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STORIA DELL'ARMA DEL GENIO VOL VII TOMO 1

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STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORICO

RENATO D'ASCIA

STORIA DELL'ARMA DEL GENIO VOLUME VII - TOMO

l

( 1935-1939)

Dalla campagna in Africa Orientale alla vigilia della seconda guerra mondiale (1935-1939)


PROPRIETA' J.ET'TERARIA 'J'utt i i diritti riservati

Vietata fa riproduzione an<.·he parziale senza autorizzazione © SME - Ufficio Storico - Roma 2007


Particolare del monumento ''Avanti è la vita", collocato nel cortile d'onore della Scuola del Genio alla Cecchignola - Roma (alleKato n. 1)


PRESENTAZIONE

E' per me un vero onore ed un piacere essere chiamato a presentare questo VII volume della "Storia dell'Arma del Genio" che prende in esame il periodo dalla <'ampagna in Africa Orientale alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, in soslan1.a gli anni dal 1935 al 1939, elaborato con la consuela maestrìa e precisione dal <;cn. Renato D'Ascia, che ha così messo un'altra importante tessera nel grande 111osaico della nostra storia mililare. Intanto perché proprio a me questo onore? Non certo per il mio incarico di Ispettore delle Infrastrutture dell 'Escrcito, che, rnn la storia militare e con quella dell'Arma del Genio in particolare, ha pochi lega111i se non quelli connessi con l'evoluzione, in parallelo con gli ordinamenti e la doti ri na di impiego, anche delle infrastrutture militari destinate ad ospitare i nostri rqJarti e Comandi in periodi storici nettamente diversi da quelli attuali. Probabilmente perché in questo momento sono il più anziano dei Generali provenienti dall'Arma del Genio ancora in servizio nei ranghi della Porza Armata e, n 1me tale, mi viene automaticamente attribuita un'esperienza ed una competenza lalc da farmi risultare la "penna" più autorevole - oggi sarebbe più appropriato dire il " 111uuse"' pii, scorrevole - per rendere merito al Gcn. D ' Ascia per qu~sta sua cnnes i111a fatica. St.:rivere queste poche righe è comunque un piacere per chi , come mc , "geniere ~·011vinto" da sempre, ritrnva nelle parole dell'autore e nei momenti storici che lui descrive, gli stessi motivi di fondo che ancora oggi, e sicuramente sarà così domani l' sempre, inducono i nostri vertici responsabili dell'approntamento della nostra I•orza Annata ad introdurre novità e varianti per restare aderenti ai tempi ccl ai compiti che la nazione ci attribuisce e che il contesto internazionale richiede. In un momento storico come quello attuale , in cui gli indirizzi scolastici scmbra110 ridurre l'importanza della storia antica per accrescere il valore di quella più recente, potrebbe sembrare anacronistico dare alle stampe volumi come questo, ma basta sfogliare la bozza del testo per individuare irrunediatamente una molteplicità di concetti che, trasposti nel tempo ed ammodernati nella terminologia, mantengono assolutamente invariato il proprio valore. E' ridicolo pensare che la Storia non insegna mai nient.e: certo che se non la si conosce, se non la si legge, si finirà per ripetere sempre gli stessi errori. E così, per restare nel campo infrastrutturale, ecco svelati nelle pagine del libro i motivi ed i ragionamenti che hanno portato alla costruzione di detcm1inate tipologie di caserme nei cinque anni che 1>recedcttero la seconda Guerra Mondiale e che tanta validità hanno ancora oggi, al punto che la loro funziona] ità induce a ristrutturarle quando necessario e perpetuarne nel tempo la manutenzione per conservarne il valore, adeguandole comunque ai nuovi standard necessari per il personale professionista che oggi alimenta le nostre unità. Allo stesso modo, ma con sviluppi diametralmente opposti , è significativo segui-


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re l'importanza attribuila alle grandi opere difensive che facevano capo alla Fortificazione Permanente. E' evidente che lo sviluppo degli armamenti, ma sopratutto i mutati panorami politici e le dottrine d'impiego completamente stravolte, hanno decretato la morte di queste grandi opere, rimaste sul teneno come vestigia fossili a lestimoniare il modo di operare e combaltere di un tempo. La cura dei pat1icolari con cui il Gen. D'Ascia arricchisce le pagine cli questo volume sono una chiara testimonianza non solo della sua competenza in materia, ma anche dell'amore che l'autore ha per l'Arma del Genio e della pazienza posta nel cercare tulti i dettagli necessaii dalle più svariate fonti, valutarli, giudicarne l'importanza nel contesto generale e porli quindi nella giusta evidenza. Sono convinto che non c'è Geniere o Trasmettitore, in servizio o non più, che non possa trane dalla pagine di questo libro importanti elementi per accrescere la propria cultura e spunti su cui meditare. lì·overà sicuramente gli uomini, i mezzi, le procedure e quanto altro molto diverso da tutto ciò che lui stesso ha vissuto o sta vivendo e sicuramente diverso da ciò che sarà, ma potrà constatare che lo spirito ed i valori che hanno animato la nostra Anna ed i suoi uomini sono rimasti immutati e tali resteranno sempre , all'ombra delle note parole " ...lcnace, infaticabile, modesta ...". Ten. Ge n. Roberto Searnnari


INTRODUZIONE Questo libro continua ad esporre la Storia dell'Arma del Genio, a pmtire dalle fasi preparatorie della Campagna in Africa Orientale (guerra contro l'Etiopia) fino ai prodromi del secondo conflitto mondiale. Come il VI volume anche questo intende dm-e una visione panoramica dell'Anna (ordinamento, progressi, attività, ecc.) il più possibile vasta, toccandone tutti gli aspetli di componente operativa e tecnica dell'Esercito. Considerando la vastità della materia e non ritenendo di dover trasformare questa "storia" in un trattato enciclopedico, sono stati indicati tutti i possibili riferimen1i per consentire l'approfondimento delle singole parti. Per i vari teatri operativi ho voluto far precedere una esposizione, sia pure sommaria, sulla natura del terreno e sulle condizioni climatjchc ed ambientali, per conscntfrc una maggiore comprensione delle situazioni, sia operative che tecniche , che reparti cd uomini del Genio si trovarono a dover affrontare. Particolarmente per l' Africa Orientale, territorio poco conosciuto dai più e con caratteristiche geofisiche peculiari, mi sono soffermato nella descrizione allo scopo di meglio far risaltare i disagi che i nostri militari dovettero sopportare. Ovviarncnlc ogni volta che si parla del Genio si devono lratlare tutti gli aspetti delle sue componenti , comprese le Trasmissioni , poichè a ll 'epoca non era ancora avvenuta la separazione tra le due Armi. Nata come specialità del Genio nel 1883 , con due Bri gate Telegrafisti del 3° Reggimento Genio (l'attuale livello organico della Brigata di allora è il Battaglione), soltanto dopo la seconda guerra mondiale fu conferita la denominazione di 'frasmissiuni come specialità autonoma (foglio 11. 1185 - R/Ord. I, in data 16/5/1953, di SME Ordinamento) con proprio fregi o e proprie mostrine. La Legge 30/12/1997 costituirà J' Arma delle Trasmiss ioni ed il Decreto Ministeriale dell ' I /6/1999 determinerà l'mtkulazione dcll' Anna in due specialità: telematica e guerra elettronica. li 5 giugno 1999 fu consegnata la Bandiera di guerra alla nuova Arma delle Trasmissioni, Madrina la nipote di Guglielmo MARCONI, signora Ilaria Diana PARESCE, nel corso di una cerimonia solenne alla Scuola Trasmissioni, in Roma, aHa presenza del SuUosegretario di Stato alla Difesa, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e di numerose altre autorità civili e militari. Presenti, nello schieramento dei reparti in armi, le Bandiere di guerra delle Armj di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio e Trasporti e Materiali, nonché le Bandiere del Corpo Sanitario e Veterinario, il Gonfalone della città di Roma e le insegne di tutte le Associazioni Combattentistiche ed' Arma. Pur volendo dare carattere di successione nel tempo ai vari episodi di uno stesso evento, non sempre ci si è riusciti per l'accavallarsi e/o la contemporaneità degli avvenimenti sui diversi fronti. Tale discrasia si è verificata, in particolare, per la guerra di Spagna, a causa: dello spezzettamento delle azioni in molti punti del territorio; deUa iniziale difficoltà di costituire unità italiane omogenee, in cui inquadrare i combattenti volontari;


10 della pluralità dei Comandi, non sempre adeguatamente coordinati; dei perniciosi contrasti, tra italiani e spagnoli, nella armonizzazione degli interventi. Ordini di operazioni, cartine degli schieramenti , piani operativi, ecc. sono stati citati o ripo11ati parzialmente soltanto allorché essi fossero riferiti alle attività del Genio. Molte delle figure verranno riprodotte a colori nel secondo tomo. Per quanto concerne i commenti su fatti o comportamenti di persone, necessari per comprendere le motivazioni di talune decisioni, essi derivano da giudizi espressi da testi di larga diffusione e di indubbio valore storico o da documenti ufliciali. Ancora una volta ringrazio, per l'inestimabile supporto ricevuto nella ricerca delle fonti e/o per la profusione del materiale e dei documenti messi a disposizione: il personale dell'Ufficio Storico dello S.M.E.; il Tenente Generale Raniero RANTERT per la cura meticolosa che ha dedicato alla revisione generale ciel testo ccl alla ricerca appassionata cli ulteriori eiettagli e riferimenti; il Generale Giuseppe MASTROBUONO, per l'affettuosa collaborazione nella ricerca delle fonti e nella stesura delle parti riguardanti l'ordinamento; il Generale Sergio DJ\MIANI cd il Dottor Renato LAMBIASE, dcll'Istilulo Storico e di Cultura dell ' Arma del Genio, per la disponibi litlt nel fornirmi, per anni, paziente assistenza; il Dottor Roberto MELIS dell'Ufficio Cartografico del Touring Club Italiano, per aver concesso l'utilizzazione di pre7.ioso materiale cartografico. Gen. lng. Renato D'Ascia


ABBREVIAZIONI A

=Armata

Add. Amh. Arnrn. A.O. A.O.I.

= addestramento = Ambasciatore

= Ammiraglio

= Africa Orientale

= Africa Orientale Italiana = in aspettativa per riduzione dei quadri Art. = Artiglieria = Africa settentrionale A.S. = Bersaglieri lk rs. lhig. = Brigata Ht g . = Battaglione <'.A. = Corpo d'Armata cii. = calibro <'ap. = Capitano l".IJ). = caporale cap.rn. = caporal maggiore CCNN. = Cam icie nere Cav . = Cavalleria <:.G .V.M . = C roce d i Guerra al Valor Militare l" ll"C. = circol are C Man. = Capo Manipolo (della M.V.S .N.) Col. = Colonnello Com. = Comando Com.te = Comandante Comp. = Compagnia compi. = complemento Cons. = Console (della carriera diplomatica) Cons.Gen. = Console Generale (della M.V.S.N.) Cons.M. = Console (della M.V.S.N.) C.S. = Comando Supremo D.A. = designato d' Armata DIV. = Divisione Dott. = Dottore cspl. = esploratore = Fanteria Fanl. f. = fiume FF.AA. = Forze Armate = fuori organico f.o. G. = Genio

;1.r.q.


12

Gen. gen. i.g.s. Ing. Kg. l. Luog. Gen. Magg. mo ml. Mar. Min. M.V.S.N. mm. M.A.Y.M. M.B.Y.M. M.O.Y.M. Moh. mod . 111.

n. P. p. part. P.N.F. plt. polit. I Min. q. R.C.T.C. Rgpt. Rgt. RT Sen. Serg. Serg.M. Sez. S.T.M. sindac. s.1.m. sindac. Sovr. S.M .

= Generale = geniere = incaricato del grado superiore = Ingegnere = chilogrammi = lago = Luogotenente Generale (della M.V.S.N.) = Maggiore = metro lineare = Maresciallo dell'Aria o d'Esercito o d'Italia = Ministro = Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale = millimetro = Medaglia d'Argento al Valor Militare = Medaglia di Bronzo al VaJor Militare = Medaglia d'Oro al Valor Militare = Mobilitazione = modello = monte = numero = religioso = passo = pa1tigiano = Partito Nazionale Fascista = plotone = politico = Primo Ministro o Presidente del Consiglio o Capo del Governo = quota = Regio Corpo Truppe coloniali = Raggruppamento = Reggimento = Radiotelegrafisti = Senatore = Sergente = Sergente Maggiore = Sezione = Servizio Informazioni Militari = sindacalista = sul li vello del mare = sindacalista = Sovrano o Re o Imperatore = Stato Maggiore


13

S.M.E. Sott. s.p.e. S.Ten. T.Col. tc l. 'Fcn. I.

l J ff. V.M.

= Stato Maggiore dell'Esercito = Sottufficiali = servizio permanente effettivo = Sottotenente = Tenente Colonnello = telegrafisti = Tenente = torrente = Ufficiali = Valor Militare


PRIMA PARTE

DALLA CAMPAGNA IN AFRICA ORIENTALE AT J ,A GUERRA DI SPAGNA


CAPITOLO I

LA SITUAZIONE 1N AFRICA ORIENTALE NEGLI ANNI 1934 - 1935

I. " .ì. 1

1.

La situazione politico-militare Esame generale dei territori La preparaz.ione della Campagna T,e forze contrapposte e gli interventi sul territorio


i '1111. I - Lil situazione in. Africa Orientale negli anni 1Y34 - JY35

19

I . I ,A STTU AZIONE POLITICO - MILITARE

:1) I ,e mire espansionistiche europee nel corno d'Africa. I ,a conferenza di Berlino del 1884 aveva sancito la spartizione dei territori "più i111crcssanti" d'Africa, già avvenuta tra le grandi nazioni. L'Italia, che non era tra queslc, e che già possedeva la baia di Assab, acquistata nel 1869 dalla Società Rubattino di Genova, occupò, il 5 febbraio 1885, Massaua, con un corpo di spedizione comand:110 dal Colonnello Tancredi SALETTA. Nel 1887 estese la conquista alla regione c ircostante. Dopo alterne vicende i territori occupati, comprese le città di Asmara e O < 'hèren 1, prendevano il nome di "Colonia Eritrea"; era il I gennaio 1890. Tra il 1914 ed il 1921 la tensione esistente nell'area, più intensa ai confini con 1 · I ·:1 iopia, aumentò, anche in conseguenza degli avvenimenti bellici che impegnav :1110 l'Europa. La presenza italiana in Eritrea non poteva considerarsi affermata , a l'ausa dei continui combattimenti e sconfinamenti e delle razzie, che culminaro1I( 1 ne i due gravi episodi verificatisi alla fine del 1934 e dei quali si parlerà in Sl'guilo. Continuavano ad essere stipulati accordi e trattati, come il Protocollo del 5 mag.L'. io 1924 tra l'Italia e la Gran Bretagna, per definire la zona d'intluenza italiana verso ì"i ·:1iopia, o com e il Trattato d'anticizia del 2 agosto 1928 tra l' Italia e l'Etiopia. C iono nostante le potenze europee, temendo che l'espansione italiana potesse i111 ralciare il loro predominio ne lla regione, conlinuavano a contrastarla, fomentando nascostamente le discordie. Nel 1928 Hailé SELASSIE' (Haila Sellàse I), già Tafari MAKONNEN, figlio di l{as MAKONNEN, si proclamò Negus d'Etiopia e nel 1930, alla morte dell'imper.itricc ZAUDITU', sua zia, divenne Imperatore d'Etiopia . Egli, in forza del fatto c he il suo Paese era divenuto membro, nel 1923, della Società delle Nazioni , chiese l' appoggio delle 52 nazioni che ne facevano parte ed assunse un atteggiamento sempre più ostile nei confronti dell'Italia. La stessa situazione si verificava, all'incirca, in Somalia, sulla quale l'influenza italiana aveva avuto inizio nel 1885, allorché l'Italia, presi accordi con il Sultanato di Zanzibar, dava la sua protezione al Sultano di Obbia e, nel 1889, a quello dei Migiurtini. Nel 1891 erano stati firmati due Protocolli con la Gran Bretagna, per la definiz.ione dei limiti della zona d'influenza italiana. Nel 1892 l'Italia aveva preso in affitto dal Sultano di Zanzibar, per 50 anni, iterritori di Bràva, Mèrca, Mogadiscio e Uarscèc, con i rispettivi retroterra, che costituivano il Benadir2.

1

Chèren, che significa "monte", è siniata alla quota di 1.392 metri in una depressione dell'alta valle dcli' Ansèba, ha un clima mite ed è il centro di una zona di grande sviluppo agricolo. 2 Benadir deriva da bender, che significa: porto, mercato (allegato n. 2).


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

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Cartina .m d Ruropa-Africa Orientale.

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( '11p. l - L,1 .~ituazione in Africa Oriemale negli armi /934 - 1935

21

Anche in Somalia le azioni di disturbo (sconfinamento, attacchi ed imboscate) si profino al 1931 , am10 in cui colonne armate etiopiche si avvicinarono ai contini_

I rassero

b) La presenza militare italiana in Eritrea ed in Somalia. La presenza militare italiana nelle due Colonie era, nel 1934, la seguente: in l~ritrea esisteva il Regio Corpo Truppe Coloniali deH'Erilrea, il cui Comandante del Genio era il ColonneHo Arnaldo FORGIERO, che era già stato Comandante del Genio in Eritrea dal luglio 19 I 3 all'aprile I 917. Da lui dipendevano. una Compagnia mista del Genio; l'Ufficio Lavori del Genio militare di Asmara; l'Ufficio Strade, costituito aHa fine del 1934. L'Ufficio Lavori aveva già, all'inizio di quell'anno, migliorato l'esistente pista, priva di ponti , che collegava Saàti a Nefasìt, nel tratto Nefasìt-Decameré, e costruito il primo ponte in cemento armato sul fiume Mài Habàr, della lunghezza di 32 metri. L'Ufficio Strade, con personale esclusivamente del Genio, ma con una struttura organizzativa tipicamente civile, diede inizio alla costruzione della camionabile Mnssaua-Dccamcré. Le forze che costituivano il Regio Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea , simili p1.:r natura t:d entità a quelle del

Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia, era così formato: I Comando Regio Corpo; I Comando Artiglieria; I Comando Genio; 5 Battaglioni eritrei, su 3 Compagnie; 1 Compagnia mitragliatrici, su 4 sezioni di 2 squadre ciascuna; 1 compagnia costiera, su 2 mezze Compagnie ed I sezione mitragliatrici; 1 Squadrone indigeno, su 2 plotoni ed I sezione mitragliatrici; 3 Batterie indigene di artiglieria da montagna, ciascuna su 4 pezzi e 2 mitragliatrici; 2 Compagnie indigene Cannonieri, ciascuna su 4 sezioni (addette alle fortificazioni); 1 Compagnia Genio mista, su: I plotone zappatori, 1 plotone telegrafisti , 1 plotone radiotelegrafisti e fotoelettricisti (con personale indigeno e nazionale); 1 deposito reclutamento; Servizio Sanitario, con Direzione Sanitaria e 3 Ospedali; Servizio di Commissariato, con ufficio e magazzini; Servizio di Artiglieria; Servizio del Genio; Servizio Veterinario; Servizio Trasporti, con 1 drappello treno per i servizi a traino animale ed 1 sezione automobilistica; Servizio Giustizia militare, con 1 Tribunale.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla (;uerra di Spagna

60\fo

di Aden

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' FRONTE

SOMALO,

Dislocazione delle rorze d el R~ gio Corpo Truppe Coloniali al la data del 5 dicembre 1934

(, Scala:

Dislocazione delle forze :ml.fronte somalo.


( '11p. I - !..1 situazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

23

11 Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia era costituito da: I Comando Regio Corpo; 4 Battaglioni indigeni; I Nucleo autonomo della Migiurtinia; I Compagnia carri; I Comando At1iglieria e Direzione del Servizio; 3 Batterie cammellate da 65/17; I Batteria autotrainata da 77/28; I Compagnia cannonieri da posizione; I Compagnia mista del Genio; I Autoreparto; I Compagnia deposito; Servizio di Artiglieria, con Direzione, laboratorio e magazzini; Servizio del Genio; Servizio Sanitario, con Direzione del Servizio ed infermerie; Servizio di Commissariato, con ufficio e magazzini; Servizio Veterinario; Servizio Trasporti , con 1 sezione aut:omobilislica cd 1 nucleo scuola automobili ; Servizio Giustizia militare; 1 Squadriglia di aerei da ricognizione, su 9 aerei, 3 dei quali dislocati a Galàdi , località distante circa 90 chilometri da Uàl Uàl; Completavano la presenza militare nell a Colonia le "Bande", ripartite in cinque settori territoriali, de lla forza complessiva di 8 Ufficiali e 2004 Duhat'.~ Le Bande erano reparti indigeni , distinti in "regolari" ed "irregolari". T primi , costituiti fin dal tempo di pace, avevano armamento più leggero e maggiore mobilità rispetto agli altri reparti del Regio Corpo; i secondi, costituiti in tempo di guerra, erano formati da indigeni che, con i loro capi, si ponevano al servizio del Governo italiano. Queste bande erano state create, nel luglio del 1924, dal Governatore della Somalia, Cesare Maria DE VECCHI di VAL CISMON, quali guardie di confine. I suoi componenti si chiamavano "Dubat". Inizialmente vi era a Mogadiscio un Ispettore delle Bande, rna, con la riorganizzazione operata dal Generale Luigi PRUSCI, nel 1935, questa carica venne abolita e le Bande passarono alle dipendenze del Comando del Regio Corpo. TI Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia aveva una forza totale di 200 militari nazionali, 4.000 indigeni, 24 pezzi d'artiglieria, 93 mitragliatrici, 4 autoblindo, IO carri armati e 73 autocarri.

3 Il nome " Dubat", che alla lettera significa turbante bianco, deriva dalle parole " Dub", con cui veniva chiamata una corta futa stretta intorno al capo a guisa di turbante, ed "at", il cui significato è bianco. Con la costituzione del Corpo i Dubat furono dotati di un copricapo di forma tronco-conica chiamato " tarbusc".


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Prima Parie - Dalla Campagna in 1\ji-ica Orientale alla Guerra di Spagna

' ~:,.:/: >~11, Pontieri deL (ìenio (in un disegno di Paolo Caccia Dominioni).

c) L'aggressione etiopica. Alla fine del 1934 si verificarono i due eventi che avrebbero provocato la reazione italiana, con l'inizio di una fase di maggiore vigilanza e con l'approntamento di piani più completi per l'organizzazione difensiva dei territori di Eritrea e Somalia. I due avvenimenti furono: l'attacco armato al Consolato italiano di Gòndar, avvenuto il 4 novembre, e l'aggressione al posto di confine di Uàl Uàl, località al centro di una zona ricchissima di pozzi, verificatosi il 5 dicembre, allorché una fucilata uccise un Dubat di sentinella. Ed ecco quali furono le premesse di tale aggressione: negli ultimi giorni di novembre una commissione mista incaricata della definizione dei confini tra l'Etiopia e la Somalia Britannica4 era giunta nei pressi di Ual Ual, scortata da una nutritissima banda armata. Della commissione facevano parte: il Tenente Colonnello E.H.M. CLIFFORD, per la Gran Bretagna, ed il Fitaurari TESAMMA Bante per l'Etiopia.5

Il punto di confine tra Etiopia e Somalia nritannica più vicino ad Uàl Uàl distava 160 chilometri. etiopico era praticamente quella creata da TEODORO Il, Re dell' Amàra , che, riunendo tutte le popolazioni di raua ahissina, si era fatto incoronare Imperatore (Negus Neghesti == Re dei Re) a Gòndar nel 1842. Nell'Impero vi era una distinzione hen definita tra le cariche amminislralive, che, in tempo di guerra, assumevano rilevanza militare (allegato n. 3). 4

5 La struU.ura dell'Impero


<·up.I -

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,~iluazione in Africa Orientule ne,?li anni 1934 - 1935

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li gruppo di armati si presentò al fo1tino pretendendo che il presidio, costituito da 1}0 Dubat e da due carri d'assalto, comandati da un Capitano, lo sgomberasse per far posto alla commissione; al rifiuto degli italiani la commissione si ritirò, ma gli am1a1i si accamparono nei pressi ed iniziarono ad approntare sistemazioni difensive e postazioni per armi automatiche. Gradualmente giunsero rinforzi, finché il gruppo assunse la forza di 1.200 uomini, al comando del Fitaurari SCIFERRA', Governatore di Giggiga e dell'Ogadèn. TI gmppo aveva anche un numero imprecisato di mitragliaI rie i. Questa forza si sistemò su due linee con atteggiamento chiaramente aggressivo, assumendo comportamenti provocatmii. Il 5 dicembre iniziò l'attacco, che si protras6 se fino al giorno seguente, ma fu respinto con gravi perdite per entrambe le parti. Fu quindi evidente il disegno aggressivo dell'Etiopia verso le colonie italiane e le risoluzioni diplomatiche adottate dalla Società delle Nazioni chiarirono definitivamente quale fosse l'atteggiamento delle potenze europee. Fu infatti palese che le rass icurazioni fornite all'Italia nascondevano furtivi sostegni all'Etiopia, che, frattanto, mobilitava ed ammassava forti contingenti alle frontiere con Eritrea e Somalia.

1

d) Gli aiuti stranieri all'Etiopia. Fu poi accertato c he fin dal 1934 due missioni militari strani ere erano a disposi,.ionc dell'Imperatore e che 14 Ufficiali belgi avevano organi:a.alo 4ualtro centri d 'addestramento nelle regioni di J-larrargbié, cli Bàle, dei Sidàmo e degli Dolio ed un quinto ad Addis Abèba, per la Guardia imperiale. TI 23 gennaio 1935 giunse ad Addis Abè ba una missione militare svedese, formala da un Capitano e quattro Sottotene nti dell'Accademia Militare di Stoccolma , con il compito di costituire una scuola per la preparazione degli Ufficiali etiopici. Questa scuola fu impiantata in una località posta a 40 chilometri dalla capitale, con cento allievi appena diplomati nelle scuole superiori "Tafari" e "Menelik". Altri istruttori, sempre svedesi, organizzavano i servizi d'informazione e di controspionaggio. A lulli questi europei venivano fatti sottoscrivere contratti con i quali si impegnavano, in caso di conllitto, a presentare le dimissioni ai rispettivi Governi ed a rimanere in Etiopia. Già dal primo aprile erano stati potenziati i centri radiotelegrafici di Addis Abèba, che iniziarono le trasmissioni dirette con Londra, Parigi, Haràr, Debra Marcos, Daguerèi, Gherlogùbi e Wabi. Fu anche appurato che da Gibuti giungevano numerosi convogli di armi e munizioni, i cui contenitori recavano etichette con la scritta "parti di ricamhio" e che dal Belgio, dalla Cecoslovacchia e dallo Yemen arrivavano autocarri e benzina.

6 Non è molto nota l'azione determinante effettuala dal Sottotenente degli Alpini Gerardo ZA.CCARDO, osservatore d'aeroplano, ragazzo del '99, che, da hordo del suo ricognilore, mitragliò gli attaccanti abissini che slavano per soprafflu-c .il presidio italiano. li Generale ZACCARDO, pluridecorato, è recentemente scomparso all'età di 97 anni.


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Prima Parte · Dalla Campngna in Afrim Orientale nlla Guerra di SpagrU1

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Carlina dd Cwwl,: di Sut:z.

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Carlina di Massaua.

Un medico grew organizzò ospeda li da campo e predispose gli e lenchi de i materiali sanitari e dei medicinali da richiedere. Un pò dappe11uuo furono costituiti depositi di granaglie e di materiali di ogni genere. D ' altro canto si deve ammettere che vi fu qualche carenza nel servizio italiano d'informazioni, che, mentre raccoglieva molte notizie nei luoghi di partenza degli aiuti militari, non riuscì a coordinarle nel quadro dell'organizzazione logistica etiopica. A questo proposito è d'uopo ricordare il Capitano di complemento del Genio Paolo CACCIA DOMINIONI di Sillavengo, che nel 1935 fu inviato al Cairo per org,mizzare una rete informativa, i cui ottimi risultati furono premiati con un encomio solenne. Scoppiata la gueITa con l'Etiopia, vi fu trasferito nel 1936 per guidare pattuglie informative, ottenendo una Croce di guerra al Valor Militare (allegato n. 4). e) La mobilitazione nelle Colonie e l'arrivo delle prime truppe. Sul finire del 1934 cessarono le esitazioni del Governo di Roma, che procedette alla mobilitazione sia in Eritrea che in Somalia cd il 15 gennaio 1935, allo scopo di meglio coordinare le attività nelle due Colonie e di migliorarne i contatti con la Patria, creò un Alto Commissariato che estendeva, con vasti poteri politico-amministrativi, la sua giurisdizione sull'Eritrea e sulla Somalia. Alto Commissario fu nominato il Generale designato d'Armata Emilio DE BONO (allegato n. 5). TI 29 gennaio successivo, soltanto quattordici giorni dopo l'istituzione di questo


<'111>. ! · La situazione in Africa Orientale negli anni 1934 · 1935

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organismo, gli abissini, confermando .111cora una volta i loro intendimenti, attaccarono ed occuparono la ridotta di Shillave, località posta a 567 chilometri da Mogadiscio, sulla pista camionabile Mogadiscio-Bùlo Bùrti-Ferfèr-Gabredàrre. Questo posto era presidiato dagli Zaptiè 7 Per dare un'indicazione di quale fosse la situazione generale delle forze italiane 11ci territori africani, basti pensare che in Somalia erano presenti, ali' l gennaio 1935, 200 militari nazionali e 10.000 i11digcni, con .l .l 5 mitragliatrici, 28 can11oni, 577.464 cammelli e 17 .859 asinelli 111ilizzabili al 40%. Alla fine di quel mese il Comando del Regio Corpo Eritreo richiese un ' altra Compagnia Jd Genio, da trasformare al .'frgni distintivi dei J<aggru{'pam<'nti indi,:eni. più presto in Battaglione ed il 20 gennaio il 10° Regg imento Genio di S. Maria Capua Veterc ricevette l'ordine di appron1.irc cd addestrare reparti di specializzati da inviare in Africa Orientale. Il 20 febbraio 1 Compagnic,per una forza di 18 Ufficiali , 2 1 Sol.lufficiali e 747 genieri , uscirono dalla caserma Granili di Napoli, dove avevano pernottato, e si avviarono, sfilando per il rcttifilo8 , verso il molo Pisacane, dove si imbarcarono sulla nave " Montenegro" e ricevettero il saluto del Principe di Piemonte. Superata la costa calabra, le isole Stromboli, Candia ed il canale di Suez, il piroscafo sboccò nel Mar Rosso ed il 29 febbraio raggiunse l'ingresso della baia di Massaua; lo sbarco avvenne il giorno successivo. Durante la navigazione aveva incrociato altri navi italiane, sia mercantili che della Regia Marina, che avevano iniziato a fare la spola tra l'Italia e l'Africa. Dopo tanto mare e tanti giorni trascorsi in un ambiente infuocato, le tre Compagnie sbarcarono il I marzo ed a quei ragazzi non sembrò vero di stare sulla terraferma e respirare un pò d'aria fresca; ma la sosta durò poco. Il reparto si avviò verso la stazione, naturalmente a piedi, e con vagoni roventi e traballanti iniziò il viaggio altra verso zone riarse e brulle. Dopo Dogali ebbe injzio la salita: stazione di O

7

Gli Zaptié erano Carabinieri indigeni. Il rettifilo è la denominazione popolare cli Corso Umberto I, che collega la stazione centrale di Napoli, cui è prossima la citala caserma, con il porto. 8


28

Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

PORTI

MO V IME N T O DE I

I

287 000 247 361 127 203

147 000 558 814 1 092 637

34 000 26 487 42 077

38 700 91926 lU, 743

8 700 11 05B 8 299

4 200

195 323 224 269 252

759 300 918 Ul 816 785

325 700 295 90, 150 HO

6 400 9118 12 457

67.0.00 49 800 25 233

6 400 27 147 43 O:i6

1985 1936 1937

31 QOO 22 350 4 003

2 500

139 "113

343 400 412 144 303 204

6 000 1535 J 064

1935 1936 1937

133 }51 136

265 800 3)3 950

43 300 59 864 17 698

10 700 28 095 31.429

1 GUO 3405 786 - - - 400

1036 1937

38 63 53

75 400 162 894 93 674

18 soo 21 179 638

200 1644 1 617

42 47

102 000 89787

51

94 633

132 96

290 000 430 032 265 915

N•

si.alla netta

814 806 976

-76- -

19'.!6

1937 --

Dante

-N° navi P"""eggerl · a vela Imbarcati

98 000 99 415 81 fl22

10as

Jlénder ca..lm

I

1008 000 1 126 852 1078711

1936 1936 1937

llrava.

Merd sbarcate!

,-

2 529 800 3 114 817 3 321 711

Assab.

Mérca.

me,:canlca entrate

·----·~----·

Merd

Imbarcate tonn.

1935 1936 1937

--

·-- ·

tonn.

Masaiua.

Chlslmaio

DE I, T,' A. O. I.

Paoseggerl

A=o

Moga.dh!clo .

PO Jl TI

Navi a propulsione

-1935 -1935 1936 1937

117

- 1935 - -82Ul36 . 111s1

I

t<>nn.

252 037

I I I I I

8 400 4 602 508 3 300 4 560

2 679

I

7 419 4 956

sbareatl

I II

II I I

j

2 600

DH

350

. 924-:-1

entrate

32 000 .226 370 1838M 9 705 4 203

139 144 188

,

I - ·j

lOO 78

600 43( 380

900

189 800 203 371 153 6a3

300 '384 678

---

940 1231

S05 376 l 000

406 359

I

,

- -1

143

4100 2 082 l 096

I

I i .~ ! I I

36051 567

82

---

1066 1278 1407

70 45 41 42

I

I, ,

361 28

!~' ~1 37 3S

20 57 57 166

Movimenti nei porti nell'Africa orientale.

Mài Atàl, a 335 metri sul livello del mare; Dàmas, sull'omonimo fiume; Bàrresa, in una piccola conca verdeggiante; Ghì nda, la cui stazione, ad 890 metri di quota, era ombreggiata da grandi piante. Dopo Ghinda la linea ferroviaria assumeva ]e caratteristiche di ferrovia di montagna e superava un dislivello di I .500 metri in poco più di 50 eh ilometri. A Nefasìt9 scesero la 2" e la 3" Compagnia, mentre la I" proseguì. Dopo quattro giorni di sosta in un clima assai mite le due Compagnie ripartirono con autocarri 18BL IO, la 2" Compagnia per Coatit 11 e la 3" per Senafé 12 . Queste Compagnie erano denominate Compagnie speciali Zappatori-artieri ed erano comandate: la 1" dal Capitano Luigi MUSILLI; la 2/\ dal Capitano Paolo URSILLO; la 3" dal Capitano Enrico ABBATE. Il personale d' inquadramento era il seguente: lA Compagnia: 2 Tenenti, 3 Sottotenenti, 1 Maresciallo, 4 Sergenti maggiori, 2 Sergenti;

9 Borgata in via di sviluppo a 1.648 metri di quota, posta al bivio della strada per Asmara e Decameré. IO Erano autocani di modesta po1tata , con gomme piene e balcslre rigide. 11 Villaggio a 1.928 metri di quota, con tombe dei Caduti della battaglia del I 3 gennaio 1895 , che vide la strenua resislenza del Generale BARATIERI. 12 Centro situato in una conca prativa a 2.400 metri di quota.


( 'op. f - T,a situazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

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2" Compagnia: 2 Tenenti, 3 Sottotenenti, 1 Maresciallo, 3 Sergenti Maggiori, 8 Sergenti; 3" Compagnia: 2 Tenenti, 3 Sottotenenti, 3 Sergenti Maggiori, 4 Sergenti. L'attività di questi repmti verrà esaminata in seguito. All'inizio del I 935 furono mobilitate, in Italia, le Divisioni "Peloritana" e " (ìavinana". Il 22 gennaio sbarcò in Somalia il Generale Luigi FRUSCI, nuovo Comandante del Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia, al quale erano stati impartiti ordini che denotavano: notevole mancanza di informazioni sulla reale consistenza del nemico; scarsa conoscenza dell'ambiente in cui si doveva operare; arretratezza di concezioni sulla condotta di una campagna in Africa. Egli avviò suhito, comunque, la riorganizzazione del Corpo portando a 6.000 uomini la cons istenza del Raggruppamento di Bande e creando 3 Raggruppamenti i nel igeni arabo-soma] i. Ciascun Raggruppamento era su 3 Battaglioni, I Gruppo di artiglieria cammeilata da 65/17 ed l Compagnia carri "L". I Battaglioni avevano organici, fisionomia cd armamento simili a quelli metropolitani di Fanteria; il personale era prevalente111t:ntc somalo, con una minoranza dj arabi dello Yemen. li Genio , che era presente anche nei repa11i indigeni con una Compagnia Zappatori-artieri, fu rafforzato con la 1rasforma7,ione della Compagnia in un Battaglione su 3 Compagnie. L'uniforme era la stessa di quella delle altre truppe indigene, con la differenza che la fasda era di colore cremisi ed il fiocco era nero. Non traspariva dai documenti, fino a quel momento, un disegno operativo che indicasse, anche soltanto nelle linee generali, quale comportamento si dovesse tenere e quale delle due Colonie dovesse sostenere il maggior peso o come si dovesse allestlre un'organizzazione logistica (sbarchi, traspo1ti, accasermamenti, ecc.). Fino a quel momento nulla indicava che fossero state mutate le strutture dei Regi Corpi Truppe Coloniali né le modalità di approntamento delle truppe da inviare in Africa. Da tenere presente, inoltre, la differenza notevole esistente fra i contendenti: l'Etiopia aveva facilità di rifornimenti dalle regioni confinanti, in tutte le direzioni, mentre l'enorme distanza dell'Ttalia dall'Africa Orientale rendeva oltremodo difficoltoso l'afflusso di uomini e materiali. Inoltre l'Italia disponeva esclusivamente del porto di Massaua, che, peraltro, era mal collegato con l'entroterra e con il confine cd insufficientemente attrezzato per la ricezione, l'immagazzinamento e lo smaltimento delle enormi quantità di materiali, uomini e mezzi necessari per l'impostazione, lo sviluppo e l'alimentazione di operazioni su larga scala. Questo per quanto corn:erneva l'Eritrea; la stessa situazione, peggiorata dalla maggiore distanza, esisteva per la Somalia , che, all'epoca, disponeva solamente di un pontile nella rada di Mogadiscio, idoneo soltanto quale ridosso per natanti di piccole dimensioni.


e ·1111. I - La

situazione in Aji'ica Orientale negli anni 1934 - 1935

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:?. . ESAME GENERALE DEI TERRITORI. a) Generalità. Il territorio dell'Africa Orientale, che comprendeva: Eritrea, Etiopia 13 , Somalia I r.1ncese, Somalia inglese e Somalia italiana, era estremamente vario per aspetto paesaggistico, per orografia, per clima e per idrografia. Si passava, infatti, dalle rive dcscrtc e soffocanti del Mar Rosso alla distesa di lave nere della Dancalia, dalla quale si saliva rapidamente all'altopiano eritreo. Su questo si ergevano le "amhe" 14 di Scnafé e di Adua e dal suo versante occidentale scendevano i fiumi verso il bassopiano e verso la pianura sudanese. Oltre il Tacazzè si elevavano le guglie dello Tsellemtì e del Semièn, il più elevalo gruppo montuoso dell'Africa Orientale, a forma di stella caudata, avvolto dal corso del fiume Tacazzè e dei suoi affluenti. TI gruppo culmina nel Ras Dasciàn (q. ,L620 metri) cd è costituito da un imbasamcnto di scisti cristallini, sul quale si sono sovrapposte arenarie granitoidi e, successivamente, rocce vulcaniche. La superficie complessiva dcll' Africa Orientale era di chilometri quadrati 1.708.000, dei quali: 119.000 dell'Eritrea, 600.000 della Somalia ed il rimanente dello Impero eliopiw. Ne lla considcra,.ione chl: all'epoca dei fai.li l'F.linpia, con il s11<1 vastissimo lcrri1orio di 989.000 chilometri quadrati, era uno stato feudale, poco conosciuto, in buona parte inesplorato, con una viabilità primordiale, costituita quasi interamente da mulattiere e piste carovaniere, si è ritenuto opportuno offrire al lettore un quadro sintetico dcll'ordimunento politico e delle caratteristiche geofisiche del Paese. Queste ultime assai importanti per comprendere meglio la natura, l'entità e la compl essità degli interventi del Genio. b) I linguaggi. Per quanto riguarda la lingua, alla grandissima varietà delle genti dell'Africa Orientale corrisponde un' altrettanto vasta varietà di linguaggi. Tre sono le 1ingue semitiche principali: il tigré, il tigrai e l'amarico, tutte derivate dall'originario

13 Etiopia era la denominazione del territorio dell'Impero etiopico, mentre Abissinia, nome che spesso viene usato per indicare lo stesso territorio e lo stesso Stato, deriva dalla parola "I-labasciàt", nome di una tribù semitica, ed indica la parte noni dell'Etiopia, con l'esclusione, cioè, delle terre dei Galla, dei Sidarna e dei Somali. 14 Per "amba" si intende quella particolare struttura conoidale o piramidale che emerge, generalmente isolata, dalle groppe circostanti o che è da esse separata da selle o valichi per lo più angusti. A ltra caratteristica è che le ambe sono interrotte, nel loro sviluppo in altezza, da una piattaforma regolare, che è una specie di piano orizzontale o di falso piano, il cui perimetro disegna figure geometriche ben determinate. A volte sormontano, quali corpi centrali, dei massicci sollostanti. L'azione dei venti, delle acque e del tempo ne hanno corroso le facce laterali che, a volte, somigliano a salti dolomitici. Uno dei maggiori nodi geologici dell'Etiopia, che somiglia ad un'enonne forteaa ba~tionata a pianta triangolare, è l'Amba Aradàm.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

iheéz, basato su 37 segni con 214 vocalizzazioni differenti. A queste si aggiungono: il guraghé, l'harari, l'arabo, l'ommo, l'agan ed il somalo, ognuno dei quali dà origine a numerosi dialetti. Nell'allegato n. 2, già citato, sono stati riportati alcuni dei termini di uso più comune, più o meno rintracciabili nella maggior pa11e dei linguaggi.

c) L'aspetto geologico. L'ossatura dell'intera regione è geologicamente costituita da terreni di età molto antica. Si tratta di terreni cristallini con rocce scistose di origine sedimentaria e di rocce granitiche e dioritiche di origine eruttiva, per lo più con massicce intrusioni delle seconde nelle prime. Numerosi sono i coni vulcanici, con crateri ancora presenti ed altri trasformati in bacini lacu stri. d) Le vie interne di comunica~àonc. La rete ferroviaria dell'Africa Orientale, dello sviluppo totale di 1.246 chilometri, era costituita dalle linee: Massàua-Asmàra-Agonlàt-Biscia; Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruz / ,i; Gibuti-Addis Abèba, che non interessava le comunicazioni nelle Colonie italiane. La ferrovia M assàua-Asmàra era a scartamento ridotto, ma poteva definirsi, pe rò, un capolavoro dell ' ingegneria perché, in una lunghezza in linea d'aria di sessanta c hilometri e con uno sviluppo reale circa doppio, passava dal live llo del mare a 2.345 metri , cht: è l'altitudine cli Asmàra. Da qui la linea proseguiva per Chèren , Agordàt e Biscia, Jrn.:alità a 27 km. da Agordàt, con uno sviluppo comple ssivo di 34 7 km. Lo scartamento era di 95 cm. La ferrovia Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruzzi era anch 'essa a scartamento ridotto di 95 cm. ed aveva uno sviluppo di 113 km., percorribili, all'epoca, in tre ore e quaranta minuti. Fino ad Afgùi , trenta chilometri da Mogadiscio, superava la duna costiera e poi la percorreva attraverso la boscaglia , per poi discendere nell a piana del\'Uèbi Scebèli. Una rete stradale vera e propria non t:sisteva, fatta eccezione per le pochissime vie realizzate con scopi esclusivamente commerciali od agricoli. Per il resto tutta l'Africa Orientale era percorsa da carovaniere e mulattiere che, in akuni casi, assumevano ambiziosamente il nome di piste camionabili. Esse erano percorribili, generalmente, soltanto per sette od otto mesi all'anno ed anche in tali occasioni non consentivano il transito continuo di autocolonne, perché il fondo stradale non reggt:va all'usura e perché erano prive di opere d'arte. e) Le vie marittime. Gli accessi dal mare erano costituiti dal porto di Massaua, unico ormeggio italiano, e dagli approdi di Dànte, Mogadiscio e Chisimàio (località presso la foce del


( ·,111. I

- I.a situazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

l'i,1111a

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di Asmara.

li11me G iuba), per i quali i piroscafi dovevano dare [ondo in rada. L' unita carta dell'Africa Orientale consente di visualizzare abbastanza chiarame nte gli itinerari marittimi, le distanze ed i lempi di pen.:mrenza: da Genova a Port Sàicl: quattro giorni e mezzo, da Napoli a Port Sàid: lre giorni e mezzo, da Brindisi a Port Sàid: due giorni ed un quarto, da Siracusa a Bcngàsi: un giorno e mezzo, da Port Sàicl a Port Sudàn: tre giorni, da Port Sudàn a Massàua: un giorno e quattro ore, da Massaua ad Aden: quattro giorni, da Aden a Mogadiscio: sei giorni e diciotto ore, da Genova a Mogadiscio: diciotto giorni, da Massaua a Mogadiscio: <.:inque giorni e mezzo, da Mogadiscio a Chisimàio: due giorni e mezzo, da Chisimàio a Mombàsa, in Kenia: un giorno e mezzo. Ai suddetti tempi di navigazione vanno aggiunti, ovviamente, quelli di carico , trascurabili nei porti nazionali, e quelli di scarico, molto più consistenti in colonia . lnfalli l'unico porto esistente, quello di Massaua, era inadeguato, al punto di non consentire l'accosto alla banchina di più di due piroscafi alla volta. Per questo motivo gli altri trasporti dovevano dare fondo in rada, attendendo il turno per accostare e scaricare.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla GTJerra di Spagna

Pianta di Mogadiscio .

t) Le coste La costa eritrea, bassa, sabbiosa e costituita da terreni corallini o scdimentosi alluvionali, era più frastagliata a sud, dovç presentava molte insenature tra Massàua e la haia di Assab. Il suo sviluppo era di circa 1.100 chilometri, senza considerare il perimetro delle multe isole. La costa somala era molto uniforme, diritta e priva di porti. Nel tratto nord era rocciosa, con qualche frastagliatura, la più importante delle quali era determinata dalla penisola di Hafim. Più a sud, nel Benadir, era bassa e sabbiosa , con una retrostante fascia di dune e con una scogliera corallina subacquea, çhe impediva l'approdo. La costa dell'Oltregiuba era simile alla precedente, ma con tratti più estesi discogliera affiorante. Il suo sviluppo era di 2.300 chilometri. Il territorio dell 'Oltregiuba (Jubaland), appartenente al Kenia e ceduto dall'Inghilterra all'Italia per effetto della convenzione di Londra del 15 luglio 1924, era quello posto sulla riva destra del fiume Giuba. Era stato occupato dalle truppe italiane il 29 giugno 1926 ed aveva avuto governo ed amministrazione autonomi. TI 30 giugno 1927 venne incorporato nella Somalia italiana. In conclusione le Colonie offrivano scarsissime possibilità di ormeggio ed ancoraggio, ad eccezione del porto di Massaua, che, peraltro, era eccentrico rispetto all'intero territorio e non era dotato di grandi attrezzature portuali. Gli estuari dei fiumi che sboccavano sulla costa della Soma] ia consentivano scarse possibilità di ridosso per piccoli bastimenti.


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< ·11,,. I - La situazione in Africa Orienlale negli anni 1934 - 1935

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g) Le stagioni ed il clima. In Etiopia ci sono due stagioni: quella asciutta e quella delle piogge; quest'ultima si suddivide, a sua volta, in stagione delle grandi piogge e stagione delle piccole piogge . Inizio e termine delle stagioni variano a seconda della latitudine e dell'altitudine; generalmente, però, la stagione delle piogge va da aprile ad agosto nelle zone basse e da maggio a settemhre in quelle alte. Le grandi piogge si distinguono dalle piccole oltre che per una maggiore intensità delle precipitazioni anche per una maggiore regolarità. Lungo il litorale del Mar Rosso la media annuale delle temperature è fra le più alte del mondo, raggiungendo i trenta gradi centigradi, con punte di 35° tra maggio e settemhre e con un' escursione diurna di 7° . Sull'altopiano, tra i 2000 ed i 2500 metri, si scende, nei periodi più freddi, fino a 4 °. La Somalia ha climi diversi: la zona costiera, risentendo dell'influenza del mare , ha clima quasi temperato ma è molto umida, mentre l'interno è semi arido cd ha una


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Prima !'arie - Dalla Campag,ia in Afrù:a ()rientale alla Guerra di Spag,ia

temperatura media di 35°. Le variazioni sono comunque dipendenti dai monsoni: alte nel periodo giugno-settembre (monsone di sud-ovest), basse tra dicembre e marzo (monsone di nord-est). Da dicembre a fehhraio vi è la stagione delle grandi piogge e da settemhre a novembre quella delle piccole piogge. A causa della natura del terreno le piogge formano acquitrini cd allagamenti dovunque. h) L' orografia. La conformazione orografica dell 'Eritrca era costituita da: - la zona dell'altopiano, centrale e montagnosa, temperata e ricca di risorse; la zona del bassopiano orientale, costiera, vulcanica, tormentata, ricca di risorse e cli acqua, con clima torrido e condizioni proib itive di percorribilità; la zona del bassopiano occidentale, alluvionale, degradante verso il deserto del Sudàn, povera di risorse e di acqua, con clima torrido e stesse condi zioni di impercorribilità. L a con fomiazione della Somalia presentava due zone ben distinte: il tavolato somalo e parte dell'altopiano etiopico . Il primo presentava una boscaglia fitta, intricata, spinosa ed impercorribile, con alternanza di pianure nude e giallastre, di boschi di acacie ombrellifere e della lussureggiante vegetazione delle aree Jlu viali. In questa zona vi è un caldo brucia11te di giorno cd un freddo pungente di no tte, con forte escursione termica, che, sui mi lle metri di quota, raggiunge i 25-30 gradi . La seconda zona, quella dell'altopiano etiopico, con quote variabili Ira i 2000 cd i 3000 metri, ha te rre no scuro e ferti le, con ricchi pascoli ed alternanze di zone rocciose ed impervie. 11 tavolato, o bassopiano, che comprende il Benadir e l'Oltregiuba, è prevalentemente a fondo alluvionale ed è quindi soggetto all'influenza delle acque piovane. L'altopiano, che coincide all ' incirca con la Migiurtinia, è pietroso, aspro e profondamente inciso. i) l corsi d'acqua. Tra i principali fiumi dell'Eritrea che hanno avuto influenza sulla condotta delle operazioni e che hanno richiesto, conseguentemente, maggiore entità di lavori, citiamo: il Marèb, che nasce dall'Amba Tacarà presso Adì Barò, nello Hamasièn, eone per breve tratto verso est, poi piega a sud fino alla confluenza con il Bèlesa, quindi si dirige ad ovest, cambia nome in Sonà e poi, d,ùla foce del torrente Sittòna, in Gase, infine si disperde a Càssala. Il fiume ha acqua perenne superficiale soltanto nel tratto iniziale; il Tacazzè, uno dei più impo1tanti, ha origine dalle sorgenti ubicate sul monte Cactòn, del gruppo dcll' Abùna Josèf, al margine orientale dell'altopiano etiopico, al confine con il Sudàn . Ha un corso di 600 chilometri e confluisce nell' Atbàra, affluente del Nilo. Ha un letto profondamente incassato nelle rocce, ora granitiche, ora basaltiche, ora tufacee e prende il nome di Setìt alla confluenza con il Sittòna, nome con il quale segna il confine con l'Etiopia;


< ·11,,. I - / ,11 situazione in Africa Orientale ne{ili anni /934 - 1935

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iI Barca, che nasce a sud cli Asmara con il nome di Gherghèr, si dirige a nord-ovest foreste di palme dumdum, prende il nome di Barca alla confluenza con il torrente Gerbabìt, si dirige verso Agordàt formando un'ampia valle, poi piega decisamente a nord, attraversa parte del basso Sudan e sfocia nel Mar Rosso. I fiumi della Somalia sono il Giuba e l'Uèhi Scebèli15 , molto tortuosi, a lento l' ( irso ed a regime incostante: il Giuba (o Ganàna) è quasi sempre navigabile, ma non per tutti i tipi di imbarcazioni, prende questo nome da tre fiumi che, nei pressi di Dòlo, confluiscono in uno solo: l'Uèb 16 Gèstro, che nasce in Etiopia dalle alture che contornano a sud la regione dei laghi; il Ganale Doria, che ha origine nei pressi di AJJàta; il Daua Panna, che nasce più a sud degli altri due e, per un breve trailo, segna il confine Ira Somalia e Kenia; I' Uèbi Sccbèli , le cui sorgenti sono nella piatta conca di Hoghisò, a quota 2680 metri, che è una savana (come un'enorme spugna che raccoglie le acque piovane), nasce come Uebi, diviene Uebi Sidàmo nella parte media del suo corso, quando si dirigè verso est, cioè verso l'Ogadèn, poi piega bruscamente a sud prendendo il nome di Uèhi Scebèli nella zona di Mustàhil; nel suo ultimo corso , dopo il Villaggio Duca degli Abruzzi , ccl esattamente a Balàd, piega a sud-ovest lungo le dune co st.icre e termina in una palude senza sbocco, non molto di stante da lla costa e dalla foce del Giuba. Nei primi 100 km . il s uo corso è tortuoso e lento quindj precipita con due cascate di ·140 e 70 metri e con una serie di rapide in una gola stre tta, abbassandosi di circa 1.200 metri in 120 km. Il suo corso diviene poi più ampio e raccoglie le acque di numerosi torrenti. I torrenti della Somalia hanno percorsi hrevi , regime variabile ed assai spesso s i riducono ad una successione di pozze stagnanti, che si formano dopo le piogge a c:1usa della irregolarità degli alvei. La Somalia ha perciò, generalmente, scarse risorsL: idriche, ad eccezione dei due fiumi principali e di alcune falde acquifere, che, ;1nchc nei periodi asciutti, trattengono quantità d'acqua estraibili mediante pozzi. Ira fitte

1) I confini dell'Africa Orientale e le popolazioni dell'Etiopia. Oltre i confini marittimi, costituiti dal Mar Rosso per l'Eritrea e dall'Oceano Indiano e dal golfo di Aden per la Somalia, con lo sviluppo di coste cui si è fatto cenno, IL: due CoJonie avevano confini terrestri abbastanza lunghi: 1.170 km. l'Eritrea, dei quali più di 1.000 con l'Etiopia ed i rimanenti con il Sudan e la Somalia Francese ; I .900 per la Somalia, di cui 600 con l'Etiopia e 1.300 con i possedimenti inglesi. L'Etiopia, cioè il territorio clell 'impero etiopico, confina a nord con l'Eritrea, ad est con la Somalia Francese, a sud-est con la Somalia, a sud con il Kenia e ad ovest con il Sue.fan.

15

16

Uèbi Scebèli significa: fiume dei leopardi. Da Uabi che significa fiume.


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Prima Parte - Dalla Camr,aina in Africa Orientale alla Guerra di Spaina

11 gruppo prevalente della popolazione è costituito da Abissini di ceppo semitico che parlano una prop1ia lingua, l'amarico, con un proprio alfaheto, professano la religione cristiano copta ed occupano le regioni settcntTional i. Le regioni meridionali sono ahitate dai Galla, di ceppo camitico; il resto del Paese è abitato da allre popolazioni, sempre di ceppo camitico, che sono i dancali, i somali ed i sidama, di religione mussulmana. Le lingua ufficiale è l'amarico.


<·,,,,.I · l,a situazione in Africa Orientale nef{li anni 1934 - 1935

I.

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LA PREPARAZIONE DELLA CAMPAGNA

a) L'evoluzione dei concetti operativi. Gli avvenimenti che si verificarono nei primi mesi del 1935 portano a considerare che qualcosa di nuovo stava cambiando nella mentalità delle autorità preposte .illc decisioni e che i militari cominciavano a prendere coscienza di alcune realtà. Si iniziò con l'abbandonare l'idea che la vertenza con l'Etiopia potesse essere risolta rnn il solo impiego cli un certo numero di battaglioni di fanteria e cominciò a farsi s i rada il concetto che occorresse una forza multiarma capace di spostarsi, non a piedi o su cammelli, ma con automezzi. Era quindi necessario trasferire in Africa notevoli quantità di uomini, materiali e tecnici. Ci si cominciò a rendere conto che i problemi dovessero essere inevitabilmente risolti con una guerra e che tale guerra dovesse essere di movimento, condotta da una forza possente, in grado di contrapporsi validamente ad un esercito "voluminoso", non costituito da bande armate solo di lance o scimitarre, ma sostenuto, invece, da un flusso facile e continuo di riforni111c nti, cd abilmente' guidato da consiglieri militari europei. Fin dall'inizio dell' anno erano stati disposti avvicendamenti nei Comandi ed 1-rano stati attuati provvedimenti che dimostravano come ci si stesse avviando ad 1111a visione più concreta dei problemi. Quella dei primi mesi del '35 fu una fase di transiz ione, non l'unica, durante la quale vennero abbandonati j concetti ottocenteschi dei presìdi militari costituiti da pochi uomini armati di fucile e furono finalme nte impostati metodi innovatori di i111 piego di mezzi meccanici su larga scala e di spostamenti rapidi. b) Truppe e materiali presenti in Somalia ed afflussi successivi. All' inizio di marzo del 1935 il Genio era presente in Somalia soltanto con una Compagnia mista, con prevalenza della componente trasmissioni, il cui Comandante ru ngeva da Comandante del Genio e da Direttore del Genio. Dal 1° marzo 1935 egli è ra riuscito ad avviare la costruzione, a Mogadiscio, di pochi fabbricati per l ' accaSi.;rmamento delle truppe, di una infermeria, di un Comando e di un depos ito. Qualche altro manufatto era in approntamento in altri due o tre centri della Colonia. Non esistevano magazzini del Genio né materiali (da costruzione, attrezzi, da ponte, .ipparecchi radio, telefonici, telegrafici, per l'estrazione dell'acqua, ecc.). Vi erano soltanto, accantonati da qualche patte, 300 gabbioni di filo spinoso, qualche telefo110, filo spinato e dei paletti per reticolato. Alla data del 5 marzo 1935 erano presenti in Somalia: 258 Ufficiali, 112 Sottufficiali, 284 soldati nazionali, 17 .097 soldati indigeni, 2.205 quadrupedi, 28 pezzi d'artiglieria, 223 mitragliatrici , 16 autovetture, 184 autocarri, IO autobotti, 4 autoblindo-mitragliatrici, 30 carri veloci, 12 ambulanze, l autoradio, 3 motociclette, e, per i Carabinieri: 5 Ufficiali, 44 Sottufficiali, 6 militari nazionali, 1.000 zaptié, 34 quadrupedi, 2 mitragliatrici. L'ordinamento era il seguente:


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Prima l'arte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

1 Comando del Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia; 2 Raggruppamenti indigeni; 6 Battaglioni indigeni; 1 Sezione autohlindo; 1 Gruppo cl' Artiglieri a cammellata da 65/17; 4 Batterie cammellate indigene da 65/17; I Batteria autotrainata da 77/28; 1 Compagnia mista Genio; l Comando Gruppi bande; 3 Gruppi bande; 2 Sottogruppi bande; I Banda cammcllata; I Battaglione prcsicliario; I Compagnia deposito; I Compagnia presicliaria; I Compagnia Carabinieri; I Sezione Carabinieri; I Autoreparto; l Squadriglia avi azione. li 5 marzo ebbe ini zio lo sharco dei seguenti mezzi, che fu ultimato il 3 1 luglio: 561 autovetture, 6.577 autocarri , 832 caterpillar e lraltori , 325 carri armati, I .371 rimorchi.

li I6 marzo, con il Comando della Divisione "Peloritana", sbarcò il suo Comandante del Genio, Tenente Colonnello Giuseppe MINNITI e nello stesso mese ebbe inizio lo sbarco delle Divisioni "Tevere" e "Libia" con le rispettive Compagnie del Genio. Frattanto la Compagnia mista del Genio aveva realizzato, congiuntamente ad elementi tecnici della Regia Marina e della Regia Aeronautica , una rete di collegamenti radiotelegrafici che collegava Mogadiscio con i principali Centri presidiati . c) La riorganizzazione logistica in Somalia. Intanto il Regio Corpo Truppe Coloniali si era trasformato in Corpo di Spedizione della Somalia , ma il suo Comando continuava a presentare le gravi ssime carenze iniziali, in quanto: soltanto tre Ufficiali di Stato Maggiore erano stati designati per costituire quel Comando; vi erano deficienze generalizzate di personale; per costituire una parvenza di servizi bisognò sottrarre uomini e mezzi alle Divisioni_ Inoltre mancavano l'acqua ed il combustibile occorrente ai piroscafi per rientrare in Italia; non esisteva una organizzazione degli sbarchi; le richieste di materiali


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Grafico dei colleiamenti RT a marzo 1935.

venivano inoltrate con denominazioni generiche, insufficienti per individuare tipi e caratteristiche e per far giungere in Africa i mezzi adatti all'impiego. A marzo 1935 sbarcò a Mogadiscio, per assumere il comando del fronte sud, il generale Rodolfo GRAZIANI (allegato n. 6), che diede inizio, con decisione e rapidità, ad una fase di organizzaz ione logistica imponente. Fu costituita dapprima una Sezione staccata d'Intendenza e quindi furono elaborati i piani di difesa e di offesa, poiché il presupposto base era che si dovesse orga-


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Prima Parte - Dalla Campaww in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

ni.zzarc subito un' efficiente difesa per arginare e sostenere un attacco in forze da parte dell'Etiopia e quindi essere pronti per un efficace contrattacco . Le truppe dovevano essere schierate a difesa, con una disposizione sul terreno che consentisse loro di trasformarsi rapidamente in colonne d'attacco. Il territorio fu diviso in tre settori a carattere difensivo-logistico, con servizi in schieramento avanzato. Fu disposto che si provvedesse con urgenza all'approntamento di due campi trincerati, nella zona di Mogadiscio ed in quella di Chisimàio, che avessero un raggio di almeno 7 chilometri ed un perimetro, quindi, di circa 44 chilometri, affinché in essi potessero trovare posto: un campo d ' aviazione, una polveriera e gli stabilimentj d'Intendenza. Con altrettanta sollecitudine si dovevano eseguire i lavori di sgomhero dei campi di tiro, di approntamento delle postazioni, di costruzione dei reticolati, ili adeguamento della rete stradale al transito degli autocarri. Quest'ultima esigenza poteva inizialmente essere ridotta al minimo, prendendo in considerazione soltanto i percorsi più importanti. Più che urgente era, poi, la sistemazione dei punti di sbarco ed importanza vitale assu meva la realizzazione cli una rete di collegamenti efficiente cd estesa . Ai lavori furono adibiti: 7 .000 italiani , circa 1.000 camali 17 e 2.000 eritrei . Furono quindi costruiti: circa 50 km. di reticolati, 174 postazioni in cemento per mitragliatrici, tutte le postazioni di artiglieria, gli osservatorii, le piazzole per le fotoekttriche e per le batterie contraeree, l'intera rete dei collegamenti e vennero sgomberati 15 chilometri quadrati di campi di tiro, con profondità della fascia di sgombero di 500 metri. Le difficolt~t che si erano presentate per 1'attuazione di un tale programma, che peraltro era da considerare minimo, furono : Ja grande distanza dei nuclei abitati fra loro; la penuria di acqua; la scarsità degli alloggiamenti; le condizioni climatiche; la carenza di mezzi di trasporto, di attrezzi e di materiali di ogni genere; il suolo sabbioso e la boscaglia compatta; la presenza della barriera corallina; la intransitabilità delle piste e delle carovaniere, assolutamente inidonee al transito prolungato di mezzi ruotati, in quanto nella buona stagione si creava uno strato di polvere che poteva raggiungere lo spessore di oltre un metro, che, nella stagione delle piogge, si trasformava in fanghiglia; la totale mancanza di opere d'arte sulle "strade", che si trasformavano in guadi in corrispondenza dei corsi d'acqua;

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Carnaio o Camallo deriva dall'arabo Hammàl che significa portatore.


( ·,111. I - La situazione in Africa Orientllle negli anni 1934 - 1935

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l' impedimento alle comunicazioni Iras versali a causa dell'andamento

meridiano dei fiumi maggiori. Altra esigenza, non meno impellenle t · necessaria, era quella di organizz,u-e le n irtine difensive tra l'Uèbi Scebèli ed il ( ;iuba e le difese dei quindici caposaJdi programmati, sulle probabili vie d'infili ra,.ione, cjjstanti tra loro centinaia di chilornetri. Una riflessione sulle distanze porta a L·onsiderare che, per esempio: da Bènder < 'assìm a Chisimàio vi è il doppio della distanza che c 'è lra Torino e Palermo; tra Mogadiscio e Gherlogùbi e tra Mogadi sc io e Rocca Liltoria vi sono, rispettivamente, mille ed ollocento chilometri. Al contrario de ll 'Eritrea, raccolta tra :,llupi ani, gole ed amhc, la Somalia l·spandeva il suo territorio tra pianori e boscaglie, ampliando nello spazio le difli co ltù ed i problemi logistic i, che in Capiwno del Genio Ferro vieri. I •: ritrea erano più Iimitati. Per decongestionare il porto di Mogadiscio cd accelerare le operazioni di scarirn Je lle merci fu valutata e progettata la costruzione di almeno tre pontili tra Mogadiscio e Mèrca. Per tale esigenza fu inviata in Somalia una Compagnia Pontieri. d) La riorganizzazione in Eritrea. Fin dagli anni 1914 - 1918 erano state realizzate sistemazioni difensive lungo il confine tra Eritrea ed Etiopia, con il criterio di contrastare il passo ad eventuali attaccanti, dei quaJi si conosceva la mobilità . Questo velo di fortini e ridotte era integralo da una rete stradale, costruita dal Genio, non mollo estesa e commisurata alle esigenze logistiche dell'epoca. Tal i opere risultarono molto utili nel 1935 e costituirono l'ossatura di quanto fu necessario realizzare più in grande. La pii:t importante, che risultò di maggiore ausilio nel 1935, nella fase di preparazione della campagna, fu la strada Nefasìt-Decameré, direttrice di marcia da Massàua verso il confine ed unico collegamento tra la base di sbarco e le zone che avrebbero costituito il teatro delle operazioni. La strada si sviluppava ad una quota media di 1.700 metri, con una punta di 2.085 metri al colle di Berrahà; era a mezza costa, con alcuni trntli in rilevato; aveva uno sviluppo di 38 chilometri e comprendeva tre guadi e sei opere d'arte, che avevano


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

un'ampiezza massima delle luci di 33 metri. L'altezza massima del piano stradale sull'alveo era di metri 11,50; la pendenza massima era del 7% e la larghezza costante della carreggiata era di 6 metri. La strada, iniziata nel 1915, fu inaugurata nel 1922. Completavano l'opera 55 ponticelli minori. Il 25 marzo 1935 sbarcarono in Eritrea la 30A Compagnia Fenovieri , che prese sede a Massàua, e la 3A Sezione esercizio linee, che si sistemò ad Asmàra. La prima iniziò suhito i lavori di sistemazione della linea ferroviaria Massàua-AsmàraAgordàt e quindi passò a realizzare l'armamento della stazione ferroviaria di Campo di Marte, nuovi tronchi fenoviari per l'accesso a depositi e magazzini, le stazioni di questi nuovi tronchi, complete di servizi ed impianti per l'acqua 18 , raddoppi e raccordi e tutti gli allacciamenti, con ferrovie Décauville, alle banchine del porto. Il reparto provvedeva anche alla manutenzione di linee e tronchi ferroviari. La JA Sezione esercizio linee provvedeva alla gestione delle linee ferroviarie ed al movimento dei convogli ed era perciò costituita da personale di stazione e da personale viaggiante. Di questa sezione faceva parte il geniere-ferroviere Rino PACHETII (allegato n. 7), M.O.V.M. TI 31 marzo il Maresciallo Emilio DE HO.NO dava l'ordine di cosliluzione

dell'Ufficio Lavori del Genio militare, che, dal giorno successivo, avrebbe dovuto iniziare l'attività con il seguente organico: I colonnello, 5 Ufficiali superiori, 18 Ufficiali inferiori , 10 Soltufficiali contabili, 7 Ragionieri-geometri, 20 Sottufficiali assistenti , 70 militari nazjonali o indigeni, 5 autovetture, IO autofurgoncini, IO autocarri . L'Ufficio doveva essere su 4 Sezioni, i cui compiti erano i seguenti: lavori idrici, lavori d'alloggiamento, lavori del bassopiano orientale. Naturalmente occorse molto più di un giorno per mettere a punto l'Ufficio e renderlo pienamente funzionante. Anche in Eritrea, quando nel 1934 si erano andati intensificando i minacciosi sconfinamenti etiopici, si pensò ad una difesa manovrata, cui avrehbe fatto seguito una fase offensiva. Considerando le limitate forze presenti nella regione, prevalse il concetto di impostare la difesa sugli altopiani, dove, in caso di necessità, si sarebbero potute ritirare anche le truppe dei bassopiani. Furono quindi realizzate quattro piazzeforti ad Asmàra, Saganèiti, Addì Cajèh ed Addì Ugrì, collegate da cortine difensive e con tre nuclei avanzati a: Scnafé, Addì Qualà ed Arresà. Il 3 aprile sbarcò in Eritrea, e si dislocò parte ad Asmàra e parte a Massàua, Ja l A Sezione speciale Pompieri del Genio, con il compito principale di estrarre l'acqua dai pozzi per riempire le autocisterne, oltre a quello istituzionale di spegnere gli incendi.

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Per il rifornimento delle locomotive, che erano ancorn a vapore.


( ·up.I - La situazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

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Massàua, in cui 3 .000 italiani vivevano comodamente, si trasformò, nel 1935 , in 1111 grandioso cantiere per accogliere decine di migliaia di uomini del Corpo di S pedizione, attrezzandosi a centro commerciale ed industriale. Alla periferia sorse 1111 anello di sobborghi provvisori di baracche (magazzini, autoparchi, officine, laboratori, negozi) e quattro villaggi per gli operai. In ciltà ebbe sede la 7A Sezione Topocartografica dell ' Istituto Geografico militare, che preparò i rilievi aerofotogrammetrici per le operazioni. A circa quattro chilometri dal centro, sul torrente Mài Belà, avevano sede la I >irczione cd i magazzini del Genio militare. e) L'incremento delle predisposizioni . Lo stesso mese di aprile, vide la costituzione del Comando Superiore dell'Africa Orientale, quale segno che ancora un passo avanti si stava compiendo verso l' assunzione delle responsabilità, nei territori, da parte dei militari. Il MaresciaHo Emilio DE BONO fu nominato Comandante Superiore e conservìi il precedente incarico di Alto Commissario. Egli aveva alle dipendenze, per la Somalia, un Vice Governatore, con poteri civili e militari. A tale ultima carica venne designato il Generale Rodolfo GRAZIANI. Ma ancora non erano del tutto chi an: le idee su come procede re ncll 'organizza1.ione, sopratutto log istica , dell a Ca mpagna. I provvedimenti , seppure appropriati , ve nivano presi senza una visione organica complessiva, e così e bbe inizio la corsa :, pasmodica per la ricerca, la raccolta cd il trasfe rime nto di a uto mezzi, armi , munii.ioni , materiali d a costruzione , minute rie , viveri, vestiario e quant' altro servisse, o si pensava potesse servire, per l'esigenza Africa Orientale. Dall'inizio de l 1935 il 2° Reggimento Pontieri costituì i seguenti reparti: I A Compagnia speciale Pontieri Somalia, costituita il 17/2/1935; 2° Reparto spec iale Pontieri Somalia, costituito il 5/5/1935; lA Compagnia Pontieri speciale Etiopia, costituita il 28/4/1935; 211 Compagnia Pontieri speciale Etiopia, costituita il 28/4/1935; 3° Reparto Pontieri speciale autocarrcggiato Somalia, costituito il 7/2/1936. A marzo del l 936 il Comandante del Genio della Somalia costituì un Battaglione pontieri, riunendo la I A Compagnia speciale Somalia, il 2° Reparto speciale Somalia ed il 3° Reparto autocarreggiato. A dicembre 1936 il Reggimento Pontieri costituì, quali complementi per l' A.O., la 7 11 , 8A e 9A Compagnia Pontieri. In assoluta obbedienza agli ordini del Capo del Governo, decine di bastimenti venivano caricati cd avviati verso l'Africa, dove la situazione dei punti cli sbarco era totalmente negativa. A tutto ciò aggiungasi che disposizioni venivano date sia dal Ministero delle Colonie, che sembrava prevalere, e sia da quelli della Guerra, della Marina e dell'Aeronautica, con la conseguenza che spesso si accendevano dispute, come si può dedurre dai documenti ufficiali d'archivio.


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Prima Parte · Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

Tra il Ministero delle Colonie ed il Comando del Corpo di spedizione in Somalia vi erano spesso incomprensioni, per cui occorsero ben cinque mesi per individuare il tipo di apparati radio occorrenti in Colonia. Anche tra i Generali GRAZIANI e BAISTROCCHl 19 non mancarono attriti, come per il caso dei militari giunti in Somalia senza maschere antigas, lroncato da IlAISTROCCHI con il seguente telegramma del 24 marzo 1935: "Rispondo tuo 9360. Ho ordinato io che truppe partano senza maschera perchè per ora non servono. Si sta apprestando tipo maschere idoneo costì e sarà pronto momento opportuno" . Fu questo un periodo di incessanti richieste di mezzi e di materiali e di solleciti telegrafici inviati da GRAZIANI al Ministro delle Colonie, Alessandro LESSONA, lamentando la situazione deficitaria di lutto, ma, sopratutto, dei mezzi di trasporto e cli quelli occorrenti all'esecuzione dei lavori relativi alle vie di comunicazione. Alla data del 6 aprile 1935 la situazione dei reparti del Genio presenti in Eritrea ed in Somalia era quella indicala nel1 'allegato n. 8. Entro il mese di aprile si completò il trasferime nto in Somalia, a mezzo della motonave "Vulcania", della Divisione "Peloritana". li 3 maggio il Ministero della G uerra dispose che l'addestramento dei compie.menti avvenisse in due fasi, la prima delle quali, con una durata cli 6 giorni, doveva avvenire a Napoli , e la seconda durante la navigazione. Questi corsi erano di carattere informativo per gli Ufficiali e comprendevano no7,ioni cli carallere generale sulla situazione locale c militare delle Colonie. Altro esempio <li come venisse valulata a Roma la situazione nell'imminenza di un conflitto, sia pure di limitate proporzioni, è dato dal seguente episodio: ad un ulteriore sollecito del Comandanle Superiore, il Ministero della Guerra rispose, il 9 giugno, che le disponibilità di munizioni del momento non consentivano di inv iare in Colonia le richieste quindici giornate di fuoco. Il lunedì successivo, 17 giugno, la dolazione di cartucce per moscheuu, di cui erano dotati i genieri, fu portata a 48, in considerazione del fatto che i reparti del Genio erano soggetti ad attacchi mentre lavoravano e tenuto anche conto che essi "devono partecipare attivamente alle azioni e dare il loro contributo di truppe combattenti". f) L'attività preparatoria del Genio.

Ai primi di aprile del 1935, quale Comandante del Genio della Somalia fu destinato il Colonnello Mario PERRELLA, che assunse anche la carica di Direttore del

19 Il Conte Federico I3AISTROCCHI era nato a Napoli nel 1871 e morì a Roma nel 1947 . Fu Sottosegretario al Ministero della Guerra dal 1933 al I93(i e capo di Staio Maggiore dell'Esercito dal 1934 al 1936. Fu nominato Senatore nel 1939, Aveva partecipato alla guerra di Libia, di Eritrea e mondiale. Promosse il riordinamento dell'Esercito.


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( :cnio. Egli impiantò un magazzino a Mogadiscio, con un ufficio materiali e tre laboratorii per le lavorazioni del legno e del ferro e per le riparazioni delle radio; progetlò ed iniziò i lavori più urgenti di carattere difensivo, idrico e portuale, incre111cntando la quantità ridottissima di personale di cui disponeva con manovalanza indigena. Il 15 aprile ricevette l'ordine di: attuare la sistemazione idrica della sorgenle, che aveva anche poteri terapeutici, di Endà Abbà Matà; compilare un piano organico dei lavmi difensivi da attuare nella Colonia. Giovedì 2 maggio fu disposta la costruzione di un pontile a Bènder Cassìm, per alleggerire il peso sul porto di Mogadiscio, che si era andato ingolfando sempre più. <.)uesta località era, però, molto lontana da Mogadiscio, per cui il tempo che si guadagnava facilitando gli sbarchi ed il deflusso si perdeva per la maggiore distanza ed a causa della qualità delle strade, inidonee a smaltire il traffico. A luglio giunsero 1111a seconda Compagnia del Genio, una Sezione lanciafiamme, due Sezioni fotoek.:llricisti , una Compagnia Zappatori-attieri ed una Sezione Radio. Il Colonnello PERRELT ,A continuava a porre in allo l'ampliamento dell 'organiz1.az ione del servizio del Genio e , tra maggio ed ottobre, costituì magazzini a Chisimaio, Bènder Cassìm, Obbia , Mèrca, Brava, Rocca L ittoria, Bè let Uen, Ha idòa, Lugh Ferrandi, Gorrahè i, Gabredàrre e Dòlo, per la conservazione de i materiali dell'Intendenza. A Mogadiscio furono costruite: tre caserme, baraccamenti per le truppe e per gli operai, baraçchc per uffic i, nove palazzine per alloggi ufficia.li, una lavanderia , un fabhricato per la stazione radio, c inque serbatoi in çemenlo armato per acqua potabile, due pontili in legno per una lunghezza di 150 metri, un ospedale per gli indigeni, i 111agazzi11j per i servizi d'Intendenza, quattro chilometri di strada asfaltata per l'autogruppo, dieci forni in muratura, un deposito munizioni , una officina per l'Artiglieria, sessanta çapannoni in cemento e ferro per l'autoraggruppamento, un parco huoi, pozzi, impianti di zcolitazione20 , vasche per acqua. Infine fu ampliato e ristrutturato l'ospedale militare. L'attività del Genio non si svolse soltanto a Mogadiscio; furono infatti realiz7a ti centri idrici permanenti a Chisimàio, Bràva, Baidòa, Lugh Perrandi, Gabredàrrc, Gorrahè i, lglole, Danàne e Rocca Littoria e furono costruite le strade Obbia-Gouèn di 19 chilometri e Gouèn-Rocca Littoria di 220 , 6 infermerie presidimie in varie località, postazioni per

20 Zeolitazione è un processo di purificazione dell'acqua eseguito adoperando zeoliti, termine che indica un gruppo di minerali (chimicamente appartenenti alla categoria dei tectosilicati alluminosi) che contengono molecole d'acqua. Essi hanno la carall.eristica di poter perdere o acquistare acqua in maniera continua. In natura l'alterazione di rocce, per lo più feldspatiche, che avviene per una successione di fenomeni che prendono il nome di l'.eolitazione, trasforma i loro componenti, o una parte di ess i, in zeoliti. Sono stati creali artificia]mente degli zeoliti, prodotti amo1fi o microcristallini, ottenuti per fusione di silicati di alluminio con idrato sodico o silice, che vengono usali per la purificazione delle acque, avendo la proprietà di scambiare il sodio con vari metalli.


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batterie da 120/45 della Marina a Chisimàio e Mogadiscio, una strada extramurale a Lugh 1:crrandi ed un ponte in cemento armato a Gabredàrre, lungo 55 metri e della port...'lta di .15 tonnellate. li Generale di Corpo d'Armata Aventino CAPFO, già Comandante del Genio in 1•:ritrea dal luglio 1913 all'aprile 1917, fu richiamato in servizio dall'ausiliaria il :16 aprile 1935 e s'imbarcò a Napoli il 24 aprile sul piroscafo "Nazario Sauro"_ Il 3 magg io sbarcò a Massàua e, dopo un lungo giro d'ispezione con il Comandante interinale, Colonnello Arnaldo PORGIERO, assunse l'incarico di Comandante Superiore del <ìc nio in Africa Orientale. Una relazione del Generale CAFFO, stilata al momento dell'assunzione dell'incarico, illustrava, con estrema chiarezza, quella che era la situazione in quel momcnll 1, e cioè: la rete stradale, la sistemazione difensiva e l'alimentazione idrica erano, prcss' a poco, quelle del 1917; vi era scarsità di 'personale, di mezzi e di materiali, ragione per la quale i lavori procedevano a rilento; l' esistente Comando Superiore del Genio aveva già: av vialo i l avori piì:1 impellenti, quali : le sislema/,ioni ùifensive, le <.:ornuni<.:a-

zioni, i lavori idrici, i collegamenti, g li approvvigionamenti di legname per la costru7.ionc di baracche e di depositi; inoltrato le ri chieste di personale e mezzi; e doveva ora approntare tutti i reparti del G enio per i costituendi Comandi: del Corpo d ' Annata, delle sue Divisioni, delle Zone e delle piazzeforti, per un organico totale previsto di: 92 Ufficiali, 279 Sottufficiali, 2.070 militari nazionali , 3_789 militari eritrei, con 365 cammelli, 260 muletti eritrei cd 854 muli nazionali. L'effettiva organizzazione dei collegamenti radio ebbe inizio il 5 maggio 1935 con la costituzione, presso il Comando Superiore del Genio, di una Sezione collegamenti. La rete radio iniziale si ampliò con altre maglie verso Massàua cd Agordàt2 1 e, nel luglio successivo, allorché giunsero le stazioni STTT da 300 e 150 W, verso Addì Qualà ed Endà Cuddùs (allegato n. 9). A tale rete si allacciavano quelle dei reparti che presidiavano i forti22 . Il 9 maggio 1935, con suo ordine n. 1086, il Maresciallo Emilio DE BONO sta-

21 Agordat. era un centro imp01tant.e per il mercato del bestiame. Il suo nome originario era El Gurdet. 22 I primi collegamenti radio avevano avuto inizio alla fine del 1934 ad opera del Plotone Radiotelegrafisti della Compagnia specialisti del Genio, che, con qualche Sottufficiale nazionale e pochi specialisti indigeni, realizzò una prima rete tra il Comando del Regio Corpo Truppe Coloniali dell 'Eriu·ea cd i forti cd i presìdi più importanti. Questo plotone realizzò anche il primo servizio informazioni della Colonia, con Ascari radiotelc1,'Tafisti, presso il Consolato di Adua e la Residenza di Macallè.


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Prima Parie - Dalla Campag11a in Africa Orientale alla Guerra di 51mgna

bilì, come appresso indicato, l'ordine di precedenza che il Comando Superiore del Genio doveva osservare nell'esecuzione dei lavori: lavori slradaJi: mantenere efficiente la pista esistente tra Massàua e Nefasìt ed eseguire lavo-

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I ·11,, . I - La siluaziune in 1\ji-ica Orientale nei/i anni 1934 - 1935

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ri di allargamento per realizzare tratti a doppio transito allo scopo di ottenere piazzole di scambio tra le colonne; completare con opere di circostanza la nuova tratta da Massàua a Saàti; allargare e sistemare la sede stradale e realizzare le opere d'arte della rotabile Nefasìt-Decameré; migliorare le rotabili: Asmàra-Addì Ugrì-Addì Qualà, Asmàra-SaganèitiAddì Cajéh-Senafé, Addì Cajéh-Mài Hainì-Chenafenà-Addì Ugrì-Arresà, Decameré-Teraminl-Gu ilà; lavori idrici: costruire le opere di presa e di raccolta dei previsti centri idrici; realizzare sbarramenti sui corsi d'acqua, per la raccolta della stessa , nelle zone di passaggio o di prevista sosta; aumentare le risorse idriche di Asmàra e Massàua; alloggiamenti: approvvigionare con la massima urgenza i materiali occorrenti alla costruzione di baraccamenti e procedere alla loro realizzazione, soprassedendo alle rifiniture; e seguire, nell ' ordine , la costruzione di: inferme rie , Comandi, servizi d ' Intendenza, scuderie, baracche per .la truppa; rortificazioni, da eseguire limitandosi all'indispensabile e sempre con carattere campale: ripari (con mezzi di circostanza), difese accessorie (con gabbioni e filo spinato), riserve idriche nei posti fortificati. I genieri, coadiuvati da repmti lavoratori e da indigeni, avevano bisogno di costante pro10 .ione poiché il territorio era infestato da bande armate assai mobili e molto aggressive. Alla fine di maggio 1935 erano state sbarcate a Mogadiscio 46.000 tonnellate di merci, 21.000 uomini e 1.300 quadrupedi, con una media di quauro piroscafi a settimana. Nello stesso periodo era sbarcata una Compagnia Pontieri, della forza di 3 lJ fficial i, 6 Sottufficiali e 120 pontieri, che fu subito impiegata per allestire un approdo a Bènder Cassìm ed un pontile della lunghezza di 180 metri, con annesse opere portuali. Fu completato il pontile di Mèrca e quello di Bràva fu completamente ristrutturato e dotato di gru. Queste opere furono integrate da una strada di 18 chilometri per accedere al nuovo approdo di Obbia e da un'area di sbarco con capannoni e ferrovia Décauville .i servizio del pontile di Bràva. Il punto di sbarco di Chisimàio fu anch'esso attrezzato con un'area di sbarco provvista di magazzini e Décauville. Fu costituito un Comando Genio per sovraintendere ai lavori di realizzazione, completamento e miglioramento delle basi di scarico in Somalia.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Aji-ù:a Orientale alla Guerra di Spagna

Il 1° giugno 1935 fu disciolto il Comando Genio del Corpo d'Armata eritreo e tutte Je sue competenze passarono al Comando Superiore del Genio in Africa Orientale. L'Ufficio lavori del Genio della Colonia assunse il carico di tutti indistintamente i lavori in Eritrea, compresi quelli per la Marina, fino a che non fu costituito, a Massaua, l'Ufficio lavori del Genio militare per la Marina (allegato n. IO)


( '111>. I - I.a situazione in Africa Orientale negli anni /934 - 1935

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·1. LE FORZE CONTRAPPOSTE E GLI INTERVENTI SUL TERRITORIO. a) Le forze etiopiche . L'esercito etiopico poteva considerarsi costituito dalla riunione degli eserc1t1 regionali raccolti e comandati dai grandi capi locali, intorno ad un nucleo centrale c he era l'esercito dell'Imperatore, l'unico che potesse considerarsi regolare, in quanto aveva un ordinamento ed un inquadramento ed era addestrato. Al 30 novembre 1935 lo schieramento delle forze etiopiche era il seguente: da Dessié a Macallè, orientate a dirigersi verso il lago Asciànghi, vi erano 50.000 uomini agli ordini di Ras CASSA Hailù; a sud di Dcssié vi erano altri 50.000 uomini comandati da Ras MULUGHTETA' lgazù; nel bassopiano occidentale, in movimento verso la regione Caftà, erano accampati 10.000 uomini comandati dal Dégiàc BURRU' Alaleù; sul Tacaz7.è, orientati ad avanzare verso nord , vi erano i 40.000 uomini di Ras HIMMIRU'; altri armati, valutabili in 150.000, erano ammassati nelle regioni nord; verso la Somalia erano schierati, in tre masse, per complessivi 62.000 armati: l 8.000 uomini tra Haràr, Giggiga e Cutài ; 12.000 uomini tra Gòba, G hìgner e Màlca Harré; 32.000 uomini tra lrgalèrn, Neghèlli e Mèga. L'armamento, come verrà poi accertato nel corso della Campagna, cd il muni7.io11arncnto erano moderni ed abbondanti. Furono infatti rinvenute o cal.luratc grandi quantità di mitragliatrici e decine di cannoni ed autocarri armati, sfatando, quindi , il luogo comune che quello etiopico fosse un esercilo armalo solo di lance e di sci mitarre. In ogni settore agivano decine di migliaia di uomini ben armati e sufficientemente ben guidati, ma non bene inquadrati. Queste masse si sbandavano al primo insuccesso e non e rano suscettibili di recupero se non alla lunga distanza. Le comunicazioni di campagna erano affidate, per lo più, a fumate fatte dalle vedette. Inoltre, furono trovate munitissime difese lungo il Faf, da Gabrcdàrrc ad Hamanlèi, faue di caverne, huche e trincee blindate con tronchi d'albero ed ottimamente mascherate , coperte di ramaglie per non essere individuate dagli aerei, profondi fossi anticarro, piste sbarrate con cataste di legna pronte ad essere incendiate . Le sistemazioni difensive si susseguivano numerose e la scelta delle posizioni denotava una capacità cd una preparazione militare inconcepibile per gli abissini dell'epoca, abituati soltanto _ad 3zzioni veloci di aggiramento e ad imboscate, anche con gruppi numerosi di guerrieri. Anche Ja tecnica delle difese e del mascheramento indicavano una conoscenza avanzata che poteva essere soltanto europea. b) Le forze italiane. Lo schieramento italiano sull'altopiano era il seguente:


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Prima Parte - Dalla Campal{na in J\{i-ica Orientale alla Guerra di Spagna

Cartina di llarùr.

una forza principale a sud di Macallè, costituita dal I e dal Hl Corpo d'Armata e dal complesso delle artiglierie mobili, per complessivi 36 Battaglioni, 210 pezzi d'artiglieria mobile e 56 pezzi d'artiglieria da posizione; una seconda forza, tra Adua ed Ax.ùm, costituita dal II Corpo d'Armata, per complessivi 20 Battaglioni, 89 pezzi d'm1iglieria mobile e 68 pezzi d'artiglieria da pos1z1one; una terza forza costituita dal Corpo d'Armata eritreo, a suo tempo costituito dal Generale Pirzio Biroli (allegato n. I I), a presidio del Tembièn; una riserva del Comando Superiore, costituita da: le Divisioni Camicie Nere "3 gennaio" e " 1° febbraio", tra Decameré ed Adigràt; la Divisione CC. NN. " 21 Aprile", tra Enticciò e Macallè; 2 Battaglioni eritrei , 1 Banda cd 1 Batteria Cammellata, ad Arbì; 56 pezzi di artiglieria da posizione tra Adigràt ed Enticciò e 16 peni ad Arresà. Questo assetto delle truppe italiane sul fronte eritreo costituirà la terza sistemazione strategica che sarà assunta per volontà del Maresciallo Pietro BADOGLIO (allegato n. 12), subentrato al Maresciallo DE BONO nel dicembre 1935, ma tale


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r ·11,,. I - La situazione in Ajì·ica Orientale negli unni 1934 - 1935

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AD U A Scala. di 1: 30 000 800

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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

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Sistemazione dijàisiva in F:ritrea.

sistemazione non sarà l'ullima, perché egli, su suggerimento del Comandante del Corpo d'Armata eritreo, disporrà che questo assuma le funzioni di massa di manovra e che la Divisione "Gavinana" rientri alle dipendenze del II Corpo d'Armata, comandato dal Generale Pieh-o MARAVIGNA. La forza, in personale del Genio, dei Comandi, Enti e reparti del Genio dipendenti dal Comando Superiore del Genio, era di: 92 Ufficiali, 279 Sottufficiali, 2.070 genieri, 3.789 ascari, più il personale dei 4 Raggruppamenti Centurie lavoratori. La forza dei reparti ed enti del Genio dipendenti dai Comandi Genio delle Grandi Unità era di: 500 Ufficiali, e 15.000 tra Sottufficiali e genieri. Dipendevano a tutti gli effetti dal Comando Superiore del Genio i seguenti Comandi e reparti: 8 Comandi Genio di Gùra, Saganèiti, Addì Ugrì, Addì Qualà, Mài Hainì, Coatìt, Senafé ed Asmàra, costituiti nella primavera del 1935. Ciascuno di questi Comandi Genio aveva alle dirette dipendenze: 1 Plotone Zappatori-at1ieri, l Plotone Fotoelettricisti , I Sezione Telegrafisti. Essi venivano sciolti man mano che le operazioni progredivano.


e·,,,,. I - (,(1 .~ituazione in J\frica Orientale negli anni

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1934 - 1935

I e Il Raggruppamento centurie lavoratori, ciascuno su 3 Gruppi di 2 Compagnie; XXXI Battaglione Zappatoriartieri, su 2 Compagnie, ciascuna con parco; XXXTT Battaglione Zappatoriartieri, su 3 Compagnie, ciascuna con parco; XXXVT Battaglione Zappatoriartieri, su 2 Compagnie, ciascuna con parco; n Battaglione Zappatori-artieri di fom1azione (costituito il 20 ottobre J935 con le 3 Compagnie sbarcate a Massàua il J0 marzo 1935); Xl V Bauaglione Teleferisti, su '2 Compagnie; Gruppo Pontie ri di manovra (costituito con le 2 Compagnie Distintivi di grado de~li Ascari. Pontieri speciali Etiopia, costituite il 28 Aprile 1935 e sbarcate a Massàua il 31 maggio) ; XV Battaglione Radio, su 3 Compagnie, ciascuna con parco; XV Battaglione Radiotelegrafisti, su 2 Compagnie, ciascuna con parco; XVT Battaglione Radiotelegrafisti, su 2 Compagnie, ciascuna con parco; Battaglione speciale Genio; 3" Compagnia Tdrici; 2" Compagnia Meccanici-elettricisti; - 4A Compagnia Zappatori-artieri Eritrea, di fonnazione, costituita in Colonia con elementi misti, nel marzo '35; 7" Compagnia lavoratori, sbarcata a Massàua a marzo '35; J2A Compagnia lavoratori, sbarcata a Massàua a marzo 1935; I A Sezione cinematografica speciale; I Plotone speciale Pompieri, sbarcato il 26 maggio; I 6A Squadra Telefotografica; I 6A Squadra Fotografica; per un totale di: 470 Ufficiali del Genio, 100 Ufficiali di altre Anni, 600 Sottufficiali, 9.100 militari nazionali, 700 militari indigeni e 10.000 operai delle Centurie lavoratori. Al XV Battaglione Radio furono assegnati, appena giunto in Colonia, i seguenti compiti:

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Prima Parie - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

alla 160A Compagnia collegamenti, la gestione delle linee da Senafé a Sokotòm e la costruzione della linea permanente da Senafé ad Adigràt, alla 175A Compagnia co11egamenti, la gestione delle I inee da forte "De Amicis" (Mài Hainì) ad Unguià e la costruzione della linea permanente da "Fmte De Amicis" ad Enticciò; alla 183A Compagnia speciale, l'esercizio delle centrali civili e la gestione della rete interna del posto tattico del Comando Superiore Africa Orientale, del quale era previsto lo spostamento da Coatìt ad Adigràt; alla 141 A Compagnia Radio, assegnata successivamente al Batlaglione, la gestione della linea permanente dello stesso tratto. Vi era inoltre una serie di Comandi e repatti del Genio, appartenenti a Grandi Unità o all'Intendenza dell 'Africa Orientale, che dipendevano soltanto tecnicamente dal Comando Superiore del Genio: Essi erano: del I Corpo d'Armata: Comando Genio del Corpo d'Armata (Comandante: Col. Guido DE PALMA); IV Battaglione Zappatori-artieri, su 3 Compagnie; I Battaglione Trasmissioni, su 3 Compagnie; I A Compagnia Idrici; 7A Squadra Fotografica; 7A Squadra Telefotografi ca; del 11 Corpo d ' Armata: Comando Genio del Corpo d'Armata (Comandante: Col. Federico AMOROSO); XXX Battaglione zappatori -artieri, su 3 Compagnie; il Battaglione Trasmissioni , su 3 Compagnie; 2A Compagnia Idrici; 14A Squadra Fotografica; J4A Squadra Telefotografica; del III Corpo d'Armata: Comando Genio del Corpo d'Armata (Comandante: T. Col. Emidio REA) ; XXXVTI Battaglione Zappatori-artieri, III Battaglione Trasmissioni; 4A Compagnia Idrici; del IV Corpo d ' Armata: Comando Genio del Corpo d'Armata (Comandante: Col. Giacomo ROCCA); XXXV Battaglione Zappatori-artieri; TV Battaglione Trasmissioni; 20A Squadra Fotografica; 20A Squadra Telefotografica; de1 Corpo d'Armata eritreo: Comando Genio del Corpo d'Annata (Comandante: Col. Arnaldo FORGIERO); Compagnia Zappatori-artieri; Compagnia Telegrafisti;


e ·1111. I - /,a .~iluazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

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Compagnia Radiotelegrafisti; Compagnia Idrici; l" Sezione Fotoelettricisti; 2A Sezione Fotoelettricisti; della Divisione "Sila": Comando Genio della Divisione (Comandante: T.Col. Mario AMODIO); 66A Compagnia Zappatori-artieri; 27A Compagnia Trasmissioni; 27° Plotone Idrici; 23A Sezione Fotoclettricisti; della Divisione "Assietta": Comando Genio della Divisione (Comandante: Magg. Renato DE GREGORIO); 64A Compagnia Zappatori -artieri; 26A Compagnia Trasmissioni; 26° Plotone Idrici; 1 IA Sezione Fotoelcttricisti; della Divisione "Cosseria": - Comando Genio della Divi sione (Comandante: Magg.Achille SCAG LIONE); 22A Compagnia './,appalori-artieri;

5A Compagnia Trasmissioni; 5° Plotone Idrici ; 9A Sez ione Fotoelcuricisti; della Divisione "Gran Sasso": Comando Genio della Divisione (Comandante: T.Col. Giovanili RTCCARDT); 60A Compagnia Zappatori-artieri; 24" Compagnia Trasmissioni; 24° Plotone idrici; 62" Sezione Fotoelettricisti; della Divisione "Gavinana": Comando Genio della Divisione (Comandante: T.Col. Alberto NOTARI); 50 11 Compagnia Zappatori-artieri; 19" Compagnia Trasmissioni; 19° Plotone Idrici; 20A Sezione Fotoelettricisti; della Divisione "Sabaudia": Comando Genio della Divisione (Comandante: T.Col. Guido LAMI); 12A Compagnia Zappatori-artieri; 15A Compagnia Trasmissioni; 30° Plotone Idrici; 35A Sezione Fotoelettricisti; della Divisione "Peloritana": Comando Genio della Divisione;


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Prima Parie - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guen·a di Spagna

72" Compagnia Zappatori-artieri, con parco misto tipo "AS"; 29" Compagnia Trasmissioni; una Compagnia Pontieri; 33" Sezione Fotoelettricisti; 19° e 29° Plotone Idrici; VII Battaglione speciale lavoratori; magazzino Genio; della Divisione "Pusteria": Comando Genio della Divisione (Comandante: Magg. Franco 1'ALLUTO); Compagnia speciale Genio; della I" Divisione CC.NN. "23 marzo": Uffit:iale superiore addetto: T.Col.Angelo BETZU'; 1" Compagnia speciale Genio; della 2" Divisione CC.NN. "28 ottobre": Ufficiale superiore addetto: Magg. Giuseppe ROSSI ESPAGNET;_ 2" Compagnia speciale Genio; - della 3" Divisione CC.NN. "21 aprile": Ufficiale superiore addetto: Magg. Salvatore MESSORI; 3" Compagnia spt::l:iale Genio; dc11 a 4"Divisione CC.NN. "3 gennaio": Ufficiale superiore addetto: Magg. Vittorio ANDREJ\Nl; 4" Compagnia speciale Genio; della 5" Divisione CC.NN. " I O febbraio": Ufficiale superiore addetto: Magg. Oddo GOBBINI; 5" Compagnia speciale Genio; della 1" Divisione eritrea: C01mmdo Genio della Divisione (Comandante: T.Col. Giovanni MARSEGUTIRRA); Compagnia Zappatori-artieri; Compagnia Telegrafisti; Compagnia Radiotelegrafisti; della 2" Divisione eritrea: Comando Genio della Divisione (Comandante: Magg. Giuseppe BOLOGNI) ; Compagnia Zappatori-artieri; Compagnia Telegrafisti; Compagnia Radiotelegrafisti; della Colonna celere "Starace": Compagnia misla speciale Genio; dell 'Tntendcnza Africa Orientale: 30" Compagnia Ferrovieri; 31" Compagnia Ferrovieri; Compagnia mista Genio; Compagnia Deposito Eritrea;


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·11,,. I · l a situazione in Africa Orientale negli anni 1934 · 1935

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dei quattro Comandi Zona (Assab, Bassopiano orientale, Bassopiano occidentale, Bande dell'altopiano): 4 Sezioni Radiotelegrafiche. Dal Comando Superiore del Genio Africa Orientale dipendevano, per il coordi11:11nento generale ai fini militari e per l'alta sorveglianza sui lavori: 23 l' Ufficio Opere Pubbliche, con sede in Asmàra; l'Ufficio speciale Genio civile; l'Ufficio tecnico costruzione e manutenzione linee telegrafoniche. Da esso dipendevano inoltre: l' Ufficio lavori Genio militare, con 107 Ufficiali e 20.000 operai; l' Ufficio strade, costituito nel I 934, con 17 Ufficiali, 11 Geometri ed assistenti, 10.000 operai e 2.000 indigeni; lutti i reparti del Genio, esclusi quelli della Divisione "Gavinana" e dell'Intendenza. L'attività operativa che fu esplicata da questo Comando fu , in un primo tempo, q11dla di: assicurare le comunicazioni tra la base navale di Massaua, i centri di raccolta e rifornimento e le località di schiera.mento ; assicurare i collegamenti tra il Comando Superiore, l'Italia ed i Comandi di Grandi Unità, assicurare i rifornimenti idrici; eseguire tutti i molteplici lavori di approntamento delle bas i, dei centri di raccolta e dei centri servizi; ripartire il personale, compreso quello civile, in arrivo da\l ' Italia, tra gli enti militari e civili. Il 3 giugno 1935 una circolare del Corpo di Stato Maggiore Ordinamento dava la formazione delle Grandi Unità mobilitate. Di esse si riporta l'elenco, limitatamente alle unità del Genio non indi visionate e del I e II Corpo d ' Armata: IV Bauaglione Zappatori-artieri, su 3 Compagnie ed 1 parco; I Battaglione Trasmissioni, formato dalle Compagnie Telegrafisti 77 11 ed 81 11 , con parco, e dalla 10211 Compagnia Radiotelegrafisti, con sezione radiogoniometrica; 1A Compagnia speciale Idrici; 3" Sezione ferrovieri di esercizio linee;

23 Pin dal I" aprile 1935 erano state costituite, nella sola EritTea, 33 Sezioni o Uffici staccati del (ìenio militare. I Raggruppamenti Centurie lavoratori (illkgato n 13) erano comandati da Colonnelli del Genio ed i Gruppi , in cui essi si dividevano, da Ufficiali superiori del Genio. Le Compagnie erano comandate da Capitani del Genio o di altre Armi ed erano formate da Centurie, comandate da Ufficiali subalterni del Genio o di allre anni o di gradi corrispondenti della Milizia.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

3QA Compagnia ferrovieri di lavoro; 7A Squadra fotografica; Compagnia mista Genio "M", costituita da: 1 plotone operai, con sezione parco,

I sezione fotoelettrica, su 4 stazioni, l plotone telegrafisti, con sezione parco, I sezione pompieri, l plotone operai, 1 officina; Sezione speciale Pompieri "E"; I A Compagnia speciale Pontieri "E"; 2A Compagnia speciale Pontieri "E"; 906A autosezione del Genio; I A Sezione cinematografica "E"; 7A Officina autocarrcggiata per materiali di collegamento; 1 magazzino speciale Genio per A.O. Il 1° luglio 1935 il Colonnello PERRELLA fu trasferito all'Intendenza e l'incarico di Comandante del Genio della Somalia fu assur,to dal ColonnelJo Miche le MOLTNARI , che continuò a richiedere materiali e macchinari, con maggiore attenzione per quelli occorrenti per impieghi specialistici, e cioè: maci::hine per lavori stradali e per l' estrazione e la potabilizzazione dell'acqua , per il passaggio dei corsi d 'acqua, per il mascheramento, per i collegamenti ed attrezzature per impianti. Conseguentemente affluirono in Somalia, con 116 bastùnenti, 66.000 tonnellate di materiali, 3.000 delle quali acquistate all'estero. li 15 luglio 1935 l'Uffido Ordinamento del Comando del Corpo di Stato Maggiore, con foglio n. 11490/77, diede ordine ai Reggimenti Genio 2°, 7° , 8°, 10° e Ferrovieri di costituire i seguenti repar1i per l'Eritrea: XXXIIT Battaglione Zappatori-artieri, su 3 Compagnie ed 1 parco misto; II Battaglione Trasmissioni, su 2 Compagnie Telegrafisti con parco telegrafoni co misto ed 1 Compagnia Radio; 2A Compagnia speciale Idrici; 141\ Squadra Fotografi; 14A Squadra Telefotografi; V Battaglione Radio; V Battaglione Telegrafisti; XTX Battaglione Zappatori-artieri; XX Battaglione Zappatori-artieri; 3A Compagnia speciale autocarreggiata Idrici; 1A Compagnia Meccanici-elettricisti (dal Deposito del Reggimento Genio Ferrovieri di Torino); il Comando del IV Battaglione Teleferisti;


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I - La situazione in Africa Orienlale negli anni 1934 - 1935

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7" Compagnia Teleferisti; 16" Squadra Fotografi; 16" Squadra Telefotografi; 160" Compagnia Radio; 175" Compagnia Radio; 189" Compagnia Radio speciale.

11 19 luglio 1935 la Sezione Fotoelettricisti della 2" Compagnia Telegrafisti si a Scnafé, per attuare i collegamenti ottici tra i picco! i posti isolati della Banda delJ 'J\cchc]é GUZZAL Il 22 luglio il Maresciallo DE BONO inviò un lungo telegramma al Ministro delle Colonie, Benito MUSSOLINI, che, sotto l'aspetto di una normale comunicazione, rnnteneva precisazioni tali da meritare attenzione e , poiché il documento rigmmlava 1·sclusivamente l'attività del Genio, viene riportato integralmente nell'allegato n . 14. Ce,tmnente esso pone in luce il valore preminente, per gli sviluppi delle operazioni, del 111. 1ssiccio apporto dcJl' Arìmt del Genio alle predisposizioni operative, mentre può leggersi. Ira le righe, il convincimento che a Roma vi fosse qualche incomprensione per i proble111i coloniali e che ad Asmàra esistessero difformità di vedute tra i rappresentanti dei vari poteri. Più probabilmente nelle parole del Maresciallo DE BO.NO si nascondeva una cc1ta :11narezza pcrchè forse egli sentiva che nella Capitale qualcosa volgeva a suo sfavore. Tre giorni dopo D E BONO lanciò un proclama alle genti d'Eritrea(~ ) . Fin ùal mese di agosto il Comando Superiore del Genio riuscì a stabilire regolari collegamenti radiotelegrafici tra Asmara e Roma e tra Asmàra e Mogadiscio, con un apparato scmifisso SITI 30024 • L'impianto della stazione, ad Asmitra, richiese degli accorgimenti, per evitare il reciproco disturbo tra il centro trasmittente e quello ricevente, che, infatti, furono sistemati a 3 chilometri di distanza tra loro e furono collegati in t.clcfonia e telegrafia, in aereo ed in cavo. Analoga considerazione dovette essere fatta per i due <.:entri della Marina, già esistenti, e per quello dcli' Aeronautica, allo studio. Nel progettare questi centri furono previste una stazione SAFAR ed un'altra stazione fissa aù onde corte, della potenza, in antenna, di 2 o 3 kw 25 , per un traffico continuativo di 24 ore con Roma . Fu anche previsto un ponte telefonico con la stazione di Roma Monte Mario.

1r,derì

Le 3 Compagnie ciel Il Battaglione Zappatori-a1tieri, di cui si è già parlato allorché erano sbarcate a Massàua il 1° marzo 1935, esplicarono la loro attività nelle zone circostanti 1e sedi raggiunte.

24 Nel successivo dicembre questi collegamenti furono attuali con una stazione R60C da 300 watt, montata su automezzo. Durante le operazioni una stazione SITI 300 seguì il Comando delle operazioni, lenendolo costantemente in contatto con Roma. 25 Pu scelta una Marconi swn 8 da 2,5 kw in antenna.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Ajì-ù:a Orientale alla Guerra di Spagna

La I" Compagnia aveva sede ad Addì Ugrì, località a 2.100 metri sul livello del mare, ubicata al centro di un vasto pianoro delimitato da tre ambe, con clima mite e confortevole, sede di una missione di frati cappuccini, di due chiese, quella cattolica indigena e quella cristiano copta, una moschea, il commissariato di G overno e parecchie case. Completavano il paesaggio molti alberi del pepe. T 3 Plotoni della Compagnia si erano spostati ad Ho Ho, Mesahel ed Addì Barràc, per costruirvi fortificazioni permanenti con vie d ' accesso e riserve idriche , dopo aver scavato pozzi, costruito condotte per l'acqua, serbatoi, abbeveratoi e stazioni di pompaggio. Poi, fino al 15 settembre 1935, la Compagnia si spostò, successivamente, a Mài Samomò, Arresà, Adì Grotto, Adì Barri, Adì Secebè, Ad) Elghis, Darhò Conaàd, Mài Gurnmèt, Endà Ghiorghìs, per eseguirvi lavori stradali a favore della Divisione "Gavinana". Il Comandante della Divisione, cui si unì il Comandante del Genio divisionale, tributò al reparto un encomio scritto: "Per essersi particolarmente distinto, per infaticabilità, nei lavori di costruzione della pista Marèb-Adua". La 2" Compagnia era giunta a Coatìt, a l 928 metri di altezza, dopo un lungo viaggio su piste appena tracciate e guadando i torre nti che incontrava lungo la marcia. I 3 plotoni della Compagnia si spostarono a Saladarò, Zebàn e Mcrgàz, dopo aver costruito, a Coatìt, opere di difesa, idriche e stradali . Raggiunte le località anzidette, vi realizzarono forti ni , con re lative strade d'accesso. Anche qucslo re parto ricevette encomi per le opere eseguite, molte delle quali ad esclusivo be neficio delle popolazioni, da l Comando della 2" Brigata e dal suo Comandante del Genio, Tenente Colonnello Giovanni MARSEGUERRA. La 311 Compagnia , dopo un lungo percorso a saliscendi, che toccò, a Saganeiti, quota 2.250, raggiunse Senafé e si spostò, successivame_n te, a Diptà , Adì Dolò, Endà CuddLJS Mik.aèl, Addì Cajèh, Mesbà, Mài Tesdà, passo Focadà, Chersebcr cd Edagà Hamùs, per eseguirvi i soliti lavori stradali , idrici e per la vita delle truppe. In Somalia, a metà settembre, il Comando Genio del Corpo di spedizione disponeva di 2 compagnie Pontieri ed I Sezione Pompieri; richiese quindi che venissero inviati al più presto: 2 Battaglioni Zappatori-artieri , 1 Compagnia Radio, 1 Compagnia Idrici, I Compagnia Meccanici-elettricisti, 1 Compagnia Fotoelettric isti ed un repaito misto per comunicazioni. Per la manutenzione delle arterie di grande comunicazione si provvide con mano d'opera indigena ed assistenza tecnica del Genio. All'inizio le maestranze erano soltanto indigene per carenza di reparti del Genio. l lavori erano principalmente difensivi e le opere stradali erano riferite e sclusivamente alle sistemazioni di difesa, sulla base di studi eseguiti dai pochi tecnici presenti nelle Colonie. Successivamente gli indigeni furono sostituiti da mae stranze nazionali e da reparti del Genio che andavano affluendo insieme a copiose quantità di materiali d'ogni genere. Tali arrivi, alquanto massicci, consentirono l'ampliamento degli interventi in estensione, varietà e coerenza. Le condizioni di lavoro, specie nel periodo tra giugno e settembre, erano durissime a


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La situazione in Afi'ica Orientale nef:li anni JY34 · 1935

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1·;111sa del clima, quasi dovunque tropicale, 1·I11 · creava condizioni proibitive, come 11l'i la piana di Sabargùma, località trn 1\11:issàua e Ghìnda, nota come la "valle dl'lla morte". Gli indigeni, da uomini della h1iscaglia o nomadi, furono trasformati in , •pL:rai capaci di adoperare perfettamente i•.li altrczzi per la costruzione cli strade ed , •1 1c1\: portuali. e) L'attività del Genio. Si è già accennalo ai maggiori proble111i che si presentavano nelle Colonie :illorché si doveva passare da una situai .i, ,11c di st11si ad una di movimento . Essi na no: la viabilità, le risorse idriche ed i 1'11nti di ormeggio, che condizionavano qualsiasi attività. S i aggiunga la ditfor111i1 ii rra i due teatri di operazioni: di t\1110,.w m prigioniero di una 11i.w u}lmgosu. 111011tagna quello eritreo, di pianori equatori ali quello somalo. La penetrazione in Abissinia dall'Eritrea presentava tutte le difficoltà deri vanti da l dover superare , in qua lche decina di chilometri, di slivelli di duemila metri, quale na la quota media su l livello del mare degli altopiani. Per consentire il transito, in un terreno aspro e selvaggio, in condizioni ambientali proibitive ed inconsuete, ad una massa di decine di migliaia di uomini, quadrupi..:di ed automezzi, per centinaia di chilometri, non erano sufficienti le piste esisten1i, nelle qmùi abbondavano i guadi in corrispondenza dei corsi d'acqua, e le cui scarse opere d'arte erano strette e basse sul livello di piena. l ponticelli divenivano poi intransitabili due volte l'anno, in coincidenza con le stagioni delle piogge, perché, a causa del regime tumultuoso che assumevano i torrenti, le acque superavano il piano stradale oppure le luci abbastanza piccole delle campate venivano ostruite dai tronchi e dai rami trascinati dalla corrente. Una forza combattente in movimento aveva anche bisogno di essere alimentata i..: quindi era indispensabile che fosse consentito il movimento nei due sensi di marcia, esigenza che diveniva impellente in montagna.

I ponti dovevano essere sufficientemente alti sul pelo dell ' acqua, ai livelli di massima piena, e tali da consentire il doppio transito. Particolare attenzione fu posta nello studio dei tracciati e delle pendenze, che dovevano risultare compatibili con la marcia degli autocarri carichi, a temperature elevate. Tutto il sistema doveva essere equilibrato per rendere il traffico spedito e


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Prima Parte ~ Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

Il lavoro per la sistemazione delfe piste.

fluido, senza intralci nei due sensi. Per quanto concerneva le strutture si dovette tener conto delle notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte e, principalmente, delle forti differenze di temperatura tra le parti esposte al sole e queJJe in ombra, che potevano essere di qualche decina di gradi centigradi. Tal i variazioni di temperatura, che di giorno cd al sole era molto alta, causavano deformazioni e: sforzi nelle strutture, che dovevano essere assorbite da elementi elastici che contemperassero le tensioni interne. Sulla grande deformabilità di queste strutture si espresse il Professor Gustavo COLONNETII (a11egato n. 16), consigliando di non ritardare troppo il disarmo, affinché la plasticità del calcestruzzo ancora presente consentisse movimenti di assestamento, che "riportassero all'equilibrio il complesso della costruzione " . Anche le pile dovettero essere oggetto di uno studio particolare in relazione alle grandi variazioni di regime dei corsi d'acqua ed alla natura degli alvei. La loro sagoma doveva essere tale da non presentare una sezione ampia alla corrente e da raccordare al greto, onde non ingenerare mulinelli, che avrebbero provocato erosioni del letto dei fiumi e conseguenti accumuli di materiali sciolti. Tutto ciò spiega l'adozione di archi a tre cerniere, sia nei ponti ad archi inferiori, là dove la conformazione dell'alveo lo consentiva, sia in quelli ad archi supcriori,adottati dove l'altez7.a delle sponde era scarsa e/o l'altez7.a del letto imponeva un grande sviluppo.


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·11,,. I - La situazione in J\frica Orientale negli anni

1934 - 1935

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I ,a progettazione dei 1111ovi ponti venne affidata :ti I Capitano, Ing. Guido S ASSI, della Direzione I avori del Genio militare di Asmara. Egli partì dagli s111di eseguiti dai precursori delle costruzioni ipers lal iche tropicali, i Prokssori Francois HENNE111 QU E ed Arturo DAN I ISSO (allegato n. 17), i qual i, nei loro studi, avevano parlato di "terapie 11utura li", riferendosi a strutture realizzate con ;·.l'lli avvenuti tra i 40° ed i 50 °, condi zioni ne lle quali , ceme nti iniz iavano la presa ancor prima di aver :1vulo l'assetto definitivo in opera. SASSI modificò q ueste teorie, tene ndo anc he conto del fatto che i cementi venivano mal hattutì per la fretta, poiché gli operai lavoravano in ambienti resi pericolosi dagli Cerniere del ponte sul Mai Giomù. attacchi delle bande arma(C .

11 Capitano SASSI studiò, quindi, delle strutture che consentissero il più possibile le deformazioni termiche dei vari elemen6 e pose al vertice di ogni arco una cerniera costituita da ferri inflessi ricoperti di bitume, affinchè le parti bitumate rimanessero staccate dal calcestruzzo, per una lunghezza precalcolata, corrispondente alla voluta lunghezza libera di flessione , e scorressero nella massa del calcestruzzo. Tale cerniera, brevettata dal SASSI, prevedeva una lunghezza di flessione dei ferri tra IO e 15 diametri e costituiva una modifica del sistema MESNAGER (allegato n. 18), nel quale la lunghezza di flessione era di molto inferiore ai 15 diametri. Anche gli appoggi fissi di archi e travate erano muniti di simili cerniere ed il progettista dovette studiare ad hoc sia gli apparecchi dì scorrimento di tali appoggi all'imposta, che i giunti di dilatazione. La sagoma degli archi fu oggetlo di ripetuti studi, finché si raggiunse l'optimum con una poligonale che era il risultato delle sue-


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Prima Parte - Dalla Campagna in AJi-ica Orientale alla Guerra di Spagna

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J\pparecchio di dilatazione (all'estremità della trave, nel ponte di Dogali, nel quale l'allunxamento massimo era di cm. 4,18, con conseguente spostamento della cerniera di cm. 2,09).


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l'l'ssivc sezioni trasversali rette di cemento armato, corrispondenti, jn ogni punto del l:1sc io delle linee di pressione rapportate alle varie condizioni di carico, ai carichi 1111 i lari prefissati. Con tali tecniche fu anche possibile ridurre ad un terzo la quantità del ferro, che l:1vorava a 1.200 chilogrammi per centimetro quadrato. G li apparecchi di dilatazione furono realizzati con cilindri, non di acciaio perché l ' t )slosi, del diametro di 60 cm., interposti tra lamicroni di acciaio fissali a spezzoni di rotaie solidali con la travata o con le spalle. Si ottennero, così, dei rulli che con' L· nlivano due movimenti di rotazione e di traslazione della cerniera. I ponti, che furono realizzati con le tecniche studiate dal Capitano Ingegner SASSI, furono collaudati staticamente e dinamicamente dal Professor Attilio /\ l<CANGELI della Regia Scuola degli Ingegneri di Roma, con risultali più che soddi s l'acenti, ottenendo la confenm1 della adeguatezza degli archi a tre cerniere in q11dle particolari condizioni ambientali. Dal 1935 transitarono su questi ponti, per 11111a la durata della Campagna, migliaia di autocarri a pieno carico ed a velocità Sl\Slcnuta26 . ' Tra i ponti così costruiti si ricordano i seguenti: ponte di Dògali, a 3 arcate di 44 metri ciascuna, della lunghezza di 145 metri , ad una altitudine di 82 mctl"i , che superava il sabbioso letto del torrente Oessèr?.7 ; due ponti Ira Nefasìt e Dccamcré, ad 1 arcata, sui torrenti M ài Habàr e M ài J\betà, della lunghezza , rispettivamente di 38 e 28 metri; ponte al chilometro 17 della rotabile Mass~1ua-Dògali, ad 1 areala di 28 metri; ponte di Moncùllo sul torrente Hamasàt, a 6 luci di 44 metri, con una lunghezza complessiva di 264 metri; ponte di Ghìnda sull'omonimo torrente, ad 1 an:ata di 44 metri. Altri ponti furono costruiti dall'Ufficio Strade del Genio militare a Sabargùma ed a Mài Saradocò. Tutti questi ponti avevano una larghezza libera di carreggiata, tra i due marciapiedi, di 6 meni; le pile, come già detto, erano molto rastremate e la risega del loro piano di fondazione era al di sotto del greto. Un'opera ciclopica fu la realizzazione della strada che da Massàua raggiungeva l'altopiano eritreo. Essa, che ricalcava il tracciato della vecchia pista sabbiosa e Jella carrozzabile costruita, solo in parte, nel I895, fu quasi completamente rifatta

26 Nel 1937 un ponte sull 'Uèri, costruito con queste tecniche e quasi ultimato, venne disarmato da una piena improvvisa, senza che si verificasse alcun inconveniente. 27 Questo ponte fu dedicato al Generale MENABREA. Quello sopra riportato è il disegno costruttivo degli apparecchi realizzali nei ponti costruiti inizialmente sulla Massaua-Nefasil-Decameré e poi impiegali in successive costruzioni. Nella pari.e destra del disegno si può noi.are la serie di spezzoni di rntaie fissati con bulloni all a piastra cli conlaUo, allo scopo di distribuire il carico su una supedicie maggiore di calcestruzzo.


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Prima Parie - Dalla Campar:na in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

nel 1935, per consentire l'alimentazione del fronte eritreo, con un traffico che superò le 2.000 tonnellate al giorno di materiali trasportati. La camionabile si divideva a Nefasìt in due rami: uno per Asmàra e l'altro per Decameré; il tratto da Massàua a Nefasit era lungo 96 chilometri, quello da Nefasìt ad Asmàra 21 chilometri e l'altro, infine, da Nefasìt a Dccamcré, 40 chilometri. I lavori furono eseguiti sotto la direzione del Maggiore Ingegnere Ruggero FINZI del Comando Superiore del Genio, che, nel periodo di massima intensità dei lavori, ebbe alle dipendenze 16.897 operai. L'opera richiese: 65.000 metri cuhi di opere murarie, un milione di metri cubi di scavi in roccia e quasi altrettanti di scavi in terreni di varia natura, 7 .000 metri cubi di calcestruzzo, 802.000 metri quadrati di pavimentazioni bitumate e 1.750 opere d'arte. Sulla strada Adua-Ahbì Addì furono costruiti, oltre due piccoli ponti da 15 e 13 metri sull' Asèn e sul Guognà, due ponti ad arco della lunghezza di 26 metri sul Gumhgurà e sull 'Uèri, larghi soltanto 3 metri. Questi ponti, costruiti dalla 123A Compagrùa a,tieri, avevano una caratteristica tecnica: le reni erano costituite da due cassoni di cemento pieni di tc1rn, il cui peso serviva ad ahha<ssare la linea delle pressioni. Molte erano le località con presenza di pozzi, peraltro di limitale capacità, e nei forti vi erano soltanto piccole cisterne che conLencvano a1.:4ua di srnrta per la vi ta dei prcsìdi solamente per un mese. I reparti di Idrici dovettero, perciò, attuare tutti quei provvedimenti occorrenti ad assicurare il fabbisogno di acqua potabile per le truppe e per i numerosi quadrupedi, nonché aUc esigenze delle costruzioni esistenti e delle infrastrullure da realizzare: ospedali, panifici, lavanderie, magazzini, infermerie quadrupedi, posti sost.a e stazioni ferroviarie. I centri idrici da costruire dovevano essere previsti nelle zone cli sbarco, di radunala e di sosta negli spostamenti in avanti delle colonne. Furono attuati oltre 35 centri di questo genere e furono impiantati moltissimi pozzi <.:arnpali tipo Northon. Al Plotone Idrici giunto in Somalia e con soli mezzi di captazione cd i materiali per condotte, ma senza alcun impianto di potabilizzazione, si aggiunse, a settembre 1935, una Compagnia Idrici autocarreggiata, mentre le Direzioni del Genio continuavano a condurre la dura battaglia per la realizzazione di vas<.:he e serbatoi e per la trivellazione di pozzi e l'istallazione di potabilizzatori tipo Hartmann, cli distillatori e di ebollitori a legna. La 30A Compagnia Ferrovieri e la 3" Sezione esercizio linee costruirono raddoppi, raccordi ferroviari e l'armamento della stazione Massàua Campo di Marte, per consentire, in banchina, il carico diretto delle merci sui vagoni. La 30A e la 31 A Compagnia e la Compagnia Meccanici-elettricisti furono impiegate per la costruzione di due ponti , sul Barca e sul Cardòre, costituiti da 3 <.:ampate isostatiche di 45 metri con materiale Khon. Lavorarono al potenziamento della linea Massàua-Asmàra ed al montaggio di altri due ponti: sul Carobèl, di 135 metri, e sul Barca, di 129 metri.


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situazione in Africa Orientale negli anni 1934 - 1935

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sul Barca .

Successivamente questi reparti, insieme alla 3A Sezione esercizio, intensifo.:aroi lavori di miglioramento delle linee esistenti e quelli di costruzione di nuovi lrunehi ferroviari per l'accesso diretto a depositi e magazzini, che andavano sorgendo un pò dovunque. Tali infrastrullurc furono integrale, naluralmenle, da stazioni , complete dei relativi servizi e degli impianti per l'acqua, indispensabile per il rifornimento delle locomotive a vapore. Inoltre furono costruiti tronchi di Dfrauville sulle banchine. Ai ferrovieri del Genio era anche affidato l'importante compito della costante manutenzione delle strade ferrale, impegno non semplice perché il continuo dilavamento delle scarpate incombenti sulle sedi ferroviarie , provocato dalle piogge intense, provocava il franamento di parti di esse ed il conseguente ingombro delle linee , con considerevoli danni ed inconvenienti per la circolazione. 110

Le Compagnie Zappatori-artieri costruivano campi trincerati, comprese le strade e gli impianti interni, ed eseguivano lavori di rafforzamento alle frontiere, la cui esecuzione risentiva delle note condizioni climatiche e della natura del terreno. A settembre del 1935 il Comando Superiore del Genio fu incaricato della manutenzione dell'intera rete stradale, di migliaia di chilometri, e dovette predisporsi, con i 2 Battaglioni Zappatori-artieri giunti frattanto dall'Italia, a costruirne altre miglia-


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orienlale alla Guerra di Spagna

ia nei territori che sarebbero stati occupati. Altra incombenza, connessa alla precedente, fu quella dell'approntamento di 92 baracche per dirigenti, 40 centri idrici per le maestranze e 200 case cantoniere. Al Comando Genio furono assegnati 850 autocarri. La grande distanza dall'Italia e la vastità del territorio diedero l'indicazione di quanta sarehhe stata la distanza tra i reparti in avanzata e fra essi ed il Comando delle operazioni. Ne derivava Ja necessità di prevedere una possente rete di collegamenti, sempre efficiente e capace di assicurare al Comandante di dirigere le operazioni ed ai suoi subalterni di coordinare i movimenti e di mantenere i contatti operativi e logistici a tutti i livelli. Inoltre, fin dalla fase di schieramento, occorreva comunicare tra Massaua e Mogadiscio e da queste località con i posti più avanzati lungo i confini. Lungo le direttrici principali esistevano poche lince telegrafiche e telefoniche, con l'esclusiva funzione di consentire il traffico civile e commerciale_ Tali linee percorrevano lunghissimi tratti di terreno deserto, disabitato ed impervio ed erano quindi soggette ad atti ostili che si sarebbero intensificati con lo stato di belligeranza. inoltre erano tecnicamente inaffidabili essendo in conduttori di ferro sostenuti da pali leggerissimi_ La rete permanente fu perciò realizzata con ass i principali , collegati tra loro con lince trasversali, lungo le prevedibili lince di penetrazione, dalle quali sarebbe partita la rete campale, che doveva avere la caratteristica di poter essere rapidamente stesa , ripiegata e spostata, aderendo sempre alle necessità operative e logistic he del Comando_ La nuova rete doveva servire il Comando Superiore, il Comando Aeronautica, I'Tnlendcnza cd i Servizi civili. Essa fu quindi sludiata per ottenere numeros i circuiti telefonici e telegrafici, sì da realizzare varie reti indipendenti con centrali separale, ma tali da potersi collegare tra· loro e costituire riserva una dell'altra. Il materiale adoperato fu: pali tubolari tipo Manncsmann, da millimetri 65 in tesla, alti metri 6,60; traverse di ferro a T, con 4 isolalori di porcellana ciascuna; filo di bronzo fosforoso da millimetri 2,5 per i circuiti telefonici; filo di ferro z incato da 3 millimetri per i circuiti telegrafici. Quando si doveva istallare un magg ior numero di fili, si sostituivano i pali con tralicci tipo Bates o in cemento armato centrifugato tipo Scack_ Inizialmente fu attuata la prima rete fototelegrafica tra le opere difen sive alle frontiere , gestita interamente da Ascari del Genio. A completamento della nuova rete permanente fu organizzata una potente rete radio che, però, presentò subito dei problemi, causati da fenomeni crepuscolari e di elettricità atmosferica, maggiormente evidenti nel periodo delle piogge. In questi periodi enmo stati riscontrati disturbi nella propagazione delle onde elettromagnetiche, con conseguenti modifiche, rispetto all'Italia, del rendimento degli apparati R2, R3 ed R4. Fu accertato che i vari tipi di stazioni radio non erano sempre compatibili con le caratteristiche geologiche del terreno.


I ·" I'· I · I.a .1·ituazione in Africa Orienlale nef(li anni 1934 - 1935

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11 Ministero della Guerra decise di investigare a fondo sulle anomalie riscontradurante le trasmissioni ed inviò in Africa il Colonnello Alfredo CASOLA, con il n l111pito di effettuare ricerche e sperimentazioni sul posto, per individuare le cause deg li inconvenienti ed eliminarle. Si riscontrò che i disturbi consistevano in interferenze atmosferiche aulla gamma d · onda ed erano meno sentiti dalle 02,00 alle 05 ,00 e dalle 07 ,00 alle 12,00, con il 1isultato di ridurre la durata del servizio nell'arco della giornata. Si ricorse allora :dl 'cspediente di ridurre la normale portata degli apparati (fino a 40 km. per le stai.ioni R4, fino a 15 per le R.3 e fino ad 8 per le R2) e si ottenne, così , un servizio conI i1111ativo. Le esperienze andavano dimostrando anche che le onde corte erano meno disturli;11 c delle medie e delle lunghe ed erano perciò più utili per le grandi distanze, per Il· quali, però, potevano essere utilizzate le stazioni SITI (da 300 e 150 watt sulle lll 1dc medie e da 1()0 e 50 watt sulle corte). Le SITI avevano, per contro, lo svantag1;io di non possede re i requisiti delle stazioni mobili campali. Ebbero perc iò largo i111piego le stazioni cammellabili RFOC e le Telefunkcn RFC3T, che, impiegate con l1111ghczza d'onda tra 35 e 70 metri, consentirono portate di alcune centinaia di chilo111elri. Le stesse vennero utilizzate anche in telefonia, ma con portate minori. Con questi tipi di stazioni fu po::;::;ibile collegare i Cornand i t:011 lt: basi Ji partenza, menI re i coll egamenti tra i reparti furono affidati alle R2 , R3 cd R4. I ,a 24" e la 27" Compagnia Trasmissioni delle Divisioni "Gran Sasso" e "Sila" disponevano complessivamente di 4 stazioni risse da 300 watt, 12 da 150 e 4 R4. Hisognò attendere il febbraio 1936 per disporre di un numero rilevante di stazioni di vario tipo (838) e di 143 posti riceventi e radiogoniometrici. L'insorgere di problemi di affollamento di nominativi e di frequenze fu risolto con un criterio di ripartizione territoriale, attribuendo gruppi di frequenze a c iascun settore. Tra i settori contigui le frequenze vennero distaccale di almeno un miriaciclo, tranne che per le stazioni di piccola portata per le quali non si verificarono interlc renze a causa della breve distanza. Il Comando Superiore del Genio inviava ogni tren ta giorni i nuovi nominativi e le n~ove frequenze, per un cambiamento ciclico e prima di ogni azione rilevante . Presso ogni Comando di Corpo d'Armata venne dislocata una stazione da 150 watt. Il'

Il 17 settembre 1935, allorché sembrava imminente l'inizio delle operazioni , il Generale GRAZIANI inviò direttamente al Ministero delle Colonie , dandone conoscenza al Comando Superiore di Asmàra , un telegra1mna (allegato n. 19) con il quale chiedeva che fossero dati immediati supporti al Genio operante in Somalia.


CAPITOLO 11

LE OPERAZIONI IN AFRICA ORIENTALE

I.

La situazione alla vigilia e l' inizio delle operazioni Le opera~ioni sul fronte nord Le operazioni sul fronte sud


, ·"I'· Il - Le operazioni in Africa orientale

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I . LA SITUAZIONE ALLA VIGILIA E L'TNIZIO DELLE OPERAZTONI. a) Le opere realizzate dal Genio.

Alla vigilia dell'inizio delle operazioni erano state realizzate moltissime opere d,ille varie specialità del Genio, delle quali segue una sintetica esposizione. Una complessa rete radiotelegrafica copriva il territmio della Somalia; le unità 111obili erano state dotate di apparati da campo ad onde corte dal Raggruppamento in su, ad onde lunghe verso i reparti minori. Era stato organizzato un servizio di radiointercettazione. L' 1 ottobre 1935 l'apparato logistico difensivo era pronto e così anche la rete telegrafa:a permanente ed i ml legamenti campali, che furono collaudati in quei giorni. La rete stradale era stata posta in wndizioni di sopportare il traffico dai punti di sbarco alle linee di confine con l'Etiopia ed era stata posta in essere una organizza1. ione di reparti di lavoro che, accompagnando le colonne in movimento, o addirit1ma precedendole, consentisse loro di proseguire l'avanzata senza soste. Erano state sistemate piste e strade preesistenti e ne erano state costruite di nuove. I Pontieri avevano gettato provvisoriamente molti ponti, sia regolamentari che di ,·ircostanza, prima o durante la costruzione de lle opere d'arte permanenti. Gli ldrici avcv:mo provveduto a creare centri idrici, dopo aver eseguito lavori di ricerca, t:apt.azionc, sollevamento, purificazione e distillazione delle acque. Essi lùrono adibiti anche all'esecuzione di lavori campali a vantaggio delle truppe in 111ovimento. F urono costruite oltre cento opere di presa (pozzi, gallerie filtranti, opere di captazione <li sorgenti), serbatoi per cinquemila metri cubi, centoquaranta c hilometri di tubazioni con portate da cento a trecento metri cubi per giorno, portal e che si riuscì a triplicare nei periodi più caldi. Purono istallate pompe a mano nei pozzi isolati ed eseguiti interventi di ogni genere, tanto che H Maresciallo DE BONO ebbe a commentare: "L'acqua fu sufficiente oltre che per la truppa cd i quadrupedi, per la massa di operai che vennero in seguito e per tutti i bisogni delle armi e degli automezzi". Gli Zappatori-artieri avevano eseguito ogni genere di lavoro per i Servizi d'Tr~tendenza (Sanit..1, Veterinario, Commissariato, Artiglieria, 'lì-asporti e Tappe) e di costruzione e sistemazione di Comandi, Uffici, alloggi e baraccamenti. Tutte le programmate sistemazioni difensive ai confini erano state condotte a termine. Gli Uffici lavori del Genio avevano realizzato: diciassette Centri Ospedalieri, comprese infermerie e convalescenziari, per complessivi 8.170 posti letto; settantuno magazzini, per un totale di 22.870 metri quadrati coperti, e nove tettoie, pari a 1.750 metri quadrati coperti, per il Commissariato e l'Artiglieria; quattro infem1erie per 900 quadrupedi ed un deposito centrale da 200 posti, per il Servizio Veterinario; due depositi combustibili ed una officina, occupanti una superficie di oltre 5.000 metri quadrati, per il Servizio Trasporti e Tappe;


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Prima Parie - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

sedi permanenti per Comandi, Uffici ed alloggi. La spesa totale, al valore monetario del 1935, fu di quindici milioni e mezzo di lire 1.

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Gli itinerari di penetrazione in Etiopia erano: da nord: Adua - Gòndar, attraversando territori che raggiungevano quote di più di 2-800 metri; Adigràl - Macallè - Quòram, attraverso I' Amha Aradàm (metri 2.756) e l'Amba Alàgi (metri 3.438); Assab - Sardò - Dessié, percorso molto più decentrato ma meno accidentato; da sud: Dòlo - Irgalèm - Neghèlli (metri I .441 ); Dòlo- Magalò (metri 1.600); Bèlet Uèn - Tmèi, lungo il corso dell'Uèbi Scebèli; Perfèr - Gorrahèi; Rocca Littoria - Uardèr. Le distanze dalla Capitale, Addis Abèba, lungo questi itinerari erano di: 1.026 chilometri da Adua via Gòndar; 831 chilometri da Adigràt via Quòram; 935 chilometri da Assab via Dessié; 800 chilometri da Dòlo via Neghelli; 1,079 da Dòlo via Ìmèi. La di stanza di Haràr da Belèt Uè n e ra di 670 chilometri .

h) L' inizio delle operazioni. 11 3 ottobre 1935 iniziarono le operazioni ed il Comando Superiore Africa Orientale dava il via ai piani predisposti , che prevedevano il raggiungimento delle linee: Adigràt2 - Adua - Axùm - sul fronte nord; Daghcrèi - Callafò - sul fronte sud; allo scopo di assicurarsi posizioni che dessero garanzie contro eventuali attacchi e che potessero costituire basi di partenza per una successiva avanzata, con il concetto operativo di dare carattere offensivo al fronte nord e difensivo al fronte sud. Pertanto, sul fronte nord lo stesso giorno il I C.A_, comandato dal Generale Ruggero SANTINI, varcò il confine a Solcotòm e la notte sul 4 occupò il passo di Chersebèr. Il 14 ottobre fu occupata Axùm (q. 2.130), la città santa dell'Etiopia, e 1'8 novembre cadde Macallè. 20.000 abissini in marcia verso l'Amba Alàgi, cd i 45.000 di Ras Hailù CASSA diretti a Quòram, erano stati sbaragliati. A metà ottobre il Maresciallo BADOGLIO si recò, su ordine di MUSSOLINI, in Eritrea per "constatare la situazione"_ Un mese dopo, il 15 novembre, fu convocato

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Tale somma avrebbe oggi , secondo dati ISTAT, il valore di 24.432.000.000 di lire. Adigràt (q. 2.473) significa paese dei campi. Fu occupata dalla Divisione "Sabauda" il 5 ollobrc .


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Il - Le operazioni in Aji·ica orientale

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d:il Capo del Governo, che gli comunicò di averlo nominato Alto Commissario e ( 'omandante Superiore delle Forze Armate dell'Africa Orientale. Da quel giorno egli sosliluiva,praticamente, il Generale designato d'Armata Emilio DE BONO, che aveva ricoperto tali cariche, rispettivamente, da gennaio e da aprile di quell'anno e che al 111ornento non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione dell'avvicendamento . Alla fine di ottobre Hailè SELASSIE', hnperatore d'Etiopia, emanò un procla111:i alla popolazione incitandola a ritirarsi entro le lince etiopiche, ad evitare punii.inni e per non rimanere vittima dei bombardamenti italiani. Nel bando vi erano ;111che istruzioni per la fuga (allegato n. 20). Assunto l'incarico, BADOGLIO diramò da Roma ordini circostanziati , sulla hase di quanto rilevato nel corso del precedente sopralluogo, e, dopo tre giorni , il 18 11ove111bre, si imharcò sulla nave <Sannio> diretta a Massàua. Le direttive da lui emanate tra il 18/11/1935 ed il 4/2/1936 sono elencate ne1l ' alkgato n. 21. Per quanto concerne il fronte sud, il Generale GRAZIANI aveva diramato, fin , lati' 11 luglio 1935, una memoria segrela delineando il piano generale delle operazio11i. Esso era improntato al criterio informatore della difesa integrale della Somalia, nel q11adro operativo generale definito dal Comando Superiore Africa Orientale, attuando una suddivisione in sellori del lt:rrilorio cd una predisposizione delle for7.e e dei 111cz.zi idonea, in primo luogo, ad un 'azione dile nsiva-controffensiva. 11 fronte era così suddiviso: settore occidentale, wn comando a Baidòa, a sbarramento delle provenie nze lungo i fiumi Daua Parma, Ganale Dori.a e Uèb Gèstro; settore centrale, con comando a Bèlet Uèn, a sbarramento delle provenienze lungo i fiumi Uèbi Scebèli e Paf1; seUore nord-orientale, con comando ad Afdùb, a sbarramento de11e provenienze lungo la direttrice Dagahhùr - Curati - Uà] Uàl - Urardère, parallelamente alla frontiera con la Somalia Inglese. Nell'ipotesi di un'azione offensiva, qualora se ne presentasse l'opportunità, le l'orze del settore centrale avrebbero operato lungo la direttrice del Faf, con obiettivo lhtr~r, mentre quelle del settore nord-orientale avrebbero concorso all'azione. Le forze del settore occidentale avrebbero dovuto, invece, mantenere il saldo possesso di Dòlo e Lugh Perrandi4, a garantire la protezione del fianco sinistro delle truppe dirette ad Haràr.

3 La depressione del Faf è una ampbssima valle nella quale scoJTc l'omonimo fiume, detto anche Tugh Fafan. Questo fiume scorre, con le sue acque limacciose, incassalo tra alte sponde copc1tc da una rigoglios:-J ed intricata vegetazione di acacie e liane. Solchi profondi, normali al suo corso, sono molto frequenti. 4 E' un importante centro commerciale, situato in un'ansa ellittica del Giuba, a fonna di piede (lugh), il cui perimetro è di km. 13,4, ed è uno dei villaggi più belli dell'interno della Somalia. Al collo del piede, su una teJTazza naturale, vi era la "ridotta Ferrandi".


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!'rima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

All'inizio delle ostilità, il 3 ottobre 1935, il corpo di spedizione dava inizio ad una serie di piccole operazioni di rettifica della copertura, occupando le località di Gherlogùbi, Daguerèi, Callàfo, Scillàve, Dolo e Ualaddaie. Esaminiamo ora lo sviluppo delle operazioni nei due teatri operativi: il fronte nord, con base di partenza l'Eritrea ed il fronte sud, con base di partenza la Somalia. Le battaglie più significative che caratterizzarono la Campagna furono le seguenti: 1- lo scontro di Gorrahèi 5/6 novembre 1935 (fronte sud) 2- la battaglia di Debenguinà (fronte nord) 15 dicembre 1935 3- la battaglia del Ganale Doria (fronte sud) 12/20 genna io J 936 4- la prima battaglia del Temhièn (fronte nord) 20/24 gennaio 1936 5- la battaglia dell'Endertà-Aradàm (fronte nord) I 0/1 8 febbraio 1936 6- la seconda battaglia del Temhièn (fronte nord) 27 fcbbraio/6 marzo 1936 7- la battaglia dello Sciré (fronte nord) 29 fehhraio/3 marzo 1936 8- la battaglia di Mài Cèu 3 1 marzo/5 aprile 1936 (fronte nord) 9- la bau.aglia de ll 'Ogadèn (fronte sud) I 5 aprile/9 maggio 1936


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2. LE OPERAZIONI SUL FRONTE NORD Il superamento del confine e lo scontro di Gorrahèi. Tre colonne, della forza di un Corpo d'Armata, mossero dal confine, coinciden1c all'incirca con il corso del fiume Marèb, puntando su Adigràt, Enticciò ed Adua. I ,a colonna centrale era la più celere cd agile e, pertanto, doveva avere la massima 111.inovrabilità per pot~r operare a destra, a sinistra e sul tergo dell'avversario. I compiti affidati al Genio erano quelli di: sviluppare p,mtllelamente i lavori per potenziare e facilitare l'alimentazione della battaglia, adeguandoli al progressivo ampliamento del territorio conquistato; realizzare una strelta cooperazione con le truppe in avanzata, con particolare riguardo per le vie di comunicazione cd i collegamenti. Queste vie di comunicazione, denominate "linee di tappa", erano le direzioni l1111go le quali si svolgevano i movimenti per i rifornimenti e gli sgomberi ed erano protette, contro gli agguati e le incursioni di bande armate, mobilissime ed agguerril e, da repa11i di autoblindo-mitragliatrici, dotati di buon volume di fuoco. Per 1'org; 1uizzazione delle linee di tappa erano stati appositamente costituiti i Battaglioni d"l11lcnJcnz,1, mentre per la protezione delle relruvit: rurono impiegati i Ilattaglioni di complementi, costituiti allo scopo di sostituire le perdite che si verificavano nei reparti. E riprendiamo il resoconto de ll'att.ività dei reparti del Genio, ini ziando da quella I" Compagnia Zappatori-artieri, proveniente dal 10° Reggimento Genio di S .Maria Capua Vetere, sbarcata in Eritrea il 1° marzo 1935. Il 5 ottobre essa superò il fiume Marèb, si accampò ad Ag Mài Belecèn (a I .270 metri di quota) e cominciò i lavori di costruzione della camionabile Marèb - Adua. Questo reparto riceverà dal Maresciallo DE BONO, il 10 novembre successivo, un elogio scritto per l'impegno e la celerità di esecuzione dei lavori che gli erano stati affidati. Con l'inizio delle operazioni , la 2" Compagnia Zappatori-artieri accelerò il ritmo delle attività svolte fino ad allora, consistenti nella ricerca di sorgenti, nello scavo di pozzi e nella costruzione di tutte le opere di presa, raccolta e distribuzione dell 'acqua. TI 6 ottobre 1935 giunse, per il Comando Superiore, il XV Battaglione radio, con 58 stazioni di vario tipo e con gli automezzi speciali per la carica degli accumulatori e per le auto misure; giunsero anche un'autofficina radio ed una tipolitografia automontata. Furono realizzate maglie fondamentali doppie per dare continuità ai collegamenti negli spostamenti in altre sedi sia del Comando Superiore che dei Comandi di Corpo d'Armata. Il 20 ottobre venne disposta la costituzione del II Battaglione Zappatori- artieri, che nacque dall'unione delle tre Compagnie provenienti del 10° Reggimento Genio, che fino a quella data avevano operato lungo le tre direttrici di marcia delle tre colonne, e cioé: ;1)


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Pri1na Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Cuerra di Sf)agna

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Addì Ugrì - Marèb - Adua - Axùm; Bèlesa - Enticciò; Senafè - Solcotòm - Adigràt - Macallè; precedendo o seguendo le truppe in movimento e realizzando centinaia di chilometri di strade, riserve idriche, fortini, ridotte, trincee, ecc. 11 comando del Battaglione fu assunto dal Maggiore Pietro NULLI. Il repaiio fu rinforzato dalla 7" Compagnia Lavoratori e da quel momento venne impiegato unitariamente per lavori di grande entità sulla direttrice del Corpo d'Armata Eritreo e poi sulla grande arteria stradale Adigràt-Macallè. Per l'incisività dell'azione svolta ottenne citazione nei bollettini dell'Alto Commissariato: "/ reparti del Genio lavo-

rando ininterrottamente giorno e notte hanno Rià tra4ormato il sentiero che dal confine va ad Adigràt e quello Marèb-Adua in strade percorribili da autocarri" ed elogi dai Comandi, tra cui quello del Comandante del Genio del Corpo d'Armata, Generale Antonio FORGIERO. Il 30 novembre il II Battaglione ebbe l'ordine di trasferire Ja 7" Compagnia Lavoratori al 2° Raggruppamento Centurie Lavoratori, di trasferirsi ad Edagà Hamùs e di ripercorrere a ritrnso le strade che aveva costruito, per ampliarle e manutenerle, per poi iniziare la sua attività sulla più importante arteria: Asmùra - Macallè - Dcssiè - Addis Ahèha. Alla fine di ottobre del 1935 giunse la 2" Compagnia Meccanici - clcuricisti, c he era stata mobilitata dal Reggimento Fe1Tovieri, e prese sede ad Acligràt, cfo;taccando un plotone a Decamcré e creando due distaccamenti temporanei ad Addì Quafo ed Endà Jesùs , piccola località sovrastante Macallè, il cui nome significa " chiesa di

Gesù". Essa costruì linee elettriche ed impianti di illuminazione, istallò e fece funzionare officine meccaniche per riparazione e manutenzione mezzi cli lavoro del Genio (frantoi, compressori, ecc.). Furono realizzati, con linee a filo nudo sostenute da isolatori e pali Mannesmann, gli impianti d'illuminazione del Comando Superiore, della Delegazione d'Intendenza, della sede tattica del Comando Superiore ad Adì Qualà, dei Carabinieri , dei magazzini del Commissariato, ciel Deposito carburanti e dell'Infermeria quadrupedi. Poichè erano stati raggiunti tutti gli obiettivi prefissati quali basi di partenza della fase offensiva, si passò al rafforzamento delle posizioni cd all'approntamento logistico. Nella zona di Adigràt, per esempio, furono concentrati: 4000 muli, 2600 cammelli e 1600 asinelli, net:essari per i trasporti di quanto occorrente all'avanzata delle truppe che ebbe inizio il 3 ottobre. A11orché, come si è detto, il Maresciallo Pietro BADOGLIO subentrò al Generale DE BONO nelle cariche di Comandante Superiore ed Alto Commissario per l'Africa Orientale, si preoccupò di chiarire immediatamente le direttive generali per lo sviluppo delle operazioni, attribuendo al fronte sud compiti esclusivamente difensivi "allo scopo di trattenere nello scacchiere somalo il maggior numero di forze nemiche". Tali direttive erano strettamente aderenti al suo convinci men-


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Lavori stradali oltre confine (strada camionabile Solcotom-Macallè; tronco Solcotom-passo Antafà dello sviluppo di km. /3/,35).


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Prima l'arte - Dalla Campagna in. Africa Orientale alla Guerra di Spagna

andamento planimetrico

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Lavori a l'asso A.ià (quo/a 2.910) sulla strada Asmara-Dessié.


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lo_ tant'è che nel suo libro "!.,a f?Uerra d'Etiopia" i concetti essenziali sono così ' es pressi: dare maggiore importanza al teatro d'operazioni nord, del quale ho assunto direttamente il comando; relegare in secondo piano l'azione sul fronte sud, con compiti di contenimento e di diversione; porre in atto, in qualsiasi settore, azioni offensive soltanto allorehè ci sia la certezza di ottenere risultati positivi_ L'8 dicembre fu costituito il III Corpo d'Armata, formato dalla 27A Divisione di I;anteria "Sila" e dalla 1" Divisione Cm:nicie Nere "23 marzo". La "Sila" era costituita dal 16° Reggimento di Fanteria, decorato con due Medaglie d'Argento al valor militare; < lal 12° Reggimento Artiglieria; dal 527° Battaglione Mitraglieri; dalla 66A Compagnia / ,appatori-aitieri; dalla 27A Compagnia Trasmissioni; dal 27° Plotone Idrici e dalla 23A Sci.ione Fotoelettricisti. La "23 marm" era costituita dalle Legioni 135A, 192A e 202"; da due Gruppi d'Artiglieria da 65/17 e dalla 1" Compagnia speciale Genio, Il Comandante del Genio del Ili Corpo d'Armata era il Tenente Colonnello I imidio REA che, fin dal momento della preparazione della linea di partenza, si i111pcgnò nella predisposizione di quanto sarebbe occorso successivamente. Tra l'aliro aveva Jisposlo che giornal rnènlt:: nuclei del Genio, protetti da altri reparti, uscissero dalle fortificazioni cd esegu issero schizzi panoramici e rilievi del te rre no, onde poter poi procedere, sulla base degli elementi effettivamente rilevati , alla costru zione di osservatori, piazzuolc , pozzi e tronchi stradali. rurono trasformati in rotabile i venti chilometri di pista che portava da Endà .lesùs (2.240 metri di quota, tra Quihà e Macallè), a passo Dogheà e poi ancora tre chilometri oltre il passo, aprendosi la strada tra le rocce con le mine e realizzando grandi muri di sostegno. Furono anche stesi oltre venti chilometri cli lince telefoni che. In circa tre giorni fu costruita la camionabile, della lunghezza di dicci chilometri, da Debrì ad Atzonà. Raggiunto, nei giorni 5 e 6 ottobre, l'ohiettivo costituito dalla linea AdigràtE nticciò-Adua, le operazioni suhirono una sosta, necessaria per consolidare le pos izioni raggiunte, riordinare le forze e serrare sotto il dispositivo logistico. Si trattava, per quanto concerneva il Genio, di: concorrere alla realizzazione di campi trincerati e di campi d'aviazione avanzati; trasformare rapidamente in strade camionahili le mulattiere, i sentieri montani e le poche piste dal tracciato incerto, esistenti oltre il fiume Marèb; costruire ponti e passaggi sui corsi d'acqua; stendere linee telefoniche per centinaia di chilometri; assicurare la captazione, la potabilizzazione e la distribuzione dell'acqua alle 7 Divisioni ed ai supporti che costituivano i 3 Corpi d'Armata. Il 3 novembre riprese l'offensiva, con obiettivo il centro abitato di Macallè, raggiunto il giorno 8, ed i fiumi Ghevà e Tacazzè, i cui guadi furono oggetto, nei giorni successivi, di puntate italiane effettuate da colonne celeri e bande indigene.


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Prima Parie - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

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Costruzione di uno sbarramento per realizzare un guado sul torrente Siringà, in un tratto della rotabile tra Ghiorghis e Dessié.

In vista dell'approssimarsi degli eserciti abissini, provenienti dalle regioni centrali dell'impero, ci si attestò su queste posizioni per migliorare le comunicazioni stradali, per approntare un campo d'aviazione a SciaJàt, nei pressi di Maca\lè, e per riordinare ed adeguare lo strumento operativo. b) Il combattimento di Debenguinà. La controffensiva etiopica scattò nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre con due contingenti, al comando di Ras Hailé Selassié IMMIRU', che guadarono il Tacazzè: uno a Mài Tinchèt, per tagliare la carovaniera Gòndar- Adua, impegnando il


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Gruppo bande dell'Hamasièn, di Chèren e del Seraè, rinforzato da uno Squadrone carri veloci L3/35 e comandato dal Maggiore Luigi CRINITI; l'altro ad Addì Aitechèb, 15 chilometri a monte, puntando direltamcntc, con manovra aggirante, sul passo di Debenguinà ed occupandolo. La lotta per il controllo del passo infuriò fino a sera, quando gli Ascari del Maggiore CRINITI, riuscirono, baionetta in canna, ad aprirsi un varco, subendo 1·rav i perdite. Ma la controffensiva etiopica proseguì e costrinse gli italiani a ritirars i nei campi trincerati di Axùm, Adua e Macallè e sulle posizioni di passo Uarièu . Durante il combattimento si verificò un episodio di eroismo da parte della So.ione Radio comandata dal Tenente Carlo MANZO e composta da un altro l Jlficiale, da 8 Sottufficiali, da 35 specialisti del Genio, con un supporto di un cen1i11aio di Ascari del Genio. 11 reparto partecipò attivamente al combattimento e quando fu chiaro che la s ituai.ione volgeva al peggio e gli italiani stavano per essere sopraffatti, il Tenente MANZO ordinò ai suoi di distruggere gli apparati radio. Dopo una strenua lotta tutti i•li uomini della Sezione caddero ed al Comandante fu conferita una Medaglia d'A rgento al Valor militare alla memoria . Nella stessa circostanza una sq uadra di Zappatori-artieri, comandata da l Tenente ( ;i useppe CLARPAG LINI, f'u all:.-u .:cala, mcnlrc lavorava agli apprestamenti di [ènsivi. c dist.rut.t:a. li Capitano Luciano PORLI, Comandante della Compagnia mista <;t.:nio, cui appartenevano i due reparti citati , fu anche lui decorato con Medaglia d' Argento al Valor Militare alla memoria. e) Attività elci reparti del Genio. li traffico radio sviluppato dal XV Battaglione Radio, dipendente dal Comando Superiore del Genio, fu, durante il solo mese di dicembre 1935, il seguente: - 45.484 gruppi alfanumerici trasmessi, 29 .203 gruppi alfanumerici ricevuti. 112 dicembre 1935 il II Battaglione Zappatori-artieri di formazione fu pienamente operante ed ebbe come Aiutante maggiore il tenente Vittorio RlLLETI'A, come Cappellano il Reverendo don Giuseppe Pio, nobile POLI e quale Ufficiale medico il Sottotenente Dottor Antonio TRTPODL Per tutto il mese di dicembre continuarono i lavori stradali (miglioramento del fondu e del manto e rettifiche del tracciato e delle pendenze , sempre contenute nell'8%). Allorché il reparto entrò in territorio etiopico si trovò ad attraversare zone che presentavano continue insidie; fu perciò necessario attuare, contemporaneamente all'esecuzione dei lavori, un dispositivo di vigilanza e di pattugliamento, che portò, inevitabilmente, a scontri a fuoco. Fu così che i genieri, mentre erano impegnati nei lavori stradali e di minamento e brillamento delle opere fortificate abissine, si trovarono coinvolti, unitamente alla Fanteria, in combattimenti, durante i quali catturavano prigionieri e rastrellavano materiali d'armamento.


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Prima Parte - Dalla Campagrw in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

Il reparto curava anche i rapporti con la popolazione e con i notabili, molti dei quali andavano a fare atto di sottomissione al Comandante del Battaglione. Frattanto si evidenziava sempre più la necessità di disporre di nuovi reparti del Genio e lo Stato Maggiore dell'Esercito ne decretò la costituzione, con i provvedimenti riportati nell'allegato n. 22 cd anche con la conquista della capitale etiopica , si ripresentò la stessa esigenza, dovendosi provvedere aHa sistemazione del territorio. Tra gli altri reparti del Genio erano giunte in Eritrea due Compagnie Teleferisti, delle quali era stato previsto l'impiego quale indispensabile ausilio in alcune particolari circostanze, ma che, al momento , non erano ,mcora utilizzabili in modo specifico . Esse vennero perciò adibite a lavori stradali fino agli inizi del 1936, allorché polettero trovare il loro impiego di specialisti ed iniziarono ad impiantare teleferiche per il passaggio dei guadi, intransitabili duranle il periodo delle piogge, e per il trasporlo delle munizioni alle batterie dislocate sulla sommità dei rilievi. Inizialmente cominciarono la costruzione della teleferica Massàua-Asmàra, che, all'epoca, era la più grande del mondo e che serviva per accelerare l'aftlusso delle merci dal porto all'allopiano. A partire da giugno 1935 il tratto di strada da Asmàra a Solcotòm venne via via aHargato, corretto e riordinato e quello da Solcotòm a Dessié fu aperto come pista camionabile durante l'avanzata e po i completame nte ricostruii.o fino a Quòram.

La prima battaglia del Tambièn.


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Il - Le operazioni in Aji-ica orientale

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d) La prima battaglia del Temhièn. Per parare una consistente minaccia etiopica , nella regione del Tembièn , le truppt: italiane passarono all'attacco, dando luogo alla prima battaglia del Ternbièn , tra i I 20 ed il 24 gennaio 1936, in un terreno tra i più difficili dell'Etiopia. 1combattimenti furono aspri ma alla fine le truppe di Ras Hailù CASSA' e di Ras Mangascià SEJÙM si ritirarono. Protagonista della battaglia fu il Corpo d'Armata I•:ritreo. 1 collegamenti tra il Comando e le unità dipendenti venivano, perciò, effettuati d11rante le soste notturne. Ma poiché il Comando del C.A. aveva necessità di seguire le azioni dei reparti :111d1e durante i movimenti diurni, il Comando Genio organizzò un poslo d 'ascolto 111ohile che intercettava le comunicazioni che si svolgevano tra i reparti e le ritras111ctteva al Comando di C.A., che poteva, per lo stesso tramite, intervenire. Era qucsla una soluzione che consentiva, già a que i tempi, di esplicare tempestivamente l'.il'.ione di comando. Tra un combattimento e L'altro si provvedeva a petiezionare le comunicazioni, lrasformando le linee telefoniche campali da una classe a quella superiore (miglioramlo, cioè, il tipo di linea), oppure in semipcnnancnti e po i in permanenti.

AmbaAlagi.


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Prinui Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale aliti Guerra di Spagna

'Jembièn

Molt<;; di(fo.:ohà si presentarono nelle zone impervie, dove i materiali dovevano essere trasportati con i muli, e nelle quali le colonne di quadruped i impiegavano , in alcuni casi, perfino tre giorni per raggiungere le linee dai magazzini più avan zati. Quando, ripresa l'avanzata, i trentamila uomini del TIT Corpo d'Armata giunsero al passo di Gaela, si accorsero che le difficoltà del terreno consentivano il passaggio di un uomo per volta, perchè la parte discendente del passo si restringeva fino a diventare una sottile risega nella roccia basaltica. Ne scaturì un ingorgo terribile poichè i reparti che sopraggiungevano si andavano addensando sempre più, finchè il percorso non fu che un brulichio di soldati, fin oltre il passo, e la situazione rimase tale fino all'arrivo degli Zappatori-artieri della ]A Divisione CC.NN. "23 Marzo", che, aiutati e.lai fanti, iniziarono i lavori di allargamento del sentiero, tanto da ricavarne una pista percorribile anche dalle salmerie. e) La battaglia dell ' Endertà. L'offensiva di Badoglio riprese il IO febbraio 1936 con i Corpi d'Armata I, del Generale Ruggero SANTTNT, e TTT, del Generale Ettore BASTICO, che, posiz ionati sul torrente Gahàt, puntavano a convergere, nella regione cieli 'Endertà, su Antalò , a sud dell'Amba Aradàm. Nella zona di Dehrà Ailà, in posizione idonea ad una controffensiva, erano attestati gli ottantamila uomini di Ras Igazù MULUGHIETA', già Ministro della Guerra dell ' Etiopia.


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I violenti scontri durarono fino alla sera del giorno 15, quando gli Abissini si sotali ' accerchiamento e ripiegarono in disordine sull'Amba Alàgi e su Socotà. I ,a sconfitta di Ras MULUGHTETA' si tramutò in disastrosa rotta, poiché per gli /\ bissini era sconosciuto il concetto di ritirata come lo si intendeva nei Paes i europei, in quanto, non esistendo una gerarchia di comando, le masse di guerrieri non potevano essere controllate e le sconfitte si tramutavano in fuga disordinata. Questa armata quindi si disfece. Le perdite italiane furono di 36 Ufficiali, 468 militari nazionali e 130 eritrei, 111cntre da parte abissina circa 20.000 furono i caduti ed i feriti; inoltre grandi furouo le quantità di armi e materiali che Ras MULUGHIETA' lasciò sul terreno. Il 5 febbraio 1936 il Generale Ettore BASTICO (allegato n.23), al suo rientro dal r.ipporto tenuto dal Maresciallo BADOGLIO, convocò il Tenente Colonnello REA e gli disse che aveva bisogno di due lavori: una pista camionabile dal colle Me nghergàr a Gabàt , in fondo valle, ed il miglioramento della pista dal colle Mc nghergàr al Passo Doghdt. La mattina dopo i reparti erano già al lavoro su quella che doveva diventare una si rada a mezza costa, della lunghezza di sci chilometri, interamente allo scoperto, che veniva realizzata sotto lo sguardo continuo di Ras MUUJG I II ETA' e dei suoi uom ini. La sera del g iorno 8 la prima delle due piste richieste era pronta: era larga yuallro metri ed aveva piazzole cli scambio. li tracciato de lla pista, che aUa fine svi lupperà 197 chilometri, era uno dei più difficili dell'Africa Orientale, specialmente nella discesa di Addì Uolagùl, ne lla salita di Scgalù, cd a Socotù. I tom.:nti Smarè e T'.5cllarì erano sprovvisti di ponti e non erano guadabili nella stagione delle piogge, perciò, per effettuare il passaggio delle merci vi furono subito allestite delle teleferiche. Fu sovrumano il lavoro cli trasformare un sentiero che si inerpicava sul costone di Dasmà in una strada che fosse percorrihile alle artiglierie autotrainate, costituite da trattori e traini della larghezza di un metro e mezzo, fino a Bet Quinàt (Amba Aradàm). Dopo una giornata di Javoro iJ XXXVTT Battaglione Zappatori- artieri, che aveva avuto 1'ausilio di quattrocento uomini della Divisione "23 Marzo", aveva aperto la strada ed i Gruppi da 77 /28 e l 00/17 poterono passare. La mattina del giorno 14 il Comando del llI Corpo cl' Armata pose le sue tende a Bet

1rnssero


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Prima Parte - Dalla Campagna in A.frica Orientale alla Guerra di ~JJagna

C'artina di Den ·itf.

Quinàt e nei due g iorni successivi furono aperti altri sei chilometri di strada, dal costone di Dasmà ad Endà M ariàm Raruthò. Particolare menzione va fatta sullo impiego della 5" Divisione alpina "Pustcria" nella battaglia dell'Endertà. L'attuazione del piano generale operativo studiato dallo Stato Maggiore prevedeva l'impiego di una Grande Unità da montagna per il settore più impervio ed aspro dello scacchiere, la dorsale montuosa che da Enticciò (località ad est di Adua) p01tava al lago Asciànghi , attraverso Macallè, Antalò e l'Amba Alàgi. Perciò la Divisione "Pusteria" fu fatta affluire a Massàua tra il 6 ed il 20 gennaio 1936. L'unità, al comando del Generale Antonio Cesi NEGRI, scavalcò la Divisione CC.NN. "3 gennaio" del I Corpo d'Annata e, dopo i duri scontri di Taga Taga e del costone di Endà Gabèr, proseguì nell'attacco dell'Amba Aradàm , che conquistò. Alla Divisione era assegnata la 5" Compagnia mista Genio, comandata dal Capitm10 Andrea ILART, che era stata costituita a Bolzano, dal 4 ° Reggi mento Genio Scuola, con personale sottoposto ad acce1tamenti di idoneità fisica per la vita in montagna. Questo repa1to venne impiegato nei lavori stradali e di sistemazione del terreno. Il 17 marzo, dopo l'occupazione di Passo Mecàn, la Divisione prendeva posizione nella conca di Mài Cèu e la 5" Compagnia provvedeva alla sistemazione delle basi logistiche ed alla costruzione di una strada, in sostituzione di una mulattiera che scavalcava due passi alle quote di 2.800 e 3.500 metri, con dislivelli di quasi mille metri. Proseguendo nell'avanzata la Compagnia eseguì altri importanti lavmi stradali nella zona di Dessié, resi pii:t pesanti dalla stagione delle piogge.


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·11,,. Il - Le operazioni in Africa orientale

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I .o sec:ondu bulluRlia ,le/ 'fo111biè11.

Fu in questa città che , in riconoscimento dcli' opera prestata a favore della Divisione "Pustcria", c iascun componente de l reparto ricevette in forma solenne il cappello alpino. La SA Compagnia, raggiunta Addis Abèba con la sua Divisione, venne trasferita ;1 Massàua per imbarcarsi per Napoli. t) La seconda battaglia del Temhièn.

Sconfitta l'armata di Ras MULUGHIETA', il Maresciallo BADOGLIO decise di liquidare anche le armate cli Ras CASSA e di Ras SEJÙM, con una manovra a tenaglia. nel Tembièn, attaccando: da nord gli etiopici attestati tra l'Amba Uor e gli abitati di Ahhì Addì e D ebrà Amhà, con il Corpo d'Armata Eritreo; da est, con il Ul Corpo cl' Armata, incaricato di puntare su Gaela ed Ahbì Addì, per interdire la ritirata al nemico_ Contemporaneamente il I Corpo d' Armata doveva contrastare possibili provenienze da sud, muovendo dall' AmbaAradàm 5 ed occupando i passi dell ' AmhaAlàgi. 5 L'Amba Araclàrn, la cui vetta raggiunge i 2.756 melri d'altezza, è un baluardo naturale disposto da est ad ovest, della lunghezza di circa 8 ehilomelri, cui fianchi est e nord rocciosi c scoscesi, mentre gli altri due lati sono degradanti con una successione di dossi tondeggianti. La cima è uno spalto pianeggiante copetto da fitta vegetazione e provvisto d'acqua.


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Prima Parte - Dalla Cwnpagna in lifrù:a. Orientale alla Guerra di Spagna

La battaRlia dello Sciré.

L'attacco ebbe inizio all'alba del 27 febbraio. T repartj, prima di forzare il Marèb ed attraversare l'Uadi Abò cd il Medebài Tabòr, sostarono a Zebùf Emnì, un villaggio a 1.240 metri d'altezza, posto d'acqua e sede dei magazzini del IV Corpo. II-suo nome significa "pietra scritta" c deri va da un masso trovato nel letto del torrente e riportante un'iscrizione analoga a queJle axumite del Re Ezanà. In questa zona e più avanti, presso l'altura su cui sorge il convento di Debrì Mariàm, sostarono i reparti del IV Corpo d'Armata, prima di forzare i guadi del Marèb e traversare l'Uadi Abò ed il Medehài Tabòr. La sera del 29 febbraio i due Corpi d'Armata, ricongiungendosi ad Abbì Addì e stringendo in una morsa le truppe dei Ras CASSA e SEJUM, davano fine alla seconda battaglia del Tembièn 6. Le perdite italiane erano state di 34 Ufficiali, 359 Sottufficiali e militari nazionali e 188 indigeni, mentre quelle etiopiche assommavano a circa 8.000 uomini.

6 Il Tembièn è una subregione del Tigrài che comprende, all'incirca, il territorio compreso tra il torrente Miii Uerì, il torrente Ghevà e la carovaniera Adua-Passo Abarò-Macallè.


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g) La battaglia dello Sciré. Mentre la seconda battaglia del Tcmbièn volgeva al termine il Maresciallo 1\ /\DOGLIO attaccò l'ultima armata etiopica, quella di Ras Hailé Sellase HIMMI1~ LJ ·, il miglior comandante abissino, che, avendo rioccupata la regione dello Sciré, I ni11lcggiava il II Corpo d'Armata del Generale Pietro MARAVTGNA, attestato nei l·;1111pi trincerati di Axùm ed Adua ed il IV Corpo d'Armata del Generale Ezio BAB1\ IN I, schierato nel settore Dechì-Tesfà, a destra del Marèb. Negli ultimi giorni di febbraio il II C.A. (Divisioni "Gavinana", "Gran Sasso" e .. XX I Aprile", lii Brigata Eritrea, Gruppo Bande, Gruppo Spahis ed Artiglierie di <'./\ .) si attestava nella zona di Axùm, menlre il IV C .A. (Divisioni "Cosseria" e" l 0 1:d)braio" ed un Battaglione E1;treo) forzava il Marèb ed attraversava l'Uadi Abò cd il Mcdebài Tabòr. Ancora una volta venne riproposta una manovra a tenaglia con il II Corpo d · Armata, che doveva punt,u-e su Selaclacà, distante 30 chilometri, cd il IV Corpo d ' Armata del Generale Ezio BABBINl, che, dal fiume Marèb, doveva cadere sul Iianco e sul tergo delle forze etiopiche. Il IV Corpo doveva percorrere un itinerario di quasi I00 chilometri attraverso regioni impervie ed inesplorate. I .e forze abi ssine, circa 40.000 uomini, al comando di Ras HlMMTRU' e de l : }.:giace Alaleù IlURRU' erano schierate nella zona tra Se ladacà e Semanà con dc111cnti di osservazione nell'alto Addì J\bò , nel Mcdcbài Tabòr e ne ll ' Adirbatè . La manovrn non ebbe il successo ipotizzalo perché il II Corpo subì una battuta d' arresto per l'accanita resistenza opposla da una forte retroguardia lasciata da Ras I IIMMIRU' sulle alture di Adì Haimanàl , Coietzà ed al Passo diAf-Gagà; retroguardia che aveva il compito di proteggere .il ripiegamento del grosso delle forze verso il Tacazzè; il IV Corpo giunse nella conca di Selaclacà soltanto il giorno 6 marzo, a causa dell'accidentalità del percorso. L' inseguimento dell'armata di Ras HlMMIRU' fu quindi affidato all'aviazione in quanto il ll C.A. era stato assai provato dai duri combattimenti ed il IV C.A. era stato inevitabilmente attardato dall'impraticabilità dell'itinerario scelto dal Maresciallo BADOGLIO. C_omunque il II Corpo superava il Tacazzè il 5 marzo ed il IV raggiungeva Selaclacà, aprendo la strada per l' Amàra. Le perdite italiane furono di 63 Ufficiali e 900 tra Sottufficiali e militari di truppa mentre quelle abissine ammontarono a 4000 uomini, con un rapporto di 1 a 4 , mentre in precedenza era stato di I a 15. Durante questa hattaglia anche i repm1i del Genio del Il e IV C. A. furono duramente provati per la mole dei lavori necessari al movimento delle truppe in un terreno quasi inaccessibile. Particolarmente impegnati, per gli stessi motivi, furono i reparti addetti ai collegamenti. Sovrumano fu l'impegno del Genio del IV C.A. che dovette praticamente "creare" le strade per consentire la marcia delle unità, che fu comunque molto lenta per la impraticabilità delle vie di penetrazione, scelte semplicemente dopo una ricognizione aerea frettolosa ed anch'essa ditlicoltosa. Inoltre i genieri


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

dovendo "aprire la strada" erano continuamente oggetto di attacchi cd imboscate. Nel marzo 1936, con l'arrivo di altri specialisti nazionali, fu possibile organizzare una rete radio che collegava Asmàra con Addì Ugrì e Senaìe, con maglie minori che includevano Saganèiti, Coatìt, Mài Edagà cd Addì Qualà. Dovunque il Genio operasse riscuoteva l'ammirazione delle popolazioni che ne apprezzavano i lavori, ed imparavano a conoscere la generosità degli italiani, che la propaganda aveva descrillo come vandali saccheggiatori, prepotenti e crudeli. Gli abitanti dei villaggi si presentavano ai reparti italiani e, facendo atto di sottomissione e di fedeltà, davano inizio a contatti di reciproca apertura e solidarietà. Fu così che il 5 marzo 1936 il Fitaurari NERHE' fece dono, al Comandante del II Battaglione Zappatori-artieri di fonnazione, Maggiore Pietro NULLI , di uno scudo lavorato in filigrana d'argento, appartenuto a Ras MANGASClA' Sejùm, accompagnando il regalo con una lettera (allegato n.24). h) L'occupazione delle regioni settentrionali. L'esito positivo delle precedenti battaglie consentì di procedere, nel marzo 1936, allo sfruttamento del successo, concludendo la battaglia strategica del Tigrài e passando all'occupazione delle regioni settentrionali. Furono quindi proiettate in avan1.i, su un arco di circa 600 chilometri, alcune colonne celeri: Ira il(, ed il 7 marzo il Corpo d'Armata Eritreo distaccava, dalla linea del Passo AJàgi, due colonne leggere di Eritrei verso Mài Cèu e Corbett~1, mentre il l Corpo d'Armata inviava la Divisione Alpina "Pusteria" verso le posizioni di monte Bohori1 e del Passo Medm, scaglionando le forze rimanenti a protezione dei lavori di prolungamento della pista carovaniera oltre il Passo Alàgi, affidati al Genio. Nel periodo 6/28 marzo colonne del lll Corpo d'Armata puntarono su FenaroàSocotà, ma per poter raggiungere queste località fu necessario che il Genio costruisse una strada fra Antalò ed il fiume Tsellarì; il 12 marzo una Banda di irregolari, partita dalla baia di Àssab, attraversò il deserto della Dancàlia e raggiunse Sardò, capoluogo della regione dell' Aùssa; tra il 12 ed il 14 marzo il Raggmppamento delle tmppe del Bassopiano Occidentale , del quale faceva parte anche un Plotone autonomo del Genio comandato dal Sottotenente Tommaso TUMICITZ, muovendo lungo il confine con il Sudan Anglo-egiziano, tra i fiumi Setìt ed Angarèb, raggiungeva Noggàra ed Abdelràfi; nei giorni 19/28 marzo lo stesso Raggruppamento, con il quale operava, alla sua prima missione, la "Palluglia astrale" del Capitano Paolo CACCIA DOMTNTONT, raggiungeva Caftà-Solà ed Adì Remòz; il 20 marzo muoveva da Om Ager la "Colonna celere Africa Orientale" comandata da Achille STARACE, Segretario del Partito fascista, completamente autocarrata e composta da: 3° Reggimento Bersaglieri; Battaglione CC.NN. "Mussolini"; un Battaglione autoblindo e motomitragliatrici;


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un Gruppo d'Artiglieria da 77/28 autoh·ainato; una Compagnia speciale Genio, cui era stato aggregato un Plotone di specializzati, al comando del Tenente Mario SIRO BRTGTANO; un Ospedale da campo; un nucleo Sussistenza; un Autoreparto carburanti; per un totale di 160 Ufficiali, 3.177 Sottufficiali e truppa, 88 mitragliah-ici leggere l' 75 pesanti, 6 pezzi d'artiglieria, 433 automezzi ed I Sezione aerei da rico,gnizione. , ,.aceva da guida alla "colonna Starace" la Pattuglia Astrale, frattanto rientrata .111 Om Ager, che doveva provvedere ad una attività di ricognizione informativa ed .i l tracciamento e costruzione di una pista, fino a Gondar, idonea al tr·ansito di autoL" arri pesanti, in una regione montuosa e completamente priva di vie di comunica1.illne , che diveniva sempre più aspra procedendo verso sud. Si raggiungevano quote di :moo metri con temperature di 9°centigradi di notte e 51 ° di giorno. La colonna era protetta alle spalle e sul fianco destro dal citato Raggruppame nto dd Bassopiano e su quello sinistro dalla III Brigata Eritrea. li 10 aprile, seguendo l'itinerario: Om Agcr, fiume Setìl, torrente Seminà, colle < 'ioamì, fi ume Angarèb, torrente Baoaù, torrente Sengiù, torrente Avellana , colle , ·:.~.:o, Dabrogi:t, la "Colunnu Storace", congiuntasi l:On la li Brigata Eritrea a <'hcddùs .loànnes, raggiunse ed occupò Gòndar. Il giorno successivo riprese la marcia verso il lago Tàna, ne raggiunse la ri va set1c11trionale il L2 apri le e procedette, fino al 20 maggio, all'occupazione successiva di 11ahàr Dar, Dcbrà Tabòr, le sorgenti del Nilo Al'.zurro e Debrà Marcòs, ne l ( ìoggiàm, avendo percorso, in 65 giorni, l 700 chilometri cd occ upando un territorio di I 00.000 chilometri quadrati. Molto impegnativo fu il compito dei reparti del Genio, supportati da militari 11;1zionali cd indigeni di altre Armi, per la necessità di pro vvedere alla viabilità, già gravosa di per se stessa a causa della natura del terreno, in tempi ristretti, data la rapidità con cui le colonne dovevano muovere. i) La battaglia di Mai Ceu. Frattanto il Negus aveva raccolto forze dell'entità di circa cinqum1tamila uomini a nord del Lago Asciànghi ed il 21 marzo ne assumeva direttamente il comando ed iniziava la marcia verso nord con l'intento di affrontare gli italiani nella piana del lorrcnt.e Mecàn. Gli abissini occupavano con circa 15.000 uomini le posizioni di Passo Aià e con altri 35 .000 uomini quelle dal monte Agumbcrtà al monte Assèl Ghertì. Al centro dello schieramento, in seconda schiera, vi era la Guardia imperiale, f011e di sei Battaglioni di Fanteria e trenta pezzi di attiglieria, addestrata ed equipaggiata all'europea. Il I Corpo d'Armata era schierato: con la Divisione "Pusteria" e 1'8° Gruppo di Battaglioni Eritrei sulle posizioni di Passo Mècan e monte Bohorà; con la Divisione "Sabauda" fra Belagò e Passo Dubàr, a protezione dell'ala destra; con la Divisione


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

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/,a hallaglia di Mài Cèu.

"3 Gennaio" ed il 6° Gruppo Battaglioni CC.NN. fra Passo Dubàr cd i Passi Alagi; con la Divisione "Assietta" a nord dei Passi Alagi. Il Corpo d'Armata Eritreo occupava la zona compresa tra Mài Cèu e Corbettà. Gli abissini attaccarono alle 5 ,45 del 31 marzo e registrarono alcuni limitati successi conquistando Passo Mècan ed alcune posizioni delle alture su cui sorge il villaggio di Degà. Alle 9,00 ripresero per la terza volta l'attacco, con estrema violenza e con pesante appoggio dell'artiglieria, all'ala sinistra dello schieramento italiano,


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Il · Le operazioni in A.fi-ù:a orientale

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,·ile complessivamente resse. A questa azione partecipò ]a Guardia imperiale che, r;1ggiunte le nostre linee, venne respinta all'arma bianca. I successivi assalti, reiterati fino al 1° aprile si infransero contro le difese italia11c cd il giorno 2 l'armata abissina iniziò la ritirata, che si tramutò in fuga disordina1;1 sotto il fuoco dell'artiglieria e dell'aviazione. La sera stessa l'Imperatore ordinava ai 20.000 uomini superstiti, dell'armata or111ai in crisi, di ripiegare sulla pianura del lago Asciànghi e sulle alture di Quòram. Il 5 aprile le avanguardie della 1" divisione Eritrea entravano a Quòram. Durante la battaglia, impropriamente chiamata dal Maresciallo BADOGLlO " del /11go Asciànghi", a Passo Mècan, un Ufficiale del Genio, postosi con la radio in posizione dominante, poté fare la radiocronaca delle operazioni, consentendo al <'0111nndo di dare tempestivamente gli ordini opportuni. 11 16 aprile 1936, per dar vita a 4 nuove Brigate, fu sciolta la 2" Divisione Eritrea, d1c Ira il 6 settembre 1935 cd il 15 aprile 1936 aveva percorso l.364 chilometri. Il Hallaglione del Genio della Divisione, comandato dal Tenente Colonnello Giovanni IVIARSEGUERRA, che era anche Comandante del Genio divisionale, diede vita ad 1111a Compagnia mista per la nuova TI Brigata e concorse alla formazione delle nuove < 'ompagnie miste delle allrc Brigate (1, lii e IV). A 4ucs1.o Battaglione apparteneva il I° Capitano Goffredo TONINl , gi ~, decoralo di Medaglia d'Oro al Valor Militare, (alle gato n. 25) che e ra gi à stato Comandante dd Genio divisionale per oltre tre mesi e che, ne lla battaglia di Passo Mecàn del 31 111arzo 1936, era stato promosso Maggiore per Merito di Guerra. Sempre ano stesso Battaglione erano in forza: il Tenente del Genio di complemento Riccardo MAGNAGHI che, per vari atti di coraggio, era stato trasferito in servizio permanente per Merito di Guerra; il geniere Alfio RTZZO, che fu decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare per il compm1amento tenuto a Passo Allemalò; il geniere Ignazio PAVONE, radiotelegrafista, cui fu concessa una Croce di Guena a] Valor Militare, il 23 gennaio 1936, ali' Amba Asghèb Tzelà, nella 111 Battaglia del Tembièn. l) La conquista di Addis Abèba. Conclusa la battaglia cli Mài Cèu il Mm-esciallo BADOGLIO impartì i seguenti ordini: il Corpo d'Armata Eritreo, lanciato all'inseguimento dell'avversario, doveva occupare Dessié; il l Corpo d'Armata doveva sostare, per riordinarsi, tra Mài Cèu e Quòram, provvedendo, nel contempo, ad una prima sistemazione della pista tra le suddette località; il Comando Superiore del Genio doveva invece provvedere a potenziare la strada Macallè - Passo Alàgì - Mài Cèu, per renderla transitabile ad autocarri pesanti, al fine di far se1Tare sotto l'organizzazione logistica a cura dell'Intendenza. Il Corpo d'Armala Eritreo, dopo una marcia di 200 chilometri compiuta in soli 5 gior-


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l a battaglia di Mài Cèu, dipinto ad olio di Gabra Madhen Naguse (dalla pubblicazione: Bara/ieri, Mussolini e la regina Taytù).


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,,i. in condizioni meteo proibitive, occupava Dcssié il 15 aprile ed il suo Comandante, < ;1· 11 , PlRZIO BIROLI, così si rivolgeva al proprio Comandante del Genio:

" lo che adoro i miei Eritrei per le gesta che hanno compiuto durante la

<·0111pagna, a Lei, Ufficiale del Genio, voglio dire che vanno esaltati soprattutto i .,:rnieri. Sono stati all'altezza dei combattenti più validi ed hanno marciato come gli 1\srnri più allenati. Da Quòram a Dessiè, lungo la strada infernale che Lei conosce /'l'I" nverla percorsa, sotto la pioggia incessante, questi raf(azzi si sono caricate le .1·111-:.ioni radio sulle spalle, e qualcuno persino il bastio del muletto, ed hanno mar' -in/O a meraviglia." Raggiunto l'importante obiettivo di Dessié, il Maresciallo BADOGLIO decise di p1111larc diritto su Addis Abèha con una autocolonna veloce della quale avrebbe fatto 11:i rlt: un Battaglione misto del Genio. Per costituirlo occorreva definire esattamente q11:ili compiti dovessero essergli affidati, in funzione dell'itinerario che la colonna 1 11 ,vcva percorrere e che si identificava con la via imperiale del Negus, la strada che sqiarnva Passo Alàgi da Quòram. l\ ra questa una carrareccia a fondo naturale con guadi in corrispondenza dei torren1, 1' de i riurni da attraversare, lunga ottanta chilometri, con un percorso fatto di terreno 1111pcrvio, in alta montagna, con una serie di passi e di profondi valloni da superare . A M acaJJè si trovava il tecnico che era in possesso di scherni e di informazioni dl'l l.igliate su questa strada; era l' ingegnere sv izzero Ferdinand BlÉTRY, che aveva progettato la via imperiale su commissione dell'Amministrazione statale etiopica. Si seppe così che: non esistevano opere d ' arte, tranne 2 ponti in pietra, uno a Dcssié e l'altro sul l"iumc Borkana (allegato n. 26); la larghezza media del piano viabile era di circa sei metri; la pendenza massima era del 7%; i corsi d'acqua erano quarantuno, avevano una larghezza dell'alveo mutevole (tra uno e trecento metri) e l'altezza dell'acqua variava da quindici centimetri a due metri e mezzo. Il BlETRY aveva anche tutte le note riguardanti il regime dei corsi d' acqua, gli ;1cccssi, la natura del1e sponde e del terreno circostante e la velocità della corrente . L'Ingegner BIETRY fu assunto dall'Ufficio lavori del Genio per seguire l 'esecu. ,.ione dei lavori da affidare al Battaglione misto del Genio, i cui compiti vennero quindi così definiti: costruzione di ponti e strade, approntamento di guadi, approvvigionamenti idrici, illuminazione notturna per l' esecuzione di lavori, continuità dei collegamenti radio. Inoltre il reparto avrebbe dovuto dedicarsi a tutti i lavori necessari nella città di Addis Abèba, una volta occupata la capitale. Fu quindi costituito il Battaglione, ad Endà Jcsùs, su 2 Compagnie (una del Genio ed una delle Trasmissioni) ed il suo comando ru affidato al Tenente Colonnello Vincenzo CANIGLIA (allegato n. 27). Il Battaglione raggiunse Dessié, luogo di raccolta del Corpo di attacco ad Addis Abèba, il 24 aprile. Il corpo d' attacco alla Capitale era articolato su 3 colonne, una di truppe nazio-


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nali, completamente autocarrata, comandata dal Generale Italo GARIBOLDT , e due di Battaglioni appiedali di Ascari, comandate dal Colonnello Maiio DE MEO e dal Generale Sebastiano GALLINA. La prima , preceduta dalla colonna comandata dal Colonnello DE MEO, doveva percorrere la via imperiale (Dcssié, Macfùd, Dèbra Sina, Passo Termabèr) pe r un percorso di 400 chilometri. La colonna comandata dal Generale GALLINA doveva percorrere una pista carovaniera parallela, della lunghezza di 310 chilometri , che, partendo da Dessié, toccava Uorrà Ilù, Dobà ed Emberterà. Le due colonne di Ascari, ciascuna della forza di 500 uomini, lasciarono D essié il 24 aprile; la colonna GARIBOLDI, forte di 12.435 uomini, 11 B atterie, 1 Squadrone di carri L3 e 1785 automezzi di ogni tipo, con la quale era il Maresciallo BADOGLIO, partì da Dessié il 26 aprile. La marcia fu arrestata al Passo Tcrmabèr, dove gli Abissini avevano provocato un'interruzione in uno dei tornanti più stretti della ripida salita della lunghezza di 35 metri e della profondità di 30 metri. Fu asportata una massa rocciosa di circa mille metri cubi che creò un salto di 500 metri. Per 36 ore i genieri , molti dei quali legati in co rdata, lavorarono infaticabilmente sotto il diluvio , a iutati da fant i ed artiglieri , per costruire un muragl ione di sostegno di una nuova sede strad ale. 11 3 maggio l' autocolonna poté ripre ndere la marcia , ma l'attraversamento del tratto, riattato in maniera provvi soria, durò due giorni . Alle ore 16,00 del 5 maggio il M arescia llo BADOGLIO entrava in Addis A bèba; alle 17 ,45 il Tricolore veniva issato sul torri no di Villa Italia, sede dcli ' Am basciata italiana, ed alle 18,00 la stazione SITI 300 trasmetteva a Roma Monte Mario il seguente messaggio: "Il Tricolore col saluto al Re ed al Capo dello Stato è stato innalzato sulla Lef?azione d'Jtalia ad Addis Abèba" La mattina del 2 maggio l'Imperatore Hailé SELASSIE' si era recalo a Gibuti per imbarcarsi su una nave da guerra inglese. Occupata la Capitale si dovette constatare che tutti gli impianti e le lince di comunicazione erano state distrutte e perciò, già la mattina del 6, i reparti deJ Genio presero posizione nella città per procedere alla riattivazione dei servizi. La Compagnia Trasmissioni istallò, per prima cosa, una rete campale per collegare, per le esigenze immediate ed in via provvisoria, i Comandi ed i reparti giunti in città. Quindi diede inizio alla costru zione della rete telefonica militare permanente e cli quella telegrafonica civile. Fin dall'aprile 1936 la rete permanente delle telecomunicazioni, che arrivava sin oltre l'Amba Alàgi ed Axùm, aveva cominciato a servire, oltre i militari , anche il traffico civile e della stampa. Per le costruzioni e le manutenzioni di secondo tempo i reparti collegamenti furono integrati sia dall'Ufficio Tecnico Costruzione e Manutenzione Linee Telegrafiche che dal! 'Ispettorato Generale delle Poste e Telegrafi, poiché entrambi questi enti erano alle dipendenze del Comando Superiore del Genio (allegato n.28).


( .!!l'· Il - Le operazwm . . . in Afrirn orientale

La marcia su Addìs Abèba.

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Prima l'arte - Dalla Campagna in Africa Orienwle alla Guerra di Spagna

La Compagnia mista del Genio cominciò a ripristinare le centrali elettriche e gli impianti idrici ed a provvedere alJa sistemazione dei Comandi e degli impianti d ' illuminazione. Mentre i reparti del Genio operanti in Eritrea furono concentrati a Massaua per essere trasferiti in autocolonna ad Addis Abèba, venivano costituiti cx novo i seguenti Comandi ed Uffici del Genio: il Comando Genio dell'Eritrea, ad Asmàra, retto dal Colonnello Serafino VIANO; il Comando Genio dell' Amàra, con sede a Dcssiè, retto dal Colonnello Guido DT PALMA; l'Ufficio Lavori del Genio dell'Eritrea, con sede ad Asmàra, retto dal Colonnello Salvatore GAMRUZZA; l'Ufficio Lavori del Genio dell' Amàra, con sede a Gòndar, retto dal Tenente Colonnello Emidio REA; l'Ufficio Lavori del Genio dell'Harrarino, con sede ad Haràr, retto dal Tenente Colonnello Alberto NOTARI. Il 7 giugno 1935 il Comando Superiore del Genio del!' A.O . fu assunto dal Generale Stefano DEGIAN.1 (allegato n.29), in sostituzione del Generale Ave ntino CAFFO. A giugno il .lT Battaglione Zappatori-artieri di formazione , che s.i è visto in precedenza (paragrqf'o e - aLLività dei reparti del Genio) operare, si trasferì nella zona del lago Ascii'mghi per rettificare e completare la pista che ne costeggiava la sponda orientale. A luglio due delle sue Compagnie si trasferirono a Passo Allomatà, a quota 2.340, per rendere praticahile una pista che scendeva a precipizio verso la piana di Cobbò, grosso paese Galla situato a 1.455 metri d'altitudine. Il lavoro in questa zona doveva essere eseguito sotto continua vigilanza per la presenza di bande annate, non ancora sottomesse, che la percorrevano. Fino a dicembre 1936 il Battaglione, spostandosi ininterrottamente, continuò ad effettuare lavori di manutenzione e miglioramento stradale e rientrò a Nefasìt soltanto pochi giorni prima di Natale. Al Battaglione fu concessa la Croce di Guerra al Valor Militare con la seguente motivazione: "Per essersi trovato alle dipendenze del

settore de!L'Agamè a confallo col nemico, nei mesi di dicembre 1935 - gennaio.febbraio e marzo 1936, ed aver partecipato ad operazioni di polizia contro gli armati del Degiàc CASSA' Sebàt e del Fitaurari GHERt,'MEDIN. Regione degli Uollo-Seggiù - 18 dicembre 1936." Il 25 dicembre, dopo oltre venti mesi di lavoro, giunse l'ordine di rimpatrio. Durante quei venti mesi il Battaglione aveva effettuato una mole enorme di lavori, che, in linea di massima, può evincersi dalle voci elencate nell'allegato n.30, nel quale non figurano, naturalmente, i materiali di consumo e neanche tutti i lavori accessori e gli impianti eseguiti ali' interno di fabbricati e manufatti.


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Il - Le operazioni in J\Jrica orientale

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\. LE OPERAZIONI SUL FRONTE SUD a) Le predisposizioni operative. Il 19 settembre 1935 il Generale Rodolfo GRAZIANI, nella sua qual ità di ( :overnatore della Somalia e Comandante del Corpo di Spedizione, diede le seguenli disposizioni riguardanti la organizzazione dei lavori stradali: Il Comando Genio del Corpo di Spedizione costituirà, a\lc proprie dipendenze, un Ufficio Centrale Strade, con sede a Mogadiscio, diretto da un Ufficiale Superiore del Genio, a cui sarà affidata tutta la manutenzione stradale, sottraendola a11'Ufficio delle Opere Pubbliche. Da detlo Ufficio dipenderanno i seguenti quattro Centri staccati: a Rocca Littorio, con giurisdizione sulla zona ad oriente dell'allineamento SinadoP,ò - El Bur - Bud Bud Merègh; a Bèlet Uèn, con giurisdizione sulla zona individuata dalle segucntj località: Bulo Burti, Bugda Acàble, Tigieglò, Bugda Cosàr, J\uesalc, El Goràn, Danaiou, Olossàn, Ferlèr, Sinadogò, El Bur, Bud Bud, Bùlo Bùrti; a Merca, con giurisdizione sulla zona delimitata da, Chisimaio, Barclèra, Dinsòr, Baidòa, Bur Acaba, Audègle , Merca; a Ilaidòa, con giurisdizione sul terriiorio compreso tra Banlèra, L ugh Ferrandi, Dòlo, lèt, Goclclèrc, Danaiou, El Gore, Aucsalc, Ilugda Cosàr, Tigieglò, Baidòa, Dinsòr, Bardè ra. L'Ufficio Centrale Strade avrft giurisdizione sulla zona incljviduata dalle segue nti località: Merca, Audègle, Bur Acaba , Baidòa , Tigieglò , Bùlo Bùrti, Bud Bud, Merègh. Inoltre eserciterà la supervisione tecnica su tulle le zone elci Centri dipendenti. Ogni Centro Staccato sarà posto alle dipendenze cli un Ufficiale Inferiore dal quale dipenderanno: un nucleo di personale militare, un nucleo di personale civile, vari nuclei di mano d'opera indigena, un drappello automobilistico militare. I Commissariati di Govemo7 non avranno più alcuna ingerenza sui lavori stradali nei territori di loro giurisdizione ma dovranno solo aderire alle richieste ili mano d'opera avanzate dal Comando Genio per i Centri Staccati. Da tali disposizioni derivarono ordini di dettaglio del Comando del Corpo cli Spedizione, soprattutto per quanto riguardava i movimenti del personale. Tra questi ordini vi erano quelli che assegnarono all'Ufficio Centrale Strade il Capitano Paolo BERTAGNOLIO ed il tenente Paolo ALBER.Tl, più altri militari cli altre Armi, e gli automezzi.

7 I Commissariati erano circoscrizioni politico-amministrative e sovraintendevano agli affari di Governo civili ed amministrativi delle provincie in cui cnmo slali suddivisi i territori delle Colonie Libia, Eritrea e Somalia). Essi comprendevano Residenze e Vice Residenze.


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

Dopo un'ispezione effettuata il successivo 30 ottobre, il Generale GRAZIANI osservò che i drappelli di lavoratori erano troppo disseminati ed erano costituiti soltanto da sette od otto militari nazionali, sempre con funzioni dirigenziali (capi squadra o specialisti) e da mano d'opera indigena e dispose che i distaccamenti fossero più robusti e fossero costituiti soltanto da personale nazionale. Successivamente i Centri Staccati furono portati da quattro a sette ed uno di essi era mohile e destinato esclusivamente alla costruzione di ponti. Quasi contemporaneamente al provvedimento di costituzione del l'Ufficio Centrale Strade veni va costituito, il 27 settembre, l'Ufficio Speciale per le Costruzioni e le attrezzature portuali, a cui il Comando Genio trasferiva tutta la attività relativa al potenziamento degli approdi in Somalia. Questo ufficio era costituito da personale tecnico di tutte le Anni ed aveva a disposizione un reparto Pontieri. Fino a quel momento, a sette mesi di distanza dai primi sbarchi, erano stati scaricati, nei sette approdi: 5.822 quadrupedi, 298.000 tonnellate di merci e 54.900 persone. Dall'inizio delle ostilità l'Etiopia aveva previsto di invadere la Somalia per la via del Giuba, che era la più facile via di penetrazione sia per la conformazione de l terreno che per la ricchezza d'acqua. Perciò, fin dall'ottobre 1935, masse di armati si concentrarono a sud ed il 28 ottobre Ras DESTA' Damteù pose il suo Quartier Generale a Neghèlli e prese ad ava nzare lenlame nk su Dòlo e sull'Uèb Géslro. Ai 40.000 abissi rudi Ras DESTA' facevano fronte 25.000 italiani, di cui poco più della metà indigeni, con 20.000 fucili, 1.030 mitragliatrici, 35 carri armati ed autoblindo e 46 cannoni . b) L'attività preparatoria del Genio. In relaziom: alla necessità di parare la minaccia _portata da Ras DESTA', il Generale GRAZIANI decideva di agire offensivamente, avendo come obiettivi Neghèlli e Mèga, per tagliare le linee dei rifornimenti agli abissini, provenienti dal Kenya. Al riguardo il Genio doveva approntare i passaggi sul Giuha, per far shoccare in poche ore al di là del corso d'acqua migliaia di uomini, che dovevano costituire una testa di ponte offensiva a Dòlo. Apparve subito chiaro che altri passaggi dovevano essere creati anche sul Ganàna e sul Daua Pmma8 , le cui sponde furono collegate da due ponti da dodici tonnellate ed uno da trenta, che facevano sistema con altrettanti traghetti sul Giuba ed erano incrementati da altri 6 ponti posti in opera a Dòlo, che, insieme ad Oddo e Maladdàie, nella zona del Ganale Doria, era stata occupata nei primi giorni di ottobre. Un ponte su barche fu gettato a Màlca Rìe e portiere da dicci tonnellate vennero costruite ad Adèile e Lugh Ferrandi. Della realizzazione delle suddette opere furono incaricate la 1A Compagnia

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Il fiume segnava per molti chilomet:Ti il confine tra l'Etiopia ed il Kenya (da Malca Murri a Maka Rie) e poi il confine tra l'Etiopia e la Somalia (da Malca Rie fino alla coniluenza con il fiume Giuba, a Dolo).


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operaz.ioni in Afrù:a orientale

l'ontieri "S", giunta in Somalia ai primi di marzo del 1935 con la Divis ione " Pe loritana" ed il 2° Reparto Pontieri richiamato da Bendcr Cassìm, dove era sbarl·alo alla fine di maggio del 1935 con 150 metri di materiale da ponte, grue e materiali Décauville. A questi reparti erano state assegnate 50 tonnellate di materiale da ponte, 70 imbarcazioni, 2.500 metri di cavo metallico, paranchi, catene e migliaia di 111dri cli funi, ecc. Gli stessi reparti furono adibiti alla costruzione di banchinamen1i per l'ormeggio dei mezzi navali requisiti in zona. Sempre a Màlca Rìe furono depositati natanti e notevoli quantità di materiali da ponlc. I reparti Zappatori-artieri, invece, eseguirono, nel settore di Dòlo - Adèile: lavori cli rafforzamento, 54 chilometri di reticolato, 150 appostamenti per mitragliaI ric i, artiglierie, lanciafiamme e fotoelettriche; una pista continua lungo l'intero svili1ppo dei reticolati e le bretelle di raccordo, ove necessarie; la camionabile Dò]o M:tlca Rìe; posti d'osservazione. Gli addetti alle comunicazioni stesero le reti dei collegamenti. li trasporto dei materiali, si pensi che soltanto di filo spinato ne furono spostate ·150 tonnellate, avvenne su percorsi di quattrocento o cinquecento chilometri. Soltanto a Dòlo e Baidòa, dove si trovavano due Compagnie del Genio, una ( 'ompagnia Lanciafiamme e consistenti depositi di materiale da ponte, fu necessarill creare una poderosa mole di infrastrutture, tutte fornite di centri idrici. Ad Oddùr venne costruita una grande ridotta con opere di difcsa che completavano gli apprestamenti difensivi realizzati lungo l'intera frontiera. Fu riattata la strada rcrfèr - Scillàve per consentire un più facile e rapido afflusso delle riserve. li 28 ottobre 19:15 si parlò per la prima volta del Servizio del Genio, come ta le, in 1111 ordine di operazioni del Comando de l Corpo di Spedizione in Somalia (foglio n. 01/1669), concernente, tra l'altro, la costituzione della base di Ferfèr, nel quale era dello:" I materiali di ra.f}òrzamento saranno scortati da un incaricato della Direzione del Genio, che resterà a disposizione del Comandante la base. Mez.zi idrici di qualsiasi .\pecie non potranno essere scaricati daili automezzi e ceduti ai reparti se non con /'autorizzazione del comandante la hase." Quest'ordine dettava anche le disposizioni per la realizzazione dei collegamenti, ma soltanto fra i comandi delle colonne . In un successivo ordine, datato I novembre e firmato dal Comandante il Regio Corpo Trnppc Coloniali, Generale Luigi FRUSCI, a11a voce "Servizio Idrico" era eletto: O

b) muoveranno, con lo scaglione di combattimento: due f?Ìornate di acqua; c) sfruttamento pozzi a Gorrahèi: riserva d'ordini;

d) abbeverata lungo il percorso: Scillàve e Mereràle. Questa povertà cli indicazioni per argomenti, che pure erano di importanza vitale, la si può considerare sintomatica, ovviamente con una visione odierna delle cose, di come venivano valutati, con insufficienti approfondimenti e con analisi superficiali dei dettagli, problemi che, assolutamente diversi da quelli abitualmente incontrati, trovavano soluzione per successive approssimazioni.


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Prima Parte - Oalla Campagna in Afì-ica Orientale alla Guerra di Spagna

Nelle direttive del 4 dicembre 1935 si accennava ai compiti affidati agli elementi del Genio (zappatori-a11ieri, Sezione Radio e Compagnia Trasmissioni) inseriti nel Raggruppamento tattico "Pavone", al comando del Generale Giuseppe PAVONE, di stanza a Lugh Ferrandi. In particolare vi era l'assegnazione, alla Sezione radio, di 8 stazioni R4 e di 7 stazioni R3. Nella Direttiva per l'organizzazione ed il funzionamento dei servizi nel settore occidentale "Giuba", sempre in data 4 dicembre, per il Servizio del Genio era detto quanto segue: a Baidòa, presso il Comando de]]a base, è stato impiantato un deposito di material i di rafforzamento e di attrezzi da zappatore e da minatore; a Lugh Ferrandi è entrata in funzione una centrale idrica capace di fornire 60 .000 litri al giorno di acqua, la cui utilizzazione dipende dal Comando Genio; le unità hanno i mezzi per portare al seguilo due giornate di acqua. Alla data del 1° gennaio 1936 i reparli del Genio delJa Somalia avevano la dislocazione indicata nell'allegato n . 31. Alla stessa data del 1° gennaio le presenze del Genio in Somalia enmo le seguenti: al Comando Genio: 15 Ufficiali, 12 Sottufficiali, 10 militari di truppa, con 18 fucili e 2 auto; ai reparti del Genio: 36 Ufficiali. 75 Sottufficiali, 836 militari di truppa nazionali , 628 militari di truppa indigeni, con 30 muletti , 1.733 fucili , 2 auto e 40 autocarri. Per l'offensiva nel settore "Giuba" gl.i idrici riuscirono a produrre lrecento metri cuhi di acqua al giorno oltre una scorta, da portare al seguito, di milleduecento metri cubi, mentre furono organizzati cenlri idrici per le truppe in trnnsito: a Lugh Ferrandi (due autodistillatori con produzione di venti metri cubi d'acqua al giorno e depositi di ottanta metri cubi per contenere le scotte), ·a Dolo (identica sistemazione), ad Adèile ed Unsi (depositi per quaranta metri cubi di scorta) ed a Màka Rìe (depositi per 30 metri cubi). Analoghi lavori idrici, per garantire la vita cli circa trentamila uomini ed il funz ionamento dei servizi relativi, erano stati eseguiti dai reparti del Genio tra novembre e dicembre, nel settore centrale dell'Uèbi Scebèli. A questa attività va aggiunta quella dei reparti Zappatori arlieri che iniziarono la costruzione della strada Gabredarre - Gorrahei9 , delle infrastrutture necessarie alla sosta degli uomini e dei Comandi cd al funzionamento dei servizi. e) La battaglia del Ganale Doria e la conquista di Neghelli La controffensiva ciel Generale GRAZIANI, che darà luogo a quella che sarà nota come la battaglia del Ganale Doria, dopo aver risalito, nel mese di dicembre 9 Gon-ahèi, villaggio sulle rive del fiume Faf, era un campo trincerato abissino presidiato da un fo11c gruppo di truppe regolari ben armate ed addestrate ed egregiamente sistemate a difesa. Fu occupala, dopo un :intenso bombardamento aereo, il 6 novembre 1935 dalla colonna "M/\LETIT', durante le operazioni per la rettifica della copertura.


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1935, per 350 chilometri il corso dell'Uèbi Scebèli, ebbe inizio nella nolte tra il 10 I' 11 gennaio 1936 e fu preceduta da due puntate offensive, nel settore centrale, su I ,amascillìndi e su Gabbà, che avevano lo scopo di creare scompiglio tra le forLe del lkgiac Bejenè MERÌD, per impedir loro di concorrere all'offensiva di Ras DESTA' I)amteù. Questi era infatti schierato, pronto ad attaccare, tra il Daua Parma ed il <ianale Doria, che Vittorio BOTTEGO aveva così chiamato, in onore del Marchese ( iiacorno DORIA, Presidente della Real Società Geografica. Questo corso d'acqua, originato dal Manganàmo, o canale Guddà, e dal canale Gambello, scorre verso sudt·st nel paese dei Boràna, con alveo tortuoso e roccioso, poi, dopo aver ricevuto l'Ucbi Gestro, confluisce nel Daua Parma, a Dòlo, formando il Giuba. 11 disegno operativo prevedeva di agire lungo le direttrici del Ganale Doria e del Daua Parma, di sbaragliare l'armata di Ras DESTA' Damteù, chiudendola in una 111orsa tra i due fiumi, e di occupare i centri abitati di Neghelli e Mèga. Sulla destra muoveva la colonna del Generale Annibale BERGONZOLl lungo il <ianalc Doria, con obiettivo Bènder Cassìm. Al centro, la autocolonna comandata dal Colonnello Agostino MARTlNl do vev:1 percorrere la pista Dolo-Neghelli, dopo che la stessa fosse stata sbloccata dalla rnlonna di destra, e raggiungere i pozzi di Bogòlrnagno e l'abitato di Fìltu. A sinistra la colonna comandata dal Console de ll<1 M.V.S .N . (allegato n. 32) Augusto AGOSTlNl doveva risalire il Daua Parma e raggiungere Màka Mùrri , per t:1gliare la via dei rifornimenti provenienti dal Kenia. Altre due colonne sussidiarie avevano come obiettivi Lamascillìndi , i pozzi di <iiarsò ed il monte Allaiò. Le operazioni prevedevano che il grosso delle forze dovesse attraversare il Giuba cd il Daua Parma a nord della tesla di ponte Dolo-Oddo ma, a causa dell'ingrossamento dei fiumi, fu necessario procedere a sud di Dolo con traghetti e ponti su galleggianti . Ma ancora la corrente turbinosa investiva le rampe d'accesso ai ponti, che dovevano essere continuamente ricostruite cd arginate con sacchetti a terra, costringendo i Pontieri a lavorare stando immersi in acqua. Il giorno 11 il livello del Giuba cominciò a salire in modo preoccupante finchè irruppe con violenza eccezionale e , per evitare di perdere il ponte, i genieri dovettero smontarlo e costruire quattro trngheui con il materiale recuperato. Tutto questo lavoro durò soltanto due ore perchè iJ tempo era prezioso e non bisognava assolutamente rallentare il flusso dei reparti. Poco dopo si presentò una situazione pressochè analoga sul Daua Pmma, ma, questa volta, la precedente esperienza si dimostrò fruttuosa perchè furono molto rinforzati gli ormeggi riuscendo così a dominare la pur forte corrente. I traghettamenti ed i passaggi sui ponti di barche durarono 72 ore e consentirono di far passare, al di là del Giuba e del Daua Parma, 14.000 uomini, 3.700 quadrupedi, 9 .000 automezzi e 15 .000 tonnellate di matera li. L'avanzata vera e propria ebbe inizio il mattino del 12 gemiaio con le colonne

l'


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Prima Parte · Dalla Campar,na in A.fi-ù:a Orientale alla Guerra di Spagna

I.a h1.1111.1glia del Gana/e Doria.

che procedevano senza incontrarc resistenza e solo il pomeriggio del 13 le colonne "Bergonzoli" e "Martini" venivano impegnate sulle alture di Galgiàl e sul la strada per Bogòlmagno. Quest'ultima, bloccata da forti contingenti trincerati presso l'Uadi Ddèi Ddèi veniva rinforzata con contingenti della riserva ed il suo comando veniva assunto dal Generale BERGONZOLI, a sua volta sostituito dal Generale Guido MORELLI di POPOLO. La colonna "Agostini", dopo aver occupato l'Uadi Bud Bud, procedeva lungo la riva sinistra del Daua Parma e raggiungeva la piana di Lèhidei dopo aver tracciato 14 chilometri di strada sulle pendici del monte Allaiò. La mattina del giorno 15 le tre colonne occupavano rispettivamente, da destra a sinistra, Elò Sadèi, Ddèi Ddèi e Callègia. Mentre l'armata di Ras DESTA' Damteù ripiegava in disordine il Generale GRAZIANI passava all'inseguimento del nemico in rotta, rastrellando i fuggiaschi, e raggiungeva gli obiettivi prefissati: Malca Murri, Filtù e Bendèr Cassìm. Da Filtù la colonna centrale puntò direttamente su Neghelli 10 che occupò il 20 gennaio, dopo un balzo di 250 chilometri.

IO Neghelli, nodo carovaniero dal quale si dipartono le vie verso i laghi, la regione del Kaffa ed il Kcnia, che è sulla grande direttrice che da sud va verso Addis Abeba , era un gruppo di capanne e fu, per qualche tempo, il Qua1tier Generale di Ras DESTA' Damteù. Essa è al centro dell'altopiano del Liban, abitato dai Galla Borana, fra il Ganale Doria cd il Daua Parma.


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<·1111 . Il - Le operazioni in AJrica orientale

I :\ G\;NNAI() ~01-0l l'-'\AG.NO tBG~NNJ\lO DAMO I r:; Si concludeva così la battaglia del GAu.;ALO' 19 ~lZI DI ~Jll•/ D.0.~0NTA '2.0 ,, ( ;anale Doria. 2.0 GE-NtJAIO N~(,;.UHl I Il Genio concorse largamente all 'esi10 positivo della batlaglia mediante la manutenzione delle strade al di qua del confine ed il loro riattamento oltre fron1icra, la realizzazione e l'esercizio dei passaggi sui fiumi ed il loro ripristino ogni volta che venivano danneggiati dalle piene improvvise, l'allestimento dei centri idrici (uno sussidiario da 40 metri cuhi d'acqua al giorno fu posto in ( i pera a Malca Dida), l'illuminazione del l· arnpo di hattaglia, l'allestimento e I\ :scrcizio della rete di comunicazioni. Dall'inizio della preparazione erano stati A TAPP~ D• A.C.CAM P. ITA UAN\ dislribuiti dodici milioni di litri di acqua. •~ COlONNE /\01S 01 12AS ()(5JA SCt HCDAM~NTO A eit 5~1N0 Dopo la conquista di Neghelli i rif'or,,;,11.::nti vennero effettuati esclusivamen- L',., vam.ala ,.,, Neslwlli . I\' mediante colonne di caterpillar poichè l'inte nso traffico aveva ridolto le strade in condizioni miserevoli. infatti le fratture del terreno e le considerevoli pendenze, spec ie nel tratto Dohonta-Bogolmagno, avevano reso intransitabili gli itinerari e tra Dolo e Màlca Dida si erano creati strati pol verosi di oltre un metro di spessore, rendendo impossibile la marcia degli automez1.i a ruote. Sul Giuba vennero allestiti nuovi traghetti e le rampe d'accesso ai ponti, continuamente erose dal turbinio delle correnti, dovevano essere ricostruite ed arginate con sacchetti a terra . TI 23 gennaio 1936 la colonna "AGOSTINT" occupò Màlca Libài dopo una lunga marcia su un costone roccioso che, seguendo il corso del Daua Parma 11 , si affacciava sul confine con il Kenia. L'avanzala fu resa possibile perchè i genieri, in soli due giorni e sotto lo sguardo attonito degli inglesi, scavarono nella roccia una strada a mezza costa per supenu-e un gradino a strapiombo sul fiume, consentendo così agli automezzi di transitarvi. Sulle piste appena tracciate nel terreno rosso, che in breve tempo diventavano un mare di polvere, gli automezzi naufragavano in una massa di fango melmoso non appena cadeva un po' di pioggia. Era perciò necessario che i genieri posassero poderose massicciate di pietra, che spesso doveva essere trasportata da molto lontano 12 , e molte volte si dovette addirittura modificare il h-acciato precedentemente studiato perchè risultasse più vicino alle colline nelle quali si pote1/

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Il Daua Parma segna in quel tratto il confine tra il Kenia e l'Illiopia. Si ricordi che in questi territori le distanze vanno sempre considerate in centinaia di chilometri .


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

Ponte su l Fa.{

vano aprire cave di pietra. Assai spesso gli uomini dovettero la vorare anche di notte, alla luce delle fiaccole, pl:r mantenere i ritmi di marcia prc.fi ssati per la rapida avanzala delle truppe . In questi cas i furono costruite strade , costituite da massicciata e manto di pietri sco, alla velocità di dieci chilometri al g iorno anche con l' impiego di 5 .000 operai delle Centurie lavora tori. 'faJi strade ri sultaro no solidissime e consentirono il transito di autocolonne alla ve locità di 80 chilometr i aH'ora. In qualche caso, per fare più presto, i solchi e le buche delle piste venivano colmali in un primo lernrnpo con ramaglie e tronchi , per consentire il passaggio ai mezzi ddle avanguardie. Una pallida idea dell ' imponente attività svolta dai reparti del Genio nel territorio appena conquistato, si può avere da quanto appresso riportato. Il 5 febbraio 1936 GRAZIANI ordinava:

"Genio. Sgomberare dementi nazionali del Genio man mano che loro necessità scompare. Assicurarsi allestimento ponti per alimentare stazione smistamento caterpillar Oddo, tenendo conto delle massime piene. Allestire presso Màlca Mùrri ugualmente materiale necessario per traghetto. Se già non esiste allestire anche un traghetto a Màlca Rìe. Creare strada Dolo-pozzi di Dàmole. Migliorare strada MàLca Rìe - Màlca Mùrri". li JO febbraio l'Ufficio Operazioni del Comando Forze Armate della Somalia così ricapitolava l' attività del Genio nell 'organizzazionc del sellore Giuba: "Lavori stradali: la 51 A Compagnia Zappatori artieri sta dando un primo assetto alla Màlca Libài-Màlca Mùrri. Dovrà essere fatta la camionabile per Neghelli da una Compagnia del XXXIV Battaglione Zappatori- artieri. Il IX Battaglione Africa Settentrionale sta migliorando il tratto Bogòlmagno -Gunto. Il Comando Genio sta tracciando la camionabile Bucuràle-Lamascillìndi con un escavatore ed un disbo-


<·1111. Il· Le operazioni in Africa orientale

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i,al/al{lia d d l 'Oi;adc:n.

scatorc. 11 Com ando Genio dovrà realizzare un certo numero di traghetti da dieci e venti tonnellate sul Giuba 13 e sul Daua Parma , a Màlca Rìe , a Màlca Mùrri ed a Mà lca Giuba. Poi dovrà essere fallo un ponle fisso a Màlca Giuba". d) La bauaglia dell'Ogaden Eliminala la minaccia abissina sul Giuba, il Generale GRAZIANI riprese alla mano il disegno operativo di un'azione offensiva sulla direttrice del fiume Faf, con obiettivo Haràr, seguendo il concetto intravisto fin dal suo arrivo in Somalia. Questa operazione imponente, che prenderà il nome di battaglia dell'Ogaden, impegnava un territorio , della profondità di 500 chilometri, ostile e con caratteri stiche ambientali e geomorfologiche difficili. Era privo di strade, povero di risorse di ogni genere ed aveva la base logistica a Mogadiscio, che era distante 839 chilometri. In vista dell'azione offensiva, oltre che alle predisposizioni di carattere ope rativo e logis6co, fu data particolare importanza alle attività del Genio: al potenziamento della rotabile Mogadiscio-Bùlo Bùrti-Belèt Uèn- Fertèr ed al suo prolungamento oltre la frontiera da Scillàve a Gorrahèi e Gahredàrre, località occupate ad ottobre 1935 nel corso delle operazioni di rettifica della copertura;

13 Il fiume Giuba, chiamato Gamma <lai Somali , è il maggiore fiume della Somalia per quantità d'acqua ed uno dei maggiori dell'Africa Orientale. Pren<le questo nome a valle di Dòlo.


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Prima l'arte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

alla realizzazione, lungo tale strada, di centri idrici di rifornimento per la truppa, i quadrupedi e gli automezzi; all'organizzazione cd al funzionamento dei collegamenti, affidati ad apparati radiotelegrafici. Per quanto concerne il prolungamento della rotabile Scillàvc- Gabredàrre , il percorso inizialmente studiato, che doveva coincidere quasi integralmente con quello de1la esistente carovaniera, dovette essere modificato a causa della natura del terreno e per la mancanza assoluta di materiali lapidei, necessari alla formazione del fondo stradale. Tl nuovo tracciato divenne di 180 chilometri invece dei 120 ipotizzati . 11 Comando Genio organizzò, lungo l'itinerario: i cantieri, le cave, i centri idrici e le comunicazioni, e, mentre si attendeva che aftluisscro i mezzi e gli attrezzi necessari, affidò ad imprese il tratto Ferfèr-Scillàve. Tutti gli altri tronchi furono realizzati dai reparti del Genio o, nei tratti di più facile esecuzione, da reparti di Fanteria , diretti tecnicamente da personale del Genio. Fu necessario adibirvi un intero Battaglione Zappatori-artieri indigeno ed altre unità, accrescere il numero degli autocarri di qualche centinaio , gettare 21 ponti in muratura od in ferro e legno su palafitte pe r una lunghezza complessiva di 540 metri, allestire altri c(:nlri idrici, aprire nuove cave di pietra e far affluire, mercé il personale intervento de l Ge nerale GRAZIANI, altri macchinari per lavori stradali e per la frantumazione della p.ietra . Ne ri sultò una organizzaz ione d.i grandiosità eccezionale. A questi lavori furono destinati , nella prima quindicina di marzo 1936 : 7 .000 ope rai militari e civili , 700 autocarri , 20 gruppi compressori , 20 frantoi, oltre una . notevole quantità di macchine stradali. Nel mese di marzo il Generale GRAZIANI inaugurò un ponte ad otto arcate , molto imponente, che faceva parte di una serie di ponti e ponticelli in cemento armato, costruiti in poche settimane quale frutto di un prodigioso impegno tecnico. Il 14 aprile venne aperta al transito la strada Bclèt Uèn-Ferfèr-GorrahèiGabredarre. Altro lavoro molto interessante fu quello del miglioramento della ferrovia fino al villaggio Duca degli Abruzzi ed il proseguimento della stessa fino a Bùlo Bùrti, ma a scartamento ridotto. Questa Décauvi1le, della lunghezza di 130 chilometri , aveva le seguenti caratteristiche: scartamento di metri 0,60, locomotiva a nafta da 40 CV, velocità media di 15 chilometri all'ora, treno completo di 50 vagoncini, ciascuno della portata di 2 tonnellate. Il Comando Genio del fronte sud risultò meno efficace ed incisivo dell'equivalente Comando Genio del fronte nord. Di conseguenza veniva poco ascoltato, provocando inconvenienti di varia natura, che si riflettevano, poi, sul rendimento , sulla tempestività e sulla precisione delle azioni dei reparti del Genio. Naturalmente avvenne spesso che i Comandi responsabili assumessero in proprio decisioni di natura tecnica o tecnico-operativa senza ascoltare il parere dei tecnici. Avvenne così che:


( ·uf'. Il - Le operazioni in Africa orientale

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il 26 dicembre 1935 l'Officio Operazioni de1 Comando Forze Armate della Somalia desse direttamente disposizioni riguardanti l'attività del Genio (allegato n.3ll in prosecuzione del qua1e il Comandante del Genio, Colonnello Michele MOLINARI, diede due giorni dopo un ordine che, come si evince dall 'oggetto, era limitato ai passaggi attraverso il Giuba ed il Daua Parma (allegato n. 34); il 26 gennaio 1936 il Generale designato d'Armata Rodolfo GRAZIANI impartisse precise disposizioni per la costruzione della strada da Ferfèr a Scillàve, per la sistemazione del tronco tra Scillàve ed El Samantàr e per la costruzione della rotabile da El Samantàr a Gabredarre (allegato n. 35): il 3 marzo 1936 lo stesso Comandante del Genio inviasse al Generale GRAZIANI una relazione che, apparentemente di informazioni tecniche, mirasse soltanto a fornire giustificazioni (allegato n. 36); il 17 marzo 1936 la strada Ferfèr-Scillàve, oggetto in precedenza di lunghe e polemiche corrispondenze, non fosse ancora transitabile dalle forze che dovevano avanzare su Haràr prima dell'inizio della stagione delle piogge. Per non rinviare a novembre l'azione offensiva, dovette intervenire personalmente il Generale GRAZTANT, impartendo ordini perentori e spostando sul posto uomini, mezzi, materiali ed autocarri; il 7 apri le 1936 il Comando delle Forze Annate della Somalia inserisse direttamente nell'Ordine di Operazioni n. 6 le disposizioni relative al Geni o (allegato n...-31.)_. e) Le operaz ioni per la conquista di Haràr Le truppe del Generale GRAZIANI, costituite da 18.000 uomini di cui 15.600 11azionali, molto mobili perché quasi completamente autocarrate, sostenute da oltre cento pezzi di artiglieria di vario tipo e calibro, da alcune decine di carri leggeri (d'assalto), da autoblindo e con l'appoggio dell 'aviazione, erano schierate sulla base di partenza (Danàn-Gabredarre-Gherlogubi-Uardère). Esse avevano di fronte l'ultima efficiente armata abissina, comandata dal Dégiac Emanucl NASIBU' e forte di 30.000 uomini, hen armati ed addestrati da esperti ufficiali turchi, i quali avevano combattuto contro gli italiani nel 1911, durante la prima guerra mondiale ed in Anatolia. Tra essi vi era il Generale Wehib MEHEMED, noto come Wehib Pascià. Completavano queste forze 500 mitragliatrici , cinquanta pezzi d 'artiglieria di piccolo calibro ed un certo numero di autocarri armati di am1i automatiche. Gli abissini erano ancorati ad un dispositivo difensivo realizzato in quasi un anno di lavoro da ingegneri belgi sotto la guida di Wehib Pascià, che lo definì "la mia deuxième Verdun" od anche "linea 1-Tindenburg", unico caso di linea difensiva ben organizzata, realizzata in Etiopia con concezione europea moderna. Questa linea era costituita da due robusti ordini di campi trincerati a sbarramento della direttrice d'attacco lungo la vallata del Faf. La I" linea di difesa aveva i principali capisaldi a Dagamedò e Dagabùr; la 2" linea seguiva l'allineamento Haràr-Babilli-Harehò-Giggiga, appoggiandosi ai corsi


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Prima Parte · Dalla Cam{Jagna in Africa Orientale alla Guerra di S{Jagru1

d'acqua, con letti incassati e profondi, che solcano la regione. Gli clementi fortificati sfruttavano le anfrattuosità del terreno e le caverne esistenti sulle pendici delle colline. Nella boscaglia buche e trincee, scavate tra le piante, erano blindale con tronchi d'albero ed ottimamente mimetizzate. Ogni elemento era stato apprestato secondo i più moderni dettami della fortificazione. L'offensiva di GRAZIANI su Haràr ebbe inizio il 15 aprile 1936, in coincidenza con l'inizio della stagione delle piogge, che avrebbe costituito un serio ostacolo all'avanzata con ]a trasformazione delle piste in un mare di fango e con l'ingrossamento dei corsi d'acqua, il cui andamento era normale al movimento delle truppe. D'altra parte era comunque improcrastinabile questo attacco da sud, il cui ritardo era dipeso dalla necessità di prepararlo al meglio, considerata la forte barriera che si aveva di fronte, per alleggerire la pressione contro l'armata del Maresciallo BADOGLIO, che puntava alla conquista di Addis Abèba . Il dispositivo d'attacco del Generale GRAZIANI era articolato su tre colonne: quella di sinistra, più forte, comandata dal Generale Guglielmo NASI, era costituita dalla Divisione "Libia" e dal Raggruppamento celere del Generale Franco NAVARRA VIGGIANI ed aveva il compito di rompere lo schieramento nemico a Gianagobò e puntare poi su Dagamedò per aggirare la prima linea fortifi cata; quella del centro, comandata dal Generale Luigi FRUSCI, Comandante del Corpo Tndigeni della Somalia ltaliana (nuova denominazione del Regio Corpo Truppe Colon iali della Somalia), aveva il compito cli inveslirc il centro del dis positivo fortificato nemico, risalendo il Faf su entrambe le sponde; quella di destra, comandata dal T.uogotenentc Generale della M.Y.S.N. Augusto AGOSTTNT, con il compito di eseguire una manovra avvolgente sul lato sinistro dello schieramento abissino, seguendo il percorso Uardère-Curati-Gunu Gadu-B ullalèh; una riserva autocarrata costituita dalle Divisioni "Peloritana" e "Tevere". Ogni colonna e la riserva disponevano di reparti Zappatori-artieri , Pontieri, Tdrici, Telegrafisti, con parco. Il primo giorno dell'avanzata piogge torrenziali gonfiarono fiumi e torrenti impegnando i genieri in interventi atti a consentirne il superamento. Le colonne di destra e del centro, pur rallentate dalle pessime condizioni del tempo, riuscirono a raggiungere, rispettivamente, Gorile ed Uarandàb, mentre quella di sinistra venne bloccata da un diluvio di fuoco e di acqua in vicinanza di Gianagobò, sulla sponda cieli' uadi Komàc in piena e soltanto la mattina del 17 riuscì a forzare l'uadi e la sera del 18 raggiunse i pozzi di Bircùt. Frattanto una autocolonna comandata dal Luogotenente Generale Viuorio VERNE' affiancava sulla destra la colonna "Nasi" per aggirare le truppe etiopiche che, in un estremo tentativo, stavano attuando un attacco cli sorpresa alla colonna "Nasi", e, dopo un durissimo scontro durato fino a mezzogiorno, le sopraffecero. Dopo aspri combattimenti e dopo aver rintuzzato accaniti contrattacchi etiopici, le truppe del Generale GRAZIANI occuparono numerose posizioni ma il 26 aprile


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Il - Le operazioni in Africa orientale

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dovellero soslare per Ire giorni al fine di riordinarsi e consenlire ai rifornimenti, anch'essi ostacolati dalle pessime condizioni meleo, di giungere da Mogadiscio. L'avanzata riprese la mattina del 29 con l'attacc.:o ai campi trincerati di Sassabanèh, di Bullalèh e cli Daghabùr da parie delle colonne "Frusci", "Agoslini" e Verné-Nasi", che iniziavano una manovra a tenaglia su Dagabhùr, località a 1.106 metri d'altitudine, sulla sponda dell'uadi Gi,u-èr, che fu occupata la mattina del giorno 30. Dopo un'ulteriore sosta necessaria alla riorganizzazione logistica le tre colonne ripresero la marcia che procedette senza ulteriori impedimenti poiché NASIBU' e Wehib Pascià, venuti a conoscenza della fuga dell'Imperatore a Gibuti, lo seguirono nell'esilio abbandonando il campo. 1 loro uomini si sbandarono tranne alcuni gruppi che continuavano isolate azioni di resistenza. Tra il 6 ed il 7 maggio venivano occupate Giggiga e Harrehò. Alle 12 ,45 dell '8 maggio l 936 le truppe del Generale N ASl entrarono ad Haràr. I ,a saldatura tra il fronte nord ed il fronte sud avvenne a Dire Daua 14 , occupata alle 02,30 del 9 maggio ad opera della colonna "Navarra", che aveva percorso oltre I .200 chilometri dalle basi di paitenza. Alle 12,20 dello stesso giorno il congiungimento delle due armate, quella del nord e quella del sud, diveniva reale con l' arrivo, alla stazione ferroviaria di Dire Daua, del II Battaglione del '16° Reggimento di Fanteria della Divisione "Sabauda'', proveniente in lreno da J\ddis Abèba. AlJe ore 22,00 del 9 maggio MUSSOLINI annunciava la prodamazione dell'lmpero italiano d'Etiopia e così, almeno ufficialmente, la guem1 doveva considerarsi finita, anche se buona parte del Paese era ancora da occupare. Con questa dichiarazione i territori e le genti d'Etiopia passavano sotto la sovranità del Regno d'Italia, il cui Sovrano assumeva per sé e per suoi successori il titolo di Imperatore d'Etiopia. li Suo rappresentante in Africa Orientale Italiana (costituita da Eritrea, Etiopia e Somalia) era un Vice Re e Governatore Generale, nominato con Regio Decreto su proposta del Capo del Governo. 11 primo Vice Re fu il Maresciallo d'Italia Pietro BADOGLIO che rimase in carica dal IO al 21 maggio 1936; a lui successe il Maresciallo d'Italia Rodolfo GRAZIANI, interinalmente dal 22 maggio ed a pieno titolo dall' 1J giugno. f) Il Genio nella battaglia di Haràr

Grande fu l' apporto del Genio ali' esito della battaglia. In piena stagione delle piogge, su un terreno pantanoso, su strade rese impraticabili dal fango e dall 'inten-

H Dire Oaua era situata sulle due sponde del torrente Daciatù, ad una altitudine di 1.200 metri, in una pianura posta tra le colline ai piedi dei monti Dendegà e digradante verso la Dancalia. Nella città, centro ferroviario della linea Gibuti-Addis Abèba, i cui tecnici erano quasi esclusivamente francesi e greci, dimoravano parecchi stranieri cd una forte colonia italiana.


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Prima Parte · Dalla Campagna in A.fi-icu Orientale alla Guerra di Spagna

so traffico, con i corsi d'acqua resi inguadabili dalle piene improvvise e sotto incessanti precipitazioni, i genieri riuscirono a rendere possibile il movimento delle colonne e l'afflusso dei rifornimenti cd a rendere possibile l'alimentazione idrica, riattivando i pozzi, scavandone di nuovi e potabilizzando l'acqua. Molto spesso fu necessario ricostruire tratti di strada distrutti dalla furia degli acquazzoni, anche mentre i lavori erano in corso. Ciò avvenne, in particolare, sulla grande arteria che, con carattere di pista, risaliva verso Haràr fiancheggiando la vallata del Faf per i primi 100 chilometri. Inoltre questa pista non aveva alcun ponte e perciò ai genieri ed alle centurie lavoratori si affiancarono i Pontieri che ehbero un gran da fare per costruire ponti e ponticelli là ove la strada finiva in un guado. Gli interventi dovevano essere eseguiti con qualunque tempo per consentire agli automezzi delle autocolonne, a quelli dei rifornimenti ed alle autobotti di avan7.are. Ad Uarambàd i Pontieri gettarono, in poco più di 72 ore, ben 4 ponti della portata variabile tra IO e 27 tonnellate e della lunghezza fino a 55 metri. Nel settore di sinistra, quello della colonna "Nasi", le condi7.ion i di percorribilità della pista Danane-Dagamcdò, della lunghezza di 180 chilometri e priva di opere d'arte, erano pessime, in particolare nell'ultimo tratto, tra Godei i e Dagamcdò, attraversato da numerosi affluenti del torrente Sullùl. Pu, pert.-.into, necessario lavorare ininterrottamente per assicurare il trnnsito dei mezzi pesanti (artiglierie , carri armati e rimon.:hi). Nei primi giorni dell'avanzata, cioè tra il 15 ed il 20 aprile, il Genio poté realizzare soltanto passaggi di circostanza su quei corsi d'acqua le cui sponde non wnsenlivano il gittamento di po nti. Ciò avvenne presso Gianagobò e preso Osbolèi. 11 29 aprile i genieri, con acqua e fango fino alla vita e sotto la pioggia hattente, realizzarono un attraversamento in pietra suJ torrente Sùllùl in piena, nel punto in cui doveva passare la Divisione "Libia". Poco oltre, sul Faf, vennero create delle rampe per consentire il guado alla colonna "Nasi-Verné". Nel settore centrale, quello della colonna "Frusci", il 17 aprile 1936, i genieri, dando prova di grande tenacia e spirito di sacrificio, gittarono due ponti nella piana di Uarandàb su due affluenti di sinistra del Faf: uno sul Galadìd ed un altro , più a monte, a 3 chilometri dal primo, sull'Uadi Goddabolàm. Ma allorché i passaggi furono ultimati la strada intcrposw tra essi risultò invasa dal fango a causa della forte pioggia che frattanto si era abbattuta nella regione. Allora, per consentire il transito all'autocolonna che premeva sulla sponda di pa1tenza, fu giocoforza trovare una soluzione rapida e sicura e così, nella notte, alla luce di centinaia di torce fumose , la strada fu sopraelevata ed il mattino seguente la colonna "Frusci" poté passare. Fin dal giorno 15, Zappatori e Pontieri erano all'opera sulla strada a nord di Gabredarre per migliorare le rampe d'accesso ai guadi, per gettare ponti e per consolidare il fondo stradale. Fino al 19 aprile essi avevano varato 4 ponti da 27 tonnellate e rinforzato 64 chilometri di rotabile. Nei giorni 19 e 23 aprile furono realizzati sul Faf due ponti da 10 tonnellate


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!'rima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alta Guerra di Spagna

all'altezza di God Addc e di Gabrehòr, per consentire il passaggio, da una sponda all'altra del Faf. Nei giorni 26 e 27 aprile vennero costruiti in poche ore due ponti della lunghezza di 40 metri: uno da 27 lonnellate sul Giarèr, che confluisce nel Faf nella piana di Hamanlèi e l'altro da IO tonnellate su] Faf: Il primo era necessario per il transito di automezzi pesanti e di caterpiJlar; il secondo doveva consentire di riunire sulla 1iva sinistra tutte le forze della colonna centrale. TI pomeriggio del 29 aprile i Pontieri realizzarono , in 2 ore, un ponte da 10 tonnellate e della lunghezza di 64 metri, sul Sassahanèh 15 in piena con una coITente di 8 metri al secondo.Ad essi il Generale GRAZIANI espresse il proprio compiacimento con queste parole: "J Pontieri hanno ultimato i passa?,gi con slancio superiore ad ogni elogio." Nel settore di destra, quello della colonna "Agostini", la natura del terreno, piuttosto compatto, non avrebbe dovuto creare difficoltà anche in presenza di piogge, senonché la pista 1iportata sulle carte e da tempo non utilizzata era stata invasa dalla boscaglia e praticamente non esisteva più. Fu quindi necessario costruirne una nuova. Per contro i pozzi di Latu Bodlìh risultarono pieni e capaci di soddisfare i bisogni della colonna che, altrimenti, avrebbe avuto a disposizione soltanto quelli di Urardèr, distanti c irca 200 chilometri. TI 27 aprii.e venne gettato in 19 ore, sul tnrrt:nle Giarèr, presso Gunu Gadu, un ponte di 45 metri cd il 2 maggio, sempre sul Giarèr, un altro ponte fu posto in opera presso Daghabùr. T:8 maggio, infine, fu realizzato un ponte di c ircostanza su ll ' Uadi Errèr, tra Giggiga cd Haràr. In tutti i settori ai genieri erano affiancati ausiliari di Fanteria cd operai naziona1i ed indigeni neJI' esecuzione dei lavori strada Ii. Gli Idrici provvidero a raddoppiare il rendimento dei pozzi lungo tutti gli itinerari e costruirono un centro idrico, capace di raccogliere e potabilizzare centomila litri di acqua al giorno, nella località di 1-Iamanlèi , nota per un sanguinoso combattimento, avvenuto I' 11 novembre 1935, tra preponderanti forze abissine e la colonna celere "Maletti", che era al loro inseguimento da Gorrahèi. Gli idrici istalJarono anche, presso i pozzi di Latu Bodlìh, pompe, filtri e potabilizzatori. Assai spesso i genieri furono impegnati in combattimenti, sia durante le marce di trasferimento che mentre eseguivano i lavori.

15 La località di Sas.mbanèh, dislante 900 chilometri da Mogadiscio, si trova sul torrente omonimo, affluente del Faf Era questa una munita posiz.ione a sbarramento della valle chefu occupata dati.a colonna.


CAPITOLOlll

ATTI VITA' OPERATIVE CONCLUSIVE DELLA CAMPAGNA IN AFRICA ORlENTALE ED ORGANIZZAZIONE LOGISTICA

I. 2..

Il completamento dell'occupazione del territorio L'attività del Genio nel quadro dell'organizzazione logislica Considerazioni conclusive


<·1111. fil - Auività operative conclusive della Cam(Jaf?na in Africa Orientale ed organizzazione loiistica

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I . IL COMPLETAMENTO DELL'OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO

Occupata la capitale e raggiunti, il 20 maggio, i confini con la Somalia francese e quella inglese, fu proclamata la Legge organica ] 0 giugno 1936 n. 1019, che dava un nuovo ordinamento politico-amministrativo all'Africa Orientale, definendola Italiana. Restavano ancora da occupare circa i due terzi del territorio dell'ex Impero etiopico e cioè le regioni del Goggiam, degli Aùssa, dei Balli, dell'Uòllega, <li Gimma /\bàr Gifar, del Sidàmo, del Bàco, del Boràna e di parte dello Sciòa. Era questo un 1crritorio vastissimo, compreso tra il lago Tana a nord ed il lago Stefania a sud, fra iI confine con il Sudan e Magalò nel Bàlli, praticamente senza vie di comunicazione , solcato da corsi d'acqua inguadabili nella stagione delle piogge, montuoso e desertico e parzialmente ricoperto da vegetazione equatoriale. Peraltro esisteva ancora, a Gore, capoluogo della provincia di llù Babòr, al conl"ine meridionale del Sudàn, un Governo etiopico che si considerava legittimo ed i le rritori non ancora occupati militarmente erano sollo il controllo di bande atmate hcn organizzate. Infine mancava il riconoscimento ufficiale della sovranifa italiana sull'Etiopia da parte degli altri Stati. ru perciò necessario impostare un 'azione, denominata "di polizia coloniale", elle venne affidata alla I A Divisione speciale "S", detta anche "Divisione Laghi", comandata dal Generale Carlo GELOSO e costituita da truppe esistenti nei scu:ori Ciuha ed Uèbi Sccbèli. La Divisione doveva dapprima puntare su Mega e Moyale, interrompendo le linee dei rifornimenti che giungevano agli etiopici dal Kcnia e quindi, risa lendo lungo la pista camionabile tra la regione dei laghi cd il confine con il Kenia , eliminare i resti dell'armata cli Ras DESTA' Damteù, arroccata nella zona compresa tra Uadrà, lago Ciamò e lago Margherita. Le uniat del Genio che facevano parte della Divisione erano: due Compagnie Zappatori- artieri, un nucleo Pontieri, un Plotone Idrici, un nucleo radiotelegrafisti cd una Sezione Foloelettricisti. Gli Zappatori-artieri erano stati attrezzati per l'intervento in lavori di sterro e di disboscamento, per l'apertura di nuove strade. Per consentire alla colonna principale di attraversare il Daua Parma, superato poi il 23 giugno l 936, i Pontieri gettarono un primo ponte su cavalletti della portata di 8 tonnellate e della lunghezza di 60 metri. Questo ponte, ultimato il 22 maggio non fu potuto utilizzare per l'improvviso aumento del livello dell'acqua e fu perciò necessario costruirne un altro, su palafitte, lungo I 15 metri e la cui portata fu elevata a 20 tonnellate. Il 25 giugno le Compagnie Zappatori - artieri riattarono il passaggio stradale di fondo valle del Daua Parma, interrotto dagli abissini, i quali, per sbarrare la via di penetrazione, vi avevano scavalo dei trinceroni. Occupate Mega e Moyale, il 25 ed il 29 giugno, 1' 11 luglio fu la volta di lavello, distante, in linea d'aria, 304 chilometri da Neghelli, dove i Genieri sistemarono sor-


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Cartina della regione dei Laghi.

Prima Parte - Dalla Campagna in Aji-iw Orientale alla Guerra di Spag11a


< '1111. lii - Attività overative conclu.\'ive della Campagna in Africa Orientale ed organizzazione logistirn

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grn ti e scavarono pozzi. La marcia continuò per altri centosei chilometri ed il 23 le :1vanguardie giunsero ad Agheremariàm. Questa zona presentò impreviste difficoltà al proseguimento degli automezzi per l'impraticabilità del terreno e per la presenza di rorcstc con piante alte fino a 40 metri. Il percorso, qualificato come <strada imperi a le>, altro non era che una modesta muJattiera che seguiva l'andamento del terre110 e che in qualche tratto era interrotta da aree paludose_ Dopo vari giorni di lavoro, la pista da IaveJlo ad Aghcrcmariàm fu resa praticallilè e l'autocolonna, con il grosso della Divisione, potè raggiungere quest'ultima località la sera de1 26 luglio. Ma di fronte ad Agheremariàm si presentò un ostacolo che risultò insuperabile: il s istema fortificato del monte Giabassiré, alto 2.574 metri , che sbarrava la via d ' ac\'L' S SO alla regione Sidamo. L'attacco aJle fortificazioni, che divenivano di giorno in 1~ iorno più munite e maggiormente rinforzate con uomini cd anni, fu reso addirittur:, impossibile dall'imperversare delle piogge, per cui la sosta ad Agherernarià m s i protrasse fino al 13 ottobre. T1 tempo da luglio ad ottobre fu impiegato per riorganiz1.arc la compagine militare , mentre i genieri provvidero a: sistemare la rete stradale delle zone occupate, aprendo o mantenendo ape1t i al traffico circa 700 chilometri di rotabili e costruendo 4 ponti di considerevole portata; rea li zzare camp i di fortuna per aerei; scavare pozzi ed impiantare reti idriche per le esigenze militari e per quelle deJJa popolazione; irnpiantarc un laboratorio per la lavorazjone de l legno, che avviò la produzione, a li vclJo industr iale , degli ele menti necessari alla c;ostr u'.l.ionc di scuole e fabbricati. Durante la fase operativa dell'attacco e della conquista del monte Giabass iré, ini1.iata il 14 ottobre 1936, l'opera dei reparti del Genio fu Jaboriosa a causa del1e enormi difficoltà naturali e per la penuria dei mezzi, che si riducevano sempre più di numero per le inefficienze provocate dal lavoro continuo e massacrante e per gli spostamenti in terreni accidentati. La Divisione "Laghi" disponeva di 8 stazioni radiotelegrafiche che lavoravano incessantemente, passando da 6.000 a 10.000 parole al giorno e riuscendo , fin dall' inizio, a prendere il collegamento appena cinque minuti dopo aver impiantato la stazione, il che accadeva anche dieci volte al giorno. Lo stesso avvenne per i col1egamenti a filo. Gli Idrici riuscirono sempre a trovare l' acqua ed impiantarono numerosi centri idrici, che poi dovevano difendere essi stessi dagli attacchi delle bande ribelli. Completala la conquista del Borana 1, con l'occupazione del monte Giabassiré ,

1 I Borana, nome che significa o rientale , sono una popolazione di pastori pagani che occupa un vasto te1Titorio Ira il lago Stefania ed il fiume Daua Parma. I Borana hanno l'aspelto dei mongoli, hanno occhi obliqui, colorito chiaro e prntano un turbante a guisa degli indiani.


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Prima Parte - Val/a Campafina in l\fi-ica Orienlale alla Guerra di Spagna

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la sera del l7 ottobre le truppe della Divisione "Laghi" si riunirono nella piana di Sammalò, a 381 chilometri da NegheJli, pronte al balzo verso la terra dei Sidamo2 . Da quel momento l'avanzata divenne molto più difficile a causa delle asperità e dt:ll'impraticabilità del terreno. Venne perciò modificato l'ordine dei repa,ti: in testa passò il Genio con il compito di aprire la via ai mezzi, colmando gli enormi solchi scavati dalle piogge, tagliando le rocce, disboscando la foresta, creando i passaggi sui corsi d'acqua, modificando il tracciato fa dove il percorso era più impervio e cre:111do, in sostanza, una strada percorribile ai trattori dell'Artiglieria, là dove a fatica LTano passati i cannoncini degli abissini. Altri lavori assai impegnativi furono il prosciugamento di tratti di terreni paludosi c la traversata delle Ciaffe3, che richiese una deviazione stradale di sedici chilo111c!ri e la costruzione di 12 ponti. Per tutta la giornata del 20 ottobre la Divisione rimase bloccata presso la stretta cli Sadè, f01tificala dagli abissini, che si ritirarono soltanto a sera per evitare l'aggiramento. li 25 ottobre fu occupata Domorsò e quindi Dilla, località a 110 chilometri a nord di Agheremariam. Poichè i guadi predisposti per superare l'esistente rete di torrcnh: 11 i furono presto inutilizzabili perchè, dopo il passaggio dei primi autocarri, il letto de i torrenti si dcf'orrnav:i, si ricorse ad un espediente: furono realizzati i passaggi con 1'11sti vuoti di benzina ricolmi di sassi e sistemati l' uno a fianco dell'altro. Dove inven : i corsi d'acqua avevano le caratteristiche dei. fiumi bisognò ricostruire i ponti in kgno distrutti dagli abissini in ritirata. Mancava pure il materiale eia ponte e così bisognò tagli are gl i alhe ri delle foreste e ricavarne tronchi che, portati a bracc.ia sui luoghi cli impiego, venivano uniti con i cerchi dei fusti di benzina e poi legati con cordoncino telefonico. Otto furono i ponti così gettati, capaci di sopportare il transito degli autocarri carichi, nonchè di autofficine e caterpillar. L'azione del Genio era continua perchè le bande ribelli sabotavano i ponti ricostruiti, interrompevano le linee telegrafiche ed attaccavano Je autocolonne dei rifornimenti e fu pertanto necessario pattugliare le vie di comunicazione con autoblindo e <.:,mi cl' assalto. Altri 15 punti furono ricostruiti nel tratto compreso tra Adicciò ed IrgaJèm, che ru occupata il 1° dicembre 1936. Nelle altre regioni accadde che: nel Goggiam una colonna celere comandata dal Segretario del P.N.F., Achille STARACE, occupò, senza incontrare resistenza, Debrà Marcòs;

2 La terra dei Sidamo è ricchissima d'acqua e di vegetazione per la presenza di molti corsi d'acqua grandi e piccoli. 3 Zona di savana, che prende il nome da una localilà a 3.000 metri di quota, costituita da un gruppo di capanne, posta lungo una carovaniera, percorribile soltanto da muli, tra Malchèi e Dodola (regione dell'Imèi).


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Cuerra di Spar:ria

Carlina di Gmular.

nell' Hararino continuava la guerriglia con con6nui assalti alla ferrovia GibutiAddis Ahèha; nello Scioà ancora guerriglia con un auacco, respinto, alla capitale, portato il 28 luglio 1936; nel Galla vi fu un sollevamento contro il governo provvisorio etiopico di Gore. Verso la metà di ottobre, con la fine della stagione delle piogge, si intensificò l 'azione di controguerriglia da parte delle truppe italiane, il 26 novembre cadde Gore ed il Capo del Governo provvisorio , Uoldc TZADEK , fece atto di sottomissione. Alla fine del 1936 restava ancora da battere Ras DESTA' Damteù , che, con 7 .000 guerrieri, dava ancora del filo da Castello di Cusquam.


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1orcere al Generale GELOSO nella zona dell'alto Sidàmo. A metà gennaio del 1937 ;111cora continuava la caccia ai ribelli, finché, dopo un accerchiamento effettuato d;dle truppe del Generale Sebastiano GALLINA, del ColonnelJo Vito NATALE e ddla Divisione "Laghi", il 24 febbraio 1937 Ras DESTA' veniva catturato. Testimonianze dirette della costante presenza dei genieri in quelle zone sono state ri111racciate tra i documenti del Tenente, poi Capitano, del Genio Alfredo RAMPONI (allegato n. 38), che operò a lungo nella zona del lago Tana e di Gondar (o Gondèr). Questa città, capoluogo della omonima regione, si trova a nord del ]ago Tana. Fu capitale delJ'impero Amhara nel XVH secolo. Si trova in 1111a conca, chiusa da una parte dai monti del Beghemedòr, costituiti da una serie di :illopiani a strapiomho su valli, e dall'altra da quelli del Goggiam, avvolti dal corso 1kl Nilo Azzurro, che coffe in uno spettacoloso canyon. Nella città, ricca di storia, s i trova il Makahabyà, il recinto imperiale di epoca medioevale, che racchiude grandi palazzi e castelli edificati dalla regina Memntwab all'epoca del maggiore splendore del suo regno che, si racconta, coincise con quella del suo amore per l'esploraIme inglese James BRUCE . Nel Makahabyà., racchiuso da bastioni rnerlat.i che circondano un vasto parco colI 111arc, si trovano molti caste lli archilettonicamente ispirati a costruzioni arahe da lla forma rettangolare, a tre piani , sovrastate da una torre e con torrini rotondi a i quat:1ro angoli. Con la cattura di Ras DESTA' ebbe fine l' operazione di " poliz ia coloniale" , opcr;1 zione che doveva, in effetti, ritenersi la continuazione della guerra con l' Etiopia . D'altra parte non si poteva attribuire ai guerriglieri etiopici la definizione di " ribelli" in quanto si trattava dei residui delle forze militari etiopiche che continuavano a combattere per resistere alla sottomissione. Inoltre il comportamento degli abissini, la presenza dei loro numerosi appresta111enti difensivi, munitissimi ed organizzati a sistema, non può non far pensare a particolari vantaggi che essi traevano dalla vicinanza del confine con il Kenia, ben disposto, tra l'altro, a concederglieli.


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lii - Attività operati ve concl11sive della Campagna in Africa Orientale ed organizzazione logislica

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.~. L'ORGANIZZAZIONE LOGISTICA IN AFRICA ORIENTALE. a) Generalità. Al rapido successo della Campagna contribuì, in misura non inferiore a quella delle unità combattenti, la piena rispondenza dell'organizzazione dei servizi logistic i. tra cui la componente Genio, messa in atto dall'Intendenza Africa Orientale a sostegno dei reparti. Questa organizzazione faceva capo a: la Base Principale Afrirn Orientale Italiana di Napoli, che provvedeva al trasferimento in Eritrea ed in Somalia delle truppe, dei mezzi e dei materiali, resi disponibili clall' Autorità di Governo; le Basi secondarie "E" ed "S", rispettivamente di Massaua e Mogadiscio, incaricate di ricevere e di smistare quanto ad esse inviato. I .' Intendenza aveva la costituzione prevista per le Atmate ed i Gruppi di Armate de l territorio metropolitano, ma con funzioni molto più ampie e complesse , pe r l l· 11cr conto della particolare situazione di un'operazione militare da condursi a ·1000 chilometri di distanza dalla Patria in un ambiente dalle caratteristiche ecce1.irnwli . L' uq.,:ani1.zC1zionc loi;istiça nello scacchiere eri treo. All ' inizio del 1935 l'organizzazione logistica in Eritrea era quasi inesis tente e le scorte dj mobilitazione erano limitate al pri mo fabbi sogno per il completamento delle formazioni organiche del modesto Corpo delle Truppe Coloniali della Colonia. Inoltre l'u nico porto, que llo di Massaua, attraverso il quale avrebbe dovuto giungere l'ingente massa di uomini e mezzi, era , come si è giù detto, assolutamente inadeguato per la totale mancanza di pontili , banchine, attrezzature di carico e scarico, magazzini, organizzazione per la movimentazione dei materiali, mezzi di trnsporto. L'attività dell'Intendenza prese l'avvio, nel gennaio 1935, con l'arrivo ad Asmara dell'Intendente , Generale di Divisione Fidenzio DALL'ORA . Essa doveva inizialmente provvedere anche alle esigenze della Somalia, soluzione che non ebbe un esito felice finché non giunse il Generale GRAZIANI, che costituì a Mogadiscio una Delegazione d'Intendenza, con le stesse funzioni di quella di Asmara. L'Intendenza Africa Orientale, che nel corso dell ' ultima fase delle operazioni sul fronte nord, provvide al sostegno logistico di ben 5 Corpi d'Armata, per complessive 14 Divisioni, era costituita come segue: Intendente, Stato Maggiore dell 'T ntendenza, Comando Carahinieri, 9 Direzioni dei Servizi (Sanità, Commissariato, A1tiglieria, Genio , Veterinario, Traspmti e tappe , Chimico, Strade e genio civile, Posta militare), con magazzini e laboratori per ciascun servizio, I>)


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Prima Parte - Dalla Campagna in J\Jrica Orientale alla Guerra di Spagna

2 Uffici: Tspettore Generale amministrativo e Legnami. I due Uffici e le Direzioni dei Servizi Posta e Strade erano costituiti con personale civile militarizzato proveniente dai rispettivi ministeri. Organi dipendenti dall'Intendenza erano le Delegazioni, distaccate nei settori avanzati. Nel corso della Campagna, con il prolungarsi delle linee di comunicazione in territorio nemico, essa procedette alla costituzione di Basi logistiche avanzate per assicurare rifornimenti più rapidi. Esse erano costituite inizialmente da semplici depositi a terra di derrate e materiali dei vari servizi, con qualche ospedale eia campo e mezzi di sgombero elci feriti, ma, non appena possibile, assumevano una configurazione pluriservizi, con sistemazione più razionale dei materiali, al coperto. Tnoltre disponevano cli reparti per la difesa e di Carabinieri per la disciplina e per la sorveglianza. Uno dei primi provvedimenti adottati dall'Intendente, il 16 marzo 1935, fu la costituzione a Massaua di un Comando Base, noto anche come Base secondaria "E", che successivamente assunse la denominazione di "Delegazione d'Intendenza e Comando Base" ed iniziò i lavori di : potenziamento del porto, con la costruzione di nuovi pontili, di banchine e w n l'istaJlazione di impianti di carico e scarico; - costruzione cli baraccamenti per Comandi, Uffici, alloggi per truppe cli passaggio, abitazioni , magazzini per materiali in transito, ecc .; costruzione di Jince Décauville, per il collegamento tra banchine e vie di cornuni<.:azione; realizzazione cli impianti telefonici; - realizzazione di impianti idrici e costruzione di un serbatoio da 250 metri cubi, rifornibile direllamente da navi cisterna. L'esecuzione di tali lavori era di competenza degli organi delle rispellivl: annninistrazioni, coordinati, però, dall 'Tntendenza, che disponeva anche di una Compagnia mista del Genio per i lavori di sistemazione dell'area portuale e del suo immediato retroterra. L'Intendenza Africa Orientale era articolata come segue: - Comando Intendenza ad Asmara, Delegazioni d'Intendenza: - per ]e truppe del bassopiano occidentale, a Massaua ed Agordàt; - per il Il e I V Corpo cl' Annata, ad Adua; ad Adigràt, costituita ad operazioni iniziate e poi trasferita ad Enda Jèsus, presso il Qumtier Generale del Maresciallo BADOGLIO, per le esigenze dei tre Corpi cli Armata (I, III ed EritTeo) operanti nel settore di Macallè; ad Addis Abeba e Gibuti, istituite al termine della Campagna, la prima per l'organizzazione dei servizi de1Ja Capitale e la seconda per i rifornimenti di generi non soggetti alle sanzioni decretate dalla Società delle Nazioni ; Magazzini di deposito in transito, a Massaua;


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Laboratori e magazzini permanenti, nella zona di Asmara; Frazioni di magazzino, a ridosso del confine, a: Teranù, Acli Ugrì, Decameré , Mai Edagà, Mai Seràu , Adì Caièh; Stabilimenti sanitari, nella zona di Asmara; Gruppi o spedalieri avanzati a: Adi Ugrì, Mai Edagà, Adì Caièh, con formazioni campali a Senafé, Mai Hainì ed Adi Qualà. Con il procedere dell'avanzata e dei lavori di potenziamento della rete viaria, la si ruttura logistica si spostava in avanti. e) T1 Servizio del Genio nell'ambito dell'Intendenza A.O. Nella costituzione dei servizi logistici d'Intendenza fu dal.a la precedenza al ,')crviz io de l Genio in considerazione delle sue svariate attività e della mole dei lavori cui doveva far fronte. Agli inizi del 1935 non esistevano in Eritrea né magazzini 11...: laboratori del Genio e soltanto a marzo entrò in funzione a Massaua un modesto 111agazzino incaricato di ricevere e smistare i primi materiali che cominciavano a giungere. li Servizio ciel Genio entrò in attività il 6 aprile 1935 , con la costituzione di una I >irczione Lavori su 3 Sezioni, I Magazzino speciale A.O., frazioni di magazzino, :.,lluralori per costru zioni, riparazioni e recuperi ed I rnparlo opera.i, con il compito pre mi nente d i e laborare i progetti e re alizzare iniz ialmente tulle k infrastrutture 11t:ccssarie ali ' impianto dell 'lntendenza . Nell a.fllse di preparazione della Camvar:na il Sc rvi 7.io del Genio costituì: un Centro di ricezione e smistamento a Massaua per la movimentazione dell' enorme quantità di materiali che ormai affluiva incessantemente ma anche con un certo disordine; tre Magazzini deposito e transito a Otùmlo, Gurgùssum e Gheràr, con competenze differenziate per i vari tipi di materiali; un Magazzino speciale del Genio A.O. ad Asmara, con annesso laboratorio principale della s uperficie coperta di 8500 metri quadrati, con la capacità di riparare attrezzi e macchinari e di crearne di nuovi; quattro Frazioni di magazzino a Nefasit, Decameré, Assàb ed Agordàt; tre Frazioni avanzate di magazzino ad Adi Qualà, Mài Hainì e Senafé, dislocate sulle direttrici di operazioni e fornite dei materiali del Genio di maggiore necessità. Alla data del 3 ottobre 1935 il servizio del Genio aveva completato lo schieramento di tutti i suoi organi con un ' articolazione ed una funzionalità pienamente rispondenti alle esigenze della Campagna.

Durante il Primo ciclo operativo (3 ouobre - metà novembre 1935) il Servizio del Genio spostò le Frazioni avanzate da : Adì Qualà ad Adì Abùna, Mài Hainì a Bèlesa e poi ad Enticciò,


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orie11lale alla Guerra di Spag11a

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Senafé ad Adigràt, per seguire lo spostamento in avanti delle colonne. La loro alimentazione non subì alcuna interruzione, sempre in relazione alla perrnrribilità di piste e strade. Tn qualche caso di estrema urgenza alcuni rifornimenti :il le trnppc furono effettuati direttamente dal Magazzino di deposito e trans ito di M.issaua. Durante il Periodo di sosta ed assestamento (metà novembre ] 935 - 1 gennaio 1936), corrispondente all'arrivo di nuove Grandi Unità (4A Divisione CC.NN . " 3 <;c11naio", SA Divisione CC.NN. "1° Febbraio", Divisione Alpina "Pustcria"), alla rnstiluzione dei Corpi d'Armala III e IV ed al consolidamento dei territori conquisiali , lulli i Servizi d'Intendenza, compreso quello del Genio, furono ulteriormente potenziati ed articolati , in previsione degli sviluppi futuri. In particolare furono soppresse le Frazioni di magazzino di Nefasìl e Decameré, ormai troppo arretrate, e furono costituite quelle di Monte Fundinài, ad Hausièn, a Mi'1i Macdèm e, successivamente, a Macallè, che aveva anche un laboratorio ripara1.10111. Contemporaneamente venivano potenziate le Frazioni di Bèlesu, Enlicciò , 1\d igrftt ed Adì Abùna, fornite di un laboratorio mobile . Durame questo periodo furono realizzate le opere fortificate di Maca llè, Adigr~1t, I l:i11 sièn, Monte Fundin i'-l i cd Arrèsa, che richiesero una enorme quanti tà di attrezzi, 111;1tcriali da costruzione e di rafforzamenlo, mezzi idric i e collegamenti radio e tc lcli ,11i ci, nonché riparazioni di ogni genere cd addirillura la costruzione di pile con 111ateriali re<:upcrati. Nel contempo la Direzione Lavori del Genio proseguì alacremente alla cost.ru1ione di capannoni, telloie e baraccamenti per l' organizzazione delle Basi logistiche avanzate d'Intendenza, raggiungendo, alla fine del 1935, 60.000 metri quadrati di supcrfki coperte . Durante il 2° Ciclo operativo (19 gennaio - 4 marzo 1936) il Servizio del Genio !ù costantemente in grado di: rifornire i reparti, consentire il prolungamento, per

centinaia di chilometri, delle linee telefoniche, sostituire gli apparati radiotelegrafici deteriorali, distribuire allrezzi, macchinari, esplosivi e materiali di rafforzamento, istallare impianti idrici. Con il progredire dell'avanzata vennero costituite le Basi logistiche avanzate di: Zehùf Emnì, Selaclacà e Endà Medàni Alèm e fu completata quella di Macallè . Durante il 3° Ciclo operativo (5 marzo - 5 maggio 1936) che vide l'occupazione dell'Ai:tssa e dell'Amàra, la battaglia di Mài Cèu, la marcia su Addìs Abèba, venne rinforzata la Delegazione di Agordàt con approvvigionamenti adeguati alla forza operante nel bassopiano occidentale (10.000 eritrei), vennero costituite le Basi logistiche di Om Ager e di Debenguinà. Inoltre l'Intendenza rifornì il lii Corpo d'Armata dapprima con aerei e poi con la creazione di Basi logistiche a Bet Mariàm


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Prima Parte - Dalla Campagna in A.fi'ica Orientale alla Guerra di Spagna

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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Orientale alta Guerra di Spagna

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Organizzazione e 'lnten enz.a.

cd a Gulagùl. A favore del I Corpo d'Armata e del Corpo d'Armala Eritreo furono costituite, in successione, le Basi logistiche di Mejda Merrà, Mài Cèu, Quoram, Dcssié cd infine di Dire Daua. cl) Sezione trazione feffoviaria e teleferiche.

Il Servizio Trasporli e Tappe dell'Inlemlenza comprendeva una Sezione Trazione ferroviaria e Teleferiche del Genio, che aveva in rinforzo la 30" Compagnia, la 31" Compagnia e la 30" Sezione Esercizio linee, tutte e tre del Reggimento Genio Ferrovieri, composte da cfrça 450 militari specializzati sia nella gestione del movimento dei convogli ferroviari che nei lavori di costruzione e manutenzione delle linee ferroviarie. I lavori di maggiore impegno furono quelli di migliorare lo armamento delle linee esistenti, raddoppiarle ove possibile, ampliare gli scali ferruvimi sia come fasci di binari che come capacità di sosta, di carico e scarico, di impianti, di accessi e di zone di parcheggio.


( ·11/1, lii - Allività operative conclusive della Campagna in Africa Orientale ed Ot'f?aniz.zazione logistica

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Questi reparti del Reggimento Genio Ferrovieri provvidero pure alla realizzazione di tutti gli impianti necessari all'esercizio ed al funzionamento delle linee , alla costruzione degli allacciamenti con Décauville, alla installazione e funzionamento de ll'officina per le riparazioni del materiale rotabile. Particolare impegno fu richiesto dalla manutenzione della linea Massaua-Asmara sottoposta a maggior logorio per l'aumentata intensità di traffico che, dai quattro treni settimanali dei primi mesi del l 935, era passata a sette coppie giornaliere dell' aprile 1936, ollre due coppie di littorine adibite esclusivamente al traffico veloce de i viaggiatori. La capacità di trasporto mensile, a febbraio 1936, era dive nuta di 25.400 tonnellate di materiali e di 23.000 passeggeri. Nell'autunno del 1935 la 30" Compagnia Genio Ferrovieri, con l'ausilio di alcune centurie lavoratori iniziò la realizzazione del collegamento ferroviario tra la sta:r.ione di Campo di Marte di Massaua e le rade di Archico e Dachilìa, adiace nti al porto, per il trasporto dei materiali sbarcati sulle nuove banchine. La prima linea ( Massaua-Archico) era stata realizzata a scartamento ridotto (0,95 metri) cd aveva 1111a lunghezza di 9.300 metri, una pe ndenza massima del 7,5%, un raggio minimo di 240 metri ed una massicciata di base larga 3 metri e 70. 11 traccialo di questa fer1ovia era stato studiato in modo da investire suhito le prime propaggini collinari nndc e vitare la zona pianeggiante costiera, soggetta ad allagamenti durante la stag ione de lle piogge. Un ponte di 80 metri fu costruito presso la stazione di Archico e 49 altre opere d 'arte più piçcolc, tutte in cemento armato, furono necessarie lungo il percorso . I ,' intera opera richiese 40 .000 g iornate lavorative. li raççordo tra Massaua e Dachilìa, della lunghezza di 6.250 metri, fu progettato çon caratteristiche tecniche simili al precedente, ma la sçarsezza di materiale d'armamento impose la costruzione di una linea a semplice binario, con uno sca1tamento di 60 centimetri, con materiale Décauville e rinforzando Ja slruttura portante per consentire iJ transito di locomotori del peso di 7 tonnellate. Questo aumento di portata della piattaforma avrebbe consentito, in futuro, di trasformare lo scartamento in quello stand,u-d eritreo di 95 centimetri. Su questa tratta furono costruiti 22 ponticelli in calcestruzzo armato, cd in questo caso l'armatura fu costituita da rotaie Décauville fuori uso. Tale linea, la cui costruzione richiese 19 .000 giornate lavorative, dovette essere basata su un rilevato per evitare allagamenti o insabbiamenti. I due raccordi, ai cui terminali di Archico e Dachilìa sorse una stazione, entrarono in esercizio tra la fine di febbraio ed i primi di marzo del 1936. Con l'arrivo in Colonia del Reparto Teleferisti iniziò l'attuazione del progetto della grandiosa teleferica che doveva allacciare Massaua ad Asmara, consentendo il trasferimento dei materiali dal porto all'altopiano e superando le diffirnltà insite nei trasporti tenestri. Inizialmente era stata prevista la sola tratta da Ghinda ad Asmara, lunga 26,500 chilometri, poi fu dedso di prolungarla di altri 39 chilometri fino a Zàga, donde par-


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Prima Parte - Dalla Campaw1a in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

tivano due tronchi: uno di chilometri 2,5 per Campo di Marte e l'altro di chilometri 3,5 per Otùmlo, villaggio sede dell'aeroporto e dei magazzini di deposito e transito dell'Artiglieria e del Genio. La direzione d'esercizio, cui facevano capo le 12 slazioni, e l'officina riparazioni della teleferica erano a NèfasiL L'intera linea era del tipo a 3 fon i, delle quali 2 portanti ed I traente, aveva uno sviluppo di 74,5 chilometri, con campate fino a 300 metri. T 1643 carrelli, dei quali 20 speciali per il trasporto di esplosivi e 3 "ingrassatori", erano a piauafonna ribaltahile, avevano una portata di 300 chilogrammi e marciavano a distanza di 100 metri con una velocità di 2,75 metri al minuto. La potenzialità oraria di trasporto era stata calcolata in 30 tonnellate con un esercizio giornaliero di 20 ore e, perciò, con una capacità di trasporto di 600 tonnellate al giorno in ciascun senso. Quest'opera gigantesca non potette, purtroppo, essere completata che dopo la fine della Campagna etiopica, a causa delle enormi difficoltà tecniche dcri van li dalla complessità e dalla mole dei lavori. e) Serv izio strade e Genio civile. Secondo guanto previsto dalla normativa dei Se rvi zi log istici dcll'Tntendenza, i compiti della Direzione Strade e Genio c ivile erano: la manutenzione delle strade e del1c opere d'arte esistenti e l' apertura di nuove rotabili neJle zone arretrate; l'esecuzione dei lavori indi spensabili per il potenziamento del porto di Massaua e del suo retroterra. I Comandi Genio dovevano provvedere alle vie di comunicazione nelle zone avanzate. Della Direzione poté costituirsi soltanto nel gennaio 1936, in grave ritardo rispetto agli altri servizi logistici, e quindi i la.vori di prevista sua competenza dovettero essere eseguiti dal Comando Superiore dcJ Genio, dal Servizio del Genio d'Intendenza, dall'Ufficio opere pubbliche e dall'Ufficio speciale del Genio civile del Governo eritreo. In particolare fu affidata al Comando Supe1iore del Genio la sistemazione deJie camionabili: Massàua-Nefasìt-Decameré-Asmara; Asmara-Adì Caièh-confine con l'Etiopia; Asmara-Adì Ugrì-Adì Qualà-fiume Marèb; Adì Ugrì-Mài I-lainì-Adì Caièh. Esso vi provvide servendosi del proprio Ufficio strade, dei dipendenti reparti del Genio, delle Centurie lavoratori e di imprese private. Con l'inizio delle operazioni e l'occupazione di territori oltre confine, o ve non esistevano strade, dovette occuparsi di numerosi altri lavori di propria competenza nelle zone avanzate, con conseguente rallentamento dei lavori in corso nelle zone an-etrate, dove le arterie erano sottoposte a notevole usura per l'intenso traffico. Per questi motivi si rese indispensabile ed urgente la costituzione della Direzione


( 'ap. /Il - Attività operative co11c/11sive della Campagna in Africa Orientale ed organiu.azione logistica

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Strade e Genio civile, con funzionari militarizzati del Ministero dei Lavori pubblic i, dell'Azienda Nazionale Autonoma Strade e con il supporto di personale tecnico del Genio militare. Questa Direzione era costituita da: Ingegnere Capo, Direttore, assimilato al grado di Colonnello; Segreteria; Ragioneria; varie Sezioni lavori, il cui numero dipendeva dal variare delle esigenze; parco magazzino attrezzi, materiali e mezzi di lavoro. L'attività del Servizio fu rivolta inizialmente a mantenere in efficienza e migliorare gli 800 chilometri di strade del territorio eritreo, estendendo poi gli interventi alle zone più avanzate, man mano che venivano occupate. rurono così realizzate: la rotabile di arroccamento Adua-Enticciò-Sernaià-Passo Alequà, della lunghezza di 110 chilometri e della larghezza di metri 3,50; l'apertura, in IO giorni, della pista autocarrabile Monte Fundinài-valle del torrente Obèl, della lunghezza di 100 Chilometri; la costruzione della grande mteria Om Ager-Gòndar, della lunghezza di 300 chilometri. Queste attività richiesero l'impiego di una massa di circa 20.000 uomini tra tec11ici e lavoratori e di un' imponente quantità di mezzi di lavoro. Di essi si riporta una dcncazione, purtroppo parziale, nell'allegato n. 39. t) L'organizzazione logistica nello scacchiere somalo. Agli inizi del 1935 non esisteva alcuna organizzazione logistica in Somalia. Mancavano scorte e le dotazioni di mobilitazione si limitavano al fabbisogno per il primo completamento delle unità del Corpo Truppe Coloniali della Somalia, peraltro assai modesto, poiché poteva contare su un organico di circa 200 nazionali e 4.000 indigeni. Non esistevano apparati di collegamento, i servizi erano allo stato embrionale e mancavano salmerie ed automezzi. Le opere portuali non consentivano, come si è già detto, l'afflusso dei rifornimenti per mare, unica via di comunicazione con la Madre Patria, a causa della scarsità dei punti di approdo e della deficienza di attrezzature po1tual i e di istallazioni di magazzinaggio e sgombero. lnoltre non era gestibile convenientemente la forzata necessità di trasbordare uomini e materiali dalle navi alla fonda nella rada, che, oltre tutto, era battuta dai monsoni dell'Oceano Indiano. Altra considerazione era quella che, nonostante tutto, Mogadiscio offriva l'unica possibilità di utilizzazione in quanto gli approdi di Chisimaio, Merca, Obbia e Bendèr Cassìrn erano inadeguati . L'Intendenza Africa Orientale di Asmara avrebbe dovuto sostenere le esigenze della Somalia, con tutte le difficoltà derivanti dalla non contiguità, dalla di stanza e, ancora una volta, dal dovervi giungere via mare.


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Prima Parte - T>alla CampaRna in Africa Orientale alla Guerra di Spawia

L'arrivo in Somalia del Generale GRAZIANI pose fine a questa incoerenza e fu costituita, a Mogadiscio, una Delegazione d'Intendenza autonoma, con le stesse funzioni ed attribuzioni dell'Intendenza A.O., madi minori dimensioni, in relazione alla consistenza delle forze presenti, che, nella fase conclusiva della Campagna, raggiunsero la consistenza di 4 Divisioni e relativi supporli. La forza complessiva, a tale epoca, era di 58 .622 nazionali e 38 .811 indigeni, con 220 pezzi di artiglieria, 79 carri d'assalto, 21 autoblindo, 5.300 automezzi d'ogni tipo ed 89 aerei da caccia, bombardamento e ricognizione. Questa Delegazione era così costituita: Delegato Intendente, Stato Maggiore della Delegazione, Carahinieri della Delegazione, 8 Direzioni dei Servizi (Sanità, Commissariato, Artiglieria, Genio, Veterinario, Traspor6 e tappe, Chimico, Posta militare), Ufficio dell'Ispettore di Amministrazione. Quindi la Delegazione diede vita, per i vari servizi, alla costituzione di magazzini, laboratori ed officine e delle "Basi". Una Base principale, detta anche Base secondaria "S" , per distinguerla da quella Principale di Napoli, sorse :i Mogadiscio e delle 13 asi avanzale presero a funzionare a Ba idòa, Bèlet Uèn e Rocca Littorio, pe r il r ifornimento de lle unità operanti, ri spettivamente, ne i settori del Giuba, dell ' Uèbi Scebèl i e della Mig iurtinia . Successivamente, in relazione allo svolgimento delle operaz ioni offensive su Neghelli (gennaio I 936) e su Haràr (aprile-maggio 1936)_que ste Basi furono spostate in avanti a Dolo, Danàn, Gorrahèi e Ghcrlogùbi. Per i rifornimenti vennero impiegati, oltre una massa sempre più considerevole di automezzi , anche trattori cingolati con rimorchio. Il 27 novembre 1935 fu costituito, a Mogadiscio, l' Ufficio speciale per le costruzioni ed attrezzature portuali, al quale venne devoluta tutta la materia concernente il potenziamento degli approdi dell'intera Colonia, sollevando il Genio militare, che vi aveva fino ad allora provveduto, da tale incombenza. Tale ufficio, che dipendeva dalla Commissione permanente per i porti, facente capo alla Capitaneria di Porto, aveva a disposizione personale tecnico e maestranze delle tre Forze Am1ate ed un reparto del Genio Pontieri. g) L' attività del Servizio del Genio nello scacchiere somalo L'Ufficio lavori della Direzione del Servizio del Genio della Delegazione d'Intendenza provvide alla realizzazione di costruzioni ed impianti per le esigenze degli altri servizi e per gli enti militari, come appresso elencato: per il Servizio Sanitario: ampliamento dell'Ospedale militare principale di Mogadiscio, portato da 200 a I .200 posti letto, con la costruzione di 30 padiglioni in fcrro-eraclit e di IO


<'(lp. fil -Attività operative conclusive della Campagrw in Africa Orientale ed organizzm.ione logistica

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in muratura, di 3 fabbricati per i servizi e di 6 baracche per l'alloggiamento del personale sanitario; costruzione di un nuovo ospedale per gli indigeni, da 500 posti letto in 13 haracche, più 2 fabbricati: 1 per reparto operatorio ed uffici ed l per servizi e magazzini; costruzione di un ospedale da 350 posti letto per infettivi, su 6 baracche più 1 fabbricato servizi ed I magazzino; costruzione di un magazzino sanitario su 4 padiglioni in muratura dell a superficie coperta di 1.600 metri quadrati; per il Servizio di Commissariato: costruzione cli magazzini e tettoie per derrate, vestiario ed equipaggiamento, per una superficie di 6.200 metri quadrati; costruzione di 5 teUoie metalliche , per I -200 metri quadrati; costruzione di 18 padiglioni in blocchetti di cemento e di 7 tipo Ne urith, per conservazione viveri, della supetficie di mq. 5.700; 1 baracca per panificazione; I tettoia eia mq. 7.000 per foragg i; impianto di 10 batterie di forni metallici; per il Servi;.,.io d 'Artiglieria: ampliame nto della polveriera "Generale VILLANI", mediante la costruzione di 4 capannoni, 3 baracche terrapienate e 2 tettoie; costruzione a Forte Cccchi, nei pressi di Mogadiscio, di 3 magazzini cd 1 fabhricato in muratura, di I tettoia per otficina meccanica e di uffici per la Direzione di Artiglieria; costruzione di baracche in legno per Deposito muniz ioni; per il Servizio del Genio: costrnzione di 2 capannoni in muratura per materiali telefonici e radio; costrnzionc di baracche e tettoie, della superficie di 6.000 mq., per materiali del Genio; costruzione di 2 fabbricati pe r laboratorio radiotec nico e per officina per la lavorazione del legno e del ferro; per il Servizio Chimico: costruzione di JO baracche, di I capannone e di 3 tettoie; per il Servizio Veterinario: costruzione di baracche e tettoie; per il Servizio Trasporti e tappe: costruzione di capannoni in blocchetti di calcestruzzo, della superficie di mq. 17.500 e di capannoni smontabili della supe1t'icie di mq. 7.500 , per autorimesse; costruzione di l deposito carburanti; per vari enti militari: costruzione di 8 palazzine per alloggi Ufficiali; ampliamento della caserma "De Giorgi";


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Prima Parte - Dalla Campagna in Africa Oriemale alla Guerra di Spagna

- costruzione di una nuova caserma per un Battaglione carri; costruzione, nella caserma Ascari, di: 1 palazzina per alloggi Ufficiali , alloggi per militari indigeni e magazzini; costruzione, per la Divisione "Peloritana", di 1 fabbricato in muratura con annessa tettoia e relativi impianti per lavanderia; - costruzione di I fabbricato in muratura per una tipografia; costruzione di 3 fabbricati in muratura per la stazione radio di grande potenza di Mogadiscio; costruzione di 150 baracche per alloggiamenti dei militari della Divisione "Peloritana"; - costruzione di 1O baracche per operai nazionali; costruzione di 10 baracche per Uffici amministrativi e postali e per la Guardia di Pinanza e la Milizia portuale. L'Ufficio Idrico della Direzione del Genio della Delegazione d'Intendenza effettuò uno studio idrogeologico del sottosuolo e compilò una carta idrica della Somalia ed eseguì vari lavori per la ricerca e la captazione delle acque. Furono migliorati molti pozzi esistenti, approfondendo gli scavi, istallando pom pe cd allestendo serbatoi , condutture ed impianti pe r la raccolta e la distribuzione dell 'acqua. Vennero eseguite trivel lazioni per la ricerca delle falde ac.:quife re, anche profonde, a Mogadiscio, a Brava, fra Mahaddèi Uèn ed il Vill aggio Duca degli Abruz7,i, a Gabredarre, a Gorrahè i e ad Afgòi, dove si raggiunse la profondità di 90 metri. Furono impiantali centri idrici a: Ilaidòa, Afgòi, Lugh Ferrandi, Dolo, Maka Rie, Bèlet Uèn , flerfèr, Gal Gal, Galgalò, Làmma Cad, Dahàmhhar, Tgloc, Mereràle, Gorrahèi, Danàne, Gabredàrre, Merca e Brava. Il magazzino del Genio erogò una quantità notevole di materiali idrici , di rafforzamento, da costruzione e poi ancora esplosivi, attrezzi, apparati cd utensili. I laboratori eseguirono ogni genere di riparazioni dei materiali recuperati ed effettuarono anche molte costruzioni e ricostruzioni di attrezzi, apparati e macchine utensili.


<'1111. IlI - J\.uività operative conclusive della Campagna in Africa Orientale ed organizzazione logistica

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.ì . CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE.

L'esame scrupoloso dei documenti porta a considerare che gran parte del successo finale sia dovuto alle elevate capacità dei Comandanti delle Grandi Unità, che seppero conseguire eccellenti risultati nei settori cli rispettiva competenza, ed al valore dei soldati, sia nazionali che indigeni. Per quanto riguarda in modo specifico l'Arma del Genio, se ne è già vista l'attivilà nei vari momenti della Campagna e si è data notizia del lavoro svolto. Si è anche fornita qualche indicazione sulle condi7.ioni ambientali, molto spesso proibitive, ne lle quali il Genio ebbe ad operare, qualche volta a costo di grandi sacrifici. Sempre maggiore importan7.a veniva ad assumere 1a branca collegamenti, anche nel settore delle intercettazioni e delle decrittazioni. Infatti si riuscì a captare e dec ifrare con regolarità le comunica7.ioni tra i comandanti delle unità abissine e quelle 11;1 la capitale e le se di diplomatiche inglesi e francesi. Un impegno di siffatta mole , con risultali altamente apprezzati e con l'ossequio riguardoso di molte popola7.ioni, ebbe il giusto riconoscimento con la concess ione, :ili ' Arma del Genio, della Croce di Cavaliere dell 'Ordine Militare di Savoia. Altra testimo nian7.a di elevato valore morale è contenuta nel telegramma inv iato d: d Sottosegretario alla Guerra e Capo di Stato Maggiore dell 'Esercito, Generale 1:edcrico BAl STROCCHI , il 24 giugno 19%, in occasione de lla festa dell'Arma del <;c nio: "Nella recente impresa af ricana l ' Arma del Genio ha impresso alla vittoria il suo sigillo di ardimento e di romana intelligenza, concorrendo a creare quel prodigio di organizzazione tecnica che rese f ulminee, nonostante difficoltà ritenute i11sormontabili, le tappe dei Fanti e dei l,egionari." A conclusione della descrizione, forzatamente frammentaria , degli epi sodi e degli interventi, resta da fare il consuntivo dei lavori eseguiti da ciascuna specialità dell'Arma. Nell'allegato n.40 sono contenute alcune note aggiuntive per categorie di lavori o per specialità. Tali note riguardano: ponti e strade , lavori idrici, collegamenti , linee ferroviarie, lavori del campo di battaglia, teleferiche, interventi dei meccanic i-elettricisti, pompieri, fotoelcttricisti, costruzioni, documentazione, distrihu7.i one dei materiali,servizio del Genio militare per la Marina, personale e repart i del Genio. Nell 'allegato 11. 41 sono stati elencati i reparti e gli organi del Genio assegnati a i vari Comandi. ln definitiva si può affermare , senza retorica, che in Africa Orientale il Genio riuscì a fare cose importanti e vitali, conservando rigore tecnico e riuscendo, a volte , anche a migliorare i presupposti scientifici. Le opere fortificate realizzate dagli abissini denotarono una induhhia tecnica europea sia per la loro ubicazione, che per la loro consistenza, che per gli artifici impiegati in quelle a carattere campale, che per l'ottimo posizionamento delle anni, che per l'installazione dei cannoncini su piattaforme girevoli, che, infine, per la


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Prima Parte · Dalla Campagna in Africa Orientale alla Cuerra di Spa f(na

struttura delle trincee e dei camminamenti. La presenza straniera fu rilevata, inoltre, dal rinvenimento, dopo molti combattimenti, di proiettili del British Governmcnt Magazine Ritle, fabbricati dalla Manufacturcd by Eli Bros - Ltd, London. Inoltre dalle "ricognizioni" effettuate in Sudan dal Capitano del Genio Paolo CACCIA DOMTNTONT, a maggio del 1935, era emerso che ai confini con l'Etiopia erano state realizzate istallazioni militari cd un aeroporto e che a Khartoùm erano giunti parecchi aerei inglesi da bombardamento. TI comportamento dei militari indigeni, moltj dei quali costituivano reparti del Genio e parecchi erano specialisti, fu lodevole e superiore ad ogni elogio. Essi erano di corporatura agile e resistente alle fatiche (potevano percorrere a piedi fino a 60 chilometri al giorno per una settimana), avevano odorato cd udito sviluppatissimi ed erano in grado di rilevare a distanza qualsiasi pur piccola alterazione del terreno o un impercettibile movimento prima ancora dei loro Ufficiali, abituati a muoversi in un territorio a loro familiare e del quale conoscevano tutti i dettagli. Moltissimi furono gli italiani residenti all'estero, in parte ex combattenti, che rientrarono in Patria dall'Argentina, dal Brasile, dalla Francia, dalla Tunisia e dagli Stati Uniti, che si arruolarono come volontari e furono tanti da costituire la 221" Legione CC.NN. "Fasci all'estero" della Divisione "Tevere"4 . Q11c lli proveni enti dagli Stati Uniti portarono al seguito 106 autocarri nuoviss imi e 2 autoamhulanze chirurgiche, che furono suhito immesse nel parco automobilistico della Divisione\ Le gerarchie di questa Grande Unità erano costituite da personale diplomatico, per la maggior parte con buona conoscenza dei territori africani, affiancate da Ufficiali dell'Esercito. Dal 16° parallelo a1l'Equatorc, in regioni che sembrava assurdo potessero operare grandi masse di uomini e mezzi, portarono a compimento una Campagna per molti versi difficile e non comune per quei tempi. Quantunque un bilancio certo del costo di quella guerra, in vite umane ccl in risorse finanziarie non sia stato tracciato, un esame comparato delle varie fonti disponibili fa ragionevolmente ritenere che nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 1935, data d'inizio della preparazione della Campagna, cd il 31 dicembre 1936, completamento dell'operazione detta cli polizia, le perdite italiane sono state di almeno 4350 caduti e di un numero quasi doppio di feriti. Le perdite dei militari indigeni oscillerebbero tra 1600 e 4500. Le spese sostenute ammonterebbero, secondo quanto dichiarato alla Camera il 20

4 La Divisione "Tevere" era costituita, oltre che dalla 221" Legione, da l Battaglione di Arditi, da l BaUaglionc Mutilati e da I Battaglione di studenti universitari volontari. 5 La notizia degli aulomezzi giunti dagli Stati Uniti è riportata nella nota di pagina 292 del libro del Maresciallo Rodolfo GRAZIANI "Il fronte sud" .


( 'up. 1/J - Auivilà operative conclusive della Campa1:na in AJ;-ica Orientale ed organizzazione 101:istica

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111aggio 1936 dal Ministro delle Finanze Paolo THAON di REVEL, a 12 rrùliardi e I I I milioni di lire dell'epoca. Tale importo si riferisce unicamente al costo della spcd izione vera e propria e non tiene conto delle spese sostenute direttamente o indirctlamente (allegato n. 42). In dieci mesi di durata della Campagna etiopica, grazie all'opera infaticabile, lc nace e tecnicamente ineccepibile dei reparti ciel Genio, era stato cambiato profondamente l'aspetto deJl'intera regione, dell'estensione di circa 1.108.000 chilometri quadrati, dotandola di strade, ponti, acquedotti, porti, costruzioni pcmiancnti, lince l'leUriche, reti di comunicazione, centrali e cli tutto quanto fosse necessario per far muovere e combattere, in un ambiente quanto mai disagevole ed ostile, un'armata di oltre 200.000 uomini, per consentire il funzionamento dei servizi e lo spostamen10 di migliaia di tonnellate di materiali di ogni genere, nonché per rendere migliori le condizioni di vita delle popolazioni indigene. Una visione generale molto sintetica della campagna in Africa Orientale , in buona parte ricadente sul Genio, si può avere dal seguente passo, tratto dal libro del Maresciallo Pietro BADOGLIO: "La guerra d'Etiopia" - Mondadori 1938: "Per l'organizzazione primitiva e per i modesti bisogni degli uomini l'avversario poteva variare prontamente le proprie linee di operazione mentre i nostri interventi 11:odijicativi richiedevano più tempo per la complessità delta nostra organizzazione. lo avrei potuto trovarmi a subire l 'iniziativa del nemico con conseguenze anche 11s.rni gravi, mentre limitandomi a conservare contegno difensivo, continuando nella 1,reparazione, la subivo apparentemente con minori pericoli. Lo schieramento a cordone, certamente suggerito da esperti e uropei, mi aveva costretto ad adottarne uno uguale per cui le truppe giudicate in primo tempo sufficienti risultarono insufficienti . Al 5 gennaio i lavori per la sistemazione difensiva della prima posizione, a causa della difficoltà dei trasporti non avevano ancora raggiunto un sufficiente grado di consistenza. La massa principale, la quale non aveva avuta, pronta, la visione delle gravi conseguenze che potevano derivare da un successo dell'avversario contro il distal:camento spinto da Uarieu a Debra Amba, anzichè procedere rapidamente verso tale località - come aveva chiaramente ordinato il Com.te del CA. eritreo - si indugiava sulle posizioni di Monte Lata. lo, dal mio posto di comando di Enda Jesus, seguivo passo passo le vicende della battaglia .... ma non potevo trascurare di pensare alla possibilità, sia pure tenue, del peggio. Pensare al peggio e prepararsi a fronteggiarlo e a dominarlo è da forti. Riunirò le truppe qui disponibili in una massa di manovra; con essa punterò su Antalò-Debra Aila. Ras Mulughietà o accetterà battaglia o dovrà ritirarsi verso sud... Spero che si decida a combattere nel qual caso si tratterà di urUJ. grossa battaglia che io, assolutamente sicuro del valore dei nostri soldati, affronterò con estrema decisione. in tali condizioni assai più conveniente e redditizio mi appariva l'inseguimento affidato ed eseguito dall'aviazione."


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Prima l'arte - Dalla Campagna in Africa Orientale alla Guerra di Spagna

E poi ancora: "Ma tutto - tutto nel senso più ampio della parola - era da fare. Dall'attrezzamento del naviglio e dei porti alla costruzione delle strade, perchè circa mezzo milione di uomini, varie decine di migliaia di quadrupedi, varie migliaia di automezzi, milioni di tonnellate di materiali da guerra e di ogni altro tipo giungessero dall'Italia, sbarrassero, prosef{uissero, inerpicandosi sino sulle alte terre dell'altopiano. Dagli impianti di ogni genere, di ricovero, di vita, idrici e sanitari perch,è alle truppe nulla mancasse affinchè in relativamente buone condizioni di vita, potessero superare le fatiche ed i bisogni imposti dalla guerra, dal clima e dal terreno. Dagli impianti militari più svariati e perfezionati perchè tutti i moderni mezzi di guerra, abbondantemente impiegati sulla terra e nell'aria, trovassero Le loro basi e queste basi si spostassero tempestivamente colle truppe che incessantemente dovevano avanzare ... " (da un telegramma al Capo del Governo in data 31 gennaio 1936). L'organizzazione tecnica del Genio militare continuò a rimanere in efficienza, anche dopo la conclusione della Campagna, con la struttura delle direzioni lavori, sia fiancheggiando l'opera della Azienda Autonoma Strade Statali (A.A.S.S.) che operando in proprio. Anzi, la struttura tecnica del Genio militare fu addirittura rotenziata sollo la spinta instancabile del Generale Stefano DEGTANT, che, con wmpetenza ed abilità, ne perfezionò le modalità di intervento, dovendo affrontare e risolvere il problema della rete viaria del nuovo territorio, secondo i preci si ordini ricevuti dal Governo centrale. E' infatti da ricordare che, contemporaneamente alle operazioni denominate di "polizia coloniale" e destinate a completare l'occupazione dell'Etiopia, il Genio dovette provvedere a rilievi, studi e progettazioni di ponti e strade per realizzare, secondo la volontà espressa dal Capo del Governo, una rete di comunicazioni che consentisse il movimento di qualunque mezzo, con qualsiasi condizione meteo, sul1'intera area dell'Africa Orientale divenuta italiana. Questa rete viaria doveva sovrapporsi a quella realizzata nel corso della Campagna, aumentandone le caratteristiche di percorribilità, e doveva completarla per attraversare tutte le regioni e raggiungere con opere pennanenti quelle non ancora collegate. Le maggiori difficoltà furono rappresentate, ancora una volta, dal superamento dei corsi d 'acqua, per le loro particolari caratteristiche, dalla penuria di materiali lapidei e dalla onerosità di trasporto del ferro per il cemento armato. Fu, tra l'altro, eseguito il collegamento stradale con iI lago Tana6, per la cui costruzione si distinse il 3° Reggimento Centurie Lavoratori. La strada fu costruita in un mese, dal 17 6

Nel 1936 non esisteva navigazione fluviale e lacuale ad eccezione di un servizio di motobarche che veniva effettuato sul lago Tana, Ira Gorgorà e Bahar Dar, ed un percorso di 1.388 chilometri affi dalo a piccoli battelli che collegavano due località poste sulle rive del nume Baro: Gambéle e Khartoum.


( ·,,,,. III - Auività operative conclusive della Campagna in Africa Orientale ed organizzazione logistica

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aprile al 18 maggio 1937, nonostante si dovesse superare una enorme difficoltà rappresentata dalla balza dei monti Uclehefit, che presentava pareti di roccia basaltica, verticali, dell'altezza di 500 metri, sulla quale vi era l'omonimo villaggio a quota 2.835. I minatori del Genio dovettero prima aprire un sentiero nella roccia stando sospesi alle corde per ricavare punti d'appoggio, poi allargarli per ricavare piazzuolc di partenza per l'apertura della sede stradale. Venne redatto ed attuato un nuovo piano regolatore per la Capitale, dove furono costruiti: il palazzo del Viccrè, la casa degli italiani, la nuova stazione ferroviari.a, la nuova caserma dei Vigili del fuoco, la nuova stazione radio in permanente colleganie nto con Roma e furono rifatti il Ghebì imperiale , la rete stradale e quella dei scrv1z1. Tulle queste opere ed altre ancora furono impostate, dirette e seguite dal ( ;enerale Stefano DEGIANI, uomo di elevate qualità profcssionali e cli eccelse virtù, che, giunto in Africa Orientale il 7 giugno 1936, come eletto, vi rimase fino a luglio 1938, allorchè, promosso Generale di Divisione per meriti eccezionali, su proposta dd Vicerè, rimpatriò. Ma, dopo soli due mesi di permanenza in Italia, fu inviato nuovamente ad Addis Abeba per proseguire l'opera iniziala. Una menzione particolare meritano i numerosi decorali al Valor Militare (allega10 n . 43) che testj monian o l'eroismo con c ui si sono battuti i mi lit.ari italiani , nazionali cd indigeni , in I.erra d' Africa. Infine non si possono dimenticare i contr ibuti dati dall ' Aeronauti ca e dall a Motorizzaz ione, s ia perch6 il loro apporto fu rilcvaJJlc e sia perché cntnunbc erano nate dall'Arma del Genio, di cui viene tracciata questa parte di storia. Sia l'una c he l'altra emersero durante la Campagna e di esse si sperime ntò il potenziale in azioni di guerra . Le forze aeree intervennero massicciamente con bombardamenti strategici e tattici, con ricognizioni , con azioni di appoggio, con azioni di protezione alle colonne e ncll'inseguimcnt.o del nemico. La Motorizzazione fu impiegata a massa, per la prima volta in guerra, effettuando ininterrottamente trasporti cli materiali per rifornire , a distanza di centinaia di chilometri dalle basi logistiche, le colonne in marcia e per trasportare le I.ruppe , ove le rotabili lo permettevano, consentendo la necessaria mobilità e l'alimentazione continua della battaglia. Iniziava, così, la sperimentazione cli quella che divenne poi , con il secondo conflitto mondiale, la guerra di movimento.


SECONDA PARTE

LA GUERRA DI SPAGNA


CAPITOLO IV

LA GUERRA CIVILE IN SPAGNA

I. ,-, .ì .

-1.

La situazione in Spagna L'ambiente geografico Sintesi dello svolgimento della Campagna La presenza italiana


( ·1111.

IV - Ln guerra civile in. Spagna

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I. LA SITUAZIONE JN SPAGNA_ ,1) Le cause del "pronunciamento" del 17 luglio 1936.

Nel luglio del 1936 la situazione, in Europa, sembrava improntata ad una appare nte distensione, mentre i Governi continuavano a seguirla con molta attenzione, poiché non mancavano i motivi di apprensione. In questa atmosfera di calma generale esplose improvvisamente, il 17 luglio, la notizia del "pronunciamento" 1 avvenuto nel Marocco spagnolo, ad opera dei (;enerali Josè SANJURJO, Emilio MOLA e Francisco FRANCO (allegato r1. 44). Esaminiamo ora le cause di un tale evento, in relazione alla situazione esistente in Spagna ed a quella internazionale. Le elezioni del 12 aprile 1931 avevano provocato la caduta della monarchia, l'esilio volontario ciel Re Alfonso XJTT di BORBONE e la proclamazione, il 14 aprik, della repubblica. Il panorama politico espresso dal voto era costituito eia una moli itudine di partiti di varie tendenze politiche, che andavano dai monarchici e dai conservatori di destra, ai centristi mode rati , all'arcipelago della sinistra, formato da radicali , repubblicani di sinistra, socialisti, comunisti di osservanza sovietica , dissidenti comunisti antistalinisti e trosckijsti cd infine anarchici. Erano queste, per lo p1u, formazioni politiche 11011 molto consistenti con la sola eccezione del Parlilo Socialista Operaio Spagnolo (P.S.O.E.) e della Federazione Anarchica Tbe rica (l•.A.l.), alle quali facevano capo, rispettivamente, la Uniòn Generai dc Trabajadorcs ( lJ .G .T.) e la Confcdcratiòn Nacional de Trahajo (C.N .T.). li quadro politico generale era reso più instabile dalle tendenze nazionali ste cd au tonomiste di alcune regioni (Catalogna, Asturie e Paesi Baschi). Il Governo repubblicano di Niceto ALCALA' ZAMORA Y TORRES 2 , che s ubentrò ai governi dittatoriali dei Generali Miguel PRIMO de RIVERA (allegato n. 45) e Dàmaso BERENGUER, ai quali il Re aveva affidato il governo del Paese, è quello successivo di Manuèl AZANA, potevano definirsi inizialmente di centrosinistra, ma and arono spostandosi sempre più a sinistra con successive riforme politiche e sociali. All'inizio non trovarono opposizione neanche da parte dei militari, finché la promulgazione di leggi contro la proprietà terriera, il clero, le scuole confessionali ed alla fine contro le forze annate, diede inizio a reazioni sempre maggiori. Nel 1933 una coalizione di centro-destra, costituita dai radicali, dai partiti autonomi della destra legalitmia (CEDA), dai partiti monarchici e dalla Falange, ottenne un buon successo elettorale e una volta al Governo diede inizio ad una contrari-

1 II "pronunciamento" è una rihellione di capi militari, gcncralmcnle con intenti politici, di matrice sud-americana. 2 Nato a Priego il 6/7/1877, morì a buenos Ayrcs il 18/2/1949. Era un cattolico moderato, fu eletto Presidente della repubblica nel 1931 e fu deposto dalle Curi.es nel 1936.


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Carta Spagna - Sevilla.

Seconda Parte - La Guerra d i Spaf!,na


C111,. IV - La guerra civile in Spagna

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l'orma che provocò una reazione violenta delle sinistre e l'assunzione del potere da parte del Fronte Popolare dopo le elezioni del 16 febbraio 1936. Ciò fu reso possibile anche per effetto di una Legge, voluta dalle sinistre , secondo la quale veniva attribuito l' 80% dei seggi in Parlamento alla coalizione che avesst: ottenuto il 50% dei voti. La situazione politica internazionale, apparentemente calma, nascondeva malesst:re diffuso e comportamenti di vigile attesa; il prestigio della Società delle Nazioni e ra notevolmente diminuito; l'Europa temeva le mire espansionistiche della Germania, che, seguita dall'Italia, diveniva sempre più aggressiva; in Francia si instaurava, nel maggio del 1936, un Governo di fronte popolare; in Gran Bretagna il <.;overno conservatore non mostrava simpatia per quello francese. In questa atmosfera, e sotto la spinta prerivoluzionaria della sinistra, indubbia1ncnte sostenuta dalla vicina Francia, legata, fra 1'altro, da un trattato di amicizia alla l{ussia sovietica, la parte più tradizionalista delle forze armate, ovviamente più ostiIL: al fronte popolare, preparò i piani di una insurrezione. Questa, predisposta per maggio, dovette essere rinviata, ma prese ancora maggior vigore a causa del progressivo aggravarsi della situazione. Infatti, sotto la pressione esercitata dagli anarchici sui socialisti, il potere andava spostandosi sempre più a sinistra. Poiché si mormnrava con insistenza che le "olimpiadi popolari" di agosto, organizzate a T3arcc llona, cui erano state invitate personalità della sinistra rivoluz ionaria internazio11alc, sarebbero state il pretesto per una presa di possesso violenta del potere , i militari decisero di anticipare J'jntcrvc nto a lug lio. Dopo l'assassinio cli Josè CALVO SOTELO, deputato liheraldemocratico del blocco nazionale, avvenuto il 13 luglio, fu deciso che l'azione avrebbe dovuto svilupparsi in varie provincie, il 18 luglio, con l'occupazione dei centri maggiori e delle basi n;tvali, ed avrebbe dovuto prevedere la marcia di alcune unità militari su Madrid. Ma le cose non anelarono come programmato. li "pronunciamento" in Marocco ru anticipato di un giorno, per un errore; in molti centri del Paese non avvenne nulla; in altre località la rivolta fu repressa per la scarsa pa1tecipazione dei rivoltosi. Le forze marocchine, che avrebbero dovuto agire soltanto nella regione d'oltremare, assunsero, perciò, la funzione principale e divennero la massa d'urto più compatta . Appena due giorni dopo il "pronunciamento", e cioè il 19 luglio, il Governo di Cas,u-as QUIROGA, non .:mcora convinto della gravità degli eventi, ma incapace di fronteggiarli, dava le dimissioni. Lo stesso giorno il nuovo Capo del Governo di Fronte popolare spagnolo, Josè GlRAL, inviava al Capo del Governo francese, anch'esso di Pronte popohu-e, il seguente tele!:,•nunnm: "Colti di sorpresa da un pericoloso colpo militare, La preio di aiutarci immediatamente con armi ed aeroplani. Fraternamente suo GIRAL" Sempre il 19 luglio iniziava la distribuzione di armi agli appartenenti al Fronte popolare ed ai sindacati, che diedero subito inizio alJa costituzione cli milizie ann ate che cominciarono ad occupare terre e fabbriche ed a controllare le banche. Membri di queste milizie entrarono nei Consigli cli amministrazione delle industrie e delle Società finanziarie.


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Seconda Parte · La Guerra di Spagna

A Madrid e Barcellona il tentativo insurrezionale fu represso dalla Guardia Civile; a Cartagena, principale base navale, equipaggi ed operai dell'arsena le s i impadronirono delle navi ed uccisero quasi tutti gli Ufficiali; l'Aeronautica si schierò quasi integralmente con i repubblicani. La mancata assunzione del controllo di tutto il Paese da parte dei nazionalisti, nei primi giorni dell'insurrezione, e la contestuale impossibilità, da parte dei repubblicani, di soffocare la rivolta, in una situazione di sostanziale equilibrio, dovevano portare fatalmente alla guerra civile. A sua volta il Generale Prancisco FRANCO, fin dallo stesso giorno 19, rivolgeva dal Marocco pressanti appelli ai Governi italiano e tedesco per la cessione di aerei da trasporto necessari al trasferimento dcll' Armata d'Africa sul territorio metropolitano spagnolo, stante l'irnpossibiUtà di movimenti via mare, poiché lo stretto di Gibilterra era controllato dalla marina repubblicana spagnola. Con le richieste di aiuti militari internazionali avanzate da entrambi i conlenclenli, la guerra civile spagnola veniva ad assumere, eia fatto interno, carattere internazionale. b) Le attività cli sostegno alle parli contrapposte. Di propria ini ziativa il Komintern 3 ed il Profi lern 4 si atlivarono immediatamente :1 favon~ dei repubbl icani ed , in partico lare, elci comunisti sp:1gnoli . li 2 1 cd il 26 lugli o i dirigenti de i due o rganismi s i riunirono a Mosca cd a Praga per decidere le azio ni da intraprcndcrc con urgenza nd Paesi in cui vi erano propri rap presentanti . Le conclusio ni furono che si dovessero porre in essere le seguenti azioni di appoggio al governo repubblicano spagnolo : raccolta di viveri e fondi tra gli iscritti al partito cd ai sindacati; costituzione, a Parigi, di una grande base logistica, con attività di propaganda , di raccolta di fondi e quale centro cli reclutamento cli volontari; ristrutturazione della sezione spagnola ciel Komintem, alla quale dovevano affluire: Erno GUERE, ungherese, per il controllo dei comunisti catalani ; Jacques DUCLOS , francese , quale consigliere militare delle formazioni volontarie che si anelavano formando; e gli italiani Vitlorio VIDALI e Palmiro TOGLIATTI5 , cervello politico del Komintern, che, con lo pseudonimo di

3.Komintern

è l'abbreviazione del russo Kommunisticeskij lnternazional, denominazione della

"Tcr~.a Tnt.crna~.ionalc comunist.a" cd t'.: organo di coonlinamcnlo dei pari.il.i comunisti dei vari P aesi del

mondo. Fu fondata a Mosca al Congresso del 6/3/1919, su iniziativa di Nicolaj LENI N e Lev Davidovic TROTZKI.I, e registrò l'adesione di più di 60 partiti rivoluzionari i. Sotto la spinta del nazifascismo, nella seconda metà degli anni trenta, propugnò la politica dei fronti popolari e si adoperò per la costituzione di "Brigate internazionali" in Spagna. 4 Organo di coordinamento dei sindacati comunisti esistenti nei vari Paesi. 5 Palmiro TOGLIATTI, nato a Genova nel 1893 e morto a Jalta nel 1964, si era laurealo in giurisprudenza a Torino nel 1911. Da giovane era stato in contatto con Antonio GRAMSCI ed ebbe po i una pari.e rilevante nella fonda zione del Partilo comunist.a italiano, del cui Comitato centrale divenne membro nel 1922. Nel 1937 fu eletto Segretario dell'Internazionale.


( ·"I'· IV - Li.1 guerra civile in Spaina

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Alfredo aveva il compito di impostare e dirigere la politica e la strategia del partito; Luigi LONGO, per organizzare le Brigate internazionali nel campo di Albacete; il Generale BAJIN, per l'organizzazione militare. Le Brigate internazionali, che erano agli ordini del Generale sovietico Emilio KLEBER, alias "STERN", che scomparve a luglio del 1937 senza lasciare tracce, e rano costituite in gran parte da profughi di vari Paesi, che avevano trovato asilo in Russia. Inoltre vi erano elementi di formazioni regolari dell'Armata rossa e della polizia politica, che operavano nelle retrovie, per la preparazione tecnica e poli6ca. li 21 luglio un mercantile mmato russo e navi governative spagnole spararono rnntro le fortificazioni di Ceuta (Marocco), ma la Pravda smentì energicamente la 110Lizia. Gli Stati Uniti avevano dichiarato la loro nculralilà, ma non nascondevano simpali e per i repubblicani; il Messico si dichiarò disponibile a fornire materiali d'ar111,m1ento, mentre Brasile, Cile e Portogallo dichiararono ape,tamcntc di voler ;1ppoggiarc i nazionalisti. L'Inghilterra, preoccupata di non turbare il precario equilibrio internazionale, dichiarò, fin dai primi giorni dell'insurrezione, la sua neutralità ne i confronti delle cl11c p:irti in lolla, sostenendo tale atteggiamento con tutti g li a ltri Stati. 11 Govt:rno francese di Leon BLUM avrt:bhe voluto aderire irmncdialamcntc alla richiesta di ai uti del Governo spagnolo rna ne fu sconsigliato da que llo conservatore ing lese di Stanlcy BALDWlN, per ev itare l'internaz ionalizzazione della guerra civile. La rrancia si fece allora promotrice della cosl.iluzi<me di un "Comitato di non i11J<'lwmto " internazionale, cui aderirono la Germania , la Gran Bretagna, la Russia, l'Italia e, naturalmente, la Francia. La presidenza fu affidata alla Gran Bretagna. Ma, a fronte degli impegni ufllciali presi, queste nazioni, eccettuata la Gran Bretagna, presero a fornire aiuti militari., più o meno mascherati, alle due parti in lotta. La Francia, per p1ima, inviò ai repbblicani 30 aerei da bombardamento e da ricognizione , 15 da caccia e IO da trasporto e da addestramento e costituì sul proprio terril·o rio centri cli reclutamento di volontari francesi e stranieri. Naturalmente furono :1pertc le frontiere con la Spagna per il transito di mezzi e personale. TI Governo tedesco inviò, il 29 luglio, 30 aerei da bombardamento e trasporto Junker 52. Il Governo italiano, che in un primo momento non aveva aderito alle richieste del Generale FRANCO, il 30 luglio trasferì in Marocco 12 aerei da bombardamento e lrasporto, Savoia Marchetti 81 , con equipaggi militari in abiti civili, per trasferire dall'Africa in Spagna le truppe franchiste. Il 5 agosto, sempre il Governo tedesco inviò altri aerei con personale militare e lccnici civili. In Germania furono create le "Compagnie commerciali HISMA e ROWAK" quale copertura per 1' invio di aiuti alla Spagna. Il 6 agosto Nicolaj SHVERNIK, segretario generale dei Sindacati russi, annunciò che i lavoratori avevano raccolto 12 milioni di ruhli quale aiuto al Governo spagnolo.


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Seconda Parre - La Guerra ,ii Spagna

Il 27 agosto ritornò in Spagna l'Ambasciatore sovietico, Marcel ROSEMBERG, che, nel 193 l , era stato allontanato per disposizione del Governo retto da Alcalà ZAMORA. Con lui giunsero il Genernle Ivan Antonovic BERZIN, noto con il nome di GORIEV, quale addetto militare, che diverrà da lì a poco il Consigliere militare del Governo repubblicano, ed Antonov OVSCENKO, quale Console generale in Catalogna. Alla fine di agosto i Governi di Roma e Berlino decisero di inviare due missioni militari presso i nazionalisti, per seguire da vicino la situazione e segnalare quale ulteriore appoggio fosse possibile dare alla causa franchista. Il 1° settembre partirono per Tangeri i Tenenti Colonnelli Emilio FALDELLA, capo designato della Missione militare italiana in Spagna (NMIS) e Walter WARLIMONT, dell'Esercito tedesco, che, il successivo giorno 6 , furono presentati al Generale FRANCO nella località di Cacères, capoluogo di provincia e ciUà più importante dcll 'Estremadura, ad oltre 60 eh ilometri dal confine con il PortogaJJo, sulla strada per Patima, ed a 270 da Siviglia. MUSSOLINI aveva affiancato, al Tcn. Colonnello FALDELLA, quale "osservatore", il Generale Mario ROATTA, Capo del Servizio Informazioni Militari (S.l.M.). li 21 seUcmbre Josif STALIN accolse quanto gli propose il suo ambasciatore a Madrid , richiamandosi alle azioni programmate nel luglio precedente a Praga e cioè di incaricare il Komintern di costituire "Brigate internazionali" t:011 gli antifascisti di tulli i Paesi europei e c.;on i fuorusciti stranieri esuli in Unione Sovietica. Il Centro di inquadramento di tali Brigate fu costituito a Parigi alla fine dello stesso settembre 1936. Esso era diretto da Giulio C.ERRETI, il quale era c.;oadiuvato da Giuseppe DI VlTTORlO (nome in codice: Nicoleui) e da Luigi LONGO (nome in codice: Gallo). Quest'ultimo, insieme a Vittorio VIDALI (noto come comandante Carlos), sarà a Guadalajara, 1'8 marzo 1937, con il Battaglione "Garibaldi", quale Commissario Ispettore delle Brigate lntemazional i_ A queste Brigate affluirono anche volontari americani e sudamericani , oltre che europei. e) L'assunzione del potere da parte del Generale FRANCO. NelJ'ultima settimana di luglio la Spagna era già piombata nella guerra civile, con scontri che avvenivano tra le opposte formazioni un pò dappertutto. 1112 settembre il Generale Fnmcisco FRANCO fu nominalo capo del Comando unificato deJla Giunta militare insediatasi a Burgos, che, il giorno 30, lo nominò Generalissimo e Capo dello Stato. 11 l O ottobre FRANCO si stabilì a Burgos e trasformò la Giunta in Governo dello Stato spagnolo, procedendo ad alcune nomine delle alte cariche dello Stato e trasferendo il suo Quartier Generale da Càceres a Salamanca. li 16 ottobre convocò i Tenenti Colonnelli WARUMONT e .FALDELLA per sollecitare aiuti dai rispettivi Governi e comunicò loro che erano appena giunti a Cartagena, con la nave sovietica "Colfonal", 14 Uffici al i e parecchi militari russi, 50 carri armati ed altri automezzi e materiali.


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

Il 25 ottobre un mercantile, partilo da Cartagena per Odessa , trasportò in Russia più della metà della riserva aurea della Spagna, prevalentemente in sterline oro, corrispondente ad ollre un milione e mezzo di pesetas. Subito dopo navi russe partirono alla volta della Spagna trasportando: aerei , carri armali, artiglierie, grano, carburante, armi, bombe, esplosivi, ecc_ Il 18 novembre ci fu il riconoscimento del Governo Nazionalista di Burgos, quale unico Governo spagnolo, da parte cli Italia e Germania_ Valutato l'enonne peso che andava assumendo, in uomini, armi e materiali , l'aiuto del mondo comunista ai repubblicani , MUSSOLINI convocò, il 6 dicembre 1936, i vertici delle forze m-mate italiane per esaminare la situazione e decidere l'incremento del sostegno militare ai nazionalisti anche mediante l'invio di unità organiche nonché le modalità per il loro inquadramento, poichè FRANCO pretendeva che il rnmando italiano dovesse essere limitalo a livello di Compagnia. Ma questo era soltanto uno degli argomenti in discussione e cli esso si parlerà in seguito . Naturalmente il Comitato di non intervento , di cui si è già detto, continuava a dimostrarsi inutile , dato che le sue decisioni venivano regolarmente ignorate e l'afflu sso dei volo ntari continuava massiccio sia da una parte che dall ' altra . Della sua entitt1 non si può avere una nozione abbastanza attendibile, in quanto in e ntrambi i campi regnava una certa confusione, accresciuta dalla presen za delle mo lte milizi1,; che s.i erano andate man mano costitue ndo. Una vittima illustre elci tribunali del popolo che imperversavano nel Paese e che e mcuevano, dopo processi sommari , condanne capitali , fu, a lla fi ne del 1936, Josè Antonio PRIMO DE RIVERA (allegato n . 46). Sul piano de lla politica interna, il 19 aprile 1937 .il Generalissimo FRANCO attuò un'operazione che gli diede il controllo completo de1Je formazioni politiche esistenti nel territorio da lui controllato, costituendo la " Falange E::,paiiola tradicionalista y de las .luntas de ofensiva iiacional sindacalista", con la fusione di tulle k formazioni politiche monarchiche, repubblicane , fa\angiste e tradizionaliste . Con questa operazione mise fine alle beghe interne cd assunse il conti-ollo assoluto del Paese.


( '11p .

IV - La guerra civile in Spagna

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2. I,' AMBIENTE GEOGRAFICO. Trattandosi di un Paese europeo abbastanza conosciuto il richiamo alle caratte1isl iche geofisiche, per dare una visione sufficiente del teatro operativo, sarà alquanlo succinto. La Spagna occupa 1' 84% della penisola iberica, all'estremità sud-occidentale tkll'Europa, bagnata a nord ed a sud ovest dall'Oceano Atlantico , e ad est cd a sud csl dal mar Mediterraneo. TI restante 16% costituisce lo Stato del Pottogallo. Dello Stato spagnolo fanno parte le isole Canarie, nell'Oceano Atlantico, e le isole Baleari, nel Mediterraneo. La penisola iberica è unita al continente da un istmo lungo poco più di 400 chilo rnelri, occupato per la maggior parte dalla catena montuosa de i Pirenei . Alla s ua L'S lremitù meridionale trovasi il promontorio di Gibilterra, diviso da uno stretto dai 1crritori africani del Marocco, che all'epoca era un Protettorato spagnolo. La struttura orografica della Spagna è costituita da un vasto altopiano centrale, la Mcseta, delimitato a nord cd a nord est dai rilievi dei monti Cantabrici cd Iberici ed ; 1 sud dalla cordigliera Retica. La Meseta è, a sua volta, divisa in due grandi zone da 11 11 sistema montuoso centrale, con andamento grosso modo Est-Ovest, costitu ito d,dl c Sierre di Guadarrama, Lii Un:tlos e di Gala. Le zone pianeggianti di una certa importanza sono costituite a nord est, in Aragona, dalla valle dell ' Ebro, arida cd a c lima continentale , ed a sud, in Andalus ia , dalla valle del Guadalquivir, fertile cd ampia. Le coste, il cui sviluppo complessivo è di circa 4.000 chilometri, sono a spre lungo il golfo di Biscaglia, frastagliate nella Galizia, basse e sabbiose in Atlantico verso Gibilterra, varie ma in genere basse nel M editerraneo. ldrograficamente la Spagna ha una serie di bacini idrografici che vanno dal cen1ro alla costa atlantica (i fiumi Du1.:ro, Tago, Guadiana e Guadalquivir) e verso il Mediterraneo (Ebro). Completano il quadro alcuni corsi d'acqua minori quali il Mifio, il Segùra e lo .Tùcar. Il clima è asciutto sull'altopiano interno, con freddo intenso nella stagione invernale e caldo soffocante d'estate, mentre è umido nelle zone costiere atlantiche e secco e caldo in quelle mediterranee. Madrid, in riva al fiume Manzanares, è al centro della Spagna nella Nuova Castiglia, a 650 metri sul livello del mare e si trova alle pendici della Sierra Uuadarrama. Essa è il nodo dì irradiazione di tutte le comunicazioni stradali e ferroviarie del Paese. Nel 1936 la popolazione spagnola era di 26 milioni di abitanti, compreso il milione e 200.000 abitanti delle Colonie.


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Cap. IV - La guerra civile in ~ìJapia

1. SINTESI DELLO SVOLGIMENTO DELLA CAMPAGNA.

a) Le forze contrapposte. La guerra di Spagna non ebbe un fronte unico con una netta separazione fra i contendenti, ma fu costituita da una serie di fatti bellici che si svilupparono, si spensero e si reiterarono in varie patii del Paese, a volte contemporaneamente e spesso intervallate a periodi di assestamento. Le azioni nazionaliste, sopratutto inizialmenle, non erano coordinate eia un Comando centrale ma affidate alle iniziative dei Comandi esistenti in ciascun settore. Per i repubblicani la situazione era anche peggiore, per la mancanza, pure localmente, di organi decisionali e perché le molte formazioni armate, di varia estrazione, natura e provenienza, agivano autonomamente. All'origine erano schierate in campo le seguenti forze: I•orze di terra - Esercito (allegalo n. 47) - Guardia Civi16 - Guardia dc Asalto7 Carabincros8 - Requetès9 - Volontari miliziani - Truppe d' oltremare 'fotali Marina - Corazzate - Incrociatori - Cacciatorpediniere - Torpediniere - Cannoniere - Guardacoste - Sommergibili

nazionalisti 30.000 14.000 10.000 6 .000 6.000

repubblicani 36.260 20.000 25.000

400.000 30 .000 96.000

4 8 1.260

1 2

I 3 4 4

8 5

1 5 6

Aeronautica - Aerei efficienti 20 I00 Le truppe d'oltremare, indicate nello specchio che precede, erano dislocate in Marocco, mentre nelle colonie e nelle isole erano dislocate unità minori.

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Forza di polizia militarizzata con compiti di ordine puhhlico. Comprendeva anche il Cuerpu de Seiuridad ed era un corpo di polizia urbana , costituito nel 1932 con elementi di sicura fede repubblicana. 8 Corpo militare alla vigilanza nei porli ed ai posti di confine. 9 Unilì1 paramilitari della fazione monarchica earlista, fautrice del ramo cadei.I.o dei Borbone. 7


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

L'esercito del Marocco era dunque costituito da: Legione straniera, denominata "Tercio cxtranejro", su 6 Battaglioni, 12 batterie e 2 gruppi di Aviazione; "Regularcs indigenos" su: 1 Compagnia cd I Squadrone delJa Guardia Califfana, 5 Gruppi Rcgu]ares, ciascuno di 3 "Tabor" 10 di fanteria ed 1 di cavalleria, 5 "Mehalle calif.fane", formate come i precedenti gruppi; "Cacciatori d ' Africa" su 8 Battaglioni. Di queste forze soltanto il Tercio ed i Rcgulares, portati frattanto a 35 Tabores , raggiunsero la Spagna.

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b) La successione delle grandi battaglie. Con le note che seguono si è tentato di dare un quadro, sufficientemente aderente anche se alquanto sintetico, dello sviluppo della Campagna, per consentire una visione più chiara degli episodi trattati in seguito. Alla data del 21 luglio 1936 i nazionalisti occupavano, all'incirca, la metà del territorio spagnolo ed in particolare: il territorio compreso lra la linea: Yalencia de Alcàntara (nei pressi della frontiera con il Po1t ogallo) , Càceres , Canaveral, Plasenecia , Bèjar , El fiarco dc Avila, S. Martin de Valdciglesias, Sierra de Guadam1ma, Scgo via, Atienza , Ariza, Ca latayud, Baroca , Calamocha, Monreal de l Campo, Santa Eulalia, Puerto de Eseandò n, Montalbim, Bclehite , Pina, Huesca , Monte Pcrdido (nei Pirenei); e la linea: Roncesvalles (nei Pirene i), Pamplona, Jrurzun , Vitoria, Pue1to del Escudo , Reinosa, Pena Priela, Pola dc Ce na , Picos de Marnprodc, Pciia Uhina, Salas, Cost11 Verde; il territorio a sud della linea: I Iuelva, VaJvenk del C amino, Villanueva del rio y minas, Medina Az-Zarra, Cordoba, Fernàn Nufiez, La Rambla, Ecija, Osuna, Campillos, Loja, Pinos Puenle , Granada, Puerto del Suspiro del Moro, Alhama de Granada, Puerto de Las Pedrizas, Alora, Puerto del Leon, Rincon de la Victoria (Malaga); il territorio deJ Marocco , delle Canarie e delle Baleari (ad eccezione di Minorca) . Nell'isola di Maiorca, truppe repubblicane sbarcate nella seconda decade di agosto, furono costrelle a reimbarcarsi grazie anche all' intervento di alcuni aerei da bombardamento e da caccia, condotti da e4uipaggi in abiti civili, ceduti dall'Italia ai nazionalisti, cd all'operato del Console della M.V.S.N. Arcovaldo BONACCORSI, inviato da MUSSOLINI sull'isola con un gruppo di ardimentosi per organizzarvi una milizia falangista. Nell'occasione il Governo di Roma ribadì il concetto che questo gruppo sarebbe rima:slo sempre sotto l'esclusivo controllo operativo dell' Italia. Vi erano poi delle aree nelle quali i nazionalisti avevano preso il potere fin dall'inizio dello stato di beHigeranza e cioè all'atto del "pronunciamento". Queste isole

IO "'labor"era un'unili1 composta da truppe marocchine della forz.a di 225 uomini; in altri eserciti coloniali il nome simile di "Tabur " indica la Compagnia dei Reggimenti indigeni:


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Territori occupati dai nazionalisti.

e rano circondate dai territori controllati dai governativi. La più nota di queste, per l' eroismo dimostrato e la resistenza opposta, fu l'Alcazàr, fortezza edificata dagli arabi nel IX secolo nei pressi di Toledo. ln effetti akazàr, che deriva dall'arabo "al iasr", significa fortezza ed era sede, all'epoca, dell'Accademja militare. Al momento di cui si parla nell'Alcazar vi erano 150 Ufficiali, 160 soldati, 600 militari della Guardia Civile, 60 Falangisti, 8 militanti di Renovacion Espanola, 68 apppmtenenti alla Aciòn popular, 5 tradizionalisti, 15 indipendenti, 8 cadetti (poiché tutti gli alui erano in vacanza) e 400 donne con molti lxunbini, che avevano trovato rifugio nella fortezza. T1 Colonnello .Tosè MOSCARDO', Comandante dell' Accademia, vi aveva organizzato un centro di resistenza che ebbe vita fino al 28 settembre 1936, allorché la 5" Bandera del Tercio, avanguardia delle truppe del Generale Josè Enrique VARELA, la liberò. Durante il lungo assedio il figlio del Colonnello MOSCAR.DO ' fu fucilato dai repubblicani perché il padre non si era piegato alle minacciose richieste degli avversari che pretendevano la resa e la consegna delle armi. Un altro episodio va ricordato per rendere onore ad un geniere spagnolo: riuscendo vani tutti i tentativi di conquistare la fortezza, le truppe rosse minarono, dopo lunghi giorni di lavoro, uno spigolo della costruzione facendone crollare una patte e


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creandovi una breccia. li tentativo di penetrazione fu però frustrato dalla violenta ed improvvisa reazione dei difensori, perché il Tenente del Genio BARBER era riuscito a calcolare con enorme precisione gli angoli morti del raggio d'azione della mina, consentendo la realizzazione di una adeguata linea di resistenza. Alla metà di agosto del 1936 si realizzò il congiungimento tra le truppe nazionaliste del nord e quelle del sud con la conquista di Badajòz, capitale dell'Estremadura, che diede una certa unitarietà alla parte del Paese controllata dai nazionalisti e consentì agevoli collegamenti con il Portogallo attraverso il cui territorio affluivano gli aiuti tedeschi. Alla fine del 1936 i nazionalisti avevano ampliato il possesso del territorio verso sud-ovest. Fino a gennaio 1937 si susseguirono puntate nazionaliste, non riuscite, verso Madrid, mentre ebbero successo gli attacchi per la conquista di Jrun es_ Sehastian, nel golfo di Gua<,cogna; di Talavera de la Reina, nella Nuova Castiglia; di Teha, Antequera ed Huclva, in Andalusia; di buona parte della Galizia e di Toledo. TI 5 febbraio 1937 ebbe inizio la battaglia di Malaga, che terminò il 17 con la conquista della città da parte dei nazionalisti, e quasi contemporaneamente si sviluppò 1' offensiva del Jarama , a sud cli Madrid. Vi furono attacchi e contrattacchi a sud cli Bilbao; in Aragona, tra IIucsca e Teruel; nelle Sierre, tra Siguenza e Las Rosas; a Toledo ed a Granada. Dall'8 al 17 marzo 1937 vi fu, con esito negativo per i nazionalisti , la battaglia di Guadalajara. Dal 31 marzo al 3 luglio ebbero luogo le varie fasi dell ' attacco a Bilbao da parte . delle truppe del Generale FRANCO. Nei mesi di giugno e luglio 1937 vi furono operazioni offensive e controffensive in Estremadura. Tl 17 agosto ebbe inizio la battaglia di Santandèr, che si concluse il giorno 26 con la conquista della città da parte dei nazionalisti. A settembre ebbe luogo una controffensiva nazionalista in Aragona. Tra il 15 dicembre 1937 ed il 23 febbraio 1938 si ebbe una serie di attacchi e contrattacchi nel settore di Tcrucl e dcll' Alhambra. L'offensiva in Aragona, da Alcafiiz all'Ebro, si sviluppò tra il 9 marzo ed il 18 aprile 1938, giorno in cui i nazionalisti raggiunsero i sobborghi di Tortosa_ La battaglia del Levante, o offensiva su Valencia, iniziò il 23 aprile e si concluse il 25 luglio, dopo una lunga pausa tra il 24 giugno cd il 12 luglio, con la sconfitta dei repubblicani. Il 22 dicembre ebbe inizio la battaglia della Catalogna_ Il 5 gennaio 1939 i nazionalisti occuparono Borjas Blancas, località tra Lèrida e Tarragona, ed il 26 gennaio raggiunsero Barcellona. Il 28 marzo 1939 i nazionalisti entrarono a Madrid cd il 1° aprile conquistarono Alicanle, concludendo la guerra.


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4. LA PRESENZA ITALIANA a) Premessa La desnjzione degli avvenimenti , per quanto concerne la partecipazione italiana, è risultata non del tutto semplice in quanto influenzata da vari fattori. Fu ritenuto necessario, infatti, occultare l'azione del Governo, ponendo in essere tutti gli accorgimenti affinché la partecipazione italiana avvenisse come espressione di s ingoli individui o di gruppi di individui che, volontariamente, si recavano in Spagna per combattere a fianco dei nazionalisti. Gli elenchi degli isolati o dei gruppi di Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa venivano trasmessi dall'Ufficio Ordinamento del Comando del Corpo di Stato Maggiore con l'indicazione del nome della nave adibita al trasporto e de l giorno ed ora d'imbarco. Negli ordini era precisato che ognuno avrebbe dovuto dtirare i "noti documenti" dall'autorità militare del porto d'imbarco, a cui, nel contempo, dovevano essere consegnati: il certificato di viaggio, il libretto ferroviario, la tessera e qualsiasi altro documento di carattere militare. Lo stesso avveniva per i reparti che unitariamente si trasferivano in Spagna. Tra le altre raccomandazioni ve ne era una particolare (foglio n . 3 140 in data '.Yl/3/39 - allegato I - punto 4°): "li personole di /ruppa partente porti ol \'('uuito , opportunamente occultati, la Raveua, la tazza di [alta, il cucchiaio." Per il trasporto via mare vennero utilizzati i piroscafi: Fi renze e Fram:a Fassio, in partenza da Genova; Patti, Domine, Barletta , Toscana ed Umbria, in partenza da La Spezia; Adriatico, Aquileia e Gradisca, in partenza da Gaeta. In un secondo momento il contributo italiano si estese a forniture, anche ingenti, di materiali , che affluivano in Spag na in regime di semiclandestinità. Successivamente la partecipazione divenne sempre più massiccia cd uo mini e mezzi arrivavano come supporti per l'armata nazionalista . In questa fase i repa11i non avevano nomjnativi ma figuravano sempre come gruppi di volontari o aliquote, più o meno piccole, di "wecialisti", che venivano incorporati da reparti spagnoli. Infine, allorché furono trovati e pubblicizzati dai Repubblicani documenti con chiari riferimenti a reparti italiani, si venne allo scoperto. I reparti e le unità furon o chiamati con il loro nome, nell'ambito di una organizzazione militare italiana. Anche in quest'ultima fase non sempre né dovunque si ebbero: inquadramento di reparti italiani in maggiori unità italiane; - composizione omogenea dei reparti con personale esclusivamente italiano; dipendenza costante dei reparti dai Comandi italiani; inquadramento di personale italiano solamente in reparti italiani; settori o zone d'intervento affidati alla responsabilità dei Comandi italiani. b) Le predisposizioni Nel 1936 l'Italia, ancora fortemente impegnata in Africa Orientale, dove vasti


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Seconda Patte - La Guerra di SpaKtW

territori dell'Etiopia, infestati da bande armate, dovevano ancora essere occupati, attraversava un momento assai delicato poiché doveva mantener fede alle promesse di aiuto fatte al generale FRANCO. Nonostante le reali difficoltà il Governo italiano era riuscito ad inviare in Spagna, fino alla fine di novembre del 1936: un certo numero di "volontari" carristi ed artiglieri; 35 uomini della Missione militare; un gruppo di istrutlori, costituito da 36 Ufficiali, 55 Sottufficiali e 292 militari di truppa; una certa quantità di materiali d'armamento, di equipaggiamento e del Genio; munizioni, esplosivi e lanciafiamme; li personale, tutto operante nel Tercio, indossava uniformi spagnole della Legione. Fin dal 29 settembre 1936 era giunto, insieme a carristi cd artiglieri, un Plotone di Radiotelegrafisti, che doveva essere impiegato, evidentemente, per i collegamenti tra i reparti italiani. Come già accennato, il 6 dicembre 1936 MUSSOLINI, che oltre ad essere Capo del Governo era anche Ministro della Guerra, della Marina e cieli' Aeronautica, riunì i Sollosegretari dei tre Ministeri più quello degli Esteri ed il Capo del Servizio Informazioni Militari (SIM), per un esame approfondito deUa s ituazione in Spagna e per decidere sulla possibilità di incrementare g li aiuti , in uomini e mezzi, da fornire ai nazionalisti, in relazione alle notizie dei massicci contributi dati da moltissime nazioni , cd in particolare dall'Unione Sovietica, a ll a causa repubblicana. Alla riunione partecipò anche l'Ammiraglio Wilhclm CANARlS, Capo del Servizio Informazioni tedesco. Al riguardo si convenne di incrementare gli aiuti a FRANCO mediante l'invio di aerei da caccia italiani, risultati più veloci, e di bombardieri tedeschi, in grado di portare carichi maggiori di ordigni, nonché di aumentare la pressione dei sottomarini italiani sulle coste del Mediterraneo e di quelli tedeschi nel Golfo di Biscaglia, per l'interdizione del flusso di aiuti ai repubblicani. Contemporanemnente fu disposto il conferimento, al Generale Mario ROATTA, del Comando di tutte le forze terrestri ed aeree italiane operanti in Spagna e la designazione del Tenente Colonnello Emilio FALDELLA a suo capo di Stato Maggiore; mentre le forze operanti nelle Baleari continuavano a dipendere direttamente da Roma. Fu anche deciso l'invio in Spagna di forti contingenti di volontari per la costituzione cli unità miste italo-spagnole, di reparti di formazione e di unità organiche. Presso il Ministero degli Affari Esteri fu costituito un Ufficio "S" (Spagna), nel quale furono inseriti rappresentanti dei tre ministeri militari. Durante il mese di dicembre, mentre da tutta Europa si continuava a tuonare contro l'invio di personale e materiali alla Spagna, giunsero, attraverso la sola frontiera francese, non meno di 20.000 volontari, che andarono ad ingrossare le file dell'esercito repubblicano. Contemporaneamente 6.000 italiani sbarcarono in abiti civili da mercantili spagnoli nel porto di Cadice. Questi militari erano stati reclutati da


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un gruppo speciale di Battaglioni di Camicie Nere, che MUSSOLINI aveva creato per l'esigenza Spagna e che era stato poi trasformato in Centro di reclutamento. Alla fine dell'anno 1936 era giunto in Spagna il seguente personale del Genio: 1 Ufficiale superiore, 5 Capitani, 18 Ufficiali subalterni, 113 Sottufficiali e 731 militari di truppa, con il seguente materiale: 28 stazioni radio, di dieci 4 RSOC montale su automezzi, 4 stazioni fotoelettriche da 90 centimetri, 90 apparati telefonici e centralini, 375 chilometri di cordoncino telefonico. Il 9 gennaio l 937 il Ministero della Guerra diramò una circolare con la quale veniva disposto l'uso, per tutto quanto concernesse l'esigenza Spagna, di una tabella cifrante e di un frasario convenzionale, del quale si riportano alcune delle voci di uso più comune nell'allegato n. 48. e) La costituzione dei reparti Il 14 gennaio 1937, in vista di una prossima decisione del "Comitato di non intervento", giunse a Roma il Maresciallo dell'Aria tedesco Hermann GOERTNG per concordare i piaui degli aiuti a FRANCO. Fu deciso di attuare un programma minimo da completare entro il 31 gennaio ed uno massimo entro il 10 febbraio, sempre che non fossero intervenute dcterminazio11i ostativi:! da parlt:: del citato Comitato (allegato n. 49). GOERTNG precisò che la Germania si sarebbe astenuta dall'invio di repait i organ1c1. Il l 5 gennaio 1937 arrivarono a Cadice, tra gli altri, i seguenti repatti del Genio: la 15.1\ Compagnia Radiotelegrafisti ; 2 Compagnie miste del Genio.

Con l'afflusso in Spagna delle formazioni volontarie dell'Esercito e della M.V.S.N., a seguito delle decisioni adottate nelle riunioni, a Roma, del 6 dicembre 1936 e del 14 gennaio 1937, si ottenne che i volontari italiani partecipassero alle operazioni inquadrati in unità comandate da Ufficiali italiani, vincendo la resistenza di FRANCO che pretendeva che i reparti di livello superiore alla compagnia fossero comandati da Ufficiali spagnoli. Il 17 gennaio si costituì, a Siviglia, base di afflusso e di smistamento degli italiani, la l .I\ Brigata volontari, comandata dal Generale Edmondo ROSSI e formata da 3 gruppi Banderas 11 cd 1 Compagnia speciale mista del Genio, su 3 Plotoni Artieri ed 1 Plotone Telegrafisti. La Compagnia disponeva di: 2 carrette ausiliarie; 1 canetta speciale per il passaggio dei corsi d'acqua; 3 sezioni di parco artieri;

11 I gruppi Banderas erano equivalenti a Reggimenti, poiché la Randera, forte di 600 uomini, corrispondeva al Battaglione.


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3 passerelle numero l ; 4 compressori Diatto, completi di attrezzature pneumomeccaniche; I sezione di parco telefonico con 70 chilometri di cordoncino telefonico; l centralino; 6 stazioni fotoelettriche da 80 centimetri; 4 cassettinc telegrafiche. T1 18 gennaio giunse la IOA Compagnia mista del Genio ed il 31 gennaio un Nucleo intercettazione RT. Furono poi costituite 2 Brigate miste 12 , comandate dai Colonnelli Mario GUASSARDO cd Alessandro PIAZZONI, 2 Banderas autonome ed l Raggruppamento d'Artiglieria di Corpo d'Armata. Nei diari storici c'è notizia che il 3° gruppo Banderas, comandato dal Colonnello Carlo RIVOLTA, disponeva di l Plotone Artieri e di 2 stazioni RFI. Il 21 gennaio 1937 , mentre il Generale Mario ROATTA tempestava di solleciti il Ministero della Guerra e segnalava l'insoddisfacente livello addestrativo dei volontari, lo Stato Maggiore del Regio Esercito disponeva, con suo ordine n. 2150/369, la costituzione della Divisione di Fanteria "Volontari del Littorio" , ordinata su: 2 Reggimenti di Fanteria; 1 Reggi mento d ' Artiglieria; I Battaglione Mitraglicri ; 10° Reparto LC (chimico); 1 Compagnia mista del Genio; servizi: La Compagnia del Genio, costituita dal 10° Reggimento Genio di Santa Maria Capua Vctere , aveva una forza di: 5 Ufficiali, 217 Sottufficiali e truppa e disponeva dei seguenti mezzi: 1 autovettura; 5 autocarri pesanti; 8 autocarri leggeri; 8 autostazioni fotoelettriche da 90; 7 motocicli; 10 biciclette. La Compagnia era su: 2 Plotoni Artieii, ciascuno con passerella numero I ed l sezione di parco autocan-eggiata; 1 Plotone Telegrafisti; 1 Plotone misto Fotoelettricistì e Radiotelegrafisti. 12 Le Brigate miste erano formate da militari italiani e spagnoli soU.o comando italiano. E sse erano costituite da: 2 Reggimenti di Fanteria, ciascuno su 3 Battaglioni; 2 Gruppi di Artiglieria , ciascuno su 3 Batterie da 65/17; I Compagnia carri armati; 1 Compagnia del Cenio; servizi.


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La Divisione "Volontari del Littorio" iniziò l'imbarco a Gaeta il I O febbraio. Contemporaneamente erano partiti dall'Italia, con destinazione il Corpo Truppe Volontarie, i seguenti materiali: - 47 stazioni radio, 19 stazioni fotoelettriche, 90 apparati telefonici, 1125 chilometri di cordoncino telefonico. Alla fine di gennaio sbarcò a Cadice, e si trasferì poi a Siviglia, una Compagnia ciel Genio Artieri, comandata dal Capitano Oddo CASALOTTI, che aveva una forza di 5 Ufficiali e 275 Sottufficiali e genieri. Il reparto era su: l Plotone comando, agli ordini del Sottotenente di complemento Vincenzo MARZANO; I Plotone Trasmissioni, comandato dal Sottotenente di complemento Ciro ZUPPETTA; il I O Plotone Artieri, comandato dal Sottotenente di complemento Giovanni SERVENTI, il 2° Plotone Artieri, comandato dal Sottotenente di complemento Gaetano D'AMORE; il 3° Plotone Artkri, comandato dal Sollolenente di complemento Aldo DE BENEDICTIS. Questa Compagnia, costituita il 14 gennaio a santa Maria Capua Vetere (sede del 10° R eggimento genio), come 10" Compagnia mista de] Genio, aveva assunto successivamente le denominazioni di: Compagnia speciale mista del Genio, I A Compagnia mista del Genio e Compagnia Genio Artieri del CTV 13 . I suoi comandanti furono, dopo CASALOTTl, i Capitani Renato VALLI (fino al 30 settembre l 938), Eraldo CANESSA (fino al 31 ottobre 1938), Armando BALMAS (fino al 30 aprile 1939). Il 31 gennaio la T Brigata mista assunse la denominazione di "I Brigata Mixta Flechas Azules" e la Il queJla di "Il Brigata Mixta Flechas Negras". Il 3 febbraio si costituì la II Brigata "Volontari", ad El Burgos de Osma, mentre a La Viss Esteban si formò la lll Brigata "Volontari". A febbraio 1937, presso il Comando Base O.M.S. 14, vi era una Direzione del Genio, il cui Direttore era il Tenente Colonnello Romolo LASTRUCCT. Il suo

13 La sigla CTV indicava ini,-.ialmenle il Corpo Truppe Volontarie cd in seguito il Comando Trnppe Volontarie. 14 Lo Stato Maggiore del Regio Esercito aveva svolto una febbrile aUività organizzativa per quanto concerneva la questione spagnola, che aveva posto sotto l'etichetta "esigenza O .M.S. ", sigla che era l'abbreviazione di Oltre Mare Spagna.


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Seconda Par-te - T.a Guerra di Spagna

Gen. Rerli e Rergonzoli.

magazzino cominciò a fun/,Ìonare il 9 febbraio, ma per poco meno di un mese nel luogo di costitu7.ione, perché il 3 marzo l' intera Dire7.ione fu trasferita ad Aranda de Duero. L'8 febbraio 1937 fu disposto che il 10° Reggimento Genio costitui sse la J()A Se7.ione Potoelettricisti per servi7.io navale. Essa doveva passare a disposizione del Ministero della Marina, con destina7.ione Isole Baleari. Il _23 giugno dello stesso anno il personale fu tutto rimpatriato mentre i materiali furono lasciati agli spagnoli . In Italia, fin dalla metà di febbraio, era stata progettata la costituzione di un Corpo d'Armata speciale per l'esigenza Spagna, predisponendo la formazione di Battaglioni che avrebbero dovuto dar vita, in poche ore, alle Divisioni "Curtatone e Montanara", "Rubicone" e "Camicie Nere". Il progetto prevedeva la partenza in due scaglioni, che, dopo la traversata del Mediterraneo deJla durata variabile da 4 a 12 giorni, dovevano sbarcare a Burriana, Sagunto e Cullera. Il primo scaglione comprendeva 3 nuclei misti del Genio, uno per ognuna delle predette località, per eseguire lavori di facilitazione delle operazioni di sbarco. Il 15 febbraio 1937 le truppe italiane furono avvicendate da quelle spagnole e si trasferirono nella zona di Cordoba per un riordinamento generale che consistette principalmente in alcuni potenziamenti e ristrutturazioni di Comandi e reparti. d) La costituzione del Corpo Truppe Volontarie (CTV). Gli effetti di tale operazione furono i seguenti: tutto il complesso militare italiano, che andava ancora sotto il nome di Missione


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m ilitarc italiana in Spagna, assunse la denominazione di Corpo Truppe Volontarie, sempre sotto il comando del Generale ROATTA (allegato n. 50): furono potenziati: il Raggruppamento d ' Artiglieria pluricalibri, il battaglione del Genio, il Raggruppamento specializzali ( costituito da carri d ' assalto e motomitraglieri) e l'Intendenza, diretta dal Generale Carlo FAVAGROSSA (allegato n. 5 I); la Divisione " Littorio", comandata dal Generale BER- Gen. Francisci. GONZOLI 15, si aggiunse a lle forze in campo; questa Divi sione era hinaria , form:1ta, cioè, da: 2 Regg ime nti di Fanteria, I Reggimento d'Artig lieria su 2 Gruppi, 1 Battaglione cli assalto ed l Compagnia del Genio; fu costituito un Raggruppamento comandato dal Console Generale FRANC1SC1, riunendo due Gruppi autonomi di Banderas; furono costituite " Brigate, la Il e la TTI, che furono subito tras for mate in 2 Divisioni: la 2" Divisione "Fiamme Nere" , comandata dal Generale Amerigo Guido COPPI, e la 3" Divisione "Penne Nere", comandata dal Generale Luigi NUVOLONI; queste Divisioni erano costituite al 50% da Camicie nere; la I Brigata " Volontari" fu trasformata in I" Divisione "Dio lo vuole" e ne fu affidato il comando al Generale Edmondo ROSSI; il IV ed il V Gruppo Banderas, integrati con elementi spagnoli, passarono alle dipendenze del comando spagnolo; il Comando Genio del CTV costituì depositi centrali di propri materiali ed 1 laboratorio campale; il Comando Base O.M.S_ fu trasfonnato in Intendenza e ne fu nominato Direttore il Colonnello Michele SCAROTNA. Nel mese di aprile 1937 furono costituiti:

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Il Generale BERGONZOLl divenne, nel corso della guerra, assai temuto dal nemico , tanto che su di lui fu posta una taglia di 40.000 pesetas e sulla via di Santandcr fu aggredito da quattro sicari, che non riuscirono, però, nella loro impresa.


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I deposito centrale di materiali del Genio a Valladolid; l Centro Addestramento reparti specializzati; la Scuola Trasmissioni; l Battaglione motomeccanizzato; l'Ispettorato dei servizi di polizia. Frattanto continuavano a giungere in Spagna altri Ufficiali del Genio, tra i quali: il Capitano Mario BUOGO, il Tenente Luigi OILONE, il Sottotenente Mario BARTOLOZZT, il Maggiore Giovanni MANISCO, designato a dirigere la Scuola Trasmissioni di Almazan. Il 21 settembre, con foglio n. 2529, il Comando Truppe volontarie costituì un Battaglione Radiotelegrafisti, che, incorporando l'esistente Compagnia Radiotelegrafisti del CTV, divenne l'organo dei collegamenti del CTV. Il 28 settembre fu disposta, con foglio n. 2657, la costituzione dei Comandi Genio divisionali e delle Compagnie Artieri e Trasmissioni delle Divisioni, con decorrenza dal successivo 1° ottobre; per effetto di tale disposizione ogni Divisione "Volontari" ebbe: 1 Comando Genio con il seguente personale e mezzi: I Ufficiale, 1 Sottufficiale, 4 genieri, 1 autovettura, I bicicletta; 1 Compagnia Artieri con il seguente personale e mezzi: 5 Ufficiali, 8 Sottufficiali, 206 genieri, I moto, 1 autoveuura, 8 autocarri leggeri, 8 autocarri pesanti, 5 biciclette; 1 Compagnia Trasmissioni con il seguente personale e mezzi: 5 Ufficiali , 16 Sottufficiali, 191 genieri , 2 moto, I autovettura, 8 autocarri leggeri, 2 autocarri pesanti, 8 mototricicli, 13 biciclette. Altre unità e reparti furono successivamente costituiti, o sciolti, o accorpati secondo le esigenze imposte dall'evoluzione della Campagna, ma cli ciò si parlerà allorché tali eventi si verificheranno. e) I: addestramento La grande quantità di materiali italiani, sopratutto delle trasmissioni, affluiti in Spagna, mise presto in luce la necessità di provvedere all'addestramento del personale spagnolo che doveva impiegarlo e, in un secondo momento, a quello dei quadri, per ampliarne la conoscenza e le modalità d'impiego. Nel mese di marzo erano stati organizzati, con Ufficiali italiani del Genio e Chimici, corsi d'addestramento per specialisti e di perfezionamento per militari di truppa, sotto la direzione del Colonnello Mario ZANOTII e con sede a Burgos. Nel mese di aprile 1937 erano stati costituiti, come si è già accennato, il Centro di Addestramento per Reparti Specializzati e la Scuola Trasmissioni. Inoltre, con l'invio di personale italiano, che aveva il compito di istruire gli spagnoli, si era formato il Centro Istruzioni degli Ufficiali spagnoli (C.l.A .U.S.), dal quale dipendeva il Gruppo Ufficiali Istruttori ciel Genio. Questo Gruppo, che partì dall'Italia in abiti civili e con navi spagnole, giunse a Segovia il 6 giugno I 937 e venne diviso tra le


Cop. TV - /,a guerra civile in Spagna

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Accademie spagnole di Valladolid (Fanteria e Cavalleria), Segovia (Artiglieria e Genio) e Burgos (Genio e Trasmissioni). L' 11 settembre 1937 il Comando Truppe Volontarie aveva disposto, con foglio n. 2403, la costituzione di una Compagnia mista del Genio per le esigenze del Centro Addestramento Complementi. La Compagnia era su 4 Plotoni: 2 Plotoni Artieri, 1 Plotone Telegrafisti ed uno Radiotelegrafisti. Il 3 novembre il Gruppo passò alle dipendenze del Centro Addestramento Complementi, che frattanto aveva assorbito il C.l.A.U .S. li 15 maggio 1938, il Gruppo terminò la propria attività e redasse un 'ampia e dettagliata relazione. A Civitavecchia, presso le Scuole Centrali, erano stati organizzati corsi d'addestramento per Ufficiali in congedo di Fanteria, Artiglieria e Genio, da destinare al Comando Truppe Volontarie. A novembre fu costituita, presso l'Accademia di Burgos, I Compagnia mi sta 16 Genio Scuola, che aveva tre sezioni di parco, una per ciascuna specialità, ed era inquadrata da personale italiano. Nel mese di aprile dell'anno successivo questo reparto fu sciolto e fu sostituito da una Compagnia del Genio spagnolo, dipendente direttamente dalla "Comandancia Generai de Tngenieros". Infine il C.C.A. si trasformò in C .T. (Centro Tstruzioni), che, il 16 lug li o 1938, distaccò il personale istruttore in parte all'Accademia di San Scbastian cd in parte, il I O agosto, ali ' Accademia per Sottufficiali di Zaragoza. A Ila fine del mese di febbraio 1939 il G ruppo dei IO istruttori risultava così ripartito: 3 al Comando del Gruppo, a Burgos; 3 a San Sebastiano; 4 a Zaragoza. Gli Ufficiali che costituivano questo Gruppo istruttori del Genio erano: Artieri e Minatori: Maggiore Cesare TOMASSI, deceduto il 31 agosto 1937 e sostituito dal Capitano Aniello CALIA, Maggiore Carlo GTUSTESCHI; Tenente Colonnello Leandro PAPONE; Capitano Guido SANNA; - Tenenti Stuardo VERONI, Bruno ANTONIACOMI, Gaetano ANCONA, Antonio SCOPPA, Filippo VACCA; Sottotenente Mario GABBA; Trasmettitori: 1° Capitano Pietro COLTMODIO; Capitano Stefano TORTO; Tenenti Idalgo MARANGI e Tommaso SERAFINI. Il materiale didattico, molto apprezzato, era interamente italiano, ad eccezione del materiale da ponte. I metodi d'addestramento e l'apporto culturale fornito, sia per le

H; L'aggettivo "mista" dipendeva da due fattori: primo, perché era formata con militari italiani c spagnoli; secondo, perché in essa erano presenti le specialità artieri, minatori e trasmcttito1i .


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

istruzioni svolte, sia per le pubblicazioni appositamente redatte e distribuite, sia per il materiale didattico fornito, furono anch'essi giudicati molto positivamente_ Le ore complesive di lezioni tenute ai corsi furono 2366. I corsi svolti furono: n: 2 per Capitani da abilitare al comando di Battaglione del Genio; n. 1 per Capitani di complemento del Genio; n. I per Tenenti di complemento del Genio; n. 9 per la promozione di Alfieri del Genio a Tenenti; n. 8 per la formazione di Alfieri del Genio; ed istruirono: 112 Capitani, 388 Tenenti, 714 Alfieri e 773 Sottufficiali.

La Scuola Trasmissioni, dislocata a Valladolid, in Paseo Farnesio e comandata dal Tenente Armando ROSA, era stata istituita per l'addestramento dei militari italiani e spagnoli di tutte le Armi, all'uso dei materiali per le comunicazioni cd al loro impiego tecnico. li suo motto era: "Coelum pervado populosque colligo". Essa dipendeva: tecnicamente, dalla Direzione del Genio dell'Tntendenza del CTV; per la parte addestrativa, dal Centro Istruzioni; sotto l'as petto organico-ammini strativo, da] Reparto autonomo del Gcnjo, comandato dal I° Capitano Giuseppe DEL BIANCO . Gli istruttori erano tutti italiani me ntre gli aiuti istruttori erano sia italiani che spagnoli. L'addestramento riguardava le categorie di Radiotelegrafi sti, Montatori radiotelegrafisti , Telefonisti, Apparecchiatori telefonici, Segnalatori ottici, Ufficiali addetti ai collegamenti. Le istruzioni radio per i militari di Fanteria vertevano sulla conoscenza e l'impiego degli apparati RFI, mentre per gli artiglieri riguardavano le stazioni Rfl2 , RF3C ed R4A. Dall'aprile 1937, epoca della costituzione della scuola, al 18 maggio 1939, data di cessazione dell'attività dell'istituto, erano stati tenuti 30 corsi ed i frequentatori erano stati 1387, così ripartiti: Ufficiali spagnoli: 24; Ufficiali italiani: 20; Sottufficiali e militari di truppa: spagnoli: RT 387 telefonisti 409 segnalatori 70 italiani: RT 369 telefonisti 48 segnalatori 55 __ 5 apparecchiatori 1.343 per un totale di


CAPITOLO V

LA PARTECIPAZIONE DEL GENIO ALLA PRIMA PASE DEU,E OPERAZIONI

I. 2. 1. 4.

Premessa Dalla battaglia di Malaga a quella di Guadalajara Costituzione cd attività elci rcpar6 e delle specialità ciel Genio Dalla battaglia di Sanlandcr all'offensiva dcli' Aragona


Cap. V - La partecipazione del Genio alla prima.fase delle Operazioni

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I. PREMESSA Nella descrizione delle battaglie, o comunque dei fatti d'arme, non sempre è stato possibile dare indicazioni precise o costanti sull'inquadramento dei reparti del Genio nelle Grandi Unità o in seltori specifici (allegato n_ 52). Ciò per vari motivi, Ira i quali citiamo: il cambiamento di denominazione o di aggregazione delle Brigate; il loro passaggio di dipendenza da Comandi italiani a Comandi spagnoli e viceversa; lo spostamento, a volte repentino, dei reparti da un settore ad un altro o da un Comando all'altro; I' assicmame nto di reparti di versi per affrontare situazioni nuove o più impegnative; la frequente impossibilità del Comando del Genio ad intervenire correttamente, in quanto soggetto ad ordini (spagnoli ed italiani) contrastanti; la contemporaneità di azioni su fronti diversi, frequentemente distanti o staccati. Tali considerazioni sono riferite, ovviamente, al periodo successivo alla costituzione di un Comando italiano , perchè, pe r quanto riguarda la fase precedente, non può neam:he parlarsi Ji impiego Ji reparti, in quanto i "volontari" che giungevano in Spagna venivano inseriti in reparti esistenti, p iù o meno secondo la loro specializzazione od esperienza, o utilizzati isolatamente secondo le necessità. Quasi sempre i materiali, che giungevano in grande quantità, venivano accantonati in magazzini e distribuiti in base alle richieste degli spagnoli_ Quello che segue è un sintetico cem10 agli eventi nei quali fu impegnato il Genio Militare italiano_


Cap. V - La partecipazione del Genio alla primafa,~e delle Operazioni

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2. DALLA BATTAGLIA DI MALAGA A QUELLA DI GUADALA.JARA a) La battaglia di Malaga. Poiché i nazionalisti erano caparbiamente convinti della necessità di puntare subito su Madrid e conquistarla, ancora dopo i ripetuti insuccessi, il Generale ROATTA, convinto invece dell'oppo11unità di condurre prima un'azione decisa per la conquista di Malaga, sottopose il suo piano a Roma. Ricevutane l'approvazione, ne parlò a lungo con PRANCO riuscendo a convincerlo che il raggiungimento di tale obiettivo avrebbe assicurato il possesso di un importante sbocco sul Mediterraneo e consentito l'utilizzazione di un porto idoneo ai collegamenti con l'Italia per un più facile afflusso dei rifornimenti. Alla operazione per la conquista di Malaga fu dato jf nome di "Lampo". Essa doveva essere condotta, secondo gli accordi presi tra italiani e spagnoli, dagli italiani, mentre le truppe spagnole avrebbero dovuto attuare soltanto azioni di fiancheggiamento e diversive. li 24 gennaio 1937 la preparazione era già in stato avanzato ed erano pronte ad intervenire: la I Brigata, il Ill, IV e V Gruppo Bandcras, la JA e 2A Compagnia Carri Armati, un Plotone della 3A Compagnia carri, una Compagnia Mot:omitraglieri, una Compagnia Autoblindo, due Batterie da 105/28, un Gruppo da 149/12, una Batte1ia Contraerei da 75, due Batterie contraerei e cm1trocarro da 20 millimetri, una Sezione conlrocarri da 47 millimetri, tre Plotoni del Genio artieri con sezione di parco, due Plotoni del Genio telefonisti, una Sezione Genio radiotelegrafisti, un Plotone di operai del Genio con sezione di parco, per un totale di circa diecimila uomini. Risulta dai <limi storici che, alla data del 4 febbraio l 937, il 3° Gruppo Banderas, comandato dal Colonnello Carlo RIVOLTA, disponeva di un Plotone Artieri, che, nell'ordine di attacco, figurava dislocato con il grosso, i cui obiettivi erano Villanueva de la Conception e Malaga, al chilometro 533 della direttrice Antequera - Sella. Il Gruppo aveva anche due stazioni RF 1, mentre le segnalazioni a breve distanza erano affidate ai razzi delle pistole Very. Alla vigilia della battaglia di Malaga il Comandante del Genio del CTV era il Generale Michele MOLINARI, che aveva alle dirette dipendenze: una Compagnia


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speciale mista su 4 Plotoni Artieri ed 1 Plotone Telegrafisti; una Compagnia speciale Radio, con 55 stazioni radio, 18 telefoni e 3 centralini; un Nucleo autonomo radiotrasmissioni ed un Nucleo intercettazioni. La forza complessiva dei reparti del Genio era di 12 Ufficiali e 387 fra Sottufficiali e truppa. Alle 6,30 deJ 5 febbraio 1937 le tre colonne, in cui ROATTA aveva articolato il dispositivo di attacco, mossero, senza preparazione cli fuoco nè dell'Artiglieria nè dell'Aviazione, ed occuparono: il giorno 8 Malaga ed il l O Motrìl, ponendo fine allo scontro in quel settore. La battaglia di Malaga fu impostata e felicemente condotta a termine dagli italiani con il valido sostegno degli spagnoli, che, come concordato, condussero brillanti e consistenti azioni di supporto. La positiva conclusione ebbe vasta risonanza per il successo conseguito, sia dal punto di vista psicologico che da quello pratico. T1 6 febbraio 1937, soltanto poche ore dopo l'inizio dell'attacco italiano a Malaga, i Nazionalisti diedero il via a\la battaglia del sud-est, con l'intento di interrompere il flusso degli approvvigionamenti alla capitale. Nonostante le condizioni del tempo fossero proibitive, le forze congiunte, italiane e spagnole, fecero un halzo in avanti di quasi tTcnla chilometri, oltre il fiume .larama, nella zona a sud di Madrid, compresa tra Gctafè, Aranjuez e Morata dc Tajuna, puntando su Argando, che raggiunsero; furono però bloccate da una decisa controffensiva repubblicana, che riuscì a minacciarle di aggiramento, costringendole a ripi egare al di qua de l fium e. La battaglia del Jarama deve considerarsi un insuccesso per entrambi i contendenti perchè se da una parte i Nazionalisti furono coslretti a ripiegare, i Repubblicani non sfruttarono il successo. Lo scontro, che pure aveva provocato gravi perdite ad entrambi i contendenti, si era spento, dimostrando che difettavano organizzazione e coordinamento. Per gli italiani fu chiaro che si dovesse procedere ad una revisione dell'apparato e ad un petfezionamento dell'addestramento sia dei quadri che dei militari. Anche gli spagnoli diedero l'avvio ad analoghe misure di miglioramento dell'organizzazione e della preparazione. b) L'attacco a Guadalajara. Il 20 febbraio 1937 ebbero inizio i contatti fra italiani e spagnoli per predi sporre i piani per l'attacco a Guadalajara, che ebbe, in codice, il nome di "Operazione Folgore". Il generale ROATTA, ricevula assicurazione da FRANCO che i nazionalisti sarebbero entrati in azione contemporaneamente, stabilì l'inizio dell'attacco per 1' 8 marzo. Il CTV era pronto secondo quanto prestabilito, ma erano presenti ancora alcuni difetti: perdurava un livello addeslrativo non del tutto soddisfacente e molti uomini mancavano cli esperienza.


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I reparti del Genio che parteciparono alla "Operazione Folgore" furono: una Compagnia mista del Genio, con sede a Sauca; una Compagnia Radiotrasmissioni, con sede ad Arcos; un Nucleo autonomo Radiotrasmissioni cd un Nucleo Intercettazioni, con sede ad Arcos de Jalon. La forza totale di questi reparti era di 4 Ufficiali e 67 tra Sottufficiali e truppa. TI 7 marzo 1937 il Generale ROATTA, il suo Capo di Stato Maggiore era il Tenente Colonnello FALDELLA, tenne rapporto ad Alolea del Pinar, sede del suo Comando, per illustrare il piano d'azione, frutto di una accurata e meticolosa preparazione operativa e logistica del suo Stato Maggiore. TI concetto posto a base del1'ordine d'operazione era quello di attuare una rapida penetrazione in profondità, a cavallo della strada di Francia, sulla direttrice Siguenza - Guadalajara, procedendo allo sfondamento delle successive linee difensive repubblicane . Questa azione, il cui inizio era previsto per il mattino del giorno successivo, avrebbe dovuto essere fiancheggiata dagli spagnoli lungo la linea Cogolludo - Guadalajara, secondo i precisi accordi presi in precedenza. L'ordine di operazione n.12 del 4 marzo 1937, che, tra l'altro, faceva riferime nto ad una caita Michelin, in sca la 1:400.000, così si esprimeva: " - 1 iolenta e rapida rottura delle dUése avversarie a cavallo della direUrice Sigu.enza - Guadalajara; - successiva immediata avanzata di una massa autotra,\ portata su Guadalajara." La 211 Divisione, cui era affidata l'azione di rottura, aveva a disposizione un solo Plotone Artieri, con sezione di parco per riattamento stradale. Basterebbe soltanto quest'ultima notazione per comprendere quali avrebbero potuto essere le possibilità di movimento veloce di un'intera Divisione che doveva attraversare un terreno di una altitudine media di mille metri, intensamente solcato da corsi d'acqua con andamento meridiano, con erosioni profonde che, a volte, presentavano pm-eti verticali alte fino a 200 metri e con freddo intenso e piogge battenti. Alla 3 11 Divisione, che fungeva da massa autotrasportata, era assegnato un altro Plotone Artieri con la Sezione di parco. Lo stesso ordine di operazione rinviava ad un allegato Ja questione dei collegamenti e disponeva che la Compagnia mista Genio, meno i due Plotoni assegnati alle Divisioni di cui sopra, rimanesse a disposizione del Comando. 1

Alla sera dell' 11 marzo la situazione si presentava c.:osì: molti obiettivi erano stati raggiunti, ma in ritardo e Guadalajara distava ancora circa 20 chilometri; l'avanzata era stata di quasi 30 chilometri su uno sviluppo frontale di quasi 18 chilometri; il ritardo era stato provocato dal fatto che la 2 11 Divisione era rimasta bloccata per ventiquattro ore ad Almadrones; si erano verificati vari inconvenienti fra i quali:


Cap. V - La parlecipazione del Genio alla prima fase delle Operazioni

( ;,.,,,dalajara - Autoc:olo11nu sulla "Strada di Francia".

Guadalajara - Stazione RT.

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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

- Uiauivm:,ione ddla str-ada di Francia.

l' organizzazione logistica era teorica c non adeguata alle condizioni del tempo e del terre no; il vettovag liamento e l'assistenza sanitaria presentavano lacune, carenze cd intervennero tardi; i servizi divisionali non si mossero o si mossero in ritardo, facendo addirittura mancare le munizioni alF Artiglieria; la di sciplina del traffico fu pressochè inesistente, tanto che si crearono paurosi ingorghi che congestionarono il movimento, rendendo impossibile l'afflu sso dei rifornimenti ed il transito delle artiglierie; le informazioni sul nemico furono scarse, intempestive e poco aggiornate ; la cartografia era inadeguata; i reparti del Genio risultarono insufficienti, a fronte delle molteplici necessità, tra cui quella della fortificazione della linea difensiva , che venne a mancare . Il 12 marzo, giornata programmata per il riordino dei reparti e delle posizioni e per le rettifiche dello schieramento , dovette essere invece destinato alla difesa dai furiosi attacchi scatenati dal nemico. Fu pertanto sconvolto l'ordine di operazioni per l'avanzata. Alle 14,30 del 17 marzo 1937, dopo attacchi aerei ed un violento fuoco d ' artiglieria, si sviluppò l'offensiva repubblicana che portò all'inizio del ripiegamento del CTV, che la sera del 22 marzo fu ritjrato dalla linea del fronle e sostituito da truppe spagnole.


Cap. V - La partecipazione del Genio alla prima.fà,1·e delle Operazioni

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S11perumento d i una imerruzione sulla s/rw/1.1 di Francia.

<.:) Le cause dell ' insuccesso. L'insuccesso dell'offensiva su Guadalajara, esclusivamente attribuito agli ilaliani, dipese da molti fattori, i principali dei quali furono: la mancata manovra fiancheggiante dei nazionalisti e l'assenza, da parle loro, di qualsiasi iniziativa diversiva per attirare l'auenzione del nemico; l'aumentata aggressività dei repubblicani, cd in pmiicolare delle brigate internazionali, egregiamente sollecitata da una propaganda mirata e capillare; le condizioni proibilive del tempo, che trasformarono in una massa di fango il terreno intcressalo dalle operazioni. A nulla valse l'opera dei genieri, peraltro in scarso numero e non dolali di mezzi adeguati, che si adoperarono per rendere praticabi li i tratti peggiori dei percorsi o per aggirare le interruzioni, come avvenne, per esempio, sull'itinerario della colonna di destra della 2" Divisione, in corrispondenza del distrutto ponte di Almadrones. Dalla battaglia di Guadah~jara erano uscite con onore la Divisione "Littorio" ed il Raggruppamento Francisci, unità che non vennero toccate dal riordinamento del CTV, il cui Comando si trasferì, il 28 marzo 1937, da Arcos dc Jalòn a Salamanca. TI 31 marzo giunsero in Spagna il Generale Mario BERTI ed il Colonnello Gastone GAMBARA. L'esito non felice della battaglia di Guadalajara ebbe vasta risonanza negli ambienti militari e gravi ripercussioni nei rapporti tra Italia e Spagna, che intese attribuirne la causa agli italiani, e fu immediatamente sfruttato dai Paesi europei che colsero l'occa-


Seconda Parte - !,a (ìuerra di Spagna

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Cannone contraereo

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sione per dichiarare che "Il pallo solenne di non intervento è stato violato dall'Italia". Infatti il Comitato franco-spagnolo , con sede a Parigi, al 26 di rue de la Pépinière, in un opuscolo intitolalo: "Librv bianco sull'intervento italiano in Spagna" pubblicò documenti, fotografie, ruolini cli reparti ed ordini del giorno su ca,ta intestata, a dimoslrazione che a fianco dei nazionalisti erano presenti unità regolari e non solo volontari. Pu quindi ritenuta necessaria la sostituzione del Generale ROATTA, che rimase in Spagna alle dipendenze del nuovo Comandante del CTV, il Generale di Corpo d'Annata Ettore BASTIC01, che il 16 aprile assunse il comando con lo pseudonimo2 di Roisecco Doria. Per prima cosa il generale BASTICO diede un nuovo assetto al Corpo Truppe Volontarie che, a metà maggio, avendo raggiunto la propria completezza quale vero e proprio Corpo d'Armata, risultò così costituito:

1 Ettore 13ASTICO, nato a Bologna nel 1876 e mo1to a Roma nel 1972, parlecipò alla g uerra di Libia del 1911-1912 da Capitano dei Bersaglieri. Nel 1916, a Plava, fu decorato con medaglia di Bronzo al Valor militare. Fu Colonnello durante la prima guena mondiale e Generale nel 1932. Nella Campagna d'Africa Orientale eomam!ò, da Generale di Divisione, la Divisione CC.NN. "23 Marzo". Promosso Generale di Corpo d'Annata, fu rilevato, nel comando della Divisione, da S.A.R. Emanuele Filiberto di SAVOIA GENOVA, Duca di Pistoia. All'inizio della seconda guerra mondiale comandava un'Amrnta. Nel 1940 comandava le Forze Armale dell'Egeo e nel '41 era il Govcrnalore della Libia. Comandante Superiore in Africa Orientale, fu promosso Maresciallo d'Italia nel 1942. 2 Durante la guerra di Spagna tutti i Comandanti mlitari italiani di un certo livello erano individuali, anche nelle corrispondenze , con uno pseudonimo.


Cap. V · La parlecipazione del Genio alla prima fa.1·e delle Operazioni

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Grwdafajara - Carro russo di.1·tru1to .

Comandante: Generale Ettore BASTICO; Vice Comandante: Gene rale Mario BERTI; Comandante dell'Artiglieria: Generale Ettore MANCA di MORES; Comandante del Genio: Tenente ColonneJlo Romolo LASTRUCCI; Intendente: Generale Carlo FAVAGROSSA; Divisione "Littorio", comandata dal Generale Annibale BERGONZOLI; 2" Divisione "Fiamme Nere"3 , comandata dal Generale Luigi FRUSCI; Raggruppamento "23 marzo", comandato dal Console Generale Enric.:o FRANCISCI; Raggruppamento Carristi, comandato dal Colonnello BA BINI; Raggruppamento d'Artiglieria; Raggruppamento del Genio; Centro di Addestramento dei complementi; Servizi d'Intendenza. Ma questo fu solo l'inizio del riordinamento del CTV, perchè BASTlCO effettuò una vera epurazione rimpatriando o sostituendo4 molti uomini e chiamando in :l I_a 1" e la 311 Divisione Camicie Nere, maggiormente implicate nel disastroso insuccesso di Guadalajara, erano slalc sciolte dal generale Bastico. 4 Tra i colpiti dall'epurazione vi furono: i Generali ROSSI, NUVOLONI, COPPI e Michele MOLINARI del (ìenio.


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Seconda Parte - T,1 Guerra di Spagrw

I Generali Biscacdanti e nergomoli (dello "harha elettrica"), comandanti di w,itù legionarie.

Il Generale Berti, Comandante del CIY, Maggiore, Colonnello Gambara.

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I Generali Bastico e Teruni, com,.m danti di unità legionarie.

il suo vice, Generale Frusci, ed il Capo di Stato


Cap. V - La partecipazione del Genio alla prinwfm-e delle Operazioni

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Spagna Ufficiali di Stato Maggiore per una migliore organizzazione del Comando cd Ufficiali d'Arma per un migliore inquadramento, con il Colonnello Gastone GAMBARA, quale Capo di S.M. Fu potenziato l 'Ufticio Operazioni del Comando e fu costituita una Agrupaciòn Legionaria con 6 Gruppi d' Artiglie1ia. Le Divisioni Camicie Nere assunsero la struttura binaria, come la "Littorio", e ciascuna Divisione aveva, oltre i 2 Reggimenti di Fanteria, l Reggimento d'Artiglieria ed I Compagnia del Genio. Venne poi costituita la Divisione "Frecce", sotto il Comando del Generale ROArrA, risultata dalla fusione della T e II Brigata mista "Frecce Azzurre" e "Frecce Nere", Brigate costituite da personale italiano, per il trenta per cento, e spagnolo, per il settanta per cento. L'opera di riordino effettuata dal Generale BASTTCO non si limitò alla riorganizzazione dei Comandi e delle Grandi Unità ma toccò anche gli aspetti morali e l'istruzione dei militari, mediante: un'azione incisiva di amalgama dei reparti, la programmazione di interventi dottrinali di impiego, l'esecuzione di visite ispettive, i richiami ad un rigoroso ripristino della disciplina, l'addestramento all'impiego delle varie armi, l'elevazione dello spirito di corpo e del morale, una maggiore attenzione al corretto impiego dei materiali . 11 7 maggio 1937 i I Generale FRUSCI sosliluì il Generale Amerigo Guido COPPI nel wrnando della 2A Divisione.


Cap. V - Lt.1 partecipazione del Genio alla prima/àse delle Operazioni

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3. COSTITUZIONE ED AITIVITA' DEI REPARTI E DELLE SPEClALITA' DEL GENIO. a) Costituzione dei reparti . 11 lO maggio 1937 si costituì, a Valladolid, un Plotone autonomo Minatori del Genio, comandato dal Tenente Gaetano ANCONA, che iniziò la sua attività il 28 maggio, realizzando gli sbarramenti sul fronte di Bilbao, per poi passare agli scavi in roccia, peraltro durissima, per la costruzione di una strada nella zona di Bedon e di osservatori, nella roccia, a Pefia de Colina. Tali lavori risultarono particolarmente impegnativi e faticosi a causa della natura del terreno e per l'orario di lavoro che si protraeva dalle 5 del mattino alle 22,00. Uno di questi osservatori aveva una galleria d'accesso lunga trentacinque metri , lm-g.1 un metro e lrenla ed alla un metro e settanta centimetri; venne ultimato il 13 giugno, compresi i lavori di rivestimento interno e quelli per il mascheramento. Il Plotone, che aveva aveva una forza di: 2 Ufficiali, 8 Sottufficiali ed 84 genieri , iniziò il 2 l giugno, per un Sottotenente e 20 militari spagnoli, l'addestramento ai lavori da mina in genere, al combattimento d'arresto ed alla costruzione di sbarramenti anticarro; poi dal 24 al 30 giugno costruì osservatori sul monte Maza ed il 13 agosto si spostò presso il Poslo dislrib uz.ione materiali del Genio di San Heli~es per iniziare i lavori di approntamento di pulTelle per ponti di circostanza. Completato l'addestramento, quel gruppo di spagnoli, cui si era aggiunto un Sottufficiale, era entrato a far parte del Plotone Minatori italiano, iniziando la propria attività con la riparazione di un ponte in muratura a Soncillo. Il I 3 maggio 1937 il Comando Truppe Volontarie diramò ([oglio n. 6642) le nuove denominazioni che, a partire dal successivo giorno 15, avrebbero dovuto assumere i reparti del Genio. Dispose inoltre che: la Compagnia Radiotelegrafisti del CTV assorbisse il Nucleo Intercettazioni; si costituisse, in data 17 maggio, una Compagnia Telegrafisti del CTV. Lo stesso giorno, con foglio n. 6643, rinnovò , come segue, l'ordinamento dei reparti del Genio·": I. truppe del Genio alle dirette dipendenze de] CTV: Compagnia Artieri del Genio, con sede a Miranda, su: + I plotone operai con sezione di parco,

5 Non è risultato facile seguire, attraverso la lettura dei documenti e delle testimonianze scritte , l'evoluzione storica dei reparti, a causa delle molteplici e successive trasformazioni di Grandi Unità che modificavano rapidamente struttura e denominazioni. A ciò aggiungasi che tali cambiamenti erano emanazione quasi esclusiva del Comando Truppe Volontarie e quindi meno chiaramente riscontrabili presso gli organi cenlrali di Roma. Infine i reparli del Genio, presenti generalmente a livello di Compagnia, venivano impiegati per Plotoni e perfino per Squadre o Sezioni, secondo l'evol versi delle situazioni e non sempre nel rispetto dell'appartenenza organica. Per tali ragioni gli stessi diari storici contengono a volte imprecisioni circa i nominativi di reparti ed Unità.


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Carta Spagna - 'Zaragoza.

Seconda Parte - La Guerra di Spagna


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+ 3 plotoni artieri con sezioni di parco, + 1 plotone telegrafisti con sezione di parco; Compagnia Telegrafisti, con sede a Miranda, su: + tre p]oton i telegrafisti; Compagnia Radiotelegrafisti, con sede a Vitoria, su: + un Plotone radiotelegrafisti, + un Plotone intercettazioni; Compagnia fotoclcttricisti, con sede a Miranda, su tre sezioni da tre stazioni da 90 centimetri ciascuna; Plotone autonomo Minatori, con sede a Miranda, su tre squadre minatori; 2. truppe del Genio alle dipendenze delle rispettive unità: Divisione "Volontari del Littorio": + l Compagnia del Genio su: - 2 Plotoni Artieri con sezioni di parco, - 1 Plotone Telegrafisti con sezione cli parco, - I Plotone misto cli RT e Fotoclcttricisti; Divisione "Fiamme Nere": + l Plotone Trasmissioni su: - I Squadra Telegrafi sti. - 1 Squadra radiotelegrafisti; Raggrupp:nnent:o "23 marzo": + I Plotone Trasmissioni su: - I Squadra Telegrafisti, - 1 Squadra Radiotelegrafisti; I Brigata: + I Compagnia del Genio su: - 2 Plotoni Artieri spagnoli, - I Plotone Telegrafisti, - 1 Plotone Radiotelegrafisti; II Brigata: + 1 Compagnia dd Genio su: - 2 Plotoni Artieri spagnoli, - 1 Plutone Telegrafisti, - 1 Plutone Radiotelegrafisti; Divisione "Frecce": + 1 Compagnia ciel Genio su: - 1 Plotone artieri (spagnolo) con sezione di parco, - 1 Nucleo Telegrafisti con parco telefonico, - I Nucleo Radiotelegrafisti con stazioni e posti rt. Una tale penuria di reparti poneva il Genio nella impossibilità cli risolvere i problemi che si s,u-ebbero presentati ad un successivo intervento operativo ciel CTV e furono studiate le possibili soluzioni atte a dare all'Arma maggiore consistenza; ma


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ad un ampliamento organico, che avrebbe richiesto nuovi consistenti afflussi di personale e materiali, si opponevano ragioni di opportunità in un momento in cui si era acutizzato il controllo internazionale sull'applicazione del patto di non intervenlo. Ciononostante nel mese di giugno giunsero a Cadice 18 Ufficiali del Genio e 214 genieri, con una certa quantità di materiali, che, insieme al personale rec uperato dalle Divisioni, consentì di migliorare la situazione come segue: 1. truppe del Genio alle dirette dipendenze del CTV: + 1 Battaglione Artieri su 2 Compagnie; + 1 Compagnia Telegrafisti; + l Compagnia Radiotelegrafisti; + 1 Compagnia Fotoelettricisti; + 1 Plotone autonomo Minatori; + parchi per tre Compagnie miste; 2. 111!ppe del Genio alle dipendenze delle rispettive unità: per ciascuna delle Divisioni "Volontari del Littorio", "Fiamme Nere" , "Frecce" e Raggruppamento "23 marzo": + due Plotoni Artieri 6 , + un Plotone Telegrafi sti , + un Plotone Rad iotelcgrafisti. b) Le auività del Genio. TI Bauaglione Artieri del CTV , che e ra provvi sto anche di un laboratorio campale, era comandato dal Maggiore A. VALENTTNl e si costituì a Pcdro::;a il 24 giugno 1937 . Delle sue due Compagnie, la prima era comandata dal Capitano Oddo CASALOTTI7 e la seconda, che conteneva un Plotone Pontieri comandato dal Tenente Domenico lNCOLLINGO, aveva come Comandante il Capitano Costantino LAZANIO. L'attività del Battaglione cominciò subito con la sistemazione delle strade J\rgumedo - La MclZa ed Argomedo - Quintanabaldo, che furono aperte al traffico il 30 giugno, quindi, fino a novembre, furono ripristinate inlerruzi011i sulla strada Moned - Balneario de Sobron, furono costruiti comandi tattici , ponti su cavalletti, deviazioni stradali, ricoveri, osservatori; vennero gettati ponti in ferro a Passo Escudo e di circostanza; furono rimossi sbarramenti anticarro e colmate alcune tagliate; furono sistemati itinerari , a volte lavorando insieme al Battaglione Pontieri spagnolo, come sull'itinerario Villanueva dc Callego - Casteyo 8 . Dal 3 dicembre 1937 il Battaglione si spostò a Jadraque, Zaragoza, S. ! sabei, ronfria, Torrecilla de Rehollar, Lechago, Puebla de Valverde, nella zona di Teruel.

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Con personale spagnolo quelli della Divisione "Precce" Sostituito il 13 ottobre dal Capitano Renato VALLI 8 Il 5 ottobre fu costituita la 3" Compagnia del Battaglione.

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Furono di questo periodo il ripristino di una grossa interruzione sul Rio Canaletas , la costruzione di un monumento-ossario a Balneario dc Corconte, nella zona di Sanlander e perfino la costruzione di tribune per feste e parate. Successivi trasferimenti videro il Battaglione a Barracas (17/1/1938), ad Haro (16/9/1938), ad Alfaro (16/10/1938), a Tudela, nella Navarra (5/11/1938) , a Fraga (5/12/1938) dove prese in forza 69 genieri spagnoli cieli' 8° Battaglione Zapadores "La Corufia", poi lavori nella zona del fiume Segre e poi ancora a Casteldans (4 gennaio 1939), Vinaxe, Santa Coloma de Querald, Martorell, Matarò, Arenis de Mar, dove venne costruita una passerella da ottanta metri, ad Avila e Toledo ( marzo 1939), dove fu rinforzato da un Battaglione Lavoratori, comandato dal Capitano

PEDRETTI. Il 30 aprile dell'anno 1939 il Battaglione era nella sua ultima sede cli Alicante _

La Compagnia mista Genio del Raggruppamento "23 marzo", che aveva una forza di 6 Ufficiali e 150 genieri, e ra dislocata, il 31 luglio 1937 , a Fresncdo . 11 suo Plotone Telegrafi sti aveva realizzato il collegamento radio tra il Comando del raggruppamento, che si trovava a Bocos, il Comando del CTV, che era a Villarcajo, cd i Gruppi Banderas , nonchè il collegamento telefonico tra il Comando della Compagnia ed il Comando del raggruppamento. Con la trasforma:., ione del RRggruppame nto in Divisione, avvenuta il 4 lug lio, la Compagnia ebbe l'ordine di inviare d ue Plotoni Arlieri a costruire la strada d'accesso a ll 'osservatorio divisionale, posto al chilometro 150 della rotabile Vill arcajo Soncillo, e di far realizzare i collegamenti, a mezzo del PI olone Telegrafisti, con l'Ospedale eia campo, ubicato a lncini llas. Il 7 luglio il Plotone Radiotelegrafisti impiantò le stazioni R4A ed RF3C all'osservatorio divisionale. L'l I lug lio la Compagnia impiantò, a Cubillos, dove si era trasferita, un posto di distribuzione d'acqua da duemilaottocento litri. In questa località fu costruita una fontana nella piazza principale e fu impiantato un laboratorio di falegnameria. Naturalmente ad ogni spostamento corrispondeva l'esecuzione di nuovi collegamenti e di lavori per alloggiamenti, sistemazioni stradali , osservatori e bagni per la truppa. li 22 luglio 1937 il Comando del la Compagnia fu assunto dal lenente Cesare BERTOLDI, proveniente dall' 8° Reggimento Genio. Alla fine di luglio 1937 il personale del Genio del CTV, esclusi i reparti delle Unità, l'intendenza ed il Centro Addestramento Complementi, era di: 46 Ufficiali, 120 Sottufficiali ed 81 7 militari di truppa. Questi dati sono comprensivi del personale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), che assommava a 11 Ufficiali, 12 Sottufficiali e 274 militi e che era stato assegnato ai vari reparti, secondo le precedenti esperienze di lavoro acquisite nella vita civile. 11 I O ottobre fu costituito il Battaglione Telegrafisti del CTV, per trasformazione dell'esistente Compagnia Telegrafisti, che aveva una forza di 12 Ufficiali, 22 Sottufficiali e 269 militari di truppa.


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Esso era su due Compagnie: una di esercizio e di stendimento di linee telefoniche volanti ed una di esercizio e di stendimento di linee telefoniche permanenti; era comandato dal Capitano Damiano MURINO, poi sostituito, il 3 gennaio 1938, dal Tenente Colonne1lo Angelo LASTRUCCI. Il Capitano MURINO prese, allora, il comando della l" Compagnia del Battaglione, mentre la 2" era comandata dal Tenente Pilippo DI BERNARDO. Questo reparto operò sui fronti di Teruel, di Guadalajara e dell'Ebro; a febbraio aveva anche una Compagnia Fotoelettricisti che a maggio si spostò nella zona in cui operava la Divisione mista "Frecce". Questa Compagnia fu sciolta a settembre 1938, meno una sezione che rimase con il Battaglione. Il Battaglione Radiotelegrafisti del CTV, al comando del Maggiore Giorgio PERTICI, costituito I' I ottobre 1937, era su due Compagnie: una radiotelegrafisti, comandata dal Tenente incaricato del grado superiore Guido MONACO, ed una Radiotelegrafisti speciale, comandata dal Tenente Alessandro VASSALLO. La prima delle due aveva il compito di gestire la rete dei collegamenti bilaterali terrestri e la seconda quello di gestire i collegamenti aero-terrestri e le intercettazioni. I mezzi a disposizione erano le stazioni RF3C, RFOC, A350 e RF2. 11 12 ottobre fu avvicendato il Comandante con il Maggiore Giovanni MANTSCO. rn 4uesto giorno, in cui la forza era di IO Ufficiali, 80 Sottufficiali e 150 mililari di truppa, fu attuato anche il collegamento con Roma, ebbe inizio l'allestimento , quale radiomobile, di un autocarro SPA 38 e fu organizzato un corso di addestramento di artiglieri all'impiego delle stazioni RF2. Il 1° marzo 1938 il Comando deJla l" Compagnia fu assunto dal capitano Giuseppe BELLAVIA e dopo pochi giorni giunsero al battaglione degli Uffic iali portoghesi. L' 1 ottobre 1937 si era anche costituita la Compagnia Trasmissioni della Divisione "Fiamme Nere", che assorbì il 3° Plotone Telegrafisti cd il 4° Plotone Radiotelegrafisti della disciolta Comagnia mista del genio. Essa era comandata dal Tenente Mario IPPOLITO ed aveva una forza di: 4 Ufficiali, 13 Sottufficiali e 239 militari di trnppa cd i seguenti materiali: 5 RF3C, 5 R3 e 2 R4A con i quali realizzò i collegamenti radio, mentre per i collegamenti telefonici si allacciò alla rete civile spagnola. Questo reparto fu perfino impiegato per l'esecuzione di lavori stradali. Il Battaglione del Genio della Divisione "Volontari del Littorio" il 12 ottobre 1937 si trovava a Logrofio e la sua Compagnia Trasmissioni iniziò un corso d'addestramento radiotelegrafico, della durata di dieci giorni, per militari dei Reggimenti di Fanteria. L'attività del Battaglione, che fino a dicembre effettuò vaii spostamenti ( a Zaragoza, a S. Matleo di Callcgo, a Zuera, a Los Rabanos, a Bujalaro), fu prevalentemente quella dei lavori stradali, di costruzione di postazioni per batterie d'Artiglieria, cli depositi materiali, di osservatori e di ponti, oltre, naturalmente, dei collegamenti fra Comandi e reparti.


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Ai primi di novembre, nel corso di t,ùi trasferimenti, il Battaglione assorbì due Plotoni de11e Compagnie Artieri e Trasmissioni della disciolta Divisione "Fiamme Nere" . li 30 ottobre 1937 venne disposta la fusione delle due Divisioni "Fiamme Nere" e "23 marzo" in un'unica divisione che assunse la denominazione di Divisione "Fiamme Nerc-23 marzo". Comandante del Genio della nuova Divisione fu il Capitano Giuseppe DE COLA che era già il Comandante del Genio della Divisione "Fiamme Nere", incarico che aveva assunto fin dal precedente 8 ottobre, allorchè aveva sostituito il Capitano Nicola FERRAJOLO, clcstjnato al Comando della Compagnia Fotoelettricisti del CTV. I reparti del Genio preesistenti si fusero nelle due Compagnie della nuova Divisione: una Artieri , comandata dal Capitano Eraldo CANESSA cd una Trasmissioni, comandata dal Tenente IPPOLITO. Il 30 aprile 1937 fu costituita, ad Alrnazan, la Compagnia Fotoelettricisti , comandata dal Capo Manipolo Guido MOSSTNT fino al 2 luglio e poi dal Capitano Nicola PERRAJOLO. Essa, che aveva in dotazione 10 stazioni fotoelettriche da 90 cm., fu inizialmente solloposta ad un addestramento sui materiali da ponte e quindi venne impiegata nel riattamento di interruzioni, nel gittamento di ponti, uno dei quali fu quello sull ' itinenu"io Burgos - Santander, della lunghezza di 14 metri, ed anche in lavori stradali. Dal 4 dicembre, data in cui fu dislocata a Santander, iniziò ad essere impiegata nei suoi compiti specifici, e cioè: illuminazione dei campi di atterraggio e di emergenza; illuminazione dei fiumi sia per accecamento del nemko che per agevolare il passaggio delle trnppe amiche, come avvenne sulla riva destra dell'Ebro; ricerca e scoperta del nemico; luce diffusa per consentire l'esecuzione di lavori durante la notte; cortine luminose per mascherare 1'attività cd il movimento dei reparti; indicazione delle rotte agli aerei, mediante la sistemazione in fila di più stazioni. Risultò che l'illun,jnazione fu utile, agli effetti pratici, fino alla distanza di circa otto cmlometri. Le sedi successive del reparto furono: Miranda de Ebro, Barçenilla, Moned, Villanueva, Zaragoza, Bujalaro, Almazan, Vitoria, Fuenmajor, Oyon, Santa Barbara, Terucl, Albentosa, Daraca, Oyon. La Compagnia fu sciolta il 30 settembre 1939.

c) L'adeguamento delle specialità del Genio alle esigenze operative. Esaminiamo ora alcuni elementi significativi per indicare quali aggiustamenti dovettere essere adottati di volta in volta per adeguare i reparti del Genio alle esigenze operative. Ciò avvenne per quasi tulle le specialità. Gli Artieri, vennero dapprima costituiti in "nuclei", con i pochi elementi che giungevano in Spagna, e venivano sommariamente istruiti. Successivamente furono formate le Compagnie e quindi i Battaglioni, sempre accorpando reparti di livello


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inferiore od integrandoli con specialisti, man mano che se ne aveva la disponiblità. I Plotoni operai vennero formati soltanto in seguito. In previsione dell'attività che i reparti del Genio avrebbero dovuto svolgere per il rifornimento idrico alle truppe e per la manutenzione della rete stradale nelle zone delle operazioni, vennero inizialmente costituite due Squadre: una di Idrici, che prima e durante le azioni doveva provvedere a rifornire le truppe di acqua da bere, ed una di addetti alla manutenzione stradale. Queste due squadre svilupparono entrambe una considerevole mole di lavoro, ed, in previsione di ciò, erano state formate con una forza notevolmente superiore a quella organica di una squadra. Poichè le risorse dei pochi acquedotti della zona erano commisurate alle necessità della popolaz ione, fu giocoforza utilizzare, per le esigenze delle truppe, l' acqua dei fiumi, analizzandola preventivamente e potabilizzandola. li CTV operava in una zona assai vasta ed i disegni operativi imponevano rapidi spostamenti. I conseguenti riflessi sul problema dell'approvvigionamneto idrico ai reparti (rifornimento alle fonti, h·asporto, conservazione e distribuzione) erano di difficile soluzione, poiché il numero di autobotti disponibili era molto limitato. Complessivamente ve ne erano soltanto I I , 5 delle quali erano a disposizione del Comando del CTV e 6 restavano per le 6 Divisioni. Venne quindi deciso di costi tuire de l "Posti di distribuzione di acqua, mobili" destinati a seguire i reggimenti o reparti corrispondenti ne i vari spostamenti (operando a scavalcamento) e di sfruttare intensamente le autobotti per il rifornimento dei posti stessi. A tale scopo, le autobotti furono provviste di motopompe, per consentire la massima riduzione del Lempo occorrente al riempimento cd allo svuotamento. Ogni posto d'acqua era, di massima, costituito da due autoboui, ciascuna della capacità di seicento litri, provviste di vari rubinetti, di cavalletti cli sostegno e di un truogolo per lo smaltimento delle acque di rifiuto. La squadra degli addetti alla manutenzione delle strade, era costituita da un modesto numero di militari, ma inquadrava centinaia di operai civili, messi a disposizione dalle autorità della zona. Essa provvide, tra l'altro, ad ampliare il tro nco Villarcajo - Argomedo, della lunghezza di circa 32 chilometri, per permettere il traffico nei due sensi. Nelle fasi operative, la squadra stessa ebhe un compito ancor più vasto ed importante: inquadrò un migliaio circa di prigionieri, e provvide con essi a sistemare durevolmente tutte le interruzioni stradali ripristinate dalle compagnie ,u-tieri in modo speditivo. Il lavoro compiuto venne molto apprezzato dalle autorità militari e civili spagnole, per i criteri pratici con i quali fu condotto, e perchè consentì alle autorità locali di impegnarsi nella soluzione di esigenze più pressanti. Ciò indusse a costituire altre Squadre ed a farle agire su ampi spazi, comprendenti anche le retrovie, ed a tenerle separate dalle Compagnie Artieri, che, invece, operavano a stretto contatto con le


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Unità e quindi in ambito più ristretto . L'esperienza di tale impiego differenziato consenù al Comandante del Genio di proporre la costituzione, con le esistenti Squadre idriche e Strade, di una compagnia speciale su tre Plotoni di forza variabile, da commisurare alle necessità di impiego: 1 Plotone idrico, formato da istallatori idrici, motoristi, addetti alla distribuzione, ecc.; I Plotone strade, che comprendeva cantonieri, operatori di compressori e di frantoi, addetti alla bitumatura, ecc.; 1 Plotone pompieri, su una sola squadra ed una motopompa. Le Trasmissioni videro inizialmente i loro pochissimi elementi inseriti nei reparti Artieri, poi, man mano che giungevano o venivano preparati altri speciali sti, vi furono nuclei e poi Plotoni che facevano parte della Compagnia Artieri. Infatti un solo Plotone telegrafisti, appartenente alla Compagnia mista del Genio CTV, assicurava i collegamenti a filo di quel Comando, mentre le Divisioni "Piarnme Nere" e "23 marzo" non disponevano di eleme nti telegrafisti e le Brigate miste "Precce" avevano solamente un nucleo, ciascuna, di una decina di telefonisti. Con me7.7.i tanto modesti , non era possibile organ izzare neanche embrionalmente i collegamenti telefonici , tanto che nell'azione di Guadalajara se ne ebbe la prova. Il problema della costituzione dei reparti telegrafisti venne pertanto affrontato dec.isamente in vista anche del tempo che avrebbe richiesto l'addestramento del personale. Non prevedendosi la possibilità dell 'afflusso di altri telegrafisti, vennero scelti e lementi delle Banderas inquadrandoli e ripartendoli nella maniera seguente. Per il C.T.V. venne costituita una compagnia telegrafisti al comando di un capitano pratico della specialità; alla compagnia venne trasferito per intero il plotone telegrafisti della Compagnia mista Genio del CTV, consistente in I Ufficiale subalterno e 38 militari di truppa; altri 3 subalterni, I del Genio e 2 di altre Armi, furono fatti affluire da altri reparti del CTV e 6 Sottufficiali e 168 militari di truppa vi vennero trasferiti dalle Banderas. La preparazione di questi elementi fu oltremodo difficile mancando, in gran parte di essi, i requisiti di cultura ed, in qualche caso, di attitudine. Fu necessario addestrare prima Ufficiali e Sottufficiali, ed estendere poi l'istruzione alla massa della truppa. Dopo appena un mese dalla costituzione, la Compagnia Telegrafisti del CTV venne impiegata nella organizzazione delle reti telefoniche per l'azione sulle direttrici di Valmaseda e Ramales, azione che non venne più eseguita. La prova servì tuttavia a dimostrare che il personaJe della Compagnia Telegrafisti aveva appreso, in modo soddisfacente, a distendere cd organizzare reti telefoniche complesse, con uno sviluppo delle lince di oltre 240 chilometri, cd a far funzionare centrali telefoniche di Comando, di cui 4 a trenta linee ed 8 a dieci linee. Per ciascuna delle Divisioni "Fiamme Nere" e "23 marzo" fu costituito un Plotone Telefonisti , con personale (Ufficiali, Sottufficiali e truppa) proveniente dalle Banderas.


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L'addestramento degli Ufficiali e della truppa venne diretto dal comandante la Compagnia Telegrafisti del CTV. Per ciascun Plotone, della forza di circa 50 uomini, venne fissata una dotazione di materiale telefonico adeguata alle prevedibili necessità di una rete divisionale. Gli automezzi furono assegnati dalle Divisioni. Ultimato il periodo addcstrativo, i due Plotoni vennero rinviati aUe rispettive Divisioni ove furono subito impiegati nelle predisposizioni per l'azione su Valmaseda-Ramales, di cui si è già detto. Dopo circa un mese, con l'assegnazione alle due Divisioni delle Compagnie del Genio, frattanto giunte, i Plotoni Telefonisti cessarono di essere autonomi e passarono integralmente negli organici delle Compagnie stesse, quali Plotoni Telegrafisti. l nuclei Telefonisti di ciascuna delle Brigate "Frecce Nere" e "Frecce Azzurre" furono trasformati in Plotoni Telegrafisti organici. Tale organizzazione consentì, nell'azione per Santander, di assicurare i collegamenti telefonid fra i Comandi delle Grandi Unità e fra questi ed i Comandi minori; l'azione stessa, cui era stato impresso carattere di rapidità, presentò particolari esigenze alle quali si dovette far fronte con una organizzazione appositamente predisposta. La velocità delle operazioni richiedeva sposi.ameni.i in av:mti, fino all'ob.icttivo rinate di Santander, del Comando lattico, e quindi, tempestivi.tà cli attuazione di collegamenti telefonici con le basi del Comando Truppe Vo lontarie, poste a Vitoria e Medina del Pomar. Ma i lim iti di telefonicità imposti dal cordonc ino telefonico regolamentare obbligarono ad utilizzare il fascio di tre circuiti delle lince telefoniche esistenti tra Hurgos e Santander, che, però, poteva essere adoperato soltanto fino all'abitato di Paradores de Bricia, ultima località occupata dai nazionalisti . Poichè l'asse dei collegamenti del CTV incontrava l'anzidetto fascio permanente al bivio di Corconte, fu deciso di util izzarc l'organizzazione telefonica campale di Medina fino al biv io di Corconte, dove costit11ire una centrale telefonica di smistamento e collegare detta centrale al fascio permanente, sul quale istradare le comunicazioni fino a Santander. Per realizzare tale piano venne costituita una squadra di operai civili, comandata da un Ufficiale subalterno del Genio, opportunamente attrezzata per il rapido ripristino dei tre circuiti telefonici da Paradores dc Bricia a Santander, dello sviluppo di 114 chilometri. La squadra operò in stretto contatto con le avanguardie delle colonne e riuscì a mantenere, in tutti i momenti dell'azione, il collegamento telefonico tra il Comando tattico ed i reparti avanzati. Alle sette del mattino del giorno 26 agosto 1937, cinque ore prima che le truppe legionarie entrassero nella città di Santander, la squadra, giunta nell'abitato di Revilla, effettuò la giunzione dei circuiti ripristinati con quelli provenienti da Santander e non distrutti dai repubblicani per la rapidità dell'offensiva_ Fu così pos-


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Carta Spagna - Burgos.

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sibile, pochi minuti dopo, al Capo di Stato maggiore del CTV ed all' Ufficiale Superiore spagnolo di collegamento, ricevere, dal personale della centrale telefonica di Santander, notizie immediate sulla situazione in ciltà ed annunciare l'imminente mTivo dei nazionalisti. Nella previsione che impieghi del genere potessero verificarsi anche in avvenire, venne deciso di costituire un plotone telegrafisti specializzato per l'impianto di linee permanenti. Venne anche costituita una seconda Compagnia Telegrafisti con i compiti di provvedere ai collegamenti telefonici, con linee permanenti e centrali automatiche civili, e gestire la rete dell'Aviazione. La prima Compagnia avrebbe così provveduto soltanto ai collegamenti telefonici campali, impiegando cordoncino ed apparati regolamentari. Poichè l'esperie nza aveva dimostrato che un solo Plotone Telegrafisti non poteva far fronte a tutte le esigenze derivanti daHo sviluppo dell'azione tattica di una Divisione, che generalmente operava su fronti assai più vasti di quelli normali , fu deciso di raddoppiarne il numero. I reparti Radiotelegrafisti non subirono trasformazioni notevoli. Con l' arrivo dì un maggior numero di stazioni A 350 ed A 300 se ne potettero sistemare alcune in modo definitivo su nul.ocarri, che furono posti a.I seguito delle Divisioni e dei reparti celeri. G li Ufficiali ed i militari furo no instancabili e si prodigarono in modo ammirevole sia nei centri di retrovia che in queJJi più avanzali, lavorando ad orario continuato sia sotto i tiri del! 'artiglieria che sollo le offese aree. Fu costantemente mantenuto il collegamento, con sezioni RF 3C, tra il Comando e le unità. Per le necessità di tutte le truppe operanti e di quelle del Genio in particolar modo, si rendeva necessaria la costituzione in loc.:alità avanzata, di un posto per la distribuzione e l'avviamento dei materiali del Genio. Venne scelta la località di Santelices, stazione di testa della linea ferroviaria Burgos - Dosante, dove, predisposti i locali, furono fatti affluire notevoli quantitativi di vari materiai i ed attrezzi del Genio per: i collegamenti, i lavori di rafforzamento, la manutenzione stradale, il ripristino delle interruzioni e tutti gli altri interventi che si fossero resi necessari. A questo posto di distribuzione venne affianc.:ato un Laboratorio campale del Genio che provvide a completare l'approntamento dei materiali da ponte e dei pezzi lavorati dei quali si fosse manifestata la necessità. Aliquote del Posto distribuzione materiali e del Laboratorio campale segui rono le Compagnie Artieri, per le esigenze immediate della prima linea, e si spostarono prima a Corconte e poi a Venta Nueva ed Ontaneda. Tl Plotone Minatori costituito con c.:ompiti relativi alla battaglia d'arresto ed alla bonifica dei campi minati, comprendeva elementi tratti dalle Banderas, opportunamente addestrati da Ufficiali italiani del Genio. Esso trovò utile impiego presso la Brigata "Frecce Nere", sul fronte di Bilbao ,


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nell'approntamento di sbarramenti attivi e, sul fronte di Santander, nell a bon ifi ca di campi minati e nello scaricamento di alcune interruzioni predisposte e non fatte brillare. Il 30 agosto il Plotone giunse a Zaragoza e prese alloggiamento nella cascn n a degli Zapatores, rimanendo a disposizione del Comandante del Genio della Divisione "Frecce Nere", Capitano Umberto DE LUISE; il 13 settembre diede inizio ad un periodo di attività connesse alla viabilità (gittamento di passerelle, costruzione di rampe di ponti, sistemazioni stradali) ed alla posa di campi minati. Il reparto si sciolse il 10 ottobre 1937. La Compagnia Fotoelettricisti, appositamente costituita per la battag lia di Santander, traendo elementi dalle Batterie da 75 e da altri reparti del CTV e con Je tre stazioni fotoelellriche da 90 centimetri della Compagnia Genio della Di visione "Volontari del Littorio", non trovò impiego nell'azione e fu utilizzata nel varamento di travate di ponti a traliccio , attività per la quale era già stata addestrata durante la fase di preparazione della battaglia di Santander.


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4. DALLA BATTAGLIA DI SANTANDER ALL'OFFENSIVA DELL'ARAGONA a) Le distruzioni sugli itinerari della Biscaglia. La battaglia per la conquista della Biscaglia (31 marzo - 3 luglio 1937), il cui ohiettivo principale era Bilbao, conquistata il 19 giugno, aveva fatto constatare che i repubblicani avevano effettuato un grandissimo numero di interruzioni stradali e ferrovimic su tutti gli itinerari, anche quelli meno importanti. In quest'opera metodica e capillare di realizzazione di ostacoli al movimento, di ogni genere, si erano particolarmente distinti "i distruttori asturiani", che erano gruppi militarizzati di operai delle miniere cli carbone delle Asturie, espertissimi nell'impiego degli esplosivi e nei lavori da mina. Nel predisporre le misure relative all'approvvigionamento dei materiali, nell'imminenza della battaglia per l'attacco a Santandèr fu calcolato quanto occonente, consiclcranclo prudenzialmente che tutte le opere d'arte esistenti lungo le direttrici di attacco fossero state distrutte; inoltre, verificatane la possibilità, furono approvvigionate travi cli feno a T, di lunghezza tale da consentire la costruzione di ponti con campale di dodici metri. Gli eventi dimostrarono che le previsioni fatte non si erano molto discostate dalla realtà. /\Il' inizio del le operazioni erano pronti, raggruppali nei pressi del posto distribuzione ed avviamento materiali del Genio di Santelices: 120 metri di ponte in legno, 130 metri cli ponte a travate metalliche, 50 metri di ponte in legno a traliccio, il tutto per una lunghezza complessiva di 300 metri, completi nei più minuti dettagli costrutttivi e di montaggio. Le disposizioni emanate nei riguardi dei lavori di ripristino, prevedevano una soluzione di primo tempo effettuata dalle Compagnie Genio divisionali per il passaggio delle truppe e dei mezzi della Divisione, ed una soluzione di secondo tempo eseguita dalle Compagnie di Corpo d'Armata, per il passaggio dei veicoli più pesanti. Alcune volte, nell'azione, le Compagnie di Corpo d'Annata lavorarono contemporaneamente a quelle divisionali la cui forza era molto esigua. Si stabilì anche, come criterio di massima, di non eseguire il ripristino delle opere distrutte, ma cli ricercm·e volta per volta soluzioni che comportassero una variante al tracciato originario della strada. Tale criterio discese dalla considerazione che fosse più conveniente limitare, per quanto possihile, la costruzione di ponti di circostanza con materiali predisposti e più opportuno evitare di interrompere il transito lungo la via nazionale Burgos - Santander, affinchè gli spagnoli potessero intervenire su tale strada per il ripristino definitivo delle opere. Il piano generale delle intermzioni, predisposto dai repubblicani, interessava tre distinte fasce che, a partire dalla linea di contatto iniziale, dividevano il tratto di terreno .fino a Sm1t,mder con intensità quantitativa decrescente e con diminuzione nella efficacia


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Secorula Parte - La Guerra di Spagna

Getafi · Ponti distrutti dai repubblicani.

delle singole interruzioni. Ciò perehè, evidentemente, si s~rava di fc1mare l'attacco lìn dalle prime distruzioni e perfezionare le successive in un secondo momento. Ma l' irruenza e la rapidità dell'azione avevano forse impedito l'attuazione di questo prui:,•Tamma. Le grandi quantità di esplosivo ritrovato presso e sui punti distrut6 fecero pensare che la riuscita di molte interruzioni fu dovuta più ali 'esuberante entità della dinamite che ad una perfetta tecnica dei lavori da mina. Complessivamente furono ripristinate 63 inten-uzioni , di cui: 22 sulla direttrice Burgos - Porto Escudo - Santander; 3 sulla trasversale Soncillo - Cilleruelo de Bezana - Arija; 1 sulla trasversale Entrambas - Mestas - Bomalon; 37 sulla direttrice Soncillo - Vega de Pas - Santander. Alcune interruzioni furono riattivate sotto il fuoco dell'Artiglieria o sotto i bombardamenti, come, per esempio, avvenne per il ponte di Soncillo, dove gli uonùni lavorarono giorno e notte per sei giorni consecutivi. Complessivamente furono eseguiti i seguenti lavori per riattare le 63 interruzioni: 3286 metri di deviazioni, delle quali 2596 di primo tempo; 4932 metri cubi di scavi, dei quali 1527 di primo tempo; 3128 metri cubi di riporti, dei quali 1881 di primo tempo; 1741 metri cubi di muri a secco, di cui 599 di primo tempo;


Cap. V - La partecipazione del Genio alla prima fase delle Operazioni

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120 metri cubi di murature di pietrame; 872 metri cubi di inghiaiate stradali, dei quali 403 di primo tempo; 142 metri di ponti in legno, 72 dei quali in primo tempo; 40 metri di ponti in ferro, 8 dei quali in primo tempo; 22 metri di ponti a traliccio; 32 metri di tombini in pietrame e 20 di tubi di cemento. b} 11 ripristino delle interruzioni e l'impegno del Genio nella battaglia di Santander. Il 12 agosto furono impartiti gli ordini per l'attacco a Santander, il cui inizio era previsto per il 14. Tali ordini prevedevano che il Comando della Compagnia Artieri del Genio, destinata a questa opcra7,ione, si unisse al primo scaglione; un Plotone Artieri fosse distaccato alla colonna che aveva come obiettivo Ciguenza; un secondo Plotone marciasse con la colonna per Villalai, insieme ad un Plotone Radiotelegrafisti; mentre un Plotone Telegrafisti, più il servizio idrico con 2 carri botte, doveva aggregarsi al quarto scaglione. TI 19 agosto 1937 la Compagnia riattò tutte le interruzioni della strada per Santander a cominciare da quella al chilometro 337,900, costrnì il ponte in legno sul rio di fondo valle e provvide a reali.zzare devia;,,ioni e <.:olmatc. Il 20 agosto, a dimo8lrnzione della scarsa conoscenza che si aveva dei compiti delle specialità del Genio, il capo cli Stato Maggiore della Divisione "Volontari del Littorio" ordinò al Sottotenente SANTINI, comandante del Plotone Telegrafisti, di chiudere le saracinesche dell'acquedotto che adduceva l'acqua aJla cil.tù di Santandcr e l' ordine fu eseguito. Il giorno seguente fu parzialmente interrotto, dal fuoco nemico, il ponte posto al eh ilometro 352 e, poichè occorreva assicurare il transito con immediatezza, il Sottotenente Mario Dl LUZIO ed il Sergente ANNUNZIATA, con un nucleo di genieri del 2° Plotone Artieri, costruirono un muro a secco e riempirono di pietrame la buca fino a colmare la voragine cd a ripristinare il transito. Questa operazione avvenne sotto il fuoco nemico, poichè tutte le interruzioni, che mediamente si incontravano ogni 5 chilometri, erano baUulc dal fuoco di mitragli atri ci e dall'artiglieria. Anche al chilometro 359,500 , dove le arcate del ponte erano state distrntte , bisognò intervenire costruendo una pila intermedia e varando le travate; dopo un giorno e mezzo di lavoro il transito fu riattivalo . Tra il 24 ed il 25 agosto la Compagnia mista Genio della Divisione "Volontari del Littorio" che fino a quel momento era intervenuta anche là dove c ' erano delle tagliate9 , riattò un ponte in cemento armalo a tre arcate, sul rio Paz, tra Varga e Rcncdo. Altri interventi di questo reparto, comandato dal Capitano Silvio PEDRET-

9 li termine "tagliata" sta ad indicare il taglio di alberi esistenti ai lati di una rotabile o di una strada ferrata al fine di creare uno sbarramento di lronchi sulla via di comunicazione. Dando un 'interpretazione più estensiva alla parola essa sla ad indicare anche uno sbarramento creato facendo franare tratti di roccia o di tcucno fiancheggianti la si.rada.


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

TI, furono: impianto di centri di rifornimento di acqua, costruzione di raccordi stradali per l'aggiramento delle interruzioni, sistemazioni e riattamenti stradali e ripristino di interruzioni. Le informazioni ricevute, le notizie raccolte, l'esame accurato delle carte topografiche e delle fotografie aeree, furono utilizzate per determinare, con sufficiente approssimazione, le caratteristiche delle strutture da approntare, poichè era stato deciso di costruire ponti di circostanza in legno, con campate di 5 metri, pottate fino a 15 tonnellate e cavalletti di altezza variabile tra uno e tre metri. Furono perciò, dopo lo studio delle strutture, approntati i loro elementi costitutivi, in maniera da ridurre al minimo i tempi di costruzione sul posto delle opere di circostanza. Per la battaglia di Santander il servizio idrico del CTV disponeva di 5 autobotti da '.LOOO litri ciascuna, di 6 motopompe da 1,5 - 3 cavalli e di venti botti di legno da 600 litri cadauna. Ciascuna Divisione aveva 2 autobotti da 2.500 litri ciascuna, I motopompa cd 8 botti di legno da 600 litri. Duranlc l'azione i posti distribuzione acqua organizzati con tali mezzi venivano continuamente spostati in avanti, seguendo l'avanzata dei reparti. Occupata Santandcr, il 25 agosto 1937, vennero subito organizzati 3 posti d'acqua da 1.200 litri ciascuno. Duranlc la naltaglia di Sanlandt:r i rcparli del Genio diedero un nolcvolc contributo, essenzia lmente nel campo della viabilità ed in quello delle comunicazioni. A questo proposito è doveroso citare alcuni passi di un articolo pubblicato dalla Revue de Paris il 15 gennaio 1938, a firma del Generale Duval , ripreso da il Popolo d'Italia cli venerdì 21 gennaio 1938: "Il progetto d'auacco su Santanderfu studiato dallo Stato Maggiore delle truppe legiunarie italiane." "Parteciparuno alla battaglia anche quattro Brigate spagnole." "Ma le distruzioni, per quanto complete, ritardarono di poco i vincitori. E' vero che le truppe del Genio italiano fecero meraviglie. Tutti i ponti erano distrutti, tutti i sentieri culmi di rocce in seguito alle e!iplosioni, ma subilo veniva erello un cantiere dove si lavorava giorno e notte. Una soluzione immediata veniva sempre immaginata e realizzata." "Con un'Artiglieria scarsa, una Fanteria non eccessivamente armata, la legione italiana raggiunse in undici giorni dei risultati decisivi, grazie al movimento continuo, alla manovra sulle cime e nei fianchi di un nemico sempre surpassato." Alla battaglia di Sanlander il Genio partecipò con: 1 Comando Genio; 2 Compagnie Aitieri; 1 Compagnia Radio; 1 Compagnia Telegrafisti; 1 Compagnia Fotoelettricisti; 1 Plotone Idrici; 1 Plotone Minatori; 5 Compagnie miste, su 4 Plotoni ciascuna, l per ognj Grande Unità; l Servizio manutenzione ponti e strade; i militari della Scuola Trasmissioni; per un totale di: 63 Ufficiali e 1589 fra Sottufficiali e truppa e con: 241 telefoni, 48 centralini, 145 stazioni radio, 24 motocompressori, 200 metri di passerelle e 200 metri di ponte da dieci tonnellate.


Cap. V - !,a partecipazione del Genio alla prima.fase delle Operazioni

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I documenti riportano che era presente, con il Comandante del Genio, anche un Ispettore de11e Trasmissioni. Per i co11egamenti a filo furono impiegati: 650 chilometri di cordoncino telegrafico volante, 82 telefoni normalizzali e 13 centralini, a dieci e trenta linee. Per i collegamenti radio fu impiegala la Compagnia RT del CTV, che aveva una forza di: 6 Ufficiali e 170 militari di truppa e che, alla vigilia dell'azione, aveva in atto i collegamenti con: Roma , la Regia Marina italiana, la Marina Nazionale spagnola, le hasi, i depositi, i servizi, il Quartier Generale di Medina e Vitoria, le unità dipendenti, la rete tattica mobile radiotelefonica e radiotelegrafica. Per i collegamenti radio furono impiegate le seguenti stazioni: due A300, dodici A350, quattro A350 autocarrate, undici RF OC, dicci RF 3C, sei R 4A. Durante l' az ione furono trasmessi 9692 messaggi radiotelegrafici e ne furono ricevuti 9828, mentre il traffico radiotelefonico fu di circa duecento comunicazioni giornaliere. Per le intercettazioni fu istituito un posto mobile che funzionò a Medina, Argornedo e Soncillo, che provvedeva anche alla individuazione delle stazioni avversan e. Con un lavoro di accurate e lunghe indagini e con la collaborazione degli uffici 11a:1.iu11ali crittografici, si riuscì a comporre, alla vigilia dell 'azione, presso l' ufficio c rittografico del CTV, chiavi e tabelle dei cifrari dell 'Esercito del Nord. Ordini, relazioni, situazioni e notizie s ui movimenti di uomini e cli mezzi avversari furono così , mercè l'armonico funzionamento dei posti d'intcrceuazione e dei c rittografi , presentati al Comando tattico con tempestività cd csauezza. Ad alcune stazioni di intercettazione fu invece devoluto il compito del controllo delle frequenze, dei nominativi e degli indici stabiliti in precedenza, che raggruppati per Grandi Unità, in apposito fascicolo, erano stati diramati alla vigilia delle operaz1on1. Dopo la battaglia di Santander vi fu un periodo di assestamento, riordino e stabilizzazione delle linee, con l'eccezione della battaglia delle Asturie, che, iniziata il I sdlcmbrc dalle forze nazionaliste agli ordini del Generale Antonio ARANDA MATA, si sviluppò lentamente fino ad ottobre. 11 17 ottobre il generale BERTI aveva offerto a FRANCO il concorso delle truppe italiane, che fu accettato ma che non ebbe seguito , pcrchè, iniziato il movimento, i repa1ti del CTV ricevettero l'ordine di rientran.: alle basi in quanto la battaglia si era spenta a causa dello sbandamento dei repubblicani che, per sottrarsi all'accerchiamento, avevano abbandonato le pusiziom. Dopo la conquista di Bilbao e Santander, zone ricche di industrie e dei bacini carboniferi delle Asluric, la guerra del nord poteva dirsi conclusa. 0


CAPITOLO VI

IL GENIO NELLE BATTAGLIE CONCLUSIVE

I. 2. 3. 4. 5.

La situazione alla fine del 1937 Le battaglie dell' Alfambra, di Teruel e dell'Ebro La battaglia del Levante La battaglia della Calalogna La conclusione della Campagna


Cap. VI - Il Genio nelle ballapJic conclusive

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1. La situazione alla fine del 1937 Prima di riprendere il resoconto degli avvenimenti del 1938 sembra opportuno un rapido esame della situazione politica in Europa e di quella militare spagnola alla fine del 1937. Dopo la 1iunione del 10 settembre, a Ginevra, della Società delle Nazioni, conseguente all'appello del governo repubblicano cli Valencia contro l'affondamento di proprie navi, vi fu un'iniziativa franco-britannica mirante a promuovere una conferenza a tre (Francia, Gran Bretagna ed Italia) per risolvere i problemi del non intervento. La conferenza, dopo inizi favorevoli, si concluse il 6 novembre, con il risultato che l'Italia aderì al patto antikomintern e I' 11 dicembre si ritirò dalla Società delle Nazioni. Su questa decisione influirono, forse, i molti episodi di interferenza sovietica in territorio spagnolo e, in concomitanza con la fucilazione di otto Generali, tra i quali il Maresciallo Michail TUCHACEWSKl, avvenuta in Unione Sovietica, le autorità consolari di quel Paese ed i dirigenti comunisti spagnoli diedero inizio ad atti di repressione ed all'epurazione di quanti fossero sospettati di simpatie verso i nazionalisti. A Barcellona il Console Generale sovietico, Anton OVSC.ENKO, ordinò l'arresto dei membri del direttivo del Partito monarchjco e, si sospettò, la eliminazione del suo massimo dirigente, J\ndrès NlN. In quella città era inoltTc, in piena attività l'agenzia SlM, che procedeva all'eliminazione dei sospelli , soli.o la rcgìa del NKVD. Frattanto la Spagna nazionalista aveva raggiunto stabilità ed ordine e notevole miglioramento dell'organizzazione militare, tanto che all'inizio del 1938 FRANCO poteva contare su dieci Corpi d'Esercito 10 , comprendenti 39 Divisioni, per complessivi 450.000 uomini. Queste truppe erano così schierate: sul fronte d'Aragona vi era il V Corpo d'Esercito, su 8 Divisioni di Fanteria ed 1 Divisione di Cavalleria. Questo Corpo era comandato dal generale José MOSCARDO' IDUARTE, che aveva il suo Comando a Zaragoza; sul fronte del centro vi erano il Vll Corpo d'Esercito, su 6 Divisioni di Fanteria ed il I Corpo d'Esercito su 3 Divisioni di Fanteria. li Comando del VII Corpo era a Valladolid e quello del I a Grifion. I due Corpi erano comandati dal Genenùe Antonio SALTQUET ZUMETA, sul fronte del sud vi erano il II Corpo d'Esercito, su 4 Divisioni e sede a Villafranca ed il TTT Corpo d'Esercito, su 3 Divisioni e sede a Granada. Entrambi i Corpi erano comandati dal generale Gonzalo QUEIPO de Llano y SERRA. Nella Spagna repubblicana era sempre grande il peso dei comunisti e degli emis-

IO

Il Corpo d'Esercito è l'equivalente del nostro Corpo d'Armata.


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Carta Spa{?na - Valladolid.

Seconda Parte - La Guerra di Spagna


Cap. VI · li Genio nelle battaglie conclu.rive

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sari dell'Unione Sovietica, i cui rappresentanti godevano di molla autonomia e di elevato potere decisionale, tanto che il Ministro della Guerra, Indalecio PRIETO y TUERO, divenne inviso per le misure da lui adottate. Egli cominciò, infatti, a ridurre l'influenza dei comunisti nelle strutture militari e ad abolire la propaganda di partito ai livelli più alti, la carica di commissario politico 11. In una riunione del Comintern l'ungherese Erno GUERE ed il bulgaro STEPHANOV chiesero che PRIETO fosse liquidato in cambio di altri aiuti sovietici ai repuhblicani e Palmiro TOGLIATTI mise fine alla discussione dichiarando che NEGRIN 12 doveva assumere i pieni poteri. L'Armata, molto ben riorganizzata rispetto all'inizio del conflitto, aveva incorporato tutte le Brigate internazionali ed era artjcolala così: L'Esercito di Aragona su: il X Corpo, fotte di 18 Brigate, schierato dai Pirenei a Tardiente; l'Xl Corpo, su 7 Brigate, schieralo da Tardiente all'Ebro; il XII Corpo, su 11 Brigate di Fanteria ed l Brigata di Cavalleria, che aveva preso posizione dall'Ebro a Montalban; 13 Brigate di ri serva; l'Esen;ito del Levante, che t:ornprt::n<lt::v a : il XID Corpo , su 11 Brigate di Panteria, schierato tra Montalban e Teruel ; il XlX Corpo, su 8 Brigate , che occupava il terreno tra Teruel ed Ablanque ; il IV Corpo, form ato da 9 Bri gate di Fanteria, che occupava lo spazio compreso tra Ablanque e Cogolludo ; il I Corpo, anch'esso su 9 Brigate, posto tra SumosieITa e Guadarrama; il Il Corpo, su 13 Brigate, sulla fronte di Madrid; il 111 Corpo, su l 2 Brigate, a sud-est di Madrid; il XVlll Corpo, su 5 Brigate, a nord-ovest di Madrid; una riserva costituita da IOBrigate di Fanteria ed 1 Reggimento di Cavalleria; l'Esercito di Estremadura, su: il V Corpo, su 3 Brigate, schierato da Toledo a Puente Arzohispo; il VI Corpo, su 6 Brigate, che occupava il saliente di Mèricla; il VII Corpo, su 12 Brigate, schierato tra Higuera e Buena;

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PRIETO nacque ad Oviedo nel 1883 e morì in Messico nel 1962. Dirigente del p,utito Soc ia lista spagnolo e din:llore di "El Liberal" di Bilbao divenne, nel I 93 I, Ministro delle Finanze e dei Lavori Puhhlici; durante la guerca civile fu Ministro della Marina e dell' Avia,-.ione nel Governo di Largo CABALLERO, da seUembn: a novembre 1936, e quindi Ministro della Guerra nel Governo NEGRIN , da maggio 1937. 12 Jmm NEGRIN, nato a Tenerife nel 1887, morì a Parigi nel 1956. Laureatosi a Lipsia, inseg nò faiologia all 'Università di Madrid. Nel '29 si iscrisse al partito socialista e fu deputato nel 193 I e Ministro delle Finanze nel 1936, nel Cìoverno presieduto <la Largo CABALLERO. Presidente del Consiglio l'anno successivo, tentò poi, nel fehhraio 1939, una pace negoziata con FRANCO.


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Carta Spagna - Salamanca.

Seconda Parte - La Guerra di Spagna


Cap. VI - li Genio nelle battaglie f:onclusive

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il IX Corpo, su 11 Brigate, tra Buena ed il mare; una Brigata di riserva; una riserva generale, formata da alcune Brigate d'assalto a Cucrn:a, il XIV Corpo a Gerona e 15 Brigate in varie località.


Cap. VI - li Genio nelle battaglie conclusive

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2. LE BATTAGLIE DELL' ALFAMBRA. DI TERUEL E DELL'EBRO_ Frattanto i contrasti tra FRANCO cd il Generale BASTICO erano andati sempre più aumentando ed, in alcuni casi, il dissidio era divenuto tanto palese da esplodere in scontri verbali niente affatto diplomatici. Tutto ciò, sembra di poter affermare con buona approssimazione, sempre in relazione all'atteggiamento alquanto intransigente del Capo spagnolo, nel voler pretendere che il Corpo italiano fosse impiegato ai suoi ordini, frazionandolo secondo il criterio operativo spagnolo della condotta delle operazioni o secondo le esigenze del momento (allegato n. 53). Lo stato di tensione sfociò in richieste, prima ufficiose e poi ufficiali, di rimozione del comandante italiano, che furono accolte dal Governo italiano, alla solita maniera ambigua e mortificante, che si usa definire, con molta ipocrisia , "diplomaticamente". E fu tanta, in questo caso, la raffinatezza, che il generale BASTICO partì il 30 settembre per una breve licenza in Patria e non ritornò più in Spagna. li IO ottobre fu sostituito, nel comando, dal Generale BERTI. L'incisiva azione di riordino iniziata dal Generale BASTTCO dopo la battaglia di Guadalajara fu proseguita dal suo successore, che, per essere stato il vice di BASTICO, ne seguì le orme. A gennaio 1938 il CTV aveva 2 Divisioni terna rie cd I binaria, con una forza di 39.069 uomini. Il CTV era dislocato s ul fronte di Teruel e nella wna di Siguenza Medinacel i. L'attività di riordino fu volta anche, e principalmente, al conseguimento di una evoluzione operativa , quale: aumento della manovrabilità, anche a liveJJo dei minori reparti; maggiore omogeneità a livello divisionale, con unificazione di strutture ed organici; aumento della potenza di fuoco; incremento dei reparti contraerei e controcarri; aumento delle unità carri. Dal I gennaio 1938 il Batlaglione Genio della Divisione "Volontari del Littorio" fu impegnato nella costruzione di un anello stradale a Casas dc San Calindo e di locali per la Sussistenza e per la Sanità a Matillas ed a Mandayones. Portati a tennine questi lavori continuò a spostarsi raggiungendo successivamente: Haro, Gimileo, Casallareina, Brionne, Alcorisa, Tornos, Castelseras, Codofiera, Valdetormo, Arena de Lledo, Prat del Compte, Horta de San Juan, Pom1iche Alto. La sua attività fu quella di alternare l'addestramento ai radiotelegrafisti di Fanteria ed Artiglieria ed il ripristino dei passaggi sui fiumi, come la sistemazione di un guado sul Rio Canaletas, nei pressi di Prat del Compte_ Il 30 gennaio 1938 il generale DAVTLA con tre Corpi d'Esercito, comprendenti 18 Divisioni di Fanteria, l Divisione di Cavalleria e 145 Batterie condusse con enorme successo la battaglia dell 'Alfambra, costituendo , il 7 febbraio, una testa di ponte in corrispondenza di Villalba Baja. O


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Carta Spagna - Pamplona.

Seconda !'arie - La Guerra di Spagna


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Cap. VI - Ii Genio nelle battaglie conclusive

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l<ete telefonica di comando in.fimziorw al 28 marzo 1938.

Con l'euforia del successo cli Alfarnbra j nazionalisti sfe rrarono una nuova offens iva ed il 22 febbraio occuparono Terucl , il 23 Los Alvariazas e Vallasl.ar. Nella battaglia di Teruel si distinse l' Artiglieria italiana,richiesta da FRANCO pcrehè appoggiasse l'azione dei Corpi d'Esercito dd Generale DAVILA. lntanto il I fehbraio era stato costituito, a Zaragoza, un autodrappello del Genio per il Comando Genio del CTV, comandato da] Capo Manipolo Guido MOSS1N1 , con il compito di gestire ed effettuare le manutenzioni degli automezzi del Genio. Con l'Ordine di Operazioni n.45 (allegato n. 54) in data 6 marzo 1938 venne tracciato il disegno operativo congiunto secondo il quale l'Esercito del Non.I , rinforzato dal CTV, doveva eliminare il saliente Vivei del Rio - Fucntcs, raggiungere il Rio Guadalope, tra Caspc cd Alcafiiz, e procedere verso il mare sulla riva destra dell'Ebro. Le truppe italiane erano costituite dalle Divisioni "Littorio" e "Fiamme Nere - 23 marzo"; il Comando tattico era dislocato a Fonfria, con la centrale avanzata dei collegamenti, mentre a Navarrete era ubicata ]a centrale arretrata dei collegamenti . Comandante del CTV era il Generale di Divisione Mario BERTI, il Colonnello di Stato maggiore Gastone GAMBARA era il capo di Stato Maggiore, ed i] Generale Luigi FRUSCI il Vice Comandante. Negli allegati al citato Ordine di Operazioni, ricchi di informazioni sull'intero teatro delle operazioni, erano descritte minuziosamente e con molta proprietà, tra le altre cose, la morfologia e la viabilità. Questa si sviluppava, prevalentemente , in O


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Seconda Parte - T.11 (ì11erra di Spaf{na

valli angusle, con terreno laterale montagnoso per i versanti ripidi di monti poco accessibili; la strada principale era affiancata dalla ferrovia, aveva pendenze dolci ma era caratterizzala dalla presenza di molte curve e numerose opere d'arte. 11 terreno a sud dell'Ebro era difficilmente perc01Tibilc per la presenza di montagne imponenti, interrotte da burroni profondi, sieITe e passaggi stretti ed aspri, cime altissime e frastagliate. Due solo erano le vie di penetrazione, disagevoli e ricche di ponti grandi e piccoli, molti dei quali in gole profonde e difficilmente aggirabili. Il CTV da oltre sei mesi si era dedicato ad addestramento, esercitazioni e preparazione, senza prender parte a combattimenti, fatta eccezione per l'Artiglieria e l'Aviazione. Ai primi di marzo i reparti iniziarono il movimento, per ferrovia e per via ordinaria, per raggiungere la zona di attesa, delimitata dalla linea Daroca - Lechòn Fcrrcruele - Bea - Fonfria - Torrecilla - Rarrachina - El Rojo. Alle 9,30 del 9 marzo 1938 iniziò l' attacco. Nella nulle del 14 la colonna celere FRANCTSCT occupò Alcaiiiz, disintegrando un'intera Brigata e facendo numerosi prigiorricri, molti dei quali stranieri . li l 7 marzo iniziò l'operazione verso Gandesa e Tortosa, sviluppandosi a nord lkll ' Ebro sulla via cli Fraga, verso il Cinca.11 29 marzo il Genio predispose lo stendimento di un asse sussidiario di collegamento lungo la direttrice della Divisione "23 marzo - Fiamme Nere" cd i materiali per il gillamcnto cli due ponti sul M atarrafia. Il 2 aprile il CTV occupò Gandesa ed il 4 L erida e Morella, mentre il nemico si asserragliava a Tortosa, dopo aver distrutto tutt i i ponti sull'Ebro . Il 19 aprile, dopo aver c:ondolto l'attacco sotto un fuoco micidiale proveniente dalla sponda sinistra dell'Ebro, il CTV occupò Tortosa. li giorno successivo il Generale BERTI fu promosso di Corpo cl' Armata. La conquista di Tortosa, che segnò la fine della battaglia di Aragona, fu un fatto rilevante perchè divise in due la Spagna repubblicana, senza nessuna poss ibilità di interscambio tra le forze dislocale nei due settori. Durante quarantuno giorni il Servizio idrico del CTV, operando sempre a contatto con la Fanteria, provvide al rifornimento dei reparti e, nel periodo tra il 3 cd il 1O aprile, anche alle esigenze delle popolazioni, compresa quella di Ganciesa, cui distribuì 40.000 litri di acqua al giorno.


Cap. VI - Il Genio nelle battaglie conclusive

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2. LA BATTAGLIA DEL LEVANTE

a) La dislocazione dei Comandi e dei reparti del Genio. Il 26 aprile 1938 il Comando del CTV si trasferì aLogrofio e nei mesi di maggio e giugno le forze italiane non furono impegnate in alcun fatto d'arme, mentre, fino a luglio, giunsero nuovi rinforzi per un totale di 5697 uomini, una parte dei quali serviva per rimpiazzare i vuoti creati dai comballimenti. Alla data del 3 maggio 1938 i Comandi ed i reparti del Genio erano dislocati come segue: Comando Genio della Divisione "Littorio" ad Horta de San Juan; Comando Genio della Divisione "23 marzo - Fiamme Nere" a Zaragoza; Comando Genio della Divisione mista "Frecce" ad Akafiiz; Battaglione Artieri del CTV ad Haro; Battaglione Telegrafisti del CTY a Logrofio; Battaglione Radiotelegrafisti del (TV a Logrofio; Compagnia Fotoelettricisti a Logrofio; Intendenza a Palencia. Sempre il 3 maggio fu costituita una Compagnia per le Onoranze ai militari italiani l:aduti in Spagna , con elementi de i reparti del G e ni o Artieri.

La Direzione del Genio dell'Inlendenza , dislocala a Palencia, doveva prov vedere:

alla costituzione di magazzini avanzali; all'approvigionament·o ed all'acqui sto di materiali (traverse ferroviari e, botti , bariloui , serbatoi metallici , esplosivi, filo di rame , valvole, paletti ferrati, cemento, legname, ecc.) e parti di ricambio; alla distribuzione, al ritiro ed al riordino dei materiali; all'immagazzinamento dei materiali di preda bellica; alla costruzione di baracche, piani di caricamento e platee in cemento; alla cessione ed al rdntegro di materiali ai reparti spagnoli. Da essa dipendevano laboratori ed officine: ai laboratori erano affidate le riparazioni di: apparati radio, gruppi elettrogeni, motocompressori, trasformatori, saldatori, ath·ezzi, pompe, carriole, stufe, centralini telefonici, ricevitori, volmetri e mobili per gli apparati; le officine costruivano: elementi in legno per baracche, le officine provvedevano anche alle demolizioni di complessi meccanici ed apparati. Il 18 giugno 1938 il Comandante del Genio del CTV, Colonnello Romolo LASTRUCCl, diramò due importanti circolari: una per illustrare i concetti d'impiego degli apparati radio in distribuzione ai reparti delle altre Armi e la seconda per spiegare l'organizzazione della rete dei collegamenti attuati con stazioni RF 3C. Sempre a giugno di quell'anno il Comando Genio del CTV era dislocato a Logrofio ed i reparti dipendenti avevano sede a:


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Seconda Parie - La Guerra di Spagna

Haro: Battaglione Artieri, su 3 Compagnie; Oyon: Battaglione Telegrafisti, su 2 Compagnie; Alcafiiz: Compagnia Fotoelettricisti. 1 Comandi di Divisione si trovavano a: Horta de S. Juan: "Littorio"; Las Casetas: "XXlll marzo"; - Zaragoza: "Frecce Nere"; Reguès: Brigata "Frecce Azzmre". Nello stesso periodo, e cioè verso la metà di giugno, il Comando spagnolo stava valutando due soluzioni: proseguire I 'offensiva in direzione di Valencia o con vogliare tutti gli sforzi verso la conquista della Catalogna; ma il Generalissimo FRANCO, rompendo gli indugi, decise per la prima soluzione. h) L'offensiva su Valencia. L'offensiva su Valencia, che prese il nome di battaglia del Levante si sviluppò in due fasi: la prima, che ebbe termine alla fine di giugno, fu caratterizzata da avanzate lentissime, anche a causa delle avverse condizioni meteo; la seconda , preceduta da un breve periodo di preparazione, fu sospesa il 25 luglio dopo un certo numero di successi, ma senza aver raggiunto l'obiettivo finale. L'orografia de lla zona in cui dove va operare il CTV era caratterizzata da un insieme di catene montuose con andamento nord-ovest sud-est, solcate da numerosi fiumi e torrenti , quali il Palancia, il Magro ed il Turìa. Un ulteriore ostacolo naturale era dato dalla presenza di sbarramenti montagnosi trasversali, con andamento normale ai precedenti. Altra caratteristica della zona ~ra la assoluta mancanza di acqua, carente anche per i quadrupedi. Tutte le opere d'arte lungo le strade erano state distrutte, alcune solo parzialmente, per cui bisognò renderle riutilizzabili con ogni mezzo possibile: legname, muratura o ponti regolamentari. Naturalmente, poichè l'esigenza prioritaria era 4uella di consentire il passaggio dei reparti il pili rapidamente possibile, il primo provvedimento fu quasi sempre quello di aggirare l'interruzione con deviazioni, che, pur allungando il percorso, permettevano il transito. Assai spesso si verificò che le strade fossero interrotte per l'accumulo di macerie provenienti dalla demolizione di cavalcavia ferroviari o da smottamenti provocati nei terreni, per lo più rocciosi, adiacenti alle vie di comunicazione. Gli sbarramenti stradali erano, inoltre, quasi sempre f01tificati ed apprestamenti difensivi munitissimi fiancheggiavano i punti più difficili degli itinerari. Enormi, di conseguenza, furono i lavori di viabilità cui doveva provvedere il Genio ed i materiali di ogni genere che dovevano essere accantonati e distribuiti. Fu perciò costituito un Posto di distribuzione dei materiali presso la stazione ferroviaria di Teruel, con previsto spostamento ad Albentosa, nel quale, oltre gli attrezzi di lavoro, erano stati immagazzinati materiali spagnoli da ponte, da dieci e quindici tonnellate di portata. Alla battaglia del Levante furono destinati i seguenti reparti del Genio:


Cap. VI - Il Genio nelle ballaf{lie conclusive

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alle dirette dipendenze del Comando Truppe Volontarie: un Battaglione Artieri, su tre Compagnie, con una forza di 30 Ufficiali e 664 Sottuffidali e truppa; un Battaglione Telegrafisti, su due Compagnie, con una forza di 13 Ufficiali e 282 Sottufficiali e truppa; un Battaglione Radiotelegrafisti , su due Compagnie, con una forza di 9 Ufficiali e 237 Sottufficiali e truppa; una Compagnia Fotoelettricisti. alle dipendenze delle Grandi Unità: Divisione "Volontari del Littorio": un Battaglione del Genio; Divisione "Frecce Nere": un Battaglione del Genio; Di visione "23 marzo - Fiamme Nere": una Compagnia Artieri ed una Compagnia Trasmissioni; Brigata "Frecce Azzurre": una Compagnia del Genio. E' stato considerato che il Genio fosse quantitativamente sufficiente per i compiti che gli furono assegnati, dimenticando che per portarli a compimento i repatti furono impegnati giorno e notte anche per più giorni di seguito e dovettero sopperire all a assoluta mancanza di Pontieri, le cui incombenze potettero essere assolte dagli Artieri, soltanto grazie ad un elevati ssimo spirito di sacriricio ed ad un' alti ssima professionalità dei quadri e dei gregari. Anche in materia di colJegamenti, sia radio che a fi lo, le unitf1 Telegrafisti e Radiotelegrafisti riuscirono, anch'esse a prezzo di costanti sacrifici, a garantire sempre la posa in opera degli assi principali, s ussidiari e trasversali e delle magJie radio neJla misura richiesta dalle esigenze della battaglia, nelle varie fasi del movimento in avanti. l criteri d'impiego dei reparti furono, sostanzialmente, quelli adottati nelle battaglie di Santander e del! 'Ebro e cioè assicurare il movimento del CTV su una rete disastrata dalle interruzioni, dalle tagliate e dalle distruzioni. L'ottima organizzazione delle ricognizioni e delle conseguenti segnalazioni ai repmti consentì di farli intervenire, con tempestivitù ed aderenza, nella misura e con la gradualitft necessarie. La battaglia del Levante fu caratterizzata da manovre tattiche per l'aggiramento delle posizioni nemiche notevolmente fortificate. Fu perciò indispensabile costruire una prima strada, quella della Muela di Sarriòn, per consentire alle truppe di assumere lo schieramento iniziale e poi la strada di Pefia Salada, affinchè si potesse effettuare l'aggiramento delle posizioni di Vivei. Questa strada aveva uno sviluppo di diciotto chilometri e dopo soli tre giorni fu messa in condizione di sostenere un traffico veloce ed intenso, in un solo senso. La strada di Muela de Sarriòn, dello sviluppo complessivo di circa venti chilometri, era una pista in condizioni disastrose e con un tracciato impossibile. Fu quindi necessario migliorarla e completarla di sei chilometri in soli cinque giorni. In previsione dell'iniz io della battaglia il Battaglione Genio della Div isione "Volontari del Littorio" si spostò a Masìa del Cucalon, dove eseguì importanti lavori per lo schieramento delle artiglierie e per la realizzazione degli osservatori.


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Seconda Parte - La Guerra di ~ìJUgna

Il Battaglione Telegrafisti del CTV aveva iniziato, fin dal n1ese di giugno, la costruzione delle seguenti lince pcm1ancnti: da Cella, sede del Comando del CTV, a S. Barbara, sede del Posto tattico; due circuiti da Tcrucl a Pucbla dc Valverde, dove era dislocata la centrale generale; due circuiti dalla centrale di Puebla alla centrale avanzata, ubicata al chilometro 28 della rotabile Teruel - Sagunto; due circuiti, per completare l'asse del Corpo d'Armata, dal chilometro 28 all'abitalo di Barracas e, successivamente, a Masias Blancas. Contemporaneamente il Battaglione stese la rete, in cordoncino telefonico, appoggiato a paletti di circostanza, che allacciava gli osservatori del Comando con quelli dell'Artiglieria , dei Comandi di Divisione, con i campi d'Aviazione, con i depositi d'Intendenza, ecc. Dopo l'occupazione del campo trincerato di Albentosa, questa rete telefonica fu estesa fino a Manzanera ed a Mora de Rubielos e, poichè risultò che il cordoncino aveva insufficiente telefonicità , si rimediò parzialmente inserendo degli amplificatori terminali. 11 Battaglione Radiotelegrafisti realizzò, con stazioni RF3C, R.350, R 300 e radiofoniche, i collegamenti del Comando del CTV con il Comando tattico, i Comandi di Divisione, il Raggruppamento Carri, i Corpi d'Esercito di ARANDA, VALINO, e SOLCHAGA, 1'1ntendenza, l'Armata Nazionale, Cadice, Palma di Majorca, Roma Esteri, Roma Stampa e Logroi'io ed infine quest' ultima loca lit~1 con: Tangeri, il STM ed il Ministero della Guerra. Presso il Comando CTV vi era anche un Centro risso Intercettazioni, che controllava le reti dell'Aviazione, de lle informazioni militari, della polizia, governativa, militari e quelle diplomatiche. interna ed internazionale. TI Centro Intercettazioni era integrato con stazioni campali e centri avanzati. Al termine della prima fase della battaglia del Levante le forze legionarie avevano raggiunto la linea che univa le seguenti località: Muela - Valbona - Elmedilla Pinar - Penarroja - Monegra - Caballo - Castillo - Fanzara - Villamatur. Il 1° luglio 1938 il Battaglione del Genio della Divisione "Frecce Nere" 13 , costituito da una Compagnia Artieri ed una Compagnia Trasmissioni e comandato dal Capitano Pasquale MORFINI, era al lavoro per la costruzione di piste a Las Esenclas ed a La Foja. Nei successivi spostamenti a: Yillamalefa, Zucaina, Castillo, S . Vicente, Montanejo, Caudiel, Pifia, Barracas, Mesias B1ancas continuò a rip1istinare ponti, a costruire deviazioni ed osservatori, ad eseguire lavori di rafforzamento, da mina e di mascheramento ed a riparare apparati radio e centralini telefonici . A Masia Belsa furono costruiti baraccamenti in legname e muratura e ponti vennero realizzati sul percorso Pina - Caudiel. Non mancò l'attività addestrativa, compresa quella radiotelegrafica a favore dei fanti.

13 Per l'azione su Valencia la Divisione operava alle dipendenze del Comando spagnolo dell 'Esercito del nord.


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La Compagnia Trasmissioni del Battaglione era comandata dal 1° Capitano Antonio CORADUCCI e la Compagnia Artieri , che nel diario è chiamata Zappatori, era comandata dal Capitano Costantino LANZANI0 14 . L' 11 luglio il Generale BERTI tenne rapporto ai Generali FRANCISCI, BERGONZOLl , MANCA, BERNASCONI, presenti il Generale BAUTISTA, Comandante della SA Divisione "Navarra", alle sue dipendenze, il Colonnello Gastone GAMBARA ed il Tenente Colonnello ZANUSSl, per dare gli ultimi ordini in previsione dell'imminente attacco a Valencia. Il 12 luglio il CTV, su tre Divisioni: la "Littorio", la "23 marzo - Fiamme Nere" e la SA "Navarra" era pronto, avendo cli fronte il formidabile campo trincerato di Sagu nto, ultimo baluardo difensivo cli Valcncia. TI 13 luglio ebbe inizio l'attacco e la sera stessa fu raggiunta ed occupata Saniòn, poi, respinti i contrattacchi sviluppatisi violenteme nte nella notte, la Divisione "Littorio" occupò San Cristobal il giorno 16, quindi il Ge nio ripristinò i passaggi sull' Alhentosa, consentendo alla "Littorio" di occupare l'omonimo paese e di procedere verso Barracas. Dopo qualche dissidio tra i Generali BERTI e BERGONZOU, provocati anche dal fatto che i collegamenti tra i due 11011 erano sempre efficienti, l'avanzata, bloccata alle ore 11,30 del giorno 16, riprese cd il CTV raggiunse la linea: Coscoia - Las Caheras - San Agustin - El P ironcro - El Pino - Pina - Barracas - Alcolas, do ve si schierò. L'offensiva su Valencia fu sospesa il 25 luglio, in seguito al massiccio contrattacco repubblicano sull'Ebro, dove la lotta si trascinò con alterne vicende fino ai primi giorni di novembre, allorchè i nazionalisti riconquistarono il terreno perduto. Durante la battaglia del Le vante, la centrale telefonica impiantata dal Battaglione Telegrafisti del CTV sostenne un traffico enorme, anche perchè ad essa vennero allacciate quattro Divisioni spagnole che facevano patte dei Corpi d'Esercito t:he fiancheggiavano il CTV. Alla centrale telefonica di Barracas erano contemporaneamente in funzione tre centralini a trenta linee i cui operatori erano genieri italiani conoscitori dello spagnolo. Al Battaglione venne destinato, in aiuto, personale della Compagnia Fotoelettricisti, poichè le inwmbenze ad e sso affidate esorbitavano dalle possibilità elci propri uomini, che risultarono numericamente insufficienti pur se utilizzati al limite della resistenza. 11 Battaglione contava: 20 Ufficiali, 54 Sottufficiali e 419 genieri. Durante la battaglia le stazioni a grande portata impiantate dal Battaglione Radiotelegrafisti del CTV trasmisero e ricevettero migliaia di marconigrammi. Le

H fl diaiio del reparto, che per lunghi periodi fu comandato interinalmente dal Tenente di complemento Don Josè BERMEJO BEA, è scrilto in lingua spagnola.


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Seconda Parie - La Guerra di Spagna

stazioni minori svolsero un traffico, tutto in fonia, di circa sessanta comunicazioni nelle ventiquattro ore, con un impegno di lavoro giornaliero variabile tra le 18 e le 20 ore. L'intercettazione delle radiocomunicazioni nemiche, eseguita sia in prossimità delle linee che in posizione arretrata, consentì di intercettare, e poi decrittare con personale specializzato, 3180 marconigrammi trasmessi da stazioni militari , con 171722 gruppi; 419 marconigrammi trasmessi dal servizio diplomatico, con 19328 gruppi; 477 messaggi emessi da enti di stampa e propaganda,con 124584 parole_ Le stazioni assegnate alle unità informavano il capo maglia prima di spiantare e non appena completato il nuovo impianto. Gli spostamenti del Centro del Comando nel quale operavano le stazioni capo maglia effettuavano il movimento in ava nti col sistema dello scavalcamcnto dei mezzi. I collegamenti del campo di battaglia, effettuato con le stazioni RF 3C furono sempre pronti, precisi e perfetti, consentendo immediati scambi di notizie, ordini ed informazioni, senza alcuna soluzione di continuità. Tl collegamento radiofonico con Roma presentò qualche difficoltà dovuta alla alimentazione della stazione. Dopo la battaglia il Battaglione Genio "Frecce", che fino al 13 luglio aveva avuto 37 Caduti, per ricordare i quali aveva costruito un monumento nel cimitero di Tnrrccill:1 dc J\lc:1fii,-., si trasferì successivamente a: Estacion dc Rubiclos dc Mora, Sagunto - dove un Plotone Artieri passò alle dipendenze de ll'Aviazione Legionaria - Cella, Singra e Priss. La sua attività, durante questi spostamenti, fu sempre quella d i aprire varchi nei reticolati , eseguire lavori stradali, disattivare i fornelli da mina nei ponti , costruire piste e realizzare attraversamenti dei corsi d 'acqua. Il servi1.io di manutenzione, riparazione e rifornimento dei mezzi del Genio fun zionò in maniera soddisfacente e senza interruzioni. TI 3 settembre 1938 fu costituito il repm1o idrici del CTV, comandato dal Capo Manipolo Mario CONTI, con una forza di: 2 Ufficiali, 2 Sottufficiali e 57 militari di truppa. La sua sede era ad Haro Vejo, da dove distribuiva nuclei idrici a vari enti. Inoltre eseguì la trasformazione di autocmTi in autobotti con serbatoi metallic i che venivano prelevati a Zaragoza. Questo reparto fu anche impiegato nell'esecuzione di lavori stradali_ Naturalmente anch'esso seguì i movimenti delle altre unità e le sue tappe furono: Viana, Alfaro, Tudela, Sarroca, Albages, Cervia, Vinaixa, Sarreal, Capclladcs, Torrassa, Mollet, Arenys de Mar, Premià de Mar, El Fresno_ c) La riorganizzazione del CTV. Conclusasi, cioè interrotta, come si è visto, la battaglia del Levante, ebbe inizio un periodo di grandi indecisioni, influenzato dai grossi sommovimenti europei (Sudeti, Austria, Cecoslovacchia); dai conseguenti atteggiamenti assunti dalle grandi potenze; dalle incertezze di MUSSOLINI, combattuto fra troppi comportamenti contrastanti; dalle differenti visioni sulla condotta strategica della guerra di Spagna, cui gli italiani cercavano di imprimere un ritmo di rapida conclusione, che FRAN-


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CO frenava perchè portato a dirigere le operazioni verso una lenta, progressiva e sistematica conquista del territorio. In tale atmosfera, il Generale BERTI si era recato più volte a Roma per esprimere il suo disappunto per come si svolgevano le cose; ne conseguì la decisione del Governo italiano di ridurre l'impegno in Spagna con misure non eclatanti ma tali da conservarvi una presenza significativa. Nel mese di settembre le Divisioni "Littorio" e "23 marzo - Fiamme Nere" furono sciolte per costituire un'unica Divisione, denominata, dapprima, "Divisione d'Assalto 9 maggio" ed in seguito "Divisione d'assalto Littorio", in previsione ciel rimpatrio di diecimila volontari, tra Sottufficiali e soldati, e di trecentosessanta Ufficiali. Essi partirono da Cadice il 16 ottobre con i piroscafi Sardegna e Piemonte. Convulso divenne anche lo scambio cli note relativamente all'assetto futuro deJ CTV e, di conseguenza, di chi ne avrebbe dovuto assumere il Comando. Paitito BERTI per una delle sue visite a Roma, il Comando interinale del CTV venne a ssunto dal Generale ROATTA. Al riguardo il Generale PARTANT 15 aveva redatto un esauriente pro-memoria, a seguito del quale venne disposta , il 22 ottobre 1938, la costituzione di una nuova Divisione mista "Frecce Verdi", che utilizzò IO Rattaglioni spagnoli e personale e reparti della disciolta Divisione "23 marzo Frecce Nere". Come previsto da PARIANl il Generale BERTT non tornò più in Spagna , fu abolito il Comando delle truppe volontarie e fu creata la carica di Capo di Stato Maggiore del Generalissimo FRANCO per le truppe legionarie e miste, carica che venne affidata al Generale GAMBARA. Le truppe che costituivano il Corpo Truppe Volontarie, completamente ristrut.Lural.o, passarono alla dipendenze del Generale GAMBARA. Il CTV assunse la seguente slrullura: I Divisione italiana (Divisione d'assailo "Littorio"), 2 Reggimenti di Fanteria; 2 Battaglioni di complementi; I Battaglione m01tai; I Reggimento d'Artiglieria; I Compagnia anticarro; 3 Compagnie del Genio (1 Artieri, 1 Operai e Fotoelettricisti, I Telegrafisti e Radiotelegrafisti); serv1z1; 3 Divisioni miste ("Frecce Azzurre", "Frecc.:e Nere" e "Frecce Verdi"); 2 Raggruppamenti d'Artiglieria; 1 Raggruppamento carri; 1 Intendenza;

15

Sottosegretario di Stato per la Guerra e Capo di Stato Maggiore dell 'Esercito.


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

1 Comando Genio (assunto dal Colonnello LASTRUCCI) con i seguenti reparti alle dirette dipendenze: 1 Battaglione Artieri, 1 Battaglione Telegrafisti, 1 Battaglione Radiotelegrafisti, 1 Compagnia Fotoelettricisti, centri d'istruzione: 1 Scuola centrale, con l Compagnia mista del Genio, 1 Centro complementi e Addestramento. 11 18 ottobre, prima di assumere l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Genenùissimo FRANCO, il Generale Gastone GAMBARA, in una relazione a SORlCE, nella quale vi erano note sul personale presente in Spagna, così si esprimeva: "Il Generale FAVA GROSSA rappresenta per me arra 16 sicura di reciproca, a:ffeltuosa, cameratesca collaborazione ....ed il Comandante dei reparti del Genio, Colonnello LASTRUCCI, ottimo fra gli ottimi." Il 31 ottobre 1938 furono costituite le Compagnie Artieri e Trasmissioni della Divisione "Frecce Verdi". 11 Comandante del Genio della Divisione era il Capitano Pasquale MORPTNI. Il Comandante della Compagnia A1tieri , che aveva sede ad /\]foro, era il Tenente Giuliano PONTANI e quello della Compagnia Trasmissioni era il Tenente Furio CIACCI. ln entrambi i reparti vi erano Ufficiali, Sollufficiali e soldati spagnoli. Fino alla fine di novembre l'attività fu organizzativa ed addestrativa poi le due Compagnie si trasferirono a Calatajud. 11 I O novembre 1938 fu costituito un Reparto Pontieri su 4 Plotoni, uno dei quali con personale interamente spagnolo e con duecento metri di ponte misto spagnolo. Comand,mte era il Tenente Italo CIOCCHI. La sua prima sede fu, sul fiume Cinca, Velilla del Cinca, nella zona di Zaragoza. li 7 novembre il Comando della Divisione cl' Assalto "Littorio" fu assunto dal Generale di Brigata Gervasio BITOSSI. La dislocazione dei comandi, al 13/11/1938, era la seguente: Comando delle Forze Italiane: Logroiio Intendenza: Palcncia Divisione "Littorio": Haro Divisione "Frecce Verdi": Calatajud Divisione "Frecce Nere": Pina Divisione "Frecce Azzurre": Caucliel

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Arra: termine arcaico, derivato dal latino, quale derivazione di arrabu, che a sua volta dc1iva dal greco arrhabon, che significa: garanzia, caparra.


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Cap. VI - Tl Glmio nelle battaglie conclusive

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Seconda Parte - la Guerra di Spagna

Raggruppamento carri: Ebro Artiglieria: Ebro Sotto la stessa data due Ufficiali di Stato Maggiore furono distaccati presso il Quartier Generale di FRANCO.


Cap. VI - li Genio nelle battaglie conclusive

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3. LA BATTAGLIA DELLA CATALOGNA a) La preparazione. La regione catalana ha, all'incirca, una forma triangolare ed è compresa tra la displuviale del sistema pirenaico, i fiumi SEGRE, Norega e PaJlaresa, il basso corso del fiume Ebro, tra Mequinenza e Tortosa, ed il Mediterraneo. I rilievi sono costituiti da tre gruppi montani, determinati dagli alti corsi dei fiumi Segre e Ter, il centrale dei quali è il più importante ed esteso. Le comunicazioni rotabili e ferroviarie, che dal limite ovest delJa regione tendono al Mediterraneo, devono attraversare questo gruppo centrale, che raggiunge quote di 900/1000 metri. L'8 dicembre il generale GAMBARA tenne rapporto ai Comandanti di Divisione, dell'Artiglieria, del Genio e del Raggruppamento Carri, per illustrare il piano d'operazioni in vista della imminente battaglia della Catalogna. 17 1110 dicembre il Comando del CTV si trasferì a Monzon, sul fiume Cinca, mentre il Comando spagnolo rinviava di giorno in giorno l'inizio delle operazioni. La zona d'influenza del CTV, nella battaglia di Catalogna, fu dettagliatamente descritta dall'Intendente, Generale Guglielmo MAS1, nella sua relazione preliminare sull'organizzazione dei servizi. 18 11 CTV dove va sviluppare la sua azione sull'asse: Seros - Sarroca - Albages Castcllclomus - Bo1jas Blancas - Monlblanch - Sarreal - Santa Colona - Tgualada Martorell - Sabadell - Granollers - Gerona - rio Fluvià, nelle adiacem:e del quale vi era un importante fascio rolabile e ferroviario, che, dopo aver attraversato Je Sierre Tallat, de Queralt e di Montserrat, sboccava a Tarrasa e, quindi , nella piana di Barcellona. Lungo quest'asse di movimento del CTV, che si sviluppava per circa 300 dùlometri, numerose e gravissime erano le interruzioni: in media una ogni 2.250 metri. Furono infatti registrate 132 distruzioni totali o parziali di opere d'arte, delle quali: 30 facilmente riattabili, 70 di media importanza e 32 tanto complesse da richiedere la wstruzione di lunghe e complicate deviazioni e la realizzazione di 90 chilometri di piste. L'azione del CTV si svolse attraverso tre fasi: la prima lungo l'itinerario da Zaragoza a Praga e Seros, con prolungamento fino a Cervera; la seconda da Fraga a Lerida, lgualada e Martorell;

17 In tale occasione diede la notizia che MUSSOLINI, con il quale era stato a colloquio alla fine di novembre, aveva disposto che la paga giornaliera del soldato, che era di 30 lire, più 2 pesetas a carico della Spagna, fosse aumentata di 5 lire. 18 Il Generale MASI aveva soUolineato, nella sua relazione, che gli sembrava necessario che i reparti del Genio fossero dotati di materiale da ponte della portata di 15 tonnellate, invece di quello da IO tonnellate, di cui avevano la disponibilità. Ciò per consentire il transito degli autocarri FIAT 634, che, a pieno carico, reggiungevano tale peso.


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Seconda Parte - La Guerra di Spagna

la terza, infine, da Prat dc Llobrcgat (stazione ferroviaria di Barcellona) a Badalona, cl Masnou e rio Fluvià. La ristrutturazione del Corpo Truppe Volontarie, operala da ollobre in poi, impose anche delle trasformazioni delle unità del Genio, tenendo anche conto delle esperienze acquisite durante le battaglie dell'Ebro e del Levante. Si è già visto che il 31 ottobre erano state costituite le Compagnie Artieri e Trasmissioni della nuova Di visione "Frecce Verdi" e che il 1° novembre era stato formato un reparto Pontieri. Le carenze appalesatesi in precedenza consigliavano di: costituire un plotone operai presso ciascuna Compagnia Atieri, con funzioni analoghe a quelle dei consimili Plotoni inseriti nelle Compagnie del Battaglione Artieri del CTV; munire le Compagnie Artieri divisionali di nuclei idrici per i bisogni della Divisione, poiché il reparto idrici del CTV si era dimostrato insufficiente a coprire tutte le esigenze; scindere Ja Compagnia mista del Battaglione Artieri del CTV in unità corrispondenti alle varie specialità (minatori, pontieri ed idrici) per conferire loro maggiore autonomia e più ampia elasticità d'impiego. I reparti ricostituiti furono integrati con personale spagnolo e , grazie all'impegno costa11tc e profondo posto dagli istruttori italiani, si riuscì, dopo soli 45 giorni , ad ottenere un sifficicntc adclcslramcnto cd una adeguata ama lgama. Furono anche inseriti ufficiali e Sottufficiali specialisti che continua vano a giungere in Spagna a piccoli gruppi od isolati 19 • La preparazione della battaglia avvenne durante il mese di dicembre, freddo e piovoso, in un terreno compreso Ira i fiumi Cinca e Segre, la rotabile Praga - Lerida e le carrarecce che si diramavano verso gli abitati di Masalc.:orreig, Seros ed Aytona. In questa area, costituita da terreno prevalentemente argilloso, il Genio realizzò una rete stradale che sopportò tutto il traffico di alimentazione della battaglia. b) L'impegno del Genio nel corso della battaglia. La velocità assunta dall'attacco, il cambiamento repentino deJle direttrici di penetrazione, l'enorme quantità di interruzioni e distruzioni, la mole di trnffico, maggiore ciel previsto, le condizioni delle rotabili continuamente sconvolte daJle piogge torrenziali che cadevano ininterrottamente, la indisponibilità dei Pontieri spagnoli, fortemente impegnati su altri fronti, imposero l'adozione, da parte del Comando Genio, di urgenti contromisure. Dovendosi anche tener conto della presenza di fiumi importanti come il Segre, il Ter, il Fluvia, il Torciera ed il Llobregat,

19 li fatto è confermato dal ritrovamento di una fattura di L.594 in data 23 dicembre 1938, della ditta Castelnuovo di Roma (via Nazionale, 25 l) per la fornitura di indumenti (impermeabile, cappello, vestito, maglione, scarpe, maglia e camicia) per la vestizione in abiti civili del Capitano Vittorio INNOCENTI.


Cap. Vi ~ il Genio neUe battaglie cmu:lu.~ive

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caratterizzati da letto ampio, profondità laterale inferiore a 2 metri, fondo ghiaioso e regime variahile, fu deciso di: distaccare in avanti, per ciascuna Divisione, un Plotone Artieri, con il compito di assicurare il primo passaggio, anche di fortuna, ai reparti; assegnare a ciascun itinerario un plotone Pontieri, rinforzato da clementi artieri, con 50 metri di ponte regolamentare spagnolo su cavalletti, per ripristinare le interruzioni di una ce1ta consistenza; costituire una riserva di un Battaglione lavoratori, per l'esecuzione di lavori stradali più impegnativi e per gli interventi in corrispondenza delle interruzioni; costituire clementi di collegamento, per assicurare il flusso continuo delle informazioni sull'andamento dei lavori e per consentire l'immediatezza degli interventi e della manovra di mezzi e reparti del Genio; formare 2 Battaglioni lavoratori; richiedere agli spagnoli l'ausilio temporaneo di un altro Battaglione lavoratori; costituire una Compagnia A1tieri speciale, particolarmente attrezzata per la costruzione di ponti logistici con strutture in legno e ferro; distaccare con l'avanguardia un Ufficiale del Genio, con il compito di rilevare l.ul.le le inlerru:1.ioni t.: riforirnc J ctt,1gliatamenle i particolari tecnic i; organizzare una Squadra Minatori, per disattivare le interruzioni; aumentare di un Plotone, il quarto, la Compagnia Pontieri; potenziare le scorte presso il Posto di distribuzione dei materiali , poiché nessuna dota:1.ionc, per quanto copiosa, era più sufficiente per fronteggiare le necessità, rappresentate dai materiali occorrenti per ripristinare il transito su tutti i percorsi interrotti dai repubblicani in corrispondenza dei corsi d'acqua, dai fiumi ai più insignificanti rivoli; organizzare una squadra Minatori, per disattivare le interruzioni; organizzare gli interventi in modo tale che mentre i reparti Artieri e lavoratori provvedevano al ripristino definitivo delle interruzioni, venisse effettuato lo smontaggio dei ponti regolamentari ed il loro spostamento in avanti per le suct.:essive esigenze. Presso il Posto distribuzione materiali vennero inizialmente accantonati, fra gli altri, i seguenti materiali: 8 passerelle regolamentari N. I ; 2 serie aggiuntive per passerelle regolamentari N. 2; 1' occorrente per costruire I 80 metri di ponti di circostanza in legno e 150 metri in strullure d'acciaio, tutti della portata di 15 tonnellate; attrezzi, macchine cd attrezzature per lavori stradali, da mina ed idrici. Per tutta la durata della battaglia della Catalogna l'opera dei genieri fu instancabile ed altamente apprezzata dagli Spagnoli. Di seguito vengono citati soltanto gli interventi di maggior rilievo. La Compagnia Pontieri, aumentata di un quarto Plotone, come si è detto prima,


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Seconda Parte · La Guerra di Spagna

era stata costituita il 1° marzo, per trasformazione del reparto Pontieri costituito il I novembre 1938, dopo la battaglia del Levante, ed era stata rinforzata con l'inserimento di 50 "pontoneros" messi a disposizione dalla Comandancia Général de lnf?enieros. Con l'aggiunta dei materiali da ponte ceduti dagli spagnoli la disponibilità della Compagnia raggiunse i 150 metri di ponte regolamentare su cavalletti, della portata di 10 tonnellate, con 12 barche metalliche e 3 harchetti dotati di motore fuoribordo. Questo reparto montò a dicembre un ponte su cavalletti della lunghezza di 160 metri sul fiume Seros, dopo aver traghettato sulla sponda sinistra 2 Compagnie di Fanteria. La Compagnia pose in opera anche: una passerella del n. 2 ad Aytona; un ponte di 21 metri sul fiume Set, presso Cogul; altri ponti a Bianca (metri 15), Albages (metri 35), Piras (due da metri 10,50 ciascuno), Solivella, Rocafort, Igualada, sul rio Noya; Martorell, sul rio Llobregat (metri 35), Esparagnera (metri 31,50), Claramunt, sul rio Noya, San Celoni (metri 21,50), Puebla Claramunt, Tordera (metri 35,50), San Fcliu (mehi 21 ), Verges , sul fiume Ter ed infine di nuovo a Marlorell, il 30 gennaio 1939, per allungare di 4 campale il ponte precedentemente costruito e reso inutilizzabile dalla piena del fiume. Ad /\ytona, tra il 22 cd i l 23 dicembre, costruì portiere e porti scorrevoli, ~otto il fuoco nemico, mentre i Pontieri spagnoli gettavano 2 ponti regolamentari. Traghettò sulla munitissima sponda opposta i reparti Arditi ed l Battaglione della Divisione "Frecce Azzurre" , per il forzamento del fiume Segre e per l'avanzata su Sarroca ed Alcanò. li giorno di Nata le i Pontieri gettarono 2 passerelle a lato dei ponti. Il ponte costruito a MartoreH, il 25 gennaio 1939, dovette essere integrato da una pista d'accesso della lunghezza di 2 .500 metri, su terreno pantanoso, e da 2 passerelle , per rendere più spedito l'attraversamento del rio Llohregat. La Compagnia si trasferì, successivamente, a Casteldefels, Valladolid, Avila e Toledo, dove effettuò il traghettamento del Battaglione Arditi sulla riva sinistra del Tago. O

I reparti del Genio "Frecce Verdi" operarono così: La Compagnia Artieri, marciando con l'avanguardia, effettuò lavori stradali, minamento di strade, gittamento di ponti, interruzioni ferroviarie, sminamento di ponti e costruzione di osservatori. Le sue tappe furono: San Miguel, Sierra Grosa, Torreboses, Roseta, Albages, Tarros, Solivella, Sareal Las Pilas, Hostalety, Pirola, Terasa e Madrid; La Compagnia Trasmissioni, su 2 Plotoni Telefonisti cd 1 Plotone Radio, dotata di stazioni RF3C ed R4A, provvide a realizzare i collegamenti radio con i Reggimenti di Fanteria ed Artiglieria e telefonici con il CTV, ad esercirli e manutenerli, ripiegando! i ogni volta che la Divisione avanzava e reimpiantandoli durante le soste. Le sue tappe furono: Puejo, Belber, Seros, Monte Hospital de Tarros, Arenys


Cap. VI - Il Genio nelle battaglie conclusive

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f'ont,: .w:midis1ru110 e riattato, con materiale.ferroviario, su/fronte di Madrid.

de mar, Avila , M.artihcrrcro, Villaseca, Convento de la Si sla, Ciruclos, Almansa e Madrid . Anche gli Idrici non furono da meno, impegnati, per Lulta la durata della battaglia, a rifornire d'acqua sia le truppe, con relativi quadrupedi , che le popolazioni, erogando complessivamente 5.000 metri cubi d'acqua potabile o poLabilizzata. Non si può affermare che sia stata più imp011ante delle altre J'atlività del Genio nell'opera di ripristino delle interruzioni, ma, certamente, per la enorme quantità di dislruzioni fatte dai repubblicani, il lavoro dei genieri fu assai elevalo in questo settore. Quasi tutte le interruzioni abbisognarono di aggiramenti, con piste Lattiche e logistiche da realizzare in tempi ristretti. Fra quelle più importanti, e con il nome di "piste" bisogna intendere vere e proprie strade militari idonee a sostenere l'intenso traffico di autocarri pesanti, nei due sensi di marcia, si citano le seguenti: da Alcanò a Cogull, di 7 chilometri, costrnita in tre giorni, dal 25 al 27 dicembre 1938, da 1 Compagnia Artieri e da 1 Battaglione lavoratori; da Albages a Cervia, lunga 1.500 metri, aperta al transito dopo soli due giorni cli lavoro, 30 e 31 dicembre. Complessivamente furono costruite piste per 35 chilometri, con carreggiate tra i 3 ed i 6 metri, e furono riattate strade a doppio transito per una lunghezza dj 85 chilometri. Fra le numerosissime interruzioni ripristinate al traffico è d'uopo accennare a quelle che maggiormente richiesero tecniche interessanti.


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Seconda Parte - Lu Guerra di Spagna

Nei pressi di Albages era stato distrutto un ponte sul rio Sed, che in quel momento era in secca. Fu perciò colmato di sassi il letto del torrente e costruito un raccordo di circa 300 metri, poi fu gettato un ponte su cavalletti, da metri 36,50 e da 10 tonnellate; quindi fu costruito un ponte di circostanza in legno da 15 tonnellate . Tl ponte regolamentare fu ultimato in 2 ore e que1lo di circostanza in 18 ore, il 30 dicembre. Sulla strada Lerida - Tarragona, al chilometro 38,600, fu dapprima costruito un ponte regolamentare su cavalletti e poi ricosh-uita la parte distrutta del ponte preesistente. II lavoro, che ebbe inizio il 7 gennaio 1939, richiese una muratura di 200 metri cubi cd un riempimento di pietrame di 500 metri cubi. L'interruzione sul rio Salada, nei pressi di Sarreal, fu ripristinata in 8 ore, con un ponte metallico di 12 metri di luce, dopo l'esecuzione di un raccordo provvisorio lungo circa 1 chilometro_ Tra il 14 ed il 20 gennaio furono eseguiti altri importanti lavori, tra i quali: un ponte metallico delle stesse caratteristiche di quello di Sarreal fu posto in opera in 10 ore sul S.Coloma, in località Rocafort dc Queralt, al chilometro 13,2 della rotabile Montblanch - Santa Coloma; la distruzione di I 2 opere lungo la di rettrice S. Coloma - C arme - Puc bla de C.larnmunt, molto importante. qual e via di aggirarnenlo delle munitist-òime forti ficaz ioni di. lgualada, fu annull ata con la realizzazione cli altrettante devi az ioni ; nei pressi di CapeHades fu costruito un ponte regola mentare su cavalletti sul rio Noya, che fu poi sostituito con una struttura permanente a travate metalliche della luce di metri 13,50 e della portala di 15 tonnella_te. Naturalmente non fu sufficiente soltanto costruire piste, ponti e raccordi stradali ma occorse anche conservarli in esercizio, nonostante le continue piogge torrenziali. Per quanto riguarda questo settore di attività si riepilogano i lavori eseguiti: 298 interruzioni predisposte; 202 distruzioni effettuate; I 36 ripristini eseguiti ; 7 .000 melri cubi di terra movimentata; I .500 metri cubi di muratura costruita; 870 metri di ponti regolamentari posti in opera; I20 metri di ponti di circostanza in legno costruiti; 90 melri di ponti metallici di circostanza costruiti. J Telegrafisti ed i Radiotelegrafisti contribuirono enormemente al successo, riuscendo a tenere sempre saldamente collegati fra loro tutti gli elementi della forza d'attacco. Le Compagnie miste Telegrafisti e Radiotelegrafisti delle 3 Divisioni miste comprendevano personale spagnolo (graduati e soldati) messo a disposizione dalla Jefatura delle Trasmissioni. Anche per queste specialità l'irruenza della battaglia richiese sforzi maggiori di quelli previsti e fu perciò necessario costituire una terza Compagnia del Battaglione


Cap . Vl - li Genio nelle bauaglie conclusive

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Telegrafisti del CTV, il quale disponeva di: 6 sezioni di parco telefonico; 2.000 chilometri di cordoncino telefonico; mo apparati telefonici dc] tipo G .A. e Siemens; 25 centralini a 10 e 30 lince; 40 amplificatori telefonici terminali; 7 .000 chilogrammi di filo di rame per linee permanenti; - pali, isolatori, gattelli , ecc. Il Battaglione Radiotelegrafisti del CTV disponeva di: 22 stazioni A300 ed A350; 22 stazioni RF3C; 12 posti di intercettazione; I stazione radiofonica per Ja stampa. Ciascuna Compagnia mista Telegrafisti - Radiotelegrafisti Divisionale dis poneva di: 2 sezioni pote nziate di parco telefonico; 8 stazioni RF3C; 2 stazioni R 4A; 2 posti R/\2. Qua ndo il Comando del CTV lasciò T,ogroiio trovò una fi tta rete te lefonica, tra Monzon , Praga e Se ros, che si innestava a quell a naz ionale attraverso le central i di Z aragoza, Mo nzon e Fraga e che si diramava fino ai reparti , al.traverso i Centri Trasmissione de i Comandi di Di visione. A raddoppiare questa rete vi era quella radio che, però, per motivi di tiscrvatezza, entrò in funzione soltanto ali' inizio delle ostilità, mentre nel settore del Levante si svolgeva una intensa attività di comunicazioni , quale piano d'inganno di un attacco diversivo. Dal Comando del CTV al suo osservatorio furono stese linee permanenti, mentre i Comandi d'Anna e di Divisione furono collegati con cordoncino telefonico. Frattanto venivano predisposti, in posizione avanzata, i materialì occorrenti allo stendimento delle linee dopo il ba lzo in avanti. Fu anche predisposto il collegamento Seros - Cervia - Vinaixa con il cavo telefonico pupinizzato Siemens, appena giunto quale dono tedesco al Generale GAMBARA. Per oltre I 00 chilometri ed in meno di una settimana i Telegrafisti organizzarono i due assi di Corpo d'Armata, provvedendo incessantemente alla sostituzione delle linee volanti con quelle pennanenti in cavo e consentendo le comunicazioni tra la prima linea , gli osservatori avanzati di Lerida, Fraga, Zaragoza, Logroiio, S.Sebastian e Gcrona, che fu raggiunta il 5 febbraio 1939. A gennaio 1939 i reparti del Genio erano dislocati come segue: Comando Genio a Logroiio Gruppo Ufficiali Istruttori a Zaragoza, Burgos e San Sebastian Comando Battaglione Artieri: ad Haro I" Compagnia Artieri a Gargonte


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Seconda l'arte - hi Guerra di Spagna

d

a

,,

Carta Spagna - Barcellona.


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Cap. VI · Il Genio nelle battaglie conclusive

2A Compagnia Artieri Comando Battaglione Telegrafisti: J A Compagnia linee campali 2 11 Compagnia linee permanenti Comando Battaglione Radiotelegrafisti: Compagnia Radio Compagnia Radio speciale Autodrappello del Comando Genio Reparto Idrici Reparto Pontieri Comando Battaglione lavoratori (su 4 Compagnie)

ad Haro ad Ojon ad Ojon ad Ojon a Logrono a Logrono a Logrono a Logrono a Logrono a Logroiio a Logrono

ll 20 gennaio 1939 si imharcò a La Spezia , sulla motonave "Barletta", la 101 A Compagnia Telegrafisti, che aveva una forza di 4 Ufficiali, 23 Sottufficiali e 207 genieri. ll Comando della Divisione d'assalto "Littorio" era ad Haro ed il suo Comando Genio era a F uenm11jor, con la Compagnia Artieri e la Compagnia Te legrafistiRadiol.degrafisli. L'Intendenza era a Palencia con la propri11 Dfrezione Genio . TI Deposito centrale de i materiali del Genio era a Valladolid, con il reparto autonomo magazzini Genio, mentre il deposito legnami stava a Soria. Un magazzino di materiali del Genio era a Las Casetas e quello avan zai.o a Burhaguefia. L'Intendenza gestiva i seguenti servizi: Sanitario , di Commi ssariato , d'Artiglieria, del Genio, dei Trasporti, Postale, di A1mninistrazione e di Stato Maggiore; inoltre distribuiva anche materiali all'Aviazione legionaria ed aveva alle dipendenze i laboratori campali che sviluppavano una ingente mole di riparazioni di: attrezzi, tende, apparati , cofani, componenti di apparecchiature , trapani , martelli demolitori , bracieri, guaine, copertoni ferroviari, ecc. L'intendenza doveva spesso richiamare l'attenzione dei reparti sull'uso corretto dei materiali , L:he venivano deteriorati eccessivamente, divenendo inutilizzabili . Esempio classico di cattivo uso era il cordoncino telefonico. e) Lo svolgimento dell'attacco. Ed ora qualche cenno ali 'evoluzione della battaglia. 11 15 gennaio la colonna celere del CTV occupò Tarragona , mentre il Corpo d'Esercito Marroquì era entrato a Tortosa. La colonna celere, comandata dal Tene nte Colonnello Domerrico PACE , era costituita da: I Battaglione autoportato, I Compagnia Carri, 1 Compagnia Motociclisti, I Squadriglia Autoblindo, 1 Sezione controcarri, I Batteria autoportata da 75, elementi del Genio Arlieri , I stazione radio, servizio sanitario. TI 22 gennaio il CTV occupò, dopo 6 giorni di duri combattimenti, lgualada. Ciò


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Seconda Parie - La Guerra di Spagna

.

MAR

M E D I f

Carta Spagna - Perpignan.

E R R A N E Ò


Cap. VI - li Genio nelle battaglie conclusive

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significava l'aggiramento ed il superamento della linea fortificata più esterna di Barcellona, delta il "Cinturon de hierro". Non rimaneva che organizzare l'attacco conclusivo alla città e, per fare ciò, il Generale GAMBARA dispose la costituzione di una colonna ceJere, completamente motorizzata e costituita da: l'intero Raggruppamento Carri, il Battaglione Arditi più una Compagnia di formazione , un Gruppo da 75 del Raggruppamento "S. Barbara", un reparto misto di genieri e pontieri. La colonna, comandata dal Colonne! lo Roberto OLMT, occupò Barcellona il 26 gennaio. Quella stessa sera il Comando del CTV, dislocato a Masia di Casa Lavi a, località a nord di Pantarrò, ordinò che le Divisioni procedessero per: Badalona, Moncada, San Juan de Vilasar, Granollers, Tarrasa. Raggiunte queste posizioni il CTV continuò ad incalzare, con gli spagnoli, i repubblicani, procedendo all'occupazione della Catalogna. Numerosi furono i prigionieri, tra i quali molti tedeschi, cechi, ungheresi, polacchi, americani ed italiani. Tl 4 febbraio l'avanguardia della "Littorio" entrò in Gcrona e le "Frecce Nere" raggiunsero il rio Ter la mattina del 6 febbraio, ma furano costrette ad arrestarsi perché le opere d'arte erano tutte distrutte ed il corso d'acqua era inguadabile. Occorrevano almeno 300 metri di ponte, da porre in opera , oltre tutto, sotto il fuoco 1n icidiak delle Brigate internazionali . I materiali furono chi est.i agi i spagnoli e frattanto i genieri esegufrono ricognizioni alla ricerca di possibili punti di attraversamento. Ne fu trovato uno idoneo ad un'azione di forzamento in prossimità di Molino di Gualda, ed uno a sud di Ca net de Yerges, dove si riuscì a creare una testa di ponte che consentì il success.ivo gittamento di due passere lle e di un ponte. L'8 febbraio k due Divisioni "Frecce", dilagando attraverso il ponte di Vergcs, occuparono Bellcaire ed Albons lungo la costa e Mallot Alegre nell'interno. Tl giorno 9 i nazionalisti occuparono l'isola di Minorca. li I O febbraio la Catalogna era stata interamente conquistata, ponendo fine all'omonima battaglia. Nella sua relazione il Generale GAMBARA disse , tra l' altro, che durante la battaglia il CTV aveva avanzalo per 258 chilometri, aveva catturato 16.500 prigionieri e si era impossessato di una quantità enorme di materiale bellico. Egli parlò, inoltre, dell'opera del Genio che, in presenza del nemico, aveva gittato 300 metri di ponte regolamentare, riattato 58 interruzioni stradali, aveva steso oltre 200 chilometri di linee telefoniche campali e 147 di lince in cavo, aveva realizzato 50 centrali ed impiegalo 200 apparati telefonici (allegato n. 55). Le perdite furono di: 70 Ufficiali caduti, di cui 39 italiani; 620 soldati caduti, di cui 316 italiani; 24 dispersi; 350 Ufficiali e 4.000 soldati feriti. L'esito della battaglia fu disastroso per i repuhblicani, che, dopo la perdita di Barcellona, iniziarono la fuga.


Car,. VI - Il Genio nelle battaglie co1u:lusive

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4. LA CONCLUSIONE DELLA CAMPAGNA a) La battaglia di Madrid Il mese di febbraio fu dedicato al riordjnamento del CTV, che, il giorno 26 ricevette l'ordine di trasferimento nella zona di Avila, essendo intendimento del Generalissimo FRANCO di farlo partecipare ad un'azione lungo la direttrice Toledo - Ocafia - Tarançon. Poiché si ritenne opportuno eseguire delle documentazioni fotografiche, fu inviato in Spagna, e vi giunse il 22 marzo, un Sottufficiale del Genio specializzato in tale attività. Egli fu il primo elemento di quella che, in maggio, divenne una Sezione cinematografica. Invero fin dal mese di dicembre I 938 si stava creando, in Itali a, tale Sezione, affidata al Sottotenente di complemento Beniamino STARACE, dell '8° Reggimento Genio. A maggio 1939 questa Sezione, che aveva operato ri civili e militari, si trasferì in Spagna. L'Ordine di Operazioni n. 125 del 23 marzo 1939 era relativo alla battagli a di Madrid , alla quale partcdparono le seguenti unità italiane: Divisione "Littorio", Div isione "Frecce Nere" , D iv isione "Frecce Verdi" , G ruppo celere "Scuola", 11 Brigata di C avalleri a, Battaglione Arditi. Gli ordini relativi all'impiego del Genio furono impartiti diretta mente dal Generale GAMBARA cd erano i seguenti: attuare i collegamenti radio del CTV con: Roma (Ministero Esteri e Ministero Guerra), Brigata di Cavalleria, Divisioni, Carri, Ambasciata d'Italia, Comando Marina, Comando dell'Esercito del Levante, Comando dell'Esercito del Ce ntro , Corpo d'Esercito della N avarra, Corpo d'Esercito Maestrazgo; gettare un ponle sul fiume Tago, presso la ferrovia di Bergas , operativo per le ore 15,00 del giorno D - 1; attuare i collegamenti radio con Logrono, da cui proseguire le comunicazioni con Tangeri, Avila e l'Intendenza; realizzare una rete telefonica da Toledo a: Comando tattico, comandi di Divisione, Avila e Salamanca (rete che fu attuata con linee permanenti in cavo e cordoncino); Il giorno 26 marzo venne ordinato al Comando Genio del CTV di predisporre il gittamento di una passerella sul Tago, occorrente per effettmrre un colpo di m ano, già pianificato, su Estacion de Algodor, impiegando il Battaglione Arditi . Alle 11,00 del 28 marzo le truppe nazionaliste entrarono a Madrid. Alle 18,05 del 30 marzo il Generale GAMBARA , alla testa della "Littorio" entrò ad Alicante ed il 1° aprile 1939 il Quartier Generale di FRANCO diramò , da Burgos, il comunicato che annunciava la fine della guerra.


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Carta Spagna - Madrid.

Seconda Parte - La Cuerra di Spagrw


Cap. VT - Tl Genio nelle battaglie conclusive

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b) Il Servizio d'Intendenza. Questo servizio fu costituito a febbraio 1937. Fino a tale epoca le sue mansioni erano state disimpegnate dal Servizio del Genio (di cui si parlerà in seguilo) che le aveva assicurate con un ufficio del Genio, con annesso deposito materiali, dislocato a Siviglia. La trattazione dell' organizzazione e del funzionamento dei Servizi del Corpo Truppe Volontarie, compresi quelli d'Intendenza e del Genio, verrà riferita a cinque distinti periodi: il primo: da dicembre 1936 a maggio l 937; il secondo: da maggio ad agosto 1937; il terzo: da settembre 1937 a febbraio 1938; il quarto: da marzo a giugno 1938; il quinto: da luglio ad ottobre 1938. Il primo periodo comprende lo sbarco dei legionari italiani all'epoca dell'OMS e delle operazioni di Malaga, di Guadalajara, in Eslremadura ed in Biscaglia. In questo periodo si attuarono: il funzionamento della base di Sivigli a (base sud) ; la costituzione della base di Aranda dc Ducro (base nord); la costituzione e l'inizio del funzionamento dell'Intendenza del CTV con uffici e magazzini dislocati ad Aranda dc Ducro ; l'organizzazione del primo impianto logistico ad Almazan, fra Aranda de Duero e Sigucnza; la costituzione di una Inte ndenza vera e propria , completa di depositi ed officine, cd il trasferimento nella zona di Palencia-Valladolid. flu evidente c he sia la sede logistica di Almazan, sia, ancor più, i magazzini di Aranda dc Duero risultarono in posizione avanzata, perciò l'Intendenza, fin dai primi giorni cli aprile, dispose il graduale spostamento di tutti gli impianti e materiali del Genio, compresi quelli di Siguenza, in località più arretrata. Tale spostamento, presso il nodo ferroviario di Valladolid, fu completalo il 30 aprile 1937. Intanto, come si è già detto, era stata costituita una Scuola Trasmissioni per addestrare il personale poco provetto e quello assolutamente digiuno di cognizioni sulle comunicazioni, onde costituire una sufficiente aliquota di militari abilitati all'impiego dei mezzi di trasmissione. Essa fu inizialmente impiantata ad Almazan, neJla sede occupata dal magazzino del Genio e successivamente trasferita a Valladolid, in ambienti più idonei. Il secondo periodo è quello della stasi operativa che si ebbe fino al 14 agosto (inizio della battaglia d i Santandèr). Tn questo periodo l'lntendenza completò l'organizzazione e la messa a punto dei servizi, dando loro una migliore sistemazione organica, affinché , in vista dell'imtninentc battaglia, i servizi di prima linea funzionassero perfettamente e fossero alimentati incessantemente dai retrostanti stabilimenti. Il terzo periodo è quello che comprende le operazioni in Aragona (2A battaglia di Guadalajara) e la battaglia di Teruel. ln questo periodo venne attuata una nuova organizzazione dei servizi, migliorati


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Carta Spagna - Sevilla.

Seconda Parte - La Guerra di Spagna


Cap. Vi - il Genio nelle ballaglie condusive

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sia nella struttura che nel funzionamento. L'Intendenza dispose lo spostamento dei magazzini avanzati dei vari servizi nella zona di Zaragoza. Il quarto periodo è quello della battaglia dell'Ebro e delle operazioni di Lucina del Cid, durante il quale l'attività dei servizi fu resa particolarmente difficile a causa della natura del teneno, aspro ed accidentato. Il quinto periodo comprende la battaglia del Levante e la controffensiva di Gandcsa e vide la definitiva evoluzione positiva del servizio.

La Direzione Genio dell'Intendenza aveva il compito di organizzare tutti i servizi dcli 'Intendenza sia a I ivello centrale che a quello avanzato. Provvedeva inoltre alle richieste ed all'acquisizione dei materiali del Genio ed infine alle incombenze istituzionali di costruzione di fabbricati e baracche e di lavori di trasfonnazione ed adattamento di locali e manufatti (costruzione di campi per prigionieri, impianti idrici , elettrici e telefonici, ecc.). e) Il servizio del Genio. cl) Prima organizzazione del Servizio. Con la costituzione dell'Intendenza del CTV (24 febbra io 1937) il servizio elci Genio venne affidato ad una Direzione del Genio, che, inizialmente, provvide ad alcuni rifornimenti urgenti , quali: parziale completamento delle dotazioni dei mezzi di trnsmissione alle grandi Unità di nuova costituzione, con un piano di graduale distribuzione, da attuarsi man mano che dall'Italia giungevano i materiali; - rifornimento di materiali di rafforzamento del campo di battaglia, in misura limitata, per la considerazione che al CTV era stato dato il carattere di truppe d'assalto; di filo spinoso vi era grande disponibilità già sul posto, dove invece si provvide all'acquisto di paletti, sacchetti a terra, ecc.; rifornimento di materiali per la costruzione di ponti di circostanza e riattamenti stradali, di attrezzi da zappatore, mediante acquisto dal commercio localmente. Notevole fu la quantità dei materiali impiegati, distribuiti, rip,u-ati e consegnati ai reparti spagnoli durante l'intero arco della guerra. Dopo l'iniziale periodo, durante il quale i materiali sbarcati dai piroscafi italiani venivano avviati alle truppe senza seguire un sistema prefissato, ma secondo le richieste che pervenivano di volta in volta, seguì un periodo di riordino dell'intero sistema dei rifornimenti, che raggiunse un sufficiente livello organizzativo alla fine di agosto del 1937. A tale data il servizio comprendeva: - l'Ufficio Genio della base sud, con sede a Siviglia; il Repatto autonomo magazzini Genio, con sede a Valladolid; la Scuola Trasmissioni, con sede a Valladolid; il Deposito Centrale Genio, con sede a Valladolid; i Magazzini avanzati Genio, dislocati in varie sedi. L'Ufficio Genio della base sud aveva il compito di controllare i materiali del


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Seconda Parte - I.a Guerra d i SpaRna

Genio che giungevano dall'Italia e di avviarli al Deposito Centrale. Inoltre gestiva un deposito spagnolo di esplosivi. Tl suo personale era costituito da: 1 Ufficiale e personale cli manovalanza assegnato da1la Compagnia servizi di Siviglia, per quantità e qualifica, secondo le esigenze_ Il Reparto autonomo magazzini Genio aveva in forza tutto il personale del Servizio del Genio e gestiva le esigenze del Comando e dei servizi generali. Il suo personale era costituito da: 1 Ufficiale, I Sottufficiale e 6 militari di truppa, che divennero 8 alla fine del mese di febbraio del 1938. La Scuola Trasmissioni era l'istituto d'istruzione dei materiali e dei sistemi d'impiego delle trasmissioni per i militari italiani e spagnoli di tutte le Armi_ Il personale del yuadro permanente, esclusi gli insegnanti, era costituito da: 1 Ufficiale , 2 Sottufficiali e 6 militari di truppa, portati a 9 a febbraio del 1938. Il Deposito Centrale materiali del Genio aveva le funzioni di: immagazzinare i materiali inviatigli dall'Ufficio Genio della base sud; valutare le richieste; gestirne la distribuzione, direttamente od a mezzo dei magazzini avanzati (iillic galo n. 56) , riparare i materiali, affinché fossero in condizioni di poter essere riuti lizzati, e ridistribuirli. li Deposito era dotato di laboratori per la riparaz ione di materiali telefonici, raclio e per Artieri. Il personale di cui disponeva era il seguente: 2 Ufficiali, 7 Sottufficiali, 25 militari di truppa e 2 civili. Alla fine di febbraio del 1938 questo personale fu aumentalo a: 3 Ufficiali, 9 Sullnfficiali, 48 militari di truppa ed. 8 dviii. Le quantità di materiali immagazzinali erano le seguenti: agosto 1937 febbraio 1938 per artieri Tonn. 1.021 3.880 a filo ed ottici 127 452 ~~

n

w

per un totale di I .171 4.426 I vari stabilimenti del Genio dislocati a Valladolid occupavano una superficie di 3.088 metri quadrati alla fine di agosto del 1937 e di metri quadrati lOJ 31 alla fine di febbraio 1938. L'attività dei laboratori subì un considerevole incremento tra sellcmbre 1937 e febbraio 1938, come risulta dai dati seguenti: Laboratorio artieri: superficie coperta inizialmente esistente mq. 284 superficie scoperta inizialmente esistente mq. 1.100 per un totale di my. 1.384 1.347 superficie coperta a fine periodo mq. superficie scoperta a fine periodo mq.

},Qfil

per un totale di my. 4.407


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Cap. VI - li Genio nelle hallaglie condu,l'ive

impianti istallati: motori elettrici seghe circolari seghe a nastro piallatrici a spessore piallatrici a filo banchi da falegname mola smeriglio seghe per metalli trapani torni paralleli frese banco con morse per aggiustatori Laboratorio radio: superficie locali (coperti) all'inizio superficie locali alla fine impianti istallati: trapano a muro trapano a colonna ruota smeriglio tornio parallelo banchi per montatori banchi meccanici

n.2 " 1 " 1

"I " 1 " 5

"1 " 2 " 2 " l

" I " I

mq. 315 "455 n. 1

"I "I "I

"4 " I

Laboratorio telegrafonico: superficie locali (coperti), inizialmente mq. 25 supe1ficie locali, alla fine mq.125 11 personale dei magazzini avanzati e dei relativi laboratori campali era il seguente, alla fine di fehhraio del 1938: 2 Ufficiali, 12 Sottufficiali, 35 militari di truppa e 3 civili. Poiché il Servi7.io del Genio era uno dei servizi dipendenti dall'Intendenza del CTV e da essa coordinati, si esamina ora l'attività da esso svolta nei cinque periodi descritti nel precedente paragrafo "Il Servizio d'Intendenza". c2) TI Servizio del Genio nella battaglia di Guadalajara. Ad Almazan fu costituito un magazzino del Genio, lasciando presso la base sud un magazzino sussidiario per la raccolta e l'avviamento dei materiali che giungevano dall'Italia e distaccando nella zona dei magazzini avanzati tre piccoli posti di avviamento. Il magazzino di Almazan fu integrato con tre laboratori campali di riparazioni per artieri, radio e telefonia.


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Seconda l'arte - La Cuerra di Spagna

Un'idea approssimativa dell'entità dei rifornimenti effettuati alle truppe operanti sul fronte di Guadalajara si può ricavare dal seguente elenco: Il. 20.000 paletti per reticolato kg. 50.000 filo spinato n. 500 cavalli di frisia " 10.000 murali di pino 50 mc. tavolame n. 50.000 sacchetti di tela juta km. 200 cordoncino telefonico 11. 50 botti per servizio idrico c3) 11 Servizio del Genio nelle operazioni in Biscaglia ed Estremadura. Per i rifornimenti alle truppe operanti sul fronte di Biscaglia si provvide, inizialmente, con spedizioni dirette dai depositi centrali e poi da un magazzino avanzato del Genio dislocalo a Miranda de Ebro, costituito l' 11 maggio 1937. Alle necessità della Brigata mista "Frecce Azzurre" provvide la base sud attingendo i mate1iali dal proprio magazzino Genio di Siviglia. c4) Sviluppi del Servizio del Genio nel periodo maggio - ugosto 1937. Lo spostamento degli impianti del Genio a Valladolid segnò l'inizio dell'ampliamento del Servizio, per renderlo meglio rispondente alle esigenze, sia in re lazione ai consistenti rifornimenti che ormai giungevano dall'Italia, sia per far fronte alle maggiori necessità, che richiedevano considerevoli acquisti da effettuare in loco e sia, infine, per l'immagazzinamento drlle grosse quantità di materiali. I laboratori campali di riparazione vennero trasformati in officine permanenti. Le scuole si svilupparono alquanto per essere idonee ad effettuare più corsi per personale sempre più numeroso. Dal 1° maggio il Magazzino Centrale del Genio assunse la denominazione di Deposito Centrale di Materiali del Genio, che, usufruendo del nodo ferroviario di Valladolid, poté alimentare sempre ed in tempo i suoi clementi avanzati, poté provvedere alle ricerche cd all'acquisto di quanto occorresse, specialmente legnami c ferramenta, raggiungendo punte elevatissime di approvvigionamenti.

c5) TI Servizio del Genio nella hattaglia di Santandèr. Pin dall' 11 maggio aveva cominciato a funzionare un magazzino avanzato del Genio, con una aliquota di laboratori, a Miranda de Ebro, per le operazioni in programma sul fronte di Santandèr. Il magazzino distaccò, a sua volta, un posto sussidiario di avviamento materiali, molto avanzato, a Santelices. Questi elementi avanzali andarono via via sviluppandosi fino ad essere completi e dotati di ogni materiale che occorresse per la preparazione e lo sviluppo delle operazioni, che iniziarono il 14 agosto 1937.


Cap. VI - Il Genio nelle battaglie conclusive

263

Il magazzino avanzato di Miranda disponeva di ampi depositi per il ricovero di grandi quantità di materiali, che, per la loro natura, non potevano essere tenuti all'aperto. Si era inoltre tenuta presente la possibilità di sfruttare gli impianti industriali che, se pur di limitata capacità, esistevano nel1a zona. 11 Comando Genio costituì: un magazzino, gestito direttamente, che aveva le funzioni di frazione di magazzino avanzato; un deposito di materiali a Medina del Pomàr, che serviva alle esigenze immediate dei soli reparti del Genio, e che poi fu trasferito a Santeliccs. I materiali distribuiti alle truppe in questo periodo furono quantitativamente di molto superiori a quelli del periodo operativo di Guadalajara, il che dimostra anche come il Servizio avesse avuto un notevole sviluppo. L'attività dei laboratori campali annessi al magazzino avanzato fu davvero preziosa. TI laboratorio artieri provvide all'approntamento e distribuzione di attrezzi e materiali da guastatore, i laboratori radio e telefonico ripararono e ridistribuirono: 54 stazioni radio di vario tipo, 456 apparati te lefonici , 78 ccnlraliui, 31 stazioni ottiche di vari tipi. I materiali occorrenti all'azione su Santandèr richiesero, per il trasferimento dal deposito centrale al magazzino avanzato, 250 vagoni ferroviari. c6) Gli svilupni del Servizio del Genio nel periodo settembre 1937-febbraio '

1938.

Al Deposito Centrale di Valladolid furono assegnati i seguenti compiti: controllo e revisione tecnica dei materiali in arrivo dall'Italia, per verificare che il trasporto non ne avesse pregiudicato la pett"etta efficienza; controllo e revisione tecnica dei materiali acquistati dal commercio direttamente in Spagna; invio dei materiali da revisionare ai tre lahoratori (art.ieri, radio e telefonici), materiali che nonnalmente corrispondevano ai due terzi cli quelli immagazzinati; rifornimento dei magazzini avanzati; introduzione dei materiali revisionati dai laboratori; amministrazione e contabilità delle operazioni sopra elencate. Ma lo spazio a disposizione era sempre più inadeguato, per cui ad agosto L937 non vi fu più possibilità di ricezione e molti materiali rimasero , ancora imballati e aJI 'aperto, nella base sud. Di conseguenza furono integrate le scaffalature, portandole da 305 a 1.142 metri quadrati e furono ampliati i locali e costruite ailre tettoie, portando la superficie utilizzabile da 1.704 a 5.724 metri quadrali.


264

Seconda Parie - La Guerra di Spagna

c7) L'attivilà del Deposito Centrale e dei magazzini avanzati del Genio nel periodo settembre 1937 - febbraio 1938. li 29 settembre 1937 il deposito di Zaragoza trovò sistemazione in un ampio padiglione delle ferrovic situato nello scalo di Casetas, a 16 chilomelri dalla città di Zaragoza. La scella risultò opportuna e conveniente perché i locali erano disposti in modo da rendere agevoli le operazioni di carico e scarico ed erano inoltre idonei all'immagazzinamento dei materiali. Per tali motivi, cd anche perché si riscontrò che la sede era parlicolannente adatta ad un sollecito rifornimento dei magazzini avanzati, non si ritenne di doverla spostare alla fine dc] suddetto periodo e con ]o spostamento delle operazioni nei settori di Teruel e dell'Ebro. Dopo le operazioni di Santandèr il deposito vide ridotte le scotte di legname a soli 150 metri cubi, quantità assolutamente insufficiente e difficilmente inlegrabile per la crescente difficoltà di acquisto dal commen.:io, poiché il Govenro nazionale aveva iniziato la sistematica requisizione della produzione. Con l'autorizzazione delle Autorità si dovette riwrrerc alla regione boschiva della Castilla, impiantando, il 5 novemhre 1937, un "Centro di raccolta Leinami" a Sorìa, sede di una delle principali segherie . Da novcmhrc 1937 a febbraio l 938 si raggiunse una produzione complessiva di circa 2.000 metri cubi di legname da costruzione e si fece un'adeguata sco1ta di pi<.: chctti e paletti per reticolati e di pali per linee telefoniche . La quantità ingente dei legnam i approvvigionati , la diminuita distanza dalle zone di operazione e la disponibilità della segheria ben attrezzata per la preparazione dei manufatti, nelle quantità e delle dimensioni di volta in volta richieste, consigliarono la trasformazione del "Centro" in una frazione del Deposito Centrale . Allorché il CTV si schierò nella zona di Siguenza-Iadraque- La Toba, venne costituito, il (, dicembre 1937, il Ma;?au.ino avanzato di Sigucnza, che venne, però, sgomberato il 14 gennaio 1938. In previsione dell'azione che avrebbe assunto il nome di Bauailia dell'Ebro fu iniziato, a febbraio 1938, l'impianto di un Magazzino avanzalo a Burhaguefia, con materiali provenienti dal magazzino avanzato di Las Casetas e dal Deposito Centrale di Valladolid. II 18 marzo questo magazzino si trasferì ad Alcafìiz, con gli abituali tre laboratori campali, cd il 12 aprile iniziò il trasferimento a Bot, a circa 10 chilometri da Gandcsa. In considerazione delle particolari necessità imposte dalla guerra di movimento, venne data, nella costituzione del magazzino, la preferenza ai mezzi di collegamento, in quantità sufficienti ad alimentare tutte le unità del CTV. 11 magazzino di Las Casetas assunse ora le caratteristiche di deposito dei materiali da ponte e di rafforzamento. Per la ristrutturazione di questi due magazzini fu necessario impiegare 350 vagoni ferroviari e 150 autocarri pesanti.


Cav. VI - Il Genio nelle bauar:lie conclusive

265

Per la battaglia del Levante fu costituito un Magazzino avanzato, con i suoi tre laboratori campali, a Teruel, dove fu lrasferilo il materiale del magazzino di Bot, 1imasto in attività fino alJa fine di giugno. Al magazzino di Teruel affluirono anche materiali provenienti dal Deposito Centrale di Valladolid, dal magazzino di Las Casetas e dal Centro di Sorìa, impiegando 13 vagoni fenoviari e 63 autocarri pesanti. Dopo la battaglia del Levante il magazzino venne fatto tipiegare a Burbaguefia, da dove effettuava i rifornimenti alle truppe in linea sui fronti di Gandesa e di Barracas-Pifia. Nel mese di ottobre si dovette affrontare la necessità di rifornire le due nuove Divisioni, "d'Assalto Littorio" e "Frecce Verdi". d) L'apporto del Genio. Alla guerra civile spagnola pat1eciparono 160 Ufficiali, 3.200 Sottufficiali e soldati del Genio. Encomiabile fu il comportamento di Artieri e Pontieri, la cui opera ebbe, in molti casi , del miracoloso e fu sempre tempestiva ed efficiente, consentendo il rapido movimento delle colonne. Telegrafisti e lfadiotelegrafisti riuscirono ad assicurare con continuiti, i collegamenti a tutti i livelli, nonosta nte la rapidi tit degl i sposlamenli. La Compagnia collegamenti del CTV, che aveva in forza soltanto l 15 uomini, riuscì a rar fronte ad un traffico giornaliero di J .400 dispacci durante lo spostamento del Comando da Medina a Corconte, e questo è solamente un esempio fra i tanti. e) Considerazioni conclusive

11 supporto dato dal Governo italiano a quello nazionalista spagnolo passò attraverso varie fasi. La prima, dall'agosto al novembre 1936, costituì un concorso di materiali e personale e fu la più sofferta, sia perchè L'ltalia stava ancora uscendo da11a Campagna etiopica e sia perché non si riusciva a dare una fisionomia all'intervento in Spagna, inizialmente inteso come pai1ecipazione di singoli volontari. La seconda, fino a febbraio 1937, fu caratterizzata da11o studio del Governo e degli Stati Maggiori per dare una configurazione semi ufficiale ali' opera di sostegno alla Spagna. Durante questa fase fu assunta una serie di provvedimenti organizzativi militai·i. La terza, da marzo 1937 in poi, fu quella de11a costituzione dei reparti, ufficialmente destinati all'intervento nel conflitto. Nel periodo delle esitazioni e delle incertezze il problema Spagna venne gestito sotto l'etichetta "Esigenza Oltre Mare Spagna" e la sigla O.M.S. era adottata da tutti i Ministeri per indicare tutto ciò che si riferiva alla questione. Finalmente fu costituito il "Corpo Truppe Volontarie' (C.T.V.), ma il passaggio da un sistema (O.M.S.) all'altro (C.T.V.) non fu indolore, perché fu influenzato


266

Seconda Parte - T,a Guerra di Spagna

dagli inevitabili contrasti tra politici e militari e dalla totale assenza dello Stato Maggiore Generale 20 che non intervenne mai né mai fu interpellato, pur essendo presenti, nel Mediterraneo ed in Spagna, unità aeree e navali italiane. Le determinazioni che furono assunte cd i provvedimenti che vennero presi furono dovuti alla decisione dello Stato Maggiore del R. Esercito, che, tra l'altro, organizzò in Spagna un efficientissimo Servizio informazioni. L'Ufficio I del CTV fu molto attivo e fornì sempre informazioni dettagliate pe1tinenti, denotando competenza e professionalità per la parte che più specificamente concerneva il Genio. Le notizie sulla rete slradale, vasta e molto ramificata, con grandi arterie provinciali di ottima viabilità, su terreno aperto e quasi piano, con pendenze minime e con opere d'arte della lunghezza variabile tra 8 e 90 metri, furono assai precise. Furono segnalati tutti i passaggi sui fiumi Aleandro, Cinca, Guadalope ed Ebro e sui molti canali e corsi d'acqua più piccoli. Inoltre vennero fornite notizie minuziose sulle forze nemiche, sul terreno, sulle caratteristiche dei corsi d'acqua, sui possibili punti d'attraversamento, sullo stato dei manufatti, sui lavori difensivi e sul servizio idrico del nemico. Per ogni settore le analisi e le descrizioni furono molto approfondite. Anche le reti elettriche furono oggetto di accurata indagine. I posti d'ascolto ed intercettazione furono organizzati in maniera intelligente e capillare, tanto da fornire con continuità il materiale intcn.:cttato, consentendo una buona nozione delle comunicazioni che intercorrevano all 'interno della Spagna repubblicana e tra questa e l'estero (allegalo n. 57). TI comportamento dei genieri duranle l' intero corso della Campagna fu davvero superiore ad ogni encomio. Essi ottennero il riconoscimento del Governo spagnolo , del quale non è rimasta, purtroppo, quasi nessuna docu,mentazione. Nell 'allegato n. 58 sono ripo1tate le decorazioni al Valor Militare concesse dal Governo italiano .

20

Capo di Stato Maggiore Generale era, all'epoca, il Maresciallo d'Italia Pietro HADOGLIO.


TERZA PARTE

L'ESPERIENZA DELLE CAMPAGNE D'AFRICA E Di SPAGNA E LA VIGILIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


CAPITOLO VII

LE MODIFICHE ORDINATIVE DOPO LA CAMPAGNA D'APRICA

E LA GUERRA DI SPAGNA

I. 2. 3. 4. 5.

L'esperienza della Campagna d'Africa e della guerra di Spagna T1 Genio nell'ordinamento coloniale tra iJ 1935 ed il 1940 L'ordinamento Pariani (1938) L'ordinamento del 1940 L'Esercito italiano a giugno 1940


Cap. Vll - Le modifù:he ordinative dopo la Campagna d'Ajril.'a e la guerra di Spagna

271

L L'ESPERIENZA DELLA CAMPAGNA D'AFRICA E DELLA GUERRA DI SPAGNA. Le due imprese militari che si svilupparono dalla fine del 1935 ai primi mesi del 1939 ebbero conseguenze determinanti per gli avvenimenti storici che coinvolsero l'Italia nei successivi anni quaranta. Le conseguenze della Campagna etiopica furono , in sostanza, negative, perché i successi militari conseguiti, nonostante l'aperto contrasto di Francia ed Inghilterra, che culminò nelle sanzioni economiche, diedero a MUSSOLINI la sensazione di poter assumere un atteggiamento di superiorità o, quantomeno, di parità con le potenze europee. La propaganda, fortemente sviluppata all'interno del Paese, rafforzò la convinz ione che le Forze Armate fossero, per efficienza, alla pari se non superiori a quelle degli altri Paesi. La generalizzazione di tale convincimento potrebbe essere stata una delle cause che pmtarono a sottovalutare il problema di gestire e tutelare i ri sultati della conquista militare. La rapidità del successo ottenuto, anche con modalità non del tutto ortodosse, peraltro sconosciute ai più, alterò il metro di valutazione, che avrebbe dovuto tenere nel debito conto le particolari si tuazioni ed il peculiare ambiente nel quak era maturato l'evento vittorioso, senza considerare validi per qualsiasi situazione ed in qualsiasi ambiente i risultati raggiunti, come la insistente ed euforica diffusione delle notizie aveva fatto credere. Forse mancarono anche le risorse per dotare di maggio re autonomia i territori coloniali e renderli capaci di sufficiente autorità nei confronti delle popolazioni indigene e di adeguata capacità difensiva dai possibili attacchi degli Stati confinanti, che avevano già mostrato ostilità nel corso della Campagna. Dal punto di vista tecnico-mii itare la guerra contro l'Etiopia diede, agli occhi della Nazione, grande prestigio alle Forze Armate; contemporaneamente lo Stato Maggiore del Regio Esercito, tenendo conto dell'esperienza acquisita sul piano tattico ed effettuando una valutazione più realistica degli avvenimenti, fu stimolato a pianificare l'ammodernamento della dottrina, dei mezzi e dei materiali Altra conseguenza negativa della Campagna d'Etiopia fu il vistoso depauperamento delle scorte così faticosamente accantonate. La partecipazione alla guerra civile spagnola fu inizialmente, agosto 1936, con unità volontarie, di scarsa consistenza e si accrebbe , poi, fino a costituire un robusto corpo di spedizione, che operò per tutta la durata del conflitto, terminato nel1'aprile del 1939. Questa ulteriore impresa militare aggravò le conseguenze della Campagna etiopica perché fu attuata nel momento in cui si sarebbero dovuti concentrare gli sforzi per ricostruire, ammodernare e potenziare le Forze Annate, secondo il piano organico di riarmo concepito dallo Stato Maggiore del Regio Esercito, in vista della ormai evidente instabilità dell'atmosfera politica europea.


272

Terw Parte - L'esperienw delle rnmpagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

Alla già critica situazione si aggiunse, dunque, un ulteriore dispendio di vite e di risorse, che si rivelò oltremodo negativo per l'efficienza complessiva dell'apparato miliuu-e, alla vigilia dell'esplosione della seconda guerra mondiale.


Cap. VII · Le modifiche ordinative dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

273

2. TI, GENTO NELL'ORDINAMENTO COLONIALE TRA IL 1935 ED IL 1940. Per quanto riguarda il Genio, le Grandi Unità dislocate nelle Colonie disponevano dei reparti indicati nell'allegato n. 41. a) L'ordinamento nelle Colonie dal 1915. Nel 1935 1'ordinarncnto del Genio prevedeva quanto segue: Eritrea: - Comando Genio del R. Corpo truppe coloniali dell'Eritrea; 1 Compagnia del Genio, mista di nazionali ed indigeni , su: I Plotone Zappatori, 1 Plotone Telegrafisti, 1 Plotone Radiotelegrafisti e Potoelettricisti; Servizio del Genio (retto dal Comandante del G enio). Somalia: - Servizio del Genio con 1 Compagnia specialisti. Libia: Comando Genio della Libia; I Reggimento Genio (su un numero variabile di Battaglioni) con un deposito territoriale; Servizio del Genio con una Direzione lavori a Tripoli, u n Ufficio sla<.:<.:alo a Bengasi e Stahi lirnenli, depositi e magazzini del Genio in varie località. 11 Comando del R. Corpo truppe colon ial i della Libia era stato istituito nel J 935, in seguito alla unificazione de i RR. Corpi truppe coloniali della Tripolitania e della Cirenaica. 2 Compagnie del Genio d'Africa della Divisione nazionale; 16 Compagnie miste del Genio delle Brigate coloniali; 1 Reggimento speciale del Genio d ' Africa delle truppe metropolitane non inquadrate nella Divisione o nelle Brigate. L'ordinamento e l'amministrazione dell' A.O.T. vennero stabiliti con il R.D. 1-6-1936 n. 1019 e con il R.D. 15-6-1917 n. 2708. A dicembre del 1937 il Duca Amedeo cl' AOSTA , Generale di Squadra Aerea, fu nominato Viceré d'Etiopia e Governatore Generale dell'Africa Orientale. Il suo compilo era quello di pacificare la regione e far convivere civilmente popolazioni etnicamente diverse, divise da antichissimi odii e sobillate incessantemente ad agire contro l'Italia. Quando, nel 1939, cominciarono a soffiare ventl di guerra il Duca d'AOSTA inviò a Roma un dettagliato rapporto sulla situazione nel territorio, sulla esiguità della forza militare e sulla scarsità degli annamcnti. La relazione concludeva così: " Senza armi la guerra non si fà e noi armi non ne abbiamo. L'entrata in guerra sarebbe il crollo dell'Impero." Il 20 maggio 1941 a lui ed ai suoi uomini che lasciavano l'ultimo presidio dell'Amba Alagi furono resi gli onori militari dagli inglesi; l'Italia lo decorò con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

A...Ql:


274

Terza Parie - L'esperienza delle campaf!ne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

Il 3 marzo 1942 morì in un ospedale di Nairobi, dove era giunto dal campo di prigionia di Donyo Sabouk. Alla data clell' 1 ottobre 1935, secondo i dati desunti da "Storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito Italiano - volume Vll, capitolo XXV, pagine 327 e seguenti, di Filippo STEFANI", nelle Colonie italiane si trovava il seguente personale, dotato dei quadrupedi, delle armi e dei mezzi appresso elencali: Libia

Egeo

vane

127

4.286

1.546 50.655

1.641 28 13 2.011

140

3fi.Jill2

2.9J.!1

13.966 28 13 2.554 12.543 39.035 28 1.940

53 .852

4.495

:1216

1Q..ill 308 .490

4 .027

222

39.976

51.1 50 7.509 1.585 117 45 4 21

33.35 1 5.412 1.184 179

2 .511 60 8 134 22

260.905 13.529 7.112 898 157 299 21

1.848 70

1.520 350

38 4

90 264 48 160 47

52 84 16 26 268

7.089 872 1.301 142 354 64 186 315

Eritrea Somalia -

Pernu1mk Ufficiali Cappellani Militarizzati Sottufficiali Soldati

5.271

1.651

6.292 152.469

Totali

164.482

-

Quadrupedi

-

Armi fucili pistole mitragliatrici artiglierie carri veloci carri M autoblindo

35.653

173.893 4.209 580 112 295

Totale

- Mezzi automezzi motocicli biciclette trattori autobotti autofrigo ambulanze rimorchi

3.683 448 1.301

6

Con foglio n . 7180/280 del 18 marzo 1936 l'Ufficio Ordinamento e mobilitazione dello Stato Maggiore del Regio Esercito dispose la costituzione di 2 Reggimenti di Fanteria da destinare in Libia 180/280 e con foglio n. 20610/349 del 7 settembre 1936 ordinò il rimpatrio dalla Libia, e la conseguente smobilitazione, di alcune unità


Cap. VI! - Le modifiche ordinative dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

275

della Divisione CC. NN. "Cirene". Un mese dopo, con foglio n. 23600/349, fu disposto il rimpatrio, per la successiva smobilitazione, di alh·i repmti, tra cui: il Quaitier Generale dell'Intendenza, la 3A Compagnia Pontieri del l Battaglione Genio misto della Libia, il XXXVlll Battaglione Genio Artieri, - la 156A Compagnia Telegrafisti, la 152A Compagnia Radio, - la I A Centuria Zappatori, il I Battaglione misto Genio, la 155A Compagnia Telegrafisti, la 111" Sezione Fotoelettricisti. Agli inizi del 1937, con Regio Decreto 12/4/1937 n. 976, venne istituito il Comando Superiore delle Forze Armate dell'Africa settentrionale. Da un telegramma di tale Comando in data 17/9/1937, n. 69423, firmato da Italo BALBO, si apprende che stavano per sbarcare in Libia, e precisamente a Tripoli, Bengasi e Derna, 3 Divisioni di Panteria; il tele prosegue precisando che a queste ne seguirà una quarta: la Divisione CC. NN. "Circne". Alla data del 30 aprile 1938 la situazione di reparti e personale del Genio , in Libia, era la seguente: I Comando Genio del XX Corpo d'Armata, con sede a Tripoli, costituito da: Generale, 2 Ufficiali superiori ed I Sottufficiale; il 20° Reggimento Genio del XX Corpo d'Armata, su: I Comando Genio, a Tripoli; il I Battaglione, a Tripoli; il LX Battaglione Genio, inizialmente a Nalut e poi trasferito a Garian; il LXI Battaglione Genio, inizialmente a Bir Ghinea e poi trasferito a Misurata; I Compagnia lavoratori a Garian; per un totale di: 5 Ufficiali superiori, 67 Ufficiali inferiori, 101 Sottufficiali e 1482 genieri; I Ufficio lavori del XX C. A., a Tripoli, con: 3 Capitani e 2 Ufficiali subalterni; 1 Ufficio speciale lavori del XX C. A., a Tripoli, con: I Colonnello, 1 Ufficiale superiore, 4 Ufficiali inferiori e 2 Sottufficiali. Nessun reparto del Genio era destinato alle Divisioni "Sabrata", il cui Comando era a Garian, e "Sirte", con sede del Comando a Misurata, ma, evidentemente, il successivo spostamento del LX e del LXI Battaglione in quelle sedi servì a colmare questa iniziale lacuna. L'ordinamento delle truppe libiche fu rideterminato con il Regio Decreto 1/7/1938 n. 635, che previde: il Regio Corpo truppe libiche, su: I Comando Genio, reparti del Genio e 2 Sezioni lavori con magazzini del Genio; - le Forze del territorio militare del sud, con 1 Sezione autonoma lavori del Genio.


276

1'er?f1 Parte - L'esperienza delle campagne d'Africa. e di Spagna e la. vigilia della Seconda Guerra Mondiale

TI 7 settembre 1939 lo Stato Maggiore Ordinamento, con foglio n. 34060/341, dispose la costituzione del X Corpo d'Armata per la Libia, per trasformazione del Corpo d'Armata di Napoli. Quale Comandante del Genio di tale C. A. fu previsto di destinare un Ufficiale superiore. Nella stessa data (foglio n. 34300/341) fu disposta la costituzione dell'Intendenza del Comando Superiore delle Forze Armate dell'Africa settentrionale. li 29/11/1939, con foglio n. 53520/341, dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore, veniva disposta la costituzione degli organi esecutivi dell'Intendenza. b) Le forze presenti in Africa Orientale nel 1936. Tra aprile e maggio del 1936 in Africa Orientale erano ridislocate: l Comando Superiore Africa Orientale, con, tra gli altri, il Comando Superiore del Genio; il I C.A. su 4 Divisioni ("Sabauda", "Pusteria", "Assielta", "3 gennaio"); il II C.A. su 3 Divisioni ("Gavinana", "Gran Sasso", "21 aprile"); il III C .A. su 2 Divisioni ("Sila", "23 marzo"); il IV C.A. su 3 Divisioni ("Cosseria", "1° febbraio" 1, " 28 ottobre"); il C.A. Eritreo su 2 Divisioni (JA e 2A Eritrea); truppe de lla zona bassopiano occide ntale; truppe della zona territoriale; forze armate della Somalia; Divisione " Peloritana"; Divisione indigena " J ,ibia"; Divisione "Tevere"; Comando settoriale della Somalia occidentale; Corpo indigeno; Aviazione della Somalia; Delegazione d'Intendenza. e) Costituzione della Guardia alla Frontiera della Libia. Il 17 agosto 1939 l'Ufficio Ordinamento del Comando del Corpo di Stato Maggiore, con foglio n. 31360/341, dispose la costituzione dei reparti di Guardia alla Frontiera della Libia, per i Comandi dei Corpi cl' Annata XX e XXI. I reparti del Genio, denominati Reparti misti del Genio per la Guardia alla Frontiera, furono così assegnati per il XX C.A.: 1 Reparto per la piazzaforte di Tripoli, con sede a Tripoli, costiluilo da: 1 Capitano, 3 Ufficiali subalterni, 19 Sottufficiali e 155 militari di truppa;

1 Le Divisioni "1 gennaio", "21 mar7.o", "1° febbraio", "28 ottobre" e "Tevere" erano Divisioni Camicie Nere.


Cap. Vll - Le modifiche ordinative dopo la Campa/!,rta ,l'Africa e la guerra di Spagna

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il 28° Reparto per il XXVTII settore di copertura, con sede a Zuara, costituito da: 4 Ufficiali, 15 Sottufficiali e 109 militari dj truppa; il 29° Reparto per il XXIX settore di copertura, con sede a Nalut, costituito da: 2 Ufficiali, 7 Sottufficiali e 52 militari di truppa; per il XXI C.A.: il 30° Reparto per il XXX settore di copertura, con sede a Bardia, costituito da: 4 Ufficiali, 14 Sottufficiali e 97 militari di truppa; il 31 ° Reparto per la piazzaforte di Tobruk, con sede a Tobruk, costituito da: 4 Ufficiali, 14 Sottufficiali e 97 militari cli truppa. d) Forze presenti in Libia nel 1940. Con R.D. 16/7/1936 n. 1786 furono costituiti il III e IV Corpo d'Armata, per le esigenze clell 'Africa Orientale, ed il l Corpo cl ' Armata, per l'inquadramento delle truppe inviate in Libia. Le unità che venivano mobilitate per raggiungere i territori d'oltremare venivano costituite di volta in volta in territorio nazionale con la stessa denominazione. Di queste Gra ndi Unità facevano parte, naturalmente, Battaglioni e reparti autonomi ciel Genio, reparti d'Intendenza, oltre ad Ufficiali e tecnici del Genio e ad una grandt: rnassa Ji operai per la realizzazione delle infraslrullure. Con R.D. 12/4/ I937 n. 976 era stato wstituito il Comando Superiore delle Forze Armate de ll'Afri ca Settentrionale e la relativa comunicazione era stata firmata dal Maresciallo dell ' Aria Italo BALBO, a ll 'epoca Comandante Superiore delle Forze Armate in Africa Settentrionale. Nel 1940 agli ordini di Italo BALBO, divenuto frattanto Governatore della Libia, si trovavano le seguenti forze: la 1A Armata, comandata dal Generale Italo GARTBOLDT, schierata sulla frontiera con la Tunisia e costituita da: XC.A. su 2 Divisioni; XX C.A. su 4 Divisioni ; XXTTT C.A. su 2 Divisioni; (le 8 Divisioni erano: "Bologna", "Savona", "Sabratha", "Pavia" , "S irte", "Brescia", "21 marzo" CC. NN. e "28 ottobre" CC.NN .; queste Divisioni disponevano di: 90 carri leggeri, 2200 automezzi e 500 pezzi d'Artiglieria); reparti di Guardia alla Frontiera; - reparti di Guardia di Finanza; raggruppamenti lavoratori; reparti del Regio Corpo truppe libiche; servizi d'Armata; Carabinieri; la 10A Armata, comandata dal Generale Mario BERTI, schierata sulla frontiera con l' Egitto e costituita da:


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Terw Parte - l,'esperienm delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

- XXI C.A. su 3 Divisioni; - XXH C.A. su 2 Divisioni; (le 5 Divisioni erano: "Marmarica", "Cirene", "Libica", "Catanzaro", "3 gennaio" "CC.NN."; queste Divisioni disponevano di: 194 carri leggeri, 1000 automezzi e 1600 pezzi d'Artiglieria); - reparti di Guardia alla Frontiera; repai1i di Guardia di Finanza; reparti del Regio Corpo truppe libiche; servizi d'Armata; Carabinieri; su] J<'ronte sud erano dislocati scarsi elementi, che costituivano posti di segnalazione e d'allarme. li totale delle truppe dislocate in Libia ammontava a 221 .000 uomini, dei quali 21.500 erano libici. Il 1° luglio 1940 lo SMRE Ordinamento disponeva la costituzione, per il Comando della 10" Armata in Africa Setentrionalc, di 2 Compagnie del Genio: la I I 7" e la 118" Telegrafisti, entrambe con parco telegrafonico autocarreggiato. In agosto veniva costituita una Co mpagnia l.drici , ad organico ridotto , su 4 plo toni ed I parco, con una for:ta di : 7 Uffic iali, 10 Sottufficiali e 171 genieri.


Cap. VII · Le modifiche ordinative dopo la Campagna d 'Africa e la guerra di Spugna

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3. L'ORDINAMENTO PARIANI (1938). Negli anni successivi alla Campagna in Africa Orientale prese consislenza l'idea di dare un nuovo ordine alla struttura militare del Paese, sia pure con le limitazioni imposte dal bilancio. Gli studi e le sperimentazioni di nuovi concetti operativi portarono alla conclusione che, sia nel campo strategico-tattico che in quello organico, si dovessero alluarc lrasfomiazioni tali da rendere sempre più dinamica la condotta della guerra, ormai orienlata, e già in via di attuazione presso i maggiori eserciti europei, a divenire una vera e propria guerra di movimento. Fu di quest'epoca un articolo della rivista specializzata "Militar Wochenblatt" che, lra l'altro, così si esprimeva: "Il grande sviluppo dell'arma aerea ed i nuovi orientamenti dell'arte bellica verso la f?Uerra di movimento e la motorizzazione degli eserciti hanno imposto all'Arma del Genio nuovi molteplici compiti che essa dovrà assolvere in stretto collegamento con le altre armi. In tutte le fasi del combattimento sono richiesti: trasmissioni, viabilità, ostruzioni, distruzioni, superamento ostacoli e passaf?f?LO dei corsi d'equa. Il limitato numero di genieri previsto per le Divisioni di Fanleria non corrisponde più alle nuove csigN1zc. Anche il criterio di assexnare gli elementi divisivnuli del Genio al momento del bisogno alle unilà dipendenti non è più accettabile per moltissimi motivi. Bisognerà pensare di dare una Compa,:nia ad ogni Reggimento di Fanteria ." Si parlava, ormai, di guerra di rapido corso e si cercò di creare unità tattiche più agili e più snelle, adottando, perciò, la Divisione binaria, su 2 Reggimenti di Fanteria cd 1 di Artiglieria, che, rispondendo ai requisiti suddelli, diveniva anche facilmcnlc trasportabile. Venne pure diversificata la struttura della Divisione in base ai compiti ad essa assegnati, creando: la Divisione Celere, la Divisione Motorizzata e la Divisione Corazzata. Convinto assertore di tali modifiche era stato il Generale Alberto PARIANT (allegato n. 59), il quale, nelle sue qualità di Sottosegretario di Stato per la Guerra e di Capo di Slalo Maggiore dcli 'Esercito, aveva promosso e sostenuto, fin dalla fine del conflitto in Etiopia, studi, esperienze e provvedimenti ordinativi contenenli aggiunte e varianti provvisorie all'ordinamento del 1934. Si giunse così ad adottare un nuovo ordinamento che prese il nome di Ordinamento Pariani2 cd ebbe decorrenza attuativa dal!' 1/11/1938. Segue una sintetica esposizione della struttura essenziale dell'esercito metropolitano per evidenziarne gli aspetti innnovativi: 5 Comandi designali d'Armata (1 in più),

2 Regio Decreto Legge 22/12/1938 n. 2095 - G.U. n. 26 dcli' 11/2/1939 · Circ. N. 87 dd Giornale Militare 1939.


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J'erza Parie - L'esperienza delle campagne d'Aji'ica e di ~ìJagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

17 Corpi d'Armala (4 in più), I Corpo d'Armala Corazzato (di nuova costituzione), I Corpo d ' Armata Celere (di nuova costituzione), I Comando Superiore truppe alpine (equivalente ad un Comando di Corpo d'Armata), 51 Divisioni di Fanteria (20 in più), 2 Divisioni motorizzate (di nuova costituzione), 2 Divisioni corazzate (di nuova costituzione), 5 Divisioni alpine (I in più), 3 Divisioni celeri, 3 Divisioni Carabinieri (di nuova costituzione), I Comando truppe a Zara, con deposito misto (di nuova costituzione), 1 Comando truppe dell'Elha, con Deposito misto (di nuova costituzione), 13 Comandi di difesa territoriale (8 in più), 28 Comandi di Zona militare (1 in meno). In cffetli gran parte degli aumenti numerici delle Grandi Unità derivava dalla trasformazione delle Divisioni da ternarie a binarie, ancora dotate di armi e mezzi risalenti , in gran parte, alla prima guerra mondiale. 11 vero ammodernamento consisteva nella creazione di Grandi Unità co razzate e rnoiorizzale, che, tuttavia, 11011 ave vano la potenzialità di altri eserciti europei. Ancora una volta si era costruito uno strumento bellico apparentemente più effi ciente e potente, ma, in realfa, assolutamente inadeguato a sostenere l'impeto di un futuro confHtto, come verrà dimostrato dai tragici avvenimenti degli anni successivi. Per il Genio le varianti furono: 16 Comandi Genio di Corpo d'Armata (3 in più), 16 Reggimenti Genio di Corpo d'armata (3 in più) , I Compagnia Artieri per ogni Divisione di Fanteria, 1 Compagnia mista Telegrafisti e Radiotelegrafisti per ogni Divisione di Fanteria, 1 Battaglione misto per ogni Divisione motorizzata, 1 Compagnia mista per ciascuna delle Divisioni Alpine, Celeri e Corazzate, 17 Battaglioni misti di Corpo d'Armata, ciascuno su 2 Compagnie Telegrafisti cd 1 Compagnia Radiotelegrafisti, 1 Battaglione misto per ciascuno dei Corpi d'Armata Corazzato, Celere cd Alpino, su l Compagnia Telegrafisti cd 1 Marconisti , 63 Compagnie miste Telegrafisti e Radiotelegrafisti per le Divisioni di Pantcria. Si può notare come questo riordinamento non è stato in alcun modo influenzato , per quanto riguarda l'Arma del Genio, dei suggerimenti proposti dalla citata rivista "Mililar Wochenblatt". Furono varati provvedimenti per l'attuazione di corsi Allievi Sottufficiali (allegato n. 60). Venne in parte riordinato anche il Servizio lavori del Genio, che, in seguito a vari


Cap. VII - le modifù:he ordùwlive dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

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provvedimenti decretati dopo l' orcLinamento del 1934, assunse, alla lìne del 1938, la seguente struttura: Uffici Lavori di: Torino, con Uffici staccati permanenti a Novara, Aosta e Candiolo; Alessandria, con Sezioni staccate a Cuneo ed Imperia e con Ufficio staccato permanente a Rocca dei Baldi (CN); Milano, con Sezioni staccate a Piacenza e Brescia e con Uffici staccati permanenti a Camnago, Pizzighettone, e Pavia; Bolzano, con Sezione staccata a Verona ed U.ffìr.i staccati permanenti a Peschiera, Brunico, Merano e Trento; Trieste, con Uf1'ici staccati permanenti a Villa Vicentina, Fiume e Pola ; Bologna, con Sezioni staccate a Padova e Tolmezzo; Firenze, con Sezioni staccate a La Spezia, Ancona e Zara; Roma, con Sezione staccata a Perugia ed Ufficio staccato Permanente a Gaeta; Bari, con U.l]icio staccato permanente a Taranto; Napoli; ~

Pa lerrno, co n Sezione staccata a Messina; Cagliari, con Sezione staccata a Sassari cd U.ff'icio staa:ato permanente a La Maddalena; Rodi (in Egeo).

Dalla suddetta elencazione si può notare come tra le Direzioni Lavori del Genio siano comprese le Direzioni , le Sottodirezioni e le Sezioni del Genio Militare per i lavori della Marina, nelle sedi di: Fiume, La Spezia, Ancona, Taranto, Messina e La Maddalena.


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Terza Parie - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la viKilù1 della Seconda Guerra Mondiale

R=., 27 gennaio '919· XVII.

MINISTERO DELLA GUERRA COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE

Al comando superiore forze annatt: Africa .rettentriom,lr;

(anche per il XX e XXT C. Ai 1:oma11di di wtpn d'armata

A.)

Ai comandi dì divùìouc (dir.1m:w:ione cstes.1 hno ;iJ (Omandi di rcg.

gimmto)

UFFICIO ADDESTRAMENTO

Agli ù~ttoruti d'arma e della moMri~·zar-:imu: Alla dfrc:r.ionc del sçn,izin chimù.-r1 militart' e pc·r rono~eiw..i:

Ai com11ndi designati d'an,iatu

N. 1800 di prot.

Al r:mna,idn gem::1-ale dtll'arnut dei CC. RR. Al r rmwndn gem"Ju/e de/fu R. Guardia di finan ;.u

ili nnnundo goicrafr della M. V. S. N.

OGGETTO: Divisione 11po.

Pnd,1: si possa, con piena cosci.cnza e con profonda fiducia, pascvcrarc nell'opera aniva nl appassionala, i.ntcsa .id assimihir<", cliffnnrlcrr cd applicare i concetti rnnici i:onn~si con la trasfnrmaziu11<· i11 allo della ~l'andc unid li:1~t:, rifrri~ro :ikrn11· •.:011s1:-itaz i11ni fon (' da ro m:i11<b11Li ddk trupp<: lr~iu11:irÌL' i11 Sp:1g1.1:i, nelle n:ccnti operazioni.

r' - Contro un nemico appoggiato a successive organizzazioni difensive, è s1ata cnndo11a g,1<n:1 ,li rapi.-lo corso, imponendosi ari esso con la manovra sviluppara in direzioni sempre nuove, S<:clt,· w11 il criterio di nu11 dar Lr<:gua :ill',1vv<:is.trin, snrprcnck rlo cnn la prnvcnir:nza e lc: muclalità tldl'auarco, smm:rrtarlo cuu b n m1imii1iì ddl'azionc. 2" ~ Ciascuna rlivisionc ha attaccato in un settore ris1rctto, r..'ìcn:i1:11Hto· uno sfur:1.u polcotc cd uuitario, e penetrando « a botta rlritta » nello schieramento nemico; rnallirado gli ampi inti:rvalli fra divisione e <livisirmc, k grandi unità si sono appoggiale a vic<:nd.1 per dk1to ddl',r,ioor drcisamrntr condotta nel rispettivo sc1ton- d';1tl:1<:co 1 e h:n:1ei.·.1ru:n1 c: pr.rsq~ui!a fino a r;1g,µ;l1111gimr111o ddl'oliintivo, rd oltn--.

3" - La continuità della manovra è stata assicurata rla!l'unità .superiore (C. d' t\.), cun l'iotcrvrnto tempestivo clclk ,iivisioni rii 2• schicr.1.

4' - Durame:

I.i crncn.a ddb propria superiore capacità di manovra ha attenuato le cli i11111iobilizzrJn: unità cuu compiti dift.nsivi; truppe e scrvlzi arredìrellamentc alb pru11ri;1 slcuR.zza; otlt':nuta u11a conveniente profondit~ cli penetra-

la prnrtrn7.innc,

prcou;:upazio11i per

l

lìa1K hi,

LraLi h~rnno p1ovw:rln1u

nl

cvllalu

zione, la conversione t!dk uni1à di 1;' schiera verso il lianco più esposto, od ii pronto intervento ,li divisioni ùi 2" schiera, hanno <l"to con l'offc,,.rwa ndla direzione più opportuna, la sicurezza e lo spazio ptr l'ultc.. rio re manovra.

5" - La divisione tipo si è dimostrata strumento forte, agile, maneggevole, pcrfr:11,1mcmc idoneo .11la manovra svolta nel quadro del corpo d'annata, ai rapirli mutam~nli rii fron te e di dirc7.ionc rii a11acco, ai pronti interventi. Il Sottocapo di S. M. per le Operazioni U. SODDU

Circolare n. 1800.


Cap. Vlf - T.11 modifiche ordinalive dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

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4. L'ORDINAMENTO DEL 1940. Anche l'ordinamento Pariani subì ritocchi cd ampliamenti nai mesi success1v1 alla sua approvazione, per effelto di Decreti e Leggi aggiuntive , che fu poi necessario accorpare in un unico provvedimento legislativo. Le Trasmissioni si erano frattanlo già riorganizzate e nel 1939 avevano raggiunto la seguente consistenza: 3 Raggruppamenti misti, su un numero variabile di Battaglioni, per i 3 Comandi di Gruppi di Armate; 2 Battaglioni speciali Marconisti, uno dei quali su 2 Compagnie intercettazione cd 1 Compagnia Radiogoniometrica; 9 nattaglioni misti Collegamenti, ciascuno su 2 Compagnie Telegrafisti ed I speciale Marconisti con colombaie mobili, per i 9 Comandi d'Annata; 21 Battaglioni misti Collegamenti, ciascuno su 3 Compagnie Telegrafisti ed I Marconisti, per i 20 Corpi d'Armata ed il Corpo d'Annata autotrasportato; 4 Compagnie Telegrafisti, I per ciascuno dei Corpi d'Armata Corazzato, Celere , Alpino e Libico; 4 Compagnie Marconisti, I per ciascuno dei suddetti Corpi d'Armata ; 75 Co111pagnie miste Telegrafisti e M arconistj , per le 75 Divisioni di fanteri a . T me zzi di cui disponevano i citati reparti erano: R2 cd R3 per i reparti minori; R4, R5 cd R6 per le Grandi Unitt1; RFI cd RP2 e cassette telegrafiche campali; apparati stampanti per i collegamenti tra le Grandi Unità complesse; tclescrittori per i collegamenti tra il Comando Supremo cd i Comandi d ' Armata e nell'ambito degli stessi; stazioni fototelegrafiche e fotofoniche. Un nuovo ordinamento fu emanato, con decorrenza dall'l gennaio 1940, e prese il nome di Ordinamento del 1940 ma anche quello di Secondo ordinamento Pariani, essendo, in sostanza, un ampliamento di quello del 1938. La nuova Legge, n. 368 del 9 maggio 1940 (G.U. n. 113 del 15 maggio 1940 Circ. 113 G.M. 1940), ordinava l'Esercito sul seguente schema: 6 Comandi d'Armata (1 in più), 18 Corpi cl' Aimata (1 in più costituito dal Comando Superiore delle truppe d'Albania), 1 Corpo d'Armata autotrasportato (di nuova costituzione) J Corpo d'Armala Corazzato, 1 Corpo d'Armata Celere, I Comando Superiore delle truppe alpine, 54 Divisioni di Fanteria (3 in più) 2 Divisioni motorizzate,


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Terza Parte - L'esperienw delle mmpagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

3 Divisioni corazzate (1 in più), 5 Divisioni alpine, 3 Divisioni celeri, 1 Comando truppe di Zara, con deposito misto, 1 Comando truppe de11'Elba, con deposito misto, 16 Comandi di difesa territoriale (3 in più), 28 Comandi di Zona militare: Per l'Arma del Genio le modifiche del nuovo ordinamento erano costituite dall'aumento dei Comandi Genio di Corpo d'Armata, da 16 a 18, con i relativi Uffici lavori e, conseguentemente, da uguale aumento del numero dei Reggimenti. Rimaneva inalterata la struttura complessiva dcll' Anna, mentre l'organico degli Ufficiali risultava notevolmente ampliato, poiché il nuovo ordinamento comprendeva anche provvedimenti già attuati per il generale riordinamento di tutte le armi e Servizi. L' a1ticolo l 5 della Legge 368 prevedeva, infatti, il seguente organic.:o di Ufficiali del Genio: Colonnelli n. 74 Tenenti Colonnelli 181 Maggiori " 246 Capitani " 486 Capitani, con carriera limitata al grado di Capitano 11 3 Tenenti e Sottotenenti " 556 Tenenti e Sottotenenti , con carriera I imitata al grado di Capitano " 11 3 per un totale di n. 1.769 Per effetto dell ' articolo 16 della Legge l'organico degli Ufficiali del Servizio Studi ed Esperienze veniva aumentato di una sola unità, con un totale che passava da 49 a 50 unità. I nuovi Reggimenti del Genio, la cui costituzione era stata attuata con provvedimenti ministeriali precedenti e sanzionala da questa Legge, ebbero la seguente denominazione e struttura: Reggimento Genio speciale d'Africa, coslituito ad Addis Abeba con decorrenza 1 ottobre 1937 con il seguente organico: Comando e Deposito, Battaglione misto, su: + I Compagnia Artieri, + I Compagnia Idrici, + 1 Sezione Pompieri, - Battaglione Trasmissioni, su: + I Compagnia Telegrafisti, + 1 Compagnia Radiotelegrafisti speciale,


Cap. VIT - Le modifiche ordinative dopo la Campagna 1/'Afri<:a e la guerra di Spagna

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+ 1 Sezione Fotoelettricisti, Compagnia Ferrovieri, Sezione Fotografica e Telefotografica. Reggimento Genio d'Albania (26°), costituito a Tirana con decorrenza 1 ottobre 1939, su: I Comando con deposito, 2 Battaglioni Artieri, ciascuno su: + 3 Compagnie Artieri, + I Sezione Pompieri, I Battaglione Telegrafisti su 2 Compagnie, l Battaglione Radiotelegrafisti, su: + 2 Compagnie Collegamenti, + I Compagnia Collegamenti speciale, I Compagnia Foloeleltricisli, l Compagnia Pontieri, 2 colombaie fisse, I Ufficio materiali gruppo C con laboratorio riparazioni. 15° Reggimento Genio, alle dipendenze del XV Corpo d'Armata, costituito a Chiavari I' I marzo J 940, con i I seguente organico: Comando e Deposito, 1 Ballaglione Artieri su: + 2 Compagnie Artieri , + J Compagnia Artieri d' arresto, 1 Battaglione misto su: + 2 Compagnie Telegrafisti, + I Compagnia Marconisti, I Ufficio materiali gruppo C con laboratorio. 11 Reggimento fu impiegato nella zona di Imperia nei mesi di maggio e giugno del 1940 per lavori alla frontiera con la Francia; ad agosto rientrò in sede, funzionando come Centro di mobilitazione per i rcpmti delle varie specialità de1l'Arma. 13° Reggimento Genio, costituito a Cagliari con decorrenza dall' I luglio 1940, con la seguente struttura: I Comando con Deposito, I Battaglione Artieri, su 2 Compagnie, l Battaglione Collegamenti su : + 2 Compagnie Telegrafisti, + l Compagnia Marconisti, 1 Compagnia Fotoelettricisti, 1 Ufficio materiali gruppo C con laboratorio. Il Reggimento operò come Centro di mobilitazione per i reparti delle varie specialità del Genio. 14° Reggimento Genio, costituito a Be11uno, per trasfo1mazione del 14°


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'lèrz,a Parte - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

Raggruppamento Genio, con decorrenza dal 1' I luglio 1940 e con struttura analoga a quella del 15° Reggimento Genio. Anch'esso operò come Centro di mobilitazione di reparti delle varie specialità. A chiusura di queste ultime considerazioni di carattere ordinativo, si è rite nuto di riepilogare in un quadro sinottico (allegato n. 61), trallo dal volume "L'Ese rcito italiano tra la 1A e la 2A guerra mondiale", l'evoluzione delle strutture dell'Esercito, ponendo a confronto gli ordinamenti succedutisi dall'anno 1910 alla vigilia della seconda guerra mondiale.


Cap. Vll - Le modifiche ordinative dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

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5. L'ESERCITO ITALIANO A GIUGNO 1940. a) La formazione di guerra e l'ordine di battaglia_

Stato Maggiore dell'Esercito (dipendente dal Comando Supremo), con a Capo il Maresciallo d'Italia Rodolfo GRAZIANI; - Gruppo di Armate ovest, su 2Armatc, comandato da s_ A.R. Umberto di SAVOIA, Principe di Piemonte: l AArmata , comandata dal Generale Pietro PTNTOR, su: + 11 Corpo d'Armata, comandato dal Generale Francesco BERTINI, su 3 Divisioni di Fanteria ("Forlì", "Acqui", "Livorno") ed 1 Divisione alpina ("Cuneense"); + lll Corpo d ' Armata, comandato dal Generale Mario ARISTO, su 2 Di visioni di Fanteria ("Ravenna", "Cuneo"); + XV Corpo d'Armata, comandalo dal Generale Gastone GAMRARA , su 3 Divisioni di Fanteria ("Modena" "Cosseria", "Cremona"); + Riserva su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Pistoia", "Lupi cli Toscana", "Cacciatori delle Alpi"); .. I Divisione alpi na ("Pusteria"); .. l Raggruppamento celere; - 4A Armata, comandata dal Generale Alfredo GUZZONT , SU: + Corpo d ' Armata alpino, comandato dal Generale T,uigi NEGRT, su : .. 2 Divisioni alpine ("Tridentina", "Taurinense"); .. Raggruppamento "Levanna"; + I Corpo d'Armata, comandato dal Generale Carlo VECCHTARELLT, su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Cagliari", "Superga", "Pinerolo"); + TV Corpo d'Armata, comandato dal Generale Camilla MERCALLI , su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Sforzesca", "Assietta"); .. 3° Reggimento alpini; + Riserva su: -· 2 Divisioni di Fanteria ("Brennero", "Legnano"); -· I Raggruppamento celere; - Gruppo di Armate est, comandato dal Generale CamiJ!o GROSSI, su: - 2A Armata, comandata dal Generale Vittorio AMBROSIO, SU: + V Corpo d'Armata, comandato dal Generale Riccardo BALOCCO, su: ·- 3 Divisioni di Fanteria ("Sassari", "Lombardia", "Bergamo"); + XI Corpo d'Armata, comandato dal Genera.le Matteo ROUX, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Re", "Isonzo"); + Riserva su: .. 2° Reggimento bersaglieri; .. 2° Reggimento Cavalleria "Piemonte Reale"; .. 4° Reggimento "Genova Cavalleria";


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1erza Parte - l'esperienza delle campagne d'Africa e di 51x1gna e la vi,?ilia delù1 Seconda Guerra Mondiale

__ 19° Reggimento "Cavalleggeri Guide"; .. 3° Raggruppamento Artiglieria; .. 3° Raggruppamento Genio;

.. Servizi; 2A Annata "Po", comandata dal Generale Mario VERCELLINO, su :

+ Corpo d'Armata Celere, comandato dal Generale Giovanni MESSE, su: .. 3 Di visioni celeri ("Eugenio di Savoia", "Emanuele Filiberto Testa di fon-o", "Principe Amedeo Duca d'Aosta"); + Corpo d'Armata Corazzato, comandato dal Generale Fidenzio DALL'ORA, su: .. 2 Di visioni motorizzate ("Trieste", "Trento"); .. 2 Divisioni corazzate ("Ariete", "Liltorio"); + Corpo d'Armata autotrasporta bile, comandato dal Generale Prancesco ZINGALES, su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Pasubio", "Piave" , "Torino"); + Riserva su: .. 5° Reggimento Artiglieria contraerei; .. 9° Raggruppamento Genio motorizzato; .. Servizi; 8A Annata (in costituzione), comandala e.la S.A.R. Adalhe,to di SAVOIA Duca e.li Bergamo, su: + XIV Corpo d'Armata, comandato dal Generale Giovanni VECCHT, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Marche", "Puglie"); + VI Corpo d'Armata, comandato dal Generale Ezio ROSSI, su: .. 3 Divisioni di Panteria ("Messina", "Parma", "Casale"); Gruppo di Armate sud, comandato dal Maresciallo d'Ttalia Emilio DE BONO, su: + Xli Corpo d'Armata, comandato e.lai Generale Angelo ROSSI, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Aosta", "Napoli"); + XTTT Corpo cl' Annata, cumane.lato dal Generale Augusto DE PIGNIER , SU: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Sabauda", "Calabria"); Comando Superiore truppe Albania, cioè XXVI Corpo cl' Armata, comandato dal Generale Sebastiano VISCONTI PRASCA, su: .. 1 Divisioni di Fanteria ("Venezia", "Pescara", "Arezzo"); .. 1 Divisione alpina ("Julia"); .. I Divisione corazzata ("Centauro"); .. Reggimento "Granatieri Albania"; .. Reggimento "Lancieri di Milano"; .. Reggimento "Lancieri d'Aosta"; .. 26° Reggimento Artiglieria; .. 26° Raggruppamento Genio; .. Servizi;


Cap. Vii - Le modifiche <mlinative dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

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Riserva generale: 3A Annata, comandata dal Generale Carlo GELOSO, su: + IX Corpo d'Armata, comandato dal Generale Camilla ROSSI, su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Bari", "Taro", "Piemonte"); Riserva dello Stato Maggiore: 7A Armata, comandata da S.A.R. Emanuele Filiberto Duca di Pistoia, su: + VII Corpo d'Armata, comandato dal Generale Aldo AYMONINO, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Firenze", "flriuli"); + VIII Corpo d'Armata, comandato dal Generale Remo GAMBELLI, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Siena", "Granatieri di Sardegna"); Forze Am1ate dell'Egeo, comandate dal Generale Cesare Maria DE VECCHI di Val Cismon, su: .. Divisione di flantcria "Regina"; .. Xll Battaglione carri; .. Batterie di vario calibro; .. I Compagnia chimica; .. Reparti minori; Comando Superiore Forze Armate Africa Settentrionale, t:omandate dal Maresciallo dcli' Aria Italo BALBO, su: SA Armata, comandata dal Generale Ttalo GARIBOLDI, SU: + X Corpo d'Armata , comandato dal Generale Alberto 13ARBIERl, su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Bologna", "Savona", "Sabratha"); + XX Corpo d'Armata, comandato dal Generale Ferdinando CONA, su: .. 3 Divisioni di Fanteria ("Pavia", "Brescia", "Sirte"); + XXIII Corpo d'Armata, comandato dal Generale Annibale BERGONZOLT,

su: .. 2 Divisioni Camicie Nere ("23 marzo", "28 ottobre"); .. 2A Divisione Libica; .. Truppe di copertura della frontiera occidentale; .. Piazzaforte di Tripoli; 10" Armata, comandata dal Generale Mario BERTI, su: + XXI Corpo d'Armata, comandato dal Generale Lorenzo DALMAZZO , su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Marmarica", "Cirene"); + XXTT Corpo d'Armata, comandato dal Generale Enrico PlTASST MANNELLA, su: .. Divisione di Fanteria "Catanzaro"; .. Divisione Camicie Nere "3 gennaio"; .. I" Divisione Libica; .. Truppe di copertura frontiera orientale; .. Piazzaforte cli Tobruk; .. Scacchiere sahariano, su 1 Raggruppamento costituito da: 4 Battaglioni Libici,


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Terza Parte - [,'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

2 Compagnie sahariane, 1 Compagnia meharisti, 2 Sezioni cannoni da 20, 1 batteria someggiata cannoni da 65/17, 6 Compagnie libiche da posizione , 3 Settori di copertura (Gadarnes, Serdeles, Cufra); Forze Armate dell'Africa Orientale, comandate da S.A.R. Amedeo di SAVOIA Duca cl' Aosta, su: .. 2 Divisioni di Fanteria ("Granatieri di Savoia", "Africa"); .. 16 Battaglioni non divisionali; .. 2 Compagnie carri; .. l Compagnia carri veloci; .. I Squadrone autoblindo; .. lO Gruppi d'Artiglieria; .. 29 Brigate coloniali, ripartite su 4 scacchieri (nord, sud , est, Giuba) e costituite da: 17 Battaglioni, 2 Gruppi d'Artiglieria, 8 Gruppi s4uadroni di Cavalleria, 22 Gruppi Bande. All'epoça l'Esercito avrebbe dovuto d isporre, secondo qu anto definito dalla d rcolare S.M.R.E./Add. n. 1400, in data 13 giugno 1940, di tre tipo logi.c di carri armati: carri "L" , del peso fino ad 8 tonnellate; carri "M", del peso tra 8 e 15 tonnellate; carri "P", del peso oltre 15 tonnellate; ma quest'ultimo non fu mai disponibile . h} L'Arma del Genio a giugno 1940. Alla vigilia del conflitto i reparti del Genio mobilitati erano i seguenti: per le Armate: il 3° Rag1:,rruppamento, per la 2A Armata; il 9° Raggruppamento, per la 6A Armata; I Raggruppamento speciale per la 5A Armata in Africa Settentrionale; per i Corpi d'Armata: il 12° Raggruppamento in Sicilia, per il Xli Corpo d'Armata; il 13° Raggruppamento in Sardegna, per il XIII Corpo d'Armata; il 26° Raggruppamento in Albania, per il XXVI Corpo d'Armata; 1 Battaglione misto Genio, per il Corpo d' Armata alpino; I Battaglione mislo Genio, per il Corpo d'Armata celere; 1 Battaglione misto Genio, per il Corpo d'Armata corazzato; 1 Battaglione Artieri, per il Corpo d'Armata autotrasportato;


Cap. VII - Le modifid1e ordinative dopo la Campagna d'Afrim e la guerra di Spagna

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291

RFJ su ,:arrv ti1m " L".

I Battaglione misto Collegc1menti , per il Corpo d'Armata autotrasportato; 1 Battaglione speciale Artieri , per il Corpo cl' Armata 1,ibico; 1 Battaglione misto CoJJegamenti, per il Corpo d' Armata Libico; 17 Battag lioni Artieri per i 17 Corpi d'Armata normali; 34 compagnie Telegrafi sti, per i I7 Corpi d' Armata normali; 17 Compagnie Radiotelegrafisti, per i 17 Corpi d ' Armata normali ; 17 Sezioni Fotoelettricisti, per i 17 Corpi d'Armata normali; 1 Sezione Fotoelettricisti per il Corpo d' Armata autotrasp011ato; per l' Africa Orientale: l Reggimento Genio d'Africa; - per Je Divi sioni: 5 Battaglioni misti , per le 5 Divisioni alpine; 2 Battaglioni misti , per le 2 Divisioni motorizzate; 9 Battaglioni mi sti , per le 9 Divisioni autotrasportate , tipo Africa Settentrionale; 3 Battaglioni misti , per le 3 Divisioni Camicie Nere, - 2 Battaglioni misti Libici, per le 2 Divisioni libiche; 3 Compagnie miste, per le 3 Divisioni celeri; 3 Compagnie miste, per le 3 Divisioni corazzate; - 43 Compagnie Artieri, per le 43 Divisioni di Fanteria; 43 Compagnie Tcleradio , per le 4 3 Divisioni di Fanteria;


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Terza Parie - L ' esperienza delle campagne d 'Africa e di Spaf!.na e la vigilia della Secc)ll(fa Guerra M,mdiale

3 Compagnie Artieri, per le 3 Divisioni autotrasportahili; 3 Compagnie Teleradio, per le 3 Divisioni autotrasportahili; 43 Sezioni Fotoelettricisti, per le 43 Divisioni di Fanteria; 3 Sezioni Fotoelettricisti, per le 3 Divisioni autotrasportabili; per un totale di Reparti del Genio mobilitati di: 6 Raggruppamenti, l Reggimento, 45 Ball.aglioni, I00 Compagnie, 64 sezioni.

Mussolini parla con una stazione R PC3.


Cap. Vll - Le modifiche ordinative dopo la Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

RF3 :su motocarmz.zelle.

Stazione telt'}rmica cammcllata.

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CAPITOLOVffi

L'ARMADELGENIOALLA VIGILIA DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE

I. 2.

3.

L'Ispettorato dell'Arma del Genio I ,a forti J'icazione Gli interventi all'estero


Cap. VIII - L'Arma del Genio alla vigilia della .1·e cm1da guerra mondiale

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l. J,'ISPETTORATO DELL'ARMA DEL GENIO. a) La regolamentazione . Il pcdodo compreso tra la fine della guerra di Spagna e la vigilia del secondo conflitlo mondiale fu di grandissimo impegno e convulsa attività per l' Ispettorato dell ' Arma del Genio. Si trattava, infatti, di tradurre in provvedimenti attuativi l'enorme mole di esperienze scaturite dalla Campagna d'Africa e dalla guerra di Spagna, adattandole a nuovi criteri che si andavano facendo strada, ma non solo. Tali esperienze derivavano da problemi che si erano presentati cd erano stati risolti in particohu-i teatri operati vi ed in situazioni eccezion al i. In Africa Orientale si erano dovute affrontare e riso] vere principalmente: la rapidità del movimento in territorii quasi privi di rotabili; i rifornimenti idrici in ambienti carenti d' acqua; i tempi di presa dei calcestruzzi in relazione alle notevoli escursioni termiche ; la difficoltà delle comunicazioni radio in presenza di sbalzi termici e rarefazioni dell'aria. D'altra pa1te ci si trovava in presenza di un nemico che, pur aiutato da esperti europei, non poteva certo paragonarsi, per armamento, disciplinn , nddestramento individuale ed impostazione tattica de i cap i, ad un esercito europeo. Se ne ricavò , quindi, più che a ltro, una notevole esperienza tecnica ed una grande acquisizione conoscitiva di organ izn11.ione del lavoro. Ne derivò ]a necessità di migliorare l'addestramento individuale e dei quadri , adeguare Ja struttura degli organismi tecnici, studiare e progettare nuovi mezzi di lavoro o adeguare quelli esistenti, ristrutturare i reparli, potenziare le capacità d'i ntervento, adeguando organici e dotazioni. La guerra di Spagna ehhe soltanto il pregio di mettere in contatto i nostri genieri con quelli di altri eserciti, dando loro modo di acquisire qualche nuova tecnica, senza dare, su] piano dell 'esperienza, grandi risullali. Ciò fu dovuto, principalmente, all'impiego frammentario degli uomini , all'ulil izzazione di materiali nuovi di varie provenienze, ad una certa confusione nella gestione e nel1a distribuzione dei materiali e de11e parti di ricambio , al cambiamento continuo delle dipendenze o rganiche e ad un certo disorientamento derivante dalle decisioni non sempre co ncordi sulla condotta delle operazioni. ln sostanza si può ritenere che la partecipazione a questa guerra possa aver costituito, almeno per quanto riguarda l'Arma del Genio, lo stimolo a studiare ed attuare una migliore organizzazione dei rifornimenti e de11a distribuzione dei materiali. Quale conseguenza, l'Ispettorato fu fortemente impegnato in una poliedrica attività per: approntare e diramare direttive suJJ'impiego dei reparti ai vari livelli nelle differenti fasi della hattaglia ed a favore dei vari tipi di Unità; preparare e distribuire istruzioni specifiche sui compiti delle varie specialità ai vari livelli;


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Terza Parte - L'esperienza delle campa?,ne d'A,frica e di Spagna e la vigilia ddla Seconda Guerra Mondiale

Guuarori dd Gmio (;uastulori (di.w~gno di Paolo Caccia Dominioni).

Guastatori del 3 1° /ltg .

studiare i programmi delle Scuole del Genio ed approntare le relative pubblicazioni ed i manuali tecnici; adeguare, congiuntamente alle Direzioni Generali del Genio (Esercito e Marina), gli organici e la dislocazione degli Uffici tecnici; aggiornare i Capitolati tecnici, con l'introduzione di nuove voci di lavoro cd adeguare la normativa; elaborare nuove e più moderne direttive per stabilimenti, officine e laboratori; recensire pubblicazioni tecniche italiane e straniere; esaminare i risultati di conferenze e congressi tecnici ad alto livello e relazioni su nuovi materiali o sperimentazioni tecniche; studiare nuovi materiali e nuove tecniche di lavoro; emanare direttive agli Uffici fortificazione per la progettazione di nuove opere di difesa o per l'adeguamento e l'integrazione di quelle esistenti, in armonia con quanto attuato da altri Paesi; revisionare i progetti delle nuove infrastrutture. b) La costituzione del Guastatori. Nel luglio del 1940, a similitudine di quanto era in corso cli attuazione da paite cli altri eserciti (la Germania aveva già posto in essere reparti di Sturmpionieren) o


Cap. Vili - L'Arma del Genio alla vigilia della seconda guerra mondiale

Scr~cnle de/l'V/11 Htg (ìuastatori .

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Guastatore del 31 ° Bt~ Genio.

di quanto già fatto in Italia nel corso della guerra 1915-1918, con la creaz:ione dei Reparti d'assalto, fu deciso di organizzare qualcosa di simile. Il 3 agosto 1940 lo Stato Maggiore del Regio Esercilo, con foglio n. 4220/Add., dispose la costituzione di una Scuola Zappatori, con sede a Civitavecchia, avente lo scopo di "addestrare reparti del Genio particolarmente destinati all'attacco ravvicinato delle fortificazioni". "Comandante della Scuola e Direttore dell 'addestramento" fu nominato il Colonnello Pietro STEINER. La Scuola veniva posta alle dipendenze del Comando Scuole Centrali Militari, appoggiandosi, per la parte amministrativa, alla Scuola Cenlrale del Genio. L'ordine era firmato dal Sottocapo di Slalo Maggiore del Regio Esercito, Generale ROATTA. Il successivo 2 1 settembre SMRE/Add., con foglio n. 6879, precisava che: "/ reparti del Genio ed i genieri particolarmente addestrati all'attacco ravvicinato dellefortif'icazioni assumeranno il nume di Guastatori." L'Ispettorato del Genio designò (allegato n. 62) gli Ufficiali ed i Sottufficiali che dovevano costituire i quadri della nuova Scuola e divenire i collaboratori del Colonnello STEINER. Essi, appreso quanto necessario, divennero i futuri istrnttori. Stabiliti i programmi (allegato n. 63) e ricevute le armi, le munizioni e gli espio-


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Terza Parie - L'e.1perienza delle campagne d'Africa e di Spa[?na e la vitilia della Seconda Cuerra Mondiale

sivi il Colonnello STElNER iniziò suhito l'attività addestrali va con i primi volontari che avevano superato una dura selezione fra quanti erano affluiti. Mentre egli ed i suoi collaboratori cercavano il luogo più idoneo per organizzarvi un campo di addestramento, che fu poi definito in Campo dell'Oro, nei pressi di Civitavecchia, l'Ispettorato ahhozzò le prime istruzioni per l'addestramento, definì gli organici che avrebbero dovuto avere i reparti Guastatoti, approntò i materiali ed inviò a Civitavecchia quanto necessario. La Scuola del Genio, già esistente in zona, provvide ad allestire il campo con baracche in legno, tende e tettoie. Era nata la Scuola Guastatori del Genio, che iniziò immediatamente l'attività. c) Le pubblicaz ioni. Le numerose pubblicazioni prodoue in questo periodo (allegato n. 64) continuarono ad essere, come quelle degli anni precedenti, di elevato livello, con contenuti tecnici dettagliati e precisi. Un esempio di tali qualità, sia tecniche che pratiche, si può evincere dalla riproduzione parziale che figura nello allegato n. 65, che contiene alcune parti del Prontuario tecnico sui lavori ed i mezzi del Genio, di Ottorino OTTAVINI (I parte); della Memoria sull'orManizzazione e sull'azione del Genio in guerra (Il parte); e Jt:lla Memoria ~ull'vrgani:a,azivne e l'impù.mlo di sbarramenti nel combattimento d 'arresto (lll parte ). La produz ione di istruzioni , manuali e direttive fu comunque molto e levata , come può rilevars i dal citato allegato n. 64 e richiese l'impegno tenace e coordinato di un gruppo di Ufficia li, che vi si dedicò a tempo pieno e per parecchi anni, se mpre sotto la guida costante degli IspeUori , Generali di Cc_)rpo d'Armata A1turo GIULIANO e Stefano DEGIANI . II frutto di tanti studi avrebbe meritato maggiore successo se le disponi bilità di bilancio avessero consentito una più ampia ed efficace applicazione della teoria alla realizzazione pratica, soprauuuo affinché il Genio potesse adeguatamente affrontare il conflitto che si presentava ormai inevitabile. d) Gli accasermamenti. Nei cinque anni che precedettero l'inizio della seconda guerra mondiale vi fu una vigorosa ripresa nella costruzione delle infrastrutture, poiché era indispensabile soddisfare le sempre crescenti necessità delle Forze Annate, ed in particolare dell'Esercito, in previsione delle operazioni di mobilitazione e di schieramento delle forze, che richiedevano accasermamenti, stabilimenti, magazzini e luoghi di degenza, in vista della guerra. Le nuove infrastrutture, che dovevano integrare quelle esistenti, e le nuove opere sussidiarie dovevano essere studiate, progettate e realizzate tenendo conto di tali presupposti. In particolare le caserme dovevano essere di due tipi: quelle per le esigenze di mobilitazione, sia per le unità destinate al territorio


Cap. VIII · L'Arma del Cenio alla vigilia della seconda ,:uerra mondiale

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nazionale che per quelle da inviare nelle Colonie, dovevano rispondere a requisiti di semplicità, perché la permanenza dei reparti in via di costituzione doveva consjdcrarsi breve, dovendo soddisfare solamente le esigenze di accoglimento, vestizione ed addestrnmcnto preliminare; quelle per la vita dei reparti stanziali dovevano essere più complesse, in quanto era necessario installarvi impianti, servizi cd infrastrutture ausiliarie, quali: officine, autorimesse, magazzini, depositi, infermerie ed altre istallazioni occorrenti all'approntamento dei reparti per l'impiego operativo. La prima categoria era quella delle cascm1e funzionali, a costruzione intensiva, con casermette capaci di ospitare una Compagnia, a pianta ad U e quindi contenente un ampio cortile rettangolare. Tali casermette erano ad un solo piano, livemenle rialzato rispetto al piano di campagna, con la possibilità (capacità della strutlura portante) di effettuare la sopraelevazione di un piano. Alcuni fabbricati ausiliari completavano I'istallazione. Di queste casem1e ne furono realizzate parecchie in tutto il territo1io nazionale. Della seconda categoria, cioè di città militari, ne furono costruite soltanto duè: queHa della Cecchignola, a Roma e queHa di Cesano, nei pressi di Roma, che nacque come grande centro chimico. Entxambe, però, non potettero essere complct11tc prima de llo inizio della seconda guerra mondiaJc. Altre infrnslruUure furono realizzale un pò dovunque e di queste si ricordano le più importanti , per destinazione e per sviluppo. Esse sono: a Roma. il palazzo del Comando della Milizia contraerea; l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio; l'Istituto militare superiore deHe Trasmissioni (ad Ostia lido); la caserina del "Genova Cavalleria"; la caserma dell'8° Reggimento Genio; la Colombaia militare; il Deposito combustibili di grande capacità di Mezzocarnino; a Gaeta: la tipografia del Reclusorio militare; a Bolzano: il palazzo per gli Alti Comandi; a Cervinia: la Scuola di alpinismo; a Persano: il Centro rifornimento quadrupedi; ad Alessandria: l'Ospedale militare; a Bari:


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Terza Patte - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seco11da Cuerra Mondiale

l'Ospedale militare; a Firenze: lo Stabilimento per i servizi di Commissariato; lo Stahilimcnto per il montaggio e la riparazione degli automezzi; a Durazzo: il macello per I 00 bovini; il Centro frigorifero da 250 tonnellate; in Albania: il Centro cli disinfezione e disinfestazione (edificio per honifica umana); il forno per 3000 razioni giornaliere; Centro frigoriferi da 5 a 20 tonncllale; in Libia: I'I nfcrmeria presidiaria; la lavanderia con magazzino recupero . Altri progetti di minore rilevanza furono studiati localmente e realizzati a cura dei Comandi Genio.


Cap. VJIJ ~L'Arma del Genio alla vigilia della seconda f!Uerra mondiale

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2. LA FORTTFTCAZTONE

a) Tn Francia. Nella prima metà degli anni trenta la Francia realizzò, essendo Ministro della Difesa André MAGINOT, una linea difensiva, che da lui prese il nome, lungo la frontiera con la Germania, dello sviluppo di ollre 450 chilomelri. Tale linea fortificata, pressocché continua, correva da Allkirch (tra Belfort e Basilea) a Thionville, con un prolungamento molto meno consistente lungo la fronliera belga. Negli anni successivi al 1935 furono eseguili lavori, peraltro non sufficientemente validi, per integrare molti spazi della linea realizzati ad un livello inferiore di difesa. Le funzioni della linea Maginot erano quelle di dare protezione alla Francia lungo tutto il confine con la Germania e, parzialmente, con il Belgio. Le forze schierate lungo la linea Maginot, sfruttando l'elemento protettivo, avrebbero potuto più agevolmente e rapidamente spostarsi da una zona all'altra. Tale bastione lineare, pressocché continuo, presentava alcuni punti di forza nei pressi di Aunetz, Sierck les Bains, Bouzonville, Lembach, Wissembourg, ed Hunspac; due tratte ad alta intensità difensiva tra Boismont e Faulquemont e tra Sarralbe e Soufflenheim e, per il resto, opere discontinue ma posizionate in modo da integrarsi vicendevo.lmente. La saldatura tra la Maginot e la linea difensiva belga , peraltro poco effi cace, risultò alquanto debole. La linea Maginot era costituita da una serie di forti permanenti in cemento armalo, con cupole corazzale emergenti dal terreno, collegate da gallerie percorribili, per Io spostamento di uomini e materiali. TI sistema era munito di pezzi d'artiglieria ed anni automatiche, aveva magazzini per viveri, depositi di munizioni e quant'altro necessario alla sopravvivenza ed al combattimento . Fortjficazioni in cemento amiato erano state costruite anche lungo il confine con l' Italia. Un motivo di ridotta efficienza di questa considerevole struttura fortificata è da ricercarsi principalmente in un difetto di impostazione progettuale ed in qualche difello di esecuzione. Infatti la direzione dei lavori di quanto unitariamente progettato e l'esecuzione furono affidate a due enti: - una "Commjssione per l'organizzazione delle regioni fortificate", presieduta dall'Ispettore Generale del Genio, che aveva il compito di sovraintendere alla esecuzione dei lavori di costruzione delle opere fortificate permanenti, affidati ad imprese; 2 - le regioni, competenti per territorio, che dirigevano l'esecuzione dei lavori negli intervalli tra le opere pemrnnenti, compresi i lavori del campo di battaglia, lavori eseguiti con mano d'opera militare. Si verificarono, perciò, degli inconvenienti dovuti ad una difettosa azione di coordinamento fra le due organizzazioni e ad una scarsa visione tattica di ciascun blocco di opere da parte della Commissione. Forse le carenze di coordinamento possono anche essere imputate a collegamenti difettosi tra le regioni adiacenti, ma il


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Terw Pa11e - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

risultato fu che a settembre del 1939 la linea Maginot risultò incompleta rispetto a quanto era stato concepito . Infatti: nelle regioni dì Melz e Lanter le opere di competenza della Commissione risultavano completate ma non quelle affidate alla regione, poiché gl i intervalli erano parzialmente sguarniti di trincee e postazioni per am1i automatiche; sul Reno non vi era nessuna opera in profondità e la difesa era affidata ai bunkers che battevano il fiume con il fuoco incrociato dei pezzi d'artiglieria e delle armi automatiche. La Prancìa aveva inoltre realizzato, al confine tra la Tunisia e la Libia, una Jinea difensiva di opere in cemento armato, denominata la Maginot del deserto. h) Tn Germania . Nella seconda metà degli anni trenta anche la Germania realizzò una linea forti ficata di oltre 500 chilometri, dal] 'Olanda alla Svizzera. A differenza della Maginot, che costituiva un baluardo difensivo, quella tedesca, chiamata linea Sigfrido, era formata da un insieme di opere fortificale che si sviluppavaJlo in profondità, con la funzione di logorare le infiltrazioni nemiche per po i ::umicnl.: irk eon fa manovra. Anche queste fortificazioni erano munite di robusto armamento d' artiglieria e di armi automatiche, nonché di depositi, magazzini, accasermamenti, infermerie, ecc. e) In Jugoslavia .

La Jugoslavia aveva realizzato una cortina difensiva , al confine con l'Italia, costituita da fortini corazzati largamente intervallati. d) Tn Italia.

Verso la fine del 1938 altre opere furono realizzate per migliorare la tenuta del primo sistema difensivo: "Il vallo alpino" , nei punti in cui esso era costituito da lavori di fortificazione meno rohusti. Detto sistema era stato concepito per la difesa delle più importanti vie di penetrazione, per una profondità variabile tra 2 e 3 chilometri . T1 progresso tecnico e lo sviluppo dell'aviazione quale mezzo di attacco imposero l'adozione di altre forme di fortificazione ed una maggiore attenzione alla mimetizzazione delle opere. 1 campi trincerati di una volta, ancora ben conservati nel nord Sardegna, erano divenuti estremamente vulnerabili agli attacchi dall'alto. Alla vigilia della seconda guerra mondiale furono costruite altre batterie in calcestruzzo armato nei settori nord-occidentali; queste opere erano ricoperte con massi di granito, sì da mimetizzarle con l'ambiente naturale. Dal 1932 al 1940 anche la Sardegna fu organizzata a difesa, sia con reparti di difesa costiera, in funzione antisbarco, e sia con fmtificazioni che si svilupparono nella parte nord, dove più facilmente si sarebbero potute avere azioni offensive dalla Corsica. Le opere più importanti furono realizzate a:


Cap. Vlll - L'Arma del Genio alla vi{?ilia della seconda guerra mondiale

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Spargi: batteria Rubin dc Cervine batteria Pietragliaccio; Caprera: batterie di. Poggio Baccà, di Messa del Cervo, di Isola del Porco e di Candeo; S. Stefano: batteria di Punta dello zucchero; Costa sarda: batteria di Tre monti e Forte Cappellini. Tali opere vennero integrate con stazioni di vedetta, centri di fotoelettriche e radiotelegrafici, depositi in caverna, alloggiamenti e servizi, perfettamente mimetizzati con la natura circostante, fatta di massi tondeggianti di granito. Nella Venezia Giulia il sistema difensivo alla frontiera orientale venne integrato, tra il 1926 ed il 1943, da una serie di grandi lavori di costruzione di acquedotti e cisterne, in parte derivali da impianti civili esistenti. Da Maistrocca a Fiume vennero realizzati 200 impianti fissi, completi di tutte le opere idrauliche e di serbatoi in cemento da 50.000 e 100.000 litri ciascuno. Questi impianti comprendevano anche centrali di spinta, di sollevamento e di movimentazione e cent1·i per il rifornimento di autobotti. Tutto yuesto complesso sistema doveva servire per soddisfare le esigenze d'acqua delle truppe che dovevano affluire nella zona e schierarsi a difesa del confine orientale. Tra giugno cd agosto del 1940 giunsero le unilft della 2A Annata, il cui Comando si in~cdiò a Gorizia. 11 Comando Genio d'Armala, coadiuvato dai Comandi (ìe11io dipendenti, curò la messa a punto dell ' intero sistema di rifornimento idrico. All'Armata fu assegnata la 2A Compagnia Idrici, facente parte del 3° Raggruppamento Genio d'Armata, che aveva un organico di 7 Ufficiali, 10 Sottufficiali e 276 genieri, 204 dei quali erano specialisti. Comandante della Compagnia era il Capitano MANTOVANI. Nel Parco della Compagnia c'erano mezzi e materiali per rifornire 5000 uomini e 500 quadrupedi, entro un raggio di 4 chilometri e con una prevalenza fino a 400 metri. Tra gli altri materiali vi erano pompe, 6.000 metri di tubazioni metalliche (da 13 a 100 millimetri), giunzioni, attrezzi di tutti i tipi, strumenti, apparecchi per l'analisi dell ' acqua, serbatoi campali, ecc. A giugno del 1940 il reparto fu notevolmente potenziato, poiché si prevedeva l'afflusso di altre 2 Armate. Anche in Libia il Genio realizzò un 'imponente opera fortificata, a protezione di Tobruk, basata sulla difesa reciproca di 128 ridotte in cemento armato, sistemate a scacchiera, ben annate e collegate da camminamenti ottimamente mimetizzatj_ Il perimetro esterno era costituito da due serie di 79 fortini, in totale (che venivano indicati con la lettera "R") e di 45 "sostegni" (individuati dalla lettera "S" seguita da un numero da l a 45). Al centro di questa cintura protettiva si trovavano quattro forti: uno centrale e tre periferici, e cinquantacinque centri di resistenza. Questi ultimi, allo scoppio delle ostilità erano, però, ancora mancanti di lorn:Ue, impianti e sistemazioni esterne. Completavano le opere di difesa ostacoli e fossi anticarro per uno sviluppo di 47 chilometri, ma anche questi lavori erano stati ultimati soltanto per 2 chilometri circa.


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Terza Parte - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spa~na e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

Operafòrtfficata del Vallo alpino.

Opera fortificata del Vallo alpino.

Vi erano anche in coslruzione 27 casermette per la Guardia alla frontiera. Gli osservatorì in programma erano stati ultimati, mentre le 27 interruzioni predisposte si trovavano ancora in corso di realizzazione, così come i raddoppi della camionabile, della via litoranea e della circonvallazione di Tripoli. Era stato pure approvato un programma per il raffitti mento ed il completamento delle cinte fortificate di Zuara, Nalut, T1ipoli, Bardia e Tohruk. Sempre a Tobruk era stato ampliato il Deposito munizioni della Marina ed erano stati costruiti il fabbricato della sede del Comando militare marittimo ed una Centrale elettrica in sede protetta.


Cap. Vili - L'Arma del Genio alla vixilill della seconda guerra mondiale

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3. GLI INTERVENTI ALL'ESTERO. a) L'intervento in Grecia. Dopo un lungo periodo di ostilità, non manifestata da alcun segno o sintomo esterno, tra Italia e Grecia venne stipulato, nel 1928, un trattalo di amicizia della durata cli dieci anni che, però, non modifkò sostanzialmente la situazione di reciproca diffidenza. Tra marzo cd aprile del 1939, allorché si preparava l'occupazione dell'Albania, dopo uno scambio cli note, il Governo greco chiese ed ottenne formali assicurazioni da quello italiano del mantenimento dello stato di amicizia. 11 7 aprile 2 Divisioni greche, 1'8" dislocata in Epiro e la 9" di stanza in Macedonia, riccvellero l'ordine di spostarsi al confine con 1'Albania, poiché era giunta notizia che 2 Corpi d'Armata italiani erano sbarcati in quel Paese. li 9 aprile pervennero in Grecia note cli rassicurazione, confermate il 2 settembre da un comunicato dell'Agenzia Stefani, che divulgava la decisione del Governo itaforno di non belligeranza nei confronti della Grecia. Il 3 dicembre il Generale GELOSO, successore del Generale GUZZONI quale Comandante del Corpo di spedizione in Albania, ricevette istmzioni dal Capo del Govemo di: organizzare a difesa il confine con la Jugoslavia; predisporre la si stemazione di allrt! unili:1 provenienti dall'Ilalia; approntare piani di operazione per un attacco a nord-est; organizzare un velo difensivo sul confine con la Grecia; migliorare le rotabili verso la Jugoslavia. Tutto procedette abbastanza bene con la Grecia fino al I O giugno 1940, allorché MUSSOLINI dichiarò la fine della non hclligcranza dell'Italia. b) L'intervento in Albania. Agli inizi del 1939 la situazione politica nei Balcani, ed in particolare quella dei rapporti tra Jugoslavia ed Albania, mai stabilizzatisi del tutto dopo la prima guerra mondiale, si riacutizzò. Clausole segrete del trattato italo-jugoslavo del 1937 e contatti, sia pure superficiali, tra il Ministro degli Esteri italiano, Galeazzo CIANO, e quello jugoslavo, Milan STOJAD1N0VIC3 facevano seriamente pensare alla possibilità della destituzione di Re ZOG4 e della spa11izione dcli' Albania.

-' Milan Stojadinovic, nato a Casak il 23/6/1988 e morto a Buenos Ayrcs il 24/10/1961, già Ministro delle flinanze con M. Pasik, fu capo del Governo e Ministro degli Esteri dal l 935 al 1939. Era polilicamenl:e vicino al Governo italiano. 4 Ahrned ZOGU 1, nato a Burgajet 1'8/10/1895 e morto a Suresnes il 9/4/1961, fu Re d'Albania dal 1928 al 1939. Di ricca famiglia di proprietari terrieri fu Ministro degli Interni nel 1921 e Primo Ministro l'anno dopo. Esiliato nel 1924 per la sua politica considerata reazionaria, rientrò in Albania, con l'appoggio jugoslavo, nel 1925, anno in cui fu eletto Presidente della Repubblica. Nel 1926 si fece proclamare Re e si legò strettamente al regime italiano.


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Term Parte - L'esperienz.a delle campagne d'Africa e di Spagna e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

L'insofferenza dell'opposizione aveva guadagnato buona parte del popolo ed i fuorusciti parlavano apertamente di un nuovo sovrano nella persona di un principe italiano, ma la caduta di STOJADINOVIC modificò, in certo modo, i termini del problema, rendendo più difficili i discorsi con gli jugoslavi a proposito dell'Albania. Quindi, come annotò CIANO nel suo diario il 5 febbraio 1939, bisognava accelerare i tempi per non consentire al nuovo Governo jugoslavo di rafforzarsi ulteriormente. Re ZOG, il 15 fehbraio, disse al Ministro italiano JACOMONl, capo della Legazione diplomatica in Albania, di essere informato delle intenzioni di CIANO di prevedere la spartizione dcll' Albania e di voler perciò chiarire le intenzioni del! 'Italia a questo riguardo. Ebbe inizio una serie di contatti e scambio di note fra i due Governi, che durò circa un mese, nel tentativo di allentare la tensione e di polarizzare l'attenzione su alcuni problemi cli carattere economico già da tempo in discussione. I ,'Italia era sempre più interessata a controllare gli sviluppi della situazione generale che andava complicandosi a causa dell'influenza che la Germania andava esercitando con la sua politica d'espansione, accentuatasi con l'occupazione della Boemia. li 21 mano il Ministro J/\COMONI inviò a Roma una nota che diceva, tra l'a ltro : "li Re mi è apparso sopratutto preso dall'ammirazione p er quanto aveva compiuto la Germania e dall'idea che si avvù:inasse per lui il momento di poter realizzare il suo sof{no dell'occupazione del Kossovo jugoslavo. Ha detto che se Roma dlicùlesse un 'azione contro la Jugosla via egli potrebbe, al mmnento in cui le nostre Divisioni fossero pronte a sbarcare in Albania, iniziare subito un'azione di bande che, a suo avviso, lo porterebbero in due giorni sino a Nish. Eilifarà partire quanto prima per Roma il gen. St,'Rt,'GJ e spera che la sua missione possa giovare a costituire fra i due Paesi una situazione che, pur salvaf?uardando la sovranità e l'indipendenza dell'Albania, possa dare a noi piena soddi.~fàzione.'' Il 23 marzo una seconda nota telegrafic.:a giunse al Ministero degli Esteri da Tirana; essa diceva: "Re ZOG ha inviato stasera in Legazione il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro degli Esteri ed il suo primo Aiutante di campo per informarmi che ... la Romania e la Jugoslavia starebbero prendendo misure per fronteggiare l'eventuale azione dell'Asse ... " I contatti divennero a11cor pii', frenetici sotto l'incalzare degli eventi e l' Italia decise di intervenire militannente. Tl 3 aprile il Generale PARIANI, a conferma di precedenti orientamenti verhali, precisava con ordine n. 80 OMT5 le direttive per l'occupazione dell' Alhania: assegnando il compito: raggiungere con la massima rapidità i centri vitali di

5

La sigla OMT significava: Oltre Mare Tirana.


Cap. Vlll - l'Arma del Genio alla vigilia della seconda guerra mondiale

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Tirana, Scutari, Argirocastro, Valona, zona di Devoli, Santi Quaranta, estendendo -non appena possibile- l'occupazione ad Elbasan , Korça, Kruja, Kukcs e Peskopja; comunicando la composizione del Corpo di spedizione e la la sua articolazione; definendo la successione e le modalità esecutive degli imbarchi e degli s barchi, via mare e via aerea; indicando le località di concentramento (porti di Bari, Brindisi e Taranto cd aeroporto di Grottaglic) per l'imbarco dei vari complessi di forze, dei quali era prevista l'affluenza in loco entro la sera del 5 aprile. L'intervento, programmato ed organizzato nel massimo segreto, si realizzò aH'alba del 7 aprile 1939, allorché sbarcò in Albania un Corpo di spedizione arljcolato in tre scaglioni, per complessivi 22.000 uomini, 64 pezz i d'artiglieria, 125 caITi armati leggeri, 860 automezzi, 1.200 motociclette, 5.500 biciclette e 2.500 quadrupedi. Soltanto il primo dei tre scaglioni effettuò lo sbarco nei previsti porti albanesi, occupando le aree nelle quali sarebbero affluiti gli altri due scaglioni. T tre scaglioni erano così costituiti: - I scaglione: 12 Baltaglioni Bersaglieri, dei quali: 9 c iclisti, 1 motociclisti, J misto ed I au Lo trasportato; I n attaglio nc di Fanteria; 2 Battaglioni carri (su 3 J carri); I Gruppo squadroni su carri veloci (su 63 carri); Battaglione S. Marco; 2 Battaglioni Camicie Nere; unità del Genio Radiolelegrafisti; unità dei servizi; Il scaglione:

I Battaglione di Fanleria; 1 Batteria d'accompagnamento; 2 Gruppi squadroni carri veloci; 1 Rauaglione mitraglieri; 3 Gruppi d'Artiglieria da 100/17, 105/28 e 149/13; 1 Compagnia presidiaria; 1 Compagnia Genio Pontieri; 1 Compagnia Genio Artieri; unità dei servizi; - III scaglione: Divisione "Murge" (meno il 47° Reggimento Fanteria ed 1 Gruppo da 100/ 17, già sbarcati con i precedenti scaglioni); 1 Battaglione Camicie Nere. Le unità dei servizi erano le seguenti: con il I scaglione:


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lérza Parte - L'esperienza delle campagne d'Africa e di Spagna e la vipJlia della Secorida Guerra Mondiale

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Cap. VITI - L'ArmtJ del Genio alla vigilia della seconda guerra mondiale

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1 Sezione di Sussistenza, I Sezione di Sanità; I Ospeda]e da campo; I autosezione leggera; I autosezione mista; 2 autosezion i pesanti; 4 autofficine; con il Il scaglione: 6 autosezioni pesanti; con il Ili scaglione: l Ospedale da campo; 3 autosezioni leggere; 4 autosezioni pesanti. Il supporto logistico doveva essere assicurato da una Intendenza, costituita ad hoc a Bari, che doveva operare da]]a Puglia e che doveva distaccare una Delegazione d'Tntendenza in Albania, al seguito del T scaglione, per organizzare a Durazzo un Nucleo di servizi di Corpo d'Armata. Le operazi.oni si svolsero con qualche inconveniente provocato dalla fretta con cui era stato preparalo l' intero intervento , daJJ ' insufficie11l1.; colfogarnento tra le colonne, dalla farraginosa distTibuzione dei mezzi e dei materiali ai reparti . Questi erano stati imbarcati in Patria e sbarcati in Albania senza accurate predisposizioni. La mancanza di artiglieri<.; nel I scaglione si fece sentire in maniera pesante, perché costrinse a ricorrere, nelJa fase di sbarco, al fuoco delle navi ddla Marina , che non ottenne l'efficacia voluta per l'inidoneità dei collegamenti per la direzione del tiro, inventati nell'immediatezza deJla necessità contingente. Anche i mezzi per il passaggio dei corsi d'acqua furono assai carenti e dovettero essere sostituiti con mezzi di fottuna, che ritardarono i movimenti. Comunque lo sbarco fu completato entro 1'8 aprile e le zone prestabilite furono occupate in modo incruento. Pur con qualche fatica si poté dare inizio aJI 'opera di organizzazione del territorio e per l'afflusso dei rifornimenti. La maggior parte di questi lavori impegnò i reparti del Genio, che avevano la seguente consistenza: I Compagnia Radiotelegrafisti, I CompagniaArticri , I Compagnia Pontieri, I Sezione Radiotelegrafisti, I Sezione Radiotelegrafisti speciale, 5 stazioni radio R4A, i reparti della Divisione "Murge". Altro aspetto negativo fu quello della scarsa preparazione delle unità destinate all'operazione, tanto che il Generale GUZZONT fu indotlo a scrivere: "L'efficienza dei reparti in conseguenza della forte aliquota di richiamati, della mancata possibilità di allenarli e del loro insufficiente addestramento, si è dimo-


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Terz.a Parte - L'e!,perien:m delle campagne d'Africa e di 5J)agna e la VÌ[iilia della Seconda Guerra Mondiale

strata alquanto scarsa. Ad esempio una sensibile percentuale di bersaglieri del 1901, 1902, 1903 e 1904 affluiti ai reparti non sapeva usare la bicicletta o la rnolocicletta e non conosceva le nuove armi ... " Inoltre si ebbe a riscontrare che il personale delle Trasmissioni, tutto richiamato, aveva scarsa pratica degli apparati r.t. in dotazione, tanto che, fin dalla sera dello sbarco, il Comando del Corpo di spedizione si vide costretto a chiedere rinforzi con il seguente telegramma: "n: 49 - Guerra Gabinetto - Informo che collegamenti non hanno regolare funzionamento per limitata capacità personale et operatori stazioni alt Occorrerebbe fare affluire al più presto nel porto di Durazw 12 Sottufficiali capi radio lelegrafisti, operai ,\pecializzati pratici stazioni R.F.O.S. et 2 radio rnontafori et 4 Sottufficiali pratici stazione R4 alt Generale Guzzoni." Oltre il mancato addestramento dei richiamati, due deficienze organizzati ve ebbero pesanti riflessi sulla condotta delle operazioni: la necessità di dipendere dai mezzi della Marina per le comunicazioni radiotelegrafiche durante l'intera fase dello sbarco e fino all'arrivo e l'impianto dei mezzi di trasmissione; il ritardo con cui i materiali delle trasmissioni gi unsero ai porti d'imbarco ed il mancato conlro llo del loro t;lato Ji f u11zionarnenl.o, operazione che non ru possibile effettuare neanche durante la navigazione a causa del silenzio radio imposto ai mezzi navali. la conseguente mancata possibilità di effettuare i collegamenti tra il Comando del Corpo e le unità nel momento critico dello sharco e tra il Comando e le colonne durante il movimento .

c) Il Genio in Albania. 11 15 maggio furono costituiti il Comando Genio e l'Ufficio lavori del Genio militare del Corpo d 'Armata d'Albania, con foglio n. T - 1660 in data 12/5/1 939, del Ministero del1a Guerra - Gabinetto. L' organico era il seguente: Comando Genio: 5 Ufficiali, 4 Sottufficiali, 8 militari di truppa, 2 civili; con bicicletta in dotazione; Ufficio lavori: 9 Ufficiali, 8 militari di truppa, 30 civili. L' Ufficio lavori era a Tirana ed aveva una Sezione staccata a Valona e tre Uffici staccati a Scutari, Coritza ed Argirocastro. Il Comando Genio disponeva anche di due colombaie fisse, dislocate a Tirana ed Argirocastro . Con foglio n. 11921 del 17 luglio 1939 SMRE Operazioni dispose il trasferimento, da Tripoli a Valona e Durazzo, di 4 Compagnie lavoratori della forza complessiva di: 16 Ufficiali, 15 Sottufficiali e 1124 militari <li truppa. TI 22 luglio il Gabinetto del Ministero della Guerra dispose la costituzione del Comando Superiore Truppe Albania, con foglio n. T - 5100.


Cap. VIII - L'Arma del Genio alla vigilia della semnda guerra mondiale

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L' l settembre sempre il Gabinetto Guerra, con foglio n. T - 721 O, dispose che il I ottobre si costituisse il 26° Reggimento Genio d'Albania, il cui Comando aveva sede a Tirana (allegato n. 66)._ Ma il 29 settembre, con foglio n. 40510/0rd./Mob., lo Stato Maggiore del Regio Esercito, considerato che la costituzione del Reggimento richiederà del tempo, dispose che il Deposito del 9° Reggimento Genio di Trani costituisse in sede un Comando del 26° Raggruppamento Genio ed un Deposito a Tirana. Nelle disposizioni era anche precisato che il Comando del Raggruppamento avrebbe av uto alle dirette dipendenze i raparti del Genio dislocati in Albania e che a tali reparti sarebbero stati attribuiti "compiti tecnici" dal Comando Superiore dcJle truppe in Albania. TI l O dicembre 1939 il Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Trasporti - disponeva il movimento (foglio n. 124/0M) di 3 Compagnie lavoratori: la 161 A, la 163A e la l 64A, da S. Maria Capua Vctcrc, con partenza il 3 dicembre, per ferrov ia, a Brindisi, via Caserta, Foggia, Bari. O

L'attività dei reparti del Genio si esplicò anzitutto nell 'impiantarc cd estendere le reti cli collegamento trn i vari Comandi delle unità sbarcate e nell'adattare la scarsa viabilità esistente alle necessità del trans ito militare, onde garantire il rapido comp letarncnlo dcll'occupa;,.ionc cd il tempestivo afflusso dei rifornimenti.

Anche nei porti di sbarco si rese indispensabile l'opera dei genieri per facilitare l'attracco dei pi roscafi che g iungevano dall'TtaJia con i materiali per il completamento de lle dotaz io ni e con i rifornimenti dei generi di cons umo. Contemporaneamente continuavano a giungere uomini e mezzi per il rafforzamcnto del contingente d'occupazione, che, in breve tempo, raggiunsero l'entità sufficienle a costituire il XXVI Corpo d' Annata. Molli reparti furono falli affluire con un ponte aereo creato tra gli aeroporti di Foggia e Tirana, per mezzo di appm-eu;hi da trasporto tedeschi (bimotori Mcsscrschmill). Comunque rimanevano assai difficili le condizioni di vita delle truppe ed , al riguardo, è assai significativa la relazione n. 4533 del Maresciallo BADOGLIO, capo di Stato Maggiore Generale, compilata il 29 giugno 1939, a seguito di un 'ispezione da lui compiuta dal 19 al 26 dello stesso mese, due mesi e mezzo dopo lo sbarco del Corpo di spedizione . Di essa si riportano akuni brevi passi tra i più significalivi: ". Strade: un problema urgentissimo poiché sono quantitativamente scarse e qualitativamente deficienti. l rifornimenti si compiono a fatica; i mezzi automobilistici si logorano rapidamente, compromettendo la manovra celere delle truppe. Non sono ancora efficienti le imprese per i lavori stradali. Urge completare la strada di Kukes il cui presidio deve essere rifornito con aerei. Organizzazione a difesa: deve essere studiata ex novo, perché le fortificazioni esistenti sono scarse ed arretrate. Sono da predisporre suhito sbarramenti a nticarro ed interruzioni. - Porti: occorre aumentare i fondali a Durazzo ed attrezzarne il porto perché è la


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Terza Parte - L'esperienza ,te/le campagne d'Africa e di Spar:,w e la vigilia della Seconda Guerra Mondiale

base principale di alimentazione. Valona, base sussidiaria, abbisogna almeno di un pontile idoneo all'allracco dei piroscafi. Apprestamenti logislici: occorre creare le sedi di Comandi, caserme, alloggi, magazzini, depositi per la Marina. Varie: nella zona occupata durante la guerra 1915 - 1918 giacciono abbandonate grandi quantità di rottami di ferro e vi sono navi affondate; bisogna dotare i reparti di carte topografiche al cinquantamila; occorre far venire dall'Italia la mano d'opera specializzata che difetta m Albania." Enormi difficollà ed ingentissima mole di lavori, che, anche per questa impresa, significò, in definitiva, ulteriore depauperamento di scorte di ogni genere ed usura di mezzi già abbisognevoli di sostituzione. Dal punto di vista strategico, inoltre, la nostra presenza armala nei Balcani determinerà l' apertura di un fronte di guerra caratterizzato da grande difficoltà di difesa e di alimentazione. Ancora una volta una errata valutazione provocherà consegue nze gravissime. Le accresciute necessità di attività lavorative comporlarono, ovviamente, maggiore impegno dei reparti dc.I Genio, che venne ro via v ia potenziai.i in pl;)rsona k: ed in mezzi, finché il 1° dicembre 1919, con circolare n. T-7210 , il Ministero della Guerra - Gabinetto dispose, come si è detto, la costituzio ne del Reggimento Genio d 'Albania (il 26°), che faceva parte del XXVI Corpo d' Armata, che disponeva anc he di un Ufficio lavori, con sede a Tira na, con proprio deposito m ate riali e con Sezioni staccate ubicate nei punti nevralgici cl ' Albania. Successivamente in Albania verrà costituita una Armata, la 9 1\ comprendente: il XXV Corpo d'Armata, con le Divisioni: " Puglie", nel Kossovo, "Arezzo", a Corciano, "Firenze", a Dobrano; il TV Corpo d'Armata, con le Divisioni: "Parma", a Valona, "Perugia", nel sud del l'Albania, "Brennero"; le truppe delJa zona "Z", che comprendeva Scutari ed una parte del Kossovo . Della Divisione "Perugia" faceva parte il CU Battaglione misto Genio, su una Compagnia Artieri ed una Radiotelegrafisti, di stanza ad Argirocastro, comandata dal Maggiore FATO. Tl 17 ottobre 1943, allorché la Divisione " Perugia" cercherà di raggiungere il mare per sottrarsi alla cattura da parte dei tedeschi e trovare un imbarco per l' Italia, il che non 1iuscirà, i genieri del CLI Battaglione Genio ripareranno un ponte in legno sul fiume Kardikaki, per consentire il transito della Divisione che proveniva da


Cap. Vili - L'Arma del Genio alla vigilia della seconda guerra mondiale

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Giorgiocastro. L'8 ottobre 1943, a Kucj, il Comandante del Battaglione verrà fucilato, insieme ai Tenenti Angelino ROTA ed Alberto CACCTNELLT, dai tedeschi del Battaglione sud-tirolese "Dodel". Del Corpo d'Armata facevano parte la I" Compagnia lavoratori del Genio , di stanza ad Hormova e Morgowo ed un Ufficio staccato lavori, con magazzino, con sede a Tepeleni. A chiusura della trattazione degli avvenimenti accaduti nel periodo compreso tra il 1935 ed il 1939 è sembrato opportuno ricordare i nomi dei Ministri della Guerra, dei Capi di Stato Maggiore, degli Ispettori dell'Arma del Genio e dei Direltori Generali del Genio (allegato n_ 67).


ALLEGATI


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Allegati

Allegato n. I (rif. Pag. 3)

TL MONUMENTO DEL GENIO E LA SCUOLA ALLIEVI

UFFICIALI DI COMPLEMENTO DI PAVIA Tl monumento, opera del Sottotenente di complemento del Genio Vito PARDO, fu realizzato nel 1932 e venne collocato nel cortile principale della Scuola Allievi

Ufficiali di complemento di Pavia. Esso rappresenta un fatto d'anni della prima guerra mondiale, durante la prima hattaglia dell'Isonzo (2 luglio 1915), di cui fu protagonista la JOA Compagnia Zappatori del 1° Reggimento Genio, comandata dal Capitano Luigi AZZARITI. Tale glorioso episodio consistette in un'azione di sfondamento cd allacco alle trincee nemiche sulle alture carsiche di Polazzo, vicino Rcdipuglia. A conclusione del fatto alcuni militari del reparto furono decorati con una Medaglia d'Oro, dieci Medaglie d'Argento ed una Medaglia di Bronzo , tutte al Valor Militare, ed al reparto fu attribuito il seguente encomio solenne: "La Compagnia Zappatori ebbe il compito di aprire quella mauina a q1,whau1ue costo uno sbocco offensivo all'incirca al centro dellafronLe austriaca antistante alla Divisione. Sopravanzate le linee della nostra Fanteria la Compagnia giunse sulle difese passive nemiche consistenti in un primo ordine di lacci giapponesi :i7Jarsi per una profondità di 50 metri, una rete metallica soslenula da pali di ferro collegata con torpedini terrestri distribuite in una zona profonda circa 20 metri ed un profondo reticolato. Le prime squadre animate dall'esempio dei loro Ufficiali e graduati liberarono il suolo dai lacci giapponesi, dalla recinzione e dalle torpedini e si avvicinarono al reticolato recando seco tubi carichi di gelalina esplosiva. In questo momento cominciò sulla Compagnia un tiro micidiale di fucileria e di granate a mano, che non riuscì af_l arrestare l'impresa. Con l'esplosione dei tubi di gelatina fu aperto un varco nei reticolati, che fu immedialamente ampliato con le pinze tagliajili. Aperto il varco, la Compagnia si trovò avanti imprevedutamente un.fosso pro_fondo, coperto con rete orizzontale e minato. la rete fu tagliata ed un nuovo varco.fil aperto. Per le perdite subite nei Quadri le unità di Fanteria destinate ad irrompere in esso non poterono subito eseguire l'irruzione; ma il Comandante della 10" Compagnia Zappatori, considerato il pericolo di una esitazione, decise di attaccare con la sua CmntWJ?nia e con due Plotoni di Fanteria retrostanti. La Compagnia infatti irruppe nelle trincee nemiche e le tenne.fino all'arrivo dei rinforzi, malgrado le numerose perdite subite,Jra cui quella del suo Comandante e di un subalterno posti fuori combattimento. L'irruzione.falla in quel punto favorì anche quella del l 5° Reggimento Fanteria


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Allegati

che fu compiuta poco dopo (ore 12 ,15) ed alla quale recò valido contrihuto l' eroico sacrijìcio di uno dei graduati della 10" Compagnia Zappatori, che, come sopra fu detto, erano stati comandati a guidare squadre di volontari di Fanteria per l'apertura dei varchi nelle difese passive nemiche." Come si è detto, il monumento "Avanti è la vita" trovò la sua prima allocazione nella Scuola A.U.C. del Genio di Pavia, città in cui fu trasferita la Scuola' in seguito a quanto disposto con dispaccio n. 22234 in data 18 ottobre l 932 del Ministero della Guerra. Il 2° corso (il primo aveva avuto inizio il I novembre 1930 nella sede di Verona) ebbe inizio il 1° novembre 1931 e terminò il 31 maggio 1932. La città di Pavia era stata scelta come sede della Scuola per le tradizioni storicoculturali che vantava (capitale del regno longobardo, università più antica d'Italia, ccc.) e per la disponibilità di infrastrutture idonee ed ampie che potettero essere adallate alla nuova esigenza dall'Ufficio fo1tifica7,ioni del Corpo d'Armala di Milano, assumendo la denominazione di Caserma Federico Menabrea .. li l novembre 1933 il Generale Ispettore di mobilitazione della Divisione mililare di Milano consegnò al Comandante della Scuola, Colonnello Luigi GROSSO, le cartelle e le Regie lettere patenti per il motto araldico concesso all'Istituto "Par ingenio virtus", motto che fu assunto da lla Scuola del Genio di Roma i I 1° marzo 1!)50. Dalla Scuola furono sperimentati vari materiali, quali: equipaggiamenti da ponte , traghe tti dei mode lli I , 2 e 3, barchetti d 'assalto, la macchinetta Morse, apparecchiature stampanti automatiche , apparati multipli precursori delle telescriventi cd apparati di radiotelegrafia e radiofonia . La Scuola di Pavia operò fino a11'8 settembre 1943 e nel dopoguerra il complesso fu ceduto all'Università. O

O

1 La Scuola /\I lievi Ufficiali di complemento del Genio era s1;1U1 costiluita, per effetto del Regio Decreto I O luglio 1930, nella città di Verona ed ebbe come primo Comandante il Colonnello Guido DI PALMA. I corsi v.i iniziarono l' 1 novembre 1930 in due distinte caserme: in quella di Castel S. Pietro, quelli per zappatori , minatori, pontieri e lagunari; nella caserma Principe Eugenio, quelli per telegrafisti e radiotelegrafisti.


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Atle?,ati

Allegato n. 2 (rif. pag. 19)

SIGNIFICATI E DERIVAZIONI DI ALCUNI TERMINI E NOMI ETIOPICI Abbà Abbù Addì Addis Abeba Adi Adrar Ain Amba Askari At Au Azmarà Bahàr Barcana

Beg Belet uen

Bender Bet Bir Cherèn Cika Darhò Debrì o debré Dub El Gurdèt Endà Erg Fares Gebel Ghezà Ghirghis Guoterà Guradè Hailé Selassié Hammal Hotzà

= padre = nome proprio di persona = nuovo = nuovo fiore = paese = montagna = pozzo artesiano = montagna conica o piramidale = soldato = bianco = SI = bosco fiorito = mare = duna piccola = capra = paese grande = mercato = casa = puzzo = monte e nome di regione = sindaco = grotta = monte = futa , turbante = nome originale di Agordat = chiesa = cordone di dune = cavallo = altopiano = comprato = Giorgio = magazzino derrate = scimitarra = invincibile trinità = portatore = sabbia


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Allei ati

Kai Lugh Mài Mandcf Medzauà Mehari Meschel o mascal Negarit Never Quinat Ras Reg Sebkha Serau Tarbuse Tassìli Tel1 Taueilèt

= rosso = piede = acqua e nome di regione = peste equina = chiamata (nome originale di Massaua) = cammello veloce = croce = tamburo di guerra = leopardo = lancia =Re = desero a fondo duro = depressione salina = acacia = copricapo tronco-conico = altopiano arenario = collina = lungo

Tilik

= gran<lt:

Ua

= acqua = tracciato di antichi fiumi, alveo di torrente,spaccatura de l terreno = fiume de i leopardi = siepe di rami spinosi

Uadi Uebi Scebeli Zeriba

Dal Calendario: 4 tahsas 23 mescheren 11 technent 928

= 14 dicembre = 18 ottobre = 22 ottobre 19J5


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Allegati

Allegato n. 3 (rif. pag. 24)

GERARCHIA ETIOPICA Ras

Degiac Negaret Degiac Fitaurari Asmacc

Urasmacc Cagnasmacc Basciai Scelgà Barambaras Mered Asmacc Scium

= Re (era il Governatore di una regione cd in guerra comandava una massa di guerrieri paragonabile ad un'Armata) = Capo di una piccola regione = Capo di una provincia (in guerra comandava gli armati della sua provincia) = Capo di un distretto (in guerra comandava l'avanguardia) = Capo di un distretto di minore importanza (in guerra assumeva le funzioni di Comandante in seconda o di Capo di Stato Maggiore) = Capo di un tfjstretto (in guerra prendeva il comando de!J'ala sinistra) = Capo di un distretto (in guerra prendeva i.I comando dell ' ala destra) = Comandante di un grnppo di armati = Comandante di luoghi fortificati o della cavalleria o dell'attiglieria = Comandante delle forze di riserva = Capo di un villaggio


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Allegato n. 4 (riL pag. 26)

PAOLO CACCTA DOMlNIONI Paolo CACCIA DOMINIONT Conte di Sillavengo nacque a Nerviano (Ml) il 14 maggio 1896. Era figlio di Carlo, Ministro Plenipotenziario, e di Bianca CUSANI CONFALONIERI, ed aveva trascorso un periodo della gioventù a Tunisi, dove il padre era in servizio. Volontario nei Bersaglieri ciclisti il 25/5/1915, fu in Sicilia con reparti della difesa costiera, poi a novembre ru allievo del corso per Ufficiali di complemento presso l ' Accademia di Artiglieria e Genio di Torino. A febbraio dell'anno dopo, da Aspirante, fu destinato alla I fr' Compagnia del 4° Reggimento Pontieri di Piacenza; promosso Sottotenente a maggio, fu sul Brenta e poi sull'Isonzo, dove, a febbraio del 1917, da Tenente, eseguì il gittamento di un ponte sull'Isonzo, ad Aiba, sotto il ruoco nemico , distinguendosi nell'azione di forzamento, tanto da meritare una Medagl ia di Bronzo al Valor Militare . Ma gli Austriaci conlrallaccarono e, scmpn..: sollo u11 micidiale fuoco, riuscì a far ricntrnrc g li alpini ed a re<..:uperare i feriti prima che il ponte fosse interrotto. Ottenne una Medaglia d'Argen to al Valor militare ma venne ricoverato in ospedale per le ferite riportate durante l'azione. L' I/7 /1917 fu destinato, su sua espi icita richiesta, alla 2" Compagnia Lanciafiamme, ma sul Carso fu nuovamente ferito. Dopo un periodo di convales<..:enza trascorso a Tunisi, fu inviato, a febbraio del l 918 , a comandare una Compagnia Zappatori-minatori del 9° Reggimenlo Genio di Tripoli, distaccata a Sidi Abdel Krim. 11 3/4/1919 fu rimpatrialo ed il 16/2/1920 collocato in congedo. Si laureò in Ingegneria al Politecnico di Milano e quindi si stabilì al Cairo, dove realizzò numerosi progetti in tutta l'ar<..:a del Medio Oriente. TI I0/12/193 J fu richimm1to ed inviato al Regio Corpo Truppe Coloniali a Tripoli e di qui inviato in ricognizione nel Fezzan, dove percorse tutto il sud della Libia nel deserto, a dorso di mehari, giungendo fino a Tamnia, località distante oltre I000 chilometri da Tripoli. T1 27/I 0/1932 fu promosso Capitano ~ collocato in congedo. TI 9/5/1935, mentre era a Bayrut, venne richiamato e destinato ad Asmara, dove il Comando Superiore Africa Orientale gli affidò un compito particolare, considerato che egli conosceva l'inglese, il francese, il tedesco e, perfettamente, l'arabo , che era socio di uno studio di ingegneria del Cairo e che il Dipartimento egiziano dell'irrigazione lo aveva incaricato di eseguire rilevamenti e disegni sull'alto Nilo e sui suoi due rami: il Nilo Azzurro ed il Nilo Bianco. Il compito, particolarmente delicato, era quello di effettuare una accurata ricogni-


Allegali

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Se11nale di distanza dal Cairo.

Località toccate da Paolo Caccia Dominioni: !'ori Sudan, Abù Hamèd, A/bara, Khartoum , El Obeid, Sennar, Rosèires, Gedarèf, Kassala.


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Am/,asciata d'Italia.

Rl Alamein.

Allegati


Allegati

327

zione nel Sudan inglese. Partendo da Asmara il suo itinerario toccò Khartoum, Sennar, El Obeid, Rasùres, Gcdaref, Kàssala, Porto Sudan, Abu Ammed ed Atbara, dal 12 luglio al 20 ottobre 1935. Il risultato fu che poté raccogliere una notevole quantità di notizie, tra le quali, rilevante, quella della costruzione di nuovi aeropo1ti e del1'afflusso, a Khartoum, di molti aerei inglesi da bombardamento. Rientrato ad Asmara, il 20/10/1935, fu posto a capo di una pattuglia di Ascari, da lui chiamata "astrale", con il compito di precedere la colonna Starace, che aveva come obiettivo Addis Abeba , e di agevolarne la marcia, raccogliendo tutte k: Torino, corceri nuove. infonnazioni possibili. Dovette anche provvedere ad aprire una pista, il che avvenne in so.li dieci giorni. TI 3 1/7/1936 rientrò in Italia e fu congedato . Nel 1939 era ad Ankara, impegnato a costruire la sede dell'Ambasciata d'Italia, da lui progettata. A gennaio de] 1941 fu di nuovo richiamalo e destinato al S.I.M. con il grado di Maggiore. Frequentò quindi, a domanda, il corso Guastatori presso il XXXVI Battaglione Guastatori del Genio alpino a Brunico cd il 24/3/l 942 chiese ed ottenne il comando dello stesso Battaglione. A giugno fu inviato in Africa Settentrionale a comandare il XXXI Battaglione Guastatori, che fu il primo reparto ad irrompere nelle difese di Tobruk, aprendo la strada ai reparti corazzati di Rommel. Fu decorato con la Croce di ferro di 2" classe ed ebbe un encomio solenne. 116/11/1942 era a Marsa Matruk con il suo ormai mitico XXXI Battaglione, ma il giorno 20 dovette essere rimpatriato per le sue cattive condizioni di salute. Fu decorato con una Medaglia d'Argento al Valor Militare. 11 20/5/1943 fu destinato al comando del XXXI Battaglione Guastatori alpini, ricostituito ad Asiago con i pochi reduci dei tre Battaglioni Guastatori (XXX, XXXI e XXXII) e con l 000 volontari scelti tra i più di 3000 richiedenti. Questo reparto si sciolse il 10 settembre 1943. A gennaio 1944 era nella 106" Divisione "Garibaldi", mal' 11 luglio fu arrestato dalla Guardia Nera repubblicana e ristretto nel carcere di Torino. Rilasciato ad


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Il Sacrario di El Alamei11.

Cacciatori delle Alpi.

J\ llegati


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agosto dai tedeschi, costituì un attivo gruppo pa1tigiano ma fu nuovamente arrestato a dicembre, a Milano , e poi nuovamente liberato. A marzo 1945 era Capo di Stato Maggiore del Comando regionale lombardo dei Volontari della libertà, ottenne una Medaglia di Bronzo al Valor Militare ed il giorno della liberazione sfilò a Milano con il Generale CADORNA. Dopo la guerra si dedicò al recupero delle salme dei militari caduti in A.S. , percorrendo per undici anni migliaia di chilometri nel deserto, fra le carcasse roventi dei carri armati. Il 2/12/1955 fu promosso Tenente Colonnello cd iniziò la costruzione del Sacrario di El Alamein, da lui progettato. Due avvenimenti eccezionali hanno segnato le date della sua nascita e della sua motte: mentre egli veniva alla luce il Generale BALDISSERA conquistava Adigrat e mentre si spegneva ricorreva, all'incirca, il cinquantcnmio della battaglia di El Alamein, da lui consacrata al più alto livello spirituale con la progettaz ione e la costruzione di quel Sacrario, ideato per custodire le spoglie dei Caduti, alla cui ricerca, nel deserto africano, si era dedicato con tenacia e passione. Morì a R oma , all'Ospedale militare del Celio, dove era ricoverato, la notte sul 13 agosto 1992. La sua esistenza era stata dedicata interamente alla Patria, che aveva servito ininterrottamente con onore, coraggio e modestia. La Sua st:ornparsa fu onorata dalla presenza del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e da una fo lta rappresentanza di Ufficiali di tutti i gradi, mentre le note dell'Tnno del Piave accom pag navano il Suo ultimo viaggio. Un grande soldato ed un tecnico brillante lasciavano un ricco patrimonio di fede e di cultura. Notevole e splendida fu la sua produzione artistica, della quale diamo ancora un piccolo esempio.


330

Cartolina commemorativa edita dal museo della Grande ,:uerra di Gorizia, da un IJ<>zz.etto originale di proprietà del Si,:nor Antonio Peci/e di Gorizia.

j86o (}

3.. BATT~ GF;Nio 't;vAS~OR.l Il I Battaglione Genio Guastatori "Arresto e distruggo".


33 1

Allegati

Allegato n _5 (rif. pag. 26)

EMILIO DE BONO Nato a Cassano d'Adda iI 19/3/1866, morì a Verona l' 11 gennaio 1944, allorché venne fucilato perché condannato a morte dal Tribunale Speciale del Fascismo per essere stato uno dei componenti del Gran Consiglio che votarono l' ordine del giorno Grandi il 15 luglio 1943. Sottotenente dei Bersag1ieri nel l 8 84, partecipò alla Campagna d'Africa del 1887. Capitano nel 1900, entrò nel Corpo di Stato Maggiore e nel 1912 fu in Libia da Tenente ColonneJlo, dove, per il suo comportamento, fu nominato Cavaliere dell'Ordine Militare cli Savoia e promosso Colonnello. Nel 1915 comandava un Reggimento Bersaglieri sul Carso e fu decorato con Medaglia d'Argento al Valor militare. Fu poi Comandante della Brigata "Trapani" e nel 1916 venne promosso Maggior Uenerale per merito cli guerrn e quindi ottenne una seconda Medaglia d'Argento a l Valor MiliLare ndle opera/.ioni che condussero alla presa di Gorizia. Dopo aver comandato la Brigata "Savona" e la 38A Divisione , assunse il comando del lX Corpo d'Armata, nel marzo 1918, e fu insignito della Commtmda dell'Ordine Milita re di Savoia per essersi distinto sul Grappa a giugno del 1918. In quest'anno fu promosso Tenente Generale e decorato con la terza Medaglia d ' Argento al Valor Militare . Nel 1919 fu Comandante del XXII Corpo d' Armata e l'anno dopo fu collocato in congedo. Fu tra i principali organizzatori del movimento fascista e fece parte del Comitato rivoluzionario (Quadrumvirato) costituito da MUSSOLINI nell'ottobre del 1922. Il 28 ottobre di quell ' anno partecipò alla "marcia su Roma" ed alla conseguente presa del potere e fu nominato Senatore. A novembre fu richiamato in servizio e nominato Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Nel 1925 divenne Governatore della Tripolitania, nel 1928 ricevette la decorazione di Grande Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia e nel 1929 divenne Ministro delle Colonie. Il 15 gennaio 1935 fu nominato Alto Commissario delle Colonie di Eritrea e Somalia, con il grado di Generale designato d' Armata. In questa carica fu poi sostituito dal Maresciallo d' Italia Pietro BADOGLIO, che fu anche Comandante Superiore delle operazioni in Africa Orientale. Promosso Maresciallo d'Italia, seguì, poi, le sorti del Governo della Repubblica Sociale Italiana, per mano della quale perse, come si è detto, la vita.


332

Allegati

Allegato n. 6 (rif. pag. 41)

Rodolfo GRAZIANI Nato a Filettino, in provincia di Frosinone, neJ 1882, morì a Roma nel 1955. Nel 1906 fu nominato Sottotenente dei Granatieri e prestò servizio nei reparti colonia! i in Eritrea, nel 1908 cd in Libia, nel 1913, neJ 1922, nel 1923 e dal 1925 al 1931. Da Capitano e da Maggiore partecipò alla prima guerra mondiale ed a g iugno 1918 comandò il 241 ° Reggimento Fanteria. Da Generale di Brigata fu nominalo Vice Governatore della Cirenaica. Nel 1928 fu promosso Generale di Divisione ed ebbe il comando delle truppe della Tripolitania. Nel 1932 fu promosso Generale di Corpo d'Armata per meriti eccezionali e nel 1935 venne inviato in Somalia come Governatore e Comandante delle forze annate di quella Colonia. Il 26 gennaio 19]6 ru promosso Generale designalo d'Armala e, nello slcsso anno, Maresciallo d'Italia e Marchese di Neghelli, per la villoria riportata sug li abissini in quella località. Fu Viceré d'Etiopia dal 1936 al novembre deJ 1937. Nel giugno 1940 ebbe il Governo della Libia ed il comando delle truppe operanti in Africa Settentrionale, ma a febbraio, dopo la ritirat~t di E l Agheila, fu sostituito dal Generale GARIBOLDL Dopo 1'8 settembre 1943 aderì alla repubblica Sociale e fu Ministro della Guerra di quel Governo e Capo di Stato Maggiore dell'Esercito repubblicano. TI I maggio 1945 si consegnò agli alleati e fu condannato a l 9 anni di reclus ione per collaborazionismo, ma venne liberato nel 1950. Nel 1915 era stato decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare , per il suo comportamento sul S. Michele e neJ 1918 meritò una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Mifaare, su Col del Rosso. Nella Campagna per la riconquista della Tripolitania fu promosso Generale di Brigata per merito di guerra e fu decorato ancora con due Medaglie d'Argento al Valor Militare e con la Croce dell ' Ordine Militare di Savoia. Tra i molti scritti di carattere militare che ha lasciato ve ne è uno relat ivo agli avvenimenti accaduti tra il 1943 ed il 1945, dal titolo "Ho difeso la Patria". O


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Allegati

Allegato n. 7 (rif. pag. 44)

Rino PACHETTl (M.0.V.M.) Rino PACHETrI, nato a Livorno il 15 febbraio 1913, finita la Campagna d'Africa da geniere della 30" Compagnia Genio Ferrovieri, transitò nei ruoli delle Ferrovie dello Stato e poi fu nuovamente nel Genio Ferrovieri durante la seconda guerra mondiale. L' 8 settembre 1943 entrò a far parte della formazione partigiana intitolata agli eroici fratelli "DI DIO", che aveva per motto: "La vita per l'Italia". Divenne il Comandante della Divisione "Valtoce" , protagonista della liberazione di Milano il 25 ottobre 1945. Fu catturato due volte dai tedeschi e riuscì entrambe le volte a fuggire, benché il suo fisico fosse menomato dalle ferite riportate in guerra e dalle torture subite. Nel 1995 fu decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare con ]a seguente motivazione: "Portigiano ,.w nhattente. Nella lolla di liherazione. intrapresa fino dagli inizi con slancio generoso, si dimostrava organizzatore ed animatore di eleue doti. Ardito, anzi temerario., ideatore ed esecutore di colpi di mano, iru:rementava attivamente la guerriglia nelle wne di Como e di Lecco, riportando Jérite e guadagnandosi largo prestigio fra i migliori partigiani. Caduto prigioniero ed in attesa di esecuzione di condanna a morte, riusciva a fuggire dall'ospedale dove era ricoverato. Nuovamente arrestato subiva da parte dei tedeschi atroci torture che lasciavano tracce indelehili nelle sue carni. Condannato a morte per una seconda volta, riusciva nuovamente ad evadere portando generosamente sulle :,,palle un compagno, come lui condannato ed impossibilitato a muoversi. Combaltente di legf?endario valore, segnalato per la attività svolta nella zona del Bustocco e nel Basso Novarese, assumeva, alla fine del 1944, il comando di una Divisione partigiana già largamente provata e lo teneva con molto onore, combattendo in valle Strona, al Mollarone e nella zona del lago di Orta. Particolare menzione meritano la tenacia ed il coraggio da lui dimostrati resistendo per 17 giorni al nemico e risolvendo vittoriosamente un duro combattimento con epico episodio di personale ardire . Schietto, buono, modesto e valoroso era sempre di esempio costante ai compagni di lotta e veniva ricordato, nella zona di Milano, come una delle più belle .fif?ure di combattente partiE;iano." Alta Lombardia, settembre 1943 - aprile 1945. Rino PACHETTI è stato Presidente della Corte d'Onore del Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare e Consigliere Nazionale dell'Associazione Genieri e Trasmettitori. E' deceduto a Rosignano Marina il 19 gennaio 2000:


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A llegati

Allegato n. 8 (rif. pag. 46)

DISLOCAZIONE DEI REPARTI DEL GENIO, IN ERITREA ED TN SOMALIA.ALLA DATA DEL 6APR1LE 1935 Compagnia Radiotelegrafisti Compagnia Telegrafisti Compagnia Zappatori Artieri Compagnia Radiotelegrafisti per stazioni fisse - Comando Genio della piazzaforte 1° Plotone Zappatori Artieri piazzaforte I O Plotone Fotoeletlricisti piazzaforte I O Plotone Fotolelegrafisti piazzaforte Comando Genio piazzaforte 2° Plotone Zappatori Artieri piazzaforte 2° Plotone Fotoelettricisti piazzaforte 3" Sezione Fototelegrafisti pi azzaforte 3" Sezione Potot:elcgrafi sti piazzaforte - Comando Gen io piazzaforte - 3° Plotone Zappatori Artieri pi azzaforte 7" Sezione Fototelegrafisti pian.aforte I" Compagnia Zappatori Artieri 2" Compagnia Zappatori Artieri 3" Compagnia Zappatori Artieri - 7" Compagnia Lavoratori 12" Compagnia Lavoratori Sezione Radiotelegrafisti Bande del bassopiano orientale Sezione Radiotelegrafisti Bande dell'altopiano Sezione Radiotelegrafisti Bande di Massaua - Sezione Radiotelegrafisti Bande della Dancalia settentrionale Sezione Radiotelegrafisti Bande della Dancalia meridionale - Comando Genio piazzaforte - 4 ° Plotone Zappatori-artieri piazzaforte - 4° Plotone Fotoelettrieisti piazzaforte 5" Sezione Fototelegrafica piazzaforte - Comando Genio piazzaforte - 5° Plotone Zappatori Artieri piazzaforte -

ad ad a ad a a a

a a a a a a a a a a a a a a a

Asmara Asmara Fundinai Asmara Senafé Senafé Senafé Senafé Mai Ainì Mai Ainì Mai J\inì Mai /\inì Coatit Adì Ugri Adi Ugri Adi Ogri Adi Ugri Coatit Senafé Adì Ugri Adì Ugri

a

Barentù Adi Ugri Arafali

a

Thiò

a a a a

Assab Saganeiti Saganeiti Saganeiti Saganeiti Gura Gura

a

a

a a


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Allegati

5° Plotone Fotoelcttricisti piazzaforte 6'' Sezione Fototelegrafica piazzaforte 6° Plotone Zappatori Artieri piazzaforte - 4" Sezione Fototelegrafica piazzaforte Sezione Ferrovieri di lavoro Sezione Ferrovieri esercizio linee Compagnia Idrici speciale Compagnia mista del Genio per la base Compagnia Zappatori Artieri "Gavinana" Compagnia Trasmissioni "Gavinana" Plotone Idrici "Gavinana" Sezione Fotoe lettricisti "Gavinana" Compagnia Zappatori Artieri "Sila" 60" Compagnia Zappatori Artieri "Gran Sasso" VII Battaglione speciale Lavoratori Compagnia Zappatori Artieri Cornpagnia Pontieri 29" Compag nia Trasmissioni 19° Plotone Idrici 29° Plotone Idrici Comando Genio Regio Corpo Truppe Coloniali de11a Somalia Compagnia del Genio R .C.T.C. Somalia

a a a a a a a a a a a a a a a

a a a a

a

a a

Gura Gura Massaua Adi Qualà Massaua Asmara Nefasit Massaua Nefasit Asmara Asmara Asmara Massaua Chcnafcnà Mogadisc io Mogadiscio Mogadiscio Mogadi scio Mogadiscio Chisimaio Mogadisc io Mogadiscio


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Allegali

Allegato n. 9 (rif. pag._49) _organi esecutivi dei collegamenti a filo, ottici e railiotelcgrafonici e loro ripartizione in telegrafonici e radiotelcgrafonici.

Già dislocati in Colonia al 1° Maggio 1935

~ - -·- - -- - - -- - - - -- - - -- - -·-·-·-- - -- - -- - - - - --

19• Comp. Trasmiss. 1< Ga\·inana >)

Rarliotclc-

fonici

gra.fonici

Divisioni!

:: plotoni

Divisione

Cnmpa;11ia

Comp. Tdcgr~fisti <ldla 2' Divi:;iune Erilre.1 Comp_ Tdc.;rafistl dt":l C or p o Ar-ma1;1 Erit rea Comp. Radio-Tcl.i ~,a,_ fisse dd Co mando Suµe rio r('; Genio A.O. Comp. R,dio-Tel.i drlla l' Di,. Eritrea ,].,Ila 2' Di,-. Eritrea

Com:}:1 .~11~il

Comp. Telegrafisti Eritre..i

<lella

Telegra-

delL.i

]•

Annotazioni

plo1onc

Sb,1rcatJ con b Divisione

Comp.l~nii't

Cnru pagrda CnnipJgnia i

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R.T. p~r Gruppo llandc llass.0

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8

piano Ori<.~nra le Sezione R.T . per Gn1ppo !lande Basso, p iano Ocei dcntalc

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Sezioni ~

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Sniun, Teldoniche " Fo 101d egrafirhc

5er.ioni

per p iar.ze foni

Giunti in Colonia dal l° Maggio al 6 Ottobre 1935 r ltim3Se-ro

:!-I' Comp Trajm. JelJa Divi ~. Gr.1n S as~o 2 plvloni

Sita

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plo tun,: plotone

\

, Sup. Genio !lino alla fj. ( ne di se.tt. \ J93j I nJma,r

J. Bat1a.rJ. Trasm. rnala

àel l": Corpo J 'Ar :7·'. 81" Com 102 Cowp. 3

15" Comp. Trasm. della Divis. Saba:ida Plotone misto Tra~m. d ella 1 • Comp. speciale Genio della 1· Div_ CC.NN.

: plotoni Sezione

1 plownc-

della 2• Comp. 2· Div. CC.NN.

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ali~ d,µcn . zc Jcl Comp .Sup. henlo sino fine dl sett. 1935

I


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Allegati

Telegrafonici

Radiotele- , -grafonici - - - - Annotazioni -

Giunti in Colonia dal 6 Ottobre al 31 Dicembre 1935 XV Bana;;l. Ra<lio del Com, Sup.re Ge nio A.O.

2 Comp. coll.to fl60 <

1;;·1 I Compagnia spc· cìalc (183')

Giunti in Colonia dal 31 Dicembre 1935 a l 20 Febbraio 1936 P l 1J 11111 c

ini.'H o

T1 n::iin.

ddLl -1"

Comp .

s pcc . G en io d ella l' Div. CC. :'\ .'\. « 3 Gennaio » Plotone misto Trasm. dc-lb S:• Comp.

sp~c . Genio della 5' Di,·. CC .:\:\. «I. Ft:bhr:iio -JI

Giunti in Colonia dal 20 Febbraio 1936 in poi Il !laua~I . Trasm. dd ![ Corpo ù' Ann .

Co111µ:1;;nic }:'I r :_!:,I

( urnpa;nia

0

{

5.1 C:omp. Tras m. della Di,·. n Cosseria 11 26 . . Com p. T ra.:im . della Di,·. 11 ·\ ss ie:ta •1 Ploron,: misro Tra."m. fldla \.o mp. ~pc:· ci;.1 1e GL"niv d~lla l}il'is . Al pi na Pu s t1:ria IV Batta~l. Trasm. <lei [V Cuq.10 <l"A rm. _,.

XYI Rura;;l. Tc!cgr. dd Coniando Su-

2 ploton i :! pl ot~1u i Sezione

(omp.l~nie

.l plotone l 11lo1onc Scziu11e

Cornpa;ni;i

Cump"euie

per. Genio A .O . l·iP Comi,. Raùiu dd Comando 5uve·

Compi.l;nia

riore Genio A.O. III Ban!.lg.[_ T rasrn. del III Corpo d"Ar· :! Compi.lgnit"'. m.:ira

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Compa~n i;i

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Allegati

Allegato n. 10

(rif. pag . 52)

CENNI SUL SERVIZIO DEL GENIO MILITARE PER I LAVORI DELLA MARINA. a) Le origini Le molteplici attività del Genio Militare, sia in pace che in guerra, nelle sue varie forme, non sono a tutti note. Una di queste poco conosciute attività è quella svolta per la Marina Militare, per la quale, fin dal tempo del Re Carlo Felice, l'Arnia del Genio attende alla esecuzione delle opere edili. Partendo dal presupposto che la vita dei marinai si svolge esclusivamente per mare, si sottovalutano le esigenze che una Marina ha a terra, dove occorrono stabilimenti, depositi, arsenali, porti, dighe, centri di raccolta, caserme, scuole, segnalazioni costiere, opere difensive , posti di vigilanza e tutte le relative opere impiantistiche e di alimentazione idrica ed elettrica, nonché cantieri, scali d'alaggio e bacini di carenaggio. Ovviamente all a progettazione e realizzazione di tali complessi di opere s i aggiungono i lavori di riordino, manutcnziorn; e, se nct:~ssario, di polen,.iarne11lo delle stesse, compresa la tenuta a livello dei fondali delle aree inte ressate al movimento del naviglio. Compito degli Uffici del Genio Militare per la Ma rina è appunto que llo di provvedere allo studio ed alla esecuzione di queste opere. b) L'evoluzione ordinativa centrale Fino al 1861 nell'ordinamento del Ministero della Regia Marina erano previsti alcuni Ufficiali del Genio "comandati al servizio del Ministero"; tra essi vi era il Maggiore Cesare MALVANI, che può considerarsi l'antesignano dei genieri che , negli anni, svolsero questo pregevole e molto apprezzato servizio. Con l'ordinamento del 1861 (Regio Decreto 4 agosto 1861) il Ministero della Regia Marina fu costituito come segue: Segretario Generale, Divisione Personale, Divisione Materiali, ed altre sei Divisioni. Nella Divisione Materiali, retta da un Capitano di Vascello di I classe, vi era una "Sezione fahhricati", il cui capo era il Maggiore MALVANI. Il Regio Decreto 26 luglio 1863 ordinava il Ministero su un Gabinetto e Ire Direzioni Generali, una delle quali era la Direzione Generale del Materiale e della Contahilità, su tre Divisioni; nella Divisione Materiali vi era sempre la Sezione Fahhricati, retta ancora dal Maggiore MALVANI. Ministro della Marina era, all'epoca, il Generale dell'Esercito Efisio CUGIA. Il Regio Decreto 11 marzo 1865, essendo Ministro deJJa Marina il Luogotenente


Allegati

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Generale Diego ANGTOLE TII, apportò lievi modifiche al precedente e lasciò immutata la posiz ione della Sezione Fabbricati, alla quale fu anche attribuita la responsabilità della contabilità degli stabilimenti e dei fabbricati. La Divisione Materiali era retta da un Ingegnere Navale di I classe e la Sezione Fabbricati dal Maggiore Ernesto GORMET. Con Regio Decreto 30 dicembre 1866, Ministro della Marina era il M aggiore Generale del Genio Federico PESCETTO, la Sezione Fabbricati fu trasformata in Divisione su due Sezioni, una tecnica , diretta da un Tenente del Genio, cd una amministrativa, dfretta da un Commissario del Genio. A capo della Divisione fu posto il Maggiore del Genio Giusto SAN VITALE. Con Reg io Decreto 14 gennaio 1872 la Divisione fu trasfonnata in Ufficio Provvisorio del Genio Militare, indipendente dalle Direzio ni Generali, retto dal Tenente Colonnello Ernesto GORMET ed ordinato su due Sezioni, relle dal Capitano SPAGNOLI e dal Contabile principale SAVINA. Nel 1874 il Te nente Colonnello GORMET fu sostituito dal Maggiore Francesco CARELLT . Ne l 1877 l'Ufficio perse l'attributo di provvisorio e nel 1884 rientrò alle dipendenze della D irezione Generale del Materiale. Il 1° agosto 1889, c.:on Regio Decreto n. 6349, fu istitui to il Comando Superiore de l Genio Milita re per la Regia Marina , a capo de l quale f u posto il M aggior Gene rale Luigi DU RANO dc L A PE NNE. Con Regio D ecreto 23 no vembre 1889, n. 6526, in agg iunta aJ Comando Supe riore sopra c itato fu reintrodotto l' Ufficio, con la denominazione di Ufficio del Genio Militare pe r 1c fortificazioni, le opere idrauliche ed i fabbri cati, a capo del quale fu posto il Colonnello del Genio .Filippo ZUCCHI. Ministro della Marina era l'Ispettore Generale del Genio Navale Benedetto

BRIN. Il 25 settembre 1891, con Regio Decreto n. 586, fu soppresso il Comando Superiore del Genio Militare per la Regia Marina e rimase in vita il solo U ffic io, ordinato su due Riparti. Al colonnello ZUCCHI successe il Maggior Generale G .B . GRASSI. L'ordinamento del 17 dicembre 1893 inserì l' Ufficio del Genio Militare nel Segretariato Generale e l'anno dopo esso entrò a far parte degli Uffici Principali aggregati al Segretariato Generale, per divenire poi, con l'ordinamento del 1910, uno degli Uffici Autonomi de] Ministero. Nel 1912 il Ministero fu ordinato su: - Segretariato Generale, - Stato Maggiore, - Gabinetto , - Ufficio Leggi, Servizio Affari Generali e Personale civile, 5 Direzioni Generali,


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5 Ispettorati, fra cui quello del Genio Militare per i lavori della Regia Marina. Questo Ispettorato del Genio, a capo del quale era il Maggior Generale Giovanni MONETA, era su due Reparti: uno tecnico, retto dal Colonnello Oreste LEONCINI ed uno Amministrativo2 . · Con Regio Decreto 2 aprile 1925, n. 465, fu istituita la Direzione Cenlrale del Genio Militare per i lavori della Regia Marina, su due Reparti, retta dal Generale di Divisione Carlo BARBERIS. Essa fu trasformata in Direzione Generale con Decreto n. 773 del 16 aprile 1936. TI 31 dicembre 1939 la Direzione Generale del Genio Militare per Ja Regia Marina, retta dal Generale di Brigata Arnaldo MIELE, era su: Segreteria, Divisione Amministrativa, a capo della quale era l'Ispettore Generale Antonino INSOLERA, Divisione Servizi Generali, retta dal Tenente Colonnello Filippo SPACCAMELA, Divisione Lavori, retta dal Colonnello Giovanni NICOTRA. c) Cenni su atti ordinativi relativi ad enti perife rici . Con Alto del Governo n. 4482 del 25/2/1 869 fu istituita la Direzione straordinaria del Genio militare per l'eseguimento dei lavori di riordinamento e di ingrandimento del! ' Arsenale militare marittimo di Venezia. Con Atto n . 203 in data 15/9/1897 furono costitu.ite o ricostituite alcune Marigcnimif\ con l'art.I furono ricostituite le Direzioni autonome del Genio per la Regia Marina di La Spezia e Taranto; con l'art. 2 fu istituito l'Ufficio autonomo del Genio per la Regia Marina di La Maddalena; con l'art. 3 fu istituita la Direzione autonoma del Genio per la Regia Marina di Venezia. Con Atto n. 180 del 2/12/1897 vennero stabilite le norme per il servizio delle Direzioni autonome e gli Uffici autonomi del Genio per la Regia Marina. Con l'art. 5 del Foglio d'ordini della Marina 11. 25 del 25/3/1949 fu istituita la Sezione staccata del Genio per la Marina di Ancona, con dipendenza amministrativa da Marigcnimil Venezia. Con l'art. 55 del Foglio d'ordini della Marina n. 89 del 5/11/1958 venne conces-

2

li Generale MONETA. ed il Colonnello LEONCINI, insieme al Capitano TOMASELLI, ave vano condotto, nel maggio 1911, i rilievi, gli studi e la progettazione preliminare del palazzo del Ministero della Marina, i cui lavori ebbero inizio un anno dopo, sollo la direzione dell'Ufficio speciale del Gen io civile. 3 Marigcnimil era la denominazione degli Uffici periferici ( Direzioni , Sottodirezioni , Sezioni e Uffici staccali) della Direzione Generale del Genio militare per i lavori della Marina.


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sa l'autonomia tecnica a MarigenimiJ Ancona, riconfermandone la dipendenza amministrativa da Marigenimil Venezia. Con l'art.I del Foglio d'ordini della Marina n. 49 del 16/6/1973, in seguito al trasferimento del Dipartimento militare mmittimo dell'alto Adriatico da Venezia ad Ancona, fu disposto: il trasferimento da Venezia ad Ancona della Direzione del Genio militare per la Marina di Venezia; il trasferimento della Sezione staccata del Genio militare per la Marina di Ancona a Venezia. Si riporta, di seguito il testo del Decreto che istituì la Direzione straordinaria del Genio militare per la Regia marina per l'eseguimento dei lavori di riordinamento e ili_ingrandirnento dell'Arsenale militare marittimo di Venezia: Atti del Governo n. 4482 - G.U. del Regno n. 56 del 25!2/l869 missis VIITORIOEMANUELE Il ecc. Vista la legge 171 l Il 869 sul riordinamento e ingrandimento dello Arsenale M.M. diVenezia; Visto il R.D. 4/311853 con mi si a.f/ida agli uffiziali del Genio mi/ilare il servi<-iv tecnicv e di cvntubilitù desii ~;tubilimenti e fabbrh:ati della Marina m ilitare; Visti i nsl Decreti ./4/12/1866 e 25181/867 sull'ordinamento dell'Arma del Genio; Visto il nsl Decreto 14/./211866, che stabilisce un nuovo quadro graduale numerico del personale contabile, degli scrivani locali e degli assistenti locali del Genio militare; Considerato che atteso l' importanza e la speciale natura dei lavori del nuovo arsenale riesce incfo,pensabile di creare una nuova Direzione del Genio, esclusivamente incaricata di tali lavori sotto la dipendenza del Ministero della Marina; Considerato che il personale rnilitare e civile del Genio, portato dagli organici in vigore, è appena sufficiente alle esigenze dell'ordinario servizio dipendente dal ministero della Guerra; Considerato che al personale del Genio militare da assegnarsi alla suddetta Direzione straordinaria sarà affidato un servizio che riguarda esclusivamente l'amministrazione della Marina, per cui all'amministrazione medesima vuolsi conseguentemente accollare la spesa occorrente per la corresponsione delle competenze dovute allo stesso personale; ...omissis ... Art. 3 Pel servizio affidato alla detta Direzione straordinaria, il nostro Ministro della guerra metterà a disposizione di quello della Marina il seguente personale del Genio militare: Un colonnello, direttore Un maggiore Tre capitani


342

Allegali

Tre luogotenenti Un contabile principale di I classe Un contabile principale di 11 classe Un contabile di I classe Un contabile di II classe Due aiutanti contabili di I classe Due aiutanti contabili di ll classe Due aiutanti contabili di /Il classe. Questo personale si intenderà in eccedenza ai quadri organici in vigore per l 'arma del Genio. d) L'attività del servizio Dal Genio Mililare per la Marina furono costruiti i grandi Arsenali marittimi di La Spezia, Taranto e Venezia, i cantieri di Castellammare di Stabia e di San Bartolomeo ed altri minori, gli Ospedali, le caserme, i depositi viveri, combustibili e munizioni delle maggiori piazze marittime, i magazzini per le ostruzioni retali, le opere di difesa costiere di competenza della Marina, gli apprcslamenli logistici, tutte opere di mole notevole e di elevato livello tecnico. Purono inoltre realizzati otto bac ini di carenaggio , c hilm nelri di banc hine e <li dighe, centina ia di metri di moli e di scogliere, milioni di metri cubi di scavi subacquei e di dragaggi. Alcuni dati significativi sulle opere realizzate possono meglio re ndere l' idea della vastità e della particolarità di qua nto analizzato , progcuato e condotto a termine. Un personaggio di spicco del Genio Marina può considerarsi senz' altro il Colonnello CHIODO, capo dell'Ufficio del Genio Militare per la Marina di La Spezia, che, oltre ad aver studiato e costruito l'Arsenale con conceui, all'epoca, ultramoderni, predispose il piano regolatore della fascia costiera della ciuà, di quella parte, cioè , che abbraccia il vecchio nucleo centrale dell'insediamento originario. Grosse difficoltà furono incontrate in questa base navale a causa della natura fangosa dei fondali che impose il ricorso a tecniche speciali quali la costruzione di imbasamenti di scogliere con soprastrutture di massi artificiali collegati da tiranti , per il molo di Marola, o di scogliera di massi naturali sostenuta da uno spesso letto di sabbia, per le dighe frangiflutti della darsena foranea. Molte difficoltà presentò anche la costruzione dei bacini di carenaggio dell'Arsenale di Venezia , l'ultimo dei quali, quello denominato "Principe di Piemonte", fu costmito completamente in acqua con il cantiere sistemato su galleggianti. Il calcestruzzo delle pareti e della platea, della ragguardevole entità di 180.000 metri cubi, venne versato entro cassoni ad aria compressa, poi affondati e collegati tra loro, mentre la platea e le pareti della conca e della bocca furono rivestite con pietra da taglio. Parecchi furono i lavori sussidiari, quali la deviazione del canale delle Fondamenta Nuove, e gli accorgimenti da studiare e tenere continuamente sotto controllo per evitare squilibri tra gli scavi ed i rinterri, al fine di non turbare il regime delle acque.


343

Allegati

A Taranto, decisa la costruzione dell'Arsenale nel Mar Piccolo, sorse la necessità di provvedere all'apertura di un canale che consentisse anche alle unità di maggiore stazza il passaggio dalla rada esterna, Mar Grande, al Mar Piccolo . Dei due passaggi esistenti fu scelto quello detto di P011a Lecce, che, a causa delle sue dimensioni, richiese notevoli lavori di approfondimento, allargamento e sostegno e di costruzione di banchine, muri di sponda ed impianti. Il canale è lungo complessivamente 810 metri, ha una profondità di J2 metri ed una larghezza fra le banchine, nella parte centrale, di 73 metri; qui è sottopassato, a quota -18 , da una galleria servizi del diametro di 2 metri. Le due sponde sono collegate dal famoso ponte girevole a due partite mobili comandate idraulicamente; esso è lungo 89 metri, largo metri 6,70, con carreggiata di metri 4,70. La realizzazione di queste opere , canale e ponte, richiese circa sei anni: dal 1883 al 1889, ma il ponte fu ape1to al traffico il 22 maggio 1887. E' da ricordare la notevole attività svolta in Africa Orientale (Eritrea e Somalia) durante la Campagna contro l'E tiopi a ed in Africa Settentrionale , alla vig ilia della seconda guerra mondiale, per il rafforzamento delle strutture foranee, l'ampliamento delle banchine dei porti, la costru7.ionc delle infras trutture dei servizi portuali, il dragaggio dei fo ndali, ccc. e) I Capi del S ervizio I Capi del Se rvi zio Lavori del Genio Militare per la Regia M arina, dal 1863 a l 1959, furono: - Maggiore

Cesare

MALVANI

dal 1863 al 1865

- Maggiore

Ernesto

GORMET

dal 1865 al 1867

- Maggiore

Guido

SAN VITALE

dal 1867 al 1872

- Tenente Colonnello

Ernesto

GORMET

dal 1872 al 1875

- Tenente Colonnello

Giovanni

GEYMET

dal 1875 al 1880

- Colonnello

flranccsco

GARELLJ

dal 1880 al 1890

- Colonnello

flilippo

ZUCCHT

dal 1890 al 1892

- Maggiore

Gerolamo

FANTONI

dal 1892 al 1893

- Colonnello

Ferdinando

SPEGAZZINI

dal 1893 al 1894

- Tenente Colonnello

Giobatta

GRASSI

dal 1894 al 1899


344

Allegati

- Tenente Colonnello Pietro

MIRANDOLI

dal 1899 al 1904

- Tenente Generale

Giovanni

MONETA

dal 1904 al 1917

- Colonnello

Carlo

BARBERIS

dal 1917 al 1918

- Tenente Generale

Pietro

COMOTTI

dal 1918 al 1919

- Generale Divisione Carlo

BARBERIS

dal 1919 al 1927

- Generale Di visione Carlo

LAVEZZART

dal 1927 al 1932

- Generale Divisione Tito

SIGNORINI

dal 1932 al 1936

- Generale di C.A.

Giov. Ant. DE BENEDETTI

- Generale Divisione Arnaldo

MIELE

dal 1936 al 1939 dal 1939 al 1943

- G enerale Hrigata

Nicola

ROMANO

dal 10/06/ 1944 al I l/ J0/ 1944

- Generale Brigata

Vim:enzo ANCORA

dal 12/ I0/1944 al 15/08/ 1946

- Generale Divisione Mario

TIRELLI

dal 16/08/1946 al 31/08/ 1950

- Generale Divisione Carlo

MORTARA

dal 01/09/1950 al 31/12/1955

- Generale Divisione Alfredo

D'AMICO

dal 31/03/1955 al 31/12/1957

- Generale Divisione Francesco UGNELLA - Generale Brigata

Mario

dal 01/01/1958 al 19/10/1959

CORREALE di SANTACROCE dal 20/10/1959 al 31/12/1966

Nota: I Generali MONETA, BARBERTS, COMOTII e LAVEZZARI avevano la qualifica di Ispettori del Genio Militare per la Marina; i Generali SIGNORINI e DE BENEDETTI (fino al 30/4/1936), quella di Direttori Centrali; dal Generale DE BENEDETTI in poi assunsero quella di Direttori Generali del Genio Militare per la Marina, fino al 31/12/1966, data in cui il Generale CORREALE assunse l'incarico di Direltore Generale dei Lavori, del Demanio e dei Materiali del Genio, in seguito all'unificazione delle Direzioni Generali del Genio delle 3 Forze Armate.


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Allegato n. 11 (rif. pag. 54)

Alessandro PIRZIO BIROLI Nato a Campobasso nel 1877, fu nominato Sottotenente dei Bersaglieri nel l 895, quindi frequentò la Scuola di guerra e fu in Libia dal 1913 al 1914. Partecipò alla p1ima guerra mondiale quale Capo di Stato Maggiore della 35" Divisione e fu decorato con 1'onorificenza di Cavaliere del] 'Ordine Mi] itare di Savoia. ColonneUo nel 1917, comandò 1'8° Reggimento bersaglieri. Promosso Brigadiere Generale l' anno dopo, per merito di guerra, ebbe il comando della 7" Brigata Bersaglieri ed ottenne una Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Alla fine della guerra fece parte della missione italiana in Equador e nel 1928 fu promosso Generale di Divisione e designato Ispettore delle truppe celeri. Nel 1931 ebbe il comando della Divisione di Udine e nel 1933 fu promosso Generale di Corpo d'Armata e collocato a disposizione. All'inizio della Campagna <l 'Utiopia fu inviato in Eritrea per costituire , con truppe indigene, il Corpo cl' Armata e ritreo, che, ne l corso della guerra, guadagnò una seconda Medaglia d'Oro al Valor Militare. PIRZIO BlROLl ottenne la prorno7,ione a Generale d 'Armata per merito cli guerra e fu nominato Governatore cicli' Amhara. Durante la seconda guerra mondiale comandò la 9" Armata in Albania. Morì a Viserba nel 1952.


346

Allegati

(Allegato n. 12) (rif. pag . 54)

Pietrn BADOGLIO Nato a Grazzano Monferrato il 28/9/1871, vi morì l' 1/11/1 956. Sottotenente di Artiglieri a nel 1890, partec ipò al la Campag na d 'Eritrea negli anni 1896 e 1897. Dal 1899 al 1902 frequentò la Scuola di guerra e da Capitano, in servizio di Stato Magg iore, fu in Libia nel 1912, dove fu promosso M aggiore per merito di guerra, per il suo comportame nto durante la battaglia di Zanzur. Nel 1915, ne l corso della prima guerra mondiale, fu promosso Tenente Colo nnello per meriti eccezionali e divenne Capo di Stato Maggiore del VT Corpo d 'Armata. Promosso Colonnello nel L9 16, fu nominato Capo di S tato Maggiore del 11 Corpo d'Armata e , conservando tale carica , ebbe il comando di una colonna d'attacco al Sabotino, costituita dal 78° Reggimento Fanteria e eia altri repa,ti . Dopo l'attacco venne promosso Maggior Generale per merito di guerra e, più tardi, olle1111è il tito lo di Marchese de l Sabotino. Nel 1917 fu promosso Tenente Ge ne rale e poi Generale di Corpo d'Armata, grado con il quale ehhe il comando del XXVll Corpo d ' Armata, che fu travolto a Caporetto. Suhito dopo fu nominato Sottocapo di Stato Magg iore dell'Esercito. Fece parte della Commissione d 'armistjzio a Villa Giusti e negli anni 19 18 19 19 fu comandante interinale dell 'Esercito. Da settembre a d icembre del 19 19 fu Commissario straordinario per la Venezia C iul ia e nel 1921 partecipò alle missioni in Romania e nel Nord America . Nel 1925 fu Capo di Stato Maggiore Generale e nel 1926 fu promosso Maresciallo d ' Italia. Nel 1928 dive nne Governatore della Libia e ne l 1935 Capo delle forze Armate nella Campagna d 'Etiopia . Nel 1936 fu nominalo Vice ré d'etiopia e Duca di Addis Abeba. Nel 1940, dopo la disfatta in G recia , s i dimi se da Capo di Stato Maggiore, ma il 25 luglio 1943 fu incaricato dal Re di formare il nuovo Governo. Concluso l'armistizio con gli alleati , 1'8 settembre, indusse il Re a fuggire a Brindisi, per sottrarsi alla cattura da parte de i tedeschi ed il 22/4/ I944 costituì, a Salerno, il nuovo Governo nell'Ttalia liberata. Il 10 giugno , dopo la liberazione di Roma, si ritirò a vita privata. BADOGLIO fu promosso più volle al grado superiore per me riti di guerra , ebbe due decorazioni al Vaor Militare e fu nominato Cava liere di Gran Croce e Gran Cordone dell'Ordine Militare di Savoia.


347

Allegati

Allegato n. 13 (rif. pag . 61)

COMANDO SUPERIORE A.O. S1ato Maggiore _ Ufficio Ordinamenlo

Allegato n . 3 al f.n. 06610 del 26-VIII del C.S.A.0.

Ravvi~ata la ncccssiià di disporre di una massa operaia perfouamentc i nquadrata nell'organismo u1ili1are1

onde poter dare, in caso di opera7.ioni mi-

lit:iri, s,·olgimen10 col voluto metodo, ai lavori ·necessari ne1le zone retros tanti ,a prima linea, detcnnino la istituzione di. unità lavoratori, per l'inquadramento di operai nazionali. Tali uniià (centurie, compagnie, gruppi, raggrupp:imenti) saranno comandate e direl!e da ufficiali delle varie anni, s econdo l'ori;auico provvisorio per le stesse stabilito. · · In con~cgucnza v iene aperta l' amn1i ssione jn tali unità con le seguenti norme : Anr. 1. -

(,'incorpo ramento nelle centur ie 1.'.lvoratori è volontario.

2. - P otrnnno richiede re di essere incòrporati gli .operai ·di naziona.. lilà ita liana residenti in Colonia che abbiano alla · data della domanda compiuto il 17° anno di età e non oltrepassato il 5:i'. ART.

A11r, 3. -- L'incorporamento dei r ichierlcn ti sarà subordina·to al giudizio di idoneità faica emesso dalla compe tente a,11ori tà s anitada, · nonchc all'esito de gli accertamenti che saranno compiuti circa i precedenti penali, politici e morali dei richiedenti. A!\T. ~. - - Gli operai incorporati potranno essere destinati a qualunque lavoro che l ' autoriià militare reputi opportuno di dover e1acguir(), ed in qualunque località del territorio Coloniale, compreso quello di eventuale futura occupa:<ione esclusa la sola linea avanzala di operazioni.

ART. 5. -··· Classifica. Gli operai possono essere assunti: o) iri qualità. di manovali, stradini, terrazzieri, conducenti, cucinieri, .· e per servizi vari; b) in qualità di mcccan1c1, muratori, carpentieri, fe rraioli, scalpellini, cementisti, mina1ori, falegnami", fabbri, motociclisti, aiutanti di sanità. F'ra quelli della lettera b) verranno scelti i capi..squadra e i vice capo-squadra a giudizio dei Comandanti di .raggruppamento.

ART. 6. - Paghe. Le paghe rimangono le stesse fissate ,lal decreto ,li S.E. l'Alto Cotnmissario A.O. ìn data 25 Fd,hraio e.a: e cioè:

23

a) mano,·al i in geuere 1 ecc.

da L.

b) meccanici, muratori, ccc.

da L. 29 a L. 32

e) ,·ice capo squadra

da I,. 33 a L. 35 (più vitto)

a) capo squadra

da· L. 36 a L. 40

a J.. 25

0

l'er la lmna al disotto :dei mille llletri tuttc.. le,·categ,iric,, .a:vranno;::~irillÒ ·ad '. aumento di L. 5 giomàliere ' e ffeùi~é, ltàane che :per 'iim~i.Ai I,,ìglio:'!-Ag'iist?. 5ettembre, in cui tale aumemo sarà di L. 7,50 ·giornaliere:i·cU '_vitto;':ideotico n 0

llll

Quello d~i militari di truppa, sara a_:carico·' delfarumìri~tra~~?nC:.:niilitarc. . . _, ·• .. ~: ·. -. -~ : '• ' ·-.. . ._: . '

.

,

7. -- Orario di lavoro. Sarà di "dieci· ore gio~ali~~c ; e!fettiv<", · es+;.si . giorni fes tivi nei quali il }ayoro ~arà l"idouo a 5 ore, ART.


348

Allegati

ART. 8. - Sulle paghe sarà praticata la riteuuta di L. 5 giornaliera, a costit1;i:ionc fondo ~sparmio,

AnT. 9.

A::ssicurazione. Per le assicurazioni vigono in materia ]e nonne

clel R. Decreto 15 Maggio 1904 n. 14; modificate dal R . Decreto 21-3-1919 ART. 10. litare.

11,

638,

Ass,stcnza sanitaria. E' eserc,iata a cura e speoe dell'autorità mi-

ART. 11. - VestiaritL Agli oper3.! assunti in servizio, verranno distribuiti di massima. e con le ste,sse nonne che ne regol ano la durata e gli addebiti, gli stessi oggetti di correùo e di equipaggiainentu previsti per i militari di trupp:1 dei reparti Coloniali, ad eccezione delle stellette e di quegli altri oggetti regolamentari (mantellinà_coperta, er.c.) già eventualmente disiribuiti in precedenza. I vice capi squadra porteranno sul braccio sinistro una fo!\i:ia tricolore con un gallone nero verticale largo cm. ·2 lungo quanto l'altezza ddla fascia; i capi squadra porteranno la fascia stessa con due di tali galloni, cuciti con intervallo di me1.zo centimetro. AnT. 12. - Durata ddl'irnpegno. L'operaio che chiede di essere iucorporatn nelle centurie lavoratori , dovrà impegnars i di p restare servizio continuativo pc,r un periodo minimo d i mesi 3; potrà però impegnarsi anche pe r mesi 6. Le tab,·llc pa~a di cui all'art. 6) sa ra nno aumentate rune di L. 2 i;iornalicre pi:r gli opuai che assumeraru10 l'impegno di m esi 6. . . · Avranno diri tto anche a tale aumento t1'1eg\i ope rai che, avendo finiti i tre mesi di primo impiego, chiederanno di ' rimane re anch e in servizio per altri tre mesi (s'intende l'aumento .verrà co rrisposto soltanto per il secoado periodo) . L'operaio che .dopo s ~i me,i di lavoro prestato chiederà una riconferma di a ltri tre o sei mesr, avrà un premio ris pettivamente di 100 e di 300 lire, s1:rnpre ferme restando le còndizioni di cui sopra. ART. 13. P11nizioni. Gli operai, che dimostreranno .scarso rendimento o poca capacità' prore·ssiou,1le, potranno essere cambiati di categoria, o pnnili con m11lta da un quinto .ad un mezzo della paga giornaliera. Le multe saranno fissate dagli ufficiali capi centuria direttamente o su proposta dei capi squadra. L'importo delle ·multe sarà versato a favore delle Opere Assis tenziali . An·r. 14: ·.:... ·L;( paga sarà effettuata il 5 ed ·il· 20 di ogni mese, rispcttivam en t~ pe~. iperiodf dal 16 a fine mese e dal 1° al 15. ARL 15. · All'operaio che si ammala, per mala11ia coutratla sul lavoro o a causa del .lavoro~ dµ.rantc i giorni in cui rirnanc iu ciinticre spetta la ntczza paga _e cioè _fin.O alI'intcmamçn.to in -luogo òi cura. ART. 16. - Qualora irattasi di malattie non riconosciute contratte sul lavoro o a causa di lavoro, all'operaio spella solo il vitto. Questo trattamento spetta anche all'.operaio al quale il sanitario ha concesso riposn sul cantiere, Le spcs~ di trasporto · e· di. degenza nei luoghi di cura saranno a totale carico dell'ammL

nislrazion~. , i11ilitare;


349

Allegati

Allegato n. 14 (rif. pag. 63)

ALTO cmJM!SSAR!O A.O. (;abine110 Uflit:io Cirr;1

P:ll'tc: 22: Lu;;lio l 93S...Xlll Teleir:unma: n . 90;°)6

CIFRATO

S.E. .HE~I'f O :AH1SSOI.J;\I _ i\Jinistrn Colo11 ie

Parr e J>rirua slll p T'cr uhhiJire u.l l'onHne d.Homi con 1ele~ r am m;1 n . 7]:',5 1ld 5 rl)rr1~i11 e ho l'onore di ri.>.ssumere qui s ollo qu,,n10 e staio f:.1ttr1 iu E ritreil Ju.ran1c JJ J0 scme-s:1re delle niic fum:ioni di Alto Co mmissar io dell'A.0. La E.V. sa cbe fin dalr~prile dell':mno Xli in ndla rn i:1 q11 :1lità di ~litlÌ:òtro ebhi a m:mi fe~1;irl1.• la asso lttta 111:ce.ssiti di alcuni L.wori i11 Eritre:1 sto p Cvn t:orclando V .E. nel mio parere furono eoncessi i fondi ,~ fu co11cret.a10 ull pro ~1·.tmm,1 di lavori che rlnv,~\.·:.1 111-. essere nllim:iti pe r l ' ottobre )936-XlV ~•op. Gli cn:nli polilici sorti in se::;uìtç nei ri:;u<'lrdi dello Impero E1iopic:o i.mµo ;;.c ru di occel e r.lce no n solo i l:wori "i-lrad:ili (.) Jt1a a neh r. t11tti quelli che .l\o'C'SSero atii_ new,.~ a l 1h1ver~! dj non (.:nei co,::;lie1·e imprep:irati di fronte a q Ll,il sias.i t'.\ ~nii:.:uz:i slop. Qu.1ndo il 16 :;cnnalo bo ;1,s.sun10 l:1 carfr:1 di Alro C11r11m::._, .ario !).olun10 j l:ivori str;ulali t>nmn giit iniziati ( ;) ni.:1 poco si era fono poi.che ,e-,ssi pr(H'.<:dc~~rrn c:ol :imw .:11le;ua10 :-ti 1ernp o <:01i(';1:,,so rw r 11hirt1;1rlì s1n1•- \-.i (:r., .i<lìbit:i e,vlnsi,·:1mct11t~ ma1111\.·11la11 za 111:ra (,) 1:~onumic a (.) m.1 ,Ii poc h i:s~imn r.:n dirn1: nl(1 s11111. H o i111111 c rJi,,1(\mcntc prt$Ì t ulli i pr ov,•edimt.nti :iui :,d :,s:,,i1:1ir.Jre cbe µc1 l '..:pu~.i J,\ll.1 E.\', !i ,..~at :, ~1; 11z:t ri~..:nr 11 vk:..s,·n, 1:i.~r •c 11itii11.1ti tut li i l:\\'O ri cap:ici di i;;iran 1i re b sic ur~iu della <.:aloni~ e l:1 Jlll'!i-'ih il i1i1 ri i o ; ni oµcr~z.ionc. !)trat e,s:ic.J (.) lo;i stir.a e 1;1U i1::, ~top. Qu1:::.rn scn1.o1 pi-e;1 udi;,;io d~ll c :'11\ r r 1a·· i.:1·.:-.sil:1 ,Id i.. C: 1)} 011i.i et Jcl s uo vivere civile Slt.ip. H i e hi c ,i inn:w7.i 111110 l"m,·io t1ui d i J:wor:no ri lihici ( ;) piii :11l;1ni. al dima :;p ecic del b a ssopi:i oo et ~iii «:o · 11m,r.i11d et i nq11.1Jr.11i d.1th. µiù importan1e de lle Diue :ipp:dw1r i1:i 5 101> . Y .E. ri . 1e11ne pi ù opponuuo invi.ire i l ih i ei in Sonwli.1 cl iu 1:1,n:=.e i;.uenz:, io rid 1ie,; i i 11 \·arie t-pochc i J:1,·or:1tnri m 1:t ropul icrwi (,) I quali d ovet t e ro n,3n nl:1no ~11~l1l111re );1 ,Jdii:i,:11tc rnuuoY::il.rnz:i indi;ena che veniv:" pe r l a qum;; i lotrilit:l chi.J.m.lt.l alle :umi s top . Qu i so no :1 ec;:urrn ~ri ••.ari rami in cui s i :;.\·ol:<NO r1111c lr :i11i, i1:·1 11d (•a ~sal n sr, m1:s1rc coi doni a dimostrare il rc.:i le l:woro follo :-. lo p . Lm1ori stradali. C os t111ziont! comp1e1a cx n ot'O con ma 5:-.frd,11a e bitum:l7.Ìouc iu ,:urs u Km . 109,200 stop. Ri.111:tmen1i n ~ albrg,uuentl per ,endl".re .1ne a doppio tnnsito Km. 79 s lop. '.":tr.:ult~ 1h 11110n costruzione a ::;empli.ce tran.sito Km. 207 c.s cr,ui 1ì Km. IH stop. Strade in si.Sll'mazio ne Km . 2.J..1 si:-.tc:i;n;ui } '.:!j 5tup. Ponti n. 15 di cui uno di· m. 78 !! uno m. 132. 101ubini :110 stop. l\h11u1cnzione slrad.:il e in corso Km. 13l stop. Str.i:de e pistl' r.1mi.orrnbili d i i.pc,:iale )nrcress~ militare stop. Costruite cx novo Km . 30ft s top. Sistemoue e t mir,;lior~11c Km. ~2 s:1o p_ Tut1 e l e s1r.1dc et piste a semplice tr.insito h3nno aUn~11m r:11 ti t:t pi.izzuok 1 per lo ~cambio (.) Lavori idrici stop. Por.zi esistenti .ampliati e rian.iti 15 ~ I nui 11uovi SC:I.Villi 62 _ Pozzi in sc.ivo ~ in mur.itur.a 3-1 _ 5t~rbaroi cs islenli 4 - 5erbatoi di nuova. coslm:r.ionc 11hi mati 12 - Serb.;Hoi in ~cavo cd fo c:vstmzione 25 Cn1tri i1Irici in cos1ruzjone 6 - Sorgenti càJ)l•llC 3 _ Purtata giornalicT::1 1111alc rn,ell'.i cubi 27.218 s. iop. 111 co:-.lru:r.jouc una nuOVil conduttura acqu~, pt~t' ~\.5mar:, ilc:lla portala tfi m~tri cu:bi 1.500 i;iom.aliert stop. Complel:nm~nto et si:;1em.:1zj one dj tre :11:ftncdoui et nuova conduttura acqua 001,;ali-Massaua con jmpi:mtu di s11iln,am1:n10 SlOp. lmpimllO .alla ha:s:e n:1valt: di Massaua di rnclri cuhi: 100 cd uno ad Ass.ab di mt:lri cubi 1-000 stop. Costruzione di una r.l s h:rna in cemcnlo di 250 mciri: r.uhi nella b:-,ia di U:i.kya.t stop_ Tuili i pnzt.i et serbatoi sono st.:iti mu11iti di pompe ( .) Nei JlrC>si 1kt;,li aHoggi ove i fabbricati lo consentuuo i;l sono mislìor.ite e costruiti: ex novo delle cis1eme stop.

Lavori edili . fl n1i1i 1: x \' ati al<ri

nùtm

Si sono sis:1em.a1i ad uso ufficio r:d allu;1;ì :!6H \'ani e t co6U :;top. E' in co~o b r:o.,lru-zinuc tli ISO vani e :;,lranno ri:11ti-

180 v:rni stop. Frn magazzini in mur.:itur.i, in cicca. tet loie l~l harnc-che

est staia c:opc i-1:1 un'are.1 compless.iv.i di m~tri quadT:ili l?.O .,,;il:1 et sono in corso <l i c:o.slruzimlC haracche t!t telloi('. per mq. 368 n1il..1 ili copertura slop. Kip:.ir.:12ione complel:i dcllr: foi;nat t1 rc di Mas:5aua et Asm.:,,ra stop. lmpi:mlo Jn:r 1.000 metri cu Ui .li r:dh: friiorifcre slop.


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Allegati

Impiun:i t).,;;,pi!tlnlù.!ri. Con nuove co:aruzionj rii 11:1d iglio ni ir1 mur;uur~ e impi:mti di Doker il rtUtlle ro posli Idio tl egli esistenti due os pedali a.l i A:-.m;1rn t'l .i\b,;~a~1a es t staio por1:1to da 350 .:i 850 stop. Per- la pri111 :1 quind iciua di a;osto potrànno a~gìun:;;e rsi alari 650 ldti stop. E' s1.i1a costn1it.1 ex uo\•o un:.. i nre rm eria c:1p;i.-:e di 200 letti s1op . Sono d.1. ag: giu~ ii,:re la lr:1.s form,n:ion c e:,c~uìta delle .;;c uole di Asmara eon 15 JJadi~lioni è:lpaei corupl essiv:uncntc ili 3.000 l etti sto p. :iono stati costrui t i ex novo J osp eda li a J\ efasit, Dec::m1erè e Mai Ed::a r.à 1wr romplc~" ivi J.000 leni stop. A qut~ti v.10110 :ig:;iunli :;Li impian ti et funz iona. mento di l1 o-.petlal.i rh. <"~mpo (.) lo amp)iam r:nto tldll' 5 in fcnnl"ri.e re~lon.ali gi.'.l esiste nti e l e infocmr.ri1: impi.:in1:1te pc.- :i ca.ntìerj opr:rai stop.

Collegamenti. - Si c~t pro..,v1.·du10 alfa lc-a:.fonuaz.innt_: ,e.t r;iffonamcnto d e lle: l ince telegrafoniche e.~ is.1enti et e:.t in cur'>o fo cos,ruzi onc tlcl;i i:entral e tt lr.fonica per tdefono .J.ulom:i.tico in .-hm.:ir.1 st op_ Si souo Sl('Si 21 2 Km . iii liru ::i. tr.,ldoniea vol;rnfe t-1 so no in costruziom: B6 r.hi lom e-1ri di lin ea pi-rm:1n ente stop. :-ìi sono l?npi3ntate 38 uuovc !<ifazioni rìlJiotdcp.r.a!ici1c cl il coll cgìltt1 c1110 fo101el!!. grafici st1>p. Lavori portuali. -- Est in <:ors o In :unpli.:trnento del pia?.:tak l\l·~inil El e11.1 - ri;111:11 0 il pontile i nfia mru;ibili - co:,1ruito trn mwvo p on1ile pe1· n ah :1 !.lop. J nizjato u11 uunvn pontile alle Salirw - R i:1tt~10 il pont il ~ Ahd-1:]-Ka dcr stup. Co;.1n,,:it>ne à i d ue pontili u d seno di Ua.kv al Cl)n rdariv e s:rad1: d i ar.ce,;.so :!iòlOp. R icos trnito il JIOutile Arkìko stop. tti~Ui~·a10 il po11tile lm..:,;:ue110 :i10p. E settt iI:1 !., pu1izi:i del fondn mal'.'ino -Sl<.>p. F.se;uiti lamri Jdro~r:'lfici. pt~r u1ili:i:~:1 . zion c d el punti ll'. 1H Mak aba in Assah s top. Uhim.ito il '.t:rb:uolo ntifta d i. Taulu nd c:ip:i.ce di S mib mc:. !< top. CO$ trnito 1111 andlo rnroviario per il c:olh.!~.-1mcrHO -.:on l:.1 s1a:r.io111! -s10 1•.

/...oi.;o,-; dcll'Attrm11mlicf1. - &iste,1:l,10 al 16 ccnnJ io s top .\cruporti .1m1.11i 11110 ,:1 di~~ rm:1 1i due ~101l. C:,mpi di fortun.a ]U r,tu;J. l·~-.i .. 1uno 1.11,;;i ::i li>}). A,:ro .. pvr ti =trm:t1i ] sto p. Son o prc~so(h~ ultirna.1i uhri itl1 ri s ei .1cropor1 i 5 ll1p. Sono in eorrn ,H cus tnu:ionc 1 b.:1:sj acn~r; · dell e qu:,Jj due prcssochè. ultimate sto p. J <·am pi rfi for1uno1 sono a1tu:il rnen 1e 20 s10~ . Le liasi tjl ; li :i. crop or ti h~11111.• oi;i;i un compl«~:-s o d i 13 h:ln~tiri et rutti i foLbric.11i necess;11 i p,:r allo;;~ì ( ,) nu~az" :r. i1•i ( .> depos itl di carh11rr,n 1i ec bombe s1011 , Son o Sl,"lti cos 1rui1i l; Km. di ,"lm. plc s: 1rad 1: hi1u.m:i1c per H i.e n ·i:1. io tf c~H :\erodr.imi 1:1 de lle h.ui SIOJl. Tr1J.~P•>rti . - 1 mezzj di u a~portv :ti mfo arri\'o io \.olcmia cr.:i no pressoc hè :z..ero ~1op. •L:i. fornn.iu (.) per .1.n o lu, 3 im,uUid,:n,.., di m:11e r ialc muhil,: (,) !,Urs iti, cii JH~rson.:i!e et miserevoli impian1j dì staziouc cm s .1 en1.1mt'nle capace ,fj 11ue weni .,: iornalicri con .'J soli carri c l un companimcnto pt:r yfa~gi:i.tori stop . F:1 cendo ogui sfor_zo n ei me si di ;eonoio fcLhmi o e t m .:>.rzo sl p111t:nm 11 lrn :,;pur..

tare :nl A:sm;in ri!:!p e ttivamen\c 555 66) N 872 c:1rri merci s101,. Il v1:ro miglior:. · m ento del servizio c11mi11citl n el mese di a11rile gri1zic .1JJ'.:u-ri vo d i pa r h: del mal e ri a i e e delle compagnir: Ferrovie ri del genio stop . Si: hanno o~gi in seni. zio 41 lo,:o mo livc deJl e qual i per(, sof o 27. -r e:ilmente df1ci1:n1i stoJJ. 310 carri Ccrro\·iui el 3 linorim; st i p. Con quc:;10 pow:rn m~1 eri.1le s i :;or10 p otuti df1:ltuarc 6 c oppie: d i (reni giot"n:1I icri con un comp[csso di tras1wrri, daU'aprile .li luglio, di )6.000 uomini et 36.289 to nndl.i le di merci stop. Est ben 11oco per la nost re nec-.~ si 13, all e r ichie s te nos tre ài t11a1criaTc la i\ohdrc Pa1ria no11 ha Sll.. puto r.ispnn1lcre nC temp es t iva mt~lllc nè adcgu.·u:1 mcnte sto p . Coi gr;111<li rni1dio• r:r.menti fonj uellc s la?.iuni (.) oss.i .l ampli amcuti ( ,) piani c.i:ric.'.Uori (.) Sf:~mbi t: binari D ecauviJIP- (a) che uon e~is t ev:ino {.) et con lo .irrivo d ei m:ueri.lle e :;pe cial mr: utc 1ldlt: locomo tive ordi11ah~ è ,la sperare in ulreri orc pnlcn ziamcn1o del senrizio scop. In genn,,i o er.:ano a dispos iziom: d t:l Go\o' erno pe r il servizio nasponi 260 autoYeic-oli in tuUo, ai1par lcncnti quJsl csdusiv.rm1:n tc alla Amrninistr:1z.ione Militan: s top- L i. crisi dei 1r.1s.1mrli er:r taJ ~ da impensier ire stop. Le C"rnilure della ra.fodre Patrifl nun p o terono avere iJ ritmo desidera,b ile, nè si pocè sup_pl.ir~ cum c er,1 nece:;s ari o c:un acquisii foui allo e stc n1 s l np. ln ognj modo d3l princi11lo di i;i ug:no l e co ndi.:::ioni: so no molto mi.;;l iora.te stop. Le Lcnppr. t:(l i servizi s:ono gitJntì ,1uas i t o 1a1men1e cfJi l oro automezzi l:( si c.it pro-.·· ,.-cduto .lhrcs i mcrcè wn t ra.Ui fotti t:On Oille privare stor,. Da 12 apri!c al 12 luglio la media degli .1utotraspur1i giorna{ieri es l :.:.1lita d.1 100 tonuclL1k a 1on n ella1e 1 .0 00 gìorn:t li ~rc e t sono Sl<lti tra:-iportat i (On .:IU[Omc.:zi .su ll'altipiano 12 111i!:1 sold.11i er 13 mit a oper ai (.) !J.fovìmc nlo del porto. ~- Sullo in i ombro <ld porto dj )Llssaua :,;i est .fìssat:t la .11ten2.i om; d i tnt1.1 lt:ilia el COI\ mt1r;giore e minore fede si t.-st e$.::iger1Ho s ulla congesti one et sj est 11rndamata la imposs ìhili13 di rip.:>.rare ai 1m11 pochi in co n. w:nie nli ,·eriCi5,1 tisi s top. Sulla rn;ione <li essj ho gi3 rifori to a cotesto Mini5t crn SIOJl. Voglio t:onfenn.1re però che b causa principale lii lntlo co nsls1eva iicll.i sproporzione fra la q11ar11i 1à dei mate riali «:t uomini ii\'1.·ia1J in Colon ia et le pos:.ihilità di !lgombro in rcl a:Lio n e ai meui di tr-as1mrlo dispon ibili el alla p o ienziillità ddh: str:id r: 5lo p. Il punto c:ulmin antc della crisi c.:s l stato '\'Cr'SO l.:r m e. r:i di aprile s top. Do po ,ti allora pia11 }l iano lutlo ">i esr anda10 s is lt'.m:rndo et deg li sgomb ri si sono mau nuno )jb~rate le banchi:ne et col proi:;redin: <lc::i f:Jvori portuali (,) r.nJI l"utiliz:uiioue dei se ni d i U:iky;it et di Arkiko el co n


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Allegati

lo a11m1~11tn 1h:i g allegg ianti

(chr: sono più che duphc.i.li ) <lalla capacità ili sca -

rico m.lssima iniziale di 300 1onnel1.J.te giom.,Lierc si pos3ono o~g;i sca r icar,e 3.600 1onnclb te (.}

s~ si

es t detto :uu; Qn d1c si l1an no 40 et più piroSic:tfi i11 ptJrlo si

est sempre ri ferito cosa inesatta stop. I 40 pi roscafi sono dis rribuici fra le r.:1de di Massaua et di Arkik() (.) i l :s cpn di Hakyat et il porto di Ma:;sa\)a _._top. Le n.:n1i i n r.1da d e vono consider.1rsi come m.1~.1uini galle-g:;i:anti che s arnnno vuo1ati secondo i b isogni !i.lO(l- Nç) porto propri:.mente Je110 sono st;11j ~ncora1j (,) orl a ttraccali { ;) mai più dì 13-15 piroscafi tulti con possibilit~ di scarir:art-: s to 1•· Prr)l}v~dinicn!i di carultf':re politir:u-dvill'. et ammiuistrativo. - - La popoln. zionc metropolit.an.a .-1 16 genr1:1io er:1. di 4.S28 pc~o.ne stop. Alb data del 1-1 ~u~lio en di SS mib anime, compresi ivi (:ire.a 25 opcr-;ai et escluso le truppe ~top- Dico in speciale -c.ipirnlo per Q•H1.n10 rigu:\r-da gli operai stop. Per il ri-

m anente ,1cl1a pupnlnione civiJe 1.1 co.sa pii,, diffi cile fu quella ,li p rovvederriùl alloggi::i.d:t e.r ~ ve11ovai;:li.1.rJ.1 (.) il che fu re.<;o possihilr. merrè la ,:,nivi1.i dei fun;,,ion;1ri (.) quella d eJb Fed eraz ione Fasej St3 r, co 11 )':imiLio dell J. lntendenn stop . Speci3li provvedimenti ruruuo 1,rcsi pt:r le popola::ioni i ndi,;en e ch e magi:;:ionnente risen tirono dd rinearo dcli.a \.'ila .1.nche per la. s eu:; il,ilr. d i . minu~ionc d e l m ovimento carov aniero da e::. t pe r l'Ahissin i,1 s lop._ Gli indigeoi dove ttero $uhirc la cbiam.1.ta AHe armi et .te requis izi oni di b estiame lmv i nn cl qu.:;idrupedi d:i. tiro et s.:..lwa stop. ln compenso furono diminuiti i tributi cl

furo m, couccsse li ct:uzc .1.gr jc.,Jc ~gli ascari cOnserv.itido loro la paga s top. Fu ro no inoh r e aume n1.ui gli :,,sse gni oi Cap i et uolahili r;l fu rono conce ssi nuovi ;1s.8ei;ni srop. Furunn rjimhe rJu estion i te rriere da lungo lcmpn 11cmlcuti s top.

01,cr11i 1w:iouali. - Lc1 necc8si tà t li ovcrc qui ope rai , per ì favo ri ::;; t:it m an i fo::;1.110 !inb ito s top. J favo ri d a t9mpi<=re cr.auo tuo hi C) il rcmr,o l.>r c"Yc c;Ji oper :ij i11tl i s 1:11 i reud 1:vi.111v imco et b Loro maggioranu ru chiamata :,Il e :'trini :-.10,1. n loro :i. rrlu s:;o in C ol oni3 co,niueii, il 3 m:-irzo s1op. Ou :;.ono q ui i 111pi~i;,11i ud co1111•lcs:,.o 22 :lln , liho ratori ~t up. A tulio OM;; i :;e n e sono ri znp3 tri.1ti 2 .871 per 01.1. l.ittie varie (,) per h m.1;;:~io• pa rte co ng.c:n ite o gi:\ c.!ji s1en1i .. 11i, .i llo th:11:l p:'lr lcn~a s tu 1i, I.a q uc:; tio m.: dell o :-iUog:;ia,,,en to (.) 1,'e u ova:,liamcnt o e t .is:si:;tem·.a 111<Jr.1le et reli,;iosa di quest.1 m assa o p1:r;1ia fu q u e.s tioue ;;r:wc-ment e !;C ri.- s top. lli sog nu i;t-:mprc parti re d.il conce u o .:be i n Col ouja 11 ou 1:si• s tcva n)entt: :-. loJI, l. 'i•1carico dell a :.is ti:ma:timu; ili que sti l.Jvor.i t ori fu d.1 rne :1ffid;:i; 10 :'i l m)o Ca po Ji C;ab ine tto che lo .:i.ssolse in modo v,:ram~111r. e11t:omi:1· h i l e stop . Ho t: i:l. pa rt i1:olan:g!i11ta rnen 1e riferit o .il ri;;;u.ird o Slop. C H oper.1i son o or.1 quosi complet .imen tc b .uaccuti s lop . 'l..a i 111c111lt:11z:.1 forn i.s,:e l oro la 1 raz ione d d so ld .ito Je g g:c rm c rilc :tum€'ntat.'.I. Slo p. Sono s1.1bi1J1i nei \·ar i l:anticri ~ p<ll:CÌ Ji ge111:ri di r.onfono stop . Si p ruV"Yt:1l r: anch e al rinno,•am~nto n: :,ti :iri o, et cal z.1.1ura stop. La assis t cnz:i sociale es t qu ella d d la M;Hln: Pa1 rin ~tnp . E ~m,l rucnlr. ,1ic a si d elb :1'Ssi s 1t:ru::1 rnnr::rle (,} a U.1. qu:ile si de,lica con .amor e e t solca .i.a .:1nche la Fc<leniz i1,uc Fa sci st,1 (.) la qual(: ha pe r pruprio éunlo s peso al ri ~uardo 100 mjJa lire st op. La più cur::113. est fo a:i~lStenza s ani tar ia alla 11J1ale p rl:s i,:1lc il J>irdtorc di S::mi1It dd)w. inte nd en za e t di c ui h o ,i;ià. p :anicol an11ente rifcrilo C"on refazio ne a p _ ane s1op. Un o s peciale ufficio r.s l !\litto i s.1;111i1n pr~,;!'io il min GaL.iru~uu cu i ~olo incarico d i attendere all ~ necessi ta dei 1.ivoratori stop. Vi sono SUie m o lte 1a111en telc 1 specie allo i 11 izio, 1lipr: nde n:i molt o da pr omc )ISC facr-e in P:1 tria agli ope rai et c-hc csorbi1:i\·a no da~li i mpcg11i hlbH~rnli tli cun. Imit o sto11. :\un suln s lop. Molti up~m i Mmo qni ve n u ti s ~nza volc- ?'$i fom1 .1 re l.'.I cos ci enza d ei !..:ic.ifi cì :ti quali devono so no:.taI<: stop. Si asp,~lt:JY.imn mirn co . li (.J ma il mirnr.11li 1>ruo es t au l ifa seis la slop. Fra Je b nientde pdncip.:IÌì dev;li ope ra i vj e ,;.t queU.t r ifec-entes i ;il di::.:.t:uàiu postah: ~ lop. Ddlr. r.:m:.e e:..s e m:iali di ci.so ho fallo !!ipt:c:i.1lr. relazione a V.E. (.) n o"n credo quindi Ji dover ripetere qni le ra :;io ni da me addotte e 1 che 11011 rig1Jatdanu le dispoi.i:r.ioui loc:llmcnli: li lOJ• .

:Hlntti1h:

Slop.

I'ro vucdimenli di carattere csclu.~ivamenll!. milìt(]r+:. - AL mio C"Ìtmgen in Co l onia i l H.egio Corpo avr,\•:t. la sua formuio ric nonnale s101). Si era a urne11ta1a s ohanto la forza d ei revani per l:l\' ert i m1deì .ittomo ai qu~lj form are le unità nuove di cu i e r:i pr~\·i~t.:t la costi1uzion e stop . Nel compl c.-;~o si inc v:..mo 209 utT1ciali 2- 257 s onuJ1j,:Jali nazi o nali _ 10.972 :1suri _ 3.400 quJdrupcdi (c a vaUi, ca mmelli muletti et .1s ini) stop . Nd ~euu~io stcs:-.o ordinai la m ohiH1:1z:io nt1 occul lli dd l;, J'· l)l vl si oue inrliti: r" na et jJ c om pl~tam ento de1la sis tcrnazione àifensiv.i nei punii di rn.i g gior inl})O.rtanza (.J ~1~1rnun:ionc ch e era gi=l b t."n n iniziat,1 slop. IJ 6 aprile fu cost i tuirn il Com.indo Stipcriorc A.O . e succc5siva111cnte il 16 e 26 3pr-ik il 10 e 20 maggi o et 1~ e 2 giugno furono costitui1i ( :) il Com;mdo del b.:1sso pi:mo o ccidentale ,:l d ella 11iau~ di ttb:,;s.1u:i - il Comamlo JtiJ:.:7.ri Ass:;ib - il Comando del 1° C.A. i ndi~eno _ l a 2'"" Di,·i.siouc indigena _ il Comando p.i azza As:nara d tcl"'rilur-io d elle retrovie - il Comando del bassopi.a.. no orientale s to p . i primi TCp,u·ti naziooali (C:amicit'. N,:re) gi1m:1>t:rO in Colonia r.el !cl,Lraio e l'aHh1 5:,; o cl i Cnmandi R~p~rti et se r\'izi fu d o- po inint-ecrrot10, et continua ;,.ncor.1 stop. Ln E.V. est al cocrenh: t!dla mubili t:szione e tld1o invio t:Ctli: tmp]tr: 1plJ stop. L a forz:1 pres enti' .1II" dal.a d eH'll cor rente est di uffi. ci.:tli 2.946 - sottufficiali 2 .6;)0 _ m1p1.m na.zìom,l,~ 28.39,i - truppa indig:c.n:i 15. 7i2 _ q:JJilmpl",cfi 19.057 st op. P ar.111lel;uuente alb fonu azione (.) anJ..,·o et ~is.cma:zione si pro11\.•ide alla organizr.azionc dife nsiva (,) ;id em:m:u~ tl,Hte l e d.ispos i:z:ionl rir:e ttenti lo add cstr.1m e nto et lo impit:K tJ J elle trupp e s1uv. Si fecero l:tvnri I OJ;)Or


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Allegati

canogufici stop. Si is litui rono corsi v:ari per s pctiali.sti st op . !:ii .1 tu \o m modo cunveni e nlc iJ .,;cn·itio di \uforro,ui on i s lo ft. Ritengo di uuu tl o\o'c r for1lir e dati s uU c sue esposte :itth·i1:i et pcrd1C pà cogni ti ali:, E.V. te _C!.senzi3 Jruc11tc per il l oro cilr.lucre Ji riscrva1czu s 101,. ln :1nnoni~ c1>n 1':u 1ivit3 del C:omaml o Su..,erinrc ,.j_ svil upvò quelh: ll cll :1 ln1endemr.a {.} che n el pe1·iodo tti 1, rc1~arazionc h.i la mil.'i:iim:1 impoc1a11.2:. :1 :,;tnp. 1l generai,: ir1lcnd r. n1e arriv~, i11 Colon i a per ~li 51udi et le dispos izion i prelimi11:iri H 21 i:; c nn.aio s lnp. Le d irctl ÌH ,btc cn n.sislc: v,' loo ncll'.ipi,o ggi.:i r.ii in un prin,o 1c mJ)O :i:i sen·ii i ,li i11 ti:11d en2.1 r c;olanncnlr: c m, Ciluìti s1op. L.i i11h,:11de nz:1 n o o 1.o tC <l ini complet.un eu tc form:u.1 che :ii mcù magfio (.J ma .lnchc non complc t.:t i l suo ftt n ~ion:i.menlo s i iui ~iò a rn ct.i febbc.:tio stop. Tuui i servizi on sono in funzionamcutu i::t si prQ\'Vedc alla i11g~ulc:: ncr:cssarl.i Co rm .1zionc 1foOc ~corte, MOJl. S ono S l 3 1C costituite un.1 b3'$C s·ccond.1tfa a Ma.-.:rn ua el 5 lince di 1ar1pi1 con 13 Comandi et 11 111fi1:i stop . i:· farile f:1ni uu' ide.1 dell o irum:10c lavoro ,Jdb l nt cnd cnu · se si 1ienc con to ch e

Ghrc :illc ;ramii di fficoh2 dovute ai luo:;hi ed :allo :.un b icn lr. J:t ln1 c11dcn2.3 ol 1rechC ni biso;ni ch·lle truppe de"c pc: 1L~:in~ :rnche a quelli dc,;l i OJlcra i Jilo p . ~u,, cn;.d(~ di :iccenn.1re n 1t:11·1i1:ul:ni <lei ~·.1ri :-..:r..,·i'.,(i JU!rchè il presente 1elcgr3 m11{.1 es t ; iìi 1111111111 lnn ~o s io11 . De,·u 1li c:: hi.irarc che nd lavurn s,miln sono .s1:uo :;cinprc ..:t in o::ni. r.11110 1m..: muro-sa meo tc et r.ffi,::1r.ernente (:o:,,diuvi10 <la tuu i i mi d ,·nll a ltor:alori e t d ipendenti ~top . Cito in m od o 11ar1irnb rf!. 5 .1::.. G:,,b b:i m io C,1p0 di S1.a10 bfo;;; iure. il Wne n lc R ,:u1z:a per l ':tvi3zione c l lu ammin,.; lin pe r b I'- 1\l:lri11J1 s lop. M-' uno ~pcr.i:,lc elo:;io io ,levo s npr:11111110 :\ S.E._ C ~bclli (,, :.1

:;!."nera.li Dall'Orn e ().ibed du e t,1 C:1 r>o d i G:ibineuo C. ti. Rutturini, i 1p1:1li 11011 ccrc:1rono ri po so Jllir di riuscire ud i;r:i ,·1: e.ompilo loro .:iffid;1lo s 1o p. Ho c:hic::.10 :.m:.ilog.hi d:u i :,; S.E. Cr:a:r.ian i, e1 (j 1ra.sm c ttcrò 111) 11 app1:n:1 riecvu 1i slO p. !;1znHi co fin o Ja ora pnO che io ,,c r b ~ om:1li., ho d ovu to li111i1:.u111i a ,btc p rcci ..c rl 1:nn('retc d irc ll iH: 1:t i-.1ruzio ni pc t la piU lr. mil itare; m :i pe r il rim:,, . n enie ,e nuc dir'1:ll i\·i, non pl.>tcnmu r.he e6scrc :;eneriehe s1011. Pcrciì, t11U11 t'prn11 10 1~., t ~1:rtn f.,11n Ml i, ,·~ • nirrit'l l'rtcipuo pr imr1 di S.E. lb.\':\ c c poi <11 5.1!. t : 1,1. zi:mi du· l o h;\ so:11i111i 1u.

F'. 1<,: UE !10.' \0


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Allegati

Allegato n. 15 (rif. pag. 63)

Genti tutte dell 11Eritrea Udite11 udite ! Il (:ol"('l'I H> ILili a.11l>, fi n da q11;1.11do lt;1. JW0:,0 c11ra di ,puJ:;to Paese, C: -,tato ,,1' u1pre ,oll,•1·ito d,•J l>tmus><cn\ e dotta t.1·,111 <p1 ill iU1 dùlla popol:t:r.ioHc, ~,ti l,a -~l'IIIJll'U ÌllljH.l~tu il 1-Ì.~lJL' llo d1•i he 11i (' 1k i diritt i di t·Ì,l.!'i<:ttllO. CO:,Ì 1·01111•. , ,'llllJI'<' li,t prn!.; :so 1·.hu c iasr ·11n0 assoll'C.~.Se i propri do\·1)ri. JI 1:n,·1'n 10 ·11.iJi;1n1 , ,c;,1 1·ill : 1ws,.;1111,1 1·1.>:ia ,- t;i 111.1.~i'.·iorntn11I.,; :i. ,:11ore ·l'll, • 1,op1d:1zio11i d,•ll' F:1·i l 1·1,;1 1p1:111l o il ,;tH! i1nun lo dti'lLt tcrr:l , n :lii 11111ili ,. t\, •l111li ~-li,• l,l,,1r 11:1 dato s,: 111 pr:) l:1. ,o11:1. a,.;;;is t1:11,,,t 1: protezione; porehù ,,•111.,., ,· 1·" i11 I"'""'.>~·· d,•l :•rop ri•.> !,'.' il(·lHi. t:i rn nl :lf, , 1·,il.11lizi1.1 111: dei ,:·11lti : r i,;1.1rda te hl ut r,t ,:hn i Co nun i:;::;ari del (;,,1,· r111l 11:1 11110 s,:11 11,n• a1·11l.u 1,;.1 r1 :;o l1·,~n : ], : 1J11L:s1.i ù11i turriL' n) ::;ort.o f.r11. \'Oi! 1./ll l'S [<J :, l.t lll ll) ;t 11 :sl Ìlll'>lli:trt• 1·.illtjll:l lll:t ;11111i di '..;'1) \ 't.'l'llO ]l,a Ji:1110. 1lra 11,., ~a p11l1> ,·111· q11,il ,·111 :u l1 a 1·;1('i'·ulto l:1. ,·oee d11.' il C:or orno .Ha-· li,111" ,1 ndil >1' i11 t,:11zio1 1,, di i(>:di1:1,· ,1 \'oi li.- lt;rrn pc!' rari,; <.:ollirarc dal!.: !a111i::;lie dt)_~·li 1L:ili;111i. I 'i,:i i: !'a b ... ,·(, lu din• il ro,-1. ru ,\Ilo Cu11u n issario. 11nl nouH~ de l l Ial1a110 è r icco o 1>otent e, ,. 1111111 p11i, l':1n1 . .\i,1,1111L> p1• rr·l11., ù ri, ·r·o u potcu ll'. Ho11 pe rme tte r:1. mai 1111:1 :< JH):.•· l1az 11_>11 1• a d,111111> d,•11,· >' lit.' i,u p "l,tzioni d,dl.Eril rea t..:he ha11110 tbt.o ,·,1nti1111,• pr"1·, , di l',·dl'! ta 1: di :1lt.1,..-,111w11tn alla (:rnndu B:rnrli ern lta liana . !.a ~·,•111,: d ,dl l L1li,1 ,·IH· ù ,:·i1111t:1. in Eril rt·:a. Yoi la \'t)(.lct.e, coi \'0 ~1 ,· i .,,·, ·111 . la 1·ùr,11·,: ;1 1':1 r str,1dc: 1,u1 tl i. pl)zzi ,, tiit.f.o , pw11to ù 1wr:r.ssarin :ill11 .-,\il1q,p11 d,·IL, ('ul1>11i;1 e . .~,,,,1,d111lv. al ht diksa tldle H>Strc te rre dai 11 1·111i,·i ,•st ,·rni. l ',•r q11l's1u solo ,.:1·0 ["' ,i h't1n(.a: ::;iat.u1w 1:i}rti. l: i,·unlni,: l.1 J' l'tlll \t 'SSiL ilvl ( :P l\l'l'al,• 1:,ildissura qu a 1Hlo giu11::;n in A-:-\1i;11·;1 111'1 l,"i,','l i • I() :-,()\() \' l•'.\t:'l'U l'El~ l'IW'J'C(:(_;Erm E ARRIC1·1111:1-: li, l' .\l·>E \O\ l'El/. lll:<l 1U:\;(;J,;1u.C»>. l'u r k , , ri,., pl't Ltt,1 l3 o 11:rn11 ,l' Halia. Jl C 01·,·nw

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Allegati

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355

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Allegato n. 16 (rif. pag. 66)

Gustavo COLONNEITI L'Ing. Gustavo COLONNETTI nacque a Torino nel 1886. Professore di Scienza delle costruzioni alla scuola d'ingegneria di Pisa nel 1915, ne divenne Direttore tre anni dopo. Nel 1928 fu docente di Scienza delle costruzioni al politecnico di Torino, Istituto del quale divenne poi direttore . Si occupò prevalentemente di questioni di elasticità dei calcestruzzi e dei cementi armati. Scrisse un trattato di Scienza delle costruzioni, nel 4uale enunciò alcune teorie comportamentali dei materiali da costruzione. Fu Deputato all'Assemblea Costituente e Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 1936 fu nomi nato Accademico pontificio e nel 1948 divenne Socio nazionale dell ' Accademia dei Lincei.


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Al legato n. 17 (1if. pag. 67)

François HENNEBIQUE François HENNEBTQUE nacque a Neville-Saint-Vaast nel 1843 e morì a Parigi nel 1921. Fu uno tra i maggiori costruttori <li opere in cemento armato del suo tempo. Fra le costruzioni particolarmente notevoli da lui realizzate vanno ricordate le geniali strutture progettate per l'Esposizione Universale di Parigi del 1900. Introdusse nelle trnvi l'armatura con staffe per resistere agli sforzi di tagl io cd intuì il comportamento plastico del calcestruzzo. Tra le maggiori opere da lui progettate vi è il ponte Risorgimento di Roma, costruito negli anni 1911 e 1912. Questo ponte ha la caratteristica di avere un arco di cento metri di corda cd una freccia di dieci metri.

Arturn DANUSSO

Il Professor Arturo DANUSSO, nato a Priocca cl' Alba, in provincia di Cuneo, nel 1880, fu docente di Scicn7.a delle costruzioni al Politecnico di Milano nel 191 5.

Cultore de lle coslrui'.ioni in ceme nto armato, scrisse numerosi trattati sugli studi da lui condotti specialmente sulla teoria e sulla tecnica d'impiego del cemento armato.


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Allegaton.18 (rif. pag. 67)

Augustin MESNAGER L'Ing. Augustin Charles Maric MESNAGER nacque a Parigi nel 1862 e vi morì nel 1933. Dopo la laurea in ingegneria seguì i corsi di specializzazione presso la Scuola di Ponti e Strade, del cui laboratorio divenne poi il Direttore. Da Ispettore generale dei Ponti e Strade fu nominato professore al Conservatorio di Arti e mestieri. Appassionato della materia relativa alla elasticità dei materiali da costruzione , si dedicò agli studi, molto interessanti, del calcolo delle piastre cd alla foloelasticità. L'lng. MESNAGER fu noto anche per la "provetta M" da lui ideata ed impiegata nelJe prove di resilienza dei metalli.


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Allegato n. 19 (rif. pag. 73)

TELEGRAMMA DEL MARESCIALLO GRAZIANI, IN DATA 17 SETTEMBRE 1935.ALMINISTRO DELLA GUERRA Telegramma n. 34.418/25 C.C.S. per Guerra "Parie prima. Premessa. Dato attuale grado preparazione raggiunto et in previsione sviluppo che potranno conseguentemente assumere operazioni, est necessario dare Arma Genio questa colonia attrezzatura adeguata assolvere vari compiti che dovranno esserle affidati et dei quali specifico principali: completare assetto attuale frontiera sia per consolidare difesa integrale colonia sia per f,u-e buone basi partenza; rafforzare obiellivi che saranno raggiunti; effettuare nella zona confine et successivamente oltre confine al seguito reparti operanti lavori stradali che per ovvi motivi non conviene affidare imprese private le quali sono del resto completamente assorbite importantissimi lavori stradali zona retrovia ; impiantare collegame nti a l filo per alleggeri re gravoso servizio radio; attuare attrezzatura idrica lungo linea tappa zona confine at seguito truppe operanti , ecc . ecc .. Esaminata su queste basi situazione attività Genio, riassumo esistenza et fabbisogno. Parte seconda. Unità esistenti in colonia. Divi sione "Peloritana" ha due compagnie zappatori-artieri, una compagnia trasmissioni co~1 sezione radio, una sezione radio autonoma, due plotoni idrici, tre sezioni fotoelettricisti. Regio Corpo ha un battaglione composto da una compagnia artieri, una compagnia mista comprendente un plotone telefonisti una sezione fototelegrafisti un plotone idrico et una sezione fotoelettricisti, una compagnia radio. Comando Genio Corpo spedizione ha: una compagnia pontieri, un reparto pontieri, una sezione pompieri. Comando Genio avrà inoltre seguenti unità già richieste et concesse: una compagnia radio speciale cui telegramma 1532 Gabinetto Guerra; una compagnia idrici cui telegramma l4800 Gabinetto Guerra. Parte terza. Fabbisogno occorrente. Per scopi indicati parte prima occorre inviare colonia seguenti unità. Per Comando Genio corpo spedizione, due battaglioni zappatori-artieri su tre compagnie con parco misto tipo autocarreggiato et someggiato; una compagnia speciale meccanici elettricisti. Per Divisione "Peloritana" nessuna richiesta. Per Regio Corpo occorre personale per sdoppiare attuale compagnia zappatori-a1tieri in due compagnie. Un comando di compagnia telegrafi sti con un plotone telegrafisti et parco telegrafonico per compagnia in modo da costituire, con reparti esistenti, una compagnia su due plotoni telegrafisti cd un plotone fotoelettricisti. Una compagnia idrica completa con parco autocarreggiato someggiato; at detta


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compagnia sarà unito plotone idrico esistente. Un repa1to radio per raggruppamento celere. Parte quarta. Personale. Tutte le unità indicate nella parte terza debbono giungere complete di personale. Oltre al personale indicato occorre ancora personale seguente: un tenente colonnello capo ufficio comando Genio Corpo Spedizione et seguenti complernentj (omesso). Tutto personale suddetto va considerato in aumento at personale Genio cui nota richiesta inoltrata mezzo capitano DI DATO et preannunciato io arrivo con telegramma 14563 gahinetto guerra. Parte quinta. Presente situazione et richiesta est basilare per situazioni future et frutto accurato esame comandante Genio colonnello Moli nari" . GRAZIANI


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Allegato n. 20 (rif. pag. 79)

BANDO AILÈ SELASSIÈ l" RE DEI RE

o· ETIOPIA «Ascoltate!

111 questo lu ogo vi sono gli a eroplani che minacciaHo la vita e sono venuti a di , tnrhm·e il no,, tro pn,'., P., a Jnl)!l e1·,~ il fu oco all e noRt.n · ca se. In quc,ti luo ghi è stato dichiarato dal Negu s lli Addis ALl!!,a clie coloro ch e non si ritireranno entro

le lince del ·front"' etiopi co v P.rrann o

p1111iti; coloro ch e ri e ntreranno in Etiopia po sso no trnvare la casa

r,

i

v1ven. Q11elli che si sono sotlom c~.,i agli Italiani d ebLono rnortre ug11al111ente per mezzo dei homh;irclamcnti aerei e pt~1: 1111'.zzo dei cannoui. Il cannone si spara tre volte per avvisare gli abitanti che è nrrivata l'ora di scappare. A questo segnale lasciate le voslt·e t:asc e scappat e. Nel fuggire dovete percorrere i luoghi più riasro~ti

t'.

non unite\·i ill

gruppi, ma fiira.!Htevi ai! uno a.I 111111. Se vorrete ritornare alle vos tre case dovrete usare la massima atten:i:ione; prima cli entrare nella vo,;tr;i

t:asa dovete assicnr:u vi cl_1e non ci ,ia nessuno ndl'inten10 che pol.relil,e farvi del male. Cli aeroplani

110n

solo homhardauo le vostre ca~c, ma mitrai;lian o

.:mche le 11ersone. Cli i segue queste nonne pni> mettere in salvo la propria vita ».


361

Allegati

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362

Alleiati

Allegato n. 21 (rif. pag. 79)

RIEPILOGO DELLE DIRETTIVE EMANATE DAL MARESCIALLO BADOGLIO, ALTO COMMISSARTO E COMANDANTE SUPERIORE DELLE FORZE ARMATE IN AFRICA ORTENTALE, TRA TL 18/11/1935 ed il 4/2/ 1936.

-

-

(delle direttive vengono riportate soltanto le parti riguardanti il Genio) Direttiva impartita da Roma il 18/11/1935, diretta a S.E. GABA, con il n. 13340/0p. Direttiva impartita da Adigrat il 18/12/1935, diretta ai Comandanti dei Corpi d'Armata T, TTT ed Eritreo, con il n . 113/0p. Direttiva impartita da Macallè, diretta al Comandante del Corpo d 'armata Eritreo, con il n. 648/0p., nella quale, al punto 3°, è detto: "Una colonna (un gruppo di Battaglioni eritrei) punta da Adi Ahà su Abba Salama, se la viabilità lo consente." Direttiva impartita eia Macallè il 4/2/1936, diretta ai Comandanti dei Corpi d'Armata I e III, della Division t:: "Assit::Ua", del!' Artig lieria, del Genio, della Aeronautica e dell'Intendenza, con il n. 1580/0p.: " I - E' mio intendimento dare hattaglia al nemico mentre sta costituendo la massa delle sue forze a sud di Amba Aradam. Costituzione delle forze: - Divisione "Sabauda", I Corpo d'Armata: - 5" Divisione Alpina, - 4" Divisione CC.NN. "3 gennaio", - 8° Gruppo Rauaglioni eritrei, - Banda dello Aibà, - V Gruppo squadroni carri veloci, - Randa degli Azebò Galla, - Gruppo cannoni da 77/28, - Gruppo obici da 100/17, - una batteria da posizione, - unità del Genio, - squadriglia libica aeroplani RT. III Corpo d ' Armata: - Divisione "Sila", - l" Divisione CC.NN. "23 marzo", - Bauaglione Guardia di Finanza, - Banda dell 'Endertà, - Gruppo squadroni Cavalleria eritrea, - Gruppo bombarde, - Gruppo cam10ni da 77 /28,


Allegati

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- Gruppo obici da 100/17, - unità del Genio, - 116A squad1ig1ia aerei RT. Divisione "Assietta" : - Reggimenti di Fanleria, - Compagnia mitraglieri conlraerei, - Raggruppamento Artiglieria dell 'Enderlà, - truppe della piazza di Mai Mm:dem. Riserva: - l A Divisione eritrea, - 6° Gruppo Battaglioni CC.NN., - massa Artiglieria di manovra (5 gruppi) , - unità del Genio, - aviazione da bombardamento, ricognizione e caccia. VII - TI Comando Superiore del Genio dovrà collegare l'osservatorio del Comando Superiore Africa Orientale (Amba Ghedem) con i Comandi ciel I e JIT Corpo d'Armata , col campo d'aviazione, con la l A Divisione eritrea, con il 6° Gruppo Battaglioni CC.NN., con il Comando della massa mo bile cl'ar6glicria di ma novra. I collegamenti già esistenti tra il posto avanzato di comando del Comando S uperiore Africa Orientale ed i Comandi direttam1;;ntc Jipcndc nli do vranno rimane re in atto . - Di retti va impartita da Amba Ghede m il 13/2/1 936, direu a ai Com<1ndanti del T e TTT Corpo d' Armata, della Divi sione " Assietta" , de lla 1A Divisione eritrea, dc li ' Artiglie ri a , del Genio, dell'Aeronautica, del 6° G ruppo Ballaglioni CC.NN., dell ' Inte nde nza per l' Africa Orientale, con il n. 34 M/Op. Direttiva impartita da Amba Ghedem il 16/2/1936, diretta ai Comandanti del IIl Corpo d'Annata, della I A Divisione eritrea e per conoscenza ai Comandanti del Corpo d ' Annata eritreo, del I Corpo d ' Armata, del!' Artiglieria, del Genio , dcli' Aeronautica, dell'Intendenza per l ' Africa Orientale, con il n. 100 M/Op. - Direttiva impartita da Amba Ghede m il 18/2/1936, diretta ai Comandanti del I Corpo d'Armata, della Divisione Alpina, dell'Artiglieria , del Ge nio, dell'Aeronautica e per conoscenza ai Comandanti del lll Corpo d'Armata e de ll<1 Divisione "Assietta", con il n. 2189/0p.: VIII - TI Comandante superiore del Genio provvederà a collegare l'osservato1io di questo Comando con i Comandi del I e Ill Corpo d'Armata, con il campo d'aviazione di Sciafat e con il posto avanzato di Enda Jesus. Direttiva impartita da Macallè il 21/2/1936, diretta ai Comandanti deJ 11 e IV Corpo d'Armata, dell'Artiglieria, del Genio, de11'Aeronautica ed all'Intendente, con il n. 2193/0p.: VII - Il Comando Superiore del Genio provvederà a collegare il mio posto di Comando di Adi Qualà con i Comandi di Corpo d'Annata e di bassopiano , con il campo d' aviazione di Axum e con il posto di Comando di Enda Jes us. Direttiva impartita da Macallè il 23/2/1936, diretta al Comandante de11a Zona Bassa occidentale ed all'Intendente per l ' Africa Orientale, con il n. 230 I/Op. , nel


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Allegati

quale, tra le forze che debbono occupare Bircutan, viene elencata, per il Genio, una stazione RT. Direttiva impartita da Macallè il 24/2/1936, diretta ai Comandanti del I1I Corpo d'Armata e del Corpo d'Armala eritreo e , per conoscenza, ai Comandanti Superiori dell'Artiglieria, del Genio, dell'Aeronautica ed ali 'Intendente, con il n. 2367/0p.: "Il Comandante Superiore del Genfo invierà una stazione radiotelefonica al Corpo d'Armata eritreo per il collegamento con il III Corpo d'Armata." Direttiva impartita da Macallè il 5/4/1936, diretta ai Comandanti del T Corpo d'Armata, del Corpo d'Armata eritreo, del]' Artiglieria, del Genio, dell'Aeronautica ed all 'lntendente, con il 11. 3464: " Il Comandante Superiore del Genio e la Delegazione d'Intendenza si mettera nno a disposizione, con tutte le loro possibilità, del I Corpo al fine di raggi ungere predetto programma stradale et costituzione depositi." Direttiva impartita da Dessié il 23/4/ I936, diretta ai Comandi della Divi sione "Sabauda", della I Brigata eritrea , del Gruppo di formazione de i Battaglioni eritrei , dei Comandi Superiori dell'Artiglieria, del Genio, dell'Aeronautica e, per wnoscenza, ai Generali SANTINI e PTRZTO BlROU , all 'Intendenza ed al Comando de i Carabinieri Reali del Comando Superiore Africa Orientai<.: , con il n. 572/0p.: 1T - Movimento per l'occupazione di Addis Abeba: - avanguardia: Il Brigata eritrea rinforzata dallo Squadrone carri veloci e da e lementi Zappatori e Pontieri del Battaglione Genio speciale. TH - collegamenti: vedere schema allegato del Conwndo Superiore del Genio.


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Allegato n. 22 (rif. pag. 88)

ORDINI DI COSTTTUZIONE DI REPARTI DEL GENIO IMPARTITI DALLO STATO MAGGIORE DEL REGIO ESERCITO TRA IL 6 GENNAIO ED IL 13 DICEMBRE 1936. 11 6 gennaio 1936, con suo ordine n. 360/77 , l'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore disponeva che l'Ispettorato dell'Arma del Genio provvedesse alla costituzione dei seguenti reparti:_ XXXVI Battaglione Zappatori-artieri; XVI Battaglione Telegrafisti; l 41 ACompagnia Radio di collegamento, con stazioni R4, R5 e 15W, per un totale di sedici stazioni; 12 [A, J22A e 123A Compagnia Zappatori-artieri, con parco, per la costituzione del XXXVII Battaglione Zappatori-a1tieri; - 20A Squadra Fotografi e 2()A Squadra Telefotografi; - 53A Compagnia Telegrafisti. Il 18 ed il 25 febbraio 1936, con fogli n. 4490/8 e 5020/77, ordinava: l'invio del sesto blocco di complementi per reparrt:i del Genio in Eritrea, c:omprendente: 3 Ufficiali, 5 Sottufficiali e 259 militari di truppa; la costituzione di 4 parchi autocarreggiati per reparti speciali del Genio in Somalia. Il 5 aprile 1936 dispose, con suo foglio n. 8500/8 , che con l'invio del secondo blocco di compkmenti fossero inviati in Eritrea: 1 Ufficiale, 4 Sottufficiali e 323 uomini di truppa specializzati, appartenenti ali' Arnia del Genio. Due giorni dopo, con foglio n. 8650/185, diede l'ordine di costituzione del X Battaglione Ferrovieri di lavoro e di un secondo Nucleo cinematografico in Somalia.

Durante l'intero corso della Campagna il Comando Supetiorc del Genio operò spostandosi sempre in avanti, secondo le necessità di coordinare le nuove esigenze verso la linea del fronte . Le sue sedi furono, successivamente: Asmara, dal 16 aprile al 2 ottobre 1935; - Coatit, dal 2 ottobre al 2 novembre 1935; Adigrat, dal 2 novembre al 16 dicembre 1935; - Macallè, dal 16 dicembre 1935 al 18 aprile 1936; - Dessié, dal 18 aprile al 5 maggio 1936; Addis Abeba, dal 5 maggio 1936. Con la conquista di Addis Abeba fu considerata ufficialmente conclusa la guerra cd i territori comprendenti l'Eritrea, l'Etiopia e la Somalia assunsero la denominazione di Africa Orientale Italiana, cui fu dato il seguente ordinamento politico ed


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anuninistralivo: era retta da un Governatore Generale che aveva il titolo di Viceré D'Etiopia, con sede ad Addis Abeba; era divisa in 5 governi retti da un Governatore (Erilrea, con capoluogo Asmara; Amhara, con capoluogo Gondar; Haràr, con capoluogo Harrar; Galla e Sidamo, con capoluogo Gimma; Somalia, con capoluogo Mogadiscio). L'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore cominciò, quindi, a diramare gli ordini cli rimpatrio, smobilitazione e scioglimento dei reparti e quelli per il nuovo asselto lerritoriale militare. Di questi ordini ne ciliamo alcuni che riguardavano la costituzione dei cosìddetti "reparti di marcia". Il 9 luglio 1936, con foglio n. 16520/8, fu disposto l'invio di complcmenli ad unità del Genio in Eritrea. Il 23 ottobre 1936, con foglio n. 25250/363, fu dato l'ordine cli costituzione di Reapat1i di marcia per l'Africa Orientale Italiana e, per quanto riguardava il Genio, di: IV Battaglione Artieri di marcia , su 3 Compagnie; lV Battaglione Trasmissioni di marcia, su 2 Compagnie Telegrafisti ed 1 Compagnia Radio; reparti di marcia per le varie specialità. Il 17 novembre 19%, con foglio n . 26850/363 , fu disposta la costituzione del XXX Battaglione Artieri di marcia , su 3 Compagnie. 11 13 dicembre 1936, con foglio n. 28800/363, fu disposta la costituzione di: I A Sezione Pompieri, per l'eritrea; JA Compagnia Tdrici , per il Governo dell'Amhara; IA Compagnia Pontieri, per il Governo dell'Amhara; _ - l Battaglione Trasmissioni, per il Governo e.teli' Amhara; 175A Compagnia Radio collegamenti del XV Battaglione Radio, per il Governo dell'Amhara; 2A Compagnia speciale Pontieri, per il Comando Superiore del Genio; 175A Compagnia Radio collegamenti del XV Battaglione Radio, per il Governo dell'Amhara; 2" Compagnia speciale Pontieri, per il Comando Superiore del Genio; Sezione Radiogoniometrica del I Battaglione Trasmissioni, per il Comando Superiore del Genio; 17" Compagnia Teleferisli, per il Comando Superiore del Genio; Magazzino speciale Genio della base secondaria somala, per il Governo della Somalia.


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Allegato n.23 (rif. pag. 91)

Ettore BASTICO Nato a Bologna nel 1876 e morto a Roma nel 1972. Sottotenente dei Bersaglieri nel l 896, frequentò la Scuola di guerra e da Capitano entrò nel Corpo di Stato Maggiore. Partecipò alla guerra di Libia del 1911 - 1912, quale osservatore di aeroplano, ed alla prima guerra mondiale, da Sottocapo di Stato Maggiore e poi da Capo di Stato Maggiore di varie Divisioni, guadagnando una Medaglia di Bronzo al Valor Militare a Plava, nel 1916, ed una d'Argento a Col del Rosso, nel 1918. Durante la guerra fu promosso Colonnello e dal 1919 al 1923 insegnò Storia ed Arte militare all ' Accademia navale di Livorno. Pu poi Presidente di commissioni d'esame alla Scuola di guernt e nel 1924 assunse il comando del 9° Reggimento Bersaglieri. Ne l 1932 fu promosso Generale di Brigata. Da Generale di Divisione , nel la f \ nnpngna d'Africa Orientale, comandò la Divisione Camicie Nere "23 marzo". Promosso Generale di C orpo cl' Armata, fu rilevato, nel comando de lla Divisione, da S.A.R. Emanuele Filiberto di SAVOlA GENOVA, Duca di Pistoia. All ' iniz io della seconda gucna mondiale aveva il comando di un 'Annata e nel 1940 quello delle Forze Armate dell'Egeo. Nel 1941 fu Governatore della Libia e poi Comandante Superiore clell' Africa Settentrionale. Nel 1942 venne promosso Maresciallo d'Italia. Scrisse "L'evoluzione dell'arte della guerra".


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Allegato n. 24 (rif. pag. 96)

Li'l'TERA D1'L i•'I'r..,UR.~RI Ni:;RHE' AL l,"1.GGIOHJ; NULLI IN DATA IllARiO 19J6

« Al Sig. 1T.iggiorc Pietro N u!Ji,

Al nobile signore e con1pagno llaggiore Nnlli, sono pc1· clo111ambrvi tll prc:)Cllte comr. st.:Jtt~. lo dclln n1ia salut~ i;razir. a lddio :,; to hene..l\li 15ono ~fotzato faccndt) violt-:11za a l mio animo, ed è per 1p1e.-Lu eh«'. iul~~sn ho pre:-;o ~·on ,•oi questa mi sura. e qui ho clP.tto: non pii1 silenzio. come era già {b. molli ~iorni; ,;iò è pl'T la \·o ~tc<:t grarulczza. Per cosi rlire ho cercato t>:s.i.ere importuno cd ho .:icrìllo <(IH~.c.tn lettera con anrlacia per nn hnon fine. loglit~111Jo la. pena clel silenzio; e3se1utu d esitlcroso ,li finire ~unilme:nte come sono suo sc r\'o per implorarr: nmidzia; sono ,·ostro sHddito. Ora in\'iu Destà Bnirà prr nvct·e: il conscn~o di pa:;5are tla Lei t! rientrare nl mio paese.

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369 Allegato n. 25 (rif. pag. 99)

Goffredo Tonini - M.O.V.M. Nato a Rimini il 17/9/1898, morì a Roma il 19/11/1970. Militare di leva nel 3° Reggimento Genio Telegrafisti il 14/3/1917, raggiunse la 49A Compagnia Telegrafisti in zona di guerra il 24/6/1917. 1110/8/1918 si presentò alla Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino per frequentarvi il corso speciale per Allievi Ufficiali di complemento, completato il quale fu destinato, quale Sottotenente di complemento del Genio , al I O Reggimento Genio di Torino per la J77A Compagnia Zappatori del Corpo truppe per la Dalmazia. li 19/9/19 J9 fu trasferito alla 26A Compagnia Pontieri cd il 16/1/1921 fu comandato a Zara, presso la Commissione per l'accertamento dei danni di guena. Promosso Tenente il 30/1/1921, fu destinato alla 3A Compagnia Genio Telegrafisti , che raggiunse il 18/4/1921. Il 19/8/1921 fu nominato Sottotene nte in servizio permanente e tras ferito al V 13attaglione Zappatori cd il 3/7/1 922 fu inviato in Cirenaica, a ll a Co mpagnia rn ista Te legrafi sti e Radiotelegrafisti. Partecipò alle operaz ioni di sgomhero de i resti del VII Baltaglione eritreo di Marsa Brega e , per il suo valoroso comportamento in tale <.:in.:ostanza, fu decorato di Medaglia d'Oro al Valo r militare, con la seguente motivazione: "Imbarcato di passaggio sulla cannoniera Berenice, si recava a terra su di un battello per constatare quale era la situazione del.presidio di Marsa Brega, duve si supponeva fossero riifitr.:iati, come efllellivamente risultò, i gloriosi superstiti del Battaglione "Melelli". Jniziava subito lo sr.:omhero dei feriti e, prendendo il comando dei superstiti, organizzava la difesa del castello contro le forze soverchianti dei ribelli, dando informazioni continue e precise al Comando della nave per eseguire il tiro e tenendo la posizione.fìno all'ultimo momento, dimostrando sprezzo del p ericolo e brillante iniziativa, ritirandosi solo quando lo sgombero era completato e dopo aver incendiato i materiali residui perché non cadessero nelle mani dell'avversario . Marsa Brega, 12 giugno 1923." Promosso Tenente I' 1/3/1924, rimpatriò il 23/1/1927 e raggiunse il 1° Reggimento Radiotelegrafisti, ma il successivo 16 agosto venne nuovamente destinato al Regio Corpo Truppe Coloniali della Tripolitania. Promosso Capitano 1'111 /1928, fu assegnato alla Direzione Lavori del Genio della Cirenaica ed a giugno fu destinato al Gruppo Squadriglie autoblindo-mitragliatrici della Cirenaica. Rientrato in Italia fu trasferito alla Scuola del Genio per frequentarvi un corso e quindi, il 20/1111930, al comando di una Compagnia Zappatori de11'8° Reggimento Genio.


370

Allegati

A gennaio 1932 fu assegnato alla Missione Militare in Albania e l' 1/8/1933 fu promosso 1° Capitano e trasferito al 1° Reggimento Minatori. Tl 7/10/1934 raggiunse il Regio Corpo Truppe Coloniali e l' l/8/1935 e bbe il comando della Compagnia Zappatori-artieri della 2A Divisione Eritrea, con la quale partecipò a tutta la Campagna in Africa Orientale, fino alla marcia su Addis Abeba. Il 3/3/1936 fu promosso Maggiore per merito di guerra. Rimpatrialo il 27/10/1936, raggiunse 1'8° Reggimento Genio, ma il 18/5/1937 fu trasferito al 20° Reggimento Genio in Tripoli, quale Comandante di Battaglione . Il 20/3/1938 fu trasferito al Battaglione Paracadutisti di Tripoli cd il 1° maggio ne assunse il comando. Il 16/6/1940 fu promosso Tenente Colonnello e partecipò alla seconda guerra mondiale, durante la quale fu decoralo, per il valoroso comportamento , con la Croce di Cavaliere dell ' Ordine Militare di Savoia. Catturalo il 6/2/194 J in Africa settentrionale, rimpatriò dalla prigionia il 7/8/1946. Promosso Colonnello 1' 1/7/1947, ebbe il wrnando del Deposito dell'8° Reggimento Genio ed il 29/8/1950 quello del I O Reggimento Genio.1114/4/ 1952 fu destinato all a Direzione Generale de l Genio . Il 15/8/ 1953 fu promosso Generale di Brigata e 1' 1/3/1954 assu nse il comando del Genio a Firen ze. L' l/2/1955 fu nominato Presidente del Tribunale Militare di Roma . 1112/9/1 964 fu collocato in congedo da Generale di D ivisione .


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Allegati

Allegato n. 26 (rif. pag. IOI)

COMANDO SUPEntORE GF.NIO A.O. NOTF, SULLA CAROVA"ilF.R.-\ ATlD!S A BEHA-TICRAI (Da informazi oui forn ile rlatl 'Tng. llietry)

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Pi,ta a fondo naturale, sr.nza opere d'arte.

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Lunghezza complt.:3siva Km. 600 t;irt:;t. L.rghcn:i del piano vi a h ilc: in media m. 6. Pendenza rna~i.im:, dei vari trn lti; H:t lvo a!t:imc r:~t:1.: zioni circa 1 % .

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373

Allegati

Allegato n. 27 (rif. pag. 10 I)

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Allegati

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J'loton,· U1:t.liotc•l1•11rrr fi."l1; c·1,u :\ ...1oz io11i 1ip, ~ I S \\'uU; :~ Rl :1z in1Ji IÌpo

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375

Allegati

Allegalo n. 28 (rif. pag. 102)

COMANDO SUPEltIOilE DEL GENIO, A.O. RETE ÌlAOTO IlEI. l'.OMANDO SUPERIORE A.O. ALLE ORE 12 DEL GJOI\NO 2S. APRI·J.E 1936

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376

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NOTE: a) ,Maglia ·n. 15: Ja stazione (A1:W) del Com.· Sup. A,. O. T.ittico nominativo .lGh vet-rà usala anche ... _.' :· .:" '·u :·. per il éo_llega.mento con gli aerei in volo (m. 51) e con gli aeroporti (m. 59); '.·,;.-: .. :·_. ·· _:j;. b):MagUa ·u.:16: -la sta:r.ion~:(15.Watt) di Dessìè, nnmtnativo CIG ~segue- ascolto continuo e se ric hiesto ··· ':'>' ·... : e!Ieltua i transit! per le stazioni CIG 2 • SNH • PHX · ]AL '~. ~ ~ :; :·,La·.~sta?-ionc _PHX st~bili~f\, ~1 ; r;ollegnmen~o ··normale tra il. C(')mando <lena colonna Aulò<.:arrata cd il

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.. Com.. Sup. A.O. Tattico: ; -~·· · ·.. :.-

· · .· / , modalità note nella sei::uentc successione: frcqt1Cl17.~ 460 Kc/s dalla ilaz.ionc PAR. alle .or~.1000 _.-.-onda di metri 47 ùalla stazione XBZ nlle nrc 16.00 - fr~q uem:a '· · 5066 Kc/s dalla stazione O Z C alle ore 21.00; , ServizìO · con orario _contiiniàtiv~;"';~.-., ,·· ... ·, , ., e") _Nominativo .della ·sta.zinne- còmando : ~ .3 _. N . . .. _:;,.· ,· ' ·-: · ·. , ..

· ·. e) I seguenti orari vcr r8 nno·.tras1l1essi con, le

Cn


377

Allegati

Allegato n. 29 (rif. pag. 104)

Stefano DEGIANI Nato a Portacomaro d'Asti il 21 gennaio 1882 e deceduto il 27 dicembre 1958. Ultimati gli studi della sezione fisico-matematica dell'Islilulo Tecnico, entrò in Accademia, a Torino, il 3 novembre 1901. Promosso Sottotenente del Genio, frequentò la Scuola d'Applicazione cl' Artiglieria e Genio. Promosso Tenente nel 1906, fu al distaccamento di Roma del 1° Reggi mento Zappatori. Nel 1907 partecipò alle operazioni di soccorso alle popolazioni colpile dal terremoto di Reggio Calabria e nel 1908 ottenne una Medaglia di Bronzo di Benemerenza per l'impegno dimostrato in tale circostanza. Nel 1909 fu trasferito al 4 ° Reggimento Pontieri e nel 191 O frequentò uno dei primi corsi per automobil isti. lnscgnanlc a Modena nel 1911 , fu promosso Capitano .il 31 dicembn: 19 1'.L Partecipò alla prima guerra mondiale comandando la 39" Compagnia Zappatori cd a gennaio del 1917 fu comandalo alla Missione militare italiana sul fronte francese. Rientrato in Italia, assunse il comando del LXI Battaglione Zappatori. Promosso Maggiore ad aprile de l 1917, venne destinato alla l" Divisione cli Fanteria quale Comandante del Genio e fu decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare per le operazioni sul Monte Forno. Il 17 novemhre 1917 fu ferito durante il combattimento del Bardenecche ed a dicembre venne destinato alla 2" Direzione lavori della 111 Armata, ma chie se ed otlennc di riassumere il comando del LXI Battaglione Zappatori che tenne fino alla fine della guerra. Nel 1918 ebbe la Direzione lavori delle terre liberate e nel 1919 fu insegnante alla scuola di guerra, dove rimase 11 anni, durante i quali redasse, con il compagno di corso Umberto di SAVOIA, la pubblicazione"/ principali mezzi tecnici di impiego militare". Realizzò anche una stazione radiotelegrafica permanente ad onde lunghe ed organizzò , primo esperimemto del genere, un corso di motociclismo per i frequentatori dei corsi. Frattanto aveva conseguito, nel 1923, la laurea in ingegneria, presso il PoUtecnico di Torjno. 11 31 marzo 1926 fu promosso Tenente Colonnello, il 15 febbraio 1930 Colonnello ed a luglio di quello stesso anno ebbe il comando della Scuola Centrale del Genio, dove sviluppò uno studio-ricerca sul comportamento del calcestruzzo armato ai colpi in pieno d'artiglieria, ottenendo brillanti risultati negli esperimenti con colpi da 38 I e ponendo le basi delle tecniche costrutti ve del Vallo del Littorio.


378

Allegati

Dal 1° maggio I 933 fu Capo della Divisione lavori della Direzione Generale del Genio. A marzo del 1936 ti..I promosso Generale di Brigata ed a maggio assunse il Comando Superore del Genio dell'Africa Orientale. Per i notevolissimi meriti acquisiti in tale incarico, il 27 ottobre 1938 fu promosso Generale di Divisione per me1iti eccezionali. Rientrato in Patria il 30 aprile 1939, comandò la Divisione di Fanteria "Assietta" e poi il Genio della 4A Armata. Nel 1940 divenne Ispettore dell'Arma del Genio ed allo scoppio delle ostilità fu Comandante Superiore del Genio, incarico che conservò, assieme a quello di Ispettore, fino all'8 settembre 1943; frattanto, il 27 giugno 1942, era stato promosso Generale di Corpo d'Armata. Posto in congedo nel 1943, dal 25 dicembre 1944 diresse l'Istituto Storico e di Cultura del l'Arma del Genio, arricchendolo di reperti e migliorando iI "Bollettino", facendolo presto divenire una vera e propria rivista dell'Arma.


379

Allegat i

Allegato n. 30 (rif. pag. 104) LAVORI ESEGUITI DAL II BATIAGLTONE ZAPPATORI ARTIERI DI FORMAZIONE -

giornate lavorative:

-

lavori stradali:

142.280

-

strade nuove

ml.

58.540

-

strade riattate

ml.

147.946

-

tombini

n.

103

-

scavo in roccia

mc.

38.435

mc.

162 .770

ml.

13.445

mq.

83 .l 75

scavo di roccia e frantumazione per ricavare pietrisco

mc.

56.695

-

cunette

ml.

11 4 .674

-

cordonate in pietra

ml.

8 .400

-

rilevati di pietrame

mc.

16.274

-

muratura a secco

mc.

6.85 1

-

p,u-acarn

n.

1.141

-

banchine in terra

ml.

4 .060

IL

45

- scavo di terreno -

petardi

- massicciata stradale (spessore cm. 15) -

-

IL

lavori idrici: -

pozzi


380

Allq1ati

-

pompe

-

n.

19

tubazioni

ml.

7.400

abbeveratoi

ml.

835

ml.

4.200

- reticolati

mq.

8.800

- baracche

n.

14

-

n.

8

lavori vari: -

fossi di guardia

fortini


381

Allegati

Allegato n _3 I (rif. pag. 108)

DISLOCAZlONE DEI REPARTI DEL GENIO DELLA SOMALIA ALL' 1/1/1936 Sottoscttore Daua Parma: - una Sezione Telegrafisti della Compagnia mista Genio; un plotone della 4" Compagnia Idrici; un nucleo della 33" Sezione Fotoelettricisti. - Sottosettore di Dolo: 51 A Compagnia Zappatori artieri; l" e 2" Compagnia Pontieri; 38" Sezione Fotoelettrieisti; un Plotone de11a 4" Compagnia Idrici. - fu!ggruppamcnto tattico di manovra, con sede ad Adeile: - 72" Compagnia Zappatori artieri; 29" Compagnia Trasmissioni; - 36" Sezione radio; 33" Sezione Potoelettricisti; 39" Sezione Potoelettricisti. A Lugh: un Plotone della 4" Compagnia Idrici; un nucleo della 33" Sezione Fotoelettricisti. Sottosettore del Faf. con sede a Gahredarre: una Compagnia Zappatori artieri del Battaglione misto del Genio. - A Belet Uen: 29° Plotone Idrici; un nucleo della 39" Sezione Fotoelettricisti. A Mogadiscio: - Comando Genio; - Comando del Battaglione misto del Genio.


382

Allegati

Allegato n. 32 (rif. pag. I09)

LA MTT JZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE La milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale era una organizzazione paramilitare, costituita dal Partito nazionale Fascista il 14 gennaio 1923 con gli appai1enenti a]]e Squadre d'azione (gruppi di facinorosi, aggressivi e picchiatori , che avevano contribuito a portare il Partito al potere). Un anno dopo la sua costituzione assunse la fisionomia ed i compiti di una poli zia politica articolata su tutto il territorio nazionale. Allorché questi compiti furono assunti da un altro organismo: la organizzazione Volontaria per la repressione antifàscista (O.V.RA.) la Miliz ia assunse la configurazione di una struttura militare parallela all'Esercito, con reparti organici militarmente inquadrali e con specialità: Milizi a ferroviaria , Milizia po11ualc, Milizia stradale e Milizia di confine. Reparti e Grandi Unità (fino al live llo di Divisione) parteciparono alla Campagna in Africa Orientale ed alla guerra di Spagna. Sciolta il 25 luglio ] 943, fu ricostituita, con il nome <li Guardia Nazionale Repubblicana, dal Governo di Salò della Repubblica Sociale. Le de nominazioni dei suoi reparti, e la corrispondenza a quelli equivale nti del! 'Esercito erano: squadra = squadra manipolo = plotone = compagnia centuria coorte = battaglione legione = reggimento divisione = divisione T gradi degli appartenenti alla Milizia, ed i corrispondenti dell'Esercito, erano : = graduato vice caposquadra caposquadra = sottufficiale capo manipolo = Ufficiale suhalterno centurione = capitano seniore = maggiore 1° seniore = tenente colonnello console = colonnello console generale = generale di brigata luogotenente generale = generale di divisione


Al/eg,'-a_ti_·_ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ __ __ _ _ _ _ _ _ _ _ __ _ _ _3 _8_3

Allegato n. 33 (rif. pag. 115)

DISPOSIZIONI RIGUARDANTI L' ATTIVITÀ DEL GENIO IMPARTITE DALL'UFFICIO OPERAZIONI DEL COMANDO FORZE ARMATE DELLA SOMALIA IL 26 DICEMBRE 1935

Sottoscttorc del Daua Parma: costruire una seconda fascia di reticolati; migliorare le piste stradali e, nei limiti del possibile, la rotabile di arroccamento; costruire tre postazioni per fotoel ettriche da novanta centimetri; costruire qualche baracca per infermeria e per il ricovero di materiali. Sottosettore di Dolo: sistemare le postazioni per le artiglie rie; costruire i reticolati intorno ai tre capisaldi; realizzare la postazione per una fotoelettrica; costruire una terza re.te.: cli reticolato; attuare la sistemazione definiti va dei passaggi attrave rso i fi umi. Sbarramento cli Correi: costruire i reticolati ; predisporre la postazione per una fotoelettrica da novanta centimetri. - Posizione di Adcilc: costruire qualche osservatorio; migliorare le piste costruite e costruirne qualche altra. Lugh Ferrandi: realizzare il progetto di sistemazione di una ridotta, secondo quanto ordinato al Comando Genio; una Compagnia mista del Genio; una Compagnia radio, meno i Plotoni distaccati; 129° Plotone Idrici; una Sezione Pompieri; 6" Compagnia speciale Genio della Divisione "Tevere"; Ufficio materiaU e magazzino della Direzione Lavori del Genio. Brava: 72" Compagnia Zappatori artieri. Obbia: due Plotoni Zappatori artieri del Battaglione misto del Genio.


Allegati

384 Allegato n . 34 (rif. pag. 11 5)

P ASSAGGI A~~'1'R.:Wi::RSO IL GIUBA ED IL D.\UA :F.'\ill,LA

COM.·\NDO DELLE FORZE ARMATE DELLA SOMALL<\ COM..\..'ffiO DEL G~NIO

N. 317 prot. op. (stra lcio). OGGETTO:

l.uglt, 23 dicembre 1935-XIV.

Passaggi attraverso il Giuba ed il Daua

P1rma.

Le operazioni ed i lavori relativi alla sistemazione ed al po tenziamento dei traghetti attraverso il Giuba e dei ponti attraverso il Daua Parma devono proseguire con alacrità. senza rallentamen ti, allo sr.opo di migliorare traghetti e ponti ed i relativi accessi. I ndico delle principali operazioni da eseguire: 1) Perfezionamento e rinforzo dei due ponti attraverso il Daua Parma, sistemazione delle rampe e degll accessi e formazione di piazzali in vicinanze d elle rampe, per il parcamento degli automezzi. 2) Costruzione di un terzo ponte di rise rva, che formi sistema con quello di cavalletti regolamentari e che, come i due primi, consenta il passaggio delle autoblinde e dei carri armati. . 3) Perfezionamento dei due traghetti 3 e 3-òis in corrisp<:>n denza dell'ansa che il Giuba forma poco :i. nord del margine difensivo sud della ridotta di Dolo. Questi due t raghetti debbono avere la massima potenzialità consentita dai mezzi d i cui si dispone e perciò siano sistemati con le portiere forma te , rispettivamente, con 3 e con 2 barconi di legno, tipo <pontieri>. 4) Sistemazione di una quarta pontiera di ba rche tipo porto, a ttraverso il Giuba, all'altezza del comando del settore. 5) Raccolta sul Giuba di u na flottiglia di b:nche, all'altezza del comando del sottosettorc, prepa rando le sponde, p er l 'imbarco e lo sbarco di uomini equipaggiati. 6) Sistemazione degli approdi e delle rnmpe, che h anno tutte una eccessi va inclinazione, e rrùgllore sistemazione de g li accessi. Il colonnello comandante d el genio

:\Iou::-;.'.RI


385

Altef(ali

Allegato n. 35 (rif. pag. 115)

COMANDO DELLE FORZE ARMATE DELLA SOMALIA STATO MAGGIORE

N. 01/845 di prol. Op. IStrnJeto).

Dolo, 2G oen11.aif> 1!)30-XIV.

OGGETTO: Costruzione della strada da Ferfcr a Scilla ve e da El Sa-

mantar a Gabredarre e sistemazione del tronco da Sclllave a El Samantar.

Lo sviluppo delle operazioni nel settore fra il Ganale Doria e li Daua Parma, l'occupazione di Neghelli ed altre esigenze opera-·

tivc, non permettono di destinare immediatarnentc ai lavori stradali nella zona avanzata del settore Scebeli-Ogaden tul,ti i m ezzi di trasporto occorrenti per organizzarli subito tutti e condurli con l'ahicrità desiderata. Pertanto, in attesa che gli autocarri occorrenti si rnidano disponibili, ordino di provvedere per i seguenti la vorl di primo t empo, che il comando del genio farà iniziare con la massima sollecitudine nel piil breve t empo po.s~ibilc. l) r:ostn.1z.iouc d ella strad:i d~'- l•'erh:r n Sciìlnvc, conferendo

ad essa le caratLeristich<, convenute. 2) Cos truzione d el Lronco stradale nmssicciato, dello svlluppo di circa 7 ch1lomet r i, a cavallo dell'uadi Fe rfer, da att ravers are con un pon Lc avente piloni di rriuratura cem entizia e r.runpate di rotaie Déca uvllle. 3) P reparazione dei fronti delle cave di pietra a Mcrcralc e a Gabredarre, sbancamento con mine e preparazione del maggiore quantitativo possibile di pietra da impiegare per la costruzione tiella massicciata della strada nella pianura di Gorrahei, da Mererale a Scillave. All'uopo: a) la delegazione intendenza, d'accordo col comando del genio; invii a Fcrfer 350 operai nazionali, attrezzati per eseguire lavori da mina e stradali e 20 autocarri per il trasporto della pietra; b) Invii a Mereralc una compagnia z. a. del 33. battaglione (attrezzata per eseguire lavori da mina stradali), nonché 10 autocarri, che costituiranno un autodrappello comandato da un urflciale del!'autogruppo; e) la direzione genio provvederà per i lavori idrici a Mcrcrale e la costruzione di tubi di cemento nei cantieri di Gorrnhci e Ferfcr; d) la delegazione in tendenza invii a Ferfer la maggiore quantità possibile di cemento per la costruzione delle opere murarie attraverso quell'uadi e costituisca depositl di esplosivi da mini, ,, Gabredarre, Mererale e Perfer; e) il comando del genio impartisca disposizioni al dipendente • ufflcio strade>, affinché i lavori siano organizzati nel minor tempo possibile e le costruzioni siano eseguite con la maggiore solleciLudine consentita dai mezzi a disposizione. Il generale designato d'armata comandante GRAZIANI


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Allegato n. 36 (rif. pag. 115)

FdL,L,IONJ DZL COr,U.NJO Gs!:NIO DELLA SO~L-1.LIA SUI L.~VORI ESSGUI TI

Allec-atQ n. 3 a.I togliu n. 609 ùel 3 marzo 193Ci-XIV.

COMANDO GENIO DELLE FORZE ARMATE DELLA SOMALL'\ STHADE .. ID R!C.\ - COLLEGAMEN'II - VNITA E MATE!?.Ii\Ll DEL GENIO

Contcrnpura.nen.n1ente alla organizzazione dei can1pi trincerati di Mogadiscio, Merca e Cilisimaio; ed alle misure per conseguire dall'atteggiamento difensivo il r isultato di non cedere un palmo di Somalia al nemico. S. E. fece, wn rit mo accelerato, nel limite delle possibilità, predisporre i mc><zi per l'offensiva. A tale previdenza di Sua Eccellenza si deve se: alle OJJerazion i per l'occupazione di Go rrahci segui immcllia tamente. la mr.r.olta di 27 mila uomini, compresi 14 mila nazionali. a cava llo dc! Giuba, da M:ilca R ie a Ue:;;it e Baidoa ; dumnte le operazioni par ecchie unità nazionali sostarono a l ungo in località dist a nte dal fiuml , dove nel 1mssatn si ritenne che per la m ancanrn di a cqua non avrebbe potut o risiedere un solo 1,1anco; la predetta massa manovrò nel trio.ngolo Malca Ric-DoloLugh Ferrandi; al m omento opportuno unitl autor.arrate attraversarono contemporaneamcnlc il Giuba ed il Daua e vennero proiettale su Ncghelli e !v!aka ì\1urri, seguite da autocolonne cui rifornimenti e da caterpillar;

1" base di Ne:;;h elli venne subilo costituita cd ha assunto la potenzialità di perno logistico, per eventuali operazioni che l'im provviso manifestassi di situazione !avorcvolc potrebbe con.sigliare. A\ l,, medesima previdenza devesi pure se alle operazioni è sempre seguita la organiz~azìone stabile dei più importa.nti servizi nelle loc3.1it~ or.;.çuy~te, ba.si di successive opent.ziun i.

Ob iettivo principale dell'armata della Somalia, al qnale S. E. ordinò di orientare la prep,1.nczionc dei mezzi, è la occupazione della regione di Harrar. nel convincìn1ento che con essa, che com-

porta l'interruzionr. d ella principale, fosse es senziale, arteria di alimentaZione di mezzi bellici per il nemico, si sarebbe inferto a questo un colpo decisivo p er ht conclusione della guerra. L'operazione, del!"- quale quella di Gorrahel fu l'episodio di 1. tempo, e ra ed è legata cu i problema espresso dal trinomio: - sbarchi- trasportist r.'.lde -~ al quale più non si aggiunge il problema idrico. csst•ndo

stato questo risolto per l'intera Somalia, con risultato addirit tura brillante. L'a ttuale potenzialità di sbarco raggiunta con successive provv idenze, in arn1onia con la disponibili tà ài n1ezzi e con altre e~i-

genzc, consente di guarda.re serenamente all'avvenire, anche se fossero nP.cessari rifornìn1enti intensivi.


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Str_a,çiç, Alla disponibilità di autocarri sono subordinati i lavori· per rendere consist enti !e piste, in modo da potersene servire nei periodi delle piogge_ E' stata la insufficienza di a:ltocarri che ha fino ad oggi impedito lavori stradali da cui da tempo S. E. in tra vide la necessità, in particolare di quelli per rendere transitabile duran,e le piogge l'arteria Mogadiscio-Belct uen-Ferfe r-Scillave-Gor,ahei. Il problema della viabilit à era ed è complesso, per !l fatto che. eccetiuato ll breve tron co da Mogadiscio ad Afgoi, le strade della SomaliJ. erano a fondo naturale e se nei lempi normali rispondevano abbastanza bene per il passaggio d! poche vetture, che n el

periodo delle piogge non si fa.c evano viaggiare, per conseguire una situaiionc amn1issibile per il traffico operativo h an no richiesto una o rganizzazione di lavori di manutenzione che ha :1~or bito e che tutt'ora assorbe circa 4 mila opecai indigeni, inquadrati da militari e da personale nazionale. Durante le operazioni tal! meui risultarono insufficient i , talché s i dovette aggiungerne altri, spostare il traffico da un'a rteria all'altra, costruire deviazioni e allacciamcnt!, onde so::t.ituirc piste r.he col passaggio rlclle autocolonne si l't:St!ro c111 H.,1;.\

lmprat.lcubili.

Per effettuar e l 'operazione di I-Tarrnr nel periodo delle plogg;, è i11dispe11sabilc assicurare il passaggio ininterrotto ùelle autocolonne sulla strnùa eia Mogadiscio a Gorrnhei e quindi occorre far e~cg uirc lavori imponenti , che riguardano la costruzione o la sistema?.ionc di quasi 280 chilometri di ~trada da Ferfcr a Gorrnhci e l a costru~iunc di 9 poni.i, tre dei quali di lunghezza SUJJcrìore ai 65 metri. L'arteria operativa Afgoi -Duloburti-Belet, Ucn-~'erfer venne da S. E. trovata nelle condizioni di pista a fondo naturale, mentre gli im11ianli portuali non consentivano cli sbarcare macchine pesanti e di aggiungere allo sbarco di mezzi per far vivere e combattere gli uomini, quello delle attrezzature per i lavori stradali. 'l'utt! J lavori vnnero però subito intrapresi e appena fu possibile venne sbarcato tutto quanto occorreva per costruire lJ. strada. La situazione è oggi la seguente: a) il tronco a fondo artificiale Moga.discio-Balad è in corso di costruzione e sarà pronto entro la fine di agosto; b) da Mogadiscio ad Afgoi la strada è massicciata, ma non essendo asfaltata risente le conseguenze dell'intensissimo passaggio di automezzi che su essa convergono da tutti i settori; e) la vecchia pista Afgoi-Buloburti-Belet Uen-F erfer viene mantenuta con un'organizza?.ionc che sarà parzialmente smobilitata all'atto dell'apertura del nuovo tronco Bulo Burti-Belet Uen, costruito sulla sinistra dello Ucbi Scebeli. L'intero percorso quasi più non risente l'influenza della pieu>1 dell'Uebi Scebcli e degli allagamenti che si producono durante le piogge, essendo state coslruite una deviazione di :io Km. ad ovest di Balat, una pista ai piedi della collina da Bclct Ucn a Ferfer parallelamente alla sede della rotabile definitiva. Sarà pure costruita una deviazione alla altezza di Mahaddci, dove durante le piene l'Uebi straripa e a volte Je acque sommergono un tratto di strada.


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La continuità del traffico da Mogadiscio a Ferfer durante la stagione delle piogge si può considerare realizzata per il

31 marzo p. v. col segucrite percorso : a) férrovia a scartamento ridotto Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruzzi; b) décauville:. in prolungamento della ferrovia sino a Bulo Burti; è) ponte di legno a ttraverso l'Uebi Scebeli a Bulo Burti; d) tratti della camionabile Bulo Bu rti-Belet Uen. raccordate con deViazioni a fondo consistente; e) suaccennata pista con fondo consistente al piede della collina da Belet Uen a FP.rfer. La necessità della preventiva s is tP.mazione della strada da Ferfcr a Gorrahei per la conquis ta di Hanar venne rilevata al-l'atto· dell'occupazione di Gorrahei, pcrch•~ nn dall'ora la strada si presentò con le seguenti caratteristiche: a) interruzione nella plana di r'erfer, per l'allagamento che vi si verifica durante i periodi dl forti piogge; b) da F crtcr a Scillavc (125 Km.), pista con fondo sabbioso, gessoso e polveroso. tn pessime condlzlont cli pcrwrrlt>tll~ù.; e ) da Sclllavc a Mcrcralc (Km. 70) strada in mlgllorl condlzlonl m a con previsioni sconrortevoll, purtroppo avveratisi, clrca i danni che il passaggio delle autocolonne avrebbero provocati; a ) da Mererale a Gorral1el (18 Km.) < terreno dn. scl:unba > che durante le piogp;e si trn:;forrna in pantano, nel qua le gll automezzi affondano, senza pos.,ibilità di disincaglio. Venne perciò concretato 11n progrnmma di lavor i, che sono nel periodo di org11ni-:~a7.ione, richiedendo essi l'impiego di almeno 300 autocarri, la cui assegnazione soltanto ora è st11ta possibile, con restrizioni per qualche servizio siao a quando entrP.ranno in circolazione gli autornez,d di cti ì si Po annunziato l'arrivo. Le tre imprese a regia si apprestano a scavalcare il cantiere per la costruzione della pista da Bclct Ucn a Ferfer ed a costruire nella piana di Fcrfcr un tronco di strada in rilevato e massicciato, dello sviluppo di circa 1 Km. ed un ponte di legnarne, lungo ·,o metri, attraverso l'Uadi Ferfer. <I.

L'uf!lcio strade del genio 1nililare ha costituiti otto cantieri,

dall'Uadi Ferfer a Scil!ave, per l'apertura di una nuova strada ad est di quella esistente , ai pedi delle colline su esse o nelle zone dì sabbia rossa, strarta ChP. in alcuni tratti dovrà essere maS!.iic-

ciatn.. Questa nuova rotabile 11a uno sviluppo di l?O Km. e comporta la r.ostruzione di 7 ponti, uno lungo no metri, uno 65 e I rimanenti da 25 a 30 metri. Per tali lavori stanno affluendo sul posto mano d'open,. e materiali. Da Scillavc a :rvrcre ra.le occorre massicciare parecchi tronchi in corrispondenza di a vallamenti fra sapraelen1zioni elle la strada scavalca, ricavare deviazioni, una lunga circa 9 Km. per evitare zone di polverone, a Uraverso il quale per ll poco tempo disponibile non è il r.aso di intraprendere la costruzione di massicciate. Il tratto di pista da El Samantar a MP.rerale devesi deviare verso la collina, costruendo un nuovo tronco.


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Per tali lavori stanno affluendo sul posto 4 compagnie z. a. che sono forniti di gruppi perforatori e che saranno rinforzate da ausiliari.

A Mcrerale sta affluendo il 33. battaglione z. a. con perforntori e frnntoi per ricavare la pietra - ne esiste soltanto a Mererale - e costruire la massicciata sino a Gorrahel. A tale lavoro concorrono due delle tre compagnie del battaglione z. a. indigeni e reparti ausiliari. Questa complessa organizzazione ha richiesto la costituzione di depositi di attrezzi e materiai!, l'impianto di cantieri per la costruzione dl tubi di cemento, di armature di ponti di legno e di ferro, l'impianto di basi Idriche ecc. Allo stM.o attuale delle cose non è possibile indicare la data di ultimazione dei lavori. Però si assicura che si sta facendo e si fan\ tutto quanto è possible di fare, in guerra, per reali,zare al più prnsto l'opera (una strada dello sviluppo di circa 280 Km.) che permetta 11 passaggio delle autocolonne durante le piogge. {Mtçg.,_Il servizio idrico è essenziale per l'operazione In ar r,omentci:"La Somalia era priva di un'attrezzatura Idrica. La situazione che s. E. trovò all'atto <kllu ~tmrcu tn Somalla è caratterizzata dal tatto che nella stessa Mogadiscio dovettero essere costruiti gli Impianti idrici per il rifornimento delle unità della divisione « Peloritana». Uniche risorse idriche erano quelle offerte dal numi e dal pozzi tipo indigeno. Non esistevano mezzi per eseguire lavori nell'interno. Dato che l'obiettivo dell'azione principale offensiva era ed è Harrar, la prefata Eccellenza ordinò la costruzione di trenta impianti fissi di distillazione lungo la strada da A!goi a Mustahil, lmpiant: che gravita va110 maggiormente nelle località più a vanzat c e ordinò pure di provvedere per una potente attrezz:ttura idrica, che impiegata da ingegneri e personale specializzato ha permesso di realizzare per la Somalia possibilità veramente notevoli. In particolare lungo l'arteria operativa sino a Fcrfer sono st.ati sistemati pozzi, azionati distillatori e costituiti depositi largamente sufficienti per il rifornimento di grandi unità nazionali. Il problema idrico è stato anche risolto in pieno a aorrahei e Gabredarre mediante la costruzione di impianti di grande potenzialità. Fino a poche settimane addietro preocr.upava il rifornimento Idrico lungo il percorso da Ferfer a Gorrahei; ma anche nelle zone sabbiose e bruciate dal sole si è riusciti a trovare l'acqua e a costruire impianti per il rifornimento di migliaia di operai e di militari nazionali addetti ai lavori stradali: la base idrica di Ferfer ha un rendimento 20 volte maggiore di quello Iniziale; basi idriche sono attive a Laz Gal, a Lammabar e a Bulci, a Mcrcrale e, entro breve, funzionerà anche una base 9 Km. a nord di Scillave. Basi idriche per il rifornimento iniziale delle colonne sono quelle di Dan:tn, da attrezzare, Gorrahei e Gabredarrc, dove esistono impianti moderni, sufficienti per II rifornimento di corpi d'armata nazionali e Ghcrlogubi, da attrezzare.


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La organizzazione del servizio idrico delle colonne operanti non preoccupa : per la possibilità di un'attrezzatura modernissima, che consente trivellazioni, escavazione rapida. di pozzi e sislema:tionc ùi esse; comprende pompe a mano e a motore, per pozzi ordinar! e per pozzi profondi, filtri di grande potenzialità, con produzione di acqua batteriologicamente pura, serbatoi, auotobottl e autocarri attrezzati, materiali per l'estrazione di acqua dai pozzi, mezzi et! illuminazione ecc.;

per la presenza di ingegneri, tecnici e operai specializzati realizzatori di impianti; perchè le colonne operanti saranno seguite da plotoni idrici con sesioni di parchi speciali, sull'opera dei quali si può fa.re pieno affidamento. Tali p lotoni opereranno nelle località dove le colonne sosteranno. Durante l'avanzata saranno man ma.no sostituiti da sQuadr~ di operai dirette da tecnici, s econdo un progetto del quale è st.a,a iniziata la compihtzione. Nelle località presidiate entreranno poi s u\Jiw in aaione i mezzi posti a cllsposlzlonc della direzione del genio per la costi tuzione di impianti cll carat tere permanente, col quali saranno, come a 11rove, anche valorizzate le risorse locali. 11 problema idrico i11 i:lomalia è st:1t o risolto quindi es.\o nou desta plù preoccupa,.ionl. ç2ll.çg11:1ncnf!. In Somalia si comunica e si è sempre comunicato con "1e sole stazioni radio. S . E . ordinò la compllazlone cli un progetto di asse telegrafo nico lungo l'arte·ria Mogadiscio-Belet Uen-Sassabaneh-Harrar prolungabile sino Addis Abeba, quindi ullacciubile ad un Ùsse per Asmura e Ma&saua. Ad Addis Abeba l'asse potrebbe giungere anche per la valle dcll'Ucbl Scebcli passando pol per Ghigner. 'l'a.le progetto potrà essere riesaminato dopo la prossima vittoria, Per ora il servizio del collegamenti deve necessariamente restare affidato alle stazioni radio. Nella previsione della operazione di Harrar, con l'occupazione di vasto territorio, vasto specialmente in profondità, ossia secondo l'arteria operativa, è nece.s8ario pren1unirsi con 1ne~zi adeguati che con.sent ano al Ca.po di orientare la sua azione di comando alla situazione del momento e far sentire contemporaneamente, come ~en1pre la sua azione alle basi dì ri1ornimento fino alle ba.si ma, ... riLtirne.

Da ciò la necessit:l di aggiungere alla rete in atto, r.he si estend~ ai margini del territodo occupato, una rete oper,1tiva ini~iahnente distribuita s.! margini dell'occupazione del settore nel quale si deve operare, suscettibile di estendersi sino .al limite della nuova occupazione. Tale rete dovrà essere costituita da stazioni piuttosto potenti (potenza riferita essenzialmente alle distanze cui si dovrà comunicare che in pratica, in Somalia, sono risulta.te enormi: con l'operazione dì Gorra.hei la colonna operant e si spinse oltre 200 Km

dalla base di partenza; subito dopo la battaglia del Ganale Daria battaglia dei fiumi - la colonna principale percorse in pochi giorn: l'enorme distanza di 380 Km.) e da sta1.ioni meno poten ti, che sono quelli esistenti R..4. e R.F. 0.C.


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Le prime costituiranno l'essenziale rete che consente la predetta azione di comando; le seconde costituiranno le reti nell'interno della colonna e serviranno anche per i collegamenti laterali tra i comandi delle colonne che agiranno a non grande distanza tra loro. Per ti,le esigenza con telegramma 10150, del 2 marzo u. s. il comandante forze armate Somalia chiese l'invio, anche graduale, di 20 stazioni aventi le seguenti caratteristiche: lunghezza d'onda tre metri diciassette e ottantacinque, senza quarz.i. pilota, potenza almeno 50 watt.5 antenna, alimentazione con gruppo elettrogeno autonomo. Il numero delle stazioni venne calcolato in base alla più probabile ipotesi operativa. Qualora le stazioni aventi le predette caratteristiche non fossero disponibili, è necessario che siano in via te 20 sta>.ionl campali radioterrestri A/300, tipo aeronautica, complete di gruppo genera· tore, oppure un altro simile tipo di sta7.ione. Allo scopo di avere a disposizione mezzi partlcolarmentc adatti per il collegamento con aerei, saranno subito chieste telegraficamente otto star.ionl RE 5. Unitir. e 11l.ateriati del yunio. A Gu.br cdarrc cmntc un ct.cpo31to dt

attre1.1.i la cui potenzialità sarà adeguata alle esigenze delle operazioni e con esso saranno alimenla U lavori importa11ti, dato eh~ per le piccole opere serviram10 attrezzl che le unit,\ Lrnsportcranno al loro seguito. Sono in corso i provv edimenti per sistemare passaggi attraverso l'Ucbi ScclJcli, in particolare a Callato e a Mu;;tahi!. La direzione genio a Gabredarre ha costruito sul Faf un ponte, opera permanente, di cemento armato. Materiale da ponte sarà trasportato a Gorrahei e potrà servire anche per ripristinare eventuali interruzioni stradali. Sono in corso operazioni 1,er l'affiuenza a Gorrahei di compagnie z. a. e di una compagnia di trasmissioni delle quali si approfitta per l'organizzazione dell1e basi di partenza. Le compagnie ,appatori del genio sono le stesse che hanno iniziato i lavori stradali. A Gabredarre e a Gorrallei presta servizio un plotone fotoeletLrici:-.;ti, le cui stazioni seguiranno la colonna centrale . La colonna

di sinistra avrà al seguito una stazione fotoelet trica da 90. Altre stazioni saranno tenute pronte per l'impiego. Ciascuna colonna avrà al seguito una uniti!. mista del genio, autocarrata quella delle colonne autocarrate. Tali unità 1niste, cmnposte essenzialmente di z. a .. n11natori,

idrici telegrafonici e radiotelegrafisti (le sta~ ioni della rete predisposta e le altre assegnate ai comandi) avranno al seguito un parco misto dotato di tutto ciò che potrà essere prontamente impiegato, in base a previsioni fatte con larga visione della necessità di soddisfare. Tutto sarà predisposto perché qualsiasi bisogno che si manifesti trovi pronti i mezzi per soddisfarli.

Fer tale conce t to S. E. ha ordinato ò.i c.:hiedere telee;ré\:t'icacente ur. reparto di ferrovieri, che potrà trovare ir:nedié<,to, utile


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impiego nel l2,. ferrovi« Gibuti- Addi s ,foe ba. .

Il Colonnello Com~ndant e del Genio r, olin rcri 1iogadiscio, 3 mc>.rzo 1936


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Allegato n. 37 (rif. pag. 115)

ORDINE DI OPERAZIONI N. 6 DEL 7 APRlLE 1936 DEL COMANDO FORZE ARMATE DELLA SOMALIA (Stralcio della patte relativa ai repatti ed ai servizi del Genio) alla colonna di sinistra, costituita dal Raggruppamento celere "NAVARRA", vanno: la Compagnia trasmissioni "Libia", rinforzata; una Compagnia Zappatori attieri del XXXIV Battaglione; un Plotone Zappat01i aitieri della Compagnia "Libia"; un Plotone Idrici della Compagnia "Lihia"; un Plotone Idric i "Somalia"; una stazione Fotoelettrica da 90 centimetri; alla colonna centrale vanno: la 72" Compagnia Zappatori artieri; un Plotone Pontieri; una Sezione Radio; due Plotoni della 4" Compagnia Idrici ; due stazioni Fotoelettriche da 90; alla colonna di destra vanno: due Plotoni della 51 11 Compagnia Zappatori attieri: una Sezione Radio; una stazione Potoclcttrica da 90 ; un Plotone della 4" Compagnia Idrici". Lo stesso Ordine di Operazioni indicava che: l'organo direttivo del servizio del Genio della sottozona occidentale è il Tenente Colonnello CONTI; l'Ufficio Lavori ed il magazzino del Genio si trovano a Gabredarre; l'organo direttivo del servizio Idrico per la sottozona occidentale è il Capitano SCIACCALUGA". In effetti , riassumendo le impressioni registrate in diversi episodi, si nota che nell'insieme vi fu spesso scarsa tempestività nel prendere decisioni tecniche da parte del Comando Genio della Somalia. La relazione fatta il 3 marzo 1936 dal suo Comandante, Colonnello M ichele MOLTNARI, al Maresciallo GRAZIANI sembra, più che altro, un debole esercizio di intervento tecnico tendente a fornire giustificaZlOill.


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Allegato n. 38 {rif. pag. 131)

Alfredo RAMPONI Alfredo RAMPONI, Ufficiale di complemento del Genio, era nato a Molinelle (Bologna) il 7 marzo 1902 e morì a Bologna il 5 ottobre 1956. Dopo essere stato Direttore della Ducati, esercitò 1a libera professione e diresse i lavori di costruzione della sede della Previdenza sociale, del cui Ufficio tecnico faceva parte. Allo scoppio della guerra d'Etiopia fu richiamato e destinalo al Comando delle truppe dell'Amhara, quale incaricato dei rilievi topocartografici dell ' Uffic io Operazioni. Percorse così il territorio del lago Guderà (a 2800 metri di quota) , presso le sorgenti del piccolo Abbai, sui monti Amedamit, e del lago Tana , eseguendo ricognizioni diurne e notturne e recandosi spesso oltre le linee, sollo il fuoco dell 'artiglieria nemica, per individuare e localizzare le posizioni nemiche. Rientrato a Gondar il 20 giugno 1938 , fu impegnato , da settembre in poi, ne i lavori di rilevamento per la sistemazione del pia no regolatore de lla c iHà e per il recupero am bientale cli uno dei pregevoli castelli, di çui era ricca la città, che si trova a nord del lago Tana e che è il capoluogo dell'omonima regione. A Gondar (o Gondèr), città ricca di storia, che fu çapitaJe del l'impero Amhara nel XVll secolo, si trova il Makababià , c ioè il recinto imperiale, di epoca medioevale, che raççhiude grandi palazzi e castelli voluti dalla regina Mcntwab all'epoca del maggiore splendon: del suo regno, che, si racconta, coincise con il suo amore per l'esploratore inglese James BRUCE. Nel Makababitt, racchiuso da bastioni merlati che circondano un vasto parco collinare , si trovano questi castelli , architettonicamente ispirati a costruzioni arabe , dalla forma rettangolare , a tre piani, sovrastati da una torre e con torri rotonde ai quattro angoli. Nel 1941 il capitano RAMPONI cadde prigioniero degli inglesi ed inviato nel campo di concentramento sistemato nel forte Baldissera di Asmara. Liberato dalla prigionia e congedato nel 1943, raggiunse la famiglia ancora residente ad Asmara. Rientrò in Italia ne1 1948 c risiedette a Bologna fino alla sua morte. Fu decorato con Medaglia di Bronzo al Valor militare per il suo comportamento sul fronte di Gallabat-Matemmà (ottobre-dicembre 1940).


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Allegato n. 39 (rif. pag. 143)

IL SERVIZIO STRADE E GENIO CIVILE NELLO SCACCITTERE ERITREO. Nel periodo gennaio-maggio, nel corso della Campagna in Africa Orientale, il Servizio Strade e Genio Civile provvide, in particolare sui seguenti tratti stradali: Massaua - Ncfasit - Decameré - Asmara: allo sbancamento di molte curve, mediante lo scavo di mc. 18.500 di roccia, per allargare la sezione stradale; alla realizzazione di alcune varianti di tracciato; alla eliminazione di incroci ferroviari, mediante la costrnzione di ponti e sottopassaggi; alla siste mazione di banchine ed alla costruzione di piazzole di scambio e di depositi di materiali per la manutenzione stradale; al rifacimento dei manti stradali ed alla continua man utenzione dell ' importante arteria; Deçameré - Mai Ainì - Relesa - Samaia: alla costruzione di 14 pontice lli in cemento armato; alla realizzazione di oltre 15 chilometri di cunettone di guardia ed alt' ampliamento dcll 'intero tronco stradale; Decamcré - S:1l~anciti - Adì C:ahièd - So]cotòm: all'allargamento di una tratta di 13 chilometri; a lla costruzione di 125 ponticelli in cemento armato; all a modifi ca del tracciato di una tratta di 4 chi lometri; al.la costruzione di muri di sostegno e di una casa cantoniera. Altri lavori dello stesso genere furono eseguiti su rotabili minori cd inoltre furono wstruitc: una rotabile di arroccamento di 110 chilometri da Adua ad E nticc iò e Passo Alequà; una pista autocarrahile di 100 chilometri da Monte Fundinai a valle del fiume Obel; una rotabile di 300 chilometri da Om Ager a Gondar. All'inizio di questo periodo furono impiegati mensilmente 7.356 operai, che divennero 16.894 nel mese di aprile. 1 mezzi di lavoro impiegati mensilmente furono in media: 150 au toc,u-ri , 30 frantoi, 32 compressori, 10 perforatrici e 9 autobotti.


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A negato n. 40 (rif. pag. 147)

NOTE AGGIUNTIVE, PER SPECTALTZZAZTONL SUI LAVORI ESEGUITI DAI REPARTI DEL GENIO DURANTE LA CAMPAGNA IN AFRICA ORIENTALE. I . Ponti e strade Per assicurare la viabilità ai reparti in movimento furono impiegati, spesso anche congiuntamente, sia i Pontieri che gli Zappatori - artieri. Si può affermare che il peso maggiore ricadde su queste specialità e che il successo degli scontri dipese in massima parte dalla tempestività con cui furono resi possibi}j gli spostamenti, in un Paese che disponeva di sentieri e carovaniere non sempre ccl a mala pena percorribili. Ma le unità, con tulto il peso dei carriaggi e delle artiglierie, dovevano procedere speditamente e si dovette quindi applicare il critero della progressività, e cioè: consentire subito una minima possibilità di trans itoe migliorare poi quanto fatto rozzamente all'inizio. Venivano, quindi, fatte suhitu <ldk gettate di sassi e cemento per rendere transi tabili, anc he ne l periodo delle grandi piogge, che non duravano mai più di sei ore circa consecutivamente, alcun i tratti di piste o a lcun i guadi. In molte zone la roccia era di arenaria cornpaua, c he ha la caratteristica di disfarsi allorché le superfici di scavo vengono a contatto con l'aria, o sono usurate dal traffico; in altri casi i terreni attraversati erano pantanosi. Tutti questi problemi, diversi tra loro e che non trovavano riscontro in precedenti esperienze, richiesero il trasporto di enormi quantità cli pietrame, ricavato anche a distanze notevoli ed estese opere di bonifica. A causa del clima torrido, sul solo trallo di strada da Nefasit e Dccameré, caddero 247 uomini, su diecimila che vi lavoravano, e di essi ben novanta per colpi cli calore. La rete viaria milit,u-e fu realizzala, finché fu possibile, seguendo il tracciato dei sentieri, delle piste e delle carovaniere esistenti e furono raggiunte quote alquanto elevate, come nel caso dell'Amba Alagi (2 .51 O metri). Naturalmente, con quel criterio di progressività cui si è dianzi accennato, le strade, man mano che raggiungevano un assetto soddisfacente, venivano completate con tombini, cunette, fossi di guardia e cunettoni. L' intensità media del traffico fu di duemilacinquecento veicoli al giorno. Sul solo fronte eritreo il Genio costrnì o rese praticabili o trasformò 1.015 chilometri durante la fase di preparazione e 2.540 nel corso della Campagna e costruì ponti di circostanza, regolamentari, su palafitte o in cemento per uno sviluppo complessivo di 1.480 metri durante la fase di preparazione e di 2.208 metri durante la Campagna.


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Ponte sul 'Jacazzè a Mai Tinchet. Costruzione di una travata metallù:a sopra il preesistente ponte su pala.fitta.

Purono montati ponti metallici Herbert da venti tonnellate di portata, con campate di 25 metri, mentre i Pontieri costruirono, trn gli altri, un ponte. su palafitte sul torrente Ghenzèl, lungo 70 metri, cd un altro a nalogo sul torrente Bélesa4 , della lunghezza di 50 metri, entrambi della portala cli 12 tonnellate, e con una carreggiata di 6 meni. Sul fiume Marèb5 Ja 2A Compagnia Pontieri , comandata dal Capitano F URLANETTO, gettò un ponte metallico a travata unica della luce di 44 metri e della lunghezza, tra gli appoggi, di metri 45,50, costruita appositamente da11e Officine Savigliano, ed un altro simile della luce di 38 metri sul torrente Mequam, affluente del precedente. Con il procedere dell'avanzata, su quelle che diventavano retrovie, venivano eseguiti i lavori di miglioramento delle strade: rettificando le curve, addolcendo le pendenze, perfezionando la sede stradale, principalmente sulle grandi arterie, sulle quali maggiore era il volume di traffico, e con preferenza sullaAsmara-Adua - Debarech - Gondar. Questi ultimi lavori vennero diretti dal Tenente Colonnello Giuse ppe PEROITI, poi decorato di Medaglia d 'Oro al Valor Militare, che progettò quasi tutti i ponti. Tra questi quello considerato il più bello è quello di Acobrò, in arenaria rossa, materiale che abbondava nella valle. I ponti in cemento armato di questa ai1e-

4 Entrambi i torrenti si trovano, a poca distanza uno dall'altro, sulla rotabile che da Asmara porta ad Enticciò, dopo la località di Mài Atàl (che significa: acqua delle capre), a 1511 mel.ri di quota ed a 78 chilometri da Asmara. 5 li fiume Marèb si trova a 117 chilometri da Asmara, sulla strada per Gondar, nasce dall'Amba Tacarà, presso Ad.i Barò, nello Hamasièn, e , dopo aver corso brevemente verso est, piega a sud fino alla confluenza con il Bèlesa. Prende poi i nomi dì Sonà, prima, e di Gasc, poi; ha acqua perenne superficiale e si disperde, infine, nella piana dì Càssala.


400 ria furono costruiti da imprese dirette dagli Uffici Lavori del Genio, ad eccezione di quello di Selaclacà6 , realizzato dai genieri. A maggio 1936 sul fiume Tacazzè, in località Mai Tinchet, la 2A Compagnia Pontieri, comandata dal Capitano Alessandro ROSSO, costruì un ponte su palafitte di dimensioni tali da poter essere trasformato in struttura permanente, il che av venne in seguito, allorché quel ponte divenne l' amrntura di sostegno per la costruzione di un ponte a travate metalliche di metri 44 ciascuna. Altri ponti messi in opera furono quelli di: Mai Tzadà e passo Alequà, con tre campate di 5 metri; Enda Corcòs, con due campate <la 9 metri; Acobrò, lungo 8 metri; Mai Turcùz, con due campate da 7 metri ed una da 12; Darò Taclé, con due campate da 4 metri ed una da l O; Mai Buiò e Mai Giamà, della lunghezza, rispettivamente, di 26 e 20 metri e con carreggiate <li 7 e 4 metri. Sulla strada Adua-Ahhi Addì furono costruiti, oltre due piccoli ponti da 15 e 13 metri sull' Asen e sul Guognà, due ad arco, larghi 3 metri e lunghi 26 metri , sul Gurughurà e sull'Ucri, le cui reni erano costituite da due cassoni di cemento pieni di terra, il cui peso serviva ad ahhassare la linea delle pressioni. Questi 4 ponti furono realizzati dalla 123A Compagnia Artieri. Altri ponti furono costruiti: su l torrente Saraclorò, quasi a Dccamcré cd a ·120 chilometri da Massaua, a 1750 metri di quota, con una luce di 44 metri; sul fiume Carrohel , lungo 250 metri, ad 8 luci (4 da 45 metri e 4 da 12); sul fiume Barca, imponente , per transito stradale e ferroviario; ne lla zona di Cobbò, a quota 1455, a 534 chilometri da Asmara, sulJa strada per Dessié; quelli sul torrente Arhatì, ad una arcata da metri 15; slll torrente Golimà, a 3 arcate da metri 15; sull'Hamìd Huahà, a 5 arcate da metri 6; sull 'A là, a 6 arcate da metri 15; slll Tacazzè, dopo Adi Gahruì: uno in ferro a 3 campate di 46 metri e due in cemento a 2 campate di 14 metri; a Mai Anzià, con tre campate da 36 metri ed a Mai Zerimà, con due campate da 36 metri. Questi ultimi due ponti furono costruiti ad archi asimmetrici, adottando accorgimenti tecnici tali per cui i carichi insistenti sugli sbalzi non avessero alcuna influenza sulle sollecitazioni sugli archi, e consentendo, così, ai due sbalzi di essere diversi. Fu anche ridotta alquanto la quantità del ferro d'armatura, portando la sollecitazione massima nel calcestruzzo a 21,6 chilogrammi per centimetro

6 La località si trova a 217 chilometri da Asmara sulla strada J)er Gondar ed è a 2000 metri di quota. Fu occupata, a conclusione della battaglia dello Sciré, il 5 marzo 1936, dal IV Corpo d' Almata, mentre il Il Corpo d'Armata raggiungeva e superava il fiume Tacazzè.


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quadrato. Oggetto di particolare attenzione furono gli apparecchi di dilataz ione, complementari ali' adozione dei tipi di cerniere già indicati, al cui studio approfondito si dedicò il Tenente Colonnello Ingegner Ruggero FINZI che curò particolarmente la ricerca di soluzioni non troppo onerose e con materiali di più facile reperibilità. Complessivamente i reparti Pontieri esplicarono la seguente attività: gittamento di ponti d'equipaggio per un totale di 694 metri (soltanto quello di Moncullo sviluppava I 86 metri); costruzione di ponti semipermanenti in legno per un totale di 555 mcn·i (soltanto quello di Setit aveva una lunghezza di metri 174,50); gittamento di ponti metallici regolamentari per un totale di 250 metri; costruzione di ponti in ferro, in legno o su cavalletti per una lunghezza complessiva di 32 metri. L'attività stradale durante l'intera Campagna sul fronte sud fu la seguente: furono aperti 85 cantieri principali; furono costruiti 71 ponti aventi uno sviluppo complessivo di 2.450 metri; furono realizzati 662 chilometri di strade di tipo camionabile non asfaltato ed 802 di pista camionabile; fu esegu ita la manutenzione, che comportava sempre intt:rventi di un (.;erto rilie-

vo, di 7 .221 chilometri di strade e piste; furono impiegati: 97 Ufficiali ed Ingegneri; 133 Sottufficiali, assistenti cd impiegati; 15 .792 capi squadra naziona li ed operai nazionali e 9 .146 operai indigeni più 230 indigeni di inquadramento; le giornate lavorative del personale nazionale furono 644.534 e quelle del personale indigeno 2 .003 .200; gli automezzi impiegati furono 1.223 per un totale di 89.349 giornate; furono impiegate le seguenti attrezzature: 71 macchine stradali, 125.000 badili e gravine, 3.000 attrezzi da mina, 40.000 attrezzi da disboscamento; furono posti in opera i seguenti materiali : 975 metri cubi di tavole e travi, 8.500 metri quadrati di legname per coperture, 20.000 quintali di cemento, 106.000 chilogrammi di esplosivi. I lavori stradali eseguiti dal Genio in Africa Orientale o direttamente dai reparti del Genio, o da personale di questi reparti supportato dalle Centurie Lavoratori, o da reparti di altre Armi, o da imprese sotto la direzione tecnica delle Direzioni Lavori del Genio, possono elencarsi come segue: camionabile da Massaua a Nefasit e Decameré, che dal livello del mare raggiungeva una quota di 2.300 metri in centotrenta chilometri di lunghezza, con una larghezza di carreggiata di otto metri, dei quali sci asfaltati; strada da Mai Hainì a Coatit, Mcrghaz e Mai Seran, che costituiva un prolungamento di diciotto chilometri ai ventiquattro esistenti; miglioramento della strada Asmara- Solcotom,previa correzione ciel tracciato ed allargamento e perfezionamento della sede stradale;


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Tre ponti in e.a. a Mai Tzadà, passo Alequà e Mai Buiè.

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- rifacimento integrale della pista camionabile tra Solcotom, Dessié e Quoram, aperta come pista durante l'avanzata; - costmzione, nel 1936, da parte dei genieri del TTT Corpo d'armata, di una pista camionabile dello sviluppo di l 97 cilometri , tra Macallè e Socotà, con un tracciato tra i più difficili dell'Africa Orientale, specialmente nella tratta in discesa di Addì Golagùl ed in quelle in salita di Scgalù e Socotà; - trasformazione in strada di una pista esistente tra Acli Qualà ed il fiume Marè b, quale via di rifornimento del IV Corpo d'Armata, della lunghezza di quarantotto chilometri; - strada di grande comunicazione da Asmara ad Agordàt, larga 8 metri, di cui 6 pavimentati , con una pendenza dell'8%, con un raggio minimo di curvatura di 12 metri e con importanti opere d'arte; la tratta da Asmara ad Abderàt, lunga 385 chilometri, richiese: 1.320.000 metri cubi di scavi , 720.000 metri cubi di rilevati, 250.000 metri cubi di murature e calcestruzzi , 1.890.000 metri quadri di pavimentazioni cd altrettanti di bitumature, la costruzione di 40 ponti importanti e di I .040 ponticelli. Tali lavori ebbero inizio nel dicembre del 1936 e furono ultimati il 21 aprile 1938. Strada Asmara - Débarèc - Gondar, con le stesse caratteristiche della Asmara Agordàt ne l Lrallo fi no a Déharè.c , poi del la larghezza di 9 metri, d i cui 7 pavimentati, con pe nde nza massima de l 6% e raggio di curvatura di 30 metri . L' opera presentò grand i difficoltà. nella tratta in salita fino al c iglione di Débarèc e richiese: 2.543.000 metri cubi cli scavi, 1.143.000 metr i c ubi di rile vati , 129 .000 metri cubi di murature e calccstru:1.:1.i , la costruzione di 21 ponti importanti e di l .193 ponticelli , 3.143.000 metri quadrati di pavimentazioni e 2.797.000 di superfici bitumate; Strada di Debbivàr, a quota 2235 ed a 428 chilometri da Asmara, che dopo la salita dello Uolchcfit era scavata in roccia friabile e presentava lunghi tratti a strapiombo; fu costruita nel 1936 dal 3° Raggruppamento Centurie lavoratori; - Carovaniera da Passo Alagi a Passo Mecàn, sistemata e prolungata oltre il Passo Alagi, tra il 6 cd il 17 marzo 1936 dal Genio della Divisione "Pusteria", seguendo l'avanzata del I Corpo d'Armata; - Mulattiera di accesso a Socotà, lunga 80 chilometri, resa percorribile dal Genio del III Corpo d'Armata per rendere possibile il rifornimento delle trnppe che, finché non vennero ultimati i lavori, dovevano essere rifornite a spalla; Strade bitumate a fondo artificiale: da Solcotòm a Passo Antafò e Quiha, cli chilometri 161; dal fiume Marèb ad Adua, di chilometri 46; strade a fondo naturale e doppio transito: da Quiha a Mere Miti ed Aderat, chilometri 37 ; - da Enda a Teclaimanot e Passo Uarieu, chilometri 80; - eia Enticciò a Feres Mai ed Enda Meschel, chilometri 34; - da Adua ad Abbi Addì, chilometri 84;


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Tre ponti in e.a. presso linda Carcòs, sull'Acrobà ed a Mai Turr:ùz.

- da Antalò a Dogana di Belentà e Tzellari, di chilometri 120; da Selaclacà al Fiume Tacazzè, di chilometri 60; da Mai Mescìc ad Adi Elebà, di chilometri 32; strade a fondo mistro: da Solcotom ad Enda Jesus, di chilometri 170; da Enda Jesus a Sei icot, a Passo Alagi, a Mai Ceu e Quoram, di chilometri 170; - da Adua ad Axum e Selaclacà, di chilometri 120; - da Bclcsa ad Enticciò, di chilometri 46; da Adua ad Adigrat, di chilometri 110.


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Ponte sul Getit (sponda d1-:stm).

Ponte sul Getit (sponda sinistra).

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Al termine delle operazioni intervenne l'Azienda Autonoma Strade Statali per la costruzione della rete stradale definitiva di quello che aveva assunto la denominazione di Impero dell ' Afrka Orientale Italiana. Fu costituito un Ispettorato Centrale ad Addis Abeba e quattro Compartimenti: ad Addis Abeba, a Dessié, ad Asmara cd a Gondar, per realizzare un piano che prevedeva la costruzione di 4.594 chilometri di strade. 2 . Lavori Idrici.

Specialità del Genio duramente provata ed impegnata allo spasimo, anche perché rappresentata in Africa Orientale inizialmente da pochi elementi e poi da pochi reparti, fu quella degli idrici, la cui importanza, ai fini della sopravvivenza di uomini e quadrupedi, in quel particolare ambiente, avrebbe dovulo essere maggiormente presa in considerazione fin dalla pianificazione iniziale della Campagna. Gli sforzi dei Comandanti e degli uomini riuscirono comunque a sopperire alle carenze organizzative ed i risultati furono cli grande rilievo. Soltanto per l'offensiva nell 'harrarino furono costituiti venti centri idrici e furono erogati sedici milioni e mezzo di litri di acqua dolce. Oltre i lavori eseguiti nel corso delle operazioni vanno ricordati anche quelli compiuti nei territori che venivano occupati per sopperire alle esigenze de lle truppe ed a quelle delle popolazioni. La mole di opere realizzate fu la seguente: 136 pozzi de.Ila portata giornaliera variabile tra i 25 e 150 metri cubi; I 13 sorgenti deJla portata variabile tra 27 e 50 litri al 111inuto; 18 serbatoi della capacità variabile tra 16 e I J6 metri cubi; - 46 idranti; 75 fontane; 35.960 impianti di distribuzione da due pollici; condotte forzate da 52 millimetri, della portata di JOO metri cubi al giorno; 81 motopompe; 3 dighe di captazione; 125 pozzi Northon; 18 cisterne; 9 gallerie filtranti da cinquanta metri; migliaia di metri di condotte metalliche e cli cemento e tutti gli altri impianti interni cli distribuzione. J. - Collegamenti I pochi elementi delle Trasmissioni esistenti in Colonia dovettero affrontare i nuovi, complessi problemi, in una situazione iniziale cli totale carenza di uomini e mezzi. Anche in questo settore le lacune furono presto colmate ed i risultati furono di completa soddisfazione, sia per organizzazione ed efficienza che per superamen-


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to di difficoltà tecniche. Di rilevanza detenninante furono le enormi dislanze lra la Patria e l'Africa Orientale e nell'ambito della stessa. Fu perciò organizzata una rete telegrafonica permanente di base, che proseguiva, lungo le direttrici d'attacco, con reti campali, ad anello e prevalentemente a filo, affiancate, là dove le condizioni orografiche lo consentivano, da quelle radio. Durante la Campagna vennero posti in essere, dal XV Battaglione Radio del Comando Superiore, più di centoquaranta posti d'ascolto e radiogonometrici, che consentirono l'intercettazione delle comunicazioni abissine ed inglesi. Alla Campagna parteciparono i seguenti reparti: i Battaglioni Collegamenti di ciascuno dei quattro Corpi d'Armata; il XV Battaglione Radio del Comando superiore; il XVI Battaglione Telegrafisti; le Compagnie Telegrafisti delle tredici Divisioni; le Sezioni Radiotelegrafisti per ciascuno dei tre Gruppi Bande; sette Sezioni Telefonisti e Ji'ototelegrafisti per le piazzeforti; i Plotoni misti Collegamenti per ciascuna delle sei Divisioni Camicie nere; Questi reparti erano dotati dei seguenti mezzi: stazioni R2, R3, R4A, R4D , R4, R5, RPC3T, R6; stazioni R60C su automezzi per l.:Ollcgamcnti intcrl.:ontincntali; stazione 300 SITI, semifissa, per il collegamento di Asmara con Roma; stazione RF SAFAR fissa; stazione RP SWB8 Marconi, per servizio duplex celere automatico, rt ed rf tra Asmara e Roma; posti d'ascolto RA2; radiogoniometri Allocchio - Bacchini; stazioni radio RPJA, RF2, RFI, R 12, Rl3; stazioni FOC cammellahili. Durante tutte le fasi, dalla preparazione alla conclusione delle operazioni, le reti dei collegamenti, vastissime ed intricate, si rivelarono di una efficienza senza pari. L'opera dei genieri addetti ai collegamenti fu altrettanto imponente e preziosa di quella dei costruttori di strade, perché, anche se meno appariscente, non fu meno importante né scevra di pericoli. TI lavoro dei guardafili, per esempio, o degli stenditori di lince si svolgeva in zone abbandonate ed isolate, e quindi soggette alle incursioni dei drappelli armati abissini che percorrevano il territorio. Il traffico radio del Centro Trasmissioni del Comando Superiore raggiunse i trecento dispacci giornalieri. Durante le operazioni furono realizzati: 55 chilometri di circuiti ad una linea telefonica; 18 chilometri di circuiti a due lince telefoniche; 100 chilometri di circuiti a due lince telefoniche più una telegrafica; 50 chilometri di circuiti a due lince telefoniche più due telegrafiche; 90 chilometri di circuiti a tre linee telefoniche più due telegrafiche;


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32 chilometri di circuiti a sci linee telefoniche più due telegrafiche; 540 chilometri di circuiti a sci linee telefoniche più quattro telegrafiche; l O chilometri di circuiti ad otto lince telefoniche più due telegrafiche; 560 chilometri di circuiti a varie composizioni di linee; 31 O chilomehi di reti interne a piazzeforti od a posti di confine; I .600 chilometri di palificazioni telefoniche e telegrafiche, al servizio di 257 centralini e l .230 stazioni telegrafiche e telefoniche. TI peso del materiale impiegalo, e quindi trasportato dall'Italia e poi Lrasferito nei punti d'impiego, fu: quintali 48.750 apparati " l .200 cordoncino telefonico " 7.700 filo di bronzo " 13.550 isolator " 2.000 paletti di larice o castagno " 14.800 pali Mannesmann quintali 88.000 per un totale di cd oltre cento tonnellate di pile al mese. Ino ltre le Direzioni lavori de l Genio espletaro no più di centomila o rdini di lavoro soltanto per i la boratori materi ai i e radiotecnici , nei qual i furono anche ripa rati quattrocentoventi apparati telefonici ed ottic i e c inquecento dieci stazioni radio . La radiogoniometria e l'intcrccllazione r iusc iro no molto efficaci durante lui.lo il corso della Campagna. Le stazioni intercettate furono: quattro ad Addis Abeba, che avevano come corrispondenti le stazioni di Dorchester, di Londra e del Cairo, oltre le sta zioni di Ras Cassa, Ras Sejum e Ras Destà; una a Gibuti , che comunicava con Addis Abeba e Parigi; una a Dessié, che era in coJlegamento con le stazioni mobili di Ras Cassa e R as Sejurn; una ad Barrar, che era in comunicazione con Giggica. Eufemisticamente si potrebbe affermare che il funzionamento dei collegamenti fu tanto efficiente da consentire, ai Comandanti, di seguire tutte le fasi della baltaglia come da un osservatorio. 4 - Linee ferroviarie Per la Campagna d'Etiopia vennero mobilitate, negli anni 1935 e 1936, due Compagnie di lavoro (la 30A e la 31A), una Sezione esercizio linee (]a 3A) ed una Compagnia Meccanici-elettricisti. In Africa Orientale i ferrovieri del Genio operarono inizialmente per riattivare i tronchi fe1TOviari esistenti, la maggior parte dei quali a scartamento ridotto, e per collegare la scarsa rete ai punti di sbarco sulla costa; ma il lavoro più impegnativo


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venne in seguito quando si dovettero realizzare i passaggi sui corsi d'acqua. Al Colonnello CORTEI.LESSA fu affidata la progettazione dei ponti per l'attraversamento dei fiumi Cardare e Barca, che, nel bassopiano occidentale attraversavano la strada Agordat-Tessenei ed i cui ponti erano stati distrutti dalle piene. Dopo aver scartato molte soluzioni, la più idonea apparve quella di adoperare travate metalliche del ponte Kohn (scomponihile numero due) poggiate su pile in muratura, le cui fondazioni erano costituite da cassoni in cemento armato, delle dimensioni di metri cinque per nove, affondati ad aria compressa. Queste pile furono costruite da una impresa specializzata, mentre gli elementi metallici furono montati dalla 30- e dalla 31 - Compagnia Ferrovieri, la prima per il ponte sul Barca e la seconda per quello sul Cardare. Ciascuno di questi ponti era costituito da 3 campate isostatiche della lunghezza di 45 metri. Le due Compagnie furono poi impiegate nella costruzione di un ponte sul Carrobel della lunghezza di 135 metri e di uno sul Barca di 129 metri. Entrambi erano su 3 campate cd erano per traffico stradale e ferroviario. Altro lavoro assai impegnativo affidato ai Ferrovieri 7 fu l'esercizio de lla linea Massaua -Asmara - Agordat -Tessenei, dello sviluppo di cinquecentocinquanta chilometri, e la manutenzione delle altre linee, cui venne adibita la 3A sezione e serciz io linee. A fine gi ugno 1935 i Ferrovieri, per au mentare la potenzialità della linea, provvidero a costruire raddoppi , all'ampliamento del piazzale di carico e scarico di Nefasit, al migliorame nto di Mai Atal, passando alla doppia tJaz ione , al completamento dei servi zi d'acqua e dei collegamenti telefoni<.:i ed al ripristino dei seg nali di protezione de lle stazioni . Dopo la stagione estiva furono iniziati importanti lavori per dare assetto definitivo agli impianti ferroviari esistenti lungo la costa, dalla baia di Gurgussum a quella di Archico, che fu collegata alla stazione di Campo di Marte con una nuova linea. Fu studiata e costruita una linea Décauville tra Campo di Marte e la baia di Dachilla, con raccordi terminali fino alle stazioni d'infustaggio della benzina e fino al magazzino del Genio. Fu spostato in sede propria il binario che collegava Campo di M a11e a Taulud , fu realizzato un raccordo anulare nel porto di Massaua e furono costruiti raccordi e doppi binari per raggiungere tutti i magazzini, i pozzi, le officine e le cave. Nel 1937, dalla 3- Sezione Esercizio linee furono tratti gli elementi necessari per costituire, con l'integrazione di personale civile, la Sezione speciale Addis Abeba, incaricata di gestire la linea Addis Abeba - Dire Dana - Doaunlè e di provvedere al ripristino delle interruzioni. Il montaggio di grandi ponti stradali, impiegando materiale dei ponti me tallici ferroviari , fu affidato ad una Compagnia ponti metallici scomponibili del 2°

7 3' Sezione Esercizio lince, del Reggimento Ferrovieri del Genio di Torino, sbarcata in Colonia il 25 marzo 1935.


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Reggimento Pontieri, che fu posta alle dipendenze operative del Il Battaglione Ferrovieri del Genio di Castelmaggiore8 . 5 - Lavori del campo di battaglia

Furono costruite, tra l'altro, diciotto ridotte realizzando ventinovemila metri cubi di muratura a secco; tre forti; il campo trincerato di Chisimaio e centocinquanta fortini. 6 - Teleferiche A maggio del 1935 giunse in Eritrea una Compagnia Teleferisti che fu posta a disposi zione dell'Ufficio Lavori del Genio per provvedere all'esecuzione di urgenti lavori idrici, e quindi impiegata fuori della specialità. Con l'arrivo di una seconda Compagnia Teleferisti, in ottobre, fu costituito il Xl V Battaglione Teleferi sti ed ancora una volta i Teleferisti vennero utilizzati in compiti, lavori stradali, che nulla avevano a che vedere con la loro specializzazione e con i materiali di cui disponevano. Soltanto tra febbraio e giugno 1936 si ricorse alla loro opera perché fu necessario impiantare delle teleferiche per il passaggio di guadi resi intrans itahili dal sopraggiungere del.la stagione delle piogge. Furono, perciò , montate le seguenti telefe riche: da Adua alla sommità del monte Sullodà, per il servizio di una batteria cl' Artiglieria ; due del tipo JA sul Tacazzè, al guado di Mai Tinchet, adiacente al ponte regolamentare, quale supporto dello stesso in caso di piene; due a Belentà (quota 1470), distante 118 chilometri da Maca11è, per il passaggio sui torrenti Samré e Tsellarì , sprovvisti di ponti ed inguadabili nella stagione delle piogge; a Sittona e ad Orn Ager, sul fiume Setit; ad Angareb suJ fiume omonimo; a Gandua sul fiume omonimo; a GulaguJ dal ciglione del Gulagul al torrente Samré, in fondovalle; a Dogana di Belentà, sul torrente Samré; al guado di Tzellarì.

8 L'opera dei Ferrovieri troverà epica sintesi nel 1994, da parte del Colonnello Gabriele PELLI, nella prefazione al libro "Il Reggimento Genio Ferrovieri": "Nell'Arma del Genio i Ferrovieri costituiscono la specialità più tecnica e meno conosciuta. Eppure esistono quasi da un secolo e mezzo. Han no partecipato a tutte le Campagne e operato in tutti i teatri d'operazione, dalla Libia alla Russ ia, dalla Francia alla Grecia ... ovunque, costruendo slraùc ferrate e ponti fcn-oviari , portando treni per centinaia e migliaia di chilometri ed esercendo stazioni e Leste ùi carico operando con grandi rischi c gestendo una parte preponderante del trasporto logistico. In pace sono slali preziosi per la costruzione o la ricostruzione della rete ferroviaria italiana".


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Inoltre molti traspotti di materiali per raggiungere, in montagna, punti inaccessibili furono effettuati mediante teleferiche, dieci delle quali furono di grande rilevanza per lunghezza o per portata o per le notevoli difficoltà superate. Deve essere anche citata, pur se non realizzata dal Genio, una opera imponente : una teleferica lunga 75 chilometri tra Asmara e Massaua e con un tronco per Moncullo (chilometri 71,8 più 3,2) che, all'epoca, risultò essere la più grande del mondo.Quest'opera, che superava un dislivello di 2326 metri, fu indispensabile per accelerare il movimento dei materiali che venivano scaricati dalle navi nel porto di Massaua ed avviati verso l'altipiano. La sua costruzione, ad opera della Sociatà Ceretti e Tanfi.mi , iniziò nel 1935 e terminò nel 1937. I lavori furono diretti dall'Ufficio Opere Pubbliche dell'Eritrea. 7 - Meccanici-EleUricisti A settembre del 1935 il Reggimento Perrovieri aveva ricevuto l'ordine di mobilitare una Compagnia di Meccanici-Elettricisti, che era giunta in Eritrea alla fine di ottobre. Essa, che dipende va dal Comando Superiore del Genio dcll ' Africa Orientale, si accampò a Decameré. I ,a Compagnia costruì linee elellriehc cd impianti di illuminazione temporanei e :-;cmipcnuanenli ed istallò officine <li riparaz ione di mezzi meccanici in dotazione ai reparti del Genio. Tali impianti furono realizzati ad Adigrat per la sede del Comando Superiore; ad Addì Qualà, sede tattica ciel Comando Superiore durante la battaglia dello Sciré; ad Enda .Jesus, sede del Comando Superiore; a Decameré, sede di maga,-.7,ini d'Intendenza, di un Ospedale Militare e di moltissimi altri servizi.

8 - Pompieri li 3 aprile 1935 giunse una Sezione speciale Pompieri che fu posta alle dipendenze del Regio Corpo Truppe Coloniali Eritrea e venne dislocata in parte ad Asmara cd in patte a Massaua. Durante la fase di preparazione il reparto fu impiegato per il funzionamento delle pompe del rifornimento idrico, ma nel corso delle operazioni era dislocato, alle dipendenze del Comando della piazzaforte di Asmara, nei punti nevralgici dell'area. 9 - Fotoelettricisti I fotoclcttricisti erano su piccoli reparti assegnati sia ai Corpi d'Armata, che avevano da una a cinque stazioni, che alle Divisioni che avevano, ciascuna, da quattro a sette stazioni. Le stazioni erano: su auto, da 100 centimetri; someggiate, da 60; harellate, da 50. 1O - Costruzioni Il Genio provvide alla progettazione e costruzione di: 5 centrali elettriche, di cui una ad Addis Abeba ed una a Decameré, paiticolarmente importanti;


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6 Centri ospedalieri, per complessivi seimila posti letto; 3 convalescenziari e 6 infermerie; 28 magazzini per il Servizio cli Commissariato; 6 infermerie quadrupedi; 9 depositi munizioni; 9 depositi carburanti; 4 panifici; baraccamenti per sette Reggimenti, ed alla realizzazione di alhi manufatti minori: un cippo, sulla strada Asm,mt - Gondar, poco p1ima di Selaclacà, avverte che il tratto di strada è dedicato alla memoria del Maggiore del Genio Francesco 01 GIROLAMO, caduto il 16/5/1936, duranle la ballaglia dello Sciré (febbraio 1936); una chiesetta dedicata alla Madonna della Fonte, costruita dai genieri della Brigata "Gavinana" nel 1935, sulla strada Asmara-. Gondar, nei pressi di Enda Abbà Matà; una fontana ad Aragurà, a quota 2468; un cippo commemorativo del Capitano del Genio CA NOVETTI che nel 1895 aveva diretto i lavori di costru zione, in soli 18 giorni, della strada Saganeiti, Barrésa, Dembo; una lapide a ricordo dei Caduti della 77" Compagnia Telegrnfisti ed un piccolo monumento, realizzati dalla 4" Compagnia della Divi sione "Assietta" al c hilometro 653 della strada A smara - Dessié; e poi ancora: lapidi, cimiteri, chiese e cappelle costruite lungo tutti gli itinerari percorsi dalle truppe durante la Campagna, a testimonianza della durezza dei combattimenti. 11 - Documentazione Le Squadre Fotografi e Telefotografi dipendevano dalle Grandi Unità e dal Comando Superiore del Genio, mentre soltanto da quest'ultimo dipen de va la Sezione Cinematografica, che, poi, andò a far parte del Reparto cinematografico dell'Istituto Nazionale LUCE, allorché questo costituì, in Colonia, il Reparto Potocinematografico Africa Orientale. La Sezione Cinematografica dell'Esercito perse, quindi, ogni autonomia per lo svolg imento dei compiti di sua pertinenza e contribuì alla documentazione dei fa tti rilevanti della Campagna in Africa Orientale , con carattere prevalentemente propagandistico . 12 - Distribuzione dei materiali. Le Direzioni Lavori del Genio, oltre ai compiti is6tuzionali di progettare e dirigere i lavori di ogni genere, provvidero alla distribuzione di materiali sia ai magazzini avanzati che direttamente ai reparti.


413

Allegati

I materiali ed i macchinari del servizio del Genio affluiti in Africa Orientale, fino a maggio 1936, furono i seguenti: attrezzi

tonn.

6.750

materiali da costruzione

tonn.

20.000

n.

600.000

stazioni RT ed RF di grande potenza, con antenna a torre metallica

n.

5

stazioni cd autostazioni fotoelettriche

n.

200

chilometri

200

- armamento per ferrovie a scartamento ridotto, per sviluppo di linea -

600.000

materi al i di rafforzamento

- valvole termojoniche -

Il.

teleferiche complete

11 .

36

baracche e tettoie

n.

1.500

- legname

metri cuhi

42.000

ferro

tono.

2.000

- cemento

tonn.

30.000

-

materiale per coperture tubazioni serbatoi

- pompe, a motore ed a mano sonde - distillatori e filtri sollevatori ed aeromotori

metri quadrati chilometri

1.000.000 400

n.

12.000

n.

1.100

Il.

25

11.

5.000

n.

130


414

Allegati

impianti per sterilizzazzione, potahiliz:zazione ed ozonizzaz ione

n.

8

complessi per trivellazione, fino a trenta metri di profondità

n.

20

parchi per Compagnia del Genio

n.

124

officine mobili

11.

59

macchine per lavori stradaIi

n.

240

altre macchine e complessi

n.

52

materie prime per lavorazioni gas compre ssi in hombole

-

tonn. metri cubi

1.000

20.000

materiali da ponte

ton n .

I .600

materiali per ferrov ie da campo

tonn .

90

esplosivo

tonn.

400

materiali per la difesa

tonn .

400.500

pozzi Northon

n.

32

taniche

Il .

3.000

barili adiatermici 9

n.

1.260

serbatoi metallici

n.

383

corda spinosa per reticolato pali per lince aeree

tonn. 11.

25 .000 5.200

9 Tali da non far subire innalzamenti di temperatura al liquido conservato in essi , per effe tto dell'alta temperatura esterna.


415

Allegati

-

batterie

n.

33.000

-

paletti per reticolato

n.

400.000

sacchetti a terra di tela juta

n.

3.500.000

gruppi per perforazione meccanica

11.

70

tonn.

400

campate di ponti d 'equipaggio, per

metri

3.000

campate per ponti mcta]ljci, per

metri

800

materiali per campate di ponti di circostanza, per

metri

800

materiali per pontili

metri

1.200

- esplos.ivj

chi lometri

400.000

-

cordoncino telefonico

-

apparati telefonici

n.

6.000

-

centralini telefonici

n.

1.500

stazioni e posti campali RT cd RF

n.

1.600

stazioni ottiche

n.

900

pi1e

n.

800.000

-

13 - Genio Militare per la Marina Gli Uffici Lavori dd Genio Militare per la Marina furono appositamente creati sia in Eritrea che in Somalia, primi fra tutti quelli di Massaua e Mogadiscio, per provvedere all'opera di progettazione, completamento, ampliamento ed ammodernamento delle strutture po1tuali, delle difese degli approdi, delle installazioni a terra e di quant'altro fosse necessario per consentire l'mmeggio e l'ancoraggio del naviglio militare e da traspo1to. 14 - Personale e reparti Tra il 1934 ed il 1936 il personale dei Comandi, Reparti ed Uffici del Genio inviati in Libia, Africa Orientale ed Egeo furono, all'incirca: 1500 Ufficiali, dei quali 450 in servizio permanente;


416

1150 Sottufficiali; 33500 graduati e militari di truppa. Questi ultimi, e gran parte dei Sottufficiali, appartenevano alle classi 1911, 1912, 1913 e 1914, mentre quasi tutti gli specialisti (radiotelegrafisti, fotoelettricisti e ferrovieri) erano più anziani (classi 1909 e 19 IO). Molto del personale inviato in Libia fu poi trasferito, con i reparti, in Africa Orientale, mentre di scarsa entità fu que llo destinato in Egeo e, perciò, si può dire che le quantità sopra indicate furono , nella quasi totalità, impegnale in Africa Orientale. Infatti, la dislocazione dei reparti mobilitati fu la seguente: in Eritrea: 16 Comandi di Battaglione; 74 Compagnie; 39 reparti minori e nuclei; in Somalia 2 Comandi di Battaglione; 21 Compagnie; 16 reparti minori e nuclei;

in Libia: 3 Comand i di Battaglione; J3 Compagnie ; 7 reparti minori e nuclei in Egeo: I Compagnia . In relazione alla specializzazione, le unità mohilitatc furono le seguenti: 21 Batlaglioni, di cui: · IO Zappatori aitieri; 2 Telegrafisti; I Radiotelegrafisti; - 4 Trasmissioni, costituiti, cioè, da Telegrafisti e Radiotelegrafisti; 1 Telegrafisti; I Ferrovieri; - 2 misti, costituiti, cioè, da più specialità; 109 Compagnie, di cui: 43 Zappatori artieri; 18 Telegrafisti; IO Radiotelegrafisti; 7 Trasmissioni, costituite come per i Bau.aglioni; 6 Idrici; 2 Teleferisti; I Fotoelettricisti; 3 Ferrovieri di lavoro; 3 Ferrovieri per l'esercito delle linee;


Allegati

417

I Meccanici elettricisti, costituita dal Raggruppamento Ferrovieri; 6 Pontieri; 9 miste, costituite, come per i Battaglioni, da più specialità; 62 reparti minori e nuclei vari, di cui: 2 Telegrafisti; 7 Fototelegrafisti; 2 Radiolelegrafisti; 12 Fotoelettricisti; l Radiogoniometristi; 10 Idrici; 4 Fotografi; 4 Tclcfotografi; 2 Pompieri; I Cinematografisti; l Operai; 12 gruppi per distillazione; 3 vari. Nell'e lenco che precede non sono inclusi i seguenti reparti , la cui costituzione per l' invio in Libia fu disposla dallo Stalo Maggiore eo11 un suo ordine numero 12860/280 in dala 16 maggio 1916: I 5Y Compagnia Telegrafisti, senza parco; I 56~ Compagnia Telegrafisti , con parco te lefonico; I 42~ Compagnia Radio; 11 r Compagnia Fototelegrafisti, senza parco e con due interpreti tra i telefonisti.


418

Allegali

Allegato n. 41 (rif. pag. 147)

COMANDI E REPARTI DEL GENIO NELLE GRANDI UNITÀ

Le Divisioni di Fanteria (Sila, Gran Sasso, Assietta, Cosseria, G avimma , Sabauda, Peloritana e Libia) avevano: un Comando Genio; una Compagnia Zappatori-a11ieri, con parco misto tipo Africa Scltcntrionale; una Compagnia Trasmissioni, con parco telefonico mislo tipo Africa Settentrionale, con sei.ione fotolelegrafisti someggiata e Sezione Radio; una Sezione Fotoclettricisti tipo Africa Settentrionale; un Plotone Idrici, con sezione di parco; La Divisione alpina Pusteria aveva: una Compagnia speciale del Genio; Le Divisioni della Milizia (23 marzo, 28 ottobre, 21 aprile, 1° febbraio e Tevere) :wcvano: una Compagni a spt:t;iak del Genio; Le Divisioni indigene (I' e T Eritrea) avevano : un Comando Genio; una Compagnia Zappato ri-artieri; una Compagnia Telegrafisti; una Compagnia Radiotelegrafisti; I Corpi d'Armata I, Il e TV avevano: un Comando Genio; un Battaglione Zappatori-at1ieri, su tre Compagnie; un Battaglione Trasmissioni, su tre Compagnie; una Compagnia Idrici; una Squadra Fotografica; una Squadra Telefolografica; TI III Corpo d'Annata aveva: un Comando Genio; un fiattaglione Zappatori-artieri, su tre Compagnie; un Battaglione Trasmissioni, su tre Compagnie; una Compagnia Idrici; Il Corpo d'Armata Eritreo aveva: un Comando Genio; una Compagnia Zappatori-artieri; una Compagnia Telegrafisti; una Compagnia Radiotelegrafisti; una Compagnia Idrici;


419 due Sezioni Fotoelettricisti; Il Comando Superiore del Genio disponeva dei seguenti reparti ed organi tecnici: un Ufficio Lavori Genio Militare, con Compagnia deposito e Sezioni stacc ate; un Ufficio Strade; tre Raggruppamenti Centurie lavoratori, ciascuno su tre Gruppi di due Compagnie; tre Battaglioni Zappatori-artieri, con complessive otto Compagnie fornite di parchi autocarreggiati; un Battaglione Zappatori-artieri di formazione, su tre Compagnie speciali del Genio; un Battaglione Teleferisti, su due Compagnie; un Gruppo Pontieri di manovra, su due Compagnie speciali Pontieri; due Battaglioni Telegrafisti, con complessive sei Compag nie di cui cinque con parchi autocarrcggiati; due Battaglioni Radiotelegrafisti, con complessive otto Compagnie di cui una speciale per intercettazioni; un a Cornpngnia speciale Idrici, con parco autocarreggiato ; una Compagnia Mccc,-mici-elettricisti; una Compagnia Zappntori-artieri Eritrea di fo rmazione , con specialisti nazionali ed ascari ; due Compagnie lavoratori ; un Battaglione speciale del Ge nio, costituito 1'8 aprile 1936 per le es igenze della colonna autocanata per la marcia su Addis Abeba; una Squadra Fotografica; una Squadra Te kfotografica; una Sezione cinematografica speciale; un Plotone speeiak Pompieri.


420

Allegati

A1legato n. 42 (rif. pag. 149)

IL COSTO DELLA CAMPAGNA D'ETIOPIA Un bilancio completo del costo della Campagna d'Etiopia, in spese e vile umane , non è mai stato definito. Per quanto concerne le perdite, i dati riportati nei vari documenti ufficiali non sono risultati omogenei, in quanto parziali e/o riferiti a periodi diversi e perciò non assimilabili. infatti vi è chi ha fatto riferimento soltanto ai sette mesi di durala uffi ciale del confliUo, chi ha assunto i dati riferiti al periodo compreso tra l'inizio della preparazione (1 gennaio 1935) e la fine delle operazioni (9 maggio 1936) e chi ha calcolato perdite e spese per il pe riodo compreso tra I' 1 luglio 1935 ed il 31 dicembre 1936. Tn particolare, il Prof. Aldo CASTELLANI, J\lto Consulente per l'A.O.T., riferisce, nella relazione inserita nell'opera "Maria di Piemonte , ir~f'ermiera in Africa Orientale " c he nel periodo 3 ottobre 1935 - 9 maggio 19 36 sono caduti in combattimento o deceduti in seguito a ferite I .099 tra Ufficiali e soldati e 699 sono morti pe r malattia ; ma questi dati non comprendono le perdite subite dai reparti indigeni e dal personale civile naz ionale, comunque impiegato nelle operazioni di gue rra, co me operai militarizzati cd apparte nenti a.Ila marina mercantile . Un comunicalo governativo diffuso a rm:zzo stampa (Gazzetta del popolo di Torino del 3 giugno 1936) faceva ascendere i morti sui .due fronti, nord e sud, per il periodo I gennaio 1935 - 9 maggio 1936, a 2.313 militari italiani (di cui 1.304 in combattimento e 1.009 per malattia), a 1.593 soldati indigeni ed a 453 operai nazionali, per un totale di 4.359 caduti. Anche tali numeri non appaiono completi. Il Maresciallo GRAZIANI , per esempio, indica, nel suo libro "Ilfronte sud" - Ed. Mondadori 1940, i morti in J .229 (cli cui 269 nazionali), in 1.910 i feriti (di cui 121 nazionali) cd in 960 i soldati incligen i deceduti. Un bilancio più articolato, ma anch'esso incompleto, è stato pubblicalo sul "Giornale di Medicina militare" del febbraio 1938, a cura dell'On. Giuseppe GIARDINA, all'epoca Presidente dell'Ufficio Centrale per le notizie alle famiglie dei militari chiamati alle armi per la guerra etiopica, secondo il quale i caduti nel periodo 1 gennaio 1935 - 31 dicembre 1936 sarebbero: - 2.317 del Regio Esercito, 1.165 della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, 193 della Regia Aeronautica, 56 della Regia Marina, - 78 dipendenti di un cantiere della ditta Gondrand, assalito dagli abissini a Mai Lahlà il 13 febbraio 1936,


Allegati

421

per un totale di 3.809 unilà, nel quale non sono compresi gli 88 morti segnalali dalla Marina mercanlile, né gli operai civili. Il totale indicato dall'On. GIARDINA si avvicina al numero di 3.981 riportato nel libro "Ascari K7 1935-36" di Paolo CACCIA DOMTNTONI, edito da Longanesi - Milano 1946. Quindi, in mancanza di un bilancio fondato e definitivo si può ragionevolmente ritenere che la guerra d'Etiopia sia costata all'Italia, nel periodo 1 gennaio 1935-31 dicembre 1936, almeno 4.350 morti ed un numero quasi doppio di ferili, mentre non è possibile stabilire con sufficiente approssimazione le perdile di soldati indigeni, che potrebbero oscillare tra I .593 e 4.500 unità. L'onere economico, secondo quanto dichiarato alla Carnera il 20 maggio 1936, dall'allora Ministro delle Finanze Paolo THAON DE REVEL, fu di 12 miliardi e 11 I milioni di lire dell'epoca, importo che, essendo rifcrilo al solo costo della spedizione, va almeno raddoppiato per tener conto delle spese relative ai costi della mobilitazione, al potenziamento dei mezzi, agli acquisti effettuati direttame nte in loco, alle spese di amministrazione dei territori occupati , alle opere pubbliche realizzate, al mantenimento degli operai civili nazionali, ai pedaggi per l'attraversamento del canale d i Suez.


422

Allegati

Allegato n. 43 (rif. pag. 15 1)

DECORAZIONI AL VALOR MILITARb,; CONCESSE A MILI 'rMU I'l'ALIANI DELL'ARMA DEL GENI0 1 NAZIONALI ED INDIGENI , DURAN'rE LA CAMPAGNA IN AFRICA ORIENTALE.

-

Ordine Mil itare di Savoia

n.

10

" " " "

5

- Medaglie d'Oro

-

Medaglie d'Argento Medaglie di Bronzo

-

Croci di guerra

~6

141 674

a) Ordine Militare di Savoia : Federico AMOROSO - Col. d e l Ge nio -

Cavali e r e 0 • .M . S .

" Coman il.."l.nte del Genio di r1-tra capacità e non comune rendi mento, i n set t e mesi di camJlagna , nelle opentzioni che cu.l rnim1ro no n ellR ba t ~agli a de llo Sci r P. e ncll 'oc cupazi one della z ona Dabat- llebare ch ~u.tto prev idl? e a Lut to Jl!'OITV_i de e con la

S UA.

attività a nima tric e seppe , dando indi s c~

tihile prova di perizia e valore , fnr vincere nllc prop r ie truppe ogni ostacolo e o gni difficoltà , parteciprmdo al l a lotta con largo contributo d i A.O . 3 ottobre 1955 -

sangue . "

6 maggio 1936 .

Vincenzo CANI GL I A - T . Col . del Geni o -

Caval i ere O. M. S ,

" Comandante di un battaglione speciale de l

genio ass egnato

alla colonna della Di visione "Sabauda" deé-;tinata all ' occu pazione di Addis Abcb:.'l , si prodigava nel riconoscim ento e nell'eleminazione degli ostacoli c reati dall ' esercito tiopico in riti r ata e contribuiva in modo notevol e

~

alla

rillscita dell ' operazione . " Quoram- Addis Abe b a 26 aprile -

5 maggio 1936

Gi u seppe CORDERO LANZA di MONTEZEMOLO Cavaliere O.l'r1.S .

T. Col. del Genio


423

A/le~ati

"Capo di Stat o Mag giore della 1~ Divisione Eritrea, ha da to ripetute p rove di elevata perizia profes:;ionale e segnal21.to valore nelle opera zioni d el

di

Tembi c n, nella bat

t a glia del l flgo Ar;cianghi e n e lla vi ttori otrn. marcia-man~ vra da Dessié ad Addi:3 Abeba, per la mula tti e ra di Uorra Ailà." Guerra Italo-etiopica, 1935 - 1 936 Guido DI Pl, LMA -

Col. d e l

Genio - Caval iere O. M.S .

" Coma nda nte d e l genio di un corpo d'arma ta i.n Afric<1 Ori e n tal e con ind omita ì'P.de e comple t a. d edizi one al dove re, non co no s cendo l i miti n é s o s t e a lla s ua f atica, n el

pe r i odo

pre pa r ato r io e d ur >1nte la g u er rn , r i u::ic.i.v R a d o rgan izzare~ ed a ssi c urar e anche nei mome nti parti co l a r me nte delle a zioni, le comu nicazioni, i coll cgrn:1ent i

cri tic i e d il se ,;:

v i ?li o i d.ri co , l' opera :;ua f u particol a r men te proficua d ]:! ran -te l e a:,;ion i per l'o cc u pazi one di Amba /\ra<'l am cd

i.n

quel le u.i Mai Ce u, pas s o Mecan, l ;igo A::ici an e hi." Africa Ori entale - ot t obre 1935 - maggio 1936 Antonio FAZIO - Col. del Genio - Cavaliere O.M.!3. "Uff iciale supe rior e di p r ovRto valore , d i

elette virt~ mi

li t ari, qual e c a po ufficio del Coma ndo Sup eriore Genio ha uontinuato dopo il periodo della prepa r azione e quP.ll o sue cessivo della campHgna et i opicH-, a prodigarsi sia n e l po de i

c a~

l avori, sia in quello dei co l le g amenti.

Durante i

torbidi periodi degli attacchi ribe l l i

contro l a

capital e e contro la ferrovia, con ardito e ser eno s p rez zo del

per icolo è stato di costante esempio ai s uoi genieri

sì da ottenere il massimo risultato in ogni campo. Non h a esitato, inoltre, a compiere volontarie e r i schi ose ricognizioni in zone ancora infestate di ribe lli, dando prova cii alto senso del d0,vcre e di corage;io p er s onale." A.O.I. -

febbraio 1935 - giugno 1937


424

Allegati

Arnaldo FORGIEHO - Col. del Genio -

Cavaliere O.Ni.S.

" In tutto il periodo della campagna, ricco ùi azioni be l liche vittoriose e quasi sempre in circostanze oltrerno do difficili per i l terreno, l'ambiente e pei

affidati

alla grande unità, dimostrò, quale comandante de l geni o di corpo d'armata, Cilpaci tà tecniche e doti di intellet to e di carattere che fanno di lui 1.m ufficiale superi2_

re di eccezionRl i qualità mil itari. Partec i pò a tutte le azioni col comando t a ttico

di cor

po d'armata. Già diRtintosi in prc c e denzu in importantissime misRiO ni e wtt1di. r el at i v i alla organi>',1/.,H~io n e ,Ufensiv a

del

l a colonia Eri treH ." Af'ri ca Ori ent ale -

ge nna io - marzo 19 3'5 ;

\ ot t o brc - 5

maggio 1936. Armùdo MI ~u;

Generale di Brigata - Ca v a liere O.t<'..S.

" Dire ttore del genio dell'Intendenza A.O., durante l a CHm pagna italo-etiopica, mediante la sua intelligent e cd

a12.

passionata azione, con costante fede e compl e ta cledi 7,io ne al d overe, orga nizzò e diresse in modo degno di alto elogio tutt i i ],avori per i

servizi d ' in tend enza ; durag

t e le operazioni a contatto col nemico ed in rtrdit e rico gni?.ioni terrestri ed aeree, diede prova di valore ed a l to sprezzo del pe ri colo ed a ssicurò i mezzi per l' avanz~ ta , anche nei momenti più critici. Nell'utilizzazione d e lle risorse locH.li, mercé la sua p.2_ rizia ed alta previggenza, raggiunse risultati positivi con sensibile vantaggio delle truppe, t rc1cciando, altr~ si, la prima s trada per l 'immancabile valorizzazione d el l 'Impero." A.O.I. - 16 aprile 1935 -

28 febbraio 1937


425

Allegati

Giuseppe MINNITI - 'r. Col. Genio (f •.o.) -

Cavaliere o.M •.S.

" Assunto volontariamente il comando di bande irregolari indigene lanciate all'inseguimento di rilevanti forze ri belli capeggiate da Ras Imrnirù, con perfetto intuito del la situazione e con audace iniziativa, attaccava e travol geva 1 'avanguardia nemica imponendo la r·esa a di screzio ne al rcts ed alle sue migliaia di armati." Goggeb - 1) dicembre 1936. Alceste Augusto NULLI - T. Col. del Genio -

Cavaliere O.M.S.

" Capo del reparto collegamenti del Comando Superiore geni o A.

o.

di rara capacità e non comune rendimento, non eone~

dendo ::io::; ta al la sua fatica, riusc iva ad or·g anizza r e ed a~ :sicura r e i collegamenti anche nei momenti par·ti colRrrnente critici d e lle azioni , dando lR pos;,ibilità. a l

Comando

periorc di seguire da vicino ~li avv e nim,m ti durant e

SE, le

battnglia del Tcmbien, del l ' Endertà. , dP.J 1 o Sciré, cl eJl '~ sci ane;hi e della successiva avanzata su Addis Abeba . " Campagna A. O. Giuseppe ROSSI -

9 dicembre 1935 - 5 mRgbrìo 1936. Col. del Genio (in a.r.q.) -

Cav. O.M.S.

"Colonnello comandante di raggruppamento centurie lavora tori durante la campagna italo-etiopica e durante le op~ razioni di grande polizia ha prodigato le sue inesauribi_ li energie nei lavori stradali che hanno consentito la n1pida avanzata delle tru.ppe operanti. Chiaro esempio di luminoso attaecamento al dovere e di alte virtù militari. La sua opera fu di eccezionale rendimento per la conq~ sta e la valorizzazione dell'Impero." A.O.I. -

ottobre 193':ì - marzo 1939 •.

Guido :3AL'rINI -

Col. del Genio - Cavaliere O.M.S.

'' Durante la intensa ~reparazione e durante le operazioni e le battaglie del Ternbien, dell'Endertà, dello Sciré e dell'Ar;cianghi, quale capo reparto lavori del comando S.!:!,


426

Allegati

pcr:i.ore genio, dnvH 1 :.irgo contributo alla riusci t,i de1 l e operazioni. ComH.ndante di una fort e colonna , tu LocarrdtH dc\ l,.ac ,ùlè atl 1\dd iu Abeba , s up enmdo grnndi d i :'ficol tà novut e a l

t c rr:::_

no, a l l e o s tilità delle popol:17,ioni ed all ,3 bnndP. cìP.i pr!:. doni, dava sicu::-a p rov;,. di ene rgia, d i p e ri7,ia e vnlore di fr onte a i

p ericoli."

Guerra di Et iopi;:, -

g iuf;n o 1935 ·· g:i u.gno 19Jfi .

b) l\ìe dagli e d 'O ro :

1\urelio ;\J ,ONil - 'Penent e di complemento del Genio , nato a l•' al v a t<~rra (F r o,~inon<) ) n e l 11.l')é - ,lc l Xl I

" Vo l ont a rio i n un' n zione c ontro i Ll\1 ,->.

r ib c~l.L i , ,-Lcco rtot;i

ù :i

min<1 c ciH chi l n ,,1,1ico in f o r~e s;ul f i anco 1.k, llo t; chi e

rar:re nto , con e;en e roso i mpul s o , c hi ,..ro 1.nLu:i t;o t:1t t i c o ,~d i.rnc!,;i:oti bi.le s lanc j_o, p iornù,wa dì sorµr c s r, ~;ull ' a vvert;:.!_ ri.o che , s o prélffa tt o, n llc ntnva la prP.:, :-;ionc sb.1nd;c;.ndosi . Non p:1 go ùel ~,uc ce s r·o ini z i r.lc ottenuto, che pc,rmcLt ,:Vft a l le re:otanti. for;:e di nrendc r c posi7,ione , con un p ugno ùJ

a n i1:10 ,·;i , ai

{je t.tav a

t.i., impe gnava co l

a l l 'ins ee;uirn e nto e , primo frn t u._i

nemico stre nuo cor:::,o ,., corpo. Crive J 1~

to di. ferit e , coni;inu,1vH " comù,1\. bi re e él Ù .i.n e i t;an, :t llél lotta finch (' , in un tù timo aè:S c\l to, c ,'tcl r,vc, ero ic:,1me nte suJ. campo. l''ul e;icio esempio cìi :c;ublimc ca.r<liniisnto."

Pa ~;so •rermab er -

7 sette rnèi:r·e 1 SJ 6.

lrancesco BUSI t;NAN I -

Sot Lo tenente del Genio, m,to gn,· il ;;[/[./1913 -

,i.

Bo lo

clc,llrc 15A Corr,p .

(i n co1c,rnuta7,ione delJ.,•. l1,edc:1;lic\ cl 'Argen Lo confcr.i.t"gli eon Regio Decr eto 14 luglio 1937) - ::tlla memoria. " Sebbene febbri ci t,,mt. e dn due g iorn i, r::i.g r;i u ng;r;v,, q;ontan ::._


427

Allegati

amre ntc un rep,1rto che recnv,1si in soccor é- O di u n fortino Rsse di nto e con pArole nobiJi, che rivel AvAno tut t o il s uo profondo pntriottismo ,

chie d eva c d o t t e nevn <li fnr

r-:,rLe ù c l L:1 ::;pedizione. InconLrnto i l nemico in forze s~

p<-;f'i_ori Jo attaccava ;u·dit: ,mente per due volt e : ùl:1 b,•i~ ne Lt<i , n ,:-:pi ngenùolo e dimor;tr;,ndo di pos,.,ede re rerizia,

cr: lrr:a , in c:irfnc corHggìo e s prc z 1.,o del p e r i colo. Ne llf ri 1•

tirn t,, ,1 cui s ucc e:c:e,,ivm:1 ente i l {';H to

d :1]

r e pnrto era :,tato obbli

nurnero dq:;1 i uvv e rsnri, i nci.tavn i

ni. :-, I L , r.c,sistfln?.11 :-;'; ci!:l impeùi r fl , con i

arn n o:è i

propri uor,1:!:_

:,rnoi. continui e

('Ontr:c,tt a cchi, l ' ct r:c,1rchi ; un1,nto. ~·eri t o a n:nrte 0

dur:1nt e J 1 ;1:-;pr. t l ott,1, J (l ~; ue uJ. time p« role (~r;,no (,uc :,t e : " ::i.i 1•;nor h,;'./T.1-'.Ì.OI"(! ,

ruuoi.o cont e nto per i l mi o p,w r.;e ".

i"ul

g ido c :;e11,pio di a \. t() v i rt Ci rrl"ilit:,i ri e di ]'ìUr o e roit, r:10 ."

t on,-, di Cor-o r;mae -

~·rancc' GCO .Jl

;:1 lug lio l ~J6 .

Ji:;N~:DE'1"1'0 -

Cnmicia ncrn s ccl ·t n , m , Lo n IV:on L~ miletto (AV) il 4/2/1905 - tie ll a 2A

Comp. spec .Genio della Divi.sie_

ne 2H ottobre -

nlln memoria.

" C,·1po nrr1,, di un,, 1'1i trne;lin.trice Fint co ntinu:1.v n p er t u!_ tn Jn <lur:.1t n del

cornbattj_rrwnto

H

far f uoco sul

nemico , in

f lig,•~c n dogli gr;wis, ime rerdi ~e . CaduL i l'uffici.ile

e i

e, • ri,.:qu"dr;:. del t:uo vloLone, ciiri rwv,1. il ùwco di ques ta con

r ar<1. compctenzn, finclHi una scaric0 nvve rs,1ri"

no n

lo fulmirwv;:i sulla sua s"Le s r.:é\ é\rm.:t . I portc1feri Li ùovev0_ no st c1cc ar e a vivn for7,a le sue mani ùall'anm1 che anche

dopo morto e g li non aveva abb,tndomito. Eecmpio nobilis s i eo di

,1t taccamc nto

Uork Amlx , -

al

dover e ."

-,,.7 feb brc1io 19J7.

l'ietro GRAL1GNA -

c,,pornle del Genio, n,,to a Lugo cli

Rom~

gna (ili\) i l ;>O/J/1912 -- dell a J~ Com}J . idrici speciale .


428

A llegati

" Sotto il viol ento fuoco di nucl ei ribelli attaccato con

i

llllé\

che 8Vcv;:i.no

squadra di lavoro, anzicché ripiegare

compagni di fronte al nemico preponder:,nte, a~

corrcv ,t all 'au tomezzo n l.ui in consegna per x·ecupf! r H!: lo. Hipetutamcnte colpito, con superbo :,prezzo del p_§_ ricolo, Gi ay:postavH per rispondere al t·uoco. Allo n ta n,,ti s i i nemici , sebbene n o ve volte ferito, inv<ice di p orsi in salvo, si portriva al vol,inte dell 'auLot:arro; spentosi il motore p e rché le gambe fer~te non conse~ tivé,nO

1,,

giur;ta manovra, con :; upremo :,;for,10 di

tà, scendeva a terra , avvic,v,, a mano il mo t ore r,

vol og c on

ducP.va l 'nutom ezzo al po~, to mili t are pi1'1 vicino . Giurr I. o di c:sangu, tto e in fin Lli vi tn, al medico a ccon;o di cv va:

"l':. tioi o c ont-= nto di. a v e r fwtto il rnio dovere; so

J o mi dispi n c c d i non riv cr

potLtl.O r i pre ndt,n, i.l

le ." conti nu~wa all ' o:, pcdnlc , rno l g r Hdo l e .fcri te vi e dolo r o:;:c , Addis Abebn -

,.1

r u c~ gr~

m,mtcnerc con Le gno fi e ro ci r.ontr;r;io r,o •.

28 lLtglio l':)J6.

DomeTLi. co Jli\H.ONDO -

Capt t<ino di compl. del Genio, nato a l!'inal e LigLtre (SV) nel 18':)9

del

lr1 Hegia Hesidenza di Gaint. " ,ìvverti Lo che orùe abis s ine si ùirigev,~no v cirso Arbi Gtu"rbià per ar.taccare l<'l sua residenza, nonostRnte l ' ordine d i

ripiegamento :;u Jlebn, Tabor, volle, per t~

nacP. a l;taccé11:iento Ft.l.lé!. regione fiffid.atagli, rimflne re al s uo posto , organizzando si a difesa. Attaccata

la

su.a residenza da forze preponderanti cd abbandonato ùai capi , benché :ferì to ,tl primo momento, comb11tté per tutto il pomeri g~'.io, respingendo sempre ogni tentativo nemico. E sauri te le muni ?:ioni di dotazione indi vidmùe, dopo ,1ver inflitto :'li ribel li perdi te ingenti , riunì b i

f; u pe rstiti intorno alltt Bandiera che non tu ar,rr.ain'.::.

ta, con la visione negli occhi del Tricolore cadde,


429

J\llegali

fronte rù n e mico, sopr,1ffc1tto dal nwnero, col r.;rido ri i! Vi

1 'I t c,l l i « ,"

V <l

drbi Gherbih - 10 se~ t emhre 19J7. Inoltre , s ì

ri1Jortn la r:.o tiva zione della 1V,cd,1 r.;lì é1. d ' Oro a l Va

lor ]1,ili t,,re conccRsci fl.d tm mili brrc de l

Ge nj o p (i r

wt t _1_ Co m,J l ~

tì ìn un periodo in cui prcc: t ,1Vél se rvi 7.ìo in ;, l tre Arrnn . Loren1/.0 l'ROLA -

geni ere tel e grafista poi

!, .'rc n

di coqi!.err.cnto

di Fanterirt . " Volontario ·per l n C8m1JC,ena i talo-etìopicct , rl:wr, c ont i nue e ripetute prove d i v nlore personnle , np ìri to di sacrifici o e di nbnogH:.sio n c . p:re

c;r 1.L mo e

Conscio de ì perì coli cui

sì

e :~ponev t:,

sr, r:1

~ere no, erFt. r+~P. rnvi gl ,. 0 ~1 0 e :;; empi o di r·1.uci.ac 1n

t~

dì :H'riìrrento aì propri :-1~;ct1ri. Aiutante rn,11;,, ,:.i or·c uJ. tmt;ta

L:li.one , in un momen to c c·iLì co dell.<1 lott:-1, s oLLo

P 1t1i n rJH

r:i.zione d ì f uoco ::wv e rsa rio, con e:3ernplare c: 01·,,.. ggi o :so d c:l pericolo , ,;o sti tuiva p e rsomllme nt e i l

ti

re

:;y,re,~

tiratore di u

nc1 mi trael ì aLrìc c pe Rante e , con -i;i ri ben agg iust ritì e r•~ìc:.:!:_ di,,lì , concorr cv" a ricn c cìare ed in Eeguire J e :ò OV(!Y'Chi nnti for ze avverHarie . In :tl t r a comb,1 tti.nwnto breve nm viole nto con 11.rr:1a ti ribe ll i,

vi:.;to cadere ì.L gradtJ.D.to inc,1ricato di rec,,pì ktrc un o nli ne

,,d

un rcp,~rto , vì n i r e c a va r,ersonalmr-i n te , ai.·travc rr;o

u na

:,: om, battuta d:c, i.ntenGo f11oco nemico ." A.O • .L. -

l':Jlil

e) N1edaglie d ' Arp;ento Jnuntaz 1·:ohamed ABiJUl ,L,H - lltg. lapp::itorì artieri 1nùì geni Harch o S erg. l'ie t ro J\C.t;RlJI -

lJ/5/19!6

1- Comp. h'r :,pe cirilc

Gabba -

26/12/19 ì 5


430

Allegati

,1

c;c, ,ro Nur ADEN -

Bte; .

Zappatori artieri i ndigeno

Harcho ··· 1J/5/19.3f.i - cl.I la mrmoria Te n. Onorio AGN~SA -

Conmissariato fua caJlè Nevt:1 !,e ghè - 18- 25/9/l:'i 37

'.!'~_S_alvatore ALI3t:H'l'I - 17~ Comp. mist ,1 Genio

Uarrò Katenà - 15/.3/19.38 - aJla memori.a

cc,J . m._ Vito ii:fa !·:S?.: -

LXX. Bt g. co loni ,,l e

7/t'/lS'J'.)

Aù,lfisci um (Go ggiam) all;i memoria ~n ._ Vi.ncfm7.o 1\POl,LOì\] O -

IV Dt e; .

lJHC!l(' -

rirt.icri

'.-'.%/7/1 9

Htg. ;r,app a t o:ri

n ·

di rnnrci,,

nlln rlt'!TIO ritl

r-tr"ti<~r:l. i ndi gc,no

c tratla liiireho-li,u-n:,r -

l J/5/lY 36

al}R mr>.mori::-t M;c111 ·0

DLg . t n1n1n tori ,1rti e ri i n di:,'.,~no

ti.oh, meù A f·; ~; /\N -

strri.dtl. l!areho-Harrar - 13/'.i/19JG

alla memor·ia ~n . Adnr:·,o Il1'LLI1H -

XXXVII Bt g . mif,to Genio

J\mba ,\ddi. r·;,u:;u -

22/'3/l'i ','( - a ll,t

:·'..:,;..!}, . l' . G.l3,i L~i s ta BI ONDI - !,e z. HT Gru.pµ o Bri.nde Altopi,:,no Dembee;uinà ·· l '.i/12/1SJ5 ·· a J1a l'.lemori,q 'l' . Co]. !3alvntore C,ì i.ì,. AIUTA -

Direzione Genio Ad di s Abcbc1

cas ello di SalalAklà - 6- 7/7/1936 gcn . Giann i.no GA}'OVlLL!\ -

4A Con:p. iù.rir.i del 10° Hgt. Cenio

Dolo -

c a p. Ettore CA VALLI -

27/6/l~J6

Sez . sp,: ci nle B'errov ìeri l,ddélS Dukkrnn -

Scr1<; . Vincenzo COCCIA -

'(/(/1936 - nJJa memo rin

Comp. mù; U, Genio 2A Div. ,~ri trca

Pas:;o l\,ecan -

.\1/ J/19 36


431

Allegali

1 ° ~ Domenico COCOL,, -

51~ Corq.J .

Za r;pntori ,irtic:ri

Garr,mul,•. ta -

;Y/ /6

Ce r cer -

G/LO -

C;1 p. Nicola COZZOLINO -

Di visione CC .

-- JO/S/19 J6 20/n/1~; J fi

NN. "'.reve re "

CA.sello di Znl:-sl:-1klÈL gen . CoE;imo_p,•: .~NG.~1,IS -

1

A

l~:/2/l'.!J7

f,ddis :ìbcbn S c: re, . l.. .

6-'l/'l/ltJ \6

Comp . r::ccc,<nici-clettrici,.,ti

Dur,mtc DS I.Lmi'.:ìll C 'l 'I:i - XVJ. Cor:1p. mj sti, co lonial <~ torr ente :iengi

~l -

Add3 Bek MRl ech -

12/1 0/19 J7

2/J/19JG

alln memori a

aulu.k lln:.. ci J'ur, uf Jc:1J'.I -

Cornp. mil-; tg Ge nio XVII Bri,'.'., . Go1 o

ni;,1L1;

,1 Rcn ro D.,:r:ré J•IDO -

-

Gau1awa 1·1 cià -

Btg . 7,:tpp:~tori. arti r,ri

lC./ 1/lt; lF i rnii r.;,~no

s t rr, d c1 Har eho-lfarrar -

l 5/'j/1.9J{i

alL, me rr:or j_a c: :'< E_._ LUCl.é\nO ii'OHLI ' -· X:Y..X Btg . za, pat ori

,)embegui.n/c1 -

arti (c' l'i 7° H;::t .

l 5/12/ 19 Y5 - : 1..LJ a rr. e

moria f,C n . Luigi GAL1'1\Z1/,I -

2° Rgt . Ponti e ri Dolo -

•rcn . Hc1ffacl c G.1 !3}·i-l ERI -

5/6/19J6

Comando Genio F t . ;,l\. :,orn:ilia

S0mc1li a -

ottobre ' .)5 -

gennaio ' 56

alla memori a g en. Mario GlORDANO -

1

A

Comp . sp ccicùe Ge nio DcsGi é

Dcmghczi é -

Serg . r,: . Vincenzo GH~ CO -

:?9/11/1936 - ,,11,i rnc,rr;ox·i «

Dt ~ . mi sto Ge n i o d e l

Go ver no cl.ci

Galln e Sid=o - •. ruJu Bo l - 2/b/l'JJt allrl memoria


432

Allegati

Ascaro t1,oh8.rned l!,dt ,::D -- Bte .

ZaJJpatori artieri indigeno

str:1.d a Ilar eho-H a rrar -

l J/'5/19J6

aJlc1. memori a Buluk Ila, ,ci th;, en JU::iUr' -

Vic e Reside nza d i

Gebb~1 e N.o e h e dà T.Col . }'ict ro Ll\ C,,~t -

i\.lefi.1

lJ/11/193'/

Com .te treno ,,rm,1 to ferrovi e ri linea D1.1krnn-Akr,.lti - f..oggio -

7·-1 '2./7/ ' 36

(i;ià docor~1 Lo co n: 2 Merfo.gli e ci ' Arge!l to e 2 Croci di Guerr~ n e l 1~1 5-'18 ; l !,:ed: 1glia cli Bronzo , 1 Cro ce di Gue!:_

r :-1. , l

p romo,:.i onc pe r r. .,n -i to d i (;uer-rc1.

c;d 1 T)nJ r;;o 1/.ionn in s . p . e . n e l c orr;o dellc1 Crnq:-r-1e;n:ci eti opic.1) 4A Co r:,p . Tririci d el 10° Hg L

gen . t\ntoni o LUC :..:I!INI -

2'1/fi/ltJG - al],~ memori a

Dolo >;,..rg .

l·:11g(rn:i,..9_!·'' CIOT·r;1 H01Ml.ùLH -

::il

A

r:onrr . ·rP. l oP.:r,, f i n ti

kmgh e i - 17/9/1936_ ·r. Co1. t;iovanni li:AGGIO -

G<mi.o

a lla 1:w mo ria

IV Btg. Zar,p:citori ,,rtieri

A.O. - o t t obre 19 35- luglio l~ JG ;.:.!:_ll'..:.11;.

Gau ri en" io lu, G~ IO HI:n

-

':il - Corq; . Telcer:1fù• ti

Liln ghe i - 17/9/1~?36 ·ren . C;cirlo l'. .,1N::;O - ::ìcz .

m.' Grup po Bande AJ.t opinno

Dembeguinà - 15/12/19 35 - :111,, mcmor·i n 'l'cn. A1-w,muo 1.. ,\li:'l 'INI -

;,>ù

net .

Pont ieri

1-.·:nlca Guba -

'/ /'! /1'3 36

( d ecor!it o .1n -

chc con 1 J,;cdnp;l i a di Br onzo) Tcn. Edo a r d o Ju\ S C,1GNI -

Btg. Zappatori r1rti eri i n d igeno

11~, cn r o ,, bò u l li1h r,.Ol[;;t, C:D -

l.ltg. Zappatori ar tieri ind igeno

strGd(l llc1reho-Harrnr - 1J/5/19J6


433

Allegati

,1fjc:,ro ,111 1,.01!,d,C::D -

;>~ Co1~1µ .

iltg, Hrtir~ri coloni'."',l é" dcll,1

Somalit'"t

Gumbusciù ,\ndode ,, ,·;caro Adafù OL;H -

29/J/1S37

3tg . Z,1p3Jc1tori n rticri indigeno s t rnda Harcho-Harrar -

1J/5/ 19J6

'i'. Col . 1''rancec;co P,,L;\ 'JINO ·- Corné1ndo Genio dell:i :3 :Jm:·.Jict

U,tranda b Harar -

l 7 / 1\ - 15/5/l ~i J6

(hn o Lt c: nuto :mche ]

pror:o z io nc per

merito d.i gu.crra) ~

- Lorenzo Hi\SIA --

175A

Corn p . H,i dio Lcl ep·:;fi:.; ti

Bìlbo .L à Ghcorr{hir.; - 6-9h/l'.:U6 (~e n. Libc r,,Lo HUOCCO - G~ Co:1~p . :·:pE:ci :ùc G,:nio

5-6/6/1936

Ioal.Ht -

g (rn , Vi nc,?.n:~o :>;1LOh,ONJ~ -

C:omp . rnis t :.i. Genio X Bri 17, . colom .,,l e

21/9/19 .37

::i ib:l 'l'P.n .

Vi to L;,Ul(O -

.ilt g . ,1 ,,t,:·pHtori ,.1r ti i:, :ri in<lir;cno

A .o.

:, .·ren.

i'!omu,ll cto ::, tfo'i1GLJ11 -

-

Dttobre 1935-m:1.,o;r-;io 1936

XVI Brie . coloni ,ll,i

torre nte :':e n;-;ii.1 -

L ~/10/lSH - alL<

rr;emori [1

i;cn. Giorù~"lno ~)gGi\'.:CO -

1"' Cornp .

H1l 1 s p e cie-ile Com8ndo Geni o

Ga bba - 26/12/1935 ~ · Si ro '.iEi(J{AVA.LL.S

-

m

Btg . ZappRtOri •ffti8ri 7° Rgt .

Genio 1' en . Concezio

:;r uo

BIUGL\NO -

:Jurc '.oc:~. ];,. Otello ~1"11.J.IA?H -

JJembeguinà -

15/l c'!/19 J'j

Con:~issario di Gore:

7/CJ/1939

Co::,p. liè,dio Gondar

Ader~eg -

2)-26/8/1937

( d eéèO :Ccl to

0

mche con 1. rv;cdé·, glia d.i

D1~n~o cdl Croce d i

Guerra)


434

Allegati

C::i p. 2~Llf~e ppe 3'.r:~I N;~;H

a!~segn~1.t :) ~-11 -LJ 0

~

'.·ìelaclnca---Af Gag~, -

scllctta ~ - 21 40

~

1

rlgt .

i.• ant,~ri

a

h/l.>/ll; 3':5

2: / 2- 3/ J/lS J6

--Nn.scr 'r.t\3~- Bte . Zappator·i.. art i ,~ ri j_ni..-tig(~ no

s t r Hia J-lareho- Har1·,u· e;en. Amleto 'l'R,1V11GL I -

lJ/:ì/lc, J 6

XXXVII Dtg . misto Genio Arnba Addì h;w:mò -

2 2/9/1 9

n

alla memoria ~ - '3::ùv :itore 'l' !ilNC,1 -

llA Co ,:~ p . •ni st:1 Ge nio 1 1. ~ ilr-i,3 .

Bocc i b Gu.randE -

d7/1~·J7

C:wi (Im,n rrò ) -

>6/ S/1 9 37 - n lJ. c;

lllC;UIO I·ia

11(-i b i

'.ìc,,b r,.Li

-

l0/6/J. 9 l6


435

Alleiati

Allegato n. 44 (rif. pag. 157)

Francisco PRANCO Francisco FRANCO BAI-IAMONDE nacque ad El Ferro! il 4 dicembre 1892 e morì a Madrid il 21 novembre 1975 . Ultimata la Scuola di Fanteria a Toledo nel 1910, prestò servizio in M arocco, dove comandò la Legione strani era "Il Tercio" dal 1923 al 1927. Dal 1927 al 1931 comandò la Scuola miJitare di Saragozza, che in quell ' anno fu soppressa per l'avvento del Gove rno repubblicano. FRANCO fu quindi destinato alle Baleari, quale Comandante militare. Nel 1934 fu inviato ne lle Asturic a reprimere lo sciopero de i minatori e l' anno dopo fu nominato C apo di Stato Maggiore dell'Esercito; ma nel 1935, con l' av vento al potere del Fronte popolare, fu dcstil11ito dall'incarico e destinato alle C ana rie . Nello stesso anno si recò in Marocco ed insieme ai Generali .losè SAN.JUR.TO y SACAN ELI ed E. M OI ,A lanciò il "Pronunciamento" e, a capo delle truppe coloniali, passò in Spagna dando inizio a lla guerra civi l.c . /\Ila morte del Generale S AN.JUR.TO, avvenuta a L isbona il 2 1 luglio 1936 pe r un inc idente aereo, divenne il capo de ll 'esercito di li beraz io ne. li 29 settembre 1936 si fece no m inare Genera li ss imo dalla G iunta d i Bu rgos , Caudillo ad aprile del 1937 e Capo dello Staio e del Governo nell'o ttobre de l 1939 . Instaurò un regime dittatorial e , seg uendo il programma politico della Falange e represse ogni oppos1 z1one. Ne lla seconda g uerra mondiale mantenne la Spagna neutrale, inviando solta nto alcune formazioni di volontari sul fronte r usso. Ne l 1942 istituì le Cortes, mitigando alquanto il regime dittatoriale, e nel 1947 fece approvare la "Legge di successione" , che r ipri stinava la monarchia, e des ig nò Juan Carlos che sarebbe divenuto Re alla sua morte.


436

Allegati

Allegato n. 45 (rif. pag. 157)

Migucl PRIMO dc RIVERA Miguel PRIMO de RIVERA y ORBANEJA, Marchese di Estella, era nato a Cadice 1'8 gennaio 1870. Nipote del Generale Fernando PRIMO dc RIVERA y SOBREMONTE, aveva frequentato l'Accademia militare di Madrid, dalla quale era uscilo nel 1888. Distintosi nelle Campagne di Cuba, del Marocco e delle Filippine, divenne Governatore di Cadicc e poi Capitano Gcncrnlc di Valencia, di Maddd e della Catalogna. Appoggiato da Re Alfonso Xlll, fu tra gli organizzatori del colpo di Stato del 13 settembre 1923 ed instaurò una dittatura militare che durò fino al 1929. Costretto a lasciare il potere perché esoneralo dal Sovrano, in seguilo all ' aggravarsi della crisi economica ed al rafforzamento dell'opposizione, andò in esilio a Parigi, dove morì il 16 marzo 1930.


437

Allegati

Allegato n. 46 (rif. pag. 164)

.Tosè Antonio PRIMO de RIVERA Josè Antonio PRIMO de RIVERA y SAENZ de HERREDIA, Marchese di Estella, nato a Madrid il 21 aprile 1906, era figlio del Generale Miguel. Avvocato cd uomo politico, ebbe una breve esperienza nell'Unione Monarchica Nazionale. Già nel 1930, nel corso di una manifestazione a Bilbao, aveva predetto che presto la Spagna si sarebbe trovata di fronte ad un violento sconvolgimento. Nell'estate ciel 1931 formò un movimento per il rinnovamento de lla nazione, il "Mov ime nto Espafiol Sindacalista", che, il 29 ottobre 1933, si trasformò in "Palange E spafiol a", raggruppamento politico-parlamentare di ispirazione fascista. Il 27 febbraio 1936, dopo la vittoria del Pronte popolare, il nuovo Capo della Polizia, Alonso MALLOL, ordinò la chiusura della sede centrale della Palangc, che era in via Nicosio Gallego. Il 15 111arzo .Tosè A11lonio fu arrL:slato e condotto nella sede de lla Direciòn Ge nerai de Seguridad e, dopo vari interrogatori, fu rinchiuso nel ca rcere di Alicante insieme a suo frate llo minore Migue l ed a sua cognata M argot LARIOS , che fratta nto erano stati arrestati. A novembre, con l' avanzata de i naz ionali sti, sempre piì::1 pressante , ai tre venne montato un proce sso, con l' accusa di attentato alla sicurezza dello Stato. 1117 novembre il tribunale popolare emise la sentenza di mo,te per Josè Antonio e di ergastolo per il fratello e la cognata, tramutato poi in 30 anni per Miguel ed in 6 anni cd 1 giorno per Margot. Alle 6,45 del giorno 20 Josè Antonio fu fucilato nel cortile del carcere con altr i quattro condannati a mmte.


438

Allegati

Allegalo n.47 (rif. pag. 167)

L'ORGANlZZAZLONE DELL'ESERCITO SPAGNOLO

-

-

a) nel territorio metropolitano: Ministero della guerra 3 ispettorati: - I Ispettorato: + I" Divisione di Fanteria (Nuova Castiglia) + 2"Divisione di Fanteria (Andalusia) + Divisione di Cavalleria (su IO Reggimenti) - II Ispettorato: + 3" Divisione di Panteria (Levante) + 4" Divisione di Fanteria (Catalogna) + 5" Divisione di Jìanteria (Aragona) + nrigata da montag na - TIT Ispettorato: + 6" Divisione di Fanteria (Norte) + 7" Divisione di Fanteria (Vecchia Castiglia) + 8" Divisione di Fanteria (Gal izia) - 3 Zone autonome: - Isole Baleari - Isole Canarie - Campo di Gibilterra

Madrid Madrid Madrid Siviglia Madrid Valencia Valcncia Barcellona Saragozza Burgos Burgos Valladolid La Coruna

Palma di Maiorca Tenerife Algesiras

b) nel Marocco: Legione straniera, su: 6 Battaglioni , 12 batterie e 2 Gruppi di aviazione; Regulares indigenos, su: Guardia califfana, 5 Gruppi regulares (ciascuno su :1 Tabor di Panteria cd I di Cavalleria), 5 Mchallc califfanc (ciascuna su :1 Tabor di Fanteria ed I di Cavalleria); Cacciatori d'Africa, su 8 nattaglioni.

Nota: a settembre 1936 raggrnnscro il tenitorio metropolitano soltanto la Legione cd i Regulares.


439

Allegato n. 48 (rif. pag. 175)

FRASARIO CONVENZIONALE ISTITUITO DAL MINISTERO DELLA GUERRA ITALIANO IN OCCASIONE DELLA GUERRA DI SPAGNA.

-

-

senza bagaglio senza seguito treno grado e cognome direttissimo convoglio Venezia Rodi Lipari Palermo Marsala

= in borghese = disarmato = piroscafo = nome del piroscafo = = = =

aereo nave da guetTa Genova Sardegna = Baleari = Madrid = Majorca

D irettore trasporti

= Capo del Governo

viaggiatore macchinista fuochista Ferraris Mancini colli

= volontario = nazionalista = repubblicano = Col. Emilio faldella = Gen. Mario Roatta = missione militare


440

Allegati

Allegato n. 49 (rif. pag. 175)

PROGRAMMA DI AIUTI MILITARI DECISO NELLA RfiJNTONE DEL 14 GENNAIO 1937

B. Programma minimo (da attuarsi entro il 31 gennaio 1937). I. Esercito: invio di 6 gruppi Banderas, al comando di un Generale; ciascun Gruppo su: 3 Battaglioni, 1 Batteria, l. Plotone mortai di assalto, aliquote dei servizi di Sanità e Sussistenza, per un totale di 11 .046 uomini (474 Ufficiali e I 0.572 Camicie Nere). 2. Aeronautica: Invio di 30 aerei da caccia e da bombardamento (15 R. O. 37, 3 S. 79 c 12 C.R .32) con personale italiano. B . PROGRAMMA MASSIMO (da attuarsi entro il 10 febbraio 1937).

l. Esercito: Invio, oltre al personale ccl ai materiali di cui al programma A, di Divisione speciale, così eosliluila: - Comando; - 2 Reggimenti di Panteria, ciascuno su 3 Battaglioni; I Battaglione mitraglieri; l Plotone mortai da 45 millimetri, su 18 anni; I Plotone mortai da 81 millimetri, su 6 armi; I Regg imento di Artiglieria, su 2 Gruppi di 3 Batterie da 65/17; I Compagnia mista del Genio; 1 Reparto lanciafiamme e chimico; I Sezione Sussiste nza; I Sezione Sanità; - 3 Ospedali da campo; 1 Autoreparto, su 4 autosczioni; per un totale di circa 11.000 uomini. 2. Aeronautica: Possibile invio di 12 apparecchi d'assalto con personale italia-

no.


441

Allegati

Allegato n. 50 (rif. pag. 179)

Mario ROATIA Nacque a Modena il 2/1/1887 ed il 6/1/1918 fu Ufficiale di Fanteria durante la prima guerra mondiale. Poi fu Addetto militare a Varsavia, Riga, Tallin ed Helsinki. Nel 1934 fu a capo del Servi zio Informazioni Militari (S.l.M.) e ad ottobre 1936 Capo della Missione militare italiana in Spagna (M.M.I.S.), ma venne sostituito nel 1937, dopo la sconfitta di Guadalajara. Nel 1939 fu destinato a Berlino quale Addetto militare ed a novembre de llo stesso anno fu nominato Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, carica che mantenne fino al marzo del 194 l. Da Generale d'Annata comandò la 2A in Croazia e poi la 6A in Sicilia. Fu Capo di Stato Maggiore dell'Esercito da giugno a settemhre 1943 e 1'8 settembre passò l'incarico al Generale Giacomo CARBONI, per seg uire il Re a Brindis.i . Fu anco ra Capo Ji S~ffi nel Governo BADOGLIO; venne processato per atti rilevanti commessi durante il passato regime e per la mancata difesa di Roma e fu incarcerato i I ·16/ I I /1944. Riuscì a fuggire cd a riparare in Spagna, ma contro di lui fu e messa una condanna aJJ' ergastolo in contumacia , condanna che fu annullata nel 1948: Morì a Roma il 6/l /1968.


442

J\llegati

Allegato n. 51 (rif. pag. 179)

Carlo FAVAGROSSA Nato a Cremona il 22/11/1888 e morto a Roma il 23/3/1970. Dopo aver frequentato l'Accademia di A1tiglieria e Genio di Torino, fu nominato Sottotenente in s.p.e. dell'Arma del Genio. Tenente al 5° Reggimento Genio, fu inviato in Libia il 21/11/1911 e, dopo la Campagna italo-turca, destinato ali' Accademia di Torino quale Ufficiale ai corsi, dal 20/3/1913. L'l/2/1915 fu promosso Capitano ed inviato al 1° Reggimento Genio per la 14" Compagnia Zappatori. L'8 luglio 1915 ottenne una Medaglia d'Argento al Valor Militare e l'anno suc cessivo fu destinato al Comando della 49" Divisione e poi a quello della 5". TI L7/6/1917 fu incaricato di realizzare la linea difensiva di monte Romhon, ope razione che portò a te rmine in soli quindici giorni e tanto lodevolmente da me ritare la promozio ne a Maggiore per merito d i guerra. li 17 gennaio 1919 fu assegnato all a Missione militare a Vienna. Tenente Colonnello al Reggime nto Perrovieri , fu promosso Colonnello il 9 genna io 193 1 e nel 1933 fu di nuovo in Accademia . Il 1° ottobre 1935 assunse il Comando de l Ge nio del Corpo d ' Armata di Roma e l'll giugno quello de lla Brigata meccanizzata "Siena". Generale di Divisione dal 25 aprile 1938, ebbe il Comando della Divisione "Pistoia" l'anno successivo e, quindi, fu nominato Presidente del Comitato per la mobilitazione civile. Nel 1940 fu Sottosegretario di Stato per le fabbricazioni di guerra e nel 1943 fu Ministro per la produzione bellica, nel Governo BADOGLIO.


443

J\llq,ati

Allegato 11. 52 (rif. pag. 185)

CIRCOLARI DI MOBILITAZIONE DI REPARTI DEL GENIO

E PERSONALE R REPARTI DEL GENIO SBARCATI IN SPAGNA

-

-

10

a) Cin.:olari di mobilitazione: 07/01/1937 n. 1080/369 - Compagnia Radio di collegamento 21 /0 l/ 1937 " 2250/369 - Servizio intercettazione RT 08/02/ l 93 7 "4020/369 - IO" Sezione Fotoclcttricisti b) Personale e rep,u-ti del Genio sbarcati in Spagna: 25/09/1936: personale vario: I 3 Ufficiali, 151 Sottufficiali c truppa 09/l O/ 1936: 2 Sottufficiali e truppa 23/ I 2/ 1936: Compagnia Collegamenti RT 07/O I /1937: Compagnia Collegamenti RT 11/01/1937: 2 Compagnie miste (per unità m iste spagnole) i ()A Compagnia misla 14/01/1937: Compagn ia mista (5 Ufficiali, 153 Sottufficiali e truppa) 11 /06/1937: Compagnia mista (8 Ufficiali , 179 Sollufficia]i e truppa) 16/06/1937:

IO Limitatamente a reparti autonomi e quindi con esclusione di quelli facenti parte di Grandi Unità. Naturalmente sono esclusi i volontari affluiti isolatamente in Spagna con la qualifica di "Volontari per esigenza O.M.S."


444

Allegati

Allegato n. 53 (rif. pag. 229)

COlllUNICA:UONE RISERV1\TA DEL 11INI S TERO D.E:GLI 1\1',JNIRI ESTERI AL MINISTERO DELLi\ GUERPu-'I.

l\.11NISTr'.RO DFCI.I /\FFAIU E STF.RI

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445

Allegati

co i n! insistere prc·s~~o il C c11r:· 1-nlis:c;i1110 J)tT i1h1~1,-.-nr q11csto p1111lo di vi~;.t;.1 tedesco. F. q11cst.i ~olnzionc 111ilil~n-c llnn v:-i riccrc;iln in un l t' H)pn ln11l:11 1n, 111,~ pn ,s·~i1nr-1. ) ) 11 cnllcga1nc•nt11 Ira Vulkn1,1.nn e Bt··.-ti d c\r cssc'"tT· ;1s~oluh• e coi di;1k·. ln <1flre p ;:uT,lc: Fi-.-.u,co dt'T(' ;n'Pre nettc:un e ntc l'i111pn,~siu, 111· c he i du<: R;1p p n:se11!<111I i n 1i!il a r i de!l'J1;1li:.1 e della Gcnn;rnia w,11 sq]:mwnlt' sono lrn lon, in pv 1fello :1cvoi-do e 11011 s ola111c11lc· r;,ppr,·-sc11l;i11<1 pc 1-f"c'11;1rncnlc le id<'c dei lon) Coven1i, ma in ogni occ:isi<>1ic l:n·,w:ulo C'cl ;1p.1scono di cons<'rva. _,J ti (;,,nrrak \/o lk111a11n q11;ilrn·.1 a1,·ss,· l'impn:ssiorw t·lw l' :1 ·1 ìn11 t_• cn11 1ttr1e i1,di,-ll·tle~;c;\ 1HHl (• su lTicic 111 <· 111r.11te ~•entita e scr. 11i ,

I:•. d, 1v,·ù i111111('dfata11H..:111c d fl'dnle ll lll·1li110. Cin::.t I:, s itu:lzio11P di Tl'l'\I CI, 11 J\/1:ircsci~-t !lo 1H >ll (' prssi1ni~; t:L Si 11 ;1ct~1. i.· vero, unic,11nf·ntc di un s u ccesso Mlil'ens:in))) da p ,n1C' d i FrranC(>, 111:1 rnc nt re j rossi dr~vn nu ;\VC" IT irnp k f?~\ tn f (.H'Z(' 1nnncr·n~C\ ,-=;npjl1 1rl;indo fnrli p t:nli tr, if' tn1ppc n,u:inn11H dt'w1nn 11t·I c.T1n 1plcs~o :1,·e1·

f,,go1:Hosnla111enlc u1w nd11c Divj~inni a l n1.1 ,si111<1dl'lle 12 n <.··.:~,i po~~~ icc.l u n, , I;' ch e dov1·l' bhL)r,J e~sl'l'C .ahhé:1 ~l :.u1·/ ,._, rn-~c lw·. 1111 c.'s,·1·c i1, , rn.1 g_g ion11(' 11l c 01 ·g,miu.ato il l"a! \o di Tt·n 1t ·I n on t,c 1·it:.ud;11" l1nppo le cve111 11 ,11i np('J"ol7.Ìoni o l lt'11 s ilie. r rn-st'

! 4 e h <' P n :s~:n :iv1c J.

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Fr:llll'o 1>cco1n: r [1 u n h: 111p<, 111 ~q!.g i()n..·, 1nn ;uJ og ~, i 11u.1d11 il 1\:1;.u t ·~t·hdlo \"il i<' tlC

i: h<· ~,I rnas~;rno pct· 111~11zo F1 ::111co dovn:l>lw t.·s s t' tl' 1nr 1·r·:-,111r nh·

pr11ntn <1IJ;1 s u:1 ~,zio1H·. 'l'c n 1d Ila dì 11 Jos 11 :ilo i11Lh1hhi.i1111' nl e 1111 miglin r :-1 1rn·nl n l l<'il ,· ,·011 ,·,··1i n11i s 11·;il1·1, i,: lte e la ll i.-1"• del Cnn1;, 11do mss n . Ì'. cli llicik r.1,ihili n· se_· c tt1 ~,ìa dovuto nw gg iorn,cnc ad in!lucn7.f'' dirf' llive russe 41\'\·T'" 0.1 fr~H1<.·(.'si. Quanto ~,gli ~tiut i 1n:1h::t iali per i n;~;si f' c hi.i n> cl1l' 01! -· g i. ha :,ggiunt<> il Ma rcscialln, essi vengono mo[lo pir'1 dalla Trm 1ci11 ,·lw 111>11 do/lo //11ssin. l.':i,ion,: i1;ili a na nel Mccli1cn-;inco e gli m·vc-

nimc nli ,l'E s lrcrnn Orie n te h:innn evident c nwnl(' fennalo in buona p,11 le gli apporti s ovie tic i. Vi cevnsa tulle le infornmz i<>n i .-ifcrisc11no c he g l i ,1i111.i da lla Francia si sono lll'gli ulli1n i \empi inle11sil"icati. li nume ro d egli uomini tl'dcschi a llualmcn le in Sp~gn a assnmrn;1 in lol;1!,· a c irca 6000». Tto l'ic tm111ar r lri


446

Allegati

Allegato n. 54 (rif. pag. 231)

ORDINE DI OPERAZIONT N. 45 L'Ordine di operazioni n. 45 fu emanato il 6 marzo 1938 dal Comando Truppe Volontarie - Reparto Operazioni con il n. 9 IO di prot. e portava la firma del Generale di Divisione Comandante: Mario BERTL Aveva come oggetto: Operazioni RE (Rudilla - Ebro). I destinatari erano: come da elenco di diramazione (del quale si citano soltanto i seguenti punti): II - Obiettivo del CTV: Alcafiiz. X - Collegamenti: vedi allegati 4a, 4h, 5. Xl - Genio: Posto distribuzione a Navarretc (stazione ferroviaria) con aliquote di materiale da ponte, da rafforzamento, attrezzi da lavoro. Accordi con il Comando Divisione "Frecce" per la costituzione di un deposito a te rra.


447

Allegati

Allegato n. 55 (rif. pag. 253)

DATI SIGNIFICATIVI SUI LAVORI ESEGUITI DA UNITÀ DEL GENIO DEL CORPO TRUPPE VOLONTARIE, NEL CORSO DELLA GUERRA CIVILE IN SPAGNA I - INTERRUZIONI a) Direttrice Burgos - Porto Escudo - Santander - interruzione n. I al km. 3 I 7,100 (sbarramento): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 2,00 interruzione n.2 al km. 317,150 (tagliata): lunghezza ml. 1,00; larghezza ml. 2,00; profondità ml. 5 ,00 interruzione n.3 al km. 317,200 (tagliata): lunghezza ml. 3,00; larghezza ml. 5,00; profondiHt ml. 3,00 inte rruzione n.4 al km. 318 (sbarramento di rotaie): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 8,00; altezza ml. 1,80 in terrn'.l.inne n.S al km . 320,500 (tagliata): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 8,00; profondità ml. 8,00 interruzione n .6 al km. 335,300 (demolizione parziale di un ponte ad arco della luce d i ml. 3,20): lunghezza ml. 8,25; larghezza ml. 3,60 ; altezza ml. 6,00 interruzione n.7 al km. 335,900 (distruzione di un ponte ad arco della luce di m I. 7 ,00): lunghezza ml. 11,00; larghezza ml. 8,00; altezza ml. 7 ,00 interru7.ione n.8 al km. 337,900 (ponte ad arco della luce di ml. 13 ,60 interrotto): lunghe7.za ml. 18 ,00; larghezza 1111. 8,00; altezza ml. 14,00 interruzione n.9 al km. 340,100 (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 8,80): lunghezza ml. 18,00; larghezza ml. 8,00; altezza ml. 16,50 interruzione 11.10 al km. 341,100 (distruzione ponte ad arco della luce di ml. 15,50): lunghezza ml. 17,00; larghezza ml. 7,40; altezza ml. 12,00 - interruzione n.11 al km. 343,800 (distruzione ponte ad arco della luce di ml. 5,80): lunghezza ml. 10,40; larghezza ml. 6,90; altezza ml. 9,00 - interruzione n.12 al km. 352 (demolizione piano stradale e sconnessione dei conci di un arco della luce di ml. 6 ,20): lunghezza ml. 19,00; larghezza ml. 8 ,00; altezza ml.6,00 - intenuzione n.13 al km. 357,100 (demolizione muri andatori di tombino della luce di ml. 2,50):


448

Allegali

lunghezza ml. 16,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 3,00 interruzione n.14 al km. 357,600 (demolizione muro di sostegno strada a mezza costa): lunghezza ml. 20,00; hu-ghezza ml. 8,00; altezza ml. 6,00 - intem1zione n.15 al km. 358,400 (demolizione parziale ponte ad arco della luce di ml. 7 ,20): lunghezza ml. 15,00; larghezza ml. 5 ,00; altezza ml. 7 ,00 - intenuzione n.16 al km. 359 (demolizione muri di sostegno strada a mezza costa): lunghezza ml. 11,00; larghezza ml. 6,80; altezza ml. 5,50 interruzione n.17 al km. 363,400 (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 4,40): lunghezza ml. 12,00; larghezza ml. 8,00; altezza ml. 5,00 interruzione n.18 al km. 365,200 (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 8,40): lunghezza ml. 12,00; larghezza ml. 8,00; profondità ml. 8,50 interruzione n.19 al km. 366,500 (demolizione muro di sostegno strada a mezza costa): lunghe:1.1.a ml. 26,00; larght::1.za ml. R,00; profondi t:1 ml. 5,00 interruzione n.20 al km. 3(i7 (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 3,00): lunghea.a ml. 8,00; larghezza ml. 8,00; profondità ml. 4 ,00 interruzione n.21 al km. :n0,300 (distru:1.ionc delle due spalle e di due campate di ponte in cemento armato a travate rettilinee, della luce complessiva di ml. 60 ,00): lunghez7,a ml. 60,00; larghezza ml. 6,00; altezza ml. 7 ,00 interruzione n.22 al km. 375 (demolizione di tombino della luce di ml, 1,00): lunghez7,a ml. 6,00; larghezza ml. 8,00; profondità ml. 3,00. b) Trasversale Soncillo-Arija interruzione n.l al km. 8,200 (demolizione di ponte in muratura della luce di ml. 3,00): lunghezza ml. 4,00; larghezza ml. 6,00; allezza ml. 3,00 - interruzione n.2 al km. 8,800 (demolizione tombino interntto della luce di ml. 2,(X)): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 1,50 - interruzione n.3 (tagliata riempita d'acqua): lunghezza ml. 5,80; larghezza ml. 8,00; profondiù ml. 2,00. e) Trasversale Entrambasmestas - Bornalon - inte1TUzione n,l (demolizione parziale di ponte ad arco della luce di ml. 10,00): lunghezza ml. 18,00; larghezza ml. 4,00; profondità di ml. 10,00


449

Allegati

d) Direttrice Soncillo - Vega dc Pas - Santander - interruzione n. I in località Soncillo (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 7,50): lunghezza ml. 9,00; larghezza ml. 6,00; profondità ml. 7,65 interruzione n.2 in località Quintanantello (tagliata): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 8,00; profondità ml. 4,00 interruzione n.3 in località Quintanantello (sbarramento di rotaie di ferro su tre ordini): lunghezza ml. 2,40; larghezza ml. 8,00; campo minato su unico ordine della larghezza di ml. 40 ,00 interruzione n.4 in località Quintanantello (sbarramento difensivo integrato da ostruzione stradale): sbarramento: lunghezza ml. 4,00; larghezza ml. 8,00; altezza ml. 3,50; ostruzione: lunghezza ml. 5,00; larghezza ml. 6,00; altezza ml. 4,00 - interruzione n.5 in località Bivio Corconle (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 4,00): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 6,50; profondit~t ml.3,00 interruzione n.6 al km. 0,200 dal bivio di Corcontc (demolizione tombino ad arco della ìucc di ml. l ,30):

lunghezza ml. 1,50; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 1 ,80 interruzione n.7 al km. 1,200 dal bivio di Corconte (demoliz ione tombino ad arco della luce cli ml. 3,00): lunghezza ml. 5,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 3,60 - interruzione n.8 al km. 1,700 dal bivio di Corconle (tagliata): lunghezza ml. 4,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 2,80 interruzione n.9 al km. 2,500 dal bivio cli Corwnte (tagliata): lunghezza ml. 12,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 2,80 interruzione n.10 al km. 4,900 dal bivio di Corconte (sbarramento): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 5 ,00; altezza ml. 1,50 interruzione n.11 al km. 5,300 dal bivio di Corconte (demolizione tombino ad arco della luce di ml. 1,00): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 1,40 interruzione n.12 al km. 6,900 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 1,40; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 1,20 interruzione n .13 al km. 7,100 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 1,30; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 1,30 interruzione n.14 al km. 8,300 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 1,80; larghezza ml. 5 ,00; profondità ml. 1,20 interruzione n.15 al km. 8,900 dal bivio di Corconte (demolizione tombino ad arco della luce di ml. 3,00): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 2,60 - interruzione n.16 al km. 9,100 dal bivio di Corconte (demolizione ponte ad


450

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Allegati

arco della luce di ml. 3,50): lunghezza ml. 8,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 3,00 interruzione n.17 al km. 10,200 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 7 ,00; larghezza ml. 5 ,00; profondità ml. 5 ,50 interruzione n.18 al km. 10,700 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 6,60; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 5,60 interruzione n.19 al km. 11,700 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 5,()0; profondità ml. 6,00 interruzjonc n.20 al km. 13 dal bivio di Corconte (tagliata): lunghezza ml. 5,00; larghezza ml. 3,00; profondità ml. 1,30 intcrruzfone n.21 al km. 15,200 dal bivio di Corconte (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 11,00): lunghezza ml. 13,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 4,00 interruzione n.22 al km. 16,600 dal bivio di Corconte (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 13,00): lunghezza ml. 15,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 5,00 interruzione n.23 al km. 18,400 dal bivio di Corconte (demolizione ponte ad arco deJJa luce di ml. 8,00): lunghei'.za ml. 9 ,00 ; larghe,1.za ml. 3,00 interruzione n.24 a l km. 19,500 dal hivio di Corconte (demolizione dei muri andatori di ponte della luce cli ml. I0,00): lunghezza ml. 22,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 18,00 interruzione n.25 aJ km. 23,200 dal bivio cli Corcontc (sbarramento stradale con terra e materiali): lunghezza ml. 2,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 2,00 inlemizione n .26 al km. 23,400 dal bivio di Con:ontc (demolizione muri di sostegno a valle): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 3,00; altezza ml. 5 ,00 interruzione n.27 al km. 2 da Vega dc Pas (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 15,00): lunghezza ml. 25,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 14,00 intenuzione n.28 in località Vega de Pas (demolizione ponte ad arco della luce di m1. 13 ,50): lunghezza ml. 28,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 16,00 interruzione n.29 al km. 1,500 da Vega de Pas (tagliata): lunghezza ml. 4,00; larghezza ml. 5 ,00; altezza ml. 2,50 interruzione n.30 al km. 1,600 da Vega de Pas (demolizione di muri andatori di ponte della luce di mJ. 6,00): lunghezza ml. 6,00; larghezza ml. 5,00; profondità ml. 18,00 interruzione n.31 al km. 6 da Vega de Pas (demolizione muro andature a valle del ponte in curva della luce di ml. 6,00): lunghezza ml. 18,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 4,00 interruzione n.32 al km. 9,300 da Vega de Pas (demolizione muro di sostegno a monte e franamento di materiali):


451

-

-

lunghezza ml. 22,00; larghezza ml. 2,50; altezza ml. 2,00 interruzione n.33 al km. 3 da Yillacarriedo (demolizione ponte a due archi della luce di ml. 8,00): lunghezza ml. 24,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 8,00 interruzione n.34 al km.6 da Villacarriedo (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 9,00): lunghezza ml. 8,00; larghezza ml. 5,00; altezza ml. 3,00 interruzione n.35 al km.IO da Villacarricdo (demolizione muri anclalori di ponte a due arcale, ciascuna della luce di ml. 14,00): lunghezza ml. 60,00; hu-ghezza ml. 6,00; altezza ml. 14,00 interruzione n.36 al km.4 da Sarrion (demolizione muro di sostegno a valle): lunghezza ml. 15,00; larghezza ml. l ,00; altezza ml. 2,00 interruzione n.37 al km.6 da Sanfon (demolizione ponte ad arco della luce di ml. 10,(X)): lunghezza ml. 12,60; larghezza ml. 6,00; altezza ml. 7 ,00.

2 - COSTRUZIONE DI STRADE Furono costruiti due tronchi stradali, uno per l'osservatorio di C.A. del M. Maza ed uno per costituire anello stradale sulla rotabile Villarcayo - Argomedo. Il pri,110 tronco costruito in un primo tempo per il transito di automezzi leggeri, fu poi trasformato per il transito di tutti i veicoli. Su e ntrambi i tratti si svolse l'intenso traffico del periodo della preparazione e fu necessario manutenerli continuamente. a) Strada per l'osservatorio di Monte Maza Sviluppo

ml.

4850

Carreggiata

ml.

3..,..4

Pendenza massima

%

Raggio minimo di curvatura

ml.

8

Piazzuole di scarnhio

Il.

5

Scavo

mc.

2400

Massicciata

mc.

1020

Inghiaiata

mc.

1850

Tombini in pietra.mc

ml.

60

16


452

Allegali

Muri a secco Uomini:

Ufficiali Sottufficiali Truppa Ausifou-i

Tempo per primo passaggio

mc.

1200

nr. nr. nr. nr.

3 6 135 350

h.

50

b) Anello stradale Argomedo - Quintanabaldo

Sviluppo

ml.

4200

Carreggiata

ml.

3

Pendenza massima

%

9

Raggio minimo di curvatura

ml.

7

Piazzuolc di scambio

nr.

8

S<.:avo

mc.

1680

Massicciata

mc.

840

Inghiaiata

mc.

1510

Tombini in pietrame

nù.

]()()

Muri a secco

mc.

630

nr. nr. nr. nr.

4 12 120 3l0

h.

40

Uomini:

Ufficiali Sottufficiali Truppa Ausiliari

Tempo per primo passaggio

MANUTENZIONI STRADALI Furono migliorate e mantenute: la strada di 3° ordine Yillarcayo Argomedo, la strada di M. Maza, l'anello Argornedo Quintanabaldo e parte della strada di 3° ordine Medina del Pomar - Balneario di Sobron. Complessivamente circa 50 km. con 3600


453

Allegati

giornate lavorative e 1800 mc. di pietrisco impiegato. 4 - RIFORNIMENTO lDRICO li servizio idrico cominci.ò a funzionare nella seconda quindicina del mese di giugno. Dal 15 giugno al l3 agosto, nelle zone di attestamento delle truppe, venne eseguito il seguente lavoro: - posti distribuzione acqua costituiti n. 20

acqua potabile distribuita Dal 13 al 27 agosto, fase operativa: posti di distribuzione acqua acqua potabik distribuita 5 - COSTRUZIONE VARIE 11 plotone operai della compagnia Artieri approntò: cavalletti aJ a ll.eu~.1 variabjJe per portala fino a 15 tonnellate

lt.

540.000

Il.

50

lt.

530.000

r

nr.

25

ghindamcnto per poni.i di circostanza

ml.

600

elementi smontabili per passarelle pedonali con le quali furono completati, in 2° tempo, i ponti costruiti

nr.

300

pila di circostanza smontabile alta mt.12

nr.

cavalli di frisia smontabili

nr.

500

cavalleui speciali per il carico e lo scarico delle travate a tralicdo

nr.

4

cavalleui per posti di distribuzione acqua

nr.

25

truogoli raccolta acqua per detti

nr.

25

tabelle e frecce, indicatrici per deviazioni stradali, per ponti costruiti e servizi vari

nr.

200

baracca per il Comando tattico del C.T.V. ad Argomedo

nr.


454

Allegati

Allegato n _56 (rif. pag. 260) PERSONALE E MATERIALI DEL GENIO INVIATI IN SPAGNA TRA AGOSTO 1936 E LUGLlO 1937. 1. Periodo da agosfo al 20 novembre 1936: a) Personale: - 2 Capitani; - 4 Ufficiali subalterni; - 32 tra Sottufficiali e militari di truppa. b) Materiali: - 28 stazioni radio; - 4 stazioni fotoelettriche da 90 centimetri; - 90 apparati telefonici e centralini; 375 chilometri di cordoncino telefonico. 2. Periodo dal 20 novembre 1936 a_/tnefebbraio 1937 a) Personale: 1 U ffieialt: superiore;

- 5 Capitani; 18 Ufficiali subalterni; 113 Sottufficia li; - 731 militari di truppa. b) Materiali:

2.685 apparati telefonici, 335 centralini, 5 .351 chilometri di cordoncino telefonico, 689 stazioni ottiche, 28 stazioni fotoelettriche da 90 autoportate, 1.604 tamburi per avvolgimento di cordoncino, IO apparati acustici SACNAC, 87 stazioni radio di vario tipo, 6 ricevitori OC 7, 6 gruppi elettrogeni , 89 posti radio, 5 posti radiogoniometric i Telefunken , 9 .819 badili , 7 .229 gravine, 14.939 picozzini, 9 .354 vanghette, 16 attrezzature pneumatiche leggere e 4 pesanti, 25 pompe excelsior, 20 pozzi Northon, 9 passerelle, 2.200 sacchetti di tela juta, 501 tonnellate di corda spinosa. 3. Periodo dal 1° marzo a luglio 1937: a) Personale: - nucleo della 3" Compagnia mista del Genio; l Generale (Carlo FAVAGROSSA), quale Tntendente; 11 Capitani, 6 Ufficiali subalterni, 38 Sottufficiali, quali complementi per le unità già in posto; 1 Capitano e 4 Sottufficiali, quali istruttori. b) Materiali: 638 apparati telefonici, 266 centralini telefonici, 5218 chilometri di cordonci-


455

AltCf;ati

no telefonico, 65 stazioni ottiche, 58 tamburi per cordoncino telefonico , 50 stazioni RFl, 66 RF2, IO R2, 30 R3, 15 R4, 8 A350, 5 RPOC, 26 RF3G, 2 A300, 10 RAl, 6 Rl2, l ricevitore OC7, 22 gruppi elettrogeni, 72 badili , 54 gravine, 24 picozzini, 2 gruppi pneurneccanici, 8 pompe excelsior, 3 passerelle mml. 1, 40.900 sacchetti a terra, 100 tonnellate di corda spinosa.

Viene di seguito indicata la consistenza di alcuni Magazzini avanzati. I - CONSISTENZA INIZIALE DEL MAGAZZINO AVANZATO DI TERUEL E MATERIALI DA ESSO DISTRIBUITI DURANTE LA BAITAGLIA DELL'ERRO Il magazzino avanzato di Teruel faceva parte di un Reparto Autonomo di magaz-

Gon i.:lls Le n :~t-t i n izi. n.1c de i_ m.7t t eri a l i ~

q_Ll.an-t:J. tà di:3trl ò u i ·t:l~.

lacccc===~;~~====~c~==~=~=~=~===~~i:f=~=~~::c :r=~:~f1:~l!:t~~i BSECIE DEI MATERIALI

gnzzino avonza~

- - - - - - - - - - - - to d1 Toruel 1

j J

battaglia dell'E~ bro dal Mago zz:1:-no '-'Yc.. !i-1 Teruol

lj

360 65

!

l!oAT!,HIALF. ARTIERI

-Attre z zi da 2;appatoro "

•

fe.1 e gnu.mo

II --- • leggeri "• fabbro minatore dn ftu1tor ia , , - Pnl c t : 1 o picchetti -Corùa opinom• -Sacchetti n terra -Ch1oder111 1 -Legname 1-:1.ateriali vnri

l

I

I 1

kg.

4, 450 520 460 645 3.4 50 24.260

30

45 ·500

2 2 .000 25.000

1<t500

4. 500

490 ·12 4,560

47 72 .000

l\11,.TERitiLE Tfil.BGRAFOHICO

1

.

I -me:toni

141

- Contral.1n1 . -Cordoncino telefonico I -Barelle carriole o zane

114

j

2, 1\75

j -Tamburi

-Dorso dn tolefoniet1 -P11e telefoniche

1

I

Ij

1 l

-3tazion1 fototelegrafiche -Pil.e per stazioni fototoleg -Bandierea lampo di colore ..Jl.ntcriele diverso kg.

j

MATERIALE RADIO

l

1 I

I -Radio f-

1

115

-

" "

R.F, 1

n°

R.F, 3 C

''

I -Poeti - " R,aocol4 to A

1

It

-Tubi elettronici

I

'I

-Pile radio

-Materiale divoreo

! ì

R.F. 2

kg,

I

34 16 220

124

12

111

24

95

3,2;;0 35 720 224

2.960

15 30 9, 3

18

360 4

150 36 1.230

4

7 4

21

1 2

1. 230 3,650 1,600

145 780 75

i


456

J\llega!Ì

zini de] Genio, che presiedeva al funzionamento di un deposito centrale e dei magazzini avanzati. Sia il Deposito centrale che i magazzini avanzati disponevano di laboratori campali che provvedevano alla rimessa in efficienza ed alla ridistribuzione di una grande quantità cli materiali, tra cui quell radiotelefonici.

TT - TL MAGAZZINO AVANZATO DI MEDINA DEL POMAR DISTRIBUI' I SEGUENTI MATERIALI DEL GENIO DURANTE I ,A BATTAGLIA Dl SANTA NDER (14 agosto 1937): 1. Materiali da costruzione, di rafforzamento ed esplosivi: - Sezioni parco Artieri n. Passerelle n. 2 " Attrezzi per lavori del campo di battaglia - Materiali metallici (chiavarde, chiodi, ecc.) T. mc. - Legname Il. Sacchetti a terra - Corda spinosa T. Cemento n. - Copt:rtoni impermeabili Tende Moretti " Te nde Pastore kg. - Esplosivi ml. Miccia detonante Miccia a lenta combustione n. - Capsule

2. Materiale idrico: - Pompe a mano Motopompe Puzzi Northon

n.

3

2 800 100 1.000 80.000 100 15

40 12 11 1.700 8 .500 9.000 11.000

9 6 6

3. Materiale di collegamento:

-

-

Stazioni radio di vario tipo Valvuk Apparati telefonici di vario tipo Cordoncino telefonico del Genio Cordoncino telefonico d'Artiglieria Cordoncino telefonico di Fanteria Pile Centralini telefonici Teli per segnalazione aerei Teli individuali

35

km.

1.300 156 700

975 250 n.

6.000

50 900 10.000


457

Allegali

ID -IL MAGAZZINO AVANZATO DT LAS CASETAS DISlRIBUl' Al REPARTI I SEGUENTI MATERIALI DEL GENIO, NEL PERIODO SETfEMBRE 1937- FEBBIWO 1938: 1. Mate1iale radio: - Parti di ricamhio n. 445 Pile 1.250 Cuffie 50 Stazioni 32 Condensatori fissi e variabili 12 2. Materiale telefonico cd elettrico: Parti di ricamhio 1.937 Pile 1.362 Attrezzi da lavoro 2 Apparati 140 Centralini 53 Bandiere a lampo 38 Borse per guardafili 18 Stazioni ouichc 27 Tamburi per con.lorn..:ino

Teli da segnalazione - Cordoncino telefonico 3. Materiali per Artieri e vario: - Estintori Sacchetti a terra Pompe e motopompe Copertoni ferroviari Inneschi per mine Mine - Esplosivi Mate rie prime - Attrezzi - Cordoncino telefonico - Legnami - Croci per cavalli di frisia - Corda spinosa - Paletti e picchetti - Cemento - Copertoni impermeabili Tende Moretti Tende Pastore Attrezzi Manici per attrezzi

69 km.

n.

3.450 1.245

26 17.300 7

21

kg.

689 103 100 64.005

Il.

8.268

km. mc.

1.245 215

Il.

2.600

T

140

n.

30.500 30

T.

"

160 15

" "

20 10.000 8.450

Il.


458

Allegati

n. 350 Lampade, fari e fanali 1.500 kg. Tondino di ferro 700 Chiodi 1.000 Chiavarde Il. 220 - Carriole 50 Estintori 14.600 " - Capsule 2.100 kg. Esplosivi 25 Miccia detonante e lenta 500 11. - Mine 4. Materiale idrico: 14 - Pompe e motopompe 8 n. - Pozzi Northon 5. Materiali di collegamento: 60 " - Stazioni radio 5.750 " - Pile 2.500 " Valvole I .200 Lampadine micromignon 630 Apparati telefo nici " 135 - Centralini km . - Cordoncino te lefonico de l Genio 600 1.800 - Cordoncino telefonico d'Artiglieria " 1.120 " - Cordonc ino telefonico di Fanteria 11. 3.800 Pile telefoniche 900 Pile per apparati ottici 4.000 " Pali per linee telefoniche 500 Attrezzi per parchi telefonici " 15 - Tende 8 .000 Teli da segnalazione per aerei 5 .000 " - Teli da segnalazione lince 250 Bandiere a lampo 20 " - Stazioni ottiche Il personale del magazzino, compreso quello dei 3 laboratori, era costituito da: I Ufficiale, 6 Sottufficiali e 51 militari di truppa. Presso la Delegazione d'Intendenza di Miranda de Ebro vi era un altro magazzino avanzato di materiali del Genio. A Sorìa era ubicato un deposito legnami che disponeva, al momento della costituzione, di: 1.824 metri cubi di murali, tavole e tavoloni, - 76.505 metri cubi di pali, paletti e picchetti. Il suo personale era costituito da I Sottufficiale e 4 militari di truppa.

-


459

Allegati

Allegato n. 57 (rif. pag. 266)

RADIOINTERCETTAZIONI 11 rendimento delle radiointcrccttazioni effelluale durante la guerra di Spagna fu elevato. Sono trascritti di seguito alcuni marconigrammi intercettati dai Posti d 'ascolto del Corpo Truppe Volontarie. I numeri appresso indicati sono quelli dei Bollettini di decrittazione. N. 387 DA DNP (JEFATURA) lì 9/3 ore 23 A TUTTE LE STAZIONI DIPENDENTI A partire dal 12 corrente entrerà in vigore la nuova chiave S. M. mantenendo gli antjchi indicativi. Con successivo avviso sarà comunicato il giorno dell' impiego del nuovo indicativo. Accusare ricevuta. N.388 DA BARCELLONA lì 11/3 ore 2 l"I Mi11islero della Dilèsa na,,,ionale cornunica che la offensiva nemica iniziai.a ieri continua con comhattimcnti di straordinaria intensità . Le nostre forze hanno do vuto evacuare Alborton, Cortcs dc Aragon , Muncsa e la Ermita cli San Gregorio. In questa ultima posi7.ionc la lotta ha assunlo un carattere di eccezionale violenza. Le truppe rcpuhhlicanc con accaniti au.acchi hanno causato immense perdit·e al nemico. È stato catturato un grande numero di prigionieri, t.ra i quali figurano una quantità di italiani, appartenenti alle Divisioni inviate dall'Italia che parteçipano a questa offens iva. N.391 DA ENG (LERIDA) A ENS lì 13/3 ore 12,27 TL CA PO SETTORE AL CAPO STATO MAGGIORE CENTRALE R.A. Comunicano dalle rispettive zone che le popolazioni civili di Caspe e quella di Alcaniz sono state evacuate. Ignoro la situaz ione del fronte. Prego rnmunicarmi se le truppe possono ritirarsi oppure se debbono resistere. MOSCA DA BARCELLONA lì 13/3 ore 22 IZVESTIA - MOSCA È confermato che il comando delle operazioni è totalmente italiano. Franco si limita soltanto a tenere un rappresentante ufficiale, il suo amico generale Davila. Le unità spagnole che partecipano a questa offensiva sono subordinate ai piani ed alla marcia delle divisioni italiane, composte totalmente da italiani .................. . DA MDG PER MDF 1113/3 ore 20 Come da disposizioni datemi mi trovo a Reus. Quanto sopra faccio presente in caso della totale evacuazione del campo. Ad ogni modo attendo ordini.

N. 392 BARCELLONA PER LONDRA lì 14/3 ore 24


460

Alleguli

AMBASCIATA DI SPAGNA - LONDRA Per l'ufficio stampa. L'esercito popolare repubblicano dell'est dopo aver ceduto di fronte alla più terribile delle offensive meccanizzate della storia, ha portato il suo nuovo fronte dietro Alcaniz, città che oggi è caduta in potere dei faziosi (italiani). BRUXELLES DA BARCELLONA lì 14/3 ore 24 ESTERI - BRUXELLES Le truppe governative non hanno potuto mantenersi sul fiume Martin. Se non potranno resistere sulla linea Caspe-Alcaniz, esse dovranno ritirarsi fino alle montag ne che distano solamente ventisei chilometri dal mare. Caspe è stata bombard ata da trecento aeroplani. Alcaniz è stata evacuata. La situazione dunque è gravissima per le forze repubblicane. N. 33 LORIDAN. N. 393 BRUXELLES DA BARCELLONA lì 15/3 ore 17,25 ESTERI - BRUXELLES Il comunicato uffici ale del ministro della difesa naz ionale annunzia la perdita di Alcaniz. II governo della repubblica spe ra di contenere l'avanzata nella regione montuosa , cosa possibile secondo gli Addetti Militari; però la demoralizzazione è grande . N.35 LORIDAN. MOSCA DA B ARCELLONA lì 15/3 ore 22 IZVESTT A - MOSCA r,a situazione militare continua ad essere sempre grave. Dodici division i nemiche hanno attaccato le nostre truppe nel settore dell'est con inaudita violenza. Queste di vision i sono appogg iate da g rand i masse di artiglieria e da aeroplani. Le unità italiane sono le prime ad attaccare. Queste truppe ... N.,____3_24 DA BARCE LLONA n 17/3/ ore 07 Circolare Il numero 08 corrisponde a Punta el Sable; il nume ro 09 a Villa Antonietta Lcrida; il numero 21 a __ .. mar.; il numero 72 ad Estrecho Quinto; il numero 25 a Almenar Lcrida; il numero 12 a Mohernando; il 35 a Coronilles; il numero 07 a Balagucr Campo. DA ENV A ENQ (LERTDA) per ENP (.TEFATURA) lì 16/3 ore 6 Per togliere tutto il materiale da La Cenia rimane da fare ancora un viaggio. Abbiamo già raggiunto la stazione intermedia. VS. ci dirà per quale località dobbiamo continuare c precisamente se per Valeneia oppure per Albacete. Attendiamo ordini . ENP (COMPAGNIA MOBILE) PER ELY (Baeza) lì 17/3 ore 6 L'osservatore di Vilcndujar ci comunica di non poter utilizzare la nuova chiave meteos perché non l' ha ancora ricevuta. N. 395 DALLA STAZIONE DI LYU (sconosciuta) ALLA STAZIONE GIG (Cervera?) lì 17/3 ore 11,40 - trasmesso alle ore 13 ,25 IL CAPO DELL'ESE RCITO DI MANOVRA AL 1804 - GTG


Allegati

461

Il nemico attacca fortemente. È urgent1ss1mo bombardare e mitragliare le seguenti locai ità: Foz de Calanda, Calanda, Andorra e la strada fino a Rio Alchosaza, nonché Los Olmos. Occorre vigilare attentamente questa zona e specialmente Foz de Calanda, Calanda e la regione di Alcoriza. li nemico ha conquistato parecchie quote al sud di Alcoriza e di Foz di Calanda. MESSICO DA VALENCIA lì 17/3 ore 16 AMBASCIATA DT SPAGNA - MESSICO Le nostre truppe hanno dovuto evacuare l'altra notte Escardron, Hijar, Arino, Alloza e d Andorra. L'aviazione nemica ha effettuato dei furiosi homhardamenti contro Caspc? Nostri apparecchi durante un volo notturno hanno efficacemente bombardato posti di concentramento delle truppe fasciste. N.396 DALLA STAZIONE GTP per GIG lì 191:, ore 16 IL COLONNELLO CAPO DELT !ESERCITO DI MANOVRA Al, 1804 Rinnovo la richiesta di aviazione sul fronte Alcaniz-Castclscras, dovendo homhardarc questa ultima posizione dove esiste un forte concentramento ne mico. È indi spensabile tale bombardamento dato che, a causa elci forte attacco nemico, ho dovuto ritirarmi dalla linea. Prego comunicare quanto precede allo Stato Maggiore Centrale. D A X A J Y A TEE I (Lcrida - Esercito Est) per EGIJ (13arcellona) lì 17/03 ore I (ritardato) IL GENERALE CAPO DELLO STATO MAGGIORE CENTRALE AL SECONDO CAPO DELLO STATO MAGG IOR E ESERCITO DI T ERRA - BARCELLONA Ad Alcaniz sono rimaste le chiavi cifranti e decifranti del 18° Corpo d'Esercito . Prego prendere tutte le misure per la loro sostituzione, eliminando anche quelle chiavi di tipo consimile alle predette. Da X J Y a TEE 1 (Lerida Corpo Esercito Est) per EGE (Barcellona) lì 17/3 ore OI (ritardato) TI, CAPO OPERAZIONI STATO MAGGIORE AL CAPO STATO MAGGIORE CENTRAI ,E - Rarcellona Non posso dare altre comunicazioni radio , in seguito al bombardamento intenso. Da informazioni giuntemi, sono stati respinti forti attacchi nemici. Abbiamo fatto 25 prigionieri. L'Esercito cli manovra invia una informazione secondo la quale sarebbe stato ferito gravemente il Generale italiano Bergonzoli. N.397 GIF (MORELLA) A GIG (LERIDA) lì 19/3 ore 20 IL CAPO DELL'ESERCITO DI MANOVRA AL 1805 - LERIDA È urgentissimo bombardare La Codonera dove si notano grandi concentramenti nemH.:1. DA LYG A GIG (LERIDA) lì 19/3 ore 20 Non abbiamo più acqua per i radiatori. È impossibile lavorare in questo modo tanto più che siamo rimasti senza viveri. Mangiamo solo pane.


462

Allegati

N. 398 DALLA STAZIONE DI GIF (MORELLA) PER GIG (LERIDA) lì 20/3 ore 19 IL CAPITANO SALUENAal 1805 (Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dell'est?) Il nemico preme fortemente seguendo le seguenti direttrici: 1° - Calanda - La Codonera - Fomoles. 2° - Castelseras - Torrecilla de Alcaniz - Valjunquera. 3° - Alcaniz - Valdealgorfa. GIF (MORELLA) DA GIG (LERIDA) lì 21/3 ore 17 IL CAPO DELLO STATO MAGGIORE DI MANOVRA AL 1805 (Comando Forze aeree?) In seguito a grande concentramento di cani annati nemici verso il nord ed in prossimità di Torredevilla che allaccano questo villaggio, è urgentissimo bombardare tale punto. N .399 DA ERG (VALENCIA) A ENQ (ALBACETE) lì 22/3 ore 10 IL 1832 AL COMANDANTE SETTORE STATO MAGGIORE FORZE AEREE Ho terminato il montaggio del campo di aviazione di Liria. I segnali di atterraggio sono stati messi in posti strategici. CLC (sconosciuto) EGG I (Valenc ia) lì 21 /3 ore 14 Questa stazione la vora con 53,57 metri - 5600 chilocicli . NAQQ

DA EMP (JEJ-iATURA Compagnia Mobile) per EFG (Valencia) Lì 23/3 ore 8 L'8167 al 6553 Si astenga in modo assoluto di rispondere alJe chia!}late che non siano fatte da stazioni nostre le quali dovranno riconoscersi per sintonia. N.401 DA FSB (sconosciuto) lì 24/3 ore 11,30 IL CAPO DELLA 31A DIVISIONE AL CAPO DELll CORPO DI ESERCITO -

GRANEN li capo del settore La Granja comunica che le forze di codesta

3r Divisione le quali sono in collegamento col fianco sinistro di questa 31- Divisione, stanno ripiegando abbandonando le linee che sono state segnalate da questo comando. Il Comandante la 31 - Divisione EME A LERIDA (Cuerpo Ejesercito) lì 24/3 ore 14,22 IL CAPO DELLA 32- DIVISIONE AL CAPO DEL Il CORPO D'ESERCITO LERIDA Il nemico avanza sopra Granen essendo riuscito ad infiltrarsi nel settore sud. La situazione di Granen è pericolosissima, dato che due battaglioni della 14T Brigata e la 1T batteria retrocedono di fronte al nemico. Ho dato ordine atfinchè ripieghino a Granen. Il Capo della Divisione - Gancedo. N.402 BRUXELLES DA BARCELLONA lì 24/3 ore 22


11.llef{ati

463

ESTERI - BRUXELLES Ufficiale superiore proveniente dal fronte Aragona.e Alcaniz mi dichiara che le h-uppe e gli ufficiali sono demoralizzati. Egli ritiene che fra poco 1'esercito di Franco raggiungerà il Mediterraneo. Sulla linea Teruel - Montalban le truppe del governo sarannp costrette tra breve, per evitare l'accerchiamento, a rinculare considerevolmente. N. 47 LORIDAN DA GlG PER LYK (ESTRECHO QUINTO) lì 25/3 ore 13 Installandosi Avelilla codesta stazione funzionerà anche come osservatorio e comunicherà tutto queJJo che vede . N.403 GlG (CANDASNOS) PER CRM (ALBACETE) lì 26/3 ore 12,16 lL 3224 AL 3232. La stazione NRC ha ripiegalo su Barbaslro. N.404 DA FFC (LERIDA?) lì 27/3 ore 13 Circolare Da questo momento in poi è proibito cifrare con la chiave SUR perché il nemico ne è in possesso.

NA05. DA CXG lì 28/3 ore 16,45 lL CAJ>l'J'A N O DE LL A GUARDIA DI ASSALTO DI I ,ERIDA AL COMANDANTE }).ELLE OPERAZIONI DELL'ESERCIT O DELL' EST Trovandomi con scarse forze al castello di Lerida dove sono ammassati tutti i prigionieri ed ignorando la vera situazione del nemico, attendo ordini. N.408 DA FFB (MORELLA) PER FFC lì 31 /3 ore 15,30 AL C. 624 11 nemico, dopo grande preparazione di artiglieria e di aviazione, si dirige in direzione di Moleta Monroyo. Urge la presenza della nostra aviazione per bombardare i concentramenti nemici di Aguaviva e Cerollera , ed anche per proteggere le nostre truppe.


464

il/legati

Allegato n. 58 (rif. pag. 266)

DiCOlL'i t!O NI ,\L Vat LOH l,.I LI T.~ I<.S CONC:~'., '.JE ,; IULI '1', ,l-ii IT. •IL,:'JI

DKLL ' Arn,:,, .Dt,L G1mrn m~L

cow,o

DBLLA G!,TSHi/.A ovu,,; c.;l',\GNOLJ,

Ordine ki l i t,,re di Savoi a

n.

l

l1.ed:1gli e d'Argento

_)4

Kedaglie d i Bron:,;o

"

Croci ,ìi g u0 rra

% ;!6J

a) Ordine Viliturc di Savoia : Carlo E~JAGhOSSA -

Gen. Div . -

Cavaliere o .~. s .

" Ufficiale gene r H.le cli c hi a ra i nteJ l i genz:t, di $ ,:ldo c,,r: tt .

tere , di upi ccntfl capa e.i. Là orgHni :,,,.,,,.ti v a ed n ni. o.;-1 tr-i.c ,\ , con volontù t.,~nn.ce

P.

con in:,tancnbi .Lc ope r tt h:1

vi tu , nt traver::w difficoJ th di

o c;ni specie

l·)

::iapL<l,u

,lai·

:;ct'trsez,·.:i. :!:_

rli7,ial,i di me z 7,i , ad w1 s i curo , va sto · P. pc~rt·etto OI',';Pni

:;mo 1 ogi s ti co , in vir t1ì dQl q u.:-ù e le tru;:pc hnn."'lO potuto vi v ere , muove n-; i erì opcr:1rc , co,1segu,;ndo ·1e òeci r:iv,J viL tori ,.; di Santander, dc~l. l 'Ebro e de l

Lev,mLe .

Durante le op e razioni cb.()de ìnol tre prove d i v-,lore

lW!_'.

sori«le rc,c ando:.;i i'ra 1P. truppe sino a llP. linee pi,-, c1v an

zate .

11

'l'erra d i

~ìpae;na ·- a-pri l c 1 9 H -

nove nbre 19Jé

BaLtaglia di '.,an tander - 14/26 agosto .1 9 37 Battaglia de l l 'Ebro -- 9 marzo -

1 8 ct p rile l SJI:

LJ/2,i luglio 19Jb .

Battagl ia del Le v ,mte -

b) k edaglie d 'Argento

cap . m._ Gi u.se p pe ,\ ZiOLINA -

Cor.JJJ. radio d e l

Muni esa-Alc:1ni7. '..>erg. lv~. Ugo B;,RDBLLI -

CTV

12-15/ J/lS• 3t

Bte;. Gen io Divi s i. orno " Li t torìo" Sarrion -

13/7/19 J8


465

Allegati

1° Ca p . '. l'ranquillo BIANCHI -

Agente con!'1olare a h!alaga

Mal,1.e;r-t - lugl i o - novembre 19 ìU (già decorato con l Mednglia di Argento nella guerra 1';15-'18)

Célp . Giu~oeppc ìlHUNO -

Cornnndo Genio Cogull -

S àr[; . Co ::; Lant ino CAN,ìJ.I -

c•rv

J0/12/1938 - a11a memoria

C.:01.'.mrnlo Genio Co g ull -

c•rv

W/12/193(,

Cap. Ciro CHING,i -· Btg. Genio C'l'V - Quadrivio stradn Alc a

ni <>-Gundera ·r e n. Italo GIOCCHI -

-

2b/ J/19 36 - :1.lla memoria

Rep8.r to P ontieri d e l

Com. Genio c ·r v

na t t agli a del la Catalo enn -· :èJ/J.:~/lS J b :serg . i\nton:i.o cu ·OLL,~ - llt g . ·relegr a i'i>) t i

del

CTV

(ìua dri v io s Lrn da Al c ,1.ni z- Ga nde r a

:>.c/3/19Jfi i;<,r~-· . "ntoni o Cl HJL L 11 -

.Lltr.; . Tel1,er .:1t'i :,t i

d el

:,:1rri. on - 15/7/1 938 !3crg. h: . t>:auro l~:aschi to D' AHC1\NGt:LO -

c·rv nlln r.icmori a

Bt g . rudi o c ·rv

Calaceite- Gandesa - 1/4/1 9 38 ( g ià d e cor,, to di l ~:ed ,i gJ.i a ù'ilrge!! t o in Africa Settentriomùe) Ca p. Giu:_;e]2ll.!C_

i),.;

COLA -

Comnndo Genio lJivisione "l ,itt. orLo"

tes ta di ponte di Seros -

23/12/19 38

alln memoria S,,r 0 . 'rrentino D:;;L l1.0tL".CO -

Comp . '.l 'rasmis é,ioni "l~rc cce Verdi"

Albcgcs - Jl/l:>./1938 Cap . Pi e tro D-2: L..i,E:3TRI -

2~ Comp. Artieri Genio CTV

fronte di Santander .Sè::'..I~-~--Ado.:.fo F,1LiG'.~;,EI -

14- 26/8/1937

Btg. misto Genio Div. " Littorio "

Torrecilla de Alcniii2 alla memoria

30/J/193&


466

Allegati

ii_i::_n. Giuseppe GllB'r'rI -

Cornp. Hadio C'l'V

!,u_>liesa-Alc:miz ·- 12-15/ J/1 93b Serg . Oreste IA l''OLJ ,;\ -

Cornp. Trus1::is s io n i

Div " Li,~ Lo !"i o"

testa di rc o n t e Scros- h:ontc J<'o:,cn

23-28/12/19 38 Col. llomolo LAS'l'HUC;.;I -

Cor.1,mdo CtV -

~/J ~

(dccor~~o ~nchc co n

r.'. e d agl i n cii Bronc>.o)

l

!)nrg. Aldn I,RO

iU/~/lSJb

Battaglia d' Arap;on:,

Comp. ~rra. l~mia~i oni Div ..

" l~i:-:i.n r::c Nere n

!I ermi t a dc S. llarbc-tr:t -

SP.rg. ,1.ntonio J>';AJ,O HGIO -

20/ 1/1~ Jb

Btg. mi!:;to (~c,nio Div .

" Littorùl "

·ro r-r,~ci. i Lr1 li0. ,Hcnni.7. ·- JO/ J/l~)Jb -111.:i

!S~-

Giova nni h;ANI:,CO -

memoria

Cor:1 nndo CTV -· Oli•: t •.: -- L!/ J/lS Jc

(d e cor,1to :mch '" con ·1 11:r,1b,:;J i

•t

di

3ron·.~o )

gen. Ome ro r:.ilR'PJN l•:J, Ll - Bt g .

H'!' c ·rv -

nlln mcmori r1

~3oncil Lo -

14/b/193?

( ;~i.à Capi t •mo d8 l (;,-mi o ,

in1:or so nelln pcrd.i ta d fi!. g r·:,cio v: r ::12_ ti vi "10n l esi vi dP. ] I ' onore , ct 1Tuol:rto q uale :;cmpl ice .lcgj o nari.o

OJ)l~rr-1va

co n

radi o o l tre l e linee ) l'en. !Viario N,ON'fAN,\!U -

1- Con:p .

arti. e ri C'i'V

,\lea ni:c. - 9/4/19 3b Cap. Uo 1:1e n i co 1,'.0SCA -

Cor:ip. artieri Di.v . "Litto ~·io "

Hio 1.lobregnt -

24/l/ .19 3c;

(decorato n n c he con 1 t,,e d ng.l i:, ll ' i\ rge.!::_

t o i n Africa Se tt entrionale , 1 di Hron zo nella guerra di liberctzione ed l

Cro


467

Alle1:a1i

Cap. Da!!!i a no r, UiUNO -

Btg. ·relegr.'l.fisti G'.CV Rio Algns - 1/ 4/l':l 38

~

· Gi ovanni NOVO -

Comando C'l'V -

allri menoria

te s t é\ Ji pon~e :'ieros Cap . Michele PiHNA -

Comp . Genio l J3rihucga -

1° Cap. Giorgio PEHTICI -

1 1/1 2/1~:Jf.

Brig~~ta mista

113/)/1937

Btg . radio CTV

front e d i S;;,.ntt1ndcr -

:>4/E/19 .\'I

( ha ottenuto anche l

pronazione

p e r J:l() !'ito di guerra ) Cap. -Pnolo HICCIO -

Cornp . r1rticri Div . "l•'recee i\7,:-: urre " Dntta e;l in dcll H Cntnlogrm -

23/12/ 19..lB - B/ 2/1939 (d e corrito a nche con J J.:cchglic di !lron zo ed 1 Croce rli Guerra ) cap .

Hi.no SACCHI -

Comp . artieri Div. " Lit t o ri o " 1·:ontc 1~osc;1 -

ll/1 2/1~ .10

(decorato Anch e con 1 McdHgli8 di Bronzo) Cap . Do,r:cnico S CA:PA'l'I -

Coma ndo Genio C'l'V

front e di Cat alo~n ri -

2 )/12/lt,: _lii -

b/2/J 9 39 (decorato rinche con l Ii.e t.l;: gU. ,1 di Bronzo ed l

'.i . Ten . Giovanni :3}~RV ;.;N'l 'I - 1

A

Croce d i Gu.crra)

Corip . Genio nrt.ieri C'L'V

Paul s - 24/4/1935 (decor,,to anche con 1 r,,edagl iR di Bronzo) c a p. Brt1.no

Sr;v,rnr -

IJtg . Genio .cirtieri C'L'V

'.fantandcr - 14 -

:?6/8/1 '.' rr


468

Allegati

(de co r nt o anche con 1 Croce ,li. Guernt ) Cap . Luigi VALLI -

Comando Genio

c·rv

fron te dc lln Catalo gna - ,\y ton:t - Ri o S egrc -

Igu a1:cìda ·· 2 3/12/lSJh -

( decorato an che con l

nella g uerra 1S·l'5 -

E/2/' )':i

Croc e di Gue rra

' lb cd 1 n e l la guc~

r a <iì :,p:1gm1) c ,.11i . m.

iii,::ieri VliìO NI - ~1t g . (}enio Div . "Li ttorio " rorre cill:i d e Alcni1ì ,, -

JO/ J/1'.,'Jf

a lla memoriH

:)er g. Luigi :, lG AI Nll - Bt g . Geni o Div. "Littorio" '.rorrecìll;-1 do Alcanìz alla mr,mori n

JO/J/1931::


469

Aller:ali

Allegato n. 59 (rif. pag. 279)

Alberto PARIANI Nato a Milano nel 1876, morì nel 1955. Nominato Sottotenente degli Alpini nel 1898, frequentò la Scuola di guerra dal 1907 al 1910 e partecipò alla grande guerra nei gradi da Maggiore a Colonnello. Dal 1917 fu Capo di Stato Maggiore del XXVIII e poi del XXIII Corpo d'Armata, guadagnando due Medaglie d'Argento a Folgaria ed agli altipiani d'Asiago e l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia. Fece parte della Commissione armistiziale a ViJla Giusti e fu Capo della sezione militare della Delegazione italiana a Versailles e Capo della Missione italiana per la delimitazione dei confini. Nel 1925 fu Capo Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito e quindi comandò il 6° Reggimento Alpini. Inviato in Albania quale Addetto militare, fu promosso Generale di Brigata nel .1928. L'anno dopo fu Aiut:anle di. campo general e onorario del Re e ne l J 932, da Generale di Divisione, ebbe il comando della Divisione "Bolzano". Generale di Corpo cl' Armata nel 1934 , ru nominato Sollocapo cli Stato Maggiore dell 'Esercito. Fu Sollosegrel.ario di Slalo per la G uerra e poi Capo di Slalo Maggiore (lell'esercito, da ottobre 1936 ad ouobre 1939. Transitò nell'ausiliaria nel 1942, ma fu richiamato in servizio il 17 marzo 1943, per essere poi ricoJJocalo in congedo il I O luglio 1945. Raggiunse il grado di Generale designato d'Armata.


470

Allegati

Allegato n. 60 (rif. pag. 280)

CORSI ALLIEVI SOTTUFFICIALI DEL GENIO Stralcio di una comunicazione apparsa sul giornale "Le forze armate" del 20 gennaio 1939: Il I O aprile 1939 avranno inizio i corsi allievi Sottuffic iali per le varie armi e specialità del R. Esercito. Essi avranno la durata di mesi dieci e saranno tenuti presso le Scuole dei Corpi seguenli: 4° Genio di Bolzano: n. 500 delle varie speci alità .


47 1

Allegati

Allegato n. 61

(rif. pag. 286)

QUADRO SINOTTICO DEGLI ORDINAMENTI DELL'ESERCITO ITALIANO SUCCEDUTISI TRA L'ANNO 1910 E LA VIGILIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

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29

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472

Allegati

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BRIG.CAVAllrnlA BRIG.'ART IGL

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473

Allegati

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. SP[CIAL mGENIO

zf ~PECIAL.m6EHIO gli Grn.10 ZAPPATORI

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~ GENIO TEI.EGRJ\F cD

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AEROPLoACACCIA

.r.,-L=~==+LLL.LL~L.CLL.LL+C<:La:J::4.-

--------'!I

g AEROPLo,BOMBAR. ~ AÈROPLo,RIGOGII. ~ .AEROSTIERI

!ll :·OIP.IG!SILISTl R[GG. cm1-11co MIUT. PlH.Ifill_CIIIMICO Mli..

D!STR[Tll

ISPETTORATI

{i)rrpar qc 1m.m1 .


474

Allegati

Allegato n . 62 (rif. pag: 299)

Pietro STEINER Nato ad Arpino il 15/5/1985 e morto a Pavia l' 11/6/1965. Enh·ò in Accademia il I0/11/1913, fu promosso Sottotenente del Genio il 30/5/1915 e destinato alla 17" Compagnia del 2° Reggimento Genio. Tenente per merito di guerra il 3/12/1915, per aver distrutto due ponti in presenza del nemico, ebbe il comando della 167" Compagnia Zappatori del 63° Baltaglione della 29" Divisione, da marzo a giugno del 1916. Il 13/5/1916 fu encomiato per aver eseguito i lavori di rafforzamento del costone Viola sotto inte nso fuoco nemico. Fu decorato di Medaglia d' Argento per aver, dal 12 al 13 maggio, sull'altopiano carsico, effettuato una serie di assalti, distruggendo i reticolati. Il 16/4/1917 fu promosso Capitano e rimase al comando della 167" Compagni a. L' 1/7/1917 fu trasferito all ' Inte nden za de lla 2" Armata ed il 31 agosto andò a comam.larc la 109" C ompagn ia Zappatori. 11 4/5/ I 9 I 8 andò al Comando Genio della 5" Arma ta e poi a quello della 9". Da settembre 1918 a gen naio 191 9 frequentò un corso pratico di Stato Maggio re e quindi fu destinato al Comando Supremo. A luglio 1919 era al Comando del C orpo di Stal:o Maggiore e ad agosto del 1923 alla Scuola Allievi Ufficiali di complemento di Torino. A settembre del 1927 fu promosso Maggiore ed inviato in Albania con la Missione militare. Nel l 931 fu al Comando Genio di Udine ed a gennaio 1933 fu promosso Tenente Colonnello. A novembre 1933 era al Comando Genio d'Albania, a dicembre 1934 al Battaglione Minatori quale Comandante, ed a nove mbre alla Scuola Centrale del Genio di Civitavecchia, della quale divenne Comandante il 30/6/J939 , con la promozione a Colonnello. A settembre 1939 fu al Comando Gruppo Armate ovest ed a gennaio 1940 Direttore dell'Ufficio Genio dell'Ispettorato Superiore dei servizi tecnici. Ad agosto ebbe l'incarico di costituire la Scuola Guastatori ed il 5 novembre andò al Comando Superiore truppe Albania. A luglio del 1941 fu insegnante d'impiego dei mezzi del Genio all' Istituto Superiore di guerra, a giugno 1943 era al Comando Gruppo Armate est e ad agosto Comandante del Genio del Vl Corpo d'Armata, nei Balcani. L'8 settembre 1943 fu catturato dai tedeschi e nell'ottobre del l 945 rientrò dalla png1onia. A marzo 1946 fu Direttore dell'Officina riparazioni materiali del Genio di Pavia


Allegati

475

ed a giugno del 1948 Comandante ciel Genio ciel Comando militare Territoriale di Genova. L' l/7 /1949 fu promosso Generale di Brigala ed assunse il Comando Genio del Comiliter di Padova. Dopo aver frequentato il Centro Alti Studi militari assunse le funzioni di Ispettore dell'Arma del Genio. li 2/4/1952 fu promosso Generale di Divisione ed il 10/1/1954 andò a comandare la Divisione "Legnano". li 15 maggio 1955 fu promosso Generale di Corpo cl' Armata e collocato in ausiliaria.


476

Allegati

Allegato n. 63 (rif. pag. 299)

I GUASTATORI DEL GENIO (L'addestramcnlo, l'in(Juadramento, l'armamcnlo e l'organico) a) L'addestramento. Il corso aveva la durata di circa due mesi e consisteva in una intensa preparazione fisica, per conferire agli allievi prestanza fi sica, agilità e prontezza di riflessi. Dopo una serie di lanci di bombe a mano, venivano svolte lezioni sugli esplosivi e sul confezionamento cli cariche esplosive ed esercitazioni pratiche sul] 'esplosione delle stesse a distanze sempre più ravvicinate e con quantità sempre maggiori cli esplosivo. Non mancavano, in questa fase, esercizi pratici con scamhio di lanci di bombe a mano e di piccole cariche. Tubi esplosivi e cariche allungate per la distruzione di ostacoli costituivano, quindi, un altro esercizio da provarsi e riprovarsi finché non si raggiungeva la perfezione, il che significava riuscire a superare rapidamente l'ostacolo cd a neutralizzare il nemico con k armi , proteggendo il p:1ssaggio degli assaltatori attra verso il varco creato nella difesa avversaria. L e fasi successive dell'addestrame nto consistevano ne ll 'attacco, con apposite cariche es plosive, ad opere in cemento armato e neJla successiva neutralizzazione degli uomini e delle armi che vi si trovavano. Altra attività era quella della posa di campi minati antiuomo, anticarro e mi sti , della apertura di varchi negli stessi e della loro rimozione. I Guastatori dovevano saper impiegare qualsiasi Lipo di arma. Al termine del corso, che si chiudeva con esercitazioni a fuoco e con la partecipazione di reparti di altre armi, venivano consegnati i brevetti di Guastatore. b) L'inquadramento. L'unità base era la squadra d'assalto; comandata da un Sottufficiale, e ssa era costituita da: I Gruppo distruzione di IO Guastatori, comandato da un Sergente e formato da: 2 coppie di portacariche lunghe, 2 cippoie di portacariche cubiche, I coppia di flammieri (lanciafiamme); nucleo sostegno, costituito da un Sergente e 7 Guastatori. 2 squadre d'assalto costituivano 1 Plotone e 4 Plotoni, più Plotone comando, costituivano 1 Compagnia. c) L'armamento Ufficiali, Sottufficiali, tlammieri e Guastatori del nucleo sostegno erano armati


Allegati

477

con pistola Beretta ca!. 9, gli altri con moschetto modello 38. TI gruppo distruzione era dotato di: tuhi metallici lunghi 3 metri, del diametro di 4 pollici, caricati con 3 chilogrammi di gelatina o tritolo; cariche cuhiche metalliche, caricate con 3 chilogrammi di esplosivo; lanciafiamme spalleggiahil i modello 35, caricati con 12 litri di miscela infiammahile. 11 nucleo sostegno disponeva di: l fucile mitragliatore Breda 30, calibro 6,5; un mortaio d'assalto Brixia, calihro 45.

-

-

d) T:organico L'organico orig inario di un Battaglione Guastatori era il seguente: Comando: Comandante, Aiutante maggiore in I A, Ufficiale addetto, U fficia le medico , Syuac.Jra comando su 18 uomini, I autovettura, 2 autocarri leggeri, I motociclo, 1 hiciclctta. 2 Compagnie , ciascuna della forza di: 6 Ufficiali, I 9 Sottufficiali, 136 Guastatori, 37 genieri. Ciascuna Compagnia era su: 1 Plotone comando, di I squadra comando ed I squadra segnalatori- rifornitori ; 4 Plotoni Guastatori , ognuno dei quali disponeva di I motocicletta ed I autocarro.


478

A llegati

Allegato n. 64 (rif. pag. 300)

I·U.l:l .oLI CilZIONI .MILI'rAIU RIGUARDAN'rr L'ARMA DtL GENIO HJDA TTE DAT,LO

IS1°E'r 'r 0fi'A'ro DELL'ARMA Dr~L GENIO 'rH.1, IL 1936

a nno 1':lJ6 :

1m

IL 1940

n. cat. 238 7 RecJoJame nt o pe r i lavor·i del 9,:;ni o mi l i ta re (in sos t. i Lu z i on e de L n . 818 de l 189 ~ : Regola mento per I d e secuzione de i la v ori d el gP.niu mi lit are ; R. Decreto 8 dgos t o 18')~ n . '.)88 l ?.389 C~pi Lol ato genera l e tecnico r er l' e :;(·:g1n.me n t:o <1<·1 1. J avori d(~.i g~:n :i o m1 liL ;,re ( in :;<)::lLi lu,.ione dei RR . D<~ -l'.H\t i : n.7'/93 del 1 0 11ove mb.n; 18'/ '.i , n . ljJO '/ <.i e I. 22 fiè. bbl"ai. o lUHO , n . <,4 :2 ci el

l?. tebbr-aiu 1U8'.t. ,

ii .

JJ::l!:i dc.L

?. S agos to 188 b , n. 3663 d el ·1 febbraio 1 886 , n. '.:> 8 46 d e .L '.2 dicembre 1888 , n . 6ll.l ctcl I O marzo 188 9 , n. 2 74 del 18 qiuqno 1896 , n. 213 dP.1-

1 ' 1 gi u gno 1897 , n. 1 1 ') de 1l'l l t eb brai.o 1901 , n . 139 dcc'J 10 apri le 1 902 , n . 3 6 del 27 novembH! l 9 0f: , n. 1 90 de.1 ?.~ novl'!rnbn, 1<}0 5 ) 2 C)8 Nor:rne prati ctie di ccx;t n1z ione <:iel lc, foss e sistema "Moura~ 7R?.R Istruzione sul materi2 1 e da pont e d' equipaggio n . 1 - L'art..P. pr i mc1 -Uescr i zione dei material i ed o pcrd zio n i

elementilri

(i n so;;t.i1.u z ion e


479

Allefiali

anno 1.936: n. cat. 282b

de I i.a L,truz ione s ui ma teriali e à equipaqgi da ponte del 1899 e della n . 6 66, ex 19 8 , del 1918 : is t ru zio ni tecniche del g en i o - l:,t r u z i o n e sulla cot; tr u:,._ione dei pont i e d e i porli , che a s ua vo l ta aveva sosti1. ui Lo i l vo lume XVII de lle Istruzioni pratiche del genio) ?.8?.9 T :3 tru ;,. j_ one :3u .L HldL e r ialc da pon t e d ' e quipag gio n. l - Parte seconda Gittamcnto e r ipiegam0.nto r!ei p o n t .i e dei porti 283 0 I:3Lru:éione :3 u I. rnateri.oJ e da pont e

d ' e qu ipag gi o n . 1 Parte te r za Abachi dei caricrti ,J_rnrni s s ib i l i ai ponti n. l da 5 e da 10 ton n e 1 lr.1 1:c-; 2H 40 L; \. r 1J1.. ione :JUi. rn(~/.:< i <.ii c o lle(J dmenLo - L'c1 .r: Le Lerza - M,.11: e r iale or.r. :i co - f,isci.cn ·10 4° - !-ìt.0,. i o n e l o l.o t t ile -

g r <1fica d a 1J "> ;;P.n za f:Uogra ro ( in :: ;0,3 1. i l..u ,. i o n e cj e l la n. ?697 de J. 1 93 4 : Ts l. .r:u zim1e s u i mot<.:ri;;1li d i c o llc g~mc n to per fnnt~ri ~ . Fu;;cicol u ? " - S t az i one ot ti ca da '15 mm. d J uce e.Le t.,~r .i.ca per 1·an l (,:r· i a mod. J J 2891 l ::it.ruz i Clll ~' :;uj p .i oTd car. i catori mi 1 .i t a r·i (jn ,,ostituz i o n e cteJ.la n . 1?66 de l 1929 : Istruzione sui pi<1n i

carica tori militari s c omponibi li , tipo 1900 e nuovo t ipo 1927)


480

,~nno 1936:

Allegati

n. cat.

29 00 Quade rno d:i. c,1r:i.camento deJla of f :i.-

2901

?907.

2903

2940

cina aut o train;:ita per compaqnL1 mec canici-eleLL ric i.sti Quaderno d i c a ri came nto de l l ' o ffi c ina autotrainata per compagni a i dr-\_ci Quoderno di car icamento de lla offi c ina autotraina.La µer compagniél pom p icr i Qu <1de rn o d i c aricamento delL:i offi ci na au to trainata per compagnj.a ar·t :i.er i e compJ.gnia min;:it. or.i. l s t r uzi one s ul coll ega me nti l" seri e di 0.ggiunt. e e v~ir· i a i,t i

294G l s t. r u z:i.o ne ::;ul 1a p d:;1 :;1er e l.l a n . 1 e

zattera K

2949 QuadRrn o d i caricamento d ella sezio n~ d i p2sscrcll~, h. 1 e: z..1tt'.f~rn K 29'.!l J. ~, t. r u1.ione su l rionte meta .llico n . 2 - Vo l un,~i T Te~:to " 29'.',lbj r; T,3truz.i.one su .l. pont 8 me\.J .l l \co n . 2

- Vol urne II - fig u re 2960 O.u,iderno d i <;.:iricament:o dc: .l p,irco per r.ompagn id terrovic:ri d i lavoro 29 61 .I :3 l ruzione :,ul me zzi di collega rn<-r nt o . Pa rt e 4A - Mater.i. a l H rddi.ote l egra fico - f ~scicolo 5° - Stazione R

F2 2~67 lst ruzJo ne ~ul pon te metallico n . 1 3272 Js~ ruz i one su i col l egament i -2A se-


481

Allegati

anno 1936 :

n. crit.

rie di aggiunle e var i anti ?974 Quaderno di c,H·ì camento d elle colombzrie mobili 2977 Memoria sull'organizzazione e l ' imp i anto di sbarrament i nel combatt i mento d' arre,;t_o - 1 serie di ;::iqgiuntc e varlanL i './.978 Memori a ,;uJ.l' org,mizzazionc e l' i mpiant·.o d i ~,barramcnti nc:L c0mbat l..imento d ' dr r esto -· Appendice 3041 Quadt'rno cli caricam\~lìi.o del. mat e ria le da pont( d ' equipagg i o n. 1 304~ Istruzione "ul ponle d'equipaggi o n. O J<:!51 Istru z i o ne sul ponte d ' equipaggio n. 3 30 53 Me motia su ll ' organi zzazio ne e s u l1' ~1:::ionc de l genio i n g 11,-n -r; 1 1 '' necie ~i a ggiunte e va ri a nti 327 7 lsL r·u ~lon c s ul ponte d ' equ ipagg io A

0:

a nno 19 37

11. O Appe nd i.cc l~1 3 I struz ione sui p al l o ni sfer i c l e s ul le a scen 3 i on l libere - Tes t o e

ti:lvole 17H5 S0rv.i l.L1 111i l i l dri (in sostituzione delle pubblicazioni n .: 1 781 del 1900 : Testo unico dell e leggi sulle servitù mi litari ; 1282 del 1901: Rego l amento sul le servit ù mil i tari


482

anno 19J7:

Allegati

n. cat. 1921 Impiego delle funi e n1acch i ne d i circostanza (in sostituzione de ] l a n. 655, ex 187, del 1916: Ist r uz io ni r.ecniche del gen i o - Impiego di funi. e rnacch i nG-) di_ circostanz a , c he sostituiva una edizio11e di u<Juale t.itolo - Volume: 4 ° - edizione 1 897 ) 2480 Istruzione sul pallone osservat orio il .a lJ a no (Tipo A.P . ) in qu a t tro par t i e d und d p pe11d Lce - Appendice 2770 Is t ruz i one sulle f e r rovie a s c arla mcnto ridotto e portaL .i J i. 2 82 3 Ist r uzione sui mezzi di co ll egamento . Pa r te 3A - Materiale ottic o 1:·a sc:ì. col o 3° - s r. azionc fot otelegra ti C d d d i 00 2 8 2 6 Istruzione :;ui me , .z. j d i l r ,,,3rn 1:-;1:nn-

nc - P~rtc 2A - Mate r iale te l pr o nico · Fc1::;c .i colo \ /\pp,-ir,Jr.o t r:le:to n ico d a campo leggero 2916 I st ru z i o ne s u l :3<';\r:vi :,. i.o pornpier.j 0

-

ntico mil ita r e 2922 Rozze d i s l.amp~ . Memoria s u l la cocosLiLuzione e manovre del carro veloce - pdssere l la 2945 Istruzione s u l la i ur t i f ica z ione c<1mpa l e - Vo lume 11 (pe r il <J t?. ri i o ) 2 954 Ts t ruzione null ' zirmami::nto d e i b i n èlr i. e s u i congegni fiss i - Volume I - Descr i. z i. 0 11 P. dei vziri tipi di a r-


483

Allegati

mamenti e ripieghi. (in sostit.uz.i.one delle n .: 668 , ex 191 , del 1917 : Istruzion i tecniche d el genio - Specia l ità f errovieri ·· Armamenlo dell e f errov ie e ripieghi d ' armamento (testo) ; 669 , ex 191 , del 1917 : I struzi oni tecniche del. genio - Specialità fcrrovier L •• l\rmam0nto d elle ferrov ie e ripi 0ghi d ' armament o (ta ,mno l S r7

n . cat .

vole) 2955 Istcuzione suqli armame n t i dei bl-

nar.L e s ui congeg n ·i l'iss i - Vol ume - Deviatoi , intersez ioni , comunicazioni e bivi 2983 NormA pec la costitu zione degli clementi ci c~.L.I e : :1 Lstcm<1zion i çJ.i J·ensiI I

vo '301 4 Quaderno di. caricamento del parco per compagni.:i !Tl('-!ccan i ci-cl ct tricis Li 3015 Quaderno ci.i. car:Lcamcnt o del gr:upp i

di attrezz i pneumcccanicj leggeri e pe san ti. 3030 l s lruzionc per la ricogni zione , pe r la stima e per l a liqu idazione dei danni a p rivate proprietà 1n occasion e di esercitazioni mi litari I nde nn ità e spese di v i aggio per


484

Allegati

risan; iment.o danni (in sosti.tuz io ne della n _ 938 del 1931 : Istr uzJ onc per 1.::, ricognizione , la stima e l a liqu i dazione dei danni a private proprietà in occasione di esercita-

:,umo 1 ~!

_n :

zioni militar i ì n,

CHt ,

3047 Quaderno di caricamenLo de i p,1rch i

artieri ( in .sostitu;,.ione della n . 2457 de l 1933 : Quaderno d i ca rica mento de i pa n::hi zappatori-mi na t o -

ri - Part e l '' - JloLa zioni e Parte :5 i stemazionc e

2 '' - Ripartizione, po~,a cl<c'ii. matcri_ali)

304 9 ls t.ruzione sulle sta z ioni fotoel ettriche - Stazione aut of otoelelt.r ica da 1 ?.O 3067 Ist r uzione :,ul L1 pnsscreJ.la n. 7 3073 Ist ruz i one nul pallone os sHrvaLurlu ital i a no (A . I:' .) - Quattr:o p arU ed 21ppcn<Ji.ce - 1: ' i;c:ric d i acyJ ·i unt'. e e

v,: irianti 3093 Tst r uz ionc provvi ~or ia sulla pass e!"!:! I .I a da mo nt aq n.;i. 316:Z I:;L r·u:,.ione sui. me7.zi d i trai,mis s i one - Pa r i_\'~ 1A - · Materia J e L.e l eqraco - Fascico1 o 2° - l\.pparato da campo per te legrafi a inint<-òrCE.\ t l. a b.ile 3166 I sL.ruz.ionc sui mezzi. di trasmissione . Par l e ~A - Materia le radiatele-


485

A llegati

anno l ~d7 :

n . c a t.

g r a f i c o - Fasc ico l o 4° - S la z i one R F l (in s o s ti t uz i one de l la n . 7 704 de l 19 34 : Is tru zi one su J mezz i di c o l l egzm1e nto p e r ·1 a f an l eri a . Fa sci co l o 3° - Mater i a le r adi otel e gr·a f :ìco ··· Staz ione RFl mode l l o 3 3 pe r la fa nte ri a) Tl 84 Qu a d e rn o di carici:tmen t o pe r c o mp agn i e l a v oratori " np ec i ali3ti u Dotazione 313:, Qu a d e r no d i caricame n t o pe r c ompa g n l a l avor a tor i " za p pat ori-mina tor i " - Dotazion e T I 99 Quadc•rno d i caricamento del 1 a c o mpagn ia a eros t i eri pe r o s s e r vaz i one

( i n sostit.u,.: i on(-, d e l l ei 11. 16 06 d c,l l.930 : Qu aderr10 d :i. caric ame nto delhi un.1.t(i ilerost:i.er i . Co111a 11cJo bat tagl io n e hP.rc)::; I. i.r-;r i. dc1 o:.s:_;e rvè1zion<, e com p agn i a ae r o s li e ri d a oss c, r vazionc. Co 1orm a ga s

37 40 Istru z i o ne s u ll~ perforA z ion A ed att 1:czzi:itu .ca pne 1irn e.c c,, 11 i c:d 3219 Is t r u z ione s ul la p l ~tld f OrTI~ g ire vo l e pe r a u loc a rre tt e 325 0 l Rt .,·u,.:io ne sui ma t erial i e sul serv i zi o dei me c ca n i c i - ele t t r i cisti (i n sostit u z i o n e della n. 2291 d e l 1931 : Norme p r at i c h e e d at i e l e me n-


486

Allef?ali

tar i di ca l colo per la cost r uzione cii piccoli impian ti idroelett rici

d i c i rc;osta nz a r111no l~

3'7 :

n.

CRt.

3283 Istruzione sul serv i z i o fo tografico ( in sostituzione della n. 1277 d i" l 190 2: Istruzioni pratiche del gen io

- Vol ume

)/4°

-

Istruzione sul ser -

vizio fo tografico)

3286 Direttive e norme per l ' addestramento de i tnismet t :Lt.ori 3393 l sl.ni zione sul serviz i o cinemctlo g r af.i co 3429 Ist r uz i.one sul funzionwne nto ed utilizza7.1onP. dell ' impL:rnto campa le tipo Ve rder per produzione ossigeno liquido é!TillO

19 38 : "

22 11 I struzi o ne sulle sla zi oni fo t oe l et N0zion i rj i elettroottica tr iche 2 036 Istruzione sui mLz7 i . di trasmissione - Purt e 2ft - Materja l e Lele foni co - Filsc i.col o J" - Apparato telenic;o da campo normale , c on cassetta

aggiuntiva 2862 Istruzione su i

me z zi d i trasmission e - Parte 2ft ~ Maler.i al e telefonico - Fasci co lo J ApµHr a to t e lefonico da gua rda f i l. i 7')7.J Ist.ruz ion c sui pollti provvisori fe r roviari e sulle gallerie p ur f e r rov ie - Vo]ume I : t es to - Vol ume Il tavole 0

-


Aller:ati

anno l9J8:

487

n. cat.

295 6 T'.::itruzione :,ul l ' armamento d e"i. bi n a r·i_ e

sui congeur1 i fis s i - Volume

II I

- Parte 1 A: tosto -- r rnp i.anti e conqegni fissi di st;izione - Parte 2,._: lavo le ( in sost i Luzione del l a n. 7133 del 1901 : Tstruzioni prat iche del genio - Istruzione sulle stazioni ferroviarie e sui congeg n i tiss:i. di :d.azione ) 30 48 Istruzione sull e stazion i fotoe l e t triche Stazione f oto e l ettrica s o megcJ iata da 60 3135 T::;truziom:, s u i mezzi di Lra:;missi o -

ne

Parte ,1 ,._ - Mat eriale rndiot elcgra fi co - Fascico lo 11° - Posto R

al 3 1 63 Ist:c u :ci. o ne s u i mr: zz.i. d i t 1:a s mi ssio" "' · I',-1.c l.<, ;~ ~- - Mo Lc rlal e i:: e1e1.on i c o - F'asc:i.c o lo ~ 0 - '.ic:pa r at o r i c ampa·i i p e r Lehifonia multip l,;i e te l e foni a e Le leqraf ia ~·; .i.mu l t ,:;1ncc 31 (,,l Istruzi o ne ::; u·1 mezzi di tra,m1i.ssion.c -

!:'a r i.e 6"' ·· Ma t e r .i.al i. campa l.i

di lin ea (Lelegrafici e LRletoni c i) :3:1·14 Istruzi o ne :;ui mez zi d .i t r asmissi o ne - Parte 4A - Materidle radiotelegra fi co - Fascicolo 7° - Stazi o ne R4A

3210 Tstruzionc su .i. mezzi di trasrn.i.ssi one Parte ~A - Materiale rad iote-


488

Allegali

1 egrafico

Fascicol o 6" - Stazione

R1

,mno 1936 :

n. cat.

3214 I s t ruzione su i mezzi dl trasmis s io-

3 230

32 11'7

ne - Parte lA - Materiale telegrafico - Fascicolo 1" - Casset ti na tel egrafica Istru z ione sui me z zi di trasmissione - farte 4A - Materiale rcadiot e legra[ico - Fdsci colu 20" - Sta zio ne RF3C Regolamento pe r l ' e sercizio e l a sorveglian za del.l e caldaie a vapore negli stabiliment i mil.i.t.a ri (i n sof;L i tuzione dc lld n. 196 del 1U 9 4: RefJOlamento per l'ese rcì zio e la 3orveg l ianzo d e l l e ca l daie a v apore .i11,p.i eg<1Le negli stab i 1 i ment i d ipe n·.. <j e nti du ll' .;imm.i. n i ::;L1:azio" "' rni l.i.Lc1 .i:e T.sU: uzione sui mezz i d .i. t r asmiss i o .. ne - r arle 2 A - Mat e cia l e t elefoni co - Fascic<.llO 1 " - Con t ral:i. n i t .e lefon ici p er 6 , H l e 30 lin ee T,3t.n1 zione s u i mezzi di l. .casmissione . Pa rte 4A - Materiale radiot elegrdfico - ~~scicolo 8° - SLazio ne R4D I stru zio ne sui mezzi d i t r-a :,m i s sio ne - Parte 4" - MatE-:riole radi otel egrafico Fa8cicolo 9° - Staz ione RS 1

32'.!4

:;2'..iS

3256


489

Allegati

ar.no 1938:

n . cat. 3)57 Istruzione sui mezzi di trasmissi o ne - P<lrte leg rd.f ico ne R6 325() istruzio ne n e - Parte legrdtico

4A - Materiale radiot c Fascicolo 10° - Sti'l zio-

'.3U i me/.:,,j d .i L r-a::,m i T3 io4A - Materiale radi otcFasc i colo 12° - Posto R

a?. 32'.J9 IsLru2.ionc :.; ui me zz i dì t r a ,;mi:mione - Piìrte 4A - material e radiot e-

legraJ lco - Fa scicolo 13° - Posto R T2 3)60 Istruzione sui me zzi di trasmiss ion e - Par te 4A - Materialo radi o t c lcgr nfi co - Fa scicol o l~" - Pos ta R 13 '.3161 lsl.r u z .i onl! s ui wc-:z:.l j_ di Li-<1:;m.i~·;~;i.0 n,_· ·- l'~trL<.: <i ··· -

t•k t Lc.r: .i.ul'-" .r:du.i. ou.,-

lcgrn fico - t~scicolo 1~" - Po~ l.i RG a u to e p o r ta t ile 3262 .l.~>L.ru:/. ione :H1i 111e:,,-.~:. i d i tro:,;rn i:.;'.:-d one -

J>;~

r l <= 4 '' - Mote r i .a .L e rd<.i iot,,-

lcqrafico - Fasci.colo 1 6° - Autoco ri ca dccumu l ator i pr.'r i l servizio

dei collc gamcn U. r. l . 3 2 63 Istruzione sui mez z i di trasmissi c) -

ne

Parte 4" - Materiale radi o t e-

l egraf i co - r ',rncicolo i 7" - All l'. ol--

ficin~ pe r il servizio dei coll e ga menti

r: . t .


490

anno 1938:

Aller:ati

n. cat. J:~6 4 TstnJZiorie :5uj_ mez zi di t r asmi ssione - Parte 4A - Ma terial e r a di otel egrafico fa scicolo 18° - Aut omi sure per il servi zio de i collega ment i r _t _ 3265 ls r. ruzione :,u i me zzi d i l. r asm i ssione - Parte 4A - Mater ia le r adi o te1 egrati. co - F'a :;ci co !o 1 9° - Autoti pol. i.tografia per il. se rv izio dei collegamenti r . t . 3266 Istruzione sui me zzi di trasmissio ne - Parte 4A - Mate riale radi ote lr2 q r ,1f i c:o -·· !·'c1:3cico1o ?. \ ::;t;:, z ·i.o0

-

ne 8.f'3A 3?.67 J:1!. r u :,. i on e :sui. rl)(~zzi. di trasmi:,s i <>ll e Pèlr l L' 4" - Mè!terialc1 rad iLlt(~--

legratico - Fascicolo 2 2° - Stn~ i on e i ( l·'Cf< T/ G,.l T:, t r·u 7. i o ri e 3 U i mezzi. <J i t r ;,., :5111 i. :~:~ :i.o -ne Parte 4A - Materiale r adiot c -

\ (,<Jrilf·ico -- Fnscicolo ? '.l" - :';1-..-17. io ne l·U CA 3279 Tst r·u zionc s ui 1r1e zzj dj t.rasmissi o -

ne

Parte~,... - Materiale fotofoni -

co - Fascicolo 1" - S t az i one Fotofonica da 1 80

32HO l:1Lrll,.i one ,rn i. rno:<::<:.i. di. Lra:,rn i ::;::;ione -.. !\:i r te :)A - Fdsc i colo 2° - St az ione fo t:oton .i.ca da 11 :J J282 I struz ione provvi sod_a sulla tc leqrélfia a seq na li per i collegamenl. .i. fr ~ le stazic)n i sem~foriche e le


491

1c1nno lSJè:

truppe di difesa costie r a (in ~o stituzione della n. 97 d e l 1912: Regol ame nt o su lla t eleqrafia a se gn a l i) n. cat. 3299 Istru z i one s u i mezzi d i t ra smis sione : prcmessZJ , nozion i di elettricità , magnetismo , Le legra ti a , radi o telegraf ia , radiolelefonia, ott icZJ, fototelefon .i a :nso Memoria sull' organizz.:tzione e :, ul1 ' azion~; de l genio in q uerra - Appelldice (dati reL1tivi i'¼i 1dvor i ed ai materiali del ge nio ) 33~2 Quade rn o di caricamen l o d e l parco au t o - carreggiato per compagnia i-

dr i ci - 1ft se rie dj aggiunte e va-

:ns~

r i ,ml i Qu éid t'rr1ç, di ccir i cél:ncntc dcU:.: :... t:_i

~ione 1·0Loe !ottrica autocarreqg i aL a dd 1SO crn . tipo zenitale Ci"llileoFiat , con lampada ad arco forz alo e

comando~ di ~ta nzcl :-Jj~i H Quaclrff n o d.i caricéunc nt o della ofl".i r: ina a ut ot rainata per compagnia

mecca n ici - elettr i cis ti - JA serie di aggi unt e e vari anti 3 :3J9 Quaderno cli cù.c.i.carnento p e r offici na autot:raindla per compaqnia i dri ci - lA se r ie d i a ggiun t e e varianti jJU5 1 r0ntunrio tb t i t ti c nici


492

anno l938:

n. cat. J:3GO Qud dern o di caricamento per o ft ici na au tit:r:ainatic:t per compagni. a pornpie ri - lA serie dl agg iun te e va-

rian t i :::\361 Quade rno di caricamento per offic i na a utotrainiltc1 per compc1gnia c1rtie ri e compc1gnia minatori - l" se rie dl aggiunle e varianti 336:% Quade.rno d i ca r ..icdrnen l: o per o l'f .i e i.n a autotrainata pe r c ol l egamenti lA serie di aggiunt e e varianti 3366 Quaderno di caricamento de l parco per c ompaq n ia meccanici - e le t t rici~t i - lA ~erie di agg iunte e va-

:n ·n

i- i.ari Li T:;;l:ruz i o 11(o1 :;u ·i

la v or'i. da mi ria e ::,u-

gli es p losivi - Volume I

vi e me::i d' accencionc

EsplosilA carie

d i d(Jg ·i u nLe e va r..i.èi nl . .i. 339'.) Me mor ia :::;ull ' or·cyJ rii;,.,_az.i.on<,, e l' i m-

pianto di sbarramenti nel combatti-

mento d ' arresto ·- 2" serie

di

ag-

giunte e var l anl i 3399 Quaderno di ca r icamento riel parco per comp,HJnia f t, rrov ie r i <Ji Le1v <.>ro 1~ serie di aggiunt e e varianti 3466 No rme per la manutenz i one cielle fu -· ni per teleferi c he

:-H 7 1 Quaderno çJi caricamento d e i parch i ar ti eri - 1ft se rie d i ag giunte e varia nti


493

Allegati

anno 19.38:

n. cat. 34FI

ca.rlcamento del mate rial e d d ponte di equipaggio n. 1 -

Quad,,H·n o di

lA ser i e di agg i unLe e vi1rianti 3483 Quaderno di ca r icamento del pélrc o (luto-carrcgqiato per compagnia ~ drici - l " serie di aggiunte e vc-

r i anl:.i 3484 Quaderno di caricamento d e lla o ffi cina autot ra i nat.,, per compag nia mi ···

rwtori

2" :;eri e d i i1gginnt c e va -

c i a n Li 34\l!:> Quader110 cli ca.ric<1mento dol parco per compa<Jil.i.a 1-er. rnviP.ri di lavoro - 2 " sErie cl i i1ggiuntE-i e v a rian ti 371 7 Quaderno di ca r:i.<::ament.o dt~l parco ;:iuto-carrcg9 i a to pe r· compa9ni él i dr ic i - 3A ser ie d i agg i un Le e va r i ;1nl i " '.?. '.J:·,?t; .i :; l:,t.ru z. i o nc sul. po ni. e rn<\ I ; ,11 .i.cn n . :3 - Vo 11im<~ 1 I -· f iqur<) " 2952t:cr lstru z .i.011<~ :3 u J. po n te me t allico n . J - Volume JT r - t'abbisoq no mat0rL,1U 32A3 lRtr uzionc sul s e rvi~10 fotogr nfico 1 ,1,1 S Quaderno di cad. cdmenLo d (~ lla o f f i -

c j na ~t1totrainata per de ro:Jl.i erl. Pd r-1.e l : Dot;:iziono Parte I I: Uisposizionc d ei mate r ia li

nnno l~i40:

Il

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jl:L7 B,indì u re

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l:w1ro <h

co1ore


494

Allegali

Allegato n. 65 (rif. pag. 300) STRALCI DI PUBBLICAZIONI TECNICHE DEL GENIO REDATTE DALL'ISPETTORATO DELL'ARMA DEL GENTO Prontuario tecnico uui lavori ed i (redatto dtt1 ne) J.o

E'

me33i del Genio

Capitano Ottorino OTTAVINI, ·revisionato dal Col. o g

Pietro STF:INER, stampato da G. B. Paravia).

un manuale d'impiego in campagna, costituito da tavole i~

lustrativc e numeriche, riguardanti l'attività di tut te

lo

speciali tn del Genio, dj_ cui seguono alcuni. esempi.

-'r.mro,np/e,,,i ·c avkv/a..r/ one

Aa f o c·c,,rro fi<Y/ -./Jovc,nqoe..?

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h.,0/o e può essere.,,oo.J/V o o'.à/uA.zo cP-.. 60ni //_q.rc.,,pPo e/e/..,o.vo· e.r..serepoJ/ou/CW,11. ro.n.r.,,oncr/7Je.F!/o r7reo . · o ,ncAO ; J edr;ll'o/onruhf"o ,e ua.la/.nt7.hr.;, /'q,.r,'>o ne/1f'!g d.//<T~ _.. ::!! <'n7. Yer/ll<-Ae pre.//1'77//}(Yr/.· .9'ru/"-;Po e/c.t: . ollu, u.,-ç-c,,a. .benz,nu . .111/e.Tv'//orc.'"' crper/o. /Jro,,-(!.//or e .· Ui-'e#o.r/c e r"on/1 ,z,//ere ,·l"o r.,: ,;,/e.rrQ"//,o,re o.,·,'a .1A ""r.:,,.,?ro/Jdo e,,-r/,:,,/U,, -/om,,,ood'o: ro/'f/ro//q re ,,POJ/.L't"Ò/1e ro,-Llon..- ~ .1/por 4?t::?rge w · ?O /rf/71_ //lt:;r'/-Alc.//e/r-; .,.,., /'oJ"e /u ro/on/'fe//'O' ,/1 e/e l-"O'.Z/0/tc e r/1 O/r#!..z-r'o ;1 e

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Allegati

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on/e ,,,11,, /,J/,0,1/itAt rt na!:Mp.•rtd, il yqfor e o'el/q ro,renl, o',i,~nr,I,' e lorl~menle. 'fl"'Mh il frMletlt.tJ: t:lt1 citi 1eyntilt1/t'JJJ. Lopp oro/ci 1, mv111Jodl vn n'4rokre fii~ mt<11't!" 1 I, lo torreAIP tMl,iNtt1o't'lin; 1ntriiù 1/l tltliJPtU ciivnrç,r,m,•/17/cru At lit -----~,°"/IP d//Ì,Jerin1 1v/l(f hiftO' vii

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Il in1er,ire 1u due linee o ri!'tf/do m.ttolliro.(o/ 1eporo lt1re 11;,ouono ,u·en? o! lrtt ul/e d (le 1omur11io-z1oni lele/oni

rh e reali una romuntrozionele le/oniro ~,dcrctle. e Ire (Omf./t?i rt7z1an/ le/egro!id,e, d elle qC/ol/ o'oe

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meclro-.'7/e due q//re r/<7zròni ero' erre rÀ/errnea'ie !rC? /oro 17/lqrrru/e ron v/> /r<7/lo o'/ #/1'1(7 /ele/bn,rq - #on orro,rt' o,,oert}'/ore ;11/errneo',0 - //g. ,6 . To-/e ,PCJ/r 6r/;/ù e· ,;:,e,-r<7/n,,u1/e vkk 9't/O't1do17,er /émo'o -

me:,r/o C"e//erreno le o/ue r/azmnitu/r-,1T1e non m,ic 1i1 v11u<7/e d,rel/CY.

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mo Cac [D.

Ptulo rùevt/ore r. I. ed r~ f. adalta per rud,ogon/om~lnCI

lmpi,:,go di n,atu'rnq per 1la~1kre / 'uOita,11ònf' d , Jlo.z;on, rcm'tòl,·o.rm od onde rorle e m.e d/o • rorle.

poleJ?U1 OYt!nl/ Md~ rompref~ Ira

Trc,J p

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o~lov del P. CL A • 1

OfJ,J:Jl/r~ a tpollo per bret'/ perror11

Trcuporfo allogg,alo ,<JlfqvJov-,-

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e1eo1, · cipjjarali

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I

ro,MC/1/0 da J 1/oa', t1mph11rt1lori od 4. F., o'à 11ic,-.,//ore qvoli vno ron ,...a,4,- q gn9/iq nlier=o. vno Jlod1Q 0 11if /a/ore per 111om6iomento o'//t·e11c,t!nJa, ur,o r iye/,;lort!, ttl m/ine Mo1ludto ampl,/itohu o'i .B. F. l'a,/,cimpÌegQ/e. z c/11! /!po J/.J. A. F. - Tumpron'l 5i06.o J/11fip1 A.,,2.0 z~n,l,1 P.4. - ,a,; ,t!el lifJO I/, I?. 4. f. - Philipr A·, ,s o Zen,1// l -

,oa. , a'ellipo /;. /;./!.F.· lhilipt A ,-.(og o Zen,!hf.-,o. 2 ,le/ I/po Telefun5en li. F.- 1J,. IJuddi~i,io11e

(orl/lu.1.ione

un ouloreirolo /~ggero oppo1,romenle al/r,.2zalo.

A e.rei

"" o•rt10 rlli"IO aie/aio gire,ole'( mq.o.lo}~ un uer,o aper/o od .L c.:ni/Jlore IC/nqo 111.15 ,01/envk,I Aerei a'u un·onlenno lul>o/cire do ,mo parie "dal lt!llo ,111//0 rel/ùN1 o'all'o/f,q

Aulo,,on,;c,

o/In 1ooor11

IAulon11n1ia

10:l/iuflo da dve Jlod, on1,Phl1rolor1· cd A. f., un o ,loo',o r,ye/olore J/1 ,,eo.uOne. doe Jlorl/ (lmpfli'rol'!

rio E. F.

Yal>umpiegale: 2 antpl. .4. F. { /).J.A. f.- f,,ng_ ;rum ,o, o Plu'l,pt ,4. -.2 o.Zc.nilll ,f).A,-,06) l ri.-e/. e ampi 13, F, ( P. P. A. F. - Z,:..nd.~ r.-,ot1 0 Pb,lip1 A.·, 1,) 1ompldi ~. f. ( P. lì. lJ. F.· Te/ekn!(e1104)

1toi/i,1'~10 /ola/e h'g 100 • 110/lo le/ai- 1 rollo o.?/en11a e r11k ,;i /erra- 110//0 rt(l'Yl!ore- 1 rof ,o,le r, Jl!rto. uo/ r,rrerNl'i- uo//o· lreppier:fe - , rollo lenào d~ t 11i1u11 o te/a,o ( a,•ea d,y_ ,erono'o lo ~amm<> o'a e,p/orare; idei li,PO aperlo um/,lure(m 1-1,nl,.nn" 1rompon161/l' afle9'no m. J)

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r ·,,,,,.,,poN01/e e /ome99 1cb,lefv/O m vl,"( 6 JJer JJroietlore e l,oer s,roppo elellroqe/10). IY011 Aa roi,;1111ello di ro1110/1dO o did<7!1ZO". Il çrv,,opo elellroçer10 rtie O'h me17/a l 'orro ,v//17/ro /?led/o/T/e rovo di /!neo .,0<10· @.rrere o'1i;oo.r/o c7//o ,r/r/<7/1ZtY m o,r o'/ ?:>in. d o-/ pro/el/ore. Le 01017orre o'elpro1el/ore / 0/10 romo11o'o/e o',re//omen/e omo110, /710 n·é A7.,0011101#/ci o7 p,:,lerle efegv,re CJ'<T cmo- (T'rl o c,7//0'/TZO' m e o'/o-n/e a'/1Do///1y//e/e,;?Hz ,r,711,r/ ·-.lo /om.,ooo'O' e· o reqolO'Z/o/1e omo/lo o ov/omo//;,o ro//erzo e/er/roo'o. 1rr6ola ,o d'e l/q

/

01'/I J J/10'

I l qroppo e/ellroge.,, O ,z· /COIJ1.,0011i6i/e

per 1/.,ornrzg9,'o. 1710//0 /"o-r,1171 e/lle, 1/1 çvO'llro t.:'Olt/t'

L òJcvrok,re (o ,LJtV/ttMO o 17!7h'l<71-')

l'ar1r/V (o/1 per.ro110'/e çd'de ,lrolo,,,orole/lore e tT=/! ;00.,oo,,0/10 effe.re,;-,.

fo,/,·m'7/10rre /)OJJ0/10 euer /'o-/le

ro/1m"z1ò11/ d'!/u'11.z:,o/T o re /le.I /e.71,00 o1,,· /Z'o'O"/lo /("<7,r1ro o'e/ /710'

.!<'9n<1la.?/0/11 o- /ori/ dl/kr1.ze

l'er1i7/e

e ' mO'ncv,rc,J1ltJ O' mtNio ~d t7o/o/rtolr/o_ /?/€>/t/t: t7

mer<omo/o,r.1no. Ne01/0'/1~

-

~

.,~

e>;;

:::t.


Allegati

505


506

Allegati

MINA AUTOMATICA A

PRESSIONE TIPO B 2

Mina vista dall'alto sen:za coperchio.

e Sicurrzza automaticn

-FIO. I.

SC Al.A ·1, /1..

Sezione trasversa le C • D del doppio sistema di slcurez>:.a.

f-'IG. 2.


Allegati

507

lon gitudina le.

Sezione

( percussore in posil ,om· FIG. b

ClltN<I ,11

Pawssore ti, srnllo ~----- -------

Coµ,rchio di

"' _K'.'~1~1!!.!_ ( <1 ().<11/11111

Cops11 lt1 d'innesco

R.,1111m, <1, /rrro

Cd111dro ,lt t ritolo

Ctlmc/r() d, lqmiera ( $/<'fno

C,lwdro d, Tappo

d1

(nws 111a a nf P

Furulo ti, (am,era


VI

o

OC·

G. H .

F1 G. 14.

,ui::tr

.. / / / //:

Li

~o,c $tJ>[Vmai'o pa rnp:i11.i.r

Se:zione E· F. f :<L.2.:.__ CrJ:'tu~cia d1 : rif.Jlo

Coi1sula 1 riortar'llr n. l:i

Tra versi.~o

Mc:ta sp:'r.:;.le

Mina a :pressione tipo 9 ° Reggi::iento Genio

::,.

;::::

" i.


509

Allegati

TABELLA

/

Sc hema di c aricamento d ell'autoca rro posontc

N . 3.

MINA

con mine B 2 e c ofani riempiti di mine B 4.

Personale e tempo mcd.io oeconenti per la esecndona dei principali lavori da mina nelle torro. 4 strau di 16 mùit 8 2

JndJcazlono ùoi !av ori

C nJforltt d i m. 2 x

'1uruoro

d.ol mina.to.ri

!

Tempo

per l' d i 8,YILQ.7!11.l&

.,,

~

,h

C11Jl;;tr lo. llt m. J.,80 -;" 2 X l . , • •

Callori!\ dl

#

4 slrati di 8 cv/ alti B 4 2 CQfani O 4

af/ianculi

m., 1.20 71,SO x 1 • . . . • . .

:th.

.~w 3h

Ra.mo d i m. 1 x 0,8 n a.mo <li w. o,so x o.aa • . • • • • • • • • R t1mn a ll'oland(lsn dl m. o.SO x 0,65 . • •

3h 15'

n,11, mo tll oombà.tt iw.e nt ~ dl m. 0,70 )(' 0,1\0 l'onl o rit.lna.ri di m. l,30 circa. di loto, .

~h. 30'

3h

.,.

Foz.zi 11i,1lt1. Boulo di m.. O,HO drt.:a tll tu.Lo.

- -1-o,r;~ 1,1!-

Nttl numero d ogli uomini non ~ono compre'di qnolli noeoseari per il tl'a.sport..o ciol m11,toriu.le e por lo sgomboro de1le tor rn. It tempr, o oA.toolu,to por re~t,t.:u:,,,fono di lavo r i .in t on eno Ia.oile. Por avor o il t empo eilottivo bastorh. moltiplica.re il tompo da ~o por i segu ont i ooeffiofonti: 'l'orrono ordinu.rio. .... . . , .•.• .. . . •.. .. lt30 · Torreuo a r gillo110 .. . . . ... .. ...... .. . .. . 1,50 Tufo ...... . .. .. .... .. .... .... .. .. .. . 2,00

r-

--,

Contc1111lu:

~. 64 Il 2 N. ~4 ( Ol,111i di O 4 (34 X 21 -

7 14)

Kg. 960 ,. 11-10 K~, 2400

N ollt·

Diui.'. usioni mine O~ = u1. t,08 x U, H.l X U,12 cofa ni pe r miu i~ H 4 Al1cu.a b1,,r(.1j :mt oc;n m - - 111 . 0,60

f 1G. 22.

ni .

0,6S X 0,60

X

0,1)

Terreno aciolto . ..................... 3,00 R occ ia o murat.ul'a da. t rotta rsi col piccono , . . .............. , ....... , . • 4,00 Roc cia. o muraturA da. tra ttarsi oou p e t1>rdi ......... . ................ 6 -;-·7

Nei poz2.i profondi, scavati in r ocoiu. ùura, l' a.van~ z.a.ta p uò ridursi a m. 0.20 per o Lto Qr~ Q.i lavor Q.


510

TAaer.r.A N. 4.

Rl':TIOOLATI J) BdV;olato a litpf!:

Por la. costruzione di ml. 100 di reticolato, con lo caratteristiche in.-1.ieute in figurfl., oc corrono:

a) Sì,,.pe tria,.golarc:

N. 51 palotti di legno d<> m. 1,70 + 1,80 (diamot.ro cm. 7 7 8). N. !02 paleUi di legno dn. m. 0,70 ..;.. O••~O (diametro cm. 7 -:- R).

Kg. 160 filo di forro spinoso da mm. r,. Kg. 3 tìlo di forro liscio dn. rnm. 2 (ev~ntuale pttr Jogaturo).

J{_~. 2 dì ca.1nbrotto. Pr.so per ml. di n,ticotato como soprK: kg. 8-;- 9 cirr.n..

U"" squndrl\ ( I gr--tduato + 7 uomini) por 100 ml. di Riepo iwpi~gtt. oro J,:JO circa (mt!todo di ~tnndi mento a. 3 fili o co~trm:iou.o progressivo.). b) Siepo trop<:oid~Ce: N . 102 paletti di logno da m. J,70

+

1,80 (diame-

tro cm. 7 -~ 8), tr<>

N." IU2 palotti di log"o d .. m. 0,70 -,· 0,80 (diaw~c ,n. 7 + 8).

Kg. 6S<) filo di ferro •pinooo dn rnrn. 5. Kg. 5 610 di ferro liscio d11. mm. 2 (i,ventu(I.Jo por legature).

Kg. 8 di cambrott~. Pe.":Co pur .m.1. ù• reti<.10la.to corno sopra: K.g.17-;- J9 circa.. l ina squndra ( l grt\duu.to + JO uomini) per 1nl. 100 di eiupe impicgl\ oro 20 e ire A.-


511

Allegati

'l'AUELLA

N , 23,

CONDUTrORl RIVEST1'1'1 PER LINEE CAMPALI C.A.H.A'l'TE.

-----DI COf.CTITi;ZJO:,l]? UnitA cnf b

Numer()

In dotnzlono

e dlnmctro

Dcnom.ina. zlunu

RIS'l'IOHE 01 I:,tOO:M"RR O

ltlT~i,t[mi,nlo

d"' nu

Scz;. tota.le

Cordoncino te- R 11partl cl o l lufon!co mlll. 5,2

do.

7 tHI tll ra.mo ole t-

troUtico, ri-=oli·

~nlo pt'U' lu trumh9lnnl lj

r,ct. o.r-tt-

1l'll(lrl1t.

1111lf"-ll'ldJ ttJn tll cotòn.e lac11n.t,Q

t<> O 9tlLA'.ll8.lO

1 etro.t.o dl gomm11

mm. o,U2 mm.•J,~

1mnL di 1111u. U,3 2 atrati di ;rommA

< 1000

'"

< 1000

30

5.~

38

rn I :111 tà ol~uno

tll TWll. 0,3~ 1 xplr11.lf! d! nJLSlro di t~la lf'()mm1:1.t11. l tre-r.cln.tnrA di prot.er.lono di l'!O·

tob.o imbevuto di v urnk11 hmlanto

ne1'1\. Contond uo t..tlotonteo d"'

Jtl,

DJJU, .

7 nudi ra me eJe t· t.mllt.leo, rtcnt· to O Nll\lfDAtQ ,n,n j\,l

m.m .•0,$8

1 11pit'Glu di Olo dt r.otoan Ju.eeu.Lo 1

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1:1tre.to c1t fn)mrn1,

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2 $trtt.tl di gommn. m I 9 tGo o laDCuno

di ,nm. o,:s 1 tu,oc!l\tu M

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l.t,ri& &

dli di bronzo ro11foro90 ?ioot.to c, Rta(rnato lllffl, 0,3 0,41

n,.m.•

<.·o V,uu Ja.cc,ito

n6r'" di mJu. 0.,1 l t .eccla. dt -coton" lmboTUt.a. di VO!'•

nloo tsohrnto n,m~

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10, G

SJ,)


512

A llegali

T.lnIHJ,A

N . 30,

APPARATI FOTO TELEG&AFICI

Ueni101in1t;,;ionc

I

'T'r:L'ltfort.o

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Ji:Uo,rraro - n. 9(R:ccL.1 11inni

S!..,i:lm10 rot.01.tilcKT1t.8CI\ fil:\ liJO

Km.'.?.', con elio~Mn Km 1~ con d1ott:-i<.-o

JHottrlt'o) dn 100 mm. e l!\tUJ"l,.dim\

t lctttkt\ cJp, , ,,ntt !\Jlrnc-ntato. con 1,no n &er;t.'(,

Il I

RP-1111.rtl •lelle .itltrc 11-rml

A.nlQnomla: 1Ch1rn1 t:, cnn .lt on, d i t 11n 7.Jo-n11.mento n.t ~ ,~rn<"L

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~om: 1 .110.lno a.pt)(lrn.to, t tttiuo piJc eil M:ce~~orl, 1 trepplcdu

Km.

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J>lottrfro ,lu 1;; mm, o ltl~np11,1lluo. okt· trku d11 2 wntt.cln:n n.lirncutnt.A 1.,111 PII<' a li('~" 1 :,;1,lno: 11pp1unto, pilo tHl &C'{'e~!'lorl,

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Km. 2 .-:nn dlnttriro J)i 111>//1':

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l\nCbc clettromce<;n-

ulc-&mf'11t1i. Ant,011 n-

K m . lK

~l~ttfl r;~ ffl\ 2' wn.tt c trcl\ nl hncuUta cOll pllo t\ "occo

;o.L-,/olouc rut.ol.d1:• g rllr le~ dA -1.;

! Pttò C!ltlcre nllme ntnt A rnl11: ttlorn l :l.:. t nn ~ ore 1H rundo1mnumto 8.I glu r 11 11.

l!tèc·c()

:1 eolU: 1 :r:aino :1.PM?ILtl. 1 Zt\lno tiilc

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Id.


Allel{ali

513

Stralcio della pubblicazione n. 2978 del 1936: Memoria sull'organizzazione e l'i,;,piego di sbarramenti nel combattimento d'arresto -Appendice" (contiene l'illustrazione dei materiali disponibili e dei sistemi del loro ùnpieio nel combattimento d'arresto). Mine regolamentari

Mina automatica a pressione tipo B2 E' la stessa indicata a pag. 19 della "Memoria", perfezionata con l'aggiunta del dispositivo di sicnrezza automatica di cui alle figure l e 2 alla pagina 763. 11 dispositivo ha lo scopo di garantire la mina da eventuali fortuite esplosioni, allorché si dovesse rimuoverla dopo un lungo periodo di interramento o dopo che fosse stata eventualmente assoggettata al passaggio di truppe o di carri di peso inferiore a quello minimo per il quale è tarata, provocando lesioni o deterioramento del filo che tiene il percussore in tensione, senza tuttavia spezzarlo completamente . Descriz ione del dispositivo: un supporto a cavalletto cli ferro, con base di lamiera fissata sullo stesso zoccolo del cava lletto; un perno del supporlo a cav,illetto, costituito da un bullone con dado; una leva di ferro impe rniata sul perno del supporto e terminante, dalla parte verso il cilindro del pe rcussore, con forma a squadra, in un piolo ferma-percussore; una molla d' acciaio ad U orizzontale, fi ssala :,u1Ja base de l supporto a cavalletto. Funz ionamento: In posizione normale, il piolo fcrma-percu:,:,ore è contenuto nell'apposito alloggiamento del cilindro del percussore ed impec.li!:ìce a questo di andare a battere sulla capsulina del portacapsulina. Quando il coperchio della mina si abba:,:,a sotto la pressione di un peso uguale o superiore alla taratura delle molle che ne reggono il coperchio, questo preme sul gambo della leva, provocando il sollevamento del piolo. La simultaneità dei movimenti di abba:,:,amento del coperchio e di sollevamento del piolo della sicurezza automatica, mentre determina il taglio del filo del percussore, lascia contemporaneamente libero il percu:,sore stesso di andare a battere sulla capsulina d'innesco, provocando lo :,coppio della mina. Appena è cessata la pressione che ha determinato l'abbassamento del coperchio e questo si risolleva per effetto dell'azione della molla a spirale, anche la leva del dispositivo di sicurezza automatica riprende la primitiva posizione, per reazione della propria molla. La mina a pressione B2 pesa, completa di carica, 15 chilograrmni.

Mina automatica a strappo tipo B4 Serve a costituire sbarramenti contro bersagli animati, contro i quali si ottengono grandi effetti nel raggio di 1O metri.


514

Allegati

Consente: completa utilizzazione della carica di scoppio, facilità di trasporto e di maneggio, rapidità d'impiego, doppio sistema di sicurezza. La mina è composta delle seguenti parti: a) involucro - si compone di un cilindro di lamiera dello spessore di millimetri 1,2 e di un cilindro di lamierino dello spessore di millimetri 0,5, coassiali, del diametro rispettivo di centimetri 7 e 4,5, disposti uno internamente all'altro, così da creare fra i due cilindri una intercapedine entro la quale si collocano rottanù di ferro, destinati ad essere proiettati dallo scoppio della carica contenuta nel cilindro interno. Il cilindro esterno è schiacciato da una parte lungo la quale sono sistemati sei chiodi, simmetricamente disposti su due righe verticali di tre chiodi ciascuna. Due maglie con runicelle ignifugate, da fissare ad appositi ganci esistenti sul cilindro esterno della mina, serve a fissarla a piante o paletti. I due cilindri coassiali, tenuti uniti da un coperchio e da un fondo comune di lamiera, sono attraversati, tra asse e parete esterna del cilindro più grande, da un alloggiamento porta capsulina il quale forma un pezzo unico con l'albero interno , a candeliere, di bronzo o di ghisa, che presenta, a sua volta, una cavità inferiore cilindrica per l"alloggiamento di un innesco cilindrico di tritolo e di un tappo di chiusura a vite. L'albero ha poi un'anima superiore per l'alloggiamento del percussore (v. figura a pag. 763) . b) sistema di percussione - è costituito da un percussore d 'acciaio con punta, embolo e gambo con una lacca per fissare la maglietta del sistema di scatto, e da una moJla d'acc.iaio a spirale. e) Sistema di scatto - è costituito da: una maglietta con asola per il fissaggio ckgli spaghi portati dai rocchetti; un anello saldato al coperchio della mina attraverso il quale passano gli spaghi portati dai rocchetti; tre spaghi straforzinati, ignifugati, da millimetri 0 ,8, portati ciascuno da un rocchetto di legno. d) sistema di sicurezza - la mina è dotata di un doppio sistema di sicurezza costituito da un p011acapsulina e da uno spillo di sicurezza, che, nella posizione di traspo1to, è alloggiato in apposite ghiere lungo l'involucro della mina e, nella posizione di sicurezza, è disposto in un foro praticato attraverso il gambo del percussore. Mine di circostanza Mina a pressione tipo 9° Reggimento Genio. Consta: dell'involucro; del congegno di scatto della mina; dell'organo di sicurezza. L'involucro è costituito da una cassettina di legno grezza i cui lati misurano cm. 40 X 23 X 12.


Allegati

515

~1 coperchio ha un foro circolare per inserire o togliere il traversino di sicurezza, chiuso da un coperchietto di latta, girevole intorno ad un perno. Lateralmente il coperchio della cassettina porta 4 spezzoni di catena che si fissano, dopo aver caricato la mina, ad altrettanti ganci portati dal fondo della cassettina. Spezzoni di catena e ganci hanno lo scopo di assicurare lo scoppio della mina anche se la pressione sul coperchio di essa non è centrala. Il congegno di scatto della mina è in ferro, fissato, mediante una piastra con viti e chiodi, internamente, sul fondo deJla cassetta. E' costituito da un castello, un cilinclro del percussore ed un tubo portacapsula (v. figura 14 a pag. 764).

Addestramento al combattimento d'arresto L'addestramento all'esecuzione di impianti di sbanamenti per il combattimento d'arresto fa pmie del normale addestramento dei reparti zappatori-a1iieri e minatori. Per la specialità zappatori-artieri l'impiego dei mezzi suddetti deve essere orientato essenzialmente aJle necessità della guerra di movimento, sia per realizzare sensibili economie di personale a vantaggio delle masse di manovra, sia come sistema di difesa, svincolato dalle forme del terreno e sempre disponihilc al seguito delle truppe operanti (combattimento d'arresto). Per la spe<.:ia lifo minatori, invece, deve essere orientato in particolare sulla necessità della copertura, sia colla costituzione di zone di sbamtmento, sia per accrescere l'effica<.:ia degli ostacoli contro carri armati (guerra d'arresto). L'addestramento comprende una parte tecnica ed una parte tattica. La parte t:eenica tende alla istruzione, in primo tempo, del soldato e successivamente dei reparti per l'impianto di sbarramenti. La parte tattica tende ad abituare quadri, ufficiali e truppa ad eseguire sbarramenti in campagna durante le operazioni. (seguono indicazioni dettagliate sulle operazioni da fare per armare le mine in assetto di massima sicurezza e le istruzioni per le squadre per la posa e la registrazione dei campi minati ). Dotazioni di materiali per il combattimento d'arresto e dati di rendimento. Le mine B2 e B4 vengono assegnate ai Battaglioni Zappatori-artieri di Corpo d'Armata o ai Battaglioni Minatori cl' Armata. Una dotazione si compone di: - 64 mine anticarro a pressione tipo B2, 714 mine automatiche a strappo B4, disposte in 34 cofanetti someggiabili, contenenti ciascuno 21 mine, del peso, cadauno, di 12 chilogrammi e delle dimensioni di metri 0,65 x 0,60 x 0,15. Il rifornimento è da tergo, dal magazzino d'Armata. La dotazione risponde alla possibilità, da parte di un Plotone addestrato al combattimento d'arresto, di costituire in 10 ore circa di lavoro diurno lo sbarramento di un settore delle dimensioni massime di I chilometro di fronte per 4 chilometri di profondità cd in condizioni di terreno di media percorribilità.


516

Allegaci

Con ]a dotazione suddetta si possono impiantare, in totale: a) 120 metri di sbarramento anticarro o di 20 sbarramenti stradali su rotabili larghe fino a 6 metri o 15 su rotabili larghe fino a 7 meh·i; b) 1000 metri circa di sbarramento contro uomini e quadrupedi, il che consente di coprire un settore dell'ampiezza di I chilometro con 6 linee di sbarramento (v. fig. 22 a pag. 765).

Memoria sull'organizzazione e sull'azione del Genio in guerra -Appendice Della pubblicazione n. 3350 del 1938, contenente una serie di 32 tabelle concernenti l'esecuzione dei lavori ed i dati relativi ai materiali del Genio, si sono riportale soltanto aJcunc fi gure nelle pagine precedenti.


517

Allegati

Allegato n. 66 (rif. pag. 313)

TABELLA ORGANICA DEL 26° REGGIMENTO GENTO E DISLOCAZIONE DEI SUOI REPARTI. a) Costituzione del Reggimento 11 Reggimento era costituito da: - Comando e Deposito, - 2 Battaglioni Artieri su 3 Compagnie Artieri ed I Sezione Pompieri, I Bauaglione Telegrafisti su 2 Compagnie, 1 Battaglione Radiotelegrafisti su 2 Compagnie collegamenti cd 1 compagnia speciale, 1 Compagnia Fotoelettricisti, 1 Compagnia Pontie1i, - 2 colombaie fisse, 1 Ufficio materiali gruppo C con laboratorio riparazioni. h) La tabella organica del Reggimento prevedeva:

Uff. Sott. Truppa auto moto autocarri biciclcue Comando di Rgl. 4 2 11 I I Totale del RgL 79 1620 47 9 28 24 Iltg. Artieri 9 13 341 2 5 6 Btg. Telegrafisti 6 7 205 3 Btg. Radiotelegr. 13 303 4 8 Comp. Artieri 3 98 3 2 Comp . Fotoelettr. 2 3 104 1 Comp. Pontieri 2 4 128 l Sez. Pompieri 38 3 3 Colombaia 3 11 2 U ff. Materiali IO 25 1 Deposito 6 11 151 20 Nota: neHa tabella non fi gurano automezzi speciali e complessi meccanici. c) La dislocazione dei reparti era la seguente: - Comando di Reggimento e Deposito - l Battaglione (comprendente le Compagnie 26A, 27 11 , 5911 ed una Sezione Pompieri) - li Battaglione (comprendente le Compagnie 58A, 76" , 9411 ed una Sezione Pompieri) - Battaglione Telegrafisti (comprendente le Compag1ùe 1611 , 26A, 37A)

Tirana Tirana Berat Tirana


518 -

Alle,iati

Battaglione Radiotelegrafisti (comprendente le Compagnie JOSA RT e 53A mista telegrafisti e radiotelegrafisti, le sezioni radiotelegrafisti 33A, 4JA, 12 SA ed una Sezione RT speciale) Compagnia Fotoelcttricisti (comprendente le Sezioni 12" e 43A) 15" Compagnia Pontieri (comprendente 2 Plotoni ponte O) 1 ',

-

Tirana Tirana Valona


519

Allegati

Allegato n. 67 (rif. pag. 315)

ALTE CARICHE DEL MINISTERO DELLA GUERRA E DELL'ARMA DEL GENIO Ministri della Guerra Benito MUSSOLINI - ad interim e Presidente del Consiglio

dal 22/7/1933 al 25/711943

Capi di Stato Maggiore Generale 11 Pietro BADOGLI0 12 Maresciallo d'Italia

dal 4/5/1925 al 4/12/1940

Capi di Stato Maggiore dell'Esercito 13 Pcdcrico BAISTROCCHJ Generale designato d' Armata Albcrlo PARIANl Generale designalo d'Armata Rodolfo GRAZIANI Maresc iallo cl 'llalia

dal I/ I0/1934 al 7/10/1936 dal 7/10/1936 al 3/1 I/ 1939 dal 3/ l l/ l 939 al 8/9/ I943

Sottosegretari di Stato per le fabbricazioni di guerra 14 Carlo FAVAGROSSA Generale di Di visione dal 25/4/1938 al 8/9/1943 Ispettori dcli ' Arma del Genio Arturo GIULIANO Gen. C.A. Stefano DEGlANl Gen. C.A.

dal 18/4/ I933 al 13/2/1940 dal 14/2/1940 al 8/9/1943

Direttori Generali del Genio Giuseppe DALL'ORA Gen. Br. Giuseppe DALL'ORA Gen. Div. Armando MAZZETTI Gen. Rr.

dal 1935 al I /4/1936 dal 1/4/1936 al 1/1/1939 dall' I /1 /1939

11

Carica istituita con Decreto in data 4 maggio 1925 e successiva Legge 8 giugno 1925 11 . 866. Dal 4/5/1925 all' 1/2/1927, con il grado di Generale d'Esercilo,fu contemporaneamente Capo di Stato Maggiore dell'Esercil.o. 13 Carica istituita con Legge 29 giugno [882. 14 Carica istituita nel 1938. 12


520

Allegati

Nota: Gli Ispettori e 1'Tspettorato dell'Arma del Genio hanno assunto, nel tempo, varie denominazioni, che si riportano di seguito: dal 1775 al 1816: Comandanti del Corpo Reale degli Ingegneri 1816 " 1818: ComandantidelCorpoRealedelGeniomilitareecivile 1818 " 1823: Comandanti del Corpo Reale del Genio militare 1823 1837: Comandanti del Corpo Reale del Genio I 837 " 1858: Comandanti Generali del Corpo Reale del Genio 1858 " 1860: Presidenti del Consiglio Superiore del Genio militare 1860 1873: Presidenti del Comitato del Genio mililare 1887: Presidenti del Comitato d'Artiglieria e Genio 1873 1887 " 1894: Ispettori Generali del Genio 1897: Ispettori del le costruzioni 1895 1915: Ispettori Generali del Genio 1897 1919: Comandanti Generali del Genio in guerra 1915 1926: Generali a disposizione per ispezioni 1920 Ispelt.ori dcll' Arma del Genio " 1926:


BIBLIOGRAFIA

L'elenco che segue indica, n/Jre le opere, anche le .funti (documenti, relazioni, diari, ecc.) da cui sono srate tratte le notizie. t:sso non inlendefornire un panorama esauriente e dettagliato del periodo illustrato, ma indicare solamente quanto è stato oggello di consultazione ai fini della tra/lozione.


523

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Cronache e nolizie del "Notiziario" 1923/1939

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GALASSO M. e GATICCI M. La radio in grigioverde - Edizioni C.P. - 1992 GRAZIANI Rodolfo

La guerra italo-etiopica. Fronte sud. Relazione Ufficio cartotopografico -1937

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Fronte sud - Mondaclori - Milano - 1938

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Arriba Espafia - Centro editoriale nazionale - Roma - 196 1

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La conquista dell'Etiopia. Sintesi delle Operazioni militari. Documenti

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I Corpi dell'Arma del Genio - Betagraf - Fano - 1990

Ispettorato della Arma del Genio

L'Arma del Genio - Rivista militare - 1991

Ispettorato dell ' Anna del Genio

Ispettorato dcli' Arma del Genio

Memoria sul funzionamento del Comando e dei servizi del Genio in Somalia - Tipografia 21 ° Stabilimento del Genio - Roma - 1950

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Varco, XXXII Battaglione Giastatori all'attacco

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L'Armata nel deserto, il segreto di El Alamein Mondadori - 2001

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L'autocamionabile Assàb-Addìs Abèba - Ministero dei Lavori Pubblici - 1938

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Un uomo. Paolo Caccia Dominioni - Roma - 1988

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Abissinia. I ponti in cemento armato nella prima camionabile Mar Rosso-altopiano abissino - Arti grafiche Bertarelli - 1937

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Elementi deformabili negli archi in cemento armato per costruzioni coloniali - Stucchi - 1939

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Elementi di isostaticità dei ponti in Cemento armato in Etiopia - Stucchi -1939

SASSI Guido

I ponti militari durante la Campagna etiopica Tipografia regionale - 1946

Scuola d'Applicazione

L'Arma del Genio. Cenni storici - 1966

Scuola Trasmissioni

Gloria delle Trasmissioni - I 962

2° Reggimento Pontieri

Storia del Genio Pontieri - 1983

SME Ufficio Storico

T Corpi dell'Arma del Genio - J990

SME Ufficio Storico

ln Africa Settentrionale . La preparazione al <.:onflitt:o. L' avanzata su Sidi E l Banani - Roma - 1955

SME Ufficio Storico

L'Esercito e i suoi Corpi·. Sintesi storica - 1973

SME Ufficio Storico

L'Esercito italiano trn la prima e la seconda guerra mondiale - I 980

SME Ufficio Storico

Somalia. I 914/1934 e 1960

SME Ufficio Storico

In Africa Settentrionale.La preparazione al conflitto - Roma - 1955

STEFANI Filippo

Storia della dottrina e degli ordinamenti da Vittorio Veneto alla seconda guena mondiale - SME Ufficio Storico - 1985

TERRAGNI Vittorio Emanuele La conquista della regione dei laghi equatoriali SME Ufficio Storico - 1985 TERUZZI Attilio

Cirenaica verde - Mondadori - 1931


527

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TURATI Pilippo

Volontari in Spagna - 1936

TUGNON de LARA Manuel

Sloria della Repubblica e della guerra Ci vile m Spagna - Editori riuniti - Roma - 1966


INDICI

Gli indici dei nomi di persona, dei nomi geogrq/ici e di quelli di emi e reparti civili e militari sono riferiti esclusivamente al testo. In essi non sono quindi riportati i nOJni inseriti IWRli allegati.


531

frutici

INDICE DEI NOMI DI PERSONA

(per i militari il grado indicato è quello ricoperto al momento della prima citazione nel volume) pagg. ABBATE J\BB.ATE AGOSTlNl ALBERTl ALCALÀ ZAMORA Y TORRES AMBROSIO AMODIO AMOROSO ANCONA ANDREANI ANNUNZIATA ANTONIA CONI J\R J\N DA MATA ARC ANGELI J\RJSIO AYMO NlNO J\ZANA

Enrico Enrico Augusto

(Cap.) (Cap.) (Luog. Gen.) (Ten.)

28 28 109-116 105

Niccto Vittorio Mario Federico Gaetano Vittorio

Antonio Attilio Mario Aldo Manuel

(Pres. Rep.) (Gen.) (T. Col.) (Gen.) (Ten.) (Magg.) (Serg.) (Ten.) (Gen.) (Prof.) (Gen.) (Gen.) (I Min.)

157-162 287 59 58 181-201 68 217 181 2 19 69 287 289 157

BABINJ BADOGLIO

Ezio Pietro

(Col.) (Gen.)

BAlSTROCCHI BAJIN BALBO BALDWIN BALMAS BALOCCO BARATIERI BARBER BARBIERI BARTOLOZZT BASTICO

Federico

(Gen.) (Gen.) (Mar.) (I Min) (Cap.) (Gen.) (Gen.) (Ten.) (Gen.) (Ten.) (Gen.)

95-197 54-78-79-82-9 1-9195-99-101-102- 116I 17-134-14 9 - 266313 46-147 161 275-277-289 161 177 287 28-100 172 289 180 90-91 -196-197- 198199-229

Bruno

Italo Stanley Arnaldo Riccardo Oreste Alberto Mario Ettore


532

Indici

pagg.

BAUTISTA BELLAVIA BERENGUER BERGONZOLI BERMEJO BEA BERNASCONI BERTAGNOLIO BERTI

Josè

BERTINI BERTOLDI BETZÙ BIETRY BTSCACCJANTI BTTOSSI BOLOGNl BONACCORSI BOTTEGO BRUCE BUOGO BURRÙ

Francesco Cesare Angelo Ferdinand Gervasio Giuseppe Arcovaldo Vittorio James Mario Alaleù

237 207 157 109-110-178-179197-19-237-289 (Ten.) 237 (Gen.) 237 (Cap.) 105 178-195-19 7 -19 8 (Gen.) 219-229-231-232237-239-277-289 (Gen.) 287 (Ten.) 205 (T. Col.) 60 101 (Ing.) (Gen.) 198 (Gcn.) 240 (Magg.) 60 (Cons.) 168 (Ten. Art. Espi.) 109 (espi.) 13 1 (Cap.) 180 (Dejàc) 53-95

CABALLERO CACCIA DOMINION! CACCINELLI CAFFO CALIA CALVO SOTELO CANARIS CANESSA CANTGUA CASALOTTI CASOLA CASSÀ CASSÀ CERRETT CIACCI CIANO

Largo Paolo Alberto Aventino Aniello Josè Wilhelm Eraldo Vincenzo Oddo Alfredo Hailù Sehàt Giulio Furio Conte Galeazzo

(I Min.) (Cap.) (Ten.) (Gen.) (Cap.) (polit.) (Amm.) (Cap.) (T.Col.) (Cap.) (Col.) (Ras) (Dè_jàc) (sindac.) (Ten.) (Min.)

Giuseppe Damaso Annibale

Mario

(Gen.) (Cap.) (Gen.) (Gen.)

225 26-96-148 315 49-104 181 159 174 177-204 101 177-204 73 53-78-89-93-94 104 162 240 307-308


533

Indici

paro?-

CIARPAGLlNl CIOCCHI CLIFFORD COLlMOD10 COLONNETTl CONA CONTI COPPI CORADUCCI CRINffl

Giuseppe Italo E.H.M. Pietro Gustavo Ferdinando Mario Amerigo Guido Antonio Luigi

(Ten.) (Ten.) (T. Col.) (l°Cap.) (Prof.) (Gen.) (C. Man.) (Gen.) (1° Cap.) (Magg.)

87 240 24 181 66 289 238 179-197-199 237 87

DALL'ORA DALMAZZO DAMlANI D'AMORE DANlJSSO DAVILA DE 8ENEOICTIS DE BONO

Fidenz io Lorenzo Sergio Gaetano A1turo Sancho Aldo Emilio

(Gen.) (Gen.) (Gen.) (S. Ten.) (Prof.)

DE COLA DEGIANI DE GREGORIO DEL BIANCO DE LUISE DE PALMA DEPIGNlER DERlVERA DE RIVERA DESTÀ

Giuseppe Stefano Renato Riccardo Umberto Guido Augusto Josè Antonio Miguel Primo Damtù

(Cap.) (Gen.) (Magg.) (l°Cap.) (Cap.) (Col.)

133 289 IO 177 67 229-231 177 26-44-45-49-54-6379-81-82 208 I04-150-151-300 59 182 214 58-104 288 164

DE VECCHI di Val Cismon DI BERNARDO DI LUZIO DI VITTORIO DORIA DUCLOS

(Min.) Cesare Maria (Ten.) Filippo Mario (S. Ten.) Giuseppe (sindac.) Marchese Giacomo .Jacques (polit.)

23-289 207 217 162 109 160

FALDELLA

Emilio

162-174-190

(Gc n.)

(S.Ten.) (Gen.)

(polit.) (polit.) (Ras)

(T.Col.)

I 06-109- 110-123 128-131


534

Indici

pagg.

FALLUTO FATO FAVAGROSSA FERRAIOLO PINZI FORGIERO PORLI FRANCO

Franco Stefano Carlo Nicola Ruggiero Arnaldo Luciano Fram:isco

(Magg.) (Magg.) (Gen.) (Cap.) (Magg. Tng.) (Col.) (Cap.) (Gen.)

FRANCISCI FRUSCI

Enrico Luigi

(Cons. Gen .) (Gen.)

GABBA GAMBARA

Mario

(S.Ten .)

Gastone

(Col.)

Remo Salvatore Italo Carlo Josè

(Gen .) (Col.) (Gen.) (Gen.) (T Min.) (Fitaurari) (Gen .) (Magg.) (Magg.) (Mar.) (Gen.) (polit.) (Gcn.)

GAMBELLI GAMBUZZA GARIBOLDI GELOSO GIRAL GHEREMEDIN GIULIANO GIUSTESCHI GOBBINI GOERlNG GORIEV GRAMSCI GRAZIANI

GROSSI GUASSARDO GUZZAJ GUZZONT

Arturo Carlo Oddo Hcrrnann Antonio Rodolfo

Camillo Mario Alfredo

(Gen.) (Col.) (Acchelè) (Gen.)

60 314 179- 197-240 208 70 21 -49-58-82 87 160-161-164- 172174-175-18 7- 189197-219-22 3 -225229-231-23 4-238239-240-242-255 179-237 23-28- 107-116- 197198-199-231 18 1 195- 198- 199 - 23123 7-2 39 -240 - 243 249-253-255-287 289 104 102-277-289 123-131-289-307 159 104 300 181 60 175 162 160 41-45-46-73-79- 105106-108-110- 11 2 II3.l 14-115- 11 6-117120-133-144-148-287 287 176 63 287-307-311-312


535

Indici

pagg. HENNEB1QUE HIMMIRÙ

François Ailé Selassié

(Prof.) (Ras)

67 53-86-95

ILARI INCOLLINGO INNOCENTI IPPOLITO

Andrea Domenico Vittorio Mario

(Cap.) (Ten.) (Cap.) (Ten.)

92 204 244 207-208

JACOMONI

Francesco

(Min.)

308

KLEBER

Emilio

(Gen.)

161

LAMBIASE LAMI LASTRUCCI

Renato Guido Romo lo

(Doll.) (T. Col.) (T. Col.)

L /\NZ AN10

Costantino N icolaj Alessandro Luigi

(Cap.) (polit.) (Min.) (polit.)

IO 59 177-197- 20 7 - 2 '.B 240 204-237 160 46 16 1-1 62

André Riccardo Tafari Ettore Sejùrn Giovanni

(Min.) (Ten.) (Ras) (Gcn.) (Ras) (Magg.) (Cap.) ('fon. MAVM) (Ten.) (Gen.) (Sen.) (T.Col.) (S.Ten.) (Gen.) (Gen.) (Gen.)

303 99 19 197-237 89-96 180-207 309 87 181 56-95 9 60-64-99 177 243 IO 115-117

(Dott.) (Regina)

131

LENIN LESSONA LONGO MAGlNOT MAGNAGHI MAKONNEN MANCA de MORES MANGASCIÀ MANISCO MANTOVANI MANZO MARANGI MARAVIGNA MARCONI MARSEGUERRA MARZANO MASI MASTROBUONO MEHEMED MELTS MEMTWAB

Carlo Idalgo Pietro Guglielmo Giovanni Vincenzo Guglielmo Giuseppe Wehib Roberto

IO


536

Indici

pagg.

MERCALLI MERID MESSORl MINNlTI MOLA MOLINARI MORFJNI MOSCARDÒ MOSCARDÒ MOSSINI MULUGHIETÀ MURINO MUSILLI MUSSOLINI

Carnillo Béjené Salvatore Giuseppe Emilio Michele Pasquale Iduarte Josè Guido Igazù Damiano Luigi Benito

NASI NASJB NATALE NAVARRA VTGTANI NEGRI NEGRlN NERHÈ NlN NOTAR.I NULLI NUVOLONI

Guglielmo Ernanuel Vito Fran<.:o Luigi Juan

(Gen.) (Déjac) (Magg.) (T. Col.) (Gen.) (Col.) (Cap.) (Gcn.) (Col.) (C. Man.) (Ras) (Cap.) (Cap.) (1 Min.)

287 109 60 40 157 62-115-187-197 236-240 223 169 208-23 1 53-90-91 -93-149 207 28 63-78-100- 117-164168-174- 17 5 - 238243-271 -292-307

(Gen.)

116-l 17 I 15-117 13] 116 287 225

(Degià.c)

(Col.) (Gen.)

(Gen.) (polit.) (Fitaurari)

96

Andrès Alberto Pietro Luigi

(T. Col.) (Magg.) (Gcn.)

223 59-104 82-96 179-197

OLMI OTTAVINI OVSENKO

Roberto Ottorino Antonov

(Col.) (Col.) (Cons.)

253 300 162-223

PACE PACHEITT PAPONE PAR.ESCE PARIANT PASJK PAVONE

Domenico Rino Leandro llaria Diana Albe110 M. Giuseppe

(T. Col.) 251 (part. MOVM) 44 (T. Col.) 181 9

(Gen.) (Min.)

239-279-283-308 307 108


537

Indici

paf{.f?.

PAVONE PADRETTT PERRELLA PERTICI PIAZZONJ PINTOR PIRZIO BIROLT PITASST MANNELLA POLI PONTANT PRIETO y TUERO

Ignazio Silvio Mario Giorgio Alessandro Pietro Alessandro Enrico Giuseppe Pio Giuliano Indalecio

(gen.) (Cap.) (Col.) (Magg.) (Col.) (Gen.) (Gen.) (Gen.) (Ten.) (Min.)

99 205-217 46-47-62 207 176 287 54- 101 289 87 240 225

QUEIPO y LLANO Y SERRA QUIROGA

Gonzalo Casaras

(Gen.) (T Min.)

223 159

RAMPONJ RAN IERT REA RICCAH.DT RILLETl'A RIVERA de RIVERA de RIVOLTA RIZZO ROATI'A

Alfredo Raniero Emidio Giovanni Vittorio .losè Antonio Miguel Carlo Alfio Mario

(Cap.) (Gen.) (T. Col.) (T. Col.) (Ten.) (polit.) (Gen.) (Col.) (gen.) (Gen.)

ROCCA ROSA ROSEMBERG ROSSI ROSSI ROSSI ROSSI ROSSI ESPAGNET ROTA ROUX

Giacomo Armando Marce] Ezio Angelo Camilla Edmondo Giuseppe Angclino Matteo

(Col.) (Ten.) (Amb.) (Gcn.) (Gen.) (Gen.) (Gen.) (Magg .) (Ten .) (Gen.)

l'.H IO 58-85-9 1- 104 59 87 164 157 176- 187 99 162- 174- 176-179187- 189-190-196199-239 58 182 162 288 288 289 175-197 60

SALETTA

Tancredi

(Col.)

(P.)

315

287 19


538

Indici

pagg.

SANJURIO SANNA SANTINI SANTINI SASSI SAVOIA di SAVOIA di SAVOIA di SAVOIA GENOVA di SAVOIA di SCAGLIONE SCAROTNA SCIPERRÀ SCOPPA SE.JUM SET ,ASSIÈ SERAPINT SEREGI SERV ENTT SHVERNIK SIRO BRTGTANI SORICE STALIN STARACE STARACE STEFANT STEFHANOV STETNRR STO.T ADINOV IC

Josè (Gcn.) Guido (Cap.) Andrea (S. Tcn.) Ruggero (Gcn.) Guido (Cap. Ing.) Adalberto Amedeo Emanuele Filiberto Emanuele Fil ihcrto Umberto Achille (Magg.) Michele (Col .) (Fitaurari) Antonio (Ten.) Mangascià (Ras) llailé (Negus) Tomma:;o ('l'en.) (Gen.) Giovanni (S. Ten.) Nicola.i (sindac.) Mario (Ten.) Antonio (polit.) losif (I Min .) Achille (polit.) Beniamino (S. Ten.) Filippo (Gen.) (po lit.) Pietro (Col.) Milan (Ministro)

TEODORO II TERUZZI TESAMMA TOGLIATTI TOMASSI TONINI TORTO TRIPODI TROCKIJ TUCHACEWSKJ

Attilio Bantc Palmiro Cesare Goffredo Stefano Antonio Lcv Davidovic Miehail

157 181 217 78-90 67-69 288 273-290 289 196 27-287 59 179 25 181 93-94 79-97-102 181 308 177 161 97 240 162 96- 127 255 274 225 299-300 307-308

(Sovr.) 24 (Gen.) 198 (Fitaurari) 24 (polit.) 160-225 (Magg.) 181 (1° Cap.MOVM)99 (Cap.) 181 (S. Ten.) 87 (polit.) 160 (Mar.) 223


539

frutici

pagg. TUMICJTZ TZADEK

Tommaso Uol<le

(S. Ten.) (T Min.)

96

URSILLO

Paolo

(Cap.)

28

VACCA VALLI VALENTINI VARELA VASSALLO VECCHI VECCHIARELLI VERCELLlNO VERNÈ VERONI VIANO VIDALl VfSCONTI PRASCA

Filippo Renato A. Josè Enrique Alessandro Giovanni Carlo Mario Vittorio Stuardo Serafino Vittorio Sebastiano

(Tcn.) (Cap.) (Magg.) (Gcn.) (Tcn.) (Gcn.) (Gen.) (Gcn.) (Luog. Gcn.) (Ten.) (Col.)

181 177-204 204 169 207 288 287 288 116 181

WARLIMONT ZACCARDO ZANOlTI ZANUSSl ZlNGALES ZOGU ZUMETA SALIQUET

128

104

(poi it.)

160-J62

(Gcn.)

288

Walter

(T. Col.)

162

Gerardo Mario Giacomo Francesco Amhed I Antonio

(S. Tcn.) (Col.) (T. Col.) (Gcn.) (Sovr.) (Gen.)

25 180 237 288 307-308 223


540

Indici


541

Indici

INDICE DEI NOMT GEOGRAFICI pagg.

!Abarò Abbi Acidi Abdclràfi Ablanquc Abò Abuna Joscf Addì Aitcchèb Addì Abò Addì Banàc Addì Caièh Addì Golagùl Addì Qualà Addis Abeba Addì Ugr'i Adcilc Aden Adì Abuna Adi Barò Adi Barri Adicciò AdiDolò Adi Elghis Adigrat . Adi Grotto Adì Hairnanal Adìrbatè Adi Qualà Adì Remòz Adi Secebè Adua Afdùb Af Gagà Afgòi Africa Orientale Africa settentrionale

94 70-93-94 96

225 94-95 36 87 95 64

44-51-64-135 -142 91 44-49-51-5682-96-135 25-32-78-82-93-99-10]-102- 103- II0-116-117- 128- 134137-284 44-5 J -56-64- X2-96- l 35

106-107-108 33-37 135-137 36 64

127 64 64

54-58-78-81 -82-85 -l 34- I 37 64 95 95 142

96 64

31-49-54-55-64-70-78 -81 -82-85-86-87-92-94-95-134143 79 95 32-146 20-27-28-29-31 - 32-33-37- 113-117-123-147- 149150.151-173-271-273-276-277-279-291-297 278-290


542

Indici

pagg.

A gherémariarn Ag Mai Bcllecèn Agordat Aià Alagi Albages Albania Al ben tosa AJbons Aleandro Alcafiiz Akanò Alcazàr Akolàs Akorisa Alequà Alessandria Alfambra

Al foro Alhama de Granada J\lhambra Alicante Allaiò Allata Allemalò Allomatà Almadrones Almansa Almazàn Alolea del Pinar Alora Altkirch AmbaAlàgi AmbaAradàm Amba Asghcb Tzclà Amba Tacarà Amba Uor Amhara Ancona Andalusia

125-127 81 32-37-44-49- 134- l 35-137 84-97 96-98-99-1 O I 238-243-246-247-248 30 l-307-308-309-310-31 l-312-313-314 208-234-236-23 7 253 266 I 72-231-232-233-234-264 246-247 169 237 229 143 281-301 229-231 205-238-240 168 172 172-205 109-110 37 99 104 195 247 180-208-257- 261 190 168 303 78-89-91-92-93-102-273 31 -78-90-91-92-93 99 36 93 95-131-137 281 165-172


543

indici

pagg.

Angarèh Antalò Antequera Aosta Aragona Aranda de Duero Aranjuèz Arbì Archico Arcos de Jalòn Arena dc Llcda Arcnìs dc Mar Argando Argentina Argirocastro Argomedo /\rij,1 Ariza Arresa A schianghi

Aytona

96-97 83-90-92-96-149 172-187 281 165-172-215-223-225-257 178-236-257 189 54 141 190-195 229 205-238-246 189 148 309-312-314 204-209 216 168 44-51-54-64-137 92-97-99-104 70 19-21-28-32-33-37-44-51-56-61-63-67-70-82-84 -88-96104-133-135-141-142-143 19-34-61-78-96-135 97 215-219 36 168 85 105 105 303 96- 123-137 238 97 205-246-247-255 54-78-82-87-95- 102 244-246

Bahaù

97

A scn

Asmara Assàb J\ssèl Gherlì Asturic Atbàra Atienza Atzona Audegle AuesaJe Aunetz Aussa Austria Avellana Avila Axum


544

Baco Badajòz Badalona Bahàr Dar Baidoa Balàd Bàle Baleari Balli Balneario de Corconte Balneario de Sohron Barca Barcellona Barçenilla Bardèra Bardia Bari

Baro Baroca Barracas Barrachina Barrésa Basilea Bea Bejar Belagò Belber Belchite Bélesa Bèlet Uen Belfort Belgio Bellcairc Belluno Benadir Bendcr Cassìm Bengasi Berlino Bcrrahà Bct Quinàt

Indici

123 163-172 244-253 97- 150 47-79-105-107-108-144-146 37 25 165-168-174- 178 123 205 204 37-70-71 160-l 72-223-243-244-250-253 208 105 277-306 28 1-301-309-3 11 -3 13 150 ] 68 205-236-237-265 232 28 303 232 168 97 246 168 36-82-135-137 47-78-79-105-I I 3-114-144-146 303 25-303 253 285 19-34-36 43-47-51-107-109-110-143 33-273-275 162 43 91


545

Indici

pagg.

Bilbao Bircùt Bir Ghinea Biscaglia Biscia Bianca Bocos Bogòlmagno Bohorà Boismon! Bologna Bolzano Bonzouville Boràna B01jas Blancas Borkàna Bornalù n

172-201-213-215-219-225 116 275 165-174-215-257-262 32 246 205 109-110-111-112 96-97 303 196-28 I 92-281-301 303 I 09- 123- 125 172-243 101

Bot

264-265 148-1 6 1 19-47-5 I - 146 33-309-313 229 281 112 105-110 225-227

2 16

Brasile Brava Hrindisi Brionne Brunico Bucurale Bud Bud Buena Buenos Ayres Bugda Acable Bujalaro Bullaleh Buloburti Buracaba Burbaguefia Burgajet Burgos Burriana

105 207-208 I 16-117 27-105-113 105 251-264-265 307 I 62-164-l 80- I 81-208-212-213-215-216-249-255 178

Caballo Cacton Càceres

236 36 162-168


546

Indici

pagg. Cadice Caftà Solà Cagliari Cairo Calamocha Calatayud CalJègia Callafò Carnnago Campillus Campo di Marte Canaletas Canarie Canavernl Candia C andiolo C ane! de Verge:; C antabrici C apeJlades Caprera C ardore Carme Carobèl Cartagèna Casak Casallare ina Casas de S. Calindo Caserta Caspe Càssala Castejo Casteldans Casteldefels Castelldomus Castel se ras Casti Ila Castillo Catalogna Caudiel Cecchignola (RM)

175-177-204-236-239 53-96 281-285 26 168 168-240 110 78-80 281 168 44-70-141-142 205-229 168 168 27 28 1 253 165 238-248 305 70 248 70 I 60- 162- 164

307 229 229 313 231 36 204 205 246 243 229 264 236 172-234-243-245-253 236-240 3-301


547

Indici

pagg. Cecoslovacchia Cella Cervera Cervia Cervinia Cesano Ceuta Chcco Cheddus Joanncs Chcnafcnà Chcrcn Chcrscber Chiavari Chisimaio Ciamò Ciguenza

25-238 236-238 243 238-247-249 301 301 161

97 97 51 19-32-87 64-78 285 32-33-42-43-47-48-49-5 I -!05- 143 123 217

Cik:

161

Cillcruclo dc Bczana Cinca Cioamì Ciruclus Civitavecchia Claramunl Coatit Cubbò

216 232-240-243-244-266 97 247 181-300 246 28-56-58-64-96 104 229 190-225 246-247 95 247 96-98 314 211-213-265 168-178-1 88

Codoikra CoguJlu<lu Cugùl Cuielzà Convento de la Sisla Curbettà Corciano Curcunte Cordoba Coritza Corsica Coscoia Costa Verde Cuhillos Cufra

312

304 237 168 205 290


548

Tndir:i

pagg.

Cullera Cuneo Curati Cutài

178 281 79-116 53

Dabrogà Dachilìa Daciatù Dagahbùr Dagahmedò Dagherèi Dahàmhhar Darnàs Darnole Danaiou Da nanc Dancalia Dante Daraca Darhò Conaàd Dasmà Daua Parma Ddei Ddei Dehenguinà DebràAilà DehràAmhà Dehrà Marcòs Dehrà Sinà Dehrà Tahòr Dehrì Decarneré Dechì Degà Dendegà Derna Dessèt Dessié Devoli Dilla Dinsòr

97 141 117 79-115-1 l 7-l 20 I 15-1 I 6- I I 8 25-78-80 146 28 112 105 47- 115- 11 8- 144- 146 31-96-J 17 32 208-232 64

91-92 37-79-106-109-I IO-I I l-113-115-123-125 110 80-86-87-137 90-149 93 25-97-127 102 97 85 2 I -28-43-51 -54-69-70-l 35-l 37-l 42 95 98 117 275 69 53-78-82-84-86-88-92-99-101 -102-104-140 309 127 105


549

Indici

pagg.

Diptà Dire Daua Dobà Dobrano Dodola Dogali Dogheà Dohonta Dolo Domorsò Donyo Sabouk Dosante Duhàr Duca degli Abruzzi D uero Durazzo Ebro Ecija Edagù Hamùs Egeo Egitto Elba El Barco de Avila Elhasan El Bur El Burgos de Osma El Fresno El Goràn El Gore El Gurdèt Elmedilla Elò Sadèi El Pino El Pironero El Rojo El Samantàr Embcrtcra

64 117- 140 102 314 127 27-68-69 85-91 111 37-47-78-79-80- 105- 106-107- 108- 109- 111 -1 I 2-1 I 3-1 44146 127 274 213 97-98 114

165 301 -3 11 -3 12-3 13 I 65- I 72- 207 -20 8-225-229- 23 J- 232- 235-237-242-244259-264-266

168 64-82 196-274-289 277 280-284 168 309 105 177 238 105

105 49 236

110 237 237 232

115 102


550

i ndici

pagg.

Endà Abbà Metà Endà Cuddùs Endà Gabèr Endà Ghiorghìs Endà Jesùs Endà Mariàm Baruthò Endà Medanì Alèm Endertà Enticciò Entrambas Eritrea Enèr Esparagnera Estacion de Algodor Estacion de Rubiclos Estremadura Etiopia

Faf Fanzara Faulquemont Fenaroa Ferfer Fernan Nufiar Ferreruele Filtu Firenze Fiume Fluvià Focada Foggia Fonfria Formiche Alto Praga Francia Fresnedo Friss Fucnmajor

47 49-64 92 64 82-85-1O1- 134-149 92 137 80-90-91 54-58-81 -82-85-92- I 35- I 37- I 43 216 19-21-24-25-26-29-31-36-37-43-44-46-50-52-56-62-6578-80-8 l-88-103-105-105-117-133-135-273-274 120 246 255 238 J 72-225-257-262 I 9-25 -26-3 I -35-36-37-39-4 2-43 -77-78-79-89-106- J l I ] 15-1] 7-123-1 3 1-142-148- 150- 174-27 1 53-79-108- J 12- 113-115- 116- I I 8- 120 236 303 96 27-78-105-107-l 13-114-115-146 168 232 109- 110 281-301 281-305 244 64

313 204-231-232 229 205-232-243-244-249 148-1 59-161 -223-285-303-304 205 238 208-251


551

lntlici

pagg.

Fuentes Fundinai

231 137- 143

Gahàt Gahbà Gabredarre Gadamès Gaela Gaeta Galadid Gal Gal Galgalò Galgiàl Galizia Galla Gambèlc Gambt:llo Ganal e Doria Ganana Gandesa Gargonte Garian Gase Gata Genova Gerbabìt Germania Gcrona Getafé Ghcrghèr Ghcrlogubi Ghcvà Ghigncr Ghinda Giabassiré Gianagobò Giarèr Giarsò Gibilterra Gibuti

90-91 109 27-47-53-108-113-114-115-146 290 90-93 173-177-281 -301 118 146 146 110 165-172 3 1-104-11O- 128 150 109 37-79-80- 106- 108- 109-110-ll l 37- 106- 11 3 232-259-264 249 275 36 165 33-160- 173 37 l 59-l 61 -164-175-303-304-308 227-243-249-253 189 37 25-43-80-115-144 85-94 53 28-65-69- 141 125 116-118 117-120 109 160-165 25-32-102-117-128-134


552

Indici

pagg.

Giggiga Gimileo Gimma Ginevra Giorgiocastro Giuba Goha God Adde Goddaholàm Goddère Godèli Goggiam Gondar Gore Gorgorà Gorilc Uori1..ia Gorrahei Gouen Granada Gran Bretagna Granollers Grecia Grcdos Grottaglie Guadalajara

Guadalopc Guadalquivir Guadarrama Guadiana Guascogna Guddà Guilà Gulagùl Gunto Gunu Gadu Guognà Gura Gurughurà

25-53-115-117-120 229 123 223 315 33-34-37-43-79-106-109-I I l-112-113-115-123-144-290 53 120 118 105 118 97-123-127 24-78-86-97- 104- 128- 131 - 143 123- 128

150 11 6 305 47-78-80-81-108-l 13-114-120-144-146 47 168- 170- 172-233 I9-34-159-161-223 243-253 307 165 309 162-172-l 87 - 189-190-l 91-194-195 - l 97-207-257-26 1263 231 -266

165 165-168-225 165 172 109

51 140 112 116- 120 70

56 70


553

Indici

pagg.

Hafirn Harnalei Harnasàt Hamasièn Haro Haro Vejo Haràr Harrarghiè Harrehò Hausièn Higucra Hoghisò Ho Ho Hormova

34 53-120 69 36-87 205-229-233-234-240-249-251 238 25-53-54-79-104-1]3-115-117-118-120 25 115-117 137

Horta dc San .Tuan Hostalct.y

225 37 64 315 229-233-234 246

Hut:lva Huesca Hunspac

168- 172 303

Iberici lavello lèt Igloc Jgualada llù Babòr Imèi Imperia Incinillas Irgalèm Irun Irurzun Italia

Jadraquc Jalta Jarama Jugoslavia

168- 172

165 123-125 105

47-146 243-246-248-251 123 78-127 281 -285 205 53-78-127 172

168 19-29-159-161-164-168-173-178-195-223-259-260-261262-263-273-303-304-307-308 204 160 189 304-307-308


554

Indici

Kaffa Kardikaki Kartoum Kcnia Korça Kornac Kossovo Kruja Kucj Kukes

110 314 148-150 33-34-37- 106-109-110-lll-123 309 116 308-314 309 315 309-313

La Foja La Maddalena LamascilJindi Lamma Cad La Moza I ,antcr l,a Rambla Las Caselas Las Caberas Las Escnclas La Spezia Lata La Tuba Lalu Bodlih La Viss Esteban Lebidei Lechago Lechon Lemback Lèrida Liban Libia Lipsia Llobregat Logrofio Loja Londra Los Alvariazas Los Rahanos

236 281 I 09-112 146 204 304 168 234-251 -264-265 237 236 173-251 -281 149 264 120 177 110 204 232 303 172-232-243-244-248-249 110 46-105-196-273-274-275-276-277-278-301-304-305 225 244-246 207-233-236-240-249-25 l-255 168 25-34 231 207


555

Indici

pagg.

Lucina del Cid Lugh Ferrandi

259 47-79-105-106-108

Macallè Macfùd Madrid Magalò Magro Mai Ahetà Mai Atàl Mai Belà Mai Cèu Mai Edagà Mai Gummèt Mai Habàr Mai Hainì Mai Macdèm Mai Samomò Mai Saradocò Maistrocca Mai Tesdà Mai Tinchèt Mai Uerì Maladdaie Malaga Maka Dida Malca Giuba Malca Harré Malca Lihai Malca Murri Malca Rie Malchèi Mallot Alegre Manclayones Manganamo Manzanares Manzanera Marèb Margherita Marocco

49-53-54-78-82-83-85-86-87-92-94-99- IO1-137 102 159-160-162- I65-172-189-225-246-247-255-256 78-123 234 69 28 45 80-92-96-97-98-99- I 00-137-140 96-135 64 21-69 5 l -56- 58-135- 142 137 64 69 305 64 86 94 106 168-]72-187-189-257 111 113 53 111-112 106-109- 110-112-113 106- 107-108-112- I I3 127 253 229 229 165 236 36-64-81 -85-94-95- I 42 123 159-160-161 - 165-167


556

Indici

pagg. Mar Rosso Martiherrero Martorell Masalcorreig Masìa Belsa Masìa del Cuealon Masìa di Casa La via Masìas Blancas Masnou Massaua Malarò Mala.nana Matillas Maza M ecàn Mt:dehàl Tabòr Medina Az-Zarra Mcdinaeeli Medjna del Pomàr Mèga Mejda Merri'1 Menghergar Merano Merca Mcrègh Mcrcràlc Mcrgàz Merida Mcsahèl Meshà Mesìta Messico Meslas Melz Migim1inia Milano Mino Minorca Miranda de Ebro

27-31-35-37 247 205-243-246 244 236 235 253 236 244 19-21-26-27-29-32-33-34-43-44-45-49-50-51-52-57-6 163-65-69-70-72-79-8892-93-133-134-l 35-137-141 - I 42 205 232 229 201 92-96-97-98-99 94-95 168 229 211-219-263-265 53-106-109-123 140 91 281 19-43-47-51-105-143-146 105 146 64 225 64 64 165 161-225 216 304 36-144 281 165 168-253 203-208-262-263


557

Indici

pagg.

265 19-27-29-32-3 3-34-39-40-41-42-43-4 7 -49-51-63-72-105113-] 17-120- l 33-143-144-146 153 Molino di Gualda 238 Mollèt 33 Mombasa 253 Moncada 69 Moncullo 204-208 Moned 236 Monegra 168 Monreal del Campo 168-225 Montalbàn 236 Montanejo 243-248 Montblanch Monte Hospital dc Tarros 246 Monte Perdido 1(i8 Mo11t~errìit 243 Monzòn 243-249 Mora de Rubiclos 236 189 Morata de Tajuna 232 Morella 315 Morgowo 160 Mosca 189 Motrìl 235-236 Muela de Sarriòn 37 Mustahìl Misurata Mogadiscio

Nairobi Nalut Napoli Navarra Nefasit Neghelli Nilo Nilo Azzurro Nish Noggara Norega Noya Nuova Castiglia

274 275-277-306 27-33-46-93-133- I44-28 l 205 2 l-28-43-50-51-69-70- I04-135-137-142 53-78-106-108-109-l lO- l l l-112-123-127-144 36 97-131 308 96 243 246-248 165-172


558

flldici

Obbia Obèl Ocafia Oceano Indiano Odessa Oddo Oddur Ogaden Olanda Olossan Oltregiuba Om Agcr Ontancda Osholèi Osuna Otùmlo Oviedo Oyon

106-109-112 107 25-37-80-113 304 105 34-36 96-97- 137-143 213 118 168 135-142 225 208-234-251

Padova Palancia Palencia Palermo Pallarcsa Palma de Majorca Pamplona Pantaffò Paradores de Bricia Parigi Passo Escudo Pavia Paz Pcdrosa Pena Prieta Pcnarroja Pena Salada Pena Ubina Perpignan Persano Perugia

281 234 233-240-251-257 43-281 243 236 168-206-230 253 211 25- 160-162-196-225 204 281 217 204 16 236 235 168 252 301 281

47-51-143 143 255 37- 143 164


559

Indici

pagg.

Peschiera Peskopja Piacenza Picos de Mamprode Pina Pinar Pinos Puente Piras Pirenei Pirola Pizzighettone Plasenecia Plava Pola Pola de Cena Po1togallo Porto Said Porto Sudan Praga Prat del Cornptc Prat de Llobrcgal Premià de Mar Puebla de Val verde Puebla Clararnunt Puejo Puglia Puente Arzubispo Puerto de Escandòn Puerto de] Escudo Puerto de las Pcclridas Puerto del Leon Puerto del Suspiro del Moro

281 309 281 168

168-236-237-240-265 236 168

246 I65-168-225 246 281 168 196

281 168 16 1- 165- 168- 172 33

33 160-162

229 244 238 204-236

248 246 311

225 168 168-216 168 168 168

Quihà Quintanabaldo Quoram

85

Ramales Ras Dasciàn

210-211 31

204 78-88-99-101-140


560

Reguès Reinosa Renedo Reno Revilla Rincon dc la Victoria Rocafort dc Queralt Rocca dei Baldi Rocca Littoria Rodi Roma Romania Ronccsvalles Roscta Russia Saati Sabadcll Sabarguma Saganèiti Sagunto Salada Salamanca Salandorò Salas Sammalò SanAgustin San Celoni San Cristobal San Fclìu San Helices San Juan de Yilasar San Martin de Valdciglesias San Matteo de Callego San Miguel San Sebastian Santa Barbara Santa Coloma

Indici

234 168 217 304 211 168 246-248 281 43-47-78-105-144 281 46-63-79-102-151-l 62-168-174-l 75-196-201-207-236238-239-244-255-273-281-301-308 308 168 246 161-]64 21 -51 243 65-69 44-51 -56-64-96 I78-236-237-238 248 162-193- 195-226-255 64 168 127 237 246 237 246 201 -262-263 253 168 207 246 172-181-249 208-236 243-248


561

Indici

pagg.

S .Colo ma de Queralt Santa Eulalia Santa Isabel S.Maria Capua Vetere Santandèr Santelices Santi Quaranta Santo Stefano San Vice nte Sardegna Sardò Sareal las Pilas Sarralbe Sarrcal S:miòn Sarroca Sassaha neh Sassari Sc iafàt Scillàve Scioà Sciré Scutari Sed Segalù Segovia Scgre Segura Selaclacà Sella Scmaià Semièn Scminà Scnafé Scngià Scraè Scrdclcs Seros Set

205

168 204 27-81-176-177-313 l 72- I 79-205-208-2 ll-212-213-214-215 -216-21 7-2 18219-235-257-262-263-264 213-215 309 305 236 304 78-96 246 303 238-243-248

237 238-243-246 117-120

281 86 80-107-11 3-J 14-1 I 5

123-128 80-94-95 309-312-314 248

91 168-180-181 205-243-244-246 165 95-137 187 95-143

31 97 28-31-44-5 l-56-58-63-64-82-96- I 35- I 37

97 87

290 243-244-246-249 246


562

Indici

pagg.

Setìt Sidamo Sierck les Bains Sierra de Qucralt Sierra dc MonL<;errat Sierra Grosa Sierra Tallat Sigucnza Sinadogò Singra Siracusa Siringà Sittona Siviglia Smarè Socotà Solchaga Solcotom Solivella Somal ia francese Somalia inglese Somalia italiana

Somosicrra Sonà Soncillo Soda Soufflcnhcim Spagna

Spargi Stati Uniti Stefania Stoccolma Stromboli Sudan Sudeti Suez

36-96-97 25-31 -123-125-126-127 303 243 243 246 243 l 72-l 90-l 92-229-257-264 105 238 33 86 36 158-l 75-l 77-257-258-259-260-262 91 91-96 236 58-78-82-83-88 246 3 1-37-123 3 1-79- 123 19-21-22-24-25-26-27-29-31-34-35-36-37-39-43-46-5 l62-77-79-80- l 05-106-107-108- I I 3- I I 7-133- 143-144273-274 225 36 201 -205-2 I 6 251-264-265 303 9-160-16 l-162-164-165-167-168- 173-174-175-180-1 85195-196- I 99-223-232-239-240-243-244-255-263- 265266-271-297 305 148-161 123-125 25 27 36-37-96-123-148 238 26-27


563

indici

Sullul Suresnes Svizzera

118 307 304

Tacazzè Taga Taga Tago Talavcra dc la Rcina Tana Tangeri Tarançon Taranto Tardienle Tarragona Tarros Tembien

31 -36-85-86-95 92 165-246-255 172 97- 123- 130-1 3 1-150 162.236-255 255 281-309 225 172-248-251 246 54-80-88-89-90-93-94-95-99 225 315 24-246-253 102 51 I 72-204-207-208-225-229-23 l-234-236-257-264-265 95 303 105 94-96 285-308-309-312-313-314 277-289-305-306 169-172-205 -225-246-255 281 244-246 43-160-281 229 238-243-246-253 246 204-232-238 172-232-251 313 281 281

Tcncrif'c

Tcpe le ni Tcr Tcrrnabèr Tcrramini Tcrucl Tcsfà Thionvillc Tigicclò Tigrai Tirana Tobruk Toledo Tolmezzo Torciera Torino Tomos Torrassa (o Tarrasa) Torreboscs Torrecilla Tortosa Trani Trento Trieste


564

Indici

pagg. Tripoli Tscllarì Tscllemtì Tudela Tugh Fafàn Tunisia Turìa

273-275-276-289-306 91-96 31 205-238 79 148-304 234

Uadrà Ualaddaie Ual Ual Uarièu Uarandàb Uardèr U arscèc Udine Llèbi Gestro Ucbi Sccbèli Ucbi Sidarno Ucri Ung11i ~1 Unione Sovietica Unsi Uollega Uorrà Ilù

123 80 24-79 87 l 16-118 78-79- 106-109 19 281 37-79-106- 109 32-37-43-78-79- 108-109-123-144 37 70 58 162-223-225 108 123 102

Val bona Valdetormo Valencia Valencia de Akàntara Valino Valladolìd

236 229 171-172-234-236-237 168 236 180-181-182-20 I-223-224-246-251 -257-259-260-262263-265 231 210-211 309-312-314 217 168 216 240

VaJlastar Valmaseda Valona Varga Valverde del Camino Vega de Pas Velilla del Cinca


565

Indici

pagg. Venezia Giulia 305 Verges 246 Verona 281 Viana 238 Viilafranca 223 Villaggio Duca degli Abruzzi 32-37-146 217 Villaiai Villalba B~ja 229 Villarnalefa 236 Villarnatur 236 Villanueva de Callego 204-208 Villanueva de la Conception 187 Villanueva del rio 168 y minas 205-209 Villarcajo 247 Villaseca 281 Villa Vicentina 281 Vinaixa 168-208-211-219 Vitoria 231 -235 Vivei del rio Wahi Wissembourg

25 303

Yemen

25-29

Zanzibar Zara Zaragoza

19 280-281 -284 181-202-204-207-208-2] 4-223-23 I -233-234-238-240241-243-249-259-264 64 137 277-306 236 207

Zeban ZehùfEmnì Zuara Zucaina Zuera


566

Indici


567

Indici

3. INDICE DI ENTl ED UNITA' CIVILI E MII JTARI pagg.

a) Comandi Comandancia Generai de Ingenieros Comando Corpo indigeni della Somalia Comando Corpo spedizione in somalia Comando del Corpo di Stato Maggiore Comando Truppe coloniali della Somalia Comando Genio Amhara Comando Genio Divisione "Assietta" Comando Genio Divisione "Cosseria" Comando Genio Divisione "Precce" Comando Genio Divisione "Gavinana" Comando Genio Divisione "Gran Sasso" Comando Genio Divisione "T ,ittorio" Comando Genio Divisione "Peloritana" Comando Genio Divisione "Pusteria" Comando Gen io Divisione "Sahauda" Comando Genio Divisione "Si la" Comando Genio Divisione "23 MarzoFiamme Nere" Comando Genio Eritrea Comando Genio Somalia Comando Genio I Corpo d'Armata Comando Genio II Corpo d'Armata Comando Genio JJT Corpo d'armata Comando Genio IV Corpo d'Armata Comando Genio Truppe Volontarie Comando R.Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea Com,mdo R.Corpo Truppe Coloniali della Somalia Comando Superiore Africa Orientale Comando Superiore Africa Settentr. Comando Superiore Genio A.O. Comando Superiore Truppe Albania Comando Truppe Volontarie

181 -246 I 16 40-46-105-107 61-62-88-173-176 29-40-107-143 104 59 59 214-233 59 59 233-251 59 60 59 59 233 104 62-114 58 58 52-58 58-95 179-233-240-249-255263 21-273 21-23 45-72-73-78-79-196-276-277 275-276-289 49-50-52-56-6J -63-70-71-7387-99-l02-I04- l42-276 283-312-313 177-178-179-180-1 81 -189-195196-20 l-205-209-211 -232-233-


568

Indici

pagg.

234-235-236-237-239-240-243249-253-266 b) Armate Gruppo Armate Est Gruppo Armate Ovest ]A Armata 2A Armata 3A Annata 4A Armata SA A1111ata 6A Armata 7A Armata 9A Armata JOA Armata

e) C orpi d'Armata Apino Aulolrasportato Cckre Corazzato di Albania Eritreo Libico I

II

III IV V VII

Vlll lX X Xl Xli Xlll

287 287 277-287 287- 290-305 289 287 289-290 290 289 314 277-278-289

287-290 290-291 290 290 312 54-56-58-82-89-93-96-98-99l 34- I40- I49-276 275-291 5 8-61-78-90-92-93-96-97-99l 34-l 40-276-277-287 54-56-58-61 -95- l 34-1 37-276277-287 54-58-85 - 90-91-93 - 96- 134137-276-277-287 58-94-95- 134-137-276-287-3 J4 287 289 289 289 276-277-289 287 290 290


569

Tndù:i

pagg.

xv xx XXI XXII

xxm

xxv

XXVI J Corpo d'Esercito

TT Corpo d'Esercito lii Corpo d'Esercito IV Corpo d'Esercito V Corpo d'Esercito VJ Corpo d'Esercito VII Corpo d'Esercito TX Corpo d'Esercito X Corpo d'Esercito

285-287 275-276-277-289 276-277-278-289 278-289 277-289 314 290-313-314 223-225 223-225 223-225 225 223-225 225 223-225 227

225

Xl Corpo d ' esercito

225

XTT Corpo d'Esercito XTTT Corpo d'Esercito

225

XIV Corpo d'Esercito XVIII Corpo d'Esercito XTX Corpo d ' Esercito Corpo d'Esercito "Maestrazgo" Corpo d'Esercito "Marroquì" Corpo d' Esercito "Navarra" Corpo Truppe Volontarie R.Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea R.Corpo Truppe Coloniali della Somalia

227

d) Divisioni "Acqui" "Africa" "Arezzo" "Assieua" "Bari" "Bergamo" "Bologna" "Brennero" "Brescia" "Cacciatori delle Alpi"

225

225 225 255 251 255

177

2] 21

287 290 314 59-98-276-287 289 287

277-289 287-314 277-289 287


570

Indici

pagg.

"Cagliari" "Camicie Nere" "Catanzaro" "Cirene" "Cosseria" "Cremona" "Cuneense" "Cuneo" "Curtatone e Montanara" "Fiamme Nere-23 Marw" "Firenze" "Forlì" "Frecce" "Frecce AzzuITe" "Frecce Nere" "Frecce v~rdi" "Friuli" "Gavi nana" "Granatieri di Sardegna" "Granatieri di Savoia" "Gran Sasso" "Isonzo" "Laghi" o 1" Divisione speciale "Legnano" "Libia" "Libica" "Littorio" " Littorio d'Assalto" "Livorno "Lombardia" "Lupi di Toscana" "Marmarica" "Modena" " Murge" " Parma" "Pavia" "Peloritana" " Perugia" "Pinerolo"

287 178 278-289 275-278-289 59-95-27 6-287 287 287 287 178 204-208-210-23 l -232-234-235237-239 289-314 287 199-203-204-207 I 99-234-215-239-240-246-253 I 99-234-235-239-240-253-255 239-240-253-255-265 289 29-56-59-6 1-64-95-276 289 290 59-73-95 .27(, 287 123- 125-1 27-131 287 40- l16-l 18-276 278 179- 195- 197- 199-234 239-240-25 1-253-255-265 287 287 287 278-289 287 309-3 1·1 3 14 277-289 29-46-59-107- 11 6- 146-276 3 14 287


57 1

Indici

pagg.

"Piemonte" "Pistoia" "Puglie" "Pusteria "Ravenna"

"28 Ottobre"

289 287 314 60-92-93-96-97- 137-276-287 287 287 289 178 59-78-117-276 275-277-289 287 277-289 287 289 59-73-85-276 275-277-289 287 289 287 40-1 16- 148-276 287 I 76- I 77-203-204-217-23 1-235237-239 54-60-95-137-276 85-90-197 60-276 60-99-276 179-190-195- 197-l 99-203-208 289 54-60-92-98-137- l 97-276-278289 179- 190 237 54-60-95-276 60- l 96-l 97-203-208-276-277289 60-276-277-289

e) Raggruppamenti Agrupacion Legionaria

199

' "Re"

"Regina" ''Rubicone" "Sabauda" "Sahrata" "Sassari" "Savona" "Sforzesca" "Sie na" "Sil a" "Sirte" "Superga" "Taro" "Tauri nense" "Tevere" "Tridentina" "Volontari del Littorio" " I° Febbraio" "I" Camicie Nere" "1" Eritrea" "2" Eritrea" "2" Fiamme Nere" "2" Libica" " 3 Gennaio"

"3" "5" "21 "23

Penne Nere" Navarra" Aprile" Marzo"


572

Indici

pagg.

Bassopiano Occidentale Colonna "Agostini" Colonna "Bergonzoli" Colonna "Malctti" Colonna "Martini" "Francisci" Indigeni "Levanna'' "Pavone" "S. Barbara" 2° Centurie Lavoratori 3° Genio 9° Genio 12° Genio 11° Genio 14° Genio 26° Genio

96-97 I I O- I Il - 117- I 20 110 108- 120 110 195-204-212 29 287 108 253 57-82 290-305 290 290 290 285 290-3 13

t) Brigate Inte rna7.ionali T mista "Preccc Azzurre" I Volontari TI TI Cavalleria TI mista "Preccc Nere" TI Volontari TTT III EritTca TTT Volontari TV

160- 162-253-99- J87-203 l 77-210-211 -262 179 . 64-99-179-203 255 177-210-211-213 177 99-179 95-97 177 99

g) Reggimenti Ferrovieri Genio speciale d'Africa "San Marco" 2° Bersaglieri 2° Cavalleggeri "Piemonte Reale" 2° Genio 2° Pontieri 3° Bersaglieri

62-82-140-141 273-284-291 309 287 287 92 45 96


573

Indici

pagg.

287

4 ° Cavalleggeri "Genova" 4° Genio "Scuola" 7° Genio 8° Genio 9° Genio 10° Genio 12° Artiglieria 13° Genio 14° Genio 15° Genio 16° Fanteria 26° Genio d'Albania 46° Fanteria

62 62-205-255-301 313 27-62-81-176-177-178 85 285 285 285 85 285-313-314 117

h) Legioni "Cacciatori d ' Africa" Guardia Califfana Straniera 135" 192" 202" 221"

168 168 168-174 85 85 85 148

i) Battaglioni Arditi Artieri ciel CTV "Garibaldi" Genio "Frecce Nere" Genio "Volontari del Littorio" "Mussolini" Pontieri spagnolo Radiotelegrafisti CTV Speciale del Genio Sud-tirolese " Dodcl" Telegrafisti CTV I "Libia" I Trasmissioni Il Trasmissioni TI Zappatori-artieri III Trasmissioni

92

246-253-255 204-233-234-244-249 162 236-238 207-229-235 96

204 180-207-236-249-251 57 315 205-233-234-236-237-249-251 291 58-61 58-62 57-63-8 J-96-104

58


574

Indici

pagg. IV Trasmissioni IV Teleferisti IV Zappat01i-artieri V Radio VII speciale lavoratori VIII Zapadores "La Comfia" IX Genio Africa Settentr. Xll Carri XIV Teleferisti XV Radio X V Radiotelegrafisti XIX Zappatori-artieri XX Zappatori-artieri XXX Zappatori -artieri XXXI Guastatori XXXT Zappatori-artieri XXXII Zappatori-artieri XXXlJI Zappatori-artie ri XXXIV Zappatori-artieri XXXV Zappatori-artieri XXXVI Zappatori-artieri XXXVII Zappatori-artieri XXXVIII Artieri LX Genio LXI Genio CLI misto Genio DXXVTT Miotraglieri

58 62 58-61 62 60 205 112 289 57 57-81-87 57 62 62 58 289-299 57 57 62 112 58 57 58-91. 275 275 275 314 85

1) Compagnie Artieri "Frecce Verdi" Artieri "Littorio" Artieri speciale Collcgamcntj CTV Fotoclettricisti CTV Genio artieri CTV Genio "Frecce" Genio "Volontari del Littorio" Mista Genio Eiitrea Mista Genio Scuola Mista Genio "23 Marzo"

244-246 251 245 2(15 204-208-214-233-234-237 177-201-210-217 240 214-217 21-103 181

205


Indici

pagg. 57-240-245 l 80-201 -204 Radiotelegrafisti CTV 60-97- 175- 189 Speciale mista Genio 201-203-204-210-21 I Telegrafisti CTV 251 Telegrafisti "Littorio" 207-208 Trasmissioni "Fiamme Nere" 240-244-246 Trasmissioni "Frecce Verdi" 187 1" Carri armati 58 1" Idrici 315 1" Lavoratori 62-70 1" Meccanici-elettricisti 104- 177 1" mista Genio 45-57-62 I" speciale Pontieri Etiopia 45-107 1" speciale Pontieri Somalia 81 I" speciale Zappatori-a1tieri 187 2" Carri armali 58-305 2"' Idrici 45-107 2° Reparto speci ale Pontieri Somalia 60 2" speciale Ge nio 62 2" speciale Idric i 45-57-62 2" speci ale Pontieri Etiopia 81 2" speciale Zappatori-artieri 187 3" Cani armati 57 3" Idrici 275 3" Ponlieri 60 3" speciale 3° Reparto speciale Pontieri autocarrato Somalia 45 62 3" speciak Idrici autocarrata 58 4" Idrici 60 4" speciale Genio 57 4" Zappatori-artieri Eritrea 92-93 5" mista Genio 60 5"' speciale Genio 59 5" Trasmissioni 57-82 7 11 Lavoratori 45 7 11 Pontieri 53 7 11 Teleferisti 45 811 Pontieri 45 9 11 Pontieri 176-177 1011 mista Genio Pontieri


576

!ndid

pagg.

12A Lavoratori 12A Zappatori-artici; I SA Radiotclcgrafisli I SA Trasmissioni 19A Trasmssioni 22A Zappatori-artieri 24A Trasmissioni 26A Trasmissioni 27A Trasmissioni 29A Trasmissioni 30A Ferrovieri 31 A Ferrovieri 50A Zappatori-artieri 51 A Zappatori-artieri 64A Zappatori-artieri 66A Zappatori-artie ri 72A Zappatori-a11ie ri 123A Arlicri 141A Radio 152A Radio 155A Te legrafisti 156A Telegrafisti 160A ColJegamenti 160A Radio 161 A Lavoratori 163A Lavoratori 164A Lavoratori 175A Collegamenti 175A Radio 183A speciale Genio 189A Radio speciale m) Centurie l Zappatori n) Plotoni Autonomo Minatori I speciale Pompieri 5° Idrici 19° Idrici O

57 59 175 59 59 59 59-73 59 59-73-85 60 60-62-70-140-141 60-70-140

59 112 59 59-85 60 70 58

275 275 275

58 63 313 313 313 58

63 58

63 275

20 J -204-213-214 57

59 59


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Indici

pagg. 24° Idrici 26° Idrici 27° Idrici 29° Idrici 30° Idrici o) Sezioni Cinematografica Fotoelettriche 1A Cinematografica speciale 1A Fotoelettriche I A speciale Pompieri 2A Fotoelettriche 3A Esercizio linee 7A Topocartografica I()A Fotoelettriche 11 A Fotoelettriche 23A Fotoelettriche

59 59 59-85 60 59

255 63

57-62 59 44

59 61-70- 7 I - 140 45

]78 59 59-85

p) Squadre 7 A Fotografica 7 A Telefotografica l 4A Fotografica 14A Telefotografica 16A Fotografica 16A Telefotografica 20A Fotografica 20A Telefotografica 62A Fotoelettriche 111 A Fotoelettriche 906A Autosezione Genio q) Varii Accademia militare di Stoccolma Accademia Militare spagnola Azienda autonoma strade statali Base principale Africa Orientale Base secondaria "E" Basi logistiche avanzate British Government Magazine Ritle

58-62 58 58-62

58-62 57-63 57-63 58 58 59

275 62

25 169-181 143-150 133 133 134- 137 148


578

indici

pagg.

105 181-197-205-240 180 181- 182 180 264 105 82- 133- 144-276-3 J I l 80-25 l -259-260-262-263-264265 259 Direzione Genio CTV 146-182-233-259 Direzione Genio d'Intendenza 164 Falange spagnola 255 Gruppo celere Scuola 276-306 Guardia alla frontiera Guardia Tmperiale 25-97-99 I ntcndenza 42- 6 1-72 - 133 - 134- 179 -205233-236-240-25 I -255-257-25926 l-275-311 Intendenza A.O. 58-60- I 33- 134- 135- 140- 143144 Ispettorato dell'Arma del Genio 297 Ispettorato Generale PP.TT. 102 180 Ispettorato dei servizi di polizia Istituto Storico e di Cultura della Arma del Genio 10-30! Kominte rn 160-1 62 Ministero delle Colonie 45-46-73 Ospedale da campo 205 Posto distribuzione materiali Genio 20 l-213-215-234-245 Reale Società Geografica 109 Reparto autonomo magazzini del Genio 25 1-259-160 Residenze 105 Scuola Centrale 240 Scuola Centrale del Genio I 8 l-299-300 Scuola Trasmissioni 9-180-182-257-259-260 Scuola Zappatori 299 Scuole Centrali Militari 299 Serviz io del Genio l07-1 33-135-l 37-142-144- 145251 -259-260-261-263 Sev izio Trasporti e Tappe 77-133- I 40-144-145-25 I

Centri staccati strade Centro Addestramento complementi Centro Addestramento di specializzaz. Centro Istruzioni Centro lstruzion i Ufficiali Spagnoli Centro raccolta legnami Commissariati di Governo Delegazione d'Intendenza Deposito centrale materiali Genio


579

Indici

pagg.

Società delle Nazioni Ufficio centrale strade Ufficio Genio Base sud Ufficio lavori Genio Ufficio lavori Genio Amhara Ufficio lavori Genio Asmara Ufficio lavori Genio Eritrea Ufficio lavori Genio Harrar Ufficio lavori Genio Marina Ufficio Opere Puhbliche Ufficio speciale Genio civile Ufficio Strade Ufficio tecnico costruzione e Manutenzione lince telegrafoniche Vice Reside nze XXVIII Settore di copertura XXIX Settore di copertura XXX Settore di copertura

19-25-134-159-223 105-106 259 44-61-77 104 21 104 104 52 61-105-142 61-142 21-69-142 61-102 105 277 277 277


580

Indici


) Xl

Indici

4. INDICE DEGLI ALLEGATI pagg.

1.

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14.

15. 16. 17. 18. 19. 20. 21.

22. 23. 24. 25. 26.

27.

Il monumento del Genio e la Scuola allievi " Ufficiali di complemento di Pavia Significati ed abbreviazioni di akuni tcr111i11i e 11rnni etiopici Gerarchia etiopica Paolo Caccia Dominioni Emilio De Bono Rodolfo Graziani Rino Pachetti - M .O .V.M. Dislocazione dei Reparti del Genio in Eritrea ed in Somalia alla data del 6 aprile 1935 Organi esecutivi dei collegamenti a filo, ottici e radiotclegrafonici e loro ripartizione " Cenni sul servizio del Genio Militare per la Marina " Alessandro Pirzio Biroli Pietro Badoglio Norme per l' incorporamento degli operai nelle Centurie lavoratori Telegramma n. 9056 inviato da De Bono a Mussolini Proclama di Dc Bono alle genti dell'Eritrea Gustavo Colonnetti François Hcnnebique ed Arturo Danusso " Augustin Mcsnager Telegramma del Maresciallo Graziani, in data 17 settembre 1935, al Ministro de11a Guerra Bando di Ailé Selassié I, Re dei Re d'Etiopia Riepilogo delle direttive emanate dal Maresciallo Badoglio, Alto Commissario e Comandante Superiore delle Forze Armate in Africa Orientale, " tra il 18/11/1935 cd il 4/2/1936 Ordini cli costituzione di reparti del Genio impartiti dallo Stato Maggiore dcll 'Esercito tra il 6/ 1 ed il 31112/ J936 " Ettore Bastico Lettera del Fitaurari Nerhé al Maggiore Nulli " " Goffredo Tonini - M.O.V.M. Note sulla carovaniera Addis Abeba-Tigrai, da informazioni fornite dall'Ing. Bietry Composizione e movimento del Battaglione speciale del Genio della autocolonna veloce per la conquista di Addis Abeba

319 321 323 324

:n1 .U 2 ')3 .\ \,I

U<, ììX ì4) 3,1(,

347 349 353 355 356 357 358 360

362 365 367 368 369 371 373


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Tndici

pagg.

28. Rete radio del Comando Superiore Africa Orientale alJe ore 12 ,00 del 25 aprile 1936 29. Stefano Degiani 30. Lavori eseguiti dal Il Battaglione Zappatori-artieri di formazione 31. Dislocazione dei Reparti del Genio della Somalia all'l/1/1936 32. Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale 33. Disposizioni riguardanti l'attività del Genio impartite dall'Ufficio Operazioni del Comando FF.AA. della Somalia il 26 dicemhre 1935 34. Passaggi attraverso il Giuba ed il Daua Parma 35. Ordini del Generale Graziani per la costruzione deJla strada tra Ferfer e Scillave e da El Samantàr a Gabredarre 36. Relazione del Comando Genio della Somalia sui lavori eseguiti 37. Ordine di Operazioni 11. 6 del 7 aprile 1936 del Comando FF.AA. della Somalia 38. Alfredo Ramponi 39. 11 Servizio Strade e Genio Civi le nello scacchiere eritreo 40. Note aggiuntive, per specializzazioni, sui lavori eseguiti dai Reparti del Genio, durante la Campagna in Africa Orientale " 41. Comandi e reparti del Genio nelle Grandi Unità 42. Costo della campagna d'Etiopia 43. Decorazioni al Valor militare concesse a militari italiani del Genio, nazionali ed indigeni, durante la Campagna in Africa Orientale 44. Francisco Franco 45. Miguel Primo de Rivera 46. Josè Antonio Primo de Rivera 47. L'organizzazione dell'Esercito spagnolo " 48. Frasario convenzionale istituito dal Ministero della Guerra, in occasione della Campagna di Spagna 49. Programmi di aiuti militari italiani decisi nella riunione del 14/1/1937 50. Mario Roatta 51 . Carlo Favagrossa 52. Circolari di mobilitazione di reparti del Genio e personale e Reparti del Genio sbarcati in Spagna 53. Comunicazione riservata del Ministero Affari Esteri al Ministro della Guerra ed al Comando Truppe Volontarie

37 5 377 379 381 382

383 384 385 388 395 396 397 398 418 420

422 435 436 4 37 438 439 440 441 442 443 444


Indici

pagg . 54. Ordine di Operazioni n. 45 55. Dati significativi sui lavori eseguiti da unità del Genio del Corpo truppe Volontarie, nel corso della guerra civile in Spagna 56. Materiali del Genio impiegati o distribuiti durante la guerra civile in Spagna 57. Radiointercettazioni 58. Decorazioni al Valor Militare concesse a militari italiani dcll' Arma del Genio nel corso della guerra civile spagnola 59. Alberto Pariani 60. Corsi Allievi Sottufficiali del genio 61. Quadro sinottico degli ordinamenti dcll 'Esercito italiano succedutisi tra l'anno 1910 e la vigilia della li guerra mom.Jialc 62. Piclro Stci ner 63. I Guastatori del Genio 64. Pubblicazioni militari riguardanti I' J\rma del Genio redatte dall'lspell.oral.o dcli' An11a Sh·aki di pubblicazioni tecniche del Genio 65. redatte dall'Ispettorato dell'Arma del Genio 66. Tabella organica del 26° Reggimento Genio e dislocazione 67. Alte cariche del Ministero della Guerra e dell'Arma del Genio

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446

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447

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454 459

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464 469 470

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471 474 476

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478

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494 517 519


584

Indici


Indici

5. INDICE GENERALE

7 9 11

Presentazione Introduzione Abbreviazioni - DALLA CAMPAGNA lN AFRICA ORIENTALE ALLA GUERRA DI SPAGNA

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15

- La situazione in Africa Orientale Negli anni 1934 - 1935

"

17

1. La situazione politico-militare a) Le mire espansionistiche europee nel corno d'Africa b) La presenza militare italiana in Eritrea ed In Somalia c) L'aggressione etiopica d) Gli aiuti stranieri ali ' Etiopia e) La mobilitazione nelle Colonie e l'arrivo delle prime truppe

" " " " "

19 19

2. Esame generale dei territori a) Generalità b) I linguaggi e) L'aspetto geologico d) Le vie interne di comunicazione e) Le vie marittime t) Le coste g) Le stagioni ed il clima h) L'orografia i) I corsi d'acqua 1) I confini dell'Africa Orientale e le popolazioni dell'Etiopia

"

PRIMA PARTE

CAPITOLO l

3. La preparazione della Campagna a) L'evoluzione dei concetti operativi b) Truppe e materiali presentì in Somalia ed afflussi successivi c) La riorganizzazione logistica in Somalia d) La riorganizzazione in Eritrea e) L'incremento delle predisposizioni f) L'attività preparatoria del Genio

21

24 25

26 31 31 31

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32 32 32 34 35 36 36 37

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39 39

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39 40 43 45 46

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Indici

pagg. 4. Le forze contrapposte e gli interventi sul territorio a) Le forze etiopiche b) Le forze italiane c) L'attività del Genio

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53 53 53 65

CAPITOLO II

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75

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77 77

- Le operazioni in Africa Orientale

I. La situazione alla vigilia c l'inizio delle Operazioni a) Le opere realizzate dal Genio b) La diehiara,done dello stato di guerra e l'inizio delle operazioni

2. Le operazioni sul fronte nord a) TI superamento del confine e lo scontro di Gorrahèi b) Il combattimento di Dcbenguinà e) Attività dei re parti del Genio d) La prima battaglia del Tembicn e) La battaglia dell 'Endertà f) La seconda ballaglia del Tcmbie n g) La battaglòia dello Sciré h) L'occupazione delle regioni scllentrional i i) La battaglia di Mai Ceu 1) La conquista di Addis Abeba 3. Le operazioni sul fronte sud a) Le predisposizioni operative b) L'attività preparatoria del Genio c) La batlaglia del Ganale Doria e la conquista di Neghelli d) La battaglia dell 'Ogaden e) Le operazioni per la conquista di Harar t) Tl Genio nella battaglia di Harar CAPITOLO Ili

- Attività operative conclusive della Campagna in Africa Orientale ed organizzazione logistica

78 81 81

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86

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89 90

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"

1. Il completamento dell'occupazione del territorio 2. L'organizzazione logistica in Africa Orientale a) Generalità

93 95 96 97 99 105 105 106 108 113 11 5 117

121 123

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133

133


587

indici

paf?g.

b) L'organizzazione logistica nello scacchiere eritreo c) Il Servizio del Genio nell'ambito dell'Intendenza A.O. d) Sezione trazione fc1rnviaria e teleferkhe e) Servizio strade e Genio Civile f) L'organizzazione logistica nello scacchiere somalo g) L' attivita del Servizio del Genio nello scacchiere somalo

"

133 135 140 142 143

"

144 147

3. Considerazioni conclusive SECONDA PARTE - LA GUERRA DI SPAGNA

"

153

CAPITOLO IV

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155

"

157 157 160

"

162

- La guerra civile in Spagna

I • La situazione in Spagna a) Le cause de l " pron unciamento" del 17 luglio 1936

b) Le attività di sostegno alle parti contrapposte c) L' assunzione del potere da parte del Generale Fra.neo

167 167 168

2. Sintesi dello svolgimento della Campagna a) Le forze contrapposte b) La successione delle grandi battaglie 3. La presenza italiana a) Premessa b) Le predisposizioni e) Costituzione dei reparti cl) La costituzione del CTV e) L'addestramento

CAPITOLO V

- La partecipazione del Genio alla prima fase delle operazioni

" "

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"

b) L'attacco a Guadalajara

183 185

l. Premessa

2. Dalla battaglia di Malaga a quella di Guadalajara a) La battaglia di Malaga

173 17'., 173 175 178 180

"

187 187 189


588

Indici

pagg.

c)Le cause dell'insuccesso 3. Costituzione ed attività dei reparti e delle specialità del Genio a) Costituzione dei reparti b) Le attività del Genio c) L'adeguamento delle specialità del Genio alle esigenze operative

"

195

201 201 204 208

4. Dalla battaglia di Santandèr all'offensiva dell'Aragona a) Le distruzioni sugli itinerari della Biscaglia b) Il riptistino delle interruzioni e l'impegno del Genio nella battaglia di Santandèr

215 215

CAPITOLO VI

221

217

- TI Genio nelle battaglie conclusive

I . La situazione alla fine del 1937 2. Le battaglie dell'Alfambra, di Tcruel e dell'Ebro

223 "

229

3. La battaglia del Levante a) La dislocazione dei Comandi e dei Reparti b) L'offensiva su Valencia c) La riorganizzazione del CTV

233 234

4. La battaglia del1a Catalogna a) La preparazione b) L'impegno del Genio nel corso della battaglia c) Lo svolgimento dell'attacco

243 243 244

5. La conclusone della Campagna a) La battaglia di Madrid b) Il Servizio d'Intendenza c) Il Servizio del Genio d) L'app011o del Genio e) Considerazioni conclusive

255 255 257 259 265 265

PARTE TERZA

- L'ESPERIENZA DELLE CAMPAGNE D'AFRICA E DI SPAGNA E LA VIGILIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

233

238

251

267


589

Indici

pagg.

CAPITOLO VII

- Le modifiche ordinative dopo le Campagna d'Africa e la guerra di Spagna

1. L'esperienza della Campagna d'Africa e della Guerra di Spagna 2. 11 Genio nell'ordinamento coloniale tra il 1935 ed il 1940 a) L'ordinamento nelle Colonie dal 1935 b) Le forze presenli in A.O. nel 1936 c) Costituzione della Guardia alla frontiera d) Forze presenti in Libia nel 1940

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269

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271 273 273 276 276 277

279

3. L'ordinamento Pariani

4. L'ordinamento del 1940

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287 287 290

5. L'Esercito italiano a giugno del 1940 a) La formazione di guerra e l'ordine di Battaglia b) L' Arma del Cenio a giugno 1940 CAPITOLO V111

- L'Arma del Genio alla vigilia del 11 conflitto mondiale

1. L'Ispettorato dell'Arma del Genio a) La regolamentazione b) La costituzione dei Guastatori c) Le pubblicazioni d) Gli accasermamenti

2. La fortificazione a) In Francia b) In Germania e) In Jugoslavia d) In Italia

283

295

297 297 298

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300 300 303

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303 304

304 304 307

3. Gli interventi ali' estero a) L'intervento in Grecia b) L'intervento in Albania

312

ALLEGATI

317

307


590

Indir.i

pagg. BIBLIOGRAFIA

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521

INDICI

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529

1. Indice dei nomi di persona

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531

2. Indice dei nomi geografici

541

3. Indice di Enti ed Unità civili e militari

567

4. Indice degli allegati

581

5. Indice generale

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585


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