottiglie di benzina e cadde nell'ardito tentativo. E la lista n o n può dirsi esaurita. Lo s tesso nemico dovette riconoscere di avere incontrato a Tobruch la resis tenza più risoluta. Deduzioni e considerazioni Da quanto siamo venuti finora esponendo, si possono trarre le seguenti conside razioni e d eduzioni: 1) L'attacco nemico non giunse di sorpresa nel senso più comunemente inteso, di attacco, cioè, qua ndo e d ove il dife n sore meno se l'aspella . La guarnigio ne de lla piazza, a llorché il nemico iniziò la sua preparazione, ora , s i p uò dire, con le armi in pugno e se l'attacco principale si sferrò s u un tratto sul q uale le previsioni del Coma ndo d ella piazzaforte non si e rano , a priori, particolarmente soffe rma te , nessun perturbamento d 'o rdine morale e materiale l'attacco, sul ripetuto tratto, produsse, in quanto era atteso pressoché dappertutto. La sorpresa ci fu, questa si produsse ne l can1po tecnico: corazzatura di g ran parte de i ca rri armati superio re alla e fficacia d e i proietti d elle n ostre armi anticarro, o in funzio ne anticarro; velocità di attacco supe riore alla cele rità d 'intervento e di tiro delle armi della d ifesa. Tn a ltri termini, velocità di attacco superiore alla celerità di attuazio ne della ma novra di fuoco. Ma, anche qui, di sorpresa vera e propria non s i può p arlare . Le notizie raccolte sugli avvenimenti svoltisi della zona cli Sid i Barra ni e di Bardia , ~,vevano richiamato l'attenzione del Com ando delle piazzafo1te su tali fatlo ri del successo nemico, sennonc hé i mezzi disponibili, a pa rte la loro scarsezza, non erano idonei a fronteggiare la s ituazione e tulle le d isposizioni impa1tite e tutte le provvide nze, in via cli ripiego, attuate, resero e ntro limiti di gran lungo al di sotto d elle reali necessit,ì . 2) L'ape ,tura ne i varchi degli ostacoli passivi, nel tratto prescelto per la breccia, fu e ffe ttu ata durante la preparazione. Tale operazione non pre-
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sentava difficoltà di sorta, tralla ndosi di rimuovere un fil are d i mine resis tenti al la pressione del corpo umano e di completare nel reticolato la distruzione operata dall'artiglieria. Molto probabilmente questo completamento non fu ne mmeno iniziato, in quanto, trattandosi di una sola fascia di reticolato, sostenuta eia paletti cli legno, non tutti be ne infissi nel te n-eno, a causa della natura rocciosa di quest'ultimo, nessun ostacolo essa poteva rappresentare per i cani, specie p er i Mark 11 (25 t), una volta già sconnessa, sia pure in minima parte, dal tiro dell'artiglieria. 3) Ai primi scoppi de i p roie tti nemici, la nostra artiglieria reagì con tutto il vigore possibile, ma il po lverone sollevato dai colpi in arrivo e in partenza e dai bo mbardame nti e mitragliamenti aerei rese completamente ciech i gli osse,vatori, tanto queg li avanzati, quanto quegli arretrati, sicché l'azione delle nostre batte rie rimase legata agli obiettivi normali, senza poss ib ilità cli addensarsi là dove ve n 'era maggiorme nte bisogno. L'allezza e la densità del polverone, sulla zona della cinta fortificata , degli osservatori e delle batterie, furono tali d a impedire anche il rilevamento d ei ra zzi lanciati dalle opere attaccate, p e r richiedere il tiro d i sbarrame nto. 4) Alla cris i cli osservazione si sommò q u e lla dei collegamenti, l'ossatura dei quali era costituita eia que lli tele fonici , con linee allo scoperto, di ben nota vu lne rabilità. l meni radio, come si è già accennato altrove, erano numericame nte scarsi; alcun i appasecchi erano già inefficienti, altri lo divennero durante l'azione; la gran p a ,te di po,tata , specie in te lefonia, insufficiente rispetto alle fronti cd alla profondit.à di schie ra mento imposti da imprescindibili necessità. ll porta-ordini a pied i, sempre disponi bile, non poté avere alcuna parte in un campo nel quale aveva assoluto predominio la macchina. 5) Non avendo la difesa forze corazzate, il n emico impiegò i suoi carri come arma di accompagna me nto della fante ria, eccezione fatta per l'azione d i rottura , per la quale , con ogni probabilità esso e bbe ad impiegare unicamente unità organiche di carri , tra i più pesanti. L'esp ugnazione delle singole opere fu fatta da grnppi cli assalto costituiti da un p lo tone di carri (3 - /i) e da un grosso plotone di fanti. I carri, procede ndo da opposte direzioni p er porre il pezzo antican-o in condizioni di assoluta inferiorità, procc:d evano alla distruzio ne di q uesto ed a lla contemporanea distruzione o neutralizzazione delle mitragliatrici, facilitati in entrambe le operazioni d alla incompleta stmttura delle op ere (piazzole poco profonde e senza copertu ra). Quindi, le squadre dei fa nti si affacciavano , pressoché sen za più alcun rischio , a l camminamento dell'opera (profondo e con diversi tralli coperti) e lo espugnavano a colpi d i bo mbe a mano. Nell'attacco di opere di seconda linea , i cani ebbero facilita to il loro compito dalla mancan za del fosso a nticarro; poterono, cioè, di1·igers i celerrnente .su lla piazzola abbreviando la durata dello scontro. l pezzi anticarTO o in funzione a nticarro, a pa1tc la maggiore o minore idoneità de l mate riale al
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particolare tiro, a parte la maggiore o minore e fficacia del proietto contro la corazzatura dei cani, a parte i danni subiti per effeuo del fu oco di preparazione , si trovarono, pe rciò, a lo ttare in quasi tulli i casi, un pezzo contro tre carri , o pe ranti come già sopra d etto, da direzioni diverse. La cooperazione tra opera ed o pera fu resa impossibile dal contemporan eo attacco di più <>pere e dal costante fian cheggiamento de i tratti attaccati. 6) I gruppi della nostra artiglie ria che avevano reagito all'azio ne nemica con la p iù grande p otenza, mante ne ndo la più alta celerità di fu oco, attaccati a lo ro volta, si d ifesero con ogni mezzo. Dive rse batterie, vedendosi sopraffatre, chiesero come g ià detto ne lle pagine precedenti, la repressione sulle lo ro p ostazio ni. Allorché il nemico irruppe sulle pos izioni , diversi pezzi erano g iù fuori u so, o p er effetto dell'offesa n emica o in consegue nza dell'alto regime di tiro. Quando e dove p ossibile, fu procedu to alla dis truzio ne elci pc7.zi ancora effic ie n ti. 7) La seconda posi7.ionc d i resistenza, arginando l'attacco ne m ico e le nend olo imbrigliato per altre otto ore, assolse in pieno la funzione asseg natale dal concetto di difesa. Ove il comando de ll a piazzaforte avesse avuto una adeguata massa di manovra avrebbe avuto modo e tempo di riprendere l' iniziativa. Ma la pi ccola riserva d e lla piazza, pur venend o impiegata secondo il p iano d i difesa ed in una delle direzioni previste, era troppo inadeguata per 1.n utarc le sorti della battaglia o ristabilire la situa;.,. ione, s ia p ure lungo la fronte della seconda posizione di resiste nza. 8) L'azione nava le del ne mi co no n ebbe risultati di sc)lta. Efficacissin10 lù invece il contributo del l'arma aerea in tutte le fas i del combattimen to e sollo tulle le forme. La difesa e.a. della piazza reagì con tutti i suoi mezzi, imponendosi alla considerazio n e dell o stesso ne mico c he ne lla gio rnata dd 21 ebbe a perdere c irca una decina d i apparecch i. Potente, costante, e fficace fu a ltresì l'azione dell'artiglieria britan nica che manovrò brilla ntemente con le ruote e con le traiettoti c, sfrutrando a l cento per cento i re quisiti positivi del suo materiale. 9) Le lacune esistenti nell'assetto diknsivo de lla piazzafrnte cont1ibuirono pressoché tulle, in maggio re o minore misura, a facilitare il successo del nemico, ma le cause deterrrùnanti di tale successo si possono riassume re in una sola: supe riorità qualitativa e quantitativa dell'annamcnto e dcll'cquipaggiarnento de lle forze allaccanti. Lo stesso nemico ha dovuto ,iconoscerlo . Conclusioni bollettini italiani di guerra del Comando Supremo a) TI bo llettino italiano n. 229 in da ta 22.1.41 comunica:
r.....1 L'attacco nemico contro la piazzafotte di Tobruch, elle era g i;ì da venti giorni comple tamente circondata e battuta quo tidianamente eia artiglie rie e
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da aerei, è cominciato nella m attina d i ie ri 21. l·:sso è stato precedulo nella nolte da un bombardame nto navale durato sino all'alba ed è s lato sostenuto durante il giorno da continue incursio ni dcll'avia:.done d a bomba rdamento n emica. Sono state indicate, com e partecipanti all'allacco, 3 divisioni auslralian e, rinforzate da 2 reggi menti di artiglie ria pesante, 2 divisioni corazzate e una formazio ne motoriz2<1 ta francese di cosiddetti disside nti. Alla fine della g iornata, dopo aspri combattimenri, il nemico era riuscito a penetrare nella linea dei capisaldi del settore o rie ntale della piazza. [. . .. .] b) Il bo llettino ita lia no n . 230 in data 23 .1.41 comunica: La battaglia asprissima fra i capisaldi della piazzaforte di To bruc h è continuata p e r tutta la giornata cli ieri. Solo nel pome riggio g li a ustraliani son o p e netrati nell'abitato di Tobruch dove tutto era stato dato alle fiamme e la vecchia nave San Giorgio e ra s ta ta fatta saltare con la d inamite. Nel setto re occidentale della piazza alcuni capisaldi oppongono a ncora una strenua resiste n za a ll'attacco n e m ico. Le forze itali ane concentrate a Tobruch consis tevano in una sola div is io n e più alcuni reparti di Marina e g uardie a lla fro ntiera. Il ne mico stesso è costre tto ad amme tte re c he le p e rdite subite dalle s ue c inque divis ioni a ttaccanti son o particolarme nte g ravi. c) Il bo llettino italia no n. 231 in data 24. 1.41 c omunica: In Cirena ica la n ostra aviazio ne ha spezzon ato e mitragliato intensamente mezzi m eccanizzati del nemico; l'aviazione avversaria ha bo mbardato Oe rna. Nella piazzaforte di Tobruch n ostri nucle i hanno o pposto, ne lla p a rte ovest, u n'accanita resistenza durante tutta la gio rnata di ieri. d) Il b o lle ttino italian o n . 232 in data 25.1.4 1 comunica: c-;-ti ultimi reparti che nel settore occid e ntale di To bmch opponevano una d isp e rata resistenza all'attacco ne mico sono stati sopraffatti ne lla g iornata di ie ri . Le forze che si trovavano nella piazzaforte d i To bruch s i componevano d i 1 divisione di fante ria, la Sirte, d i 1 battag line di Guardia alla Frontiera, cli 1 ballaglione di Cam ice e re , di re pa tti d i marina i e artig lieri: un to ta le di 20.000 uo mini circa. Queste forze h anno resistito per 19 g iorni al trip lice incessante bo mbardame nto d a lla te rra, da l mare e dall'aria e hanno te nuto testa per quattro giorni a ll 'assalto fin ale. Le n ostre artiglierie hanno s parato fino a ll'ultimo proiettile e h a nno prodo tto larghi vuoti nei reparti a ustraliani. Anc he le nostre p e rdite in uo mini e in materiali sono s tale forti. Secondo una radio comunicazione del n emico sono stati sgombrali d a Tobruc h o ltre 2.000 fe riti italiani. Nella battaglia di Tobruch , ch e è stata durissima secondo la stessa confessione nemica, le forze a rm ate d'Italia h anno eroicamen te combattuto .
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La battaglia di Tobruch nella stampa dell'epoca a) "Gio rnale d 'Oriente" (organo dell'antifascismo in Egillo), Cairo 21 gennaio 1941 Quindici g iorni dopo la cattura di Barclia , nella quale altri 40.000 prigionieri s i aggiunsero ai 38.000 catturali a Sidi Barrani, le forze britannic he hanno lanciato l'attacco contro Tobruch. Com e nel caso de ll 'aua cco contro Bardia, l'assalto fu preceduto da violenti incursioni d ella R.A.F. d ura nte le quali furono colpite le caserme e le officine della Marina . To bruc h ha circa 5.000 abitanti ccl è posta ad occidenle di Bardia da cui dista c irca 60 mig lia e p ossiede un ottimo porto ca pace di conte ne re navi e persino corazzate. Per due settimane le pattuglie britanniche hanno controllato la strada ad occidente di Bardia , ma non v'è stato alcun te ntativo da parte di Graziani cli venire in soccorso della s ua guarnig ione assediata. Le difese di 'l'obruch rassomigliano a quelle di Bardia e formano un arco into rn o a l paese. Tali difese sono più lunghe di circa otto mig lia di que ll e di Ba rdi~1 ma forse non sono così poderose come quest'ultime. Ino ltre si sa c he i difensori di Tobruch , per quanto abbiano difese più vaste, sono di n ume ro infe riore a lla guarnigione cli narclia . Le prime notizie de ll'attacco giunsero al Cairo verso il mezzogiorno di ieri e nei circoli militari si dice c he c'è motivo di essere ottimisti . Tobruch è stata m arte llata per giorni e g iorni da temi, dal mare e dall'aria. b) "Gio rnale d 'Oriente", Cairo 23 gennaio 1941 Alla caudata de lla notte, ieri, le nostre forze attaccanti erano p enetrate nelle difese di To bruch su una profondità di 13 c hilometri e le nostre truppe avanzate si e rano solidamente stabilite s u d e lle pos izioni domina nti direttame nte la città stessa e a me no di cinque c hilo metri da questa. O ggi le operazioni s i sviluppano ancora in mod o soddisfacente. c) "G io rnale d 'Oriente", Cairo 24 gennaio 1941 Si apprende che la guarnigione di To bruc h ha o pposto la più risoluta resiste nza che sia an cora stata incontrata ne l d eserto occidentale. Tutte le armi italiane, dall'artiglieria alla fanteria , hanno con1batt.uto con spirito e nel sello re occidentale ie ri le truppe italiane resistevano a ncora. d) "Giornale d 'Oriente", Cairo 26 genna io 19/i l "Mussolini accusa il colpo ricevuto". Il popolo italiano ha appreso oggi la cad uta definitiva di Tobruch da un cornunicato dell'Alto Comando Italiano il quale dice che gli ultimi distaccamenti italiani, i q uali rcsislevano disperatam e nte ne l settore ovest di Tobruch, sono s l,1ti d orna li venerd ì. Il comunicato aggiunge che le forze italiane a Tobrucli e ra no compost<,; d i 1 d ivis io ne di fante ria, di 1 battaglione di Guard ie a lla Fru nticra , di
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Tiz ian a Furlan
/."/. w ·1111,iin 19/41 Tnst,i lb~ioni r,ort11~li sahotatc dagli italiani prima tlella n :sa.
LA BA1TAGLIA DI TOBRUK 21 - 22 GENNAIO 1941
1~1 battag lia di To l>ruch con k d irettrici dell'a ttacco inglese.
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1 battag lione di Camice Nere e di un distaccamento di marinai e di artiglieri, ossia un totale di 20.000 uomini circa. Il comunicato riconosce c he "le pe rdite italiane in uomini e in mate riali sono state g ravi. E' stata una battaglia mo lto aspra".
e) "C~iornale d 'Oriente", Cairo 25 gennaio 1941 Nell'ape1t o dese1to fra Solaro e Airenli il gen erale di brigata comandante g li a ustra liani catturò il maggiore generale D ella Mura della G·t a I )ivisione Metropolitana. Frattanto i settori o rientale e occidentale del perimetro delle d ifese e rano stati isolati. Dopo ciò essi resis te ttero spasmod icamente e quindi si arresero. (Corrispondenle speciale della Rcute r). "Cronache del la gue1Ta". Roma, Anno III n . 5 del 1° febbraio 1941 , pag. 133. L'e pica resistenza di 'l'ohruch. La difesa cli Tobruch e ra affidata, come ha precisato un comu n ica to ufficiale , ad 1 divisione di fanteria, la Sirte, ad 1 ballaglione di Guardia a ll a Prontie ra , ad l battaglione di Camice Ne re e reparti di marinai e di artiglieri: in tutto, 20.000 uomini circa. Dalla parte avversaria si è acce1tato ch e all 'investime nto ed a ll'attacco finale di Tobruch hanno partecipato j divisioni australiane, sostenute da 2 reggime nti di arliglieria pesante, 2 d ivisio ni co razzate ed anche una notevole forma:.done m otorizzata dei cosiddetti francesi dissidenti, ossia delle forze ch e seguirono il generale Dc Gaulle; questa formazione francese è stata costituita , a quanto ris ulta, dai distaccamenti francesi prima m a ndati a Cipro e da effettivi giunti dalla Siria , posti h1tti al comando del gene ra le Catro ux. Fo rze, comunque, quasi cinqu e volte s uperio ri a lle nostre; ciò che conferma com e , in questa fase de lla g ue rra , l'Italia sia stata chia ma ta a sostenere il massimo peso attivo de lle forze imperiali inglesi e fra n cesi. L'attacco nemico a Tobru ch e bbe inizio il giorno 2 1, ma solo dopo due gio rni di lona durissima le lruppe australiane riuscirono ad aprirsi il p asso nelle difese ad oriente dell'abila lo, pene tra ndo in questo, ove già tutto era stato dato a lle fiamme; poco prima dell'ingresso delle truppe ne miche era sta ta fana saltare la 5 011 G iurµ,iu. Pe r altri due giorni le nostre truppe seguitarono ad opporre u n\:strema, dis pe rata resistenza tsa gli ultimi cap isa ldi difensivi ad occide nlc dalla città ; fino all'ultimo proiettile le nostre a rtig lierie contin uarono a far fuoco, producendo larg hi vuoti nelle file avve rsarie . Alla fin e, la lo lla s i :1ndò spegne ndo. Nessuna capitolazione però. Questa sare bbe stata fo r.<anche logica , o almeno spiegabile , ma no n v i è stata: la reazione d ell'eroico pre sidio non è finita ch e con l'esaurimento di ogni mezzo d i d ite sa . Quando i difensori sono s tati costretti a d esiste re cbll:1 lo tt :1, e rano o rmai asso lutamente inermi , sopraffatti , ma fie ri ancora ed indo 111ili. Lo
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Tiziana Furlan
dicono le p e rdite assai gravi s ubite dai nostri reparti: 2.000 feriti, sgombrati dai soli ingl esi. Lo attesta , anche, il logorio considerevole cui sono state assoggettate le forze a vversarie e che Londra stessa ha dovu to a mmettere. f)el resto, all'eroismo spiegato dai difensori di Tobruch, no n è mancato qualche riconoscimento anche da parte del nemico stesso: "f)obbiamo riconoscere, ha scrilto ad esempio un corrispondente del "Da ily Mail " che le truppe italiane c ui era affidata la difesa di Tobruch s i sono battute con valore e con alto senso del dovere ". Entusiastici , poi , sono sta ti i commenti d ella stampa ted esca e di quella cli altri paesi europei, la quale ha posto in rilievo così il valore spiegato dai nostri soldati , come la sca rsa importanza della nuova conquista britannica, nell'economia della guerra. Valga un giudizio per tutti; quello cli uno dei più a utorevoli critici militari del Reich, il generale d'armata Paolo Tlasse, il quale ha scrilto: "Grazie alla eroica res iste nza opposta dai soldati di Graziani , le forLe del generale Wavel sono s tate e continuano ad essere sottoposte ad un continuo e pericoloso logorame nto . Per parecchie settimane esse sono state impegnate in una lotta continua c he è costata ene rgie, sacrific i cli uomini e di materiale bellico. Quello di Tohn1ch non è che un episodio: glorioso, quanto si voglia , ma pur sempre un episodio. Se un significato però ccl un monito possono cogliersi dalla resistenza mirabile che a l nemico hanno opposto i difensori della città de lla Cirenaica, è c hiaro che essi hanno voluto riconfermare, ancora una volta, la salda , intre pida volont,1 gue rriera dell'Italia. "
6. Conclusioni La baltaglia di Tobruch aveva un esito scontato in pa,tenza. Gli a ntiquati mezzi a disposizione e lo scarso addestramento non consentivano alle truppe italiane di reggere il confronto con le forze ing lesi. Troppe erano le manchevolezze di ordine tecnico-tattico d e i difensori già segnalate nelle relazioni dei comandanti italiani. La mancan za di radio, in particolare, non consentì di sfruttare appieno la superiore potenza cli fuoco d 'artiglie ria c he costituiva l'unico vant'lggio a disposi;,.ione degli italiani s ul nemico. I collegame nti basati in gran pa,te su comunicazioni a filo collassarcmo ben presto sotto il fuoco avversario e ciò rese ancor meno realtiva la difesa ita lia na. TI principa le e rrore fu però quello di aver atteso passivamente l'attacco nemico senza compiere ricogni;,.ioni o azioni dimostrative all'esterno del p erimetro dife nsivo. Ciò consentì agli inglesi cli serrare sollo ed organi zzare l'assa lto senza a lcun ostacolo o impedimento di sorta. I britannici, come a Sidi el 11arrani cd a I3arclia , misero sapie nte rnenle a frullo la superiorità aerea, la stretta cooperazione tra fante ria ed arliglie ria e la potenza d e i carri Matilda, contro i quali le a rmi italia ne potevano ben
La Piazzaforte di 'Jbbruch
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Piano d'attacco inglese alla piazzalo1te.
Canr1urn:! da campagna in glese d a 25 libre a l Liro conlro le posLazioni italiane. Cos1i1t1iva il principale pezzo cl"arriglieria in clorazione al hrirannici in grndo di surclass.1rc per giuata e mnhilit;ì gli an,d11gh i
mate riali ita liani.
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Tizia na Furlan
P:trticol:tre dell:o lomell:< del coorro ,mualo leggero MKVI, largamente u tilizzalo d"gli inglesi nell" prima
foS<' della campagna in Afric.1 Settentrionale.
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C:arri incrO<'iato ri inglesi A9. Erano armati con un cannone <la /40 mm .. ma avevano una scarsa p rotezione: lo s pessore massimo della corazzatura non supe ,,iva i 1/4 mm .
Cani incrociato ri ingl esi A13 in dot;1zione alla 7a Divisione Cora7.7.ara fin o al ta rdo 194 I. Fra no V('loci e ben armati ma sca rsa mente protetti.
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Tiziana Furlan
Attacco cli carri eia fanteria MKIL Matilda. C.on la loro protezione massima di 78 mm. (·torn o q11;isi i11vulnernbili a l Liro <lei cannoni controcani italia ni.
li carro da fantc ri:i. Ma tilda fu il vero artefice della virtorìa britannica a Tobrud1. Con il suo peso di 2/4 ton11dlate era il mezzo c:omn.ato pili pesante m esso in campo da gli inglesi .
La Piazzaforte di Tohrucb
Cannone antin:1vc cb 119/ /47 dell'artiglieria costiera italiana a Tohruch.
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Tiziana fìtr!an
Obice inglese a l tiro con1ro la piazzaforte di Tobruch. Era un 'arma in calibro 152 Prima Gucrr.-1 Monckilc e rimodernalo con ruote p11e u111atiche.
Fanteria inglese appoggiata da ciagulette corazzate ava nw verso Tohrnch.
111111.
risalc nrc a lla
La Piazzaforte di Tobmch
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Fanli inglesi osservan o gli i ncend i prov(){:ali Jall e truppe italiane in r itiral a n el p o rt o d i To hrnch .
I.. , r:inl c ria ing lese ,1van7:1 all°intc.rno ddb c inta fo rti fi cai ,!.
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Tiziana Fu rlan
Incrociatore S. Gio1;~io sabotalo dagli italia ni dopo la n:sa agli inglesi de l gennaio 1941.
Colonna ui 1mrin:1i italiani appe11;1 bili prigionieri uagli inglesi sfila p e r le vie di 'J'oliruc h.
La Piazzaforte di Tohruch
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poco. G rave danno pe r lo svolgimento delle s uccessive operazioni rn Circna i.c a e bbe la mancata opera di distrnzione e sabotaggio d elle installazioni portuali e dei depositi d 'acqua e di carho luhritìca ti. Ciò con sentì agli inglesi di sfruttare quasi s ub ilo il porto di Tohiuch per il rifornimento de ll 'armata di Weavell in avanzata verso la Tripo lita nia. Da rilevare infine che qualche m ese dopo gli australiani asserragliati a difesa della città seppero offrire ben a ltra resistenza al lungo assedio ita lo -tedesco, mante nendo il possesso d i ' l'obruch e s fruttando le stesse o p ere scmipermane nti italiane come ful cro del sistema difensivo. Un docume nto del Comando Supre m o contemporaneo ai fatti ripo,ta le seguenti p erdite umane e materiali subite dagli italiani nella battaglia d i Tobruch: PERSONALE E ARMAMENTO Forze: ufficiali 1.029 Truppa 23. 107 , ,.ucili e m osche tti 22.015- Mitragliatrici e fi.JCili mitragliatori 896 Mortai 120 Pezzi (da 65/ 17 a 254/ 45) 8 17 (controca rro da 47) 44 (contraere i e 82 controcar ro da 20) Fucili Solorhum 12 Carri a rmali (-) (in realtà a ndaron o persi carri leggeri L.3 e medi M.1 1/39) AUTOMEZZI - - -Autovetture 143 Autoca rri di va n o tipo 1.108 Rimorchi 86- - - Autospeciali (an1hulanzc, 108 ~ o b otti, frigori fcri ccc.) Tra tto ri pesanti e leggeri 230 Motocicli e mototricicli 510 1--------
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fULVIO 8AllliAlUNl
IL MINISTERO DELLA DIFESA: UN'ANALISI DIACRONICA DELLE FUNZIONI Introduzione Il Ministero della Difesa è un Ministero atipico, nel senso che in esso coesistono due stsutture differe nti p e r natura organizzativa e funzionale. Da un lato le Foo.e Armate, che fanno capo ad un vertice operativo rapr,resentato dagli Stati Maggiori e che compre ndo no le unità d'impiego ccl i loro supporti tattici e logistici. Da ll 'altro lato l'Amministrazione della Difesa, che provvede al sostegno tecnico ed amministrativo delle forze e c he ha un 'orga nizzazione del tutto s imile a que lla degli altri Ministeri, pur con q u alche diffe re nziazione in rife rime nto a ll'esistenza di un Segreta riato (-;ene rale - Direzione Nazio nale degli Arma menti. Dopo aver brevemente delineato il quadro teorico in c ui si colloca il p resente studio, l'obie ttivo è l'esaminare le caratteristich e de lle funzion i del Ministero della Difesa. I.a ricostruzio ne storica aiuta a comprcnclcrc cd a collocare ciascun tassello del m osaico a l p roprio posto. Prima che Vittorio Emanuele 11 creasse un Ese rcito s u basi nazionali, la tru ppa è raggruppata in compagnie auto no me , che si radunano il tempo strettamente necessario per a ffro ntare il nemico nel corso di una guerra. Rite ne ndo tale s uddi visione e arti colazio ne no n più corris pondente alle esigen ze be llic he, tra il 1683 e il 1690 il sovra no dispone la creazio ne elc i Reggimenti. Per giungere a quel volontariato milita re ne ll a sua eccezion e più alta e nobile, d o bbiamo tuttavia attendere l'arrivo in Italia, n e l 1796, di q uella armata francese g uidata dal Generale Nap oleone Bo naparte . Le diverse invasio ni francesi de l period o 1796- 1806 in fatti , scompaginano la geografia po litica ed ancor più traslo rmano le istituzioni e i costumi della penisola . Al volontaria to dei secoli precedenti , avve nturie ro e me rcen a rio, ne sube ntra uno comple tamente diverso, animato da uno s piri to patrio ttico e risorgimentale. Il primo re parto ch e vie ne a trovarsi impegnato in un comhattime nto è q ue llo del Governo provvisorio cli Reggio l·:mili a . 1l 16 ottobre 1796 si ha così la nascita d i una Confedera zio ne detta Cispada na , a base essenzia lmente militare. Tra i provvedime nti in izia li si registra il decreto che sancisce l'istitu zio ne d i u na "Legio ne Itali ana ", con un o rganico iniz ia le di 3.000 uomini; un p iccolo esercito d i volo ntari italia ni destinato a vede r sempre p iù lievitare il p roprio numero.
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Fulvio Barbarini
A Torino, l'ascesa al trono di Carlo Alberto lo vede impegnato dal 1831 nell'opera di ristrullurazione dell'esercito. Grazie a lui, nascon o i primi provvedimenti p er trasformare un esercito stanziale e di polizia , qu ale è quello piemontese, in un organizzato strumento di guerra. Così come accorto sovrano si rivela anche Ferdinando II di Borbo ne, nel Regno delle Due Sicilìe . Gli Stati pre-unitari ha nno piccoli eserciti volontari, s pesso poco curati e ad destra ti, alloggiati in vecchie fortezze. Non c'è ancora la concezio ne strullurale della caserma, come la inte ndia mo a i tempi nostri ; l'unico assillo infatti, è quello di occupare (temporaneame nte) conventi e immo bili già d i proprietà ecclesiastica , m olti d e i quali ancor oggi utilizzati e ubicati nel centro storico delle città. Bisognerà aspettare il 1848 perché d al letargo secolare in cui ha nno vissuto, g li ita liani comincino a d estarsi. Alla v ig ilia d e ll a gu erra di ind ipendenza dell'anno 1859 vengono descritte le condizio ni militari d e l nostro Paese, che più tardi condurra nno al l'unità politica ed a lla costituzione d i un unico Esercito italiano . Oal 1859 al 18(il l'esercito piemontese triplica la propria forza trasformandosi in un grande esercito n azionale d i leva. Man man o ch e si procede all'unificazione politica s i vanno costituendo Forze Armate frntto della fus ione di eserciti degli Stati pre-u nitari. Particolarmente significativa a ppare l'opera avviata nel febbra io del 1860 dal Generale mode nese Manfredo Fanti. Tendendo no n a riunire corpi di origine diversa ma a fonderli quanto più possibi le ; soldati e quadri veng<mo sp osta ti da un re p arto a ll 'a ltro ama lgama ndo que l 68% di ufficiali provenienti dalle fil a pie mo ntesi con u n 20% d i e miliani ed un 12% d i toscani. Il 4 maggio 1861 vie ne s ancito come il Regio Ese rcito pre nda il no me d i Esercito Ita liano, abole ndo la denominazio ne d i Armata Sarda dopo che nel marzo vien e proclamato il Regno d ' Ita lia. Alla fine d el 1870, compiuta l'Unità nazio na le ed iniziato il p rocesso d i unificazio ne della legislazio ne ita liana e della riorgani zzazione d e i se1v izi a mministra tiv i d el nuovo Stato, s i rende necessario stab ilire una guida sicura p er far fnn7.ionare l'apparato stata le. I relativi lavori di studio sono affidati a Quintino Sella - allora Ministro delle Finan7.e del Gabinetto Rattani - c he delega, p er la pmte a ttinente i se1v izi dcll ' l·:sercito, l'allora Ministro della G uerra Gen. Cesare Ricotti Magnani. Fatta l'Italia nel balenante triennio 1859-1861, annesso il Veneto dopo la guerra del 1866 e raggiunta Roma capita le nel 1870, veramente arduo deve sembrare qucst'ultin10 periodo del secolo, se condo il be n nolo de tto "fare gli italiani". Nella nuova Nazio ne lutto è d a fare: ferrovie, strade, po nti, struttura industriale, in un ambi to e uropeo ch e va ra pidamente evolvendosi p roprio sotto la spinta d e lla "rivolu7.ionc industriale".
li Ministero della Difesa: un 'analisi diacronica delle funzioni
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Tutta l'Italia "si fa le ossa " come Nazione. Esercito e Marina vi contribuiscono. L'Esercito in particolare, costituito da oltre 220mila uomini d estinatj a di ventare 750mila con i ric hiami , pone per la prima volLa a contatto in un' unica grande scuola di patriottismo, cli generosilà e di onore, gli italiani di Lulle le classi sociali. f;: il motivo p e r cui da allora , Esercito e Marina saranno chiamati "scuola del la Nazione". Verso la fine del d ecennio è il nuovo Parlamento italiano a testimon iare come l'Esercito costituisca il primo fattore della noslra Unità nazionale; sopratlullo cons ide rando i se1v izi prestati sia in pace, com e istituto sociale, che in g uerra, come istituto militare. Gli elementi che contribuiscono alla creazio ne di una coscienza nazionale, sono: L'insorge re di quello spirito cli corpo che c aratte rizza bersaglie ri , a lpini e cava lie ri e che div iene fattore di coesione di gruppo; L'elevarsi del grado di cultura individuale a cui anche l'istituzione militare contribuisce con quella ch e viene definita "missione civili zzatrice dell 'Eserc ito"; L'adozione del nuovo Regolamento di Disciplina (1872); L'obbligo personale e universa le di prestare servizio militare ( introdotto dal ministro Ricotti) che elimina ogni esenzione anche a p agamento del servizio cli leva ; L'arprofonclita pre parazione degli ufficiali; La va stità e il prestigio dell a scienza militare. Arrare evide nte quale sia il caleidoscopio di ordinamenti, tradizioni, mentalità e reciproche sospettosità che identificano l'esercito unitario. Su di esso tuttavia, si legheranno le vicende storiche p ost-unita rie, tanto da dive nire crogio lo in cui s i fondono realtà ele roge n ee da cui ricavare l'immagine cli quel soldato-tipo, le c ui caralle ris tich e p ositive si deli nea no nella prima g ue m1 mondiale. Breve fl ash sul ruolo svolto dall'esercito nell 'immane opera cli saldatura d e lle oppos te realtJ elci nostro Paese, all'indo mani de lla unificazione Le rritoriale de lla Nazione. Due popoli con rrofoncle differe nze culturali si ritrovano improvvisamente congiunti (non parlano neanche la stessa ling ua). Oue p opoli con dive rge nze persino re ligiose, pur nell'ambito de llo stesso credo cattolico (al sud impe rversa una pratica fanatica prossima alb superstizione; a l nord un anticlericalismo vicino a ll 'ate ismo). Mare e arsu ra a sud, montagne e fiumi al nord, con connotazioni agricole antite lic lie. Indu stria e artigianato in sviluppo al nord, feudalesimo e autarchia a l s ud . Proprio all'esercito va l' immane compito di aggregazione sociale, 111orak e spirituale. Generazione dopo ge ne razione, g li italiani colllinc ia no a riconoscers i tra loro proprio ne i rang hi dei re p a1tj militari s parsi s u Lutlo il lcrritorio, a parlare un'unica lingua , o alme no a comprende rla . Ad ide ntifica rsi ne lla stessa Patria. Per la maggioranza dei g iovani , l'esercito è la
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Fulvio Ha.rharini
prima casa in muratura, la prima mensa con stovig lie e pran zo regolare; persino il primo paio di scarpe. Per Settembrini l'esercito rappresenta il "fil o di fe rro che cuce l' Italia". La Costituzio ne affida all e Forze Armate il compito della "difesa" del territorio nazionale. Ciò in termini pratici si risolve in una ga ranzia d i tutela della vita, elci beni e degli interessi cli ogni cittadino. Si tratta q uindi dell'assolv imento di un compito di al tissima valenza sociale. "/,a lunga durata della pace in llalia, dopo la jìne della seconda guerra rnondiale, ha prodollo nell'opinione pubblica un senso un po ' provinciale di crescente estraneità o addirittura, in qualche caso, di rip,etto di tutto quanto sappia di militare, nonostante il quadro non eccessivamente rassicurante nel quale si muove il mondo".' Cambiano i te mpi e quindi anche i compili del rnondo militare che oggi si impegna in missioni umanitarie, facendosi stru mento non più di conq uista ma di conforto e di pace. Per le Forze Armate la s ituazione attuale è talmente viva da apparire talvolta del tutto sospetta ad alcuni osservatori. È necessario invece approfinarne. Infatti, l'atte n zione vivace che finalmente si registra è frutto d i una sempre più estesa presa di coscienza sul ruolo insostituibile de lle Forze Armate che debbono essere, e son o , parte operante della comunità nazionale. Nell'attuale conleslo strategico vengono conside rate finalmente quale elemento indispensabile per il mantenimento d ella pace, nella sa lvaguardia degli inte ressi primari del Paese, che sono certamente quelli del la s ua indipende nza e della s ua integrit~ì. La fusione fra società militare e societ~ì civile ha raggiunto in questi ullimi anni un soddisfacente grado di amalgama. Da e ntrambe le parti si sono s uperale barriere, soprallullo psicologiche. Le Forze Armale italiane hanno sempre saputo svolgere con competenza i loro compili a favore d e lla sicurezza ; i cittadini apprezzano particolarmente tali manifestazioni di competenza, capacità e te mpestività . Anche e soprattullo per contraddire quanto è scritto su una garitta di Gibilte rra: " Tutti adorano Dio e i soldati, ma soltanto in tempi dj/Jìcili perché, a guerra finita e quando tutto è sistemato, Dio è trascurato e il vecchio soldato è shejfèg,giato". Il presente elaborato descrive le funzioni del Ministero de lla Difesa . Esclus ive delle Forze Armate sono le patticolari condizio ni d' impiego e di operatività, che ne determina no il modello organizzativo e l'ordinamento de l persona le . Tra queste s i d ifferenziano le esigenze o pe rative ine renti al tempo di pace e que lle del te mpo cli g ue tn. Tutto ciò nasce dal l'esigenza di o perare con la massima rapidità , pe r anticipare sempre l'avversario. ' Inte1vento dell'on. Paolo Ballino Vìtto rdli, Presidente de ll 'Istrìd (ls rituto Studi e Ricerche Dite sa ) al Convegn o d ìbauìto s ul tema : " f'rogrammaz io11e della d//l ·sa 11cl quadro di una politica di sic 11rez-
za , diste11siune e d isamw" (J{olll:i - Auk:tta
ui Mo11tecitorio -
1980).
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ln questo scritto viene esaminalo anche l'aspello gerarchico. Tale aspelto è richieslo dai requisili d 'impiego della posizio ne di comando, per con ciliare l' unitarict,ì delle decisioni con l'impossibilità di fronteggiare molteplici situazioni. In lale conleslo va considerata la nalura del rapporto di s ubordinazione gerarchica , lipica dell'ordinamento militare; il dovere di ogni unità di svolgere il compilo assegnatole dall'unità immediatamente s uperio re. L'indagine descrive l'evoluzione storica d e lle funzioni dell'Amministrazione della Difesa. Rispetto a lle origini dell 'allora Dicastero della Guerra , oggi il quadro funz io nale è mutato. L'internazionalizzazione dell'economia, i problemi en erge tici, l'evoluzione tecnologica ed il lungo period o di pace dopo il secondo conflitto mondiale, hanno contribuito a lla nascita di una serie di funzio ni paralle le di tipo "civile", collegate a lle catastrofi ed alle calamit.-"1. naturali. L'art.I della legge n .282 de l 1978 dichiara che il "compito dell' Esercito, d e lla Marina e del l'Aeronautica è quello di assicurare la d ifesa della Patria". Si può no tare come non si tratti solo di difesa m il itare, bensì di s icurcn.a dello Stato; ecco qu indi, che verra nno definiti i concetti di politica di sicurezza, politica di difesa e politica militare. Altri con cetti che si segnale ranno nel corso della disa mina sono quelli di difesa esterna, d ifesa inte rna e tute la de ll'ordine pubblico. Tali concetti vanno ad incidere direttamente s ull'inte rpretazione dell'a it.52 de ll a Costituzio ne, g razie al q u ale s i ruò asserire c he il sacro d overe di difend e re la Patria , c he la norma costituz io nale impone a tutti i cittadini , trascende ta nto l'o bbligo di prestazione del servizio militare qua nto l'ambito delle a ttribuzio ni dell 'Amministrazione d e lla Difesa e delle 11orzc Armate.
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Fulvio JJarharini
FUNZIONI DELL'AMMINISTRAZIONE DELIA DIFESA
1. Introduzione
La complessità di tratteggiare , oggi , il ruolo dell'Amministrazione d e lla Difesa dipende da molti fauori. Il quadro funzionale e o rganizzativo è mutato rispetto a lle origini. L'internazionalizzazio ne dell'economia e dei problemi e ne rgetici, l'evoluzione tecno logica e il lungo periodo di pace dopo il secondo conflitto mondiale ha nno in p arte attenuato quella assoluta centra lità c he, nella politica di s icurezza, in precedenza, l'Amministrazione d ella Difesa con divideva soltanto con la Diplomazia. In compenso la dirigenza militare si ved e crescere una serie di funz io ni parallele, di ti po "civile", collegate alle catastrofi cd a lle calamità naturali. L'art. 52 , primo comma, d e lla Costituzione impone a tutti i cittadini il sacro dovere cli difende re la Pa tria. La no rma va posta in rela zion e con l'art. 2 della medesima, ove s i ric hiede l'ade mpim ento d e i doveri inderogabi li d i solidarieta politica, econ omica e sociale. Sempre l'a,t. 52 della Costituzione, a l secondo comma, stabilisce l'obbligo del se,v izio m ilita re , nei linuti e nei modi stabiliti d alla legge e, al te rzo comm a, po ne il pri ncipio per cni l'o rdinamento delle Fo rze Armale s i informa e tempe ra a llo spirito democratico della Repubblica . Per lungo te mpo è preva lsa la tendenza ad una lettura stre ttamente combinata cli questi precetti, con due consegue nze e ntrambe discutibili . La prima è q ue lla di concepire la difesa de lla Patria q uale fatto esclus ivamente milita re e quindi essenzialme nte com e difesa militare contro aggress io ni armate. La seconda individua nell'Amministrazione della Difesa e ne lle Forze Armate la sola istitu zio ne de putala alla difesa della Pa tTia.i Q uesta impostazione ancora di recente sembra sottesa all'art. l della legge n .282 dd 1978 (Norme d i principio s ulla disciplina militare), ove si legge che "Compito clcll'J<:sercito, de lla Marina e de ll 'Ae ronautica è q ue llo cli assicurare la difesa della Patria". In realtà, la no rma costituzionale s i presta ad una lettura di ampio respiro. li primo coffuna, infatti, esprime que llo che, per ogni entit::ì statale, intesa s ia come Stato-ordiname nto che come Sta to comunità, è valore essenziale e primario dell'autoco nse1v azione e dunq ue investe, al di là de l s uo stre tto tenore lette rale, la problematica complessiva della sicurezza de llo Stato. E n on solo qu e ll a d e lla difesa m ilitare. Il rilievo risulta chiaro precisand o i concetti di po litica di sicurezza , politica di difesa e politica militare. ' A. Prr.clir. ri , fa dijèst1 e le/orze armale. i11 Commentario sistematico alla <:ostituz ione italiana, l,
Fire n ze, 1')50, p.1 73; G . Zanobini, (,'nr.,n di Oiritlo Ammini.,trativo, Mila no, G iuffrc\ 1957, p .16; A. Motzo, Consiglio Supremo di Oifesa, in "Enciclopedia del Oirillu ", li , Mila no, 1961, p.338.
Il Ministero della D ifesa: un 'analisi diacronica delle j imzioni
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La politica cli sic urezza rappresenta la risposta alla globalità delle sfide che ad uno Stato provengono dall'este rno, e ch e non sono solo militari. Comprend e pertanto, una gamma molto vasta di attività in cui si caratte rizza l'azione d e llo Stato. Oltre ad azioni prettamente militari ne contempla anche in ambiti non militari , quali quello diplomatico, econornico, finanziario, industriale ed energetico, ogni qual volta la sfida all'esistenza dell 'entità statale sia attuata con mel.1/.i politici, economici, finanziari, ideologici. 3 La politica di difesa è solo una compone nte importante ma tutt'altro c he esaustiva d e lla politica di sicu rezza, essendo s pecificamente riferita alle minacce di tipo armato. Come la politica di sicurezza , anch e la politica di difesa s i articola a sua volta in più compo ne nti, in relazione alle di verse fo rme in cui può manifestarsi la minaccia a rmata e alle diverse modalità di reazione possibili. Una prima d istinzione ad esempio, è quella tra difesa militare e difesa civ ile. La prima incentrata s ulle Forze Annate e s ulla politica militare, ossia sull 'attiv ità di d e finizione d egli obiettivi e dei concetti strategici, s ulla ripartizione delle ,isorse p e r realizza re i vari programmi militari e sui lineamenti generali dell 'organizzazione e d ell'impiego degli a ppa rati militari . L'altra (difesa c ivile) volta a conferire alla 11azione, con azioni preventive e s uccessive all'insorgenza del conflitto, la capacità di sopportare gli effetti cli attacchi armati su o biettivi civili e di provvede re ai rifornimenti indispensabili pe r la popolazione e per il sostegno p roduttivo allo sforzo militare. 4 l Jn 'altra p ossibile distinzione, concettuale e pratica, è quella tra difesa este rna e difesa interna. In entrambi i casi consid eriamo un'esigenza di protezione contro eventi di pericolo o d i lesione pe r l'entità statale m a, nel primo , la minaccia provie ne dall'esterno. Nel secondo invece, dall'interno. In concreto, la distinzione p uò non essere facil e, p oiché molto spesso le azio ni esterne ed inte rne si combinano strettamente, quasi sovrappon endosi. Tuttavia la sua vale nza logica è indiscutibile e può avere riflessi sul piano de ll'organizzazione amministrativa." Naturalme nte, è necessario non confondere la n ozio ne di difesa interna con quella cli tutela de ll'ordine pubblico. Nel primo caso, l'en tità statale è messa in discussio ne ne lla s ua essenza complessiva; il secondo caso attiene ad un valo re importante in ogni ord inamento, ma no n all'esiste nza stessa dell'ordiname nto statale. Tutte queste precisazioni concettuali, in particolare le distin zion i Ira politica d i sic urezza e politica di difesa e tra diksa rnilil'are e difesa c ivile, ' C .Jcan, l.'ordinamenlu della Dijè,sa in Italia, Parlova, Cedam, 1989, p .7. Jndtriz:w politico della diji1sa e sislema cuslil11z:io11{(/e, Mil:in, >, ( ; ;,d'l n\ 197 1, p.44. ' S. Labriola, lJ(fesa 11az:ionale e sicurezza dello Siatv nel 1Jirillo pu/Jbliu, ihtlir111(1, in " lliv ista trimestrnk di Diritto Pubb lico", n .4, 1979, p.901. • C. . De Vergollini,
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incidono direllamente sull'interpre tazione dell'art. 52 della Costituzio ne. In base ad esse, si può affermare ch e il sacro dovere di difendere la Patria , che la norma costituzionale impone a tutti i cittadini, trascende tanto l'obbligo di prestazione del servizio militare quanto l'ambito de lle attribuzioni dell'Amministrazione de lla Difesa e delle Forze Armate . La Costituzione può definire "sacro" il dovere pa triottico, in quanto connesso all'esigenza o rig inaria cli autoconse1vazio ne de llo Stato. Ma, in questa prospettiva, si può ritenere che il dovere p atrio ttico no n s ia ristretto a lla sola difesa contro le minacce armate ma vada rife rito, anc he a l di hì della lette ra della Costituzio n e, a tutte le minacce a 11'esistenza d e ll'entità statale, siano esse armate, economiche, finan7.iarie, e ne rgetiche, ideologiche. Quale c he sia la forma della minaccia che investe lo Stato, l'intero apparato pubblico e tutti i cittadini sono sempre tenuti ad oppo,visi , ciascuno per quanto di sua compe te n za e nei modi possibili. Jn altre parole, tutti sono tenuti a salvag uardare la s icurezza glo b ale dello Stato, quando ne vie ne messa in discussione l'csisten7.a, sia contro aggressioni armate (difesa de lla Patria), sia con tro minacce anche di alrro genere (sicure1/.7.a della Patria). Anche ne l caso di aggressioni armate, il dove re d i difendere la Patria no n può esaurirsi in comportamenti militari e quindi non può essere soddisfatto dalla sola prestazione del servizio militare, volo nta rio, cli leva o p e r richian10 a lle armi , ma presupi,one ulte rio ri comportamenti no n arn1ati dell'amministrazio ne e dei cilladini, qua lificabili come d ifesa civile; estranei all 'attività prettame nte militare. ln questo senso si è espressa anche la Corte Costituzio nale, una prima volta nel 1967 (sente nza n .53) e una seconda volta nel 1985 (sente nza n. 161). In e ntrambe le decisioni la separazio ne concettuale e logica tra dovere patriottico e obbligo del se1vizio milita re è ne tta. Nella sente nza del 1985 poi, rela tiva alla legge n.772 del 1972 sul ricon oscimento de ll'obiezione di coscienza al se,v izio militare, è anche sottolineata con chiarezza l'importanza, in funzio ne di difesa della Palria, di comportame nti d i im pegno sociale e civ ile no n armato. In quest'ottica, la Corte ha p e ,tanto escluso che l'obiezio ne d i coscienza a l servizio militare possa p orsi in contrasto con l'inderogabile dovere di dife nde re la Patria, e ha riconosci uto pienamente legittima la previs ione ch e l'obbligato alla leva militare ove dichiari, sulla base di imprescindibili motivi di coscien za, di essere contrario in ogni circostanza all 'uso personale delle armi , possa essere a mmesso a prestare servizio militare non armalo, ovvero un servizio c ivile sostitutivo di que llo milita re. In ogni o rdinamento la sicurcna dello Stato e la sua d ifesa sono affidate alle c ure di un'organizzazione pubblica . Le osservazioni svolte mostrano come, s ia la politica di s icurezza che la p o litica di difesa si Lraducano in complessi estre mame nte articolati di funzio ni, non riconducibi-
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li solo all' uno o all'altro settore dell 'Amministrazio ne. Al contrario, entrambe le p o litiche coinvolgono più amministrazioni, necessitando di momenti e sedi di indirizzo e coordinamento.6 Questa premessa consente di e ntrare nel vivo di funzioni e compiti dell 'Amministrazione della Difesa e della dirigenza militare, per verificare : quale ruo lo esse abbiano nel contesto delle politiche di s icurezza e di d ifesa; con q uali altre amminislrai'.ioni sia eventualmente condiviso l'esercizio di funzi o ni connesse alla sicurezza e difesa d e lla Patria ; infine, quali a ltre funzi o ni e compiti diversi dalla difesa della Patria siano eventualme nte imputate a li' Amministrazione della Difesa e a lla dirigenza militare lungo tutta la su a evoluzione.
2. Funzioni del Ministero della Guerra
Se a prima vista il complesso apparato del Ministero della Guerra sem bra ben congegnato, rispondendo ad esigenze di razionalità e di equa ripartizione dei compiti , tuttavia le funzioni che questo Dicastero è chia U1ato a svolgere non vengono esplicai.e nel migliore dei modi; vi sono innume revoli mancanze che denota no una c h iara disorganizza;,.ionc . c;.li incarichi sono m al distribuiti, tra le Div is ioni no n vi sono regole fisse senza una linea di condotta ben stabilita da se guire . Tutto ciò è prodotto dalle diverse organizzazio ni che s i succedon o nel Dipattimento ad ogni cambiamento d i Ministro. Quella di sostituire con faci lità il Capo del Dicastero de lla Guerra è una prassi mollo diffusa. ì•: p alese come in qu esto stato d i cose sia impossibile avere omogeneità, visto che ogni Ministro impone la s ua linea d 'azio ne. Questo si manifesta soprattutto ne l settore finanziario d ell'Amministrazio ne militare, spina nel fianco del Ministero, ch e ha sempre trascurato la cura de lla contabilità e non ha ma i istin1ito organi di sorveglianza ;-1 tale scopo . Ad esempio, nessun uffic io è ma i stato incaricato di controllare tagliandi per le inde nni!~ di viaggio , e in genere di verificare le spese del Dipa rtime nto (chi è chiamato a co ntrollare i conti è nello stesso te mpo autorizzato ad approva rli). La prima Divisio ne, a palte il primo 'burea u' della prima Sub-Divisio ne che si occupa escl usivame nte di questio ni burocratiche , è inca1icata dell'organizzazio ne della fanteria e della cavalleria, anche per quanto riguarda l'assegnazione di ufficiali e soldati , il loro inquaclrmnento professionale ed il rifornimento di equipaggiamento ai Corpi di truppa. A pa,te sono da conside rare il secondo e il terzo ufficio d ella terza Sub-Divisione chiamati , l 'uno ad occuparsi de lle leggi e dei decreti aventi a che fare con la mate ria regolata dal Ministero, l'altro alla cura dell'Archivio e delle ca1te d e l Oiparlime nto . '· /\. Sciarre tt;i - l. Scìa rrcrta, /. ';1mministruz ione della Dijèsa, Modena, Ste111-Mucd1ì, 197/4, p.1 37.
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La seconda Divisione è chiamata invece ad occuparsi (I Sub-Divisione) di tutti i rifornime nti di materia le, viveri e vestiario all'Armata; mentre con la seconda Sub-rnvisione, d e lla contabilità p er tutto ciò che attiene gli affari del Ministero, in d e finiti va la gestione finanziaria. Infi ne, la terza Oivisio ne ha il compito di curare l'organizzazione dell'Artiglieria e del Genio, tenuti sepa rati dalle a ltre Armi (p erch é considerati Coq) i tecnici, quindi con diffe renti esigenze), o ltre alla manutenzione di tutti gli edifici assegnati a l Ministero, come delle fortificazioni e d elle caserme. ln definitiva , si tratta di una razionale ripartizione di funzioni ne l tentativo cli rendere più lineare possibil e l'Amministrazione militare d ella Repubblica. A tal fine si attua un progetto per una nuova sistemazio ne del Dipartimento. 11 piano prevede che la parte esecutiva dell 'attività del Ministero venga affidata al Segretario Generale e a due Oivisio ni: la prima incaricala del pe rsonale e la seconda del mate riale d e ll'Armata. Si prevede inoilre, c he le attribuzioni riguarda nti l'Artiglieria e il Genio vengano affidate a queste due Divisioni, me ntre nel passato erano di competenza di un settore a parte del Dipartime nto. Il settore fin anziario del Minis tero, cioè quello re lativo a lla contabilità, viene amministrato da una Oiv isione denominata Contabilità Centrale , incaricata della revisione e del la liquidazione delle sp ese di tutti i Corpi d 'Armata. Al fianco cli queste ti-e Divisio ni operano a ltri organi , che costituiscono una sezione a parte dedicata inte rame nte a ll a Ma rina; in un lspeuorato Centrale alle Riviste con incarico di controllo, sia a ll 'inte rno del Ministero ch e in seno all'Armata; in un Commissaria to Centra le di gu e rra chiamalo a soprinte nde re all 'allività elci Commissari di gu e rTa; in una Direzione di Sanità e in un Deposito cli gue rra. I cambiam e nti imposti nel tempo all'interno del Ministero del la (-;-ue rra tendono ad una duplice finalità: d;,1 una parte la ricerca dell a maggio re e fficienza possibile nel disbrigo degli affari , che porta ad una sempre più m arcala ripartizione di competenze; da ll'altra l'irrigidirsi cd il rafforzarsi del controllo da parte francese su tale Dicastero. Dalla prima esigcnì'.a deriva l'aumento di Sezioni ed Uffici interni a l Ministero, cui viene affidata la cu ra cli materie già in pre cede nza comprese fra le compete nze riservate al Dicastero della Guerra, ma ch e sono trascurale e trattale in modo abbastan '.la approssimativo. In seguito invece, vengono creali Uffici "ad hoc", ognuno elc i q uali incaricato della cura di un ramo particolare de ll'Arnministrazione militare. Nella Re pubblica Italiana si rinviene un Ufficio d 'Istruzione Teorica Provvisoria per ogni Arma, un Consiglio di Sanit:cì e un 'bureau' topografico. L'a ltra te nde nza s i manifesta in vari tentativi d elle a utorità francesi per stringere in una morsa, con controlli sempre più severi, l'Amministrazione militare , dapprima de lla Cisalpina p oi de lla Re pubblica Italiana. Un segn ale é dato dalla sostituzione del primo Minis tro della G ucm1, Ambrogio
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Hirago, rimasto in carica solo pochi mesi, con il più fidato gene rale Vignolle . Ma la p alese dimo strazione d ell'accentuato interesse francese per l'organi,.za7.io ne militare italiana é d ata dalla crea7.i011e, ne l 1802 , d el Con sig lio d 'Amministrazio ne della G ue rra , che confe risce al Bo n aparte n otevoli poteri d i supe rvis io ne e di controllo. L'analis i dell'attività del Ministe ro de lla G uerra p u ò fornire preziose indica zio ni s ulla posizio ne assunta da tale Dicastero n e i confro nti de lle auto rità francesi, cd u n'ana lis i corre tta la si può o ttenere da ll'esame dei ra pporti c he sono inviati a l Ministro d ai Ca pi dei va ri Uffi ci subordinati (Divisio ni, Su b -Divisio ni), o ppure da i rappo rti ino ltra ti al Diretto ri o dal Ministro s tesso. Per il pe riodo della He pubblica Cisalpina, presso l'Archivio di Stato d i Milano, n el Fo ndo Ministe ro d e lla G ue rra , si trovan o d ue cartelle, entrambe contenenti numerosi rappo rti che abbracciano tu llo l'arco di tempo d e ll'anno VI re pubblicano ( 1798). lJn a parte d el materiale si rife risce a lle relazioni inviate :-11 Ministro da l Cap o d ella III Sub-Divisione della prima Divisione, cioè quel settore d e l Dipa rtime nto d ella G uerra incaricato sia del rifornimento e mante nimen to d ei cava lli dell'eserci to (T bureau ), sia de lla Stampa e distrihuzio ne delle leggi a tu lle le a uto rità milita ri (TI bureau), s ia infine della conse,vazione d ell'Archi vio d el Ministero (TTT bureau) . La freq uenza elci rappo 1t i inviati dal Capo d ella te rza Sub-Divisione a l Ministro de lla Guerra é mo lto elevata (si tratta in genere di un ra ppo ,to ogni du e g io rni), cosa che deno r.a regolarità nello svolg imento d ell'attività da parte d i questo setto re de l Ministero, ed anch e viva cità d 'azio ne . D'altronde , per q ua nto rig uarda le a ltre Sub-Division i non esiste una racco lta così comple ta di rapprnti ; ciò no n sta a d enotare l'assoluta man canza di a ttività delle a ltre Sub-Div is io ni ciel Ministero, be nsì che tutto il Dipartime nto ha una vitalità inte nsa come q u e lla de lla Sub-Divisio n e cons iderata. Non s arebbe logico pensare che , all'interno di un orga nismo , solo un setto re sia in funzione , mentre g li a ltri ri mangono inope rosi. Tn ogni caso si possono ricavare notizie importanti sul m odo di lavorare dei va ri uffici inte rni ciel Dipa ,t ime nto , come la marcala di pendenza gerarchica delle varie Div is ioni, Sub-D ivisio ni e 'bureaux' n ei confronti del Ministro; ogni rapporto degli uffici subalterni é indirizzato al Minis tro; ogni questione, a nche se di importanz.a irri levante, deve essere sollopost:1 a l suo esame. Di conseguenza, l'interesse s i vie ne a concentrare piL1 s ulle q uestioni d 'o rdinaria amministrazione che no n su ll' indirizzo di fondo e i proble mi centrali del MinisLero .7 D'a ltra pa ,te sembra a ltamente probabi le che i Ministri della Jkp uhl li ica Cisalpi na agiscano in un ambito che resta semplicernente c ircoscritto :i lb • Srn tn M;i ggìo r<' d cll'F.sc rcito - lJffìcio Storico, Studi storico militari 1990. Rom:1, 1')')5.
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sfera dell'Amministrazio ne; il Ministro cioè, no n stabilisce la linea di condotta politica che il suo Dicastero deve segui re, ma si limita ad indi ri zzarlo lungo una linea che a ltri (i l Direttorio) predetermi na no. Va poi p recisato che, ne ll 'andamento del Min istero dell a c-;.uerra, non si può parla re più di ciuestioni di maggiore impo 1ta n za c he d i Direttorio ; e che le decis ioni sono prese no n prima di aver ri cevuta l'approvazio ne da pa1te d e lle autorità francesi. I compiti affidati agli uffici del Ministero sono esclusivame nte quelli indispen sabili per il buo n fun zioname nto della "macchina m ilitare"; é del resto impensabile che si attribuiscano maggio ri responsabilità alle SL1b-Divisioni, settori per loro stessa natura s ubordinati e chiamati a svolgere incarichi d i semplice esecu7.ione. Più interessante è rivolgere l'attenzione all'a ttività svolta d al Capo del Dipartimento cd alla sua posizione nei confronti del Direttorio, cioè l'autorità di re ttamente s upe riore, quella che ha la facoltà cli no minarlo e di revocarlo a p iace re e verso la quale il Ministro ha l'obbligo cli render conto del suo operato. Elfettivarne nte numerosi sono i rapporti verbali indirizzali al Direttorio, rapporti il c ui conte nuto riguarda in generale l'andamento dell'Amministrazione militare della Repubblica. La grande maggioran za d i q ueste relazion i si rife risce a question i puramente burocratiche, come la pro posta d 'avanzamento cli un impiegato ad una carica di maggiore responsabilità , oppure la presenta zio ne cli una lista di nomi per il brevetto a Corrunissario di g ue rra , o la sottoposizione al Direttorio del Ruolo degli impiegati presso il Dipartimento, perch é venga approvato. Comunque, anche per qu esti problemi di secondaria importanza , s i nota come sia sempre necessaria l'approvazione d e l D ire tto rio esecu tivo, a lla cui s upervis ione viene sotto p osto v<.::ramente tutto quello che rig uarda gli affari del Ministe ro. Se questo s i verifica per le q uestion i burocratic he e d 'ordinaria amministrazione, ne consegue n ecessa riame nte corne , riguardo ai problemi più importanti relativi all'and ame nto g lobale de ll'Amministrazio ne militare, difficilme nte il Ministero possa ass ume re una posizione a utonoma e svincola ta dall ' indirizzo imposto dal Direttorio. Se tutto d eve essere deciso da quest' ultimo, al Minis tro rimane però la possibilità, valutati gli elementi ch e può osservare dalla sua posizione di Capo d e l Dipartime nto , di criticare gli aspetti ch e g li sembran o negativi e di proporre le soluzioni costruttive atte a risolvere i problemi che s i pongono. Del resto i p robl emi che i Ministri dell a G ue rra della Repubblica Cisalpi na si trovano a dover affron tare non sono certo pochi, e rigu ardano in p atticolare il fun zioname nto dell 'Armata. Questa f<orza Mi litare sorge ciuale necessari a con seguenza dell 'idea nazio na le, come pure si verifica pe r le a ltre Re pubblic he giacobine "liberate " dalla .Francia.
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Lo stesso ap oleone favori sce la nascita cli questi prim i eserciti naziona li , soprattutto pe r il desideri o cli creare unità comple menta ri come appoggio ali ' Armata fra ncese. Tale p rocesso si verifica an che n ella Cisalpina , dove verso la fine del 1797 le milizie naziona li arruno ntano a circa 8.000 uo mini. La nascita della Repubblica Cisalpina è accompagnata da manifestazioni d 'entusiasmo popo lare che, col p assare dei m esi s i vanno affievole ndo, lasciando il posto ad una certa fre ddezza ed ind iffe renza. Conseguenze di questo stato d i cose si fanno sentire anche in seno all'Armata Cisalpina che, già nel 1798, si trova a dover affrontare i proble mi della mancanza di uomini e delle frequenti diserzioni. A testimonianza cli tale difficile situazione vi son o due inte ressanti relazio ni inviate a l Dire ttorio milanese dall'allora Ministro de lla Guerra, il francese Vigno lle. Sono due rapporti significativi perché, per la prima volta, si esprimono da pa rte di un Ministro de lla Gue rra un 'opinione pe rsona le e una vera e propria critica alla politica del Diretto rio . Un patt icolare d a no n sottovalutare: il Ministro in questione è un fra ncese, q uindi risente me no del suo pred ecessore italiano la sottomissio n e a l massimo organo del Pote re Esecutivo, me ntre gode del fa vore de lle a utoril~i francesi. Nel rapporto datato 3 fiorile anno VI, il Vignolle mette in luce tu tte le mancanze e i problemi ch e l'Armala Cisalpina si trova a dover affrontare , e c he cons is to no soprattutto nelle continue diserzio ni, ne ll'insubordinazion e e nell'indisciplina de lle truppe. Eviden zia ino ltre, i m otivi ch e hanno portalo a q uesto stato di cose ed affe rma che le cause del disordine sono dovute al ri ta rdo del pagamento del soldo. Vi son o Corpi ai qua li son o dovuti d ei m esi interi; allo stato di nudità, in cui i soldati sono rido tti , no nostante le false e vane speranze di una nuova e com p leta vestizione a tutti i Corpi; al mo d o del reclutame nto, vale a dire l'a mmissio ne al servizio militare di stranie ri di ogni n azione, la maggio r pa tte d ise1tori che, invece d i aumenta re la forza de i Corpi te ndo no a indeholirla, p oic hé vi introducono un cattivo s pirito e provo can o successive defezion i; la sep arazio ne d i alcuni Corpi, non solo pe r Battag lio ne, ma a nc he p e r Compagnie impedisce istru zione e d eserciz i, quindi tie ne i soldati ne ll'assoluta ignoranza.x I punti d a sottolineare in questa re lazio ne sono il p rimo e il te rzo. Il primo pe rché m ette in evidenza una cattiva gestio ne fina n ziaria, p robabilme nte comune a tutta l'Amministrazio ne Cisalpina: sono ripetuti i rap porti provenienti dalle amministrazio ni d e i vari Corpi che lame ntano il ma ncato pagame nto delle trnppe. La disorgani zzazion e hnan:òaria è un c lc me nto negativo sempre presente ne ll 'organizzazio ne milita re cisa lpi n:1 , cd è un fattore che condizio na forte n1e nte l'anda mento gen e rale cldl 'Arnwt:1, influe nzando negativame nte il mora le e la disciplina delle truppe. ' St~to M~ggiorc d ell'Esercito , Ufficio Storico, op. cit. , p.-118s.
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L'altro punto fomlarnentalc sottolineato dal Ministro riguarda il rc clutan-,ento massiccio di stranieri, in g ran parte disertori. Se in un primo momento si pensa di poter s upp lire alla mancanza di uomini con la coscrizione volontaria, in seguilo tale m etodo si rivela uno s trumento del tutto insufficiente, poiché sono pochi i cittadini c he volontariamente deside rano far parte di un'Armata in c ui non vengono gara ntite le esigen ze minime della truppa, quali il regola re pagame nto del soldo, l'adeguatezza del vestiario e le condizioni igie nich e. Tanto più che nei bassi strali d ella popolazione, la tradizionale riserva cui attingono g li uffici di re clutamento e la fedeltà a ll 'idea re pu bblicana non s ono molto sentite. Un rapporto, sempre indirizzato al Direttorio e da ta to 26 nevoso anno Vl, ch ia risce meglio questo punto; in esso Vig no lle fornisce un p reciso quadro della reale s ituazione dell'Armata , paragonato a que llo ch e doveva essere secondo la legge. In primo luogo afferma ch e il numero cli u o mini facenti parte delle truppe è del tutto inferiore a que llo che dovrebbe essere in base alle disposizioni leg islative. Sostiene ino ltre, come non si possa in a lcun modo parlare di un'Annata nazionale , dato che le truppe solo in minima p arte sono d i nazio nalità cisalpina; il resto delle Porze è costituito da circa 6.000 polacchi , 2.000 veneziani, e disertori stranieri ( pie montesi, francesi , te desch i). Queste truppe, di provenien za così disparata, non forma no un esercito nazio na le fe dele alla Patria , m a un'accozzaglia ind isciplinata , spesso d edita al saccheggio. 11 Ministro propone di istituire la coscrizione o bbligatoria, dato che que lla volo ntaria no n fornisce ne mme no 100 reclute al mese, e precisamente la requisizione forzata in ogni Dipartimento, proporzio nalmente alla popolazione lo cale. 9 Il Vignolle attribuisce lo scarso attaccam e nto all ' Armata nazio nale al dis inte resse c cl a lla diffide nza d e i cittadini nei confro nti d e lle istituzioni repubblicane , e a ffe rma che: "Siasi timore natura le negli abita nti n o n avvezzi al mestie re delle a rmi , s iasi effetto dei maneggi segreti d e i ne mici della rivo lu zione che accecano il popolo sui su o i ve ri inte ressi, e vorrebbero allontanarlo dall 'affezionarsi a l nuovo s iste ma rep u bblicano ; è certo ch e fino a c he lo spirito pubblico conlin ue r::ì nello stato attuale di freddezza e d 'indiffe renza, l'Armata no n sarà mai completata, e sarà sempre composta di stranieri". "' Il Ministro avanza an che una proposta per cercare di infondere fra i soldati l'a ttacca mento per la l{e p uhhlica , in modo da re nderli più consap e vo li del lo ro ruo lo e di consegue n za p iù respon sabili. A tale scopo fa distri'' Archi v io Storico di Milano ( ASM ) Fo ndo Milirnrc. c:11iella 6 . '" Archiv io Srorico di M ilano ( ASM) Fo ndo M ilitare, cartella G.
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buire giornali di idee repubblicane alle truppe , in grado di informare s ui progressi de lle de mocrazie stranie re, e di info nde re una coscie nza politica e il senso del d overe tra i soldati cisa lpini. 11 In seguito, fra i vari giornali vie ne scelto pe r questo scopo "Il Redattore"; ma anche in tale caso la dec isione de finitiva viene presa d al Direttorio. Dal particolare esempio si deduce il m e tod o di lavoro all'interno del Minis te ro: il Ministro, cioè l'organo che per le s ue s tesse funzio n i è dotato di una visuale d 'insieme sugli ogge tti che competono al Dicastero, evidenzia gli aspe tti positivi e negativi, fa le su e osservazioni e propo n e migliorame nti che gli se mbrano più opportuni. Ogni de cisio ne p e rù è di spe ttanza esclusiva del Dire ttorio, senza la cui a p provazione non puù esse re introdo tta alcuna innovazione; una volta che si stabilisce di procedere in un dete rminato modo, si affida il compito re lativo alla particola re branca de l Ministero che, per le compete nze riservate , è c hiamata a tradurre in p ratica le dire ttive fissate.
3 . Dagli albori della Costituzione Albertina a Vittorio Veneto (dal 1848 al 1918)
Le funzio ni d el Ministe ro della Guerra sono rimaste pressoché invariate , nonostante i moti avuti in que gli anni, dal 1805 fino a llo Statuto Alhe itino d e l 1848, che sancisce una svolta funzio nale d el Dicaste ro. La discussio ne politico-giuridica sulla nostra Costituzione ha il su o punto d i p a rte n za nello Statuto indirizzato da Re Carlo Alberto il 5 marzo 1848 agli Stati Sard i; esteso p oi a tutta Ita lia, ma n ma no che se ne forma l'unità , e rima sto fino ra no minalme nte in v ita. L'art. 5 de llo Statuto Albe rtino d eclama: "Al so lo Re appa rtien e il p o te re esecutivo. Eg li è il Cap o supre mo dello Stato ; co ma nda tutte le l'Orze di te rra e di ma re ; dichiara la gu e rra, fa i trattati di pace e d 'a lleanza, di commercio ed a ltri , dandone notizi a a lle Came re , to sto che l'interesse e la sicure zza de llo Stato li perme ttano ed unendovi le comu nicazio ni o pportune. I trattati oneros i ne i rigu a rd i d elle fin anze o una va riazio ne nel te rritorio dello Stato no n hanno effetto se non d op o o ttenuto l'assen so delle Came re ".'l I~: qu esta forse fra le varie no rme statutarie , qu e lla più discussa, e non so ltanto da oggi. Viene detto persino, e non p are in buon a fede , c he ta le norma pon e il controllo delle Forze Armate e d ella diplo m azia ne l segreto di Corte , e s tabilisce un legam e diretto fra il Re , i generali, g li ammira" Arc hiv io Storico d i Milano (ASM) Fo ndo M ilitare, ca rtella
6. Rapporto //erbai,, ,M M i11istro t1/
/)irellrm·o dr!! 19 txmto.m , anno VT .
" L'Alto Com ando d elle Forze Armate lt11liane, in "Riv ista M ilita r<''·. genn:1io-fchh 1~1Ìo, 110111:1, 1984,
p.59.
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gli e i dirigenti de lla politica este ra in 4uestioni d ecisive pe r le sorti d ello Stato, come la d ichiarazio ne di una guerra, i piani p e r attua rla, i mezzi per cond urla. f:: necessario constatare che l'art. 5 dello Statuto, sancisce nel 1848 per la fun zione d e l comando militare (e alle Forze di terra e di mare si aggiungon o circa sessant'anni do po 4ue lle ae ree) una p osizione di prerogativa reale, vale a dire d i p ote re che il Re d e tie ne in regime assoluto e che conserva in regime costituz io nale. In realtà l'instaurarsi del regime parlamentare, all'ind omani stesso d e lla proclamazion e d e llo Statuto, fa subito deviare il predetto concetto di prerogativa del Comando verso un concetto di compe tenza. La pur sancita formula assolutis ta si trova in lotta con la responsabilità ministe ria le pe r tutti gli atti compiuti dal Re . E quindi, a nche quelli che si riferiscono all a g ue rra , questi ultin1i particolarmente impo rta nti e gravi. G li atti del Parlame nto Subalp ino del 1848-49 riportano le a nimatissime discussio ni intorno alla prerogativa reale d el Comando. Cesare 13a lbo, Presidente del Consiglio, risp o ndendo a i suoi o ppositori, si assume la responsa bilità d ei fatti di g uerra per tutto c iò che oltre passa le materiali consegue nze della prerogativa reale d i coma ndare l'Esercito . La risp osta appare a mbig ua, p oic hé: non si comp re nde come s i possano scindere i fatti di g uerra dalle operazioni milita ri , ma essa tende evide nteme nte a conciliare la resp o nsabilità ministe ria le con la necessaria libe rtà del Comando operativo. La prima gue rra d 'indipe nde nza contro l'Austria vie ne intrapresa d al Ke Carlo Alberto che assume il comando supre mo del piccolo esercito, coad iuvato d al Ca po cli Stato Maggiore , il Generale Salasco . Accanto al He nel Qu attier Gen e rale c'è: il Ge n e ra le Franzini , Ministro de lla G uerra , quale delegato del Governo, col tito lo d i "Q uartie r Mastro" e con l'incarico d i sopraintendere alle opera zio ni d e lle q ua li è resp on sabile di fro nte a l Parlame nto. Un primo riordino funz iona le dclJo Stato Maggiore si ha in Prussia nel 1860, in qua nto il Capo cli Sta to Maggiore s i limita a trasm elle re gli ordini d el Re ; a provved ere ai servizi è un vero e p roprio intendente. 11 Il Re nei riguard i della sua responsabilità e del Dicastero asserisce: "La condotta della guerra no n può essere considerata come un atto a mministrativo. Il Ministro de lla Gue rra no n p uò essere responsabile de lle o pe razioni ordinate dal Gene rale che coma nda l'esercito; può esserlo solo per l'organizzazione dei Corpi e pe r i riforn ime nti. La resp o nsabilità riposa tutta s ul Gen erale che comanda l'esercito , e nd nostro caso io sono solo il res ponsabile . Non si pu ò, non si d eve, lontani dall'eserc ito, senza sapere esallamcntc c iò che s uccede e sulla base di lettere cli qua lche giovane igno ran11
p. 59.
l .'Alro Comando delle l'orLe Arrnal<.: Ha liane. in ·'Rivìsw M ilitare", gennaio-febbraio , Roma, 1984.
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te, mosso da n-1ire a mbiziose, da gelosie e qualc he volta ancora da vendetta, attaccare la reputazione e la condotta d i l Jfficia li Supe riori o norabili e pieni di valo ri , fin che il <~e nerale in Capo approva la lo ro condo tta ". 1• La situazio ne de l Pa rl ame nto Subalpino , dop o l'a rmistizio di Salasco, è molto confus a e tempestosa: in una prima crisi ministeriale il Generale Do bo nnida sostituisce Franzini al Dicaste ro della Gue rra. Al coma ndo d e ll'esercito vie ne no minato il <~ene rale Rova, affi ancato come Capo di Sta to Maggiore da l polacco Chrzanowski , c he s i è distinto da giovane nelle battaglie napoleoniche . Altre crisi ministe riali si succedono a nche ne l 1849 con la ripresa delle ostilità nei confronti dell'Austria, ove Carlo Albe ,to abdica in favore del figlio p rendendo la via dell 'esilio. Nonostante la situazione in c ui versa l'Alto Comando dell'l•:sercito Piemontese e il connesso degenerare del parla m entarismo, la formula statutaria dell 'a rt. 5 rimane invariata . La marcia verso l'unità d 'ltalia è ini;,.iata e n o n si a rreste rà fino a quando il tricolore n o n giungerà a sventolare sul Campidoglio. Il successivo decennio 0 848-1859), che il Carducci chiama cli "sosta accorata e disanimata", col binomio Vittorio Emanuele II e Cavour appare di intensa prepara:don e politica e militare. TI Generale Alfonso La Marmora regge il Dicastero della Guerra quasi ininte tTotta me nte per tutti i dieci a nni e, fa vorito d al giovane Re, apporta de lle m odifiche funzionali a ll 'Armata (poi concluse dal Generale Fanti). 11 Generale vuole come funz.ion e e compito primario d el Dicastero quella cli riunire i singoli contingenti regionali dando vita all'Esercito italiano e alla Marina Ita liana; operazione conclusa nel 1861 con notevoli successi. In particolare, l'esercito deve essere il crogiolo ch e riunisce tutti gli italiani in un solo te rritorio e sotto una sola bandie ra. Ma a ta le progetto s i presentano non poche diffico ltà dovute a mo lle plici mo tivi, p ri mo fra tutti la manca nza di solide tradizioni militari e l'av versione d ei volontari ad assoggettars i alla coscrizio n e o bbligatoria. L'alle anza tra l'Italia e la Prussia rende o rmai prossima la rip resa della gue rra con tro l'Austria; in tale s itua zione occorre avere un ottimo funzioname nto dell'Alto Comando. Invece, non soltanto si manifesta la crisi ministeriale già accennata , non soltanto ma nca u no Stato Maggiore d egno di questo nome, ma esiste anche una fotte rivalità fra i due maggiori espo nenti del Coma ndo ita liano, e cioè i Generali La Marmora e Cialdini. Il primo, uomo d i fiducia del Re, i:.: Presidente de l Consiglio e Ministro degli Esteri, nonché Ca po militare pu r no n esistendo in tempo di p ace un Capo di Stato Maggiore delJ'Escrc ito. L'a ltro, uo mo d 'impeto, è pronto ad assumere q ualsiasi responsa bilifr Tn questo p e riodo manca totalme nte una de lle funzioni princ ira li del Dicaste ro e cioè quella re lati va a l servizio d 'informazio ne che va a m ina " l{odolico: Carlo Alberto, lii, Fire nze, Le Mormier, 19/43.
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re la stabilità, generando quel senso d 'incenezza che un apparato a mministrativo deve cercare se non di elidere, quanto meno di ridurre a l minimo, rendendo la "macchina" e fficie nte ed e fficace. Tutto ciò va naturalmente ad influenzare negativamente il funzionamento del nostro Alto Comando. La dura lezione del 1866 fa aprire gli o cchi . Da quel momento in p oi il Dicastero della Guerra p unta sulla formazione, soprattutto con un corpo di Ufficiali ben preparati , in grado di impa,tire un ottimo addestramento ai Repatti. Ancora oggi questa funzione rimane una delle più importanti, anche perché prima di recluta re pe rsonale e formare Reparti vi è la forgiatura degli Ufficiali , i veri traghettatori delle Forze Armate. 1 ' Dopo la proclamazione di Roma Capitale d 'Italia nel 1870, notevolissima è la riorganizzazione funzionale del Dicastero. Nel 1872 vie ne costituito l'Istituto ' l'opografico Militare, che assorbe enti ed uffici cartografici dei vari Stati italiani; contemporaneamente si avviano i lavori per la nuova ca1ta d 'Ita lia. Altra data importa nte è quella del 29 giugno 1882, in cui il Ministro 11c rrero definisce per la prima volta la vera e propria carica del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, alla quale è chiamato il Generale napoletano Cosenz. Le ca1iche di Co ma ndante di Star.o Maggiore vengono riunite nella stessa persona fisi ca, c he conse,va entrambi questi titoli e che è alla diretta dipendenza d e l Ministro della Guerra. Nello stesso anno l'Istituto Topografico muta il suo nome in "Geografico", poiché viene ch iamato a collabora re col Capo di Stato Maggiore dell'Esercito in studi operativi, oltre c he con la cartog rafia , in monografie geografiche di tutte le zone di fro ntie ra e studi su contìni e g uide militari. Ques ti lavori ve ngono eseguiti d a i nostri più provetti Ufficiali cli Stato Maggiore . Nel Ministero della Guerra si delinea la fig ura del Capo Militare. In tal senso si esprime il Kegolam e nto per il servizio territoriale del 1889 al n . l: "TI Ministro della Guerra , per mezzo del Capo di Stato Maggiore dell' Esercito, dei Comandanti cli Corpo d 'Armata, d el Comandante c;.ene rale dell 'Arma dei Carabinieri reali, e d egli ispettori, esercita la s u prema a utorità responsabile sul Governo disciplinare, tecnico e d amministrativo delle truppe, s ulla prepara zione d e lla g ue rra , s ulle scuole, istituti, servi7.i e stabilimenti, che provvedono ai bisogni gene rali dell'Esercito e alla difesa dello Stato".i (, O ccorre tuttavia no tare com e l'Italia attraversi una grave crisi po litica e finanziaria , s ussegue nte alla sconfitta di Adua, che origina mo lte dimo strazioni popolari culminate n ei moti di Milano del 1898 e nel regicidio di Monza del luglio 1900. La situazione si normalizza con la no mina della '' L"Alto Coman<lo <lelle Forze Armate Italiane, in "Riv ista M ilirnrc", gcnnaio-fchb1,1io, Rom~ . 198/4,
p.65. "' L'Alto Comaudo delle Fo rze Annate Italiane. in " Riv ista Militare", gennaio-febbraio, Roma, 1984,
p.66.
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famosa "Commissio ne " composta di sci Deputati, sei Senatori e cinque personalità d esignate con Decre to Reale, per realizzare un'inchiesta su tutti i servizi del Ministero della c-;.ue rra. Con Decre to n. 77 del 5 ma rzo 1908 è attribuita al Ca r o cli Stato Maggiore l'Alta direzione di tutto c iò che d ire ttamente riguarda la pre p arazione della g uerra e, p iù in particolare, di quanto con cerne la difesa dello Stato e la mo bilitazio ne, l'istruzione dei quadri e delle truppe, il funzioname nto d e i servizi logistici. Corrisponde ndo direttame nte coi C-enerali d esignati di Annata, coi Comandanti di Corpo e.l'Armata, con gli is petto ri d 'Arma, col Corpo di Stato Maggiore della Marina per gli accordi fra operazio ni terrestri e navali. Con la sola limitazion e di "s peciali preve ntivi concetti col Mi nistro della Guerra", p e r tutte q uelle disp osizio ni che implicano un onere a llo Stato e per i progetti di mo bil itazio ne e ra du nata, in ba se a i concetti fondamentali ai quali il Caro di Stato Maggiore "crede di voler informare la p reparazione a lla g uerra". 17 Nel 1908 l'orizzonte inte rnazionale non è dei più rosei in q uanto l' Austria , annettendo la Bosnia-Erzegovina, turba l'eciuilibrio d ei lla lc:rni e prepara il terreno alla n ostra impre sa libica. TI Ministro della G ue rra potenzia i confini a no rd d ell 'Tta lia per a ume ntare il grado e l'inte nsità dell a d ife sa de llo Stato e, contemporaneame nte , getta le basi p e r la costituzio ne della nuova Arma dell'Esercito, cioè l'Arma Aeronauti ca . Nel 1910 tutta l'organizzazione militare è rinforzata, pronta a contrastare il ne mico e ad espletare la su a funzione cli difesa de llo Stato. Le funz io ni e i compiti ass unti d al Ministero della Guerra durante il p eri odo be llico 1915-19 18 sono di vaste proporzioni , anche p e rché la "macchina" d ella Pubblica Amministrazione, m a soprattutto del Dicastero in esame, in prossimità e durante un conflitto di vaste p ropo rzio ni come que llo delle due g uerre mondiali, è soggetta a una vera e propria esplosio ne di fabbis ogni da soppe rire, ch e vanno dall'approvvig io namento delle risorse fino all'erogazione d ei servizi, in g rado d i soddisfare le esigenze della collettività a cui sono chiamate le Forze Armate.
4 . Funzioni del Dicastero della Guerra da Vittorio Veneto alla catastrofe della II guerra mondiale (dal 1918 al 1945) Dopo il trionfo di Vittorio Veneto l'esercito dovrebbe essere nel cuore d e lla Nazione e circondato dall a su a riconosce n za, anch e se le cond izio n i della pace al tavolo in cui sediamo come vincitori non son o q uelle s pe rate . La crisi politica interna s focia ne lla situaz.io n e b e n n o ta che va da I 1919 al 1922. Pare c he l'esercito s ia u scito no n d a una vitto ria ma da una scon' ' L'Alto Comantlu tielle Forze Annate lla liane, in "Rivista Militare", genna i" k-hh1; 1ill, 1{0111;1, 1')8/i,
p.66.
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fitta. Osteggiato e dileggialo, esso si chiude in un disciplinalo silen:lio; molti ottimi ele me nti abbandonano le sue file. Restano forse solo i più coraggiosi in attesa di tempi migliori, mentre il Parlame nto propone persino di scioglie rlo e di sostituirlo con la cosidde ua "Nazione Arm ata ", senza sap ere quale s ig nificato dare a tale espressione, ma soprallullo 4uali fu nzioni attribuirgl i. Ren dieci Ministri, alcuni civili, si succedono d al 19 19 a l 1922 nel Oicastero della G ue rra; degnissime persone, ma non preparale a risolvere i gravi problemi tecnici s ul tappeto; anc he perchè nel fratte m po viene esautorato lo Stato Maggiore . Dal genna io 1921 al g iugno 1940 sono appottate innumerevoli riforme in grado di conferire una no tevole instabilità al nostro Alto Comando. Dal 1933 tale opportunistico sistema di lavoro, inglobato ne lla p o litica fascista, rende impossibile una soli da preparazione dell 'eserc ito a p rove c ui potrebbe essere c hiamato, nell'evoluzione degli avvenime nti politici e u ropei. Perfino privando lo di appropriati piani strategici, ne l mo mento in cui il nostro Paese viene proiettato verso il secondo conflitto mondia le ; in tale contesto appare vana l'illusione cli Mussolini di una Germania sicuramenre vittoriosa a breve scad e n za. Con la riforma c he a pporta il R.0. n.3 del 16 gennaio 1921, la funzione cli d irezione tecnica e la responsabil ità del la preparazione militare della difesa del lo Stato sono sostanz ia lme nte riun ite da un 'unica mente di rettiva (com 'è il Capo di Stato Maggiore, secondo il d ecreto del 1908), nel Consiglio dell 'esercito. Presid e nte è il Ministro della Guerra Bonomi, senza voto; vice pres ide nte il Generale Armando Diaz, c he così sopraintend e a tutti g li studi per la preparazione bellica. Durante il periodo del fascis mo , a cura del Generale Diaz viene istituita la figura dell'lspettore Generale cle ll'l•:Sercito, sempre alle dipendenze ciel Ministro, in grado cli perfezionare le fu nzioni del Dicastero quali il redut.amento, l'adclestrarnenlo, la mobilita:lione, le q uestioni operative e logistiche. Attraverso una fitta rete di controlli intemj cl;ì vit1 ad u n solido strumento militare, in grado di sopperire e risanare i disagi sociali h1sciati dai conflitti mo nd iali. Utile appare invece la separa zione dell'Aeronautica d all' Eserc ito, dando così vita ad un "Commissarialo dell'Aerona utica " (genna io 1923), c he nel 1925 diviene Dicastero de ll'Aeronautica. Alla nuova Fo rza Armata d e ll 'a ria vengono affidati compili d i pattug liamento e difesa dello sp azio aereo dello Stato italiano. La situazione dell'Alto Comando e le funzioni espletate dal Ministero d e lla Gue rra in 4uasi un secolo di vita dello Statuto Albertino, ci o ffrono un vasto campionario di soluzioni , messe alla prova in numerose e quanto mai svariate situazioni d i pace e di g ue rra . Si sente la necessità di una direzione unica delle tre attività militari, di terra, di ma re e d ell'aria nelle operazioni belliche.
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Dannoso appare pe rtanto non realizzare questa unione in tempo di pace, durante il quale le Forze Armate hanno la fun zione primordiale di pre pararsi alla guerra, oltre che tutelare, come compito subordinato, l'ordine inte rno. D 'allrond e la prepara:Lione alla f,TUe rra, sia pure cli difesa , comprende d ue tipiche funzioni: una cli carattere essenzialmente p o litico ed amministrativo, l'altra soprallullo tecnica cli comando. Da qui l'opportunità nell'organizza:lion c militare dello Stato cli lasciare scisse le due funzioni , anche per ragioni di comp e te nza e di umana ripartizione ciel lavoro, face ndo corrisponde re a ciascuna di esse un a pposito organo con proprie attribuzio ni, per quanto concomitanti. E precisa mente, alla p rima funzione politico-amministrativa, un organo d i governo (Ministro); alla seconda tecnica di comando un Capo militare. A mio mo desto parere ciù si è avuto in passato, e ciò deve rimanere an che nel presente, pur attuando la d ovuta distinzione fra il tempo di p ace e il tempo di g uerra . L'attuazione di tali linee non è facile dal momento che l'Esercito, la M,uina e l'Aeronautica hanno sp eciali caratteristiche e particolari strutture. Tant'è che fino al 1947 s i è ritenuto necessario far corris po nde re a ciascuna Forza Armata una propria e separata Amministrazione Centra le e un proprio Comando o Stato Maggiore. L'unità in rntte le parti e funzioni d el Dicastero d e lla Guerra s i ha con il Dicastero unico istituito nel 1947 e denominato Ministero della Difesa, in ade renza a l crite rio che la guerra è unica e ch e essa richied e s tretto coordina me nto de lle Forze Armate, per l'esple tamento della funzione d i difesa d e llo Stato e dell'ordine inte rno.
5. La difesa militare oggi, come funzione primaria dcli'Amministrazione della Difesa .Fun zio ne primaria d ell'Amministrazione d ella Difesa e della dirigenza militare è la difesa militare del la Patria, con riguardo a lle aggressioni sia este rne che inte rne.'" Cosi dicendo, sono tuttavia individuati soltanto la materia e il lìne della fun zio ne. Pe r misurarne anche l'effe ttiva consistenza è necessaria una più concrer.a verifica dell'attribuzione, ossia del complesso di compiti che, in base alle no rme, sono confe riti all'apparato, second o le dire ttive operative e sotto la resp o nsabilità cie l vertice militare.''' In via d i relativa approssimazione, si possono enucleare le seguenti categorie d i funzioni : le funzioni generali d i amministrazione , pianificazione d i bilanc io cd '" C. ,~indi, op. cil., p.21, S. Lauriola, op. cit., p.908; G. Grasso, h,rz,, /1/"J/l(I/<' (l)irillo Ammin ist mtivu). in "Encidopt:dia giuridica ". XI V, Treccani, 1989. ,., ::iulla n oz,o n(' (11 funzione e sugli elemt:nli delle funzioni , co;;tiluiti d:1 lll:tte ria. finL·, attri h u z i1 >1w
e dcsti n awri, si vC'rla per t1 1tt i S. Cassese, Le hasi del Viri/fu t1111111i11islmliM1. T11rino, Lllet. 1989, p.88.
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elaborazione normativa sono proprie del Ministero della Difesa slrulturato in Direzioni G-enerali e Uffici Centrali, sotto l'alta direzione di un Segretario Generale scelto fra gli I Jfficiali di grado più elevato delle Forze Armate. Al Segretario Generale spetta impartire direttive per l'altuazione degli indirizzi segnati dal Ministro nel campo tecnico-amminislralivo, e coordinare gli affari di maggiore rilevanza delle Direzioni Generali e degli Uffici Centrali, cui possono essere preposti Utlìciali elci gradi più elevali o dirigenti civili . La pianificazione di bilancio e l'elaborazione normativa son o affidate all'Officio Centrale per gli studi giu1idici e la legislazione e a ll'Ufficio Centrale del bilancio e degli alfari lìnanziari (D.P.R. n.1478 del 1965). 20 Alla fun zione di elaborazione strategica e cli pianificazione Lecnico-operativa, con tiguardo anche agli armamenti ccl approvvigionamenLi, sopraggiungono le seguenti attribuzioni dello Stalo Maggiore: pianificazione tecnico-operativa in re la7.ionc :-1lle nccessit::ì difensive del Paese e agli impegni assunti in campo internazionale; predisposizione dei programmi tecnico-finanziati; e laborazione di dircllive Lecnico-mililari concernenti l'attuazione dei progra m mi approvati dal Minislro della Difesa; emanazione di d irettive e d clabora'.l.ione cli criteri per la difesa delle frontie re terrestri e marittime, del tenito 1io, del traffico marittimo e p er la difesa aerea (legge n. 167 del 1951, att. 11, lett. e , f; legge n.200 del 1968, art. 1; D.P.R. n.1477 del 1965, a1t. 2, lett. a, b, f; a,t. 9, lctt. a, b , e). Nelle funzioni relalive agli ordinamenti milita ti è compresa l'elaborazione di proposte s ulle linee fondamentali de ll 'ordinamento di ciascuna 11orza Armata e la consulenza al Ministro per le nomine e g li incarichi ai Quadri p iù elevali de lle Forze Armate. Si tratta d i allrib uzioni proprie, principa lmente dell o Stato Magg iore (legge n.167 d el 1951, arl. 11 , le tt. a ; D.P.R. n.1477 d e l 1965, a,t. 2, lctt. c e art. 3; legge n. 200 del 1968, an .1). Mentre le funzioni tecnic he e di produzio ne hanno carallere stru mentale e di sostegno ri sp etto a i compiti immcdiatarnenle operativi e combattenti , con i quali coesistono. Vi provvede, p e r esempio, n ell' ambito dell 'Esercito l'Arma de l Genio (a l cui interno operano Reggimenti, Battaglioni e Compagnie d i Pionieri addetti ad opere edili, pe r siste m azioni difens ive e pe r costruzioni s tra dali, no nché un Battaglione d e l Gen io fe rrov ie ri e un J{cggim cnto di Pontieri), l'Arma delle Trasmissioni e una serie di Servizi Logistici (adde lti ad operazioni di approvvigionamento, d istribuzione e ripara zione per b ranche di materiali , nonché a studi e ricerche); n e ll 'ambito d ella Marina Militare, i Corpi de l (-;-enio Navale, delle Armi navali e del Commissariato Militare Maritti m o ; ne ll 'an1bito dell'Aerona utica Mililare, in primo luogo, i Corpi de l Gen io Aeronautico e del Commissarialo Aeronautico. " Oggi disciplinate d alla legge del 4 agosto 1999. n./406, che sancisce: " Rego lamento recante norme per I 1sr,tuz1onc ciel se1v1zio di controllo interno del Ministero della Difesa e la disciplina dei termini e delle m o<falitiì d i attuazione cli verifica dei 1isultati tki dirigenti"".
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Specifici compiti di produzione a carattere industriale per il supporlo tecnico-logistico delle Forze Armate sono affidati agli arsenali e stabilimcnli militari. 21 Una delle funzioni importanti del Oicastero in esame è quella dello s tu dio tecnico-scie ntifico, la raccolta e l'elaborazio ne dei dati , affidate alcune ad organismi inte rforze ccl altre dipendenti dalle singole Forze Armate . Basti ricordare il Centro Alti Studi della f)ifesa (CASD), il Consiglio Tecnico-Scie ntifico della Difesa, l'lstituto Geografico Mi lita re de ll'Esercito, l'Is tituto Idrografico della Marina, il Serv izio Me teorologico d e ll'Aeronaulica , l'Istituto Radar e Comunicazio ni della Marina , l'Ispettoralo delle Telecomunicazioni e di Assistenza al Volo. Compiti di studio e ricerca sono svolti anche dai Servizi 'l'ccnici de ll'l •:sercito e dagli Uffici Centrali e Direzioni Generali ciel Ministero della Difesa. 5.1 Compiti di intelligence e iriformativi TI Servizio Informazioni Militari (SIM) è istituito con R.D. n .70 del 6 febbraio 1927; il 30 marzo 1949 con disposizione amministrativa n .3651 s i costituisce il SIFAR (Servi:,lio Informa:doni rorze Armate) c he inizia la sua vita operaliva da ll'l settembre 1919. Quest'ultimo dipende direttame nte dal Capo di Stalo Maggiore della Difesa. Nella stessa data vengono costituiti i SIOS (Servizio Informazioni Operative e Situazioni) delle Forze Armate, sciolli il 18 novembre 1965 con D .PX n . 1'177 ne ll 'ambito del nuovo ordinam ento dello Stato Maggiore de lla Difesa. A tal proposito vedere l'art. 2, lett. g, del D.P.R. n .1477 del 1965 e la legge 2/i ottobre 1977, n.801. 22
Questa legge riforma il preced e nte siste ma della politica informativa e di sicurezza creando due distinti servi'.li, rispe ttivame nte per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) e pe r le informazioni e la s icurezza d e mocratica (SJSDE), a lle dipe nde n ze il primo del Ministro della Difesa e il secondo de l Ministro de ll'Interno. TI STSMJ o p era all'estero, me ntre il SISDE opera all'interno del Paese. L'alta direzio ne e coordinamento d ei du e servi'.li è a ffidata a l Presidente del Consiglio d e i Ministri, c he si avvale di un apposito Comitato Esecutivo per i Setvizi di Informazione e Sicurezza (CESIS). Quest'ultimo non è un te rzo serv izio, ma il punto di raccordo a cui sono affidati compiti di ca nali i'.1/.azionc delle informazioni fornite dai servizi verso il Presidente del Consiglio , di coordinamento e di indirizzo in mate ria di personale , di inte rfaccia tra il settore intelligence e le altre pubbliche a mministra zioni . Attualmente, con la legge 124/ 2007 sono s01te due "Age nzie" a l posto d e i " l.c-ggc- n. 1479 del 1960; D.P.R. n.1 477 del 1965, art.~. ultimi due commi ; D.P.ll. n. J/48 1 dl'I 19(,5 . .!l
La leg_~t' 2/4 u llohre 1977, u .801 , t.<111cbn:: ··J:...1ill11.innr: r;d nrdina1ncnlu dei Servi zi per le
Informazioni e la Sicurezza c disciplin~ del se-g reto di Sr,110·•.
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precedenti serv1z1. L'Agenzia In formazioni e Sicurezza Esterna (A ISI·:), l'Agenzia Informazioni e Sicurezza interna (AISI) e il Oipa,timento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), che vanno ad espletare le fun zioni dei vecchi servizi, ma con una nuova disciplina_i:1
5.2 Compiti in ambito internazionale L'Amministrazion e della Difesa è mollo presente anche in campo inte rnazionale, s ia per la stretta inte rconnessione tra questioni strategic he e militari (politi ca militare) e s ia per l'attività diplomatica; per tale motivo in molte amhasciate ita liane opera un Ufficiale delle l·orze Armate con funzioni di addetto militare. Non v'è bisogno poi , di ricordare i molti organismi internazionali i quali, dipendendo dalla NATO hanno funzioni che attengono in modo precipuo alla difesa e all 'ordine internazionale; cosi come, in modo attivo, rappresentanti dell'Amministrazione della Difesa partecipano all 'ONU e all'UE. Inoltre, sono da ricordare gli innumerevoli impegni nel concorso alle di verse operazioni di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite (stand-hay arrangements) e dell'OSCE. Notevoli i contributi delle r o rze Multinazionali Europee: l'Euroform e l'Eurornarfor, con Spagna, Po,togallo e Francia; l'Eurogruppo Aereo, con Francia e Regno Unito; la Forza Anfibia ital o-spagnola; la Forza Multinazionale Terrestre (MLF), con Slovenia e Ungheria; la Forza Multinazionale di Pace del Sud-Est Europ a (M PFSEE), con Grecia, Turchia, Bulgaria, Romania , AJbania ; pe r fin ire con la FYJ{OM, la Forza di Pace Europea SH1Kl.3RlG, a disposizione dell 'ONI J. Q uesta breve ele ncazione, nel mettere a fuoco la sostanza d ella funzione d i difesa militare (politica militare) , consente a nch e cli precisare il ruo lo d e ll 'Amministrazione de lla Difesa e dell e Fori.e Armate, e quindi della d irigem.a militare, rispelto alle più complesse ruo zioni di difesa e di sicurezza. Attraverso la clifr:sa militare , l'Amministrazio ne della Difesa e 1e Fo rze Armate concorrono, senz'altro in modo determinante, alla più generale difesa e sic urezza de lla Patria. Sia nel ca mpo della difesa, ma soprattutto in quello della sicurezza , sono però affiancate da altre Amministrazio ni , tito lari d i compiti ug ualmente essenziali. l )a considerare in primo luogo l'Amministrazione degli Esteri , con l'attività diplomatica svolta in tempo di pace e di guerra. Non m e no rilevante, a i fini della sicurezza globale della Patria , il contributo delle Amministrazioni competenti in campo finan ziario, energetico (si pensi alla divers ificazione degli approvvigio namenti di materie energetiche e alla creazione di adeguate scorte), industriale e de lla "' Leg_i.:e 5 agosto 2007, n .1 24, s~nci.scc: "Sistema di inlu rmazione per la sicurezza de lla Rc r11hhlir;1 e nuova discirlina del segreto".
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ricerca. Come già accennato, l'esige nza è q ue lla per la quale i problemi de lla s ic urezza e della difesa debbano essere cons idera ti e gestiti attrave rso adeg uate forme cli coordinamento politico e d amministrativo. Di qui l' iffipulso a dare a lla professiona lità del la dirigenza milita re conte nuti sempre più complessi e articolati ove, a l requisito tradiziona le d ella leade rship, si a ffian ca e sp esso s i contra ppo ne la conoscenza di discipline no n strettam e nte milit.ari be nsì scie ntifiche, tecniche e p o litiche, che concorre a delineare le figure dei dirige nti militari tecnocrati e amministrativi.
6. Ruolo dell'Amministrazione della Difesa nella difesa civile della Patria e nella Protezione Civile Nell'ambito della funzion e di difesa della Patria, a lla componente della difesa militare si aflìanca, come già accennato , quella della difesa civile. Qui la nozio ne è molto più clastica, po tendo assorbire anche il concetto di Protezio ne Civile . Intesa in senso stretlo, la difesa civile consta di una serie d i misure e prog rammi preventivi volti ad assicurare a lla nazio ne la cap acità di sopportare gli e ffe tti di attacchi a rmati su o biettivi civ ili (aree urbane, impi anti industriali) e di provvedere ai rifornime nti indispensabili per la popolazione e per il sistema produttivo, a sostegno dello sforzo bellico. A tal Hne assumo no rilievo, tra l'a ltro, i p ian i e g li inte ,venti di e mergenza pe r la h m zionalità delle reti dei trasporti e de lle comunicazioni, p er la mobilita7.ion e industriale, per il sostegno industriale e logistico delle Foo.c Armate. ln tale ambito rie ntra l'eventuale cre azio ne cli Corpi o Apparati per la difesa civile, con compiti preva lentemente non armati, di a usilio in caso di conflitto; la cosiddetta a utodifcsa (come è, per esempio, nella .Repub blica Federa le d i Germania , in base alla legge kdcralc del 12 agosto 1965). In se nso ampio la difesa c ivile coin volge anch e la funzione cli Protezio ne Civile e, quindi, la pianifica zio ne e gli interventi connessi a pe ricoli e d e venti catastrofici o calamitosi dovuti non ad un'aggressio ne armala, be n sì a fauo ri naturali o ad incide nti di particolare e ntità (quali , ad esempio, que lli connessi ad impianti industriali o nucleari). La concreta conformazione d ella funzio ne di d ife sa civile è una scelta essenzialmente di dirillo positivo. Sono cioè i s ingoli ordiname nti, in sede di regolamen tazion e dell'organizzazione pubblica e delle s ue allribu zio ni , a delineare un sistem a unitario pe r la difesa-protezion e civile; ovve ro a distingue re , salvo poi prevedere sedi e is tanze di coordiname nto, le d ue funzioni e i sistemi o rganizzativi cui sono affidate. Il primo assetto unitario, pur con articolazioni interne, per la difesa- protezio ne civile ad esempio è adottato in Germania. Con la legge fe dera le d e l 9 lug lio 1968 (modificata d a due s uccessive leggi e.Id 10 lug lio 1974 e
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del 9 agosto 1976) è prevista l'attivazio ne de ll'organizzazio ne p e r la d ifesa civile, o riginatiamente conc epita in relazione a situazio ni l>e lliche, a nche in caso di catastrofi o calamità di n atura non be llica. Di fatto, l'organizzazion e te desca cura congiuntamente le esigenze della difesa civile e de lla Protezione Civile. TI secondo assetlo Protezione Civile, concepita come funzione e o rganizzazione autonoma rispe llo aHa difesa civil e, sembre rebbe proprio quello d e ll ' Italia. Nd nostro ordiname nto la funzi o ne di Prote:.d o ne Civile è rivolta a predisporre servizi di e mergen za, di soccorso e di assiste nza in favo re delle popolazioni co lpite d a ca la mità naturali o catas trofi . Inte ndendosi, per calamità natura le o catastrofe, "l'insorge nza di situazioni che comportino grave danno o p erico lo di gra ve danno alJ'incolumità de lle p e rson e o ai b eni e c he, pe r lo ro natura cd e stensione, debbano essere fro nteggiate con inte rventi tecnici sts ao rdinari ".21 Resta no dunque e scluse da lla fu nzio ne cli Protezio ne Civile com e è concepita nel nostro paese , l'attiv ità volta a pre parare e organizza re la po p olazione in funzione di difesa cd eventua le resistenza contro aggress io ni armate (autodifesa) , no n ch é le mis ure poste a salvagua rdia e sosteg no de ll 'attiv it,'ì produniva in relazio ne allo sforzo bdlìco; pe rciò , la d ifesa c.ivilc in senso strelto. Mentre altri o rd inamenti attril>uiscon o un no n marginale rilievo alla difesa civile , ne l nostro paese essa sembra ign o rata, manca ndo sia una sua qualificazio ne no rmativa , s ia l' individuazio ne d i un a ppa rato pubblico titolare de i re lati vi co mpiti . Vicevers a , estremamente attico lato e co mplesso è il sistem a o rganizzativo della Protezione Civile , basato sul concorso di amministrazio ni sia statali che reg ionali e deg li enti locali . Al mode llo o riginario de lla legge n .996 de l 1970 del D .P.R. n.66 d e l 1981, che fa perno s ul Ministro de ll'Inte rno , se ne è sovrapposto un a ltro, incentrato s ul Ministro sen za pottafoglio pe r il coordinamento della Protezio ne Civile, in b ase al D .P.C.M. 14 sette mb re 1984 (che ha istituito , presso la Presiden'. ".a del Cons ig lio, l'o mo nimo Dipartime nto) e ad alcuni eccezio na li provvedime nti le gislativi ad o ttati in rcla'..".io ne a singole e me rgenze ( n . I.. n.128 dd 1982 , convertito ne lla legge n.547 del 1982 in te ma cli ince ndi boschivi; D .L. n.829 d el 1982, convc1tilo ne lla legge 928 d e l 1982, sul ten e mo to in Campania e Basilicata) . Di fatto il Ministro senza p o1ta foglio p er la Prote'..".ion e Civile , nato co me o rgano straordina rio do tato d i pote ri ccce '. ".io nali, è orma i p a tte integra nte elci s is tema in form a istituzio na le, occupando lo s pazio rise1vato , da lla legge n.996 del 1970, a l Ministro dell'Inte rno.i' Tutto questo avvie ne quasi inavvertitamente, sen za una ve ra rev is io ne organizzativa cie l settore. Di qui l'es igenza di una nuova legge sul scrvi'..".io della Protezio ne Civile, ch e il Pa rlamento app rova n e l luglio 1990, ma il " Legge de l 1970, n .996, arll.l e 2. " C. Mcoli, Il Ministero dcll'l nlemu, Ro ma,
1is ,
1986, p . 12.~.
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Presidente de lla Re pubblica rinvia poi all e Camere pe r u na nuova deliberazione, ex a1t. 74 della Costituzio ne. Sia nel sistema attuale, sia in que llo prospettato dalla riforma del servizio di Protezione Civile, un ruolo importante compete all 'Ammin istrazione dell a Difesa e a lle Forze Annate e, dunque, alla dirigenza militare. Infatti, all'organizzazione della Protezione Civile il Ministro dell'Interno provvede d 'intesa con le altre Amministrazioni dello Stato, sia c ivili che militari; per l'organizzazione della Protezione Civile è costituito un apposito Comitato interministeriale, di cui fa parte il Ministro della Difesa (legge n. 996, art. 3). In occas ione di catastrofi o calamità naturali il Ministro dell'Interno o il Commissario s traordinario da lui delega to richiede al Ministro della Difesa , o all'a utorità delegata, i servizi e g li interve nti di competenza delle Forze Armate, che possono essere impiegate anche in unità elementari. I comandanti militari territoriali, dei Diparlimenti Militari Marillimi e delle Regioni Aeree mettono a disposizione personale, mezzi, a llre zzature, maw riali e viveri di riserva. I Reparti militari utilizzali nella zona s inistrata (cu i viene assicurata, dalla competente autorità militare , comple ta autonomia logistica ed operativa; vedasi l'intervento delle Forze Armate per fronteggia re l'emergcn7.a dei rifiuti nella regione Campania) opernno secondo le direttive dell'organo ordinario o straordinario della Protezion e Civile responsabile della d irezione degli interventi (legge n.996, art. 5, ultimo corruna; D.P.R. n.66, art. 11 , corruna 3, e a rt. 39). Il Ministero della Difesa ccl i Comandi delle For'Le Armate aventi in dotazione aeromobili, appena av uta notizia di una calamità naturale o catastrofe, dispongono ricognizioni ae ree per dete rminare l'estensio ne della zona colpila e possibilmente l'enlil::ì de i d anni. 26 Le stesse ricognizioni sono disposte s u richiesta degli organi d ella Protezione Civile, a i q uali i risultati d ebbono comunque essere comunicati nel modo più rapido. Il Ministro de ll'Inte rno per esigen ze di carallere sanitario, può richiedere al Ministro de lla Difesa l'invio di formazioni sanitarie mobili (D.P.R. n.66, an.43). Questo coinvolgime nto, dell'Amministrazione della Difesa e delle Forze Armate nel servizio di Protezione Civile a livello sia organizzativo che operativo, è confermato dalla legge n.382 del 1978 (Norme di principio s ulla disciplina militare) che, all'art. 1, chiama le Forze Armate a "concorre re al bene de lla collettivit::ì nazionale nei casi di pubbliche calamit::ì". Giova poi ricordare 1a legge sul servizio nazio nale della Protezione Civile, approvata il 31 luglio 1990 dal Parlame nto . In questo provvedimento si precisa, tra l'a ltro, che le Forze Armate rientrano tra le ·'strutture operative nazio nali del servizio nazio nale delL1 Protezione Civile " (a tt. 15). "· 11 Ut:c n.:lo Legge,: dd 2 :-; u1ag.~iu 2008, 11.~)0, sancisce: ··1\1i~urc ~lr~1ordi11:1ri1.._· per f'rn111cggi;1n.: l't:111crgcn701 nel sctlorc dello srnan1clla1rn:n10 dc r nth111 nella regione Camp:1 111:1 , . 111!,·non d1spos1z 10111
d i Protezione Ch·ile". Convertilo in Legge del 14 luglio 2008, n.125.
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Il problema interpretativo di fondo, non del tullo risolto dalle no rme vigenti e lascialo aperto anche dal progetto di riforma , è qu ello dell'esatto e minuzioso ruolo istitu7.io na le dell 'Amministrazione della Difesa e delle Forze Armate rispclto alla fun7.ion e di Protezione Civile. Si tratta in particolare di c hiarire se il cont ri buto dell 'Amministrazion e de lla Difesa a l servi7.io di Protezione Civ ile sia occasionale , ovvero ha n atura d i compito istituzionale; oppure se que sto eventuale compilo is titu:lionalc è circoscritto a lla fa se del soccorso immediato, ch e si traduce in un contributo permanente e continu o al servizio di Protezione Civile. Sul primo punto , un 'indicazione è giunta dal citato alt. 1 della legge n.382 del 1978. Con esso, la concezion e meramente occasionale ed eventuale dell 'azione delle Forze Armate, in rcla7.ione a calamità o catastrofi, sembra sen z'a ltro superata , a vantaggio cli una chia ra individuazio ne come compito istituzionale, aggiunti vo rispetto a que ll o tradizio na le di dife sa militare della Patria. La concezione del concorso occasio na le appare del tutto inack:gua ta sul piano organizzati vo e funzionale. Proprio ne lla prima fase cli un'cme rgen7.a (quella del soccorso immediato) sono essen7.ia lme nte e istituzionalmente le Forze Annate, con il loro apparato a1runjnislrativo, logistico e strumentale fortemente autonomo ed integrato, a po ter assicurare interventi adeguati alle difficoltà delle comrn1ica7.ion i, della racco lta di dati e d informazioni, del traspo rto, dei se1v i7.i d 'assistenza e e.l'emergenza sanita ria. Dunque , il contributo dcll'A1rnninistra7.io ne della Difesa, in presen7.a di eventi calamitosi o c atastrofici, n on può essere lasciato a decisio ni discrezionali oc.I occasionali , ma giustamente d eve essere sancito come attribuzio ne propria e stabile. Per quanto istituzionalizzato, questo ruolo dell'Amministrazione della Difesa e delle Forze Armate ha tu tta via natura di concorso, integrando e affiancando, ma no n sostitue ndo, le attività cd i compiti di a ltri o rgani ed Amministra7.io ni. Qui s i po ne l'esigenza di un chiarime nto normativo, in quanto il concorso istituziona le d e ll'Amministrazione della Difesa all a fun zio ne di Protezione Civile può essere inteso, comunque limitato a lla sola fase del1\:mcrgen za e del primo soccorso. Sussiste infalli il rischio di appiattire , nei fatti se non d i d iritto , l'Amministrazione de lla Difesa in una log ica di "concorso istitu7.ionale occasionale ", mediante az ioni ccl interventi mirati solo in runzionc di improvvise ed eccezio nali ne cessità. L'alte rnativa invece, è di inte ndere q uesto concorso come coinvolgime nto stabile in un'organizzazione plurisoggelliva complessa, qualificabile alla streg ua d i una categoria giuridica di recente formula zio ne come "arnministrazionc nazionale ".27 "" I.. Torc hia , Le t.unminist,nz ioni naz iona li, 1';1clov:i , Cccl,1111 , 1988.
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Tn questa prospettiva, il contributo istituzionale ddl'Anuninistrazione della Oifesa e della dirigenza milita re a lla funzione di Protezione Civi le non sarebbe limitato ad interventi operativi nella fase del soccorso immediato, ma valo1izzato come concorso anche preventivo nell'elaborazione di programmi per le emergen ze. Da ciò scaturirebbe ne l tempo una stabile pa1tecipazione dell 'Amministrazione della Difesa agli Organismi inlerarruninistralivi di vario livello del servizio <.li Protc;,:ione Civile, nonché l'eventuale creazione di stmtture ad hoc presso l'Anuninistrazione de lla Difesa. Si apre così, un nuovo versante per la professione del dirigente militare, connotato dalla pa tticolare conoscenza dei problemi organizzativi e tecnici della Protezione Civile, e, più in gene rale, di tutte le situazioni di e mergenza civile. Né si deve ritenere ch e questo versante sia concettual mente estraneo alla professione militare, posto che le specifiche conoscenze applicabili in tempo di pace ai problemi della Protezione Civile, troverebbero naturale applicazione anche ad e m e rgenze civili in tempo di g uerra , o a fronte di pericolo bellico. È bene precisa re che una s imile impostazione no n è esclusa dalla normativa vigente che anzi, in alcune disposizioni, sembra conte nerne i germi (per esempio , agli artt. 2 e 3 d e lla legge n.996 <lei 1970 e agli artt. da 3 a 7 del D.P.R. n.66 del 1981). Una tendenza rafforzata da molle norme legis lative tra cui il D.P.C.M del 2 marzo 2002, che sancisce la p resenza nel Comitato operativo della Protezione Civile, di un rappresentante del le Forze Armate e la legge del 21 novembre 2000 n. 353 (art. 7), che inserisce tra le risorse per combattere gli incendi boschivi anche i mezzi e i material i d e ll e Forze Armate. Tullavia , nel momento in cui il legislato re si trova ad approvare una nuova normativa organica sul servizio di Protezione Civile, l'esigenza di una d efinitiva precisazione in mate ria si la ineludibile, per sgomberare il campo da ambiguità ed ince1tezze.
7 . Ruolo dell'Amministrazione della Difesa nella salvaguardia delle istituzioni e della sicurezza pubblica Doveroso un cenno ai pa1ticolari compili d ell'Arma dei Carabinieri e della G uardia di Finanza. Accanto alla difesa dell a Patria e al concorso ne i casi di pubbliche ca lamità, l'art. 1 della legge n.382 del 1978 chiama le Forze Armate a "conco rrere alla s alvaguardia delle libere istituzioni". A questa funzione si collegano i compiti tradizionalmente attribuili all 'Arma dei Carabinieri nei settori dell a sicurezza e d e ll'ordine pubblico . I Carabinie ri prima dell'anno due mila sono integrati nell 'Esercito; oggi, distaccatisi, caratte rizzano la quarta Fo rza A.rnìaw. Nell ' Esercito ha nno
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costituito la prima Arma , concorrendo con le altre truppe, in caso di guerra, alle operazioni militari (R. D. n.1802 del 1919, art. 1, comma 1; R.D. n .1169 del 1934, att. 1).w Essi dunque, a ppa rte ngono alle Fo rze Armate e dipendono, dal punto di vista organico, d al Ministero della Difesa, avend o tra i compiti d 'istituto anche q ue lli tipicamente militari, sia di difesa militare c he cli polizia militare. Compito istituzionale prima rio d e ll 'Arma è Lullavia la tutela de lla sicurezza e d e ll'ordine pubblico ( R. D . n.1802 del 19 19, arl. 2; R.D. n .1169 del 1934, a rt. 2) . Ciò fa d ei Cara binie ri il principale Corpo di sicurezza d ello Stato, ins ie me a lla Poli zia di Stato, come confermalo dall'art. 16 d e lla legge n .121 del 1981 (sul nuovo o rdina mento dell'Amministrazio ne d e lla Pubblica Sicurezza). Ciò spiega p erché l'Arma dei Carabinieri, acca n to alla d ipendenza organica d al Ministero della Difesa , dipenda anche, per l'impiego, d al Ministero dell'Interno (R.D . n.1802 del 1919, art. 1, comn-ii 2 e 3; legge n. 368 del 19/iO, art. 8; legge n.12 1 d el 1981, artt. 1 e 18). Infine , l'Arma d e i Carabinieri svolge compili di Polizia Giudiziaria, a lle dirette dipe nde nze della Magistrat ura . Alle For7.e Armate fanno pa rte, dal punto di vista operativo, anche iJ Corpo dcJla Cuar<lia <li Fina n za (legge n.189 d e l 1959, art. 1) e il Corpo d egli Age nti cli Custodia ( D.L. n .508 del 1945) entrambi organizzati militarme nte (m a la smilitari7.7.a7.ione del Corpo d egli Agenti cli Custodia è oggetto di un provvedime nto approvalo dalla Camera de i Deputali). Q uesta a pparte ncn7.a s i traduce peraltro, in un 'effettiva d ipe nde n za dal Ministero della Difesa so lo in te mpo di g ue rra. In tempo di pace la Guardia cli Finan7.a dipe nde organicam e nte dal Minis tero d elle Finanze e g li Agenti di Custodia dal Ministero della Giustizia. Sul pia no delle fun 1/.ion i s ussis te invece una situazio ne cli corre la zione. Infatti, la C·u a rdia cli Fina n za dipend e dal Ministe ro delle Finan ze p e r i compiti istituzionali di Po lizia Finanziaria ( tributa ria) e dal Ministe ro dell' Interno p er i compili che pu re le sono attribuiti di co ncorso ne l ma ntenimento dell 'o rdine e della sicurezza pubblica (legge n.1 21 d el 1981 artt. 1, 16 e 18). Parziale, pur se alle nuala dipe nde nza fun zionale dal Ministero dell'Interno, s ussis te anche pe r Age nti cli Custodia e Corpo Foresta le dello Stato, in quanto qualificati a nch 'essi come 11or7.e di Polizia dall'art. 16 della legge n.121 del 1981 e, pe rciò , chia mati a concorrere all 'espletamento cli servi zi di o rdine e sicurezza pubblica. Occorre infine ricordare com e , in sin1azioni ecce7.io nali di necessità, possano essere impiegali, in compiti di tutela dell 'o rdine e de lla sicurC'.I.Za p ubb lica, non solo l'Arma dei Carabinie ri e i Corpi cli Po li7.ia sin qui men:t.io nati, ma anche altre Forze Armate. La relativa inizia tiva è di compe te n za del -" Decreto l.cgislarivo del 5 o no hrc 2000, n.297, recante "Nonnc in 111<1l cria di riordino dell"Arma de i C;-1rabinieri , a nonna de ll 'art. I dclla legge j l marzo 2000, n.78" .
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prefetto, cx art. 19 del R.D. n.383 del 1931 (Testo Unico delle leggi comunali e provinciali). Le procedure e modalità per I 'impiego del person ale in servizio cli pubblica sicurezza sono tuttora disciplinate dal mai abrogato n é aggiornato R.D. 5 gennaio 1899 (pubblicato s ul Bollettino uHìciale del Ministero de ll'Inte rno del 1899, pag.236). Vi s i precisa , tra l'altro, che l'impiego de l pe rsonale in servizio di pubblica s icurezza avviene su richiesta de ll'auto rità cli pubblica sic urezza, trasmessa al Ministero della Guerra (oggi, ovviamente , Ministero della Difesa) dal Ministero dell'Interno. Comunq ue, il personale rimane alle di.rette di.pendenze degli ufficiali militari..
Considerazioni conclusive L'indagine s in qui svolta ha cercato di ana lizzare l'aspetto de lle funzio ni del Ministero de lla Difesa e quindi delle Forze Armate. Fe rmo restand o c he il compito principale sancito dall'att.52 d e lla Costituzio ne è qu e llo di difesa della Patria, nel corso degli a nni si è assistito a lla n ascita di funz ioni p aralle le d i ti po "civile", quali la tutel a de ll'ordine pubblico e la funz ione di protezione civile. Il fine che d ovrebbe perseguire il Governo, e di con certo il Dicastero, è que llo di mante nere le Forze Armate nel molo opera nte di e fficace "macch ina" a disposizio ne de llo Stato, p e r vigilare sui propri inte ressi vitali , per tutelare la propria integrità e la propria sovranità , e partecipare, con pari dignità , al fianco di alleati, negli sforzi volti al mantenimento o al ripristino d elle condiz io ni di pace . Appare quanto mai opportuno ridefinire le condizio ni gene rali per la vita e il funzionamento delle Istituzioni militari ; cioè, una più esatta e condivisa interpretazio ne e delimitazione normativa de l ruo lo , dei compiti e de ll'organizzazione militare, nonché delle risorse (umane, materia li, infrastrutturali , finanzia1ie e giuridiche) indispensabili pe r una co1Tetta, e programmata rispondenza ai fini. È indispensabile ino ltre, ride finire e ve1ificare da p a1te d e l Parlame nto e del Governo, le no rme specifiche re lative agli impegni d a affrontare; (Juei compiti da affida re a lle Forze Armate ne ll'ambito de lle a lleanze che si fo rmano sulla base di interessi da tutelare cd a sq,111ito di inviti dell'ONTJ, per interventi di d ifesa d e lla pace o ppure di caratte re umanitario . Nessuno può disconoscere l'esigenza e l'attualità de lla de finizio ne normativa sulle carriere e sul trattamento economico e previdcn7.iale del personale, adeguata con i precedenti compiti e con la consegue nte organ izz:1zio ne. Elementi questi indispensabili per incentivare un b uon rcclut amcnt(). Il quadro dei provvedimenti da adottare n on sarebbe compie!() se no n fr1eessimo leva s u un nuovo clima c ulturale, da incoraggiare e pron1uovcrc , in grado cli con sentire alla colle ttività di pe rcepire l'utilit<ì sociale e la priorità della po litic.a di sicurezza e di difesa e, quindi , de lle esigcn'.I.L' 1'11111.io na-
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li dello strumento militare indispensabile per perseguirla. Raggiungil>ile ovviamente, solo attraverso una maggiore presenza de lle Forze Armale nei teatri operatjyi, oltsc che sul territrni o nazionale; così da farle giunge re ad una piena valorizzazio ne e considerazio ne da parte d e lla colleuività. Il pensiero doverosamente va all 'altuale piano di impiego dei mililari nd controllo del territorio, adoltalo dal Ministro d ell'Interno Maroni con il "concerto" della Difesa. È un 'inizialiva positiva, un imporlanle segnale di attenzione nei riguardi delle Forze Armale e che, per di più , sta riscuolendo l'unanime apprezzamenlo dalla popolazione. Impo ttante pe re\ secondo me, che non riman ga ancorata ad una me ra fase transitoria, qua le va no ricordo dopo le pur numerose polemiche che h a suscitato. È su qu esto tema del rilancio culturale che si va ad inserire il rila ncio della professione militare, rilancio basato sul recup ero dei valori eticomorali d e lla cond izione m ilitare. I requisiti del servizio, senza limiti di tempo e d i luogo, sono sempre in-inunciabili, in quanto condizio nano la prontezza operativa e la poss ibi lità di impiegare le unità senza preavviso e con poco te mpo a disposizione. Tn definiti va, va rimodellato lo stile cli vita, s ia delle Istituzioni mil ita ri , sia del rnilitare. Tullo questo deve avvenire con il consenso d ella colle tt.ivilà e con l'avallo formale deg li Organi a ciò deputati.
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MANUELA FABBH.l
UN PARACADUTISTA: LUIGI FABBRI Luigi Fabbri n acque il 5 gennaio 1910 a Bergamo da una famigli a che lui stesso d efinì u mile, composta da padre , madre, due fratelli e una sorella . Il padre - Giusepp e - nato nelle Marche, era capo musica del 73° Fanteria Lo mba rdia. Luigi crebbe a Pola, dopo la guerra e po i a Brà. La sua fu un'infanzia di studio e lavoro, marcata dalla dura disciplina a cu i lo sottoponeva il pa dre. 11uon studente all'istituto tecnico, appassionatissim o cli sport, ebbe come insegnante cli educa zione fisica il p rofessor 1/.u cca, a ll'e poca cam pio ne dei 100 metri piani . Nel 1926 venne la svolta d ella sua vita: me ntre suo fratello Ald o entrava a Modena , il padre finalmente accondiscese a fargli fre<..juentare il corso Allievi Uffic iali di Compleme nto e resta re p oi, rinu nciando al grado, in servizio p ermane nte come sottufficiale. Questo g li avre bbe consentito, dopo due anni dalla nomina , di con correre per i cors i specia li dell'Accade mia d 'Artiglieria per passare ufficiale in S.P.E. Così , il 1° noveml>re del 1927 Luigi Fabbri cominciò la s ua vita militare, soldato volontario - allievo sottufficiale a l 1 (i 0 A,tiglieria da Campagna, a (-;orizia, vivendo dei 40 centesimi a l gio rno del soldo e di quanto gli passava l' Esercito . ' Rimasto o rfano di e ntrambi i genito ri no n avendo ancora compiuti i 18 a nni , con un frate llo in Accade mia e una sorella a Pola a fare la maestra, Luigi Fabbri fu promosso caporale ne l febbra io del 1928, trasferito al 6° Artiglieria da campagna in aprile, il 1° maggio fu promosso caporalmaggiore e sergente il 1° settembre, p assano sergente maggiore il 1° novemb re d el 1930. tre aru1i dopo, il 14 ottobre del 1933 fu ammesso al corso speciale bie nnale sottufficiali allievi d 'a,tiglieria che, secondo quanto d isposto dalle norme sul re clutame nto degli ufficia li , g li avrebbe consentito l'accesso ai cors i dell'Accademia di Torino. Il ris ultato non fu brillanrissimo: si qualificò 19° su 25 con una m edia finale.: di 13,67 ventesi mi , ottenendo il risultato migliore - 17,50 - in "Mezzi tecnici" e il peggiore - 8,2S - in matematica , accertame nto ch e passò solo alla seconda sessio ne nell'au tunno d e l 1935. ' Il 24 ottobre del 1935 fu a nnotata la s ua n o mina a sottotene nre in Servizio Permanente Effettivo con an zianità assoluta al 1° o ttobre ·1935, ' I.e rl~lC" del se1v izio cli Luigi Fab bri sono desunte dal Il Origin~lc- del suo Fogli" 111:ilricobn:, le noti zie aggiuntive da alcuni ri cordi d.a11ilo.o-;<Ti l H da h1i preparati e che sar.1nn o pui t:ita 1i in
'" l(irnrcli" .
nut, 1 l <n11c
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con riserva d 'anzian ità relativa e destinazione da llo stesso 1° ollobre alla Scuola d 'Appli cazio ne d'Attiglieria e Genio per il corso tecnico-professionale. Sportivo di notevole livello, Fabbri intanto si era affermalo come uno dei migliori atleti militari italiani. Avrebbe poi ricorda to: "Prima di lasciate la farniglia per la vita militare eru un atleta giovane e completo ... . (;il.mto al Corso Militare di Reggio Emilia per l!/fìciali, lascio immaginare quale orgoglio avessero per le mie conquiste sportive i miei superiori, a cominciare dal colonnello Tissi - cap.ni Ferraioli- Rosati - o Generale Garibaldi, che incontrai poi all'Accademia di Modena. Voglio solo ricordare ancora la passione per il cavallo, le gare e concorsi a cavallo che ogni anno si .facevano - con avversari di altri re,ggimenli - appartenenti al Corpo d'Armata. Da Gorizia .fu.i mandato per 4 mesi ai corsi di alta equitazione alla scuola di Pinerolo, dove uscìi con il solito "ottimo " e come istruttore di equitaz ione. In seguito .feci tre mesi di alta scuola di equitazione a '/'or di Quinto (Roma) dove lasciai l'amiciz ia del Capitano Conjorti e del Magp,iore D 'lnzeo (padre degli olimpionici, l!ffìciali di Cavalleria, 'J 'e nenti Viero e Raimondo d 'Jnzeo). 2 i n seguilo dal 17° di Novara.fui inviato atta Scuola di 11lpinismo di Aosta. Dopo 2 anni di corsi di 3 mesi ciascuno, .fià l'unico uJ}ìciale non del corpo degli alpini, che ottenne la class(/ìca di istruttore scelto di sci. 1 miei maestri.fì.-trono il Ten. De.gli Alpini {J<;miani di Pola, al quale mi legava amicizia per essere anche lui di Pola - e il capitano Silvestri direttore dei corsi olimipionici. Alla pruva .fìnale (si scendeva dal <7ran San Uernardo, Val d'Aosta, per .:; Km - da quota 2900-.fìno all'entrata del paese, ossia jìno alla pianura) ricordo che il mio maestro mi disse di non superarlo in tutto il percorso altrimenti non mi avrehhe classijìcato. Arrivai circa due minuti prima di lui. Ugualmente mi elogiò e mi classijl.cò maestro di sci di Co1po d'Armata, che ogni anno preparava corsi sciatori. Dello .\port invernale ricordo anche la specialità "bob" nella quale assieme al Ten. Lolli (pesava 90 e più, Kg) vincernmo due Littoriali. Anche ai Littoriali di nuoto ai quali partecipavo mi classificai più volte. Vinsi due volte il titolo di J:ittore, del salto dal trampolino di 3 metri. Arrivai secondo dalla piattajòrma di 5 e 10 metri. Fui riserva nel pentatlon della squadra italiana alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. Lascio immaginare come mi ricevevano quando ritornavo da Cortina d 'Ampezz o all'Accademia, il Gen. Garibaldi e il Col. Marini ... . • Solo Piero era di Cavalleria, R:1imondo c r:1 uffic i~lc dei C:1rabinicri.
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Non mi dilungo sui premi ·m ilitari vinti ogni anno, in gare di scherma - .fioreUo, spada, sciahnla ( che era il mio .forte) e di tiro cnn fi,tcile e pistola . .H le gare di salto a cavalln e di resistenz a? Nella Torino-Milann in due gare giunsi 1° e 3 ° Nella terza gara mi morì il cavallo negli ultimi Km - cnn il cuore scoppialo. La µ,ara si correva ngni anno - ed era di 90 Km, logicamente su percorsi d[[(erenti. Fui campione militare italiano - due vulte di pentatlon e una volta di decatlon." 11 Il 17 maggio del 19:57 fu destinato al 17° Reggimento Artiglieria d a Ca mpagna. Il s uo stipe ndio a nnuo, ch e era stato di 10.000 lire all'atto d ella n omina, amn1ontava a 10.500 dal 16 o tto bre 1935; in un periodo in c ui furoreggiava la nota can zonetla. "Se potessi avere/ mille lire al mese", Fabbri, come tutti i sottotenenti del Regio Esercito, ne percepiva 875. Trasferito il 13 febbraio del 1938 al 18° Artiglieria , d ue mesi d o po , 1'11 aprile, ebbe la nomina a Tenente, con anzianiù assoluta al 1° otlobre 1937 e lo stipend io aumentalo a 12.200 lire a ll'a nno: 1.016 e sessanta centesimi al mese. Conte mporaneame nte i Servizi segreti avevano messo gli occhi s u di lu i ed avevano cominciato ad a vvalersene. Po i, improvvisamente, Fabbri fu "Di.\j)ensatn dal S.FH. dal 1°.9.19.38 ed iscrittn cnl proprio grado e la sua anz ianità (J/ 1()/1937) nel ruolo dltl!,li uffìciali di complemento dell'a rma stessa" 111 e fu assunto in forza dal Dis tretto Militare di Torino. 11 motivo non è n o to , né lui lasciò scritto nulla e solo un vago accenno ad un diverbio con la proprieta ria di un negozio di Torino, gonfiatos i tanto da obbligarlo a rivolgers i a un legale pcrrne ue qualche ipotesi, ma nulla di più . Anche la cooperazione col S.l.M. q uasi sicuramente s i interruppe e gli fu interdetto il soggio rno a Roma. i v Restò civi le fi no allo scoppio de lla Seconda Gu cm1 Mondiale , qua ndo fu ric hiamato e, il 20 d icembre 1940, destinato al 28° Raggruppamento A1tig lie ria d i Corpo d 'Armata. Vi sare bbe rimasto fino al 1° marzo 1941, g iorno in cu i sarebbe passalo n ei paracadutisti. T pa racadutis ti in Italia, come ne l resto del mondo, erano un Corpo recente. I pruni del Regio Esercito e ra no stati nel 1938 i paracadutisti libic i, nati p er ini7.iativa cli Italo Balbo, inquadrati da ufficiali nazionali, i ciua li avevano e ffe ttuato i primi lanci in Libia , a Castclbenito senza equipagg iamento specifico; addirillura con le mo llettie re e i sa ndali. Fra il 1938 cd il 1940 le esperienze erano proseguite ed e rano stati :1clo pe rati tre tipi diversi di paracadute, cominc iand o ad ada uare l'equipaggia me nto a lle s pecifiche del Corpo. Ne lla primavera de l 1939 e ra stat.1 istit11ira a 'l'a rquinia la Scuola di Paracadutismo , costi tuita ufficialme ntl'. il IS o ttobre 1939, inizialmente sotto il controllo della Regia Aeronauf"ica , poi p,1s sata a l Kegio Esercito.
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e l giugno 1940 esistevano un Reggimento .Fanti dell 'Ari a e un Battaglio n e Nazionale Paracadutis ti, il 1° aprile 191 1 venne costituito ufficialmente il Reggimento Paracadutisti e, il 30 de llo stesso mese p artecipò alla presa delle isole Jonie: una s ua aliquota - T2 uo mini d el 11 Battaglione - si lanciò sulla piana di Argos to li, ne ll'isola di Cefalo nia , disarmando il presidio locale, composto da alcune centinaia di gendarmi greci, mentre l'indomani du e nuclei occupa vano Zante e Itaca preven endovi i Tedeschi . Il 1° sette mbre 1941, con la formazione del 2" Reggim ento Paracadutisti, nasceva la Divis ione Paracadutisti, con un I Gruppo A1tiglieria ottenuto raggru p pando tutti gli artiglieri. Il 15 genna io 1942 nasceva il II Gruppo Attiglie ria e il 10 marzo, con la formazione del III, veni va istituito pure il Reggimento di Artig lie ria per Di vis ione Paracadutisti . 3 Alla sp ecia lità accedevano solo i volontari e, com e o sservava un cappella no milita re: "Si tratta di un Corpo nuovissimo, le esi!!,enz e e l'addestramento del quale Jànno presupporre e devono maturare una psiwlogia speciale. Manca ancora una letteratura e una pratica le quali esprimano questa reale psicologia; bisogna lavorare d 'intuiz ione." v Di conseguenza era necessario v iverla e, per viverla , b isognava essere convinti e poi prendersi il brevetto di paracadutis ta . C:ome visse Luig i Fabbri questa parte de lla s ua vita? Lo sa ppiamo da lui stesso, dalle parole che scrisse a lla sua fidanzata e ch e costituiscono una testimo nian za viva e a ncora vibrante nonostante gli anni. Si cominc ia da lo ntano, dall a prima destinazion e di g uerra e d a l d eside rio d i ca mbia re pe r essere più atti vo, espresso alla fidanzata: "Bagheria 78-
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.... Forse ti darò una delusione - io .\pero in hrevissimo tempo di partire per la linea di fuoco - lasciando qui tutti. Non posso vivere inattivo anche se qui il nostro compito è importantissimo - io non mi sento di rinunciarci quando penso che posso adoperarmi di più. I lo ancora nell'orecchio e nello sguardo le visioni - l'urlo lacerante dei proiettili rossi e debbo conibattere per questa causa così grande - ho detto anche a costo della mia vita. - Gioconda cara sono nervosissimo - pieno di una volontà che mi toglie ogni tranquillità .. ." A Uagh eria c'e ra p ochissimo da fare dal punto cli vista d i un combattente - "Non chiamo più z ona di guerra questa che è un paradiso in con.franto alla vera z ona di guerra" scriverà seccato in g iug no . L'atmosfe ra e ra q uasi quella d i pace: "Sono un p o· stanco - ho molto molto da fàre ed anche nel g ruppo il peso maggiore di molte attività è mio. Purtroppo le .md' Nd complesso, do p o aver i nlerroLLo la formazione della Divisi one Paracadutisti Cid om :. i P:1racach 11isti :1vrchhcro formalo due d iv isioni - Folgore e Ne111bo - del lkgio Esercito, i l{eparti ADJ{A - Arditi D istrutto ri Regb Aen.m~1ulic:1 -
Regia Marin,1.
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di.y-azioni sono molto relative e tu sai quale invidia ed ostilità io prol}ochi da parte dei miei colleghi. Non mi preuccupo però. Faccio il mio dovere e se anche questo provoca la sveglia a chi dorme non me ne importa. " vi Qualche mission e come portaordini venne a rompere la monoton ia del presidio costiero "Parto mio amore - ma solo se iddio vuole per qualche giorno - Un seruizio per il Ministero nel ramo che tu sai. Debbo portare nitre mare dncumenti verbali = Partirò in aereo domani o dopo - e sarò di ritorno in quattro o cinque giorni. Mi hanno ripescato, speriamo che sia un singolo incarico e non più perché non ci tengo. Voglio combattere, ma non così" vu "8/6/91 1 ... Alle 17 prenderò l'aereo - ti pensercì.fìno a che il rombo del motore non lacererà l'aria - poi sarò tutto per la mia missione di guerra. - Sono momenti passati che ritornano - momenti nei quali il dovere verso la Patria supera ogni debolezza- anche morale. - Bisogna esserefreddi calcolatori - calmi - sereni - prudentemente audaci . ... - " viu "Suno due ore che ho ammarato e dieci minuti che ho.fìnito la mia relaz ione di servizio" '' "Ho avuto un nuovo ordine di partire. Ancora perù non so la lezione che dovrò imparare. 'f'emo ormai di dover rinunciare alla mia speranza di licenza. Pazienza questo è il dovere. Quando riceverai questa mia io forse surù già partito." x Si stavano reclutando le unità Paracad utisti, si cercavano i volontari in Lutti i Corpi e in tutte le Anni. l•abhri risp ose, partì per Tarquinia e (il 1° marzo 1941?) f'u preso in fòri'.a d alla Scuola Paracadutisti: " Tarquinia - tra il mare e il monte circondato da mura etrusche. Le cose troppo belle non sono sempre terreru!' scrisse, e, parla ndo della Scuo la, avre bbe aggiunto: "Ore 20/30 1617 ..... Quello che poi manca completamente sono le comodità personali - Si mangia malissimo e con quel po ·po' di mooimento che si fa è un guaio. - Di cento e cinquanta che eravamo siamo già ridotti un 'ottantina appena - dai quali ne ven-à scartata un 'altra trentina. - lo tengo duro - i miei istrullori sono contenti e sono quotato. - Se non subentreranno incidenti prima del lancio - per la.fine del mese aurò fatto e Jìnito il corso. (Il primo lancio del quale ti ho parlato è stato da una torre apposita di 90 metrO. li prossimo sarei dall'apparecchio. - lo alla sera alle otto sono già in camera. - Tarq11i11io dista 9 Km da qui e non ho nessunissima voglia di arrivarci. -"
" Tarquinia 24 - 7 <7ioconda amore amore mio Martedì avrù il lancio - sarù il primo fra i 60 superstiti ri11n1sti a /a11 -
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ciarmi. -Anche qui sunu risultato il migliore. - Ciò mifa e deve.farti cuntenta.-... " "'J'arquinia 8/8/941 Giocunda, eccumi duµu il primo lancio. - Che dirti? .H' qualcosa di truppu superiore quellu che si compie e non si p ossono d(finire le impressiuni. Sunu ancura dopo cinque ore sotto I "impressione dovuta al cumplesso di mumenti che ci sono imposti. Ma sono contento mi sento migliore e ne sono urp,uglioso. Certamente non è di tutti anz i di pochi essere in condizioni d i fare quantu ho fatto. Tu ne sarai orgogliosa a suo tempo - dopo la mia prima azione di guerra." Il 20 agosto fu annotata la s ua presa in forza dalla Compagnia Mortai da 81 per Div is ione Paracadutisti, anche se in realtà già vi s i trovava; ed eccolo fina lmente parà, ma cosa è un paracad utista e cosa fa?: "Il paracadutista compie il suo atto coraggiosu in piena coscien:za e volontà. I. 'atto suo è altamente eroico perché è meditatu e compiuto a mente.fredda. Si diventa paracadutista attrauerso una sc:uola dura in cui si rasentanu i termini della vita e della morte e si impara a misurare se stesso con il nietru di un sovrumano coraggio. Ogni volta che ti lanci nel vuoto senti cadere c:un te tutto i/passato e non esiste più nulla. - Mu poi - <.JUUsi impruvvisamente insurgi alla vita con altre energie - altro temperamento, il temperamento delfiHte. Napoleone non andava a letto con gli speroni ma con i galloni di maresciallo dell'irnpero. Hasti pensare all'uumu c:he .............. ogni senso d'istinto, pimnha dall'alto in terra nemica - c:on l'ausilio di un drappo di tela. - per convincersi che quell'uomo è un erue.. .1 'e bbrezza del lancio- la vertigine del vuoto - il frastuono della murte - Il paracadutista. non è soltanto un ginnasta ed un tecnicu - ma è essenzialmente un idealista. Se non sei un idealisht, se non hai .fattu una .fè>rmaz ione ...... . ......... . adatta - non ti lancerai mai - come nun si lancerehhe nessun paracadutista preso così all'irnprovviso senza c:he eg,li ahhia avuto il tempo di uniforma-rsi al dijjìcile compitu. !{eco perché uomini temprati e arditi lottano .... .... .... .. contro l'istinto - ma non ricavano quella .furza necessaria per superare e gettarlo con sé Jiwri dall'apparecchio. "13/8/911/ 2230 Gioconda dolcezza e turm.ento mio Sono qui - ho presu cuntatto con i miei n uovi soldati. - Nuovo entusiasmo mi anima. - Avrò tanto dajàre- majormerò un reparto c:he se verrà impie1:;utu.farù parlare di sé. ll luvuru è nuovo - in senso interessante e mi
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ci butterò anima e corpo. Ho in me un nuouo inunenso entusiasmo creato e voluto da le . .... Alla fidanzata scrisse: "Oeui sapere amore mio che tra qualche giurnu partiremo per Tarquinia ove dovremo completare i lanci con i nostri su/dati. Logicamente come minimo vi trascorreremo i mesi invernali se il tempo nun ci aiuta. Quindi nun posso importi d 'ahitare con me in un paesacciu senza la minima possibilità di comodità com e '/ 'arquinia doue non ui sono neppure camere ( nui dormiamo al campo in baracche). . . Se il tempo ci aiuterà allora putremu eseguire in novembre i lanci prescritti e così avere la prohahilità di scapparcene per dicembre." xi Per "scapparcene " intendeva dire "sposars i". Fabbri, fidanza to dalla fine del 19/iO, lo desiderava da tempo; ma la gu erra e il servizio presentavano difficoltà insormo ntabi li o quasi. Paradossalmente lo aiutò la sua cattiva salute. Dopo un ricovero d i un giorno il 15 ottobre a Ta rq uinia , il 30 entrò all'Osped ale Militare d i Homa e ne uscì il 3 novembre con 90 giorni cli convalescenza: sarebbe rientrato a l corpo il 2 febbraio 1942, Lanto valeva approfittare della forzata sosta per convolare a nozze. Ne d ied e parte al capitano Passarnonti, coma r1da11te la u>1 11pag11ia, .; che g li rispose: "Caro Fabbri - Ho ricevuto il tuo espresso e ti ringrazio della premura. Ringrazio anche la tua fidanz ata delle gentili espressioni e della .fìducia riposta in me come salvatore. la tua pratica è partita ii mattino stesso vistala favureoulmente dal maggiore che pera ce l'ha ancora cun te perché non ti sei presentato prima di partire. Ora hasta la tua domanda che sarà certamente accolta il che sign(fìca che in gennaio avrai visite, vorrei consigliarti di fare le tue cose con calma ora che lo puoi. Pensa a rimetterli bene in salute ed a sposarti- simili occasioni non capitano sempre - io sono costretto a rimandare a chi sa quando e se tu ti sbrigassi le tue cose sarebbe anche più bello per me che non oorrei proji1tare troppo di te - credo quindi che anche se io lunedì o martedì andrò via, dato il periodo di istruz ione ali 'aeroporto, tu possa restare ancora qualche giorno e tornare la prossima settimana - io chiederò 1015 giorni salvo ritornare prima se ci saranno i lanci. Au~uri. f>assamontf' xn .Finanziariam e nte non stava ma lissimo. Fino a dicembre del 19/i 1 gu;idagnava 1.709 lire nette a l mese, totale della somma delle voci Sti pend i<> - 1.161 lire - Inden nità militare - 152 li re - Aggiunta di famiglia - 297 lire - e Assegno temporaneo d i guerra - 100 lire - meno una lira de tr:111:1 per il Circolo militare, il tutto pagato a l 27 di ogn i m ese dall'Arr11n inislr:11.ione ' Il capiLano Luigi PaS&11Bu111i cum,mclava la 185• cump;ign.i;i m o rtai di cui il 1,·1wnt,· F:il ,l ,ri .-r:i il v icecoman<lanle. Sopravvisse alla g uerra e nel .1 95/4 fu 1r;1 i fo ncbro ri della Sezio ne p:1r:1c:1d utislic:1 spo niva dc ll' Acrocluh d i Ccnova.
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del Deposito Misto per Divisione Paracadutisti. A gennaio coll'aumento da 152 a 275 lire dell 'indennità militare saliva a 1832, ma con alcuni fuori b usta come l'indennità di volo per 790 lire, metà del "soprassoldo operazioni" di 460 e i "viveri contanti " per 121 toccava le 3.192 lire, c he per l'epoca non sarebbero state poco. s Fece i .suoi conti, discusse a lungo per lettera con la fida nzata e, finalme nte , il 31 dicembre 1941 si sposarono a Salsomaggiore, dove lei risiedeva. Andarono in viaggio di nozze prima a Roma e poi a Torino, dove finirono sollo un bombardamento aereo, do po diché, come previsto, il 2 febbraio Fabbri tornò alla Compagnia, adesso facente p a1te del I Gruppo Artiglieria da 47/ 32, e non la trovò in grande ordine: sembrava non essere quanto d i meglio ci s i potesse aspettare. Era l'inverno l 941 -li2 e forse i volontari a un primo sguardo apparivano meno scelti di quanto ci si sarebbe immaginato; m a e ra verame nte così? O era semplicemente un'impressione d ovuta al materiale uma no ancora g rezzo ma da cu i ricavare ottimi .soldati? Scrisse: "FEBBRAIO, U JNFl)I 23: ......... . hatteria - Inizio: Se mi riduco a quest'ora a fare adunata... Accozzaglia di gente- rijìuli di reMirnento - Non voglio un reparto di preti anz i - gente spigliata - gente allegra. Ammetto anche dellu mancanz e - Ragazzate - rientri tardi - ma non cose che intaccano la disciplina ferrea del reparto." E due giorni dopo , a testimonianza di qrnmto non fosse facile addestrare quegli uo mini: "- alfi di indisciplina profonda - malanimo - verso capitano et u:fjìciali - maldicenza - giudicare i superiori- ecc. - Poca cura del corredo quindi in un domani stracciati - n ennardi Arcani - Musso Mancanz e graduati adunate Istruz ioni C:are - smontaggio e rnontaggio anni." '"' Poche parole, una s intesi che illumina un quadro: soklari ancora assai lontani dal livello di otto mesi dopo ad 1\1 Alamein; uniformi in d isordine, scarso o nullo assetto forma le , ind isciplin a, malanimo verso i superiori, rancore ... mancava l'amalgama , no n c 'era ancora; ci .sarebbe stato poi. Del resto non è questa la parte più dura e impegnariva, la miss io ne dell'ufficiale e de l souufficiale? Prendere un blocco informe di ge nte messa insieme per ca.so e cavarne un reparto affiarato, efficie nte e com batti vo? E .si proced e per gradi , e saminando, vagliando ed eliminando; a volte tacendo s u certe cose per vedere se da lla ganga non e merga poi l'oro, chi non l'ha faLLO?: "APRILE 2 C:TO VFl)I Ordine prelevare 2 m01tai. Ujjìciali a Tarquinia: Brera, Gentile. Goniometri. Elementi da mandar via: :tava A rz ani....... Ottohoni ... .... .. J1ono1'a ?? N.anz ani?? 1 Questo risulta dallo '·specd1iello degli assegni dov111i a l Tc nc n1c Fabbri Luigi", pres la111pa10 e complcw10 poi a mano s ul l'ronle delle bus te paga d ei mesi di d icrmbre 1911, gennaio , lebl.m1io e marzo 19/42, o ltre alle quali sono stale conservale nelle Carie Fahhri solo quelle dei mesi d i gennaio e fehhmio del 19/43, per le quali cfr. inrra . Sul relro d elle stesse sono annotati a mano gli impo ni d egli
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VENERDI 27 Gare di tiru - per squadra. - Esami Ho deciso di non.far sapere al Sig. Capitano quanto è successo." xiv A fine m ese la situazione è ancora poco allegra, per l'atteggiamento e per l'assetto: "Presentano male il reparto - non coperti - allogµ,iamento poco austero Si avvicina f'tf{ficiale- non si mettono sull'attenti ecc. Salutano male - non si alzano al passagg,io di u.n J,(fficiale - " xv Intanto o ltre a quello formale si pe nsava all'addestramento al combauimento; e anche qui di cose da migliorare ce n'erano. Lo ricaviamo, insieme a parecchie notizie su ll'addestramento dei Paracadutisti, da un promemoria non datato, ma che , essendo firmato dal primo comandante della Divisione, il generale Francesco Sapienza, risale ce1tamente all'autunno del 1941:
COMANDO DIVISIONE PARACAncn1s1·1 O G' G A" '/ " /' O: Addestramento (promemoria n °. 2)_
I O - Terreni di attacco: scartare quelli uniti, scoperti, verdi.
TI terreno coperto, rotto, a gradini, diminuisce l'efficacia del .fuoco Lanto per l'attacco quanto per la d[fèsa, ma chi se ne avvantaggia è l'attacco in quanto la d[/esa (che hasa essenzialmente la sua azione su/fuoco) dispone di un tiro poco qfficace, mentre l'attacco (<;e pure viene ad essere dijjìcoltato per azioni di comando, fuoco, ecc), riesce a portarsi sotto senza molte perdile e, avendo l'iniz iativa, arriva con la massa delle.forze dove vuol arrivare. 2° - 7,one coperte: raccomando ancora di sfruttare meglio le zone coperte: ho oisto dei gruppi attraversare tratti scop erti di prato verde, quando a pochi passi vi erano dei.fìlari d 'alheri. 3° - Attacco su {)ersante di {)a/le: a mezza costa, secondo l'asse della valle: è sempre hene che le truppe più in alto precedano (.<jasate) quelle più in basso e che l'attacco per l'alto, sia, di n orma, quello principale. A 'J'ol (Merano) reparti (non paracadutisti) operarono contro il Il! ha/taglione all'inverso e non .'fruttarono nemmeno la zona copmta (che era proprio verso l'alto). 4° - Zone di lancio: la loro ampiezza è in relaz ione all'entità del reparto, alla successione di lancio dei suoi elementi, alle formazioni aC'ree, alle formaz ioni che il nparto deve assumere per l'impiego, al tipo di t1ere() impiegalo. Un battaglione che debba lanciarsi con i reparti lc~r.!J~ffmente intervallati nel tempo, abbisogna di un buon chilome/r() rii /nv.fondità ( che può essere ridotto di poco se può ajjìancare 11el lrfJlcio due wmj}UJ!,nie). Zone su:fficientemente ampie sono pnferihi/i per assegnarle, a fette, alle diver:,e compagnie onde evitare co1(/i1si<me.
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5° - Sr.Jancio di aerorifurnitori: anche per questi il lancio non va eseµ,uito sempre dopo 4° o 7°-(0 uomo della squadra. Il criterio è di poter l:!ffettuare prontamente la ricerca dei mezz i, .far cadere questi possibilmente verso il centro della squadra o me11,lio presso il gruppo al quale l'aerorijòrnitore appartiene, in modo che il personale non debba, per ricercarlo e per armarsi, perdere tempo o passi. Ad esempio: se il senso della direzione di volo è dalla parte opposta all'ohiettitJO da raJ!,1!,iungere, conviene lanciare prima un aerorifornitore, poi un P,ruppo di uomini, successivamente l'altro rifornitore della squadra: in tal modo gli aero11fornitori cadono più vicino all'ohhiettivo. 6° - Apertura degli aerori[ornitori: se possibile farla al coperto, trascinando l'aerorffornitore stesso per breve tratto. 7° - Sbarramento di rotabili: non dimenticarsene mai appena ci si fermi. Quello anlican·o va organizzato in modo diverso seconda della sosta e dei mez.zi disponibili. i n addestramento lo si rappresenti con un sistema qucll,;iasi. 8 ° - Difesa controcarri: sempre in atto, specie quando si marci sulle rotabili o in terreni che permettano un impiego insidioso dei carri: fu ciloni sempre avanti - v(gilanza, segnalaz ioni. 9 ° - I Ji{esa di strette montane: di norma sulla stretta ( cioè né avanti né indietro) per normale scarsità di.for:ze e dimezzi. Sorvep,liare ifianchi più al larp,o possibile. 70° -Apertura del fuoco: am i nostri reparti, nella dijesa: la interdizione eseguita da lontano con le milrap,liatrici (logoramento), il tiro eseguito alla massima distanza efficace dei fucili mitraP,liatori (350-400 metri) ecc. non vanno bene. Occorre invece occultare perfettamente le posiz ioni ed aprire il ji,t0co sui [!,rossi, di s011)resa, alle minori distanz e (250-200 metri) sia perché il.fuoco è, allora, preciso ( cioè micidiale), sia perché l'a wersario non può far entrare in azione la propria art(v,lieria. fl poiché il nemico si.fa precedere da pattuglie od altri elementi di sicure.z:za, appunto per evitarne le insidie, occorre lasciar libero il transito a tali elementi, limitandosi a seP,nalarli ai reparti retrostanti a mezzo radio o altro segnale che non possa essere rilevato dall'avversario. 11° -Stratagemmi - insidie: la scarsità di mitraµ,liatrici, la scarsità di munizioni o la stessa scarsità di numero dei componenti i reparti paracadutisti, irnponµ,ono in alcuni casi di dare uno speciale carattere all'impiego dei reparti e in conseguenza all'addestramento. Ho già detto in altre occasioni che il paracadutista deve agire molto di astuz ia, escogitare piccoli stratagemmi e ho spec(/ìcato che ogni militare deve esser particolarmente ahituato a tale.forma di lotta. Ciò vale nell'attacco e nella difesa e preciso che la d(fesa, in particolar modo, deve esser condotta con carattere di "insidia".
Un
;,aracadutisla: Lui,~i
Fabbri
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12° -Postazioni armi nella di[esa.- almeno in patte, specie le mitragliatrici, sempre che possibile, siano defilate dietro alture u svo~IJano a zione .fiancheggiante (ciò è da ricercarsi anche con i cannoni da 47/32) in caso di doversi opporre a sbarchi avver-sari. In tale ipotesi è necessario battere lo ~pecchio d 'a cqua adiacente alla costa stessa.- nessun tiro navale riuscirà a individuare (e quindi a colpire) un 'arma collocata sui rovesci di un 'a ltura e che tiri perpendicolarmente (o quasi) alla direzione del tiro navale. 13° -Postazioni armi automatiche cannoni ecc.: di nonna ho visto scegliere prima le postazioni e poi, in base a queste, a.\:\·egnare il compito alle armi. Si deve fare il contrario: prima stabilire le zone u i punti da battere e poi in base a ciò scegliere le postazioni. 74° -Azioni notturne.- per i /Jaracadutisti sono previste (vedi Organizzazione e impiego tattico dei reparti paracadutisti) anche al di fuori degli atti di sabutagp,io, della discesa di propagandisti u di informatori. Sono state considerate recentemente anche in una rnanovra con i quadri e con buoni motivi: p erò debbono ritenersi assolutamente eccez ionali (~pecie se la visibilità non è molto buona) per le difjìcoltà di: precisare le zone di lancio, scendere proprio nelle condizioni volute, ritrovare !!,li aerorifornilori, riordinarsi in silenzio, assumere le .formazioni previste, orientarsi con precisirme sulla direzione di attacco, ecc. Ciò è tanto più vero se si pensa che il terreno d 'a zione è sempre poco (ofurse a..Oàtto) noto a l personale. 15° -Cogniz ioni {)articolari: insisto sulla necessità che le squadre siano esercitate ad agire isolatamente o di iniziativa. Occorre quindi, che specie i sottuj]ìciali o i µ,raduati (ma anche tutti i soldati) conoscano bene la carta topof!,rafica, sappiano condurre una piccola azione lattica, conoscano alla perfezione le modalità d 'az ione dell'assalto, di un piccolo colpo di manu, ecc. 16° - Verosimiglianza nell'addestramento.- ho l'impressione che l'addestram ento dei minori reparti sia condotto con troppo schematismo, metodicità. Si cura lo sbalzo (e va bene), ma a lungo andare questo annoia il soldato. A rniu parere, occorre variare un po ' più.. Ad esempio: considerare una casa di carnpagna come una ridottina e disporne l 'anacco e l'assalto; mettere in una certa posiz ione un carro di campagna considerandolo un carro armato fermo e assaltarlo; ecco. Insistere sull'iTnpieP,u delle bombe a manu.
JJ:
IL GENERA T,/i' I JJ BR/G'/J'l°/1 COMANDA N !'f-,; LA DJVJS/ON ! :' (Francesco Sapienz a)
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Manuela Fahhri
p. c. c. IL CAPO DI STATO MAGGIOl<F MAGGJORH IN S. 1)1 S.M. (Giovanni Verando)" xvi Tntanto era stato progressivamente ricevuto tutto l'equipaggiamento, s ia di re pa rto c he personale. Prelevati i goniometri e due mortai il 2 aprile, a fine mese comparvero nelle annotazio ni pure alcune dotazioni person ali: "cop erta da campo, scarpe, un tavolo per cojàno cancelleria, lucido scarpe, elmetti, tavole tiro mortaio", con accenn i a difficoltà organizzative: " = (1) Sostituire i cannocchiali con i ........ - = (2) adattare bombe a g .c . . e bombe fumogene - = (5) dobbiamo avere carrettini da trasporto con noi per armi e materiali. Plotoni da 2 anni invece che da tre. Modificare carrettini = ( 4) Non sostituire p,li U:O'iciali d 'artiglieria se non in parte - = (3 ) Mitragliatrici al reparto. armi automatiche!' e l'indomani, 1° maggio : "Situazione munizioni: Bombe g.a. 210. g.c. 759. Consulente tecnico per l'addestramento nell'ambito del Reg,g. - 4) Paline in ferro rientranti - Picozza e badile piccoli - Nuovo ordine: Plotone complemento deve servire per completare i 1 plotoni (Jrr) J materiali non possono prelevarseli loro?
Il vice comandante puù rimanere ( Consulente al Reg,gimento per la formaz ione del Plotone per il IV BIP,." xvu "MAGGIO 2 SABATO Importante Viterbo zona addestramento prelevamento materiali ecc. Sezioni ancora non a posto. Io potrei rimanere al Reg,v,_.to Squadra Comando di Compagnia che cosa ne fa ccianw - = Sospendere partenza plotoni mortai onde permettere suddivisione materiali - ". L'indomani , domenica, una sola annotazione: "Formare con Regg. in 3 plotoni di 2 armi." xvrn Poi il ritmo si fa man mano più serralo, incalzante: "U JNFDJ Chiedere moschettoni per aereo rifornitori Reggimento Indennità [f/Jiciali - Foglio Viaggio - Ritirare lenzuola bagno coperte casermaggio Buoni alloggio Serra note caratteristiche' x,x Mercole dì: dopo due giorn i passati in questioni rela tive alle dotazioni personali e alle prescrizioni sanitarie : "coperte da casermaggio 1 = 1 7. 21\ R I - 11
Un paracadutista: !,ui,t./i Fahhri
3= ". 1/\ 16 Lenz uola in bagno
fTT
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4/\
idem
Fusti benz ina gruppo artiglieria" xx e G io vedì 7 si ritirano le armi di ploton e: "Gentile 40 moschetti 30 pugnali 2 mortai 1 milra 1 binocolo 1 fischiello 1 bussola" '" Poi i,m nulla per due mesi. A luglio solo un'annota zio ne sbrigativa, il 1° : "La fretta distrugge la .forza delta vita" xxii e un'annotazione in c hi usura del mese: "NOTE
Rivisto C:ioconda a Brindisi partita ore 18.53"
xx111
lnfine i conti s ulla base del nuovo stipe nd io, integrato dalrindennit~t coloniale spellantegli per l'invio in Libia: "Stipendio coloniale 30 31 Stipendio 1830 1830 Soprassoldo Ofgi in/ero 953 985 Assegno speciale A.S. 1348 1393 integr. Viveri 150 150 Tndennità volo 794 791 Viveri contanti 210 217 n X}.1V 5285 5369 Si pa ,te.
Africa Settentrionale
"li 2 1 gennaio 1942 le truppe italo-tedesche 6 a vevano dato inizio alla contrqfje-nsiva. Mossesi alle 2 del mattino da El-Ag heila, avevano costre/lo i Hritannici a ripiegare su Agedahia. Il XX Corpo italiano e la 901,! l)ivisione leggera tedesca avevano poi puntato su BenP,asi, enlrandovi il 2 9. (,'/i • I.e rrnr r c dell'Asse forma vano Lre blocchi sullo il comando del generale Bastie-o : il primo . d ip,·ndcnrc direttamente da 1/ommel, comprendeva il XX Corpo d'Annata moto ri zw to con I, · divisio ni cor:i, .zarn Ari ete e motori zzal a 'J'riesle; il se<.:undo agli ordini di C1iiwell allin c;iv;i i Corp i d 'i\ nn:11:1 i1:tli:111i X - div isioni Pavia e llrescia - e XXI divisioni Trento e Sabr.i th.i - la XV Brigala 11101orizz:11:i IL·<k·sc:i L' due reggi111t'nli d(~ll:.:t <)O.i Divisione Legge ra tedesca; il terzo - il vero e pr<>prin Afrik:1 l<nrp...; iDf°l 11d1•-
va il resto dc lb 90', le divisio ni corazzale
15' e
21" e tre repa rti esploranti.
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Manuela Fabbri
Tnglesi avevano perso 3 70 carri in una manciata di µ,iurni ed eranu stati costretti ad abbandonare la Cirenaica. Rommel non voleva perdere tempo e aveva affrontatu Tubruk. Il 26 maggio i suoi 90.000 italo-tedeschi con 560 carri e 704 aerei avevano dato il via alla travolgente offensiva che li avrebbe condotti fino ad El Alamein. Il nuovo comandante deii'8" Armata britannica, Ritchie, poteva opporre loro oltre 100.000 uomini, 849 carri e 320 aerei, ma.fu travolto nell'operazione d 'a mpio respiru di Ain el Gaza/a, nel corso della quale i 240 carri dell'Ariete investironu a sud il forte di Bir llacheim, tenuto dai .Francesi. A nord Rommel s 'avvicinò a Tobruk, lanciandole contro le divisioni corazzate tedesche J5fl e 21B ed il XXI C017Jo d'Armata italiano al completo il 19 µ,iuµ,nu. Nella f!,iurnata del 20 i nemici, pressati dalle divisioni italiane e tedesche, bombardati dal cielu e da terra ed impossihilitati a ricevere qualunque aiuto dal loro grosso, re.<,j)into Jìno alla frontiera egiz iana, resisterunu hen poco. J1 sera appiccarono il fuoco ai magazzini ed ai depositi per distruggerli e, alle 7,30 della mattina seguente, ojji-irono la resa agli Italiani. Alle 9 ,40 il generate Klopper~ comandante della piazza, si arrese al generale Navarrini, comandante del XXI Corpo, insieme a 33.000 sudafricani, indiani ed inglesi, lasciando nelle mani delle furze del! 'Asse centinaia di veicoli, l O. 000 tonnellate di carburanti e montagne di viveri ed equipaggiamenti. JJall'inizio dell'offensiva l'8f1 Armata britannica aveva perso circa 400 p ezzi d 'artiglieria, oltre 45.000 prigionieri, sui 700.000 effettivi avuti al principio, ed era rimasta con un centinaio di carri armati. h' non era finita. Già la sera del 21 l'Armata Corazzata Italo Tedesca si rimise in mouimento e, dopo una hreve sosta, al mattino del 22 ripartì in direz ione di 8ardia. l i suo ohhiettivo era ora Sidi el /3arrani, chefi..t raggiunta attraverso il cif!,liune di Sollum il 25. Fatta un 'altra hrevissima sosta, l'ala sinistra dello schieramento dell'Asse puntò verso Marsa Matruh. l,à i carri dei generale Ritchie vennero nuovamente agganciati e poterono liberarsi solo a prezzo di gravi perdite, correndo poi ad attestarsi sulla verticale Hl Alamein-Depre.\:\·ione di Qattara, doue furono rinjorzati da due divisioni, la 9 t1 australiana e la 4 11 indiana, appe·n a arrivate. TI 7° luglio le avanguardie dell'ACJ'/' arrivarono a .Hl Alamein ..Hrano solo 4.400 uomini con 41 carri e 71 pezzi, ma Rommel li scagliò ugualmente contro le posiz ioni nemiche sperando di poterle sfondare. Non
- Sì chiama così la zona o ltn.: b quale l'o ffensiva s i spegne per s tanchezza o insuffic ienza d elle tru pp~ ~1ttacc:1ntì , 1n~1nc:Jt17.~l o difficolt;ì di ,-ifon1 inu.·1110 clPI IP 111Pdt>.o.;i11 1t' t' 1niglior;:11uenlo delb r<.~ i-
slenza nemica,che d iventa più forte de lla ca paci1:'1 offens iva deg li ass,·iliro ri .
{In />aracadutista: T,uiMi Fahhri
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riusd· era ormai nella propria area di .yìnimento strategico. 7 Davanti a lui tutto il dispositivo hritannico si andava irrohustendo rapidamente, a differenza del suo che, logorato dall'avanzata, non riusciva neanche a ricevere dall'Ruropa i rifornimenti n ecessari a ripianare le perdite ed i consumi di materiali e di carhurante. Hisognava spostare in avanti tutte le hasi e le strutture d 'appoggio, sia terrestri che aeree. T rifornimenti dovevano p ercorrere oltre 400 chilometri prima d i giungere alla nuotJa linea in Fgitto e, a causa dell 'aumentata attitJità della llA t; non era n eanche detto che ari'itJassero a destina zione. li 7 luglio la fanteria di Rommel d i fronte ad Hl Alamein ammontava a sì e no 5.000 uomini. li 1 7, quando quasi tutta l'A rmata Corazzata ltalo-redesca era ormai arrivata, le sue 4 divisioni corazzate di~ponevano cornplessivarnente di 58 carri armati ed erano bloccate colle proprie punte più avanzate a 111 chilometri da Alessandria e dal Delta del Nilo. Gli Tnglesi si.facevano sempre più a,[iftressivi man mano che ricevevano rinforzi, sottoponendo le truppe italu-tedesche ad un 'intensa attività di disturbo, per mezzo di bomhardamenti aerei e terrestri, incursioni d 'autoblindo e di pattuglie." " ln questo momento arrivarono i Paracadutisti. 11 loro movim ento verso l'Africa Settentrionale fu tutt'altro che be n organi:.aato. Nonostante il capo di Stato Maggiore del R.eg i.o Esercito , Marescia llo Ugo Cavallero, avesse ordinato di intens ificare al ma ssimo g li aviotraspo rti, Supc rescrcito o rdinò c he metà della Divisio ne , già tutta con centrata in Pu glia fin da luglio, s i tra.sfe risse prima in G recia per ferrovia con un viaggio cli circa 10 gio rni, risalendo l'Ita lia e discendendo poi per la Jugoslavia occupa ta fin o ad Atene, per imbarcarsi da ll 'aeroporto cli Tatoi in direzio ne d e lla Libia . Sia come sia, con 485 voli, i 260 Marsupiali de i Servizi Ae rei Speciali d e ll a Regia Aeronautica 9 tra il 15 luglio cd il 6 ago.sto 1942 trasferirono in Libia d a Galatina e Tatoi 324 uffic iali, 461 .sottufficiali e 5.309 paracadutis ti, face ndoli allerrare in prevalen za a D erna/ El Feteja , senza dimenticare il m ateriale di lancio - 4.500 paracadute, guantoni, ginocchiere, con te nitori e mate riali aviolanciabili, per un peso complessivo trasportato di o lt re 170 tonnellate - che pe rò sarebb e stato accantonato a lla meglio a Derna , ' Ciro PAou , rn, (,'/i Jtuliuni in armi, cinque secoli di storia m ilitare 11az ùmule 1492 - 2002. Ho 111:1. USSMJ\, 2002, parte V, pag. 585. " TI Savoia Marchetti S.M. 82 Marsupiale era un trimo tore a struttura m ista in lcgn" e tubi d':in·i:ii, ,. rivestito in leg no e tela secondo i canoni della produzione S.ivoia-Marcht·lli . I" l'u,"lilT:I n :i :1.ss:i i c;,pic n te. pcrchc'.' v i si poteva inserire un;, p ;1ratia orizz.onwlc , crc;,nclo due pi:ini di.stint i. l.':11"1n , poll'va portare fino a 2S pararnduristi complcta m c nrc CCJ11ipaggiati o ppurc consid,-rcvol i q11:1 11tit:11iv i d i materiale bellico o rifo rni111e11ti, var iabili sccondo la dislarrt~t da co prire in 111issio11c· e cu111u11q uc· v:ilu tabili sulle 4 to nnellate, c ioè pari al carico cli bombe previsto .
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Manuela Fabbri
ma dimenticando del tulto la dotazione cli borracce ad atte a l deserto. '° Fabbri partì coi suoi uomin i negli ultimi giorni, come s i rileva dalle s ue carte alla data del 1° agosto 1942: "SABA'JO .1 Partenz a in aereo da Lecce. N° 10 S.M. 82. Uno precipita in decollaggio Nessun motto - Tutto materialt' distrutto - Dopo 4 ore di voto arrivo all'aeroporto di Derna - Trasferimento dall 'aerop. a Derna e sistemaz ione all'accampamento." xxv Più esplicita e completa la prima lelte ra dall'Africa: "/,ona guerra 3 1/ 7/942 XX ore 2 1.55 Gioconda amore mio !Id eccomi qui a pochi kilumetri dalla 1 ° linea. - Domani o dopo altro piccolo sharco e sarc} in linea. Siamo partiti questa mattina alle 6 . 55 e dopo quattro ore di uolo - movimentatissinie - siamo atterrati. Ho veramente tirato u n sospiro di sollievo e mi sono .Ji1.mata la più soddi~facente siga retta della mia vita. - Ti ho scritto due righe in aereo e te le accludo . - Appena all'aeroporto d 'arrivo - via su di un camion verso la prima tappa. Purtroppo sono arrivato senza una mia squadra ma fortunatamen te nulla di g rave. Che cosa dirti mia diletta - delle sensazioni varie provate in questa giornata/ Projèmdissime certamente - tutte nuove e mag nifìche. '/i,t sai come io sia un entusiasta e com.e aneli di .fare il mio dovere. - Qui spero riuscirò ed otterrò di raggiungere il mio ideale. - A vrei P,ià irffìnite cose da dirti - ma lo farò a voce quando sarò nuovamente fra le tue braccia. Amore mio - io.farò tutto il possibile affinché mie notiz ie ti giungano. '/i,ttto cosìprofondamente strano_! li rombo dei cannoni è incessa nte - il susseguirsi deµ,li aerei anche. Sai dove sono alloggiato? Tn una automohile sconquassata da una granata che giace dietro un mu ro. li ghibli .Jìschia tremendamente da questa mattina. - J,; una notte maP,nf/ìca però e lo scrosciare d elle onde del nostro bel mare, che si '" Con un organico prcvis10 di 5.9 12 ! )omini (di cui 299 l Jffìcial i), la cornposizio ne d elb Di visione in quel periodo era la S<'g11<'nt<': Coma ndo, S1:1to Maggiore e quarlier generale su: l{eparto Cotlla ndo, 185" Scziune M ista Carabinieri RNJ li, 9' S<J11adri g li;i Pilotaggio per Zone D esertiche, 260° Uffic io l'ostale . 260° N ucleo Carabin ieri llc;1li per IJfficio Posta le; 186° l{gt. Paracadutisti su Comando di Reggimento, Cornp,,g nia Sc,v iz i Reggimentale, V IJallaglio ue, VI l3allaglio ne, Vl l Battaglio ne e Comp;,g nia contrOt'a rro da 47/ 32; 187° Rgr. Paracadutisti su Com;indo di lkggimcnto, Compag nia Servizi Reggim eulale , li Banaglione, TV Battaglio ne, IX lì;11taglio n<', X Han:,glio nc e Compagnia con lrocarro da 47/ 52 185° Reggimento Artiglie ri:1 Parat'ad 111isti , su Comando , Balleria Comando, I Gruppo cu11tr 0<..,1n-o d,1 /47/.12, TI G ruppo e.e. da 47/32, lii G ruppo cc da 47/32, J3atteria Se,v i zi Reggimcnt:ile , 185' Comp:1g nia Mortai da 8 1 Divisi onale; VIII llauaglione Guaslalori Paracadutisti, su Comando e tre Compagnie Guastatori ; 185" Com pagnia Genio cullegamenli. su Comand o , Squadra Coma ndo e tr<' Plotoni M arconisti; 185' Compaguia Genio Minato ri/ Aitieri. su Com;, ndo, Squadra Comando e lre Plo toni Minn1ori/A,tic ri ; 20° Sezio ne Sussistenza, 185" Sezio ne Sanità , 18';0 lkparto X rasprnti.
Un paracadutista: luigi Fahhri
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infrangono sulla spiaP,._!!,ia compensa, con una musica più dolce, i brevi inleroalli nei quali il rombo dei cannoni e degli scoppi hanno tregua . . . . li dedico i pochi momenti della mia tranquillità operativa ... . . . Sono pienamente cosciente e soprattutto p enso che per compiere in pieno il proprio dovere occorre innanz i tutto essere sempre presenti a se stessi. Amore mio- vorrei dirti tutto quanto ho nel mio cuore - ma questa sera in particolar modo non ci riesco. - Sono preso da un 'irifìnità di sensazioni mai provate - che mi to~gono dal mio solito e reale spirito. Qui tutto è così diverso dalla realtà ... ." xxv, All'indomani de ll'an-ivo comincia la vita d i gu e rra guerreggiala: "AGOSTO 2 DOMENICA
Arrivo - Dal cap. Passamonti a Uerna con rimanente compaMnia Ne.<,:,.;-un rilievo importante. Attacco aereo di bombardieri Ore 23 - Andata hene. Morale tntppa ottimo - " xxvii Il 3 fu p assato a De rna coll 'ordine di marcia di trasferime nto. Il 4 i paracadutisti s i mossero alle 9 in direzione To bruk con un'autoco lonna i cui mezzi trainavano dei carri armati M. 14 e si accamparon o a 20 chilo metri dalla pia zza ch e, nella notte, fu b o mba rdata dall'aviazione nern..ica . Il 5 sì trasferirono d a Tobrllk a Sollum, p assa ndo p e r 13ardia. Si accamparono 10 chilome tri dopo Sollum , subi rono un 'incurs io n e notturna di bomba rdieri senza ripo1tare danni, ma alle 7 del m attino del 6 vennero assaliti di n uovo dalla R.A.F. , s ta volta a volo rade nte con mit ragliamento, e il reparto ebbe cinq ue molti e sette fe riti. Continuò la marci a di trasferimento da Sollum pe r Sidi El Barrani a Ma rsa Matmh , a dieci chil ometri dalla q uale s i accamparono. Come il giorno p rima, su p e ra rono inde nni un bornbardamento nott urno e alle 6 .50 del ma ttino s ubirono un altro attacco a volo rad e nte, stavolta con spezzon ame nto: d a nni minimi e mo rale della tru ppa buo no . TI 7 raggiunsero l·:J Daba e vi s i a ccamparono , ebbero una prima incursio ne di b o mbardie ri alle 2 1 e una second a alle 23.20. il morale era ancora buono , ma le d ifficoltà stava no per inaspri rs i. In primo luogo venn e a ma ncare l'acqua. La corsa di Romme l in avanti aveva impedito la costruzio ne d i un acq ued o tto e i rifornimenti tras po rtati su ruo ta arrivavano in ciuantità inferi o re al necessario. La dotazione d 'acqua e ra di un litro a testa e con qu e l caldo non basta va. La compagnia cli Fabbri lasciò El Daba 1'8 agosto diretta in prima linea, verso il Caposaldo ten uto dal II Battaglione a El Taqa e si d ivise in d ue :tliq u ote. Una, col capita no comanda nte, and ò col 186°, dai parà a ncora s pesso indica to come il " 1° Reggimento"; Fabbri, coll 'altra , s i unì al 11 JJattag lione de l 187°. Ma n ella notte, su un te rre n o privo d i segni di riconoscime nto - l'unico era la cosiddetta "palificata", no n v is ihik: a l huio s ma rrì la pista e a mezzanotte fece accampare g li uomini.
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Manuela Fabbri
L'alba del 9 agoslo gli pe rmise di orientarsi e di riprendere il movime nto; ma, tra il solito insuffic ie nte litro d 'acqua, il caldo infernale e, alle 8 del mattino, un mitragliamento aereo di tre o quattro minuti con pallo ttole esplosive - e in quei casi i secondi durano ore e tre quallro minuti sono un'eternità - il morale degli uomini 1imase scosso, salvo ripre ndersi prontamente quando, fin ita l'incursione, si accorsero che nessuno era stato lcrito, che solo qualche materiale era st,lto dan neggiato e nulla poteva impedir loro di raggiungere, come fecero, la posizione entro m ezzogio rno. Giunti sulla spianata di El Taq a , Fabbri si orie ntò, s iste mò la compagnia , schierò i mo,tai e d iede ordine di eseguire alcu ni lavori, che andarono avanti per tutta la notte. Poi scrisse a casa: "Anwre mio Dopo quattm giorni di viaggio sono giunto a destinazione. - .... . . . .Oggi posso darti il mio recapito preciso almeno per il momento. 185" Compagnia Mortai - I Jiuisione Fo(f.!,ure - P M. 133. Manda tutta la µusta per espresso in modo che arrivi al centro militare Italia prima. - A mure mio - ugf.!,i particolarmente mi sento d 'essere tanto lontano da te . . . . . Oggi ho visto e parlato con il Cui. B(!ffà - anche lui però viene in linea cun nui. - Amore mio tanto caro - stai tranquilla e serena - lddio ci aiuterà e saremo presto nuovamente assieme. - .... . . . . La salute va hene - m i riguardo il più possihile. - Fin che resisto resisto e poi sarà come Dio vuole e chiederò visita. - .. .. Qui è inutile riguardarsi solo Jddio può far questo. - ... ." xxv111 Il caldo di gio rno continu ava ad essere te rribile, l'acqua restava a un litro a testa al gio rno e in più il rancio era pessimo, pe r cu i di nuovo il morale degli uomini no n e ra a lle stelle. Per di più a l tra monto il caldo , d ata la zona dese rtica, veniva p rontame nte sostituito da una te mpe ratura assai bassa, percepita come "fredd issima" dagli uo mini ; del resto chi non lta provato a passare d i colpo da temre ralure di :55 o /iO g radi anc he a solo 25, non sa q uanto quei 25 gradi possano sembrare gelidi . Mentre provvedeva ai lavori cli s istemazione, Fab bri richiese mezzi, collegamenti e muni1.ioni, tre note d o lenti, specie la prima , visto che i pad non ne avevano né potevano averne e che alcuni loro rt'.parti avrebbero provveduto a costituirsi un p e rsonalissimo parco a uto mezzi recupe rando que lli nemici abbandonati ne l deserto e cannibalizzandone le pa rti. In quei giorni la Folgore in quanto tale aveva appena cominciato la s ua vita. Era stata trasferita in Africa Settentrionale face ndo passare i pa racadutisti per "cacciatori" per ragioni cli segretezza e venne costituita ufficialmente solo il 1° agosto 19'12 come 185<! Divisione cli Fa nteria Paracadutisti "Folgore", 11 s u d ue Reggime nti di Fanteria .186° e 187°, s ul 185° Reggimento Artiglieria "Nembo" a l comando del colonne llo l·:rnesto " li nome fu scclro rracndo spunto da u11a !<:nera invbta d:i un relig ioso al 'l'ene11te Colonn ello Rechi Luscrn3, co1nandante del JV U :-111 :-1g lin n t=\ che ne lla chius~ aveva co111e s~dulo IP p :..1 n,lr ··r x ;ilto
fulgur", dagli unìciali dei p,1ractdutìsri tradone in "Co111e Folgore dal cielo"c riutilizzare come mollo .
Un J1aracadutisla: lu{~i Fahhri
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Boffa e sulle normali unità minori di Genio, Sussistenza, Sanità e Carabinieri Re ali, incorporand o anche alcuni superstiti della disciolta Divisione Sabratha. Nonostante fosse stata giudicata idonea ad operare nel deserto egiziano, la Folgore era carente sotto molti aspetti. Mancavano 1/ 5 d egli uomini e del tutto, le a rtiglierie divisiona li 12 medie da 75 e da 100/ 17, p erché p e r i paracadutisti e rano previsti solo i pezzi controcarro eia 47/ 32, c he però servivano a malapena come appoggio a lla fanteria , perché fin dal 1940 si sapeva c he i loro proietti rimbalzavano sulle corazze dei carri ne mici, ragion per cui s i dovettero d istaccare a copertura dei paracadutisti d e i gruppi d 'a1tiglie ria appartene nti ad a ltre divis io ni . La sera del 9 11ahhri scrisse un'a ltra lettera: " %.o. 9 agosto 1942 XX .. . Qui la 1Jita trascorre come si può - ti posso dire solo che è dura durissima sotto ogni punto di vista. - Il caldo è infernale - la notte umidità tremenda e freddo - non siamo mai tranquilli un pò - Acqua pochissima e qualch e volta non si sa conw fare - ma si lotta con una fede che ha del sovrumano. Ora sono solo - Fassamonti è con un altro nparto con metà comp agnia - Il distacco è stato brevissimo - ma molto doloroso. - Ci siamo abbracciati e basta. - Ma poi da solo ho pianto - ho pianto. ta nto tanto. u· un carissimo amico e poi a1Je1Jamo tanto lavorato assieme - tanto. rr stato un colpo duro per me. Ora sono solo solo e triste." xx,x La mattina d e l 1O portò 11na prima dimostrazione dell e bellezze d ella prima li nea: "Ore: 7 attacco di bombardieri, sgancio bombe .fi,wri zona. Ore 7.40 attacco a volo radente di Spiffìre. 7. 50 - 9: duello artiglierie; 13 - passapJ!,iO di caccia in volo radente senza spezzonamento. Siamo battuti dall'artiglieria p er 3/1 ore. Un po ' di crisi morate negli uomini - Non son o arrivati i viveri. !Jistribuisco cajjè - Caldo intanto. Notte freddissima." xxx L'unico miglioramento fu che, insieme a un po' di gasolio e be n zina , vermero consegnate scorte d 'acqua per ben 3 litri a testa: un d iluvio. Notizie a casa: "Z o. 11/ 8/ 942 ore li Gioconda mio piccolo topino mia dolcezza infinita mio amore immenso mio unico pensiero mia sola vita. Il tuo topo vecchio è proprio nella sua Lana - una lana piccola perché sia il meno possibile colpila dalle bombe. 0Rni p,iorno me ne.faccio u na e la costruisco secondo i dettami di ORni nuova esp erienza Riornaliera. Potrei rnellerci anche te... .. L'ho Riàfatto mentalmente mille volle e sei sempre qui con me. - È un buco perù dove n on ti farei vivere nepp ure 1111 'om . i i Secundu )'Chdina111e ntu Patiani, le divisioni di fante1 i~1 tluvevanu avetL' in ()Jg;111 in1: dtw it·ggi m l'ntì di f;1nleri;i (entra mbi su tre banaglio ni d i circ1 150 uomini l'uno, u na crnnpagni:i mort:i i d:i H I ,, c( 1111:1 c-omp:1gnì:1 c:11111on ì d ":1cc-omp:1g11amc nto d a 47/.'n), 1111 rcggìmc11ro c1·a r1ìg lì,·rì:1 art ìcol:11 0 .,11 1111 g ruppo d a 100/ 17, t1no da 75/27 ('.d 11110 d;1 75/ U; 1111 h:ttt'.1g lìo11c 111011:i ì s 11 d11,· ,·on11x1g nì,· d:i 8 1 cd una d a 45; u na cornpagnia controcarri d ivi."iona lc, annata coi ca nnoni da 1-17/.")2 e , :1g_t!_it1nl:t in segui-
lo rx ~r irrob ustire b scarn ~t con~islenza della gr~·•nde unil~l. un~, legionl' di C:11nidc Nl.'1\. .' .-..u due h~tlla-
glionì. forza d ella comp:ignia: 150 uomini.
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Manuela Fabbri
.Qui cume comodità non ve ne sono - non ci si lava - non ci si camhia non si dorme - si ma ngia quando arriva e tante altre. . . helle cose. lo resisto. Ilo una responsabilità e non possu abbandonarla proprio ora. Pùì che il dovere è il senso del dovere e della responsabilità. - Siamo abbastanza tranquilli - e i giorni di sconforto si alternano a quelli di relativa _fiducia. Quelli di sconforto sono perù tremendi, te lo assicuro - Si pensa a tante cose - si ha la sensazione della fine e poi il huon Dio ci rianima - ci protegg,e ed allora si spera. - ci si fa forza e si continua." L'indoma ni - mercoledì 12 - fu un a gio rna ta inte nsa e me no d eprimente de lla preced ente, p e rc hé si ebbero a n cora tre litri d 'acqua a testa , si catturaron o i primi d ue prigio nie ri e si poté a nc h e re ag ire, in vece di subire e basta: "Ore 8.30 - J>assaggio di ricol!,nitori - Ore 9. 50 /Yassano bom-
hardieri - alcune bombe da 200 7'iri artiglieria sulla nostra sinistra. Attività notevole nollurna di aerei da homhardamento sulle retrovie. <:rmcentram. A rti{:,. per? ora. Si catturano 2 neozelandesi. - Volo in pattuglia nella piana di El .Quattara - Movimenti autoblindo e carri inµ, lesi Nientro - ~'-,'tato di allarme - preparo tiro ed apro Ji,1,oco obiettivo N° 3." xxxi li U la razione d 'acqua ri p recip itò a un litro. Alle 7 "Altuu;o di homhardieri e di cacciatori respinto dalla Reale contraerea ." xxx" Po i ci fu un passaggio d i ricognitori e uno scam bio d i colp i d 'a rtig lie ria: "2 colpi da 88 cadono a 600 m ciret,t da nui. Siamo inquadrati - molti colpi - in balleria - Eseguo tiro di contro batteria ed illferdi.zione." ,·xx,,, Liquidò così un'a zione d i po1t1ta ben pi Lr vas la e che fu considerata in tutt'altro m odo, vislo c he per essa il tc n e nle Artig lieria Comple me n to Fa bbri della 185~ Com pagnia Mortai d a 81 "Folgore" fu decora to de lla Croce al Valo r Mililare perché: "Comandante di Compagnia mortai schierata a dij'ésa di un capo-
saldo sotto violentojì,1.oco a vversario dirigeva con calma e noncuranz a del pericolo il ji,1,oco delle fJruprie armi, riuscendo a stroncare un attacco di }orze corazzate nemiche" El Taka - Alamein (A. S. 1.1-8-1942)" Ma ciò che attirava tu tti i pe n sieri era sop ra vvivere. Le mo sche e ra no un tonncnto. Si atlaccavano a nugoli ai visi d egli u o mini, pre diligendo i luoghi umidi, <..J Uindi gli an goli de lla bocca e g li occhi. La sabb ia finissima s i infilava ovu nq ue, inceppando le ann i, impastandosi col magro rancio e consumando le divise. La m a n can za d 'acq ua e di viveri freschi - e rano nove giorn i c he mangiavano solo ciu e ll i a secco - si faceva sentire e la m agg ior pane d i loro aveva la dissen teria. Lo stesso g iorno 13, prima fu trasferito un artiglie re all'O spedale tto eia campo, po i allri nove uomi n i furono ricoverati per sfinime n to febbrile , in un'atmosfera lanlo deprime nte e d ifficile da far esclamare a Fah hri "Se continua cosi non si µuù più resistere". Pe r finire in be llezza la giornata, ci fu pure un allacco a volo radente . L'indo mani , ·14, la situazione era calliva , con sempre solo un litro d 'acqua a tes ta. "Uomini ~/ìniti- manca acqua e viveri. - ore 6.30 siamo spez-
Un paracadulisla: Luigi Fabbri
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zonali sulla destra - I Jurata 2 minuti. faco in ricognizione. Si se,gnalano 5 camionette - Apro il ji,wco - colpi sparati 80. Camionette spostate e due carri armati. - Sparo 127 colpi. Susta - di 3 ore - Ore 17 Subisco tiro di inquadramento senza danno. Esco di pattuglia. - Una pattuf,lia non rientra. - Carri armati in movimenta - per ora ho collegamenti. Manca acqua - Uomini ~finiti a terra - 20 alt'ospedalettu di primo .rnccursu." xxxiv Non occorrono corrunenti, vale la p e na di ricordare che dall'altra patte del fronte non solo c'era tutto il necessario, ma si aveva a nc he m olto superfluo, compre.se le pesche sciroppate cd altre piacevolezze, cd i rep a rti veniv,mo avvicendati anelando a 1iposo nel Delta de l Nilo e godendosi lice n7.c con viaggi organizzati fino in Palestina . Ferragosto: in Italia il ferragosto del 1942 fu ancora una giornata a bbastanza serena di lesta; ad Alamein invece: "H 2 0 un litro- sono pazzi così - non può continuare- Mitragliamento e spezz onamento. Ore 9 - I Jurata 3 minuti - Apro fuoco su. uhiettivo N° 495 colpi !:>parati - Sposto l'osservatorio. - Nichiedo collegamenti 13 Mi reco al comando hauagliune per accordi 19 rientro - sulla tiro inquadramento- dep,ii 88 L!U homhardamento leggero 21 7 uomini all'ospedalettu. Non c 'è H 2 0. Non viveri. Non sipu.ò continuare." xxxv Sfinito e 111.inato nella salute, Fahh1i ebbe un cedimento: "Decido di andarmene- Non reggo pili - Da 6 giorni non mangio - bew solo tè- un po di tè.Mi trasportano al battaglione (ospedaletto) di qui al comando reggim ento - sono ~ìnito(7ol. Ho/fa mi trasporta di persona alt'ospedaletto. Suhiamo mitragliamento e ce la caviamo per miracolo. 14.jO g iungo ospedale della divisione. Allendo per e~sere smistato avanti." xxxvi Ma le so.spirale cure no n vennero, se ne accorse la mattina seguente: " U JN!iDJ 17 'J'rascorso all'ospedale da campo del comanda divisione- 'l'rattarnento incredibile - Non acqua - scarso e cattivo vitta - mancanza assoluta di assistenz a morale - Domani me ne ritorno al reparto." xxxvn E infatti il 18 agosto "Ore .l 1 Rientro al reparto con un 'Autobotte" a coprire quei pochi chilometri c i mise sci o re " - Arrivo ore l 7 - Artiglieria tira continuamente. Nel passare per la Trieste e Littorio- assisto ad 1111 bo111bardarnento aereo potente. 30 bombardieri che s,ganciano sulle linee. Ore 19- ripresentano all'osserv. 11 carri armati e 7 camio11e/lc. Ore 20 Apra ilfuoco di interdiz ione. Osservazione scarsa. JJarte /"osc11ritrì Nella natte mi smistano a Tobmk sotto homhardamento aereo - /)a 1'obntk prose,guo nel mattino per Derna." n·x,~" Raggiunta Ikrna , fu ricoverato all'ospedale n° 300 e dal le llo scrisse una prima lettera : " OsjJedttle campo N ° 300 23/8
Munuela Fuhhri
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Luigi Fabbri.
Fro11lLC /\Jric;mo ( Egitto) l·:I Quattara
Caposaldo El Taqua_Capirnno Fabbri
S. Tenente Slataper.
Un paracadutista.- Luigi Fabbri
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Luigi Fal>l>ri.
Lancio luglio 194 1.
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Manuela Fahbri
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AGENDA 19 ~L2 • XX
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Ago.:nda pcrsunalt=.
Luigi Fabbri sa lwa il Genernlt: Mario C.1 racciolo J)e Fc-rolcto.
't t t
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Un paracadutista: l.uigi Fabbri - -
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AGOSTO
20
GIOVEO I
s. Bernardo abate
s . Privato v escovo
Agenda person:tlc .
ACOSTO 20 GIOVEf)J ore 8 - a11iglieria ball e la posizione durata u n'ora . Una postazione v iene presa in pieno. Oa un colp o da 88= 3 feriti graviMorale buono O re 12 - mitrag liamento di 2 gloster nessun ferito Ore 15 - si avvistano 7 carri Mark 2. Apro tiro di inte rdizione - si allontanano - co lpi sparati 96 Ore 19 ricognizione aerea Ore 22 bombardamento aereo lontano circa 600 m etri dalle posizioni /4° battaglione
Trascrizio11e pagine a gC'nda personale.
AGOSTO VENERDI 21 M i sento m alissi.1110 6.30 Si sv iluppa una puntata di cani e camion ette sulla nostra posizione di El ' l';-1qa ore 7 Apro fuoco sbarramento con 9 mortai sull'o biettivo N ° 3 Avanzano - String o su obiettivo N° 2 - Si arretrano - Ci batte ! 'artiglieri:, Un mort::i io quello del Serg. M;1cc 1rio è colpito - C:ontinua il fuo co 7 carri si sco mrano - Entrano in azio ne le pattug lie di Marc nrn. Ap n: il fuo co la ball e ria nostra d i 88. T iro d ell'Obiettiv o N° ·1 - 3 carri co lpi ti le camionette se ne vanno ;1rtig lic ria tira
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Manuela Fabbri
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Fo lgore dedica - Trascrizione fo lgore
'· FO L GORE" Nom e caldo d i sangue e d 'eroi Sprazzo eterno di fede luminosissima dedizio ne co mpleta dell 'ardire pili eroico. " FOLGORE" anime p ure cli combattenti, cuori sanissimi in rermezza eroica, cervelli svegli, di razza italian;1, corpi robu sti: bal11ardo cd olocausto mer;1viglioso! Ecco gli uomini della J:iOLGORE: semplicem ente spo n taneam ente così: arditi! A ltro no n hisognerelibc d ire, tutto non si può dire! G io vane d ivisione come formazion e 111;1 subito aggio rnata al l.>allcsimo ciel fuoco. Composta cli volontari, comandata eia C:1pi fregiati e, veterani di pi ù gu erre, fu po1tata in linea negli ultimi giorni di luglio. Subito si d istinse. Prima in silenzio, ogni soldato conobbe l'i111J.x>rtan za del compito allìdatogli ed agì sorto l'infuriare del cannone e della mitraglia inglese come p ezzo cora7.i';110, come essere allnnt;m ato dal proprio in, gellato solo nel vo1t ice dell;1 gloria splen dente. Vinse, vinsero uniti, cacciando il nemico superiore di uomini e d i men.i. E G1ddcro eroi, partP. di questa preziosissima gioventù che a1Tiscl 1ic'> anch e non in guen-a, J-)t'r solo deside1io d'ardirl'., p iù vol te la propria vita. E chi rimase co1nbau(· ancora con pi ù ardore, con più ent11si:ismo, che la furia nemica no n intacca il morale d i questi valorosi na1i solo per dare alla PATRIA l'orgoglio della presente e fun,ra nostra gene1~1zio ne. E così si co mbatte ancora, là dove i l clim,1 è i nfernale e l 'atmnsle1~1 m icidiale. Si comb allerà fi no all'u lti.m a possihilit{i umana, per la legge luminosi:,:,i111a del I )LJCE, sicuri, ceni dell;1 V illo ria.
Un /Jarucadutista: Lu(~i Fahhri
·:t{f(;ltqi~tt~::1:;;;;;~~··;.:;: °'~~:::~:;::~.i::~::~:1:tit;::::~:1:.:·~;-~•.'" ..:-
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Folgon.: dedica - Trascrizione folgo re
li nostro alleato ha :m1111ir;1to ccl elogiata questa Divisione, la Nazione l'ila cit;lla sul b ol lellino delle forze armate per il su o eroico comportamento in terra d 'Egitto. Ma clii conosce od ha conosciuto veramente q11esti uominil Clii li ha avvic i nati in te111po di pace? Non tutti certamente. Sapessero le mamme e le famiglie dei tanti caduti con quanto ardore con qu anta fede desiderassero essi il co111l>:111irncnto! Non il loro, quello per il quale g ià ta nto avevano osa to cd arrischiato, ma non fu da m en o e li consacrò ugu aln1enlc alla gloria ed alla riconoscenza della Nazio ne. lo che ho vissu to fra essi, che li ho addestrati , accli111;1lali cd incoraggiati alla srnola dell'eroismo; io ch e li hn an-0111p agnati là sotto il c:11mon<: <:, con essi ho cnmlx 111u10 , io posso dire c he la loro fede il loro ardore n on sono m ai venuti m eno an che nei 111rn11 cnti più tremendi d ella più terribile gu<:rra. I Jn1110 contro mezzo, cuore contro m otore. Ma il soldato della FOLGORE vinse, vinse sempre in ogni confronto fino alla morte e con la m orte stessa. C:nsi s'irmnolarono alla g loria lìgurc di magnific i comhallenli comandanti; R11spol i, Rossi , V iscon ti , Carugn o, Serra , Niccheri , Monti e, tanti tanti ahi-i do ppiamente n obili nd sangu e e nel sacrifici o . Così comh:rné ogni singolo ardito. Aggrnppato alla torretta del mezzo nemico griclcì la s11a purissima fede, cadde, m:1 non morì; com batte ancora .. . l i suo esempio è lotta meravigliosa ch e continua. Ten ente Luig i T'ABURl
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Manuela Fahhri
Picculo topino grande amore mio mi hanno detto che oggi è domenica. Ne sono già passate quattro da quando ti ho lasciata sul treno a Brindisi. Sembra un 'eternità - da quel giorno in cui ti ho lasciata sul treno e ti rivedo tutta addolorata con le lacrime agli occhi mentre il treno partiva e ti portava tanto tanto lontana da me. Mia /Jiccola topina cara - mio dolcissimo e soa1Je amore Oggi è domenica - un giorno come un altro per me - che qui i giorni sono tutti uguali - uguali - uguali - preoccupanti. Quando la notte cala si comincia a respirare perché se ne 1Janno le mosche e il caldo - si cominciano a temere i colpi di mano degli australiani o neozelandesi Bisogna allora tenere gli occhi hen aperti e le orecchie pure altrimenti vai a rischio di essere prelevato - con tutto il reparto. Gioconda amore mio - ho fatto tutto quanto era umanamente possibile - Ho voluto compiere anche essendo in condizioni jìsiche menomate, tutto il mio dovere. Ora non ne posso p#ì - il jìsico non regge - sono sjìnito morto. Giorni fà sono stato alla visita in un ospedale da campo - poi avuto sentore di un 'azione nel settore della mia compagnia sono ritornato in linea. Abbiamo combattuto una notte e un giorno respingendo l'attacco dei carri
armati. A sera sono caduto nella mia buca - sJìnito - sono rimasto cosi' nn giorno e poi mi sonojàtto trasportare cli nuovo all'ospedale. Ora sono in m:wrroaz ione - il 3 J mi faranno la radiograjìa e se mi I ruveranno l'ulcera che credo di auere - mi rimpatrieranno amore mio - sono proprio jìnito jìsicamente - non posso resistere al vitto imposto in prima linea - costituito da nutrimenti contrario al mio male. '/ 'u sola puoi immaginare il mio dolore per avere dovuto lasciare il reparto - ma se l'h o fatto è perché non avevo più forza - Sono ridotto uno straccio/ Se riuscirò a rimpatriare - cosa molto dijjìcile - dourò curarmi bene per rùnettermi. - Amore niio ti penso tanto tanto qui sono un po ' lontano dalle cannonate- dai bombardamenti e mitragliamenti e posso penscerti con un pu' cli serenità di più. - A more mio - sono tanto triste. La mia campagna in Africa è per il rnomento jìnita . ...." xxx,x e dopo le visite, la sera, una seconda: " 23/8
.... Amore voglio sperare che tu stia bene devi esserlo ora che sai che per il momento non sono in linea. 113 1 dovrei avere la radiugmfia ma temo che con i mezzi che hanno qui ci lascino .fuori pocu. - Quella del prof Nuvoli non ne tengono conto. Ad ogni modo non ci penso e lascio al destino la decisione. - Tesoro mio di a mamma di fare tanta marmellata con le susine che maturano nel tuo giardino - può darsi che ce ne sia bisogno per me che ritorno. Come ti ho già detto nella precedente lettera sono da poche ore ricoverato all'ospedale da campo N° 300 Nucleo I'.M: 2 10/A. Mi dovrò tratten ere
Un paracadutista: Luigi Fabbri
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qualche giorno certo jìno al 31 perché dovrò fare la radiograjìa - Ma a secondo di quando ricevi q uesta mia scrivimi - io però credo che gli scritti non giungano a tempo - E ' meglio quindi che tu non scriva. - Sono un po' sconclusionato cara Gioconda - perché sono letteralrnente ~finito nei nervi - dopo esattamente 20 giorni di pura prima linea - e che prima linea! ,, Xl.
L'indomani un'altra lettera: "Osp. Campo 300- z .o. 2/f/8 Amore mio È il secondo giorno che sono all'o!)pedale- I lo la reazione per i disagi .fisici e nervosi dei 20 giorni di linea. - Non ho idea di quale sarà la mia sorte dopo che mi avranno jàtto la radiografia. Se stessi al mio impulso ritornerei opgi stes:m in linea - fra i miei soldati che ho lasciato con tanto dolore e che mi hanno salutato con le lacrime agli occhi. Sento una profonda nostalgia per il reparto. Si vive in continua ansia nel pericolo mortale di ogni ora. Non appena ti allontani non prov i che un unico desiderio - quello di ritornare. I )a lontano non provi p iù l 'angoscia dei momenti in cui ti mitragliano, ti tirano con l'art(glieria. Non più il timore di ogni attimo mentre sei in pa ttuglia di notte. TJi mettere i piedi sulle mine cosparse a vista - può costituire per la massa degli italiani - un nulla ma non si pensa a questo nulla ne al di più. Si pensa solo al dovere a questo dovere che non jìssi come tale - ma che è solo il tuo sangue - il tuo cuore - la tua indomita volontà. lo soffro in questo letto - sqf .fro di nostalgia pro.fonda di rammarico per dovere forse mancare all'az ione poderosa e !)p eriamo conclusiva di questa campagna d'Africa. Vorrei rimettermi alla meglio sebbene qui - per il trattamento mi sembri impossibile - rimettermi per raggiungere nuovamente il mio hel reparto in Linea allo sjèn-arsi delta nunva ojjènsiva. Miglioria sul ten·eno. - /,a buca che ti ricouera durante i homhardamenti ora ti sembra hella e ne provi una strana nostalgia. Sono triste sai Gioconda - tu che sai con quanto entusiasmo io co1npia il mio dovere - puoi comprendere quale sia il mio dolore . R n e abbiamo sai motivi che ti smorzano l'entusiasmo - ne ahhiamo ogni giorn o e si presentano sotto aspetti vari e diversi - continuamente. R' la jède che ci sorregge - è l 'orp,uglio di essere fra i des(v,n a ti a oi1u:ere v incere affinché la nostra patrfrt si liberi dal giogo dl:t<li oj.Jj)ressori ed i11 1111 d omani da tutti i gioghi esterni ud interni. - Si folto co11fec/e />er il 11os/ro paese - si lotta anche sapendo che il dare la 11ostm l'ilo ... Amore mio tu mi penserai tanto vero! lo 0 11c/.w - <~!{ lli,!{iunto <' ti occomuno al mio più, grande ideale. Ti, amo ta11to 111io J>icco/o to/Ji1111 '!i,11/0 tanto che il lottare mi è dato anche dallaji->rz rt c/.Jc 111 mi inie/li co11 il 1110 ,IT, a1.;Cl!O .... "
Xl.I
Q u an to avesse fatto in Africa fu testimo n iato, con un piccolo refuso rig uardo all 'anno, dal coman dante del I V Battag lione a cui la su~1 com p:1 -
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Manuela Fabbri
gnia era stata aggregata, la futura Medaglia d 'Oro a l Valor Militare Alhe ,to Rechi Luserna: " hn avuto alle mie dipendenze il Ten. T<AnnRJ J,UIGI dal 3 1/ 3/42 al 27/8/42. Disimpegna va in tale periodo le mansioni di Vicecomandante la C'nmpagnia Mortai da 81 I Jivisionale nei mesi di luglio e agosto. Senonchè il 'fi?n . FA!i!Ua dovè allontanarsi p er minorate condiz ionifì::?iche. lìgli fu altresi' Comandante dell'aliquota della Conipagnia destinata di rinjòrzo al 185° raggruppamento "Folgore" al mio Coniando schierato sul fronte di Hl Alamein. Di robusta costituzione jìsica, ma debilitato da malattia intestinale aggravatasi in A.S., il 'J'e n. Fabbri sopportò con encomiabilejòrza d 'a nimo i gravi disagi e le privazioni d 'ogni genere della vita nel deserto. Minacciato da complicaz ioni dovè peraltro abbandonare la linea il 27/8/43.
Di vivace intelligenz a, professionalmente ben preparalo, dotalo di ottima tempra di soldato, il Ten. Fabbri assolse cun periz ia ed ardire i vari compiti bellici qffidatiµ,li. Ebbe particolarmente a distinguersi in uccasiune di una pun tata di mezzi corazzati nemici avversari, allorché, integrando con preciso tiro delle sue armi il ji,1,oco di artiglieria, concorse, pur sotto violento tiro nemico, a mettere in jitga l'mroersario. Per il suo comportamento in tale circostanz a Ji.1, da me proposto per una ricompensa al Va/or Militare. in cornplesso il 'J'en. Fabbri, p er quanto le menomate condiz ioni.fisiche non gli consentissero di sviluppare pienamente le sue eccellenti doti si addimostrò ufficiale ardilo, entusiasta , ben preparalo e pienamente all'a ltezz a delle m a nsioni di comando affidategli." xu,
Italia 1943 Riconosciuto definitiva me nte ammalato il 29 agosto del 1942, Fabbri restò all'Ospedale da Campo di El Daba fino al 4 settembre , quando fu m andato a De rna. L'8 fu imbarcato sulla Nave Ospedale Gradisca, s ba rcò l'll a Na poli, fu visitato all'O s pe dale Militare e dimesso con 30 gio rni di convalescen za pe r "appendicite cronica con sindrome gastro-d uode nale dipe ndente da cause di servizio aggravatesi in zona di gu e rra". TI 9 novembre fu visitato da lla Commissio ne Medico Ospedalie ra di Bo logna e dichiarato abile. Il 12 raggiunse il De posito Paracadutis ti di Viterbo. Comunque d al 30 ottobre 1942, quando da sei giorni infuriava l'o ffe nsiva ing lese ad El Ala me in, Luigi Fabbri aveva cessato d i far patte della 184,i Compagnia Mortai dell a Fo lgore ed e ra passato a lla 184" Compagni a Mo11a i d a 8 1 "Nembo", di cui gli diedero il comando.
Un paracadutista.- Luigi Fabbri -
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Assume ndo l'incarico, ricevé il saluto e gli a uguri del coma ndante d ella Divis ione e rispose s ub ito con un telegramma : "Generale Ronco Comandante Divisione Fanteria Nembo
Fiero tJOstra subita considerazione - pronto sempre tJOstri ordini - profonderò energie tutte per temprare compagnia mortai - audacia - valore eroismo gloriosi d'Africa stop. TJipendentifedelmente collaborando ringraziano tJostro pensiero. Ten. Fabbn" xuii La Oivisione era stata appena costituita . La compagnia lo e ra sulla carta, ma di fatto lo sarebbe stata solo in novem bre e , dal 28 di quel mese all' l 1 genna io 1943 avrebbe avuto sede a Viterbo. Te rminati i lanci mandò un telegramma agli istn1ttori: "Al Capitano Turrini Scuola Paracadutisti PM. 3300 I !f}ìciali sottujJìciali paracadutisti J84Y compagnia mortai da 81 "NHMBO " completati lanci rivolµ,ono istruttori tutti grato pensiero ringraziando per vostra irffaticahile costante opera fraterna . Saranno degni di coloro che voi avetefor,_v,iato e che hanno con il loro sangue ed ero ismo immortalata la nostra ma~nijìca :specialità. Ten. Fahhrl' "1." poi si spostò con gli uo mini a Vi lla Martelli - Caste llo, ne i press i di Sesto Fiorentino, la cui sta:lionc ferroviaria e ra la più vicina. Appena a rri vata la Compagn ia fu ispc7.ionata dal genera le K.onco, che il 13 gennaio 1943 rivolse a Fabbri un elogio: " 184{} DIVISIONE FANTERIA "NAMHO " COMANDO
- - - - - - -- - - - - - - oOo PM. 146, lì 13 gennaio 1943 = XXI
Ordine del giorno numero 1 = ELOG I O= Tributo il mio elogio alla 184{J Compagnia Mortai da 8 1 "Nemho ., pe rché dopo appena ventiquattro ore dal suo arrivo nel/ 'allua le n11ova sedenel corso di una ispez ione notturna da me effettuata - si presentava ben sistemata, ordinata e già in piena ejjìcienz a. Questo mio elogio va in modo particolare al Comandante della Compagnia, 'J'enenle di Complemento FABBRI s~f?- Lu.(gi, agli U.fficiali, sottujjìciali, graduati e paracadutisti tutti che compongono il repatto.
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Manuela Fahhri
La 184fl Compagnia Mortai da 81 "Nembo ", continuando nella via jìno ad ora se,guita, diventerà indubbiamente un perjètto strumento di guerra, capace di .far sentire la sua voce potente sui capi di battaglia dove sarà chiamata a combattere. Il. (7h'Nh'NAU•,' I)/ HNIGA 'f'A COMAN IJANTH
(V Nonco)"
x,v
PNOGh"l'lO f)'AIJARMH
A questo seguì il progetto d 'a llarme della compagnia, che vale la pena di ripo,tarc a nch'esso integralmente: "181" COMPAGNIA MORTAI DA 81 1)1 VJSJON.H ''NliMHO " J>ROG'ETJ'O D 'ALLARJl;/E
TI segnale d 'allarme verrà dato con la trO'mba. Sarà ordinato dall't ljjiciale più anziano dell 'accantonamento, se d i giorno, dall 'l f/jìciale di servizio se di noi/e. <X)M!_)/'10 f)h'/J,VFFIC'JAIF CJ-lli ORDINA L'ALlARM.H
Fa avvertire tel<ifonicamente il Comandante di Reparto. - Fa avvertire tutti gli U.Uìciali dai prupri attendenti. - Si occupa di a vvertirli per primi - Manda subito il Serg. Ma,&r;,,. Fogap,nolo con i rifornitori dei plotoni al Deposito Muniz ioni. - Frovvede, coadiuvato dagli ufficiali e in mancanza di questi dai Sottujjìciali, a che i plotoni si md/ano nel più breve tempo possibile in armi e si radunino velocemente nello spiazzo davanti all'accantonamento. - Appena pronti, al comando del più anz iano, si porteranno allo Scalo Ferroviario o nella località precisala dalle Autorità Superiori UNIFORME ED ARMAMENTO DEI PLOTONI
Unifurme di flUerra: Elmetto, zaino affardellato, due coperte, telo da tenda, paletti, borraccia piena, muniz ioni individuali addosso. - Viveri: Una razione di pane o galletta; u na scatoletta. - La Squadra Comando: porterà al seguito: Nadio '/ 'eli da segnalaz ione; una barella; z aino sanità.
Un /Jaracadutista: lui12,i Fabbri
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- Armamento individuale: Completo di lancio con il bracciale giallo. ,1 pacchetti di medicazione. Respiratore ant(gas. N. 14 cartucce per pistola. N. 1 O caricatori da 1 colpi (6 messi nell'apposita cartucciera, ,1 nello zainetto speciale per armi a piedi). N. 6 bomhe a mano messe nell'apposita cartucciera. N 6 homhe a mano, messe nello zainetto per armi a piedi. N. 1 razione gallette. N. 1 scatoletta carne. COMPITO DELL 'r!FFJCJALE ADDfl770 AL VETTOVAC7J,JAM.h'NTO
Coadiuvato dal Serg Magg. Marsico, dai cucinieri e dagli uomini della 5'quadra Servizi disponibili provvede a .far caricare sull'a utocarro del reparto il seguente materiale: Bidoni da 15 litri, che farà tempestivamente riempire. Otto casse di cottura. I viveri detta giornata. Cucine Ufficiali. Viveri di riserva che ritirerà dal magazzino (scatolette - gallette). Fusto benz ina di risema. Cofano Comando di Compagnia. Cassetta per denaro. Materiale sanitario. COMPITO Dfl/J,'L/.FHCIALE ATJTJ/f f'J'O ALLE Ml!N/7,JONJ
Si porterà subito con il Serg. Magg. Fogagnolo ed i rifornitori per squadra al Deposito Munizioni. Caricherà sui carrettini le muniz ioni di primo lancio, di lancio di reparto e di rifornimento: N. 160 cassette b.g.a. N. 160 cassette Ji,,1,mogene. e le trasporterà a Villa Reale, dove già si troverà l'autocarro del n1)arto di ritorno dallo Scalo Ferroviario dove avrà trasportato il materiale di tovagliamento. Ultimato il caricamento delle muniz ioni si porterà veloce111e11te a llo Scalo Ferroviario con gli uomini, avendo cura di farne pari i re co, l 1·a11 tucarro quanti potranno prendere parte su di esso.
,,e1-
Manuela Fabbri
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l)JSPOST7.TON! VARIE All'accantonamento, durante l'assenza del reparto, rimarrà il seguente personale.Graduato della squadra serviz i: Cap. Magg. Soprano Antonio Magazzino materiali.Parac. Faini Mario Magazzino casermaggio: S'baraglia Guerrino D(:,posito munizioni.Bolognesi Umherto N. 4 uomini della Squadra Servizi di Compagnia IL COMANDA NIF TJfllLA COMPAGNIA
(LWGJ FABBHJ)" XlVI Fabbri conlinuò a dars i d a fare. Resta di quel periodo il s ign ificativo promemoria da lui redatto pe r gli ufficiali, che dà un'idea abbasta nza c hiara de lla siluazio nc della Compagnia: "184" COMPAGNIA MORTAI DA 81 TJTVISIONE "NEMBO"
PROME MORIA
Prego gli lJ.ffìciali di Compagnia di voler attenersi scrupolosamente a quanto p,ià più volle in sede di rappmto ho avuto occasione di illustra re p er quanto riguarda l'andamento morale, disciplinare, addestralivo del reparto. Traccio alcune direttive e consigli e pre,go i Si&~- L!Uìciali volere nella maniera più tassativa tenerle sempre presenti. RISERVATEZZA
Controllo continuo ed intelligente atto a Jàr sì che i nostri uomini si ahituino a non parlare per nessun motivo in servi.zio e jì,1.ori servizio di argomenti che riguardino la nostra specialilà. Reprimere rigorosamente ogni ir~/raz ione. A7JON/J MORALE
Va svolta continuamente nei riguardi dei dipendenti - improntarla a consigli che ahhiano rfferimento al comporta mento in servizio e .fi,1.ori servizio. Ogni giorno deve essere .falla nel Plotone una adunala, anche di pochi minuti, p er questo importantissimo scopo. Quando il morale è continuamente sorretto dal Comandante - l'uomo è sereno e sempre presente a se stesso. Si eviteranno injìnite mancanze.
Un
paracadutista: Luigi Fahhri
3<JJ
Controlla degli elementi slavi e rimpatriati da/L'estero. Tenere presente quanta ha già comunicalo verbalmente in merito . .MA7'f,_R.JALE ED ARMAMENTO
Controllo assiduo e ri[torosissimo. faso è preziasa e la Naziane ha dijficaltà incredibili per rinnovarlo. Va tenuto come un oracolo. Bisogna ottenere che i dipendenti amino le loro armi, le tengano con de1Jozione e le curino costantemente. 0Mni difficoltà dovuta alla pulizia e conseroazione di esse deve essere superata con l'iniziativa dei ca-mandanti di plotone. ·rroppo !>pesso esse sono lasciate sporche a volte persina abbandonate sul luogo di addestramento. Ciò è indice di mancanza di controllo da parte dei comandanli di plotone e di squadra. Bisogna essere in questa draconiani. Gli uomini debbono poi conoscerle e hene in tutte le loro parti e tulli Rii inconvenienti che possono succedere durante il tiro. Mi risulta che in alcuni plotani nan si sa nlppure il tipo ed il qurmlilalivo del materiale in consegna. J:f/ettuerò saltuari inlerrowttori e desidero che ciò non risulti più. 1 plotoni sono ora al completo sia dal lato armamenta che munizionamento ed equipa!!)!,iamento. Ciascuno ha quanto dovrà porture in guerra. Controllo settimanale degli og.,getti di corredo e caserrnaggio in modo da poter reintegrare immediatamente ed appianare e1Jentuali mancanze e deficienz e. SOTTIIPFIOA/J
Non viene, da parte deg,li f!Jjìciali, curata la categoria Soltu:fficiali. E ' gruvissimo errore. fls,i dehhono essere costantemente seguiti, educati, istntili, valorizzati difronte ai loro uamini. Dare loro in pieno mansioni di responsabilità continua, sotto ogni.forma. Mi risulta che vengono, ad esempio, dati ordini ad un graduato mentre nel plotone non sono presenti i rispettivi sottujjìciali. Ciò è gravissimo ed intacca in pieno l'ossatura dell'unità. Pretendere che siano sempre presenti i rispettivi so1t14/teiali, controllarli continuamente, non accontentarsi di giustijìcazioni superficiali e /.meri/i quando sono assenti, ma toccare con mano. Cercare di al/011/anarli il meno possihile dal reparto. Oare ad essi incarichi compatibili col loro grado e loro possihilità di conseguire il risultato. ObbliMarli a contin ui co11trolli dei propri uomini e dei materiali in conse[tna alle proprie st111adre. Curare la loro istntzione, interrogarli !>pesso, cercare p,ior11a/11'1(!11te di accrescerne e migliorarne il rendimento ed il presl(f!,io. Un huo11 sof/1~//tciale è prez ioso per il plotone e sarà sempre di validissimo ai11to.
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Manuela Fabbri
E' troppo facile dire: "T miei sottuf}ìciali sono scassati, non vanno", bisogna chiedersi: "Che cnsa in hn fatto per formarli, istruirli, migliorarli!". Tenere presente che perfòrmare un elemento bisogna lavorarlo ed esplicare nei suoi riguardi prima di tutto l'azione morale integrata da quella materiale e cin, non per un solo giorno od una settimana. E' raro il caso che dopo aver agito cosi' si ottenga il risultato negativo. l'retendere che i sottujjìciali curino costantemente i loro graduati. Vale per essi quanto ho detto più sopra per gli Ufficiali nei riguardi dei Sottu/Jìciali. DJSCIJ'JJNA Ho spesso la sensazione che troppi militari evadano dalle adunate u si esimano per Ji.1,tili motivi e rimanP,ano nei posti più impensati a fare i /uro comodi. Ciò è deleterio e copre l 'u:fficiale di un senso di ridicola, sminuendo la su..a_fi[!,1.1,ra nel senso dell'autorità e dell 'a scendente. Le operaz ioni di Compagnia e l'iniz ia di esse sono hen stabilite dagli ordini che iu emana. Desidero che scrupolosamente siano osservate efàtte osservare. I.a puntualità e l'ordine sono basi troppo importanti per poter essere tra.5curate. Curare la forma (saluto, modo di presentarsi, ardine ed un !fùrm ità nella divisa che indossano). Non essere in questo superjìciali ed accontentarsi di quello che si a/tiene, sempre di più bisogna ottenere, ed il passa avanti fato non de-ve essere uno scopo raf,[!,iunto ma solo una tappa per cunse!!,uirne uno migliore. NON VOGLIO L'UFFICIALE SEMPRE PRESENTE MA QUANDO LO E ' D.t'VH HSS.t'R. é' L 'UFFJCIA.Lt' CON TUTTA LA 51GNORILITA ', SERI.HTA ', AUTORITA ', JUGOROSITA '. Gli ordini vari che si trovano sul quadro di compagnia devono essere osservati spessa in quanta sovente su biscano variazioni. Biso!!,na essere sempre aggiornati. Nei nostri reparti cù} è importantissimo. Esplicare az ione per far sf che il soldato non sperperi malamente il denaro che guadagna. Desidera che si attuino dei risparmi sotto _/<)rma di invii alle .famiglie, che certamente a casa S<?f(rono e si impongono privaz ioni e cù} proprio per essi. Prego assicurarmi in hreve che quanto sopra venga <dfèttuato. ALLARMT TTn emanato a suo tempo un progetto di allarme; occorre che tutti lo cunoscarw. Organizzare nell 'a mbito del plotone tutte quelle predis/)osizio-
rin /Jarucadutista: Luigi Fabbri
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ni ed accur,_!!,imenti atti a far sì che nel caso tutto si svolga nel modo più urdinatu e più celere. Ricordo, p er esperienza p ersonale, che la crisi di tali mumenti nun è ind([lèrente e si tra.~Jorma in caos se non si hanno ben precisi gli urdini e fa cronologia delle azioni da svolgere. Ogni [![/ìciale deve tempestivamente comunicare al comandu di compagnia e ad elementi del proprio plotone ogni suo eventuale cambio di indirizzo e ui devono essere almeno quattro o cinque militari che cunuscano perfe ttamente questo indirizzo in modo da saperlo trovare anche di notte. Ricordo che per noi gli allarmi sono all'ordine del giorno e che nessuno può allontanarsi di notte dal presidio e, se in esso, deve essere sempre reperibile. Sr,'JWJLJO Di GIORNATA
Insisto sul seruizio di giornata che ancora lascia molto da desiderare. Constato spesso che gli ordini più volte emanati ed i cons(v,li dati sono spesso lettera morta. l 'L!fficiale di giornata ha la responsabilità di tutte le operaz ioni giornaliere per quanto riguarda l 'i nizio, adunata, puliz ia, controlli, se1vizi. Non rilevo mai iniz iative a favore del miglioramento dell 'accantonamento; le gradirò moltissimo per il futuro . Ricordo che il consumo energia elell rica va ridotto al minimo indispensabile. Spesso trovo lampadine accese anche in ore di giorno. Prenderà d 'un, in poi severi provvedimenti. ADD.t,'STI<AMENTO J<accomando la serietà nelle varie istruzioni di reparto, dalle quali io ho tracciate le direttive, e:,,plicate le basilari attività ma che d 'ora in poi lascerò alle iniz iative personali dei comandanti di plotone. I Jesidero che le istruz ioni di reparto siano brevi, ma in.tense. J,unghe chiacchierate stancano, passare subitu alla pratica in. ogni istruz ione e non siano sempre i soliti ad aP,ire. Tutti devono essere istruiti ed insisten z a particolare va e:,,plicata nei riguardi dei più restii a d intendere e in quelli che più cercano di evadere dalla istruzioni. Nicordo che i Plotoni sono destinati ad agire in guerra pertanto è mio preciso dovere pretendere con ogni mezzo che essi siano addestrati e che i comandanti siano all'altezza dei compiti. Alla mancanza o de_/ìcien.za di passione si sostituisca il preciso senso del dovere e della respunsabilità sacrosanta che si ha nei riR11t11di rie/lo Naz ione e degli uomini stessi posti alle nostre dipendenze. Voglio :,,perare che queste note una volta lette non uada110 i11 di111c11/icatoio.
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Fsse debbono essere ~pesso consultate e per quel tanto di tempo necessario ajjìnché l 'u:f/iciale abbia la netta impressione che tutto quanto è in esse cnntenuto venga esplicato. Tl COMANl)ANJ'.H LA COMPAGNIA ('l'en. /,uigi Fabbri)" x1.vu Ai prim i del nuovo anno, il Capo di Stato Maggiore de lla Division e scriveva: "Dal 14/11/42 al 3 7/ 12/42 il 'ten. FAl1HNJ LUIGI, da lui/annata, ha tenuto il comando della l R4g Compagnia Mortai da 81 = Divisione NEMBO. Completamente riabilitatosi dalla malattia che lo a veva mesi or sono allontanato dal fronte di m Alamcin, l 'ufficiale si è dedicato con zelo, entusiasmo e perizia alla costituzione della nuova unità. Soldato per passione e per temperamento egli ha formato un reparto solidamente inquadrato, disciplinarmente saldo e nonostante il hreve p eriodo addestrativi, gid pr(!fessionalmenle preparato. Di tempra assai volitiva il 'J'e n. Fabbri ha esercitato azioni di comando energiche ed austere. Ha talora dimostrato qualche eccessiva durezza di tratto nei riguardi dei dipendenti occasionata dal temperamento vivace di questi, si è p erò ripreso ed ora da prova di ponderata cd avveduta maturità di comando. In complesso: un helli.\:,irrw ujfidule, dotato di qualità solide e positive, non mo/tu.frequenti.fra gli 14Jìciali di complemento. Gode, a giusto merito, della piena fiducia dei dipendenti e della stima dei superiori. E ' comandante di repartn su cui si può fa re p ieno a:fjìdamento in p ace ed in P,Uerra. IL CAI'O DI STATO Jv!AGG!ORT: Ten. Cui. in s. S.M. (Alberto BechiJ' x1.v," Il favorevole g iudi 7.io veniva confermato da l comandante della D ivis io ne: " REV!S!ON R
li Ten. Artiglieria FABHJU LUIGI è un t4ficiale distinto che possiede tutte le dnti del comandante fisicamente rohustn, resistentissimo alle fatiche, intelligenza sveglia, ottima capacitò pr<gèssionale, appassionata dedizinne al dovere, spirito di iniz iativa, sensn della responsabilità, m nlta capacità organizzativa, molto dina mismn, g rande ascendente sui dipendenti, che governa con mano ferma, talvolta un po ' dura nella forma .
Un paracadutista: /,1,tigi Fabbri
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1:a sua 784!1 Compagnia Mortai da 8 1, forte d i 14 armi è perfetta per disciplina ed a ddestramento ed è jìn d 'ora di p rontissimo impiego, Sono molto contento di lui e lo elogio. P.M. 116/5J,1/43 XXI Il, COMANn NA'l'f-:' l)r,'IJ,A I)/VISIONI:' fto G'en. di Hr ig . .b'. NONCU' xux
Lo stipendio in busta era sempre cli 3. 192 lire mens ili, composto da 1.16 1 cli voce s tipendio vera e propria , 275 cli Supplemento cli servizio attivo, 297 cli Aggiunte cli famiglia, 100 cli Ass e gno temporaneo cli g uerra 790 di Indennità cli volo , 160 cli l /2 Soprassold o operazioni e l2J per "Viveri contanti", con la solita ritenuta cli 1 lira per il Circolo Militare e con un 'a ltra Lira trattenuta per )'"Istituto Pe nsionati V.E. lll", ,,, il tutto pagato adesso direttamente dalla 184!! Compagnia Mortai da 81 Divisione "Nembo". Il rendime nto del reparto continuava ad essere giudicato bene dai superiori. Ne fa fede l'encomio che Fabbri ricevé : " FNCOMJO
Vi encomio per la appassionata attività e per il costante elevato rendimento. La vostra compagnia è il più bel reparto della Divisione "N.b'MBO " IL COMANDANTE DELLA DJVJ!:>10NE fto G'en. di Brig . .b'. RONCO" '
Il 4 marzo Fabbri fu promosso capitano con anzianità al 20 dice mbre 1942. Dopo cin<.Jue mesi in Toscana , trascorsi pe rlopiù in esercitazioni e sgombe ri , coi tras porti fatti pe r mezzo di carri a trazione animale e, raramente, per mezzo dell'autocarro in dotazione, il 31 maggio del 1943 la Divisione, che aveva raccolto tulli i reduci della Folgore scampati al disastro del novembre 1942, alla ritirata ed ai combattim enti in Tunisia , di solito perch é rimpatriati per via di ferite, fu spos tata in Sardegna , dove giunse il 1° giugno. 14 Il Comando Militare de lla Sardegna la d esignò , insieme alla Divisione di Fanteria "Bari" quale unità di manovra in funzione antisbarco e protezione degli aeroporti, la frazionò in gruppi tattici auto" Q uesto risulrn dallo ·'specchietto degli assegni dovu ti ,d Te n ente Fabbri Luigi", prestampato e comple t,110 poi a 111.1110 s ul fronte delle bus te p ;1g;1 de i mesi di gennaio e febbraio .1913, o hre ;ille q u,ili sono s rnre conservale ne lle C:111e Fabbri solo que lle già c it'lte in no ta 4 . Sul retro d i que lla di fe h b mio .~o no anno La li a mano g li im po rli deg li ext ra, che però variano rispello a que lli de l mese precedente; nell'ordine : 444 lire (anziché 460) di 1/2 Soprassoldo o p erazio ni per 28 giorni, 196 invece di 121 per ·' Viveri" 28 giorni (ne ll 'originale è ··28 g."), 794 invece di 79() p e r l'inde nnilà d i volo, pe r un to ta le d i j .266 lire anziché le :5.192 del me~e d i ge nnaio. 11
Ad PCCP'/i n n P dt=-1 lii h :.-11t:.-1glinrn-'" dPI "1>~5° ('hP f11 in vPcP rn ;.1 nd ;.1to in Sicili:-1 chi d nvP pni s;..1 rc=- h hc=-
passato in Calabria .
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nomi e gruppi mobili d 'intervento disse minandola pe r tutta l'isola '" e la destinò ad o perare insieme alla 90a Divis ion e te desca, ricostitu ita d opo che l'originaria 90" cldl'Afrika Korps era stata d istrutta ad El Alarne in. Così a fine primavera 1943 Fabbri si ritrovò nel Campidano, coi s uoi plo toni mortai sparsi fra i vari gruppi tattici di difesa mobile, a combatte re con tro la malaria e in attesa di un possib ile sbarco alleato; e invece venne l'armistizio. Lui no n c'era . Il s uo fisico, già terribilmente provato dalle durissime condizio ni di vita dell'Africa Sette n trionale, a desso, in una zon a in cui la malaria impazzava , fu in quel 35% della Nembo ch e cadde m alato e fu rimandato in contine nte per via aerea il 30 a gosto 1943 . L'indo ma ni, 1° settembre e ntrò all'O s pedale Militare di Roma , che lo dimise con 90 g iorni di licen za di convalescen za il 6 settem bre 1943; appe n a in tempo p e r scampare al disastro.
I Cacciatori degli Appennini
C:ome si sa, a lle 17,/45 dell '8 settembre 19/43 la Reutc r d iede notizia dell'arm istizio intercorso tra gli Alleati e l'ltalia. Alle I 9 ,45 Bad oglio lesse ai microfoni d e ll'E.I.A.R. il comunicato italiano; e cominciò la catastrofe. Il messaggio del Maresciallo e ra stato molto gene rico p erché aveva solo parlato d i reagire a tutti gl i attacchi da qua lunque p a rte fossero venu ti; m a cosa si d ovesse fare vera me nte ne i confro nti de i Tedeschi e d egli Alleati non l'aveva detto. Per q uanto rig ua rdava la Sardegna , vista l'es istente sp roporzio ne d i forze i Tedeschi avevano deciso d i a ndarsene in Corsica, traversando le Bocche di Boni facio a pa rtire da l 1O e fin o a l 18 settembre . La Nem bo intanto era in cris i. Alcu ni comandanti d i raggruppa mento non avevan o voluto eseguire g li ordin i ed e rano stati messi agli a rresti in attesa del deferime nto alla co1t e ma rziale ins ie me ad altri milita ri d i ogni grado. Il X Rattaglio ne era stato scio lto e i suo i uomini assegnati ad altri reparti. TI XTT, c he insie me a lla P Batteria del 18/4° Reggime nto Artiglieria " e mbo" ed a l 1° Plo to ne dell a 18/ill Compagnia Mo rta i divisio na le compo neva un Cruppo 'l'a ttico agli o rdini del maggiore Mario Rin.atti , aveva deciso d i resta re coi Te deschi ; pe rtanto, aggregatos i a lla 90il Divisio ne, rac" l'ost;i alk d ipenckn zc del Xlii Corpo d 'A.nm,ta, la D ivisione fu dislocata nel Campidano , zona cenrro - meridiona le dell'isola, e nella Nurr.i , :wn.i nord occidcnt.ile, coi rcpani .icquartic rnti come segue: Comando f)ivisionc a Villanovaforru ; Raggruppo.memo "Q ua ro n i" ad Asse mini composto chli gmppi lallici "(;igersa" (XVI htg./183" rinforzalo), ·' Luserna" (XV/ 183" rinforzato) e "Conte·· (CI.XXXlV guastatori rinforzato); J{aggruppamenlo "Renzoni'" a Serramanna composto dai gruppi lallici "Rizzalli' (Xl! btg./184° rinlurzalo) e "Corrias" (XlV btg./184° rinforzalo); Raggruppamento "Jnvrea" in zona Marrubiu composto dai gruppi tallici "Del Vita " (Xlii btg./184° rinforzalo) e "Cadeddu·· (gr. S(j. Cavalleggeri di Sardegna); G ruppo tattico "Valle tti" (X btg ./1ff~0 rinforzato) a Fe rtilia; Raggruppa mento di manovra "TanLillo'' a Sanluri composto da un repa1to carris ti ed a ltri repart i minori.
Un paracadutista: Luigi Fabbri
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coglie ndo a nc he singoli paracadutisti di altri battaglioni, il Ciruppo Tattico della "Nembo " passò in Corsica, partecipò ai combattime nti ne ll 'isola, terminati i qu ali , ai primi d 'otto bre ripassò in Italia . .Fa bbri no n partecipò a tutto questo e si ritrovò a no rd delle linee, nell'Italia occup ata dai Tedeschi. Al termine della convalescenza si presentò a visita a ll'Osp edale Militare di Bologna. Ci a nelò il 7 dicembre: "Gioconda arnnre min ti scrivo s11bitn pur sapendo che questa mia U giungerà dopo il min arrivo. Sono stato al contmlln per la fine convalescenz a ed in cinque minuti ho a vuti altri 3 mesi di cmwalescenza. Sarei subito scappato a casa ma mi sono frenato pensando che hn mnlte cosette da sistemare :,,pecie amministrative. Ad ogni modo questi tre mesi andrò in trattamento così detto di quiescenza e quindi pensione di guerra. Come vedi sotto un certo punto di vista qualcosa sono riuscito ad nttenere. Per adesso rimango in semizio in seguito vedrò ." u Finita la convalescenza nel marzo d e l '44 e giudicato abile al servizio, stranamente a nz iché a l J3attaglione Paracadutisti Nemb o del tene nte colonnello Rizzalli , in quel 1110111ento in linea a sud di Roma , fu assegnato al TT Battaglione Cacciatori degli Appennini, unità appartenente al neocostitui to C.A.R.S. , il cui quartier genera le e ra a Parma. 16 Trattandosi di una Grande Unità in via di frn'.mazio ne, bisog nava ancora eq uipaggiarne le unità minori e lo s i l'cce a partire dal 30 aprile 1944, con materia li la cui disparata provenien za 11abhri segnò ne l "Registro di c 1rico e scarico dei materiali vari", che poi conse,vò. Esordì il 1 ° aprile cogli effetti letterecci: 100 coperte dal Cormmdo Provinciale di Panua - 1T'- Casermaggio. Il 12 n e ebbe a ltrettante insieme a 50 pag lie ricci dalla Scuola d 'Applicazio ne - Comando Germanico di Parma e 17 coperte e 3 pagl iericci da l Comando G.N.R. di Fide nza; tutte e 217 le cope11e e tulti e 53 i pagliericci furono scaricati alla 2a Compagnia del II Battaglione il 30. u, li H aprile ebbe dal Com ando Provinciale di Parma 30 borse tattiche, che il 30 passò a lla 2a Compag nia del JJ Battaglion e , 30 g iberne (e altre 25 il 28 dello stesso mese) "cumj.Jlete di cinturino, spallacci e_fibbie" e 24 elmetti cli cui no n segnò alcuno scarico . 1111 Il 15 aprile da dille di Firenze e Parma acquistò 25 bo rracce, ch e avrebbe passato alla za Compagnia il 29, gio rno in cui il Comando del ,1° Reggime nto Cacciatori degli Appennini gli scaricò 'f 50 gavette, g irate l'i ndomani alla medesima Compag nia. u v li 20 aprile ricevé dal Comando del 3° Keggime nto 30 za ini , l' indom:1ni ancora 80 e il 30 completò con altri 100 la dotazio ne d e i 'S IO prl'v isti , '" Nel m ese di m arzo fu decisa la cosliluzionc ciel Centro Addest rn m e nto lkp;irl i Sp,·ci;i l i , .1rl i cocli gue rra , un nucleo d i S:1 ni1 il ,. tre r,·ggi111L·11t i C:1cci:1tori
l:1tn s11 11n Coma ndo. un tribunale militare
degli Appe nnini, per un tom ie di 248 ufficiali e 2.159 uomini.
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Manuela Fabbri
dei quali il 1° maggio ne passò 220 al Comand o ddla P Compagnia del 11 Battaglione e 290 a que llo della 2;i. Lv L'8 maggio inserì ne l registro un foglietto con la ricevuta provvisoria "Per n° 250 moschetti, consegnati al Cap. Magg . Pellel!,rini Paris della /!l Cp., consegnatario" ,.v, e segnò il materiale di cucina preso in carico . '7 Infine il 12 m aggio appa,ve la prima notazione di contanti p e r cassa: " NI C A'VUTA
Ricevo dal Comando 2° battaglione Cacciatori degli Appennini la summa di L. 2875 (duemilaottocentosettantaqcinque) quale rimanen za quota miglioramento rancio del mese di aprile U.S. Ricevo p ure la somma (1000) Mille necessaria per acquisto marche da ho/lo e tasse d 'atto da applicare sulle fatture allegate alla contabilità in contanti del mese di aprile. L '[f/j-ìc iale di Amministrazione Magg. Giannini Vercelli l 2 =Maggio 1914 XXII" Lv u Passata la bufera de lla fine della Guerra, dopo la Libera:lion e , il 29 agosto 1945: " li caf,itanu di i,umt1lem entu Luiµ,i Fabbri si è presentato ed ha wnsel!,nato il modulo contenente i dati r(fl.ettenti la sua posiz ione p ersonale dall'8 settemhre 1913 al Maggio 1945 wn allegata la scheda dei dati amministratim" ,.vm e il 19 setternbre al Distre tto Militare di f{o ma chiariva all'Ufficio Convalescen1.e la s ua posizio ne all'e poca dell 'armistizio. LLx La chiarì così be ne che mantenne grado e anz ianità. Po i p a rtì per l'Argentina, dove ,nise in piedi una ditta di irnp01tazione cli parti di ricambio per macchine a lluenos Aires. L'8 g iugno 1963 fu iscritto a l Ruo lo d 'O nore con il proprio grado e anzianità. Il 1° o ttobre 1966, all'e tà di 56 e d o p o ventun'a nni che n on indossava più la divisa, fu richia mato "in te mporaneo se,v i7.io a d om and a fino al 31 XII 1966" e destinato al Ministe ro della f)ifesa. Evidenteme nte ris ultò utile, tanto c he il su o richiamo fu prorogato p er tutto il 1967, qu ando fu nominato tene nte colo nnello con anzian ità assoluta a l 1° ottobre, ed il successivo 1968, c he lo vide colonnello dal 4 novembre, prima di essere congedato definitivam ente il 25 novem bre 1968. Nel 197] fondò la sezione A.N.P.d'T. d i Bue nos Aires, dove morì il 21 dicembre 1988 e dove riposa tu ttora.
" Per la p recisio ne: 4 mestoli di ;1lluminio , 2 rritacarm:, 4 ~ecchi sma llati bianchi, I schiacciapmate grosso, 1 colino a rota grosso, -~ c ucchiai di legn o, 1 coltello da c ucina, J altro coltello d a c u cina , 1 mezza luna per c ucina, 2 i,adc llc , I tagliere, piatti d 'alluminio i11 4 uantità non precisata, scodelle grandi , scodelle piccolc, cucchi;ii e forche tte in 4uanlità non precisau.
Un {Jaracadulista: T,uigi Fahhri
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1 Carte Fahhri (da ora in roi C:.F.), Auc.~tato n° .~039/ A.S. cli rror., rilasciato il 2/ 11 / 1939 dal Comando Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria - Scuola di Arrlicazionc di Fanteria , Modena. "CF, Luigi E ""llllKI, Purz iuli ricordi dellu mia vita sfx,rtiva ed al/i, <lalliloscrillo, pagg. 18-19. "' CF, Fo[!,lio Mnlricolare di Luigi Fabbri, Il originai<.:, annotazione alla data del 14 settemb re 1958. 1 " Q uesto venne da lui riferito alla moglie e eia lei trascritto molti anni dopo in occasione cli un piccolo incidente occorsogli nel passare da Roma subito dopo il lo ro matrimonio. L1 mattina dopo il loro ,1rrivo furono svegliati in albergo d,1gli agenti del Commissa riato EsquiJino, che gl.i contestarono d':ivcr infr:inro il diviem di soggiorno inflittogli in pass:itn. A loro Fabbri fece presente r he, essendo rientrato in servizio, aveva avuto cu ra d i comunica re alla Questura c he era cessata l'interdizione ma che evide nle111enLe loro non erano stati avvertili. La cosa fu chiarita in giorn~1ta. Alla moglie, perp]e&';a, spiegò brevernente clte, avendo lavoralo per i servizi segreti, 4uando era stato d ispensalo dal servizio effettivo gli era stato interdetto il soggiorno a Homa µ<.:rché là t:ra la sede dei 11Li11isteri. ' lparacadutis li, in, Il 111io curalo Ira i mi/ilari, Brescia, Morcelliana, 1942, pag. 227. 1 ' CF, T.uigi FABBl<I " Gioconda V;ilentini, I Ggiugno ·19,f 1. 1 "' C.F, Luigi :1 C. ioconda V:ilentini , s.i . 111 ' C.F1 Luigi a C.ioconda Valentini , Zona d i C11cn~1, 8 giugno 194 I. "x CF, Luigi a Ciocon<la Valenlini , Zona d i Cucrra, 13 giugno 194 I. 'CF, Luigi a (;ioconda Valenlini , Zona d i Cuerra, 19 giugno 1941 , ore 23.30. "Cl', Luigi a Gioconda Valenlini, Viterbo, espresso datalo 17 ma in busta con annullo del 16 settembre 1941, ore 6.30. xli CF, il Capitano P A.S.'¼\10N11 a Fabbri, biglietto senza indicaz io ni . 11 ' ' CF, agenda person,1k per l'anno .1912 (d'ora in poi agenda ), alla data. m CF. :igcncla. ,111,1 cbt,1. w C.F, agc-ncb , :illa cbra de l .~O aprile 1942.
1 ;,.'"'
C l', Co1nando Divisione Pan1cadutis1:i : 1-''rornernoria
data né l uogo;
111a
11.
0
2, cicll>Stilat<> ("<>Il finne aut<)grare, seni'..a
sicurarnente Tarquinia, autunno 19'1 1.
"" CF, agenda , alla cbta del 30 aprile. 1 " " CF, ,1gench, . ,1lh1 d;ot,1. "x C.F, ;igc-nda , alb data dc-I 4 m;1ggio "' CF, agenda, alla data del 6 maggio. "' CF. agenda , alla data. 11 " CF, agenùa. alla tlala. 1 " " Cl', agenda , a lla data del 31 lugl io. mv CF, agenda , alla darn ciel 31 luglio. x.w C.F, a g, ·nda, alla dala. xxvi C.F, Luig i a Cioconda Fabbri Valcntini , a lla data. ,xv" CF, agenda, alla data . """"' CF, Luigi a Gioconda Fabbri Valenlini, alla data. "" CF, Luigi a Gioconda Fabbri Valenlini, alla data '" Cl', agenda. alb data. ' '" CF, agenda . alla dat,1. , ...., " CF, agend,1 , alla data . "-'-'" ' C.F, agencb, alla data. ""v C.F, agenda , a ll:l dat;1. xxx, CF, agenda, alla data. 1 " " CF, agenda , alla data. ,xx\· CF. agc..:11c.la. alla <lata. 11
,,·xvm CF, agenda, alla data. xxxix CF, Luigi a Gioconda Fabbri V,ilentini, Derna , 23 a gosto 1912. prima cli due lettere in p:11 i d:ita "· CF, Luigi a Gi<x-ond,1 Fabbri Valentini, Derna, 2j agosto 1912, seconda di due lettn,· in p:i ri d :it:i . "-' C.F, Luig i a C.ioronda Fabbri Valcntini , Dern:1, 24 agosro 194 2. x1.11 CF, Tcnemc Colonnello Alberto 111·:<:111 L11sE11NA, caro d i Stato Maggiore d cll;o l)i,·is ioow N,·111 ho; copia carbone di rapporto, senza data, senza indicazioni, con g rup[><> firma 111;1 senza lìn11.1 .u11ogr.1f.1 e in coppia con altro rapJXJrto relativo a l periodo ftno all"agosto 191 2 e dat:d,ile :1i pri111i di g<·1111.1io del 1945. 1 " ·" C.F, l,1rc-rto C:1rt,·1rc-o con minuta di tdegr;11nma, s.cl. , s.i ., ma 194:$. "·" CF, minllla di tdcgr:11nma , senza data n{: indicazioni.
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Manuela Fahhri
'"' Cl', Gene rale di RrigM;1 E. RONCO, Urdine del g iorno n ° 3. del 13 gc.:11m1io 1943, co pia c iclostilata con lìnna non autog~1fo xlvi Cl', Teu. Luigi FA1111R1, Progetto d 'allarme, 2 pag ine su carra velina, s e nza ind icazio ni né~ data . '""°" CF, Te n. Luigi FAt1BR1, Promem oria per gli ufficia li detla IR4" compag nia m ortai, velim 1 sen7~1 d ata nf ind ica zio ni, fìnnata in originale , data bile alla fìne <lei <licernbre 1942 o al massimo a i prim i di ge nna io 194.3. ""'" C:F, T. Col. Albe1to BEClll LUSERNA, capo d i S.M. della Divisione Nembo; copia c;1rbo ne di ra pµorto, senza dara , sc nz:1 indicazioni, con gruppo firma ma s enza firma a utografa e in coppia coll'a ltro ra pporto citalo in nota V1TT, relativo al p e riodo fino a l .3 1 dicembre 1912, ptor c ui databile ai primi di gennaio del I94j. '"' CF. Ge n. l3rig. E. RoNco, Revision e, cie l 5 aprile 1943. ' CF. Gen. Brig. E. RoNco, F,ncomio, senza data, 111a primave m 1943. " CF, Lu igi a Gioconda Fabbri Valcnrini , Bo logn a, 7 dicembre 1943. '" CF, Reg istro di caricu e scarico dei m a teriali vari d e l 11 [lau:iglione Caccia tori degli Ap pennini, pagina 5 (carico) e 6 (scarico ). "" CF, Registro .. .cii., pagina 3 (carico ) e 4 (scarico). "' CF, Registro .. .cii. , p,1g ina 7 (carico) e 8 (scarico). ". Cl', Registro.. .cii.. , pagina J (carico) e 2 (scarico). '·" CF, ricevuta provvisoria in Negistro . .. c it. , foglio volante.
PIER PAOLO RAMOTNO
UN ESEMPIO DI COLLA BO RAZIONE INTERFORZE: LA DIVISTONF. NAVALE SPECMLE IN SOSTEGNO ALLA FRONTE TERRESTRE NEL PRIMO CONFLTTIO MONDIALE
Premessa La difesa di Venezia e della sua laguna in caso d i gu e rra con l'AustriaUnghe ria rappresentò per mo lti anni uno dei problemi strategici di più difficile soluzione per la politica militare italiana. La sple ndida città lagunare entrata nel Regno dopo la difficile guerra <lei 1866 era sede di uno dei più importanti Arsenali de lla Regia Marina, che, po te nziato dopo il 1875, era stato m esso in grado d i costrnire g randi unità m oderne e di eseguire lavori su qualsias i tipo di unità in se,vizio, e rappresentava quindi un importante eleme nto della struttura in du st1ialc na vale italiana soprattutto p e r i s uoi ott imi bacini di carenaggio e le s ue allrezzate officine pe r le armi e gli apparati motori. T tecnici e gli operai che vi lavorava no, e redi degli "arsenalotti" della gloriosa Re pubblica, ris ultavano tra le maestranze meglio s pecializzate del personale c ivile della nostra Marina ed infatti alcune d elle più sig nificative costruzioni militari moderne e rano state realizzale nell'Arse nale Veneto. La situ azione idrografi ca della laguna si p resentava pe rò piuttosto comp lessa sia per i bassi fondali , che non consentivano l'ancoraggio di navi maggiori, sia per il tipo d i costa, tra il Lido e Alberoni, che no n pennetteva la costruz ione di stazioni d 'avvistamento con ampi o rizzonti , necessarie pe r me ttere in allarme pe r tempo le nostre difese in caso d i avvistamento di forze nava li ne miche dirette a colpire la "regina dell 'Adriatico ". Il giudizio che la Marina clava di Venezia n el 1914 era il seguente: la cillà lagunare idrograjìcamente insu:f/ìciente per ricevere una Jòrte aliquota de/la _fluita, soprattutto per dijjìcoltà di manovra, poteva offrire ricouero solu ad u.nafraz ione di essa ed ajlolliglie di siluranti. La sistemazione difensiva del fronte a mare, non ancora ultimata, no n era in condiz ione di resistere ad un attacco dal mare difendendosi con i suoi soli mezzi. L1 base appariva si(/-_(i.cientemente protetta contro attacchi insidiosi di siluranti '. Tale cons iderai.ione ten eva , a nostro parere , soprattutto conto d elle caratte ristic he intrinseche delle m aggiori unità au striache , tulle di notevo' Vedi in "La Marina Triiliana nclb Grande Guerra" Voi. I- pag.:$09-:$ 10- vedi Bibliografia
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Pier JJaol o Ramoino
le pescaggio e quindi inadatte ad avvicinarsi troppo alla costa e all'esperie nza ch e tutli gi esperti di strategia maritlima avevano tratto dai no n troppo lo nt:mi avvenimenti de lla Cue1Ta Russo-Giapponese in cui si e rano avuti disastrosi attacchi in p o1to condotli da torpediniere. La vicinanza della maggiore b ase austriaca, Po la, p e rmetteva comunque all'ipotetico avversario imp rovvise azioni di bombardamento costiero, che s i ritenevan o molto pericolose a n che da l punto di vista psicologico. Se gl i attacchi dal ma re potevano e ssere sostenuti con una certa sicurezza, la situazio ne ne l versante terrestre s i presentava in modo differen te. Pur se la lag una presentava un formidabile ostaco lo natura le ad eve ntuali attacchi te rrestri condo tti con decisione dall 'esercito austriaco specialmente n e ll'area tra le foci d e ll'Isonzo e que lle del Tagliamen to, non si potevano escludere a;,.io ni ne miche intese a portare grosse artiglierie in aree prossime all 'Arsenale rendendo difficile la continuità delle s ue impo rtanti attività. Non potevano essere esclu se a nche azioni anfibie con carattere di incurs ione sia s ulla fascia costiera delle isole esterne d e lla laguna sia ne ll'area di Chioggia o de lle foc i del Po con possibili rirercussioni sui collega menti te rrestri de lla "Regina dell'Adriatico" con Fe rrara e Bologna , importanti snodi della rete fe rrov iaria nazio na le. ln altre parole uno dei maggiori centri industria li della Marina era troppo esposto s ia da l lato mare che da q ue llo terrestre a d eventua li azioni offensive a ustriache ed anda va q uindi protetto adeguata me nte. I due accessi principali a lla città lagunare , q uello tra il Lido e Punta Sabbioni e q ue llo più meridionale , conside ralo "eventua le", degli Alberoni erano inoltre facilmente mina bili da unità nemiche, c he potevano giungere inavvistale nell'arco notturno data la vic inanza delle loro basi 2 . In altre parole Venezia a ndava difesa ben e con forze adeguate cd in un certo senso specializzate in una sorta cli littoral wmjàre • del tempo. elio studio per un piano di g uerra in Adriatico, re dallo ne l sette mbre 1914, si affermava che la guerra marittima contro l'Austria si presentava particolarmente dfffìcile per la grande sproporzione di capacità difensiva e strate._1!,ica fra le due sponde adriatiche. In piccoli teatri operativi, cnnie l'Adriatico, la geogra:fìa strate,gica delle coste polrà esercitare una grande in:fluenz a sui divisamenti e suite mos<;e delle pa11i chiamale a guerreggiare ". Nella pi a nificazio ne d e lla Mari na quindi s i era sempre p e nsato a d una strategia strettame nte dUènsiva basa ta su un complesso sistema cli • Tra l'ob e Vcnc,.ìa corrono solo 70 miglia , distan,:1 r hc un,1 silurante dd tem po poteva pcrrorrc re in rxx:o piil d ì In: ore. Tale distanza si riduce anrora se la parten za avviene da Trìcs1c. Quest'ultima localìl;ì p11r no n essendo cons iderato una base mìlì1arc era comL111que (~1cilmentc utilìzz.abile d;1gli Austriaci. ' Con questa locu zion e sì inlc ndc oggi l 'i n sieme di opc~1z io ni marittime n ei pressi delle coste avversarie cd m fo n d,d1 bassi. ' " La Marina Tt:1 li;1n;1 nl'lla Grande (juen-a., voi. 1-pag . .~ 12
Un esemJ,i<> di collaborazione interforze
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ope re fi sse, quali le batterie costi e re, la rete semaforica ' di avvista m e nto e g li ostacoli re ta li, s ia su schie ramenti a raggiera d i piccole unità s ilura nti e, quando questi e n trarono in servizio, di somme rgibil i adatte a ll 'esp lorazione preventiva del G o lfo ed a l1'insidia con il s iluro delle unità n emiche in avvicin a m ento. Si prevedevano q uindi solo dei brevi com ba llirnenti specia lm e nte notturni tra unità min ori con i1 carattere d i mischia, ove eventuali unità maggiori potevano intervenire solo in s upporto a ll e s ilura nti facendo molta atte nz io ne nell'a vvicinars i ai c ampi minati o ad e ntrare n e l raggio d ' azione delle b atterie costiere. Nella pianificazione d e lJ'lo:scrcito invece la laguna e ra la retrovia di un importante sellore operativo affidato all'Arm ata schie rata nell'estremità della fronte terrestre, che prevedeva operazioni oj}ènsive miranti non solo al s upe ramento del confine , ch e allo ra p assava poco ad Est del Tagliamento e ch e ne lla area lagunare tagliava in due la laguna di Grado, ma mirava all'impo ttante conquista di Trieste, o bie ttivo n o n solo militare, ma di alto valore politico e di immagine. L'utili zzo del sistema di navigazione lagunare e ra quindi di grande importanza per il s upporto logistico dell e for1/.e operanti, m e ntre l'frnpiego cli artiglierie di a mpia portata come que lla imbarcata sulle unità maggiori poteva consentire concentrazioni di fuoco mo llo efficaci p e r spezzare la resistenza nemica. l d ue concetti op e rativi l'uno stre llamente difensivo e l'altro offensivo d ovevano trovare un giusto equilibrio, che i due Stati Maggiori ricercarono a lungo dimostrando una decisa volontà di operare con vero spirito interforze. Purtroppo nell 'inventario delle n ostra Mari na m ancavano i "mo n itori "(vecli oltre) ossia uni tà apposita mente progettate p er imba rcare artiglierie anche di grosso calibro adatte ad o perare in bassi fondali pe r il bombardame nto costiero e la Flo tta era stata costruita dopo Lissa per comba tte re una g rande battaglia in mare a pe 1to contro un obiettivo esclu sivam e n te navale, c he veniva individuato, dopo la firma della Trip lice Allean za , ne lla s quadra da battaglia della Marina Francese . Non vi e rano esperienze di lotta in acque ristrette e d in lagune se non lo studio delle operazio ni condo tte d aUa Ma rina degli Stati Uniti ne lla orma i lo ntana Gue rra di Secessio n e. Per aJ difesa d i Venezia s i iniziò comunque all'inizio del XX secolo a costruire de lle piccole cannoniere lagunari, che , se pur di mostrarono il loro valore militare nella gue rra ] 9 ·15- 18, non e ra no i me;,.zi pe r assicurare una supe rio rità marittima in Alto Adriatico.
cl,,
' L'intera costa italiana era copcrt,1 una fitta rete di s tazion i senuforichL· qu:1si se111pre tra loro ortìc.imente collegale, che o ltre a gam ntìre l 'assiste nza alla navigaz ione cos1ì,·r:1 Sl'rviv,ino in caso di bclligcran7.:,1 eh punti di :-:1vvist-::11nento . MoJtc st.azio nì erano collt'.g:de per telegrafo con i Co,nandi dt~ll;1
Marina res ponsabili delle varie aree.
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Pier Paolo Ramoino
Dobbiamo inoltre considerare c he la lung a apparlenenza alla Triplice Alleanza non aveva fatto cessare gli sludi per una evenluale g ue rra da condurre ai confini o rie ntali, m a ce1t amente no n aveva pe rmesso di atlivare una pubblica disanima di una stre tta collaborazione tra le due Fo rze Armate in o p e razioni c he vedessero l'Impero di Francesco Giuseppe qua le ne mico, a nzi p er essere "p ol iticame nte corre tti " l'argom ento non venne ma i trattato in discussio ni ch e avre bbero po tuto inte ressare la stampa. La coop e razio ne interforze tra R.Esercito e le Forze Navali e ra veramente a i primordi pur se in a lcune esercitazio ni d 'inizio secolo s i e ra tentato d i mig lio rane l'efficacia. La Ma rina aveva fatto una buo na esp e rie nza n e lle azio ni controcosta condo tte da g randi unità n e l corso del conflitto con la Turc hia per la conquista della Libia, ma ta le esperie nza aveva rivelato sia la d ifficoltà d i e ffe ttua re bombarda me nti contr o munit.i conc entrame nti avversari a grandi dis ta n ze (vale a dire a l limite d e ll a p o rta ta d e ll e artig lierie im barcate) in quanto n e lle azio ni condo tte in 'l'ripo lita ni a ed in Cirena ica no n ci si c m m a i trova ti davanti a b atte rie te rrestri di g ra nde poten za. Solo i re mativi di attacco ai munitissimi fo rti d e i Da rda ne lli ci avevano costre tto più ad azio ni ins idiose con piccole to rpe dinie re che ad attacchi in forze con le gran d i corazzate, c he soprattutto temevano i camp i minati . Inoltre pur con il rapido a ffe rmarsi della radi otelegrafia le com un icazion i tra i re parti a te rra e le navi erano ce,ta me nte d a p otenzia re ed in p arte da sperime ntare. Comunque d alle discussioni tra gli Stati Maggio ri appa,ve subito evidente che la d ifesa d i Venezia e l'a ppoggio a lle o perazio ni ini zia li dell'Esercito d oveva essere affidata a navi maggiori d otate di buo ne a rtiglierie , q uindi alle "coranatc " o agli "incrociatori corazzati " 1'. E' interessante esaminare quali d ecisio ni furono prese a lla vigilia d ello scoppio del conllitro, inl~uti la gen esi de lle o pera7.io ni di sostegno alla cosidde tta "ala a mare" della fronte d ell'Ison zo me rita alcune cons idcra7.io ni sto ric he sia pe rché ha ra ppresentato uno elci primi esem p i cli coopcra7.ion c inte rforze ne ll'ambilo d elle Fo rze Arma le ita liane s ia per alcuni anunacstramcnti che potrebbero avere ancor oggi un qualche va lore . Q uesto breve saggio, no n soffermandosi alle s ing ole ai.ioni condotrc, vuo le quind i descrivere qu esto tipo d i collaborazion e tra il Regio Esercito e la Regia Marina con qualche a ccenno alle analoghe allivit,ì del ne mico, che aveva cen amente studialo l' utilizzo ddlc s ue forze cli s upcrfìcic s ia per ostacolare la mo bilitazio ne iniziale del nostro Eserc ito s ia pe r cffc lluare azio n i di ritorsio ne sulle retrovie iLaliane.
• Vale a <li re unità dotate d i artig lierie di g rosso calihro e munite di protezione adeguala .
Un esempio di collaborazione interforze
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Il concetto strategico d'impiego delle unità corazzate di seconda linea L'entrata in servizio delle nuove grandi corazzate del tipo dreadnougth quali la Dante Alighieri e 1c unità della classe "Cavour" e "Da ria " aveva relegalo le corazzale coslruile lra il 1880 cd il 1910 a compiti secondari con l'eccezione delle Lre unità della classe "Regina Elen a", che per le loro caratte ristiche di velocità (2 1-22 nodi) cd armamento (2 torri singole d a 305/ iO e sei torri binate da 203/ 45) potevan o ancora avere un ruolo importante n ell'affrontare in mare aperto la flotta a ustro-ungarica. Le cosiddette pre-dreadnuup,ht in servizio potevano quindi essere adibite a ruoli meno impegnativi in aree d ove non fosse prevista la grande battaglia navale con l'avversario. In p a rticolare p er la Sardegna e per le due "E. Filiberto", di cui esamineremo successivamente le caratteristiche salienti, si pensò subito ad un loro utilizzo quali batterie galleggianti, quindi proprio come "corazzate costie re ", in zone particolari qua li quella albanese o que lla d ell 'Allo Adriatico. TI concetto informatore di tale impiego era riposto sulla ancora valida a rtiglieria imbarcata, c he consentiva di effettuare azio ni di bombardamento costiero a distanze tali da non espors i troppo al tiro nemico e sulla buona protezione delle loro corazze, che permcllcva di affrontare il tiro d elle batterie terrestri avversarie di medio ca libro. La molto limitala p rotezione subacquea non con sentiva però loro di esporsi agli attacchi siluranti e non garantiva una loro resistenza a ll'offesa delle mine, ma si rite neva che in porto od in rade protelle l'azione avversaria po teva essere evitata con la protezion e di reti antisiluro e che la scorta di torped iniere adatte al dragaggio in corsa p oteva a ncora proteggerle d alle mine e dai somme rgibili. Tn base a queste conside razioni le tre suddeue unità furono n el 1914 in occasio n e delle nostre op e razioni in Albania riunite in una "Divisione Speciale ", c he operò a lungo ne lle acque dell'Adriatico m eridionale per p o i essere inviata a Venezia quale elemento importante d ella difesa di qu e ll a base navale. Come abb ia mo g ià accennato la nostra Marina mancava di unit~ì espressam e nte costru ite per p o rta re grosse artiglierie in prossimi tà dell a costa, o ssia i cosiddetti "m on ito ri ", queste unità, che avevano fatto la loro compa rsa negli Stati TJniti durante la Guerra d i Secessione, erano s tati ri prodotti a nc he in Eu ropa e , qualche volta , sopr~1uut to negli anni '80 del X LX secolo s i e ra n o trasformati d a piccole piatta fo rme per cannoni di calibro e levato in vere corazzate con compi i i cost iL'7
" Con queslo nome si indicano le grandi corazzale monocalibro che e bl,no in Cr:111 llrel:ign:i ,I loro primo e semplare proprio nella Ureuduoup,ht e ntra la in servizio ud 190<, L'd :11 111:11:1 u,11 ci11que torri binale da :$05/45. L"apparizione di tale uuilà mist: fuori gioco luttt: I<: vL"ccliiL" cm:0 1.z:11,· n l o l ,I ,li gò lutt<' k M~rinc clcllc C.r~ ndi Pote nze 11 cost111in: navi de llo stesso lipo.
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Pier Paolo t<amoino
ri. C:on l'avvento d e lle prime n avi da battaglia di e levato disloca m e n to quasi tutte le Ma rin e aveva n o p e rò e limin a to (Ju este unità d a i loro inve ntari. Solo le Marine 11a ltiche aveva no a llo ra in serv iz io delle "corazzate costie re ", ch e potevano rapprcscnt,,u c quelle fortezze galleggianti u tili ad una g uerra condotta sotto costa, rna i nostri cornmentatori strategici considerava no questi me7.7.i pressoch é inutili ne lla sih1azione po litico-milit"'"1re del tempo x. Con l'in izio della guerra mon diale gi,ì nel 1911 per sosten ere le operazioni nelle Fiandre la Royal Navy aveva impostato delle cannoniere cora :,,;:,,;atc classificate monilors trasformando prima delle grosse cann o nie re fluviali in costruzione nei cantieri britannici per il ilras ile in unità adatte a l l>omliardarne nto costiero (classe Humber, da 1200 to nn e con cannoni da 152 mm) e poi costru e ndo numerose classi di unità di maggio r dislocamento s ino ad arri vare a i monitori d e lla classe Earl of I'elerborou.gh con armi da 305 mm (prelevati dalle più anziane corazzate pre-dreadnoughLi) e della classe Abercrvbie con pezzi da 381 m rn . Q ueste unità fu rono ampiam e nte impiegate sia sulle coste del Belgio occupato d ai Tedeschi sia nell'arca elci Dardanelli, con risultati molto sig nificativi. Pe r c uriosità segnaliamo ch e la Marina britannica forte di queste esp erien'.l.e arrivò nel 1918 ad irnliarcare s ul suo m onitore HMS Generai Wu{/it un enorme cmnone da lien 457 mm , c he sparò sul villaggio belga di Sn aeskcrke d alla d istanza di o ltre 19 miglia . Tutte queste esperie nze a vve nu te all'este ro e rano logica me nte seguite dagli organi tecnici de lla Regia Marina , ma com e alil>iarno visto n o n s i era mai pe nsato di seguirne l'esempio , pensa ndo di ricorre re in caso di necessità alle p iù anziane unità da l>attaglia in servizio . Q uando anch e d a n o i s i prese la d ecisio ne di costruire unità di questo tipo ven ne ado ttata la d enominazione di "pontone arma to semovente" o di "can no nie ra" anzic hé quella stranie ra di "monitore ". In laguna quindi le tre unilà d e lla nost ra Divis io ne Speciale potevano operare sia qu ali elementi della difesa costie ra utilizzando le loro artig lierie principali n el rintu zzare gli eventuali a ttacchi aus triaci alle nostre infrastrutture ven ezian e , q uali batte rie galleggianti, sia quali cen tri di fuoco a dis posizio n e d e ll'ala a m a re d el Regio Ese rcito pe r proteggerne l'avan zata n e lla zona costie ra tra Grad o e Monfalcone , come grossi mon itori. Q ua lc he cambia me nto organizzativo fu p o 1tato guerra dura nte , m a fonda mentalme nte le forze impiegate in questo tipo di missione fu ron o le stesse, come m ostra l'e le nco segu e nte: • Il Sechi nel secondo volume d el su o .t:/e111('11/i di a,t(' 1nililare maritlùna, p uhhlicMo nr l 190.~. s i esprimeva già in tllodo negativo s ulle cosiddelle c;un1.zzale c;usliere.
Un esempio di collaborazione inte,jorze
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Divisio ne Speciale ? (ca rnrn . Pa tris) (maggio 1915) Sardegna, E. Filiberta, Saint Ban, Carla Alberto, Marco Polo Forze Navali Alto Adriatico o Divis io ne Allo Adriatico (camrn . Rcs io) ( nov. 191 7) Sardegna, E. Filiberta, Saint Ban, Carla Alberta Forze Navali Alto Adriatico (vamm. Marzolo) (nov. 1918) E. Filihe110, Saint Bon, Re Umberto, Coito Come vediamo le unità princip ali fu rono quasi sempre le stesse a dimostrazio ne della buona scelta iniziale. E' opportuno a q uesto p unto esamina rne le caratteristiche salienti. Le corazzate di "fine secolo"
Dopo l'entrata in se1vizio, negli an ni che vanno tra il 1880 ed il 1891, delle sette g randi corazzate '", p rogettate e volute da Be ne detto Brin , ne l periodo in cui erano Ministri de lla Marina J'arruniraglio Simone Pacore Lde Saint Bon (1873-1876), lo stesso Brin (1876-1878, 1878-1879 e nuovamente 1884-1891) e I' ammiraglio Ferd inando Acton (1879-1883), la Regia Marina si rese conto d i d over rin novare q uesto tipo di unità , che rappresentava no il nerbo della sua Flo tta da battaglia , con n uovi progeui che te nessero conto dei g rand i progressi occorsi in q uegli a nn i n ello sviluppo delle artiglierie e degli apparati m otori. Tnfatti n egli anni '80 del XIX secolo la Marina Bri tannica stava immettendo in se,v izio la nave d a battaglia <:ollingwood, le unità dell a classe "Admi ral" e " ile", men tre i francesi avevano impostato la Tloch e e la M arceau, tutte con caratteristiche supe riori a lle nostre d u e "0 11ilio", d ue "Ita lia " e tre "[)i Lauria". Fu così deciso di costruire due nu ove navi corazzate d i caratteristic he più moderne pur se sempre i.sp irate alle innovative "Duilio", ne l 1884 furo no q uind i ord inate a l I{. Cantiere d i Ca.ste lammare d i Sta bia la Re Umherto ed a li' Arsena le di Ven ezia la Sicilia. Pe r poter d isp o rre d i una potente ed organica d ivisione navale, il IJrin o ttenne da l Parlame nto i fondi per u n ulterio re te rza unità, che fu o rdinata nel 1886 all 'Arsena le d i Spezia con il nome d i Sardegna . Le "Re Umberto" rappresen taro no qu indi la volontà nazio na le di non rimanere indietro nella progctta7.ione delle corazzate rispetto al re.sto dell 'Europa e , nel clima imposto da lla politica estera italiana in queg li anni basata s ulla Triplice Allcan:c'.a, di potersi n uovamente confrontare in mare " Srcsso n o ta com <' Divisione "Sa rdegna'' o Div isione Patris, ri sretti vamcnte cla l nome della nav e :1mmirag li:1 e del comand:rntc del rcrarto .
'" Clas.~c "Du ilio ": /)uilio, l)ando/o- Classe "Ita lia": Italia. Le/Jm1to- Classe "l{uggie ro di Lauria": 1Ji Lau,"it:1, D uria , Aforosini.
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Pier Paolo Namoino
con la Francia ad armi pari. Puttroppo la s ituazione induslriale nazionale non permise la rapida realizzazione de lle tre unità , che rimasero sug li scali per troppi a nni entrando in se,v izio ne l biennio 1893-95 quando la loro concezione operativa era ormai supe ra ta. Si lrallava comu nque d i grandi navi con dislocamento superiore alle 13.000 lonnellate, una velocità trn i 18 cd i 20 nodi, una buona protezione dello scafo e delle sovrast11Jtturc, un a ulonomia di 6.000 mig lia alla vclocilà economica di 10 n odi e soprattutto un armamento notevole come indicalo dalla Tabella 1. Per farle operare nonostante i molti apparati moderni imbarcati ric hied evan o un eq uipaggio piuttosto numeroso di 37 ufficiali e circa 720 tra sottuffic ia li e marina i. Le sistemazioni alloggia ti ve a bord o erano piuttosto buone soprattutto per la possibilità d' imbarcare a dcgua lame nte uno stato maggiore di comando complesso, ne lla loro vita infatti tutte queste unità furono s pesso destinate ad essere "a mmiraglie " di grnppi o divis ion i. Tra il 1895 e lo scoppio della guerra di Libia le tre unità furo n o impiegate ne lla l'Orza Navale elci Mediterraneo pa rtecipa ndo a h1tte le principali attività operative cd a molte crociere n e l Levante. Già nel 19 11 apparve evide n te ch e tali unità non potevano più rappresenta re il nerbo de lle forze da battaglia e furono destinate quindi a comporre la "Divisione Navi Scuola o d i Riserva", che agli ordini dell 'an1m iraglio Ricci-Borea d 'Olmo prese parle alla fase iniziale del conflitto con i Turchi bombardando Tripoli cd appoggia ndo lo s barco italiano e l'occupazion e di quella città. I.e tre unità in quella campagna si comprntarono molto be ne pur se usate principalmente quali batte rie per l'appoggio alle operazio ni a nfibie. Pa rte d ei lo ro e quipaggi formò le cosiddette "compagnie di sba rco", c h e agli ordini del Ca pitano di Vascello lJmhe rto Cagni, comandante della Ne Umberto, occuparono l'oasi di Tripoli. Nella primavera dd 1914 la Re Umberto e la Sicilia con una decisione, c he dimostra la loro raggiunta obsolescenza, furono radia te dal quadro d el n avig lio milita re dello Staio cd adibite a n avi caserma. Durante il conflitto mondiale furo no però reinscritle nel quadro quali "n avi sussidiarie di 111 classe" e d i fatto utilizzale quali batterie galleggia nti o navi alloggio ne lle va rie basi ita liane cd in Albania. Stranamente la stessa sorte non s ubì la più recente Sardegntt, c he, come vedremo, fu snprattuuo impiegata ne ll 'Adriatico. E', a nostro parere, probahi le c he a nc h e questa terza unità de lla cl,1sse "Re Umberto" sare bbe stata radiata se n on si fosse prevista la nostra prossima e nlrata nel conflitto mondiale. Il costo di queste unità fu di c irca 30.000.000 dell'epoca (1885) di cui il 25% per le sole artiglierie, cifra piuttosto consiste nte in relazio ne ai bilanci dell'epoca. Tali spese e bbe ro a lcune c ritich e in Parlame nto e questo tipo di unilà non ebbero l'approvazione del Ministro Ac ton, che e ra più favorevole ad unit à di mino r costo e di clislocam e 11lo inferiore.
Un esempio di collaboraz ione interforze
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TAB/::LIA 1 Nome
D islocamento
p.c
Anno Armamento entrata princ. in se1vizio
Armamento sccond:1rio
Vd.
Note
Classe
rnax
nodi
Sardegna
15.6oo
1895
4-343/ 30
8-152, 16-120
18
E. Filiberto
10.:6 0
1901
4-254/ 40
8- 152, 8-'120
18
Saint /Jon
10.250
1901
4-254/ 40
8- 152, 8- 120
'18
Cm-/o Albeno Marco l'olo Goito
7 .170
1898
12-152/ 40
6- 120
·19
4.930
1894
6-"152/ 40
10- 120
17
857
1888
4-57
5-37
'18
"Re U 1nl>e110" "E111anuele rilihenn " "Emam1ele rilihenn"
~
C:< >1: 1z:r~1t:1 Cnra1.zata Cnra7.7.ata lncr. corazzato Tncr. cora7.7.ato Tncr. trnpediniere
---
Nota
sulle
anig licric
C:alihrn
Peso proiettile
Po 1tc1ta massima
313/10 251/10 152/53 1'>2/10 120 'i7
567 kg 205 kg 36 kg -/45 kg 20 kg
12.000 rn
14.000 m 8.000 m 9.000 m 6.000 m
11. 11.
n .n .
Cadenza di tiro 0,8 colpi/111i11 3 col(.)i / min 2 colpi/ 111in 4 colpi/ 111i11 ·12 colpi/111i11 28 colpi/min
No l<: 111 l>arl>cue In trnTi Impianti Impianti lmpianti Tmp. tiro rapido
Con l'amm..iraglio d c Saint 11on n uovamente Ministro della Marina nel biennio 1891-92 fu deciso d i costruire nuove corazzate, ma comunque con costi minori rispetto a quelli della classe "Re lJmhe tto" senza diminuire però l'dlicienza complessiva dei n1ezzi. Il complicato prob le ma di progettare unità e fficienti a costi bassi fu affrontato da un erede di Hrin nel campo dell'ingegneria navale l' Ispettore de l C~enio Navale G iacinto Pu ll ino, c he ideò due nuove unità ben protette , veloc i, ma di limitato dislocamento (circa 10.000 tonn) ccl armame nto ( p ezzi da 254 mm) e quindi m e no costose de lla classe precedente. Molti comme ntatori giudicarono le nu ove corazzate non come delle vere navi eia battaglia ma come grossi incrociatori corazzati di nuovo tipo . .Le due unità o rdinate n e l 1894 al cantiere di Ca stellammare e d all 'Arsenale cli Venezia ebbero no me risp ctti v~,me nte di Emanuele Filiberto e Ammiraglio di Saint .Hon. Furono completale nel 1901 e quindi rapprcscnt.arono per la nost r~, Industria Navale unità costruite in tempi abbastanza ristretti , ciò non ost:111te poco d opo la loro entrata in servizio furo n o consiclcrntc milit:m ncntc supe rate dalle unità coeve com e le stesse italiane delle cl:issi " lkgin:1 Ma rg he rita" e "Vittorio Emanuel e " tutte a rmate con ca nno ni Armstrong da
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1-'ier Paolo Ramoilw
305/ 40, ch e sparavano proiettili cb 385 kg. Le "Emanuele Filibe rto" avevano infatti un dislocamento cli sole 9.800 tonndlale in carico normale ccl armamento principa le d i du e torri binate da 254/ 40, che era di fatto un ca libro pi ù per incrociato ri che per corazza te; l'arme nto secondario cr;.1 composto eia otto pezzi da 152 in ridotti corazzali e da a Itri ollO pezzi eia 120 in coperta in impianti sc udati . Buone 1c caratteristiche d ell 'apparato rnolore c he consentiva loro una velocità mass ima di 18 nodi ed un'autonornia con carico massimo cli carbone di 7.000 miglia a 10 nodi. TI costo di (IUeste due unità fu d i soli 24.000.000 cli lire e quindi il principa le obiettivo del Ministero poteva essere considerato raggiunto. Le d ue corazzate parteciparono a lranivilà di Squadra nel primo decennio del secolo con soste nel Levante e presero parte a lla guerra italo-turca nella 1 /\ Divisione della 2/\ St1uadra alle azioni p e r l;.i cont1uista d i Tripoli, di Derna e del Dodecanl'so. All' ini;,,.io del conflitto mondia le furono a nch 'esse comunque considerale mezzi ahbaslanza supl'rati e destinabili a compiti seconda ri. L'amhienlc operativo del Nord Adriatico
Impiegare gra ndi unit;ì nd seltore settentrio na le dell'Adriatico presenta va notevoli d ifficoltà s ia per le complesse condi zioni idrografiche de lla zon a in mano italia na sia per la faci lità con cui l'avversario po teva effettuare un ampio mina1rn: 11to offensivo dei bassi fondali prospic ie nti la nostra base principale. Ino ltre, data l'estre111a vicinan7.a d ei porti ne mici, si dovevano prevedere agguati notturn i cli torpedinie re e, cosa ancora più pe ricolosa, d i somme rgibi li . D i fatto l'area italiana del teatro e ra composta dalle due lagune di Venezia e cli Grado, che pur collegate con alcun i nuovi canali inte rni, non era no tra loro in comunicazione per il travaso cli forze d 'altu rn il cui pescaggio s uperava quello consentito dalla vie d 'acq ua . Le corazzate dovevano quindi uscire da Venezia e trasferirs i per ronc cusliere ne lla prevedibile zona d 'impiego nel Golfo di "l'ricste , dura nte l'uscita dalla bocca del Lido e l'avvicina mento alla Laguna clj Marano s i d ovevano esporre a lle possibili offese awcrs,uie e d evitare con una na viga zione d i precis ione i numero.si banche di mine posti in opera s ia da no i che dagli Austriaci. c ll'addestrame nto normale della Regia Marina la navigazio ne in acque idrografica me nte pe ricolose e ra abbastanza diffusa , m a in o p erazioni di guerra ta le tipo di navigazione con tutti i s uoi condizio na me nti era verame nte cosa di p ochi .specialisti. Lo schieramento cli artiglie rie lungo la costa dd Cavallino pur protegge ndo il traffico costiero ita lia no s ino al largo di Corte llazzo non era ritenuto giustamente sufficie nte per la protezione delle grandi unità, ch e ogni volta c he attraversarono questo trailo di mare ebbe ro una nume rosa scor-
Un esempio di collaborazione interforze
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ta di torpediniere e di caccia , rende ndo ogni operazione di una compless ità e d i un costo eccessivamente g ravosi. I.a stessa pcnnancnza nella Lag una di Venezia delle corazzale i,resentò s ubito diHìcoltà importanti, l'area di ancoraggio del lato interno del litorale del Lido (Malamocco ed Alberoni) d ovelte essere dragata con ingenti lavori per consentire l'ormeggio di navi dal i,escaggio di o ltre nove metri. La puli:lia della zona di manovra doveva inoltre essere costante per evitare che gli spostamenti de i banchi di fango propri de lle zone lagunari imprigionassero le navi ai loro posti d 'ormeggio. Le corazzate furon o infine ancorate ognuna Lra due boe in modo da presentare sempre una fiancata alla line di te rra e consentire l'impiego anche dall'ormeggio de lle loro battetie in funzione antinave. Ben presto ci rese conto che attiglierie costiere ben piazzale sull'isola del Lido o sul litorale del Cavallino avrebbero con maggior economia potuto sostituire le grandi navi ne l loro ruolo d ife nsivo. Q uesL'ulLime furono i,oi soggette alle incurs ione aeree condotte dall 'avversario e dovettero essere circondate d a o pportune reti antisiluro per evitare incu rsioni d i piccoli mezzi avversari che con un po' cli fortuna e di ardimento sarebbero potuti penetrare in Laguna. I.a situa'.l.ionc cm ancora pegg iore nell'area di Mar:mo e di Grad o in cui i fondali erano ancora fftinori ed i lavori d i altrezzatura nautica molto difficili dovendo farsi sotto il fuoco nemico. Le corazzale impiegate in bombardamenti costieri delle linee m1stri:1chc d oveltero essere impiegate sempre in acque esterne alla laguna a distan ze tali dai loro obiettivi da re nde re difficile una accu rata direzione del ti ro da bordo e costringendo il comando di Venezia a stendere una linea di protezione esterna con catene di unità sottili e frequenti ricognizioni di idrovolanti. La pianificazione iniziale e l'organizzazione delle forze
Già negli ultimi anni del primo decennio del XX secolo la Regia Marina , pur ancora c hia ramente legata a ll 'idea strategica derivante dalla Triplice Allean za, che vedeva il ful cro delle attività operative alleate nelle acque d e l Mediterraneo Centrale, no n aveva trascurato le predisposizioni per la difesa dell a Lagu na Veneta e dell'Alto Adriatico. La responsabilità dell 'arca in questione era affidata al Comando in Caro d e l 3° Oipattime nto Marittimo con sede a Venezia, che vigilava s u uno d egli Arsenali più antichi della nostra nazione e, come abbiamo accennato, ancora attivissimo per capacità elci s uoi opera i e la rnode rnil:ì dell e s ue appa recchiature. Come in tutte le basi na vali del tempo la difesa d e lle stmtturc portuali e logistich e era affidata ad un nucleo di torped iniere costiere, a poche navi di uso locale e a q ualch e batte ria cost ie ra , 111entre si prevedeva di stendere all'occorrenza dei campi minali d ife ns ivi nelle acq ue prosp ic ie nti la zona esterna d ella cimosa lagunare 11 • L' ins ieme della laguna no n poteva che essere so,vcgliato e d ifeso con imbarcazion i di p ie-
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Pier Paolo Kamoino
colo pescaggio dotate di molto modesto armame nto e alcune atlrezzahil i solo in caso di guerra dichiarata attraverso la requisizione di mezzi civili . el 1914 ini'.l.iarono comunqu e co llo qui tra gli Stmi Maggiori del Regio Esercito e de lla Regia Marina in vista di una possibile co llaborazione tra le due Forze Armate proprio nell'area ven eta , che in caso di den uncia della Triplice ed e ntrala in guerra dell'Italia con gli a llea li d e ll'Inte sa , veniva ad essere l'estre mit,ì orientale della fro nte te rrestre mollo esp osta ad azio ni di inc ursio ne da parte del nemico c he, come a bbiam o visto, possed eva basi di grande impo rtanza in Is tria. A seguito cl i questi incontri lo Stato Maggiore d e lla Marina nell'agosto 1914 e ma nò le prime d isposiz io ni per il Dipart ime nto di Venezia intito late "Impiego bellico de lle n avi, s iluranti e me7.7.i aere i disloca li a Venezia ", mentre disponeva la messa in fun zio ne di tutte le strutture d ifens ive terrestri ne ll 'arca in questio ne (semafori, batterie, predisposizioni pe r il minamento e la s tes ura delle reti dife nsive). Furono anche preparati numeros i "piloti lagu n ari", ossia sottufficiali espe1ti conoscitori de lle molte d ifficoltà della naviga zione in laguna , di cui abbiamo già a ccennato. Lo Stato Maggiore dell'Esercito con una le tte ra del gen . Cad orna a ll 'a nun. Rcvel d el 2 aprile 1915 ric hiese un concorso e.li for,.e a lla Marina con l'idea che queste ultime fosse ro impiegate in o pe razioni " di azio ne in quanto con tiri delle navi si potessero prendere d'infilata o di rovescio le difese nemiche contro le quali aorebbe w1ato l'ala destra della III Armala, di prote zione in quanto si riuscisse ad impedire alla .flotta nemica di tirare sulle nostre truppe operanti in prossimità della custa 12 " . Tale richiesta considerata molto o ppom1na dalla Marina iniziava a cambiare il profilo de ll e respo nsahilitiì del Co manda nte d e l Dipartime nto, che no n dove va p iù solo preoccupa rsi de lla difesa d e lla base principale , ma e ra inse rito ne ll 'insie me de lle operazioni offe nsive e difensive della III Armata per q uanto riguardava il lato a ma re d e llo schierame nto con l'ide a di este nde re le ,1zioni delle forze ma rittime a Nord di Ve nezia s ino ed o ltre il confine o rie ntale. Il tipo di s uppo rto richiesto no n poteva q uind i limitarsi all'a zio ne difensiva o tutto a p iù controffe ns iva delle siluranti, ma richiede va il sostegno di a1t igli erie di calibro adegu ato. ln un primo tempo
" Si rkord:, c he i11 queg li anni il 111inamC'nto marittimo :1vvc·ni va an<"omnd o le cosidd<'II<' · to q:x:dini" in fonda li non superiori :igli 80 100 m c lri con operJzio ni di posa, che si ri velavano srx·sso :is.-.:1i comple&;e dal punto di vista iclrogratìco e q uak hl' volta pericolo.~l' dato il noto " brultu carallerc·· nelle m ine ste~~e. l.'llali:i na all':1vang11;1rdia in q ues10 1ipo d i arma con le sue Torp<'<lini Bollo <lai nome dell'Uflìci ale d i Marin,i che l e avcv:1 progeuate. Pun roppo nel 19 15 il parco to q){'dini nazionale pn questio ni finanziarie e ~, piulloslo limi1:o10 e quindi si dovene far ricorso and11:: ad armi d i bbbrk:1zione srr:in iern spesM> non così d 'fkienri com e quelle nazio nali. Si ricorda ino ltre c he allo ra 11011 era previsto il m inamc nto delle sp iagg<' lagunari in fu nzione a11Li,.l)arco e (Jt >indì b do llrina prevetk:va il p anugliamenlo sia d iurno che notturno ddb cosl :i da 1x u1e di squadre d i 111.arina i o della Milizia Terrilori:lk e l'as:sis1e117,1 dei l{ltCC. e dcll;1 Il e; cli F. " c.ital o i11 " La M:1rina Italiana nella Grn11de Gucrm· Voi. ll- pag.97- w cli 13ililiogmfot
Un esempio di collaborazione intetforze
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( 1914) si pe nsò all'impiego di alcuni incrociatori non troppo recenti, ma a n cora validi militarmente e a tale scopo fu creata una prima Divisione Navale detta "Sp eciale" al com ando del contranuniraglio Paris, posta alle dipende n ze del C. in C. di Venezia, e composta dag li incrociatori antiquati Carlo Alberto, Marco Polo, Piemonte ccl iride con le cannoniere lagu nari .Hrondolo e Marg hera ohre a du e pontoni armali con pezzi da 152. Le caratteristiche principali delle unità della Divisione Palris, come spesso fu chiamata , erano quelle indicate dal segue nte schema. Unità
Dislocamento max
Armamento princi1xtle
Armamen to seconda rio
Anno entrata in se,viz io
M :1rco Polo Carlo Alberto Piemonte Iride M:lf"ghcr:i llrontu lo
4.930 7.170 2.780 1.011 11 7 l1 7
6-152/ 40,10-120/40 12-152/ 40, 6-120/40 6-152/ liO, 6-1 20/40 1-120/ liO ]-76/ 40 1-76/ 40
2-75, 9-57, li-37 189/i 2-75, 10-57, 10-37 1898 10-57, 6-37 1889 6-57 1892 1909 1909
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Come s i vede dai dati su 1ip01tati si trattava cli tre incrociatori corazzati de lla prima generazio ne (Marco Pvlo, G'arlv Albertv, Piemvnl<!) , di un piccolo incrociatore-torpediniere (l'Iride) e di due abbastanza recenti cannoniere lagunari costruite a Venezia per l'impiego locale, ma di armamento molto modesto. Fu subito chiaro che tale Divisione poteva sostenere l'incontro solo con il naviglio sottile avversario e fornire all'Esercito un tiro di appoggio limitalo alle portate dei cannoni di medio calibro imba rcati (valutabile attorno ai 4/ 5 km) , c h e comunque avevano un buo n ritmo di fuoco (attorno ai 6 colpi al minuto) . Occorrevano però d e i grossi ca lihri p e r controbatte re le corazzate a ustriache ch e potevano presentarsi davanti alla lagu n a per improvvise azioni di bombardamento e p e r colpire su ri c hiesta d e ll 'Esercito con centra me nti avversari ben dietro la linea del fro nte. Pe r coop e ra re e ffi caceme nte con il R. Eserc ito la Ma rina costituì presso il quattie r gene rale di Cadorna un "Comando Marina" '3 retto da ll 'a llora " Con la VlX'e ·'Comando Marina" o COMAR si intendeva un'organizzazio n e direzionale cli r une le c111ivi tù di una base o di una zona n1arittin1a in cuj vcrUvano coordinate sia le strutture upcrnti vc. chl· quelle logistich e c d amminislrativc . L'aver deciso sin dai primi gio rni del contlitro l 'ist ih 17.ionc d i 11 n sim ile comando presso il ve11ice operati vo dell"Esercito rapprcsema, a n ostro parere, un <'Scmpio 1110 11 0 significativo di c<xJrdi narnento interforze. N el prosieguo delle opera zioni furono poi creal i :iltri COMA H resp otL~abile del so stegno logislico dei reparti navali e di 4uelli terrestri della Marina nelle zone l:ig1 1 uari di G rad o e M o ufalcom : e sucl·essivam ente creando anche Llll Cornando Militare M'1ritti11 1t, tlc·ll:i zon~1 del Bre nta . che pe r ubica:do ne potevano conisponde re 111eglio alle esigt'11Ze di r.1pid ( ) Ìlll lTV\'lllc > a favore dei rcp,Hti terrestri . Per chi;1rire al lettore quale fosse h, caten,1 norm;ilc· l k ·i ,·.,111:1 11d i d,·11:i Marina a re rra si r icorcb c he la co sra n,1,.io nal c c m suddivisa i n Comandi in C::ipo di I >ip:ini1ll<"111<, Marinimo ( re tti da V ice;1 mmi ragli ). <b cui dipc n <lcvano
i C:o m andi M i li1:1ri M:1ri11i 111i ( n·11i d.,
Conu~1mmiragli), d a cui d ipendevan o 11 loro volta i Comandi Marina ( rc t1i d:1 C:1 pi1:1ni di V:isn·II, , ) , , i Com:tndi di Difesa M arillim a (relli c"1 Ufficiali Superiori ). Nel corso del cnnili lln v i furnnn ln gi.-.in 1c·n1._· alcun.i 111uwn1c n1i nc Ue resp o ns:1bili1;ì aernli i n seguito ai cambiamenti clellL· ~i1u:1 1.ioni <>pc1: 11 ivc .
414
Pù..,>r Paolo Rumoino
Sottocapo di Stato Maggiore Contrammiraglio Lorenzo Cusani Visconti con la responsa bilità di gestire la pianificazione marittima ne ll'area elc i fronte giulio. Al termine delle operazioni in Albania agli inizi del maggio 19 15 si resero disponibili le due Navi da Battaglia .\aint Bon e Emanale Filiberto, della Divisione d e lla amm. Milio, ch e vennero anche esse d estinate a Venezia con la vecchi a coraz.zata Sardegna. L'a mmiraglio Patris, che come abbiamo visto e ra a l comando d ella prima Divisione "S peciale", g ià s ul posto aveva preso contatti diretti già a lla fine del 19 14 con il coma ndo della III Armata e fu considerato il personaggio meglio indicato per assumere il comando di tutte le forze maggio ri nella città lagunare e p ertanto la Divisione Millo e que lla Patris fu rono fuse in un unico repa rto, affidato al comando di quest'ultimo ammiraglio , con la denominazione ancora d i "Divisione Speciale" nota anche come "D ivisione Sardegna " dal n ome della nave su cui il Patris alzò la sua insegna di coma ndo. Lo Stato Maggiore della Marina aveva così realizzato nelle acque d e lla nostra maggiore base settentrionale dell'Adriatico un concentramento di unità cannoniere, che se pur non erano tra le più moderne d ella Forza Armata potevano comribuire in modo efficace all'appoggio a lle forze terrestri in avanzata a nord della laguna fornendo anche a Venezia una discreta protc7.iune con le proprie artiglie rie unite a quelle della difesa fissa già notevolmente po tenziate in quegli anni. Si era in fatti p rovveduto a migliorare il sistema di comunicazioni interno alla laguna scavando canali a Nord della citt::ì per poter raggiungere con gall eggianti dotati di attiglie rie (cannonie re lagunari e ponto ni armati) la zona del confine e s i erano notevolmente rinforzate le batterie di protezione alla rada di Venezia con il risultato cli portare a 125 il numero di cannoni di vario calibro schierati. c-;ià nel g iugn o 1915 dopo la conqu ista dell 'arca prossima a Monfalcone da parte della li I Armala la R. Marina provvide a costituire i co mandi di "difesa ma rittima " 14 cli Grado e di Porto l{oscga mune ndoli ciascuno d i una compagn ia presidiaria di marinai ed inv iand o anche il p o nto ne armato Robusto ' 5 d otato di tre armi da 120 con c ui si potevano battere le pendici del Carso. Si era ino ltre provveduto a scavare i fondali dei cana li a ridosso dell 'isola del Lido per ancorarv i le corazza te, che q uindi facevano sistema con le molte ballerie costiere disposte nella zona.
' ' I coma ndi Difesa Marittima erano di fatto dei piccoli COMA !{ con minori rcs po nsabilit,ì am111jnistrntive, ma piena amonomia ne lle auivilà opernlive prog rammate . " Il Nobuslu e ra un po n1onc non semovente (quind i ave-va bisogno <.li un rimorc hialorc per i suoi spostame nti in laguna) in ferro realizzato dall'Arsenale di Venezia cli 5/4/4 to1111 , che fu successiva mente- a rm,no con due cannoni da 20.'Vi5 assai p iù J-)Olenli dell"armamento orig inale.:. Abbastanza s imile- fu il p o nro nP Valt-•nLP :..1tH:h'esso costruito dall'Arsen:.dP t:'nlr~Ho in servizio n el 1916 con canno n e d a
305/ 46.
Un esempio di collaboraz ione inle1forze
415
Al 2/i Maggio 1915 le unità schierale nella base lagu nare eran o , o ltre a q u e lle della citata Divis io ne "Sa rdegna ", undici cacciatorpedinie re ri parti ti in du e Squadriglie, cinque to rpediniere d 'alto mare, ventiquattro torpediniere costiere ripartite in c inqu e Squadriglie e tre dici somme rgibi li suddivisi in tre Squadriglic. A qu esto grosso grup po di s ilu ra nti, che nel corso del conllillo svolsero un ruolo a ttivissimo nelle azio n i d i bombardamento navale, fu affidato il compilo, ritenuto dall'amm. Revel indispensabile, di ricognizione vicina (area del Golfo di Trieste) e lontana (area delle coste dell'Istria) pe r impedire l'arrivo improvviso di nav i avve rsarie miranti al canno neggiamento delle trincee ita lia ne o del le lo calità di retrovia della lll Annata . Se aggiungiamo una ventina di unità aus ilia rie d 'uso locale cd alcuni pontoni armali d i artiglie rie d i medio e p iccolo calibro si può comprendere come le forze schierate fossero p iù c he sufficienti sia a svolgere compili di protezione dire tta ed ind iretta della nostra grandc base s ia a s upportare con le proprie a1tig lierie l'a la a ma re dell'Esercito , come da accordi tra i due Stati Maggiori.
L'impiego reale della Division,e Sardegna nel primo anno di guerra Nel mese d i Giugno 1915 in reazio ne ai bombardame nti e ffettuati dagli a ustriaci s u alcune città costiere italiane, si iniziò a progettare cd cscguirc d e ll e azioni d i fuoco con i cacciatorpedinie re cli Venezia contro Monfalco ne , intesi soprattutto a d a nneggia re il g rande cantiere nemico cli q ue lla c iuà ed impe dire il completame nto de ll e unità in costruzione. Pe r appoggiare queste rapide incursio ni d i siluranti, le tre navi eia battaglia d ella Divisione "Sardegna " p resero più volte il mare e probabilme nte la loro presen za scoraggiò rito rsio ni avversarie . Ve nnero anche condotte le p reviste azio ni d i bombardamento s u rich ie sta de i comandi de l R. Esercito ne ll 'a rea a Nord-O vest di Grado con risulta ti ritenu ti soddisfacenti. Con il proseguo delle operazio ni terrestri essendosi il fro nte di fallo arrestato nella faticosa g ue rra di tri ncea, le azio ni navali d 'appoggio vennero q uasi tutte eseguite da lle più rnanovricre e 11cssibili sil uranti, che avevano trovato la loro base avan zata n e lla lagu na e.li G rado, m e ntre alle navi maggiori rimase il compito d i d ifendere Venezia . Agli inizi de l 1916 la Divis io ne "Speciale" si trasfo rmò n ella "Divisio ne dell'Alto Adriatico " al comando ciel contrammirnglio Resio, composta ancora da Sardegna, Hrnanuele .Hliberto e Saint Bon . A questo re parto il Ministero dette istruzioni di facilita re con operazioni cli tiro na vale l'avanzata de ll'Eserc ito lungo il litora le e l'ammiraglio Rcsio iniziò a studiare improvvise operazio ni d i incursione pur se preoccupato cli dove r a:ffruntare ... Le più gravi d[,17ìcol1à che si sarebbero presentate nell'uscita di navi nun molto veloci da quel !ahirinlo di insid ie suhacquee che erano disseminate nel goifò di JJanz anu ed in que!fu di
416
Pier Paolo Ramoirw
Imbarco cli pezzi da L03 su un pontone della Regia Marina .
Giugno 19 17 • po nto ne d ella Rcg~1 Ma1ina cu11 pezzi da L03 45 prunlo al fuoco.
Giugno 1917
lo stesso po11Lone coi pezzi da 203 45 in azione di fuoco.
Un esempio di collaborazione interforze - - - - - - - -- -- -- -
117
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Ci11gno 19 17 - l' immaginl' consente d'apprezzare l'inc linazione d el pontone da 100 tonne llate dovuta al rinculo di 1111 p<'zzo da 20.'I /i5.
C iugno 1917 - il capo di SM della Regia M:1rin,1 ,1 mmi mglio Thaon di Revel in un ""erv:ilurio dur:111 l t: u n'nione di Cuoco di pezzi della Marina
Pier Paolo Rarnoino
418
Basso Piave - r o ntonc ddlla lkgi:1 Marina armato con pezzi antiaerei.
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da sopra.
Un esempio di collabora:z:ione interj iirze
119
GALLEGGIANTI 011'f.RS1 >flpron!n ti dopo il ripietamN IO dell' E,;ttciio sul Piave . CA l!A l'l'f:H f,ST l( .A
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420
Pier Paolo Ramoino
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Hurc hio da rimorchio da 80 tonndl:itc - profilo, S<'7.ionc e vista cbl l'alro.
li Regio cacciatorpediniere Indomito - rotu scanala il 2') lugl io 1912 alle prove, 111eulre raggiuugeva i 35,10 nodi.
f , .......
Profilo e v ista dal l 'alto di reg ia rorpcdinicr;i.
Un esempio di collahorazione intetforze
- -- - - -- - -- -- -
Regia torpediniera
in que~to caso un'AS - per b d ifesa costiera.
la corazzala au.~rro-11nga r.ica Wien.
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422
Pier Paolo Ramoino
'J'rieste "'. Si iniziarono anch e le prove per lo smontaggio ra pido dei cannoni cli medio calibro (152 e 120 mm) per arma re in caso di necessità nuovi pontoni da invim-e in laguna a sostegno dd fronte isontino . La Divisione Speciale o la Forut avale dell'Alto AdriLico, come si chiamò successivame nte, ebbe quindi nel primo anno di guerra un ruolo di .flee/ in being nell'Alto Adriatico, pur, se come abbiam o visto, i suoi e quiraggi ed i suoi cannoni p resero pa11e a molli scontri sul fro nte terrestre. Per quasi LuLLa la durala d el confliuo le corazzale furono armale con equipaggi ridotti e, man m ano che entrarono in se1vizio i nuovi m onitori 17 con grossi e medi calib ri, pe rsero la loro impo1tanza militare nell'arr oggio ai re p~uti te ffestri. Le grandi u nità della Divisione presenti a Venezia rappresentarono comunque un imrortante elemento nella difesa d el settore e certamente furono te nute presenti dall'avversario ne lla rinuncia a pianificare importanti azioni d i bombardame nto. Oal punto di v ista della cosiddetta "strategia dei mezzi" l'aver pianificato l'impiego di anziane corazzate in zone avanzate del fronte appare un provvedime nto di alto valo re, sia p er l'effettivo appo tto c he queste unità poterono dare a lle forze terrestre sia per la loro azio ne d issuasiva ne i confro nti del l'avversario. I num<.> rosi Stati Maggiori cd Equipaggi di queste unit;ì furono ino ltre un'otti.Jna riserva di personale , già ben a conoscen za de lla zona di orerazioni, da cui trarre elem enti per i servizi della Piazza di Venezia, r e r l'armame nto de i MAS e d egl i idrovolanti (nel ruo lo di osse 1vatori) e per le missioni cli dragaggio d 'a ltura.
Un esperienza negativa. L'affondamento dell'Amalfi. Dopo la complessa azio ne condotta d a ll 'inte ra fl otta a ustriaca contro le coste italia ne ne lla prima no tte di gue rra (2/i maggio 19 15), si e bbe ro ancora ne l mese di g iugno a lcune inc urs io ni cli navig lio sottile tra cui un ra pid o bom bardame nto de lla zo na a lle foci d e l Tagliam e nto condo tto dai due veloci in crociatori leggeri Nnuara e Admiral .\"j)aun. La rea7.io ne ita lia na con le unità dell a f)iv isione "Speciale" fu tardiva e convinse la Stato Maggiore a disporre l' invio a Ve nezia d i una a ltra f)iv is ione di Incrocia tori Corazzati più moderni de lle unità g ià p resenti in laguna. h1 scelta la IV f)iv is io ne Navale composta dai quattro più m o derni e grossi incrociatori della nostu Marina i due Pisa, Ama!fì e i due San Giorgio e San M arco al comando d e l prestig ioso a1rnniraglio Umbe rto Cagni , ch e , come abbiamo v isto, aveva brillantemente diretto lo sbarco it~1liano a Tripoli nel 19 11 . Le q uattro unità, le c ui ca ratre ris riche sono indicate ne llo s pecchio seguente , furono scelre perc hé si voleva nel l'area d e ll'Alto Adriatico una div isione "più veloce delle divisio ni nemiche m eglio arma le e p iù forte delle divisioni nemiche più veloci 18 " . "' Citalo in " La Marina Italiana nella Cran<le Cuerra" Voi. Ili- ra g .7 1 " Vedi o ltre "V. I J.S. M.M.-/.a Marina italiana nella Grande G11e1ra- Voi. 11-pag. ·1'17
Un esempio di colluhorazione inte1jòrze
123 -
Nome (anno entrata ._il1 servizio)
SAN G IO l{G IO 0910) SAN MA l{CO 0911) PISA ( 1909) AMAlfl (1909)
Dislocam ento
An11;11nen10
pdncipak
A rmamento secondario
Veloci1;1 tll:lX
11.300
4-254/ 45
8-190/'i5, 18-76/ 10
23 nodi
11 .900
4-254/ 45
8-190/ ,/4 5, 18-76/ 10
2.) no d i
10.600 10.600
4- 254/ 45 4- 254/45
8-190/ '15, 16 76/ 40 8-190/./45. 16- 76/ 10
23 nodi 23 nodi
'
Si tralla va infatti di ottime unità, che furono approntate n ella massima segre tezza a Taranto pe r la loro missione a Nord e c he, scorta te da n umerose silura n ti , lasciaron o il 23 g iug n o la loro lJase pugliese e g iunsero a Ven ezia, d o po una b reve sosta a 13rindisi, al rnallino del 28 g iug no . Al loro a rrivo la IV Div isione venne fusa con la Divisione "Speciale" e la nuova gra nde unità , al coma ndo de l Cagni, risultò così composta: 1° Gruppo: l i\ sezione Fisa- Arna!fi, 2/' sezione San M arco- San Giorgio 2° Gruppo: 3A sezione H. Filiberlu- Saint Bun, 4A sezione (,arloAlbertoSardegna, 5A sezione Marco l'olu- Etntria 0 :$ Gruppo: S4uadrig lia Impavido (su tre caccia), S4uadriglia Bersagliere (su cinque caccia), Squadriglia Procione (su ciI14ue torpediniere d 'alto ma re) ll 3 lu glio l'ammiraglio Cagni s i recò al Comando Supremo dell'E-,ercito per confe rire con il Gen. Cadorna e furo no stabilite le m odalità d 'impiego del nuovo re parto . A seguito cli questi accordi fu pianificata una incursione sotto le coste istriane p e r il 7 luglio con la pa11ecipazione del le due squadriglie d e i caccia app oggia te d all'incroc iatore Amaijì, che avreb be potuto intervenire con le sue g rosse artiglierie in caso d i uscita d i consistenti forze avve rsarie. Q uesta grande u nità sco1tata d a due sole to rpedmiere d 'alto ma re lasciò il s uo ancoraggio a Mala mocco p er dirigere al largo di Chioggia all 'u na cli notte. Alle 4 e trent.a la g rande unità fu colpita n e l fianco sinistrn iI1 corris pondenza del compa,time nto centrale de lle caldaie da un siluro nemico affondando in poco tempo con la p e rdita di 72 uo mini sui (i82 imbarca ti. J superstiti, il cui compo ,tamc nto n ella fase di affonda mento fu realmente esemplare , fu ron o racco lti d alle to rpedinie re di scrnta e da alcune altre unità uscite rapidamente da Vcne7.ia appe na la notizia g iunse a (]ue l Comando. Il siluro era .sta to la nciato dal sommergibile n e mico {J 26, con c4uipaggio germa nico (ex UH J,f), ma b a ndie ra austriaca, a l coma ndo d e l capitano di corvetta tedesco von He inburg 1·>. L'arma impiega ta cm il siluro G 12"> ''' V. l'<.:11<.:grino D. e Cagnoni P.P.- !.'ultima crociera della N. N. Amalfi- in " l lolll'llino <1·:1 rd1iv io d ell'U.S.M.M."- s<.:lle111bre 1991
Ricordiamo eh <.: l ' Italia no11 era anco ra in g llc rra cnn b Germ ania <.: 4ui 11d i i so111111<.:rgihili 1cd csch i jnviatj in rinforzo a lla F lo11:1 Aw;triHnt erano itnf)icgati alzando la bandiera a 11....11·iac1 e: c 1111hi~1n d o n o n1e
pur conservando equiraggio rcd<'sco.
424
Pier Paolo Ramoino
da /i50 mm con una carica di scoppio di 140 kg, che, come abbiamo vis to , fu sufficie nte pe r provocare l'affo ndamento de! l'Amaljì a dimostrazione de lla vu lne rabilità di questo tipo di unità a fro nte dell 'offesa s ubacquea ce,tame nte no n p revista all'epoca del loro progetto. Cra n parte de i supe rstiti dcli ' Amaljì costituiro no un g mppo di batte rie terrestri, ch e con il nome di "Cnippo Arnalfi " o p e ra rono sul Carso con le forze del l' Esercito e rappresentarono il primo contingente d i (Jue l Raggruppamento Artiglieria Marina, che fu inquadrato per il resto del conflitto nella lll Armata 20• L'affo ndamento cli questa grande nave, seguito nel llasso Adriatico da que llo del Garibaldi il 18 luglio dello stesso anno e quasi nelle stesse circostanze, fu un 'esperienza no n solo dolorosa per la nostra Marina, ma anche molto significativa dal p unto di vista elci razionale impiego d e lle grandi navi in un mare di venuto molto pericoloso per la presenza de i sommergibili avve rsari. L'amm. Cagni nel s uo rapporto allo Stato Maggiore sconsigliò ulte riori impieghi di incrociatori corazzali e s uggerì di impiegare in o perazioni offe ns ive solo i caccia raggrup1x 1ti in gruppi numerosi tali da po ter affrontare anch e gli incrociatori leggeri a vversari e s fuggire, g ra7.ic a lla loro alta vdocit:ci, alle navi maggiori. Dal 27 lug lio le gra ndi unità di ba:-c a Venezia n on furono quindi più utilizzate in mare aperto e rima sero alla fonda solo con il compito cli batterie galleggianti . Nel successivo mese di aprile i tre grossi incrociatori supe rstiti della Divisione Cagni con una complessa o pe razione ruronu trasferiti nuovame nte a Sud e d operarono successivamente in Albania. Q uella che e ra s tata la Divisione "Speciale" fu di fa tto scio lta e le s ue unità o riginali passarono alle dipe nde nze di re tte e.Id Comando in Capo di Venezia ne ll'ambito d elle fo rze navali d e ll'Alto Adriatico !I .
L'impiego delle grandi unità nel 1916 e 1917 Le tre corazzate rimaste a Venezia ( Sardeµ,na, E. Filiberto, Saint Bun) fu rono presto inserite nel siste m a difensivo d ell'Alto Adriatico più quali e leme nti di sostegno pe r le siluranti, a cui fu di fatto affidato, dopo le esperie nze sopra accennate, il compito di bombardare la co sta n e mica in sostegno a ll 'avanzata de ll'Esercito. Nello stesso tempo me ntre si continuava la s istemazio ne de lle batterie di grosso e medio calibro lungo il litora» ()ai 682 superstiti
del l'Amalfi furono formate g ià alla fine del lug lio 19 1~ due compagnie con
cui armare le ha11cri e galleggianti ne lla zona d i Grado e furono formale con pezzi da sbarco d a 76/ 17 alcune hatlerie che ope1~1rono con l'XI Corpo d "Annata romtando il cosiddello '"Gruppo Amalfi" " D al punto di vista strategico l 'Adriatico era (ed è) suddiviso in due separale aree di respon sabilil:ì· l '.Ahn Adri:-llicn nm tn1n;.1ruln ;.1llor;.1 ;.1 VPIH-"'/i:1 ,. H ;.1ssn Adri:..11in) c·,u 1 c·,·nlrn 111wr:-llivn ;.1 Rr·i ndisi so110 il comanrlo del l)ipartimc ntn di Taranto, b s<'p:1 r:1zione c r:1 allora st:thi l ita a Nord del (;argano.
Un esempio di collahorazione inle1forze
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le vene to, le tre unità venivano tenute pronte ad intervenire con i loro cannoni ne lla difesa di Venezia. In questo quadro operativo la Marina decise di dare maggio r sostegno alla III Armata nelle battaglie dell'Isonzo soprattutto dopo conquista di Grado sistemando n ell'area della Laguna d i Marano i su o i ponto ni armati, che m eglio ris pondevano alle esigenze d i appoggio durante le fasi più importanti della ma novra offensiva e con troffensiva d e i reparti te rrestri. Alle due "E.Filiberto" fu però asse gnato a nche il compito di uscire rapidamente dall a laguna veneta in caso di avvistamento da patte delle nostre forze leggere cli concentramenti di unità avversarie in mo do da avere ne l campo artiglie resco una superio rità locale in caso di misc hia. Compito questo tipico d egli "incrociatori " a sostegno di s iluranti in azioni offensive, il c he dimostra come le due c itate corazzate fossero per le loro caratteristiche di a rmame nto no n delle vere "navi da battaglia ", ma appu nto dei grossi inc rociato ri corazzati. Nel 1916 le due unità fecero numerose u scite ne l ciuadro d i questa attività sen za però mai raggiungere l'obiettivo proposto in quanto gli incursori austriaci, spesso info rmati dalla loro ricogni;.,.io nc aerea, prendevano rapidar11e11le caccia e si riliravanò frnti della lo ro sup eriore velocità al di là dei campi minati difensivi posti lungo la costa is triana. Nel primo semestre d e l 191 7 la situazio ne non niutò ed il sostegno p e r la X battaglia de ll ' Isonzo fu fornito soprattutto dai caccia e d a l Raggruppame nto Artiglieria Marina 2 \ a c ui si aggiunsero due grossi monitori inglesi (HarL of /Jeterhough, Sir 'l'homas Picton) a rmati con cannoni d a 305 mm . La successiva Xl ba ttaglia d e ll ' Isonzo v ide in linea a nche i nuovi monitori nazionali Alfredo Cappellini e Faà di Hruno dotati d i armi eia 381 llllll per il cui impiego eia Vene1/.ia furono d is poste crociere protettive con torpedinie re e mezzi aerei. La guerra in Alto Adria tico aveva preso ormai un andamento diverso da quello previsto nel 191-/4-15 pe r cui era stat.,i creata la Divisione "Speciale" e mancò anch e l'occasione per una sistematica azione di L>ombardan1enlo della 1/.ona industriale di Trieste. Nel corso dell'anno si mo ltiplicarono le a zioni aeree avversarie su Venezia, ma le unità na va li ivi dislocare ne uscirono sempre incolumi, se si eccettua una bo mba s ul Carlo Alberto ai lavori in Arsenale. Fu comum-1ue deciso di ridurre il rn1mero delle g randi navi ne lla Divis io ne de ll'Aho Adriatico e la Sardegna fu trasferita il ] 3 ottobre 191 7 con scorta adeguata a Taranto. " Il l<aggruppamentu A1tiglieria Marina tu costituito il 9 novembre 19 17 per r;iggrupp:trL· tulle le armi sia delle bane,ie terrestri che quelle su pontoni ncll 'arc;i di rcspons;1 hili1i1 ddl:t Ili Arm:11:1. C. iil co munque da due an ni nella zona ison1i n;1 la l{cgi a Marina aveva clislo01to n 1111w rosc bocche d :t fuoco d i vario e:t lib rn ;ill;i fine del 191 7 gli 0 11 0 gn1ppi in etti c r:t .~uckliviso il Raggn 1p p:tnwn10 schie ravan o ,j ro~i da .~8 1, 4 eia .~05, 4 cb 203, 5 da 190, 16 da 152, 16 d a 120. 3 da 102, 48 da 76 e 10 da '57. Altre artiglierie erano schierate nel quadro d ella laguna veneta tra g li A lheron i e Cortclht zzo .
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Quando soprattutto dopo le o ffens ive a ustriache de l 191 7 fu necessa rio dife ndere m eglio l'area laguna re s i pre fe rì utilizza re a1tiglie rie navali p oste s u gallegg ianti minori, più facilme nte gestibili ne ll 'intrico dei canali , che parte ndo da Ve ne zia a rrivavano s ino a lle linee trin cerate del fro nte. Alc une artiglie rie da 152 e da 120 delle navi d a battaglia disponibili nella zona fu rono quindi sbarcate e poste su po ntoni a ppos itamente altrczzati dall'Arsenale di Venezia ed armati con pe rsona le cannonie re provenie nte anche dalla corazzate.
Una soluzione al problema di cooperare efficacemente con l'Esercito Con il te mpo divenne c hiaro che l'impiego delle corazzate in o pe razio ni di suppo 1to di fuoco alle prime linee d ella III Armala e ra piuttosto costoso e pe ricoloso e con l'arrivo dd l'anuniraglio Re vel a Venezia q uale coma nda nte in capo del Dipartimento si mo ltiplica rono gli sforzi pe r realizzare mezzi ade guati pur sen za sguarnire i fronti a mare di G rad o e d i Monfa lco ne, dove erano schie rali oltre 2400 m a rinai e oltre setta nta canno ni d al calibro 203 al 76 i11qu adrati 11d Comando Militare Marillimo "a levante di Porto Lig nano". Si imposta rono quindi d e i nuov i mezzi p rogettati apposta p e r l'appoggio all ' Esercito, d i c ui abbiamo g i:ì a ccenna to (vedi nora 20), ai g alleggianti sia in legno che in ferro da 60 e 100 tonnellate a ppnmtati nei primi mesi di g uc rr,i si aggiunsero dei ve ri e propri "m onito ri " o p o nto ni semoventi , che consentiva no un più rapido ridislocam ento a seconda de lle necessità del fro nte cd essendo dotali di de pos iti muniz io ni e di alloggi consentivano una mig lio re a utonomia logistica . Nell 'nttohre del 1917 e rano in servizio 4ua1tro g rossi po ntoni semoventi , Monfa lcone, Cucco, Vodice, Ca rso, i primi tre dotali di un pezzo da 305/ liO cd il quarto con due armi da 190/ 45; due ponto ni rimo rchiabili Valente, Hobustu con un 305/ 46 il primo e du e 203/45 il secondo . Inoltre e rano in avan zalo allcsli111c nlo due veri monito ri di grosse dime n sioni il Cappellini cd il .Faà di B nmo s u cu i e rano s tate s iste mate torri binate da 38 1/10 previste quali armame nti de lle corazzate d e lla classe Caracciolo, cli c ui era slala sospesa la costruzio ne. Un 'altra ventina di unità di minor d islocarncnto erano state allestite con canno ni di m e dio e piccolo calibro, alcuni d e i quali antiae re i pe r contrastare l'azio ne n emica d a ll 'aria , c he si era fatta sempre più inte nsa. Q uesto com plesso di 26 unità rappresen tarono un ve ro inshure sq uadrun e d ebbero un importa nte ruo lo di a ppoggio alle forze te rrestri sia ne l consolidare la resiste nza sul Piave sia ne lle successive controffen sive . Gran parte d i questi mezzi furon o all estiti proprio d all'Arsenale di Ve nezia, ch e p e r tutto il conflitto s i m a nte nne in pie na dlicienza pur se spesso colpito da azio ni aeree condo tte sia da idrovolanti d ella Marina a ustriaca sia da velivoli te rrestri d ell'esercito .
lln esempio di collaboraz ione interjorze -
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Logicame nte l'offensiva a us triaca cli Ca poretto (XII Ba llaglia de ll' Iso nzo) po tt ò un cambiame nto rep entino ne llo schie ramen to dei rep a1t i de lla Regia Marina ne lle lag une , infatti con l'arretramento della III Annate verso il Piave si dovette prima sgombrare (~rado pe rde ndo una b uo na base ava n zata p e r le torpediniere ccl i MAS e p o i attestars i sulla posizione d i resistenza a lla foce del Piave . Co n un insie me di op e razioni condotte sotto il fuoco avversario lulli i galleggianti a rmati e le ballerie furono ritirate verso la lagu na ven e ta attraverso i cana li inte rni. Tutto avven ne nel p iù pe rfe tto ordine e le d ue corazzate rimaste a Venezia non vennero in viate a Sud pe r reagire n el Golfo d i Trieste all 'eventuale co mpa rsa cli ana logh i mezzi austriaci. La solu7.io nc fina le d i un p roblem a molto sentito d i c:o llaborazio ne s tretta con il R Esercito, pur se realizzala "s ul Larnb uro", fu qu indi individu ala nel 1915-16 nella trasformazio ne progellala dal gen. C N Pruneti d i 4u allro b arconi da caric:o c:atturati a Monfalco ne che assu nsero i no mi d i Munte Santo, Sa botino, Cu cco e ¼>dice con un imp ianto s ingolo da 381 / 40 i prim i d ue e da 305/ liO i sec:ond i e d islocamento di oltre 100 to nn . La propulsion e e ra assicurata da m0tori Diesel di 250-350 J-Ip di potcn7.a che consenti vano u na velocità d i circa 6 no di più che s uffi cie nte pe r i loro s poslmnc nti in lagu na. La dotazio ne di colp i era di circa 50 g ranate e le unità e rano dotate cli un albe ro d i vede tta a bbaLLibilc e cli plance di osservazio ne corazzare. cl co m plesso s i realizzaron o b e n 26 unità, tra se moventi e rirnorchia bil i, con u n c:om p le sso di o llo ca nno n i cli grosso ca libro, sedici d i medio calib ro e clod ic:i d i piccolo calibro . La coope razio ne fu giud icata d a i Comandi de ll'Eserc ito ottima le e il Revel istituì prima un .Ispettorato de lla difesa m obile d e lla R. Marina e suc:cessivarncnte il 9 novemb re d el 1917 il "Raggruppame nto a1t iglie rie R. Marina" a l comando de l C.F Antonio Foschini . Tale rc pait o fu suddiviso in ollo g ru p pi, che passaro no in p arte alle dipe nde nze ciel XX II Co rpo d 'Armala. Accanto a questi provved ime nti le gati alle operazio ni s ul fro nte , no n d obbiamo d ime nticare che già da l maggio del 1917 s i era provveduto a rinforzare la difesa cli Vene7.ia co n l'installazio ne s ul litorale elci Lido di un;i to rre da 381 mm , che garantiva assie me a lle corazza le di affrontare q u,ils iasi unità ne mica inten7.io nata a bo mba rdare le nostre posizioni . 2' l.<.: lx 1t te rie terrestri era no inoltre p rotette d a ll'o ffesa ae rea con lo schie rn mc nt o di batte rie d a 76 e da 102 mm. Per miglio rare la prote zion e del lito ra le veneto e p e r garan tire un:1 ccrt:1 supe riorità na vale anche nel campo d e lle unità sottili si e ra ino ltre d is posta la d islocazio ne a Ve nezia di un g111ppo d i esp lo ratori e d i c:1cci:1 di
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Le pili an11atc N avi da U att.aglia nc11 1id1c della cla::,sc Viribus Uniti. .,· c r:t nn do1:1t,.: di c..: :11 11 H >1 1i d :1
30'> mrn e 4uinùi n o n potev,1110 con fro ntarsi con i nostri 381.
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grosse dime ns ioni, che avrebbero potuto affrontare con s uccesso le similari unità austro-ungariche !•. A Venezia furono dislocali inoltre sino a 15 sommergibili nazionali e tre britannici con il compito cli minacciare costantemente la navigazione avversaria insidiando costantemente le rotte Po laVenezia, Pola -Cortellazzo e Pola-Po1to C:ale ri.
Impiego deUe navi da battaglia austriache nella arca veneta Anche la Marina Imperiale e Regia aveva pianificalo l'impiego di g randi unità per cooperare con l'Eserc ito nell'area del Veneto, ma il suo C:omanclante in Capo, il saggio ed anziano ammiraglio Haus, aveva ben meditato sulla pericolosità della lotta in acque ristrelle e sin c he rimase in comando fece eseguire alcuni ho mbarclamenli costieri solo con le veloci e manovriere siluranti appoggiate dai moderni ed efficienti incrociatoti leggeri della classe Nuvara. L'esteso minamenlo delle acque costiere nazionali e il notevole numero di torpe diniere e di sommergibili schie rato giornalmente da noi nel Golfo di Trieste e ne lla zona a Sud dell ' Istria rendevano molto difficile un'azione di rapido dispiegam e nto delle corazzate e degli incrociatori maggiori austriaci, c he avrebbero dovuto poi affronta re ne lla fase cli bombardamento delle nostre coste anche la reazione delle numero.se batterie cosliere s piegate sull e isole esterne delle lagune d i Venezia e di Grado e temevano comunque l'incontro con le nostre navi maggiori. Quando il fronte si spostò in vicinanza di Monfalcone, l'esercito Austriaco chiese ripe tutamente un'azione della propria Marina pe r sostenere le s ue controffensive e per colpire dal mare le esposte retrovie italiane. Si moltiplicarono quindi le rapide azioni di silura nti pa rtite da Pola e degli idrovolanti basati a nc he a Trieste, ma Lali azioni quasi sempre contrastate dalle forze italiane presenti a Venezia n o n ottenne ro risultati importanti, fu quindi dec iso cli impiegare alcune a nz ia ne corazzate !i_ La scelta cadde sui tipi Monarch, cosUT1ite negli ultimi anni cld XIX secolo, c he presentavano le tipich e caralle ristiche d e lle cosidde tte "corazzate costie re" con un dis locamento di 5.600 tonne llate e d arma mento principale basato su due torri binate Krupp del ca libro 2/iO/ liO. Tali unità nei primi m esi cli guerra e rano state basate soprattutto a Cattaro con il compilo di proteggere quell 'importante base e dare eventualme nte sostegn o alle forze leggere ivi dislocate. Nell'agosto de l 1917 due unità di questa classe, la Wien e al Budapest, furono inviate a Trieste, ma g li a ttacchi aere i ita lia ni s ubito condo tti con " Si traltava dei lse esplora10ri leggeri l'oerio. Pepe e J<ussurul di J .:no lonn :1r111:11ì di sei pezzi da
102/ 35. oltre ai due 111oderni cacci:1 Miçsnri e N111/o. Unità tulle in grado di svil11pp:1rr o ltre- 30 nodi di vC'locitiì e quindi capaci di tener tesla anche- agli incrociatori leggeri del nemico . ..?<, È probabile che la d.edt,1one fo1..:;e presa dopo la 1110 11:c dcll 'a11u11. I l ;1u~. dec.iso avversario di questo tipo di operazion i.
Un esempio di collaborazione interJ<irze
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grande decisio ne e l' idea, che noi stessimo progettando q u alche "colpo di mano" fece si che il Coma ndante Navale di Trieste il contrammiraglio Von Ko uddka de c idesse di rimandarle a Pola do po pochi giorni 2''. D o po la 12/\ battaglia d e ll'Isonzo gli Austriaci rite nne ro opportu n o ridislo care le due corazzate ne l porto giulia no , c he essendo estremame nte prossimo alla linea del fronte, p erme tteva p rofi cu e incursio ni. Queste inizia ron o la ma ll in a elci 16 novembre 19 17 con o bie ttivo le batte rie italiane a Sud di Grado e gen e rarono lo scontro con le si lura nti ita liane ch e va appunto sotto il no me cli "battaglia di C01t c lan.o". Infatti ne ll'a rea lagunare interessata era no stati schierati alcuru MAS agli o rd ini de l Cap itano cli Fregata Costa n zo Ciano, che appena s i prescnt.a ro no le corazzate costiere au striache le a ttaccarono con decisione costringen dole, non ostante a l scorta di ben 13 torpedinie re , ad un rapida ritira ta su Trieste anch e p e rché e ra giunta agli Austriaci la notizia c he d a Venezia era no uscite in mare proprio la Saint Bon e la E. Filiberto con cui le coraz:r.ate impe ria li e regie no n e rano in g rado di misurars i. La d is locazione d elle due corazzate austriache a Trieste provocò il te muto "colpo d i mano ", infatti dopo a ccurate ricognizioni, che permisero di conoscere con precisio ne sia "i punti d i ormeggio del le due navi, s ia gli appresta rnenti d ifensivi dell 'arca p o rtuale, d ue MAS condo tti d al Te ne nte di Vascello Lu ig i Rizzo la no tte del 9 dicembre 19 17 esegu irono una s ple n dida a zione d 'in c ursio ne. Condotti sin davanti all 'e ntrata del vallone di Muggia a rimorchio di du e torpedin ie re costiere, i d 11e MAS e ntra rono s ile n ziosamente in porto a bassa velocità con i loro motori e le ttrici e la ncianmo i loro siluri contro i du e g rossi bersagli all'orm eggio. La Wien fu affo ndata , me n tre la Budapest scampò con mo lta fortun a all 'attacco . Le corazzate costie re aus triach e non presero p iù parte ai combattime nti nel Nord Adriatico e furono sostituite a Trieste da l piccolo incrociatore Admiral Spaun e da siluranti n e l com p ito d i e ffe ttuare ra pide scorre rie contro il lato a mare d ello schieramento delle n os tre truppe. La pericolo sità de ll'impiego di g randi navi nella zona del fronte, di complessa idrog rafia e di difficile dis impegno pe r unità di grosse dime nsio ni , s i e ra di mostrata anche pe r g li Aus triaci in mo d o completo. Ultimi impieghi delle corazzate in Nord Adriatico Pur se im p iegate da l Coma ndo in capo d i Venezia quali halle rie gal leggia nti , le unità de ll'ex Divis ione "Speciale " furono m ante nute in pi e na e ffi cie nza con costanti manute nzioni ai loro a ppa rati motori. Li resistenza sul Piave, c he vedeva l'area veneta come imme dia ta retrovia , no n consentì impieghi p a rticolari per le g ra ndi nav i sino alla fine dell'estate del 1918. "' Von Koudelka A.- Nullu su 1rieste- ed. Gorizia na, 1990 pag. 212
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L'l f Filiberto e il Saint Bon si mante nnero s empre pronte p e r azioni d i disturbo d e ll'avve rsario alle dipe nde nze del Comandante in capo a Ven ezia (Viceammiraglio Marzolo) e nella s uccessiva fase offensiva d ella g ue rra culminata con al villoriosa battaglia di Vittorio Ve neto, le due unità vennero te nute in appronlame nto pe r l'appoggio agli eventuali sbarchi ne i porli avversa ri. I primi giorni del novembre 1918 fu ripristinala la d e nominazione di Di visione navale "Specia le" composta d a ll ' A'. Filiberto e dai caccia Sirtori, Stocco, Acerbi e d Orsini al comando del conlrammirag lio Rainer, a c ui fu affidalo dopo la firma dell'armistizio di Villa Giusti il compilo di occupare Fiume. La di vis ione giunse ne lla città dd Quarna ro il /r n ovembre accolta da manifestaz ion i di g rande giubilo da parte d ella popolazio ne di origine italiana. La missio ne cen am e nte più s ignificaliva fu assegnata a l Saint Bon, che imba rcato a Vene zia il viceammiraglio Cagni 20 , desig nato dal Capo di Stato Maggio re Taho n di l{evcl quale coma ndante dei po rti avversari occupati, si diresse s u Po la ove entrò il giorno 5 novembre, condudendo di fatto con questo allo formale la guerra in Adriatico .,,.. Le due ve cchie corazzate della Divis io ne "Sp eciale" lerrninavano così: in g lo ria la lo ro viLa ore rativa, con un fina le che assicurava loro un posto ne lle sto ria navale nazio nale. L' invio d i due b en portanti "vecchie sig nore" ne i due p o rti istl'iani era giusta me nte m iralo a dare una significativa vis ib ililà all e nostre occupazio ni anc he a fro nle de lla difficile siluazio ne p olilica inte rnazion ale, che si stava verificando con la creazione d e l nuovo slato jugoslavo. Si lraltò vera me nte della loro ultima missione, infatti ambedue le unità all'inizio del 19 20 vennero disarmate e successivamente de mo lite .
Conclusioni e ammaestramenti La d ire ttiv a impartita a l Co mandante in Cap o dell'Arma la Naval e il 18 arrile 1915 dal Capo di Stato Ma ggiore 29 preved eva innanzi tutto il blocco ciel ca nale d 'Otranto, che divenne quindi l'obicllivo principale d ella Flotta, e in seconda prio rit.à raggiungere "il do minio relativo d e ll 'Alto " 1.·ammìraglio Cagni, che abbì:11110 visto quale comand an1c. ne l 1915 de lla JV Divisione' a Ve nezia, fu inviato a com;i ndare il Dipartimento M:1rittimo d ella Spezia dopo la sostituzione d i molti ammiragli ìn comando il 4 fohhraìo del 19·17 a segu ilo dc.ll'avvicenda menlo voluto dal Governo del Coma ndante' in capv dell'Armata Navale, il Duca d egli Abruzzi, con l'amn li r.:1g lio Paolo TI1aon di Re vel. Quest'ultimo, conoscendo le grandi doti di Capo dd Cagni, lo volle a l le rmìrw del cvnflitto nom inare com:rndante designalo dclb p iazza ma1illi111a di Pola con la grossa responsab ìiitil dì p rovvedere al disarmo della flona uemica arresasì e di traslon uare la più g mnd(· hase navale nemica ìn 11n po ,10 na zionale, impresa in c ui riuscì in modo molto dficace e rapido. ~ A confc.rma d ella st:m pre slrel.l:L ,oop e razio nt: tra le unir/i del la ex "Divisione speciale'" ccl i reparLl del R. F.sc.r,ito in q uesta occasione s u l Saint Bon era irnha rrnro un b:ntaglio 11e del 225" P~nrNi;1 e 100 carabin ie ri d estinati al presidio m ilitare cli Pola. " l"altività della N. Marina dalla guer ra lihir.a a quclfu italu- austriaca. USMNI . Hou ,a 193 1- i,ubhlìGtzìon<' riservata agli Ufficiali.
Un esempio di collahorazùme intetjòrze
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Adriatico ccl in particolar modo del golfo d i Trieste .. . e appoggiare con opcra:t.ioni costie re l'avanzata del R. Esercito verso il cu o re de l territorio ne mico". Questa ultima attività ebbe, come abbiamo visto, diversi asp etti nel corso de lla lunga guerra, che già ne i suo i primi mesi e ra divenuta g uerra di posizione con l'estenuante lotta tra le mun ite trincee avversarie . La Marina no n aveva una esperienza in tale tipo cli operazio ni che non risalisse all'assedio di Gaeta (1860) e a lla più recente guerra con la Turchia 0911-1912), si trattava quindi non solo di schierare nell'arca cli Venezia unità adatte al bom bardamento costiero, ma a nche cli inventarsi s ul mo me nto procedure e dottrine d 'impiego adatte a lla bisogna. L'invio a Venezia della "Divis ione Speciale" fu q uindi un primo tentativo di cooperazio ne interforze pia nificando l'impiego di unità da battaglia ormai obsolete, ma con a1tiglie ric di calibro opportuno per colpire in modo significativo lo schie ramento terrestre avversario. La Sardeµ,na e le due "E. Filibe rto " risultarono idonee p er q uesto tipo d 'impiego ed arndogamentc gli Austriaci impiegarono le loro vecchie unità tipo "Wien", ma ambedue gli avversa ri s i resero presto conto come questo tiro di o r erazioni po rtasse a pericoli forse n<)n be n conside rati ne lla pianificazione iniziale. Infatti per essere efficace il bombardamento costiero doveva essere e ffe ttuato con navi "imbozzate W" o a le ntissimo moto in modo da assicurare tempi lung hi di permanenza dei me7.7.i in zona con possibilità di aggiustare il tiro quando rite nuto necessario. Come abbiamo visto, fare questo tipo cli op era7.ioni in zone fortemente minate sia da noi c he dall'avversario cd in presenza cli silu ra nti di s uperficie e subacquee metteva costante me nte in pericolo le g rosse unità ch e per dimen sioni e capacità evolutive divenivano fa cili bersagli. Dobbiamo costatare che quasi nessuna dell e unità impiegate in questo tipo di operazio ni sia stata colpita, come temuto, dall'artiglieria costie ra avversaria, ch e assai spesso no n aveva la portata per sp arare con e ffi cacia contro bersagli abbastanza dis tanti e soprattutto non aveva l'intenzione di fa rs i individ uare evitando il tiro navale diretto contJ"o cli essa. Q ua ndo l'esp erienza accumulata si fece dottrina, fu più conveniente utilizzare le un ità minori per rapide a zio ni di fuoco condotte in veloc ità con medi e p iccoli calibri . In questo compito la nostra Marina seppe impiegare sia i suoi Caccia , basati a Venezia , s ia alcune Torpediniere, d islocate pe r parecchi mesi nella stessa laguna di Grado. Possiamo im magi·"' ()uesto termine m:1rinarrsco indica una forma di anco ragg io che pem1e1te di ri111:111erL· :lllcli<' con var iazio ni <li vento e di corrente' <'On un lato della nave sempre n ella stc,,s:i dirc,,.io11L' i11 111odo da u1ellere ben in c:1111po le proprie artiglierie. Si rratt;1 di un;, prcx:edura che , iellL' d:ill:i 11i:1ri11:, ve lie:, e ch e era stata u sata dalla nostra sia contro i forti horho nic i d i G;ict;t che n ,ntr<> le diksL' di Liss:i ( 1866) r=- t~1li npc=- r:..1'.l.inni ,i Pr:11H1 pnluh:' ripelere nel sostegn o degli sbarchj in Tripo lit:lni:1. in Circn:1ic;_ 1 ed in Dodccancso per la <]llasi assoluta m,1ncan za del contrasto avversario.
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Pier 1-'a olo N.arnoino
nare c he qu esto ti po di bo mbardamento cond olto con calibri dal 102 al 57 mm non possa a ver prodo tto c he danni m inori al n emico be n protetto dal suo sistema di trincee, occorreva qui ndi portare al fronte de i grossi calibri. Per frll' q uesto si armarono i pontoni e si costruirono dei veri monitori, che con k loro armi da 381 e 305, rappresentarono i mezzi n1igliori per appoggiare l'Esercito sia ne lla sua allivit::ì offensiva e , dopo Caporello, ne lla s ua s tre nua difesa della linea del Piave. Rite niamo che questa sia stata la solu zione de finiti va di un problema operativo complesso, m a ritenuto giustamente importante s ia dallo Stato Maggio re de ll ' l•:sercito c he da quello della Marina. Le vecchie corazzate quind i svolsero con maggior profitto il loro ruolo cli "ballerie galleggianti" ne lla difesa della costa ven eziana più che q uello inizialmente pia nificato di cen tri di fuoco per sostenere le azion i de lla III Annata. In con clu sio ne non poss iamo affermare c he l'impiego in Alto Adriatico della "Divisione Sp eciale" abbia da to i risultati asp etta ti e rite niamo che ciò sia s tato dov uto a i seguenti m otivi: le vecchie corazzate (cd in parte anche i più moderni inc rociatori corazza ti) e ra no unità be n dorare di ,111iglierie, ma molto fragili per manca nza di una adeguata protezione subacquea, l'addestrame nto iniziale d ella R. Marina non prevedeva una adeguata preparazione al ti ro contro costa soprattutto p e r ma ncanza di dottrina rela tiva al rapido scamb io di informazioni con gli osservatori a terra e alla comunicazione degli sca rti del tiro e le possibili s uccessive correzioni, gran pane del munizionarne nto era stato progettato per un impiego in combattime nto in ma re aperto per colpire con e ffi cacia uniU similari e q uindi utilizzato contro concentramenti ne mic i profondame nte protetti dalle trincee no n garanti va risultati impo,tanti , se n o n si colpivano depositi n1unizioni o d e positi logistici dell 'avvers ario. Nel nostro schie ramento ne ll'a rea lagunare no n v i erano fortezze con cui attuare un du ello artiglie resco tra "navi e caste ll i" come nell'ormai lontano passato vel ico e quindi i tipi di be rsagli contro c ui furon o impiegate le nostre vecchie corazzale n on erano troppo sensib ili a i colpi d e i grossi calibri e q uasi immuni dag li effetti di q ue lli del medio calibro imbarcato. on possiamo però giud icare inuti le dal punto di vis ta strategico l' invio de lle grand i unitfì nello scacchie re Nord del nostro tea tro operativo principale . Infatti la destinazione in Alto Adriatico cli una Divisione d i navi maggiori a sostegno de lle molte siluranti presenti a Venezia rappresentò non solo un provved imento inteso a mig liorare la difesa di quella base marittima, ma anch e un'impo1tante azione di "diplomazia navale" intesa a manifestare sia all 'avversario sia agli alleati la volo ntà di impegnare tutte le
Un esempio di coliahorazione inlerj<n -ze
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forze in inventa rio per contrastare qualsiasi a zio ne n emica in un'area di particolare sensibilità sia dal punto di vista militare che politico. Come abbiamo v isto, il nemico con l'invio a Trieste di un cen o numero di un ità corazzate ragio nò nello stesso modo. Un 'importa nte conside razione va fatta pe r quanto riguarda la collaborazione interforze, dall'inizio del conflitto la R. Marina infatti non si attenne alla diffusa dottrina de l lernpo, che prevedeva l'impiego dell e u nità navali quasi esclusivamente alla ricerca della "battaglia d ecisiva" di mahaniana memoria , ma pianificò molte azioni intese a proteggere le retrovie clell' Esercilo ed a disturbare lo schieramento avve rsario con una sorta di guetTiglia na va le , che rendeva insicure le rade ed i porti dell ' Istria, costringendo g li Aus triaci a schierarvi forze sottratte d a lla fro nte principale. La cooperazione con il R. Esercito fu q uindi iniziata sin dai primi giorni di guerra con contatti costanti con il Co mando Supremo e con quello della III Armala creando un reciproco senso di sti1na ccl ini'.liando un'espe rie nza altamente positiva, che R. Marina accre bbe con la costituzione del Raggruppame nto A1tiglieria e poi con il Reggimento Marina , che e bbe il glorioso nome di "San Marco_". Sia nel campo de lla "strategia o pe rativa" che in que llo della "strategia dei mea i" le due FF.AA. italiane riuscirono quindi ad accordarsi sia nel primo perio do di g uerra sia in que llo più d ifficile di Caporetto per la piC-1 efficace collaborazione con risulta ti degni di considera7.ione. La recentissima s pedizione di forze a nfibie in Liba no nel quadro d el rafforzame nto de ll'UNIFIL può quindi essere cons ide rata l'ultima di una serie di operazioni condotte dell 'Esercito e dalla Ma rina italiani in perfclla s intonia d 'inte nti e d in un clima di fattiva collabora 7.ione, che ebbero inizio proprio ne l Primo Conflitto Mondiale con la dislocazione nella lagu na vene ta d ella ·'Divisione Specia le ".
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MICHELA ADi\M1
L'ESERCITO ITALIANO E L'INTERROGATORIO DEI PRIGIONIERI NELLA GRANDE GUERRA Nel corso della prima guerra m o ndiale le principali fonti di conoscenza s ul nemico erano d ate: dalla tradu zione di docume nti catturati e di altre pubblicazioni quali bollettini di guem1, quotidiani, ecc.; d all'attività di spionaggio da pa,te di agenti sotto mentite spoglie; dalla ricognizione aerea e dall'osservazione terrestre d e lle lince avversarie; d a lle intercettazioni radio e telefoniche; dall'interrogatorio di prigionie ri e dise,t ori. Quest'ultima fonte.: di informazioni si rivelò ben presto quella più preziosa ed efficace. G ià nel periodo della neutralità italian a, tra l'estate del 1911 e la primavera del 1915, varcarono i confini di stato numerosi dise,tori ccl esuli austro-ungarici, c he , quando intercettati , furono naturalme nte interrogati dal scrviLio informazioni allo scopo prioritario di accertarsi che non fossero dcHc spie nemiche e secondariamente pér carpire notizie su lle intenLioni e sui preparativi dell 'esercito asburgico a lla frontiera con l'Halia. Questi interrogatori erano spesso resi d ifficoltosi dall'idioma parlato cl.ai fuggiaschi che non era sempre qucHo tedesco o quello italiano parlato nelle Lone di confine. L'Im pero della l )uplice Monarchia, infatti , era composto di vari popoli e naLionalità c he be n poco avevano in comune. L'Impero austro-ungatico compre ndeva un coacervo di popolaLioni spesso in astio tra di lo ro per questioni d i confine o a ntic hi re taggi storici. Erano p resenti pop o li di o rig ine slava, qua li croati, sloveni e bosniaci, slovacchi , serbi, ru teni, polacchi, cechi, popo lazioni d i stirpe latina quali gli ita liani cd i romeni , o ltre naturalmente a te deschi e magiari. Proprio pe r faci litare i d ialoghi con militari o civili dell 'impero Austro-ungarico, non solo in caso di gu e rra ma anche in periodo di pace, il Ministero della Guerra italiano d e tte alle stampe va ri opuscoli, denominati manualetti, s ulle lingue parlate oltreconfine. Nella bibliotec.a regolamenti dell 'Ufficio Storico dello Stato Maggiore d e ll ' Esercito sono stati individuati alme no quallro di questi manualetti datati dal n ovembre 1913 a l 1915. Si iniziò col Manualetto italo-serbo-cruato (pubblicaz ione n. 702R del Comando del C011)0 di Stato Maggiore - Scacchie re O rie ntal e ) che conteneva , o ltre a nozioni di g rammatica e ad un sintetico voc:1holario, a nc he una lunga serie cli frasi più comuni nei servizi d i pattug lia pe r poter leggere cartelli stradali, insegne e rivolgere doma nde 11< >n solo di carattere militare a civili del luogo e soldati. Nel febbraio 1911i fu ap prontato il Manualetto italo-slov(:_,,no ( pubblicazione n. 707R). Ncl l,1 prcfriLione era riporta to ch e l'o puscolo "è stato comp ilato allo scopo di dar m ezzo ai militari del Distretto di Sacilc, incorporati nell '8° Reggime nto Alpini cd
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Michela Adami
apparten enti ai comuni sloveni d e l F1i uli, d i impa ra re a leggere lo sloveno, di ap prendere quelle pa role c he l'e le me nto ita liano e ted esco hanno introdotto ne lla loro lingu a o rigina le e di conoscere con precis ion e le fra si più comuni n el servizio di p attuglie e di informa7.io ni". Nel novembre 1914 fu la volta del Ma nualetto italo-tedesco-magiaro ( pubblica zione n . 708R) che appariva più sviluppato e completo dei p reced enti compre nde nte un q ues tionario pe r gli inte rrogatori da fars i ad in l'o rmatori, prigionieri e disertori. Do mande comuni a tutti gli inte rrogato ri rigu ardavano la mobilitazio ne d ell'esercito avversario, l'alto coma ndo , le truppe, gli a vamposti, i servizi logistici , i siste mi di combattime nto, la difesa delle piazzeforti. Il frasario conteneva poi do mande d a farsi negli interroga to ri particolari quali que lli specifici a p rig io nie ri e dise1tori, a militari catturali me ntre erano in marcia , o in combattime nto, a militari appartenen ti ad a rma a ca vallo o di a11iglie ria, ad abit;mti d el paese occupato o a via nda nti , a person e che avevano svolto il se1v i7.io di g uida a rep arti n emici. Tale manuale , come riferiva la p refa7.ione, "no n ha la pre tesa di voler inseg nare il te desco od il magiaro ad alcuno, ma si p refigge unicame nte lo scopo di servire di guida pratica in campagna a que i militari che , p ur avendo di dette lingu e qualche no7.ionc prelim inare , non avesse ro con la mcdcsù11a una s ufficie nte famigliarità, come pure d i offrire un mezzo per fa rs i intendere, no n fosse che rudimentale , anche a coloro che de lle lingue medesime fossero completame nte ignari". Q uesti manualetti , c he erano a caralle re riservato e d avevano u na diffusio ne limitata ai comandi di gr;mde unil,ì e di corpo di stan za ù1 prossimità de i confini, venivano ris tampali in edizio ne aggiorna te come il Manualetto italo-serbo-croato che fu riedito in veste ampliata nel 1915 p rop1io a lla vigilia del conflitto ( pubblicazione n . 708R) . I manuale tti, c he erano compresi tra le d otai.ioni di mobilitazio ne d elle g randi unità in caso cli radunata No rd-Est, to rnavano utili a nche all'Ufficio Informazio ni ciel Coma ndo del Corpo di Stato Maggiore ed agli ufficiali de lle grandi unità pre posti a svolgere gli inte rroga to ri di civili e militari de lla p arte a vversaria, ad integrai.io ne delle norme s ugli inte rrogatori co nte nute nella pub blicazio ne del Ministero della G ue rra ed ita nel 1914 dal tito lo lstru.zione p er gli interrogatori da jàrsi in ternp u di 11,uerra ad inj<)rmatori, pr~gionieri e disertori. l manualetti e rano stati in o rigine destinati ai militari con l'incarico di pattugliato re d ei reparti di cavalle ria e tru ppe alpine c he in caso di cnnflirto si reputa va p otessero pe r primi e n trare in contatto con e le me nti milita ri e civili asburg ici 1 . Nel 1913 il Com ando de l Corpo di Stato Maggio re aveva sollevato il proble ma dello scarsissimo numero di uffic ia li o ttimi conoscito' Il manualetto italo serbo-croato era sta to r edallo nel 1913 dal tenente d 'ammin isrrazio n <' r.iov~nni M auso , istruttore della medesima lin gua rresso i <'Orsi annual i che si tc n ev:1110 a Udine cli i stru z io n e rer soldati patrugliarori e ufficiali i.nfonrnnori. Il lavoro era stato redatto usu fruendo di un analogo manuale tto in uso presso l'Esercito austro- ungarico (foglio n. 1386 i n dar:1 31 d i rcmhrc 1913, l)irwnuz iorw del manualeuo italo serbo-croato, Coma ndo del corpo di ~t;,to maggirne - lJf'lìciu d..t capo di stato maggi ore dell 'esercilo).
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ri delle lingue s lave e s i pensava di p o tv i rime dio inviando militari a far pratica all 'e ste ro dopo un corso teorico da istituire presso l'Istituto Orientale di Napoli , previa autorizzazione de l Ministe ro delle Colonie 2 . All o sco ppio della guerra, il Coma ndo Sup rem o ema nò direttive di caratte re generale cui le grandi unità al fronte d ovevano attene rsi nel tra ltame nto e nella gestione dei ve rba li cli inte rrogatorio. In base alla circolare n. 111 3 d el 28 giugno 1915 Trattam ento ed interrogatorio dei prigionieri e diserto ri, i comandi di coq-,o d 'a rmata avevan o il compito cli telegrafare volta pe r volta all'Ufficio informazioni del Comando supre mo : il numero ed il grado <le i militari catturati e elci disertori accolti , d istinguendo gli uni dag li a ltri; il re parto cui essi appartenevan o ; la località e d il giorno della c attura o d ella presentazione. Anche i verbali d egli inte rrog atori, che d ove vano conte nere il numero della p osla d a campo c he serviva l'unità alla qua le appa rte ne va il dise1torc o il prigionie ro, erano richiesti in copia dal Comando su premo . Con la circolare n . 14948 del 29 settembre 1916 fu ribadita l' importanza a nn essa dal Comando supre m o a tali inte rrogato ri, attraverso un nuovo ele nco cli voci che dovevano compa rire ne i verba li e n egli elenc hi d e lle no ti7.ic raccolte d a dise1tori e p rigio nieri da sp edire all 'Uffi cio s ituazio ne e o p erazioni di g ue rra . Oltre alle generalità e al grad o andava ripo rta ta: la classe e l'eventuale revision e ; i no mi de i d iretti coman da nti; la se de del dep osito reggimcnlale; le nazio na lità costitucnli la propria unità ; la forza de lla compagnia ; il numero di la nciabombe, mitragliatric i, lancia fiamme , ecc.; la fronte occupala da l re p a1to; i collegame nti e codici cli segnalazioni in uso; a ltri rc parli accertati o seg nalati nel setto re ; notizie sui battaglio ni di ma rcia ; no tizie sui lavo1i d i trincea. Incontra ndo indiv iuu i c he, p e r intellige nza e cogn izio ni o p e r altro mo tivo , si rite nesse utile c he fosse ro ulterio rmente interrogati presso il Co mando supremo , l'ufficio infor mazio ni d 'a rmata, o <li zona, ne segn ale rà vo lta per volta telegrafica mente i no m i al Coma n do medesi mo Uttlcio 1. Q uesto, sentito il pare re d el l'Ufficio s ituazio n e, disp orrà perc hé g li ind ivid ui segn alali siano fa tti afnuire alla su a sed e, oppu re traLLe nuLi ne lla lo calità cl i concen tra me nto stab il ita d all'lnte nclenza , o ppu re lasciati sen z' altro a d isp osizione dell'Intend e nza stessa p e r l'interna me nto. ' li foglio in <lata 23 <licc111hrc 19 13, Istn.tz ione dei µauugliatori pratici di idiomi -'"'"''i. del Co111ando del corp o cli stato m aggio re segn alò al M in istero clC'lla C.u<'rrn " le att ua li condizio n i d i q 11a.si assoluta 111a nrnnz;i di ufficiali che conoscano i dhl lc.tri slav i [ . .. J e non è 1xissil>ilc fare · 11nico ;1.s.,cgn" 111<'nlo p er l 'avven i re su quei du e o tre istru ttori di cui oggi si dispon e'. " Nc·ll "o11ol>1r 1') 1/i il Com an cla11Le designato d 'arm ata in Genova i 11lu rn1ò il Capo d i stato m;igginrl" dl"ll"l"scrci lo clic : ·· 111 occasio ne cli rc.cc.nri ricognizi oni lalle alla fron tie ra o ri<'ntak, ho constatalo clte si inconl r:1no cl:1 pane nostm mol te diflìcoh à a capire il lingu aggi o delle p opolazioni p rossime al nostro n,nfìn c. Crl"d o p ertanto cl1e sareb be necessa ria un a maggiore diffusi o ne del man11ak110 italo serb o no:110.·· Ancora nel n ovem bre 19 1/i C;tdorna si lam entò dell"in su fficic n z:1 di u fficiali esperti in lin gua scrho-cro;11;1 (foglio i n dal a 5 novcm hrc. 19 11, I'aftu~liato,·i serbu-1.;ro(tli della 1a diuisione di cm,, dferia. Co1mndo del corpo di sl ato m aggiore Uflì ciu del capo d i stai o m aggiore dell'esc.:rcitu) .
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M ichela 11.dami
L'inte n-ogato ,io di p rig ionie ri e disertori e1-::1 essen ziale pe r la ricostruzione del quadro d i battaglia dell'Esercito ne mico, p er Lastare il mora le delle sue Lru p pe e conosce re i suoi propositi o ffe nsivi. 11 Comand o Supre mo italiano arrivò a pron1ettere p remi in d e n a ro pe r la caLL ura di prig ion ieri da parte d i singoli so ld a ti o da gru ppi d i militari non comandati d a ufficiali, a seguilo di a rditi colp i di ma no. Esisteva un o no rn1io, reso no to con la circolare n. 6250 in data 1li maggio 1916 della sezio ne discip lina del Re pa1t o O pe ra1/.io ni: pe r la cattu ra d i un prigioniero no n graduato il compenso e ra cli 10 lire; p e r ogni sottuftìciaJc o aspirante 20 lire; p e r ogni ufficiale 50. Pe r invogliare i militari nemici a disertare si ricorse a vari espcdie nLi e metodi cli a pproccio , trn i q uali, uno de i più efficaci, si rivelò q u ello delle squadre d i conta tto composte d a ex prigio nieri di guerra di nazio nalità ceca , ro mena, slava e polacca . Q ueste pattugl ie ave va no il compito d i avvicinare notte te mpo le vedette austriache cli p rima linea, media nte conversazioni, lancio di volanti ni, distribuzione d i generi d i confo rto, alime n ti e vivande, canto di inni e ca nzoni 11,1 ;,.ionali . Alle o re 0.30 è uscita la p atn1glia , comp osta di 5 t1o mini e I ufficiale, dal posto avanzato della fronte «due pini,, dove il nemico disi-:-1 a circa 150 metri. D a q t1 i si (, rx 1rl;ciro com e no i abbiamo ahh o ncl,inz.1 d i tutto, che no n è vero che i d isertori vengono fi.i cilati, anzi , q ucsri sono accolti come fratel li e come vengono trartari bene i p rigin nieli. Si rif(~rì che nella fronte d i Salon in:o e in Sibe1ia com battono truppe jugoslave e che d all'America gi unsero in Francia parecchie migl iaia cli jugoslavi i qua li comba ttono contro i tedeschi r er liberarsi dalia schiavitC1 e b arbarie. Do r o aver atteso un bd p oco, no n ricevemmo alcuna risposta e la pattug lia rit:ntn'> alle ore 2. 15. Un'ora dopo il ritorno d e lla pattuglia, si presentò un u isenore d el 78° fantc1ia, serlx >, nato in B osnia -'.
Con la circolare n. 3416 in da ta 21 marzo 1916 della sezio ne istru zio ni d el Reparto o pe razioni, si d irama ro no dei semplici frasari in li ng ua ted esca, magiara, serbo-croata e slo vena d a ado pe rare in combaltirnenlo od in servizio di trincea pe r indurre le tru p pe ne mic he ad a rrende rsi. Nell'o tto bre 19 15, l'Ufficio info rmazioni del coma nd o P a rmata stilò il d ocume n to , con annesse La vole cli uniformi a colo ri, Indicazioni p er l'ident[ficazione dei prigionieri e disertori austro-u ngarici, che a ndava ad aggio rnare e sem p lificare la pubblica zio ne de l 1911 istruz ione per gli interrogatori dell'Ufficio informazio ni d el Coma nd o del corpo di stato maggiore . Vi erano descritte , in s intetic he n ote, le u niformi, i d istintivi e i gradi in uso p resso l'Esercito nemico, o ltre ai re p a1ti a livello divisio n e, reggimento e battaglio ne de lle varie a rmi com batte n ti individua ti sulla fro nte della 1il arm ata . I1 docume nto si conclud eva co n uno sch e ma d i inte rrogatorio, riporta nte una ventina d i que5
R~tpporto inv iato all' ufficio info rrnazio ni dclfa G.t arn1ata <b i cotrwnd ante della pattug lia j ugo sla-
va -<lue p in i'' in cbrn 9 agosto l <J'l8.
L 'Esercito llaliano e l'inlet7q(!,atorio dei prigiouieri nella Grande G'uerra 139
siti essenziali. Prima del conflitto il Comando del corpo di stato maggiore aveva provveduto a diramare una tabella d escrittiva delle Caratteristiche della tenuta da campagna delle truppe di terra della monarchia a.u., sudd ivisa Lra Esercito comune, Landwehr auslriaca, La ndwehr ungherese, Landsturm austriaco e Landstu rm ungh erese. Erano descritte le varie tipologie di mostreggiature, foggia della giubba, dei pantaloni, dei copricapo, del cappotto e dei bottoni in distribuzio ne alle varie a rmi e specialiLà , sottolineando che "la tenuta d a campagna, compreso il berre tto, è: per ufficiali e truppa, di parmo g rigio-azzurro." Tale tabe lla setviva a riconoscere immed iatamente la nazio nalità, l'arma e la s pecialità di appartenenza dei prigionieri o diseitori callurati. Il documento si concludeva con uno schema di interrogatorio , riportanle una ventina di quesiti essenziali: 1) A qtralc coq)o o reparlo appa ttiene? 2) Ha sempre appartenuto allo stesso corpo o repa1to? Quando ha cambiato? 3) Di quali unità (reggimen ti, l>riga1c , d ivisio ni , ecc.) conosce l'esiste n za in zona e fuo ri? A quale epoca si riferiscono le informazioni? 4) Quali sono i nomi dei s uoi comandami e delle grandi unità esistenti in zona e fuori' Ha veduto molti unìcial i e gener:~li? Dove? (Jua nti? ()ua ndo? 5) Da quanto re mpo era nella zon:-1 dove è stato catrurato? 6) Qu;indo (giorno e mese) è giunto nella zona dove è stato catturato? 7) Q u:ile itinerario l1a percorso per giungere nella zona dove è stato cal turalo? 8) A quali fatti d'armi ha p:11tecipato' 9) Dove s i trovava tutto il s110 reparto e tutto il suo corpo quando è stato catturato? 1O) Quali sono i repar Li prossim i ;il suo? E dove sono? 11) Quali artigl ierie ha veduto - calibro (i n centime tri) specie della l>occa eia fuoco (m01tai obici, c:mnoni) dislocazione (riferendosi a punti noli)? Dotazione di m un izioni? 12) ()uante mitragliatrici lta il s110 rep:uto? 13) Q uante ne ha viste in postazione? Dove? 14) Dove sono i rifle ttori - le telefc1iclte? 1 5) Q ua l è la consistenza e l'organizzazione d elle difese che conosce? 16) Quali pa rchi di carreggio, d i ;11tiglierie, cli munizio ni - quali a ccampamenti Ila visto? (Loro entità in nume ri) 17) Quale è l'ime nsità ciel movimento s ulle strade e sulle ferrovie? 18) Quali inte n zioni ha il nemico' 19) Che cosa si dice sul conto nostro e s ulle nostre intenzioni?
Nel giugn o 1916, venne diffusa, a cura dell'Inte nde nza generale, la Naccolta delle disposizinni di carattere permanente relative ai prigio11ieri di guerra e ai disertnri del nemico (con successive aggiunti e va rbnti ) conte nente , Lra l'altro, le precisazioni d a osse1vare nell 'interrogatorio e nel l rattamento dei prigionieri. Dai d ise1tori , che numerosi raggiungevano le linee italiane nell'imminenza d i g ran di op e razioni offensive pianil"ic 1lc dal Comando s upre mo au stro -ungarico ", 1'1 ·:scrcito ita liano po té :1vnc scn lore 'Solo il 20 ortohr(' 1917, pochi giorni i,rim~ l'inizìn d Plb dndicesim:1 h a11:1g li:1 dvll"lsonzo, si racco lsero nove diser1 o ri in ouo di1Ie n.:111i sellori del fro nte tenuto dalla 2" arm:11:1.
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Michela Adumi
c hiaro e preciso, con qualche gio rno di anticipo, del momento dell 'attacco e dell' arca investita. T.a stessa pubblicazio ne d ell' Ufficio o pe razioni del Comando su premo Norme generali per il servizio informaz ioni sul nemico presso le truj.Jf.Je operanti. Allegalo n. 1 de l 19 18, citava che «tutte le g ra ndi o ffensive del ne mico sono state preannun ziate dai prigionie ri e disertori•. Si ripo rta uno stralcio del no to bolle tti no n . 2420 della sezio ne informazioni della 2a armata (con diramazio ne limitata ai corpi d'armata I V, VII e XXVll) Notizie circa le intenzioni ~ffensive nemiche del 21 otto bre 19 17, nel quale du e ufficiali disertori di orig ini romene riferirono esattamente i piani offe nsivi austro- tedeschi, consegnando anche l'ordine di opcra:Lion i per l'attacco al Mrzli. Le dispos izioni d'attacco catturate, ins ie me agli o rdini grafici (che s i ehhe il tempo di tradurre e ricopiare s u una tavola a colori), furono ricevute con p lico urgentissimo dal Comando supremo il 22 otto bre 1917, due giorni prima l' inizio dell'offe nsiva ne mica. l due uffici ai i rome ni c he ci fo rn isco no le presenti noli zie, ostili all' Austria per razza e per inte ressi ramigliari, sono intelligenti, militarmente colti perché 11fficiali e ffetti vi e appaiono veritieri. Perii d al 16 sette mbre si tnwa no ininterrottamente nel setto re ciel Vod il qui11di 111e1llre sono mo lto attend ibili le notizie che s i riferiscono riguardo a li ' a;,:ione locale c he dovrebbe esplicare il loro battaglione (a co rred o d e lle qu ali porta no l'ordine d elle operaz io n i) per quanto s i ri fe risce a noti zie d 'indole più generale e vasta , essi riportano discors i che sono be nsì comun issimi fra rutti gli ufficiali , 111a sono pur sempre per sentito dire: così in qu alche particola re, com e pe r esempio in qua n to riguarda l'efficacia d ei gas, è mo lto p ro babile c he essi esagerino quant11nque in perfetta buonafe d e. Danno per certissima l'offensiva eia PJczzo al mare accompag11ala probabilm e nte da azio ni di versi ve sul rimanen te dcli~, fronte. L'attacco riso l11tivo si svolgerebbe nel settore Plezzo-Sclo (sud di Santa Lucia) e con maggio re v io lenza ne lla ria na di To lmino . Sono molto esplicili e precis i nell'indicare l'azione del la 50a div isione la qual e dovrà agi re dal Krn (Mo nte Nero) al Vocii! compreso. Pe r il resto rife riscono pe r sentilo dire, tuttavia il pi ù orienta lo di essi che era uffic ia le di collega me nto Lra il battaglio ne e la brigala asse risce d 'aver po tuto vedere e conoscere mo lti d ocume nti d irettamente al Comando della brigata. Secondo loro l'az ione d ovrebbe svolgersi così: nell a conca cli Plezzo (dal Ho mbon al Vra ta) un primo corp o d 'armata che n o n sanno se s ia ge rma nico o a ustriaco né di quante divis ion i possa essere composto, agirebbe con oi>ie ui v i che no n sono in g rado di pre cisa re. Dal Monte Nero al Vocii! la 3• e la 15rr brigata eia m o ntagna opererebbe ro con o bie tti vo immed ia to costituito da lla linea KrnPli ka-Spika . A .sud cli q uesta la 12'1 divis ione germ anica opera n do a mezza costa d e l Vod il e per la piana di D o ljc (vedasi coincidenza con le asse rzioni cicli ' ! Jfficiale disenorc del 11/18) d ov rebbe Le nta re il passaggio
l .'faercilo Jto,liano e l 'interrop,alorio d ei /Jrigionieri nella Grande Guerra
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dell 'Tsonzo a ldersko. Dalle alture cli Santa Ma ria-San ta l.ucia e n el resto della riana di 'l'o lmino o p e re re bbe il D e utsche Alre n Ko rps (e n o n più il 11ayerische Alpen Korps) c he essi dicono cornrosto di 3 div is ioni. Più a sud d i Santa Ma ria e Santa Lucia e fino a ll 'alto ria no d i Lo m o pe re re bbero al tre due division i g erma nich e; tra esse gl i ttffici:cili affermano trovarsi la 200" che avrebbe azio n e con vergente col Deu tsche AJpe n Ko rps su Monte Jeza. O b biettivo principale d elle az io n i conco rre nti d a Plezzo, e.la Mo nte Nero e da Tolmino dovrebbe essere l'occupazion e della linea Monte Mia, Mataju r, Ko lovra l. I p a rti colari de ll'azione conte nuti in parte nel d ocum e nto tradotto c he si pubblica conte m pora nea me nte al p resen te bolle ttino, dovrebbero con sistere sorra1tt1rto in un tiro di q u attro ore co n granate a gas contro le postazioni d ell' :-1rtiglieria, da l qua le tiro sarebbero a ttesi gran dissimi risultali , e in tin tiro d i d istru zio n e cli 90 min uti , vio le ntissimo eseguilo s pccialme nte con bom barde sull e lince cli Ca nle ria . Ma come si è detto, si farebbe asseg na me nto sop rattutto sull 'op e ra dei gas e gli u fficiali rife riscono, come g ià il lo ro collega e.lei 11/18, la voce ri corre nte cli u n n u ovo gas c he sa re bbe già stato usato d e i tedeschi a Ri ga con grand issimo effello. l... l T.e p osta zio n i per b ombarde e per a rtig lie ri a sa re bbero già complete; gli stessi dinto rni d i Tol mi no sareb bero occupati d a artiglierie e e.la m ate riali vari fra cui a nc he materiali da p o nte. Una q uara ntina d i aere i tedeschi sare b be ven t1 t,1 in rinforzo ali ' avia;,.ione a ustriaca. Circa il coma ndo della massa comba ttente , esso dovrebbe esser te nuto d all'l mp e ratore Carlo stesso, il qt1a le avrebbe ai suoi o rdini il gen era le german ico von 13clow . L'azione sa rebbe stata studiata eia von Conrad e il comando risied erebbe a Krs inhurg. L'offens iva avreb be clov ulo iniziarsi fin d al 12 corrente rn a il ma lte mpo o altre ca use non nole l'hann o fatta rinvia re , cliccsi al 25-26 se n7.a escludere c h e ta le data p ossa venire a ntic ipa ta . G ran pa rte dei movime nti necessari p e r il trasp o rto dclle anig lie rie e delle mu n izio ni sarc hhe g ià ultima ta; le fante rie disterebbero una g io rnata di marcia. T.e zon e di Lu b ia n a, l3ischofla k , Kre inhurg, l{atma nsdorr e Wocheiner Feistri z rig urg itere bbe ro cl i tru ppe led esche . Lo spirito cli esse penì non sare b be mo lto elevato: ne a bbia mo una rip rova nelle d iscr;,.ion i insolitame nte freq ue nti così cli u fficiali c h e di grega ri. A con ferma di c he g li inte rrogati aggiungono che nella loro di visio ne r a recch i ufficia li, tra i q uali 6 s upe ri ori, h anno trovato modo d i sol.lrars i :tl l:1 min accia della n uova offensiva allega ndo malattie o altri pre tesi i ' . Ta li a lla rmanti no ti zie conferma van o q uanto g ià rife rito eia a ltri d ue diserto ri d i o rigi ni boeme, che a veva no raggiunto le lin ee it;ili:1nc n ello stesso settore d e l fro nte. La sera del 23 otto bre 1917 la s itua'.l.io n c delle
., Bollettino n. 2 /42:0, Notizie circa lt! in/l'nz iu ni lljfl'nsivc nen1iche, in dat~1 21 ne i nformazio ni dc-11:1 2' ~rrn;ita.
ottobre
19 17, sezio-
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Michela Adami
forze ne mic he e ra sufficientemente nota e chiarificata s ia a l Comando Supremo c he a l coma ndo d e lla 2a armata , com e testimo niato d a l ho llellino n. 8 18, dove ris ultava lo schieramento d i 38 d ivis io ni nemic he, cli cui 9 germanic he, da l Rom hon al mare . Così Cado rna riass unse la s itu,1zione a l Min istro d ella gue rra cd al Re il 23 ottobre 1917, p oche ore p rima d e llo scatenarsi cldl' offensiva nemica, nc l\a lellera •riservat issima persona le• n. 4929 dell ' Ufficio op e ra:t.ion i d i g ue rra e affari gene r,1Ji. Le mie previsioni si ,tvverano. li nemico ha onnai completato sulla fro nte giul ia il con centramento d i forze (' di artig lierie d a m c segnalato fin cl:11 J8 settembre u .s., e st,1 per sca tenare l 'attacco. Not izie controllate cd info rmazion i via v ia raccolre da fo nti sicure e co nfermate clalb deposizione cli d u e uffici:11i disertori di nazionalità romena, consentono di cleter111inare con sufficie nte approssima zione l'entità d elle foI"Lc nemiche ed il piano generale dell'offensi va imminente. Tale offensiva si d ovrebbe sviluppare sulrintcra front e da Plczzo :il mare, con preponderanza di sforzo fra la conca cli Plezzo e la testa di ponte di T o lmino, entrambe co m p rese; o l>iertivi principali la dorsale del Kolovrat e la l inea Matajur - M. M ia, per poi invadere la ptrnura gi rando cb nord le nostre linee di difesa dell'intera fronte giulia (2·' e j" ann;1ta). L'azinne p rim:ipa k; dovrebbe essere~ su ssid iata da :lfta cchi diversiv i in Carn ia, in Cado re cd in T rentino.
1. ..1 1.\ ttt:icco
sareb be p rece-
d t110 cb u n tiro p ro lungato a g :..is :1sfissianti, sui qw11i il nemico sembra fare speci;ile assegnamento . L·azionc, secondo una intercettazione te lefonica, dovev:1 avere ini zio s1;1mane; non lo ebbe, p roi>ahilmenle a ca usa d el vento sfavorevol e ali' azione dei gas. TI nemico ha in farri innalzato ieri sulla presunt:t fro nte d i at1:1cco numerosi pallo ncini sonda ".
Indizi dell' app rossimars i cieli' allacco, con ra m usso d i tru pp e germanic he provenie nti da l fro nte o rie nrnlc, e ra no stati raccolti, de l resto , a decine nel mese d i otto bre 1917 dagli interrogatori cli p rig io nie ri e disertori , e no n solo n el setto re de lla 2a a nnata , che sostl'nne l'urto austro-tedesco. Da interrogatorio cli u n ufficia le :tustriaco c;.tttur:iro a Mun te M:1jo il 18 ottob re 1917 risu lta: il D eutscl 1c Alp en Korps è st:iro in viato nel Trentino a scopo puramente dim osLrativo, ond e inganna re il Co111and o italiano sulle vere intenzio ni austriache. Pur no n con duccnclo in lin ea in te ri riparti , clem enti germ anici vennero spa rsi fra le trupp e :1u striach e st1 nma la fronte , in m odo che gli osservatori italiani potessero scorgerli . Le voci cieli' arrivo
e ciel ca111hio che i german ici clovc:.:vano da re :igl i au striaci ven nero largam ente diffuse. Furuno orga n izzati mov imenti cli attig licrie austri ache con se1venti cd 11fficiali germ an ici o nde dare l'impressione che si trattasse d i
'' Leltcr::i " risc1v:1tbsi111a pc rson:t1c·· n . /49.l') <.lcll"I ·rricio operazioni di g, l('ml e alfari gcn<'r.'ili " tìnn:c
dd Capo <.li staio maggiore ddrcs<'rci10 Luigi Cad orna. in da1:1 25 otto l>r<' 19 17.
L'Esercito llaliarw e l'inlerrogatorio dei prigioniN·i nella Grande G'1u.,>rr a
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materiale tedesco in arrivo. Sul M . Majo ven nero a diverse riprese poche pattuglie di Jager bavaresi del ·1° reggimento, che cercarono in tutti i modi cl i farsi vedere. Non sembra che rqxin i germanici si siano attestati in nessun punto d ella frome, Lran ne in 1111 trntto dell ' altopiano cli Asiago, dove venne inviato un baLLaglione in linea con lo scop o cli fare un p iccolo anacco onde avval orare negli i1al iani la persuasione della presenza e clcllc inlenzioni offensi ve elci gem ianici. L 'llfficia le ignora se tale attacco abbia avuLO luogo. Fin iLO il proprio <·ornpi to dirnostrn tivo il Corpo A lp ino è stato ritirato (n on risulta ancora la data) e spedi to alla fronte Giulia. Forse è ancora rimasLo il i>aLLaglione che trovasi sull'Altopiano. ( o ta: Le notizie d i prig io n ieri , disertori e ruggii iv i e le osservazioni degli osservatori concord ano pcr fctlam ente con queste notizie. li battaglione germanico spedito sugl i AILo p ian_i si è altesta to tra il Monte Mosciagh e l o Zcbio e risull.ereh hc anch 'esso probabilmente partito) '. Non solo a C1porctto, m a anch e pri ma d ella Strafexp edition d e lla prim avera
191 6,
gli interroga tori d i prigion ieri e disertori forn i rono u n
qua-
dro m olto preci so ddlc inte n zioni n emiche e d ei propositi o ffe n sivi ,1 11strou ngarici. G ià un n-iese prim a d c ll ' o ffensi va di Conrad , l 'ufficio informazi o ni d ella
1a a r mata
p o té scrivere n el bollettin o n.
75 del 1°
aprile
1916:
Tn passalo a più ri prese era g iunta notizia di un' offensi va austriaca i n Trentino, rna nessun fa n-o e ra ven uto finora a confermarla e la noLi zia era slata accolta co n d iffide nza , conoscendo l'abitudine ciel nostro avversari o d i spargere ad ane notizie tendenziose p er mascherare le proprie intenzion i. Oai prim i di marzo in vece comincia a r ilevarsi , da informazioni g iunte <li va rie fon ti, u na maggiore ::ittività ciel n emico; attività che risulLa d al continuo intensi ficarsi dei movimenti cli truppe e material i visti dalle nostre posizioni e rilevati con ricognizioni aeree; e cla ll ' afn uirc cssenzialrncnlc nell;i zona degli Alt ipiani ed in Valsugana - e.li n uove un ità, concorderncnLe segnab te d a informatori , d isertori e prigio nieri , unità in pa1t c tratte da altri scuori d ella fronte d ell'armata , come il 1° Landesschutzen (portalo dalla zona del Tomtle i n Valsugana), nella maggio r p a,te prelevati da altri puni i del fro nte ita liano come il 2° e ::S0 battaglione elci 4 ° Kaiserjager, un haltagl ione del 59° fa nteria, reparti del 10:l0 fanteria. Q ueste unità segnalale la prima volta da un disertore son o state poi confermate dalla d eposizione d i altri p rigio nieri, il che ren de attendibile, per quanto m anchi una con fe rma sicura, q uello che ha riferito lo stesso d isertore e cioè che queste tru ppe non rapprescnterchhero che un primo afflu ire cli repa1ti i quali d ovre bbero poi essere comp leu ti con altri già in v iaggio od in procinLo di parlire e che nu merose art ig liL·rie cli pie-
- Not i ziario n. 96 cntc-goria B d ell'uffi cio informazioni della 1• armala e l ii corpo, in cbra 23 onobrc 1917.
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Michela /ldami
colo, mcxlio e g rosso calibro sarebbero state concentrate sull'Altopiano di L.·:ivarone. L.1 quanrità e la sr ecie d i queste artig lierie sono ripo1tate, c:ome informazio ni no n completamente attendib ili , ne ll' intern o cJd fascicolo qui allegato, p erò recentissime notizie, pur no n confe rmando i dati riporl ari in tale srecch io, accennano acJ un notevole concentram ento cli a1tiglicrie sulla fro n te Lavaronc-Cima di Vezzen a; q ui ndi, se è d ~, 1itenc rs i no n confermato che la qu,intità cJclle bocche da fuoco è q uella indicata in r~tle specchio, si deve arguire che è notevole e non è escluso che ,inchc :-;ia superiore. O ltre quesli elementi altti ancora p iù essen zi,ili chiariscono meglio la si1u::izione che il nemico è venuto creando su l no tro fronte. ln particolare:
1) Informatori atte ndibili comunicano un notevole concentra me nto d i truppe a ustriache a Tre nto e Inns bnick e a La va rone. 2) Sembra che l'a rciduca e reditario sia venuto ad ass umere un coma ndo sul fro nte d ell'a rmata. 3) Ricogni7.ioni di aero plani fatte il 3 1 ma rzo e d il 1° aprile confe rmano impo rtanti movime nti di carri , autocarri e tre ni in Valsugan a e s ulle s trade cli accesso ,111 ' a lto pia no di Lavarone, p a rchi d i carri in d iverse località fra Tre nto e Caldonazzo e d infine fo rre agglomerame nto cli truppe e pe rsone sul rovescio delle posizioni Pa narotta , Fravort. Tuui questi elementi sembrano sufficie nti pe r d e durre che g li a us triaci stanno matura ndo un 'intensa offe nsiva contro di noi e , d agli eleme nti in nostro possesso, sembra poter arguire che essa p robabilme nte dovre bbe pronu nciarsi d a lla Va l Laga rina alla Valsugana acquistando la forma di auacco a fondo s ull'Alto pia no di La va rone e forse in Valsugana 8 • L'inte rrogato rio di disertori prea nnunciò con la rgo a nticrpo anche il devasta nte attacco coi i gas sul San Miche le del g iug no 19 16.
Prm,:ello di a /ta cco I rrimj g io rni di aprile d ue de i d ise,t o ri sorpresero un colloquio tra il loro comandante cli compagni,1 e tre 11ftìcia li del gen io dal qual e app:u iva chiaro che si stava p red isponendo un scrio attacco alle posizioni italiane; i disert o ri soggiungono di aver senrito duranl e il colloquio accenna re alla cJa1:1 del 1/4 o J5 giugn o C'ome q uella p restabilita pe r effettuare il le ntativo. 0 :1 q uanto i d ise1tori polerono comprendere, 1'attacco doveva svilupparsi contem porane~1111ente su di u na fronte larga 1111,1 ventina cli ch ilometri e, nella piana d i Gorizia, doveva essere r reparato C'on g1:no di gas asfìssi~1nti . Sulii1 0 do po queslo colloq uio una cornragnia di pionieri si accinse a sc:1v:ire nelle trincee delle h uch e entro le quali dovevano porsi i rccirienti d i vel ro per la produzi o ne de i gas. Sul trailo cli fronle tenuto d alla 4l co111r:1gnia del h :maglione (circa l.000 m) furo no r reparate
36
buche e in conisponclenza di ogn i l>uc:,1 veniva rr.:1-
ricato un 1:-1glio nel rarapetto delle trincee per lasciar defluire i gas dai serlx1-
' llo llcll ino
11 .
7'i, u ffici o inf<>rm~ zio ni della
r'
annata , in d :11a 1° apri le 19 16.
L'lisercito !Laliano e l'inlemt~alorio dei p1·igionieri nella Grande Guerra 115
toi. Pe r sp e1imentare gli effetti dei gas e quale p rotezione pote vano off1ire le m:ischere dei soldati austriaci destinati a li' arracco, furono mandati va ri uomini di ogni compagnia ad Ovcja Draga: ivi venivano fatti entrare in una baracca piena di gas e vi rimanevano chi usi qualche minuto . 1 gas che si infiltrava no per qualche forellino della maschera ..pizzicavano il naso come la paprica»: l'alluminio delle scatole filtro de lle maschere s i a nneriva completamente e le foglie degli alberi vicini alla baracca si accartocciavano e si coprivano cli una patina scura. Protei.Li dalla nuvola de i gas i soldati ciel genio avrebbero d ov uto calare ncll'Tsonzo d ei pontoni di ferro coi quali sarebbe stato tentato il passaggio del fiume: questi pontoni cr;mo g i:ì anivati a Ovcja Dr.iga e due d ei clise1to1i asseriscono di ave rne veduti un:i ventina. Allorché i disertori abbandonarono le lince ausrriache le buche dei recipienti cli gas erano già ul timate, ma nessun recipie nte e ra stato messo in sito. (Nota: giova tener presen te clic il colloquio fì1 udito cbi dise1tori una decina d i giorni addietro e cio è prima che l'offensiva rnssa in Bucovina e G:i lizia si fosse sviluppala) ''.
Sul Piave, nel giugno 1918, le notizie tratte dai disertori e prigionieri austro-11ngarici, ris ultarono parimenti preziose, consentendo di co no scere luogo, data cd o ra dell' attac:co n e mico. Nonostante le ferree mis ure cli sic urezza messe in atto dagli austroungarici per celare i pre parativi , g ià a ll' ini zio cli g iug no le truppe italiane si preparavano per contrastare l'attacco rite nuto ormai prossimo. Situaz ione delle f(irze nemiche sulla nostra fronte al 2 giugno Dai disertori r,rese ntatisi ieri sulla fro nte basso Piave, si ha la confcrrna delle noLizic riguarda nti l'esiste nza cli rise 1ve nemiche nella zona fra Portogrua ro e S. SLino di T.ive nza. Secondo un dise1to re czeco, mo lto bene o rienLat.o, alcune grandi unità g ià in riserva sta re bbe ro avvicinandosi alla Livenza . Continuano le segnalazio ni di attlusso d i truppe ne lla zon a d i Udine; in quesli ul timi g io rni è slato notato sposta mento di truppe dal Tremino, verso la fronle del ,,iave. Quasi 11111i i disertori fatti in questi ultimi gio rni, confennano l'alac re prep a razione ne mica per l'inm1ine nte o ffensiva sul Basso Piave. T reggime nri che si trovano attualmente in 1ise1va si eserciterebbero nel r,assaggio d ella Liven za tra S. Stino e S. Anastasio, presentando il fiume in queslo tratto le stesse ca r:itre ristiche d e l Piave nel settore No venta - San Do nà di Piave. Le truppe d'assalto , durante q ueste esercitazio ni, avre bbe ro r,assato la Livenza su po nto ni, me ntre i 1ipa1ti d i fanteria si sarebbero servili dei noti canotti , che si costruiscono febb1ilme nte a S. Stino di Livenza 10
1 • Notiziario n . 729 dd comnndo Y armata TI sezio ne informazioni, Noliz il· dc."1111<· r/11 illl<'rro gatorio di 3 diserlori del IV/26 /s i U11gb. µresenlatisi alle trincee di Villa Fa11sa111 il I ; giHg 11". in d:11 :1 l 6 giugno 1916. "' B0lleLLi11o 11. 151 <ldl'ullìcio informazioni dcll 'R" armara, NOI/Zie s11/ 11,·111in1. i n d:11:i 2 g iugno
1~18.
116
Mich ela Adarni
Nel 191 7 si erano ormai affinate le tecniche di trattame nto e di intcn-ogatorio de i p1igionieri di guerra c he s i erano andate affermando con metodi diversi da armala ad armata. Dopo Caporctto, nel quadro della ristru ttu razione del servizio informazioni, il Comando Supremo c hiese a cl ogni ufficio informazioni d 'armata le me to do logie impiegate, allo scop o cli uniforma re le procedure pe r l'inte rrogatorio d ei prigionieri e dise rtori. Presso la 4a armata, l'inte rroga torio d ei prig ionieri e d isertori nemici viene fauo in tre tempi: 1) da un ufficiale staccalo rrep o sto al Centro di Raccolta in formazioni ed ai,poggiato ad un comando di brigata/ div isione/ corro d 'arm ata; 2) dag li ufficia li d el se1vizio informazioni d 'armata; 3) dai fiduciari nei campi cli con centramento. L'ufficiale del Centro d i Raccol ta , in un breve e rapido interrogatorio fatto immedialamente d o po la cattura di rrigionieri o disenori, si prefigge: 1) di accertare il repan o e l 'unità nemica con cui si è avuto contatto; 2) di ricavare anche d a documenti sequeslrati e rapidam ente esami nati le n otizie di in I eresse inm1ecliato, 3) di precisa re se occorre le notizie avute per mezzo dell 'osservazio ne <..lirella trau enenclo sul posto alcuni prig io nieri a propria chsposizione o a disp osizio ne cli com andi di brigata, cli d iv isione, cli corpo d 'armala, d 'artiglieria, ecc. D o p o il primo interrogato rio i prigionieri vengono in v iati col mezzo più rapido, e sempre n elle 24 ore dalb cattura, all'Ufficio informazi oni d 'annata. Il caro d ell'Ufficio e gl i ufficiali addetti procedono ad lln inte n-ogatorio sistemalico e d ettagliato con
lo
scopo cli o ttenerL' no tizie precise, complete, esaurienti riguardanti ogn i oggetto e più sp ecialmente: g randi unità e coma ndi; truppe (fanteria, artiglieria , cavalleria, ccc. ); servizi ; m ovimemi; cenlri di v ita , abitudini, pro p o siti, voci , concetto sui cari e su g li ufficiali nemici ; condizio ni po litiche economich e del paese nemico. Conte mporaneamente altri ufficiali dell'Ufficio esaminano, traducono , d ecifrano le co1Tispondenze e i documenti se(_Juestrati. Lo stesso giorno e n ei g io rn i susseguenti , i prig io nieri vengon o messi a contatto con fiduciari (elem enti nostri e ufficiali e soldati austriaci scelti fra quelli di nazional ità avver se aU'A ustria) . Scoi,o: controllo delle n o tizie g ià fornite dai prigioni eri negli intcm>gatori i,receclenti, aver informazioni da prigionieri restii a fornire notizie per v ia diretta . M essa in va lore d elle informazioni. 1) l'ufficia le ciel Centro Raccolta com u nica le notizie telefonicam ente all 'Ufficio informazio ni d 'annata, ai Centri di Raccolta laterali e riferisce immediatamente al comando cui è appoggiato (di div isione) il quale è gi udice se darne comunicazione o no ai comandi superiori , laterali , inferio ri. 2) l'Uffici o informazioni d 'armata comunica telcfonicarnc nte le notizie più importanti al Comand o Surremo, a tutti i comandi d 'armai-a , a i comandi d irendenti. ln seguito, ma sempre n elle 24 ore, estende e dirama a tuLLi i comand i cli cui sopra un verbale cli interrogatorio contene nte tutte le n o ti zie avute. :5) i fiduciari riferiscono tulle le notizie raccolte in v ia con-
L 'faercilo Italiano e l'interrql.!.,utorio dd />rigionieri nella Grande Guerra 44 7
fidenziale all 'Ufficio, il quale, a seconda dcll 'opport11ni tà, ne compila appositi promemoria. 4) le notizie ricavate dagli inte rrogal ori , dai documenti e d alla corrispondenza, coordinate p er opern d el Capo TJfficio, con le notizie
cli altre fonti ( informatori, intercettazion i, corrispondenza, stampe, osservazioni, ccc.) ser vono a compilare la Situazione delle J<1rze nemiche fronteggianti l'armala e i vari studi su l le nuove o rgan izzazioni, sui n uovi sistemi tattici , tecnici, ccc. studi ai quali v iene data larga diffusione
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Dagl i interrogatori dei prig ionie ri e d isc1tori il comando italia no si rendeva conto delle grandi d ifficoltà dell a Monarch ia dan ub iana a ten e re sotto le armi , in una guerra così lunga e sanguin osa, soldati delle più disparate etnie , s pesso in contrasto tra loro, e a farli combattere con tenacia e valo re. TI volontario è 11n n 1teno, colto, intell igente. È n ati vo della Galizia orienta-
le e stava per conseguire la laurea in legge all'universit,ì d i Leopoli. Le in fonm1zioni che fornisce, data la sua intelligenza ed i sentimenti che nutre in avversione ali' A ustria, sono molto attendibili. l. ..] I soli soldati di n azionalit.ì tedesca, ancora fanatici, conservano una cem1 fiducia sull' esito d ella guerra; per essi l'offensiva russa in <-;alizi:-1 non costituisce che un episodio d i li111iu1~1 imf)orl :1nz:1 e n 111rono fid11ci:1 chf' verr;'I p resto arg inata . Ma tutti g li altri soldal i, compresi molti u ngheresi, vedon o avvicinarsi irrimediabilmente la catastrofe. Gl i slavi sopra 111tti seguono ,111siosi l 'avanzata russa e sperano che Ira breve l'TJngheri,1 sa rà invasa e che l'orgoglio magiaro venga schiacciato .
ess11no crede p iù alla favol a che gli Imperi centrali abbiano
dov1 110, loro malgrado, subire la g uerra per dife ndersi e tutti invece hanno la convinzione che l'abbia voluta G ug lielmo per im porre al m o ndo l 'egernonia tedesca. Oa p rincip io tutti avevano real m ente creduto alle affermazion i dei circol i ufficiali i quali, per rendere m eglio accetta la guerra, andavano strombazzando che gli Imperi centrali eran o rimasti vittime cli un' aggressione, ma poco a poco la verità si è fatta strada; tutti sanno ormai che è la Germania che h,1 provocato q u esta immane sciagura al mondo, che ha tolto di mano al governo austriaco le recl ini p er spadroneggiare a suo p iaci mento e p aralizzare ogni ve lle ità cli pace e ciò ha dato luogo ad un v ivo rise nt ime nto degl i austriaci contro i tedeschi e i sinto mi di un:1 ccrt:1 freddezza , an zi una l;:1tente osti l it'1 fra Austria e Genn;mia sono o rn1:1i l roppo evide nti per po terli negare. Vari soldali hoe111i , 1o rn :11i di licc11 z:1, p :1rl:1no di trincee che sarebbero slal c coslru il e dagl i :1us1ri:1Ci :1i co111"i11i cl d l:1 11oemia. •Ciò forse sarà pre maturo, h:1 soggiunlo il prigioni1.: ro , 111:1
Sl'l'VL'
:1
cl.i.mostrare q uante siano le voci c he corrono su lle re l:11.io11i :1t1s1ro 1L·c k·sd 1v "Foglio n . 2669 in data 21 dicembre 1')1 7 , S11cci11/e 11<,r11w e 1111Hfofito .«:~11i1<· 11,•ff 'i11t,·1n\~t1/uriu dt>i prigir>lli('ri <' messa i11 1•alurl' tielle iltfi,r111o z i u11i do 1·.,s,· ""'''· Crn11:1ml, , 1' :,r, 11:11:1 l lflkio i11!'or111a/.iuni.
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anche tra le truppe, c he pur con gdosa cura , vengono lc mlle isolate dalla vita della nazione». Clic quesli senlirnenli di osi ili là s i vadano diffondendo ne è prova il fatto che di recente il generale Boroevic dovene ema nare un ordine ciel giorno col quale minacciava le p iù gravi p e ne a chi fosse stato colto a propalare a voce e per iscriuo norizie di malintesi esistenti tra i due imperi alleali. L'ordine del giorno invitav::1 g li «Ufficiali di censura» de lla corrispondenza a Lrasmellere dirt:t.tarne nl e al coma ndo della 5" a rmata qu elle lcuere o quelle carloline nelle quali si fosse trovato qua !che acce rn10 a t;ile questione e meucva in g 11a rdi:-1 le truppe del prestar fede a «q ueste me nzogne, propalate d ai ne mici della patria p e r indebolire l'indissolubile unione fra Austria e (;crman ia senza di cui non sarebbe possib ile la vittoria». Nel!' esercito i soli e le menti tedesc hi e c roati combattono ancora con accanimento. Gli u ngheresi c he fino a poco tempo add ietro e rano i soldati migliori, si battono ora svogliatamente al confine ita liano perché sunu inqt1ie ti per le notizie c he g iungono d;illa pa tria , alle c u i porte si affaccia nuovamente lo spettro della llussia e no n sa nno darsi pace di dover rimanere a difendere i confini cieli' Austria per lasciare a questa l'onere di difendere i confini dcll'U ngheria. Pensano che l'Austria abbia vol uto così perclu.: sapendo quanlo il solcblo 11nghert->se v:-tlga più d i quello austriaco, ha provveduto a salvagt1arda re la propria integrit;'.°t territoriale poco curandosi se l'TJnglieria sarà in vasa ".
TI rendimento in battaglia d e ll e unit;ì cli fanteria a ustro-ungariche dipendeva largame nte dall a composii'.inne etnica della tru ppa, dall 'inquadrame nto del corpo ufficia li e dalla nazionalità dell' avversa rio contrapposto co me e me rge anche dal rapporto riservatissimo del capitano adde tto all' Tnte lligence Office dcli' Annata britannica del 24 gennaio 1918. Così l'eleme nto slavo veniva di preferenza inviato al fronte italiano, d ove m ostrava in genere una discreta combattività , me ntre g li italiani de lle terre irre d e nte erano spediti q uasi tutti a l fronte russo.
Considerazioni sul valore bellico dei militari delle diverse naz ionali.là componenti l'eser c ito a.u. 1 ) Generalità È no to c he per le esigenze lin guistiche e politiche particolari d e lla Mo narchia Austro-Ungarica, il redutamcmo - in tempo di pace - era essenzialme nte regio nale . Si avevano così dei reggimenti in c ui una delle nazionalità rappresenta va il contingente più fo11e, ciò c he poteva, in ceno qua l '' l.lolleuino n. ~~~ dell'u ffi cio informazioni del com:i ndo 2" ,1rm,ll:1, !)a nnliz iari della 3" armala. 1Voti.zic dcsu11tc dall'i11terro.c:a1orio di un vo/0 11/ario di u11 anun d el .J 1 ° h ì/. A. calluruto il 4 corre11le a quota 70. in data 16 lug lio 19 16.
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mo d o, e , pe r la nostra fronte , con molte rise1ve permettere di dare anc he un g iudizio sul valore combattivo dei diversi reggimenti quando d i essi e ra noLa la nazionalità preponderante. L'esp erie nza fatta durante la guerra e le di verse necessità ha nno consigliato il Comando austro-ungarico a non seguire più il sistema del reclutame nto regionale, ma a franunischiare le d iverse nazio nalità, cosicché la compagi11e d ell'esercito a . u. subì rnu1;1zioni profonde. Si dovrà procedere ad ogni mo d o sempre cauti qua ndo s i LraU.e rà d i dover fa re delle conside razio ni sul valore comballivo d i un d aLo reparto e sarà prudente non tene r conto d elle asser'Lirmi dei p rig ionieri e dise1to ri circa la poca saldezza ed il desiderio cli resa di Lruppe di una determinata nazionalità - perché si è potuto constatare che q uegli sLcssi slavi, che su altre fronti si arrese ro in massa, si sono invece baLLuLi con accan ime nto alla nostra fro nte. Si p uò dire con certezza però, cd i molli prigio nie ri ca tturati nelle ultime azioni fino al settembre u. s. s ulla fron te del medio e basso Isonzo lo dimostran o chiaramente, c he ormai lo sLaLo d 'a nimo predominante nel sold a to a ustriaco dop o p iù cli 3 anni di guerra, sia una apatica rassegna zione ed un passivo d isinteressame nto di tull.o ci<'> c he n on torna in p roprio vantaggio personale e per la LuLela della propria incolu mità. Non solo le condizioni morali, s i riscontrano molto scadenti ma anche le condizioni fisic he. Molto scadente la catego ria degli ufficiali subalLcrni e frn gli u ffici:1li di carri e ra è sembrato manca re quel fiero spiriLo 1niliLarc che e ra caratte ristico in quanti cadevano prigionieri n ei primi Lcmpi del la guerra. 2) Nazionalità
Oa una pu bblicazione dell'agosto u. s. dell 'Offic io informazioni della 2a armata si apprende che le nazionalità soggerte a lla Monarchia a. u. son o rappresentate ne lle va rie a nni, circa nel rappo rLo segue nte: slavi (czechi, serbo-croati, p o lacchi, sloveni, ruLcni, ccc.) /4/4%, ted eschi 28%, unghe resi 18 %, ro me ni 8'1/o, italiani 2 %, pen) siccome i tedesc hi e gli ung h e resi sono più sp ecialmente numerosi nell' artig lieria e ne lla caval.le ria, gli slavi danno circa il 67% d e lle truppe cli fanteria. a) Slavi. L'odio contro d i noi degli slavi me ridionali cattolici è vivissimo; le truppe di questa nazio nalità si devono conside rare otti111e perché l 'Austria favorendo le lo tte nazionali nelle te rre della Venezia Giulia e della Dalmazia, sapeva cli preparare delle Lru ppe moli.o solide p e r una eventua le g uerra . Me no solide sono le truppe slave non catto liche, p e rché si111patizza nti con l:1 Russia n ella quale vedono la c ustod e d e lla loro fede o rto dossa . f ra k a hrc truppe slave, spccialrnenLe fra gli czechi, all'infuori di qua lche eleme nl o e voluto e colto che simpatizza per no i, p e rc hé ci co nside ra un po' suo i :illl':11i nel.la lotta per l'indipendenza del suo paese, anzi re centemente d l'i disLTlori czechi, appena p rcscn1a1isi , han no espresso la spe ra nza e.li poter 1o rn:1rc prc sto alla fronlc colla legione czeco-slovacca , gli altri si battono hcm:; :11Klic pe rché inq u ad rati con ufficiali e graduali Lcdeschi c he, rcr il maggior gr:1d o
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di cu ltura, sanno farsi va le re e te ne r salda la compagine di riparti che senza dubbio altrime nti sarebbero b en più fiacchi. Gli ucra ini dimostrano anch e qualche avversione contro gli Impe ri Centrali: così prigionieri ucraini catturati dai francesi sul M. Tomba ha nno manifestato l'asp irazio ne degli uc raini galiziani cli appa1tenere all'Ucraina indipendente. Negli u ltimi tempi anche tra i polacchi si è notata una evolu zione tendente a considerare la Germania e l'Austria il più f01te ostacolo al riso rgimento della lo ro nazio ne . b) Tedeschi. I battaglioni cli fanteria comune spiccatamente tedeschi sono pochi e però in genere non dimostrano cli possed e re gra ndi qualità militari. Fra 4uesli però accanilissimi contro cli noi sono i tirolesi che, con q ua lche cattivo italiano ciel Trentino e tedeschi ciel Salisbu rghese e Uassa Austria formano quegli ottimi reparti cli fanteria (Kaiserjager) specialme nte addestrali per la guerra in momagna e che si possono considerare se nza d ub b io i migl iori del l'esercito a. u. e) Ungheresi. Le truppe ung heresi in ogni occasione hanno dimostrato u n accanimcnlo non comune, dovuto forse più a lle circostanze particolari in cui venne a trovars i l'Ungheria durante la g uerra mondiale, che a lle qua lità combatti ve di razza. T magiari hanno voluto la guerra per consolidare il loro clomirno sugli sla vi e rume ni; la v1ttona dell 'Intesa segnerebbe la fine ciel loro regno: pe rciò combatto n o fino alla fine. cl) Romeni. Il romeno, fiacco per naLUra , è forse il soldato più ignorante dcli ' esercito a ustriaco; sempre frammischiaLO agli ungheresi che odia a morte, comballc per disciplina , però è mo lto propenso alla resa durante il crnnhatlimcnlo. Soltanto gli clcmcmi colli sono animali eia idee avverse all 'Austria-llnghcria cd auspicano l'unione delle loro terre alla Romania. e) Tla liani. Reparti italiani non esistono più ncll' esercito nemico, cd i vari clcmcnli lasciali sulla nostra fronte o non vengono impiegali in linea o il loro numero 0 così piccolo da non cosliLuirc alcun fauorc degn o di nola .
.3) (,'ondudendo Aslrnzionc fai.La delle nazionalilà fedeli a ll'Auslria-Unghcria (mag iari , s la vi cattolici , tedeschi) le altre nazionalità hanno una lirnit.ala altitudine !Jcllica forse anch e molto volentie ri si arrcndcrchhcro in rnassa ma, la propaganda inte nsa e costante d 'odio ve rso g li itali a ni fatta dagli ufficiali nemici - il timore di rappresaglie a lle fam ig lie sempre soggette a lle leggi della Duplice Monarchia - la mitraglialTice a lle spalle fanno sì che au.a ccatc com!JaLtono o ltre c he p e r spirito di disciplina , pe r ragioni di convenie nza" " .
Nelle Norme particolari per !"interrogatorio di prigionieri e disertori conrenute nell'allegato J alle Norme generali per il serviz io injorrnaz ioni '·' l)a un rapporto ris<.:rvalissi1110 d<.:I cap itano add<.:tto all' lntellige nce office dell 'Annata britannica in Italia. in data 24 g enn:1io
1918. C<; nsid<!rt1zio11i sul t•ttlorl! h<!llico d ei militari d <!ll<! d ii •<!,,<! 11u z io11a-
lilà comJxmenli l'esercito tu.,.
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sul nemico presso le truppe operanti del 1918, si fornivano alcuni suggerim enti consigliati dall ' esperi enza sul m odo di condun-e un interrogatorio. L'inle rrogatorio di rrigion ieri e d isertori è la fonte rrinciralc ddlc noLizie che s i possono avere su l ne mico: r e r questa ragione esso è !,i funzione r iù impom1nte degli ufficiali addetti al servizio info rmazioni e come i-aie deve essere compiuto con la massima scrnrolosità e minuziosità. Siccome le notizie che s i posso no ri cavare dagli interrogatori hanno o lt re a tutto il carattere di comunicazioni recentissime sulle truppe nemiche, è necessario che agli stessi si proceda colla massima sollecitu dine. Fissare delle norme genera li per nmi gli interrogatori no n è possibile , specie per il farro che le condizioni m orali e psicologiche dei singoli soggetti, che nell'interrogatorio hanno p_a rte essenziale, non sono sempre le stesse. eanche una differenza ps icologico-morale fra il prigionie ro e il dise11ore è possibile: vi sono dei p rigionieri mo lto ben disposti a parlare, come non mancano i disertori che apertamente dimostrano la loro ostilità verso il nemico al quale pure si sono dati spontaneamente. La pratica ha dimostrato che nei riguard i di prigionieri e disertori prove nienti clall ' esercito austro-ungarico bisogna prende re in considerazione la na ziona lit~ alla qu:ile appartengono e anc he, tal volta , la religione che protessano, perché è da questi due fattori che dipendono essenzialmente la maggiore o minore disposizione a fornir notizie e il grado della loro attendibilità. L..J
Le naz ionalità componenti l'esercito austro-ungarico Il fattore psicologico ha ne ll 'interrogatorio dei prigionieri una importanza essenziale. Esso presenta delle differenze marcatissime a seconda delle va rie na zio nalità che compongono l'esercito austro-ungherese. 11 sentimento nazionale è però oggidì gene ralmente deformato s ia dall'educazione unit..uia imposta dallo stato a tutti i c ittadini , s ia dalla inculcazio ne costante di idee sulla persona ciel Monarca esuli' om1ipotenza dello stato; sia dalla ferrea disciplina dell'esercito, che malgrado quasi quattro anni d i guerra e alcuni temperamenti introdotti dall ' atn1ale imperato re, si mantie ne pu r sempre dura e rigida, con un enorme distacco fra soldati e graduati e fra la truppa e gli ufficiali, anche nei gradi inferiori. Però sotto a questa cleform a'.l.ione, narurale, istintivo, resta il carattere impresso nell'individuo dal la nazionalità cui appartiene. Per valutarlo non basta sapere il luogo cli nascita, bisogna chiedere sempre al prigioniero la lingua che parla in c:1s:1 su :1 e la religione che professa, fattori importantissimi per poter giudic:1n.: 111 linea d i massima il suo 1noclo di pensare, cli sentire e di agire. Il [attore nazionale t e nazionalità del l'Aust.ria-TJng he ria, appa rtenenLi a lle razze s l:1v:1, _!.(cr111:111i ca, iranica e latina, hanno mentalità d iffere nti. L'ultima vert ig inos:1 L'Volu -
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zinne d e lle razze componenti l'impero a uslro-ung lierese ne ila rnulalo gran<lemenle l'aLLeggiarnento e.li fro nte allo stato: gli slavi, genera lmenle re<ldi ali' Austria e nem ici ddl 'lJng lie ria , tendono a<l o p porsi alla sopraffazio ne <le ll'una o dc li ' a li-ra; i Ledeschi e i magiari, o ra p iù di prima, e per il s uccesso de lla g ue rr:-i e per il pericolo di pe rde re l'egemo ni a finora goduta su popoli anche più evoluLi e più numerosi, tendon o con ogn i loro sforzo a mante ne re intatti i consegui ti rrivilegi e s i atteggiano generalmente a stre nui d ifenso ri della duplice Mo narchia; i latini , ital iani, romeni e la dino-romanci, eccezio n fatta pe r le p o polazion i d e lle città, fi e ri combattenti per il diritto de i p ropri p opoli contro l'oppressore straniero, so no in gran pane a ncora un gregge impaurito e senza volontà propria, al qua le il prete, strumento del governo, ha insegnato che essere nemico cieli' Austria è un grave peccato contro Dio. Possiamo pe rtanto parla re gene ralmente, cli popolazioni fedeli ad ogn i costo e cli pop o lazio ni nelle qu ali , se non il germe de lla rivolta, va facendosi sem pre p iù v ivo il malconte nto contro uno stato di cose ogni giorno riù intolle rahile. Gli Slavi Nelle ra zze sbve soggette ali' Austria il sentimento nazio nale è sviluppatiss imo, anche se tale sentimento le po11a ad atteggiame nti un po' d iversi rispetto allo sta to.
i Boemi Sono la nazionalità slava p iù co lta e più evoluta cie li' Austria: ha nno svilupp:ltissima, accanto al sentime nto nazio nale, la tenden za ad una vita propria e ind ipendente. Non è raro il caso che prigionieri e clisettori boemi facciano ape1ta dichiarazion e cli o stilità all' Austria e considerino le informazioni che forniscono a no i come u n co nco rso person ale a determinare l'insu ccesso delle anni austriach e. In generale son o volen te rosi e attendibili, anche perché essendo n ella media abbastanza intelligen Li, h anno la facolLà cli formulare esatti g iudizi.
G'li Slovacchi Fratelli d i stirpe dei boemi , ne parlano quasi la slessa lingua. Poveri rnc>nLanari vessali dal governo ungherese c he li lasciù sen za scuole e vieL<'> severamenLe qua lunque propaganda c he ne rialzasse il livello intelleLtua le , sono generalrne n le ignoran Li e prirniLivi. Perù l'o di o che nella qu asi total ità hanno conlro gl i ungheresi, fa loro assumere un a u eggia rne nto hene volo ve rso d i noi , tanto che vole ntie ri risp ondono al le domand e loro r ivolte, senza d are però grandi risultati a ca usa d ella loro ristretta menLalità .
L'Esercito Italiano e l'interrogatorio dei prigionieri nella Orande C7uerra 153
1 Polacchi
furon o sem pre fedeli alla Casa d'Austria, che mediante la concessione d i priv ilegi, ha fatto della Ga lizia l'u n ica r arrc del la Polonia c he gucksse d i u na ce1ta qu a l libe 1tà. ln generale a n cor oggi il rolacco si senle atlaccalo ali' Austria e , fatta eccezio ne per alcu ni d ise rto ri co ll i clic han no de ll'idea po lacca un concetto pol itico in a ntitesi con l' imp e rialismo a11s1rc>-1cck:sco , la massa è ostile all'Intesa. l prig ionie ri, e a nc he i disenori, eludono volc nLieri le domande o cercano cli dire cose a tte a ingene rare in noi un fa lso concetto ciel nemico. l Ruteni Sono quasi generalmente analfa beti, ma dotati di una ce rta intellige nza e g ran rarlc bene orientati. Nel giudi ca re delle loro buo ne disposizioni ve rso d i noi b isogna sempre Lencr con to della rel igione c he professa no, se o rtodossa o cattolica. Gli o rtodossi, ed ucati ad ammirare ne ll,l Russia la propria madre sririluale, sono inLesofili , mentre i cattolici, o g reco-cattolici, co me essi si ch iam ano, sono Lulti fed elissimi all' Austria ed ha nno in genera le u n:t grande avve rs ione rer noi. Onde è assai d ifficik trarre dai loro interrog;1tori notizie attendibili e ta li c he possa no realme nte ave re 1111 valore. La loro c ul Lura è ancora piC1 arretrata d i quella de i rute ni o rtodossi. Juw1slavi L'arte del governo dcli' Austria h a saputo c reare d elle differenze sens ibili ne lla compagine degli jugoslavi, tan to da avere tre nazionalità distinte: se rbi, croati e s loveni. Gli sloveni si d istinguono dagli altri jugoslavi solo pe r diffe re nze dialetta li e sono cattolici di religio ne ; i c roati e i serbi non diffe riscono fra di loro ch e p er la relig io ne , cattolici i primi; ortodossi gli a hri. Sloveni e croati sono vissuti sem pre in perfetto accordo, non avendo alcu na diffe re nza di interessi e co nfo ndendosi qu asi comple tamente in alcu ne regioni , come l'Tsl.ri a orienLale, più uniti ch e mai clall' odio contro gli ital iani, r e r il quale il governo a u sLriaco li compensò con privi legi assolutame nte supe riori ai loro rneri Li c ultu rali. Esso si se1v ì inoltre dei c roa ti p e r tenere a fre no i se rbi, nei q uali g ià rin d al 1815 la costituzione cl i u no sta to nazio na le indip e nde nte suscitava un vivo movimento irredentista. È per q uesto che la me ntali tà dei s ingoli gru ppi slavi m eridionali è molto differe nte: gli sloven i e i croati sono nella q uasi tota lità fedelissimi soste ni tori cieli' Austria, per qua nto i croati d el la Croazia-Sla vonia sicno in g ran p:1rtc n e mici d ell'Ung he ria. Essi vedono p e rù nel l'Austria la loro protettrice and1 c contro il ma giarismo, quindi t;mto maggiore è il loro a ttaccame nto ad css:1. Ra ro è il caso c he uno sloveno o un croato d iserlino per im pulso :111 1i:1ustriaco, qu indi da loro è diffici le avere d imostrazioni di s i1np:11 i:1. l':11 11H> eccezione abbasta nza nume rosa i croati della Oa lmaz ia, fra i qu: di il 11 H>v ime nto irredent ista ha fallo n oLevoli p rogressi. l dalmati , rnol l<> .w cgli d i
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mente, da nno notlZle au e nd ihili in gran quantità. Essi gene ralme nte si dimostrano abbasta nza ben disr osLi a parlare . Però il loro carattere esube ra nte li polta facilme nte ali' esagerazione, ond e delle loro informazioni bisogna tener calcolo solo con le d ovute cautele. I serbi sono generalme nte avversi all'Austria-U ngheria, danno un conLingente abbastan za numeroso d i d iserto ri i q uali se anche non semrre so no he n orie ntati, nella quasi totalità sono be n disposti a p arlare. T se rbi della Bosnia , pur essendo in gran parte ana lfabe ti, sono di solito molto hen orientali e precisi, tanto c he i loro interrogatori sono q uasi sempre molto redditizi. T maome ttani della 13osnia rappresentano l'elemento sla vo più fa naticamente a ustriaca nte. Essi, anche per la loro mentalità molto primitiva, non danno mai alcun risultato né mediante inte rrogatori dire tti, né mediante fiducia ri . Tedeschi Ra ppresentano il vero elemento st:nale dell'Austria. l~ssi, rer la parte predominante che h anno nella Monarchia , son o pottati a ide nl ificare le pror rie asrirazioni nazionali con quelle dello stato. ln generale, quindi , hisogna considerarl i come nemici irrid ucibi li , da i quali non c'è da aspe11.arsi alcuna dimostrazio ne di simpatia. Perù anche fra i tedeschi non tutti hanno gli stessi entusiasmi per la g uerra e la Casa d'Asburgo. È q uestione cli regione e cli partito politico e a nch e d i religione. T tirolesi e i carinzian i, a contai.Lo con gli italiani in zon e cl i confine , sono i nostri ne mici peggio ri. L'odio per il nome italiano è vivissimo da tempo imme morabi le, aizzato oggi più c he mai eia! predomini o delle idee pangermaniche. T ted eschi del la Boemia, della Moravia, e d ella Stiria sono acerrimi ne mici dell'Intesa in generale, pe r il suo alleggiamento favorevole all 'elemento slavo, che realizzando le sue aspirazioni n azionali determinerebbe il crollo della lo ro posizione dom inante a nc he in regioni dove costituiscon o u mi esig ua minoran za. T Led escl1i dei paesi a lpini (Austria superio re e Sa lisburgo) dove il fanat ismo re ligioso è generale , sono eg ualmente acerriJni ne mici nostri . Fo rse fra tutt i, g li 11nici rrigionieri tedeschi che si mostra no proclivi a pa rlare sono i viennesi, rna a nche da questi nu lla si o ttiene, se non mediante conversazio ni che il p iù delle volte ha nno tutto l'asp etto d 'una polemica . ln generale d ai tedesch i non s i ricavano c he eccezionalmente notizie fornite vole ntie ri; q uindi, dopo un inte rrogatorio sommario, sarà be ne metterli a conta tto coi fiduciari. Ungheresi
È un e rrore grossolano ri peluto parecchie volte quello d i confonde re le popolazioni so11011osle al Regno di Ungheria con g li ung he resi. 11 Hegno d 'Ungheria ossia la Corona d i Santo Stefano, n on è u n o stato nazio nale, come sta to na zionale non è l'Austria. Esso estende il dominio su slavi e latini, e i magiari, cli stjrpe ira ni ca, rur essendo in mino ranza, vi esercitano p redominio. Essi n el!' evoluzione cultu rale rappresentano un elemen to
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infe riore. Delle c ulture e uropee, l'uni c;1 che Ila inOuc nzato qu ella ung he rese è la ledesca, la quale vi h a lasciato tracce indel e bili d i pre p o tenza politica e di im perialismo brutale . È pe r questo c he tutte le na zioni sogge tte ;il d o minio u ngherese gli sono fie ra me n te avve rse. TI mag iaro è rozzo e hrut:ile, co ns ide ra la guerra attuale co me b sua gu e rra cd è tenacissimo ne ll ' o dio . Si p uò d ire c he nessun p rig io nie ro o diserto re magiaro abbia ma i dirn osrrnto sentimenti cli conciliazione con le Pote nze dell'Intesa, perciò assai poco d i positivo si può cavare d agli inte rro g a1ori. I magiari è be ne farli inte rrogare' sempre da fiduciari molto abil i ne l nasco ndere il proprio vero essere . No n fida rs i d ei magia ri c he eventual me nte fa nno a p e rta professione d i s impatia con l'Intesa. Possono essere d egli ah il i simulatori c he vo glion o indu rre in e rrore ch i li inte rroga.
Latini Pra i latini soggetti ali' Austria - Unghe ria , italia ni, rome n i e ladino- romanci, non v i è alcuna affinil à psicolog ica. Il grad o d i cultu ra tra g li uni e g li altri è co sì d iffe re nte, che la comune o rigin e si a ppalcsa :ipr,e n:1 in affin it,ì ling uistich e . Italiani Di stirpe veneta tlll li o q uasi, hanno tradizioni d i odio conlro l'Austria . Le p op o lazioni d e lle ciUà, meno qualch e rinnega to , sono tu ll e i1a lianc di sentime nto e d i cuore, tanto l'Austria si guardò bene d all'i nv ia re forti contingenti cli ta li truppe sull a nostra fronte. Le ple bi campag no le , in g ra n parte so billate cbi pre ti, hanno un concetto assolutame n te p auroso della pote nza a ustriaca. Pe rò g ii"l ne i p ri rni mesi della gue n a alla fronte nissa o a quella serba , si d irnoslTa no comba u e nti p oco e ntusiasti. In ge ne rale, nie n o le plebi più ign a re d e lla montagna, che non ha nno alcu na coscie nza nazio n ale, come g li ampezzani , l'a u.accarncnto all 'Austria n o n impedi sce, anc he a q uelli fra gli italian i c he lo sentono, di dar no tizie sul prop rio ese rcito d i prove nie nza . E a nc he il nume ro d egli entusiasti è abbasta nza 1101.e volc. Ladini Sono le p o p o lazio n i cli o rigi ne latina d ella valli cli Pie mme e di Fassa , c lic a b bando n ate a se stesse, lungi dal conta tto co lla civiltà ita Iia na, furono assorbiti in g ran pa rre , a lrne no c ulturalme nte, da i te deschi. ln gene ral e so no sen za incliv idu:1 \ità p ro pria; rna in gran p a rte hann o la me nta li1:ì dt·i tedeschi elci paesi alpini, lo stesso acca n ime nto a n ti-italia no , lo stesso hn:, lis1110 catto lico. Rome ni Me no l'elemento colto de lle città , d e l resto le popolazio n i 1u mc nL', si I rn va n o a n co ra a un bass issimo livello di cultura . Apa tici ed indo ll'lll i, 1:11110 i
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prig io ni e ri ch e i disertori non dimostrano alc un e ntns iasmo né per la causa degli imperi centra li, né p e r quella dcl l'Tntesa. Sono gen e ralme nte pochiss imo o rie ntali e dai loro inte rroga tori non s i ricavano q uas i mai dati importanti . L'ele m e nto colto è in gran pane int.esofilo , ma è raro e si conta solo fra gli ufficiali. Hhrei
In Austria, e precisamente nella G alizia, g li ebrei si cons ide ra no u na n azionalità a sé. Tenuti in poca cons iderazio ne nell'esercito combatte nte, son o adibiti cli solito a servizi nelle fnre rie e negli uffici maggio rità. SospctLosi e paurosi per natura, si preoccupano dnrante gli inte rrogatori cli fa r b uona impressio ne, accontentando i preconcetti di chi li inte rroga. Quindi bisogna anelare molto cauti e prestar poca fede a ciò che espongon o ".
Per trarre maggior profitto d a ll'interrogatorio d e i prigionieri a i fini d e lla conoscen za di ogni aspetto dell 'organi:aazione militare ne mica, dei suoi punli di forza e d ei lati deboli , la Sezione informazio ni d e lla 3il a rn1ata cond usse indagini statistiche sulla m assa delle migliaia di prig io nie ri catturata nel corso di grandi battaglie. Venivano rilevati, ana lizzati e confro ntati in apposite relazio ni, anche a sta mpa, i dati sulla ripartizione d ei prig io nie ri per armi , s pecialità, classe di leva e grado rivestito, le percentuali d egli uffic iali, d ei feriti, de i decorati , delle nazio nalità di appa1te ne nza e d e lla religione; le analisi statistiche e ra no estese anche alle condizion i fisic he , ig ieniche e morali " . A inte ressami considerazioni s i presta sempre l'esame cicli<.: nazional ità alle quali i prigionieri a p pan e ngono. td p rimo posto sta nno i polacchi , c he nel le o ffensive del Carso una sola volta erano compa rsi in numero no tevole contro la nostra armata, vale a d ire nell' azione cieli' agosto settembre -i 9 ·17; te nevano allorn il secondo p osto nella statistica delle nazion a lità. Vengono secondi - con p oche centinaia di uorn.in.i cli diffe re nza - i serbo-croati, i quali lo stesso poslO occu pavano nel n ovembre 1916. Seguono gli ungheresi, c he nell'offensiva del maggio 1917 e rano stati maggioranza stragrande. P:ra ad essi il 15 g iug no ("1 9"18 n.cl.r.) affidato iJ compito principale: lo sfondame nto della nostra front.e a nord-est e ad est cli Treviso. Al quarto posto appena tro viamo i tedeschi , che ne l n ovembre 1916 figu ravano invece p rimi. Al qu i.nto g li slovacchi , rappresentati sempre in quantiL<'ì trascurabile ne lle precedenti azioni e la nciati q uesta volta innanzi in buon numero, fram misti a i reggimenti unghe resi. Seguono i rute ni e g li sloveni. All'ouavo posto appe na , 416 su " Norme particolari µer /"interrogatorio di prigin11iN-i <' dism-/ori, in Norme .~e11eruli /)er il semizio ù!{urmaziuni sul nemico presso le tmppe Oj)l'ranti. allega lo 11. 1, 1')18. 1
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statistiche sui prigionier i a.u.
n ella hallag lia del f'ia1X? (giugno luglio 7918) e cu11ce11trati al campo della 3" armata.
cal111 r1.1li
l, 'Rsercito
Italiano e l'interrogatorio dei pr(~ionieri nella c;rande Guerra 457
12.300 prig ionieri, gli czechi. È d egna di nota la parabola segnala dalla presenza degli czechi sulla fronte della nostra annata. Ha nno il quarto posto nell' ottobre 191 6, il te rzo nel novembre d e llo stesso anno, il terzo nel maggio dcl i' anno successivo, per venire al primo posto nel!' agosto-serte mhre 1917, quando il loro impiego alla fronte russa non ispirava soverch ia fiducia n el comando :rnstriaco. Ed o ra li vediamo scesi ali' ou.avo posto, prima soltanto dei rume ni e degli italiani. Tale circostanza si pll() s p iegare con h1 preoccupazione d e l comando a.u. cli no n impiegare molle truppe czeche in un settore notoriamente •lavorato• da un' atti va propaganda, vivificata dalla presenza di re p a1ti czeco-slovacchi tra le nostre file. Ag li ultimi posti troviamo i rume ni; in un nume ro irrisorio - come sempre - gli ita lia ni , sfuggiti ai severi contro lli conseguenti agli ordini di togliere og ni italia no da lle unità dislocate alla nostra fro nte; gli elementi puri di nazional ità italiana incorporati nell' esercito ~1ust1iaco, sono lulli in Ucraina, in Ressa rabia o n e lle g uarnig ioni d ell'inte rno, indice questo chia1issirno dei sent.ime nti d 'italianità che gli austriaci stessi riconoscono nei nostri fratelli d 'o ltre confine. Risulta evidente dalle sta tistiche, che il comando nemico avev:-1 affidato il compito principale nel settore che, nei suoi calcoli doveva dive ntare il più impo1ta nte dcli' offensiva, ai polacchi, ai croati ed agli ungheresi: Lre delle ra zze de ll::1 mo narchia sulle qua li ;iveva fo1 0 ad oggi potuto contare piename nt e. Gli ungheresi ed i croati h ::11u10 a1Ko1~1 una volta risposto; non così forse i p o lacchi. L...I 11 numero dei feriti è p roporzionalmenle molto alto: o ltre 1.300, quindi circa 1/ 9 del totale. Fe riti, cli c ui una 1ninima parte leggeri e una notevole pe rcentuale gravissimi . .Furo no una cinquantina i rnoni su ·1.300 ricoverati all'ospedale e.la campo. L'l natu ra delle loro fciilc richiama im mediatame nte l'attenzio ne alla notevole diffe renza tra il numero dei fe riti d 'a rtiglie ria, e i fe1iti d 'anni pcl combattime nto vicino (fucile, milragliatricc, homhe a man o, ecc.) che sommano a 845. Nelle nostre offensive del 1916 e 19 17 q uasi 1'80% d ei p rigio nie ri fe riti presentavano lesioni prodotte da proie ttili d 'a1tig lie ria. Ora invece vedia mo la prop01"òone inverlita, e a l primo posto le fe rite di fucile, cli mitsaglia trice e eia b o mbe a mano. La spiegazione va certamente ricercata nel fatto che i fe riti d al nostro fuoco di sbarrame nto efte ttuato a lle spalle ciel nemico e c he colpiva le colonne delle sue rise rve, sono rimasti su lla sinistra ciel Pia ve e sono stati raccolti dal nemico, me ntre cl1 n oi son o stati raccolti i colpili ne l comba ttimento vicino. I prigionie ri p arlano di mischie selvagge, cli corpo :1 corpo sen.'.la precedenti nei ricordi d e i vete ra ni d i Serbia, di Russia , d i Rumania e del Carso. È tornato in pie n o ono re il fucile che l'artigl ie ri;i L' l:1 bomba a mano sembravano ave r q uasi reso un'arma secondaria "·.
Dall'inte rrogatorio dei prigionieri s i poleva lrarre utili inform:11.i()ni s ul tono morale e sullo stato fis ico-sanilario d e lla truppa e (it·i qu :1dri. "' Ibidem.
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Dall'indagine statistica su una notevole massa di pngionie ri catturati nell'l 1• offensiva s ull ' Isonzo, il coma ndo della 3"- armata italiano concluse che, nonostante ogni cura posta ne l ravvivare il sentimento patrio ttico e cli fedeltà all'imperatore, malgrado la campagna propagandistica di d e nigrazione del ne mico, il morale delle truppe austro-ungariche nell'estate del 1917 era notevolmente depresso e caratte rizzato da una apatica rassegn azione e da un fatalistico dis interessamento di tutto ciò che non fosse mirato al proprio vantaggio persona le o a lla tutela della propria incolumità. Scadenti risultavano anche le condizioni fisiche, con nume rosi prigionieri affetti da gravi imperfezioni fisiche, da tabi o rganiche o in stato di deperimento dovuto a insufficie nte alimentazione. Dalla massa d ei prig io nieri cattu rati durante la rece nte az ione si ritrae l'irnpressione che ormai lo stato d 'animo predom ina nte nei soldati austriaci, dopo tre anni di guerra , sia l'a patia . Apatia e p assiva indifferenza si riscontrano non nella truppa soltanto, ma anche negli ufficiali subalterni, la 111aggioranza dei quali si presenta in condizioni fisiche e morali di gra n lunga inferiori a quelle dei loro colleghi di u n tempo . .Fra i volontari di un a n no poi, gli ufficiali di domani, (categorb1 che accoglieva tempo addietro quanto v'era di megl io per cultura e p restanz:,1 fisica ne lla gioventù della monarchia) si notano i segni cli una rapida decade nza: il loro gruppo, p e r non meno della metà, è costituito qu esta volta da uom ini a nziani , fisica111ente in efficienti, rimasti fino a ie ri n egli uffici e ora mandati alla fronte per ripianare le clcficien7.e dei qu ad ri. Anche tra gl i ufficiali di carriera (ca pitani, maggiori e tenenti colo nne lli) catturati n ella recente azione, sernl>ra n ianelii quel fiero spirito militare, ta lvolta u1tante e spavaldo, che era carauerisLico in quanti cadevano in nostra mano ne i primi re mpi della guerra. Fin dal primo giorno essi no n nascosero il loro intimo compiaci men to p e r "averla scampata": e questo in presen za non solo de i nostri ufficial i e fiduciari, ma anche dei propri superiori. ella truppa ch e scende dal C:arso profondamente depressa, pe rmane, a n c he dopo alcu ni g iorni di vira riposata e tranquilla, uno stato d i indiffere n za e di abba ndo no. I.a fine dei p e ricoli e d e lle tribolazioni sembra n aturale al fatalismo del soldato. I.a spe ran za in una prossima pace è svanila nei piC1. Del poss ibile esito de lla gue rra per g li Im pe ri ce ntrali ness uno s'interessa: l'un ico deside rio c h e finisca, com 11nq11c finisca . F.' davvero strano questo atteggiamento psicologico o, addirittura, psicop atico dei prigionieri a nche nel momento della definitiva loro lib e razione dalle sofferenze, dalle angosce, dai pericoli ciel ca mpo cli battaglia. Né altrime nti s i puù spiegarla c h e con la considerazio n e della insens ib ilit~ acqu isita d all'animo del soldato al be ne e al male: esso è divenuto orma i saturo d 'ogni forte sensazione. Tn cont.rast.o a pparente con la gen e rale sfiducia e col disinte resse per i problemi politici e sociali di carattere più generale sta una gretta, esagerata cura dei propri inte ressi mate riali e indi-
L'lisercito Jtalù,mo e l'interrop,atorio dei {Jrip,ioui.eri nella Grande Guerra 459
v idual i. l solo istanLi di gioia che scuotono la massima pa1te d e i prigionieri sono quel li del rancio. Né <li levatura morale assai superiore alla truppa :ippaiono, in genere, gli ufficiali. Caratteri stica e addirittura nuova è l 'indisciplinatezza: i solda1i sono poco risp ettosi ver so i graduati e i sottuffic iali , questi verso g l i ufficiali , e Lulli sempre pronti a litig i ed a vie cli fotto fr:1 lo ro. Le punizioni disciplinari al campo sono state, questa volta, più frequenti che mai. Ciii s1essi aLlen<lenLi, p oco affezionati ai propri ufficia li, li sfuggon o per esime rsi dal servizio. Tullo ciò - occorre appena rileva rlo prova, per la classe degl i ufficiali , c he il loro reclutamento è fatto o rmai senza o co n scarso riguardo agli strali sociali da cui provengono e mostra, per l'esercito a.u. in generale, che ai <lcleLeri effetti m o rali cli una g uerra protratta per anni , contro nemici che non lasciano sperare altra pace che nella sconfitta, mal si rimedia con la slessa aLLi vissima propagane.la patrio tl ica e mìlitare ,- _
I militari italiani ottimi conoscitori de lle ling ue parlate nella Du plicc
mo na rchia e rano ricercatissimi dal Servizio informazioni, anche se si trattava di soldati s emplici. Partico larmente ri chiesto e ra il personale da adibire ad interprete e tradutto re delle lingue ungh erese e russa, 4uest'ulrima per potersi relazionare coi nume rosi militari zaristi prigionieri di guerra austro-unga rici cd uti!i:,,.:,,.ati come lavoratori sul fronte italiano. La partccipazione di un corp o di spedizione ita liano ne i Balcani (Albania c Macedonia) a fianco delle truppe dell' Intesa estese no tevolme nte 1c n ecessità di conoscitori di lingue estere da assegnare agli organi informativi: Com 'è noto, per cura d el Seivi zio Informazioni cl i C_Juesto Comando Supremo, ve ngono tenuti al co rre nte gli elenchi dei militari che conoscono lingue estere; ciò allo scopo di pote r essere sem pre in grado di provvedere i vari co mandi ed uffici , del necessario pe rsonale inLerpreli e traduttori. Dalo il l imitato numero di militari in nota qual i i nterpreli e Lracluttori delle ling ue ru ssa, albanese, greca, ung he rese e 1urca, p resi g l i ordini eia S.E. il Capo di Stato M aggiore d ell 'Esercito , si p regano le AuLori Là cui la presente
è direLLa (com andi di arm ata, Zona Carn ia, Corpo ilaliano a Salonicco, comando XVI corpo d 'armata, Intendenza genera le , Ministero della guerra - Segretariato generale) di vol er disporre affinché veng ano inv iati a questo Comando (Ser vizi o Informazio ni - Sezione "U ") nuov i elenchi di mili1:1ri non ancora segnalati che abbiano bu o na conoscen za d i tali lingue, ind i cando , per ciascuno, se sia soltanto inteqxete o d anche trad1 111o re , :1 qu:tlc classe <li leva appattenga, di quale g rado di cu ltura generale si:1 provvisl o , e fornen<lo inollre informazioni sulla risp ettiva condotta rno r:tl c e pol i1 ic:1,
" ì.n m,indo 3' armata - sezione Il ( informaz io n i), i nchieste e stat istidw s11i /mg iu11it·ri 11.11 . ,·r1tt11 rali nelle az inni di ag osto-sellem hre 19 17 e cuncentrali o/ campo di R r1R11tirit1 111xw1 .
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idoneità o me no all e fatiche di gu em1 , e grado di attitudine, in genere, al servizio cui dovrebbe venir adibito '"
Oltre all'inte rrogatorio diretto e personale, si poteva no ottenere informazioni da prigionieri e disertori sfruttand o l'apporlo d ei cosidde tti fiduciari che operavano alle dirette dipendenze degli ufficiali d el Servizio informazioni distaccati presso i campi cli concentramento prigionie ri '". ei ca mpi cli concentrame nto p1igionie1i s i è reso praticamente molto utile l'impiego dei fiducia ri. Sono questi d ei prigionieri e pit:1 specialmente dei clise1to1i, i quali hanno d imostrato d 'essere animati da ottimi sentimenti cli simpatia per la causa nostra, e che al campo assumono la funzione d i interpreti o cli sorveglianti della disciplina. Essi vanno scelti con cura, dopo un tirocinio abbastanza lungo, in modo eia dare sicure garanzie di fedeltà e cli au enclibilità. E' bene far loro frequentare speciali corsi in cui possano allargare o specializzare la loro cultura militare nei riguardi dell'esercito nemico. E' prderibilc la specializzazione per avere risultati più sicu1i della loro attività. L'attività ordimuia d ei lìduciari si svolge stando in contatto quotidiano con i prigionieri, studiandone lo spirito e le tendenze e 1iferendo agl i ufficiali informatori del campo le notizie cli carattere militare che sia stato loro possibile raccogliere in semplici conversazioni con gli altri internati. Ad essi bisogna impa1tire continuame nte delle direttive precise; devono essere sem pre 01ientati sui problemi plincipali ciel nemico e sulla sua situazione in mcxlo eia poter esattamente valutare ogni allusione che i prigionieri appena catturati facciano al 1iguardo d egli avvenimenti, e per poter figurare cli fronte ai prigionieri stessi come individui mancali eia 1xxo tempo dalle tJincce nemiche. In G L'>O si presentassero discrtrni o prigionieri completamente restii a parlare, o cli scarsa attendibilità, si tcnanno isola ti eia tutti gli alu·i con il pretesto della quarantena e ad essi si uniranno uno o due tìuuciali, i q uali dovranno intem>garli senza aver l'aria di strappare loro alcun segreto. E' be ne dare in t,.di casi ai tìduciari degli argomenti precisi, possi bi lmente pochi per volta ccl a p iù 1iprcsc, con l'ordine espresso di non rivolgere domande, ma di condunc il discorso sull'argomento con a bili g iri di frase '°. Sui fiduci ari dei campi cli prigio nia si faceva affi dam ento anc he p e r contrastare l'atti v ità di propagandisti ed emissari del n emico , come si evince ,. Circolare
11.
102{:I/S in data 13 agosto 1917 . /11/erµreti e tradu.uori di lingue estere, Comando
supremo dell'eserc ito - Servi zio infor maz ioni.
•·• Il comando dei campi cli concentramento prigionieri era affidato ad un ufficiale supe,iore d el Servizio infonnazionj tlal quale dipentleva un servizio inforlllaziolli tlisimpegnalo tla Ull uflìciale appartenente all"ufficio informazioni dei comand i d"annata e coadiuvato da un adeguato personale di
fiducia (Com:111do 3' anna ta - 2" Sezione informazioni. Campo concentramento priMionieri. Rl!!{olame11Jo, 15 agosto 1917). I campi d i co11centr<1mento prigionieri d"armata avevano il compito di riunire i prigion ieri e disenori nemici proven ienti dai corpi d 'armata dipendenti, per completare il loro interrogatorio ed esperire le debite misure protil alliche prima del loro inlernamenlo. » Nom1(' pa-rticolari per l 'interrogalorio di prigioni('ri (' dismto,·i, cit.
L'Esercito Italiano e l'intem~l!,atorio dei prigionieri nella Grande Guerra 461
dal foglio n. 26241 dell 'Ufficio situazione, comunicati cli g uerra e missioni all'e stero d el Coma ndo supre mo, in data 10 dicembre 19 17: "S.E. il Ca po di S.M. de ll'Esercito deside ra che s ia esercitata la m assima vigilanza sui prigionieri e disettori nemici, vale ndosi di apposito servizio di fidu ciari, allo scopo di evitare che il nemico, p e r mezzo di falsi prigionieri o diserLo ri, invii tra d i no i eventualme nte propagandisti cd emissari, come ha fatto in Russia, Nel caso s i verificasse qua lche caso del gen ere, S. E. ordina di agire con ogni e ne rgia ." Tfiduciari del Servizio informazioni partecipavano dire ttame nte anche a lla conduzione degli inte rrogatori , spesso indossando l'uniforme da ufficiale dcll'l<:sercito austro-ungarico. Nel settembre 1918 in seguito a comunicali del quartie r generale asburgico d iramati telegraficamente da Vienna in c ui s i riferivano i nomi di disertori d e ll 'esf rcito austro-ungarico che avevano contribuito con il loro tradimento al falli mento dell'offensiva del Piave, il Comando Supremo italia no diede disposizioni di limitare la diramazione dei verbali di interrogatorio d ei prigionieri e disertori nemici, contenuti nei notiziari ITO d 'armata, a lle missioni a lleate cd ,ii comandi d 'a rma ta . Ciù allo scopo di evitare che do cumenti di rilevante imporLanza informativa pote ssero cade re in mano m~mica a segu ito d e lla cattura di posti conrnndi d i grande unità come era accaduto nelle fas i iniziali della battaglia del Solstizio dd g iugno 1918. Le comunicazio ni a lle un ità dipe ndenti a livello di divis ione e brigata dovevano contenere solta nto notizie sonunaric degli inte rrogato ri , sopprimendo, o ltre a lle genera lità dell 'inte nogato e la narrazio ne episodica che lo riguardava, anche i d ati re lativi alla località ccl a l luogo di cattura !I . Tn previs io ne dell' ultima battaglia di Vitto rio Vene to, si die de ro nuove di sp osizioni agli organi informa tivi di corpo d 'armata e di divisio ne s ul servizio di inte rrogatorio prigionieri allo scopo di velocizzare la trasmissio ne delle notizie a i comandi sovra ordinati e garantire sicuri collegame nti anche col ricorso ai piccioni viaggia tori : Norme d' indole generale per i CH.ITO (Centri raccolta informazioni truppe ope ranti. n.d.r.) Principio fondamentale cli ciascun CRITO sia la rapidità. L'esperienza di guerra insegna: 1) che una notizia comunicata in tempo pu<> avere grandissim:1 influenza sull'esito felice cli una battaglia; 2) che la stessa nolizia od il dorn mento cattu rato al nemico, comunicati in 1itarclo al comando, possono esse re causa di rnaggio,i difficoltà nell'esecuzione di operazioni in corso e :1nclw del mancato raggiungimento cli obicllivi import.anli; 3) che una nolizi:1 nlln suttìcie ntemente vagliata o inesatta può avere ripercussioni grnvissi11 w, l:1n 1i responsabilità risale unicamente su chi ha dato con leggerezz:1 1:1 no1i1.i:1. " <.ircolari n . 22880 in clala (i agos to 1918 e n. 26477 ili da ta Il selle111i>re l') IH. / 111,·rrog(l/nriu di pri~ ionieri e d iserlori, Comando Supremo - Ufficio OperctZio ni.
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Michela !1dami
Interrogatorio di prigionie ri e disertori: ne ll'interrogatorio di png1o n1e n e disertori i CHJJ'O, secondo l'esperienza fatta nelle p assa te offensive, no n pe rdano il tempo sull e questioni d ' indole generale. l{iuniti i prigionieri nel posto prescelto, n o n perdano il tempo per conoscerne il numero, ma richieda no inunecliatamente i re pa1ti a c u i appaitengono, pe r sa pe re quali gra ndi unità si trova no cli fronte . Gli ufficiali nemici prigionieri, sa rà be ne ricordarlo, sia no tenuti subito lonta ni da lla truppa e perquisiti inune clia ta mente . Schema di inte rrogato rio cli prigionie ri e disertori: 1) A quale re parto appa rtiene? 2) Numero di Fe lcl post 3) Da q ua le divisione d ipe nde te? 4) Quali sedi di comandi conoscete? 5) li vostro reparto al mo mento d e ll 'azione s i trovava in linea oppure in riserva? Dove? G) Con quali truppe e ravate collegati a destra e a s inistra? 7 ) Quali ord ini avete ricevuto da l vostro comand ante di plotone o cli compagnia? 8) Dove dovevate ritira 1v i? Pe r quale strada? Verso quale v illaggio? 9) Che truppe aveva te dietro di voi? 10) Sono venute ava nti con voi o ppure sono rimaste ferme? 11) Q ua ndo siete passati per il villaggio X c h e cosa avete visto' 12) D ove avete visto artiglieria' Spara va? 13) Avete passato elci po nti' 14) Avete notato che vi facessero ùci lavori? 1:5) Nel villaggio X ùa voi passato, a velc nOLalo elci lavori d i d ifesa tra le case? 16) D ove avete notato m o lte mitraglia trici in postazio ne? 17) Dove avete visto prepa rativi per minare delle case? 18) Avete visto se hanno minato la strada? 19) Dove avete avuto l'allarme? 20) Che o rdini avete ricev uto? 21) D ove a ve te avuto i viveri a secco 1 li p a n e? 22) (se telefonisti) Con q uale coma ndo avete comu ni ca to prima d e lla vostra cattu ra? Ch e cosa comunicavate? 23) li coma nda nte quali ord ini ha da to? Che cosa avete inoltre udito? 24) Quando doveva iniziarsi la ritirata? 2';) Verso dove? Percorre nd o quale strada? 26) Il comandante dove aveva l'ordine di ferma rs i? Pe r d ife ndere c he cosa? 27) Le strad e da vo i percorse erano ingombre di carriaggi? Anche di artig lie rie? 28) Procedevano in ordine o ppure erano fer me? Perché? 29) I magazzini di X sono stati incendiali? 30) Quando siete p assati per la slazione di X g iungevano a nco ra i treni' Erano vuoti? Che cosa trasportavano? Mezzi cli comunicazione: l) Nel p rimo tempo i piccioni viaggiatori in numero di 12 per ciascun CRITO coslituiscono il mezzo sicuro e cele re per la trasmissione del le nolizic raccolte. Ogni CRITO verrà ri fornilo ogni due giorni p er cura della colo m baia d 'arma ta cli 12 piccioni. Ogni CRITO possicùc /4 zainctLi (a lrc piccioni) per il trasporto di questi piccioni clic sono assegnali ad uno dei sol<lali intcrprcli islruilo a l servizio colo rnho fi lo . 2) T CRTTO sono fo rni li ùi speciale a utori zzazione onde servi rsi ùellc stazioni ra ùiol.elegrafi c hc csistcn li nel scllorc ùc l co rpo d 'a rmala . Ne faranno u so per comuni cazioni b revi cd urgcnli. J) Telefono qu ale me zzo ausi li a rio. r.. .l Tener presente che all'ini zio de lla hattagli:-1 interessano immediatame nte le notizie rig uardanti i primi contatti, al fine d i poter stabilire la situazione
L'Esercito italiano e l'intem{(!,Ulorio dei pr(qionieri nella Grande Guerra 163
delle truppe nemiche; d urante lo svolgimento della battaglia interessan o le n otizie sull'afflusso di t.rurpe nemich e e sui rnovimenri di ri 1i ra1a ddle m edesime, sulle loro perdile e sul morale de i re p a1ti combatte nti. "
Il d ocume nto conti nuava con i compiti assegnati ai cosiddetti nucle i osservatori nella g uerra di ,novime nto, che ripo rtava il questio nario pe r la raccolta di informai.ioni desunte d a ll'interrogatorio di borg hesi e le modalità di inollro a ll'Ufficio l'l'O d'armata di stralci di documenti cattura ti a l ne mico in posti comando o attraverso la perq uis izione di ufiìciali , sottuffici ali e porta o rd ini.
" Foglio n. 25S4 in cbta 22 o LLohre 1918. Norme d 'ind ole geiwmi,, j>l'r i <,'N f'/r). t,1 - Swto 111:1ggiorc - Ufficio lnfonuazio ni.
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GIUSEPPE PAVONE
IL 14° BA1TAGLIONE CACCIATORT DT LINEA DELL'ESERCITO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DURANTE T.A CAMPAGNA MILITARE SETIEMBRE - NOVEMBRE 1860 da un memoriale inedito
Introduzione Nel condurre ricerche storico-famili ari, ventu ra ha vol uto c he ne ll 'Archivio del Museo Cenlrale del l{isorgimcnto in Roma si rin venissero nella medesima "busta" i memoriali di due reparti borbonici impegnati ne ll'ultima difesa del Regno delle Due Si cilie e nei quali militarono due antenati di chi scri ve. 1 l due 1nemoriali trattano delle operazioni co ndo tte rispetlivarncntc dal 14° Battagliane Cacciatori di linea, con particolare rife rimento ad una s ua Compagnia, e dal 1 ° H.eggirnento Granatieri della Guardia, durante la Campagna d 'autunno del 1860, e fanno parte de lla raccolta doc ume ntaria appa1te nuta ad Harry Nelson Cay 7 ed acquistata nel 1935 dal Ministero d e ll 'Educazio ne Nazionale per destinarla all'Archivio annesso a l Museo Centra le d e l Risorgimento cli !{orna . La racco lta è formata da :5.175 documenti, di cui mo lti au tografi , relativ i a Giuseppe Mazzini, a vari person aggi risorgime ntali e agli Stali ilalian i preunitari. Per il Regno delle Due Sicil ie la raccolta conserva m:rnoscritti e ca,teggi d i Giuseppe Zu rlo I e cli 11iagio ' Benedetto l';ivo nc, bisnonno dell'Autore, nel Hl60 1° tt'nl·ntt-/ca r itano nel 14° ht. Cac.:ciaturi , m eri tò l 'o norilìrenza d i c.:avaliere dell 'Ordine cli Francesco I pe r il co r,1ggio mustrn tu nei fatti del Coli,' ID mhonc. Carlo Pavone, fratello cli Benedetto, n<'I 1860 fi1ri ere/ sergente nel 1° rgm. Granatieri dc ll:1 G 11:1 rdia. li trisnonno dell'Autore, Filippo P,1vonc, g i:ì Volteggiato re ·'pri vilegiato" nella Guardia Reale, r o i Guardia del corp o di 1a classe cli Ferdinando I di llorlxme, fu c.:ap itano nel 1° rgm. Gran:1ric ri tk·lb Cuardia; dec.:orntu nel 1816 per ,,ver militato in Sicilia e partec.:ipato alle Campag ne d ' Ischia e Procida dd 180') e per il rientro a N apo li nel 1815, ehbe l'onorifìc.:enza di Cavaliere di l)i rirro d ell'Ordine Milil:irc d i S. Gi orgio della Hiunio nc rcr le evenienze del 'I 5 maggio 18/48. Altro antenato dell'Autore li.i il ,-, nello Do menico C1faro il quale, in ben 58 anni cli servizio ncl l' F.scrc ito borl x m ico, parlecipù :1 d iv, ·r, i eventi (battaglia di Mileto del 28.6.1807, assedio e pres:1 d i Genova del 18.4.18 14, C 1mp:1g n:1 di Si<'ili:i d el 1849) concludend o la sua c.:arriera nel 1859 come r.omandante del forte o .,stl'llu li 111111·,, in l':ik-rn11 ,; decorato riù vo lte ebbe l 'o no rificenz;i di <.avalicre di Grazia dell'Ordi11e d i S. Gi<>rg io d, ·11:i l<i11ni ..n,·. ' I larry Nelso n Gay , statu nitc ns<', rrofcssore un iversitario di storia, v issuto in 11:ili:1 d:il 18')8. ·' Giusep pe Zurlo, st,11is1;1 naroli1ano, ricoprì importanti ruoli nel lkgnn di N:ipo li : 111, ·1111 )1'( > , le-I Sac.:ro l{cgio Consiglio e avvocato del Real Palri111u11iu, negli anni dt'll;1 rcggcnz:1 , . d i lk rn .1rd n 'l'.11 1Lw,·1; di.retto re delle Fin an:,;c e scgrc lario di Stato, nella prima restaura z ione ho rho nic:1; co n, igliv rv d i S1:11 " . ministro delle Finanze, ministro dell'Juterno, dura nte l'occu pazi o ne fr.1nn·s,·: 111i11is1ro dd l'l111 L·1111,.
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nella seconda rei:;tau razi o ne.
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Giuseppe Pavone
Savastano 4, docume nti vari del periodo 1848-1860, nonch é i due mcn:cio nati memoriali ' . el presente lavoro si fa riferimento, riprodotllo e commentato, al primo dei citati me moriali dal tito lo Giurnaiettu militare della Campagna dal Volturno al principio dello a.\:çedio di Gaeta dai 6 settembre al 19 nooembre I860 circoscritto nella patte che riguarda la 3 ComJJaMnia Capitano Sinihaldo Orlando del 14mo Battap,lione Cacciatori. Il me moriale di nostro interesse è a nonimo, tuttavia si hanno m o ti vi per ritenere che il suo estensore sia staro il capitano Sinibaldo Orlando 6, comandante della 3" Compagnia, d i entrambi i quali s i descrivono i falli d 'arme. Primo motivo è che il riferimento costante a lle gesta del capitano Orlando e a i suoi stati d'animo - interessanti quelli relativi all'azione sul colle Lombonc e al preced e nte incontro con Francesco II - re ndo n o improbabile che un altro milita re abbia potuto a nnotare, o successivamente appre nde re dal Capitano e poi descrivere, i suo i fatti personali e soprattutto i suoi moti inte riori. Secondo motivo è c he ne ll'altro citato memoriale, relativo al 1 ° Reggimento (7ranatieri della (7uardia, redatto ne l rnedesirno perio do storico, si indica esplicitamente il Capitano Sinibaldo O rla11Jo quale a ut.o re del Giornalello segno c he ciò era ben n oto tra i memorialisti militari borbonici 7 . Del Giornaletto sono noti d ue esemplari: quello conservato nell'Archivio del Musco Centrale del l{isorgimento (di seguito "primo manoscritto") ed un altro (di .':icguito "seumùo manoscrillo") in possesso di un collezionista privato "; i testi elci due esemplari sono quasi identici ma qui si riproduce, per la sua pubblica rintracciabilità, (Jue llo inedito conservato presso il Museo del Risorgimento. Q uesto p1imo ma noscritto sembra costituire la prima stesura µer le rnollc colTezio ni , cancellazioni e integrazio ni in esso presenti e che avre bbero portato a compilare il secondo manoscritto che presenta, ris pe tto al primo, ulteriori modeste varianti e perfezionamenti; ad ogn i buo n conto, per completezza d ocumenta le, in q uesta sede si riportano tra parentesi g raffe anche le principa li varia nti contenute nel secondo manoscritto il q uale riporla l'a nno 1862 come data cli fine coinpilazio ne. Il titolo Giornaletto militare manifesta, con la te rmino logia dell 'ep oca , che trallasi e.li un diario g iornaliero di fattj militari non rappo,tabile , q uindi, ad 1
• lliagio Savasl ano fu Cotrnnissario/ Direllore di Polizia nd periodo 1818 1859. ' Morelli E. , IJilJI., pp.25-24. " Ce1mi biografici su l capitano Orlan do in: Selvaggi R. M., bibl., p. 356; (Tavol;1 1) . A11011i1110, Cmnaca d<''.fi11ti op<'rati dal 1 ° R<'g gim<'lll<> <7ranatim'i ... , b ibl. , noL"l j alla 12, scri tta in p. 126. - Au tore di qucsr"opcrn sa rC'bhe il c~1pitano Francesco Corrcale De Vicariis de llo stesso l!eggin1cn10 (Selvaggi Il. M., hihl. , p. 242). • Il c-o ll<'zionist11 l ':1cq 11isrc"l da un rigallicrc bolognese il quale l'aveva rilevalo da una nobildonna c-ollatC'rn l<' del conte C. 11g liclmo Anguissola cui !"anonimo autore l 'avrebbe invialo per la sua possibile r11hhlicazionc sul quotidiano legilliniisla La /.Jiscussiu11e di <.:ui il conte era direttore (Catenacci G. e Di G iov ine F. M., bihl. , p . 17).
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Il 14° Battaglione cau;ialori di linea dell'r~w:rcito del Regno delle Due Sicilie 167
una più articolata_ Cronaca. Il manoscritto manca, infatti, di argome ntazioni strategiche e tattiche nonché del contesto dell'intera Campagna militare e, in qualche misura , a nche del Battaglione d 'appa11enenza ; vi sono ino ltre conte nuti diversi en-ori riguardo datl'., nomi e luoghi (cui qui si p o ne rimedio attraverso le note). Per questi motivi il conttibuto s torico del manoscritto attiene piuttosto alla "piccola storia "; tuttavia vi si possono appre7.7.are importanti conferme ad alt1i memoriali dell'epoca e spunti di riflessione, sia umani s ia sulla direzione de lla Campagna militare, c he lasciano comprendere qua le fosse il "clima ambientale" in cui versavano i Corpi comballenti borbonic i. La pubblicazio ne e.Id Giornaletto trova quindi motivo nell'ambito della testimonianza dei dire lli protagonisti di parte borbonica i quali, se molto verosimilmente non avevano cognizione dei contesti sociali, economici e politici, inte rni ed e;;terni al loro Regno, ce11amente no n ig noravano quale fosse il loro dovere di soldati che in ogni tempo, luogo, e circostanza, è quell o di difendere in armi la propria Patria; dove re che no nosta nte l'evidente prossima definitiva disfatta adempirono degnarnl'.nte mostra ndo sino alla 1ù1c un
contegno, una disciplina, unajèdeltà che destarono lammirazivne di tutti '> . Sulla Campagna d'a utunno del 1860, e p iù in generale sulla fine del Regno delle Due Sicilie, esiste una copiosa bibliografia '0 per cui qui ci si attiene strettamente agli eventi militari; ma limitarsi pe r questo alla sola trascrizione del Giornaletto, che riporta la gesta di una ristrello numero di combatte nti, ridurrebbe le gesta stesse ad un indecifrabile susseguirsi di eve nti sminue ndo ne significato e va lore. Si è p e1tanto ritenuto utile e necessario inquadrare quanto descrillo nel Giornaletto ne l contesto operativo di tutto il Battaglio ne nonché , pe r quanto p ossibile n e i termini de l prese nte lavoro, ne llo scenario della Campagna d 'autunno. Contesto e scenario che si è scdto di rappresentare, giorno pe r giorno, ricorrendo sistem aticame nte, n elk note , a specifici estratti dalla Cronica della Campagna d 'autunno di G iovanni Dclli Franci 11 (con qualche util e contriuuto di altri validi Autori) pe r la sua riconosci uta attendibilità ne l riportare i movime nti e le azioni dei va ri Corpi borbonici, essendo stato egli ufficiale s uperi ore di stato maggiore e per ave r attinto da d ocum enti ufficiali riservati, molti dei quali oggi con servati presso l'Archivio di Sta to di Napoli '!. Si pc1v iene così ad un più ampio quadro sui fatti operati dal J/i 0 Battaglione Cacciato ri, dura nte la "Campagna d 'autunno " rim;1ncn<.lo immersi ne l "clima ambientale" borbonico. ·• Ccs:1 ri e , bihl., p.164. '° A ral p roposito si citanu nell.i Bibliogra fia i l esli di De,muco
n ., M osca li
I{. , Sp:1g 11<1k11i A .. i q11.ili
riporrano una coµiosissim ,1 e :1r1icola1:i bibliografia i n materia. " Delli l'r.c111ci Giovanni, <:rnnica della Campaf!.nll d 'aU11tn110 del /8(>0. . .. h,hl. l>i 1:1 h· , ,pvr:i l'Aul ore n e possi ede copia o ri ginale con deuica autografo di Dclii Franci :1 F1 :111n·.,n, Fn ,l:i , p:,rroc<> in Na poli. (Tavola Il ). " C.fr. ASN , Arc hiv io Casa Rea le, C::1nc del Re l'rnncesco Il. A rc hi v i mili1 :1ri v:iri .
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(;iuseppe 1-'atJone
n 14° Battaglione Cacciatori di linea '
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Il 30 gennaio 1797, presso l'l •:sercito borbonico, furono istituiti i primi sei reggimenti Cacciatori di linea con l'intento di disporre di unità di fante ria leggera , speciali zzate al combattimento in ordine sparso, s u terreni accidentati e montuosi, e per questo dotate di armi di maggior p rec isione . T primi a rruo la me nti s i svolsero te rritorialmente presso le seguenti regioni de l Hegno: ' l'erra cli Lavoro e Principato, Lu cania e Basilicata , Calabria, Puglia, Abruzzo, Sicilia; poi, il 15 agosto dell 'anno seguente , si istituirono altri cinque reggimenti con individui reclutati nei territori di fro ntie ra dove avrebbero dovuto pres tare servizio lungo i confini (reggime nti denominati 'Jruentini per le front iere del Tronto, Arniternini: per la frontiera da Leonessa a Ciltà Ducale, Marsi: per le frontiere intorno Tagliacozzo, Liri di base a Sora , Furmiani di base a Fondi). Ciascun reggimento aveva una for& t nominale di 1.006 individui organizzato su due battaglioni di (!Uattro compagnie ciascuno e da uno Stato Maggiore cd uno Minore; ognuna di tali entità era così nominalmente costituita: Stato Maggiore: Colonnello comandante, Tenente Colonnel lo, Maggiore, Aiutante Maggiore, Quartiermastro 11 ; St,a to Minore: due Aiutanti sottufficiali, un Cappel lano, due Chirurgtù, due Forieri , un Armiere (ass ente ne i reggimen ti di frontiera), un Profosso '\ Compagnia: Capitano, 1° Tenente, 2° Te ne nte, Alfiere, 1° Sergente , due 2° Sergente , quattro Capora li , (!Uallro Carabinieri, un Tamburo e un Piffero (oppure due Tamburi ; ne i reggimenti di frontiera al posto de l Tamburo o del Piffero poteva esse rci un Tromba) 16, centosette Cacciatori. Sempre nel 1798 fu costituito il BallaRliune Cacciatori Alban esi arruo lando vo lontari esteri prove nienti: da Macedonia , Albania, Dalmazia , isole Io nie, d i c irca 900 individui. Nel corso degli anni il Corpo dei Cacciatori di linea ebbe dive rse rio rganizzazioni pe r poi essere strutturato, sul finire del Regno, su sedici battaglioni de i quali il 14° e 15° furono costin.1iti il 18 agosto 1859 mentre il 16° il 1° ge nnaio 1860; inoltre , poiché il 13° battaglio ne e ra formato da individui svizzeri esso fu ride nominato 3° Battaglione Carabinieri Cacciatori per il qual motivo av rebbe d ovuto essere formato an che un nuovo 13° battaglione Cacciatori di linea, ma no n ve ne fu il te mpo a causa de gli accadimenti di fine regno. " Clr.: Boeri G., Crod ani P., bilJI.; Selvaggi R. M., IJihl.; Zenon A. , hib l.; Autori vari; Tavole !, TTT, TV. '' Quarlierntast ro-. uflìdalt:, col grado d i luogotenente o capit;mo, inca ricato dell'alloggiamento, venovag liame nto, te nuta cassa e contab ilità, pe r il Corpo d 'appartene nza. " Pnyo.~m, o anche />r e1,nslo: sott:uttk ia lc rreposto al h11o n o rrlinc clC'I q ua,1ic rc o e;1mpo mi litare . "' 'lumlntro, 1-'ij.fero, 'l'rom ha: solda ti addc ui a i risr cttivi stnimenti r c r le scgn:1lazio ni a lla trurr;1.
Il 14° JJanaglione cacciatori di linea dell'faercito del Negno delle Due Sicilie 469
Ciascun 11attaglio n e Cacciatori d e ll' ultima riorganizzazio ne avre b be dovuto avere u na forza n o minale di 1.479 individu i d istrib uiti su o tto compagnie e così strutturalo: Stato maggio re : Ten ente Colonnello/Maggio re co1na n danle , d ue capitani Aiutanti Maggiori, Quartiermastro, Chirurgo, Cappe lla no; Stato Minore: Aiutante sottufficia le, 1° Sergente ,,.orie re 17 , Caporale Guastato re, 1° Sergente Prevosto, due Armie ri (oppu re un Armie re <.::e.I un Po rtabandie ra), capo Sarto, cap o Calzolaio , Sergente Tro lllhctta , Caporale Trombetta (ques ti ultimi due com pon evano la Fa nfara d i Battaglione). Co mpagnia : Capitano, 1° Te n e nte, 2° Ten e nte, Alrie re, 1° Sergente , quattro 2° Sergente, Foriere, otto Caporali, G u astato re, 160 Cacciatori, tre Trombe tte, Ap pre ndista trombetta (questi ultimi qu attro componevano la Fan fa ra d i 11attag lione). Fanfa ra: Sergen te Trombe tta, Ca poral T ro mbe tta, ventiqua ttro ' i'rombe tta , o tto Appre ndisti Trombe tta, soldati di Comp agnia che s uo navan o la corn etta.
li 14° Ba ttaglio ne Cacciato ri era di stanza a Napoli Pie cligrotta, presso la caserma prospic ie nte l'attuale piazza Eritrea , ed il suo quadro ufficia li , ne l Ruo lo de ll'a nno 1860, risultava essere così costituito '": Te ne nte Colonn ello com andante: Haffaele Vecchione; Capitani a iuta nti maggiori: Federico D e Robe rto , Giuseppe Anto nini; Capita ni: G iovan Battista D 'Ajcllo, Innocen zo Dc Riso, Giovanni Card inale , Sin ibaldo O rlando, Giusep pe Marasco, Ferd ina ndo Ricci, Fra ncesco Lafratta, ,,.etice Antonio .Fa rina, Fe d e rico Fio re; 1° Te nenti: G iusepp e Gasparro, Benedetto Pavon e, Luca Ametra no, G iovan r~attista Barbera, Giacomo Malinconico, Raffaele Cangia no, Giuseppe Giosuè, Vito Antonio Di Oo nato, Michele Ronga, Angelo Di Giorgio; '2° ' l'ene nti: Michele Ce leste, Luigi Palma, G iovanni De Gre gorio , J )o me nico Fio re; Alfie ri : Ign azio .Frate llone, Mic hele Modug no , G iuseppe Odorisio, Pasqua le Mele, Ferdina ndo Moxed an o, C~e nnaro Baglivo, Salva tore Toran , Giuseppe Me doro. l fatti d 'arm e c ui fu inte ressato il Ba ttaglione n e lla Cam pagna d 'autunno del 1860, e c h e vengon o più ampiamente descritti n e l testo, fu ro no sinte ticamente i segu enti. Raggiunta la linea d ife nsiva del Volturno , il 7 seltc nil m: il /-1° Battaglione Caccia/uri. fu inquadra to, ne lla l a Div is ione, h rig:id il'rc Fili ppo
Sergente Foriere. so11uffic i:._ile adde tto a i servi'/_; :-11nn1inistrntivi. '" Selvaggi ICM., bibl., pp. 3'>3-3'>4. I dati ,1nagrafì ci sono ripo1tali nd llq)l'rJorio dc·i 11<>1lli.
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G'iuseppe Pavone
Colonna, 2" Brigata , brigadie re Gaetano Ba rbalon ga e dislocato per compagnie lu ngo la riva des tra del Volturn o , tra i passi flu viali di Caiazzo/ Gra clillo a no rd e di Formicola e Triflisco a sud (in zon a la Y Compagnia). Po iché aveva diserlato l'aiuta nte maggiore Federico De Roberto, il q uale d opo l'entrata di Garibaldi in Na po li die de attivo contriouto al coma ndante pro tem pore de lla piazza 05 sette mbre - 8 o tto bre) Pietro Rosaguti , le funz io ni di aiu tante maggiore furon o assegnate al ca pitano G iuseppe Anlonini l'). Il 14 sette mbre il Battaglio ne e bbe il battesimo de l fuoco contro avamposti gariba ldini al passaggio fluv ia le di Gradillo ed il 16 successivo, insieme a due compagnie d el 6 ° Cacciatori, respinse ne llo stesso luogo un attacco di disturbo del colo nne llo Lu ig i Wi nkle r. Il 19 settembre i gariba ldini impegnarono una forte azio ne offensiva per superare il Volturno , impadronirs i d i Caiazzo, porsi alle spalle dell 'eserc ito borbon ico e neutra lizzare la di fesa di Triflisco; il 14° Cacciatori subì l'attaccato della brigata Gaetano Sacchi al p osto avanzato d i G ra dillo e lo respinse col sostegno dell'a rtiglie ria , di unità d c li ' R e del 1° Cacciatori e cli un drap pello del 3° Oragoni. Da l 27 al 30 sellembre la difesa borbonica fu tenuta sotto inte nso fu oco d 'artiglieria e il 30 settembre il 14° Cacciatori (compresa la 3a Compagn ia) contribuì a respingere l'ulti mo te ntativo gari bald ino di s uperare il Voltrn-rio a Triflisco. In quest'occasio ne i milita ri del 14° Cacciatori si d istinsero in aui di uma nità verso i nem ici tali d a ricevere p ubblico riconoscimento da parte di Fran cesco II. Il 1° ottobre, a lla battagli a cam pale de l Volturno , il 14° !Jattaglione, reduce dai co mbattime nti del g io rno prima e p rivo d i vettovaglie, fu interamente inq u a drato ne ll a 2i! Brigata Rarhalo nga della F' Divis io ne Afan d e Rivera c he aveva l'ordine d i attaccare i gariba ld ini in Sant' Angelo , o ccuparlo e proseguire p er Na p o li . I.a battaglia iniz iò a lle p rime ore del mattino ed a lle ore 12 circa e ntrò in azio ne il / 1° Cacciatori contro i rep~ttti della 1 P Divisio ne C~iacomo Medic i e a lle o re 16 Sa nt' Angelo fu mo menta nean1ente occurato. Ma a fi ne g io rn ata la b attaglia e bbe te n nine con le truppe borb o ni che c he furono fa tte ritira re s ulle p osizioni d ifensive ini z ia li . li 15 ottobre, il 74° Cacciatori e due co mpagnie del 6° Cacciatori furono co mandati pe r saggiare le fo rze avversarie ingaggiando il p rimo combatti me nto contro le truppe saba ude e distruggendo pa rzialmente ope re d i difesa avversarie lungo la strad a che porta a Sant'Angelo. Costre tte a d abbando nare la linea d ifensiva del Volturno per l'inte rvento dell 'Arma ta Sarda, le truppe borboniche fu ron o attestale s ull a linea difensiva del Garigliano dove il 14° Cacciatori fu posto a rincalzo d ella 0
,., Selvaggi n .M. , bibl. , p. 353; Mat;i razzi P. , b ibl. . pp. 27, 33.
Il 14° Battaglione caccia tori di linea dell'Jisercito del Reww delle Due Sicilie 4 77
difesa del ponte in fe rro di Minturno dove, il 29 ottobre, concorse a respingere un tentativo sabaudo di superare in forza il Garigliano. Il 1° novembre, onde evitare l'accerchiamento eia pane de ll 'Arma ta Sarda, i bo rbonici sgomberarono anche la linea dife nsiva del G:1rigliano ed i Corpi d 'armala , che non sconfinarono nello Stato Pontific io, si posizionarono sull'istmo cli Montesecco che collega Caeta alla terra fer111a . 11 / 1° Cacciatori, ormai di me zzatosi, fu posto a pres idio ciel colle Lombone , impottante posizione a difesa dell'is tmo, cd il 12 novembre per ordine diretto di Francesco Jl compì la sua ultima azio ne, al comando del Capita no Sinibaldo Orlando, riconquistando il colle c he p er errore cr;i stato precedente mente abbandonato. Poi a sera venne comandata la ritirata generale ed iniziò l'assedio di Gaeta. ,:: dove roso evidenziare che tutti i componenti del 14° Battaglione Cacciatori, essendo stato questo costituito appena l'anno precedente lo svolgersi dell a Campagna d 'aut.l1nno, provenivan o da a ltri Corpi, o vi ebbero la prima assegnazione, per c ui non potevano d isporre dell'affiatamento derivante da un pregresso comune addestramento; ciò nonostante quel battaglione, nel suo complesso, si compo rrò lodevolmente dura11Le tutta la Campagna , sia sul piano militare s ia sul pia no etico, come ebbero a testimonia re il Dclii .Franci, ne lla sua Cronica , e il re Francesco Il, n e l suo proclam a del 30 settembre 1860 alla vigilia della battaglia del Volturno.
avvertenze Nella trascrizione del Giornaletto s i riportano: le pare ntesi tonde col relativo conte nuto tal quale come presenti in entrambi i manoscrilli; tra parentesi graffe le parti di testo del secondo manoscritro; tra pare ntesi quadre gli inserimenti necessari per esattezza d ell'opcr;:i no nchè i n omi dei pe rsonaggi la prima volta che vengono citati. I dati a nagrafici di ciascun personaggio, comple ti per quanto p ossibile, e l'incarico ricop erto all'e poca dei fatti , sono riportali nel Hcpertorio dei nomi la cui compilazione ha compattato una specifica indagine presso molte plici fonti o ltre a que ll e riportate in 11ihliografia. Infine, si segn ala che pe r facilità di lettu ra i s i1 1goli giorni sono individuali da un asterisco in centro p agina.
abbreviazioni e simboli AMCllli ASN bibl. btg. cacc.
Archivio d el Musco Centrale del Risorgirncnro in Ho rn :, Archivio di Stato in Napoli in Bibliografia Battaglio ne <:acciato ri
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Il 14° IJallaglione cacciatori di linea dell 'Ewrcilo del Regn o delle Due Sicilie 4 73
Giornaletto militare della Campagna dal Volturno al principio dello assedio di Gaeta dal 6 settembre al 19 novembre 1860 circoscritto nella parte che riguarda la 3 • Compagnia Capitano Sinibaldo Orlando del 14m Battaglione Cacciatori {anno 1862} 0
Le calunniose accuse cli un partito p erverso, s cagliate contro il disciolto Esercito Napo letano, per g li avvenimenti ciel 1860, state sono ta lmente infernali, che se quella sventurata Armata es istesse tuttavia , e nella ipotesi s i trovasse nell'identica difficile p osiz io ne cli que ll'epoca, volendo p e r poco por mente alle diaboliche prete.se di quei tristi, al certo il p iù illu minato militare del mondo in tanta dissennatezza n o n potrebbe in egua I posizione definire qua l sia il dovere d 'o norato e fedele soldato. Di fatti essi medesimi noi s eppero, e né il fanno definire, e c he s ia così basta solo considera re, c he per la stran ezza di quegli infami principi , e per malignit::ì mai no n profferirono un motto, o scrisscr cosa che precisasse qual fosse stata di quell 'Armata la parte eletta , che infallibilme nte no n può avervi mancata per la pote nte ragione, ch e per la foo.a medesima cli que ll'e mergenze, l'Arn1ata ess endo si trovata priva de lla dovuta unità d i proposito, segu end o le svariate correnti che le si offrivano a seconda della posizione in cui ritrovava, o delle individuali aspirazio ni , in tanti diversi modi si condusse. Q u e i rinnegati del Napoletano, così detti martiri de lla Santa ca usa , che pe r spirito di parte dal primo esordio d e lla rivo luz ione, essendosi associati sto ltamente al perfido d isegno di a ltri inqua lificabili ambiz iosi cospiratori piemo ntesi, capi ed organizzatori del la nazionale {... della llalianal rivo lu zione , che affe ttand o il concetto dell 'unità nazio nale (. .. il concetto cli n azio na le lihe rtà l senza averne il proposito, al s ublime trasporto pe r la civilizzazione e fratellanza che non sentivano p e r proprio profitto fra le a ltre vandaliche cose, ce rtamente s ta biliti avevano be nanche la dislruzione della nos tra Arma ta pe rsistendo sempre con ostinazione al perfido intend ime nto , vi perdurarono c ieca mente fin ché col fatto no n v idero compiuta la rovina con maldice nza , e la calunnia, c he sfro ntatamente riusciro n o farla convalidare fin nel n azio nale Parlam ento , che ne s anzionò lo scioglimento e d in co nseguenza con esso o ffuscarono pure la g loria, l'ono re, e gli inte ressi tutti clell 'intie ro Na po le lano I. .. con esso no n solo offuscarono la g lo ria e l'o nore dell'intiero napoletano, ma ne distrusse be n anc he gl'inte rcssi tutti}, no n potend osi m e ltcrc in dubbio che gene ra lme nl L' il merito delle nazio ni vie ne stimalo s ullo sp irito , cd il valore de lle ris pe ttive Armate, che formate sono dei propri cittadini di o g ni classe . Con vinto d a questa verità per srne nlire in parre que i pe rfi di gcni i di sconvolg im e nto e distru zio ne che vilmente la malig narono in tutto , h() r()rniato il presente fede le racconto a forma di un p iccolo g iorn:ilvtto, st-hl)L·n e esso sia c ircoscritto sull e fasi cli una sola Compagn i:, , clic :ti l'lT I <> mo lt o meno d i tante altre si sad trova ta impe gnata ne i va ri comhatti111c nti , pu re
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Giuseppe Pavone
offre cognizioni suffic ie nli da po le rsi concepire nel grande una precisa idea di coloro ch e si serbarono ligi al proprio dovere glorificando col valore il disgrazialo proprio esercilo, baLLendosi sempre eroicamente , e con successo ovunque la pugna impegnassi mililarmente. Per coloro che lo deLUrparono con la viltà e col tradimento, solo l'Istoria potrà ragio narv i convenevolmente, e svilupparne i danni immensi c he arrecarono al nostro esercilo. Qui mi giova soggiungere, che per Armata Na poletana de bba inlendersi solo quella porzio ne di fedeli soldati che compirono il proprio dovere, disimpegnandolo p e r la totalità dell 'Esercito, e supple ndo col valore alla riduz io ne s ubita p e r que lli che si vendette ro a ll a rivoluzio ne e ne aumentarono le fila, ed a i medesimi più che a ll'a rn1ata (~aribaldina e Sarda va dovu to il turpe me rito del lo scandaloso risu ltato di que lla fatale campagna, che à ridotto il Napo le ta no alla triste e misera nda cond izio ne in cui viviamo. Esso è stato compil ato sulle c ircostanze avvenute a ll a 5a Compagnia del 14"'" Battaglione Cacciatori , ove in allora mi apparteneva, non solo per quanto mi è stato possibil e rammentare, ma bena nc he con l'a iuto delle ricordanze d i qualche compagno. Per la specialità medesima della narrativa, e per renderla me no tediosa, di tratto in tratto il racconto s i este nderà pure sulle circosta nze d el proprio Battaglione c he ta nto s i distinse nel corso d i que i fata li avve nimenti , e q ualche volta s i d il aterà henanche ad altri Corpi , per q uei soli fatti c he p ossono avere re lazione con la detta 5a Compagn ia (per que i soli fatti riferibili alla stessa na rratival. Pe r (qualche dettaglio di Compagn ia poi e p eri talune individua li p articola rità che si rilevano, s i è creduto utile farn e menzione p e r via meglio chia rire da quali d ig nitosi militari venne animata q ue lla porzio ne dell' Armata, c he seppe compie re il s uo dovere, e q ua l cl asse fu causa di affi evolire in certo modo la disciplina . Circa {a} q ue lle particola rità poic hé no n mi e ra I. .. pa ,t icolarità che no n mi e raf d ato p ote r sape re ne lla sfe ra in cui mi trovava , e per maggiori assicurazioni bena nc he sul vero del la na rrativa, essendomi avvalso della b e n evole nza del Sig nor Capitano {D. Siniba ldo O rlandof Comanda nte della stessa, cortesemente mi venne ro dati i necessari sch ia rimenti che mo lto agevolme nte mi hanno guidato nella esp osizione dc' fatti seguenti .
Nei primi giorni del m ese di settembre dell'anno 1860 b rivoluzione essendo riuscita a mettere il Re Francesco 2" L .. a mette re l'ama to n oslro Re Francesco lU nella difficile e dispiacevole alternati va, o di esporre la nostra bella e grandiosa Na po li agli orrori di una g ue rra civile, al quale scopo assicuravasi, che gli uomini parleggianli di quel m ovimenlo , con costanza ed attività lo sospingevano; oppure vole ndola salvare da ta le ter0
TI 71° Ballaglione cacciatori di linea dell'lisercilo del Regno delle Due Sicilie 4 75
rihile calamità, lasciare la Città po1tando altrove la Gu:-irnigio ne come di fatti venne risoluto m . Cosicché la notte dal 6 al 7 di detto mese, la Truppa ebbe ordine di mellersi in movimento e reca rs i al e.ti hì del Volturno per riunirsi agli altri Corpi clcll'Arn1ata; per la quale cagione il 11rno Battaglione Cacciatori alle o re 10 pomeridia ne di que lla notte medesima , dal Quartiere di Piedigrotta dov'era accampato {. .. dov'era accasermalo} movcv,1 pel novello destino, sotto il Comando del Tenente Colonne llo D. l{affaelc Vecchione, che facendosi :-urnnira rc per le militari virtù di fedeltà e bravura che manifestava vivamente prometteva col suo valore g randi cose{ ... 11. J{affaele Vecchione il quale avendosi fatto ammirare per le militari virtù d i fedeltà e bravura che manifcsl~iva sentire vivame nte, l'intiero Battaglione grandi cose s i riprometteva guidato da si valoroso Superiore}. '' La penosa impressione che produsse questo fatale abbandono, abbatte~ tanto lo spirito de' nostri soldati , che n e ll 'attravers are le principali strade della capitale , le quali erano g remite di popolo , abbenchè sera avanzata, " li lk sap,:v;i d'c.,s,·r,· 11~1dito; n1a per bontà d 'animo si l;1.scì;1v:1 srx·sso condurre a falsa creden za. I genn;ili, s u i quali faceva maggiore ass<:gnamento . non os:ivano di proporre e ne rgici p rovvcd im,· n1 i Né- il Re. per ve1it:·1, seppe s pontaneamente cklihC'r:trsi a ciù. Aveva pro111<:sso di non for versare iJtutilc sangue e tcmC'va che, in Napoli, se m: versasse sospcndc' nclo lo st:111110, per sostener<: il Regio dritto. Parev;igli savio cons iglio di sani!kare b s ua pcrson;1 .. . con 1;1 s pe ranza dell':1vv<:11ir<: cl<:lb Monarchia . (OFI , p. 111 ). - Pareri d issonanti tra loro, m;i concordi 1111li nello sconsigliare la res i stcnza in Salerno, fC'ccro che il l{e ... collsentì cli richiam:irc IC' tntpJw d i Salerno. d'Avellino e quante erano fuori la capitale. per 111a11darle tulle ,11 di bì del Volturno, facendo centro di opcrnzioni l:i p i:tzza di Capua. Convocalo il n msiglio di Swto , il sci .~el lc111l>re. si d ecise di partire pn Gaet;i ( DFI , p . 11 .'3). Verso le 6 del pomeriggio i sovr:rni s'imbarcarono sull'avviso a ruote A1essaggfr,ro coma ndato dal tenente Vincenzo Criscuolo, seguili princ ipalme nte dal brigadiere Nicola nrancaccio, dai marescialli di cam po l<iccarclo d i S,mgro, Fr:inccsco Ferrari, Gius<:ppc Statella. Emman uek Ca raccio lo, dal brigadie re Francesco dc b Tour, dal relroammiraglio Leopoldo l)cl Re, dal marchese Michele Imperiali, d,tl segrewrio ciel re G iovan n i Ruiz de JJall<:streros, d:tll;i d11rhcssa Francesca MarulJj e dall'abate Eicho lzcr rispc11ivamcn1c d ama d'onore e conl'e ssore della regina. Alle 6.:$0 il M essap.,r~icro salpò d;1 Napoli , scg11ito dall'avviso V e((htu. com,111clato d ;tl p ilota Giacomo Persico, su l quale ernno caricati i lx1gagli rea li e della corte 11011ché l'archivio privato del re; le due navi <:ram, scortare cb l vapore spagnolo OJ/<Jn sul quale era imh;,rc;llo l':imhasciaLore d i Spagna Salvado 1 Bermud,•z dc Castro (Auto ri vari; l{adogna L., bibl., pp. 158- 159 d ove si spiega cornc i sovrani imbarC':lrono sul M esstJ,t{.(!,ieru c 11 011 s ul :sue/la coma altrove , ira to). " Ali;, chi;1mar:1 d C'I Re le truppe che crano tuttavi;i in a rmi, s i raccolsero verso la drill;1 s1x•nd:1 clt-1 Volturno, 1r:innc <111elle che sopraffatte da lla rivolu zione, o ingannale, restarono nella p ropri;, rc·sid,·n7.a. Ccnrro cli riunio ne per Lulli l'u Capua. Que lle r hc trovavansi in Salerno e luoghi circost:1n1i , co11 1:111datc dallo Afanderivera !Gaetano Afan dc River:i], il 5 selle rnbre, avuto l'ordine di r,'c:i rsi in C:1p11:i, marciarono a qudla volt:1. .. . Molti aderirono al novello ordine di governo, ma ch1 r:1111c l:1 c 1111p:1g11:1 non pochi uflìzial i, sortuffiziali e gC'ndarmi raggiunsero vole nterosi la propria h:1 nd i,·1~1 11011 sc·111/a cor rere gra vi pericoli, :iprcndo.~i kt via, chi attraverso i mo nti e i boschi, ch i per mare ... chi :111r:1vl'1,:11 1 do il campo nt>mico sono mentite s poglie. E vi furo no drappell i, che pervennero a l c:1111po clc-1 lk . ·' "' bando i.nl:ltla la p ropria d ivisa ed ;1r111ali, dopo aver sostcn11ta anc he qualche sc;1r:11 11t1<Ti:1 lu11g,, il c :1111 mino. l)C'llc ,ruppe sbandate e disarmate, buona p,111c pervenne a Capua a piccoli di:,pp,·lli d :ii pi11 rc mori punti de lle Calabrie c delle Puglie . risoluti di comballere !ìi10 all'uilirn<> "'' Pi",. p,·r 1:t ,·," " ·' del Re e del paese. ... Tulle le truppe riunit e tra il Volturno ed il Garigli:1111>, luron<> lllD.,,· ">1 10 g li ordin i del maresciallo di campo GiCJsui' Rirucci ... [il q uale! dette alle 11 uppc un prilli<> provvisorio ordinamento (OF I, pp. 11 9-121 ).
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leggevasi in volto di ogni militare, la mest1z1a , e lo squallore, come se appartenuti fossero ad un Esercito di già disfatto, e prigio niero. Giunto sul Campo d i Marte 1 \ ci unimmo agli a ltri Corpi che formavano la Brigata del Ge nerale [Gaetano] Barbalo nga, e dopo indossati i cappo tti ci mette mmo in movimento pe r la volta di S.Maria di Capua . Cammin facendo ne l s ilen7.io della notte, e con l'animo contristato ciascuno m ilitarmente rassegnato alle s upcrori dete rm inazio ni , a b assa voce ragio nava col camerata sull 'esito di 4uei provvedimenti , formandosi il concetto confortante, o sfavorevole a seconda d el proprio convincimento !sen za pe rò che venisse per poco alterato que ll o e ntusiasm o che tanto c i animava!.
li mattino elci 7 giungemm o in Santa Maria di Capua , ove pre nde mmo alloggio , e n el giorno stesso ne lle o re pomeridiane, s i divulgò la nuova, che Garibaldi alle ore 11 de l mattino unitamente a pochi suo i seguac i, e ra e ntrato in Napoli !nuova che seriame nte sdegn ò tu tta quella fe del e, e a n imosa soldatesca!. 11
La mattina seguente di buon o ra la colo nna si diresse verso Capua, e g iunta in que l Campo fece circa un'ma di riposo, in questo frattempo il Comandante la Urigata , Generale Ra rba longa, coll'intendimen to di vedere i Corpi depurati degli Uffiziali corrotti , che con i lo ro sovvers ivi princ ipi opprimevano lo spirito di quegli a nimati a I. .. sovve rs ivi principi cercavano d i scuote re la costanza cli q uegli a nimati al soddisfare l'obbligo d i o norato e fedele solda to per la difesa del re , e della Patria, fece battere la chiamata degli Uffiz iali, e te nne loro il seguente discorso "Chiunque di lor Signori crede di non seguire l'A rmata, gli è permesso chieder la disrnissio" li Campo Ji Marle occurava b riana di Capodichino dove adesso i: l':1eropor10. " [Gariba ldi.I entrò in Napoli con enr11si;1stiche acclamazio 11i, accomra gnato da h1rte le dcputazio n i c h\'rano andate a riceverlo in Sa lerno, d;1 IHo benol de Sa uget com a ndante la guardia c ittarlina e dal minist ro Liborio Ro m ano ( Dl'l, p. 123). - [Lo s tesso giorno! iJ Re segnalava da Gaeta a l generale Rilucei ... di far rit im rc da Maddaloni per fcnuvia ogni cosa che fosse swia d i uso alla m ilizia d,e ivi era ... e tulle le macchine d i quel la s trada [ferrata !, affine di diminu ire a l ne mico i m ezzi cli rapida comunicazione e di facile tr:1spo110 cli armati. Questa Jis1x>sizione non ebbc il suo e ffetto, pe rc hé iJ governo cli fallo isliluilo nel la capita le, g i~ comandava all'aJ111ni.11islrazionc ferrovia ria. Qu ind i il generale Rilucei operò. c he si ta gliasse la strada lfcrraia l in un p unto ... oltre la passata d e lle an ig lie ric d i maegior c;,1lib ro di Capua , ed il fa bbricalo de lla stazione, debitamente fortificalo, aJdivenisse corpo rii g uardia p er 1111 ros10 av;111zato ( Dfl , pp. 127-128). - 11 m a nc;Jro s mantellam ento della strada ferrala Naroli-CasC'11:1Car11a costituì gravissimo pregiudizio per l'Esercito borbonico dato c he Garibaldi ne usufruì vanrn.g giosamcnt<', ne.Ila logistica e durante la battaglia del 1° o ttobre, grazie a l continuo e ce le re trasporto di truppe, munizioni , ma teriali, bestiame , feriti e prigio nie ri (C.a rib,1ldi G. J., b ib l., pp. 2'), 32, 49-50; MMarazzi P., bibl., p. 18).
Il 74 ° Rattap,lione cacciatori di linea dell'Esercilo del Regno delle Due Sicilie 4 77
ne, invece disertare, essendo questo u n atto sommamente vile ed infarne, che degrada, denigra la condotta d i u n onorato soldato {. . . denigra e d istrugge ogni precedente di onorato soldato/". Tale superio re esortazion e , fac ilme nte ordinatagli , o consigliata dalla forza d egli avvenime nti , no n produsse l'effetto che aveasi in mira, m a sventurata men te si vidde, che fin all 'estre mo, l'Esercito racchiuse in se que' soggetti ch e lo condussero alla su a rovina !... racchiuse in sé e le me nti tristi vend uti alla rivoluzio ne che mo lto contribui rono a lla sua rovina con occulte, e d iabolich e arti suggerite dall'in.fcrnalc setta) .2• Rimcssasi la Truppa in camino, e g iunta fuo ri Porta di Ro ma udimmo la messa nella Chiesa d i S.Lazzaro, piazzandoci in colo nna lungo la Strad a nuova, p oscia s uccessivamente pe r Corpi , movemmo p er le rispettive destinazio ni. " Il 14"'° Cacciatori venne destinato ne i mo lini d i Trifli sco l(, presso Caiazzo, al quale Corp o venne a ffidata la d ifesa di que lla riva , incominciando dal Po nte Latonc, o a Batte llo D, che ne formava la dritta, ed il punto più importa nte, diste ndendosi al di sopra , cd al d i là della Masseria Spirito. Una Compagnia venne des tinata a gu ardia del ponte rnedesimo , o ltre gli altTi ,wam posti necessari a tute lare la s icu rezza del campo, stabilito qua si al centro della linea stessa, ove rimanemmo al bivacco. ' • l l gellerale i11 capo nel dì 8 settembre . .. esaminò le for1 itì~1:,ioni <' le artiglierie Idel la piazza di Capua I e notò la n ccessit;ì cli porre in nper,1 mezzi di più potente difesa .. . . inoltre . .. affine di togliere ogni mezzo che fosse oppo11 11no a lle oper,1zioni del ne mko per mettersi in facile comuni<.:<1zione con la riva dC'stra dd Volturno .. . fu d istrutta la scafa c he traghettava pres;;o i u 1olini di Triflisco e tolto il ponte 11 hart clli , il cui materiale venne trasportato nella piazza .. . l' Es ercito perdeva così un m ezzo pronto per offendere, ma obbliga valo a ciò la posizione topogralìca d el luogo linfottil la riv;1 sinistra e le a lture tutte d a quel lato, dominano potenteme nte la sponda opposi;, e p<'rò era irnpossihilc fo n ilìcare i pass aggi con npprnlllne teste cli pon ti ( DF"I , pp. 1.W- 141). F11 poi riprist inata la scafa della Masseria Ma rra (Tavola in Ansiglioni C. , hibl.) a s11d di cp 1d la di Trifl isco (Tavola VI) con un b attello del Genio disponibile in C;1pua (MMarnzzi P., h ihl. , p. 18) - U1 scafa è una zaLtera aLtrezzata per il traghettamento t r:1 s ponde fluv ia li opposte (Tavola V) m a, per estensione, indica anche quel sis1c ma/ l11ogo d i trag hc namcnto. li ponte a hallelli è un "ponte di barche" per collegamenti stabili tra st rade di qualche importanza. - Gli Autori dell'e poca non precisano l'ubicazione ciel ponte a hattel/i in questione, tuttavia si può ritellere c he russe tra le scale di Triflisco e cli Formicola (C.a riha ldi C. ..).. hihl., fig. ')) o p pure iu corrispunden1.a d i q uest 'ultima (Butt,ì C. , bibl. , p . .~50) . '' Per il 14° bauagliune Cacciatori l'inq u,iclrame n to fu il seguente: - 1·' Divisione, comancl,rnte hrigarlit>r<' Fi lippo C:olonna - 2" 13rìg;ita , comandan1e hrigact ierc Gacwno llarlialonga; Stato m aggiore: capitano Mid1l'k Bcl lucci, a lfi<'r<' Anron io Polisrina; Corpi: 2" C1eciatori, accantona to in l,antuliano e Vitub,·, ·i<>; I 1' ' Caccimori :wcantonato a l ponte a battelli; 15" Cacciatori accantonato ai Molini di Trillisco; h:111,·, i:i II I ~ d i ca nnon i rigati d a 4 di mont,1gna a lloggiala in P a u tulliano (Dfl. p . 261) . "' 7i'iflisco, frazi one di llellona (<.:rnnune a nord di Capua), s ulla riva d estra dl'I Vol111rrn, :ii p i!'di <lei colle Palombara. uv'e rano diversi mulini e la srnfa poi distrurra . Altri mulini cr:1110 11l>i, .11 i sul!', 'i' poMo crirn1le del colle. lato Cablzzo. (Tavola VI). " Nel Giornale/lo si eonfondono te rm ini e luoghi ma: Pontelatone è la citt:1din.1 , .1 IH >rd <.',si di Capu,1 , n el cui territorio lungo il Volr11rno, ctifeso d a l 14° Cacciatori, vi erano (T:1vnl.1 V I I I l'·'''' rl11 vhdi cli Caiazzo (o di C.radillo) a monte, d i Form icola a sud; quest'ultimo condun·v:i :i lk- cit1:1d i11<.· d, Po ntelatone e poi Formicola; nel Giornaletto per !'onte a Battello, f'n 11/f' l .fti<J111' ,. / '1>11/1·/rt/1111,· s'i111 ,·11de q u indi o la scafa di Formicola (ba tte llo-sc1fa) o il ponte a ha/IP/li giù c i1 :110.
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G'iuseppe Pavone
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e ll 'incominciare de lla n o lle qualche Uffi7.iale s i recò a pe rno uare al covetto nei vicini mulini , il che diede agio , dietro il catti vo esempio, che diversi altri circa le ore 11 p .m . in cui il tempo p roruppe in dire uissima pioggia, s i a ppa rtasse similmenle , trascinando seco pe r conseguenza lo allontaname nto d i un buo n numero d i solda ti. 11 nostro Signor Capita no Comandante la 3' Co mpagnia D. Sinibaldo O rlando avvedutosi immediatamente dello inconveniente, unilo a ll'Allkre [Pasqualel Me le della stessa e Capitano D . Ferd inando Ricci d i picchello, fu rono i soli che si adoperarono con attivit,ì ad imped ire lo sconcio, ch e avea ridotto il Battaglione q uasi alla m età.
La ma llina seguente giorno 9 venne superiormenle disposto che il bat-
Laglione venisse diviso pe r Compagnie, collocandosi que lle franche d i servizio nelle masserie e n ei muli ni adiacenti; e così alla meglio trovam mo luogo da ricove rarci.
Il giorno 10 la nostra Compagn ia pe r turno d i scTvi:t.in, montò cli g uardia a l Pontelatone [dov'era il p o nte a battelli!, e come cchè niu na istru7.ion e venne data a l nostro Capita no pria di monta r cli servi7.io , né avendone ricevuta e.la i Coma ndante di q ue lla che rileva1111110 , il quale no n poté dirgli alLro, che il mod o con cui egli erasi regolato , così il de tto Superio re p ria di ogni altra cosa si dette tu tta la premura di riconoscere il te rTe no , e poscia d ivise I. .. p oscia ripartì} la forza in modo d a soddi sfare a lle esigenze e.li qu e l servi:t.io, cd o ccupò il rimane nte della Compagnia a scavar fossate , e d e levar p arapetti con te rra con rivestimento di fascine , e pietre , per mettere gli uo mini {passabilmente} a l coverto delle o ffese nemiche nel caso di prooabilc attacco; ne l q u a le lavoro egli med esimo fu il primo a dare l'iniziativa , con fare scavi e tagliare e legar fascine I. .. probabile attacco; dando pel primo principio a ll'ini ziativa del lavoro con la propria opera, con fa r scavi, tagliare e legare fascine come se fosse stata una persona d i quel mestiere).
La mattina d ell'll vl'.nimmo rilevati, senza esserci avvenuta novità alcuna. ~ "' In questo g io rno vi fiirono molte promozioni tra gli ufficiali che ;ivc vano scg11ito il re al Volturno poiché, grazie al ltD. 10.9.1860, l:i loro anzi:111iti1 di servizio fu valutala il doppio. Pe1tanto, i g radi c itali nel 1ua11oscritto talvolt;i sono supe riori a quelli che risulta no nel l{uo lo militare 1860.
IL 14° Battaglione cacciatori di linea de/11!,sercito del ReP,no delle Due Sicilie479
Il giorno 12 venne pubblicato al Corpo il seguente proclama dell'Amato nostro Re !.')
C7aeta 8 settembre I R60 Soldati! ii tempo che sentiate nei vostri ranghi la voce del vostro Sovrano, eh 'è cresciuto in mezzo a voi, e che dopo di aver consacrato per voi tutte le Slle cure, à finito per dividere oggi i vostri pericoli e le oostre sofferenze. 'J'ulli coloro che illusi o sedotti, àn precipitato il regno nella calamità, e nel dolore, non sono più in mezzo a voi. Sono io che mi affido alla vostra fedeltà, alla ragione stessa perché voi laviate l'onta della viltà, dell'infamia, e del tradimento, wn una serie di gloriosi combattimenti e di nobili intraprese. Noi siamo ancora in numero per affrontare un nemico, che non combatte con altre armi, che quelle de/La sedizione e della.Ji-ode. Fino a questo p,iorno ò voluto sparambiare molte città, e soprattutto alla capitale, 14/i,1,sione del sangue, e gli orrori della lotta; ma ridotti oggi sulle rive del Volturno e del Garigliarw, vorremmo noi aggiungere nuove umiliaz ioni alla nostra condiz ione di soldati? Permettete voi che il vostro Sovrano scenda dal suo trono per vostri falli, e vi ahhandoni ad una eterna in/arnia? noi no! giammai! In questo momento supremo noi ci terremn tutti uniti intorno alla nostra handiera, per difendere i nostri dirilli, il nostro onore, ed il nome Napoletano di già troppo avvilito, e se vi sono ancora de seduttori per indicami l'esempio dei disgraz iati che si sono vilmente dati al nemicu, vo_i non seguirete che quello dei bravi e valorosi soldati che si attaccarono alla fortuna del loro re Ferdinando IV, raccogliendo gli elogi di tutti, i ringrazia menti e la gratitudine del Monarca stesso. Che questo hell'esempiu di fedeltà sia per voi un suggello di generosa emulaz ione, e se il Dio degli eserciti proteggerà la causa nostra, voi potrete sperare tutto ciò che con una vostra condotta dijjèrente non otterrete giammai. Firmato - r,rancesco
Nelle notti d el 13, 14 e 15 sette mbre l e senline lle avanzate nc·llo scm gerc ch e il nemico aggiravasi verso l a riva opposta del Vol turno e 11e.: ll:1 ., Ili proclamai fu accollo con acda111azione da que i che avevano ripar,nn .,<>Il <> il " ·,,ilio n >s1i111 zionale, pe r te ntare- l'uilima voila la sorte de lle armi (OPI , pp . 14 1-142). 11 te.,10 ,h ·I pr..d .1111.,. , ip,11 lalu nel Giorna l<'llo in forma approssimativa , non s i discosta nella s o.st:111,01 d:ill, · 1< ·r,i1>111 pi11 ,., ,,.,., .11,· riportale da vari a uto ri: B,nug lini T. , l\ull~1 G ., De lli Frnnci G .
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Giuseppe Pavone
probabilità di un attacco, de tte ro la voce dc\l 'allanne scaricando qualche colpo di fuc il e, circosta nza che ci obbligò passare più o re della n o tte sotto le a rmi , tenendoci nell e varie posi7.ioni assegnate al lJattaglione, e rimane n1mo così fin ché non veninuno accertati dell'a llontanamento del ne mico. ·30
ella giornata del 15 stesso una me:aa batteria di montagna con gli Alfieri lSaverioJ Ainis e lVincenzoJ Dus rnet di quell'Arma venne incardinat~1 nella nostra Brigata , e prese posizione nel campo, onde essere al capo di accorrere ove il bisogno lo richiedeva. 11
La notte del 16 la passammo per intiera sotto le armi, po iché tra li avamposti furono scambiate interpellatame ne molte fuci late, pe r allontanare il nemico dalla sponda opposta del fiume , ove da lungo tempo s i aggi rava. 12
La mattina del 17 venne a rinforza re la nostra posizione il 14° Reggimento di Linea , cd il 2d Ballaglione Cacciatori, ma questo ultimo ripartì la sera , venendo rimpiazzato dal 7° dell'Arma stessa. J\ Nella mallina medesima la n ostra Compagnia montò nuovame nte di avamposto a l Pontelatone [dov'era il po nte a baue llil, e nel corpo d e lla 0
"' [li 14 sellemhre] tre i>allag lioni garibaldini au:iccrn>no r 11gna con i p osti :1va n za1i dei n:1ro li1 an i la 1iva deslra del Vo l turno nel silo dello C radi llo , ov·er:i l \ intico p o nte :1 batrdli , e
<.:he guardavano
vivo combattim e n to si sostenne d'am b e le µarti ( DFl, IJ. 4). - Delli Fr,111<.:i, p erò, indica il silo anche come sc:af'a di Gradillo ( vedi n ota "). " ti comandante dei r·11°1 Cacci,1to ri, ten ente colonn e llo Vecc hio n e, veggen du durar l ungamente questa lo tta conlro forze m aggi ori, domandò al gen erale Col onna, co mandante l a d i v isio ne, l':iirno di 11na sezio n e d':i rti g lier ia . Qu esta fu suhit o invia t:1 .~ul luogo; e poichC- le attitudini del n emi<.:o davano :i d ivedere volesse forzare anche le altre posizi o ni c ircostanti , il gcn C'r alc- in capo ordinò ch e la cavalleria co11iandala dal generale [Giuserrel Pal m ieri stesse sul l'avviso ( D F2, rr 4 -')).
" J\i primi albori le masse 11<.:m id1e alta<.:<.:aru110 la pugna dov'eran o i p osli del d e<.:in1cx1uarto ICacciatrnil e d ella terza compagnia del sesto Cacciatu1i lcui vi si aggi unse la 7" cornµagnial die guardav;1n o l:.:1 sc;1f;.1 d i lir;1d illn . Tncominciò aspro cn1nha tti111enro ch1 a tnho le parti e con l'guale ardore, m a doro poche ore il nemico loltr<: 500 u om ini) si r itirò (OF2, p . 7.) <.<
I n questo giorno forti colo nne n emic h e si v ide ro alh sinisrra ri va del Volt urno verso C:1iazzo. li
Lenente colonnello La Rosa ch'era in quell a rosizionc, avlltan e contez7;1 si avvisò an z i t u tto disrr uggere i mezzi di passaggio dall' una sp o n da all'al tra, rer irnrcdire al 1wrnico ch e ne• ocn1p,1ssc la d r itta e manifestò al gen erale in n ipo aver <.:ertezza d1e l'in irn ico rasserel>l>e i l fiume sulle rive di Picdirnontc, con inte ndimento d'i mpadro nirsi d i C.ai;izzo (OF2, pp. 9 - 'IO).
Il 14° 13attaglùme cacciatori di linea dell'Psercilu del Regno del/,e l)ue Sicilie 181
g io rnata fu mmo occupati ad elevare a ltri parapetti, e ripari, p e r poterci alla meglio tenere al coperto dalle o ffese ne miche. ;,1 Avendo il Capitano ripartito il servizio d ella n otte, per maggior sorveglianza dis pose che un 2,1o Sergente ed un Ca po rale uniti continua tivamente avessero percorso la Linea delle Sentine lle, inoltrandosi al di là d e' fianchi di esse, quasi a vista degli avamposti s itua ti lungo il Volturno, e per la prima volta ciuesti Sottufficiali veni vano accompagnali da l me desimo Superio re, a fin e di renderli praticamente persuasi del servizio che prestar d ovevan o nel corpo della no tte. Arrivato il tu rno di q uesta perlustrazione a l 2d" Sergente Giuliano e Caporale G rippa , e ne l mentre il Capitano li conduceva seco, si avvide che erano pervasi da eccessivo timore causato da qualche fucilata , c he di tratto in trallo veniva tirata dal nemico s ulla Linea delle Sentinella , tanto che cammin facendo cercavano manten ersi in linea al fianco del Capitano, in modo ch e il !corpo dcli detto superiore gli fosse d i scucio. A tale viltà il Capitano dopo averli ripres i {. .. averli ammoniti} cd incoraggiati nel tempo stesso, li fece camminare a se davanti, l' uno d 'appresso d ell'altro, e a qualche d istanza, e servendosi d i qualch e pretesto, or l'uno, o r l'altro li faceva inoltrare avanti la linea delle Sentine lle, ed in ultimo li fece d isce ndere verso la sponda de l fiume , luogo per alu-o assai pericoloso, che incute timore, non solo per la oscurità della notte ma b e nanche pei dirupi che vi e rano. Tali mezzi furon su fficienti ad rinc uo rarli , ed il fatto lo d imostrò poscia avvegnacchè nel corpo della noue, oltre al suddetto servizio, volcnrcrosi s i esibirono a qualunciue altro, con un certo sentime nto di emulazione tra g li altri compagni.
La mattina del 19 alle ore 5 ant"' i nostri avamposti vennero vigorosame nte attaccali con fuoco di mosche tte ria, al quale attacco, tutto il 11"' Cacciatori ripartilo in diversi punti, prese parte immediatamente al comb attime nto, la nostra Compagnia venne a stabilirsi rimpetto la Masseria Spirito, ove il nemico crasi concentrato in magg io r numero, e garantito eia 0
·'' Sino al 18 SC'ttc mhre si elJbero solo scaramucce tra gli avamposti conte ndenti , mentre dal I') :il 21 s i verificarono v iole nti combattimenti a Roccaromana, C radillo, San Le ucio , e ancor di più e1 C 1pu:1 e Caiazzo (lo<lice A., bibl. p . 15). Questi combat.tirnenti rie11trnvano in una non ben coordi11:11:1 i11i 1.i:1 tiv:t offensiva del genernle garilxtldino Srefano TLirr mirante a prevenire un supposto :tll:1cn> l"""'"'i
co per J·auraversassero del Volt11rno a lle scafe ui Caiazzo e di Limatola ( Bat~1glini T.. l,ihl. , pp. 12.!. 123). Le Lruµ pc borbo niche t~ccro fronle agli attacchi dimostrando di saper scrn ,l"iggL-rL' il ,w, ·11i« i i11 hallaglia, e se concione ;ti cont raUacco avre bbero potuto travolgere le truppe garib:tldim·, lt<·, in q11<"I fra11geute, erano in co ndizione di t;vantaggio (Todicc A. , bihl., p. 92) . Ma ciò lll>ll :1vvt·nn4.· pt·r 11 1.111
canza di str:negia offens iva da pane de ll'alto comando borbo nico c he, in disaccordo ,·,J11 Fr.o11<"<·"·n I l , propc-nclcv,1 invece per u11a strategia "difensiva auiva "', cioè attaccare il nemico m 1111qt1<" tl"11t .1.s.,v , I, ,1vanzarc e .sconfìggerlo, per ch1r tempo ,tlla diplomazia di operare a so~lq~no dl"l l.1 di11,1., ti.1. ,<>111<· infatti s i sarebbe espn:.sso nel consiglio di guerra del 22 sellernbre (Indie, · A., hil>I. , p . IO t I >I'~ I' 2K 30). Vedi not:1 43_
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Ciusepf,e PaTJone
quel fabbricato, e da altri nalurali ripari, ma nteneva nel combattirne nlo il più vivo e gagliardo fuoco. L'entusias mo mostrato dal lJattaglione in questo fatto d 'armi , fu così grande, da no n pote rsi descrivere. I Garibaldini da ll'a lto di un monte con un pezzo di cannone d i grosso calibro molestavano pure la nostra linea di battaglia, ma esso non volse minimamente a raffreddare l'ardore nel pe tto d e ' nostri g iovani soldati , ma servì a vie mmagginrmcntc accenderlo, impe rocchè ogni colpo di cannone veniva accolto dal Capitano fino all'ultimo soldato da e ntusiastico e ripelulo grido di Viva il Ne. Dopo circa due ore di combattime nto, una numerosa massa ne mi ca, abbandonando la Masseria ripiegava sulla s ua drilla ne lla direzio ne cli Ca ia7.7.o, immedialamente il nostro Capitano spedì il Caporale Marsella della l' Compagnia , che trovavasi tra le nostre.: file, per rinvenire il Co mandle del Battaglione, pe r fargli noto quanlo avveniva. In questo frattempo giunse la mezza Batteria di Artiglie ria con i Signori Ufficiali Ainis 2"" e Dusme t {di quell'armai la quale presa posizione, incominciò a tirare su la cennala Masseria, c he dai pochi com battenli ivi rimasti venne immedialame nle abbandonata. ·" Alla fine della pugna un buon nume ro di a rditi cacc iatori di diverse Co mpagnie, cli proprio moto, passarono il Volturno a nuolo, per inseguire i fuggc nli, dei quali fecero m o lti /vari} prigionieri, e li condussero a l Campo, poscia ripassarono più volte il fiume, per accorre re al soccorso de' feriti garibaldini rimasti abbandonati sul te rre no del combattimento , i qua li vennero trasportali con tante affe ttuose cure , cd allc.:nzione nel pe ricoloso -"· nu111en.>se masse nemiche ai11t:11c: da grossa artigl ie,i a e l; 1voril e cb eminenle r osin1r a pr<'sso ad u na c;1sina sita sulla strada ch e sovrasta il fi ume, con <'olri d ';,rc hibu gi e cl i ca nnu11i attaccar ono r u gn a contro la p ri1na compagnia d<.:I decim oquarto dei Caccia to ri la q 11:ik era a g uard ia d<.:I posto avanzalo d i conrro al bosco Reale lpassu lluviale di Gradillol, con l"inrcndimc n tn d ' impadronirsi della pi an ura d i Caia zzo e far for7,;1 con tro i difensori d el pas.so d i Triflisco. Non ost:inte l:i disug uaglian za del numero e la divcrsit /1 d <'i me zzi e d elle p osizi u nj , i naJx)litani fecero fronte al n em ico e sì tenacem e n te. ch e n o n si sm arriron o, né ruppero le· or dinan ze, sebbene in difficili condizion i si trovassero ,, sotto impetuoso e v i vissim o sparo d i artigl ierie. li comandante di q el
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ballaglione, Lenente colo nn<'llo
Vecchjon e. non tardù di accrescere il n11mc r o d c-i comhallL'nti con altre forze e spedì tosto al tra compagnia di Cacciatori e llletà delle i>allerie n11m. 0 IO cd 11 , comandate l 'una dal capitano [Francesco] Tahacd1i L. l'altra dallo alfìere !Saverio] Aini s, rer dov·cssNc- allog;itc in modo da incrociare i lo ro spari. ()11c•st'artig li<'ri:1 c' r:1 prntett;i eia c o n ven evole forza del m edesimo lx 111agliont> dei CJCcialori e da un d rappd lo di cavalieri del rc rzo elci dragoni, obbedienti al Lenen te [Francesco! Maurino. Nel 1em1x> stes so q uallro cmnpagn ie dcll'orrnvo dei Cacciato ri si distesero in cordone a regolare di.~rnnz;i dalle d ue d el decirnoq u arlo ... ()1ies1i cspcdi<'nl i prod u ssero l 'e ffetto cui si 111irava, quello cioi'. d i ost<'ggi arc i l n emico ed impedirgli clte inoltrasse.. . . li q u;1rto dei C tcciato r i alle ore dieci del m atti no con le é[U,Htro co mpagnie d ell'oliavo, hallagliarono con tro l 'inimico, invece d el decirnoquarlo che stanco d<'I lungo cd acca nito combattere aveva mestieri di riposo. Anche l'art iglie ria n e aveva uopo. cl 12 la 111ezza batteria n. 10 con vi vo e ben r egolato sp aro, aveva fìn dal marrino cgrcgi;imcnte comballuta ]'artiglieria nemica. O ltre ché le sue munizio n i essendo state esaurite, i l Barlx ilo ng a a q uc~ta sostituì la n,czza b atteria n .1 3 de l rnpirnno [Aniello ! Solrora lch el dalla collina Sergardi lconl due canno ni da ,j rigati ltenne l sgombra l'orrosta ri va . .. . Q u esta calorosa azione di gu erra, cominciata a set re- ore del m atti no, durò fino ;i due ore dopo il 111eriggio co n lo stc;;so ardore. ( OF2, pp. 1/4 16).
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passaggio del Volturno, che niuno d i essi ebbe a soffrire la benché muuma cosa. In appresso due valorosi Cacciatori , c he no n ricordo i nomi perc hé di a ltre Compagnie, volendo ancora una volta, abbench è affievoliti cli forze, accorrere in aiu lo di 4uci disgraziati fe riti , nell 'atto fratelli e non !piCd ne mici, furono i miseri, nel ripassare l'anzidetto fiume, dalla vorace corre ntia travolti, e vi annegarono . Ah! esempio di carità fraterna ... non odono color che colla calunnia àn cercato d i estinguerli, o meglio addìmostrarli l'opposto, al cospetlo della società: vili tre volte son essi, che per spi rito di patte à nno ad ulterala la verità dc' fatti. Possa il sangue d ei due annegati e rgers i o locausto all'AlLissirno, e pregarlo perché li faccia ravvedere, e gli perdoni l'infame mendacio! l<, l feriti nemici vennero condotli s ul momento, ne l s ito me desimo ove furono ricoverati quelli del Battaglione {. .. ricoverati i nostri!, e s i appreslarono ad essi tutti quei rimedi e cure possibili, e posso a nche acce1tare con qualche preferenza più d e ' noslri , sollevandol i p e r come meglio si polelle. " Per i prigionieri anche si ebbero i medesimi riguardi, e non vi fu alcuno che avesse ardito disapprovare il di loro operato , che facevali trovare ne ll a condizione di esser prigionieri cli g ue rra, a n zi tutti i Cacciatori facevano a gara a c hi maggiormenle poteva recare ad essi sollievo e ristoro, dividendo con i medesimi quel poco che avca , mentre è da notarsi che in quell'accampamento mancavamo di lullo, p erocchè per provvederci del necessa rio, s i e ra d 'uopo attendere ch e 4ualche ind iv iduo per affa ri di servizio si recasse nella Pia zza di Capua, e così ciascuno di no i gli dava qualche conunissione per soddisfare i propri bisogni. Dopo due ore che il combattimento era cessato, e che tutto e ra tornato nella p erfetta tranquillità, pe r lo mezzo ciel 1° Tenente Sig' [Giacomo] Malinconico, Aiutante Maggiore di Bauaglia L .. Aiutante d i 11attaglio ne}, ricevemmo l'ordine di rientrare nei nostri rispettivi posti. G iunta la nostra "' I nemici, scorati e disordinali, si deuero a fuggire. mentre buon;i ,n;1nc di napolitani , traversando iJ1trc pidi il tì11me, di carriern l 'inseguirono. E raggiuntili in una bosraglia ne fecero prigione Lren10 1to , tra ì quali due uftìzìali, da cu i si seppe lch e apparteneva no alla) ... brigala [Gaelanol Sacchi. Srncciato il nemico <la 4uelle posizioni , i napolitani i_nchìocbrono d ue cannoni di lui e due :1h ri gill:i remo nel fiume. Questo combattim ento cost,1va alle milizie di Napoli due viLLirne, luu soldato Llc·I I 1·· Cacciatori ed un annegato ddl'8° Car datori nel passare il fiume, e l.6 feriti ( loclice A., hihl. , p. :WH )I. Le p erdite dei nemici furo no assai maggiori: essi lasciarono sul luogo ove s'era b;i nag liaro gre1n 1111111<· ro cli m oni e fe ri ti e molte arm i delle quali fuggendo si spogliarono . Fra q uc Ui c hc fnron f:t11i prig io ne, e somm;iv,1110 a rrcccnro e olio, molli palesaro110 essere soldati d ello c·scrri10 s:irdo lilwr:11 i i1 111.1 11 zi tempo d c ll'ohhligo di mililare .... E qui ci sia lecito di aggiungerc che cti mezzo all:1 Zllff:t 1u111 ru cL1 ammirare solamente il valore e l'eroismo degno di soldnti ita liani , ma eziandio l:t virlu dl'll:t 11111:1 nilà ... [si videro inf:.tllil alcuni napolitani non curanti rlclla propria v ila per sal v:t rl" l":ili1 ui gi11 :11 M nc·l fiume per soccorrere i J"e rili .. . gi;icc·nti nella opposta riva, e nuolanùo l rasport:orli st1 lv l'"'l'1 i,· ~p:il le (DF 2, pp. 14-17.). 1 · T ra i segnalati per ani di un1anit?1 verso il nemico si cilano Ago!:>li110 Gi:tn f1 ;11)Cl ',..,t.'o , e;1por:ilt· dd 6•:o Cacctuori prornosso serge 11le dal Re, e Sc1lvalu1c t)'A 11gc..:lt>, ."intl uflìl ialc dd I 1.... <:.11. i. i.111,, i ( l\u1 1.1 < ;_, hihl. , p. 261).
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C7iuse/JjJe Pavone
Compagnia a pochi passi distante da l Ca mpo, scorgemmo sul cavallo il nostro Comandante di Battaglione, il quale nel vederci marciare d i fianco a file serrate, e d io perfetto ordine e contegno, come se apparecchiati foss imo per un d efilè in seguito di rivista , supponendo forse che il pe ricolo n o n fosse cessato del tutto , frettolosamente si accostò al nostro Capitano o rdinandogli con pre mura di farci s ubilo aprire le fila , p otendo la Compag nia venir presa d 'infilata da qu alche proiettile de lla nemica Artiglie ria . Immediatamente il Capitano ci ordinò d 'allargare le fila , mo lti d e ' Cacciatori ne l darvi esecuzione lo praticavano con atteggiame nto affettato , dicendo fra loro sottovoce se il Comandante ha timore può andarsi a piazzare più lontano. TI Capitano avvedutosi d e ll'inconvenie nte, non solo li ammonì , ma ancora pose agli arresti nella Guardia de l Picche tto gli a utori dell'inconvenie nte {. .. po se agli arresti presso la c;uardia d i buon governo g li a uto ri dell 'incon veniente}. ·18 Il cacciatore c-;.uhitoso ch e nel colmo del combattimento e ra sparito inosservato, d a lle fil e della Compagnia, non essendovi rie ntrato venne segnato ma ncante dall'Uffiziale di settimana a lla visita c he chiamò pria che la Compagnia si fosse clisa nna ta . Nelle ore pomeridia ne il de tto Cacciatore, bagna to da capo a piedi veniva presentato a l nos tro Capitano , dall 'Al fie re Signor D ' O n ofrio ff(-;.iuscppe J Oclorisiol Y> Segre tario de l n ost ro Comanda nte, il q ua le a nome di q uest'ultimo, e d e l Generale Barha longa Comandante de lla Brigata, ordinava al nostro Capita no , di segnare il Gubitoso ne llo stato d e' distinti, p e rché passato ave a il Volturno pe r raccoglie re i fe riti. A tale superiore dis posizione, il Capita no interessò il s ud de tto lJffiziale di u miliare 10 a s uo no me a ' pre detti supe riori , ch e il Gubitoso, anziché venire compreso nello stato de' distinti, si era reso meritevole di punizio ne , per aver non solo abbando na to la Compagnia nel meglio ciel conflitto ma benanch e per la sua condotta nie nte affatto soddisfacente, e che facilmente d urante la sua asse nza dalla Compagnia , av re bbe p otuto invece distingue rs i in qualche atto, o fatto dispiacevole. G li disse a ltresì c he egli i distinti li segnava in presenza dell 'intera Com pagnia, ne ll'atto m edesimo che l'individuo re ndevasen e d egn o, e ciò per d estare emulazione ne' soklati , non solo, ma a nche p e r d imosti·,ue a tutti che egli
"' Il tenente colonnello Vecchione, che ben <lisposc l;i uuppa con m o lta avvedutezza ed ingegno miliwrc, meritlòJ somme lodi; !fu segnalato] il capitano IFcdc ricol Fiore cie l 14° Cacciatori, il qua le, abbcnché' ferito, rimase a l suo posto e s i distinse in singo lare modo h liutante Ra ffaele Corrado della balleria n. U . pcl modo come p untlòJ i Liri (lod it:e A., hihL, p. 398). Per l'a rtiglieria ga 1ibalcl ina lsi distinse] il 1° tenenle F.rnesro Fc rrari, dise nore borbonico, che fu promosso cap itano per aver ben d iret to un pezzo contro le rrnppe regie (M,Harazzi P . bibL, p. :50; Selvaggi R.M. , bibl. , p. 115). Fc rra ri si dis tinse ancora notevo lme nte il 1° onohrc (Matarnzzi P.. bibl., pµ. 46, 4'J, 5 1, 54, 56, 57, 6 1) " Trattasi dell'Alfiere (;iuscrre Odoris io , come correttamente cspresso nel secondo manoscirro, dato che questi era in forza al 14° btg. Cacciatori e non l'Alfie re Gae ta no D'onofrio in forza al 1° btg. Cacciatori.
""umiliare'' .~La a s ignificare "esprimere ris pettos.1111t!nte".
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no n aveva prevenzio ne per alcuno; c osicché, ove m ai dai Supe riori si cre deva il Gubitoso merite vole di distinzione, po tevan o e ssi m o lto b ene farl o annovera re ne llo stato ge ne rale ciel Corpo, senza o l>l>liga rio di a lte rare quello de lla Compagnia nella quale egli avre l>be d ovuto ra r me nz io ne della distim·.ione di un individuo, che tutto ignorava . In ris pos ta per n1e7.ZO dello stesso Uffizialc, gli veniva ordinato di comprenderlo ne ll o stato d e lla Compagnia se n1/.a a ltra osse1vazione, e di esser m e no ricercalo in te mpi sì difficili . -,,
Il g iorno 20 no n vi fu novità alcuna, perlochè il Capita no ci tenne o ccupati alla pulizia d elle armi, c d al traspo 1to del bagaglio I. .. perlochè ci pote mmo tutti occupare alla puli7.ia d e lle armi, e d a l trasp o1to del bagaglio].
La mallina del 2 ·1 c ori l'inte ra Compagnia mo nta1nmo di avamposto n el prolungame nto de lla riva del Volturno, poggia ndo la dritta poco discosto dall'o ppo sta masse ria Spirito. Appena colà mo ntati , s i vide.le alla s po nda o pposta un cava llo n1ilitarme nte bardato senza al cuno che lo cavalcasse, alla quale vista i Cacciatori Picuncse, Favia , Stari ti, e Galise, chiesero p e rm esso al Capita n o di voler valicare il fiume per imposse ssarsene, il quale d o po di aver prese le de bite mis ure per la s icurezza d e ' me de simi nel caso di q ualche aggressio ne vi acco nsenti, cd in co nsegue nza i sudde tti Cacciatori ad un trallo p assarono il fiume armati di so la daga, ed a m isura che gli ste ssi si avvicinava no all'anima le, questo a llo nta navasi ldaJla riva ora al trotto, ora a l galo ppo e s'internava) nell 'ap e rta ca mpagna, ma d o po poco i quattro Cacciatori ave ndolo raggiunto lo circondarono , e se ne impossessaron o (. .. se ne impadronirono). Nel ripassa re il fiume col cavallo preso, e bbero a superare rnoltc difficoltà, e prec isam e nte il Galise, il ciua le p er alleggerire il peso al ca vallo gli to lse la se lla se la caricò sulle spa lle, e ne l ripassare il fiume poco ma ncò che n o n vi annegasse {. .. po n i ma ncò che no n venisse dalla vorace corrente travoltnl. T ciuattro ind iv idui ritornati col ca vallo seguiti dagli a ltri co mpag ni l'offrirono al Capita no, insistendo di a cce ltarlo in atte stato della lo ro s11h()n li na ta a ffezio ne , me ntre essi erano certi che un gio rno avrehlx : p ()lt1I <> h iso" Nclb stessa g io rnata il tc nenle colonnello Ferdinalltlu La Rosa. com andantL· d, ·I (>'' h1g. <.. 1< , i. ,,.,, i che p rr.sìdiava Ca iazzo , vedendo giungere da Amorosi una colonna di g;i rih;ild in i :1 hh.1ndrn1<> I., , i11.1. contro gli o rdini ricev u ti , ritirandosi sulla pianura sottostante co n l ' intcndimL·nto d i 1>1.,,, ., r, · I., st r.,d.1 d"uscita <la Caiazzo; i garibaldiJ1i ue<;uparono la c ittà costruendo ba rri <.":11,· , . rip:11~111<1, ,., i ll<"gli l'd if il'i ., guardia di quel la stmdn (lodicc A., h ib l. , p . 74).
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Ciuse/J/Je Puuone
gnargli, ritenendo rer fermo che la Sovrana munifice nza non avrebbe tard ato a stendersi su del medesimo con un una promozione a grado maggiore. Egli fu sensibile a tanto affetto, e manifestò che nelle opportun ità di qualche rilevante servizio , non avrebbe man cato di far capita le del valore di essi. Quindi dopo cli aver complimentato dodici carlini ai quattro bravi Cacciatori , con analogo ra pporto, eia essi medesimi fece condurre il cavallo al Cornand" del Battaglione. Oopo cli ciò si occupò secondo il solito, a cavar fossate, ad e levar ripari lungo (Juel fronte, e comecchè ta le operazione non veniva eseguita dalle altre Compagnie, così i soldati s i mostravano in certo modo svogliati in questo travagl io, quindi pe r an imarli a lla fatica con soll ecitudine e piacere, bisognava inc it.a rli con l'esem pio, per la qual circostanza nel corso della g iornata, il Capitano com.e n elle altre volte fu costretto a travagliare con e ssi, ora con zappa, ccl ora con l::i pala. Verso le due p.m. udimmo rimbombare il cannone dalla parre di Caiazzo, e poscia verso le 5 ci giunse la nuova che quella città era stata riconquistata dai nostri dopo due ore di vivo comlx1tlimenlo. Alle ore 8 p.m. il Comandante de l Ballaglione spedì al Capitano un ordine, col (Juale avveniva, che le masse garibaldine avrebbero tentato di valicare il Volt11rno in (}nella notte , e che avesse quindi raddoppiata la vigilanza. Di fatti nel corso della notte riudiva all 'opposta riva continuato mormorio, e movimento di carri, e diverse volte si osservava molta gente in movime nto che accostavasi alla riv a del fiume , circostanza che fu cagione di divers i allarmi con delle fucilate che ci scambiammo in tutto il corso della notte. 12 11 mattino seguente alle 8 a.m. ve nimmo rilevali senz'altra novità.
11 22, e 23 fummo spellatori del transito de' pn g10111en e de i fe riti c he " In questo giorno altrn non peritura gl o,ia si p rocacci,uono le truppe na politane. Perché un com ha11imcn10 c he fconscnlì J;, ri presa cli] .. . Ca i;1zzo valse la disfatta di o ltre m illedugento garihaklini, i qw1li :•,ì 'crano fo rtifi c~lli in quella p osi1ura c1ninc..:ntl~ non fodlc <Id esser prc~,1 di ;1."\s,1ho. 13cn cinq11an111no dc' combattenti caddero di morrn li colpi sul campo ... ccl :li1ri cento vennero feriti. Oiamo i nomi degli uffìziali che si rnorirono in quest'azione <li guerr.1 o furono feriti , essi sono : il secondo 1e11e111e Giova11ni M assarelli del 4° dei Cacciatori [morto], il Lenente colonnello Ferdinando La Rosa comandante U 6° d ei Cacciatori e condouiero dei napolitani lmortol, il ca p itano Ludovico Laus del 6° dei Cacciatori tre ritoJ, l 'altro Carlo /\nto nini dell'8° [ferito] ed il primo tenente Pas4uale Periuo del 4° d ei Cacciatori llerito, poi d eceduto il 25 successivo nell'ospedale cli Capua]. li luogo ciel combatti m cnio rima se copert o di cad,1veri d i ga rib;1ldini ohrc a ccn10 feriti clw rcst:1rono in polcre dc' v inciIOri insieme ;1 dngentotrcntaduc prigionieri, scn,.a dire delle :1 rmi e munizioni ond'ern scmin;110 il suolo e <li due bandiere, una delle quali era st;Jla gi?J to lta all"inimico dal rrimo sc rgcn1 e Antonio Samacroce <lei sesto <lei Cacciatori (DF2, pp. 22, 25-26). Tra i feriti garibaldini erano il maggiore Call ahene [(;iovanni Ballista Cauaheni] loro duce, quallro u ffi,.iali e due cerusici (DF2, pp. 2 18-2 19).
Il 14° IJattaglione wcciatori di linea deli'Fsercito del Regno delle l.)ue Sicilie 487
si ebbero nella p resa di Caiazzo, i quali venivano condotti in Capua 43 . In dello giorno si p ubblicò il segue nte Sovran o ordine del giorno ,.,. Ordine del Ne all 'A rmala c;aeta 20 (in realtà il _30] sellemhre 1860 Forse gli avvenimenti favorevoli della guerra ci .\j1inp,eranno avanti, e ne comanderanno di scacciare l'inim,ico dal /Jaese di cui si è impadro11ito, è '-' Mentre i prigionieri ne111ici si spediva no in C.aela scortali dal primo reggimc-nto della guardia pervenne al gcnrmle in capo ll{jLucciJ una lc11rrn del ministro ddb guerra [Casella il quale i11Li111;1 v;d c he essendo scorx> del corpo cli esercito d i combattere e <lislruggere Garilxi ldi ,, , con forti ed d lìc:1 ci offC'se si operasse. Intanto notizie- sicure . ,, aveva il maresciallo Rirucci di volere l' iniuiicu per la vi:i di Piedi monte te11~1re il 1iacquis10 di Caiazzo con fo rze pondcrosr. . ,,[per cui il '!.'2 settembre convo-
cùl a consiglio dapprima gli nffiziali del suo stato 1rn1ggiorc-
r r<>scia tulli i genernli d i divisione
.. ,[per] discutere se fosse- v:1ntaggioso per l \:sercito operare- offrndcndo sulb sinistra sponcb del fiume; esarninan: le condizioni delle soklatesd1<: e definire da ulrimo se la en:entrica posizione di Caiazzo, che il genl-r:ilc in capo stimava doversi abb,mdonare, si avesse o pur no a ritc-nerc. Non tìJ alcuno di<: non afferm:issr dovers i ristar<: dall 'offendere c'd abbandonare Caiazzo. restringendo la difesa alle pia nurl' sottosr:1111i senza lasciar cli gua rdare- turta quella linea di monti fino a Formicola le cui falde e ran o a bto del nemico, ... IHilucciJ non inclug iil a scrivere al 111inistro della g ,wrr.1 cii> che il consiglio lk-i gcn,:r:ili aveva delibe1~1to e ragion;inclogli per d i steso dl'i perig li ai q uali l'esercito sarebbe andato inco ntro facendo g11c.-n-a otlcnsiv~1 1 cd enuru<:>rando i vantaggi giù ott~nuli n(.•i v:iri nn11h:1ttin1enti avve-
nuti, conchiusc C'sser cosa utill' il persevn;irc nel sistema di dil'esa sperinll'nl:llo profill<:vole.. . . lper<i poil rivncò l'ordine di abbandonare C;ii:,a.o e comandò inv<:ce c he le truppr estere stessero !'erme in que lla pnsiziont·. - In la111a varÌt'l;Ì di opinioni e di proponimenti
il Re in CaeLa veggenclo c he il
g,·nC'm lc in capo e quelli delle divisioni stimavano inoppo1tuna e dis:1s1rosa la guerra di oflesa, fc-ce opera per inlentler~i cnl no po clC'gli st:11i della Chiesa onde unire napolitani e ponLilìci sotto il comando del gennal e L1moric ii-rc lde La Moriçii:reJ e comhMtrrc piil energicamente Garibaldi. Il Papa div isò altri menti dicendo non volersi creare imbarazzi diplomatici con t;ile inte1ven10 nd momento che aveva mestieri di e-alma e delb prot<:zione delle ;irrni di Fr.rncia, Consigliava invece- che il Re Francesco e l'esercito di lui gi11r.1ssero fedt:ltà alla bandiem pontificia e militassero per essa abbandonando del tutto 1;1 difrsa di quella pane del reame d i N,1poli non ancora venurn i.n porere della rivoluzio ne. Non istimando il Re ac<:ellare tale proposta, perché giudicava suo debito d ifendersi fino all'estremo, si volse ,il generale IAlplionse M,iric-1 Brdeau in Francia e l ' invitò ad accrnare il grado di generalissimo del reame di Napoli e l 'uffo:io d i condouiero del l 'esercito dlC' combatteva sul Vol turno. Quc-sri d isse di accellart· l 'incmicn p11rc hf il governo di !·rancia glienr concedesse facol~ì. e questa condi zi one fece sì che la comi11eiaw pratica no ne consegu isse il suo fine. Anche il general e Chanarnicre INicolas Anne T éhodulc C.h:1ngarnierJ fu i11vitato come il Hedeau, ma egli riJìutò il grado e- l:J. dignità che gli si uffri v;i manifrstando di no n volere interrompere la vita privala nella quale- inrendeva di viver e ( Dl·2. pp. 26-.', I ), - Re Fr.1ncesco
erasi rivo Ilo al generale Larnori çière perché' gli avesse formal o un disq.\•H,
stmregi co allo a conquiclere più agevolmente Garibaldi; questo avrvalo accontentalo e quel d i sc·gn<> discusso col m aresciallo Ritucci . , . Taluno potrd.Jbe dire che qu:rndo un generale in capo t.· ohhlig:1 Lo a op<:rare contro la propria opinione .. . gli è imposro di r.1ssegnar l'uffizio .. lrn;o s, ·I il gv1wr.1k· H.iLucci avesse 1-:isscgna10 l'incarico, il Re e l 'opinionC' pubblica av rebbero 1x>tuto ri g11:1 rd:1r(' cin ,·rnn,· un pretesto per volere lasciare di dil'enclere l,1 causa del lk, ... Questo pensic-rr il f,·n· <kcidvrv :od obbedire- ,ii voleri Sovrani (DF2, pp. 55-j'1), [Nel fmrernpo. invece,! il genera le IC.iacomoJ Medici attendeva ;ill'orga nizz:1zio11v dei ,..., I'' ,-d a s1ahilire e fortificare l e d iverse posizioni ., . per rendere fonnidabile la posizione di S /\11g,·I,,, l w , a suo giudi zi o, ... una volta c hC' riuscisse il m :rnico a sfonda rla, avrebbe potuto ;i v, i lupp,11<· I,· f.,r,.,. [garibaldine] cli Santa M;iri~ . tagliare fuori le posizioni di Sa n I.c ucio. e pio 111h:1rl' ., .,po:1 C:".-,1., ,. Napo li (l'ecorini Manzon i K , hihl., pp. 211 -212), ,,, ln enrrambc- le versioni del G'iurnalelto, si colloca crroneamenll' al sione rii qut:slo procla111a di Pc 11wPsC1>
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1n1ppe che, invect:. fu J ir: 1111:11 0 vt -r~1> l:1 nu. ·zz.111.-)lh: tk·I
s11ccessivo 30 settembre, prxhr or<' prima dell'aLtacco al Volturno ( l)Fl, pp. 'il, 'i7 l.
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nel nostro dovere di Re, e di Soldato di ra,nrnentarui che il coragqio ed il valore degerano in brutalità ed in ferocia, se non sono uniti alla virtù ed ai sentimenti reli,~ùisi. Siate dunque generosi dopo la vittoria, rispettate i prigionieri irt<?/lensiui ed iferiti, /midigate loro, come il 14° JJattaglione Cacciatori ne ha dato nobile esempio, tutt 'i soccorsi che saranno in nostro potere. Ricordatevi hene che le case e le prosperità situate ne' paesi che <JCcu/ierete militarmente, sono il riji.tgio ed il sostentamento di molli di wloro che combattono nei vostri mnghi! Siate dunque umani e caritatevoli inverso gl'injèlici e pacf/ìci abitanti, innocentissimi al certo delle calamità. attuali! Obbedienti sempre e prontamente agli ordini de ' vostri Su/ieriori, ahbiate continuamente innanzi ai vostri occhi l'onore e la pJoria dell'Armata Napoletana!' L'onnipotente lddio benedica dall'alto le hraccia de' bravi e valorosi combattenti, e la vittoria sarà nostra. _firmato - rrancesco
Il giorno 21 a1lc o re 9 p .m. fu ingiunto a l Capita no d i recarsi con la Crnnpagn ia di avam poslo a lle sralle de l Campo, e p ropriame nte al di là dell' ultimo m ulino ch e Lrovavasi in fondo dell a pia n a L .. della p ianu ra! , s ih1ando dc' posti a vam:ali ad una d iscreta d istanza, con ordine di custodire q uello s bocco, e quin di rientra re a lla d ia na 4" del giorno seguente, durante q uesto servizio non venimmo molestati da chi cchessia.
li giorno 25, e 26, restammo in una perfetta tra nq uillità takhé ci fu o rd inato dal Capilano di po terci comodamente occupare ad assicura rci dello stato delle a rmi e bagaglio, facendo esegui re de' piccoli riatti al vcslia rio. I... pe rfella Lran 4 uillità sicché tutti potemmo occu parci comodarnenle al riassello del bagaglio, al p iccolo riatto del vestiario , ccl assicura rci pure d e llo slato d e lle armi facendone eseguire gli accomodi!.
Il 27 circa a lle ore 11 . p .m . a l Pontelatone ldov'era il ponle a battell il veniva im pegnato un fu oco d i moschetteria , e non appena riunito il Battaglione per q uesto allarme, venne ordinato a l Capita no di recarsi con la Compagnia ne ll o stradale al cli là del Campo, col fronte d alla patte di ,., Segnak- di sveglia dato all'alba.
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Caiazzo, stabilendovi de' posti avanzati per quanto prn innanzi era possibile, per così tenersi in comunicazione con le palluglie di Cavalleria , del qual Corpo gli si de llero pure quallro uomini per la sollecita trasmissione degli ordini. Giunta la Compagnia al luogo indicato il tutto ve nne esaltamente I... venne effettivamentel eseguito. 4<; Dopo qualche tempo il fuoco impegnato lungo la riva de l fiume cessò, e venne ripreso verso le due antimeridiane. Il n emico q uesta volta fece anche sentire qualche colpo e.li cannone, m a passata qualc he o ra tu tto cessò I. .. tutto te rminòl, e la mattina del 28 alla d ia na venn e ord inato e.l i ritirarc i.
La stessa matti na [del 28 sette mhrel verso le 6 a.m. :dio slt'SS<> ponlv venne ripreso l'attacco, c he recò il consue to a llarme, e dopo pit'1 e.li un 'o ra te rminato I. .. cessato }i l fuoco rie ntrammo tu tri nei nostri posti .
Verso le o re 8 a.m. d e l g iorno 29 dal colle de lla mo ntagna e.li S.Angelo c he dominava tutto il nostro fro nte e prolungavasi fino a l Po ligono, l'inimico con cinque pezzi I. .. con più p ezzi} di a nig lieria di grosso cali bro, e di lunga portata, incominciò a tirare sul mulino ove c i trovavamo con la Compagnia {. .. ove trovatasi collocata la nostra Compagnia}, e nelle due {vic ine} masserie, in una d e ll e qua li vi erano il <~enerale col Comandante del n attaglio ne, ed altri I Jffi c.ia li , e ne ll'a ltre vi e ra rnllocata la 1" Compagnia {. .. e ne ll'altra la 1 ' Compagnia I. Ai primi c.olpi d i c.annone imme dia ta me nte le due masserie vennero abbandonate , cd i soldati disordina ta me nte passarono in fondo della piam1ra, e propriamente avanti l'ultimo mulino. In quel mo me nto il Comand'•· la nostra Cornpagnia si trovava in 1111 angolo del mulino da noi occupato rade ndos i la barba; al movime nto , cd alla confusione dc' so ldati che si a rmavano frettolosame nte, ccl usciv;ino in disordine, con premura si accostò ad una finestra, e cli là c'impose di fermarci e riunirci io ordine, locchè immediatamente venne eseguito , e sopraggiunti i due Ufliziali della Compagnia, recarono l'ordi ne d i d <>ver
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T garibaldin i no n c('ssarono cli molrsra rr k rn ,pp<' horbonich<', marrcllando co 111in11:111ll·1u,· d.dl. 1 .. Tentarono anche di passare il fiume ... ma inveslili dalle artiglierie napoletane, dovl'llvro " ,., 1v11v1\· una lolla gagliarda fino all'una del pomeriggi o [<lei 30] ... il passaggio del fiulllL' 111111 rit1M·1 pL'rdlL' li l x>rl>onici con] l e 111ezze bauerie n .3 di campagna e n.11 di rnonl.agna e la I ):tllL'ri:i 11. 15 di c:111111 111i d.1 /4 ri g<1li , colper1d .o di fronl e <-' di rovt:.fi<:i<> , ridu~;~;ero ;il ~;ilt>11zio IP hallt•..-ie 1u·111ic ltv t' di.',lh 'l.' ,t'lo lt · 111. 1~. ~.,· garihaldinr (Todicr A. , hihl., pp.1 27-1 28). collin:1 <li sant'lorio la posizionr di Triflisco per renderne d iffìcil<' se non impossihil,· l.1 d ik., .1
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abbandonare i1 mulino e riunirci col Ballaglione che già Lrova vasi in fondo della pianura. I1 Capitano ci fece tosto dai medesimi formare in perfello ordine, e dagli stessi ci fece condurre al silo designato. Egli si restò con pochi buoni Cacciatori, per far tras portare le armi e d i bagagli di quei che trovava ns i infe rmi nel numero di dodici, e d anche pe r fa rli accudire ed accompagna re , mentre erano q uasi tutti febbricitanti, e non potevano neanche reggersi in piedi. In questo frattempo molti proiettili di artiglie ria mo lestarono i rimasti , precisame nte nell'istante che si mettevano in cammino per riunirsi a l Battag lio ne, d e ' quali proietti li, due caddero in mezzo ad essi e miracolosam e nte non produssero a lcun d a nno. Verso le 9. p.m. fu ordinato a l Capitano di recarsi con la Compagnia a prendere p osizione in un sito a sua scelta in prossimità del Pontelatone [dov'era il p onte a batte lli], da po te r essere a ll a po rtata in caso di bisogno di accorrere immediatame nte a rinforzare la Compagnia che trovavasi ivi d i avamposto, e d i pote rsi tene re in comunicazione col Battaglione, p e r far pe,venire a l Comandante le immediate notizie d i quals iasi cosa. Giunta la Compagni a a l punto prescelto a seconda delle istruzio ni , vennero dal Capitano spiccati {. .. dal Capitano organiz.zatil dc' piccoli postj intermedi per te nerci in comunicazio ne , tanto col Battaglione, quanto con l'avamposto, ove trovavasi di servizio la 2"" Compagnia coma ndata dal Capitano fFrancescol Lafratta, che venne immediatam e nte informato dal nostro de lla pos iz io ne occupata, e degli o rd ini ricevuti c he erano di comune res po nsabilità pe l disimpegno d el servizio . Dopo qualche mo me nto gl i sopraggiunse l'ordine che il mattino seguente mezz'ora prima d e l g io rno avesse rilevato la Compagn ia d i avamposto a l Ponte lato ne fdov'e ra il ponte a battelli] !Dopo qualche mo me nto ricevcn1mo bcna n che l'o rdine che il mattino seguente mezz'ora prima del giorno dovevamo rilevare la detta Compagnia iv i d 'avampostol. Passata circa un ora , il Capitano Lafratta diede avviso al nostro d i su bito recarsi a rin.forzarlo con l'intera Compagnia, dal perché una nume rosa massa ne mica c rasi colà riunita e recato scco carri cd a ltri mate ria li , e c he eia persona degna cli fede era stato assicura to che i Gariba ldini s i d isp onevano a forzare il passaggio del Volturno. A tale avviso sollecitam ente la nostra Compagnia si p ortò colà , lasciando in quella posizione un Picchetto cli pochi uomini con un Sott'Ullizialc, che il Capita no fece situare in modo di poter anche essi prender parte allo attacco, se in realtà i nemici avessero tentato valicare il fiun1e , ccl ancora per rimane re con servata la comunicazione del {. .. comunicazione col} Ballaglione, e conte mporaneamente spedì al Comandante del Corpo un messo per te ne rlo informato cli tutto. Ivi giunti il Cornandll.: di qu ell'avamposto, ripetclle a l nostro Capitano le cagioni m edesime che lo avevano indotto a chiamarci col::ì , in conseguenza di ch é il n ostro Capitano messosi ad esplorare ovunque, con calma ed atten7.ion e, si convinse che il Capitano l.afratta c rasi ingannato, impe roc-
TI 71° Bulla,~lione cacciatori di linea dell'R,ercito del R<,'Mrw delle Due Sicilie 491
ché que ll'affaccendarsi silcn7.ioso d e l nemico indicava, che occupavasi a costruire ripari con fossatc. rl nostro Capita no avendo presente, che il m attino rimaner dovevamo di avamposto, e che i preparativi dell'inimi co erano indizi cerli di un vicino attacco, pensò di far ripos are i soldati, o nde rinfrancarci qualche poco, facendoci ricoverare in una abbandonata masseria che trovava.si in quel sito . Nel mentre lanlo si praticava d a noi, il Capitano Lafratta strana mente riuniva la su a Compagnia per ritirarsi. Avvisato il nostro Capitano dal Sig. Tenente [Michelel Celeste, dall 'Alfiere {Sig.l Mele , dell 'intenzione de l suo collega, immediatamente si condusse dal medesimo per sapere il perché riuniva la Compag nia e cosa intendeva fare! Alle strane s piegazioni ricevute in o pposizione all'esigenza elci d overe, con dispiacere il nostro Capitano venn e obbligato soggiunge rgli autorevolmente "Ora che mi sunu qui recato p erché chiamato da voi con tanta premura per rinjè>rzarvi, la responsabilità di ogni incunveniente, che potesse ,,perimentarsi per la d(/esa di questa posizione, ricade su di me che sono il più an:ziano, ed è perciò che v'interesso far riprendere il serviz io dovuto alla mstra Compagnia immediatamente, e d'occuparvi a'farlu disimpegnare con esattezza finché non sarete rilevato nell 'ura superiormente stabilita··. Dopo c he la Compagnia s i fu riposala pe r un due ore, il nostro Capitano, per dis fa rsi dalle continuate molestie del suo camerata l.a fratta , che e rasi reso impaziente di più attendere, si risolse a rile varlo , a consiglio ancora de' n ostri buoni Uffi zia li. Kimasta sola la nostra Compagnia, immecliatamenle fummo occupati a meglio perfezionare le fossatc cd i ripari, che costruimmo anleccclcnteme nte. L'ininùco che egualme nte praticava la medesima cosa lungo il suo fro n te, e comecchè non era stato molestato dall 'avamposto a ntecedente, non sapre i se pe r p oca vigilanza de lle vedette, o perché esso consegnato ten ers i meglio celato, resosi in ce1to modo audace , crasi d i mo lto avvicinato alla riva, finché il nostro Capitano, per allontanarlo fece tirare qualche fucilata dal cordone delle sentinelle. Circa le o re /i 1/ 2 a.m. quas i tulle le fossatc crans i pe rfezionate ta nto bene, che potevasi tirare anc he seduto, e d ognuna era atta a contene re cfa qua llro in cinque u o mini le qualcuna anche di p iù }. ln quest'ora medesima o ltre quel s ilenzioso movime nto ch e avevamo udito ne lla notte lungo l'opposta riva , c he ci fece convincere, che si formavano ripari , incominciammo a sentire molte voci confuse, e d uno scalpitio di c 1v:dli , indi1.io dell'arrivo colà di altre forze. Subitamente il Capita no ripartì la C<>mp:1g ni:1 nella fossa le las ciandone una sezione anche al coverro dal ft1 oc<> nt·111in,, e propriam e nte nello scavo delle due braccia d i slrac.l::1 c he c.l:i l i><>lllt· mt·n:1 a lla consolare .
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All'alba del giorno 30, nel menlre che il Capitano pe rcorreva la linea, rettificando la ripartizione fatta d e lla forza , e trovandos i in una fossata che conteneva quattro soldati , si diè dall'inimico principio allo attacco con una scarica s u di essi, dalla quale fu fe rito mo rta lme nte il Cacciatore Cascoma rcone, nel momento stesso che il Capitano li preveniva dover ti rare tutti seduti, senza confusio ne , e con colpi bene aggiustati. Die tro un q uarto d 'ora che il fuoco di mosch etteria e rasi esteso I... e rasi impegnato! per tutta la linea, incominciò a bersagliarci la batteria s ituata sulla mo ntagna di S.Angelo, che per quanto ci venne assicurato il g io rno precedente , componevas i di cinque pezzi di grosso calibro. •7 Numerose erano le forze ne miche impegnate n e l combattimento , e quasi tutte bene situate ne i natura li tipari, e n e lle fossate che s i avevano formate n el prolungamento dei la ti de l g rande fabbricato a prossimità della riva del fiume , che veniva corris ponde re rimpetto al nostro cent ro. L'edificio indicato e ra finanche I.. . era ben anche} g remito di armati, i quali facevano un fuoco sì v ivo dall e fin estre, e dalle altre aperture riparate da pagliericci , che il fabbricato no n p iù distinguevasi p e r l'intensità del fulllo prodotto dalla moltitudine d e i colpi di moschello, che si pa rtivano senza inte rruzione. Nelle falde della m ontagna scorgevasi a ltra gente c he trattenevasi nel mezzo d ella boscaglia , e nella strada che s ' incanala nel sito del Ponte vi s i vedeano pure mo lti carri disposti in ordine. Per quanto pote mmo ana lizzare sullo sco po del n emico in questo scrio attacco, ci persuade mmo c he avesse voluto te ntare d i forzare il passaggio del fiume, o ppure s imularlo , co ll 'inte ndime nto di tene re in apprensione le nostre forze lungo la ri va del Volturno. Infatti p e r quanto offrivasi al nostro sguardo c hia ramente ci additava di non andare errati sulle sue !supposte} intenzioni, mettendo me nte he na nc he che tra la nostra linea il punto più minacciato, e ra il sito che p otevasi maggio rme nte prestare a sì difficile impresa, ove no n solo il fuoco d i moschette ria venivas i dirello pe r la magg io r p atte , ma quanto quello dell a sopra descritta batte ria di S.Angelo che iv i intieramente concentravasi. 4" In su lle prime i pro iettili di a1tig licria che in g ran numero e in continuazio ne ci venivano lanciati, ci tennero in seria appre nsion e, ma poscia ,- e ra a gua rdia d(~lla riva d ritta il 15° hatwg lio ne Cacciatori comandato dal maggiore Enrico l'ia ne ll )tre compagnie in o rd ine a pe rto s11 le alt11rc e le rimane nti c inque nella p ianura a fianco la via con solare! . .. [mentre] il 14° battaglione Cacciatori teneva la posizione cli l'o ntc b tonc .... Il fuoco e rn così vivo che ... la fanteria [regia] fu obbligata a [rimanerei dentro b Cll fY I d i Be llo na lascia ndo ;11 fuoco cd in ord ine aperto le sole tre compagnie ch 'erano di se1.-izio ... Altre 6 compag nie de l 4" Cacciarori furono col;ì inviate lper o rdine del ge nerale I3arba lu ngal a sostenere la posizio ne , e rinfrancare le due compagnie del 11 ° c he diJende ndo b rampa d ritta de l lluogo ov·era prima il punte a batte lli] sperimen tava no cons ide rveoli pe rd ite (Matarn zzi l'., bibl., p p. /42 /43) ( DF2, pp.51 -52). "' T gariba ldini sperime nraro no d i pass;,rc il fiume e fe cero avvicinare alla sponda s i11is lra di e sso i battell i che all'u o po avcv,1110 rre r ar:Hi. Fo rri massc s·ino hr;irnno min,1<TinsP 31,;11·,.ntil<" d;ill,. ;i rlig li<"rie (DF2, p. 52).
Il 71° Ballaglione cacciatori di fine.a del/Esercito del Regno delle Due Sicilie 493
animati d al niuno tristo effetto d i essi, acquistalllmo tanta s uperiorità di spirito, che più non vi si bad ava; la maggior parte c i o ltrepassava no ta nto da non temerli, e quelli ch e cadevano lungo la linea del comlx1ttirne nto, fortu na tam ente a ltro d anno non ci arrecavano elle ricovrirc i di te rra . Alla g rande disparità di forze nemiche, i n ostri Cacciatori animosarncnte vi supplivano con aggiustati colpi ; essi in ogni punto d e lla linea ove i Garibaldini in numero maggiore si porgevano, ivi con più premura di rizzavano i loro tiri , come se la sup eriorità valesse di eccitamento all'entusiasrno cd all 'emul azione tra loro. Pe r sostenere henanche con su ccesso il nostro fuoco contro quel lo del ne mico piazzato ne l grande fa bbricato, il Capitano fece colloca re dietro una la rga murata a secco, che e levammo la notte ne ll'imboccatura del s ito de l ponte, la sezione disponib ile kl'a1tigl ierial lasciata ne llo scavo delle due braccia di strade che si u niscono a lla consolare, la quale con misurati colpi in b reve te mpo ridusse il ne mico a ra llentare il suo fuoco, costringendolo a d over tirare con precau zione uno per volta in quelle ap ettu re, e non come pri1na accatastati l'uno su ll 'altro. Tra gli uomini componenti la s uddetta sezione erano d 'ammirarsi i Cacciatori Santogiu nto e Cilibe tto te nuti d ai cam e rati per timidi, e balocc hi, i qua li nel vedere che il Capitano avea preso posto tra essi, e che per impulsarli tirava anche egli col fu cile, che facevasi porgere ora d a un Cacciatore, o ra da un a ltro, si e ntus iasmarono tan to, c he s i posero a rivaleggiare per valo re, e p e r l'esattezza del tiro con i più animosi compagni. Il Capitano dopo d i aver lodato la loro intrepidezza, immediatamente li segnò per an noverarli ne ll o stato dei distinti, e benc hé no n fossero fumatori , pure nullamcno in attestato d i soddisfazio ne volle con1plimentarli dei s igari {come e ra solito praticare con tutti coloro che ne l mo me nto d el c ime nto s i re ndevano degni d 'ammirazio ne} e poscia per dare una spinta di più a ll 'emulazio ne, li additava a tutti , ed in pa1ticolar m odo a quei soliti Cacciatori ch e li trnttavano per trastulli, a i quali disse loro "Vedete.I Vedete! Con che coraggio si hattono Santogiunto e Ciliherto, i huoni e valorosi soldati si conoscono in campagna a fronte del nemico, non già con le astratte millanterie, vanitosi ed imprudenti" Era no circa le 8 a .m. e non avemm o a d eplorare che due soli feriti , c i()l' i Cacciatori Cascomarcone , e Ma iorano; d isgrazia p e ra ltro imp utahik :1 st· s tessi, che scn:t.a bisogno vollero eia una fossata p assa re ad';iltrn per unirs i al proprio ca me ra ta. Pare pur non vero come nello s pa:t.io di circa tre ore cli comh:11ti 111l'llto, a fronte di for:t.e tanto disug uali, e con artiglieria , s.i avcssno :1 dl'plo rare due soli feriti, nel me ntre l'inimico ripo rtava perdite scnsihi li , per quanto potemmo giudicare dagli uomini che vedeva mo co11li11u:1111c 111 l· appartarsi dalle loro file a piccoli drappe lli d i tre, o qu:ttt ro, in ;1t tcggi:1 mento, che indicavano trasporta re feriti.
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Giuseppe Pavone
Questa disparità di perdite, chiaramente indicav'esser dovuta per la maggior patte al vantaggio dei buoni ripari che vi avevamo formati, ed alla precisione del tiro. In questa occasione que i Cacciatori che mostrarons i poco volentieri alla costruzione dei ripa ,i anzidetti ebbero a ricredersi, avendo sperime ntato la utilità di essi e soddisfatti del risultato d elle sopportate fatiche, sommessamente esternavano al Capitano il piacere di averli opportunamente occupati a quel lavoro; oltracciò, è da tenersi conto pure della confusione del nemico, e della poco o niuna espcrtezza di essi nelle armi. Poco dopo la Batte ria della nostra Divisione situata sulla montag na di Triflisco che avevamo alle spalle, propriamente nella posizione ove trovavasi la Casina Sergardi 49 , incominciò a tirare in diverse direzioni; lo stesso pratticavano le due Compagnie del 15° Cacciatori ivi stanziate, abbe nchè da que ll'a ltura e rano fuori tiro, talché noi trovandoci nel mezzo, venivamo assordati benanche dal sibilo dc' proiettili de' nostri. Verso le ore 10 a.m. lo scoraggiamento incominciò ad ins inuarsi ne ll'animo de' nostri, al quale contribu iva non poco, il gemere de' feriti, che si erano riuniti poco discosti dalla linea de' combattime nti , no n essendovi altro s ito migliore, cd avendolo , mancavano anc he i mezzi per poterveli trasponare. Essi venivano assistiti dai camerati , e dal Barbie re di Compagnia, c he lacerando le proprie camicie , alla men triste vi apprestavano le fasciature . In questo istante di scoraggiame nto L .. di vacillame ntol , il Cacciatore !alone, che ferito g ravemente un'ora prima dopo di essersi fasciato, si riconduceva al suo posto reggendosi in piedi a stento, immediatamente il nostro Capitano s i accostava allo stesso , e con affettuose manie re gli imponeva di ritornare nel s ito dc' feriti per riposa rsi; al quale invito, il Cacciatore Taolone co n vivacità ris pose "Signor Capitano fino a che vediamo voi al nostro Jìan co, là tutti dobbiamo morire " a queste e ntusiastiche parole, il Capitano fu preso da ta le piacevole emozione, che pe r tenerezza g li vedemmo il c ig lio bagnato, e non sapendo più comprimere la grata sensazione , se lo strinse tra le braccia in presenza dell'intera Compagnia, e d amorevolme nte lo baciò più volte. Questo tratto di affezione usato al va loroso soldato, inebriò tutta la Compagnia che con ripetute grida di Viva il Re, viva il Capitano, viva il carnera/a ]alone riprese il coraggio primitivo. I.a nostra munizione s i avvicinava al suo termine perlochè il 2<!! 'J'e ncntc Celeste si offrì di recarsi a farne prowista ov'era il n attaglio ne , con la lusinga ancora di poter trovare qualche legno p e r far traspo,tare i feriti allo Speclalc d i Capua, o altrove, e siccome per tanto e ffettuare doveva attraversare un b uon tratto di strada , esposto interamente a lle offese nemiche, sceltisi quattro buoni Cacciatori, con essi an imosam e nte mosse alla corsa per quella volta, tra una pioggia di fucilate. " Sc rgardi { propri:1rn~nr~ il nom e de l colle o ve era ubicata la l>allt!ria.
li 14° 13attaglione cacciatori di linea dell'lisercito d el Regno delle Due Sicilie 495
Trascorsa un 'o ra e mezza il medes imo uffi7.ia le , per la stessa pericolo sa strada faceva rito rno, con la sola corvè cbe recava la desiderata numizione, non essendogli stato possibile ottene re u n legno pcl trasporto dc ' fe riti , c he ci stra7.iavano l'anima. Circa le ore 2 p.m. la Compagnia nuovamente incominciò a scorars i, e nel mentre il Capitano con gli Uffiziali s i d ava tutta la premura poss il>ile per rianimarla , vede mmo da lontano a no i venire o ppo rtunamente l'ottimo I. .. l'altro valoroso) Capitano Signo r Ricci comandante la ~ Co mpagnia, il quale trovandosi inoperoso ed inutilme nte piazzato in una posizio ne no n mo lto da noi lontana , e vede ndoci così vivamente dal mattino, senza alcun soccorso impegnati {.. . vede ndoci così vivame nte impeg nati co l nemico dal mallino, senza alcun soccorso), con forze tanto s upe riori , di prop rio mo to s i s pinse a rinforzarci seguito d alla maggior parte della sua Compagnia avendo rimas to gli altri a g uardia della sua !inutile ) posizione, pe rcorre ndo quel perico loso trallo d i strada alla corsa, tra un vivissirno fu oco di rnoscheueria nemica. Appe n a {a n oi) giunto dopo di ave r scaml>iato col nostro Capitano un cordiale amplesso, egli subitame nte co n una po rz io ne de' suo i prese posto nel centro d e lla line a del co mbattimento , ccl il nostro Capitano, col 2<.!i! Tene nte Celeste cd Alfiere Mele divisero gli a ltri Cacciatori per rinforzare le diverse fossate; o ve s i diressero camminando carponi. L'arrivo d el p rede llo rinforzo fù così a proposito , ch e al solo apparire , destò nel pe tto cli tutti il vac illante ardore. Dopo le 5 p .rr1. l'inimico incominc iò a ritirars i da l combattimento, ed una mezz'o ra do po il fuoco era cessalo interamente , in quest'o ra m edesima ricevemmo benan che i m ezzi di tras porto pe i feriti, ch e furono condo tti allo Spe da le di Capua . Alle o re 11 della sera venim1T10 rilevati, e riuniti al Bauaglione , la Compag nia non ricevette ne ppure la consueta razione di p ane per rifo cillarsi, essendosi per ne gligen za smarrita , talché dal Capitano in sotto, restan1mo tulli digiuni d al gio rno innanzi. Dopo breve riposo alle ore tre ant~ movemmo col Ballaglione alla volta di Capua ba ttendo la strada de lla montagna di Triflisco.
All 'alba de l l " o tto bre g iungemmo in que lla Piazza, ed a ll orché fum mo a Po rta di Ro ma la Truppa lasciò i sa cchi , e d attraversando la Pia zza c i re cammo a l di là de l Campo fuo ri porta di Napoli , ove pre nde mmo il nostro posto d i Battaglia in seconda linea, formati in co lo nna pe r masse co l fro nte a lla m o ntagna di S.Angelo. t e nostre forze pre pa rale per la ba ttaglia s i compo nevano di du e f)iv isioni , ripa rt ite , a d u e Co lo nne con corris pondente artiglieria , e cavalleria, ciascuna di 4500 uomini, in tutto nove-
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Giuseppe f'avone
mila combattenti. La prima Colonna cofftposta di 11attaglioni Cacciatori , comandata dal Maresciallo [Gaetano] Afan dc Hivcra venne destinata per operare in S.Angelo, l'altra del Corpo della C-uardia, comandata d al Brigadiere [Luigi] Tabacchi pe r S.Maria. so Dopo un qua,to d'ora la prima linea con eroico s lan cio attaccò il nemico, cd in breve tempo si spinse tanto avanti, che dalla seconda linea appena si udivano i colpi di moschette ria. Dopo circa una buona mczz.'ora cominciarono a comparire i feriti , tra i quali l'ottimo Colonnello I. .. Tenente Colonnello} [LuigiJ Capecclatro, che mal grado il dolo re tormentavalo pur non cli meno p er eccitare lo entusiasmo, nel passare la seconda linea gridò per più volte Viva il Re, ripetendolo fino a tanto che salì sull'ambulan'.la . Poco dopo giunse tra altri feriti il distinto Signor Capitano lLuigil Dusmet dello Stato Maggiore, il quale nel passare davanti al nostro Capitano, quest'ultimo gli rivolse 4ualche parola di conforto stringendogli la mano, e d egli rispose affelluosamente "Se la giurnata sarà nustra cume spero, questa .ferita è nulla ". Dopo qualche allro momento, alla nostra sinistra fra la boscaglia lungo il Volturn o , s i udirono poche fucilate , delle quali non ne sapemmo la cagione , circostan'.la, che la nostra Compagnia con altre due, vennero spedite in quel fronte , occupando diversi punti. "" Dopo quasi un mese di conlrasutc discussioni circa 111odaliti1 e data di dar bat1:1gli:1 , son<' tm il Re, il comandante in capo dell'esercito , e gli altri nuggiori genera li borbonici, finalmente la mallina del I " ollohre alle ore tre del rnallino l e prime truppe regie furono falle uscire dalla fortezza di Capua per l 'avvio d dlo sco11Lro calllpale. 11 14° uallaglio ne Cacciatori aveva il seguente inquadramento: I ' Divisione: comanclanLe maresciallo Gaetano Afa11dcrivera - I ' Rrigata: com,inc!Jnte colonnello Vincenzo Polizzy - 2' Brigata: comandante gen<'r,ilc G;1c1ano Rarhalo ng;i: Stato maggiore : capitano Michele Bellucci. I O tenente Agostino Dragondti, alfiere Antonio Pol isrin;1: C:orpi: Tirng li:1to ri , 2° e I ii 0 htg. C:acciaro ri ; q uauro obici da 12 di montagna della ba1tcriC1 n.11 capitano Pao lo Tac inclli ; <J11:1ttro ca noni ri g:iti eh 4 da montagna della baueria n.1 3 capitano Solofra; un distaccamento d i 7.appatori , un ploto ne di Cacciatori a cava llo, u11'aml>ulallza ( DF2, pp. 250). li piano borbonico prevedeva: un attacco frontale all'annata garibaldina a sud-vvcst, sui due f'ronli p rin cipaJj delle localit>Ì di Sant:1 Maria (Capua Vetere) e Sant'J\ngelo (in Fonnis) condotti rispettivam en te cl;11le Divisioni del generale Luig i T,1bacchi e d el maresciallo di campo Gaetano Afan de Rivera; un'a ;,:ione di aggir;1111cnto et, nord-est , verso Casc11;i Vccchi,1 e Maddaloni, condona dalJa divisio ne del gene raie Luca Von Meckcl. Si intendeva cosi impegnare frontalmente la 111:1ggior p:1rtc delle forz<' g;iribaldine, accerchiarle, sconfiggerle e quindi proseguire per Napo li. ( Tavola VI). - li / 4° Hauaglione r:acciatori e1:1 inquadrato sul fronte ce11Lrale più inqx>rtante con l'obiellivo di atlaccare i gatil>aldini in Sant'Angelo c pruseguirc secoudo il piano generale. Gli o bici della batteria 11. l l erano direlli dal capitano Lorenzo de Leonardis (che sostituì il capitano Paolo Tacind li sullrnllosi all:1 L>auaglia), i caru1011i della balleria n.13 era no clircn i cbl capitano Aniello Solofra (che gi,ì sostituiva il dise1t o re capitano Errico Zaini). In previ sio n<' d<'li'Mracco Ga ribaldi ;1vc-va fa110 1~1picbmen1c confluire e- d islocare le sue trupJX- fro nt,ilmente a cp 1cllc borboniche, innincandosi ncll;i prohahilc azio n<' avvolg<'ntr. avv<'rsaria m:1 su posizioni d'altura cfa cui si poteva controllare l 'azione regia, mantr.n<'ndo 1111:1 risc,rva strmegirn a Cis<'l1:1. Il piano di Caril>aldi prevedeva una i>all.aglia difcn.~iva con manovm ddla riserva per lince interne; Jc, principali JXY...;izioni pret.òidiale en tno: S. Maria (generale Aleksander d e M_iJl, itz ), Sant'Angd o (genera le Giacon10 M edici), M;1clc.L1 lo ni (gencmk Nino flixio), Ca.sena (rise1va del gencr:ile Stefano TOrr).
il 74° &tllaglione cacciatori di linea de/l 'r.sercilo del Reg1w delle Due Sicilie 497
Un quarto d 'ora dopo vedemmo venire alla nostra volta col cavallo al lo stre tto rrotto, il 1~ Tene nte dello Stato Maggio re Sig. [Agostino] Drago nctri , il quale g iunto a prossimità della nostra Compag nia a distanza di 40 , in 50 passi chia mò il nostro Capitano, e scn7.a nea nc he fermars i gli comun icò l'ordine di tosto recarsi con l'inlie ra Compagnia a rinfor7.are l'ala d ritta del combattime nto , e come da quel punto ove ci trovava mo nulla vedevasi c d appena udivasi qualche colpo d 'artig lie ria, tanto era la distanza che c i separava dalla line a cli battaglia, a ll'oggetro il Capitano chiese essere indicalo con precisione il sito ove trovavas i l'a la dritta che rinforzar doveva; ma il eletto (Jffiziale forzato {... necessitato} dall'urgenza di a ltri pressanti ordini a no n pote r rallentare il suo frettoloso canun ino, per risp osta appena ci clic ' un segno con la mano , accennando il punto ove dovevamo recarci , senza c he il Capita no avesse nulla potuto compre nde re. H d etto Supe riore o rizzontatosi, s i formò a ll a meglio una idea appross imativa, ove recar dovevasi con la Compagnia, e tosto ci fc' muovere per quella dirci'.io ne al passo g innastico. Dopo breve distanza cammin facendo, incomincianuT10 a trovare di tralro in trallo i cada veri de ' nostri Cacciato ri, alla quale lac rimevole vista ci sentimmo il cuore oppresso, ed a molti de lla Compagnia la tristezza ap paJesavasi chia rame nte, cli ta lc hé, il Ca pitano reme ndo non dovesse degenerare in scoraggia me nto, incominciò a darsi mo to per d is toglie rci da que lla s r,iaccvolc impressio ne, ind irizzando la parola o ra ad uno o r~• al l'altro, pe r te ner vivo l'entusiasmo c d invitarli all 'emu la zio ne. Dopo cli aver percorso un buon lratro di strada , g iungemmo su di un burrone in vicin anza del combattimento , da dove ci riuscì più facile po te r scorge re la dritta della linea di battaglia, cd introdo ttici nel burrone stesso trovarruno mo lti cada veri d i giovani garibaldini , con yualche altro dc' nostri. Q uesro novello funesto sp e ttacolo che s i o ffrì a l nostro sguardo c i produsse una sensazione mista di compassione e sd egno, riflette ndo a lla inutilità di q uello spargimento di fraterno sangu e, do po che si erano conseguite dal l{e I .. . conseguite dalla cle me n za Sovrana} quelle concessio ni che sin allora s i desidera vano; difatti quella porz io ne d e ll'Armata a cui f'u dato po te r fare il proprio dovere, lo d is impegnava col con vincimen to soste nerle lealm e nte a seconda il Sovrano le aveva accordale, dopo qu e sr'istanle f'ino a ché non ,11Tivammo alla linea d i battaglia, transitammo sempre fra cadaveri . Giunti s ul te rre no nel mome nto c he i nostri sentivano precis< > bisogno cli nuovo impulso, led in vero } appe na che la Compagnia [)l'l'S<.: posto, q uasi rulla la linea rir,rese il primitivo slancio s pinge ndosi s<.:1npn; più innanzi. Lungo q uel tratto che ci era da to vedere de lla linea , osservav:1si disordine e confus io ne, i soldati de i diversi Corpi erano frammischiati e que i p ochi buoni Uffi ziali {... pochi valorosi Uffizia li l c he li g uidava11<1, affatica-
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vans i pe r far conservare il coragg io a lla Truppa regola ndosi nell'assie me ognuno a proprio tale nto , e ciò n e avveniva p e r ragio ne , mentre in quel tratto di linea , do lorosa me nte e ra va mo p rivi di com and o , non vede ndosi quivi ,1lcun Uffi zialc Su periore, né di Stato Maggiore , p e rlochè il Capitano prevede nd o q ualche s inistro fine , interessò l'Alfie re Mele, ed un altro llffi %.iale d e ' l'irngliatori de lla Gu ardi a cli recars i in ce rca d i ci ualche Supe riore e precisamente del Ge nerale cli Brigata fC acta no Afa n dc Rive ra], o de l Comandante del 1:fallaglio ne lRaffaele Vecchio nel ove facevamo parte , p e r ra pportarg li a s uo no me l'in conve nie nte che si sperimentava , ed in ris po sta , do p o di un'o ra e pi ù, s i e bbe q uella , di regohlrs i a seconda d egli a ltri. O ltre il d ello in conven iente, osserv,1vasi l'altro che pe r og ni prigio niero che facevas i, o i fe riti d K a ve vamo, s i a p parta vano dalle file non me no cJj lre in ci11anro individui, i quali col pre testo di accom pagna rli, no n faceva no pi i'1 ritorno al lo ro p oslo, d iminuzio ne che faceva sentirl' vicino il bisogno d i nuovo rinforzo. ' ' Ne l tra nsito da noi fatto, per re carci al luogo d el combattimento, il Ca p itano avca osse1v ato buon numero cli soldati c he stavano ne lle masserie e ne' vari hu n oni circostanti oziando '', quindi ve de nd o il bisogno , s i ricord<'> di essi, pc rlochè:: si porte'> rapidame nte la q uella volta , e precisa me nte} su l bu1Tone che era distante pochi passi d ietro la li nea di battaglia , ove ve n e era il maggior numero , e eia q uel luogo, a pie na gola , dirigendo agli ;i ppa rtati la parola, così disse loro "Gb e vel';f!,ogl/(t figlioli m iei, staruene così ::.-pensieratamente oziando, mentre i vostri canwruti si hattono da bravi /. .. da oalorosi/, su oia salite, e con essi date compimento a/l'opera tanto hene incun iincia ta " a i quali detti tutti si dettero d1 fare pe r salire, rampicand osi sul burro ne il (Jualc e ra be n erto , ed il Capitano pe r facilitarli a sa lire p orse la m,rno a molti di essi, e con l'altra s i reggeva ad un p iccolo ramo L .. s i reggeva a ste nto so stenuto a un p iccolo e de bo le ramoscdlu di q ue lla sie pe , a pericolo di prccipilarvil, al q ua le ese mpio , i primi solcl,Hi che sali rono p ra ticarolo lo stesso aiutand o i colllpagn i, e q uind i tutti unili animosame nte , e senza esitazione , si slanciarono subito ne lle file de ' combatte nti. el me nrrc egli faceva rito rno s ulla linea di battaglia, s'imbatté: col 2,k, Te ne nte Ce leste , che se ne allonta nava , pe rché fe rito , accornpagn,lto da u n ·., Il genc1: 1I, · Afanderivera d w doveva ap pic tr p ugna a S. Angelo comandò alb brigata del colonnello !Vincenzo ! l'o liuy d 'invcsrin' il ne111ico in q uel paese ed alrahr;, del generale Ba rhalo nga d i <'.5$1.· rle di a iul o . . . d o po .. . p iù non s i vide tr.1 i combatte1Hi (DF2, p. 58 ). Si rende mcri t<J al Delli Fm nci e all'e:<Lensorc dl.'I Giun 1a/e11n d'ave r de nunciato l'abb andono di comando d i ta lu ni U lfic iali S11p<' rio ri e l':dlontanamc m o p retestuoso di taluni soldati <111r:111lt' l"in1po rtan1c battaglia offensiva hor lx mic 1. •• Prohahilmc11Le ciù !' ra do vuto al fatto c he he ncltè i llo rboniL"i li os,ero contrastati su tutla b lin<'a , il Cun1anclo in Ca 1x, aveva Fano d iffo ndere la fa lsa notizia che Sa 111amaria cr:1 slala p.iit occupata e c he il gener:tlc Vo n Meck el er:1 v itorioso sul suo fromc per cui i so ldari, <'Stenuati dai combattiment i e affamati pe r mancnn1~, di cibo, s'C'm nu q uasi ab b anclo n,1ti al riposo fi da ndo nel la v iuoria (Matar.,zzi P.. bihl., p. 57).
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solo Cacciatore c he lo reggeva, ed allo rché raggi unse la detta linea (di combattimento} trovò c he i nostri Caccialori spingcnclosi sempre più avanLi, a vevano quas i messo in fuga l'inirnico che gli era a fro nte. Nel lemp o medesimo venimmo allaccati dal lato clrino , e vedendo il Capilano che n on vi e ra a lc una forza disponibile da opporvisi , né alcun altro Supe riore sul luogo da cui far capo nella urgente b isogna , così distaccò dalla dritta de lla linea di battaglia, quasi una divisione, c he componevasi perla maggior pa1t i di Cacciatori della nostra Compagnia , e g u idali dal medesimo accorremmo subito in quella direzione, e g iunti a vis1~1 del nemico che faceva fuoco al coverto dietro un riallo cli terreno, senza p e rdita di tempo a giusta d istanza prendemmo posto dietro g li a lbe ri , ove aprimmo il nostro fuoco con colpi ben diretti . Contemporaneamente il l " Te n ente [Giusep pe] Gasparrn de l nostro Battaglio ne , il quale trovavasi inoperoso con una sezione della sua Compagnia no n molto lungi da noi , osservando quanto accadesse, di proprio impulso accorse pure, cd attaccò gagliardamente il nemico dal lato sinistro, talché dopo breve temp o lo costringemmo a ri piegare, il Capitano vedendo c iò , dopo a ver detto ai soldati parole incoraggianti, ordinò che s'incannassero le daghe, e d alla corsa ci spinse {. .. c i spingemmol su di essi; il l " Te nente Gasparro praticando lo slesso, si congiunse con noi , ed uniti li disperdemmo, facendo ne prig ionieri undici, fra i quali d ue lJffiz iali. In queslo incontro l'inimico e bbe non poch e perdile , a seconda p otemmo giudicare dai cadaveri c he trovammo s ul lerreno, dal canto nostro avemmo due morli, e nove feriti, tre {soli] di qu esli ultim.i a pparte ne nti alla nostra Compagn ia. TI l " Te ne nte Gasparro si assu nse la cura di scorlare i prigionieri, e fare accompagnare i feriti , e noi restammo in quel Le rreno in atte nzio ne di ordini , che per lo m ezzo del d etto I Jffi zia le ricevem mo, cioè quello di rientrare a l battaglione. Tra i prigionie ri riconoscemmo un giovine tto di circa quindici anni , cli condizio ne barbiere, e che tsc mesi prima, allorché e ravamo acqua1tierati ne ll a caserma d i P iedigrott:c1 , supplicò p e r essere ammesso nel nostro 13attaglio ne come volonlario, e nel frattempo che s i ammannivano i volt iti d ocumenti, p e r dargli da vivere, trovandosi la nostra Compagnia sforn ita cli barbie re , egli lo surrogò, cd il C:apitano gli da va di propria s:1cc:1 grana cinque a l giorno oltre la merced e assegnata al barbiere , c d un:1 z uppa che s i prelevava d all'ordinario d ella C:ompagnia me d esi111:1. Pocl 1i giorni prima di andarsene, il Capitano gli aveva regalato un p:1io di sc1 rpc cd una gi ubba bigia. Coslui verso gli ultimi giorni de l 111csc d i :1gos1<>, n on s i fece più ved ere, porla ndu seco i rasoi, il bac ile di r:1111c, L'd un:, Lovagliola del la Comp agnia. Chi mai avre bbe po tuto prevedere che un mese e g io rni dopo quell 'istesso da noi beneficalo e che supplicava quel Governo per vL· nir dis pcn-
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c;iuseppe Pavone
sato dall'età p e r servire n ell'Armata, sarebbe venuto coi nostri ne m1c1 a ballersi e quindi sa rebbe stato fatto prigioniero dai m ed esimi Cacciatori che lo ben e ficarono! el mentre ci restituivamo a l Battaglione, c'imba ttenuno con l'infaticabile Capita no di Stato Magg io re Signor [Miche le] Bdlucci , che solo recavasi su S.Angclo pe r assicurarsi dello s tato del progresso di quella linea Idi combattimento), e ad assiste rvi, q u esto distinto Capitano dopo di averci rivolte parole di soddisfaz io ne, c 'indicò con maggiore precisione il s ito u ve il nostro Battaglione trovavasi. Non appena ci avviammo I. .. ci riunimmo) al 13allaglione, circa alle ore 11 giunse il f ••. giunse l'amato nostrol Re, c he tosto venne circondato da Genera li, l Jffi ziali di Stato Maggiore, ed altri Sup erio ri, che fino a quell'ora non avevamo veduto in alcun luogo '3, trattenendosi poco tempo non mo lto discosto dal nostro nattag lione; poscia al galoppo mosse p e r la direzione del combaLLime nto con una calma e sere nit::'ì ammirabi le. Dopo qualche tempo che eravamo in riposo, verso le 2 1/ 2 p.m. ad un tratto veclenuno retrocedere precipitosamente p ochi soldati di cavalle ria , e di a ltri Corpi di fanteria, e due r ezzi di artiglie ria, da questo principio di disordine, il Capitano preved e ndone le triste conseguenze, ne l me ntre il Ballaglione rio rclinavasi nelle righe, ed il Comandante montava s11I cava llo, s i rivolse a 4uest'ultimo spinto dal solo principio di doveros;i affezione, rispettosam e nte gli disse "Signur Comandante da culà pnssiarno sostenere una onorata ritirata " additandogli con la mano un i,rossimo burrone alle spa lle, che ci poteva servire di riparo. Il Comanda nte m essosi a ll a testa del Battaglione, e dato il coma ndo pel fianco dritto c i diresse a q ue lla volta , e ne ll'atto ch e i,iù della rne t::ì del Battaglio ne era discesa lungo il burrone, e c he credevamo ivi venir disposti in battaglia, non saprei se il Comand ante per la prestezza d i c::1vak are non avesse avve1tito il v isamento del nostro Capitano, o per altra circostanza da no i non conosciuta s i risaliva dalla parte o rpost.a col cornand'·· alla d ritta , il q uale g uidando il cavallo a ll o stretto trotto dicevaci "Venite appresso a me, appresso a rne " dirigendoci alla volta di Capua . Oopo che avevamo percorso un b uo n tra tto di s trada presentossi alla dritta elci Battaglio ne un personaggio, che dal luogo in cui mi trova va non d istins i se Gen erale, o Ufficiale di Stato Maggio re, il quale c'impose di fermarci , chie de ndo pe rché ri tiravan si con tanta precipitazio ne, al che gli venne risposto stranamente "Fug,gnno gli altri, .fuggiamo ancora noi". ArTestati che fummo cadde un proiettile di artiglie ria pochi passi dietro il centro del Battaglione, che produsse un poco di s balorclin1ento n e lle file più per timidezza cli q ualcuno a lla rmante, che pe r le conseguen ze che 1 ''
l Jht~rion:• tt~stin1o nianza della 1nancata g uida degli 111Ti<:iali .superi o ri d u rante la I ,attaglia e del
~enso di ahha nclono in cui versava l' 11nitii combatlenle .
Il 14° llauaglione cacciatori di linea dell'J!.sercito del Regno delle Due Sicilie 501
avrebbe po tuto a ppo ttare il proiettile medesimo. Il Capilano per dissipare il lrisLO e ffe tto morale con cui ci lrov,umno in quell' ista nte di b isbiglio, elevando la sua co ppola in alto, si pose a gridare , secondo il solito, Viva il Ne, grido che venne ripetuto da tulli i valorosi del 11attaglio ne lcon e ntusiasmo}. Circa un qwuto d 'ora dopo, il Comandante ordinò, al Capilano della 1!! Compagnia di rec1rsi nella strada nuova , che avevamo a lla d riua , e guarda re quel fro nte verso Santa Maria , qu esti avendogli fatto p rese nte, c he alb sua Compag nia mancava più della melà d e' soldati pe r non essere anco ra rie ntrati n elle fila risp ettive , il detto Superiore o rdinò al nostro Ca pitano c lic ivi si fosse recato anch'egli con la Compagnia come eseguimmo I. .. al nostro Capitano che pure si fosse colà recato con la Compagnia}. Arrivali s ul terreno designato, la 1= Compagn ia distese il cordone a dritta, e la nostra Compagn ia a sinistra; in qu esto fratte mpo il 2'1<2 Tenente Ce leste che e ra stalO lieveme nte fe rito , rientrò n e lle file della Compagnia, e si e bbe il comando elci plotone di sostegno , e l'Alfie re Me le rimase co l Capitano nel cordone. Era sco rsa quasi mezz'ora dachè stavamo in ripos o, quando ad un tra tto vedemmo dalla boscaglia clic e ra a noi di fronte , nella distanza d i un ti ro di m oschetto, usc ire a lla spicciolala un cenrina io di CacciaLOri, che con be ll 'ordine rip iegavano prosegue ndo il lo ro fuoco di ritirata, allo apparire <li essi il Ca pita no si rivolse subito alla Compagnia per disporci a sostene rli in que lla ritirata , e percorrendo la linea del cordone p e r sollecitarci disse "A noi.figliuti, ceco il momento di poter.fare qualche altra huonu wsu ". In quel med esimo tempo con stupore osservaimno un buon numero cli Cacciatori d ella prima Compagnia and arse ne via , trascinati d al catti vo esempio di un p usillanime dell a stessa. La nostra sorpresa fu immensa pel detto incidente, e si rese maggio re al riflesso, che la prima Compagnia e ra una d i quelle ch e e mulava p e r brav ura colle migliori del 11attaglion e. Nell'istante m ed esimo s ulla dritta de lla boscaglia indicata, uscivano una nume rosa massa n emica, che tosto s i buttò su que ' bravi Cacciato ri, che valorosamen te la ricevettero a lla ba io netta , ed a fronte di una forza di mo lto supe rio re , si difendevano d a eroi. Noi e ra vam o in ta le distanza c he distinguevamo bene quanto avveniva, ed avremmo voluto ave r le a li , per poterli subito soccorrere in quel supre mo istante. Nel me ntre ci ava nzavamo a qu e lla volta, di g ià una b uo na porzione di quei valorosi erano riusciti a salvars i, ed il nostro Capit:1n<> con l:1 trorn h: 1 li faceva chiama re a racco lta sulla s inistra per aver sgombro il front L·, l ' dopo d i c he fummo in grado di opporre a l nemico un l'u oco i>L·n n11l rito ch e arrestò il loro avanza rsi. In questo med esimo tc 111 p<> Iuli <> l ' f: t con l'u sione, una p o rz ione di Truppa ric ntr~1v:1 nelb PLt zz:1, un 'a ltr:1 s i h :tll l'V: t ancora , e mo lti a ltri soldati d i diversi Corpi :1cccrcl1i:1t i :1 d e i c 11Ti di vino, arrivati in q uel mo me nto, s i a lT:1cccnd :1v:1no per p o ters i ri c111pirc le f"i :,schc, nie nte c urand o i proiettili c he g iungevano fi no :1d'cssi.
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G'iuse/1/>e l'avone
Giunta a te mpo una mezza batte ria comandata dal Capita no Sign o r lMiche lel Dc Rada, appena presa posizion e a rrì il fuoco con colpi ben dire tti dallo stesso Capitano , costringendo il nemico a ritirarsi rrecipitosamente. 1oi poscia a lle o re 5 1/ 2 p .m . rie ntravamo ne lle fil e del Battaglione , elle trovammo nelle fossatc de lla Piazz;1 con altri Corpi rie ntrati da qualc he tempo. ' ' " ll.'arrncco l'u ini ziato) dal 10° Cac.:<:ialo ri della 13rigata l'o lizzy,comandatu d al 1enen1r colo nnell o [Luigi) Carece latro c he.:. n:spinli gli ava mposti gariba ld in i, lg iu 11sd a po c:1 distan~.a da (Sani 'i\ ng rl o l, cun il su;,tegno delle a11igli c.:ri e della b rig:1ta ,c.:hkr.tl c a C'.:1s.1 Fa rina. lk spinro rn om c.:11taneanwnrc d,1 u11 contr.1uac.:co (rk<'vcueJ u11 c ffi<~1ce sos1c.:g no d ella hrigma 13arbalo nga che , g iunta i11 rincalzo, Jprcxe dc ttc· poil ;1van1i. . .. l .'n ionc.: della llrig:1rn Po lizzy c.:r:1 cond o na con il 7" e il 10° Cacciato ri schierati in avan1 i , rispelliv:11 11cn1r a sinistra e a destra , con 1'8u Caccia1ori del tc.:11enlc n i lo nndlu [A 11to ninol N unzian1c· e il ') u ( ~1ccia1ori in riserv:1 ... R:1rhalu11ga proceckv:1 Idi ri11c.:alzn l co n il ha11;1glio m· Tir:1gli a1o ri al c.:c.:11tro, co l 2° C.1ccia1uri a sinis1ra , d isposto su due colon ne (d ietro il 100 della l'o lizzy) e col 14° C.accia1ori a dcsl r:i :1nch'es:;o su d ue colrnrne uno d i etro l 'alt ro, te nc.:11do l'anig licria d i riser, a. L·auacco d elh1 Brigal a Po lizzy era .s<>stcnuto anche sulla sinist1~1 d a 1111 distacc.:a111ento invi:1to dal gemer.ile.: Colonna, com,11 1tb111e del l:1 .1· D i v i~io ne. a11ravcr'-l> il passo d i TriOisn,. Il c.:0111ha11irnC'n10 fu acce:-,i,,,,i1110 ed i bortx m i ci riuscirono :1cl occu pare 1c rri m<' c:1se dd paese dove l:1 resistenza clr i g:1ri h;i ldini , i fece pi11 ;1ccan i1:1. Da no rd S. Angelo fu alr:1<·c:11n dec.:is:1111cnlc cl:11 l enente colonnello IVi nn·nzoJ Tedcsd 1i co rm1nda11le del 7° C.acdalori. La pncli1:1 di S. A11gc lo av rc·hht' dctc nnin:llo I:, cach11a delle 1x ~~izioni di S.M:rri:r pres,_• alle spa llt' e n.. ,;.:rrL'i>h~· n,n:-,.,g cr il a l'<.><.'CUpazio nc d i C:a,erta e quindi b via lihc r;1 per N;1po li. Mecli,: i, ht'n c.:onsarc vol,· di 1alc perico lo , o p pose" al 7u Cacciatori i l 2° reggin 1c 11lo d e l co lonnello li\ngelo l V:icchie ri della brigal:1 IFrnnc.:esc.:o l Si mo nella, 1m: 11lre il I " reggi memo c.:011 il te1wn1<· culunnello (C io vannil Cadolini a1,:iva a sud .. I garii>alcli n i, spec ie con la Brig:11:1 ll'ie1rol Spangaro, o pposno una rcsis1c-nz:1 dispt'1 .1la .1i cinq u,· MILT essivi allacchi horlxn11u Id i cui) 1"111Lirno condotto ver so le l.1 ... Co nsider:11:1 la rc·sb 1e11,:;1 ,1 S. i\ ngc ln e ,1 S. M:1ri:1, l:1 si11 1;17i111 1t· gen erale impo n,·va un:1 decisio n,· riso lu1iva Ida ambo i contendc.:11ti l .. . G:1rih:ild i inviù al gc-nr r:ilc· Tli rr !"ordine d i ron;irsi al p iù presto con llltte le sue trurrc \'erso S. Maria (clov<' q ~li slc.:S.-;(> si recò) ... Il ge11er.1lc Tabacch i, d opo l 'anacn> clcllc 11 , a11c.:or.1 alle- 1.~-30 cond usse 11 11 nllcriore allac.:co a S. Maria da Po rla Cap uana. (;a rih,ildi ,1ssunsc roco dop o le I 'i perso na lmente il coma ndo d ella ri serva ... e g uid ù il com ranacco ... Sol to l 'i111pelo deg li :1s.sa lti :ilb haio nen a i borbo nici del la Brigala IGennarol M a rulli corninci:lro no a pcrclcrr 1crrenu nonosl alll<' il sacrilìc.:io e l',·scm p io d i 111o hi ufficiali e si 1iti r:1 rono fino o ltre il n JJwe11to d ei Capp uccini .. l1x>il fu rono C(~~l relli a ced r rc all 'ulterio re imrc·10 d ei garibaldini e si ririra ronn vc.:r.so la fot1 c' 1.7,;1 li successo d el c.:ontr;rllacco dell:1 riser va generai<' garih,ddin:1 eb be un immcdial o co111raccolro a S. Angc.:lo dov(· Ml'dic i ... :,i geli il s11i hnrho11 i<:i dw aveva d i fro nte costring<'ndo li a rilirarsi vcrso i has1io11i d i Car11a ... [F1: lllcesco Il) in pnsona , verso le- 15 ..10. bnc.:iù il 1egg i111en10 c:1r:1binieri a c.:avallo (l rl' sq uadron i ) ch iamalo dalla piazza cli Ca pua, i11sie111c :1 1111 rio i o ne cacciato ri a rn va llo e ;1 q uall ro sq uad ron i del 1° r<'ggimento la11c.:ic ri , 111:1 inutilm ente. (Rc r111:11a va n:1 co~ 1 più olt re ca m peggiare. e consc111e ndogli il lk , Ril ucei k c.:c :,uo narc- la ri1i1:11,1I. li gen<'ralc Ba rhalo nga [diresse-I ordina1arne111e la ri1ira1a d a S. Maria son o la p rotezione dc li(' arligl ieric schier:H<' al crn1m e d i alt-un e carichc' di cavalleria. /\Ile 17 i oorl x mici c r;rno q uasi tulli riuni1 i nelle zone d i S. Lazzaro ... le i alle 18 il comh;11tim e11lo si spcg1w va 1ap ida111en1e ... JFr:1ncescu ili intend rva mantcnere l e 1rurpc fu o ri Capua, p ro1e1tc d,11le artiglier ie dr lla forte;;za .. . rcr :11 1acc.1rc 11uovame n1c la mauina ~cguenl e Ima ] c.:o ntr;1stalo in raie inl t'nd ime n lo dal m ,1r<'.sciallo Rilucei , p ar1ì co11tr:1riato pe r Gat't,1 abbandonando og ni p ropo sito di i111 rnn lia1a ripresa d ei combauimen l i. Lr tru ppe rien trarono così in cin.ì: l'artiglicria, la cavalleria e le ambu lanze per la Po n a cli 'a1x >li e la f:i n1eria per le rorcne ( Garibald i G.J. h ihl., r p . 2•)-54). - I.e " potene" o ·potcrn<' ". so no c:111 1minamc n1 i p rol elli (le .fossatf') rc:r co nsentire: il u: 111si10 11~1 fonif'ic.:azi o nc ed esterno). Del 11° C1t'c.:ia1ori si disrin.sero il o>rnanda n1c· Ralfac.:le Vecchio ne, il capit;m o Sinibaldo 0 1fando. i primi tenrn1i Giu~ ppe Ciosuè e l'aiutante d i bauaglio ne Giacom o M:di.J1coniL", l'Altk re Ferclinau do Moxed:1110, il 1° sc rgente Angr lan1onio Arnh roson<'. Quesl'uhirno, agli ord ini i1111 11edia1i del s1rc1 çapitano Federic.:o Fio re, alla te~ta di 1111 piccolo distacc:1111c·n10 di soldati, assallù 1111a r·,1.sin11, o ve e1, 111si fo rtif ìc>il i u n g ran numero d i garibaldini. la prese a v iva for w e fece diciotto prigi on ieri (iluu::i G ., bibl., p . L91).
Il 74° Rallaglione cacciatori di linea dell 'faercito del Regno delle Due Sicilù! 503
La sera d el giorno due sapemmo c he il noslro Capitan o, la mattina era stato a pranzo alla Locanda della Posta che trovò piena cli Uffi zia li . Nella ta vola g rande ove gli fu dato prende re posto , si discuteva dc ' casi della battagli a d e l g iorno innan:ti, e ne lla d isputa disting uevasi maggiorme nte due I Jffi zia li, che riconoubc di essere ne l numero di quelli, che se ne stavan o vilme nte oziando in quel b urrone linna nzi ciLatol, a pochi passi die tro del la linea di battaglia , ove il Capitano il giorno innan z i si era p ortato , per far passare ne lle file de' combattenti que' soldati che sta vano con essi, ai quali que g li U ffiziali me desimi il gio rno prima non ebbero n eanche lo s pirito volgere una sola parola per sollecitarli a salire !. .. il giorno prima non po terono volgere una sola parola per so ll ecitarli a salire, e ciò per mancan'.la di s piritol. lndcgnato il Capitano della loro vile impudenza , non seppe comprimere il suo rise nti me nto perlochè imprese a dire ·S (gnori, se ognuno d i voi .fosse stato ieri al suo posto, non solo saremmo ora in g rado di meglio sap e re i dettagli della giornata, ma quanto si sarebbe certamente conseguito il completo scopo che si uvea in mira " a lle quali p arole niuno osò oppug na r cosa , ma molti di essi deuero segni di assentime nto col capo. li Capir~mo prima di pronunc iare le surriferite parole , non si era a vveduto che alla ste ssa me nsa trovavasi il Sig nor Colo nnello lCarloJ Crcnet , ma accortose ne poscia , rispellosarncntc s i rivolse al medesimo chiede ndo scusa di esse rsi fatto tras porta re senza avvedersi de lla sua presenza in que l luogo, al cbc il co lo nne llo cortesem ente gli rispose ''A vete detto pur trop po bene, avete rag ione Capitano ".
La sera elci 3 la nostra Compagnia fu di rinforzo a ll'avamposto fuori po1ta di Napoli, cd il mattino all'alba rie ntrammo in Qua1tiere senza novit:cì . "
mgio rno 4 ci occupa mmo alla n e uezza d elle armi , ed a l riatto de l bag:1glio , second o consue to.}
Il giorno cmquc , da Capua p assanuno ad accantona rci nel vicin o " Il n emico inrn nto fo rtificava sempre pii:, l e sue posiz io ni sullo slrello di T rilliscu con tre ord ini dì batterie , l'ultin10 dei qt1a li , ,1 v cndo cnn1and o sulle 01::tggio ri alture <K<.:up:11<· d :dlt· fflilizìc..:- napolita-
ne, rendeva quel pass,1ggio impmticahilc (DF2, p . 82).
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Giuseppe Pavone
C:omune di Virulaccio '><',, la nostra Compagn ia venne a lloggiata in due s uppcgni ,- di proprietà di (}lic i {giudice! Supple nte , in casa del quale l'Aiutante Maggiore Signo r fCiusc:c:ppe] Anronini, il nosrm Capitano e l'Alfie re Me le e bbero alloggio, il Capitano però rifiuta ndo il le tto , prefe rì dormire su un poco di fieno , ch e fece colloca re in un angolo di una s ta n7.a più vicina ai s uppe gni ove trovavasi la Compag nia. 5H
Il giorno 7 fummo di avamposto a l Po ligono unitamente alla quarta Compagnia comandata dal !Sig.} Ca pitano Ricci. Alle 2 p.m . la Batteria ivi stanziata tirò diversi colpi nella direzione cli S.Ange lo , ove vedevasi una numerosa nrnssa. e l corso de lla norre poi, le sole nostre sentine lle e bbero a scambiarsi qualc he colpo di m oschetto col ne mico, che aggiravasi nell'opposta ri va del Volturno, cd il mattino a lle 10 a nt_ç_ venimmo rilevati senza a ltra novità. ' 9
Alla diana elci 9 udimmo battere la Ce ne rate ''0 , s upponendo qualche sorpresa d e l ne mico so llecitamente ci reca mmo ne l s ito cli riunio ne, i soldati si mostn1rono tutti desiderosi di battersi, ma invece fummo condo ni ne lle vicinan za del Poligono, ove si riunì tulta la nostra Brigata, e vi restammo o'.l.iosamente fino a lle 4 p.m ., ora che ci restituimmo a i nostri accantoname nti L.. a lle li p.p. indi riro rnarnmo agli acc:rnloname ntil . 61 Il nostro Ca pitano in dello giorno e ra di piccherro, sicché appe na rientrati in Vitulaccio fè montare il servizio gio rnaliero, e per meglio assicurarsi dell 'esMlezza d i esso, si recò a visitare tutti i posti. Uno di essi era s ituato sulla montagna alle spalle de l paese, con la consegna di tene rs i in comunica '.lione con g li altri posti de i di versi acca ntona menti, me diante segnali con fuoco di paglia , o altro in caso di allarme. li Capitano ne l giungere s u detto posto clc ll,1 mo ntag na trovò e lle que l C,1po posto di già face"" !."odierna Vituliizio. · Sottol etti . -... Per il 14° hanagliuue Caccimori l'inquaùramenro fu il seguente: (• l)ivisio 11<': cnm and;11He genera le Col o 1u1a 2' Llrigala: com,111d,1111e general e Barlx1lu uga; S1a10 maggiore: Gl[)itano Bellucci. 1° 1c nen1c D mgonetti. alfìere Po listina; Corri: 2°, 1'1°, 15° lntllaglioni dei Cacciatori alloggiati in Bellona, Vin,l:icdo, Falchi e Camigli;ino; balleria n . 13 di c;rnuoni ri~.tli eia 'i d i 1110111.agna, dc-I rnp i1a110 Solofr.t, alloggiarn in Bellu ua ( DF2, p . 81, 272-1.7j). '' l nrnn10 hl balleria sul monle Gerusal emme, gi~ compila per clue pezzi, cu111inciò vivissimo cannuneggiamenlo cont1u la casina Lurnrd li. che il nemico aveva come scrh,11oio d 'ogni cosa di gue,r.i, e la Mrada chc d a Sanla111aria risronde a Triflisco ( DF2, p . 92). "' Segnale di allena e adun:mza cli 1une le trurrx·., È plausibile che qucs1'çvento ~b riferibile.invece. al successivo 11 o llubre romc da norn •·•.
li 14° lJatLaglione cacciatori di linea dell'H,ercito del Re!!,n<> delle Due Sidlie 505
va accendere la paglia, e si disponea a spiccare l'awiso a l Corpo, p e r aver
veduto del fuoco acceso su di altra a ltura, che credeva appartenere alla consegn a{. .. credeva occupata da truppa amica ivi dis taccata ), sicché se il Capitano n on s i fosse trovato colà a te mpo o ppo 11uno per disingannare quel Ca po p osto dell'errore preso, p e r lo me no l'a lla rme si sare bbe dira mato pe r tulla la Brigata. Da {Dal bel primo) che venimmo accanto nati in Vitulaccio fra di noi circonda vano mille notizie contraclittoric fa le altre dicevasi con insiste nza che il Re a ndava a promuovere a prcferen7.a al g rado d i Maggiore un numero di Capita ni, prescelti fra coloro, che fino ad allo ra era nsi maggiormente dis tinti. Il nostro Capitano non progettava p e r se, (non prestava fede) n é a questa , né'. ad altre (diverse) dicerie. Sm o nta to di picc.hetto , ed unitosi al nostro Ajutante maggio re Anto nini, e agli Uffi7.iali d el la Compagnia , coi quali fa ceva pranzo, uscirono in d iscorso s ul proposito, e tutti gli sostenevano essere vero quanto dicevasi p er la promozione, a nzi soggiunse ro, sa pere di certo, che tra i proposti cra vi compreso il Capitano [Fe d e rico] Fiore {Comandante la Cornpagnia )d el nostro battaglione, e nel soste nerglielo{. . . e nel sostenere ciò al n ostro Capitano ), no n so se in realtà o pe r illude rlo , mostravano in pa,i te mpo inte ressa me nto a suo riguard o, ed il nostro Capitano nel tanto udire, così ad'cssi ris pose "Come oggi,
così sempre hu jJrucurato di fare il mio dovere, guidato dal solo convincimentu di doverlo adempiere, non solo perché richiesto dalla legge, ma ancuru per soddi~/azione del proprio onore e coscienza, e se le circostanze attuali mi hanno ujferto i 'o pportunità di jàre qualche cosa da meritare la comµiacenz a del Battap,Lione, e de' miei compagni, al certo non sono state distinzioni tali da lusin?,armi, meritare una promoz ione a preferenza ". 62
Da l giorno dieci al tredici non ave mmo alcuna novità , talché {secondo la consuetudin e) po temmo tulli occupa rci al rassetto , e riatto ciel vestiario e bagaglio , e d alla ne ttezza d elle armi. 6' " [lnfalli il giorno 11 ollolm:I il J{e uecn: Lò d 1LO d'ora innanzi le promozioni ai gradì d i col"niwlli LO gLOnerali si racessero per cagion di m erito e di sua libera volo nril , e q11dlc ai pos1i di rn:1ggio ri ,. tenente colonnelli. la terz,1 pane si facesse in somiglianrc g uisa e solamente per anzh111it:1 le 1'<'sl:1 11ti due. Questa sovrana volonlil nuova affono nelle regol e dclb milizia napolitana fu plaudil:i d:t 111ohi. I·: se fosse s1;11a ,llluara ne i tempi più <'almi che precedettero la campagna, senza dul>l>io l 'es,·1\ ·11 n 11,· avrebbe tratto v:111raggio ( DF2, p . 100; pp. 292-293). 1 " [TI 12 ottobre] il governo sardo ... foce che il suo esercito inv;uJesse le M:1rd 1c· ,. l 'l l11d,11.1 p,·, impedire che i 1x mlifìci si congiungessero ai napol itan i, e lussero più g:igli:Hdn, is1:1t< :ii " " ,i i,11t·,1 dimenli . .. . il Re fu fatto consapevole essere i pie montesi entrati nel Regno,. "ì 111111 n, · pn ,p:t):" l :1 notizia per uun disanimare la soldatesca ed i loro condonieri, l e celò ;inchc :t i tii111,, i ( I >1'2. p . I I 11. - li concetto strategico Jclell'esercito sMdol . .. cm di riu scire al più prcs10 :olle ,-p:1 11,· ddl \·."·r, i1 " h11r hnnirn snll,i d Pstrsr d t>I Vnh11rnn, c'OSiringerc il nc mi<'n :tlla hattaglia fr:1 il ( ;:,rigli.1110 ,. il Volt t1r110 ,. d islaccarl o da (~ael a e d al confine pontificio (Ce,;ari C. , bibl.. p . 2 1 ).
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GiustJ->J>e 1-'avone
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La m attina ciel 11 giorno cli dome nica alle ore 11 a.m. dopo udita la rnessa , p ervenne ordine al Coma ndante cli tosto muovere per Ca pua , ove giungemmo a lle ::S 1/ 2 p.m. e venimmo accampati !... vcninuno accasermatil nel Quartiere del Gesù. Dopo qualche ora vede mmo il Cacciato re Galise, che il gio rno 30 settembre e ntrato e ra nello Sp eciale di Capua pe r fe rita riportata in que lla giornata, presentarsi al Capitano, cd abbenchè la sua ferita non era del tutto rima rg inata , insisteva presso dello Supe rio re p e r essere riarmato, p e rlocchè il Capitano vedendo l'attaccamento al se,v izio di d e llo soldato, dopo di averlo e ncomiato in presenza della Compagnia gli regalò carlini sei, pre murandolo di volersi pria rirne llersi inte ra me nte in salute, p e r poter p restare la s ua opera con le anni . I. .. Dopo qualche ora vede mmo il Cacciatore Galise, presentars i al Capitano , costu i, il giorno 30 settembre entrato e r:1 nello Spe cia le di Capua per ferita riportata in que lla giornata , ed ahbenchè la sua ferita non era del tutto rimarginala, insisteva presso detto Superiore per essere riarma to , il Capita no vedendo l'attaccame nto al servizio Ji deuu soldato, d o p o d i ave rlo encomiato in presenza d e lla Compagnia gli rega lò carlini sei, premurandolo di rime ttersi interame nte in salute, p e r poi poter prestare d Ticacernenle la s ua o p e ra con le armi l. Tn q11el g io rno istesso il Capitan o trovandosi di picch ello, all'ora d e ll a ritirata l'Aiutante di se1v izio g li recò l'ordine che a ll a diana de l g iorno seguente tutti gli Uffiziali dovean si trovare !... tutti i s ignori Ufficia li d ove va no trovars i} in Quartiere per uscire col Battaglio ne comandato di tra vag lio; alle ore 9 pomKp o i, il Comandante recatosi in Quartiere, g li ordinò invece c he per le 4 ore antimc ridn,,.: il Battaglio ne doveva trovarsi formato ne lla Pia7.za del Q uartie re, con armi e sen za sacchi , col cappotto add osso, e quindi s i ritirò. 6 ' lmme diatamente il Capitano !ji occupò pe r fa re avvertire nuovamente gli l Jffi ciali, e siccome alcuni di essi non aveva no indicato il loro a lloggio '" Poic hé l'inim ico m ostrnvasi sovente n elle rnsc rurnli poco discoste dai pns1i avanzati ~il:Ua piazz.1 e da e;:sse;: al coperto molestava le ve;:deLLe e le scniindle pii:, vicine a sé, e facev,1 anco ra suppo rre c he si accingesse a com inc:i;i r lavo ri di approccio . il gencrn lc in capo opiuò d i rare cffetn ,irc la clima ne una ricognizioue verso quel IMo. M,i volend o che il suo pensiero non si sapesse innanz i tem po chiamò nella piai'.za il sesto e dccimoq u,1110 d ei Cacciatori senza dirne la ragio ne, ed a sera tarcii fece che il tenente colunnello delli Franci cicllo statu maggiore a i>occ,1 l a notificasse al governato re , al colonnello Vecchione che comandar dovev a trnppa ed al capiLano IFm nccsco Saverio! D el Re d ello stato rnaggiorc , c ui venne p ure la ricognizio ne con1n1essa. Ai l>a llaglioni tcslf nnn1inali ... t;i aggiunsero due drappelli , di ,irrig lieria l 'uno so llo g li ordini ciel ca pitano I.Alessandro! Sal,1 fi;1, del gen io l 'altro comandato da l capit:rno rr.Jial Catanzarili. A l colo nnello Vecchione t:d al capit ano nel Re fu o rd in~to di marciare verso Sanl angclo, scacciare il nemico cb lle case rurali , esplo rare il terre no circostante e contenere !"impelo degli ;1 vvcrsi finché i drappelli delle armi speciali avessero dis1111tto q uei rico veri ... ccl imposto d i 1ilirarsi arpc na vedesse ro l 'inimico essere s11 lr· mnss.-. cl i li" uagli,m .· con forze di maggio r numero delle loro (DF2, p p. 105- 106).
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Il 14° llallaglione cacciatori di linea del/Esercito del Regno delle Due Sicili.e 507
alle rispettive Compagnie, ta le circosLanza gli delle non puco da fare , affinché tulli avessero conosciuto l'ordine ricevuto.
All'ora indicala ldcl giorno 151 il nostro Battaglio ne gi:'1 er:1 ronn:11 0 , e ci recammo ,il piano della Castelluccia , per unirci al 6" C:icci:1tmi cd un plotone di Zappatori Minatori , ed a lle 5 1/ 2 a .111. per b port:1 di N:1p<>l i uscimmo dalla Piazza. Arrivati ai nostri avamposti facemmo a lto , ed indi il Colll:ind:1111e in de ttaglio fece avanzare quattro Compagnie in direzione dive rse, dando :i c i:1scuno de' Capitani debite istru zioni ; al nostro Capitano venne ordin:1to di marciare innanzi, e quindi stendersi in cordone a driua nel prolung:11ru: nto di quel fronte, per concorrere di concerto con le altre Compagn ie :1d impossessarsi delle due casinc verso la Cappella de' Cappuccini, clic c i venivano di fronte. Nel momento che ci mettemmo in cammino, con sorpresa udimmo de' colpi di cannone che ven ivano tirati dalla Piazza , senza sapercene rende re ragione, e che poscia sapemmo essere la salva perla ricorrenza del giorno 0110111aslic<> della Regina Vedova 6 ; . Il Capitano trovandosi alla dritta della linea con la Compagnia , dopo aver marciato innanzi buon tratto di strada, dalla nostra sinistra venne attaccato il fuoco L.. Dopo aver percorso buon tratto di strada ci disponemmo in ordine apetto, e nel menlre proseguivamo a marciare innanzi , dall'cstrcrna s inistra della linea venne attaccato il fuocol, che tosto si estese in Lutlo il fronte col consueto valo re, e comcnchè la nostra Compagnia trovandosi sulla estre ma dritta fuori Liro del punto, che avevasi di mira, al passo di corsa ci fece cambiare fronte (. .. di corsa camb iammo fronte! a sinistra , cd attaccammo l'inimico di fianco, spingendoci sempre {piùl coraggiosame nte avanti . Questo movimento non solo riuscì nocivo all'inimico per trovars i in mezzo a due fuochi, ma quanto fu di spinti a quasi tutte le altre Compagnie impegnate allo attacco, le quali nell'osservare ciuel nostro !rapido) cambiamento d i fro nte a lla corsa, e proseguire a marcia re in avanti, prese da ernula7.ionc ad un tratto tutti con e roico slancio assalta mmo le due casine . Non essendoci riuscito di stabilirvici per ma ncanza di rinforzo, ch e n on avemmo pe l mal volere di coloro che u·o vavans i di sostegno , e pe r poc:1 vigilanza d egli a ltri chiamati a dirigere l'azio ne, i quali essendosi rilll:1s1 i s ul te1Tcno medesimo ove fummo ripartiti, facilme nte ignoravano il successo elci vari attacchi 1"\ sopraffatti dal maggior numero del ne mico d l L' ''' Maria Teresa Is abella, Arciduchess,1 d 'Aus tria , seconda moglie di Ferdi11a11do Il di 11,., J.,,11,· ()uelle inopportun e salve sparate dalla foncaa di Ca pua (hen 21 tiri per la ga b di crnlL' di ., . ·1, ·11·.,:1 l misero s ul chi-va-là i g,1,ibaklini l' fece venir meno il comp leta1m:1110 del P" ,p.,~ilo 1,.,,.1,.,,, i, '" ( Ma larazzi P., bibl. , p. 77 78). "' Ancora una Les li111onianza d i mancata guid:1 da parre degl, 11ftìcial i s upL·rio ri.
508
Giuseppe Pavone
teneasi be n piazzato nelle adiacenti boscaglie, me ntre all'opposto no i ci trovavam o lulli allo scope,to I.. . del n emico be n piazzalo neJle adiacenti boscaglie all'opposto di noi inte ramente a llo scovcrlo no n fu possibile te ne re la pos izione offe nsiva massime quando ripiegava il centro p e r e ffe tto del sempre crescente urto ne mico favorito sia dalla sicura p osizione, che dal sempre crescente rinforzo si avea}, d i talché il nostro Capita no tro vandosi I. .. si trovava} ad un punto pericolosissimo ove cad ea una ste rminata pioggia di p alle, il tromba del la Compag nia , ed il Cacciatore r~ra ndo lino, spinti solo dal sentimento d i affezione, lo afferra no pe l le mbo del soprabito p e r tira rlo dietro ad un ripa ro e mellerlo lrassabilmc ntcl al coverto de' rroiettili ne mici a quale atto però, il Capitano secondo il solito disprezzand o le cautele non vi annuì ed invece maggiormente c i sp ronava lcon la voce e col fi ero esem pio.}; ma il nostro avversario profilla nclo della favorevole posizione ch e avea, cd anche del maggior numero di forza, c'in calzava sempre più , finché incominciando il centro d e lla linea a ripiegare, poco dopo fummo costretti fare altrellanto. Tl Capitano dopo di aver replicate volte fallo sonar la tromba chiamando un rinforzo, finalmente g iunse I. .. finalmente ebbe frntuna di veder giungere} quasi un plotone della 5, Compagnia condo tto dal 2''" Sergenle Cheli, il quale ne ll'udire il tocco d e lla tromba e (vede ndo! che niuno se ne dava ca rico, di proprio moto si distaccò dalla Comragnia conducen do scco quei vole nterosi che lo segui rono, e fatto li inunediatamc nte s itu a re alla dritta della Compagnia , il Ca pitano incominciò man mano a spingere innanzi quest'a la, di tal che col progredire in ta l modo, la d ritta si trovò alla portata di poter tirare alle s p a lle ciel nemico ch e riparavasi dietro del fabbricato, ed a poco a poco incominciò a scemare il suo fuoco . Dopo breve istante sempre impulsati dal Capitano, alla corsa riuscimmo d 'im padronirci novell amentc de lla Ca sina I. .. d ietro del fabbricato, costringendolo a poco a p oco a scemare la resiste nza; quindi dopo breve istante mercé gli imru lsi e 1c m iliari disposizio ni del capitano, riuscimmo alla corsa ad impadronirci nnvellarnente de lla cascina}. Il 2ili2 Sergente Chcli in questo assalto nel mentre d ava saggio di valo re fu colpito a morte con altri d ue Cacciatori, ollre ad una decina che venn ero fe riti , il nemico pere) e bbe a ri portare pere.lite n10lto maggiori, pe r la quale circosta nza precipitosam e nte si ritirò die tro e suoi ripari ne lle adiacenti boscaglie. Dopo m ezz'ora c he eravamo rac.lroni novcllame nte de lla Casina, che in disputa conservavamo con ben nutrito fuoco, sopraggiunta altra gente nemica, venimmo per la seconda volta costretti a ripiegare. 1Dopo ,nczz'ora che erava mo pa droni novellame nte della disputata casi na conservata mercé be n nutrito fu oco venimmo per la seconda volta costretti a ripiegare, a tteso il g rave numero sopraggiunto di forza nemica}. Avvedutosi il Capitano che non molto d ietro della n ostra linea vi e ra giunto un sostegno lo fece tosto chiama re col proponi111e11to di novella-
TI 71° Ba!Laglione cacciatori di linea dell'K,ercito del Rep,no delle Due Sicilie 509
mente assaltare la Casina suddetta , esso e ra un p loto ne de l1'8ii Compagnia comandato dal Signor Alfiere lGcnnaro] Baglivo, c he non appena giunlo, ne l mentre si dispo neva a fargli prende r posto ne l combatlimenlo , ci accorgemmo de llo avanzarsi di altra colonna ne mica di fanteria e cavalleria, che in direzione dielro della nostra dritta d is p o nevasi di accerchiarci, cd atteso che in quel momenlo ch iamavasi pure a raccolta, e le altre Compagnie di già si erano riunite al Battaglio ne , no i o rdinatamente ripiegammo I. .. a l Battaglione, q uind i fu gioco forza p e r noi ordinatamente rip iegare! , raggiungendo il Ba uaglion e che crasi messo in cammino per rientrare ne lla Piazza. In qllesto combattimento per qua nlo potemmo scorge re, le masse lgaribakline) ebbero aiuto della Truppa regolare Pie montese, che non solo distinguemmo da l vestire, ma ne venimmo accertati da lle anni, e dalle lihrette, rinvenute ne' sacchi presi dai nostri, nel primo assalto dato alle Casine . 1•1
Li 16 a meZi'.o giorno ripartimmo pel noslro accantonamento in Vitulaccio , da detto giorno a Lullo il 21 non avemmo novità a lcuna in
''' I.a 1r11pp:1 <'icrt:i ad operare la ricoguiziorn.: ali<: cinque ore del nw ttino uscì da Ca pua. A i cacc iarn ri ciel clcci m(XjUarto, e a due co111pcig11ie del sesto fu d:it o di cominciar scaramuccia e le restanli forze erano di ri~cossa iu o rdine cli colonna lungo I;, consolare che ri sponde a Sanlangelo. Le o peranti )truppe] ordincil e per m odo da esser sicure su ì fianchi assalirono i po~li ava11zali deU'inimicn, e sn i da11dolu dalle case rurali s'imp:odron imno delle loro salrnerie, e fecero ezbndiu p,igione uno che apparteni:va all'esercito piemontese. Ma r:ifforzatc d i molto l e file dei garibaldini, le case rurn li conquistate con valore <bile milizie napoliwne furono rioccupale dal nemico e pe r ,,ltre due folt e riconquiswtc cl:1 <j11esrc [milizie napolitaneJ che co11l1<1Slavano il terreno con indicibi le bravura. ( ; i:ì d a Sa n t:1m:1ria si m ovevano robuste 111a~e nemiche in aiuto dei lo ro comlxittenti e sarebbe addivenuta :issai disuguale la pugna se il colonnello Vecchione non :i vcssc a tempo opportuno fatta effelluare l a rilir:ota i n modo l odevolissimo e com e gli era stato ineiunto . Riri r:i t isi i cacciatori per i l c m uni110 cnper Lo della piazza, i JJemic i audacemente mostr;iro ns i nel rnmpo di S. Lazzaro, ma orriuilwe11l e percossi dalle ;irtiglie,ie d ei r;i mpari fr errnpi eno attrezzato con artig lieria , a recinto e protezio ne della forte,.1/.:il ruggiro no a tulla c;irriern come
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fossero stati fu gali alle spalle da alta caiica. La ricogn izione ebbe il
suo pieno effetto, pcrocchi~ certamente soppesi uo11 aver fallo il nemico alcun l:ovom d i approccio . F se per d ifcno di tempo i suoi ricoveri non disparvero del rutto, parecchi d i essi fu rono adcgu:it i :ol suo lo . ... Q uest"avvisaglia durù quaur"ore e fu senza dubbio cak b e feroce. Dei napolitan i moriro110 !"alfiere [(;i useppel Odorisiu del d ecimoquarto de i Cacciatori e due soldati e quaranta fu rouo feri ti: tlc·I nemico le perdite furono cli gran lunga maggio ri ( DF2, pp. 106- 107). O l tre aUa morte dei due soldati , ne l Ginrnaletto si cita la m orle d el 2° Sergen te Chcli, n 1t·n1w i l D eUi h auci cita la morte deU':ilficre Odorisio ; il l lull:ì, che evidenle111enle si ri fece :oi due· lc·,ti . ..,.,. delle be ne di citare cntr:-,mhi i rnd11ti oltre i due soldati. ( IJullà <.;. , l,il,I. p. 309). M:o il !)dl i Fr:11H·i pr,· cisa q uanro s<"guC': Spargevasi tra le tnilizi~ la vocC" di J1011 avere il nen1ico osserva Il· le lq.~gi inie ,n h , aì prig ionieri e aver fatto morire di percosse nel giorno precedente l':il fì erc Odori sio d,·I d.-d111nq11.11·
ro dei C 1cciatori. Per<> il generale in capo commise a tre cerusici lo esame d(·I cad:i\',·r,·. I qu;oli ,l\·c·11 do assicuralo essere stala bugiarda q uella voce, fpoichi'l Oclorisio m o ri v :o p,·r ,·ffc·ll o ",1, , d .-11.1 fv , i t:o ri portala nella testa, egli ne fece pubblic:o manifcswzione, affinché le sue milizil' 11,·I '"'"" d, g uc11:o non vt>ni t.itìt:'r<> i11<"ilaU~ a vendicare false o ffese (DF2, p . 112, pp. l 'J'>-~">00), <J1w~10 p: 11 ti n )l :11Ì!'-~i1no evento , no n riportato nel Ciornalello nè d al Ilullà, conl"erma ccomunqt w l:i mort, · d ,·1 1"( Jdorisio .
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Giuseppe Favone
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modo ch e il Capitano ci te nne oc:cupati positivamente I... in modo che p ote mmo positivamente occuparci} alla puli:..::ia individuale, ed al rasselto delle armi e bagaglio. (,8
La mattina del 22 pria di giorno udimmo ballere la Genera le, cd appena il Battaglione si riunì c:i me ttemmo in marcia p e r la volta cli Tea no. Arrivati a l così d etto Spa,tivento, sapcrrrn10 che veniva mo minacciati alle spalle dall 'Esercito Piemontese, che invaso avea il regno per gli Abruzzi, senza di aver incontrato d iffi coltà alcu na nel suo tra nsito, e ch e il giorno 20 il primo Corpo d i que ll 'Armata comandala d al Generale [Enrico] Cialdini dietro d 'aver supe rata l'eroica resiste nza che gli venne opposta in Isernia da pochi soldati I... pochi indi vidui) di Gendarmeria e da circa un J3attaglione del l '' !Reggimento} di linea si avanzava verso Yenafro. (f)
'" Ili 19 ottohrel il coma11d;111te in capo f11 forro cenn dal renenl<: colonnello [Cirolamol cle Uguoro c1111peggi:t rc 1wll;1 contrada cklla Vand1:1 [a sud di l sC'rni,1 ] gran numero di fan ti e cavalieri c h<' clicev;1ns1 p1emont<:si. (.)uesla nuova h1rhò l'a nuno ciel l{itucci !ora informa to ddl:1 prcsenz,;1 clelrannata sarda (OF2, pp. ')-120).
n
All'alba Idei 20 01101.Jrel i l gene1: 1le Jl.11igi lìoughtsl Scolli r<:duce da Venafro ordinò ;,I f111;1ggio re Achillei <I<' l.iguoro di :macc:m: sul 111011le Macerorw gli :rrrn:lli nemici, i 4uaU diceva essere rnass,1 di geme di niuno conto. ... e scicentotren t;14uallro gendarmi e d11gen1oqt1;11;inta volontari capila nati dal dc l.ig rroro 11 1arci.1rono per an.1ccaw 1.u!Er , ul Macero11<: senza sapere qu:11 fos.,r !"oste avversa dt<: avre!J!Jero incont:J:lln. <: cu111e fosse a campo . ... a sctll' o re dd mallil10 1ico111inci<"> b prrgn:t da ambe le parti ... le] a nove ore della Sll'ssa 111allina g iuns<e sul 1crrcn o il 1° fkggi111e11to di fanti col genera Il' Scolti ed il capo di slato maggiore cli l ui colonllello [1'1:mccscol Gagliardi ... Il n<:rnico intanto rafforzi> di mollo k flJe dei suoi co111hanC'nli, L' fece tuonare le artiglierie rigat<' il combattimento addivenni-e allor.1 :i ssa i ineguale ... [per cui) i napo lir:rni !c h e asso r11111avano in lutto a 167/4 11o minil non poterrdo resistere al la soperd1i;rntL' oste 11e111iG1 cominciarono a ritirnrsi .. .. lt:I contrastando palmo a p;rlmo il terreno piegava[ronoJ verso ls<'rnia, 111a accerchiali da n11rnC'ro.si fanti e cavalieri caddero prigione q11a11rncn1to soldati d<.:I 1° dei fanti, i l tenrnte colorn1ello [(;ioacchinol Au riL'mma e gran patte degli uflìziali di Itri. Nel tempo stc,sso u!lo squadrone d ei bncit:ri di Nova1:1, caricando ... fece prigio rr e
il ge11eralc Scolli, il n,lunndlu Gagliardi, il lenente
colonnello de Llguoro, tre u ffìziali di gcndanneria li capitani Marco Pu zio e Haffa i>le Tnr:111 ed il tenente 1.ihrratorc PisapiaJ, e ce11Love11Licinq11e g<'ndanni . iJ rest:111te d<.:lla truppa napolit:ma, ri p;rrò su pei m o111i in Isernia r poscia in ·rea 110 .... ll Re . .. prcstam<'ntc rn gguagliato della mala sotl c mc.ara ;lllc milizie d"lsernia . . 11<' renne avvisato il Rilucei. li quale ri cC'v111a 1;r spiacevole n otizia ... propose al Sovrano che tullo il corpo d'C's<'rcilo si poness<: i11 camm ino per Tc':'t no cd iv i c;1mpeggiasse ( DF2, pp. 122- 12/4).
il consiglio di stato ... [aveva deliberato fin dal 15 ortohrcl che il gen erale in capo, senza piìt ind 11gia re, g u erreggiasse in qu:1h1nqu<' modo gl i piac<:sse contro il nemicn prim:, del giorno ventuno, e gli concedette eziandio ampie facolri, di usare ogn i mezzo per conseguire la v i llo ria .... [ma ili generale in capo, cui pareva che ardua e d iffìcil cosa gli s'impo11<:sse !adesso che un n11nvo n emico era n elle v icinanze d 'I semiaJ, si consigli{> [con g li] o fficiali ciel suo stato maggiore cd insir mc ragion and o si risol v<'rt<' di non doversi auuare le offese, av<'gnanchè le minacce dei piemontesi neg l i Abru zzi, obbli gavano a sta r sulla diks;i (DF2, p p . 121-122). "' Un primo corpo d i esercito isabau dul con m olte salm<'ric capitanato dal generale [Enrico] C:i:rl<lini e ra giunto in Isernia .. . 1111 secondo coqm d i milizie d i maggior nrrrnc ro ciel primo lo seguit;1va, al quale andava dietro un altro in c11i vcdcv:1si i l n e Viuorio Emanuele. F. poiché appariva chiara111e11le che queste torze volevano congiungersi :1 q uelle d i Ga,ibaldi, il comandante in ca po [Rituccil, sebben<: gli fosse venuto in mcnlc di ;,~pellare clte CiakJini si incammin;L,,c al sud cli Venafro p er comllallerlo, pure clc lruerù di mellerc campo, come aveva scrillo al Re, tra C 1smno e Sessa ( DF2, pp .. 130-131).
Ii 14° Battaglione cacciatori di linea dell'Esercito del ReP,no delle Due Sicilw 517
Nel pa rtire da Vito laccio il Battag lio ne si perdette molta roba che restò a que ll e lavandaie per rnancan za di tempo a pote rla rilevare nel momento de lla parte nza, ed anche pe r un poco d i spe ns ie ratezza provenie nte dalla fidu cia di d overvi ritornare. L'o ttava Compagnia vi perde tte l'inte ra I.Jianc he ria, talch é i soldati di essa rimasero con la sola ca micia c he trovavansi add osso. Alla nostra Compagnia sarebbe a vvenuto lo stesso, se il nostro Capita no non fosse stato avveduto a fa rla rilevare hagn ~tla come tn>vavasi. Egli però, al pari di molli a ltri Uffi cial i vi perdette la p ro pri a pe r mancanza del suo assistente, il qu ale abbe nchè avvisato d i ri tirarb :1nclw bag nata tornò senza di essa, assicura ndo il Capitano d i no n ave r rinven uta la lavandaia a casa. Arrivati a Teano venimmo a ccampati negli u liveti p rossimi a i Cappuccini, ivi la medesima sera il nostro Te nente Col" Vecch ione per e ffetto della sua promozio ne a colo nne llo rassegnò il Coma ndo del Battaglio ne all'Aiutante Maggio re Anto nini , e quindi p a1tì p e l suo novell o destino, a l Comando del p rimo Reggime nto Granatieri .
Il giorno 23 alle ore 1 1/2 p.m . movemmo co n l' intera Brigata per Roccamo nfina, colà ci furono d ate dis posizio ni tali eia farci ritene re con certezza p ross imo incontro col ne mico. 70 La nostra Compagnia venne com a ndata cli avam posto, giunta sulla p osizio ne indicatac i, il Capitano do p o ave r be ne esaminato e riconosciuto il te rreno, ri partì il setv iz io a seconda dell 'importa nza, e poscia ci fece bena nche e leva re de ' ri pari in d ivers i siti importanti I. .. divers i punti più essenzialil. Vero le o re 7 p.m. venne il Sig. Cap itan o Be llucci dello Stato Ma ggiore p e r rettificare la posizio ne occupa ta d a lla nostra Compagni a , ed i piccoli posti c he avevamo s piccato pe r te ne rci in comunicazio ne con la Brigata, e le a ltre Compagnie di avamposto , e d opo rnahiro esame, tro vò "" Rit11c ci ... d ispose b in1era hrig:1ta del Ba rhalo nga con uno squadJunc di Cacciatori a cava iIn andasse in Roccamonfina; stesse a Casafrcdda un posto avan7~1to, cd :iltm hrigma con uno squ:id rrnw di cavalleria accampasse in que l pumo che coll ima con Versano e sta a cava liere della strnd ,1 che conduce al quadrivio della catena. 1/itucci [si proponeva co.sì] d"incamminarsi per la vi:i di Sa11gen11a110 negli Abruzzi e co111baLte re i p ie montes i alle s palle.... [1''1:1] il Re e bbe con lui breve ed ;unorevole ragionamento come dovesse mette re altri a capo dell'esercito .. il disgravò d:tll':iltn s un c:irico e Ln1poselo ,li generale S;llzano, che per ord ine Sovrano cb Capua era venuto ci h<:11:i po~t:1 i11 S. Agaia. . . Sa Izano chiamò a s(' i cnm,111tbnti d e lle divisioni e d elle brigate per intendcosi in,,iv111v into rno a c iò che convenivasi forc .. . cd affe rmò Teano non essere posizione milit,.rc rnl· i 1w111 ici ., i mllovcsscro ad lln tempo da Bellona e da Tsern i:1 per :1ssalrnrla. Per le q11:1li cos,' 1·1•.li ,·r:1 di nnl,·n· che t·esercilo retrocedendo mettesse campa Lra Cascano, Sessa e luoghi circostanti .... p,·r i111p,·d irv clic a lle s uc s palle il ne mico da Sangenmmo marciasse verso Sessa e s tesse in llot..-:1111011fi11.1 u11.1 l>ri gata . .. lcl fanonc co11sapcvulc il Re gli avvisò ch e il dì appresso dopo il 111erigg io ;1vrd>ht· in t.11 g 11is.1 fotto muovere l'ese rc ito ( DF2. pp. ·13/42-"1 54). Il piano 1:tttico di llitucci lperòl ... avrebbe p rocurato s icurame nte difficnlt:·, ;,I Co111:111dn ~;1rdn (Cesari C., bibl. , pp. 30-3 1)
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Giuseppe Pavone
be n date le disposizioni d e l nostro Capita no, regolate a seconda della natura del terreno, e dell'ordinanza d i campagna; quindi invitò il nostro Capitano vole rlo accompagnare nel compimento dell'isp ezione d egli altri avamposti dell a Brigata, che te rminarono verso le o re 9. 7 1
La mattin a del 2/i alle 8? a.m. il Sig. Generale Barbalonga, venne ad ispezionare, ccl a rettil'icarc tutta la linea degli avamposti della Brigala correggendone g li errori, per la n ostra Compagnia ebbe a compiacersene pel modo lodevole con cui trovò disposte le cose, tutte, precise per la ripartizione della forza, e per la scelta del terreno.
La notte dal 24 al 25 all 'una a nte partimmo da Roccamonfina per la volta di Sessa , battendo una strada così pessima, ch e ci volle la mano di Dio per giungere sulla strada n uova; arrivati a Sessa alla punta del g iorno, proseguimmo il cam mino fino a l di là di Cascano ove ci accampammo . Dopo due ore che eravam o g iunti colà , passò scortato d a un P icchetto di Cavalleria, il Tenente Generale lGiovanniJ Salza no, che avea surrogalo nel Comando in Capo l'a ltro Tene nte Generale [Giosuè] Rilucei, ch e recavasi, come si disse, a conferire col Gen erale Piemontese Cia ldini, Com.anelante in Capo quel Corpo d 'Anmtla . 12
Il giorno 26 verso le o re 4 p.m. nel nostro avamposto venne chiamato all 'armi, e dopo poco dalla parte de' nostri avamposti si sentì un vivo
fuoco di moschelleria, con alcuni colpi d i artiglieria, che durò quasi un'o-, In tale occasiorn: il '14° Cacciatori d ,lx : il segue11te i11t1u:1dra111elllo: Comandante J·' Divisione maresciallo l'ilipJX> Colo nna - Comandante 2·' Hrigata generale G,1 etan o Barbalonga ; 5°, 11°, 15° btg. Cicciato ri; balle 1ia n.1.3 (l)F2, p.328). ,, Re Francesco consentì che il Sa Izano s i ren1ss<' a conferire con C.i,·lidi ni ... pe r l:1 <]li.t i cosa il comandante in capo, accompagnato dal tene nte colo nne llo dclii Fra nc i dello stato maggiore, dal s110 aiuta11te di campo e da un plotone di Cacciatori a cavallo partì per S. Agata .. .. Al tramontar del sole i d ue ge11erali erano nel luogo asseg11ato e ... restarono a conferire da solo a solo .... Il Cialdini . .. ragionando come 11011 potevas i sostener s ul trono la d inastia ilorhonica, alla 4uale in virtù del plebiscito era s ucceduta quella cli Savoia, proponevaglì che a risparmiar stragi e sangue l'esercito clepo nesse volon1ari,1mcntl' le armi e militasse sotto il vessillo cli tutta Italia . ... TI Salz,1110 .. . risposegli esse re mN:wigli,tto in vedere invaso il Reame da llo eserci10 pie montese . fcl dis;ipprovar .. . q uei consigli che avre bbero macc lfr1ta la re p111azione d e i n:1po lirnni, i <j11ali avrebbero ceduto le armi dopo di aver cont1~1stato al nemico palmo ;1 palmo il 1crrc no , e di essere s1aro ridono a tale cb no n poter piii comballere (DF2, pp. 138 110).
il 14 ° Battaglione cacciatori di linea dell'Hsercito del Regno delle l>ue Sicilie 5 l]
ra. Una mc7.7.'o ra dopo la nostra 11rigata si pose in ffiarcia per la volta d i Casale ove trovanuno de lla artiglie ria, c he soste neva la nostra ritirata con un vivo fuoco, per ribattere {. .. ribatte ndo gaglia rdamente) quella del nemico, che avea preso posi7.ionc sulla spia nata d i un'opp osta collina, molestandoci in quel passaggio. Passalo il {Arrivati al} Garigliano, bivaccanuno sulla dritta de l ponte '5 {. .. sulla riva dritta} al cli là della Taverna del rilievo dc' cava lli di Posta, propriame nte in continuazione dell'attendamento dc' Granatieri della G uardia, che colà trovavasi da qu::1lche giorno.
La mattina del 27 passammo dalla parte s inis tra del ca mpo, ove fummo piazzati in battaglia per Ballaglioni in Colonna, a dista nza di spiegamento , con le spalle a Traello 71, ed il fronte al fiume, restando b ivaccati nel rncdc_:s imo terreno. Nelle ore p.m. di detto g iorno venne pubblicato al Corpo il seguente o rdine del prez ioso e prode nostro Sovrano r; Ordine del Re Gaeta 2 7 ottohre I HGO Soldati! Le faz ioni di guerra che con tanto valore voi avete combattuto, dopo il 7 settembre fin oggi, unite alla bella difesa di Capua, avevano assicurato alle nostre armi la riva dritta del Volturno, e la possibilità di fare un movimento in avanti. Ma una colonna di tmppe piemontesi, calpestando i sacri diritti delle genti, ed i sentimenti di giustiz ia, à osato senz'alcuna dichiaraz ione di guerra, invadere il regno, minacciare le nostre posiz ioni, ed obbli,qarci a camhiare i nostri piani. In conseguenz a le truppe occuperanno la riva dritta del Car(qliano, opponendosi valorosamente al passaggio del nemico, annientandone i progetti. L'Europa intera ammira, ed à approvalo il vostro cora&qio non meno che le vostre virtù mi/ilari. Restate dunque fedeli a questi sentimenti, precisamente in questi rnomen Ii,
'·' Trattasi del ponLc in ferro l?ea/ Ferdinando, r rimo del t ipo sosrcso rea lizz:11 0 in 11:tli:1 e· secon do in Emora. Voluto da Ferdinando 11 , fu rrogettato nel 1826 dall' ingegn ere Luig i ( ;iur:t e 1v :1li zza10 tra il 1828 e il 1832 in sosliluzione <.li una scafa; <.listru tto nel 1')43 nel Il <.unnillo 111o ndi:olc ,. sl :ol o rin > struito nel 19')8 per uso pedonale a sol o scopo storico turistico. T:ivol:r V II. ,.. L'odierna Minturno. " Disposto il c,1mpo, Re Frnncescn con un proclam;r tì.·,:e puhhlic: on· di m, ·o.o :111',-~,-n ·ito k r:ogio-ni per cui esso oggi sta va sul Gariglia no e incukavag li di v·guit:in· a ,·o rnh:111<·n· con li ·d,· , . con v:tlo-re in clifcs,1 d ella causa dd dirillo , dc·ll'n no rc , ddb relig ione,. punto non si scor:1ggi:1 ss,·, chi· i nem ic i nuuva111eule arri vali e rd.110 quegli ste ssi c lic sotto 111t:11li10 110 111t....· L'r..1110 :-.t;lli vinli :1 T1Hlhco , a CaiaL.z.o
e a Capua ( DF2, pp. 148 149; p. 3 /4 1).
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Giuseppe Pavone
ove l'avvenire dell'Armata, la causa de' nostri diritti cbe sono quelli dell 'o nore, e della religione, vogliono essere diffinitivamente l~iudicati. Ricordatevi che gli uomini contro cui combattete, sono ,~li stessi, che sollo altre .\j)()glie, voi avete vinti e messi in fuga, con tanto coraggio, a TriJlisco, Caiazzo, e sotto i baluardi di Capua. Sarà glorioso per voi a questi nomi aggiungere quello del Garigliano. Col coraggio dunque, ed una severa disciplina, la villoria ci ap/1artiene. firmato - Francesco
11 giorno 28 cambi,muno posizione conse rvando p e rò sempre il fronte al fiume.
La mallina del 29 alle ore o tto anr· sape mmo c he il nostro (Xjuipaggio s i era fa llo partire pe r Mola di Gaeta 7'', e che in quella gio rnata facilmente saremo stati attaccati d ai Piemo ntesi. D ifatti a lle ore 9 circa, ne lla linea d egli avamp osti venne chia malo ait 'armi, e do po poc'a ltro te mpo avanzatosi il nemico, da ambo le pa rti vene impegnato il comh~1ttimcntn co n vivo fuoco di rnosch elleria, ed artiglie ria . I.a nostra Brigala con le armi al braccio, per ci rca due ore re stò nel medesimo te rre no che occupavamo , es posta a l tiro dell 'artiglieria n emica , che oltrepassava di mollo la nostra linea di battaglia. Dopo due ore e più di combattime nto i Pie mo ntesi vennero gagliardamente respinti, e second o d icevasi da ta luni lJffizia li , se il ponte cli ferro del Garig liano si fosse co nse rvato ne llo stato d i po te rsi transita re dalla nostra Cavalle ria , avre bbe ro ripo rt ato in questo attacco danni pos it ivi, e fa cilme nte sare bbero stati costre tti passare a lla d ifensiva. 77
'' Località co 111prc1,a 11dl'od ierna Fo n ni a, n elle vicinanze del porl o . ~ Verso l e n ove ore del 111alli110 i p osli av an;,.ati nap o litani ch 'crnno di li , d el p o nte v id ero venire
contro loro r ru p pa nemica m aggiore d i 11umero d i quella che d 'ord i n ario appariva ...
lei a zzu tfaronsi
coi napol ita ni. 11 C.o lo nna voleva dapp rim a man dar sopra al 11em ico t ulla la cavalleria, m a p osto mc nrc ch e la ri tira ta non poteva co mpiersi i n o rdirn:', c h é il suolo d el po 11te era sta to scom posto, . .. [ordi ni>! che la Lruppa ch 'era di posto a v:in z:1to .. . c o mhallesse l 'inimico dalla d e1>tra r i va del fiume... . il comb allirnenlo fecesi sanguinoso e feroce .
I p i em on tesi ... d iv isavan o con lu11i 111as.-;e di trupp a g u er-
reggiare co11Lro il centro per i mpadronirsi del p o n tc c passarl o d i v iva for za . .. JeJ alcuni di essi J~ rvcnnero fino al limitar del po11te, do po d i a v ere ucciso con le loro arc hih 11g i:11c quasi tu tti gl 'inser v ic'nti delle due bocche da fuoc o d ,e guardavano q uel passo. Ma l'opera p ronr:1 c d cffic:1Cc d c Ue ani gl icri,~ d dl;i b alleria n .3 del capi tan o [Carlo! Cort,i (ch i amala in freLLa a difendere il p o nte) valse
;1
d is-
pcrdc rc e ad u cciclcrc i più animosi d ei bersag lieri 11e11 1ici. . . . la zuffa fu spietata ... ma lo sparo d C'lk' artig lierie napo l i ran c no
e.li fa rl o e tre volte
.. . non p c rmislel ai p i em o ntesi d 'impadro11irsi del ponte. Tre volte essi ce rcarofuro no respinti. E poiché dopo tu tto q11c:-;to il nH11h;11Hn 1c n t<> d ura va ancora , il
Rarhal on ga fono collocare pii:, alla sinistra del cam po la balle ri a n.1 .~ e d11c compagnie d l'I decimo
li 11° Bal!aglione cacciatori di linea dell'P.,ercilo del Regno delle Due Sicilie 515
I nostri in questa giornata ve nnero guidati dal distinto valoroso Generale di Brigala Sig. Neri [M atteo Negril il quale ri portò due gravi ferite, e che l'istessa sera avemmo il dolore di pe rdere I ... il quale ripoitò due gravi ferite spirando la bell'anima dopo brevissimo tra llo, recando così una irreparabile perdita all'esercito.I. Alle o re 12 la nostra Brigata passò innanzi, ed il nostro Ballaglione venne situato lungo il fiume Garig li a n o con la d ri tta a l l'ontc cli ferro. Appena consegnalo alla nostra Compag ni a il fronte da d ifendere , il nostro Capita no, a l solito s i elette da fare per fortificare quello spazio cli terre no , con fossate e ripa ri, sì bene formati , c he alcuni Uflizia li Superiori del Genio, ed Artiglieria addetti a l servizio di qu e lla linea non poco encomiarono, e d anzi per facilitare il nostro travaglio c i provvidero di a ltre zappe, cop pe , ccl altri oggetti necessari alla bisogna. /R
Il primo n ovem bre alle 7 p.m. la nostra Compagnia venne comandata di sosteg no alla Batteria De Leon ardis 79 , e appena vi giungemmo{ ... e non quarto d ei C:1cci:iro ri ordinò loro <li sparare contro il nemico. Il quale rc-rcosso in si ffalla guisa d i fnmte e d i rovescio, sgom inato perdette il campo. E così quel ponrc ... i piemontesi non guadagnarono. Li soldatesca del Colonna ... 1x 1ssatci all'opposta sponda e fattasi ad inseguire il nemico fuggente hen quar-.rnta di essi fece prigione . .. altri drappelli di sol dati napolitani si fecero ammirare p er nobili pruove che de ttero <li umanità [raccogliendo] i ferit i nem ici. (DFl, pp. 155-158). "' Ili 31 onobre] dopo la cos1rnzionc d i due ponli occasionali e un accordo prefissato coll 'ammiraglio !Carlo] Persano perché la n o na concorresse con i suoi tiri ad una va lida prorr.zione, fu p ossibi-
le alle truppe piemo nrcsi di passare il (;arigliano nell 'ultimo tratto p resso la rocc (Cesari C., b i hl., p .36). Nello stesso g iorno Francesco Il emise il seguente Ordi ne del Gio rno ( ()uan<lel P., bibl., p .62; DF2 pp. 169- 170):
Soldati .Quando dopo due mesi di stand ,wncrosi, di ahnega z io11e p erfeua. di stenti e jàlicbc credevam compiere l 'opera rws/ra distm~endo ed abbai/endo la invasione rivul11.zionarla nel nostro paese, giun~e u.n esercii<> n.~o{ar<' di un Sovrano amico, che col minacciare la nostra linea di ritirata ci ba ohhli,t;ali di abbandonare prima le nostre Jx>sizi<mi. Cbecchessia di tali falli l 'Ft.tmpa intera nel valutarli e deciderli n on potrà fam a meno di apprezzare il valore e la fede di 1m pugno di hravi che o/J/X> lli'II dosi aJJa seduz ione dei p e,fidi ed alle armi di due eserciti, ba saputo n on solo ten erfernw, '"" i/111 stram altresì la .\)oria dell'esenitu Napoli/ano coi nomi di Caiazzo, 7ìiflisco ecc. Tali falli reste ramw in.dclcbibnente scolpiti nel mio c uore. 11 renderne d11mt11m 111 111,•111tll'l(I s111~i coniata u.na meda~lia di bronzo con lo se ri/lo "(,'ampa.~na di Se/lembrc ed <JIIOl71'<' /8(,(J" ,y / o 11·1:t!" "Santa Maria. Caiazzo, Tt'ijlisco, l'ontelalone, S. 11,wita ecc" fJ<·1ule111c da 11ostru ,.,,_~,·,, ,, hl,·11. lt1 ,111r1!t· .fregiando ~li onorali voslrl pili rammenti a tu/li la. wstm Ji.·,.lc cd il l'Ostro 1>11/r,r,,, ,. siti 11/(/i s,·111/m· arp,omenlo d i gloria a q n f'lli che avranno lo stesso 11Ustm 110111('. Gaeta ., I ()1/ohrc / 8(,0 Finnato
Frr111n~sn,
'' li capitano d 'artig licri;1 Lon: nzu De Lcnnardis avl'V:I ss11n10 il co111ando dl'lla h:111 v 1,a 11 . I I 111 .s<>.sl i 111zione d el c apitano P;1o lo Tacinelli dw . sollra11 osi il I " 01 101lre .1 11.1 l>:illag l,;1 dd Voh111 ""• 111 p osln agli arresti nella fo,tc:zz:i di C:1pu". l' n1ra10 n<'ll'i-:scrci lo ll ali:1110, 11d IXi>L tu :i~~eg11:il<> c<>I gr:u lo di rnagglore alla v iced irezione dc...:ll 'Orificio di P ictr.1r:--:1 1x·r poi t.'sM· n u.· :dlu nl :111:11 0 ( 1•:1vonc C., / q1111tlri
direi/ivi ... , bibl., p. 18).
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Giuseppe Pavoru!
appena giungemmo ove trovavas i detta batteria} , incominciò una dirotta pioggia che durò fino all 'alba del giorno segu e nte. 00 Dal Capitano della d etta llatte ria, e da i suoi Uffiziali immense cortesie , e gentilezze vennero prodigate al nostro Capitano, perché lo avevano conosciuto nel Collegio de lla Nunziate lla 8 ', allo rché vi si trovava da Uffiziale addetto a quel servizio, ed essi come alunni di que l nobile Jstitulo. Riparatis i I .. . 1)opo cena riparatisi} dalla burrasca , sotto una mal concia tenda, si misero a confabulare de l regolame nto, ed delle a ltre p articolarità di que l bel Collegio, e nel rammentarsi di tratto in tra tto delle facezie di quel te mpo, sgangheratamente ridevano rifle ttendo alle moralità che il nos tro Capitano in allora si studiava trarre anche dalle cose giocose. Nel mentre essi passavano la maggior parie della notte in tal m odo, un buon numero cli curiosi soldati, s i davano tulla l'attenzione possibile per udire quei racconti, ed era grazioso il ved e rli accovacciati e lo ntani dal fuoco, sotto una dirotta pioggia, pel diletto cli ascoltar ta li cose.
All'alba del g iorno due ci perve nne l'o rdine cli rientrare ne l Battaglione, cd ivi giunti s i seppe che andavamo a lasciare quella nostra posizione, ripiegando pe r Mo la di Gaeta, poiché, come clicevasi tra noi , venne giudicata inutile la difesa del Garigliano, avendo di fianco la flotta ne mica c he già da due ore pria cli giorno ci aveva attaccati, o ltrecché avrebbe potuto e ffe ttuare uno sbarco sulla spiaggia pe r attaccarci pure a lle spalle. 82 Qu i è a registrars i una umiliazione per l'Armata Pie montese. Due Compagnie del 62 Ballaglio ne Cacciatori comandate dall'e ro ico Capitano Simonella [in realtà Domenico Rozze llil rimanevano a gua rdia del ponte sul Garigliano [in realtà presso la sua foccJ , per arginare al possibile il passaggio dell'oste n emica finc hé le truppe Napole tane avessero compito lo "' Un 'ora prima della mezzanorre l'armata sarda cominciè> a far t uo nare i cannoni conlro il camro <lei na rolìtani, Invano s i s perù aiuto cbll:i sq uadra [navale! fr.mcese [chcl no n vo lle p rotegge re i napolitani ne ppure p e r le poch e ore delle quali :1bbisognavano per levare il campo dal Gatiglia110 e me tterlo altrove... . Il Salz.1110 .. . fece le vare il campo ... ed o rdin ò che della prima divis ione d e ll 'eserd lo .. . la seconda brigata, accresduta <lei decimosesto de i Caccia toti, con la batteria n . 13 te nesse cam po in Scauri, Traetto, Marnnnla e Tufo (DF2, pp.17 1- 172). •• Sinibaldo Orlando prestò servizio d ì is trullo re nel Collegio Militare dal 18.7.1855 al 1.3. 1860 col g rado di 1° Te ne nte (Selvaggi R.M., b ibl., pag. ::S56). "' L'esercito napoletano tre o re dopo la me:aano lle incominciò il movime nto re tro grado accomp agnato ... dal carmoneggiamento della flotta ne mica, della q uale i colpi se guivano le Lruppe via v ia lungo il cammino ch1l Gariglia no a Scaurì, la cui str.ida è costeggiata dal mare. Re Francesco d ivis ò di far venire in Mola le trnppe ciel Won Mechcl e del 8 ;,rbalo nga . .. Ili comanda nte in capol co mandò c he s i alluasse il pe ns iero del Sovr.mo, lasciando arhìtro a questi ge nerali di sceglie re q uell.i via che p iù stiJnassero acco ncia a camminare . Poco poi ... le truppe essere arrivate sane e sa lve in Mola ... il gener.ile iJ1 G 1fX> ... ordinò la intera prima divis io ne [cui facev;i pa,te il 14° Cacciatori) sere nassc sulla s trada d 'ltti s ulla quale stcs~e pe r modo da tene re l'estrema s ua .~ìnisr,, , a q ,wl punlo o ve cominc ia la scorciatoia che conduce a Gaeta (DF2, pp. 172-1 7/4 ).
Il 14° Battaglione cacciatori d i lim?a dell'faercito del Regno del/e Due Sicilie 517
sgombero <lei campo. Questa poca Truppa eseguì bravamente lo inca rico contrastando il passaggio allo inte ro Corpo Pie monlese. Sopraffatta e circondala <lai ne mico n o n volle d e p ositare le armi dichia ra ndo di vole r morire piulloslo pug nando, che sotto porsi a ll 'onta <ld <lisarmo. Vo le rsi re nde r prigio ne ma coll'o nore d e ll 'armi . Ebbe ne la viltà d c' Capi Piemonte si fecero macella re questo pugno d i eroi, a nz iché o nora re cotanto esempio di abnegazio ne milita re . x.s Non così operava l'oste Francese ne l 1806 a Mile to. Tulli i militari Napo letani che bravame nte posponeva no la vita a ll'onta di condizioni dissono ra nti vennero tratti in trio nfo , colma ndo li d i tutti i possibili o nori e vantaggio, no n esclusa la libe rt;ì, sper;mdo che un giorno potre bbero guadagnar costo ro, e con essi g li a ltri . Ed il Francese non s i atteggiava a fratello, a rigene rato re, a ripa rato re, di oppressio ni , era un puro conquis ta tore, ma leale soldato come accorto po litico. Alle ore 9 circa , nel menlre la flotta proseguiva a mo lestarci col lsuol fuoco , noi a bbando nammo il Gariglia no. La nostra Brigata pe r la volla <li 'l'raetto, tra pessime strade giunse in Mola di Gaeta verso le o re 7 p .m .. La notte quindi la p assammo bivaccali sulla strad a fuori Mo la da lla parte <li Gaeta, ove resta mmo fino alla matlina del gio rno q u attro. In questi due g io rni mille dicerie circola vano tra le nostre file, le quali s empre più accrescevano la sfidu cia e lo sgome nto.
Circa le ore 8 a. m . d ella mattina del /i, la ne mica fl otta incominciò il s uo fuoco tirando in diverse direzio ni, in questa stessa o ra incominciammo a ripiegare pe r la strada d 'Itri, e pe rcorse circa due miglia, senza indovinarne la causa, marciammo o ra avanti o ra indie tro, fino alle o re 12 che cessò il fuoco. Verso l'u na p .m . la flotta ricominc iò il suo fuoco, c he s i rese più gagliardo verso le o re tre, che movemmo pe r la volta d ' lt,·i, e Fo ndi in ad em pimento d i o rdini ricevuti. La nostra Rrigata nel mentre eseguiva il movime nto degli altri Corpi , giunti che fummo sullo spartivento <l'Ilri e Gaeta, a d un tratto la dritta g irò
"' (() uan<lo] il nemico .. . vide c he le milizie ... in<lictrcggiavano ... si acdnse a genan: u n po ni e sulla foce <lei Gariglia110, che cred eva q u ello in ferro minalo ... Guardavano la luce del lìu ,nc .,1111:i riva <leslr.! due com pagnie d el sesto dei Cacciatori napolitani coma nd ate dal Capit:1110 ll >onu·ninll nozzelli le 4 uali sebbene :ivesscro ricevuto avviso <li riLir.1rsi, nullameno, pe rché era no g i:ì in g 11,·n: 1 co l ne mico c he gìuava il ponte in quel luogo , no n istim arono di cessar dal com h:111.-r,· ,. s iffa11a111c·n te battagliarono c he s tettero sald i in d ifendere il loro te1Te no. Le truppe sa rde . . . a vendole :1ss:1li1<· con forz;1 d i g r:in lunga maggiore e <l intimato loro di arrendersi, noi fecero, e scgui1:1rono a g ue rreggi:11 p e r morir eia valorosi. E difatti <li e ssi pochi s o lta nto caddero prig io ne cd i resta nti col capitano llo zzell i morirono pu gnando ( D F2, p . 173). Su q uest'episodio di valore, no noslanle le p recise indicni, ,ni d i D e lli fi'ranci, la n1<.·11 1orialis1ica, anche n1<xlcrna, sbaglia insistendo :;ul <.·on l r. 1~;10 :il passaggio n c n1i co s ul ponte in fe rro :inz ich{~ presso la foce <lei Garig lia no.
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per la strada che mena a Gaeta , percorso un cinque in seicento passi, sul fianco s inistro de lla colonna incomincianuno ad udire de lle fucilate, che partivano dalla sottostante strada della Marina. Non sap rei se questo solo incide nte, o a ltre circostanze, fosse stata la cagio ne di far pa ralizzare la dritta della Colonna, la quale venne arrestata ne lla marcia. Do po qualche a ltro minuto, sulla dritta s tessa incominciò un eccitame nto cli confusione, che tosto s i sp arse in tulle le file, in modocche in brevi istanti si convertì in all'armi per tutta la Colonna , che erasi talmente serrala nelle file d a no n p o tersi muovere in n essun verso. Alla dritta elci nos tro Battaglione trovavasi p ure il Signor Maresciallo [FilippoJ Colo nna Comandante la Divisio n e; il Ge ne rale Barbalonga, dopo aver fatto aprire un passaggio ne lla murata s ulla dritta della strada, s i rivolse al 11attaglio ne con le seguenti pa role "a me 14' Battaglione" e tosto p assando pel primo in que l varco col s uo magnifico cavallo , a l galoppo s'incominciò per la salita di quell 'erta mo ntagna. La colonna s ul medesimo ista nte si d ivise in diverse direzioni p er la volta di Gaeta, e la dritta d e l 1~ Cacciato ri arrampicandosi p er la murata disordinatamente si delle a seguire la direzione presa dal generale Barbalo nga. "1 Tn si strana confus io ne al nostro Capitano riuscì a far serbare l'ordine ne lle file della nostra Compagnia la quale pa:Lientem e nte attese, c he si fossero tolte pria poche pie tre e cespugli, che chiudevano un piccolo varco, c he offrivasi sulla dritta de lla Comp agnia , d al qual s ito passammo , ccl ordinata mente marciammo pe r la montag na nella me d esima direzione p resa dal Generale Barbalo nga. Durante il cammino, il Capita no fece rannodare a lla nostra Compagnia tutti i Cacciatori del Battaglio ne, che isolatam e nte, a pro prio talento , e d a lla rinfu sa marciavano pe r la mo ntagna, talché quas i un tcr:Lo d el 13attaglio ne si raggrane ll ò a lla s inis tra de lla Compag nia. Arrivati ch e fummo ne' vigneti di Gaeta , ad un mig lio quasi cli distanza cl,,tl Campo di Montesccco "', trovammo il Capitano di Sta to Maggio re •• Peivenne a l Sa l;,a no una lettera Jel ministro ddb g ue rra con la quale diceva che . .. l'esercito u oveva andare nel tcrri1 nrio pontificio ovt: :;areblie e ntralo con le :1 r111i . Ed il comanda nte in capo ... con vinto ora che quesrn dc1c rnlinazione non po teva e m pirsi, ché: gli 11ffizi:ili nnn voleva no seguirlo, a vvegnanchè credevano che pass;1t:i h1 fro ntiera del Regno il nemico avre hhegli condann,1ti alJ'e:;ilio <IC'll;i patria, corst: difilato in (;acta col 1c nc n1c colrnrnello dclii Frauci onde pers uadere'. il re ;, ca ngiar soluzio ne ... E p oiché l'e:;ercilo giudicava rip,1mrsi in Gaeta, per 4uella via le soldaleschc volsero i loro passi. Ed il Salz,rno ch 'era in Gaeta , avvcd11roscne, ,111dò d i carrie ra incontro ad esse per p<'rsuaderle ad adc111pierc la volontà Jet re e condurle su la vi,1 d ' Itri; ma i s uoi sforzi furono vani, :1vvcguachè imbar1111osi in ;llcune schie rt: di esse al borgo di C.ac1;1 e coma ndato loro d'incamminarsi p<'r Itri, 11011 fu rx>ssil>ile indurle ad obbedire. Laonde le milizie del dc Monill ct !Colonnello del Corix> "Este1i" costiluilo da lre ha1tag linni d i truppe bavaresi ed elvetiche a l co111:indo di ufficiali dei Reggimenti Svizzeri sciolti nel 1859 d,1 Fr,incesco Il.) e del Polizzy s i ridussero s ul piano di Montesecco che s ta innanzi Gaela leJ il generale C.olonn:1 c he con la prima divisione slava sulla strada d 'Itri, vedu ro c iò che q ueste fecero, per le a lture, condusse ;1 Gaeta le sut: truppe c he avevano scrb,11c intatte le ordinanze (DF2, pp. 182 18/4). "' l:;11110 arlifìcialc lra la piazz,1fo1te di Gaeta t:d i colli circoslanli . Tavola VIII.
Il 14° Hattag li<me cacciatori di linea dell'Jisercilo del Negno cMk1 Due Sicilie 519
ilcllucci, che ivi trattene vasi, per riunire tutti i solda ti de lla Brigata che marciavano a lla s picciolata , che il d ello Capitano Ieee pure marciare alla noslra sinistra per co ndurli con noi in ordine nel Campo cli Mo nLcsecco , come si pratticò. Arrivati colà pre ndemmo il nostro po sto cl i lbttaglia in co lonna ove man mano s i ricucì il Ballaglionc , c d ivi restammo hivacctti . K(,
La mattina d e l 5 verso le o re JO anti111cri<.} venn e ro c hiamat i d a l Generale Comancl!l.: tutti i Capi d e i Corri, i quali ritornati riun iro no i ris pc tLivi Ballaglioni, e ci manifestarono l'ordine superiorme nte ricc vt1to, di stabilire i sta ti di coloro che desideravano ritornare in rarniglia , tant o pe r g li Uffiziali, che per la Truppa, i quali sarebbero slali su b ito li cc n1/.iati . x ? La disposizione suddetta contribuì a far cadere <lei tutto, il morale della Truppa , di già bastantemente scarso per le anleccclenti non poche dis pi acevoli circoslanze che l'avevano seguita fin dai primi esordi del la Rivoluzione, e che lrovavasi in ce rto mo do preparata alla fatale doloros a fin e , che roscia avemmo. "' Difatti compilati i stati , ben rochi espressero la vo lontà di volers i restare, più per inte re ssi pe rsonali , c he per la nobile e s ublime idea della gloria, salvo l'cccc:1.ionc di qualche rispeuabi le individua lità, che tutt' i fatti d 'armi e combattimenti antecede nti , avevano g ià <late pruovc conc rete del loro allaccame nto alla giusta cau sa del nostro prode Sovrano, ed alla Patria, tanto cli fedeltà, che in bravura. Q ui mi pe rmetto nota re il mio divisamento, che ho fitto nel cuore e ne lla menle, rife ribile a coloro che disettaron o o tradirono; e di taluni a ltri, ch e sebbe ne poscia capito lati di Gae ta, la loro vile condotta tu bastantemente scandalosa. Essi con l'intrigo affettando valo re, che non avevano, e fede ltà che non sentivano, g iunsero a procurarsi la confidcn1.ialc fidu cia del Re, a segno tale cli sperime ntarne in ogni tempo, gli atti della su a So vrana munificenza , in cons iderazione del me rilo ch e si credeva avessero. Almeno i disertori cd i traditori, ma nifestata che e bbero la loro p c rfid ia , nell'indignazione genera le ve nnero dime nticati , e da l lk , e a,
li ministro clcll;i g 11erm veggcnùo c h e una parte d ell'esercito cont ro il voler e del re avev:t li i<"""'
campo inn;inti C.;iera n e fu grandem ente addo l orato; rece opcrn c h e ;i q 11esta milizia fosse viL'l:11 0 l'e11 trnr ne lla r i;1z7,1 e rerù comandò d1e si al1~1ssero i pont i leva1oi. O nde il Salzano, 111amla1e in Tc-rr:w, n:i le 1n,rpc del dc Mortillet per la marina cli Sp erlon g,1, o rd inò ch e le restanti sokbtesd1e sc·1l·n:o,,,,l.,., sul riano di Monteseu:o e che gli uffiz iali dello stai o maggiore stabilissero i JX>sli :ov:0 11z:01i del 111>vd lo cam p o , sulla strada del borgo, su i [colli d e i] Cappuccin i , e su lle alture ch 'er:1111, ;oli:, ,,in,,,1r:o < I >l'L, pp. 184-18'5). ' Il termi ne lic<•nziali srn r er congedati. "' Il Casella cr;l inqu ieto sulla sorte delle milizie ch e ten evano campo :o v:inti l:i pi:1 1.1.:1, 1w 1d 1"ess:1 non aveva viveri ;i sufficienza, .. . g ià ave va fa tto sa p ere ai soldati ch e (X' ns:i va d i lin·n zi:1rl i il c he r iusci dannoso, a vveg11ad1è ci ascu11u di ct,.~j cu,u,~l :l:ndn c he tra poco sare bbe ton1.1t<) ;111:i p n>1)ri:i ~·:1:-.:1, 111 H1 sì facilme11tc cimentava la v ita , e b disciplina co nsi<lerevo l m en l c si rila,-s:iv" ( I W 2, p. I H'i).
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da ll'Armata, non più si pensò ad essi. Non così pc' secondi, su d e ' quali grande assegnamento si era fatto, senza tema di anelar falliti, e con sicurtà che si avre hhero I... andar falliti, tanto eravamo certi che piuttosto s i sarebbero] fatti tagliare in pezzi n e ll'opportunità, non solo p e l dovuto adempin1ento d e l proprio dovere, ma qua nto per dimostrare al Re la debita gratitudine p er le s variate concessioni Sovran e ad essi elargite, ma invece i medesimi codardamente mai non s i vidde ro al proprio posto ne i divers i combattime nti . Cotesti maligni volponi, usurpandosi l'altrui me rito, a se stessi ascriveano ogni distinzione che avveniva nel proprio Corpo, Brigata o Divisione 89 , incolpandone la Truppa negli esili sfavorevoli. Oi ta nta p erfidia al certo ogni onorato sodato li giudich erà colpevoli più de' traditori medesimi , i quali alme no nella loro viltà e bassezza d 'animo, no n seppero mascherarsi. Lo stesso gio rno 5 verso le ore 2 p.m. si disse ch e quell 'ordine del licenziame nto e ra stato un malinteso, e che invece il Re avea ordinato ch e metà della Tmppa bivaccata nel Campo di Monlesecco immantine nte si fosse ripartita pcl servizio di avamposto come venne tosto eseguito I... metà de lla 'l'ruppa abbivaccata ne l Camp o di Montesecco immediatamente venisse adibita pel servizio degli avamposti, occupando le di verse posizioni prescelte dal valoroso e distinto Capitano D. Giovanni dc Torrenteros, c he p ersonalmente ivi associò gli avamposti tutti , dando a ciascun Comandante le debite istruzioni!. 90 Il 14" Hattaglionc Cacciatori occupò il Colle Lombone 9 ', d etto anche d e lla Madonna della Cate na, ripa ttito in diversi punti p e r Compagnie, due d e lle quali occupavano l'estre mità d i quelle alture e d a p rossimità della Casa Tucci, lungi d agli avamposti del nemico un 500 metri, esse venivano rilevate a lla diana per turno di Compagnie.
Fino a l giorno dieci non avemmo novità alcuna, se no n ché quella , che verso le ore 9 p.m. di questo giorno l'inimico cercò m o lestare gli avamp osti, e la Truppa nel Campo di Montcsecco con le s ue grosse artiglie rie, c he non ci cagio narono I... con una batteria rigata c he n on ci cagionò] danno alcuno. 91 "' lrn:quivocahile il riferim ento a i massimi grn<li <le lla gerarchia militare. "" I geuernli e<l i capi dei Corpi ... furo no d1iamati <lai Re in r.aeta e m e ntrt: tlue ore tlopo il m e7.zodì s i radunavano in una delle sale del Rea l Palazzo, saputo che i nemic i venivano vers o Gaeta scorsero fulli ne l campo per combatterli. TI gcncrnle in c,1po ft:ce irnmantincntc s 11onar la tromba c he chiamava alle a rmi i s oldati e compose le loro ordinanze nel mo<lo che giu<licò più propizio a difendersi (DF2, p. 185). " Tavola VII I. '" III 6 novc m brd Salzano si f, :· vedere nel campo, tosto g li unì,.iali g li ~i fecero intorno per sapere della loro sortt:. Eg li disse, c he il Re desiderava che l'esercito avesse capito lato col nt:mico, non
Tl 11° Battaglione cacciatori di linea dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie 52.1
Il giorno 11 alle ore 4 r .m . il ne mico di sorpresa attaccò le due Compagnie avanzate, situate sulla vella del monte, le q ua li die lro debole resistenza, che non sapre i precisare, se de ri vant e da manca nza di coraggio, o di cognizione nella d ifesa, abbandonarono quella rosiz io ne, ripiegando pre cipilosamente sul Camro di Montesccco, trascina ndo seco nel disordine altri drappelli di soldati d e lle diverse Comragnie che Lrovava ns i piazzate lungo qu ella linea. Non appena il noslro Capitano si avvide di quanto avveniva, e del disordine, di cui e rano preda le due anzicennale Compagnie, fece tosto occupare dalla nostra una fa vorevole posizione, nella qua le il Signo r Aiula nle Maggiore Antonini immantinenti fecevi riunire le a ltre Comrag nie, e dal quel sito furono bastevoli poche fu cilate per arrestare l'inimico IVis lo l'avve nimento ed il disordine delle testé citate due Compag nie, il nostro ca piLano stimò prudente ed utilissimo l'occupazione di una favorevole p osi zione , ccl ivi piazzò la propria Compagnia. Il sign or Aiuta nte Maggiore Anlonini reso accorto dall' uLiliLà di tale ma novra, irrunantinc nte fece ritmire su tale posizione le altre Compagnie, che con poche fucilate arreslarono l'avanzata del nemico}. Verso le ore 5 r o mericliane per ordine pervenuto ali ' Ajutante Maggiore Antonini , o per un malinteso d e l medesimo, second o s i disse, vene dal detto Superiore disposlo cli ripiegare anche noi in Montesecco, come eseg uimmo con perfe tto ordine, ccl iv i giunti venne riunito il Battaglione, e v i restammo bivaccati [. .. in Montesecco, movimento che si eseguì con perfe llo ordine, restando bivaccati l'intero Battaglione s ul piano istessol. ln quest'ora me desima sapemmo che il Maresciallo d i Campo Colonna CornandJ<: la nostra Divisione, e l'a ltro ComanclJ<: la nostra Brigala Barbalonga, il mattino prese ntate avevano la loro dimissione, divulgatas i la dispiacevole nuova n elle Truppe a Montesecco, a umentò non poco la crilica nostra posizione poich é contribuì di mollo ad accrescere l'incerlezbastandogli l'an imo di licenziar i soldati e gli avversari non volevano s rnbilir patti nei quali non s i com prencles.~c Gaeta .. .. La <lisciplina inrn1110 <le ll' esercilo sempre più s'incleholiva c<l i sol<lati e ra no sopr:i ogni d ire scontenti, perché si era loro vielalo <li e11trnre nella pian.a (DF2, p. 188). [Il 7 novembre ! Nel campo napolitano alcuni uffiziali ,wevano lascialo il loro posto e pc l c:1111111ino coverto della piazz.1 erano entrnti in essa. Pe rc hé il generale in capo per m etter fren o :1 q 11c·s10 d b or<line con una sua manifestazione pub blicò, ch e g li uffiziali che s i allon tanereb bero dal ca 111po , ~a rei, bero immantincntc destituiti. Egli aveva fatto s:ipcre a l ministro della guerra esser necessario che i sol dati entrassero in Gaeta per ristornme b disciplina , ma il Cas,;,lla invece comandi> che s i :i p par,·,· chiasscro i così deui fogli d i co1~gedo per tu tti coloro che lo bramassero (DF2, p. 18')). Durante la nolle Idei 9 nove mbre] i piemonlesi molestarono per lungo tempo nH1 :iniglil"I i,· rig:11e il campo <li Montesecco. O hre cento grnnale caddero in esso e le 1n1ppc s i vide ro "'"lrL·11 ,· :1 ripararrsi s u gli sp alti della piazw e nel cammino cope1to d i essa. 11 generale in capo :il luon:,r dl"I cannone nemin, vide-si in mezzo alle sue milizie per rincuorarle con la voce e con l'e~cmpio, ,. fece riprendere a ciascheduna di esse il l:1 sciato campo (DF2, p.191).
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Giuseppe Pavone
za nei timidi L .. a Mo ntesecco, sortì l'effetto d i a ume ntare no n p oco la critica nostra posizione, contribuendo molto ad accrescere l'ince1tezza nei timidi e sospettosi!. 93 Non appe na fecesi notte, i soldati man mano incominciarono a disperd e rsi, per ricovera rs i ne l llo rgo di Gaeta, talché verso le o re 6 p .m . più della metà d el Battaglione s i era appa1tata d al suo posto. ln quest'ora medesima si presentò a l Battaglione un Capitano estero, adde tto allo Stato Maggiore all'immediazione del Re , il quale fa llos i a se chiamare il nostro Capitano, gli disse che il Re gli avea o rdina to di tosto recars i alla s ua Real presenza. Sorpreso il nostro Capita no a ll'o rdine inaspettato, e confuso p e r la mancanza degli Uffiziali , ch e spensieratamente si erano tutti recati al n orgo per trova1vi alloggio, lo pregò se poteva pe rmetterlo di attendere un poco, finc hé avesse potuto far ri nvenire qualche Uftìziale , pur no n sapendoli i rimasti del Battaglione, c he con la sua assenza al certo si sarebbero pure dispersi come gli altri, no n ché per tenere informato il Comand ante del Battaglione dell 'indicato Sovrano o rdine; ai quali de tti gli venne risposto cli non darsi d i ciò p ensie re alcuno, e di seguirlo immantinente, poidK~ il Re lo attendeva, e trovavasi inquietato per causa che il Battaglio ne n o n avea saputo dife ndere la s ua posizio ne , pe r la qua le circostanza , d estituito avea il Comandante del Battaglione. 94 Messisi imme diatamente in camm ino per istrada incominciarono a ragiornm.: s u dei pa,ticolari del gio rno ; e cornenchè il nostro Capitano suppo neva che l'oggetto della s ua chiamata, al certo sarebbe sta to per dover dare
'" li ge11er,1le i n caro . pubb licò una manifc:srmone con la q uale disse che per essere cagionevoli [ma lati], egli, il Colonna, il Barbalo 11ga, il Won M<'chel, ed il l'olizzy, con feri va il coma11tlo tielle Lrup pc: :1 1 brigadiere !Vincenzo! S:1nc hcz de Lu na. I generali Colo nna e Barbal onga dopo poco tempo, d isgustali in ved ere c he non facevan.si le loro t ruppe entra re nc:lla piazza, etl il ministro rl ella g uerrn c h 'era si tlo hno pcrch'essi l e avevano condotte co l à contro il volc:r suo, cliratlarono d 'es.~erc: d iscio l ti d ai legam i mil itari . .li che ave11do oll en1110 p;, rtirono di G ael.a ( DF2, p . 192 , pp. ~82-383). " ' I napolitani avevano occupalo le alture innanti al loro campo e tenevano un hallaglion<' 13° C.iceiato ri ] sul colle dei Cappuccini, uno [1 4° Cacci,,toril sull 'altura del T.omho ne, d ue 14° e 6° C:acciaroriJ su l m o nte Atratina , m ezzo bauaglio ne [del 15° Cacciato ri! sull"al1.ro mo nte S. Agata le al tri al borgo e in M o nLeseccoJ. Tutti i capi dei corpi ne l medC'simo tempo scrissero al S:117:i no che p er essere i sold ati poco pro p ensi a guerreggiare, essi no n intendevano di ri spondere di qual sivogli;, cosa fosse per avvenire. Il gener ale in capo, rc:cò d i per sona al Re tali dichiarnzi o n i. Quallr'ore dopo il mezzodì, alcuni battag lio ni piem o ntesi preceduti d;i be rsaglieri ino ltrarono vc:rso Gaeta e cercarono a tmt'11o m o d 'im padronirsi delle: posizioni guard ate dai napolct.i ni. I quali anim ali d:1i l o ro uf'fìciali furon sop m al nemico e con tale impeto che ne crn1tennero l' u rto. Poco d o po il dccimo q u,1110 dei Cacciatori, ri cevuto per errore l'ordi ne di lasciare la posiz io n e: che difen deva sul l.o mho ne e d i scendere ,1 Montesecco, o bbedi scn z'a.spc ltare c he fosse scamh iaro da altra Lruppa, e cosi· le m ilizi e sartie po tettero imp adronirsi di quel mo nt e: s<>n z,1 verun 'oslacolo. Q 11cst';1vvisaglia durò ci rca due o re ed essendo g ià sem non fu possibile al qnano rdicesimo d ei CacciaLOri d i riprende re l a posizio ne abbandonal a: sì che ciò fu d iJte rito alla dimane. Re: Francesco conoi;çi u te tutte: q ueste cose, tlegr.idù in<'onramen te il comandante del battaglione in parola, impose d over.;i tosto riconq uistare il posLo abhando n;no e co111antlù eziandio c he l a mezza baucri:1 n.1 0 rientrasse nella piazza . Comandava a tempo il 14° dei Cacciatori, p er malsa nia fmalattial del maggio re: [Eugen io! Celio. il cap itano ainrn ntP m"l'.Uinre Anto nimi e quc-sti fu cbl sovrano tlegratlalo ( OF2, pp. 19 1-192; p.381)_
Tl 11° Ba,ttaglione cacciatori di linea de/t'Esercito del Reurw delle Due Sicilie 523
s piegazio ni sul proposito, mille pe ns ieri gli funestava no lo spirito, pa,ticolarmente quello della te menza ch e il Re trovavasi inquieto, come gli fece credere il detto Capitano ripetute volte, il quale lo preveniva pure essere breve e conciso s ulle domande, che da l re gli si avre bbe ro potuto fare. Giunti sulla {barriera dellal Piazza trovarono il lk coi lka li principi , e quasi tutti gli Uffiziali di Stato Maggiore con diversi Cencra li , che trattenevasi nel Corpo di Guardia de lla seconda :1van:r.:1ta, dopocchè' il Capit ano dello Stato Maggiore in discorso, eras i trallcnuto 11na decina di 111inuti a favell are col Re , venne chia mato dal medesimo il nostro Ca pitano per presentarsi a l Sovrano, che trovò su lla soglia del detto Corpo di C u:irdi:i, con la sua consu e ta serenità, e sovrana compostezza, che is pirava a tulli lk lucia, ed amore. Apprestatos i alla Real presenza, dopo di avergli baciato la mano, il lk con soave accento dissegli "in questo momento prendete voi il comando del J-1= /3attag/ione Cacciatori, e da questa notte medesima procurate riconquistare la posiz ione che il /Jattaglione non ha saputo difendere que st 'oggi" a l c he egli rispose "come comanda Vostra Maestà " e ribaciatagli la mano, se ne ripartì; ciò il nostro capitano ci manifestò nel suo ritorno a Montesecco. l{itornato lil Capitano) sul sito ove avea lasciato il Battaglione, vi rinvenne solo un drappello {di pochi soldati] della nostra Compagnia, di quelli ch e g li erano più aflàionati e c he ivi (lo] attendevano, me ntre tutti gli altri individui del Battaglione, che vi avea restati, appena egli si mosse per recarsi dal Re, vedendosi senz'alcun Uffiziale , si dispe rsero pure per ricoverarsi ne l Borgo. ln compagnia dei detti pochi Cacciatori, tos to s i dette da fare pe r rice rcare gli individui del Battaglione, ed a stento gli riuscì riunirne una novantina con due Capitani, otto Uffiziali subalterni, e l'Ajutante Maggiore, che trovati avea ne lle stalle, del Borgo, ne i Magazzini, ed in divers i a ltri ricoveri , e che tutti condusse seco nel campo di Montesecco per pa,tecipar loro i Sovrani vole ri, e d il da farsi per dare adempin1e nto agli ordini ricevuti. L'Aiutante Maggiore Antonini , pria che avesse da lui ricevuta la dispiacevole nuova della sua destit uzione, n 'era stato informato pe r altro mezzo, talcbé il nostro capitano, per combinazione sgravato da sì penoso uffic io , s i dette solo premura di compiere ciuella di s uo affezionato {. .. s i de lle tutta la pre mura. di compire q uanto comandava l'o no re verso l'affezionato! camerata, c d antico amico, col confo,tarlo a no n disperare ddl:i gius l izia del Re. Te ne ndo certa la re integra d e l perduto grad o , dopo dw il lk si sarebb e degnato di approfondir m eglio la c ircosta nze c he furono cagione dell'abbandono de lla posizione. Il capitano nel manifestare agli Uffiziali l'o rdine di dover 111uovL· rc :tll'istante, per cercare di recuperare l. .. all'istante , o nde ricuperarci l';ihha nd onata posizio ne, {questi} incominciarono a farg li delle di ll icoll~t, c iti sul-
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Giusej)/ X! 1-'avone
l'opportunità della notte, e de l tempo piovoso, ed'altri sull'abba tluto morale dc' soldati , ed al piccolo numero di essi, e c he essendo l'ordine sovrano que llo di prende re il Coma ndo de l Ballaglione, e co l med esimo procurare di riconquistare la posizione, lo avesse pria riunito interamente, ed a llo ra sare bbero tutti pronti a soddisfare al proprio dovere. Sorpreso il Capitano da si strano inas peltato linguaggio , con coniìdenziale manie ra rispose loro, "io n on ho potuto riunire più della presente forza, in questa circostanz a anche dieci uomini ed un Caporale per m e valgono p el Battaglione, onde dare adempimento ai Sovrani ordini ricevuti, ai quali intendo decisamente dan;i piena e compiuta esecuz ione a qualunque costo. Altronde voi tutti mi conoscete, e vi è ben noto il mio modo di servire, son sperimentato dall'intero Battaglione, e mi lusingo di n on essere tenuto da imprndente, anch 'io ho cara la mia vita, al paro di tutti, e son d 'accordo con voi di non comprom etterla infrnttuosamente, ma voi dovete pure convenir m eco, che tale consideraz ione al certo, è subordinata a/l'interesse ed all'onore del Battaglione, che si è condotto sempre bene, ed all'a m or proprio individuale che dev'e.\:rnre caro a tutti; quindi m ovendo in questo i'ìtante, siate certi che prenderemo consiglio del da .far-si, a seconda si presenteranno le circostanze." Convinti g li lJffiziali dall'espresse conside razioni, si rivolse a l Sign o r Aiulante Maggiore Anlonini che pregò vivame nte di seguirci pure, pe r così offrirgli il d estro a poler fare di lui onore vole menzione, e farlo re inlegrare , nel rapportare l'esito dello ade mpime nto de ll'ordine ricevuto , se il ris ultalo, come s perava, sarebbe riuscito favorevole. Acconsenlita la s ua preghiera dall'Ajutante Maggiore, disse pure qua lche cosa ai sold ati pe r ridestarli nel primitivo coraggio , e d o po di aver prescelti gli esp lo ratori, e prese tune le altre precauz.io ni possibili, che l'impo rtanza d e l servizio richiedeva, animosamente movemmo per que lla volta {. .. per la volla de ll'attacco}. Arrivali ch e rummo nelle vicinanze de lla posizio ne in discorso, trovammo ivi gli es ploratori che g li r·ifcriro no , c he g rande forza ne mica tro vavasi colà riunita, e comecchè la pioggia c rasi aumentala, e la Truppa sentiva positivo bisogno di rinfrancarsi si risolvette di farci ricoverare in una masseria che era pochi passi a noi discosla, dopo di aver il Capitano personalme nte situate le sentine lle in diversi s bocchi , alla men trista fece collocare {. .. facendo collocare a lla non triste} tutta la gente. L'Ajutante Maggiore Anto nini vedendo l'impo ssibilità di pote rsi fare cosa alcuna in que l mome nto , risolvette di ritornarsene; pria di partirsene il Capitano lo pregò che ne l g iungere in Montesecco, si ro sse o ccupalo far riunire g l'individui del Battaglione per mezzo d egli l lffiziali rimasti , e d a piccoli drappe lli s pedirli nella masseria, e siccome egli n o n p oteva prevede re cosa g li fosse stato possibile d i pote r fare nel corso d e lla notte , prevenirli pure, che ove mai n on c i avessero trovati colà, si fossero sempre lrattenuti, tìnché
li 14° Hattagliorw cacciatori di linea dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie 525
non ve nivano d a lui richiesti, e che per maggior precauzione vi sarebbe rimasto qualche Offiziale con (analoghe istru zioni '.15}.
Nel corso della (notte il te mpo maggiormente imperversò, e nel mentre nella 96) Masseria q uasi tutti si erano accomodati a lla meglio , e dava no riposo aJlc stanc he membra; solo il nostro Capitano mostra vasi inqu ieto uscendo e rie ntrando dalla Masseria di tratto in tratto con fe bbrile impazienza. Nella smania cedendo agli impulsi del proprio cuo re, presos i pe r scorta i Cacc iatori Pitocco, Fragnano, e Brandolino della nostra Compagnia, che fin dal principio d ella Campagna era no i soliti a segu irlo ovunque, con essi si recò ne lle vicina nze d e lla posizione occupata dal nemico ch e erasi riconcentrato ne ll'estre mità di quella montagna , propriamente nel terreno medesimo ove sorpresero il giorno innanzi le due Compagnie del nostro Battaglio n e . Die tro accurata esplora7.ionc pe r quanto l'oscurità della nolle, e g li alti attacchi glielo permisero , tanto sulla vig ilanza, e forza del nemico, c he della condizio ne del terreno circostante, formatosi un conviI1ci111eril<> approssimativo delle patticolarità indicate, ed orizzontatosi nel tempo stesso s ul da fars i p er poter assalire il nemico con probabilità di s uccesso, fece immantine nte rito rno nella Masse ria: posta la Truppa in ordine, movcmmo pe r que lla volta sile nziosamente, preceduti da una piccola partila di scoperta affidata al Sign o r Capitano Fiore, c he si offrì di voler comandare. Arrivati che fummo inosservato a prossimità del nemico, propriamente innanzi la casina abitata da una ce1ta Teresa con la sua Famiglia, e diversi colo ni , ivi ci arrestammo p e r a tte nde re l'arrivo degli altri individui del Battaglione, che da Montcsccco a piccoli d rappelli aveano incominciato a raggiungerci con qualche Uffizia le. Riunitosi quasi la mettà elci Battaglio ne , il Capitano considerando ch e d a qualche giorno il morale dell a Truppa, pe r varie cause, erasi di già bastantemente scosso da non potersi essere tanto sicuri com e per lo innanzi de lla loro buona volo ntà, si diede v ivame nte da fare pere rianimare tulti , e disporre all'attacco, e cornecch è un buo n numero di Cacciatori si trovavano digiuni d a l gio rno precedente, che lascia mmo la nostra posizione per essersi dispersi in quella confusione buo na quantità della spettanza d i viveri, p er tal causa divisato avca cli farci ristorare a lla m eglio pria d i cond urci a l combattimento . Allo rché d agli abitanti de lla eletta casina , con tutto il loro buo n vole re a ste nto p otettero ced ergli pochi fia schi cli vino cd un canestro d i carrube. '" Parte <li Lesto Lrnllo <lai sc<.:on<lo manoscritto perché· man~n1c nel rrimo a causa <li uno strappo <li pagina. "" Come n o ta rrcccd cntc.
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c;iuseppe Pavone
Che soddisfece di propria tasca, !Cose tutte soddisfalle dal Capitano di propria sa cca, però } non essendo la quantità si ddl 'uno , che dc ll'allro, haslevole neanche pe r la quarta parte de lla for7.a, pensò cli far uscire dalle fil e de lla Compagnia i più animosi che condusse in s ilo separato, ai quali personalmente 1iparlì quel picciol d ono con la giunta di un s igaro p e r c iascuno , accompagnando il complime nlo con belle ed is piranti parole tutte a llus ive alla c ircostanza, che produssero I. .. bdlc e d insinuanti parole , tutte allus ive a lla circostanza, e com e arra di slancio e riuscite della bisogna , quale confidenziale ope rato produsse} l'cllello desiderato ridestandoli nel primitivo e ntus ias mo. Ave ndo divisalo il Capita no e.li fare attaccare l'inimico anc he di fia nco, nel Le mpo medesimo che lo avre mmo assalito di fro nte, dopo di ave r s ul proposito ana lizzalo il terre no e slabilito il punto opportuno, prescelse tra i Cacciatori s uddeui una buona mane dei piC1 risoluti, ed arclili,e formatone una partita immediatamente la fece mettere in cammino per un sentiero angusto, con l'incarico c ura re e.li giungervi inosservati , tenendosi ivi celati fin ché non veniva impeg nato il comballimento, e cli buttarsi vigorosame nte sul nemico appena lo ved evano assa lito di fronte. Poscia eso rtati i rimasti ùi dover col loro esempio a nimare gli altri camerali <ldlc ris pettive Compagnie per lavar l'onta elci giorno innanzi, che eclissato avea tutto l'onore che il Ualtaglio ne avc;:isi m e rita to d ura nte il corso d e lla Campagna, li fece rie ntrare nei ranghi rispellivi. Dopo di aver fatto presso a p oco med esime esortazioni a lulli gli altri Cacciatori, c he nello ass ieme appena formavano la me ttà de l .13allag1ione , forza di mo lto inferiore a quella e.le i nemico , riunì gli lJffiziali, e dale loro le de bite istru zioni, trovandosi la Truppa di g ià ripa rtita, e preparata p e r l'esecuzione senza pe rdita di te mpo con le dovute precauzioni animosamente ci p one mmo in cammino. Giunti m olto vicino al nemico che stavasene spie nserato, alla corsa ci s pinge mmo s u e.li esso col grido e.li Viua il Re, e con eroico slancio de mmo principio al combattimento. I Piemontesi abben chè p a rali:,,.1.ali per lo inatteso assalto pure ci ricevettero anin1osamentc con vivo fuoco e.li mo sche tLeria, ma appe na si viddero attaccati he nanc he e.li fian co da quella pattita e.li Cacciatori prescelti, che con tal disegno anlecipata mente avevano occupato il {. .. anticipatame nte si e rano portali ali punto indicatogli, incominciarono a rallentare la resistenza, e d incalzati sempre pili ovunque, in breve o ra riconquistammo la nostra posizione, che ci venne ceduta con quindici prigio nie ri, o ltre le pe rdite subite e.li molti morti e feriti 97 . Se il Capitano ISignorl Paonc [Bene detto Pavone] comandante la 4• Compagnia , '' li clc-cimoqua rto dei Cacciarmi d imostrntosi sempre p rode in tutta la campagna , andù contro a l ne mku con raie ardo re che all':1lha c r:i g ià novdlamcntc padrone dd mo nte li)mlxme. Esso fu condotto alla p11gn,1 d,tl capitano Orlando, cui il He it1 pre mio dC'lla bravura addimost rar:t , nrnninr\ inunantincnrc maggiore ( DF2, p.192).
il 14° Hattaglùme cacciatori di linea dell'faercilo del Regno del/,e Due Sicilie 527
e l'altro l '-' Tenente 1Signorl lRa1lac le ] Cangiano Comand!l.: l'ottava avessero con più sollecitudine ed esaltczza eseguito il loro movimento, gran numero cli prig ionie ri avremmo fatti , e fac ilme nte lo avrebbero potuto essere tulti. 98 Circa le ore 9 a .m. k le llo stesso g io rnof forti colon ne nem iche provenienti da Mo la d i c--;-aeta s i presentarono su quas i tulle le posizion i inna nzi la Piazza a ttacca ndo le s uccessiva me nte con forze prepondnanli , talché in un tratto il fuoco trovossi impegnato s u tulla la linc:i , e con rnaggiore veemcn 7.a sul fro nte del nos tro Battaglio ne, ove princip:ilme nte venivano dire tti i suoi s forzi , però senza verun s u ccesso, per l:1 1c n:1ce e gaglia rda resis te nza c he venivasi opposta dai nostri Cacc ia1ori, con tiri ben misurati. Dopo qualche te mpo taluni avamposti s ulla dritta ave ndo ripiegalo , il medesimo ebbe agio di avanzarsi da quel lato ed attaccarc i di fian co. Variato per tal circostan za l'assello del combattime nto, il Ca pitano dopo di aver prescelta nella medesima nostra linea un s ito più favorevole, ci fece cambiare di posizione, conducendolvil il Uattag lione successivamente p<.;r Compagnie con perfetto ordine, il quale prosegu e ndo sempre un b e n nutrilo fuoco a rrestò il progredire del nemico . .,, Nelle ore p.m. sapemmo che il 15" Cacciatori, che trova vasi di avamposto all'estrema dritta della linea capitolato al ne mico, o fallosi fare prigioniere INelle o re pomeridiane sapemmo che il Colo nnello Enrico Pianelli IPiandll, comandante il 15° Cacciatori, che trovatasi di a vamposto all'estrema dritta della linea, erasi dato al nemico , o fattosi fare prigioniero, soli salvandosene circa 250 sottuffiziali e soldati, e pa recchi Uffiziali, gente tutta che si apriva una strada al la me glio altraverso dell 'inimico che potette ro sorpre ndere c cl atte rrare in tal parapiglia.I, la tris ta nuova promulgatasi in un subito Lra le file del Ba ttaglione fu per tutti di eccessivo ra mmarico, e di scandalo. Trascorso p oco a ltro tempo veninun o a cognizione che il :5" e ii" Cacciatori, il :32 Carabinieri Este ro di avamposto s i e rano ritirali (ignorando se pe r ordine o perché forzato dal nemico) {. .. si avevan o dovuti riti rare perc hé forzati d al nemico, tosto c he rimase girata e scoperta il destro latof e che il 6" Cacciatori verso il Camposanto del pa ri incominciato avea il suo movime nto di ritirata. Rimasto quindi solo il nostro Battaglione n e lla s u:1 ·~ Queste considerazioni sernbra110 dubbie si a perché annmate in aggiunta al testo h:isc <il-I 111. 1110 suino sia perchè i l capi tano Pavom: ricevette, il successivo 12 dicembn:, J'onoritìL·L·n:,.:1 di C.1\',di,·1v di 2A classe de ll'Ordi ne di Francesco I con la n1l'n:,.io nc esplicita del valo re mostr:1tn 1wll':1zion,· sul ,·ol ll' Lomhonc (Cfr. carte familiglia Pavone). Per <111anto riguarda il com:mcl,1111<· dclla !i• Comp:1g 11i:1. l"" chl' in precedenza nel testo è indicmo essere il capitano lhcci questi ;i lla data del 12 11ov,·111l>1,·" """ doveva più risuhare t1:1 gli uffìci,ili disponibili oppure f'u a ssc gn,110 :id alt1~1 Colllp.1g111:1 . "l'I"" ' ' 11.11 rasi di errore dell 'estensore. '" A nove ore del mattino il ncrnico si mostnì con forze consickrcvoli c·d ;1tt ;1n1, pug11.1 , c1111ro il cenln\ P b1 sinist1._1 ch•i n~polctani . ... LI curnbanitn<:nlo addivenne in llre,t· :1:-.1 11 <} , ......:1n~~11in, ,:-;<>; duL' nrc dopo il mezzodì durava ancor;, e non sapevasi 4ual li,sse il \'inciton· (l)F2 . p. I'):\).
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Giuseppe Pa11one
p osl7.lone incominciò quasi a p aralizzarsi formando <le lle sinistre prevenz ioni, tra le altre, di essere inutile la difesa della nostra posizione una volta che tutti g li altri Battaglio ni si e ran o ritirati in Monte.secco, e c he p rolungandosi avremmo potuto trovarci tagliati la ritirata. ' 00 QuantLmque le apprens ioni no n fosse ro elci tutto irragionevoli, il Capita no n o n vole ndosi l... non vole ndo} esporre al cime nto d i qualche seria responsabil ità, stimò o pportuno restar fermi colà fino a che non vi pervenisse ordine in proposito; e che le circostanze d e l combattimento non ci avessero costre tti positivamente cli dover ripiegare; l'o ttimo Capitano Sig. Ma resca lGiuseppe Marasco], che molto s i e ra distinto in questo fatto d 'anni , divisan<lo la stessa opinione del nostro Capitano, s i unì allo stesso, e con le più ene rgic he e persuasive parole, si affaticarono a <lissipare le timide conge llure, e riassic urare g li animi. Do po un o ra circa per lo mezzo del Sig. Capitano G-asparro w, ci pervenne l'ordine del Generale Coma nda nte le truppe fuori la Piazza, di lasciare la p osizione e ripiegare in Montesecco, ed in nome del med esimo Gen e rale, fìJ partecipato pure a l Capitano, che la Sovra na munificenza lo avea promosso Maggio re, in consi<lerazione cli aver comandato il 13a llaglione, e riconquistata la posiz io ne , c he lo s tesso Battaglio ne il g iorno innanzi non ben difese. wi 100
due ore uopo il rnezzo<h ... i sardi feet:ro f<m~a altrcsi conto la dritta dei 11apole1ani cd il quin to<lecimo C1cci;i tori co111a11dato <lai colonnello Pianell che doveva difenderla, invece d i comlx1tt<'rc lasciò farsi prig ione . Perduto i napolilani lo ~ppoggio ueU'ala driLLa , le foo.e ostili entrn11do nel lxirgo 1x:rcossero nel fianco i difenso ri dei Cappuccini . Il terzo dei Cacciatori , e h,: i v i ern, dopo osli11ata r esisten za, non potendo resistere a lù rLe maggiori, piegò. Ma av uto l 'or<line da l Sa nchez di riprendere la posizione e mantenervi.~i. obbedì, e ripresala v i mantenne fìnch é circondato da nemici, fu costretto, :1prendosi una st.ra<la con le arm i, a ritirarsi . Sol o tre comp:1g n ie di esso co111andate dall 'ai111ante mag gior<' [Guglielmo] Santacr<x:e, relroccdcndo, vollero essere fau e prigioniere. Il q uarto dei Cacci aiori sul monle A1ratina tenne tesla al nemico e sostenne feroce comhauim<'nlo. Ma superato da l numero d egli aggressori e percosso anche dal tìanco si ritirò in bell'ordine su gli sp;1ldi della piazza. Il sesto e d c·ci111oquarlo dei Cacciatori c he te11evano l e rirrwncnti alture stettero ferm i nei loro posti e respinsero g li a:;,;alimenti dell 'inim ico aiutati da quauro compag nie del 2° e da tullo il 10° dei Cacciatori. Le quattro compagnie del terzo leggicri , poste nella torre Viob, furono più furiosamen te aggredite e combatetlcro con tal valore c he 11n solo uftìcialc e 130 so ldati rimasero sal vi .. (VF2, pp. 193- 19/4) 1 1 •
Poichè Giuseppe c;asparm v iene in preceden7~1 ci1aro sempre co l grado <li l " tenenie, qui vi ene
c it:110 col grado di capitano o per errore dell'estensore oppure f)<'r I;, promozio 11e in forza d el g i.ì cita to R.O. 10.9.Hl6o. '"' Dopo 0 110 ore d i accanito conni110 v ism il Sanchez che altri rinforzi avev,1110 avuto i piemontesi, consentendog li il Sovrano, fe ' suonare le t rombe a raccolta e le m il izie si ritirarono con calma sen:,,~, essere inseguite. Dopo questo fallo d 'arm<' Re Francesco disfonn<'> il corpo d'esercito ... e comanuù che l e trnppc entrassero nella piazza ( D F2, p . 191). Sulle prime, le perdile bo rbonic he si credettero <'l<'v,11issime, invece si ridussero a più m odeste p roporzi o ni, perché nella norie 1/43 ca rabini eri esteri, 10 uffic iali e 73 cacciatori che erano riusciti a sfuggire alle fanterie piemontesi, si rilirarono in Gaeta; cosicchi' in rea ltà le perdite stesse furono di
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m o rti, 10.'l feriti, 790 prigionieri. Le perdite piem o n tesi furono invece le seguen ti : 9 morti, 70 feriti, 12 prigionie ri. Se si tien, poi, conto di tali pe rdite rapportate ai combatlenli di ambo le parli, c he furono in complesso c irca 9 mila uomini, risult:1 c he il combani111e11to fu tra i f)iù violenti della campagna al pari di q uella del Voltu rno (Cesa ri C., bibl., pµ. 85-86).
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In un subito propagatasi la g rata nuova pel Ballaglio ne, produsse immenso piacere a tutti gli ind ivid ui c he lo com ponevano e ciascuno ne giubilava , come la Sovrana g razia fosse stata concessa a se rned esinù - e partico larme nte la nostra Compagnia , la qu ale fu dai p rimi esordi di questa fatale Campagna, avendol e naluralmc ntc fa lle i propri occhi s pe ri mentato il coraggio, il valore del s uo Ca pita no - con g iusto d iritto più degli altri erano nella portata va luta rne il distinto merito I. .. e pa rticobnne ntc ne god evano g l'individu i dd la noslra Compagnb , i q uali fin da i p rimi esordi d i questa fata le Cam pagna, ave ndone spcri mcn lalo l'cs:11Lczza nello ad e mpimento di propri dove ri, com e l~1r dch b:1 un valoroso, e l"L·d clc soldato, p iù degli altri, c re deva no essere ne lla p o rtala va lut are il me rito del proprio capitanol, talché gli Ullizia li di eletta Com pagnia l"ino a ll 'ultimo Cacciatore, d irei, q uasi elevandosi a compe te nti g iudici dd b mirabile cond otta del p roprio Capitano, con aria d 'impo rta nza a p crta mc nlc d icevano "questo grado di Magµ,iore al certo gli sarebbe stato concesso molto tempo prima dalla clem enza del nostro Sovrano, se i rapporti dei distinti del Hattaglione pei diversi attacchi sostenuti, non jòssero stati malignali e stravolti ". Con perfello o rdine inconùncia mmo a ritirarci p er la volta di q uel Ca mposanto, e nel me ntre giungevamo ne lle vicina nze di esso, a ltri Pie mo ntesi si presentarono al nostro fìanco, i q u ali g iovandosi de ll'opportunità del com p leto ritiro degli altri n ostri avam posti , d a q uel lato inosservati p otettero girare la mo ntagna, col p rogetto, a l certo, di attaccarci d i spa lle ne lla p osizio ne lascia la , e tagliarci così la riti rata. Fallitogli il concepito disegn o, a lla spiccio lata, e d isordinatame nte incominc iarono il loro fuoco contro la noslra effettiva s inistra, avanzandosi cele rme nte p e r invilupparla, al c hé il nostro capitano immediatamente gli spinse contro u na buona m ano di a nimosi Cacciatori, i quali o ppo nendog li gaglia rda resiste nza arrestarono il carrurùno dc' medesimi. TI battaglione senza punto scompo rs i, proseguì il s uo fuoco di ritirata a passo le nto con p erfe tto o rdi ne, finché n o n rununo g iunti ne lle vicinanze Di Mo ntcsecco, ove pre nde mmo posto nel prolungamento, e d alla sinistra degli altri combattenti che trovammo innanzi il fro nte d i q uel Campo , ed ivi in breve tempo il nemico venne respinto. Cessato il fu oco venne o rdinato a tulli i Corp i d i riun irsi sotto le mura de lla Piazza, appe na vi giunse il n ostro Ballaglio nc, il Gene rale d i g iornata pe rsonalmente si degnò cong ratularsi col nostro capitano, ta nto p d lodevole modo con cui erasi condotto il Battaglione, che per la s ua p romozio ne a Maggio re. Nel mentre c he l'intera Truppa fuori la Piazza, con piacere racca p lau so all'enunc iato tratto di giustizia e d i cleme nza del Re; i conoscenti tutti del nostro Capita no, si cong ratulavano seco amorevolmen te ; cd egli ri ngraziandoli con pari affetto, schie tta mente soggiungeva loro "/,e vostre
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amichevoli esternazioni, il grado stesso conseguito, non mi lusingano tanto, per quanto il mio core vien commosso, al solo grato pensiero che la Sovrana Mun{/ìcenza mi viene largita di proprio impul.5o, ed in una giornata, che le.fatiche ed i miei pericoli suno stati ricercati menu delle altre volte, ma cumecchè in questa circostanza il mio dovere si è compiuto quasi sotto gli occhi stessi dell'imparziale nostro Ne, ne sperimento dalla sua G1ernenza, un compenso, che la medesima mia limitata immaJ!,inazione, non seppe mai lusingarsene". Gli espressi sensi toccarono l'animo di tutti, e può dirsi che e ra la vera espressione del proprio cuo re, poiché in tutto il tempo de lla Campagna, h a manifestato sentir fortemente questi princ ipii. Pervenuto l'ordine di dover e ntrare in Gaeta tulle le Trupp e riunite sollo le mu ra della Piazza, ne incominciarono il movimento verso le ore 6 p.m. nel massimo ordine; il nostro Battaglione p rese s tanza in un camerone nel Q u artie re delle G uide dello Stato Maggiore alla N unziata, ove dopo <..JUalche ora p erveniva al nostro capitano la partecipazio ne uffizialc del suo novello grado, d a S.E. il Tene nte Generale lPietrol Viali Coverm1tore di quella Real Piazza.
Il mattino seguente l13 novembre] il Capitano promosso Maggio re, elette corso a l regolare rapporto, la Sovrana Clemenza si estese largamente su tutti i distinti; e l'ordine pe r la destitu1/.ione dell'Ajutante maggio re Antonini venne ritirato per effetto del rapporto anzidetto.
Il giorn o 19 novembre il Maggio re incominciò il s uo servizio di Piazza, montando di g uardia allo spalleggiamento, con otto Compagnie d i d iversi Corpi. In detto giorno lasciò pure il Comando del n ostro Battaglio ne, per essere stato destinato a quello delle rrazioni dc' reggimenti di linea, Comando che venne rassegnato al titolare Comanckmte Sig. Maggiore [l,:ugenioJ Celio, uscito da quell'ospedale, pochi giorni dopo la nostra e ntrata ne lla Piazza. La nuova destinazione del Signor Maggiore Orla ndo ad a ltro Battaglione, produsse immenso dispiacere all' intero H '-' Cacciatori, e segnatamente alla nostra Compagnia , la quale fin dal p rimo istante ch e venne dal me desimo comandata, non solo seppe in ogni riscontro ispirarci fedeltà e valo re, ma be nanco vcninuno amministrati, sempre con la massi ma scrupolosità, giustizia, ed amore. Oal ripetuto giorno incomincia rono a mostrarsi serie per la Piazza le operazio ni dell 'assedio , tanto pel servizio che de' lavori , e comc ncch è pe r
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la nostra Compagnia non si offrirono più circostanze tali, da poterci particolarizza re, compimmo il nostro dovere da o norati , leali , e fe de li soldati, al pari deg li altri Corpi de lla Guarnigione, fino a lla fata le resa, e capito lazione di quella Piazza !avvenuta il 13 febbra io 186 1I. '0 j
Conclusione Per quanto più possa ris ultare vergognoso cd infamante la condotta di coloro che si vendettero, disertarono, o tradirono , altretta nto pregevole e gloriosa d eve ritenersi que lla sì militare che civile dell 'altra porzio ne (dell'esercito} che seppe compie re il proprio d overe, a fronte delle infe rnali , macchinazioni ch e si adeguarono per sovvertirla. Non sempre del vincitore sono gli allo ri della gloria , molte volte accade che adornan o più il crine del vinto , la disparità dei mezzi, e le circostanze che concorrono a vantaggio dell' uno , lcomcl a danno dell 'a ltro sono le principali cose da cons ide ra rs i, pe r fo nna rc il g iud izio coscienzioso sul vero me rito e valo re di esse. Difatti l'Armata Na poletana , che rra i vencluri a lla rivoluzio ne, ed a l Pie monte , con o rrore vi scorgeva p ure il proprio minislro de ll:.1 (~11erra ovunque si aggirava trovavasi accerchiata d a emissa ri mali gni c he sconf01tandola la esortavano alla dispersione e al trad imento, con lusing hie re promesse, e per maggiormente affievolirne il m o rale e la d isciplina, sotto g li occhi propri clamorosamente s i applaudivano quei sciagurati c he lasciavansi adescare. Uno de' più valevoli mezzi a soffolgcrc cd ina nimire la soldatesche s i è la coope razione d e' cittadini; ma non così: fu per l'Armata Napole tana: i paesi dominati e te nuti sotto alla ferrea presenza d 'una setta infe rnale, cui e ra forza il giocar cli pug nale, e di a ltre simili v iole nze, negarono alle Na poletane milizie la parola d 'entusiasmo, n egavano i mezzi più necessari; anzi ne ostacolavano in ogni mo do le operazioni: e pe r contrario favoreggiavano con ogni gene razione d 'aiuti e di mezzi l'avversario. C:hi no n vede dunque quest'a ltro sommo ostacolo ch e per n ecessità d ifficultava sempre più a ll'esercito napo letano le s ue o pera zioni?. I.a Stampa d i q u asi tutta l'Europa gli faceva vedere pe rdu ta la giu sta caus,i , che d ife ndevano, e dive rse Pote n ze primarie molto contribuirono a d a nno di essa. I.a sconfo1tante prevenzione che si avea (e con ragion e) di superiori inqualificabili , che pe r la loro ine ttezza si rendeva no trad itori (o c he '"' Iniziatosi l 'assedio della Pinza cli G,1cw , il min istro della guerra Casella cniisc lii 18 now 111l>rel l 'ord ine col quale, in seguito ;ill 'Ordinc d el G iorno di S.M. il Re ( D .C) d el 31 ottobre !vedi 1101:i "'I, i 11.si gn iva i combauenti , per il momen to, del solo nastro della medaglia <li bronzo per fregiarsi tlclk azi,, ni di guerra valoroS;J mc nrc romlx1tr11tc nei due tr ascorsi mesi di selle111lirc cd ottohre ((Ju:indel l '. , b ìbl. , J").62). Soltanto durante l'esilio romano Francesco 11 pulè far con iare un lìmil:ilo numLT<> di dell;i medaglia.
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in realtà lo fossero stati) fece sì che di tutti i Superiori maggiori no n avevasi fiducia alcuna, eccetto di una frazione di essi , che se offriva quella di fed e ltà, mancavagli l'altra <li buon condottiero, meno qualche individualità rispettabile, che interamente seppe meritarsi la fiducia dei s ubordina ti, coi quali fecero prodigi di sommo valo re, avvale ndosene, pe r quanto le ristrette proprie attribuzioni glielo permisero. La parte n:t.a della Trnppa da Napoli, e dalle altre p1incipa1i città, che frnttarono alla rivoluzione infiniti vantaggi morali e materiali, per quanto altro a ll'o pposto risultassero dannose per l'uno e l'altro verso per la nostra Armata, c he si trovò in Campagna coi soli mezzi ordinari bastevoli appena per una Colonna mobile d 'istrnzione. L'Italia tutta infine . lsussicliata <lai partilo sovvers ivo europeo} con mezzi di ogni specie concorrea alla rovina di essa. Aggiungesi in ultimo che l'am1ata c-;a ribaldina o ltre all'essere formata di uomini entusiasmati sul principio de lla nazionale libertà alla quale facevan parte bastanti di cittadini influenti, e risoluti, che sp endevano benanche del proprio p er adescare e<l illudere le tradite e ingannate popolazioni, che contava solo cli Uffiziali <la circa settemila, o ltre l'elemento rivoluzionario di quas i tutta Europa che aumentavano le file cli e ssa, pur nondimeno, non essendo stata bastevole a sostenere la lotta, si fece s i sorpresa invadere il Regno dall'Esercito Sardo, be n provveduto di mezzi di Campagna e di guerra <li nuovo sistema. Un Esercito che per circa un anno res iste a fronte di tante svariate, e difficile, circos tanze, con giusto drilritto, può appellarsi non secon do alle mig liori Armale di Europa. Se p er combatterlo i due Eserciti avve rs i costretti furono a fare sforzi ina uditi (come clicesi) da meritars i gli alloti dell'Eroismo, al certo il primo scettico del mondo non potrà rivocare in dubbio ch e que i prodigi furono la naturale consegue n za della tenace e valorosa res istenza d ell'esercito vinto, che con gius tizia e' pur meritevole del tanto d ecantato Erois mo de i primi. I. .. que i prodigi, naturale conseg uenza dell'ordine e dello s pirito cui era informato e di vera nazio nalità c ui era in vanto,mentre ne lla donùnante rivoluzione vedeva il d a nno, e l'aooassam ento del napoleta no, e quindi dell'Italia a solo vantaggio d i una classe di spogliatoi camuffati a rigen eratori d e lla Patria). Conchiudo che se le milita ri virtù d ell'Esercito Na poletano vennero sfrontatamen te convettite in delitto, e viltà e_~, quei famosi rinnegati e bbri di perfidia e nemici d ella glotia, e del l'interesse del proprio paese, ben'altra cosa allestano però i pre tesi meriti degli infiniti cospiratori di ogni classe, e le g loriose gesta tanto sublimate dall'Esercito garibaldino , e Piemontese; esse a chiare note additano, che q uella purLione dell'Armata na po le ta na che seppe compire il d overe di fedele e leale soldato , lo disimpegnò con o no re e brnvur<1, ced e ndo da forte, e con la lesta in alto, con tale eroico proposito da imprimere seria a pprensione al vincitore, {tanto d a propugnarne e prepararne lo scioglimento} che più di ogni altro ebbe e riconoscere di averlo soverchiato più con le diabo liche a rmi d e lle insidie che con la forza.
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Repertorio dei nomi le mansioni sono quelle all'epoca dei fatti e, quando non precisalo, degli apartenenle alle Uue Sicilie. Afan de Rivera Gaetano (Palermo 25.7.18 16 Triest e 7.6 . 1870), maresciallo di campo. Ainis Saverio (S.Maria C.V. 27.12.1842 Na pol i 7.8. 18(-.8), allìerc tl'arLiglieria. Ambrosone Angelanlonio, 1° sergente H 0 hlg. cacc., Ametrano Luca (S. Maria 15.2. 18]5 - ?), 1° tcncnlc 14° blg. G1<.:c. Anguissola Guglielmo, conte, dire1tore del quotidiano legilli111ist;o h1 I >i.sc11ssione. Anloniui Carlo (Napoli 1.3. 1825 - ivi 5.6.1882), capitano 8° htg . c on ·. Anlouini G iuseppe (Positano 19.3.1810 - ?), caJJiLano a iutanl<: m:oggiorc- I /4° h lg . can:. Auriemma Gioacch ino (Somma Vesuviana 14.2.1806 Napoli 26. 1. 188')), 1,·nc.::nle colo nnello 1° rgm. "Re", Flaglivo Gennaro (Napoli 2.3.1827 - ?), alfiere 11° btg. cacc. Barbalonga Gaetano ( Palermo 20.11 .18 15 - Napoli 2 1.2. 18'-)4), gcm:r.ok di l11ig:01:1 , on:orcsciallo di rnmpo <lall'8.10.1860. Rarbcra ( ~iovan l.lallista (Pozzuoli 27. .1. 181 7 - Napoli 3.4.1888), 1° l<:n<:nte 1/4° hlg. <':I<'<'. Be<leau Alphom;e Marie (Ve1tou ·19.8. 1804 - Nanles 2').10.1863), generale fr:111C, ·s,·, Bellucci Michele (Napoli 17.6. 1826 - ivi 15.6.1908), capitano di SM, m;oggion· cbll' I I .•). 1860 . I3ennudez de Castro Salvador (Ca<lice 6.8.1817 - Roma 3.5."1883), ambasdatore di Spagna . I3ix_io Gerolamo, d etto Nino, (Genova l.10.1821 Banda Atjeh 16.12.1873), gener:ok- g;orih:oldi1111. Borbone Fer<linando I (Napoli 12.1.1751 ivi 1.1.1825). Borbone Fe rdinando Il (Palermo 12.1.18 10 - N;1poli 22.5. 1859). Borbone Fr:anccsco I (Napoli 19.8.1977 ~ ivi 8. I I. 1830). I3orbone Francesco Il (Napoli 16.1.1836 - Arco di Tre nto 28. 12. 1894). [x)rbone Maria Sofìa <li Ravicrn e WiLLelsbach ( Possenhofen 5. 10.1841 - Munchen 19.1.1925) Borbone Maria Teresa Isabella , arciduchessa d 'Austria (Vienna 3 1.7.1816 - Albano La:t.iale 8.8. 1867) scconcfa moglie tli Ferdinando Il di Borbone. Ilozzclli Domenico (Castel di Sangro 5.8.18:1/4 - Garigliano 2. 11.18&.l), capitano 6° btg. cacc. Flrancaccio Nicola principe cli Ruffano (Napoli 2.5.1805 - Ro ma 2.4.1863), generai.: di brigata, tenente genernlc dall'B.10.1860. Bran<lolino, soldato 11° btg. caec. l.lutlà Giuseppe (Naso 4 .1. 1826 - ivi 6. 1.1886), cappellano militare . Cado lini Giovanni (C.remona 24.10.1830 - Roma 8 .6.1917), tene nte colonnello garibaldino. Cafaro Domenico (Napoli 19.6. 1789 ivi 23.9. 1863), <colonnello, comandante d el forte Castell;,mmare in Palermo. Ca ng iano Raffaele (Napoli 28.12.1813 - ?), 1° te ne nte 14" btg. cacc. C.apccelalro Luigi (Napoli 2.5.1802 - ivi 9.6. 1892), Lenente colonnello 10° btg . cacc. Ca rc1ccio lo Enunanude duci di. San Vito (Napoli 16.7.1805 - Ga e ta 12.12. 1860), maresciallo <li campo, lenente generale ..-l:011'8. 10. 1860. Cardinale G iovanni (Pale rmo 15 .10.18 15 - Napoli 21.3.] 86"1) , capitano 14" l>lg. cacc. Cascomarcone, soldato 14" bLg. cacc. Casel.la Francesco (Palermo 26.10.1781 Napoli 1./4 . 1875), tenente genernle, primo ministro e minis lro della g11errc1 <lai 7.').1860. Catan7:triti Elia (S. Domenica 17.12.1833 - ?), capit:1110 htg. Zappatori del genio. Cattabeni Giovanni Battista (Seniga llia 1822 - Napoli 27.1.1868), maggiore garihaldino. Celeste Michele (Palermo 1.7.1824- Napoli 8.3.1876), 2° te ne ntel/4° btg. mcc. Celio Euge nio (Campoba.~so 26. 12.1817 - ?), capitano aiutante maggio re 15° btg. G1cc., poi com;m dante 11° btg . cacc. Changarnier Nicola.~ Anne Tého<lule (Aulun 26.12.1793 - Parigi 14.2. 1877), gene rale fr:onccsc. Chcli, 2° sergente 14" bLg. cacc. Cia l<lini Enrico (Castelvetro di Modena 8.8. 18 11 - Livorno 8.9.1892), ge ner;olc di corpo d 'a rmala sabaudo. Ciliberlo, soldato 14° btg. cacc. Colonna di Stigliano Filippo (Napoli 15.5. 1799 - ivi 1.4.1870), gener,1lc d i brigata , maresciallo di campo dal 21.9. 1861. Corr:ado Raffaele, aiulanle d 'artiglietia.
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C:orrcale De Vicariis Frnnccsco (Napoli 22.3.1805 - ivi 29. 11. 1871), capitan o 1° rgm . gr:rnm ic ri della liuardfa. Corsi C1rlo (Napoli 24.5.1830 - ivi 19.2. 1905), capitano d 'artiglieria. Criscuolo Vi ncen zo, tenente di Marina da guerra. D'Ajt:llo C iovan Ba ttista (Napoli 22.6.1824 - ivi 13.2.1909), ca pitano 14° brg . cacc. D'Angelo Salvatore, -~Ottufficiale 14° b tg. cacc. D'Onofrio Gaetano, alfiere 1° btg. cacc. D e Gregorio Giovanni (Napoli 21. 1.1824 - ivi 22.5.1882), 2° tenente 14° btg. cacc. d e la Tour En-vo·ivre Francesco (Palermo 5.4 .1805 - Napoli 1.1.·1872), conte, generale di hriga1a, mare sciallo di campo tlall'H.10.1861. De Lconardis Lorenzo (Napoli 12.1.1 835 - Venaria Reale 17.4 .1888), capiia no d'artiglieria. De Liguoro Achil le (Bari 5.8.1812 - Palermo 28.12.1899), maggiore gend,1rmc ri;1 a cavallo. De Liguoro C.irolamo (Nap oli 22.7.1807 - iv i 8.2.1861), colomiello 9" rg m . "P11gfo1", genera le d i brigaLa dall'H. 10. 1860. De Milbitz Aleksander Tzcnsmk1, (Kurszany 20.8.1800 - Torino 17.6.1883), conte, gencr:i lc garibaldino. Dc Mmtillet Alessandro, conte, volontario estero, ammesso come colo n n ello di SM tlcl Coma ndo in capo il H.10.1860. Dc Rad,1 Michele (Messina 22. 1. 18.~8 - Roma 17.5. l Wl), capitano d'aitiglieria . Dc Riso Innocenzo (Napoli 7.12. 1823 - ivi 31.8. 1899), capitano 14° htg. cacc. De H.oherto Federico (Napoli 7.12.1820 - ?), capitano aiutante maggiore 14° htg. cacc., disertore. Dc Sauget Roberto (Vibo Valentia 3.4.1876 - Napoli 22.2 1872), tenente generale, comanda nte guardia nazionale, Tspc1tore truppe sedentarie. De T,menteros C iov;innì ( Palermo 5.7.1819 - Napoli 3. 11 .1885), capitano di SM, maggiore dall'S.J0.1860. Oel Re Fra ncesco Saverio (Napoli 25.5.182 1 - '), capitano tli SM. Del Re Leopoldo, (Messina 26.8.1787 - Roma 1.3.7 . 1872) re1roan u11irag lio. Delli Frnnci Ciovanni (Napo li 17.5.1825 - ivi 5.6. 1891), capitano di SM, t<'n<:'ntc colonne llo il 16.10.1861, c:1p o di SM d'artiglieria in Gaeta. Di Donato Vito Antonio (Teramo 1'1.6.1819 - ?), I" tenente 1'1° btg. cacc. Di C.i"ogiu Augelo (Na poli 17.8.1813 - >), 1° tenente 14° i>tg. cacc Di Sangro Hiccarclo p rincipe di Sanscvcro (Napoli 20.7.1803 - Cacta 5.2. 1861), maresciallo tli c 1mro, aiut.antc gcncrn le ciel re. Dragonc tti Agostino (Napoli 28.1.1832 - ?), 1° t<:'nente di SM. Dus met de llcaulieu x Vincenzo (Napoli 25.8. 184 1 - Pompei 16.7.19 19), alfiere d 'aniglietia, 1° tenente dall'l 1.9.1860. Dus met de Srnours Luigi (Napoli J0.6.1827 - ivi 2.7.1866), c:ipitano di SM. F.icholzer (? Gaeta 5.2.186 I), abate conlessore della regina Maria Sofia. Farina Fdice Antonio (Atessa 24.9. 1813 - Napoli 28.3.1882), capitano 11° htg. cacc. Favia, sokl:ito 1-1° btg. c:1cc. Feola Francesco, panuco del Vescovato di Napoli . Fcmtri Emeslo (Aversa 3 L I 2.l837 - ?), 1° te nente d'aniglie,ia, disertore. Fem1ri Francesco (C.:1cta 1.1.1797 - ivi 3.2. 186 1), marC'sciallo di GlllllX). Fiore Domenico (Campo basso 1.1.1826 - ?), 2° tenente 1/4° btg. cacc. Fiore Federico (Atessa 24.9. 18 13 - Napoli 28.3.1882), c~1pitano 11° htg. cacc. Fragnano, soldato 14° l>tg. c:1cc. Fratcllonc Ig na zio (Caltanissetta 22.6.182/4 - >), allìere 14" btg. cacc. Gagliardi Fr:incesco (Napoli 22.3.1800 - ivi 15.8.1870), tene11Le colonnello del genio. Galise, soldato 14° htg. cacc. Garibaldi Ciusepp<' (Nizza /4.7.1807 - Caprera 2.6. 1882). Gas parro G iuseppe (C:astd di Sangro 10.3. 18 13 - ?), 1° tenente 14° btg. cacc. C.;1y Harry I clson (Newton , Massachuseus, 4.8.1870 - Mont('c;1 rlo 13.8. 1952), storico. G ianfrancesco Agos tino, capor:ile 6° btg. cacc. (;ios11è- Giuseppe (Napoli 13.8. 1822 - '), 1° tenente 14° htg. c acc. (;iuliano, 2° serge nte 14" btg. cacc. Giura J.nig i (Maschito "14.10.1795- Napoli 1.3. 186/4), ingegnere. c;,cuet Carlo (Vienna 8.W.1800 - Napoli 27. 12.1862), colo nnd lo comanda n te 2° rgm. granatieri della Guardia, gcut:rnle di brigata dall'8. 10.l860.
ll 71 ° Baltap,lione cacciatori di linea dell 'faercilo del R~no delle Due Sicilie 53 5
C.rippa, c:1rx>r.1le 14° b tg. <.:a<.:c. C.11hiloso, soklato 14° bt.g. cacc. la lone, sol<lalo 14° b1g. cacc. Imperiali Michele , marchese d i Fra ncaviIla ( Lis bo11a 15.8.1 795 I(, >111:1 1. 1. 18(,7), c:1v:1lie re d'o nore d e lla regina Mari.a Sofìa. Judiault de J..;1 Moriç iè.re Chrislophe Léo11 Louis (Na ntcs 5.2. 180(, - c h:ì1ca11 dl" l'rouzel, 11 .9.1865), comanda nrc in capo eser<.:ilo po nlilìcio. L1 Rosa Ferdi na ndo ( Lipari 13. 1. 1806 - Capua 21.9. 1860), tcnc·ntc colonne llo , crn 11:111d:1111c· (,0 htg . c;1cc. L1fmrta Francesco (Ncx:era 16.10.1825 - 7), c,ipi1:1110 14° btg. cacc. T.amori<;iére, vedi Juchault de La Moriçir.re l.aus Lu<lovk:o (Mars ala 28.12."18 10 - ?), ca pitano 6° btg. cacc. Maiorano, soldato 1/4° btg. cacc:-. Malinconico Giacomo (Salerno 2 1. 5. 1823 - ivi 7. U.1 881), 1° ten e nte l-i 0 b1g. mcc. Mar.1sco G iuseppe (Napoli 7. 12.1817 - ?), capitano 1/4° btg. c:1cc. Marsdla , caporale 14° btg. cacc. Marulli C.ennaro, <luc.1 di San Cesareo, (Napoli 16.3. 1808 - ivi 25.12.1880), colonne llu com:ind:1n1,· 1° granatie ri della guardia, generale di brigata dall '8. I0. 1860. Marnlli Fr.1ncesca, d uchessa cli San Cesa reo , (S. C. iorgio a Cremano 14.7.1802 - N;,po li 15.2.1 88:S), dama <l'o no re <lella regina M;1ria Sofia. Massarelli Giovanni (Napoli 3.7. 1834 - Capua 21.9.1860), 2° tenente /4° btg. cacc. Maurino Francesco ( F.holi 7.1. 18 12 - ?), 1° lenente 3° rgm . Dragoni. Mazzini Giusep)X' ( C.cnov:1 22.6.1805 - Pisa 10.3.1872). Medic i Giacomo marchese del Vascello (Milano 15.1.18"19 - Roma 9.3.1882), generale garibaldino. Medoro Giuseppe (Te rlizzi 28.10.1822 - >), a lfierel/4° b1g. cacc. Mele Pasquale (Napoli 8 ."I 2. 1824 - Sale rno 14.4.1885), allìere 1/4° btg. cacc. Mo<lug110 Michele (Napoli 1828 - ivi 1.1. 1913), aU'i<::re 11° btg. e.ice. Moxeclano Fe rd in,1 ndo (Napoli 17.9.1835 - Mantova 10.3.1888), alfiere 14° btg. cacc. Negri M,lll<:O ( Napoli 21.6. 18 18 - Scauri 29.10.1860), te ne nte colonnello <l"arliglh:ria, colonnello s ul campo il 19.9.1860, generale di brigata dall'8.10. 1860. N11nzianle Anto n ino (Napoli 29.8.1825 - ivi 9.2. 1894), l.enente colormdJo, comandarne 8° h1g. cacc. Odo ri.~io Giuseppe (Agnone 22.12. 182/4 - C 1p11a 15. 10. 1860), a U'ie rc, 1/4° b tg. cacc. O rlando Sinibaldo (Agnone 15. 12.1813 - Napo li 16.1.1894), cap itano 1/4° b1g. cacc. maggiore sul G lll l)XJ il 12.11.1860. Palma Luigi (Napoli 3'1 .5. 18 19 - ivi 20.1 0.1893), 2° lenente 11° btg . cacc. Palmie 1i G iuseppe (Napoli 2. 11.1805 - ivi 25.7.188/4), gcncrnlc di b rigata d i cavalle ria. Pavone Re ne detto ( Palermo 20.12.1825 Santa Te resa d i Riva 11.8.1907), 1° lene nte l/4° btg. cacc. , capitano dall" l l.9 .1860. Pavone Carlo ( Palermo ? - >), foriere 1° rg m. g ranai ieri della Guardia, serge nte d all' l ·1.9. 1860. l'avone Filippo ( (jaeta 5.10. 1787 - Napoli 4.9.1 848), capitano 1° rg111. granatieri dcli;, C.uard ia . P cllion Carlo conte di Pe1s ann (Vcrcelli 11.3.1806 - Torino 28.7.1883) , ammic1glio sab;111do. Pe ri110 Pasquale (N;1poli 5.12. 1823- Capua 25.9.1860), 1° te ne nte -i 0 hrg. cacc. l'e rsano , vedi Pcllion Ca rlo. Pe rsico Giacomo, pilo ta di marina. Pianell F.nrico (Napoli 12.2.1820 - Portici 25.3 .1891), colonnello , comandante 15° btg . c,1cc. Piconcse, soldato 14° htg. cacc. Pisapia Liberatore, 2° te ne nte genda rm,~ria a piedi. Pitocco, soldato 14° btg. cacc. Polistim1 A11tonio (Pale rmo 126. 1838 - Firenze 19.10.1871), allìere di SM. l'olizzy Vincenzo (Pale rmo .'\ 1.1 2. 18 13 - Napoli 6.9. 1871), tene nte colonnc llo di SM, gene rale di l>ri gata dall'8.10. 1860. Puzio Marco (C.rnmo Nevano 26.12.181 5 Napoli 8.1 2. 1875), capii.ano gend:i rnu.:ri:i :i pil"di . Monte di Procida 25. 12. 1901 ), capita no di SM, m:,ggion · Q u,111dcl Pietro (Napoli 24 .6. 1840 dall" l 1.9.1860. Ricci Ferdinando (Messina 7.6 .1820 - N:ipoli 6 ..'\. 189 1), ca pilano 14° btg. G1<.:e. Rilucei ( ;iosué ( Napoli 8.1.1791 - ivi 1.2.1 870), mares<.:iallo di campo, chtl 7.9. IH60 :ti 23.1 0.1 860 comandanre in capo dell'esercito, te ne nte genc r:i le d.all'R. I0. 1860, goven>:ilon: de lla piaZ7. 1 cli Gacia cla l 9. 1.1861.
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Giuseppe Pavone
Ro mano Lihorio (Palli 27.10. 1793 ivi 17.7. 1867), minis Lro <lcll'in1emo. Ronga Michele (Nola 9.3.181 2 - ?), 1° le nenle 14° btg. cacc. Rosaguli Pie lro, ufficiale s uperiore garibaklino, comandante d e lla Piazza di Napoli. R11i7. de Balleslreros Giovarmi (18 11 - 1896), commend:uore, segreLario particolare <li Francesco Il. Sacchi GaeLauo ( Pavia 6.12.1824 - Ro ma 25.2.1886), generale di b rigata garibaldir10. Salafìa Alessandro (Napoli 22.2.1832 - ?), capitano <l'artig lieria. Salzano n e Luna G iovanni (Napoli 27.6.1790 ivi 4.5.1865), mare~iallo di ca m po, le nente generare <lall'8. I0. 186o, com:1 ncfan1e in <..<1po clcll'cse rcilo <lai 23.10.1 860. Sa11d1ez Dc l.11na Vincenzo (l>;1lc rmo 26.7. 1809 - N.ipoli 27.8. 1877), colo nne llo comandante rgm. cacc. a cavallo, generale di brigata dall'S.10. 1860. Sanrncroce Antonio, 1° Sergente 6° b1g. cacc. Santacroce Guglielmo (Napoli 9.6. 18 13 ivi 24 .3. 1880), capiano aiutant e maggiore 3n btg. cacc. SantogiunlO, sol<lato 14° btg. <..<1cc. Savastano Biagio, commiss,uio/direllorc cli polizia. Savoia Vinario Emanue le TI (Torino 14.3. 1820 - Ho ma 9. 1. 1878). Scolli Doug las Luigi conle di Vigolino (Napoli 23.6.1796- ivi 14.12.1880), maresciallo di campo, te ne n le genera le dall'8.I0. ! 8(-,0_ Si.monella Fmnceseo (Milano gennaio 1813 - ivi 19 .9.1863), genern le d i b rigala garibaldino. Solofra Arùello (Manfredorùa 26.2. 1860 Siena 23.10. 1888), capitano d'a niglieii a, maggiore <la ge11naio 1861 . Spangaro Pielro (Venc7.ia 28.1.1813 - Milano 14. 11. 1894), genernle di hrigarn garibaldino. SLaril i, soldato 14° htg. c:1cc. Slal<'lla Giuseppe conlc (P;ilenno 15.5. 1797 Homa 9.7. 1862), maresciallo d i campo, lenenrc gent:r.1le cfa ll'S.10.1860. Tabacchi Frn ncesco (Napoli 9.9.'1835 - ivi 2.1 1. 1904). capita no d'artiglieria. Tabacchi Luigi ( Foggi:1 26.7.1791 - N;1poli 24 .10.1868), generale di brigata, ma resciallo cli campo cfa ll'l 1.9.1860. Tadnell i Pao lo (Napoli 24.1.1829 - ivi 22.8.1887), <:apitano d'artiglieria, defczionbla. Tanucci lkrmm.lo (Stia 20.2.l<i98 - Napoli 29.ti .J78:S), stalista napolilano. 1"<..,Jeschi Vincenzo (Palermo 5.'1.1811 - Napoli 18. 1.18')')), colonne llo comandanle 7° b1g. erre. 'l'ornn Raffaele (Aversa 17 .11.1 807 - ?), capiLano gendan 11eria a piedi. Toran Salvatore (Caserta 20.2. 18.17 - Napo li 7.4. 1889), allìere 14° htg. cacc. Tiirr Tobornok Stefono ( Boya 11 .8. 1825 Budapest 3.5.1908), gene rnle garibaldino . l llloa Antorùo (Na poli 10.5.1807 - ivi 30.7. 1889), 1c nen1e co lonne llo d'a rtiglie ria, rnlonnc llo e direll<>rc della guerra cb ll' ll .9.1860, genernle di brigala cbll'S.10.1860. Vacchic ri Angelo, colonnello garibaldino. Ve<:chionc Raffaele (Savia no 21.12.18o6 - ?), le nente colon ne llo coman<lanle 1/4° b1g. ca<:c. , colo nne! lo <lall' 11.9.1860, comanda nte 1° rgir1. granmieri della C11ardi:1 dal 16.10. 18(:iQ_ Vial dt: Maton Pietro (Nizza 5. 10. 1777 - Roma 28.2.1863), le ncnrc generale, governatore u e lla piaz~; 1 cli Gaeta dal 7.<J.186o al 9.1. 1861. Vi11orio Emanuele 11 , vedi Savoia. Von Mcckel Giovan ni Luca (Basile-a 3. 10. 1807 - ivi 9.6. 1873), gener.ile di hrig:11a, maresciallo di ,am1x> cfa ll'S.10. 1860. Wir1kler l.uigi/Lajos (1 8 10 - 1861), ungherese, colonnello garib,ilcli110. Zairù Errico (Napoli 19.3. 18.1 0 ivi 9.2. 1891), capitano <l'art iglieria, disertore. Zurlo (jiuscppe ( Baranello 6. I 1."1757 - Napoli 10 .11.1828), st::nista na po lita no.
BIBUOGRAFIA Crunaca de 'fatti operati dal / 0 ReMJ-:ime/llo r.ranalieri della r.uaniia durante la cr1Tnfx.1.~11a del 1860 da Amici jìno all'assedio di Gaeta. ;;crilta />('r risco11/rare, analizzare, delucidare e cummentare i discarichi del R<merale Ri1t1cci, ed alla ad e.<.s<>re di sustrato a chi VO{llia scritx!re cosci(.'1/z iosamente la S/oria degli ,wvt:n.imenti succedulisi 1wl napo/i/arto a quell'epoca di triste ricordanza, J\MCRR, h11s1:1 555/2-3.
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Il 14° BattaP,lione cacciatori di linea dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie 537 Giornalello militare della Camµap,na dal Vollumo al principio dello assedio di Gaeta dal 6 settembre al 19 novembre 1860 circoscritto nella parie che riguarda la~ C.òmpagnia Capitano Sinibaldo Urlando del 74nw /Jallaglione Cacciatori, AMCRR, busta 555/1. ANS1GuON1 GIUSEPPE (sottotenente di SM garibaldino), Memorie della ballaglia del Vo/Jurno 1° e 2 ottobre 1860, Tipografia Sub,1Jpina,Torino, "186·1. B AITAGUNI TITO, Il crollo militare del !legno delle T>ue Sicilie, Socie tà T ipografica Milanese, Mod ena, 19.~. Rorn1 l>IANC:ARI.O, l.ROCIANI PIERO, BRANllANI MASSIMO, L'Hsercitol3orbunicudal 1 789al /8 15, SME, Roma , ANONIMO,
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SPAGNOLl:.Tll A NGELANTONIO, ZENON ANrONIO,
Giuseppe Pavon<!
Tavola I
Sinihaldo Orla ndo.
Il 11° &tUa,.t.tliorw cacciatori di linea dell'F.sercito del Regno de/I.e l>ue Sicilie 539
T:1vob1 Il - G iova nn i D C'lli Fmnci.
540
Giuseppe Pavone
Tavo la lii - Uallag lio ni Cacciarm i 1853: Soldato (Tromh;i), Ufficiale supe riore\ Sottufficiale; in grnn tenuta.
Il 14° <~lione cacciatori di linea dell'Rsercito del Reww delle Due Sicilie 'i41
Tavola IV - Bauai;lio ni C;,cciato ri 1853: Uflìc-iali inferio ri: in gran te n u ta (sini, 1rn), in 1c n11ta g iornaliera ( d est ra).
542
T:1vola
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GittS<c1Jl1L> n ~ ,,~ rtwone
V,o Iturno (Gra:aan·tSe
Il 11° BallaJ.!.liorw cacci.atori di linea dell'Eserc ito del Regno de lle D!Ae Sicilie 513
Tavola
vrr - TI
ponrc sospeso in ferro sul Ga rigliano Real Ferdirumdu.
Tavola VIII - Caeta, is11110 di Montesccco l' colll' Lomlx,ne.