RENATO D'ASCIA
STORIA DELL'ARMA DEL GENIO VOLUME VI
Dalla fine della Prima Guerra Mondiale alla vigilia della campagna in Africa Orientale (1918-1935)
STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFPICIO STORICO
PROPRIETÀ LETTERARIA tutti i diritt; riservati. Vie/a la wu.:he lo riprodu zione parziale senza autorin azione © Ufficio Storico S ME - Roma
Riproduzione di un'opera di Mario Sironi, del tardo scorcio degli anni trenta {serie imperiale), gentilmente concessa dalla Dott.ssa Romana Sironi.
PRESENTAZIONE Nella veste di Ispettore del Genio ebbi la ventura, a suo tempo, di promuovere alcune iniziative culturali, riguardanti l'Arma del Genio, trn cui un seminario sulla figura, le opere e le attività del Gcn. Menabrea nel 100° anniversario della morte e, soprattutto, la realizzazione d i una documentazione storica, organica e completa, riferita alle vicende del) ' Arma per il periodo posl 19 I 8. Per questa seconda iniziativa, io credo che l'Arma del Genio de bba riservare una profonda g ratitudine al Gen. D' ASCIA, per aver accettato, con g rande sensibilità e generosità, l'impegnativo compito di svilupparla in concreto, dando appunto una siste mati zzazione storica ai fatti ed alle vicende che hanno carattcri:aato la v ita ciel Genio Militare dalla fine della I " Guerra Mondiale ai g iorni nostri. Le opere storiche gHt pubblicate in mate1ia, come è noto, sono i quattro volumi della "Storia dell'Arma del Genio dalle origini al 1914" de l Gen. Mariano BORGATTI , che hanno visto la luce ne l periodo 1928- 193 1, a cui si aggiunse ne l 1940 "L' Arma del Genio nella Grande Gue rra" del Gen. Luigi LASTRICO. Mancava quindi la docume ntazione storica ri ferita al periodo successivo, che il Gen. D ' ASCIA hu iniziato a colmare con questo primo volume che si riferisce al periodo 19 18- 1935. Occorre però anche precisare che non sono mancate in passa to altre iniziati ve settoriali che hanno prodotto interessanti tratlati a carattere tematico, di indubbia valenza storiograt"ica , che non aiutano pe rò ad abbraccia re, nel periodo con siderato, tutte le vicende dell'Arma del Genio ne l suo complesso. Pe1tanto era sempre più av vertito il bi sogno di realizzare un ' opera più completa e ben caratterizzata sotto il profilo storico. E' stato più volte ripetuto che l'avve nire non si costruisce sui " miti del passato", ma è anc he vero che le memorie del passato soste ngono il presente e contengono empre le speranze per il futuro. E questo è particolarmente vero oggi, in epoca di grandi trasformazioni, nel contesto di un cambiamento epocale degli assetti geostrategic i mondiali, che ha portato fatalme nte anche a profondi cambiame nti ne lla struttura e nel funz io namento degli strumenti operati vi militari. Anche la componente Genio del nostro Eserc ito ha visto mutare i propri assetti organizzativi e fun zionali, pe r corrispondere al meglio alle mutate esigenze ed in tale contesto la ricerca storica, consentendoci di rintracciare il "file rouge" dell' evoluzione spirituale e tecnica dc li' Anna, c i aiuta anche a capire meglio i contributi da dare, per frontegg iare le esigenze future del sistema di sicurezza nazionale, strettame nte integrato nel più ampio sistema di sicurezza E uropeo e NATO. ln questa ollica, il lavo ro paziente e minuzioso del Gen. D ' ASCIA c i offre un quadro storico ben articolato e di g rande efficacia su cui possono appuntare la loro attenzione certamente gli studiosi della materia, ma anche coloro che amano l' Arma de l Genio e che nei fatti descritti possono ritrovare 1' anima del Geniere in tutta la
6 sua poliedricità ed in tutte le sue manifestaz ioni opcr;il ive . L'Esercito è entrato oggi in una fase di riorgani z;,;11.io11L· dtl· 111111 li :, p11 ·,·n lrn1i in tutta la sua storia. Il lavoro di ristrutturazione in allo 110 11 i11cilk s11l11 s11I p1 :11111 lkll;1 quantità e della qualità delle strutture, dei mezzi e dei mat<.:riali . 111;1 \·m1i111isl'\· :111dw una sorta di ripensamento globale di tutto lo strumento mii ilare 11a1.i1 ,11:1k ,·liv pn l;1 prima volta nella sua storia si accinge ad assumere una fi sionrn11i:i 101:il111l'11ll' pr11 fessionalc, aperta peraltro anche alle donne. Tutto ciò ha coi11 v()llo \' L'11i11 v11l :-:,· r;'1 concretamente, come già detto, anche l'Arma del Genio nelle sue 1r:uli1.i1111:ili \·11111 ponenti, quella Operativa e quella del Servizio Infrastruttural e. inl crcss:1IL· 1r:1 1• :ili rP ad un profondo adeguamento culturale, legato am;he ai nuovi percorsi l"urn1:11i vi !k-l personale, nel contesto del nuovo Modello di Difesa e quindi in vista dei 11u1>vi cP111 piti sul piano nazionale e multinazionale. lo credo che per noi Genieri i riferimentj alla nostra storia ci potranno ai111.m: 11011 poco a mantenere giusta la rotta verso nuovi traguardi di operosità, di gencros il :1. di efficienza e di onore. Saremo sempre più diversi dai genieri del passalo, rna cn:do che allo stesso tempo saremo anche uguali a loro, perché continueremo scmp1"l: a lavorare in silenzio per il bene degli altri. Ten. Gen. Guido l:kllini
INTRODUZIONE Lo straordinario sviluppo tecnologico degli ultimi decenni ha avuto grande influenza sulle Forze Armale che hanno dovuto adeguare le proprie strutture alla incessante evoluzione dei mezzi di difesa e di offesa. Nell'ambito dell'Esercito tale fenomeno ha avuto particolare 1ilcvanza per l'Arnia del Genio che, arma tecnica per definizione, ha visto, dopo la prima guerra mondiale, sostanziali mutamenti negli organici, nelle dotazioni e nell'impiego. Numerosi scritti sono stati pubblicati su tale argomento, quasi tutti a carattere monografico od episodico, spesso assai particolareggiati, che tuttavia non forniscono un quadro completo della evol uzione del genio, in quanto, non essendo coordinati cronologicarnenle, non costituiscono una organica illustrazione storiografica degli sviluppi dell 'Am,a. La storiografia ufficiale dell'Anna, costituita dai quattro volumi della "Storia dell ' Arma del Genio dalle origini al 1914" del generale Mariano BORUATTI e dal volume "L' Arma del Genio nell a Grande guerra 1915-1918" del Generale Luigi Lastrico, si ferma al termine del primo conflitto mondiale. Pertanto ho ri tenuto opportuno indicare crn nc "scs lu" il presente volume, affinché esso sia di continuitl1 all 'opera iniziata dal Generale BORUATTI. Ma l'intenlo mio e dei miei collaboratori, nel porre in atto tale non semplice impresa, muove soprattutto dalla volontà di dare un concreto contributo affinché il tempo, nel suo inesorabile trascorrere, non cancelli le memorie del passato, a conferma della definizione che diede Platone: "lo scopo della storia è quello di .fissare ciò che il tempo disperde''. Il ricordo di tali vicende costituisce un bagaglio culturale e spiiiluale che non va disperso, bensì tramandalo dagli anziani ai giovani che li seguiranno. Essi potranno trarre da quesle pagine spunti per operaTe nel rispetto delle tradizioni e nella memoria di quanti si sono impegnati, operando in pace ed in guerra per il bene della Patria, anche fino all'cslTcmo sacrificio. Possa la storia contribuire a rafforzare la loro capacità di impiegare sempre al meglio le proprie forze nello svolgimento dei compiti che verranno loro assegnati. Il volume ha inizio con un sintetico riferimento alla strutlura organica dell'Arma del Genio alla fine della guerra 1915-1918 e si chiude con una nota illustrativa della Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori. Vengono descritte, per il periodo in esame, i principali eventi bellici, gli interventi all'interno del Paese, le trasformazioni organiche delle specialità operative, le più importanti realizzazioni nel campo dei servizi del Genio e quant'altrn possa illustrare la multiforme attività cieli' Arma nel suo peculiare aspetto tecnico ed operativo, attività posta in essere, sempre e dovunque, "tenacemente, infaticabilmente, modeslamente". A tale proposito mi è sembralo giusto riproporre le parnlc di Duigi BARZINI,
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inviato speciale al fronte nel corso della prima guerra 111011diak. p;1rok g i:1 riportate dal Generale LASTRICO nel suo volume "li combollent<' /J//tÌ g ,idm"<'. 1mrì .\/Htrare. L'Arliere del Genio deve pensare. Ogni suo gesto ha hi.wg110 rii fllffision<' di puntualità. Nel periodo più grave egli deve agire impClssihile C //111< ' / '011<'l'oio nel sicuro laboratorio di una officina. li nostro Genio ha gettato qll(tsi 11111i i .111oi 11011/i nel pieno del combattimento, sulla prima linea, avanti alla pri1110 /in('((. l>ci 110,,tieri cadevano feriti o uccisi; erano sostituiti ed il lavoro conli11ua11<1: le gm11111<' .1/rm davano le barche di sostegno, 4asciavano il trovarne, distruggel'ltllo I ·o / NT11 i111cru. e si ricominciava". Nessun commento a queste parole, ma solo una considerazione : 11 011 do hhi ;11110 dimenticare quei pontieri "uccisi" e "sostituiti" e con essi tulli gli allri gcniL:ri c lic li hanno seguiti nel dovere e nel sacrificio, senza distinzione di g rado, di tc111po. di luogo. Ad essi sono dedicate queste pagine che ci riportano indietro negli anni e ci L11llll > sentire ancor vivo l'orgoglio di aver fatto parte della nostra amati ssima Arllla g iustamente definita: "essenziale in g uerra , protagonista in pace". N on si puu, infine, tralasciare di ri cordare le paro le pronum:iatc d;il M inistrn Pie tro (ìAZZERA a proposito del (ìeni o, in un suo interv ento alla C 1111cra. Qualche no taz ione di carattere tecnico sarù utile pe r seg uire piu scorrevol111c 111l~ il testo. La m ateri a e stata divisa in due parti: - la prima r ig uarda il riordinamento dell'Arma ciel Genio nel pe riodo compreso tra la fine della prima g uerra mondiale e l'anno 1934; - la seconda concerne i materiai i in dotazione ai reparti de l Ge nio c la loro evoluzione nel tempo; gli interventi e le attivillt del Ge nio in Italia. all'estero e ne ll e colonie; le modificaz ioni nella concezion·e delle infrastrullurc e de lla rortifi cazionc permanente; gli avvenimenti di rilievo nella storia dell 'A nna. Sarnnno oggetto del volume s uccessivo: la Campag na in A i"rica Orientale, la gucna civile spagnola e la vigilia della seconda g uerra mondiale . Per le vicende di carattere operativo, data la loro intrinseca natura, l'epoca in cui si sono svolte e le diversità degli ambienti, s i è ritenuto opportuno corredare il testo con illustrazioni, schi zzi, carte ed allegati. Ciò consentirà al lettore cli segu ire più agevolmente lo sviluppo degli avvenimenti, spesso complessi , correlandone la descrizione ai relativi annessi esplicativi. In qualche caso non si è trovala, nei documenti consultati, alcuna indicazione dei reparti del Genio e/o degli ufficiali che li comandavano, né, talvolta, delle dipendenze ordinati ve, Si è cercato di rendere meno arida Ja descrizione degli eventi storici citando scritti e documenti cd abbondando, qualche volta in particolari che potrebbero apparire superflui, ma che sono utili, a mio avviso, per un più efficace ricordo delle vicende
Introduzione
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esposte. Talune considerazioni o commenti non esprimono opinioni personali ma ripropongono, condividendoli, quelli già espressi da eminenti autori o da documenti ufficiali citati nella bibliografia. Le note a pie di pagina, nel testo, sono numerate per capitoli, le illustrazioni e gli allegati hanno unica numerazione progressiva. Per quanto concerne gli aspetti puramente tecnico scientifici dell'attivita del] ' Arma essi sono stati appena accennati, richiedendo la loro disanima una trattazione più ampia che esula dalla natura della presente pubblicazione. Per il periodo trattato facevano parte dcli' Arma del Genio anche le Trasmissioni e quindi la materia e così vasta che spesso ci si è dovuti limitare a brevi accenni, sufficienti, comunque, ad individuare l'argomento e di spunto per ulteriori approfondimenti, attraverso la consultazione delle fonti citate nella bibliografia. E' sopratutto ai giovani, ed in particolare ai genieri, che voglio dedicare queste note storiche, affinché essi, prendendo cognizione di eventi passati, possano trarne indicazioni per una corrella applicazione degli insegnamenti che riceveranno e siano stimolati ad approfondire le cognizioni acquisite. E' stata posta ogni cur.1 nelle ricerche per re ndere il contenuto del volume esa uriente e completo; c iononostante sarà stato possibile incorrere in errori cd omissioni , di c ui chiedo venia , citando quel verso di MARZIALE che dice: "Ouod ,,orui feci, fw :iunl mdiora potentes". Un vivo ringraziamento a : - l'Ispe ttorato dell'Arma del Genio dell'epoca, per il particolare contributo; - J' Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, per la preziosa collaborazione storica fornita, per la cura del settore editoriale che ha consentito la stampa in elegante veste grafica; - la Scuola del Genio; - l' Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio; - l'Ufficio Promozion i della Radio Vaticana; - l'Ufficio Ca1tografico del Touring Cluh Italiano. Inoltre ringrazio vivamente: - i miei appassionati collaboratori, i Generali Giuseppe MASTROBUONO e Mario SANTAMARIA, per l'impegno posto nelle ricerche e nell'elaborazione di parti del testo; - il Maggiore Filippo CAPPELLANO, per la competente ed appassionata assistenza nella sistemazione della parte iconografica e per la ticerca delle fon6; - la Dottoressa Elisa LEONARDI, per l'attenta revisione dei testi, per la scrnpolosa verifica dei dati e per l'aiuto prestato nell'assiemamento dell'intera opera. Roma, 2001
Gen. lng. Renaio D'Ascia
PRIMA PARTE
11 riordinamento ed il rinnovamento dell'Arma del Genio da11a fine de11a prima guerra mondiale alla vigilia della Campagna in Africa Orientale. ( I 918 - l 935)
CAPITOLO
I
IL RIORDINAMENTO DELL'ARMA DEL GENIO NEL QUADRO DEL RIASSETTO POST-BELLICO DELLE FORZE ARMATE
"I.
Premessa
2.
T problemi ordinativi deJl ' immediato dopoguerra: gli ordinamenti provviso1i Albricci (1919) e Bonomi ( 1920)
3.
L'ordinamento Diaz ( 1923)
4.
L'ordinamento Mussolini (1926)
5.
L'ordinamento del 1934
6.
L'ordinamento nelle Colonie e dei Servizi del Genio
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Cap. I - Il riordi11ame1110 tfplf'Arma del (ìenio 11ef quadro drd riassalto post-bellico delle Forze Armate
1. PRf,MESSA Nell'iniziare l'esame della evoluz ione ord inativa de l Ge nio appare opportuno ri epilogare la situazione organica dell ' Arma alla fine del conflitto. I : accresciuta potenza de i mezzi di offesa e lo svi luppo delle opere di difesa, indispe nsabili per l' alluazione di piani operativi impostati s u situazioni tattiche prevalente mente ancorate a l terreno, avevano reso necessario , confl itto durante, un continuo inc remento de l le forze impegnate sui vari scacchie ri. Questo fe no meno raggiunse li velli imponenti pe r il Geni o che dovette so ppe rire alle crescent i necessità di intervento moltiplicando il numero e la forza de i reparti de lle specialità esisl"enti e creandone di nuove, oltre ad adeg uare le proprie strutture di comando alla maggiore quantità de lle Grandi lJnitù operanti. 'l'ale situazio ne. del tutto dive rsa rispe tto al passalo, che a veva visto il Ge nio no rmalme nte impegnato ne l comhat.timenlo con formazioni aus iliarie di scarsa consi stenza, mu ni te di m odesti mezzi, ri sulla evidente se si confronta la struttura o rga nica dell'Arma a ll ' inizio delle ostilità e quella ragg iunta a ll a fine de lla g ue rra. Gli s pecchi sino ttic i dell e pagine seguenti riportano tal e confronto ri fe re ndolo. r ispetti va me ntc: • ai Comand i e S ervi7.i del Ucnio presso il Comando S upre mo (specchio A); • ai Comandi e Se rv iz i de l Ge nio presso le Grandi Uni1"/'1 (specchio B); • ai re part i del le pri ncipali spcc i.ililft (specchio C). S PECCI 11 0 /\ : Comandi e servi7.i m:1Comando s upremo all'i nizio della guerra
alla fine de lla g uerra
- Comandante (ìcneralc del (ìcni o
come contro
- lspcnorato del servizio tclcgratico mil itare
come contro
- l)irC'zionc del Genio di !nlcndenz.a Genera le
Cl>rne cunlrn
- Parco d'assedio de l Genio su 4 reparti
-
n.4 Sci.i oni treno del Genio Dirci.ione generale de i lavori di d ifesa 11.3 Uffic i staccati dei lavori di difesa n.14 Direzioni di zona lavori di d ifesa
SPECC HIO B: Comandi e Servizi nel le Grandi Unità 1111 1.10
Comandi di Armata - Comandi Genio I 1 Avevano alle ùipcnden7.e una Sezio ne Pompieri
gue rra 4
fine guerra 8
Prima Parte - Il dopoguerra ( 1918-1934)
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- Ispettorato servizio telegrafico - Direzioni Genio di Intendenza - Direzioni di zona lavori Comandi di Corpo d'Armata - Comandi Genio - Ispettorati servi;,.io telegrafico - Direzioni Genio di Intendenza - Parchi del Genio Comandi di Divisione - Comandi del genio (incarico affidato ai Comandanti dei Battaglioni Zappatori divisionali)
4 4 4
8 8
14 14 14 14
30 30 30 30
40
74
m1z10 guen-a
lìne g uerra
-
79 236 79
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SPECCHIO C: Reparti delle specialità principali
Zappatori - Battaglioni - Compagnie con parco (autonome e di battaglione) - Sezioni ponte per fanteria - Sezioni telefoniche per fanteria e gruppi alpini - Sezioni pompieri Minatori - Battaglioni - Compagnie (autonome e di battaglione) - Sezioni per Divisione di cavalleria Telegrafisti - Compagnie - Sezioni per Divisione di cavalleria Radiotelegrafisti - Sezioni radiotelegrafiche Pontieri - Battaglioni - Compagnie (autonome e di hatlaglione) - Sezioni per Divisione di cavalleria
43
35 43 -
662 6
I
9
20
53
4
4
24 4
139 4
9
20
1 12 4
6 26 4
2 Di cui 57 trasformate poi in Compagnie telegrafisti e passate a tale specialità
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Cap. I - Il riordinamento dell'Arma del Cìenio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armate
Lagunari3 - Battaglioni - Compagnie (di battaglione) Ferrovieri - Battaglioni - Compagnie (autonome e di battaglione) - Sezioni autonome Fotoelettricisti - Battaglioni - Compagnie (autonome e di battaglione) - Stazioni (inizialmente ripartite tra le Armate) Teleferisti (specialità costituita durante la guerra) - Compagnie (di fori.a variabile) - Plotoni autonomi Motoristi (specialità costituita durante la guerra) - Compagnie - Plotoni (autonomi e di Compagnia) Lanciafiamme (specialità costituita durante la g uerra) - Compagnie - Reparto autonomo (costituito il 3 I /I 0/ I 9 I 5) Difesa antigas - Compagni a speciale (per difesa nnti gas ed impiego dei gas, costitui ta nel 1916) Colombi viaggiatori - Colombaie (personale tratto dalle Compagnie telegrafisti )
]4 3
2 8
3 6
27
J
2
-
117
7 36 1200
-
6 2
-
5 30
-
9
I
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I
I
l
65 5
-
3
I seguenti dati nume rici evidenziano sinteticamente lo sviluppo dell'Arma del Genio durante la guerra: • la forza dei repa rti mobilitati aumentò nel periodo maggio 1915 - ottobre 1917 da circa 12.000 a circa 110.000 uornjni (un nono della fanteria);
3 Nel 1918 si costituì il Reggimento Lagunari ed a settembre una Compagnia "Guide fluviali" ed una " Cuardiani e manovrai.uri idraulici", per la vigilanza degli argini in occasione delle piene. Entrambe le Compagnie dipende vano dal Comando Supremo. I Lagunari veni vano irnpiegati per trasporti di truppa e materiali in laguna e lungo i fiumi cd i canali della pianura padana e friulana, da Piacenza verso est. Inoltre costruivano pontili e passaggi sui canali e provvedevano a rinforznre gli argini. Infine aggiornavano le monografie di fiumi e canali dell ' arca sopradctta. 4 Inizialmente era il IV Battaglione del 4" Reggimenlu Genio cd era su: un Comando e 2 Compagnie Lagunmi, con una forza di 15 Ufficiali e 570 militari di truppa. 5 dotale complessivamente di 9.000 colombi
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Prima Parte - Il dopoguerra ( 1918-1934)
la stessa forza superò i 170.000 uomini nella parte combattente (un quinto della fanteria), escludendo quindi il personale delle "Compagnie e Centurie lavoratori" che, per loro conto, raggiunsero la forza complessiva massima di 110.0GO uom1m; in complesso la forza del Genio crebbe gradatamente fino al 1.250 per cento: incremento superiore di molto a quello delle altre Armi 6 .
2. I PROBLEMI ORDINATIVI DELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA: GLI ORDINAMENTI PROVVISORI ALBRICCI (1919) E RONOMJ (1920). I ,a lunga e sanguinosa gueITa appena conclusa aveva lasciato il Paese in condi zioni di notevole dissesto economico e morale, aggravato dalle incertezze della situazione politica interna e dalle esitazioni del governo nei confronti dei rapporti internazionali; fallori tutti che provocavano un ulteriore indebolimento dell'autoritù dello Stato. Jl momento non prese ntava ce1to condizioni idea li pe r impostare una nun v:-1 poli tica militare che tenesse conto della esperienza bellica e delle accresciute dimensi oni territoriali del Paese e che, contemporaneamente, affrontasse i gravissimi problemi legati alla necessit~t di portare a compl etamento la s1nobi litazionc, senza c he il rientro di migliaia di uomini nel s istema economico, in preda ad una acutissim a c ris i, producesse guasti ancor più irreparabili. Si doveva inoltre evitare che un' affrettata restituzione ali' assetto di pace del I' esercito di guerra, non accuratamente programmata, prolungasse una situazio ne di stallo oltremodo dannosa per la consislçnza morale e materiale delle rorze Annate. 2.1. L'ordinamento Albricci. Fin dal fehhraio 1919 si svilupparono studi e proposte sul nuovo assetto delle strutture militari ma, ir. assenza di concrete decisioni, il Comando Supremo fu indotto ad elaborare un ordinamento, definito "provvisorio", che il Parlamento finalmente approvò con Regio Decreto 2143 del 21.11.1919. Questo ordinamento, che prese il nome del Generale ALBRICCJ7, allora Ministro della Guerra, prevedeva l'impostazione dell'Esercito su 15 Corpi d' Armata territoriali, 30 Divisioni di fanteria quaternarie (su due Brigate con due Reggimenti
6 Questi dati e quelli dei precedenti specchi (A, B e C) sono stati desunti da: "L'arma del Genio nella grande g uerra 1915-1918" del Generale Luigi LASTRICO. 7 ALBRICCI Alberico ( 1864-1936) Generale Comandante il II Corpo d ' Armata italiano in guerra, diresse la smobilita7.ione dell'Esercito come Ministro della Guerra del governo Nitri dal 23 giugno 1919 al 13 marzo 1920.
Cap. I · Il riordinamento dell'Arma del Genio nel qu11dm dP.! ria.\'sP./lo posi-bellico delle Forze Annate
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di fanteria ciascuna) e due divisioni di cavalleria. Prendiamo ora in esame le parti del Decreto che riguardano il Genio: a) Ordinamento del Genio (art. 14 del decreto): · • Ispettorato Generale del Genio, • 15 Comandi Ge nio di Corpo d'Armala, • 15 Reggimenti Genio misti di Corpo d'Armala su 3 Battaglioni con deposito: I Battaglione Zappatori, 1 Battaglione Telegrafisti, 1 Battaglione Radiotelegrafisti, • 1 Reggimento minatori su 5 Battaglioni ed un deposito, • 1 Reggimento radiotelegrafisti su 5 Battaglioni cd un deposito, • l Reggimento ferrovieri su 4 Battaglioni ed un deposito • I Reggime nto pontieri e lagunari su 4 Battaglioni ed un deposito, • 15 Direzioni Lavori del genio (una per Corpo d'Armata) con Sottodirezioni in numero variabile, • I Officina Costruzioni. b) O,~~an.im degli l!f/ìciali del Genio (art. 15 del decreto): • I Maggiore Generale addetto all ' Ispettorato Generale, • 8 Maggiori Generali o Brigadieri Generali Coma ndanti del genio di Corpo d' Armata, • 28 Colonnelli , di cui 7 Comandanti del Geni o di Corpo d'A nnata, • 45 Te ne nti Colonnelli, • 68 Maggiori, • 367 Capitani, • 520 Te ne nti e Sottotenentj (fino alla concorrenza di 1/4 sostituibili con Ufficiali di Compleme nto). per un totale di 1.037 Ufficiali (escluso l'Ispettore Generale del Genio). ] ,' Ordinamento prevedeva anche, tra i "personali vari" i seguenti: e) Ragionieri Geometri del genio (arll. 48 e 49 del Decreto) • Un Ragioniere Geometra superiore, • 29 Ragionie1i Geometri capi, • 190 Ragionieri Geometri, per un totale di 220. cl) Capi Tecnici di Artiglieria e del Genio (artt. 52 e 53)8 • 15 Capi Tecnici capi, • 40 P1imi Capi Tecnici , • 98 Capi Tecnici erano previsti anche n.304 Assistenti del Genio (art. 57). Rispetto ali' ordinamento prebellico 1' ordì namento A lbri cci presentava le scguen-
8 Non è specificata la riparti zione di lale personale Lra Arliglicria e Genio
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Prima Parte - Il dopoguerra (1918-/934)
ti novità per il Genio: • la creazione dei Comandi Genio di Corpo d'Annata; • la costituzione dei Reggimenti misti Genio di Corpo d ' Armata in sostituzione dei Reggimenti delle stesse specialità, i cui repatti erano assegnati alle varie Grandi Unità secondo le esigenze; • la costituzione di un Reggimento specialisti; • la trasformazione in Reggimento del Battaglione radiotelegrafisti. In sostanza, come per le altre Armi, anche per il Genio le nuove strutture erano impostale sulla necessità di ampliamento, derivante dall'incremento del territorio nazionale, ottenuto accrescendone il numero ma rendendo più snelle le Grandi Unità mediante il decentramento di reparti e servizi a livello di Corpo d'Armata; venivano soppresse, inoltre, le unità ritenute non indispensabili fin dal tempo di pace. Tutto ciò in linea con le esigenze primarie di limitare gli oneri finanziari e di definire un punto di arrivo per il completamento della smobilitazione. Ma il perdurare della critica situazione economica del Paese e le sempre più incerte posizioni del governo nei confronti della politica interna, imposero ulteriori riduzioni degli stanziamenti del bilancio statale destinali alle Forze Armate, per le quali fu predisposto un ridimensionamento ad nn livello inferiore a que llo prebellico.
2.2. L'ordinamento Bonomi. A. pochi mesi di distanza dall'entrata in vigore dell'ordinamento ALBRICCl, ancora ben lontano dall'essere completato, con il Regi o Decreto legge 45 I del 20.4. 1920 fu approvato l'ordinamento B0NOMl9, definito anch'esso "provvisorio", il quale, in sintesi, riduceva la forza bilanciata portando da 15 a IO i Corpi d' Armata e, di conseguenza, anche il personale in servizio effettivo. L'ordinamento Bonomi, non legato a vere esigenze operative ed addestrati ve, ma sopratutto a ragioni ec.:onomiche, vide la luce nel momento e nei modi meno opportuni per una serena valutazione dei suoi effetti. Ciò per i seguenti motivi: • entrò in vigore prima che fosse completata l'attuazione dell 'ordinamento Albricci, emanato appena cinque mesi prima, con evidenti conseguenze di disordine sul piano organizzativo; • fu approvato dopo soli 38 giorni dall'insediamento di un civile nella carica di ministro della Guerra, in passato sempre affidata ad un militare;
9 Dal nome del Ministro della Guerra, succeduto al generale Albricci , On. lvanoe llONOMI, che ricoprì tale incarico dal l 4 marzo al 2 1 magg io 1920 ed una seconda volta d al I 6 giugno 1920 al 2 aprile 1921.
Cap. I - Il riordi11ame1110 dell'Arma del Genio nel quadro del ria.uP.lto pml-hellù:o delle Forze Armale
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• presentava massicce riduzioni di organico, contemporaneamente ad altri provvedimenti che decretavano il collocamento a 1iposo, sia pure con particolari gratificazioni economiche, di circa seimila Ufficiali effettivi, reduci dalla guerra. Per quanto riguarda il Genio sostanziali furono i mutamenti: • ai Radiotelegrafisti del Genio venne affidata la gestione dei collegamenti dei Comandi a livello superiore al Reggimento e di quelli speciali (antiaereo, aerologico, idrometrico, radiogoniometrico e delle intercettazioni). Agli specialisti rt delle altre Armi fu affidato il compito di collegare i Coma9di inferiori a quello di Reggimento; • venne fatta menzione di "stabilimenti del Genio", che configuravano per la prima volta l'assetto di un vero e proprio Servizio Tecnico del Genio; • venne abolito, come per altre Armi, l'incarico di Ispettore generale e sostituito con quello di Generale (di Divisione) a disposizione del Capo di SME per ispezioni. La slrutlura del Genio risultò la seguente: a) Ordinamento del Genio {art. 18 del Decreto): • Generale di Divisione a disposizione per ispezioni; • I O Comandi Genio di Corpo d'Armata; • I OBattaglioni zappatori su 3 Compagnie; • I O Battaglioni telegrafisti su: 3 Compagnie, una Sezione co]omhofili, una Sezione fotoeletlricisti; • 1 Reggimento minatori su 5 Battaglioni ed un deposito; • 1 Reggimento radiotelegrafisti su 3 Battaglioni ed un deposito; • 1 Reggimento pontieri e lagunari su 2 - 3 Battaglioni ed un deposito; • 1 Reggimento ferrovieri su 2 - 3 Battaglioni ed un deposito; • 10 Direzioni Lavori del genio con Sottodirezioni in numero variabile in relazione alle esigenze; • Stabilimenti del Genio - Istituto Centrale di radiotelegrafia ed elettrotecnica - Officina radiotelegrafica ed elettrotecniea10 - Laboratorio pirotecnico e di studi chimici - Officina di costruzioni
10 Nell'immediato dopoguerra l 'Officina era stata incaricala di racrngliere, riordinare ed aggiornare tutto il materiale delle trasmissioni esistente. Negli anni seguenti, Ira il 1922 ed il 1926, studiò e realizzò nuovi tipi di apparati, tra i quali: V 1, V 1 bis, V 1 ter; R.I, R2, R4, R5, RF2, ad onde corte; posti riceventi per l'ascolto da aeromobili in volo: RA 1 e RA2; posti d'intercettazione: Rll e Rl2 ; radiogoniometro portatile GM33 ed autotrasportato GM33 RGA.
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Prima Parie - Il dopoguerra (1 918-/934)
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b) Organico degli Ufficiali del Genio (art 19 del Decreto) • 1 Generale del Genio a disposizione per ispezioni, • 5 Generali di Divisione o di Brigata Comandanti del genio di Corpo d'Armata, • 27 Colonnelli, • 41 Tenenti Colonnelli, • 67 Maggiori, • 268 Capitani, • 392 Tenenti e Sottotenenti (fino alla conconenza di I/4 sostituibili con Ufficiali di Complemento), per un totale di 80 I Ufficiali. Erano inoltre previsti, tra i "personali vari" : c) Ragionieri Geometri del Gènio (artt. 55 e 56 del Decreto) • 1 Ragioniere Geometra superiore, • 28 Ragionieri Geometri capi, • 155 Ragionieri Geometri, per un totale <li 184 unità d) Capi Tecnici cli Artiglieria e del Genio (artt. 59 e 60) 11 • l5 Capi Tecnici capi,
Uniformi di ufficio/i del 4° Reggimento Genio Pontieri
I I Come per l'ordinamento J\LBRICCI non è specifirnt a la ripartiziom: di tale pe rsonale tra J\rtiglieria e Genio. ·
Cap. l - li riordinamento dell'Arma del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armale
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• 40 Primi Capi Tecnici, • 62 Capi Tecnici, • 210 Assistenti del Genio (art. 64 del Decreto). e) Riflessi dell'ordinamento sull'Arma del Genio Per l'Anna del Genio pertanto, in seguito alla diminuzione dei Corpi d' Armata, i cambiamenti del nuovo ordinamento portarono alla riduzione da 15 a I O dei relativi Comandi Genio, dei Battaglioni zappatori e telegrafisti e delle Dire:1.ioni dei Lavori. Scomparve anche il Reggimento specialisti. Tali contrazioni, insieme a quelle indicate più sopra, in un momento in cui si sviluppava nel Paese una accesa propaganda in favore del pacifismo e del disarmo, crearono un grande stato di disagio e sufficienti ragioni perché si diffondesse nell'ambiente militare la sensazione che si volesse dare inizio alla definitiva liquidazione dell'Esercito. Ciò produsse gravi conseguenze sul morale e sul dissesto ordinativo di tutta la struttura. A questo proposito é stato riprodotto, di seguito, l'originale dell'Ordine del Giorno del 31 luglio 1920, emanato dall'Ispettore Generale del Genio :-il!orn in c:1ric:1, dnl quaJc trnsparc l'amarezza cd il rammarico p er l'abolizione del prestigioso Jstit:uto. Il documento é un chi aro esempio delle condi zio-
ni morali e del malcontento che si andavano instaurando nelle Forze Armate ed il governo, resosi cont9 della situazione, si impegnò in più occasioni, sottolineando il carattere provvisorio de ll 'ordinamento BONOMI, a presentare entro la fine del 1920 un nuovo disegno di legge per un ordinamento definitivo e nominò una Commissione Parlamentare Consultiva alla quale era affidato il compito di studiare a fondo il problema. L'ordinamento BONOMI rimase tuttavia in vigore per quasi tre anni durante i quali subì varie modifiche, peraltro non sostanziali, mentre rra Stato Maggiore, Commissione Consultiva e Consiglio dell'Esercito venivano esaminati e discussi vari progetti più o meno risolutivi. Finalmente nel gennaio del 1923 ru approvato un nuovo ordinamento, che prese il nome dal Generale Armando DTAZ 12 divenuto Ministro della guerra iI 31 otlohre 1922 dopo 1' alternanza in quella carica di ben cinque parlamentari in diciotto mesi! 13
12 Il Generale Armando DIAZ, Duca della Vitt01ia, ricoprì la carica di Ministro della Guerra dal 3 I ottobre 1922 al 30 Aprile 1924. 13 Dopo !'On. BONOMI si suceedetlcro, infalli: l'On. Giulio RODINO', dal 2.4.1921 al 4.7.1921; l'On. Luigi GASPAROTTO, dal 4.7.1921 al 26.2.1922; l'On. Pietro LANZA DI SCALEA, dal 26.2.1922 all' 1.8.1 922; l'On. Marcello SOLERI, dall' 1.8.1922 al 31.10.1922
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Prima Parie - Il dopoguerra ( 1918-1934)
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1811/.ETTORATO. GEN5.RALE DE6. G~N'IO
.Òrdine· del ·Uili1 1ùf 31 1n·u1io 1920, 1
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Militari del Ge1Ùo,
'rt. JJ. 20 :ipi'.ilo 1.920 C:.o,rnralu. ,del lìc4 io jJ ']tinlo
L'.ordinamc;ÌLo prov-~i,Jllrio ~lell' Ìl;flcrcjLo sl.;\hiJil,o , dal
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Militari del Genio,
Ornn<lo
ò l':unarc;m1 mia noll':1s:iistoro al sacrificio
di qucs lo glorioso
l~lilulo. Ma o. lalo :11n nrezz:i, nel lasci:i.t·o l'l~orcilo dopo· ,J,f anni di vila i11i 11Lcrrof.ln111011Lo lrnsc;orsi trn vni, llli pqrgono r.onfot'l.o ht fiorczz;i, di avcl'\'i <:0111a11ùllti 1101 poriudn pi,) gliwio110 per lo 11u~trc anni e _ln cerlo:r.ztL eho il ricordo clc,ll o prove di val.ore o di 1::tr.rificio eh 1•oi d:,t.n por la vill.oi:iu d'llali:i rcslorit o d11ror:\ noi v ostri cuori l'.Olllc lo n11tichc lrn.d izioni dcll'Arrua a cui ispirammo l'opcrn noslr:t. · . . Porciò, nol pnrgcrvi il mio pi1'1 :iffoU,110,;o m,lul,o o nell'esprimervi I~ 111ia rimnnst:cnzn, -vi cMrf.o ac.l i:,pimr :e;o111prn .:( !aie rirs1nl<1 cd a IJtli trndi:doui ilrdi~LruLLihili l'opci-:t ,•n:,;1,ra, llÌ d:t lenor ""mJ>rn allo ml in1:011L·11ni11alo pi:r lu future '.'vcn!nm:o il pn,.,~f.igio doll'Ar111a rag1.,iu 111.,,1 o p<Wchù a l 11<.>lil.1·0 l.':•c,;l, n,sLi o;.11ora ti pnm:i.l.<1 l\1tlornv11l1111mt,n 1·1r.<111onc111lngli ·1J 1 pus:cicclcre la pili l.>olfn Arma rlol Genio,
Militari del Genio, . Sempre e 11011osl.:lllf.o tuUo i11 n.lLn cnori e /JO!llpro: Viua l'Arma del Genio I Viva l'Italia I
JJ, TENENTg GENEnAl,T·: lSPF:TTOltH <lfi:Nl~RALT~ m:r, !Jl>NIO
MARIENI.
Ordine del giorno del 31/7/1920.
Cap. I - Il riordinamento dell 'Arma del Genio nel quadro del riassello post-bellico delle Forze Armale
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3. L'ORDINAMENTO DIAZ (Decreto Legge n. 12 del 7 gennaio 1923). Nella relazione con la quale il Generale DIAZ presentava il suo ordinamento, che proponeva tra l'altro l'aumento della forza bilanciata da 175.000 a 250.000 uomini, era chiaramente espresso il concetto che "pur facendo un considerevole fondamento sul!' elemento uomo" era necessario avere "il massimo conto del valore dei mezzi meccanici e della loro pratica applicazione............. tenendo presenti le più attendibili previsioni per l'avvenire, in rapporto allo sviluppo delle scienze e delle industrie". Inoltre egli esponeva chiaramente le motivazioni sulla necessità, derivante dall'esperienza bellica, di elevare la preparazione degli Ufficiali sia di complemento che del servizio attivo permanente (S.A.P.), cd a tale proposito affermò: " ... elemento questo che non può essere improvvisato né tantomeno ora che la tallica richiede e ·richiederà una ,\pecializzazione ed un addestramento tecnico di gran lun1;a più complessi e più ampi che nel passato, e continuamente rinnovabili con le in.novazioni che si producono nei mezzi tecnici"(dispensa 3", circ. 15 del 19/1/1923). L' ordina1m:11lo sanciva, u·a l'altro, la costituzione delle scuole Centrali delle varie Armi per il perfezionamento e per l'unità di indirizzo della cultura professionale degli Ufficiali (nota 6 di pag. 55 della circolare predeua). li progetto presentato poneva dunque in evidenza una lungimirante visione dello sviluppo futuro di una politica militare moderna ed inoltre, pur tenendo in considerazione le esigenze di natura politica ed economica, ancora pressanti, formulava comunque una sistemazione ordinativa che ponesse fine al disorientamento in atto e costituisse uno strumento idoneo per "eliminare le incertezze ed uscire dalla stasi dannosa e pericolosa che logora le forze e spegne ogni atlività e rendimento" . In linea con tali premesse il nuovo ordinamento lasciava immutato il numero delle Grandi Unità ma ne modificava la struttura interna, potenziandone i mezzi ed il personale ed impostando l'organizzazione dei Comandi in funzione di un rapido ed efficace passaggio dalla situazione di pace a quella di guerra. Particolare attenzione era inoltre dedicata al reclutamento ed alla formazione professionale dei quadri Ufficiali e Sottufficiali, innovando e completando la struttura degli istituti di formazione esistenti. Venivano così ordinati: Collegi Militari; scuole per il reclutamento di Ufficiali effettivi, di complemento e di Sottufficiali; scuole centrali ed istituti superiori di cultura militare per il perfezionamento professionale e la specializzazione degli Ufficiali delle varie Armi e Corpi. L'ordinamento Diaz del 1923, che fu tenuto a fondamento per i successivi, nel delineare una nuova intelaiatura della Forza Armata, adeguò la composizione ed i compiti delle varie Scuole di fonnazione dei Quadri alle esi-
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!'rima !'urie - Il dopoguerra ( 1918-1934)
genze di un Esercito moderno, al passo con l'evoluzione scientifica e tecnologica della nazione. L' Arma del Genio assumeva, dunque, la seguenle fisionomia: a) Struttura dell'Arma del Genio (arl. l 6 del decreto): • 10 Comandi Genio di Corpo d'Armata, • I O Raggruppamenli Genio di Corpo d'Armata su: Comando - I Battaglione zappatori-rninalori (su tre Compagnie) - 1 Battaglione telegrafisti - un Deposilo • I Reggimenlo radiotelegrafisti su: Comando - 5 Battaglioni radiotelegrafi sli - Deposito, • I Reggimenlo pontieri-lagunari su: Comando - 3 Battaglioni pontieri un Bauaglione lagunari - Deposito, • l Reggimento ferrovieri su: Comando - 2 Battaglioni ferrovieri - un Gruppo di esercizio linee - Deposito, • l Direzione Superiore delle costruzioni del Genio, • 10 Direzioni del Genio con Sottodirezioni, • I Istituto Militare di radiotelegrafia ed elettrotecnica, • 1 Officina radi otelegrafica ed eleltrotecnic:1, • I Officina di costru zioni. b) Organico degli Ufficiali Superiori cd Inferiori (art. 17): • 33 ColonnelJi , • 44 Tenenti Colonnelli, • 66 Maggiori, • 292 Capitani, • 487 Tenenti e Sottotenenti, per-un lolale di 922 Ufficiali. Con un successivo Decreto vennero derinilì come appresso gli Ufficiali Generali 1' 1: e) Ufficiali Generali del genio: • I Generale di Corpo d'Armata o Divisione a disposizione per l'Arma del Geniol5, • 1 Generale di Brigata addetto ali ' Ufficio del Generale a disposizione per l'Arma del Genio, • 1 Generale di Divisione o di Brigata Direttore Superiore delle costruzioni del Genio 16,
14 Regio Decreto del 21.1.1923 - Circ. 44 G.M. 1923 15 Ha alle dipendenze l'Istituto di radiotelegrafia ed elettrotecnica e le due Ollicine 16 Ha alle dipendenze le strutture del Servizio lavori del Genio
Cap. I - Il riordinamento dell'Anna del Genio nel quadro del riasse/lo post-hellù:o delle Forze Annate
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• 5 Generali di Brigata Comandanti del genio di Corpo d'Armata. d) • • • • • • • • • • •
Personale tecnico civile del Genio (art. 48 - 53 - 59) l Direttore Tecnico dell'istituto di radiotelegrafia ed elettrotecnica, 2 ingegneri elettricisti o professori di fisica, 2 dottori in chimica, l Ragioniere-geometra superiore del Genio, 46 primi Ragionieri-geometri del Genio, Il O Ragionieri-geometri del Genio, IO Capi Tecnici di Artiglieria e Genio capi officina 17 30 Primi Capi tecnici di A1tiglieria e Genio (cfr. nota 14), 77 Capi Tecnici di Artiglieria e Genio (cfr. nota 14), 36 Disegnatori Capi tecnici di Artiglieria e Genio (cfr. nota 14), 75 Disegnatori tecnici di Artiglieria e Genio (cfr. nota 14), • 80 Primi assistenti del genio Militare, • 120 Assistenti del genio Militare.
e) Riflessi dell 'ordinamento sull'Arma del Gen io Le principali novità dell 'ordinamento DJAZ per il Genio erano dunque: • trasformazione dei Reggimenti misti elci Genio in Raggruppamenti Genio di Corpo d' Armata, costituiti eia Battaglioni zappatori, minatori e telegrafisti; • un Battaglione pontieri in più nel reggimento pontieri e lagunari; • trasformazione del Reggimento Ferrovieri in Raggruppamento Ferrovieri cd aumento di un Gruppo esercizio linee; La costituzione elci Raggruppamenti rappresentava una importante innovazione perché poneva fin dal tempo di pace alle dirette dipendenze dei Comandi di Corpo d'Armata le specialità dell'Arma destinate ad operare, in guerra, nell'ambito di ciascuna grande Unità, con evidenti vantaggi di carattere ordinativo ed addestrativo. L'ordinamento DTAZ rimase in vigore fino al marzo del 1926 ma subì diverse aggiunte e varianti Le seguenti interessavano direttamente l'Arma del genio: • istituzione della Scuola centrale del Genio e della Accademia Militare di Artiglieria e Genio con sedi rispettivamente a Manziana e Torino,1 8 • soppressione delle Sottodirezioni del Genio, ad eccezione di quella di Cagliari, 1'J
17 Non è specificata la suddivisione di tale personale tra Artiglieria e Genio 18 Regio decreto n.1 80 - circ. 77 - 25. 1.1923 G.M. 1923 I9 Regio Decreto n.181 - circ. 78 - 25.1.1923 G.M. 1923
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Prima Parte - Il dopoguerra (1918-1934)
• riorganizzazione delle sedi delle Direzioni Lavori del Genio e delle Sezioni Staccate dipendenti dalle Direzioni stesse, come appresso:20 -Direzione di Torino: -Direzione di Milano: -Direzione di Verona: -Direzione di Bologna: -Direzione di Trieste: -Direzione di Firenze: -Direzione di Roma: -Dire;,,ione di Napoli: -Direzione di Bari: -Direzione di Palermo: -Sottodirez. di Cagliari:
Sezioni di Alessandria e Cuneo; Sezioni di Brescia, Novara ed Ivrea; Sezioni di Trento, Padova e Bolzano Sezioni di Belluno, Modena, Ravenna, Treviso e Gemona Sezioni di Udine, Pola e Gorizia; Sezioni di Genova, Piacenza, Parma, Savona e La Spezia Sezioni di Livorno e Perugia; Sezioni di Catanzaro, Salerno, Caserta e Fontana Liri; Sezioni di Ancona, Taranto e Chieti; Sezioni di Messina e Siracusa; Sezioni di Sassari e La Maddalena.
• soppressione della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio dall ' l. l l .1924 e conseguente istituzione di corsi straordinari per Ufficiali effeuivi presso l'Accademia Militare di Artigl ieria e Genio;2 1 • distacco del Servizio del Genio dall a Direzione Generale di A11iglieria, Genio e Automobilismo presso il Ministero della Guerra e costituzione di una Direzione Generale del Genio autonoma così fonnata22 -Ufficio Coordinamento e collegamento, -Divisione materiali e lavori del Genio Militare, -Divisione demanio. • soppressione della Direzione Superiore delle Costruzioni del Genio le cui attribuzioni passavano all'Ufficio del Generale a disposizione per l'Arma del genio. Alle sue dipendenze veniva costituito un Reparto Progetti, per le costruzioni militari in genere, rettò. da un ufficiale generale. Furono trasferiti alla Amministrazione dei lavori Pubblici la progettazione, 1' esecuzione, la contabilità ed il collaudo dei lavori per nuove costruzioni di caserme ed edifici militari in genere, le perizie per permute, acquisto ed esproprio di immobili militari e le relative prati-
20 Decr. Ministe1iale 15.2.1923 circ.85 G.M. 1923 2 1 Deerelo Ministeriale 14.10.1924 - G.M. 1924 cire. 589 22 Deerelo Ministeriale 26.11.1924 - eirc. 671 e Decreto Ministeriale 14.8.1925 - G.M. 1925 circ. 421
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che di contenzioso. Questi provvedimenti avevano decon-enza dal I luglio 192623. Di conseguenza dal l O luglio 1926 il Genio militare provvide, tramite gli Uffici Fortificazione dei Comandi Genio di Corpo d'Armata, ai lavori di manutenzione dei fabbricati e degli impianti militari e, per quanto riguardava le nuove costruzioni, esclusivamente alle opere di difesa, dato il carattere riservato delle stesse. Il Capo Ufficio Fortificazione dei Comandi Genio di Corpo d'Armata sovraintendeva a: • servizio rifornimento dei materiali del Genio; • redazione dei progetti ed esecuzione dei relativi lavori attinenti alla difesa del territorio (fortificazioni, strade militari, depositi, stabilimenti, laboratori , poligoni); • manutenzione, miglioramento e trasformazione degli immobili; • gestione demaniale e liquidazione dei danni causati dalle esercitazioni, dal1e manovre e dai tiri. 0
Sotto la stessa data un ufficiale Generale del Genio ~ntrò a far patte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.24 Con Regio Decreto 7 marzo J 926 n.409 venne crealo un Comitato Superiore Tecnico per i servizi militari elettrici e delle comunicazioni elettriche, che aveva il compito di coordinare gli studi e le esperi enze di interesse delle tre Forze Armate. Le varianti suddette completavano le innovazioni apportate alla struttura dell'Esercito dall'ordinamento D1AZ originario e, come si é visto, riguardavano anche gli organi centrali del]' Arma e quelli del servizio lavori; il tutto nel quadro del riassetto generale delle Forze Armate, i cui problemi, pur non chiai;ti ed approfonditi a sufficienza, vennero tuttavia discussi nel tentativo, ancora incerto, di impostare una linea politica proiettata verso una concreta visione nuova e moderna della struttura militare del Paese.
23 Legge 15 ollobre 1925 n.1934 24 Regio Decreto Legge 1934 del 15.10.1925 - cin.:. 593 G.M. 1925 e Regio Oecrelu Legge 1935 del 15.10.1925 e ire. 594 G.M. 1925
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4 - L'ORDINAMENTO MUSSOLINI (1926) 114 Aprile 1925 il Capo del governo, On. Benito MUSSOLINI, 25 assunse la carica di ministro della Guerra e venne promulgata la legge sulla "Organizzazione della Nazione per la guerra" 26. Le norme di questo dispositivo legislativo, fondate sul concetto di "mobilitazione nazionale", stabilivano che, in caso <li guerra, fosse prevista oltre alla mobilitazione delle Forze Armate dello Stato, anche la "mobilitazione civile" che consisteva nella trasforrnazione in organizzazione di gue1Ta <li tutte le attività nazionali. L'ordinamento Mussolini souolineò con chiarezza la necessità che l'efficienza operativa dell'Esercito dovesse essere strettamente legata a tre fattori fondamentali: quadri, truppe, materiali. Dal canto loro i massimi esponenti politico-militari in carica (Generale Pietro Gazzcra, Ministro della Guerra e Generale Alberto Bonzani, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito), avvertendo la necessità di ammodernamento delle armi e dei mezzi tecnici delle unità dell'esercito, promossero studi, ricerche e spcrimenta;,.ioni. Ne conseguirono aggiornamenti delle struUure e dei programmi degli Istituti d'istruzione. L'attuazione pratica dell'ordinamento DIJ\Z aveva int:into rivelato alcune difficoltà. di carattere organiaativo che derivavano dalla diversa struttura della Divisione di fanteria del tempo di pace (quaternaria, cioè su quattro Reggimenti di fanteria) da yuella del tempo di guerra (ternaria, cioè su ere Reggimenti). Operazioni complesse all'atto della mobilita zione e rottura de.Ila coesione morale ed addestrativa raggiunta nel tempo di pace, conseguenti al passaggio da una struttura all'altra, costituivano elementi negativi che potevano compromettere l'efficienza tattica delJa Grande Unità fondamentale dell'Esercito proprio nel delicato momento dell'inizio delle ostilità. Lo Stato Maggiore aveva pertank) già espresso il parere che fosse opportuno adottare unicamente la formazione ternaria, più snella e di più facile complctamento all 'atto del l'emergenza. Contemporaneamente alla legge sulla organizzazione della Nazione per la guerra erano state emanate numerose disposizioni per il potenziamento e la riorganizzazione delle Forze Armate. Esse culminarono nella approvazione di un nuovo ordinamento che prese il nome di "Ordinamento Mussolini". In esso veniva adottata la formazione ternaria della Divisione di Fanteria con conseguente ridimensionamento delle strutture organiche e di Comando e, Fra le altre disposizioni, pur rimanendo confermata in diciotto mesi la dura-
25 L'On. 11enito MUSSOLINI, già Capo del (ìoverno, fu contemporaneamente Ministro della Guerra "ad interim" dal 4 aprile 1925 al 3 gennaio 1926 e, come titolare, dal 4 gennaio 1926 al 12 se1tcmbre 1929. 26 Legge 11. 969 dell' 8 giugno 1925.
Cap. I - Il rio1di11a111e11w dell'Arma del Genio nel quadro del rias,1·ello posr-bellico delle Forze Annate
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ta della ferma, ne era concessa la ridu zione a sei mesi per le reclute in particolari condizioni di famiglia. In tal modo si otteneva nell'anno una variabililà del contingente alle armi che diventava più elastico ed economico. Anche questo ordinamento durante la sua attua,.ione subì numerose aggiunte e varianti. Nel 1929 fu pubblicato il testo dell'originaiia Legge 396, coordinato con tutte le modifiche ed aggiornato al 31 agosto 192927. Nell'esame della nuova struttura organica prevista per l' Arma del genio, qui di seguilo dportata, é stato tenuto presente il suddetto testo aggiornato (att. 2 1): a) Organi costitutivi dell'Anna: • Ispettorato del genio con un Generale di Corpo d ' Armata (o di Di visione) Ispellore ed un Gen erale di Brigata addetto; • 11 Comandi Genio di Corpo d 'Armata più 1 Comando Genio della Sicilia ed I Comando Genio deJla Sardegna (ciascun Comando aveva alle dipendenze un Ufficio Fortificazioni); • 11 Reggimenti Genio di C011Jo d ' Armata, su 2 Battag lioni zappatori ed !! no teleg rafisti; • I R eggi me nto Genio mi sto per i nuovi Comandi di Sicilia e Sardegna, assimil ati a Comandi di Corpo d 'Armata (il primo) e di Oi visione (il secondo); • 2 Reggi me nti Radiotelegrafi sti 28; • I Regg ime nto Pontieri L agunari (cfr. nota 28) ; • l Reggime nto Ferro vie ri (cfr. nota 28); • 1 Gruppo Aerosti eri su: Coma ndo, due Compagnie aerostieri , una Compagnia fotografi , un Depos ito; • Servizio degli Speciali sti del ge nio, costituito da: -Direzione Superiore ciel Serv izio, - Istituto Militare di Radiote legrafia ed Elettrotecnica, -Officina Radiotelegrafica ed E lettrotecnica, -Officina di Costruzio ni del Genio Militare, -Centri di Studi del Genio in numero e specie stabiliti in rela,,ione a lle esigen ze del Servi,.io. Con successivi decreti legge veniva fi ssata la composizione della Direzione Superiore cd il numero dei Centri Studio, come segue: • Direzione Superiore del Servizio Specialisti del Genio (Regio Decreto
27 "Testo della legge 11 marzo 192(i n ..196 sull 'Ordinamento del R. Eserc ito aggiornato e coordi nato con le varianti. aggiunte e modifiche contenute nelle successive di sposizio ni di legge fi no al 1 1 agosto 1929 - M iniste ro della Guerra Gabinetto - Tipolitografia del Comando del Corpo di S.M. 1929" 28 Di composizione organ ica va1iabile per c iast.:un reparto. come dcsc1·itto di seguito
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Prima Parte - Il dopoguerra (1918-1934)
Legge 2122 del 16.12.1926 - Circ. 16 - G.M. 1927 - convertito in Legge 22 novembre 1928, n.2781 ), alle cui dipendenze passarono sia l'Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica che l'Istituto Militare di Radiotelegrafia cd Elettrotecnica. All'Officina furono affidati tanto l'allestimento di apparati e complessi radio-elettrici quanto il settore degli studi e delle sperimentazioni. L'Officina poteva anche avvalersi del contributo dell'industria privata. Alla Direzione Superiore erano destinati sessanta Ufficiali29: · - 1 Tenente Generale (o Maggior Generale) del Genio, Direttore Superiore; - I Maggiore Generale del Genio, addetto; - 3 Colonne11i del Genio, Direttori Principali; - 18 Colonnelli o Tenenti Colonnelli del Genio (non più <li 16 se Tenenti Colonne11i), Direttori Capi servizio e insegnanti; - 37 Tenenti Colonnelli, Maggiori o Capitani del genio, Vice Direttori, Capi Sezione, insegnanti, addetti; • Centri Studio del genio e loro sedi (Regio Decreto Legge 1433 del 23.7.1927 - Circ. 526 - G.M. 1927): - Centro <li studio delle specialità zappatori, minatori , teleferisti, pontieri e lagunari - sede a Pavia presso l'Officina del Genio Militare; - Centro di studio delle specialità telegrafisti e radiotelegrafisti - sede in Roma presso l'Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica; - Centro di studio delle specialità ferrovieri - sede in Torino presso Reggimento ferrovieri del Genio; · - Centro di studio della specialità aerostieri - sede in Roma presso il Grnppo Aerostieri. b) Organico degli Ufficiali del Genio (art. 22 del D.L.):
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14 Ufficiali Generali30, 44 Colonne11i, 135 Tenenti Colonnelli, 113 Maggiori, 424 Capitani, 336 Tenenti e Sottotenenti, per un totale di 1.066 Ufficiali.
c) Personale civile (legge n.400 dcll' 11.3.1926 - suppi. n. l - G.M. 1926):
29 Ne potevano far parte Ufficiali effettivi dei corsi regolari dell ' Accademi,ùli Artiglieria e Genio e della Scuola di Applicazione ovvero in possesso di laurea in ingegneria. 30 Compresi l'lspellore dell'Arma del Genio ed il suo Generale Addetto.
Cap. I - Il riordinamento dell'Arma del Genio nd quudm del riassetto post-bellico delle Forze Amwle
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• 1 ingegnere elettrotecnico Direttore Tecnico dell'Istituto di radioLe1egraria ed elettrotecnica, • 2 ingegneri elettrotecnici o professori di fisica o chimica, • 100 Capi tecnici di Artiglieria e Genio: - 11 Capi Officina, - 29 primi capi tecnici, - 60 capi tecnici e capi aggiunti. • 94 disegnatori tecnici di Artiglieria e Genio - 12 Capi disegnatori tecnici principali, - 30 Capi disegnalori tecnici, - 52 disegnatori Lecnici e disegnatori tecnici aggiunti. Le trasformazioni operate da11' ordinamento Mussolini portarono alla soppressione deJla specialità Fotoelettricisti, passata all'Artiglieria e delle Direzioni Genio, sostituite dagli Uffici Fortificazione dei Comandi Genio di Corpo d' Annata. d) Ordinamento de i Reparti del Genio T Reggime nti Genio costitu iti per e fTetto del nuovo ord inamento furono i seguenti ::11 - I O Reggimento Genio - sede: Vercelli Motto araldico: "Studio, opere, virtutc". Fu costituito il 15 Novembre 1926 con reparti del I 0 , 2°, 7° e I 0° Raggruppamento Genio più due co lombaie mobili, con I.a seguente formazione. • Comando • un Battaglione zappatori-minatmi (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti (su 4 Compagnie) • un Battaglione teleferisti (su 2 Compagnie) • un deposito e 5 colombaie Fino al l O gennaio 1930 non subì modifiche organiche. - 2° Reggimento Genio - sede: Casale Monfenato Motto araldico: "Per omnia asperrima". Fu costituito il 23 agosto 1926 con reparti del 1 ° Raggruppamento Genio con la seguente formazione: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti (su 4 Compagnie)
3! Il molto araldico fu concesso ai Rcggimenli con Regio Decreto Legge 24.3.1932 n. 393.
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/'rima Parte - li dopogunm ( /91 8-1934)
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• un Battaglione teleferisti (su 3 Compagnie) • un deposito e 6 colombaie li 2 gennaio 1928 il Reggimenlo cedette ali' I I O Reggimento, di nuova costituzione, una Compagnia zappatori-minatori che ricostituì sciogliendo una Compagnia teleferisti. - 3° Reggimento Genio - sede: Pavia Motto araldico: "Nihil nobis obstaculum". Fu costituito il 29 agosto 1926 con reparti del 2° Raggruppamento Genio, con la seguente formazione: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegralisti (su 4 Compagnie) • un deposito e due colombaie Fino al gennaio 1930 non subì modifiche organiche.
- 4n Reggimento Genio - sede: Verona Motto araldico: "Ad ogni costo". Fu costituito il 29 agosto 1926 con reparli del 3° Raggruppamento Genio, con la seguente formazione: • Comando • un Baltaglione zappatori-minatori (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegrafi sti (su 4 Compagnie) • un Battaglione teleferisti (su 3 Compagnie) • un deposito e 3 colombaie li 2 gennaio 1928 il Reggimento cedette all' 11 ° Reggimento, di nuova costituzione, una Compagnia telegrafisti ed una colombaia. La Compagnia telegrafisti fu ricostituita alla stessa data con una Compagnia teleferisti. Nel 1929 il Reggimento costituì due nuove colombaie. - 5° Reggimento Genio - sede: Baune (Trieste) Motto araldico: "Impervia cedant". Fu costituito il 29 agosto J926 con repar1i del 5° e del 9° Raggruppamento Genio con la seguente formazione: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti (su 4 Compagnie) • un Batlaglione teleferisti (su 2 Compagnie) • un deposito e 5 colombaie Il 2 gennaio 1928 il Reggimento cedeue ali' 11 ° Reggimento, di nuova costituzione, il Battaglione teleferisti, una Compagnia telegrafisti e due colombaie.
Cap. 1 - Il riordinamento dell'Anna del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Annate
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Il 15 marzo 1929 ce<lelle all' 11 ° Reggimento un'altra colombaia. - 6° Reggimento Genio - sede: Bologna Motto araldico: "Per aspra via ad aspra meta". Fu costituito il 25 agosto 1926 con reparti del 4 ° e del 9° Raggruppamento Genio con la seguente formazione: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 4 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti (su 4 Compagnie) • un deposito e due colombaie TI 3 gennaio I 928 il Reggimento cedette ali' 11 Reggimento, di nuova costituzione, una Compagnia zappatori-minatori ed una Compagnia telegrafisti. - 7° Reggimenlo Genio - sede: Firenze Motto araldico: "Labor omnia vincit''. Fu costituito il 29 agosto 1926 con reparti del 6° Raggruppamento Genio, con la seguente formazione: • Comando • un Baltaglione zappatori-minatori (su 3 Compagnie) • un Ball.aglione Lelegraf'isti (su 3 Compagnie) • un deposito e 3 colombaie Il I O luglio 1929 una colomba-ia passò alle dipendenze dell' ll 0 Reggimento Genio. - 8° Reggimento Genio - sede: Roma Motto araldico: "Avanti é la vita". Fu costituito I' 11 marzo 1926 con reparti del 7° Raggruppamento Genio e, dopo la cessione di alcuni di essi ad altri reparli in f'ormazione, assunse la seguente struttura: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 3 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti ( su 3 Compagnie) • un deposito ed una colombaia Fino al I O gennaio 1930 non subì modifiche organiche. - 9° Reggimento Genio - sede: Trani Motto araldico: "Col senno e con la mano" Fu costituito I'] 1 marzo 1926 con reparti del 9° Raggruppamento Genio assumendo la seguente formazione: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su '.1 Compagnie)
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• un Battaglione telegrafisti ( su 3 Compagnie) • un deposito e due colombaie Fino al I O gennaio 1930 non suhì modifiche organiche. - 10° Reggimento Genio - sede: S. Maria Capua Vetere Motto araldico: "Ardua virtutem nostram excitant". Fu costituito l' 11 marzo 1926 con reparti dell' 8° Raggruppamento Gen io e, dopo la cessione di alcuni di essi ad altri reparti in formazione , il 29 agosto 1926 assumeva la seguente struttura: • Comando • un Battaglione zappatori-minatori (su 3 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti ( su 3 Compagnie) • un deposito e 3 colombaie · Fino al 1° gennaio 1930 non subì modi riche organiche. - 11 ° Reggimento Genio - sede: Udine Motto araldico: " Peritu.s et audax". Fu costituito il 1° marzo I 926 con repa11i ceduti dal 2°, 4°. 5". 6°. 7° Reggimento cd assunse la seguente formazione · • Comando • un Battaglione zappatori-minatori ( su 3 Compagnie) • un Battaglione telegrafisti (su 3 Compagnie) • un deposito, 3 colombaie cd un reparto trasporti. Fino al l O gennaio 1930 non subì modifiche organiche.
- Reggimento Ferrovieri - sede: Torino Motto araldico: "Fervidis mtis -a d metam". Prese tale denominazione I' 11 marzo 1926 mutando la precedente di Reggimento Genio Ferrovieri ed assumendo la fonm.1i'.ione segue nt e: • Comando • due Battaglioni di lavoro (6 Compagnie in totale) • un Gruppo di esercizio composto da: - 1° Sezione: Chivasso ~ Aosta - 2° Sezione: Bolzano - Merano - Malles • un deposito reggimentale a Torino • un deposito succursale a Treviso (sede del II Battaglione) Fino al 1° gennaio 1930 non subì modi ricazioni organiche. - Reggimento Pontieri-Lagunari - sede: Piacenza Motto araldico: "Per ogni ponte una superba sfida" Con questa denominazione il I O dicembre 1926 il Reggimento Pontieri e Lagunari assunse la seguente formazione:
Cap. I - Il riordinamenro del/'/\rma del Genio nel quadro del riassetro po.w-/Jellico delle Forze Armale
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• Comando, deposito cd autodrappello con sede a Piacenza, • I Battaglione pontieri ( l /\ e 2/\ Compagni a pontieri) con sede a Piace nza, • TT Battaglione pontieri(}/\ e 4/\ Compagnia ponlieri ) con sede a Verona, • JTT Battaglione pontieri (51\ e 6/\ Compagnia pontieri) con sede a Piacenza, • IV B attaglione ponlieri (7/\ e 8A Compagnia) con sede a Roma, • Baltaglione lagunari ( I /\ e 2/\ Compagnia lagunari) con sede a Venezia, • depositi succursali a Verona e Vene1.i a. - 12° Reggimento Genio - sede: Palermo Motto araldico: "Labore ac studio" Fu costituito l' I ottobre 1927 per cambio di numera,.ione dcli' I I 0 Reggimento. Ebbe la seguente formazione immutata fino ali' 1. 1. I 930: • Co mando • un Battag lione zappatori-minatori (su 3 Compagnie) • un Battaglione teleferisti, • u11 Lkposih> ~ 3 ~olo mbaie
Nel febbraio 1927 presso i Reggi menti fu costituito il reparto Trasporti. - Battaglione mi sto del Genio per la Sardegna sede: 0 7,ie ri , poi C agliari Fu costituito l' 11 marzo 1926 per trasformazione di un di staccame nto misto del genio formato da repa rti del 6" Raggruppame nto Genio. Ehhe la seguente formazione: • Coma ndo • una Compagni a 1,appatori-minatori • una Co mpag nia telegrafisti • un deposito • tre colomba ie Pino al I O gennaio 1930 non sùbì modificazioni organi che. - Gruppo Ae rostieri del Genio, con sede a Roma , Degli av venimenti storjci che caratterizzarono questa specialità, poi scomparsa, é stata riportata una sintesi nell' allegato n,2, Subì diverse innovaz ioni organiche; al l O gennaio l 930 presentava la seguente formazione: • Comando, • due Compagnie aerostieri (alla sede), • una Compagnia aerostieri al Campo Scuola Aerostatica di Tarquinia (costituito il 1° dicembre 1927),
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Prima Parte - Il dupoguerra (1918-/934)
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una Compagnia fotografi, una Compagnia operai, un deposi lo con officina, un Cenlro StudiAeroslieri (costituilo il 23.7. 1927).
e) Innovazioni apportate dall 'ordinamento Numerose ed importanli dunque, le innovazioni apportate alla struttura organica dell ' Arma del Genio dall ' ordinamento MUSSOLINI, e sue varianti, a tutto il 1929. . Vale la pena di riepilogare sintelicamente qui appresso: • ricostituzione dell'Ispettorato dell'Arma, • aumento ad 11 dei Comandi Genio di Corpo d' Arrnala32, più quelli della Sicilia e della Sardegna, • soppressione delle Direzioni e Sottodirezioni dei lavori del Gcniò <lei Corpi d'Armala, sostituite da Uffici Forli ficazioni presso i Comandi Genio, • sostituzione dei raggruppamenti Genio con 12 Reggimenti Genio misti , • aumcnlo di un Reggimento Rndiotelegrafi sti, • rilorno all'Arma del Genio del Gruppo Aerostieri • istituzione del Servizio degli Specialisli del genio e dei relativi Ccnlri Studio, • ricostituzione deUa Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio. Lo scioglimenlo di gran parte dei reggimenli Genio ~i specialità e la costituzione, in loro vece, dei reggimenti misti, decretata dall'ordinamento M USSOLINI, era motivato, anche, dall 'intento di consentire fin dal tempo di pace la diretta conoscenza delle necessità -d i impiego e di cooperazione tra i reparti ed i Comandi del Genio, e quelli ·delle Anni con le quali erano dcslinati ad operare. Ne dovevano risultare facilitate, altresì, le attivilà organizzali ve inerenti alla mobilitazione. Ma tali previsioni non trovarono in realtà pratica realizzazione in quanto le esigenze <li accasermamento obbligarono invece la maggior parle dei reggimenti ad essere isolali dalJe truppe con le quali dovevano operare, mentre le necessità legate alla mobilitazione persero, e per cause diverse, gran parte della loro importanza. Per contro sorsero ben presto numerosi inconvenienti che l' Ispettorato del Ge nio, in una relazione del febbraio 1932, poneva in evide nza. Ne riportiamo, sinteticamenle, le principali argomentazioni: • mancanza di unità di indirizzo nell ' addestramento, insufficiente livello neJle istruzioni tecniche per carenza di strutture didattiche convenien32 Rt!gio Decreto Legge 5 agosto 1927, n. 1539
Cap. T- TI riordinamento dell'Arma del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armate
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temente attTezzate, ed impossibilità, nei peTiodi di forza minima, di effettuaTe esercitazioni complete a causa del limitato numero di militari disponibili per ogni specialità; • difficoltà da parte dei Comandanti di Reggimento nel coordinare e seguire lo svolgimento contemporaneo di istruzioni fra loro assai diverse come quelle delle specialità principali: zappatori, minatori, telegrafisti, teleferisti, fotoelettricisti e delle specialità nùnori: motoristi, pompieri, idrici, mascheratori, colombofili, ecc.; • impossibilità da parte di alcuni Reggimenti di svolgere le più importanti istruzioni pratiche per mancanza di poligoni idonei, anche in rappo1to alla distanza dalla sede; • difficoltà di condurre studi su nuovi materiali, e le relative esperienze, in modo organico e coordinato. La costituzione del Servizio degli specialisti del Genio non risolveva il problema ma in alcuni casi ne accresceva la gravità per l'assenza di un collegamento fra il progettista di nuovi mezzi , lo sperimentatore e chi dovrà impiegarli; • soppressione delle Direzioni e Sottodirezioni Lavori del Genio militare, sostituite, con compiti ridotti , dagli Uffici Fortificazione dei Comandi di Corpo d'Armata, con conseguente limitazione d' .impiego degli Ufficiali del Genio già in servizio al servi:1.io lavori, ne11e au.ività connesse alla fortificazione ed alla ordinaria manutenzione degli immobili militari. Dopo poco tempo dall'attuazione del provvedimento avvenne, però, che tutti i compiti di pertinenza delle Direzioni Lavori erano stati, di fatto, riversati sugli stessi Uffici fortificazioni, che avevano ben presto accusato una grave crisi. Gli stessi Comandi Genio di Corpo d'armata si trovarono impreparati a sostenete l'imprevisto onere aggiuntivo, disimpegnato dai disciolti organi del servizio lavori, che richiedeva strutture, prepara:1.ione e personale esperto nel particolare settore tecnico-scienti fico. In conclusione doveva essere tenuto presente che l'Arma del Genio, quale "arma tecnica", poteva assolvere i compiti affidatile soltanto se poteva unire un ottimo e completo addestramento tecnico alla conoscenza delle esigenze tattiche delle altre Armi. Solamente così ognuna delle sue specialità avrebbe potuto operare vantaggiosamente a favore degli altri. Tutto ciò evidenziava che 1' addestramento tecnico avrebbe potuto compiersi proficuamente solo presso Reggimenti di singola specialità o, quanto meno, di specialità affini, perché tra l'altro, sembrava assai improbabile che in futuro i Reggimenti misti avrebbero potuto disporre delle attrezzature didattiche, dei poligoni e del personale istruttore indispensabile per un efficace svolgimento delle istruzioni. Nei Reggimenti di specialità si realizzerebbe in concreto il concetto operativo, proprio dell' Arma del Genio, che agisce "riunita per l'addestramento
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Prima Parte - Il dopoguerra ( /')/8-/ 934) - - -- -
e divisa per l'impiego" e ]a preparazione tecnica dei suoi componenti verrebbe effe ttuata con unità di indirizzo anche ne i pe1iodi di forza minima. L'addestramento al la cooperazione con le altre Armi potrebbe essere attuato inserendo i reparti del genio, secondo la loro specializzazione, ne lle manovre, esercitazioni collettive, campi estiv i ed in vernali. Con la costituzione dei Reggimenti di specializzazione non avrebbe pii:1 rag ione di essere il Servizio specialisti del Genio ed i Centri Studio che ne fanno parte potre bbero essere sostituiti, più economicamente e con risultati più pratici, dagli " Uffici de l Materiale" dei Reggimenti che, opportunamente potenziati con attrezzature tecniche e didattiche, potrebbero provvedere a l lo studio dei nuovi materiali su ll a base de ll e direltive dell'Ispetrorato dcli ' Arma. Le Officine e gli Istituti del gen io riprenderebbero le loro funzioni originarie costituendo sempre una ottima base di operatività tecnica, ed il personale Ufficiali e Sottuffic ial i del Servizio rientre rebbe nelle strutture operative con il suo pre:t.ioso bagaglio di esperienza. Fi n qui il contenuto della relazione dell ' Ispettorato del Gen io. Reg~imenli radiotelegrafi sti La conti nua cvolu:t.ione dei meai tecn ic i pe r le radiocomunicazioni inrluì ne l dopog uerra sulle strutture organiche delle speciali tà che tali mcv.i avevano in dotazione. A lla fi ne de l 1929 la composizione dei due Reggimenti e ra la seguente: • 1° Reggimento su 5 Battaglio ni (11 Compagnie i.n totale), un deposito principale e due depositi succursali ; • 2 ° Reggimento su 5 llattag lioni ( IO Compagnie in totale), un deposito princ ipa le e due depos iti succlfrsali. I due Reggimenti verranno scioiti ne l 1932, in seguito ad una revisio ne degli organici ciel G e nio.
5 - L'ORDINAMENTO DEL 1934 Nel prendere in esame la struttura organica dell 'Arma del Genio prevista dall ' ordinamento MUSSOLINI del 1926 si é tenuto conto delle aggiunte e varianti apportate al. testo originario fino a tutto il 1929, ma le modifiche continuarono negli anni s uccessivi con nume rosi a ltri provvedimenti che caratteri:t.zarono in quel periodo la volontà politica del governo di innovare ogni settore della organizzazione militare de l Paese. Molte di queste innovazioni riguardarono anche il Genio; ne c itiamo le principali, in s uccessione cronolog ica:
Cap. I - Il riordinamenlo dell'A rma del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armate
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- nell'aprile del 1930 fu istituito un ruolo speciale per Ufficiali delle varie Armi, adibiti a compiti relativi alla mobilitazione, denominato ruolo M33. Per il Genio la tabella graduale e numerica prevedeva 113 Tenenti Colonnelli e 135 Maggiori; - nel luglio 1930 si provvide al riordino degli Istituti di istruzione militare e, per il Genio, alJa Accademia, alla Scuola di Applicazione ed alla Scuola Centrale, venne aggiunta una Scuola allievi ufficiali di complemento con sede a Verona, poi trasferita a Pavia nel!' ottobre 1932; - nel maggio 1932 i Battaglioni Minatori vennero raggruppati in due Reggimenti Minatori :,4 ; - il 28 ottobre 1932 furono scioìti i due Reggimenti Radiotelegrafisti ed il personale venne destinato ai Bauaglioni telegrafisti di Corpo d'Armata, Battaglioni che risultarono rormali da due Compagnie telegrafisti cd una Compagnia radiotelegrafisti. - nell ' aprile del 1933 ru sciolto il Reggimento Pontieri-lagunari e, con decorrenza dal 15 maggio 1933, vennero costituiti due Reggimenti Pontieri: il I O per ponti leggeri, con sede a Verona; il 2° per ponti pesanti, con sed e a Piacenza. Con io stesso provvedimento legi siativo fu soppresso il Gru ppo J\crosticri e fu riordinalo il Se rvii.io Specialisti del Genio :is. Nel maggio del 1933, pertanto, l'asseti.o delJ' Arma risu ltava il segue nte: • 11 Comandi Genio di Corpo d 'Armata, I Comando Genio dell a Sicilia, I Comando Gen io dell a Sardegna , c iascuno con un Ufficio fortificazmrn , • 12 Reggime nti Genio di Corpo d'Annata, 2 Reggimenti Minatori, 2 Reggimenti Pontieri, 1 Reggimento J"errovieri; • Istituto Mi lit.are di radiotelegrafia ed elettrotecnica; • Officina costruzioni del Genio; • Servizio specialisti del Genio. Dopo il ! 933 intervennero ulteriori innovazioni, di seg uilo elencate: I. il Servizio Specialisti ciel g enio ccl il Museo del Genio passarono alle dirette dipendenze dell ' Ispettore dell' Arrna36, rispellivamente dal settembre del 1933 e dal 23 novembre dello stesso anno; 2. nel febbraio ciel 1934 i reparti zappatori-minai.ori assunsero la denominazione di zappatori-artieri; 3. nell'aprile ciel 1934 proseguì il riordino del Servizio Specialisti del Genio ed i Centri Studio vennero riuniti in unico organo con sede a
.n Legge 480 del 17.4.1930- circ. 43 5 G.M. 1930. :14 Legge 558 del 19.5.1932 - e ire. 297 G.M. 1932.
35 Legge 287 de l 3.4.1933 - eire. 22 l G.M. 1933. 36 Deerclo Ministe ri ale n. 13'10 del 28.9.1933
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Prima Parte - IldopOfitterra (/9/8-1934)
Pavia presso Ja Officina Costruzioni37; 4. nel giugno 1934 il Servizio Specialisti del Genio prese il nome di Servizio Studi ed Espyrienze del Genio3S; 5. il 17 agosto 1934 con Decreto Ministeriale furono concessi i motti araldici ai due Reggimenti Minatori ed al nuovo Reggimento Pontieri. E' evidente la notevole importanza delle varianti apportate alla struttura dell'Arma, in gran parte aderenti alle osservazioni ed alle proposte formulate dall'Ispettorato del Genio, nella sua relazione del febbraio l 932. Analoga situazione, ovviamente, si era verificata per le altre Armi e non solo per gli organici dei Comandi e dei repa1ti operativi. Numerosi provvedimenti legislativi avevano innovato anche gli organi centrali del Ministero, i ruoli e le qualifiche del personale, i compiti e le denominazioni di molte strutture periferiche e territoriali, sì che risultava ormai profondamente mutata la fisionomia del]' ordinamento del 1926. Lo Stato Maggiore dell'Esercito, pertanto, ritenne opportuno riepilogare in un quadro unitario i cambiamenti già introdotti, armonizzandoli con altri provvedimenti ancora necessari, allo scopo, anche, di realizzare un ulteriore ampliamento dell e strutture, pur manlenen<lone inalterate le originarie lince concettuali. Venne così proposto ed approvato alla fine del 1934 un nuovo ordinamento che prese, appunto, la denominazione di ordinamento del 1934:19 _ Per quanto concerne l'Arma del Genio l'ordinamento4 0 prevedeva: a) Strullura dell 'Arma ciel Genio 13 Comandi del genio di Corpo d'Annata con alle dipendenze un Ufficio fortificazioni, • 12 Reggimenti Genio di Corpo d'Armata, • 2 Reggimenti Minatori, • 2 Reggimenti Pontieri • l Reggimento Ferrovieri. I Reggimenti erano formati da Comando, Deposito ed un numero vario di Battag1ioni 41 • • Servizio Studi ed Esperienze del Genio che comprendeva: •
37 Regio Decrelo Legge 697 del 5.4. l 934 - circ. 328 Cì.M. 1934. 38 Regio Decreto l ,egge 952 del 4.6.1934 - circ. 491 G.M. 1934. 39 Regio Decreto Legge n.1723 (lt:11' 11 ottobre 1934 "Aggiornamento delle disposizioni concernenti l'ordinamento del Regio Esercito" - circolare 867 G.M. 1934 - convertito nella legge 2110 del 17.12.1934 40 Articolo 19 del Decreto. 4 1 Ne verranno riportate più avanti le variazioni delle slrullurc organiche, rispetto a quelle prirna indicate.
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Cap. J - Il riordinamento dell'Arma del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armate
- Direzione superiore del servizio, - Istituto militare superiore delle trasm1ss1om, - Officina radiotelegrafica ed elettrotecnica, - Officina di costruzioni del Genio militare, - Centri di studio in numero e specie stabiliti in relazione alle esigenze del serv1z10. b) Ufficiali generali del Genio (artt. 7 e 20) • Un Generale <li Divisione Ispettore del Genio, • 3 Tenenti Generali del Genio: - Direttore Generale del Genio del Ministero della guem1, - Direllore Cenlrale del Genio Militare del Ministero della Marina, - Direttore Superiore del Servizio Studi ed Esperienze, • 16 Maggiori Generali del Genio: - Generale addetto aI1' I speUore de I Genio, 13 generali Comandanti dei Comandi Genio di Corpo d'Armata, - 2 Generali Capi Reparto della Direzione Superiore del Servizio Studi cd Esperienze.
Piacenza. Monumento ai Pontieri d'Italia (inaugurato il 27 maggio 1928 da Vittorio Emanuele lii)
e) Ufficiali Superiori ed Inferiori (art. 20)
Colonnelli Tenenti Colonnelli Maggiori Capilani Tenenti e Sottotenenti
ruolo comando ruolo mobilit. 39 8 68 45 113
29
354 400
99 Totale
d) Ufficiali del Servizio Studi ed Esperienze (art. 20) • 6 Colonnelli - Direttori principali e Direttori,
totali
47 113 142
453 400 1155
44
Prima Parte - li dopogu erru ( /C)/8-ICJ34 j
• 43 Tenenti Colonnelli, Maggiori e Capitani - vice-direttori, capi sezione cd addetti, con un totale di 49 Ufficiali. e) Scuole Militari del Genio (art.12) • Regia Accademia di Artiglieria e Genio, • Scuola <li Applicazione di Artiglieria e Genio, • Scuola Centrale del Genio, • Scuola Allievi ufficiali di complemento del Genio. L' ordimunento del 1934 apportò notevoli modi fiche, sintetizzate come segue: " aumento dei comandi di Corpi d ' Armata da 11 a 13, • scomparsa dei Comandi Genio di Sicilia e Sardegna. • scioglimento dei Reggimenti Radiotelegrafisti, • cambiamento di dipendenza del Gruppo Aerostieri, • costituzione di due Reggimenti Minatori, • aumento dei Reggimenti Poni.ieri da 1 a 2, • cambio di denominazione del Servizio degli Specialisti ciel Genio in Servizio Studi ed Esperienza Jd Genio. Ed ecco le nuove formazioni dei reggime nti, ricordando che nel febbraio dello stesso anno J 934 i reparti 1/,appatori-minatori avevano assunto la denominazione di zappatori-artieri:
l O Reggimento Genio: • Comando - deposito - 5 colombaie, • Battaglione zappal.ori-,u-tieri (3 Compagnie zappatori-artieri più una Compagnia l'otoelettricisti), • Battaglione telegrafisti ( 4 Co·mpagnie) , • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie). Nel 1935 la sede del reggimento fu trasferita a Torino. 2° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 6 colombaie, • Battaglione zappatori-artieri (2 Compagnie zappatori-artieri più una Compagnia teleferisti cd una fotoeleltricisti) • Battaglione telegrafisti (4 Compagnie), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie). 3° Reggimento Genio: Nel febbraio del 1934 la Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio, costituita su due Ballaglioni, si fuse con il 3° Reggimento che assunse la denominazione di 3° Reggimento Genio-Scuola cd il seguenle organico:
Cap. I - li riordinamento dell 'Anna del Genio nel quadro del riasse/to post-bellico delle Fc117.1: Armale
45
• Comando - deposito - 2 colombaie, • Battaglione allievi Ufficiali zappatori-artieri-pontieri (due Compagnie zappatori-artieri ed una zappatori -artieri-pontieri), • Battaglione allievi Ufficiali (una Compagnia radiotelegrafisti e due telegrafisti), • Battaglione misto (una Compagnia zappatori-artieri, una teleferisti ed una fotoelettricisti), • Battaglione telcradio (una Compagnia telegrafisti ed una radiotelegrafi sti) . 4° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 3 colombaie, • Battaglione zappatori-artieri (3 Compagnie zappatori-artieri ed una teleferisti), • Battaglione telegrafisti (3 Compagnie), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie), • Compagnia allievi sottufficiali. 5° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 6 colombaie, • Bai.taglione zappatori -a1tieri (3 Compagnie zappatori-artieri ed una Compagnia idrici), • Battaglione telegrafisti (3 Compagnie), • Compagnia radiotelegrafisti. 6° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 4 colombaie, • Battaglione 1.appatori-artieri (2 Compagnie), • Battaglione telegrafisti (3 Compagnie), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie). 7° • • • • •
Reggimento Genio: Comando - deposito - 2 colombaie, Battaglione zappatori-artieri (2 Compagnie), Battaglione telegrafisti (2 Compagnie), Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie), Compagnia fotoelettricisti.
8° Reggimento Genio: • Comando - deposito - una colombaia, • Battaglione zappatori-artieri (2 Compagnie zappatori-artieri ed una
46
Prima Parte - Il dopoguerra (1918 -1934)
Compagnia fotoelettricisti), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie), • Battaglione aerostieri-fotografi (una Compagnia aerostieri ed una fotografi). 9° • • •
Reggimento Genio: Comando - deposito - 2 colombaie, Battaglione zappatori-artieri (3 Compagnie), Battaglione telegrafisti (2 Compagnie telegrafisti ed una radiotelegrafisti).
10° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 2 colombaie, • Battaglione zappatori-artieri (3 Compagnie zappatori-artieri ed una Compagnia fotoelettricisti), • Battaglione telegrafisti (3 Compagnie), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie). 11 ° Reggimento Genio: • Comando - deposito - 3 colombaie • Battaglione zappatori-artieri (2 Compagnie zappatori-artieri cd una Compagnia fotoeJettricisti), • Battaglione telegrafisti (4 Compagnie), • Battaglione radiotelegrafisti (2 Compagnie).
12° Reggimento Genio • Comando - deposito - 3 colombaie, • Battaglione zappatori-artieri (2 Compagnie zappatori-artieri ed una Compagnia fotoelcttricisti), • Battaglione telegrafisti (3 Compagnie telegrafisti ed una radiotelegrafisti). Battaglione misto Genio per la Sardegna:42 • Comando - deposito - 3 colombaie, • Compagnia zappatori-artieri, • Compagnia fotoelettricisti, • Compagnia telegrafisti, • Compagnia radiotelegrafisti. 42 Non è menzionalo nella legge dell'ordinamenlu perché, evidentemente, reparto di rango inferiore al reggimento.
Cap. I - Il rionlinamenlo dell'An11a del Genio nel quadro del ria.1·setlo post-bellico delle Forz.e Arnwte
47
Reggimento fenovie1i:
Il 25 ap1ile 1932 era stata sciolta la 2A Sezione esercizio linee (BolzanoMerano - Malles) del Gruppo di esercizio. I O Reggimento Pontieri - di nuova costituzione (15.4.1933)43 Motto araldico: " La gloria arride sull'altra sponda". • Comando - sede a Verona, • Compagnia deposito e trasporti - sede a Verona, • I Battaglione: Comando, 1A e 3A Compagnia, sede a Verona, 2A Compagnia, sede a Villa Vicentina; • 11 Battaglione: Comando, 4A, 5A, 6A Compagnia, sede a Villa Vicentina; • Compagnia deposito succursale - sede a Legnago. TI Reggimento aveva, come materiale di dotazione, i ponti leggeri. 2° Reggimento Pontieri - di nuova costituzione (15.4.1933) Sede: Piacenza - motto araldico: "Per ogni ponte una superba 4ì.da "_ • Comando - deposilo, • 2 :Battaglioni pontieri, ciascuno su due Compagnie. Il Reggimento aveva, come materiale di dotazione, i ponti pesanti. I O Reggi men Lo Minatori - di nuova costituzione (28.1 O. l 932)44 Sede: Novi Ligure - motto araldico: "Minatore Pietro Micca! a noi!" Costituito con i reparti dei disciolti Battaglioni del 1°, 2°, 3° Reggimento Genio e del 2° Reggimento radiotelegraristi, aveva la seguente struttura orgamca: • Comando e deposito, • I Battaglione minatori su 4 Compagnie, • II Battaglione minatori su 3 Compagnie, • III Battaglione minatori su 2 Compagnie. 2° Reggimento Minatori - di nuova costituzione Sede: Verona. Lo stesso motto araldico e la stessa formazione organica del 1° Reggimento.
Un accenno, infine, alle Scuole dell'Arma costituite o ristrntt:urate dal1' ordinamento 1934: L Scuola allievi Ufficiali di complemento del Genio: • nel luglio 1930 fo creata in Verona e nell'ottobre dello stesso anno ricevette la Bandiera d'Istituto; 41 Legge 3 aprile 1933 n.287 - circ. 221 G.M. 1933. Entrambi i Reggimenti furono costituiti con
i reparti del disciolto Reggimento Pontieri-lagunari. 44 Legge 558 del 19.5.1932 - circ. n.297 G.M. 1932
48
!'rima Parte - Il dopoguetTa ( 1918-1934)
• nell'ottobre del 1932 ru trasferita a Pavia e ne furono potenziate le strutture ricettive e didattiche fino a raggiungere la capienza di 900 allievi; • nel settembre del 1934 fu unita al 3° Reggimento Genio di Corpo d'Armata di stam.a a Pavia, il quale assunse la denominazione di 3 ° Reggimento Genio Scuola; 2. Scuola Allievi Sottufficiali del Genio: • presso la Scuola allievi Sottufficiali di Fanteria a Rieti era stata costituita una Compagnia per gli allievi del Genio; • nel 1935 la Compagnia passò alle dipendenze del 4 ° Reggimento Genio-Scuola di Bolzano. Verso la fine del 1934 il Ministero della Guerra dispose la costitLu.ione di un Servizio Fotocinematografico e di una Cinemateca militari. Questi enti furono posti alle dipendenze, rispettivamente, dell'Ispettorato del Genio e del Comando del Corpo di Stato Maggiore. La disposizione specificava che dovesse essere incamerato e riordinato tutto il materiale cinematografico della grande guerrn, all'epoca depositato presso l'Istituto Nazionale L.U.C.E. Questo nuovo servizio fu affidato alla Compagnia Fotografi de ll '8° Reggimento Genio, che ricevelle tempestivamente personale e materiali per la nuova esigenza e che aveva già ricevuto l'ordine di iniziare lo studio ecl i lavori per l'impianto cd il suo funzionamento.
6 - L'ORDINAMENTO NELLE COLONIE E DEI SERVIZI DEL GENIO
L'ordinamento nelle colonie era così strutturato: - Eritrea: era retta da un Governatore che aveva alle sue dipendenze il regio Corpo di Truppe Coloniali dell'Eritrea la cui forza in tempo di pace era di circa 12.000 uomini. Le truppe erano totalmente indigene. Il Genio era composto da: • Comando del Genio con sede ad Asmara presso il Comando del Regio Corpo, • una Compagnia del Genio che, con Decreto del 17.12.1931 , era formata su un Plotone telegrafisti e telefonisti ed un Plotone radiotelegrafisti e fotoelettricisti; formazione ridotta rispetto a quella precedente del 1922 che prevedeva anche un Plotone zappatori, • Servi zio del Genio, alle dipendenze del Comandante del genio, composto da Ufficio materiali, Ufficio lavori e fortificazioni, Repai1o deposito e laboratorio del Genio. - Somalia: retta da un Governatore che aveva alle dipendenze il Regio
Cap. I - Il riordinamento dell'Arma del Genio nel quadro dd ria.1se1to post-beLfico delle Forze Annare
49
Corpo delle truppe Coloniali della Somalia, con sede a Mogadiscio, con forza media, in tempo di pace, di circa 7.000 uomini. Tl Genio era rappresentato solo da una Compagnia specialisti. - Libia: era inizialmente retta da due Governatori distinti per la T1ipolitania e per la Cirenaica, ciascuno con un Regio Corpo di Trnppe Coloniali. Nel gennaio del 1929 venne istituito un unico Governo della Tripolitania e Cirenaica retto da un Governatore ed un Vicegovernatore e, successivamente, fu attuata anche la riunione dei due Corpi coloniali in un Regio Corpo delle Truppe Coloniali della Libia, della forza di circa 18.500 uomini 45 _ Il Genio era così costituito: • Comando Genio della Libia con sede a Tripoli, • un Reggimento Genio su: Comando, un numero vario di Battaglioni, un deposito territoriale ed un deposito succursale, • Servizio del Genio: Dire,.ione del Genio con sede a Tripoli, Sezione Staccata a Bengasi e dipendenti Uffici e Magazzini. E' da ricordare che a Tripoli, alla radice del molo, era stata impiantata una si.azione radio che teneva i coll egamenti con Roma. Essa, per la sua ubicazione, prese il nome di "Radio molo" (allegato n.3). Per quanto ri guarda i Servi,.i del Gen io essi furono ordinati come segue: • servizio del materiale del genio che aveva i seguenti compiti: rifornire, sgomberare, recuperare e riparare i materiali, i macchinari e gli attrezzi del genio, per tutte le Armi ed i servizi; • servizio elettrico, con il compito di: istall are, esercire e manutenere gli impianti elettrici di illuminazione e forza motrice, e riparare i materiali elettrici ; • servizio idrico, che doveva provvedere a:ricerca delle acque, costruzione, manutenzione cd esercizio degli impjanti idrici, costruzione di serbatoi, potabilizzazione delle acque; • servizio pompieri, cui era devoluto: l'estinzione degli incendi, il sal vataggio degli inl"ortunati, le riparazioni più urgenti di fabbricati , baracche, ecc. danneggiate. Nella seguente tabella, tratta dalla pubblicazione "Memoria sull' organizzazione e l'azione del Genio in guerra" edita nel 1934, sono indicati: il Comando od unità presso cui f"unzionava normalmente ciascun servizio e gli organi del servizio stesso. In particolare il servizio elettrico ed il servizio pompieri erano svolti normalmente dal\' Armata ed eccezionalmente dal Corpo d'Armata, al quale venivano forniti , naturalmente, i mezzi necessari. 45 Decreto n.2016 del 12 settembre 1935 - circolare 933 Giornale Militare 1935.
50 _ _ ___ _ ____ _______ ___P_n_·m_a_P_a_r1_e_-_T_l_d_.o::_p_o"g-u_e_r_ra--'-(/_9_1_8_'-_l.'_~-14--'-)
Lungomare di Tripoli
Tripoli. La caserma della Stazione radio
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Ca11. I - Il riordinamento dell'An11a del Genio nel quadro del riassetto post-bellico delle Forze Armate
51
SERVIZI D EL GENIO
ORGANI
COMANDO OD SERVIZIO
UNITA' PRESSO
COORDJNATOR I
ESECUTIVI
D tRET l'IVI
CUl FUNZIONA
Com . Supremo
Intendente gem:rale46
MATER IALE
Armata
Intendente di A rma taH
Corpo d'armata
e .te corpo d 'armata
DEI. lìENl048
ELETrR ICO -
Div. fa nte ria e celere
Com.le di divisione
Armata
Comandante cl ' Armata Comandanti
---
1DRIC049
Armata C.d 'annata Di visione
POMPIERl
Annata
dell e grandi unità Comandante d' Armata
Di rez. super. gemo Dircz;ionc deposito mil. centrale genio Comando colonna gas d 'arDirez. genio D irez. magazzmo genio d' armata mala e.te genio di corpo D ire7.. posti di di strih . d'armala e avviam mater. de l genio Direz. off. autocarreggiata per mat. di coJJ egarnenl<l divisioDirc7.. post.o d i distrih. e.te genio nalc ed avv. mate r. genio division. (eventua le) Com.te genio di armala Com.ti del gemo delle grandi unità
Com.te armata
geni o
Com.te de i reparti meccanici-elettricisti
Coman . dei reparti idrici Coman. dei reparti Zappatori-artieri d i Coman. dei reparti pomp1cn
46 L' intendente generale e gli intendenti di armata, per quanto riguarda il servizio del materiale genio, svolgono la loro azione coordinatrice previ accordi rispettivamente con il comandante generale del genio e con i comandanti del genio di armala. 47 cfr. nota 46. 48 Vedi: "Norme gcncraii per l'organizzaz.ione ed il fun zionamento dei servizi di gucmt". 4 9 Per la parte di competenza del genio militare.
CAPITOLO
TI
IL RINNOVAMENTO DELL'ARMA DEL GENIO
1.
L'Ispettorato dell'Arma del Genio e lo sviluppo della dottrina
2.
Le Scuole del Gcnio - Compili , strullurc cd attiv.ità
3.
Organi di studio, di ri.c crca e per la riparazione dei materiali
4.
Guglielmo M arconi e lo sv iluppo delle comunicazioni milita ri
Cap. Il - Il rinnovamento dell'Anna del Genio
55
I. L'ISPETTORATO DELL'ARMA DEL GENIO
E LO SVILUPPO DELLA DOTTRINA Si è visto come, in sostanza, le scelte di fondo sul nuovo modo di essere dell' Esercito non riuscirono a conferire alle strutture militari una fisionomia diversa dal passalo ma ebbero invece solo un carattere di transizione per l'evidente prevalere de11e idee conservatrici. A queste posizioni concettuali non poté sottrarsi la dottrina d'impiego, sì che dal!' ottobre del 1918 al dicembre 1926 rimasero ancora in vigore le " Direttive per l'impiego delle Grandi Unità nell'attacco" del settembre del 1918 e le "Direttive per l'impiego delle Grandi Unità nella difesa" dell'ottobre del 1918. Non così, invece, accadeva per la regolarizzazione tecnica e di impiego delle Armi che, guerra durante, aveva dovuto seguire i mutamenti dei criteri e delle modalità di azione imposti dallo sviluppo stesso delle operazioni e dal progresso scientifico. Circolari e note del Comando Supremo avevano infatti già sancito notevoli innovazioni alla normativa in vigore. Tali innovazioni vennero definitivamente codificale verso la fine elci 192(1 mediante la pubblicazione di nuove istruzioni, norme e regolamenti. Nel I 928, finalmente, videro la luce le "Norme generali sull'impiego delle Grandi UniJà" e le "Norme per l'impiego tattico della Divisione " a cui seguirono, nel 1935, le nuove "Direllive per l'impiego delle Grandi Unità" che sostituirono le Norme Generali del 1928. La codificazione della nuova Dottrina dette ovviamente l'impulso definitivo alla pubblicazione della regolamentazione tecnico-tattica sull'impiego delle varie Armi. A partire dagli anni trenta l'attività assunse un nuovo ritmo perché, oltre l'accresciuto impegno addestrativo ed ordinativo conseguenti all'evoluzione delle leggi sull'ordinamento dell'Esercito, J'Tspettorato dovette affrontare il grosso problema tecnico dello studio e dell'emanazione delle norme per la difesa dei confini. Furono impartite disposizioni agli uffici fortificazioni dei _Corpi d'Armata di Alessand1ia, T01ino, Bolzano, Firenze, Udine e Trieste perché effettuassero accurate ricognizioni delle opere di difesa realizzate nel corso della guerra 1915 - 'I 8, ancora esistenti, e ne valutassero la consistenza e lo stato d'uso. La valutazione di questi dati e l'impostazione degli studi di adeguamento, in funzione delle circolari emanate dallo Stato Maggiore, imposero ]a preparazione di norme esecutive, da rendere proporzionate, su] piano dell'efficienza, ai piani di difesa dei vari fronti, via via elaborali dallo Stato Maggiore. Conseguentemente l'Ispettorato doveva esaminare tutti i progetti elaborati dai Corpi d'armata, esprimere il proprio parere e trasmetterli alla Direzione Generale del Genio per l'attuazione (la trattazione di questa materia è interamente conservata presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore, nel fondo LI). Dopo la circolare 450 del 27/1/1936 di SME - Operazioni: "Direttive per l'or-
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l'rirna Parte - Il dopoguerra (1918-1934)
ganizzazione difensiva della frontiera", Ispegenio diramò, il 4/4/1936, le: "Direttive tecniche per lo studio degli elementi delle sistemazioni difensive". Questa circolare divenne la pubblicazione n. 2983, che era costituita dai seguenti capitoli: • Premessa • Cap. I - Efficacia del tiro contro i materiali impiegati nelle opere • Cap. II - I principali materiali impiegati nei lavori di fortificazione • Cap. III - Avvertenze per la progettazione ed esecuzione delle opere • Cap. IV - Elementi delle sistemazioni difcnsi ve permanenti e semipermanenti • Cap. V - Lavori complementari nelle opere • Indice delle tavole li 20/5/1936 si tenne presso l'Ispettorato una riunione iìlustrativa delle norme predette, alla quale parteciparono i Comandanti del Genio, i Capi degli Uffici lavori ed i Capi di Stato Maggiore dei Corpi d' Armata sopra detti , meno quello di Firenze, cd i Colonnelli addetti ai Comandi designati d' Armata di Torino, Verona e Bologna. Altrettanto impegnativo fu il compito di definire i criteri fondam entali d ' impiego ed i compili delle varie specialità. T criteri d'impiego vennero così formalizzati: - il Genio combatte essenzialmente con il lavoro, in st.rcu a cooperazio ne con le altre Armi che, di regola, gli danno la necessaria protezione sul campo di battaglia: - iJ lavoro del Genio è mezzo di potenziamento del fuoco e del movimento e pcrlanlo è elemento integrante della manovra tattica; - al Genio competono i lavori ed i collegamenti di i-nteressc generale per i Comandi, per l'esecuzione dei quali sono necessarie tecniche particolari e macc hinari, materiali ed attrezzi speciali; - le unità del Genio vanno utilizzat~ secondo la loro specialità, non devono essere frazionale a livello inferiore al plotone e la loro assegnazione ad unità delle altre Armi deve avere, di norma, carattere di temporaneità; - i reparti del Genio vanno impiegatj unitariamente con il criterio della "concentrazione degli .~forzi" e della "manovra dei mezzi"; - il Genio svolge in guerra anche attività logistica, mediante l'organizzazione ed il funzionamento: • del servizio dei materiali del Genio (rifornimento, sgombero, recupero e riparazioni di macchinari, attrezzi e materiali del Genio occorrenti alle truppe di tutte le Armi e Servizi); • del servizio elettrico (istallazione e manutenzione di impianti elettrici di illuminazione e di forza motrice); • del servizio idrico (ricerca e distribuzione dell'acqua, manutenzione degli impianti idrici, costruzione di serbatoi); • del servizio pompieri (estinzione degli incendi, salvataggio di infortunati , riparazioni urgenti a fabbricati e baraccamenti);
Cap. Il - Il rinnovamento del/ 'Arma del Genio
• •
57
del concorso al servizio trasporli eia parte delle unità Ferrovieri e Teleferisti; del servizio lavori per l'alloggiamento delle truppe, per la costruzione e manutenzione delle strade, per la sistemazione e la costruzione di depositi, ospedali, infermerie, bagni, magazzini e depositi.
Tenuto conto che 1' Arma ciel Genio operante era ordinata su: - un Comando Generale che era parte del Comando Supremo, - Comandi Genio di Grande Unità che facevano parte dei Comandi delle unità stesse, - Reparti , variamente assegnati alla Grande Unità, - organi del Servizio materiali, operanti presso le Intendenze, furono definite le allribuzioni elci Comandanti del Genio, che, nella qualità di organi del Comando di Grandi Unità, fornivano al Comandante dell'Unità stessa gli elementi cli carattere tecnico occorrenti per l' esecuzione dei lavori e dei collegamenti necessari alla concezione, organizzazione e condotta delle operazioni; controllavano l' esecuzione dei lavori secondo le direttive tecniche da loro stessi emanate; esercitavano azione di comando su i reparti de l Genio assegnati all a Gra nde Unità ed azione llirc lliva nei confronti dei Comandi Ge nio delle Grandi Unit~t in sottordine. Alle specialiat dell'Arma vennero così attribujtj i principali compit i: - Zappatori - artieri: lavori stradali, di fortificazione, di m ina, di a lloggiamento e per I serv1z1; - Minatori: interruzioni stradali e ferroviarie, distrnzioni, lavori stradali e di fortificazione in roccia, guerra di mine, ricerca e neutralizzazione di dispositivi di distru zione approntati dal nemico (allegato 11°5); - Pontieri: passaggi attraverso corsi d'acqua, montaggio di ponti di equipaggio, costruzione di ponti di circostanza, riattamento di ponti interrotti, distruzione di ponti; - Telegrafisti: collegamenti con mezzi elettrici a filo cd ottici dei Comandi di Grande Unità con i Comandi dipendenti (sino al Reggimento per Fanteria, Alpini e Cavalleria; al Raggruppamento per l'Artiglieria; al Battaglione o Reparto autonomo per il Genio) e con i Comandi di Grande Unità laterali; impianto ed esercizio delle reti speciali per l' Aeronautica, la difesa aerea, l'intercettazione, l'osservazione generale e quella di Artiglieria, esclusi gli osservatorii di Gruppo e di Batteria; funzio na mento delle Colombaie militari; - Radiotelegrafisti: stessi collegamenti dei telegrafisti impiegando mezzi di radiotelegrafia e radiofonia; servizio delle intercettazioni, radiogoniometrico, di radiodiffusione per la propaganda, di disturbo delle radiotrasmissioni nemiche; - Aerostie1i: osservazione generale del campo di battaglia, osservazione del tiro di a rtiglie ria, servizio aerologico;
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Prima Parte - Il dopof?uerra (l'-J/8-1934)
- Fotoelettricisti: illuminazione notturna per osservazione e sorveglianza, per esecuzione di lavori notturni, per disturbo dell'osservazione notturna nemica; - Fotografi: lavori fotografici per rilievi, vedute panoramiche, ingrandimenti, riprese filmate a scopo di propaganda, documentazione e addestramento; - Ferrovieri: costruzione, rinnovamento, armamento, manutenzione, riparazione, distruzione di linee, tronchi e raccordi fenoviari a scartamento normale e ridotto; impianto e riparazione di opere d'arte ferroviarie, stazioni e scali provvisori; esercizio di linee fcnoviarie; - Teleferisti: impianto cd esercizio di teleferiche campali e permanenti di grande portata; distruzione degli stessi impianti ove necessario - Mascheratori: studio, allestimento e rifornimento di sistemi e materiali per il mascheramento; individuazione dei mascheramenti nemici; - Meccanici-Elettricisti: istallazione, esercizio, manutenzione di impianti elettrici di luce e di forza motrice campali o permanenti; costruzione c manutenzione di linee di distribuzione dell'energia; riparazione di materiali elettrici; distruzione o inutilizzazionc di impianti elettrici; - Idrici: ricerca, captazione, potabilizzazione e distribuzione delle risorse idriche; riparazione del materiale iuricu; 1imessa in efficienza di impianti idrici; distribuzione od inutilizzazione di impianti idrici ; - Pompieri: prevenzione ed estinzione di incendi; sgombero di macerie ; de molizione di fabbricati pericolanti; salvataggio di infortunati. Altra attività dell'Ispettorato, altrettanto gravosa, fu quella di approntare e <liramare una mole notevole di pubblicazioni, principalmente negli anni tra il 1935 e 1938, riguardanti sia norme tecniche per l'cseguimento dei lavori che per l' impiego dei materiali in dotazione alle divers~ specialità dell'Arma (allegato n. 4 ). Tra queste le seguenti costituirono, negli anni successivi e fino ai nostri giorni, fatti salvi i dovuti aggiornamenti ed ammodernamenti, la base concettuale dell'attività e dell'impiego. Oi esse si ripo,ta un sintetico esame dei contenuti.
a) Memoria sull'organizzazione e sull'azione del Genio in guerra. La puhblicazionc, cui seguì una prima serie di aggiunte e varianti, è articolata su diciotto capitoli, come appresso elencati: Cap. I - li Genio nell'Esercito operante, Cap. TT - Il Comando Generale del Genio ed i Comandi del Genio di Grande Unità, Cap. III - Le truppe del Genio, Cap. TV - Caratteristiche e compiti delle Grandi Unità, Cap. V - Concetti fondamentali d'impiego, Cap. VI - T servizi del Genio,
Cap. li - IL rinnovamento dell 'Arma del Genio
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Cap. VTT - Il Genio nella wpertura, Cap. VIII - Il Genio nella zona di radunata, Cap. lX - Il Genio nel movimento, Cap. X - Il Genio nelle soste, Cap. XI - Il Genio nell'organizzazione deH'altacco, Cap. Xll - ll Genio nell'esecuzione dell'attacco e ne11o sfruttamento del successo, Cap. XUJ - TI Genio nell'organizzazione e condotta della difesa, Cap. XIV - Il Genio nell'inseguimento, Cap. XV - li Genio nel ripiegamento, Cap. XVT - TI Genio nelle Unità Celeri, Cap. XVH - Il Genio nella Divisione Alpina, Cap. XVIII - Il Genio nelle Unità motorizzate. Appare superfluo, infine, descrivere l'allività di questi reparti durante le fasi del combattimento vero e proprio: i Plotoni e le Compagnie del Genio dislocate nelle colonne di avanguardia e nelle retroguardie delle Grandi Unit~t operanti, ovvero lungo le linee di resistenza, fornivano la loro incessante cd onnipresente coopera7.ione nell 'organizzazione dell' attacco, durante la sua esecuzione ed il conseguente sfruttamento del su<.:cesso, nell'organizzazione della difesa, nel ripiegamento. In conclusione, la pubblicazione poneva ch iaramente in risalto che la con<.:ezione della guerra moderna si basava su impostazione, organizzazione e condotta del . combattimento mediante il <.:oordinamento e l'attuazione di su<.:<.:essivi sforzi tatticotecnici unitari . Una delle irrinun<.:iabili componenti di tali sforzi era appunto l'attività del Genio, che si sviluppava durante le varie fasi della lotta con la sua peculiare plurivalenza di spe<.:ialità e di mezzi tecnici in continua evoluzione ed in sempre più slrelta coordinazione con la cres<.:ita qualitativa e quantitativa degli armamenti. La varietà e la vastità dei compiti che i reparti del Genio erano chiamati ad assolvere, così compiutamente rndificati in tutta la loro peculiarità, pongono in chiara evidenza come non esistesse fase del <.:ombaltimento nella quale 1' Arma non fosse presente con la sua falliva ed assai spesso determinante operosità. Ma anche nella copertura, nella mobilitazione e nella radunata, i collegamenti, le opere fortificate, la predisposizione delle interruzioni, le opere stradali, l'approntamento di depositi di materiali tecnici, richiedevano l'impegno delle truppe del genio, fin dal tempo di pace.
b) Memoria sulla organizzazione e sull'azione del Genio in guerra -Appendice La pubblicazione era costituita da trentotto tabelle contenenti dati tecnici sui lavori e sui mezzi, così ripartite: - lavori di fortificazione campale: scavo di terre, scavo di ro<.:cia con petardi, lavori da mina, reticolati; - interruzioni e distruzioni: classifica e. dipendenza delle interruzioni, servizio delle interruzioni, interruzioni delle comunicazioni, tipo di cartucce impiegate nei
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lavori da mina, fonnule generali per la determinazione ed il calcolo delle cariche; - mezzi di arresto: mine regolamentari; - mezzi per il passaggio dei corsi d'acqua: passerella n. l , zattera K, passerella n.2, passerella da montagna, ponti di equipaggio n.O, n. I, n.2, n.3, traghettamento con materiale da ponte di equipaggio n. I, ponti metallici n. l, n.2, n.3; - mezzi di collegamento: conduttori rivestili per le linee campali, materiali telegrafici e telefonici di stazione, stazioni radiotelegrafiche e radiofoniche, posti radiotelegrafici campali, materiali vari per il servizio collegamenti radiotelegrafici, dati tecnici sulle stazioni radiotelegrafiche e radiofoniche, dati tecnici sui materiali . radiotelegrafici speciali; - apparati fototelegrafici, stazioni fototelegrafiche; - stazioni fotoelettriche campali; - teleferiche: sistemi vari, stazioni per teleferiche, teleferiche regolamentari, personale e tempi occorrenti per il montaggio delle teleferiche regolamentari, mezzi per il trasporto delle teleferiche, telefori.
Tale pubblicazione aveva carattere esclusivamente tecnico-addcstrativo ed era destinata prevalentemente al personale del Genio. Essa era di notevole valore prntico per l'organizzazione e l'esecuzione dei lavori delle varie specialità e per l'impiego dei materiali e delle attrezzature tecniche.
e) Memoria sull'organizzazione e l'impianto di sbarramenti nel combattimento d'arresto. La pubblicazione era articolata in quindici capitoli con i -seguenti argomenti: generalità; personale; i mezzi per l'impianto di sbarramenti ; infezione del terreno; impianto dei campi minati con mine a strappo cd a pressione; sharramenti stradali; ordini e documenti relativi ·all'impianto di sbarramenti; sgombero de i campi minati; dati pratici relativi all ' impianto e allo .sgombero dei campi minati ; impiego del personale; la mezza squadra, la squadra, il plotone; compiti del comandante di Compagnia zappatori - artieri; compiti del Comandante del • Genio; rimozione ed attraversamento degli sharramenti impiantali dal nemico. Essa era completata da un allegato riguardante le norme per i giudici di campo durante le esercitazioni di comballimento di arresto. Tale memoria pur non prevedendo le dimensioni che in futuro avrebbe potuto raggiungere l'impiego delle mine, poneva in risalto i vantaggi che potevano derivare dall'impiego di ostacoli attivi combinati con sistemi di distruzione e con ostacoli passivi, sostenuti e protetti dal fuoco, variamente integrati tra loro e disposti su fasce di sbarramento successive, allo scopo di consentire l'economia delle forze e di ostacolare comunque il movimento delle truppe nemiche, sia pure in settori limitati e per breve tempo. I mezzi impiegati per la realizzazione delle fasce di sbarramento erano di facile
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trasportabiliti:1 dato il limitato ingombro; l'azione di arresto si attuava mediante la posa di campi minati e l'infezione del terreno prodotta da gas persistenti, con l'integrazione di ostacoli e distruzioni passive. A ciascun sistema di sbarramento veniva assegnato un valore impeditivo, valutato in funzione del tempo che il nemico avrebbe presumibilmente impiegato per superarlo, ed era in diretto rapporto con l' estensione, la profondità, e la densità degli ostacoli disposti sul terreno. L'intero sistema di arresto era diviso in zone di arresto, la cui realizzazione era affidata alle Compagnie zappatori-artieri, ed in settori di arresto,di competenza dei Plotoni zappatori-artieri. L'unità minima di impiego era il plotone ed il materiale ad azione attiva più impiegato era la mina antiuomo a strappo od a pressione; eccezionalmente erano impiegate anche le cartucce a gas.
d) Istruzione sullafortifu:azione campale(') La pubblicazione comprendeva due volumi. Il primo comune a tutte le Armi, si sviluppava su dodici capitoli con i seguenti argomenti più una appendice: il mascheramento; gli appostamenti per la Fanteria; le postazioni per l'Artiglieria; lo sgombero del campo di tiro; gli osservatori terrestri; l'ostacolo; i ricoveri; le comunicazioni; le distruzioni; organizzazione dei lavori ; modalifa di esecuzione dei principali lavori; no rme per l'addestramen to alla esecuzione dei lavori di fortifi cazione campale. Appendice: Valori degli spessori de i ripari e delle coperture per ot.t.enere la protezione dal tiro del le artiglierie e dai tiri di fucileria e mitragliatrici cal.8 alle medie distanze. Tempi medi occorrenti per la costruzione di trincee e di ostacoli con filo di ferro spinoso. Il secondo volume, in sei capitoli, traltava: cenni sugli effetti dei proielli di artiglieria; norme per la costruzione di opere in calcestruzzo semplice cd armato; organi di fuoco; osservatori terrestri; ostacoli; ricoveri. La sintesi della pubblicazione così esposta richiede ancora alcune considerazioni conclusive a commento di un contenuto che ben riflette l'importanza che, dopo la prima guerra mondiale, la fortificazione aveva conservato. Nella considerazione degli Stati Maggiori, infatti, la fo1tificazione permanente era ritenuta necessaria ai fini della copertura e quella campale, nel quadro della battaglia, aveva decisamente acquisito un ruolo primario, sia nell'offensiva che nella difensiva. L' Istruzione sulla Fortificazione Campale del 1935-37 1iordinò l' intera materia, separando, in due distinti volumi, gli argomenti di interesse generale da quelli spe-
I Ministero della Guerra Ispcltoralo del Genio - Istruzione sulla fortificaz ione campale - J.stiluto Poligrafico dello Stato - Lihreria - Roma*vol.I - comune a tutte le armi - 1935 voi.II per il Genio 1937
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cifici per il Genio. L' insieme dei lavori, nel quadro tattico, veniva sempre inteso come strumento di incremento della capacità operativa delle Grandi Unità, in quanto potenziava l'efficacia del proprio fuoco, mediante l'approntamento di poslazioni, osservatori, ustacol i, e limitava quella del nemico, riducendo gli effetti del l'osservazione, mediante il mascheramento, dando sicurezza alle truppe amiche con i ricoveri e gli elementi protettivi in genere. Nclìa nuova istruzione erano mutati, in paitc, rispetto al passato, i criteri di schieramento degli elementi fortificatori e le tecniche di costruzione mentre ricevevano una più netta diversificazione i lavori per la Fanteria e l'Artiglieria, quelli per i Comandi e di carattere generale (ostacoli, ricoveri, osservatori, comunicazioni). Vennero fissate, inoltre, le norme per l'organizzazione e l' esecuzione dei lavori principali, secondo i criteri di progressività e prioritù e furono dettate prescrizioni per l'addestramento. ln conclusione l'insieme di queste normative indicava come, dopo la prima guerra mondiale, lo sviluppo dottrinale desse un deciso incremento alla capacità operativa del Genio in tutte le f'asi del combattime nto. L'Arma poté be n definirsi, dunque, di cooperazione per eccellenza, dovendo semp re ,,gin.: a fa vore ed insieme a lle alrrc Armi . Ne fu, pe rciò, sanzionata definitivame nte la qualifica d' Anna combaltente.
2 - LE SCUOLE DEL GENIO - COMPITI, STRUTTURE ED ATTIVITA' a) Generalità La fase finale della prima guerra mor)dialc fornì insegnamenti determinanti per la fonnulazione di una nuova normativa sulla condotta delle operazioni ai vari livelli ordinativi. Durante il conflitto furono impiega6 cd ulteriormente sviluppali e perfezionati, strumenti e mezzi di lotta di recenlc invenzione come : l'aereo, la radio, la trazione meccanica (già positivamente sperimentati durante la guerra italo-turca del l 911 - 1912), il carro armato, la mina, gli aggressivi chimici, ecc. L'avvento di tali mezzi, in stretta relazione con l'elaborazione di nuovi criteri tattici e costruttivi dei vari elementi della fortificazione campale o permanente, innescò un processo evolutivo che fece mutare radicalmente i regolamenti sui procedimenti d'impiego delle Unità delle varie Armi e sulla loro organizzazione logistica. Fu avvertita, pertanto, la necessità di adeguare la preparazione dei quadri, quale indispensabile premessa per l'addestramento del soldato, alle crescenti , impegnative esigenze operative dei reparti. Conseguentemente nei vari ordinamenti della Forza Armata che entrarono in vigore nell'immediato dopoguerra, venne sancita anche l'istituzione ex novo di alcuni istituti d ' istruzione per Ufficiali e Sottufficiali. 11 primo provvedimento legislativo postbellico, I' Albricci, dal nome del Ministro
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della Guena pro tempore, trattando delle Scuole militari, disponeva che: "Le Scuole militari" del Regno comprendono:_ - Collegi militari: mirano a preparare i giovani all'ammissione alle scuole di reclutamento o al conseguimento della nomina ad Ufficiale di complemento. - Scuole di reclutamento: provvedono al reclutamento degli Ufficiali e dei Sottufficiali delle varie Armi e Corpi. - Scuole di applicazione: sono desti nale al completamento della istruzione professionale degli allievi provenienti daJle Scuole di reclutamento. - Scuole centrali: sono istituite per l'addestramento pratico degli Ufficiali nell ' impiego tattico e tecnico dei vari rnczzi cli cui la rispettiva Anna dispone e ad armonizzarlo con l'impiego delle altre Armi. L' ordinamento Albricci, inoltre, istituì il Corso Superiore Tecnico del Genio, per gli Ufficiali del Genio in possesso di determinati titoli di studio, da assegnare a Gronde uniforme grigio verde e do sera, compiti di carattere tecnico e direttivo per Ufficio/i del Genio, nel 1934 (riprodotto o colori olla fine del volume) nella branca del Servizio lavori e del demanio. L'ordinamento Bonomi del 1920, confermando la preesistente struttura degli Istituti d'istruzione, istituì le Scuole Allievi Ufficiali di complemento e Sottutliciali, comuni per tutte le Anni, presso le sedi di alcuni Corpi d' Armata.(2)
2dalle "Memorie storiche" della Scuola /\llievi Ufficiali di complemento e Sottufficiali di Modena, documento conservalo presso l'archivio dell'Uflicio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, si rileva che nel p!Ìmo anno di vita della Scuola ( 1921) furono ,volli: il I° Corso Allievi Sottufficiali per le varie /\rmi, con 533 pa11ecipanti, di cui 30 del Genio, con una durata di cinque mesi c mezzo, un corso speciale per concorrere ai corsi regolari di studio per il passaggio ad Ufficiale del S./\.P. (servizio attivo pcnnanenle), corso di 128 allievi di cui J() del Genio, corso al quale partecipò anche il Principe Umberto di Savoia. 3Nota 6 di pag. 55 della circ. di cui sopra.
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L'ordinamento Diaz sanciva tra l'altro:(3) - la costiluzione del1e Scuole Centrali delle varie Anni per il perfezionamento e per l'unità di indirizzo della cultura professionale degli Ufficiali, "tanto più necessari per l'evolversi dei mezzi tecnic'i"; - l'istituzione, g ià accennata, delle Scuole di Corpo d'Armala Allievi Ufficiali e Sottufficiali di complemento in numero di undici.
h) La Scuola Centrale del Genio Nel 1920 in Manziana (4 ) fu costituita, secondo quanto previsto dall'ordinamento Albricci, la Scuola Centrale del C.enin. Ad essa era affidato il compito cli esplicare attività didatlica per il completamento ed il perfezionamento della cultura tecnico-professionale degli Ufficiali del Genio. I ,e lezioni, improntate preval ente mente ad applicazioni addestrative pratic he, ebbero inizio con: Uniforme ordinaria per geniere - corsi regolari d'istruzione per di unità motorizzata, nel 1936 Ufficiali superiori, della durata di 40 gior!riprodotta a colori alla fine del volume) ni, riguardanti la tecnica di impiego delle unità del Genio, fino a livello Battaglione, nell'ambito delle Grandi Unità in cui erano inseriti; - corsi d' istruzione per Ufficiali inferiori, sull'impiego dei mezzi e del materiale in dotazione alla specialità dcli' Anna. Su disposizione del Ministero vennero assegnate all'Istituto, con compiti addestrativi e logistici, quattro Compagnie (2 Zappatori - minatori, 1 Radiotelegrafisti ed 1 Telegrafisti). Tali Compagnie erano distaccate a turno dai Reggimenti Genio per un periodo di due anni, per sopperire alla carenza della Scuola che prevedeva un Comando ed una Compagnia Servizi. In conseguenza dell'ordinamento Diaz l'attività didattica subì un incremento 4Piccolo comune ùclla provincia di Roma ubicato nei pressi di Bracciano.
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soprattutto nell'organizzazione e nell'esecuzione di istruzioni teoriche e pratiche, riguardanti l'impiego delle rrunori unità e l'esercizio alla cooperazione tattica. Nel 1925 la Scuola fu trasferita a Civitavecchia, nella Caserma Bazzani, che, con il vicino poligono addestrativosperimentale e con adeguate infrastrutture, poté offrire più idonea ricettività, strutture runzionali per un più proficuo svolgimento delle istruzioni formative fondamentali , aule e laboratori aurczzati e possibilità di sperimentazioni ed esercitazioni sul terreno. Ad iniziare dal 1926 e fino agli anni trenta il Genio ebbe un notevole impulso sia qua litati vo c he quantitativo. a seguito delle numerose riforme ordinative e dottrinali e del vigoroso sviluppo tecnieoscient ifi co che andava fralla11to prod ucendosi nella nazione. I riflessi si ebbero nel ca mpo della ricerca e sperimentazione di nuov i strumenti tecnici e nella preparazione degli uo mini sulla conoscenza Grande uniforme da parafa dei mezzi che entravano a far parte delle per ufficiale del Genio, nel 1937 dotazioni dei reparti. Importanti furono (riprodotta a colori alla fine del volume) anche le diverse rea lizzazioni d'avanguardia nel scllorc delle macchine e dei materiali del Genio nonostante le limitazioni inevitabilmente "imposte" dalle insufficienti disponibilitlt finanziarie di quegli anni. Tali carenze di bil anc io non consentirono la produzione di gran parte di studi e progetti di rilevante valore tecnico, frutto di anni di lavoro da parte di progettisti e sperimentatori. Al naturale processo di arnmoclcrnamcnto della dotazione dei materiali dei reparti si aggiunse la stimolante esigenza di una maggiore efficienza e capacità operativa dei reparti stessi e degli organi del Servizio Lavori, onerosamente impegnati nella realizzazione di infrastrutture, sia in Patria che nelle Colonie. Tn queste ultime, particol annente, il Genio rese servizi inestimabili con la costruzione di strade, ponti , tronchi ferroviari , ospedali, caserme, baraccamenti, officine, laboratori, impianti elettrici e telefonici , stazioni radio, istallazioni portuali, centri abitati, oltre l'esercizio di lince telefoniche e teleg rafiche, di impianti idrici e ferrovia.
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Nello stesso periodo lo Stato Maggiore dell'Esercito elaborò unà serie di disposizioni normat~vc rigmu-danti la preparazione spirituale e lecnico-professionale del personale della Forza Armata, comportando J' aggiornamento continuo dei programmi e degli studi degli istituti di formazione. Da questi avvenimenti scaturì un'ulteriore estensione dei compiti della Scuola del Genio, che, difatti, assunse la fisionomia di istituto "centrale" di formazione, aggiornamento e completamento della cultura tecnico- professionale del personale, di sperimentazione della regolamentazione d'impiego deJ!e specialità dcli' Arma, di elaborazione della istruzioni di carattere tecnico cd, infine, di studio e sperimentazione dei mezzi e dei materiali del Genio. In breve tempo divenne il punlo di riferimento principale per tutta l'Arma, tanto da esserè definita, a buon diritto, la "casa madre del Genio". Un grosso impulso, al riguardo, fu dato dal Colonnello Giuseppe Dall'Ora (allegato n. 37) che ne aveva assunto il Comando a febbraio del 1927. li Colonnello Dall'Ora, promosso a tale grado il 16/1/1927, proveniva dall'Ufficio Fortificazioni di Triesle, dopo lunghi periodi trascorsi in Libia. Nel 1929 la sua strullura organica fu potenziata con la costituzione di una Compagnia composta da telegrafisti e radiotelegrafisti, formala con elementi tralli dai reparti distaccati presso la Scuola, e di una Compagni:1 rnisla compost"::i da sezioni cli Mascheratori , Teleferisti, Fotoelettrici):;li, formata con personale della Compagnia servizi della Scuola. Successivamente venne costituito un nuovo reparto lecnico-addestrativo, denominato Bauaglione misto e la Scuola assunse la seguente articolazione (5): - Comandante (Colonnello), - Vice Comandante (Tenente Colonnello o Maggiore), - Ufficio comando, - Ufficio Addestramento su: • Sezione lavori sul campo di battaglia e le comunicazioni (6), • Sezione per i collegamenti, • Sezione per i mezzi tecnici vari - Battaglione misto, su: • Compagnia mista composta da: Sezione Mascheralori, Sezione Teleferisti e Sezione Pneumoelettromcccanici, • Compagnia trasmissioni, composta da: Plotone Telegrafisli, Plotone Radiotelegrafisti e Plotone Fotoelettricisti, • Compagnia Artieri (7), • Compagnia servizi
5Dalle memorie storiche della Scuola Centrale Genio. 6conmnicazioni intese come viabilità. 7Reparto distaccato presso la Scuola, a turno tra i Reggimenti Genio pe r un periodo di due anni.
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Nel campo della preparazione del personale furono svolte, tra le più significative, le seguenti attività formative: - per il completamento della cultura degli Ufficiali del Genio: • corsi regolari d'istruzione per Ufficiali superiori (8), • corsi applicativi per Capitani - fase tecnica d'Arma - per la preparazione agli esami per la promozione al grado superiore ('"), • corsi qualificativi per Ufficiali superiori destinati alla organizzazione e conduzione di corsi d'istruzione per Ufficiali, • istruzioni per l'aggiornamento professionale degli Ufficiali in aspettativa per riduzione dei quadri (A.R.Q.) e di quelli di complemento in servizio, • corsi infonnativi per Ufficiali in servizio permanente effettivo (s.p.c.) sul " metodo addestrativo", • istruzioni di aggiornamento per Ufficiali in congedo, • corsi informativi per Ufficiali dei Bauaglioni complementi di "Camicie nere"; - per la specializzazione di Ufficiali, Souufficiali e graduati della varie Armi, nell'impiego di mezzi del Genio: • corsi sui materiali elettrici, per Ufficiali e Sottufficiali del Genio, • istruzioni ccl aggiornamento per Sottufficiali Zappatori di Fanteria ed Artiglieria, • corsi per Ufficiali , Sottufficiali e graduati specializzati del Genio per l'idoneità all ' impiego delle macchine e delle attrezzature pneumeccaniche, elellriche cd idriche in dotazione ai reparti, • corsi cli telegrafia pe r il personale delle altre Armi, • istruzioni per Ufficiali inferiori e Sottufficiali di Fanteria ed Artiglieria, sull' impiego delle stazioni radiotelegrafiche, • corsi per Sottufficiali e graduati delle varie Armi, specializzati mascheratori. Nel campo della sperimentazione della normativa d'impiego delle unità del Genio e della elaborazione delle istruzioni tecniche, meritano cli essere ricordati gli studi e le prove condotte nelle aree addestrati ve del la Scuola, concernenti: - modalità per il fur:z:amento dei corsi d'acqua inguadabili, - impianto e gestione clcllc reti di collegamento radio e telefoniche, nell'ambito delle Grandi Unità, - organizzazione, funzionamento e lavori per il servizio idrico di campagna, - modalità ed esecuzione dei lavori di fortificazione campale - organizzazione ed impianto di sban-amenti nel combattimento d'arresto. Nel campo dello studio, ricerca e sperimentazione dei mezzi e materiali del
811 corso era suddiviso in tre periodi: il primo ed il terzo venivano svolti in comune dagli Ufliciali di tulle le Armi ; il secondo, invece, di carattere prettamente tecnico, veniva condono, per Arma, presso ciascuna Scuola Centrale. 9Lo svolgimento dei corsi avveniva con lo stesso meccanismo di quello precedente.
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Genio fu considerevole l'apporto della Scuola nei vari settori d'interesse dell'Arma. Le suddette attività, condotte in collaborazione con il Centro Studi e ricerche del Genio di Pavia, con l'Officina di costruzioni del Genio Militare e con l'Istituto di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica - con relativa officina - di Roma, furono indirizzate: - nel settore dei mezzi delle Lrasmissioni, su: • apparati telefonici campali e per guardafili, • cordoncino telefonico volante per le unità di Fanteria, Artiglieria e Genio, • apparati per la intercettazione telefonica, • apparati per la detcnninazione dello scarto minimo di frequenza tra maglie di uno stesso settore di grande unità, per le stazioni R2 ed R3, • telefonia ad onde convogliate, • misuratore di isolamento per linee campali, • centralino telefonico a chiavi per commutazione circolare, • telescrittore "Crced", • complessi fototelefonici, • dispositivi di autointercettazione, • generatore e lettrico a mano 1ipo " Perego" per apparati ottici, • dispositivo antinten.:ellazione ( 10), • amplificatori telefonici terminali, centrale telefonica mobile per Comando di Corpo d'Annata, • radiotelefoni "Ducati" ad onde ultracorte, • apparato oltico per unità di ranteria, • stazione radiotelegrafica "omnibus". - nel settore degli esplosivi ed ordigni esplosivi, su: • bomba illuminante per fotografie .notturne, • capsule esplosive e micce detonanti alla pentaeritrite, alla pentrite cd al fulminato di mercurio, • ,u-rifizi per l'illuminazione de!Je opere difensive, • mine automatiche (li), • modalità di caricamento delle mine B2 e B4, • vari tipi di esplosivi. - nel settore dei lavori nel campo di battaglia, su: • calcestruzzi vibrati e previhrati per opere fortificate, • penetrazione di proiettili di mitragliatrice in lastroni di cemento fuso, • malte cemen6zie colorate,
10Questo apparato fu ideato, sludiato e realizzato dalla Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica. 11 Queste mine furono sludiatc e realizzate dall'Officina delle Costruzioni del Genio.
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cemcntol ite, paretj metali iche impe1forabili, torretta blindata "Giampietro", · • sacchetti a terra imputrescibili, • centro cli resistenza in calcestruzzo e verifica del suo comportamento a1 tm dell'obice eia 305 mm. e nei riguardi della chiusura ermetica, dell'illuminazione e dell'aerazione, • comportamento di varie opere di fortificazione campale al tiro dei medi calibri, • reti per i I mascheramento, • impiego del materiale da ponteggi "Innocenti" per il sostegno di reti cli mascheramento per un attendamento di Plotone, • vernici ignifughe per il mascheramento, • organizzazione ed esecuzione di sbarramenti nel combattimento d'arresto, • dispositivi di sbarramento ambientale a raggi inrrarossi (12), • comportamento degli aggressivi chimici sugli apparati delle trasmissioni, impiego della fotografia all'ultrarosso per la rilevazione dei mascheramenti campali, • vernici luminescenti "Clorofonal", infezioni del terreno da g<1s pe rsistenti, • additivi impermeabilizzanti ciel calcestruzzo (1:1); - nel settore delle macchine, altre7.7.ature e materiali vari, su: • motocompressori ed altrezzature pneumeccaniche ed e let.tromeccaniche, • clcttrnpompe sommerse per grandi profondità, • gruppi elettrogeni, • battipalo ad aria compressa, • sega a motore campale tipo "Dolmen", • escavatori "Rusten Bueyrus" e "Bugmatto", • proiell.orc B 60, • apparecchiatura di trivellazione tipo "Ila" per pozzi profondi, • motopompe cd attrezzature antincendio, • impianti per la produzione di aria liquida, • motocompressori portatili per verniciatura a spruzzo, • teleferica "Bleickcrt",
12 Qucsto dispositivo fo realizzato dall'Officina Galilei di Pirenze. 13L'impcrmcabili1~1 può essere conseguita sia con la scelta di miscele appropriate, ottenute con l' aggiunta di calce o di trass, sia impiegando sostanze bituminose o soluzioni di allume, spalmate sul getto, mescolate al cemento o diluite nell ' acqua di impasto. La Scuola studiò l'impiego di "slormproof concrete" (alla lcttcra:"Calceslrnzzo a prova di tempesta"). appartenente a quest'ultima categoria e particolarmente idoneo per i gelli in presen za di acque tumultuose o vorticose.
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• attrezzature meccaniche per lavori sul campo di battaglia, • elevatore d'acqua "L'impetuoso" ad aspirazione continua, • verniciatura mimetica dei mezzi corazzati, • approntamento di elementi predisposti per la realizzazione di pontili, • esploditori elettrici, • cavi elettrici per impianti campali, • stazioni fotoelettriche, • attrezzature meccaniche per lavori stradali, • apparati per il radio b1illamento di cariche esplosive. Nell'ambito del rinnovamento dottrinale sviluppatosi negli anni trenta l'Istituto esercitò un ruolo di primo piano per quanto concerneva il Genio. Dagli inizi del I 935, in particolare, ru rilevante il contributo di studi e sperimentazioni per formulare la normativa d'impiego della specialità Zappatori-artieri nella "Organizzazione ed impianto di sbarramenti nel combattimento di arresto" . Per definire: entità ed articolazione delle forze da impiegare, tipo e quantità elci mezzi necessari e modalità di esecuzione la Scuola dovette procedere ad impegnative attività propedeutiche, seguite da manovre a fuoco, a partiti contrapposti. L' impiego delle Unità Zappatori-artieri (spe<:ialift trasfonnat:i in ".irlieri" nel 1936) subì in bre ve tempo un'evoluzione sorpre ndente pe r e ffetto di queste azioni a fuoco condotte molto realisticamente. Si percepì nettamente, già allora, l'enorme potenzialità che avre bbe potuto assumere sul campo di battaglia, sia in ambito tattico che in quello strategico, il razionale schie ramento dell'ostacolo attivo nella guerra de lle mine, specialmente se integrato da ostacoli passivi (ostruzioni e demolizioni) e da fuoco di armi automatiche e contro-carro ( 14). · Gli artefici di quelle multiformi attività, sopra sintetizzate, della Scuola Centrale del Genio furono gli Ufficiali , i Sottufficiali ed i genieri dell'Tstituto, che le eseguirono con la consueta, silente operosità· propria dei genieri , guidati da comandanti di spiccata professionalità tra i quali è doveroso ricordare i Colonnelli: Giulio DE' MEDICI, Giuseppe DALL'ORA, Stefano DEGIANI, Alberto BASTIANL Raffaele Ci\NESSA, Annando BIANCHI, Pietro STEINER ( 15), e Francesco CANDIDO. Affermatosi ormai quale centro militare di alto livello addestralivo e tecnico-sperimentale, la Scuola per tutti gli anni trenta divenne mèta costante di visite compiute da numerose missioni militari straniere, alle quali vanno aggiunte quelle di Ufficiali e Sottufficiali frequentatori di corsi presso altri Istituti. Anche gli allievi della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio cli Torino svolgevano annualmente brevi periodi cli istruzioni pratiche nelle aree addestrative della Scuola.
14 Quei reparti e quell'addestramento possono considerarsi antesignani dell 'epopea dei (ìuastatori della seconda guerra mondiale. 15Il Col.STEINER può considerarsi il fondatore della specialità dei guastatori del Genio Italiano.
Cr1p. /1 - Il rinnovame11lo dell'Arma del Genio
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e) LA Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio Le autorità del Ministero della Guerra, istituzionalmente preposte al riordino strutturale dell'Esercito fin dalla fine del primo conflitto mondiale riconobbero l'importanza del ruolo svolto degli Ufficiali e Sottufficiali di complemento in seno ai reparti sia in tempo di pace che di guena. Lo stesso Armando DIAZ, nella relazione di accompagnamento del Regio Decreto del I 923, affermò autorevolmente:"occorre fare il massimo assegnamento suili Ufficiali di çumplemento e sui
irculuati essendo questi assolutamente indi:-pensahili per ottenere la voluta efficienza nelle unità di guerm" ; questo anche in rapporto alla inderogabile necessità di limitare, in tempo di pace, il numero degli Ufficiali in servizio permanente. Il Maresciallo DIAZ, inoltre, nello stesso documento sottolineò l'opportunità di ''provvedere fin dal tempo di pace a mantenere vivo il gettito di tali elementi, aprepararne un numero adeguato alle necessità future e con il grado di istruzione imposto dalle attuali esigenze e dal continuo evolversi elci mezzi tecnici. A ciò mira appunto l'istituzione delle Scuole Allievi Uffidali e Sottufficiali di complemento". Nel 1920, con l'ordinamento Bonomi, furono istituite presso le sedi dei Corpi d'Armata le Scuole di reclutamento per Allievi Sollufficiali di complemento, i cui corsi, della durata cli sei mesi. ebbero inizio il I "gennaio 192 1. T1 dieci marzo del lo stesso anno il Ministro della guerra stabilì che tali Scuole fossero adibite anche al reclutamento ed all'istruzione degli Allievi Ufficiali di complemento, a decorrere dal l 0 agosto 1921 ( 16). Per la frequenza del corso la cui durata era di 7 mesi, gli Allievi Ufficiali del Genio venivano soltanto in al<.ami dei suddetti istituti, dove erano riuniti in una delle Compagnie ciel reparto allievi . Dalla fine degli anni venli lo Stato Maggiore dell'Esercito nell'ambito dell'azione volta ad incrementare la preparazione dei quadri, istituì, con provvedimento del 15 luglio 1930, attuativo delle Legge l luglio 1930, la Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio in Verona. La sede della Scuola, nata congiuntamente a quelle delle altre Anni, era la stessa che aveva ospitato i precedenti istituti di formazione degli J\llicvi Ufficiali e Sottufficiali delle varie J\rmi. Il suo primo Comandante fu il Tenente Colonnello Guido DI PALMA. Le infrastrutture occupate dalla Scuola furono: - la casem1a Mastino della Scala, dove furono sistemati: il Comando, l'Ufficio Amministrazione, il Comando del Battaglione allievi, la Compagnia Comando e la Compagnia Allievi Ufficiali Zappatori, Minatori, Pontieri; - la caserma Castel S.Pictro, sede della Compagnia Allievi Ufficiali telegrafisti e radiotelegrafisti.
16Circolare n.148 - Giornale Militare 1921.
- 72 -=- - ==-- -- - - - -- - - - -- - - - - - - --Prima Parte - Il dopoguerra ( 1918-1934) Le attività formative dell'istituto ebbero inizio lo stesso giorno della costituzione (15 luglio 1930), con l'avvio del primo corso Allievi Ufficiali studenti univers itari del Genio ( 17), mentre il primo corso normale di allievi Ufficiali di complemento (A.U.C.) cominciò il primo novembre successivo ( 18). Gli insegnamenti furono concepiti, organizzati e condotti , come si dirà più diffusamente in seguito, con l'intento di dotare gli allievi Utliciali del Genio di una p rep,irazione professionale adeguata alle esigenze e alla fisionomia tecnica dell'Arma. Il 12 luglio 1932, a motivo della cessione della caserma C astel S.Pietro al comune di Verona, tutti i n:parti della Scuola furono riuniti negli edifici della caserma Mastino della Scala. In quello stesso periodo, in seguito alle esperienze tratte dalle operazioni effe ttuate da alcune unità dell'Esercito nella fase di riconquista della Libia per l'evoluzione degli strumenti scientifici impiegati per esigenze militari e per l'a umentata potenza o complessità dei mezzi bellici crebbe enormemente la pluralità degli interventi del Genio sul campo di battaglia. Ciù significò, per l'Arma, la necessità di un ampliamento delle aliquote e della preparazione tecnica dei quadri Ufficiali , soprattutto subalterni, e quindi di qu elli di complemento. Pertanto, si rese indispensabile il trasferimento dell::i Sc noln in una sede idone;:i a garantire una ricettivit:1 del perso nalc adeguata alla fi sionomi a de ll'istituto e ad offrire, altrcsì, strutture funzionali per un e1licace svolgimento dell'attivitft didattica. La sede prescelta fu quella di Pavia che offriva le condizioni infrastrutturali auspicate con, in più, la presenza di altri importan ti istituzioni dell ' Arma: il 3° Reggimento G enio, il Centro studi e ricerche del Genio e l'Officina delle costruzioni del Genio, con le quali la Scuola poté stringere rapporti di fattiva collaborazione tecnica e didattica. Nella c ittà ricca di storia e di cultura, aveva sede, tra l'allro, una prestigiosa Università. La Scuola Allievi Ufliciali di complemento del Genio si insed iò in Pavia il 25 ottobre 1932( 19 ) collocandosi negl~ edifici inutilizzati dell'ex monastero dei "monaci neri" ( 20). TI complesso fu pcrciù integralme nte ristrutturato dall'Ufficio Fortificazioni del Corpo d'Armata di Milano. In una breve e semplice cerimonia svoltasi il 1° novembre 1933 fu ratificata l'istituzione della Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio, intitolata ad un prestigioso personaggio del!' Anna, il Generale Luigi Pederico MENABREA (alle-
17Disposto con circolare n.7 - Giornale Militare 1930. 18 Dispostn u rn circolare n.544 - Giornale Militare 1930. 19oispm:cio ministeriale 23234 del 18 ottobre 1932. 20 11 complesso edilizio era stato utilizzato come ospedale dalla metà del 1400 in poi, finché, ormai vetusto, era stato dismesso da tale funzione e non ulteriormente utili/zato. Con l'esigenza sorta nel 1932 fu messo a disposizione dell' Esercito dal Podestà del tempo, prof.Pietro VACCARI.
Ca,,. li - Il rinnovamenlo del/"Anna del Genio
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gato n. 37), con la consegna delle "Cartelle" e deJle "Regie Leltere Patenti"(2 1) da parte del Generale Ispettore di mobilitazione della Divisione di Milano al Comandante pro tempore del!' Istituto Colonnello Luigi GROSSO. Il 3° corso ordinario A.U.C., il primo svolto nella nuova sede (22 ), ebbe inizio il O I novembre 1932 (23), per concludersi, sette mesi dopo, il 31 maggio 1933. A Pavia la Scuola ebbe la seguente struttura organica: - Comando (comprendente: Comandante, Ufficiali del Comando, Ufficiali docenti), - Compagnia comando, - laboratorio - officina (per riparazioni e manutenzioni), - I Battaglione Allievi Ufficiali , su: • Comando d i Baltaglione, • J/\ Compagnia A.U .C. Zappatori - minatori, • 21\ Compagnia A.O.C. Zappatori - minatori, Pontieri - lagunari, - li Battaglione Allievi Ufficiali (24), su: • Comando di Battaglione, • 3/\ Compagnia A.U.C. Telegrafisti , ~ 4" Compagnia A. U .C. Radiotelegrafisti: L' 11 dicembre 1932, presente il Ministro della Guerra, ebbe luogo nel cortile 28 ottobre della caserma, con l' inaugurazione del nuovo complesso, lé:l cerimon ia di g iuramento dei 704 Allievi Uffic.:iali di wmplemcnto del Genio ciel 3° corso, così suddivisi: 336 Zappatori-minatori, 49 Pontieri-lagunari, 210 Telegrafisti e 109 Radiotelegrafisti. Al vertice della Scuola si avvicendarono c.:omandanli di provale capaci tà organizzative, dotati di notevole preparazione culturale, sia nelle discipline militari che in quelle tecnico-scientifiche, tra i quali sono da ricordare i Colonnelli Luigi GROSSO, Enrico PRAITJNJ e Oreste CRIVARO. I ,'attività didattica veniva svolta sulla base di un programma di studi elaborato, cornc per gli Allievi Ufficiali delle Altre Armi, dal Comando del Corpo di Stato
2 lLe Regie Lettere Patenti sancivano l'attribuzione, alla Scuola, del motto "Par ingenio vit1us". 22 Sul finire del 1932, nel la nuova sede della Scuola , che doveva considerarsi definitiva, era stato collocato nel co1t ilc d'onore il monumento in bronzo, opera dello scu ilore e soUolenenle del Genio durante la prima guerra mondiale Vito PARDO, con alla base 1'isc1izionc "Avanti è la vita". L'opera realizzala con il bro nzo ricavato dalla fusione d elle bocche da fuoco austriache, raffigura l'episodio dell'attacco ai trinceramenti nemici di Polazzu Carso, condotto dalla 10" Compagnia Zappatori durante la prima battaglia dell'Isonzo. 23Dispaccio Ministeriale 11. 46470 del 21 luglio 1932. 24 1 reparti allievi, I e II Batlagliont'., in attesa della conclusione dei lavori di ristruttarazione della caserma "Menabrea", furon o alloggiati nella casc1111a "Cairoli" fino al 6 dicembre 1932, riuniti in 1111 solo Battaglione Allievi Ufficiali, su 4 Compagnie. Il I e II Battaglione, ciascuno su 2 Compagnie, si costituirono, in cffclli, a partire dall' ll dicembre 1932.
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Prima Parte - li dopoguerra (1918-1934)
Maggiore e divulgato con la pubblicazione n.2148 ( 25 ). Fino al 1940 le variazioni e gli aggiornamenti apportati ai programmi di studio ed ai regolamenti degli istituti militari di formazione furono considerevoli, a testimonianza de1l'impo1tante processo evolutivo che caratterizzò la Forza Annata in quel periodo ( 2C1). I programmi di studio e le islruzioni pratiche furono concepiti e sviluppati secondo metodologie e processi pedagogici d'avanguardia, basati sullo sviluppo armonico delle capacità intellettive e morali di ciascun allievo. Le materie suddivise in teoriche, pratiche e teorico-applicative, erano raggruppate in due aliquote: quelle comuni a tutte le specialità del Genio (organica, tattica, topografica, fortificazione, armi c tiro, automobilismo, amministrazione e contabilità, scuola comando, addestramento al combattimento, applicazioni meccaniche, lavori per grandi comunicazioni e trasporti, mezzi per le trasmissioni, mezzi per l'informazione, ippologia) e quelle specifiche per ciascuna specialità. Queste ultime erano: - per gli artieri: nozioni di lecnica delle costruzioni e materiali da costruzione, strade ordinarie, passaggi dei corsi d'acqua (studio dei corsi d ' acqua, ponti regolamentari, ponti di circostanza con calcolo e progettazione di vari tipi), impianti e costruzioni idriche, esplosivi, lavori da mina, campi minati, combattimento d'arresto, lavorazioni meccaniche complementari al corso cli :ipplicazioni meccaniche, teleferiche, complementi di fortificazione campale, organizzazione dei lavori. parchi artieri, rafforzamento e riauarnento dei ponti; - per i pontieri: materiali da costruzione, richiami di calcolo e tecnica di costruzione di ponti militari (stradali , ordinari e ferroviari), studio dei corsi d'acqua, passaggi con materiali di equipaggio, ponti metallici scomponibili delle unità pontieri , ponti con materiali non regolamentari, lavorazioni meccaniche, lattica e tecnica dei passaggi dei corsi d'acqua (quale complemento al corso di addestramento tattico); - per i trasmettitori: elettrologia (telegrafia, telefonia e costruzione delle lince, fototelegrafia, fototelefonia, colombi viaggiatori, parchi telegrafici, telefonici e telegrafonici, impiego di mezzi di collegamento a filo), radiotelegrafia (principi di radioelettricità, valvole elettroniche e loro circuiti, ci rcuiti radioelettrici, radiogoniomctria ed intercettazione telefonica e radioeletlrica). Per le specialità ferrovieri, aerostieri e fotoelettricisti non erano previsti programmi particolari; gli allievi destinati alle suddette specialità venivano tratti dai frequentatori dei corsi zappatori- minatori e telegrafisti. Dall'ottobre 1934 al settembre 1937 la Scuola, in seguito al alcune modifiche apportale agli organici del Regio Esercito, si fuse con il 3" Reggimento Genio, assu-
25 La pubblicazione intitolata "Norme generali e programmi d'insegnamento per i corsi Allievi Uficiali di complemento" era del 1930. 26 Ncll'anno 1940 fu distribuita la pubblicazione n.3769, elaborata sempre dal Corpo di Stato Maggiore, intitolata "Corsi Allievi Ufficiali di complemento - Norme generali per l'ammissione e per lo svolgimento - Programmi d' insegnamento".
Ct1JJ.
Il - Il rinnovamento dell'Arma del Genio
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mendo la denominazione di 3° Reggimento Genio Scuola: TI 15 settembre 1937 (27) la Scuola riprese la sua autonomia e ]a denominazione originaria e continuò nel suo compito istituzionale di formazione degli A.U.C. del Genio fino ali' 8 settembre 1943. Negli anni trenta, in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche del Genio e l' Officina delle Costrnzioni del Genio, la Scuola fu interessata anche alla sperimentazione di nuovi materiali e strumenti tecnici inerenti alle telecomunicazioni ed alla viabilità (ponti d'equipaggio, traghetti, barchetti e barconi d'assalto). Grazie all'apporto di docenti civili ed istruttori militari altamente qualificati, la Scuola si caratterizzò, sin dalle origini, quale "Studium" tecnico-professionale dell ' Anna del Genio, divenendo prestig ioso istituto form ativo. In virtù degli insegnamenti impartiti , prevalentemente di carattere tecnico-scientifico, la Scuola di Pavia adempì pure ad una meritoria funzione sociale. Infatti, i suoi frequentatori, una volta rientrati ne lla società civile, poterono mettere a frullo le nozioni acquisite e le esperienze fatte non solo durante il periodo di frequenza dei corsi ma anche durante il servizio effettuato ai reparti, da Sottotenenti. Vanno inoltre ricordati tuui queJJi che, elevati nelle doti morali e tecniche per cfh.:1.1.u J ell ' incisivo apporto educativo ricev uto nell.a Scuola, seppero rifu lgere s ia nella vita ci vile ché sui campi di battaglia.
3 - ORGANI DI STUDIO, DI RICERCA E PER LE RIPARAZIONI DEL GENIO Grandi furono gli impegni che, tra le due guerre, assunsero g li organi tecnici del Genio e molte furono le modifiche che subirono i vari enti che studiavano e sperimentavano sistemi e materiali. Nella trattazione che segue ne vengono individuati c inque, dei quali sono delineali , per quanto possibile , caratte ristiche ed attività. Essi sono: a) l' Officina Costruzioni; h) il Servizio Specialisti; e) l'Officina Radiotelegrafica cd Elettrotecnica; d) l' Istituto Centrale di Radiotelegrafia cd Elettrotecnica. e) la Direzione Superiore Tali denominazioni devono, comunque , essere considerale indicative di dete rrni nati sellori di attività, perché svariati furono nel tempo i cambiamenti di denominazione, i compiti assegnati e gli accorpamenti attuati.
27Disposta dal Ministero della Guerra con di spaccio n.46470 del 2 1 luglio 1937.
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_ _ __ _ _ _ __ __ _ __ _ _ _ _P_r_im . a Parte - Il dopoguerra ( 1918-/934 )
Questi enti di studio e di ricerca non hanno sempre avuto una dipendenza diretta dall'Ispettorato del Genio, che pure ha svolto quasi ininterrottamente, negli anni tra le due guerre, un'azione di coordinamento e di guida per lo sviluppo tecnologico dcli' Arma. Per esempio, nel 1932 esso compilò e diramò una pubblicazione di novanta pagine dal titolo: "Norme pratiche e dati elementari di calcolo per la costruzione di piccoli impianti idroelettrici di circostanza". In questo volumetto venivano indicate, tra l'altro, materiali e procedure per realizzare impianti idroelettrici di circostanza, utili in guerra per numerose applicazioni pratiche per azionare attrezzi di laboratorio e di cantiere ed altri strumenti del Genio mossi da motori elettrici. L' lstmzione indicava come si potessero eseguire , in pochi giorni e con sufficiente facilità, lavori di lieve entità con macchinario alquanto semplice, impiegando reparti non superiori ad una Compagnia Zappatori. La pubblicazione trattava anche delle rnisurc di po11ata di va ri tipi di prese e derivazioni dell'acqua, individuando ciascun tipo con disegni chiari e completi di tuui i dati tecnici. Nello stesso anno, e sempre su impul so dell'Ispettorato, un esperimento tecnico-operativo di notevole rilevanza fu impostato e brillarllc mente eseguito da un reparto del Ge nio . A rnarzu de l 1912 il Battaglione Zappatori del 9° Reggime nto Genio, di stanza a 'frani, eseguì un espe rimento di varame nto su gome ne di acciaio, sul torrente Gravina, con materiale de l ponte metallico n. I. Questa tecnica del varamento a m ezzo di funi metallic he ru sperimentata pe r ri solvere il proble ma di una ristrettezza di spazio sulla sponda di partenza. L' os tacolo da superare aveva una luce di 33 metri, sulla rotabile Gravina - Irsina, in Puglia. Le funi avevano un diametro di 22 millimetri. Fu costruita una pila regolamentare in ferro alta 5,77 metri e sormonta_ta da una pila regolamentare in feno alta 7,73 metri; tale pila divideva la luce in due tratte, la minore delle quali era di metri 10,50. La campata più piccola venne gittata per varamento e la più lunga, di metri 25 , su gomene. Il reparto, costituito da 2 Ufficiali, 2 Sottufficiali e 35 militari impiegò 25 giorni per l'intera operazione, ma c'è da considerare che le condizioni meteo erano particolarmente avverse, nevicate comprese. Il gittamento avvenne con funi portanti cd una traente.
a) L'Officina Costruzioni L'Officina traeva origine dalle ex Officine Pontieri, che dipendevano dal 9° Reggimento Artiglieria-pontieri costituito a Pavia nell'anno 186 I. Nel 1919 comparve nell'ordinamento Alhricci, come ente autonomo tra gli altri organi del Genio elencati all'art. 14 del Decreto. Nel 1920, con l'ordinamento Bonomi, figurava trn le componenti degli Stabilimenti del Genio,
Cap. Il - Il rinnovamento dell'Anna del Genio
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L'ordinamento Diaz del I 923 la rivide autonoma, sempre conservando 1' inizialc nome di Officina Costruzioni, con notevole ampljamento delle competenze. Vi furono infatti accentrate nuove lavorazioni (materiale fotocJet.trico, mezzi di perforazione, attrezzature meccaniche, impianti per teleferiche) ed alla soppressione di qualcuna delle vecchie lavorazioni (quella delle biciclette passata al servizio automobilistico), furono eseguiti ampliamenti, modificazioni e trasformazioni di sensibile entità. Nel 1926, con l'ordinamento Mussolini, di venne una componente del Servizio Specialisti ciel Genio, in quell' anno cos6tuito, con la denominazione di Officina di Costruzioni del Genio Militare. Da questo momento si provvide di anno in anno a rinnovare gli impianti di alcu ni laboratori speciali e altresì a migliorare tutti i servizi generali onde adeg uarli sempre più alle nuove e crescenti necessità. J suoi compiti erano: - provvedere con i propri mezzi o con l' industria privala, all' allestimento dei materiali per le specialità artieri, minatori, leleferisti, pontieri e di quelli analoghi delle altre Anni; - eseguire gli esperimenti di materiali sottoposti al s uo esame; - sv iluppare s tudi e lavori de ll'Officina R.T., su sp ecifico temporaneo mandato de lla Direzione Superiore. L'officina compre ndeva: - I di rezione - 1 servi zio tecnico; - 1 servizio amministrativo. La direz ione dell ' officina, affidata ad un direttore principale (Colonnello) comprendeva: un ufficio segreteria, una commissione permanente di collaudo, un ufficio disegni, un uffic io per la compilazione del catalogo dei materiali. Il serviz io tecnico, la cui direz ione era affidala al vice direttore dello stabilimento, comprendeva l' ufficio tecnico ed il reparto lavori. L' ufficio tecnico provvedeva: - alla compilazione dei preventivi e delle relazionj tec niche a coITedo delle richieste di assegni; - alla determinazione delle condizioni tecniche e delle norme di collaudo da inserirsi negli schemi di contrailo; - alla emissione degli ordini di lavoro con relative presc1izioni tecniche inerenti ali' esecuzione dei lavori stessi; - al controllo tecnico delle lavorazioni attraverso la revisione degli ordini di lavoro; - alle provviste in economia; - alle re lazioni commerciali con le ditte fornitrici di materiali. Nel reparto lavori, suddiviso in tre sezioni, si svolgeva la quotidiana attività pro-
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Prima Pa11e - li dopoguara ( 1918-1934)
duuiva dello Stabilimento, attraverso i molteplici laboratori dell'officina propriamente detta. La l" Sezione per i lavori di meccanica grossa, calderaria, motori, materiali pompieristici, comprendeva i laboratori: fucinatori, aggiustaggio e meccanica, calderai e motoristi. Nel laboratorio motoristi vi era una sala per la prova motori, provvista di un impianto completo per le prove di potenza e di consumo di carburante. La 2" Sezione, per lavorazioni di falegnameria, carpenteria in legno, cuoiami, teleria e verniciatura, comprendeva i laboratori: falegnami, coloritori, sellai, cordai, gommisti e tipolitografici. Nel laboratorio sellai, cordai, e gommisti vi era una sala per la riventilazione del kapok, con due impianti modernissimi, destinati l' uno alla ventilazione del· kapok greggio, l'altro alla riventilazione e alla rigenerazione del kapok già usato ed altresì alla preparazione dei miscugli di kapok nuovi ed usati. La 3" Sezione, per le lavorazioni inerenti alla meccanica di precisione, alle applicazioni elettromeccaniche, a quelle fotoelellriche galvanostegiche, comprendeva i laboratori: per meccanica di precisione, apparecchiatori telefonisti, fotoclcttricisti , galvanostegia ed una sala collaudi per complessi elettric i, ottic i, eleltro111ecca11ici e fotoelettrici. Per dare un'idea dell'attività dell'Officina si ripo1tano alcuni dati sulle princ ipali costru zion i, revisioni , rinnovazione di materiali, eseguite nel decennio I9221932: - costruzione di 30.000 attrezzi (gravine, badili, picconi., mazze, rnazzapicconi, seghe, magli , pistoletti , ccc.).Revisione e trasformazione di altri 2.000.000; - costruzione di 325 sezioni di passerelle n. I (di m.48 ciascuna) e di 50 zattere K; - costruzione di 300 apparati telefonici speciali, 1570 apparati telefonici da guardafili, 1080 centralini telcfonici, revisi<me di oltre 50.000 apparati telefonici e 6150 centrai in i; - costruzione di 1200 carriole-barelle, 50.000 pali telegrafici, 5.000 tamburi , revisione di 5.000 casscttine Lelegrafiche e di materiali minuti per impianti di linea per un complesso cli 50 tonnellate; - trasformazione di circa 500 stazioni ottiche a luc~. ossiacetilenica in stazioni a luce elettrica, revisione di alcune migliaia di apparati ottici; - costruzione e trasfonnazione di materiale colomhofilo vario per un complesso di 15 tonnellate; - costruzione e manutenzione di manufatti in cuoio (guaine per allrezzamenti po1tatili vari, custodie per strumenti fotografici e ottici, per apparati telegrafici, telefonici, ottici, ecc.) per un complesso di 150 tonnellate e di manufatti in tela (bandiere a lampo di colore, teli da segnalazione, lende stazioni ecc.) per un totale di metri quadri 500.000; - costruzione di 300 barche, 15.000 metri quadri di impalcata e 200 cavalletti,
Cap. II - Il
rin11ovwne1110
dell'Arma del Genio
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trasformazione di 500 harche, rimodernamento di materiale per ponte metallico n. l per un complesso di 500 tonnellate; - trasfonnazione, revisione e riparazione di alcune centinaia di stazioni fotoelellriche da 50, 75, 90, 150 centimetri e di 190 teleferiche; - costruzione e revisione di carri, carrette e vetture per un complesso di 1.000 unità, riparazione e trasformazione di 320 autoveicoli, 320 motori e macchine di vario tipo, revisione e rimodernamento di 450 tonnellate di materiali per idrici e pomp1en; - costruzione e trasfonnazione di 40.000 cofani di vario tipo, per dotazione dei parchi zappatori-artieri, telegrafonici, ecc. nonché per unità di nuova costituzione (parti idrici, sezioni pompieri). Anche nel campo degli studi ed esperienze l'Officina svolse una notevole attivit~t. Le più importanti rcalizza7.ioni possono essere così elencale: - studi inerenti ai materiali per i passaggi dei corsi d'acqua: ponti d'equipaggio n.O e n.3 passerelle n.1 e 2, zattera K, trasfonnazionc del ponte d'equipaggio n.1 in n.2; - studi per l'alimentazione con l'energia elettrica degli apparati fototelegrafici da ~arnp o ;
- studi sul materiale fotoelettrico : realizzale le nuove stazioni da 60 e 120 cm; - studi sul materiale per teleferiche : il ca rro portabobine per teleferiche ccl il raccordo tra teleferiche a moto continuo sono stati due studi che hanno reso più spedito il trasporlo de lle hohine per teleferiche ed aumentale le possibilità di superare maggiori distanze con tali mezzi di trasporto; - studi sull'autotraino del carreggio da parco; - studi vari relativi a materiali di manovra del ponte metallico n. l, vettura del servizio ottico, pompe ed aulopompc presentate dall'industria privata. Il Personale operaio impiegato nell'officina, che nel l 922 aveva raggiunto il numero minimo di 146 unjlà, seguì con andame nto variahile ma pur sempre in crescila lo sviluppo dell ' attività di tutti i reparti di lavorazione. Era pertanto aumentato a 550 unità nel 1927 e ad un livello massimo di 1000 operai nel 1933. Tale numero fu mantenuto fino all'inizio della campagna in Africa Orientale grazie anche ali' assunzione di personale giornaliero. L'ordinamento del 1934 la rivide autonoma con i nomi di Officina Coslruzi01ù del Genio. b) Il Servizio Specialisti Le origini di questo servizio possono farsi risalire a quel Reggimento Specialisti previsto dall ' ordinamento A lbricci del 1919. Esso non ebbe, però, lunga vita perché fu sciolto con l'ordinamento Bonomi del 1920, che, in sua vece, introdusse gli Slabilimenti del Genio.
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Prima Parte - il dopoguerrn ( 1918-1934)
Sollo questa voce erano raggruppati: - l'Istituto Centrale di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica; - l'Officina Radiotelegrafica ed Eleurotecnic.:a; - il Laboratorio pirotecnico e cli Studi chimici; - l'Officina di costruzioni . Fu con l'ordinamento Mussolini del 1926 che, per la prima volta, venne istituito un servizio degli Specialisti del Genio. Esso comprendeva, oltre la Direzione superiore del Servizio, alcuni degli enti sopracitati, ma con qualche variante nelle denominazioni, e cioè: - l'Istituto Militare di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica; - l'Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica; - l'Offi cina Costruzioni del Cìenio militaTe; cui si aggiunsero nel 1927 (Regio decreto n. 1433) 4 Centri Studio del Genio. I 4 Centri Studio avevano le seguenti competenze: il primo per le specialità zappatori, minatori, teleferisti, pontieri e lagunari, con sede in Pavia; il secondo per le specialità telegrafisti e radiotelegrafisti con sede in Roma presso l'Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica; il terzo per la specialità ferrovieri con sede a Torino presso il Reggimento Ferrovieri del Cìenio; il (]11ar10 per la specialitù aerostieri, con sede in Roma presso il gruppo aerostieri de l Genio.
L'ordinamento del 1934 pose il Servi,.io, scisso dall ' Istituto e dnll'Offic ina e sempre con la medesima denominazione, alle dirette dipendenze dell'Ispetlorato de l Genio, con i suoi 4 Centri Studio. Una prima modifica unificò i 4 Centri Studio in uno solo, con sede a Pavia. Una seconda modifica ne cambiò il nome in Servizio Studi ed Esperienze del Genio lasciandone immutata la precedente struttura. La variante definitiva de ll'ordinamento 1934 vide un Servizio Studi ed Esperienze del Genio che comprendeva: · - l'Tstituto Centrale di Radiotelegrafia ed Elettrnteenica, con sede a Roma; - il Centro Studi del Genio, con sede a Pavia; - l'Officina Costruzione del Genio a Pavia; - l'Officina Militare di Radiotelegrafia cd Elettrotecnica a Roma. Il Centro Studi aveva i seguenti compiti: - seguire i progressi della tecnica nazionale ed estera sia nel campo militare, sia in quello civile, avente tuttavia affinità con le applicazioni belliche; - studiare i nuovi materiali per le specialità dell'Anna (esclusi quelli della specialità radiotelegrafisti) e le trasformazioni da apportare a quelli già in dotazione; - eseguire prove tecniche di collaudo sulle lavorazioni compiute nell'officina di costruzione e sui materiali acquistati dall'industria privata; - eseguire studi, ricerche ed esperimenti che di volta in volta venissero ordinati ; - esprimere pareri sui materiali e sulle questioni tecniche interessanti i servizi del Genio;
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- attendere alla preparazione culturale degli Ufficiali del Genio per tulle le specialità dell ' Arma ( escluse quelle radiotelegrafisti e telegrafisti) attraverso gli annuali corsi tecnici integrativi per le comunicazioni ed applicazioni tecniche varie. Esso era costituito su 4 Sezioni. La I" Sezione eseguiva verifiche, ricerche, misure e collaudi riguardanti i materiali ddle specialità artieri , minatori, teleferisti ed idrici e disponeva di: - una sala prove resistenze materiali, dove ve nivano eseguite le prove relative; - una sala prove dei mezzi pneumatici, e lettrici e meccani ci per zappatori- a11ieri e minatori ; - un repai1o campioni di attrezzi di macchinari diversi; - un re pa1to di eìellroacuslica, dove si e ffe ttuavano le ricerche inerenti alla ascoltazione dei veli voli cd all'ascoltazione sotterranea de i lavori di mina; - un reparto impianti teleferici . La 2"Se1.i onc eseguiva studi, verifiche, misure e collaudi inerenti agli esplosivi, alla fotografia ed alle applicazioni di chimica industriale e compre ndeva: - un laboratorio chimico; - un l.;<"tbinctto fotografico; - sale varie dimostrali ve degli esplosivi eci artifi zi d i ~ucrrrr; - un impianto fisso cd uno autoportato per l::i produzione dell'ossigeno liquido occorrenl"c per i lavori da mina; - un laboratorio per le prove gomme; - un reparto per prove vernici dcst i na to ::il la deterrn inazio ne delle caratte ristiche di dcn.siti\ e viscosità delle vernici e de ll e caralleristic hc cli elastic ità, im pcnneabilit~1 ed aderenza de lle stesse dopo la loro appli cazione ed essiccazione. La 3" Se7,ione eseguiva ricerche, misure, verifiche e coll audi inere nti ai mate riali de lle spec ialità telegrafi sti, fotoelettric isli e meccani ci-elettricisti e compre ndeva : - una sala misure ottiche e fotometric he, dove veni vano eseguite le mis ure per il col laudo e g li studi sui materiali otlic i e foloelettri ei, e conteneva: fotometri, speltrofolornelri e iurninrn nei.ri a sì"era; - una sala prove macchine e lettriche. att rezzata per eseguire verifiche e prove di co1laudo dei macchinari e dei dispositi vi e lcUTici; - una macchina per misure e lettriche, attrezzata per la taratura deg li strmnenti di misura elettrici impiegati nei parchi e per la misura del le caratteristiche elettriche dei conduttori pe r linee telegrafiche e telefonic he; - una sala per misure te lefon iche, per prove comparative di rendimento dei vari tipi di microfoni e telefoni e per l' esatla determinazione di tutte le caratteristiche eleltric hc e magnetiche ine renti ai diversi organi degli apparati telefonici ccl eventualmente telegrafi ci; - un campi onario di materiali telegrafici ccl ottici. La 4" Sezione comprendeva i laboratori sperimentali per la determinazione delle caratteristiche di elasticità, resistenza, usura e cornpo1tame nto all'umidità ed al gelo
__-c8,_.:_ ,2 _ _ _ _ __ __ _ __ _ __ _ __ _ Prima Parte - li dopoguerra (1918-1934)
dei materiali legnosi, lapidei e cementiz i, nonché de lle malte. L'attività del Centro Studi del Genio fu varia e multiforme, tanto nel campo delle ricerche vere e proprie, intese a studiare nuovi tipi di materiali , q uanto nel campo dei collaudi dei materiali prodotti dall'Officina Costruzioni del Genio e di quelle realizzate dall'industria privata. Quelli che hanno richiesto maggiore impegno riguardano: la meccanizzazione de i reparti (attrezzeria, motocompressori e relativi attrezzi, trapani, seghe, tri velle , pompe, ventilatori , g ruppi elettrogeni , battipali, ecc.); g li esplosivi; i materiali de lla specialità telegrafisti (apparati telefonici tipo Genio - Artiglieria, apparati telefonici per guardafili, centrali telefoniche a spina, centrai ini telefonici, separatori per telefoni a multipla e per telefonia e telegrafia simultanea, apparati per te legrafia inintcrccttabile, condutto ri telefonici di linea, misuratori d ' isola rnenlo); l'elettrificazio ne dei reticolati; le interruzioni s tradali ; la fotografia a radiazioni in vis ibili; l' ascoltazione deg li aerei; i parchi e le officine campali. Una atten7.ione particolare meri tano g li studi relativi a: - elettrif icazione dei reticolati , per la qua le fu realizzato uno speciale g ruppo elettroge no a corrente alle rnata (20 KVA), con particolare trasformatore- elevato re di 1~ nsiont' , cla1r1 in ,Ji~tribuzione ni Rcggirnenli Genio ecl. a i p:irdii dc! !~ 0..lmpag nie meccanici-e lettricis ti , per e lettrifi care re ticolat i u piccole zone di terre no; - fotog rafia a radiaz ioni invi si bili, pe r la quale ru rono condotte numerose esperi e nze pe r raggiungere la poss ihilitì1 di ritrarre di 11oile o con 1;i nebbia sfruttando ra ggi ultravio lelli ed infraross i; - asco ltazione degli aerei, pe r la difesa contraerea.
e) L'O./Jù:ina Radiotelel(rafica ed Elettrotecnica Era stata costituita nel 1917 quale distaccamento del 3°Reggimento Geni o telegrafisti, allo scopo di provvedere all,_t 'fornitura, m anutenzione e riparazione delle ingenli quantità di m ateriale radio occorrenti ai reparti R.T. mobilitati. Con Decreto Min isteriale n. 903 del 15 giugno 191 8 e ra stata resa autono m a con decorren:1.a <lai I 0 lugiio 19 i8. Nell'immediato dopoguerra essa fu inca ricata di riordinare, trasformare, riparare e conservare il m ateriale radiotelegrafico proveniente dalla zona di g ue rra. Con l'ordinamento Bonomi del 1920 ass unse questa denominazione quale parte integrante degli Stabilimenti del Genio. Con l'ordinamento Uiaz del 1923 venne elencata fra gli e nti del Genio senza connessione con altri ed ebbe il compilo di studiare nuove stazioni militari campali ad onde persistenti, impiegando i tubi elettronici. Inoltre l'Officina provvide all'allestimento delle dotazioni di mobilitazione dei maleriali R.T. previste dalle tabelle di guerra. Tali materiali furono così individuati: ad onde smorzate (stazioni eia KW 1,5 su automobile e carreggiate; stazioni da KW 0,5 e 0,2 someggiabili; stazioni da KW O, I portatili; posti di ascolto con ri cevitori a cristallo (carborundum o galena); posti radiogoniometiici per onde lunghe; gruppi
( ·ap. Il - Il rinnovamento de/1 'J\rma del Genio
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e lettrogeni di tipi diversi per carica accumulatori. L' energia occonente all'alimentazione delle stazioni di maggior potenza (da KW 1,5 - 0,5 - 0,2 ) era fornita da gruppi elettrogeni (motori a scoppio ed alternatore) e quella per le stazioni di minor potenza (KW 0,1) da accumulatori a piombo. La valvola elettronica trovava impiego solamente nei ricevitori a cristallo delle stazioni di maggior potenza (da KW 1,5) quale amplificalrice _di riceòone. Frattanto gli s tudi sulle caratteristiche delle valvole e l'approfondila connessione delle molteplici funzioni a cui esse possono essere destinate, lasciavano intravedere l'applicazione integrale dei tubi a vuoto nelle staz ioni di tipo campale. Portato, entro il 1923, pressoché a compimento il vasto programma di lavorazioni e modifiche riflette nti il materiale a scinti11a, fu iniziato lo studio per definire i nuovi materiali ad onde persistenti (valvole termoioniche). Il primo complesso a valvola realizzato fu la stazione radiotelefonica portatile P 2 ( 1922- 1921), alimentata con accumulatori e munita cli aereo bifilare sostenuto da due antenne . I triodi occ orrenti furono studiati dati' Lstituto Centrale di radiotelegrafia ed elettrotecnica e costruiti dall'Officina. · Vc.:nm: in seguit o rea lizzata la V.S. 4 ollenula con opportuni adatta me nti de lla staz.ione da K W I ,5 s u automobile . La sta1.iom: V.S . 4 e ra coslitui1a da un posto a scintilla de lla potenza di KW 1,5, che impiegava valvole della potenza cl i KW 0 ,5 s iste mato su un autove icolo insieme al gruppo e lettrogeno ed al c ircuito oscillante primario. Paral lela111c.:ntc a Inie rca liz7.a7.ione fu altresì iniz iato lo studio di una s tazione portatile, da servire per le minori uniti', dell'Esercito, in sostituzione delle pesanti ed ingombranti sta z ioni da KW O, I. La stazione, che assunse il nome di V I, fu concretata nei suoi dettagli costruttivi nel marzo del 1925. Nello stesso anno 1925 si iniziò la costruzione di una piccola serie sperimentale della V I. Nel 1927, a seguito dell 'ordinamento Mussolini e con Regio Decreto Legge n.2122, convertito nella legge 22 novembre 1928 n. 2781, l'Officina venne inserita nel Servizio Specialisti del Genio e le sue attribuzioni furono così definite: - allestire con mezz i propri e con quelli dell'industria privala gli apparati e i complessi radioelellrici occorrenti ali 'Esercito; - eseguire studi, ricerche ed esperienze riguardanti il progresso della scienza elettJica c radioelettrica. - e sprimere pareri su argomenti e materiali di radiotecnica ed elettrotecnica sottoposti al suo esame. L' Officina militare di radiotelegrafia ed eleltrolecnica comprendeva: una Direzione (segre teria, commissione permanente di collaudo, ufficio disegni); un Servizio tecnico (ufficio tecnico, reparto lavori, reparto studi cd esperienze); un Servizio amministrativo.
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!'rima !'urie - I l dopoguerra ( /918-1934)
L' Ufficio tecnico aveva funzioni di maggiore importanza in quanto doveva dare indirizzo alle lavorazioni e coordinare l'attività tecnica dei vari reparti, apprestando mezzi e materiali necessari. Il reparto lavori comprendeva i seguenti laboratori: - laboratorio di meccanica grossa e di meccanica di precisione, forniti di adatta attrezzatura per la esecuzione di lavori di meccanica occorrenti per la costruzione apparati, nonché per riparazione di utensileria speciale, calibri, ecc.; - laboratorio montaggio dotato di macchine avvolgitrici, strumenti di misura, ecc., per il montaggio dei vari apparati e le riparazioni delle parti radioelettriche delle stazioni ; - laboratorio di falegnameria provvisto di macchine moderne e munito di aspiratori dei cascami, per le lavorazioni di ebanisteria e carrozzeria; - laboratorio di forgia e fonderia , dotato di forni cli fu sione e di tempera, impianti di grossa saldatura e macchine diverse, per l'approntamento delle parti semilavorate del reparto di meccanica; - laboratorio dei bobinatori , dotato di attrezzi speciali e di stufe elettriche per l'essiccamento degli avvolgimenti, per la riparazione di magneti e macchine elettriche, sottoposte a prova con il fre no e lettrico PAS()UALIN! ; - laboratorio per carica acc umulatori, provvisto di adeguati gruppi convertitori al ime ntati dalla rete d i distribuzione elettrica; - labo ratorio di selle ria pe r costnv.ioni parti in cuoio occorrenti a lle stazioni ad ai posti R.T. (someggio, spalleggio, ecc.): - laboratori o di riparazione motori, provvisto di grue, ponti e freno dinamomelrico idrauliw; · - laboratorio per la verniciatura; - laboratorio per la lavorazione elci quarzi piezoelettrici, dotato cli rnacchine per tagliare lastrine dai cristalli grezz i, di spianatric i, rifinitrici , ve rificatori , ecc.: - laboratorio di costruzione valvole, corredato di soffieri e pe r vetro, banco di vuotatura con pompe molecolari , impi anti ad induzione per il trattame nto degli elettrodi, banco di prova delle valvole, ecc., e ricerche sperimentali sui triodi ; - laboratorio di elellrochimica, corredalo di bagni per la ramatura, nichelatura, zincatura, cromatura, argentatura, doratura; - laboratorio di tipografia e litografia, per il servizio radio. Dal reparto lavori vennero anche eseguiti studi per la definizione o il perfezionamento di materiali speciali (ad esempio lo studio e la reali zzazione dei nuovi posti radiogoniometrici campali), e vi fu costruito il primo campione di autoambulanza radiologica da campo. Il reparto studi ed esperienze aveva il compito di eseguire tutti gli studi interessanti il progresso dei materiali delle trasmissioni, sia per definire e reali zzare i modelli dei nuovi apparati da sperimentare o impiegare presso le truppe, sia per seguire gli sv iluppi della scienza e della tecnica onde utilizzarne, ai fini militari, i più recenti progressi.
( ·1111. Il - Il rimwva111e11Lo de/l'J\nna del Genio
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Il reparto era suddiviso in quattro sezioni: - la )/\Sezione, si occupava dei problemi concernenti: la intercettazione telefoni ca, la reg istrazione e la successiva riproduzione dei suoni, la radiotelefonia segreta, la radiofonotclemctria, la teletrasmissione delle immagini, la telefonia ad alta frequenza (onde guidate), il radiocomando e la radiotelefonia a bordo dei carri armati, le sta zioni con microonde a fasci diretti; - la 2/\ Sezione, provvedeva allo studio e definizione dei nuovi materiali radio da campo (stazioni per collegamenti terres tri e terrestre- aereo, posti di intercettazione R.T. e posti di· ascolto dagli aerei , stazioni ad onde ultracorte per il collegamento degli aerostati a terra, cli sbarramenti a raggi invis ibili); - ia 3 1\Sezione provvedeva agii studi concernenti ii progresso dei materiali teìcg rafici e telefonici a filo (telescrittori di tipo meccanico ed elettrico, telefonia selettiva, te lefonia automatica, fototelefonia, amplificatori di linea, ripetitori di chiamata , traslatori da filo a collegamenti radio e fototelefonici, apparecchiature osLeofonic he e antisonanti , centra li telegrafoniche mobili per comandi di grande unità); - la 4/\Sezione si occupava di alcuni determinati problemi radio. Nel corso del 1927, l'offi c ina costruì e distribuì 600 stazioni V I ter con la dcno111111a1.iulll.: th..:J i111 t1va Lii Stai.ione K 'L. C on l'ordinamento del 1934 l' Offic ina passò a fa r parte del Servizio Studi cd Esperie nze de l Genio. Con R.D. 3 1.10.1 935 11. 2233 l'Offi cina divenne Offici na Militare de lle T rasm issio ni ed ini 7.iò a s volge re, insiem e all'Istituto, un ruolo determinante nel sctlore della ricerca app li cata alle te lecomu ni cazioni, costituendo un punto di riferimento anche per l'industria nazionak. Nel scllc mbrc del 1936 ben 50 stazioni V I hi s costruite dall ' Officina sulla base della V I , ma con opportune migliorie e modifiche suggerite dall'esperienza delle manovre nel Cavanese, prendevano parte alle manovre ciel Trasimeno con esito oltremodo lusinghiero.
d) L 'Istituto Centrale di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica Tra le du e g uerre la tecnica delle trasmissioni suhì radicali trasfonnazioni. Nella telegrafia a fili si passò dalla macchinetta Morse alle apparecchiature automatiche stampanti. Ne1Ja telefonia fu introdotta la commutazione automatica e negli anni trenta si giunse alla te lefonia selettiva. Ma soprattutto grandi furono gli sviluppi della radiotelegrafia e della radiofonia. Fu l'epoca di grandi scienziati e mirabili Ufficiali, quali il Tenente Luigi SACCO e il Tenente di complemento prof. TIBERIO, dell ' Istituto, che determinò l'equazione del radiotelemetro. L' Istituto era stato creato il 13 luglio del 1911. A luglio 1922 l'Ufficio del generale di Divisione del Genio pubblicò il primo fascicolo di un "Bollettino radiotelegrafico del Regio Esercito" con lo scopo di fornire ai militari aggiornamenti sui progressi che andava facendo il settore delle radio comunicazioni. In questo primo numero si pm:lava, tra l'altro, dello sviluppo e del-
-"8'-"6'-------- -~ - - - - - - - -- _ ___ __P_n_·n_u1_P_l_ir_1e - li dopoiuerra ( /9 I 8-1934) l'opera dell'Istituto Centrale di radiotelegrafia ed elettrotecnica, il cui Direttore era il Professor VANNI, e sull'impiego del tubo di BRAUN per il confronto di frequenze radiotelegrafiche e di capacità. Nel bollettino vi era pure un articolo del Tenente Colonnello SACCO riguardante la carta radiogoàiometrica di Roma da lui compilata. Nel 1923 apparve nell'ordinamento Diaz con il nome di cui al titolo. Nel 1926, con l'ordinamento Mussolini, entrò a far parte del Servizio degli . Specialisti del Genio. Nel 1929 fu studiato ed attuato un piano di preparazione, a livello nazionale, dei giovani alle discipline radiotecniche. Questo piano prevedeva: la scelta degli Istituti presso i qual i effelluare i corsi d'addestramen to degli allievi, la preparazione dei docenti di questi corsi, la esecuzione dei corsi. La preparazione dei docenti ehhe inizio nello stesso anno 1929 presso l' Istituto Centrale di Radiotecnica ed Elett:rotecnica, mediante i seguenti corsi: - un corso di magistero di radiotecnica per direllori, insegnanti. titolari ed incaricati di e lettrotecnica e di fisica, del lri durala di un mese; u11 conm informativo di radiotclcgrnfia per capi officina delle citate scuole professio na li. Successivamente ebbero inizio, presso numerose scuole professionali, lre tipi di cors i di diverso grado: - in 5 Istituti tecnici indu striali: un corso per pe rili radiotecnici , dal quale venn1.:ro tratti ottimi elemenli da inviare alla Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio per la specialità radiotelegrafisti; - in 12 Scuole industriali: un corso per operai qualificati radioelettricisli, che fornì elementi tecnicamente ben prepa·r ati da avviare alla Scuola Souufficiali del Genio della stessa specialità; · - in 90 Scuole professionali: un corso di radiotelegrafia, dal quale tran-e i radiotelegrafisti del Genio e per le altre Armi. Con l'ordinamento del 1934 passò a far parte del Servizio Studi ed Esperienze del Genio ed assunse la denominazione di Istituto Militare delle Trasmissioni ed i compiti appresso indicati: - eseguire studi e ricerche teorico-sperimentali inerenti alle applicazioni della scienza elettrica e di quella radioelettrica, con speciale riguardo alle trasmissioni militari; - attendere alla preparazione culturale degli Ufficiali del Genio per la specialità radiotelegrafisti e telegrafisti, mediante corsi annuali (corsi tecnici integrativi per Ufficiali del Genio); - rappresentare l'amministrazione della guern1 nei congressi internazionali di radiotelegrafia ed elettrotecnica.
('(lf).
Il - Il rinnovamento dell'Arma del Genio
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e) La Direzione Superiore
La Direzione Superiore, parte integrante dell'Ispettorato dell'Arma, era retta da un Tenente Generale o Maggiore Generale del Genio per sovraintendere, dirigere e coordinare le attività dei dipendenti Uffici Centrali e degli Stabilimenti periferici e presiedere allo svolgimento dei corsi per gli ufficiali da avviare al servizio. Un primo nucleo di essi fu reclutato nel 1927, mediante un concorso tra gli Ufficiali dell'arma in possesso del titolo della Scuola d'Applicazione di Artiglieria e Genio o della laurea in ingegneria. Il reclutamento normale avveniva tra i Tenenti dell'Arma che aveva.no superato i due corsi "tecnico integrativo" e "superiore tecnico" ed avevano compiuto con successo due periodi di tirocinio, della durata di sei mesi ciascuno, presso le due officine prima citate. La Direzione Superiore comprendeva i seguenti Reparti ed uffici: I Reparto: per lo studio, l'esame, la progettazione ed i pareri relativi a: materiale da ponte, proiettori, apparati di ascolto, esplosivi, mezzi di accensione delle mine, lavori da mina, macchine ed attrezzature elettriche, meccaniche e pneumatiche, materiale idrico, teleferiche, materiali in dotazione ai parchi ed alle officine campali del Genio. 1T Reparto : per lo studio, l'esame, la progettazione ed i pareri rdativi a: apparati di trasmissio ne ottica, apparati fototclefonici, apparati telefonici a l'ilo (manuali ccl automatic.:i), appa rati telegrafici (manuali cd automatici) , apparati di te lefonia e telegrafia senza fili , applicazioni speciali di radiotecnica (radiocomando, radiogoniometria, radio trasmissione delle immagini , radiovisione), apparati di cinematografia sonora. lii Reparto: per la collaborazione alla compilazione ed all'aggiornamento delle istruzioni relati ve ai materiali tecnici in dotazione ai reparti del Genio e delle altre Armi. Ufficio notizie tecniche: incaricato di tenere aggiornato l'archivio delle informazioni tecnico-scientifiche, attraverso l'esame costante delle pubblicazioni e delle riviste specializzate, sia nazionali che estere, ed il collegamento con gli organi informativi (Servizio informazioni militari, Consiglio nazionale delle ricerche, ecc.).
Prinw Par/e - Il dopoguerra ( 1918- /934)
4 - GUGLIELMO MAU.CONI E LO SVILUPPO DELLE COMUNICAZIONI MILITARI Pur iniziando questa breve nota su Guglielmo Marconi soltanto dal 1918, per restare entro i limiti del periodo illustrato dal presente volume, non si può omettere di ricordare un fatto alquanto rilevante, di data anteriore. Si tratta degli esperimenti eseguiti in sardegna, nell'isola de La Maddalena, nel 1901 (allegato n. 6). Il 22 settembre 1918 MARCONI ( 28), che da tempo studiava l' utilizzazione delle onde corte per le radiocomunicazioni a grande distanza, convinto delle elevate proprietà di queste rispetto alle onde lunghe e lunghissime (29), trasmise i primi messaggi dalla slazione C~arnarvor\ ne! Galles, a que!la di Sidney. La potenz~t del!~ stazione di Carnarvon e ra tale eia poter l'ornire 4 chilowat in antenna. Subito dopo l' armistizio del 1918 furono costruiti in Europa i primi triodi per tras1111ss1on1. Nel 1919 entrarono in esercizio linee per corrispondenze di Stato e per radioteleg rammi privati e per la stampa, da: - Roma S.J>aolo con: Inghilterra, Francia, Stati Uniti , Germania, Turchia - da Ru111a Ccnlocelle con: Istria (Pola), Dalmaz ia (Sebenico); - da Coltano con: Spagna; - da Pola co1 1: Sof'ia, I111bresl, Budapest, Vie nna, Praga, Varsavia: - da 'faranto con: 11engasi, Salonicco: - da Brindisi con l'Albania. Nel maggio 1920 MARCONI acquistò uno yacht dall ' Ammiragliato inglese per farne il suo laboratorio sul mare. Il 20 giugno 1922, in una conferenza a New York, diede una dimostrazione pratica dell'utilizzazione delle onde corte e preannunciò la possibilità, comprovata dai risultati ottenuti in una lunga serie di prove, della radiolocali7.7,azione, cioè del radar. Nell'estate del 1921, nel corso di una crociera nel!' Atlantico del Sud, a bordo de ll'Elettra, sperimentò il sistema a onde corte a fascio, che gli consentì di stipulare, l'anno seguente, una convenzione con il Governo inglese per la realizzazione di collegamenti diretti fra la Gran Bretagna e le nazioni ciel Commonwealt. L' 11 giugno 1929, in seguito ad una udienza pontificia, MARCONI eseguì un sopraluogo nei giardini vaticani, accompagnalo dal Cardinale Carlo CONFALONJERT, segretario particolare di Pio Xl, allo scopo di verificare come e dove si
28Gugliclmo MJ\RCONI, norninalo Tenente di complemento del Genio il 19 giugno 1915, aveva prestato servizio nel flall.aglione Dirigibilisti, in Roma, dove era accentrato il servizio radiotelegrafi co dell'r,sercito. Promosso Capitano il 27 luglio 1916 rimase sempre presso i servizi radiotelegrafici rino al congcdamento, avvenuto il 31 agosto 1916. 29s i era arrivati lino a lunghezze d'onda di trenta chilometri ed oltre.
Cap. Il - li rillnovamento dell'Arma del Genio
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Marconi. Stazione RT da kw 1,5, ad onde smorzate
potesse realizzare la stazione radio della S.Sede (lO), cui il Ponlel'ice teneva mollo (allegato n.7). Progettata la stazione, fu realizzato il fabbricalo, su progetlo degli architetti vaticani, mentre gli impianti furono costruiti dalla Società Marconi di T,ondra. La stazione aveva un trasmettitore ad onde corte (solo per le due lunghezze d' oncia di metri 19,84 e 50,26) ed una potenza emessa di 15 chilowatt (3 1). Il 12 febbraio 1931, poco prima delle 17.00, MARCONI annunciò che Sua Santità avrebbe parlato al mondo per la prima volta. Alle 16.49 Pio XI iniziò la Jet-
3011 Cardinale in un suo scritto commentò: "La modestia di MARCONI impressionava cd edifi cava. E ' proprio vero che il genio non abbisogna di pose: sono i piccoli uomini che si pavoneggiano e si danno le arie". 3 1tn quest'opera accanto a MARCONI erano, tra gli altri, Padre Giuseppe GIANFRANCESCHI, Rellure dell'Universiti'l Gregoriana e Preside dell'Accademia Pontificia delle Scienze; il Marchese Luigi SOLARI, l'Ingegner Gaslon MATHIEU:
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Prima !'arie - Il dopoguerra (1918-1934)
tura del Suo messaggio e la Sua voce fu ascoltata a New York, Melbourne, Québee, Londra, Praga, Sidney, Parigi e dalle navi in navigazione su tutti i mari. La commemorazione dell'evento, la nomina di MARCONI a membro del!' Accademia delle Scienze e la consegna delle insegne di Gran Croce dell'Ordine Piano avvennero, alle 17.30, nella casina Pio IV. Sci giorni prima della cerimonia inaugurale, in occasione dell'inaug urazione della centrale elettrica vaticana il Pontefice così si espresse: " ... I'er i/ donwni è già annunciata, è g ià anzi matura e sarà se,,n-
pre più petfetta un 'altra meraviglia dovuta alle geniali cure e sollecitudini del Marchese MARCONI, meravigliosa davvero. che p erm etterà al Vicario di Gesù Cristo di estendere la Sua conversazione all'universo intero.. ." rivolge ndos i a G uglielmo MARCONI , lì presente. Fra tutti g li e spe rimenti compiuti da bordo dell'Elettra_(3 2)va ricordato quello del 25 marzo 1930, allorché MJ\RCONl, all'ancora nel porto di Genova, volle collaudare il nuovo impianto trasmittente da 2 KW appena ultimato. Alle 8.15, ora italiana, pronunciò un discorso di saluto alla grande folla presente all'inauguraziorre dell'Esposizione mondiale di Sidney e volle stupire ancora di più gli australiani ed il mondo accendendo con la pressione su un pulsante, tutte le luci dell'impianto di illuminazione della Mostra. Il radio segnale aveva attraversalo l'etere giungendo a 14 mila miglia di distanza. Nel 1932 furono eseguile esperienze, a volte alla presenza del S.Padre, di emissione e ricezione cli onde ultra corte con valvole costruite dall'Ingegner MATI-HEU,
Marconi. Apparato rodio, ad onde smorzate, del 1910
3211 panfilo era stato realizzato nei cantieri navali Ramage e rergusson ùi Lcith, in Scozia, su progetto degli ingegneri navali Cox e King di I"ondra eù era stato battezzato "Rowenska" dalla Arciduchessa Maria Teresa d' Austria. Aveva una stazza lorùa ùi 633 tonnellate circa ed una hmghezza, fuori tutto, di metri 71,SO. Nel 1909 passò ùagli Absburgo agli inglesi, che durante la prima guerra mondiale lo utilizzarono come nave ammiraglia del Comando dragamine ùel mare del Nord e nel 1920 fu acquistato da Guglielmo M!\.RCONI.
Cap. ll - Il
ri11nova111P11fo
de/1'1\rma del Genio
Pio Xl e Marconi assistono ad esperimenti con le microonde, sul terrazzo della Casina Pio IX
Pio Xl esamina l'apparato trasmittente in esperimento sul terrazzo della Casina Pio IX
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- - -- - - -!'rima -- Pa rte - li dopoguerra ( 1918-1934)
Pio Xl e Marconi nella sala apparati della Radio Vaticana.
Palazzo Pontificio di Castelgandolfo. Padre Gianfranceschi, Guglielmo Marconi e Monsignor Marazzi, Vescovo Ausiliare di Albano, sulla terrazzo dove sono istallate le antenne del ponte radio ad onde ultracorte.
Cap. II - Il rinnovamento dell'Amw del Genio
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che oscillavano alla frequenza di 600 megahertz e che producevano onde di circa 50 centimetri. Furono realizzati collegamenti con Frascati e Castelgandolfo ed il 24 gennaio 1933 fu finalmente inaugurato il servizio radiotelegrafico permanente con le Americhe. li 9 febbraio di quello stesso anno venne collaudato il ponte radio ad onde ultracorte tra Roma e Castelgandolfo (33). li 12 febbraio 1939, alle 13.30 Monsignor TARDTNJ commemorava alla radio Vaticana la scomparsa di Pio XL Il Times così commentò: " ... la stazione radio voluta da Pio Xl e sorta ad opera di MARCONl.... si è mostrata all'altezza della situazione fornendo incomparabile servizio ai cattolir:i di tullo il mondo". Questo rapidissimo e sintetico sguardo ad alcuni passi del lungo e grande cammino di Guglielmo MARCONI, iniziato a Pontccchio nel settembre 1895, è sembrato il modo migliore per introdurre l'argomento dello sviluppo dei mezzi 1nilitari cli trasmissione. Durante i primi anni della guerra le comunicazioni erano affidate alla telefonia, alla telegrafia a filo cd ottica, ai piccioni viaggiatori, alla geotelegrafia (3 4 ) ed a pochissime stazioni radiotelegrafiche a scintilla. Dopo l'impulso dato dal Tenente MARCONI, la fine della prima Guerra Mondiale vide la presenza di 30 stazioni radiote legrafiche. Di queste 18 e rano mobili e l 2 fisse, distribuire rra ii 3" cd il 7" Reggime nto Ge nio. La Scuola Radiotelegrafisti e la Sezione Radioe leltrica, ubicale a Roma, continuarono ne lla formazion e del personale e nella cùra dei materiali del servizio, mentre a capo de ll'Officina RadiLJtelegraf ica ed Elett rol ecnica ve niva posto il Colonne llo Luig i S/\CCO C') (allegalo n. 37)., che continuava a dare impul so agli esperime nti. Nelle colonie, invece, gli apparati erano ancora quelli in servizio negli anni precedenti la prima guerra mondiale, per cui fu necessario inviarvi vari specialisti allo scopo di riordinare il materiale, aggiornarlo per quanto possibile ed impiantare un servizio più efficiente. i\ metà degli anni venti la rete radiotelegrafica in l ,ibia aveva uno sviluppo notevole e collegava Tripoli con i prcsìdi più lontani, ma con stazioni a scintill a pesanti ed ingomhranti. Un po' per volta tecnici altamente specializzati riuscirono a migliorare la situazione ed addirittura a creare laboratori per la riparazione e la costruzione degli apparati sul posto. Nel 1928 i centri nodali e molti presìdi disponevano già di ricelrasrnetlitori ad onde corte.
:ncli organi di informazione di lullo il mondo diedero a lungo notizie delle successive conquiste di MARCONI. 34Chiamata T.P.S. e basata sulla conducibilità del terreno che consentiva di trasmettere correnti clcurichc, con una portala di due o tre chilometri. I ,e due basi, la trasmittente e la ricevente, erano costituite da conduttori isolati cd interrati per una lung hezza di 100 o 2 00 metri. 35(ìià Te nente a Tripoli nei 191 I, dove collaborava con MARCONI all'i stallazione di 4 stazioni radio a scintilla <la 1500 Wall.
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Castelgandolfo. Le apparecc/1iature del ponte rodio ad onde ultracorte.
Castelgandolfo. Marconi attua il collegamento con
la Rodio Vaticana in Roma.
C:ap. Il - Il ri111wvamento dell'Arma del Genio
Castelgandolfo. Il Santo Padre visita la sala apparati. Padre Filippo Soccorsi reca un messaggio al Santo Padre, nel Suo studio in Vaticano.
95
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Prima l'arte· Il dopoguerra ( 1918-1934)
Negli anni trenta le comunicazioni dell' Esercito erano affidate ai seguenti mezzi: - colombi viaggiatori; - eliografi, che effettuavano le trasmissioni telegrafiche sfruttando la luce solare riflessa da uno specchio; - stazioni ottiche basate s u impulsi luminosi cli luce arlificiale ampliata da le nti di diametro variabile generalmente di 100 millimetri: - apparati telefonici da campo, il più comune dei quali era il modello G.A. 1931 , impiantati in sistema e facenti capo a centralini campali; - impianti telegrafici a filo (3<•): sl:r:.inni radiotelegrafic he, c he., nelle rorze Armate, ebbero uno sviluppo lento sia rispello ai perfezionamcn1i raggi unli nel settore comincrcinlc che , ancor più , rispetto a ti Cardinale Eugenio Pacelli, Segretario di Stato, qu:111to stav,! avve nendo all 'estero. e Padre Gionfranceschi, Direttore della Radio Vaticana. Nel 1933, presso l'Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica del]' Esercito, il Ge ne ral e Luigi SACCO, divenuto Capo del J Reparto, assistette ins ieme ad altri esperti militari e civili, ad esperimenti di irradi azioni di onde radio. Ciò significava l'inizio dell'era del radar. I ,e sperimentazioni successive furono affidate alla Marina, ma procedettero ientamcntc e, forse, senza eccessiva convinzione oppure per carenza di disponibilità economiche. E così un'altra importante via di sviluppo indicata da MARCONI non raggiungeva quei livelli che, sfruttati da altri, avrebbero ottenuto risultati determinanti ai fini militari,
36r,inu agli anni sessanta gli apparati telegrafici Morse rimasero in uso, oltre che nel le forze Armate, anche presso le Ferrovie e le Poste.
SECONDA PARTE
Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
CAPITOLO
III
I MATERIALI IN DOTAZIONE AI REPARTI DEL GENIO
l.
Premessa
2.
Materi ali per le comunicazioni, i trasporli e le interruzio ni
3.
Maleriali per i collegamenti
4.
Materiali per l'osserva7.ione
5.
Materiali per lavori e servi/,i vari
CaJJ. lii . / materiali in do/azione ai repw_ ·t_,_·d_P_I_G_e_111_·o_ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ _l=O-"---=l
I -PREMESSA Secondo la circolare n. 307 del 25 giugno 1925, reilerata poi il 28 maggio 1931, il servizio materiali del Genio doveva provvedere al rifornimento: - dei materiali di collegamento a tutti i Comandi, le truppe ed i serviz i del Regio Esercito; - degli esplosivi da mina e da distruzione; - dei me tri di legno e di metallo, delle rolelle e dei nastri metrici, dei livelli a bolla d'aria ed a cannocchiale, dei tacheometri, teodoliti, planimetri e simili; - degli strumenti topografici e da misura c degli strumenti e manufatti, completi di ollica, di impiego co mune; - dei mateiiali di rafforzamento, degli attrezzi pesanti e leggeri da zappatore e da minatore a tutti i Comandi, le truppe ed i servizi del Regio Esercito; - del carreggio speciale per il Genio (parchi per zappatori, minatori, stazioni telegrafi c he e fotoelettriche, aerostieri, colombaie); - delle stazioni fotoelettriche a tutte le Armi, Corpi e servi zi ciel Regio Esercito. Compito del servizio era anche que llo di effettuare la riparazi one di buona parte J 1.:i mate riali sop ra indicat"i.. Poic hé il Ge nio era responsabile pure ciel servizio pompicristico, a partire dal 193 1 suoi Uffic ia li e Sottuffic iali furono inviali a frequ entare periodi d'addestrame nto presso i Pompie ri di Ge nova e cli Milano. La natura de i mezzi e dei materi ali de l Ge nio e la loro e voluzione ne l periodo in esnrne ( 1918- 1934) va conside rata in relazione a que lla che era la con sistenza del nostro Esercito, commi surata alla conoscenza di quello che pole va essere il potere presumibile avversario. Assumendo quindi un potenziale bellico generale mcdiq, simile a quello nazionale, le capacità offensive e difensive dei mezzi impiegati dal Genio andavano calibrati su quelli che erano gli armamenti cd i trasporti italiani. Si è già accennato agli studi ed alle esperienze che si anelavano man mano sviluppando, volle, prcvalcntcmcnte, a migliorare e perfezionare, i maleriali e le tecniche impiegate nel corso del primo cunfliuo mondiale. Di seguito vengono descritte le caratteristiche de i principali mate1iali in dotazione ai reparti del Genio. Tale descrizione è, ovviamente, assai stringata e limitata alle indicazioni principali, tratte dalle numerose e dettagliatissime islruzioni che, molte volte, dedicavano un intero volume ad un solo materiale. Di tali pubblicazioni si ricordano quelle che erano agg iornate e ristampate periodicamente, a cura o su direttiva deU'Ispetloralo dell'Arma del Genio, con cadenza spesso annuale, esse sono: - le "Appendici" alle memorie sull'organizzazione e sull'azione del Genio in guerra; - alcuni fasc icoli del "Manuale per l'Ufficiale del Genio"; - le "Istruzioni" specifiche di ciascun materiale. Completavano la letteratura del settore i fascicoli sul "Caricamento dei Parchi",
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Seconda Parte~ Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
che contenevano J' elenco completo degli attrezzi, dei pezzi di ricambio e dei materiali di consumo che ne costituivano la consistenza. Alla fine della prima guerra mondiale esistevano i seguenti parchi: Parco zappatori su carri leggeri Comprendeva: 4 carri leggeri, I carretta da battaglione, 1 raccolta di strumenti ed attrezzi per 282 operai ( 168 guastatori e zappatori, 48 minatori, 34 falegnami, 4 fabbri, 12 muratori, e 16 operai diversi), 1584 cartucce di gelatina esplosiva, 576 bossoli di accensione, 100 sacchi a terra, 8 pinze tagliafili Boni, 8 pinze speciali Vogliotti, 4 elementi di scala romana, 600 granate a mano, 8 paia di guanti per filo spinoso e 2 fari ad acetilene. Parco zappatori su cmTette Comprendeva: 4 carrette per materiale da parco (di cui due con fucinetta), 2 carrette per materiale da equipaggiamento, I mulo con salmeria ed una raccolta di strumenti ed attrezzi come il precedente. Parco minatori Comprendeva: 4 carrette da parco minatori, 2 carrette eia equipaggiamento minatori. una serie di attrezzi e stnuncnli per 220 operai, costituita qualitativamente come le precedenti , con in più 6 pompe Excelsior complete, 4 fucinette portatili e 4 esploditori Ca11tono. Parco per sezione minatori per Cavalleria Comprendeva: 2 autocarri leggeri per materiali da minatore con strumenti vari per I00 operai e preponderanza di gelatina esplosiva. Parco del Genio per 2 Divisioni Provvedeva al rifornimento dei parchi zappatori divisionali, delle sezioni da ponte, delle sezioni telefoniche e del Parco telegrafico di Corpo cl' Armata. Forniva anche strumenti da lavoro alle truppe cli Fanteria . Comprendeva 28 carri o carrette. Parco del Genio per 3 Divisioni. Di strnttura analoga al precedente, comprendeva 32 carri o carrette. I Parchi di Corpo d'Armata, quelli delle Compagnie del Genio addette alle Armate e delle Compagnie Ferrovieri dell'Intendenza d'Armata erano rifornite dai Magazzini avanzati del Genio. Ognuno di questi magazzini comprendeva 48 carri o carrette così individuate: - 4 carri o carrette da parco leggero per zappatori, - 4 emTetle per materiali telefonici, - 1 carretta per materiali telefonici di riserva ed equipaggiamento, - 4 carri da sezione da ponte per barca, - 4 carri da sezione da ponte per cavalletti, - 3 carri per materiale da zappatore, - 2 carri per cordame e strumenti vari, - 4 carrette da parco minatori,
ca,,. lii - I materiali in dotazione ai _re__,.p_a_rt_i_de_,t_G_'e_ _ .n_io_ _ __ _ _ __
103
- 4 carrette per esplosivi, - 3 carri da parco per materiale Lelegrafico pesante, - 6 veuure per servizio ottico, - I carro da parco per aerostieri, di riserva, - 2 carri da trasporto, - 2 carrette eia battaglione, - I carretta laboratorio con fucina, - 3 carrette per materiale da parco telegrafico di Cavalleria, - 2 cani da sezione da ponte n. I per Cavalleria, - 2 carri da sezione da ponte n.2 per Cavalleria, - 2 cani da sezione da ponte n.3 per Cavalleria, - 3 carri per matc1ialc per rifornimento delle sezioni radiotelegrafiche da 3 KW, - 3 call'i da parco per materiali telegrafici, - I carro eia parco per materiali telegrafici di riserva, - I carro per materiale per rifornimento di sezioni radiotelegrafiche da 0,5 KW, - 2 carrette per materiali di rifornimento delle fotoelettriche. Il "Manuale per l'LY/ìciale del Genio " riportava dettagliatamente, fin nei minimi particolari, il caricamento di ciascuno dei carri sopra menziom11i e vi e rano, inoltre, elencati i materiali e gli attrezzi contenuti in ciascuno dei cassetti e degli scomparti del carro e del retrotreno. J.a materia trattata in questo capitolo è stata suddivisa, secondo una vecchia classificazione fatta dall ' Ispettorato Generale del Genio, in quattro grandi blocchi: materiali per le comunicazioni, i trasporli e le interruzioni: passerelle, ponti, ferrovie, telefori , teleferiche, esplosivi e mine; materiali per i collegamenti: apparati e mezzi per la telefonia e la telegrafia, stazioni e posti radio, colombaie, stazione ottiche; materiali per l'osservazione: aerostati, fotoelettriche, fotografia e cinematografia ; materiali per lavori e servizi vari: attrezzature pneumeccaniche, autocomp1essi, mezzi per il mascheramento, mezzi idrici, attrezzature antincendio cd elettromeccaniche. Nell'allegato n. 8 è contenuta un'elencazione di tali materiali, tenendo conto dell'evoluzione avvenuta fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, prendendo a campione quanto esistente negli anni: 1918-1922-1934-1939.
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Seconda Parie - Maleriali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
2-MATERIALI PER LE COMUNICAZIONI, I TRASPORTI E LE INTERRUZIONI
a) Passerelle e ponti Fino alla fine degli anni venti i materiali di preda bellica sostituirono i mezzi adoperati nel corso della prima guerra mondiale, che erano prevalentemente di circostanza. Si trattava, cioè, di superare gli ostacoli (corsi d'acqua, fossati, ecc.) creando strullure di legno capaci di consentire il transito di uomini , quadrupedi, carriaggi, e piccoli pezzi d'artiglieria. Agli iniz i degli anni trenta, pur rimanendo in servizio multi dei materiali per ponti in ferro , di precfa bellica, cominciarono ad essere adottati mezzi studiati o costruiti dai Centri Studio e dalle Officine del Genio. Passerella n. I Adottata nel 1924, era di assegnazione ai reparti Zappatori - artieri per il passaggio di truppe a piedi completamente equipaggiate . Era un mezzo leggeri ssimo e di rapido impiego per attraversamenti normali: - con una sezione, fin o a 52 metri. con velocità di corrcnl t-: d: due metri e mcZ/.o al secondo: - con due sezio ni , fino a 96 metri, con velocità di corrente d i un metro e mezzo al secondo; Il materiale era or<lin::110 in sezioni, ciascu na compre nde nte 13 impalcate e 12 galleggianti, delle seguenti caratteri stiche : - portala utile 100 chilogrammi per melru, - lempo medio di gittarnenlu pari a 25 minuti, - mezzi per il trasporto: 6 carrette o 2 autocarri leggeri, - larghezza metri 0,80. I galleggianti erano di fibra vegetale (kapok) chiusa in un triplo involucro di lela impermeabilizzata, rinforzati trasversalmente e longitudinalmente, avevano una larghezza di 3 metri ed erano muniti di attacchi metallici per il fissaggio dell'impalcatura e dei ritti di parapetto. Dall'iniziale della parola "kapok" la passerella era a nche detta " passerella K". Questa fibra vegetale veniva estratta dai frutti di piante tropicali appartenenti alla famiglia delle bombacee, provenienti dalle indie orientali , dall'Africa equatoriale e dall a' America centrale. Zattera K Adottata nel 1927, era assegnala alle Compagnie Artieri . Serviva per il traghettamento di 8-1 O uomini, a piedi o con bi cicletta, di una carretta da parco o di tre muli, oltre il personale di bordo, costituito da 4 vogatori ed 1 pilota.Per la sua composizione erano necessari 15 uomini e 20 minuti.
Cap. Ili - 1 materiali in dotazione ai reparti del Genio
Lo Passerella K.
La Passerella K.
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106
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Anna del Genio
·23. Fasi successive di gittamento di una passerella K da 28 metri.
24. Sezione longitudinale e pianta di una passerella K. eHO.S/IETTO
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Cap. III - I ,nateriali in dotazione ai reparti del Genio
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Per il suo trasporto occorrevano 4 cmrette o 1 autocarro leggero. Era costituita con 5 galleggianti e 3 impalcate della passerella n. I. Le sue caratteristiche erano: - lunghezza metri 7,40, - larghezza metri 4, - portata chilogrammi 1.000, - velocità massima della corrente: due metri e mezzo al secondo. Passerella n. 2 Nel 1935 fu realizzata questa passerella per ottenere una maggiore rortata di quella n. 1 e fu assegnata ai reparti Zappatori - art.ieri, per il passaggio di truppe equipaggiate, a piedi, di salme1ie, di carreggio e di autovetture leggere. Essa consisteva nell'accoppiamento di due passerelle del n. I con l'aggiunta di altri elementi quali: galleggianti aggiuntivi, impalcate intermedie, rompitraua, panconcelli, ecc. Come la precedente era suddivisa in sezioni da metri 52, costituite da 13 impalcate da 4 melli e 12 galleggianti. Ciascun galleggiante era formato dall'unione di due galleggianti della passerella n. I ed un elemento intermedio, tutti uniti tra loro nel senso della lunghezza. Le caratteristiche del materiale erano: - carreggiata: metri 2, - velocWt massima della corrente: due metri e mezzo al secondo, - te mro di gittame nto: un minuto per metro con un plotone. Per il suo trasporto occorrevano 8 autocarri leggeri. Venne poi assegnata anche ai Plotoni artieri delle Compagnie miste per Divisione celere. Passerella da montagna Nacque per superare ostacoli in montagna da pa1te di truppe a piedi, quadrupedi da soma, carreggio leggero ed aulocarretle e, eccezionalmente, carri veloci. La passerella era formata da due travi portanti a traliccio, in acciaio ad alta resisterna, collegate tra loro da controventature verticali ed orizzontali. Era a via superiore con traverse ed impalcata in legno, con una carreggiata di melri 1.60. Poteva coprire una luce libera di 20 metri, era dotata di rampe d'accesso ed aveva una portata di 300 chilogrammi per metro. Il suo peso totale era di 3.600 chilogrammi e poteva essere montata in due ore da 38 uomini. Il suo trasporto richiedeva 61 muli o 12 carrette o 4 autocarri leggeri. Era assegnata alle Compagnie miste per Divisioni Alpine e Divisioni Celeri. Veniva varata con guide e martinelli su ruote, con l'ausilio di una trave contrappeso di 8 metri oppure con una grue a carrello che la imbracava centralmente e la poggiava, tenendola orizzontale, sulle due estremità del fossato. Le travi portanti potevano essere a sezione triangolare od irrobustite con la
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Seconda Parte - Materiali, intervenli ed avvenimenti dell'Arma del Genio
sovrapposizione di una trave relicoJare a sezione rettangolare. Passerella sospesa Costituita con maleriale della passerella n. I (3 impalcate irrigidite con stecche laterali in legno e tiranti in fune d'acciaio) aveva una lunghezza di 12 metTi cd era larga metri 0,80. Serviva al passaggio di truppa a piedi ed aveva una portata di I 00 chilogrammi per melro. Serviva al passaggio di truppa a piedi ed aveva una portata di I 00 chilogrammi per metro. Si poleva montare e porre in sito per varamenlo in IO minuti con una squadra di 8 uomini. Ponte d'equipaggio modello 60/914 Questo materiale nato nel 1914 aveva ricevuto il collaudo della prima guerra mondiale, cluranle la quale era stato impiegato dal Reggimento Pontieri - Lag unari. li materiale era ancora più vecchio perché, gii1 esistente come Ponte Cavalli, nel 1860 crn stato modificato una prima volta. Nel 1914 aveva s ubilo varianti ad opera del Col onnello Luigi POGUATA cd aveva assu 11l v la denominazione di 60/914. La modifi ca consisteva nell 'adozione cli un cavallello ad H a gambe verticali e nella riduzione de lla luce delle campale da 7 metri a 5,:n. Ne era risu ltato un ponte de lla portala di 4 tonnellate se poggiato su ba rc he e cli 8 se su barconi. Ponte d~uipaggio n O. Ideato e realizzato presso l'Offici na Coslruzioni del Genio di Pavia, nel 1934 fu dato in dotazione al 1° Reggimento Pontieri per ponti leggeri ( 1) cd ai Reggimenti Genio di Corpo d'Annata. Serviva esset1zialmcnte per il transito di artiglierie leggere e per traghettamenti. · Il ponte era costiluilo da: - barca: rastremata alle due estremità, lunga 7 metri e larga 1,80, formata da un'ossatura resistente in legno di rovere ricoperta di texco ( 2), del peso di 350 chilogrammi e capace di trasportare 15 uomini armati ed equipaggiati , oltre i rematori; - impalcata: costituita da 3 elementi affiancati, resi solidali da rompilratta e panconcelli di chiusura, della lunghezza di 7 metri, della larghezza di metri 0,80 e del peso di 120 chilogrammi;
1 All'epoca i due Reggimenti Pontieri erano di stinti in: I" Reggimento per punti leggeri e 2° Reggimento per ponti pesanti. 2 Il texeo era un materiale elaslico, impenneabilc e facilmente adattabile, ottenuto sovrapponendo quattro strati di tela opportunamente trattata.
Cup. 111 - 1 materiali in dotazione ui reparti. d_e_l_G_'e_.,_1i_o_ _ _ _ __ __ _ _ _ _ _ _ _~
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Portiera con materiale da ponte d'equipaggio, per il traghettamento di Fanteria.
Un pezzo d'artiglieria su un ponte d'equipaggio su galleggianti, visto da valle.
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Anna del Genio
Carriaggi su un ponte d'equipaggio, visto da monte
Barche di ponte d'equipaggio nascoste in un bosco primo del varo
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Cap. Ili - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
Ponte d'equipaggio modello 1860/14, su galleggianti
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Barca modello 1860 (lunghezza, metri 7,50; altezza minima, metri O, 90; larghezza, metri 1,76; peso a completo allestimento, 660 chilogrammi)
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Seconda Parte - Materiali, inlerventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
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Ponte d'equipaggio su sostegni galleggianti (barche) e su sostegni fissi (cavalletti)
Cap. lii - I materiali in dotuz.iorw ai repa.rli del Genio
J'la!ia o'l. rtlegno Pivolz\
8anc/J,na J'taja d/sc,.rlegno
lraver.sa lv~o/are
Cavalletto per ponte d'equipaggio modello 1860/14
Sfilano i barchetti durante uno parata del Reggimento Ponfieri
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Ser:onda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
- cavalletto: a forma di H, costruito in legno e feno, del peso di 250 chilogrammi e fissabile alle banchine mediante cunei. Una sezione di ponte d'equipaggio n.O comprendeva 6 barche, 3 cavalletti e materiale d'impalcata e vario. Combinando diversamente i sostegni e le impalcate _si potevano realizzare: - ponte di barche della portata di 3 tonnellate, con 7 impalcate e 49 metri di lunghezza; - ponte su cavallelti della portate di 3 tonnellate, con 4 impalcate e 28 metri di lunghezza; - ponte misto su barche e cavalletti della portata di 3 tonnellate , con IO impalcate e 70 metri di lunghezza; - ponte di portiere della portata di 5 tonnellate con 4 impalcate e 28 metri di lunghezza. La carreggiata era di metri 2,40, il peso era di 200 chilogrammi per metro di ponle ed il tempo di gittamento, con 60 uomini, era di due metri e mezzo al minuto più 15 minuti per la costruzione delle cosce. Una sezione di ponte poteva essere trasportala da 16 carri rimorchio, ciascuno trainato da un trattore. Ponte d'equipaggio n. I Ollenuto ne l 1933 per trasformazio ne ciel materiale del vecchio ponte d' equipaggio modello 60/914, venne <lato in dotai.ione al 1° R eggimento Pontieri per ponti leggeri . Era normalmente diviso in 4 sezioni, con ognum~ delle quali si potevano ottenere sei soluzioni diverse: tre per una portala di 5 tonnellate e tre per una por.tata di I O. L'aumento di portata da 5 a 10 tonnellate venne ottenuta con l' irrobustimento della barca, con l'aumento del numero delle travicelle di impalcata (da 9 a 13), con l'infittimento del ghindamcrrto e con un'armatura inferiore di rinforzo. La carreggiata era di metri 2,36 per i ponti da 5 tonnellate e di metri 2,70 per quelli da 10. Il tempo di gillarnenlo variava da uno a tre minuti per metro per i ponti, rispettivamente, di 5 e 10 tonnellate. Le barche avevano l'ossatura in legno di quercia ed il fasciame in larice giallo; pesavano 600 chilogrammi e presentavano prua rastremata e piano cli poppa verticale. Ciò consentiva di formare i barconi, fissando con chiavistelli due barche accostate di poppa e formando così i galleggianti del ponte da 10 tonnellate. Con ognuna delle 4 sezioni (8 barche, 4 cavalletti e tutto il materiale di impalcata ed accessorio) si poteva realizzare una delle sci soluzioni aventi le seguenti caratteristiche:
< ·u p. lii - I 1nateriali in. dotazione ai repw-i_i_,_ le_l_G_e_n_io_ __ _ _ _ __ _ _ __
Lunghezza di Tipo
Portata Tonnellate
1 scz. rn_
1 equip.m.
115
Impalcate Velocità Peso per da m.5,33 max corren- rnclro di Il. te m./sec. ponte Kg.
Su cavalletti con banchina semplice
5 su 2 assi 4su 1 asse
26,65
90,61
5
3
200
Su barche
C.S.
47,97
175,89
9
3,50
289
Misto (su barche e cavalletti)
C.S.
69,29
26 1,17
13
3
250
26,65
90,61
5
5
350
26,65
79,95
5
3
560
37,31
133,25
7
5
450
Su cavalletti IO su 2 assi con banchina rinforzala 8 su I asse Su barconi Misto (su barconi e cavalletti con banchina rinforzata)
c.s.
Ponte d'equipaggio n.2 Conosciuto anche come ponte modello 1926, perché realizzato in quell'anno, fu in dotazione al Reggimento Pontieri - Lagunari e poi al 2° Reggimento Pontieri per ponti pesanti. Anche esso nacque dal modello 60/914, opportunamente modificato e rinforzato negli elementi gaHeggianti e nel!' impalcata. La rilevante portata ( 18 tonnellate su 2 assi e 12 su I asse) fu ottenuta principalmente con l'adozione di robuste travi in ferro a C, da metri 4, che alla funzione di travetti di ghindamento univano quella portante. I galleggianti erano: - le barche: costituite da due elementi, uno con prua rastremata e poppa tronca, lungo metri 4,40, ed uno prismatico da metri 3,90; - i barconi: costituiti da due clementi con prua rastremata tra i quali era inserito
ll 6è'._____ _ _ _ __ _Se_,c_o_n_da_P_ar_te_' _· _M_a_te_r_ù_,h__:__.'_in_le_r_ve_.,_zt_i ,_~l_lt_iv_v_en_i_m_e_n_ti_d_el_l'_A_rn:_1_a_d_el_G_·e_,_1i<_1 un elemento prismatico, lunghi complessivamente 12,70 metri. Nessuno di questi elementi era isolatamente stabile. Questo materiale consentiva il montaggio di: - ponte su cavalletti accoppiati, della lunghezza di 28 metri, costituito da 7 impalcate da 4 metri; - ponte su barconi, lungo met1·i 63,94, costituito da 15 impalcate, di cui: 11 da 4 metri, 2 da 4,60 e 2 da 5,37; - ponte misto, lungo metri 87, 94, costituito da 21 impalcate, di cui: L7 da 4 metri, e da 4 ,60 e 2 da 5,37; - un equipaggio era costituito da: 12 cavalletti, 24 barche di due elementi oppure 16 barche di tre elementi e necessitava, per il trasporto, di 52 carri rimorchio, ciascuno trainato da un trattore. Ponte d'equipaggio n.3 11 materiale di questo ponte fu studiato e realizzato nell 'anno 1935 dall'Officina del Genio Militare di Pavia e venne assegnato al 2u Reggimento Pontieri. Aveva funzione logistica. Era costituito in legno (galleggianti ed impalcata) e met;i llo (lr :wi portanti). Il materiale consentiva la costruzione di po nti sn barche, su cavalletli, misti e di porti ere per traghetta mento. La sua notevo le rigidezza e continuità, assicur<1ta da due travi portanti reticolari d'acciaio, consen tiva di realizzare i seguenti tipi d i ponte, con carreggiata di metri 3,28: _ - su cavalletti, della lunghezza di 135 metri, con 9 campate di 15 metri ; - su barche, della lunghezza di 150 metri, con 15 campate di I O metri; - misti di barche e cavalletti, della lunghezza di 150 metri, con un numero di campate variabili in relazione al numero di barche e cavalletti impiegati. Ognuno di tali po nti si poteva costruire con un equipagg io che, per minori e sigenze, poteva suddividersi in due mezzi equipaggi uguali. La portata media era di una tonnell ata per metro. Un equipaggio del punte n. 3 comprendeva: 8 cavall etti metallici, 18 barconi , 300 metri di travate re ticolari metalliche (in elementi da 5 metri), materiale d ' impalcata e materiale vario e veniva trasportato da 40 carri rimorchio, ciascu no trainato da un trattore. Ogni barcone era costituito da due barche lunghe metri 7 ,50, analoghe a quelle del ponte n. 1, ma con fiancate verticali. li tempo medio di gittamento era di 4 minuti per metro, con una Compagnia Pontieri. Tra i materiali dei ponti d ' equipaggio vi sono i barchetti , lunghi metri 7,75, larghi da metri 1,38 a metri J,80. Sono di legno: larice per il fasciame e querc ia per l'ossatura, e pesano 380 chil ogrammi circa .
( ·a,,. lii - I materiali in dotazione ai repar-ti dd Genio
117
Per le operazioni di carico e scarico occorre una squadra di 13 uomini,. Viene spinto in acqua di poppa ed è adoperato per trasporlo di uomini e di materiali. Ponte Eiffcl (3) Era un ponte metallico per strada ordinaria ad una travata a lraliccio in acciaio dolce della lunghezza da 6 a 21 metri, del peso lotalc di 11.400 chilogrammi, aumentabile a 24 metti con l'interposizione di un sostegno intermedio. I tavoloni dell'impalcato, spessi 8 centimetri, erano lunghi 3 metri e pesavano 45 chilogrammi. Per montare il ponte occorrevano 36 uomini, che lo ponevano in opera per varamento per mezzo di una doppia serie di rotelle in coppia. La carreggiata era di metri 2,40. Ponte per Fanteria con barca in legno Una sezione di questo ponte, che aveva una carreggiata di melri 2,47, serviva per costruire: - passerelle per Fanteria della lunghezza fino a 45 metri, con carreggiata di metri 2,36, con corrente debole, utilizzando, per gli appoggi, mezze barche; - ponti nonnali per Fanteria, per Cavalleria e per carriaggi; - ponti pesanti èon sole b arc.:he, ottenute accoppiando due mezze barche , ddl:i lunghezza di 15 metri ; da metri 24,40 impiegando solo cavalletti e da metri 34,40, utilizzando 4 cavalletti e 2 barche. Ponte per Fanteria con barca di lamiera Questo ponte e ra anche detto modello 1876. Una sezione, trasportata da 9 carri e comprendente 4 barche e 6 cavall etti, consentiva il montaggio dei seguenti tipi di ponte: - normale: di sole barche, della lunghezza di 25 metri; - normale: di soli cavalletti, della lunghezza di 35 metri; - normale misto: della lunghezza di 45 metri; - forte: di soli harconi, della lunghezza di 15 metri; - forte di coppie di cavalletti, della lunghezza di 20 metri.
3 L'ingegner Gustavo Alessandro EIFFEL, nato a Digione il 15 dicembre 18'.U e morto a Parigi il 28 dicembre 1923, fu tra gli innovatori delle tecnologie costruttive in ferro. Iniziò a lavorare presso compagnie ferroviarie, nel 1858 diresse i lavori per la costruzione del ponte metallico di Bordeaux, utilizzando, per la prima volta, l'aria compressa per il getto delle fondazioni dei piloni cilindrici; costruì i ponti di Bajonnc e Florac; nel 1867 fondò una società di costruzioni metalliche; nel l 868 eseguì i viadotti della Sioule e del Nèvial e nel 1882 quello, famoso, di Garabit. Pcrfczionb la tecnica del gcllo dei piani stradali a sbalzo e si intercssb alla costruzione delle conche del canale di Panama. Dal 1887 al 1889 realizzò, a Parigi, la torre che porta il suo nome e nel 1912 installò ad Auteil il primo laboratorio di aerodinamica, scienza della quale può definirsi uno dei creatori.
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti de/1'/\rma del Genio -118 - ----- - ---
La barca, di lamiera d' acciaio, era lunga 6 metri e pesava 536 chilogrammi. U n barcone era costituito da due harche accoppiate di poppa. Una harca poteva trasportare venti uomini equipaggiati. 11 montaggio del ponte richiedeva 79 uomini. Ponte metallico n. I E' un ponte stradak metallico scomponibile di preda bellica (nome orig inario Herbert), a via inferiore, con possibilità di farvi transita re anche convogli ferroviari a scartamento ridollo con peso della locomotiva non superiore a 13 tonne llate. Ne l 1933 fu trasferito in dotazione dai re parti Z appatori - artieri, dai quali era impiegato per il ripristino delle interruzioni , al 2° Reggimento Pontieri per ponti pesanti. Le pareti portanti sono a sezione trasversale retta triangolare, con altezza di metri 2 e base di I metro. Gli appoggi intermedi sono costituì.ti <la pile. Le caratteristiche di una campala, di metri 25, del peso di 35 tonnellate e costituita eia due travi po rtanti a traliccio, sono : - carreggiata: me tri 3; - sovraccarico ammissibile: 1380 chilogrammi per rnetro. S i potevano costruire a nc he campate più lunghe di 25 me tri, fino a 111. 32.50. rid11cc11do i carichi . Battelli pneumatic i (4 ) Erano in dotazione alk sezioni da ponte d 'equipaggio n. O ma furono poi adottali in ogni occasione. Servivn no per ricog ni zioni o per traghe tta menti di persone. fino ad un massimo d i 12. De lla lunghezza di metri 4,50, potevano essere uniti per formare portiere per il traghe ttamento di uomini o piccoli mezzi di trasporto. Motori fuoribordo Esistevano vari tipi di motori fuo1·ibordo, prevale ntemente di preda bellica, da applicare a tutti i ti pi di imbarcazioni dei ponti regolamentari .
b) Ferrovie e ponti f erroviari A nche per il materia le ferroviario c' è da ri petere che fino agli anni venti non ne esisteva alcuno, a meno dei piani caricatori , delle ferrovie Dècauvilles ed altre a scartamento ridotto. Questo era il mate riale regolame ntare, integrato, per g li allra-
' 1 Fin dal 2000 A.C. Semiramidt: aveva usato, nella spedizione delle lndit:, battelli pieghevoli . Dai tempi di Ciro il grande ti no a quelli di Giulio Cesare tutti avevano u salo zattere per l' allraversamento in11mxliato dei corsi d' m:qua. I galleggianti delle passerel le in uso presso g li eserciti della antichità erano inizialmenlt: fatti con carcasse di g iunco rivestite di pelli . quindi, carcasse di quercia rivestile d i cuoio, poi di lamiera di rame. Nel XVII secolo i russi avevano impiegato tro nchi di quercia scavati t: rivestiti di tel a. Anche:: i cavalletti dei modern i po nti sono simili a quelli dei ponti di Giulio Cesare.
119
Ca,,. fil - I materiali in dotazione ai rep11rli del Genio
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Sezione e pianta di una travata di ponte Herbert da metri 25
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120
Seconda Pa11e - Mat eriali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
versamenti <li piccoli ostacoli, <li materiale di circostanza, che consisteva in elementi lignei già calcolati e predisposti in laboratorio, da montare in loco. Successivamente entrarono in uso i ponti metallici scomponibili di preda bellica e tale situazione rimase inalterata fino alla seconda guerra mondiale. Piani caricatori scomponibili Costituiti <la elementi metallici da metri 5 per 2,45, muniti di 4 gambe, rinforzate con saette, alte metri 1,02, aJJungahili fino a metri 2,08. Su questa struttura venivano fissali gli elementi del tavolato. Con lo stesso materiale venivano costruite le rampe d'accesso, in seguito sostituite con elementi <li rampa interamente metallici. Una squadra di 50 uomini ne costruiva I00 metri quadrati in 6-7 ore. Il peso completo era di 80 chilogrammi per metro quadrato. Ferrovie a scartamento ridolto Vi erano ferrovie a scartamento ridotto del tipo: - Dècauville, con scartamento da 60 a 70 centimetri, con rotaia pesante 9 chilogrammi per metro e traverse metalliche; - Lègrand, con identico scartamento, rotaia pesante 9,5 chilogrammi e traverse mobili; - Austriaco, con scartamento 70 ed una sola traversa per campata. Ponti provvisori in legno Erano ponti ferroviari di semi circostanza perché approntati in clementi di leg no predisposti e materiali metallici accessori, per luci modeste. Erano costituiti da cavalletti e stilate in legno dei tipi 1,2,e_3 che venivano montati sul posto d'impiego secondo dettagliate istruzioni, tabelle e disegni riportati nel manuale. I tipi variavano in relazione alla luce ed al carico. Ponte metallico 11. 2 È un ponte ferroviario metallico scomponibile di preda bellica (nome originario Kohn), a via inferiore, intermedia o superiore. Tn dotazione al Reggimento Fenovieri, nel 1933 fu assegnato anche al 2° Reggimento Pontieri, per l' impiego quale ponte stradale. Molte sono le soluzioni che possono essere adottate a seconda della luce di ciascuna campata, della posizione della via, del numero dei piani e de l carico desiderato. Generalizzando si può dire che la luce di una campata può variare tra 30 e 51 metri cd il carico da IO a 14 tonnellate, per le locomotive, e da 5 a 7, per i vagoni. L'orditura portante è la trave, costituita da due pareti a traliccio, in profilati metallici , legati ed imbrigliati tra loro. Gli elementi portanti della struttura sono controventati sia orizzontalmente che verticalmente. Gli appoggi intermedi sono
Cap. ili - 1 materiali in dotazione ai reparli del Genio
121
Ponte su stt!ate d1s!antt m ;;; 00 !'rospetto
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Prospetto e sezione trasversale di un tipo di ponte ferroviaria, prawisorio, in legno, su stilate intervallate di 7 metri
Teleforo n.5 {foto riprodotta a colori alla fine del volume)
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Secmulu l'arte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma d el Genio
Ponte ferroviario metallico n.3, Roth-Wagner (foto riprodotta a colori alla fine del volume)
Cap. 111 - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
123
costituiti da pile in profilati metallici a traliccio. Nel caso di piano stradale a via superiore il tracciato può avere anche curve di 150, 600 e 1000 metri di raggio, rispettivamente per ponti fino a 15, 30 e 42 metri di lunghezza. Con l'inserimento di elementi speciali si possono realizzare ponti obliqui e pile alte fino a 30 metri. Con 100 uomini si può montare un rnelro all'ora. Ponte metallico n . 3 E' un ponte ferroviario metallico scomponibile di preda bellica (nome originario Roth Wainer) che può essere realizzato: - ad un piano con travi portanti dell'altezza di metri 4 ,28, ad una due o tre pareti; - a due piani con travi portanti dell'altezza di metri 8,28, a due o tre pareti; - a mezzo piano, con travi a due pareti; - a via superiore, con travi a due pareti dell'altezza di metri 2, 28. Le pile intermedie si realizzano con lo stesso materiale. Il ponte è in dotazione al Reggimento Ferrovieri. Le luci che possono essere coperte sono di metri : - 30 per ponti a mezzo piano e due pareti, - 51 pe r ponti ad un piano e due pareti. - 72 pe r po nti ad un piano e tre pareti e a due piani e due pa reli, - 84 pe r ponti a due piani e Ire pareli. Con l'aggiunta di eleme nti speciali consente di costruire: - tra vate a forma trapezoidale, ad un piano, - lravale a forma semi trapezoidale, a due piani, - travate a tesla obliqua, - travate pe r bi nari in curva con raggi compresi tra 970 e 6300 metri, - pile metallic he di altezza variabile Ira metri 10,50 e 60.
e) Telefori e teleferiche Sono mezzi di trasporto, prevalentemente di materiali, usali per superare dislivelli e quindi sopraltullo per accedere a località di montagna non raggiungibili o difficilmente raggiungibili per via ordinaria, oppure richiedenti percorsi e.l'accesso molto lunghi. I telefmi sono teleferiche più rudimentali, che possono essere montate più speditamente, i cui componenti possono essere trasportati più facilmente. Sono di sette tipi che si differenziano tra loro per il numero di funi ed il sistema di movimento. Per il movimento dei vagoncini due uomini fanno ruotare un tamburo munito di manovelle.
124
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
n.1
n.2
n.3
n.4
numeri 5 e 6
n.7
4
4
2
2
2
2
100
200
200
500
500
500
Pmtata oraria, quintali
6
7
6
8
8
8
Numero vagoncini
2
2
I
2
2
2
Numero autocarri per trasporto
I
1
1
I
I
I
Numero delle funi Lunghezza della linea, melri
Teleferica 8.8.B.L. La sigla significa: Badoni, Belloni, Benazzoli, leggera. Era a movimento sem icontinuo, aveva una lunghezza di linea di metri 1.000, un carico utile di 60 ch ilogrammi ed una portata oraria di 10 4uintali. Aveva una stazione motTice cd una di rinvio. I cavalletti di sostegno intermedio erano 11; le monocarrucole 36 e le barelle 16. Veni va montata da 38 uomini in 12 ore. Per il trasporto occorrevano 4 autocarri pesanti, e 7 autocarri leggeri, o 140 muli.
Ubicazione delle teleferiche di guerra (segnate in rosso) esistenti e Funzionanti alla fine della prima guerra mondiale (sono visibili: a sinistra, il lago di Garda; a destra, il Piave} {riprodotta a colori alla fine del volume)
Cap. Ili - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
125
Teleferica C.T. Dal nome dei suoi inventori: Cerretti e Tanfani era a movimento alternativo, sviluppava una linea di 1.000 metri , il suo carico utile era di 275 chilogrammi e la portata oraria di 10 quintali. Aveva 5 cavalletti del tipo chiuso tubolare e due vagoncini sospesi a 2 carrelli di 2 girelle ciascuno. 70 uomini la montavano in 60 ore e per il trasporto servivano 4 autocarri pesanti o 7 leggeri, oppure 140 muli. Teleferica B.B.B. Era a movimento semi continuo e più pesante della C.T. La linea era lunga 2.000 metri; il carico utile di 200 chilogrammi e la portata oraria di 20 quintali. Aveva 6 cavalletti del tipo chiuso in ferri profilati, 4 barelle e 16 carrelli imbracati a ganci uniti a due carrelli ad una g irella. 80 uomini la montavano in 100 ore. Teleferica C.T.M.C. La sua sigla indicativa significava: Cerretti, 'fanfani, a movimento continuo. Era fornita di avanstazione con agganciamento e sganciamento automatico dei vagoncini; aveva 2.000 metri di linea, un carico utile di 200 chilogrammi cd una portata oraria di di 75 quintali . T cavalletti , a traliccio, erano 12 cd i vagoncini 18. 82 uomini la llJOlllavano in ] 20 ore cJ il suo trasporlo rid1ic<lcva 9 a utocarri pes:.rn ti o 18 leggeri , oppure 300 muli . Teleferica 8.8.8.A. Era la teleferica 8.8.B. con elementi aggiuntivi che consenti vano la trasformazione del movi me nto da semicontinuo a continuo automatico. La lunghezza della linea era di 2.000 metri ; il carico utile di 200 chilogrammi e la portata oraria di 75
Teleferica costruita sul Tagliamento in sostituz ione del ponte interrotto
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Seconda Parte - Materiali, illlervenlì ed awenimen.ti dell'Arma del Genio
quintali. Veniva montata da 82 uom1111 pesanti o 20 leggeri, oppure 200 muli.
111
120 ore e trasportata con IO autocarri
Tutte le teleferiche sopra descriue avevano tre funi. Nella primavera del 1919 ben 72 teleferiche furono costruite, in soli tre mesi, sull'altopiano di Asiago. Di esse 12 erano di grande potenza e 60 di potenza media. Lo scopo di questo immane sforzo era quello di collegare una ferrovia pedemontana in costruzione con una strada di arroccamento già esistente sul ciglio dell'altopiano.
Modello di teleferica C. T (Cere/ti - Tonfani}
d) Esplosivi e mine 1 mezzi esistenti alla fine della prima guerra mondiale erano assai efficaci ed idonei a porre in atto, con ottimi risultati, demolizioni ed interruzioni , delle quali, quelle predisposte, avevano raggiunto tecniche eccellenti. Fino alla seconda metà degli anni trenta non esistevano, nell'Eserci to, le mine e per opere da mina si intendevano quelle per gli scavi in galleria, per 1e demolizioni e per le distruzioni. Naturalmente anche questo settore ehbc in seguito grande sviluppo, con l'adozione di nuovi esplosivi e di attrezzature migliorate. Polvere nera o pirica Miscela igroscopica, che infiamma tra 270° e 300", di nitrato di sodio o potassio, carbone e zol ro. Fulmicotone Cotone trinitrico triturato compresso, veniva impiegato al posto della gelatina esplosiva.
Ci,,,. lii - I maleriali in do/a zione ai reparti del Genio
127
Gelatina esplosiva Cotone collodio all'8% imbevuto dal 92% di nitroglicerina. Scoppia a 200° e gela a 6°. Era confezionata in cartucce da 100 grammi. Balistite Di identica composizione de11a gelatina ma con componenti in parti uguali e 1' aggiunta di 0,5% di anilina. Era mollo più slabile della gelatina e veniva preparala in lili, in piastrelle ed in grani. Veniva confezionata in sacchetLi di Lei a in seri Li in scatole di latta da 15 chilogrammi. TriLolo o trinitrotoluene Dal 1930 sostituì la gelatina nei lavori da mina. Era un prodotto di nitrazione del toluene, preparato in cartucce compatte di colore giallo chiaro, di forma cilindrica o parallclcpipcda, da grammi 100, 150, 200 e 500, avvolte in carta catramata nera per proteggerlo dall ' azi one della luce. Esplosivi ad ossigeno liquido Ottenuti une ndo dei combustibili con l'ossigeno liquido ricavato per distillazio111.: dell' aria liquida . Per .la preparazione J elle cartucce esplosive occorrono impianti speciali . Micc ia a lenta combustione Costituita da tm tubo di stagno da 3 millimetri, contenente clorato di potassio e solfuro d'antimonio, era rivestito d i nastro di gomma e fili di cotone. Bruc iava alla velocità di un mctrn ogni 90 secondi. Miccia detonante Era costituita da un tubo di stagno da 4,8 millimetri conte nente acido picrico fuso e detonava alla velocità di 4.900 metri al secondo. Cassula fulminante ordinaria Era un tubetto di rame che conteneva un grammo di fulminato di mercurio coperto di cera e confezionato in scatole da 50. Cassula fulminante ordinaria speciale Sostituì la precedente alla fine del 1918. Era f01mata da 2 tubetti di rame parzialmente infilati uno nell'altro e contenenti una miscela di fulminato di mercurio, clorato di potassio e nitrato di potassio. Cassula elettrica Era come la fulminante ma munita di due rcofo1i di rame, per il collegamento al conduttore elettric o, uniti da una spirale di platino. Esploditore Cantano Era costituito da una dinamo, un galvanometro ed una maniglia di manovra, con-
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'lirma del Genio
tenuti in una cassetta, sul cui coperchio vi erano due serrafili per la giunzione del conduttore elettrico. Esploditore elettrico mod. 32 Realizzato presso l'Officina del Genio Militare di Pavia fu adottato nel 1933 per i repaiti minatori, nei lavori da mina, in sostituzione dell' eploditore Cantono, residuato di guerra. Si smomicrofono Fu adottato nel 1933 ed assegnato ai Reggimenti Minatori. Era un apparecchio capace di registrare le piccole vibrazioni del terreno dovute a lavori da mina nemici, effettuati in vicinanza. Era costituito da una cassetta di ollone contenente una massa di piombo trattenuta da gomma. Le vibrazioni di questa massa impresse da altrettante vibrazioni nel terreno, ingrandite dall'elasticità della gomma, venivano comunicate ad un microfono e registrate quindi da un telefono. Geofono mod. 1934 Aveva lo stesso scopo del sismomicrofono. Era costituito da una cassetta contcnc11Lc un disco di piombo tenu to da due membrane vibranti, di mica. Tclcgeofono Realizzalo nel 1934 aveva lo stesso impiego del sismomocrofono. Comprende un recipiente metallico, di forma ci lindro-conica, che, infilato nel terreno e vibrando con esso, consentiva di registrare ad un telefono le vibrazioni stesse in forma sonora. Mina B4 Era una mina a strappo antiuomo ed antiquadrupede, del peso di un chilogrammo e mczzo, che conteneva 115 grammi cti·tritolo. Era asseg nata ai Battaglioni Artieri di Corpo d' Armala ed ai Battaglioni Minatori. Una dotazione era di 714 mine. Mina B2 Era una mina anticarro, a pressione, del peso di 15 chilogrammi e conteneva 3,20 chilogrammi di tritolo. Era in dotazione ai Battaglioni Artieri di Corpo d' Armata ed ai Battaglioni Minatori. Una dotaz ione era di 64 mine.
li combattimento d'arresto Fu sperimentato per la prima volta dall'Esercito ita li ano nel 1935 sulla base di quanto già realizzato presso altri eserc iti che avevano adottato, con successo, mine attive contro uomini, quadrupedi ed automezzi. Le mine conse ntivano di realizzare sbarramenti in qual siasi terreno. Inizialmente furono i reparti Artieri e Minatori ad essere dotati di questi materiali. Questo settore cominciò ad avere un considerevole sviluppo nello studio dei materiali e nella produzione dei mezzi alla vigilia della seconda guerra mondiale.
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Cap. lii - I materiali in dotazione ai reparli del Genio
J - MATERIALI PER I COLLEGAMENTI
I
li
a) Tele.fonia e telegrafia La telefonia ebbe grande sviluppo durante la piima guerra mondiale. Il materiale telefonico era assegnato alle Compagnie Telegrafisti e Zappatori, per queste ulti me alle Sezioni telefoniche, i cui parchi disponevano di 32 apparati ed 80 chilometri di filo. Continuò a svilupparsi tra la prima e la seconda guerra e si ottenne un miglioramento delle linee, sia per la qualità dei conduttori che con l'interposizione di elementi in grado di ridurre l'attenuazione (amplificatori, bobine, casscuine aggiuntive ed avvisatori ottici di controllo linee). Tale progresso giunse ad ottenere apparati campali funzionanti come apparati ordinari. La telegrafia si sviluppò maggiormente tra la prima e la seconda guerra mondiale, con lo studio e l'adozione di mezzi atti a migliorare la qualità delle comunicazioni e di nuovi complessi. Furono infatti introdotti i tubi elettronici , con i quali si aumentavano tanto la sensibilità che la selettività, gli stabilizzatori al quarzo, per le frequenze, e le antenne direzionali per la racliogoniornetria . Cordoncino per linee telefoniche volanti Residuato di g uerra, costituito da una treccia di 12 fili di rame stagnato, de l diametro di millimetri 0,4, rivestita di divers i strati isolanti, avvolta su tamburi in tratte da 550 metri, del peso di 33 chilogra mmi per chilometro. Cordoncino telegrafico ad un conduttore S0stin1ì il cordone a due conduttori delle stazioni ottiche. Era una treccia di 7 fili di rame stagnato rivestita con spirale di cotone, strato .di caucciù vulcanizzato e treccia di cotone imhevuta di vernice nera isolante. Aveva un diametro di 2 millimetri ed era avvolta su tamburi di 500 meti-i.
Materiali telefonici degli anni trenta.
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Parte - Materiali, intervenli ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Cordoncino telefonico da 5,2 millimetri Realizzato ed adottato nel 1924, era costituito da 7 fili di rame elettrolitico, ricotto e stagnato, del diametro di millimetri 0,52 , del peso di 38 chilogrammi per metro, munito di vari rivestimenti. Cordoncino telefonico da millimetri 1,25 Costituito da 3 fili di acciaio zincato intorno ad uno di rame stagnato, rivestito da una spirale e da una treccia di seta catramata, del diametro di millimetri 1,25, avvolto su tamburi da 1.000 metri. Filo bimetallico Era un filo regolamentare di rame con anima di acciaio, avvolto su tamburi da 2.500 metri e del diametro di millimetri l,43. Filo di rame ricoperto Filo di rame stagnato rivestito di fili di canapa catramata, di uno strato di caucciù e di uno di nastro gommato nero, del diametro di millimetri 5 ed in tamburi di 550 metri. A1warato telefonico model lo 1902 Era un apparato regolamentare per le linee perma nenti . Aveva un microfono tipo Delville (i) ed un ricevitore tipo Beli, un elemento di pila l<'lcssncr, una macchine tta magneto-e lettrica per la chiamata, una suone ria pol ari zzata e l' interruttore a gancio. Apparato telefonico modello 1891 Costituito come il precedente con microfono tipo Blake. Aveva un secondo ricevitore ed una cuffia. Come schema di funzionamento era più antiquato del precedente. Apparato telefonico Kellogg Residuato di g uerra, era contenuto in una cassetta di legno del peso di 5 chilogrammi e mezzo, con cinghia a maniglia per il trasporto. il 111icrufono era rissalo alla faccia anteriore della cassetta. La chiamata veniva effettuata per mezzo di una macchinetta magncto-clcttrica Apparato telefonico S.I.T.I.: Residuato di guerra con contenitore e caratteristiche simili al Kcllogg, da cui si differenziava per microfono e telefono riuniti in un unico corpo (microtelefono).
5 Il microfono Del ville era cosliluilo da una membrana metallica davanli alla quale si parlava attraverso un imbuto munito di rete metallica ad evitare l' intrusione di corpi estranei. Dietro la membrana una scalola di ottone conteneva un blocco cilindrico ùi cartone e grani di carbone.
<'r,,,. lii - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
131
Apparato te/efonico do campo modello 1931
/
Operatori del controllo linee con apparato da guardafili
132
Seconna Parte - Materiali, interventi ed tivvenimenti dell'Anna del Genio
I
Apparato telefonico da campo normalizzato AG (Artiglieria e Genio}
Apparato telefonico normalizzato da muro, per servizi campali
c·"P.
lii - I materiali in. dota zione ai reparli del Genio
133
Apparato a chiamata fonica tipo G.M. In uso alle pattuglie era contenuto in una cassetta di legno del peso di 5 chilogrammi, munita di cinghia per il traspo1to. Aveva un microtelefono e la chiamata avveniva con lamina vibrante, rocchetto e tasto. Apparato per guardafili Western Electric Pesava chilogrammi 4,5 cd era contenuto in una custodia di cuoio con cinghia a bandoliera. Aveva microtelefono, chiamata con macchinetta magneto-elettrica e suoneria polarizzata (6) Apparato per guardafili tipo Anzalone Residuato di guerra , era contenuto in una cassetta di legno del peso di 5 chilogrammi e mezzo, con cinghia di cuoio per il trasporto. Aveva un microtelefono e chiamata con macchinetta magnelo-eleurica e suoneria a ronzio. Apparato per guan.Iarili modello 1931 TI contenitore trasportato a tracolla, pesava circa 7 chilogrammi. li microtelefono era ad impugnatura e cuffia ad un solo padiglione e la chiamata era a macchinetta magncto-clettrica. Apparato telefonico normalizzato G.A. 193 I Adottato nel I 931, fu chiamato normalizzato perché gli organi che lo costituivano erano facilmente ricambiabili con altri analoghi, anche se costruiti da ditte diverse. Pesava 8 chilogrammi ed aveva un microtelefono ad irnpugnatura e cuffia ad un solo pad iglione. Era munito di dispositivo per l'applicazione di cassettina aggiuntiva ed aveva la chiamata con macchinetta magneto-elettrica. Veniva ti-asportato a tracolla ed era assegnato alle Compagnie Telegrafisti. Apparato da campo per telegrafia inintcrccttabile modello 1931 Del peso di circa 4 chilogrammi fu adottato nel 1931 c consentiva l'inintercettabilitr1 delle comunicazioni telegrafiche mediante: - la ridu7,ione del valore della corrente dei segnali; - l' aumento del tempo di ape1tura e chiusura del circuito, in modo da rendere lente le variazioni di flusso; - l'impiego di circuiti metallici hen isolati; - l' uso di frequenze di valore lontano da quelle udibili. Consentiva anche l'effettuazione di trasmissioni telegrafiche e telefoniche normali. Veniva trasportato a tracolla. Era assegnato alle Compagnie Telegrafisti.
6 La suoneria polarizzala funzionava con corrente alternata che produceva l'oscillazione ùi un 'asta collegata ad un martelletto che batteva alternativamente contro due campanelle.
134
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Anna del Gn1io
Apparato telefonico seleltivo Adottato nel 1935, era costituito da una cassetta in legno, del peso di 11 chilogrammi. Poteva essere adoperato come apparato telefonico ordinario o come apparato scleuivo su linee lunghe o non pe1t"ettamcnte isolate. Come apparato selettivo consentiva: - la corrispondenza fra due qualunque degli apparati de,ivati sulla stessa linea (venti al massimo) senza influenzare gli altri; - la corrispondenza circolare da uno degli apparati ai rimanenti; - la possibilità di accertare l'arrivo della chiamata all'effettivo destinatario; - la possibilità di interrompere la chiamata alla suoneria del destinatario; - il collegamento fra diversi enti secondari, anche lontani. Apparato microtclefonico da campo Costituito da: l microtelefono, I rocchetto d'induzione, I tasto di chiamata, 2 serrafili con scaricatore a pettine, 2 elementi di pila, I cordone, del peso di chilogrammi 5,430, compresa la cassettina in legno. Apparato microtelefonico per vettura ottica Come il precedente, utilizzalo per collegare due stai.ioni ottiche vicine oppure una stazione ottica ed un Comando. Pesava chilogrammi 4,900. Casseuina telegrafica Morse Macchina scrivente Morse con tasto, s uoneria, galvanometro e commutatore, con tenuti in un a cassel!a di legno con coperchio ribaltabile e parete anteriore apribile a scrittoio. Del peso di chilogrammi 18,5, aveva una portata di 40 chilometri. Soccorritore relais Era un apparecchio sensibilissimo Ghe veniva inserito nei circuili degli apparati riceventi per aumentarne la capac ità·di ricezione quando le correnti, per eccessiva lunghezza della linea o per dispersioni causate da insufficiente isolamento, non riuscivano a far agire l'apparato ricevente. Potevano essere: per chiusura (del circuito locale), per traslazione o polarizzati. Quadro indicatore Era la denominazione antiquata del centralino e poteva essere a 4 o 6 linee. Aveva sportellini ribaltabili, uno per ogni linea, e coppie di spine pari alla metà degli indicatori più una spina per il collegamento al quadro ed una per il collegamento all' apparato telegrafico. Separatore per telefonia multipla Questo apparato, ideato dal Cap. del Genio Giuseppe GUASCO, consisteva in una cassetta contenente: una bobina di self di 300 Ohms di resistenza, regolabile di 100 in I 00 unità, e cli un condensatore. Esso permetteva la corrispondenza simultanea telegrafica e telefonica sullo stesso filo.
Cap. Ili - I materiali i11 do/azione ai reparli del Genio
135
Il capo tecnico del Genio NOVARETTI ne ideò un allro. Il separatore per c irc uiti metallic i, c he a veva una bobina differenziale di self da 1000 Ohrns. Era assegnato alle Compagnie Lelegrafisti. Separatore da campo pe r telefonia multipla modello O .G.M. Derivalo dal separatore NOVAREITT, fu realizzato ed adollato nel 1926. Consenti va di dispotTe di due c ircuiti interamente mctaJlici per collegamenti simullnnei. L'apparato era costituito da un sistema di bobine realizzanti due comunicazioni te le foni che ed una vi1tuale. Registratore e lettrolitico Era un apparato telegrafico basato essenzialme nte sul fenomeno della dissociazione e lellrolitica. Trovava il suo impiego per l'addestramento nelle scuole reggimentali ma poteva essere a nc he adoperato in sostituzione degli apparati Morse oppure per la ricezione de i rad iosegnali nelle stazion i radiotelegrafiche. Pu adottato nel 1933. Funzio nava con correnti debolissime e qu indi su linee lunghe o male isolate. Casseuina aggiuntiva per d1iamate su balleria centrale o aulomatica Reali zzala nel 193 1, veni va usata quanto l'apparato normalizzato O.A. era in seri to su una linea civile a batteria centra le o automatica. Era assegnatn alle Compagni e Te legrafisti. Cassettina selclli va aggiuntiva Ern una cassellina, adottata nel 1935, che, applicata e collegatn opportuname nte all' appara to G .A. 193 1, gli conferiva le stesse caraueristiche dell ' appa rato telefonico selettivo. Cenlralino da campo a spine a 6 e 10 linee Residualo di guerra, de l peso di 12 chilogrammi, veniva trasportalo a tracolla. E ra dotato di spine di commutazione. Centralino te lefonico da campo a spine a 30 linee Reali zzato ne l 1932, era somegg iabile e pesava 35 chilogra mmi. Era assegnato a lle Compagn ie Te legrafisti . Centralino da campo a chiavi di commutazione a I O linee e Centralino te le foni co a chiavi a 6 linee Questi due centralini furono realizzati ne l 1932. Erano assegnale ad unità di allre Anni. Telescriltore Creed Someggiabile del peso di 59 chilogrammi, era asseg nato ai Battag lioni Telegrafisti ed a lle Scuole del Genio. Era costituito da un appa rato telegrafico con tastiera dattilografica, alimentato con corrente commerciale o con gruppo e leltroge-
136
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'An11a del Genio
no. La ricezione avveniva con testo stampalo in chiaro sulla zona. Dispositivo anti nlercettazione Era una cassella metallica contenente un cicalino disturbatore, le pile a secco, i condensatori per l' accoppiamento alla linea telefonica campale ed il congegno per l'inserimento automatico appena si sganc iava il telefono.
b) Radiotelegrafia In principio lo sviluppo delle stazioni R.T. procedette molto lentamente nell'Esercito ed una politica delle radiocomunicazioni cominciò ad essere attivata negli an ni trenta, ma sempre in rit,u-do di alcuni anni ri spetto a quanto era avvenuto in campo commerc iale. Poiché di seguito si parlerà e.li staz ioni e di posti R.T. è bene fare subito una distin?.ione lra le une e gli altri. Le stazioni , sia radiotelegrafiche che radiotelefoni-
.Aereo a T (in alto}; aereo a V (in basso a sinistra); aereo a capacità terminale in alto (in basso a destra}
Cap. lii - I materiali in dorazione ai reparti del Genio
Aereo ad ombrello
Aereo verticale usato da Marconi nel 1895 (a sinistra) ed aereo orizzontale marconiano (a destra)
137
138
Seconda Parte - Materiali, interventi ed uvvenùnenti dell'Arma del Genio
- = - e ~ -- - - - - - - --
-
che, sono complessi che consentono sia la trasmissione che la ricezione, mentre i posti permettono solo l'una o l'altra delle operazioni. Posti e stazioni sono di vari tipi per soddisfare le diverse esigenze di impiego e le caratteristiche che le differenziano sono: - potenza di alimentazione del trasmettitore, espressa in Watt; - natura del ricevitore, che dipende dal numero delle lampade; - forma e superficie delle antenne, per quelle a telaio; altezza e sviluppo per quel-
le a filo; - gamma d'onda, espressa in metri, e numero delle onde; - portata, espressa in chilometri; - modalità di trasporto: Telegrafia ottica a raggi infrarossi Utilizzava le radiazioni invisibili dello spettro adiacente alla striscia rossa. Rispetto agli apparati ollici aveva uno schermo che intercettava i raggi visibili provenienti dalla sorgente luminosa e lasciava passare soltanto gli infrarossi. La ricezione era uditiva con un rivelatore a cellula. Stazioni radiotelegrarid1e Alla fine della prima guerra le stazioni in uso ne ll'Esercito erano mobili o fisse, prevalentemente MARCONI, a disco sincrono, a valvola (V) o a scintilla (S). Gli aerei radiotelegrafici sono g li elementi per l'irradiazione e la captazione di ene rgia elettromagnetica. [I più semplice è quello "verticale" usato da Guglielmo Marconi nei suoi primi esperimenti del l 895, da lui sostituito, nel 1904, da quello "a coda", detto anche "orizzontale marconiano". I perfezionamenti tecnici successivi. portarono allo studio ed all'adozione di altri tipi.
Aereo ad L rovescio/o
139
Cap. Ili - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
Le caratteristiche principali de11e,<;tazioni radiotelegrafiche risultano dallo specchio che segue. (7) Lunghezza d'onda
KW
tipo
Trasporto In trasmissione In ricezione ricevitori Portala motore
km. 3
Marconi autostazione moh. --
680-1200
Mezzi occorrenti
400 - 1300 2 a valv. e carh.
:mo
Fiat 53A
2 autocarri
~
1,5 Marconi autostazione S4 mob.
600-1 200
400 - 1300 2 a valv. e carb.
200
Fiat 53A
2 autocarri
1,5 Marconi
680- 1200
400 - 1300 2 a valv. e carb.
200
Fiat 49
2 carrcllc
1,5 Marconi canuuello S4 mob.
680-950
400 - 1300 l a valv. e carh .
200
ha! 51
12 cammelli
0,5 Marconi S3 mob.
mulo
500-700
250 - 1300 2 a carb.
80
Piat 48
5 muli
0,3 S FR V4 mob.
mulo
400
500 - 2000 I a carb. o gale na
50
Phochus
4muli
5 Marconi
-
600- 1200
400- 2000 3 a val v., carb. li detector
-
600-2000
400-2000
carretta
S4 mob.
ri ssa
3 Marconi !"issa
2 a valv., carh.c dclcctor
7 La stazione da 0,5 Kw a scintilla venne impiegata in Cirenaica nel 1')26. Essa richiedeva, per il
trasporto, da 6 a 8 cammelli e per il solo montaggio dell'antenna occoTTevano 6 uomini. Nel territorio della Cirenaica vi erano 25 stazioni a sc intilla, fisse , con potenza da 0.5 cd 1,5 Kw, di stanti tra loro da 100 a 700 Km . I trasmeUitori erano del tipo Marconi cd i ricevitori erano (ì 16 per le stazioni da 0,5 e G 18 per le altre. Nel 1928 le stazioni a scintilla furono sostituit e con quelle a valvola ad onde corte, costruite nel laboratorio di 8engasi.
140
Seconda !'arie - Maleriali, inlerventi ed avvenimenti dell 'Arma del Genio
Successivamente, a partire dal 1920, cominciarono ad essere costruite nuove stazioni o modificale quelle esistenti. Stazione radiotelefonica portatile P2 Fu il primo complesso a valvole realizzato dall'Officina Radiotelegrafica del Genio nel 1920. Aveva una portata di 40 chilometri in telefonia ed in telegrafia di 150 con onde continue e di 80 con onde modulate. Era alimenta con accumulatori ed aveva un aereo bifilare sostenuto da due antenne. Stazione VS 4 Era la stazione da 1,5 KW su automobile opportunamente modificata nel 1924.Aveva un posto a scintilla da 1,5 KW ed uno a valvola da 0,5 KW, entrambi sistemati sullo stesso autoveicolo ed adoperanti lo stesso gruppo elettrogeno e lo stesso circuito oscillante primario. Stazione V I Fu la prima stazione campale, leggera ad onde persistenti, realizzala nel 1925.
Stazione R2 a valvole, su motocarrozzetta
Cap. Tll - T materiali in dotazione ai reparti del Genio
141
Venne impiegata con soddisfacenti risultati nelle grandi manovre del Canavese. Stazione V I bis Era la stazione V I modificata nel 1926, migliorata ed adottata come stazione regolamentare in sostituzione di quella da O, I KW. Era radiotelegrafica, trasmittente e ricevente, isoonda, ad interruzione, impiegata di massima nell ' interno delle Grandi Unità. Aveva un aereo a telaio circolare del peso di chilogrammi 1,5 e la sua portata media era cli I O chilometri. Poteva essere trasportata a spalle, con muli o su mototriciclo. Nel 1927 fu chiamata stazione R2. Stazione V I R La stazione V I bis fu rinforzata e prese il posto di quella da 0,2 KW, assumendo l'indicativo VI R. Era radiotelegrafica, trasmittente e ricevente, isoonda, ad interruzione e veniva impiegata all'interno delle Grandi Unità. Aveva un aereo a telaio cli forma e lliuica e del peso di 2 chilogrammi. La sua portata me.dia e ra di 25 chilornc.Lri e poteva essere trasportata a spalle, su muli o su mototricicli. Tn seguito diventerà la stazione Rl. Stazione V2 someggiabile Reali zzata nel 1927, sostituì quella a scintilla da 0,5 KW. Era radiotelegrafica e radiotelefo nica, trasmittente e ricevente, con aereo bifilare ed impiegata di massima per i collegamenti tra i comandi di Grandi Unità ed i campi di aviazione. Con funzionamento in onde medie aveva una portata di 120 chilometri in radiotelegrafia e di 20 in radiofonia, mentre in onde lunghe la portata si riduceva, a 60 e 10 chilometri. Poteva essere trasportata con quadrupedi o con autocarri. Era assegnata ai Battaglioni Radiotelegrafisti dei Comandi d'Armata, alle Compagnie Radiotelegrafisti dei Comandi di Corpo d'Armata, alle Sezioni RadiolelegraCisti de.Ile Divisioni di Fanteria e ad altri reparti di altre Armi. Stazione R2 Usala per i collegamenti tra reparti minori, aveva una portata di 8:-1 O chilornelri, pesava 35 chilogrammi e veniva trasportata con quadrupedi od a spalla. Apparato trasmittente e ricevente, isoomla ad interruzione., era ripartilo in tre cofani. Stazione RJ Era una 1icelrasmillente trasportabile a spalla, con antenna a telaio, utilizzata per il collegamento fra i reparti anche in movimento. Non ebbe largo impiego. Stazione Rl Ne era previsto l' impiego all'interno delle Grandi Unità e per repa1ti celeri cd alpini. Aveva una portata di 20:-25 chilometri ed i 5 cofani in cui era ripartila veni-
142
Seconda Parte - Ma1eriali, inten,enti ed avvenimenti dell'Arma del Genio
vano trasportati con quadrupedi od a spalla. Era un complesso RT isoonda ad interruzione. Era assegnata ai Battaglioni Radiotelegrafisti dei Comandi d'Armata, alle Compagnie Radiotelegrafisti dei Comandi di Corpo d'Annata, alle Sezioni Radiotelegrafisti delle Divisioni di Fanteria e celeri ed a reparti di altre Anni. Stazione R6 Fu realizzata nel 1928 assiemando due stazioni: radiotelegrafica e radiotelefonica per impiego da parte del Battaglione Radiotelegrafisti del Comando Supremo. La sua portata era di: - 500 chilometri in radiotelegrafia e 300 in radiotelefonia, con f"unzionamento in onde lunghe; - 1.000 chilometri in radiotelegrafia e 700 in radiofonia, con funzionamento in onde medie; - 4.000 chilometri in radiotelegrafia ed in onde corte. Per il suo trasporto venivano impiegati due autocarri speciali Cirano 50 CMJ\. Stazior~F 3 C Assegnata ai rcpnrl i del Ge nio delle Divisioni celeri e moto rizzate era wia .~I azione radiotelegrafi ca e radiofonica, isoonda con duplex te le fonico ed ae reo a te laio. Era ripartita in sei cofa ni trasportati con muli o su motociclo. La sua portala media cm di 60 chilometri in radi ote legra fia e 40 in radiofònia. Stazione RF O C Era una stazione radiotelegrafica e radiotelefoni ca, realizzala nel 1935 pe r
.l lFJl
Stazione RFOC
143
Cap. lii - I maleriali in dota zione ai repm1i del Genio
repai1i coloniali del Genio, per il collegamento tra Comandi di unità. Si componeva di tre cofani del peso totale di 21 O chilogrammi, trasportata con cammelli o con autocarri. La sua portata era di 1.000 chilometri in radiotelegrafia e di 400 in radiotelefon ia. Apparato R.T.M. Era un dispositivo di radioco mando che veniva accoppiato alla stazione R 4 D per segnalazioni radio-telemeccanic he (luminose cd acus tiche) tra le opere difensive di frontiera.
Sta7.ione R2 - 1 Del peso di 76 chilogra mmi e ra mon tata su m oto tric iclo, ma poteva anc he e sscr1.: trasportala a spalla o con muli. Fu destinala a sostituire gradualmente le stazioni R2 e R 3. Aveva una portala di 25 chilometri.
Stazione R3
S1c1Liom1
RF3C
--=1=-4-=---=4::.._ _ _ _ _ __ _ _ _ S_e_,:_o_n_d._a_P _ a_r_te_ . _-_M_a_rt_ ~r_iali,
Stazione R5 a valvole, sistemata su autocarro Stazione RS a valvole, trasportata da due autocarri
interventi ed avvenimenti d ell'Arma del Genio
C111,. lii - I materiali in dotazione ai re,_ p_a _rt_it_ù_:.l_(_h_:,_rù_J_ __ _ __ __ _ _ _ _ _ ____.1:::c.4= 5-
Stazione R4 Era la stazione V 2 someggiabile che assunse questa denominazione quando fu destinata ai Battaglioni Radiotelegrafisti del Comando Supremo e dei Comandi d ' Armata, alle Compagnie Radiotelegrafisti dei Comandi di Corpo d'Armata ed aJJe Sezioni Radiotelegrafisti per Divisioni di fanteria e celeri. Stazione R4 A Realizzata nel 1934, era una stazione radiotelegrafica e radiotelefonica, trasmittente e 1iccvente, ad onde medie destinala al collegamento bilaterale, tra i comandi di Grandi Unità e aeromobili in volo. Era ripartita in 6 cofani del peso complessivo di 250 chilogrammi ed era someggiala. La sua portata era di 70 chilometri in radiotelegrafia e di 50 in radiotelefonia.
Stazione R3 someggiata
Seconda Pane - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
- - - - - -- - - -
Stazione R5 Aveva sostituito la V S 4 da 1,5 KW ed era impiegata per i collegamenti tra il Comando Supremo ed i Comandi d'Armata, di Corpo d'Armata e di unità celeri. Aveva una portata di :mo chilometri in radiotelegrafia e di 100 chilometri in radiotelefonia. Aveva un aereo bifilare e veniva trasportata da due autoveicoli leggeri. Era assegnata ai Battaglioni Radiotelegrafisti del Comando Supremo e dei Comandi d'Armata ed alle Sezioni Radioteleg rafiche delle Divisioni celeri. Le parti trasmittente e ricevente erano contenute in un cofano metallico del peso di 27 chilogrammi. Stazioni RP I, RF2, RF3A, R4D. RF2CA Questi apparati , realizzati a partire dal 19]3, erano assegnati a reparti di altre Armi per le esigenze di collegamento tra i reparti stessi.
Tipo di apparato Realizzato per
Portata media Km.
Peso Kg.
Trasporlo con
RPI
fanteria
3 - 10
17
a spalla
RP2
ar1igli eria
20
45
111olocarozzella
RP3A
alpini
80 - 100
70
111ul i
R4D
frontiera
30 - 60
152
- -
RF2CA
carristi
15 - 20
122
automezzi
-
Centrale militare telegrafonico
e·"I'· lii - I materiali in dow::.ione ai re1_H_.ir_t1_· l_le_.l_(_,e_n_ir_J_ _ _ _ _ _ __ _ _ _____...:1=-4=-7-'-
Posto RA I (8) Realizzato nel 1928 era costi luito da un cofano del peso di 16 chilogrammi contenente un apparato ricevente e due hatterie. I .' aereo, del tipo a telaio era l'i ssato al cofano. La stazione riceveva dagli aerei in un raggio di I 0:- 15 chilometri quando il trasmettitore cli bordo era del tipo A 80. Del peso di 15 chilogrammi veniva trasportalo a spalla. Era assegnalo alle Compagnie radiotelegrafisti dei Comandi di Corpo d' Armata.
..::: .....~
~ .;··.
Stazione R4
Posto RA 2 Realizzato ne l 1928 era costituito da due cofani (apparato ed accessori) ed impiegalo per l'ascolto e l'intercettazione delle comunicazioni degli aerei in volo. Disponeva di tre aerei rettangolari a telaio da utilizzare secondo le gamme(!' onde impiegate. Riceveva dagli aerei in un raggio di 10 chilometri, con il trasmettitore di bordo del tipo A 80 ed in un raggio di 50 chilometri con que llo del tipo A 200. Del peso di 32 chilogrammi, era traspori-ato su un mot:otriciclo o con quadrupedi. Era assegnato ai Baltaglioni Radiotelegrafisti del Comando Supremo e dei Comandi d'Armata. Posto Rl e Rl 2 (9) Furono realizzati nel 1928 ed erano identici ai posti RT I ed RT 2 e prendevano questa diversa denominazione quando venivano impiegati presso i Comandi delle Grandi Unità per l'intercettazione delle stazioni radiotelegrafiche e radiotclefoniehc terrestri. Posto RI 3 Realizzato nel 1933, era installato su autoveicolo speciale nel quale erano sistemati i ricevitori che potevano funzionare contemporaneamente, due sull'auto e l'altro a terra. Ognuno dei tre ricevitori constava di due complessi: uno per le onde corte e l'altro per le medie e le lunghe. Impiegava due aerei aperti, unifilari, sostenuti ognuno da un'antenna costituita da vari elementi d'acciaio. La presa di terra era oUenuta con due re ti di bronzo fosforoso.
8 La sigla RA sia ad indicare radioascolto ed il numero che la segue fornisce la misura della sen-
sibilità dell'apparato. che è maggiore quando il numero è più alto. 9 La sigla Rl sta ad indicare: posto di intercettazione, sia per le emissioni amiche che nemiche.
148
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenli dell'A rma del (ìenio
1 1,.1·,i ,
s,.,,unf' .. R. f . I . allc,lli1• prr i1 lun, it,uamt-nl() a terra, In po-,ta ,fon~ lh~•
Stazione RF3C
Stazione Rf- I
Operatori con stazione radio .~F2, realizzo/a dall'Officina militare RT nel J926
149
('(lp. lii · I materiali in dotazione ai reparti del Genio
Stazione RF3A
.....,.,.
M' :·, !.,"i
: -..: :
~
,- --- - -
\ \~ _)
Stazione RF4
150
Seconda Parte - Materiali, inrerventi ed avFe11imen1i del{ 'Arma del Genio
- · ··.~-~-::--.:::. ,..,- ~
--,.....
. .
"
'
'
,;.!_~~ Posto ricevente portatile
Era assegnato ai Battaglioni Radiotelegrafisti del Comando Supremo e dei Comandi d 'Armata ed alle Sez ioni Radiotelegrafiche per Divi sioni celeri. Posto TT Realizzato nel 1932, serviva per Ì' intercettazione ed il disturbo de lle conversazioni telefoniche. Raccolto in 4 quattro cofani de l peso complessivo di 185 chilogram:ni, trasportati con quadrupedi, era assegnato ai battaglioni Ra<liutei egrafisti dei Comandi d'Armata. Posto GM 33 RGP Realizzato nel 1932, era costituito da 7 colli del peso totale di 100 chilogrammi e poteva essere traspo11ato da 5 uomini. Trovava impiego per i rilevamenti radiogoni omctrici ed era dotato di tre diversi tipi di aereo: a telaio ruotante, monofil are e tubolare verticale. Era assegnato ai battaglioni Radiotelegrafi sti de l Comando Supremo e dei Comandi d'Armata. Posto GM 33 RGA Realizzato nel 1935, era montato su un autoveicolo SPA 25 C IO, sul quale era insla1lato un ricevitore alimentato con pile a secco. Il complesso d'aereo era costi-
151
('"I'· lii - I maleriali in do/a zione ai reparti del Genio
Posto R/3 (foto riprodotta a colori alla fine del volume)
Posto R/3, montato su aufocam
Posto R/3
'
\_ "n
_ t --.ll,, ,
152
Seconda !'arie - Maleriali, inlerventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
tuito da un aereo chiuso a telaio schermalo circolare e da un altro aperto, monofilare sostenuto da un'antenna alla 9 metri. L'apparato permetteva cli individuare tutte le stazioni compresa in una determinata gamma di frequenze.
Posto R/1, portatile
Au toofficina J\.O. Era uno speciale autoveicolo realizzato nel 1932, contenente attrezzi e macchinari per la riparazione campale di mezzi radiotelegrafici. Tutte le macchine erano azionate da singoli motori elettrici alimentati da uno dinamo mossa dal motore del veicolo, oppure da generatori esterni. Era assegnata ai n attaglioni Radiotelegrafisti del Comando Supremo e elci Co1na ndi d' Armata, alle Compagnie Radiotelegrafiche dei Comand i di Corpo d' Armata ed alle Sez ioni radiotelegrafiche per Divi s ioni celeri.
Autocarica accumulatori A.C. Autoveicolo speciale per la carica degli accumulatori realizzato nel 19]2 e comprendente: un gruppo elettrogeno, una grossa batte ria di acctimulatori al ferro nichel, apparati per la distillazione dell 'acqua e per la preparazio ne degli clcttrolili degli accumulatori.
Posto rodiogoniometrico RG TP.hl11nken, su auto
Cap. Ili - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
153
Era assegnalo ai Battaglioni Radiolelegrafisti del Comando Supremo e dei Comandi d ' Armata. Automisure A.M. Autoveicolo speciale realizzato nel 1932, comprendente: apparecchi e strumenti di laboratorio per eseguire misure di tensione, corrente, potenza, resistenza, induttanza, capacità, intensità dei segnali radio, frequenze, ecc. Era assegnato ai Battaglioni Radiotelegrafi sti del Comando Supremo e elci Comandi cl ' Armata.
Posto rodiogoniomelrico Du /Jourg
e) Altri m ezzi di comunicazio11e Esistevano mezzi di comuni ca7,ione come: piccioni viaggiatori, bandiere, lanterne, proicllori, razzi, fuochi bengalici e cervi volanti . L'uso di questi mezzi andò sce mando dopo la prima guerra mondiale. 11 collegamento ottico in rnonlagna fu l'uni co a rimanere ancora efficiente dopo la guerra,
Autofficina
154
Seconda Parte - Mate riali, interventi ed avvenimenti de/l'J\r111a del Genio
·-
Addestramento all'impiego di
un
stazione Fototelegrafico
tanto che nell'aprile del 1934 il Maggio re /\LV/\REZ, dell ' Esercito spagnolo, sosteneva in un suo scritto la validità di questo mezzo e citava che le compagnie Telegrafisti frances i avevano in dotazione venti stazioni ottiche e le tedesche erano dotate di tre stazioni ottiche pesanti. Ricordiamo i più importanti di tali mezzi: - stazioni fotofonichc da campo da 115 mm. , montate su treppiede, azionate eia due operatori; - le stazioni fototelegrafiche da campo, da 80 e I00 millimetri, munite di treppiede e contenute in uno zaino di custodia, che inviavano segnali luminosi con l'alfabeto Morse, a distanza variabile tra 25 e 60 chilometri, avendo come fonte la luce solare o quel la ossi-acetilenica; - eliografi e diottrici da centimetri 20 e 30, la cui portata era maggiore di notte, tra i quali si citano: • Apparato ottico da campo da 45 millimetri con portata di 5 chilometri;
Operatori del 13° Reggimento Genio con stazione fotofonico
Ca,,. lii - I materiali in tlotaz.ùme ai n,,,arli del (ienio
155
Stazione fotofonica
Automisure RT
--=l:..c5::...:6"------_ _ _ _ _ _ _ _ _ S(_~<_:o_n_rh_1_P_a_rl_.e_-_M_< _ll_e_ r i_ali,
• • • • •
interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Apparato Faini Triulzi, con portata di 10 chilometri; Eliografo a doppio specchio 12 x 15, con portala di 60 chilometri;_ Diottrico Faini da 20 centimetri , con portata di 15: - 35 chilometri; Proiettore Zeiss da 19 centimetri con portala di 8 - 25 chilometri; Diottrico Faini da 30 centimetri con portata di 35 - 60 chil.ometri_
Colombaie mobili ippotrainate. autotrainate e fisse Le colombaie ippotrainate erano residuale di guerra e furono quindi sostituite da quelle fisse e dalle autotrainate.Le colombaie mobili autotrainate furono realizzate cd adottate nel 1935. Erano costituite da uno chassis tipo Vihcrti su cui era montata una carrozzeria divisa in due parti: una per il personale e l'altra per 100 - 120 colombi. Il carro poteva essere trainato da una motrice o da cavalli . Superiormente era collocata una voliera. Completavano le attrezzature per il trasporto dei colombi : - lo zaino antigas in texco, diviso in tre scompartimenti per altrettanti volatili, muniti di sportellini e fori di aerazione c hiudibili ermeticamente per la difesa dal gas per un tempo limitato; - a cesta pe r traspoito di 4 o 6 colombi, a l seguito delle truppe.
Eliografo ad uno specchio, circolare, del diametro di 315 millimetri
Cap. lii - l materiali in do/azione ai reparti del Genio
157
Sistema diottrico Faini
Colombaia mobile
158
Seconda Parte - Mmeriali, interventi ed avvenimenti de/1'/lrma d el Ge11io
Contenitore di alluminio per
cablogrammi, applicato alla zampa del piccione viaggiatore
Tasca di pelle per cablogrammi, applicata al ventre del piccione viaggiatore
( ..lljl. lii - I matnia1t.·~1!/1 . .,l ff"?~.':....'.:'.:..:.....::....:.:..:_ arti del Genio_ _ __ ·11~ . c~l0Jt_t~a3'.'Zl!C.JO~n~ e!.a11_1_r_15
159
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I ______d___4_ Cesta per trasporlo ,
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6 colombi
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'» ;:en lo/a per J06e,,er4. lo/o-rnan5/a lo 1 ~-
160
Seconda l'arte - Materiali, in.tervenli ed avvenimenti dell'Anna del Genio
4 - MATERIALI PER L'0SSl1:RVAZIONE a) A erm;tati Gli aerostati erano nati in Prancia nel 1870 ed erano stati sollevati tra Parigi assediata e la provincia. Nel 1897 era stato adottato in Germania il primo pallone di forma allungata (Drachen ballon) impiegato poi dall'Italia dal 1915 al 1918, anno in cui fu sostituito dall'italiano A.P.. Già nel 1887 erano comparsi nel Regio Esercito gli aerostieri, ordinati in seguito in una Compagnia Specialisti per servizio aerostatico e fotoelettrico campale, nell'ambito del 3° Reggimento Genio. Nel 1894 venne costituita una Brigata Specialisti, quale distaccamento del 3 ° Reggimento, on.linata su: due Compagnie specialisti, una Compagnia Treno, cd il Servizio fo tografico e telefotografico. Nel I91 O la Brigata fu costituita come segue: due Compagnie per servizio aereo e fotoelellrico, una Sezione aviazione, una Sezione radiotelegrafisti, una Sezione fotografi, una Compagnia treno, per un totale di 200 ufficiali e 2.000 soldati . Nel 1911-1 2 gli aerostieri furono impiegati in Libia con i Drachen e nel 19 15 andarono a far parte del Corpo Aeronautico militare come Rattagl ione aerostieri.
stieri, su 5 Compagnie cd un Deposito; poi da Raggruppamento fu ridotto a Grnppo. su 3 Compagn ie cd un Deposito. Ne l 1922 ques to gruppo andò a far parte del Raggruppamento aerostieri-dirigi hi li sti. Nel 1923, in seguito alla costituzione della Regia Aeronautica. quale Forza Armata a sé stante, il Ragg ruppame nto fu scio lto cd i suoi co mponenti furono scissi : i dirigibilisti e gl i aviatori andarono a far parte della nuova r:o rza armala, mentre
Aerostato sferico per ascensioni libere
Cap. lii - I materiali in dotazione ai rqmrli del Genio
161
Pallone osservatorio A. P.
gli aerostieri rientrarono, come Gruppo, nell'Anna del Genio. T materiali degli aerostieri rimasero sempre quelli impiegati durante la guerra. Del Gruppo facevano pa11e gli Ufficiali Osservatori, che avevano j[ compito di: eseguire rilievi , fornire a terra i dati per il tiro, e correggerne l'efficacia, dare informazioni ai reparti operanti . Pallone sferico Inizialmente impiegato come pallone frenato, non era stabile al vento e tendeva continuamente a girare intorno al suo asse verticale. Poteva essere sollevato fino a che la velocità del vento non superasse i 25 chilometri orari. Pallone per ascensioni libere Impiegato a scopo addestrativo per l'abilitazione al governo del pallone osservatorio, era costituito da un involucro di doppio tessuto cli cotone gommato, di forma sferica, contenuto in una rele di funi cui, inferiormente, era atlaccata la navicella di vimini. Poteva essere impiegato anche per simulare la navigazione libera in caso di rottura dei cavi di sostegno. Nella parte superiore dell'involucro si trovavano le valvole per la fuoriuscita del gas, comandate dalla navicella per mezzo di due funi. Tali palloni potevano avere la cuhatura di 630, 900, 1.200, e 2.300 metri cubi ed un peso corrispondente di 220,267, 328, e 467 chilogrammi.
162
Seconda l'arte - Maleriali, interventi ed avvenimenti del/ 'Anna del Genio
Pallone osservatorio A. P
Autoverricello per aerostati
Pallone Drackcn Altro pallone frenato, non sferico, era il Dracken tedesco, munito di coda stabilizzatrice. Inventalo alla fine dell'800, fu impiegato in guerra dall'Escrcilo italiano. Aveva forma cilindrica con coda a vele ed il suo involucro era costituito da due slrali di lela lenuti insieme da un souile strato di caucciL1. Ve ne erano due tipi: da 360 e da 714 metri cubi. Pallone osservatorio A.P. Così chiamato dal nome dei suoi inventori (il Maggiore AVORIO e l'ingegnere PRASSONE) fu impiegalo in guerra per osservazione e per collegamento con le truppe. Era di forma dissoidale, molto vicina ad una sfera; con involucro gommalo ed impennaggio formato da tre sacche disposte a 120 gradi. La navicella di vimini di forma circolare era sostenuta da una doppia serie di dodici funi di canapa ed era dotata di un telefono per il co11egamento all'autoverricello (un autocarro Fiat 18 B.L.) e di un sistema ottico per pu1 llfL NtLQ,.C 0SSrAvamR10 1nL•• NO comunicare con le !ruppe. La navicella era per due persone. Poteva trasformarsi in motopallone con l'applicaPallone osservatorio A.P. VOLUM[
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163
Cap. Ili · 1 materiali in dotazione ai reparti del Genio
zione di un timone di direzione e con la sostituzione della navicella di vimini con altra metallica dotata di gruppo motopropulsore e di elica. Dirigibile Costruito dallo Stabilimento Costruzioni Aeronautiche di Roma, aveva un involucro di stoffa gommata, diviso in compartimenti stagni. Nella sua parte inferiore vi era una trave metallica a traliccio, snodata, i cui elementi erano fissati ai vertici di una serie di parabole in cavi .d'acciaio fissale all'involucro. Ve ne erano in servizio i seguenti tipi:
tipo
Anno di Volume mc. Lunghezza Diametro Velocità costruzione metri metri max Km/ora
motori
P3
1912
4.500
63
12
52
Clement Bayard, 11 OHP
P4
19 12
4.700
63
12
65
Fiat, 80 HP
P5
1913
4.700
63
12
65
Fial, 80 HP
M I(" )
1912
12.000
83
17
70
2 Maybach, 180HP
M2
1913
12.000
83
17
70
4 Wolseley, 125 HP
M3(12)
191 3
12.100
83
16
75
4 Maybach, 180 HP
M4(1:l)
1914
12.100
83 .
16
75
2 Maybach, 200 HP
V(14)
1914
14.600
90
16
90
4 Mayhach, 180 HP
(15)
1915
12.000
75
18
72
2 Isotta Fraschini, 90 HP
(16)
191 2
10.000
85
16
74
2 Maybach, 164HP
11 Ha una navicella lunga IO metri. 12 Dotato di navicella Parseval. 13 Poteva essere installata una mitragliatrice. 14 Poteva ammarare perché la navicella era a chiusura perfetta. 16 Tipn Pars~val.
164
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avven.im.en.ti dell'Arma del Genio
Autostazione aerostatica Autocarro da 35 HP a gomme piene, con i congegni di manovra del pallone Dracken ed il tamburo con il cavo di ritegno, azionato dal motore dell'autocarro, lungo 1.000 metri. Su un secondo autocarro uguale al precedente vi era il generatore d ' idrogeno, prodotto miscelando soluzione di soda caustica e polvere di silicio, ottenendo 120 metri cubi ali' ora di gas. Sette uomini prendevano posto su questo automezzo. Su altri tre autocarri erano sistemati: 2 involucri ed una navicella; 17 cilindri per idrogeno compresso ed altri sette uomini; la soda, il s ilicio e sette uomini. li sesto automezzo era un autocornpressore che serviva per comprimere il gas prodotto nei cilindri.
b) Stazioni fotoelettriche Fin dal tempo di guerra esistevano stazioni fotoelellriche campali, da fortezza e da costa. Queste ultime, più pulenti, erano installazioni fi sse ed avevano specchi da I 05 e 150 centimetri. Questo materiale sopravvisse per qualche anno, poi fu gradualmente sostituito, o perfezionalo, od integrato con mode lli migliori. La trasportabilità delle stazioni fu resa più agevole ripartendo i carichi in modo più razionale, abbassando il cenlro di grav iti'! dei medesimi e migliorando il treno gommato . Pu aumentala la manovrabilitì1dei proiellori, equilibrando, s ugli assi di rotazione, il peso del proiettore stesso, alleggerito con la sostituzione di parti in leghe leggere e furono aumentati l'angolo di elevazione e la velocitì1 di rotazione. li comando a distanza fu reso più semplice e sicuro. Furono adottati carboni più compatti , con un nucleo centrale in nitrato di cesio e torio, aumentando il rendimento della lampada. Autostazione fotoelettrica da campo A 1914 Fotoelettrica montata su autocarro 18 BL del peso, a pieno carico, di 3.200 chilogrammi con una velocità massima di 30 chilometri all'ora ed una pendenza superabile del 15% . Sull 'automezzo prendeva posto anche il pe rsonale ( 17)_ L'alimentazione elettrica al faro in corrente continua era data da una dinamo collegata al motore dell'autocarro. fl proiettore aveva movimenti di rotazione nel piano verticale ed in quello orizzontale e ,lo specchio aveva un diametro di 90 centimetri. La portata era di 7.500 metri. Autostazione fotoel ettrica da campo C 1915 Differiva dal modello precedente per i seguenti particolari: - al proiettore erano stati uniti due cerchi graduati per la lettura degli angoli zenitale e azimutale; - la regolazione della lampada era effettuata automaticamente da un motorino; 17 Interessante la descri zione della posizione, in marcia, del personale:" il meccanico a fi anco del conduttore, i due elcttticisti dietro i precedenti , il caposquadra sul sedile a sinistra degli elettric isti, l'ufficiale subalterno sul sedile anteriore davanti al caposquadra, l'attendente segue in bicicletta".
165
rap. /Il - 1 materiali in dotazione ai reparti del Genio
- vi era un cestello per raccogliere la colatura del carhone~ - era stato ìnserilo un oscuratore a persiana comandato a mano o elettricamente. Parco fotoelettrico su carrette E ra costituito da due carrette a due ruote, un gruppo elettrogeno Fiat da 15 HP a 1.200 giri, un proie ttore da 40, 60 o 75 centimetri fissato al piano della carretta, un treppiede e degli accessori . TI diametro della zona illuminata era di 54 metri alla dista nza di I 00 metri. Il peso complessivo del complesso era di 3.500 chilogrammi. Parco fotoelettrico someggiato Galileo - Piat Aveva un proiettore Galileo da 50 centimetri alimentalo da un gruppo elettrogeno da 4 HP a 2.000 giri. Per il s uo trasporto occorrevano 3 quadrupedi e la portata massima era di 400 1nelri. Parco fotoe le ttrico Salmoirai;hi Era trasportato da 3 carri ed avcv.-i un proiettore da 90 ecnti m etri, senza comando a distan7.a. La regolazione della lampada polt:va essere fatta a mano o e lcttr.icamente. I movimenti in clcva7,ione erano fatti a mezzo di volantino dentato manovrato a mano.
Fari campali da illuminazione e segnalazioni antesignani delle stazioni fotoelettriche
.
Stazione fotoelettrica somegg_iata da 90 centimetri Pesava 4.000 chilogrammi cd era trasportata con 3 t:arrcttc. 11 proiettore, del peso di 550 ch ilogrammi , era comandato a mano o ele!lricamentc a distanza. Illuminava una zona del diametro di 44 metri a 100 metri di distanza, con intensità del fascio luminoso di 141 milioni cli candele. Stazione fotoelettrica autoportata eia J50 centimetri Montala su un autocarro Fial 18 BL cd un rimorchio aveva un peso totale di 11.000 chilogrammi. Il proiettore, ciel peso di 1920 chilogrammi, era comandato a mano od elettricamente ed a distanza. A differenza dei tipi precedenti, che avevano una graduazione del proiettore in gradi millesimali, ne aveva una in gradi sessagesimali. L'intensità del fascio luminoso era di 141 milioni di candele e la zona illuminata a 100 metri aveva un diametro di 58 metri. Stazione fotoelettrica someggiata da 50 centimetri Del peso complessivo di 600 chilogrammi, veniva trasportata da I carrella e 4 quadrupedi. 11 comando dei movimenti del proicllorc era manuale. A 100 melri di
166
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenli dell 'Arma del Genio
Stazione autofotoelettrica da campo da centimetri 150, tipo zenitale Galileo-Fiat, modello 1916. Autocarro
distanza illuminava una zona del diametro di 51 metri, con intensità del fascio luminoso di 6,5 milioni di cande le . Stazione fotoelettrica carreggi\lli1 da 75 centimetri Aveva un peso totale di '.1.500 chilogrammi ed il suo trasporto richiedeva 3 carrette. li comando del proiettore era a rnano ed elettrico, anche a distanza. A 100 metri la zona illumina ta aveva un diametro di 54 metri, con intcnsitft del fascio luminoso di 49 milioni di candele. Stazione autofotoelettrica da 120 centimetri Realizzata nel 1935 era montata su autocarro trattore Fial "Oovunque" 33 o 35. che portava a rimorchio il gruppo ~lettrngeno. Aveva un peso complessivo cli 12.740 chilogrammi. Il proiettore, pesante 325 chilogrammi , con graduazione millesimale, era comandalo a mano, elettricamente ed a distan za. A lOO metri l'arca illuminala aveva un diametro di 22 metri. Stazione fotoelettrica someggiata da 60 centimetri Realizzata nel 1935, aveva un peso complessivo di 884 chilogrammi, compres i i basti, e veniva trasportata con IO muli. Il proiettore pesava 110 chilogrammi e veniva manovralo a mano. I,a zona illuminata a I00 metri aveva un diametro di 40 metri. La lampada, ad arco, era del tipo Salmoiraghi. La graduazione azimutale era in gradi sessagesimali e quella zenitale in gradi millesimali. Mezzi campali di illuminazione Alcuni mezzi usati fin dopo la prima guerra mondiale furono: La lanterna da batteria ad olio; La torcia a vento; 1l cesto illuminante (cesto di ferro contenente un rotolo di funi vecclùc preimmcrsc in pece nera e sego e successi va111er1tc in pece nera e resina fuse insieme)
Cap. fil - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
167 Stazione autofotoelettrica da campo da centimetri 150, tipo zenitale Galileo-Fiat, modello 1916. Rimorchio
....
-~~
-'t.:~-l..,t~, '- .. .' Stazione fotoelellrica carreggiata Galileo-Fiaf da centimetri 75
Stazione fotoelettrica da 120 centimetri, in manutenzione
168
Seconda Parie - Materiali, interventi ed a vvenimenti dell 'Arma del rienio
della durata di 45 minuti e da .sistemare ogni 90 metri; 11 tubo illuminante (tubo di lamiera Jungo 50 centimetri e con un diametro di 5 centimetri, contenente una miscela di zolfo, nitro, polvere da sparo, solfuro diantimonio ed uno stoppino); La lampada Wells a cherosene o petrolio; TI faro Diana Cerretti per segnalazioni, a luce acetilenica e con portata cli 10 chjlometri, di nolle, e 2 di giorno.
e) Fotografia e Cinematografia Alla fine della guerra il Servizio fotografico era disimpegnato dalla Sezione fotografica del Genio, con sede in Roma, che aveva i seguenti compiri: - eseguire rilievi fotografici , telefotografici e topofotog rafici, per mezzo di palloni frenati o dirigibili ; - effettuare lavori di fotoriproduzione; - effettuare esperienze e collaudi riguardanti la c himica fotografi ca e l'ottica ; - attuare corsi d'istruzione per Uffi ciali. I ,.i SC7,ionc era strutturata in modo da potersi articolare, in te mpo di guerra, 111 Squadre di campagna as1:,cg11atc al Co111a11do in C«po e aik: Armare ed in squaJre da montagna per le G randi Unità operanti in zone alpine. Le .squ.1dre e rano dotate di c.1ssette, de l peso complessivo di 200 o 280 c hilogrammi, c he contenevano apparecchi fotografi ci da I8x24, I3x 18 e 24x30 e rnate riali occorre nti a llu s viluppo e alla s1an1pa. 11 " Manuale per l'Ufficiale de l Genio" dell' epoca, o lt re a dettag liare compili c mate riali per le varie c ircosta nze, conteneva info rm a7,io ni <Ji chimica fotog ra fi c a e di ortocromatismo e minuziose istruzioni per lo sviluppo, il fissagg io, il lavaggio e la stampa , nonché indi cazioni sulla tecnica di te lefotograria. Pino al 1922 vi erano soltanto pochi apparecchi fotografici di tipo antiquato impiegati in maniera 11011 organica. Stazione Fotoelettrica carreggiata Galibo-Fiaf da centimetri 75
Cap. fil - I materiali in dota zione ai reparti del Genio
169
1 nuovi materiali fotografici furono: macchine a tendina 9x12 e I 3x 18; panoramiche; telefotografiche; stereoscopiche; da ingrandimenti, con i relativi accessori per lo sviluppo e la stampa; e poi un autocarro laboratorio fotografico. Dopo il 1922 nacque, invece, la nuova specialità Cinematografisti, che disponeva di mezzi e materiali in corso di sperimentazione, non essendo stato ancora definita una serie di materiali regolamentari specifici.
5 - MATERIALI PER LAVORI E SERVIZI VARI Soltanto pochi dei materiali appresso descrilli erano in dotazione ai reparti del Genio durante e subito dopo la prima guerra mondiale, poiché, non essendo state prese ancora in considerazione talune esigenze non erano state ancora costituite alcune specialità del!' Arma. I pochi alt rezzi e materiai i in servizio erano in dotazione ai reparti zappatori e minatori. Soltanto nella seconda metri degli anni trenta entrarono in servizio autocomplessi, mezzi per maschcraincnlo ed antincendio e complessi clellromeccanici.
a) Attrezzature pneumeccaniche L' insieme di questi materiali comprende complessi per la pr(iduzione di aria compressa ed ali.ren i per la perforazione e/o la lavorazione di materiali lapidei con sistenti . I complessi, cioè i motocompressori, si dividevano in: leggeri, assegnati ai reparti Zappatori-artieri, e pesanti, assegnali ai reparti Minatori ed erano di vari tipi. Motocompressore Diallo M.C.D. Il monoblocco motocompressore, del peso di 400 chilogrammi, era montato su slitta ed aveva quattro cilindri paralleli: due centrali motori e due laterali compressori. Aveva un serbatoio d'aria di 75 litri e poteva far funzionare un martello perforatore a 4 atmosfere di pressione. Era materiale residualo di guerra. Motocompressore Romeo C. Simile al precedente, del peso di 485 chilogram mi , anch'esso residuato di guerra. Motocompressore Diatto M.C. Costituiva un miglioramento del Diallo M.C.D., e fu realizzalo nel 1931. La modifica più consistente fu il montaggio de l complesso su carrello a quattro ruote di ferro a sospensione rigida. Comprendeva un cofano con martello perforatore cd accessori e pesava complessivamente 800 chilogrammi. Motocompressore Dialto
170
Seconda Pw1e - Materiali, intervenli ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Motocompressore Diatto M.C.D.F. Costituì un'ulteriore e rilevante modifica dei modelli precedenti, rispetto ai quali aveva: carrello a due ruote gommate a sospensione elastica, maggiore rendimento, regolazione automatica dell'aria compressa, minor peso (600 chilogrammi), rimorchiabile. Motocompressori XX e TZ. Erano tre compressori: XX 9"X8", XX 7"X6" e TZ. 29, realizzati nel 1932 ed assegnati ai reparti Minatori. lnstallali su carrelli trainabili, si differenziavano tra loro per il numero degli attrezzi , da 2 a 5, che poteva far funzionare contemporaneamente. Attrezzi pneummeccanici Inizialmente vi erano i martelli perforatori Diatto M.P.D. e Valveless, che funzionavano con i motocompressori residuati di guerra ed usavano fioretti semplici. Negli anni trenta, con l'adozione di motocompressori sempre più perfezionati e con potenze maggiori, anche le_attrezzature subirono miglioramenti e perfezionamenti. Ai martelli perforatori J.R. di vari tipi si aggiunsero rnartclli demolitori e battipalo, trapani , seghe c ircolari ed a catena e fiore lli ccl allrezzi più sofi sticati. b) A utocomplessi Officina autotrainata Nel 1934, presso l'Officina del Genio Militare di Pavia, fu realizzala un ' officina per le Compagnie Zappat01;-artieri, Minatori e Teleferisti, -montata su un rimorchio trainato da un autocarro Ceirano C.M .. JJ rimorchio aveva fiancate ribaltabili verso l'alto in modo da costituire, insieme ad un telone sostenuto da centine in ferro, un ' area coperta di circa 70 metri quadrati : L'officina disponeva di macchine per le lavorazioni del legno, del ferro e speciali, azionate da motori elettrici indipendenti , alimentati da un gruppo elellrogcno da 6 Kw, montato su un carrello per essere scaricato mediante apposite rampe.
Autotipolitografio AT
Cap. lii - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
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Essa consentiva di impiegare 12 operai . Successivamente furono realizzate officine simili, differenziate per le particolari esigenze delle Compagnie Id1ici, Pompieri, Pontieri e Meccanici-elettricisti, dotate delle specifiche attrezzature. A u totipolitografia Questo autoveicolo fu realizzato nel 1932 e conteneva: una macchina da stampare, un torchio litografico, due hanconi per caraueri, una cesoia, una cucitrice a punti metallic i ed un piano di zinco.
e) Mezzi per il mascheramento_ Come per i Meccanici -elettricisti, nel 1922 non esisteva la specialità dei Mascheratori né alcun mezzo tecnico. Mante lli mimetici I tipi regolamentari furono adottati nel 1934. Erano costituiti da reti di spago ritorto di canapa a maglie quadrate, con lato crescente dalla periferia al centro di form a csagona k , rellangolare o quadrata, con un doppio tratto d i spago libero agl i estremi dei lati per l'ancoraggio a l terreno, con ciuffi di truciolo, di salice o ratfia, applicali ai nodi delle maglie in modo da ottenere un maggio re adclcnsamenlo di trucioli verso il centro. Venivano impi egati per il mascheramento di appostamenti d i mitragliatrici, pezzi di artiglie ri a, osservatori , posti comando, camminamenti, ccc. La superficie della rete variava a seconda del)' esigenza. Centine me talliche Furono ado ttate nel 1934 cd era no costituite da elem enti metallici tubolari collegati a snodo e terminanti con un picchetto per l'infissione nel terreno. Ne es istevano tipi divers i per le differe nti esigen7.e. Gruppo motocompressore d'ar.ia Realizzato nel 1935, serviva per la coloritura a spruzzo con colori opachi di reti mimetiche, superfic i di metalli e legno. Era scomponibile, per il traspo110 a spalla, in tre colli del peso di circa 18 chilogrammi ciascuno. Comprendeva: un mo tore a benzina, un compressore d ' aria, un serbatoio d'aria compressa, due pistole a spruzzo e due maschere di protezione per i verniciatori. li gruppo, capace di aspirare 250 litri d'aria al I "alla velocità di regime di 1000 giri al I ', con una pote nza di 2 HP, permetteva la mimetizzazione dei materiali sul luogo d ' impiego, adattando le tinte all'ambiente. Officina autotrainata per compagnia mascheratori Realizzata ne l 1935, era analoga a quella in dota7.ionc ai reparti zappatori-artieri. dalla qu ale differi va solo per alcuni materiali di caricamento, di uso par ticolare della specialità.
172
Seconda Parte - Materiali, inten,enti ed avvenimenti ddl'Arma del Genio
d) Mezz,i idrici Finché non vi fu una specialità idrici i reparti zappatori erano dotati di pochi mezzi per il sollevamento dell'acqua, quali pompe a braccia o tipo Excelsior, elevatoti a catena ed a nastro e pozzi. Negli anni trenta cominciarono a comparire mezzi e complessi meno antiquati. Pompa a mano tipo Excelsior Già in servizio durante la guerra del 1915 - 1918, aveva un rendimento di 25 litri al secondo cd era utilizzabile fino a 7 metri di profondità. Pompa a braccia Era una pompa a stantuffo, generalmente montata su un carrello, che aveva un rendimento minimo di 60 litri al minuto cd uno massimo di 180. Pozzo Northon Residuato di guerra rimase in servizio anche negli anni quaranta. Era cosliluilo da una pompa aspirante, un treppiede, un maglio c 5 tubi della lunghezza totale di metri 9,50. Aveva un peso totale, compresi gli accessori, di 400 chilogrammi. Poteva aspirare l"acqua fino alla proi'onditi1 di 9 111èl.ri, co11 LIII n.;11Ji111L,11lo di 18 litri al 111i11ulu. Elevatore d' acqua a nastro mullicellulan: Reali zzalo cd adollato nel 1914 e ra de nominato "Caruelle". Consisteva in un nastro metallico inossidabile, ondulato, con nu111crosc cellule ori 7.zontali, chiu so ad anello. La sua parte inferiore e ra immersa ne ll ' acqua e scorreva entro una puleggia scanalata, mentre superiormente vi era una puleggia motrice mossa a mano od a motore. Con il motore sollevava l'acqua dei pozzi in muratura fino a 80 metri di profondità, mentre con il funzionamenll) manuale aveva una prevalenza di IO metri. Il rendimento era di 60 litri al minuto .. Gruppo motopompa - argano Questo gruppo poteva sollevare 1'acqua da pozzi in rnuratura e da pozzi tubolari
fino a 80 metri di profondità, con un rendimento di 2 litri al secondo. Gruppo motopompa ad alta prevalenza Realizzalo nel 1934, era montato su carrello e serviva per il rifornimento idrico delle truppe in zone montane e per il sollevamento dell'acqua da fiumi , canali e laghi. La sua portata era di circa un litro al secondo. Serbatoio metallico zincalo Realizzato nel 1933, veniva impiegato in serie di tre serbatoi cilindrici, di diametro diverso, disposti in parallelo e raccordati con tubi di gomma. Il differente dia. metro consentiva di trasportarli inserendoli uno nell'altro. Ogni serie aveva la capacità di 5.000 litri. Serbatoio cli tela impenneahile Realizzato nel .I 934, era di forma cilindrica ed era sostenuto da un'apposita gab-
Cap. lii - I materiali in dotazione ai reparti del Genio
173
bia di tubi di ferro componibili. Aveva la capacità di 1.200 litri. Officina autotrainata per Compagnia idrici Realizzata nel 1935, era analoga a quella per i reparti Zappatori, dalla quale differiva per la composizione delle serie cli attrezzi e materiali, che erano, ovviamente, quelli specifici per le esigenze della specialità. e) Mezzi per lo spegnimento degli incendi
Fino al 1922 non esisteva nell'Esercito, alcuna organizzazione al riguardo. Successivamente cominciarono ad essere individuati ed approntati i mezzi necessaIi aJJa nuova specialità. Motopompa a stantuffo Su uno schassis, rirnorchiabile da un automezzo, erano montati: un motore Fiat 122, a 6 cilindri ed una pompa a 6 stantuffi orizzontali, accoppiata al motore tramite frizione. Motopompa centrifuga barellabile Comprendeva un motore Fiat I08 a 8 cilindri ed una pompa centrifuga, direttamente collegata al motore, che nveva unn portata di 900 litri al minuto. J\utopompa centrifuga Era una pompa centrifuga dalla portata di 1.200 litri al minuto, collegata con un asse ed un giunto e lastico al motore de ll'autocarro su l quale era montata. J\utopompa a stantuffi radiali Su un autocarro era installala una pompa a semplice effello a 4 stantuffi radiali, collegata al motore stesso dell'auto, tramite un asse ed un sistema di ingranaggi. Estintori Ne esistevano di vari tipi: - estintore a secco; - estintore al tetracloruro di carbonio, impiegato in caso di incendi di liquidi infiammabili ed impianti elettrici. 11 sistema di apertura era a percussione o a vite; - estintore a schiuma vaporosa di gas inerte, usato contro incendi di liquidi infiammabili, con funzionamento a percussione ed a rovesciamento; - estintore idrico ad acqua e gas inerte; - estintore a neve di anidride carbonica, usato in qualsiasi caso di incendio; l'apertura veniva effettuata agendo su di un volantino. Autoscala "Magirus" Era un tipo di scala a sollevamento, sviluppo e rotazione, montata, a mezzo di piattaforma girevole, su di un autocarro speciale. Officina autotrainata per compagnia pompieri Era uguale a quella in dotazione ai reparti zappatori -artieri dalla quale differiva
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Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti del 'Arma del Genio
solo per alcuni materiali di uso parlicolare del1a specialità.
f) Attrezzature elettromeccaniche fino al 1935 non esistevano materiali specifici per la specialità Meccanici-elettricisti, che, in tale anno, cominciò ad assumere fisionomia propria. Cabina di trasformazione autotrainata Era un complesso monlato su un carrel1o a due ruote gommate, del peso di 1,000 chilogramrni, che, accoppiato ad un gruppo elettrogeno, era usato per elettrificare 500 metri quadrati di reticolato. Era costituito da un trasformatore trifase da 20 KVA ed un commutatore rotante che inseriva automaticamente, ogni 5 secondi, 3 linee delle 12 disponibili, collegate ad altrettanti tratti di reticolato. Fu realizzalo nel 1935. Gruppo elettrogeno autotrainato da 20 KW Montato su carrello a ruote gommate, pesava 1.500 chilogrammi e serviva a produrre energia per la cabina di trasformazione campale. Alimentato a benzina, aveva un alternatore lLifase accoppiato al motore. Entrò in servi zio nel 1935. Carro elettrogencratore campale Era un carro rimorchio del peso di 6.000 c hilogrammi sul quale erano montati: - un motore a benzina della potenza di 40 HP; - un alte rnatore trifase da 20 KVA, 220V. ; - una dinamo della potenza di 4 KW; - due trasformatori trifase da 20 KVA; - un gruppo convertitore. Fu adottalo nel 1935. Officina autotrainata per meccanici - elettricisti .. Fu realizzala negli anni trenta ed entrò in servizio nel 1935. Costituiva un miglioramento di quella in dotazione ai reparti Zappatori-artieri, di cui aveva come base l'attrezzatura, integrata da materiali specifici della specialità.
CAPITOLO
TV
INTERVENTI ED ATTI VITA' DEL GENIO IN ITALIA EALL'ESTERO
I.
G11 interventi aJI'estero
2.
IJ Genio nelle colonie. La riconquista de.Ila Libia
3.
Gli interventi nel Paese
4.
Le infrastrutture e le fortificazioni.
_ _ _ _ _ 177
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all 'estero
1 - GLI INTERVENTI ALL'ESTERO
I.
•
La presenza del Genio Militare italiano, sia come reparti che come individui, è stata davvero estesa, sia nello spazio, perché ha raggiunto Paesi assai lontani, sia nel tempo, perché ogni anno vi erano genieri italiani in qualche parte del mondo. Verranno cilalc di seguito, soltanto alcune di esse, fra le tante, perché rimarchevoli per l'entità degli interventi o perché maggionnente qualificanti per la qualità dei contributi. Dopo la fine della prima guerra mondiale, e più esattamente nella seconda metà dell'anno 1919, circa trecentomila uomini erano dislocati all'estero; ma alla fine di quell'anno il loro numero si ridusse alquanto. Ecco la situazione numerica a maggio ed a dicembre del 1919:
al 15 maggio 1919
al 25 dicembre 1919
in Dalmazia
24.000
11 .000
ne lle piazze marittime
14.000
in rrancia
10.000
in Albania
54.000
in Macedoni a
40.000
in Asia Minore
I0.000
--
-
in Palestina
500
nel Dodecanneso
4.000
in Tripolitania
53.000
in Cirenaica
18.000
in Eritrea e Somalia
1.000
in Germania orientale
5.200
nel Trentino Alto Adige
I0.000
Totale
228.500
33.000
9.000
12.500
80.700
178
Seconda Parie - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Anna del Genio
Nelle vicende politiche nazionali ed internazionali il Genio seguì, ovviamente, gli impegni delle Forze Armate e risulta perciò difficile inquadrare le varie situazioni in schemi organici e territoriali stabili , poiché i suoi elementi erano assegnati ad uni Là operative quasi ovunque di modesta entità e mollo frazionate, sì che risultavano esse stesse di consistenza continuamente variabile. a) Attività nei Balcani (Dalmazia e Albania)
La fine del conflitto mondiale generò, con la scomparsa dell'impero austro ungarico e la nascita di nuovi Stati, momenti di confusione ed instabilità nelle regioni che ne facevano parte cd in quelle limitrofe che, direttamente o indirettamente, ne avevano subito l'influenza. Qucsli Lenitori furono quindi posti sotto il controllo delle forze alleate che, con varie composizioni, furono inviate a presidiarli. Le vicende mililari che carallerizzarono l'occupazione ed il mantcnimenlo del possesso dei territori oltremare furono però fottemente influenzate dalle incertezze della condotta politica dei nostri governi che produssero continui mutamenti dei Corpi di spedizione e delle zone occupate. La naturale allenzione del nostro (ìoverno agli avvenimenti che si verificavano ne i Ral c:mi t:d in Asi.,1 Minore si e ra già concretizzala all ' ini ;,.io della guerra con gli interventi in Albani a cd in Macedonia ( 1). In sede di accordi armi sti ziali , onde garantire per il futuro la sicurezza della sponda orie ntale dcli' Adri atico, furono riaffe rmate le pretese sulla Dalmazia, su Fiume e sulle isole adria tiche. Le ric:hieste cicli' Ita lia provocarono vive reazioni da parte di Pranc ia cd Ing hillerra, forte me nte interessate ad estende re il dominio nel Medi terraneo. Il "Patto di Londra" aveva previsto che entro la linea di armistizio ricadesse la parte centrale della costa dalmata con un retroterra abbastanza profondo e quasi tutte le isole da Curzola e Mèleda a nord. ll Comando Supremo affidò alla Marina la responsabilità politico militare di tale· area, posta souo l'aulorilà dell'Ammiraglio Enrico MILLO, quale C1overnatore della Dalmazia e delle isole Curzolane e Dalmate. Lo stesso "Patto" prevedeva che la costa tra Volosca e Lisarica a nord e Punta PJanka a sud fossero occupate dalle potenze alleale, comprese quindi Fiume, Spal ato e Cattaro.
1 Nella seconda metà dell'anno 1916 era strtla inviala anche in Macedonia una forza di occupazione italiana a livello Divisione di Panleria, dopo accordi con gli Eserciti degli altri Paesi alleali. I reparti del Genio sbarcati a Costantinopoli e via rinforzati nel corso delle operazioni furono in totale: - il XXIII Battaglione Zappatori , su quattro Compagnie; - tre Compagnie 'lèlegrafisti; - una Compagnia Minatori; - una Compagnia Pontieri; - Sezioni Radiotelegrafisti, Teleferisti, Motoristi e Foloclcttricisti: - Compagnie di Milizia territoriale del Genio, in numero variabile.
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
-lPU /OH
lo11t lt. Blltui
Dislocazione delle truppe italiane in Albania nel novembre 1918
179
180
Seconda Parte - Materiali, intenienti ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Il primo periodo del dopo guerra fu dunque caratterizzalo da una frenetica e scoordinata attività militare in diretto rappo1to con la già citata instabilità politica interna ed estera, dipendente anche dalla incapacità dei numerosi Governi succedutosi in breve tempo, di scegliere gli atteggiamenti e le decisioni veramente importanti (2) Si concretavano perciò, azioni e reazioni non commisurate alle possibilità economiche ed alle forze militari disponibili, né fondale su una realistica valutazione della situazione. Avevano così gioco le rivalità in campo internazionale che tendevano a disconoscere o comunque ad ostacolare l'accoglimento dei diritti dell'Italia già fissati in sede di accordi diplomatici. In questa critica situazione si inseriva, come ulteriore elemento destabilizzante, l'assenza di univoca e concorde volontà decisionale da parte delle alle gerarchie militari sì che in definitiva le Forze Armate italiane furono coinvolte in spedizioni avventurose che non produssero alcun effetto politico concreto e si conclusero entro i primi mesi del 1922 con il quasi totale rientro dei Corpi di spedizione. Ancora una volta l'Esercito era sacrificato con impegni onerosi che gravavano su strutture già materialmente e moralmente indebolite per l'in sipienza di una condotta politica incapace sia di volere che di rinunciarc.( 3 ) Pur sullo sfondo di questo quadro de ludente, su lulli i fronti , in tulle le si tuazioni, i repa rti del Genio agirono con la consueta peri zia, infaticahili tà e spirito di sacrifi c io in condizioni ambientali particolarmente difficili. I territori di azione, impervi e privi di risorse loculi , con condizioni c limatiche proibitive, viabilità inesistente o comunque non idonea a consentire la possihilità di tempestivi rifornimenti; popolazioni ostili - le nostre erano pur sempre lruppe di occupazìone - di origine e cultura profondamente diverse, pronte sempre alla guerriglia ed a lle imboscate, furono tutti fattori che misero a dura prova le capacità di Comandi e reparti. Nonostante c iò l'attività del Genio s i rilevò ancora insostituibile nei numerosissimi interventi per: - costruzione o riattamento, nelle localitù di sbarco, di pontili ed opere portuali in genere per consentire l' attracco dei natanti e l'afflusso e l'immagazzinamento dei materiai i e dei mezzi; - coslruzione di strade e piste atte al transito dei mezzi militari, e delle relati ve opere d'arte;
2 Governo Orlando: oltobre 1917- giugno 1919; primo (ìoverno Nitti: giugno - novembre 1919; secondo governo Nilti: dicembre 1919 - magg io 1920; terzo Governo Nilli: maggio - giugno 1920; primo Governo Giolitti: g iugno 1920 - maggio 1921; secondo Governo Giolitti: giugno luglio 192 1; (ìoverno Honomi: lug lio 1921 - febbraio 1922; primo Governo facta: febbraio - agosto 1922; secondo Governo Fac\a: agosto - oUobre 1922. Nove Governi in c inque anni! 3 Alla fine dell 'agosto 1920 le truppe di Albania fecero ritorno in Italia ad eccezione di un piccolo presidio lasciato nell ' isola di Saseno. J\lla fine dell ' aprile 1922 tornò in l'atria il Corpo di Spedizione dell'Anatolia.
181
Cap. IV - ln.tervellti ed altività del Genio in Italia e all'estero
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Situazione delle truppe italiane in Albania tra il 1° maggio ed i/ 6 giugno 1920
182
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
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La situazione in Albania nel 1920 dopo il ripiegamento sullo costo ( 1O maggio}
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in ltalia _e _a_ll_'e_s_le_ro_ _ _ _ __ _ _ __ _
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- impianto e gestione di reti di collegamento radio ed a filo; - opere difensive ed ostacoli nei campi trincerati e nelle zone presidiate; - lavori per sistemazione di Comandi e magazzini o depositi per ricovero di materiali; - impianto e gestione di ferrovie Décauville per il decentramento dei materiali dai porti di sbarco ai magazzini ed ai centri operativi. L'attivi fa degli specialisti del Genio si espletò anche a favore delle popolazioni dei territori occupali, specie nelle zone lontane dalle linee del fronte e nelle località ove la presenza delle nostre truppe aveva maggiore stabilità e durata (Albania), fornendo assistenza per la creazione di servizi pubblici: strutture sanitarie, edifici di varia destinazione, scuole, rifornimento idrico, ccc ... Verso la fine del 1918 fu costituito il Comando Superiore delle Forze italiane nei Balcani con le dislocazioni che risultano dalle di pag. 181 e 182. Di tali forze facevano parte i seguenti reparti del Genio via via affluiti in zona: - XX Battaglione zappatori (60° - 71 ° - 81 ° - Compagnia zappatori); - XVII Battaglione zappatori (6° - 39° - 79° - Compagnia zappatori); - Cl, CV, CTX Battaglione di Milizia Territoriale del Genio; - 13° e 17° Compagnia pontieri; - 3 1° e 51 ° Compagnia telegrafisti; - 24° e 28° Compagnia minatori; - 13° Compagnia ferrovieri ; - 3" Compagnia di esercizio Décauv illc; - reparti minori di radiotelegrafisti, telefonisti , fotoelettricisti , motoristi. Il 6 novembre ebbe inizio il trasferimento dei reparti dell'Esercito per le zone della Dalmazia, ma con lentezza esasperante e con ordini frammentari e dilazionati da parte del Comando Supremo (Generale Badoglio). Tra le pressanti richieste dell'ammiraglio MILLO vi·era anche quella di un reparto del Genio Ferrovieri per gestire la ferrovia Sebenico - Knin. Con le forze che raggiunsero la Dalmazia vi erano: il LXXI Battaglione zappatori, la 136° e la 68" Compagnia telegrafisti. Man mano che questi territori venivano occupati doveva intervenire il Genio per riattare le vie di comunicazione s_tradali e ferroviarie, per ricostruire gli edifici necessmi alla vita delle truppe di occupazione, per riattivare i coUegamenti e gestire i servizi di più immediata necessità. Era in Albania il caos maggiore, perché da essa erano alimentati i contingenti dislocati in Anatolia ed in Dalmazia e quindi era lì che maggiore era il movimento dei Comandi e reparti. Dopo l'armistizio la situazione divenne ancora più movimentala per il sovrapporsi di esigenze contrastanti. infatti, mentre da una parte vi era la necessità di alimentare i Corpi di spedizione o di approntarne dei nuovi, dall'altra il periodo pa1ticolannente critico del dopoguerra imponeva un congedamento massiccio. Dal 2 novembre al 28 dicembre 1918 erano state congedate undici clas-
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Seconda Parte - Ma teriali, interventi ed avvenimenli dell'Arma del Genio
si e l'Esercito mobilitato era stato ridotto di 520.000 unità (i soldati erano passati da 2.150.909 a 1.646.096 e gli Ufficiali da 81.867 a 70.812). Agi i inizi del 1939 la situazione politica nei Balcani si riacutizzò a causa dei rapporti tra Jugoslavia ed Albania. L'Italia era naturalmente sempre molto interessata a ciò che avveniva sull'opposta sponda cieli' Adriatico, dove la situazione andava complicandosi anche a causa de!I'influenza che la Germania andava esercitando in Europa con la politica di espansione e cli sopraffazione sempre più evidenti. Dopo ripetuti, ma infruttuosi contatti politici, iI governo italiano decise cli attuare un intervento militare che, programmato ed organizzato nel massimo segreto, si realizzò a!I'alba del 7 aprile 1939 mediante lo sbarco in Albania di un corpo di spedizione di circa 22.000 uomini, imbarcatisi, con mezzi e materiali, nei porti cli Rari, Brindisi, e Taranto. Il contingente italiano era articolato su tre scaglioni, il primo dei quali effettuò lo sbarco nei porti albanesi previsti e l' occupazione iniziale delle zone, che consentirono poi l'afflusso dei successivi due scaglioni. Le operazioni si svolsero non senza alcuni inconvenienti provocati dalla fretta della preparazione, dall'insufficiente coUegamento tra le varie colonne e dalla faticn~n distrihu:t.ione di m ezzi e materiali ai reparti imbarcali e sbarcati, senza una precisa cd e ffi cace organizzazione. Comunque, e ntro il g iorno 8 aprile fu cornpklalo lo sbarco e l'occupazione de ll e zone prestabilite. li tutto in modo incruento sì che fu dato subito iniz io a lla organi zzazione delle zone occupate ed ai lavori occorrenti a garan tire il regolare afflusso dei rifornimenti. Si sviluppò in pieno, perlanlo, l'attività dei reparti del Genio che erano sbarcali con la seguente consistenza: con il primo scaglione: • una Compagnia radiotelegrafisti, • una sezione radiotelegrafisti, • una sezione radiotelegrafisti speciale, • cinque stazioni radio R4A; con il secondo scaglione: • una Compagnia artieri, • una Compagnia pontieri; con il terzo scaglione: • i reparti del Genio della Divisione "Murge". L'attività di questi reparti si esplicò, anzitutto, per impiantare ed estendere Ie reti di coilegamento tra i vari Comandi delle unità sbarcale e per adattare la scarsa viabilità esistente alle necessità di transjlo dei carichi militari, onde garantire il rapido complelarnenlo deil' occupazione déi previsti settori ed il tempestivo afflusso dei rifornimenti. Anche nei porti di sbarco si rese indispensabile l'opera dei genieri per consenti-
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'es/ero
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re l'attracco dei vari bastimenti che provenivano dall ' Italia con i materiali per il completamento delle dotazioni e con i rifornimenti dei generi di consumo. Continuava, contemporaneamente, l'arrivo di uomini e mezzi per il rafforzamento del contingente di occupazione che raggiunse in breve tempo la forza di un Corpo d'Armata (il XXVI). Rimanevano comunque assai difficili le condizioni di vita e di stazionamento delle truppe cd è significativa, al riguardo, una relazione del Generale Badoglio, Capo di Stato Maggiore Generale, compilata in data 29 giugno 1939 a seguito di una ispezione compiuta dal 19 al 26 dello stesso mese, dopo due mesi e mezzo dallo sbarco del Corpo di spedizione. Ne riportiamo brevi stralci di alcune paiti più interessanti: - Strade: un problema urgentissimo poiché sono numericamente scarse e qualitativamente deficienti. I rifornimenti si compiono a fatica. I mezzi automobilistici si logorano rapidamente. È compromessa la celere manovra delle truppe. Non sono ancora efficienti le imprese per i lavori stradali. Urge completare la strada di Kukes il cui presidio deve essere rifornito con aerei. - Organizzazione a difesa: de ve essere studiata ex novo perché le fortifi cazioni esis te nti sono scarse ed arretrate. Sono da predisporre subito sbarramenti anticarro ed interruzio ni . - Porti : occorre aumentare i fondali a Durazzo ed allrezzarne il porto perché è la base principale di alime ntazione. Valona, base sussidiaria, abbisogna ahneno di un pnntik idoneo all ' attracco dei piroscafi. - Apprestame nti logistic i: occorre creare le sedi dei Comandi , caserme, <tlloggi, magazzini, depositi per la Marina. - Varie: • nella zona occupata durante la guerra 1915/1918 giacciono abbandonale grandi quantità di rollami di ferro e vi sono navi affondate; • bisogna dotare i reparti di carte topografiche al 50.000; • occo rre far ve nire cla1I'llalia la mano d'opera specializzata che clifetla in Albania. Enormi difficoltà ed ingentissima mole cli lavori che, anche per questa impresa, significò, in definitiva, ulteriore depauperamento di scorte di ogni genere cd usura di mezzi già abbisognevoli di sostituzioni. Dal punto cli vista strategico, inoltre, la nostra presenza armata nei Balcani impmTà, in seguilo, l'apertura di un fronte di guerra caratterizzato da grande difficoltà di difesa e di alimentazione. Ancora una volta un erralo atteggiamento decisionista porterà conseguenze gravissime in un futuro che si presentava oramai prossimo. Le accresciute necessità di allività lavorativa comportarono, ovviamente, maggiore impegno dei reparti del Genio che vennero via via potenziati nel personale e nei mezzi. Si giunse, così, il primo cli ottobre 1939, alla costituzione di un nuovo Reggimento, che prese il nome di Reggimento Genio d'Albania e la numerazione
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Gn1io
di 26°. Esso fu costituilo e dislocato come indicato di seguito: - Comandi di Reggimento e deposito: a Tirana, - I Ballaglione Artieri (su tre compagnie artieri e una sezione pompieri): a Tirana, - TI Battaglione artieri (su tre compagnie a,tieri e una sezione pompieri): a Berat, - Battaglione telegrafisti (su due compagnie): a Tirana, - Battaglione radiotelegrafisti (su due compagnie di collegamento e una compagnia speciale): a Tirana - Compagnia fotoelettricisti: a Tirana, - Compagnia pontieri: a Valona, - due colombaie fisse: a Tirana ed Argirocastro, - Ufficio Materiale del "gruppo C" con laboratorio riparazioni: a Tirana. Il Reggimento faceva parte del Corpo d'Armata d'Albania nel quale era stato costituito un Ufficio lavori del Genio, con sede a Tirana, dove era anche un deposito di materiali del Genio e da cui dipendevano alcuni Set.ioni staccate. b) lnlerventi in Transcaucasia, Anatolia e Dalmazia Era stata anche progettata ed approntata una spedizione in Transcaucasia con la formazione di un Corpo d' Armala l:hc avrebbe do vuto ini ziare il 1ras l'e ri111c11Lo dei reparti ai primi del giugno 19 19. All ' ultimo momento la caduta del Gabinetto ORLANDO e la conseguente assunzione della cnrica di Capo del Governo da parte dell'onorevole NlT TI fece mutare decisione e l'operazione fu sospesa. In marzo 1919 partirono per l'Anatoli a la 33A Divisione, per rinforzare i I corpo di spedizione colà dislocato, forte di I0.000 uomini. Nello ~tesso periodo truppe ita1iane si trovava sul mare di Barents ed a Vladivostok., mentre il IV Battaglione del 67° Reggimento di fanteria (1.316 uomini) si affiancavano, a Munnansk, ad una Divisione inglese, un 13attaglione francese, uno americano ed uno serbo. e) Corpo di spedizione in Cecoslovacchia A novembre del 1918 si costituì il Corpo d'Armata cecoslovacco, comandato da un generale italiano e costituito da due Divisioni italiane, complete dei reparti delle varie armi, compreso il Genio, e dei servizi, equipaggiate con armi e materiale italiano. Facevano parte del Corpo d'Armata reparti misti con militari cecoslovacchi e specialisti italiani, sempre equipaggiati con armi e materiali italiani. Dopo la costituzione il Corpo d'Armala occupò Bratislava e prese posizione sul confine con l'Ungheria, dove il Genio realizzò apprestamenti difensivi ed opere ausiliarie. d) Reparti del Genio pronti all'intervento A gennaio del I 920 nella Venezia Giulia erano dislocati i seguenti reparli del Genio approntati per gli interventi all'estero con i corpi di spedizione già operanti o cli eventuale costituzione:
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e ali 'estero
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- VII Baltaglione Zappatori in Fiiuli, - lll Battaglione Pontieri in Friuli, - XI Battaglione Zappatoti nella zona di Tarvisio, - I 03" Compagnia Telegrafisti a Tarvisio, - XC Battaglione Zappatori nella zona di Gorizia, - 125A Compagnia Telegrafisti a Gorizia, - LVIII Battaglione Zappatori nella zona di Trieste, - LXTTT Battaglione Zappatori nella wna di Trieste, - LXXX Battaglione Zappatori nella zona di Trieste, - 33" Compagnia Telegrafisti a Trieste, - 138" Compagnia Telegrafisti nella zona di Trieste, - 145" Compagnia Telegrafisti nella zona di Trieste. e) Missione in Equador A giugno dell ' anno 1922 il Governo italiano decise di inviare in Equador una missione militare per riorganizzare l'Esercito di quel Paese: la missione guidata dal Generale Alessandro PIRZIO BIROLI, giunse a Quito a giugno di quell'anno; di essa facevano parte il maggiore IN Z ANI ed il Capitano Umberto RAYAZZONI, entrambi del Genio, che diedero inizio immediatamente a ll'organizzazione de i wrsi e, senza inte rruzioni , alk kzioni nella Scuola del Genio, seguendo gli stessi programmi della Scuola di Ingegneria civile de ll' Equador. L' attività della missione ebbe un gran successo ed il plauso che ottenne dalle autorit~1 politiche, militari ed accademiche del Paese fu eccezionale. Fu particolarmente sottolineato ed apprezzato il contributo tecnico del personale del Genio. t) Occupazione internazionale della Saar
Nel 1935 la Saar era causa di contese fra gli stati confinanti, ognuno dei quali voleva mantenere o prenderne il predominio. La Società delle Nazioni decise quindi che questi territori fossero occupati da un Corpo internazionale, del quale vennero a far parte personale e reparti dell'Esercito italiano. Tra questi vi era il Maggiore del Genio Augusto NULLI, con l'incarico di Capo Ufficio Operazioni del comando del contingente italiano ed un reparto radiotelegrafisti del1'8° Reggimento Genio, comandato da] Capitano Fausto MONACO.
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e a ll'estero
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Schizzo ipsometrico dimostrativo, della Libia, in scala 1:4.000.000 (foto riprodotta a colori alla fine del volurr:
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2. IL GENIO NELLE COLONIE. LA RICONQUISTA DELLA LIDIA
a) Cenni sul territorio della Libia La forma dei rilievi del territorio libico è spiccatamente tabulare; le piogge sono rare e le acque supetticiali mancano quasi del tutto. Gli altipiani, desertici, sono di tre specie: gli "hamada", rocciosi, con forti sbalzi di temperatura che disgregano le rocce; gli "hedeyen", costituiti da dune mobili; i "serir", che, per la loro consistenza dura ed un manto ghiaioso o ciottoloso, sono i più facilmente percorribili. La regione è solcata dag li "uidian" (plurale di "uadi") che sono generalmente valli secche originate dallo scorrere delle acq ue in tempi assai lontani, mentre molto pochi sono i torrenti veri e propri. Vi è una qualche circolazione di acque sotterranee, cui s i deve la presenza delle oasi e la possibilità di scavare pozzi. T1 territorio libico comprende le seguenti regioni: la Tripolilania, la Sirtica, la Cirenaica, la Marrnarica, il Fezzan, il deserto. La Tripolitania è costituita da: - la Gcrara, pianura tra il Medite rraneo cd il Gcbel, che, per la sua natura di terre ni pluviali, trattiene !''equa nella stagione delle piogge, - il Cìebel (che significa : i monti), altopiano tabulare che degrada verso sud con terreni ondulati e che si affaccia sulla Gefara, a nord, con un~ catena montuosa, che in alcunipunti raggiunge l' altitudine di 600 metri; - la Ghibla, zona predese1tica pi aneggiante, arida d'estate e verdeggiante di pascoli durante la stagione delle piogge.· La Sirtica, bassa e piatta, può dividersi in tre zone. La prima, quella settentrionale, è costituita da una fascia intermedia di stagni costieri e da un'altra caratterizzata da rilievi quasi continui: La seconda zona, meridionale, è quella delle oasi e si sviluppa a nord del 29• parallelo. La terza, posta tra le due, è un tavolato pianeggiante, nudo, squali ido e privo di acqua. La Cirenaica è una penisola di natura calcarea, larga circa 300 chilomehi per 50 di profondità, con un'altitudine massima di 880 metri. I rilievi presentano grolle, forre e doline, dalle caratteristiche carsiche. La Marmarica costituisce la prosecuzione dell'altopiano cirenaico, degradante a sud verso la Sirtica ed il deserto. Tl Fczzan rappresenta la regione di passaggio tra l'Africa meditenanea ed il Sahara. E' un altopiano desertico intervallato da gruppi di oesi. Il deserto libico è un grande tavolato delimitato dal Fezzan, dalle oasi predesertiche cirenaiche, dalle oasi egiziane e dalla catena montuosa del Dartur-Tibesti.
Cap. I V - fnlerventi ed allivitù del Genio in Italia e all'estero
191
Le comunicazioni avvenivano attraverso poche strade costiere percorribili da automezzi , con scarse ramificazioni verso l'interno, adducenti a qualche centro più importante. Molte invece erano le piste e le carovaniere che si spingevano al1'interno, anche attraversando il deserto ed appoggiandosi alle oasi. Per quanto riguarda la rete ferroviaria essa era pressocché inesistente, in quanto si limitava a 11 Ochilometri dal porto di tripoli verso Zuara cd altri 80 verso sud, fino alla stazione di Gerian, cd un breve tratto verso est, fino all'oasi di Taguira. Altre due tratte partivano dal porto di Bengasi: uno, di 110 chilometri, fino a Barce, l'altro, verso sud, di 80 chilometri, fino a Solluch. Lo scartamento era di metri 0,95, differente sia da quello della rete egiziana (metri 1,445) che da quello della rete tunisina (metri 1,00).
h) La presenza militare in Libia Fino al 1935 esistevano due Corpi di Truppe Coloniali, uno per la Tripolitania e l'altro per la Cirenaica (allegato n. 9). Nel 1935 (R.Decrcto 12/9/1935) i due Corpi fùrono unificati nel Regio Corpo di Truppe Coloniali per la Lihia, ordinato su: - I Comando del R. Corpo; - J Comando de lla Libia orientale, con sede a Be ngas i; - I Comando di Artiglieria de lla Libia; - I Co mando de l Genio della Libi a; - 2 Reggimenti di Fanteria cl' Africa, ciascuno su: • I Comando ; • I Battaglione cacciatori carristi; • l Battaglione della Milizia permanente; • I deposito coloniale; - 5 Reggimenti di Fanteria colonial e, ciascuno su: • l Comando; • vari BattagJjoni; • I Deposito territoriale; - I Deposito truppe sahariane; - 7 Gruppi sahariani, - 2 Compagnie auto sahariane; - 3 Compagnie prcsidiarie; - I Plotone prcsidiario; - 2 Gruppi Squadroni di Cavalleria coloniale, ciascuno su: • I Comando; • vari Squadroni Savari o Spahis; - 2 Reggimenti d ' a11iglieria coloniale, ciascuno su: • I Comando; • vari Gruppi; • I deposito territoriale;
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenùnenti dell'Arma del Genio
- I Reggimento Genio, .su: • l Comando; • vari Battaglioni; • 1 Deposito territoriale; -·2 Dislrelli militari; - I Direzione di Sanità militare, con annessa farmacia e magazzino, con sede a Tripoli; - 1 Ufficio di Sanità a Bengasi; - I Compagnia di Sanità; - I sezione staccata di magazzino di materiale sanitario e farmaceutico, a Bengas i; - 1 Direzione di Commissariato della Libia, a Ttipoli; - I Sezione staccata di Commissariato, a Bengasi; - I Compagnia di Sussistenza; - vari Stabilimenti del servizio di Commissarialo; - I Direzione d' Artig lieria della Libia, a Tripoli; - I sezione staccata cl' Artiglieria, a Bengasi; - magazzini e laboratori de l Servizio d'Artig lie ria; - I Direzione de l Genio del la Libia, a Tripoli ; - 1 Sezione staccata del Genio, a Bengasi; - vari Uffic i e magazzini de l Servizio del Genio; - I Centro auto mobili stico della Libia, su: • I Comando; • 2 G ruppi , uno a Tripoli e l' altro a Bengasi • officine, magazzini e de positi del Servizio aulomobilis lico; - I Ccnlro rifornimento quadr upedi. li numero complessivo cli militari c!i truppa in organico era di 18.356, di c ui 5 ..139 naz ionali e 1.1.017 indigeni. Fino alla fine ciel 1934 l'organizzazione militare della Libia s i limitava alla presenza dei Comandi Reparti e Servizi sopra menzionali, ia cui funzione si limitava alla sicurezza interna. Non esisteva alcuna organizzazione difensiva delle frontiere. La slrullura logistica era limitatissima cd appe na sufficiente alle necess ità delle truppe presenti, il cui potenziale era, peraltro, commisuralo ad un awcrsario costituito da bande annate. Nessun prov vedimento e ra .stato preso né era allo studio per controballere attacchi da parte di Eserciti modernamente attrezzati. Soltanto nel corso della Campagna etiopica si cominciò a prestare atten zione, anche in considerazione cicli' aucggiamcnto inglese, allo scacchiere nord-africano. Si diede inizio, quindi, ai lavori di fortificazione delle piazze di Barclia e Tobruck. Inoltre fu pianificato un aumento degli organici e dei Reparti, ma limitatamenle al periodo di durala della Campagna in Africa Orientale.
Cap. TV - Interventi ed t-'!._tività del Genio in Italia e all'estero __
_ __ _ _ ___ 193
e) Gli avvenimenti del primo dopoguerra La conclusione vittoriosa del primo conflitto mondiale (novembre 1918) non produsse i risultati positivi, auspicati da tutti gli italiani, sull'andamento delle sfortunate vicende accadute precedentemente nelle due colonie libiche. Con Regio Decreto 5 novembre 1911 la lripoJitania e la Cirenaica erano state poste sotto la sovranità del Regno d'Italia (giova 1icordarc che in seguito alla dichiarazione di guerra fatta dall'Italia alla Turchia il 29 settembre 1911, la 2" Divisione del Corpo di occupazione, comandata dal Tenente Generale Ottavio BRICCOLA, aveva occupato (allegato n. 1O) i principali centri abitati della costa: Tobruck, Derna e Bengasi, nei giorni 4, 17 e 19 ottobre 1911 ). Ma nel corso del conflitto mondiale parecchi presìdi interni furono sgomberati, così che alla fine del 1915 il possesso italiano si limitava ad una fascia costiera della profondità massima di trenta chilometri, che comprendeva le localit~t di Tripoli, Homs, Zuara, Tnpolitania, Bengasi, Merg, Cirene, Derna e Tobruck in Cirenaica. A queste si aggiunse P0110 Bardia, occ upala il 23 maggio 1916. La nostra occupazione, in seguito agli ultimi disastrosi rovesci, era limitata ai presìdi della costa: - in Tripolitania. alle località di Tripoli, Homs e Zuara; - in Ci re naica, alle località di I3engas i, Merg, Cirene, De rna e Tobruch . Il Tcn. Gcn. Vincenzo Carioni, nominato governatore della Tripolitania e reggente della C irenaica 1'8 agosto 19 18, cercò, invano, accordi con gli arabi dissidenti per una pacificazione d.i quei territori. Jnfalli i c.:api ribelli, aspirando alla indipendenza della Tripo.litania e consigliati da Ufficiali turchi e tedeschi in colonia, si e rano costituiti in "Governo Repuhhlicano Provvisorio" - LA GTAMURA - con Presidente Ramadan es Sceteui" (4 ). Ciò determinò l'interruzione dei colloqui.
d) Le attività in Tripolitania Palliti i te ntativi di pacificazione, il Governatore della Tripolitania diede inizio, con le forze metropolitane, ad azioni contro formazioni arabe, che furono hattute a Kallet Sciakir (2 gennaio 1919), a Gargusa (8 febbraio) ed a Zavia (IO febbraio), subendo gravi perdile (5) Tra il 18 cd il 20 marzo 1919 parti da Venezia la l" Divisione d'Assalto, seguita dalla Brigata "Bergamo". TI Generale GARTONT inviò un ultimatum a11a Giamuria c diramò, contemporaneamente, l'ordine per una nuova operaz ione. Questi due fatti indussero i dissidenti a recedere dai loro propositi, c.:ostringendoli a sottosc1ivere un compromesso, nolo come la "pace di Kallesc -Zeitun", il 21 aprile 1919. II 1° giugno 1919 fu promulgato lo "Statuto Organico" della Tripolitania che, tra l'altro, concedeva agli a rabi la cittadinanza "itali ana libica", un parlamento, l'esclusione dell'obbligo di leva. 4 Cfr. Generale Vincenzo Garioni , relazione " Un anno di Governo (1918 - 1919) e'le successive vicende in Tripolitani a" - 1920. Documento dell'archivio dello SME Ufficio Storico- Racc. I 8 170/7. 5 Cfr. O. Mezzelti " Guerra in Libia - esperienze e ricordi" - 1933 Roma p.29.
194
Seconda Parte - Materiali, inlerventi ed avvenimenti dell'Anna del Genio
lnfrastrutlurc del Club Tennis di Bengasi, realizzale dal Genio
Ma la speranza di concludere pacificamente il conflitto fu , purtroppo, di breve d urala. Nel I920 infatti , ne ll a parte orientale della fascia costiera si verificarono grav i episodi di aggressione eia parie araba, contro le nostre posizioni. Ramadan escSccteui non volle più tenere fede agli impegni presi e, rihell~ndosi, impose Io sgombero di Nalut e Riaina. Da parte nostra, oltre a queste, abbandonammo anche Misurata (28 marzo 1920) e subito dopo, Sirte, el - Garian cd altri presìdi minori. Giuseppe Volpi, nominato Governatore della Tripolitania nel 1921, volle rialzare il prestigio italiano in quelle lerre,-divenute sacre per il sangue versato di tanti nostri caduti , e, condividendo le aspirazioni di comandanti e gregari, ordinò la riconquista dei territori perduti. Rioccupata Misurata Marina il 26 gennaio 1922 fu intrapresa una serie di combattimenti che vide il Colonnello Rodolfo GRAZIANI svolgere un ruolo preminente e risolutivo, sconfiggendo duramente i ribelli a Zauia (16 - 21 aprile 1922), a Suani Ben Adem (25 - 26 aprile), ad Azizia (29 - 30 aprile) ed a Fondugh Ben Cìascir (3 - 4 maggio). Tn un secondo tempo la colonna Graziani, cui era stato affidato il compito principale dello schieramento, raggiunse il Gebel Nefusa, sconfisse i ribelli a cl - Giose ed es - Slamat, quindi, con azione fulminea, occupò Giado, Cabao e Nalut. Successivamente diresse l'azione verso est e ad Umm el - Gersan battè nuovamente le formazioni arabe ed occupò il 21 otlobre 1922 lefren e Tagma. Pertanto le zone del Sud Zuarino e del Iefren tornarono sotto il controllo italiano. Durante quest'ultimo periodo l'Italia era scossa delle ultime vicende di una lunga e travagliata crisi politica che sfociò nella nomina a capo del Governo
( ,'a p. IV - Interventi ed allività del Genio in Italia e all'estf:m
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dell ' Onorevole Benito Mussolini. In colonia, intanto il Governalore Volpi, non volendo concedere tregua all'avversario, ordinò contro di questi una offensiva nella zona del Gebel Gaiian. L' azione si sviluppò a metà novembre ed il 17 novembre 1922 GRAZIANI occupò l'importante centro di cl - Garian. Tutte queste operazioni furono caratterizzate da azioni di antiguerriglia, eseguite da colonne leggere, estremamente mobili, formate prevalentemente da truppe di fanteria, cavalleria e da qualche sezione di artiglieria da campagna. Il genio fu rappresentato da plotoni o squadre di idrici, essenziali per l'approvvigionamento, la potabilizzazione ed il trasporto dell'acqua, da sezioni di radiotelegrafisti e radiofonisti e ùa unità zappatori . Questi ullimi rurono impegnati con le Sezioni lavori genio, alla realizzazione di strutture logistiche e difensive dei nuovi presìdi.
e) Le attività in Cirenaica Con gli accordi di el - Acroma ( 6) dell'aprile 1917 erano state intraprese, in Cirenaica, relazioni pacifiche con le tribù della costa. Successivamente, jn analogia a quanto già concesso alla Tripolitania , fu accordato anc he alla Cirenaica un o "Statuto Organico". La Scnussia (7) lo accettò so lo dietro il compenso di notevoli somme di denaro e di concessioni di natura politica - accordi di el - Règima del 25 ottobre 1920 e di Bu Mariam dell'ottobre 1921 . Tpatti sanc iro no tn1 l'altro, il conlerimento del titolo di Emiro e la qualifica di Altezza a Mohammed Tdris El M ahdi, am·ibuc ndo alla sua amministrazio ne autonoma le oasi de ll ' interno (8). Purtroppo la re missività de l Go ve rno italiano, dimostrai-a , anche in questa circostanza, nel concedere vantaggi agli arabi dissidenti, fu interpretata dai loro capi come manifestazione di debolezza. Di conseguenza le popolazioni dissidenti organizzate dalla Senussia, in accordo con i ribelli tripolitani, diedero inizio ad atti di ostilità che culminarono con l'eccidio di Zavia cl Bcda (settembre 1922). Subito dopo questi avvenimenti, a Roma, si inse diava il Governo fascista , che fa vorì in modo sostanziale una azione energica, più volte ed invano invocata, in precedenza, dai Governatori delle due Colonie: tale azione era stata diretta a recuperare nell ' intera Libia il prestigio nazionale, ormai notevolmente umiliato da compromessi avvilenti , concessioni esose e rinunce inaccettabili. La guerra era cominciata nel 1923 con l' occupazione di Agcclabia, capitale della Senussia. Non era vera e propria guerra perché la lentezza è una delle caratteristiche delle imprese coloniali dove gli obiettivi non sono mai fermi e la scarsità della popolazione crea continuamente la sorpresa ciel vuoto e dell'agguato. 6 Da documento conservato nell'archivio dello SME Ufficio Storico - racc. L8 - 170/9. 7 Senussia: termine italianizzalo della confralcrnila musulmana della SAMUSYYA, importante "tariga" (confraternita), la più recente fra tutte le manifestazione di sul"ismo (misticismo islamico) organizzalo. 8 Cfr. Luigi Tuccari - " Governi mililari della Libia" (19 JJ- 1919), cd. SME Ufficio Storico 1944, p. 2)9.
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Durante il 1924 la guerra si estese a tutto il Gebcl, poi si interruppero nel 1925 e riprese più aspra e violenta nel 1926. Il generale Mambelli, divenuto Governatore nel 1926, cambiò tattica, costituendo presidi in punti vitali, organizzandovi magazzini avanzati che chiamò "perni di manovra", aumentando il raggio di azione delle truppe e consentendo di farle partire da più perni, facendole poi convergere in un punto prestabilito. Continuavano comunque ad imperversare gruppi di ribelli armati. Nella regione abitata dagli Abeidat vi era un continuo traffico con l'Egitto. Nel 1926 la situazione cieli' occupazione italiana in Cirenaica poteva simbolicamente essere rappresentata da macchie scure, aree controllate dagli italiani, in zone bianche, raffiguranti quelle dominate dai ribelli, e zone grigie, di dubbio potere italiano. A maggio del 1927 il servizio idrico esisteva a livello embrionale cd inadeguato alle esigenze, poiché si doveva operare in zone calde, con forte siccità, dove si poteva soltanto sperare di incontrare qualche pozzo o sorgente. L'unico accenno al genio nell'ordine di operazione per la campagna estiva ne l Gehel cirenaico (in data 7 luglio 1927) è il seguente: "e) colonna Capitano Lorenzini: ....... una autocolonna idrica di 88 autocarri .... .. Ogni colonna avrà una stazione RT. l Jn 'allT:1 autocolonna iurica di 134 autocarri s i troverà il 9 lugl io ad Halugh e l Gir. Ogni colonna avrà al seguito 5 giornate d'acqua trasportate da cammelli.. Il Comandante delle truppe Generale Mczzclli:" A fine luglio, nella pausa dei combattimenti che durò fino al I O agosto, " reparti spec iali" riallarono la camionabile del CUF, molti tratti de lla quale furono ricostruiti secondo trncciali migliori, costrnirono capisaldi ed opere_di difesa. A seguito degli accordi sottoscritti con i capi indigeni il 24 settembre 1927, una colonna a l comando del Ten. Col. Malcui occupò El Gtafia cd il reparto del Genio della colonna iniziò a riattare la vecchia ridotta abbandonata nel 1915. Il 30 ottobre 1927 vi fu, a Roma; una riunione dei Governatori di Cirenaica e Tripolitania per concordare le azioni militari elci 29° parallelo, miranti a ricongiungere le due colonie. Si convenne che le truppe della Cirenaica avrebbero dovuto puntare su Marada da Agheila e quelle della Tripolitania eia Nufilia su Zelia. Non fu accettato di porre le truppe sotto unico comando. Il J" dicembre in una seconda riunione fu deciso che l'azione sarebbe partila il 27 dicembre dalla Cirenaica ed il 2 gennaio 1928 dalla T1ipolitania. 11 piano operativo del Generale Mczzelli, basato sulla manovra di reparti autoportati, e quindi veloce, allraverso le piste praticabili, non fu approvala da Roma. La colonna della Tripolitania, comandata dal Generale Graziani, era composta da: 3 Battaglioni, l Squadrone, I Batteria, 1 Sezione autoblindo. L'operazione nella Si1te durò 9 giorni. Durante questa campagna vi fu qualche esempio di cooperazione aeroterrestre. Intervennero gli Zappatori e gli Idrici per : predisporre punti di appoggio, costmire ridotte, risanare e riattare pozzi, preparm·e piste d'atterraggio. Il 1928 vide continue operazioni cli polizia e di rastrellamento. All'inizio del 1929 fu creato un unico Governatore, Badoglio: In Cirenaica giunse a sostituire Teruzzi come Vice Governatore, Siciliani.
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all 'estero
Alla data del I gennaio
30 giugno
I gennaio
1927
1927
1929
Comandi di settore o zona
6
6
7
Divisioni Reali Carabinieri
I
l
I
Comando Cavalleria
I
I
I
Comando e servi zi di Artiglieria
1
1
1
Comando e servi zi del Genio
I
I
I
Comando del! ' Aviazione con reparto
I
1
l
Battaglioni Cacciatori
4
2
I
Legione Libica MVSN ('J)
1
Squadriglia autoblindo mitragliatrici PTAT
I
-
-
Squadriglia autoblindo mitragliatrici Lancia
I
-
-
Gruppo autoblindo rnilragliatrici
-
I
1
Compagnia Cannonie ri
3
3
2
Sezione treno
I
1
1
Reparto istruzione d' Artiglieria
I
.-
Compagnia Zappatori
1
2
2
Compagnia telegrafisti con colombaia
1
-
-
-
1
Compagnia Radiotelegrafisti
- -
- - - - - --
1
-
-
1
-
--
1
-
-
1
Sezione speciale Radiotelegrafisti
1
-
-
Plotone ferrovieri
I
1
-
Plotone Idrici
-
1
-
Ballaglioni Eritrei e Libici
9
13
12
Squadroni Savari
3
5
3
Gruppi Spahis
-
2
I
Squadroni Meharisti
2
3
4
Batterie indigene someggiate
2
3
I
Compagnia specialisti del Genio
') Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Anna del Genio
Batterie autoportate
-
I
-
Sezione d ' Artiglieria eammellata
-
-
1
Gruppo automobilistico
1
I
1
Nuclei automezzi armati di Polizia Confinaria
6
-
-
Squadriglia di automezzi annali di Polizia confinaria
-
I
-i
Deposito allevamento cavalli
1
-
-
Banda Ramadan
-
I
1
Reparto Deposito
1
I
1
Servizio Sanitario
1
I
1
Servizio Commissariato
l
I
I
Servizio veterinario
1
I
1
Servizio Tappa
I
I
-
Tribuna le militare
I
I
I
19.370
24.750
18.000
Forza totale
Compiti del Genio in C ire naica , come del resto anche in Tri politania, furono la costruz ione di trinceramenti, muri d i cinta, torri, ridolle, se ntieri (trasfo rmali s uccessivamente in rotabili) per accedere agli altipiani , condoHe d ' acqua, pontili , allestimenti di zone di sbarco, tavolati nei tratti sabbiosi o paludosi, lrasferimento di acqua dalle navi cisterna, istallazione di pozzi Nott hon. La "ridotta" era costituita da un i~sieme di manufatti , occorrenti alla vita di un reparto, racchius i in un grosso ed alto muro di cinta, munito cli feritoie per armi leggere o pesanti , protetto da una fascia di reticol ati. Nel 1923 vi erano nella Colonia un Plotone Zappalori ed un Plotone Idrici, che il 21 aprile parteciparono alla spedizione' comandata dal Generale Mario DE GASPERIS, per l' occupazione della roccaforte di Agedabia. Nel 1924 vi erano alcuni Plotoni e Squadre di Idrici e Telegrafisti, più una Compagnia Zappatori , che, suddivisi in squadre, erano sempre presenti con le colonne che operavano per l'occupazione del Gebel, eterno focolaio della ribellione. Questi Reparti, insieme ad operai civili, iniziarono la costrnzione della camionabile Barde-Tolmetta. Le operazioni di quest'anno po1tarono alla rioccupazione di Gerdes Ahid, El Garib, Gerdes Ferrari, Mekili, Maraua e Slonta, località nelle quali furono ristabiliti nuovi presìdi e costruite, dai genieri, opere cli difesa. Furono edificate: Gerdes Abid, a cura della Sezione lavori del Genio di Barce; El Garib, da un distaccamento di Zappatori; Maraua, da una Compagnia Zappatoti. A Gerdes Fcrrari ed a Mck:ili furono costruite le ridotte dalle Sezioni lavori del Genio di Apollonia e
Cap. IV - Interventi ed allivilà del Genio in1talia e all'estero
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Derna. Alla fine del 1924 giunsero dall'Italia due Compagnie Zappatori. Nel 1925 le Compagnie zappatori si dedicarono alla costruzione di una ferrovia Décauville tra Zuctina ed Agedabia e delle camionabili Barclia Bassa-Bardia Alla e Bardia Bassa Amscat, strade che avevano pendenze fino al 18%. Nel 1926 l'attività divenne molto maggiore ed a gennaio fu predisposta l' occupazione di Giarabub, al fine di stabilire una volta per tutte il confine con l'Egitto e poITe termine ai traffici tra questo Paese ed i Senussi. A Bardia fu posta la hase p1incipalc della spedizione, ad Amseat quella intermedia ed a Shegga quella avanzata. Al Genio furono affidati i seguenti compiti ncnne tre hasi: a Bardia: costruzione di magamoi per deITate, depositi munizioni, tetteie per automezzi ed officine, un pontile, una rete Décauville di collegamento tra il porto ed i vari depositi e magazzini ; istallazione di una teleferica tJ·a Ilardia Bassa e l3ardia Alta; costruzione di un serbatoio per acqua, integrato da una serie di fusti metallici, in cima al versante sinistro dell'Uadi Gerfan; ad Amseat: costruzione cli una ridotta, di serbatoi, di pozzi e cisterne; a Shegga: s istemazione di una ridotta, realizzazione cli cisterne della capacità complessiva di 300.000 litri cd adduzione di altri 800.000 litri d'acqua. Durante l'opc ra7,ione il Genio organizzò il servizio idrico della colonna wn una squadra a ttrezzata all ' estrazione dell'acqua da pozzi e c isterne ed al rifornimento continuo dei Repa rti. Inoltre provvide a creare depositi di materiali nelle tre basi e ad organizzare i collegamenti con una stazione radio a scintilla autocarreggiata e con un' altra carnrncllata. Della colonna, comandata dal Colonnello Riccardo RONC HETTI e partita da Amseat 1' l febbraio 1926, faceva parte mezza Compagnia Zappatori. Dopo l'occupazione di Giarabub (7 febbraio) il Genio vi costruì due ridotte, un campo d'aviazione con hangar, pozzi e condolle idriche, strade e vi ·sistemò impianti ottici e te lefonici. Gli stessi impegni furono assolti dal Genio nelle altre operazioni condotte in Colonia nel corso dell'anno. Tra gli altri lavori eseguiti dalla Sezione lavori di Barce uno molto impegnativo fu quello della ridotta di Bu Gassai, che richiese un rifornimento idrico di ollrc 30.000 litri d'acqua al giorno. NcJla primavera del 1927, dopo l'occupazione della Sirte, ffi deciso di annientare i residui focolai ribelli cd a tal fine vennero organizzate nuove spcclizioni. Ogni colonna si muoveva con una Squadra di Idrici, Plotoni Zappatori e due stazioni radio. L' 1 gennaio 1928 una colonna comandata dal Generale Ottorino MEZZETTI partì da Agedabia con destinazione il 29° parallelo. Ad essa furono assegnate: 2 stazioni radiotelegrafiche autoportate, 3 stazioni carnmellatc cd un repa1to idrici. Il 6 febbraio un Plotone Zappatori, sb,u-cato a Marsa Brega, [u impiegato nella costruzione di ridotte ( 10), baraccamenti, forni, ccc., a Marsa Brega, ad El Hasciat, a Gars es Sahabi,
IO Le riùolle, più che elementi fortificati, erano dei centri logistici muniti di apprestamenti difensivi.
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dove fu anche costruito un campo d'atterraggio; ad Augila, Giado e Marada vennero approntate opere di difesa. Nell'aprile le operazioni del 29° parallelo si conclusero ma a giugno fu nuovamente necessario ritornare nel Gebel in rivolta e furono, pertanto, costituite quauro colonne per le quali gli Idrici , sempre presenti, dovettero provvedere ai rifornimenti per :moo uomini e migliaia di quadrupedi. li 1929 può considerarsi un anno di relativa tranquillità, dedicato a tentativi di accordi, che a novembre furono interrotti, per la ripresa di attacchi proditori. Nel 1930, con la nomina di Graziani a Vice Governatore della Cirenaica, il Genio fu impegnato nella costruzione di campi di concentramento, di una pista da Agheila a Merduna, di cisterne ed impianti di depurazione, mentre il Laboratorio del Genio studiava e produceva piccole radio per i Battaglioni Eritrei, che, secondo l'impostazione data dal Generale Graziani, dovevano avere maggiore mobilità. In quest'anno il Genio provvide alla costruzione od al miglioramento delle s trade esistenti , a lla costruzione di cisterne per la raccolta di acque piovane, di condotte idric he di allac ciamento e distribuzione, alla sistemazione di filtri per la depurazione dell e acque. Nel 1931 furono costruite ridotte ad El lltg e 300 c hilometri di reticolato a fascia, integrato da una linea telefonica, lungo la frontiera con l'Egitto. Quest'opera, che richiese quattro mesi di lavoro. impiegù 13.670 tonnellafe di materi ::i li. Furono inoltre eseguiti rilievi topogral'ici. L'occupaz ione de lla Colonia si ern svilu ppata, medi amente, su una fasc ia costie ra profonda tra i 40 ed i 60 c hilometri. Le località occupale, sia costiere che interne , erano tu tte militarmente importa nti . li Gen io interve nne con apprestamenti di fe nsivi, piazzuole per armi, con la costruzione di manufatti di ogni ge ne re, con opere portuali, con costruz ioni stradali e ferroviarie, con rilievi, studi, ·progettazioni e pianificaz ione di centri abitati, con impianti e reti di comunicaz ione.
O Le operazioni sul Gebel Tripolitano, nel misuratino e nel territorio degli Olfetta TI governo della Tripolita nia mise subito in allo un articolato piano operativo che prevedeva il coordinato impiego di tre colonne con lo scopo di attaccare le posizioni della irriducibile tribù dei Tarhurna, capeggiata da Hamed el-Mraied, uno de i più attivi capi dei ribelli nazionalisti. Obiettivo dell'attacco governativo fu la località di Tarhuna, situata sull'omonimo Gebel. Nei mesi di gennaio e febbraio 1923, in seguito ad una se1ie di marce e di combattimenti, talvolta violenti ed accaniti, contro formazioni avversarie: - la colonna del Colonnello Pier Luigi Pizzari occupò Gars Garabulli, Gars Gefara, Gars el Dauun, e l Gusbat ed altre località minori; - la colonna del Tenente Colonnello Ubaldo Belly di Santorno occupò le località di Sidi Bu Argub, Sidi el-Gilani, Sidi el-Uled, tra le più importanti; - la colonna del Colonnello Graziani occupò Bir cl-Uaàr, Tarhuma, Bir Fallagia e Bir Bu Summet.
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La liberazione del misuratino fu completato con i successi ottenuti nei combattimenti del I marzo (Tauorga) e del 4 marzo 1923 (Bir Tagemut), cui seguì il disarmo de lle popolaz ioni della regione. Nel mese di settembre I 923 le colonne Col. Ottorino Mczzetti, Col. Mario Marghinotti e Col. Augusto Gallina affrontarono nella regione di Tripoli i ribelli e rastrellarono le 7.onc del Gebel el-Gauar. li 27 dicembre le unità poste alle dipendenze di Graziani, promosso frattanto Generale per merito di guerra, rioccuparono altre zone della regione tripolitana e nei primi mesi del 1924 furono conquistate Sinaven, Gadames e Misda. O
La reg ione della Tripolitania settentrionale quindi , fu tulla riconquistata dalle truppe del Col. Mezzctti che a Gasr Bu Hadi, il 23 novembre 1924, riportarono una sc hiacciante vittoria su una grossa mehalla ( 11 ) di Ibrahim Sccteui, tenace capo ribelle che si pose in salvo con la fuga ( 12) li Genio a nche in queste operazioni svolse le attività connesse al rifornimento idrico necessari o alle colonne e al collcgarnenlo radiotelegrafico fra le unità ccl il Comando delle truppe, e fra quesfultim o e la sede del govemo coloniale. Con la rioccupazione dei territori. le Sezioni lavori genio~~ le unità de l genio furono impeg nale alla real izzazione delle opere re lative a ll ' organizza1.io 11e di comando e logistiche dei nuovi pres idi. In Tripolitania furono rea li n at i fino al 1934, 5.000 chilometri cli ro tabi li, un quinto dei qua li si trovava ne lla fascia costiera. Queste s trade avevano unn carreggiata di 3 metri ed erano fia nchegg iate da due banchine laterali larghe un metro. Tutti i cantieri erano dotati di slazioni R4. g) Operazioni in Cirenaica contro la Senussia e sull'altopiano La Senussia nonostante i vantaggi ottenuti dal governo italiano, proditoriamente attuò una nuova serie cli aggressioni contro le nostre forze. Il Generale Bongiovanni, allora Governatore della Cirenaica, pe r contrastare le azioni di guerriglia condotte dai ribe lli, nel marzo 1923 fece occupare di sorpresa, dalle sue truppe, i campi armati senussi cli el-Acroma, el-Mechili , el-Chaulàn, Slonta, Tecnis e clAhiàr. Accertata, intanto, la complicità di Mohammed ldris con i ribelli della Tripolitania, finalizzata a suscitare una rivolta generale, le autorità italiane dichiararono decaduti tuui g li accordi sottoscrilli precedente mente ed iniziarono le oslilità contro la Senussia .
Tl 2 1 aprile I 923, pertanto, il Generale Dc Gasperis, al comando di più colonne
11 Uniti, irregolare indi gena comprendente più cabile (unit~t combattente di una stessa tribù). l2 C fr. Generale O. Mer1.elli " Guerra in Libia . ..." Op. c it. pp.116 -- 119.
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convergenti su Agedabia, sede dell'emirato del senusso Idris, la occupò dopo che quest'ultimo era riuscito a fuggire in Egillo. Tn seguito a diverse azioni di antiguerriglia condotte da unità del Corpo Colorùale nella Sirtica orientale, i ribelli di Omar el-Muktàr, con altri capi, ripararono nel Gebel el-Achdar dove, angariando le popolazioni del luogo, a noi fedeli, poterono nuovamente organizzarsi e compiere altre aggressioni. Le strutture difensive dei nuovi presìdi furono realizzate a cura delle sezioni lavori genio e reparti zappatori del Genio. Le opere di Gerdes Ahid furono costruite sotto la direzione della sezione lavori di Barce; quella di el-Gabir da un distaccamento del genio zappatori con il concorso di pe(sonale civile; Maraua fu ricostruita quasi per intera da una compagnia genio zappatori, poiché l'u trovata molto danneggiala. Inoltre la sezione lavori di Apollonia costruì la ridolla di Gcrdcs cl Gerrari ed alcune opere a Slonta; mentre la sezione di Dema realizzò la ridotta di Mechili ed una compagnia genio provvide al miglioramento della strada camionabile Barce Tolmetta. In tal modo quesle località divennero importanti centri tattici e logistici , sia per rendere più efficace l' azione di controllo del territorio de l Uebe l, sia per sostenere le unità nelle successive operazioni di riconqu ista delle regioni del sud e dell'est. Durante l'anno I 925 il Genio fu impiegato, tra l'altro, nell ' oneroso compilo de lla costruzione della viabilità ordinru:.ia e fe rrovia ria. In particolare: - due compagnie gcrùo zappatori , giunte dall'Italia sul finire del 1924, costituirono la ferrovia Dècauville Zuetina - Agedabia; - due compagnie genio zappatori, inviate alla frontiera ·orientale, furono impegnate nella realizzazione della strada camionabile Bardia Bassa - Amseat e Bar<.lia Bassa - Bardia Alta. Duranle l'esecuzione di questi lavori, portati a termine in pochi mesi, i genieri dovettero affrontare notevoli difficolt~t ambientali, dovute alle asperilù del terreno, che furono superate grazie alla loro abililù e te nacia. La strada, infatti, per un breve tratto superava un dislivello di 92 metri, raggiungendo una pendenza massima del 18%. - un 'altra compagnia genio, inviata frattanto nella zona di Barce, costruì le ridotte di Zavia Gsur e di el-Gabir. Il 6 dicembre 1925 si concludevano, con la firma di un accordo, le lraUati ve diplomatiche con l'Egitto, iniziate nel 1924, per la definizione del confine orientale cirenaico. Il documento, tra l'allro, sanciva l'appartenenza deH'importante oasi di Giarabub alla colonia italiana. Questo avvenimento, auspicato da mollo tempo, fu assai importante per la condotta delle successive operazioni politico militari della colonia. Finalmente si poteva dare corso ad una più efficace lotta alla Senussia e, soprattutto al contrabbando di confine, principale sostegno per la rihellione. Giarabub, oasi tra le più povere della Libia e priva di risorse, rna strategicamente importante, situata in una depressione della parte settentrionale del deserto libico, era raggiungibile da Bardia, sulla
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
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costa, per mezzo di carovaniere il cui percorso complessivo, circa 280 Km, per la massima pai1e correva vicino al confine egiziano, in territorio desolatamente arido ed infido, la cui temperatura, di giorno, superava i 40° gradi. La spedizione per l'occupazione di Giarabub richiedeva, pertanto, una accurata preparazione delle forze e degli strumenti tecnici e logistici necessari all'impresa. La complessa strut.t.ura di sostegno necessaria per portare a compimento l'operazione, compresa la successiva fase di realizzazione delle infrastrutture nel nuovo presidio, fu articolata in: base principale a Bardia Bassa e a Bardia Alta; hase intermedia ad Amseal, a 20 Km da Bardi a; base avanzata a Scegga, a I 00 Km da Amscat. L'Arma del Genio, nell'ambito delle attività preparatorie svolse un ruolo preminente nella: - organizzazione della base principale di Bardia, mediante la costruzione di: • depositi per i materiali e le derrate, • riservette per munizioni cd esplosivi , • tettoie per ricovero di automezzi, con annesse officine, • teleferiche per il trasporlo dei materiali da Bardia Bassa a Bardia Alta, • un pontile e una ferro via Dècauville pe r il collegamento tra il porto ed i vari depositi ,
Testa di sbarco ad El Agheila (pianfina in scala 1: 10.000}
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Seconda l'arte · Materiali, intervenli ed a vvenimenti dell'Armo del Genio
• un complesso idrico, sulla sommità del versante sinistro dell'Uadi Gcrfan, costituito da un serbatoio di raccolta dell'acqua pompata da un pozzo appositamente scavato e da un deposito di fusti metallici per il trasporto dell'acqua; - organizzazione della base intermedia di Amseat, con la costruzione di opere permanenti e di depositi; - sistemazione della base avanzata di Scegga, con la costruzione di: • opere fortificate • una grande riserva di 300.000 litri di acqua in tre grandi cisterne, - sistemazione che richiese, per le esigenze dei repa,ti impegnati nei lavori e per le necessità stesse dei lavori, la cospicua quantità d ' acqua di 800.000 litri. Durante lo sviluppo dell'operazione il genio fu impegnato con: - una squadra idrica diretta da un Uffic iale, avente in dotazione i mezzi tecnici necessari per la captazione, il trasporto e la distribuzione dell ' acqua, con il compito di fornire alla colonna 17 giornate d'acqua; - una piccola unità radiotelegrafisti, per le necess ità di coll egamento della colonna, con .stazioni radio mobili a scintille, una autocarreggiata ed una camcllata ; - mezza compagnia zappatori . La <.: olonna, partila il I O febbraio 1926 da Amseal, dove si e ra formata ed o rganizzala per intrapre ndere l'operazione, giunse a Giarabub il 7 successivo. Qui le unità del Genio si dedicarono alacre mente alle varie attività di pertinenza ed in soli 50 giorni di tenace lavoro, reso gravoso dalle du re condizioni ambientali , realizzarono: - due strutture fortificate (ridotte), con posto comando, alloggi, magazzini ed altro; - un campo di aviazione con adiacente rimessa per aerei ; - rete viabile di rnllegamento tra le.varie aree del presidio; - akuni pozzi attrezzati con motopompe ed una rete di condutture per la distribuzione dell'acqua; - impianti ollici e lelefoni<.:i. L'attività complessiva del Genio, tanto quella prettamente tecnica - sezione lavori genio di Barce - quanto quella operativa, svolta durante le fasi preparatorie e di rirnnquista, fu, con quelle delle altri Armi, solennemente elogiata dal Governatore della Colonia, Generale Mambelli, con l'en<.:omio lanciato da Giarabub italiana il 27 febbraio 1926 (D). Nel corso dello stesso anno furono necessari altri interventi contro nuclei di ribelli insediatisi nel Gebel Achadar, soprattutto nella zona compresa tra Barce, Cirene e Chaulan. li servizio lavori del genio provvide
L> Ten. Col. Ang elo Pilicardi "Attività del genio Militare nella cirenaica" .
Cap. IV - interventi ed allività del Genio in Italia e all'estero
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quindi a realizzare le opere necessarie per costruire i presidi di Bu Gassai, Gsur elMejar e 13ir Gandula. h) Le operazioni de l 29u parallelo nord Il periodo di tempo intercorrente fra le vicende avanti accennate e la fine del 1927, fu dedicato:
- in Tripolitania: alla organizzazione politico militare dei territori occupati, allo studio e alla preparaz ione delle operaz ioni successive; - in Cirenaica: alle esecuzione di alcune azioni antiguerriglia svolte ancora sul Gehel Achdar nella primavera e nell ' estate del 1927, dalle unità del G enerale O. Mezzetti, con le quali si acquisì il controllo di notevole p arte della " montagna verde" (Gebel Achdar). Ai primi di settembre del 1927 i territori delle due Col on ie occupati dagli italiani erano compresi tra la linea di costa e la congiungente le seguenti località: - per la Tripolitania: Ghadames, D e rg, Miscla (con una sensibile rientrar17.a in corrispondenza di Cabao e di Iefrcn), Bir cl-Gheddaia, Gasr Bu Hadi, Sirte; - per la Cire naic a: Agcdahi a, Z uelina, Ghernines, Tillimun, Sollrn.:h d Mt.:chili, Bir Ha keim, G iarabub .
Spostamento del Comando e dei Reparti nel corso delle operazioni {piantino in scolo 1: 1.000.000)
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenli dell'i\rma del Genio
Tn previsione delle future operazioni che si sarebbero svolte per l'acquisizione dei territori a Sud delle lince suddette e fino alla catena delle oasi situate presso il 29° parallelo, fu deciso di occupare la località di cl-Aghcila allo scopo di: - costituire una testa di sbarco ed una base logistica; - costituire preventivamente una zona d'influenza, di controllo e di rastrellamento nel territorio dei Magàrba orientali. La località, vicina alla costa, nel golfo della Sirte, fu utilizzata per costruirvi una base adeguata alle esigenze tattiche e logistiche delle operazioni. Le forze destinate all'occupazione di El Agheila furono: a) colonna autoporta ta (Tenen te Colonnello MALETTI):
- XTU Battaglione Eritreo della Cirenaica, su 3 Compagnie; - XIV Battaglione Eritreo della Cirenaica, su 3 Compagnie; - XVI Battaglione Eritreo della Cirenaica, su 4 Compagnie (tutti con l Sezione mitragliatric i); - Squadriglia autoblindomitragliatrici con sezione d'artiglieria autoportata da
70/15; Sel'.ione mitraglial.rici del la 1 Coorte della 2" Legione libica MVSN; - 24 au tocarri armati ; - 1/2 Compagnia Zappatori ; - 4 aerei SVA 10 e 2 CA3; - 2 stazioni RT da Kw 0,500; - I stazione RT da K w 1,500; - 4 pezzi da 70/15; - 8 mitragliatrici Schwarz lose; - Autoreparto di manovra (250 autocarri ) - I C enturia de lla 2" Legione libica·MVSN; - 2 autoblindo La nc ia;
b) convoglio marittimo: - R.Torpedi1ùcra "Pontiere"; - R.Cannonicra "Augusta"; - R.Cannoniera "Rimini"; - R.Cisterna "Frigido"; - R.Rimorchiatore N.30; - Piroscafo "Giulio" con XXI Battaglione Eritreo; - Piroscafo "Rodoni" con 2 pezzi da 70/15, 2 mitragliatrici e materiali; - Piroscato "Adele" con materiali del G emo: L'azione fu condotta di sorpresa da una colonna autoportala e da un convoglio mm-ittimo salpato da Bengasi e recante truppe e materiali necessari per la base. La colonna, al comando del Tenente Colonnello Ma letti, di cui facevano parte . mezza compagnia genio zappatori e due sezioni radiotelegrafiche con una stazione
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radio ciascuna, mosse da Agedabia e raggiunse il 24 settembre 1927 Lectafia. Su decisione del comandante della colonna, in soli tre giorni, furono costruite: - una ridotta semi-permanente dello sviluppo perimetrale di 176 metri con parapetto alto 1,50 e due torrette per mitragliatrici; - una siepe di reticolato della larghezza di metri 6, a protezione dell' opera; - un campo di atterraggio per aerei, agibile già il giorno successivo a quello d'ini z io dei lavori . Nei giorni s uccessivi furono costruiti alcuni depositi difesi da reticolati e da due postazioni per mitragliatrici. Ripresa la marcia, la colonna giunse iJ 29 settembre ad e l-Agheila; nello stesso tempo il convoglio metteva le ancore nella rada an tis tante. Già dal primo giorno d'arrivo le unità del Genio, coadiuvate efficacemente dagli uomini delle altre Armi e Servizi, iniziarono i lavori di costruzione delle opere necessarie alla realizzazione di uria tesla di sbarco, adeguatamente prolella da strutture difensive. "Lo sfor zo organizzativo compiuto per la rapida e ordinata costituzione di questa base fu ammirevole.(' 4 ) Nel 1()28 le forze mobili de lle due Colonie furono im pegnate in 1111:i memorabile , concertata serie di azioni di rastrellamento, eondotle nella Ghibla e nella Sirtica contro varie formazioni ribelli, in tre te mpi consecutivi . Gli scopi delle operazioni, svoltesi ne lJ' arco del primo semestre del 1928, note come "Operazione del 29° parallelo Nord", furono: sollome ltere le tribù ribelli dei Mogarba Sciammah, de lla Sirtica c ire naica, e dei Mogarba Raidat, della Sirtica tripo litana; occupare le oasi cirenaiche di Gialo, Augila, Gicherra e Marada (o Mrada), e quelle tripolilane di Socna, Hon , Zelia - fra le più importanti - situate nei pressi del 29° parallelo; sconfiggervi le forze della Senussia che le governavano; realizzare la necessaria sutura a l confine delle due colonie; esercitare un efficace controllo del territorio a Nord del 29° parallelo, quindi organi zzarlo per fornire la sicurezza e l'apporto logistico necessari allo svolgimento delle successive spedizioni. I reparti del Genio che presero parte alle operazioni con unità dei due Corpi Coloniali, oltre agli indispensabili plotoni ichici e alle sezioni r.t., furono due compagnie ge nio zappatori , una per ciascun Corpo. Unità del genio organizzarono a centri logistici sia Haseiat che Gars es Sahabi, occupala il 9 febbraio, costruendo ridolle, pozzi, impianti di captazione e distribuz ione di acqua, piste di attcrTaggio. Le operazioni di primo te mpo (3 gennaio - 5 febbraio) svolte ne lla Sirtica settentrionale dalle fom,azioni poste sotto il comando del Ge nerale di Divisione CICCONEITI, nella prima fase, e del Generale Graziani nella seconda, si conclusero
14 Cfr. Generale O. Mezzetti "Guerra in Libia .. :.. " op. eit. p. 2 15.
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Seconda !'arie· Maleriali, interventi ed avvenim.enti dell'Arma del Genio
con l'occupazione di Bu Hgem, Nufilia e M erduma, e con la sutura realizzata in quest'ultima località fra le due Colonie con l'incontro delle unità dei due Corpi Coloniali; nei giorni successivi le truppe della Cirenaica cffetluarono il disarmo dei Mogarda Schiarnrnah ed il rastrellamento del territorio compreso Ira Agheila e Agedabia. Occupata la regione sirtica, il servizio lavori del Genio della Tripolitania provvide, con la costruzione di varie strutture, adeguatamente protette da opere di difesa, alla organizzazione del nuovo presidio di Nufilia. Nel contempo un plotone del genio zappatori, sbarcato a Marsa Brega (Cirenaica) con un distaccamento destinato a occuparla stabilmente, composto da camicie nere, due pezzi e mitragliatri ci ( 15) vi reali zzò, tra l'altro, una ridotta, alcuni barraccamenti, un forno, ecc. Alcuni reparti del genio parteciparono nella Sirtica Cirenaica, a fianco dei commilitoni delle altri Armi , ai combattimenti. Le operazioni di secondo tempo (9 fcbbraio-18 marzo) furono caratterizzate da una serie di marce faticose, eseguite in territori impervi e tal volta sconosciuti, e di scontri contro un avversario tenace e combattivo. I ,e formazioni della Tripolitania, comandate dnl Generale Graziani , partite da Bu Ngem, raggi1111 sern cd occuparono le oasi della Giofra - Socna, I lon e lJaddan - il 13 e 14 rebbraio; success ivame nte conqui srnrono d'assalto ZeJla (22 febbraio) e, risalendo verso Nord, si .scontrarono in un duro combattimento co11lro una grossa fonna;,.ione avversaria a Tcgrif (25 febbraio). Il J marzo il Generale Graziani raggiungeva con le sue truppe Nuf ilin , a conclusione di una durissima marcia di oltre 2.000 chilometri, durante la quale aveva più volle battuto i 1ibelli e sequestrato loro un notevole quantitativo di armi, munizioni ed altro maleriale. Le formazioni del Corpo Coloniale della Cirenaica, frattanto partite da Hasei at il 18 febbraio al comando del Generalè Mezzetti, raggiungevano il 19 Gars Sahahi , il 24 febbraio Augila, il 25 febbraio Gialo, il 26 febbraio cl- Aseila e Guherra, il 18 marzo Marada . Anche in questa operazione i compili delle unità del genio delle varie formazioni furono: garantire la disponibilità dell'acqua alle truppe ed ai quadrupedi; assicurare il collegamento radio fra i gruppi delle colonne ed il comandante dell' operazione; realizzare le infrastrutture logistiche e difensive nei presidi di Horn, Zella, Gars, Sahabi, Socna, Augila, Gialo, Marada e Maàten Giofer. Le operazioni del terzo tempo (4 - 30 maggio) furono precedute da un complesso di attività svolte nel breve arco di qualche settimana e finalizzate alla organizzazione del territorio conquistato. Naturalmente in questa fase le unità del genio furono intensamente impegnate nel completamento delle strutture logi stiche e
I5 Cfr. Generale O. Mezzelti " Guerra in Lihia ... " op. cit. p. 230.
C11v I V - lnlervenli ed allivitù del Genio in Italia e all'estero
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difensive dei presìdi da poco costituiti e g ià iniziate durante le precedenti operazioni. fn quello di Marada, ad esempio, oltre alla ridotta, furono costruite in poche settimane, un reticolato perimetrale, un pozzo, un forno, un campo di atterraggio per ae re i e, come a G ialo, un impianto di produzione di energia elettrica necessaria all ' illuminazione delle infrastrutture ed al funzionamento di un fri gorifero di grande capacità. Le operazioni di terzo tempo consistettero nella esecuzione di una serie di rastrellamenti svolti nella Sirtica orientale e, s uccessivamente in quello occidentale. A l comando del Generale Mezzetti, ben 5 raggruppamenti percorsero complessivamente qualche migliaio di chilometri, in condizioni ambientali spesso proibitive. Dei vari nuclei di ribelli incontrati, alcuni furono distrulli, a ltri furono respinti ne!Je regioni del Sud. TI 30 maggio 1928 cessavano anche queste azioni, con le quali si concludeva vittoriosamen te il lungo, complesso e oneroso ciclo delle operazioni del 29° parallelo. Gli ufficiali del Genio del Genio del Regio Corpo Truppe Coloniali che parteciparono alle operazioni del 29° parallelo furono: NATALE del Comando truppe , - S.Tcn. Antonio - Cap. Pietro TUA della 2A Compagnia Zappatori, -Ten . Arcangelo GUARENTE - 'J'e n. Luciano LUSANA - S.Ten. Gaetano FRATTURA " - 'l'e n. Gi useppe CffT/\DTNl del la Compagnia R.adiote legrarisli - Ten. Antonio BERTUCCT - Cap. Guglielmo BERTOLDl del Reparto Idrico del Servizio del Genio
i) La riconguista del Fezzan La pacificazio ne della I ,ibia d ipe ndeva necessariame nte dal controllo capillare e sistematico di luUu il icrriloriu, anche di queilu sahariano, desertico cd inospitale. Con il territorio delle oasi di Cufra, in Ci renaica, il Fezzan costituiva l'ultima parte delle due Colonie ancora da riconqui stare. Situata a Sud dell'allineamento definito dal Gebel Soda e dall'Ilamada el-liomra ed estendendos i sino all'estrema regio ne desertica meridionale dei monti Tassili e del massiccio dei monti Tihesti ~ di confine - il Fezzan è costituito da un immenso altopiano, a metri 400-600 s ul livello del mare, di circa 500.000 chilometri quadrati di supetiìcie, dolcemente degradante a Sud. Nominato governatore delle due Colonie libiche ne l gennaio 1928, il Maresciallo d' llalia Pie tro Badoglio lanciò, come primo allo, un proclama di pace alle genti ancora dissidenti invitandole a deporre le armi . Nel contempo le ammoniva che ad atti ostili sarebbero seguite azioni di g uerra dirette a di struggere qualsiasi formazione ribelle. Alcun i capi della dissidenza accettarono le proposte di pace suddette, ailri , invece, rifiutarono e per mantenere legale al loro potere le popolazioni già
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;1ssoggettate, inasprirono contro di esse i loro metodi vessatori. Nel contempo i ribelli organ izzarono forti formazioni armate, capeggiate dagli irriducibili 1-Iamed Scf en Nasser e Mohamed ben I Iag 1-Iassen, con Io scopo di riconquistare i territori perduti della Ghibla, necessari per la loro sopravvivenza. La situazione fu risolta con i combattimenti di Umm el-Melah (22 aprile) e Rir Sc iucrcf (26 maggio 1929) dove i ribelli furono sconfitti e, disgregati, ahbandonaro11 0 le regioni della Ghibla e dello Sciueref, per rifugiarsi in quello del Pezzan. rrallanlo lo Stato Maggiore del Regio Corpo Truppe Coloniali (R.C.T.C.) era impegnalo a migliorare la preparazione dei quadri e delle truppe e l' organizzazione logistica, in vista de lle future operazioni. Queste, infaui, avrebbero dovuto svolgersi a distanza di circa 600 chii orn etri dalle basi, in un territorio mollo vasto, prcuarncnte desertico, pri vo dì ogni risorsa e con pochi puzzi d'acqua lontani fra loro multe tappe. I ribelli, ormai avviliti e frazionati per le precedenti sconfille subite e valutabili in alcune migliaia di unitù combattenti, potevano essere considerati facilmente battibili ; quindi le maggiori difficoltà da dover s uperare erano rappresentate dal!'ambie nte diffic ile in cui dover operare. Tutto questo intluì sulle decisioni del Comandante de lle Truppe, Cìcncralc Graziani, che perciò concepì cd attuò i seguenti provvedimenti: - di carattere ordinativo: con l'i stitu z ione di raggruppame nti ( 16) più snelli, montati su cammel li , aventi composizione più adeguala a superare le note difficolfa a mbie ntali ; - di carattere logist ico : con !' elevazione de lla base di Hon a base logistica princirale e con la costituz ione di basi sussidiarie a Gheriat, Sci ueref, Derg e Brach, una volta rioccupata. L' aspetto pre mine nte del!' operazione, quello log istico - ~nfrastrutturale, fu an ali uato mi nu1,iosamente e concretinato con impegno encom iab ile sin dalle fase preparatoria. Per quanto d ' interesse pe r il Genio, è da registra re la cura posta nel risolvere le csigcn7.e relati ve ai serv i7.i idrico e rndiotelegrafico (A ll egato n. I I) e a quelle, n.1ohu più uncn.J~:tc, dcHc infrastrutture tlu rca]: zznrc ncHc ba:;i di pnrtcnza.
Q ueste, I ra l'altro, avevano il compito di alimentare i repa rti delle colonne operanti, fornendo loro, all'atto della partenza, una autonomia di trenta giorni . La base di I Ion che era stata già dotata di alcune strutture rispondenti alle imminenti operazioni , fu ulteriormente potenziata, a cura del servizio lavori del genio, mediante la costruzione di : ( 17 )
16 Il raggruppamento sahariano era composto da : I Comando, I Stazione radiomobile da 1,5 K W (con una portata di 300 Km. ), I Sezione Idri ca (dotata di pompe per l'cstra7.innc rlell 'acqua e dei mezzi pe r la steri lizzazione e la distribu zione), 2 Gruppi Sahariani ( ciascuno con una stazione RT) cd una Sezione di artig li eria sahariana. 17 Cfr. Comando R .C.T.C. della Tripolitania - "L'occupazione del Fczzan" op. cit .. pp. 79/80 .
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Seconda Parte - Materia/i, interventi ed avvenùnenti dell'Arma del Genio
- una officina in muratura per riparazione di autoveicoli; - un ampio magazzino per parti di ricambio e gomme per autoveicoli; - locali accessori per montaggio veicoli, vulcanizzazione gomme, saldature autogene; - due camerate per alloggi di 200 soldati automobilisti; - due capannoni di mq 800 ognuno per ricovero di derrate del commissariato militare; - un deposito munizioni di artiglieria e due baracche per i relativi servizi; - un Ospedaletto da campo con sala operatoria, farmacia, magazzini ed alloggi ufficiali e truppa; - due baracche per magazzini del genio; - alloggi per ufficiali di passaggio; - officina, magazzini e alloggi per il personale dell'aviazione; - un impianto elettrico per l'i lluminazione di tutta la base; - scavo e pulitura di nove pozzi per rifornimento idrico e prevenzione incendi; - una palazz ina per mensa e alloggio per ufficiali de ll 'av iazione; - due impianti di distrihuzione automatica di be nzina per auto ed avio: - depositi interrati per conse rvare es plosivi e bombe, grassi oli i c benzina in fu sti ; - una tettoia per la conse rva7.io 11c di rusli di legno pieni di acqua di riserva ; - miglioramento dcll'cpuratore so lare pe r la produzione di acqua distillata; - acla1tarnenli vari nel forte, per conse ntire maggiore capaci tlt di locali ; - me tri 500 di bina rio Dècauvi lle pe r i trasporti nell ' inte rno della bnsc.( 18 ) Minore impegno fu sostenuto per l' apprunlamento dellè bas i secondarie, dove g li impianti già costruiti furono stimati sufficienti . In queste gli ulteriori lavori ritenuti necessari f'urono: - a Gheriat, l'ampliamento degli ·alloggi del forte, l'impi anto di un distributore automatico di benzina; - a Sciueref, il completamento del fortino e !'impianto di un distrihutore automatico di benzina. L'alimentazione logistica, considerate le difficili condizioni ambientali e le notevoli distanze da superare, doveva essere necessariamente sviluppata con l'impiego
IK J\ proposito de lla base di Hon la relaz ione su "L' occupazione del Fezzan'". mem:iona a pag ina 80 1rn rlalo molto significativo che merita di essere riportato: - tutti questi lavori importarono una spesa di lire 400.000 circa. veramente esigua rispetto a così ingente mole. Ma c iò fu possibile impegnando quasi esclus ivamente mano d'opera militare e 111aterialc in g ran parte ricuperato altrove, dove 11011 era più necessario. I ,a maggiore spesa fu dovuta sopportare per la provvista delle 111a1erie prime e <lei 111aieriali nuovi, indispensabili, che dovendo essere forniti da Tripoli, vcni var.o ad essere gravati da 11na forte percentuale per spese di trasporto.
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IV - Interventi ed atlivilà del Genio in_l_ta_h_:a_e_t_ .d_l'_e.1_·1e_ :r_o_ __ __ __ _ __ _~2=1-=--3
di autocarri. Per questo iJ sistema della viabilità ordinaria assumeva una importanza vitale per Ja condona delle operazioni. Le vie di comunicazione che longitudinaJmenle adducevano alle quattro basi di 1 lon, Gheriat, Sciueref e Derg, in parte realizzate precedentemente, presentavano al momento della preparazione delle operazioni, diversi tratti ahhisognevoli di lavori di mantenimento o di rifacimenti. Pertanto, a cura del servizio lavori del Genio della Colonia e sotto la dire7.ione di personale italianç>, furono organizzati numerosi cantieri di lavoro, in massima parte composti da lavoratori indigeni, che si adoperarono per la sistemazione dei seguenti tre itinerari: - strada Buerat, scalo marittimo della costa, - Gheddahia - Bu Ngem - Hon -, rurono eseguiti normali lavori di manutenzione, salvo per alcuni tratti abhisognevoli cli lavori più radicali; sviluppo totale Km: 323; - strada Garian - Sciueref, nel tratto Mizda - Gheriat - Sciueref, rurono eseguiti lavori in corrispondenza dei tratti sabbiosi e dei passaggi degli uidiam; sviluppo totale di Km. 330: - strada Nalut - Derg, nel tratto Sinaucn Dcrg furono esegu iti lavori ne i tratti di più difficiJc tTansito per gli automezzi; sviluppo compkssivo Km.220. Nell' ambito del sistema dei trasporli conm:sso alle operazioni, fu tenuto conto anche della linea ferroviaria, costruita clni gen ieri negli anni precedenti, che da Tripoli raggiungeva la zona Nord di Garian, per un percorso di Km. 31,9. Le forze ribelli, dopo le dure sconfitte subite, risultavano frazionale in vari nuclei e dislocate in luoghi distanti fra Joro, sull'immenso territorio del Fezzan. Ciò aumentava notevolmente l'impegno, soprattutto logistico, delle nostre fom1azioni perché erano coslrelle a ricercarli per poterli attaccare e battere isolatamente. Le operazioni furono dirette dal Generale di Divisione R. Graziani al Comando di Truppe Mobili con alle dipendenze Ire colonne, dislocate a D erg, Hon e Sciuref. Iniziato il movimento il 28 novembre 1929, le formazioni occuparono il 5 dicembre Brach, dove furono subito iniziati gli studi per la realizzazione della base fortificala con annesso campo di aviazione. Raggiunta Scebha il 14 dicembre, nella vicina Ghara ( 19) di Scehha, fu iniziata la sistemazione di un complesso fortificato destinato, anche, ad ospitare la sede di un Comando Zona Territori del Sud Tripolino e un Ufficio staccato del Genio, per la rapida elaborazione dei progetti delle infraslrullure e per la direzione dei relativi lavori per la nuova base. Da Scebha il Generale Graziani si diresse a Umm el-Arancb, che occupò il 9 gennaio 1930. Venuto a conoscenza che i fratelli Scf cn Nasser, avvistata la colonna, erano fuggiti con i loro armati verso l'oasi di di Uau el-Chebir, lanciò all'insegui-
19 Per glwra si intende un rilievo ta bulato isolato.
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Seconda Parte - Mat eriali, inlerventi ed avvenirnenti dell'Arma del Genio
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m ento di questi un raggruppamento sahariano comandato dal Te nenle Colonnello Ferrari Orsi. Partito da Umm el-Araneb la sera dello stesso g iorno 9, il raggruppam ento, dopo a ver proceduto a marce forzate per be n 260 Km., su territorio del tutto desertico cd aspro, raggiunse i ribelli a Umm el-C hebir il 13 gennaio in11iggendo loro una dura sconfitta. li 21 ge nnaio la colonna centrale occupò l'importante centro, già capilale de l Fczzan, di Murzuch, il 26 Gatron ed il 28 Ubari, dove fu raggiunto il I O feb braio dalla colonna occiclenlale prove nienle da ldri . Ad Ubari (600 km da Hon e 200 da Scbha) fu realizzala una base sussidiaria, con annesso campo di aviazione. Successivamente, assunte informazioni sulla dislocazione dei vari gruppi nemici ne ll a regione Sud - occidentale, il Generale Gra7.iani , con il Ouca delle Puglic, comandante dei raggruppamenti sahariani, e con le altre unità minori de lla colo nna centrale, mosse, il 4 febbraio 1930, da Ubari per el- Auenat (Se rdalcs), che occupò I' 11 febbraio. Questa località fu subito scdla per la coslruzione di una base avanzata, in relazione alla sua posizione nell ' ambito della regione, per agevolare dal punto di vista lallico-logistico le successive azioni di rastre llame nto che si sarebbero dovute svolgere in essa. Nel contempo per ordine de l Comando Truppe Mobili , il 26 febbraio il g ruppo irregolare della Cìhibla (370 uomini , con un mese di aulonomia viveri) comandai-o dal notabile indi geno C halifa Zaui , i:Jsciala Murwc h, occupò <ìat il 25 fe bbraio. L'ardila azione svolta dal gruppo ebbe l' e ffetto di mcÌlere in fuga, o llre il confi11e alge rino, le genti orfellinc ribelli, s iste matesi in precedenza in quella zona, che furono pertanto costrette a sollomette rsi a lle autorità francesi di Gianel (Port C harlet). Il collegamento con il Comando Truppe M obili fu ollenuto mediante una slazione radio R4 a valvola, che diede ottimi risultati. Intanto il Generale Graziani, p artilo ùa el-Auenal il 13 fehhraio, dopo una marcia di 100 Km compiuta in 23 ore - di cui 20 di effeUi vo cammino - con uno sforzo notevolissimo raggiunse Tachiornet il 14 feb braio, pe r tent.are di agganciare il nemico orma i in fuga verso il confine algerino. L' azione però non e bbe il risultato sperato, poic hé i ribelli riuscirono a sollrarsi all ' attacco rifuggiandosi in A lgeria, dove si consegnarono alle autorità francesi del forte Taral. L' azione compiuta con tanlo impegno e sacrific io, riuscì comunque a dare soluzione al problema de lla dissidenza de lle popolazioni dell a regione Sud occidentale de lla colonia. Il 24 febbraiol930, rient1to in aereo a Sebha, il Generale Graziani cedeva il comando 'fruppe M obi li a S.A.R. il Duca delle Puglie. I) Rastrellamento delle regioni centrali libiche e ricognizioni dei territori inesplorati
Conc lusa con pie no successo l' operazione pe r la riconquista del Fezzan, la Tripolitania poteva considerarsi avviata al definitivo e completo controllo di tutto il
Cap. I V - lmerventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
217
territorio. L'ultima notevole azione di rastrellamento fu indirizzata verso la regione centro orientale della Tripolitania e quella adiacente della Cirenaica. Questo territorio, del tutto sconosciuto, comprendeva il massiccio montano degli Hurugi e la zona a Sud di questo. Qui si erano rifugiati le residue forze ribelli dopo la dura sconfitta di Uau el-Chebir del 13 gennaio 1930, nei pressi cli Ras el-Han, un nucleo di ribelli , guidalo da uno dei fratelli Sef en- Nasser, si scontrava con una forte pattuglia governativa, proveniente eia Zella. Nel hreve combattimento che ne seguì, molti ribelli caddero e tra questi Suleiman Sef en -Nasser, tutti gli altri furono fatti prigionieri , Nei giorni che seguirono, le residuali genti, ormai stremate dalla lunga ed impari lolla imposta dai capi ribelli, accettarono di sottomettersi alle autorità governative della colonia.
Dislocazione degli armati, al 31 / 12/ 1927 (piantina in scala 1:600.000)
Seconda Parte - Mweriali, interventi ed avveninu-:nli deil'Arma del Genio
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La Cirenaica Pluviometria media annua nelle zone della fascia costiera
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Amw del Genio
Mentre accadevano questi avvenimenti e nel periodo di tempo successivo (marzo - aprile l 930), furono eseguite importanti ricognizioni dei territori ancora inesplorati. Questa attività oltre a raggiungere scopi prettamente politico - militari, ebbe anche quelli di carattere scientifico, essenzialmente topografici e geologici, ritenuti necessari per la conoscenza delle immense zone del Sud libico. Agli inizi di aprile fu raggiunta Turnmo, località situata all'estremo limite meridionale della colonia, distante dalla costa 1.500 chilometri in linea d'aria. Durante il 1930 anche in Cirenaica il generale Graziani, nominato, intanto, vice governatore della colonia, ordinò azioni di rastrellamento per sradicare definitivamente la (lissidcnza rappresentata dagli ultimi nuclei ribelli. In questo periodo le Sezioni del genio e le unità del genio furono impegnate a. realizzare, con il concorso di unità delle altre Armi, vari campi di concentramento destinati ad accogliere le popolazioni indigene duramente provate dalla guerra; provvedere al servizio idrico per le unità operanti; adeguare alle necessità dei nuovi mezzi di trasporto la strada di collegamento fra le due colonie (Agheila in Cirenaica e Merduma in Tripolitania); allestire presso il laboratorio del genio alcune stazioni r.l. di dimensione e di peso ridotte, da assegnare ai battaglioni eritrei; costruire nuove cisterne di grande capacità; realizzare impianti idrici per l' estrazione, la depurazione e la distribuzione dell'acqua, ecc .. Nl:I gennaio 193 1, in seguito ad una ricogni7.ione tecnico - tattica cffelluata nei territori ciel Sud cirenaico, con la partecipazione di un ufficial e del Genio, fin alizzata anche a scopi topografici, fu compi uta l'occupazione de lle lontane oasi di Cufra, distanti circa 1.200 chilometri da Bengasi. La realizzazione, nel 1931, della chiusura del confine con l'Egitto rncdianle relicolato lungo 300 chilometri richiese un notevole impegno da parte dei reparti del Genio che la eseguirono e meritò le· seguenti parole di elogio da parte del vice Governatore, Generale Graziani: (20) "quella che chiamai, prima di iniziarla. la hattaglia della frontiera, è terminala e vinta". Battaglia logistica che si cifra in questo ordine di grandezze: - una fascia di reticolato di 300 Km in zona desertica ove si è dovuta trasportare anche l'acqua per l'impasto del calcestruzzo; - 2.500 operai r.: manovali; - 1.200 uomini di truppa; - 200 autocarri; - 18 piroscafi scaricati nella rada di P.to Bardia; - 4 mesi di lavoro sollo un sole di 40 gradi.
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2 Cfr. Ten. Col. Angelo Policardi "Allività del Genio Militare nella Cirenaica". op.cit.p. 319.
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in /Jalia e all'es/er:_o_ _ _ _ __ _ _ _ __ _ __:2=-2 =1
Cippo marmoreo in memoria dei Tenenti Helzel e Pipifone, costruito dal Genio a Cufra nel 1932
Fortino di Sidi Omar, costruito dal Genio a sorveglianza del confine
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SC'conda Parte - Materiali, inlervenli ed avvenimenti dell'Anna del Genio
Tratto di reticolato nella zona di Aamar
La mensa Ufficiali della ridotta di El Tag, costruita rJnl~.o.n;.-..
Alloggi Ufficiali nella ridotta Capuzzo, costruiti dal Genio
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'f:st_e_n_J _ __ _ _ __ __
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Alloggio ufficiali costruito dal Genio nel caposaldo di Giarabub
Tratto di sfrada fra Ghemines e Sidi Hamed el Magnm, costruito .I . I I"'"
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Tratto di reticolato nella zona di Shegga, costruito dal Genio, sorveglialo da pattuglie motorizzate, nP.[Jli intervalli tra i fortin i
Tratto di reticolato costruito dal Genio lungo il confine orientale, fra Amseat e Bir Cirba
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Ai lati del reticolato lungo il confine orientale, presso Giarabub, si notano le Ghare
Opere di difesa del reticolato nella zona di Shegga, realizzate dal Genio
Caposaldo di Giarabub, costruito dal Genia
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( ·" I'· IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e a/l'estero
UOL CA/1
li riassetto stradale dell'Olcuaif dopo la riconquista del Fezzan Chi ha partecipato a questa battaglia ha ben meritato. Al Comando e servizio del genio che ha diretto il lavoro, al servizio automobilistico, alle truppe, ali' Arma dei RR .CC., all'impresa lavori e a quella trasporti, il mio vivo compiacimento." Le operazioni e le varie attività di carattere tecnico compiute dai Comandi genio, dai servizi lavori e dalle Truppe del genio, nella fase cli riconquista elci territori delle due colonie Iibiche, sono state qui trattate, necessariamente, in modo sintetico. Tuttavia, da quanto sopra riportato, non si può che traITc una profonda ammirazione per il grande impegno e tanto sacrificio - fino a quello della vita - che tanti genieri, assieme a tantissimi altri commilitoni seppero profondere in quelle terre lontane, difficili cd inospitali, sollecitali solo dalla forza di insopprimibili ideali.
m) Il contributo del Genio Agli inizi del 1939 il Comando Genio cieli' Eritrea pose allo studio il riassetto stradale della regione dell' Uolcait recentemente trasferita dalla giurisdizione del governo dell' Amhara a quello dell'Eritrea. Questa zona era stata sconvolta, a partire del 1937, da hande ribelli sobillate da elementi provenienti d'oltre confine e di conseguenza le infrastrntture stradali realizzate durante e dopo l'occupazione erano state abbandonate cd erano andate in
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenli dell'Arma del Genio
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Procedimento di costruzione di un palo di fondazione
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rovina, come il ponte in legno di Sittona. 11 generale Tessitore dispose quindi che, come primo provvedimento, il malandato zatterone che assicurava il passaggio sul Tacazzè ad Orn Agherf fosse sostituito con una portiera regolamentare con materiale da ponte costruito presso l'officina del Genio Militare di Asmara. Data l'impo11anza della località, divenuta base di rifornimento dell'Uolcait, la direzione del passaggio fu affidata al Capitano del Genio Giorgio Della Porta. Quindi il Comandante del genio dispose la costruzione di un ponte leggero per il transito di quadrupedi, carriaggi ed automobili. Tra le varie soluzioni fu scelta quella di costruire sette travate in ferro da 30 metri poggiate su pile in calcestruzzo. Le pile furono studiate dal capitano Libero Galperti, le travate dal tenente Colonnello Fulvio Princivalle, dell'Ufficio Lavori del Genio, e casseforme e travate furono realizzate dall'Officina del Genio di Asmara, diretta dal Tenente Colonnello Emilio Cam1inali.
( ·av IV - Interventi ed attivilù del Genio in Italia e all'estero
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Reticolato al confine orientale, prima dell'attacco a Uadi Ram/a
In ottobre, alla fine della stagione delle piogge, ru costituito un distaccamento della sezione fe rrovieri del I Battaglione Speciale de l genio, per la costruzione de l ponte di Orncra. TI distaccamento era comandato dal sottotenente Antonio Marino mentre la gestione amministrativa dell'opera fu affidata al Capitano Nicola Donato, capo dell'Ufficio staccato del Genio dell'Uolcait. 11 cantiere fu installato ad Omera (2 1) ed i lavori ebbero inizio nello stesso mese e terminarono un anno dopo, nel1' ottobre ciel 1940. In questa reg ione, dopo la prima occupazione era stata costruita una strada che dalla Ugarò - Biacundi per il ponte di Sittona, in Jegno, passava ai piedi del l'Amba Bircutan e raggiungeva a Bacher la pista di Om Agher - Gondar. Da Bacher si diparti va un' altra pista che, adatta solo al transito di autocarrette, risali va fino a Carta e con difficoltà Cino ad Adi Remoz. Da Adi Remoz una mulattiera difficile in molti punii e dello sviluppo di oltre 70 chilometri, per il colle Melau scendeva nella v aJle del Debbas Ruiz e passava il torrente Cashà per risalire a Mesfinto, presidio più avanzato della zona. In attesa di studiare ed attuare il riassetto del sistema stradale con la costruzione di nuove strade e di ponti permanenti sul Tacaaè - Setit, il Comando Genio ricevette disposizioni per il miglioramento del-
21 Omera è una piccola località sul fiume Sctil, a circa X Krn. dal confine con il Sudan, ad ovest dì Adua ed a sud di T e sse11e i.
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Seconda Pane · Materiali, in.tervenli ed avve11i111e11ti dell 'Arma del Ge11io
Il nuovo albergo di Agedabia, costruito dal Genio
La caserma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, costruita dal Genio a Lete
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Cap. IV - Interventi ed allivilà del Genio in Italia e a/l'estero
Una camerata della caserma di Lete
Strutture del mercato di Agedabia, realizzate dal Genio
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Seconda Parte - Materiali. inte111enti ed avvenimemi dell'Anna del Genio
l'asse stradale Om Hagher - Bacher - Cafta - Belamba - Mesfinto e per la realizzazione di presidi a Raiano, Bacher, Bclamba e Sola. Come si è detto l'opera del pa<;saggio sul Setit fu avviata e condotta a term ine mentre era già in atto la seconda guerra mondiale e rimase a testimonianza di un altro pregevole lavoro compiuto dag li italiani quando la zona fu abbandonata a gennaio del 1940, ma questa testimonianza non rimase a lungo pe rché venne demolita dai nuovi occupanti per utilizzare il fem> delle travate.
Il caposaldo di Ram/a costruito dal Genio a vigilanza del reticolato lungo il confine
C'ap. I\! - Interventi ed allività del Genio in ltalia e all'estero
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3 - GLI INTERVENTI NEL PAESE a) La situazione in Veneto al tennine del confJitto Al termine della prima guerra mondiale molti erano i problemi che richiedevano un intervento immediato. In tutta la fascia del confine Nord orientale doveva essere ripristinata la viabilità e dovevano essere ricostruiti gli argini dei fiumi, devastati dalle operazioni belliche. In tutto il Veneto, dal Piave al Tagliamento gli argini de i fiumi erano stati guastati nell'ordine e nella strullura per creare apprestamenti difensivi ed offensivi, che, a loro volta, erano stati sconvolti dalle azioni cli fuoco. Sussistevano. quindi, incombenti minacce di allagamenti con conseguente turbamento dell'equilibrio idrico e cli ulteriori, incalcolabili danni ai terreni ed agli insediamenti urbani. Questi ultimi erano stati già duramente provati ccl alcuni come Nervesa, S. Donà, Noventa, Romanziol, Salgareda, Ponte di Piave, Zenzon e vari centri minori erano stati totalmente distrutti. Nel dicembre del 1918, presso il Comando Supremo in Abano, venne deciso, pn'se.nti le /\utoriti'1 di Cìovenw, di affidare all' Esercito il rec upe ro del te rritorio, compreso tra i corsi dei fiurni Piave e Tagliamento, che era stato investito dal con flitto. 'fole recupero consiste va: - nella puli zia dell' arca dai mntcri ali ctcrogc1H.:i abba11do11ati ; - nella ripulitura degli alvei; - nella e liminazione delle ope re costruite nel corpo degli argini o a ridosso degli stessi ; - m~lla riparazione, ed in molti casi nel rifacimento, degli argini ; - nella ricostru zione delle camere di manovra e degli altri manu falli murari a servizio dei corsi d 'acqua, compreso il rifacimento degli impianti meccanici ; - nel ripristino della viabilità. Conseguenteme nte il Comando Generale del Genio, investito del problema, comunicava ai Comandi genio d'Armata ed agli Uffici Staccati Lavori che, presi gli ordini dallo Stato Maggiore del l'Esercito, era stata affidata al Genio Militare I' esecuzione dei lavori riguardanti, oltre il ripristino di strade e fabbricali, anche quelli relativi alle sistemazioni degli argini, delle idrovore e dei canali. Per accordi presi nella riunione di Abano, i lavori idrici andavano eseguiti d'intesa con il Magistrato alle acque, e per esso con l'Ufficio del genio Civile di Treviso, cui competeva la designazione degli ingegneri idraulici e l'approvvigionamento dei complessi meccanici di regolazione e di intercettazione del flusso delle acque. La riatti vazione delle reti stradali e f'crroviaric richiese l'intervento dei Pontieri e dei Ferrovieri, chiamati a porre in opera ponti metallici stradali e ferroviari. Dopo il primo periodo degli interventi d'emergenza, lo sviluppo della motorizzazione e delle fo1rnvie impose a questa specialità di proseguire nell'opera di ricostruzione del Pac1,;c.
23~ 4'----_ _ _____s_·e_u_m_d_.a_P_c_u_ù_-_ M _ a_te_.r_~_ll_i,_m_t_e,_·v_e_nt_i_e_d_a_v_v e_'n_ù_n_e,_it_i_d_el_l_~_n_n_a_d_e_l_G_e_111_·0
b) Carauerisliche dei fiumi - Gli argini Il Piave ha una lunghezza di 220 chilometri ed una po11ata media annua di 79,4 melri cubi al secondo. Esso deriva da due gruppi di sorge nti situate nelle Alpi Carniche,le cui acque si uniscono prima di S. Pietro di Cadore. Riceve vari affluenti, tra i quali il Vaiont, il Maè, il Limana, il Cordevole, il Caorarne e molti altri, e bagna Ospitale, Longarone, Ponte nelle Alpi, Belluno, Onigo, le falde del Montello, Nervesa, Maserada, Zenson, Priula, Salgareda, Noventa, S.Donà e Cortellazzo, do ve sbocca in mare. · Nel primo tratto è incassato; a Pener assume le caratteristiche di fiume torrenti zio; tra Maserada e le Grave di Papadopoli, sboccato in pianura, raggiunge la larghezza di 4 chilometri; a Zenson ha le qualità peculiari cli un fiume e comincia a scorrere in un alveo stretto sulle cui sponde iniziano gli argini artificiali per il contenimento de lle piene. La più grande delle sue deviazioni , per l'utilizzo industriale ed agricolo delle sue acque, è la Brentelle cli Pederobba che, da sola, ha una portata media di 12.700 litri al secondo. La Livenza è lunga 105 chilometri, ha una larghezza variabile tra 15 e 80 me tri , con punte cli 120 metri in occasione del le pie ne. Hn sponde i11 terriccio che, da Portobuffolè a l mare, sono sov r:1sta1e d:1 a rgini larg hi, in sorn 111itù, da 3 a 5 metri. Nasce a Col Maior e sbocca a Caorle. dopo aver toccato Sacile, Brugnera.
Sopraluogo del Genio per la ricostruzione di
un
ponte distrutto dagli Austriaci durante lo ritirala
Cap. IV - Intervenli nl altività del Genio in Jtalia e 11ll_'e_s1_.e_n_ 1 _ _ _ _ _ __
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Varda,S. Cassiano, Tremeacque, Motta, S. Stino, lune di Mosto e Salute.
JJ Tagliamento nasce nei pressi del passo della Màtiria, tra Carnia e Cadore, e, dopo un corso di 220 chilometri, durante il quale tocca Forni, Pinzano, Latisana, sbocca a Lignano Pineta. Ha una portata media di 92 metri cubi al secondo. Ne lla parte iniziale è incassato tra sponde alte, poi si dilata in pianura formando una rete molto ampia di alvei ghiaiosi, con assorbimento di acqua nel sottosuolo e con riduzione della po11ata a 63 metri cubi al secondo. Molti sono i tratti del suo percorso che presentano punti di fuoriuscita in occasione delle piene e che richiedono lunghe e robuste arginature. e) La situaz ione a fine guerra ed i lavori di risanamento
Le arginature dei fiumi , costituendo di per se stesse un elemento di fortificazione campale, furono sfruttate aumentandone il potere difensivo con adeguati lavori tendenti a favorire l' azione di fuoco. Gli argini furono quindi integrati, sia dagli austriaci che dagli italiani, con ricoveri, camminamenti, postazioni , trinceramenti e galle rie. per la magg ior parte ri vesl'it·e e protcl'lc, con hw(iri che ass~ i spesso interessa rono il corpo stesso deg li argini. Frequente n1cnte i rilevati di terra erano rives titi in pietra o con doppio strato d i c iott oli tratlenuto al piede da una cordonatura. Molte volte i rile vati erano protelti con muraglioni . Ma me ntre da parte italiana fu posta la massima attenzione ne l ridurre nl minimo i danni che potevano essere causati dalla reali zzazione deg li apprestamenti difensi vi, non altrettanto av venne da parte austriaca. Questa, in falli, non ebbe ness una cura nell'esecu1.ione de i lavori che, in alcuni casi, assunsero l' aspetto di radicali trasforma zioni deg li argini in opere militari. Il Comando Cenerale del Genio italiano aveva diramato precise disposizioni e dettagliati ssime istruzioni tecniche affinché non venissero cornpromesse la stabilità e la tenuta idraulica deg li argini. Furono perc iò costituite delle commi ssioni , de lle quali face va parte un rappresentante del Magistrato alle acque, che diedero uniformi , preci se e particolareggiate indi cazioni (punti di massima piena, sommità arginale, quota del fondo deg li scavi, distanze, prelievo delle terre, ecc.) s u come eseguire i lavori. La situazione degli argini si presentò do vunque disastrosa. Vaste e profonde erano le lacerazioni prodotte dalla fortifi cazione, in buona parte rea lizzala in calcestruzzo ed in qua lche caso eseguita profondamente sotto il piano di campagna, soprattutto lungo le ri ve sinistre. !ungo le quali gli austriaci non si erano preoccupati di seguire alcun sano princ ipio. A ques te devastazioni si erano aggiunte quelle provocate dai bombardamenti, che avevano interessato anche le aree circostanti, divenute perciò impraticabili ed impercorribili. Dovunque il terreno era ingombro di una mole enorme di materiali di ogni gene re: anni, proiettili inesplm,i , munizionamento, carriaggi, affusti, grovig li ùi retico lati, rottami e persino cadaveri insepolti e tombe occasionali.
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenirnenti dell'J\rma del Genio
Molti tratti di rotabili, specialmente lungo la Livenza, non avevano più massicciata perché gli austriaci vi avevano fatto transitare autoveicoli pesanti con ruote cerchiate in ferro. Avendo ridotto in stato rovinoso le strade di campagna, essi avevano spostato il transito veicolare sulla sommità degli argini, provocandone l' usura e l'abbassamento. Per l'opera di ripristino, che si present.ava immane, non si poteva contare su molti rep,u-li essendo già in corso i congedamenti. Per di pit1 quelli del Genio non potevano, come apparve subito evidente, affrontare una tale mole di lavori. Fu deciso quindi che reparti di altre Armi avrebbero dato i I loro concorso e che si sarebbe fallo ricorso ad operai civili ed ai prigionieri di guerra. I reparti delle altre Anni avrebbero agito sotto la guida di personale del genio ed i prigionieri, raccolti in squadre secondo i precedenti di mestiere, sarebbero stati inquadrati nei Ballaglioni del genio assegnati alle Direzioni Lavori. L'eflicace concorso delle altri Am1i consentì di assegnare due zone sulla sinistra del Piave a due Raggruppamenti Alpini , !'VIII ed il X, e di destinare l'Artiglieria alla rimozione e sgombero dei materiali specific i di tale Arma (~2). A lavori da poco ini ziati un'altra sciagura si abbatté sulla zo na, pe rché, in seguito a lle fo rti piogge cadute tra il 7 ed il 9 gen naio J 9 J 9, i fiumi a ndarono in piena turbando l'andamento dei lavori e provocando ulteriori danni. I ,a riparti z ione del te rritorio e l' orga nizzazione di Uffici Lavori e reparti sono illustrate nell 'allegato n. I J. Ogni area era suddivi sa in cantie ri, a c iascuno dei quali era affidata la ricostruzione di un tronco, mediamente lungo 6 c hilometri in linea-d' aria, sotto la giurisdizione di un Battaglione del Genio. I progetti redatti dall'Ufficio Speciale del gen io Civile dovevano essere approvati dal regio Magistrato alle acque e quindi affidati , per l'esecuzione, agli Uffici staccati d~I Genio Militare. Fu anche stabililo che, per ogni zona, ciascuna fase (ricognizione preliminare del terreno, asportazione dei materiali, durata, ecc.) fosse verbalizzata (allegato n. 14). Dopo l'asportazione dei malniali clerogenei anche tutti gli altri, utilizzati per la costruzione delle opere militari, do vettero essere rimossi , con modalità minuziosamente predeterminale. Si doveva cioè "ripulire" il terreno e le opere in terra da qualsiasi materiale o oggetto estraneo che potesse ridurre l'omogeneità e la compattezza. Gli Ufficiali del Genio dovevano curare, quali Direttori dei lavrni di ciascuno tronco o settore, la esecu zione dei lavori di ricostruzione degli argini nel rispetto scrupoloso dei progetti e con la continua assistenza del rappresentante del regio Mag istrato alle acque.
22 Una idea multo approssimala dell 'entità dei materiali di artiglieria recuperati dal 160° Gruppo nel solo tratto di riva sinistra del Piave, tra Romanziul e Grisulera, tra il 20 gennaio ed il 28 febbraio 1919, può essere data da quanto elencato nell "a llegalu n. 12.
Carta delle interwzioni ferroviarie nelle regioni liberate alla data del 4/ 11 / 1918 .p'q/Z ,MO
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nota: i segni lungo le linee ferroviarie indicano disfrvzioni foto/i o parziali di stazioni e di binari
dalla Rivista di Artiglieria e Genio di gennaio 1933
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Seconda Parie - Materiali, interventi ed llllvenimenli dell 'Arma del Genio
Il traspo110 delle terre occorrenti alla ricarica avvenne con carriole, per gli spostamenti fino a 200 metri, e con ferrovie Décauville per di stanze maggiori. Furono inoltre impiegati i seguenti mezzi:
mezzi
quantità
Trattori con tre rimorchi
59
AutocaiTi
847
Carretle
2.822
Quadrupedi
5.577
T rilevali in terra furono tutti rivestiti con manti erbosi.
li personale impegnato nei lavori dovette sobbarcarsi a vivere nelle stesse condizioni disagiate del tempo di guern,, poiché fu attendato o ricoveralo in baracche alyuunto precarie messe ass ieme uLili1zando i marcriali recuperati su l campo d i battaglia. I ,'enti tà dei lavori esegu iti, da cons iderarsi mollo approssimativamente per difetto, anche perché i dati raccolti sono riferibili soltanto ai corsi d'acq ua principali, è descritla ne ll'allegato n. 15. Quest'opera immane, condotta con rapidit~t eccezionale, perché durò complessivamente quattro mesi, dalla metà di dicembre 1918 alla metà d i aprile 1919, ollennc l'ammirato riconoscimento delle Autorità e delle popolazio ni (Allegalo n 16). d) Lavori stradali e per i trasporti Alla primaria necessità cli ripristinitre la viabilità resa praticamente inutilizzabile dalla guerra, per la distruzione dei ponti e lo sconvolg ime nto delle rotabili , s i agg iunge va l'esigenza imposta dal bisogno di far affluire uomini e mezzi sui luoghi d'intervento e dalle aumentate necessità del progresso. Né conseguì l'intervento di Pontieri e Ferrovieri che posero in opera ponti metallici scomponibili sia stradali che ferroviari, che poi smontavano non appena ricostruiti i ponti permanenti. Subito dopo aveva inizio un nuovo ciclo di gittamento degli stessi ponti in altra località. Inoltre furono attivali dai Pontieri, in prossi mità del mare, trasporti fluviali e vennero installate e gestite teleferiche là dove le località da raggiungere non erano accessibili ad allri mezzi di trasporto. I lavori di riattamento della rete stradale ebbero inizio nell ' inverno 1918 - 1919 a cura dei Comandi Genio cl' Armata che già disponevano di Uffici Strade ben organizzati ed attrezzati. Quest'opera di notevole entità servì anche ad alleviare i disagi delle popolazioni. Grande fu la quantità di operai impiegati nei lavori, compresi gli smobilitati
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Jtalia e all'estero
dall'Esercito austriaco, ai quali, oltre il compenso in denaro, veniva distribuita una abbondante razione viveri, uguale a quella dei militari. Tali lavori si svilupparono in considerevole entità pure in Venezia Giulia ed in Istria dove assunsero anche maggiore importanza. Infatti la rete viaria di queste regioni era affidata, sotto il profilo lecnico, agli Uffici Tecnici Distrettuali del governo Austro - Ungarico, che non le mantenevano con eccessivo impegno, anche perché il fondo roccioso carsico resisteva bene all'usura delle piogge. Dal punto di vista morale risultò assai positivo il notevole aiuto dato alle popolazioni, che attraversavano periodi di vera e propria carestia. Quanto realizzato dal Genio in questo campo favorì in modo pa.i1icolare e permanente gl i interessi della gente, che vide accresciute le possibilità di lavoro presso grandi aziende e valorizzato il patrimonio boschivo. Di quest'opera poderosa, che proseguì fino al 1938, si posseggono dati completi soltanto per quanto riguarda il !erri torio ciel Corpo d' Armala di Trieste, comprendente anche le zone di Ville del Nevoso e Fiume: Dati di costo (ni prc:a:i dd 1920) Carntteristiche delle strnde
Lunghezza Area costruzione metri complessiva mq.
espropri
totale
I.J03.886 48.854.986
SI.rude princi pali camionnb.i li larghe da m. 4 a m. 6
286. 175
3.165.205
47.751. 100
Strade secondarie carreggiabili larghe da m. 2,50 a m. 3,50
46.228
282.018
5.926.600
48.379
5.974.979
Mulattiere o carrettabili larghe da 111 . 1,50 a 111. 2,50
56.366
233.425
2 .720.500
18.292
2.738.792
Total i
388.769
3.680.648
56.398.200
1.1 70.557 57.568.757
Il Genio Militare, assunte le fon zioni ordinarie del lempo di pace, diede inizio alla costruzione di nuove strade cli interesse militare, c ui provvidero gli Uffici Lavori dei Corpi cl' Armata di Trieste e di Udine, slrade che contribuirono a valorizzaTc la regione. Tnfaui una delle principali tradizionali risorse della zona è sempre stata l' industria boschiva; lutti i boschi dei territori di Postumia e del Nevoso, per il solo fatto cli essere stati inc lusi enlro i confini dell' ltalia (scàrsa produttrice e forte importatrice di legname) aumentarono sensibilmente di valore. TI trasporto dei tronchi segati veniva effethiato quasi tutto attraverso scoscese
240 __ _ _____~_e_u_n_,d_a_l_'c_zr_te_•-_M _ a_ù_'t_ia_l_i,_ir_rt_e,_·v_e_nt_i_e_d_a_v_vl_'r_1ù_n_e,_11_i_d_el_l_ 'A_r_m_a_d_e_l_G_e_11_i o
Ponle in cemento orma/o con briglia, sulla camionabile Tarcento - Saga
carrarecce (poco più che sentieri) a mezzo di carallerislici ·carri di tipo locale a traino animale. Questi modesti mezzi, frutto senza dubbio di esperienze secolari, si adattavano molto bene alle asperità del terreno, rispondendo allo scopo, ma erano lenti e di portata limitata. Per intensi.ficare la produzione e raccogliere i frulli della nuova situazione, era perciò indispensabile creare tutta una rele stradale in zone estese, per permettere l'accesso a moderni e capaci automezzi. Ciò ru fallo dal Genio Milit<tre che, sia pure per scopi del tutto diversi , aveva interesse a costruire buone strade proprio nelle zone boschive di confine ove mancavano del lutto. Fu una coincidenza fortunata di cui le popolazioni locali si avvantaggiarono, e certo si avvantaggiano ancora, senza alcuna onerosa contropartita, perché nessun contributo di miglioria venne mai imposto dallo Stato italiano. Date le circostanze, il Genio Militare dovette limitarsi principalmente al ripri stino del piano stradale, ricorrendo allo sfrultamento o al nuovo impianto di numerose piccole cave per l'estrazione e la frammentazione de lla pietra. Quando possibile, furono anche eseguite sistemazioni e miglioramenti a carattere permanente. Inoltre vennero realizzate molte altre opere minori, delle quali ricordiamo le principali: furono rialzati mediante muri marginali, vespai e massicciate di pietrame, lunghi
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
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Ponte in cemento armato, a due luci da 15 metri ciascuna, sul torrente Tribussa, lungo la camionabile Tribussa di Monte San Vito - bivio di Do/ Tribussa superiore
tratti soggetti ad allagamenti invernali cklla strada Vipacc.:o - San Vito e della strada Pisino - Fianona lungo il lago d' Arsa (C epic) . In vari luoghi e specialmente lungo la strada Pisino-Parenzo furono eseguiti numerosi sbancamenti rocciosi per allargamenti di curve. La disponibilità di esplosivo e di personale addestrato permise anche di soddisfare tutte le richieste di demolizione di punte rocciose affioranti nei campi di Parenzo ; neJ!a provincia del Cermu-o furono costruite 16 case cantoniere in muratura con una spesa riferita al 1940 di 1.240.330 lire; a Castel .Jahlanizza fu costruito un nuovo ponte sul Timavo, in muratura e cemento am1ato a cinque luci, con opere di difesa fluviale lungo le due sponde; sulla strada Villa del Nevoso - Topolza fu costruito un ponte in muratura lungo 22 metri, con unica luce di 13 metri, e l'impianto stabile di una pompa a motore per la bonifica di uo tratto soggetto ad allagamenti periodici; sull'intera rete furono costruiti molti ponticelli in e.a., con luci 4, 6, e 10 metri, e muri di sostegno in pietrame e calccstrnzzo a sezione hiangolare; la camionabile Val Carena - Monte - Bicica - Obraine -Acqua dolce, che corre lungo la linea del vecchio confine italo - Jugoslavo per complessivi 17,5 chilo-
242 _ _ _____ _S_e_'c_,o_nl_w_·_P_a_11_e_-_M_a_l_e1_i_al_.~_i_n_1e_r _v e_.n_.n_:e_'d_c_1v_v_e1_u_·n_ie_.n_ti_G_k_ll_'A_1_n_w_d_e_l_(_;e_·11_ù_,
metri, larga da 4 a 4,50 metri (spesa circa 3.000.000 di lire del 1930), permise l' inizio del razionale sfruttamento di una fitta zona boschiva di circa 5.000 ettari prima pressocché abbandonata perché poco accessibile. Per quanto concerne il territorio del Corpo d'Armata di Udine, comprendente le zone di Postumia e Tolmino, i dati disponibili sono incompleti . I lavori stradali noti, citati di seguito, furono ce1tamente altrettanto importanti ed utili per le popolazioni locali di quelli precedentemente elencati: strada della Val Tominscki presso Tolmino preesistente, ma in gran parte rifatta e sistemata con muri di sostegno di una certa consistenza; strada Gracovo - Bucavo - Serra valle, congiungente, attraverso la dorsale, la Val Baccia con la Valle dell'Idria; strada d 'accesso al Monte Nanos dalla Valle del Vipacco presso San Vito; strada Zavctnic - Podcrai per il raddoppio del corrispondente tratto della Aidussina - Zolla - Podcrai già esistente; id. Postumia - Monte Baba - Sassogrosso; id. Goclovic - Otedrazica - quota 780.
Ponte in cemento armato, a tre luci di 1Ometri cadauna, sul torrente Cotenic, lungo la camionabile Tribussa di Monte San Vito - Sella Oblò - Idria (durante il getto)
Ct1J' · IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e ali' estero
243 - - ---~-~--
Anche la rete ferroviaria risultò fortemente danneggiata ed interrotta in più punti. Fu subito evidente che si dovesse provvedere con urgenza ai lavori di ripristino ed integrazione delle fenovic per penetrare in profondità nelle regioni rioccupale, che si trovavano in una completa disorganizzazione stradale e le cui popolazioni erano sprovviste sia di mezzi che di viveri. l lavori furono condotti dai Ferrovieri del Genio, con il concorso delle Ferrovie dello Stato, con tale celerità che dal 19 novembre l 918 al l O gennaio 1919 furono riallate tulle le linee, ad eccezione della tratta Mestre-S. Donà di Piave, completata il 9 febbraio 1919. L' attività ricostruttiva consistette, per l'esecuzione dei riattamenti provvisori, in: - consolidamento delle opere provvisorie e loro manlenimenlo; - raddoppio di binari; - sistemazione ed ampliamento delle stazioni; - rimozione degli impianti creati dai due Eserciti ad esclusivo uso militare e non integrahili nella rete ordinaria; - rifacime nto di tutti gli impianti di stazione e di linea. Per la costruzio ne dei ponti fi adoperato l'esistente materi ale E iffel delle r e rrovie de llo Stato ed il moltissimo mate riale di preda bellica (Kohn e Roth-Wagner). Molti furono anche i ponti provvisori realizzati in legno. Due opere furono particolarmente impegnative, cntrambe eseguite sul P ia ve: - il ponte de lla Priula, sulla linea Trevi so-Conegliano, con materi ai~ Eifel, - il po nte di San Donà, sulla linea Mestre-Trieste, con materiale Kohn. Il primo era composto di 5 travate consecutive, collegate tra loro con un' unica trave, della lunghezza di metri 129 , compreso l'avambecco. La manovra di varamento fu ultimala il 30 novembre 1918 cd il 4 dicembre fu aperto al traffico_ li secondo e ra a 3 luci (la central e di metri 50 e le due laterali di metri 45 ciascuna)_ I lavori di ricostruzione del ponte, preceduti dalla rimozione dei rottami delle travate preesistenti, distrutte dagli italiani in occasione del ripiegamento suJ Piave, furono assai laboriosi, sia per la profondità dcJl' aJvco (metri 10,50 al centro) che per le piene che danneggiarono il cantiere nel corso dei lavori_ L'ope ra di ricostruzione, iniziata il 4 dicembre 1918, fu ultimata il 9 fehhraio 1919 da una Compagnia del Genio Ferrovieri, rinforzata da 800 operai civili, 200 prigionieri e 50 operai specialisti delle Ferrovie dello Stato. Per lo sgombero dei rottami intervennero personale e mezzi della Marina Militare. Ponti di circostanza in legno furono realizzati sui torrenti: Ceggia, Siva, Monticano e sui fiumi: Tagliamento (da metri 350), Piave (a Fagarè, da metri 288), Livenza (uno da metri 46 ed un allro da metri 108), Lemene. e) Impianti idrici Lo studio dei problemi ichici nella Venezia Giulia, con riguardo ai provvedi -
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Seconda Partr,: - Materiali, inten1enti ed avvenimenti dell'Arma del Genio
menti di acqua potabile, fu condotto con profondità e larghezza dopo il 1918.(2 :1) L'Italia, dopo l'annessione della Venezia Giulia superando difficoltà naturali e finanziarie, in un periodo giudicalo assai critico, nel 1929 costruì per Trieste l' acquedotto Randaccio dalle bocche del Tirnavo; nel 1934 eseguì per Gorizia il nuovo impianto di Fontefredda; dal 1932 al 1939 realizzò la rete del grande acquedotto istriano nelle provincie di Pola e di Fiume, ed inaugurò nuovi acquedotti nel 1934 a Cormòns e nel 1935 ad Abbazìa. Per utilizzare le acque della regione, prevalenlernenle carsica, non potabili o sospette, si costruirono import~nti centri di sollevamento e si resero necessari lrattamenti di filtrazione e di polabilizzazione con il cloro (Trieste, Gorizia) o con I' ozono (Tstrano, Abbazìa). Oltre a questi, parecchi acquedotti minori furono costruiti, rinnovali o sistemati; da Caporetto a San Pietro del Carso, da Senosecchia a Santa Lucia d' Isonzo, da Montenero d'Idria a Postumia, da Villa del Nevoso a Plezzo. Fu anche iniziata la costruzione dell'ardito acquedotto per la Selva di Tarnova e l'acqua, sollevata dallo Hubel presso Aidùssina, con prevalenza manometrica cli circa 90 atmosfere, aJTivò nei serbatoi in caverna sul Monte Signi. In una larga fascia a ponente della frontiera italo - jugoslava, dal passo Moistrocca a Fiume, circa 200 impianti fissi, sorgenti captate, serbatoi in rnuralura da 50.000 a I00.000 lilri, stazioni o centri di rifornimento per autobotti e carri-bo tte, furono attuati con tecniche elevale, sulla base di studi attenti e mirati al conseguimento della massima autonomia ed e lastic ità di approvvigi onamento de ll'acqua per lruppe e servizi nei vari casi di stasi e di movimento. In conclusione si può affermare che lo studio dei problemi idrici della Yene7.i a Giulia fu affrontato e posto in essere, dopo il 1918, c.:on larghezza di vedute e guardando al futuro. Le popolazioni beneficiarie di tali opere, pur fruendo dei benefici loro apportati , non accolsero, eia principio, con enlusiasmo la loro esecuzione, mostrandosi indifferenti e, in qualche caso, addirittura ostili. f) Riepilogo degli interventi Un'idea di quello che fu il patrimonio immobiliare realizzato dall'Italia in quei territori che negli anni avvenire saranno trasferiti sotto la giurisdizione ciel Governo jugoslavo, e limitatamente alle aree ricadenti nella zona del Corpo d'Armata di Trieste, si può avere dal seguenle riepilogo:
23 Durante la guerra l'Austria, annettendo scarsa importanza, non solo logistica ma anche politica, igienica ed economica al problema dell 'acqua in una regione popolata da circa un milione di abitanti, aveva costruito soltanto due impianti alquanto modesti: un acquedotto nella valle del Vipacco da Huhel a Montespino ed un altro sul Carso da Monte Re verso Comeno.
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Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
Opere sistemazione di comandi caserme caserrnetlc e capannoni
Costo f. 4.800.000 89.880.000 119.566.000
magazzini
23.915.000
infermerie
2.265.000
·impianti idraulici
63.350.000
strade
68.951.000
depositi e allevamento lJUadrupcdi alloggi campi tiro linee telefoniche impianti antincendio
350.000 18.842.000 830.000 5.272.000 12.500.000
sistcnrnzioni difensive
133.8 14.000
depositi esplosivi per un totale ai prezzi dcl 1920-1938
13.810.000 558.145.000
L'animatore di quest'opera fu senz'allro il Tenente Generale MARIENT ( 24), che 24 Il Marchese Giovmrni Batti sta MARIENI era nato a Bergamo nel 1858. Suoi antenati erano stati: Giuseppe, Comandante del Genio con Napoleone e Giacomo, Gcncnùc del Genio. Nel 1882 ultiuu', la Scuola d ' Applicazione d'Artiglieria e Genio di Torino e da Capitano insegnò fortificazione ali' Accademia militare di Modena. Si deve a lui la prima carta stradale d'Italia, c.:omposla, su s ue indicazioni , dall'Istituto di arte grafiche di Bergamo. Nel 191 2 comandò il Genio della Tripolitania, risolvendo antichi problemi idrici, realizzando efficacissimi pozzi artesiani, e ponendo in essere una rete di fortificazioni. Alla fine del 1915 fu destinalo alla creazione dell'Aeronautica di guerra. Dopo Caporctlo fu nominalo Comandante Generale ed lspellore cieli' Arma del Genio con l' incarico di organizzare la difesa del Piave e del Grappa e dal nemico venne il più apprezzato degli elogi: "L'Armata austriaca non ha potuto sJi.,mlare e conseguire la vittoria, da otto mesi preparata con tutte le risorse dell'Impero, per l' e11tità delle linee difensive costruite dal Genio militare italiano, per la sapiente loro organin.a7.ione e per il numero infinito di tali linee". Al tcrn1inc del conflitto, raggiunto il grado di Tenente Generale, fu insignito dell ' onorificenza di Commendatore dell 'Ordinc Mili lare di Savoia cun la seguente moti vazione: ''Già distintosi quale Direttore Generale d 'Aeronautica per inlelligenle iniziativa e tenac ia instancabile, onde l'Esercito mobilitato polé largamente di sporre di necessari mezzi aerei (dicembre 1915 ottobre 1917), nominato Comandante Generale del Genio durante il ripiegamento al Piave, quando si dovevano rapidamente gettare le basi sotto la pressione di gravissimi avvenimenti, delle nuove organizzazioni, d ava prova delle più elevate vi11ù militari , di perizia e di valore. Nel successivo periodo, e specialmente nelle battaglie d el giugno e dell'ottobre - novembre 1918, confermava le sue spiccate doti di organizzatore, rendendo a ll'Esercito insigni servizi". (Fmnle di C.11en-a, 27 nUohre 1917 - 4 novembre I918)
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenli dell'!\rma del Genio
conservava ancora gli incarichi di Comandante Generale cd Ispettore dell'Arma del Genio. Sotto la sua guida furono: demoliti 1.600 chilometri di lince difensive e tre milioni di metri quadrati di reticolati; costruiti più di quindici chilometri di ponti stradali e ferroviari, 9.000 baracche e 2.000 impianti elettrici; ripristinati 4.000 chilometri di strade; riparati o ricostruiti 22.000 fabbricati, 140 fornaci, 120 segherie, 60 laboratori, 6 mulini ed ancora acquedotti, canali e reti idriche. Nei lavori furono impiegati: un considerevole numero di Ufficiali ed Ingegneri (allegati n. 17 e I 8) , 50.000 militari, 180.000 operai civili, 40.000 prigionieri , 15.000 quadrupedi. 8.000 carri e 1000 autoveicoli. La spesa sostenuta fu di oltre un miliardo. g) Interventi d'emergenza in occasione di calamità naturali Oltre a quanto finora illustrato, riferito esclusivamente al riordino cd alla ricostruzione delle aree devastate dalle operazioni hdlichc, ogni cvc nlo che avesse caratteristiche di calamità naturale vide il concorso de ll ' Arma del Genio negli interventi a favore delle popolazioni colpite, in ogni parte del Paese. T.a mole di tali interventi, per il periodo in esame, é stata talmente copiosa che, per la rnagg10r parte, se ne dovranno soltanto c itare pochissimi dati atti ad individuarli . Anno 1920 11 4 settembre una Compagnia ciel reggimento Pontieri e Lagunari, di stanza a Piacenza, raggiunse la Garfagnana, dove un terremoto aveva procuralo danni e vittime, e prestò la propria opera con distaccamenti dislocati in tutta la zona. Il 18 settembre un distaccamento, a livello Compagnia, del deposito Zappatori e Telegrafisti del Corpo d' Armata di Bologna raggiunse la Lunigiana per sgomberare le macerie nella zona terremotata. Il 9 ottobre questo distaccamento fu raggiunto da una Compagnia Zappatori ed insieme proseguirono nei lavori fino al l O dicembre. Il 20 settembre la zona pianeggiante del Friuli fu allagata dallo straripamento
Ponte della Priula. Schema delle disposizioni e del procedimento della manovra per il varamento delle travate
Cap. IV - interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
Rifugio di Monte Tricorno, ultimato il 30 settembre 1931. Prospello
Ponte di San Donà di Piave. Distrutto e poi ricostruito
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Rifugio di Monte Doga/in
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Secorula Parie - Materiali, interventi ed avvenimenti dell 'Arma del Genio
del Tagliamento e di altri fiumi, provocando danni gravissimi ed il crollo di molti ponti. Tra i molti reparti che raggiunsero la zona arrivarono il III Baltaglione Pontieri e la 3" Compagnia Ferrovieri per riattivare i passaggi sui corsi d'acqua, riparando i ponti ove possibile o varandone di regolamentari sul Natisone, a Basaldella, a S. Caterina ed a Bonzicco. Il 24 settembre tra gli altri reparti alpini, giunsero in Friuli altri reparti Pontieri che si prodigarono per porre in salvo , con le barche da ponte, persone e cose. Il 15 ottobre un distaccamento del Il Battaglione Zappatori, di stanza a Lodi, in seguito allo straripamento di fiumi in Val d'Aosta, si recò a soccorrere le popolazioni e poi a ricostruire un ponte distrutto dalla piena della Dora Baltea. Anno 1921
L'11 agosto la 4" Compagnia del 11 Battaglione del reggimento Pontieri Lagunari, distaccala a Verona, raggiunse Chiusa di Bressanone colpita da un naufragio, dove fu raggiunta da due Plotoni Zappatori per rimuovere i dettiti e riattivare le comunicazioni. Il 10 ottobre la 3" Compagnia del Reggimento Ferrovieri di Torino si recò sulla Stura per ripristinare il traffico ferroviario, interrotto dal crollo di un ponte in muratura della linea Torino - C iriè - Lanzo. Il reparto pose in opera un ponte Eiffel su tre travate della lunghezza di metri 24, 30 e 21 per complessivi 75 metri. Il 19 ottobre la 3" Compagnia del J2° Reggimento genio raggiunse Mazzarà S . Andrea, in provincia di Messina, per liberare il paese dal fango e dai detriti e far defluire l'acqua. Il 20 novembre vi fu un identico intervento dello stesso reparto a Falcone, a 59 chilometri da Messina. Anno 1922 Il 6 gennaio ancora la 3" Compagnia del 12° Reggimento dovette acco1Tere nei pressi di S. Fratello, sulla litoranea per Palermo, a I 36 chilomehi da Messina, per sgomberare l'abitato da una grossa frana e riattare la circolazione stradale. Questo distaccamento del 12° Reggimento, già rinforzato il giorno 12, ebbe ulteriore apporto di personale del 2° Deposito Zappatori e Telegrafisti di Lodi il giorno 14. 112 maggio il Battaglione Zappatori del Corpo d'Armata di Bari giunse a Corato per il puntellamento di fabbricati pericolanti e per lo sgombero di macerie. Anno 1923 Il 12 febbraio, a Trieste, una Compagnia del 5° Raggruppamento Genio concorse allo spegnimento di un incendio che stava per distruggere la fiera campionaria. Il 2 maggio due squadre del 10° Raggruppamento Genio, di stanza a Palermo, impiantarono un collegamento ottico con apparati Faini Triulzi tra l'isola di Filicudi ed Alicudi in sostituzione del cavo telegrafico andato in avaria. Le trasmissioni con-
Cap.
]\I -
Interventi ed artività del Genio in Italia e a/l'estero
249
tinuarono per sette mesi finché il cavo non fu riparato. Dal 1° dicembre al giugno 1924 la 3/\ Compagnia Zappatori Minatori , con sede a Pavia, fu impegnata nei lavori di sgombero dei detriti, delle macerie, delle strade e degli abitati del bergamasco, investito da una piena conseguente al crollo della diga ciel Glcnno. (25) Il 2 dicembre due Compagnie Zappatori Minatori del 5 ° Raggruppamento Genio di Trieste si recarono a Sagrado, a 14 chilometri da Gorizia per riparare gli argini dell'Isonzo, che era straripato, e per ripristimu-e le vie di comunicazione. Anno 1924 Il 26 marzo la 2 /\ Compagnia Zappatori Minatori clell'8° Raggruppamento Genio di Santa Maria Capua Vetere accorse sulla costiera amalfitana, investila da un violento nubifragio che aveva provocato frane e crolli, per soccorrere le popolazioni , sgomberare i detriti e ripristinare le vie di comunicazione. Il 12 maggio il Plotone Te legrafisti del 1° Raggruppamento Genio cli Casale Monferrato impiantò una teleferica per raggiungere la localitft di Gran Puy, nel circondario di Pinerolo, per consentire la ricostruzione della borgata distrutta da un incendio. La tc.lcfc1ica 1imasc in funzi o ne fino al J2 novemb re. Il 29 giugno un distaccamento del 6° Raggruppamento Genio intervenne per s pegnere un incendio che minacc iava g li stabili vicini al centro di Firenze . Anno 1925
Il 16 ottobre 1'8° Raggruppame nto G enio di S.M. C apua Vetere costituì un dis taccamento (I Tenente e 20 uomini) a Napoli con funzioni di "Corpo provvisorio di Pompieri civili" per le esigenze della città, essendo stato sciolto il corpo elci pomp1en. Il 12 novemhre lo straripamento del fiume Liri provocò l'allagamento di Isola Liri, dove accorse la 2A Compagnia dell'8" Ragg ruppamento Genio di Santa Maria, 1inforzata da un dis taccamento di Fanteria, per soccorrere le popolazi o ni ed eseguire i soliti lavori di sgombero e riparazioni. Il 29 novcmhre un Plotone del 10° Reggimento Genio provvide ai lavori conseguenti all'allagamento dell'area di Cancello -Amone, in provincia di Caserta. Anno 1926 Il 25 gennaio si ebbe un intervento di soccorso per l'alluvione nella Val di Scalve, nell'alto bergamasco, ad opera di un distaccamento del 2 " Raggruppamento Genio di Pavia. 25 In un telegramma di encomio inviato dal Ministro della Guerra , Generale Armando DlAZ, al Comandante del Corpo d' Armata di Milano si leggeva tra l'altro:" .. .le truppe di Codesto Corpo d'Armala hanno , con mfrabile slancio ed ininterotta ahnega7.ione, dimostato ancora qual pa1te prenda l'Esercito alle sventure nazionali ... ".
Parte - Materiali, interventi ed avvenirnenti dell'Anna del Genio 250 - -- -- - - - Seconda - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- - - - - --
Il 16 maggio inlervennero: un Plutone del 1° Raggruppamento Genio di Casale Monferrato a Candia Lomellina, una Compagnia a Pozzi ed un Plotone a Valmacca; vari distaccamenti del 2° Raggruppamento Genio di Pavia nella zona del Ticino e del reggimento Pontieri Lagunari nella zona ciel piacentino; per soccorsi e lavori in tutta l'Italia settentrionale, dal Piemonte al Veneto, per l'ondata di maltempo che aveva provocato alluvioni e straripamento dei fiumi. Poiché la situazione non migliorava ed altre minacce di straripamenti s i presentavano, dovettero intervenire reparti del 3° , 4 °c 6°, Raggruppamento. L'impegno dei reparti fu pesante e prolungato e riscosse i più ampi consensi.(26) Il 1° giugno il Battaglione Zappatori Minatori del 6° Raggruppamento Genio fu inviato a Bibbiena per la costruzione della strada per il Santuario della Verna. Il lavoro loro affidato fu compiulo in quallro mesi e fu seguilo da una lettera di vivo compiacimento del Ministro dei Lavori Pubblici a quello della Guerra. 1116 agosto il Battaglione Zappatori Minatori del 2 ° Ragg ruppamento Genio di Pavia accorse in Valganna, colpita da un nubifragio e poi costruì un ponte a Trelago, a circa 15 chilometri da Varese. Dall'l al 12 novembre piogge torrenziali provocarono l'ingrossa mento e lo straripamento dei fiumi nelle provint:e di Bolzano, Trento, e Verona, dove accorsero vari reparti, tra i quali: il 4° Reggimento Cìenio di Verona ed un nauaglione del Reggimento Ponti eri Lagunari. Dal 7 al 25 novembre il 10° reggirnenlu Genio di Santa Maria operò a Bari, colpila da un viole nto nubifragio che aveva allagato molte parti della città. li 20 novembre altri allagamenti del Ticino ed intervento di molti distaccamenti del 2° Reggimento di Pavia. Dal 22 novembre accorsero in toscana, per lo strmipamento dei fiumi , il 6° Raggruppamento Genio ed un Plotone 'del Reggimento Pontie ri Lagunari. Anno 1927 And1c quest'anno richiese interventi dei reparti del Genio quasi sempre a causa di danni provocati da fiumi in piena: un Plotone del 6° Reggimento a Moggio Udinese per ricostruire un ponte sul torrente Fella; una Compagnia del 3° Reggimento a Carmiano, in provincia di Piacenza, per la ricoslruzione di un ponte sul Nure; iJ Ballaglione Telegrafisti dell'8° Reggimento per lo spegnimento di un incendio a Cottanello, in provincia di Rieti; la 2A Compagnia Zappatori minatori del 4° Reggimento a Colle Isarco per la piena del torrente Pleres; un distaccamento del 2° Reggimento Radiotelegrafisti di Firenze a campi Bisenzio.
26 Il 14 ollobre 1926 l'IspeUore ùell 'A1111a del Genio trasmise a tutti i reparti copia della lettera inviatagli dal Capo del Governo, nella quale, tra l'altro, si diceva:'' ... L' intelligente operosità ed almegazione dimostrate hanno confermato la fede che anima i reparti del Genio nel rafforzare di nuove prove le Jurninose tradizioni dello loro Am1a".
Cap. IV - lnlerventi ed attività del Genio in Italia e all'es __ Je_.r<_J_ _ __ _ _ _ _ _ _ _ _2~5_l
Il 29 luglio il Reggimento Ferrovieri iniziò il montaggio di un ponte metallico Kohn a Morbegno s ull 'Adda. il ponte era su lre travate, a due piani, della lunghezza di 142 metri e serviva per consentire il trasporto del materiale e dei componenti occorrenti alla costruzione di una centrale idroelettlica delle Ferrovie. Anno 1928 Il 26 marzo iniziarono gli interventi del 13attaglione Lagunari nel Veneto per lo straripamento del Brenta e dei canali Mirano e Garzone, e poi alla fine di ottobre a Roma per gli allagamenti provocali dal Tevere, ed infine nella zona di Verona per la piena dell ' Adige e del Noce, dove gettò un ponte su cavalletti. Ancora una piena del Tevere costrinse ali' intervento l' 8° Reggimento. Ma in quest'anno non mancarono esigenze d'altro genere, quali: la 2/\ Compagnia Telegrafisti dcll'8" R egg imento di Trani fu chiamata a reali zzare la rete di collegamenti in occasione della gara au tomobilistica svoltasi a Tagliacozzo il 12 aprile; il Ballaglione Zappatori Minatori del 12" Reggimento di Palermo costruì una carrareccia di chilometri 6,400 per collegare Godrano a Ficuzza, a 40 chilometri da Palermo ; il 12" Reggimento per ripristinare le linee telegrafi che e telefoniche danJ1cggial1,; dall'eru zione dell' Etna del mese di novembre e d il l~ eggimenlo Fe rrov ieri per riattare la linea ferroviaria Messina - Catania , la voro per il quale fu necessnri o montare un ponte metallico Roth - Wagner. Anno 1929
Il 2 gennaio si verificò lo straripamento ciel Tevere alla Magli ana e dovettero interve nire il IV Battaglione del reggimento Pontieri Lagunari, per costruire passere lle ed un reparto del Gruppo Aerostieri di Roma per la riparazione degli argini cd il soccorso a i c ittadini. IJ 28 febbraio i canali della laguna di Venezia gelarono ed il Reggimenlo Pontieri Lagu nari dovette inte rvenire con rimorchiatori per ristabilire le comunicazioni e per aiutare la popolazione in difficoltà. Dal 4 aprile il I O Reggimento di Vercelli fu impegnato nello spegnimento di incendi nella Valsesia. Il 5 luglio il Battaglione della Sardegna di Ozieri intervenne cl' urgenza a Pattada per il crollo di una chiesa. Il 6 luglio la 2A Compagnia del 12" Reggimento iniziò i lavori di manutenzione de lla cmTarcccia cli Godrano costruita l'anno precedente. Ad ottobre un distaccamento del Reggimento Ferrovieri provv ide alla riparazione delle interruzioni suJJa linea Potenza - Battipaglia, provocate eia un nubifragio, quindi ricostruirono i ponti distrutti con materiale Rolh - Wagncr e Kohn. Il 1~ novembre intervento del 10 ° Reggimento di Santa Maria in città per la riparazione degli argini del torrente Marotta. Il 15 dicembre altro intervento dei Lagunari a Mestre in seguito allo straripame nto dei canali.
252,____ ______S_e_c_o_nl_.k_1 _P a_r_t_e_- _M_l_lft_'t_ù_1l_i._i_n1_e_r_ve_11_1i_e_d_a_v_v_e1_1i_n_ze_n _1i_d_e_ll_~_r_n_1G_1d_e_l_G_,e_.n_in
/\nno 1930 Il 25 giugno una Compagnia del 12° Reggimento riprese i lavori di completa111e nlo, che terminarono a settembre, della carrareccia di Godrano, mentre dal 30 giugno al 10 dicembre un altro distaccamento eseguì i lavori di costruzione di una ca mionabile da Prizzi a Lercara Priddi. L'll luglio una squadra del Battaglione Lagunari effettuò il soccorso in mare di 1111' imbarcazione sorpresa dalla bufera. Il 23 luglio reparti del 9° e I0° Reggimento portarono soccorso alle popolazioni ddl ' lrpinia, riattivarono le comunicazioni e provvidero allo sgombero delle macern.:. Il 24 luglio, a seguito del ciclone abbattutosi sulla provincia di Treviso, doveue i11t1.:rvenire I' 11 ° Reggimento genio per sgomberare macerie, soccorrere i feriti, dis,-.;eppc llire i cadaveri, ripristinare i collegamenti, riattivare le vie di comunicazione, demolire i fabbricati pericolanti.
193 I Quest'anno fu relativamente meno disastroso. Il 20 febbraio ci fu un uragano in Sicilin con grav i danni :i Palermo cd il 12" l{l·ggimento fu impiegalo nel ripristino delle comunicazioni e dell 'acquedollo, rnenll 'l' il Reggimento Ferrovieri ricostruì, con materi ale metallico, un ponte su lla linea k rrov iaria Palermo - Termini lmerese. Il 1" giugno i Ferrov ieri furono ancora d1i:11nati a disarm are un binario della linen O s ti glia - Legnago ed il 9 ottobre a S tri g no, in provinc ia di Tre nto, per lo smo nrnggio di un ponte ~ohn. Fu di quest'anno la realizzaz ione di un'opera grandiosa, che costituì l'iniz io di 1111 e norme contributo del Genio all'evoluzione degli altipiani carsici: la costruzione ddl 'acguedotto militare di Cas telnuovo (27 }. Esso comprendeva l'allacciamcntt1 da Ping uente, a quota 341, alla eondolla consorziale dell ' acquedotto del Quieto, con (1pe re di presa, serbatoio di accumulo da 1.000 metri cubi e centrale di sollevamento. Ino lire vi erano: un serbatoio di carico da metri cubi 3.270 sul monte Sbeunizza, :i quota 91 O, ed una rete di distribuzione che, con uno sviluppo di 50 c hilometri e 40 .-.;erbaloi , con capacità totale di 23.745 metri cubi, andava da Erpe lle a Ciana ed a Mucici. Dal 1931 ebbe inizio la valorizzazione di tutte le sorgenti della regione carsica c he furono utilizzate con nuovi impianti o con miglioramento di quelli e.si.stenti. À l!!lO
/\ nni 1932-1933 Il 21 aprile 1932 una Compagnia Zappatori del 3° Regg imento di Pav ia fu inviat;1 a domare un incendio scoppiato nello stabilimento della Snia Viscosa.
27 Oggi in Slovenia.
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Cap . IV - Interventi ed attività del Genio in llalia e all'estero
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A monte dell'abitalo di Lippa >. monte della cantoniera dell' A .A.S.S.
fra bivio Lippa e Pt•rmani Sulla sir.da Permani-Ciana ohrc il pa, .. ••Fgio • livdlo L - A valle della rh 'csa di S. Primo pre,so Gradi:-<·hie M ··- A 1\fallcria, a monte ,ldla ,·aserma Ca-
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L,~G.8NDA f.i,l erna (mr. 5001 e lliforn'lrri di Erpelle -· Rifornitori di Obrovo - Serbatoio di Monte Fincda (mc. 900/ - Gruppo "8raci ne,che - Scrl,atoio di Cmsizia (mr. 700) -·· Cisterna (mr. 1.0001 e Rifornitori di Ca,tclnuovo - . Serlrntoio di Ca,telnuovo ( m,· 700• - Serbatoio ( mr. 7001 e Rifornitori di
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Rarizze Y - Strhatoio (m,·. 2.000) <li Monte Her, mada Q. 731 ·29 9·his ·· · Rifornitori di S. Paolo IO - C;slerna (rnr. 500• e Rifornitori di Sappiane
11 -· Cisterna (mc. 2501 e Rifornitori di Bi vio Ruppa 12 ·- Scrl,atoio (mc. 1.0001 ,li Monte Guarani Q. 667 LI Scrl,atoio (mr. ) .000.1 di Ciana Q. 608 11 --- Serha toio di riservo di Clona (m<·. 20U1 1.; - Serbatoio di Murifi (mr. 1.0001 ](, - Rifornit ori di Murid l 7 - Serhaloio (mc, I.0001 di Monte Li11izza Q. 910 I~ - .. Serhatoio di rari<-o ( mr. 3.2W1 di A-fon. te Shcun izzo Q . 910
I</ ·- l' galleria 2!I .... Il• galleria 21 - Centrale di ,wllevamc11h1, serl,otoi di arl'umulazione (m,·, LOOO• e oprr,, di presa.
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
1120 febbraio 1933 un nucleo di telegrafisti del 6° reggimento di Bologna ripristinò le comunicazioni del Compartimento ferroviario interrotte p er eventi atmosfenc1. Il 20 ottobre 1933 il Comandante del genio del Corpo d'Armata di Udine, Generale Raffaele CANESSA, ricevette dall'ing. Sergio Petz lo studio di massima deJJ'impianto idrico di Montcnero e Selva di Tarnova. Questo progetto prevedeva l'utilizzazione, secondo gli studi del Generale CANESSA, delle acque della sorgente Hubcl, presso Aidussina, con pattata di IO litri al secondo in tempi normali e di 20 litri al secondo in casi di eccezionali presenze di truppe nella zona. Il 21 dicembre un distaccamento del 7° Reggimento di Firenze accorse sull ' Appennino pistoiese per liberare da una grossissima frana la strada d'accesso a S. Marcello Pistoiese. Anno 1934 Dal 12 giugno al 17 luglio un reparto del Reggimento Ferrovieri montò un ponte m etallico n. 2 ad unica travata sul torrente Calambrone, nei press i di Tirrcnia in provincia di Pisa, per riattare il transito s ulla ferrovia Livorno - Marina di Pisa. Il 5 ottobre, in seguito all o straripa rncn to di un torre nte, 1· 11 '' Reggimento di Udine inte rve nne con suo personale per ripri stina re comunicazi o ni stradali e te lefonic he nell' arca di Tolmino. Dal 13 al 19 dicembre unità de l 7° Reggimento di F ire nze e del 2° Reggimento P on ti eri di Piacenza soccorsero le popolaz ioni de lle zone invase dalle acque de l Bisenz io e dclr Arno, effettuando trag hettamenti e sai vatagg i <li persone e cose. Anno 1935 Il 31 gennaio le acque del Tevere i_n· piena invasero la via Salaria. Accorse 1'8° Reggimento di Roma. Il 2 marzo fu la volta del 10° Reggimento di S. M. Capua Yetere di soccorrere le popolazioni e riparare i danni nella vasta arca allagata dal Volturno in piena. Il 13 ed il 17 agosto, in seguito alla rottura di una diga che aveva allagalo e provocato notevoli danni nelle valli Orba, Stura, Piota e J,c1mnc, due Compag nie del I 0 Regg imento Minalori raggiunsero Boscomarcngo, a 13 chilometri da Alessandria, per abituali lavori di sgombero e bonifica e per il soccorso alle popolazioni. Anni 1936 e 1937 Il 18 gennaio 1936 un disastroso incendio si sviluppò nello stabilimento Gaslini di Bari, investendo silos di materiali infiammabili. Tra gli altri giunse un repa1to del 9" Reggimento di Trani che provvide, con i pompieri giunti da ogn i parte della regione, allo spegnimento dell'incendio e , successivamente, ai lavori di riordino e bonifica. Il 13 aprile 1937 lo slraripamento dell'Isonzo a Villa Vicentina isolò un pastore
Cap. IV - Interventi ed allività del Genio in Italia e all'estem
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con il suo gregge, ma l'intervento di un nucleo della 2A Compagnia del 1° reggimento Pontieri, che operò con le barche, lo pose in salvo. Lo stesso reparto intervenne il 6 Ottobre a Versa, in provincia di Gorizia, allagata dalle acque del tonente, per il salvataggio di molte persone. II 30 giugno 1937 un Plotone del I Reggimento di Torino distrusse con l'esplosivo dei massi di roccia che minacciavano di franare, investendo l'abitato di Groscavallo, località a 54 chilometri da To1ino. Il 1° novembre intervento del 2° Reggimento Pontieri di Alessandria, nei pressi della città, per lo straripamento del Bormida e del Tanaro. Il 15 dicembre una Compagnia dell'8° Reggimento Genio di Roma intervenne con barche e fotoelettriche per l'inondazione del Tevere . In varie epoche del 1937 l' 11 ° Reggimento di Udine eseguì lavori di riattamento di una carrareccia e di costruzioni di un ponte da 33 metri, per una portata di 3,5 tonnellate a Ballaglia Terme. O
Anno 1938 1129 gennaio 1'8" Reggimento di Roma dovette intervenire massicciamente, :fino al 2 febbra io, a Collefe rro per l' esplosione dello spolctli fic io Parodi - Delrino che provocò vittime e molti danni. Furono necessarie le fotoelettriche pe r lavorare anche di notte. Il 2 febbraio il fiume Calore inondò la pianura di Benevento dove furono fatti affluire reparti del IO" Reggimento cli S. Maria . Il 14 giugno la IA Compagnia del Regg imento Pontieri di Verona in iziò il rnontaggio di due ponti della portata di 5 e 15 tonnellate e della lunghezza di 7 e 15 metri, in sostituzione di un ponte in muratura distrutto dalla piena del torrente Alpone, ne i pressi di S. Giovan ni Jlarionc, a 40 chilometri da Verona. Il 22 novembre una Compagnia Artieri ed una Potoelcttricisti dcli' J I 0 Reggimento Genio effettuarono le ope razioni di salvataggio delle vittime di un di sastro ferroviario sulla Udine - Cividale. Un treno passeggeri che stava transitando sul ponte precipitò ne l fiume Torre pe r il cedimento di un pilone elci ponte. Dopo i sopralluoghi del 1937 e dopo alcune modifiche al progetto, il cui iter era cominciato, come si è visto, nel 1933, si passò, in questo 1938, ali' appalto delle opere per la costruzione della grandiosa opera idraulica di Montenero d'Idria e Selva di Tarnova. Tl progetto esecutivo era dell'ingegnere Gino VERONESE e l'esecuzione fu affidata all'Ufficio Lavori del Genio Militare di Udine, il cui capo era il Colonnello Angelo COLOSIMO, che si avvalse delle Società SIAF di Milano, SPTC cli Padova, TOSI di Legnano e TERMOMECCANICA di La Spezia. li direttore dei lavori era il Capitano del genio Vincenzo RAIA. Nell 'allegato n.19 è ripo1tata parte della relazione tecnica del progettista, con le parti significati ve dell'opera realizzata.
Parte - Mmeriali, intervenli ed avvenimenti dell'Arma del Ge11io 256- - - - - - - -Seconda ------------------------
Anno 1939 Il 31 maggio una Compagnia del 1° Reggimento Genio di Torino costruì a Moncalieri, in sostituzione di un ponte in muratura crollato, portiere e pontili di approdo per il traghettamento di persone e cose. Dal 3 al 24 luglio un reparto dell' 11 " Reggimento di Udine montò un ponte in legno sul fiume Vipacco, in località Monteschino, in provincia di Gorizia. Nel corso del 1939 il l O Reggimento Genio costruì un ponte in legno da 2 tonnellate presso Varallo Sesia e rafforzò un ponte in muratura sulla strada Torino Cuorgnè, elevando la portata da 20 a 40 tonnellate. Anno 1940 Il 29 agosto il 6° Reggimento di Bologna accorse con radio e fotoclcllriche a Marano, a 15 chilometri da Bologna, dov e si era verificata l'esplosione del polverificio e soltanto pochi giorni dopo il 18 novembre, gettò un ponte tra S. Giovanni in Persiceto e Cento dove la piena del Reno aveva prodollo vasti allagamenti ed interruzioni stradali. Quelli sopra descritti costituiscono g li inte rventi attuati dai soli repa rti de l genio. ne l periodo tra il J9L8 cd il J940. Se a queste attività, già di per sé alquanto rileva nti , si agg iungessero quelle dei reparti de lle altre Armi, soltanto de ll' Ese rcito, si può immaginare quale enorme contributo abbiano dato al Paese le Forze Armate, intervenendo ogni volta che una calamità natura le od un incide nte o un appe llo di soccorso richiedeva presenza qualificata, immediata ed organizzata. Un accenno va anche fatto ad attività svolte da Ufficiali qualificati del Geni o, fuori da qualsiasi compito istituzionale; parliamo di un impegno di elevato valore sociale quale quello dcll'inscgnamcn1o di costruzioni militari svolto negli anni trenta per volontà del Governo. Di tali interventi poche tracce sono rimaste tranne una raccolta <li "Appunti" pubblicata dallo stabilimento tipolitografico V. Ferri di Rom a, dalla quale si apprende delle lezioni tenute agli allievi della Scuola per assistenti edili e stradali dal Capitano del genio ing. Benedetto PALAZZOLO, nel 1930 e nel 1911.
4 - LE INFRASTRUTTURE E LE FORTIFICAZIONI a) Le infrastrutture
Fino alla prima guerra mondiale il problema degli edifici militari non era mai stato affrontato poiché, con l'unificazione del Regno d' Italia erano stati utilizzati, per le esigenze delle forze annate, quelli dei vari stati preesistenti. Con l'occupazione dello Stato Pontificio la disponibilità era stata notevolme nte accresciuta per-
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ché furono inglobate tutte le proprietà religiose (28). Negli anni venti il problema fu ripreso in esame e nel 1926 la Direzione Generale deJ Genio diede i lineamenti di due nuovi tipi di caserma: - uno, più economico, a grandi corpi di fabbrica unificati; - un altro a casermelle. Negli schemi di progettazione ru previsto il miglioramento e l'ampliamento dei servizi e l'aumento degli spazi destinali ad uffici. Naturalmente tutti questi studi ebbero una assai scarsa applicazione a causa delle abituali ristrettezze economiche e bisognò allendere il 1935 perché qualcosa cominciasse a muoversi. Le accresciute esigenze di accasermamento intervenute a causa delle attività coloniali, della mobilitazione e delle necessità cli diradare le forze sul territorio, imposero la costruzione di nuovi immobili studiati anche sotto l'aspetto delle destinazioni differenziate. Fiorirono le caserme funzionali con pianta ad U, costituite, in genere, da sette fabbricati principali - un Comando e sei Casermette posti su tre lati di un cortile centrale, ed altri corpi di fabbrica aggiuntivi per i serv1z1. In questo periodo e con questi criteri furono e1lettuate le progettazioni e re alizzate le cascnm: dcli' /\lto J\digc e del Priuli . Pe r compl etare l' ope ra di sistemazione dei Ministeri de lla Difesa (2'>) res tava da complc1arc la costruzione del Ministero della Marina, il cui progetto di massima era s tato redatto n maggio del 1911 dal Colonnello Giovanni MONETA, dal Capi tano ing. E. TOMJ\SELLI e dal Tenente Colonnello Oreste L EONCINI. La costru zione del palazzo, ripresa dopo la guerra, fu ultimata nell ' ottobre del 1928 e l'inaugurazione avvenne il giorno 28 (30). b) Le fortificazioni Durante la guerra mondiale la fortificazione permanente era costituita, a seconda dell'importanza e delle caratteristiche geo-topografi che, da tagliate, ridotte, forti, piazzefo1ti e campi trincerali. TI mascheramento di queste opere era pressocché ines istente e le rendeva facilmente individuabili. L'esperienza della prima guerra mondiale aveva fornito preziose indica7.ioni: - gli Austriaci avevano creato, in luogo della fortificazione campale, grossi appoggi in opere permanenti, armate con artiglierie di grosso calibro, cd alquanto distanziate tra loro;
28 Nel 1871 g li ordini relig iosi erano stati soppressi con Decreto reale e le propriclit immobiliari dello Stato della Chiesa erano stat e incamerate dal Demanio dello Stato italiano. 29 Il Mini stero della Guerra era stato costruito tra il 1882 e il 188'), su un prngelto della Direzione ge nerale del gen io Militare, datato 5 febbraio 1882. 30 V. "Il palazzo della Marina" di Renato D'Ascia e Robe1to Militi - Roma - 1990
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- le strutture di tali opere raggiungevano uno spessore di 4 - 5 metri di calcestruzzo, con una corazzatura di :mo millimetri, resis tente , quindi, ai colpi da 105; - le cupole avevano una forma quasi ovoidale, con ottima resistenza ai tiri curv i dei mortai; - le strutture delle opere fortificate italiane avevano uno spessore di calcestruzzo di metri 2 - 2,50, con corazzature di 165 millimetri; - le cupole avevano forma più schiacciata, quasi lenlicolare, più idonee, perciò, a resistere a tiri poco cu rvi ; - i calcestru zzi delle opere italiane avevano una minore resistenza, a causa ciel metodo di costruzione (getti affrellati e spesso a basse temperature); - le fortificazi o ni austriache presentavano una più accentuata copertura delle bocche da fuoco cd un a maggiore immorsatura de lle corazzature ne lle masse murane. Queste sostanziali differe nze concettuali procurarono grosse perdite all e truppe italiane, la cui avanzata fu, così, inizialmente ferm ata. Si fu quindi costrdti a schierare artig lierie di medio e grosso calibro, nel tentativo di aver rag ione delle fortificazioni nemiche. Allorché la capacità offens iva dei loro forti fu neutralizzata. gli .'\ustriaci li trasforn1arono in centri d: resistcr~za dc!l e !':intt~ri,:. Per que l terreno e per que ll' epoca la fortificazion e pe rma ne nte fu perc iù un · espe rie nza positi va, ma con risultali di ritardo e conte nime nto de ll 'azione o ffensiva. non a lungo lenni11c.(ll) Non solo per questi fattori , ma anche pe r le v:.i lui-az ioni de ll e variazion i inte rvenute frnltanto ne lla condotta delle operazioni e pe r l'influe nza de ll ' arma ae rea, la tendenza fu quella di abbandonare la fortificazione permanente basata sui forti unitari e monolitici ed orientarsi verso la fortificazione spcditiva. c he meglio sembrava rispondere ai criteri di azioni ma nov rate. Ci si dedi cò, quindi , all.'adclestramento dei militari alla fortificazione campale non senz.i abbandonare del tutto lo stud io di apprestamenti difensivi utili pe r predisporre in te mpo la difes a de i centri vitali. Prevaleva infatti il principio, propugnalo dal Generale LUDENDORFF fin dal 1918, della difesa manovrata. I ,a fortificazione campale aveva assunto la seguente caratteristica: g rande profondità della fronte difensiva, costituita da s istemi organizzati nello spazio in modo che due di essi non polesse ro essere contemporaneam ente coinvolti dal fuoco; realizzazione di opere leggere m a in magg iore numero. per limitare il numero di esse colpite dalle attiglierie; adozione di sistema difensivo doppio per logorare e rallentare l'attacco (la prima) e per contenerlo e respin-
3 l Durante la Guerra mondiale la fortificazione permanente era costituita, a seconda dell'imporlw1 za e de lle caratteri stiche geo-topografiche, da tagli ate, ridoue, forti. piazzeforti e campi trincerali. li
mascheramento di queste opere era pressoché inesistente e le rendeva facilmente indi viduabili e la loro resistenza ai grossi calibri , sempre di maggiore efficacia, ne ridusse il valore difensivo. Vi furono forti che cedellero anzitempo cd altri che furono disarmati per porre le artiglierie dietro ripari di terra.
Cap. I\! - Interventi ed attil'ità del Genio in ltalia e all'es/em
Opera C.O.R.f di Saint Agnes, parte del sistema difensivo della linea Maginof
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Opero C.0.R.F di Saint Agnes Opero C.O.R. F di Saint Agnes
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell 'Arma del Genio
Il fortino di Ponte Son Luigi
Sbarramento anticarro del Vallo Alpino
Cap. IV - Interventi ed allività del Genio in Italia e all'estero
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gerlo (la seconda). Logicamente la fortificazione campale ehbe anche essa un'evoluzione, nel senso che andò progressivamente estendendosi in profondità, assumendo profili e tracciati più idonei, migliorandosi nella consistenza, aderendo maggiormente al terreno per ridurre gli elementi rilevabili dall'osservazione. Si è g ià detto che la fortificazione pennanente non era stata del tutto abbandonata e gli s tudi che si andavano sviluppando per creare i perni della difesa manovrata condussero addirittura alla creazione di linee fortificate di enorme sviluppo lineare, tanto da estendersi per tutta la lunghezza cli una frontiera, e cli altrettanto grandi profondità e spessore. Negli anni trenta sorsero le solide e munitissime linee difensive: Westwall e Vallo atlantico, in Germania; Maginol, in Francia; Stalin, in Russia; Vallo alpino, in Italia; ed altre ancora in Cecoslovacchia ed in altri Paesi. Specialmente le linee francese e tedesca, che si fronteggiavano lungo quasi tutto il confine, per un tracciato complessivo di oltre 460 chilometri, erano di grande complessità. 11 sistema difensivo consisteva in un certo numero di bunkers distanziati tra loro, integrati da ostacoli anticarro, seguiti da altre due fasce fortificate costituite da torrette e casematte sempre più resistenti e più fo11emente armale. La terza fasc ia, munitissima, e ra fo rnita di grandi depositi e magazzini . Tutti i hunkers, le torrette e le casematte era no collegate con ca111111inamenti sotterranei , rampe, montacarichi , sì da costituire una rete di collegamenti sempre più complcta man mano che si procedeva dall 'avanti all ' indietro. Questa rete cli corridoi e passagg i era munita cli impia nti di ventilazione , di condizionatori , di generatori di corrente, d i centrali di comunicazioni , di magazzini di materiali di ogni genere, di depositi, di Décauville, di cisterne, di centrali e lettriche , di porte di sbarramento dei settori, cli uscite di emergenza protette. Il Vallo atlantico si estendeva su 3.500 chilometri di fronte, dalla frontiera danese a quella spagnola ed era quindi una Jinea difensiva con caratteristiche di difesa costiera. Era form ato da oltre 12.000 opere, espulse quelle a carallere campale o semipermanente ed era su due fasce: quella esterna con casematte per artiglieria di grande potenza e ricoveri per fanteria e postazione pe r armi leggere; quella interna, una rete fortificata più fitta, d'appoggio alle Grandi Unità, realizzata a similitudine de lla linea Sigfrido. 11 Vallo atlantico, più moderno degli altri, aveva un maggiore schieramento in profondità, per sottrarre le opere al tiro navale, un migliore mascheramento, una maggiore resistenza ai bombardamenti ed era integrato con imponenti cinture di campi minati e rohusti ostacoli anticarro. ln relazione ad una minore o maggiore facilità di sbarco le opere di difesa erano costituite da piccoli capisaldi distanti fra loro 400 o 500 metri, oppure da più linee per una profondità fino a 5 chi lometri. In Italia l'intervento sul terreno ebbe inizio tra il 1924 ed il 1925 nelle Alpi marittime e poi nell'Alta Valle Stura ed in Val Roja, seguendo il criterio di ammodernare le fortificazioni esistenti. Le sue caratteristiche fondamentali furono lo sfruttamento degli ostacoli naturali, in relazione al carattere montano della linea di confine, e la
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Seconda Parte - Materiali. interveflli ed avvenimenti dell'Arma del Genio
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realizzazione di alcune opere imponenti per sbarrare le vie di più facile penetrazione. La frontiera italiana fu organizzata a difesa con opere permanenti negli anni immediatamente precedenti il secondo conflitto mondiale. Le sue caraueristiche fondamentali furono lo sfruttamento degli ostacoli naturali, in relazione al carattere montano della linea di confine, e la realizzazione di alcune opere imponenti per sbarrare le vie di più facile penetrazione. lJ sistema, che prese il nome di Vallo Alpino, era ovviamente basato sulla difesa, con possibilità di consentire e sostenere azioni offensive. La linea difensiva era costituita da due sistemi. fl primo, più avanzato, posto a ridosso della frontiera, avente una profondità variabile tra uno e tre chilometri, formato da opere maggiori , più robuste, fittamente aggregate sugli itinerari più l'aci lmente percorrihili; da opere minori poste nelle zo ne più accidentate; e da opere semi permanenti o campali, sistemate ad integrazione delle precedenti per conferire maggiore profondità alle difese o nei terreni di difficile percorribilità. Le sistemazioni permanenti erano presidiate da reparti della Guardia alla Frontiera ccl avevano funzione di copertura e di facilitazione di azioni offensive oltre alla fronti era. Questo primo sistema dife nsivo, comprendeva; - un complesso cliscontinuo cli capisaldi , con lunga auto nomia lattica e logistica, che dovevano assicurare il possesso delle posizioni più imporlanti e costituire basi di partenza per l'attacco (confermando i principi della difesa manovr::ita): - artiglierie in postnioni risse (in caverna, in casamatta o in barbetta); - difese anticarro realizzate con sbarramenti stradali , fossa ti ed allri ostacoli. resi attivi con lo schieramento di armi controcarro in postazioni multiple; - ricoveri per le truppe, in piccole unità, destinate a] contrattacco; - interruzioni slradali e distruz ioni predisposte; - vasta rete di collegamenti telefoQiéi integrata da re ti sussidiarie di collegamenti radio e fotofoni ci . TI secondo sistema difensivo, organizzato parzialmente fin dal tempo di pace, comprendeva capisaldi permanenti a sbarramento delle direttrici più pericolose, ostacoli anticarro e depositi di materiali. T,e opere si distinguevano secondo la loro importanza in opere grosse, medie e piccole Le opere grosse erano costituite da 4 o 5 postazioni per mitragliatrici , pezzi controcarro lanciafiamme ed eventualmente pezzi di m1iglieria, integ rate da locali di uso generale, tutti collegati tra loro mediante gallerie. Erano munile d'impianti di ventilazione, porte a chiusure stagne per la difesa antigas e magazz ini per una lunga autonomia. Avevano una protezione ai grossi calibri con masse coprenti in calcestruzzo dello spessore di metri 3 o 3,50. Le opere medie erano simili alle precedenti sia per struttura che per organizzazione ma costituite da 4 postazioni . Le opere piccole erano formate da I o 2 postazioni per mitragliatrici e pezzi con-
Cap. IV - lntervenli ed attività del Genio in Italia e all'estero
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trocm-ro, con impianti ridotti al minimo e una protezione ai mcdi calibri con spessore delle masse coprenti in calcestruzzo di metri 1,50 :- 2,50. Ove il terreno lo consentiva furono costruite opere in caverna, sempre rafforzate con manufatti in calcestruzzo. Le feritoie erano sempre rinforzate con piastre metalliche. Alla fine del 1938 prevalse i I concetto di integrare le opere del primo sistema difensivo, che aveva peraltro scarsa profondità, con postazioni semplici per una o due armi, prive di servizi e protette dal tiro dei piccoli calibri. lJ Vallo Alpino, pur se realizzato in tempi diversi, con concezioni operative diverse e con impostazioni progettuali differenti, si sviluppò come tale soltanto nel 1935, in conseguenza preparativi militari francesi alla nostra frontiera e degli sviluppi politici in Europa. Alcune del le opere esistenti vennero abbandonate e disarmale, perché non s uscettibili di adeguamento cd altre vennero modificate per adattarle alla nuova concezione, che prevedeva piccole fortificazioni resistenti a prolungati ed intensi cannoneggiamenti. Tali opere, armate con artiglicnc leggere (pezzi da 47 a tiro rapido), reali zzate in sotterraneo con gnJlcri e di collegamento frn le varie parti e con cupole, unico elemento affiorante sul terreno, spesso rnclallichc o rinforzate con calotte e piastre d ' ucc inio. Dovevano essere dotate di riservelle per munizionamento, sì da consentire un notevole volume di fuoco, con ai.ioni di breve durala. Con i nuov i c riteri il numero de lle o pere era dunque maggiore rispetto al passato e risultava più esteso. Si e ra passati , così, attraverso successive lrasforma7,ioni , dai vecchi forti terrapienali a fortificazioni realizzale in calcestruzzo, spesso armato, e lastre di acciaio, delle quali sollant.o poche parti ben mimetizzate e mergevano dal terreno c ircostante. Quando si è parlato di concezioni operative diverse si è voluto far riferimento alla evoluzione concettuale che si andava sviluppando in materia di difesa, in conseguenza di una rapida evoluzione dei mezzi di offcsa. li 6 gennaio 1931, data della circolare 200 (allegalo n. 20) diramata dal R. Corpo di Stato Maggiore, essendo Capo di S.M. dell'Esercito il generale designato d' J\nnata Alberto BONZJ\Nl, può considerarsi la data ufficiale d'inizio della costruzione del Vallo Alpino. Le norme fondamentali dettate da lak circolare erano: - il siste ma fortificato deve comprendere: • una posizione di resistenza, appoggiata sui fianchi a zone di difficile praticabilità, • una zona di schieramento a tergo della p.r. ove si schierano la massa delle artiglierie della difesa e le truppe della fanteria destinate ad alimentare e sostenere la difesa nella p.r., - L'opera in caverna deve dividersi funzionalmente in due parti: gli elementi atti-
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Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti d ell'Arma de{ Genio
vi (casermette annate ed osservatori), il settore logistico (una o due gallerie con locali vari), con il compito di garantire la protezione e la sopravvivenza del presidio che le occupa. Il 2 febbraio 1931 il Comando del Corpo d'Armata di Torino diramò gli ordini per la sistemazione difensiva della frontiera con la Svizzera e si diede inizio al completamento delle batterie nella zona di Cannero, con tredici postazioni blindate per cannoni da 149 e sette per mortai da 210. Inoltre nel settore furono costruite strade, ricoveri ed osservatori. Il 5 marzo 1931 fu diramata la circolare n. 800, integrativa della 200, e successivamente una serie di aggiunte e varianti (allegato n. 21). 11 30 novembre 1931 l'Ufficio Fortificazioni del Corpo d'Armata di Udine Ieee il seguente consuntivo dei lavori eseguiti: - 27 chilometri di carrarecce realizzati con mano cl' opera militare; - 36 chilometri di carrarecce e 21 chilometri di camionabili , con relative opere d'arte, eseguiti a mezzo imprese; - 6 rifugi per Compagnia, con relative cisterne; - manutenzione continua della rete stradale del territorio di g iuris<lizione; - costru zione di teleferiche; - progettazione delle opere realizzale. Le truppe a disposizione erano: - un Ballaglione Z appato ri- Min atori del I' J IO Reggimento Genio; - un Ballaglione Teleferisti dcli ' 11 ° Reggimento Genio; - un Battaglione Zappatori-Minatori del 6° Reggimento Genio. Il 24 gennaio 1932 vide la luce la circolare n. 300 ed il 28 gennaio il Comando del Corpo di Stato Maggiore trasmise ~na tabella dei segni convenzionali da usarsi nei progetti per la sistemazione difens.iva della frontiera (allegato n. 22). Il 2 febbraio la Direzione Generale del Genio diramò una direttiva ai Comandi Genio di Corpo d'Armala di Torino, Alessandria, T rieste ed Udine circa la compilazione e l'inoltro dei progetti di fo1tificazione che dovevano essere sottoposti al preventivo parere dell'Ispettorato del Genio prima di essere inoltrali alla Direzione Generale. Tale direttiva fu inviata, per conoscenza, al Comando del Corpo di stato Maggiore ed ai Comandi di Corpo d'Armata interessati. Il 26 luglio lo Stato Maggiore diramò una direttiva intesa a limitare i collegamenti in cavo interrato ed a studiare percorsi il più possibile brevi. Il 25 novembre sempre lo Stato Maggiore emanò una direttiva sull'impiego delle fotoelettriche da 75 e da 90 centimetri per la vigilanza, a luce diretta, dei passaggi obbligati e per l' aiuto, con luce diffusa, alla difesa ed all'esecuzione dei lavori. Il 15 dicembre il Comando del Corpo d'Armala di Verona avanzò una proposta intesa a limitare le opere difensive del Brennero e di Prato alla Drava. L'S aprile 1934 il Comando del Corpo cl' Armata di Milano segnalava la parziale scarsa efficienza delle opere di difesa del proprio territorio, consistenti in: 3 forti,
Cap. IV · /nu:rventi ed attività del Genio in Jta/ia e ali'es/ero
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11 postazioni per piccoli e medi calibri e 26 batterie per pezzi da 149. Contemporaneamente disponeva la rimessa in efficienza dei 3 forti in va1tellina e di un certo numero di postazioni e batterie. Fin dal 1934 nacque l'idea di costituire un Corpo speciale che avesse l'esclusivo compito di vigilare, presidiare e gestire gli clementi fortificati della frontiera, a differenza del passato, allorché i tralti di frontiera rientravano nella esclusiva responsabilità dei Comandi competenti per territorio o dei Comandi territoriali d' Artiglieria, che disponevano di Brigate da Fortezza o Reggimenti di piazza. Un tale Corpo speciale avrebbe dovuto avere natura statica ed assumere la responsabilità della difesa delle frontiere, mediante il presidio delle opere risse. ln tal modo avrebbe sollevato le unità mobili da tale onere. Il 24 maggio 1934 il Generale BAISTROCCI-11, Sottosegretario di Stato alla Guerra, comunicò ai Comandi di Corpo d ' annata che era imminente la costituzione di unità da destinare al presidio delle opere di difesa terrestre. T1 28 aprile 1937, con R. Decreto Legge n. 8'.B, fu costituito uno speciale Corpo de l R. Esercito, denominato "Guardia alla Frontiera". L'arco alpino ven ne diviso in 19 " settori di copertura" ognuno elci quali dipendeva da un Comando di Corpo cl' Armata della Guardia alla Fronti era. 11 18 aprile l 935 il Comando genio del Corpo d' Armata cli Udine trasmise il proge llu de lle opere di difesa a sbarramento cli Monte Croce Carnico (allegato n. 23). A novembre I 936 fu disposto l'esproprio dei terreni dell a zona di Tarvisio, appartenenti a suddi ti austriaci e furono imposte servitù con vincoli costruttivi, di transito, di colture, di disboscamento. Tali mi sure furono prese neJle aree di indubbio interesse militare cd interessarono 294 ettari al confine austriaco, tra Monte Porno e Bosco Mesule - a nord di monte Cavallon - e tra Prati di Colma e Capin cli Levante - a nord di Coccau. Contemporaneamente gli Arsenali di Napoli e Piacenza rimettevano in efficienza le bocche da fuoco da 149/35 e 120/40. Applicando quindi i nuovi criteri, la trasformazione o le nuove costmzioni furono estese a tutte le Alpi occidentali. Furono anche realizzate molte casemalle in calcestruzzo per armi automatiche, inserite nella particolare morfologia alpina. Un'opera assai interessante era que lla di Rivers, sul Moncenisio, su due piani: quello infc1iorc per le truppe, quello superiore per le armi (un pezzo anticarro di piccolo calibro e 2 mitragliatrici pesanti). Armi automatiche, anch'esse protette, battevano gli ingressi dell'opera cd il fronte delle armi pesanti. La fortificazione del settore Moncenisio-Susa comprendeva 30 opere tra medie e grandi ed una quarantina di retrostanti casematte. Con le opere minori il sistema raggiungeva la consistenza di 1700 elementi fmiificati , alcuni dei quali integrati da fossati anticarro. Le gallerie più lunghe avevano, ad intervalli, porle corazzate che servivano ad isolare le parti che venissero occupate dal nemico. Alla fine del 1938 prevalse il concetto di integrare le opere del primo sistema
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Seconda Pane - Mutuiali, interventi ed avvenimenti dell 'Amw del Genio
difensivo, che ave va peraltro scarsa profondità, con postazioni semplic.:i per una o due anni, prive di ser vizi e protette dal ti ro de i piccoli calibri . li 3 otohre 1938 lo Stato Maggiore diramò la c ircolare n. 7000 " Diretti ve per I' organizzazione difensiva" (allegato n. 24) a firma de l Generale PARIANI, Capo di S.M. dell'Esercito. Grande impo1tanza fu anche data alla difesa costiera, c he ri sultò, nel complesso, m eno efficace perché discontinua, limilala ad alcuni tratli, attua ta frettolosame nte e con modestia costruttiva. Questo genere di difesa fu impostato con la funzione di impedire la formazione di teste di sbarco e la penetraz ione verso l' inte rno. I crile ri furono quelli di creare un sistema difensivo avanzato ed un'organizzazione in profondit;1. Un esempio abbastanza valido fu la forlificazione de lrarc ipclago de La Maddalena e della costa sarda che lo fronteggiava, perché punle avanzate a nord verso la Corsic a. Questo complesso fo rtificato era co ns iderato di vitale impottanza per la protezione della Sardegna, potendo contro llare il movi me nto nrnrittimo nelle Bocc he di Bonifacio cd interdire azioni di sbarco. P urono adeguati i fo,ti preesis te nti dalla fine de ll ' 800 e rea lizzate ballc ric ne lle isole di Spargi, Capre ra, S. Ste fano e sul trailo cli costa tra Palau e Capo d'Orso. Il siste ma forti fi cato e ra integrato da stazioni di vedetta, ce ntri di stazio ni rotoe lellric he, centrali radiote legrafiche, depos iti in caverna, ccc. Tutti questi lavori venne ro eseguiti a c ura della Direzione Lavori de l Genio militare per la Mari na. Ne l 1939 il Maresciallo GRAZIANI, assunta la carica di Ca po di S.M. dell 'E sercito, impresse una svolta a lla <lollri na. F urono -de te1111inalc Ire class i di opere fortificate: quelle di ti po A, di tipo 13 e di tipo C. Le prime erano quell e da re alizzare a cavallo delle direttrici di più faci le penetrazione per g li attacchi di massa e doveva no resistere ai grossi calibri çd impegnare una fasc ia d i terre no profonda 3 chilometri . Quelle di tipo B dovevano essere realizzate sulle d irettrici cli possibili allacchi da parte di s ingole colonna, con resistenza ai mcdi e piccoli calibri. Le ultime e rano da porre a cavallo delle vie d 'attacco òi piccoii reparti, con resisicnza ai piccoli calibri. Una modifica d i cosi vast.a po1tata compo,tò tutta una serie d i operazioni: ricognizioni, riprogettazioni per l'adeguamento di quanto g ià eseguito o in corso . Perciò, nonosta nte tutta la buona volonti:t, poco venne realizzato di un programma abbastanza ambizioso, ideato in tempi assai prossimi all'ini zio delle ostilili\ de lla seconda gucITa mondiale. La proge ttazione e la realizzazione furono compito escl usivo degli Uffici fortifi cazio ne dei Comandi Genio di Cor po d ' Armala, compete nti per territorio, sotto le direttive ed il contro llo dell' U fficio fottificazioni dell ' Tspettornto del Ge nio, per l'aspetto tecnico, mentre l'aspetto amministrativo era di co mpetenza della Direzione Generale del Genio.
Cuv IV - lnten 1enti ed attiFità del Cìenio in Italia e all'estero
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Sistemazione tipo di un cannone da 57/43, in un'opera fortificata del Vallo Alpino
AHDAMEIHO SOIIIIAIUO s1sn•1
DIFEN~l"I 5 uuo
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Schizzo indicante l'andamento sommario dei due sistemi difensivi, con bretelle e raddoppi, dello scacchiere orientale
2~~6~8______ ___ _ _S_e_,c._·o_n_c_la__P_r~_1rte -
Ot,içe
Materiali, interventi ed avvenimellli dell 'Anna del Genio
41. I00117 P .B. Si.,tematione in c1154mam..
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amna.,,,da 100/17 P.B,
Sistemazione tipo di un cannone da 75/27, in un'opera fortificata del Vallo Alpino
ARMAMENTO 1)1 :LL E l'lJl<Tll' K' Ai'JO NI ITAl ,J,\NL
A flu s toda
ed
120 pq, lo«~ or<>zzata.
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l'fl• l'\•rrJ.)
Affusti di artiglieria sistemati nelle opere Fortificate del Vallo Alpino
269
(,'ap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
Cannone da 149/35 impiegato nelle opere fortificate del Vallo Alpino
Sistemazione di un cannone da 75/27 in un'opera fortificala del Vallo Alpino
Postazione in calcestruzzo per arma individuale, nel Vallo Alpino ···--,-~~~~~:.,t ~2{-.
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Centro di fuoco, in roccia, a difesa dello Chaberton
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I COMANDO_ DI
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SETTO RE DI COPERTURA
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COM AN DO GUARD IA ALLA f'f.llJNTIERA DI C.A.
Schema della organizzazione della Guardia alla Fronfiera, a livello Corpo d'Armala
Centro di fuoco, in roccia, a difesa dello Chaberfon
C{/p. IV - lnlervenli ed atlivitò del Genio in lwliu e all 'estero
271
In basso a sinistra è visibile lo sbarramento di Mal/es in Val Venosta, parte del sistema difensivo del Vallo Alpino
Opera fortificata dello sbarramento di Arvier in Val d'Aosta
272
Seconda Parte - Materiali, inlerventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Il fortino del Col de la Seigne, in Val d'Aosta
Opera fortificata sul Moncenisio
Cap. IV - Interventi ed attività del Genio in Italia e all'estero
I
~.
Opera fortificata sul Moncenisio
Altra opera del Colle dello Maddalena
273
274
Seconda l'arte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'A11na del Genio
Sono visibili, Ira lo vegetazione, alcune opere fortificate del Colle della Maddalena Opera fortificata del Colle della Lombarda
CAPITOLO
V
AVVENIMENTI DI RILIEVO NELLA STORIA DELL'ARMA
1.
La 13andicra
2.
La festa Jell' Arma
3.
L'Istituto Storico e ùi Cull.ura dell ' Arma dc] Genio
4.
li Mo numento ai Caduti del Genio
5.
L'Associazione del!' Anna
6.
Conclusione
Cap. V· !\vvenimenti dì rilievo nella storia del/ 'Arma
277
J - LA BANDIERA
La Bandiera dell'Arma del Genio fu inizialmente quella assegnata al Corpo degli Ingegneri militari dello Stato Sabaudo, nel 1752, trasferita poi, nel 1860, al Genio militare (1). Nel 1861 gli unici due Reggimenti Zappatori del Genio esistenti ricevettero una Bandiera ciascuno; di tali Bandiere, soppresse nell'anno 1864, quella del 2° Reggimento è custodita dall'Istituto Storico e di Cu llura cieli' Arma del Genio. Allorché, raggiunta l'unità d' Italia ed attuato il riordinamento dell'esercito del nuovo Slalo, ci si convinse che tutte le Armi dovessero essere dotate del vessillo nazionale, il Duca d'Aosta avanzò la proposta di concedere i] tricolore a11' Arma di Artiglie1ìa, il che a vvennc con Regio Decreto 23 dicembre I900. 11 Ministro della Guerra, PONZA DI SAN MARTINO, propose al Re l'emanazione di analogo provvedimento per l'Arma del Genio e, congiuntamente, Cli sottopose alla firma il Decreto (allegato n. 25), che porla la data del_ 23 dicembre 1900. La sera del I 3 aprile 190 I, alla vigilia della cerimonia di consegna, il Maggiore del Genio Carlo BONELLl tenne un discorso, nel corso del quale disse: " ... Santa Bandiera, che sulla tua asta porti incisi i nomi gloriosi di lttlle le nostre campagne, Santa Bandiera, fu non dividerai sul campo la sorte invidiata delle flondiere dei Reggimenti di Fanteria, degli Stendardi di Cavalleria, tu non vedrai cadere a te dattorno siepe di combattenti, né sarai piantata sul baluardo della citlà conquista ta, ma il tuo ricordo ci seguirà dovunque, e nei perig liosi cimenti dell'aeronauta, nel .falicoso lavoro del pontiere, nelle rapide azioni dello zappatore, terrà alti i loro cuori ed Of?nuno tenterà opera sovrumana per agg iungere alla tua medag lia di bronzo, che già tanti atti eroici ricorda, altra insegna al valore, e, dovesse cadere per l 'adempimento del proprio dovere, cadrà il soldato del genio col sorriso s ulle labbra, benedicendo il suo Re, la Patria, la sua Bandiera." Il mattino seguente, sulla spianata del Macao, in Roma, il SovraJ10, accompagnalo da S.A.R. il Conte di Torino, alla presenza di autorità civili e militari e delle truppe di Arliglicria c del Genio, pronunciò il seguente discorso: "Signori ispettori Generali! Solennemente oggi ridono l'antico vessillo ali 'Arma di Artiglieria e consegno la nuova Bandiere all'Arma del Genio. Si spieghino ambedue le insegne .fieramente al sole. Quella, accompagnata dai ricordi gloriosi del mai smentito valore dei saldi arti-
1
E' d' obbligo. a questo punlo fare una hreve digressione e citare due eventi che accaddero nel· l'anno 1848: con ordine del Re Carlo Alberto, in data 4 giugno, la Bandie ra Tricolore fu adottata "per luUi i reparti nei territori dello Stato e per le Fortezze"; le donne d.i Milano donarono al 13attaglione Zappatori del Genio, comandato dal Maggiore Raffaele Cadorna e dipendente dal Gowrno provvisorio della Lombardia. una Bandiera lricolore, da loro ricamata , che partecipò alla battaglia del 4 agoslo contro gli Austriaci. Questa Bandiera fu custodita dalla famiglia Cadorna fino al 15 aprile 1911 , allorché Luigi Cadorna, figlio di Raffaele, la donò al Musco del Genio, che ancora la custodisce.
278
_ _ _ __ __ S_'e_a_Jr_1d_a_l_ 'a_rl_e_-_M _aleriali, interventi ed avvenin1enti dell'Arma del Genio
glieri d'Italia; questa, dewia dell'Arma a cui l'affido, illustratasi sempre, non meno delle Armi sorelle, per i grandi servizi resi alla Patria ed al Re, in pace ed in guerra, sui campi di battaglia ed a sollievo delle pubbliche sventure." La Bandiera del Genio veniva quindi prcsenlala ali' Ispettore Generale dcli' arma del Genio, Luigi DURAND de la PENNE, che prestava il prcscriuo giuramento. li 30 marzo 1903 la Bandiera fu passata in consegna al Comandante della 3" Brigata Zappatori, Maggiore MARIENI, del 1° Reggimento Genio (di slanza a Roma). li 4 settembre 1918 essa fu trasferita in zona di guerra ed affidata al Comandante del Genio in zona di operazioni, Tenente Generale Giovan Battista MARIENl (allegato n. 26), con sede ad Abano, che, per l'occasione, pubblicò il seguente Ordine del Giorno:
"J1Lle ore 9, 15 la 8andiera dell 'Arma del Genio giunse alla sede di questo Comando Generale, in zona di guerra, accolta dalle rappresentanze dell'Arma convenute dalle Armate e dai principali Rnti del!' t:sercito mobilitato. [,e rende gli onori con le armi una Compagnia del Genio formata su quallro plotoni: zappatori, minatori, pontieri, telet;rafisti." La Bandiera recava le seguenti incisioni su l gamho del!a frccci:1 dc ll ' :isl:1 : Corpo Reale degli Ingeg neri ( 1752) Corpo Reale del Genio militare e civile ( 1816) Corpo Reale del Genio ( 1817)
Arma del Genio ( 186 I) Bandiera ( 1900) 1815 1848 Peschiera (attacco e difesa) 1849 Novara I 859 Peschiera J 860 - 61 Ancona, Capua, Gaeta, Messina 1866 Custoza, Borgoforte 1870 Roma 1887 - 88 1895 - 96 Campagne di guerra 1915 - 16- 17 - 18 1915 Isonzo, Cadore, Val Lagarina Trentino, Gorizia Cm·so, Hem1ada, Bainsizza, Piave Astico, Grappa, Monlello, Piave, Vittorio Veneto Prancia Albania Macedonia Medaglia di Bronzo al V.M. - Campagna 1860 - 61
Cap. V . Avvenimenti di rilievo nella storia dell'Amw
279
Medaglia d'Argento al VM. - Campagna Libica 1911 - 12 Medaglia d'Oro al V.M. - Campagna 1915 - 18 Al termine del conflitto la Bandiera venne trasferita ad Udine e data in consegna al Comandante del Genio dell'8/\ Armata, Tenente Generale Giovanni MONETA. Il 29 gennaio 1920 il vessillo ritornò a Roma e fu consegnato, per la custodia, al Comandante del Distaccamento del 1° Reggimento Zappatori, Tenente Colonnello Nicolò MESSINA (allegato n. 27). Nell'ottobre 1920, in riconosc..:irnento degli atti di eroismo e di sacrificio compiuti dai reparti del Genio nella guerra da poco conclusa, alla Bandiera dell'Arma veniva conferita la Medaglia d' Oro al Valor Militare (allegato n. 28). Costituitosi in Roma, nel marzo del 1926, 1'8° Reggimento Genio, con sede nella casenna Bianchi sulla via Numentana, la Bandiera passò in custodia a tale reparto. Nel gennaio 1935 l' Tspettore del Genio, Generale Arturo GIULIANO, decise che fosse necessario rinnovare la Bandiera, logorata dal tempo, cd il successivo 24 giugno, in occasione della festa del!' Arma ed alla presenza del Generale Federico BAISTROCCHI, Sottosegretario di Stato per la Guerra, consegnò il vessillo ripristinato al Comandante de:11 '8° Reggimento G enio. La custodia della Bandiera eia parte cli tale Reggimento ru codil"icata dal R. D ecreto 14 novembre 1935 n. 2442 e confermata con successivo decreto 7 giugno 1938 (allegato n. 29). Ne l 1947 la Bandiera, insieme a tutte le altre de ll ' Esercito, venne s istemata ne l Sacrario delle Bandiere, al Yiltoriano. Furono quindi distribuite le nuove Bandiere, di foggia unica, secondo quanto stabilito con Decreto del Capo Provvisorio dello Staio, 25/10/1947 n. 1252. La consegna e la benedizione avvennero in forma solenne il 4 novembre 1947; quella del Genio fu data in consegna al Comandante della Scuola Artieri del Genio, all 'epoca di stanza a Civitavecchia. La Bandiera del Genio, oggi custodita dal Comandante della Scuola del Genio e Vice Ispettore dell'Arma, è insignita delle seguenti decorazioni , le cui motivazioni sono riportate nello allegalo n. 31: - Medaglia d'Oro di Benemerenza al Valor Civile, per l'opera di soccorso a favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Messina del 1908; - Croce di Cavaliere dell' Ordine Militare di Savoia, per il contribulo cli perizia, tenacia e valore fornito durante la Campagna etiopica del 1935 - 36 (allegalo n. 30) ; - Medaglia d'Oro al Valor Militare, per gli alli cli eroismo compiuti durante la guerra 1915-18; - Tre Medaglie d ' Argento al Valor militare, per le Campagne di guerra: Libia, 1911 - 12; Fronte russo, 1941 - 42; Africa sellentrionale, l 942; - Cinque Medaglie di Bronzo al Valor militare, per le Campagne di guerra: Fronte greco-albanese, 1940; Fronte del Don, 1942; Africa settentrionale, 1941 - 42; Corsica, Ravenna, Venezia, 1943 e 1945; zona di operazioni, 1939 - 42;
280
Seconda Parte - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Croce di Guerra al Valor Militare, per i combattimenti sul fronte russo dal dicembre 1942 al gennaio 1943; Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito, per l'opera di soccorso alla popolazione del Fiuli colpita dal terremoto del 1976.
2. LA FESTA DELL'ARMA La "Campagna della Bassa Italia" che l'Esercito piemontese aveva intrapreso nell'ottobre del 1860 per ricongiungersi alle truppe garibaldine, che dalla Calabria erano risalite nel napoletano, si concluse con la resa della fortezza di Gaeta, ultimo rifugio del Re Granccsco II di Borbone e dei residui del suo esercito, avvenuta il 13 febbraio 1861 . I reparti piemontesi del Genio, comandatj dal Tenente Generale T,uigi Federico MENABREA (allegato n. 37), si erano distinti durante l'intera Campagna per le attività tecniche svolte sott•.> il tiro nemico, per il riattamento delle strade, in pessime condi zioni, per la costruzione o il giuarn enlo di ponti . e pe r la parlecipaz ione ai combattimenti, insie me alla Fante ria. La conqui sta del.la piazzaforte di Gaeta, m un itissima e ritenuta quasi inespugnabile , ric hiese l'esec uz ione di ingenti ssimi lavori (strade, bli ndamenti, lrinccramcnti, baraccamenti , ccc.) per la cui esecuz ione il Genio si prodigò in modo ta le che la data de lla resa della fortezza, avvenuta, come de llo, il 13 febbraio, fu decretala festa commemorati va de l] ' Arma del genio. Questa data rimase immutata fino alla fine della prima guerra mondiale. Ne l 1924 fu spostala al 28 ottobre, in ricordo. dell 'eroico comportamento delle truppe de l G enio nella baUaglia di Vittorio Ve neto (24 ottobre - 4 nove mbre 19 18) durante la quale il passaggio del Piave, indispensabile premessa per la v ittoria finale, fu attuato tra il 28 ed 29 ottobre sui ponti e traghetti montati ed incessantemente ripristinati dal Genio sotto il fuoco nemico. Infine, con Regio Decreto del 29 maggio 1933, la ricorrenza della festa dcli' J\rma fu ancora spostata al 24 giugno, ed è tale attualmente, come data commemorativa della battaglia del Piave (15 giugno - 6 luglio 1918) che in quel giorno vide gli Austriac i ripassare il fiume, dopo il fallimento della loro poderosa offensiva, al cui insuccesso avevano dato, ancora una volta, contributo determinante i reparti del Genio. Quest'ultimo cambiamento di data fu ritenuto opportuno anche per evitare la coincidenza della festa dell ' Arma con la ricorrenz a della marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922.
Cap. V -Avvenimenti di rilievo nella sforia dell'Arma
281
3. L'ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO Nel 19 I 8, al termine della prima guerra mondiale, il museo del genio era ancora ubicato nelle "Casermette di Urbanu VIII" (2) una serie di costruzioni a due piani, situate entro la cinta pentagonale cli Castel S. Angelo, sull'area ricavata dal riempimento del fossato. Al progressivo arricchimento del materiale, sempre di notevole valore storico ed artistico, continuava a corrispondere l'alto interesse di studiosi e di personalità, che, in gran numero, visitavano il Museo (tra g]i il1ustri stranieri si ricordano i sovrani di Danimarca e del Belgio). Al termine della guerra si sviluppò un notevole interesse delle autorità per questa struthll'a e, in seguito agli ordini emanati, grandissimo divenne l'afflusso di materiali (fotografie, modelli, documenti, disegni, plastici, ccc.) tanto che fu necessario utilizzare altre sale del castello, ampliando considerevolmente lo spazio destinato all'esposizione dei cimeli. Il 13 febbraio 1920 Vittorio Emanuele III, accompagnalo dal Maresciallo Armando DlAZ e dal!' Ammirag lio Paolo THAON DE REVEL, inaugurò la nuova siste mazione del Museo. !Via l'attività di raccolta riconoscimento e cbssificazionc di disegni di fortificazioni e fabbricati militari e di documenti non s i arrestò. li lavoro di ricerca proseguì incessantemente e ad esso si dedicò con passione anche il Generale Andrea MAUGIOROITI (alle~ato n. 37), che individuò almeno 5.000 di segni. per la maggior parte di e poca succcss.iva al 1750, compresi quelli di opere rea lizzale da Eserciti stranieri sta nziati in ltalia. Tra queslo materiale vi e ra una quantità rilevante di carte delle città di Alessandria, Piacenza, Peschiera, Mantova, Verona ed Ancona, alcune delle quali del periodo napoleonico e diverse che riportavano piani d'assedio, d'attacco, cli difesa e disegni delle città di Pizzi ghettone, Savona, Serravalle Scrivia, Tortona e Valenza Exilles. Nel 1927 fu messo sotto l'egida cli un patronato d ' onore, di cui facevano parte i Ministri della Gue rra e della Pubblica Istruzione e personalità della Cultura e della 2N el 1901 .. per ini7.iativa del (ìenen1k Luigi DURANO DE LA PENNE, fu deciso di creare nel castello un Museo dell'Ingegneria Militare italiana: i lavori di restauro del complesso furono eseguiti dai reparti del genio di stanza nella Capitale, sotto la d irezione continua e competente del capitano Mariano BORGJ\TTL Con il materiale a rlluitn da ogni parte d'Italia fu ordinato il Museo ed il 13 febbraio I 906 fu inaugurato alla presenza del Sovrano. Nel 1911, in occasione del 50" anniversario di Roma capitale, il complesso di Castel S. Angelo d ovette ospitare mostre ed avvenimenti commemorativi e perciò il Museo fu trasferito nelle casermette di Urbano VIII, dove la enorme quantità di materiale frattanto affluita trovò più adeguata sistemazione. Negli anni, infatti , il Museo che aveva avuto il compito di promuovere ed incrementare lo studio dell'architettura militare, mediante la ricerca e la raccolta di materiale iconografico e bibliografico, si era enormemente arricchilo, ,mchc per l'appassionata collaboraz ione di studiosi sia italiani c he s tranieri. In questa circostanza il Museo assunse la denominazione rii "Museo Storico del genio Militare", sanzionata con regio Decreto del 5 febbraio 191J e venne inaugurato dal Re il successivo giorno 13.
282 -- - - - -- -- - - - -- -
Seconda Parte - Materiali, inlervenli ed avvenimenti dell'Arma del Genio
Castel 5. Angelo con le casermette di Urbano VIII ed il passaggio, ancoro scoperto, di collegamento con il Vaticano [foto riprodotta a colori allo fine del volume)
Veduta aerea del palazzo dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio {in basso a destro è visibile il Monumento al geniere) (foto riprodotta a colori alla fine del volume)
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Carnera. Vi era un direttore, Generale MAGGTOROTTT ed un Consiglio di direzione tra cui autorità del campo scientifico ed insigni studiosi. A partire dal 1929 furono organizzate in Castel S. Angelo, dall'Istituto di Architettura Militare, mostre di rilevanza internazionale, cui parteciparono pure enti cultura( i di varie città. In seguito alla decisione di destinare a parco pubblico l'area esterna del castello, si dovette iniziare la demolizione delle casermette di Urbano VIII provvedendo ad una diversa sistemazione del musco, che venne provvisoriamente dislocato nella caserma Piave. Era l'anno 1933 e fu in questa circostanza che il BORGKfTl (3) (allegato n. 37) decise la nascita dell'Tslituto Storico del l'Arma del Genio, fondendo la parte di raccolta museale con quella di studio e di ricerca tecnico - scientifica. Il 28 giugno I 934, con apposito Decreto registrato alla Corte dei Conti il 25 agosto e pubblicato nel Giornale Militare del 7 settembre (4) , il Museo Storico del Genio Militare e l'Istituto di Architettura Militare italiana furono riuniti in un'unica struttura che prese il nome di " Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio" (allegato n. 12}. A questo istituto oltre alle mansioni già spettanti al Museo ciel Genio, furono affirlMi i segue nti compiti: - provvedere alla raccolta custodia e valor izzazione di tutta la docume nta,.ione re lativa alla storia dell' Arni<.t del Genio e de ll'architettura militare; - funz ionare da centro di cultura storica e tecni ca sia pe r g li Uffic iali de ll ' Arma, che pe r gli studiosi, in ge nere, di di scipline affini a lla tec nica militare ; - funz ionare da organo di propaganda di carattere tec nico - militare per scolaresche e per le organi zzazioni culturali giovanili . Con successivo decreto ministeriale del 4 luglio 1934, pubblicato sul Giornale Milit.are( 5) fu approvato lo Statuto dell'Istituto che, tra l'altro, ne definiva e ne prec isava i fini come segue : I. raccogliere e custodire: a. tulla la documentazione relativa alla storia cieli ' Arma del Genio, all' architettura milita re ed agli archilelli militari; b. i cimeli cd i ricordi delle piì:1 nobili gesta dell'Arma, sia in pace che in guerra.
311 Generale Mariano BORGATTl era nato a Bondeno (Ferrara) il 2 1 maggio 1853 e si arrnolò volontario a 19 anni. Tenente del Genio nel 1879, fu promosso capitano nel 1884 e trasferito a l{oma. Qui diede sfogo alla sua passione per la storia , l'archeologia e l'archi.letlura e, conseg uenlemenle, per l'ingegneria militare. Apprezzalo dal Generale Luigi Durand dc la Penne per le sue non comuni dati di genialità e versatilità, fu destinato ai lavori di ripristino di Castel S.Angelo e da qui iniz iò la sua appassionata opera di restauro, allestimento, ampliamento, raccolta, ordinamenlo per c ui può n buon di,iUo derinirsi il padre de.I Museo del Genio. 4 Dispcnsa 52°, circolare n. 6 87. 51)ispensa 52", circolare n. 687.
284
Seconda Pane - Materiali, inlerventi ed avvenimenti dell 'Anna de{ Genio
- ~ -- - - - - - - -- -
2. preparare ed ordinalamenle esporre al pubblico rappresentazioni plastiche ed iconografiche delle maggiori manifestazioni (di carattere non riservato) dell'attività dell'Anna del Genio, perché servano come utile propaganda e mèta di visite istruttive specialmente da parie delle scolaresche e delle organizzazioni culturali giovanili; 3. provvedere alla puhhlicazione di un notiziario che dia conto dell'attività dell'Tstitut;. 4. cooperare alla divulgazione degli studi di archilellura militare Proseguendo l'azione tenace ed infaticabile del BORGATTI, deceduto il 5 aprile 1933, che aveva lanciato l'idea di creare una struttura ad hoc che ospitasse il nuovo enle, il Generale Enrico CLAUSETTI , succedutogli nella carica di Direuore, supportalo egregiamente dall'Tspet.tore del Genio Generale Arturo GIULIANO (allegato n. 37), diedt: l'avvio all'iter burocratico, ovviamente pieno di ostacoli, per la costruzione dell'edificio.
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Ingresso principale dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio (foto riprodotta a colori alla fine del volume)
Cap. V -Avvenimenti di rilievo nella storia dell 'Arma
285
L' area prescelta per la realizzazione deH'opera fu quella su cui era edifìcata la Caserma Piave, o "Batteria Tevere", ubicata sul lungotevere di destra. La caserma era sede di una Compagnia del Reggimento Pontieri di Piacenza, lì alloggiata per far fronte ai frequenti allagamenti della zona Prati, dovuti alla mancanza di arginatura del Tevere tra Ponte Milvio e Castel S. Ange lo. li concorso per il progetto dell'edificio fu vinto dal Tenente Colonnello del genio Gennaro OE MATTEIS, i lavori ebbero inizio il 20 marzo 1937 ed agli ini zi del 1939 fu possibile avviare l'occupazione dei primi locali. I ,' ini /.io ddla seconda g ue rra mondi a le non consentì di completare alcuni pa rticolari de lla costru7.io ne, ma, come ricorda la la pide posta nell' atri o princi pa le lo " Istituto Storico e di Cultura dell 'Arma del Genio nell'anno 1940 Lapide commemorativa dell'inaugurazione della nuova sede dell'Istituto prese stanza in questa degna sede". Questo atto san7.ionava definitivamente l'unio ne della tradi7.ione stori ca dell'Arma con lo sviluppo della cultura tecnica delle di scipline militari. I numerosissimi c ime li e documenti di eccezionale valore storico e di inestimabile pregio arti stico e material e. ivi conservati, testimoniano ancora una volta i poliedrici aspetti del!' Anna del Genio quale Arma combattente, tecnica e scientifica. S otto il profilo della perfezione della progetta7.ione è da riconoscere l'assoluta g iustezza di quanto indicato nella relazione di progetto del Tenente Colonnello DE MATTEIS: " ... Gli ambienti disposti l'uno in successione dell ' altro sì da ottenere un percorso di visita continuo, senza che mai il visitatore debba ripercorrere le sale già viste, o comunque compiere inutili deviaz ioni" (allegato n.JJ)_ Nel 1934 ebbe inizio la pubblicazione di un "bollettino'' dell'Tstituto. ll 4 luglio 1934, con Decreto del Ministero della Guerra, fu approvato lo Statuto dell ' Istituto (allegato n. 34).
Seconda Parte ·· Materiali, imervenli ed avvenimenti dell 'Anna del Genio
4 - IL MONUMENTO AI CADUTI DEI, GENIO Il 17 giugno l923 , nel corso di una riunione presso il museo del Genio, del quale era Direttore il generale Mariano BORGATTI, furono gettale le basi per la realizzazione di un monumento dedicato ai Caduti del]' Anna del Genio. Nell' autunno [u iniziata la raccolta dei fondi, mentre la realizzazione dell ' opera veni va a ffidala allo scultore MACCAGNANI. All'epoca il Musco del Genio era sistemato nell e Casermette di Urbano VUI, ancora esistenti nei giardini di Caste l S: Angelo. Perciò il monumento fu eretlo in quel luogo e venne inaugurato, alla presenza del Re, il 20 novembre 1925 . Secondo la descri zione fattane dal Generale Borgatti esso così appari va: "E' costituito da un'esedra tra i due cancelli d'accesso al Museo ; nel mezzo del l'esedra s'erge, sopra il basame nto colonnato, il simbolo del Ge nio, con concezione indovinata ed opportuna . Un giovane e robusto efebo, nudo come un eroe classico, col corpo ravvolto da una pelle di leone, simbolo della forza, porta alzato sul capo, col braccio sini stro, un ramo d 'alloro, la villoria, ed uno scudo, la di fesa; ha nella mano destra una spad a, l' a:1.ione, cd ai pi ed i stru menti e grati cci da Lri11cea, il lavoro. Nell 'azione, dunque , nel lavoro e nella difesa d i sé e dei suo i commilitoni, s ' integra l'opera del Ge ni o che condusse l' Itali a, per virtù di popolo e per eoi smo d'esercito, del qu ale Ge nio è ta nta parte, a lla vittoria. S ul dava nti de l hasamento-colo nnato è riportala la mo ti vazione de lla Medaglia d'O ro all'A rma elci Ge nio, dopo la g uerra mondiale; e poco sotto un 'ara fu ma nte ma nda col prol'u mo dell ' incenso verso l' Efebo simbolico il saluto cli tante anime che dell ' Arma fecero Altare cli cullo . J,atcralmente alla base-colonnato si svol gono due grandi altorilie vi di bronzo nei quali l'illustre artista ha ritratto molte ~éllc azioni de l Genio in guerra, dovute all e singole specialità : zappatori, minatori , ferro vieri , elettricisti con proi ettori , aeroslieri. Sotto scorre una scritta che dice : VALORE E GENIO CONSACRARONO LE VOSTRE VITE ALLA MORTE, O MORT I DIVENTATI PER L' TTAUA VITA DI GLORIA detta ta dal Professor Carlo MASCARETTl; e sotto ancora sono appese sei corone di lauro in bronzo con nastri aurati. Sul rovescio del monume nto, che guarda al giardino del Museo, al quale si accede per una larga e doppia scalea, è apposta una be ll a targa berniniana di bronzo, che in poche parole e cifre presenta la vita secolare del!' Arma del Ge nio." li 20 marzo 1937 il monumento fu riconsacrato dal Vescovo C astrense nella sua nuova ubicazione, nei giardini di piazza Maresciallo Gia rdino, adiacenti alla nuova sede de!J' Istituto.
Cap. V - Avvenimenti di rilie vo nellu stori_·a_l_le_ll_!A_.,_-1·1_1i_1_ __
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5 - L'ASSOCIAZIONE DELL'ARMA Come tutte le sl01ie anche quella dell'Associazione dell'Arma del Genio ha origini assai lontane_ Fin dal I 914, infatti, nacque a Firenze la prima intenzione di costituire un sodalizio regionale da parte di coloro che avevano prestato servizio nel 3° Reggimento Genio, di stanza in quella città. Lo scoppio della guerra frustrò questa iniziativa che riprese vigore al termine ciel conflitto, allorché si costituì, sempre a Firenze, l'Associazione Nazionale Reduci del 3" Reggimento Genio Telegrafisti, che, dapprima lentamente, cominciò a prendere consistenza e ad espandersi. Quasi contemporaneamente, nel 1919, sorse l'Associazione di Mutua Solidariet.1 tra i Reduci del genio. Era infatti appena finita la prima guerra mondiale ed i reduci che avevano vissuto tante tragedie ed avevano visto cadere migliaia di fratelli, accomunali dalle vicissitudini che per anni li avevano uniti, vollero rivedersi, per coniarsi , per ricordare, da superstiti, i mesi e gli episodi vissuti in trincea e per sostenersi vicendevolmente in quei giorni assai amari del dopoguerra (Ill l ~ to n. 15).
Roma, piazza Maresciallo Giardino, Monumento al gemere
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Seconda l'arte - M ateriali, inlervenli ed avvenimenti del/ 'Arma del Genio
Nel 1922, passato il peggio, qualc.:uno pensò di consolidare la prima esperienza di "mutuo soccorso" e nacque la "Associazione Nazionale ~ell' Arma del Genio la S. Barbara" ( A.N.A.G.). Nel 1927 le due Associazioni concordarono che i soci dell'una potevano iscriversi anche all'altra, ma ben presto l'A.N.A.G. ebbe la prevalenza poiché raggruppava i genieri di tutte le specialità ed il 28 aprile 1930 ne venne approvato lo Statuto, con decreto del Capo del Governo. Esso evidenzia le finalità del sodalizio, di seguito s intetizzate: - mantenere vivo il culto dell ' ideale della Patria; - custodire cd esaltare il patrimonio spirituale rappresentato dalle gloriose tradizioni delle Armi del Genio e delle Trasmissioni; - sviluppare sentimenti di solidarietà e fratellanza fra i soci, in servizio cd in congedo; Dalla lettura dei documenti di archivio di quell'epoca, si può dedurre che negli anni trenta vi fu grande apprezzamento per le Associazioni d'Arma da parte dei massimi organi dello stato, tant'è che S.M. il Re concesse al sodaliz io il suo alto patronato, come può desumersi dal con tc nulo della lettera che, in data 2 1 settembre 1911, S.E. il Ministro della Real Casa, Conte senatore MATTJOLI P/\SQUAl .INI (')inviava al Presidente Nazionale del l'Associazione dcli ' Arma del Ge nio (alle~ato n.36). Nel 1934 il Governo dispose che le Associazioni d'Arma assumessero il nome di " Reggimenti", intitolati a militari delle rispettive Armi, decorali cli medaglia d'Oro a l Valore Militare a lla memoria. La nostra Assoc iazione assunse la denominazione di Reggimento Genio "Mario Fiore", dal nome del Maggiore Comandante del LXXIX Battaglione Zappatori. La motivazione dell'alta decorazione concessagli così dice: "Maggiore FIORE Cav. Mario, n_ato a Napoli il l 9/12/1896, Comandante del XXIX Battaglione Genio, alla memoria. Fulgida figura di soldato, ardente cli patriottismo, fu costante esempio di abnegazione ai suoi dipendenti sui quali ebbe sempre sicuro ascendente. comandante di un valoroso Hattaglione Zappatori dei Genio, accorse in linea con le fanterie in momenti grav i della battaglia, fu, du rante tre giorni di accaniti combattime nti, per serena calma e cosciente sprezzo del pericolo, esemplare, mantenendo salda cd invitta la resistenza del suo reparto. In un pericoloso infiltrarsi di mitragliatrici nemiche, trascinò a pronto ed impetuoso contrattacco quelli che lo circondavano e cadde colpito al cuore. Ancora nell'u'timo gesto incitava i suoi a quella resistenza che fu da lla magnifica villoria coronata. S. Mauro del Montello, 16 - ~7 giugno 1918." T presidenti delle Associazioni divennero i Comandanti dei Reggimenti e, successivamente , vennero nominali dalle superiori autoritit, invece di essere eletti dai soci. Questo mutamento voleva rafforzare, nella mentalità del clima politico dell ' epoca, il concetto di continuità del servizio del cittadino verso la Patria, dalla fenna di leva fino a tutto il lungo periodo del congedo.
Cap. V - Avven.imen.ri di riliew_, _m_d_la_.\_·1t_Jr_ia_l_le_·l_l'J\_n_na_·-----------------=2=8,:_c. 9_
L'8 dicembre 1934 la sede centrale dell' A.N.A.G. si trasferì da Castel S. Angelo in via Finanze, strada che oggi non esiste più. In tutti i primi anni di vita l'attività organjzzaliva era stata elevata, ma dopo il 1934 subì un impulso notevole che si diresse in varie direzioni, avviando anche fattivi contatti con identiche Associazioni straniere. Il numero dei soci superò le 90.000 unità. Sono stati rintracciati tre volumi, risalenti agli anni trenta, contenenti le "delibere" della Presidenza Nazionale dell' A.N.A.G. e poi del Comando del reggimento genio MARIO FIORE con le quali venivano sanciti: - gli eventi importanti della vita sociale; - le modifiche delle cariche sociali; - la costituzione e lo scioglimento delle Sezioni. La delibera n. 1404, in data 30/9/1938, è la prima ad avere la intestazione del Comando di Reggimento ed è firmata dal Comandante ZUMINO. Da una delibera del 21/03/1939 si apprende dell'esistenza di un "Battaglione F irenze", dal che si deduce che anche Gruppi e Sezioni avessero assunto denominazioni militari. Le delibere recuperate vanno dal numero 565 in data 7 marzo J934 a l II u111cro 1438 in data 25 marzo 1939. Tra il 1939 ed il 1941 non sono stale rintracciate s ufficienti informazioni sulla vita del!' Associazione, s.ia pe r l'assenza di un giornale o di un bollellino, ma, sopratutto, a causa dei tragici eventi del secondo conflitto mondiale. Il R. Decreto 2/8/1943 n. 704 emanò un provvedimento di caranere generale che stabiliva il ripristino delle Associazioni d'Anna, che da quel momento venivano poste "sollo l'alta sorveglianza del Ministero della Guerra". Il Decreto Ministeriale del 5/8/1946 disponeva lo scioglimento del Reggimento "Mario Fiore" e designava il generale di Corpo d' Armala della riserva Vincenzo .IACOE (allegato n. 37) a Commissario Straordinario dell 'Associazione Nazionale del Genio "La Santa Barbara". Durante il periodo di esistenza del reggimento Mario Fiore era stato pubblicato un bollettino d'infonnazionc, che prese poi, dal 4/12/1959, il nome di "Il Geniere". Tntanto erano sorti altri due sodalizi: l'Associazione Lombarda Arma Genio, a Milano, e l' Associazione Arma Genio " Mario Fiore", a Napoli. Il Generale Mario TIRELLI riuscì ad indire, nel 1953, presso il 2° Reggimento Pontieri cli Piacenza, un imponente convegno nazionale, dal quale doveva sorgere, l'anno successivo, l'Associazione Nazionale Arma Genio (A.N.A.G.) che ebbe configuraz ione gimidica con la sottoscrizione cli un Atto costitutivo. Il 25/11/1953 l' A.N.A.G. veniva sostituita, con allo notarile n. 77.520 cli repertorio, dalla "Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d'Italia" (A.N.G.E.T.), riconosciuta con D.P.R. del 18/6/1954. Dal primo aprile J982 la testata de "11 Geniere" assunse la denominazione di "ANGET".
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Seconda Parte. - Materiali, interventi ed avvenimenti dell'Arma del Genio
L'Associazione ha un proprio "crest", costituito da uno scudo racchiudente il fregio composito del Genio e delle Trasmissioni, sormontato dall'elmo della Minerva poggiato su un rettangolo racchiudente la denominazione del sodalizio; sotto la punta dello scudo una lista bifida e svolazzante con il motto "Seniorum ingcnium junioribus tradere". Il crest ed il motto furono ideati e disegnati dai Generali D'Ascia e Mastrobuono nel 1984. Nel 1999 il medagliere dell'associazione, sul quale sono apposti i duplicati delle Decorazioni al Valor Militare concessi alle Bandiere delle Armi del Genio e delle Trasmissioni ed a quelle dei Reparti, è stato rinnovato, perché ormai vetusto, e sostituito da un nuovo vessillo con i colori fondamentali delle due Anni (nero e blu elettrico) e con le bordure di color amaranto: 1 vessilli vecchi e nuovi dell'Associazione sono custoditi dalla Presidenza Nazionale. Come detto, nel 1919 era stata costituita la Associazione di Mutuo Soccorso tra i reduci del Genio, poi denominata Associazione Nazionale del!' A1ma del Genio. Il sodalizio nacque grazie alla iniziativa del Generale Mariano BORGATTI che ne curò la concreta realizzazione, divenendone Presidente. Egli può quindi essere considerato, a giusta ragione, il primo Presidente di una Associazione dell'Arma. Il Generale BORGATTI il 26 giugno 193 1 lasciò l'incarico per dedicarsi ad altra attività sempre nell 'ambito dell'Arma, e gli successe il Conte ingegnere, Cavaliere di Gran Croce e Senatore del Regno Giacomo MTART dè CUMANI con la qualifica di commissario straordinario. Il Conte MIARI divenuto poi Presidente dell'Associazione, fu sostituito 1' J dicembre 1935 dall'ingegnere Achille ZUMINO, che divenne poi Comandante del "Reggimento Genio Mario Fiore", quanto l'Associazione prese tale denominazione, rimanendo in tale carica fino al 1941 :
6. CONCLUSIONE Non si può concludere questo sintetico excursus della storia dell' Alma senza tratteggiare i lineamenti di alcuni tra i più significativi personaggi del Genio (alle. gato n. 37) e senza elencare quelli che hanno ricoperto cariche di rilievo nell'Arma: gli Ispettori, i Direttori Generali del Genio e quelli del genio Militare per la Marina (allegato n. 38), nonché i Ministri della Guerra (allegato n. 39).
ALLEGATI
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Allegati
A li e gato n. I (rif.pag. 8)
STRALCIO DELL'INTERVENTO ALLA CAMERA DE L MINISTRO DELLA GUERRA PIETRO GAZZERA "Ritornando al campo della tecnica, cade necessario un nùo accenno all'aima del Genio, dalle multiformi attività, di pace e di guerra, valorosa, silenziosa, preziosa. In essa e per essa hanno avuto vita ed impul so, nel periodo .iniziale, caratterizzato dal lavoro improbo ed ignorato, tutte le invenzioni fornite dall ' uomo in guerra terrestre c del c ielo. Ricordo i pri mi veicoli automohili , i palloni sferici liberi e frenati, i palloni stabilizzali cli pura ideazione e brevetto italiano; l 'aeronautica - di rigibilisti e aviatori - la telegrafia e la radiotelegrafi a; la difesa e la rappresaglia contro i gas; e, meno noti, i ponti a traliccio ferrovi ari e stradali, nonché le passerelle portatil i, le fortificazioni a blindature moderne e relativa me nte poco costose. All'opera del genio militare si connette l'insie me di lavori fortificatori, strada li, ediliz i, ferroviari di interesse militare compiuti unicame nte con i fondi compresi ne l bilancio de lla g uem1, o con progclti e direz ioni militari, o con valido concorso del Ministero dei lavori pubhlici o di quello delle comunicazioni . I lavori forti ficatori, da qualc he tempo intrapn.:si, r.ehhe ne io non abbia fatto qui cenno, rappresentano quanto di più s nello ed economico si potesse ideare in relazione con lo scopo da raggiungere."
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Allegato n. 2 (rif. pag. 37)
NOTIZIE STORICHE SULLE SPECIALITA' AEROSTIERI E FOTOGRAFI 1920 - In data 20 aprile il Corpo Aeronautico Militare divenne Anna Aeronautica (Regio Decreto n° 451). Il Comando del Raggruppamento Aerostieri fu sciolto e rimase il Gruppo Aerostieri su due Compagnie ed un Deposito, che amministrava anche la specialità Dirigibilisti. Con Regio Decreto del 12 ottobre venne concessa, ali' Arma Aeronautica, la Bandiera nazionale, affidata in consegna al Gruppo Aerostieri di Roma quale Corpo più anziano della specialità. 1921 - Con circolare 338 del Ministero della Guerra, del 16 gennaio, il "Forte
Trionfale", sede in Roma del Gruppo Aerostieri, fu dedicato al Tenente del Genio aerostiere Arnaldo ULIVELLI, Medaglia d'Oro al Valor Militare, caduto a Roma il 2 giugno 1907 nel corso della manifestazione celebrativa della Festa clello Statuto, durante la quale il pallone da Lui guidalo si incendiò perché colpilo da un fulmine . Il tragico episodio è ricordato da un cippo ancora oggi esistente sulla via Cassia. I 922 - Con dispaccio del Ministero della Guerra le specialità Aerostieri e Dirigibilisti dell'Aeronautica si fusero nel Raggruppamento AerostieriDirigibilisti costituito da: un Gruppo Aerostieri ( sede in Roma - caserma UliveUi - con il Comando del Raggruppamento); un Gruppo Dirigibilisti (a Ciampino); un deposito (nella t:aserma Cavour in Roma); servizio fotografico ( nella ex villa Mellini in Roma - Monte Mario). 1923 - Nel febbraio la Regia Aeronautica si costituì fuori dall ' Esercito con le sole specialità aviatori e dirigibilisti. Fu soppresso con il Raggruppamento Aerostieri e Dirigibilisti ed il Gruppo Aerostieri passò alle dipendenze del Generale a disposizione per l'Arma di Artiglieria e poi alle dipendenze del Generale a disposizione per l'Arma del Genio ( circolare 1796 in data primo marzo dello Stato Maggiore). Il Gruppo era amministrato dal deposito del Reggimento Radiotelegrafisti del Genio poiché il proprio deposito era stato assegnato ai dirigibilisti della Aeronautica. A questa venne assegnato anche il Servizio Fotografico già disimpegnato dal gruppo Aerostieri. Nello stesso mese di febbraio il Gruppo Aerostieri cedette alla Regia Aeronautica la Bandiera a suo tempo avuta in consegna. Con circolare 2852 in data 19 aprile dello Stato Maggiore il Gruppo Aerostieri del Genio assunse il definitivo ordinamento su: comando, due Compagnie Aerostieri, un deposito speciale (dipendente da quello del Reggimento Radiotelegrafisli).
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Con Regio Decreto n° 2181 del 7 ottobre fu così fissato l'organico degli ufficiali delle varie Armi, costituenti il Servizio Aerostatico del Regio Esercito: 2 Tenenti Colonnelli o Maggiori, 5 Capitani, 18 subalterni, 1 subalterno medico. 1924 - Con Regio Decreto n° 1667 del 25 settembre si costituì il Deposito del Gruppo Aerostieri del Genio. 11 Gruppo, pertanto, cessò dalla dipendenza amministrativa del Reggimento Radiotelegrafisti ed assunse la sua piena autonomia quale specialità dell'Arma. 1925 - Dal primo luglio (dispaccio del Ministero della Guerra n° 5791 in data IO luglio) il Gruppo Aerostieri passò alla dipendenza disciplinare, territoriale e tecnica del Ministero deJla Aeronautica, continuando la dipendenza amministrativa dal Ministero della Guerra, ed assunse la denominazione di Stormo Aerostieri della Regia Aeronautica.
1926 - Il 19 gennaio ( dispaccio n° 791 del Ministero della Guerra) la specialità Aerostieri ritornò all'Esercito e si ricostituì, con lo stesso organico, il Gruppo Aerostieri del Genio. Con la legge 12 marzo n° 366 al Gruppo Aerostieri venne assegnata una Compagnia Fotografi e si ricostituì, così, il Servizio Fotografico del Regio Esercito. Nell'ottobre fu modificato l'organico del Gruppo, come appresso: un colonnello ( del Genio); 3 Tenenti Colonnelli o Maggi ori ( uno di Fanteria, uno del Genio, uno di Artiglieria); 6 C apitani (uno di Fanteria, 2 di Artiglieria, 3 del genio); 3 Ufficiali inferiori ( di amministrazione e medici). 1927 - Con Regio Decreto n° 1433 del 23 luglio si costituì, presso il gruppo, il Centro Studi Aerostieri, che, in linea tecnica, dipendeva dall'Ispettorato dell'Arma del Genio (Direzione Superiore degli Specialisti del Genio). L'organico del Gruppo Aerostieri venne aumentato di un Ufficiale superiore e di uno inferiore. 1928 - Con decorrenza dal primo gennaio fu costituito il Campo Scuola Aerostatica di Tarquinia, nell'ex aeroscalo per dirigibili, con Distaccamento Ordinario di Compagnia Aerostie1i ( dispaccio n° 21657 del Ministero della Guerra in data 1 dicembre 1927). Con Regio Decreto del 5 gennaio la carica di Colonnel1o Comandante del Gruppo Aerostieri fu equiparata a tutti gli effetti a quella di Comandante di Reggimento. Con dispaccio n° 6525 del Ministero deJJa Guerra, in data l aprile, la struttura organica del gruppo Aerostieri fu definita come segue: - 1 Comando - 2 Compagnie Aerostieri, alla sede, - 1 Compagnia Aerostieri al C.ampo Scuola Aerostatica di Tarquinia,
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I Compagnia Fotografi I Compagnia operai ( per l'Officina), I Deposito, con Officina, I Centro Studi Aerostieri. O
Dal I ottohre 1928 al 31 gennaio 1929 si svolse, presso il gruppo, il 1° Corso Ufficiali Osservatori dal pallone frenato, per l'inquadramento delle Compagnie Aerostieri. Vi furono ammessi 12 Ufficiali inferiori, che alla fine del corso conseguirono il brevetto di "Osservatore". Negli anni sopra citati molti Ufficiali del gruppo Aeros6cri parteciparono a numerose gare aerostatiche nazionali ed internazionali, conseguendo, in tutte le competizioni, lusinghieri risultati.
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Allegato n. 3 (rif. pag. 49) LA STAZIONE RADIO MOLO Dl TRIPOLI Una visione più aderente della vita di questo avamposto del Genio trasmissioni , in un tempo ormai lontano, e di come quei mililaii operavano, la si può avere da due scritti apparsi su "Il reduce d'Africa", periodico dell ' A.N.R.R.A., in data 6 settembre 1996 e nel gennaio 1987. TI primo di essi è di un pioniere di quella stazione, il Generale Giuseppe BOSCARELLO, e l'altro di R. VOLPAT. Mal d'Africa, di G. BOSCARTELLO Arrivai a tripoli il 1° agosto 1929, sbarcando, dopo un viaggio di circa 40 ore, con scalo e sosla a Malta, dalla nave " Argentina" ( che dei vecchi llipolini non 1icorda questa nave?). Avevo poco più di 20 anni ed il grado di Sergente, venivo in colonia Lrasferilo dal TV Battaglione RT di Napoli al Regio Corpo Truppe L ibia per la Sezione Radiotclegrafisli della Tripolitania, che aveva la sua caserma sul molo - perciò detta "Radio Molo"- vicino al porto, su uno scoglio contornato dal mare. Il mio primo impatto con l'Africa, con la "4" sponda", non fu violento, solo inusitato per la diversilft di ambiente e di abitudini di v ita; in effetti mollo piacevole per la novità. Tripoli "bel suol d' amore'', bella s in d'allora, ma diversa per usi, per clima e per caratteristiche di vita. Ne rimasi subito attratto: l'ambie nte esotico; i barracani degli arabi, di quella stoffa di lana apparente mente pesante; gli abiti diversi degli ebrei; i Suk; le palme; le moschee con i minareti; la movimentata e chiassosa vita per le strade, le piazze, i mercati, le "sciare" dalle caratteristiche orientali; l'abbigli amento delle donne, intabarrate. addirittura chiuse nei loro barracani, con liberi solo gli occhi dai cui sguardi appariva palese il desiderio di libertà dalla soggezione aJl'uomo ed alla regole islamiche. Mi trovai un po' in difficoltà con la lingua. L'arabo mi suonava del tutto incomprensibile, ma notai, con una certa meraviglia, che il Tripolino capiva la nostra lingua più di quanto noi italiani capissimo l'arabo; trovai dei giovanotti arahi che si esprimevano bene persino in dialetto siciliano e moltissimi ebrei parlavano correttamente l'italiano . La città con la piazza del pane (in seguilo piazza ltalia), il centro della v ita cittadina; il corso Sicilia, lungo ed ampio e con prospettive di futuro sviluppo; il meraviglioso lungomare con i suoi palmiz i e già alcuni lussuosi palazzi; il vasto e movi me ntato porto; il "Suk cl Turk", la maggiore attrattiva, strada-mercato coperta, vero e proprio bazar, ove si frammischiavano i negozi delle varie nazionalilà; il castello, monumentale nei suoi bastioni , sede e simbolo del Governo; gli altri Suk e Sciare,
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spaccati di vita orientale, tra i quali non posso fare a meno di citare la nota "Sciara el Bas"; qualche locale notturno, ove nessuno si scandalizzava allo spetlacolo di ragazze dalla pelle d'ebano e dal corpo statuario seminudo, che ballavano al suono monotono di strani strumenti a corda. Per noi italiani era quasi un rito recarsi al porto all'arrivo delle navi di linea, provenienti da Napoli o da Siracusa, o dell'idrovolante in servizio trisettimanale dall'Italia. Era come collegarci idealmente con la Madre Patria al di là del mare. Dopo circa tre mesi di vita di caserma alla Radio Molo, con le solite esigenze della naia, alla fine di ottobre del 1929 venni trasferito a Ben Ulid, una località a sud di Tripoli, verso l'interno. In quel momento ebbe inizio il vero e proprio "insabbiamento", entravo nella vita effettiva di colonia. Una giornata intera, dall'alba al tramonto, per percorrere, su un autocarro Fiat 15 ter quei circa 200 chilometri che avevano il nome di strada, ma che molto spesso diventava pista, tra sterminati terreni bruni ed incolti, piena di buche ed invasa da tanta sabbia battuta al vento. Verso l' imbrunire si attraversa una bella uadi, oasi verdeggiante di palme, ulivi, orti e modeste casette; appare un ciglione e su di esso è l'abitato di Ben Ulid, con, in primo piano, il Castello tutto bianco, contornalo da case hasse e candide. Per mc è come entrare in un altro pianeta. Ben Ulid, capoluogo della regione degli Orfella, Sottozona comandata da un Ufficiale superiore, aveva un consistente presidio militare, con reparti di truppe libiche, di Spahis, di Artiglieria someggiata su cammelli, una stazione dei RR.CC. ed una stazione Radiotelegrafica della Tripolitania, della quale io sarei stato il Capo. L'abitato aveva al centro il Castello, con un vasto spiazzo antistante, con vista panoramica sulla sottostante uadi; una larga via centrale a fondo naturale; altra strada portava al fortino ove era la Stazione RT; la palazzina del Comando Sottozona, di linee moderne; poche case basse, di buono e pulito aspetto moderno, dove erano i pochi uffici pubblici, alcuni negozi e le scuole elementari; attorno ad alcune stradine irregolari le case degli arabi - la maggioranza abitava giù nelle uadi - ed una modesta moschea con minareto. In tal posto rimasi circa dieci mesi, quale capo stazione RT. Anche se non c'era a portata diretta il classico deserto con la sabbia, le dune, le tende beduine, le carovane, fu per me pur sempre vita coloniale africana, con le regole e le abitudini particolari, con le molte carenze cui si era costretti (p. es. mancava l'energia elettrica e j' illuminazione era con i lumi a petrolio o le candele); inoltre la lontananza da altri posti abitati, il quasi isolamento in zona interna, la posizione di avamposto militare verso le zone desertiche del sud. Le belle serate e le terse nottate africane, con o senza luna: dal tetto del fortino non mi stancavo, io giovane di 22 anni più o meno sentimentalone, di ammirare a lungo il cielo limpido, illuminato con una luce particolare dalla luna splendente o pieno zeppo di stelle luccicanti, che tentavo invano di contare; godevo nell 'ascoltarn i latrati dei cani o gli ululati degli sciacalli, che, da lontano, rompcano il silenzio
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notturno; riuscivo persino a scattare qualche foto notturna a lunghissima posa. Gli appunti rimasti nella mia memoria: - una popolazione araba che si mostrava tranquilla, pacifica, laboriosa, svolgendo le sue giornaliere attività quietamente, senza grosso fermento; - i piccoli negozi di generi vari ed alimentari nel centro abitato, in locali che sembravano tane; il proprietario accovacciato davanti alla porta avvolto nel suo barracano, all'apparenza dormiente oppure assorto in preghiera ad Allah; - giù nelle uadi attività agricole e pastorali con camme1li, ovini e qualche cavallo; - il mercato in un recinto a portici, quasi un Suk ed i mercatini all'aperto con merce esposta all'aperto ... ; - le feste popolari per un ricorrenza qualsiasi ... ; - i cortei nuziali arabi .. .; - due personaggi caratteristici ed importanti: Il Caimacan, cioè il capo locale della regione ... ed il Marabutto, santone protetto da Allah, che viveva di carità e destava rispetto e venerazione; - i cibi locali .. . Ebbi occasione di fare una puntata ancora più a sud di Ben Ulid, sino a Scemek, a 40 chilometri verso il deserto a sud, per una esercitazione con una vecchia stazione r.t. 200 W a pedali ( un tandem, su cava1Jetto, azionato da due uomini che pigiando sui pedali azionavano il generatore di coITente) . .. Rimpatriato nel 1930 per frequentare l'Accademia Militare, ebhi l' occasione qualche anno dopo, da Tenente, non essendo guarito il mio "mal d'Africa", di ritornare laggiù. Ero in servizio a11'8° Reggimento Genio e riuscii ad ottenere il trasferimento al Regio Corpo Truppe Libia, per la Compagnia Antincendi del Genio a Tripoli, dove rimasi fino al 22 gennaio I 943, per poi ripiegare in Tunisia all'atto dell'occupazione della città da parte delle truppe al1eate. ··· ·········-················· ··················--··················· ······· ·········· ······· I Radiomolini (chi sono?), di R.VOLPAT Va premesso che la prima stazione radiotelegrafica era stata istallata a Tripoli personalmente da Guglielmo MARCONI durante il conflitto italo - turco. 11 nome "Radiomolini" viene dall'ubicazione di una sorta di caserma edificata dopo la prima gueITa mondiale nel1a zona dell' ampio porto di Tripoli: Radio Molo. Le onde del mare, spesso mosso, si frangevano sul1a scogliera a semicerchio posta a protezione, sul lato sud dell'edificio che era ad un piano e, nell'insieme, angusto ed inadeguato alla sua importante funzione: era la sede del comando della Compagnia Radio del1a Tripolitania. In quel luogo i militari di truppa, in particolare, stavano logisticamente male. Per fortuna era posto di transito per il personale in forza, che era volontario e quasi tutto specializzato: operatori r.t. e radio - montatori. Salvo che per la centrale operativa tripolina, il personale, nei vari gradi assom-
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mante a qualche centinaio di unità, veniva destinato in aggregazione nelle località interne nelle sedi di presidio o presso reparti, specialmente gruppi sahariani di stanza nelle oasi più lontane come Ghat, Sebha, Murzuk, ecc. Ma gli r.t. della Radio Molo operavano ovunque vi fosse necessità di collegamenti a distanza, quindi a decine o centinaia di chilometri ... Nella quasi totalità erano operatori provetti cd il servizio veniva svolto con celerità e precisione. Oltre al prevalente traffico di carattere militare e di Stato, veniva espletato il servizio radiotelegrafico privato poiché non esistevano lince telegrafiche o telefoniche. La centrale di Tripoli era in collegamento anche con Roma Monte Mario. La vita del personale dislocato nei punti radio era, in generale, alquanto disagiata anche per l'isolamento forzato in cui si svolgeva.
-······ ··· ·· ·························· ···· ····· ·· ··· ··· ··········· ······· ················ ···
Naturalmente i fatti d'arme ai quali gli r.t. presero parte, specie nel pe1iodo degli anni trenta, furono numerosi e non pochi gli atti di valore compiuti. Era perciò logico che molti superstiti di quegli anni , riavvicinati da comuni esperienze ( molti si ri trovarono in Africa Orientale) si unissero per far sorgere il gruppo del Genio trasmettitori denominato "Radiornolini" .. .
La caserma ed il paese di Ben U/id
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Allegati
Il Camaican di Ban Ulid
Scernek, 40 chilometri a sud di Ben Ulid. SlaLione RT da 200 w, funzionante con alimentazione a tandem
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Allegati
Ben U/id. Il Mahrabutto
Ben U/id. S.A.R. il Duca d'Aosta in visita alla stazione radiotelegrafica, nel 1930
303 Allegato n. 4 (rif. pag. 58) PUBBLICAZIONI MILITARI RIGUARDANTI L'ARMA DEL GENIO REDATTE DALL'ISPETTORATO DELL'ARMA DEL GENIO TRA IL 1922 ED IL 1935 anno 1922: n. cat. 1279 Istruzione per il servizio dei lavori e del materiale del genio militare anno 1923 " " 1434 Istruzione sul pallone osservatorio italiano (tipo A. P.) - 4 parti con appendice (in sostituzione della n. 1364 del 1922) anno 1924 " " 1432 Nozion i elementari di aerostatica anno 1928 " " 1258 Quaderno di caricamento dell'equipaggio da ponte ridotto mod. 1926 carreggiato (composto di 24 barche e 12 cavalletti) anno 1929 " " 2040 Istruzione per l'uso ed il minuto mantenimento degli immobili militari anno 1930" " 2066 Norme per l'uso e la manutenzione dei campi di tiro con ostacoli ordinati per l'impiego della cartuccia a pallottola frangibile per armi mod. 1891 " 2171 l'w rme per l'ordinamento dei campi di tiro per anni mod. I 891: a) norme emanate dalJ' Ispettorato delle costruzioni del genio nel 1907 b) circolare n. 700 in data 4 febbraio 1930 dell'Ispettorato dell'Arma del Genio, contenente alcune varianti alle norme suddette anno 1931: " " 1206 Quaderno di caricamento delle unità fotografi: Sezioni fotografi Squadra fotografi Dotazioni " 2242 Istruzione sulle stazioni fotoeleuriche - Stazione barellabile da cm. 50 " 2243 Istruzione sulle stazioni fotoelettriche - Stazione carreggiata da cm. 75 " 2255 Quaderno di caricamento del 1° Reparto del magazzino genio di Annata. Laboratorio, materie prime e parti di ricambio " 2323 Norme sulla costituzione dei depositi di materiali esplosivi (tutte le circolari ministeriali e degli ispettorati emana-
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n.
anno 1932: "
"
anno 1933: "
" anno 1934: "
Le in materia sono elencate nello allegato A della pubblicazione) cat. 2975 Quaderno di caricamento della sezione fototelcgrafisti " 3018 Quaderno di caricamento dei parchi telefonici e telegrafonici carreggiati, someggiati, autocarreggiati " 3464 Istruzione per il personale del genio addetto alle opere di difesa 1273 Guida per l'istruzione dei militari incaricati dei collegamenti con colombi viaggiatori (in sostituzione della n. 892 del 1917: Norme per la compilazione e trasmissione dei colomhigramma) " 2244 Istruzione sulle stazioni fotoelettriche - Stazione autofotoelettrica da cm. 90 (in sostituzione della n. 492 del 1915: Tstruzione provvisoria sulle stazioni aulofotoclettriche da campo da cm. 90 mod. 1914) " 2247 Istruzione sulle stazioni fotoelettriche - Tmpiego delle stazioni " 2358 Tstruzione sui colombi viagg iatori e sul servizio delle colombaie militari " 2188 Condizioni generali per l' appalto dei l:wori del genio mili tare (in sostituzione dei RR. Decreti: . n. 494 del 9 ottobre l900, . n. 528 del 13 maggio 1902, . n. 2255 del 16 novembre 1919. " 2408 Istruzione .sul,le manovre e ripieghi attorno ai carri (in sostituzione .della n. 674, ex 186, del 1916: Manovre in rorza e ripirghi attorno ai carri) " 1283 Regime giuridico delle proprietà in zone militarmente impo1tanti e relative norme di applicazione " 2245 Islruzione sulle stazioni fotoelettriche - Stazione fotoelettrica carreggiata da cm. 90 " 2632 Norme sulla costituzione dei depositi di materiali esplosivi - Varianli " 2363 Scuola del barcaiolo e di navigazione (testo e tavole) " 2677 Istruzione sulle stzioni fotoelettriche - 1/\ serie di aggiunte e varianti " 2952 Istruzione sul ponte metallico n. 3 - Volume I - Testo " 2407 Manuale di radiotecnica per ufficiali del genio - Parte J A - Fondamenti scienlifici di radiotecnica " 2691 Norme per l'impianto di parafulmini negli edifici militari (in sostitu:t.ione della n. 680 del "1918)
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n. cat. 2711 Quaderno di caricamento del parco autocarreggiato per compagnia mascheratori anno 1935: " " 1256 Istruzione sul passaggio dei corsi d'acqua con matariali di circostanza (in sostituzione della n. 656 del 1918: Istruzioni pratiche del genio - Voi. 6° - Passaggio dei piccoli corsi d'acqua) " " 2215 Quaderno di caricamento del parco autocarreggiato per compagnia idrici " 2228 Quaderno di caricamento di una sezione pompieri "2429 Istruzione sul materiale da ponte d'equipaggio n. 2 " 2565 Capitoli generaii d'oneri per le fornihue di materiali del gemo " " 2619 Codice "G" - Abbreviazioni di corrispondenza ad uso delle stazioni RT del R. Esercito " 2722 Istruzione sui lavori da mina e sugli esplosivi - Voi. l Esplosivi e mezzi di accensione (in sostituzione delle n. 657 del I9 I O e 658 del 1911: Istruzione provvisoria sui lavori da mina e sugli esplosivi - Voi. r ' - Titolo I de lle Istruzioni pratiche del genio ,, " 2723 Istruzione s ui lavori eia mina e sugli esplosivi - Volume II - Lavori da mina (in sostituzione deJla n. 659 del 1911: Istruzione pro vvisoria sui lavori da mina e sugli esplosivi -Appendice al Titolo I ciel Vol. 7° delle Istruzioni pratiche del genio) " 2724 Istruzione sui lavori da mina e sugli esplosivi - Volume 1ll - Impiego degli esplosivi nei lavori da mina " 2725 Istruzione sui collegamenti - Vol. 1- Mezzi ed organizzazione " 2726 Istruzione sui collegamenti - Voi. II - Norme di corrispondenza (in sostituzione della n. l 037 dello stesso anno: Istruzione provvisoria sui collegamenti) " 2811 Quaderno di caricamento delle teleferiche militari regolamentari n. I - IA - 2 - 2A - 3 " 2812 Istruzione sul servizio idrico " 2814 Memoria sull'organizzazione e sull'azione del genio in guerra " 2819 Istruzione sui mezzi cli collegamento - Parte 4" Materiale radiotelegrafico - Fascicolo I O - stazione R2 " 2820 Istruzione sui mezzi di collegamento - Parte 4" Materiale radiotelegrafico - Fascicolo 2° - Stazione R3 " " 2821 Istruzione sui mezzi di collegamento - Parte 3"
Materiale ottico - Fascicolo 1° - Stazione ottica da 45 mm. (in sostituzione della n. 315 del 1934: Apparato ottico da mm. 45 a luce elettrica) n. cat. 2822 Istruzione sui mezzi di collegamento - Parte 3" Materiale ottico - Fascicolo 2° - Stazione ottica da 80 mm. (in sostituzione delle n.: . 2120 del 1916: Istruzione sull'apparato ottico da campo "Faini - Triulzi da mm. 80, . 2134 del 1929: Istruzione per l'uso dell'apparato ottico da mm. 80 ad emissione, alimentato con acetilene disciolto, . 347 del I933: Apparato ottico da 80 mm. trasformato a luce elettrica) " 2839 Istruzione sulle teleferiche militari " 2889 Memoria sull'organizzazione e l' impianto di sbarramenti nel combattimento d'arresto (in sostituzione della n. 1038 dello stesso a nno: Bozze di nonne per l'impiego dei mezzi per il t:omballillH.:nlu <l'arreslu
"
" 2895 Istruzione sui mezzi di collegame nto - Parte 4" Materiale radiotelegrafico - fascicolo 3° - Modulatore indipendente per stazione R3 " 2904 Quaderno di caricamento dcli' officina aulolrai nata per collegamenti " 3271 Istruzione sui coJlegamcnti - 1" serie di aggiunte e varianti
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Allegalo n . 5 (rif. pag. 57)
L' ADDESTRAMENTO DEI MINATORI Le maggiori difficollà che i reparti del Genio incontrano nell' addestramento sono sempre state quelle di riprodurre delle situazioni il più possibile vicine a quelle che si incontrerebbero in guerra. In particolare queste difficoltà sono incontrate dai minatori quando devono eseguire la distruzione di opere d'arte e manufatti. Nell'estate del 1931 si presentò un'occasione quasi unica: erano in corso i lavori di costruzione di un bacino idroelettrico sul Piano di monte Spluga che, una volta ultimati, avrebbero consentito l'invaso del serbaloio di accumulo con le acque dei torrenti Liro e Loga, imponendo l'interruzione del traffico sulla rotabile Stuetla monte Spluga. Questo tratto di strada comprendeva tre opere d'arte: un ponte in muratura a due arcate, ciascuna della luce di 6 metri e con una pila centrale dello spessore di metri ] ,80; un ponte a travi metalliche della luce di 12 metri; un tombino in mu ratura. II 3° Reggimento Genio, sollo l'impulso dcll'lspct.torato del genio, programmò una esercitazione di interruzioni stradali con un plotone minatori ed un certo numero di Ufficiali, con lo scopo di addestrare il personale, di sperime ntare il tritolo come esplosivo da mina (n.d.a.:si ricordi che siamo nel 193 J) e per confrontarne il comportamento con altri esplosivi allo studio (pentrite N.T., pentrite BT, T4), fabbricati con materie prime nazionali. li 16 luglio, a partire dalle ore 9,30 e ad un'ora di distanza una dall'altra, furono effettuate le accensioni delle cariche con un esploditore Cantono. Le cariche erano state sistemate in fornelli a pozzo e l'intasamento era avvenuto riempendo i pozzi con acqua e completando l'intasamento con sabbia. I circuiti di accensione erano doppi, uno elettrico ed uno con miccia detonante e capsule al fulminato di mercurio del n.8, per le cariche di tritolo. Le cariche di pentrite furono innescate con capsule elettriche ed ordinarie all ' azoluro di piombo, con circuiti elettrico e detonante con miccia alla pentrite pura. Le esplosioni avvennero tulle regolarmente mediante i circuiti elettrici e non fu necessario ricotTere a quelli con miccia. Questa interruzione fu eseguita praticando due fornelli per ogni spalla del ponte ed inserendo lre petardi nella pila. Ognuno dei fornelli della spalla verso Monte Spluga fu caricato con 18 chilogrammi di tritolo mentre quelli verso Stuetta avevano 14 chilogrammi di pentrite NT. I petardi furono caricati con 2 chilogrammi di tritolo ciascuno. La interruzione del ponte in fctTo sul torrente Liro fu eseguita praticando due
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camere da mina per ogni spalla. Quelle verso Monte Spluga furono caricate, ciascuna, con 36 chilogrammi di tritolo chiusi in due cassette metalliche da 18 chilogrammi ciascuna, mentre quelle verso Stuctta erano caricate con 24 chilogrammi di T4 ciascuna.
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Fig. 1 - Tronchi stradali oggetto dell'esercitazione di interruzioni (Le opere d'arte che furono oggetto del 'esercitazione di interruzione stradale furono quelle esistenti sui tronchi stradali chP. mllP.gavano Stueffa all'abitato di Monfespluga)
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Fig. 3 - Interruzione del ponte in ferro sul torrente Liro (Vi furono praticate due camere da mina per ogni spalla; quelle verso Monte Spluga furono caricate con 36 chilogrammi di tritolo, chiusi in due cassette metalliche contenenti ciascuna 18 chilogrammi; quelle verso Stuetta vennero caricate con 24 chilogrammi di T4 ciascuna}.
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Allegato n. 6 (Rif. pag. 88)
IL COLLEGAMENTO RADIOTELEGRAFICO TRA LA SARDEGNA E L'ITALIA Dopo che il primo messaggio radiotelegrafico aveva superalo l'Atlantico, a dicembre 1901, congiungendo la stazione di Poldhu (Capo Lizard) in Cornovaglia, a S. Giovanni di Terranova, 1n Canada, distanti tra loro 3.400 chilometri, Guglielmo Marconi fu invitato dai Governi canadese e statunitense a collaborare per la progettazione ed instalJazione di stazioni transatlantiche permanenti. Rientrato a Londra fu raggiunlo dal Tenente di Vascello Luigi Solcri, che gli recò il messaggio della Marina italiana con cui gli veniva proposto di realizzare un collegamento radiotelegrafico tra Roma e l'isola de La Maddalena in Sardegna. Nel 190 I la Marina italiana, acquistali dalla Marconi's Wireless Telcgraph Co. di Londra i più recenti apparati Marconi, aveva effettuato, tra il 23 maggio e il 27 ottobre, esperimenti di comunicazione radiotelegrafica tra la Maddttlena e località della Toscana. Tali esperimenti, affidati ai Tenenti di Vascello Mario Grassi e Vittorio Pullino, non ebbero, però, il sm:cesso sperato, a causa di avverse cond izioni meteo e di impianti imperfetti. Nell' occasione Solari ricordò a Marconi la promessa fattagli l'anno precedente a Londra, di concedere alla Regia marina l'uso gratuito dei suoi brevetti. E Marconi setluta stante vergò la seguente lettera: " a S.E. l'Ammiraglio Marin- Ministro della Marina - Roma Ringrazio molto cortesemcnc V. E. per la missione affidata al T.V. Luigi Solari. Egli porta in Ttalia gli apparecchi più recenti del mio sistema. Spero che la collaborazione ristabilita fra me e la R. Marina abbia a svilupparsi sempre più. A tal fine mi pregio dichiararLe che gli attuali miei brevetti potranno essere usati dalla R. Marina e dal R. Esercito senza compenso di privativa e che i miei apparecchi potranno essere riprodolli nei Regi arsenali con la condizione della riservatezza. Dev.mo G. Marconi" Solmi rientrò quindi a Roma, alla fine di gennaio del 1902, con il messaggio per il Ministro ed i progetti degli impianti da predisporre, che furono rapidamente realizzati a Roma, Monte Mario e nell'isola di Caprera. Quesl'ultima stazione, ricevente e trasmittente, fu costruita sul monte Tejalone, in località Becco cli Vela alla quota di 154 metri, ed era costituita da due casotti, uno per gli apparati e gli accumulatori e l'altro per il motore, la dinamo e gli clementi d'antenna. li 2 giugno 1902, nel ventesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Garibaldi, fu trasmesso il p1imo messaggio da Caprera - Becco di Vela a Roma M. Mario, dove si trovavano il Generale Durand de la Penne ed il Maggiore del Genio
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Cav. Mariano Borgatti. Il messaggio, però, non fu ricevuto a causa delle avverse condizioni meteo. La stazione di La Maddalena continuò a funzionare per parecchi anni ancora, migliorando sempre in efficienza ed in velocità di trasmissione, che raggiunse, nel J 904, 45 lettere al minuto. Questa stazione era in comunicazione, inoltre, con quelle di Livorno (265 Km.) e dell'Argentario (200 km.) Altre stazioni furono contemporaneamente installate sulle navi Morosini, Sicilia, Garibaldi e Carlo Alberto. Quest'ultima nave eseguirà, da luglio a settembre 1902, interessantissimi esperimenti di comunicazione con la citata stazione di Poldhu, navigando da La Spezia a Gibilterra, a Ferrol in Francia, a Dover, a Kiel, a Kronstadt in Russia.
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Arcipelago de La Maddalena, Isola di Caprera, postazione della stazione in località Becco di Vela
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Allegato n.7 (rif. pag. 89)
LA STAZIONE RADIO DELLA CITTA' DEL VATICANO Secondo quanto previsto dal terzo comma dell'art. 6 del Concordato tra S. Sede ed Italia, stipulato I' Il febbraio 1929, lo Stato italiano doveva provvedere ai collegamenti del Vaticano. La presc1izione del sopra richiamato comma era la seguente: "L'Italia provvederà al collegamento, direttamente anche con altri Stati, dei servizi telefonici, radiotelegrafici, radiotelefonici e postali della Città del Vaticano". Il 18 novembre 1929, in conseguenza di ciò, era stata stipulata una Convenzione, tra Io Stato italiano e la Santa Sede, per definire i reciproci impegni circa la realizzazione di un collegamento con le stazioni radio di S. Paolo, S. Palomba e Cecchignoletta. Il contenuto dell'art. 16 di tale Convenzione era il seguente: "In esecuzione del terzo comma dcll' art.6 del Trattato 11 febbraio 1929, in ordine ai servizi radiotelegrafici e radiotelefonici, lra lo Stato della Cillà del Valicano e lo Stato Italiano, si conviene quanto appresso: a) Il Governo Italiano provvederà subito a sue spese al collegamento della Città de l vaticano con la stazione radioelettrica di S.Paolo, cd in seguito con le nuove costruende stazioni di S. Palomba e delJa Ceccbignolella; b) La C ittà del Vaticano provvederà alla costruzione nel suo territorio di un impianto autonomo radiotelegrafico e radiotelefonico. La Città del Vaticano ed il Governo Italiano osserveranno le norme internazionali che regolano i servizi radiotelegrafici e radiotelefonici e prenderanno tutte le disposi zioni atte ad evitare che sia disturbato l'esercizio degli impianti viciniori dei due Stati; c) Tale impianto sarà eseguito ad esclusiva cura dello Stato della Città del Vaticano ed a spese del medesimo, concorrendosi dallo Stato Italiano soltanto con la somma di lire cinquecentomila ( L. 500.000 ), da pagarsi alla Città del Vaticano non oltre il 31 dicembre corrente anno 1929." L'Osservatore Romano così commentava, in momenti successivi, il progetto ed i lavo ri della stazione radio vaticana: "Si è compiuto ogni sforzo per armonizzare per quanto possibile il fabbricato della stazione e le torri di aereo con il gradevole aspetto del paesaggio circostante. Il fabbricato è di un progetto architettonico sobrio ma piacevole. Le torri sono state costruite in Italia secondo un disegno particolanncntc curato nei riguardi della snellezza e leggerezza in modo da non offendere l'estetica dell'artistico ambiente. IJ fabbricato della stazione trasmittente comprende una spaziosa sala per il trasmettitore con i tavoli di controllo delle linee, una sala per il controllo degli amplificatori, una sala di ricezione, una sala per gli accumulatori, una sala per le macchine, un magaz-
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· zino per le valvole e parti di rispetto ed un ufficio di direzione." "La Radio Stazione del Vaticano, è tra le prime stazioni d'Europa da cui si parli telefonicamente in duplex con altre stazioni europee e con stazioni americane, canadesi, australiane. Essa può essere considerata come l'ultima parola in fatto di radiotecnica ad onde co11e al cui sviluppo hanno recato un così vasto contributo S.E. il Marchese Guglielmo MARCONI ed i suoi abili assistenti; essa non soltanto costituirà per la Città del Vaticano un collegamento diretto radiotelegrafico e radiotelefonico con le regioni più distanti della terra, ma consentirà altrcsì che la voce di Sua Santità possa essere radiodifffusa ed ascoltata in tutto il mondo." "Oggi, intanto, mercoledì ( 11 febbraio 1931 ), alle ore 11 un foltissimo gruppo di giornalisti italiani cd esteri si è recato a visitare la nuova Stazione Radio. Essi sono stati amabilmente ricevuti da S.E. il Senatore Marchese MARCONI e dal direttore della stazione Padre GIANFRANCESCHT. Ai rappresentanti della stampa e delle principale agenzie di ogni Paese l'Ing. ESPOSITO, esecutore, sotto la direzione del Scn. MARCONI, dell'impianto, ha fornito tutti i chiarimenti inerenti alla nuova potente e meravigliosa stazione ... " Alle 16,49 del 12 febbraio 1931 il Santo Padre prese la parola per pronunciare in Ialino il primo radiomessaggio de lla storia <.folla Chiesa. Esso fu ascoltato in tutto il
mondo e già la sera di quello stesso giorno iniziarono gli echi dell 'evento nel mondo.
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Allegato n. 8 (rif. pag. 103)
MATERIALI DEL GENIO ESISTENTI TRA LA PRlMA E LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1 materiali appresso elencati sono divisi, come nella descrizione fatta nel lesto, nei seguenti quattro gruppi: A - Materiali per le comunicazioni ed i trasporti: . Passerelle e ponti . Ferrovie e ponti ferroviati . Telefori e teleferiche . Esplosivi e mine 13 - Materiali Rer i collegamenti: .Telefonia e rclegraria . Radiotelegrafia . Altri mezzi di comunicazione C .- Materiali per l'osservazione: . Aerostati . Stazioni foloelellriche . Mezzi campali d'illuminazione . Fotografia e cinematografia D - Materiali per lavori e servizi vari: . Attrezzature pncumeccaniche . Autocomplessi . Mezzi per il mascheramento . Mezzi idrici . Mezzi per lo spegnimento degli incendi . Attrezzature elettromeccaniche Per ognuno di essi è indicata l'epoca in cui erano in servizio. l periodi presi in esame sono: la fine della prima gue1Ta mondiale ( 1918 ), l'inizio dell'organizzazione post-bellica (1922), la preparazione della Campagna in Africa Orientale (1934), la vigilia della seconda guerra mondiale (1939).
li/legati
320
1918
1922 1934 1939
A - Materiali per le comunicazioni ed i trasporti
Passerelle e ponti I - Passerella n° 1 2 -. Zattera K 3 - Passerella n° 2 4 - Passerella da montagna
5 - Passerella sospesa 6 Ponte d'equipaggio 60/914 7 - Ponte d'equipaggio n° O 8 - Ponte d'equipaggio n° L 9 - Ponte d'equipaggio n" 2 lO - Ponte d'equipaggio 11°3 11 - Ponte Eiffel 12 -- Ponte per Panteria con barca di legno 13 - Ponte per Fanteria con barca di lamiera 14 - Ponte metallico n° 1 --- -- -· 15 - Battelli pneumatici 16 - Motori fuori bordo Ferrovie e ponti.ferroviari
X X
X X
X X X X X
X X
X X
X X
X X
17 - Piani cariealori seomponihili 18 - Ferrovie e scartamento ridollo
X
19 - Ponti provvisori in legno
X
20 - Ponte metallico 11°2 21 - Ponte metallico 11°3 Telefori e teleferiche 22 - Telefori 23 - Teleferica B.B.B.L. 24 - Teleferica C.T. 25 - Teleferica B.B.B.
X
26- Teleferica C.T.M.C. 27 - Teleferica B.B.B.A. Esplosivi e mine 28 - Polvere nera o pirica 29 - Fulmicotone
X
- ·-
---~ -
X X X
X X
X X X --
321 30 - Gelat.ina esplosiva 31 - Balistite 32 - Tritolo o trinitrotoluene
X X
X
33 - Esplosivo ad ossigeno liquido 34 - Miccia a lenta combustione 35 - Miccia detonante
X
36 - Cassula fulminante ordinaria 37 - Cassula fulminante ordinaria speciale 38 - Cassula elettrica
X
39 40 41 42 43 -
Esploditore Cantono Esploditore elettrico mod. 32 Sismomicrofono Geofono mod. 34 Telegeofono
X
X X X
X X X
X
-
44 - Mina H4 45 - Mina 32
X X
X
B - Maleriali per i collegamenti
I2345-
Cordoncino per linee telefoniche volanti Cordoncino telegrafico ad un conduUore Cordoncino telefonico da 5,2 millimetri Cordoncino telefonico da 1,25 millimetri Pilo bimetallico
X
X X X
X
6 - Filo di rame ricoperto
X
7 - Apparato telefonico modello 1902 8 -Apparato telefonico modello 1891 9 - Apparato telefonico Kellogg IO - Apparato telefonico SITI
X X
X X
11 -Apparato a chiamata fonica tipo G.M.
X
12 -Apparato 13 - Apparato 14 - Apparato 15 -Apparato
X
per guardafili Westem-Electric per guardafili tipo Anzalone per guardafili modello 1931 telefonico normalizzato GA 1931
16 - Apparato da campo per telegrafia inintercettabile modello 1931
X X
X
322
17 - Apparato telefonico sclcUivo
X
18 -Apparato microtclcfonico da campo
X
19 - Apparato microtelefonico per vettura ottica
X
20 - Cassettina telegrafica Morse
X
21 - Soccorritore relais
X
22 - Quadro indicatore
X
23 - Sepm·atore per telefonia multipla
X
24 - Separatore da campo per telefonia multipla moddlo O.G.M. 25 - Registratore elettrolitico
X
X X
26 - Cassettina aggiuntiva per chiamale su balleria centrale o automatica 27 - CassctJina sclcUiva aggiuntiva
X
28 - Centralino da campo a spine a 6 e IO linee
X
29 - Centralino telefonico da campo a spine a 30 linee
X
30 - Centralino da campo a chiavi di commutazione a IO lince
X
3 1 - Centralino telefonico a chiavi a 6 Ii nec 32 - Tclcscritlore Creed
X
-
X
33 - Dispositivo antintercettazione
X
34 - Telegrafia ottica a raggi infrarossi
X
35 - Stazioni radiotelegrafiche 36 - Stazione radiotelefonica portatile P 2
X
X
37 - Stazione VS 4
X
38 - Stazione V I
X
39 - Stazione V 1 bis
X
40 - St.a;r.ionc V 1 R
X
41 - Stazione V 2 someggiabile 42 - Stazione R 2
X
43 - Stazione R J
X
44 - Stazione R 3
X
45 - Stazione R 2-3
X
46 - Stazione R4
X
47 - Stazione R 4 A
X
48 - Stazione R 5 49 - Stazione R 6
X
50 - Stazione RF 3C
X
51 - Stazione RF OC
X
X
X
323
52 - Apparato RTM
X
53 - Stazioni RF 1, RF 2, RF 31\ , R 4D, RF 2CA
X
54 - Posto R Al
X
55 - Posto R A2
X
56 - Posto Rl I ed RI 2
X
57 - Posto RI 3
X
58 - Posto IT
X
59 - Posto GM 33 RGP
X
60 - Posto GM 33 RGA
X
61 -Autofficina A.O.
X
62 - Autocar ica accumulatori A .C.
X
63 - Automisure A.M.
X
64 - Colombaia mobile autotrainata
X
--
-
C - Materiali per l'osservazione I - Pallone sferico
X
2 - Pallone per ascensioni libere
X
3 - Pallone Dracken
X
4 - Pallone osservatorio A.P. 6 - Autostazione aerostatica
X X X
7 - Autostazione fotoelettrica da campo A 1914
X
8 - Autostazione fotoelettrica da campo C 1915
X
9 - Parco fotoelettrico su carrette
X
10 - Parco fotoelettrico someggiato Galileo-Piat
X
11 - Parco fotoelettrico Salmoiraghi
X
~
5 - Dirigibili
12 - Stazione fotoc lcUrica someggiata da 90 centimetri
X
13 - Stazione fotoelettrica autoporlata da 150 centimetri
X
14 - Stazione foloeleltrica someggiata da 50 centimetri
X
15 - Stazione fotoelettrica caiTeggiata da 75 centimetri
X
16 - Stazione autofotoelettrica da 120 centimetri
--
17 - Stazione fotoelettrica someggiata da 60 centimetri 18 - Mezzi campali d' illuminazione 19 - Faro Diana-Cerretti
X X
- -----
X
324
Allegati
X
20 - Apparati fotografici
D - Materiali per lavori e servizi vari l - Motocompressore Diatto M.C.D.
X
2 - Motocompressore Romeo C 3 - Motocompressore Diatto M.C.
X
X X
4 - Motocompressore Diatto M.C.D.F.
5 - Motocompressori XX e t.z. 6 -Attrezzi pneumeccanici 7 - Officina autotrainata 8 - Autotipolitografia 9 - Mantelli mimetici 10 - Centine metalliche 11 - Gruppo motocornpn.:ssorc d'aria 12 - Ortìcina autotrainata per Compagnia Maschcralori 13 - Pompa a mano tipo Excelsior 14 - Pompa a braccia 15 - Pozzo Northon 16 - Elevatore d'acqua a nastro multicellulare 17 - Gruppo motopompa-argano 18 - Gruppo motopompa ad alta prevalenza 19 - Serbatoio metallico zincato 20 - Serbatoio di tela impermeabile 21 - Officina aulotrainata per Compagnia idrici 22 - Motopompa a stantuffo 23 - Molopompa cenlrifuga barellabile 24 - Autopompa centrifuga 25 -Autopompa a stantuffi radiali 26 - Estintori 27 - Autoscala Magirus 28 - Officina autotrainata per Compagnia Pompieri 29 - Cabina di trasformazione autotrainata 30 - Gruppo elettrogeno autotrainato da 20 kw 31 - Carro elettrogeneratore campale 32 - Officina autotrainata per 1neccanici - elettricisti
X
X X X
X X X X
X X X
-X X X X
X X X X X X X X
X X X X X
Allegati
325
Allegato n.9 (rif. pag. 191)
STRALCIO DELL'ORDINAMENTO DEI RR. CORPI DI TRUPPE COLONIALI DELLA TRIPOLITANIA E DELLA CIRENAICA, APPROVATO CON R. DECRETO 3/9/1926 N. 1608 Dall'ordinamento sopra indicato si riportano tre arlicoli di un certo interesse storico: Art. 58 La gerarchia dei militari indigeni è la seguente: Ascari, Uachil, Munlaz, Buluc-basci, Scium-basci Art. 68 E' consentito alle famiglie dei militari libici di slabilirc la propria dimora nel campo. Quelli che non godono dell 'alloggio ricevono f/mese 15. Art. 69 In caso di trasferimento del reparto alle famiglie autorizzate a ~eguire il Capo famiglia viene concesso l'uso di un cammello. Se il viaggio avviene per ferrovia o per mare le spese di trasporlo della famiglia sono a emico dell' A.M.
~3=2=-c6c ______ _ _ _ _____ _ ___ _ _ ___ ___ _ _ __ Allegati Allegato n. IO (rif. pag. 193)
L'ATIIVITA' DEL GENIO IN COLONIA NEGLI ANNI 1911-1914 1 - Anno 1911 Il rcparlo del Genio della Divisione, comandato dal Ten. Col. MAGLIETTA, fu così impiegato: • il 9 ottobre 1911, dopo che la Marina aveva occupato Tobruch, sbarcò. Insieme ad un Battaglione di Fante1ia, un plotmw del Genio Znppatori. seguito, dopo qualche giorno, da una compagnia Minatori. Questi reparti procedettero a realizzare opere di difesa (recinzioni, posti di blocco ed i fortini Marcucci, Solaro ed Anda), strade costiere e di penetrazione, impianti frigoriferi e di potabilizzazione, riattivazione di 12 cisterne romane della capacità complessiva di 10.000 metri cubi, costruzione di nuove cisterne e di fabbricali per alloggiamen ti. Molto spesso questi lavori venivano eseguiti sollo il fuoco ne mico. Dopo l'occupaz ione di Derma, sempre da parte della Marina, vi sbarcò congiuntamente ad unilà di Fanteria ed Artiglieria, mezza compagnia di Zappatori., subito seguila da una compagnia Zappatori ed una Minatori. Anche qui il Genio provvide a realizzare trinceramenti , ridotte, torri di guardia, muri di recinzione, una rotabile per accedere al Gebcl, ripristino di condona d'acqua che adduceva le acque dell'uadi Derna. Anche tali lavori furono condotti sotto il fuoco incessante degli attaccanti e con la protezione dei reparti di Fanteria. • La Compagnia Zappatori fu invece impiegata a Bengasi, seguendo i fanti di Maiina appena sbarcati, per porre. in opera cinque pontili in corrispondenza delle cinque teste di sbarco del corpo di occupazione ed alla sistemazione del litorale per consentire lo sbarco .. Quindi, raggiunta da altre tre Compagnie Zappatori e da una sezione Fotocletlricisti, procedette ad opere campali (piste in legno, ponticelli, impianti idrici, illuminazione notturna, piste, opere di difesa, ecc.) nella zona, dello sviluppo di un chilometro, tra punta Giuliana e punta Busccifa, a sud di Bengasi
TT ~ Anno 1912 Consolidati gli sbarchi nelle locai ità citate il Genio impiegò quest'anno per rafforzare le proprie strutture e renderle idonee a sostenere il peso della vita stanziale del Corpo d'occupazione. Fu costituito un parco del Genio con i suoi laboratori e fu ripristinato quanto danneggiato dai bombardamenti; furono realizzati i fabbricati per Comandi e Servizi e per il Governo civile della Colonia, baraccamenti, ospedali da campo, reti telegrafiche, telefoniche ed ottiche, una stazione radiotelegrafica; furono costruiti fortini ,
Allegati
327
ridotte, casematte, la cinta fortificata di Bengasi dello sviluppo di 7 chilometri, hangars, strade, una ferrovia Décauville fino ad Al Fenhiat, serbatoi, distillatori, pozzi, condotte, polveriere e caserme, banchine e pontili. Inoltre fu posto allo studio un piano regolatore della città e furono organizzati i servizi pompieri e nettezza urbana. A luglio fu costituito il Comando Genio su: due sezioni fortificazioni, tre sezioni ordinarie, una sezione speci,ùe strade, una sezione speciale Décauville, una Direzione delle officine. Fu istituito il Servizio del Genio per curare i due settori del rifornimento e riparazione dei materiali e l'esecuzione dei lavori con mano d'opera militm·e. 111 -Anno 1913 In quest'anno 1a Divisione Tassoni che, sbarcata I' 11 aprile a Zolmetta, aveva come obiettivo la conquista del Gehel. Il reparto del Genio divisionale, comandato dal Maggiore BILLI e costituito da: Vlll e IX Compagnia Minatori ed una Sezione Radiotele,?rafica, aveva il compito di costruire i pontili di sbarco, rendere percorribili le carovaniere verso l'interno, aprire passaggi nei boschi per consentire il transito di artiglieria e caniaggi,.alluarc rifornimenti d'acqua, realizzare i collegamenti fra i reparti. A Cirene giunse, in rinforzo, una Compagnia Zappatori poiché i lavori di apertura di nuove strade o di adattamento delle piste esistenti, alcune in roccia, avevano assunto proporzioni notevoli. Queste opere venivano eseguite sempre sotto il fuoco nemico, con attacchi continui e furiosi , durante uno dei quali rimasero uccisi il Maggiore BILLI ed il Cap. GNUTTI.
IV - Anno 1914
In quest'anno furono effettuate due azioni di penetrazione da parte di due colonne comandate dal Gen. CAVACIOCCHI l'una e dal Col. LATINI l'altra. di esse facevano parte, rispettivamente, la 9a Compagnia Minatori ed una Compagnia Zappatori. Compito dei genieri fu quello di provvedere ad opere di difesa, al rifornimento idrico ed alla praticabilità di piste e carovaniere. In qualche caso i genieri furono a fianco dei fanti nei combattimenti. Con lo scoppio della prima guerra mondiale venne sospesa qualsiasi attività in Colonia e molti dei reparti furono rimpatriati per essere destinati al fronte.
328
Allegati
AHegato n. 11 (Rif. pag. 2 I I)
STRALCIO DELLA RELAZIONE DEL COMANDO REGIO CORPO TRUPPE COLONIALI
Servizio idrico Per le speciali caratteristiche del territoiio in cui si sarebbero svolte le operazioni, particolaimente curata doveva essere la risoluzione del problema idrico. Fu perciò distrihuita ai reparti una cassa per acqua, di un tipo studiato e sperimentato durante le esercitazioni di preparazione, idonea al trasporto a cammello e di speciale costruzione con materia coibente, per modo che l'acqua potesse mantenervisi sufficientemente fresca, nonostante le elevate temperature esterne. Con speciale dispositivo si otteneva anche di risparmiare l'acqua nei rifornimenti e nelle distribuzioni e di averla filtrata dalle materie in sospensione. Furono poi costituiti 6 drappelli idrici mobili, someggiat.i a cammello, dotali di tutto il materiale necessario per il sollevamento, la filtrazione e la distribuzione dell'acqua; fu provveduto inoltre alla costruzione di 24 serbatoi di ferro, della capacità di litri 2000 ciascuno, per la costituzione di riserve idriche lungo la linea di tappa. Contemporaneamente vennero ripristinali e dotati di motori di riserva e di personale spec ializzalo tutti gli impianti di so11evamento e di distribuzione d'acqua nei presidi avanzati, per avere garanzia del loro pcrfello funzionamento durante il periodo delle operazioni. Furono montate pompe alla base di Hon fornite dei materiali pompierislici necessari per l'estinzione degli incendi. · Fu inoltre approntala una sezione autobotti per il celere rifornimento di acqua alle truppe al seguito delle autocolonne. Servizio radiotelegrafico A causa delle grandi distanze che avrehhero separato le truppe operanti dalle basi, data la vastità del lerritorio in cui esse si sarebbero mosse, era condizione indispensahile assicurare sempre e ovunque i collegamenti fra i reparti e fra questi, i comandi e le basi. Perciò nulla fu tralasciato per migliorare il servizio radiotelegrafico e per dargli i mezzi sicuri per il perfetto funzionamento dei collegamenti. Furono pertanto approntale stazioni r.t. mobili e stazioni fisse, in parte allestite dalla sezione r.t. del R.Corpo, in parte acquistate dal conuncrcio. Quelle mobili, someggiate a cammello, dovevano seguire i comandi e le truppe operanti, quelle fisse dovevano essere istallate nei presidi di nuova occupazione. Le stazioni mobili, assegnate in base alla loro portata ai comandi e reparti, secon-
329 do il rispettivo prohahile raggio d'azione, furono così ripartite: 2 stazioni da kw. 1,5 al comando truppe mobili; I stazione da kw. 1,5 al comando 1°raggruppamento sahariano; I stazione da kw. 1,5 al comando 2° raggruppamento sahariano; I stazione da kw 1.5 al gruppo mobile Gadames; I stazione da kw 1,5 alla colonna orientale; I stazione da kw. 1,5 alla squadriglia autoblindo 2 stazioni da kw 1,5 cli riserva alla base di Hon 1 stazione da kw. 0,5 cli riserva alla base di Hon; 1 stazione R. 4 alla squadriglia autoblindo l stazione R.4 al I gruppo sahariano; 1 stazione R. 4 al II gruppo sahmiano 1 stazione R. 4 al III gruppo sahariano 1 stazione R. 4 al l V gruppo sahariano 1 stazione R. 4 al V gruppo sahariano Per le stazioni fisse fu provveduto ad un impianto capace di assicurare il collegamento diretto fra Sebha (sede prescelta per il comando dei tenitori del sud) ed il Comando R. Corpo a Tripoli , acquistando due stazioni S.I.T.I. della portata minima di l 000 chilometri, e ad impianti secondari per il collegamento fra i vari nuovi presidi. A malgrado delle enormi distanze, i continui spostamenti delle truppe e la mole imponente delle comunicazioni, il servizio radiotelegrafico, durante le operazioni, ha sempre risposto alle più complete ed urgenti esigenze, ed i collegamenti furono sempre assicurati in modo tale, che non è esagerato chiamarlo perfetto.
330
Allegali
Allegato n. 12 (Rif. pag. 236)
MATERIALI D'ARTIGLIERIA RECUPERATI DAL 160° GRUPPO SULLA RIVA SINISTRA DEL PIAVE TRA ROMANZIOL E GRISOLERA Fatti esplodere isolatamente - proietti d'artiglieria e da bombarda - bombe a mano Rimossi e trasportati nei depositi - bombarde da 240 con affusti - lanciabombe da 120 con affusti - affusti per cannoni da 17 - proietti carichi di artiglieria e per bombarde di vario calibro - bombe per fucile ( casse) - bombe a mano, torpcruni, petardi - <.:arluccc p<.:r fucili e rnilragliatrici - bombole d'aria compressa - bossoli, fondelli, ecc.
no "
3.264 4.652 3 6
I 12.026 24 4.160 350.000 " 236 Q. 100
331
Allegati
Allegato n. 13 (Rif.pag. 236)
ELENCO DEI REPARTI IMPEGNATI NEI LAVORI DI RTPRISTINO DELLE ARGINATURE
DiRloeazione
Denominazione e uuwero dei repa.rti
Ent.e prepOllto ai l&v~ri
2° UFFICIO. STÀCCATO LAVORI DIREZIONE 19•. ZONA
Conegliano
. Ponte rlelllL Prinla
. d'or.u.NOO
10°
ogL
BATT.AHL10NJo:
4" Compagnia Zappatori
\
27 11
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664" Batteria d'Aa8edio 1168• > ~ 21 Ceuturi~ 1•rig. lav.
ZAPPATORl- DEL GENIO
t
I
s1• BATTAaboY.E·
Co:,,,.,.i,o: »1tr.
' ZAPPA'rQRl
1)1!':JJ GKN10 ·
)
24• Coiupagui" Zappatori 97• • • 6S4" Battc,rfa ,d' Asllt'<lio · 189" • > 22 Centurie prig. lav.
I COUA...''il>O l>E.L 14° IlATI'AGUO~& -
ZAJ>l>ATORl DEL GEN10
CO}IA.~DO Dt:.u.'
86°
nA1'TAGL10N'E
ZA.PPATORJ o•:J. G,t,:sm
)
1157• Compugnia Znppntoti 194" 195· Hatl~ria ù'Assedto ~567• 406· ~ • »
•
»
»
1
(
V.'l.Jv,umue
5• Cowpaguiu. Zappatori 67• » » ·1 76" Ilatteri11 d'Assedio 20 Centurie prig. lav.
663· » »30 Centurie prig. lav.
DIREZIONE 20" ZONA
~. Gio"anni DIREZIONE 20•
Zò~·A
T:itiua (Casan,a)
Pordenone
DIREZIONE 24' ZONA
Vicinale .. DntKZION.J:. 2411. ZONA
689" . 5 _Centnrie p.r ig. lav.
332
Allegati
122•· Compagnia Zappatori
·rn9•.
..
( 186'
,. ,.
·
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:)(~\.<;+ ':~;O'-•Ce~tnrie prig. lav.
·1'AY011U.1,0f<t'
Possalta Maggiore
BATrÀGt;1oli.11 1:l22!', Ctimpagni11 ( 128• •
: .. ÙOMANDO DEL 16• BATTAGLIONE .:-' ZAl'P,'TOnt .JH:L GENIO
.11n• .alla
Compagnia
160"
135" Compnguia Zappatori
ss•
Oderzo
II
«lalla
.
, CoM,ùw-0· DP!LL' BATTAouoNR \ ZAPPA'rO ru Df~r~ GJ?.NfO (
178• 191•
,. ,. ,. " 24 Ccntu.rie prig, la"r.
DIREZIONE 25• ZONA
lrlagnadola
104• Compagnia Zappat:<>ri
Ca' Gnarilloui
Co>1ANU0 DEL a1• . BAh-AouoN·~ Z,!.l'l'ATOIU DEL G!i!NIO
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.COMANDO . . ' DEL (jr,•
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Allegati
333
Canìc·
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Cn' Gradenigo
Lnoccnigo I .
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334
Allegati
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121" Compagnia Zappatori
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C O MANDO DEL 62° BAT'l'AGLIONE ZAP PATmn 1n:1. G,isrn
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J..-:VORATORl COMUNI
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335
Allegati
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PIEVE DI CADORE
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Mi triiglfat.rici
Al.p ini 264' \compagnia 266· > > 277• > > _16815• > - Mitmglùttri,;i
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I I ..I
96" Co111pt1,guiu Alpini .150• . > 151• » > 468' • Mitmglfatr!Òi I, Mitragliat;rici I 1358• Co1np1\g11in ,. I 1397' >
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IX IU.GGRUPPAMENTO ALPINO
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COMANDO· Dl:r. BA'.ITAGI,IONE MO!n'"' SU-P.f .T,0
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Villa. Cricco ,
106•, Compagnia 146' »
ÙOMA..'IDO DEr. BATrAGLIONE M ONT lì:
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Allegati
336
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CO?tl ANDI
12 Compagnie 605 1 Compagn la Miha.gli:\ t.rici
".'J. Il.'- I npnrti 1opn1dìslfali lm,m·arouo tuU·i <i!JU. "rgi·hi t1tl fo 1:.-.;,,,·r., ,ul tcc:eefo 11t• dri 1wtfonotnti u1m rti eh~
l n f!QJ·HrmuJ
df/l-i U'(gini tlti fim ni iHdirc&ti n .finu.r.o di ci«BClPH) 1/i, t-RBi:
A3• Bat.t.ngtioll(, ;r,,.ppl\tori ù~l G•nio { · i,1.
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13° Batt,.gUone Znppntori ciel
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Tttgliament1>
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l!cschio n Medctn"
337
Allegati
Allegato n. 14 (Rif. pag. 236)
l' UFFICIO -STACCATO{ L\VC>Rirt
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--~~----~.:-,· i-t.-, .·:_·. i.
~· .'. ~'.::f.:··.;; ~-:·. .
Zori~:.
· La.. Direzione-_ Lavori: 24; eseguiti) lavori _di ~- ripristino --lill' argiuattu'a.,. di:i rìva sillistra del ftnme- Me~chìo-nei preni ,dl _Sac;ile; pres~nte :vèri>ale lilla..con~egn&: di de tti lavori al Consoniq In:terpi-oviDoiale di Difesa Meàohio:k'riga e Carron (Cordìgna.no) ' . ·.~ . il qunle li ucetta. r lavori di ripristino eseguiti e citati sono i sòguenti; _ , Venne otturata· una grall' fall~ -della: lunghezza_di-m. fìO, oousatiula una improvvisa.{piena. • . ' ' ·, _. .. . • :. .· . . • :. ' ," • ·., ••-., :·"! -~, ' In un ,primo. tompo_si costruL'.-u.u>-a.rgiuatura p.r ovvisorja ; .~on . ·una, .,coronella.- di· e1'éhl1L a
.pioc~e.(?01
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' ten a ,c_~ e serv} '. a -cò~wn_ ere:.t a()4~~~:~!~~~~ :maggi~ri ' <la~ni,-;in.'.~~gpito'.'.i ~n,nt) r1~0~~~~ a nuovo l' a.rglnes ,coa,_,u na,_sez.1one,,media;,di mq. 16;. eseguendo,: um 111oy1:oiento: d1°-,t:eJ,Ta; dimo. 9600 ~ unS:. niura.t,a di zoll~ p~r \ 1~e; 90; ' · · - ' · · - ·. ' - · · ., · · · Su vari . al tri tratti e per, una--: lunghezza complell8ivs: di m • . 230 l !'argìne venne- 1inf'or.6&to otturan do altre erosioni, eseguendo un mo,·imonto ùi terra di mo. 6400 e rifacendo muri di 7.0lle por mc. 190, rimettendo 84 palafitte con ptuitazza, 40 ga.bbioui, 87 tavoloni e kg. 130 di ferram enta. Inolt:re vellllero riempite con terra be11 costipata 380 buche da tira.tori isolati. Fatto, letto- e sottoscritto-_ in ,duplice• esemplare a ..
Pordenone, (l.ddi. 90 maggio 1919. Per il Consorzio Interprovinciale
II, ·n:stJNTE COLO:ilrn!.LO
2-J.• CIANETTI
Dln ETT O !tE DELLA
J<: .
Il, COM~USSAIHO PKEFl)'l'T!Zlù
7.0 NA
FARTAS
V. 0
IL COLONNELLO
CAPO lN'l't;lU!i!AJ,B DEL
.2°
UI•'•'ICIO STACCAT0 - 1, AVOltl
CORRADO
338 Allegato n. 15 (Rif. pag. 238)
LAVORI ESEGUITI PER IL RECUPERO DELLE ZONE DISASTRATE DAGLI EVENTI BELLICI a) Argini ricostruiti - da Mina a Ponte di Piave - da Ponte di Piave a Ca' Gonfo Mussetta - a Roncadelle - da Nervesa a Salettuol - speroni di S.Marco e Salettuol - da Maserada a Spcsiano - da Maserada al mare - da casa Sernagiotto a palazzo Brcssanin - da Portobuffolè a C à Corniani - dal ponte cli Molta a S.Alò - dal ponte di Motta a S. Stino - Da S. Anastasia a casa Giusti - a casa Biveron - a Sacile - dal ponte S.Martino al ponte di Fontanelle - dal ponte S.Michele a villa Balhi - da Barhano a Tremeacque - da Spilimbergo a Vanno per un totale di metri
ml.
25.637 14.500 4.500 ll.075 750 2.200 11.500 22.000
"
58.000 25.500 9.000 1.900
" "
200 290 17.000 750 16.225 39.000 261.027
b) Lavori complementari - ricostruzione in muratura di pietrame e calcestruzzo delle chiaviche di: Bergamo, Marcuzzo, Fossa Bruna, S. Antonio, con istallazione di paratoie e meccanismi di manovra; - riparazione di parti murarie cd istallazione delle parti meccaniche delle chiaviche di Mazzariol e Fuser; - ricostruzione integrale di un magazzino idraulico; - muro di sbarramento in calcestruzzo a Nervesa (I= ml. 33; h= ml. 3); - ricostruzione del letto e delle sponde del canale della Piavcsclla, previo sgombero di detriti, macerie e proietti inesplosi, e ripristino dello scaricatore; - costruzione di un muraglione di difesa in calcestruzzo (I= ml. 30; h= ml. 2) a Visnadello;
339
Allegati
- costruzione di paratoie in varie località; - riparazione dei caselle delle chiaviche di Mina, Roggia Tron e Marcatelli, ·con ricostruzione dei macchi nari di manovra; - riattamento o ricostruzione di: rampe, raccordi, ritornbamenti, rivestimenti, inghiaiature, manufatti in muratura, ecc. c) Demolizioni - ricoveri rivestili in legno - ricoveri in cemento annata - gallerie rivestite - ricoveri in calcestruzzo - postazioni per mitragliatrici in cemento armato - trincee rivestite in cemento annato - camminamenti rivestili - clementi di trincea monoposto - post.azioni per rnitrngliatrici rivestite tl) Lavori stradali - a Nervesa - strada di Croderi - strade arginali da Motta di Livenza al mare per un totale di metri - ponti metallici stradali e ferroviari - passaggi sul canale tle11a Piavese11a
no
ml. ml. 11. Il.
ml.
1.158 1.494 471 152 152 28.125 5.388 2.542 251
"
2.500 2.800
"
44.SOQ 49.800
cl Materiali recuperati - legname - ferro
mc. Q.
f) Lav01i eseguiti, per genere (dati parziali) - murature - acciottolato con malta - inzollatura - movimenti di terra - posizionamento sacchetti a terra (in quantità non valutabile)
1.350 mc. 4.500 mq. mq. 112.885 mc. 4.034. 725
9.106 1.870
340
Allegati
Allegato n.16 (Rif. pag. 238)
LETTERE E DICHIARAZIONI DI AUTORITA' CIVILI ATTESTANTI LA FIDUCIA NELL'ESERCITO.
J:J. Doncì,
OGGETTO , Comunlcailone.
82° B1>tfagtlono- Genio •
·.
...
. . . ·11·::::-
. Nella il1s11gi11t<1 sit1ro;i1mé ;;, _.;.,, .,,.,.~,. 8. /Jon,ì dr Pioee,. t' op•rta rii codufo JJa/ /l~1t•, flfrr.tta lt 80ppti•irt .O prooved••·• i1lle: pii', ."''11•"ti 6Hi!}trt;< pm• /,. prolezio110 O 11 della p·opol;,ri,me, ,i è iwnll" cm, ~o,ta11to R()ltecitudi11e, ,ot.to In .guida c,p_c rtn , ·t~' del Sir/• b ,11.,111d1mte t cleii SifJY. "Uj/iciali, .li co,1t,·ibuto 11"tq' 1111,. TillÌt..:i~• ar111n, dol/<1 .l'int1c, aolltcando yli abilan,H:·a,.,
Ìlsl\.t,ìn.:,a •·:•~l
;i,!ili
l"'"'''"'" pcricoi,i di "'/"'"e iatture, i,. "°"!''".-ioHc di bMacche e la ·ripanii:iono doi·.,fahlwkati, 1
t·u,>iptdihUincmte coi· !11e.c"zi ffofi n di~o1t-igirm,r,, snn() lau(lri ol& e torua1k>- '". !J1'4'Htli .u~~it~ di ,·h:i .U àiregsc,. e' di e#~ 1lÌ <l·tttde eseCu..aim·1e.. · ·
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G.· llORTOl, OTTO
MUNICIPIO DI S. MICHELE
=
S . .Miohde «l T<1yÌim11 t"uto; 6 m"ggio-191[1; :
AL TAGLIAMENTO= ' \
.
. •:· :1 .l
l
OGGETT6: . ~!pristino arglJi sulla destra del- Tagliamento,
Alla Di1'ez1ono Lavori 28• Zona -· .PORTOGRUARO. Soddi•fatliRwn<> dei
l,wò,·i
ese,Juiti ,, ,'ipl'ùtino ,!,gli ru:gini ~i,l/a ,le,lrn. riel Tagli«1ntnt11.
iti -tir~:~t~:W- di 2ueaio·. éom1~~e- -1nmw1nèss·i in, en.u.11u. dtll<i y-u~·1·1·a., mi f"ccfo a~'bito ,z..-·p~1/e1·t
<l 1;od~1Jt~)],<>n.~~~ .J)ir1Jzf.ont; .; )i1f. vi11i 1·~»!Jrçi.r-imn,~1;t-i pt~,· la perj't:tta uecu.zi011-e__,1e-i.lu1•01·'. ì,~t ~.'!i.
C~» ~ :~•~equi-·
: H. C()lfllf5SAR10 , .PR.t:l'X'rTlZ.
•
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'. :PELLI ~IACOM0,~! .. -
341
Allegati
MUNICIPl0':1 ===== DI MORSANO AL TAGLÌ.AMENTO ,./' ~:: ,;:,.::é'.=.:.,... <,· ~- 1{::,;:'_-:..;,,, · - - -·,-:
Al. Comando· ·<lella., f .Sezione, deliu 27t -Zona 1,avori.
Dopo aver- . 1'intato ,i tt"atto ~' àrgimi det ..Tagliamento interessante qu•sto Go,nu~; 8~t~ . il d-OVer& di manifosta,·8 .... ciidest~ _<Jonicmdoi di .Selio11e il mio C(tmpiacimimio pt1r' jatiOTQ . di ripri~tino dell 1 arg;-,.a·: s~tto-.,:i\~f/):i> -~ .:·:· · ·J : · · Ho potuto con.tata1'e cli,~-jl.· '" che.eo~e mila-' dcmoli~i~e di !elwiet,ti di tri,w,..,~. in:, commt<>..Mntato t 8~Ct~Biv/;eosfru~i»i{&1' dory~'~rgiiiJl;; e c~{8;~ 'd'Ìi.,:gine di: trircr• _Km: i;;i aitÌt~-·;:eguitli~o1i'°periA;;;_;·è ~,Jòtt~ con' Zà '~ita ,·egola d1 arto;'tt da ro>làers p;,rgilie ~iCÙ,rtÌ;:;(Ì per la 80tt0St;.,,,te,'1.n&c1o8 pet' la ....,,. altei,,:a ou~entaià d(~. 0,30 a 0;50.:0ome pu·re ho .dovuto co1"tat11rc 'fr•;:btw:11,i Tipa,TUZ101'C delle ramp~_9ià .eittliìltt)ti,: s ''la'. CORtJ'Ut~6: altrè ntiOtJO C~O :,·e-udono -~ggiOTmtnte facile t'acceuo ..u~ ca,;.pàr~cr,·eitw~ii ·,iezi>aiv~o aei fou;ne. Mi è grato e,tonu,,.e_q~nt<l·;oiwa. ad, ~logio ,.àègli , Ujfi~iali e~ çcm -zelò· cd intircs,a,,.ento h11n·no · atte,o <111/1.. di-riÌzii»~ ed ·ese~onè ·ài , ~Bto imp01'~ante (a11~To. , . ·
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Oa rbo'"'· (I mftu
21a·zu,,,,,: ~,;110
e rispo1Hfollo alle ·11,ccrss·itcì ,U d~fes" <111,lle ucqrc.e. . "' · (),re.lo, Co1111;,.e ~• dimostr,i. " 111i•1 niezzc y}'(1/o rfoW ,,per" :1»·è1t1/l<1 dallff Br,:fo,\o'·s'('[i·d,,tta e dai- N·upel'io,·i <Jo111,a11<li, chf ,·oi. lrt ·rip:rnzùrne rl~gii 11rgi11i _gi,ì..: n.olr11. ro1'i-iuttìì_11_i<F· dalle. trincc• nostl'e d,.e ,in11t'iclic limwo tidoi1àtrt' I<, sicure~z,t, ff, fJH,rstc . J10poÌ11.1:fo11i-, , \;'.;_ },;, . '. . .. ,~ ' -_ , ____'. ; ! 0
S. Vito, 7 maggio i!l.19, Ì
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342
Allega1i
Zona - PRAVISDOMINI. . • 0 Mi: è yrato UJWillÌMe a :codtita-,On•• 1Xfemone il- r.ompi,acimllato ào, quuti abitant, i per il· riattamento degli argint della Lfoenza; èompiuti dal l01lale Oa,llùt·e milifa.-e· e per-
;:: d: tUBfoura.-e
de
il lavoro di:.q,.,,at~:ogriooltori oont.-o· •ogni ttHtntvale
.Osa~.
;;;:n1ouam.mto del .·
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IL OOJIU,ITSSARIO
:R1'J1'E'l"l'IZI0
D'.BUCO GIACINTO . f
che::'.r.ri'ma· s~~t"l,f!iid~•itTii' ·tià,Jor.ai· lu llahxi'ilaltitr:furia.: CQ1l :i:ir/1,nJiiJ'Ji2,r ·. ... ·.-_.....: ginali;tut~•J:Ì>ii~tf• . '·. ·:_ , , :',} , ·
1ia , ilegli/ wtmentf
,ii,~;;~i::8:o::1tt:!~t:~:t1J!;j !::~t~!t~ttt:~::;;:,,c%{ff~:.·.. VosÙ~7·nel~:iJf.a1idit>s~,TiÒO&tr-iMMl/ mfa.••a.;,.ào
aUa: àìpènite~ga ileJl':E;c~e_Uei+g,µ,
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343
Allegati
Allegato n. 17 (Rif. pag. 246)
ELENCO DEGLI UFFlCIALI (1) ED INGEGNERI DEL REGIO MAGISTRATO ALLE ACQUE CHE DIRESSERO L'OPERA DI RIPRISTINO DELLE ARGINATURE O CHE EBBERO PARTE NEI RELATIVI LAVORI.
COMANDO GENERALE DEL GENIO S.E. TENENTE GENERALE MARlENI GIOV. BATTISTA COMANDANTE GENERALE DEL GENIO Ing. RAVA' Raimondo - Presidente del Regio Magistrato alle Acque. Tng. BARTOLI Orazio - delegalo del Regio Magistrato alle Acque
2° UFFICIO STACCATO LAVORI PIRRO Egidio Maggior Generale Tenente Colonnello
Genio
Ing. Capo del Genio C ivile di Treviso
Capo delJ'Urlìeio
P.I .ASTINO Emilio
Capo Servizio
CASTELLETTI Leone
Kappresent. del R. Magistrato alle Acque
,,
ZAZZERA Giovanni
lng. Capo del Genio Civile di Udine
DIREZIONE 19° ZONA ColonneJlo
Genio
Garavaglia Enrico
Direttore
Tenente Colonnello
Genio
Bologna Ubaldo
Vice - DireUore
lng. del Genio Civile Genio
Malacarne Paolo
Delegato del R. Magistrato alle Acque
Piacenza Camillo
Comandante 10° Battag Genio Zappatori
Borelli Romolo
Comandante 14° Btg. Zapp.
Viano Serafino
Comandante 31 ° Batt.Genio
Maggiore Maggiore
Genio
1 Degli ufficiali non sono stati citati quelli con carica inferiore a Comandante di Battaglione; ciò però non toglie il me1i10 che spetta anche agli altri numerosi Uffi<.:iali di grado inferiore, che con la loro vigilanza, con il loro zelo e con la intelligente e premurosa interpretazione delle direttive supcri01i assai contribuirono alla riuscita tlel lavoro.
/\llegati
344
Granozio Mario
Capitano
Comandru1te 86° Batt. Genio Z.
DIREZIONE 20° ZONA Tenente Colonnello
Genio
Maggiore
Cianctti Ettore
Direttore
Trotta Giovanni
Vice - Direttore
DIRETTORE 24° ZONA Colonnello
Genio
Jng. del Genio Civile
Corrado Gennaro
Direttore
Neri Enrico
Delegato del R. Magistarato alle Acque
RAGGRUPPAMENTO CENTURIE PRIGIONIERI Tenente Colonnello
Fanteria
Giglia Giuseppe
Maggiore
Alpi ni
Dc Giorgis Carlo
Maggiore
Fanteria
Quinzio Quinto
Comandante Gruppo Centurie
3" UFFICIO STACCATO LAVORI TRANTELLO Vincenzo Capo dell '_Ufficio
Maggior Generale Colonnello Tenente Colonnello
Genio
Gon~Jla Carlo
Capo Servizio fino al 14 febbraio 19 19
"
Couture Giulio
Capo Servizio dopo il 14febbraio 1919
Castelletti Leone
Rapprcsent. del R.Magislrato alle Acque
Ing. Capo del Genio Civile di Treviso
Zazzehl Giovanni
lng. Capo del Genio Civile di Udine
DIREZIONE 22° ZONA Colonne llo
Genio
Vita Finzi Carlo
Direttore
Allegati
345
Tenente Colonnello
Lussiana Augusto
Vice - Direttore
lng. del Genio Civile
Ferrari Lionello
Delegato del R. Magistrato alle Acque lino al febbraio 1919
Castigliani Giacomo
Delegato del R. Magistrato alle Acque dopo il fehhraio 19 J9
Maggiore
Genio
Natale Vito
Capitano Tenente Colonnello
Comand. 53° Bauaglione Genio Zappatori
83°
Savoiardo Amilcare Fanteria
Trioli Carlo
Comand. Gruppo prigionieri lavoratori
Rimini Carlo Maggiore
Casabassa Gerolamo Mazanchetti Giulio Celso Luigi Primiero Olinto
DIREZIONE 25°ZONA Colonnello
Genio
Andreis Zeno
Diretlore
Tenente Colonnello
Francesio Ernesto
Vice - Direttore
lng. del Genio Civile
Giudice Angelo
Delegato del R. Magistrato alle Acque
Ricci Vittorio
Comand. 51 ° Battaglione Genio Zappatori
Maggiore
Genio
"
Natalini Osvaldo
82°
"
Grassi Gaetano
56°
"
Antoniotti Giovanni
Capitano
Tenente Colonnello
Fanteria
"
55° fino al febbraio 1919
Zoppis Gottardo
Comand. 55° Battaglione Genio Zappatori dopo il febbraio 1919
Mastursi Giovanni
Comand. 17° Battagl. Lavoratori comuni
346 Maggiore
i\llegati
Attiglieria Da Ponte Alberto
Comand. 160° Grnppo Artiglieria
Fanteria
Comand. Gruppo Centurie lav. Comuni
Pelosio Luigi Pera Enrico Paganuzzi Francesco Giachino Annando Lodomez Enrico
Artiglieria
Frandoni Casimiro
DIREZIONE 26° ZONA Colonnello
Genio
Ricaldoni Ottavio
Direttore
Maggiore
Genio
Guidi Guido
Vice - Direttore
Malacarne Paolo
Delegato del R. Magistrato alle acque
Munari Emilio
Comand. 84° Battaglione Genio Zappatori
lng. del Genio Civile Tenente Colonnello Maggiore
Genio
"
Capitano Maggiore
"
Calarnani Carnillo
Boidi Angelo Fanteria
Mara.viglia Federico
54° Comand. Gruppo Cent. prig. Lavoratori
Smeraldi Fausto Capitano
Lanza Rodrigo
Comand. 3° Battaglione lav. Comuni
DIREZIONE 27(> ZONA Colonnello
Genio
Morisani Rodolfo
Direttore
Tenente Colonnello
De Lauso Pietro
Vice - Direttore
Ing. del Genio Civile
Neri Enrico
Delegato del R. Magistrato alle acque
Bonicelli Guido
Allegati
347
DIREZIONE 28° ZONA Tenente Colonnello Ing. del Genio Civile
Genio
Castrogiovanni Gaetano Direttore Neri Enrico Delegalo del R. Magistrato alle Acque
Maggiore
Genio
Luciano Enrico
Capitano
Comand. 52° Battaglione Genio Zappatori 130
Gastoldi Mario
DIREZIONE 29u ZONA Colonnello
Genio
Santini Alfredo
DircUore fino al 12 fehhraio 1919
Carotenuto Vineeru.o
" dopo il 12 fehhraio 1919
Maggiore
Degiani Stefano
Vice - Dircltore
l ng. del Genio Civile
Renzi Cesare
Delegato del R.Magislrnto alle Acque
Simula Antonio
Comand . 62° Battagl ione Genio Zapp.
Gasperini Luci ll o
Comand. 1° Bau.aglione Genio Zappatori Dal 15 gennaio al 22 febbraio 1919
Lamponi Angelo
Comand. J Battaglione Genio Zappatori dopo il 28 febbraio
Tenente Colonnello
Genio
Maggiore
Maggiore
Genio
O
Piacentini Giuseppe Comand. 11 °Battaglione Genio Zappatori
Capitano
Monaco Vincenzo
Maggiore
Artiglieria Sanvitale Romolo
Capitano
Fanteria
Comand. Inter. 29° I3attagl. Genio Zapp. Comand. 19° Battaglione lav.
Malgeri Vincenzo
20
Milone Carlo
7u
Macchina Silvio
go
Zirone Cesare
14°
"
Alleiati
348 Allegato n. 18 (Rif. pag. 246)
ELENCO DEGLI UFFICIALI E DEGLI lNGEGNERI DEL REGIO MAGISTRATO OPERANTI NEL SETTORE DELLA 80° DIVISIONE ALPINA. Maggiore Generale Colonnello
S.M.
Tng. Capo Genio Civile di Treviso
Barco Lorenzo
Comandante
Pagano Salvatore
Capo di S.M.
Castelletti Leone
Rappresenl. del R. Magistrato alle Ac4ue
Vlll RAGGRUPPAMENTO Brigadiere Generale
Alpini
Zamboni Urnbcrlo
Comandante
Capitano
Genio
Carpi Leo nardo
Consulcnlc lccnico
Colonnello
Alpini
Colombini Alfredo
Comandanle il 6° Gruppo Alpino Battaglione Aosla
Maggion:
Vecchi Gregorio
Tenente Colonnello
Busolli Girolamo
Maggiore
Manfredi Giovanni
Colonnello
RagJ.li Ottorino
13° Gruppo Alpino
Maggiore
Sibille Luigi
Battaglione Pieve di Cadore
Tenente Colonnello
M. Levanna
Val Toce
GiroUo Mario
M.Anldao
Pisani Ferruccio
Val Cismon
IX RAGGRUPPAMENTO B1igadiere Generale
Alpini
Porta Achille
Comandante
Maggiore
Genio
Stabarin Alberto
Cons. Tecn. E Comand. Il 32° Batt. Genio fino al 1° marzo 1919
349
Allegati
Colonnello
Comandante il 32° Battaglione Genio dopo i I 1° marzo 191 9
Camposampiero Tito
Capitano
Alpini
Appiotti Giacomo
Comandante 17° Gruppo Alpino Battaglione Exilles
· Battisti Marcello
Maggiore Capitano
Giannuzzi Savelli Vitt.
Maggiore
Boffa Cesare
Colonnello
Alpini
M.Pclmo 20° Gruppo Alpino
Pratis Serafino
Ballaglione Cividale
Della Bona Guido
Tenente Colonnello Maggiore
M. Suello
Alpini
Carbrecht Corrado
Comand. Batt. M. Cervino Pieve di Teco
Rizzuglio Guido
BRIGATA FTRF.NZE Brigadiere Generale Colonnello Maggiore
Fanteria
Rovelli Alberto
"
Da Sacco Gino
Comandante
"
127° Reggimento
Carnzza Amatore
1 Battaglione
Lemme Antonio
ll
De Pascale Gino
llJ
Colonnello
Paoletti Natale
Maggiore
Bucci Carlo
128° Reggimento
l Battaglione
Lopez Y Royo Luigi
II
Galasso Bartolomeo
TTI
350
Allegati
Allegato n. 19 (Rif. pag. 255)
NOTTZTE DALLA RELAZIONE DT PROGETTO DELL'IMPIANTO IDRICO Dl MONTENERO D'IDRIA Alla fine del 1936 il Prof. Ing. Gino VERONESE fu invitato, dal Comando Genio di Udine, a compilare l'esecutivo dell'impianto, sulla base dell'esperienza acquisita in precedenti, analoghe progettazioni e tenendo conto delle recenti direttive date in materia dell' Ispettorato e dalla Direzione Generale del Genio. All'inizio del 1937 furono eseguiti sopralluoghi a Fusine, per definire l'ubicazione degli elementi e dei manufatti costituenti l'impianto. Fu deciso (il team era costituito, oltre che dal Prof. VERONESE, dal Colonnello Angelo COLOSIMO, Capo Ufficio lavori di Udine e dal Capitano Vincenzo RAIA, Direttore dei lavori) di ubicare la centrale A su una piattaforma scavata nella pendice montana, sostenuta e protetta da massicci muri, e quella di riserva verso Aiclussina, in una caverna di 8 hi:1ia abbandonata. L'Utilizzazione di 30 litri al secondo dell'acqua della sorgente, già impiegata per l'impianto idroelettrico Selvcc cli Gorizia, fu concessa dal Ministero dei Lavori Pubblici nel 1937. La gara d'appalto dei lavori fu aggiudicata alle Società: SIAF di Milano, SPIC di Padova, Tosi di Legnano e Termomeccanica di La Spezia. Ciascuna pompa doveva innalzm·e IO litri al secondo con una prevalenza di 770 metri e tenendo conto cli perdile di carico di 35 metri lungo la condotta lunga 2.300 metri e del diametro di 125 millimetri. L'altipiano alimentatore della sorgente Hebel 2 si trovava a una quota superiore ai 1.000 metri e le sue acque sgorgavano a Fusine di Aidussina, a 235 metri, dopo un percorso che si sviluppava parte in canali sotterranei e parte all'aperto. L'impianto, costituito da: opere di presa, raccolta e decantazione; serbatoi di carico; gruppi di sollevamento; apparecchiature idrauliche per l'equilihrio del carico nelle camere d'aria a protezione di eventuali colpi d'ariete; tuhazioni; camere di manovra, sfoghi di massima piena, ecc. fu completato con due cabine cli trasformazione cd un fabbricato per due alloggi.
2 Questa sorgente aveva una portala di 120 litri in magra e di più di 3 metri cubi durante le stagioni piovose.
352
Allegati
·- - - - - - - - - - - - - - -- -- -- - - -- - - - - - - - - - - -- - - --
Fig. 2 - Sezione longitudinale dell'opera di presa dell 'impianto idrico di Momnzr.m d 'Idria.
Impianto idrico di Montenero d'Idria. Centro/e sud, cono/e di scarico delle acque raccolte dai trovosomenfi nello zona delle sorgenti (in alto sono visibili la vasca di raccolta e lo cabina di trasformazione}
Allegati
353
(2.55.50) •
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Fig. 3 - Sezione trasversale dell'opera di presa dell'impianto idrico di Montenero d'Idria.
Allegati
354 Allegato n. 20 (rif. pag. 263)
CIRCOLARE N. 200 IN DATA6 GENNAIO 1931 RISERVATO
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Ai Couuw,li ,lt::tigwuli <t'.:1,nunl'1 ,li: 1'nritw - /t"h c.• i,;t - Hofo911<1;
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MIHISTERO DELLA GUERRA COMIMDO
li y1:~»<1io, 1.9,'tl - ;urnu
di: Tm·imJ -
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AW l.,pd(omto drH' 11nn,1 ili. nrl i~lfrri1,; .-ill 1 l11y.:I/Qr t1hl de/1 7 ,~n,w ,l,;[ y1rniq;
DI STATO IIU661DBE
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UFFICIO OPERAZION I
COtl•),'k:('Q:,::i:
~H {;al,i11~tl(I ,Jr.i Jli11i1l10 - Urtkio (.:001·,lin:i.mentu ;
s~ziont! t"
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~J il' C.flicii', ili S, H. il C(lpo di ,%1to ,lfo91_Jiurr: Gt:"unlt i
.H Co ,111w1lo d esi!JNflto 1l 1A rm11 l,1 tli N11poti;
N. 200 di prot:. Riservato
Alfo Din::im,e !_lèJ11;rnfo Ili 11,rliy lit·,·fr~;
Annessa u11a busta con cinque allegati.
.A/1,1 l ) frtr.-fo11e ye1ter o~t (ld ~/t Hio>; Al 1·.,m,11,,lo 11,U,i Br.unl,1 d, !J11er1·(,; Al l'1rn11111do ilr:ll11 & m,lu di "l'l'lic11:iUHf! 1Ti fi 1t1l<r-i<1;
OGG rn,t'l'l•:
Al ( .'m11r,111/1, 1l dfo Sc,wfo. ,li ,,ppli~·,.=io..~ ,li M'agti~rio. ~ !/~~,io.
Dir~ LLi.ve per fa, 1> rg,u1i u~:1.i<11111 ,1ir~n~iva.
permanente in monta.gua.
1·> - I.A\ pn~.scit1t,i 1li1·t~t ri,·(: si ritcri se-0110 u tl) Uè mo oranc C:Ll';\f,rcrir.,rnt.t\ ila : tt) tt.~n·o110 sc:01H1rto, t':ll~ da COl1!=1.C11tiro <.·~ tct.o o liht)l°O c~a mpo di Yista o di 1.iru; b} pos~ìbilit,\ di J11):;t,.:.r,io11i di h:iUel'it, LJ~111idu:, a di ,:çt.:wt.:\ li i tiro 1ll p1·cc1s1,111t>, cnnlro c~te1u1•11t.i
dcli" ,llfos<L. !!" Ln Ji siu numia compktìsl,· a di un si:;tem:1. difon:-.iYo fortiih:a to; a s ltarra111~11to ,{i tali 1.011 t\ cle,'c. ossen"'.'> neJle ~nt: Jinoc} gc~11~1.·nli 1 1p1el!a stessa di 1111;\ 11ormale .siste1n.1~ionc (lifonsiva c:imp,d<'. L?\c sun. 1rn~at11 rn. p1·inc~ip:de, co~t.ituita da. opere permauc nti cost,1·u itc ~i n 1lnl t,~111po ili pacj!, tl, , vr;ì. (~s.sert~ (•011qtlttl-al.a~ i11 pl~t·i•,; di, ili tensione ctiplqmat.i(~!l. od ali' il}Hffl11ra 1l ditt ost-iJitù , con ,,vere camp:1 li. :~~ - Noi co111pl,~::..'-.o il :,ist.erna ctifonsivo· furtilic~llO com1wt1nllerà. :
Una. posizione di
A -
TesIBten:a, àJ)!JOggi:Lta :;ui Han1..· hi a zo11~ , li dinicifo pr,1tica1Jilit.:'t: che d1:.1,·e
imm:q41narsi diri:--o. i11 ,lnc part i parallele al suo andmnt'.nto. Sulla parte aul~riorl!', profo111l:l (hl 300 :L 400 metri, s' int~w.lt! struuca,r~ l' a.tlacèo uemìco csclusivamcnt~ coJ fuoco o, iJn:mto m0no1 !iot.tovorlo ad intensa azione Joguratri ('e. K :,;.s?l dc,c perciò (~SSIWt} htLttnt.n. colla massi1w1 iut.euslt.Ì\. dal fuoco orgau iZZ;\.to di rnt.tc le :JTmi dt>lla difesa ,~11 in modo prini!ipa1e d a i Lii-i inl!rociati 4ld centri di rosist,<.m:t.~ ,•osh·niti 11ttlla pnrte istes.sa. Ln <foi.posizione di •111esti, sul torro110 1 tfov~~ ;.1.~.,icm·:1n; il reciproç:o ap1wgg:io ,lei <:enti-i di resist,1.in,:;~ eontigni ocl <':vir:t1•c ~olnzioni di c:unLinuitù. nelle z:ouB ùa.ttnte. Ogui csutrn tlov rù , _perciò, ·esser~ cost.rnit~) lrt motlo ,h1 pott.~T agire, con p imm, c-tlicieuza, anclte dop-0 il tiro d i prep:l.r:tzionc cui 3,u·iì. sottopo.sto ·1l:tl nemico .e tla. re1ult:,re pra.tic,ummte v an o ogni sno teuMtivo d.i r i4.lu1·1·(~ ::11 silonzio le mitrc1gliatrici che lo armauo o di imvossess3.rseue.· Dovrà qui.udi es~ere ùi minime 11iinonsll)ni od all:n. prov:,l. 1li tutt i i c a.1ilu·i 1 il (il u~ co usi.::çlia. di rinnu:tì;l.re, in massìmn, a to1'rctto cornzz:,te g-irevoli tt di ricorrere, iunme, a caverue o ca~anrntte iii
t!.i1 l1iest,r11z7,o.
Q.nesle dovranno :1n:re f~1·itoio l'i$T.rt~ttc o} IJ) iu iino e i.t,tt1·ntte, per 1prn.nt-1) possibile, ai tiri ili i1utwcco n e mic i, il eh~ c1) n~ig-lhL di organi7.7.;tre o g n i ,~~nt,ro, t,.sdtt8ivtummt.t,, per l-iri di fianco e ùi t0\'1!scio ogni qnalvolt..a la ·conformaziou" tlel ti:,rreno conseuttl ai u e 1nico <li post.a.re, àd emcace •listn.nzn. ùi lirn, armi iuu l' i mbocco tlt:1111:~ feritoie a.d a ziono front.;)te . .:\ocho qnan(lo lhl!..s:Lno co nvenire tiri ud aziuue frontale~ I' aiioue prlucjl_htlo s 1_1ott,."'\ scm1n·c ai tid 11i fianco e di rovescio 1 p~r le n~~~ssil;\. suaccennate <li ùttonere 1111 Jìtto incroeio di lhochi lungo la, parte anleriorf3 de!Ja posizioue di resis tenza e 11i nppoggia,·e i centri t~o11Ligui.
355 """"''i
Sulla stessa p111·te, 1,,;it h:it(u1;i (\;ille armi ,lei <Jontri di rcsisLcmm, 8Ì deve poter cs1,licaro, alcnua limitazioue, il fuo,·o delltt mitr:,glialrici post-ate ,i tergo della 1mrt,, medeaima e dello ho<:che da fuoco clello· scbierameuto rli ;1rt.iglierii,; ogni cl•11t,ro dovril quimli J.>rnsentare, snl suo frout,o <li gola, il minimo òi aperture chiudersi co11 p0tte cornzzate 11lla prova, a.lmcno, ,lei Uri di mitmgliat,1·ici e ,li schegge di proiet.ti di :,rtiglieria. I) insieme dei oe11tri cli msi~tc11:r.1t sopra.tetti cost.itnisce la p:u·t<~ principale del!' osR:itnrn del si~toma ti11-tific:1to: la costrn:lio11c ,lei ceutri lm pc,·ciò la prcredcnza sng-lì altri laYori. Nell" pat·t.e a11tei-io1·e, di cni ora Ri tt·attu, olt.rti ui oentri di rc~ist-011za, da costrnir$i $in ,lai tempo di 1mce e d11 mantenersi permauoutemeute in perfott.,i efficieur.a , s i potr:tnno pnM costrniro, sin clal tempo di pace, o~lacoli 11assivi pormaucuti ùi speciale entità, qnali (Jnelli contrn carri armat,i. Altri ostacoli passivi ,li earattere c:1m11alP, 11nali reticol;iLi, snra11110, so., del 011:so, costruiti o.li' ;otico del complet.:1111e11to del i,istema difonsivo.
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Nella parte posteriore, profonda 500-tiOO met.ri, si dovra11110 postare 11lt,rn mitragliatrici con atione s nlla p:irt,e ant,eriore e,l orgauir.zarn l' nziuue dirotta rlclla nostr:1 fanteria per 1·icacciure, col fuoco e col cont1·attacco, qnella nemica eh.e to8se rinscit:i a supen,ro In varto, autiijLaute. Conclizionc ci;so11zi11lc per la rinsdta di 1111cst:1 nziorn,, è quella <li 1,e11en1 le no~trn forrn ed i nost-ri 111oz:1.i al rip11ro chtgli effotti del tiro n em ioo siuo al momeuf:<> in eni dovrm,110 Hgi1·c. T,e "]>em perm:tn,mti, da. c•>st1·nir,, sin ,la i t-empo ,li paee i11 · questa part<c>, co111<ist.,r,1.nn,>, sopratntt<>, in p osta:r.ioni protette per mitraglia.t,rici pesanti colleg-at<>, m e,i ianto 1>ozzì" ,1ammiila111cnLi, a ricovori ulla p1·ovn per il person:1111 ecl iu 1·ico1·e1·i alla. provo. per le t,rnppo di oonlrnttm·(.)(1, di liu,itat.e dime nsioni, e c,o11 f,wili n8cit,,, la cui ubicazione dipe1ulcrà fifWCiHlment.e tla.l pi;ono ,lei <',ont.rattacclii prctlisposl,i. L' os~n.tnm. pern1:111ent.t1 di qn1;sta ·zonn ,lovr:). p r;,i eSSl'tO completnt:a co 11 c11strm:in11i, rt eHl'l\t,tcre caru p1llc, rli r•lt.ri llpposlmn e,nl,i po,r 111it,r:1gliutrici e relativi nccc~si, di qunl.che kalto cli t,1'inceu trn gli a,ppostamenti stessi, rii ()8$twv,itorì, ,li ost,a.eoli J)HRSil'i 1lio·,,t.ti a,1 i11ca11a.Jn.r,•, ove11 l1111Tin.t•.11tai, 11,rvunzuta nemica in 1lircr.io11c f,l\·orovolo ai oontraUacc:hi, olt,r,1, htin intcMo, ni ('.Oll(1gamP,nti 1wc~ss:n·i Jll~r
C()m:rntlare t-ntt1i I' orirnniz1,11ziono pro,li~posta. A complcLnrc·., sulla fmrlo ,out:<,doro, I' 111,io110 •loi contri di resist-enz:, e il,1Hc1 mitl'll.l(liatri<:i J>es1111 li iu postazio11e prot~tt,a, potr,~nno eRser" oo~trnito, 11011,i po$iziouo rli te$istew<O·, hi,.t.tm·ie cli piccolo calibro in t~l\'OfllR 01! in casnmal-t,a, con 111,iono d' infìlat,11 sn lnngo (,1·:itt.o della partii a11t.c1·iorn e della zona ,li sicnrnz;,;:• che la prect>.d.,, 11a11oloì-. osserrntori a.lh. pro\'a o col.l<,gamc11ti vriJtcipali.
-BUna zona. di schiera.mento :t .tergo (follit posiziono di resistenza (!\'Il si s1:hi,11·~11" la m;tss:i delle artiglierie della difos11 (1101·11111.lmcnlc col 111at.c1·i11lo allo :scopert,o, ma col pc1·$otia.lo e l,1 mnr,i-
zioui ul ripa ro dal tiro n emiw) o le t.rnppe di .fant,•,·ia «lesti11ato ad a.limenta.,·e e sostoncrn Jn llifcsa nella posizione di rMistonza (nm·m:tlmente in Joc,1lit:ì ,!efilat(l al tiro al'versario:. Lll opere perm:tnonti, ila costruirsi in 1111cst,>1 zona, consistoranuo, pcrLirnto, in JIOSt.azioui allo scoperto per artiglierie oon relativi accessi, ric...veri per i sm·venti e rise1·\'Atte per mn11izioui, sl1a11came11ti, c,n·erne, e, quando neccssal'io, ricoveri per lrnpp3 di f,mtcria, ossorvatori, st1·:ode e <:oll,•gamenti principali. J lavot·i da eKegnirfii ~-1 moment.o <lcl eonq,let.a111 1111Lo, comprernle1·,n1100 l:t sist.,mnzione cli ,ilfri osserYatori, piste, allacciamonl-i, cullegnmcnti secollllnri, evc11Lnal111e11te ostacoli passh·i ed anche eleme11t-i per l.1 sist<1mnzione della posizione int~rm.,clia.
356
Allegati
-
C-
Una zona di sicurezza auUstaute ovo, normai mente, I' a-1.ione delle uostre trup~ sàl'à. li mit,11,a a mantenere, 11ei p1·imi momenti del!' attacco, il c,mtatt-0 eol nemico, sor\'egliarnc i mo"1meuLi o, in condizioni favorevoli 1 raJlontarHe l'avanza.La eou nziuni di fuoeo o co11 ostatJoli pu.~sivi ( intennzione di strade, reticolati, sh:uramenti cont,ro carri armati). 111 i'Jl10St.a 1,011a le opere perruaueutÌ si }jruit.crauuo a. qut.~lle ot·correnti pe:r le inte rruzioni
~trndali od :igli ostacoli pf~5Si \'Ì contro i carri ar11u1.Li, 1., uno o gli alLri, possihìl111t)Jlte, sutto il ~iro <lellc arti,i.;lierie ,!ella dif,~~a; ccceziowtlnumtt, p.. tril <>Sscre costruita qnald1e opm·a 1,erm:tnent.c ull,i\'a. [n periodo di tonsiune diplomatioa potranno, pure, eHsere costruiti appostamenti per tiratori o brevi olementi di trincea allo scopo qi agovolare l'azione delle trup'(>e la~cii,te in zona di sicurezza ,e. garantire, il pi1ì a. lung-o pu~iuile, la posizione cli resistenzi da sorprese e da colpi di mano. 4• - Alfa. analogia esistente tra la fisionomi a del sistema fortìtie.ato sopra descritl.o, ue))e s ne linee gene_rali, e quella di una sistomaziono difensiva campale, fa riscontro ugna.le analogia nella cornlotta dellà 11ifc.su. 5• - In baso alle direttive su espresse sono stati studiati, ,lai competenti organi tecnici, alcuni tipi cli overe pcrimmenti che .~i annet,tono alla preseut,e, ;i se.mplioo titolo di esempio e di precisazione dei p1ul'icolari degli elementi da costruire, poiehè ogni singolo olomouto, dovendo avere struttura ris1)0n~tente al .~1w S<..'OpO ed alla sua post&zione, doni\ essere oggetto di studio parti<',olareggiato a sè.
((, CA.t'O 1H Sl'ATO 'MAomo1u: J>ELI.' l',;a:R(Jl'l'O
A.
BONZANI
357
Alle,;ati
ALL"&OATO 1 (14 tavole a~tt&86) alla Circ. N. 200 in data. 6 geunaio l!ML - IX
RISERVATO
Centri di resistenza alla prova di tutti
calibri
Oostituiscooo l'ossat ura della prima parte ,!ella pos1z10no di rt1sbt,e11i1;, e so110 armati coa ntitragliatrici iu pos l,a z;ioue C.:.tRa.1n,1.tt1ita. éd, in n,lcuui ca...~i AC',ct!zionali, aucl1c con umi r11itrag·Hntrice iu 1JllZ1.0 protetto. Ln scelta delle poRizioni di ,letti centri rhwe essere folta i11 basi\ n.lla luro fu11Y.io11t• tnUic:~ cd in rel:izioue 11lla uatnra e,l alle forme del t,.,rrt<110. li fnoco rfolle 1uitrag1in.trioi eostit1u~uti Parmarne11 i,o <l,~i (~frntri di 1·e~isu:nia cle ve ('oss,it,uirc un oflir.:tce f'l eontinno sba rr:u.rtcul·o lungo il 1n,t.rg ith~ antol'ioro della posit.iout1 (li resist,ttu:1in. o twll'iutcrno della posizioue s tessa ed :i.ssicnrarc l'appoii:1rin r,•,·ipro,·o Ilei c,·u1;ri conti;tui. Perciò l'aziono priucipa.le di og:11i nHntl'o sar:'l di lia,nco e di 1·uvn~cic>, IllCllt.l' l} qnolJa fro11111(·0 ,' iarà scuo11,la ria., e l'i nter,·a \lo f1·a "i cculri co11ri.Q"ni 1lov r:\ essere hllo 1.lu t·l1n1i11art'l 1 11f:I te,rr1 ·1)0 i11h~1·-
posto, zone 111111 vislt:l ,; 11011 t1ffir.ac~n11mre hnl,t-ntc (t,,11·. 1). O,·c·on·1111do, in L1·11tr.i di r~1r ni1to p:11·ti.,11l:irrn ent~ imp_o r tHnl i , i <:t;n t.ri di 1·1•:-:.:i~1Am~.;\. _1,ot.1·:.u1n•~-~>~~~·-~--1~!~P.' ~fi!.i.. ~, ..kctl 0t'\ h Ì!.:!.';~:·· ~nlla ,H rigid o, ,lai l;ito cost r11t t ivu, p n ù c.,;s1~n .~ lissa.t ,, p,~r 1111e:~ti co nl"l'Ì ,li 1·csi s1:~11za . O~ni l!BULro ili rcsi~t~ 11za 1:011f,1,n-rii. il 11n111c rv cli anni 11t~c.essu.ri11 per : 1~:;ol Vcl'c i t~1Hllf•il,i 1·lt.e gli ~ono tH:i~~gua t i t><l u.vrit caral,lvrht.iclll~ t t~c11 ico-r:os trnt1 h·o dh·cn,c H St'1'.otltl:1 tlt·Jla s na por.tmr.a o 11Al ~no a1lnt.r.,1.1ne 11tc) a.l tA1·re11 0. Ut,mp1·,mdel'i'1. posrar.io ni pm· :L.J' llli n.11to1ua i id w. da ne.i ,·arsi in ·~a ,"e rna o d in ca lc t!St·t' HZzn, f"d e1•ct11.io11alrn Hnt1.,,, ,( n 1111 pol.Zù pt.,r l\ n:i rnitr;q,diaLl'iec ali11 :-.,•upt'l'to. 1·i.·on!ri ;H·r .:.; ,, n ·t! oti, 111a.;::izzi ui ,· j q n-i e 111n11L1.io 1d r <h~1,1>sitn lli n.cq 11;1. uùl't~~:-;u p1·1,11,~·t ro t~ 1,a tr 111;0 ; i1 d lt:t•, ~·:..::,s a lo, po:-:s il,i ì mt,1H,~, iu nn 111a:-;s11 di nw1:in. 1)p1>11r1· ;n un hhH 'C!c> 111 H11oli 1.1 co di 1·:1.lc:~:-,r.1·u'l.zn •. <ili c lcme.u t i
(li car:Ltl.-tW6
gMrn~1·ale ( rieo verì, ni a,!.!:1 Z.:tii n i 1 a cù1~ssi, eee.) s.nra.uno 1·i 1.•.f i rt1i t i i11
w o(lo uuifol'm~, nwntt·o le posi.azioni c a s;1111attat~· pt..,l' le armi dc)Yra·ruto avt~1·e earatr.,~l'i :-il Ìc·IH.. ~ot,;tn1tth·e dhor;;e eol \Ta ri.t rt) 1h,i ("Ompiti, ddla rwt,ur:t e d~lh., fl11·mt~, clrl t e1·re110. Un ...·omples.-;o di centri rii rPsiste nza, c:os:trnito uel mrnlo sncldt~t-'n, <lcvt~ m·e,11't\ al mart,rine ante ric-.re d ella 1,os izionc d i 1·1~sist,1.111za, 11n;t zona continua ellic.;1ce111t111t..e b atr11ta ,.]al fuoco delle :umi automatiche in ess i .-,i~tumate, iutt:iJ!;ra.to da cph, llo delle rut.ro~tant,j mir.rn,g liatJ'iei pesa,ul·i I'>. dello 11ostro J1rt.ig-lieri11. N~lla. zona. 111ootana san\ sem11rfl poss ibile t,rova.ro c1tc1L:t.~0H in tAt'rt.~110 ot·tlinal'i(> tt 1·oe1,ioso, limilati da fal,le più ,, 1llc110 1·ipl(k1, a cui addoss are, 111,~dia11t t1 lavori ùi uon 1rn1.11rle e111i,il, il \,Jc,.~:o monolitico di cu lc·est-ruzr.o nel qnale sono rica v:tlo le pn,tazioui 1'6l" ;Ll'mi a11to11101Liche'. Taio blocco 111uunlitico, per quanto }JOssihile, d ovrà C:~~,·~·-~, rimtvn,tn ju c,>ntro pe.udenz:t in n1o rlo che l' estra.,losso ris nlt.i poco omerg•·nte cl.al ter.reno· sovrastante. ~foglio anoorn, se si potranno Lrovt\re cou~iclerevoli nutssi rocciosi nei quali r_icu.vare, iu ca~ern;1, 111 sn<l<let te postazioni. Tenuto conto che sono da ti;num;i i colpi che arrivnno con notevole inclinaY<ion,•, è st,:ita <lata alla massa coprente lo spess ure cli circa m. :-,,oo sufficiente per rln.re ht resist.. nza n,luta a tu!-ti i ealihrifJ,. copertnrn <leUt:l ,~1sa11wUe pe1· mitr,iglintrici è rintorzllt11, all'in r,rad,,,,so, ,l" ferri a ,lopp1t> T a c1111 tatto (ciel n. 20}<'~ ,li l11rs eeHt!(i.~i ,ht l.iurnU di fono. Nell'a11n11sso esempio la postar.ione per l'urnrn ha rlim11n~io11i interne (iu phu1i11) di 11,, 1.:10 a 2,00, per rn. 1,75, In feritoia h:i settore da 30• li 60° orì:i.zonta.lmenti;, ,li ]8' verti,iaim.,11111 ed è protett..., frontalment e, tla u11a piastra <li m•ciaio ,lello s11ef<sore di cm. 10, con fcdu,ia orizwHtal.. , chiusa da tre o quattro s pllrt.,Jli a cerniera, attr,ivor.~o alla quale foritoia. RJ>:trn la mitr,igliat.-icc. L'arma Fiat !J14, dis1.1os w, su un pi,.tto s irnile a '!"elio annesso a.I t rl\p!)iedo, viene fatt.a ><'-ori.,re l;1ter:1l11w11t~, ~u unn, g ui,);1 formal,;t <la due fot'l·i a U af0a11cat.i e rlispnsti paTa.llelmneute :'1Fapcrt-nra, rlispo~ili\"I> di cui si ha bnonn ap.l_)lil'azione nel forte Giaglione (Susa) (tavola 13).
358
Allegati
I parti,~lari costrnttivi risnlt,rno chiaramc;_,te dalle tavole 2, 3 7 4. Dai rioovni si passa a oiasouna postazione per mezzi) di un breve cunicolo di ac·co,s~o. Il l'orta voce a tubo, una nicchia per lampa:,fa e .per mu11izio11i ed un recipiente murato per l'&cqna di raffre<lclamento ·da collegarsi dirett,rn1ente all'arma, completano In <lot-:iz_iouc <!ella, p .. sta:i:io11e. La post:izione per la eventuale mitragliatrice allo scoperto ~ ricavnta nella parte l'.entmle del bloooo di oaloestruzzo o vi si accede con una scaletta alla nrnrinara /rlislivello 111, :~) sfl nata in pm:-
ze:tto. chiuso da .botola automatica.
--
Nel blocco t!i calcestrnz~o, in diretta comnnicnzione ,~on gli appostamenti delle armi e,I in posizione ben protetta, sono ricavati i rico~·eri per il 1.-residio che comprendono: 1111 ('osto di comando con cuccetta per il comarnl,mt., (ul!icialc o snrtnflìciale), t.eldi1110, portnvoco con gli :tppo11tameuti, 12 :t 15 onccette sn tre onlìni per trnpp:t, At11fa ,t,I alconl o altl'o ooml111<t.ihile a gas incolore, camino rli tiraggio naturale, <ll'IW>sir.i \'ive,·i ,•cl :cc,i111·1, impiaut.i cli n,utilazioue . •\ •1uesto scopo }lrovvede, in tlondiziuui lHlrJnali, il e.a.mino a. tirn.ggio nat,nr:ile aiutato rl:Llla st-ufa e, se 1lel caso, eia nn veutila.tore a 1nano 1·eversibilt,. I11 rn1so di attacco a ~ast il ca1ui110 a r.i ..aggio uatnl'a.le Vttrrà messo ili comunica7,ioae colla ca~s,, liltro ehinckndo l' appo,it.o ,portollo {l-: n·ol:1 -t) e ,b 1111csl'o il p,·..,letto ventilatol'e l'e V1~rNibil(j pu1npcrù aria. e la •~•H',<'\eri', rwlJ'in1 ,tw110. Nella t:w. 4 sono rappres,•nt.ati i parl.icolal'i cli shoeco ,lolla ca1111a •li tira)!g-io clella stnfa e ]., pr.,,e pet' aria di ventilnzionc. Uome ra.p))l"t'!st;,i.lt;ano fo ta vole .5, H, 7, in alu1111l c:Lsi pot.r;·t t:-011,·tuinj cli ric.a,~~u·e i rirn)\·t~ri -in ga,ll~rie sn1iterrane1•. In qnesto (:a4."o il rivt"sti111cnto int.ert1tl sarù fat.to con bnuiel'e tJi vario spt'N~or~ poggia.uti SOJ!r:-L cttntine ili .l',·n·o to11clo e ver11icio1tt, ,1· :o.prnzzo. Pnrticol:u·i pi-ov,·c•dimcuti ((o ... vr.a.nuo esstu·e pr(~Ai per evit.u.ro J.1, formazion,~ cli a1·•1ue •li <ion,h:ns,iziont1 11ei locali .. uliltit-i a ri,·ovt!ri. L' illnmiuuziouo, (J1lat1d1> 11011 può c,s!$ei1·c ciidtl'ica (;.!~IH~rata tb1 a,·~umnlatol'i a11nlo,1.dti :tqnelli n~at1i per 1'ill11111iuazione tlt,lle vottnre h~1·rnYiHl'tt'), .sar.'L ad nlin, ako ul n 1u:t ro lit.•: a t.11lo ."ll·opu si rit:;n1_1ra11110 .ippt;site utcchle pt•r Jamp,ulc~. A tl oµ:ni J111Hto 1 :11wlJ4: c·o11 l' i111pi:i11ro ,•lt•ttric•u. ~i d.(n1 1·u.111u) .ivcrc, come ri ~H~r,·n, lam1mrlc ad olio n pt-,l-rolio o:I al,~110J. li tl~posito u,nlli o muub:ioui etl il ift.... po:;ito v h ·,·ri 1• t·ot11h11:-.riltil1· 1,011 lla111w ,·arart1•i·i :-itid1.; t)1ll ticolari. :o;unqH'H ch M sia possibile ~i J>Of.l'Ù. ricarar,•. 1wll1· 1·001tazioni 1h•ll.1 pa1·rt~ e1·11 t rah-!. Li 1·i:-itt·r11H con tilt,1·0 da :ili111 e utarc cnn .acqua port!\ta cl;il P-t'Sf1•1·no od aw· h4· Po11 a,:1111a pioY:tn:1 o proclott,1 dallo scio:.dinu,nto d<.•.IJc• lit'IYi :--elUJ)tt" <plaudo 1111 11 \·i :-iìa Jlt"l'indo clic• 1ali ;u:•ptu p11:,..s;111n c->~s1·r,· · i1110... s it•..it,u 1lalP aiinut, cli ag-g1·c~~~ivi chiuiici. Corno ,·. OYYio. la <·i~t,1• n1a ..,al'i,l 1111111ila cii ,~nwlolla di :-.:t·arictl t" cii fM>mpa :t Ulano di lll'l..,-'SH llcll' :wqna. La latrina .~a ,·:·, a nt:{Ì mohi!i. L' a C('1!'8SO ~J Cfrntro di l'C!-..i~ t4;:)n7.:l :,,;:n·:ì. ntrP1111t11, s:itt~.1Hlo ,iu1 rico , 1-r,1. 1•u11 s,·ala rh•an1r·a 11c... ll' interno ciel blonco 1H calec~trnzzo, ,·er~o il rp\·esdo~ tino ali' i 1win·a a :! 111. ~111 r.t·n-e110 t•:-otc.. n10 s uJ quale 'i·ert'à 31H.-wLa. u11a pu1·ta hlitHlat:i. L'usci t a e re-ntrata s i t:ffl•trueraun,, 111 .... diaur~ .-wa la ;1 ma11n 1iit i~.;po!·~·e •lall' intm·1w •lt::-1 i1(·mtro di rcsisceÙ:i;a ,~ da l'ltiran• 1k1po di esser~t"Ht' ;-;~n itl 11:1 \·. -H. Da1;· npt-:rtnra 1:0~Ì risult.~1ta., ne!!:\ p;lrf\fA dì rnYes<:io d~I F 11pt~ra ~i punù fori• nsdt~e nua ti1w-. str:~-l{aritta <li 11iast1c ,li corazzatnr:i (In.,·. 14) da ,·ni sarà pclilsihile fianchcgg'iart> il terr..110 ,·icirn> di rove.~cio oppmo, mer!i,u,te a1.•posic.o lancia homln• a e.atap11 lt11, hattere l'estra,losso (tello) oldl' 1,i,er,., Detto Astr-adosso 1,otrl'L ancora ~~fiN"ft rlitt•sn medi:1nte l:lllf'Ì!1lia111me Hzionato dall' i11t,:1·uo dcli' opera e munito cli pii, tuoi s l>occ:mti alb snperliicie tli Astr:ulosso, 1•cr modo ,J,. impedire ali' attacco.nte rii pcrumnere ~nll' opera e t.euture lavori di ,lemolfaione, con mine, clell' opera stessa. La ,·igilanz:i ,ldl' estra,losso riel l'opera e ,te! Lorre110 son:astante sarit elfottnat:\ mediante pt,riscopio a scom1mrsa simile a l]lle lli n~ati nei sommergibili (t:w. :\). Attorno act ogni oeutro rii resisten?.a ~errii. cn.,tl'uito l!..!~.t._~co~...Jl.~~:\'.!!.. me,liunte retfoolatn' di filo cli ferro, cava.1H di frisiu, tor1,edini terl'eStr1, et~c., ed Opp(~rtunamente fìuncl.tc:.:-giato e l,auntodai cent-ri lat-erali ecl iu parte dal centro stesso, in modQ da impe,lire all' aHaccaute cli ,ivviciuarsi di sorpresa e col fa,·01·t, dell'oscurità e rlel111 nollbia :\_e:li elenrnnt,i vi tu li del <>,ent.ro stesso. Ogni celltro rii l'P.Sistellza disporrà cli <>-0llegame11ti interni a mezzo portavoce tnb11l11ri e s:,rà allacciato all'esterno a mezzo ,li linea telefonica ili _cavo inti,rrato, in modo da risnltarn fortemente protetto, integrata da una stazione radiocawpnle. L'efficienza continua di questo collegamento è assolµtameutu iudi8pensahile. li costo di un centro cli re.~isteuza, co.~titnito 11el. mo,lo suindicato, è di circa L. '..!60.000, 84\ completamente di calcestruzzo, di circa L. 150.000 se in roccia. 0
Allegati
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Sempre quando è possibile <levesi sfruttare la roccia resi~tentc e ricav;ire vari elementi d_ell' opera come è inclìcaLo nelle ta;vole 8 - H - 10. Quando l' 01,em è invece di calèesLrnzzo, qnest.o avrà il dosamento: 1 cemento, 3 sallbia e 6 pietrisco dalla base dello fou(lazioni fino all' intra1losso llclla oopertnra; e di dosamonr.o : l cemento (Kg. 400 per 1uc., vol. mc. 0,300), '1sabbii1 (mc. 0,300), 3 pietrisco (mc. 0,(100) per la riman1mte' parte superiore esposta al tiro di sfoudo. Tl pietrisco avrà le dimcusioni di 2 a 6 cm. di dimnctro, Per 1,orma, le ·ma~,;c di c,Ll-,estruzzo <lobl.Jono c,,,Lruirsi senza interruzione e, sell.lpre quarnlo ~i possa, durante la stagione pii1 cald.i. A lavoro ultiuwto si otterrà il mascheramento ,lell' C$tr;idosso e delle parU csl.enu, .Jell' opero con opportuna coloritura a chiazze.
360
Alleiati
RISERVATO
ALLEGATO 2 (2 tavole anneiile) · alla Ciro. N. 200 in data 6 gennaio 1931 • IX
Postazioni protette per cannoni da 75_27 mod. 1906
L" pustn,ioui in ,•avi,r11a debbono consent ire rii battere, cn11 fnnd,i essenzialnrnntP ,l' i un lata, ,letermiu:tti settori ,li terreno, cli rnassim:t, nolla ,.011:1 dei ,~1111td di rnsist,c uza. Se JJ(J prnse utano ,!ne ti 1>i: - il _ 1trilno, pitt Sl'lllplic.e ed eco uoruico, 1n11· a.v ~utlo r ì11eou,·t·ni(·11te •l1~ll 1-:1 ampi ..) ,-;a nnonitlJ'ti", trnvei',L l:trg-a. applk,tzione quando, por l:1 pos t;i'l.io11e ,!ella ha lleria il , no .5ottorc ,ii a zione, le -,anuonìeL·e non [)Ossauu C::i!i.Cl'C intila.to dall'art ig,·licria nemic,1. -- il $Oco 1Hlo, ;l 1·an11ouiera 1nolto piìt l•i eeola., ~ c:ousi~.rlinhih~ cp1 aniio uou s ia 11os.-;ibill' sn~gliere pu:ita~ioui elle ~01ldisliuu alla. eowlizione ili eni sopra. l (lati 1'1:', t1 lttl ul i dai d i.-.cg·ni ;l:IIIH~~si hariuo j•:1 r:t ttt'I'~ ,l\" li11iti,·11 per q u:111to 1..'v11..:crue i pnr -
.,,f
tico1ari t :O St1'11tt i ,·t jJ,•,I
1n;1J eti,1 l1 ~ li al'I i_Ld ic ·1·ii1 ~I \"~lJ I i i u 1i1u•11z.a ~.,11 11 n1·e:;1)112.;r. ;1z 101u" ilH(' l "Jl;, t!t·l lt· p ostazhlllÌ ,!i \)g·n i pez;~o •:. q1ti11di pe r qnant(, co1wer1111 i parfil'nl:1ri co....:t1·1ut.1\· j «\elle ca,·t~l'll~ ,ii cont p t~ te n za ile~di o rgani dol g.·1~11i11. (lii si essi d;1 t i l1;l111)0 i n n~ct' ea:·an.,·1·1· i 1ulic.:a 1in, 1,e-1· ~·li altri p.:irti,•nlari del IH:Ltel'inlt, di :n·ri;.di\• 1·ìa p1~1· il q11 alc ~;11·a nno dit·:i1u;1r,.: l11 ternpn le t:1,·,llP tli ,•us tn11.in1 w. f :-, ~r ,ori \", ·rrh::;°:J i t<d nrizz, ,111 al i. i11«li «·;1r t ll l' lie l:t\"olt' di di :--:, •:.!"!10. l'! l})!'l'l':--P. t1 ra110 j limit i 1·:1;;,;.!i :t:i!.d i,iij d:1 ll'orµ·:111i :t.-z:tii o11P teeni1·:1 dd malerbJ,~. >JcHi1. t.•.o :Ht·111.i 1)m: 1h•IIP p n .ljr:1ZÌl)t1i -.:i l t•t-r.i i. tuttavia prc':-.,~11!(' : 1") l:i c·un,·e11iuuz:i di ritl111-r,• l' ampiozza dc~.lla c a1 1n1>1Jiet·:1 a li miti snp c.n·iol'i n q uel li ,:,,11~c11riti dal 111 a1e l'i alo di :l.rrh;·l jeriJJ ug-ni 1.1nah·olta l' e~tri 11.-;t..:c:1z.iotHl 1l,~i eom pi li (;tttici tlt~lle IJ:itter i~ co11~eu1a. di 1estringyrr1~ i l s~ltOl'':' di .1zio1u~: '2iJ) la <-'011,-f\ 11 t,~11;,;:a ,li l'O H ljh·' ll;o:.arc,, cc-,n <.>pportnua i 1.1clinazio1H~ del piano llcJlc posr:izio 11 i, il Jinùtato St>f:to n~ \"'·l'.rti,~al,• ,~rl11.·-H~11rirP 11 tll' :dlhsro pi:-,r :-:f rnu a n· q11f•:,..fn n,~! 111ot.lo pi·ù ri ::i pmHl_t·11to :1i compiti tattki ~ulldi:tti. 1
1
Primo esempio (ta, ol.a
11.
1).
Le c:1.rat.tcrìsticlie e s!S1·11zia.J i di 41H~sta iusta!}uzione kouo: <i) notevole garanzia di protezione otteunl"a, s ia mPdiaute pi<:cole (li m ensioui ,!ella c:i.1111onier:i, rese J}ossil,U i coJl'nn.-,rt ("Olloca.t:o multo . in av.111ti l'a:sse di rot.a z imie: <ie1 J)HZZ1), sia 111ed.ìa.11ta n11a pja~tra ,ii cot·a.zr.a tnra dtc eoprn fa mi 11irua, luce ell e ne dsult:1_; 1>) semplicità di armamento dell'opera pttr b J'acili(-à e prontezza cli ritrarre il pezzo dalla cm,noniera, sia pe r sostitnire il mat cl'iale p;uastn, ~in. per sµ:o u1h r:uo tlalla <":~u1nouie r :l, con .adatto att1·ezzo, le macerie pmclol.le tlot colpì ne,rdci scoppiati nd s no i11(,cr110; o) economia di costo e di tempo per la realizzazione nt.teuuti coli' ntilizzarc il · mat,eria le ,la 75/27 moti. 906 così come esso è, s,tlvo sostituzione dt1ll'.itl'nslo normai~ con un carrello semplicissimo.
Descrizione. U pezzo ila 75/~7 1nod. !)Of:i (cannone, cnlìn, COB:!egni di el:-,, azjone, e <ii d;r eziorn:) viene Hmo11ti1to da.I ~1_0rm,ìle atfus~<>...t•. _ruote_.'_) 111011lato sn c[i _nn op_li11ario c arrello da forro'l"'ia Dé<>un v illc• .A
Allegati
361
tale scopo al canel l,1 ,·engon,1 Hj>plicate dne fi,rncare mediante ,lue ferri ad L (E) colleg;\ti da un oalnstrcllo (F) e (la una tmversa (G); t11Ji Jìan<:'.ate recano dtHi oreo<·hioniere, sulle quali si impe,rnia la saNt:\ porta-culla ,!al cannone per ot~en.,re i movimeinti zenitali della bocca du fuoco. I movi· menti ~zimutali sono ottenuti collo stesso si~toma a,lottato nolla oustruzione del materiale 1906; modificato in modo da estendere il settore a 300". Il pezzo così ·adattato viene disposto nella C.'\Verna a cannoniera di ristrette dimensioni, la oni imboccatura viome obiu~a con 'un ·piastrone corazzato (A) di cm. 10 dì grossezza, tenuto a sito da duo forri a 'l' (B) cementati nella roccia sopra e sotto alla. piastra ( A). A talo piastra sono pof applicate ,!ne casse ad alie nhe danno appoggio a due chìtlvistolli (C) i quali hanno lo scopo di anooraro l'affusto alla corazza, prendendo contro appoggio nellA piaHtre :ul oreochioniera (}I) applicate al medesimo. L'alzo p:~noramico, snlla sinistra di;lln hocc.1, ,h1 fno(lO, perm ette nn agevolo pnntamento nl servente se,lnto sul s.,IJino (Cl ì " 111anovrunte il volantino di ofov.izionc (Il) e(! il volantino ,lì dire· ~ione (I). L' instalhtzion11 pnù esst1ro complet;,ta applican,lo :d ealll1<J11e nun scmletto (non rnppresentato iu figura por cl.tiurnzza) e 1m<J es~ere ,ulattata, ,:on tutta semplieitit, all' esecnziouc ,Ji tiri pmpa.r:tti.
Secondo esempio (tavola n" :!). Le cnratterisl,icl.tc essPn,-iali di qnosta seconda instullaziorw, l'ÌS]letto alla prece,leute, con-
sìetono: uua u1~J~·gior g-aranzia di protezione ottcun ta con ,•:,n11011h~r:.t r.ornzznJ.:t n doppia s vn. c•il p•ll't:ire 1':1s81• yi,'tnall'! oli rot:izion~ 1·<'1'ti,•:·d,• ,l<•I p~zzo in <'< HTispornlcnz:t dcll':1~,., vor
t~) i11
~n.tnrn
<'
tic:1.IA <IP.!1:1 s.-zioru~ piÌl i-i,tr..t,t:l ,ti,11:1. can1wni era mcdesi mn,: Ù) tu nua u1aggi or s1wsa ~ 1uag,-,rio1· lcrn po per la r,.,:dizz:1zin11t·-.
Descrizione. fl pe,.r,o ll:i 7J •'.!7 ,~ c,mscr:1·,Hu sul pro))rio a1fos(o sm,za modilicho sost.'Lnzinli e s tiJnn,lo le ruoLc ; al ,·omero viene .sosU1ui ro
1111
el~lnfH\t\)
:1
l'tJ.o t,~ port·.anlii (, tdHf.il'ro
c·U appoggio che
:-:(~01·1·(1
Hnlla
dj ,U rP.z.ione poSTP!'i1)r:_~ (:ti mc.11trn I' :is~:ilc. l:.Hdi:tl o nppt)l'tntiamPnI:n: vient; ~istl:'nl;'lto eon anak,r·> ,~ :eme!1to d .H~ ~(~orrc ,..,nJl:t rotaia <:nn·a di direziorn~ anterjon~ (h). ll ceu LrG <U <~nn·:unra fl <~ lle. rotnie t- ;,, l f. i ?a t o ci rc;1 dne ,111.:'!Ti ;tvauti ~dl' a.s;-,;ak~ ue!F intt1.rn11 ddl a t~:tnn·onier:.i, ed h ·i risnJ.ta. quindi l1 a.s.se virtn:ile di 1·otazio111J della IJoeca. da fno co pt:n· .;ti :-.;po$i":t.m~nti uzhnnt.ali. Tali .spcl.stamenti si comandauo mmlia.11te 11n volantiuo che a z.ioua dnc ro<:cltetti i 41.nali ingranano iu af_.rµo:5iia, ,lentatnrn delle rntaie '""'nl : per· ~·li spostamenti zeuirali l:\ hoee:.,, ,la fuoco .5i sene •!egli org:ani normali. L! or:.ruuizzaz.io110 :-.1Hldert:t J>ermet.te di ntili1,;,.~1n~ una eu.u110J1ic1·a tL doppia. svasatu.1·a, le ~11; dimensioni l,1te mli so 110 mi11i1uc (20 •·m,) mcntro <p!ell~ Ye1·ticali sono prnporzionate nll' ampie'l-r.a oltil siettoro verticale che, ca~o !HW t~a~o, si inreU1la ;1:,;s i1·111·are a.Ila hoc(·:1. da. fnoco. Li> protezioue o/lerra ,1,. l a.le dispositivo Yieue eomplet,tt:, da uno scudo mol>ile (e) tli 10 cm, di spessore cl.te auioru:iLicanwnte segne il, pezzo 11d suo movimento azimutale, proreggen<lone lo pai:ti più import;ioti ed i servenl i dai col]JÌ elle pel' avnc,ntnrn ~fila~8ero attrnve1·so la fcn,\Hnra, contra.le della cannouiera. per scoppì.ll'e nel!' intemo della ~vasa.tnra posteriore. Piazznola e cannoniera ,~eng-ouo ricavate in nn hloceo di calcestm:r.zo opportnuarnoute rinforzato con piastre di acciaio e fortemente saldato nllu roccia in posto. rot;tia. 1~11rY:t
Per ciascuno doi tipi di postazione dovrò. essere prodisposta la relativa organizzazione pll,
la difesa antigas.
362
Allegati
RISE:RVATO
Ar.r.;:O.lTO a (1 ùi-vola 1m1,es.~i1) alla Circ. X. '.!110 iu ,lata. 6 gcmmio 1n:n
- IX
Sistemazioni di artiglierie m postazioni allo scoperto
Lit posta.~ione di nua hrn!c'a ,L1 fnocc, u.llu senperh> consiste~ g-,~11ern.lmt!!ntt\ in nna piazt.uola7 di m. I) O cil·ca,, c ito pot,·:"i rid111·si a 111. ,i X -l se la l.humn, ,la f11tH',O ù 1H calibro inferiore ,11 100, 1n·ece,htta ,la 011;1. ri,«wnit.ta intcrr:ita pr,>t.•ltt~ per li:' mnni1.i,mi, ili an,a va d:ihile :\ sc1•0•1<la ilei calibri e cioè per batterio kg·~·~,ro o ,li m. c. pcs:11,ti eamp,1li mq. :.m, p"r li, b:~lttirio ,li 111. c. 1ws:rnti m,1. 11, per i g-ro8si calibd mq. 18. Le mnnizioui cl1~i ,:alihri l~~g-el'i e uH.·tli JH>s~otw n~11i1~.-, 11:tlla 1·i.s~·rvetb1, p:tssale ai ~er vont.i del p~zzo attmnwsn ,hm :qwl't11rc i11cli11:Llt' p1·ati,•al'1· nd 111111·0 ,lt,ll:1. ris,·rvet1.a :uliao:t'lltl' alla pi:.1.zznol;1. ;\lla ri \.!er,·ctla si ~H} 1~e 1lt1i dai lati por 111ezzo ili ilne hre,·i ~ aJJp1·it~ lar}!hc m. 1. l'Ìca\·att.., !'\nl tH·ohtug:unento dt,Ha L'Ìf,a~1·vPtta ~te.~:,,;:.1: t•he ."\1~rvono •li riparo uo1·maJt.. 1h.. i :iPr\'cnti ,turante i couc~n1ira-
><
411enti di fuoco :\VYersar.io. La r.a,·ola a1111tjs~:i rapp1'(•sc11ta un tipe> cli riSl'n·cr.ta pt'l' )lt'ZZt> di 111. c. pesane~. La ~11;1. ,:o stru7.i<ln~ richitlfle 1111a spPsa ,ii I,. .111.11110 ci 1·,·a. Le rnu·icbe e g·li :nritizi, do,·(\ncln csst' l'e tt:>tllttP. di :,tilth.: il:li pt·t>it:,i.r.i, dt~hhonu esst>rc cnusorvato iu a11posite riscr\'<·t.te (1n1,~ OJ.:"lli .~ p,,zz i), p,is te llllg"li i11torndli fra i 1101.:1.i, lo •tnali ,\ehl11m,, avi,,•., 1·i~\HJUiva rn,Aut~ area tli mq. :lO, !) t~ 1 J. vi l l,sst• re di tipo aualt.Jg-n allt-! rist.•rn"ttH pei· pt..tz1.i. l.t.\ \1;1r,tt'~rie s i ~rc·rnat•· :tllo s1:np1~rt:o 1h~bhouo a,~ct·e. in .:.;-c111... r<1, :i.ncht! t·ieo n :.~l"i pe\' 1a,i!f.;rl11:1fn ··;·?Farar:. lu11c:1.11i da i p t·zzi ,~ :it)o . . . t.:Hi pos::4ilJil mcur~ ;-1,n i rìaw:id. t ricon~ri po:-1;-..0 110 t~":-,t." l't.' 1h·l tipu "it-ndiau, por i -i dor,ml di f:u 1H~.r i•1, 1)~·u nw1 t1..- i ,pw1i puù sttrvirt:' i,e 1111 ])et' mezza lrnHt<ri:1 o pe1· il eo111a11,lo di lmttel'i:i. L,a nùi<'.HZ.ioue 1h~i rit~ovcri e rÌ:-il,o\Tvett<~ s.tr:'t sug-gc-1·ita, Yoltol :~ YQUa, dal terreno ;1] tJn:de i t·icovod dcnrno ,t,latlars i sfrnttan,lolo il più p<J.s~ihile. PAreiì, la 1lis posizio 11e d e lla risf'l'Yetta ricav:ata ,lavanti nl pe~zo u(HJ è ta~sat,h·a; so le contlizinni <ieJ terreno lo cu11sigli:1.no, J>UÙ e!;scrc rica v:ua. t1lt.rove, urn stlmpre nelle immediat., vicinanze i lei pezzo.
Allegati --"---- - - --
RISERVATO
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- - - - - - --
363
ALLEOA'l'O ~ (3 tarolc lt>nt•.iso}
alla Circ. N. 200 in ,lata lì gennaio
rna1 - .IX
Ricoveri alla prova per truppe di contrattacco
l riconiri alla prova 1,e1· tmppi, di cou~nùtai,co. ,h, co~rrnirsi nella part.e poH~e1fo1·e llcl!a
,J,. una galleria~ all.t 111·0,·:t •lell:1 lar;rhezza ,li m. l,:'lO, cap,wo •li ,1;11.,,· ricovero ad m1 plotone ,li faureri:i "' ,lne righe di nomini ~c,J11ti . .\ I rico·,·e.ru si acc,1<le ,la rlne ~nlettA. 1~1teruli c d una. ceur.r.ile 4~0H ;u!c·essi proYvisti di ,JvlmsHi <lisposìtivi ,li 1n·ote?'.io1u~ ,~ontro i ;:.·n::.. rm luughezza co1nplei,;.;.Hiva. del 1·ieonJro è t"li w. :!O t~irc;i. L:t tfa.Y. l ra.pprc~1~uta 11.11 e~empio, in terreno scoporl o~ rlt..~I c•nstu di L. ·~ ~-~i:·,~;1. Le ta.,·. ~ e :1 rapprPs~11ta110 nn osompio. ricar:t111 in !mona ro,·c·.ia. flt-!1l'a1Hmonr.;1r,· •li L. -~0.000 posizioÌ,e di resisr.enz:1, sorn> i,oRr.itniti
drcu.
364
All~ga1i
ALT,EGATO 5 (8 tarale am1aaaeJ alla Circ. N. 200 in <lata I\ gennaio l!l31 - I:
RISERVATO
Osservatori
fi.Ji ()S!,CJ"Vaiol'l $0110 di 2 tipi: - piccolo pi,r osser,·atori isolati o per batteria, ,li ,li111t'11~ioni J., più i-i,lotte possihili; - grande per gli O~!:Wn'atnri 1l0l comando di imttore, ,U grnppo o di raggrupp:uuento, (li flirnension maggi,wi. l>ctLi ossorvat-ol't pnsso110 poi 1.:sscrt:' :
- - in pozzo con cupola corazzata, ,111,111,l,1 il e:imp,, ,li ,·ista llcll' oss<:r v a~orio ,lehha t'ssere molti g-1·:1111lt, j - in caverna. blindato, q11an 1lo il :·mttor,~ ,li ~or,·ctdiauza :-:ia ristn•tto o,·n~ro il terr~no prusont; p1)~sihilit.;Ì, di osser\·aziono i11 ral'ie llirozìu11i.
Osservatorio piccolo in pozzo con cupola corazzata - Tipo A - \la,·. l e :!l.
i,:
c:o "il it n ito tla IL1 L;1 cntu:.la . . : o r:, 1.za t ;1,. •(~Ilo ., p,·~.i:,;nnJ ili ,•1u . ·~11 e· d,.'1 ,Ji :i1n,:11·n i uH •ruu 1uinirnn
di 111. 11,:,;1; ,· ,,11 :i f-,t·irni,1 1111111i r.,; ti.i .,p,irt~l!i <:hi ndiloili ,l,li l'i111n·110. r.a. citpoln pn t, ,~1,u tt:>llt'l'O tt n o.'iSl!L'\':lloro, 1111 go11iomc t,ro 1 11n :1(JJ>ftr:i to telei'onil·o pJ essor1~ n1nnita, ili µ,·:utc i ;ii quitli :-.o s p1•11d1~rlj pi t•c olt~ tt, nllt•tt4?', hi11o('coìi, t ~h~fo1d1 t:cc. L'a.t.:t.:t.':i~u alla c1q,•,la a\·,· ic~111~ a lllt~zz;o di poz.r.u. p;11'Lc 11tc dal l'ieon:ro. ,h·llc di111cu:;ioui (! . 111.
o.s . 018 .
fl r ic1n."1· r n ì• i':1~;n ·;n-, :1 li i. ,; ri i prof, ,11.\i ril. i1:1 lt-, d i :n('t1~i11!1 i di n1. ·.:.~ ' :.!.:!. ,} ;) il;, ,:1)n tc111: ;~ )1-,1~.i1ii :iorl':Lpposri d1} l r.i p o aib1 111:triHrll':L it!l l ~.n ·,, lv: ! 111<:. d i 111aLc riah.: t~tl nn telt-(1•111, o ecn~rai i111 totct~HliCI),
UaccesRo al t·kol"el'O av-vi<rne ,I.ti t ,·r.:.::o :t mezrn di sc:tletta la1·g:i 111. IJ,80 con gr:ulini _d i
en1. :!:;
di
111,
>< 25.
Le tn.v. .l e ~ clanno 1111 tipo fii c)S.'-a~n·:! torio. in terrtn10 1>i:tno poco comparto. Tanto il rico,·(,i·o che il pozzo sono rivestiti ,li ealccstrnzzo 1lcllo sp•·s.soro, rispctti,·amo;ute , l ,.,J 1,::1\ che li rende .ilti a resister,, :ii ,:olpi ,li 111 e1lio 11,tlihro. :-ìpesa apprnssimat,irn L. !10.000.
Osservatorio piccolo in caverna blindato - Tipo B - (tav. ;} e -i).
t~ costituito in mo,lo an:,logo all'osser\"otorio iu cupola od ha qnilllli una scaletta cli aec>,esso ,ul ,rn ricovero di metri :!,2 )< 2,2, ,lai quale 'parte nn pozzo delle dimen~ioni rii m. 0,80 X O,SO alto m. 4,50. La camera di osser-vav.ione (da l'icarnrsi collo scalpello e non con petardi <la. mina) è spinta molto in avanti, in modo da avere nn diafr,unrn:L ,li rocci,i di 1111 solo metro <H spessore per limitare c,m\, al minimo, fa s,·,c~atnm tlella feritoia. Ptir ren,lerla pii't att:L a reHistei·e ai colpi rli medio calibro, la camera è rivestita con piastn, metalliche fronlali di cm. 20 di spessore, appoggiate a. piastre laterali a ~pessore decrescente da cm. 20 a cw. W. Le piastre frontali e l:Lter:Lli sono poi tenute a posto da }Jiast1·e superiori. dello spessore di cm. 15 oho fauno (la sostegno alla mass:L coprenLe, la qnale dcv-e avere 1.111 minimo di 4 metri ùi
spessore. A tergo <lelfa camera <li oss1;1·v:1zion(l è rkavato nn piccolo loc.ile <li m. 1,50 X 1 150 (utile per lo scaml.Jio degli osserY:Ltori e per il deposito di rnateri~li di ossm·v~zione).
365
Allegati
Il ricovero è analogo a quello doli' osservatorio piccolo iu c11pol" corn,mit.a. Lo tav, 3 e 4 danno 1111 tipo ùi o~servrttorio piccolo blil11latu, in cavcrnà, in roccia di meùia compattezta. Il ricovero, hl. scaletta cli accesso ed il pozzo so110 rivesLitì in calcestruzzo e sono costruiti in modo da poter adotta,1·e, facilmente, tntti i pron·edi111entì per la. difesa antigas. Spesa approssimativa L. 65.000. La cupohì corazzata, elio è dello spessore ,li cm. ~5 e flel cliametro interno minimo di cm. 120 con trn foritdie ·munite di sportelli chinrlibili dall'interno, pn<> contenere ,lue ossernitori, nno con goniometro e l'altro con cannocchiale ricercatore, uno o ·ane app:\rati telefonici eù essere munita cli piccoli ganci ai qnali sospolllloro piccole tavolette, l,inoccoli, ecc. • Ha. poi clua ricove1·i (a,111,ichè uuo) di Ìn. :l 2,i">OX 2, i qu"li pe1·met.tono di 1·icavm·e sei lettini alla rnariua.ra (a pAt' ricovero) " di contenor<J d11e centr:dini ·t-clefonici , 3 mc. rli matcrinli vnri, l taYolo e (ì nom ini. Lo scale di a{'ce.,~o al rie1>l'ero ccl :tl pnzzn l111nno le 1li n1ensioui •li 1u. o,no per remlero più facile l'a!llnsso clel 1,ersoualc. Spesn approssiuwti,•11 L. 1J0.000.
>~
Osser vatorio grande in caverna blindato - Tipo D - (ta.,·. 7 e 8)
Le ùime11sio11i· souo le Rt,.,s He ,lell'o.~servatorio :rnalogo in cupola per qnauto ri guurrla la scal a «l'a.Ct'O!,j..">0 1 i rieo,·eri 011 il poz7.o.
La camera di ossc1·1·:,,.ione h :1 lo di111e11s i(nii ,li rn . .l ,iì
~)'t!S:l u.pp1·ossi m;\I.Ìn1
>'. l,ì5.
L. 7:-,.ùuo.
); OT. \ -- . ~emJH'fl quarnh• i.· 1,o;;sihile, o le concfo.inni ,lei tei·reno lo CO'llsenta.1101 si riconer/i :..<I o~serrntorì ,li ('Ìl'<'ostanr.a, 11011 alla 111'1>\"a <l~i tii·i, cou solo ricovero pe.r il perRoualc. (lu:11ul1, i 11 ,·ccl" Y(·rnganP ntlott ut i g·l i os~~r,·aloi·) a1ln vro,~:i, ~op1·a tle~eriU.i, potr:'.t <~ouYcnire di tcnt.\J'C I" U$s~r,·:1lori<, t·on g·li ;11111~~si loculi ,lL-;gìuuto ,lai ritovoro, so]nziou,~ pitl !:iicu.ra! in cel'ti casi, pcrcl1è 1111 (',o[po che imhocchi J'o,;~cn·n.torio non ahl1ia II fan, ,lau no al porsouale n riposo.
366
Alleiati
Allegato n. 21 (Rif. pag. 264) AGGIUNTE E VARIANTI agli allegati alle circolari del Comando del Corpo di Stato Maggiore n. 200 in data 6 gennaio 1931 e n. 800 in data 5 marzo 1931 - A. IX
l" -
Criteri di massima per la scelta del tipo di opere.
Nello stu,lio ,ld!~ ilifo$C pcnU;ll1e111i si •lern esauiin,u-., a11zituttn la possihili1à ,li rÌt,ll\'"jl[!) l'o.w:i:.i, in c.'1.verna, p,~1·chè la C<H'l'l'IH~ in ottin1a rocda pre~euta 11utt1voli v:{~~taggi :sul calce.SH·uzzo; oct"ot're pert) te11e1·e prf>se11tc clic molto SJ>csso la roce;ia, pur presflut;nulosi in lJ11t,ru, (!outlizioni all'esterno,
uon ,li\ K•tra.nzia di sutlicicnt,e resistenza che a,l nna eerta profo11<litù.
l·~
qnirnli neccs:rsudo csmniunrc bene il harn.•o rocf:'io:;0 1 'il quale deve u v<,ro spessore conveniente,
:, ucht1 qmrn,fo g li sLmti sottostaDti ~ono ahl,asta11za <:orup:itt.i. Bisogna t1cr.t~z·t;an-i t'hc uou ~i si:1.110 discoutinuit,\ h;.lSY<~1·sa.H tlHlb. 11w.:..$..H. o di lh),·111,t ,.l~hl,ono essere cousidc.rati come linoni te1TA11i per ,:1<1:cruc attice lo solo roccie cornpatl fl crntth·e (basalto, grnnit(,, porJi<lo, ccc.) o le mi~liori rocde ,li tuc,l.i" co111p11Hczza (calcar~e e dolo111itid10). Xt:,.~li alr ri ca:;i sì tlov1;\ inve1!e, set11111·e per le <:'.!:~<.onott~ attfoe, esn.ulin:.u--, ~e sia co11 \·t'!nicntn o me110 f~ostr11 irc la po!i;t·m~iouo con 1i,l t:t-11mtmt~ tli <·alel'Kfr11;.,,zo in uno ~cavo p:tralle1t~vipt!:do di t.Ii1ncu sitnli tau to maggi1Jl'i tprn,ut,o minur~ t, la. 1·t>si!itt~111.a della. n,ccia-. -·-· · · f1 \Jlocco tli calccstl'll?.ZO in qne~to ~a~o doni, 11aturnl11H·nt,c esser~ co11111letam,mtfl i11tA1·1·uto cd avere dimtuH, io1d tHli «fa fo1·mal'CJ n11a. nH1ss ,i di c:t lc!estrnzz;n cli almeno 200 ntc. " lltilli\ ~11a pa.rl-e e~t-orn:i. don·:\ e:-i:sere 1ua_'?!-·.l icralo in u11ulo tb l·i p 1·t!11 dt~rt-! c·on1pl~t.:.rn1cntc l:t t(,nna del terren4l 1 come
ucl terreno natnrale. l\.•r i rù:vct'.'ri. invece :-:.:.u·it. smnpr~ prls,-;il,ile. t1 t ah-olta ,. audio c,u1veuieute1 afl'omlarsi qnu.11to
se fa, poxc:1zione rvs~e stata ricaYara
~ pèr--ottenel'e la.
\"Olnta protezione 0 1wrciù xi cJoy1·;'1, abbassare il 1·ico,·e1·0 tis'petWaHe- pOSt'n :: zi•,ni cercando di ottt,Ht'!n, la nec11ss.a.l'fn. protezione con rfwda o te-rra. I>i mas$ima si deve te11Ar prt::"seutc che l)~l' la resistt~nz;t ai gTnssl calibri ,telle opere pel'mant!nti occorrtl nua m ossa ~tJ.U.le ,li: Ili. ;i di calcestrnzzo ~(lii sot.1os1 ·aut~, str11 tq ,cli (tn:ri :l rlo1111io '1' ..rhi__cm. :Jo, 011pnre:
m . 5 o () tli ottima. l"ftccia. (husaltn, gTa nilo, pol'tìtJo, ~ct·.J, oppure: m. 10 - 12 ,li l'<lf:cia ,li onedia comp:ittczza (calr.'ll",,at e ,!olomitic:1), oppure:
m. l5 - 18 ili teneno semi-roccioso (;1reuarie), nppnre : m. '.lO ed oltre di terra co1111.111e.
2" -
Mascheramento della opere.
Il mascherame11to rlelle 01,ere di dife~a ,leve tendere a ripristitmre - con la mussima fedeltà possibiJ., - nelle sue 0011,li:;ioni primitive il terreno da,, per necessità dì eseeuzioue ilei lavori, è stato modificato. Esso costitUÌ$ce hl vesto architettonica delle opere di ingegneria militare o tltwe quindi essere curato " studiato com,· .uGll" co~_!r!Jz:l.2.~-c,m;,:i,.J11:. ai.itt.i i1rchitett-0nicn. •La fortificazione, oltre che scienza, è arte e,l il rnascherameuto è il sno pili importante completa1oonto; nè l' adatuaneuto è troppo ardno, qmu1do ad esso si ponga attenzione sin dal primo momento della progettazioue dei fa,·ori.
··· l -
367
Allegati
li-folto spesso è soprnt11tto la nocessitll ,li masoheramento, che significa anche pel'fetto amliionta1i1ento, che impone nn t ipo pinUosto che un altro ,li costl'nzione. Per ottoaere un buon mascheramento si dovrà: - esaminare, anche in sede ,li progetto, i proYYe'1inrnnti <b attuarsi per il mtischemm~nto ùelle opere ; - evital'e che i lavori ,ti clifesa possano essere \·isti ,luraute l' osecuziouc, coprendo In zon,t di lan 1ro con frmule, r:uui, i11cauuneciati 1 ta,volati 1ni1neti~zati, ecc.; - conservare, per q nanto è possibile, lo stmto terroso o roccioso eMerno che si è dontto rinrno,·erc :tll' iu izio ,lei lavori; - ticon·Ne, se <lei caso, alla cosl,ntziono ,li rocc.ic :~rtjlichtli ripro,!acenti, noi mo,lo piì1 p<ll"fotto J.)l)Ssibilo, lo roccie uaturali esistei1ti nelle n cin:111ze; - li1 nitnr~ nelle \)pere di d if~sai pcnnauent,i l' nso di ,;rn."Sch0t·;_tUlcnti di mLratterc e,tmpulc ai soli c asi ,li ìmpnssii.)ilit:a ,li provve,INvi con mas chel':.t menti permanenti; - consi,lc rarc che jl 1U1\$Chcta.me 11to tle\.'e a,~ere cari.lttero deti niti~o t~ 11ou de,e fft1Ì1Hli i-ie!th~(lcre p artico]a.ri mannte uzio ni; - <la re ,rnii fnr111a i rregolare ai prulìli ilcllt' oper i~, allt' s1·;1 s :1t11 re ,folle fol'itoie e,l ll!,!·l i a ~CC$SÌ :Li C(j u t ri ;
------~ - .....
.
.
- te1rnre prnsou te c he i 111·n lìli rogolari ,!eli o o pe re ,logli ,,~empi ,1etl,· c it'cola,·i "· '.!00 e 11. SllO, se r\·ono sol o p e r in<lic ;tre l:1 g 1·osse7,za ,la a:ise g nari! a lle 1uasse 11r0Lt\/.r~t\t1 t i, ma a Ja,·ori .!!.!!~iJ_~1.UJ!, ~ r~g-nlari t:'1 delle fonue tlt,vt:, SL•arfre med iante il rn n.sel11:1·:1mento tlt>l ie opt:H't~ :-.h ~~~e.
_ _ _ _.,..._ . , . . . _ ~"\r:.;,-6: t"fa·,a., ....,,..;-.'~ -"'!'~'<'~
:)•' -
.j
-'li".'"'~
Impiego dei ferri a doppio T e loro disposizione a copertura dei locali e delle casamatte per mitragliatrici.
Xell t!' 11\Jl'l°I~ 1~o sl 1·uit,-, 11d l:L ~l-a,i..d o1r0 l:1Yt1 1':1 li Ya n~;;o-:;t :-.i :-.. 0 11 0 i u,pii::.;:ati 1.tclb t.;up 1•rt 11 1·;1 r~· r1·i ,; 1ni1, T dt: l 11·) :!O .-. ; 11 due ~t r;Hi , ~;olo lH 'I' 11 t j l i zz: i l't! !(' 111·1>\· ,·i."'l t' I'! d j fon· i .~i;'t è:·Ht~1tir1.• da. aku ui
.. li,·i t~, rri !k:1zi1) 11i. Sdk nuo ve o pere i11 progort,> o ti.a co~ti·nin-;, i fetTi a clo pph• T ,la ,lh por~i nella 1:1>[><·1·1m·a
deblJono t:i:8RtW~ del tipo ~l'. :m con aste cd ali ciel uwssi1uo spessore po.rssìhile, sn (li 1.111 solo f.i r,1·,1 t:o a perfdto contatto e cou 1111 robust.o r,o llt:ga.nH!nto tb tli loro ;1. mezzo ,li t o n,tini tl',1s,·crs ali, ed 1111 largo a ppogg·io. :S-ei rico\·e d. e JH, i cnuicoli i ferri a 4)oppio T saranno po.~tf in son.so nonnale al la to lnug-o. ~ e lle p ostaziuui per 111it-rag liatriei di oa.ice.st l'n:t.:r.o o•l iu ca.Y~nw, ~ prefe l'ihìle JU)l'l'<~ i f~rri ue.l senso ,lei maggior lato per tltH'!l appo g-gio alla piasLm mc<ttllictt a ri11fo1·zo <lolla ferito ia "' per 1·i,ln tTe il unmcro ilei ferri ste ssi. La pi,~~tra. nrnt nllictt a rinforzo della ferito ia i:, come è nolo, ,li due t ii;i: il primo surv,i pllr ha tt~ 1·0 set.tori orir.r.01.1!.ali di lì0° o verticali ,li ;30• (,fa :- 1 :,• ,. - 1;\"), il secondo s~rn, p,; ,· s!'ttori ol'izzo11iali «lì 60", ma v e r ticnli completamente in ,lepressioue (eia o• :i - :m"). Ù però cvitlcnte cho L1\ li seLt,ot·i rappresentano un massimo e qniuili ogni <11.Htlvo lt.a non è llf\MSsario i.)attere l' intenl s ettore di 60° orizzontale e ;{o• vertic:, te è poss iltilc JL~aro la piast ra stossa co u feritoie arnnLi settori infedori, dando alla feritoia uua svasatura c o ni;;-,omleute al set.toro Ìfa. bai.tar e.
-----. ---~-- ··-··- ·-·- ~·-- --, ·.~-- - · .
4" -
,..__...__.,. ........~
Mezzi per impedire ai carri armati di intercettare il settore di tiro delle mitragliatrici.
Nei terreni do ve è possil,ile l'impiego clei cani a rma ti, è tb prevedersi che questi cou per.~omtle i.)cn deciso pos~a.no intercetta.\'e completamente O(l in part,e il fiettore di tiro tielle _mìtragliatri<li addossandosi alla feritoia. Le d ifese chll pi i). si pre stano allo s copo sono qnelle cos tìtnite cla: - lllocchi di calces truzzo a scacchiera, cilindrici, del cliiimetro di cm. 70, alti eru, 75 da to rrn, dist;anti m. 1,80 - 2,00, oppure sagomati, di altez1,:1 da m. 0,40 a m, 0,80, l.trghi m. 0,60 e lnnghi m . t,70 - 2,00;
-2-
368
Allegati
·ferri
piani inclinati oon pendenza nou inferiore al !l0°/ 1·irn3titi con lamiera ingrassata e cou 0
Zùl'tÌS i
- fossi semplici con o senza. coutroscarpa n,rso il nemico rh·estita, profon,Ii metri 1,30 ~ l,ao, larghi m. 2 o 3; - sbarramenti di pali ol'izzout,ili su terreno inclinato. Dette ,lifose si dhporrnnno n~~W~.lli.!.\l.il~~l~~~ill~!t~Jl..O.:·•. E.!!~!:!~1.LiJt.rJç,j, nel l>rcni :trn tto di tet·1·eno prer.e,lente il settol'e l,attlltO dalla mitrn_g :Jiatrice e,l iu modo da evitare l'ag:gir,nnento ,lolle difese stesse•
Ca.sa.matta metallica fissa resistente ai grossi ca.libri, per mitragliatrici, in un unico pezzo superiore comprendente la casamatta. propriamente detta. ed uno inferiore costituente il pozzo d' accesso; entrambi i pezzi sono di acciaio fuso.
.;i"
La e:isarnaltn HH..\talliea sncld<~tta, pt~l'llH~t.t.e di ~01l1lisJ'aro a partico1arì esig~ nZf! 1lei lann-i cli fortilit:; \ziont~ .SO]W;ttnl.to in tt~1Te11i a licY1, 01\jlulazhlne ne i 1p1ali non ;~ facile l'uccuU:unento etl il rna.sch,i1·amcmlo ,li opero di c:tlcDstruzzo ~me.-,rent.i ptlr •1u:lldw 111e.tro ,lai Slllllo ,,, quaut1u s i ronc l:L
ntH.· essntio, llill'i' alla rnittap;lian·i<·e 1u1 :o;ollo1~ ot·izzoi1t:1.·1e 11i tiro t:tlei ùh~ la s ua normale fèritoia in t·a n.·rua oll i u {~aicesL1'11zzo lH·e,·e dì:-;t;rnz.;1_
J)~:~~~~~~~-(~~!,L. ~.J.m~?~.~!~l>j!~.!1~-"":~.12~1l~}~i~~·-~~:~~iric
Ei$8a p r c"llt llH lo ....;e.~·n enti <·;1 1'att<wbtithe: r."critvin di :-,uJi t.:m. 1-1 ~ ~ 11: tliUll"'H~ioni jnJ4··1··11t:~ rna,:,;si11H.' di m. 1~11)
,·..,
poste a.
I..) ,):
dimc11siuui t·slcrno 111 a:,.;.jimo di m. J,HO )( ~.ll;j : 111:1.~si111:1 ditlii:nlf·:\ ,l' iml,n,; c,, •lolla fori loia ; for ::i:i l,rnp(~wi,l:tlo :tl't'1>to11d:lta : 1'.:l~Mll:ltta pr1>pl'ia1 1H~1ire 1h:l·l:t cr>stituila da nn 111ti1·1> .. 1(~1uu11 l.o~ 1:!1e no i 1no~'?f to pal'ri1·1 ,l:1 1·t~;? ~·i:1 t1)
t.· :,;!·aru
au1 11c, u t'ato da
lfi.lli)O ;\ :!tLOO:) K .~·-
drc:a.
p 1!l'
dal·,-~ un
ma~·g i4HC ~v;)zio iutc r no al
pe1·so11,tl~ e 1u-:iJ.1 ,:01 1:-.id,·1·a.zio111: che •l~tto atuue nto cii pe:so a , ·,·auta,:.;·g,·ia uote,·oln1t~nte l..1. ~;na resi::;teJrta seuha ~ll1menl,a1·e in 1notlo :O,t~nsihile I~ 1lillicolt-~l di tl'asporro t~ po~a in opera; snpj>tlrto 111•r mi t-ragl.i atricc speciale con pe1·111> ,li rot,1zion(l in volata;
sdturc orizzouL:Lle di, tiro ,li 60' e rnrticalc ili .:30" (,la -'- L:i" a - Vi"); s pessore tli cm. ;11) ne lla parte auteriore,, di 0 111. -~;:; uei lia11clli e cm. :lf) 11 ;,l l:L'parte posteriore; $01>raele"azionc ,Iclla casam,ttt:i. sul piauo orizzontale J>:tss:1at~ p;,r la ho•:ca tiella mitrnglia-
trice, cm. 81) ; ' Il costo ,]ella ù:Ls;unatta mcktllica ~i aggi,-a ,111Je 1.iro .')!).OOJ) ll la spes a pe r un coutro lii r~sist,~uza in cu,·m·ua con <11rn <1:1s:1ma.tte metalliclw resL,tenti a tutli i calil>l'i e r ic01-eroÌÌJ caverua si agg-ira snlle L. ::lOO ...::- ;3;Jii.01JIJ cil'c:1.
·6° -
Casamatta metallica. fissa resistente ai grossi calibri per mitragliatrice suddivisa in pezzi.
Allo scopo di permottore che la c:.samatta rnetr,llica per mitragliatrictl resistente ai grossi calibri possa essere posta ili opera anche iu località. lii. alt~nr~~ua ,love è impossibile trnsporLare pesi dlevant.i n caus,~ della lleficienz,1 di str:lde, è stata stuellata. la. sn,ldi visione in pezzi ~L_k'.eso ma!simJL \IL ~g, 5500 circa, collegati in _mo,io da. non dimiuuire hl resistenza dei singoli pezzi della. -casamatta nonostanto la sua costituzione iu elementi. Nello studio delle opere di fortificaziono dove però esseru . t.tiuut'.> presente clie la casaniatta tla ·,iiettersi normal-me11te in opere, è g1t~lla co.1tit1titft <la u11 solo pezzo (descdtta al n. 5") perd1è dà. maggiori gnmuzie (li resistenza e che alla cas1'1natt11 suddinisa in pc:;zi si dom·<ì 1·iwrrere solta11tu nei casi in ciii ,çi ha a.,çsofota ìnipossibilìtlt di trtupo;·to della casam<itt<i intera. -
-· -·--o.-··· " > -
•
'· ,,,· ., .·• ...
. ·.
- .3 -
369
Allegati
7° -
Torretta metallica fissa resistente ai medi calibri.
Per la difesa vJCma degli sbnnamenti ~tradali di cui ulht cfrcolare ROO del Comauclo del Corpo di S. M., è i;t..ua studiata nnat,';;';.retta fissa ;li acciaio fuso, resiste11t~cdi cnlibri, srnlclivisa in 1lne dementi clte sostitnisc6 la torrnttn girnvole. Essa ha la po~sihilit:ì <li hattere l' int."ro ori.:zonte, ossendo mnuita Jm_igo il perime.tro o l i ~ t ' , avc11li~t ~_e tt~re ,li 100''. l'rnì ,iontenere almeno clue t1rator1, 1 q11al1, con due n11trnglrnt.1·1m coutrnpposte poSSfllH) ta1· inoco cor1temporn11enrnenle, senza clisturh,usi fra <li loro, nei settori corrispondenti delht propria mitragli:1t1·ice. È inoltre vossibilc tenere tntte le mitrngliuhfri C"~tant!'mente in posir.i01,., e far pas,me rnpilht me ut,e da nua mitragliat1·ice all'alt-1·a i ,tue tirutori, oppure togliere mpiol:111,ente (iu pochi secondi) 1m!l mitragliatrice ila mm. fcri~oia e mettnla in r,osizioue, alt1·etta11to rnpidmnente, il, <)twlsi:»i nitra. Le caratteristiche J>1'Ìncipali della torrntta sono le s..guenti: - diametro esterno m. '.!,Jll e,I interno m. 1,80; - spessore massimo nel settore di Liro prii,cipnle m. O,~O e minimo 11el settore ,li tiro oppo-· sto m. 0,10; - soprnelevnzione '-~Ila torrnttu sul piano orizzontale pns&ante per la 1,occa ,lella mitr:,gliatrice m. 0,65; - massinm facilità ,l'impiego <ldla 111itragliatrice, per~hè ncssnna 1litte1·e11rn lll'Cseuta il snp- · porto tldlu mitrag:limrloe dnl u01·111,.Je supporto a trevpio,llc; - veso cieli' elemento s111•t•riorc Kg. l8UOO d1·ca; - peso dell'elemento inte1·iore Kg. 6000 cire8.
S0
-
Jrstallazione ·.per ,cwinoni da. 75/27 con settore orizzonta.le di 16" e di 32".
r in:-. 1:1l i:1zJ(~ue 7;-) !i lJH .·,lt~ l ri po -ra,·. :!\ :il!t.';.!'· ::!u ~ll: rfepon,la 111le ,,.ic,'ssità ,li im1, i.. go la:111JJ0 co11, iglia t o cli 1·i111mt·ial't, sl'n z' ;i lt1·0 a ll'adoz iou,. ,li lt, tipo d i ' ·~tnllazione. , ,f 1.onaegn , r.a è stato ,leciso di a ,lottnre nt,ll& cnYnne l tl insrnllazione tipo t,11'. l °, i cni pa1•tieoi strntl · e prece,lcuti t'~lJl!l'ienzll us ~i c11runo un bnou J'u11zi(HH1llle11to con ~ettore orizzont:ile di 300- cioè 16°. E' in istu'.!~~,;~~~~_n/1~}!.l.'!l analogo con 1111 ~ettorc 11rizz011tale ,li 500"· cio.- 32° ciren. j:ece11ti ~s1wl': enze 1iirtUc a .1.il ald ìirc :-:e
r'•l·. 200,
370
Allegati
9° • Aerea.zione, ventilazione e ricambio d'aria. nelle opere permanenti. Il problema della aereazione, v-,utifazione e ricambio d'aria nelle opere pemi:rnenti, ba carattere di particolare' importanza p<'r la. neces,iit:\ di proteggel'lle il presidio dai gas nocivi sviluppatisi nell'interno dei ricoveri per effetto della perm,we,m• ,!egli nomini e dei g:ts asfls•i:1uti lauci:tti dal u ...micu. Gli enti tecnici compilatmi olei progt1tti ,li op,·re di <lifes:t dovtstrrno_ '!Himli tenerne conto sino dal!' inizio degli stn,!i in mo,lo ola permt1tte1·~ ,li ,lotaro, le 011~re ,li;i ui;cessari impiauti a cost,ruzione ultimata. Lo disposizioni delle piante ilei locali delle opero ,li fo,.tificuzionc. e lo loro relazioni altimetriche sono talmente vu,daùili che no11 si poi-:souo iudican· nonuc precise pe1· i n1ezzi di v~n rilazione. In liueu IJ"enc.mle s i dov1·:ì: 1° - Omnpart 11tenta·r8 lo tJp,,re ·i.11, ,liv~r.vi gr1.1.1,pi tli lfuJrtli disting·1te1Jclu fra. di l o ro lo casa.111:rtt-e, le ris~rvette, i r1covttrt do! pt,r:mn.J.lt, tt(l i Jo1!aH ~la e11i ~mauano e:sulazioui (latrino, cnciue, ecc.) e ren,lore ermetici i gn1ppi 1u.t,ssi di locali a me:1,zo di port.t>, eou uu.st,ri di gorn1nu, in lnmiel'a o lan1iel'iuo dopt•io munite di ehinsnrt, rapida111c11tt" 111~H1ovn1.hili. Ogni :\Ctt~:-'180 ai ricovori dovr;'t an:H"C duu porte ,ljsl,u.Hzi:.1tu tlì llll metro :1110 scopo di pe rm t'.tter~ la pP.nu;t.U(~nza fra ,li e~se tli uuo o due u o1uini. N eg·Jì iLI:,!TO:--:-ii alle opel't,; 1 ~ur:\ bt:JH~. [JOLT~ le pnrte ad una di:...tanza di al111e110 111()L,1·i t,GO t,ra e.li loro, por cousoul,in~ la 80,':lt,a d i un ferito in barella. ~o Dare u.n<i ca.p<t,citù. lli mc. 8 ptr ,wuw a.i rit:m:1,wi J)'1r lru_ppe ili t:ontr<tttacco (come previsto dalla circohtre ~.no) pt>r p•·rmt:tt~1·n la vir.1~ degl i uon.dui, i11 co11clizior1i li.siolog·1eamcnte buone, seuza bisogno •li ricorrere a d :L~1·e,t~icrne artitìcialt·, por 1u1 tempo 1wu iufcl'ioro ad nu' ora; tli m,c . .i per ~!....ci~'J..~J:i.,Ji~.L,1tiftZ.Ult·._J}!.I:iJ(t~.!''!'~ ~LW!~- lu~~,!JJ:A~..;ec'-!E!L:t!.ti". (l·ome prt=,risto p~-;e;,tri ;li rt11:sist.ttn?.<~) JtHr p,~rmettt·wvi l.iL vita. pm· uu Lc mp1, ,,mporioro al lA 01't\ nna ~ rn1~1.1.o. ;f > .Dot<i.r,· tli. impi,vn.to (li ri!/ene1·rtzùntr fl'((,t'itt, t n t rn lo 01wr<_. c•lm si tro \·ano i11 zo1w d w si prtrvt•df~ po~s:mo tt~.st·re ~ortopoi-ittt ;1 1u1 tiro prol11ng1110 d <'l lc arfiµ- liel'i~, fh: l' pe ruu:ftHl't~ Ja \' ita d t_i:,di n o mini por .1lt,r t1 ~) - l.:! 01·,\ nw1lia11tc~ l'uso di c;q•.s11lo aio!.sorlu.,uti la. a.11iclrich, (~arho11ica, e di ho111Uolo <li os sig~no p~r la. 1·iu;e11 P.raziorw dc•II' nrin. :.1. 0 -T),;ta,rt, l ,J op{Jr,l tli im11ia,1tto cli 1entib.ttÌOilt: m,~tlùuitt. t:1;11,lilu,lori 1:.ap:rd d i a:,pi1•:1ro aria, e::.t1·•rrn l. n.tt.1·atT·r~o lilt;ri ::;pociuJ1, e fii o~pellen: ~dJ' ~$tt!l'IH > l'a r iu llt· i lv~·nli rc:-:.1. 1..•11t1111u4uo Uoll i, i ìt :,::;pi;·ahiio. L.e l>ot.a:hc d' acct;S$U d o1l' ;uia p n ra sm·anuo pn, ft.·t·ìhilmonto HJJ<~rtt~ in 1110~:hi 11t111 ~olt!;t~dnr.i ma 1
:wroaLi •Ioni la .;o.-;~a <Id g"aS 8Ì:1 <liJtìdl u. iiueJle di sbocco è invece ntil~ <lispol'I" in 111 .iglii sol~ggia1,i e poco a.~reati. Ogni comp;1rtiint1nto d eve avere proprie canne tF aet·e:1z.ìo1·ao. Gli itnpianll di rigoncrazi ouc e di ve11t,i1aziont~ pos~ono ~!:isero abbinati in m odo eia a.vere nn nnioo v~nt.il;Ltore ehe faccia. fuuzioua.re. l' nuo p J' altro m .. diautei opportnn~ saraci 11~sche. ~,!:!'.'!;.!:~.!!L, ~'\isle,,~,. i Y.l)'!!JJ'lt<.:.~!3\!.~11.u•.~!J1!"}iP!l4flL'~}ll'}!lo; 1!9.11~ llattm·ie di a r,tiglierie iu cav~tna. e 1wg:li sburramuut..i ~trada!i, :'I.venti 1111 11ntevoh! uume1·0 di !oeali e graurle svi lup1H1 tH gaHc ric, T'YiTl1;i.1..lÙ:o può e:ssc1·0 cc11t,ru1izzuto, a 111(11.·V,o ~li -vcuti lu(;ori da. fa.re fnn1.ionar~ con g ruppi elettrogeni (clu, possono cssero an..Jie utilizzati po,1· !:i illumin:iziouo) iutl'l'l'.tti in loeali upi,-ositi · aventi dirette c1unuuicuzioni <:on }7'"':.Sterno.
In questi ca~i l"'"' ÌJ necessa rio rcn<lere possibila il fum.ionamento a mano rlegli impianti inte1·ui doi vari CO!llparti111e11ti, indipemlen(emcntc l'uno dall'l\ltro, 11cr il caso lii guasti d11ll'elettrnventilatorc, a mozzo di nn op1,ortuno impim1to <li tubazioni di collegmncnto e di sa.1·1Ldnesche. Nello studio di tali irnpi,mti ceutralizznti ~i dovr:\ tener conto della .luughozzu delle gal!orie e corridoi, ,lt•lle <limcusioni dei r icoveri e looali ,rnuessi, della quota · ,lei l'icovcri e <!elle casamatt.. rispetto nll' iml.tocco e si dovrà innlt,·e cou.siclerare che nell11 cn8amulte di artiglieria è ntile pot..r rinnovare, iu un tempo che i\ in direU.o l'ap11orto con fa. eelerifa di tiro, tutta l',iria. in e&m eou tenntn. (•i JIUÒ riteuerc che con una velocità <li 10 colpi al minuto primo per i cannoni da. 75/27, occorre riunovare iu un minuto primo tutta. l'aria della cn.snmnttu.).
-11-
371
Allegali
-
St:.Z: t 0NE.; A· B
-
Casamatta per cannone da 75/27 - sezione longitvdinole - scala I:25. Allegato n. 2 alla circolare 200 Centro di resistenza alla prova di fvffi i calibri, con ricovero in caverna - pianta. Allegato n. 1 alla circolare 200
e :~ \ .
~:: .
-v·
372
Allegati
Centro
o'r
rBsis'l'e.nz.&
àZ/., p.ror.,- ~· i-vt't",; ,,.: Cd//Jri cun r/corerv di &d/'ce.rtrvzzl?
Centro di resistenza alla prova di tuffi i calibri, con ricovero in calcestruzzo - pianta. Allegato n. 1 alla circolare 200 · Tav. 2
Centro di resistenza alla prova di tutti i calibri, con ricovero in calcestruzzo - sezione. Allegato n. 1 alla circolare 200 · Tav. 3
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373
Allegati
Centro di resistenza alla prova di tutti i calibri, con ricovero in caverna - sezione. Allegato n. 1 allo circolare 200 · Tav. 6
Centro di resistenza in caverna - pianfa. Allegato n. 1 alla circolare 200 - Tav. 8
~
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I /// \"~-7
À
374
Allegati
R IQJVERO ALLA PROVA PER TRUPPE DI CONTRATTACCO. CAPACITÀ UN PLOTONE DI FANTERIA DI 60 UOMINI
18
Ricovero per truppe di contrattacco · pianta e sezione. Allegato n. 4 allçi circolare 200 · Tav.
Osservatorio piccolo in pozzo con cupola corazzata · sezione. Allegato n. 5 alla circolare 200 · Tav. 2
,, I
Osserv,,/o,:io P./rrolo in IJ. OZZO con cuf!.ola
corazzata - linoA
Sc6/a 1.- 50
375
Allegali
S cala /:S.?
Se:z:.ion e ..J)-B
Osservatorio piccolo tipo B in caverna blindata - sezione. Allegato n. 5 allo circolare 200 - Tov. 4
Allegati
376
1L . ... .
., . I
I
I I I
Sez i one ljJ
: "~ I
''
St:ala f:.fo
Osservatorio grande in pozzo tipo C con cupola corazzata - sezione. Allegato n. 5 alla circolare 200 Tav. 6
377
Allegati
Allegato n. 22 (rif. pag. 264)
SEGNI CONVENZIONALI DA USARSI NELLA COMPILAZIONE DEI PROGETTI PER LA SISTEMAZIONE DIFENSIVA
Centro di rea1atenza tipo c1ro.200 e 8oo Appoata'!lento per
Appostamento
•
m1tragl1atr1c1
1n
~
oon freooe aarà iadioato U settore osTeraa ( di tiro di o1aaouna orma.
f
per m1tragllntr1o11n pozzo •
•
•
Torretta per m1trnp~1',tr1oe
CaTerna r1ooTero(1l numero indioa la oapaoità d1 uom1D1 Batteria 1n oaTerna(oon !reooe aarà 1nd1oa~o 11 i,etiore di tiro della btr.)
Appoatl!Wllento per arhgl1er1a(sooperto)oon rueneUe e r1oon:t1 1n oaTern.a
OaaerTatorio ( il punto 1nd1oa lo polil 1z1one preoua 4ell I ovs er,-ator 1· OaaerTatorlo per arliglJ.er1a
D1fèae peBB1Te oontro carri IU'l!latJ.
378
Allegati
Allegato n. 23 (,if. pag. 265)
PARERE N. 88 TN DATA 18 APRILE 1935 CIRCA IL PROGEITO PARTICOLAREGGIATO PER LA COSTRUZIONE DELLE OPERE DI SBARRAMENTO DI MONTE CROCE CARNICO
•
COMANDO GENIO DEL
P11rere N.
88 __ _
CORPO
D'ARMATA
DI
UDINE
(Xl)
CIRCA IL PROGETTO PARTICQLARffiGIATO PER LA COSTRUZIONE DELLE OPERE DELLO SBARRAMfillTO DI M.CROCE CaRNICO.-
(Allegati : 1 relazione n.197 del dipcnàente ufficio fortificaz1oni - l specchio dei dati riferentisi ulle opere - l tavoletta 1:25 1000 - 1 cClrog r ;afi ,a i,11 " la 12'500 - 15 tsvole di disegni -
Rea-
3 computi metr.i.ci
par?.i al i - un computo metrico r iassuntivo - 1 espi tolato n. 56 s quantità dete :rmi.nute , per l' oniaonture <li
L. 680'000 - 1 sp e cchio del cemento occorrente - l ope.!:_ chio dei ferri l amin ati oc correnti. - ----0000 0 0000------
Secondo gli ordini impartì ti dal comando designato d' a, ·mata di Fi renze con foglio n. 691 - del 1° agosto 1934 - XII,il dipendente uf"ficio fortificaziolii ha compil ato ed ora trasillette per l 'approvczione ,il progetto particolareggiato delle opere difensive ordin>1te per lo sbarramento del passo di M.Croce Carnj co.La ubicazione delle opere,11 numero delle armi,i loro compiti ed i settori di tiro,sono quali vennero precisati negli studi preliminari approvati dalle superiori autorità, e quali appa-
iono dallo specchio allegato al proeetto.Nel ouo complesso .lo sba.rromento in discorso consta di tre
centri d i resisten za in oaverna,armati con una o due mitragliatrici oltre l'arma dell'ingresso attivo.- Il centro n.l ha inol, tre un cunicol.o che lo collega con una torretta osser.v atorto attivo.Per ridurre la visibilità delle feritoie delle armi e limita.re la possibilità di tiri di illlbocco,le feritoie stesse vennero studiate con 1 1 adozione di piastre p_er feri tote a minimo speaa0re frontale . - Il dipendente uffioio mette,in endcn~a che il rijl.-
379
Allegati
2
nunziare all 'uso di dette piastre non farebbe economizzare che le s ole piastre suddette,mentre per contro si renderebbero necessarie feritoie molto più visibili ed imboccabili,-
Il progetto non contempla la c osyruzione e posa in opera de-
gli arredamenti, degli impianti i ùr ici , delle porte metalliche, degli impianti di ventilazione e di ìlllllninazi.one,rj_servondosi di inoltrare all'uopo distinta richiesta cii assegno,gius·ta le disp_Q sizioni i mp artite al riguardo dalle superiori autorità,Il progetto appare studiato accuratamente in ogni s ua parte cd i
locali vari,p er ubicazione, numero e dimensioni appaiono ri
sp en denti ru..le nccessi tà di vita e di funzionamento dei vari centri. I l avori previsti. di rivestimento ed impermeabili:r.zazione del le galle rie sono c onf ormi
alla natura calc are e fessurata delle
rocce della zona in esame.I prez zi dei vari art iool j_ di lr1voro sono commisurati ni pre~ zi del mercato, agli oneri d i tr asporto in sito , alla locali tà disagiata ed ai particolari tecnici richiesti all 1j_mpresa per la perfetta esecuzione delle opere,Il progetto era pressocìtè ultimato allorchè giunse la disposizione mini strerj_ale ( direzione general e del genio mili tare - dispaccio n.7712 del
6 aprile 1935-XIII) di includere nei progetti
anche la provvista dei ferri profilati ocoorrenti ,in derogo alle precedenti disposizioni in virtù delle quali i detti ferri venivano direttamente ordinati dal. Ministero della guerra - direzione generale del genio militare.Però, sulla scorta dello specchio annesso al prog e tto,in cui sono indicate le quantità dei ferri a doppio T occorrenti (Kg, 66861, 65) si potrà ag 6'iungere al capitolato 1 1 articolo 25bis/453 "Ferri laminati del l
O
genere 11per un quantitativo di kg, 66' 900,
al prezzo di L.1,15 al kg,,aumentando di lire 80 1 000 la somma pr~ vista in progetto(L.76 1 935 + 3065 di so!lllla in massa per imprevisti)
... / ..
380
Allegati
3 talchè l'ammontare complessivo del capitolato n.56 dovrà essere elevato da L. 680 1 000 a lire 760'000.Nulla altro avendo da ossèrvare,esprimo il parere che il progetto,con l'emendanento di oui sopra,sia meritevole di appr~vazione.- In tal . caso damando che venga concessa al dipendente u1'ficio fortificazioni la somma di lire 760 1 000,e,data la natura segreta dei lavori,sia consentito di adire a licitazione o trattativa privata fra le ditte idonee e di fiducia di cui all'uni-
to elenco.Udine li 18 aprile 1935 - XIII IL GENERALE DI BRIGATA COMANDANTE
(E.Montiglio)
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381
Alleiati
Allegato n. 24 (rif. pag. 266)
CIRCOLARE N. 7000 IN DATA 3 OTTOBRE 1938 "DIRETTIVE PER L'ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA"
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COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE
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UFFICIO OPERAZIONI I - SEZIONE \•
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N° 7000 di prot.
Roma,li 3 ottobre 1~38 - A. XVI
OOGETTO: Direttive per l' organizzazione difens iva .AI COlili'IDI DI CORPO D I ARMATA DI FRONTI::RA e, per conoscenza : AI COMANDI DESIGNATI D 1.ARI.UTA ALL'ISPETTOMTO DELL'ARMA DEL GENIO ALL,\ DIREZI ONE GENERALE DE~ GENI O
-TUTTI-
- TUTT I s E p E SEDE
-
I.- L'organizza=ior..e difensiva delle nostre f rontiere terrestri sta per
raggiungere, nel suo complesso, ,m notevole g rado di efficienza.Le limita c. ioni di c a::-a tte re finanziario e l a opportunità
di
prc.,ve der e r riir.a ai grandi caposaldi( comple s si e quindi costosi )hai!!. r..o ~e r ò :r:~.,.i to c o n l 1 a f t~ id.:?r~ J.. .3. solu::i one del ~-rn b l ema ,-~~d un nume~ r o ridotto di ope re , il c he ha c onfexi~o a.1 1 ~ siste mazì0ni tlifensi:
ve l 'aspetto di una sottile linea.E' 4n zi t utto nec e ssario pro•:veder~ a dare nrofo ndi tà al siate::
ma.-
II,- La profondità ai deve ottenere con due rimedi: a)- trasformare le attuali linee di copertura, là dove i l nemico pos sa sviluppare notevole sforzo, in striscia di profondità varie';; seconda del terreno e delle . possibilità di attacco del nemico; b)-organizzando sulle direttrici principali, a distanza dalle liilee di copertura, degli sbarramenti arretrati destinati ad entrare in funzione essenzialmente contro elementi oeleri, nel caso che la linea di copertura fosse oaduta per sorpresa iniziale o grli!!. de concentramento di mezzi.-
382
Allegali
III.- Per quanto riguarda la sistemazione della linea di copertura , tener
presente: a )- Le circ olari 200 e 800 del 193 1 - c.c .s,M. - hanno assolto il l.Q_ ro compito creando con opere complesse la robus ta imbastitura della siste mazione difensiva di copertura . Tali opere sono già costruite e pertanto bi s ogna procedere con nuov i criteri più se~ plici ed economici per completarne l'azione.b )- Si tratta, è ss,rnz::.almente , di s ovr'apporre ( con met i coloso studio _del t erreno ) ai tiri incr o ciat.,_ ;::he attualmente si ottengono,un un complesso di tiri (essenzialmente fronta li) c o sì da ottenere u.., retic olato di. fuoc o che possa coprire la z ona nella quale il nemico d e ve avanz are per l 'atta<;co .-· e)- La sistemazione clifensiva di copertnra non G.Jtmette angeli morti. La opportuna uhica~ione di mitragliatrici traditrici o di infil~ ta dev e eliminarli. !fa dove ondula.zio11i, scos ce ndimenti, valloni n on lo consentano, si ricorra ai mortai da 45 o da 8 1 a seconda della distanza . ·d) - I provvedimenti -ìi cui alle l etten1 '.::Ì- e e )- varram10 e nche a dare quella p1·ofond.1.tà a l la :,is t o1:,c.zi one difensiva che ,ira man-" ca asso lutamen te .e) - Le singol e armi ab hi:ino settori 1,~, ~1 defini t i: non :ii può preten= dere ch e un aoldato s ia ~nlme nt e '.l con oscenz a tlella situazione e del val or e r e l a tivo di una minacci.a :,er poter ·::.coglier e il pro .. pri o obietti,.r o fra v- E .c.~i ~~he g li si present ano.- Ba sta che egli sappia che de,,e far fuc,cc quando i l nen:ico s i p re s enta nel sno settore di t i ro . (~:.u indi queste dev-e e~;sere ~;nico e l imitato .Ad Ofp'·~ i i:1oè.o po i, ;: ualo:!""~ ::ii t:r-atti '"-<..i lav o ri gi ~1 ~:;eguiti o qumdo oppG r t ,.u:i t ~ lo c ali ricl:le ùano d.i.versa::ie nte e cio é una ""jitraslìat Ti cc 3.bhiJ. :.r~_t:ì:.'i si:ttori. , :; i ·:.. ne tt 3rnente pre cisato qua = l'.? :ii q_ .h~st i :ì. ;;} h ·:: fL ?.2. f:"e!· -=; e c-n3·i. ,i ~-:~.'.:;f: ·; ;; -, 7.1:; 22-:;e::...:: i ~?-: e . 1
re (in genere) una bucn:1 int el'r 1;_zione str 3.è.2.l -2 , battut a da fuoco di
2.rtigli e rie e mitragliatri ~i.Per 1 ' azione cii f1rnco 'l i cir.a ,;i potr.'l. :::-ic orr ere ad una o due ~ " re comoles s e di fondo
~.§..!.½!..
mentre tutto il res to sarà fatte c on se!!!.
p lici p o stazi oni d el tipo più s opra indica to . I n gen ere questi sbar:·E.nenti a rretr 9. ti si appogg eranno a stret= t e forti già per sé stesse , e copri.r a nno conche vit ali per il movi= mento e la manovra.-
Allegali
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V,- In sostanza avremo d-.ie tioi di one ':H :
a) - quelle. ~omplesse: a più armi e con dep ositi, ricoveri, dotazioni etc, che costitui scono i caposaldi sulle grandi direttrici. Esse dovranno rispondere per res;stenz~ alle funzioni che loro vengono affidate e alle po ssibilit1' di impir::go di mezzi da parte del nem!_ co ; b)-le semplici pos t.3zioni protette per mitreG"l{atrici le quali debb2_ no costituire nel loro insieme un sistema che: - cerca la sua protezione essenzialment~ nella buona ubicazione e nella picco~ del manufatto; trova la sua efficienza essenzialmente n e l ~ delle post~ zioni e nel l oro scaglionamento in prof~ndità.-
VI ,- Avere wia bella o potente serie di manufatti a
p~e o serve,però ,
s e non si hann~ i mezzi atti a farli entr ar e in az1on~.Occorrono al comando (cervell o) occhi per vedere (cioé gli osoe~ v a tori)
ed i nervi per trasme ttere i s uoj_ ordini a chi deve eseguire
(c:io é i collegamenti) , r, uesto trinomi o : occhi , cervel lo , nervi , deve essere curato ovu~ <;ue , dall:i. g1·ande oraani zzaziono s13 ttori3.le ai c entri di fuoc o che de~ bono anche essi essere compleLi .VII.- L' I spetto rat o dell I ar:na ;~ el 15 !'!ni o , in ;:\Ccor :io c cn la Ji r ezione gene ~ 1·ale genio, stabilirà dei tipi orien ta t i·, i di opere: a)- complesse per re sistenza a l m.c.; b ) - semr.lici ? Osta::io!'!i d:.1 fa r f ronte e. s e mplici armi di l\c :;ompagna = :r~ent. c de l la fa..."1tt-!ria;
d)-
"
"
e) -
Il
"
da f ar fronte a tiri di lancio del medio ca= libro;
da f a r fronte a t i ri di sfondo del me dio ca=
libro. -
Intendo con la parola orientativo che il tipo non deve s ervire che a da re indicazioni per i l 1 avoro che si dov rà fare caso per caso adat tandolo a terreno e scopo ,-
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Allegati
VIII.- Desidero avere al piì1 p:cesto studi e progetti rispondenti a queste direttive.Questi dovranno essere fatti per singola direttrioe principale con allegati gli studi per lG direttrici- secondarie ct1e confluiscono nella principale,-
IL CAPO DI S,M, DELL'ESERCITO A, Pariani
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Allegati
Allegato n. 25 (rif. pag. 277)
PROPOSTA INOLTRATA AL SOVRANO PER LA CONCESSIONE DELLA BANDTERA ALL'ARMA DEL GENIO
Dopoché: la Maes tà Vostra ha benignamente concesso che l'antica
bandiera del Corpo Reale d'artiglieria sia restituita all'artiglieria, il sacro emblt!ma, che simboleggia la unità della patria italiana so tto la gloriosa Vostra Dina,:tia, è posseduto da tutte le Armi combattenti del R. Ese!'cito, ad eccezio ne di quella del genio. Parmi che di un cosl alto o no re non debba rimanere priva quell'Arma, che, ered e delle nobili tradizioni del Corpo Rea le dd g"nio, si illu strò, non meno deJle Armi sorelle, per insigni servizi resi alla patria e per segn alati atti di vaJore compiuti nelle guerre per l'in<li· pe nden1..a e l'un ità dfltalia. Perciò, inspirandomi agli altissimi sentimenti che indussero i glorìosl Vostri Antenati a dare il vessillo nazionale ai reggimenti di fanteria e di cavalleria ('"d all.'Arma d'artiglieria , presen to a lla M aei;tà V os tra la proposta di concedc:re I.i b;indi<'!ra all' Armn dd genio, di ordinare che-. a somigH::iozn di ciuarno e disposto pt.:r l'artig:lier·ia e p~r gli sLcssi rno t1 v1, essa sia ~ff1d arn all'isp<.~rtore generale dell'r\r·
ma. e che. al pari di quelle degli altri corpi del R. Es ercito. essa iri tt:rvt:ng.:1 ail1.! gran<lJ funzioni miliLari. come le riviste, conscg.nnn<lo-
Ja ad un riparto dell'Arma del genio: Nella fidudn che la Maestà Vostra vorrà conceJ,en, l'alta Su a approvazione a!Ja mia proposta, m i onoro di ."iottoporrc:: all'Augusta Su3 firma ii qui unito sche m a di Decn~to ,1:
V ITTORIO EMANUFif.fi Ili, 1:.· cc. t."cL·. RE D'ITALIA Vis to il R. Decreto 25 marzo 1860; Visto il R . Decreto 23 d icembre 1900; Sulla proposta del Nos1m Ministro se gretario dì S1a1o per gli affari della guerra; Abbia.mo decrern. 10 e decretiamo: Articolo unico t concesso a.1/ 'Arma del genio l'uso della bandiera nazionale confanne a quella adotrata · per ì reggimenti di f,u·1te ria. Il predetto Nostro JWinist ro im:u.ricuto d elle esecuzioni del presente Dec reto, che sarà. registralo alfo Corte dt"-Ì conti.
e
Dato a Roma, addì 23 dicembre 1900. VITTORIO EM,INUEL E C. di S. Ma rtino
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Allegati
Allegato n. 26 (rif. pag. 278)
ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDO GENERALE DEL GENIO, IN OCCASIONE DELL'ARRIVO 1N ZONA DI GUERRA DELLA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO (4 settembre 1918)
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Allegati
Allegato n. 27 (rif. pag. 279)
VERBALE DI CONSEGNA DELLA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO DAL COMANDO DELLE RR. TRUPPE DELLA VENEZIA GIULIA AL COMANDO DEL DISTACCAMENTO DEL I O REGGIMENTO GENIO ZAPPATORI
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ISPETTOHATO GENEl!ALE DEL GENro VERBALE dl consttna dclla llindlrn dell'Arma d~ Geuio dal C-0111ndo del Gtoiodclle R. Tmppe dtlll Ycntzla Gioll1 al Comando del di!liccamanlo del !• Rettimenlo GeDlo (11ppatni) in Rffmt
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Allegati
Allegato n. 28 (rif. pag. 279)
BREVETTO Dl CONCESSIONE, ALLA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO, DELLA MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE, PERLA GUERRA 1915 - 1918
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Allegati
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AJlegato n. 29 (rif. pag. 279)
STRALCIO DEL REGIO DECRETO 7 GnJGNO 1938, CON IL QUALE IL SOVRANO CONFERMA CHE L' 8° REGGIMENTO GENlO RESTA IL DEPOSITARIO DELLA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO Art. 1 - E' concesso a lulti i reggimenti bersaglieri, alpinj e del genio, esislenli e disciolti, l'uso della bandiera nazionale, in sostituzione del labaro attualmente ad essi affidato. Le bandiere dei predetti reggimenti sono di stoffa di seta e di forma quadrata, come quelle adottale per i reggimenti dj fanteria, ma hanno le seguenti dimensioni: drappo, metri 0,90 di lato; larghezza del1e hande portanti i colori nazionaJi, metri 0,30; lunghezza dell 'asta, esclusa la freccia, m. 2,10. Art. 2 - E' concesso ai reggimenti di fanteria carrista l'uso dello stendardo, conforme a quello adottato per i reggimenti di cavalleri a e di artiglieria. Art. 3 - La freccia delle nuove bandiere e dei nuovi standard i concessi ad unità, corpi od istituti del Regio Esercito, dopo l' enln1ta i11 vigore del presente decreto, reca nel centro l'aquila imperiale in luogo dello stemma reale. Esso è conforme al disegno allegato al presente dec reto. Art. 4 - L'8° reggi mento genio continua a fare uso della bandiera dell 'arma del genio affidatagli in base all'art. 3 del R. decreto 14 novemhre 1935 - n. 2442. I labari attualmente affidati ai reggimenti bersaglieri, alpini e del genio saranno conservati nei Musei d 'arma stabiliti dal Ministro per la guerra, non appena sostituiti dalle bandiere di cui al precedente art. I .
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Allegati
Allegato n. 30 (rif. pag. 279)
BREVETIO DI CONCESSIONE, ALLA BANDIERA DELL' ARMA DEL GENIO, DELLA CROCE DI CAVALIERE DELL' ORDINE MILITARE DI SAVOIA, PER LA GUERRA ITALO - ETIOPICA DEL 1935 - '36
Allegati
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Allegato n. 31 (1if. pag. 279)
MOTIVAZIONI DELLE DECORAZIONI AL VALOR MILITARE CONCESSE ALLA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO Croce di Cavaliere deJl ' Ordine Militare di Savoia "Durante la preparazione della campagna e nel corso de11e operazioni, con perizia pari a11a tenacia cd al valore, in ogni campo della sua attività, dalle retrovie fino a confondersi con i fanti sulle primissime lince, dava largo contributo a11a villoria che apri va nuove vie alla millenaria civiltà di Roma" (Guerra italo-etiopica, 3 ottobre 1935 - 5 maggio 1936) Medaglia d' Oro alla Bandiera dell'Arma del Genio "Tenace, infaticabile e modesta, scavando la dura trincea, gittando per ogni ponte una s11perba sfida al nemico, riannodando sollo l' uragano del ferro e del fuoco i tenui fili onde passa l' intelligenza regolatrice della hattaglia, lanciandosi all'assalto in epica gara coi fonti , prodigò sacrific i ed eroismi per la grandezza della Patria" ( 1915 - 19 18). Medaglia d' Oro di Benemerenza "Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia e abnegazione ne l portare soccorso alle popolazioni funestale dal terremoto de l 28 dicembre 1908" R.D. 5 giug no 1910. Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito "Fedele alle tradi zioni di silente operosità e nel segno di una generosa solidarietà, al verificarsi cli un violento sisma tellurico che devastava la regione del Piuli , ri spondeva al disperato appello delle sue popolazioni intervenendo tempesti vamente, sin dal primo momento e senza interruzione, con la quasi totalità degli uomini e dei mezzi disponibili nell' area epiccntrica. Scavando e sgomberando macerie, riusciva a salvare numerose vite umane; realizzando immediati e complessi collegamcntj re ndeva possibile e più agevole l'organizzazione dei soccorsi ed il contatto costante con le popola:t:ioni colpite ; montando rapidamente ponti metallici, ripristinava la viabili Là su rotabili di vitale importanza; rimuovendo frane ingenti, pennetteva il transito per località isolate; con la sistematica demolizione degli edifici irreparabilmente danneggiati, il punte llamento di quelli les ionati e l' organizzazione di tendopoli , creava possibili condizioni di vita ai sopravvissuti. Avuto successi vamente l'incarico di provvedere, in tempi ristrellissimi, alla
392 costruzione di prefahbricati per il provvisorio ricovero dei senza tetto, si sottoponeva a durissimi periodi di lavoro in zone isolate, impervie e fortemente innevate, riuscendo a portare a termine il programma alla scadenza prefissata. Meritava così l'ammirata riconoscnza di tutli i friulani , ai quali infondeva ti.nnovata forza e fiducia per la ricostruzione della loro terra straziata. Friuli (provincia di Udine e Pordenone) - 6 maggio 1976- 31 marzo 1977" Medaglia d'Argento alla Bandiera dell ' Arma del Genio "Per i distinti servizi resi dal!' Arma nella campagna di guerra in Libia" (191 I 1912). Medaglia d'Argento alla Bandiera dcli' Arma del Genio (per il IX Battaglione del l R egg imento Pontieri "Con animo ardito e volontà inflessibile, esempio di capacità tecnica e di consap evole arditezza, gettava fulmineamente sul Nipro un ponte d'equipaggio, invano avversato dalla scarsità dei materiali, dalla imponente lunghezza del transito, dalla violenza dei gorghi e dalla reaz ione dell'artiglieria e degli aerei nemici. Soggetto a prec isi ed intensi bomba rdamenti ed incursioni a vo lo radente, distrutte ripetute volte le impalcature e gli scafi, riattava le inte rruzioni ed imponendosi con l'orgog li o dell 'abilità e della ostinazione, ass icura va l' integrità dell '.i mportante passaggio che, con l' afflusso d i truppe e d i materiali , alimentava lo sv iluppo di una grande battaglia offensiva. Chiamalo in una fase incerta della lotta difensiva a contenere l'urto di ingenti forze nemiche, gettati gli attrezzi ed impugnati i moschetti, si scag liava con l'impeto e la bravura dei fanti sull' avversario arginandone, in concorso con altre truppe, la pericolosa penetrazione e documentandp , nell'ampiezza d i sacrifici cruenti, la sua abnegazione ed il s uo valore" (Fronte russo, Dniepropctrowsk - Salawi anka 1941 - maggio 1942) 0
Medaglia d' Argento alla Ba ndiera dell'Arma del Genio (per il XXVII Battaglione) "In ciclo operativo protrattosi per oltre due mesi dava continue, luminose prove di saldezza e di ardimentoso compo1tamcnto. Durante aspro combattimento, battezzalo dallo stesso avversario <la battaglia del varco>, con grande abilità e valore apriva un passaggio attraverso un munitissimo campo minato. sotto violenta e micidiale azione avversaria. In successivi comhattirnenti, i suoi reparti, alternando gli attrezzi col moschetto, lavorando e combattendo giorno e notte senza sosta, contribuirono a spianare la via ai fanti della Divisione ead ostacolare l'irruenza dei mezzi corazzati nemici. Capi e gregari, fusi in un ' unica salda volontà di successo, accomunati nel valore e nel sacrificio, riconfermarono senza eccezioni, nella cruenta lotta svoltasi su 700 km. le secolari tradizioni cieli' Anna" El Mekili - Segnali~ Ain el Gazala - Tobruk Marsa Matruk - El Alamein (A.S.), 26 maggio - 30 luglio 1942.
Allegati
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Medaglia d'Argento alla Bandiera de]]' Arma del Genio (per il XXXI Battaglione Guastatori del Genio) "In intima collaborazione con le grandi unità in linea dell'armata, pronto sempre al sacrificio e a prezzo, ogni volta, di sanguinose perdite che lo ridussero, alla fine, a poche decine di supestiti, contribuiva in modo decisivo, con perizia, audacia, tenacia al felice esito di aspre operazioni offensive o alle più ostinate azioni di resistenza. Accerchiato durante un ripiegamento rifiutava sdegnosamente la resa, riusciva ad aprirsi un varco ed a riunirsi ad altre truppe, per continuare, con immutato valore, una indomita resistenza. Esempio mirabile di cameratismo e di elevato spirito di sacrificio" (Africa Settentrionale, marzo - novembre 1942) Medaglia d'Argento alla Bandiera dell'Arma del Genio (per il IV Battaglione misto del Genio Divisione Alpina "Cuneense") "Con ammirevole opera organizzativa ed infaticabile tenacia nel campo deU'attuazione, in molti mesi di guerra, combattuta in condizioni di luogo e di clima particolarmente avversi, favoriva le operazioni realizzando difficili collegamenti, la posa di vasti c,i rnri rnirrnti, importanti apprestamenti d ife nsivi. In ripe tuti rnmbattimenti , non esitava a da re valido aiuto wn le sue armi e lo slanc io dei suoi genieri ai reparti alpini impegnali in immane lotta di sfonda mento, documentando con le sue sanguinose pe rdite l'abnegazione e l'eroismo e.lei suoi re parti" (Fronte russo, 20 sette mbre 1942 - 28 gennaio I 943). Medaglia d' Argento alla Bandiera dcli' Arma c.lel Genio (per il 4" Reggimento Genio - Battaglione misto Divisione "Tridentina") "Saldo e perfetto strumento di guerra, fuso in un unico fascio di energie e di intrcpic.la volontà, in sette mes i di aspra campagna si è confem1ato degno delle più alle e gloriose tradi zioni dcli ' Arma. Di temeraria consapevole arditezza gli artieri, di singolare perizia e capacità i trasmettitori. in ogni azione superbamente vincevano ogni avversità del nemico e dcll'ambienle. Nelle epiche giornate del ripiegamento dal fronte del Don, chiamalo ad ,u-ginare ingenti forze nemiche, lasciati gli abituali strumenti ed impugnati i moschetti contrattacavano con irruenza il nemico ed impedendo l'accerchiamento di unità nazionali ed alleate. Ridotto nel numero, stremato da otto giorni di successivi combattimenti, nella battaglia di Nicolajewka si lanciava ancora con supremo coraggio ed incrollabile fede sul nemico e, con nuovo tributo di sangue, abnegazione e valore ne stroncava la furia, contribuendo in modo decisivo al successo finale" (Fronte msso, Opyt - Nicolajcwka, agosto 1942 - febbraio 1943). Medaglia d' Argento alla Bandiera dell'Arma del Genio (per l' 11 ° Reggimento Genio - Battaglione misto Divisione " Julia") "Unità perfetta per addestramento e spirito combattivo, in difficilissime condizioni di clima e di terreno assolveva brillantemente i propri corupili, <lan<lo costan-
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te e prezioso contributo allo svolgimento delle operazioni sul fronte russo. Nel corso di asprissimi combattimenti contro un nemico preponderante per numero e mezzi, interveniva più volte nel combattimento, fianco a fianco con gli alpini, contribuendo decisamente al favorevole esito delle azioni. Eroica e saldissima compagine, in successiva fase di ripiegamento, confermava, col quasi totale sacrificio di sé, le preclare vi1tù dei gen ieri alpini d'Italia" (Fronte russo, 15 settembre 1942 - l febbraio 1943). Medaglia d'Argento alla Bandiera dell'Arma del Genio (per il LI Battaglione Genio Di visione "Legnano") "Unico battaglione cui venne riservato l'onore di rappresentare la sua Arma da Monte Lungo a Bologna, dal primo all'ultimo giorno della guen-a di liberazione. Operoso, ardente e tenace nell'assolvimento di tutti i compiti che gli vennero affidati, lanciò in testa ai fanti le sue pattuglie di artieri d'arresto nell'insidia mortale dei campi minati, offrendo con eroica persistenza le sue v ittime, l'una sull'altra, finché il varco fosse aperto, e sotto il fuoco, con impavida fedeltà al dovere, riattò strade e ponti distrutti, allacciò i comandi con il filo e con la radio. Tn diciassette mesi di dura lotta e di aspra prolungata fatica, diede con generosa abnegazione alto contributo al successo delle nostre armi ed all'affcrmat.io11c della nostra fiera volontà di riscatto" Campagna di liberazione, 6 dicembre 1943 - 30 aprile 1945. ~ l i a di Bronzo alla Bandiera dell'Arma del Genio "Durante l' intera campagna italo-greca, in territorio impervi o e tra ogni più dura avversità di clementi, ancora una volta tenace, infallibile, eroica per spirito di sacrificio e di abnegazione e per appassionata dedizione, assolveva in pieno tutti i compiti, combatteva Ira i fanti. A nessuna seconda per audacia, per indomito valore, per fervore di energie, di opere, di sacrifici·. Esempio e promessa di glorie sempre maggiori" (Fronte Albano-Greco, 28 ottobre 1940). Medaglia di Bronzo alla Bandiera dell'Arma del Genio (per il III Battaglione mislo Divisione ".Tulia") "Con costante tenacia e brillante genialità, in sci lunghi mesi di guerra, in situazioni talora criticissime e sotto intenso fuoco di armi nemiche, ha sempre assicurato i collegamenti, ha costruito ponti e strade, ha preparato apprcstamen6 difensivi , non esitando, all'occorrenza, a lasciare gli attrezzi da lavoro e gareggiare con gli alpini nel combattimento" (Fronte greco, 5 novembre I 940 - 23 aprile 1941). Medaglia di Bronzo alla Bandiera dell'Arma del Genio (per il XVlll Battaglione Genio Divisione "Pavia") "In lunghi cicli operativi, nei quali fu fatto largo impiego di mezzi di arresto, sopportò ed assolse i più gravosi rischiopsi compiti nelle più difficili fasi del combattimento. Con costante sacrificio ed ammirevole spirito combattivo, condivise con i fanti c artiglieri il rischio continuo della prima linea c con essi si accomunò nelle
395 cruente lotte. ln ogni circostanza diede chiare prove di salpe vi1tùguerriere" (Africa Settentrionale, maggio 1941 - maggio 1942). Medaglia di Bronzo alla Bandiera dell'Arnia del Genio (per il I Battaglione del 2° Reggimento Pontieri) "Dopo aver dato abile contributo, non ostante l'intenso fuoco delJ'mtiglieria e l'azione degli aerei nemici, al riattamento del ponte di Dnjepropetrowsk, importante via di transito per l'alimentazione della battaglia di penetrazione verso il Donez, assicurava a Divisione d 'avanguardia il tempestivo e sollecito passaggio del Wolschja, pur sotto la diretta reazione di fuoco di retroguardie avversarie. Chiamato in una fase incerta della lotta difensiva, a contenere l'urto di ingenti forze nemiche, gettati gli attrezzi ed impugnati i moschetti, si scagliava con l'impeto e la hravura dei fanti sull'avversario, arginandone, in concorso con altre truppe, la pericolosa penetrazione e documentandone, nell'ampiezza di sacrificio cruento, la sua abnegazione ed il suo valore" (Fronte russo: Dniepropetrwsk - Salawjanka, agosto 1941 - maggio 1942). Medaglia di Bronzo alla Bandiera del l'Arma del Genio ( per il XXXII Battaglione Guaslalori) "Superho reparto d'assalto, fucina di valorosi, durante venti mesi di durta campagna su l fronte dcli' Africa Settentrionale, impegnalo in tulle le p ii:, aspre ballaglie, esprimeva nel valore di tutti e nell'eroico olocausto di molti il più luminoso prodig io dell'arditismo e del dovere fino al sacrificio" (Africa Settentrionale, genna io 1941 - luglio 1942). Medaglia di Bronzo alla Bandiera dell'Arma del Genio (per il XXXI Rattaglionc del 7° Raggruppamento Speciale Genio) " Durante dodici mesi di ininterrotta attività hellica, sempre primo al sacrificio nella difesa ad oltranza come nell'impeto dell'assalto vittorioso, trovava nella fierezza delle sanguinose perdite subite la più nobile consacrazione del dovere e della gloria" (Marmarica, novemhre-dicembre 1941 - Tohruk, maggio-giugno 1942 - El Alamein, agosto 1942). Medaglia di Bronzo alla Bandiera dell 'Arma del Genio (per lo Stendardo del XXV Battaglione misto Divisione "Bologna") 1n 38 mesi di permanenza in Africa Settentrionale dei quali 29 in guerra comhattuta, in lavori vari, ma particolarmente nella organizzazione di posizioni difensive a contatto col nemico, parlccipava con fanti cd artiglieri ai pericoli e alla gloria dei combattimenti con largo e intelligente impiego di mezzi d'arresto. Per il generoso sacrificio di sangue e la cooperazione sul campo di battaglia, meritava la riconoscente ammirazione delle truppa delJa Divisione e teneva alte come sempre le tradizioni di valore e perizia dell'Arma" (Zona di operazioni, settembre 1939 - novembre 1942).
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Allegato n. 32 (rif.pag. 283)
R. DECRETO 28 GIUGNO 1934. COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO R. DEtRETO col quale è costituito in Roma
r Istituto Storico e di Cultura dell' arma del genio <1>
\'CTTORIO DL-\XCELE III J>ER ,•R \7.1.\ DI DIO E PER vor,o:çT.\. DELLA X.\ZIOXE
RE D' 11'.-\LU. \ "isr,, il R. ]), •,:r, ,1_,, i'i fehhra io 1911. col 'lunle fu costituito i11 Rt>111a il )lu" ~') ,;t,)i·ico tlell" :mna cl.P.l genio. Riten11 ro eh,, l' e:ffici1cc s ,·i:uppo assunto in <1uesti ultimi armi dal }foseo sU<l,for.to, dopo la creazione nel suo s eno del1' T!ltituto di ar~hit.:ttm·a militare, rende ,)pportnno 111111 migliore (' più util" sua sist<:111niio11c ; _ Sulla propo"rn <l,; ] Ca.po del Govemo, .!:'rime :lli11istro segretario di Stato ,_. :Hini., tro segretario di Stato pn gli affari della guerra: c\bbi amo d,~,:rernto e de.cretiamo: A ,·ticolo u11ico.
In sostituzione del Museo storico del genio è ·costituito in Roma un Istituto storico e lli cultura dffll' arma del genio, il qnale sarù retto ,la apposito statut-b, ,isto, d'ordine Xostro, dal Ministro segretario di Stato per la guerra. Al predetto Istituto, oltre alle mansioni già spetta11ti al 1fuseo del i,;enio in base al R. Decreto i'i febbraio 1911, so110 affidati anche i rompiti seguent.i :
a) pron·<',lere alla raccolta, custo~ia e messa in Ynlore di tutta la docum~ntazione relati~a alfa Storia cl-:11' arma del genio e del!' architettura militare;
(1) Pttbblic;\to ne-Ho dhp,)n~n n, tcl del Giornale milita.re ufficiale- del lW-1.~:::n ( Circola.te n. th,;).
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bì funzionare da c,entro ùì cultura storica e tecnica sia per gli ufficiali ùella detta arma che per tutti gli studiosi fo genere di discipline affini alla tecnica militare; e, funzionare tl11 org11.110 di propaganda di carattere tecnico militare per le scolaresche e per le organizzazioni culturali giovanili create cfal Regime. Il predetto Nostro Ministro è incaricato della esecuzione del presente decreto, clte sarà registrato nlln Corte dei conti. Dato a S. Rossore, adùj 28 giugno 193.!. Anno XJI. Pinnato VITTORIO ElL\:sTELE.
Con trassei,11ato Mussoù::,;r Regi strato alln. Cortt" ùei coutl, addi 25 agosto l~x11 Guorra. Re gistro u. 'l?-2, fog.lio n. 24. -- f'.:\YALL.·\TII.
398 Allegato n. 33 (rif. pag. 285)
LA PROGETTAZIONE DELLA SEDE DELL'ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO 11 periodo nel quale fu eseguita la progettazione del nuovo edificio da destinare a sede definitiva dell 'lSCAG è da considerarsi del tutto particolare perché nella scelta dei materiali da costruzione prevalsero i criteri imposti dall'autarchia. Di conseguenza si fu portati ad indulgere al monumentalismo per ottenere risalto nell'esteticità dell'aspetto. Oltre quindi che alla funzionalità degli interni, che dovevano risultare idonei alla duplice funzione di istituto di cultura e di raccolta museale, il Colonnello Gennaro DE MATTEIS, vincitore del concorso per la progettazione del palazzo, dovette imporsi il rispctlo delle regole artistiche del momento. Nella sua relazione si legge: "Le forme architettoniche esterne semplici e severe, l'ingresso principale serralo tra due masse robuste, l' alta torre quadrala, il profilnrsi su l prospetto poslcriore de ll a parte absidale della cappella, il rivcsli,nenlo di travertino del wrpo principale, la muratura a faccia vi sta cli mattoncini romani ne lle rimanenti parti dei corpi di fabbrica a solo ri ano terreno, daranno a ll 'ed ificio tulio il parti w lare carattere delle opere militari." All'aspetto monumcntalist.ico degli estern i si contrappone, però, la fun:1.ionalitù interna, che crea ambi enti ben calibrati. Del resto anche inter11a111ente non mancano aspeUi interessanti , ri sultanti da una ben studiata articolazione planimetrica ed altimetrica. 11 cortil e di S. Barbara, per esempio, ha un andamento ad esedra semplice ma con qualcosa di maestoso, in sé stesso e per la retrostante mole della svettante torre di S. Barbara, cd assolve, con digirità ed imponenza, alla sua funzione di introdurre al Sacrario, il cui ingresso, sopraelevato di ahYuni gradini, aumenta l'importanza dell ' insieme con le due lesene in rilievo sormontate da aquile. Ed a proposito del Sacrario e della Cappella così si espresse il progettista: " ... cui bisogna giungere con quella preparazione spirituale che si conviene a che vi sita memorie e cimeli gloriosi." Oltre le due funzioni preminenti citale, l'edificio doveva includere ambienti sussidiari quali : uffici, sale per conferenze, archivio, laboratori e sale per la scuola artigiana dei plasticisti, la biblioteca storico-scientifica, l'archivio dei Decorati del Genio, il gabinetto dei disegni e delle stampe, il musco storico dell 'architet1ura militare, l'archivio storico-iconografico, l'archivio documentale e l'archivio fotografico del Genio.
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399 Lapide posta a/l'ingresso dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio
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TAU SJGNJflGATIYI OOCUMBNTI ORGOGLIO PER t1ENIERl E TltASM~TJTI()R) DI Ì.ERl DI ÌNCITAMENTO -E DI s·rRONE ! !'FR GENIHI r- TRASMETTITOR I DI OGGI E or DOMANI
Biblioteca dell'Istituto Storico
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Museo del Genio. Sala macchine fotografiche [foto riprodotta a colori olla fine del volume)
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Museo Del Genio. Sala aerostati (foto riprodotto a colori alla fine del volume)
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Allegato n. 34 (rif. pag. 285)
D.P.R. N. 526 INDATA28 GIUGNO 1949, DI APPROVAZIONE DELLO STATUTO DELL' l.S.C.A.G. DECRETO MIN1STERIALE che approva
lo Statuto dell' Istituto Storico e di Cultura dell' arma del genio <1>
IL CAPO DEL GOVER~O PRDIO lIDlISTRO SEGRETARIO DI :'-TATO E l[l:.,iISTRO SEGRETARIO DI ~TATO PER LA- Gl'ERRA.
Visto il R. decreto 28 giugno 193-! (·ol quale i, stato crel\to l' • Istituto Storico e dì Cult,ura. delr arma del geni() »;
Decreta: Art. 1.
È approvato l'annesso statuto dell' « Istituto Storico e cli Cultura ùcll' arma del genio », in esecuzior~c cli quanto prescrive il R. decreto sopracitato. Il presente decreto sarà comunicato aÙa Corte dei conti per la registrazioÌ-te. Dato a Roma, Ìì -! . luglio rn34- XII. p.
n
Jlillistro
{L SOTT0:3EGRETARI0
l-'.to TL\.ISTROCCHI ltegi1trato alla Corte dei conti. addl :lò agosto t~~.u1 Ouorra, Registro n. 2-2, fogÌio "· z;;. -
CA YA LL.\IlI.
(1) Pubblicnt.o nella dispensa u. ~~ Ml Oior!lal• militare ttl!kiale del llllla•xn. (Circolare o. 687).
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Allegato 11. 35 (rif. pag. 287)
I VERTICI DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELL'ARMA DEL GENI0 1 Il primo Presidente deJl' Associazione di Mutua solidarietà fra i reduci del Genio fu il Generale Mariano BORGATII, già più volte ricordato quale figura di primo piano dell'Arma. Egli fu Presidente dal 1919 al 26/6/1931 e fu seguito nella carica da: Sen.
Ing. Gen. Gen. Gen. Ucn. Gen. Gen. Gcn . Uen. Gen. Gcn. Gen. Gen. Gen.
Giacomo MIARI2 Achille ZUMINO Vincenzo IACOE Giacomo NEGRONI Mario TIRELLI Lu igi CAPPELLI Federico AMOROSO Prancesco GO NET J ,A Ottavio DI CJ\SOLJ\ Sergio UlULlANl Ottavio PULITI Antonio FRIZZELE Giuseppe CALAMANI Vittorio BERNARD Luigi CAMPAGNA
dal
"
"
26/6/1931 1/12/1935 5/8/1946 5/1/1953 28/7/1953 19/7/1959 18/10/1959 .l I /5/ 1966 26/5/ 1973 14/12/1973 14/5/1977. 9/5/ 1980 19/4/1986 8/4/1995 6/6/2001
al "
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1/12/1935 2/8/ 1943 5/1/1951 27/7/1953 19/7/1959 18/10/ 1959 1 1/5/1966 26/5/ 1973 6/10/1973 14/5/ 1977 8/5/ 1980 19/4/1986 7/4/1995 5/6/2001
I Vicepresidenti (il primo fu eletto con il Se n. MIART) furono: Comm. Gen. Gr.Uff. Gen.
Arnaldo VIGLIN03 Giovanni CATTANE04 Vittorio RAFFALDI Luigi CAPPELLI
dal
26/6/ 19.1 1 12/1/1936 10/1941 23/ 1/1 958
al
"
26/4/ 19.14 2/8/1943 2/8/1943 10/11/1964
1 L'denrn dei Presidenti è, ovviamente, completo fino ai nostri giorni per dame una visione completa, 11011 limitata al periodo cui si riferisce il volume. 2 Conte dei Cuman i, Senatore del Reg no. 3 Deputalo al Parlamento. 4 Senatore del Regno, Ufficiale dell 'Ordine Militare di Savoia.
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Gen. lng. Gen. Gen. Avv. Gen. Gen. Gen. Gen. Gen. Tng. Gen. Gcn. Gen. Prof. Tng. Gcn.
Romolo LASTRUCCI Tilo BIANCHI Francesco GONELLA Guido BAGNANT Francesco SPACCAMELA5 " Tullio SAGNOTTT Cesare BERTOLDI Antonio FRIZZELE Robe110 SCORZA Antonio CALVANI " Giorgio PRINZI Vittorio FERRERI " Renato D' ASCIA Guido MARTINELLI Mariano CUPO PAGANO Vittorio BERNARD
5 Maggiore di complemenlo, figlio del Generale Pio.
23/1/1958 24/1/1961 27/11/1964 29/5/1966 29/5/1966 26/5/1973 19/12/1973 6/10/1974 14/12/1974 17/12/1975 9/5/1980 30/9/1985 19/4/1986 8/4/1995 1/1/l 997 6/6/200 1
" "
18/10/1959 29/5/1966 29/5/1966 26/5/1973 20/4/1974 6/10/1974 14/12/1974 17/12/1975 9/5/1980 9/5/1980 I 8/4/1986 30/9/1988 29/2/1996 5/6/2001
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Allegato n. 36 (rif. pag. 288)
CONCESSIONE DELL'ALTO PATRONATO DI S.M. IL RE ALL' ANAG
Roma, lì 21 SET. 1933 anno XI Ministero della Casa di S.M. il Re Segreteria Reale N. 6863 Onorevole Presidente, li voto del quale Ella si è reso interprete con la Sua lettera del 12 luglio scorso, è stato molto benevolmente considerato da Sua Maestà il Re, che ben conosce ed altamente apprezza la patriottica attività che l' Associazione persegue. L'Augusto Sovrano, grato del pensiero alla Maestà Sua rivolto, volentieri concede l'alto Suo Patronato all'Associazione Nazionale dell ' Arma del Genio "La Santa Barbara". Lieto di parteciparLe la graziosa concessione Sovrana, mi valgo volentieri della circostanza, per porgerle Onorevole Presidente, gli atti della mia più distinta considerazione. Mattioli All'On. Senatore Conte Giacomo MIARl de CUMANI Presidente dell'Associazione Nazionale dell'Arma del Genio "La Santa Barbara" ROMA Castel S. Angelo
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Allegato n. 37
LINEAMENTI DI ALCUNI DEI PIU' SIGNIFICATIVI PERSONAGGI DELL'ARMA DEL GENIO I~ Gen. C.A. Mariano BORGATTI Nato a Bondeno (fenara) il 21/5/1853, morì a Roma il 5/4/1933, nella sede del Museo del Genio, da lui fondato, che, all'epoca, si trovava a Castel S. Angelo. A diciannove ann1 si arruolò, come volontario, nel 3° Reggimento Artiglieria. Nel 1874 entrò nell'Accademia di Torino e nel 1879, dopo aver frequentato la Scuola d'Applicazione, fu promosso Tenente ed asscgnatoal 2° Reggimento Genio. Nel 1882 era insegnante aggiunto di Architettura, Geometria pratica e Geodesia alla Scuola d' Applicazione. Nel 1883 diede alla stampa "Date celebri", opera in cui erano raccolte, dalla preistoria, tutte le notizie su invenziotù e scopette nelle scienze, nelle arti e nelle imh1st:ric; i <lati sulle costr~zioni di grandi opere civili ; gli avvenimenti storic i principali . Nel 1884 fu promosso Capitano e destinato alla Direzione Lavori del Genio Militare di Roma. Nel 1889 pubhlicò una monografia su Castel S. Angelo e nello stesso anno fu trasferito all'8° Reggimento Genio, dove ricoprì l'incarico di Aiutante maggiore in I. Nel 1890 redasse un progetto di siste mazione dell' area circostante Castel S. Angelo. Nel 1892 fu lrasfcrito alla Scuola d'Applicazione con 1' incarico di insegnante titolare di Fortificazione permanente, che mantenne anche dopo la promozione a Maggiore, otte nuta nel 1897. A febbraio del 1900 fu destinato, quale Comandante, alla Brigala Specialisti e durante la permanenza a quesfo Reparto scrisse e pubblicò: "La fotografia applicata all'mte militare". Promosso Tenente Colonnello nell'agosto del I 904, tornò di nuovo alla Direzione Lavori di Roma, continuando ad occuparsi alacremente di Castel S. Angelo. Per l'eccezionale e perseverante opera di recupero e miglioramento del monumento fu nominato Ufficiale e poi Commendatore deJJ'Ordine della Corona d'Italia. Nel 1906 fu destinalo ali' Ispettorato Generale del Genio e nel 1908 fu promosso Colonnello a scelta. Nel 1909 fu nominato socio onorario deU' Associazione Archeologica romana (della quale divenà Vice Presidente nel 1923). Collocato in congedo nel 1912, fu nominato socio della Reale società romana di
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storia patria. Il 23/5/1915 fu richiamato in servizio e destinato all'Ufficio Fortificazioni di Brescia e, successivamente, al Comando Genio di Verona quale Comandante. A novembre dello stesso anno fu promosso Generale di Brigata e rimase in zona d ' operazioni fino al I 917, allorché fu inviato a comandare l'Ispetorato territoriale del Genio di roma. A settembre 1920 fu nominato Grande Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Nel 1923 fu promosso Generale di Divisione. Nel 1925 fu nominato, con Decreto Reale, Direttore del Museo di Castel S. Angelo, dando inizio a tale carica. L' 1/1/1927 fu promosso Generale di Corpo d'Armata. Percorse gloriosamente e con onore tutta la carriera, avendo partecipato alla prima guerra mondiale, per poi tornare ad interessarsi ai trallati di matematica ed alle opere storiche, con particolare attenzione agli studi sulle fortificazioni. Enorme fu la sua produzione di opere sui più svariati argomenti, tra le quali vanno ricordati i quallro volumi della "Storia del Genio", che coprono l'arco di tempo che va dall'antichità alla vigilia del]a prima guerra mondiale. Si dedicò con passione e costanza, sempre che poté, a Castel S. Angelo, trasformando in insigne musco quella che era soltanto una caserma cd un carcere (nel 1919 aveva fondato il primo nucleo del Museo del Genio nelle casermelle di Urbano VJIT, poi demolite). 11 29 marzo 1911 vi aveva allestito una "Mostrn d'arte retrospettiva" ed il successivo I O giugno aveva fondato la "Società degli amici di° Castel S. Angelo".
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II - Tenente Generale Giuseppe DALL'ORA Nato a Salerno il 13/10/1876, morì a Monzambano (Mantova) il 18/11/1948. Il 14/10/1894 entrò nella R. Accademia di Artiglieria e Genio di Torino e l' 1/9/1898 fu nominato Sottotenente. Promosso Tenente il 1/5/1900, dopo la frequenza della Scuola d'Applicazione, venne desti nato al 2° Reggimento Genio Zappatori. Il 20/6/1906 fu trasferito al Servizio del Genio del Regio Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea, dal quale rientrò il 12/4/1910. Promosso Capitano il 2/10/1910, venne destinato all'Ufficio Fortificazioni di Belluno e, l'anno successivo, al 2° Reggimento Zappatori. Il 20/7/1912 raggiunse il Comando del Corpo di spedizione in libia, il 15 dicembre la Direzione Lavori del Genio Mii itare di Tripoli ed il 7 /71916 fu nominato Direttore del Genio per la Tripolitania. Promosso Maggiore il 16/7/1916 e Tenente Colonnello il 7/10/1917, rimpatriò il 2/6/1921 per raggiungere la Direzione Lavori di Trieste e quindi, il 27/6/1921 l'Uffic io Fortificazioni di Trieste. Il 16/111927 ru promosso Colonnello ed un mese dopo andò a com:rndare la Scuola Centrale ciel Genio. L' 1/8/1930 assu nse le fun zioni di Capo Divisione della Direz ione Ge nerale del Genio, di cui divenne Direttore Generale il 28/2/1933, con la promozione a Generale di Brigata. Nell'incarico fu confermato il 4/7/1916, con la promozione a Tenente Generale. L' I /2/1940 passò a disposizione del Ministero per incarichi speciali ed il 18 aprile ottenne il rango di Tenente Generale capo. Cessò dal servizio il 18/11/1948. Fu decorato di: - Croce al Merito di Guerra (Governo della Tripolitania, l 919); - Medaglia ricordo della Campagna d' Africa (1896/1910); - Medaglia commemorativa della guerra Italo-Turca (1910/1911); - Croce d'Oro con Corona Reale, per anzianità di servizio (1933); - Medaglia d'Argento per lungo comando (1935); - Medaglia Mauriziana per dieci lustri cli carriera (1916); - Grande Ufficiale della Corona d'Italia (1936); - Grande Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia (1936); - Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (1941).
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III - GEN. C. A. Arturo GIULIANO Nato il 15/12/1875 ad Arezzo, morto a Roma il 3/8/ Allievo dell'Accademia di Artiglieria e Genio di Torino a 17 anni, venne promosso Tenente del Genio nel 1897 cd assegnato al 5° Reggimento Genio Minatori e trasferito l'anno dopo_al Reggimento Ferrovieri. Dal 1902 al 1905 frequentò la Scuola di Guerra. Nel 1906 fu destinato alla Direzione Lavori del Genio Militare di Torino. Nel 1909 fu promosso Capitano a scelta e prese a dedicarsi ai lavori di fortificazione della frontiera. In questo incarico fu giudicato "distintissimo" e di qualità eccezionali e ricevette un elogio dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e l'encomio del Comandante del I Corpo d'Armata. Nel 1914 fu promosso Maggiore per meriti eccezionali c l'anno successivo assunse l'incarico di ufficiale superiore del Genio addetto al Comando dell' 11" Divisione e, da settembre a dicembre, diresse i lavori per la testa di ponte di Sagrado. Nel 1916 era Comandante del Genio della 14" Divisione, che costituiva il Corpo di sped izione in Albania, ed in tale incarico si distinse per la preparazione della testa di sbarco e I' appronlamenlo della base. A maggio di quell'anno fu promosso Tenente Colonnello e divenne il Comandante del Genio delle truppe d'occupazione (XVI Corpo d'Armata). Nel 1918 ti..1 promosso Colonnello a scelta speciale ed a giugno rimpatriò per assumere l'incarico di Vice Preside nte della I" Commissione Superiore per l'alienazione del materiale residuato di guerra. N el 1920 era a Roma quale Direttore Lavori del Genio e nel 1925 a Napoli quale Comandante del Genio del Corpo d' Armata, incarico confennato l'anno dopo con la promozione a Generale di Brigata. · Tenente Generale e Direttore generale del Genio a luglio 1930 e Generale di Corpo d'Armata ed Ispettore del Genio ad aprile 1933. Nel 1939 fu nominato Senatore ed a febbraio 1940 destinato al Ministero per incarichi speciali (consulenle Lecnico per i lavori di difesa e la realizzazione del "Vallo alpino". L'anno 1941 lo vide Direttore del Museo Nazionale di Castel S. Angelo fino a dicembre, allorché fu collocato in congedo. Fu decorato di medaglia di Bronzo al Valor militare.
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IV - GEN. C. A. Vincenzo JACOE Nato a Grimaldi (CS) il 24/4/1879 e morto a Roma il 20/5/1967. A novembre 1900 entrò in Accademia ed a luglio 1903 fu promosso Sottotenente. Il 21/8/1905, al termine della Scuola d'Applicazione, fu promosso Tenente e destinato al 5° Reggimento Minatori. Il 30/7/1908 fu trasferito al distaccamento di Roma del Reggimento Ferrovieri; a giugno del 1912 raggiunse il Battaglione Specialisti. Capitano dal 30/10/1912, continuò ad interessarsi di costrnzioni edilizie presso lo Stabilimento di Costruzioni Aeronautiche. All ' inizio della prima guerra mondiale fu al Comando Genio del V Corpo d'Annata e poi, dal 9/7/1916, a queJlo del XX Corpo d'Armata e, dal 27/11/1916, a quello della 6" Annata. Promosso Maggiore il 12/4/1917, fu comandato presso lo Sta bilimento Costruzioni Acronaulit:he e l' 11/10/1917 fu trasferito al Comando Genio della 35" Divisione in Macedonia. T1 4/7/1918 dive nne Direttore della Scuola Motoristi d'Aviazione dell ' Istituto Centrale Aeronautico ed il 12/8/l 919fu nominato Capo Reparto dell'Ufficio ediliz ia delle Costruzioni edilizie ti' Aeronautica. Questo incarico lo mantenne quando, a luglio 1920, fu trasfe rito al Comando Superiore di Ae ronautica ed ancora, nell 'aprile 192 1, ali ' Anna Aeronautica. 11 25/3/1 923 rientrò nell' A1ma del Genio e fu destinato alla Direzione Supe ri ore delle Co struzioni. A dicembre 1924 fu alla Direzione del Servizio Chimico militare e ad aprile 1926 al 7° Raggruppamento Genio. Promosso Te nente Colonnello il 13/6/1926, continuò a comandare il Bauaglione Zappatori-minatori dell ' 8° Reggimento Genio. Nel 1928, dopo la frequenza del Corso Applicativo della Scuola di Guerra, rimase in quell'Istituto come insegnante aggiunto, incarico che mantenne, da titolare, con la promozione a Colonnello (2 1/5/1929). Dal 2/7/1931 fu Capo Ufficio Fortificazioni del Corpo d'Armata di Torino ed il 19/2/1934 assunse il comando del Reggi rnento Ferrovieri. Promosso Generale di Brigata 1'8/3/1936, prese il comando Genio del Corpo d ' Am1ata di Trieste.L' I /2/1938 fu desti nato alla Direzione Generale del Genio con funzioni ispettive, che continuò ad esercitare anche dopo la promozione a Generale di Divisione, av venuta il 27/10/1938. Il I 0/9/1939 fu nominato Comandante del Genio della 7" Ann ata ed il 15/2/1940 Comandante del Genio della 4" Annata. Fu richiamato più volte in servizio per incarichi di prestigio fino al definitivo collocamento in congedo, con il grado di Generale di Corpo d ' Annata. Dal 5/8/1946 al 5/1/1953 fu Presidente dell'Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori.
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Fu decorato di medaglia d'Argento al Valor Militare per il suo valoroso comportam,ento nelle operazioni al Piccolo S. Bernardo, mentre era Comandante del Genio della 4A Armata.
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V - GEN. C.A. Leone Andrea MAGGIOROITI Nato a Milano il 26/8/1860, morì a Roma il 4/2/1940. Allievo del Collegio Militare di Napoli e dell'Accademia di Torino, f-t1 promosso Sottotenente nel 1879 e Tenente nel 1982. Si laurò in Ingegneria a Bologna durante la sua destinazione al 6° Reggimento Genio. Insegnò fortificazione perrnanente aJla Scuola d'Applicazione e, per un certo periodo, costruzioni architettoniche. Nel 1887 fu promosso Capitano e nel 1889 fu destinato al Comando Genio di Napoli, dove frequentò i corsi universitari di elettrotecnica.ù Promosso Maggiore nel 1897, ebbe i I comando della Brigata Ferrovieri e da quel momento si dedicò allo studio di mezzi militari per il trasporto su strada, impegno del quale ebbe il riconoscimento soltanto nel 1906, allorché fu incaricato di costituire il primo reparto automobilistico dell ' Esercito. Questo fu il punto di partenza per la nascita e la costituzione del Corpo Automobilistico. Da Tenente Colonnello fu destinato agli uffici del Corpo di Stato Maggiore, sempre con co mpiti connessi ali' autotrasporto. Promosso Colonnello ne l 1912, c hhc i I comando cieli' Açcademia di Torino. All' inizio de lla prima guemt mondiale fu chiamato all ' Intendenza Ge ne rale dell'Esercito per dirigervi il se rvizio automobilistico. Promosso Ge nerale di Brigala, a marzo del I 9 I 7, fu nominato Capo dei S ervi zi Aeronautici del Comando Supremo, dov e, per i notevoli meriti acquisiti, fu ricompensato con l'Ordine Militare di Savoia, con la seguente motivazione. "Capo del
Servizio Aeronautico presso il Comando Supremo, preparò, secondo le direttive del Comando stesso, con diligente sagacia, le operazioni aeree. Con intelligente opera di comando e mano ferma coordinò e diresse la multif'orme attività del Corpo A eronautico in azioni collettive, ottenendo nelle lotte aeree risultati brillanti ed assicurando ai nostri il dominio dell 'uria. Fronte Giulia, maggio - settembre 1917". Fu destinalo al Ministero della Guerra quale Direttore Generale dell'Aeronautica e poi, fino al termine del conflitto, alla 3A Armata quale Comandante del Genio. Nel 1919 fu comandante del Genio di Roma e poi a disposizione del Ministrco delle TeITe liberate. Nel 1926 fu promosso Generale di Corpo d' Armata: Lasciato il servizio si dedicò alla pubblicazione di molte ed importanti opere.
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VI - TEN. GEN. MARIENI Marchese G. Battista Nato a Bergamo il 14/6/1858, da nobile famiglia di guerrieri ed ingegneri militari, morì nella sua città il 17/8/1933. Suoi antenati erano stati: Giuseppe, che con Napoleone aveva comandato il Genio, e Giacomo, Generale del Genio. Sottotenente del Genio nel 1879, si distinse durante il terremoto di casamicciola, meritando una Medaglia d'Argento al Valor Civile. Nel 1882 ultimò la Scuola d'Applicazione d'Artiglieria e Genio di Torino e, da Capitano, fu insegnante di Fortificazione all'Accademia militare di Modena. Si deve a lui la prima cmta strdale d'Italia, edita, su sue indicazioni, dall'Istituto di arti grafiche di Bergamo. Da Colonnello fu Direttore del Genio a Bologna fino al 1912, anno in cui fu trasferito in libia, quale Comandante del Genio della tripolitania, e dove realizzò l'acquedotto Rumia-Jetlren, i pozzi aitesiani di Zuara e Misurata cd una efficiente rete di fortificazioni. Nel 1914 fu Direttore del Genio a Genova e quindi partecipò alla prima guerra mondiale. Nel 1915 fu promosso Maggior generale per Merito di guerra e nominato Direllore Generale dcli' Aeronautica, inca rico che gli val se l'appellativo di "Fondatore lkll'Acrunaulica di guerra". Pochi sanno, infatti, che fu lui a dare il primo impulso allo sviluppo dell' Aeronautica militare. s'era ne l dicembre del 1915 e l'avi azione militare ital iana poteva contare soltanto su 33 1 apparecchi (di cui 75 per la scuola di pilotaggio), 6 dirigibili e 13 palloni osservatori, che erano ben poca cosa di fronte all'aeronautica avversaria, già in avanzato progresso. Bisognava impostare tutto un nuovo programma, scgliere nuovi tipi di velivoli e di motori, attrezzare l'industria per la produzione; e questo fu il grave compito assunto dal Generale Marieni, al quale era stata affidata la Direzione generale dcll' Aeronautica. Egli aveva già dato prova della sua comi,etenza tecnica, della sua versatilità e delle sue capacit~1 organizzative nella Campagna di Libia del 1911 , durante la quale aveva affrontato e risol to i complessi problemi dell' iniziale assetto difensivo e logistico della Colonia: campi trincerati, fortini, caserme, acquedotti, ospedali, porti e strade. ,· Con insonne fatica il generale marieni si accinse a creare l'armata aerea ed a renderla pari ai compiti che l'attendevano, lottando sovente contro le incomprensioni e le concezioni arretrate e, sopratutto, contro una burocrazia irrigidita in vecchie formule. Ed ecco la rapida e gloriosa ascensione dei "Caproni", apparecchi da bombare.lamento che dissero una parola nuova e decisiva; degli apparecchi "SIA 9 B", che diedero origine al "BR", il velivolo di maggiore autonomia che permise il trionfale volo senza scalo, meraviglioso per quel tempo, del Capitano LAUREATI, da Torino a Londra; dello "SVA" del volo su Vienna. Ben presto l'Italia poté conseguire una netta supremazia aerea sul nemico, sì che ai nostri piloti fu dato di compiere, anche nel cuore stesso del territorio dell'impero
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austro-ungarico, quelle imprese che divennero poi leggendarie. Nel 1917 fu promosso Tenente Generale per meriti eccezionali. Dopo Caporetto fu nominato Comandante Generale del!' Arma del Genio in guerra ed Ispettore dell'arma, con l'incarico di organizzare la difesa del Piave e del Grappa. Assolse tanto bene questo compito che dal nemico venne il più apprezzato degli elogi: "L"'rmata austriaca non ha potuto :,,fondare e conseguire la vittoria, da otto mesi preparata con tutte le risorse dell'Impero, per l'entità delle linee difensive costruite dal Genio militare italiano, per la sapiente loro organizzazione e per il numero infinito di tali linee". Al termine del conflitto fu insignito dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia, con la seguente motivazione: "Già distintosi quale Direttore Generale d'aeronautica per intelligente ioniziativa e tenacia instancabile, onde l'Esercito mobilitato poté largamente disporre di necessari mezzi aerei (dicembre 1915 - ottobre 1917), nominato Comandante Generale del Genio durante il ripiegamento al Piave, quando si dovevano rapidamente gettare le basi, sotto La pressione di gravissimi avvenimenti, delle nuove organizzazioni, dava prova delle più elevate virtù militari, di perizia e di valore. Nel successivo periodo, e specialmente nelle battaglie dd giugno e dell'ouobre-novembre 1918, confermava le sue spiccate doti di organizzatore, rendendo all'Esercito insigni servizi. (Fronte di guerra, 27 ottobre 1917 - 4 novembre 1918)".
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Vfl-Tenente Generale MENABREA Conte Luigi Federico- M.O.V.M. Nato a Chamhéry (Savoia) il 4/9/1809, morì a Saint Cassin (Savoia) il 25/5/1896, Luigi Federico Menabrea è la figura più rappresentativa dell'Anna del Genio. Non tuUi hanno nozione precisa della grandezza di quest'uomo che fu scienziato insigne, valente diplomatico, valoroso e capacissimo comandante. Luigi Federico menabrea nacque da famiglia nobile ed agiata e compì i suoi studi a Torino. Raggiunti i 18 anni fu posto sollo la guida e l' insegnamento di giovanni PIANA, illustre astronomo. Laureatosi in Ingegneria ed Architettura il 23 marzo 1833, fu ammesso nell'Arma del Genio come Sottotenente, senza aver frequentato i corsi dell'Accademia militare, sia per desiderio espresso dall'illustre maestro che per le sue altissime capacità. Per parecchi anni fu addetto ai lavori per la costruzione del forte di Bard ed ehbe come superiore il Maggiore OLIVIERO, Al CUI ORDINI ERA STATO, POCHI ANNI PRIMA, IL Souotenente Camilla BENSO di Cavour. Nel 1837 fu nominato insegnante di meccanica e di balistica nella Scuola Complementare di Artiglieria e gen io (poi divenuta Scuola d'Applicazione d ' Artiglieria e Cìe11io). Nel 1839 fu nominato socio dell'Accademia delle Scienze di Tori no e nel 1846 reggente prima ed insegnante effettivo poi della cauedra di Costruzioni e geometria di quella Unive rsità. li M enabrea era a llora di idee democratiche e le manifestava collaborando alla "Conco"dia", gio"naslc dei liberali di destra. Nel 1848, all'atto dell ' entrata in guerra del Piernonle, era destinalo ad essere Ufficiale addetto al comando di una delle Divisioni; fu invece inviato nel tenitorio delle Legazioni, per favorire l'adesione di quei Govemial Piemonte e per organizzare ed avviare i volontari all'Esercito. iii campo. Passò poi nel veneto al seguito delle truppe comandate dal Generale DURANDO. Il 6 gennaio 1849 fu nominato membro straordinario del Consiglio del Genio; promosso Colonnello nell'agosto, continuò a prestare servizio al Ministero degli Eslrei. Non approvando alcuni atteggiamenti del Ministro GIOBERTI, rinunciò ad ogni incarico governativo ma continuò a sedere in Parlamento, dove era entrato quale Deputato, nel 1848 e dove rimase fino al 1857. Aveva però temperato i suoi atteggiamenti liberali e partecipò a i lavori della Camera come membro del partito clericale. Collaborò coi ministeri di de LAUNAY e cli D 'AZEGLIO, che praticavano una politica moderata e conservatrice; passò all'opposizione quando furono presentate le leggi Siccardi, per l'abolizione del Foro Ecclesiastico. Divenne, allora, esponente del Partito clericale e fu politicamente in contrasto aperto con CAVOUR. Di tulio questo periodo di attività parlamentare è più interessante ricordare l'azione svolta con discorsi e con scritti per migliorare la sistemazione dei porti e delle strade e per l'esecuzione del traforo delle Alpi: Era stata questa una battaglia difficile, tanto che nel 1871, parlando al Senato in occasione del completamento del traforo
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del Frejus, ebbe a ricordare. " ... quanta pocaJéde si avesse in questo lavoro e quali opposizioni fra gli scienziati d'Europa i quali osteggiarono e nef{amno, assolutamente, che tal lavoro si potesse mai compiere". Fu autore di numerose memorie scientifiche, nella più famosa delle quali, intitolata: " Principe d'elasticité ou principe du moindre travail" e presentata nel 1871 ali' Accademia di Torino, sviluppò la teoria del minimo lavoro di deformazione delle strutture iperstatiche, che ancora oggi si studia in Scienza delle costruzioni con il nome di "Teorema di Mcnabrea". Questa teoria era stata già da lui enunciata all'Accademia di francia nel 1858. Eseguì anche studi sulle "serie di Lagrangc" che furono e sono tuttora apprezzati nel mondo dei matematici. Rientrò a prestare servizio nell'Esercito per la Campagna ciel 1859, nel corso della quale fu promosso Maggior Generale e rifulsero le sue qualità di ingegnere militare. L' Amrn del Genio, nel decennio seguito all'infausta Campagna del 1849, aveva cessato di essere considerata come arma sussidiaria ed aveva raggiunta, in forza e dotazioni , consistenza molto maggiore, anche se, in verità, meno dotata di quelle francesi cd austri ache. F u sua opera la linea difensiva della Dora Ballea, a coperlUra di 'l'orino, opçra che fu re ali zzala in soli dicci giorni con crite ri assolutamente nuovi. Guidò i lavori di ri paro dalle inondazioni, eseguiti dall'Jng. NOE' , e diresse que lli di fortifi caz ione d ella piazza di Peschie ra, de i quali lasciò una accurata descriz ione , il cui ma noscritto è conservalo nd Musco ciel Genio. Alla fine de lla guerra fu insignito ddla Croce di Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia. Fu Comandante del Genio nella Campagna delle Marche, che ebbe come caratte ristica la fulminea rapidità di sviluppo con la conquista di sei piazze fortificate e l'investimento della piazza di Ancona, guidale dal MENABREA. Dopo questa Campagna fu nominato Grande Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia. Nella Campagna del 1860 in Italia meridionale legò il suo nome alla espugnazione della fortezza di capua (operazione che guidò con tanto coraggio e sprezzo del pericolo da fargli meritRE LA Medaglia d ' Oro al Valor Militare) e le operazioni per l'assedio di Gaeta. Queste, per l'imponenza dei lavori eseguiti rapidamente e magis tralmente, rimangono come una delle più beJle glorie dell'Arma. La Campagna del I 866, in cui il Generale MENABREA fu ancora Comandante del Genio, può dividersi in due periodi: il primo che si chiuse con la hattaglia di Cus toza, il secondo che andò dalle operazioni per il passaggio del Po all'avanzata nel Veneto. Nel primo periodo egli si distinse nell'organizzare 1' approntamento del le dotazioni di reparto, anche se poi il Genio, per difetto cli ordini, non esplicò grande attività; nel secondo organizzò l'attività per il passaggio dei numerosi corsi d'acqua c he solcavano la zona e studiò, attuandone quindi la realizzazione, il progetto di copertura dei passaggi sul Po e sul]' Adige daJle provenienze da Venezia e dal quadrilatero.
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TI 29 e 30 giugno era stato deciso di far compiere un altacco dimostrativo verso la fortezza di Borgoforte cd il passaggio del basso Po dal IV Corpo d'Annata, comandato dal Generale CIALDINI. Nel veneto dovevano poi affluire le truppe che si stavano riordinando dietro l'Oglio. Le operazioni iniziarono il 5 luglio e 1'8 il Corpo d'Armata passò il Po, incontrando scarsa resistenza, e proseguì, occupando Padova il 12 luglio e Vicenza il 13. Il 14 l'Esercito, riordinato in un Corpo d'osservazione (su 2 Corpi cl' Armata) ed un Corpo di spedizione (su V Corpo d'Armata e Corpo di volontari di Garibaldi) mosse per raggiungere l'Isonzo. Le truppe del Genio, costituite da 8 Compagnie Zappatori e da gruppi di lavoratori civili, ebbero grande merito ne] consentire alle truppe grande rapidità di movimento. Il 18 agosto il Corpo di spedizione fu sciolto ed il generale MENABREA fu delegato a rappresentare l'Italia alla conferenza di Praga, dove, il 25 agosto, fu firmato il trattato di pace tra Austria e Prussia. Il 3 ottobre egli firmò a Vienna il trattato di pace con l'Austria. Il 6 novembre ebbe il privilegio di consegnare solennemcte a] Re Vittorio Emanuele la Corona ferrea, che gli austriaci avevano asportato dalla Basilica di Monza nel 1859, ed i verbali del plebiscito del Veneto. In tale occasione MENABREA ricevette dal Sovrano il Collare dell'Annunziata. Egli continuò a far parte del Consiglio del Genio ma non poté seguirne le attività, poichéil 27 ottobre 1867, alla caduta del secondo ministe ro RATTAZZI, fu nominato Presidente del Consiglio, carica da cui si dimise nel 1869 quando la sinistra salì al potere. Ebbe poi vari incarichi presso Governi esteri: per sei anni fu Ambasciatore a Londra ( 1876 - 1882) e per dicci a Parigi (1882 - 1892). In entrambi gli incarichi si dimostrò diplomatico assai abile, ma sopratutto nel periodo parigino, dati i difficili rapporti per la questione di Tunisi. Era stato nominato Senatore, era stato insignito della Gran Croce dell'Ordine Militare di Savoia ed aveva ottenuto il titolo ereditario di Conte. Si ritirò dalla vita pubblica ad 83 anni. La motivazione della M .O. V.M. è la seguente:"Per essersi distinto nel!' assedio
e presa di Capua. Capua, 20 novembre 1860. Campagna 1860- '61 ".
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VIII - Gen. C. A. Giovanni MONETA - M.A.V.M. Nato a Portoferraio il 31/711855 e morto il 30/3/1945. Il 13/9/1870 entrò nel Collegio militare e quindi in Accademia a Torino. Fu nominato Sottotenente del Genio l' 1/7/1874 e, l'anno dopo, fu destinato al I 0 Reggimento Genio. Da Tenente passò allo Stato Maggiore e nel 1882 fu promosso Capitano. Dal 1891 al 1895 fu addetto all'Ufficio dell'ispettorato delle Direzioni del Genio, fortezze a fabbricati. Promosso Maggiore nel 1895, comandò, a Firenze, una Brigata del 3° reggimento Genio Telegrafisti. Nel 1898 fu tràsferito alla Direzione Genio di Firenze e l'anno dopo assunse l'incarico di Capo sezione presso la Direzione Generale d'Artiglieria e Genio. A febbraio del 1904, già Tenente Colonnello, fu nominato Capo Reparto dell'Ufficio del Genio Militare del Ministero della Marina, dove rimase fino a maggio del 1917 e fino al grado di Tenente Generale. Colonnello nel 1906, Maggiore Generale nel 1912 e Tenente Generale nel 1915, a nni in cui, divcnulo l'Ufficio TspcLLOrato del Genio MiliLare p er la Marina, ne divenne il Capo. Pu in quegli anni che la mole dei progetti divenne enorme: bacini di carenaggio, difese costiere, dighe, istallazioni portuali, strutture logistiche ed arsenalizie, ecc. })urani.e la prima guerra n:10ndiale impostò lutti i lavori per l'efficienza delle basi navali , per la loro difesa e per i dragaggi, sia in ltalia che in Albania. Nel 1917, dopo insistenti domande, ottenne di rientrare nell'Anna e fu Comandante del Genio della 2" Armala. Per le operazioni sul Montello gli fu concessa una Medaglia d'Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Comandante del Genio di Armata, con somma perizia ed instancabile energia, col
costante personale esempio di abnegazione, di coraggio e di !!>prezzo del pericolo, si prodigava giorno e notte alla sistemazione difensiva di una importante zona intensamente battuta, portando la sua personale attività, oltre che sulle linee, in ricognizioni pericolose, per il più rapido consolidamento della fronte. Durante la battailia fu esempio costante di fervore ed indomita perseveranza, concorrendo al buon successo delle operazioni. Montello, marzo - giugno 1918". Fu con 1'8" Armata nell' opera di ricostruzione delle tene liberate. Da ottobre 1919 fu capo Reparto Truppe dell'Ispettorato Generale del Genio. Fu collocato in congedo nel luglio del 1920.
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IX - Gen. Div. Goffredo TONJNI - M.O.Y.M. Nato a Rimini il I 7/9/1898 è morto a Roma il 19/11/1970. Militare di leva nel 3° Reggimento Genio Telegrafisti il 14/3/1917, raggiunse la 49A Compagnia Telegrafisti in zona di guerra il 24/6/1917. Il 10/8/1918 si presentò ali ' Accademia di Torino per frequentare il corso speciale A.U.C.. Sottotenente di complemento del Genio il 17/5/1919, fu assegnato al 1° Reggimento Genio di Torino per la 177/\ Compagnia Zappatori del Corpo Truppe per la Dalmazia. Il 19/9/1919 fu trasferito alla 26A Compagnia Pontieri ed il 16/1/1921 fu comandato presso la Commissione accertamento danni di guerra a Zara. Promosso Tenente il 30/1/1921 fu destinato alla 3A Compagnia Genio Telegrafisti, che raggiunse il 18/4/1921. lll 19/8/1921 fu nominato Sottotenente in servizio permanente e trasferito al V Battaglione Zappatori. Rimpatriato, fu destinato, il 1/7/1922, in Cirenaica, alla Compagnia mista Telegrafisti e Radiotelegrafo,ti. Partecipò alle operazioni di sgombero dei resti del VIT Ballaglione Eritreo da Marsa Brega. Per il s uo cornpmtamcnto valoroso, in tale circostanza, ottenne una Medaglia d'Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Imbarcato di passaggio sulla cannoniera Berenice, si recava a terra su di un battello, per constatare quale era la situazione del persidio di Marsa Brega, dove si supponeva fossero rUitgiati, come effettivamente risultò, i gloriosi superstiti del Battaglione Melelli. Iniziava subito lo sgomhero dei feriti e prendendo il comando dei superstiti m·ganizzava la difesa del castello contro le forze soverchianti dei ribelli, dando informazioni continue e precise al comando della nave per eseguire il tiro e tenendo 'la posizione fino all'ultimo momento, dimostrando sprezzo del pericolo e hrillanie iniziativa, ritirandosi solo quando lo sgombero era completo e dopo aver incendiato i materiali residui perché non cadessero nelle mani dell 'av versario. Marsa Brega, 12 giugno 1923 ". Promosso Tenente l' 1/3/1924, rimpatriò il 23/1/1927, raggiungendo il l Reggimento Radiotelegrafisti, dove era stato destinato, ma il successivo 16 agosto venne nuovamente destinato al Regio Corpo Truppe Coloniali della Tripolitania. Promosso Capitano l' 1/1/1928, fu assegnato alla . Direzione Lavori dell a Cirenaica ed a giugno del 1929 fu trasferito al gruppo Squadriglie autoblindo mitragliatrici della Cirenaica. Rientrato in Italia per un corso alla Scuola del Genio, fu destinato , il 20/11/1930 al comando di una Compagnia Zappatori dell'8° Reggimento Genio. A gennaio 1932 fu assegnato alla Missione militare in Albania. L' 1/8/1913 fu promosso 1° Capitano ed il 29/711934 fu trasferito al I O Reggimento Minatori. Il 7/10/1934 rientrò al Regio Corpo Truppe Coloniali e I' 1/8/1935 ebbe il comando della Compagnia Zappatori-artieri della2/\ Divisione Eritrea, con la quale 0
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partecipò a tutta la Campagna in Africa Orientale, fino alla marcia su Addis Abeba. Il 3/3/1936 fu promosso Maggiore per Merito di guerra. Rimpatriato il 27/10/1936 raggiunse 1'8° Reggimento Genio, ma il 18/5/1937 fu destinato al 20° Reggimento Genio in Tripoli, quale Comandante di Battaglione. Il 20/3/1938 fu trasferito al I Battaglione Paracadutisti in Tripoli ed il I 0 maggio ne assunse il comando. li 16/6/1940 fu promosso Tenente Colonnello e partecipò alle operazioni belliche della seconda guerra mondiale, dove, pe1~ il valoroso comportamento, fu decoralo con la Croce cli Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia. Catturato il 6/2/1941 , rientrò in Patria il 7/8/1946 Promosso Colonnello l'l/7/1947, ebbe il comando del Deposito dell'8° Reggimento Genio ed il 29/8/1950 quello del I Reggi mento Genio. Il 14/4/1952 fu destinato alla Direzione Generale del Genio. Il 15/8/1953 fu promosso Generale di Brigata e l' 1/3/1954 fu destinato a Firenze quale Comandante del Genio. L' 1/2/1955 fu nominato Presidente del Tribunale militare di Roma. Il 12/9/1964 fu collocato in congedo d;:i Generale di Divisione. O
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X - Tenente Generale luigi SACCO Nato ad Alba l' 1/8/1883, morì a Roma il 5/12/1970. A novembre del 1901 entrò in Accademia, primo classificato nel concorso d' ammissione e tale rimase per tutti i cinque anni di corso di Accademia e Scuola d'Applicazione. Sottotenente nel 1904 e Tenente nel 1906, prestò servizio al 5° Reggimento Genio Minatori, poi al 3° Reggimento Genio Telegrafisti nel 1907 ed infine, nel 1909, alla Brigata Specialisti del Genio. Insegnante all'Istituto Centrale Militare di Radiotelegrafia ed Eleurotecnica di Roma, ad ottobre del 1011 partì per la Lihia con la Compagnia Radiotelegrafisti del Corpo di spedizione dislocala a Tripoli. Qui collaborò con Guglielmo MARCONI al1'istallazione di quattro stazioni radio a scintilla da 1500 wall. Capitano nel 1912, rientrò in ,Patria nel 1914 e raggiunse il Battaglione Specialisti. A giugno del l 915 fu destinato al Comando Supremocon incarichi speciali. Fu promosso Maggiore nel 1917 e Tenente Colonnello, per meriti speciali, l'anno successivo. Nel 1919 assunse la direzione dell'Officina militare di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica, inca rico che conservò anche con la p1:omozione a Colonnello, avvenuta nel 1927, anno in cui fu assegnato al costituito Servizio Studi ed Esperienze del Genio. Promosso Maggior generale nel 1935, divenne Capo Reparto Tnismissioni della Direzione Superiore del Servizio Studi cd Esperienze del Genio. Promosso Tenente Generale nel 1939, fu destinato al Consiglio Nazionale delle · Ricerche. Cessato dal servizio attivo nel 1943, fu puù volte richiamato in servizio per delicati incarichi di ricerca scientifica. Illimitata fu la sua attività di tecnico di alto livello che ehhe inizio fin dalla sua destinazione a Tripoli, allorché iniziò a collaborare con Marconi. Nel 1913 aveva realizzato la rete radiotelegraficadella tripolitania e durante la grande guerra aveva dato inizio, istallato e potenziato il servizio di radiointercettazioni. Tanto intenso e pieno di risultati fu il periodo trascorso all'Officina militare ed al Servizio Studi ed Esperienze che il solo elenco degli studi da lui compiuti richiederebbe uno spazio amplissimo. Altrettanto intensa fu la sua attività di scienziato nel periodo successivo al collocamento in congedo.
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Allegato n. 38 (rif. pag. 290)
ALTE CARICHE DELL' ARMA DEL GENIO NEL PERIODO DAL 1919 AL 1935 - ISPETTORI: Gen. Div. Gen. Div. Gen. Br. Gen. C.A.
Gustavo Alfredo Angelo A1turo
NICOLETTI ALTIMARI (a) GlANNUZZI SAVELLI GUIDETTI (b) GIULIANO
1919 - 1925 1927 1928 - 1933 1933 - .......
- DTRElTORI GENERALI DEL GENIO: Gen. Div. Giuseppe D'HAYET (c) Gen. Div. Carlo DE ANTONJ (d) Magg. Gen. Giuseppe GUASCO (e) Gen. Br. Giuseppe DAI ,L'ORA (1)
1919 - 1926 1927 1928 - 1934 1935 - ..... .
- DIRETfORl GENERALI DEL GENIO PER LA MARINA Carlo BARBERIS (g) Gen. Br. Gen. Br. Carlo LAVEZZARI (h) Magg. Gcn. Tito SIGNORINI (i)
1919 - 1927 1928 - 1932 1933 - 1936
(a) con la denominazione di: "Generale a disposizione per l'Arma del Genio" (b) con la designazione di "h1caricalo" per gli anni 1928 e 1929 (c) con la designazione di: "Capo Reparto Costruzioni Genio", per gli anni 1919 - 1923 e di "Direttore Superiore Costruzioni Genio" per gli anni 1924 - 1926 (d) con la designazione di: "Incaricalo delle funzioni" (e) con il grado di Gen. Br. nel I 928 e con ]a designazione di: "Direttore Superiore del Servizio Speciale del Genio" (f) con il grado di Magg. Gen. e con la designazione di: "Incmicato delle funzioni" per l'anno 1935 (g) con il grado di Gen. Div. dal 1926 e con la designazione di: "a disposizione del Ministero de11a Marina" (h) fuori quadro, con la designazione di: "Direttore Centrale del Genio Militare per la Marina" e con il grado di Gen. Div. dal 1930 (i) con il grado di Ten. Gen. dal 1936
422
Allegati
Allegato n. 39 (rif. pag. 290)
MINISTRI DELLA GUERRA Ten. Gen. 17/1/1919 'fen. Gen. 23/6/1919 Ten. Gen. 13/3/ 1920 Prof. 21/5/1920 Avv. 15/6/1920 Prof. 2/4/1921 Avv. 4/7/1921 Avv. 26/2/1922 Principe 1/8/1922 Avv. 31/10/1922 Gen. 30/4/1924 Gen. C.A. 4/4/1925 Cav. 12/9/1929 Gen. C.A. 22/7/1933 Cav.
Vittorio
ZUPELLI
21/3/1918 -
Enrico
CAVIGLIA
18/1/1919-
Alberico
Conte ALBRICCI
24/6/1919 -
lvanoe
BONOMI
*
14/3/1920-
Giulio
RODINO'
*
22/5/1920 -
Ivanoe
BONOMl
*
16/6/1920 -
Giulio
RODINO' *
2/4/1921 -
Luigi
GASPAROTfO
Pietro
LANZA di SCALEA
Marcello
SOLERI
Annando
DIAZ
Antonino
DI GIORGIO
Benito
MUSSOLINI
Pieh·o
GAZZERA
Benito
MUSSOLINI
············--
* Deputato al Parlamento ** Generale d'Esercito e Senatore
*
*
4/7/1921 -
*
26/2/1922 1/8/1922 -
**
3 I/ IO/ I 922 30/4/1924 -
*
4/4/1925 12/9/1929 -
*
22/7/1933 -
BIBLIOGRAFIA
L'elenco che segue indica, oltre le opere, anche lefonti (documenti, relazioni, diari i, ecc. ) da cui sono state traile le notizie. t,·sso non intende fornire un panorama esauriente e dettagliato del periodo illustrato, ma indicare sola,nente quanto è stato oggetto di consultazione ai fini della trattazione.
425
Bibliografia
ANAG
Notiziario dell'Associazione Arma Genio 1930
ANGET
Cronache e notizie dal "Notiziario" - 1923 - 1939
ANGET
Le glorie dei genieri e dei trasmettitori S. Giorgio a Cremano - 1993
ASCOLI Massimo e RUSSO Flavio
La difesa de11'arco alpino Storico - Roma - 1999
1861/1940 SME - Uff.
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L'Istituto Storico e di Cultura dcll' Anna del Genio -- BITMAP - 1996
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I palazzi della Difesa - Editali a - 1985
BOSCAREI J ,0 Giuseppe Quante specialità - ANGET - 1970 BOTII Ferruccio
La logistica dell 'Esercito Italiano - Volume TT1 - Fusa editrice - 1994
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Collegamenti ottici cd ausiliari
CENNI Q.
La Bandiera. L' Am1a del Genio - Rivista Militare - 1989
COMANDO R. CORPO TRUPPE COLONTALT DELLA CIRENAICA Relazione sulle operazioni militari compiute per la occupazione delle oasi del 39° parallelo nord in Cirenaica Tipolitografia del Governo - Bengasi - 1927/'28 COMANDO SUPREMO REGIO ESERCITO L'Esercito per la rinascita delle terre liberate. Stabilimento Tipolitografico - 1918 - ' 19 FENOGT JO Alberto
li Vallo alpino - Ed. L'Artistica Savigliano - 1992
GALASSOM. e GATICCIM.
La radio in grigioverde. Edizioni C. P. - 1992
GALLTNARJ
L'Esercito Italiano nel primo dopoguerra 1918 - 1920 Stato Maggiore Esercito - 1980
426
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Le ferrovie della Libia - Tipografia 21 ° Stabilimento Genio Militare - Roma - 1951
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Raccolta dei Bollettini dell'Istituto - Tipografia 21 ° Stabilimento Trasmissioni Roma
ISPETTORATO GENEManuale per l'Ufficiale del Genio in guerra - Edizioni RALE DEL GENIO 1934/1935 ISPETTORATO ARMA Memoria sull'organizzazione e sull'azione del Genio in GENIO guerra. Officina militare RT Edizioni 1934, 1935 LASTRICO Luigi
L' Anna del Genio nella grande guerra 1915 -191 8. Tipografia regionale - 1940
MASCIA Umberto
... in terra di Cirenaica - Istituto Editoriale Cisalpino Varese - 1925
MENICUCCI Mario
li Reggimento Genio Ferrovieri. 1988
MENNONNA Mario
Conversando con lo zio. Ediz ioni Mario Congedo - 1998
MINISTERO DIFESA ispettorato Trasmissioni Cenni storici suJle trasmissioni dell ' Esercito Italiano 1966 MINISTERO DELLA GUERRA. Ispettorato Arma Genio Comunicazioni - l 928/1935 MINISTERO DELLA GUERRA. lspeltoralo Memoria sull'organizzazione ed attività del Servizio Studi Arma Genio ed Esperienze del Genio. 1934 MINISTERO DELLA GUERRA. Ispettorato Nozioni di materie speciali del Genio per le Scuole Allievi Arma Genio Ufficiali di complemento - Voi. I - Tipografia del Senato -1930 MINISTERO DELLA MARINA. Direzione Generale Artiglieria ed Armamenti
Radiotelegrafia - Esperienze eseguile sulla R. nave Carlo Alberto - Roma - 1902
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MINISTERO DELLA MARINA. Direzione Generale Artiglieria ed Armamenti MTNTSTE RO DELLE COLONIE
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MUSEO STORICO PP. TT. Dai messaggi di Mosè alle comunicazioni laser PANETTA Rinaldo
L'Esercito per il Paese. Stilgrafica - 1977
POLI Pietro
Una data memorabile nell ' opera di Guglielmo M arconi nel 70° anniversario. Air Museum S. Pelagio - I 988
POLTCARDT Angelo
Attività del Genio Militare nella Cirenaica -Arti Grafiche S. Barbara - Roma - 1933
RADIO VATICANA
Mezzo secolo della radio del Papa Tipografi a Poliglotta Vaticana. 1981
RIVISTA MILITARE
L' Arma del Genio - 1991
RIVISTA MILITARE
Le Trasmissioni dell' Esercito nel tempo - Roma - ·1995
ROMANO M.
Cirenaica nuova - Opere marittime, idriche e di colonizzazione, edilizie, stradali - Stabilimento Tipografico Pavone - Bengasi - 1933
SAVOIA U. e DEGIANI Stefano
I principali mezzi tecnici d'impiego militare. Tipografia E. Riva- 1927
SCUOLA D ' APPLICAZIONE L'Arma del Genio - Cenni storici. 1966 SCUOLA TRASMISSTONT
1931 / 1981.
Glorie delle Trasmissioni. 1962
Bibliografia
428
2° REGGIMENTO PONTIERI STMION Ernesto
STATO MAGGIORE ESERCITO. Ufficio Storico STATO MAGGIORE ESERCITO. Ufficio Slorico STATO MAGGIORE ESERCITO. Ufficio Storico STATO MAGGIORE ESERCITO. Ufficio Storico STATO MAGGIORE ESERCITO. Ufficio Storico
Storia del Genio Pontieri - 1983 Il contributo dato dalla R. Marina allo sviluppo della radiotelegrafia - Ufficio Storico della R. Marina - Roma - 1927
Fondi D6, F3, F6, F7, F 18, M7
Tn Africa Settentrionale - La preparazione al conflitto L'avanzala su Sidi el Ba1Tani - Roma - 1955
L'Esercito e i suoi Corpi - Sintesi storica - 1973
L' Esercito Italiano tnt la prima e la seconda guerra mcmdiale. 1980
Somalia 1914/1934 e 1960
STEFANT Filippo
Storia della · dottrina e degli ordinamenti da Vittorio Veneto alla seconda guerra mondi ale. S.M.E. - 1985
TUCCARI Luigi
Governi militari della Libia (1911/1919)
VALDISSERA Umberto Un metodo di colata di palafitte in cemento armato esperimentato nella costruzione del pontile di Sirte (Tripolitania) - A.iii Grafiche S. Barbara - 1933 ZAMMARCHI D. A.
La telegrafia senza fili di Guglielmo Marconi - Istituto Italiano d' Arti Grafiche Bergamo - 1904
ZICAVO
Notizie storiche sulle specialità Aerostieri e Fotografi. Tipografia Aerostieri. 1929
ZOLI Corrado
La completa conquista e l'occupazione definitiva della T, ibia. Rivista delle Colonie italiane - gennaio 1932
INDICI
431
Indici
INDICE DEI NOMI DI PERSONA pagg
ALBRICCI
Alberico
(Deputato)
I8- I9-20-22-63-64-76-79
BADOGLIO BATSTROCCHI BARZTNT BASTIANT BELLI DI SANTORNO BERTOLDI. BERTUCCJ BIANCHI BONELLI BONGIOVANNl BONOMI BONZANl BORGAll'l BRICCOLA
Pietro Federico Luigi Alberto Ubaldo Guglielmo Antonio Armando Giancarlo Luigi lvanoe Alberto Mariano Ottavio
(Gen.) (Gen.) (giornalista) (Col.) {Tcn. Col.) (Cap.) (Tcn.) (Col.) (Magg.) (Gen.) (Pres. Cons.) (Gen. des. A.) ((ìen.) ('J'.Ucn.)
183-185-196-209 265-279 7 70 200 209 209 70 276 201 l 8-20-23-63-76-79-82 30-263 4-7-283-284-286-290
CACCIA DOMINIONI CADORNA CADORNA CANDIDO CANESSA CAPPELLANO CARMINATI ClCCONETTI CIT1AD1NI CLAUSElTl COLOSIMO CONFALONIERI CRIVARO
Paolo Luigi Raffaek francesco Raffaele Filippo Emilio Luigi Giuseppe Enrico Angelo Carlo Oreste
(Tcn.)
DALL'ORA DE GASPERIS DEGIANI DELLA PORTA DEMAITEIS DE' MEDICI DIAZ
Giuseppe Mario Stefano Giorgio Gennaro Giulio Armando
(Col.) (Gen.) (Gen.) (Cap.) (Col.) (Col.) (Gen.)
(Magg.) (Col.) (Col.) (Magg.) (Col.) (Gen. Div.) ('l'en.) (Gen.) (Col.) (Card.) (Gen.)
193
277 277 70 70-254 9 228 207 209 284 255 88 73 66-70 198-20 I 70 228 285 70 23-25-27-29-63-64-71-77-8286-281
432
Indici
DI PALMA DONATO DURAND de LA PENNE
Guido Nicola Luigi
EIFFEL
Gustavo Alessandro (Jng.)
FERRAR I ORSI FIORE FOGLIATA FRATIINI FRAITURA
Federico Mario Luigi Enrico Gaetano
(Cap.) 216 (Magg.-MOVM) 288 (Col.) 108 (Col.) 73 (S.Ten.) 209
GALLINA GALPERTJ GARlONI GASPAROTIO GAZZERA GIANFRANCESCHI GIULIANO GRAZIANI
Augusto Lihero Vincenzo Luigi Pietro
(Col.) (Cap.) (T.Gen.) (Deputato) (Gcn.)
201 228 193 23 30
Gi11sr.ppc~
(padre)
89
Arturo Rodolfo
(Gen.) (Col.)
GROSSO GUARENTE GUASCO
Luigi Arcangelo Giuseppe
(Col.) (Ten.) (Cap.)
279-284 194-l 95-196-200-201 -207208-21l-213-216-218-220266 73 209 134
JNZANl
Alberto
(Magg.)
187
JJ\COE
Vincenzo
(Gcn.)
289
LANZA DI SCALEA LASTRICO LEONARDJ LEONCINI LUDENDORFF LUSANA
Pietro Luigi Elisa Oreste Erich Luciano
(Deputato) (Gcn.) (Dott.) (T.Col.) (Gcn.) (Ten.)
23 5-7-8 9 257 258 209
MAGGJOROTTI MALETTI MAMBELLI MARCONI
Andrea Pietro Ernesto Guglielmo
(Gcn.) (T.Col.) (Gen.Div.) (Ten.)
281-283 196-206 196-204 88-89-90-93-96-I38
(Col.) (Cap.) (Gcn.)
71 229 278-313 117
433
Indici
(Col.) (Gen.) (S.Ten.) (Ing.) (Gen.) (Sen.) (Prof.) (Gen.) (T.Col.) (Gen.) (Sen.) (Arch.) (Amm.) (Emiro) (Cap.) (Gen.) (Pres.Cons.)
201 24-245-278 229 89-90 9 288 286 72-280 279 196-199-201 -205-208-209 290 257 178-183 195-201 187 257-279 30-38-40-77-80-83-86-192
MARGHINOTIJ MARIENl MARINO MATHIEU MASTROBUONO MATII0LT PASQUALIN1 MASCARETII MENABREA MESSINA MEZZETTI MIARI de' CUMANI MILITI MlLLO MOHAMMED 1DR1S MONACO MONETA MUSSOLINI
Mario Giov. Battista Antonio Gaston Giuseppe Alessandro Carlo Luigi Federico Nicolò Ottorino Giacomo Roberto Enrico El Mahdi Fausto Giovanni Benito
NATALE NULLI NITTI
(S.Tcn.) Antonio (Magg.) Augusto Francesco Saverio (Deputato)
209 187 186
PALAZZOLO PARDO PARIANI PElZ PIO XI PlRZIO BIROLI PIZZARI PONZA di S. MARTINO PRlNCIVALLE
Benedetto Vito Alberto Sergio Alessandro Pier Luigi (Ministro) Fulvio
(Cap.) (S.Ten.) (Gen.) (lng.) (Pontefice) (Gen.) (Col.) 277 (T.Col.)
256 73 266 254 89 187 200
RAMADAN RAVAZZONI RODINO' RONCHETII
es Sceteni Umberto Giulio Riccardo
(Pres. Gov.) (Cap.) (Deputato) (Col.)
193 187 23 199
SACCO SANTAMARIA SAVOIA (DI) SAVOIA(DI)
(Ten.) Luigi Mario (Gen.) Umberto Vittorio Emanuele III
228
85-93-96 9 63 281
434
Indici
SIRONI SOLARI SOLERI STEJNER
Mario Luigi Marcello Pietro
(pittore) (Marchese) (Dcpulalo) (Col.)
3 89 23 70
THAON dc REVEL TESSITORE TIRELLI TOMASELLI TONINI TUA
Paolo Vincenzo Mario E. Goffredo Pietro
(Amm.) (Gen.) (Gen.) (Cap.) (S.Ten. MOVM) (Cap.)
281 228 289 257
VACCARI VERONESE VOLPI
Pietro Gino Giuseppe
(Prof.) (lng.) (Governatore)
ZUMINO
Achille
(Gcn.)
209
255 194
289-290
435
Indici
INDICE DEI LUOGHI
Abano Abbazia Adalia Adi Remòz Agedabia Agheila Aidussina Albania Alessandiia Algeria Alicudi Amba Bircutan Amseat Anatolia Ancona Apollonia Argirocastro Asia Minore Augila Auteil Azizia Bacher Balcani Barce Bardia Bari Battaglia Terme Battipaglia Baune Belamba Belluno Bengasi
233 244 88 229 I95-198-199-202205-207-208 196-200-206207-208-220 242-254 88- 178-183-184185-186-278 264 216 248 229 199-202-203-204 88-183 278-281 198 186 177 200-207-208 11 7 194 229-232 178 198-199-202-204 192-193-199202-203 I84-248-250-254 255 251 34 232 234 88-191 -192-193206-220
Berat Bibbiena Bicica Bir bu Summet Bir el Fallagia Bir el Gheddaia Bir el Uaàr Bir Sciueref Bir Tagemut Bocche di Bon ifacio Bolzano Boscomarengo Bosco Mesule Brach Bratislava Brindisi Brugnera Bucarest Bucovo Budapest Bu Gassai Bu Ngem Bu Mariam
186 250 241 200 200 205 200 213 201 266 250 254 265 21 1-213 186 88-184 234 88 242 88 199-205 208-213 195
Cabao Cadore Cafta Campi di Bisenzio Cancello-Amone Candia Lomellina Caorle Capin di Levante Capo d'Orso Caporetto Caprera Carnarvon Canniano Carnia
194 234 229-232 250 249 250 234 265 266 244 266 88 250 235
436
Caserta Castel Jablanizza Castelnuovo Catania Cecoslovacchia Cento Cirenaica
Indici
Cirene Cividale Civitavecchia Ciana Coccau Colleferro Colle Isarco Col M~jor Coltano Conegliano Corato Cormons Cortellazzo Costantinopoli Cottanello Cufra
249 241 252 251 186 256 190-191-193-195I96-198-200-20 I205-206-208-209217-220 193-204 255 65 253 267 255 250 234 88 243 248 244 234 88 250 209-220
Dalmazia Derg Derna Dodecanneso Durazzo
88-177-178-183 205-2ll-213 193-199-202 177 185
Egitto
196-199-200202-220 195 195 208 216 195 202
ElAbbiar El Acroma El Aseila El Auenat El Chaulan El Gabir
El Gtafia El Hasciat El Tag Equador Eritrea ErpeJle
196 199 200 187 177-227 252
Falcone Fezzan
248 190-209-211213-216 241 251 248 249 239-244 194 235 88-177 246
Fianona Ficuzza Filicudi Firenze Fiume Fondugh ben Gascir Forni Francia Friuli Gadames Gaeta Ga,fagnana Gargusa Garian Gars bu Hadi Gars Garnbulli Gars Gefara Gars cl Dauun Gars es Sahabi Gat Gatron Gebel
Gefara Gerdes Abid Gerdes Gerrari Germania Gheddahia Ghemines
201 278 246 193 213 201 200 200 200 199-207-208 216 216 190-194-195-196198-200-202-204205 190 198-200 202 88-177 213 205
437
Indici
Godovic Godrano Gondar Gorizia Gracovo Gran Bretagna Gran Puy Grecia Groscavallo Gsur el Mejar Guherrà
211-212-213 190-206-211-216 207-208-209 216 199-202-203204-205 242 251-252 229 244-249 242 88 249 88 255 205 208
Halugh el Gir Haseiat Homs Hon
196 208 193 207-208-211 -213
lefren Istria
194 88-239
Jugoslavia
184
Kallet Sciakir La Maddalena Latisana Lectafia Leith Libia
193 88-266 235 207 90 190-191-192195-209 235 234-236-243 254 90 234 246
Gheriat Ghibla Gialo Gianet Giarabub
Lignano Pineta Livenza Livorno Londra Longarone Lunigiana
Maàten Giofer Macedonia Mantova Manziana Marada Maraua Marina di Pisa Marmarica Marsa Brega Maserada Mazzarà S. Andrea Mekili Melbourne Merduna Merg Mesfinto Messina Mestre Mizda Misurata Moggio Udinese Moncalicri Moncenisio Monte Cavallon Monte Croce Carnico Monte Forno Montenero d'Idria Monteschino Morbegno Motta Mucici Munnansk Murzuk Nalut Napoli Nervesa New York Noventa Nufilia
208 177 281 64 196-200-207208-209 198-202 254 190 199-208 234 248 198 90 200 193 229 248-251 243-251 213 194 250 256 265 265 265 265 244-253-254 255 251 235 252 186 216 193-194 249-265 234 88-90 234 196-208
438
Indici
Obraine OmAger Omera Onigo Ospitale Otedrazica Ozieri
241 228-229-232 229 234 234 242 251
Palau Palermo Palestina Parigi Pattada Pavia Piacenza Piave Pinerolo Pinzano Pisino Pizzighettone Plezw Podcrai Pola Ponte nelle Alpi Porto nardia Postumia Potenza Pozzi Praga Prati di Colma Priula Prizzi
266 252 177 90 251 72 246-265-281-285 233-234-236-243 249 235 241 281 243 242 88-243 234 193 239-242-244 251 250 88-90 265 232-243 252
Ras el Han Riaina Rivers Roiano Roma Russia
217 265 232 88-251 88
Saar
187
194
Sacile Sagrado Salgareda Salonicco Salute San Cassiano San Donà San Fratello San Giovanni llarione San Giovanni in Persiceto San Marcello Pistoiese San Pietro del Carso San Pietro di Cadore San Stino Santa Lucia d'Isonzo Santo Stefano San Vito Sassogrosso Savona Sciuercf Sebenico Sehha Selva di Tarnovo Senosecchia Serravalle Scrravalle Scrivia Setit Shegga Sicilia Sidi bu Argub Sidi el Gilani Sidi el Uled Sidney Sinaven Sirte Sirtica Slonta Socna Sofia Sola
234 249 234 88 235 235 234-243 248 253 254 254 244 234 235 244 266 242-243 243 281 213-214-215 88 215-216 244-252-253 244 243 281 229 199 252 200 200 200 88-90 215 194-196-199205-206 207-208-209 198-201-202 207-208 88 232
439
Indici
Solluch Somalia Spagna Spargi Stati Uniti Strigno Suani ben Adem Susa
191-205 177 88 266 88 25 1 194 265
Tacazzè Tachiomet Tagliacozzo Tagliamento Tagma Taguira 'faranto Tarhuma Tacnis Termini lmerese Tessenei Titlis Tillirnun Tirana Tirreni a Tobruk Tolme!la Tolmino Topolza Torre di Mosto Tortona Trelago Tremeacque Trentino-Alto Adige Trento Treviso Trieste
228 216 250 233-235-243-248 195 191 88-184 200 200 251 229 88 205 186 252 192-193 198 243-252 242 235 281 250 235 177 250 233-243-252 239-243-244248-249 191 -192-193201-213 190-191-193194-195-196-
Tripoli Tripolitania
Tummo Turchia
I98-200-201 205-208-216217-220 220 88
Uau el Chebir Uhari Udine Ugarò Umm el Araueb Urnm cl Helah Uolcait
216-217 218 239-242-254 229 213 211 228
Valenza Exilles Valmacca Valona Varallo St:sia Vania Varese Varsavia Veneto Venezia Venezia Giulia Verona Versa Vienna Villa del Nevoso Vittorio Veneto Vla<livostok
28 1 250 185-186 25 1 235 250 88 2J~ 25 1 186-239-243 250-25 1-281 253 88 239-24 1-243 280 186
Zavctnic Zavia Zella
242 193-195-202 196-207-208217 234 242 191-193 J99-202-205
Zenson Zolla Zuara Zuetina
1
440
Indici
INDICE DI ENTI ED UNITA' CIVILI E MILITARI Accademia Pontificia delle Scienze Accademia militare di Arliglieria e Genio Associazione· di mutua solidarietà tra i reduci del Genio Associazione nazionale del Genio - La Santa Barbara Associazione nazionale genieri e trasmettitori d'Italia Associazione nazionale reduci del 3° Reggimento Telegraf. Battaglione Aerostieri Battaglione Dirigibilisti Battaglione misto Genio per la Sardegna 1 Battaglione speciale Genio TI Battaglione Zappatori III Battaglione Pontieri VII Battaglione Zappatori XI Ballaglione Zappatori LVUI Battaglione Zappalori LXIll Battaglione Zappatori LXXI Battaglione Zappatori LXXIX Battaglione Zappatori LXXX Battaglione Zappatori XC Battaglione Zappatori Brigata "Bergamo" Centro Studi del Genio Cinemateca militare Comando del Corpo d'Annata di Bologna Comando del Corpo d'Armata di Milano Comando del Corpo d'Armata di Verona Comando Generale del Genio Comando Genio del Corpo d'armata di Alessandria Comando Genio del Corpo d'Armata di Torino Comando Genio del Corpo d'Armata diTrieste Comando Genio del Corpo d'Armata di Udine Comando Supremo Compagnia Fotografi Compagnia Guide fluviali 3" Compagnia Ferrovieri 3" Compagnia Zappatori-minatori 33" Compagnia Telegrafisti
90
27-41-44 287 288 289 287
37-46 229
248 187 187 187 187 187 183
288 187 187 . 193 31 -32-80
48 246 264 264 57-233-235-343 264
264 264
265 17-233 38
17 248 249 187
441
Indici
68" Compagnia Telegrafisti I03" Compagnia Telegrafisti 125" Compagnia Telegrafisti 136" Compagnia Telegrafisti 138" Compagnia Telegrafisti 145" Compagnia Telegrafisti XXVI Corpo d'Armata Direzione Generale del Genio Direzione Lavori Genio militare Direzipne Superiore degli Specialisti del Genio Divisione "Murge" 80" Divisione Alpina
183 187 187 183 187 187 185 257-264 28 31-87 . 184 348
Gruppo Aerostieri 160° Gruppo Artiglieria
37-41 -294 330
Ispettorato del Genio
31
Istituto di Architettura militare Istituto Centrale di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica Istituto Milirarc deJJc Trasmissioni Istituto militare di Radiotelegrafia ed Elettrotecnica Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio
283 21 -26-4 1-75 -85 86 31 277-281-283-396-398
Laboratorio Pirotecnico e di Studi Chimici
21
Museo del Genio
41-283
Officina di Costruzioni del Genio militare Officina Radiotelegrafica ed Elettrotecnica
26-31-41-75-76 21-26-75-82
Raggruppamento Aerostieri 5° Raggruppamento Genio 8" Raggruppamento Alpini 9° Raggruppamento Alpini Reggimento FeITovieri Reggimento Genio "Mario Fiore" Reggimento Lagunari Reggimento Minatori Reggi mento Pontieri -Lagunari Reggimento Radiotelegrafisti
294 249 334-348 335-348 36-42-47-123-252-254 288-289 17 42 36-4 l- l 15-247-249-251-252 40-41 ,
442
Indici
1° Reggimento Genio
33-44-252-255-256-278
1° Reggimento Minatori
47-254
1° Reggimento Pontieri
47-255
1° Reggimento Zappatori
279
2° Reggimento Genio
33-44
2° Reggimento Minatori
47
2° Reggimento Pontieri
47-115-255-289
3° Reggimento Genio
34-25 J -253-307
3° Reggimento Genio-Scuola
44-75
4" Reggimento Genio
34-45-251
5° Reggimento Genio
34-45
6° Reggimento Genio
35-45-256-264
7° Reggimento Genio
35-45-254
8° Reggimento Genio
35-45-25 l-252-255 -279-299
9° Reggimento Genio
35-46-253
9° Reggimento Artiglieria-Pontieri
76
10° Reggimento Genio
36-46-250-251 -253-254-255
I J" Reggimento Genio
36-46-254-256-264
12° Reggimento Genio
37-46-249-252-253
26° Reggimento Genio d'Albania
186
Regio Corpo Truppe Coloniali della Libia
191-297
Scuola Allievi Sottufficiali del Genio
48
Scuola Allievi Ufficiali di complemento del Genio
44-47-71
Scuola Centrale del Genio
27 -41-44-64
Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio
41-44
Servizio Fotocinematografico
48
Servizio materiali del Genio
101
Servizio pompieristico
101
Servizio Specialisti del Genio
41-79
Servizio Studi ed Esperienze del Genio
42
Uffici Fortificazione
33
443
indici
JNDTCE DEGLJ ALLEGATI I.
Stralcio del!' intervento alla Carnera del minislro della Guerra, pag. Pietro Gazzera 2. Notizie storiche sulle specialità Aerostieri e Fotografi 3. La stazione Radio Molo cli Tripoli 4. Pubblicazioni militari riguardanti l'Arma del Genio redatte dall' Ispettorato dell'Arma del Genio 5. L' addestramento dei Minatori 6. Il collegamento radiotelegrafico tra la Sardegna e l'Italia 7. La Stazione Radio della Città ciel Vaticano 8. Maleriali del Genio esistenti tra la L" e la 2" guerra mondiale 9. Slralcio dell'ordinamento dei RR. Corpi di Truppe Coloniali della Tripolitania e della Cirenaica I O. L'attività del Genio in Colonia negli anni 1911 - 1914 11. Stralcio della relazione del Comando Regio Corpo lruppc Coloniali 12. Materiali d'artiglieria recuperati dal 160u Gruppo d'Artiglieria sulla riva sinistra del Piave, tra RomanzioJ e Grisolera " I3. Elenco dei Reparti impegnati nei lavori di riprislino delle arginature 14. Verbale di constatazione e di consegna dei lavori di ripristino delle arginature eseguiti dalla Direzione lavori 24/\ Zona, all'argine cli riva sini stra del fiume Meschio, in prossimità di Sacile 15. Lavori eseguiti per il recupero delle zone disastrate dagli evenli bellici 16. Lettere e dichiarazioni di varie Aulorità attestanti il modo in cui l'Esercilo rispose alla fiducia in esso riposta, nell'immane lavoro di ripristino delle arginature 17. Elenco degli Ufficialòi ed Ingegneri del Regio Magistrato alle Acque che diressero l'opera di 1ipristino delle arginalure o che ebbero parte nei relativi lavori " 18. Elenco degli Ufficiali ed ingegneri del Regio Magistrato operanti nel settore della 80/\ Divisione Alpina 19. Notizie dalla Relazione di progetto dell'impianto idrico di Montenero d' Idria 20. Circolare n. 200 in data 6 gennaio 1931 21. Aggiunte e varianti agli allegati alle circolari del Comando del Corpo di Stato Maggiore n. 200 in data 6 gennaio 1931 e n. 800 in data 5 marzo 193 I
293 294 297 303 307 313
317 319 325
326 328
:no 33 I
337 338
340
343
348 350 354
366
444 22. Segni convenzionali da usarsi nella compilazione dei progetti per la sistemazione difensiva pag. 23. Parere n. 88 in data 18 aprile l 935 circa il progetto particolareggiato per la costruzione delle opere di sbarramento di Monte Croce Carnico 24. Circolare n. 7000 in data 3 ottobre 1938 "Direttive per l'organizzazione difensiva 25. Proposta inoltrata al Sovrano per la concessione della Bandiera all'Arma del genio 26. Ordine del Giorno del Comando Generale del Genio, in occasione dcll'anivo in zona di guerra della Bandiera dell'arma del Genio (4 settembre 19l8) " 27. Verbale di consegna della Bandiera dell'Arma del Genio dal Comando delle RR. Truppe della Venezia Giulia al Comando del Distaccamento del 1° Reggimento Genio Zappatori 28. Brevetto di concessione, alla Bandiera dcli ' Arma del Genio, della Medaglia d'Oro al Valor Militare, per la guerra 1915 - 1918 29. Stralcio del R. Decreto 7 giugno 1938, eon il quale il Sovrano conferma che 1'8° Reggimento Genio resta il depositario della Bandiera dell'Arma del Genio " 30. Brevetto di concessione, alla Bandiera dcli' Arma del Genio, della Croce di Cavaliere de ll'Ordine Militare cli Savoia, per la guerra italo-etiopica del 1935 - '36 " 31. Motivazioni delle Decorazioni concesse alla Bandiera dell'Arma del Genio 32. R. Decreto 28 giugno 1934. Costituzione dell' Istituto Storico e di Cultura dcli' Arma del Genio 33. La progellazione della sede dell'Istituto Storico e di Cultura dcli' Arma del Genio 34. D.P.R. n. 526 in data 18 giugno 1949, di approvazione dello Statuto dell'LS.C.A.G. 35. I vertici dell'Associazione Nazionale dell'Arma del Genio 36. Concessione del!' Alto Patronato di S.M. il Re ali' Associazione Nazionale dell'Arma del Genio 37. Linemnenti di alcuni dei più significativi personaggi dell'Anna del Genio " 38. Ispettori, Direttori Generali del Genio e Direttori Generali del Genio Militare per la Marina 39. Ministri della Guerra
Indici
377
378 381
385
386
387 388
389
390 391 396 398
401 402 404
405 421 422
445
Indici
INDICE GENERALE Tavola fuori testo Presentazione Prefazione
pag. 3 5 " " 9
PRIMA PARTE - IL DOPOGUERRA ( 1918 - 1934)
"
CAPITOLO I - 11 riordinamento dell'Arma del genio nel quadro del riassetto post-bellico deJle Forze Armate I. Premessa 2. Gli ordinamenti provvisori: Albricci e Bonomi 3. L'ordinamento Diaz 4. L'ordinamento Mussolini 5. L'ordinamento del 1934
13 15 18
25 30 40
53 55
CAPITOLO TI - Tl rinnovamento dell'Arma del Genio I. L' Ispettorato dell ' Arma del Genio e lo sviluppo della dottrina 2. Le Scuole del Genio: compiti, strutture cd attività 3. Organi di studio, di ricerca e per la riparazione dei materiali 4. Guglielmo Marconi e lo sviluppo delle comunicazioni militari
62 75 88
SECONDA PARTE - MATERIALI, INTERVENTI ED AVVENIMENTI DELL'ARMA DEL GENIO CAPITOLO ill - I materiali in dotazione ai reparti del Genio 1. Premessa 2 . Materiali per le comunicazioni ed i trasporti 3. Materiali per i collegamenti 4. Materiali per l'osservazione 5. Materiali per lavori e servizi vari
11
97 99 " " " "
101 104
129 160 169
175 177
CAPITOLO IV - Interventi ed attività del Genio in Italia ed all'estero I. Gli interventi all'estero 2. Il Genio nelle Colonie 3. Gli interventi nel Paese 4. Le infrastrutture e le fortificazioni
233 256
CAPITOLO V -Avvenimenti di rilievo nella storia dell'Arma 1. La Bandiera
275 277
190
446 2. 3. 4. 5. 6.
la festa dell 'Anna L' Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio Il monumento ai Caduti del Genio L'Associazione dell'Arma Conclusioni
Indici
pag.280 " 28 "1 286 " 287 290
ALLEGATI
291
BIBLJOGRAFlA
" 423
INDICI • Indice dei nomi di persona • Indice dei luoghi • Indice degli enti e delle unità civili e militari • Indice degli allegati • Indice generale
" 429 " 431 " 435 445
"
448
" 450
Riproduzione a colori di alcune fotografie inserite nel testo
449 Gronde uniforme grigio verde e do sera, per Ufficiali del Genio, nel 1934
Uniforme ordinario per geniere di unità motorizzala, nel 1936
450
451 Nella pagina affianco: Grande uniforme da parata per ufficiale del Genio, nel 1937
Teleforo n.5
452
453
Posto R/3
Nello pagina o fianco: Ponte ferroviario metallico n.3, Roth-Wogner
Ubicazione delle teleferiche di guerra (segnate in rosso} esistenti e funzionanti alla fine della prima guerra mondiale (sono visibili: o sinistro, il logo di Garda; a destra, il Piove}
1.
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SCHI ZZO
IPSOMETRICO
Schizzo ipsometrico dimostrativo della Libia.
Nello pagina a fianco: Corto dello Libia
DIMOSTRATIVO
DELLA
LIBIA
Veduta aerea del palazzo dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Armo del Genio {in basso o destra è visibile il Monumento al geniere}
457 Castel 5. Angelo con le casermette di Urbano VIII ed il passaggio, ancora scoperto, di collegamento con il Vaticano
L
l
f!1
458
Ingresso principale dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio
459
Museo Del Genio. Sala aerostati /
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I
I
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I
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460
Stoz1one · RF3A
Museo del Ge . macchine fot mo. Sola ografiche
461
Stazione Fotofonica
462 Lapide commemorativa de/l'inaugurazione della nuova sede de/l'Istituto
Nella pagina a fianco: Fori campali da illuminazione e segnalazione, antesignani delle stazioni fotoelettriche
Eliografo od uno specchio, circolare,
del diametro di 315 millimetri
463